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Chimica per il liceo/I legami
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{{Chimica per il liceo 2}}
== La formazione dei legami chimici ==
[[File:H2O (water molecule).jpg|thumb|217x217px|'''Figura 1.''' La molecola dell'acqua (H<sub>2</sub>O) si forma grazie a legami chimici tra atomi di ossigeno e atomi di idrogeno.|sinistra]]
L’enorme varietà di sostanze chimiche che formano non solo il mondo in cui viviamo, ma l’intero Universo, deriva dalla combinazione degli atomi che costituiscono gli elementi classificati nella Tavola periodica. [[File:Formazione legame chimico.png|thumb|367x367px|'''Figura 2.''' La formazione di un legame chimico tra due atomi, come ad esempio due atomi di idrogeno (H) che si uniscono per formare una molecola biatomica (H<sub>2</sub>).]]Mentre i gas nobili esistono come atomi isolati, gli atomi di tutti gli altri elementi tendono a combinarsi, sia con atomi dello stesso tipo (sostanze elementari), sia con atomi di elementi differenti (composti), mediante la formazione di '''legami chimici''', ossia interazioni di natura elettrica in cui sono coinvolti gli elettroni più esterni che possono essere scambiati o messi in condivisione; ne è un esempio la molecola d'acqua (H<sub>2</sub>O) rappresentata in figura 1, che si forma grazie ai legami chimici tra ossigeno (O) e idrogeno (H). La formazione dei legami chimici è un processo complesso che, per essere studiato appieno, richiederebbe conoscenze più approfondite della struttura atomica e della meccanica quantistica, ma che è in ogni caso fondamentale comprendere almeno nelle sue linee essenziali, in quanto le reazioni chimiche comportano normalmente la rottura e la formazione di legami chimici.
Per quanto il numero di possibili combinazioni fra gli atomi sia virtualmente infinito, non sempre è possibile che si instaurino legami fra essi: condizione essenziale è che l’energia potenziale dell’associazione atomica che si viene a formare sia minore di quella dei singoli atomi separati, come mostrato in figura 2.
{{Colore di sfondo|#feffaa|''Il composto che si ottiene, in seguito all'instaurarsi di legami chimici, ha pertanto una maggior stabilità rispetto ai singoli atomi che lo costituiscono''}}, proprio perché il suo contenuto energetico è minore rispetto a quello degli atomi separati. Con il termine '''energia di legame''' si indica la quantità di energia che deve essere fornita per rompere un legame chimico. La distanza tra i nuclei dei due atomi coinvolti in un legame chimico è invece definita '''lunghezza di legame'''.
=== Gli elettroni di legame ===
Come precedentemente osservato, alla formazione dei legami chimici prendono normalmente parte solo gli elettroni più esterni (una parte o tutti, a seconda dell'elemento) che pertanto vengono chiamati '''elettroni di legame''' o '''elettroni di valenza''', in quanto il livello energetico più esterno di un atomo, dove sono localizzati tali elettroni, è definito ''strato di valenza''. Il numero di elettroni di valenza può essere agevolmente determinato facendo riferimento alla Tavola periodica rappresentata in figura 3, in particolare:[[File:Periodic_table_large-it.svg|thumb|611x611px|'''Figura 3.''' La tavola periodica degli elementi.|centro]]
* i '''metalli alcalini''' (gruppo 1, in arancione) e '''alcalino-terrosi''' (gruppo 2, in giallo) hanno rispettivamente uno e due elettroni di legame;
* gli elementi dei gruppi dal 13 al 18 (in azzurro e viola) hanno un numero di elettroni di legame pari al numero del gruppo diminuito di dieci (tre elettroni per gli elementi del gruppo 13, quattro elettroni per gli elementi del gruppo 14 e così via), con l’eccezione dell’elio che pur appartenendo al gruppo 18 ha in totale solo due elettroni.
Per quanto riguarda gli elementi appartenenti ai gruppi dal 3 al 12 ('''metalli di transizione''', in rosa) la determinazione degli elettroni di valenza è più complessa, a causa della loro peculiare struttura atomica, e non è possibile enunciare regole semplici per stabilire quanti siano tali elettroni.
Facendo riferimento alla classificazione tradizionale dei gruppi, tuttora riportata sulla maggior parte delle Tavole periodiche, e senza considerare i metalli di transizione, è ancora più agevole la determinazione degli elettroni di valenza, poiché il loro quantitativo corrisponde al numero romano che indica il gruppo: un elettrone per gli elementi del gruppo I (metalli alcalini), due elettroni per gli elementi del gruppo II (metalli alcalino-terrosi), tre elettroni per gli elementi del gruppo III (boro, alluminio, gallio, ecc.), e così via fino ad arrivare ai gas nobili (gruppo VIII), che hanno tutti 8 elettroni di legame nello strato più esterno (con l’eccezione, già ricordata dell’elio).
=== I simboli di Lewis e la regola dell’ottetto ===
[[File:Strutture di Lewis dei primi tre periodi.png|sinistra|thumb|548x548px|'''Figura 4.''' Strutture di Lewis (elettroni di valenza) degli elementi dei primi tre periodi.]]
Gli elettroni di valenza possono essere facilmente rappresentati mediante pratiche notazioni introdotte dal chimico statunitense Gilbert N. Lewis e per questo note come '''simboli di Lewis''', in cui tali elettroni sono indicati come puntini o come coppie di puntini disegnati ai quattro lati del simbolo chimico dell'elemento. Come regola generale, si colloca un puntino su ciascun lato del simbolo chimico (è indifferente il lato da cui partire e l’ordine da seguire) per i primi quattro elettroni di legame, dopodiché si accoppiano i puntini su ciascun lato: l'importante è collocare i primi quattro puntini su ciascun lato, dopodiché accoppiarli. Nella figura 4 sono rappresentate le strutture di Lewis per gli elementi appartenenti ai primi tre periodi. Come è possibile notare, gli elementi appartenenti al medesimo gruppo presentano la stessa stessa struttura di Lewis, in quanto dotati della stessa '''configurazione elettronica''' più esterna, ossia la stessa distribuzione degli elettroni di valenza.
Nel 1916, Lewis ha inoltre formulato la cosiddetta '''regola dell'ottetto''', una regola empirica che tenta di spiegare, anche se in modo approssimato, la formazione dei legami chimici tra gli atomi. Secondo tale regola ''{{Colore di sfondo|#feffaa|quando '''un atomo possiede il livello elettronico esterno''' (ossia lo strato di valenza), che in genere è costituito da otto elettroni, '''completo, esso è in una condizione di particolare stabilità energetica e tende a non formare ulteriori legami'''}}''. In altre parole, ''{{Colore di sfondo|#feffaa|'''un atomo è particolarmente stabile quando ha otto elettroni nello strato di valenza'''}}''.
I '''gas nobili''', in natura, risultano sostanzialmente inerti (salvo alcune reazioni particolari che danno origine però origine a composti rari e poco stabili) ed esistono come atomi singoli, proprio in virtù del fatto che '''presentano un ottetto completo nello strato di valenza''' (si ricorda sempre la peculiarità dell’elio che risulta stabile con soli due elettroni). Al contrario, '''tutti gli altri elementi, che non possiedono l’ottetto completo, tendono''', a seconda dei casi, '''a cedere, ad acquistare o a mettere in comune i propri elettroni di legame, al fine di completare il proprio strato di valenza'''. Ogni elemento pertanto ha la tendenza a raggiungere l’ottetto e ad assumere lo stesso assetto di elettroni del gas nobile ad esso più vicino.
Questa regola empirica, con cui si giustifica la tendenza degli atomi a legarsi fra loro, mediante la formazione di legami chimici, è normalmente ben rispettata dagli elementi dei primi due gruppi (metalli alcalini e alcalino-terrosi) e da quelli dei gruppi dal 13 al 18 (sono comunque note delle eccezioni), mentre i metalli di transizione, i lantanidi e gli attinidi hanno comportamenti complessi e non sempre riconducibili a tale regola.
In linea generale, gli atomi degli elementi dei primi gruppi, che si trovano nella parte sinistra della Tavola periodica, tendono a cedere elettroni per raggiungere la stessa configurazione elettronica del gas nobile che li precede, mentre gli atomi degli elementi dei gruppi più a destra della Tavola periodica sono portati ad acquistare elettroni per raggiungere la stessa configurazione elettronica del gas nobile che li segue. In alternativa, gli atomi di molti elementi possono raggiungere l’ottetto condividendo i propri elettroni con atomi uguali o di altri elementi.
Per l’idrogeno (con un solo elettrone), il litio (con tre elettroni) e il berillio (con quattro elettroni) la stabilità viene raggiunta quando assumono la configurazione elettronica dell’elio, quindi quando hanno due elettroni nello strato più esterno.
== Il legame covalente ==
{{Colore di sfondo|#feffaa|'''Il legame covalente si basa sulla condivisione degli elettroni: due atomi mettono in comune una o più coppie di elettroni. Il raggiungimento dell’ottetto è possibile poiché gli elettroni condivisi appartengono contemporaneamente a entrambi gli atomi.'''}}
[[File:Legame covalente.gif|thumb|239x239px|'''Figura 5.''' Formazione del legame covalente nella molecola di cloro (Cl<sub>2</sub>).]]
Il cloro, un gas tossico di colore verde-giallastro (il nome di tale elemento deriva proprio dal termine greco χλωρός, chlōros, che significa “verde”), in natura esiste sotto forma di molecole biatomiche Cl<sub>2</sub>. Ciascuno dei due atomi di cloro che formano la molecola possiede 7 elettroni di valenza (il cloro appartiene infatti al gruppo 17, quello degli alogeni) e pertanto per raggiungere l’ottetto (corrispondente alla stessa configurazione elettronica del gas nobile più vicino, l’argon) necessitano entrambi di un elettrone: ciò è possibile mediante la formazione di un legame covalente in cui ciascun atomo mette in compartecipazione un proprio elettrone. In figura 5 è mostrata con un'animazione la formazione della molecola biatomica di cloro grazie al legame covalente che si instaura fra due atomi, mediante la condivisione di una coppia di elettroni: si può notare che la coppia di elettroni condivisi, evidenziata in rosso, appartiene contemporaneamente a entrambi gli atomi, che pertanto si trovano ad avere ciascuno otto elettroni di valenza. La presenza di un legame covalente fra i due atomi, senza esplicitare tutti gli elettroni di valenza come nelle strutture di Lewis, viene normalmente indicata utilizzando un trattino che ne unisce i simboli: Cl-Cl. Il trattino rappresenta quindi la coppia di elettroni condivisi.
Il legame covalente può formarsi tra atomi uguali, come nel caso precedentemente analizzato, ma anche tra atomi di elementi differenti. Per esempio, nella molecola del metano (CH<sub>4</sub>), un gas incolore, inodore e altamente infiammabile, utilizzato per il riscaldamento domestico e come combustibile per le automobili, l’atomo di carbonio mette in condivisione tutti i suoi quattro elettroni con altrettanti atomi di idrogeno, formando quattro distinti legami covalenti. Ciò permette al carbonio di completare l’ottetto e contemporaneamente a ciascun atomo di idrogeno di raggiungere la configurazione elettronica stabile dell’elio. La figura 6 rappresentata la molecola del metano. [[File:Metano, formule di vario tipo.png|thumb|658x658px|'''Figura 6.''' Metano (CH<sub>4</sub>): varie rappresentazioni della sua struttura molecolare.|centro]]
=== Legami covalenti semplici, doppi e tripli ===
In base al numero di coppie di elettroni che vengono condivise tra due atomi per raggiungere l’ottetto si possono distinguere tre tipologie di legami covalenti.
# Nel '''legame covalente semplice''' (o '''singolo''') viene condivisa una sola coppia di elettroni tra due atomi, come nei casi precedentemente analizzati del cloro molecolare e del metano (in cui sono presenti quattro distinti legami semplici), o nel caso della molecola di idrogeno (H<sub>2</sub>), in cui ciascun atomo mette in condivisione il suo unico elettrone, al fine di raggiungere la stabilità (rappresentata in questo caso dalla configurazione elettronica dell’elio), come mostrato in figura 7 (immagine di sinistra). Anche in questo caso è possibile rappresentare la struttura della molecola, in forma semplificata, mediante un trattino che unisce i simboli dei due atomi legati: H-H.
# Nel '''legame covalente doppio''' vengono condivise due coppie di elettroni tra gli stessi due atomi. Un esempio è dato dal gas ossigeno (O<sub>2</sub>) in cui ciascuno dei due atomi che formano la molecola possiede 6 elettroni di valenza (gruppo 16). Per raggiungere l’ottetto (raggiungendo la stessa configurazione elettronica del gas nobile neon) sono necessari a ciascun atomo due elettroni: si formano pertanto due coppie di elettroni condivise tra gli stessi atomi, ossia un legame covalente doppio. La figura 7 (immagine centrale) rappresenta la molecola di ossigeno. In questo caso, il legame doppio può essere rappresentato da due trattini tra i simboli degli atomi: O=O.
# Nel '''legame covalente triplo''' vengono invece condivise tre coppie di elettroni tra gli stessi due atomi. Un esempio è dato dal gas azoto (N<sub>2</sub>) in cui ciascuno dei due atomi che formano la molecola possiede 5 elettroni di valenza (gruppo 15): la formazione di tre coppie di elettroni condivise tra gli stessi atomi permette a entrambi di raggiungere l’ottetto e quindi la stabilità. La figura 7 (immagine di destra) rappresenta la formazione della molecola di azoto. In questo caso, il legame triplo può essere rappresentato da tre trattini tra i simboli degli atomi: N≡N.
I legami doppi e tripli possono essere complessivamente indicati anche come legami covalenti multipli.[[File:Legami covalenti singoli doppi tripli.png|thumb|719x719px|'''Figura 7.''' Legami covalenti ''singoli'' (molecola di idrogeno, H<sub>2</sub>), ''doppi'' (molecola di ossigeno, O<sub>2</sub>) e ''tripli'' (molecola di azoto, N<sub>2</sub>).|centro]]L’energia e la lunghezza dei legami dipende ovviamente dal tipo di atomi coinvolti, in generale, si può comunque osservare che, passando dal legame semplice a quello doppio e da questo a quello triplo, la lunghezza di legame diminuisce (i nuclei atomici sono pertanto più vicini), mentre l’energia aumenta (è pertanto necessario fornire un quantitativo maggiore di energia per spezzare il legame). Nella seguente tabella, sono indicati i differenti valori di lunghezza ed energia per i legami semplici, doppi e tripli tra atomi di carbonio:
{| class="wikitable"
|'''Legame'''
|'''Esempio'''
|'''Lunghezza (pm)'''
|'''Energia (kJ/mol)'''
|-
|Semplice (C-C)
|Etano: H<sub>3</sub>C-CH<sub>3</sub>
|154
|348
|-
|Doppio (C=C)
|Etilene: H<sub>2</sub>C=CH<sub>2</sub>
|134
|614
|-
|Triplo (C≡C)
|Acetilene: HC≡CH
|120
|839
|}
=== Il legame covalente dativo ===
[[File:Acido perclorico.png|thumb|364x364px|'''Figura 8.''' Legame dativo nell'acido perclorico (HClO<sub>4</sub>): il cloro può donare tre doppietti ad altrettanti atomi di ossigeno.]]
Un particolare tipo di legame covalente, presente in numerosi composti chimici, prevede che la coppia di elettroni di legame sia fornita da uno solo dei due atomi: è il legame '''covalente dativo'''. L’atomo che dona i due elettroni che ha già completato l’ottetto, mediante la formazione di legami con altri atomi, e che dispone di '''uno o più doppietti elettronici''' (coppie di elettroni) non condivisi (per indicarli si può utilizzare anche il termine “coppie solitarie” o l'inglese "lone pairs") prende il nome di '''datore''', mentre quello che li riceve viene definito '''accettore'''. Il legame dativo una volta che si instaura è indistinguibile da un normale legame covalente e, per convenzione, viene indicato con una freccia (→) che va dall’atomo datore verso quello accettore.
Prendendo, ad esempio, in considerazione il cloro, che appartiene al gruppo 17, si può osservare che sono presenti tre coppie solitarie, utilizzabili per la formazione di altrettanti legami covalenti dativi: nell’acido cloroso (HClO<sub>2</sub>), nell’acido clorico (HClO<sub>3</sub>) e nell’acido perclorico (HClO<sub>4</sub>), sono infatti presenti rispettivamente uno, due e tre legami dativi tra il cloro e l’ossigeno; in figura 8 è mostrata la molecola di acido perclorico in cui sono presenti tre legami dativi.
=== L’elettronegatività e i legami covalenti puri e polarizzati ===
Un parametro di fondamentale importanza per determinare le caratteristiche di un legame chimico è '''l’elettronegatività''' (indicata con la lettera greca χ, “chi”). Come già studiato nel capitolo [[Chimica per il liceo/La tavola periodica|La tavola periodica]], si tratta di una proprietà che dà un’indicazione della tendenza con cui un atomo attrae gli elettroni di legame ed è definita mediante una scala arbitraria proposta dal fisico e chimico americano Linus Pauling. In linea generale e tralasciando i gas nobili, come mostrato nella figura 9, l’elettronegatività aumenta spostandosi da sinistra verso destra lungo un periodo, mentre diminuisce scendendo lungo un gruppo: l’elemento più elettronegativo è infatti il fluoro. [[File:Variazione di elettronegatività nella tavola periodica.png|thumb|633x633px|'''Figura 9.''' Variazione dell'elettronegatività negli elementi della Tavola periodica.|centro]]Per determinare le caratteristiche di un legame chimico è necessario fare riferimento alla '''differenza di elettronegatività''' fra gli atomi coinvolti: se tale differenza è minima, gli elettroni coinvolti nel legame risultano distribuiti in modo perfettamente uniforme attorno ai due nuclei atomici; al contrario, se tale differenza è significativa, la distribuzione degli elettroni coinvolti nel legame non è omogenea e gli elettroni sono attratti con maggior forza dal nucleo dell’atomo più elettronegativo. Più nel dettaglio, si possono distinguere i tre seguenti casi:[[File:Butano modello.png|thumb|'''Figura 10.''' Modello tridimensionale della molecola di butano (gli atomi di C sono rappresentati in grigio, mentre quelli di H in bianco).|240x240px]]
# Se la differenza di elettronegatività è inferiore a 0,4, si ha un '''legame covalente puro''' (anche detto omopolare o apolare), in cui gli elettroni di legame sono condivisi in modo perfettamente equilibrato. Ciò si verifica quando il legame si instaura tra due atomi dello stesso elemento, come nelle molecole di cloro (Cl<sub>2</sub>), rappresentata in figura 5, idrogeno (H<sub>2</sub>), ossigeno (O<sub>2</sub>) e azoto (N<sub>2</sub>), rappresentate in figura 7 e precedentemente analizzate, o nelle molecole organiche in cui è normalmente presente il legame tra atomi di carbonio, C-C, come ad esempio nel butano (H<sub>3</sub>C-CH<sub>2</sub>-CH<sub>2</sub>-CH<sub>3</sub>) rappresentato in figura 10, oppure quando il legame si instaura tra due elementi diversi che hanno però valori di elettronegatività simili, come ad esempio, tra l’idrogeno (H, elettronegatività = 2,20) e il fosforo (P, elettronegatività = 2,19), nel gas fosfina (PH<sub>3</sub>), o tra il carbonio (C, elettronegatività = 2,50) e l'idrogeno (H, elettronegatività = 2,20), nel caso degli idrocarburi (di cui sono esempi il metano, rappresentato in figura 6, e il butano rappresentato in figura 10).
#Se la differenza di elettronegatività è compresa tra 0,4 e 1,9 (alcuni autori pongono il limite a 1,7), si ha un '''legame covalente polarizzato''' (anche detto '''eteropolare''' o '''polare'''), in cui gli elettroni di legame sono distribuiti in maniera non simmetrica, essendo attratti maggiormente dall'atomo con il più elevato valore di elettronegatività. Poiché gli elettroni sono particelle cariche negativamente, questa loro distribuzione asimmetrica fa sì che l’atomo più elettronegativo manifesti una parziale carica negativa (indicata con il simbolo δ−, “delta meno”), comunque inferiore al valore della carica dell’elettrone stesso (carica elettrica elementare), mentre l’atomo meno elettronegativo manifesti una parziale carica positiva (indicata con il simbolo δ+, “delta più”), anche in questo caso comunque inferiore al valore assoluto della carica dell’elettrone: si genera in questo modo un '''dipolo elettrico'''. Un esempio di legame covalente polarizzato è quello tra idrogeno (elettronegatività = 2,20) e cloro (elettronegatività = 3,16), nella molecola dell’acido cloridrico (HCl), rappresentata in figura 11. Un’altra importante molecola in cui sono presenti legami covalenti polarizzati è l’acqua (H<sub>2</sub>O): l’atomo di ossigeno (elettronegatività = 3,44) presenta una parziale carica negativa (δ−), mentre gli atomi di idrogeno (elettronegatività = 2,20) presentano entrambi una parziale carica positiva (δ+), come mostrato in figura 12.[[File:H-Cl.svg|thumb|244x244px|'''Figura 11.''' Nell'acido cloridrico il legame covalente è fortemente polarizzato: la molecola è un dipolo.]][[File:Watermolecule.svg|thumb|204x204px|'''Figura 12.''' Nella molecola d'acqua i legami covalenti tra O e H sono eteropolari.]]3. Se la differenza di elettronegatività è maggiore di 1,9, si ha un legame ionico, che comporta uno scambio di elettroni tra gli atomi coinvolti e di cui tratteremo più dettagliatamente in un successivo paragrafo.
Nella seguente tabella viene ricapitolata la classificazione delle differenti tipologie di legame (covalente puro, covalente polarizzato e ionico), a seconda della differenza di elettronegatività:
{| class="wikitable"
|'''Differenza di elettronegatività (Δχ)'''
|'''Tipo di legame'''
|-
|0 ≤ Δχ < 0,4
|Legame covalente puro
|-
|0,4 ≤ Δχ< 1,9
|Legame covalente polarizzato
|-
|Δχ ≥ 1,9
|Legame ionico
|}
=== Le sostanze covalenti ===
Sono definite {{Colore di sfondo|#feffaa|'''sostanze covalenti''' quelle in cui sono presenti esclusivamente legami covalenti}}. In alcuni casi queste sostanze sono formate da molecole semplici, derivanti dall'unione di un limitato numero di atomi tutti legati covalentemente tra loro, come nel caso di tutte le molecole precedentemente citate, in altri casi sono formate da molecole complesse costituite da decine, centinaia o migliaia di atomi uniti covalentemente tra loro, come si osserva spesso nelle molecole organiche e biologiche.
Esistono inoltre solidi covalenti che, anziché essere formati da molecole semplici o complesse, sono formati da un numero molto elevato e variabile di atomi legati covalentemente tra loro che danno origine, nello spazio, a strutture geometriche regolari: ne è un classico esempio il diamante, una particolare forma del carbonio in cui ogni atomo è legato covalentemente ad altri quattro, dando origine ad un reticolo tridimensionale virtualmente infinito.
Le sostanze covalenti generalmente hanno una conducibilità termica piuttosto bassa e non sono nemmeno buoni conduttori di corrente elettrica né allo stato solido (a differenza dei metalli), né allo stato liquido (a differenza dei composti ionici), poiché le molecole sono complessivamente neutre e gli elettroni coinvolti nei legami covalenti non sono liberi di muoversi, ma sono localizzati tra i nuclei degli atomi che li condividono.
Nelle immagini seguenti (figura 13) sono rappresentati numerosi esempi di sostanze covalenti: <gallery>
File:DNA animation.gif|'''Figura 13/a.''' Il DNA è una molecola covalente complessa.
File:Protein Structure Gif.gif|'''Figura 13/b.''' Le proteine sono molecole covalenti complesse.
File:L-glucose.png|'''Figura 13/c.''' Il glucosio è una molecola covalente semplice.
File:Diamond Cubic-F lattice animation.gif|'''Figura 13/d.''' Il diamante è un solido covalente.
File:Diamond.jpg|'''Figura 13/e.''' Un diamante intagliato
File:Amorphous Carbon.png|'''Figura 13/f.''' La struttura molecolare del carbonio amorfo.
</gallery>
=== Molecole polari e apolari ===
Nei precedenti paragrafi sono stati introdotti i concetti di legame covalente puro e polarizzato e di dipolo elettrico. Anche le molecole possono essere distinte in '''molecole polari''' e '''molecole apolari.''' La presenza di legami covalenti polari è condizione necessaria ma non sufficiente da sola a determinare {{Colore di sfondo|#feffaa|la '''polarità delle molecole'''}}. Questa infatti {{Colore di sfondo|#feffaa|dipende non solo dalla presenza di legami polarizzati al loro interno, ma anche dalla geometria tridimensionale}} (argomento che verrà soltanto accennato, in quanto sarà più correttamente e approfonditamente affrontato nel secondo biennio).
Una molecola viene definita '''polare''' quando, a causa di una distribuzione complessiva non simmetrica degli elettroni, presenta due distinti poli -uno positivo e uno negativo- e costituisce pertanto un dipolo elettrico. A loro volta, {{Colore di sfondo|#feffaa|''le sostanze che sono costituite da molecole polari sono definite sostanze polari''}}. Un esempio significativo di molecola polare è rappresentato dall'acqua (H<sub>2</sub>O): come già osservato, il legame tra ossigeno e idrogeno è polarizzato. Inoltre, tale molecola ha la forma di una V, con un angolo di legame di 104,5°. Da ciò deriva una distribuzione asimmetrica della carica elettrica che porta a distinguere due poli, come già mostrato nella Figura 12.
[[File:Carbon dioxide structure.png|thumb|191x191px|'''Figura 14.''' La simmetria della molecola di anidride carbonica (CO<sub>2</sub>) fa sì che questo composto sia apolare, nonostante che il legame C-O sia polarizzato. ]]
Una molecola viene invece definita '''apolare''' quando, a causa di una distribuzione complessiva simmetrica degli elettroni, non presenta due distinti poli. A loro volta, {{Colore di sfondo|#feffaa|''le sostanze che sono costituite da molecole apolari sono definite sostanze apolari''}}. Le sostanze elementari sono tutte apolari, poiché tra atomi uguali, la cui differenza di elettronegatività è nulla, si formano sempre legami covalenti puri. Nel caso dei composti, che per definizione sono costituiti da almeno due elementi differenti, invece, la geometria molecolare gioca un ruolo fondamentale: molecole simmetriche risultano apolari anche se sono presenti legami polarizzati. Ne è un esempio la molecola di anidride carbonica (CO<sub>2</sub>), più correttamente chiamata diossido di carbonio, in cui, pur essendo presenti due doppi legami polarizzati (la differenza di elettronegatività tra carbonio e ossigeno è pari a 0,9), non si osserva alcuna polarità complessiva, a causa della sua simmetria: gli atomi che formano tale molecola sono allineati e il carbonio si trova in posizione centrale, facendo sì che le polarizzazioni di ciascun legame si annullino, come mostrato in figura 14.
Esistono, infine, molecole complesse formate da un elevato numero di atomi in cui si possono distinguere porzioni polari e porzioni apolari, come ad esempio l'1-pentanolo (CH<sub>3</sub>-CH<sub>2</sub>-CH<sub>2</sub>-CH<sub>2</sub>-CH<sub>2</sub>-OH), mostrato in figura 15.
[[File:Penthanol 3d lines.png|centro|thumb|'''Figura 15.''' La molecola dell'1-pentanolo (C<sub>5</sub>H<sub>11</sub>-OH) presenta una porzione polare in corrispondenza del legame tra O (in rosso) e H (in bianco), mentre il resto della molecola formata da C (in nero) e H è apolare.|427x427px]]
== Il legame ionico ==
Come introdotto nel paragrafo precedente, quando la differenza di elettronegatività fra due atomi è superiore a 1,9 si instaura una differente tipologia di legame: il {{Colore di sfondo|#feffaa|'''legame ionico'''}}. Questo si basa sul trasferimento di elettroni tra atomi, che porta quindi alla formazione di ioni di carica opposta, tra i quali si instaura un’interazione elettrostatica di tipo attrattivo. Il legame ionico può dunque essere definito come {{Colore di sfondo|#feffaa|'''l’insieme delle interazioni elettrostatiche che tengono assieme ioni di carica opposta, generatisi in seguito al trasferimento di elettroni fra atomi di elementi differenti'''}}.
=== Gli ioni e l’instaurarsi del legame ionico ===
[[File:Speisesalz.jpg|sinistra|thumb|180x180px|'''Figura 16.''' Sale da cucina.]]
Nel capitolo [[Chimica per il liceo/Modelli atomici|Modelli atomici]], gli '''ioni''' sono stati definiti come atomi (o molecole) elettricamente carichi. Poiché soltanto gli elettroni (particelle subatomiche aventi carica elettrica elementare negativa −1) possono essere scambiati (acquisiti o ceduti), uno ione è negativo quando possiede almeno un elettrone in eccesso, al contrario uno ione è positivo quando è deficitario di almeno un elettrone. Gli ioni sono rappresentati mediante il simbolo dell’elemento chimico (o la formula della molecola), con l’indicazione, in alto (apice) a destra del tipo e del quantitativo di cariche elettriche possedute, mediante i simboli matematici − o +, ad esempio lo ione alluminio, che è dotato di tre cariche elettriche positive, si rappresenta come Al<sup>3+</sup>, mentre lo ione solfuro, che è dotato di due cariche elettriche negative, si rappresenta come S<sup>2−</sup>. Gli ioni negativi, come ad esempio lo ione solfuro ( S<sup>2−</sup>) o lo ione cloruro (Cl<sup>−</sup>), sono anche detti '''anioni'''; gli ioni positivi, come ad esempio lo ione alluminio (Al<sup>3+</sup>) o lo ione sodio (Na<sup>+</sup>), sono invece detti '''cationi'''.
Quando si forma il legame ionico, l’elettrone (o gli elettroni) passano dall'atomo dell’elemento meno elettronegativo, che diventa pertanto un catione, a quello più elettronegativo, che diventa pertanto un anione. [[File:NaF.gif|thumb|431x431px|'''Figura 17.''' Il trasferimento di elettroni tra sodio (Na) e fluoro (F) come esempio di formazione del legame ionico.]]Il comune sale da cucina (figura 16), chiamato più propriamente dai chimici cloruro di sodio, è formato da ioni sodio (Na<sup>+</sup>) e cloruro (Cl<sup>−</sup>) tenuti assieme da legami ionici. Al cloro (elettronegatività = 3,16) manca un solo elettrone per completare l’ottetto (si trova infatti nel gruppo 17 e ha pertanto sette elettroni di valenza), mentre il sodio (elettronegatività = 0,93), che si trova nel gruppo 1, possiede un solo elettrone nel livello elettronico più esterno, pertanto quest'ultimo cede il suo unico elettrone di valenza al cloro: in questo modo il sodio diventa lo ione positivo (catione) Na<sup>+</sup> e raggiunge la configurazione elettronica stabile del gas nobile che lo precede nella tavola periodica, il neon, mentre il cloro diventa lo ione negativo (anione) Cl<sup>−</sup> e raggiunge la configurazione elettronica stabile del gas nobile che lo segue nella tavola periodica, l’argon.
L'animazione in figura 17 mostra la formazione del fluoruro di sodio (NaF), un sale simile al precedente, in cui al posto del cloro è presente il fluoro, che appartiene sempre al gruppo 17 (alogeni). Lo scambio di elettroni avviene con la stessa modalità precedentemente descritta. Fra gli ioni di carica opposta che si sono così formati si instaura una reciproca attrazione elettrostatica, che è alla base del legame ionico.
=== I composti ionici ===
[[File:Sodium-chloride-3D-ionic.png|sinistra|thumb|286x286px|'''Figura 18.''' Struttura cristallina del cloruro di sodio (NaCl).]]
L’interazione elettrostatica tra gli ioni non è localizzata e direzionale, come nel caso del legame covalente, ma si esercita in tutte le direzioni dello spazio. Questo fa sì che ogni ione si circondi di più ioni di carica elettrica opposta: ogni anione si circonda di più cationi e contemporaneamente ogni catione si circonda di più anioni, dando in questo modo origine a una struttura tridimensionale altamente ordinata detta '''reticolo cristallino''', che caratterizza i '''composti ionici'''.
Riprendendo l’esempio del cloruro di sodio, ogni ione sodio, Na<sup>+</sup>, è circondato da sei ioni cloruro, Cl<sup>−</sup>, e, a sua volta, ogni ione Cl<sup>−</sup> è circondato da sei ioni Na<sup>+</sup>. In pratica, ogni ione di una determinata carica si trova idealmente al centro di un cubo circondato dagli ioni di carica opposta, con cui interagisce direttamente, che si trovano al centro di ciascuna delle sei facce del cubo, come mostrato in figura 18.
Tutti i composti ionici sono caratterizzati da un reticolo cristallino, ma la sua struttura geometrica non è necessariamente sempre la stessa: il numero e la disposizione spaziale degli ioni che costituiscono il reticolo cristallino dipende dalle loro caratteristiche chimiche e fisiche, come, ad esempio, le loro dimensioni e la loro carica.
{{Colore di sfondo|#feffaa|'''I composti ionici'''}}, a differenza di quelli covalenti,{{Colore di sfondo|#feffaa|''' non sono costituiti da molecole ben definite ma da un insieme di ioni di cariche opposte distribuiti in modo ordinato nello spazio'''}}, in una struttura geometrica che, almeno potenzialmente, potrebbe svilupparsi illimitatamente. Ne deriva che '''la formula dei composti ionici non indica la composizione di una molecola, ma il ''rapporto di combinazione minimo'' tra gli ioni di segno opposto''', in modo tale che il composto risulti nel complesso elettricamente neutro.
Ad esempio, nel cloruro di sodio il rapporto tra cationi Na<sup>+</sup> e anioni Cl<sup>−</sup> è pari a 1: 1, in quanto ogni carica positiva del sodio è neutralizzata da una carica negativa del cloro. Analogamente nel solfuro di calcio (CaS) il rapporto tra cationi e anioni è sempre 1: 1 in quanto entrambi gli ioni hanno due cariche elettriche ciascuno (Ca<sup>2+</sup> e S<sup>2−</sup>). Prendendo invece in considerazione il cloruro di calcio (CaCl<sub>2</sub>) il rapporto di combinazione tra i cationi Ca<sup>2+</sup> e gli anioni Cl<sup>−</sup> è 1: 2, poiché per neutralizzare le due cariche positive del calcio sono necessari due ioni cloruro, avendo ciascuno una sola carica positiva; nel caso del solfuro di sodio (Na<sub>2</sub>S) invece il rapporto di combinazione tra i cationi Na<sup>+</sup> e gli anioni S<sup>2−</sup> è 2 : 1, poiché sono necessari due ioni sodio per neutralizzare le due cariche negative dello ione solfuro.
Dall'analisi degli esempi precedenti si può infine osservare che:
- i metalli, che hanno bassi valori di elettronegatività, cedono i propri elettroni di valenza (uno i metalli alcalini, due quelli alcalino-terrosi, ecc.), raggiungendo la configurazione elettronica stabile del gas nobile che li precede;
- i non metalli, che hanno valori di elettronegatività più elevati, acquistano il numero di elettroni necessari a raggiungere la configurazione elettronica stabile del gas nobile che li segue (ad esempio, gli alogeni acquistano un elettrone, mentre gli elementi del gruppo 16 ne acquistano due);
- nella formula di un composto ionico si indica prima il catione, ossia la specie metallica, e dopo l'anione, ossia il non metallo.
Per quanto riguarda le proprietà chimiche e fisiche, i composti ionici hanno un'elevata conducibilità termica e sono buoni conduttori di corrente elettrica allo stato liquido, ma non a quello solido; poiché, inoltre, i composti ionici si disgregano quando sciolti acqua, liberando gli ioni da cui sono costituiti, risultano buoni conduttori di corrente anche in soluzione acquosa.
=== Legami e composti ionici e covalenti a confronto ===
È importante osservare che, consultando la tavola periodica, è possibile prevedere, con una certa facilità, il tipo di legame che si potrà formare tra gli atomi dei diversi elementi, in particolare:
* gli atomi dei non metalli formano tra loro legami covalenti;
* quando gli atomi di non metallo sono uguali (o con differenze di elettronegatività minime), si forma un legame covalente puro;
* quando invece gli atomi di non metallo sono diversi e hanno valori di elettronegatività abbastanza differenti, si forma un legame covalente polare;
* i metalli e i non metalli normalmente formano tra loro legami ionici.
La differente natura dei legami ionico e covalente comporta inoltre significative differenze nelle proprietà sia microscopiche sia macroscopiche dei rispettivi composti, come riepilogato nella seguente tabella:
{| class="wikitable"
|
|'''Sostanze covalenti'''
|'''Composti ionici'''
|-
|'''Elementi coinvolti'''
|Non metalli
|Metalli e non metalli
|-
|'''Struttura'''
|Molecole
|Reticolo cristallino
|-
|'''Solubilità in acqua'''
|Variabile, ma generalmente inferiore rispetto ai composti ionici
|Elevata
|-
|'''Conducibilità elettrica'''
|Assente
|Elevata allo stato liquido o in soluzione acquosa
Assente allo stato solido
|-
|'''Conducibilità termica'''
|Bassa
|Elevata
|-
|'''Stato di aggregazione'''
|Variabile (alcune sono solide, altre liquide, altre aeriformi)
|Solido
|-
|'''Temperatura di fusione'''
|Variabile, ma generalmente inferiore rispetto ai composti ionici
|Elevata
|-
|'''Temperatura di ebollizione'''
|Variabile, ma generalmente inferiore rispetto ai composti ionici
|Elevata
|}
== Il legame metallico ==
I '''metalli''', come si può facilmente constatare analizzando la Tavola periodica, comprendono il maggior numero degli elementi chimici (circa il 75%). Nel capitolo [[Chimica per il liceo/La tavola periodica|La tavola periodica]], sono state descritte le più importanti caratteristiche e proprietà dei metalli, che in sintesi sono:
* l’essere tutti solidi a temperatura ambiente (con l’eccezione del mercurio, Hg);
* la tipica lucentezza;
* la buona conducibilità sia termica, sia elettrica;
* l’elevata flessibilità e lavorabilità (in particolare la duttilità e la malleabilità).
Le caratteristiche dei metalli (figura 19) dipendono dal peculiare legame chimico che li caratterizza e che è differente sia da quello covalente, infatti non comporta la condivisione degli elettroni, che devono invece essere liberi di muoversi, per giustificarne la buona conducibilità termica, sia da quello ionico, infatti non coinvolge atomi di elementi differenti che si scambiano elettroni, ma atomi tutti dello stesso tipo.<gallery>
File:Iron electrolytic and 1cm3 cube.jpg|'''Figura 19/a.''' Il ferro e la sua tipica lucentezza.
File:Kupferlitze.jpg|'''Figura 19/b.''' Filo di rame per i collegamenti elettrici.
File:Alufolie2.jpg|'''Figura 19/c.''' Fogli di alluminio, che possono essere ottenuti sfruttando la malleabilità dei metalli.
File:Hot metalwork.jpg|'''Figura 19/d.''' I metalli si lavorano meglio se sono riscaldati.
File:Copper Pot.jpg|'''Figura 19/e.''' I metalli trasmettono bene il calore.
</gallery>
In prima approssimazione, il '''legame metallico''' può essere descritto mediante il "''modello a nube elettronica''" proposto dal fisico tedesco Paul Drude, nel 1900, integrato con le scoperte successive sulla struttura degli atomi e della materia. Quando interagiscono fra loro per dare origine a un corpo metallico, gli atomi di un metallo perdono i propri elettroni di valenza, diventando pertanto ioni positivi (cationi metallici) e si “impacchettano” nel miglior modo possibile, in modo da dare origine a strutture geometriche ben definite e ordinate (un reticolo di cationi); a loro volta gli elettroni di valenza che non appartengono più ai singoli atomi, ma sono liberi di muoversi tra i vari cationi (si parla di ''elettroni'' ''delocalizzati''), costituiscono una sorta di “mare” di cariche negative che funge da collante e tiene saldamente uniti i cationi. In sintesi, {{Colore di sfondo|#feffaa|un solido metallico è costituito da un reticolo di cationi immersi in un mare di elettroni, che li mantiene aggregati}}. La struttura precedentemente descritta è rappresentata in figura 19.[[File:Nuvola di elettroni.svg|thumb|578x578px|'''Figura 20.''' Il legame metallico, secondo il "''modello a nube elettronica''".|centro]]Il legame metallico può giustificare le proprietà che caratterizzano i metalli:
* La ''lucentezza'' dipende dall'interazione tra la luce che colpisce la superficie di un metallo e il mare di elettroni mobili, che a loro volta generano luce della stessa lunghezza d’onda.
* La ''conducibilità termica ed elettrica'' dipendono dalla mobilità degli elettroni di valenza; ciò differenzia i metalli dai composti ionici che possono condurre corrente solo quando si trovano allo stato liquido o in soluzione acquosa, perché gli ioni, non più organizzati nel reticolo cristallino, sono liberi di muoversi e trasportare cariche elettriche.
* La ''flessibilità'' e la ''lavorabilità'' dei metalli dipende dal fatto che una deformazione del reticolo cationico non genera forze repulsive, in quanto ogni singolo catione si trova sempre immerso nel mare elettronico che ne controbilancia la carica; anche in questo caso i metalli si differenziano dai composti ionici che invece sono fragili e si rompono facilmente se si tenta di deformarli, in quanto lo slittamento di uno strato di ioni fa sì che cariche dello stesso segno si vengano a trovare più vicine, respingendosi e così provocando la rottura del cristallo, come potrebbe accadere nel solido cristallino dell'idrossido di potassio (vedi immagine in galleria qui sotto).
Si ricorda, infine, che il legame metallico caratterizza non soltanto i metalli puri ma anche le leghe come l’acciaio, il bronzo, l’ottone, ecc.
== I legami intermolecolari ==
Con il termine generico di {{Colore di sfondo|#feffaa|'''legami intermolecolari'''}} (o ''secondari'') si indicano differenti tipologie di interazioni di natura elettrostatica che si stabiliscono fra le molecole (siano esse neutre o polari) e non fra i singoli atomi, come nel caso dei legami covalente e ionico (che per contrapposizione sono talvolta definiti intramolecolari o primari o interatomici). Queste interazioni, che {{Colore di sfondo|#feffaa|sono fondamentali per comprendere gli stati di aggregazione della materia, sono generalmente più deboli}} (hanno cioè una minor energia di legame) {{Colore di sfondo|#feffaa|di quelle intramolecolari, hanno un breve raggio d’azione e diminuiscono rapidamente di intensità all’aumentare della distanza tra le molecole}}.
Si possono individuare diverse tipologie di legami intermolecolari, che sono strettamente legati alla maggiore o minore polarità dello molecole coinvolte, fra cui:
#Il '''legame ione-dipolo''' si instaura fra molecole polari e ioni e giustifica la solubilità solitamente elevata delle sostanze saline nei liquidi polari. Un classico esempio è dato dalla dissoluzione del sale da cucina (il cloruro di sodio) in acqua: le numerose molecole dipolari di acqua esercitano un’intensa attrazione sugli ioni sodio Na<sup>+</sup> e cloro Cl<sup>−</sup>, di conseguenza il reticolo cristallino si disgrega e gli ioni si ritrovano in soluzione circondati da molecole di acqua (si parla propriamente di ioni idratati), come mostrato figura 21/a.
#Il '''legame a idrogeno''' si forma tra l'idrogeno, parzialmente positivo, e un atomo parzialmente negativo di un'altra molecola; è talmente peculiare e importante per la Chimica e la Biologia che merita una trattazione a sé stante.
# Il '''legame dipolo-dipolo''' si instaura fra molecole polari che si attraggono reciprocamente: le molecole polari generano deboli campi elettrici che possono esercitare la propria attrazione nei confronti di altre molecole polari vicine; in questo modo, le molecole si avvicinano e dispongono i poli opposti l’uno di fronte all'altro, creando dei legami secondari fra loro (figura 21/b). La forza di questa attrazione dipende dal valore delle cariche parziali delle molecole e dalla distanza fra esse, pertanto i legami dipolo-dipolo risultano deboli e trascurabili allo stato aeriforme, ma incrementano la propria intensità al diminuire della temperatura e/o all'aumentare della pressione: in questo modo la coesione tra le molecole aumenta e possono avvenire i passaggi di stato prima a liquido e quindi a solido. Figura 8.20 [figura 8.20 - legame dipolo-dipolo]
#Il '''legame dipolo permanente-dipolo indotto''', noto anche come '''forza di Debye''', si instaura fra molecole polari e molecole apolari: la molecola polare è in grado di indurre in quella apolare una temporanea separazione di cariche, generando così un dipolo indotto; in seguito a ciò si genera un’interazione elettrostatica tra tali molecole, come mostrato in figura 21/c.
#Il '''legame dipolo istantaneo-dipolo indotto''', noto anche come '''forza di dispersione di London''', si instaura fra molecole apolari: una molecola apolare, a causa del continuo movimento degli elettroni, ha la possibilità di polarizzarsi, sebbene per brevissimi intervalli di tempo, diventando pertanto un dipolo istantaneo; a sua volta, un dipolo istantaneo può indurre una temporanea separazione di cariche nelle molecole apolari con cui viene a contatto, generando così un dipolo indotto; in questo modo si genera un’interazione elettrostatica tra tali molecole, come mostrato in figura. La probabilità che si generino dei dipoli istantanei è direttamente proporzionale al numero di elettroni e quindi alla massa delle molecole (aumentando il numero di protoni, aumenta infatti anche il numero di elettroni), questo spiega, ad esempio, perché mentre il fluoro (F<sub>2</sub>) e il cloro (Cl<sub>2</sub>), a temperatura ambiente, sono gas, il bromo (Br<sub>2</sub>) è liquido e lo iodio (I<sub>2</sub>) è solido.
I legami elettrostatici tra dipoli permanenti, istantanei e indotti (casi 3, 4 e 5) sono complessivamente noti come '''forze di van der Waals''', in onore del fisico olandese Johannes Diderik van der Waals, che formulò le leggi matematiche fondamentali per descriverne il comportamento.<gallery>
File:Na+H2O.svg|'''Figura 21/a.''' Legame ione-dipolo (dissoluzione di un sale in acqua).
File:Dipolo-dipolo.svg|'''Figura 21/b.''' Formazione del legame dipolo-dipolo.
File:Dipolo permanente-dipolo indotto.svg|'''Figura 21/c.''' Formazione del legame dipolo permanente-dipolo indotto.
File:Dipolo istantaneo-dipolo indotto.svg|'''Figura 21/d.''' Formazione del legame dipolo istantaneo-dipolo indotto.
</gallery>
===Il legame a idrogeno===
Il '''legame a idrogeno''' (anche detto '''ponte a idrogeno''') è una particolare forma di legame che {{Colore di sfondo|#feffaa|si instaura tra molecole polari nelle quali ''un atomo d'idrogeno (H) si viene a trovare tra due atomi entrambi piccoli e molto elettronegativi, essendo legato covalentemente a uno di essi''}}.
Tale legame si instaura quando l'idrogeno è legato ad uno dei i tre elementi più elettronegativi: azoto (N), ossigeno (O) e fluoro (F)''.'' Poiché l'atomo di idrogeno ha le dimensioni più piccole e possiede un solo elettrone, quando forma un legame covalente con un atomo ad elevata elettronegatività, si genera un dipolo, in cui l'idrogeno acquista una parziale carica positiva (δ<sup>+</sup>), generando un intenso campo elettrico, mentre sull'altro atomo si genera una parziale carica negativa (δ<sup>-</sup>). In queste condizioni si possono instaurare dei legami intermolecolari (o intramolecolari, come nel caso di alcune grandi biomolecole) tra poli opposti, in cui l'idrogeno fa da "ponte".
Per distinguerlo da un legame covalente, il legame a idrogeno viene normalmente rappresentato mediante una linea tratteggiata (---) o dei puntini (···) che uniscono l'idrogeno di una molecola all'atomo fortemente elettronegativo dell'altra molecola.
Il legame a idrogeno influenza in modo significativo le proprietà fisiche (punto di fusione/ebollizione, solubilità, viscosità, ecc.) delle sostanze in cui è presente. Il valore dell'energia di legame determinato sperimentalmente per questo tipo di legame è nettamente superiore a quello dei legami dipolo-dipolo. Osservando il grafico in figura 22 è possibile constatare che l'acido fluoridrico (HF) ha una temperatura di ebollizione notevolmente superiore a quella degli altri idracidi degli elementi del 17° gruppo (ossia i composti binari formati dall'idrogeno e da un alogeno): acido cloridrico (HCl), acido bromidrico (HBr) e acido iodidrico (HI). Questo "anomalo" comportamento dell'acido fluoridrico è proprio dovuto alla capacità di questo composto di formare legami a idrogeno, che sono molto più forti dei "semplici" legami dipolo-dipolo formati gli altri idracidi. [[File:Temperature di ebollizione e legame a idrogeno.svg|thumb|'''Figura 22.''' Confronto fra le temperature di ebollizione degli idracidi del 17° gruppo (HF, HCl, HBr, HI).|centro|609x609px]]Un analogo comportamento si può osservare anche per i composti binari che l'idrogeno forma con gli elementi del 16° (acqua H<sub>2</sub>O; acido solfidrico H<sub>2</sub>S; acido selenidrico H<sub>2</sub>Se e acido telluridrico H<sub>2</sub>Te) e del 15° gruppo (ammoniaca, NH<sub>3</sub>; fosfina, PH<sub>3</sub>; arsina, AsH<sub>3</sub> e stibina, SbH<sub>3</sub>): l'acqua e l'ammoniaca, che possono formare legami a idrogeno, hanno punti di ebollizione molto maggiori degli analoghi composti dello stesso gruppo; non si osserva invece lo stesso andamento nel caso dei composti binari che l'idrogeno forma con gli elementi del 14° gruppo (metano, CH<sub>4</sub>; silano, SiH<sub>4</sub>; germano, GeH<sub>4</sub> e stannano, SnH<sub>4</sub>), nessuno dei quali può formare legami a idrogeno: le loro temperature di ebollizione crescono via via, al aumentare della massa molecolare. Nel grafico in figura 23 è possibile constatare quanto descritto.
[[File:Temperature di ebollizione dei composti binari dell'idrogeno.svg|bordo|centro|thumb|954x954px|'''Figura 23.''' Confronto fra le temperature di ebollizione dei composti binari dell'idrogeno con gli elementi dei gruppi 17, 16, 15 e 14.]]
Le differenze nelle temperature di ebollizione precedentemente descritte dipendono dalla presenza dei legami a idrogeno che per essere spezzati richiedono un'elevata quantità di energia: questo legame è infatti la più intensa forza attrattiva intermolecolare, dopo il legame ione-dipolo. Il legame a idrogeno giustifica inoltre l'anomalo comportamento dell'acqua solida (ghiaccio), la cui densità è inferiore a quella dell'acqua liquida, come meglio descritto nel capitolo [[Chimica per il liceo/L'acqua|Chimica per il liceo/L'acqua.]]
L'importanza del legame a idrogeno non si limita alla chimica pura: tale legame è infatti molto diffuso anche nelle molecole biologiche, dove spesso si instaura fra porzioni distinte di una stessa macromolecola. Ne è un esempio la molecola del DNA che è costituita da due filamenti avvolti ad elica tenuti assieme da legami a idrogeno fra basi azotate complementari (figura 24); altrettanto importante è il ruolo strutturale del legame a idrogeno nelle proteine, in particolare nella stabilizzazione delle strutture secondarie (α elica e β-foglietti).
[[File:DNA orbit animated.gif|centro|thumb|477x477px|'''Figura 24.''' Struttura 3D animata della doppia elica del DNA: i due filamenti avvolti l'uno attorno all'altro sono tenuti assieme da legami a idrogeno tra le basi azotate rivolte verso l'interno.]]
== Attività ==
Esercizi: in [[Chimica per il liceo/I legami/Esercizi|questa pagina]] si trovano esercizi su questi argomenti
{{avanzamento|100%|data}}
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== Teorema dei rapporti geometrici ==
Vorrei creare un libro su un teorema:
R= proprietà interna i fratto dimensione esterna p.
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== <span lang="en" dir="ltr">Annual review of the Universal Code of Conduct and Enforcement Guidelines</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="announcement-content" />
I am writing to you to let you know the annual review period for the Universal Code of Conduct and Enforcement Guidelines is open now. You can make suggestions for changes through 9 February 2026. This is the first step of several to be taken for the annual review. [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Annual review/2026|Read more information and find a conversation to join on the UCoC page on Meta]].
The [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee|Universal Code of Conduct Coordinating Committee]] (U4C) is a global group dedicated to providing an equitable and consistent implementation of the UCoC. This annual review was planned and implemented by the U4C. For more information and the responsibilities of the U4C, [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Charter|you may review the U4C Charter]].
Please share this information with other members in your community wherever else might be appropriate.
-- In cooperation with the U4C, [[m:User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] ([[m:User talk:Keegan (WMF)|talk]])<section end="announcement-content" />
</div>
22:01, 19 gen 2026 (CET)
<!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=29905753 -->
== Wikimedia Hackathon e Wikimania 2026: apertura borse di partecipazione di Wikimedia Italia ==
Siamo molto lieti di comunicarvi che Wikimedia Italia ha aperto le '''borse per sostenere i costi di partecipazione a [[:mw:Wikimedia Hackathon 2026|Wikimedia Hackathon 2026]] e [[:wmania:2026:Wikimania|Wikimania 2026]]'''.
* Per Wikimedia Hackathon, che si terrà a Milano dal 1º al 3 maggio, vengono messe a disposizione 6 borse da 350 € ciascuna e la richiesta può essere inviata '''entro venerdì 6 febbraio 2026'''.
* Per Wikimania, che si terrà a Parigi dal 21 al 25 luglio, vengono messe a disposizione 13 borse da 800 € ciascuna e la richiesta può essere inviata '''entro domenica 1º marzo 2026'''.
Tutte le richieste pervenute saranno poi valutate da due commissioni appositamente costituite e gli esiti verranno comunicati entro l'11 febbraio per il Wikimedia Hackathon ed entro il 25 marzo per Wikimania.
I bandi completi si trovano sul wiki di Wikimedia Italia:
* Wikimedia Hackathon: [[:wmit:Programma borse di partecipazione per il Wikimedia Hackathon 2026|Programma borse di partecipazione per il Wikimedia Hackathon 2026]]
* Wikimania: [[:wmit:Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2026|Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2026]]
All'interno dei bandi si trovano i link ai form da compilare per la richiesta. Siete tutti invitati a partecipare!
Per qualsiasi dubbio, non esitate a [https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:InviaEmail?wpTarget=Dario_Crespi_(WMIT) scrivermi]. Buona giornata, --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|disc.]]) 09:55, 28 gen 2026 (CET)
== Sondaggio su microgrant e sportello volontari di Wikimedia Italia ==
Ciao. Nel corso degli ultimi anni [[:it:w:Wikipedia:Wikimedia Italia|Wikimedia Italia]] ha introdotto alcuni strumenti a sostegno delle attività promosse dai volontari dei progetti Wikimedia e OpenStreetMap. In particolare, dal 2017 con il programma '''microgrant''' finanzia progetti fino a 1000 euro, mentre dal 2021 è attivo lo '''sportello volontari''', che finanzia progetti per importi superiori.
Vorremmo capire meglio quanto questi strumenti siano conosciuti e come siano percepiti, oltre a individuare possibili miglioramenti per rispondere sempre di più alle esigenze della comunità. Per questo ti chiediamo di dedicarci qualche minuto compilando un breve sondaggio: il tuo punto di vista per noi è davvero prezioso.
Le risposte ci aiuteranno a individuare cosa funziona, cosa può essere migliorato e in che modo Wikimedia Italia può offrire un supporto più efficace.
Il sondaggio è disponibile a questo link: https://survey.wikimedia.it/index.php/754139
Ti chiediamo per favore di rispondere entro le ore 23.59 di domenica 15 febbraio.
Ti ringrazio e rimango a tua disposizione per qualsiasi informazione, [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|disc.]]) 16:42, 9 feb 2026 (CET)
== Attivazione sportello di supporto legale di Wikimedia Italia ==
Ciao. Sono felice di comunicarvi che da oggi è attivo un nuovo servizio che Wikimedia Italia, richiesto dagli utenti in diverse occasioni, anche nella fase di consultazione per la stesura della [[:meta:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030|strategia 2026-2030 di Wikimedia Italia]].
Si tratta di uno '''sportello di supporto legale gratuito''', che consente ai volontari di potersi rivolgere a un avvocato in merito a questioni che riguardano la loro attività su Wikipedia e gli altri progetti Wikimedia.<br/>
Questo sportello si articola in due parti:
* un documento con "risposte a domande frequenti" che affronta alcune casistiche di carattere generale più ricorrenti (e che potrà essere aggiornata e ampliata in futuro);
* la possibilità di richiedere una consulenza legale con un avvocato per chiarimenti sui contenuti del documento o per questioni non trattate nelle FAQ.
Trovate tutte le informazioni relative allo sportello di supporto legale in questa pagina su Wikipedia in italiano: '''[[w:it:Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale|Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale]]'''.
Per qualsiasi domanda o osservazione, non esitate a contattarmi rispondendo a questo messaggio (vi chiedo di pingarmi) o tramite [[Special:EmailUser/Dario_Crespi_(WMIT)|email]]. --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|disc.]]) 17:17, 11 mar 2026 (CET)
== <span lang="en" dir="ltr">Upcoming deployment of CampaignEvents extension to Wikibooks</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="message"/>
Hello everyone,
We are writing to inform you that the [[mw:Help:Extension:CampaignEvents|CampaignEvents extension]] will be deployed to all Wikibooks projects during the week of '''23 March 2026'''.
This follows last year’s broader rollout across Wikimedia projects. We realized that Wikibooks was not included at the time, and we’re now addressing that to ensure consistency across all communities.
The CampaignEvents extension provides tools to support event and campaign organization on-wiki, including features like on-wiki event registration and collaboration lists(global event list).
We welcome any questions, feedback, or concerns you may have. We are also happy to support anyone interested in trying out the tools.
''Apologies if this message is not in your preferred language. If you’re able to help translate it for your community, please feel free to do so.''
<section end="message"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:Udehb-WMF|Udehb-WMF]] ([[User talk:Udehb-WMF|discussione]]) 19:22, 19 mar 2026 (CET)</bdi>
<!-- Messaggio inviato da User:Udehb-WMF@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Udehb-WMF/sandbox/MM_target&oldid=30284073 -->
== Richiesta inserimento template "Simple Page Navigation" ==
Salve,
vorrei sapere se si può inserire nella Wikibooks italiana il template "Simple Page Navigation" che potete visualizzare qui :
https://en.wikibooks.org/wiki/Scientific_Calculations_with_Julia
e che serve a navigare tra i moduli di un Wikibook .
Grazie [[Utente:Lovepeacejoy404|Lovepeacejoy404]] ([[Discussioni utente:Lovepeacejoy404|disc.]]) 15:59, 27 mar 2026 (CET)
:@[[Utente:Lovepeacejoy404|Lovepeacejoy404]] Ciao, su Wikibooks in italiano abbiamo {{tl|Capitolo}}, che è l'equivalente al template che citi. [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 16:06, 27 mar 2026 (CET)
::Ok, grazie dell'informazione. Saluti [[Utente:Lovepeacejoy404|Lovepeacejoy404]] ([[Discussioni utente:Lovepeacejoy404|disc.]]) 16:20, 27 mar 2026 (CET)
== Action Required: Update templates/modules for electoral maps (Migrating from P1846 to P14226) ==
Hello everyone,
This is a notice regarding an ongoing data migration on Wikidata that may affect your election-related templates and Lua modules (such as <code>Module:Itemgroup/list</code>).
'''The Change:'''<br />
Currently, many templates pull electoral maps from Wikidata using the property [[:d:Property:P1846|P1846]], combined with the qualifier [[:d:Property:P180|P180]]: [[:d:Q19571328|Q19571328]].
We are migrating this data (across roughly 4,000 items) to a newly created, dedicated property: '''[[:d:Property:P14226|P14226]]'''.
'''What You Need To Do:'''<br />
To ensure your templates and infoboxes do not break or lose their maps, please update your local code to fetch data from [[:d:Property:P14226|P14226]] instead of the old [[:d:Property:P1846|P1846]] + [[:d:Property:P180|P180]] structure. A [[m:Wikidata/Property Migration: P1846 to P14226/List|list of pages]] was generated using Wikimedia Global Search.
'''Deadline:'''<br />
We are temporarily retaining the old data on [[:d:Property:P1846|P1846]] to allow for a smooth transition. However, to complete the data cleanup on Wikidata, the old [[:d:Property:P1846|P1846]] statements will be removed after '''May 1, 2026'''. Please update your modules and templates before this date to prevent any disruption to your wiki's election articles.
Let us know if you have any questions or need assistance with the query logic. Thank you for your help! [[User:ZI Jony|ZI Jony]] using [[Utente:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]] ([[Discussioni utente:MediaWiki message delivery|disc.]]) 19:11, 3 apr 2026 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:ZI Jony@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Non-Technical_Village_Pumps_distribution_list&oldid=29941252 -->
== Save the Date: itWikiCon 2026 a Vezia (Lugano) – Vi aspettiamo! ==
Gli organizzatori sono entusiasti di invitarvi '''all’itWikiCon 2026 che si terrà a [[:w:it:Vezia|Vezia]] ([[:w:it:Lugano|Lugano]])'''! È la prima volta che il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia si terrà nella Svizzera italiana.
Dal '''6 all’8 novembre 2026''' insieme a voi trasformeremo Vezia in un vivace punto d’incontro all’insegna della conoscenza libera, della condivisione e della comunità.
La sede del convegno, [https://csvn.ch/ Il Centro Studi Villa Negroni], una struttura nota per aver ospitato persone di spicco della cultura italiana si trova molto vicino a Lugano. Non vediamo l'ora di condividere questo luogo con voi e di partecipare a workshop, discussioni e presentazioni stimolanti.
L'organizzazione sta procedendo e nel corso delle prossime settimane, vi terremo aggiornati sui principali sviluppi, inclusi la creazione collaborativa del programma e il bando per le borse di partecipazione.
Nelle prossime settimane saranno pubblicate ulteriori informazioni sulla [[:meta:ItWikiCon/2026|pagina principale dell’evento]].
Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla [[:meta:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o di contattarci a info(at)itwikicon.org.
A presto,
il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[Utente:cassinam|Cassinam]], [[Utente:Vallema|Vallema]], [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] ([[Discussioni utente:Dorine Barth (WMCH)|disc.]]) 12:36, 7 apr 2026 (CEST)
8us3rzagcicbpnudd10w0zv0yms4fve
491565
491564
2026-04-07T10:36:34Z
Dorine Barth (WMCH)
54150
/* Save the Date: itWikiCon 2026 a Vezia (Lugano) – Vi aspettiamo! */
491565
wikitext
text/x-wiki
{{Bar|discussioni_in_evidenza=}}{{Nascondi titolo}}
<!--'''Ultima modifica''': {{#time:j F Y, H:i|{{REVISIONTIMESTAMP}} }} '''Utente''': {{REVISIONUSER}} -->
== Teorema dei rapporti geometrici ==
Vorrei creare un libro su un teorema:
R= proprietà interna i fratto dimensione esterna p.
Per saperne di più scrivetemi [[Utente:Diego esposito67|Diego esposito67]] ([[Discussioni utente:Diego esposito67|disc.]]) 21:10, 11 gen 2026 (CET)
:@[[Utente:Diego esposito67|Diego esposito67]] Ti ho risposto nella [[Discussioni utente:Diego esposito67|tua talk]]. [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 16:26, 12 gen 2026 (CET)
== Thank You for Last Year – Join Wiki Loves Ramadan 2026 ==
Dear Wikimedia communities,
We hope you are doing well, and we wish you a happy New Year.
''Last year, we captured light. This year, we’ll capture legacy.''
In 2025, communities around the world shared the glow of Ramadan nights and the warmth of collective iftars. In 2026, ''Wiki Loves Ramadan'' is expanding, bringing more stories, more cultures, and deeper global connections across Wikimedia projects.
We invite you to explore the ''Wiki Loves Ramadan 2026'' [[m:Special:MyLanguage/Wiki Loves Ramadan 2026|Meta page]] to learn how you can participate and [[m:Special:MyLanguage/Wiki Loves Ramadan 2026/Participating communities|sign up]] your community.
📷 ''Photo campaign on '' [[c:Special:MyLanguage/Commons:Wiki Loves Ramadan 2026|Wikimedia Commons]]
If you have questions about the project, please refer to the FAQs:
* [[m:Special:MyLanguage/Wiki Loves Ramadan/FAQ/|Meta-Wiki]]
* [[c:Special:MyLanguage/Commons:Wiki Loves Ramadan/FAQ|Wikimedia Commons]]
''Early registration for updates is now open via the '''[[m:Special:RegisterForEvent/2710|Event page]]'''''
''Stay connected and receive updates:''
* [https://t.me/WikiLovesRamadan Telegram channel]
* [https://lists.wikimedia.org/postorius/lists/wikilovesramadan.lists.wikimedia.org/ Mailing list]
We look forward to collaborating with you and your community.
'''The Wiki Loves Ramadan 2026 Organizing Team''' 20:44, 16 gen 2026 (CET)
<!-- Messaggio inviato da User:ZI Jony@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Non-Technical_Village_Pumps_distribution_list&oldid=29879549 -->
== <span lang="en" dir="ltr">Annual review of the Universal Code of Conduct and Enforcement Guidelines</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="announcement-content" />
I am writing to you to let you know the annual review period for the Universal Code of Conduct and Enforcement Guidelines is open now. You can make suggestions for changes through 9 February 2026. This is the first step of several to be taken for the annual review. [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Annual review/2026|Read more information and find a conversation to join on the UCoC page on Meta]].
The [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee|Universal Code of Conduct Coordinating Committee]] (U4C) is a global group dedicated to providing an equitable and consistent implementation of the UCoC. This annual review was planned and implemented by the U4C. For more information and the responsibilities of the U4C, [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Charter|you may review the U4C Charter]].
Please share this information with other members in your community wherever else might be appropriate.
-- In cooperation with the U4C, [[m:User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] ([[m:User talk:Keegan (WMF)|talk]])<section end="announcement-content" />
</div>
22:01, 19 gen 2026 (CET)
<!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=29905753 -->
== Wikimedia Hackathon e Wikimania 2026: apertura borse di partecipazione di Wikimedia Italia ==
Siamo molto lieti di comunicarvi che Wikimedia Italia ha aperto le '''borse per sostenere i costi di partecipazione a [[:mw:Wikimedia Hackathon 2026|Wikimedia Hackathon 2026]] e [[:wmania:2026:Wikimania|Wikimania 2026]]'''.
* Per Wikimedia Hackathon, che si terrà a Milano dal 1º al 3 maggio, vengono messe a disposizione 6 borse da 350 € ciascuna e la richiesta può essere inviata '''entro venerdì 6 febbraio 2026'''.
* Per Wikimania, che si terrà a Parigi dal 21 al 25 luglio, vengono messe a disposizione 13 borse da 800 € ciascuna e la richiesta può essere inviata '''entro domenica 1º marzo 2026'''.
Tutte le richieste pervenute saranno poi valutate da due commissioni appositamente costituite e gli esiti verranno comunicati entro l'11 febbraio per il Wikimedia Hackathon ed entro il 25 marzo per Wikimania.
I bandi completi si trovano sul wiki di Wikimedia Italia:
* Wikimedia Hackathon: [[:wmit:Programma borse di partecipazione per il Wikimedia Hackathon 2026|Programma borse di partecipazione per il Wikimedia Hackathon 2026]]
* Wikimania: [[:wmit:Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2026|Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2026]]
All'interno dei bandi si trovano i link ai form da compilare per la richiesta. Siete tutti invitati a partecipare!
Per qualsiasi dubbio, non esitate a [https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:InviaEmail?wpTarget=Dario_Crespi_(WMIT) scrivermi]. Buona giornata, --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|disc.]]) 09:55, 28 gen 2026 (CET)
== Sondaggio su microgrant e sportello volontari di Wikimedia Italia ==
Ciao. Nel corso degli ultimi anni [[:it:w:Wikipedia:Wikimedia Italia|Wikimedia Italia]] ha introdotto alcuni strumenti a sostegno delle attività promosse dai volontari dei progetti Wikimedia e OpenStreetMap. In particolare, dal 2017 con il programma '''microgrant''' finanzia progetti fino a 1000 euro, mentre dal 2021 è attivo lo '''sportello volontari''', che finanzia progetti per importi superiori.
Vorremmo capire meglio quanto questi strumenti siano conosciuti e come siano percepiti, oltre a individuare possibili miglioramenti per rispondere sempre di più alle esigenze della comunità. Per questo ti chiediamo di dedicarci qualche minuto compilando un breve sondaggio: il tuo punto di vista per noi è davvero prezioso.
Le risposte ci aiuteranno a individuare cosa funziona, cosa può essere migliorato e in che modo Wikimedia Italia può offrire un supporto più efficace.
Il sondaggio è disponibile a questo link: https://survey.wikimedia.it/index.php/754139
Ti chiediamo per favore di rispondere entro le ore 23.59 di domenica 15 febbraio.
Ti ringrazio e rimango a tua disposizione per qualsiasi informazione, [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|disc.]]) 16:42, 9 feb 2026 (CET)
== Attivazione sportello di supporto legale di Wikimedia Italia ==
Ciao. Sono felice di comunicarvi che da oggi è attivo un nuovo servizio che Wikimedia Italia, richiesto dagli utenti in diverse occasioni, anche nella fase di consultazione per la stesura della [[:meta:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030|strategia 2026-2030 di Wikimedia Italia]].
Si tratta di uno '''sportello di supporto legale gratuito''', che consente ai volontari di potersi rivolgere a un avvocato in merito a questioni che riguardano la loro attività su Wikipedia e gli altri progetti Wikimedia.<br/>
Questo sportello si articola in due parti:
* un documento con "risposte a domande frequenti" che affronta alcune casistiche di carattere generale più ricorrenti (e che potrà essere aggiornata e ampliata in futuro);
* la possibilità di richiedere una consulenza legale con un avvocato per chiarimenti sui contenuti del documento o per questioni non trattate nelle FAQ.
Trovate tutte le informazioni relative allo sportello di supporto legale in questa pagina su Wikipedia in italiano: '''[[w:it:Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale|Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale]]'''.
Per qualsiasi domanda o osservazione, non esitate a contattarmi rispondendo a questo messaggio (vi chiedo di pingarmi) o tramite [[Special:EmailUser/Dario_Crespi_(WMIT)|email]]. --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|disc.]]) 17:17, 11 mar 2026 (CET)
== <span lang="en" dir="ltr">Upcoming deployment of CampaignEvents extension to Wikibooks</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="message"/>
Hello everyone,
We are writing to inform you that the [[mw:Help:Extension:CampaignEvents|CampaignEvents extension]] will be deployed to all Wikibooks projects during the week of '''23 March 2026'''.
This follows last year’s broader rollout across Wikimedia projects. We realized that Wikibooks was not included at the time, and we’re now addressing that to ensure consistency across all communities.
The CampaignEvents extension provides tools to support event and campaign organization on-wiki, including features like on-wiki event registration and collaboration lists(global event list).
We welcome any questions, feedback, or concerns you may have. We are also happy to support anyone interested in trying out the tools.
''Apologies if this message is not in your preferred language. If you’re able to help translate it for your community, please feel free to do so.''
<section end="message"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:Udehb-WMF|Udehb-WMF]] ([[User talk:Udehb-WMF|discussione]]) 19:22, 19 mar 2026 (CET)</bdi>
<!-- Messaggio inviato da User:Udehb-WMF@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Udehb-WMF/sandbox/MM_target&oldid=30284073 -->
== Richiesta inserimento template "Simple Page Navigation" ==
Salve,
vorrei sapere se si può inserire nella Wikibooks italiana il template "Simple Page Navigation" che potete visualizzare qui :
https://en.wikibooks.org/wiki/Scientific_Calculations_with_Julia
e che serve a navigare tra i moduli di un Wikibook .
Grazie [[Utente:Lovepeacejoy404|Lovepeacejoy404]] ([[Discussioni utente:Lovepeacejoy404|disc.]]) 15:59, 27 mar 2026 (CET)
:@[[Utente:Lovepeacejoy404|Lovepeacejoy404]] Ciao, su Wikibooks in italiano abbiamo {{tl|Capitolo}}, che è l'equivalente al template che citi. [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 16:06, 27 mar 2026 (CET)
::Ok, grazie dell'informazione. Saluti [[Utente:Lovepeacejoy404|Lovepeacejoy404]] ([[Discussioni utente:Lovepeacejoy404|disc.]]) 16:20, 27 mar 2026 (CET)
== Action Required: Update templates/modules for electoral maps (Migrating from P1846 to P14226) ==
Hello everyone,
This is a notice regarding an ongoing data migration on Wikidata that may affect your election-related templates and Lua modules (such as <code>Module:Itemgroup/list</code>).
'''The Change:'''<br />
Currently, many templates pull electoral maps from Wikidata using the property [[:d:Property:P1846|P1846]], combined with the qualifier [[:d:Property:P180|P180]]: [[:d:Q19571328|Q19571328]].
We are migrating this data (across roughly 4,000 items) to a newly created, dedicated property: '''[[:d:Property:P14226|P14226]]'''.
'''What You Need To Do:'''<br />
To ensure your templates and infoboxes do not break or lose their maps, please update your local code to fetch data from [[:d:Property:P14226|P14226]] instead of the old [[:d:Property:P1846|P1846]] + [[:d:Property:P180|P180]] structure. A [[m:Wikidata/Property Migration: P1846 to P14226/List|list of pages]] was generated using Wikimedia Global Search.
'''Deadline:'''<br />
We are temporarily retaining the old data on [[:d:Property:P1846|P1846]] to allow for a smooth transition. However, to complete the data cleanup on Wikidata, the old [[:d:Property:P1846|P1846]] statements will be removed after '''May 1, 2026'''. Please update your modules and templates before this date to prevent any disruption to your wiki's election articles.
Let us know if you have any questions or need assistance with the query logic. Thank you for your help! [[User:ZI Jony|ZI Jony]] using [[Utente:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]] ([[Discussioni utente:MediaWiki message delivery|disc.]]) 19:11, 3 apr 2026 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:ZI Jony@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Non-Technical_Village_Pumps_distribution_list&oldid=29941252 -->
== Save the Date: itWikiCon 2026 a Vezia (Lugano) – Vi aspettiamo! ==
Gli organizzatori sono entusiasti di invitarvi '''all’itWikiCon 2026 che si terrà a [[:w:it:Vezia|Vezia]] ([[:w:it:Lugano|Lugano]])'''! È la prima volta che il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia si terrà nella Svizzera italiana.
Dal '''6 all’8 novembre 2026''' insieme a voi trasformeremo Vezia in un vivace punto d’incontro all’insegna della conoscenza libera, della condivisione e della comunità.
La sede del convegno, [https://csvn.ch/ Il Centro Studi Villa Negroni], una struttura nota per aver ospitato persone di spicco della cultura italiana si trova molto vicino a Lugano. Non vediamo l'ora di condividere questo luogo con voi e di partecipare a workshop, discussioni e presentazioni stimolanti.
L'organizzazione sta procedendo e nel corso delle prossime settimane, vi terremo aggiornati sui principali sviluppi, inclusi la creazione collaborativa del programma e il bando per le borse di partecipazione.
Nelle prossime settimane saranno pubblicate ulteriori informazioni sulla [[:meta:ItWikiCon/2026|pagina principale dell’evento]].
Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla [[:meta:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o di contattarci a info(at)itwikicon.org.
A presto,
il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[Utente:cassinam|Cassinam]], [[Utente:Vallema|Vallema]], [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] 12:36, 7 apr 2026 (CEST)
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Osservare il cielo
0
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389974
2026-04-06T13:32:42Z
Gian BOT
27470
[[wb:Bot|Bot]]: sostituisce [[Speciale:LintErrors/obsolete-tag|Tag HTML obsoleti]]
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wikitext
text/x-wiki
__NOTOC__
{{Vetrina|arg=scienza}}
{{Osservare il cielo}}
Questo libro vuole essere un aiuto a tutti coloro che per la prima volta si avventurano nell''''osservazione della volta celeste''', chi con un binocolo, chi semplicemente ad occhio nudo. Attraverso l'aiuto di carte celesti dettagliate, l'apprendista astrofilo sarà guidato passo passo nell'esplorazione celeste, dalle stelle più facilmente riconoscibili, alle costellazioni più nascoste e agli oggetti più famosi.
Per chi volesse approfondire invece notevolmente la conoscenza del cielo, è disponibile il libro '''[[Guida alle costellazioni]]'''.
==Struttura==
Il libro si articola in tre sezioni:
*la '''prima sezione''' è dedicata all'apprendimento base, al riconoscimento di stelle e costellazioni principali: la sezione è divisa per stagioni, in modo da fornire la possibilità di scegliere il proprio punto di inizio a seconda della stagione in cui ci si trova; attraverso il metodo degli allineamenti, sarà spiegato come localizzare stelle e costellazioni a partire dalle figure più riconoscibili della volta celeste. In queste sezioni non saranno trattate alcune piccole costellazioni moderne reperibili con grosse difficoltà anche in un cielo nitido, ma che saranno comunque presenti nelle mappe celesti a fine libro. Le sottosezioni stagionali sono precedute da una guida dedicata alla parte di cielo che dall'Italia si presenta circumpolare, ossia che contiene stelle che non tramontano mai; in chiusura se ne trova invece una dedicata alla parte di cielo che resta sempre invisibile.
*la '''seconda sezione''' è dedicata al riconoscimento dei pianeti e alla localizzazione di oggetti diversi dalle stelle: a differenza di queste, infatti, i pianeti non mantengono una posizione fissa, ma si muovono nel cielo attraverso le costellazioni dello zodiaco. La loro presenza può facilitare il riconoscimento delle costellazioni, ma anche essere un intralcio, in quanto potrebbero indurre in confusione l'astrofilo alle prime armi. Segue una panoramica sugli oggetti celesti più importanti e sul come individuarli.
*la '''terza sezione''' è dedicata a coloro che vorrebbero iniziare ad esplorare il cielo con uno strumento di osservazione: il più semplice e il più a portata di tutti è sicuramente il binocolo; con un binocolo di media potenza, il classico modello 10x50, è possibile moltiplicare il numero di stelle visibili, nonché individuare più oggetti del cielo profondo e risolvere alcune stelle doppie. Un piccolo telescopio amatoriale invece consentirà di risolvere gli anelli di Saturno, o di individuare un gran numero di galassie.
Alle tre sezioni seguono delle '''appendici''':
*la prima contiene un set completo di '''carte celesti''' regolate mese per mese, alla latitudine media italiana di 42°N (Roma), ma consultabili senza apprezzabili differenze da tutto il territorio nazionale, più un miniset per chi osserva dall'emisfero sud.
*la seconda propone dei '''minipercorsi''' studiati in base alle diverse disponibilità: binocolo, telescopio amatoriale, osservatore dai cieli del sud; sono regolati a seconda delle stagioni e presentano una selezione di oggetti celesti importanti o curiosi.
*chiude il libro un '''glossario''' con i termini astronomici più importanti.
<div style="width: 400px; margin: 0 auto;">{{Versione PDF|Osservare il cielo 4.1|Versione 4.1 - 358 pagine - Dimensione 84 Mbyte}}</div>
<gallery mode="packed" widths=700px heights=350px perrow=5 caption="Copertina e quarta di copertina">
File:Osservare il cielo - Copertina.png
File:Osservare il cielo - Quarta di copertina.png
</gallery>
==Vecchie versioni==
{{Cassetto
|Vecchie versioni
|<center>Edizione a pagine bianche
{{Versione PDF|Osservare il cielo 3.1|Versione 3.1 - 412 pagine - Dimensione 78 Mbyte}}</center>
<center>Edizione a pagine blu
{{Versione PDF|Osservare il cielo 3.1 - Edizione Blu|Versione 3.1 - 412 pagine - Dimensione 68 Mbyte}}</center>
}}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Osservazione astronomica|w_etichetta=osservazione astronomica|w_preposizione=riguardante l'}}
{{Ambox|tipo=contenuto|testo='''Attenzione<br>Roberto Mura non ha alcuna affiliazione''' con chi mette in vendita questo libro online, né ci ricava alcun guadagno.<br>Il libro è reso disponibile SOLO '''gratuitamente'''.}}
[[Categoria:Osservare il cielo| ]]
[[Categoria:Astronomia]]
[[Categoria:Dewey 520]]
{{Alfabetico|O}}
{{Avanzamento|100%|24 gennaio 2009}}
6x3y7adb0zpmrvbgxmazt1xpbjjavyd
491502
491501
2026-04-06T13:33:57Z
Hippias
18281
tag obsoleto
491502
wikitext
text/x-wiki
__NOTOC__
{{Vetrina|arg=scienza}}
{{Osservare il cielo}}
Questo libro vuole essere un aiuto a tutti coloro che per la prima volta si avventurano nell''''osservazione della volta celeste''', chi con un binocolo, chi semplicemente ad occhio nudo. Attraverso l'aiuto di carte celesti dettagliate, l'apprendista astrofilo sarà guidato passo passo nell'esplorazione celeste, dalle stelle più facilmente riconoscibili, alle costellazioni più nascoste e agli oggetti più famosi.
Per chi volesse approfondire invece notevolmente la conoscenza del cielo, è disponibile il libro '''[[Guida alle costellazioni]]'''.
==Struttura==
Il libro si articola in tre sezioni:
*la '''prima sezione''' è dedicata all'apprendimento base, al riconoscimento di stelle e costellazioni principali: la sezione è divisa per stagioni, in modo da fornire la possibilità di scegliere il proprio punto di inizio a seconda della stagione in cui ci si trova; attraverso il metodo degli allineamenti, sarà spiegato come localizzare stelle e costellazioni a partire dalle figure più riconoscibili della volta celeste. In queste sezioni non saranno trattate alcune piccole costellazioni moderne reperibili con grosse difficoltà anche in un cielo nitido, ma che saranno comunque presenti nelle mappe celesti a fine libro. Le sottosezioni stagionali sono precedute da una guida dedicata alla parte di cielo che dall'Italia si presenta circumpolare, ossia che contiene stelle che non tramontano mai; in chiusura se ne trova invece una dedicata alla parte di cielo che resta sempre invisibile.
*la '''seconda sezione''' è dedicata al riconoscimento dei pianeti e alla localizzazione di oggetti diversi dalle stelle: a differenza di queste, infatti, i pianeti non mantengono una posizione fissa, ma si muovono nel cielo attraverso le costellazioni dello zodiaco. La loro presenza può facilitare il riconoscimento delle costellazioni, ma anche essere un intralcio, in quanto potrebbero indurre in confusione l'astrofilo alle prime armi. Segue una panoramica sugli oggetti celesti più importanti e sul come individuarli.
*la '''terza sezione''' è dedicata a coloro che vorrebbero iniziare ad esplorare il cielo con uno strumento di osservazione: il più semplice e il più a portata di tutti è sicuramente il binocolo; con un binocolo di media potenza, il classico modello 10x50, è possibile moltiplicare il numero di stelle visibili, nonché individuare più oggetti del cielo profondo e risolvere alcune stelle doppie. Un piccolo telescopio amatoriale invece consentirà di risolvere gli anelli di Saturno, o di individuare un gran numero di galassie.
Alle tre sezioni seguono delle '''appendici''':
*la prima contiene un set completo di '''carte celesti''' regolate mese per mese, alla latitudine media italiana di 42°N (Roma), ma consultabili senza apprezzabili differenze da tutto il territorio nazionale, più un miniset per chi osserva dall'emisfero sud.
*la seconda propone dei '''minipercorsi''' studiati in base alle diverse disponibilità: binocolo, telescopio amatoriale, osservatore dai cieli del sud; sono regolati a seconda delle stagioni e presentano una selezione di oggetti celesti importanti o curiosi.
*chiude il libro un '''glossario''' con i termini astronomici più importanti.
<div style="width: 400px; margin: 0 auto;">{{Versione PDF|Osservare il cielo 4.1|Versione 4.1 - 358 pagine - Dimensione 84 Mbyte}}</div>
<gallery mode="packed" widths=700px heights=350px perrow=5 caption="Copertina e quarta di copertina">
File:Osservare il cielo - Copertina.png
File:Osservare il cielo - Quarta di copertina.png
</gallery>
==Vecchie versioni==
{{Cassetto
|Vecchie versioni
|<div style="width: 400px; margin: 0 auto; text-align: center;>Edizione a pagine bianche
{{Versione PDF|Osservare il cielo 3.1|Versione 3.1 - 412 pagine - Dimensione 78 Mbyte}}</div>
<div style="width: 400px; margin: 0 auto; text-align: center;>Edizione a pagine blu
{{Versione PDF|Osservare il cielo 3.1 - Edizione Blu|Versione 3.1 - 412 pagine - Dimensione 68 Mbyte}}</div>
}}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Osservazione astronomica|w_etichetta=osservazione astronomica|w_preposizione=riguardante l'}}
{{Ambox|tipo=contenuto|testo='''Attenzione<br>Roberto Mura non ha alcuna affiliazione''' con chi mette in vendita questo libro online, né ci ricava alcun guadagno.<br>Il libro è reso disponibile SOLO '''gratuitamente'''.}}
[[Categoria:Osservare il cielo| ]]
[[Categoria:Astronomia]]
[[Categoria:Dewey 520]]
{{Alfabetico|O}}
{{Avanzamento|100%|24 gennaio 2009}}
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Hippias
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/* Vecchie versioni */
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wikitext
text/x-wiki
__NOTOC__
{{Vetrina|arg=scienza}}
{{Osservare il cielo}}
Questo libro vuole essere un aiuto a tutti coloro che per la prima volta si avventurano nell''''osservazione della volta celeste''', chi con un binocolo, chi semplicemente ad occhio nudo. Attraverso l'aiuto di carte celesti dettagliate, l'apprendista astrofilo sarà guidato passo passo nell'esplorazione celeste, dalle stelle più facilmente riconoscibili, alle costellazioni più nascoste e agli oggetti più famosi.
Per chi volesse approfondire invece notevolmente la conoscenza del cielo, è disponibile il libro '''[[Guida alle costellazioni]]'''.
==Struttura==
Il libro si articola in tre sezioni:
*la '''prima sezione''' è dedicata all'apprendimento base, al riconoscimento di stelle e costellazioni principali: la sezione è divisa per stagioni, in modo da fornire la possibilità di scegliere il proprio punto di inizio a seconda della stagione in cui ci si trova; attraverso il metodo degli allineamenti, sarà spiegato come localizzare stelle e costellazioni a partire dalle figure più riconoscibili della volta celeste. In queste sezioni non saranno trattate alcune piccole costellazioni moderne reperibili con grosse difficoltà anche in un cielo nitido, ma che saranno comunque presenti nelle mappe celesti a fine libro. Le sottosezioni stagionali sono precedute da una guida dedicata alla parte di cielo che dall'Italia si presenta circumpolare, ossia che contiene stelle che non tramontano mai; in chiusura se ne trova invece una dedicata alla parte di cielo che resta sempre invisibile.
*la '''seconda sezione''' è dedicata al riconoscimento dei pianeti e alla localizzazione di oggetti diversi dalle stelle: a differenza di queste, infatti, i pianeti non mantengono una posizione fissa, ma si muovono nel cielo attraverso le costellazioni dello zodiaco. La loro presenza può facilitare il riconoscimento delle costellazioni, ma anche essere un intralcio, in quanto potrebbero indurre in confusione l'astrofilo alle prime armi. Segue una panoramica sugli oggetti celesti più importanti e sul come individuarli.
*la '''terza sezione''' è dedicata a coloro che vorrebbero iniziare ad esplorare il cielo con uno strumento di osservazione: il più semplice e il più a portata di tutti è sicuramente il binocolo; con un binocolo di media potenza, il classico modello 10x50, è possibile moltiplicare il numero di stelle visibili, nonché individuare più oggetti del cielo profondo e risolvere alcune stelle doppie. Un piccolo telescopio amatoriale invece consentirà di risolvere gli anelli di Saturno, o di individuare un gran numero di galassie.
Alle tre sezioni seguono delle '''appendici''':
*la prima contiene un set completo di '''carte celesti''' regolate mese per mese, alla latitudine media italiana di 42°N (Roma), ma consultabili senza apprezzabili differenze da tutto il territorio nazionale, più un miniset per chi osserva dall'emisfero sud.
*la seconda propone dei '''minipercorsi''' studiati in base alle diverse disponibilità: binocolo, telescopio amatoriale, osservatore dai cieli del sud; sono regolati a seconda delle stagioni e presentano una selezione di oggetti celesti importanti o curiosi.
*chiude il libro un '''glossario''' con i termini astronomici più importanti.
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==Vecchie versioni==
{{Cassetto
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== Altri progetti ==
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[[Categoria:Dewey 520]]
{{Alfabetico|O}}
{{Avanzamento|100%|24 gennaio 2009}}
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Micro e nanotecnologia/Microtecnologia/Introduzione alla microtecnologia/Il transistor e i dispositivi integrati
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2026-04-06T14:05:54Z
Gian BOT
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[[wb:Bot|Bot]]: Correggo errori comuni (tramite [[Wb:Bot/Sostituzioni/Errori comuni|La lista degli errori comuni]] V 1.0)
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wikitext
text/x-wiki
{{Micro e nanotecnologia}}
=[[w:Transistor|Transistor]]=
Il transistor è un componente a [[w:Semiconduttore|semiconduttore]] con tre terminali che consente di controllare il flusso di corrente tra due di essi attraverso una piccola corrente o una tensione applicata al terzo. Grazie a questa caratteristica, può funzionare come amplificatore di segnali o come interruttore elettronico, ed è per questo alla base della stragrande maggioranza dei dispositivi elettronici moderni.
[[File:NPN BJT (Planar) Cross-section.svg|thumb|left|Sezione di un transistor bipolare NPN ]]
I transistor possono essere realizzati in varie tecnologie, ma la più comune prevede l’uso del silicio come materiale semiconduttore. In particolare, nel tipo chiamato BJT ([[w:Transistor_a_giunzione_bipolare|Transistor a Giunzione Bipolare]]) la struttura interna è formata da due [[w:Giunzione_p-n|giunzioni p-n]] vicine: una tra base ed emettitore, l’altra tra base e collettore. Una piccola corrente iniettata nella base modula una corrente molto più grande tra collettore ed emettitore, permettendo così amplificazione o commutazione del segnale. Il rapporto tra la corrente di collettore e quella di base (detto β) è un parametro fondamentale. Il BJT può operare in più modalità, a seconda della polarizzazione delle giunzioni: interdizione (trascurabile conduzione), regione attiva (amplificazione) e saturazione (interruttore chiuso).
[[File:MOSFET schema.png|thumb|left|upright=1.0|Sezione di un MOSFET]]
Un’altra famiglia molto diffusa è quella dei [[w:Transitor a effetto di campo|transistor ad effetto di campo]] (FET): in questi dispositivi, la conduzione è controllata da una tensione (non da una corrente), applicata ad un terminale detto gate, mentre i terminali che trasportano la corrente sono source e drain. Il più comune tra questi è il [[w:MOSFET|MOSFET]] (Metal-Oxide-Semiconductor): grazie alla sua struttura — con un gate isolato rispetto al canale — offre alta impedenza di ingresso, basso consumo e elevata efficienza nel commutare segnali, caratteristiche che lo rendono molto adatto per applicazioni digitali e di potenza. In un MOSFET, quando la tensione applicata al gate supera una soglia, si forma un canale conduttivo tra source e drain, permettendo il flusso di corrente: è come ''aprire un rubinetto elettronico''.
Il transistor ha rivoluzionato l’elettronica: ha permesso di sostituire le [[w:Valvola_termoionica|valvole]] termoioniche — ingombranti, fragili e con limitata durata — con dispositivi solidi, miniaturizzabili, affidabili e molto più efficienti. Grazie ai transistor è possibile costruire componenti elettronici molto complessi su scala microscopica: [[w:Amplificatore_(elettronica)|amplificatori]], [[w:Porta_logica|porte logiche]], [[w:Memoria_(elettronica)|memorie]], [[w:Microprocessore|microprocessori]], [[w:DSP|digital signal processors]] (DSP) e praticamente ogni dispositivo elettronico moderno dipende da loro.
Per le applicazioni di potenza va anche menzionato l’[[w:Transistor_bipolare_a_gate_isolato|Insulated Gate Bipolar Transistor]] (IGBT): è un dispositivo elettronico che unisce le caratteristiche del MOSFET e del transistor bipolare. Si controlla tramite una tensione applicata al gate isolato, che permette una conduzione efficiente della corrente. È molto usato negli [[w:Inverter|inverter,]] nei sistemi di trazione elettrica e negli alimentatori ad alta potenza. Offre basse perdite di conduzione e una buona velocità di commutazione. Grazie a queste qualità, è uno dei componenti fondamentali nell’elettronica di potenza moderna.
I principali tipi di transistor sono BJT e FET (inclusi MOSFET e altre varianti). I BJT sono spesso utilizzati in applicazioni analogiche o dove servono guadagni di corrente e buon comportamento in linearità; i FET/MOSFET sono preferiti per circuiti integrati, logica digitale, commutazione rapida e gestione di potenza. La scelta del tipo dipende dai requisiti di tensione, corrente, velocità, impedenza di ingresso e dissipazione.
{| class="wikitable" style="text-align:center; width:70%"
|+ '''Principali tipi di Transistor'''
|-
! Tipo / famiglia
! Terminali
! Principio di controllo
! Caratteristiche principali
! Applicazioni tipiche
|-
| BJT (NPN / PNP)
| Base, Collettore, Emettitore
| Corrente di base
| Guadagno di corrente, buon comportamento analogico
| Amplificatori analogici, circuiti audio, stadi lineari
|-
| JFET
| Gate, Source, Drain
| Tensione di gate
| Alta impedenza di ingresso, basso consumo, media velocità di commutazione
| Amplificatori a basso rumore, circuiti analogici di precisione
|-
| MOSFET
| Gate, Source, Drain
| Tensione di gate
| Altissima impedenza di ingresso, bassissimo consumo, alta velocità di commutazione
| Logica digitale, alimentazioni switching, microelettronica, potenza
|-
| IGBT
| Gate, Collector, Emitter
| Tensione
| Conduzione di correnti/tensioni elevate
| Controllo motori, inverter, regolazione potenza, elettronica di potenza
|}
= [[w:Circuito_integrato|Circuiti integrati]]=
Un circuito integrato è un dispositivo elettronico in cui un numero molto elevato di componenti — transistor, resistori, condensatori, diodi e interconnessioni — viene realizzato sulla stessa porzione di materiale semiconduttore, tipicamente un wafer di silicio.
Questa integrazione permette di ottenere dispositivi molto più compatti, veloci, economici e affidabili rispetto ai circuiti costruiti con componenti discreti.
L’invenzione dei circuiti integrati (fine anni ’50) ha segnato l’inizio della microelettronica moderna ed è alla base di tutta la tecnologia digitale: computer, microprocessori, memorie, smartphone, sistemi di controllo, sensori intelligenti e apparecchiature elettroniche di ogni tipo.
Si chiamano integrati perché i componenti non sono più montati uno per uno su schede separate, ma fusi insieme in un unico chip.
In pratica il materiale semiconduttore funge da substrato e i vari componenti vengono realizzati fisicamente nel silicio tramite drogaggio, ossidazione, deposizione e litografia; le connessioni tra i componenti sono micro-conduttori metallici depositati a strati. In questo modo, un chip delle dimensioni di pochi mm quadrati può contenere da qualche decina a decine di miliardi di transistor.
I vantaggi principali dei circuiti integrati sono: la riduzione delle dimensioni invece di un circuito grande come un libro si passa a un chip millimetrico; un minore consumo energetico poiché i transistor ravvicinati richiedono meno corrente per commutare; maggiore velocità in quanto le connessioni interne sono molto più corte e di conseguenza hanno un minore ritardo; maggiore affidabilità in quanto vi sono poche saldature e connessioni di conseguenza sono rari guasti; riduzione dei costi grazie alla produzione simultanea di milioni di chip per wafer (economia di scala).
I circuiti integrati possono essere classificati in vari modi: per funzione, per tecnologia di realizzazione, per grado di integrazione.
Brevemente la classificazione dei circuiti integrati classificati in base alla funzione: circuiti analogici ([[w:Amplificatore_operazionale|amplificatori operazionali]], [[w:Filtro_(elettronica)|filtri]], [[w:Regolatore_di_tensione|regolatori di tensione]], [[w:Sensore|sensori]] integrati; circuiti digitali
([[w:Porta_logica|porte logiche]], [[w:Flip-flop|flip-flop]], [[w:Microprocessore|microprocessori]], [[w:Microcontrollore|microcontrollori]], [[w:DSP|processori di segnale digitale]], [[w:GPU|unità di elaborazione grafica]]); circuiti misti analogici/digitali ( [[w:Convertitore_analogico-digitale|convertitori analogico digitale]], [[w:convertitore_digitale-analogico|convertitori digitale analogico]], [[w:System-on-a-chip|system on a chip]].
Oggi la tecnologia dominante è basata sui MOS — specialmente nella variante [[w:CMOS|CMOS]] — perché permette sia bassi consumi che elevata densità di integrazione, assieme ad una alta velocità che la rende compatibile con la microelettronica moderna e la scalabilità nanometrica. Nella elettronica analogica di precisione viene ancora usata la tecnologia BJT. Esistono tecnologie di nicchia che integrano BJT e MOS come anche semiconduttori diversi dal silicio.
Via via che la complessità dei circuiti è cambiata si è passati da Small-Scale Integration (SSI) negli anni '50 con appena una decina di transistor per chip (ancora usata nelle porte logiche), all'attuale Ultra-Large Scale Integration (ULSI) con più di un miliardo di transistor (Il termine ULSI è stato usato soprattutto negli anni ’80-’90, quando si superavano i limiti del [[w:Very_large_scale_integration|VLSI]]). In pratica, ULSI è stato un passaggio storico nella classificazione, ma oggi è meno usato perché le densità hanno superato di gran lunga quella scala.
{| class="wikitable" style="text-align:center; width:80%"
|+ '''Classificazione per grado di integrazione'''
|-
! Categoria
! Numero di componenti
! Esempio
|-
| SSI (Small Scale Integration)
| < 100
| [[w:Porta_logica|porte logiche]]
|-
| MSI (Medium)
| 100–1.000
| [[w:en:Counter_(digital)|contatori]], [[w:Registro_(informatica)|registri]]
|-
| LSI (Large)
| 1.000–10.000
| primi [[w:Microprocessore|microprocessori]]
|-
| VLSI (Very Large)
| 10<sup>4</sup>–10<sup>8</sup>
| [[w:CPU|CPU]] anni ’90–2000
|-
| ULSI (Ultra Large)
| > 10<sup>8</sup>
| [[w:CPU|CPU]] moderne
|-
| ''More-than-Moore''
| > 10<sup>9</sup>
| [[w:System-on-a-chip|SoC]], [[w:GPU|GPU]], [[w:Acceleratore_di_Intelligenza_Artificiale|acceleratori di AI]]
|}
I circuiti integrati sono il cuore di tutta l’elettronica moderna, senza di loro non esisterebbero la maggior parte delle innovazioni tecnologiche dei nostri tempi. La microelettronica e la nanotecnologia avanzano proprio grazie alla capacità di integrare funzionalità sempre più complesse su aree sempre più piccole.
==BIBLIOGRAFIA==
* S. M. Sze; ''Semiconductor Devices: Physics and Technology''; Wiley, 2ª ed., (2001).
* A. Sedra ed al.; ''Microelectronic circuits 8th edition''; Oxford University Press (2011).
[[Micro_e_nanotecnologia/Microtecnologia/Introduzione_alla_microtecnologia| indietro]] | [[Micro_e_nanotecnologia/Microtecnologia/Introduzione_alla_microtecnologia/La_legge_di_Moore| avanti]]
[[Categoria:Micro e nanotecnologia]]
{{Avanzamento|100%}}
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Storia della letteratura italiana/Pietro Verri
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Hippias
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491486
wikitext
text/x-wiki
{{Storia della letteratura italiana|sezione=4}}
Tra i più rappresentativi autori dell'[[../Illuminismo in Italia|Illuminismo italiano]] spicca la figura di Pietro Verri, che è stato scrittore, filosofo, politico ed economista. Grande animatore della vita culturale milanese, fonda l'Accademia dei Pugni e il giornale ''Il Caffè'', attraverso il quale dà voce agli ideali illuministici
== La vita ==
[[File:Pietro Verri.jpg|thumb|left|Ritratto di Pietro Verri sulle ''Notizie sulla vita del conte Pietro Verri'' (1848) del barone Pietro Custodi]]
Pietro Verri nasce a Milano il 12 dicembre 1728 dal conte Gabriele, magistrato e politico conservatore, e da Barbara Dati della Somaglia, membro della nobiltà milanese. Ha tre fratelli: Alessandro, Carlo e Giovanni. Avviati gli studi nel Collegio gesuita, frequenta negli anni cinquanta l'Accademia dei Trasformati, dove conosce tra gli altri [[../Giuseppe Parini|Giuseppe Parini]]. Fra il 1759 e il 1760 si arruola nell'esercito imperiale e prende parte brevemente alla guerra dei Sette Anni (1756-1763). Fermatosi a Vienna, intraprende la redazione delle ''Considerazioni sul commercio nello Stato di Milano'', pubblicate poi nel 1763, che gli varranno il primo incarico di funzionario governativo; lo stesso anno pubblica anche le ''Meditazioni sulla felicità''.
Rientrato frattanto a Milano, nel 1761 vi fonda, insieme al fratello Alessandro e agli amici [[../Cesare Beccaria|Cesare Beccaria]], Alfonso Longo, Pietro Secchi, Giambattista Biffi e Luigi Lambertenghi, la cosiddetta Accademia dei Pugni, iniziale nucleo redazionale del foglio periodico ''Il Caffè'', destinato a diventare il punto di riferimento del riformismo illuministico italiano. ''Il Caffè'' inizia le sue pubblicazioni nel giugno 1764 ed esce ogni dieci giorni, fino al maggio 1766, quando viene raccolto in due volumi. Tra gli articoli più importanti di Pietro Verri per ''Il Caffè'' vanno ricordati almeno gli ''Elementi del commercio'' (volume I, foglio 3), ''La commedia'' (I, 4-5), ''La medicina'' (I, 18), ''Su i parolai'' (II, 6). Gli illuministi milanesi, e tra loro Verri, hanno rapporti epistolari anche con gli enciclopedisti francesi, tra cui Diderot, Voltaire e d'Holbach, mentre d'Alembert verrà anche a Milano per incontrare il circolo del ''Caffè''.<ref>{{cita web|url=http://archive.org/stream/carteggiodipietr04verr/carteggiodipietr04verr_djvu.txt|titolo=Carteggio di Pietro e Alessandro Verri}}</ref>
Parallelamente all'impresa editoriale, Verri intraprende, con alcuni dei suoi sodali, la scalata politico-amministrativa del governo viennese di Milano, allo scopo di mettere in pratica le riforme propugnate nella rivista. Nel gennaio 1764 è membro della Giunta per la revisione della "ferma" (appalto delle imposte ai privati) e nel 1765 del Supremo Consiglio dell'Economia. Quest'ultimo, presieduto da Gian Rinaldo Carli, altro collaboratore del ''Caffè'', assegna a Cesare Beccaria la cattedra di Economia pubblica e ad Alfonso Longo quella di Diritto pubblico ecclesiastico nelle Scuole Palatine. Nel 1778 Verri, Beccaria, Frisi e Secchi danno luogo alla Società patriottica milanese. Risalgono a questi anni le ''Meditazioni sull'economia politica'' (1771), il ''Discorso sull'indole del piacere e del dolore'' (1773), i ''Ricordi a mia figlia'' e le ''Osservazioni sulla tortura'' (1777). Il suo è uno stile asciutto e libero, pieno di trattenuto vigore.
[[File:Accademia dei Pugni.jpg|thumb|Antonio Perego, ''L'Accademia dei Pugni''. Da sinistra a destra: Alfonso Longo (di spalle), Alessandro Verri, Giambattista Biffi, Cesare Beccaria, Luigi Stefano Lambertenghi, Pietro Verri, Giuseppe Visconti di Saliceto]]
Con la successione di Giuseppe II al trono d'Austria (1780), gli spazi per i riformisti milanesi si riducono, e a partire dal 1786 Verri lascia ogni incarico pubblico, assumendo un atteggiamento sempre più critico nei confronti del nuovo sovrano. Pubblica frattanto la ''Storia di Milano'' (1783). All'arrivo di Napoleone (1796), Verri sessantottenne prende parte, con i compagni di gioventù Alfonso Longo e Luigi Lambertenghi, alla fondazione della Repubblica Cisalpina (1797), culla del tricolore italiano. Muore il 28 giugno del 1797 durante una seduta notturna della Municipalità milanese, della quale era membro assieme a personalità come Giuseppe Parini.
== Pensiero filosofico ed economico ==
Il grande merito di Verri è nell'aver creato in Lombardia un grande centro di aggregazione illuminista con la rivista ''Il Caffè''. Desta curiosità il titolo che Verri sceglie per la testata, legato alla diffusione dei caffè come luoghi dove poter intraprendere un libero e attuale dibattito culturale, politico e sociale.<ref>Pietro Verri, ''Il Caffè'', Introduzione, I, 1.</ref> Scopo della rivista è diffondere l'Illuminismo, quindi si propone anche di affermare un linguaggio razionale, capace di interpretare la realtà – un linguaggio rapido e concreto, che prende le distanze dal purismo e dal classicismo. Il foglio ha però vita breve per vari motivi, tra cui la rottura tra Pietro Verri e Beccaria e la partenza per Roma di Alessandro Verri.<ref>{{cita libro | Giulio | Ferroni | Profilo storico della letteratura italiana | 2003 | Einaudi | Torino | p= 510 }}</ref>
[[File:Il caffè 1764.jpg|thumb|left|Frontespizio della rivista (1764)]]
Nei suoi scritti sul dolore e il piacere, Verri sottoscrive le teorie di Helvétius, nonché il sensismo di Condillac, fondando sulla ricerca della felicità e del piacere l'attività dell'uomo. L'uomo, per Verri, tende a se stesso, al piacere, quindi è pervaso dall'idea del dolore, e il suo piacere non è altro che una momentanea interruzione di questo dolore<ref>{{cita libro | Giuseppe | Petronio | L'attività letteraria in Italia | 1969 | Palumbo | Palermo | p= 480 }}</ref> – tesi che è riscontrabile anche in Schopenhauer e in [[../Giacomo Leopardi|Leopardi]]. Quest'ultimo potrebbe averla derivata da quella di Verri, essendo ispirato spesso dalla filosofia sensistica settecentesca. Per Verri quindi, la vera felicità dell'uomo non è quella personale, ma è quella a cui partecipa il collettivo, quasi fosse eutimia o atarassia.
Per quanto riguarda la politica e l'economia, il pensiero di Pietro Verri è controverso. Negli ''Elementi del commercio'' (1769) e nella sua più grande opera economica ''Meditazioni sull'economia politica'' (1771), enuncia (anche, per primo, in forma matematica) le leggi di domanda e offerta, spiega il ruolo della moneta come "merce universale", appoggia il libero scambio e sostiene che l'equilibrio nella bilancia dei pagamenti è assicurato da aggiustamenti del prodotto interno lordo (quantità) e non del tasso di cambio (prezzo). Di conseguenza, può essere visto come precursore di Adam Smith, del marginalismo e persino di John Maynard Keynes; altri però notano come assuma atteggiamenti di difesa del concetto di proprietà privata e del mercantilismo. Ritiene che solo la libera concorrenza tra eguali possa distribuire la proprietà privata; tuttavia pare favorevole principalmente alla piccola proprietà, per evitare il risorgere delle disuguaglianze.
== Le ''Osservazioni sulla tortura'' ==
{{vedi source|Osservazioni sulla tortura}}
Nelle ''Osservazioni sulla tortura'' Verri esprime la sua contrarietà all'uso della tortura, definendo ingiusto e antistorico un modello così efferato di giurisprudenza e auspicando l'abolizione di questi metodi. Cominciò la stesura dell'opuscolo già nel 1760, ma non lo pubblicò per non inimicarsi, con le pesanti critiche alla magistratura in esso contenute, il senato di Milano (tribunale) presso cui si stava decidendo dell'eredità del padre.
La grande opera del collega Beccaria ''Dei delitti e delle pene'', terminata nel 1764, prende in gran parte le mosse proprio dalle bozze delle ''Osservazioni sulla tortura'', oltre che dagli articoli del ''Caffè''. Sarà proprio a causa di questo furto di idee che i due scrittori e amici arriveranno al più acceso scontro.
Nella versione definitiva e aggiornata delle ''Osservazioni'' (1777), che sono in conclusione un invito ai magistrati a seguire le idee illuministe invece di irrigidirsi sulle posizioni conservatrici, la dialettica di Verri è cruda e basilare: la tortura è una crudeltà, perché se la vittima è innocente, subisce sofferenze non necessarie, mentre se colpisce un colpevole presumibile rischia di martoriare il corpo di un possibile innocente. Inoltre gli accusati rinunciano nella tortura alla loro difesa naturale istintiva, e ciò viola la legge di natura.
Verri apre la sua opera con la ricostruzione del processo agli "untori" del 1630, presentandolo sia come documento dell'ignoranza di un secolo non guidato dai "Lumi", sia come emblema del modo in cui leggi sbagliate portano a evidenti ingiustizie. Questa ricostruzione fornirà la base per la ''Storia della colonna infame'' di [[../Alessandro Manzoni|Alessandro Manzoni]], che però la presenterà come testimonianza di ciò che accade quando uomini ingiusti detengono un grande potere, come nel caso del senato milanese dell'epoca.
L'opera di Verri non arriva ad avere il successo che invece ha ''Dei delitti e delle pene'', sia perché la maggior parte delle osservazioni sono già contenute nell'opera di Beccaria, sia per lo stile di Verri, dotto e di difficile comprensione, che rende di per sé ardua la diffusione del testo, che pure conteniene molti ulteriori spunti rispetto all'opera del collega.
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto}}
{{Avanzamento|100%|13 agosto 2013}}
[[Categoria:Storia della letteratura italiana|Verri]]
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Wikibooks:Wikibookiano/Notizie da Wikimedia
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Dario Crespi (WMIT)
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/* Wikimedia Italia */
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=== Wikimedia Italia ===
* È uscito il 3 aprile [[wmit:Wikimedia news/numero 289|[WMInews]: I vincitori del bando musei, archivi e biblioteche. Scopri i progetti che supporteremo nel 2026 – Democrazia sul banco degli imputati. Quando l'arma legale viene usata contro le voci scomode – Immagini e voci libere. Wikimedia Italia al Festival di Sanremo – I prossimi appuntamenti]]
=== Wikimedia ===
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=== Annunci tecnici ===
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<noinclude>[[Categoria:Wikibookiano|Notizie da Wikimedia]]</noinclude>
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Micro e nanotecnologia/Microtecnologia/Film sottili/Evaporazione
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{{Micro e nanotecnologia}}
= Evaporazione =
La deposizione per evaporazione è una tecnica di [[w:Deposizione_fisica_da_vapore|deposizione fisica da vapore]] (PVD, ''Physical Vapor Deposition'') utilizzata per realizzare [[Micro_e_nanotecnologia/Microtecnologia/Film_sottili|film sottili]] su un substrato solido.
Il principio consiste nel riscaldare un materiale (metallo, semiconduttore, ossido, ecc.) in una camera da vuoto fino a portarlo allo stato di vapore, che poi condensa su una superficie fredda formando un film sottile.
Questa tecnica è ampiamente impiegata nella produzione di dispositivi elettronici, nei rivestimenti ottici e in molte applicazioni di ricerca sui materiali.
[[File:Vapor thermal Evaporation.jpg|thumb|center|580px|Schema di un sistema di evaporazione per deposizione di film sottili.]]
Il problema principale in questo processo è costituito dai gas residui. In un tipico materiale solido un singolo strato di atomi (monolayer) è fatto da circa 10<sup>15</sup> Atomi/cm<sup>2</sup>. Per avere una idea dalla [[w:Teoria_cinetica_dei_gas|teoria cinetica dei gas]] ad una pressione parziale di 7.5x10<sup>-4</sup> Pa ( 10<sup>-4</sup> mtorr, Alto vuoto) il numero di atomi che bombardano un cm<sup>2</sup> di superficie in un secondo sono circa 3.8x10<sup>13</sup>. Quindi ogni atomo della superficie ogni 22 secondi viene bombardato da un atomo di gas residuo, che se è un gas reattivo, come l'ossigeno, si può combinare con lo stato sottostante. Quindi la velocità del film deve competere con tale processo per evitare contaminazione da parte dei gas residui. Ovviamente i processi chimici tra i gas residui ed i materiali da evaporare determinano il grado di contaminazione. Alcune sostanze come i metalli nobili, non vengono ossidati, e quindi possono essere evaporati con vuoti meno spinti. Altre metalli si ossidano facilmente e in questo caso il vuoto residuo deve essere di ottima qualità per avere film affidabili.
== 1. Principio fisico ==
L’evaporazione si basa [[w:Sublimazione|sulla transizione di fase solido-vapore]] (o [[w:Vaporizzazione|liquido-vapore]]) di un materiale quando la sua [[w:Pressione_di_vapore|pressione di vapore]] uguaglia la pressione ambiente nella camera.
La pressione di vapore aumenta con la temperatura secondo la [[w:Equazione_di_Clapeyron|equazione di Clausius–Clapeyron]]:
:<math>\frac{dp}{dT}=\frac{\lambda }{T(V_B-V_A)}</math>
dove:
* ''p'' è la pressione
* ''T'' è la temperatura
* ''λ'' è il [[w:calore latente|calore latente]] (''per unità di [[w:Massa (fisica)|massa]]'') di transizione da una fase all'altra
* ''V'' è il [[w:volume specifico|volume specifico]] delle due fasi A e B.
Quando la pressione di vapore diventa comparabile con la pressione residua nella camera (tipicamente 1 - 0,01 Pa), il materiale evapora rapidamente.
Gli atomi o molecole così generati si muovono in linea retta (''line-of-sight'') fino al substrato, dove condensano.
== 2. Apparato sperimentale ==
Un sistema di evaporazione per PVD comprende:
* [[w:Camera_a_vuoto|Camera da vuoto]]: riduce la pressione per evitare collisioni tra vapore e gas residuo ([[w:Cammino_libero_medio|cammino libero medio]] lungo).
* Sorgente ([[w:Crogiolo|crogiolo]]): contiene e riscalda il materiale da evaporare.
* Sistema di riscaldamento: può essere resistivo, a fascio di elettroni (e-beam) o laser.
* Supporto del substrato: posto di fronte alla sorgente, può essere riscaldato o ruotato per uniformare il deposito.
* Otturatore (''shutter''): viene interposto tra la sorgente ed il substrato nella fase iniziale di deposizione<ref>Il flusso iniziale è ricco componenti a più bassa tensione di vapore, dopo una fase iniziale il materiale fuso perde le componenti a bassa tensione di vapore e si raggiunge un equilibrio dinamico a questo punto l'otturatore viene spostato ed inizia l'evaporazione vera e propria.</ref>
* Sistema di monitoraggio: spesso [[w:en:Quartz_crystal_microbalance|una bilancia al quarzo]] per misurare lo spessore del film in tempo reale.
== 3. Tipi di evaporazione ==
[[File:Термический испаритель с молибденовой лодочкой.jpg|thumb|left|300px|Un crogiolo per evaporazione termica di molibdeno fissato tra due massicci passanti di rame.]]
=== 3.1 [[w:en:Evaporation_(deposition)|Evaporazione termica]] (resistiva) ===
È la forma più semplice: il materiale viene posto in un filamento metallico o in un piccolo crogiolo riscaldato elettricamente.
Il calore provoca l’evaporazione del materiale, che si deposita sul substrato.
È adatta per metalli a basso punto di fusione (Al, Ag, Au, Cr) o materiali organici.
=== 3.2 [[Micro_e_nanotecnologia/Microtecnologia/Film_sottili/Deposizione_con_cannone_elettronico|Evaporazione a fascio di elettroni]] (E-beam evaporation) ===
In questo metodo un fascio di elettroni accelerati viene focalizzato sul materiale da evaporare.
L’energia del fascio è sufficiente per fondere o sublimare materiali ad alto punto di fusione (es. W, Ti, SiO<sub>2</sub>).
La temperatura molto localizzata deteremina una minore contaminazione.
=== 3.3 Evaporazione reattiva ===
Si introduce un gas reattivo (es. O<sub>2</sub> o N<sub>2</sub>) nella camera per reagire con il vapore del materiale e formare un composto sul substrato.
Ad esempio: Ti + O<sub>2</sub> → TiO<sub>2</sub>.
[[File:Diagram of pulsed laser deposition.png|left|thumb|Un raggio laser attraversa una lente, entra in una camera a vuoto e colpisce un bersaglio contrassegnato da un punto. Si vede un pennacchio di plasma che esce dal bersaglio e si dirige verso un substrato riscaldato.]]
Questo metodo permette di depositare ossidi, nitruri o carburi direttamente a partire da metalli puri.
=== 3.4 Evaporazione con laser ([[w:en:Pulsed_laser_deposition|Pulsed Laser Deposition]], PLD) ===
Un impulso laser ad alta potenza colpisce il target, vaporizzandolo localmente.
È una variante moderna, adatta a film complessi e multicomponente.
== 4. Parametri di processo ==
Nella tabella che segue facciamo un quadro d'insieme dei vari parametri che influenzano i processi di evaporazione.
{| class="wikitable" style="text-align:center"
! Parametro
! Valore tipico
! Effetto principale
|-
| Pressione di lavoro
| 1 – 0,01 Pa
| Determina il [[w:Cammino_libero_medio|cammino libero medio]]
|-
| Temperatura della sorgente
| 1000 – 3000 °C
| Controlla il flusso di vapore
|-
| Temperatura del substrato
| 25 – 600 °C
| Influenza adesione e morfologia
|-
| Velocità di deposizione
| 0.1 – 10 nm/s
| Determina la densità del film
|-
| Distanza sorgente-substrato
| 10 – 50 cm
| Controlla uniformità e spessore
|}
Il flusso di materiale che arriva sul substrato è pari:
:<math>F_S\propto \frac {F S \cos(\theta)}{d^2}\ </math>
Dove <math>S\ </math> è la superficie della sorgente, <math>F\ </math> flusso uscente dalla sorgente, <math>\theta\ </math> è l'angolo tra la normale alla sorgente e il vettore radiale congiungente la sorgente e il substrato, <math>d\ </math> la distanza tra sorgente e substrato.
La deposizione non è quindi sferica, la deposizione è massima nella direzione normale alla sorgente di evaporazione cioè per <math>\theta=0\ </math>. Date le condizioni di vuoto è estremamente improbabile che il materiale che esce dalla sorgente urti una molecola di gas prima si arrivare sul substrato, per cui i materiali che si depositano hanno una traiettoria rettilinea.
== 5. Morfologia e struttura del film ==
La struttura del film dipende fortemente da:
* Temperatura del substrato (T<sub>s</sub>): maggiore T<sub>s</sub> favorisce la diffusione superficiale e una struttura più densa.
* Velocità di crescita: una crescita troppo rapida produce film porosi o colonnari.
* Purezza del vuoto: contaminanti (O<sub>2</sub>, H<sub>2</sub>O) possono formare difetti o ossidi indesiderati.
I film cresciuti per evaporazione presentano in genere una crescita direzionale, utile per superfici planari ma problematica per substrati con rilievi (effetto ombra<ref>L'effetto ombra nella deposizione di film sottili si riferisce alla formazione di zone non ricoperte o ricoperte in modo non uniforme a causa della geometria del substrato o dell'angolo di incidenza del materiale vaporizzato.Se il substrato presenta rugosità, strutture tridimensionali, o geometrie complesse, alcune aree possono essere "nascoste" rispetto alla sorgente di materiale. Questo crea delle zone d'ombra: aree che ricevono meno materiale o nessun materiale</ref>). Questo a volte è un problema in quanto scalini ripidi di materiali sottostanti non vengono ricoperti, e quindi ogni film successivo per ricoprire con successo gli strati sottostanti deve avere uno spessore superiore ad essi. Spesso per rendere la deposizione conforme (cioè ricoprente) il substrato durante la deposizione viene fatto ruotare con un sistema planetario.
== 6. Vantaggi e limitazioni ==
=== Vantaggi ===
* Apparato relativamente semplice e a basso costo.
* Buon controllo dello spessore e della purezza del film.
* Adatta a un’ampia gamma di materiali, anche organici.
* Possibilità di ottenere film molto sottili (pochi nm).
=== Limitazioni ===
* Deposizione fortemente direzionale quindi si ha una scarsa copertura di topografie complesse.
* Difficile evaporare materiali refrattari senza sorgenti ad alta energia.
* Contaminazione possibile da gas residui o dal crogiolo.
* Adesione del film inferiore rispetto allo sputtering (maggior stress interno).
== 7. Applicazioni ==
* Microelettronica – metallizzazione di contatti (Al, Au, Ti, Cr). O<sub>2</sub>
* Ottica – [[w:Trattamento_antiriflesso|film antiriflettenti]] o riflettenti (MgF<sub>2</sub>, Al, SiO<sub>2</sub>).
* Protettivi – rivestimenti metallici su plastica o vetro.
* Ricerca sui materiali – crescita controllata di film puri per studi fisici e chimici.
* Dispositivi organici ([[w:OLED|OLED]], [[w:en:Organic_solar_cell|OPV]]) – evaporazione di materiali organici sotto vuoto.
== 8. Glossario ==
* Crogiolo: contenitore del materiale da evaporare, può essere in W, Mo, o grafite.
* Substrato: superficie su cui condensa il materiale evaporato.
* Vuoto elevato: pressione molto bassa, che riduce le collisioni tra atomi e gas.
* ''Line-of-sight'': deposizione diretta senza deviazioni.
* Effetto ombra: zone non ricoperte per geometria complessa.
* [[w:en:Quartz_crystal_microbalance|bilancia al quarzo]]: strumento per misurare in tempo reale lo spessore del film.
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*{{cita libro |autore =Donald M. Mattox |anno=2010 |titolo=Handbook of Physical Vapor Deposition (PVD) Processing |editore=William Andrew Publishing |isbn=978-0-815-52037-5 }}
*{{cita libro |autore=Ronald R. Willey |anno=2007 |titolo=Practical Monitoring and Control of Optical Thin Films |editore=Willey Optical, Consultants |isbn=978-0615181448 }}
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[[Categoria:Micro e nanotecnologia]]
{{Avanzamento|100%|29 ottobre 2025}}
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Micro e nanotecnologia/Microtecnologia/Processi successivi/Diffusione
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[[wb:Bot|Bot]]: Correggo errori comuni (tramite [[Wb:Bot/Sostituzioni/Errori comuni|La lista degli errori comuni]] V 1.0)
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{{Micro e nanotecnologia}}
= Diffusione =
La '''diffusione termica''' è stata a lungo la tecnica più comune per il drogaggio selettivo del [[w:Silicio|silicio]], prima dell’introduzione dell’[[Micro_e_nanotecnologia/Microtecnologia/Processi_successivi/Impiantazione_ionica|impiantazione ionica]].
Ancora oggi essa trova impiego in alcuni processi produttivi.
Il metodo consiste nel porre atomi di drogante sulla superficie — o in prossimità della superficie — del semiconduttore, utilizzando sorgenti solide, liquide o gassose (queste ultime due sono le più diffuse).
La diffusione effettiva avviene riscaldando i [[w:Wafer_(elettronica)|wafer]] in forno ad alta temperatura — per il silicio tipicamente tra 950 °C e 1280 °C — per un tempo opportunamente determinato.
== Leggi della diffusione ==
Il processo di diffusione è descritto, in prima approssimazione, dalle due [[w:Leggi_di_Fick|leggi di Fick]]<ref>Le leggi di Fick descrivono la diffusione in modo semplificato, valido solo in condizioni ideali.Le leggi di Fick sono modelli lineari e isotropi che assumono che: il coefficiente di diffusione sia costante (cioè non dipenda da temperatura, concentrazione, tipo di difusso o direzione cristallografica);la diffusione avvenga in un mezzo omogeneo e isotropo; non ci siano reazioni chimiche o campi elettrici che influenzano il moto degli atomi. In realtà, nei semiconduttori come il silicio: dalle due leggi di Fick, <math>D</math> dipende fortemente dalla temperatura e spesso anche dalla concentrazione del drogante (soprattutto a concentrazioni elevate);possono essere presenti campi elettrici interni che modificano la diffusione;possono avvenire reazioni con l’ambiente (es. ossidazione superficiale) o con altri strati.</ref>.
Sia ''n'' la concentrazione (numero di particelle per unità di volume) del materiale diffondente — in questo caso, il drogante — all’interno del semiconduttore.
Prima legge di Fick nel caso unidimensionale:
:<math>J = -D \frac{dn}{dx}</math>
dove <math> J</math> è il flusso di particelle (numero di atomi che attraversano una sezione unitaria per unità di tempo) e <math> D</math> è il coefficiente di diffusione che ha per dimensioni di [l<sup>2</sup> t<sup>-1</sup>], in genere viene misurato in cm<sup>2</sup>s<sup>-1</sup>.
Il segno negativo indica che la diffusione avviene dalle zone a concentrazione maggiore verso quelle a concentrazione minore.
La seconda legge di Fick:
:<math>\frac{\partial n}{\partial t} = D \frac{\partial^2 n}{\partial x^2}</math>
Questa equazione descrive l’evoluzione temporale della concentrazione del drogante all’interno del solido.
===Diffusione nei solidi===
Nel caso dei solidi la costante di diffusione dipende sia dal materiale diffondente (ad esempio fosforo, arsenico, boro) sia dalla matrice in cui diffonde (ad esempio silicio). La costante di diffusione nei solidi segue la [[w:Legge_di_Arrhenius|legge di Arrhenius]]:
:<math>D = D_o e^{-E_a/k_bT}\ </math>
Dove <math>\ D_o</math> è una costante. <math>\ E_a</math> è l'energia di attivazione che varia
tra 0,5 e 1,5 eV se il meccanismo di trasporto è attraverso [[w:Difetto_interstiziale| difetti interstiziali]], cioè posizioni naturalmente presenti nel reticolo in cui non vi sono atomi. Se invece il meccanismo di trasporto è determinato da mancanza di atomi nelle posizioni del reticolo regolare le cosiddette [[w:Difetto_di_vacanza|vacanze]], si ha un diverso meccanismo di trasporto caratterizzato da una maggiore energia di attivazione in genere compresa tra 3 e i 5 eV. La misura della variazione con la temperatura della costante di diffusione permette di distinguere molto facilmente i due meccanismi. Ad esempio l'oro e il sodio diffondono attraverso i difetti interstiziali (e hanno una costante di diffusione molto elevata). Mentre il fosforo, il boro e l'arsenico diffondono attraverso le vacanze (con costanti di diffusione di molti ordini di grandezza più piccole di quelle dell'oro.
In particolare la costante di diffusione del fosforo nel silicio a 1100 °C
vale <math>2\times 10^{-13}\ cm^{2}/s</math>. Mentre quella dell'arsenico o del boro vale alla stessa temperatura <math>1\times 10^{-13}\ cm^{2}/s</math>.
== Processi di diffusione==
I processi di diffusione possono avvenire con diverse modalità e questo determina diverse condizioni al contorno.
=== Diffusione ''drive-in'' ===
Tale metodo più tradizionale prevede due fasi fondamentali:
[[File:Predeposizione.jpg|thumb|left|300px|predeposizione]]
[[File:Drive-in.jpg|thumb|left|300px|Diffusione]]
In un tipico processo di diffusione, il drogante viene introdotto in due fasi principali:
* Predeposizione (o diffusione di superficie): Durante questa fase, si pone il semiconduttore in un ambiente contenente il drogante (sotto forma di gas o vapore), in modo da creare una concentrazione superficiale costante. L’obiettivo è introdurre sulla superficie una quantità controllata di atomi.
* Diffusione: In questa fase, il wafer viene mantenuto in un forno ad alta temperatura in atmosfera inerte, così che gli atomi di drogante penetrino in profondità nel materiale.
Durante la seconda fase non viene più fornito drogante dall’esterno: la diffusione procede solo grazie al gradiente di concentrazione interno.
In questo caso la quantità di materiale drogante è fissata n<sub>o</sub> (dalla quantità deposta inizialmente) e inoltre n(<big>∞</big>,t)=0. La soluzione dell'equazione della diffusione è nel caso unidimensionale una [[w:Distribuzione_normale|gaussiana]]:
:<math>n(x,t) = \frac {n_o}{\sqrt {\pi Dt}} e^{-x^2/(4Dt)}\ </math>
La lunghezza <math>\lambda=\sqrt {4Dt}\ </math> viene detta lunghezza di diffusione, e fornisce la scala spaziale di estensione del drogante, non solo in questa tecnica specifica.
In particolare sulla superficie (x=0) la concentrazione diminuisce con il tempo con la legge:
:<math>n_s(t) = \frac {n_o}{\sqrt {\pi Dt}} \ </math>
=== Diffusione a concentrazione superficiale costante ===
[[File:Diffusione.png|thumb|left|500px|Concentrazione normalizzata al valore alla superficie con le due diverse condizioni al contorno]]
In questo caso non vi sono due fasi separate. Durante il processo di diffusione viene continuamente immesso nuovo drogante sulla superficie in fase gassosa. Il materiale contenente il drogante proviene da un liquido, ad esempio il fosforo è contenuto [[w:POCl3|ossicloruro di Fosforo]] (POCl<sub>3</sub>). I drogante sotto forma di composto viene trasportato da un gas che viene soffiato dentro al liquido. Il gas carico del vapore viene diluito in maniera opportuna.
Poiché la concentrazione superficiale del drogante rimane costante per tutta la durata del processo, la soluzione della seconda legge di Fick è:
:<math>n(x, t) = n_s \, \mathrm{erfc}\left( \frac{x}{2\sqrt{Dt}} \right)</math>
dove:
* <math>n_s</math> è la concentrazione superficiale costante;
* <math>D</math> è il coefficiente di diffusione;
* <math>x</math> è la profondità.
Dove erfc è la [[w:Funzione_degli_errori|funzione degli errori]] complementare, una funzione mostrata in figura raffrontata con la gaussiana (soluzione del processo ''drive-in''). Vi è da aggiungere che per
<math>x/\sqrt{4Dt}<0.6 \lambda \ </math> la concentrazione diminuisce praticamente linearmente
con la distanza dalla superficie. Come si vede nella figura a fianco.
La tecnica a concentrazione costante permette una più rapida realizzazione e un migliore controllo del drogaggio.
== Effetti indesiderati ==
Nel processo di diffusione il drogante si espande sia in direzione verticale che orizzontale (si avranno atomi di drogante anche al di sotto della zona inizialmente coperta dalla maschera di resist). La concentrazione del drogante diminuisce gradualmente mano a mano che ci si allontana dalla superficie su cui è stata fatta la predeposizione, in generale, l'estensione laterale della zona diffusa è circa l'80% rispetto alla profondità di diffusione in verticale. Il grado di diffusione del drogante aumenta all'aumentare della temperatura. L'energia necessaria alla diffusione, infatti, è proprio fornita dalla temperatura.
Se gli atomi droganti si diffondono anche nelle aree non volute è chiaro che si trovano in contatto superficiale con le superfici di <math>SiO_2\ </math>, pertanto risulta necessario un monitoraggio della diffusione di drogante all'interno dello strato isolante. Il comportamento è strettamente dipendente dal coefficiente di aggregazione <math>K\ </math>
Se K>1 non si verificano iniezioni di drogante nel <math>SiO_2\ </math>, anzi gli atomi droganti si addensano nella superficie dell'isolante. Per valori di K<1 gli atomi droganti tendono ad inserirsi nell'ossido e di conseguenza diminuisce la concentrazione di drogante nella zona di semiconduttore vicina allo strato di ossido.
== Modelli avanzati del drogaggio ==
Nei processi moderni di microelettronica, la semplice applicazione delle leggi di Fick non è più sufficiente: occorre infatti considerare modelli fisici più completi che includono diffusione dipendente da concentrazione, effetto dei difetti puntiformi, campo elettrico interno, isteresi di attivazione dei droganti e clustering.
In particolare, all’interno dei simulatori TCAD<ref>M. Aboy,I. Santos,L. Pelaz,L.A. Marqués, & López, ''Modeling of defects, dopant diffusion and clustering in silicon'', Journal of Computational Electronics, '''13'''(2014) 40-58</ref> viene implementato un modello accoppiato tra dopante e difetti puntiformi: ad esempio viene considerata la diffusione mediata da coppie ''dopante-[[w:Difetto_di_vacanza|vacanza]]'' o ''dopante-[[w:Difetto_interstiziale|interstiziale]]'', l’effetto della diffusione potenziata transiente (TED) generata dal danno da impianto, la segregazione ai bordi dei materiali o agli strati ossido/semiconduttore, e i fenomeni di ossidazione-assistita o ossido-ritardata della diffusione<ref>D. R. Lim, C. S. Rafferty, & F. P. Klemens, ''The role of the surface in transient enhanced diffusion'', Applied physics letters, '''67''',(1995) 2302-2304</ref>.
Un modello tipico integra la dipendenza del coefficiente di diffusione <math>D</math> dalla concentrazione del drogante, dalla concentrazione dei difetti puntiformi e dalla temperatura locale, oltre ad includere la generazione e la ricombinazione dei difetti durante l’annealing.
Per giunzioni ultra-superficiali, il modello deve anche considerare l’effetto del campo elettrico (da cariche ionizzate), che può aumentare la migrazione dei dopanti e modificare il profilo finale.
Un altro aspetto chiave è il clustering del drogante: ad alte concentrazioni molti atomi di drogante si aggregano in complessi inattivi, riducendo l’attivazione elettrica e alterando la mobilità dei portatori; i modelli dedicati includono equazioni di equilibrio chimico per la formazione e la dissoluzione dei complessi.
Infine, la simulazione tridimensionale (3D) diventa cruciale nei dispositivi con geometrie avanzate: viene tenuta in considerazione la diffusione laterale, la saldatura dei profili dovuta a processi ad alto budget termico ridotto e l’effetto di tensione o strain sul movimento atomico del drogante.
Questi modelli avanzati permettono di predire con maggiore precisione i profili di concentrazione dei droganti, la profondità della giunzione attiva, il livello di attivazione e la mobilità risultante, tutte grandezze fondamentali per garantire il corretto funzionamento dei dispositivi a scala nanometrica.
==Note==
<references />
== Bibliografia ==
* S. Wolf, R. N. Tauber, ''Silicon Processing for the VLSI Era'', Lattice Press (1995).
* Marc J. Madou, ''Fundamentals of microfabrication: the science of miniaturization''. CRC press, (2018).
[[Categoria:Micro e nanotecnologia]]
{{Avanzamento|100%|06 novembre 2025}}
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Micro e nanotecnologia/Microtecnologia/Etching/Ion milling
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{{Micro e nanotecnologia}}
=''Ion milling''=
L' ''Ion milling'' è una tecnica di rimozione fisica che è considerata un passo cruciale nella
preparazione dei materiali da analizzare. Dopo che il campione è stato sottoposto a ion milling, la superficie diventa più liscia e quindi può essere studiata più facilmente. L'apparato di ion milling genera particelle di alta energia allo scopo di rimuovere materiale dalla superficie del campione, in maniera simile a come la sabbia porta via le asperità nei canyon creando delle superfici lisce. Relativamente ad altre tecniche, l'operazione di ion milling crea meno danneggiamenti delle superfici, quindi tale tecnica è considerata ottimale per eseguire analisi superficiali.
Gli apparati di ion milling contemporaneamente agiscono mediante [[Micro_e_nanotecnologia/Microtecnologia/Film_sottili/Sputtering|sputtering]] ed erosione.
Lo sputtering interviene in quanto ioni di alta energia bombardano la superficie. Gli ioni urtano gli atomi e le molecole superficiale e li scalzano. Gli ioni bombardano la superficie del campione e l'energia è trasferita dagli ioni agli atomi superficiali. Se l'energia trasferita supera l'[[w:energia di legame|energia di legame]] dell'atomo colpito, esso viene rimosso dalla superficie. Materiale che spunta ha minore energia di legame ed è preferibilmente espulso mediante sputtering. Come il processo di ion milling procede, la superficie del campione è lentamente erosa, diventando una superficie sottile e piatta, senza danneggiamenti. Si possono ottimizzare i processi cambiando l'angolo di incidenza degli ioni, la loro energia e il tipo di ioni usato.
Le sorgenti ioniche hanno un ruolo fondamentale nell'ion milling. Il loro design e operatività sono cruciali per produrre i risultati corretti. La sorgente ionica più comunemente usata è costituita da una antenna a Radio Frequenza (RF) e un campo elettrico in [[w:corrente continua|corrente continua]] allo scopo di generare e accelerare ioni da un gas, tipicamente un gas nobile quale argon o xenon.
Il campo a RF è usato per ionizzare in maniera controllata e molto efficiente. Una sorgente ionica a RF può efficientemente produrre ioni creando un campo elettrico alternato in una [[w:risuonatore|cavità risonante]]. La frequenza usata è di parecchi megahertz, in quanto funziona bene per molti gas usati. Il campo a RF provoca molti cicli di ionizzazione che creano un plasma. Il campo elettrico alternato ionizza il gas strappando gli elettroni e lasciando gli ioni positivi. Gli ioni sono in seguito accelerati fuori dal plasma dal campo elettrico in corrente continua. Un elettrodo estrattore con un campo elettrico in corrente continua accelera gli ioni in direzione del campione a causa della differenza di potenziale tra il plasma e l'elettrodo.
La sinergia tra campo RF e DC è cruciale per ottimizzare il funzionamento della sorgente ionica. La precisa combinazione tra questi campi fornisce al fascio ionico le specifiche caratteristiche necessarie, come energia e corrente.
Per garantire che la superficie sia erosa in maniera uniforme, il campione deve essere mantenuto sul posto mentre agisce l'ion milling. Il campione di per se ha bisogno di avere una superficie piana e pulita. Prima dell'ion milling la superficie dovrebbe essere abbastanza piatta poiché il processo non rimuove molto materiale. Se la superficie del campione è sporca o ha particelle su di se, l'ion milling agirà solo sul primo strato superficiale piuttosto che sulla superficie del campione.
[[File:Sx 1.png|left|600px|thumb|Schema di un impianto per ion milling]]
==Struttura base di un impianto di ion milling==
Un sistema di ion milling (o ion beam etching, IBE) è fondamentalmente una camera da vuoto con:
* una sorgente di ioni (ion gun), spesso di tipo Kaufman (a griglia o a catodo cavo)<ref>Una sorgente di ioni Kaufman è un dispositivo che genera fasci di ioni utilizzando un plasma confinato e un sistema di griglie. Gli ioni vengono estratti e accelerati attraverso queste griglie, formando un fascio diretto e controllabile. È molto usata nei processi di deposizione, sputtering e modifica superficiale dei materiali. Garantisce stabilità, energia regolabile e alta precisione del fascio ionico.</ref>;
* un gas inerte (di solito Argon);
* un substrato (il campione da incidere), posto a una certa distanza e inclinato rispetto al fascio;
* pompe turbomolecolari per raggiungere pressioni molto basse (10<sup>-4</sup>–10<sup>-3</sup> Torr).
Il principio è sputtering fisico: ioni accelerati impattano sulla superficie e rimuovono atomi tramite trasferimento di quantità di moto.
Non avvengono reazioni chimiche significative, a differenza del Reactive Ion Etching.
===Formazione del plasma nella sorgente di ioni===
Innesco del plasma: si introduce un flusso di gas Ar a bassa pressione (tipicamente 10<sup>-4</sup>–10<sup>-3</sup> Torr). Si applica una tensione elevata tra catodo e anodo (qualche centinaio di volt). Alcuni elettroni liberi vengono accelerati, ionizzando gli atomi di Ar per impatto. Il plasma si autosostiene finché il bilancio tra ioni ed elettroni rimane neutro. Un sistema di griglie a potenziale negativo (da +300 V a +2000 V rispetto al plasma) estrae e accelera gli ioni. Le griglie collimano il fascio in direzione quasi perpendicolare al campione. Gli ioni emergono con energie tipiche 300 eV – 2 keV (in certi casi fino a 10 keV nei sistemi di ricerca).
==Uso con [[Micro_e_nanotecnologia/Microtecnologia/Tecniche_diagnostiche/Interazione_con_fasci_di_elettroni/TEM|microscopio elettronico a trasmissione]] (TEM)==
Per ottenere lamelle sottili (tipicamente <100 nm) necessarie al TEM, l’ion milling si inserisce nella catena di preparazione dopo taglio, incollaggio e lucidatura meccanica. Sistemi come il Duo-Mill Ion Milling System di Gatan o il Precision Ion Polishing System (PIPS) vengono utilizzati per:
# Assottigliamento grossolano a energie intermedie (5–10 keV) per asportare rapidamente materiale.
# Finitura a basse energie (≤2 keV) per rimuovere lo strato amorfo superficiale e ridurre i danni da bombardamento. Questi passaggi assicurano una lamella con danneggiamenti minimi, essenziale per [[w:en:High-resolution_transmission_electron_microscopy|HRTEM]] e [[w:en:Scanning_transmission_electron_microscopy|STEM]] ad alta risoluzione.
==Uso con Spettroscopia fotoelettronica a raggi X (XPS)==
La tecnica di [[w:Spettroscopia fotoelettronica a raggi X|XPS]] è utilizzata per analizzare la composizione chimica della superficie. Il campione viene irradiato con raggi X e viene misurata l'energia degli elettroni fotoemessi. E' una tecnica di spettroscopia fotoelettronica che analizza gli atomi presenti nei primi 1–10 nm di superficie, determinandone la composizione elementare e lo stato chimico tramite misure di energia di legame degli elettroni espulsi dai fotoni X. Tuttavia, contaminazioni, ossidi superficiali non voluti o strati danneggiati durante le lavorazioni meccaniche degradano il segnale; per questo si ricorre all’ion milling (tipicamente con Ar<sup>+</sup>) per:
* Rimuovere layer organici, ossidi o residui di polimeri.
* Ottenere superfici piane e ''fresche'', libere da artefatti indotti da processi preliminari. * Consentire analisi XPS rappresentative della vera chimica di interfaccia.
Esempio di un ''Ion milling'' per pulizia: energia 1–3 keV, angolo di incidenza 30°–45° per minimizzare la distruzione della struttura di superficie. Rimozione controllata di 1–5 nm per ciascun step, seguita da scansione XPS.
Mentre se si vuole fare appiattimento: milling a basso angolo (<10°) per livellare microscopici rilievi senza eccessivo irruvidimento. Utile su materiali eterogenei (leghe, film multistrato) per ridurre la dipendenza del segnale dall’angolo di emissione.
===Profilometria di profondità===
Alternando cicli di ion milling e scansioni XPS si ricava la concentrazione degli elementi in funzione della profondità. Si usa una modalità ciclica cioè milling→XPS→milling→XPS… ottenendo la concentrazione con risoluzione in profondità di 5–10 nm a seconda dell’energia degli ioni e dell’angolo di sputtering. Viene usata anche nell'analisi di strati sottili (semiconduttori, strati protettivi), interfacce in dispositivi 3D, diffusione di droganti.
===Analisi XPS dopo ion milling===
La tecnica XPS determina la chimica superficiale ed è in grado di misurare ogni cambio di composizione chimica indotta dall'ion milling. Questa analisi può chiarire quanto danneggiamento della superficie è stato causato dal bobardamento mediante ion milling.
==Analisi==
Analizzare e monitorare il processo di ion milling è cruciale per ottenere i risultati sperati e la loro qualità. Ci sono molte tecniche e strumentazione che vengono utlizzati per analizzare il processo.
=== [[Micro_e_nanotecnologia/Microtecnologia/Tecniche_diagnostiche/Interazione_con_fasci_di_elettroni/SEM|Microscopio elettronico a scansione]] (SEM)===
Il SEM è usato per analizzare la morfologia della superficie dei campioni dopo l'ion milling. La immagini SEM certificano la rimozione del materiale e la rugosità della superficie. Livella superfici non uniformi (es. ceramici, polimeri, materiali compositi), consentendo una mappatura chimica (EDS/EDX) e cristallografica (EBSD) più accurata. Molti centri attrezzati dispongono di sistemi ion milling affiancati al SEM-FEG.
===[[w:Spettrometria_di_massa_di_ioni_secondari|Spettrometria di massa di ioni secondari]] (SIMS)===
SIMS (Secondary Ion Mass Spectrometry) usa un fascio ionico primario, lo stesso principio dell’ion milling, per sputterare atomi dalla superficie di un campione. Gli ioni secondari emessi (positivi e/o negativi) vengono raccolti e separati in base al rapporto massa/carica, fornendo un’impronta composizionale estremamente sensibile per gli elementi e gli isotopi presenti negli strati più superficiali. Per ottenere profili in profondità, l’ion milling asporta progressivamente materiale, mentre la spettrometria SIMS misura in tempo reale la composizione di ogni “strato” rimosso. La risoluzione in profondità può scendere a pochi nanometri, dipendente dall'energia del fascio e dall'angolo di incidenza, consentendo indagini precise di interfacce e difetti critici nei dispositivi microelettronici.
Nella spettrometria di massa a ioni secondari (SIMS), la scelta del fascio ionico primario è cruciale per massimizzare la resa di ioni secondari dalle superfici campione. I fasci di ioni ossigeno (O₂⁺) e Cesio (Cs⁺) sono i più comunemente utilizzati per ottenere, rispettivamente, un incremento degli ioni positivi e negativi. In particolare:
# O₂⁺: Migliora l’ionizzazione di ossidi e metalli. Meccanismo: Il bombardamento con O₂⁺ crea in superficie specie ossidanti che favoriscono la formazione di ioni positivi, potenziando il segnale per elementi metallici e composti ossidici.
#Cs⁺ : Potenzia la produzione di ioni negativi da elementi elettronegativi. Meccanismo: Il Cesio depositato sulla superficie abbassa la soglia di ionizzazione negativa, aumentando l’efficienza di rilevazione di S, Cl, P e altri non‐metalli.
Questa selezione mirata del fascio primario ottimizza la ionizzazione chimica in superficie, garantendo segnali più intensi e riproducibili sui materiali semiconduttori e metallici.
==Tecniche di misura in situ==
Le tecniche di misura in situ osservano il processo di ion milling in tempo reale. Tra le varie tecniche mensioniamo la [[w:Spettro di emissione|spettroscopia di emissione ottica]]. L'analisi spettrale della luce emessa durante il processo fornisce informazioni sulla composizione del plasma.
=Fascio ionico focalizzato (''Focused Ion Beam'' FIB )=
Il [[w:Fascio_ionico_focalizzato|fascio ionico focalizzato]] (FIB) può essere considerato una variante a fascio focalizzato dell’ion milling, adattata alla micro e nanofabbricazione e alla preparazione di campioni di precisione.
Il FIB è una tecnica ormai fondamentale, sia per la preparazione di campioni destinati a [[Micro_e_nanotecnologia/Microtecnologia/Tecniche_diagnostiche/Interazione_con_fasci_di_elettroni/SEM|SEM]] e [[Micro_e_nanotecnologia/Microtecnologia/Tecniche_diagnostiche/Interazione_con_fasci_di_elettroni/TEM|TEM]], sia per la microfabbricazione di strutture nanometriche.
[[File:Fib tem sample.jpg|thumb|upright=0.7|left|Immagine SEM di un campione preparato con un FIB per la [[Micro_e_nanotecnologia/Microtecnologia/Tecniche_diagnostiche/Interazione_con_fasci_di_elettroni/TEM|microscopia elettronica a trasmissione]].]]
Il FIB parte dallo stesso principio fisico dell'''ion milling''— sputtering da ioni accelerati — ma, a differenza dell’ion milling tradizionale, che usa tipicamente un fascio ampio e inclinato, nel FIB gli ioni incidono quasi perpendicolarmente e sono focalizzati fino a pochi nm.
Questo trasforma un processo globale in uno localizzato e preciso, quasi una ''penna ionica'' usate per rimuovere o tagliare nanostrutture ma anche
per deporrere.
A differenza delle tecniche di etching di area usate nella microelettronica, il FIB lavora in modo puntuale e diretto (''direct-write'').
Può quindi rimuovere materiale in regioni selezionate del campione con precisione nanometrica, creando microcanali, sezioni sottili o aperture senza necessità di maschere fotolitografiche.
Il FIB usa in genere ioni Ga⁺ invece di Ar⁺ (per facilità di emissione da sorgenti LMIS<ref> Le sorgenti LMIS (Liquid Metal Ion Source) sono sorgenti a metallo liquido che forniscono correnti stabili e un fascio focalizzabile fino a pochi nanometri; sono le più comuni nei sistemi FIB.</ref>). Il fascio è scansionabile e focalizzato, simile a quello di un SEM.
Permette etching controllato, deposizione indotta da fascio ionico e imaging ionico. È spesso integrato con un SEM ''dual-beam'', per fare osservazioni in tempo reale.
Una delle applicazioni più diffuse è la preparazione di lamelle ultrasottili (''lift-out'') per TEM, con spessori dell’ordine di 50–100 nm come quella mostrata nella figura accanto.
==Note==
<references/>
== BIBLIOGRAFIA ==
* Madou, Marc J. ''Fundamentals of Microfabrication and Nanotechnology, three-volume set.'', CRC Press, 4ª ed.; capitolo 2 (2018).
* Harry Bernas; ''Materials science with ion beams''; Springer (2009).
* Nan Yao; ''Focused ion beam systems: basics and applications''; Cambridge University Press (2007).
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[[Categoria:Micro e nanotecnologia|Ion milling]]
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Micro e nanotecnologia/Microtecnologia/Il plasma/Scarica a rf
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{{Micro e nanotecnologia}}
= Scarica a radiofrequenza (RF) =
Una '''scarica a radiofrequenza''' (RF) è un tipo di scarica elettrica in un gas in cui l’energia viene fornita tramite una tensione alternata ad alta frequenza, tipicamente nell’intervallo di alcuni megahertz (MHz).
A differenza delle scariche in corrente continua (DC), le scariche a RF consentono di mantenere un plasma stabile anche quando gli elettrodi sono isolati o ricoperti da materiali dielettrici, condizione molto comune nei processi di microfabbricazione e di deposizione di film sottili.
== Principio di funzionamento ==
Nel caso di un’alimentazione a radiofrequenza, uno degli elettrodi del reattore (detto *elettrodo alimentato* o *target*) è connesso a un generatore di segnale alternato, mentre l’altro è solitamente connesso a massa.
[[Image:circuito di scarica hf.jpg|350px|thumb|left|schema di un circuito di scarica ad alta frequenza]]
Tra l’elettrodo e la sorgente è posto un condensatore di accoppiamento, che isola il circuito in corrente continua (DC) ma consente il passaggio della componente alternata (AC).
Poiché gli elettroni sono molto più mobili degli ioni, essi seguono rapidamente le oscillazioni del campo RF, mentre gli ioni, più pesanti, rispondono solo alla componente media del potenziale.
Questo squilibrio porta alla formazione di un potenziale negativo medio sull’elettrodo alimentato, detto self-bias o auto-polarizzazione.
In pratica, l’elettrodo si comporta come un catodo “virtuale”, verso il quale vengono accelerati gli ioni positivi del plasma.
== Formazione del self-bias ==
Il meccanismo può essere descritto qualitativamente come segue:
# Il generatore applica una tensione alternata <math>V_a\ </math> (es. ± 2 kV) attraverso un condensatore di accoppiamento.
# Durante la semionda negativa, il campo elettrico accelera gli ioni verso l’elettrodo, generando un flusso ionico che tende a caricare positivamente il condensatore.
# Quando la tensione inverte segno, gli elettroni vengono accelerati verso l’elettrodo, ma, essendo molto più mobili, neutralizzano rapidamente parte della carica accumulata.
# Il bilancio complessivo dei cicli RF porta l’elettrodo a mantenere un potenziale medio negativo rispetto al plasma: il potenziale di ''self-bias'' <math> V_{DC} </math>.
In questo modo, anche se il segnale di alimentazione è simmetrico, la scarica risulta asimmetrica: gli ioni vengono accelerati in modo quasi continuo verso l’elettrodo alimentato, mentre gli elettroni sono confinati dal campo di sheath (guaina) che si forma vicino alla sua superficie.
== Importanza della scarica a RF ==
L’uso della radiofrequenza nei processi tecnologici è essenziale quando:
* gli elettrodi o i substrati sono rivestiti da materiali isolanti;
* si desidera un bombardamento ionico controllato;
* si vuole mantenere la scarica in condizioni di bassa pressione (tipicamente 1–10 Pa).
Nei sistemi in corrente continua, un elettrodo isolato accumula carica fino a bloccare completamente la scarica; al contrario, nella scarica a RF la polarizzazione media rimane costante e permette di mantenere il plasma acceso.
== Parametri che influenzano il plasma RF ==
Il comportamento della scarica dipende da diversi parametri:
* '''Potenza RF''': maggiore potenza → maggiore densità del plasma e maggiore energia degli ioni.
* '''Frequenza di alimentazione''': frequenze più alte riducono la risposta ionica diretta e stabilizzano lo ''sheath''.
* '''Pressione del gas''': a basse pressioni aumenta la lunghezza di libero cammino, con una sheath più estesa e ioni più energetici.
* '''Geometria degli elettrodi''': l’elettrodo di area minore tende ad acquisire un potenziale di self-bias più negativo.
La frequenza standard più utilizzata nei sistemi industriali è di 13,56 MHz, definita per regolamentazione internazionale come [[w:Banda ISM|banda ISM]] (Industrial, Scientific and Medical).
== Applicazioni nella microtecnologia ==
Le scariche a RF sono largamente impiegate in micro e nanotecnologia per:
* '''[[w:en:Reactive-ion_etching|RIE]]''' – rimozione selettiva di materiale mediante bombardamento ionico controllato.
* '''[[Micro_e_nanotecnologia/Microtecnologia/Film_sottili/Sputtering|Sputtering RF]]''' – deposizione di film sottili su substrati conduttivi o isolanti.
* '''[[w:Deposizione_chimica_da_vapore_potenziata_dal_plasma|PECVD]]''' (Plasma Enhanced Chemical Vapor Deposition) – deposizione assistita da plasma di strati sottili.
* '''Trattamenti di superficie''' – pulizia, attivazione chimica, miglioramento dell’adesione dei rivestimenti.
In tutte queste applicazioni, la possibilità di regolare indipendentemente la densità del plasma e l’energia degli ioni permette un controllo fine dei processi, requisito fondamentale per la fabbricazione di dispositivi micro e nano-strutturati.
== Fenomeni avanzati ==
A pressioni molto basse, il campo elettrico non è schermato efficacemente e la sheath diventa spessa.
La distribuzione dell’energia degli ioni dipende fortemente dalla frequenza e dalla forma d’onda del segnale RF.
In sistemi con elettrodi di area diversa, si osserva un’asimmetria della scarica: l’elettrodo di area minore sviluppa un bias negativo maggiore.
Questi effetti sono sfruttati per controllare con precisione l’energia con cui gli ioni colpiscono il substrato, evitando danni ai materiali sensibili.
== Vantaggi rispetto alle scariche DC ==
* Funzionamento anche con elettrodi isolanti.
* Possibilità di controllare l’energia degli ioni mediante la tensione di bias.
* Maggiore stabilità del plasma a basse pressioni.
* Migliore uniformità del trattamento superficiale.
== Bibliografia e riferimenti ==
* Lieberman, M. A., & Lichtenberg, A. J., ''Principles of Plasma Discharges and Materials Processing'', Wiley (2005).
* Chapman, B. N., ''Glow Discharge Processes: Sputtering and Plasma Etching'', Wiley (1980).
* [[w:en:Capacitively_coupled_plasma| Capacitively coupled plasma]].
* [https://vaccoat.com/blog/dc-self-bias-in-rf-sputtering/ DC self-bias in RF sputtering].
[[Micro_e_nanotecnologia/Microtecnologia/Il_plasma/Scarica_nei_gas| indietro]] | [[Micro_e_nanotecnologia/Microtecnologia/Tecniche_litografiche| avanti]]
[[Categoria:Micro e nanotecnologia|Scarica a rf]]
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Sardo
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AcultAncar
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{{Sardo}}
[[Immagine:Sardinia Language Map.png|left|200px|thumb|Illustrazione sulle varianti diatopiche del sardo.]]Il '''[[w:Lingua sarda|sardo]]''' ('''sardu'''; '''limba sarda''' in [[w:Sardo logudorese|logudorese]], '''lìngua sarda''' in [[w:Sardo campidanese|campidanese]]) è una lingua appartenente al gruppo delle [[w:Lingue indoeuropee|lingue indoeuropee]]. È parlata nell'isola di [[w:Sardegna|Sardegna]]. Definita come lingua originale e considerata da molti studiosi come uno dei più antichi idiomi neolatini, è costituita da un insieme di varianti dialettali, solitamente ripartite in due astratte fasce di isoglosse che comprendono quelle centro-settentrionali (logudoresi) e quelle centro-meridionali (campidanesi). Sebbene i termini latini siano molti, tuttavia, il sardo conserva intatta in diversi casi la lingua parlata prima della conquista romana, tanto che si evidenziano etimi millenari in tantissimi vocaboli.
== Introduzione==
{{Quote|Un popolo che si pone il problema della lingua, in realtà, pone il problema della sua identità sociale ed economica.|Antonio Gramsci [parafrasi di quanto si rinviene in ''Quaderni del carcere, Quaderno 29, § 3'']}}
Questo virtuale libello, senza alcuna pretesa di esaustività, è pensato per quanti si approccino, per i più svariati motivi, al sardo. È inoltre dedicato a quanti non accettino la situazione di attuale abbandono e scomparsa, graduale ma sempre più evidente, della nostra lingua dalla società sarda, e anzi ne vogliano promuovere il mantenimento e l'impiego.
A questi va la mia più sincera gratitudine, adoperandosi per la sua salvezza.
L'obiettivo, perciò, è di rendere questo volume una lettura propedeutica per meglio imparare le strutture del sardo (qui per sommi capi), in modo - chissà! - da poterlo ben parlare in seguito: sarebbe infatti segnato il futuro di una lingua che vegeti nel solo libresco nozionismo.
Si specifica che in tal sede, data una pluralità di sottovarianti di pari dignità, si è deciso di optare per il '''[[w:Sardo logudorese#Nuorese/Baroniese|nuorese]]''' (''su limbazu nugoresu''), generalmente ritenuto come quella che mantiene più stretti rapporti con il latino. In ogni caso, prima di accingervi a questa lettura, sfatiamo il diffuso luogo comune per il quale il sardo risulti essere costituito da varietà separate e, per così dire, incomunicanti l'una con l'altra: difatti, benché diverse dal punto di vista fonetico, non presentano differenze in numero tale da pregiudicare la mutua comprensibilità.
Ogni modifica, purché non a senso vandalico, è ben accetta.
===E le altre varianti?===
Chi di voi si riconosca eventualmente in un'altra variante della lingua sarda, niente paura! Nella speranza di far cosa gradita, questa grammatica è stata pensata per via della scarsa considerazione generalmente tributata al dialetto nuorese. Sappiate che il logudorese non è affatto dissimile dal qui presente nuorese se non per qualche aspetto meramente fonetico (tanto che, come detto poc'anzi, per comodità molti autori spesso inglobano quest'ultimo all'interno del primo): ad ogni modo, vi sono molti libri che, volendo, potrebbero aiutarvi sullo studio specifico del logudorese. Quanto al campidanese, che un poco effettivamente differisce dal nuorese, è mia responsabilità ricondurvi a [http://academiadesusardu.files.wordpress.com/2009/07/arregulas.pdf questa (ottima e professionale, fra l'altro) grammatica]. Spero che queste pagine siano utili a stimolare la vostra curiosità e a farvi ancor più apprezzare questa bella lingua che, in qualsivoglia suo dialetto la si consideri, risponde al nome di sardo.
==E la Limba Sarda Comuna?==
La grafia unitaria del sardo adottata a livello istituzionale, ovvero la “Limba Sarda Comuna” è [http://www.sardegnacultura.it/documenti/7_25_20060427093224.pdf qui rinvenibile].
==Stampare il manuale==
{{Versione PDF|Sardo|300 KB}}
È possibile salvare, così pure stampare il lavoro in modo da farne un autentico manuale. Ciò è possibile in tre modi:
*Scaricando la ''versione stampabile'';
*Accedendo alla colonna di sinistra ''Stampa/Esporta'' e selezionando ''Scarica come PDF'' (applicare su ciascuna pagina);
*Accedendo alla colonna di sinistra ''Stampa/Esporta'' e selezionando ''Crea un libro'', in modo da poter scegliere cosa scaricare e cosa no.
==Pensamentos==
{{Quote|Custu libreddu líu dedico a totucantos, a sos chi difendent custa limba chircande de la faveddare in totube, siat in intro siat in foras, a sos frades sardos de su disterru; ma puru a chie sa limba non la ischit ca no la at pottia imparare in familia, o a chie la at trascurada a puntu de nche la ponner a banda de su tottu. Pro tottu bi at remediu, francu sa morte; custu balet mescamente pro sas limbas, chi comente a una carena umana sichit a bìver o si trazat a puntu de si nche morrer. Sa birgonza, chi est isperdende sa limba nostra chentza perunu grabbu in su tempus colau, at fattu a manera chi medas si nche la ant irmenticada e, cando si ant a abizzare chi la ant perdia pro semper chentza facher nudda, tando at a esser troppu a tardu. Sa limba no est una prenda de mantenner in domo ebbìa, est una pranta e si nche morit cando prus nemmancu un'anima li podet - o li bolet - dare cara; su camminu a ube si diat a cromper est cussu, si non provamus a torrare su sardu a sa sociedade e a su futuru nostru, sos pitzinnos. Sa retza (su "web") est unu locu mannu mannu, isperemus chi bi apat pessones chi a custu argumentu bi tenent. Difatis, sa pranta creschet goi!|}}
== Dizionari ed altri utili siti==
*Dizionario universale della lingua di Sardegna - Antoninu Rubattu (in alternativa alla consultazione online potreste comunque scaricare i qui presenti libri per quella offline: l'uno per la [http://www.sardegnacultura.it/documenti/7_81_20080107092727.pdf prima parte A-L] e l'altro per la [http://www.sardegnacultura.it/documenti/7_81_20080107093437.pdf seconda parte M-Z]).
** [https://web.archive.org/web/20160310071515/http://www.antoninurubattu.it/rubattu/italiano-sardo/dulsi-9 Italiano - Sardo]
** [https://web.archive.org/web/20160304102719/http://www.antoninurubattu.it/rubattu/logudorese/Logudorese-2/ Logudorese] / [https://web.archive.org/web/20160311161550/http://www.antoninurubattu.it/rubattu/campidanese/Campidanese-13/ Campidanese] / [http://www.antoninurubattu.it/rubattu/nuorese/Nuorese-12/ Nuorese] - Italiano
<!--**Lemmi pertinenti alla botanica
***[http://www.antoninurubattu.it/rubattu/dizionario-degli-esseri-viventi-a/13-opere/186-esseri-1.html A-P]
***[http://www.antoninurubattu.it/rubattu/dizionario-degli-esseri-viventi-a/13-opere/187-esseri2.html P-Z]
** [http://www.antoninurubattu.it/rubattu/dizionario-degli-esseri-viventi-a/13-opere/188-esseri3.html Lemmi pertinenti all'ittiologia]
** [http://www.antoninurubattu.it/rubattu/dizionario-degli-esseri-viventi-a/13-opere/189-esseri4.html Lemmi pertinenti all'ornitologia]
** [http://www.antoninurubattu.it/rubattu/dizionario-degli-esseri-viventi-a/13-opere/190-esseri5.html Lemmi pertinenti alla zoologia]-->
* [https://web.archive.org/web/20160310082939/http://www.antoninurubattu.it/rubattu/etimologie-del-sardo.html Etimologie - Antoninu Rubattu]
* [http://www.sardegnacultura.it/documenti/7_87_20060720130619.pdf Bocabolariu Sardu nugoresu-Italianu, Italiano-Sardo nuorese - Luigi Farina]
* [http://www.unknown.it/sardo/ Dizionario gratuito Sardo Nuorese - Italiano]
* [http://www.birraichnusa.it/utilities/dizionario.php Dizionario sardo-italiano]
* [[w:Lista di prenomi sardi|Lista dei nomi sardi]]
* [http://www.sassari.tv/frontend/tv/archivio_schedaprg.aspx?id=315 A iscola de sardu (Maria Barca) - Sassari.tv]
* [https://www.sardudict.com/it SarduDict] - piattaforma gratuita che comprende oltre 491.000 parole sarde in campidanese, logudorese, nuorese, sassarese e gallurese ed oltre 170.000 traduzioni in più lingue straniere. Permette una ricerca generale (che include tutte le varianti) o una ricerca specifica per variante (ad esempio, che mostra solo le parole in campidanese). Permette agli utenti registrati di aggiungere parole, aggiungere informazioni specifiche alle parole (come etimologia, esempi di uso, pronuncia), e di correggere errori.
** [https://www.sardudict.com/it/dictionary/variant/campidanesu Dizionario Campidanese]
** [https://www.sardudict.com/it/dictionary/variant/logudoresu Dizionario Logudorese]
** [https://www.sardudict.com/it/dictionary/variant/nugoresu Dizionario Nuorese]
** [https://www.sardudict.com/it/dictionary/variant/sassaresu Dizionario Sassarese]
** [https://www.sardudict.com/it/dictionary/variant/gadduresu Dizionario Gallurese]
== Torro grassia a==
* Prima de tottu '''Wikibooks''', chi mi at permittiu de pessare su prozettu e, fravicandelu, de lu bortare a realtade;
* '''Francesco Mameli''', chin sa pressiosa opera sua de su 1998 ''Il logudorese e il gallurese'' [Biddanoa, Soter];
* '''Antoninu Rubattu''', chin sa pressiosa opera sua ''Il dizionario universale della lingua di Sardegna'' [Tattari: EDES, 2003];
* '''Massimo Pittau''', chin sa pressiosa opera sua ''Grammatica del sardo illustre'' [Nugoro];
* Ovviamente, non potto mancare de torrare grassia a chie, mancari de manera indiretta, mi àt dau azudu a ponner acabbu su traballu... allegande in sardu. Sa fortza de custa limba sezis '''bois'''!
== Altri progetti ==
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Fondamenti di informatica - Laurea triennale Informatica/Sistema binario, operazioni di base, materiale propedeutico
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2026-04-06T12:52:49Z
Hippias
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{{Fondamenti di informatica - Laurea triennale Informatica}}
[[Categoria:Fondamenti di informatica - Laurea triennale Informatica |Sistema binario, operazioni di base, materiale propedeutico]]
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== Informazione, trasmissione e comunicazione ==
L'''informazione'' è l'oggetto di una ''trasmissione'' ed è costituito da un ''messaggio'' che è in grado di cambiare il grado di incertezza di chi lo riceve rispetto a determinati aspetti della realtà.
Se noi, ad esempio, assistiamo ad un documentario trasmesso in televisione, acquisiamo tutta una serie di elementi che aumentano il nostro livello di conoscenza in merito all'oggetto del documentario. La stessa cosa avviene leggendo un libro o guardando una fotografia.<br />
E' importante notare che poiché i destinatari dei messaggi di ''comunicazione'' sono esseri umani, questi vengono codificati in forma che possano da questi essere interpretati, per cui le informazioni saranno codificate sotto forma di testi, immagini, suoni.
Inoltre, la ''trasmissione'' di informazioni richiede la presenza di almeno due interlocutori, uno che la trasmette e l'altro che la riceve, se poi questa ''trasmissione'' è anche ''bidirezionale'', ossia entrambi gli interlocutori sono in grado di trasmettere e di ricevere allora vi è anche ''comunicazione''.<br />
La ''trasmissione'' televisiva del documentario, di cui avevamo già accennato, è difatti una ''trasmissione'' perché è ''unidirezionale'', avviene in una sola direzione fra l'emittente televisiva e i telespettatori. La telefonata fra due persone è invece una ''comunicazione'' perché avviene in due direzioni, con scambio di informazioni fra gli interlocutori.
L'''informazione'' per essere trasmessa o comunicata spesso richiede di essere ''elaborata'', ossia trasformata in una forma che possa essere utilizzata da un essere umano a da una macchina, questo compito viene generalmente svolto dal ''computer'' che prende anche il nome di ''elaboratore elettronico'', questo è una macchina costituita da dispositivi elettronici e meccanici, ''hardware'' le cui funzioni sono regolate da programmi, ''software''.
Nell'elaborare l'''informazione'' il ''computer'' compie delle operazioni che possono essere di:
*manipolazione matematica, quando per esempio effettua dei calcoli su valori numerici;
*organizzazione, quando per esempio mette in colonna una serie di nomi e/o numeri;
*conversione, quando per esempio trasforma dei dati di tipo numerico in grafici.
Il ''computer'' comunque non si occupa solo di elaborare le informazioni codificando, manipolando e convertendo opportunamente i dati, ma anche di trasmissione e di comunicazione. Anzi, oggi, grazie alla diffusione delle reti informatiche, internet soprattutto, esso è il più potenze mezzo di trasmissione e di comunicazione esistente.
Per fare questo necessiterà di opportune ''codifiche dei dati'' e di ''protocolli'' di comunicazione. Questi ultimi sono delle regole condivise da entrambi gli attori della trasmissione che hanno lo scopo di far sì che la comunicazione non sia incerta.<br />
Per meglio comprendere il concetto di protocollo di comunicazione nella vita di tutti i giorni prendiamo come esempio una comunicazione telefonica.
Chi riceve la telefonata alza la cornetta e generalmente risponde - pronto -, il chiamante si presenta, ci si saluta e dopo inizia la trasmissione di informazioni fra gli interlocutori, al termine ci si risaluta e si chiude la comunicazione.
Vedremo in seguito come i computer richiedano anche essi per poter comunicare dei ''protocolli'' sebbene meno informali e molto più rigorosi di quelli utilizzati nella vita di tutti i giorni dagli esseri umani.
== Il dato ==
Un ''dato'' è un messaggio elementare definito da una sequenza di simboli appartenenti ad un insieme limitato denominato ''alfabeto'' o ''codice''.
Il tipo di ''informazione'' che si deve rappresentare e il sistema di ''codifica'' denotano l'ampiezza dell'''alfabeto''.
{| {{Prettytable|align=center}}
|-
| Dato || Alfabeto ||
|- align=left
| Testo || a -...- z - A -...- Z - 0 -...- 9 ||
|- align=left
| Numero || 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 ||
|- align=left
| Punteggiatura || . - , - ; - : - ? - ! ||
|}
== Forma analogica e forma digitale ==
I dati possono essere rappresentati in forma analogica o in forma digitale. La forma analogica la si ha quando il passaggio fra un dato e l'altro può avvenire in forma continua, come ad esempio lo spostarsi delle lancette di un orologio per l'appunto a lancette.<br />
La forma digitale la si ha invece quando la variazione avviene per valori discreti, come ad esempio accade per le cifre di un orologio digitale.<br />
In pratica mentre in un orologio a lancette, analogico, potremmo in teoria misurare anche le infinitesime frazioni di secondo, disponendo di una scala sufficientemente ingrandita, in un orologio digitale invece il passare da un secondo all'altro avviene per scatti, ossia in forma discontinua (discreta).
== Il sistema binario ==
In un computer i dati e conseguentemente le informazioni sono memorizzate e poi elaborate in forma digitale ed esattamente in ''forma binaria'', ossia mediante l'impiego di soli due simboli, 0 e 1. Non ci si lasci ingannare dal fatto che l'''alfabeto'' del computer sia costituito da soli due simboli, con questi si può rappresentare e codificare qualsiasi informazione.
Nello stesso modo in cui noi esseri umani riusciamo a rappresentare qualsiasi numero utilizzando solo dieci simboli (0,1,2,..,9), semplicemente utilizzando delle sequenze, allo stesso modo possiamo rappresentare qualsiasi tipo di dato facendo semplicemente corrispondere allo stesso una specifica sequenza di simboli.
Il ''sistema binario'' è un sistema numerico posizionale in base 2, ossia utilizza solo due simboli, tipicamente 0 e 1. La sua struttura come per tutti i sistemi posizionali è identica a quella del sistema decimale che come ben si sa usa dieci simboli. Nel sistema binario lo 0 corrisponde allo 0 del sistema decimale, l'1 all'1 e al 2 corrisponde invece 10 (si legge "uno zero" e non dieci), ossia non potendo rappresentare il 2 non avendo un simbolo da associargli si "ricomincia" la numerazione partendo da 0 e si riporta un'unità a sinistra.<br />
La stessa cosa accade nel sistema decimale, per cui giunti al 9, non avendo un ulteriore simbolo per rappresentare il 10 si "ricomincia" a contare partendo da 0 e riportando a sinistra un'unità.
Una tabella di conversione binario decimale renderà più chiaro il concetto.
{| {{Prettytable|align=center}}
|-
| Binario || Decimale ||
|- align=right
| 0 || 0 ||
|- align=right
| 1 || 1 ||
|- align=right
| 10 || 2 ||
|- align=right
| 11 || 3 ||
|- align=right
| 100 || 4 ||
|- align=right
| 101 || 5 ||
|- align=right
| 110 || 6 ||
|- align=right
| 111 || 7 ||
|- align=right
| 1000 || 8 ||
|- align=right
| 1001 || 9 ||
|- align=right
| 1010 || 10 ||
|- align=right
| 1011 || 11 ||
|- align=right
| 1100 || 12 ||
|- align=right
| 1101 || 13 ||
|- align=right
| 1110 || 14 ||
|- align=right
| 1111 || 15 ||
|}
Le operazioni aritmetiche nel sistema binario si fanno nello stesso identico modo con cui si fanno nel sistema decimale.
101+
1001=
-----
1110
Che nel sistema decimale equivale a:
5+
9=
--
14
E' poi possibile convertire i numeri da un sistema all'altro usando degli algoritmi (procedimenti) di facile impiego.
Per passare dal sistema binario a quello decimale si moltiplicano le cifre binarie per le potenze di 2 crescenti partendo da destra come nell'esempio che segue:
<math> 1001 = 1 * 2^3 + 0 * 2^2 + 0 * 2^1 + 1 * 2^0 = 9 </math>
Per passare invece dal sistema decimale a quello binario si divide il numero da convertire ripetutamente per due riportando un 1 se vi è resto nella divisione e uno 0 se invece non vi è resto, come nell'esempio che segue in cui si converte il numero decimale 10 in binario:
10 : 2 = 5 (resto 0)
5 : 2 = 2 (resto 1)
2 : 2 = 1 (resto 0)
1 : 2 = 0 (resto 1)
Il numero binario risultante è 1010.
== Sistema numerico decimale ==
Senza dubbio quello più diffuso è il '''sistema numerico decimale''', un sistema posizionale che utilizza dieci simboli numerici. Per esempio, il numero decimale ''234'' si può rappresentare anche in questo modo: ''200+30+4''. Oppure in questo modo: 2*10<sup>2</sup>+3*10<sup>1</sup>+4*10<sup>0</sup>.È moltiplicato per una potenza di dieci proprio per il fatto che dieci è la base. Oppure, per quanto riguarda i numeri con una parte frazionaria (quelli con la virgola) si procede in questo modo, il numero 234,483 può essere rappresentato in questo modo: 2*10<sup>2</sup>+3*10<sup>1</sup>+4*10<sup>0</sup>+4*10<sup>-1</sup>+8*10<sup>-2</sup>+3*10<sup>-3</sup>
== Sistema numerico binario ==
Ovviamente il sistema decimale non è l'unico modo per rappresentare i numeri. Un sistema molto usato, soprattutto nei computer, è il sistema binario, o a base 2. È molto semplice: utilizza solamente 2 cifre, lo ''0'' e l'''1''. Queste due cifre sono chiamate ''bit''. L'algebra di Boole(che tratteremo più avanti) si basa su questo sistema, per la proprieta di avere soltanto due valori, che possono significare "falso"(0) o "vero"(1), oppure "spento"(0) o "acceso"(1), o ancora, utilizzato negli apparecchi elettronici, "passa corrente"(1) o "non passa corrente"(0).
Avendo soltanto due valori, il numero di cifre necessario a rappresentare un numero è evidentemente maggiore rispetto al sistema decimale.
Il numero di valori rappresentabili con ''n'' bit è : . Ad esempio:
Per n=2 avremo:
00 = 0
01 = 1
10 = 2
11 = 3
Per convertire un numero decimale in uno binario esistono diversi metodi. Il più semplice è quello della divisione per 2 nell'insieme dei numeri interi, invertendo poi le cifre del risultato.
Dunque, prendiamo ad esame il numero 137. Iniziamo dividendolo per 2, otteniamo 68 con il resto di 1. Scriviamo 1 (il resto) nella prima cifra del numero da invertire e proseguiamo dividendo il risultato ed affiancando (a destra) ogni volta il resto, sia esso uguale a 1 o a 0, al numero da invertire, fintanto che non otterremo come risultato 1, quindi 1:2 = 0. Infine invertiamo l'ordine delle cifre del nostro "numero da invertire"
In breve e più chiaramente:
Dato il numero decimale 137 lo dividiamo per il numero 2, nell'insieme dei numeri interi, tenendo conto del suo resto (sempre uguale a 0 o ad 1), finché non raggiungiamo 1:2 = 0. Poi affianchiamo i resti e quindi ne invertiamo l'ordine.
* 137:2 = 68 con resto 1
* 68:2 = 34 con resto 0
* 34:2 = 17 con resto 0
* 17:2 = 8 con resto 1
* 8:2 = 4 con resto 0
* 4:2 = 2 con resto 0
* 2:2 = 1 con resto 0
* 1:2 = 0 con resto 1
* resti affiancati: 10010001
* resti affiancati invertiti (risultato in binario) : 10001001 = 137
== Conversione dal sistema binario al sistema decimale ==
Per convertire un numero binario in decimale, segui questi passaggi:
1. **Inizia dalla cifra più a destra** del numero binario. 2. **Moltiplica questa cifra per 2 elevato alla potenza di 0** (cioè 2^0 = 1) e ottieni il risultato parziale. 3. Procedi verso sinistra e **moltiplica ogni cifra successiva per la potenza di 2 corrispondente alla sua posizione**.
Ecco un esempio:
Consideriamo il numero binario **111001**: - La cifra più a destra è **1**. Moltiplicata per 2^0, otteniamo **1**. - La seconda cifra da destra è **0**. Moltiplicata per 2^1, otteniamo **0**. - La terza cifra da destra è **0**. Moltiplicata per 2^2, otteniamo **0**. - La quarta cifra da destra è **1**. Moltiplicata per 2^3, otteniamo **8**. - La quinta cifra da destra è **1**. Moltiplicata per 2^4, otteniamo **16**. - La cifra più a sinistra è **1**. Moltiplicata per 2^5, otteniamo **32**.
Sommando tutti questi risultati parziali, otteniamo il valore decimale di **111001**, che è **57**¹.
== Sistema ottale ed esadecimale ==
Altri sistemi numerici altrettanto importanti sono il sistema ottale che utilizza tutte le cifre fino al numero 8; o il sistema esadecimale, che utilizza le 10 cifre ed altri sei simboli, ossia le lettere che vanno dalla ''A'' alla ''F''. Sono state scelte proprio queste basi come rappresentazione numerica proprio per sfruttare il fatto che 8 e 16 sono potenze di 2.
{| class="wikitable"
|'''Valore decimale'''
|'''Valore esadecimale'''
|'''Valore ottale'''
|'''Valore binario'''
|-
|0
|0
|0
|0000
|-
|1
|1
|1
|0001
|-
|2
|2
|2
|0010
|-
|3
|3
|3
|0011
|-
|4
|4
|4
|0100
|-
|5
|5
|5
|0101
|-
|6
|6
|6
|0110
|-
|7
|7
|7
|0111
|-
|8
|8
|10
|1000
|-
|9
|9
|11
|1001
|-
|10
|A
|12
|1010
|-
|11
|B
|13
|1011
|-
|12
|C
|14
|1100
|-
|13
|D
|15
|1101
|-
|14
|E
|16
|1110
|-
|15
|F
|17
|1111
|}
== Conversione tra binario, ottale ed esadecimale ==
Per convertire da binario ad ottale, si raggruppano le cifre a gruppi di 3 (perché 8 = 2<sup>3</sup>), quindi si convertono i singoli gruppi in ottale. Esempio:
{| class="wikitable"
|- align="center"
!binario
!binario raggruppato
!ottale raggruppato
!ottale
|- align="center"
|10000000101
|<nowiki>10|000|000|101</nowiki>
|<nowiki>2|0|0|5</nowiki>
|2005
|}
Per convertire da binario ad esadecimale, si procede in modo analogo, raggruppando le cifre per 4 (perché 16 = 2<sup>4</sup>):
{| class="wikitable"
|- align="center"
!binario
!binario raggruppato
!esad. raggruppato
!esadecimale
|- align="center"
|10000000101
|<nowiki>100|0000|0101</nowiki>
|<nowiki>4|0|5</nowiki>
|405
|}
Per convertire da ottale/esadecimale in binario, si procede al contrario, espandendo ciascuna cifra. Per esempio:
{| class="wikitable"
|- align="center"
!ottale
!ottale raggruppato
!binario raggruppato
!binario
|- align="center"
|7421246
|<nowiki>7|4|2|1|2|4|6</nowiki>
|<nowiki>111|100|010|001|010|100|110</nowiki>
|111100010001010100110
|}
{| class="wikitable"
|- align="center"
!esadecimale
!esad. raggruppato
!binario raggruppato
!binario
|- align="center"
|1E22A6
|<nowiki>1|E|2|2|A|6</nowiki>
|<nowiki>0001|1110|0010|0010|1010|0110</nowiki>
|000111100010001010100110
|}
Per convertire da ottale ad esadecimale e viceversa, si passa per una conversione intermedia in binario. Per esempio:
{| class="wikitable"
|- align="center"
!ottale
!ottale raggruppato
!binario raggruppato per 3
!binario
|- align="center"
|7421246
|<nowiki>7|4|2|1|2|4|6</nowiki>
|<nowiki>111|100|010|001|010|100|110</nowiki>
|111100010001010100110
|}
{| class="wikitable"
|- align="center"
!binario
!binario raggruppato per 4
!esad. raggruppato
!esadecimale
|- align="center"
|000111100010001010100110
|<nowiki>0001|1110|0010|0010|1010|0110</nowiki>
|<nowiki>1|E|2|2|A|6</nowiki>
|1E22A6
|}
[[File:Logic-gate-inv-us.png|thumb|right|Rappresentazione della porta logica NOT]]
[[File:Logic-gate-and-us.svg|thumb|right|Rappresentazione della porta logica AND]]
[[File:Logic-gate-or-us.png|thumb|right|Rappresentazione della porta logica OR]]
[[File:Logic-gate-xor-us.png|thumb|right|Rappresentazione della porta logica XOR]]
== Operazioni booleane (logica) ==
Per capire come i bit vengono manipolati, si associa spesso:
* '''0 → falso'''
* '''1 →''' '''vero'''
Le principali '''operazioni booleane''' introdotte sono:
* '''AND''': vale 1 solo se '''entrambi''' gli ingressi sono 1.
* '''OR''': vale 1 se '''almeno uno''' degli ingressi è 1.
* '''XOR''' (''exclusive OR''): vale 1 se gli ingressi sono '''diversi''' (uno 1 e l’altro 0), cioè “o P o Q ma non entrambi”.
* '''NOT''': ha un solo ingresso e lo '''inverte''' (0→1, 1→0).
Queste operazioni sono analoghe alle operazioni aritmetiche (combinano input per produrre un output), ma lavorano su '''valori vero/falso''' invece che su numeri.
== Porte logiche e flip-flop ==
* Una '''porta logica (logic gate)''' è un dispositivo hardware che realizza una funzione booleana (AND, OR, XOR, NOT).
* Nella pratica moderna le porte sono costruite con '''transistor''' e rappresentano 0 e 1 come '''livelli di tensione''' (dettaglio non approfondito nel testo).
* Le porte sono i “mattoni” dell’hardware e per questo la '''logica booleana''' è fondamentale anche nei '''linguaggi di programmazione'''.
=== Flip-flop: memoria elementare ===
[[File:Flip-flop.png|esempio di circuito flip-flop]]
Un '''flip-flop''' è un circuito che:
* ha un’uscita che vale '''0 o 1'''
* '''mantiene''' quel valore nel tempo (non cambia “da sola”)
* cambia valore '''solo''' quando riceve un impulso (un 1 temporaneo) su uno degli ingressi.
In pratica è una “cella” che '''ricorda 1 bit'''.
=== L’idea chiave: la retroazione (feedback) ===
Il trucco che crea la memoria è la '''retroazione''': una parte dell’uscita viene riportata all’ingresso tramite altre porte.
Questo fa sì che:
* quando il circuito “raggiunge” uno stato stabile (uscita 0 o uscita 1),
* quello stato '''si auto-sostiene''' anche se l’impulso di comando sparisce.
=== Interpretazione intuitiva degli ingressi ===
Nella figura sopra riportata, i due ingressi agiscono come comandi:
* '''ingresso alto''' = comando per '''impostare l’uscita a 1''' (SET)
* '''ingresso basso''' = comando per '''impostare l’uscita a 0''' (RESET)
Funzionamento:
* se entrambi gli ingressi restano a 0, l’uscita non cambia
* un 1 temporaneo sopra forza l’uscita a 1
* un 1 temporaneo sotto forza l’uscita a 0
=== Cosa succede quando setti” l’uscita a 1 (sequenza logica) ===
=== Stato iniziale ===
* ingressi: alto = 0, basso = 0
* l’uscita può essere 0 oppure 1: '''non lo sai''', ma è stabile.
=== Passo A — dai un impulso di SET (alto = 1 per un attimo, basso resta 0) ===
# Mettere '''1''' sull’ingresso alto fa sì che la porta '''OR''' (nel circuito mostrato) produca '''1''' ''a prescindere'' dall’altro suo ingresso.
#* Motivo: '''OR''' è 1 se almeno un ingresso è 1.
# Quell’1 va a un '''AND''': a questo punto l’AND vede due 1 (per come è costruito il circuito, l’altro ingresso dell’AND risulta 1 quando il RESET è 0 tramite un NOT).
# Quindi anche l’AND produce '''1''' e questo l'uscita a '''1'''.
=== Passo B — il feedback “blocca” lo stato ===
# Ora che OUT=1, questo 1 rientra come '''secondo ingresso''' della OR (feedback).
# Quindi la OR rimane a '''1''' anche se l’ingresso alto torna a 0.
=== Passo C — togli l’impulso (SET torna a 0) ===
# Anche con ingressi tornati (alto = 0, basso = 0), la OR continua a vedere '''1''' dal feedback → resta 1 → mantiene la catena → Q resta '''1'''.
'''Conclusione:''' un impulso breve di SET porta Q a 1 e poi il circuito “si auto-mantiene” in quello stato.
=== Cosa succede quando “resetti” l’uscita a 0 ===
* dai un impulso breve sul '''RESET''' (ingresso basso = 1), tenendo l’alto a 0.
* attraverso il NOT e la struttura delle porte, questo impulso spezza la condizione che mantiene OUT=1 (se era 1) e forza la catena a portare OUT a 0.
* quando l’impulso torna 0, il feedback ora sostiene lo stato out=0.
In altre parole: '''SET crea l’aggancio a 1''', '''RESET crea l’aggancio a 0'''.
=== Perché “non cambia” quando entrambi gli ingressi sono 0 ===
Questa è la proprietà cruciale:
* con ingressi a 0, non c’è nessuna “spinta esterna” a cambiare lo stato,
* e il feedback fa sì che l’uscita corrente continui a essere coerente con gli ingressi interni.
=== Astrazione nell’hardware ===
* Esistono diversi modi di costruire un flip-flop con circuiti interni differenti ma '''stesso comportamento esterno''': è un esempio di '''astrazione'''.
* L’hardware è organizzato in '''livelli''': transistor → porte → chip → memorie → componenti più complessi, ecc.
* Con tecniche come la '''VLSI''' (integrazione su larga scala) si possono costruire chip con '''milioni di componenti''', inclusi moltissimi flip-flop, fino ad arrivare in certi casi a un '''intero sistema su un chip'''.
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Analisi matematica I/Numeri reali
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Eumolpo
4673
ortografia
491514
wikitext
text/x-wiki
{{da unire|Analisi matematica I/I numeri reali}}
{{Analisi matematica I}}
__TOC__
==Relazione d'ordine==
Sia <math>R</math> una relazione. Si dice che <math>R</math> è una relazione '''d'ordine''' se è
*riflessiva
*transitiva
*<span style="text-decoration: underline">antisimmetrica</span>.
Se tale relazione è assegnata ad un insieme <math>A</math>, allora si dice che <math>A</math> è ordinato e si indica con <math>(A,\leq)</math>.
Ad esempio, consideriamo la relazione così definita
:<math>xRy\Leftrightarrow \exists n \in \mathbb{N}\ :\ x+n=y</math>
È sufficiente verificare le tre proprietà per dimostrare che <math>R</math> è una relazione d'ordine. E infatti, è l'usuale relazione d'ordine di <math>\leq</math>.
Se <math>x\leq y </math> oppure <math>y\leq x</math>, allora la relazione si dice di '''ordine totale''' (o lineare).
===Insiemi limitati===
Sia <math>(A,\leq)</math> un insieme ordinato e <math>A'\subseteq A</math> un sottoinsieme non vuoto. Allora <math>a\in A</math> si dice '''maggiorante''' di <math>A'</math> se
<div style="text-align:center"><math>a\geq b,\ \forall b\in A'</math></div>
Analogamente si dice che <math>a \in A</math> è '''minorante''' di <math>A</math> se
<div style="text-align:center"><math>a \leq b,\ \forall b \in A'</math></div>
Se <math>a</math> è maggiorante (minorante) ed è anche appartenente ad <math>A'</math>, allora si dice che <math>a</math> è il '''massimo''' ('''minimo''') di <math>A'</math>. Si indicano rispettivamente con
<div style="text-align:center"><math>\max A\ \ \ \ \ \min A</math></div>
Non tutti gli insiemi hanno massimo e minimo, ma se li hanno, essi sono unici. Dimostriamolo solo nel caso del massimo. Consigliamo di provare come esercizio a dimostrare il caso del minimo.
====Proposizione (unicità di massimo e minimo)====
{{riquadro|border=1px solid blue|contenuto=
Sia <math>(A,\leq)\neq \emptyset</math> e <math>A\subseteq B</math>. Se <math>A</math> ha massimo, allora è unico.
}}
=====Dimostrazione=====
Sia <math>m=\max A</math>. Supponiamo che esista un altro <math>m'=\max A</math>. Allora, per la definizione di massimo, si ha
:<math>m,m'\in A\ \ m\geq a\in A</math>(*) e
:<math>m'\geq a\in A</math>(**).
Siccome <math>m'</math> è un elemento di <math>A</math>, per la (*) si ha <math>m \geq m'</math>. D'altra parte, siccome anche <math>m\in A</math>, per la (**) abbiamo <math>m'\geq m\in A</math>.<br />
Allora altro non può essere che
<div style="text-align:center"><math>m=m'</math>.</div>{{endproof}}
===Estremo superiore e inferiore===
Si dice '''estremo superiore''' il più piccolo dei maggioranti ed '''estremo inferiore''' il più grande dei minoranti. In altri termini:
<div style="text-align:center"><math>\sup A = \min \{x \geq a,\ \forall a\in A\} </math><br /><math>\inf A = \max \{ x \leq a,\ \forall a\in A\}</math></div>
Anche per l'estremo superiore e inferiore, se esistono sono unici. Non tutti gli insiemi però hanno tali estremi, perché non tutti gli insiemi hanno un insieme dei maggioranti o minoranti (e dunque non ha senso quanto scritto appena sopra).
Vediamo ora alcuni esempi di quello che abbiamo visto finora.
====Esempi====
1. Sia <math>A=\{x\in \mathbb{Q}\ :\ 0\leq x < 1\} </math>. Studiamo un po' questo insieme.
:<math>A</math> è l'insieme dei numeri razionali non negativi e più piccoli di 1. Innanzitutto notiamo che, da quello che abbiamo appena detto, tutti gli elementi dell'insieme sono più piccoli di 1 e quindi, equivalentemente, 1 è un maggiorante. Gli elementi di <math>A</math> sono perà <span style="text-decoration: underline">tutti</span> quei razionali <span style="text-decoration: underline">strettamente </span> più piccoli 1, dunque 1 è il minore tra i maggioranti perché se <math>\lambda</math> fosse un maggiorante e fosse minore di 1, allora si avrebbe che <math>\lambda \geq x \in A</math> pur essendo lo stesso un elemento di <math>A</math> e questo non è possibile perché possiamo sempre trovare un altro numero razionale <math>y\in \mathbb{Q}\ :\ x<y<1,\ \forall x \in \mathbb{Q}</math>. Dunque un <math>\lambda</math> siffatto non è un maggiorante e dunque <math>\sup A = 1</math>.<br />
:Osserviamo anche che gli elementi di <math>A</math> sono tutti maggiori uguale di 0 ma <math>0 \in A</math> e questo equivale alla definizione di minimo. Dunque <math>0 = \min A</math>.
{{todo|vedere se scrivere il teorema 3.7}}
Se un insieme ordinato <math>A</math> ha maggioranti, tale insieme si dice '''superiormente limitato'''. Analogamente si dice '''inferiormente limitato ''' se esistono minoranti.
==Completezza di un insieme==
Un insieme ordinato <math>A</math> si dice '''completo''' se ogni suo sottoinsieme superiormente limitato ha estremo superiore in <math>A</math>.
====Proposizione (esistenza dell'estremo inferiore in un insieme completo)====
{{riquadro|border=1px solid blue|contenuto=
Sia <math>(\mathbb{I},\leq)</math> completo e <math>A\subseteq \mathbb{I},\ A \neq \emptyset</math>. Allora <math>A</math> ha estremo inferiore in <math>\mathbb{I}</math>.
}}
=====Dimostrazione=====
<math>A</math> è inferiormente limitato per ipotesi, dunque certamente esiste in <math>\mathbb{I}</math> l'insieme dei minoranti di <math>A</math>
<div style="text-align:center"><math>M=\{m \leq a,\ \forall a \in A\}</math>.</div> Osserviamo anche l'inverso, cioè che ogni elemento di <math>A</math> è maggiorante di <math>M</math>, dunque <math>M</math> ha estremo superiore in <math>\mathbb{I}</math> (perché, per ipotesi, <math>\mathbb{I}</math> è completo). Sia <math>\lambda = \sup M</math>. <br /> Ogni elemento di <math>A</math> è più grande di ogni elemento di <math>M</math> ma anche <math>a \geq \lambda,\ \forall a\in A</math> dato che <math>\lambda</math> è il più piccolo tra i maggioranti di <math>M</math>.<br /> Ma allora <math>\lambda \in M</math> e dunque <math>\lambda = \max M</math>. Infine, essendo <math>\lambda</math> il massimo dei minoranti di <math>A</math>, è per definizione l'estremo inferiore di <math>A</math>. {{endproof}}
{{cassetto|titolo=Esercizio: L'insieme dei numeri razionali non è completo|testo=
Dimostriamo che <math>(\mathbb{Q},\leq)</math> non è completo, quindi che esistono sottoinsiemi superiormente limitati ma che non hanno estremo superiore. <small>(d'ora in avanti indicheremo con <math>\mathbb{Q}</math> l'insieme <math>(\mathbb{Q},\leq)</math></small>.
Per giungere al nostro scopo, dimostriamo che non è vero che <math>\mathbb{Q}</math> è completo; dunque forniamo un controesempio.<br />Consideriamo
<div style="text-align:center"><math>R=\{x\in \mathbb{Q}\ :\ x>0,\ x^2<2\}</math></div>
<math>R</math> non è ovviamente vuoto ed ha dei maggioranti (ad esempio 2 è un maggiorante, visto che <math>2^2 = 4 > 2 \Rightarrow 2 > x,\forall x\in R</math>). Proviamo ora che non esiste l'estremo superiore di questo insieme, cioè che non esiste un <math>m\in \mathbb{Q}</math> il minore di tutti i maggioranti di <math>R</math>.
Ragioniamo per assurdo e supponiamo che <math>m=\sup R</math> esista.
* Se <math>m^2<2</math>, allora <math>m \in R</math>. Però esiste certamente <math>\varepsilon \in \mathbb{Q}</math> tale che <math>(m+\varepsilon)^2<2</math>. <br />Infatti <math>\mathbb{Q}</math> è un insieme '''denso''', dunque tra due razionali esiste sempre un altro razionale; in questo caso se <math>2 = m+\alpha</math>, si ha <math>0 < \varepsilon < \alpha </math> e dunque <math>m+\varepsilon < m+\alpha = 2</math>.
:Ma allora <math>m\in R</math> e <math>m+\varepsilon \in R</math> e da qui si ottiene che in <math>R</math> c'è un valore più grande di <math>m</math> e questo contraddice l'ipotesi che <math>m^2<2</math>.
* Se <math>m^2=2</math>, possiamo scrivere anche <math>m=\frac{p}{q}</math> (con <math>p,q</math> primi tra loro) e quindi <math>\frac{p^2}{q^2}=2</math>. Da qui <math>p^2=2q^2</math> e il fatto che il secondo membro si pari, ci dice che <math>p^2</math> è pari e dunque lo è anche <math>p</math>. Allora possiamo scrivere il tutto come <math>4y^2=2q^2</math> (con <math>p=2y</math>) ed equivalentemente <math>2y=^2=q^2</math>. Per lo stesso ragionamento di prima, anche <math>q</math> è pari e questa è una contraddizione perché avevamo supposto <math>p,q</math> primi tra loro!
:<small>Questa è anche la prova classica che esistono numeri non razionali.</small>
*Infine, se <math>m^2>2</math>, allora esiste certamente (per lo stesso criterio del punto 1) un <math>\varepsilon \in \mathbb{Q}</math> tale che <math>(m-\varepsilon)^2 > 2</math>. Ma <math>x^2<(m-\varepsilon)^2</math> e siccome è tutta roba positiva, <math>x<m-\varepsilon</math> e dunque <math>m-\varepsilon</math> è un maggiorante di <math>R</math> e abbiamo finito, perché questo contraddice l'ipotesi che <math>m</math> sia il più piccolo dei maggioranti e dimostra che non può essere nemmeno <math>m^2>2</math>
}}
[[Categoria:Analisi matematica I|Numeri reali 1]]
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La sintasi generale per includere un'immagine è:
'''<nowiki>[[File:{name}|{type}|{location}|{size}|{border}|{caption}]]</nowiki>'''
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* '''{type}''' è il tipo di formattazione che deve avere l'immagine.
**"thumb" rende l'immagine un thumbnail e la mette in un box, ridimensionandola se è più larga del valore previsto dall'utente nelle preferenze. Di default è 180px, e viene utilizzato per i visitatori che non hanno un account o che non hanno effettuato il log-in.
**"frame" mette l'immagine in un box ma non la ridimensiona.
**Non precisare il type significa inserire l'immagine senza un box e nelle sue dimensioni originali, a meno che non ne vengano fornite di diverse.
* '''{location}''' è dove l'immagine deve essere messa nella pagina. "left", "right", e "center" allineano l'immagine rispettivamente a sinistra, a destra o in centro e dispongono il testo intorno a essa. "none" mette l'immagine sotto il testo e mette il testo che segue sopra di essa. Se non specificato, l'immagine è inclusa nella stessa riga del testo.
* '''{size}''' è la larghezza dell'immagine in pixel, per esempio 200px. L'immagine sarà scalata per mantenere le proporzioni. Se non viene specificato, l'immagine sarà mostrata full size o, se è in thumbnail, le dimensioni massime previste per il thumbnail. Con quest'ultimo l'opzione size non funziona nel caso in cui cerchi di rendere l'immagine più grande, anche se rimani entro il limite previsto per il ridimensionamento (180px di default), e l'immagine resterà alle dimensioni normali. Puoi però rendere l'immagine più piccola, usando una misura inferiore sia rispetto a quella originale sia a quella prevista dal thumbnail.
* '''{border}''' serve solo per dare all'immagine un bordo grigio, usando "border" come un'opzione. Se non specificato, l'immagine rimane senza bordo, a meno che non ne abbia già uno.
* '''{caption}''' è il testo alternativo per l'immagine, visibile quando si ferma su di essa il puntatore del mouse. Viene utilizzato anche come didascalia nelle immagini che usano "thumb" o "frame".Può essere inserito anche del wikitesto, per esempio per aggiungere link, ma qualsiasi formattazione sarà visualizzata solo nelle didascalie, mentre sarà rimossa nel testo alternativo. Se non viene data nessuna didascalia, come testo alternativo verrà usato il nome del file, mentre la didascalia sarà vuota.
L'ordine in cui vengono scritte le opzioni non dovrebbe dare problemi, eccetto per la parte sul nome del file. Usando il thumb e i frame contemporaneamente viene data di default la preferenza ai frame. Se invece si inseriscono più allineamenti verrà considerata solo l'ultimo. Lo stesso vale per dimensioni multiple.
==Inserire un'immagine==
Un'immagine senza formattazione può essere inserita in una pagina digitando
<nowiki>[[File:</nowiki><i>NomeImmagine</i><nowiki>]]</nowiki>
In questo modo si inserisce l'immagine in una pagina, e verrà visualizzata full size, senza essere integrata correttamente con il testo. Per esempio, aggiungendo a metà del testo
<pre>
[[File:Vista-folder.png]]
</pre>
si ottiene:
<span style="color:#996633; font-style: italic;">Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit. Duis tellus. Donec ante dolor, iaculis nec, gravida ac, cursus in, eros. Mauris vestibulum, felis et egestas ullamcorper, purus nibh vehicula sem, eu egestas ante nisl non justo. Fusce tincidunt, lorem nec dapibus consectetuer, leo orci mollis ipsum, eget suscipit eros purus in ante.
[[Image:Vista-folder.png]] Mauris at ipsum vitae est lacinia tincidunt. Maecenas elit orci, gravida ut, molestie non, venenatis vel, lorem. Sed lacinia. Suspendisse potenti. Sed ultricies cursus lectus. In id magna sit amet nibh suscipit eiusmod. Integer enim. Donec sapien ante, accumsan ut, sodales commodo, auctor quis, lacus. Maecenas a elit lacinia urna posuere sodales. Curabitur pede pede, molestie id, blandit vitae, varius ac, purus.</span>
Sarai d'accordo che il risultato non è affatto bello. Il testo è semplicemente allineato con l'immagine e l'immagine è eccessivamente grande.
==Posizionare l'immagine==
Nel codice dell'immagine è possibile determinare la sua posizione. Ci sono varie opzioni disponibili, a seconda del layout desiderato per la pagina che si sta creando.
===Esempio n.1: allineamento a destra, testo che scorre intorno===
<pre>
[[File:Vista-folder.png|right]]
</pre>
<span style="color:#996633; font-style: italic;">Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit. Duis tellus. Donec ante dolor, iaculis nec, gravida ac, cursus in, eros. Mauris vestibulum, felis et egestas ullamcorper, purus nibh vehicula sem, eu egestas ante nisl non justo. Fusce tincidunt, lorem nec dapibus consectetuer, leo orci mollis ipsum, eget suscipit eros purus in ante.</span>
[[File:Vista-folder.png|right]] <span style="color:#996633; font-style: italic;">Mauris at ipsum vitae est lacinia tincidunt. Maecenas elit orci, gravida ut, molestie non, venenatis vel, lorem. Sed lacinia. Suspendisse potenti. Sed ultricies cursus lectus. In id magna sit amet nibh suscipit euismod. Integer enim. Donec sapien ante, accumsan ut, sodales commodo, auctor quis, lacus. Maecenas a elit lacinia urna posuere sodales. Curabitur pede pede, molestie id, blandit vitae, varius ac, purus. Morbi dictum. Vestibulum adipiscing pulvinar quam. In aliquam rhoncus sem. In mi erat, sodales eget, pretium interdum, malesuada ac, augue. Aliquam sollicitudin, massa ut vestibulum posuere, massa arcu elementum purus, eget vehicula lorem metus vel libero. Sed in dui id lectus commodo elementum. Etiam rhoncus tortor. Proin a lorem. Ut nec velit. Quisque varius. Proin nonummy justo dictum sapien tincidunt iaculis. Duis lobortis pellentesque risus. Aenean ut tortor imperdiet dolor scelerisque bibendum. Fusce metus nibh, adipiscing id, ullamcorper at, consequat a, nulla.</span>
<span style="color:#996633; font-style: italic;">Phasellus orci. Etiam tempor elit auctor magna. Nullam nibh velit, vestibulum ut, eleifend non, pulvinar eget, enim. Class aptent taciti sociosqu ad litora torquent per conubia nostra, per inceptos hymenaeos. Integer velit mauris, convallis a, congue sed, placerat id, odio. Etiam venenatis tortor sed lectus. Nulla non orci. In egestas porttitor quam. Duis nec diam eget nibh mattis tempus. Curabitur accumsan pede id odio. Nunc vitae libero. Aenean condimentum diam et turpis. Vestibulum non risus.</span>
Qui vediamo che l'immagine è posizionata a destra della pagina e il testo le scorre intorno.
===Esempio n.2: allineamento a destra, con didascalia e testo che scorre intorno===
<pre>
[[File:Vista-folder.png|frame|right|Didascalia]]
</pre>
<span style="color:#996633; font-style: italic;">Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit. Duis tellus. Donec ante dolor, iaculis nec, gravida ac, cursus in, eros. Mauris vestibulum, felis et egestas ullamcorper, purus nibh vehicula sem, eu egestas ante nisl non justo. Fusce tincidunt, lorem nec dapibus consectetuer, leo orci mollis ipsum, eget suscipit eros purus in ante.</span>
[[File:Vista-folder.png|frame|right|Didascalia]]<span style="color:#996633; font-style: italic;">Mauris at ipsum vitae est lacinia tincidunt. Maecenas elit orci, gravida ut, molestie non, venenatis vel, lorem. Sed lacinia. Suspendisse potenti. Sed ultricies cursus lectus. In id magna sit amet nibh suscipit euismod. Integer enim. Donec sapien ante, accumsan ut, sodales commodo, auctor quis, lacus. Maecenas a elit lacinia urna posuere sodales. Curabitur pede pede, molestie id, blandit vitae, varius ac, purus. Morbi dictum. Vestibulum adipiscing pulvinar quam. In aliquam rhoncus sem. In mi erat, sodales eget, pretium interdum, malesuada ac, augue. Aliquam sollicitudin, massa ut vestibulum posuere, massa arcu elementum purus, eget vehicula lorem metus vel libero. Sed in dui id lectus commodo elementum. Etiam rhoncus tortor. Proin a lorem. Ut nec velit. Quisque varius. Proin nonummy justo dictum sapien tincidunt iaculis. Duis lobortis pellentesque risus. Aenean ut tortor imperdiet dolor scelerisque bibendum. Fusce metus nibh, adipiscing id, ullamcorper at, consequat a, nulla.</span>
<span style="color:#996633; font-style: italic;">Phasellus orci. Etiam tempor elit auctor magna. Nullam nibh velit, vestibulum ut, eleifend non, pulvinar eget, enim. Class aptent taciti sociosqu ad litora torquent per conubia nostra, per inceptos hymenaeos. Integer velit mauris, convallis a, congue sed, placerat id, odio. Etiam venenatis tortor sed lectus. Nulla non orci. In egestas porttitor quam. Duis nec diam eget nibh mattis tempus. Curabitur accumsan pede id odio. Nunc vitae libero. Aenean condimentum diam et turpis. Vestibulum non risus.</span>
Possiamo qui vedere che l'immagine è stata posizionata a destra, con una didascalia sotto e il testo che le scorre attorno.
===Esempio n.3: allineamento a sinistra, testo che scorre intorno===
<pre>
[[File:Vista-folder.png|left]]
</pre>
<span style="color:#996633; font-style: italic;">Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit. Duis tellus. Donec ante dolor, iaculis nec, gravida ac, cursus in, eros. Mauris vestibulum, felis et egestas ullamcorper, purus nibh vehicula sem, eu egestas ante nisl non justo. Fusce tincidunt, lorem nec dapibus consectetuer, leo orci mollis ipsum, eget suscipit eros purus in ante.</span>
[[File:Vista-folder.png|left]] <span style="color:#996633">Mauris at ipsum vitae est lacinia tincidunt. Maecenas elit orci, gravida ut, molestie non, venenatis vel, lorem. Sed lacinia. Suspendisse potenti. Sed ultricies cursus lectus. In id magna sit amet nibh suscipit euismod. Integer enim. Donec sapien ante, accumsan ut, sodales commodo, auctor quis, lacus. Maecenas a elit lacinia urna posuere sodales. Curabitur pede pede, molestie id, blandit vitae, varius ac, purus. Morbi dictum. Vestibulum adipiscing pulvinar quam. In aliquam rhoncus sem. In mi erat, sodales eget, pretium interdum, malesuada ac, augue. Aliquam sollicitudin, massa ut vestibulum posuere, massa arcu elementum purus, eget vehicula lorem metus vel libero. Sed in dui id lectus commodo elementum. Etiam rhoncus tortor. Proin a lorem. Ut nec velit. Quisque varius. Proin nonummy justo dictum sapien tincidunt iaculis. Duis lobortis pellentesque risus. Aenean ut tortor imperdiet dolor scelerisque bibendum. Fusce metus nibh, adipiscing id, ullamcorper at, consequat a, nulla.</span>
L'immagine è stata posizionata a sinistra e il testo le scorre intorno.
===Esempio n.4: immagine non circordata dal testo===
<pre>
[[File:Vista-folder.png|none]]
</pre>
<span style="color:#996633; font-style: italic;">Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit. Duis tellus. Donec ante dolor, iaculis nec, gravida ac, cursus in, eros. Mauris vestibulum, felis et egestas ullamcorper, purus nibh vehicula sem, eu egestas ante nisl non justo. Fusce tincidunt, lorem nec dapibus consectetuer, leo orci mollis ipsum, eget suscipit eros purus in ante.</span>
[[File:Vista-folder.png|none]] <span style="color:#996633; font-style: italic;">Mauris at ipsum vitae est lacinia tincidunt. Maecenas elit orci, gravida ut, molestie non, venenatis vel, lorem. Sed lacinia. Suspendisse potenti. Sed ultricies cursus lectus. In id magna sit amet nibh suscipit euismod. Integer enim. Donec sapien ante, accumsan ut, sodales commodo, auctor quis, lacus. Maecenas a elit lacinia urna posuere sodales. Curabitur pede pede, molestie id, blandit vitae, varius ac, purus. Morbi dictum. Vestibulum adipiscing pulvinar quam. In aliquam rhoncus sem. In mi erat, sodales eget, pretium interdum, malesuada ac, augue. Aliquam sollicitudin, massa ut vestibulum posuere, massa arcu elementum purus, eget vehicula lorem metus vel libero. Sed in dui id lectus commodo elementum. Etiam rhoncus tortor. Proin a lorem. Ut nec velit. Quisque varius. Proin nonummy justo dictum sapien tincidunt iaculis. Duis lobortis pellentesque risus. Aenean ut tortor imperdiet dolor scelerisque bibendum. Fusce metus nibh, adipiscing id, ullamcorper at, consequat a, nulla.</span>
L'immagine è completamente separata dal testo.
==Ridimensionare un'immagine==
<pre>
[[File:Vista-folder.png|25px]]
</pre>
<span style="color:#996633; font-style: italic;">Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit. Duis tellus. Donec ante dolor, iaculis nec, gravida ac, cursus in, eros. Mauris vestibulum, felis et egestas ullamcorper, purus nibh vehicula sem, eu egestas ante nisl non justo. Fusce tincidunt, lorem nec dapibus consectetuer, leo orci mollis ipsum, eget suscipit eros purus in ante.</span>
[[File:Vista-folder.png|25px]] <span style="color:#996633; font-style: italic;">Mauris at ipsum vitae est lacinia tincidunt. Maecenas elit orci, gravida ut, molestie non, venenatis vel, lorem. Sed lacinia. Suspendisse potenti. Sed ultricies cursus lectus. In id magna sit amet nibh suscipit euismod. Integer enim. Donec sapien ante, accumsan ut, sodales commodo, auctor quis, lacus. Maecenas a elit lacinia urna posuere sodales. Curabitur pede pede, molestie id, blandit vitae, varius ac, purus. Morbi dictum. Vestibulum adipiscing pulvinar quam. In aliquam rhoncus sem. In mi erat, sodales eget, pretium interdum, malesuada ac, augue. Aliquam sollicitudin, massa ut vestibulum posuere, massa arcu elementum purus, eget vehicula lorem metus vel libero. Sed in dui id lectus commodo elementum. Etiam rhoncus tortor. Proin a lorem. Ut nec velit. Quisque varius. Proin nonummy justo dictum sapien tincidunt iaculis. Duis lobortis pellentesque risus. Aenean ut tortor imperdiet dolor scelerisque bibendum. Fusce metus nibh, adipiscing id, ullamcorper at, consequat a, nulla.</span>
==Inserire un'immagine in un thumbnail==
Se si vuole aggiungere una didascalia a un'immagine e ridimensionarla, usare "thumb" invece di "frame".
<pre>
[[File:Vista-folder.png|75px|thumb|right|Didascalia]]
</pre>
<span style="color:#996633; font-style: italic;">''Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit. Duis tellus. Donec ante dolor, iaculis nec, gravida ac, cursus in, eros. Mauris vestibulum, felis et egestas ullamcorper, purus nibh vehicula sem, eu egestas ante nisl non justo. Fusce tincidunt, lorem nec dapibus consectetuer, leo orci mollis ipsum, eget suscipit eros purus in ante.''</span>
[[File:Vista-folder.png|75px|thumb|right|Didascalia]] <span style="color:#996633; font-style: italic;">Mauris at ipsum vitae est lacinia tincidunt. Maecenas elit orci, gravida ut, molestie non, venenatis vel, lorem. Sed lacinia. Suspendisse potenti. Sed ultricies cursus lectus. In id magna sit amet nibh suscipit euismod. Integer enim. Donec sapien ante, accumsan ut, sodales commodo, auctor quis, lacus. Maecenas a elit lacinia urna posuere sodales. Curabitur pede pede, molestie id, blandit vitae, varius ac, purus. Morbi dictum. Vestibulum adipiscing pulvinar quam. In aliquam rhoncus sem. In mi erat, sodales eget, pretium interdum, malesuada ac, augue. Aliquam sollicitudin, massa ut vestibulum posuere, massa arcu elementum purus, eget vehicula lorem metus vel libero. Sed in dui id lectus commodo elementum. Etiam rhoncus tortor. Proin a lorem. Ut nec velit. Quisque varius. Proin nonummy justo dictum sapien tincidunt iaculis. Duis lobortis pellentesque risus. Aenean ut tortor imperdiet dolor scelerisque bibendum. Fusce metus nibh, adipiscing id, ullamcorper at, consequat a, nulla.</span></i>
{{avanzamento|100%|18 ottobre 2014}}
[[Categoria:Usare Wikibooks|Immagini]]
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Disposizioni foniche di organi a canne
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VoceUmana7
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Le disposizioni foniche attualmente presenti in questo libro sono '''4906'''.
== Per il lettore ==
Ciascun organo a canne è uno strumento a sé, con una propria dignità indissolubilmente legata alla sua unicità. Non troveremo mai un organo uguale ad un altro, neppure nei rarissimi casi di strumenti costruiti in serie: avranno sempre qualcosa che li distinguerà fra di loro.
Come poter, dunque, descrivere uno strumento unico, in maniera tale che, senza suonarlo o ascoltarlo, sia possibile capire come è fatto? Grazie alla sua disposizione fonica: essa è l'elenco dei registri che compongono lo strumento, riportati in base alla loro appartenenza alle varie "divisioni" (manuale/i ed eventualmente pedale). Pertanto si tratta di un elemento fondamentale, l'unica vera grande ed esaustiva descrizione dello strumento, dal momento che un organo si differenzia da un altro fondamentalmente per i registri che ha.
Questo wikilibro si prefigge il compito di racchiudere al suo interno le disposizioni foniche di organi del presente e del passato, raggruppate in base alla loro collocazione all'interno di edifici che, per sviluppi culturali ed esigenze liturgiche, sono per la maggior parte destinati al culto.
La presente opera si rivolge, dunque, non solo allo studioso di organaria ed organologia, ma anche al curioso che vuol sapere come è fatto l'organo della chiesa tot, all'appassionato, all'organista che ha l'esigenza di conoscere le caratteristiche di un tal organo, a chiunque, in poche parole, sia interessato all'argomento.
== Per il contributore ==
Chiunque voglia contribuire all'edificazione del presente wikilibro, è il benvenuto, ed è pregato di seguire, per amor di uniformità, lo schema che può vedere nelle pagine già presenti.
Sono tuttavia doverose alcune raccomandazioni tecniche.
Una volta inserite una o più disposizioni foniche, il contributore è pregato di aggiornare il numero all'inizio di questa pagina.
=== Dei titoli ===
I titoli delle singole pagine seguono sempre questo schema:
Stato/Regione (o altra divisione amministrativa analoga)/Provincia (o altra divisione amministrativa analoga)/Comune/Località (che può essere anche il comune stesso, comunque si ripete) - Edificio
Ad esempio:
Italia/Lombardia/Città metropolitana di Milano/Milano/Milano - Cattedrale di Santa Maria Nascente
Nei nomi delle chiese, si scrive solo: ''Chiesa di...'', oppure ''Santuario di...'', oppure ''Basilica di...'', ''Cattedrale di...'' o ''Cattedrale metropolitana di...'', non ''Basilica Cattedrale Primaziale Metropolitana Santuario Protoecclesia di...''. Sono altresì bandite le abbreviazioni (come ad esempio ''S.'' al posto di ''Santo/Santa/Sacro'').
Se in un edificio ci sono più organi, vanno tutti nella stessa pagina. Le singole pagine non sono per organo, ma per edificio.
=== Delle tabelle riassuntive ===
Le tabelle riassuntive a inizio pagina, seguono questo schema:
* '''Costruttore:''' [nome e] cognome del costruttore/ditta costruttrice con, in caso, tra parentesi e in corsivo, il numero d'opera
* '''Anno:''' anno di costruzione (in caso, in nota, data dell'inaugurazione)
* '''Restauri/modifiche:''' elenco: nome di chi ha fatto il restauro e, tra parentesi, anno e tipologia di intervento
* '''Registri:''' numero dei registri (in caso di registri spezzati, ciascuno vale 1 e non 1/2)
* '''Canne:''' numero di canne
* '''Trasmissione:''' meccanica/pneumatico-tubolare/elettrica/elettronica/ecc. nel caso di mista, si scrive mista e poi si specifica tra parentesi
* '''Consolle:''' tipologia della consolle (a finestra, mobile/fissa indipendente, appoggiata, rivolta, ecc.) e posizione (al centro del coro, al centro della parete anteriore della cassa, su apposita cantoria, ecc.)
* '''Tastiere:''' n° di tastiere e di note ed estensione tra parentesi
* '''Pedaliera:''' tipologia di pedaliera (a leggio, dritta, concava, concavo-radiale), n° di note ed estensione tra parentesi
* '''Collocazione:''' n° dei corpi, posizione dei corpi.
Esempio:
* '''Costruttore:''' Pinco Pallino (''Opus 100'')
* '''Anno:''' 2019-2020
* '''Restauri/modifiche:''' Tizio Caio (2102, restauro conservativo), Sempronio (2156, modifiche e ampliamento)
* '''Registri:''' 36
* '''Canne:''' 3.562
* '''Trasmissione:''' mista (meccanica per i manuali e il pedale, elettronica per i registri)
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 3 di 56 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 30 note (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' in due corpi contrapposti, sulla cantoria in controfacciata
Nel caso di ottave scavezze:
* '''Tastiera:''' 1 di 50 note con prima ottava scavezza (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>5</small>'', Bassi/Soprani ''Do#<small>3</small>''/''Re<small>3</small>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note con prima ottava scavezza (''Do<small>1</small>''-''Sol#<small>2</small>''), priva di registri propri e costantemente unita al manuale
Non sono ammesse abbreviazioni, come ad esempio i nomi degli organari.
=== Delle disposizioni foniche ===
* I nomi delle divisioni vengono scritti nel seguente modo: '''I - ''Grand'Organo'''''; quello del pedale così: '''Pedale''';
* il nome della seconda o terza tastiera si riporta semplicemente, dopo il numero ordinale romano, come '''''Espressivo''''' e non come Recitativo, essendo un'impropria italianizzazione del francese ''Récit'';
* nel caso di aggettivi dopo il nome del manuale, essi sono riportati con la prima lettera minuscola (ad esempio: '''VI - ''Organo antico aperto''''');
* qualora i registri, sulla consolle, siano raggruppati per Concerto e Ripieno (ad esempio come avviene per la maggior parte degli organi ottocenteschi italiani), si segua questo schema ([[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Toscana/Provincia di Siena/Montalcino/Montisi - Chiesa delle Sante Flora e Lucilla|qui un esempio]]) e, nel caso di più manuali, si premetta sempre il numero e il nome (ad esempio: '''I - Organo eco ''Concerto''''');
* all'interno di ogni divisione vi sono due colonne, divise da doppia stanghetta verticale (<code><nowiki>||</nowiki></code>), che rispettivamente, da sinistra a destra, sono: 1) nome del registro con eventualmente indicato il numero di file, 2) altezza del registro in piedi con eventualmente specificata l'appartenenza ai soli Bassi o ai soli Soprani (esempio: <code><nowiki>Ripieno 5 file || 2' Soprani</nowiki></code>);
* tutti i nomi registri sono scritti con la prima lettera maiuscola, mentre le parole seguenti devono iniziare con la minuscola (ad esempio: ''Ripieno acuto 5 file'' e '''non''' ''Ripieno Acuto 5 File''), ad eccezione delle disposizioni in tedesco o nelle lingue che richiedono la maiuscola anche per tutti i sostantivi - nel caso non sia possibile reperire l'altezza in piedi delle mutazioni composte, si sposta il numero di file nel campo dell'altezza in piedi (esempio: <code><nowiki>Ripieno || 5 file</nowiki></code>);
* le mutazioni sono scritte con il numero intero separato da quello frazionario tramite un punto, così: ''5.1/3<nowiki>'</nowiki>''; qualora l'altezza sia solo frazionaria, si omette lo ''0.'' iniziale, così: ''1/4<nowiki>'</nowiki>'' e '''non''' ''0.1/4<nowiki>'</nowiki>'';
* nel caso di mutazioni composte, l'altezza in piedi è riportata solo relativamente alla prima fila, ad eccezione di quelle a due file (per non occupare troppo spazio) - qualora le altezze delle file successive presentino delle anomalie, si inseriscono in nota.
* i registri ad ancia sono scritti in rosso quando sono riportati così sulla consolle;
* non si inserisce il numero ordinale davanti a ciascun registro;
* non si riportano le unioni e gli accoppiamenti, né gli annullatori;
* il Tremolo si riporta all'interno di ciascuna divisione;
* gli accessori (ad esempio: Uccelliera, Zampogna ecc.) si riportano nel seguente modo prima della disposizione fonica: '''Accessori''': ''Uccelliera''; ''Zampogna'';
* non sono ammesse abbreviazioni.
Quindi, in poche parole, questa disposizione '''non''' va bene (mettiamo che sulla consolle i registri ad ancia siano scritti '''in nero'''):
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Prima tastiera - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|Ripieno Acuto 3 File || 0.1/2'
|-
|Flauto a Camino || 8'
|-
|Sesquialtera 2 File || 2.2/3'-1.3/5'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8' bassi</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8' soprani</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Seconda tastiera - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola di Gamba || 8'
|-
|Flauto a Cuspide || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ottavino || 2'
|-
|Decimino || 1.1/3'
|-
|Pienino 3 File || 1'-0.2/3'-0.1/2'
|-
|Voce Celeste 2 File || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba Armonica</span> ||<span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Trombone</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba Bassa</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
|}
Questa, invece, va bene:
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|Ripieno acuto 3 file || 1/2'
|-
|Flauto a camino || 8'
|-
|Sesquialtera 2 file || 2.2/3'-1.3/5'
|-
|Tromba || 8' Bassi
|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola di gamba || 8'
|-
|Flauto a cuspide || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ottavino || 2'
|-
|Decimino || 1.3/5'
|-
|Pienino 3 file || 1'
|-
|Voce celeste 2 file || 8'
|-
|Tromba armonica || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Trombone || 16'
|-
|Tromba bassa || 8'
|-
|}
|}
== Libri correlati ==
* {{libro|Organo a canne}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne| ]]
[[Categoria:Musica]]
[[Categoria:Dewey 786]]
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2026-04-06T22:37:03Z
VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Le disposizioni foniche attualmente presenti in questo libro sono '''4907'''.
== Per il lettore ==
Ciascun organo a canne è uno strumento a sé, con una propria dignità indissolubilmente legata alla sua unicità. Non troveremo mai un organo uguale ad un altro, neppure nei rarissimi casi di strumenti costruiti in serie: avranno sempre qualcosa che li distinguerà fra di loro.
Come poter, dunque, descrivere uno strumento unico, in maniera tale che, senza suonarlo o ascoltarlo, sia possibile capire come è fatto? Grazie alla sua disposizione fonica: essa è l'elenco dei registri che compongono lo strumento, riportati in base alla loro appartenenza alle varie "divisioni" (manuale/i ed eventualmente pedale). Pertanto si tratta di un elemento fondamentale, l'unica vera grande ed esaustiva descrizione dello strumento, dal momento che un organo si differenzia da un altro fondamentalmente per i registri che ha.
Questo wikilibro si prefigge il compito di racchiudere al suo interno le disposizioni foniche di organi del presente e del passato, raggruppate in base alla loro collocazione all'interno di edifici che, per sviluppi culturali ed esigenze liturgiche, sono per la maggior parte destinati al culto.
La presente opera si rivolge, dunque, non solo allo studioso di organaria ed organologia, ma anche al curioso che vuol sapere come è fatto l'organo della chiesa tot, all'appassionato, all'organista che ha l'esigenza di conoscere le caratteristiche di un tal organo, a chiunque, in poche parole, sia interessato all'argomento.
== Per il contributore ==
Chiunque voglia contribuire all'edificazione del presente wikilibro, è il benvenuto, ed è pregato di seguire, per amor di uniformità, lo schema che può vedere nelle pagine già presenti.
Sono tuttavia doverose alcune raccomandazioni tecniche.
Una volta inserite una o più disposizioni foniche, il contributore è pregato di aggiornare il numero all'inizio di questa pagina.
=== Dei titoli ===
I titoli delle singole pagine seguono sempre questo schema:
Stato/Regione (o altra divisione amministrativa analoga)/Provincia (o altra divisione amministrativa analoga)/Comune/Località (che può essere anche il comune stesso, comunque si ripete) - Edificio
Ad esempio:
Italia/Lombardia/Città metropolitana di Milano/Milano/Milano - Cattedrale di Santa Maria Nascente
Nei nomi delle chiese, si scrive solo: ''Chiesa di...'', oppure ''Santuario di...'', oppure ''Basilica di...'', ''Cattedrale di...'' o ''Cattedrale metropolitana di...'', non ''Basilica Cattedrale Primaziale Metropolitana Santuario Protoecclesia di...''. Sono altresì bandite le abbreviazioni (come ad esempio ''S.'' al posto di ''Santo/Santa/Sacro'').
Se in un edificio ci sono più organi, vanno tutti nella stessa pagina. Le singole pagine non sono per organo, ma per edificio.
=== Delle tabelle riassuntive ===
Le tabelle riassuntive a inizio pagina, seguono questo schema:
* '''Costruttore:''' [nome e] cognome del costruttore/ditta costruttrice con, in caso, tra parentesi e in corsivo, il numero d'opera
* '''Anno:''' anno di costruzione (in caso, in nota, data dell'inaugurazione)
* '''Restauri/modifiche:''' elenco: nome di chi ha fatto il restauro e, tra parentesi, anno e tipologia di intervento
* '''Registri:''' numero dei registri (in caso di registri spezzati, ciascuno vale 1 e non 1/2)
* '''Canne:''' numero di canne
* '''Trasmissione:''' meccanica/pneumatico-tubolare/elettrica/elettronica/ecc. nel caso di mista, si scrive mista e poi si specifica tra parentesi
* '''Consolle:''' tipologia della consolle (a finestra, mobile/fissa indipendente, appoggiata, rivolta, ecc.) e posizione (al centro del coro, al centro della parete anteriore della cassa, su apposita cantoria, ecc.)
* '''Tastiere:''' n° di tastiere e di note ed estensione tra parentesi
* '''Pedaliera:''' tipologia di pedaliera (a leggio, dritta, concava, concavo-radiale), n° di note ed estensione tra parentesi
* '''Collocazione:''' n° dei corpi, posizione dei corpi.
Esempio:
* '''Costruttore:''' Pinco Pallino (''Opus 100'')
* '''Anno:''' 2019-2020
* '''Restauri/modifiche:''' Tizio Caio (2102, restauro conservativo), Sempronio (2156, modifiche e ampliamento)
* '''Registri:''' 36
* '''Canne:''' 3.562
* '''Trasmissione:''' mista (meccanica per i manuali e il pedale, elettronica per i registri)
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 3 di 56 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 30 note (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' in due corpi contrapposti, sulla cantoria in controfacciata
Nel caso di ottave scavezze:
* '''Tastiera:''' 1 di 50 note con prima ottava scavezza (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>5</small>'', Bassi/Soprani ''Do#<small>3</small>''/''Re<small>3</small>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note con prima ottava scavezza (''Do<small>1</small>''-''Sol#<small>2</small>''), priva di registri propri e costantemente unita al manuale
Non sono ammesse abbreviazioni, come ad esempio i nomi degli organari.
=== Delle disposizioni foniche ===
* I nomi delle divisioni vengono scritti nel seguente modo: '''I - ''Grand'Organo'''''; quello del pedale così: '''Pedale''';
* il nome della seconda o terza tastiera si riporta semplicemente, dopo il numero ordinale romano, come '''''Espressivo''''' e non come Recitativo, essendo un'impropria italianizzazione del francese ''Récit'';
* nel caso di aggettivi dopo il nome del manuale, essi sono riportati con la prima lettera minuscola (ad esempio: '''VI - ''Organo antico aperto''''');
* qualora i registri, sulla consolle, siano raggruppati per Concerto e Ripieno (ad esempio come avviene per la maggior parte degli organi ottocenteschi italiani), si segua questo schema ([[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Toscana/Provincia di Siena/Montalcino/Montisi - Chiesa delle Sante Flora e Lucilla|qui un esempio]]) e, nel caso di più manuali, si premetta sempre il numero e il nome (ad esempio: '''I - Organo eco ''Concerto''''');
* all'interno di ogni divisione vi sono due colonne, divise da doppia stanghetta verticale (<code><nowiki>||</nowiki></code>), che rispettivamente, da sinistra a destra, sono: 1) nome del registro con eventualmente indicato il numero di file, 2) altezza del registro in piedi con eventualmente specificata l'appartenenza ai soli Bassi o ai soli Soprani (esempio: <code><nowiki>Ripieno 5 file || 2' Soprani</nowiki></code>);
* tutti i nomi registri sono scritti con la prima lettera maiuscola, mentre le parole seguenti devono iniziare con la minuscola (ad esempio: ''Ripieno acuto 5 file'' e '''non''' ''Ripieno Acuto 5 File''), ad eccezione delle disposizioni in tedesco o nelle lingue che richiedono la maiuscola anche per tutti i sostantivi - nel caso non sia possibile reperire l'altezza in piedi delle mutazioni composte, si sposta il numero di file nel campo dell'altezza in piedi (esempio: <code><nowiki>Ripieno || 5 file</nowiki></code>);
* le mutazioni sono scritte con il numero intero separato da quello frazionario tramite un punto, così: ''5.1/3<nowiki>'</nowiki>''; qualora l'altezza sia solo frazionaria, si omette lo ''0.'' iniziale, così: ''1/4<nowiki>'</nowiki>'' e '''non''' ''0.1/4<nowiki>'</nowiki>'';
* nel caso di mutazioni composte, l'altezza in piedi è riportata solo relativamente alla prima fila, ad eccezione di quelle a due file (per non occupare troppo spazio) - qualora le altezze delle file successive presentino delle anomalie, si inseriscono in nota.
* i registri ad ancia sono scritti in rosso quando sono riportati così sulla consolle;
* non si inserisce il numero ordinale davanti a ciascun registro;
* non si riportano le unioni e gli accoppiamenti, né gli annullatori;
* il Tremolo si riporta all'interno di ciascuna divisione;
* gli accessori (ad esempio: Uccelliera, Zampogna ecc.) si riportano nel seguente modo prima della disposizione fonica: '''Accessori''': ''Uccelliera''; ''Zampogna'';
* non sono ammesse abbreviazioni.
Quindi, in poche parole, questa disposizione '''non''' va bene (mettiamo che sulla consolle i registri ad ancia siano scritti '''in nero'''):
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Prima tastiera - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|Ripieno Acuto 3 File || 0.1/2'
|-
|Flauto a Camino || 8'
|-
|Sesquialtera 2 File || 2.2/3'-1.3/5'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8' bassi</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8' soprani</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Seconda tastiera - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola di Gamba || 8'
|-
|Flauto a Cuspide || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ottavino || 2'
|-
|Decimino || 1.1/3'
|-
|Pienino 3 File || 1'-0.2/3'-0.1/2'
|-
|Voce Celeste 2 File || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba Armonica</span> ||<span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Trombone</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba Bassa</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
|}
Questa, invece, va bene:
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|Ripieno acuto 3 file || 1/2'
|-
|Flauto a camino || 8'
|-
|Sesquialtera 2 file || 2.2/3'-1.3/5'
|-
|Tromba || 8' Bassi
|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola di gamba || 8'
|-
|Flauto a cuspide || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ottavino || 2'
|-
|Decimino || 1.3/5'
|-
|Pienino 3 file || 1'
|-
|Voce celeste 2 file || 8'
|-
|Tromba armonica || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Trombone || 16'
|-
|Tromba bassa || 8'
|-
|}
|}
== Libri correlati ==
* {{libro|Organo a canne}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne| ]]
[[Categoria:Musica]]
[[Categoria:Dewey 786]]
{{alfabetico|D}}
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Le disposizioni foniche attualmente presenti in questo libro sono '''4908'''.
== Per il lettore ==
Ciascun organo a canne è uno strumento a sé, con una propria dignità indissolubilmente legata alla sua unicità. Non troveremo mai un organo uguale ad un altro, neppure nei rarissimi casi di strumenti costruiti in serie: avranno sempre qualcosa che li distinguerà fra di loro.
Come poter, dunque, descrivere uno strumento unico, in maniera tale che, senza suonarlo o ascoltarlo, sia possibile capire come è fatto? Grazie alla sua disposizione fonica: essa è l'elenco dei registri che compongono lo strumento, riportati in base alla loro appartenenza alle varie "divisioni" (manuale/i ed eventualmente pedale). Pertanto si tratta di un elemento fondamentale, l'unica vera grande ed esaustiva descrizione dello strumento, dal momento che un organo si differenzia da un altro fondamentalmente per i registri che ha.
Questo wikilibro si prefigge il compito di racchiudere al suo interno le disposizioni foniche di organi del presente e del passato, raggruppate in base alla loro collocazione all'interno di edifici che, per sviluppi culturali ed esigenze liturgiche, sono per la maggior parte destinati al culto.
La presente opera si rivolge, dunque, non solo allo studioso di organaria ed organologia, ma anche al curioso che vuol sapere come è fatto l'organo della chiesa tot, all'appassionato, all'organista che ha l'esigenza di conoscere le caratteristiche di un tal organo, a chiunque, in poche parole, sia interessato all'argomento.
== Per il contributore ==
Chiunque voglia contribuire all'edificazione del presente wikilibro, è il benvenuto, ed è pregato di seguire, per amor di uniformità, lo schema che può vedere nelle pagine già presenti.
Sono tuttavia doverose alcune raccomandazioni tecniche.
Una volta inserite una o più disposizioni foniche, il contributore è pregato di aggiornare il numero all'inizio di questa pagina.
=== Dei titoli ===
I titoli delle singole pagine seguono sempre questo schema:
Stato/Regione (o altra divisione amministrativa analoga)/Provincia (o altra divisione amministrativa analoga)/Comune/Località (che può essere anche il comune stesso, comunque si ripete) - Edificio
Ad esempio:
Italia/Lombardia/Città metropolitana di Milano/Milano/Milano - Cattedrale di Santa Maria Nascente
Nei nomi delle chiese, si scrive solo: ''Chiesa di...'', oppure ''Santuario di...'', oppure ''Basilica di...'', ''Cattedrale di...'' o ''Cattedrale metropolitana di...'', non ''Basilica Cattedrale Primaziale Metropolitana Santuario Protoecclesia di...''. Sono altresì bandite le abbreviazioni (come ad esempio ''S.'' al posto di ''Santo/Santa/Sacro'').
Se in un edificio ci sono più organi, vanno tutti nella stessa pagina. Le singole pagine non sono per organo, ma per edificio.
=== Delle tabelle riassuntive ===
Le tabelle riassuntive a inizio pagina, seguono questo schema:
* '''Costruttore:''' [nome e] cognome del costruttore/ditta costruttrice con, in caso, tra parentesi e in corsivo, il numero d'opera
* '''Anno:''' anno di costruzione (in caso, in nota, data dell'inaugurazione)
* '''Restauri/modifiche:''' elenco: nome di chi ha fatto il restauro e, tra parentesi, anno e tipologia di intervento
* '''Registri:''' numero dei registri (in caso di registri spezzati, ciascuno vale 1 e non 1/2)
* '''Canne:''' numero di canne
* '''Trasmissione:''' meccanica/pneumatico-tubolare/elettrica/elettronica/ecc. nel caso di mista, si scrive mista e poi si specifica tra parentesi
* '''Consolle:''' tipologia della consolle (a finestra, mobile/fissa indipendente, appoggiata, rivolta, ecc.) e posizione (al centro del coro, al centro della parete anteriore della cassa, su apposita cantoria, ecc.)
* '''Tastiere:''' n° di tastiere e di note ed estensione tra parentesi
* '''Pedaliera:''' tipologia di pedaliera (a leggio, dritta, concava, concavo-radiale), n° di note ed estensione tra parentesi
* '''Collocazione:''' n° dei corpi, posizione dei corpi.
Esempio:
* '''Costruttore:''' Pinco Pallino (''Opus 100'')
* '''Anno:''' 2019-2020
* '''Restauri/modifiche:''' Tizio Caio (2102, restauro conservativo), Sempronio (2156, modifiche e ampliamento)
* '''Registri:''' 36
* '''Canne:''' 3.562
* '''Trasmissione:''' mista (meccanica per i manuali e il pedale, elettronica per i registri)
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 3 di 56 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 30 note (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' in due corpi contrapposti, sulla cantoria in controfacciata
Nel caso di ottave scavezze:
* '''Tastiera:''' 1 di 50 note con prima ottava scavezza (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>5</small>'', Bassi/Soprani ''Do#<small>3</small>''/''Re<small>3</small>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note con prima ottava scavezza (''Do<small>1</small>''-''Sol#<small>2</small>''), priva di registri propri e costantemente unita al manuale
Non sono ammesse abbreviazioni, come ad esempio i nomi degli organari.
=== Delle disposizioni foniche ===
* I nomi delle divisioni vengono scritti nel seguente modo: '''I - ''Grand'Organo'''''; quello del pedale così: '''Pedale''';
* il nome della seconda o terza tastiera si riporta semplicemente, dopo il numero ordinale romano, come '''''Espressivo''''' e non come Recitativo, essendo un'impropria italianizzazione del francese ''Récit'';
* nel caso di aggettivi dopo il nome del manuale, essi sono riportati con la prima lettera minuscola (ad esempio: '''VI - ''Organo antico aperto''''');
* qualora i registri, sulla consolle, siano raggruppati per Concerto e Ripieno (ad esempio come avviene per la maggior parte degli organi ottocenteschi italiani), si segua questo schema ([[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Toscana/Provincia di Siena/Montalcino/Montisi - Chiesa delle Sante Flora e Lucilla|qui un esempio]]) e, nel caso di più manuali, si premetta sempre il numero e il nome (ad esempio: '''I - Organo eco ''Concerto''''');
* all'interno di ogni divisione vi sono due colonne, divise da doppia stanghetta verticale (<code><nowiki>||</nowiki></code>), che rispettivamente, da sinistra a destra, sono: 1) nome del registro con eventualmente indicato il numero di file, 2) altezza del registro in piedi con eventualmente specificata l'appartenenza ai soli Bassi o ai soli Soprani (esempio: <code><nowiki>Ripieno 5 file || 2' Soprani</nowiki></code>);
* tutti i nomi registri sono scritti con la prima lettera maiuscola, mentre le parole seguenti devono iniziare con la minuscola (ad esempio: ''Ripieno acuto 5 file'' e '''non''' ''Ripieno Acuto 5 File''), ad eccezione delle disposizioni in tedesco o nelle lingue che richiedono la maiuscola anche per tutti i sostantivi - nel caso non sia possibile reperire l'altezza in piedi delle mutazioni composte, si sposta il numero di file nel campo dell'altezza in piedi (esempio: <code><nowiki>Ripieno || 5 file</nowiki></code>);
* le mutazioni sono scritte con il numero intero separato da quello frazionario tramite un punto, così: ''5.1/3<nowiki>'</nowiki>''; qualora l'altezza sia solo frazionaria, si omette lo ''0.'' iniziale, così: ''1/4<nowiki>'</nowiki>'' e '''non''' ''0.1/4<nowiki>'</nowiki>'';
* nel caso di mutazioni composte, l'altezza in piedi è riportata solo relativamente alla prima fila, ad eccezione di quelle a due file (per non occupare troppo spazio) - qualora le altezze delle file successive presentino delle anomalie, si inseriscono in nota.
* i registri ad ancia sono scritti in rosso quando sono riportati così sulla consolle;
* non si inserisce il numero ordinale davanti a ciascun registro;
* non si riportano le unioni e gli accoppiamenti, né gli annullatori;
* il Tremolo si riporta all'interno di ciascuna divisione;
* gli accessori (ad esempio: Uccelliera, Zampogna ecc.) si riportano nel seguente modo prima della disposizione fonica: '''Accessori''': ''Uccelliera''; ''Zampogna'';
* non sono ammesse abbreviazioni.
Quindi, in poche parole, questa disposizione '''non''' va bene (mettiamo che sulla consolle i registri ad ancia siano scritti '''in nero'''):
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Prima tastiera - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|Ripieno Acuto 3 File || 0.1/2'
|-
|Flauto a Camino || 8'
|-
|Sesquialtera 2 File || 2.2/3'-1.3/5'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8' bassi</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8' soprani</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Seconda tastiera - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola di Gamba || 8'
|-
|Flauto a Cuspide || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ottavino || 2'
|-
|Decimino || 1.1/3'
|-
|Pienino 3 File || 1'-0.2/3'-0.1/2'
|-
|Voce Celeste 2 File || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba Armonica</span> ||<span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
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| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Trombone</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba Bassa</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
|}
Questa, invece, va bene:
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{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|Ripieno acuto 3 file || 1/2'
|-
|Flauto a camino || 8'
|-
|Sesquialtera 2 file || 2.2/3'-1.3/5'
|-
|Tromba || 8' Bassi
|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
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| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola di gamba || 8'
|-
|Flauto a cuspide || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ottavino || 2'
|-
|Decimino || 1.3/5'
|-
|Pienino 3 file || 1'
|-
|Voce celeste 2 file || 8'
|-
|Tromba armonica || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Trombone || 16'
|-
|Tromba bassa || 8'
|-
|}
|}
== Libri correlati ==
* {{libro|Organo a canne}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne| ]]
[[Categoria:Musica]]
[[Categoria:Dewey 786]]
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2026-04-06T23:01:52Z
VoceUmana7
51633
491542
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Le disposizioni foniche attualmente presenti in questo libro sono '''4909'''.
== Per il lettore ==
Ciascun organo a canne è uno strumento a sé, con una propria dignità indissolubilmente legata alla sua unicità. Non troveremo mai un organo uguale ad un altro, neppure nei rarissimi casi di strumenti costruiti in serie: avranno sempre qualcosa che li distinguerà fra di loro.
Come poter, dunque, descrivere uno strumento unico, in maniera tale che, senza suonarlo o ascoltarlo, sia possibile capire come è fatto? Grazie alla sua disposizione fonica: essa è l'elenco dei registri che compongono lo strumento, riportati in base alla loro appartenenza alle varie "divisioni" (manuale/i ed eventualmente pedale). Pertanto si tratta di un elemento fondamentale, l'unica vera grande ed esaustiva descrizione dello strumento, dal momento che un organo si differenzia da un altro fondamentalmente per i registri che ha.
Questo wikilibro si prefigge il compito di racchiudere al suo interno le disposizioni foniche di organi del presente e del passato, raggruppate in base alla loro collocazione all'interno di edifici che, per sviluppi culturali ed esigenze liturgiche, sono per la maggior parte destinati al culto.
La presente opera si rivolge, dunque, non solo allo studioso di organaria ed organologia, ma anche al curioso che vuol sapere come è fatto l'organo della chiesa tot, all'appassionato, all'organista che ha l'esigenza di conoscere le caratteristiche di un tal organo, a chiunque, in poche parole, sia interessato all'argomento.
== Per il contributore ==
Chiunque voglia contribuire all'edificazione del presente wikilibro, è il benvenuto, ed è pregato di seguire, per amor di uniformità, lo schema che può vedere nelle pagine già presenti.
Sono tuttavia doverose alcune raccomandazioni tecniche.
Una volta inserite una o più disposizioni foniche, il contributore è pregato di aggiornare il numero all'inizio di questa pagina.
=== Dei titoli ===
I titoli delle singole pagine seguono sempre questo schema:
Stato/Regione (o altra divisione amministrativa analoga)/Provincia (o altra divisione amministrativa analoga)/Comune/Località (che può essere anche il comune stesso, comunque si ripete) - Edificio
Ad esempio:
Italia/Lombardia/Città metropolitana di Milano/Milano/Milano - Cattedrale di Santa Maria Nascente
Nei nomi delle chiese, si scrive solo: ''Chiesa di...'', oppure ''Santuario di...'', oppure ''Basilica di...'', ''Cattedrale di...'' o ''Cattedrale metropolitana di...'', non ''Basilica Cattedrale Primaziale Metropolitana Santuario Protoecclesia di...''. Sono altresì bandite le abbreviazioni (come ad esempio ''S.'' al posto di ''Santo/Santa/Sacro'').
Se in un edificio ci sono più organi, vanno tutti nella stessa pagina. Le singole pagine non sono per organo, ma per edificio.
=== Delle tabelle riassuntive ===
Le tabelle riassuntive a inizio pagina, seguono questo schema:
* '''Costruttore:''' [nome e] cognome del costruttore/ditta costruttrice con, in caso, tra parentesi e in corsivo, il numero d'opera
* '''Anno:''' anno di costruzione (in caso, in nota, data dell'inaugurazione)
* '''Restauri/modifiche:''' elenco: nome di chi ha fatto il restauro e, tra parentesi, anno e tipologia di intervento
* '''Registri:''' numero dei registri (in caso di registri spezzati, ciascuno vale 1 e non 1/2)
* '''Canne:''' numero di canne
* '''Trasmissione:''' meccanica/pneumatico-tubolare/elettrica/elettronica/ecc. nel caso di mista, si scrive mista e poi si specifica tra parentesi
* '''Consolle:''' tipologia della consolle (a finestra, mobile/fissa indipendente, appoggiata, rivolta, ecc.) e posizione (al centro del coro, al centro della parete anteriore della cassa, su apposita cantoria, ecc.)
* '''Tastiere:''' n° di tastiere e di note ed estensione tra parentesi
* '''Pedaliera:''' tipologia di pedaliera (a leggio, dritta, concava, concavo-radiale), n° di note ed estensione tra parentesi
* '''Collocazione:''' n° dei corpi, posizione dei corpi.
Esempio:
* '''Costruttore:''' Pinco Pallino (''Opus 100'')
* '''Anno:''' 2019-2020
* '''Restauri/modifiche:''' Tizio Caio (2102, restauro conservativo), Sempronio (2156, modifiche e ampliamento)
* '''Registri:''' 36
* '''Canne:''' 3.562
* '''Trasmissione:''' mista (meccanica per i manuali e il pedale, elettronica per i registri)
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 3 di 56 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 30 note (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' in due corpi contrapposti, sulla cantoria in controfacciata
Nel caso di ottave scavezze:
* '''Tastiera:''' 1 di 50 note con prima ottava scavezza (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>5</small>'', Bassi/Soprani ''Do#<small>3</small>''/''Re<small>3</small>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note con prima ottava scavezza (''Do<small>1</small>''-''Sol#<small>2</small>''), priva di registri propri e costantemente unita al manuale
Non sono ammesse abbreviazioni, come ad esempio i nomi degli organari.
=== Delle disposizioni foniche ===
* I nomi delle divisioni vengono scritti nel seguente modo: '''I - ''Grand'Organo'''''; quello del pedale così: '''Pedale''';
* il nome della seconda o terza tastiera si riporta semplicemente, dopo il numero ordinale romano, come '''''Espressivo''''' e non come Recitativo, essendo un'impropria italianizzazione del francese ''Récit'';
* nel caso di aggettivi dopo il nome del manuale, essi sono riportati con la prima lettera minuscola (ad esempio: '''VI - ''Organo antico aperto''''');
* qualora i registri, sulla consolle, siano raggruppati per Concerto e Ripieno (ad esempio come avviene per la maggior parte degli organi ottocenteschi italiani), si segua questo schema ([[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Toscana/Provincia di Siena/Montalcino/Montisi - Chiesa delle Sante Flora e Lucilla|qui un esempio]]) e, nel caso di più manuali, si premetta sempre il numero e il nome (ad esempio: '''I - Organo eco ''Concerto''''');
* all'interno di ogni divisione vi sono due colonne, divise da doppia stanghetta verticale (<code><nowiki>||</nowiki></code>), che rispettivamente, da sinistra a destra, sono: 1) nome del registro con eventualmente indicato il numero di file, 2) altezza del registro in piedi con eventualmente specificata l'appartenenza ai soli Bassi o ai soli Soprani (esempio: <code><nowiki>Ripieno 5 file || 2' Soprani</nowiki></code>);
* tutti i nomi registri sono scritti con la prima lettera maiuscola, mentre le parole seguenti devono iniziare con la minuscola (ad esempio: ''Ripieno acuto 5 file'' e '''non''' ''Ripieno Acuto 5 File''), ad eccezione delle disposizioni in tedesco o nelle lingue che richiedono la maiuscola anche per tutti i sostantivi - nel caso non sia possibile reperire l'altezza in piedi delle mutazioni composte, si sposta il numero di file nel campo dell'altezza in piedi (esempio: <code><nowiki>Ripieno || 5 file</nowiki></code>);
* le mutazioni sono scritte con il numero intero separato da quello frazionario tramite un punto, così: ''5.1/3<nowiki>'</nowiki>''; qualora l'altezza sia solo frazionaria, si omette lo ''0.'' iniziale, così: ''1/4<nowiki>'</nowiki>'' e '''non''' ''0.1/4<nowiki>'</nowiki>'';
* nel caso di mutazioni composte, l'altezza in piedi è riportata solo relativamente alla prima fila, ad eccezione di quelle a due file (per non occupare troppo spazio) - qualora le altezze delle file successive presentino delle anomalie, si inseriscono in nota.
* i registri ad ancia sono scritti in rosso quando sono riportati così sulla consolle;
* non si inserisce il numero ordinale davanti a ciascun registro;
* non si riportano le unioni e gli accoppiamenti, né gli annullatori;
* il Tremolo si riporta all'interno di ciascuna divisione;
* gli accessori (ad esempio: Uccelliera, Zampogna ecc.) si riportano nel seguente modo prima della disposizione fonica: '''Accessori''': ''Uccelliera''; ''Zampogna'';
* non sono ammesse abbreviazioni.
Quindi, in poche parole, questa disposizione '''non''' va bene (mettiamo che sulla consolle i registri ad ancia siano scritti '''in nero'''):
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| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Prima tastiera - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|Ripieno Acuto 3 File || 0.1/2'
|-
|Flauto a Camino || 8'
|-
|Sesquialtera 2 File || 2.2/3'-1.3/5'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8' bassi</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8' soprani</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Seconda tastiera - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola di Gamba || 8'
|-
|Flauto a Cuspide || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ottavino || 2'
|-
|Decimino || 1.1/3'
|-
|Pienino 3 File || 1'-0.2/3'-0.1/2'
|-
|Voce Celeste 2 File || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba Armonica</span> ||<span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Trombone</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba Bassa</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
|}
Questa, invece, va bene:
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|Ripieno acuto 3 file || 1/2'
|-
|Flauto a camino || 8'
|-
|Sesquialtera 2 file || 2.2/3'-1.3/5'
|-
|Tromba || 8' Bassi
|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola di gamba || 8'
|-
|Flauto a cuspide || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ottavino || 2'
|-
|Decimino || 1.3/5'
|-
|Pienino 3 file || 1'
|-
|Voce celeste 2 file || 8'
|-
|Tromba armonica || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Trombone || 16'
|-
|Tromba bassa || 8'
|-
|}
|}
== Libri correlati ==
* {{libro|Organo a canne}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne| ]]
[[Categoria:Musica]]
[[Categoria:Dewey 786]]
{{alfabetico|D}}
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2026-04-06T23:16:54Z
VoceUmana7
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491547
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Le disposizioni foniche attualmente presenti in questo libro sono '''4910'''.
== Per il lettore ==
Ciascun organo a canne è uno strumento a sé, con una propria dignità indissolubilmente legata alla sua unicità. Non troveremo mai un organo uguale ad un altro, neppure nei rarissimi casi di strumenti costruiti in serie: avranno sempre qualcosa che li distinguerà fra di loro.
Come poter, dunque, descrivere uno strumento unico, in maniera tale che, senza suonarlo o ascoltarlo, sia possibile capire come è fatto? Grazie alla sua disposizione fonica: essa è l'elenco dei registri che compongono lo strumento, riportati in base alla loro appartenenza alle varie "divisioni" (manuale/i ed eventualmente pedale). Pertanto si tratta di un elemento fondamentale, l'unica vera grande ed esaustiva descrizione dello strumento, dal momento che un organo si differenzia da un altro fondamentalmente per i registri che ha.
Questo wikilibro si prefigge il compito di racchiudere al suo interno le disposizioni foniche di organi del presente e del passato, raggruppate in base alla loro collocazione all'interno di edifici che, per sviluppi culturali ed esigenze liturgiche, sono per la maggior parte destinati al culto.
La presente opera si rivolge, dunque, non solo allo studioso di organaria ed organologia, ma anche al curioso che vuol sapere come è fatto l'organo della chiesa tot, all'appassionato, all'organista che ha l'esigenza di conoscere le caratteristiche di un tal organo, a chiunque, in poche parole, sia interessato all'argomento.
== Per il contributore ==
Chiunque voglia contribuire all'edificazione del presente wikilibro, è il benvenuto, ed è pregato di seguire, per amor di uniformità, lo schema che può vedere nelle pagine già presenti.
Sono tuttavia doverose alcune raccomandazioni tecniche.
Una volta inserite una o più disposizioni foniche, il contributore è pregato di aggiornare il numero all'inizio di questa pagina.
=== Dei titoli ===
I titoli delle singole pagine seguono sempre questo schema:
Stato/Regione (o altra divisione amministrativa analoga)/Provincia (o altra divisione amministrativa analoga)/Comune/Località (che può essere anche il comune stesso, comunque si ripete) - Edificio
Ad esempio:
Italia/Lombardia/Città metropolitana di Milano/Milano/Milano - Cattedrale di Santa Maria Nascente
Nei nomi delle chiese, si scrive solo: ''Chiesa di...'', oppure ''Santuario di...'', oppure ''Basilica di...'', ''Cattedrale di...'' o ''Cattedrale metropolitana di...'', non ''Basilica Cattedrale Primaziale Metropolitana Santuario Protoecclesia di...''. Sono altresì bandite le abbreviazioni (come ad esempio ''S.'' al posto di ''Santo/Santa/Sacro'').
Se in un edificio ci sono più organi, vanno tutti nella stessa pagina. Le singole pagine non sono per organo, ma per edificio.
=== Delle tabelle riassuntive ===
Le tabelle riassuntive a inizio pagina, seguono questo schema:
* '''Costruttore:''' [nome e] cognome del costruttore/ditta costruttrice con, in caso, tra parentesi e in corsivo, il numero d'opera
* '''Anno:''' anno di costruzione (in caso, in nota, data dell'inaugurazione)
* '''Restauri/modifiche:''' elenco: nome di chi ha fatto il restauro e, tra parentesi, anno e tipologia di intervento
* '''Registri:''' numero dei registri (in caso di registri spezzati, ciascuno vale 1 e non 1/2)
* '''Canne:''' numero di canne
* '''Trasmissione:''' meccanica/pneumatico-tubolare/elettrica/elettronica/ecc. nel caso di mista, si scrive mista e poi si specifica tra parentesi
* '''Consolle:''' tipologia della consolle (a finestra, mobile/fissa indipendente, appoggiata, rivolta, ecc.) e posizione (al centro del coro, al centro della parete anteriore della cassa, su apposita cantoria, ecc.)
* '''Tastiere:''' n° di tastiere e di note ed estensione tra parentesi
* '''Pedaliera:''' tipologia di pedaliera (a leggio, dritta, concava, concavo-radiale), n° di note ed estensione tra parentesi
* '''Collocazione:''' n° dei corpi, posizione dei corpi.
Esempio:
* '''Costruttore:''' Pinco Pallino (''Opus 100'')
* '''Anno:''' 2019-2020
* '''Restauri/modifiche:''' Tizio Caio (2102, restauro conservativo), Sempronio (2156, modifiche e ampliamento)
* '''Registri:''' 36
* '''Canne:''' 3.562
* '''Trasmissione:''' mista (meccanica per i manuali e il pedale, elettronica per i registri)
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 3 di 56 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 30 note (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' in due corpi contrapposti, sulla cantoria in controfacciata
Nel caso di ottave scavezze:
* '''Tastiera:''' 1 di 50 note con prima ottava scavezza (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>5</small>'', Bassi/Soprani ''Do#<small>3</small>''/''Re<small>3</small>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note con prima ottava scavezza (''Do<small>1</small>''-''Sol#<small>2</small>''), priva di registri propri e costantemente unita al manuale
Non sono ammesse abbreviazioni, come ad esempio i nomi degli organari.
=== Delle disposizioni foniche ===
* I nomi delle divisioni vengono scritti nel seguente modo: '''I - ''Grand'Organo'''''; quello del pedale così: '''Pedale''';
* il nome della seconda o terza tastiera si riporta semplicemente, dopo il numero ordinale romano, come '''''Espressivo''''' e non come Recitativo, essendo un'impropria italianizzazione del francese ''Récit'';
* nel caso di aggettivi dopo il nome del manuale, essi sono riportati con la prima lettera minuscola (ad esempio: '''VI - ''Organo antico aperto''''');
* qualora i registri, sulla consolle, siano raggruppati per Concerto e Ripieno (ad esempio come avviene per la maggior parte degli organi ottocenteschi italiani), si segua questo schema ([[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Toscana/Provincia di Siena/Montalcino/Montisi - Chiesa delle Sante Flora e Lucilla|qui un esempio]]) e, nel caso di più manuali, si premetta sempre il numero e il nome (ad esempio: '''I - Organo eco ''Concerto''''');
* all'interno di ogni divisione vi sono due colonne, divise da doppia stanghetta verticale (<code><nowiki>||</nowiki></code>), che rispettivamente, da sinistra a destra, sono: 1) nome del registro con eventualmente indicato il numero di file, 2) altezza del registro in piedi con eventualmente specificata l'appartenenza ai soli Bassi o ai soli Soprani (esempio: <code><nowiki>Ripieno 5 file || 2' Soprani</nowiki></code>);
* tutti i nomi registri sono scritti con la prima lettera maiuscola, mentre le parole seguenti devono iniziare con la minuscola (ad esempio: ''Ripieno acuto 5 file'' e '''non''' ''Ripieno Acuto 5 File''), ad eccezione delle disposizioni in tedesco o nelle lingue che richiedono la maiuscola anche per tutti i sostantivi - nel caso non sia possibile reperire l'altezza in piedi delle mutazioni composte, si sposta il numero di file nel campo dell'altezza in piedi (esempio: <code><nowiki>Ripieno || 5 file</nowiki></code>);
* le mutazioni sono scritte con il numero intero separato da quello frazionario tramite un punto, così: ''5.1/3<nowiki>'</nowiki>''; qualora l'altezza sia solo frazionaria, si omette lo ''0.'' iniziale, così: ''1/4<nowiki>'</nowiki>'' e '''non''' ''0.1/4<nowiki>'</nowiki>'';
* nel caso di mutazioni composte, l'altezza in piedi è riportata solo relativamente alla prima fila, ad eccezione di quelle a due file (per non occupare troppo spazio) - qualora le altezze delle file successive presentino delle anomalie, si inseriscono in nota.
* i registri ad ancia sono scritti in rosso quando sono riportati così sulla consolle;
* non si inserisce il numero ordinale davanti a ciascun registro;
* non si riportano le unioni e gli accoppiamenti, né gli annullatori;
* il Tremolo si riporta all'interno di ciascuna divisione;
* gli accessori (ad esempio: Uccelliera, Zampogna ecc.) si riportano nel seguente modo prima della disposizione fonica: '''Accessori''': ''Uccelliera''; ''Zampogna'';
* non sono ammesse abbreviazioni.
Quindi, in poche parole, questa disposizione '''non''' va bene (mettiamo che sulla consolle i registri ad ancia siano scritti '''in nero'''):
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Prima tastiera - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|Ripieno Acuto 3 File || 0.1/2'
|-
|Flauto a Camino || 8'
|-
|Sesquialtera 2 File || 2.2/3'-1.3/5'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8' bassi</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8' soprani</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Seconda tastiera - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola di Gamba || 8'
|-
|Flauto a Cuspide || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ottavino || 2'
|-
|Decimino || 1.1/3'
|-
|Pienino 3 File || 1'-0.2/3'-0.1/2'
|-
|Voce Celeste 2 File || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba Armonica</span> ||<span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Trombone</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba Bassa</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
|}
Questa, invece, va bene:
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|Ripieno acuto 3 file || 1/2'
|-
|Flauto a camino || 8'
|-
|Sesquialtera 2 file || 2.2/3'-1.3/5'
|-
|Tromba || 8' Bassi
|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola di gamba || 8'
|-
|Flauto a cuspide || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ottavino || 2'
|-
|Decimino || 1.3/5'
|-
|Pienino 3 file || 1'
|-
|Voce celeste 2 file || 8'
|-
|Tromba armonica || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Trombone || 16'
|-
|Tromba bassa || 8'
|-
|}
|}
== Libri correlati ==
* {{libro|Organo a canne}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne| ]]
[[Categoria:Musica]]
[[Categoria:Dewey 786]]
{{alfabetico|D}}
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari
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{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Disposizioni foniche della città metropolitana di Bari raggruppate per comune:
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Bari|Bari]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Acquaviva delle Fonti|Acquaviva delle Fonti]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Adelfia|Adelfia]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Bitonto|Bitonto]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Cassano delle Murge|Cassano delle Murge]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Conversano|Conversano]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Fasano|Fasano]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Gravina in Puglia|Gravina in Puglia]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Modugno|Modugno]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Mola di Bari|Mola di Bari]]
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* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Noci|Noci]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Noci|Noicattaro]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Putignano|Putignano]]
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{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Disposizioni foniche della città metropolitana di Bari raggruppate per comune:
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Bari|Bari]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Acquaviva delle Fonti|Acquaviva delle Fonti]]
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* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Noci|Noci]]
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* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Bari|Bari]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Acquaviva delle Fonti|Acquaviva delle Fonti]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Adelfia|Adelfia]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Bitonto|Bitonto]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Cassano delle Murge|Cassano delle Murge]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Conversano|Conversano]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Fasano|Fasano]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Gravina in Puglia|Gravina in Puglia]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Modugno|Modugno]]
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* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Triggiano|Triggiano]]
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* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Fasano|Fasano]]
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[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche della città metropolitana di Bari raggruppate per comune:
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* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Capurso|Capurso]]
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* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Gravina in Puglia|Gravina in Puglia]]
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[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche della città metropolitana di Bari raggruppate per comune:
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* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Noci|Noci]]
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* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Putignano|Putignano]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Toritto|Toritto]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Triggiano|Triggiano]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Valenzano|Valenzano]]
{{Avanzamento|60%|7 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Provincia di Taranto
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{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
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* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Provincia di Taranto/Manduria|Manduria]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Provincia di Taranto/Massafra|Massafra]]
{{Avanzamento|15%|15 marzo 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Bitonto/Bitonto - Basilica dei Santi Cosma e Damiano
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VoceUmana7
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text/x-wiki
* '''Costruttore:''' Fratelli Ruffatti
* '''Anno:''' 1971
* '''Restauri/modifiche:''' Si
* '''Registri:''' 60
* '''Canne:''' 3590
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nell'abside
* '''Tastiere:''' 3 di 61 note (''Do<small>1</small>''-''Do<small>6</small>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria in controfacciata
* '''Note:''' L' organo versa in uno stato di totale abbandono, parte del materiale fonico sono stati asportati e ammassati in cantoria.
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Positivo aperto'''''
----
|-
|Principalino || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Quintadecima || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimaseconda || 1'
|-
|Cimbalo 3 file || 1/4'
|-
|Sesquialtera 2 file || 2.2/3'
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Piccolo || 2'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Cromorno</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno 4 file || 1.1/3'
|-
|Scharf 4 file || 2/3'
|-
|Flauto a camino || 8'
|-
|Flauto in VIII || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Flauto in XV || 2'
|-
|Cornetta || 1.3/5'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Chiarina</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''III - ''Espressivo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Principalino || 4'
|-
|Ripieno 5 file || 2'
|-
|Quintadena || 16'
|-
|Corno di camoscio || 8'
|-
|Flauto a cupola || 4'
|-
|Flagioletto || 2'
|-
|Salicionale || 8'
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Controfagotto</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Trombina</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Flauto acustico || 32'
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Principale || 16'
|-
|Gran quinta || 10.2/3'
|-
|Principale || 8'
|-
|Principalino || 4'
|-
|Quintadecima || 2'
|-
|Ripieno 6 file || 2.2/3'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Quintadena || 16'
|-
|Flauto conico || 8'
|-
|Quintadena || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Corno di notte || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Controbombarda</span> || <span style="color:#8b0000;">32'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Bombarda</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Controfagotto</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Trombone</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarone</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span>
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{ip|w=Basilica dei Santi Medici|w_preposizione=sulla|w_etichetta=basilica dei Santi Cosma e Damiano a Bitonto}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://ruffatti.com/Bitonto.pdf|titolo=Santuario dei SS. Medici Cosma e Damiano -Bitonto, Italy|editore=ruffatti.com|accesso=28 dicembre 2017}}
{{Avanzamento|100%|28 dicembre 2017}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lazio/Città metropolitana di Roma/Roma/Roma - Chiesa di Santa Prisca
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wikitext
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{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Roma, chiesa di Santa Prisca - Organo a canne.jpg|350px|center]]
* '''Costruttore:''' Tamburini (''Opus 414'')<ref>strumento commissionato dal cardinale titolare di Santa Prisca [[w:Giovanni XXIII|Angelo Giuseppe Roncalli]], progettato ed inaugurato da Fernando Germani.</ref>
* '''Anno:''' 1953-1954
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 28
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nell'aula<ref>originariamente al centro della cantoria.</ref>
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note ciascuna (''Do<small>1</small>''-''Do<small>6</small>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' in due corpi, sopraelevati al di sopra della cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Salicionale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno || 5 file
|-
|Fiffaro || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Salicionale || 8'
|-
|Viola dolce || 8'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Principalino || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Terza || 1.3/5'
|-
|Ripienino || 5 file
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba armonica</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Acustico || 32'
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|}
|}
== Strumenti precedenti ==
=== Organo Filippo Testa (1716) ===
* '''Registri:''' 8
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<small>1</small>''-''Do<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' no
* '''Collocazione:''' in corpo unico (organo positivo)
* '''Accessori:''' ''Tirapieno'' a pomello
* '''Note:''' forse proveniente dalla chiesa di Santa Marta al Collegio Romano, installato nella chiesa dopo il 1870 e trasferito presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra entro il 1933.
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|XXVI || 2/3'
|-
|XXIX || 1/2'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Bibliografia ==
* {{cita news|autore=Renato Casimiri|titolo=Il piccolo Organo «positivo» nell'Istituto Pontificio di Musica Sacra di Roma|rivista=Note d'archivio per la storia musicale|città=Gubbio|editore=Scuola tipografica Oderisi|mese=aprile-giugno|anno=1933 (X)|nuemero=2|issn=1128-921X|pp=145-148}}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|commons=Category:Santa Prisca (Rome) - Pipe organ|commons_preposizione=sull'|commons_etichetta=organo a canne|w=Chiesa di Santa Prisca|w_preposizione=sulla|w_etichetta=chiesa di Santa Prisca a Roma}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://xoomer.virgilio.it/fborsari/arretra/organi/mix01.html|autore=Graziano Fronzuto|titolo=Gli Organi di Papa Giovanni XXIII|sito=lapaginadellorgano.it|accesso=11 gennaio 2018}}
{{Avanzamento|100%|4 maggio 2017}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Guida alle costellazioni
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{{Guida alle costellazioni}}
Quest’opera è pensata per tutti coloro che, una volta superato lo scoglio costituito dal primissimo approccio alla volta stellata, intendano approfondire l’argomento avventurandosi alla scoperta delle stelle e degli oggetti celesti presenti in ciascuna costellazione, per scoprirne le bellezze e le particolarità.
Per chi deve ancora approcciarsi per la primissima volta al riconoscimento delle stelle più luminose e delle costellazioni principali, il manuale [[Osservare il cielo]] potrebbe rivelarsi un’opera ancora più adatta, dal momento che spiega nel dettaglio e in modo semplice come riconoscere stelle e costellazioni attraverso il metodo degli allineamenti senza soffermarsi sulla descrizione degli oggetti in esse contenuti, manuale di cui quest’opera è la naturale prosecuzione.
Ciò nonostante, le nozioni teoriche di base sulle stelle e sugli oggetti celesti sono qui riprese integralmente e ulteriormente approfondite, seppure in maniera non troppo spinta, per praticità. Inoltre, non è assolutamente necessario saper già riconoscere tutte le costellazioni del cielo, in quanto il metodo per individuarle viene comunque spiegato anche qui, sebbene non in maniera così approfondita.
In considerazione di quanto detto, questo libro non intende essere un’opera esaustiva sulla descrizione delle stelle, degli oggetti e dei grandi processi che avvengono nell’Universo, per cui esistono vari ottimi libri scritti da grandi divulgatori astronomici che spiegano in modo approfondito la natura delle stelle, dei pianeti e delle galassie. Si tratta di letture che prima o poi andrebbero effettivamente affrontate, per una conoscenza a tutto tondo della materia astronomica.
==Versione stampabile==
Rispetto alla versione web, la versione stampabile presenta un'impaginazione caratterizzata dalla presenza di bande colorate ai bordi delle pagine, a seconda della sezione che si sta consultando; ciò fornisce un colpo d'occhio facilitato per capire che sezione si sta consultando ed è d'aiuto per l'individuazione delle sezioni a libro chiuso. Sono inclusi i segnalibri per ogni sezione, nel formato standard del PDF, nella barra laterale.
Le pagine sono tutte in formato A4.
<div style="width: 400px; margin: 0 auto;">{{Versione PDF|Guida alle costellazioni 1.9b|Versione 1.9b - 754 pagine - 326 Mbyte}}</div>
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==Supplemento Carte delle stelle doppie e variabili==
Il supplemento '''[[Guida alle costellazioni - Carte delle stelle doppie e variabili|Carte delle stelle doppie e variabili]]''' contiene una raccolta di carte che mostrano la posizione delle stelle doppie e variabili per ciascuna costellazione.
<div style="width: 400px; margin: 0 auto;">{{Versione PDF|Guida alle costellazioni - Carte delle stelle doppie e variabili 1.2|Versione 1.2 - 116 pagine - 102 Mbyte}}</div>
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File:Supplemento 1 GAC.png
File:Supplemento 1 GAC quarta.png
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==Supplemento Regioni celesti scelte==
Il supplemento '''[[Guida alle costellazioni - Regioni celesti scelte|Regioni celesti scelte]]''' contiene la descrizione di 28 regioni di cielo scelte per la loro ricchezza di oggetti interessanti, oppure osservabili anche con la maggior parte degli strumenti in mano agli appassionati.
<div style="width: 400px; margin: 0 auto;">{{Versione PDF|Guida alle costellazioni - Regioni celesti scelte 1.5|Versione 1.5 - 452 pagine - 144 Mbyte}}</div>
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File:Supplemento 2 GAC quarta.png
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== Altri progetti ==
{{interprogetto}}
{{Ambox|tipo=contenuto|testo='''Attenzione<br>Roberto Mura non ha alcuna affiliazione''' con chi mette in vendita questo libro online, né ci ricava alcun guadagno.<br>Il libro è reso disponibile SOLO '''gratuitamente'''.}}
[[Categoria:Guida alle costellazioni| ]]
[[Categoria:Astronomia]]
[[Categoria:Dewey 520]]
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Guida alle costellazioni - Carte delle stelle doppie e variabili
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{{Guida alle costellazioni - Carte delle stelle doppie e variabili}}
Le carte delle stelle doppie e variabili delle costellazioni contenute in questo supplemento del libro [[Guida alle costellazioni]] indicano la posizione di tutte le stelle riportate nelle relative tabelle presenti nelle pagine descrittive delle costellazioni nell’opera principale, con l’aggiunta occasionale di qualche altra stella non citata.
==Versione stampabile==
Rispetto alla versione web, la versione stampabile presenta un'impaginazione caratterizzata dalla presenza di bande colorate ai bordi delle pagine, a seconda della sezione che si sta consultando, così come presentata nell'opera principale. Sono inclusi i segnalibri per ogni sezione, nel formato standard del PDF, nella barra laterale.
Le pagine sono tutte in formato A4.
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== Altri progetti ==
{{interprogetto|commons=Category:Guida alle costellazioni - Mappe stelle doppie e variabili}}
[[Categoria:Guida alle costellazioni - Carte delle stelle doppie e variabili| ]]
[[Categoria:Astronomia]]
[[Categoria:Dewey 520]]
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Guida alle costellazioni - Regioni celesti scelte
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text/x-wiki
{{Guida alle costellazioni - Regioni celesti scelte}}
In questo corposo supplemento del libro [[Guida alle costellazioni]] vengono presentate 28 regioni di cielo scelte per la loro ricchezza di oggetti interessanti, oppure osservabili anche con la maggior parte degli strumenti in mano agli appassionati.
==Versione stampabile==
Rispetto alla versione web, la versione stampabile presenta un'impaginazione caratterizzata dalla presenza di bande colorate ai bordi delle pagine, a seconda della sezione che si sta consultando, così come presentata nell'opera principale. Sono inclusi i segnalibri per ogni sezione, nel formato standard del PDF, nella barra laterale.
Le pagine sono tutte in formato A4.
<div style="width: 400px; margin: 0 auto;">{{Versione PDF|Guida alle costellazioni - Regioni celesti scelte 1.6|Versione 1.6 - 452 pagine - 144 Mbyte}}</div>
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==Altri progetti==
{{interprogetto|commons=Category:Guida alle costellazioni - Regioni celesti scelte}}
[[Categoria:Guida alle costellazioni - Regioni celesti scelte| ]]
[[Categoria:Astronomia]]
[[Categoria:Dewey 520]]
{{Alfabetico|G}}
{{Avanzamento|100%|11 aprile 2020}}
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Lombardo/Costruzione della frase
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Hippias
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{{Lombardo-NOL}}
{{Lombardo}}
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Nota: il lombardo ha diverse ortografie, quanto qui spiegato è stato fatto utilizzando la [[Lombardo/Ortografia e regole per la pronuncia|Nuova Ortografia Lombarda]]
=Forma attiva: frasi affermative=
===Struttura tipica frasi ai modi verbali indicativo, congiuntivo e condizionale===
<div style="letter-spacing:0px; font-size:120%"><span style="color:blue;">'''Soggetto forte</span> + <span style="color:green;">Soggetto debole</span> + <span style="color:red;">Predicato</span> + <span style="color:green;">Complemento oggetto</span> + Altro complemento</div>
::Esempi: (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]])
::<div style="letter-spacing:0px; font-size:110%"><span style="color:blue;">El March</span> <span style="color:green;">l'</span><span style="color:red;">ha mangiad</span> <span style="color:green;">un pom</span> in cà</div></span>
::(tradotto in [[italiano]]: Marco ha mangiato una mela in casa)
'''Attenzione:'''<br>
*Il '''soggetto forte''' non è obbligatorio; esso può essere un sostantivo oppure un '''''[[Lombardo/Pronomi personali soggetto#Soggetti forti|pronome personale soggetto forte]]'''''<br>
*Il '''[[Lombardo/Pronomi personali soggetto#Soggetti deboli|soggetto debole]]''' deve andare d’accordo col soggetto forte, è obbligatorio più o meno a seconda del soggetto e del dialetto; in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]] per la terza persona singolare '''solo''' quando il verbo è intransitivo e nel caso che si voglia mettere il soggetto dopo il predicato si può utilizzare "'''ghe'''" invece del pronome debole di terza persona singolare, cioè si può per esempio scrivere sia "'''''gh''''è mort el March"'', "'''''gh''''è rivad el March"'' sia'''''<nowiki/>''''' "'''''l'<nowiki/>'''è'''<nowiki/>''' '''<nowiki/>'''mort el Marc<nowiki/>h"'', "'''''l'''<nowiki/>'<nowiki/>è<nowiki/> rivad el March''.... "<br>
(tradotto in italiano: è morto Marco, è arrivato Marco)
*Il [[Lombardo/Costruzione della frase#Predicato|predicato]] ovviamente è obbligatorio;<br>
*Il complemento oggetto si mette se c’è (e comunque solo quando il predicato è un verbo transitivo);<br>
*Il '''complemento di termine''' si può mettere anche prima del complemento oggetto.<br>
:Il complemento oggetto può anche venire espresso attraverso le '''[[Lombardo/Particelle pronominali e avverbiali|particelle pronominali complemento oggetto]]''' prima del predicato<br>
:<div style="letter-spacing:0px; font-size:100%">(<span style="color:blue;">'''Soggetto forte'''</span>) + <span style="color:green;">Soggetto debole</span> + <span style="color:green;">Particella pronominale complemento oggetto</span> + <span style="color:red;">Predicato</span> + (Altri complementi)'''</div></span>
::Esempio (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]]):
::<span style="color:blue;">Lu</span> <span style="color:green;">el</span> <span style="color:green;">'''m''''</span> <span style="color:red;">ha ajutad</span><br>
::(tradotto in italiano: Lui mi ha aiutato)
::'''Attenzione''': il [[Lombardo/Pronomi personali soggetto#Soggetti deboli|pronome soggetto debole]] '''non si deve mettere''' in presenza della particella pronominale complemento oggetto di 3^ persona plurale (je, ja, ai...) eccetto che per la 2^ persona singolare per la quale è obbligatorio.<br>
::Esempio: ( in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]])
::<span style="color:blue;">Lu</span> <span style="color:green;"></span> <span style="color:green;">'''ai'''</span> <span style="color:red;">ha ajutad</span><br>
::(tradotto in italiano: Lui li ha aiutati)
*Gli '''altri complementi''' si mettono quando c'è bisogno, la maggior parte di essi viene introdotta attraverso delle '''[[Lombardo/Preposizioni e locuzioni preposizionali|preposizioni]]''', possono anche essere messi prima del soggetto (soprattutto quelli di tempo).<br>
::Esempio: (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]])
::Jer <span style="color:blue;">lu</span> <span style="color:green;">el</span> <span style="color:green;">'''m''''</span> <span style="color:red;">ha ajutad</span><br>
::(tradotto in italiano: Ieri lui mi ha aiutato)
*Il complemento di termine (o quello di vantaggio) può anch'esso essere espresso mediante ''' [[Lombardo/Particelle pronominali e avverbiali|particelle pronominali complemento di termine (o di vantaggio)]]''' prima del predicato<br>
:<div style="letter-spacing:0px; font-size:100%">(<span style="color:blue;">'''Soget fort</span>''') + <span style="color:green;">Soggetto debole</span> + particella pronominale complemento di termine + <span style="color:red;">predicato</span> + (<span style="color:green;">complemento oggetto</span>) + (altri complementi)'''</div></span>
::Esempio: (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]])
::<span style="color:blue;">Lu</span> <span style="color:green;">el</span> '''m'''' <span style="color:red;">ha imprestad</span> <span style="color:green;">un liber</span>
::(tradotto in italiano: lui mi ha prestato un libro)
:In lingua lombarda è poi ammesso il rinforzo del complemento di termine (o quello di vantaggio) alla fine della frase con "a + [[Lombardo/Pronomi personali soggetto#Soggetti forti|pronome personale soggetto forte]]" quando si vuole evidenziarlo.
::Esempio (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]])
::<span style="color:blue;">Lu</span> <span style="color:green;">el</span> '''m'''' <span style="color:red;">ha imprestad</span> <span style="color:green;">un liber</span> '''a mi'''
(il complemento di termine espresso con la particelle pronominale '''[[Lombardo/Particelle pronominali e avverbiali|me]]''' (→ m’) rinforzato con '''a mi''')
[[File:Italian_traffic_signs_-_altri_pericoli.svg|23px]] quando il complemento di termine è all'inizio della frase ed è di fatto lui a compiere l'azione spesso si tralascia la preposizione "a"
::Esempi:(in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]])
::(a) Mi me pias
::(tradotto in italiano: A me piace /Mi piace)
*Possono anche essere presenti entrambe sia la particella pronominale complemento di termine (o di vantaggio) che quella del complemento oggetto. La struttura è <br>
:<div style="letter-spacing:0px; font-size:100%">(<span style="color:blue;">'''Soggetto forte</span>''') + <span style="color:green;">Soggetto debole</span> + particella pronominale complemento di termine + <span style="color:green;">Pronome personale complemento getto</span> + <span style="color:red;">Predicato</span> + (<span style="color:green;">Complemento oggetto</span>) + (Altri complementi)'''</div></span>
::In questo caso, per quanto riguarda il pronome soggetto debole, quando viene utilizzato, è sempre il "[[Lombardo/Pronomi personali soggetto#Soggetto debole|pronome personale soggetto debole universale]]" feccetto che per la 2^ persona singolare (ed è sempre obbligatorio per la 2^ persona singolare e mentre per le altre persone lo è a seconda del dialetto); inoltre, in questo caso come pronome complemento oggetto alla 3^ persona singolare si utilizza “le” e non “el” (o sue varianti dialettali).
::Esempi: (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]])
::<span style="color:blue;">Lu</span> <span style="color:green;">a</span> '''me''' <span style="color:green;">l'</span> <span style="color:red;">ha imprestad</span><br>
::(tradotto in italiano: Lui me l'ha prestato)<br> <span style="color:blue;">Ti</span> <span style="color:green;">te</span> '''me''' <span style="color:green;">l'</span> <span style="color:red;">heet imprestad</span><br>
::(tradotto in italiano: Tu me l'hai prestato)
*Il complemento di stato in luogo o di moto a luogo può anche essere espresso con la particella pronominale "[[Lombardo/Particelle pronominali e avverbiali|ghe]]" (o "ga" a seconda del dialetto) prima del predicato;
*nel caso appena citato il [[Lombardo/Pronomi personali soggetto#Soggetti forti|soggetto forte]] può essere collocato dopo il predicato mentre come [[Lombardo/Pronomi personali soggetto#Soggetti deboli|soggetto debole]], soprattutto nella forma parlata '''si può''' usare sempre il pronome soggetto debole universale "a", ad esclusione di alcuni dialetti tra cui quelli della lombardia meridionale [[Lombardo/I dialetti del lombardo|pavese, lomellino, oltrepadano]] in cui non viene usato (ci sono poi anche degli altri casi nei quali '''si può''' fare così, per esempio a volte quando si parla del tempo meteorologico coi verbi '''vesser''' (essere) e '''fà''' (fare), invece i verbi '''pioeuver''' (piovere), '''fiocà''' (nevicare), ecc. vengono trattati come se fossero personali).<br>
::Esempio: (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]])
::De foeura <span style="color:green;">a</span> <span style="color:green;">'''gh''''</span> <span style="color:red;">era</span> <span style="color:blue;">el temporal</span><br>
::(tradotto in italiano: fuori c’era il temporale)<br> De foeura <span style="color:green;">a</span> <span style="color:red;">fa</span> <span style="color:blue;">un frecc de lader</span><span style="color:green;"></span><br>::(tradotto in italiano: fuori fa un freddo da ladri)
Negli altri casi si utilizza il [[Lombardo/Pronomi personali soggetto#Soggetti deboli|pronome personale soggetto debole tipico della persona]].
::Esempio: (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]])
::<div style="letter-spacing:0px; font-size:110%"><span style="color:blue;">L'intenzion</span><span style="color:green;"> la</span> <span style="color:green;">'''gh''''</span> <span style="color:red;">era</span>
::(tradotto in italiano: L'intenzione c'era)
*Si può utilizzare soltanto il pronome debole universale "a" nelle [[Lombardo/Diatesi verbali|frasi passive impersonali o impersonali]] costruite con la [[Lombardo/Particelle pronominali|particella pronominale passivante/impersonale]] "se"<br>
::►guarda►►'''[[Lombardo/Diatesi verbali#Forma passiva|Forma passiva]]'''<br>
::►guarda►►'''[[Lombardo/Diatesi verbali#Forma impersonale|Forma impersonale]]'''
====Conflitto tra consonanti causato da particelle pronominali e pronomi personali soggetti deboli====
Qualora la presenza di una [[Lombardo/Particelle pronominali e avverbiali|particella pronominale]] o di un [[Lombardo/Pronomi personali soggetto#Soggetti deboli|pronome personale soggetto debole]] indica un conflitto tra consonanti cioè un situazione fonetica o una pronuncia scomoda si aggiunge una "'''a'''" prima di essa o di esso.
:Esempio (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]]):
:De done n'hèm viste → de done '''a''' n'hèm viste
::(che tradotto in italiano: Di donne ne abbiamo viste)
::Si nota infatti qui un conflitto tra la n finale di ‘’done’’ – considerato che in dialetto milanese la e finale non si pronuncia – e quella iniziale della prticella “ne”, per risolvere il conflitto di mettere dentro una “a”)
::In questo caso "a" è anche il pronome debole universale che viene introdotto per ragioni di fonetica anche se di norma non obbligatorio.
:Un altro esempio:
:El mond l'era sporch → el mond '''a''' l’era sporch
::(tradotto in italiano: Il mondo era sporco)
===Struttura tipica (frasi ai modi infinito, gerundio e imperativo di 1^ e 2^ persona)===
'''<span style="color:red;">Predicato</span> + (complemento di termine) + (<span style="color:green;">Complemento oggetto</span>) + Altri complementi'''
::Esempio: (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]])
::<div style="letter-spacing:0px; font-size:110%"><span style="color:red;">Dà</span> a lu <span style="color:green;">un pom</span> de mangià</div></span>
::(Tradotto in italiano: ”Dai a lui una mela da mangiare”)<br>
:Il complemento oggetto può anche essere espresso attraverso le '''particelle pronominali complemento oggetto in forma di suffisso''']] <br>
:<div style="letter-spacing:0px; font-size:100%"> <span style="color:red;">Predicato</span> +<span style="color:green;">Particella pronominale complmeneto oggetto (suffisso)</span> + (Altri complementi)</div></span>
::Esempio: (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]])
::<span style="color:red;">Dà</span><span style="color:green;">'''ll'''</span> a lu de mangià<br>
::(tradotto in italiano: Dallo a lui da mangiare)
*Il complemento di termine (o quello di vantaggio) può anche essere espresso attraverso le '''[[Lombardo/Particelle pronominali e avverbiali#Particelle pronominali come suffisso|particelle pronominali complemento di termine (o di vantaggio) in forma di suffisso]]'''<br>
:<div style="letter-spacing:0px; font-size:100%"> <span style="color:red;">Predicato</span> + particella pronominale complmento di termine (suffisso) + <span style="color:green;">Pronome personale complmeneto oggetto</span> + (Altri complementi)</div></span>
::Esempio: (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]])
::<div style="letter-spacing:0px; font-size:100%"> <span style="color:red;">Dà</span>gh <span style="color:green;">on pom</span> de mangià<br>::(tradotto in italiano: dagli una mela da mangiare) <br>Comunque siccome in lingua lombarda il complemento di termine viene rinforzato, la forma tipica è quella col complemento di termine sia in forma estesa che in forma di particella cioè:<br> <span style="color:red;">Dà</span>'''gh a lu''' <span style="color:green;">on pom</span> de mangià
*Possono anche essere presenti sia la particella pronominale del complemento di termine sia qualla del complmento oggetto come suffisso. La struttura è <br>
:<div style="letter-spacing:0px; font-size:100%"> <span style="color:red;">Predicato</span> + Particella pronominale complemento di termine (suffisso) + <span style="color:green;">Particella pronominale complemneto oggetto (suffisso)</span> + (Altri complementi)</div></span>
::Esempio: (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]])
::<div style="letter-spacing:0px; font-size:100%"> <span style="color:red;">Dà</span>ghe<span style="color:green;">'''ll'''</span> (a lu) de mangià
::(tradotto in italiano: daglielo da mangiare)
==Soggetto==
È la persona o la cosa che svolge l’azione. Il soggetto può essere rinforzato. Il [[Lombardo/Pronomi personali soggetto|soggetto debole]] e il soggetto forte sono la stessa entità, il soggetto debole serve soltanto per rinforzare quello forte.
Il soggetto forte non è mai obbligatorio. Quello debole può esserlo come anche non esserlo a seconda della persona ([[Lombardo/Pronomi personali soggetto|1^ singolare, 2^singolare ...]]) e del [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto]]. Per esempio nel dialetto milanese, che è molto italianizzato è obbligatorio solo per la 2^ e la 3^ persona singolare. I dialetti meno italianizzati lo usano invece quasi sempre. Di solito è obbligatorio alla 2^ e 3^ persona singolare e alla 3^ plurale (e anche alla 1^ plurale in lombardo orientale).
===Soggetto forte===
Può essere un sostantivo preceduto da un [[Lombardo/Articoli|articolo]] o un [[Lombardo/Pronomi personali soggetto|pronome personale soggetto forte]]<br>
Nel [[Lombardo/Pronomi personali|modulo sui pronomi personali]] sono mostrati i pronomi soggetto forte nei [[Lombardo/I dialetti del lombardo|vari dialetti]]
===Soggetto debole===
È un pronome personale soggetto che vada d’accordo col soggetto forte<br>
Nel [[Lombardo/Pronomi personali|modulo sui pronomi personali]] sono mostrati i pronomi soggetto debole nei [[Lombardo/I dialetti del lombardo|vari dialetti]] ed è indicata la loro obbligatorietà al variare del dialetto.
==Predicato==
Il predicato può essere nominale o verbale
===Predicato nominale===
Il predicato nominale è costituito dal verbo “vesser” (essere) la copula, che può essere coniugata in tutti i [[Lombardo/Modi e tempi verbali|tempi verbali]] e che può essere unita con dei [[Lombardo/Verbi servili|verbi servili]] o dei verbi frasali, e una parte nominale, che dà delle informazioni sul soggetto. La parte nominale può essere un nome o un aggettivo. Se per esempio la parte nominale è un sostantivo, può essere accompagnata da uno o diversi aggettivi.
===Predicato verbale===
Il predicato verbale, è formato da uno o vari verbi che possono essere coniugati in tutti i tempi verbali, che dicono qualcosa a proposito dell’azione del soggetto. Diversamente dal predicato nominale, il predicato verbale è costituito solo da [[Lombardo/Verbi|verbi]] (che possono essere anche il verbo essere, il verbo avere come qualsiasi altro verbo o anche verbi composti).
=Frasi imperative=
Struttura tipica (mettere in fondo il soggetto!)
<div style="letter-spacing:0px; font-size:120%">(''che'')<sup>3</sup> + <span style="color:blue;"> <span style="color:green;">Soggetto debole<sup>3</sup></span>+ <span style="color:red;">Predicato</span> + (<span style="color:green;">Complemento oggetto</span>) + (Alter complement) + ('''Sogetto forte''')</span> </div>
3 : soltanto alla terza persona singolare o plurale.
L'imperativo può essere espresso anche in forma impersonale senza soggetto e con il verbo al '''[[Lombardo/Modi e tempi verbali|modo infinito]]''' .
=Frasi negative=
La costruzione delle frasi negative è la stessa di quelle affermative, la differenza è che il predicato è in forma negativa.
Per fare diventare negativa la forma si aggiunge l'avverbi di negazione '''[[Lombardo/Avverbi#Avverbi di negazione|minga]]''' (variant locai '''miga''', '''menga''', '''mia''', '''mea''', '''migna''') oppure (solo in certi dialetti come il [[Lombardo/I dialetti del lombardo|milanese]], il [[Lombardo/I dialetti del lombardo|lodigiano]], il [[Lombardo/I dialetti del lombardo|brianzolo]], il [[Lombardo/I dialetti del lombardo|pavese]]) '''nò''' :<br>
►" '''minga, miga, menga, mea, migna''' si mette " (per tutti i dialetti) <br>
1) Dopo il verbo se è a un tempo semplice:
:Esempio (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]]):
::Affermativa: <span style="color:blue;">Lu</span> <span style="color:green;">el</span> <span style="color:green;"></span> <span style="color:red;">canta</span><br>
(tradotto in italiano: Lui canta)<br>
::Negativa: <span style="color:blue;">Lu</span> <span style="color:green;">el</span> <span style="color:green;"></span> <span style="color:red;">canta '''minga'''</span><br>
(tradotto in italiano: Lui '''non''' canta)<br>
2) tra l'[[Lombardo/Verbi ausiliari|ausiliare]] e il [[Lombardo/Modi e tempi verbali|participio passato]] nel caso dei tempi composti:
:Esempio (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]]):
::Afermativa: <span style="color:blue;">Lu</span> <span style="color:green;">l'</span> <span style="color:green;"></span> <span style="color:red;">ha cantad</span><br>
::(tradotto in italiano: Lui ha cantato)<br>
::Negativa: <span style="color:blue;">Lu</span> l' <span style="color:green;"></span> <span style="color:red;">ha '''minga''' cantad</span><br>
::(tradotto in italiano: Lui '''non''' ha cantato)<br>
3) Prima del verbo all’infinito dopo preposizione (eccetto che per i [[Lombardo/Gerundio e complemento gerundivo|complementi gerundivi]])
:Esempio (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]]):
::Affermativa: Per </span> <span style="color:red;">cantà</span><br>
::(tradotto in italiano: per cantare)<br>
::Negativa: per </span> <span style="color:red;">'''minga''' cantà</span><br>
::(tradotto in italiano: Per '''non''' cantare)<br>
4) applicandolo ai [[Lombardo/Verbi servili|verbi servili]], se prima del verbo c’è un '''[[Lombardo/Verbi servili|verbo servile]]''':
:Esempio (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]]):
::Affermativa: <span style="color:blue;">Lu</span> <span style="color:green;">l'</span> <span style="color:green;"></span> <span style="color:red;">ha podud cantà</span><br>
::(tradotto in italiano: Lui ha potuto cantare)
::Negativa: <span style="color:blue;">Lu</span> <span style="color:green;">l'</span> <span style="color:green;"></span> <span style="color:red;">ha '''minga''' podud cantà</span><br>
::(tradotto in italiano: Lui '''non''' ha potuto cantare)
5) dopo il verbo nei [[Lombardo/Gerundio e complemento gerundivo|complementi gerundivi]], se c'è un verbo servile, dopo di esso:
:Esempio (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]]):
::Affermativa: <span style="color:blue;">L'è mej</span> <span style="color:green;"></span> <span style="color:green;"></span> <span style="color:red;">a fàss vedé</span><br>
::(tradotto in italiano: E' meglio farsi vedere)
::Negativa: <span style="color:blue;">L'è mei</span> <span style="color:green;"></span> <span style="color:green;"></span> <span style="color:red;">a fàss '''minga''' vedé</span><br>
::(tradotto in italiano: E' meglio non farsi vedere)
In questi casi si è diffusa anche una forma secondo la quale il [[Lombardo/Gerundio e complemento gerundivo|complemento gerundivo]] con la preposizione "[[Lombardo/Preposizioni e locuzioni preposizionali|de]]" invece che "a"
►'''nò''' si mette di solito dopo il [[Lombardo/Modi e tempi verbali|participio passato]]: (è usato solo per certi dialetti come il milanese, il pavese, il brianzolo, il lodigiano …)
1) Dopo il verbo se è a un tempo semplice:
:Esempio: (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]])
::Affermativa: <span style="color:blue;">Lu</span> <span style="color:green;">el</span> <span style="color:green;"></span> <span style="color:red;">canta</span><br>
::(traduzione in italiano: Lui canta)<br>
::Negativa: <span style="color:blue;">Lu</span> <span style="color:green;">el</span> <span style="color:green;"></span> <span style="color:red;">canta '''nò'''</span><br>
::(traduzione in italiano: Lui '''non''' canta)<br>
2) Dopo il participio passato nel caso dei tempi composti:
:Esempio: ( in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]])
::Affermativa: <span style="color:blue;">Lu</span> <span style="color:green;">l'</span> <span style="color:green;"></span> <span style="color:red;">ha cantad</span><br>
::(traduzione in italiano: Lui ha cantato)<br>
::Negativa: <span style="color:blue;">Lu</span> <span style="color:green;">l'</span> <span style="color:green;"></span> <span style="color:red;">ha cantad '''nò''' </span><br>
::(traduzione in italiano: Lui '''non''' ha cantato)<br>
Di solito si usa "[[Lombardo/Avverbi#Avverbi di negazione|minga]]", la scelta tra " minga" e "nò" si basa anca su questioni di fonetica.
►'''mai'''<br>
Sono delle frasi negative anche quelle che indicano un’azione o un fatto mai capitato o che non capiterà in futuro. In questo caso si utilizza l’avverbio '''mai''' invece che '''minga'' e la costruzione della frase è simile.
►'''nagot'''/'''nient''', '''pu''' <br>
Per altre tipologie di costruzioni negative vedi: '''[[Lombardo/Negazione|Negazione]]'''
► vedi '''[[Lombardo/Diatesi verbali|forma passiva]]''' per la forma passiva
===Doppia negazione assoluta===
La doppia negazione è assoluta quando, in una frase negativa, è presente come complemento oggetto un pronome negativo come '''[[wiktionary:lmo:nient|nient]]''' /'''[[wiktionary:lmo:nagot|nagot]]''' o [[wiktionary:lmo:nissun|nissun]] (o le loro varianti). Possono inoltre anche essere presenti degli [[Lombardo/Negazione|avverbi di negazione]] come '''[[wiktionary:lmo:pu|pu]]''', '''[[wiktionary:lmo:mai|mai]]''' (o loro varianti dialettali).
*In dialetto milanese quando il complemento oggetto è in posizione finale dopo l'avverbio "pu" (di seguito chiamato 2° avverbio di negazione), la costruzione della frase è:
<div style="letter-spacing:0px; font-size:120%">(<span style="color:blue;">'''Soggetto forte</span> ) + no + (<span style=" color:green;">Soggetto debole</span>) + <span style="color:red;">Predicato</span> + 2° avverbio di negazione + <span style="color:green;">Complemento oggetto</span > + Altri complementi</div></span>
Esempio: (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]])
:<div style="letter-spacing:0px; font-size:110%"><span style="color:blue;">Mi</span> <span style="color:green;"></span > '''no''' <span style="color:red;">vedì</span> '''pu''' <span style="color:green;">nagot</span>
::(traduzione in italiano: Io non vedo più niente) </div></span>
:<div style="letter-spacing:0px; font-size:110%"><span style="color:blue;">Mi</span> <span style="color:green;"></span > '''no''' <span style="color:red;">hoo</span> '''pu''' <span style="color:red;">vist</span> <span style="color:green;">nissun</span>
::(traduzione in italiano: io non ho più visto nessuno) </div></span>
*In dialetto milanese, negli altri casi, cioè quando non c'è l'avverbio "pu" non è necessario mettere l'avverbio "no", per esempio in questo caso:
<div style="letter-spacing:0px; font-size:120%"> (No) + (<span style="color:green;">Soggetto debole</span>) + <span style="color:red; ">Predicato nominale</span> + <span style="color:green;">Pronome negativo come soggetto forte</span> + altri complementi</div>
Esempi: (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]]):
:<div style="letter-spacing:0px; font-size:110%"><span style="color:blue;"></span> <span style="color:green;"></span> '''(No)''' <span style="color:red;">gh'è</span> <span style="color:green;">nissun</span></div></span>
::(traduzione in italiano: Non c'è nessuno)
*Invece, nei dialetti più conservativi come quelli alpini, l'uso di "no" può essere più ricorrente.
Esempio (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|lombardo alpino]]):
:<div style="letter-spacing:0px; font-size:110%"><span style="color:blue;"></span> <span style="color:green;"></span> '''No''' <span style="color:red;">l'hoo mai vedud</span> <span style="color:green;"></span></div></span>
::(Traduzione in italiano: Non l'ho mai visto)
*Un altro uso di "no" prima del verbo è quando il soggetto contiene un comparativo ed è collocato prima del verbo.
:<div style="letter-spacing:0px; font-size:110%"><span style="color:blue;"></span> <span style="color:green;"></span> '''(No)''' <span style="color:red;">gh'è</span> <span style="color:green;">persona pussee vijaca</span></div>
::(Traduzione in italiano: Non c'è persona più vigliacca)
*Un altro uso di "no" prima del verbo è quando la frase contiene l'avverbio di negazione [[wiktionary:lmo:né..né|né]] collocato dopo il verbo.
:<div style="letter-spacing:0px; font-size:110%"><span style="color:blue;"></span> <span style="color:green;"></span> '''No''' <span style="color:red;">gh'è</span> <span style="color:green;">'''né''' lee '''né''' lu</span></div>
::(Traduzione in italiano: There is neither her nor him)
Attenzione per la pronuncia: prima del verbo è '''no''' (IPA /nu/ or /no/), dopo il verbo è '''nò''' (IPA /nɔ/)
===Negazione relativa astringente===
...
Esempio: (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]])
:<div style="letter-spacing:0px; font-size:110%"><span style="color:blue;">Mi</span> <span style="color:green;"></span> '''no''' <span style="color:red;">hoo fad</span> <span style="color:green;">alter che 'l lavorà</span></div></span>
::(traduzione in italiano: '''Non ho fatto altro che lavorare''')
=Frasi interrogative dirette=
La forma interrogativa in lombardo originariamente veniva costruita invertendo la posizione del verbo e del [[Lombardo/Pronomi personali soggetto#Soggetti deboli|pronome debole]]; ora questa costruzione è presente solo nei [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetti orientali]].
:Esempio:
::► Lu <span style="color:green;">l'</span> è grand (forma affermativa; traduzione in italiano: "Lui è grande")
::► Lu e<span style="color:green;">'l</span> grand? (forma interrogativa originaria; traduzione in italiano: "Lui è grande?")
::► Lu <span style="color:green;">l'</span>è grand? (forma interrogativa attuale nei dialetti occidentali; traduzione in italiano: "Lui è grande?")
==Interrogative sul complemento oggetto o l’identità==
===Interogrative su delle cose (con pronomi interrogativi)===
A seconda del dialetto si può mettere il pronome interrogativo '''Cossa/Se''' all’inizio della frase o oppur '''Cossè''' alla fine della frase;
<div style="letter-spacing:0px;font-size:105%">'''Cossa/Se/Cossa l'è che''' + ''il resto della frase?</div>
<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%">''Il resto della frase'' + '''cossè'''?</div>
:Esempio:
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">''''Se''' <span style="color:green;">te</span> <span style="color:red;">see 'dree a fa</span>?</div>
::(traduzione in italiano: Cosa stai facendo?)
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">'''Cossa''' <span style="color:green;">te</span> <span style="color:red;">see 'dree a fa</span>?</div>
::(traduzione in italiano: Cosa stai facendo?)
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">'''Cossa l'è che''' <span style="color:green;">te</span> <span style="color:red;">see 'dree a fa</span>?</div>
::(traduzione in italiano: Cosa stai facendo?)
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%"><span style="color:green;">Te</span> <span style="color:red;">see 'dree a fa</span> '''cossè'''?</div>
::(traduzione in italiano: Cosa stai facendo?)
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">'''Cossa''' <span style="color:green;">l'</span> <span style="color:red;">è</span>?</div>
::(traduzione in italiano: Cos’è?)
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">'''Cossa l'è che''' <span style="color:green;">l'</span> <span style="color:red;">è</span>?</div>
::(traduzione in italiano: Cos’è?)
===Interrogative sulle persone (con pronome interrogativo)===
Si mette il pronome interrogativo '''Chi''' all’inizio della frase;
<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%">'''Chi/Chi l'è che''' + ''il resto della frase''?</div>
:Esempio: (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]])
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">'''Chi''' <span style="color:green;">te</span> <span style="color:red;">amet</span>?</div>
:: (traduzione in italiano: chi ami?)
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">'''Chi l'è che''' <span style="color:green;">te</span> <span style="color:red;">amet</span>?</div>
:: (traduzione in italiano: chi ami?)
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">'''Chi''' <span style="color:green;">te</span> <span style="color:red;">seet</span>?</div>
:: (traduzione in italiano: chi sei?)
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">'''Chi l'è che''' <span style="color:green;">te</span> <span style="color:red;">seet</span>?</div>
:: (traduzione in italiano: chi sei?)
===Inoltre, sull'identità sia di persone che di cose (con pronome interrogativo)===
<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%">'''Qual è quell che...''' + ''il resto della frase''? "m"</div> (al maschile)
<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%">'''Qual è quella che...''' + ''il resto della frase''? "f"</div> (al femminile)<br>
:In italiano: Qual è quello/quella che?
===Interrogative su cose o persone con aggettivo interrogativo "che"===
<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%">'''Che''' + sostantivo + ''el rest de la fras''?</div>
:Esempi ([[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]])
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">'''Che''' bagai <span style="color:green;">te</span> <span style="color:red;">voeulet</span>?</div>
::(traduzione in italiano: Che ragazzo vuoi?)
Casi particolari: l'orario e il tempo meteorologico:<br>
►►vedi►►►[[Lombardo/Come chiedere ed esprimere l'ora|Come chiedere ed esprimere l'ora]]<br>
►►vedi►►►[[Lombardo/Come chiedere ed esprimere il tempo meteorologico|Come chiedere ed esprimere il tempo meteorologico]]
==Interrogative sull'argomento==
===Interrogative su delle cose===
....
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%">'''De cossa/De cossa l'è che''' + ''il resto della frase?</div><br>
::in italiano: Di cosa + il resto della frase?
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%">'''In su cossa/In su cossa l'è che''' + ''il resto della frase?</div>
::in italiano: Su cosa + il resto della frase?
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%">'''Sora cossa/In su cossa l'è che''' + ''il resto della frase?</div>
::in italiano: Su cosa + il resto della frase?
===Interogrative su delle persone===
....
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%">'''De chi/De chi l'è che''' + ''il resto della frase''?</div>
::in italiano: Di chi + il resto della frase?
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%">'''In su chi/In su chi l'è che''' + ''il resto della frase''?</div>
::in italiano: Di cosa + il resto della frase?
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%">'''Sora chi/In su chi l'è che''' + ''il resto della frase''?</div>
::in italiano: Su cosa + il resto della frase?
==Interrogative sul tempo==
===Momento preciso===
<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%">'''Quandè che''' + ''il resto della frase''?</div>
:in italiano: Quando + il resto della frase?
:Esempio
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">'''Quandè che''' <span style="color:green;">te</span> <span style="color:red;">fee</span> <span style="color:green;">quella roba chì</span> ?</div>
::(traduzione in italiano: quando fai questa cosa?)
===Inizio dell'azione===
<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%">'''De quandè che''' + ''il resto della frase''?</div>
:in italiano: Da quando + il resto della frase?
:Esempio:
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">'''De quandè che''' <span style="color:green;">te</span> <span style="color:red;">spetet</span> <span style="color:green;"></span> ?</div>
::(traduzione in italiano: Da quando aspetti?)
===Fine dell'azione===
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%">'''Fina a quandè che''' + ''il resto della frase''?</div>
::in italiano: '''Fino a quando''' + ''il resto della frase''?
==Interrogative sulla causa==
<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%">'''Cossa/ 'Se''' + ''il resto della frase'' + '''de fà''' ?</div>
:In italiano: Perché + il resto della frase?
<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%">'''Come mai''' + ''il resto della frase'' ?</div>
:In italiano: Come mai + il resto della frase?
:Esempi (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]]):
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">''''Se''' <span style="color:green;">te</span> <span style="color:red;">pianget</span> '''de fà'''?</div>
:: (traduzione in italiano: Perché piangi?)
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">'''Come mai''' <span style="color:green;">te</span> <span style="color:red;">pianget</span>?</div>
:: (traduzione in italiano: Come mai piangi?)
==Interrogative sullo scopo==
Costruzione simile alla precedente
<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%">'''Cossa''' + ''il resto della frase'' + '''de fà''' ?</div>
:In italiano: A cosa + il resto della frase?
:Esempi (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]]):
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">'''Cossa / 'Se''' <span style="color:green;">el</span> <span style="color:red;">serviss</span> '''de fà'''?</div>
::(traduzione in italiano: A cosa serve?)
==Interrogativo-negative sulla causa==
<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%">'''avverbio interrogativo''' + ''il resto della frase'' + '''nò ?'''</div>
Avverbio interrogativo= {{sic|Perchè}} / Come mai
:Esempi:
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">'''{{sic|Perchè}}''' <span style="color:green;">te</span> <span style="color:red;">manget</span> '''nò'''?</div>
::(traduzione in italiano: Perché non mangi?)
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">'''Come mai''' <span style="color:green;">te</span> <span style="color:red;">manget</span> '''nò'''?</div>
::(traduzione in italiano: Come mai non mangi?)
==Interrogative sul modo==
Si possono costruire ccosì:
<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%">'''Avverbio interrogativo''' + ''il resto della frase'' + '''?'''</div>
con <small>Avverbio interrogativo= Come / Comè che / In che manera</small>
Oppure, a seconda del dialetto l'avverbio interrogativo "'''come'''" può anche essere posto alla fine della frase,ma in questo caso l'accento cade sulla “e” finale quindi in questo caso lì'avverbio interrogativo sarà "'''comè'''".
<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%">''il resto della frase'' + '''comè ?'''</div>
:Esempi (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]]):
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">'''Comè che''' <span style="color:green;">t'</span> <span style="color:red;">hee fad</span>?</div>
::(traduzione in italiano: Come hai fatto?)
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">'''Come''' <span style="color:green;">t'</span> <span style="color:red;">hee fad</span>?</div>
::(traduzione in italiano: Come hai fatto?)
:<span style="color:green;">T'</span> <span style="color:red;">hee fad</span> '''comè'''?</div>
::(traduzione in italiano: Come hai fatto?)
==Interrogative sul luogo==
===Stato in luogo===
A seconda del dialetto l’avverbio interrogativo '''indove''' viene messo all’inizio o alla fine della frase.
Se l'avverbio interrogativo è posto all’inizio ha l’accento è sulla "o" ( ''indóve'' ), se invece è alla fine l'accento è sulla “e” finale ( '''''indovè''''' ).
Un'altra maniera è quella di mettere '''indovè''' (con l'accento finale) all'inizio seguito dalla congiunzione "che".
<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">'''Indove''' + ''il resto della frase'' ? ([[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]])</div>
<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">''il resto della frase'' + '''indovè'''?</div>
<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">'''Indovè''' che + ''il resto della frase'' ?</div>
In italiano: Dove + il resto della frase?
:Esempi (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]]):
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">'''Indove''' <span style="color:green;">te</span> <span style="color:red;">seet</span>?</div>
::(traduzione in italiano: Dove sei?)
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%"><span style="color:green;">Te</span> <span style="color:red;">seet</span> '''indovè'''?</div>
::(traduzione in italiano: Dove sei?)
===Moto da luogo (provenienza)===
A seconda del dialetto il pronome interrogativo '''indove''' (con davanti la preposizione “de” – o sue varianti dialettali da) viene messo all’inizio o alla fine della frase;
Se è all’inizio ha lì’accento sulla "o": ''D'indóve''
Se è alla fine sulla "e" finale: ''d'indovè''
<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%">'''De indove''' + ''il resto della frase'' ? (dialetto milanese)</div>
:in italiano: Da dove + il resto della frase?
<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%">''Costruzione simile alla frase affermativa'' + '''d'indovè'''?</div>
:in italiano: Da dove + il resto della frase?
:Esempi ([[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]])
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">'''D'indove''' <span style="color:green;">el</span> <span style="color:red;">ven</span>?</div>
::(traduzione della frase: Da dove viene?)
==Interrogative sulla quantità ==
1) All’inizio della frase si utilizza l’aggettivo interrogativo '''Quant''' "m" /'''Quanta''' "f" /'''Quanti''' "m" /'''Quante''' "f" prima del sostantivo che sarebbe il complemento oggetto;
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:120%"><span style="color:green;">'''Quant + sostantivo complemento oggetto'''</span> + ''il resto della frase'' ? </div>
:Stessa costruzione della lingua italiana
2) All’inizo della frase si utilizza il pronome interrogativo '''Cossa''' o '''Quanto'''. La costruzione con '''Cossa''' è sempre da preferire quando l'interrogazione è sul valore o il costo.
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%"><span style="color:green;">'''Cossa</span> + ''il resto della frase'' ? </div>
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:110%"><span style="color:green;">'''Quanto</span> + ''il resto della frase'' ? </div>
:Esempi (in [[Lombardo/I dialetti del lombardo|dialetto milanese]])
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">1) <span style="color:green;">'''Quanta carna'''</span> <span style="color:green;">t'</span> <span style="color:red;">hee mangiad</span>?</div>
::(traduzione in italiano: Quanta carne hai mangiato?)
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">2) <span style="color:green;">'''Quanto'''</span> <span style="color:green;">t'</span> <span style="color:red;">hee bevud</span>?</div>
::(traduzione in italiano: Quanto hai bevuto?)
:<div style="letter-spacing:0px;font-size:100%">2) <span style="color:green;">'''Cossa'''</span> <span style="color:green;">el</span> <span style="color:red;">var</span>?</div>
::(traduzione in italiano: Quanto vale?)
==Interrogative sull'ora==
►►guarda►►►[[Lombardo/Come chiedere ed esprimere l'ora|Come chiedere e esprimere l'ora]]
==Interrogative sul tempo meteorologico==
►►guarda►►►[[Lombardo/Come chiedere ed esprimere il tempo meteorologico|Come credere e esprimere il tempo meteorologico]]
==Interrogative sul nome==
'''Come''' + (pronome debole) + particella pronominale riflessiva (se o sa a seconda del dialetto) + verbo “ciamà”?
:Esempi:
:Come te se ciamet?
::(traduzione in italiano: come ti chiami?)
=Collegamento tra le frasi=
Quando esiste una relazione tra due frasi, si possono collegare:<br>
:-attraverso una '''[[Lombardo/Congiunzioni e locuzioni congiuntive|congiunzione o una locuzione congiuntiva]]''' (seguita da una frase con un verbo a un modo finito - (indicatvo, congiuntivo o condizionale);<br>
:-attraverso '''[[Lombardo/Preposizioni e locuzioni preposizionali|preposizioni o locuzioni preposizionali]]''' (seguita da una frase con un verbo all’infinito);<br>
:-iniziando la seconda frase con un pronome relativo ('''frase relativa'''), quando la seconda frase è una frase inclusa (e subordinata) in quella principale che serve per specificare un sostantivo o un pronome della prima frase o principale)<br>
► guarda ► '''[[Lombardo/Frasi relative|Frasi relative in lombardo]]'''
==Comparativo progressivo di maggioranza tra frasi==
► guarda ► '''[[Lombardo/Gradi dell'aggettivo#Comparativo]]'''
[[Categoria:Lombardo|Costruzione della frase]]
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Wikibooks:Sospette violazioni di copyright/Archivio/Marzo 2026/4
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text/x-wiki
{| class="wikitable"
|-
! Numero d'ordine !![[File:Wikibooks-logo.svg|30px]] '''SERIE DELLE INTERPRETAZIONI''' [[File:Wikibooks-logo.svg|30px]]!! Stage
|-
| 1 || '''''[[L'invenzione della scienza|L'invenzione della scienza (ovvero "La laguna aristotelica")]]'''''
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|luglio 2015|breve}}
|-
| 2 || '''''[[Leonardo da Vinci|Leonardo da Vinci – L'espressione del genio]]'''''
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|settembre 2019|breve}}
|-
| 3 || '''''[[Valore della storia|Il valore della Storia – Formati storici e modelli alternativi]]'''''
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|ottobre 2019|breve}}
|-
| 4 || '''''[[Iconografia intellettuale|Iconografia intellettuale – Filosofi antichi e moderni interpretati dalle immagini]]'''''
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|ottobre 2019|breve}}
|-
| 5 || '''''[[Interpretazione e scrittura dell'Olocausto ]]''''' – Narrazioni drammatiche e storiche di una catastrofe
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|marzo 2020|breve}}
|-
| 6 || '''''[[Interpretare Gesù in contesto ]]''''' – Ebraismo rabbinico e Nuovo Testamento
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|settembre 2020|breve}}
|-
| 7 || '''''[[Immagini interpretative del Gesù storico]]''''' – Un ebreo carismatico in Galilea
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|maggio 2021|breve}}
|-
| 8 || '''''[[Cambiamento e transizione nell'Impero Romano]]''''' – Trasformazione nella società romana del III secolo
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|giugno 2021|breve}}
|-
| 9 || '''''[[Interpretazione della realtà]]''''' – Percezioni e consapevolezza individuale
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|gennaio 2022|breve}}
|-
| 10 || '''''[[Il significato della vita]]''''' – Eudaimonia e lo stato mentale della felicità
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|gennaio 2022|breve}}
|-
| 11 || '''''[[Esistenzialismo shakespeariano]]''''' – William Shakespeare e la filosofia esistenziale
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|gennaio 2022|breve}}
|-
| 12 || '''''[[Sorpresa]]!''''' – Israele e la Guerra dello Yom Kippur
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|aprile 2022|breve}}
|-
| 13 || '''''[[Storia e memoria]]''''' – Il ruolo del passato nella costruzione dell'identità ebraica
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|luglio 2022|breve}}
|-
| 14 || '''''[[Rivelazione e impegno esistenziale]]''''' – Il testo sacro come guida di vita
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|agosto 2022|breve}}
|-
| 15 || '''''[[Saeculum Mirabilis]]''''' – Albert Einstein e l'internazionalismo liberale del XX secolo
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|dicembre 2022|breve}}
|-
| 16 || '''''[[La Coscienza di Levinas]]''''' — La filosofia di Emmanuel Levinas
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|maggio 2023|breve}}
|-
| 17 || '''''[[Filosofia del Cosmo]]''''' — Universo e Mente Infinita
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|gennaio 2023|breve}}
|-
| 18 || '''''[[Memoria culturale e concettualizzazione antica dei sogni]]''''' — Sognare a Roma duemila anni fa
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|aprile 2023|breve}}
|-
| 19 || '''''[[Sovranità Ebraica]]''''' — Religione, Sionismo e Identità Nazionale
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|dicembre 2023|breve}}
|-
| 20 || '''''[[La teologia di Heschel]]''''' — Introduzione a Abraham Joshua Heschel
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|novembre 2023|breve}}
|-
| 21 || '''''[[La vita e... tutto quanto]]''''' — Scienza, Religione, Significato
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|novembre 2023|breve}}
|-
| 22 || '''''[[Protestando in musica]]''''' — Bob Dylan e la canzone di protesta
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|dicembre 2023|breve}}
|-
| 23 || '''''[[Reminiscenze trascorse]]''''' — Alla ricerca di ricordi e ispirazioni nel modernismo letterario
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|gennaio 2024|breve}}
|-
| 24 || '''''[[Ridere per ridere]]''''' — La psicologia dell'umorismo
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|febbraio 2024|breve}}
|-
| 25 || '''''[[I due mondi dell'ebraismo]]''''' — ''olam ha-zeh v’olam ha-ba'' (עולם הזה — העולם הבא)
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|marzo 2024|breve}}
|-
| 26 || '''''[[Umorismo ebraico e storielle yiddish]]''''' — Manuale d'uso
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|aprile 2024|breve}}
|-
| 27 || '''''[[Nostalgia poetica]]''''' — L'esperienza nostalgica nella narrativa moderna
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|marzo 2025|breve}}
|-
| 28 || '''''[[Connessioni]]''''' — Ebraismo, antisemitismo e Shoah
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|luglio 2025|breve}}
|-
| 29 || '''''[[Una storia dell'ebraismo]]''''' — Origini & Sviluppi Antichi
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|luglio 2025|breve}}
|-
| 30 || '''''[[Medioevo ebraico in Europa]]''''' — Schemi, Temi, Problemi
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|agosto 2025|breve}}
|-
| 31 || '''''[[Guerra lampo]]''''' — I Sei Giorni di Israele (giugno 1967) {{Lang|he|מלחמת ששת הימים}}
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|ottobre 2025|breve}}
|-
| 32 || '''''[[Moshe Dayan]]''''' — La forza di esistere
| style="text-align: center;" | {{Stage|100%|dicembre 2025|breve}}
|}
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Umap guida all'uso/Creare popup multimediali
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Tag annidati male
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wikitext
text/x-wiki
{{Umap guida all'uso}}
[https://wiki.cartocite.fr/doku.php?id=umap:5_-_je_cree_des_infobulles_multimedia Testo originale], [https://nilocram.wordpress.com/2021/07/24/creare-finestre-pop-up-multimediali-in-umap/ traduzione italiana] di Roberto Marcolin.
In questa lezione impareremo a:
* Formattare il testo della finestra pop-up
* Aggiungere un link verso una pagina web
* Inserire una foto e definire le sue dimensioni
* Incorporare un video
Abbiamo visto nel tutorial [[Umap guida all'uso/Come consultare una mappa|Come consultare una mappa uMap]] come associare un nome e una descrizione ad un elemento della mappa. Questo nome e la descrizione vengono visualizzati in una finestra pop-up che compare quando si clicca sull’elemento.
[[File:Formattazione-testo-UMAp.png|center|Esempi di formattazione del testo]]
Il contenuto di questa finestra pop-up può essere arricchito in diversi modi:
* formattando il testo: titoli, grassetto e corsivo
* inserendo uno o più link ad una pagina web
* inserendo un’immagine o un video
La formattazione di una finestra pop-up richiede l’utilizzo della sintassi mostrata qui sopra che compare cliccando sul punto interrogativo visibile a destra dell’intestazione '''descrizione'''.
== Formattare il testo di una finestra pop-up ==
Un esempio è meglio di una lunga spiegazione: la descrizione sotto produce la finestra pop-up sulla destra.
<gallery>
Sintassi-formattazione-UMap.png|Esempio di sintassi di formattazione
Esempio-formattazione UMap.png|Come compare l'esempio
</gallery>
Osserva i seguenti punti:
* una riga che inizia con # definisce una riga del titolo, è necessario inserire uno '''spazio''' tra il carattere # e il testo del titolo
* un’area '''vuota''' viene aggiunta automaticamente sotto ogni titolo
* è possibile combinare grassetto e corsivo utilizzando ***
* trascinando il triangolo in basso a destra si ingrandisce il campo di inserimento
== Aggiungere un link verso una pagina web ==
Torniamo alla [http://u.osmfr.org/m/64936/ mappa delle nostre vacanze a Crozon]. Il 3° giorno di vacanza un forte vento di ponente ci ha portato ad Anse de Morgat, ben riparata dal vento. Decidiamo di documentare questa visita sulla mappa. Aggiungiamo un indicatore sulla mappa, quindi scopriamo con interesse l’articolo di Wikipedia su Morgat: https://fr.wikipedia.org/wiki/Morgat.
[[File:Morgat1-UMap.png|thumb|Descrizione con link]]
Per aggiungere '''un link all’articolo''' alla nostra finestra pop-up, è sufficiente copiare l’indirizzo della pagina web, visualizzato nella barra degli indirizzi del browser e inserirlo tra '''doppie parentesi quadre'''. La finestra pop-up sulla destra corrisponde alla descrizione di seguito:
<syntaxhighlight>
Morgat è un antico villaggio di pescatori.
Articolo di Wikipedia:
[[https://fr.wikipedia.org/wiki/Morgat]]
</syntaxhighlight>
[[File:Morgat2-UMap.png|thumb|Descrizione con link nascosto]]
Possiamo anche '''nascondere l’indirizzo''' del collegamento e sostituirlo con un testo. Per fare ciò, segui semplicemente l’indirizzo con una barra verticale<ref>AltGr + 6 su una tastiera francese</ref> e il testo:
<syntaxhighlight>
Morgat è un antico villaggio di pescatori.
[[w:fr:Morgat|Articolo di Wikipedia]]
</syntaxhighlight>
Questa forma è particolarmente utile per indirizzi lunghi.
==Inserire un'immagine==
uMap non consente l’archiviazione delle immagini, ma può visualizzare le foto pubblicate su un server web.
[[File:Morgat-immagine-umap.png|thumb|Popup di descrizione con immagine]]
L’articolo di Wikipedia mostra una bellissima foto di Anse de Morgat. Le foto visibili su Wikipedia sono sotto licenza libera [https://creativecommons.org/ Creative Commons], quindi possiamo utilizzare questa foto. Per questo dobbiamo:
# copiare '''l’indirizzo dell’immagine''' (questa operazione è accessibile nel menu visualizzato cliccando sulla foto con il tasto destro del mouse)
# mettere questo indirizzo tra doppie parentesi graffe:
<syntaxhighlight>
Morgat è un antico villaggio di pescatori.
{{https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/22/Morgat_8006.jpg/330px-Morgat_8006.jpg}}
[[w:fr:Morgat|Articolo Wikipedia]]
</syntaxhighlight>
===Visualizzare le tue foto ===
Se hai un server puoi usarlo per archiviare le tue foto oppure puoi salvarle su un servizio cloud.
===Modificare le dimensioni di un'immagine===
[[File:Stile popup umap.png|thumb|Finestra di dialogo per definire le azioni dei popup]]
La dimensione della foto è limitata dalla dimensione della finestra di pop-up. Per '''ingrandire un’immagine''' è necessario utilizzare una finestra di pop-up più grande. Per fare questo, apri la scheda ''Default interaction options'', clicca su ''Definisci'' di fianco a ''Forma del Popup'', quindi scegli '''Popup (grande)'''.
All’inverso puoi '''ridurre le dimensioni di un’immagine''', facendo seguire il link alla foto da una barra verticale e un numero che definisce la '''larghezza in pixel''' dell’immagine, ad esempio:
<nowiki>{{https://framapic.org/xxx/yyy.jpg|400}}</nowiki>
===Collegare un’immagine al link di una pagina web===
È possibile incorporare un’immagine che apre una pagina Web quando l’utente ci clicca sopra. In realtà si tratta di creare un collegamento a una pagina web (sintassi <nowiki>[[link | text]]</nowiki> ), utilizzando come testo il collegamento a un’immagine (sintassi <nowiki>{{image}}</nowiki> ). Ecco un esempio con il sito e il logo di Framasoft:
<nowiki>[[https://framasoft.org/| {{https://framasoft.org/nav/img/logo.png}}]]</nowiki>
==Inserire un video==
L’inserimento di un video è più complesso. Infatti il browser web ha bisogno di un player per visualizzare un video. I siti di condivisione video come Youtube, DailyMotion o '''[https://framatube.org/ Framatube]''' di Framasoft offrono un collegamento per ogni video che consente di incorporarlo in un’altra pagina Web utilizzando un ''iframe''.
Troviamo su YouTube un [https://www.youtube.com/watch%3Fv%3DsKvjd8bGsZM video delle Grotte Marine di Morgat], visitabili in barca. Per incorporare questo video in una finestra pop-up, segui questi passaggi:
* sotto il video clicca su Condividi e poi su Incorpora
* copia l’indirizzo dopo src = (senza le virgolette), nota che ha il termine ''embed'' che significa ''incorporare''
[[File:Embed video umap.png|center|Finestra di embeb video in una mappa]]
* incolla questo indirizzo tra triple '''parentesi graffe''' nella descrizione comando: <nowiki>‘{{{https://www.youtube.com/embed/sKvjd8bGsZM}}}‘</nowiki>
* per un miglior risultato usa uno stile popup grande, annota l’altezza e la larghezza e imposta la dimensione ''dell’iframe'' sugli stessi valori:
<nowiki>{{{https://www.youtube.com/embed/sKvjd8bGsZM|315*560}}}</nowiki>
Ecco il risultato, il video può essere visualizzato direttamente nella nostra finestra pop-up:
[[File:Video immagine umap.png|center|Anteprima video in una etichetta UMap]]
== Facciamo il punto ==
Ora abbiamo tutti gli elementi per produrre una bella mappa, con elementi stilizzati e finestre pop-up che li descrivono con contenuti formattati e multimediali: link, foto e video.
La sintassi per la formattazione di una finestra pop-up è un po’ complessa, ma la buona notizia è che questa stessa sintassi può essere utilizzata su uMap in altri due posti:
* la descrizione della mappa, definita nel menu '''Modifica impostazioni della mappa'''
* la descrizione dei '''livelli''', che scopriremo nel [[Umap guida all'uso/Organizzare una mappa con i livelli|prossimo tutorial]].
==Note==
<references/>
{{Avanzamento|100%|23 gennaio 2022}}
[[Categoria:Umap guida all'uso]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Putignano/Putignano - Chiesa di San Domenico
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2026-04-06T23:18:08Z
VoceUmana7
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Pietro De Simone
* '''Anno:''' 1754
* '''Restauri/modifiche:''' Vegezzi-Bossi (2009, restauro e ripristino delle caratteristiche originarie)
* '''Registri:''' 11
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Tastiere:''' 1 di 48 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'', senza ''Do#<sup>1</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 12 note (''Do<sup>1</sup>''-Si''<sup>1</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''''Manuale'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decima nona || 1.1/3'
|-
|Vigesima seconda || 1'
|-
|Vigesimasesta || 2/3'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Flauto in VIII || 4'
|-
|Flauto in XV || 2'
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Contrabbasso || 16' al pedale
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Diventare un bibliotecario educatore all'università/La funzione educativa della biblioteca
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Hippias
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wikitext
text/x-wiki
{{Diventare un bibliotecario educatore all'università}}
[[Categoria:Diventare un bibliotecario educatore all'università|La funzione educativa della biblioteca]]
== La funzione educativa della biblioteca ==
Se volessimo tentare un esame di alcuni elementi che hanno accelerato la trasformazione della biblioteca universitaria in centro di apprendimento che esercita quotidianamente la sua funzione educativa sia formale che non-formale, potremmo concentrarci su tre punti fondamentali:
# '''variazioni del modello educativo''' pervenute dalla nuova concezione europea di spazio dell’educazione superiore e universitaria che stabilisce innovativi orizzonti per la formazione, al fine di attivare un sistema efficace di trasversalità e condivisione dei diversi saperi e delle discipline che si svolgono non più solamente in aula, bensì comprendono anche attività didattiche integrate (formali/informali, a piccoli gruppi, in presenza o a distanza). Il curriculum universitario non si basa più su “Conoscenza e capacità di comprensione” ma comprende anche ”Capacità di applicare conoscenza e comprensione”, “Autonomia di giudizio”, secondo quando indicato dai “ [https://www.uniba.it/it/ateneo/presidio-qualita/pqa/Veterinaria_2sd.pdf Descrittori di Dublino]” che sostengono e perseguono lo sviluppo di abilità legate all’apprendimento auto-diretto e autonomo;
# '''risultati raggiunti nei vari campi riferiti delle ''''literacy''''''' '''grazie all'utilizzo del ''web 2.0'' e alla diffusione delle ''Tecnology Information'' and ''Comunication'' (TIC)''' che ha permesso, anche nella biblioteca universitaria, di integrare i tradizionali servizi con le collezioni elettroniche e i patrimoni digitalizzati, a favore di studenti, ricercatori e docenti sempre più in grado di sperimentare ogni tipo di applicazione digitale. La biblioteca diventa quindi un centro di apprendimento collaborativo e uno spazio professionale (Luperi, 2020), nel quale ogni categoria di pubblico utilizza innovativi servizi, in vista di una rivisitazione comune delle discipline conosciute e di una nuova tipologia di elaborazione dei risultati della ricerca;
# '''pianificazione di progettie di attività promosse dalla biblioteca incorporati negli studi''' e accompagnati dall'attribuzione di crediti formativi universitari (CFU), legati all’''''''Information'' e visual literacy'''', secondo quanto indicato dalle Raccomandazioni del ''ACRL(Association College Research libraries)'' del 2011 e sostituite dal documento di accompagnamento al quadro [https://www.ala.org/acrl/sites/ala.org.acrl/files/content/standards/Framework_Companion_Visual_Literacy.pdf ACRL per l'alfabetizzazione informativa nell'istruzione superiore e l'alfabetizzazione visiva] (aprile 2022), che mettono in risalto l’azione educativa giocata dalla biblioteca e dal suo staff, composto da figure professionali che guideranno i frequentatori dell'istituzione, reali o virtuali, allo sviluppo di un pensiero critico che permetta loro di acquisire competenze legate alla valutazione dei contenuti digitali, in vista di della realizzazione di quell'apprendimento permanente che risulta ormai indispensabile nello sviluppo personale e sociale di ogni cittadino attivo. Il concetto di alfabetizzazione informativa però è molto articolato e comprende sia competenze che devono essere acquisite a livello disciplinare, sia il perfezionamento di abilità universali come quelle di lettura e scrittura.
''''
Nella ''[[w:Societ%C3%A0_della_conoscenza|knowledge society']]' imparare ad apprendere diventerà una risorsa strategica della vita, non solamente universitaria, e il ruolo svolto dal bibliotecario educatore risulta essere decisivo. L’apprendimento è divenuto quindi l’elemento centrale su cui ripensare la futura organizzazione della società; nell’arco di qualche decennio è cambiato il rigido paradigma di scansione della vita e siamo ormai pienamente immersi in un modello intermittente, in cui a momenti di didattica tradizionale si alternano momenti più informali, come la partecipazione a una ''''call'''' o a un ''''Webinar'''' organizzato proprio dalla biblioteca. L’attuale contesto conoscitivo si fonda quindi su sistemi sempre più aperti di costruzione e circolazione della conoscenza che, opportunamente adattata e ridefinita a livello cognitivo, permettono all’individuo di conseguire i propri obiettivi intellettuali ma anche professionali, con il supporto costante, a ogni età e livello di studi, del bibliotecario educatore formatore e in molti casi anche “facilitatore esperto”(De Sario, 2015) alla ricerca di integrazioni tra fattori umani, gestionali e relazionali.
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Biologia per il liceo/I funghi
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text/x-wiki
{{avanzamento|100%}}
{{Biologia per il liceo}}
<!-- #RINVIA [[Biologia per il liceo/I funghi/Sintesi]]-->
== Introduzione ==
I funghi, un tempo considerati organismi simili alle piante, sono più strettamente imparentati con gli animali che con le piante. I funghi non sono in grado di fare la fotosintesi: sono eterotrofi perché usano composti organici complessi come fonti di energia e carbonio. I funghi condividono alcune altre caratteristiche con gli animali. Le loro pareti cellulari sono composte da chitina, che si trova negli esoscheletri degli artropodi. I funghi producono una serie di pigmenti, tra cui la melanina, che si trova anche nei peli e nella pelle degli animali. Come gli animali, anche i funghi immagazzinano carboidrati come glicogeno. Tuttavia, come i batteri, i funghi assorbono i nutrienti attraverso la superficie cellulare e agiscono come decompositori, aiutando a riciclare i nutrienti scomponendo i materiali organici in molecole semplici.
Alcuni organismi fungini si moltiplicano solo asessualmente, mentre altri subiscono sia la riproduzione asessuata che quella sessuale con alternanza di generazioni. La maggior parte dei funghi produce un gran numero di '''spore''' , che sono cellule aploidi che possono subire mitosi per formare individui multicellulari e aploidi.
I funghi spesso interagiscono con altri organismi, formando associazioni benefiche o mutualistiche. Ad esempio, la maggior parte delle piante terrestri forma relazioni simbiotiche con i funghi. Le radici della pianta si collegano alle parti sotterranee del fungo, che formano '''micorrize''' . Attraverso le micorrize, il fungo e la pianta si scambiano nutrienti e acqua, aiutando notevolmente la sopravvivenza di entrambe le specie. In alternativa, i licheni sono un'associazione tra un fungo e il suo partner fotosintetico (solitamente un'alga).
I funghi causano anche gravi infezioni nelle piante e negli animali. Ad esempio, la grafiosi dell'olmo, causata dal fungo ''Ophiostoma ulmi'' , è un tipo di infestazione fungina particolarmente devastante che distrugge molte specie autoctone di olmo ( ''Ulmus'' sp.) infettando il sistema vascolare dell'albero. Il coleottero della corteccia dell'olmo funge da vettore, trasmettendo la malattia da un albero all'altro. Introdotto accidentalmente nel 1900, il fungo ha decimato gli olmi in tutto il continente. Molti olmi europei e asiatici sono meno sensibili alla grafiosi dell'olmo rispetto agli olmi americani.
Negli esseri umani, le infezioni fungine sono generalmente considerate difficili da trattare. A differenza dei batteri, i funghi non rispondono alla tradizionale terapia antibiotica, poiché sono eucarioti. Le infezioni fungine possono rivelarsi mortali per gli individui con sistemi immunitari compromessi.
I funghi hanno molte applicazioni commerciali. L'industria alimentare usa i lieviti nella panificazione, nella produzione di birra e nella produzione di formaggi e vini. Molti composti industriali sono sottoprodotti della fermentazione fungina. I funghi sono la fonte di molti enzimi e antibiotici commerciali.
Sebbene gli esseri umani abbiano utilizzato lieviti e funghi fin dalla preistoria, fino a poco tempo fa la biologia dei funghi era poco compresa. Infatti, fino alla metà del XX secolo, molti scienziati classificavano i funghi come piante! I funghi, come le piante, sono per lo più sessili e apparentemente radicati in un luogo. Possiedono una struttura simile a uno stelo simile alle piante, oltre ad avere un micelio fungino simile a una radice nel terreno. Inoltre, il loro modo di nutrirsi era poco compreso. Il progresso nel campo della biologia fungina è stato il risultato della '''micologia''' : lo studio scientifico dei funghi. Sulla base di prove fossili, i funghi sono stati trovati nell'era Devoniana, circa 410 milioni di anni fa. Tuttavia, nuove scoperte potrebbero collocare la comparsa dei primi funghi durante l'era Neoproterozoica, circa 900 milioni di anni fa. L'analisi della biologia molecolare del genoma fungino dimostra che i funghi sono più strettamente imparentati con gli animali che con le piante. Secondo alcune filogenesi sistematiche attuali, continuano a essere un gruppo monofiletico di organismi.
== Struttura e funzione cellulare ==
I funghi sono eucarioti e, in quanto tali, hanno un'organizzazione cellulare complessa. Come eucarioti, le cellule fungine contengono un nucleo delimitato da membrana. Il DNA nel nucleo è rappresentato da più molecole lineari avvolte attorno a proteine istoniche, come si osserva in altre cellule eucariotiche. Alcuni tipi di funghi hanno strutture genomiche accessorie paragonabili ai plasmidi batterici (loop di DNA); tuttavia, il trasferimento orizzontale di informazioni genetiche che avviene tra un batterio e l'altro si verifica raramente nei funghi. Le cellule fungine contengono anche mitocondri e un complesso sistema di membrane interne, tra cui il reticolo endoplasmatico e l'apparato di Golgi.
A differenza delle cellule vegetali, le cellule fungine non hanno cloroplasti o clorofilla. Molti funghi mostrano colori vivaci derivanti da altri pigmenti cellulari, che vanno dal rosso al verde al nero. La velenosa ''Amanita muscaria'' (amanita muscaria) è riconoscibile dal suo cappello rosso vivo con macchie bianche ( Figura sotto). I pigmenti nei funghi sono associati alla parete cellulare e svolgono un ruolo protettivo contro le radiazioni ultraviolette. Alcuni pigmenti fungini sono tossici per gli esseri umani.
[[File:Fliegenpilz fly agaric Amanita muscaria.JPG|centro|miniatura|715x715px|Amanita. La velenosa ''Amanita muscaria'' è originaria delle regioni temperate e boreali del Nord America]]
Come le cellule vegetali, le cellule fungine hanno una parete cellulare spessa. Gli strati rigidi delle pareti cellulari fungine contengono polisaccaridi complessi chiamati ''chitina'' e ''glucani'' . La chitina '''(N-acetil-D-glucosamina)''' , presente anche nell'esoscheletro di artropodi come gli insetti, conferisce resistenza strutturale alle pareti cellulari dei funghi. La parete fornisce supporto strutturale e protegge la cellula dalla disidratazione e da alcuni predatori. I funghi hanno membrane plasmatiche simili a quelle di altri eucarioti, tranne per il fatto che la struttura è stabilizzata dall'ergosterolo '':'' una molecola steroidea che sostituisce il colesterolo presente nelle membrane cellulari animali. La maggior parte dei membri del regno Fungi è immobile. Tuttavia, i flagelli sono prodotti dalle spore e dai gameti nel primitivo Phylum Chytridiomycota.
=== Crescita ===
Il corpo vegetativo di un fungo è un ''tallo'' unicellulare o multicellulare . I funghi unicellulari sono chiamati lieviti. I funghi multicellulari producono ''ife'' filiformi (ife singolari). I funghi dimorfici possono cambiare dallo stato unicellulare a quello multicellulare a seconda delle condizioni ambientali. ''Saccharomyces cerevisiae'' (lievito di birra) e le specie ''di Candida'' (gli agenti del mughetto, una comune infezione fungina) sono esempi di funghi unicellulari ( Figura sotto).
[[File:Asco Candida albicans.jpg|centro|miniatura|638x638px|Candida albicans. ''Candida albicans'' è una cellula di lievito e l'agente della ''candidosi'' e ''del mughetto'' . Questo organismo ha una morfologia simile ai batteri del cocco; tuttavia, il lievito è un organismo eucariotico (notare il nucleo)]]
La maggior parte dei funghi sono organismi multicellulari. Presentano due distinti stadi morfologici: vegetativo e riproduttivo. Lo stadio vegetativo è costituito da un groviglio di ife, mentre lo stadio riproduttivo può essere più evidente. La massa di ife è un '''micelio''' ( Figura sotto). Può crescere su una superficie, nel terreno o in materiale in decomposizione, in un liquido o persino su tessuto vivente. Sebbene le singole ife debbano essere osservate al microscopio, il micelio di un fungo può essere molto grande, con alcune specie che sono davvero "il fungo gigante". Il gigantesco ''Armillaria solidipes'' (fungo del miele) è considerato il più grande organismo sulla Terra, diffuso su oltre 2.000 acri di terreno sotterraneo nell'Oregon orientale; si stima che abbia almeno 2.400 anni.
[[File:Oyster mushroom (Pleurotus ostreatus) mycelium in petri dish on coffee grounds.JPG|centro|miniatura|671x671px|Un micelio fungino di ''Pleurotus ostreatus'']]
La maggior parte delle ife fungine sono divise in cellule separate da ''pareti terminali'' chiamate '''setti''' (singolare, '''setto''' ) ( Figura sotto a, c). Nella maggior parte dei phyla di funghi, piccoli fori nei setti consentono il rapido flusso di nutrienti e piccole molecole da una cellula all'altra lungo l'ifa. Sono descritti come ''setti perforati'' . Le ife nelle muffe del pane (che appartengono al phylum Zygomycota) non sono separate da setti. Invece, sono formate da grandi cellule contenenti molti nuclei (multinucleate), una disposizione descritta come ''ife cenocitiche'' ( Figura sotto b).
[[File:Ife_fungine_-_schema.png|centro|miniatura|673x673px|Ife fungine. Le ife fungine possono essere (a) settate o (b) cenocitiche (ceno- = "comune"; -citico = "cellula") con molti nuclei presenti in una singola ifa. Una micrografia in campo chiaro di (c) ''Phialophora richardsiae'' mostra setti che dividono le ife]]
I funghi prosperano in ambienti umidi e leggermente acidi e possono crescere in luoghi bui o esposti alla luce. Variano nel loro fabbisogno di ossigeno. La maggior parte dei funghi sono '''aerobi obbligati''' , che necessitano di ossigeno per sopravvivere. Altre specie, come i membri dei Chytridiomycota che risiedono nel rumine dei bovini, sono '''anaerobi obbligati''' , in quanto utilizzano solo la respirazione anaerobica perché l'ossigeno interrompe il loro metabolismo o li uccide. I lieviti sono intermedi, essendo '''anaerobi facoltativi''' . Ciò significa che crescono meglio in presenza di ossigeno utilizzando la respirazione aerobica, ma possono sopravvivere utilizzando la respirazione anaerobica quando l'ossigeno non è disponibile. L'alcol prodotto dalla fermentazione del lievito è utilizzato nella produzione di vino e birra.
=== Nutrizione ===
Come gli animali, i funghi sono eterotrofi; usano composti organici complessi come fonte di carbonio, piuttosto che fissare l'anidride carbonica dall'atmosfera come fanno alcuni batteri e la maggior parte delle piante. Inoltre, i funghi non fissano l'azoto dall'atmosfera. Come gli animali, devono ottenerlo dalla loro dieta. Tuttavia, a differenza della maggior parte degli animali, che ingeriscono cibo e poi lo digeriscono internamente in organi specializzati, i funghi eseguono questi passaggi nell'ordine inverso; la digestione precede l'ingestione. Innanzitutto, ''gli esoenzimi'' vengono trasportati fuori dalle ife, dove elaborano i nutrienti nell'ambiente. Quindi, le molecole più piccole prodotte da questa ''digestione esterna'' vengono assorbite attraverso l'ampia superficie del micelio. Come per le cellule animali, il polisaccaride di riserva è ''il glicogeno'' , un polisaccaride ramificato, piuttosto che l'amilopectina, un polisaccaride meno densamente ramificato, e l'amilosio, un polisaccaride lineare, come si trova nelle piante.
I funghi sono per lo più '''saprofiti''' (saprofita è un termine equivalente): organismi che ricavano i nutrienti dalla materia organica in decomposizione. Ottengono i loro nutrienti da materiale organico morto o in decomposizione derivato principalmente dalle piante. Gli esoenzimi fungini sono in grado di scomporre composti insolubili, come la cellulosa e la lignina del legno morto, in molecole di glucosio facilmente assorbibili. Il carbonio, l'azoto e altri elementi vengono così rilasciati nell'ambiente. Grazie ai loro vari percorsi metabolici, i funghi svolgono un importante ruolo ecologico e vengono studiati come potenziali strumenti nella ''biorisanamento'' di ecosistemi danneggiati chimicamente. Ad esempio, alcune specie di funghi possono essere utilizzate per scomporre il gasolio e gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA). Altre specie assorbono metalli pesanti, come cadmio e piombo.
Alcuni funghi sono parassiti e infettano piante o animali. La fuliggine e la grafiosi dell'olmo colpiscono le piante, mentre il piede d'atleta e la candidosi (mughetto) sono infezioni fungine importanti dal punto di vista medico negli esseri umani. In ambienti poveri di azoto, alcuni funghi ricorrono alla predazione di nematodi (piccoli vermi cilindrici non segmentati). Infatti, le specie di funghi ''Arthrobotrys'' hanno una serie di meccanismi per intrappolare i nematodi: un meccanismo comporta la costrizione degli anelli all'interno della rete di ife. Gli anelli si gonfiano quando toccano il nematode, afferrandolo saldamente. Il fungo quindi penetra nel tessuto del verme estendendo ife specializzate chiamate '''austori''' . Molti funghi parassiti possiedono austori, poiché queste strutture penetrano nei tessuti dell'ospite, rilasciano enzimi digestivi all'interno del corpo dell'ospite e assorbono i nutrienti digeriti.
== Riproduzione ==
I funghi si riproducono sessualmente e/o asessualmente. Alcuni funghi si riproducono sia sessualmente che asessualmente, mentre altri funghi si riproducono solo asessualmente (per mitosi).
Sia nella riproduzione sessuale che in quella asessuata, i funghi producono spore che si disperdono dall'organismo genitore, sia fluttuando nel vento, sia agganciandosi a un animale. Le spore fungine sono più piccole e leggere dei semi delle piante. Ad esempio, il fungo gigante vescia di lupo ''Lycoperdon perlatum'' scoppia e rilascia trilioni di spore in una nube enorme di quella che sembra polvere finemente particellare. L'enorme numero di spore rilasciate aumenta la probabilità di atterrare in un ambiente che ne favorirà la crescita ( Figura sotto).
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|[[File:Lycoperdon perlatum, Common Puffball, UK , 2.jpg|centro|senza_cornice|433x433px]]
|[[File:Lycoperdon perlatum, Hartelholz, Múnich, Alemania, 2020-12-01, DD 245-299 FS.jpg|centro|senza_cornice|331x331px]]
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| colspan="2" |''Lycoperdon perlatum'' e spore. Il fungo (a) vescia rilascia (b) una nuvola di spore quando raggiunge la maturità
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=== Riproduzione asessuale ===
I funghi si riproducono asessualmente per ''frammentazione, gemmazione'' o ''produzione di spore'' . I frammenti di ife possono far crescere nuove colonie. Le cellule somatiche nel lievito formano gemme. Durante la gemmazione (un tipo espanso di citochinesi), si forma un rigonfiamento sul lato della cellula, il nucleo si divide mitoticamente e la gemma alla fine si stacca dalla cellula madre ( Figura 24.7 ).
[[File:Histopathology of Histoplasma capsulatum, GMS stain.jpg|centro|miniatura|649x649px|Gemmazione in ''Histoplasma'' . Le cellule scure in questa micrografia in campo chiaro sono il lievito patogeno ''Histoplasma capsulatum,'' visto su uno sfondo di tessuto azzurro. Histoplasma infetta principalmente i polmoni ma può diffondersi ad altri tessuti, causando istoplasmosi, una malattia potenzialmente fatale]]
La modalità più comune di riproduzione asessuata è attraverso la formazione di spore asessuate, che sono prodotte da un singolo ''tallo'' individuale (attraverso la mitosi) e sono geneticamente identiche al tallo genitore ( Figura sotto). Le spore consentono ai funghi di espandere la loro distribuzione e colonizzare nuovi ambienti. Possono essere rilasciate dal tallo genitore sia all'esterno che all'interno di uno speciale sacco riproduttivo chiamato '''sporangio.'''
[[File:Generico_ciclo_vitale_dei_funghi.png|centro|miniatura|579x579px|Ciclo vitale generalizzato dei funghi. I funghi possono avere sia fasi di riproduzione asessuale che sessuale]]
Esistono molti tipi di spore asessuali. '''Le conidiospore''' sono spore unicellulari o multicellulari che vengono rilasciate direttamente dalla punta o dal lato dell'ifa. Altre spore asessuali hanno origine dalla frammentazione di un'ifa per formare singole cellule che vengono rilasciate come spore; alcune di queste hanno una parete spessa che circonda il frammento. Altre ancora gemmano dalla cellula madre vegetativa. A differenza delle conidiospore, le sporangiospore vengono prodotte direttamente da uno sporangio ( Figura 24.9 ).[[File:Mature sporangium of a Mucor sp. fungus.jpg|centro|miniatura|589x589px|Sporangiospore. Questa micrografia in campo chiaro mostra il rilascio di spore da uno sporangio all'estremità di un'ifa, chiamato sporangioforo. L'organismo è un fungo ''Mucor'' sp., una muffa che si trova spesso in ambienti chiusi.]]
=== Riproduzione sessuale ===
La riproduzione sessuale introduce una variazione genetica in una popolazione di funghi. Nei funghi, ''la riproduzione sessuale'' avviene spesso in risposta a condizioni ambientali avverse. Durante la riproduzione sessuale, vengono prodotti due ''tipi di accoppiamento'' . Quando entrambi i tipi di accoppiamento sono presenti nello stesso micelio, si parla di '''omotallico''' o autofertile. I miceli '''eterotallici''' richiedono due miceli diversi, ma compatibili, per riprodursi sessualmente.
Sebbene vi siano molte varianti nella riproduzione sessuale fungina, tutte includono le seguenti tre fasi ( Figura 24.8 ). Innanzitutto, durante '''la plasmogamia''' (letteralmente, "matrimonio o unione del citoplasma"), due cellule aploidi si fondono, portando a una fase dicariotica in cui due nuclei aploidi coesistono in una singola cellula. Durante '''la cariogamia''' ("matrimonio nucleare"), i nuclei aploidi si fondono per formare un nucleo diploide dello zigote. Infine, la meiosi avviene negli organi gametangi (singolare, gametangio), in cui vengono generati gameti di diversi tipi di accoppiamento. In questa fase, le spore vengono disseminate nell'ambiente.
== Classificazioni dei funghi ==
Il regno Fungi contiene cinque phyla principali che sono stati stabiliti in base alla loro modalità di riproduzione sessuale o utilizzando dati molecolari. I funghi non correlati che si riproducono senza un ciclo sessuale, un tempo erano collocati per comodità in un sesto gruppo, i Deuteromycota, chiamato "phylum di forma", perché superficialmente sembravano essere simili, un gruppo '''polifiletico''' (gruppo di organismi di origine evolutiva mista). Tuttavia, la maggior parte dei micologi ha interrotto questa pratica. I rapidi progressi nella biologia molecolare e il sequenziamento dell'rRNA 18S (RNA ribosomiale) continuano a mostrare relazioni nuove e diverse tra le varie categorie di funghi.
I cinque veri phylum di funghi sono i Chytridiomycota (Chitridi), gli Zygomycota (funghi coniugati), gli Ascomycota (funghi a sacco), i Basidiomycota (funghi claviformi) e il phylum Glomeromycota recentemente descritto ( Figura sotto ).
[[File:Phyla_dei_funghi.png|centro|miniatura|753x753px|Phyla fungini. Nota: “-mycota” è usato per designare un phylum mentre “-mycetes” denota formalmente una classe o è usato informalmente per riferirsi a tutti i membri del phylum]]
=== Chytridiomycota: I Chitridi ===
L'unica classe nel Phylum Chytridiomycota è quella dei '''Chytridiomycetes''' . I chytridi sono gli Eumycota più semplici e primitivi, o veri funghi. La documentazione evolutiva mostra che i primi chytridi riconoscibili sono comparsi durante il tardo periodo precambriano, più di 500 milioni di anni fa. Come tutti i funghi, i chytridi hanno chitina nelle loro pareti cellulari, ma un gruppo di chytridi ha sia cellulosa che chitina nella parete cellulare. La maggior parte dei chytridi è unicellulare; tuttavia, alcuni formano organismi multicellulari e ife, che non hanno setti tra le cellule (cenocitici). I chytridi sono gli unici funghi che hanno mantenuto i flagelli. Producono sia gameti che zoospore diploidi che nuotano con l'aiuto di un singolo flagello. Una caratteristica insolita dei chytridi è che sia i gameti maschili che quelli femminili sono flagellati.
L'habitat ecologico e la struttura cellulare dei chitridi hanno molto in comune con i protisti. I chitridi di solito vivono in ambienti acquatici, sebbene alcune specie vivano sulla terraferma. Alcune specie prosperano come parassiti di piante, insetti o anfibi ( Figura sotto), mentre altre sono saprobe. La specie di chitridi ''Allomyces'' è ben caratterizzata come organismo sperimentale. Il suo ciclo riproduttivo include sia fasi asessuali che sessuali. ''Allomyces'' produce zoospore flagellate diploidi o aploidi in uno sporangio.
[[File:Batrachochytrium dendrobatidis.jpg|centro|miniatura|797x797px|Chitridi. Il chitride ''Batrachochytrium dendrobatidis'' è visibile in queste micrografie ottiche come sfere trasparenti che crescono su (a) un artropode d'acqua dolce (acaro acquatico) e (b) un'alga. Questo chytrid causa malattie della pelle in molte specie di anfibi, con conseguente declino ed estinzione delle specie]]
=== Zygomycota: i funghi coniugati ===
Gli zigomiceti sono un gruppo relativamente piccolo di funghi appartenenti al phylum '''Zygomycota''' . Includono la nota muffa del pane, ''Rhizopus stolonifer'' , che si propaga rapidamente sulle superfici di pane, frutta e verdura. La maggior parte delle specie sono saprobi, che vivono di materiale organico in decomposizione; alcune sono parassiti, in particolare di insetti. Gli zigomiceti svolgono un ruolo commerciale considerevole. Ad esempio, i prodotti metabolici di alcune specie di ''Rhizopus'' sono intermedi nella sintesi di ormoni steroidei semisintetici.
Gli zigomiceti hanno un tallo di ife cenocitiche in cui i nuclei sono aploidi quando l'organismo è in fase vegetativa. I funghi solitamente si riproducono asessualmente producendo sporangiospore ( Figura 24.12 ). Le punte nere della muffa del pane sono gli sporangi gonfi pieni di spore nere ( Figura sotto). Quando le spore atterrano su un substrato adatto, germinano e producono un nuovo micelio. La riproduzione sessuale inizia quando le condizioni ambientali diventano sfavorevoli. Due ceppi di accoppiamento opposti (tipo + e tipo –) devono essere molto vicini affinché i gametangi delle ife vengano prodotti e si fondano, dando origine alla cariogamia. Ogni zigospora può contenere diversi nuclei diploidi. Le '''zigospora''' diploidi in via di sviluppo hanno spessi strati che le proteggono dalla disidratazione e da altri pericoli. Possono rimanere dormienti finché le condizioni ambientali non sono favorevoli. Quando la zigospora germina, subisce la meiosi e produce spore aploidi, che a loro volta cresceranno in un nuovo organismo. Questa forma di riproduzione sessuale nei funghi è chiamata coniugazione (sebbene differisca notevolmente dalla coniugazione nei batteri e nei protisti), dando origine al nome "funghi coniugati".
[[File:Ciclo_vitale_dei_zigomiceti.png|centro|miniatura|729x729px|Ciclo vitale dei zigomiceti]]
'''Figura sopra.''' Ciclo vitale degli zigomiceti. Gli zigomiceti hanno fasi asessuali e sessuali nei loro cicli vitali. Nella fase asessuale, le spore vengono prodotte da sporangi aploidi tramite mitosi (non mostrata). Nella fase sessuale, i tipi di accoppiamento aploidi più e meno si coniugano per formare uno zigosporangio eterocariotico. La cariogamia produce quindi uno zigote diploide. Le cellule diploidi nello zigote subiscono meiosi e germinano per formare uno sporangio aploide, che rilascia la generazione successiva di spore aploidi.
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|[[File:Moldy old bread.JPG|centro|senza_cornice|433x433px]]
|[[File:Rhizopus stolonifer4.JPG|centro|senza_cornice|331x331px|''Rhizopus stolonifer'']]
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| colspan="2" |Spore di Rhizopus. Gli sporangi asessuali crescono all'estremità dei gambi, che appaiono come (a) peluria bianca visibile su questa muffa del pane, ''Rhizopus stolonifer'' . Le punte nere (b) della muffa del pane sono gli sporangi contenenti spore
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=== Ascomycota: i funghi sacco ===
La maggior parte dei funghi conosciuti appartiene al phylum '''Ascomycota''' , caratterizzato dalla formazione di un '''asco''' (plurale, aschi), una struttura a forma di sacco che contiene ''ascospore'' aploidi . Gli ascomiceti filamentosi producono ife divise da setti perforati, consentendo lo scorrimento del citoplasma da una cellula all'altra. I conidi e gli aschi, che sono utilizzati rispettivamente per la riproduzione asessuata e sessuale, sono solitamente separati dalle ife vegetative da setti bloccati (non perforati). Molti ascomiceti hanno importanza commerciale. Alcuni svolgono un ruolo benefico per l'umanità, come i lieviti utilizzati nella panificazione, nella produzione della birra e nella fermentazione del vino, e direttamente come prelibatezze alimentari come tartufi e spugnole. ''L'Aspergillus oryzae'' è utilizzato nella fermentazione del riso per produrre sakè. Altri ascomiceti parassitano piante e animali, compresi gli esseri umani. Ad esempio, la polmonite fungina rappresenta una minaccia significativa per i pazienti affetti da AIDS che hanno un sistema immunitario compromesso. Gli ascomiceti non solo infestano e distruggono direttamente le colture, ma producono anche metaboliti secondari velenosi che rendono le colture inadatte al consumo.
La riproduzione asessuale è frequente e comporta la produzione di conidiofori che rilasciano ''conidiospore'' aploidi ( Figura 24.14 ). La riproduzione sessuale inizia con lo sviluppo di ife speciali da uno dei due tipi di ceppi di accoppiamento ( Figura 24.14 ). Il ceppo "maschio" produce un anteridio e il ceppo "femmina" sviluppa un ascogonio. Alla fecondazione, l'anteridio e l'ascogonio si combinano in plasmogamia, senza fusione nucleare. Da questo '''dicariote''' nascono speciali ife ascogene dicariotiche (che producono aschi) , in cui ogni cellula ha coppie di nuclei: uno dal ceppo "maschio" e uno dal ceppo "femmina". In ogni asco, due nuclei aploidi si fondono in cariogamia. Migliaia di aschi riempiono un corpo fruttifero chiamato '''ascocarpo''' . Il nucleo diploide in ogni asco dà origine a nuclei aploidi per meiosi e le pareti delle spore si formano attorno a ogni nucleo. Le spore in ogni asco contengono i prodotti meiotici di un singolo nucleo diploide. Le ascospore vengono quindi rilasciate, germinano e formano ife che vengono disseminate nell'ambiente e danno inizio a nuovi miceli ( Figura sotto).
[[File:Ciclo_vitale_degli_ascomiceti.png|centro|miniatura|841x841px|Ciclo vitale degli ascomiceti]]
'''Figura sopra.''' Ciclo vitale degli ascomiceti. Il ciclo vitale di un ascomicete è caratterizzato dalla produzione di aschi durante la fase sessuale. In ogni asco, i quattro nuclei prodotti dalla meiosi si dividono una volta mitoticamente per un totale di otto ascospore aploidi. La fase aploide è la fase predominante del ciclo vitale negli ascomiceti.
Quale delle seguenti affermazioni è vera?
# Un asco dicariotico che si forma nell'ascocarpo subisce cariogamia, meiosi e mitosi per formare otto ascospore.
# Un asco diploide che si forma nell'ascocarpo subisce cariogamia, meiosi e mitosi per formare otto ascospore.
# Uno zigote aploide che si forma nell'ascocarpo subisce cariogamia, meiosi e mitosi per formare otto ascospore.
# Un asco dicariotico che si forma nell'ascocarpo subisce plasmogamia, meiosi e mitosi per formare otto ascospore.
[[File:Morelasci (lightened).jpg|centro|miniatura|500x500px|Ascospore. La micrografia mostra le ascospore contenute negli aschi nel fungo ''Morchella elata'' (spugnola)]]
=== Basidiomycota: i funghi del club ===
I funghi del Phylum '''Basidiomycota''' sono facilmente riconoscibili al microscopio ottico per i loro corpi fruttiferi a forma di clava chiamati '''basidi''' (singolare, '''basidium''' ), che sono le cellule terminali gonfie delle ife. I basidi, che sono gli organi riproduttivi di questi funghi, sono spesso contenuti nel fungo familiare, comunemente visto nei campi dopo la pioggia, sugli scaffali dei supermercati e che cresce sul tuo prato ( Figura sotto). Questi basidiomiceti che producono funghi sono talvolta indicati come ''"funghi branchiali"'' a causa della presenza di strutture simili a branchie sulla parte inferiore del cappello. Le branchie sono in realtà ''ife compattate'' su cui sono portati i basidi. Questo gruppo include anche i funghi a mensola, che si aggrappano alla corteccia degli alberi come piccole mensole. Inoltre, i basidiomiceti includono fuliggine e ruggine, che sono importanti patogeni delle piante. La maggior parte dei funghi commestibili appartiene al Phylum Basidiomycota; tuttavia, alcuni basidiomiceti sono immangiabili e producono tossine mortali. Ad esempio, il ''Cryptococcus neoformans'' causa gravi malattie respiratorie. Il famigerato fungo del cappello della morte ( ''Amanita phalloides'' ) è imparentato con l'agarico di mosca visto all'inizio della sezione precedente.
[[File:Fairy Ring 0004 (cropped).JPG|centro|miniatura|709x709px|Anello delle fate. I corpi fruttiferi di un basidiomicete formano un anello in un prato, comunemente chiamato "fairy ring". Il fungo fairy ring più noto ha il nome scientifico ''Marasmius oreades'' . Il corpo di questo fungo, il suo micelio, è sotterraneo e cresce verso l'esterno in un cerchio. Mentre cresce, il micelio impoverisce il terreno di azoto, facendo sì che il micelio si allontani dal centro e portando al "fairy ring" di corpi fruttiferi dove c'è azoto nel terreno adeguato]]
Il ciclo vitale dei basidiomiceti comprende la riproduzione sessuale e asessuale ( Figura 24.17 ). La maggior parte dei funghi è aploide per la maggior parte del ciclo vitale, ma i basidiomiceti producono ''sia'' miceli aploidi che dicariotici, con la fase dicariotica dominante. (Nota: la fase dicariotica non è tecnicamente diploide, poiché i nuclei rimangono non fusi fino a poco prima della produzione di spore.) Nei basidiomiceti, le spore sessuali sono più comuni delle spore asessuali. Le spore sessuali si formano nel basidio a forma di clava e sono chiamate basidiospore. Nel basidio, i nuclei di due diversi ceppi di accoppiamento si fondono (cariogamia), dando origine a uno zigote diploide che poi subisce meiosi. I nuclei aploidi migrano in quattro diverse camere aggiunte al basidio e poi diventano basidiospore.
Ogni basidiospora germina e genera ''ife aploidi monocariotiche'' . Il micelio che ne risulta è chiamato micelio primario. I miceli di diversi ceppi di accoppiamento possono combinarsi e produrre un micelio secondario che contiene nuclei aploidi di due diversi ceppi di accoppiamento. Questa è la fase dicariotica dominante del ciclo di vita del basidiomicete. Quindi, ogni cellula in questo micelio ha due nuclei aploidi, che non si fonderanno fino alla formazione del basidio. Alla fine, il micelio secondario genera un '''basidiocarpo''' , un corpo fruttifero che sporge dal terreno: questo è ciò che pensiamo come un fungo. Il basidiocarpo porta i basidi in via di sviluppo sulle lamelle sotto il suo cappello.
[[File:Ciclo_vitale_dei_basidiomiceti.png|centro|miniatura|771x771px|Ciclo vitale dei basidiomiceti]]
'''Figura sopra.''' Ciclo vitale del basidiomicete. Il ciclo vitale di un basidiomicete prevede la riproduzione sessuale e asessuale con miceli aploidi e dicariotici. I miceli primari aploidi si fondono per formare un micelio secondario dicariotico, che è lo stadio dominante del ciclo vitale e produce il basidiocarpo.
'''Esercizio'''. Quale delle seguenti affermazioni è vera?
# Il basidio è il corpo fruttifero di un fungo che produce funghi e forma quattro basidiocarpi.
# Il risultato della fase di plasmogamia sono quattro basidiospore.
# La cariogamia porta direttamente alla formazione del micelio.
# Il basidiocarpo è il corpo fruttifero di un fungo che produce funghi.
=== Ascomycota e Basidiomycota asessuali ===
'''I funghi imperfetti''' , ovvero quelli che non mostrano una fase sessuale, erano precedentemente classificati nella forma phylum '''Deuteromycota''' , un taxon non valido non più utilizzato nell'attuale classificazione degli organismi in continua evoluzione. Mentre Deuteromycota era un tempo un taxon di classificazione, recenti analisi molecolari hanno dimostrato che alcuni dei membri classificati in questo gruppo appartengono agli Ascomycota ( Figura sotto) o ai Basidiomycota. Poiché alcuni membri di questo gruppo non sono ancora stati classificati in modo appropriato, sono meno ben descritti rispetto ai membri di altri taxa fungini. La maggior parte dei funghi imperfetti vive sulla terraferma, con alcune eccezioni acquatiche. Formano miceli visibili con un aspetto peloso e sono comunemente noti come '''muffe.'''
[[File:Antonio e Biagio e Cesare Arrigo Aspergillus fumigatus 01.jpg|centro|miniatura|640x640px|Aspergillus. ''L'Aspergillus niger'' è un fungo a riproduzione asessuata (phylum Ascomycota) comunemente trovato come contaminante alimentare. Le struttura sferiche in questa micrografia ottica sono conidiofori asessuati. Studi molecolari hanno collocato ''l'Aspergillus'' tra gli ascomiceti e sono stati identificati cicli sessuali in alcune specie]]
I funghi di questo gruppo hanno un impatto notevole sulla vita quotidiana dell'uomo. L'industria alimentare fa affidamento su di loro per la stagionatura di alcuni formaggi. Le venature blu nel formaggio Roquefort e la crosta bianca nel Camembert sono il risultato della crescita fungina. L'antibiotico penicillina è stato originariamente scoperto su una piastra Petri troppo cresciuta, sulla quale una colonia di funghi ''Penicillium'' aveva ucciso la crescita batterica circostante. Altri funghi di questo gruppo causano gravi malattie, sia direttamente come parassiti (che infettano sia le piante che gli esseri umani), sia come produttori di potenti composti tossici, come si vede nelle aflatossine rilasciate dai funghi del genere ''Aspergillus'' .
=== Glomeromicosi ===
I '''Glomeromycota''' sono un phylum di recente costituzione che comprende circa 230 specie, tutte coinvolte in strette associazioni con le radici degli alberi. I reperti fossili indicano che gli alberi e i loro simbionti radicali condividono una lunga storia evolutiva. Sembra che quasi tutti i membri di questa famiglia formino '''micorrize arbuscolari''' : le ife interagiscono con le cellule radicali formando un'associazione reciprocamente vantaggiosa in cui le piante forniscono la fonte di carbonio e l'energia sotto forma di carboidrati al fungo, e il fungo fornisce minerali essenziali dal terreno alla pianta. L'eccezione è ''Geosiphon pyriformis'' , che ospita il cianobatterio ''Nostoc'' come endosimbionte.
I glomeromiceti non si riproducono sessualmente e non sopravvivono senza la presenza di radici vegetali. Sebbene abbiano ife cenocitiche come gli zigomiceti, non formano zigospore. L'analisi del DNA mostra che tutti i glomeromiceti discendono probabilmente da un antenato comune, rendendoli una linea monofiletica.
== Ecologia dei funghi ==
I funghi svolgono un ruolo cruciale nel "bilanciamento" in continuo cambiamento degli ecosistemi. Colonizzano la maggior parte degli habitat sulla Terra, preferendo condizioni scure e umide. Possono prosperare in ambienti apparentemente ostili, come la tundra, grazie a una simbiosi di grande successo con organismi fotosintetici come le alghe per produrre licheni. All'interno delle loro comunità, i funghi non sono così evidenti come lo sono i grandi animali o gli alti alberi. Come i batteri, agiscono dietro le quinte come grandi decompositori. Con il loro metabolismo versatile, i funghi scompongono la materia organica, che altrimenti non verrebbe riciclata.
=== Habitat ===
Sebbene i funghi siano principalmente associati ad ambienti umidi e freddi che forniscono una scorta di materia organica, colonizzano una sorprendente diversità di habitat, dall'acqua di mare alla pelle umana e alle mucose. I chitridi si trovano principalmente in ambienti acquatici. Altri funghi, come ''Coccidioides immitis'' , che causa polmonite quando le sue spore vengono inalate, prosperano nel terreno secco e sabbioso degli Stati Uniti sudoccidentali. I funghi che parassitano le barriere coralline vivono nell'oceano. Tuttavia, la maggior parte dei membri del regno Fungi cresce sul suolo della foresta, dove l'ambiente buio e umido è ricco di detriti in decomposizione di piante e animali. In questi ambienti, i funghi svolgono un ruolo importante come decompositori e riciclatori, rendendo possibile ai membri degli altri regni di essere riforniti di nutrienti e vivere.
=== Decompositori e riciclatori ===
La rete alimentare sarebbe incompleta senza organismi che decompongono la materia organica ( Figura sotto). Alcuni elementi, come azoto e fosforo, sono richiesti in grandi quantità dai sistemi biologici, e tuttavia non sono abbondanti nell'ambiente. L'azione dei funghi libera questi elementi dalla materia in decomposizione, rendendoli disponibili ad altri organismi viventi. Gli oligoelementi presenti in piccole quantità in molti habitat sono essenziali per la crescita e rimarrebbero legati alla materia organica in decomposizione se funghi e batteri non li restituissero all'ambiente tramite la loro attività metabolica.
[[File:Pilze 002 2023 04 03.jpg|centro|miniatura|635x635px|Funghi a mensola. I funghi sono una parte importante dei cicli dei nutrienti dell'ecosistema. Questi funghi a mensola che crescono sul lato di un albero sono le strutture fruttifere di un basidiomicete. Ricevono i loro nutrienti attraverso le loro ife, che invadono e fanno marcire il tronco dell'albero]]
La capacità dei funghi di degradare molte molecole grandi e insolubili è dovuta al loro modo di nutrirsi. Come visto in precedenza, la digestione precede l'ingestione. I funghi producono una varietà di esoenzimi per digerire i nutrienti. Gli enzimi vengono rilasciati nel substrato o rimangono legati all'esterno della parete cellulare fungina. Le molecole grandi vengono scomposte in molecole piccole, che vengono trasportate nella cellula da un sistema di trasportatori proteici incorporati nella membrana cellulare. Poiché il movimento delle piccole molecole e degli enzimi dipende dalla presenza di acqua, la crescita attiva dipende da una percentuale relativamente alta di umidità nell'ambiente.
Come saprobi, i funghi aiutano a mantenere un ecosistema sostenibile per gli animali e le piante che condividono lo stesso habitat. Oltre a reintegrare l'ambiente con sostanze nutritive, i funghi interagiscono direttamente con altri organismi in modi benefici e talvolta dannosi ( Figura sotto).
[[File:A fine crop of bracket fungi in a beech wood - geograph.org.uk - 3463795.jpg|centro|miniatura|602x602px|Funghi a mensola. I funghi a mensola, così chiamati perché crescono sugli alberi come "mensole", attaccano e digeriscono il tronco o i rami di un albero. Mentre alcuni funghi a mensola si trovano solo sugli alberi morti, altri possono parassitare alberi vivi e causarne la morte, quindi sono considerati gravi patogeni degli alberi]]
=== Relazioni mutualistiche ===
'''La simbiosi''' è l'interazione ecologica tra due organismi che vivono insieme. Questa definizione non descrive il tipo o la qualità dell'interazione. Quando entrambi i membri dell'associazione traggono beneficio, la relazione simbiotica è detta mutualistica. I funghi formano associazioni mutualistiche con molti tipi di organismi, tra cui cianobatteri, alghe, piante e animali.
=== Mutualismo tra funghi e piante ===
Una delle associazioni più notevoli tra funghi e piante è la creazione di ''micorrize'' . '''Micorriza''' , che deriva dalle parole greche ''myco'' che significa fungo e ''rhizo'' che significa radice, si riferisce al partner fungino di un'associazione mutualistica tra radici di piante vascolari e i loro funghi simbiontici. Quasi il 90 percento di tutte le specie di piante vascolari ha partner micorrizici. In un'associazione micorrizica, i miceli fungini usano la loro vasta rete di ife e la grande superficie a contatto con il terreno per incanalare acqua e minerali dal terreno alla pianta. In cambio, la pianta fornisce i prodotti della fotosintesi per alimentare il metabolismo del fungo.
Esistono diversi tipi base di micorrize. '''Le ectomicorrize''' (micorrize "esterne") dipendono dai funghi che avvolgono le radici in una guaina (chiamata mantello). Le ife crescono dal mantello nella radice e avvolgono gli strati esterni delle cellule della radice in una rete di ife chiamata ''rete di Hartig'' ( Figura sotto). Il partner fungino può appartenere agli Ascomycota, ai Basidiomycota o agli Zygomycota. '''Le endomicorrize''' (micorrize "interne"), chiamate anche ''micorrize arbuscolari'' , vengono prodotte quando i funghi crescono all'interno della radice in una struttura ramificata chiamata ''arbuscolo'' (dal latino per "piccoli alberi"). I partner fungini degli associati endomicorrizici appartengono tutti ai Glomeromycota. Gli arbuscoli fungini penetrano nelle cellule radicali tra la parete cellulare e la membrana plasmatica e sono il sito degli scambi metabolici tra il fungo e la pianta ospite ( Figura sotto). Le orchidee si affidano a un terzo tipo di micorriza. Le orchidee sono epifite che in genere producono semi molto piccoli trasportati dall'aria senza molto stoccaggio per sostenere la germinazione e la crescita. I loro semi non germineranno senza un partner micorrizico (solitamente un Basidiomicete). Dopo che i nutrienti nel seme sono esauriti, i simbionti fungini supportano la crescita dell'orchidea fornendo carboidrati e minerali necessari. Alcune orchidee continuano a essere micorriziche durante tutto il loro ciclo di vita.
[[File:Micorriza_-_schema.png|centro|miniatura|696x696px|Due tipi di micorrize. (a) Le ectomicorrize e (b) le micorrize arbuscolari o endomicorrize hanno meccanismi diversi per interagire con le radici delle piante. ]]
Se i funghi simbiotici fossero assenti nel terreno, quale impatto pensi che ciò avrebbe sulla crescita delle piante?
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|[[File:Mycorrhizal root tips (amanita).jpg|centro|senza_cornice|433x433px]]
|[[File:Endomycorhyze à arbuscules 02.png|centro|senza_cornice|460x460px|''Rhizopus stolonifer'']]
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| colspan="2" |Micorrize. (a) micorriza di ''Amanita muscaria'' . Le ife ''di Amanita'' ricoprono di bianco le radici. (b) Endomicorriza arbuscolare: Ife di Glomeromiceti lungo le cellule di una radice con ramificazioni al loro interno, penetrando nella parete cellulare.
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Altri esempi di mutualismo fungo-pianta includono gli endofiti: funghi che vivono all'interno dei tessuti senza danneggiare la pianta ospite. Gli endofiti rilasciano tossine che respingono gli erbivori o conferiscono resistenza a fattori di stress ambientale, come infezioni da microrganismi, siccità o metalli pesanti nel terreno.
==== Connessione Evoluzione ====
=== Coevoluzione delle piante terrestri e delle micorrize ===
Come abbiamo visto, le micorrize sono i partner fungini di un'associazione simbiotica reciprocamente vantaggiosa che si è coevoluta tra radici di piante vascolari e funghi. Una teoria ben supportata propone che i funghi siano stati determinanti nell'evoluzione del sistema radicale nelle piante e abbiano contribuito al successo delle Angiosperme. Le briofite (muschi ed epatiche), che sono considerate le piante più ancestrali e le prime a sopravvivere e ad adattarsi sulla terraferma, hanno semplici rizoidi sotterranei, piuttosto che un vero e proprio sistema radicale, e quindi non possono sopravvivere in aree aride. Tuttavia, alcune briofite hanno micorrize arbuscolari e altre no.
Le radici vere apparvero per la prima volta nelle piante vascolari ancestrali: le piante vascolari che svilupparono un sistema di sottili estensioni dalle loro radici avrebbero avuto un vantaggio selettivo sulle piante non vascolari perché avevano una maggiore superficie di contatto con i partner fungini rispetto ai rizoidi di muschi ed epatiche. Le prime vere radici avrebbero permesso alle piante vascolari di ottenere più acqua e nutrienti nel terreno.
I reperti fossili indicano che i funghi hanno effettivamente preceduto l'invasione delle piante d'acqua dolce ancestrali sulla terraferma. La prima associazione tra funghi e organismi fotosintetici sulla terraferma ha coinvolto piante simili a muschio ed endofiti. Queste prime associazioni si sono sviluppate prima che le radici apparissero nelle piante. Lentamente, i benefici delle interazioni tra endofiti e rizoidi per entrambi i partner hanno portato alle odierne micorrize: circa il 90 percento delle piante vascolari odierne ha associazioni con funghi nella propria rizosfera.
I funghi coinvolti nelle micorrize mostrano molte caratteristiche dei funghi ancestrali; producono spore semplici, mostrano poca diversificazione, non hanno un ciclo riproduttivo sessuale e non possono vivere al di fuori di un'associazione micorrizica. Le piante hanno beneficiato dell'associazione perché le micorrize hanno permesso loro di spostarsi in nuovi habitat e hanno consentito un maggiore assorbimento di nutrienti, il che ha dato loro un enorme vantaggio selettivo rispetto alle piante che non hanno stabilito relazioni simbiotiche.
=== Licheni ===
'''I licheni''' mostrano una gamma di colori e consistenze ( Figura sotto ) e possono sopravvivere negli habitat più insoliti e ostili. Coprono rocce, lapidi, cortecce di alberi e il terreno nella tundra dove le radici delle piante non possono penetrare. I licheni possono sopravvivere a lunghi periodi di siccità, quando diventano completamente disseccati, e poi tornare rapidamente attivi non appena l'acqua è di nuovo disponibile.
Esplora il mondo dei licheni utilizzando questo [https://openstax.org/l/lichenland sito] dell'Oregon State University.
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|[[File:Rock covered with multicolored patches of lichen.jpg|centro|senza_cornice|433x433px]]
|[[File:Lichen Cladonia portentosa and Hypogymnia physodes.jpg|centro|senza_cornice|460x460px|''Rhizopus stolonifer'']]
|[[File:Flavoparmelia caperata - lichen - Caperatflechte.jpg|centro|senza_cornice|441x441px]]
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| colspan="3" |Licheni. I licheni hanno molte forme. Possono essere (a) simili a croste, (b) simili a peli o (c) simili a foglie.
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È importante notare che i licheni ''non'' sono un singolo organismo, ma piuttosto un altro meraviglioso esempio di mutualismo, in cui un fungo (solitamente un membro degli Ascomycota o dei Basidiomycota) vive in una relazione fisica e fisiologica con un organismo fotosintetico (un'alga eucariotica o un cianobatterio procariotico) ( Figura sotto). In genere, né il fungo né l'organismo fotosintetico possono sopravvivere da soli al di fuori della relazione simbiotica. Il corpo di un lichene, denominato tallo, è formato da ife avvolte attorno al partner fotosintetico. L'organismo fotosintetico fornisce carbonio ed energia sotto forma di carboidrati. Alcuni cianobatteri fissano inoltre l'azoto dall'atmosfera, contribuendo all'associazione con composti azotati. In cambio, il fungo fornisce minerali e protezione dalla secchezza e dalla luce eccessiva racchiudendo le alghe nel suo micelio. Il fungo attacca anche il lichene al suo substrato.
[[File:Lichen cross section – heteromeric thallus.svg|centro|miniatura|460x460px|Sezione trasversale schematica del lichene foglioso : (a) La corteccia è lo strato esterno di filamenti fungini strettamente intrecciati ( ife ) (b) Questo strato fotobionte ha alghe verdi fotosintetizzanti (c) Ife vagamente compresse nel midollo (d) Una corteccia inferiore strettamente intrecciata (e) Ife di ancoraggio chiamate rizine dove il fungo si attacca al substrato]]
Il tallo dei licheni cresce molto lentamente, espandendo il suo diametro di alcuni millimetri all'anno. Sia il fungo che l'alga partecipano alla formazione di unità di dispersione, chiamate soredi, ovvero gruppi di cellule algali circondate da miceli. I soredi vengono dispersi dal vento e dall'acqua e formano nuovi licheni.
I licheni sono estremamente sensibili all'inquinamento atmosferico, in particolare a livelli anomali di composti azotati e solforosi. L'US Forest Service e il National Park Service possono monitorare la qualità dell'aria misurando l'abbondanza relativa e la salute della popolazione di licheni in un'area. I licheni svolgono molti ruoli ecologici. I caribù e le renne mangiano i licheni e forniscono riparo ai piccoli invertebrati che si nascondono nel micelio. Nella produzione di tessuti, i tessitori hanno utilizzato i licheni per tingere la lana per molti secoli fino all'avvento delle tinture sintetiche. Anche i pigmenti utilizzati nella carta tornasole vengono estratti dai licheni.
I licheni vengono utilizzati per monitorare la qualità dell'aria. Leggi di più su questo [https://gis.nacse.org/lichenair/index.php sito] dello United States Forest Service.
=== Mutualismo tra funghi e animali ===
I funghi hanno sviluppato mutualismi con numerosi insetti del Phylum Arthropoda: invertebrati con zampe articolate e un esoscheletro chitinoso. Gli artropodi dipendono dal fungo per proteggersi da predatori e patogeni, mentre il fungo ottiene nutrienti e un modo per disseminare spore in nuovi ambienti. L'associazione tra specie di Basidiomycota e insetti cocciniglia è un esempio. Il micelio fungino ricopre e protegge le colonie di insetti. Gli insetti cocciniglia favoriscono un flusso di nutrienti dalla pianta parassitata al fungo.
In un secondo esempio, le formiche tagliafoglie dell'America centrale e meridionale coltivano letteralmente funghi. Tagliano dischi di foglie dalle piante e li ammucchiano in giardini sotterranei ( Figura sotto). I funghi vengono coltivati in questi giardini a dischi, digerendo la cellulosa nelle foglie che le formiche non riescono a scomporre. Una volta che le molecole di zucchero più piccole vengono prodotte e consumate dai funghi, i funghi a loro volta diventano un pasto per le formiche. Gli insetti pattugliano anche il loro giardino, predando funghi concorrenti. Sia le formiche che i funghi traggono vantaggio da questa associazione mutualistica. Il fungo riceve una fornitura costante di foglie e libertà dalla competizione, mentre le formiche si nutrono dei funghi che coltivano.
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|[[File:Leaf-cutter ant (Atta cephalotes) Belize.jpg|centro|senza_cornice|572x572px]]
|[[File:Leafcutter ants transporting leaves.jpg|centro|senza_cornice|379x379px]]
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| colspan="2" |Formica tagliafoglie. Esse tagliano e trasportano pezzi di foglie per coltivare funghi nel formicaio
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=== Fungivori ===
La dispersione animale è importante per alcuni funghi perché un animale può trasportare spore fungine a distanze considerevoli dalla fonte. Le spore fungine raramente si degradano completamente nel tratto gastrointestinale di un animale e molte sono in grado di germinare quando vengono espulse con le feci. Alcuni "funghi stercorari" in realtà richiedono il passaggio attraverso il sistema digerente degli erbivori per completare il loro ciclo di vita. Il tartufo nero, una prelibatezza gourmet pregiata, è il corpo fruttifero di un ascomicete sotterraneo. Quasi tutti i tartufi sono ectomicorrizici e si trovano solitamente in stretta associazione con gli alberi. Gli animali mangiano i tartufi e disperdono le spore. In Italia e Francia, i cacciatori di tartufi usano maiali femmine per fiutare i tartufi (le maiali femmine sono attratte dai tartufi perché il fungo rilascia un composto volatile strettamente correlato a un feromone prodotto dai maiali maschi).
== Parassiti e patogeni fungini ==
'''Il parassitismo''' descrive una relazione simbiotica in cui un membro dell'associazione trae vantaggio a spese dell'altro. Sia i parassiti che i patogeni danneggiano l'ospite; tuttavia, i patogeni causano malattie, danni ai tessuti o alla fisiologia dell'ospite, mentre i parassiti di solito non lo fanno, ma possono causare gravi danni e morte per competizione per i nutrienti o altre risorse. '''Il commensalismo''' si verifica quando un membro trae vantaggio senza influenzare l'altro.
=== Parassiti e patogeni delle piante ===
La produzione di raccolti sufficienti e di alta qualità è essenziale per l'esistenza umana. Sfortunatamente, le malattie delle piante hanno rovinato molti raccolti nel corso della storia agricola umana, a volte creando carestie diffuse. Molti patogeni delle piante sono funghi che causano il decadimento dei tessuti e l'eventuale morte dell'ospite ( Figura sotto). Oltre a distruggere direttamente i tessuti delle piante, alcuni patogeni delle piante rovinano i raccolti producendo potenti tossine che possono danneggiare ulteriormente e uccidere la pianta ospite. I funghi sono anche responsabili del deterioramento degli alimenti e della putrefazione dei raccolti immagazzinati. Ad esempio, il fungo ''Claviceps purpurea'' causa l'ergot, una malattia delle colture di cereali (in particolare della segale). Sebbene il fungo riduca la resa dei cereali, gli effetti delle tossine alcaloidi dell'ergot sugli esseri umani e sugli animali sono di gran lunga più significativi. Negli animali, la malattia è chiamata ''ergotismo'' . I segni e i sintomi più comuni sono convulsioni, allucinazioni, cancrena e perdita di latte nei bovini. Il principio attivo dell'ergot è ''l'acido lisergico'' , che è un precursore del farmaco LSD. Fuliggine, ruggine e peronospora sono altri esempi di comuni patogeni fungini che colpiscono le colture.
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! colspan="2" |Funghi patogeni
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|[[File:Penicillium digitatum 107084343.jpg|centro|miniatura|333x333px|Muffa verde su una arancia]]
|[[File:Powdery mildew.JPG|centro|miniatura|369x369px|Oidio su foglie di zucca]]
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|[[File:Stem rust close up.jpg|centro|miniatura|434x434px|Ruggine su uno stelo di un cerelae]]
|[[File:Raisin botrytisé.JPG|centro|miniatura|432x432px|Muffa grigia dell'uva]]
|}
Le aflatossine sono composti tossici e fortemente cancerogeni rilasciati da funghi del genere ''Aspergillus'' . Periodicamente, i raccolti di noci e cereali vengono contaminati da aflatossine, il che porta a un massiccio ritiro dei prodotti. Ciò a volte rovina i produttori e causa carenze alimentari nei paesi in via di sviluppo.
=== Parassiti e patogeni animali e umani ===
I funghi possono colpire gli animali, compresi gli esseri umani, in diversi modi. Una '''micosi''' è una malattia fungina che deriva da un'infezione e da un danno diretto dovuto alla crescita e all'infiltrazione del fungo. I funghi attaccano gli animali direttamente colonizzando e distruggendo i tessuti. '''La micotossicosi''' è l'avvelenamento degli esseri umani (e di altri animali) da parte di cibi contaminati da tossine fungine (micotossine). '''Il micetismo''' descrive specificamente l'ingestione di tossine preformate in funghi velenosi. Inoltre, gli individui che mostrano ipersensibilità a muffe e spore possono sviluppare forti e pericolose reazioni allergiche. Le infezioni fungine sono generalmente molto difficili da curare perché, a differenza dei batteri, i funghi sono eucarioti. Gli antibiotici prendono di mira solo le cellule procariotiche, mentre i composti che uccidono i funghi danneggiano anche l'ospite animale eucariotico.
Molte infezioni fungine sono ''superficiali'' , ovvero si verificano sulla pelle dell'animale. Chiamate ''micosi cutanee'' ("della pelle") , possono avere effetti devastanti. Ad esempio, il declino della popolazione mondiale di rane negli ultimi anni è causato (in parte) dal fungo chitride ''Batrachochytrium dendrobatidis'' . Questo fungo mortale infetta la pelle delle rane e presumibilmente interferisce con lo scambio gassoso cutaneo, che è essenziale per la sopravvivenza degli anfibi. Allo stesso modo, più di un milione di pipistrelli negli Stati Uniti sono stati uccisi dalla sindrome del naso bianco, che appare come un anello bianco attorno alla bocca del pipistrello. È causata dal fungo amante del freddo ''Pseudogymnoascus destructans'' , che dissemina le sue spore mortali nelle grotte dove i pipistrelli vanno in letargo. I micologi stanno studiando la trasmissione, il meccanismo e il controllo di ''P. destructans'' per fermarne la diffusione.
I funghi che causano le micosi superficiali dell'epidermide, dei capelli e delle unghie raramente si diffondono al tessuto sottostante ( Figura sotto). Questi funghi sono spesso chiamati erroneamente "dermatofiti", dalle parole greche ''dermis'' che significa pelle e ''phyte'' che significa pianta, sebbene non siano piante. I dermatofiti sono anche chiamati ''"tigna"'' a causa dell'anello rosso che causano sulla pelle. Secernono enzimi extracellulari che scompongono ''la cheratina'' (una proteina presente nei capelli, nella pelle e nelle unghie), causando condizioni come il piede d'atleta e il prurito inguinale. Queste condizioni sono solitamente trattate con creme e polveri topiche da banco e sono facilmente eliminate. Le micosi superficiali più persistenti possono richiedere farmaci orali da prescrizione.
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|[[File:Dermatophytosis 20190815-02ASD.jpg|centro|senza_cornice|346x346px]]
|[[File:Trichophyton rubrum var rodhaini.jpg|centro|senza_cornice|434x434px]]
|[[File:Histoplasma pas-d.jpg|centro|senza_cornice|405x405px]]
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| colspan="3" |Malattie fungine degli esseri umani. (a) La tigna si presenta come un anello rosso sulla pelle; (b) ''Il Trichophyton violaceum'' , mostrato in questa micrografia in campo chiaro, causa micosi superficiali sul cuoio capelluto; (c) ''L'Histoplasma capsulatum'' (gruppi di piccoli cerchi rosso vivo) è un ascomicete che infetta le vie aeree e causa sintomi simili all'influenza.
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''Le micosi sistemiche'' si diffondono agli organi interni, entrando più comunemente nel corpo attraverso l'apparato respiratorio. Ad esempio, ''la coccidioidomicosi'' (spesso chiamata febbre della valle) è comunemente riscontrata nel sud-ovest degli Stati Uniti, ma anche a nord come Washington, dove il fungo risiede nella polvere. Una volta inalate, le spore si sviluppano nei polmoni e causano sintomi simili a quelli della tubercolosi. ''L'istoplasmosi'' è causata dal fungo dimorfico ''Histoplasma capsulatum.'' Nel suo ospite umano, ''Histoplasma'' cresce come un lievito, causando infezioni polmonari e, in casi più rari, rigonfiamento delle membrane del cervello e del midollo spinale. Il trattamento di queste e di molte altre malattie fungine richiede l'uso di farmaci antimicotici che hanno gravi effetti collaterali.
Le micosi opportunistiche sono infezioni fungine comuni in tutti gli ambienti o parte della normale biota. Colpiscono principalmente individui con un sistema immunitario compromesso. I pazienti nelle fasi avanzate dell'AIDS soffrono di micosi opportunistiche che possono essere pericolose per la vita. Il lievito ''Candida'' sp., un membro comune della biota naturale, può crescere incontrollato e infettare la vagina o la bocca (mughetto orale) se il pH dell'ambiente circostante, le difese immunitarie della persona o la normale popolazione di batteri vengono alterati.
''Il micetismo'' può verificarsi quando si mangiano funghi velenosi. Causa un certo numero di decessi umani durante la stagione della raccolta dei funghi. Molti corpi fruttiferi commestibili di funghi assomigliano a parenti altamente velenosi e i cercatori di funghi amatoriali sono invitati a ispezionare attentamente il loro raccolto ed evitare di mangiare funghi di dubbia origine. Il proverbio "ci sono raccoglitori di funghi coraggiosi e vecchi raccoglitori di funghi, ma non ci sono vecchi raccoglitori di funghi coraggiosi" è purtroppo vero.
== Importanza dei funghi nella vita umana ==
Sebbene pensiamo spesso ai funghi come organismi che causano malattie e fanno marcire il cibo, sono di vitale importanza per la vita umana a molti livelli. Come abbiamo visto, i funghi influenzano il benessere delle popolazioni umane su larga scala perché fanno parte del ciclo dei nutrienti negli ecosistemi. Hanno anche altri ruoli negli ecosistemi.
Come patogeni animali, i funghi aiutano a '''controllare la popolazione di parassiti''' dannosi. Questi funghi sono molto specifici per gli insetti che attaccano e non infettano altri animali o piante. I funghi sono attualmente sotto inchiesta come potenziali insetticidi microbici, con diversi già sul mercato. Ad esempio, il fungo ''Beauveria bassiana'' (figura sotto) è in fase di sperimentazione come possibile agente di controllo biologico per la recente diffusione dell<nowiki>'</nowiki>''Agrilus planipennis'', un coleottero che si nutre di frassini.
[[File:Beauveria bassiana 177776547.jpeg|centro|miniatura|573x573px|Controllo degli insetti fungini. Il fungo patogeno ( ''Beauveria bassiana'' ) promette di essere un insetticida biologico. Il fungo parassita appare come una peluria bianca sul corpo dell'insetto colpito. ]]
La relazione '''micorrizica''' tra funghi e radici delle piante è essenziale per la '''produttività dei terreni agricoli'''. Senza il partner fungino nei sistemi radicali, l'80-90 percento degli alberi e delle erbe non sopravvivrebbe. Gli inoculanti fungini micorrizici sono disponibili come ammendanti del terreno nei negozi di articoli per il giardinaggio e sono promossi dai sostenitori dell'agricoltura biologica, ma ci sono poche prove sulla loro efficacia.
Alcuni funghi sono molto usati nell''''alimentazione'''. I funghi sono molto presenti nella dieta umana. Le spugnole, i porcini, i funghi champignones, i finferli e i tartufi sono considerati prelibatezze ( Figura sotto). L'umile fungo di prato, ''Agaricus campestris'' , compare in molti piatti. Le muffe del genere ''Penicillium'' maturano molti formaggi. Hanno origine nell'ambiente naturale, come le grotte di Roquefort, in Francia, dove le forme di formaggio di latte di pecora vengono accatastate per catturare le muffe responsabili delle venature blu e del sapore pungente del formaggio.
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|[[File:Morchella conica 1 beentree.jpg|centro|senza_cornice|462x462px]]
|[[File:Agaricus bisporus Zuchtchampignon2.jpg|centro|senza_cornice|434x434px]]
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| colspan="2" |Funghi commestibili. Il fungo spugnola (a) è un ascomicete molto apprezzato per il suo sapore delicato. (b) Basidiocarpi di ''Agaricus'' pronti per essere cucinati
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La '''fermentazione''', dei cereali per produrre '''birra''' e della frutta per produrre '''vino''', è un'arte antica che gli esseri umani nella maggior parte delle culture hanno praticato per millenni. I lieviti selvatici vengono acquisiti dall'ambiente e utilizzati per fermentare gli zuccheri in CO<sub>2</sub> e alcol etilico in condizioni anaerobiche. Ora è possibile acquistare ceppi isolati di lieviti selvatici da diverse regioni vinicole. Louis Pasteur è stato determinante nello sviluppo di un ceppo affidabile di lievito di birra, ''Saccharomyces cerevisiae'' , per l'industria della birra francese alla fine del 1850. Questo è stato uno dei primi esempi di brevetti biotecnologici.
Molti metaboliti secondari dei funghi hanno una grande importanza commerciale. Gli '''antibiotici''' sono prodotti naturalmente dai funghi per uccidere o inibire la crescita dei batteri, limitandone la competizione nell'ambiente naturale. Importanti antibiotici, come la penicillina e le cefalosporine, sono isolati dai funghi. Farmaci preziosi isolati dai funghi includono il farmaco immunosoppressore '''''ciclosporina''''' (che riduce il rischio di rigetto dopo il trapianto di organi), i precursori degli '''ormoni''' steroidei e gli '''alcaloidi''' dell'ergot (''Claviceps purpurea'') usati per fermare le emorragie. La psilocibina è un composto presente in funghi come ''Psilocybe semilanceata'' e ''Gymnopilus junonius,'' che sono stati usati per le loro proprietà '''allucinogene''' da varie culture per migliaia di anni.
In quanto semplici organismi eucariotici, i funghi sono importanti '''organismi modello per la ricerca'''. Molti progressi nella genetica moderna sono stati ottenuti grazie all'uso della muffa rossa del pane '''''Neurospora crassa''''' . Inoltre, molti geni importanti originariamente scoperti in '''''S. cerevisiae''''' sono serviti come punto di partenza per scoprire geni umani analoghi. In quanto organismo eucariotico, la cellula di lievito produce e modifica le proteine in modo simile alle cellule umane, al contrario del batterio ''Escherichia coli,'' che non ha le strutture della membrana interna e gli enzimi per etichettare le proteine per l'esportazione. Ciò rende il lievito un organismo molto migliore per l'uso negli esperimenti di '''tecnologia del DNA ricombinante'''. Come i batteri, i lieviti crescono facilmente in coltura, hanno un breve tempo di generazione e sono adatti alla modifica genetica.<gallery>
File:S cerevisiae under DIC microscopy.jpg|Cellule di lievito (Saccaromyes cerevisiae)
File:Wine, fruit and bread.jpg|Pane e vino sono prodotti fermentati
File:Ciclosporin.svg
File:Claviceps purpurea kz01.jpg|Claviceps purpurea (segale cornuta)
</gallery>
== Attività ==
[[Biologia per il liceo/I funghi/Sintesi|Sintesi]] del capitolo
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Campania/Città metropolitana di Napoli/Napoli/Napoli - Basilica di San Giacomo degli Spagnoli
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{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo Carello San Giacomo degli Spagnoli.jpg|500px|centro]]
* '''Costruttore:''' Silverio Carelli / Francesco Vegezzi-Bossi
* '''Anno:''' 1762
* '''Restauri/modifiche:''' rifacimento, 1925<ref>con il materiale fonico, la cassa e la facciata di Carelli</re>
* '''Registri:''' 10
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' pneumatica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 58 note con prima ottava cromatica estesa (''Do<small>1</small>''-''La<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' di 27 note (''Do<small>1</small>''-''Re<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, al centro della cantoria a ridosso della parete di fondo dell'abside
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|Principale || 8'
|-
|Viola gamba || 8'
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== Bibliografia ==
* {{cita libro|autore=Stefano Romano|titolo=L'arte organaria a Napoli dalle origini al secolo XIX|città=Napoli|editore=Società Editrice Napoletana|anno=1979|vol=I|isbn=no|pp=284-286}}
== Altri progetti ==
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[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
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* '''Costruttore:''' Silverio Carelli / Francesco Vegezzi-Bossi
* '''Anno:''' 1762
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* '''Registri:''' 10
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== Note ==
<references/>
== Bibliografia ==
* {{cita libro|autore=Stefano Romano|titolo=L'arte organaria a Napoli dalle origini al secolo XIX|città=Napoli|editore=Società Editrice Napoletana|anno=1979|vol=I|isbn=no|pp=284-286}}
== Altri progetti ==
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[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo Carello San Giacomo degli Spagnoli.jpg|500px|centro]]
* '''Costruttore:''' Silverio Carelli / Francesco Vegezzi-Bossi
* '''Anno:''' 1762
* '''Restauri/modifiche:''' rifacimento, 1925<ref>Parte del materiale fonico, la cassa e la facciata sono di Carelli.</ref>
* '''Registri:''' 10
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' pneumatica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 58 note con prima ottava cromatica estesa (''Do<small>1</small>''-''La<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' di 27 note (''Do<small>1</small>''-''Re<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, al centro della cantoria a ridosso della parete di fondo dell'abside
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== Note ==
<references/>
== Bibliografia ==
* {{cita libro|autore=Stefano Romano|titolo=L'arte organaria a Napoli dalle origini al secolo XIX|città=Napoli|editore=Società Editrice Napoletana|anno=1979|vol=I|isbn=no|pp=284-286}}
== Altri progetti ==
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[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Insegnare fisica/Didattica tradizionale/L'elettrone
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Hippias
18281
fix citazione
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text/x-wiki
{{insegnare fisica}}
==Introduzione alla ricerca di Thomson==
Prima che Thomson si accingesse alla sua ricerca sui raggi catodici, sulla naturi di questi ultimi erano sorti due punti di vista divergenti: gli scienziati britannici appoggiavano il modello corpuscolare proposta da [[w: William Crookes|Crookes]], mentre gli europei del continente, guidati da [[w: Philipp von Lenard|Philip Lenard]], preferivano un modello ondulatorio o radiativo. Le opinioni opposte di Leonard e Crookes esemplificavano la distinzione netta e mutuamente esclusiva tra fenomeni corpuscolari e ondulatori emersa nel pensiero scientifico del XIX secolo. Vale la pena di condurre gli studenti a riflettere su questa assoluta dicotomia, e esaminarla in preparazione alla successiva introduzione delle opinioni moderne sulla dualità onda-particella. Essa propone nella giusta prospettiva un episodio significativo della storia intellettuale.
Un altro fatto sperimentale che, a quel tempo, ostacolava la strada all'ipotesi corpuscolare era l'impossibilita di ottenere una deflessione elettrostatica del fascio catodico facendolo passare tra le armature di un condensatore montato nel tubo. Era ben noto che un campo magnetico avrebbe dovuto causare una deflessione di un fascio di particelle negative, ma i tentativi di ottenere questa deflessione elettrostatica fornirono dei risultati nulli (questo fu uno dei primi ostacoli che Thomson passò a risolvere).<ref name=docum>{{cita news|url=https://archive.org/details/teachingintroduc00aron/page/n10/mode/1up |editore = John Wiley & Sons, Inc. |titolo= Guida all'insegnamento della fisica |data= 1997 }}</ref>
==L'esperimento di Thomson==
Dapprima Thomson ripeté l’esperimento dell’elettrodo concavo da elettrometro di [[w: Jean Baptiste Perrin|Perrin]] (che aveva inserito un elettrodo concavo da elettrometro all'estremità del tubo opposta al catodo e aveva raccolto della carica negativa) ma, invece di situare l’elettrodo all’estremità del tubo opposta al catodo, egli lo chiuse in un lato del tubo dove non riceveva direttamente il fascio catodico non deflesso. Quando il tubo venne messo in funzione, l’elettrometro non segnò alcuna carica, ma quando il fascio fu deflesso magneticamente in modo da entrare nell’elettrodo, l’elettrometro raccolse della carica negativa. Dimostrò in questo modo che l'elettrificazione negativa segue lo stesso cammino dei raggi, e che questa è connessa in maniera indissolubile con i raggi catodici
Anche se la logica ci può sembrare ovvia, si osserva che diversi studenti hanno difficoltà a capire perché Thomson si prese il disturbo di eseguire questo esperimento anche se conosceva i risultati di Perrin, e hanno anche difficoltà a esprimerne il significato. Pochi di essi hanno avuto, nello studio precedente, la possibilità di pensare a questa concatenazione di idee; la natura dei tradizionali esercizi da fine capitolo non è questa.
Successivamente Thomson passò a occuparsi della deflessione, accorgendosi che fino a quel momento non era stata ottenuta a causa della [[
w: Conduttività elettrica|conduttività]] conferita dai raggi catodici al gas rarefatto. Misurando questa conduttività si accorse che diminuiva rapidamente al crescere del vuoto e, grazie ad alcune tecniche di vuoto recentemente sviluppate, riuscì a verificare le sue idee ottenendo un vuoto abbastanza alto da sopprimere la conduttività e la deflessione dei raggi conseguentemente.
Di seguito, le parole dello stesso Thomson:
{{q|Ad alto vuoto, i raggi erano deflessi quando le due lastre di alluminio erano connesse a una batteria di piccoli accumulatori: i raggi venivano abbassati quando l'elettrodo superiore era collegato al polo negativo della batteria, l’inferiore al positivo, ed erano innalzati [quando le connessioni venivano invertite]. La deflessione era proporzionale alla differenza di potenziale tra le piastre, e io potei rilevare la deflessione quando la differenza di potenziale era appena di due volt. La deflessione avveniva solo quando il vuoto era buono, ma il fatto che l'assenza di deflessione è dovuta alla conduttività del mezzo è mostrato da ciò che accade quando il vuoto è appena giunto al punto in cui comincia la deflessione. In queste condizioni esiste una deflessione dei raggi quando le piastre vengono collegate per la prima volta ai morsetti della batteria, ma se questo collegamento è mantenuto, la macchia fluorescente ritorna gradualmente indietro alla posizione che occupa in assenza di deflessione. Questo è proprio ciò che accadrebbe se lo spazio fosse un conduttore, sebbene di pessimo tipo, poiché in quel caso gli ioni positivi e negativi che si trovano tra le piastre si diffonderebbero lentamente finché la piastra positiva non sia ricoperta di ioni negativi, e quella negativa di ioni positivi; così l'intensità elettrica tra le piastre si annullerebbe e i raggi catodici risulterebbero liberi dalla forza elettrostatica [...]
Dal momento che i raggi catodici portano una carica di elettricità negativa, vengono deflessi da una forza elettrostatica come se fossero elettrificati negativamente, e una forza magnetica agisce su di essi esattamente nel modo in cui tale forza agirebbe su un corpo elettrificato negativamente che si muovesse lungo la traiettoria di questi raggi, non riesco a vedere come evitare la conclusione secondo cui essi sono cariche di elettricità trasportate da particelle di materia.}}
Ora che tecnologie come quelle usate all'epoca di Thomson non sono altro che materia del passato, molti studenti (anche dottorati) non riescono a dare risposte convincenti su problemi riguardanti il concetto di carica spaziale o sul comportamento degli ioni in un gas rarefatto. Suggeriamo, quindi, di non eliminare una riflessione fisica qualitativa di questo tipo dalla fisica introduttiva. Un contesto ricco, come la ricerca che è stata descritta, è un'opportunità inestimabile per dare spessore e significato a riflessione e visualizzazione di questo tipo.
In seguito, Thomson passò a condurre le misure che vengono descritte in maniera così affrettata nella maggioranza dei libri di testo: determinare la deflessione in presenza di un solo campo, eliminare la velocità incognita delle particelle riportando il fascio alla sua posizione iniziale mediante l’applicazione di un campo elettrico e di un campo magnetico incrociati, e determinare il rapporto tra carica e massa per le ipotetiche particelle. Molta fisica viene esclusa dalla maggioranza delle esposizioni dei libri di testo. Per esempio, non si chiede agli studenti di esaminare l’importanza del fatto che il fascio rimane coerente (la macchia sullo schermo non si allarga) quando viene deflesso, sia elettricamente che magneticamente, dalla sua posizione iniziale; essi non si accorgono che esiste un’informazione fisica contenuta in ciò che non accade, esattamente come ne esiste in ciò che accade, ed è necessario guidarli a riflettere su questi problemi. Naturalmente, la coerenza porta a sostenere l’ipotesi che le entità nel fascio abbiano proprietà e velocità identiche tra loro, e che l'equazione per la traiettoria di una particella si applichi a tutte le altre.
Esiste un aspetto che Thomson ''non'' fa notare dal momento che per un fisico è banale, ma per uno studente non lo è. Come mai il fascio non viene deflesso anche dalla forza gravitazionale? La maggior parte degli studenti risponde a questa domanda affermando che la massa degli elettroni è troppo piccola e quindi lo sarà anche l'accelerazione di gravità, dimenticando che quest'ultima è uguale per tutti i corpi e le particelle. Questa circostanza rappresenta quindi un espediente utile per riprendere i vecchi concetti già affrontati sulla forza di gravità.<ref name=docum/>
== Le deduzioni di Thomson ==
Thomson si dedicò poi a calcolare il rapporto <math>e/m</math> tra la carica e la massa dell'elettrone, ottenendo risultati approssimativi. Quello a cui era interessato, però, era solo l'ordine di grandezza e se questo variasse o meno su un ampio ambito di valori, come era noto accadere con ioni diversi nell'elettrolisi e nei gas conduttori. Trovò sempre il solito risultato (tra <math>0,67</math> e <math>0,9</math> X<math>10^{11} \ C/Kg</math>) e ipotizzò che, quando sarebbe stato possibile separare le due proprietà, sarebbe stato molto probabile trovare che le particelle avevano tutte la stessa carica e la stessa massa.
Vi era inoltre il risultato dell'omogeneità del fascio, dimostrato dal fatto che la macchia non si allargava e dovuto al fatto che le particelle attraversavano la stessa differenza di potenziale con velocità tutte uguali (come indicato dalla determinazione con i campi incrociati). Tale risultato implicava che le particelle si dovevano originare nelle immediate vicinanze del catodo (oggi sappiamo per "emissione di campo").
Per quanto possa sembrare banale a qualche insegnante, molti studenti non hanno acquistato, nel corso dei loro studi, la comprensione del fatto che le grandezze numeriche, quanto vengono considerate da sole, non contengono quasi nessuna informazione, mentre le informazioni e le deduzioni derivano principalmente dal confronto tra valori numerici. Il presente argomento ne è un esempio chiaro e prezioso. Thomson, conoscendo il libero cammino medio delle particelle e i dati di Lenard (che mostravano la penetrazione di un raggio catodico pari a un centimetro o due), ipotizzò che <math>m</math> dovesse essere molto piccolo.
Gli studenti dovrebbero riflettere sul perché non si era inclini ad attribuire la differenza tra i valori di <math>e/m</math> per i raggi catodici e per l’elettrolisi a una differenza di <math>e</math> piuttosto che a una differenza di <math>m</math> o anche, forse, a differenze in entrambe le proprietà. Questo è un tipo di ragionamento che gli studenti hanno avuto di rado l’occasione di affrontare. Ogni cosa è stata presentata loro sotto forma di risultati finali ben rifiniti e apparentemente inevitabili. Quando essi scoprono il ruolo avuto dalla fede nella semplicità e nell’ordine della natura, attraverso ragionamenti plausibili e le ipotesi basati su tale fede, comprendono la natura del pensiero scientifico in modo più realistico di chi non ha vissuto questa esperienza intellettuale. Ciò è uno degli elementi della cultura scientifica.<ref name=docum/>
== Compiti da assegnare sull'esperimento di Thomson ==
Se, prima di iniziare l'esperimento di Thomson, si chiede agli studenti di scrivere una nota di una pagina su quello che ritengono essere il significato della parola "elettrone" e su come sia stato possibile sapere qualcosa di questi oggetti, i documenti prodotti formano di per sé uno studio istruttivo. Tutti hanno udito il termine fin dai primi giorni della loro storia scolastica, ma esso non ha mai acquistato un significato simile a quello che ha nella scienza. Esiste solo un gergo impreciso e ricordato a metà. Per questo è utile, basandosi sull'esperienza di Thomson introdotta nei paragrafi precedenti, assegnare compiti a casa agli studenti invitandoli a porsi domande del tipo "Come facciamo a sapere...? Perché crediamo a...? Quali sono le prove per...?". All'inizio il compito verrà interpreto dagli studenti come un carico indesiderato, ma la stragrande maggioranza di essi, una volta arrivata a fine lavoro, scopre di aver compiuto dei progressi e comincia a reputarla come un'esperienza di apprendimento molto valida e utile.<ref name=docum/>
== L'unità della carica elettrica ==
[[w: L’esperimento di Millikan| L’esperimento di Millikan]] è trattato in maniera adeguata in molti libri di testo, e non vi è alcuna necessità di inserire qui una descrizione dettagliata. Comunque, l’elemento principale che manca in molte esposizioni è l'opportunità fornita agli studenti di vedere alcuni valori reali che mostrino come tutta l’analisi sperimentale dei dati abbia una struttura discreta. È significativo identificare anche il massimo comun divisore tra le quantità di carica e di variazione di carica osservate.
Un aspetto verbale merita cautela e attenzione: in molti testi e lezioni è divenuto abituale annunciare che «[[w: Robert Millikan|Millikan]] misurò la carica su un elettrone». Il termine «elettrone» ha avuto una storia lunga e complessa, e c'è poco da guadagnare nell’esplorare tale storia in un corso introduttivo. È vero che in origine questo termine veniva usato in riferimento all’unità di carica elettrica, qualunque ne fosse il portatore, ma nella terminologia moderna (che si cristallizzò nei primi anni del 1900) la parola «elettrone» indica la particella presente nel fascio catodico e nella struttura degli atomi. Questa è la maniera in cui gli studenti capiscono il termine. Così, data la terminologia attuale, dire che «Millikan misurò la carica su un elettrone» diviene profondamente fuorviante; gli studenti hanno l’impressione che Millikan avesse direttamente a che fare con gli elettroni.
Ciò che Millikan fece fu di misurare il valore della carica elementare come la si doveva osservare, inglobata in goccioline d'olio, in un gas ionizzato. Sebbene alcuni ioni possono essere stati elettroni, la maggioranza probabilmente non lo era. Questo è un bellissimo esempio di come il pensiero scientifico reale funziona e progredisce: rappresenta quindi un altro aspetto dell’opera di approfondimento della cultura scientifica. Tale opportunità viene persa, però, nell’espressione imprecisa secondo cui «Millikan misurò la carica su un elettrone».<ref name=docum/>
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
* {{Cita libro|cognome=Arons|nome=Arnold B.|titolo=Teaching introductory physics|url=https://archive.org/details/teachingintroduc00aron/mode/1up|anno=1997|editore= Wiley publication|città=New York|pp=Chapter 10|isbn=0-471-13707-3||lingua=en}}
[[Categoria:Insegnare fisica|L'elettrone]]
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Biologia per il liceo/Le biomolecole/La saponificazione
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2026-04-06T17:12:04Z
Eumolpo
4673
ortografia
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wikitext
text/x-wiki
{{Biologia per il liceo}}'
== Laboratorio di chimica organica: preparazione del sapone ==
La reazione di saponificazione prevede una reazione di idrolisi alcalina con basi forti come NaOH o KOH.
Per la preparazione del sapone solido è previsto l'uso di NaOH. Questo tipo di sapone viene preparato con l'olio extravergine di oliva.
=== Materiale ===
{| class="wikitable"
|+Tabella uso pratico per fare saponette da 100 g con olio di oliva
!per ottenere
!g di olio d'oliva
!g di acqua
!g di NaOH
!mL olio essenziale
!N° alunni nel gruppo
|-
|100 g sapone
|70
|21
|9,3
|2-3 gocce
|1 alunno
|-
|300 g sapone
|210
|63
|27,9
|alcune gocce
|3 alunni
|-
|400 g sapone
|280
|84
|37,2
|alcune gocce
|4 alunni
|-
|500 g sapone
|350
|105
|46,5
|2 mL
|5 alunni
|-
|2600 g sapone
|1820 (=1987 L)
|780
|345
|10 mL
|26 alunni
|-
|1900 g sapone
|1330 (=1452L)
|
|
|
|19 alunni
|}
* Questa tabella considera il fatto di mettere un po' più olio rispetto alla soda caustica (+5%) onde evitare problemi (cosiddetto "sconto" o "super-fat")
* Indicativamente, se si usano gli stampini di silicone da 112 mL (100 g) servono le quantità indicate in tabella (viene fuori una saponetta per alunno)
*in questa tabella l'acqua è calcolata al 30% rispetto alla massa dell'olio (altri calcolatori propongono una percentuale compresa tra 33 e 38%);
=== Calcolatori ===
Esistono siti che aiutano a calcolare le quantità da usare, come questo: http://www.soapcalc.net/calc/soapcalcwp.asp, o questo http://www.thesoapcalculator.com/, oppure app per smartphone come "Saponify soap Calculator"
Ci sono anche "tabelle di saponificazione" che mostrano la % in massa di idrossido da usare rispetto alla quantità di olio, qui sotto si riporta una tabella parziale ([[w:Numero_di_saponificazione|tabella completa]]). In queste tabelle non è considerato lo "sconto" o cosiddetto "super-fat", cioè il fatto di mettere un po' più olio rispetto all'idrossido per sicurezza.
{| class="wikitable"
|+TABELLA DI SAPONIFICAZIONE
!100 g di olio di ...
!g di NaOH
!g di KOH
!note
|-
|oliva
|13,4
|19,0
|
|-
|girasole
|13,4
|19,1
|
|-
|mais
|13,6
|19,0
|
|-
|palma (seme)
|14,1
|19,8
|rende più schiumoso
|-
|ricino
|12,8
|18,1
|rende più schiumoso
|-
|cocco
|19,0
|25,8
|rende più schiumoso
|}
=== Strumentazione per ciascun gruppo di lavoro ===
* piastra riscaldante;
* bilancia;
* becher grande (es. 6-800 mL) per pesare l'olio e scaldarlo sulla piastra (in questo contenitore verrà poi fatto il sapone)
* becher più piccolo (es. 200 mL) per pesare l'acqua e poi fare la soluzione con l'idrossido di sodio
* becher piccolino (es. 100 mL) per pesare la soda caustica (idrossido di sodio)
* spatole di acciaio e/o in silicone;
* mixer elettrico (tipo minipimer)
* bacchetta di vetro;
* termometri (due per gruppo, uno per misurare la temperatura dell'olio, uno per la soluzione acqua/soda caustica);
* stampini in plastica, silicone, tetrapack o altri contenitori idonei a contenere il sapone (non alluminio)
=== Sicurezza ===
Utilizzo di camice, occhialini, guanti e mascherina
== Procedimento ==
Dopo aver indossato le dotazioni di sicurezza:
* assicurarsi che lo stampo sia pronto e del volume adeguato
* accendere la piastra riscaldante (per dopo)
* pesare la soda caustica nel becher più piccolo
* pesare l'olio nel becher grande
* pesare l'acqua nel becher medio
* versare le scaglie di idrossido di sodio nel becher con l'acqua e mescolare con la bacchetta; la reazione è esotermica, lasciare raffreddare fino a 45 °C (se si usano quantità piccole forse qualcosa in più tenendo conto di un più rapido raffreddamento)
* mettere a riscaldare l'olio sulla piastra riscaldante, '''mescolando continuamente''', e tenere controllata la temperatura, deve arrivare a 45 °C.
* versare la soluzione di NaOH nel contenitore dell'olio ('''non''' sulla piastra riscaldante)
* frullare col minipimer fino a che non si forma il "nastro", una specie di consistenza cremosa che rimane un po' in superficie
* aggiungere, se si vuole, qualche goccia di olio essenziale profumato e mescolare con la spatola di silicone
* versare il sapone ottenuto nello stampino precedentemente predisposto
* fare riposare un giorno (non al freddo)
* tirare fuori dallo stampino il sapone (se necessario tagliarlo nelle forme desiderate)
* avvolgere ciascuna saponetta in un po' di carta (es. di giornale) e lasciarlo maturare almeno due mesi, girando le saponette ogni tanto
* questo tipo di sapone non farà schiuma, ma piuttosto una crema
[[Categoria:Biologia per il liceo|saponificazione]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Bergamo/Palosco/Palosco - Chiesa di San Lorenzo Martire
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Giuseppe II Serassi (Op. 306)
* '''Anno:''' 1794
* '''Restauri/modifiche:''' Serassi (1806), Diego Porro (1904), Emilio Piccinelli (1997)
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Tastiere:''' 2 di 58 tasti con prima ottava cromatica. Superiore per Grand'Organo, inferiore per Organo Eco. Bassi/Soprani Si<small>2</small>/Do<small>3</small>
* '''Pedaliera:''' piana parallela di 18 pedali (Do1 - Fa2), 12 note reali.
* '''Collocazione:'''su cantoria in ''Cornu Evangeli''
* '''Accessori:''' ''Tiratutti Ripieno Grand'Organo; Combinazione Libera alla Lombarda; Tiratutti Ripieno Organo Eco'' a pedalone. Unione Tastiere; ''Fagotto; Corno Inglese; Ottavino'' a pedaletto
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - Grand'Organo – ''Concerto'''''
----
|-
|Corni dolci || 16' Soprani
|-
|Cornetto I ||
|-
|Cornetto II ||
|-
|Ottavino || 2' Soprani
|-
|Fagotto || 8' Bassi
|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Clarone || 4' Bassi
|-
|Tromba 16' Soprani
|-
|Corno inglese || 16' Soprani
|-
|Flutta || 8' Soprani
|-
|Flauto in VIII || 4'
|-
|Flauto in XII || 2'
|-
|Ottavino || 2' Bassi
|-
|Viola || 4' Bassi
|-
|Voce Umana || 8' Soprani
|-
|Sesquialtera ||
|-
|Bombarde || 16'
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - Grand'Organo – ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || 16' Bassi
|-
|Principale || 16' Soprani
|-
|Principale I || 8' Bassi
|-
|Principale I || 8' Soprani
|-
|Principale II || 8' Bassi
|-
|Principale II || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4'
|-
|Duodecima ||
|-
|Quintadecima ||
|-
|Decimanona ||
|-
|Vigesima Seconda ||
|-
|Due di Ripieno ||
|-
|Due di Ripieno ||
|-
|Due di Ripieno ||
|-
|Contrabbassi e Ottave || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Timballi ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - Organo Eco'''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4' Bassi
|-
|Ottava || 4' Soprani
|-
|Quinta Decima ||
|-
|Decima Nona ||
|-
|Vigesima Seconda ||
|-
|Flauto in VIII|| 4'
|-
|Viola || 4' Soprani
|-
|Viola || 4' Bassi
|-
|Cornetto I || Soprani
|-
|Violoncello|| 8' Bassi
|-
|Bordone || 8' Soprani
|-
|Violoncello || 8' Soprani
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{ip|w=Chiesa di San Lorenzo Martire (Palosco)|w_preposizione=sulla|w_etichetta=chiesa di San Lorenzo Martire a Palosco}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Storia del femminismo italiano
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text/x-wiki
{{Storia del femminismo italiano 1}}
<div style="text-align:center">
[[File:Wikibooks-logo.svg|40px|Wikibook]]<br/>
''Benvenutə nel wikibook:''
</div>
<div style="text-align:center"><span style="font-size:1.7em;color:#643264">'''Storia del femminismo italiano'''</span>
<span style="font-size:1.2em;">''Dalle premesse storiche al secondo dopoguerra''</span><br/>
<!--''[[Serie femminismo italiano|Nr. 1 della Serie femminismo italiano]]''-->
<span style="font-size: 1.5em;">'''2025'''</span>
<br/>
<span style="font-size:1.0em;">''Autrici:'' '''[[Utente:Il chiaroscuro|Ilaria Lorenzini]] (cap. 1 e 2), [[Utente:Eleonora Presciuttini|Eleonora Presciuttini]] (cap. 2 e 3), [[Utente:Giafia|Giada Fiacco]] (cap. 4 e 5),<br/> [[Utente:NoemiMcc|Noemi Macciocca]] (cap. 5), [[Utente:Ale.Amodeo5|Alessia Amodeo]] (cap. 6), [[Utente:Deborahpiperno|Deborah Piperno]] (cap. 7), [[Utente:Chi.carlon|Chiara Carlon]] (cap. 8)'''</span>
<br/>
''Curatrice:'' '''[[Utente:LorManLor|Loretta Manzato]]'''
<br/>
''Coordinamento e supporto tecnico:'' '''[[Utente:Camelia.boban|Camelia Boban]]'''
<br/>
''Consulenza scientifica:'' '''Rosanna De Longis''' e '''Lorenza Colicigno'''
<br/>
[[File:WDG - Copertina wikibook Storia del femminismo italiano 02.png|407px|Copertina wikibook Storia del femminismo italiano]]
</div>
<div style="color:#643264;text-align:center;font-size:1.0em;">
{{q|Questa armonia feminista dura infatti finché le donne fanno della questione femminile una semplice accademia. Ma il giorno che esse scendono nell'arena delle lotte politiche – e non ne possono fare a meno, se sul serio si propongono la conquista dei diritti politici – ecco che l’incanto svanisce e le donne combattono non più come feministe, ma come appartenenti a date classi sociali e a dati partiti politici.|<small>''Anna Kuliscioff, [https://www.fondazioneannakuliscioff.it/wp-content/uploads/2020/12/anna-kuliscioff-scritti.pdf Scritti], Collana "Figure del 900", Fondazione Anna Kulisciof, p. 104''</small>}}
</div>
<div style="width: 400px; margin: 0 auto;">{{Versione PDF|Wikibook "Storia del femminismo italiano" (vol.1)|Versione 1.0 - 70 pagine - Dimensione 7,12 Mbyte}}</div>
[[Categoria:Storia del femminismo italiano]]
[[Categoria:Storia]]
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[[Categoria:Formazione superiore]]
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[[Categoria:Libri 100%]]
{{Avanzamento|100%|10 giugno 2025}}
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Civvì
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Chimica organica per il liceo
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Gian BOT
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[[wb:Bot|Bot]]: Correggo errori comuni (tramite [[Wb:Bot/Sostituzioni/Errori comuni|La lista degli errori comuni]] V 1.0)
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text/x-wiki
{{Chimica organica 2}}
Questo libro è stato creato con lo scopo di fornire un adeguato supporto allo studio della chimica organica nei licei. Le sue pagine sono principalmente una traduzione, con adattamenti, del libro [https://chem.libretexts.org/Bookshelves/Organic_Chemistry/Organic_Chemistry_(Morsch_et_al.) Organic Chemistry (Morsch et al.)]
=== Indice ===
# [[Chimica organica per il liceo/Richiami di chimica inorganica|Richiami di chimica inorganica]] · [[Chimica organica per il liceo/Richiami di chimica inorganica/Esercizi|E]]
# [[Chimica organica per il liceo/Introduzione2|Introduzione alla chimica organica]] <big>[[Chimica organica per il liceo/Introduzione/Più dettagli|+]]</big> · [[Chimica organica per il liceo/Introduzione2/Esercizi|E]]
# [[Chimica organica per il liceo/Gli alcani|Alcani: struttura, isomeri, nomenclatura, proprietà fisiche]] · [[Chimica organica per il liceo/Gli alcani/Approfondimento|A]] · [[Chimica organica per il liceo/Gli alcani/Esercizi|E]]
# [[Chimica organica per il liceo/Cicloalcani|Cicloalcani: struttura nomenclatura, proprietà chimico-fisiche]] · [[Chimica organica per il liceo/Cicloalcani/Approfondimenti|A]] · [[Chimica organica per il liceo/Cicloalcani/Esercizi|E]]
# [[Chimica organica per il liceo/Stereoisomeri ottici|Stereoisomeri ottici]] · [[Chimica organica per il liceo/Stereoisomeri ottici/Approfondimenti|A]] · E
# [[Chimica organica per il liceo/Introduzione alle reazioni organiche|Introduzione alle reazioni organiche]] · [[Chimica organica per il liceo/Introduzione alle reazioni organiche/Approfondimenti|A]] · [[Chimica organica per il liceo/Introduzione alle reazioni organiche/Esercizi|E]]
# [[Chimica organica per il liceo/Gli alcheni|Alcheni: struttura, nomenclatura, reattività]] <big>[[Chimica organica per il liceo/Gli alcheni/Più dettagli|+]]</big> [[Chimica organica per il liceo/Gli alcheni/Approfondimenti|A]] · [[Chimica organica per il liceo/Gli alcheni/Esercizi|E]]
# [[Chimica organica per il liceo/Le reazioni degli alcheni|Alcheni: reazioni e sintesi]] · [[Chimica organica per il liceo/Le reazioni degli alcheni/Approfondimenti|A]] · [[Chimica organica per il liceo/Le reazioni degli alcheni/Esercizi|E]]
# [[Chimica organica per il liceo/Gli alchini|Alchini: struttura, nomenclatura, reazioni]] <big>[[Chimica organica per il liceo/Gli alchini/Più dettagli|+]]</big> [[Chimica organica per il liceo/Gli alchini/Approfondimento|A]] · [[Chimica organica per il liceo/Gli alchini/Esercizi|E]]
# [[Chimica organica per il liceo/Alogenuri alchilici|Alogenuri alchilici: proprietà e sintesi]] · [[Chimica organica per il liceo/Alogenuri alchilici/Approfondimenti|A]] · [[Chimica organica per il liceo/Alogenuri alchilici/Esercizi|E]]
# [[Chimica organica per il liceo/Reazioni degli alogenuri alchilici|Alogenuri alchilici: reazioni di SN1, SN2, E1, E2]] <big>[[Chimica organica per il liceo/Reazioni degli alogenuri alchilici/Più dettagli|+]]</big> [[Chimica organica per il liceo/Reazioni degli alogenuri alchilici/Approfondimenti|A]] · [[Chimica organica per il liceo/Reazioni degli alogenuri alchilici/Esercizi|E]]
# [[Chimica organica per il liceo/Benzene e aromaticità|Benzene e aromaticità]] · [[Chimica organica per il liceo/Benzene e aromaticità/Approfondimenti|A]] · [[Chimica organica per il liceo/Benzene e aromaticità/Esercizi|E]]
# [[Chimica organica per il liceo/Reazioni del benzene|Benzene: reazioni di sostituzione elettrofila]] <big>[[Chimica organica per il liceo/Reazioni del benzene/Più dettagli|+]]</big> [[Chimica organica per il liceo/Reazioni del benzene/Approfondimenti|A]] · [[Chimica organica per il liceo/Reazioni del benzene/Esercizi|E]]
# [[Chimica organica per il liceo/Alcoli e fenoli|Alcoli e fenoli]] <big>[[Chimica organica per il liceo/Alcoli e fenoli/Più dettagli|+]]</big> [[Chimica organica per il liceo/Alcoli e fenoli/Approfondimenti|A]] · [[Chimica organica per il liceo/Alcoli e fenoli/Esercizi|E]]
# [[Chimica organica per il liceo/Eteri e tioli|Eteri e tioli]] <big>[[Chimica organica per il liceo/Eteri e tioli/Più dettagli|+]]</big> [[Chimica organica per il liceo/Eteri e tioli/Approfondimenti|A]] · [[Chimica organica per il liceo/Eteri e tioli/Esercizi|E]]
# [[Chimica organica per il liceo/Aldeidi e chetoni|Aldeidi e chetoni]] [[Chimica organica per il liceo/Aldeidi e chetoni/Più dettagli|<big>+</big>]] [[Chimica organica per il liceo/Aldeidi e chetoni/Approfondimenti|A]] · [[Chimica organica per il liceo/Aldeidi e chetoni/Esercizi|E]]
# [[Chimica organica per il liceo/Acidi carbossilici e nitrili|Acidi carbossilici]] [[Chimica organica per il liceo/Acidi carbossilici e nitrili/Più dettagli|<big>+</big>]] [[Chimica organica per il liceo/Acidi carbossilici e nitrili/Approfondimenti|A]] · E
# [[Chimica organica per il liceo/Derivati degli acidi carbossilici|Derivati degli acidi carbossilici]] · [[Chimica organica per il liceo/Derivati degli acidi carbossilici/Approfondimenti|A]]
# [[Chimica organica per il liceo/Reazioni di sostituzione alfa del carbonile|Reazioni di sostituzione alfa del carbonile]]
# [[Chimica organica per il liceo/Reazioni di condensazione del carbonile|Reazioni di condensazione del carbonile]]
# [[Chimica organica per il liceo/Ammine|Ammine ed eterocicli]] · [[Chimica organica per il liceo/Ammine/Approfondimenti|A]]
# [[Chimica organica per il liceo/Carboidrati|Biomolecole: carboidrati]] <big>[[Chimica organica per il liceo/Carboidrati/Più dettagli|+]]</big>
# [[Chimica organica per il liceo/Proteine|Biomolecole: proteine]] <big>[[Chimica organica per il liceo/Proteine/Più dettagli|+]]</big>
# [[Chimica organica per il liceo/Lipidi|Biomolecole: lipidi]] <big>[[Chimica organica per il liceo/Lipidi/Più dettagli|+]]</big>
# [[Chimica organica per il liceo/Acidi nucleici|Biomolecole: acidi nucleici]]
* <big>+</big> = capitolo con gli stessi argomenti ma con più dettagli.
* A = capitolo con altri argomenti di approfondimento.
* E = esercizi relativi al capitolo, suddivisi per paragrafi e con soluzioni
=== Fonti ===
* [https://chem.libretexts.org/Bookshelves/Organic_Chemistry/Organic_Chemistry_(Morsch_et_al.) Organic Chemistry (Morsch et al.)]: ottimo libro su piattaforma LibreTexts, con licenza CC BY SA
* [https://openstax.org/details/books/organic-chemistry Organic chemistry]: è un ottimo libro di chimica organica e biochimica, completo, su piattaforma OpenStax (Rice University - Huston - Texas - USA). Purtroppo è CC BY NC-SA, e quindi non direttamente utilizzabile per essere tradotto e adattato su piattaforma Wikibooks.
* [[:en:Organic_Chemistry|Organic Chemistry]]: buon libro in inglese su Wikibooks (CC BY SA)
* [https://www.matematicamente.it/staticfiles/manuali-cc/Matematicamente-ChimicaC3.pdf Chimica C3]: libro pubblicato da Matematicamente.it, molto sintetico. Licenza CC BY
* [[Chimica organica]]: discreto libro su Wikibooks, con pagine più o meno complete (CC BY SA)
=== Altri progetti analoghi ===
* [[Chimica per il liceo]]: libro completo su Wikibooks.
* [[Biologia per il liceo]]: libro completo su Wikibooks
* [[Biologia per istituti tecnici]]: libro completo su Wikibooks.
* [[Scienze della Terra per le superiori]]: libro completo su Wikibooks
=== Collaborare su wikibooks ===
Nel libro [[Wikibooks from zero to hero|Wikibooks From zero to hero]] ci sono, in sintesi, le istruzioni su come lavorare su una pagina Wikibooks.
Se si vogliono '''disegnare molecole organiche''' con un buon programma gratuito si può utilizzare [https://www.acdlabs.com/resources/free-chemistry-software-apps/chemsketch-freeware/ ChemSketch-freeware] un ottimo software gratuito per uso accademico e personale, molto ricco di funzionalità e permette di esportare in vari formati (tra cui .svg). Un'altra applicazione interessante è [https://app.molview.com/ MolView], '''molto semplice ed intuitiva''' ma un po' più limitata nella versione gratuita poiché non permette di esportare ad alta risoluzione (ma, ad esempio, per disegnare le molecole per gli esercizi va più che bene).
[[Discussione:Chimica organica per il liceo|Chiarimento]] su come inserire immagini presenti su LibreText.
{{Avanzamento|100%|07 ottobre 2025}}
[[Categoria:Chimica organica per il liceo| ]]
[[Categoria:Chimica]]
[[Categoria:Superiori]]
[[Categoria:Dewey 547]]
[[Categoria:Scienze (materia)]]
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Chimica organica per il liceo/Carboidrati
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{{Chimica organica 2}}
== Introduzione ==
Tutti i carboidrati sono costituiti da atomi di carbonio, idrogeno e ossigeno e sono '''aldeidi o chetoni poli-idrossilati''' o composti che possono essere scissi per formare tali composti. Esempi di carboidrati sono l'amido, le fibre, i composti dal sapore dolce chiamati zuccheri e i materiali strutturali come la cellulosa. Il termine carboidrato ha avuto origine da un'errata interpretazione delle formule molecolari di molte di queste sostanze. Ad esempio, poiché la sua formula è C<sub>6</sub>H<sub>12</sub>O<sub>6</sub>, un tempo si pensava che il glucosio fosse un “idrato di carbonio” con la struttura C<sub>6</sub>-6H<sub>2</sub>O.
[[File:Glucose_as_polyhydroxy_aldehyde.jpg|centro|580x580px|Glucosio come aldeide poliidrossilata]]
Le piante verdi sono in grado di sintetizzare il glucosio (C<sub>6</sub>H<sub>12</sub>O<sub>6</sub>) dall'anidride carbonica (CO<sub>2</sub>) e dall'acqua (H<sub>2</sub>O) utilizzando l'energia solare nel processo noto come fotosintesi:
6CO<sub>2</sub>+6H<sub>2</sub>O+2870kJ⟶C<sub>6</sub>H<sub>12</sub>O<sub>6</sub>+6O<sub>2</sub>
(I 2870 kJ provengono dall'energia solare). Le piante possono utilizzare il glucosio come energia o convertirlo in carboidrati più grandi, come l'amido o la cellulosa. L'amido fornisce energia per un uso successivo, magari come nutrimento per i semi di una pianta, mentre la cellulosa è il materiale strutturale delle piante. Possiamo raccogliere e mangiare le parti di una pianta che immagazzinano energia - semi, radici, tuberi e frutti - e utilizzarne una parte. I carboidrati sono necessari anche per la sintesi degli acidi nucleici e di molte proteine e lipidi.
Gli animali, compreso l'uomo, non possono sintetizzare i carboidrati dall'anidride carbonica e dall'acqua e dipendono quindi dal regno vegetale per la fornitura di questi composti vitali. Utilizziamo i carboidrati non solo per il cibo (circa il 60%-65% in massa della dieta media), ma anche per l'abbigliamento (cotone, lino, rayon), il riparo (legno), il combustibile (legno) e la carta (legno).
== Classificazione dei carboidrati ==
=== Cosa sono i carboidrati? ===
Le biomolecole più abbondanti sulla terra sono i carboidrati. Da un punto di vista chimico, i carboidrati sono principalmente una combinazione di '''carbonio e acqua''' e molti di essi hanno la formula empirica (CH<sub>2</sub>O)n, dove n è il numero di unità ripetute. Questa visione rappresenta queste molecole semplicemente come catene di atomi di carbonio “idratati” in cui le molecole d'acqua si attaccano a ciascun atomo di carbonio, dando origine al termine “carboidrati”. Sebbene tutti i carboidrati contengano carbonio, idrogeno e ossigeno, alcuni contengono anche azoto, fosforo e/o zolfo. I carboidrati hanno una '''miriade di funzioni''' diverse. Sono abbondanti negli ecosistemi terrestri, molte forme dei quali vengono utilizzate come fonti di cibo. Queste molecole sono anche parti vitali delle strutture macromolecolari che immagazzinano e trasmettono informazioni genetiche (ad esempio, DNA e RNA). Sono alla base dei polimeri biologici che conferiscono forza a vari componenti '''strutturali''' degli organismi (ad esempio, cellulosa e chitina) e sono la fonte primaria di accumulo di '''energia''' sotto forma di amido e glicogeno.
=== Monosaccaridi ===
In biochimica, i carboidrati sono spesso chiamati saccaridi, dal greco sakcharon, che significa zucchero, anche se non tutti i saccaridi sono dolci. I carboidrati più semplici sono chiamati monosaccaridi, o zuccheri semplici. Sono i mattoni (monomeri) per la sintesi di polimeri o carboidrati complessi, come verrà discusso più avanti in questa sezione. I monosaccaridi sono classificati in base al numero di carboni presenti nella molecola. Le categorie generali sono identificate utilizzando un prefisso che indica il numero di carboni e il suffisso -ose, che indica un saccaride; ad esempio, trioso (tre carboni), tetroso (quattro carboni), pentoso (cinque carboni) ed esoso (sei carboni). L'esoso D-glucosio è il monosaccaride più abbondante in natura. Altri monosaccaridi esosi molto comuni e abbondanti sono il galattosio, utilizzato per produrre il disaccaride zucchero del latte lattosio, e lo zucchero della frutta fruttosio.
[[File:Monosaccaridi_confronto.png|centro|708x708px|Monosaccaridi confronto]]
Un secondo confronto può essere fatto quando si osservano il glucosio, il galattosio e il fruttosio. Tutti e tre sono esosi, ma c'è una differenza strutturale importante tra il glucosio e il galattosio rispetto al fruttosio: il carbonio che contiene il carbonile (C=O). Nel glucosio e nel galattosio, il gruppo carbonilico si trova sul carbonio C1, formando un gruppo aldeidico. Nel fruttosio, il gruppo carbonilico si trova sul carbonio C2, formando un gruppo chetonico. I primi zuccheri sono chiamati aldosi in base al gruppo aldeidico che si forma; il secondo è designato come chetoso in base al gruppo chetonico. Anche in questo caso, questa differenza conferisce al fruttosio proprietà chimiche e strutturali diverse da quelle degli aldosi, del glucosio e del galattosio, anche se fruttosio, glucosio e galattosio hanno tutti la stessa composizione chimica: C6H12O6.
[[File:Monosaccaridi_famosi.png|centro|595x595px|Monosaccaridi famosi]]
=== Carboidrati complessi ===
Gli zuccheri semplici costituiscono la base dei carboidrati più complessi. Le forme cicliche di due zuccheri possono essere collegate tra loro mediante una reazione di condensazione per formare un disaccaride. Più zuccheri possono essere legati per formare polisaccaridi.
=== Disaccaridi ===
Due molecole di monosaccaridi possono legarsi chimicamente per formare un disaccaride. Il nome dato al legame covalente tra i due monosaccaridi è legame glicosidico. I legami glicosidici si formano tra i gruppi idrossilici delle due molecole di saccaridi, un esempio della sintesi di disidratazione descritta più avanti in questo capitolo.
[[File:Disaccaridi_famosi.jpg|centro|862x862px|Disaccaridi famosi]]
I disaccaridi più comuni sono il maltosio, zucchero dei cereali, composto da due molecole di glucosio; il lattosio, zucchero del latte, composto da una molecola di galattosio e una di glucosio; e il saccarosio, zucchero da tavola, composto da una molecola di glucosio e una di fruttosio.
=== Polisaccaridi ===
I polisaccaridi, detti anche glicani, sono grandi polimeri composti da centinaia di monomeri di monosaccaridi. A differenza dei mono- e disaccaridi, i polisaccaridi non sono dolci e, in generale, non sono solubili in acqua. Come i disaccaridi, le unità monomeriche dei polisaccaridi sono legate tra loro da legami glicosidici.
La struttura dei polisaccaridi è molto varia. Tre dei polisaccaridi più importanti dal punto di vista biologico - l'amido, il glicogeno e la cellulosa - sono tutti composti da unità di glucosio ripetute, sebbene differiscano nella loro struttura. La cellulosa è costituita da una catena lineare di molecole di glucosio ed è un componente strutturale comune delle pareti cellulari delle piante e di altri organismi. Il glicogeno e l'amido sono polimeri ramificati; il glicogeno è la principale molecola di immagazzinamento dell'energia negli animali e nei batteri, mentre le piante immagazzinano l'energia principalmente nell'amido. Anche l'orientamento dei legami glicosidici in questi tre polimeri è diverso e, di conseguenza, le macromolecole lineari e ramificate hanno proprietà diverse.
[[File:Struttura_della_cellulosa2.png|centro|683x683px|Struttura della cellulosa2]]
== Rappresentazione della stereochimica dei carboidrati - Proiezioni di Fischer ==
=== Rappresentazione di Strutture Tridimensionali ===
Il problema di disegnare configurazioni tridimensionali su una superficie bidimensionale, come un foglio di carta, è da tempo una preoccupazione per i chimici. Le notazioni a cunei e tratteggi che abbiamo usato sono efficaci, ma possono essere problematiche se applicate a composti con molti centri chirali. Come parte della sua ricerca sui carboidrati, premiata con il Nobel, il grande chimico tedesco Emil Fischer ideò una semplice notazione che è ancora ampiamente utilizzata. Le '''proiezioni di Fischer''' ci permettono di rappresentare strutture molecolari 3D in un ambiente 2D senza alterarne le proprietà e/o l'integrità strutturale.
[[File:Drawing_Representations_of_3D_Structures_molecules.png|centro|Drawing Representations of 3D Structures molecules]]
Le proiezioni di Fischer mostrano gli zuccheri nella loro forma a catena aperta. In una proiezione di Fischer, gli atomi di carbonio di una molecola di zucchero sono collegati verticalmente da linee continue, mentre i legami carbonio-ossigeno e carbonio-idrogeno sono mostrati orizzontalmente. L'informazione stereochimica è trasmessa da una semplice regola: i '''legami verticali puntano all'indietro''' (nel piano della pagina), mentre i '''legami orizzontali puntano in avanti''' (fuori dal piano della pagina).
[[File:Stereochemical_information_rule_-_vertical_bonds_point_into_the_plane,_while_horizontal_bonds_point_out_of_the_page.png|centro|Stereochemical information rule - vertical bonds point into the plane, while horizontal bonds point out of the page]]
Nelle proiezioni di Fischer degli zuccheri, il gruppo aldeidico è scritto in alto, e i gruppi H e OH legati a ciascun carbonio chirale sono scritti a destra o a sinistra. Di seguito sono riportate due diverse rappresentazioni della (R)-gliceraldeide, la più piccola molecola di zucchero (chiamata anche D-gliceraldeide nella nomenclatura stereochimica usata per gli zuccheri):
[[File:Fisher_projections_or_perspective_structural_formulas.gif|centro|Fisher projections or perspective structural formulas]]
Di seguito sono riportate tre rappresentazioni della forma a catena aperta del D-glucosio: nella proiezione di Fischer convenzionale, in una versione a cunei/tratteggi di una proiezione di Fischer, e infine nello stile a "zigzag" preferito da molti chimici organici.
[[File:Different_representations_of_(R)-glyceraldehyde.png|centro|Different representations of (R)-glyceraldehyde|364x364px]]
L'utilità di questa notazione per Fischer è evidente nel seguente diagramma. Esistono otto stereoisomeri del 2,3,4,5-tetraidrossipentanale, un gruppo di composti noti come '''aldopentosi'''. Poiché ci sono tre centri chirali, dovremmo aspettarci un massimo di 2³ = 8 stereoisomeri. Questi otto stereoisomeri consistono in quattro coppie di enantiomeri. Se la configurazione in C-4 viene mantenuta costante (R negli esempi qui riportati), i quattro stereoisomeri risultanti saranno diastereoisomeri.
[[File:Four_stereoisomers_aldopentoses.gif|centro|Four stereoisomers aldopentoses]]
Le strutture degli aldopentosi disegnate sopra sono tutte diastereoisomeri. Un termine più selettivo, '''epimero''', è usato per designare diastereoisomeri che differiscono nella configurazione di un solo centro chirale. Quindi, il ribosio e l'arabinosio sono epimeri in C-2, e l'arabinosio e il lixosio sono epimeri in C-3. Tuttavia, l'arabinosio e lo xilosio non sono epimeri, poiché le loro configurazioni differiscono sia in C-2 che in C-3.
[[File:The_Fisher_structures_of_the_most_common_monosaccharides.svg|centro|The Fisher structures of the most common monosaccharides|667x667px]]
== Zuccheri D-L ==
=== Designazione D/L della Stereochimica dei Monosaccaridi ===
La gliceraldeide, il più semplice aldoso possibile, è composta da tre carboni e solo uno di questi è chirale. La gliceraldeide ha due stereoisomeri, una coppia di enantiomeri R/S. Prima che il sistema R,S fosse adottato, la (R)-gliceraldeide era chiamata '''D-gliceraldeide''' (dal latino ''dexter'', destra) e la (S)-gliceraldeide era chiamata '''L-gliceraldeide''' (dal latino ''laevus'', sinistra).
[[File:Glyceraldehyde_has_two_stereoisomers.gif|centro|Glyceraldehyde has two stereoisomers|278x278px]]
La D- e la L-gliceraldeide furono poi usate come punti di riferimento per designare tutti gli altri monosaccaridi. La regola è la seguente:
# Si disegna il monosaccaride in '''proiezione di Fischer''' con il carbonile in alto.
# Si individua il '''centro chirale più lontano''' dal gruppo carbonilico.
# Se il gruppo '''-OH''' su questo carbonio è a '''destra''', lo zucchero è designato come uno '''zucchero D'''.
# Se il gruppo '''-OH''' è a '''sinistra''', è designato come uno '''zucchero L'''.
[[File:All_D-sugars_have_the_–OH_on_the_right_side.png|centro|All D-sugars have the –OH on the right side]]
Gli <u>zuccheri D predominano in natura</u>, sebbene esistano forme L di alcuni zuccheri.
È fondamentale capire due punti:
# Lo zucchero L di un dato nome (es. L-glucosio) è l''''enantiomero''' dello zucchero D dello stesso nome. Ciò significa che '''tutti''' i centri chirali sono invertiti, non solo l'ultimo. La designazione D o L si riferisce alla configurazione dell'ultimo centro chirale, ma definisce l'intera famiglia enantiomerica.
# La designazione D/L '''non ha alcuna correlazione''' con il segno della '''rotazione ottica''' specifica (+)/(-). Uno zucchero D può essere destrorotatorio (+) o levorotatorio (-). Ad esempio, il D-glucosio è destrorotatorio (+), ma il D-fruttosio è levorotatorio (-). La designazione D/L indica solo che la stereochimica del composto è correlata a quella della D- o L-gliceraldeide.<gallery mode="packed">
File:Fischer projections of enantiomers of glucose (left) and fructose (right).png
File:Fischer projections of enantiomers of fructose.png
</gallery>
== Strutture cicliche dei monosaccaridi - Anomeri ==
=== Monosaccaridi Ciclici: Emiacetali Intramolecolari ===
Nella Sezione 19.10 è stato discusso che la reazione di un alcol con un'aldeide o un chetone forma un '''emiacetale'''.
[[File:Hemi_acetal_formation_general_reaction.svg|centro|Hemi acetal formation general reaction|413x413px]]
'''Le molecole che, come gli zuccheri, possiedono sia un gruppo alcolico che un gruppo carbonilico''', possono subire una versione '''intramolecolare''' di questa reazione, '''formando un emiacetale ciclico'''.
[[File:Cyclic_hemiacetal_formation.svg|centro|Cyclic hemiacetal formation|436x436px]]
A causa della bassa tensione angolare e di eclissamento, '''gli anelli a cinque e sei membri sono favoriti'''. Le strutture cicliche di questo tipo sono definite '''furanosio''' (a cinque membri) o '''piranosio''' (a sei membri), riflettendo la relazione dimensionale con i composti eterociclici furano e pirano.
[[File:Furan_(5-membered_ring)_and_pyran_(6-membered_ring)_structures.svg|centro|Furan (5-membered ring) and pyran (6-membered ring) structures|231x231px]]
A differenza della maggior parte delle reazioni biochimiche, le reazioni di ciclizzazione degli zuccheri <u>non sono catalizzate da enzimi</u>: <u>avvengono spontaneamente e reversibilmente in soluzione acquosa</u>. <u>Sebbene gli zuccheri siano spesso mostrati nella loro forma a catena aperta, in soluzione acquosa i monosaccaridi a cinque e sei atomi di carbonio si interconvertono rapidamente tra la forma a catena lineare e le forme cicliche. Per la maggior parte di essi, le forme cicliche predominano all'equilibrio poiché sono più stabili</u>.
Gli aldoesosi di solito formano anelli '''piranosici''', mentre i loro omologhi pentosi tendono a preferire la forma '''furanosica'''. <u>All'equilibrio, meno dell'1% del glucosio si trova in forma a catena aperta, mentre il resto è quasi esclusivamente nella sua forma piranosica ciclica</u>. L'anello piranosico si forma dall'attacco dell'ossidrile sul carbonio 5 del glucosio al carbonio aldeidico (carbonio #1). '''Questo carbonio #1, dopo la ciclizzazione, diventa un nuovo centro chirale''' ed è chiamato '''carbonio anomerico'''.
Gli anelli piranosici sono spesso disegnati in una '''conformazione a sedia''' simile a quella dei cicloesani, con i sostituenti in posizione assiale o equatoriale. <u>Per convenzione, l'ossigeno dell'anello è posizionato in alto a destra. I gruppi che si trovano a destra in una proiezione di Fischer saranno orientati verso il basso ('down') nell'anello piranosico, mentre i gruppi a sinistra saranno orientati verso l'alto ('up')</u>. Inoltre, il gruppo terminale -CH₂OH è orientato verso l'alto nell'anello piranosico per gli zuccheri D e verso il basso per gli zuccheri L.
[[File:Pyranose_ring_for_D-sugars.png|centro|Pyranose ring for D-sugars|742x742px]]
=== Anomeri e Mutarotazione ===
La ciclizzazione del D-glucosio crea un nuovo centro chirale (il carbonio anomerico C-1), dando origine a due possibili stereoisomeri, chiamati '''anomeri'''. Questi due anomeri sono designati come '''alfa (α)''' e '''beta (β)'''.
* Nell'anomero '''α''', il gruppo -OH sul carbonio anomerico è in posizione ''assiale'' (o ''trans'' rispetto al gruppo -CH₂OH).
* Nell'anomero '''β''', il gruppo -OH sul carbonio anomerico è in posizione ''equatoriale'' (o ''cis'' rispetto al gruppo -CH₂OH).
[[File:Β-D-glucopyranose_2.svg|centro|Β-D-glucopyranose 2]]
Quando il D-glucosio ciclizza, forma una miscela al 37% dell'anomero alfa e al 63% del beta. <u>L'anomero beta è preferito perché il β-D-glucopiranosio è l'unico aldoesoso che può essere disegnato con tutti i suoi sostituenti voluminosi (-OH e -CH₂OH) in posizioni equatoriali, rendendolo il più stabile degli otto D-aldoesosi</u>.
È possibile ottenere campioni cristallini puri di glucosio α (p.f. 146°C, rotazione specifica +112°) o β (p.f. 150°C, rotazione specifica +18.7°). Tuttavia, quando un campione puro di uno dei due anomeri viene sciolto in acqua, la rotazione ottica della soluzione cambia gradualmente fino a raggiungere un valore di equilibrio di +52.7°. Questo fenomeno è chiamato '''mutarotazione'''.
[[File:Mutarotation_of_glucose.jpg|centro|Mutarotation of glucose|806x806px]]
<u>La mutarotazione avviene perché, in soluzione, le molecole si aprono per formare la catena aldeidica e poi si richiudono per formare l'uno o l'altro anomero</u>. L'apertura e la chiusura si ripetono continuamente in un'interconversione dinamica tra le forme anomeriche. All'equilibrio, la miscela è composta da circa il 36% di α-D-glucosio, il 64% di β-D-glucosio e meno dello 0.02% della forma aldeidica a catena aperta.
==== Esempio ====
Il fruttosio adotta sia una struttura ciclica a <u>'''sei''' che a '''cinque'''</u> elementi. L'anello a sei elementi può esistere sia come '''β- d-''' '''fruttopiranosio''' (favorito) che come '''α- d- fruttopiranosio'''. Gli anelli a cinque elementi esistono come uno dei due isomeri '''β- d -fruttofuranosio''' e '''α- d- fruttofuranosio'''. Inoltre, esiste una forma aciclica (a catena aperta): ''cheto'' - d- fruttosio. Rispettivamente al '''70% e al 22%, fruttopiranosio e fruttofuranosio''' sono le specie dominanti in soluzione acquosa.
[[File:Isomeric forms of fructose.svg|centro|739x739px]]
La forma β-piranosio del fruttosio è uno dei composti più dolci conosciuti ed è il componente principale dello sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio. La forma β-furanosio è molto meno dolce.
=== Disegnare le Strutture Cicliche: Proiezioni di Haworth ===
Le forme cicliche degli zuccheri sono comunemente rappresentate come '''proiezioni di Haworth'''. In questa convenzione, le molecole sono disegnate come anelli planari con i bordi scuriti a rappresentare il lato rivolto verso l'osservatore. La regola per convertire una proiezione di Fischer in una di Haworth è:
* Qualsiasi gruppo scritto a '''destra''' in una proiezione di Fischer appare '''sotto''' il piano dell'anello in una proiezione di Haworth.
* Qualsiasi gruppo scritto a '''sinistra''' in una proiezione di Fischer appare '''sopra''' il piano dell'anello in una proiezione di Haworth.
Quando si converte una proiezione di Fischer (linea) in una proiezione di Haworth, è necessario innanzitutto identificare il tipo di monosaccaride coinvolto. Se il carboidrato rappresenta un aldoesoso, viene tipicamente utilizzato l'anello piranosico. Un piranosio è una struttura ciclica che contiene cinque atomi di carbonio e un atomo di ossigeno. Se il carboidrato rappresenta un chetoesoso, viene tipicamente utilizzato l'anello furanosio. L'anello furanosio contiene quattro atomi di carbonio e un atomo di ossigeno.
[[File:Pyranose_and_furanose_(with_carbon_numbers).png|centro|Pyranose and furanose (with carbon numbers)]]
Per distinguere gli anomeri α e β:
* Nell'anomero '''α''', l'-OH sul carbonio anomerico è ''trans'' (lato opposto) rispetto al gruppo -CH₂OH (C-6).
* Nell'anomero '''β''', l'-OH sul carbonio anomerico è ''cis'' (stesso lato) rispetto al gruppo -CH₂OH (C-6).[[File:Alpha_and_beta_anomers.png|centro|Alpha and beta anomers|502x502px]]I restanti centri chirali (carbonio 2, 3 e 4 del piranosio o carbonio 3 e 4 del furanosio) sono disposti in base alle direzioni dell'idrossile dalle strutture di proiezione di Fischer. I gruppi a sinistra della proiezione di Fischer punterebbero verso l'alto (faccia superiore), mentre quelli a destra punterebbero verso il basso (faccia inferiore).[[File:Drawing_Haworth_projections_of_glucose_and_fructose.png|centro|Drawing Haworth projections of glucose and fructose|432x432px]]Poiché la proiezione di Fischer di un dato carboidrato è sempre la stessa, anche la proiezione di Haworth è essenzialmente sempre la stessa. L'unica differenza tra la proiezione di Haworth della forma alfa o beta di un singolo carboidrato è il modo in cui l'OH (e il carbonio 1 se si tratta di un anello furanosico) è disposto attorno al carbonio anomero per determinare se la molecola è alfa o beta.[[File:Haworth_projections_of_glucose_and_fructose_(with_names).png|centro|Haworth projections of glucose and fructose (with names)|472x472px]]
== Reazioni dei monosaccaridi ==
I monosaccaridi contengono sia gruppi funzionali alcolici che carbonilici, il che permette loro di subire molte delle reazioni tipiche di questi gruppi.
=== Formazione di Esteri Biologici: Fosforilazione ===
Quasi tutte le biomolecole sono specie cariche. Il gruppo ionico più comune nei composti organici biologicamente importanti è il '''fosfato'''. La '''fosforilazione''' dei gruppi alcolici è quindi una tappa metabolica critica. Nelle fosforilazioni degli alcoli, l'ATP è quasi sempre il donatore di fosfato. L'ossigeno dell'alcol agisce da nucleofilo, attaccando il fosforo gamma dell'ATP ed espellendo ADP.
[[File:Biological_Ester_Formation_-_Phosphorylation.png|centro|Biological Ester Formation - Phosphorylation|502x502px]]
=== Ossidazione dei Monosaccaridi ===
* '''Acidi Aldonici:''' Quando la funzione aldeidica di un aldosio viene ossidata ad acido carbossilico (con un ossidante blando come Br₂ acquoso), il prodotto è chiamato '''acido aldonico'''.[[File:Oxidation_of_Monosaccharides.png|centro|Oxidation of Monosaccharides|696x696px]]
* '''Zuccheri Riducenti:''' Storicamente, gli zuccheri sono stati classificati come '''riducenti''' o '''non riducenti''' in base alla loro reattività con i reattivi di '''Tollens''' (Ag⁺ in NH₃) o '''Benedict''' (Cu²⁺ e citrato di sodio). Se uno zucchero viene ossidato da questi reagenti, è chiamato zucchero riducente. Gli '''aldosi''' sono zuccheri riducenti. Anche i '''chetosi''', come il fruttosio, sono zuccheri riducenti perché in condizioni basiche possono isomerizzare (tramite tautomeria cheto-enolica) ad aldosi.[[File:Fructose_is_capable_of_isomerizing_to_glucose_and_mannose_by_keto-enol_tautomerism_under_basic_conditions.svg|centro|Fructose is capable of isomerizing to glucose and mannose by keto-enol tautomerism under basic conditions|675x675px]]
=== Riduzione dei Monosaccaridi ===
Il trattamento di un aldosio o di un chetoso con '''sodio boroidruro (NaBH₄)''' lo riduce a un polialcol chiamato '''alditolo'''. I prodotti vengono nominati formalmente sostituendo il suffisso "-osio" con "'''-itolo'''".
[[File:Treatment_of_an_aldose_or_ketose_with_sodium_borohydride_reduces_it_to_a_polyalcohol_called_an_alditol.png|centro|Treatment of an aldose or ketose with sodium borohydride reduces it to a polyalcohol called an alditol|763x763px]]
== I monosaccaridi più importanti ==
=== Glucosio ===
[[File:D-glucose + beta-D-glucopyranose v.01.svg|miniatura]]
Il '''glucosio''' è il monosaccaride più importante dal punto di vista biologico. È un '''aldoesoso''' (6 atomi di carbonio e un gruppo aldeidico) e rappresenta la principale fonte di energia per le cellule. Viene trasportato nel sangue e utilizzato nella '''glicolisi''' per la produzione di ATP.
Il glucosio è anche l’unità di base di importanti polisaccaridi:
* '''Amido''' (riserva energetica nelle piante)
* '''Glicogeno''' (riserva energetica negli animali)
* '''Cellulosa''' (struttura delle pareti cellulari vegetali)
In soluzione acquosa il glucosio tende a ciclizzarsi formando una struttura ad anello (piranosio).
=== Fruttosio ===
[[File:Alpha-d-fructose.svg|miniatura|184x184px]]
Il '''fruttosio''' è un '''chetoesoso''' ed è uno degli zuccheri naturali più dolci. Si trova in grande quantità nella frutta e nel miele ed è un componente del saccarosio (zucchero da tavola).
Dal punto di vista metabolico, il fruttosio viene trasformato principalmente nel fegato e può entrare nelle vie energetiche dopo opportune conversioni. Anche il fruttosio assume una struttura ciclica in soluzione.
=== Galattosio ===
Il '''galattosio''' è un '''aldoesoso''' strutturalmente simile al glucosio, dal quale differisce per l’orientamento di un gruppo –OH. È un componente fondamentale del '''lattosio''', il principale zucchero del latte.
Nel metabolismo umano il galattosio viene convertito in glucosio, rendendolo utilizzabile come fonte di energia. Alterazioni in questo processo causano la '''galattosemia''', una malattia metabolica ereditaria.
[[File:Monosaccaridi famosi.png|centro|440x440px]]
=== Ribosio ===
[[File:The difference between ribose and deoxyribose.png|miniatura]]
Il '''ribosio''' è un '''aldopentoso''' (5 atomi di carbonio) di enorme importanza biologica. È un costituente fondamentale:
* dell’'''RNA'''
* dell’'''ATP'''
* di coenzimi come NAD⁺ e FAD
Il ribosio è quindi essenziale per la trasmissione dell’informazione genetica e per i processi energetici cellulari.
=== Desossiribosio ===
Il '''desossiribosio''' è un pentoso molto simile al ribosio, ma con un atomo di ossigeno in meno. È il monosaccaride che costituisce l’ossatura del '''DNA''', la molecola che conserva l’informazione genetica negli organismi viventi.
== Disaccaridi ==
In precedenza, hai imparato che i monosaccaridi possono formare strutture cicliche tramite la reazione del gruppo carbonilico con un gruppo -OH. Queste molecole cicliche possono a loro volta reagire con un altro alcol per formare un glicoside. Quando la componente alcolica di un glicoside è fornita da una funzione ossidrilica su un altro monosaccaride, il composto è chiamato '''disaccaride'''.
I disaccaridi (C₁₂H₂₂O₁₁) sono zuccheri composti da due unità di monosaccaridi unite da un legame carbonio-ossigeno-carbonio noto come '''legame glicosidico'''. Questo legame si forma dalla reazione del carbonio anomerico di un monosaccaride ciclico con il gruppo -OH di un secondo monosaccaride. Esistono tre disaccaridi comuni: maltosio, lattosio e saccarosio.
=== Maltosio ===
Il maltosio si trova in quantità limitate nei cereali in germinazione. È spesso chiamato '''zucchero di malto'''. Il maltosio è circa il 30% più dolce del saccarosio. Il corpo umano non può metabolizzare direttamente i disaccaridi, che devono prima essere scissi per idrolisi nei loro due monosaccaridi costituenti. Nel corpo, tali reazioni di idrolisi sono catalizzate da enzimi come la '''maltasi'''. L'idrolisi del maltosio produce due molecole di D-glucosio.
Le unità di glucopiranosio nel maltosio sono unite "testa-coda" attraverso un legame '''α-1,4-glicosidico'''. Il legame dal carbonio anomerico della prima unità monosaccaridica è diretto verso il basso, motivo per cui è noto come legame α-glicosidico. Il gruppo -OH sul carbonio anomerico del secondo glucopiranosio può essere in posizione α o β.
[[File:Maltose_formation.jpg|centro|Maltose formation|661x661px]]
Il '''cellobiosio''' è un disaccaride composto da due molecole di D-glucopiranosio legate con un legame '''β-1,4-glicosidico'''. Sebbene la differenza tra maltosio e cellobiosio sembri minima, hanno proprietà biologiche molto diverse: il maltosio può essere digerito dagli esseri umani, mentre il cellobiosio no.
[[File:Cellobiose_is_a_disaccharide.png|centro|Cellobiose is a disaccharide|442x442px]]
Il maltosio è uno '''zucchero riducente'''. Le sue due molecole di D-glucopiranosio sono legate in modo da lasciare un carbonio anomerico (quello della seconda unità di glucosio) che può aprirsi per formare un gruppo aldeidico. Poiché il carbonio anomerico della seconda unità rimane un emiacetale, esso subisce '''mutarotazione''' ed è quindi in equilibrio con la sua forma aldeidica e con entrambe le forme anomeriche.
[[File:Maltose_is_a_reducing_sugar.jpg|centro|Maltose is a reducing sugar|781x781px]]
=== Lattosio ===
Il lattosio è noto come '''zucchero del latte''' perché si trova nel latte degli esseri umani, delle mucche e di altri mammiferi. È uno degli zuccheri meno dolci.
Il lattosio è un disaccaride composto da una molecola di D-galattopiranosio e una di D-glucopiranosio, unite da un legame '''β-1,4-glicosidico'''. Il lattosio è uno zucchero riducente e subisce mutarotazione. I due monosaccaridi si ottengono dal lattosio per idrolisi acida o per l'azione catalitica dell'enzima '''lattasi'''.
[[File:Lactose_formation.jpg|centro|Lactose formation|721x721px]]
==== Intolleranza al Lattosio e Galattosemia ====
Molti adulti e alcuni bambini soffrono di una carenza di lattasi. Questi individui sono detti '''intolleranti al lattosio''' perché non riescono a digerire il lattosio presente nel latte. Il lattosio non idrolizzato passa nel colon, dove attira acqua per osmosi e viene fermentato dai batteri, causando gonfiore, crampi e diarrea. Un problema più grave è la malattia genetica '''galattosemia''', che deriva dall'assenza di un enzima necessario per convertire il galattosio in glucosio e può causare gravi danni al fegato, ritardo mentale e persino la morte se non trattata con una dieta priva di galattosio fin dalla prima infanzia.
=== Saccarosio ===
Il saccarosio, probabilmente il composto organico puro più venduto al mondo, è noto come '''zucchero di barbabietola''', '''zucchero di canna''' o semplicemente '''zucchero da tavola'''.
La molecola di saccarosio è unica tra i disaccaridi comuni per avere un legame '''α-1,β-2-glicosidico''' ("testa-testa"). Poiché questo legame glicosidico si forma tra l'OH sul carbonio anomerico dell'α-D-glucosio e l'OH sul carbonio anomerico del β-D-fruttosio, esso '''blocca i carboni anomerici di entrambi i monosaccaridi'''.
[[File:Sucrose_formation.jpg|centro|Sucrose formation|750x750px]]
Questo legame conferisce al saccarosio proprietà diverse da quelle del maltosio e del lattosio. Finché la molecola di saccarosio rimane intatta, nessuno dei due monosaccaridi è in equilibrio con la sua forma a catena aperta. Pertanto, il saccarosio è incapace di mutarotazione ed è uno '''zucchero non riducente'''.
L'idrolisi del saccarosio (in acido diluito o tramite l'enzima saccarasi/invertasi) produce una miscela equimolare di glucosio e fruttosio. Questa miscela 1:1 è chiamata '''zucchero invertito''' perché ruota la luce piano-polarizzata in direzione opposta rispetto al saccarosio. L'idrolisi ha applicazioni pratiche: nella produzione di gelatine e caramelle, lo zucchero invertito ha una tendenza molto maggiore a rimanere in soluzione, prevenendo la ricristallizzazione indesiderata dello zucchero.
=== Riepilogo ===
* Il '''Maltosio''' è composto da due molecole di glucosio unite da un legame α-1,4-glicosidico. È uno zucchero riducente.
* Il '''Lattosio''' è composto da una molecola di galattosio unita a una di glucosio da un legame β-1,4-glicosidico. È uno zucchero riducente.
* Il '''Saccarosio''' è composto da una molecola di glucosio unita a una di fruttosio da un legame α-1,β-2-glicosidico. È uno zucchero non riducente.
== Polisaccaridi e loro sintesi ==
I '''polisaccaridi''' sono i carboidrati più abbondanti in natura e svolgono varie funzioni, come l'accumulo di energia o come componenti delle pareti cellulari delle piante. I polisaccaridi sono polimeri molto grandi composti da decine a migliaia di monosaccaridi uniti da legami glicosidici. I tre polisaccaridi più abbondanti sono l'amido, il glicogeno e la cellulosa. Questi tre sono definiti '''omopolimeri''' perché ciascuno produce solo un tipo di monosaccaride (il glucosio) dopo un'idrolisi completa. Gli '''eteropolimeri''' possono contenere acidi zuccherini, amminozuccheri o sostanze non carboidratiche oltre ai monosaccaridi. I polisaccaridi sono carboidrati non riducenti, non hanno sapore dolce e non subiscono mutarotazione.
=== Amido ===
L'amido è la più importante fonte di carboidrati nella dieta umana e rappresenta oltre il 50% del nostro apporto di carboidrati. Si trova nelle piante sotto forma di granuli, particolarmente abbondanti nei semi (specialmente nei cereali) e nei tuberi, dove serve come forma di accumulo di carboidrati. L'amido commerciale è una polvere bianca.
L'amido è una miscela di due polimeri: '''amilosio''' e '''amilopectina'''. Gli amidi naturali sono costituiti per circa il 10%–30% da amilosio e per il 70%–90% da amilopectina.
==== Amilosio ====
[[File:(a)_Amylose_is_a_linear_chain_of_α-D-glucose_-(b)_Because_of_hydrogen_bonding_amylose_acquires_a_spiral_structure.jpg|centro|(a) Amylose is a linear chain of α-D-glucose -(b) Because of hydrogen bonding amylose acquires a spiral structure]]
L'amilosio è un polisaccaride lineare composto interamente da unità di D-glucosio unite da legami '''α-1,4-glicosidici'''. L'evidenza sperimentale indica che l'amilosio non è una catena lineare di unità di glucosio, ma è avvolto a spirale come una molla, con sei monomeri di glucosio per giro. Quando è avvolto in questo modo, l'amilosio ha appena lo spazio sufficiente nel suo nucleo per ospitare una molecola di iodio. Il caratteristico colore blu-viola che appare quando l'amido viene trattato con iodio è dovuto alla formazione del complesso amilosio-iodio.
==== Amilopectina ====
L'amilopectina è un polisaccaride a catena ramificata composto da unità di glucosio legate principalmente da legami α-1,4-glicosidici, ma con occasionali legami '''α-1,6-glicosidici''', che sono responsabili delle ramificazioni. Una molecola di amilopectina può contenere molte migliaia di unità di glucosio, con punti di ramificazione che si verificano circa ogni 25–30 unità. La struttura elicoidale dell'amilopectina è interrotta dalle ramificazioni della catena, quindi, invece del colore blu-viola intenso che l'amilosio dà con lo iodio, l'amilopectina produce un marrone rossastro meno intenso.
[[File:Branching_in_Amylopectin_and_Glycogen.jpg|centro|Branching in Amylopectin and Glycogen|910x910px]]
Le '''destrine''' sono polisaccaridi di glucosio di dimensioni intermedie. La brillantezza e la rigidità conferite ai vestiti dall'amido sono dovute alla presenza di destrine che si formano quando i vestiti vengono stirati. L'idrolisi completa dell'amido produce, in stadi successivi, glucosio: amido → destrine → maltosio → glucosio.
=== Glicogeno ===
Il glicogeno è il carboidrato di riserva energetica degli animali. Praticamente tutte le cellule dei mammiferi contengono carboidrati immagazzinati sotto forma di glicogeno, ma è particolarmente abbondante nel fegato e nelle cellule muscolari scheletriche. Strutturalmente, il glicogeno è molto simile all'amilopectina, sebbene sia più ramificato (8–12 unità di glucosio tra le ramificazioni) e le ramificazioni siano più corte.
[[File:Glycogen structure.svg|centro|479x479px]]
=== Cellulosa ===
La cellulosa, un carboidrato fibroso presente in tutte le piante, è il componente strutturale delle pareti cellulari vegetali. È il più abbondante di tutti i carboidrati. Il più grande uso della cellulosa è nella produzione di carta e prodotti cartacei.
Come l'amilosio, la cellulosa è un polimero lineare di glucosio. Si differenzia, tuttavia, per il fatto che le unità di glucosio sono unite da legami '''β-1,4-glicosidici''', producendo una struttura più estesa e lineare rispetto all'amilosio. Questa estrema linearità consente una grande quantità di legami a idrogeno tra i gruppi -OH di catene adiacenti, facendole impacchettare strettamente in fibre. Di conseguenza, la cellulosa mostra poca interazione con l'acqua o qualsiasi altro solvente. Il cotone e il legno, ad esempio, sono completamente insolubili in acqua e hanno una notevole resistenza meccanica. Poiché la cellulosa non ha una struttura elicoidale, non si lega allo iodio per formare un prodotto colorato.
[[File:Cellulose._(a)_There_is_extensive_hydrogen_bonding._(b)_cell_wall_of_an_alga_consists_of_layers_of_cellulose_fibers_in_parallel_arrangement.jpg|centro|Cellulose. (a) There is extensive hydrogen bonding. (b) cell wall of an alga consists of layers of cellulose fibers in parallel arrangement|944x944px]]
La cellulosa produce D-glucosio dopo un'idrolisi acida completa, eppure gli esseri umani non sono in grado di metabolizzare la cellulosa come fonte di glucosio. I nostri succhi digestivi mancano di enzimi in grado di idrolizzare i legami β-glicosidici. Tuttavia, alcuni microrganismi possono digerire la cellulosa perché producono l'enzima '''cellulasi'''. La presenza di questi microrganismi nel tratto digestivo degli animali erbivori permette loro di degradare la cellulosa.
=== Sintesi dei Polisaccaridi ===
La presenza di multipli gruppi -OH nei monosaccaridi rende difficile la sintesi di laboratorio dei polisaccaridi. Un metodo moderno è il '''metodo di assemblaggio dei glicali'''. Un glicale è uno zucchero che è stato disidratato per formare un doppio legame. I gruppi ossidrilici vengono protetti, e il doppio legame del glicale protetto viene poi convertito in un epossido.
[[File:Polysaccaride_Synthesis_-_Glycan.png|centro|Polysaccaride Synthesis - Glycan|790x790px]]
Questo epossido può essere aperto dall'attacco nucleofilo di un alcol di un'altra unità di glicale protetto, formando un disaccaride. Il processo può essere ripetuto per allungare la catena e, una volta raggiunta la lunghezza desiderata, i gruppi protettivi vengono rimossi per idrolisi, formando il polisaccaride.
[[File:Polysaccaride_Synthesis_-_Glycan_Polymer.svg|centro|Polysaccaride Synthesis - Glycan Polymer|686x686px]]
== Altri carboidrati importanti ==
=== Deossizuccheri ===
Come mostrato nella Sezione 25-7, ai deossizuccheri manca un atomo di ossigeno. Il deossizucchero più comune è il '''2-deossiribosio''', una forma modificata di un altro zucchero chiamato ribosio. Rispetto al ribosio, il 2-deossiribosio ha un gruppo -OH sostituito con un -H in posizione 2. Il 2-deossiribosio è noto soprattutto per essere lo zucchero che si trova nella struttura dell'acido desossiribonucleico ('''DNA''').
[[File:Deoxy_Sugars_ribose_and_deoxyribose.png|centro|Deoxy Sugars ribose and deoxyribose]]
In acqua, il 2-deossiribosio è una miscela all'equilibrio di entrambe le forme ad anello furanosico e piranosico. La forma piranosica è la più stabile (40% anomero alfa e 35% anomero beta), seguita dalle strutture furanosiche (13% anomero alfa e 12% anomero beta), con la forma non ciclizzata che costituisce il restante 0.7%.
[[File:2-deoxyribose_is_an_equilibrium_mixture_of_both_the_furanose_and_pyranose_ring_forms.svg|centro|2-deoxyribose is an equilibrium mixture of both the furanose and pyranose ring forms|670x670px]]
''Forme piranosica, non ciclizzata e furanosica del 2-deossiribosio. Per le forme piranosica e furanosica è mostrato l'isomero alfa più stabile. Notare l'ossidrile mancante in posizione 2 (evidenziato in magenta).''
=== Amminozuccheri ===
Un '''amminozucchero''' (o più tecnicamente un 2-ammino-2-deossizucchero) è una molecola di zucchero in cui un gruppo ossidrilico è stato sostituito con un gruppo amminico. Si conoscono più di 60 amminozuccheri, e uno dei più abbondanti è la '''N-acetilglucosammina''', che è il componente principale della chitina.
[[File:N-acetylglucosamine.png|centro|N-acetylglucosamine|530x530px]]
[[File:Chitin_2.png|centro|Chitin 2|223x223px]]
La '''chitina''' è un polimero della 2-deossi-2-''N''-etanamidoglucosio (N-acetil-β-D-glucosammina) e si trova in molti luoghi del mondo naturale. È un componente caratteristico delle pareti cellulari dei funghi, degli esoscheletri degli artropodi come crostacei (granchi, aragoste, gamberi) e insetti, delle radule dei molluschi e dei becchi e delle conchiglie interne dei cefalopodi, inclusi calamari e polpi. Gli amminozuccheri si trovano anche in antibiotici come l'amicacina e la tobramicina.<gallery mode="packed">
File:Fliegenpilz fly agaric Amanita muscaria.JPG
File:California spiny lobster.JPG
File:Vespa crabro 02.JPG
</gallery>
== Carboidrati di superficie cellulare e virus dell'influenza ==
=== Oligosaccaridi ===
Un '''oligosaccaride''' è un polimero saccaridico contenente un piccolo numero (tipicamente da due a dieci) di monosaccaridi. Gli oligosaccaridi possono avere molte funzioni; ad esempio, si trovano comunemente sulla membrana plasmatica delle cellule animali dove possono svolgere un ruolo nel riconoscimento cellula-cellula. In generale, si trovano legati a catene laterali di amminoacidi compatibili nelle proteine o a lipidi.
Gli oligosaccaridi si trovano spesso come componenti di '''glicoproteine''' o '''glicolipidi'''. Possono essere usati come marcatori chimici sulla superficie delle cellule, spesso per il riconoscimento cellulare. Gli oligosaccaridi sono anche responsabili della determinazione del gruppo sanguigno.
=== Glicoproteine ===
I carboidrati sono legati covalentemente a molte biomolecole diverse, inclusi i lipidi, per formare i glicolipidi, e le proteine, per formare le glicoproteine. Glicoproteine e glicolipidi si trovano spesso nelle membrane biologiche. La funzione di questi carboidrati è duplice. In primo luogo, la glicosilazione delle proteine aiuta a proteggerle dalla degradazione da parte degli enzimi. Tuttavia, la loro funzione principale deriva dal fatto che i carboidrati legati covalentemente che "decorano" la superficie di glicoproteine o glicolipidi forniscono nuove interazioni di legame che permettono interazioni con altre biomolecole. Purtroppo, anche batteri e virus spesso riconoscono le molecole glicosilate sulle membrane cellulari, permettendo il loro ingresso nella cellula.
=== Gruppi Sanguigni ===
I marcatori cellulari sono catene di carboidrati sulla superficie delle cellule dove agiscono come "segnali stradali", permettendo alle molecole di distinguere una cellula da un'altra. I marcatori sanguigni sono costituiti esclusivamente da quattro monosaccaridi: D-galattosio, L-fucosio, N-acetilgalattosammina e N-acetilglucosammina.
[[File:ABO_blood_marker_carbohydrates_-_D-galactose,_L-fucose,_N-acetylgalactosamine,_and_N-acetylglucosamine.png|centro|ABO blood marker carbohydrates - D-galactose, L-fucose, N-acetylgalactosamine, and N-acetylglucosamine]]
I marcatori sanguigni ABO che si trovano sui globuli rossi sono costituiti da oligosaccaridi che contengono tre o quattro unità di zuccheri.
* Il gruppo '''O''' ha il minor numero di saccaridi.
* Il gruppo '''A''' ha un'unità aggiuntiva di N-acetilgalattosammina.
* Il gruppo '''B''' ha un'unità aggiuntiva di D-galattosio.
* Il gruppo '''AB''' presenta entrambi i tipi di catene, sia A che B.
Di conseguenza, il sangue di tipo O è considerato il '''donatore universale''' perché non presenta saccaridi che possano apparire estranei quando trasfusi in un altro tipo di sangue. Il contrario non è vero. Ad esempio, se il sangue di tipo A viene somministrato a un paziente con sangue di tipo O, verrà rigettato perché il corpo riconosce come estranea la N-acetilgalattosammina. Poiché il sangue di tipo AB possiede tutti i saccaridi possibili, è considerato l''''accettore universale'''.
Il '''fattore Rhesus (Rh)''' nel sangue influisce anch'esso sulle proprietà di donatore e accettore, ma non dipende dai carboidrati. Il fattore Rh è determinato dalla presenza (Rh+) o assenza (Rh-) di una specifica proteina sulla superficie dei globuli rossi.
[[File:BloodGpAg.gif|centro|BloodGpAg]]
== Fonte ==
https://chem.libretexts.org/Bookshelves/Organic_Chemistry/Organic_Chemistry_(Morsch_et_al.)/25%3A_Biomolecules-_Carbohydrates
== Laboratorio ==
[https://farelaboratorio.accademiadellescienze.it/esperimenti/scienze/55 Ricerca di zuccheri riducenti e non] (su Fare Laboratorio)
[[Categoria:Chimica organica per il liceo|Carboidrati]]
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Chimica organica per il liceo/Derivati degli acidi carbossilici
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Hippias
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wikitext
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{{Chimica organica 2}}
Approfondimenti
== Introduzione ==
{| class="wikitable"
!Obiettivi
|'''Obiettivi generali del capitolo:'''
* Progettare sintesi multistadio in cui le reazioni introdotte in questo capitolo sono utilizzate in combinazione con qualsiasi reazione descritta nei capitoli precedenti.
* Risolvere problemi "road-map" che richiedono la conoscenza della chimica dei derivati degli acidi carbossilici.
* Definire e utilizzare nel contesto qualsiasi termine chiave introdotto in questo capitolo.
'''Dopo aver completato questa sezione, dovresti essere in grado di:'''
* Identificare e fornire un esempio di:
** alogenuro acilico.
** anidride acida.
** estere.
** ammide.
* Scrivere la forma generale di una '''reazione di sostituzione acilica nucleofila'''.
|-
!Parole chiave
|Assicurati di essere in grado di definire e utilizzare nel contesto i seguenti termini chiave.
* Derivato acilico
* Reazione di sostituzione acilica nucleofila
|}
=== Derivati degli Acidi Carbossilici ===
I '''derivati degli acidi carbossilici''' si formano quando il gruppo ossidrilico (-OH) di un acido carbossilico viene sostituito da un altro gruppo, '''Y''', in modo tale che il composto possa essere idrolizzato per riformare l'acido di partenza.
[[File:Carboxylic_Acid_Derivatives_General_Reaction_1.svg|centro|Carboxylic Acid Derivatives General Reaction 1|536x536px]]
Questi composti sono anche chiamati '''derivati acilici''' di un acido carbossilico perché di solito contengono un '''gruppo acilico''' legato a un sostituente che può agire da '''gruppo uscente''' in una '''reazione di sostituzione acilica nucleofila'''.
[[File:Acyl_Group.svg|centro|Acyl Group|173x173px]]
Sebbene siano noti molti tipi di derivati degli acidi carbossilici, questo capitolo si concentra su sei di essi: '''alogenuri acilici''', '''anidridi''', '''esteri''', '''ammidi''', '''tioesteri''' e '''acilfosfati'''.
[[File:Carboxylic_Acid_Derivatives.svg|centro|Carboxylic Acid Derivatives|410x410px]]
* Gli '''esteri''' e le '''ammidi''' ''ciclici'' sono chiamati rispettivamente '''lattoni''' e '''lattami'''.[[File:Lactones_and_lactams.svg|centro|Lactones and lactams|230x230px]]
* I '''nitrili''', R-C≡N, discussi nel capitolo precedente, sono spesso considerati derivati degli acidi carbossilici, anche se il gruppo acilico non è presente, perché la loro idrolisi porta ad acidi carbossilici.[[File:Nitrile_and_Carboxylic_Acid.svg|centro|Nitrile and Carboxylic Acid|429x429px]]
=== Reazione di Sostituzione Acilica Nucleofila ===
Il tipo principale di reazione per i derivati degli acidi carbossilici è la '''sostituzione acilica nucleofila'''. Questa reazione comporta la sostituzione del gruppo '''Y''' tramite l'attacco di un '''nucleofilo''' (Nu⁻) al carbonio carbonilico, con la successiva scissione del legame C-Y.
[[File:Nucleophilic_Acyl_Substitution_Reaction.svg|centro|Nucleophilic Acyl Substitution Reaction|495x495px]]
=== Proprietà Fisiche dei Derivati degli Acidi Carbossilici ===
Le '''forze intermolecolari''' del rispettivo gruppo acilico si combinano con le dimensioni e la struttura del gruppo Y per determinare le proprietà fisiche dei derivati degli acidi carbossilici, come mostrato nel riepilogo sottostante.
{| class="wikitable" style="text-align:center;"
|+Riepilogo delle Proprietà Fisiche
!Nome
!Struttura
!Forze Intermolecolari
!Punto di Ebollizione Relativo (°C)
!Solubile in H₂O
!Commenti Generali
|-
|'''Cloruro Acilico'''
|[[File:Acid_Chloride_Carboxylic_Acid_Derivatives.svg|centro|Acid Chloride Carboxylic Acid Derivatives]]
|Polare, No Legami H
|51
|No
|Odori acri e pungenti
|-
|'''Anidride Acida'''
|[[File:Acid_Anhydride_Carboxylic_Acid_Derivatives.svg|centro|Acid Anhydride Carboxylic Acid Derivatives]]
|Polare, No Legami H
|140
|No
|Odori acri e pungenti
|-
|'''Estere'''
|[[File:Ester_Carboxylic_Acid_Derivatives.svg|centro|Ester Carboxylic Acid Derivatives]]
|Polare, No Legami H
|57
|No
|Liquidi volatili e fragranti
|-
|'''Acido Carbossilico'''
|[[File:Carboxylic_Acid.svg|centro|Carboxylic Acid]]
|Dimeri con Legami H
|118
|Sì, se C < 5
|Odori acri e pungenti
|-
|'''Ammide'''
|[[File:Amide_Carboxylic_Acid_Derivatives.svg|centro|Amide Carboxylic Acid Derivatives]]
|Legami H complessi
|221
|Sì se C < 4
|Importanza biologica (proteine)
|-
|'''Nitrile'''
|[[File:Nitrile_Figure_Carboxylic_Acid_Derivatives.svg|centro|Nitrile Figure Carboxylic Acid Derivatives]]
|Tra i più polari senza Legami H
|82
|Sì se C < 4
|CH₃CN è un utile solvente polare aprotico
|}
== Nomenclatura degli acidi carbossilici derivati ==
{| class="wikitable"
!Obiettivi
|
Dopo aver completato questa sezione, dovresti essere in grado di:
* fornire un nome adeguato per un alogenuro acilico data la sua struttura.
* disegnare la struttura di un alogenuro acilico, dato il suo nome comune o sistematico.
* fornire un nome adeguato per un'anidride acida data la sua struttura.
* disegnare la struttura di un'anidride acida, dato il suo nome comune o IUPAC.
* fornire un nome accettabile per un'ammide data la sua struttura.
* disegnare la struttura di un'ammide, dato il suo nome comune o IUPAC.
* fornire un nome accettabile per un estere dato la sua struttura.
* disegnare la struttura di un estere, dato il suo nome comune o IUPAC.
* fornire un nome accettabile per un tioestere dato la sua struttura.
* disegnare la struttura di un tioestere, dato il suo nome comune o IUPAC.
* fornire un nome accettabile per un acilfosfato.
* disegnare la struttura di un acilfosfato, dato il suo nome comune o IUPAC.
|}
=== Nomenclatura degli alogenuri acilici, RCOX ===
La nomenclatura degli alogenuri acilici parte dal nome dell'acido carbossilico corrispondente. Se il nome termina in '''-oico''' o '''-ico''', questa desinenza viene rimossa e sostituita con '''-oile''', seguita dal nome dell'alogenuro (es. cloruro, bromuro).
Tuttavia, esistono eccezioni in cui la IUPAC consente di usare la desinenza '''-ile'''. Esempi sono: formico ⇒ formile, acetico ⇒ acetile, propionico ⇒ propionile, butirrico ⇒ butirrile.
Quando l'acido di partenza ha un nome che termina in '''-carbossilico''', questa desinenza viene sostituita con '''-carbonile''', seguita dal nome dell'alogenuro.
Il carbonio carbonilico riceve il numero 1 nella catena. Si presume che il gruppo funzionale sia alla fine della catena principale, quindi non è necessario includere il numero di posizione nel nome.
'''Esempio 21.1.1'''
[[File:Nomenclature_of_acid_halides,_RCOX_Example_1_A.svg|centro|Nomenclature of acid halides, RCOX Example 1 A|449x449px]]
[[File:Nomenclature_of_acid_halides,_RCOX_Example_1_B.png|centro|Nomenclature of acid halides, RCOX Example 1 B|430x430px]]
[[File:Nomenclature_of_acid_halides,_RCOX_Example_1_C.png|centro|Nomenclature of acid halides, RCOX Example 1 C]]
=== Nomenclatura delle Anidridi, RCO₂COR' ===
Un'anidride si forma quando due acidi carbossilici si combinano perdendo una molecola d'acqua (anidride = senza acqua). I nomi derivano da quelli degli acidi carbossilici di partenza.
[[File:Anhydride_formation.svg|centro|Anhydride formation|583x583px]]
Le '''anidridi simmetriche''' (derivate da due molecole dello stesso acido) e le anidridi cicliche (derivate da diacidi) prendono il nome dall'acido corrispondente, sostituendo la parola ''acido'' con ''anidride''.
[[File:Example_Symmetrical_Anhydride.png|centro|Example Symmetrical Anhydride]]Esempi:[[File:Example_Unsymmetrical_Anhydrides.svg|centro|Example Unsymmetrical Anhydrides]]
[[File:Example_Anhydride.svg|centro|Example Anhydride]]
[[File:Example_Succinic_Anhydride.png|centro|Example Succinic Anhydride]]
Un''''anidride asimmetrica''' è formata da due acidi carbossilici diversi. In questo caso, si elencano i nomi di entrambi gli acidi in ordine alfabetico, seguiti dalla parola ''anidride''.
[[File:Example_Unsymmetrical_Anhydrides.svg|centro|513x513px|Example Unsymmetrical Anhydrides]]
=== Nomenclatura degli Esteri, RCO₂R' ===
Gli esteri sono composti da due catene di carbonio distinte. Una proviene dall'acido carbossilico, l'altra, legata all'ossigeno singolo, è chiamata catena alchilica del gruppo alcossi.
[[File:Ester_Example.png|centro|Ester Example|730x730px]]
La nomenclatura prevede di nominare prima la catena alchilica come sostituente (con desinenza '''-ile'''). Segue il nome della parte derivata dall'acido carbossilico, in cui la desinenza ''-oico'' viene sostituita da '''-oato'''. Il carbonio carbonilico è il C-1.
'''Esempio 21.1.2'''
[[File:Ester_Example.svg|centro|Ester Example|345x345px]]
[[File:Nomenclature_of_Esters_Example_2_B.png|centro|Nomenclature of Esters Example 2 B|467x467px]]
=== Nomenclatura dei Tioesteri, RCOSR' ===
I tioesteri sono gli analoghi solforati degli esteri. La catena alchilica legata allo zolfo viene nominata come sostituente, preceduta dalla lettera ''S'' maiuscola ('''S-'''). Segue il nome della catena principale, derivato dall'alcano corrispondente con l'aggiunta della desinenza '''-tioato'''. Se il gruppo è legato a un anello, la desinenza ''-carbossilico'' diventa '''-carbotioato'''.
[[File:Thioester_Example.svg|centro|Thioester Example|683x683px]]
Il carbonio carbonilico è il C-1.
'''Esempio 21.1.3'''
[[File:Thioesters_examples.jpg|centro|Thioesters examples]]
=== Nomenclatura delle Ammidi, RCONH₂, RCONHR', RCONR'R<nowiki>''</nowiki> ===
Le '''ammidi primarie''' (RCONH₂) prendono il nome dall'acido corrispondente, sostituendo la desinenza ''-oico'' con '''-ammide'''. Se derivano da un acido ciclico, la desinenza ''-carbossilico'' diventa '''-carbossammide'''.
[[File:Nomenclature_of_Amides_Example_2_A.svg|centro|Nomenclature of Amides Example 2 A|330x330px]]
[[File:Nomenclature_of_Amides_Example_Amide_B.png|centro|Nomenclature of Amides Example Amide B|363x363px]]
Per le '''ammidi secondarie (RCONHR')''' e '''terziarie (RCONR'R<nowiki>''</nowiki>)''', i gruppi alchilici legati all'azoto sono considerati sostituenti e la loro posizione è indicata con la lettera ''N'' maiuscola (es. ''N''-metil, ''N,N''-dimetil).
[[File:Example_Amide_B.svg|centro|Example Amide B|196x196px]]
[[File:Example_Amide_C.svg|centro|Example Amide C|392x392px]]
Le ammidi cicliche sono chiamate '''lattami'''. Una lettera greca indica la posizione dell'azoto lungo la catena alchilica rispetto al gruppo carbonilico.
[[File:Example_Lactam.svg|centro|Example Lactam|373x373px]]
=== Nomenclatura degli Acilfosfati, RCOOPO₃²⁻ ===
Gli acilfosfati seguono regole simili a quelle degli alogenuri acilici, ma il nome dell'alogeno è sostituito dalla parola '''fosfato'''. Se un gruppo alchilico è legato a uno degli ossigeni del fosfato, viene nominato come sostituente.
[[File:Example_Acyl_Phosphate.svg|centro|Example Acyl Phosphate|369x369px]]
Quando uno ione fosfato è legato a un atomo di carbonio su una molecola organica, il legame chimico è un '''estere fosfato''' (o fosfoestere) e la specie è chiamata '''monofosfato organico''' (es. glucosio-6-fosfato).
[[File:Example_organic_phosphate.svg|centro|Example organic phosphate|402x402px]]
Se i gruppi fosfato sono due o tre, si hanno '''difosfati''' e '''trifosfati organici''' (es. ATP).
[[File:Example_Diphosphate.svg|centro|Example Diphosphate]]Esempi:[[File:Example_ATP.svg|centro|Example ATP]]
Gli atomi di ossigeno nei gruppi fosfato sono detti "'''a ponte'''" o "'''non a ponte'''".
[[File:Bridging_Oxygen.svg|centro|Bridging Oxygen|195x195px]]
Quando un singolo fosfato è legato a due gruppi organici, si parla di '''fosfodiestere''' (la spina dorsale del DNA è composta da legami fosfodiesterici).
[[File:Example_phosphate_diester.svg|centro|Example phosphate diester|348x348px]]
Il termine generico per indicare questi gruppi è '''gruppo fosfato'''. Spesso, i gruppi fosfato sono abbreviati con la lettera '''P'''.
[[File:Example_Phosphate_Group.svg|centro|Example Phosphate Group|436x436px]]
{| class="wikitable"
|+ Riepilogo della Nomenclatura
! Gruppo Funzionale
!
! Struttura
! Suffisso
|-
| Acido Carbossilico
|[[File:Carboxylic_Acid_2.svg|centro|Carboxylic Acid 2]]
| -COOH
| -oico
|-
| Carbossilato
|[[File:Carboxylate.svg|centro|Carboxylate]]
| -COO⁻
| -oato
|-
| Estere
|[[File:Ester_2.svg|centro|Ester 2]]
| -COOR'
| -oato
|-
| Acido Dicarbossilico
|[[File:Dicarboxylic_acid.svg|centro|Dicarboxylic acid]]
| HOOC-...-COOH
| -dioico
|-
| Alogenuro Acilico
|[[File:Acid_Halide.svg|centro|Acid Halide]]
| -COX
| -oil alogenuro
|-
| Anidride
|[[File:Anhydride.svg|centro|Anhydride]]
| -CO-O-CO-
| anidride -oica
|-
| Ammide
|[[File:Amide_2.svg|centro|Amide 2]]
| -CONH₂
| -ammide
|-
| Acilfosfato
|[[File:Acylphosphate.svg|centro|Acylphosphate]]
| -COOPO₃²⁻
| -oil fosfato
|-
| Nitrile
|[[File:Nitrile.svg|centro|Nitrile]]
| -C≡N
| -nitrile
|}
== Reazioni di sostituzione nucleofila acilica ==
{| class="wikitable"
!Obiettivi
|
Dopo aver completato questa sezione, dovresti essere in grado di:
* confrontare le reazioni dei derivati degli acidi carbossilici con i nucleofili rispetto alle reazioni di aldeidi e chetoni.
* ordinare una data lista di derivati degli acidi carbossilici per reattività crescente o decrescente nei confronti dei nucleofili.
* spiegare la differenza di reattività nei confronti dei nucleofili tra due o più derivati degli acidi carbossilici.
* spiegare perché esteri e ammidi si trovano comunemente in natura, mentre alogenuri acilici e anidridi acide no.
|-
!Note di studio
|
La reazione generale di sostituzione acilica nucleofila e il suo meccanismo sono stati discussi in precedenza. Rivederli se necessario.
La lettura descrive la reattività relativa dei "gruppi acilici biologicamente rilevanti". Sia le anidridi acide che gli alogenuri acilici reagiscono prontamente con l'acqua e non possono esistere a lungo negli organismi viventi. Lo schema seguente illustra la reattività relativa della maggior parte dei derivati degli acidi carbossilici che incontrerai.[[File:The_scheme_illustrates_the_relative_reactivities_of_most_carboxylic_acid_derivatives.png|centro|The scheme illustrates the relative reactivities of most carboxylic acid derivatives]]
|}
=== Derivati degli acidi carbossilici e gruppi acilici ===
I derivati degli acidi carbossilici si distinguono da aldeidi e chetoni per la presenza di un gruppo contenente un eteroatomo elettronegativo – solitamente ossigeno, azoto, zolfo o fosforo – legato direttamente al carbonio carbonilico e rappresentato dal simbolo '''Y'''. Il resto della molecola è chiamato '''gruppo acilico''', composto dal gruppo carbonilico e dal gruppo alchilico (R) ad esso legato. Essendo elettronegativo, il gruppo Y può agire da '''gruppo uscente''' (leaving group).
[[File:Acyl_Group_2.svg|centro|Acyl Group 2|298x298px]]
[[File:Carboxylic_acid_derivatives_and_acyl_groups.svg|centro|Carboxylic acid derivatives and acyl groups|558x558px]]
La stabilità di una carica negativa sul gruppo Y può essere valutata dal pKa del suo acido coniugato (HY). Un pKa basso dell'acido coniugato implica che il gruppo uscente Y è una base debole con una carica negativa stabile, rendendolo un buon gruppo uscente. Come mostra la tabella sottostante, i potenziali gruppi uscenti di aldeidi e chetoni (R:⁻ e H:⁻) hanno acidi coniugati con pKa molto alti, rendendoli pessimi gruppi uscenti. La stabilità del gruppo uscente è un fattore chiave nel determinare la reattività dei derivati degli acidi carbossilici.
{| class="wikitable"
|+ Composti Carbonilici e i loro Gruppi Uscenti
! Nome
! Composto Carbonilico
! Gruppo Uscente
! Acido Coniugato del Gruppo Uscente
! pKa
|-
| '''Cloruro Acilico'''
| [[File:Carbonyl_Compounds_-_Acid_Chloride.svg|centro|Carbonyl Compounds - Acid Chloride]]
| Cl⁻
| H-Cl
| -7
|-
| '''Anidride Acida'''
| [[File:Carbonyl_Compound_-_Acid_Anhydride.svg|centro|Carbonyl Compound - Acid Anhydride]]
|
|
[Image of carboxylic acid]
| 3-5
|-
| '''Estere'''
| [[File:Carbonyl_Compound_-_Ester.svg|centro|Carbonyl Compound - Ester]]
| ⁻OR'
| H-OR'
| 15-16
|-
| '''Acido Carbossilico'''
| [[File:Carbonyl_Compound_-_Carboxylic_Acid.svg|centro|Carbonyl Compound - Carboxylic Acid]]
| ⁻OH
| H-OH
| 15.7
|-
| '''Ammide'''
| [[File:Carbonyl_Compound_-_Amide.svg|centro|Carbonyl Compound - Amide]]
| ⁻NH₂
| H-NH₂
| 36
|-
| '''Chetone'''
| [[File:Carbonyl_Compound_-_Ketone.svg|centro|Carbonyl Compound - Ketone]]
| ⁻R'
| H-R'
| ~50
|-
| '''Aldeide'''
| [[File:Carbonyl_Compound_-_Aldehyde.svg|centro|Carbonyl Compound - Aldehyde]]
| ⁻H
| H-H
| Molto alto
|}
=== Il Meccanismo della Sostituzione Acilica Nucleofila ===
Aldeidi e chetoni non possiedono buoni gruppi uscenti. La loro reazione principale è l''''addizione nucleofila''', che forma un intermedio alcossido tetraedrico. L'intermedio viene poi protonato per formare un alcol, poiché non ci sono gruppi uscenti stabili da eliminare.
[[File:Aldehyde_poor_leaving_group.svg|centro|Aldehyde poor leaving group|452x452px]]
[[File:Nucleophilic_acyl_substitution.svg|centro|Nucleophilic acyl substitution|504x504px]]
I derivati degli acidi carbossilici, invece, subiscono la '''sostituzione acilica nucleofila'''. Il meccanismo inizia allo stesso modo, con un attacco nucleofilo al carbonio carbonilico per formare un intermedio alcossido tetraedrico. Tuttavia, in questo caso, l'intermedio può collassare eliminando il gruppo uscente Y e riformando il doppio legame C=O. La reazione è una sostituzione perché il gruppo Y viene scambiato con il nucleofilo entrante.
[[File:Nu_Addition_Mechanism_Overview.svg|centro|Nu Addition Mechanism Overview|543x543px]]
# '''Addizione Nucleofila'''[[File:Nu_Addition_Mechanism_Step_1.svg|centro|Nu Addition Mechanism Step 1|336x336px]]
# '''Eliminazione del Gruppo Uscente'''[[File:Nu_Addition_Mechanism_Step_2.svg|centro|Nu Addition Mechanism Step 2|397x397px]]
=== La Reattività Relativa dei Derivati degli Acidi Carbossilici ===
La reattività relativa dei derivati acilici dipende da due fattori principali: la '''stabilità del carbonile''' e l''''efficacia del gruppo uscente Y'''.
==== Stabilità del Carbonile ====
La stabilità del gruppo carbonilico influisce sul primo stadio della reazione. Un carbonile più stabile è meno elettrofilo e reagisce più lentamente. L'eteroatomo del gruppo Y può donare densità elettronica per '''risonanza''', stabilizzando il carbonile e riducendone l'elettrofilia. Meno l'eteroatomo è elettronegativo, migliore sarà la sua capacità di donare elettroni e stabilizzare il carbonile.
[[File:CA_Derivatives_Resonance.svg|centro|CA Derivatives Resonance|557x557px]]
==== Efficacia del Gruppo Uscente ====
L'efficacia del gruppo uscente è il fattore più importante per il secondo stadio. Un buon gruppo uscente è una base debole (ha un acido coniugato forte, con pKa basso) e può stabilizzare bene la carica negativa. Migliore è il gruppo uscente, più veloce sarà il secondo stadio.
Questi due effetti, stabilità del carbonile ed efficacia del gruppo uscente, operano in sinergia. I gruppi Y che sono buoni gruppi uscenti (es. -Cl) tendono a stabilizzare poco il carbonile, aumentando la reattività complessiva. Al contrario, i cattivi gruppi uscenti (es. -NH₂) stabilizzano molto bene il carbonile per risonanza, diminuendo la reattività.
[[File:21.3_acid_derivative_reactivity.svg|centro|21.3 acid derivative reactivity|640x640px]]
* Nelle '''ammidi''', l'azoto (meno elettronegativo dell'ossigeno) è un potente donatore di elettroni per risonanza, stabilizzando fortemente il carbonile di partenza. Inoltre, -NH₂ è un pessimo gruppo uscente. Entrambi i fattori aumentano la barriera energetica della reazione, rendendo le ammidi molto poco reattive.
* Nei '''cloruri acilici''', la stabilizzazione per risonanza è inefficace (scarsa sovrapposizione tra orbitali 3p del Cl e 2p del C). Inoltre, l'effetto induttivo elettron-attrattore del cloro destabilizza il carbonile, aumentandone l'elettrofilia. Il gruppo uscente Cl⁻ è eccellente. Entrambi i fattori abbassano la barriera energetica, rendendo i cloruri acilici molto reattivi.
[[File:Stabilizing_Effects.svg|centro|Stabilizing Effects|472x472px]]
La reattività di un derivato può essere visualizzata con una mappa del potenziale elettrostatico. Un colore blu/verde intenso sul carbonio carbonilico indica una maggiore carica positiva e quindi una maggiore reattività. I cloruri acilici e le anidridi appaiono più "blu" (reattivi) di esteri e ammidi.
[[File:Electrostatic_Potential.png|centro|Electrostatic Potential]]
=== Interconversione dei Derivati Acilici ===
Generalmente, i derivati degli acidi carbossilici più reattivi possono essere usati per sintetizzare quelli meno reattivi. Per esempio, un cloruro acilico può essere convertito in un'anidride, un estere o un'ammide, ma un'ammide non può essere convertita direttamente in un estere o un cloruro acilico.
[[File:21.3_acid_derivative_conversion.svg|centro|21.3 acid derivative conversion|641x641px]]
Le reazioni di conversione prendono nomi generici a seconda del nucleofilo utilizzato:
* '''Idrolisi:''' Reazione con H₂O per formare un acido carbossilico.
* '''Alcolisi:''' Reazione con un alcol per formare un estere.
* '''Amminolisi:''' Reazione con ammoniaca o un'ammina per formare un'ammide.
* '''Riduzione:''' Reazione con un idruro per formare un'aldeide o un alcol primario.
* '''Reazione con organometalli:''' Reazione con un carbanione per formare un chetone o un alcol terziario.
=== Prevedere il Prodotto di una Sostituzione Acilica Nucleofila ===
Per prevedere il prodotto, è necessario identificare due elementi chiave: il '''gruppo uscente (Y)''' del derivato e il '''nucleofilo'''. È importante distinguere se il nucleofilo è neutro (H₂O, alcoli, ammine) o carico negativamente (OH⁻, RO⁻, idruri, carbanioni).
[[File:Predicting_the_Products_Negative.svg|centro|Predicting the Products Negative|522x522px]]
[[File:Prdicting_the_Products_Neutral.svg|centro|Prdicting the Products Neutral|552x552px]]
'''Esempio Svolto'''
:''Disegnare i prodotti attesi delle seguenti reazioni:''
:a) [[File:Worked_Example_A.svg|centro|Worked Example A|277x277px]]
:b) [[File:Worked_Example_B.svg|centro|Worked Example B|293x293px]]
:'''Soluzioni'''
:a) Il nucleofilo è neutro. [[File:Worked_Example_Solution_A.svg|centro|Worked Example Solution A|729x729px]]
:b) Il nucleofilo è carico negativamente. [[File:Worked_Example_Solution_B.svg|centro|Worked Example Solution B|602x602px]]
== Reazioni di sostituzione nucleofila acilica degli acidi carbossilici ==
{| class="wikitable"
!Obiettivi
|
Dopo aver completato questa sezione, dovresti essere in grado di:
* scrivere un'equazione per descrivere la formazione di:
** un cloruro acilico da un acido carbossilico.
** un estere da un acido carbossilico.
** un'ammide da un acido carbossilico.
** un alcol da un acido carbossilico.
* scrivere un'equazione per rappresentare la formazione di un'anidride ciclica da un acido dicarbossilico.
* scrivere il meccanismo dettagliato della reazione di un acido carbossilico con il cloruro di tionile.
* identificare i reagenti necessari per convertire un dato acido carbossilico in un dato cloruro acilico, estere, ammide o alcol.
* identificare l'acido carbossilico richiesto per una sintesi diretta di un dato cloruro acilico, ammide, estere o alcol.
* scrivere un'equazione per descrivere la formazione di un estere attraverso l'attacco nucleofilo di un anione carbossilato su un alogenuro alchilico.
* scrivere un meccanismo dettagliato per la reazione di esterificazione di Fischer.
* descrivere le prove da esperimenti di marcatura isotopica che vengono comunemente citate a supporto del meccanismo generalmente accettato dell'esterificazione di Fischer.
* spiegare perché la conversione diretta di un acido carbossilico in un'ammide può essere ottenuta solo con difficoltà e ad alta temperatura.
|-
!Parole chiave
|
Assicurati di essere in grado di definire e utilizzare nel contesto il seguente termine chiave:
* Reazione di esterificazione di Fischer
|-
!Note di studio
|
Se necessario, rivedi la reazione ''SN2'' tra un anione carbossilato e un alogenuro alchilico primario (Sezioni 11.2 e 11.3).
Dovresti ricordare che l'isotopo ossigeno-18, '''¹⁸O''', ha un nucleo contenente otto protoni e dieci neutroni. Poiché non è radioattivo, l'¹⁸O può essere impiegato in sicurezza nello studio dei meccanismi di reazione.
|}
La scarsa capacità del gruppo -OH di agire come gruppo uscente rende gli acidi carbossilici relativamente poco reattivi nei confronti delle sostituzioni aciliche nucleofile. L'aggiunta di un acido forte protona l'ossigeno carbonilico, rendendo il carbonio carbonilico più elettrofilo e aggirando questo problema. Nonostante la bassa reattività, nelle giuste condizioni gli acidi carbossilici possono essere convertiti con successo in cloruri acilici, anidridi, esteri e ammidi.
=== Conversione degli Acidi Carbossilici in Cloruri Acilici ===
Gli acidi carbossilici possono essere convertiti in cloruri acilici tramite reazione con il '''cloruro di tionile (SOCl₂)'''. Durante la reazione, il gruppo ossidrilico dell'acido viene convertito in un gruppo acil clorosolfito, che è un gruppo uscente migliore.
[[File:Generic_Acid_Chloride_Formation.svg|centro|Generic Acid Chloride Formation|568x568px]]Esempio[[File:Example_Benzoic_Acid.svg|centro|Example Benzoic Acid|386x386px]]
'''Meccanismo:''' I legami O=S-Cl del cloruro di tionile sono analoghi ai legami O=C-Cl di un alogenuro acido in quanto possono subire un tipo di sostituzione acilica nucleofila. Durante la prima fase del meccanismo, il reagente acido carbossilico agisce come nucleofilo e attacca lo zolfo elettrofilo del cloruro di tionile, spingendo gli elettroni pi del legame S=O sull'ossigeno. La riformazione del legame S=O e l'eliminazione di un anione cloruro (Cl-) come gruppo uscente crea un acil clorosolfito protonato. Il gruppo clorosolfito rappresenta un eccellente gruppo uscente grazie alla sua capacità di stabilizzare una carica negativa. Il carbonile dell'intermedio acil clorosolfito protonato viene attivato all'attacco nucleofilo e reagisce prontamente con l'anione cloruro nucleofilo creato durante la seconda fase del meccanismo per produrre un intermedio alcoide tetraedrico. La successiva riformazione del legame carbonilico protonato elimina il gruppo clorosolfito come anidride solforosa (SO<sub>2</sub>) e un anione cloruro. Infine, l'anione cloruro deprotona il carbonile per formare il prodotto cloruro acido.
# L'acido carbossilico agisce da nucleofilo e attacca lo zolfo elettrofilo del cloruro di tionile.[[File:Mechanism_Acid_Chloride_Formation_Step_1.svg|centro|Mechanism Acid Chloride Formation Step 1]]
# L'eliminazione di uno ione cloruro (Cl⁻) come gruppo uscente crea un acil clorosolfito protonato.[[File:Mechanism_Acid_Chloride_Formation_Step_2.svg|centro|Mechanism Acid Chloride Formation Step 2]]
# Il cloruro attacca il carbonile attivato dell'intermedio, formando un intermedio alcossido tetraedrico.[[File:Mechanism_Acid_Chloride_Formation_Step_3.svg|centro|Mechanism Acid Chloride Formation Step 3]]
# Il ripristino del legame carbonilico elimina il gruppo clorosolfito come diossido di zolfo (SO₂) e uno ione cloruro.[[File:Mechanism_Acid_Chloride_Formation_Step_4.svg|centro|Mechanism Acid Chloride Formation Step 4]]
# Infine, lo ione cloruro deprotona il carbonile per formare il cloruro acilico.[[File:Mechanism_Acid_Chloride_Formation_Step_5.svg|centro|Mechanism Acid Chloride Formation Step 5]]
=== Formazione di Anidridi Acide ===
Un'anidride acida è il prodotto della condensazione di due molecole di acido carbossilico con eliminazione di una molecola d'acqua. Sono necessarie alte temperature per rimuovere l'acqua, motivo per cui l'anidride acetica è l'anidride più comune in chimica organica.
[[File:Anhydride_formation_general_reaction.png|centro|Anhydride formation general reaction|666x666px]]
Esempio:
[[File:Example_Anhydride_formation.svg|centro|Example Anhydride formation]]
=== Conversione in Esteri tramite Alchilazione ===
Gli acidi carbossilici possono essere deprotonati con una base (es. NaOH) per formare il loro anione '''carbossilato''' coniugato. Il carbossilato può quindi essere alchilato tramite una reazione ''SN2'' con un alogenuro metilico o primario. Se è necessario un estere metilico, lo ioduro di metile (CH<sub>3</sub>I) è un reagente comunemente usato.
[[File:Mechanism_Ester_Formation.svg|centro|Mechanism Ester Formation|880x880px]]
=== Conversione in Esteri: l'Esterificazione di Fischer ===
Gli alcoli possono essere usati come nucleofili per convertire gli acidi carbossilici in esteri. A causa della scarsa capacità del gruppo -OH di fungere da gruppo uscente, è necessario un catalizzatore acido. Solitamente, l'alcol di partenza viene usato anche come solvente per essere presente in grande eccesso, spingendo l'equilibrio della reazione verso i prodotti (principio di Le Châtelier).
[[File:Generic_Fischer_Esterfication.svg|centro|Generic Fischer Esterfication|567x567px]]Previsione dei prodotti di una esterificazione di Fischer[[File:Predicting_the_Products_Fischer_Esterificaiton.svg|centro|Predicting the Products Fischer Esterificaiton|679x679px]]Esempio[[File:Example_Fischer_Esterification.svg|centro|Example Fischer Esterification|525x525px]]
'''Meccanismo dell'Esterificazione di Fischer:''' Tutti gli stadi di questo meccanismo sono reversibili. Il meccanismo inizia con la protonazione del carbonile per aumentarne il carattere elettrofilo. Si forma un intermedio alcossido tetraedrico quando il nucleofilo alcolico si aggiunge al carbonile protonato, spingendo gli elettroni pi del carbonile sull'ossigeno. Si crea un intermedio alcossido tetraedrico diverso quando un protone viene poi trasferito a uno degli idrossidi (OH), trasformandolo in un buon gruppo uscente. La riformazione del legame carbonilico protonato elimina quindi l'acqua come gruppo uscente. Infine, la deprotonazione del carbonile da parte dell'acqua crea il prodotto estere e rigenera il catalizzatore acido. Tutte le fasi del meccanismo sono reversibili.
# Protonazione dell'ossigeno carbonilico per aumentare l'elettrofilia del carbonio.[[File:Mechansim_Fischer_Esterification_Step_1.svg|centro|386x386px|Mechansim Fischer Esterification Step 1]]
# Attacco nucleofilo dell'alcol al carbonile.[[File:Mechansim_Fischer_Esterification_Step_2.svg|centro|Mechansim Fischer Esterification Step 2|313x313px]]
# Trasferimento di un protone a uno dei gruppi ossidrilici, trasformandolo in un buon gruppo uscente (acqua).[[File:Mechansim_Fischer_Esterification_Step_3.svg|centro|Mechansim Fischer Esterification Step 3|328x328px]]
# Eliminazione dell'acqua e riformazione del doppio legame C=O.[[File:Mechansim_Fischer_Esterification_Step_4.svg|centro|Mechansim Fischer Esterification Step 4|330x330px]]
# Deprotonazione del carbonile per formare l'estere e rigenerare il catalizzatore acido.[[File:Mechansim_Fischer_Esterification_Step_5.svg|centro|Mechansim Fischer Esterification Step 5|364x364px]]
==== Marcatura Isotopica ====
Le prove a supporto del meccanismo di Fischer provengono da esperimenti di marcatura isotopica con ossigeno-18 (¹⁸O). Se la reazione viene condotta con un alcol marcato con ¹⁸O, l'isotopo si ritrova esclusivamente nell'estere e non nell'acqua prodotta. Ciò dimostra che durante la reazione si rompono il legame C-OH dell'acido carbossilico e il legame H-OR dell'alcol.
[[File:Ester_Isotope.svg|centro|Ester Isotope]]Esempio: Pianificazione di una sintesi mediante esterificazione di Fischer. Come si potrebbe ottenere la seguente molecola mediante esterificazione di Fischer?[[File:Planning_a_Synthesis_Using_a_Fischer_Esterification_example.svg|centro|Planning a Synthesis Using a Fischer Esterification example]]
Il legame chiave che si forma durante l'esterificazione di Fischer è il legame sigma C-O. La molecola bersaglio può essere separata nei due materiali di partenza richiesti rompendo questo legame. Il frammento di carbonio carbonilico acquisisce un –OH per diventare un acido carbossilico e il frammento di ossigeno acquisisce un H per diventare un alcool. L'acido carbossilico e l'alcool vengono fatti reagire utilizzando un catalizzatore acido forte.[[File:Planning_a_Synthesis_Using_a_Fischer_Esterification_example-b.svg|centro|Planning a Synthesis Using a Fischer Esterification example-b]]Soluzione
[[File:Planning_a_Synthesis_Using_a_Fischer_Esterification_solution.svg|centro|Planning a Synthesis Using a Fischer Esterification solution]]
=== Conversione Diretta in Ammidi ===
La reazione diretta di un acido carbossilico con un'ammina è difficile perché l'ammina, essendo basica, deprotona l'acido carbossilico formando un sale di ammonio carbossilato stabile e poco reattivo. Tuttavia, riscaldando questo sale a temperature superiori a 100 °C, l'acqua viene eliminata e si forma un'ammide. A causa delle condizioni drastiche, questa reazione è usata raramente. È preferibile convertire prima l'acido in un derivato più reattivo (come un cloruro acilico).
[[File:Direct_Conversion_of_Carboxylic_Acids_to_Amides.svg|centro|Direct Conversion of Carboxylic Acids to Amides|700x700px]]
=== Conversione in Ammidi tramite DCC ===
La formazione di ammidi è di grande importanza in biochimica (es. legami peptidici nelle proteine). Per superare il problema della formazione del sale, si utilizzano agenti di accoppiamento come la '''dicicloesilcarbodiimmide (DCC)'''.
[[File:Conversion_of_Carboxylic_Acids_to_Amides_using_DCC.svg|centro|Conversion of Carboxylic Acids to Amides using DCC]]Durante un accoppiamento ammidico con DCC, l'OH di un acido carbossilico viene trasformato in un buon gruppo uscente che può quindi essere sostituito da un'ammina durante la sostituzione acilica nucleofila. Utilizzando il DCC come reagente di accoppiamento, è possibile utilizzare ammine 1° e 2° per creare rispettivamente ammidi 2° e 3°.[[File:Conversion_of_Carboxylic_Acids_to_Amides_using_DCC_basic_reaction.svg|centro|Conversion of Carboxylic Acids to Amides using DCC basic reaction|644x644px]]Previsione dei prodotti dell'accoppiamento DCC[[File:Conversion_of_Carboxylic_Acids_to_Amides_using_DCC_-_Predicting_the_Products.svg|centro|Conversion of Carboxylic Acids to Amides using DCC - Predicting the Products|654x654px]]Esempio[[File:Conversion_of_Carboxylic_Acids_to_Amides_using_DCC_-_Example_DCC_Coupling.svg|centro|Conversion of Carboxylic Acids to Amides using DCC - Example DCC Coupling|480x480px]]
'''Meccanismo'''
# Il DCC deprotona l'acido carbossilico, formando un carbossilato (miglior nucleofilo).[[File:Conversion_of_Carboxylic_Acids_to_Amides_using_DCC_Mechanism_Step_1.svg|centro|Conversion of Carboxylic Acids to Amides using DCC Mechanism Step 1|657x657px]]
# Il carbossilato attacca il DCC protonato, che è più elettrofilo.[[File:Conversion_of_Carboxylic_Acids_to_Amides_using_DCC_Mechanism_Step_2.svg|centro|Conversion of Carboxylic Acids to Amides using DCC Mechanism Step 2|476x476px]]
# L'ammina attacca il carbonile in una sostituzione acilica nucleofila.[[File:Conversion_of_Carboxylic_Acids_to_Amides_using_DCC_Mechanism_Step_3.svg|centro|Conversion of Carboxylic Acids to Amides using DCC Mechanism Step 3|449x449px]]
# Trasferimento di un protone [[File:Conversion_of_Carboxylic_Acids_to_Amides_using_DCC_Mechanism_Step_4.svg|centro|Conversion of Carboxylic Acids to Amides using DCC Mechanism Step 4|475x475px]]
# L'ossigeno legato al DCC viene eliminato come dicicloesilurea (un buon gruppo uscente), formando il prodotto ammidico.
[[File:Conversion_of_Carboxylic_Acids_to_Amides_using_DCC_Mechanism_Step_5.svg|centro|Conversion of Carboxylic Acids to Amides using DCC Mechanism Step 5]]
=== Conversione in Alcoli Primari ===
==== Litio Alluminio Idruro (LiAlH₄) ====
Il '''litio alluminio idruro (LiAlH₄)''' è un agente riducente abbastanza forte da ridurre gli acidi carbossilici ad alcoli primari. (Nota: NaBH₄ non è abbastanza forte). La reazione procede attraverso un'iniziale sostituzione acilica nucleofila che forma un'aldeide intermedia, la quale viene immediatamente ridotta ulteriormente dall'idruro in un'addizione nucleofila.
[[File:Generic_Hydride_Coupling.svg|centro|Generic Hydride Coupling|403x403px]]Previsione del prodotto di una riduzione con idruri[[File:Predicting_the_Product_of_a_Hydride_Reduction.svg|centro|Predicting the Product of a Hydride Reduction|744x744px]]Esempio[[File:Example_Hydride_Reduction.svg|centro|Example Hydride Reduction|406x406px]]
'''Meccanismo Possibile'''
# Un idruro deprotona l'acido carbossilico.[[File:Mechanism_Hydride_Reduction_Step_1.svg|centro|Mechanism Hydride Reduction Step 1|502x502px]]
# Un secondo idruro attacca il carbonile (sostituzione acilica).[[File:Mechanism_Hydride_Reduction_Step_2.svg|centro|Mechanism Hydride Reduction Step 2|328x328px]]
# L'eliminazione di un gruppo uscente (OAlH₂) forma un'aldeide.[[File:Mechanism_Hydride_Reduction_Step_3.svg|centro|Mechanism Hydride Reduction Step 3|382x382px]]
# Un terzo idruro attacca l'aldeide (addizione nucleofila).[[File:Mechanism_Hydride_Reduction_Step_4.svg|centro|Mechanism Hydride Reduction Step 4|367x367px]]
# La protonazione dell'alcossido durante il trattamento finale (work-up acido) dà l'alcol primario.[[File:Mechanism_Hydride_Reduction_Step_5.svg|centro|Mechanism Hydride Reduction Step 5|410x410px]]
==== Complesso Borano-Tetraidrofurano ====
Una soluzione di '''complesso borano-tetraidrofurano (BH₃-THF)''' riduce rapidamente gli acidi carbossilici a temperatura ambiente. Questa è un'alternativa più sicura e semplice rispetto a LiAlH₄. La reazione è selettiva per gli acidi carbossilici, che reagiscono più velocemente di altri gruppi funzionali.
[[File:Generic_BH3_Reduction.svg|centro|Generic BH3 Reduction|369x369px]]Esempio[[File:21.3_borane_complex.svg|centro|21.3 borane complex|661x661px]]
=== Conversione Biologica degli Acidi Carbossilici ===
[[File:Example_ATP_2.svg|alt=Example ATP 2|centro|518x518px]]
In biochimica, la conversione diretta di un acido carbossilico non avviene. Piuttosto, il carbossilato (il substrato meno reattivo) viene prima "attivato" convertendolo in un '''acilfosfato''' (il substrato più reattivo), utilizzando '''ATP''' come donatore di fosfato. Per creare una molecola ad alta energia (acilfosfato) da una a bassa energia (carbossilato), la cellula deve "spendere" l'energia di una molecola di ATP.
Un esempio eccellente è la biosintesi degli acidi grassi. Nella loro forma biologicamente attiva, i gruppi carbossilato sono convertiti in '''tioesteri''' utilizzando il '''Coenzima A'''. Ad esempio, la forma attivata dell'acido grasso C16 palmitato è:
[[File:Palmityl-SCoA_Structure.svg|centro|Palmityl-SCoA Structure]]
Questo processo di attivazione, catalizzato da un enzima, avviene in due passaggi:
# L'ATP viene utilizzato per creare un intermedio acil-AMP ad alta energia.[[File:Palmidate.svg|centro|Palmidate]]
# L'intermedio attivato viene attaccato dallo zolfo tiolico del Coenzima A, espellendo l'AMP per formare l'acil-CoA.
[[File:Palmityl-SCoA.svg|centro|Palmityl-SCoA]]
== Fonti ==
https://chem.libretexts.org/Bookshelves/Organic_Chemistry/Organic_Chemistry_(Morsch_et_al.)/21%3A_Carboxylic_Acid_Derivatives-_Nucleophilic_Acyl_Substitution_Reactions
:
[[Categoria:Chimica organica per il liceo|Derivati degli acidi carbossilici]]
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Chimica organica per il liceo/Lipidi/Fare il sapone schiumoso
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Eumolpo
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ortografia
491516
wikitext
text/x-wiki
{{Chimica organica 2}}
== Preparazione del sapone schiumoso ==
La reazione di saponificazione prevede una reazione di idrolisi alcalina con basi forti come NaOH o KOH.
Per la preparazione del sapone solido è previsto l'uso di NaOH.
La schiumosità è favorita da alcuni tipi di oli, come quello di cocco, di ricino, di palma (semi).
Verrà utilizzato il seguente mix di oli:
* 75% olio di oliva
* 20% olio di palmisto (nocciolo di palma)/cocco (no olio di palma normale)
* 5% olio di ricino
=== Materiale ===
{| class="wikitable"
|+Tabella uso pratico per fare saponette da 100 g con olio di oliva
!per ottenere
!g mix di oli
!O
!C
!R
!g di acqua
!g di NaOH
!mL olio essenziale
!
|-
|100 g sapone
|68,5
|51,4
|13,7
|3,4
|22,6
|9,4
|2-3 gocce
|una saponetta
|-
|400 g sapone
|280
|
|
|
|84
|37,2
|alcune gocce
|gruppo di 4 alunni
|-
|500 g sapone
|350
|
|
|
|105
|46,5
|2 mL
|gruppo di 5 alunni
|-
|2600 g sapone
|1820 (=1987 L)
|
|
|
|780
|345
|10 mL
|26 alunni
|}
* Questa tabella considera il fatto di mettere un po' più olio rispetto alla soda caustica (+5%) onde evitare problemi (cosiddetto "sconto" o "super-fat")
* Indicativamente, se si usano gli stampini di silicone da 112 mL (100 g) servono le quantità indicate in tabella (viene fuori una saponetta per alunno)
* in questa tabella l'acqua è calcolata al 30% rispetto alla massa dell'olio (altri calcolatori propongono una percentuale compresa tra 33 e 38%);
=== Calcolatori ===
Esistono siti che aiutano a calcolare le quantità da usare, come questo: <nowiki>http://www.soapcalc.net/calc/soapcalcwp.asp</nowiki>, o questo <nowiki>http://www.thesoapcalculator.com/</nowiki>, oppure app per smartphone come "Saponify soap Calculator"
Ci sono anche "tabelle di saponificazione" che mostrano la % in massa di idrossido da usare rispetto alla quantità di olio, qui sotto si riporta una tabella parziale (tabella completa). In queste tabelle non è considerato lo "sconto" o cosiddetto "super-fat", cioè il fatto di mettere un po' più olio rispetto all'idrossido per sicurezza.
{| class="wikitable"
|+TABELLA DI SAPONIFICAZIONE
!100 g di olio di ...
!g di NaOH
!g di KOH
!note
|-
|oliva
|13,4
|19,0
|
|-
|girasole
|13,4
|19,1
|
|-
|mais
|13,6
|19,0
|
|-
|palma (seme)
|14,1
|19,8
|rende più schiumoso
|-
|ricino
|12,8
|18,1
|rende più schiumoso
|-
|cocco
|19,0
|25,8
|rende più schiumoso
|}
=== Strumentazione ===
* piastra riscaldante;
* bilancia;
* contenitori di vetro pyrex resistenti al calore e alla corrosione;
* spatole di acciaio e/o in silicone;
* mixer elettrico (tipo minipimer)
* pipette di vetro;
* termometro;
* cartine indicatori di pH
* stampini in plastica, silicone, tetrapack o altri contenitori idonei a contenere il sapone (non alluminio)
=== Sicurezza ===
Utilizzo di camice, occhialini, guanti e mascherina
== Procedimento ==
Dopo aver indossato le dotazioni di sicurezza:
* assicurarsi che lo stampo sia pronto e del volume adeguato
* accendere la piastra riscaldante (per dopo)
* pesare la soda caustica
* pesare l'olio
* pesare l'acqua
* versare le scaglie di idrossido di sodio nell'acqua; la reazione è esotermica, lasciare raffreddare fino a 45 °C (se si usano quantità piccole forse qualcosa in più tenendo conto di un più rapido raffreddamento)
* mettere a riscaldare l'olio sulla piastra riscaldante, '''mescolando continuamente''', e tenere controllata la temperatura, deve arrivare a 45 °C.
* versare la soluzione di NaOH nel contenitore dell'olio ('''non''' sulla piastra riscaldante)
* frullare col minipimer fino a che non si forma il "nastro", una specie di consistenza cremosa
* aggiungere, se si vuole, qualche goccia di olio essenziale profumato e mescolare con la spatola di silicone
* versare il sapone ottenuto nello stampino precedentemente predisposto
* fare riposare un giorno (non al freddo)
* tirare fuori dallo stampino il sapone e tagliarlo nelle forme desiderate
* avvolgere ciascuna saponetta in un po' di carta da pane e lasciarlo maturare almeno due mesi, girando le saponette ogni tanto
* questo tipo di sapone non farà schiuma, ma piuttosto una crema
Fonti
http://wp.viverenaturalmente.net/sapone/2016/02/15/i-segreti-del-sapone-che-fa-schiuma/
https://latanadellecoidea.blogspot.com/2019/07/sapone-solido-la-ricetta-base.html
[[Categoria:Chimica organica per il liceo|Fare il sapone schiumoso]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Città metropolitana di Milano/Milano/Milano - Basilica del Corpus Domini
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~2026-21498-38
54148
/* Basilica superiore */
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Basilica superiore ==
* '''Costruttore:''' Tamburini
* '''Anno:''' 1958
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 44
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento, a destra dell'altare
* '''Tastiere:''' 3 di 61 note (''Do<small>1</small>''-''Do<small>6</small>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' in 3 corpi distinti, uno su cantoria a destra dell'altare e due (Corale e Positivo) sospesi in abside
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Positivo corale'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno || 3f
|-
|}
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Positivo espressivo'''''
----
|-
|Bordone|| 8'
|-
|Salicionale || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Salicet || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarino</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto cuspide || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|XIX-XXII || 1.1/3'-1'
|-
|Grand ripieno || 7f
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba squillo</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Voce umana || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''III - ''Espressivo'''''
----
|-
|Corno di notte || 8'
|-
|Viola d'amore || 8'
|-
|Principalino || 4'
|-
|Flauto ottaviante || 4'
|-
|Flauto XII || 2.2/3'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Terza || 1.3/5'
|-
|Pienino || 5f
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale corale'''
----
|-
|Bordone|| 16'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Dolce || 8'
|-
|}
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Acustico || 32'
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Corno || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Bombarda</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Bombardino</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarone</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span>
|-
|}
|}
== Basilica inferiore ==
* '''Costruttore:''' Tamburini
* '''Anno:''' metà del XX secolo
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 19
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente a pavimento, a destra dell'altare
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<small>1</small>''-''La<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' in un unico corpo espressivo in abside
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I'''
----
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Principale || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|Ripieno || 3f
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II'''
----
|-
|Bordone|| 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Ottavina || 2'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Terza || 1.3/5'
|-
|Tremolo ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Ottavina || 2'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|23 novembre 2025}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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/* Basilica superiore */
491555
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Basilica superiore ==
* '''Costruttore:''' Tamburini
* '''Anno:''' 1958
* '''Restauri/modifiche:''' ? (2000, manutenzione straordinaria)
* '''Registri:''' 44
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento, a destra dell'altare
* '''Tastiere:''' 3 di 61 note (''Do<small>1</small>''-''Do<small>6</small>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' in 3 corpi distinti, uno su cantoria a destra dell'altare e due (Corale e Positivo) sospesi in abside
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Positivo corale'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno || 3f
|-
|}
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Positivo espressivo'''''
----
|-
|Bordone|| 8'
|-
|Salicionale || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Salicet || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarino</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto cuspide || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|XIX-XXII || 1.1/3'-1'
|-
|Grand ripieno || 7f
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba squillo</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Voce umana || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''III - ''Espressivo'''''
----
|-
|Corno di notte || 8'
|-
|Viola d'amore || 8'
|-
|Principalino || 4'
|-
|Flauto ottaviante || 4'
|-
|Flauto XII || 2.2/3'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Terza || 1.3/5'
|-
|Pienino || 5f
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale corale'''
----
|-
|Bordone|| 16'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Dolce || 8'
|-
|}
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Acustico || 32'
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Corno || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Bombarda</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Bombardino</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarone</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span>
|-
|}
|}
== Basilica inferiore ==
* '''Costruttore:''' Tamburini
* '''Anno:''' metà del XX secolo
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 19
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente a pavimento, a destra dell'altare
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<small>1</small>''-''La<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' in un unico corpo espressivo in abside
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I'''
----
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Principale || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|Ripieno || 3f
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II'''
----
|-
|Bordone|| 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Ottavina || 2'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Terza || 1.3/5'
|-
|Tremolo ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Ottavina || 2'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|23 novembre 2025}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Micro e nanotecnologia/Nanotecnologia/Approccio bottom-up
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2026-04-06T14:06:14Z
Gian BOT
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[[wb:Bot|Bot]]: Correggo errori comuni (tramite [[Wb:Bot/Sostituzioni/Errori comuni|La lista degli errori comuni]] V 1.0)
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wikitext
text/x-wiki
{{Micro e nanotecnologia}}
=Approccio ''bottom-up''=
L’approccio ''bottom-up'' rappresenta una strategia fondamentale della nanotecnologia basata sulla costruzione della materia a partire dai suoi costituenti elementari: atomi, molecole o nanoparticelle.
A differenza dell’approccio ''top-down'', che lavora per sottrazione (miniaturizzando strutture più grandi), il ''bottom-up'' lavora per auto-organizzazione e sintesi, sfruttando le leggi della chimica e delle interazioni tra particelle per formare strutture ordinate su scala nanometrica.
Nella fabbricazione con approccio ''bottom-up'' si parte dalle unità elementari della materia, che si montano per formare sistemi più complessi, tale metodo permette di controllare posizione e legami degli atomi con precisione migliore rispetto alle tecniche ''top-down''. Vengono sfruttati fenomeni spontanei come interazioni elettrostatiche, [[w:Forza_di_van_der_Waals|forze di van der Waals]], [[w:Legame_a_idrogeno|legami idrogeno]] e [[w:Legame_covalente|legami covalenti]] guidati. Al contrario dei metodi litografici queste tecniche necessitano di un basso consumo energetico. Inoltre si ha una elevata ripetibilità poiché le molecole si organizzano in modo identico, se opportunamente progettate.
L’approccio ''bottom-up'' rappresenta una delle colonne portanti della nanotecnologia moderna. Grazie alla capacità di costruire materiali con precisione atomica e alle possibilità offerte dall’auto-assemblaggio molecolare, esso apre la strada a nuove classi di materiali e dispositivi impossibili da realizzare tramite tecniche ''top-down''.
==Principali tecniche ''bottom-up''==
* Sintesi chimica: consente di formare [[[w:Nanoparticella|nanoparticelle]], [[w:Nanotubo|nanotubi]], [[w:Nanofilo|nanofili]] o molecole complesse tramite reazioni chimiche controllate. La chimica fornisce un controllo accurato sia su dimensione che per la forma, come anche la composizione e la funzionalizzazione superficiale.
* Auto-assemblaggio molecolare: in cui elementi semplici si organizzano spontaneamente formando strutture ordinate più complesse. Può essere sia un'auto-assemblaggio statico, guidato da equilibri termodinamici che un auto-assemblaggio dinamico, in cui l’equilibrio è continuamente mantenuto da un flusso di energia (simile ai sistemi biologici). Tale tecnica si applica per la fabbricazione di membrane lipidiche come anche per reticoli cristallini molecolari e per strumenti per la nanofabbricazione basati su DNA ([[w:Origami_a_DNA|DNA origami]]).
* [[w:Epitassia|Crescita epitassiale]]: tecnica tipica della produzione di semiconduttori in cui gli atomi vengono depositati su un substrato e si dispongono secondo il reticolo cristallino del materiale sottostante. Permette la crescita controllata di film sottili atomici come anche di nanofili ed eterostrutture quantistiche.
* Tecniche basate su biomolecole: la biologia è un esempio naturale di bottom-up: le cellule assemblano proteine, membrane e strutture complesse a partire da componenti semplici. Tali tecniche possono produrre strutture auto-assemblate basate su DNA e RNA, creare virus ingegnerizzati come template per materiali o peptidi autoassemblanti per nanostrutture elettroniche.
==Vantaggi dell’approccio ''bottom-up''==
* Precisione atomica superiore: si possono posizionare atomi e molecole con grande accuratezza.
* Riduzione dei difetti: le strutture si auto-organizzano minimizzando l’energia.
* Costo inferiore per molte applicazioni rispetto a litografia avanzata.
* Nuove proprietà emergenti: si possono ottenere materiali che non esistono in natura (es. reticoli meta-materiali).
==Limiti dell’approccio ''bottom-up''==
* Difficoltà di controllo su larga scala: l’auto-assemblaggio può generare strutture ordinate a livello nanometrico, ma portarle a dimensioni macroscopiche può essere complesso.
* Sensibilità alle condizioni operative: temperatura, pH, solvente, concentrazioni possono alterare completamente il risultato.
* Integrazione con tecniche top-down: spesso è necessario combinare i due approcci per ottenere dispositivi completi (es. componenti auto-assemblati su chip litografati).
{| class="wikitable" style="text-align:center; width:70%"
|+ Confronto ''bottom-up'' vs ''top-down''
! Metodo
! ''bottom-up''
! ''top-down''
|-
| Precisione atomica
| Molto alta
| Limitata dalle tecniche litografiche
|-
| Difetti strutturali
| Bassi
| Più elevati
|-
| Scalabilità
| Difficile
| Ottima per produzione industriale
|-
| Costo
| Tendenzialmente basso
| Può essere molto alto
|}
==Esempi di crescita ''bottom-up''==
* Crescita di nanotubi di carbonio (CNT) tramite [[Micro_e_nanotecnologia/Microtecnologia/Film_sottili/Chemical_Vapor_Deposition_(CVD)|CVD]]: la crescita chimica da fase vapore (Chemical Vapor Deposition) è un esempio emblematico di bottom-up: atomi di carbonio derivati dalla decomposizione di gas precursori si auto-organizzano in strutture tubolari con ordine atomico. Non c’è alcuna miniaturizzazione o incisione: l’intera struttura nasce da processi di nucleazione e crescita guidati energeticamente<ref>A. Jorio, G. Dresselhaus e M. S. Dresselhaus; ''Carbon nanotubes: advanced topics in the synthesis, structure, properties and applications''; (Vol. 111) Springer-Verlag (2008).</ref>
* Crescita epitassiale di [[w:Punto_quantico|punti quantici]] auto-assemblati: i punti quantici InAs/GaAs crescono spontaneamente su un substrato attraverso l’auto-assemblaggio [[w:en:Stranski–Krastanov_growth|Stranski–Krastanov]], un processo puramente ''bottom-up'' in cui tensioni reticolari e dinamiche atomiche guidano la formazione di nanostrutture tridimensionali, senza utilizzo di litografia<ref>D. Bimberg, M. Grundmann e N. N. Ledentsov; ''Quantum dot heterostructures''; John Wiley & Sons.(1999).</ref>
* Sintesi colloidale di nanoparticelle metalliche e semiconduttrici: le nanoparticelle colloidali (ad esempio oro, argento, CdSe, PbS) vengono sintetizzate interamente tramite processi chimici ''bottom-up'': nucleazione controllata, crescita orientata e passivazione superficiale determinano forma, dimensione e proprietà. Nessuna struttura preesistente viene miniaturizzata<ref>C. B. Murray, C. R. Kagan e M. G. Bawendi; ''Synthesis and Characterization of Monodisperse Nanocrystals and Their Assemblies''; Annual Review of Materials Science; '''30''' (2000) 545–610.</ref>
* Auto-assemblaggio molecolare del DNA ([[w:en:DNA_origami|DNA Origami]]): il DNA origami è uno dei casi più avanzati di ''bottom-up'' programmabile, cioè sequenze nucleotidiche progettate si auto-organizzano in strutture 2D e 3D complesse, guidate esclusivamente da legami molecolari e minimizzazione dell’energia. Non esiste alcun processo top-down nella costruzione della struttura finale<ref>P. W. K. Rothemund; ''Folding DNA to create nanoscale shapes and patterns''; Nature; '''440''' (2006) 297–302.</ref>.
==Integrazione ''bottom-up'' / ''top-down''==
Un esempio molto rappresentativo di come gli approcci bottom-up e top-down possano convivere in un’unica tecnologia è la realizzazione dei sensori nanoelettronici a nanofilo. In questi dispositivi, la parte attiva – il nanofilo semiconduttore – viene prodotta attraverso tecniche bottom-up, come la crescita epitassiale tramite processo VLS. Questo metodo permette di ottenere strutture cristalline estremamente sottili, con diametri di pochi nanometri e proprietà elettroniche difficilmente raggiungibili con una miniaturizzazione tradizionale. Tuttavia, questi nanofili, per quanto precisi e ideali dal punto di vista fisico, non possono funzionare senza un’infrastruttura elettronica che li colleghi al mondo macroscopico. Ed è qui che interviene l’approccio top-down: il chip su cui i nanofili vengono integrati è realizzato tramite fotolitografia e tecniche di microfabbricazione, le stesse utilizzate per produrre i normali circuiti integrati. Elettrodi, contatti metallici, linee di collegamento e geometrie di supporto vengono definiti su larga scala direttamente sul wafer, garantendo riproducibilità, robustezza e compatibilità con i processi industriali.
L’unione dei due approcci consente quindi di sfruttare la precisione atomica garantita dal bottom-up per la realizzazione dell’elemento sensibile, mantenendo al tempo stesso l’affidabilità e la scalabilità proprie del top-down. Il risultato è un dispositivo ibrido in cui la parte più piccola, cresciuta attraverso processi chimico-fisici spontanei o guidati, viene inserita in un contesto ingegnerizzato su misura. Questo modello è ormai comune in molte tecnologie emergenti: ad esempio nei biosensori a nanofilo di silicio, nei dispositivi fotonici ibridi e in alcune architetture di elettronica neuromorfica, dove i vantaggi dei due approcci non si sommano semplicemente, ma si potenziano reciprocamente, rendendo possibile la produzione di sistemi che nessuna delle due strategie, da sola, riuscirebbe a realizzare.
Tale approccio integrato è stato utilizzato per la crescita di nanofili con processo VLS<ref>Il processo VLS (Vapor–Liquid–Solid) è un meccanismo di crescita ''bottom‑up'' dei nanofili, in cui un vapore chimico si dissolve in una gocciolina liquida catalizzatrice e successivamente cristallizza all’interfaccia solido‑liquido, formando il nanofilo strato dopo strato.</ref> e la loro integrazione in dispositivi<ref>Charles M. Lieber e Lin Wang Zhong; ''Functional nanowires''; MRS bulletin; '''32''' (2007) 99-108.</ref>. Con la stessa metodologia sono stati realizzati biosensori a nanofilo di silicio integrate su piattaforme microfabbricate (parte ''top-down'')<ref>F. Patolsky,G. Zheng e C. M. Lieber; ''Nanowire-based biosensors''; Analytical Chemistry; '''78''' (2006) 4260–4269.</ref>
==Note==
<references/>
==BIBLIOGRAFIA==
* Bharat Bhushan; ''handbook of nanotechnology''; Springer; (2017).
[[Categoria:Micro e nanotecnologia]]
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Giochi all'aperto/Tegna alta
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text/x-wiki
{{Giochi all'aperto}}
== Tegna Alta ==
E' un linguaggio in dialetto Veneto, riferito ad un gioco del millennio scorso, molto praticato nelle piazze, davanti alle Chiese, allora in terra battuta, soprattutto negli anni del primo dopoguerra, della seconda guerra mondiale. Siamo in provincia di Padova, in località Villatora, una frazione in periferia del Comune di Saonara.
Un gioco di movimento e di riscaldamento, che si svolgeva nei pomeriggi postcatechismo invernali.
Un gruppo di 7/10 ragazzi si accordava per il gioco. Il campo di gioco, come già detto era la piazza antistante la chiesa. Da noi a Nord dell'ingresso, quindi sempre ghiacciato d'inverno. Un cortile quadrilatero di, circa 20 m. di lato. Ogni partecipante si sceglie una propria sede sui lati dell'area di gioco, in posizione più alta rispetto al piano di gioco.(alcuni cm., comunque "alto"!). Facendo la solita conta, pari o dispari, oppure la mano-posizione su un bastone, chi rimaneva senza posizione sul bastone, era quello che doveva sfidare il resto del gruppo nel raggiungere la propria sede, durante la partita di movimento tra i giocatori che, furbescamente, si spostavano scambiandosi la sede, con movimenti e mosse veloci. Se il giocatore, rimasto senza sede, riusciva a prendere possesso della sede di un giocatore in ritardo, quest'ultimo diventava il nuovo "uno contro tutti", e il gioco proseguiva fino allo sfinimento, con chi restava sempre presente alla propria sede, senza mai perderla.
Oggi, questo gioco può presentarsi impraticabile, se non impossibile per tanti motivi: mancanza di cortili e/o di aree aperte e, in terra battuta, ma anche protette da circolazione di veicoli, e forse anche per una scarsa frequenza al catechismo. E' un gioco fra ragazzi, maschi, nell'età tra i 9/12 anni.
Personalmente l'ho praticato per diversi anni, anche nel cortile di casa mia, ed era significativamente aggregante, caloroso, educante, furbo, educativo perché non si poteva imbrogliare, ma si sviluppava nella destrezza del movimento e, nell'intesa, rapida tra compagni.
Alla sera, appena tramontato il sole, si era davvero stracchi, si mangiava e si andava a letto, riscaldandosi con la ''munega, oppure con una bottiglia di acqua calda, obbligatoriamente in lamiera zincata'!
Al mattino sveglia bonoriva per arrivare, a piedi, alla nostra scuola elementare, portando anche dei pezzi di legna per alimentare la stufa, monumentale in terra cotta!'''
[[Categoria:Giochi all'aperto|Tegna alta]]
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Wikibooks:Wikibookiano/Notizie tecniche
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wikitext
text/x-wiki
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-03</span> ==
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<section begin="technews-2026-W03"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/03|Translations]] are available.
'''Weekly highlight'''
* The Wikimedia Foundation has shared some guiding questions for the July 2026–June 2027 Annual Plan on [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation Annual Plan/2026-2027/Product & Technology OKRs|Meta]] and ''[[diffblog:2025/12/10/shaping-wikimedia-foundations-2026-2027-annual-goals-key-questions-for-the-wikimedia-movement/|Diff]]''. These focus on global trends, faster and healthier experimentation, better support for newcomers, strengthening editors and advanced users, improving collaboration across projects, and growing and retaining readership. Feedback and ideas are welcome on the [[m:Talk:Wikimedia Foundation Annual Plan/2026-2027|talk page]].
'''Updates for editors'''
* As part of the current work of Community Tech team on the [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist/W372|Multiple watchlists]] project, the display of [[Special:EditWatchlist|EditWatchlist]] will be updated as a first step towards multiple watchlists. Additionally, the pagination on [[Special:Search|Search]] will be updated too, as a part of the work on the [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist/W186|Revamp pagination / page navigation]] wish. [https://phabricator.wikimedia.org/T411596]
* [[m:Special:GlobalWatchlist|The Global Watchlist]] is a MediaWiki [[mw:Special:MyLanguage/Extension:GlobalWatchlist|extension]] that lets you see your watchlists from different wikis on the same page. It was recently updated to look more like the regular [[Special:Watchlist|Watchlist]], such as preparing it for temporary accounts in IP masking (including rerouting user links to contributions pages), making page titles bold, and opening links in edit summaries and tags in new browser tabs. [https://phabricator.wikimedia.org/T398361][https://phabricator.wikimedia.org/T298919][https://phabricator.wikimedia.org/T273526][https://phabricator.wikimedia.org/T286309]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:28}} community-submitted {{PLURAL:28|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, the issue where global blocks did not have the option to disable sending emails, has now been fixed, and will be available for use in the week of January 13. [https://phabricator.wikimedia.org/T401293]
'''Updates for technical contributors'''
* The [[mw:Special:MyLanguage/VisualEditor/Citation tool|VisualEditor citation tool]] and [[mw:Special:MyLanguage/Help:Reference Previews|Reference Previews]] now support "map" as a reference type. [https://phabricator.wikimedia.org/T411083]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.46/wmf.10|MediaWiki]]/[[mw:MediaWiki 1.46/wmf.11|MediaWiki]]
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/03|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
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<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 20:33, 12 gen 2026 (CET)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=29907192 -->
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-04</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W04"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/04|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* The tray shown on [[Special:Diff|Special:Diff]] in mobile view has been redesigned. It is now collapsed by default, and incorporates a link to undo the edit being viewed, making it easier for mobile editors and reviewers to take action while keeping the interface uncluttered. [https://phabricator.wikimedia.org/T402297]
* [[m:Special:GlobalWatchlist|The Global Watchlist]] lets you view your watchlists from multiple wikis on one page. The [[mw:Special:MyLanguage/Extension:GlobalWatchlist|extension]] continues to improve — it now automatically determines the text direction (ensuring correct display of sites with unusual domain names) and shows detailed descriptions for log actions. Later this week, a new permanent link for page creations and CSS classes for each entry element will be added. [https://phabricator.wikimedia.org/T412505][https://phabricator.wikimedia.org/T287929][https://phabricator.wikimedia.org/T262768][https://phabricator.wikimedia.org/T414135]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:32}} community-submitted {{PLURAL:32|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, the previously observed issue in Vector 2022, where anchor link targets were obscured by the sticky header, has now been addressed. [https://phabricator.wikimedia.org/T406114]
'''Updates for technical contributors'''
* As mentioned in the [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2025/44|October 2025 deprecation announcement]], MediaWiki Interfaces team will begin sunsetting all transform endpoints containing a trailing slash from the MediaWiki REST API the week of January 26. Changes are expected to roll out to all wikis on or before January 30th. All API users currently calling them are encouraged to transition to the non-trailing slash versions. Both endpoint variations can be found, compared, and tested using the [https://test.wikipedia.org/wiki/Special:RestSandbox REST Sandbox]. If you have questions or encounter any problems, please file a ticket in Phabricator to the [https://phabricator.wikimedia.org/project/view/6931/ #MW-Interfaces-Team board].
* Interactive reference documentation for the [[mw:Special:MyLanguage/Wikimedia REST API|Wikimedia REST API]] has moved. Requests to API docs previously hosted through [[mw:Special:MyLanguage/RESTBase|RESTBase]] (e.g.: <code dir=ltr>https://en.wikipedia.org/api/rest_v1/</code>) are now redirected to the [[w:en:Special:RestSandbox|REST Sandbox]].
* The [[mw:Special:MyLanguage/Wikidata Platform|WMF Wikidata Platform team]] (WDP) has published its [[d:Special:MyLanguage/Wikidata:Wikidata Platform team/Newsletter|January 2026 newsletter]]. It includes updates on the legacy full-graph endpoint decommissioning, the User-Agent policy change, the monthly Blazegraph migration office hours, and efforts to reduce regressions caused by the legacy endpoint shutdown. As a reminder, you can [[m:Special:MyLanguage/Global message delivery/Targets/WDP team updates|subscribe to the WDP newsletter]]!
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.46/wmf.12|MediaWiki]]
'''Meetings and events'''
* The [[mw:Wikimedia Hackathon Northwestern Europe 2026|Wikimedia Hackathon Northwestern Europe 2026]] will take place on 13-14 March 2026 in Arnhem, the Netherlands. Applications opened mid-December and will close soon or when capacity is reached. It's a two-day, technically oriented hackathon bringing together Wikimedians from the region. Hope to see you there!
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/04|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
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<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 21:29, 19 gen 2026 (CET)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=29943403 -->
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-05</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W05"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/05|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* Wikimedia Foundation invites comments on [[m:Special:MyLanguage/Product and Technology Advisory Council/Year1 Reflections and Proposed Way Forward 2026 Update|proposed future]] of the [[:m:Special:MyLanguage/Product and Technology Advisory Council|Product and Technology Advisory Council]] until 28 February.
* All users with registered accounts can now use passkeys for [[m:Special:MyLanguage/Help:Two-factor authentication|two-factor authentication]] (2FA). Passkeys are a simple way to log in without using a second device. They verify the user's identity using a fingerprint, face scan, or a PIN code. To set up a passkey, first set up a regular 2FA method. Currently, to log in with a passkey, users must also use a password. Later this quarter, passwordless login will allow users to log in with a single click and a passkey. Users with advanced rights will also be required to have 2FA enabled. This is part of the [[mw:Special:MyLanguage/Product Safety and Integrity/Account Security|Account Security]] project.
* Unregistered contributors on blocked IPs or blocked IP ranges can now interact on-wiki to appeal a block by creating a temporary account to appeal a block on the user talk page, unless the "prevent this user from editing their own talk page" is enabled. This solves the problem of logged-out users unable to use the default unblock process via user talk page. [https://phabricator.wikimedia.org/T398673]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:20}} community-submitted {{PLURAL:20|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, the Two-Factor Authentication (2FA) methods description on the management page has been updated. It is now clearer and easier for users to understand and make use of. [https://phabricator.wikimedia.org/T332385]
'''Updates for technical contributors'''
* A new AbuseFilter variable, <code>account_type</code>, has been added to provide a reliable way to determine the account type being created in the <code>createaccount</code> and <code>autocreateaccount</code> actions. As part of this change, the variable <code>accountname</code> has been renamed to <code>account_name</code>, and <code>accountname</code> is now deprecated. Edit filter managers should update any filters that use hardcoded account type checks or the deprecated variable. [https://phabricator.wikimedia.org/T414049]
* Image thumbnails that are requested in non-standard sizes, and using non-standard methods such as direct requests to <code dir=ltr><nowiki>upload.wikimedia.org/…</nowiki></code> will stop working in the near future. This change is to prevent ongoing external abuse by web-scrapers and bots. Some users with custom CSS/JS, Interface Admins who can fix gadgets and local skins, and Tool-authors, will need to update their code to use standard thumbnail sizes. [[phab:T414805|Details, search-links, and examples of how to fix them, are available in the task]].
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.46/wmf.13|MediaWiki]]
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/05|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
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<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 22:17, 26 gen 2026 (CET)
<!-- Messaggio inviato da User:UOzurumba (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=29969530 -->
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-06</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W06"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/06|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* The "{{int:pageinfo-toolboxlink}}" feature, which gives validating information about a page ([{{fullurl:{{FULLPAGENAME}}|action=info}} example]), now automatically includes a table of contents. If there is a local [[{{ns:8}}:Pageinfo-header]] page created by individual users, it can now be removed. [https://phabricator.wikimedia.org/T363726]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:21}} community-submitted {{PLURAL:21|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, VisualEditor previously added bold or italic formatting inside link descriptions, making the wikicode complex. This has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T409669]
'''Updates for technical contributors'''
* There was no XML dump on 20 January. Additionally, from now on, dumps will be generated once per month only. [https://phabricator.wikimedia.org/T414389]
* The MediaWiki Interfaces team removed support for all transform endpoints containing a trailing slash from the [https://www.mediawiki.org/wiki/Special:MyLanguage/API:REST%20API MediaWiki REST API]. All API users currently calling those endpoints are encouraged to transition to the non-trailing slash versions. If you have questions or encounter any problems, please file a ticket in phabricator to the [https://phabricator.wikimedia.org/project/view/6931/ #MW-Interfaces-Team board].
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.46/wmf.14|MediaWiki]]
'''Weekly highlight'''
* Users are reminded that the Wikimedia Foundation has shared some guiding questions for the July 2026–June 2027 Annual Plan on [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation Annual Plan/2026-2027/Product & Technology OKRs|Meta]] and ''[[diffblog:2025/12/10/shaping-wikimedia-foundations-2026-2027-annual-goals-key-questions-for-the-wikimedia-movement/|Diff]]''. These focus on global trends, faster and healthier experimentation, better support for newcomers, strengthening editors and advanced users, improving collaboration across projects, and growing and retaining readership. Feedback and ideas are welcome on the [[m:Talk:Wikimedia Foundation Annual Plan/2026-2027|talk page]].
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/06|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
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<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 18:43, 2 feb 2026 (CET)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30000986 -->
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-07</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W07"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/07|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[File:Maki-gift-15.svg|12px|link=|class=skin-invert|Wishlist item]] Logged-in contributors who manage large or complex watchlists can now organise and filter watched pages in ways that improve their workflows with the new [[mw:Special:MyLanguage/Help:Watchlist labels|Watchlist labels]] feature. By adding custom labels (for example: pages you created, pages being monitored for vandalism, or discussion pages) users can more quickly identify what needs attention, reduce cognitive load, and respond more efficiently. This improves watchlist usability, especially for highly active editors.
* A new feature available on [[Special:Contributions|Special:Contributions]] shows [[mw:Special:MyLanguage/Trust and Safety Product/Temporary Accounts|temporary accounts]] that are likely operated by the same person, and so makes patrolling less time-consuming. Upon checking contributions of a temporary account, users with access to temporary account IP addresses can now see a view of contributions from the related temporary accounts. The feature looks up all the IPs associated with a given temporary account within the data retention period and shows all the contributions of all temporary accounts that have used these IPs. [[mw:Special:MyLanguage/Trust and Safety Product/Temporary Accounts#February 2026: Improvements to the patroller tooling|Learn more]]. [https://phabricator.wikimedia.org/T415674]
* When editors preview a wikitext edit, the reminder box that they are only seeing a preview (which is shown at the top), now has a grey/neutral background instead of a yellow/warning background. This makes it easier to distinguish preview notes from actual warnings (for example, edit conflicts or problematic redirect targets), which will now be shown in separate warning or error boxes. [https://phabricator.wikimedia.org/T414742]
* The [[m:Special:GlobalWatchlist|Global Watchlist]] lets you view your watchlists from multiple wikis on one page. The [[mw:Special:MyLanguage/Extension:GlobalWatchlist|extension]] continues to improve — it now properly supports more than one Wikibase site, for example both [[d:|Wikidata]] and [[testwikidata:|testwikidata]]. In addition, issues regarding text direction have been fixed for users who prefer Wikidata or other Wikibase sites in right-to-left (RTL) languages. [https://phabricator.wikimedia.org/T415440][https://phabricator.wikimedia.org/T415458]
* The automatic "magic links" for ISBN, RFC, and PMID numbers have been [[mw:Special:MyLanguage/Help:Magic links|deprecated in wikitext since 2021]] due to inflexibility and difficulties with localization. Several wikis have successfully replaced RFC and PMID magic links with equivalent external links, but a template was often required to replace the functionality of the ISBN magic link. There is now a new [[mw:Special:MyLanguage/Help:Magic words#isbn|built-in parser function]] <code dir=ltr><nowiki>{{#isbn}}</nowiki></code> available to replace the basic functionality of the ISBN magic link. This makes it easier for wikis who wish to migrate off of the deprecated magic link functionality to do so. [https://phabricator.wikimedia.org/T145604]
* Two new wikis have been created:
** a {{int:project-localized-name-group-wikipedia}} in [[d:Q35401|Jju]] ([[w:kaj:|<code>w:kaj:</code>]]) [https://phabricator.wikimedia.org/T413283]
** a {{int:project-localized-name-group-wikipedia}} in [[d:Q1186896|Nawat]] ([[w:ppl:|<code>w:ppl:</code>]]) [https://phabricator.wikimedia.org/T413273]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:23}} community-submitted {{PLURAL:23|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]].
'''Updates for technical contributors'''
* A new global user group has been created: [[{{int:grouppage-local-bot}}|{{int:group-local-bot}}]]. It will be used internally by the software to allow community bots to bypass rate limits that are applied to abusive [[w:en:Web scraping|web scrapers]]. Accounts that are approved as bots on at least one Wikimedia wiki will be automatically added to this group. It will not change what user permissions the bot has. [https://phabricator.wikimedia.org/T415588]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.46/wmf.15|MediaWiki]]
'''Meetings and events'''
* The [[mw:Special:MyLanguage/MediaWiki Users and Developers Conference Spring 2026|MediaWiki Users and Developers Conference, Spring 2026]] will be held March 25–27 in Salt Lake City, USA. This event is organized by and for the third-party MediaWiki community. You can propose sessions and register to attend. [https://lists.wikimedia.org/hyperkitty/list/wikitech-l@lists.wikimedia.org/thread/AZBWVI46SDEB65PGR5J6E4TYOQQEZXM7/]
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/07|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
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<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 00:30, 10 feb 2026 (CET)
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== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-08</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W08"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/08|Translations]] are available.
'''Weekly highlight'''
* The [[mw:Special:MyLanguage/Wikimedia Site Reliability Engineering|SRE Team]] will be performing a cleanup of Wikimedia's [[m:Special:MyLanguage/Etherpad|Etherpad]] instance, the web-based editor for real-time collaborative document editing. All pads will be permanently deleted after 30 April, 2026 – if there are still migration projects in progress at that point the team can revisit the date on a case by case basis. Please create local backups of any content you wish to keep, as deleted data cannot be recovered. This cleanup helps reduce database size and minimize infrastructure footprint. Etherpad will continue to support real-time collaboration, but long-term storage should not be expected. Additional cleanups may occur in the future without prior notice. [https://phabricator.wikimedia.org/T415237]
'''Updates for editors'''
* The Information Retrieval team will be launching an [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Information Retrieval/Phase 1|Android mobile app experiment]] that tests hybrid search capabilities which can handle both semantic and keyword queries. The improvement of on-platform search will enable readers to find what they’re looking for directly on Wikipedia more easily. The experiment will first be launched on Greek Wikipedia in late February, followed by English, French, and Portuguese in March. [https://diff.wikimedia.org/2026/01/08/semantic-search-making-it-easier-to-find-the-information-readers-want/ Read more] on Diff blog. [https://www.mediawiki.org/wiki/Readers/Information_Retrieval]
* The Reader Growth team will run [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader Growth/WE3.10.2 Mobile Table of Contents|an experiment]] for mobile web users, that adds a table of contents and automatically expands all article sections, to learn more about navigation issues they face. The test will be available on Arabic, Chinese, English, French, Indonesian, and Vietnamese Wikipedias.
* Previously, site notices ([[{{ns:8}}:Sitenotice]] and [[{{ns:8}}:Anonnotice]]) would only render on the desktop site. Now, they will render on all platforms. Users on mobile web will now see these notices and be informed. Site administrators should be prepared to test and fix notices on mobile devices to avoid interference with articles. To opt out, interface admins can add <code dir="ltr">#siteNotice { display: none; }</code> to [[{{ns:8}}:Minerva.css]]. [https://phabricator.wikimedia.org/T138572][https://phabricator.wikimedia.org/T416644]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:19}} community-submitted {{PLURAL:19|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue on [[Special:RecentChanges|Special:RecentChanges]] has been fixed. Previously, clicking hide in the active filters caused the "view new changes since…" button to disappear, though it should have remained visible. The button now behaves as expected. [https://phabricator.wikimedia.org/T406339]
'''Updates for technical contributors'''
* New documentation is now available to help editors debug on-site search features. It supports troubleshooting when pages do not appear in results, when ranking seems unexpected, and when you need to inspect what content is being indexed, helping make search behavior easier to understand and analyze. [[mw:Help:CirrusSearch/Debug|Learn more]]. [https://phabricator.wikimedia.org/T411169]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.46/wmf.16|MediaWiki]]
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/08|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W08"/>
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<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 20:17, 16 feb 2026 (CET)
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== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-09</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W09"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/09|Translations]] are available.
'''Weekly highlight'''
* [[mw:Special:MyLanguage/Edit check/Reference Check|Reference Check]] has been deployed to English Wikipedia, completing its rollout across all Wikipedias. The feature prompts newcomers to add a citation before publishing new content, helping reduce common citation-related reverts and improve verifiability. In A/B testing, the impact was substantial: newcomers shown Reference Check were approximately 2.2 times more likely to include a reference on desktop and about 17.5 times more likely on mobile web. [https://analytics.wikimedia.org/published/reports/editing/reference_check_ab_test_report_final_2025.html]
'''Updates for editors'''
* The [[mw:Special:MyLanguage/Extension:InterwikiSorting|InterwikiSorting extension]], which allowed for the [[m:Special:MyLanguage/Interwiki sorting order|sorting of interwiki links]], has been undeployed from Wikipedia. As a result, editors who had enabled interwiki link sorting in non-compact mode (full list format) will now see links reordered. The links moving forward will be listed in the alphabetical order of language code. [https://phabricator.wikimedia.org/T253764]
* Later this week, people who are editing a page-section using the mobile visual editor, will notice a new "Edit full page" button. When tapped, you will be able to edit the entire article. This helps when the change you want to make is outside the section you initially opened. [https://phabricator.wikimedia.org/T387175][https://phabricator.wikimedia.org/T409112]
* [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader Experience|The Reader Experience team]] is inviting editors to assess whether dark mode should still be considered "beta" on their wiki, based on their experience of how well it functions on desktop and mobile. If the feature is deemed mature, editors can update the interface messages in <code dir=ltr>MediaWiki:skin-theme-description</code> and <code dir=ltr>MediaWiki:Vector-night-mode-beta-tag</code> to indicate that dark mode is ready and no longer considered beta.
* The improved [[mw:Wikimedia_Apps/Team/iOS/Activity_Tab|Activity tab]] which displays user-insights is now available to all users of the Wikipedia iOS app (version 7.9.0 and later). Following earlier A/B testing that showed higher account creation among users with access to the feature, it has been rolled out to 100% of users along with some updates. The Activity tab now shows your edited articles in the timeline, offers editing impact insights like contribution counts and article view trends, and customization options to improve in-app experience for users.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:21}} community-submitted {{PLURAL:21|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, a bug that prevented [[mw:Special:MyLanguage/Extension:DiscussionTools|DiscussionTools]] from working on mobile has now been fixed, restoring full functionality. [https://phabricator.wikimedia.org/T415303]
'''Updates for technical contributors'''
* The [[m:Special:GlobalWatchlist|Global Watchlist]] lets you view your watchlists from multiple wikis on one page. The [[mw:Special:MyLanguage/Extension:GlobalWatchlist|extension]] that makes this possible continues to improve. The latest upgrade is the inclusion of a [[mw:Extension:GlobalWatchlist#hook|new hook]], <code dir=ltr>ext.globalwatchlist.rebuild</code>, which fires after each watchlist rebuild. This allows you to run gadgets and user scripts for the Special page. [https://phabricator.wikimedia.org/T275159]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.46/wmf.17|MediaWiki]]
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/09|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W09"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 20:03, 23 feb 2026 (CET)
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== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-10</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W10"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/10|Translations]] are available.
'''Weekly highlight'''
* Wikipedia 25 [[m:Special:MyLanguage/Wikipedia 25/Easter egg experiments|Birthday mode]] is now live on Betawi, Breton, Chinese, Czech, Dutch, English, French, Gorontalo, Indonesian, Italian, Luxembourgish, Madurese, Sicilian, Spanish, Thai, and Vietnamese Wikipedias! This limited-time campaign feature celebrates 25 years of Wikipedia with a birthday mascot, Baby Globe. When turned on, Baby Globe is shown on [[m:Special:MyLanguage/Wikipedia 25/Easter egg experiments/article configuration|~2,500 articles]], waiting to be discovered by readers. Communities can choose to turn Birthday mode on by getting consensus from their community and asking an admin to enable the feature and customize it via [[m:Special:MyLanguage/Wikipedia 25/Easter egg experiments#Community Configuration Demo|community configuration]] on the local wiki.
'''Updates for editors'''
* [[:m:Special:MyLanguage/WMDE Technical Wishes/Sub-referencing|Sub-referencing]], a new feature to re-use references with different details has been released to Swedish Wikipedia, Polish Wikipedia and [[:phab:T418209|a couple of other wikis]]. You can [[:m:Special:MyLanguage/WMDE Technical Wishes/Sub-referencing#test|try the feature]] on these projects or on testwiki and [https://en.wikipedia.beta.wmcloud.org/wiki/Sub-referencing betawiki]. Learnings from the first pilot wiki German Wikipedia have been [[:m:Special:MyLanguage/WMDE Technical Wishes/Sub-referencing/Learnings|published in a report]]. Reach out to the Wikimedia Deutschland team if you are [[:m:Talk:WMDE Technical Wishes/Sub-referencing#Pilot wikis|interested in becoming a pilot wiki]].
* [[mw:Special:MyLanguage/Help:Edit check#Paste check|Paste Check]] will become available at all Wikipedias this week. The feature prompts newcomers who are pasting text they are not likely to have written into VisualEditor to consider whether doing so risks a copyright violation. Paste Check [[mw:Special:MyLanguage/Edit check/Tags|tags]] all edits where it is shown for potential review. Local administrators can configure various aspects of the feature via [[{{#special:EditChecks}}]]. [[mw:Special:MyLanguage/Edit check/Paste Check#A/B Experiment|Research]] across 22 wikis found that Paste Check resulted in an 18% decrease in relative reverted-edits compared to the control group. Translators can [https://translatewiki.net/w/i.php?title=Special%3ATranslate&group=ext-visualeditor-ve-mw-editcheck&filter=&optional=1&action=translate help to localize] this and related features.
* The [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader Experience|Reader Experience team]] will be standardizing the user menu in the top right for all mobile users so that it is closer to the desktop experience. Currently this user menu is only visible to users with Advanced Mobile Controls (AMC) turned on. The only change is that a couple buttons previously in the left-side menu will move to the top right for users who do not have AMC turned on. This change is expected to go out March 9 and seeks to improve the user interface. [https://phabricator.wikimedia.org/T413912]
* Starting in the week of March 2, the emails sent out when an email address was added, removed, or changed for an account will switch to a substantially nicer and clearer HTML email from the prior plaintext one. [https://phabricator.wikimedia.org/T410807]
* Notifications are currently limited to 2,000 historic entries per user, and extend back to 2013 when the feature was released. This is going to be changed to only store Notifications from the last 5 years, but up to 10,000 of them. This will help with long-term infrastructure health and help to prevent more recent notifications from disappearing too soon. [https://phabricator.wikimedia.org/T383948]
* The [[m:Special:GlobalWatchlist|Global Watchlist]] which lets you view your watchlists from multiple wikis on a single page continues to see improvements. The latest update improves label usage experience. The [[mw:Special:MyLanguage/Extension:GlobalWatchlist|extension]] now allows activating the [[mw:Special:MyLanguage/Manual:Language#Fallback languages|language fallback system]] for Wikidata items without labels in the viewed language, and showing those labels in the user’s preferred Wikidata language if no <code dir=ltr>uselang=</code> URL parameter is provided. [https://phabricator.wikimedia.org/T373686][https://phabricator.wikimedia.org/T416111]
* The Wikipedia Android team has started a beta test of [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Information Retrieval/Phase 1|hybrid search]] on Greek Wikipedia. Hybrid search capabilities can handle both semantic and keyword queries enabling readers to find what they’re looking for directly on Wikipedia more easily.
* For security reasons, members of certain user groups are [[m:Special:MyLanguage/Mandatory two-factor authentication for users with some extended rights|required to have two-factor authentication]] (2FA) enabled. Currently, 2FA is required to use the group, but not to be a member of it. Given that this model still has some vulnerabilities, the situation will [[phab:T418580|gradually change in March]]. Members of these groups will be unable to disable last 2FA method on their account, and it will be impossible to add users without 2FA to these groups. Users will still be able to add new authentication methods or remove them, as long as at least one method is continuously enabled. In the second half of March, users without 2FA will be removed from these groups. This applies to: CentralNotice administrators, checkusers, interface administrators, suppressors, Wikidata staff, Wikifunctions staff, WMF Office IT and WMF Trust & Safety. Nothing will change for other users. See the linked task for deployment schedule. [https://phabricator.wikimedia.org/T418580]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:27}} community-submitted {{PLURAL:27|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, the issue preventing users from creating an instance in [https://www.wikibase.cloud/ Wikibase.cloud] has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T416807]
'''Updates for technical contributors'''
* To help ensure [[mw:Special:MyLanguage/MediaWiki Product Insights/Responsible Reuse|fair use of infrastructure]], over the next month the Wikimedia Foundation will implement global API rate limits across our APIs. In early March, stricter limits will be applied to unidentified requests from outside Toolforge/WMCS and API requests that are made from web browsers. In April, higher limits will be applied to identified traffic. These limits are intentionally set as high as possible to minimise impact on the community. Bots running in Toolforge/WMCS or with the bot user right on any wiki should not be affected for now. However, all developers are advised to follow updated best practices. For more information, see [[mw:Special:MyLanguage/Wikimedia APIs/Rate limits|Wikimedia APIs/Rate limits]].
* The Wikidata Query Service Linked Data Fragment (LDF) endpoint will be decommissioned in February. This endpoint served limited traffic, which was successfully migrated to other data access methods that were better suited to support existing use cases. The hardware used to support the LDF endpoint will be reallocated to support the ongoing backend migration efforts. [https://phabricator.wikimedia.org/T415696]
* The new Parsoid parser [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser Unification/Updates|continues to be deployed to additional wikis]], improving platform sustainability and making it easier to introduce new reading and editing features. Parsoid is now the default parser on 488 WMF wikis (268 Wikipedias), now covering more than 10% of all Wikipedia page views.
* The process and criteria for [[Special:MyLanguage/Wikimedia Enterprise#Access|requesting exceptional access]] to the high volume feed of the ''Wikimedia Enterprise'' APIs (at no cost for mission-aligned usecases), [[m:Talk:Wikimedia Enterprise#Exceptional access criteria|have now been published]]. This is to provide more thorough and clearer documentation for users.
* [https://techblog.wikimedia.org/ Tech Blog], the blog dedicated to the Wikimedia technical community [https://techblog.wikimedia.org/2026/02/24/a-tech-blog-diff/ will be migrating] to [[diffblog:|Diff]], the community news and event blog. The migration should be complete in April 2026, after which new posts will be accepted for publishing. Readers will be able to access posts – old and new – on the landing page at https://diff.wikimedia.org/techblog.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.46/wmf.18|MediaWiki]]
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/10|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W10"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 18:51, 2 mar 2026 (CET)
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== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-11</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W11"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/11|Translations]] are available.
'''Weekly highlight'''
* [[m:Special:MyLanguage/Tech/Server switch|All wikis will be read-only]] for a few minutes on Wednesday, 25 March 2026 at [https://zonestamp.toolforge.org/1774450800 15:00 UTC]. This is for the datacenter server switchover backup tests, [[wikitech:Deployments/Yearly calendar|which happen twice a year]]. During the switchover, all Wikimedia website traffic is shifted from one primary data center to the backup data center to test availability and prevent service disruption even in emergencies.
* Last week, all wikis had 2 hours of read-only time, and extended unavailability for user-scripts and gadgets. This was due to a security incident which has since been resolved. Work is ongoing to prevent re-occurrences. For current information please see the [[m:Steward's noticeboard#Statement on Meta about today's user script security incident|post on the Stewards' noticeboard]] ([[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation/Product and Technology/Product Safety and Integrity/March 2026 User Script Incident|translations]]).
'''Updates for editors'''
* Users facing multiple blocks on mobile will now see the reasons for each block separately, instead of a generic message. This helps them understand why they are blocked and what steps they can take to resolve the issue. For example, users affected for using common VPNs (such as [[Special:MyLanguage/Apple iCloud Private Relay|iCloud Private Relay]]) will receive clearer guidance on what they need to do to start editing again. [https://phabricator.wikimedia.org/T357118]
* Later this week, [[mw:Special:MyLanguage/VisualEditor/Suggestion Mode|Suggestion Mode]] will become available as a beta feature within the visual editor at all Wikipedias. This feature proactively suggests various types of actions that people can consider taking to improve Wikipedia articles, and learn about related guidelines. The feature is locally configurable, and can also be locally expanded with custom Suggestions. Current settings can be seen at [[Special:EditChecks]] and there are [[mw:Special:MyLanguage/Help:Suggestion mode#For administrators %E2%80%93 local customization|instructions for how administrators can customize]] the links to point to local guidelines. The feature is connected to [[mw:Special:MyLanguage/Help:Edit check|Edit check]] which suggests improvements while someone is writing new content. In the future, the Editing team plans to evaluate the feature's impact with newcomers through a controlled experiment. [https://phabricator.wikimedia.org/T404600]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:23}} community-submitted {{PLURAL:23|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, the issue where the cursor became misaligned during the use of CodeMirror’s syntax highlighting, which makes wikitext and code easier to read, has now been fixed. This problem specifically affected users who defined a font rule in a custom stylesheet while creating a new topic with DiscussionTools. [https://phabricator.wikimedia.org/T418793]
'''Updates for technical contributors'''
* API rate limiting update: To help ensure [[mw:Special:MyLanguage/MediaWiki Product Insights/Responsible Reuse|fair use of infrastructure]], global API rate limits will be applied this week to requests without a compliant User-Agent that originate from outside Toolforge/WMCS and to unauthenticated requests made from web browsers. Higher limits will be applied to identified traffic in April. Bots running in Toolforge/WMCS or with the bot user right on any wiki should not be affected for now. However, all developers are advised to follow updated best practices. For more information, see [[mw:Special:MyLanguage/Wikimedia APIs/Rate limits|Wikimedia APIs/Rate limits]].
* The new GraphQL API has been released. The API was developed as a flexible alternative to select features of the Wikidata Query Service (WDQS), to improve developer experience and foster adaptability, and efficient data access. Try it out and [[d:Wikidata:Wikibase GraphQL#Feedback and development|give feedback]]. You can also [https://greatquestion.co/wikimediadeutschland/GraphQLAPI/apply sign up for usability tests].
* The [[m:Special:MyLanguage/Product and Technology Advisory Council/Unsupported Tools Working Group|PTAC Unsupported Tools Working Group]] continued improvements to [[commons:Special:MyLanguage/Commons:Video2commons#|Video2Commons]] in February, with fixes addressing authentication errors, large-file handling, task queue visibility, and clearer upload behavior. Work is still ongoing in some areas, including changes related to deprecated server-side uploads. Read [[m:Special:MyLanguage/Product and Technology Advisory Council/Unsupported Tools Working Group#February 2026|this update]] to learn more.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.46/wmf.19|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The Article Guidance team invites experienced Wikipedia editors from selected [[mw:Special:MyLanguage/Article guidance/Pilot wikis and collaborators#Collaborators|pilot wikis]] and interested contributors from other Wikipedias to fill out this questionnaire which is available in [https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfmLeVWnxmsCbPoI_UF2jyRcn73WRGWCVPHzerXb4Cz97X_Ag/viewform English], [https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSd6rzr4XXQw8r4024fE3geTPFe13M_6w7Mitj-YJi0sOlWTAw/viewform?usp=header Arabic], [https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdok3-RfB18lcugYTUMGkpwmqG_8p760Wv4dCXitOXOszjUDw/viewform?usp=header Bengali], [https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfjTfYp4jEo0akA4B1e-Nfg3QZPCudUjhJzHzzDi6AHyAaMGA/viewform?usp=header Japanese], [https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScteVoI29Aue4xc72dekk-6RYtvmMgQxzMI900UOawrFrSTWg/viewform?usp=header Portuguese], [https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSetdxnYwL3ub2vqA7awCg5hJZPMIYcDPaiTe12rY9h0GYnVlw/viewform?usp=header Persian], and [https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScNvfJF-Ot-4pzA4qAN771_0QDJ4Li19YcUsaTgSKW8Nc7U_Q/viewform?usp=header Turkish]. Your answers will help the team customize guidance for less experienced editors and help them learn community policies and practices while creating an article. Learn more [[mw:Special:MyLanguage/Article guidance|on the project page]].
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/11|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W11"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 19:52, 9 mar 2026 (CET)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30213008 -->
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-12</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W12"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/12|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* The [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:CodeMirror|{{int:codemirror-beta-feature-title}}]] beta feature, also known as [[mw:Special:MyLanguage/Extension:CodeMirror|CodeMirror 6]], has been used for wikitext syntax highlighting since November 2024. It will be promoted out of beta by May 2026 in order to bring improvements and new [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:CodeMirror#Features|features]] to all editors who use the standard syntax highlighter. If you have any questions or concerns about promoting the feature out of beta, [[mw:Special:MyLanguage/Help talk:Extension:CodeMirror|please share]]. [https://phabricator.wikimedia.org/T259059]
* Some changes to local user groups are performed by stewards on Meta-Wiki and logged there only. Now, interwiki rights changes will be logged both on Meta-Wiki and the wiki of the target user to make it easier to access a full record of user's rights changes on a local wiki. Past log entries for such changes will be backfilled in the coming weeks. [https://phabricator.wikimedia.org/T6055]
* On wikis using [[m:Special:MyLanguage/Flagged Revisions|Flagged Revisions]], the number of pending changes shown on [[{{#Special:PendingChanges}}]] previously counted pages which were no longer pending review, because they have been removed from the system without being reviewed, e.g. due to being deleted, moved to a different namespace, or due to wiki configuration changes. The count will be correct now. On some wikis the number shown will be much smaller than before. There should be no change to the list of pages itself. [https://phabricator.wikimedia.org/T413016]
* Wikifunctions composition language has been rewritten, resulting in a new version of the language. This change aims to increase service stability by reducing the orchestrator's memory consumption. This rewrite also enables substantial latency reduction, code simplification, and better abstractions, which will open the door to later feature additions. Read more about [[f:Special:MyLanguage/Wikifunctions:Status updates/2026-03-11|the changes]].
* Users can now sort search results alphabetically by page title. The update gives an additional option to finding pages more easily and quickly. Previously, results could be sorted by Edit date, Creation date, or Relevance. To use the new option, open 'Advanced Search' on the search results page and select 'Alphabetically' under 'Sorting Order'. [https://phabricator.wikimedia.org/T403775]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:28}} community-submitted {{PLURAL:28|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, the bug that prevented UploadWizard on Wikimedia Commons from importing files from Flickr has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T419263]
'''Updates for technical contributors'''
* A new special page, [[{{#special:LintTemplateErrors}}]], has been created to list transcluded pages that are flagged as containing lint errors to help users discover them easily. The list is sorted by the number of transclusions with errors. For example: [[{{#special:LintTemplateErrors}}/night-mode-unaware-background-color]]. [https://phabricator.wikimedia.org/T170874]
* Users of the [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:CodeMirror|{{int:codemirror-beta-feature-title}}]] beta feature have been using [[mw:Special:MyLanguage/Extension:CodeMirror|CodeMirror]] instead of [[mw:Special:MyLanguage/Extension:CodeEditor|CodeEditor]] for syntax highlighting when editing JavaScript, CSS, JSON, Vue and Lua content pages, for some time now. Along with promoting CodeMirror 6 out of beta, the plan is to replace CodeEditor as the standard editor for these content models by May 2026. [[mw:Special:MyLanguage/Help talk:Extension:CodeMirror|Feedback or concerns are welcome]]. [https://phabricator.wikimedia.org/T419332]
* The [[mw:Special:MyLanguage/Extension:CodeMirror|CodeMirror]] JavaScript modules will soon be upgraded to CodeMirror 6. Leading up to the upgrade, loading the <code dir=ltr>ext.CodeMirror</code> or <code dir=ltr>ext.CodeMirror.lib</code> modules from gadgets and user scripts was deprecated in July 2025. The use of the <code dir=ltr>ext.CodeMirror.switch</code> hook was also deprecated in March 2025. Contributors can now make their scripts or gadgets compatible with CodeMirror 6. See the [[mw:Special:MyLanguage/Extension:CodeMirror#Gadgets and user scripts|migration guide]] for more information. [https://phabricator.wikimedia.org/T373720]
* The MediaWiki Interfaces team is expanding coverage of REST API module definitions to include [[mw:Special:MyLanguage/API:REST API/Extensions|extension APIs]]. REST API modules are groups of related endpoints that can be independently managed and versioned. Modules now exist for [https://phabricator.wikimedia.org/T414470 GrowthExperiments] and [https://phabricator.wikimedia.org/T419053 Wikifunctions] APIs. As we migrate extension APIs to this structure, documentation will move out of the main MediaWiki OpenAPI spec and REST Sandbox view, and will instead be accessible via module-specific options in the dropdown on the [https://test.wikipedia.org/wiki/Special:RestSandbox REST Sandbox] (i.e., [[{{#Special:RestSandbox}}]], available on all wiki projects).
* The [[mw:Special:MyLanguage/Extension:Scribunto|Scribunto]] extension provides different pieces of information about the wiki where the module is being used via the [[mw:Special:MyLanguage/Extension:Scribunto/Lua reference manual|mw.site]] library. Starting last week, the library also provides a [[mw:Special:MyLanguage/Extension:Scribunto/Lua reference manual#mw.site.wikiId|way]] of accessing the [[mw:Special:MyLanguage/Manual:Wiki ID|wiki ID]] that can be used to facilitate cross-wiki module maintenance. [https://phabricator.wikimedia.org/T146616]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.46/wmf.20|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The [[m:Special:MyLanguage/Coolest Tool Award|2026 Coolest Tool Award]] celebrating outstanding community tools, is now open for nominations! Nominate your favorite tool using the [https://wikimediafoundation.limesurvey.net/435684?lang=en nomination survey] form by 23 March 2026. For more information on privacy and data handling, please see the [[foundation:Special:MyLanguage/Legal:Coolest_Tool_Award_2026_Survey_Privacy_Statement|survey privacy statement]].
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/12|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W12"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 20:35, 16 mar 2026 (CET)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30260505 -->
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-13</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W13"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/13|Translations]] are available.
'''Weekly highlight'''
* Wikimedia site users can now log in without a password using passkeys. This is a secure method supported by fingerprint, facial recognition, or PIN. With this change, all users who opt for passwordless login will find it easier, faster, and more secure to log in to their accounts using any device. The new passkey login option currently appears as an autofill suggestion in the username field. An additional [[phab:T417120|"Log in with passkey" button]] will soon be available for users who have already registered a passkey. This update will improve security and user experience. The [[c:File:Passwordless_login_screencast.webm|screen recording]] demonstrates the passwordless login process step by step.
* [[m:Special:MyLanguage/Tech/Server switch|All wikis will be read-only]] for a few minutes on Wednesday, 25 March 2026 at [https://zonestamp.toolforge.org/1774450800 15:00 UTC]. This is for the datacenter server switchover backup tests, [[wikitech:Deployments/Yearly calendar|which happen twice a year]]. During the switchover, all Wikimedia website traffic is shifted from one primary data center to the backup data center to test availability and prevent service disruption even in emergencies.
'''Updates for editors'''
* Wikimedia site users can now export their notifications older than 5 years using a [[toolforge:echo-chamber|new Toolforge tool]]. This will ensure that users retain their important notifications and avoid them being lost based on the planned change to delete notifications older than 5 years, as previously announced. [https://phabricator.wikimedia.org/T383948]
* Wikipedia editors in Indonesian, Thai, Turkish, and Simple English now have access to Special:PersonalDashboard. This is an [[mw:Special:MyLanguage/Moderator Tools/Dashboard|early version of an experience]] that introduces newer editors to patrolling workflows, making it easier for them to move from making edits to participating in more advanced moderation work on their project. [https://phabricator.wikimedia.org/T402647]
* The [[Special:Block]] now has two minor interface changes. Administrators can now easily perform indefinite blocks through a dedicated radio button in the expiry section. Also, choosing an indefinite expiry provides a different set of common reasons to select from, which can be changed at: [[MediaWiki:Ipbreason-indef-dropdown]]. [https://phabricator.wikimedia.org/T401823]
* Mobile editors [[mw:Special:MyLanguage/Contributors/Account Creation Experiments#Logged-out|at several wikis]] can now see an improved logged-out edit warning, thanks to the recent updates from the Growth team. These changes released last week are part of ongoing efforts and tests to enhance [[mw:Special:MyLanguage/Contributors/Account Creation Experiments|account creation experience on mobile]] and then increase participation. [https://phabricator.wikimedia.org/T408484]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:36}} community-submitted {{PLURAL:36|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, the bug that prevented mobile web users from seeing the block information when affected by multiple blocks has been fixed. They can now see messages of all the blocks currently affecting them when they access Wikipedia.
'''Updates for technical contributors'''
* Images built using Toolforge will soon get the upgraded buildpacks version, bringing support for newer language versions and other upstream improvements and fixes. If you use Toolforge Build Service, review the recent [https://lists.wikimedia.org/hyperkitty/list/cloud-announce@lists.wikimedia.org/thread/EMYTA32EV2V5SQ2JIEOD2CL66YFIZEKV/ cloud-announce email] and update your build configuration as necessary to ensure your tools are compatible. [https://wikitech.wikimedia.org/w/index.php?title=Help:Toolforge/Building_container_images&oldid=2392097#Buildpack_environment_upgrade_process][https://phabricator.wikimedia.org/T380127]
* The [https://api.wikimedia.org/wiki/Main_Page API Portal] documentation wiki will shut down in June 2026. API keys created on the API Portal will continue to work normally. api.wikimedia.org endpoints will be deprecated gradually starting in July 2026. Documentation on the API Portal is moving to [[mw:Wikimedia APIs|mediawiki.org]]. Learn more on the [[wikitech:API Portal/Deprecation|project page]].
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.46/wmf.21|MediaWiki]]
'''In depth'''
* [[m:Special:MyLanguage/WMDE Technical Wishes|WMDE Technical Wishes]] is considering improvements to [[m:WMDE Technical Wishes/References/VisualEditor automatic reference names|automatically generated reference names in VisualEditor]]. Please check out the [[m:WMDE Technical Wishes/References/VisualEditor automatic reference names#Proposed solutions|proposed solutions]] and participate in the [[m:Talk:WMDE Technical Wishes/References/VisualEditor automatic reference names#Request for comment|request for comment]].
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/13|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W13"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 17:51, 23 mar 2026 (CET)
<!-- Messaggio inviato da User:UOzurumba (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30268305 -->
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-14</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W14"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/14|Translations]] are available.
'''Weekly highlight'''
* The Beta version of [[abstract:|Abstract Wikipedia]] a new Wikimedia project which is language-independent, was launched last week. The project allows communities to build Wikipedia articles in their native language, which can be readily accessed by other users in their own languages. The wiki is powered by instructions from Wikifunctions and also based on structured content from Wikidata. [[:f:Special:MyLanguage/Wikifunctions:Status updates/2026-03-26|Read more]].
'''Updates for editors'''
* The Growth team is running an A/B test to evaluate a clearer, more user-friendly message that promotes account creation on wikis. Currently when logged-out mobile users begin editing, they see a jarring warning message that can feel abrupt and discouraging. This also presents temporary account editing as the default rather than encouraging account creation. The test is running on ten Wikipedias, including Arabic, French, Spanish and German. [[mw:Special:MyLanguage/Contributors/Account Creation Experiments#2. Improve logged-out warning message (T415160)|Read more]].
* The Wikimedia Apps team is inviting feedback on [[mw:Special:MyLanguage/Wikimedia Apps/Team/Future of Editing on the Mobile Apps|how editing should work on the Wikipedia mobile apps]]. The discussion focuses on improving how users access editing tools when they tap "Edit". This is part of a broader effort to convert readers who develop an interest in editing, to access a more user-friendly pathway to start contributing.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:45}} community-submitted {{PLURAL:45|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where citation fetching from the large newspaper archive [https://www.newspapers.com Newspapers.com] was no longer working, due to a block in [[mw:Special:MyLanguage/Citoid|Citoid]] requests, has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T419903]
'''Updates for technical contributors'''
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.46/wmf.22|MediaWiki]]
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/14|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W14"/>
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<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 21:25, 30 mar 2026 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30329462 -->
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-15</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W15"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/15|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* The [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:CampaignEvents|CampaignEvents extension]] now includes a new group goal-setting feature, enabling organizers to set and track event goals such as the number of articles created and participating contributors in real time. Similarly, participants can work toward shared targets and see their collective impact as the event unfolds. The feature is now available on all Wikimedia wikis. Learn more in [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:CampaignEvents/Registration/Collaborative contributions#Goal setting|the documentation]].
* [[File:Maki-gift-15.svg|12px|link=|class=skin-invert|Wishlist item]] The new [[mw:Special:MyLanguage/Help:Watchlist labels|watchlist labels]] feature (announced in [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/07|Tech News 2026-07]]) is now available via VisualEditor, the source editor, and the 'watchstar' (or watch link, for skins that don't have a star icon). Previously it was only possible to assign labels via [[Special:EditWatchlist|EditWatchlist]]. In all three places it is a new field following the expiry field.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:23}} community-submitted {{PLURAL:23|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, the issue where talk pages on mobile with Parsoid are unusable after empty section headers, has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T419171]
'''Updates for technical contributors'''
* The [[m:Special:MyLanguage/WMDE Technical Wishes/Sub-referencing|sub-referencing feature]], which lets editors add details to an existing reference without duplicating it, will be gradually rolled out to [[phab:T414094|more wikis]] later this year. Wikis using the [[mw:Special:MyLanguage/Reference Tooltips|Reference Tooltips]] gadget are encouraged to update their version (typically at [[m:MediaWiki:Gadget-ReferenceTooltips.js|MediaWiki:Gadget-ReferenceTooltips.js]] as shown [https://en.wikipedia.org/w/index.php?diff=1344408362 here]) to ensure compatibility. Other reference-related gadgets may also be affected. [https://phabricator.wikimedia.org/T416304]
* All Wikinews editions will be closed and switched to read-only mode on 4 May 2026. Content will remain accessible, but no new edits or articles can be added. This closure was approved by the Board of Trustees of the Wikimedia Foundation following extended discussions. [[m:Wikimedia Foundation Board noticeboard#Board of Trustees Approves Closure of Wikinews|Read more]].
* The [[:mw:Special:MyLanguage/API:Action API|Action API]] has had several formats for requested output. One of them, <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>format=php</nowiki></code></bdi>, is being removed soon. Please ensure your scripts or bots use the [[mw:Special:MyLanguage/API:Data formats#Output|JSON format]]. This removal should affect very few scripts and bots. [https://phabricator.wikimedia.org/T118538]
* The [[Special:NamespaceInfo|Special:NamespaceInfo]] page now includes namespace aliases. For example "WP" for the "Project" ("Wikipedia") namespace on the German Wikipedia. [https://phabricator.wikimedia.org/T381455]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.46/wmf.23|MediaWiki]]
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/15|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W15"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 18:19, 6 apr 2026 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30362761 -->
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Chimica organica per il liceo/Carboidrati/Più dettagli
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Hippias
18281
fix immagine
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wikitext
text/x-wiki
{{Chimica organica 2}}
== Introduzione ==
Tutti i carboidrati sono costituiti da atomi di carbonio, idrogeno e ossigeno e sono aldeidi o chetoni poli-idrossilati o composti che possono essere scissi per formare tali composti. Esempi di carboidrati sono l'amido, le fibre, i composti dal sapore dolce chiamati zuccheri e i materiali strutturali come la cellulosa. Il termine carboidrato ha avuto origine da un'errata interpretazione delle formule molecolari di molte di queste sostanze. Ad esempio, poiché la sua formula è C<sub>6</sub>H<sub>12</sub>O<sub>6</sub>, un tempo si pensava che il glucosio fosse un “idrato di carbonio” con la struttura C<sub>6</sub>-6H<sub>2</sub>O.
[[File:Glucose_as_polyhydroxy_aldehyde.jpg|centro|580x580px|Glucosio come aldeide poliidrossilata]]
Le piante verdi sono in grado di sintetizzare il glucosio (C<sub>6</sub>H<sub>12</sub>O<sub>6</sub>) dall'anidride carbonica (CO<sub>2</sub>) e dall'acqua (H<sub>2</sub>O) utilizzando l'energia solare nel processo noto come fotosintesi:
6CO<sub>2</sub>+6H<sub>2</sub>O+2870kJ⟶C<sub>6</sub>H<sub>12</sub>O<sub>6</sub>+6O<sub>2</sub>
(I 2870 kJ provengono dall'energia solare). Le piante possono utilizzare il glucosio come energia o convertirlo in carboidrati più grandi, come l'amido o la cellulosa. L'amido fornisce energia per un uso successivo, magari come nutrimento per i semi di una pianta, mentre la cellulosa è il materiale strutturale delle piante. Possiamo raccogliere e mangiare le parti di una pianta che immagazzinano energia - semi, radici, tuberi e frutti - e utilizzarne una parte. I carboidrati sono necessari anche per la sintesi degli acidi nucleici e di molte proteine e lipidi.
Gli animali, compreso l'uomo, non possono sintetizzare i carboidrati dall'anidride carbonica e dall'acqua e dipendono quindi dal regno vegetale per la fornitura di questi composti vitali. Utilizziamo i carboidrati non solo per il cibo (circa il 60%-65% in massa della dieta media), ma anche per l'abbigliamento (cotone, lino, rayon), il riparo (legno), il combustibile (legno) e la carta (legno).
== Classificazione dei carboidrati ==
=== Cosa sono i carboidrati? ===
Le biomolecole più abbondanti sulla terra sono i carboidrati. Da un punto di vista chimico, i carboidrati sono principalmente una combinazione di carbonio e acqua e molti di essi hanno la formula empirica (CH2O)n, dove n è il numero di unità ripetute. Questa visione rappresenta queste molecole semplicemente come catene di atomi di carbonio “idratati” in cui le molecole d'acqua si attaccano a ciascun atomo di carbonio, dando origine al termine “carboidrati”. Sebbene tutti i carboidrati contengano carbonio, idrogeno e ossigeno, alcuni contengono anche azoto, fosforo e/o zolfo. I carboidrati hanno una miriade di funzioni diverse. Sono abbondanti negli ecosistemi terrestri, molte forme dei quali vengono utilizzate come fonti di cibo. Queste molecole sono anche parti vitali delle strutture macromolecolari che immagazzinano e trasmettono informazioni genetiche (ad esempio, DNA e RNA). Sono alla base dei polimeri biologici che conferiscono forza a vari componenti strutturali degli organismi (ad esempio, cellulosa e chitina) e sono la fonte primaria di accumulo di energia sotto forma di amido e glicogeno.
=== Monosaccaridi ===
In biochimica, i carboidrati sono spesso chiamati saccaridi, dal greco sakcharon, che significa zucchero, anche se non tutti i saccaridi sono dolci. I carboidrati più semplici sono chiamati monosaccaridi, o zuccheri semplici. Sono i mattoni (monomeri) per la sintesi di polimeri o carboidrati complessi, come verrà discusso più avanti in questa sezione. I monosaccaridi sono classificati in base al numero di carboni presenti nella molecola. Le categorie generali sono identificate utilizzando un prefisso che indica il numero di carboni e il suffisso -ose, che indica un saccaride; ad esempio, trioso (tre carboni), tetroso (quattro carboni), pentoso (cinque carboni) ed esoso (sei carboni). L'esoso D-glucosio è il monosaccaride più abbondante in natura. Altri monosaccaridi esosi molto comuni e abbondanti sono il galattosio, utilizzato per produrre il disaccaride zucchero del latte lattosio, e lo zucchero della frutta fruttosio.
[[File:Monosaccaridi_confronto.png|centro|708x708px|Monosaccaridi confronto]]
Un secondo confronto può essere fatto quando si osservano il glucosio, il galattosio e il fruttosio. Tutti e tre sono esosi, ma c'è una differenza strutturale importante tra il glucosio e il galattosio rispetto al fruttosio: il carbonio che contiene il carbonile (C=O). Nel glucosio e nel galattosio, il gruppo carbonilico si trova sul carbonio C1, formando un gruppo aldeidico. Nel fruttosio, il gruppo carbonilico si trova sul carbonio C2, formando un gruppo chetonico. I primi zuccheri sono chiamati aldosi in base al gruppo aldeidico che si forma; il secondo è designato come chetoso in base al gruppo chetonico. Anche in questo caso, questa differenza conferisce al fruttosio proprietà chimiche e strutturali diverse da quelle degli aldosi, del glucosio e del galattosio, anche se fruttosio, glucosio e galattosio hanno tutti la stessa composizione chimica: C6H12O6.
[[File:Monosaccaridi_famosi.png|centro|595x595px|Monosaccaridi famosi]]
=== Carboidrati complessi ===
Gli zuccheri semplici costituiscono la base dei carboidrati più complessi. Le forme cicliche di due zuccheri possono essere collegate tra loro mediante una reazione di condensazione per formare un disaccaride. Più zuccheri possono essere legati per formare polisaccaridi.
=== Disaccaridi ===
Due molecole di monosaccaridi possono legarsi chimicamente per formare un disaccaride. Il nome dato al legame covalente tra i due monosaccaridi è legame glicosidico. I legami glicosidici si formano tra i gruppi idrossilici delle due molecole di saccaridi, un esempio della sintesi di disidratazione descritta più avanti in questo capitolo.
[[File:Disaccaridi_famosi.jpg|centro|862x862px|Disaccaridi famosi]]
I disaccaridi più comuni sono il maltosio, zucchero dei cereali, composto da due molecole di glucosio; il lattosio, zucchero del latte, composto da una molecola di galattosio e una di glucosio; e il saccarosio, zucchero da tavola, composto da una molecola di glucosio e una di fruttosio.
=== Polisaccaridi ===
I polisaccaridi, detti anche glicani, sono grandi polimeri composti da centinaia di monomeri di monosaccaridi. A differenza dei mono- e disaccaridi, i polisaccaridi non sono dolci e, in generale, non sono solubili in acqua. Come i disaccaridi, le unità monomeriche dei polisaccaridi sono legate tra loro da legami glicosidici.
La struttura dei polisaccaridi è molto varia. Tre dei polisaccaridi più importanti dal punto di vista biologico - l'amido, il glicogeno e la cellulosa - sono tutti composti da unità di glucosio ripetute, sebbene differiscano nella loro struttura. La cellulosa è costituita da una catena lineare di molecole di glucosio ed è un componente strutturale comune delle pareti cellulari delle piante e di altri organismi. Il glicogeno e l'amido sono polimeri ramificati; il glicogeno è la principale molecola di immagazzinamento dell'energia negli animali e nei batteri, mentre le piante immagazzinano l'energia principalmente nell'amido. Anche l'orientamento dei legami glicosidici in questi tre polimeri è diverso e, di conseguenza, le macromolecole lineari e ramificate hanno proprietà diverse.
[[File:Struttura_della_cellulosa2.png|centro|683x683px|Struttura della cellulosa2]]
== Rappresentazione della stereochimica dei carboidrati - Proiezioni di Fischer ==
=== Rappresentazione di Strutture Tridimensionali ===
Il problema di disegnare configurazioni tridimensionali su una superficie bidimensionale, come un foglio di carta, è da tempo una preoccupazione per i chimici. Le notazioni a cunei e tratteggi che abbiamo usato sono efficaci, ma possono essere problematiche se applicate a composti con molti centri chirali. Come parte della sua ricerca sui carboidrati, premiata con il Nobel, il grande chimico tedesco Emil Fischer ideò una semplice notazione che è ancora ampiamente utilizzata. Le '''proiezioni di Fischer''' ci permettono di rappresentare strutture molecolari 3D in un ambiente 2D senza alterarne le proprietà e/o l'integrità strutturale.
[[File:Drawing_Representations_of_3D_Structures_molecules.png|centro|Drawing Representations of 3D Structures molecules]]
Le proiezioni di Fischer mostrano gli zuccheri nella loro forma a catena aperta. In una proiezione di Fischer, gli atomi di carbonio di una molecola di zucchero sono collegati verticalmente da linee continue, mentre i legami carbonio-ossigeno e carbonio-idrogeno sono mostrati orizzontalmente. L'informazione stereochimica è trasmessa da una semplice regola: i '''legami verticali puntano all'indietro''' (nel piano della pagina), mentre i '''legami orizzontali puntano in avanti''' (fuori dal piano della pagina).
[[File:Stereochemical_information_rule_-_vertical_bonds_point_into_the_plane,_while_horizontal_bonds_point_out_of_the_page.png|centro|Stereochemical information rule - vertical bonds point into the plane, while horizontal bonds point out of the page]]
Nelle proiezioni di Fischer degli zuccheri, il gruppo aldeidico è scritto in alto, e i gruppi H e OH legati a ciascun carbonio chirale sono scritti a destra o a sinistra. Di seguito sono riportate due diverse rappresentazioni della (R)-gliceraldeide, la più piccola molecola di zucchero (chiamata anche D-gliceraldeide nella nomenclatura stereochimica usata per gli zuccheri):
[[File:Fisher_projections_or_perspective_structural_formulas.gif|centro|Fisher projections or perspective structural formulas]]
Di seguito sono riportate tre rappresentazioni della forma a catena aperta del D-glucosio: nella proiezione di Fischer convenzionale, in una versione a cunei/tratteggi di una proiezione di Fischer, e infine nello stile a "zigzag" preferito da molti chimici organici.
[[File:Different_representations_of_(R)-glyceraldehyde.png|centro|Different representations of (R)-glyceraldehyde|364x364px]]
Nella proiezione di Fisher, i legami verticali puntano dietro il piano della carta. Questo è facile da visualizzare per le molecole 3C, ma più complicato per molecole più grandi. Per queste ultime, disegnate una linea a cuneo e tratteggiata della molecola. Quando determinate l'orientamento degli idrossidi su ciascun C, orientate mentalmente il disegno a cuneo e tratteggiato in modo che gli atomi di C adiacenti a quello di interesse puntino verso il basso. Guardando verso il carbonile C, se l'OH punta a destra nella proiezione di Fisher, dovrebbe puntare a destra anche nel disegno a cuneo e tratteggiato, come mostrato di seguito per il D-ertirrosio e il D-glucosio.
[[File:D-erthyrose_and_D-glucose.png|centro|D-erthyrose and D-glucose]]
Di seguito sono riportate tre rappresentazioni della forma a catena aperta del D-glucosio: nella proiezione di Fischer convenzionale, in una versione a cuneo/trattino della proiezione di Fischer e infine nello stile “a zigzag” preferito da molti chimici organici.
[[File:Chain_form_of_D-glucose.png|centro|Chain form of D-glucose]]
=== Utilità delle Proiezioni di Fischer ===
Le proiezioni di Fischer sono utili quando si esaminano molte diverse strutture di zuccheri diastereomeriche, perché l'occhio può individuare rapidamente le differenze stereochimiche a seconda che un gruppo ossidrilico si trovi sul lato sinistro o destro della struttura.
[[File:Fischer_projections_are_useful_when_looking_at_many_different_diastereomeric_sugar_structures.png|centro|Fischer projections are useful when looking at many different diastereomeric sugar structures|648x648px]]
L'utilità di questa notazione per Fischer è evidente nel seguente diagramma. Esistono otto stereoisomeri del 2,3,4,5-tetraidrossipentanale, un gruppo di composti noti come '''aldopentosi'''. Poiché ci sono tre centri chirali, dovremmo aspettarci un massimo di 2³ = 8 stereoisomeri. Questi otto stereoisomeri consistono in quattro coppie di enantiomeri. Se la configurazione in C-4 viene mantenuta costante (R negli esempi qui riportati), i quattro stereoisomeri risultanti saranno diastereoisomeri.
[[File:Four_stereoisomers_aldopentoses.gif|centro|Four stereoisomers aldopentoses]]
Le strutture degli aldopentosi disegnate sopra sono tutte diastereoisomeri. Un termine più selettivo, '''epimero''', è usato per designare diastereoisomeri che differiscono nella configurazione di un solo centro chirale. Quindi, il ribosio e l'arabinosio sono epimeri in C-2, e l'arabinosio e il lixosio sono epimeri in C-3. Tuttavia, l'arabinosio e lo xilosio non sono epimeri, poiché le loro configurazioni differiscono sia in C-2 che in C-3.
[[File:The_Fisher_structures_of_the_most_common_monosaccharides.svg|centro|The Fisher structures of the most common monosaccharides|667x667px]]
=== Determinare la Configurazione R/S nelle Proiezioni di Fischer ===
Determinare se un carbonio chirale è ''R'' o ''S'' può sembrare difficile usando le proiezioni di Fischer, ma in realtà è abbastanza semplice.
# Se il gruppo a priorità più bassa (spesso un idrogeno) si trova su un '''legame verticale''', la configurazione è data direttamente dalle posizioni relative dei tre sostituenti a priorità maggiore (1→2→3 in senso orario è ''R''; antiorario è ''S'').
# Se il gruppo a priorità più bassa si trova su un '''legame orizzontale''', le posizioni dei restanti gruppi danno la risposta sbagliata (si sta guardando la configurazione dal lato sbagliato), quindi è sufficiente '''invertirla''' (se sembra ''R'', è ''S''; se sembra ''S'', è ''R'').[[File:Determining_R_and_S_in_Fischer_Projections.png|centro|Determining R and S in Fischer Projections|452x452px]]
'''Esempio Svolto 25.2.1'''
:[[File:D-Glucose farbig V1.png|centro|293x293px]]''Determinare se il carbonio #2 nel D-glucosio è ''R'' o ''S''.''
:'''Risposta'''
:[Image showing the assignment of R/S configuration to C2 of D-glucose]
=== Come Realizzare le Proiezioni di Fischer ===
Per realizzare una proiezione di Fischer, è più facile mostrare attraverso esempi che con le parole. Iniziamo con il primo esempio, trasformando una struttura 3D dell'etano in una proiezione di Fischer 2D.
== Zuccheri D-L ==
{| class="wikitable"
!Obiettivi
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Dopo aver completato questa sezione, dovresti essere in grado di:
* identificare un enantiomero specifico di un monosaccaride come D o L, data la sua proiezione di Fischer.
* identificare i limiti del sistema di nomenclatura D, L per i carboidrati.
* assegnare una configurazione ''R'' o ''S'' a ciascuno degli atomi di carbonio chirali presenti in un monosaccaride, data la sua proiezione di Fischer.
* disegnare la formula di proiezione di Fischer per un monosaccaride, dato il suo nome sistematico completo della configurazione di ciascun atomo di carbonio chirale.
* costruire un modello molecolare di un monosaccaride, dato il suo nome sistematico completo della configurazione di ciascun atomo di carbonio chirale.
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!Parole chiave
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Assicurati di essere in grado di definire e utilizzare nel contesto i seguenti termini chiave:
* Zucchero D
* Zucchero L
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!Note di studio
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Se hai dimenticato il significato di termini come '''destrorotatorio''' e polarimetro, fai riferimento alla Sezione 5.3 in cui sono stati introdotti i fondamenti dell'attività ottica.
Come affronteresti il compito di decidere se ogni carbonio chirale ha una configurazione ''R'' o ''S''? Certo, potresti usare i modelli molecolari, ma supponi di non averne a disposizione. Un approccio è concentrarsi sull'atomo di carbonio di interesse e abbozzare una rappresentazione tridimensionale della configurazione attorno a quell'atomo, ricordando la convenzione usata nelle proiezioni di Fischer: le linee verticali rappresentano i legami che entrano nel piano della pagina, e le linee orizzontali rappresentano i legami che escono dal piano della pagina.[[File:Enantiomer_of_a_monosaccharide_as_D_or_L.png|centro|Enantiomer of a monosaccharide as D or L]]Per determinare se la configurazione è ''R'' o ''S'', dobbiamo ruotare la molecola in modo che il gruppo con la priorità più bassa (H), sia diretto lontano dall'osservatore. Per esempio, per il carbonio 2 della struttura ''a'' (D-glucosio):[[File:Enantiomer_of_a_monosaccharide_as_D_or_L_-b.png|centro|Enantiomer of a monosaccharide as D or L -b]]
# Si disegna la rappresentazione 3D del centro chirale.
# Si ruota mentalmente la molecola in modo che il gruppo a priorità più bassa (H) sia proiettato all'indietro.
# Si determina la sequenza dei restanti tre gruppi in base alla priorità Cahn-Ingold-Prelog. In questo caso, l'ordine di priorità è -OH > -CHO > -CH(OH)CH₂OH.
# Tracciando un percorso dal gruppo a priorità più alta a quello a priorità più bassa, si vede che è in senso orario, quindi la configurazione è '''R'''. (''Nota: il testo originale contiene un errore nella descrizione di questo processo, la configurazione corretta del C2 del D-glucosio è R'').[[File:Enantiomer_of_a_monosaccharide_as_D_or_L_-c.png|centro|Enantiomer of a monosaccharide as D or L -c]]
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=== Designazione D/L della Stereochimica dei Monosaccaridi ===
La gliceraldeide, il più semplice aldoso possibile, è composta da tre carboni e solo uno di questi è chirale. La gliceraldeide ha due stereoisomeri, una coppia di enantiomeri R/S. Prima che il sistema R,S fosse adottato, la (R)-gliceraldeide era chiamata '''D-gliceraldeide''' (dal latino ''dexter'', destra) e la (S)-gliceraldeide era chiamata '''L-gliceraldeide''' (dal latino ''laevus'', sinistra).
[[File:Glyceraldehyde_has_two_stereoisomers.gif|centro|Glyceraldehyde has two stereoisomers|278x278px]]
La D- e la L-gliceraldeide furono poi usate come punti di riferimento per designare tutti gli altri monosaccaridi. La regola è la seguente:
# Si disegna il monosaccaride in '''proiezione di Fischer''' con il carbonile in alto.
# Si individua il '''centro chirale più lontano''' dal gruppo carbonilico.
# Se il gruppo '''-OH''' su questo carbonio è a '''destra''', lo zucchero è designato come uno '''zucchero D'''.
# Se il gruppo '''-OH''' è a '''sinistra''', è designato come uno '''zucchero L'''.
[[File:All_D-sugars_have_the_–OH_on_the_right_side.png|centro|All D-sugars have the –OH on the right side]]
Gli <u>zuccheri D predominano in natura</u>, sebbene esistano forme L di alcuni zuccheri.
È fondamentale capire due punti:
# Lo zucchero L di un dato nome (es. L-glucosio) è l''''enantiomero''' dello zucchero D dello stesso nome. Ciò significa che '''tutti''' i centri chirali sono invertiti, non solo l'ultimo. La designazione D o L si riferisce alla configurazione dell'ultimo centro chirale, ma definisce l'intera famiglia enantiomerica.
# La designazione D/L '''non ha alcuna correlazione''' con il segno della '''rotazione ottica''' specifica (+)/(-). Uno zucchero D può essere destrorotatorio (+) o levorotatorio (-). Ad esempio, il D-glucosio è destrorotatorio (+), ma il D-fruttosio è levorotatorio (-). La designazione D/L indica solo che la stereochimica del composto è correlata a quella della D- o L-gliceraldeide.<gallery mode="packed">
File:Fischer projections of enantiomers of glucose (left) and fructose (right).png
File:Fischer projections of enantiomers of fructose.png
</gallery>
== Configurazioni degli aldosi ==
{| class="wikitable"
!Obiettivi
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Dopo aver completato questa sezione, dovresti essere in grado di:
* disegnare le strutture di tutti i possibili aldotetrosi, aldopentosi e aldoesosi, senza necessariamente essere in grado di assegnare nomi ai singoli composti.
* disegnare a memoria la proiezione di Fischer della D-gliceraldeide, del D-ribosio e del D-glucosio.
|}
=== Le Famiglie degli Aldosi ===
I quattro centri chirali nel glucosio indicano che possono esistere fino a sedici (2⁴) stereoisomeri con questa costituzione. Questi esisterebbero come otto coppie diastereomeriche di enantiomeri, e la sfida iniziale era determinare quale delle otto corrispondesse al glucosio. Questa sfida fu accettata e vinta nel 1891 dal chimico tedesco Emil Fischer. La sua brillante risoluzione del labirinto stereochimico presentato dagli aldoesosi fu un tour de force logico, ed è giusto che abbia ricevuto il Premio Nobel per la chimica nel 1902 per questo risultato.
All'epoca in cui Fischer intraprese il progetto sul glucosio non era possibile stabilire la '''configurazione assoluta''' di un enantiomero. Di conseguenza, Fischer fece una scelta arbitraria per il (D)-glucosio e stabilì una rete di configurazioni di aldosi correlati che chiamò la '''famiglia D'''. Le immagini speculari di queste configurazioni furono quindi designate come la '''famiglia L''' degli aldosi. Per illustrare usando le conoscenze attuali, di seguito sono mostrate le formule di proiezione di Fischer e i nomi per la famiglia degli D-aldosi (da tre a sei atomi di carbonio), con gli atomi di carbonio asimmetrici (centri chirali) colorati di rosso.
* '''Aldotriosi:''' Zuccheri a 3 atomi di carbonio con un centro chirale. Hanno due (2¹) stereoisomeri possibili: una coppia di enantiomeri chiamati D-gliceraldeide e L-gliceraldeide.
* '''Aldotetrosi:''' Zuccheri a 4 atomi di carbonio con due centri chirali. Hanno quattro (2²) stereoisomeri possibili: due coppie di enantiomeri D/L chiamati eritrosio e treosio.
* '''Aldopentosi:''' Zuccheri a 5 atomi di carbonio con tre centri chirali. Hanno otto (2³) stereoisomeri possibili: quattro coppie di enantiomeri D/L chiamati ribosio, arabinosio, xilosio e lixosio.
* '''Aldoesosi:''' Zuccheri a 6 atomi di carbonio con quattro centri chirali. Hanno sedici (2⁴) stereoisomeri possibili: otto coppie di enantiomeri D/L chiamati allosio, altrosio, glucosio, mannosio, gulosio, idosio, galattosio e talosio.
Di seguito sono riportate le proiezioni di Fischer degli aldosi da 3 a 6 atomi di carbonio. Partendo dall'aldoso a tre carboni, la D-gliceraldeide, ogni carbonio aggiuntivo aggiunge un nuovo centro chirale e raddoppia il numero di stereoisomeri possibili degli D-aldosi. Ricorda che di seguito sono rappresentati solo gli D-aldosi. Ogni D-aldoso ha un enantiomero L-aldoso che non è mostrato. Le versioni L-aldoso possono essere disegnate invertendo tutti i centri chirali nella proiezione di Fischer del D-aldoso, come discusso nella sezione precedente.
[[File:Fischer_projection_formulas_and_names_for_the_D-aldose_family.jpg|centro|Fischer projection formulas and names for the D-aldose family]]
===== Esempio pratico =====
Disegna la proiezione di Fisher di L-eritrosio e L-glucosio
Soluzione:
[[File:Draw_the_Fisher_projection_of_L-erythrose_and_L-Glucose_-_solution.png|centro|Draw the Fisher projection of L-erythrose and L-Glucose - solution]]
== Strutture cicliche dei monosaccaridi - Anomeri ==
{| class="wikitable"
!Obiettivi
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Dopo aver completato questa sezione, dovresti essere in grado di:
* determinare se un dato monosaccaride esisterà come piranosio o furanosio.
* disegnare la forma piranosica ciclica di un monosaccaride, data la sua proiezione di Fischer.
* disegnare la proiezione di Fischer di un monosaccaride, data la sua forma piranosica ciclica.
* disegnare a memoria la forma piranosica ciclica del D-glucosio.
* determinare se una data forma piranosica ciclica rappresenta la forma D o L del monosaccaride in questione.
* descrivere il fenomeno noto come mutarotazione.
* spiegare, attraverso l'uso di equazioni chimiche, cosa accade esattamente a livello molecolare durante il processo di mutarotazione.
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!Parole chiave
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Assicurati di essere in grado di definire e utilizzare nel contesto i seguenti termini chiave:
* anomero alfa
* anomero
* centro anomerico
* anomero beta
* furanosio
* mutarotazione
* piranosio
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!Note di studio
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Se necessario, prima di studiare questa sezione, ripassa la formazione degli emiacetali discussa nella Sezione 19.10.
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=== Monosaccaridi Ciclici: Emiacetali Intramolecolari ===
Nella Sezione 19.10 è stato discusso che la reazione di un alcol con un'aldeide o un chetone forma un '''emiacetale'''.
[[File:Hemi_acetal_formation_general_reaction.svg|centro|Hemi acetal formation general reaction|413x413px]]
Le molecole che, come gli zuccheri, possiedono sia un gruppo alcolico che un gruppo carbonilico, possono subire una versione '''intramolecolare''' di questa reazione, formando un emiacetale ciclico.
[[File:Cyclic_hemiacetal_formation.svg|centro|Cyclic hemiacetal formation|436x436px]]
A causa della bassa tensione angolare e di eclissamento, gli anelli a cinque e sei membri sono favoriti. Le strutture cicliche di questo tipo sono definite '''furanosio''' (a cinque membri) o '''piranosio''' (a sei membri), riflettendo la relazione dimensionale con i composti eterociclici furano e pirano.
[[File:Furan_(5-membered_ring)_and_pyran_(6-membered_ring)_structures.svg|centro|Furan (5-membered ring) and pyran (6-membered ring) structures|231x231px]]
A differenza della maggior parte delle reazioni biochimiche, le reazioni di ciclizzazione degli zuccheri non sono catalizzate da enzimi: avvengono spontaneamente e reversibilmente in soluzione acquosa. Sebbene gli zuccheri siano spesso mostrati nella loro forma a catena aperta, in soluzione acquosa i monosaccaridi a cinque e sei atomi di carbonio si interconvertono rapidamente tra la forma a catena lineare e le forme cicliche. Per la maggior parte di essi, le forme cicliche predominano all'equilibrio poiché sono più stabili.
Gli aldoesosi di solito formano anelli '''piranosici''', mentre i loro omologhi pentosi tendono a preferire la forma '''furanosica'''. All'equilibrio, meno dell'1% del glucosio si trova in forma a catena aperta, mentre il resto è quasi esclusivamente nella sua forma piranosica ciclica. L'anello piranosico si forma dall'attacco dell'ossidrile sul carbonio 5 del glucosio al carbonio aldeidico (carbonio #1). Questo carbonio #1, dopo la ciclizzazione, diventa un nuovo centro chirale ed è chiamato '''carbonio anomerico'''.
Gli anelli piranosici sono spesso disegnati in una '''conformazione a sedia''' simile a quella dei cicloesani, con i sostituenti in posizione assiale o equatoriale. Per convenzione, l'ossigeno dell'anello è posizionato in alto a destra. I gruppi che si trovano a destra in una proiezione di Fischer saranno orientati verso il basso ('down') nell'anello piranosico, mentre i gruppi a sinistra saranno orientati verso l'alto ('up'). Inoltre, il gruppo terminale -CH₂OH è orientato verso l'alto nell'anello piranosico per gli zuccheri D e verso il basso per gli zuccheri L.
[[File:Pyranose_ring_for_D-sugars.png|centro|Pyranose ring for D-sugars|742x742px]]
=== Anomeri e Mutarotazione ===
La ciclizzazione del D-glucosio crea un nuovo centro chirale (il carbonio anomerico C-1), dando origine a due possibili stereoisomeri, chiamati '''anomeri'''. Questi due anomeri sono designati come '''alfa (α)''' e '''beta (β)'''.
* Nell'anomero '''α''', il gruppo -OH sul carbonio anomerico è in posizione ''assiale'' (o ''trans'' rispetto al gruppo -CH₂OH).
* Nell'anomero '''β''', il gruppo -OH sul carbonio anomerico è in posizione ''equatoriale'' (o ''cis'' rispetto al gruppo -CH₂OH).
[[File:Β-D-glucopyranose_2.svg|centro|Β-D-glucopyranose 2]]
Quando il D-glucosio ciclizza, forma una miscela al 37% dell'anomero alfa e al 63% del beta. L'anomero beta è preferito perché il β-D-glucopiranosio è l'unico aldoesoso che può essere disegnato con tutti i suoi sostituenti voluminosi (-OH e -CH₂OH) in posizioni equatoriali, rendendolo il più stabile degli otto D-aldoesosi.
È possibile ottenere campioni cristallini puri di glucosio α (p.f. 146°C, rotazione specifica +112°) o β (p.f. 150°C, rotazione specifica +18.7°). Tuttavia, quando un campione puro di uno dei due anomeri viene sciolto in acqua, la rotazione ottica della soluzione cambia gradualmente fino a raggiungere un valore di equilibrio di +52.7°. Questo fenomeno è chiamato '''mutarotazione'''.
[[File:Mutarotation_of_glucose.jpg|centro|Mutarotation of glucose|806x806px]]
La mutarotazione avviene perché, in soluzione, le molecole si aprono per formare la catena aldeidica e poi si richiudono per formare l'uno o l'altro anomero. L'apertura e la chiusura si ripetono continuamente in un'interconversione dinamica tra le forme anomeriche. All'equilibrio, la miscela è composta da circa il 36% di α-D-glucosio, il 64% di β-D-glucosio e meno dello 0.02% della forma aldeidica a catena aperta.
==== Esempio ====
Il fruttosio in soluzione acquosa forma un emichetale ciclico a sei membri chiamato fruttopiranosio quando l'ossigeno idrossilico sul carbonio n. 6 attacca il carbonio chetonico (carbonio n. 2, il carbonio anomero nel fruttosio).[[File:Fructose_in_aqueous_solution_forms_hemiketal_fructopyranose.png|centro|Fructose in aqueous solution forms hemiketal fructopyranose]]In questo caso, l'anomero β è fortemente favorito in equilibrio con un rapporto di 70:1, perché nell'anomero α minore il gruppo -CH2OH più voluminoso occupa una posizione assiale. Si noti nella figura sopra che le percentuali degli anomeri α e β presenti all'equilibrio non raggiungono il 100%. Il fruttosio esiste anche in soluzione come emichetale ciclico a cinque membri, denominato nella nomenclatura dei carboidrati fruttosano. Nella formazione del fruttosano dal fruttosio a catena aperta, il gruppo idrossile sul quinto carbonio attacca il chetone.[[File:Formation_of_fructofuranose.png|centro|Formation of fructofuranose]]In soluzione acquosa, quindi, il fruttosio esiste come miscela di equilibrio composta dal 70% di β-fruttopiranosio, dal 23% di β-fruttopiranosio e da percentuali minori di anomeri α a catena aperta e ciclici. La forma β-piranosio del fruttosio è uno dei composti più dolci conosciuti ed è il componente principale dello sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio. La forma β-furanosio è molto meno dolce.
Sebbene abbiamo esaminato esempi specifici per il glucosio e il fruttosio, anche altri monosaccaridi a cinque e sei atomi di carbonio esistono in soluzione come miscele di equilibrio di catene aperte e emiacetali e emichetali ciclici. È improbabile che i monosaccaridi più corti subiscano reazioni analoghe di formazione di anelli, tuttavia, a causa dell'instabilità intrinseca degli anelli a tre e quattro membri.
=== Disegnare le Strutture Cicliche: Proiezioni di Haworth ===
Le forme cicliche degli zuccheri sono comunemente rappresentate come '''proiezioni di Haworth'''. In questa convenzione, le molecole sono disegnate come anelli planari con i bordi scuriti a rappresentare il lato rivolto verso l'osservatore. La regola per convertire una proiezione di Fischer in una di Haworth è:
* Qualsiasi gruppo scritto a '''destra''' in una proiezione di Fischer appare '''sotto''' il piano dell'anello in una proiezione di Haworth.
* Qualsiasi gruppo scritto a '''sinistra''' in una proiezione di Fischer appare '''sopra''' il piano dell'anello in una proiezione di Haworth.
Quando si converte una proiezione di Fischer (linea) in una proiezione di Haworth, è necessario innanzitutto identificare il tipo di monosaccaride coinvolto. Se il carboidrato rappresenta un aldoesoso, viene tipicamente utilizzato l'anello piranosico. Un piranosio è una struttura ciclica che contiene cinque atomi di carbonio e un atomo di ossigeno. Se il carboidrato rappresenta un chetoesoso, viene tipicamente utilizzato l'anello furanosio. L'anello furanosio contiene quattro atomi di carbonio e un atomo di ossigeno.
[[File:Pyranose_and_furanose_(with_carbon_numbers).png|centro|Pyranose and furanose (with carbon numbers)]]
Per distinguere gli anomeri α e β:
* Nell'anomero '''α''', l'-OH sul carbonio anomerico è ''trans'' (lato opposto) rispetto al gruppo -CH₂OH (C-6).
* Nell'anomero '''β''', l'-OH sul carbonio anomerico è ''cis'' (stesso lato) rispetto al gruppo -CH₂OH (C-6).[[File:Alpha_and_beta_anomers.png|centro|Alpha and beta anomers|502x502px]]I restanti centri chirali (carbonio 2, 3 e 4 del piranosio o carbonio 3 e 4 del furanosio) sono disposti in base alle direzioni dell'idrossile dalle strutture di proiezione di Fischer. I gruppi a sinistra della proiezione di Fischer punterebbero verso l'alto (faccia superiore), mentre quelli a destra punterebbero verso il basso (faccia inferiore).[[File:Drawing_Haworth_projections_of_glucose_and_fructose.png|centro|Drawing Haworth projections of glucose and fructose|432x432px]]Poiché la proiezione di Fischer di un dato carboidrato è sempre la stessa, anche la proiezione di Haworth è essenzialmente sempre la stessa. L'unica differenza tra la proiezione di Haworth della forma alfa o beta di un singolo carboidrato è il modo in cui l'OH (e il carbonio 1 se si tratta di un anello furanosico) è disposto attorno al carbonio anomero per determinare se la molecola è alfa o beta.[[File:Haworth_projections_of_glucose_and_fructose_(with_names).png|centro|Haworth projections of glucose and fructose (with names)|472x472px]]
=== Stabilità della conformazione a sedia negli zuccheri piranosici ===
In precedenza abbiamo visto i sei atomi dell'anello del glucosio ciclico disegnati in due dimensioni. Una rappresentazione più accurata mostra che la molecola assume, come previsto, una conformazione a sedia.
[[File:Stability_of_Chair_Conformation_in_Pyranose_Sugars_-a.png|centro|Stability of Chair Conformation in Pyranose Sugars -a|588x588px]]
La conformazione in cui tutti i sostituenti sono equatoriali è a energia più bassa. Le due forme isomeriche sono indicate con le lettere greche alfa (α) e beta (β).
[[File:Stability_of_Chair_Conformation_in_Pyranose_Sugars_-b.png|centro|Stability of Chair Conformation in Pyranose Sugars -b|670x670px]]
Non abbiamo ancora studiato lo stereoisomerismo, ma è comunque possibile riconoscere che la configurazione dei legami su un carbonio è diversa. Nell'isomero alfa, uno dei gruppi idrossilici è assiale: questo isomero non è in grado di assumere una conformazione a sedia in cui tutti i sostituenti non idrogenati sono equatoriali. La conformazione a energia più bassa è quella in cui quattro dei cinque sostituenti sono equatoriali, ma la presenza di un gruppo idrossilico assiale significa che l'isomero alfa è, nel complesso, meno stabile dell'isomero beta.
La forma più abbondante di fruttosio in soluzione acquosa è anch'essa un anello a sei membri.
[[File:The_most_abundant_form_of_fructose_in_aqueous_solution.png|centro|The most abundant form of fructose in aqueous solution|278x278px]]
La conformazione a sedia a bassa energia è quella in cui tre dei cinque sostituenti (compreso il gruppo ingombrante -CH2OH) sono in posizione equatoriale.
== Reazioni dei monosaccaridi ==
{| class="wikitable"
!Obiettivi
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Dopo aver completato questa sezione, dovresti essere in grado di:
* scrivere equazioni per illustrare che i gruppi ossidrilici dei carboidrati possono reagire per formare esteri ed eteri.
* identificare il prodotto formato quando un dato monosaccaride reagisce con anidride acetica o con ossido d'argento e un alogenuro alchilico.
* identificare i reagenti necessari per convertire un dato monosaccaride nel suo estere o etere.
* scrivere un'equazione per mostrare come un monosaccaride può essere convertito in un glicoside usando un alcol e un catalizzatore acido.
* identificare il prodotto formato quando un dato monosaccaride viene trattato con un alcol e un catalizzatore acido.
* scrivere un meccanismo dettagliato per la formazione di un glicoside dalla reazione della forma ciclica di un monosaccaride con un alcol e un catalizzatore acido.
* identificare l'estere formato per fosforilazione in composti biologicamente importanti.
* identificare il prodotto formato quando un dato monosaccaride viene ridotto con sodio boroidruro.
* identificare il monosaccaride che dovrebbe essere ridotto per formare un dato polialcol (alditolo).
* spiegare che uno zucchero con un'aldeide o un emiacetale può essere ossidato al corrispondente acido carbossilico (noto anche come acido aldonico).
* spiegare perché alcuni chetosi, come il fruttosio, si comportano come zuccheri riducenti anche se non contengono un gruppo aldeidico.
* identificare HNO₃ caldo come il reagente necessario per formare un acido dicarbossilico (un acido aldarico).
* descrivere l'effetto di allungamento della catena della sintesi di Kiliani-Fischer.
* prevedere il prodotto che verrebbe generato dalla sintesi di Kiliani-Fischer di un dato aldosio.
* identificare l'aldosio che produrrebbe un dato prodotto a seguito della sintesi di Kiliani-Fischer.
* descrivere l'effetto di accorciamento della catena della degradazione di Wohl.
* prevedere il prodotto che verrebbe generato dalla degradazione di Wohl di un dato aldosio.
* identificare l'aldosio o gli aldosi che produrrebbero un dato prodotto a seguito della degradazione di Wohl.
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!Parole chiave
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Assicurati di essere in grado di definire e utilizzare nel contesto i seguenti termini chiave:
* acido aldarico
* acido aldonico
* alditolo
* glicoside
* sintesi di Kiliani-Fischer
* effetto del gruppo vicinale
* zucchero riducente
* degradazione di Wohl
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!Note di studio
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Sebbene in questa sezione siano trattate diverse reazioni, tieni presente che le hai già incontrate nei capitoli precedenti. I gruppi funzionali attivi sui monosaccaridi sono essenzialmente carbonili e ossidrili.
La formazione di esteri ed eteri è abbastanza semplice e non dovrebbe richiedere ulteriori chiarimenti.
Nota che i glicosidi sono in realtà '''acetali''', e che la formazione di glicosidi è quindi analoga alla formazione di acetali. Per rinfrescare la memoria sulla chimica degli acetali, rivedi rapidamente la Sezione 19.10.
|}
I monosaccaridi contengono sia gruppi funzionali alcolici che carbonilici, il che permette loro di subire molte delle reazioni tipiche di questi gruppi.
=== Formazione di Esteri ed Eteri ===
I gruppi ossidrilici dei monosaccaridi vengono spesso convertiti in gruppi etere o estere per aumentarne la solubilità nei solventi organici e per facilitarne la purificazione e la cristallizzazione.
* '''Esterificazione:''' I gruppi -OH possono essere prontamente convertiti in esteri con un cloruro acilico o un'anidride acida in presenza di una base. Tutti i gruppi -OH vengono esterificati.
* '''Eterificazione:''' Il trattamento con un alogenuro alchilico tramite una sintesi di Williamson porta alla formazione di eteri. Per evitare la degradazione dello zucchero, si usano basi più blande o ossido d'argento (Ag₂O).[[File:Hydroxyl_groups_of_monosaccharides_are_often_converted_to_ether_or_ester_groups.png|centro|Hydroxyl groups of monosaccharides are often converted to ether or ester groups|622x622px]]
=== Formazione di Glicosidi ===
La reazione di un emiacetale con un alcol e un catalizzatore acido produce un '''acetale''', in cui l'ossidrile anomerico è stato sostituito da un gruppo etereo.
[[File:Hemiacetal_with_an_alcohol_and_an_acid_catalyst_produces_an_acetal.png|centro|Hemiacetal with an alcohol and an acid catalyst produces an acetal|498x498px]]
I derivati acetalici dei monosaccaridi, chiamati '''glicosidi''', si formano quando un emiacetale reagisce con un alcol in presenza di un catalizzatore acido. Si forma una miscela di prodotti alfa e beta. Nel nome del glicoside, il suffisso "-osio" del nome dello zucchero è sostituito da "'''_oside'''", e il nome del gruppo alcolico viene posto prima. Poiché la reazione è reversibile, i glicosidi possono essere idrolizzati per tornare ai loro componenti alcolici e zuccherini con acido acquoso.
[[File:Glycosides_may_be_hydrolyzed_back_to_their_alcohol_and_sugar_components_by_aqueous_acid.jpg|centro|Glycosides may be hydrolyzed back to their alcohol and sugar components by aqueous acid|725x725px]]
Di seguito sono riportati due esempi di glicosidi presenti in natura e un esempio di derivato amminico.
[[File:Two_examples_of_naturally_occurring_glycosides_and_one_example_of_an_amino_derivative.jpg|centro|Two examples of naturally occurring glycosides and one example of an amino derivative]]
La salicina, uno dei più antichi rimedi erboristici conosciuti, è stata il modello per l'aspirina, un analgesico sintetico.
Una vasta classe di cationi ossonici aromatici idrossilati chiamati antociani conferisce il colore rosso, viola e blu a molti fiori, frutti e alcuni ortaggi. La peonina è un esempio di questa classe di pigmenti naturali, che presentano una marcata dipendenza dal pH. La frazione ossonica è stabile solo in ambienti acidi e il colore cambia o scompare quando viene aggiunta una base. I complessi cambiamenti che si verificano durante la fermentazione e la conservazione del vino sono in parte associati ai glicosidi degli antociani.
I derivati amminici del ribosio, come la citidina, svolgono un ruolo importante negli agenti fosforilanti biologici, nei coenzimi e nei materiali di trasporto e conservazione delle informazioni.
==== Reazione di Koenigs–Knorr ====
Una delle più antiche reazioni di glicosilazione, efficace per la preparazione di β-glicosidi del glucosio, è la '''reazione di Koenigs–Knorr'''. La via sintetica inizia con la reazione del pentaacetato di glucosio con HBr per formare un bromuro di piranosile. L'aggiunta di ossido d'argento permette l'addizione nucleofila dell'alcol scelto. L'idrolisi dei restanti gruppi acetato forma il β-glucopiranoside.
[[File:Koenigs–Knorr_Reaction.png|centro|Koenigs–Knorr Reaction|850x850px]]
Il meccanismo di questa reazione prevede la partecipazione del gruppo acetato adiacente, un fenomeno noto come "'''effetto del gruppo vicinale'''", che forza l'attacco dell'alcol dal lato opposto, portando alla formazione selettiva dell'anomero β.
[[File:Koenigs–Knorr_Reaction_Mechanism.png|centro|Koenigs–Knorr Reaction Mechanism|942x942px]]
=== Formazione di Esteri Biologici: Fosforilazione ===
Quasi tutte le biomolecole sono specie cariche. Il gruppo ionico più comune nei composti organici biologicamente importanti è il '''fosfato'''. La '''fosforilazione''' dei gruppi alcolici è quindi una tappa metabolica critica. Nelle fosforilazioni degli alcoli, l'ATP è quasi sempre il donatore di fosfato. L'ossigeno dell'alcol agisce da nucleofilo, attaccando il fosforo gamma dell'ATP ed espellendo ADP.
[[File:Biological_Ester_Formation_-_Phosphorylation.png|centro|Biological Ester Formation - Phosphorylation|502x502px]]
I carboidrati sono legati a molte biomolecole, tra cui lipidi (glicolipidi) e proteine (glicoproteine). Questi '''glicoconiugati''' si formano a partire da uno zucchero fosforilato (es. glucosio-6-fosfato) che viene poi attivato con uridina trifosfato (UTP) per dare un glicosil uridina difosfato (es. UDP-glucosio).
[[File:Glycoconjugate_formation.png|centro|Glycoconjugate formation|881x881px]]
L'UDP è un eccellente gruppo uscente, che viene spostato da un gruppo -OH o -NH₂ di una proteina o di un lipido.
[[File:Glycoprotein_from_an_anomeric_carbon_of_a_glucopyranose-UDP.png|centro|Glycoprotein from an anomeric carbon of a glucopyranose-UDP|693x693px]]
=== Ossidazione dei Monosaccaridi ===
* '''Acidi Aldonici:''' Quando la funzione aldeidica di un aldosio viene ossidata ad acido carbossilico (con un ossidante blando come Br₂ acquoso), il prodotto è chiamato '''acido aldonico'''.[[File:Oxidation_of_Monosaccharides.png|centro|Oxidation of Monosaccharides|696x696px]]
* '''Zuccheri Riducenti:''' Storicamente, gli zuccheri sono stati classificati come '''riducenti''' o '''non riducenti''' in base alla loro reattività con i reattivi di '''Tollens''' (Ag⁺ in NH₃) o '''Benedict''' (Cu²⁺ e citrato di sodio). Se uno zucchero viene ossidato da questi reagenti, è chiamato zucchero riducente. Gli '''aldosi''' sono zuccheri riducenti. Anche i '''chetosi''', come il fruttosio, sono zuccheri riducenti perché in condizioni basiche possono isomerizzare (tramite tautomeria cheto-enolica) ad aldosi.[[File:Fructose_is_capable_of_isomerizing_to_glucose_and_mannose_by_keto-enol_tautomerism_under_basic_conditions.svg|centro|Fructose is capable of isomerizing to glucose and mannose by keto-enol tautomerism under basic conditions|675x675px]]
* '''Acidi Aldarici:''' Se entrambe le estremità di un aldosio (l'aldeide e il gruppo -CH₂OH terminale) vengono ossidate ad acido carbossilico (con un ossidante forte come HNO₃ diluito), il prodotto è chiamato '''acido aldarico'''. Questa operazione può rivelare una simmetria latente, formando un composto meso achirale.[[File:Ribose_oxidation.png|centro|Ribose oxidation|477x477px]]
* '''Acidi Uronici:''' Se solo il gruppo -CH₂OH terminale di un aldosio viene ossidato, il prodotto è chiamato '''acido uronico'''. Questa ossidazione selettiva è difficile da realizzare e di solito avviene enzimaticamente.[[File:The_-CH2OH_group_of_an_aldose_is_oxidized_to_a_carboxylic_acid_while_the_aldehyde_carbonyl_is_not_affected.png|centro|The -CH2OH group of an aldose is oxidized to a carboxylic acid while the aldehyde carbonyl is not affected|730x730px]]
=== Riduzione dei Monosaccaridi ===
Il trattamento di un aldosio o di un chetoso con '''sodio boroidruro (NaBH₄)''' lo riduce a un polialcol chiamato '''alditolo'''. I prodotti vengono nominati formalmente sostituendo il suffisso "-osio" con "'''-itolo'''".
[[File:Treatment_of_an_aldose_or_ketose_with_sodium_borohydride_reduces_it_to_a_polyalcohol_called_an_alditol.png|centro|Treatment of an aldose or ketose with sodium borohydride reduces it to a polyalcohol called an alditol|763x763px]]
=== Allungamento della Catena: La Sintesi di Kiliani–Fischer ===
La '''sintesi di Kiliani–Fischer''' allunga la catena di carbonio di un aldosio di un atomo, creando due nuovi epimeri.
# Un aldosio reagisce con HCN. L'addizione nucleofila dello ione cianuro all'aldeide forma una cianidrina. Poiché il controllo stereochimico viene perso, si forma una miscela di due cianidrine epimeriche in C2.
# Il gruppo nitrile della cianidrina viene ridotto a un'immina tramite idrogenazione su un catalizzatore di palladio.
# Infine, l'immina viene idrolizzata ad aldeide per creare due nuovi aldosi con un carbonio aggiuntivo.[[File:Kiliani-Fischer_synthesis_2.png|centro|Kiliani-Fischer synthesis 2|757x757px]]
=== Accorciamento della Catena: La Degradazione di Wohl ===
La '''degradazione di Wohl''' accorcia la catena di un aldosio di un atomo ed è virtualmente l'inverso della sintesi di Kiliani–Fischer.
# L'aldeide dell'aldosio viene convertita in un'ossima con idrossilammina (NH₂OH).
# La disidratazione dell'ossima con anidride acetica forma una cianidrina.
# In condizioni basiche, la cianidrina perde HCN per riformare un carbonile aldeidico, dando un aldosio più corto.[[File:Wohl_Degradation.png|centro|Wohl Degradation|728x728px]]
== Gli otto monosaccaridi essenziali ==
{| class="wikitable"
!Obiettivi
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* Identificare e disegnare gli otto monosaccaridi essenziali.
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=== Gli Otto Monosaccaridi Essenziali ===
Otto monosaccaridi sono necessari per il corretto funzionamento degli esseri umani. Sebbene siano tipicamente forniti attraverso una dieta sana, possono essere biosintetizzati se necessario. Gli otto monosaccaridi sono L-fucosio, D-galattosio, N-acetil-D-glucosammina, N-acetil-D-galattosammina, D-glucosio, D-mannosio, acido N-acetil-D-neuramminico e D-xilosio.
* '''D-Galattosio, D-Glucosio e D-Mannosio''' sono aldoesosi comuni:
[[File:D-Galactose,_D-Glucose,_and_D-Mannose_are_commonly_found_aldohexoses.png|centro|D-Galactose, D-Glucose, and D-Mannose are commonly found aldohexoses]]
* Il '''D-Xilosio''' è un comune aldopentoso.
[[File:D-Xylose_is_a_common_aldopentose.svg|centro|D-Xylose is a common aldopentose|191x191px]]
* L''''L-Fucosio''' è un deossizucchero. Il fucosio è il monosaccaride L-galattosio in cui il gruppo -OH sul C6 è stato sostituito con un -H.
[[File:L-Fucose_is_a_deoxy_sugar.png|centro|L-Fucose is a deoxy sugar|771x771px]]
* La '''N-acetilgalattosammina''' e la '''N-acetilglucosammina''' sono derivati in cui i corrispondenti amminozuccheri sono stati convertiti in ammidi tramite N-acilazione. Gli amminozuccheri hanno il loro gruppo -OH in C2 sostituito da un -NH₂.
[[File:N-acetylgalactosamine_and_N-acetylglucosamine.png|centro|N-acetylgalactosamine and N-acetylglucosamine|517x517px]]
* L''''Acido N-acetilneuramminico''' è uno zucchero a nove atomi di carbonio creato da una reazione aldolica tra la N-acetilmannosammina e il piruvato. L'acido N-acetilneuramminico forma un anello piranosico attraverso una formazione di emiacetale intramolecolare tra l'-OH sul C6 e il gruppo funzionale chetonico nella porzione di piruvato.[[File:N-Acetylneuraminic_acid.png|centro|N-Acetylneuraminic acid]]
== Disaccaridi ==
{| class="wikitable"
!Obiettivi
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Dopo aver completato questa sezione, dovresti essere in grado di:
* identificare i disaccaridi come composti costituiti da due unità di monosaccaridi unite da un legame glicosidico tra il C1 di uno zucchero e uno dei gruppi ossidrilici di un secondo zucchero.
* identificare le due unità di monosaccaridi in un dato disaccaride.
* identificare il tipo di legame glicosidico (es. 1,4'-β) presente in una data struttura di disaccaride.
* disegnare la struttura di un disaccaride specifico, data la struttura delle unità monosaccaridiche e il tipo di legame glicosidico coinvolto.
* identificare la caratteristica strutturale che determina se un dato disaccaride si comporta o meno come uno zucchero riducente e subisce mutarotazione, e scrivere le equazioni per illustrare questi fenomeni.
* identificare i prodotti formati dall'idrolisi di un dato disaccaride.
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!Parole chiave
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Assicurati di essere in grado di definire e utilizzare nel contesto i seguenti termini chiave:
* legame 1,4'
* disaccaride
* zucchero invertito
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!Note di studio
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Nota che la maggior parte dei disaccaridi discussi in questa sezione contiene un'unità di D-glucosio. Non ci si aspetta che tu memorizzi le strutture dettagliate del maltosio, del lattosio e del saccarosio, né i loro nomi sistematici.
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In precedenza, hai imparato che i monosaccaridi possono formare strutture cicliche tramite la reazione del gruppo carbonilico con un gruppo -OH. Queste molecole cicliche possono a loro volta reagire con un altro alcol per formare un glicoside. Quando la componente alcolica di un glicoside è fornita da una funzione ossidrilica su un altro monosaccaride, il composto è chiamato '''disaccaride'''.
I disaccaridi (C₁₂H₂₂O₁₁) sono zuccheri composti da due unità di monosaccaridi unite da un legame carbonio-ossigeno-carbonio noto come '''legame glicosidico'''. Questo legame si forma dalla reazione del carbonio anomerico di un monosaccaride ciclico con il gruppo -OH di un secondo monosaccaride. Esistono tre disaccaridi comuni: maltosio, lattosio e saccarosio.
=== Maltosio ===
Il maltosio si trova in quantità limitate nei cereali in germinazione. È spesso chiamato '''zucchero di malto'''. Il maltosio è circa il 30% più dolce del saccarosio. Il corpo umano non può metabolizzare direttamente i disaccaridi, che devono prima essere scissi per idrolisi nei loro due monosaccaridi costituenti. Nel corpo, tali reazioni di idrolisi sono catalizzate da enzimi come la '''maltasi'''. L'idrolisi del maltosio produce due molecole di D-glucosio.
Le unità di glucopiranosio nel maltosio sono unite "testa-coda" attraverso un legame '''α-1,4-glicosidico'''. Il legame dal carbonio anomerico della prima unità monosaccaridica è diretto verso il basso, motivo per cui è noto come legame α-glicosidico. Il gruppo -OH sul carbonio anomerico del secondo glucopiranosio può essere in posizione α o β.
[[File:Maltose_formation.jpg|centro|Maltose formation|661x661px]]
Il '''cellobiosio''' è un disaccaride composto da due molecole di D-glucopiranosio legate con un legame '''β-1,4-glicosidico'''. Sebbene la differenza tra maltosio e cellobiosio sembri minima, hanno proprietà biologiche molto diverse: il maltosio può essere digerito dagli esseri umani, mentre il cellobiosio no.
[[File:Cellobiose_is_a_disaccharide.png|centro|Cellobiose is a disaccharide|442x442px]]
Il maltosio è uno '''zucchero riducente'''. Le sue due molecole di D-glucopiranosio sono legate in modo da lasciare un carbonio anomerico (quello della seconda unità di glucosio) che può aprirsi per formare un gruppo aldeidico. Poiché il carbonio anomerico della seconda unità rimane un emiacetale, esso subisce '''mutarotazione''' ed è quindi in equilibrio con la sua forma aldeidica e con entrambe le forme anomeriche.
[[File:Maltose_is_a_reducing_sugar.jpg|centro|Maltose is a reducing sugar|781x781px]]
=== Lattosio ===
Il lattosio è noto come '''zucchero del latte''' perché si trova nel latte degli esseri umani, delle mucche e di altri mammiferi. È uno degli zuccheri meno dolci.
Il lattosio è un disaccaride composto da una molecola di D-galattopiranosio e una di D-glucopiranosio, unite da un legame '''β-1,4-glicosidico'''. Il lattosio è uno zucchero riducente e subisce mutarotazione. I due monosaccaridi si ottengono dal lattosio per idrolisi acida o per l'azione catalitica dell'enzima '''lattasi'''.
[[File:Lactose_formation.jpg|centro|Lactose formation|721x721px]]
==== Intolleranza al Lattosio e Galattosemia ====
Molti adulti e alcuni bambini soffrono di una carenza di lattasi. Questi individui sono detti '''intolleranti al lattosio''' perché non riescono a digerire il lattosio presente nel latte. Il lattosio non idrolizzato passa nel colon, dove attira acqua per osmosi e viene fermentato dai batteri, causando gonfiore, crampi e diarrea. Un problema più grave è la malattia genetica '''galattosemia''', che deriva dall'assenza di un enzima necessario per convertire il galattosio in glucosio e può causare gravi danni al fegato, ritardo mentale e persino la morte se non trattata con una dieta priva di galattosio fin dalla prima infanzia.
=== Saccarosio ===
Il saccarosio, probabilmente il composto organico puro più venduto al mondo, è noto come '''zucchero di barbabietola''', '''zucchero di canna''' o semplicemente '''zucchero da tavola'''.
La molecola di saccarosio è unica tra i disaccaridi comuni per avere un legame '''α-1,β-2-glicosidico''' ("testa-testa"). Poiché questo legame glicosidico si forma tra l'OH sul carbonio anomerico dell'α-D-glucosio e l'OH sul carbonio anomerico del β-D-fruttosio, esso '''blocca i carboni anomerici di entrambi i monosaccaridi'''.
[[File:Sucrose_formation.jpg|centro|Sucrose formation|750x750px]]
Questo legame conferisce al saccarosio proprietà diverse da quelle del maltosio e del lattosio. Finché la molecola di saccarosio rimane intatta, nessuno dei due monosaccaridi è in equilibrio con la sua forma a catena aperta. Pertanto, il saccarosio è incapace di mutarotazione ed è uno '''zucchero non riducente'''.
L'idrolisi del saccarosio (in acido diluito o tramite l'enzima saccarasi/invertasi) produce una miscela equimolare di glucosio e fruttosio. Questa miscela 1:1 è chiamata '''zucchero invertito''' perché ruota la luce piano-polarizzata in direzione opposta rispetto al saccarosio. L'idrolisi ha applicazioni pratiche: nella produzione di gelatine e caramelle, lo zucchero invertito ha una tendenza molto maggiore a rimanere in soluzione, prevenendo la ricristallizzazione indesiderata dello zucchero.
=== Riepilogo ===
* Il '''Maltosio''' è composto da due molecole di glucosio unite da un legame α-1,4-glicosidico. È uno zucchero riducente.
* Il '''Lattosio''' è composto da una molecola di galattosio unita a una di glucosio da un legame β-1,4-glicosidico. È uno zucchero riducente.
* Il '''Saccarosio''' è composto da una molecola di glucosio unita a una di fruttosio da un legame α-1,β-2-glicosidico. È uno zucchero non riducente.
== Polisaccaridi e loro sintesi ==
{| class="wikitable"
!Obiettivi
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Dopo aver completato questa sezione, dovresti essere in grado di:
* identificare la differenza strutturale tra la cellulosa e la frazione insolubile in acqua fredda dell'amido (amilosio), e identificare entrambe queste sostanze come contenenti molte molecole di glucosio unite da legami glicosidici 1,4'.
* identificare la frazione solubile in acqua fredda dell'amido (amilopectina) come avente una struttura più complessa dell'amilosio a causa dell'esistenza di legami glicosidici 1,6' in aggiunta ai legami 1,4'.
* confrontare e contrapporre le strutture e gli usi di amido, glicogeno e cellulosa.
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!Parole chiave
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Assicurati di essere in grado di definire e utilizzare nel contesto i seguenti termini chiave:
* amilopectina
* amilosio
* polisaccaride
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I '''polisaccaridi''' sono i carboidrati più abbondanti in natura e svolgono varie funzioni, come l'accumulo di energia o come componenti delle pareti cellulari delle piante. I polisaccaridi sono polimeri molto grandi composti da decine a migliaia di monosaccaridi uniti da legami glicosidici. I tre polisaccaridi più abbondanti sono l'amido, il glicogeno e la cellulosa. Questi tre sono definiti '''omopolimeri''' perché ciascuno produce solo un tipo di monosaccaride (il glucosio) dopo un'idrolisi completa. Gli '''eteropolimeri''' possono contenere acidi zuccherini, amminozuccheri o sostanze non carboidratiche oltre ai monosaccaridi. I polisaccaridi sono carboidrati non riducenti, non hanno sapore dolce e non subiscono mutarotazione.
=== Amido ===
L'amido è la più importante fonte di carboidrati nella dieta umana e rappresenta oltre il 50% del nostro apporto di carboidrati. Si trova nelle piante sotto forma di granuli, particolarmente abbondanti nei semi (specialmente nei cereali) e nei tuberi, dove serve come forma di accumulo di carboidrati. L'amido commerciale è una polvere bianca.
L'amido è una miscela di due polimeri: '''amilosio''' e '''amilopectina'''. Gli amidi naturali sono costituiti per circa il 10%–30% da amilosio e per il 70%–90% da amilopectina.
==== Amilosio ====
[[File:(a)_Amylose_is_a_linear_chain_of_α-D-glucose_-(b)_Because_of_hydrogen_bonding_amylose_acquires_a_spiral_structure.jpg|centro|(a) Amylose is a linear chain of α-D-glucose -(b) Because of hydrogen bonding amylose acquires a spiral structure]]
L'amilosio è un polisaccaride lineare composto interamente da unità di D-glucosio unite da legami '''α-1,4-glicosidici'''. L'evidenza sperimentale indica che l'amilosio non è una catena lineare di unità di glucosio, ma è avvolto a spirale come una molla, con sei monomeri di glucosio per giro. Quando è avvolto in questo modo, l'amilosio ha appena lo spazio sufficiente nel suo nucleo per ospitare una molecola di iodio. Il caratteristico colore blu-viola che appare quando l'amido viene trattato con iodio è dovuto alla formazione del complesso amilosio-iodio.
==== Amilopectina ====
L'amilopectina è un polisaccaride a catena ramificata composto da unità di glucosio legate principalmente da legami α-1,4-glicosidici, ma con occasionali legami '''α-1,6-glicosidici''', che sono responsabili delle ramificazioni. Una molecola di amilopectina può contenere molte migliaia di unità di glucosio, con punti di ramificazione che si verificano circa ogni 25–30 unità. La struttura elicoidale dell'amilopectina è interrotta dalle ramificazioni della catena, quindi, invece del colore blu-viola intenso che l'amilosio dà con lo iodio, l'amilopectina produce un marrone rossastro meno intenso.
[[File:Branching_in_Amylopectin_and_Glycogen.jpg|centro|Branching in Amylopectin and Glycogen|910x910px]]
Le '''destrine''' sono polisaccaridi di glucosio di dimensioni intermedie. La brillantezza e la rigidità conferite ai vestiti dall'amido sono dovute alla presenza di destrine che si formano quando i vestiti vengono stirati. L'idrolisi completa dell'amido produce, in stadi successivi, glucosio: amido → destrine → maltosio → glucosio.
=== Glicogeno ===
Il glicogeno è il carboidrato di riserva energetica degli animali. Praticamente tutte le cellule dei mammiferi contengono carboidrati immagazzinati sotto forma di glicogeno, ma è particolarmente abbondante nel fegato e nelle cellule muscolari scheletriche. Strutturalmente, il glicogeno è molto simile all'amilopectina, sebbene sia più ramificato (8–12 unità di glucosio tra le ramificazioni) e le ramificazioni siano più corte.
[[File:Glycogen structure.svg|centro|479x479px]]
=== Cellulosa ===
La cellulosa, un carboidrato fibroso presente in tutte le piante, è il componente strutturale delle pareti cellulari vegetali. È il più abbondante di tutti i carboidrati. Il più grande uso della cellulosa è nella produzione di carta e prodotti cartacei.
Come l'amilosio, la cellulosa è un polimero lineare di glucosio. Si differenzia, tuttavia, per il fatto che le unità di glucosio sono unite da legami '''β-1,4-glicosidici''', producendo una struttura più estesa e lineare rispetto all'amilosio. Questa estrema linearità consente una grande quantità di legami a idrogeno tra i gruppi -OH di catene adiacenti, facendole impacchettare strettamente in fibre. Di conseguenza, la cellulosa mostra poca interazione con l'acqua o qualsiasi altro solvente. Il cotone e il legno, ad esempio, sono completamente insolubili in acqua e hanno una notevole resistenza meccanica. Poiché la cellulosa non ha una struttura elicoidale, non si lega allo iodio per formare un prodotto colorato.
[[File:Cellulose._(a)_There_is_extensive_hydrogen_bonding._(b)_cell_wall_of_an_alga_consists_of_layers_of_cellulose_fibers_in_parallel_arrangement.jpg|centro|Cellulose. (a) There is extensive hydrogen bonding. (b) cell wall of an alga consists of layers of cellulose fibers in parallel arrangement|944x944px]]
La cellulosa produce D-glucosio dopo un'idrolisi acida completa, eppure gli esseri umani non sono in grado di metabolizzare la cellulosa come fonte di glucosio. I nostri succhi digestivi mancano di enzimi in grado di idrolizzare i legami β-glicosidici. Tuttavia, alcuni microrganismi possono digerire la cellulosa perché producono l'enzima '''cellulasi'''. La presenza di questi microrganismi nel tratto digestivo degli animali erbivori permette loro di degradare la cellulosa.
=== Sintesi dei Polisaccaridi ===
La presenza di multipli gruppi -OH nei monosaccaridi rende difficile la sintesi di laboratorio dei polisaccaridi. Un metodo moderno è il '''metodo di assemblaggio dei glicali'''. Un glicale è uno zucchero che è stato disidratato per formare un doppio legame. I gruppi ossidrilici vengono protetti, e il doppio legame del glicale protetto viene poi convertito in un epossido.
[[File:Polysaccaride_Synthesis_-_Glycan.png|centro|Polysaccaride Synthesis - Glycan|790x790px]]
Questo epossido può essere aperto dall'attacco nucleofilo di un alcol di un'altra unità di glicale protetto, formando un disaccaride. Il processo può essere ripetuto per allungare la catena e, una volta raggiunta la lunghezza desiderata, i gruppi protettivi vengono rimossi per idrolisi, formando il polisaccaride.
[[File:Polysaccaride_Synthesis_-_Glycan_Polymer.svg|centro|Polysaccaride Synthesis - Glycan Polymer|686x686px]]
== Altri carboidrati importanti ==
{| class="wikitable"
!Obiettivi
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Dopo aver completato questa sezione, dovresti essere in grado di identificare deossizuccheri e amminozuccheri, date le loro strutture.
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!Parole chiave
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Assicurati di essere in grado di definire e utilizzare nel contesto i seguenti termini chiave:
* amminozucchero
* deossizucchero
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=== Deossizuccheri ===
Come mostrato nella Sezione 25-7, ai deossizuccheri manca un atomo di ossigeno. Il deossizucchero più comune è il '''2-deossiribosio''', una forma modificata di un altro zucchero chiamato ribosio. Rispetto al ribosio, il 2-deossiribosio ha un gruppo -OH sostituito con un -H in posizione 2. Il 2-deossiribosio è noto soprattutto per essere lo zucchero che si trova nella struttura dell'acido desossiribonucleico ('''DNA''').
[[File:Deoxy_Sugars_ribose_and_deoxyribose.png|centro|Deoxy Sugars ribose and deoxyribose]]
In acqua, il 2-deossiribosio è una miscela all'equilibrio di entrambe le forme ad anello furanosico e piranosico. La forma piranosica è la più stabile (40% anomero alfa e 35% anomero beta), seguita dalle strutture furanosiche (13% anomero alfa e 12% anomero beta), con la forma non ciclizzata che costituisce il restante 0.7%.
[[File:2-deoxyribose_is_an_equilibrium_mixture_of_both_the_furanose_and_pyranose_ring_forms.svg|centro|2-deoxyribose is an equilibrium mixture of both the furanose and pyranose ring forms|670x670px]]
''Forme piranosica, non ciclizzata e furanosica del 2-deossiribosio. Per le forme piranosica e furanosica è mostrato l'isomero alfa più stabile. Notare l'ossidrile mancante in posizione 2 (evidenziato in magenta).''
=== Amminozuccheri ===
Un '''amminozucchero''' (o più tecnicamente un 2-ammino-2-deossizucchero) è una molecola di zucchero in cui un gruppo ossidrilico è stato sostituito con un gruppo amminico. Si conoscono più di 60 amminozuccheri, e uno dei più abbondanti è la '''N-acetilglucosammina''', che è il componente principale della chitina.
[[File:N-acetylglucosamine.png|centro|N-acetylglucosamine|530x530px]]
[[File:Chitin_2.png|centro|Chitin 2|223x223px]]
La '''chitina''' è un polimero della 2-deossi-2-''N''-etanamidoglucosio (N-acetil-β-D-glucosammina) e si trova in molti luoghi del mondo naturale. È un componente caratteristico delle pareti cellulari dei funghi, degli esoscheletri degli artropodi come crostacei (granchi, aragoste, gamberi) e insetti, delle radule dei molluschi e dei becchi e delle conchiglie interne dei cefalopodi, inclusi calamari e polpi. Gli amminozuccheri si trovano anche in antibiotici come l'amicacina e la tobramicina.<gallery mode="packed">
File:Fliegenpilz fly agaric Amanita muscaria.JPG
File:California spiny lobster.JPG
File:Vespa crabro 02.JPG
</gallery>
== Carboidrati di superficie cellulare e virus dell'influenza ==
{| class="wikitable"
!Obiettivi
|
Dopo aver completato questa sezione, dovresti essere in grado di:
* Spiegare come i carboidrati sono correlati al gruppo sanguigno.
* Spiegare come agisce l'influenza e come è influenzata dai carboidrati.
|}
=== Oligosaccaridi ===
Un '''oligosaccaride''' è un polimero saccaridico contenente un piccolo numero (tipicamente da due a dieci) di monosaccaridi. Gli oligosaccaridi possono avere molte funzioni; ad esempio, si trovano comunemente sulla membrana plasmatica delle cellule animali dove possono svolgere un ruolo nel riconoscimento cellula-cellula. In generale, si trovano legati a catene laterali di amminoacidi compatibili nelle proteine o a lipidi.
Gli oligosaccaridi si trovano spesso come componenti di '''glicoproteine''' o '''glicolipidi'''. Possono essere usati come marcatori chimici sulla superficie delle cellule, spesso per il riconoscimento cellulare. Gli oligosaccaridi sono anche responsabili della determinazione del gruppo sanguigno.
=== Glicoproteine ===
I carboidrati sono legati covalentemente a molte biomolecole diverse, inclusi i lipidi, per formare i glicolipidi, e le proteine, per formare le glicoproteine. Glicoproteine e glicolipidi si trovano spesso nelle membrane biologiche. La funzione di questi carboidrati è duplice. In primo luogo, la glicosilazione delle proteine aiuta a proteggerle dalla degradazione da parte degli enzimi. Tuttavia, la loro funzione principale deriva dal fatto che i carboidrati legati covalentemente che "decorano" la superficie di glicoproteine o glicolipidi forniscono nuove interazioni di legame che permettono interazioni con altre biomolecole. Purtroppo, anche batteri e virus spesso riconoscono le molecole glicosilate sulle membrane cellulari, permettendo il loro ingresso nella cellula.
=== Gruppi Sanguigni ===
I marcatori cellulari sono catene di carboidrati sulla superficie delle cellule dove agiscono come "segnali stradali", permettendo alle molecole di distinguere una cellula da un'altra. I marcatori sanguigni sono costituiti esclusivamente da quattro monosaccaridi: D-galattosio, L-fucosio, N-acetilgalattosammina e N-acetilglucosammina.
[[File:ABO_blood_marker_carbohydrates_-_D-galactose,_L-fucose,_N-acetylgalactosamine,_and_N-acetylglucosamine.png|centro|ABO blood marker carbohydrates - D-galactose, L-fucose, N-acetylgalactosamine, and N-acetylglucosamine]]
I marcatori sanguigni ABO che si trovano sui globuli rossi sono costituiti da oligosaccaridi che contengono tre o quattro unità di zuccheri.
* Il gruppo '''O''' ha il minor numero di saccaridi.
* Il gruppo '''A''' ha un'unità aggiuntiva di N-acetilgalattosammina.
* Il gruppo '''B''' ha un'unità aggiuntiva di D-galattosio.
* Il gruppo '''AB''' presenta entrambi i tipi di catene, sia A che B.
Di conseguenza, il sangue di tipo O è considerato il '''donatore universale''' perché non presenta saccaridi che possano apparire estranei quando trasfusi in un altro tipo di sangue. Il contrario non è vero. Ad esempio, se il sangue di tipo A viene somministrato a un paziente con sangue di tipo O, verrà rigettato perché il corpo riconosce come estranea la N-acetilgalattosammina. Poiché il sangue di tipo AB possiede tutti i saccaridi possibili, è considerato l''''accettore universale'''.
Il '''fattore Rhesus (Rh)''' nel sangue influisce anch'esso sulle proprietà di donatore e accettore, ma non dipende dai carboidrati. Il fattore Rh è determinato dalla presenza (Rh+) o assenza (Rh-) di una specifica proteina sulla superficie dei globuli rossi.
[[File:BloodGpAg.gif|centro|BloodGpAg]]
=== L'Influenza e l'Influenza Aviaria ===
Il virus dell'influenza è un virus semplice ma letale. Interagisce con le cellule umane attraverso una proteina di superficie, l''''emoagglutinina (HA)'''. Il virus si lega alle cellule ospiti attraverso l'interazione dell'HA con i carboidrati della superficie cellulare. Una volta legato, il virus viene internalizzato, portando infine al rilascio del suo genoma a RNA nella cellula ospite.
Il virus dell'influenza è tipicamente classificato in base a due tipi di glicoproteine sulla sua superficie: oltre all'HA, vi è l'enzima '''neuraminidasi (NA)'''. I ceppi virali spesso discussi sono l'H5N1 e l'H1N1, che stanno per emoagglutinina (H: tipo 5 o 1) e neuraminidasi (N: tipo 1).
[[File:Structure_(3D)_of_the_Influenza_Virus.png|centro|Structure (3D) of the Influenza Virus]]
==== Il Virus dell'Influenza si Lega alle Glicoproteine di Superficie Cellulare con Neu5Ac ====
Una proteina sulla superficie del virus dell'influenza, l'emoagglutinina, si lega all''''acido sialico (Sia)''', che è attaccato a molte glicoproteine della membrana cellulare. L'acido sialico è solitamente collegato tramite un legame alfa(2,3) o alfa(2,6) al galattosio.
* I sottotipi presenti negli isolati di influenza '''aviaria''' (e equina) si legano preferenzialmente al legame '''Sia(α2,3)Gal''', che predomina nel tratto gastrointestinale aviario.
* I virus '''umani''' dei sottotipi H1, H2 e H3 (causa delle pandemie del 1918, 1957 e 1968) riconoscono il legame '''Sia(α2,6)Gal''', la forma principale nel tratto respiratorio umano.
* L'HA dell'influenza '''suina''' si lega sia al legame Sia(α2,6)Gal che ad alcuni Sia(α2,3)Gal, entrambi comuni nei suini.[[File:Influenza_Hemagluttin_CHO_Interaction.gif|centro|Influenza Hemagluttin CHO Interaction|625x625px]]
==== Ruolo della Neuraminidasi e dei Farmaci Antivirali ====
Prima di lasciare la cellula, il virus gemma sul lato intracellulare della membrana cellulare, con l'HA e la NA inserite nella membrana della cellula ospite. Il virus in questo stato non potrebbe lasciare la cellula, poiché le sue molecole di HA interagirebbero con i residui di acido sialico sulla membrana della cellula ospite, trattenendolo. La '''neuraminidasi''' idrolizza l'acido sialico dalle glicoproteine della superficie cellulare, permettendo al virus di completare il processo di gemmazione e di essere rilasciato dalla cellula come nuovi virus.
Imitando la struttura dell'acido sialico, i farmaci '''Oseltamivir (Tamiflu)''' e '''Zanamivir (Relenza)''' si legano e inibiscono la neuraminidasi, la cui attività è necessaria per il rilascio virale dalle cellule infette.[[File:Thamaflu.svg|centro|Thamaflu|486x486px]]
== Fonte ==
https://chem.libretexts.org/Bookshelves/Organic_Chemistry/Organic_Chemistry_(Morsch_et_al.)/25%3A_Biomolecules-_Carbohydrates
[[Categoria:Chimica organica per il liceo|Carboidrati]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Campania/Città metropolitana di Napoli/Napoli/Napoli - Chiesa di San Ferdinando
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{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Neapel San Ferdinando Orgel (3).jpg|400px|centro]]
{{Avanzamento|0%|4 febbraio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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text/x-wiki
== Il '68 ==
Il movimento femminista e il [[w:Movimento_del_Sessantotto|'68]] studentesco si sviluppano nello stesso contesto storico. Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref>
Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref>
Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref>
Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni.
In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico.
Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione.
Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo.
=== Differenze e tensioni ===
Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, è orientato alla trasformazione delle strutture economiche e politiche, lette attraverso categorie marxiste; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref>
La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref>
Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref>
=== Nasce con, nasce prima, va oltre ===
La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref>
In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref>
Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma.
== “Il personale è politico” ==
=== Significato e origine ===
L’espressione “il personale è politico” rappresenta il nucleo della rivoluzione femminista degli anni 70, segnando il passaggio da una fase di emancipazione e rivendicazione dei diritti, a una in cui si accentua l’importanza della liberazione e della diversità<ref name=":2">{{Cita|Lussana|p. 12}}</ref>. L’adozione di questa formula conferisce maggiore spazio alla soggettività femminile, in particolare attraverso i piccoli eventi della vita quotidiana e alla memoria delle esperienze vissute. Tale approccio ha permesso di portare allo scoperto temi che in precedenza venivano considerati indicibili, analizzandoli come questioni politiche collettive. Di conseguenza la politica, tradizionalmente limitata a conflitti e ideologie maschili, viene ricondotta alla sua nuda soggettività e non più concepita come astratta e distante <ref>{{Cita|Lussana|p. 13}}</ref>.
Attraverso [[w:Autocoscienza_femminista|l’autocoscienza]], concetto cardine di “il personale è politico”<ref name=":1">{{Cita|Bellè|}}</ref>, l’esperienza individuale diventa a tutti gli effetti un fatto politico. La pratica dell’autocoscienza is basava sul ritrovarsi fra donne per discutere di temi considerati privati e portandoli sul piano pubblico, riconoscendo l’oppressione come una condizione comune. Tramite questa pratica, le diverse storie diventano racconti che trovano risonanza in quelli delle altre donne e, attraverso un processo di rispecchiamento, la condizione di un singolo viene vista come una condizione comune.
L’origine di “il personale è politico” è legata a diversi gruppi pionieristici che si sono sviluppati in Italia e che hanno contribuito alle rivolte femministe degli anni 70. Il DEMAU, fondato da Daniela Pellegrini, fu il primo gruppo a teorizzare la necessità del “partire da sé” e di “ritrovarsi tra donne”, per demistificare l’autoritarismo patriarcale <ref>{{Cita|Lussana|p. 151}}</ref>. Anche Rivolta Femminile si identifica come un gruppo noto per aver portato allo scoperto “cose mai dette perché non dicibili”, rifiutando la storia tradizionale a favore di una narrazione che parte dal piccolo gruppo <ref name=":2" />.
Avviene di conseguenza un cambio di paradigma nel discorso politico, in cui la politica non è più una condizione astratta ma nasce da una condizione emotiva e umana. Prima del femminismo degli anni 70, la politica era intesa come un’attività che si svolgeva esclusivamente nella sfera pubblica e che si costituiva su un modello maschile, con l’avvento di “il personale è politico” viene mostrato come ciò che avviene nel privato influenzi e si rifletta sulla sfera collettiva. La prassi politica si sposta dalle grandi assemblee gerarchiche, al piccolo gruppo basato sull’autocoscienza, in cui anche il lavoro domestico, la sessualità e la cura dei figli vengono analizzati come strutture di potere. Le donne costituiscono la politica portando i loro fatti personali nello spazio pubblico. L’applicazione in Italia di questo principio ha significato rendere visibile l’invisibile, dimostrando come i rapporti di potere più duri avvengono anche nelle case e nelle relazioni. Attraverso “il personale è politico” le femministe affermavano che la rivoluzione doveva avvenire ora, e non attendere la [[w:Rivoluzione_proletaria|rivoluzione proletaria]] <ref>{{Cita|Lussana|p. 15-16}}</ref>
''«La storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose.»'' Emma Baeri <ref name=":0">{{Cita|Lussana|p. 11}}</ref>
All’interno della [[w:Storiografia|storiografia]], “il personale è politico” non è visto solo come uno [[w:Slogan|slogan]] ma come una categoria interpretativa che ha cambiato il modo di vedere la storia. La storiografia interpreta questo principio come uno spostamento dei confini, cioè la politica non avviene più solo nelle piazze o nelle istituzioni, ma risiede nei rapporti di potere quotidiani <ref>{{Cita|Bracke|p. 79}}</ref>. Gli storici affermano come “il personale è politico” abbia permesso di riscrivere la storia partendo dal corpo e dal vissuto delle donne, smascherando l’autoritarismo nascosto nelle strutture familiari e lavorative.
== Note ==
<references />
==Bibliografia==
* {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234|cid=Bellè}}
* {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}}
* {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}}
* {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia : 1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4|cid=Bracke}}
* {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}}
* {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie (1965–1980)|anno=2012|editore=Carocci|città=Roma|ISBN=978-88-430-6512-7|cid=Lussana}}
* {{Cita libro|autore=Lussana|titolo=Le donne e la modernizzazione: il neofemminismo degli anni settanta|anno=1997|editore=Einaudi|pp=471-565|ISBN=978-8806135713|cid=Lussana.}}
* {{Cita pubblicazione|anno=1987|titolo=Il movimento femminista negli anni settanta|rivista=Memoria|numero=19-20|url=https://bibliotecadelledonne.women.it/fascicolo/memoria-rivista-di-storia-delle-donne-n-19-20-1987/}}
* {{Cita libro|curatore=Aida Ribero|curatore2=Ferdinanda Vigliani|titolo=100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta|anno=1998|editore=Tufani|città=Ferrara|ISBN=978-88-86780-20-9}}
* {{Cita libro|curatore=Rosalba Spagnoletti|titolo=I Movimenti femministi in Italia|anno=1977|editore=Savelli|città=Roma}}
* {{Cita libro|curatore=Paola Stelliferi|curatore2=Stefania Voli|titolo=Anni di rivolta: nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|ISBN=9791254692349}}
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/* “Il personale è politico” */
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== Il '68 ==
Il movimento femminista e il [[w:Movimento_del_Sessantotto|'68]] studentesco si sviluppano nello stesso contesto storico. Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref>
Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref>
Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref>
Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni.
In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico.
Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione.
Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo.
=== Differenze e tensioni ===
Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, è orientato alla trasformazione delle strutture economiche e politiche, lette attraverso categorie marxiste; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref>
La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref>
Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref>
=== Nasce con, nasce prima, va oltre ===
La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref>
In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref>
Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma.
== “Il personale è politico” ==
=== Significato e origine ===
L’espressione “il personale è politico” rappresenta il nucleo della rivoluzione femminista degli anni 70, segnando il passaggio da una fase di emancipazione e rivendicazione dei diritti, a una in cui si accentua l’importanza della liberazione e della diversità<ref name=":2">{{Cita|Lussana|p. 12}}</ref>. L’adozione di questa formula conferisce maggiore spazio alla soggettività femminile, in particolare attraverso i piccoli eventi della vita quotidiana e alla memoria delle esperienze vissute. Tale approccio ha permesso di portare allo scoperto temi che in precedenza venivano considerati indicibili, analizzandoli come questioni politiche collettive. Di conseguenza la politica, tradizionalmente limitata a conflitti e ideologie maschili, viene ricondotta alla sua nuda soggettività e non più concepita come astratta e distante <ref>{{Cita|Lussana|p. 13}}</ref>.
Attraverso [[w:Autocoscienza_femminista|l’autocoscienza]], concetto cardine di “il personale è politico”<ref name=":1">{{Cita|Bellè|}}</ref>, l’esperienza individuale diventa a tutti gli effetti un fatto politico. La pratica dell’autocoscienza is basava sul ritrovarsi fra donne per discutere di temi considerati privati e portandoli sul piano pubblico, riconoscendo l’oppressione come una condizione comune. Tramite questa pratica, le diverse storie diventano racconti che trovano risonanza in quelli delle altre donne e, attraverso un processo di rispecchiamento, la condizione di un singolo viene vista come una condizione comune.
“Il personale è politico” ha origine tramite diversi gruppi pionieristici che si sono sviluppati in Italia e che hanno contribuito alle rivolte femministe degli anni 70. Il DEMAU, fondato da Daniela Pellegrini, fu il primo gruppo a teorizzare la necessità del “partire da sé” e di “ritrovarsi tra donne”, per demistificare l’autoritarismo patriarcale <ref>{{Cita|Lussana|p. 151}}</ref>. Anche Rivolta Femminile si identifica come un gruppo noto per aver portato allo scoperto “cose mai dette perché non dicibili”, rifiutando la storia tradizionale a favore di una narrazione che parte dal piccolo gruppo <ref name=":2" />.
Avviene di conseguenza un cambio di paradigma nel discorso politico, in cui la politica non è più una condizione astratta ma nasce da una condizione emotiva e umana. Prima del femminismo degli anni 70, la politica era intesa come un’attività che si svolgeva esclusivamente nella sfera pubblica e che si costituiva su un modello maschile, con l’avvento di “il personale è politico” viene mostrato come ciò che avviene nel privato influenzi e si rifletta sulla sfera collettiva. La prassi politica si sposta dalle grandi assemblee gerarchiche, al piccolo gruppo basato sull’autocoscienza, in cui anche il lavoro domestico, la sessualità e la cura dei figli vengono analizzati come strutture di potere. Le donne costituiscono la politica portando i loro fatti personali nello spazio pubblico. L’applicazione in Italia di questo principio ha significato rendere visibile l’invisibile, dimostrando come i rapporti di potere più duri avvengono anche nelle case e nelle relazioni. Attraverso “il personale è politico” le femministe affermavano che la rivoluzione doveva avvenire ora, e non attendere la [[w:Rivoluzione_proletaria|rivoluzione proletaria]] <ref>{{Cita|Lussana|p. 15-16}}</ref>
''«La storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose.»'' Emma Baeri <ref name=":0">{{Cita|Lussana|p. 11}}</ref>
All’interno della [[w:Storiografia|storiografia]], “il personale è politico” non è visto solo come uno [[w:Slogan|slogan]] ma come una categoria interpretativa che ha cambiato il modo di vedere la storia. La storiografia interpreta questo principio come uno spostamento dei confini, cioè la politica non avviene più solo nelle piazze o nelle istituzioni, ma risiede nei rapporti di potere quotidiani <ref>{{Cita|Bracke|p. 79}}</ref>. Il concetto di “il personale è politico” ha permesso di riscrivere la storia partendo dal corpo e dal vissuto delle donne, smascherando l’autoritarismo nascosto nelle strutture familiari e lavorative.
== Note ==
<references />
==Bibliografia==
* {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234|cid=Bellè}}
* {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}}
* {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}}
* {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia : 1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4|cid=Bracke}}
* {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}}
* {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie (1965–1980)|anno=2012|editore=Carocci|città=Roma|ISBN=978-88-430-6512-7|cid=Lussana}}
* {{Cita libro|autore=Lussana|titolo=Le donne e la modernizzazione: il neofemminismo degli anni settanta|anno=1997|editore=Einaudi|pp=471-565|ISBN=978-8806135713|cid=Lussana.}}
* {{Cita pubblicazione|anno=1987|titolo=Il movimento femminista negli anni settanta|rivista=Memoria|numero=19-20|url=https://bibliotecadelledonne.women.it/fascicolo/memoria-rivista-di-storia-delle-donne-n-19-20-1987/}}
* {{Cita libro|curatore=Aida Ribero|curatore2=Ferdinanda Vigliani|titolo=100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta|anno=1998|editore=Tufani|città=Ferrara|ISBN=978-88-86780-20-9}}
* {{Cita libro|curatore=Rosalba Spagnoletti|titolo=I Movimenti femministi in Italia|anno=1977|editore=Savelli|città=Roma}}
* {{Cita libro|curatore=Paola Stelliferi|curatore2=Stefania Voli|titolo=Anni di rivolta: nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|ISBN=9791254692349}}
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/* “Il personale è politico” */
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== Il '68 ==
Il movimento femminista e il [[w:Movimento_del_Sessantotto|'68]] studentesco si sviluppano nello stesso contesto storico. Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref>
Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref>
Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref>
Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni.
In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico.
Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione.
Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo.
=== Differenze e tensioni ===
Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, è orientato alla trasformazione delle strutture economiche e politiche, lette attraverso categorie marxiste; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref>
La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref>
Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref>
=== Nasce con, nasce prima, va oltre ===
La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref>
In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref>
Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma.
== “Il personale è politico” ==
=== Significato e origine ===
L’espressione “il personale è politico” rappresenta il nucleo della rivoluzione neofemminista degli anni 70, determinando un mutamento dalle precedenti istanze emancipazioniste. Tale passaggio segna la transizione da una fase di integrazione sociale, sostenuta da gruppi storici come l’[[w:Unione_donne_in_Italia|UDI (Unione Donne in Italia),]] il cui obiettivo era l’inserimento delle donne nel sistema maschile vigente, a una fase in cui si accentua l’importanza della liberazione e della diversità.<ref name=":2">{{Cita|Lussana|p. 32-33}}</ref> L’adozione di questa formula conferisce maggiore spazio alla soggettività femminile, in particolare attraverso i piccoli eventi della vita quotidiana e alla memoria delle esperienze vissute. Tale approccio ha permesso di portare allo scoperto temi che in precedenza venivano considerati indicibili, analizzandoli come questioni politiche collettive. Adottando la pratica del separatismo, il movimento femminista ha potuto sottrarsi a un universo politico strutturato su paradigmi maschili che non le comprendeva, portando il loro vissuto personale a diventare una questione politica <ref>{{Cita|Lussana|p. 35}}</ref> . In questo modo riconducendo la politica stessa alla sua nuda soggettività e non più concepita come astratta e distante.
“Il personale è politico” ha origine tramite diversi gruppi pionieristici che si sono sviluppati in Italia e che hanno contribuito alle rivolte femministe degli anni 70. Il DEMAU, fondato da Daniela Pellegrini, fu il primo gruppo a teorizzare la necessità del “partire da sé” e di “ritrovarsi tra donne”, per demistificare l’autoritarismo patriarcale <ref>{{Cita|Lussana|p. 151}}</ref>. Anche Rivolta Femminile si identifica come un gruppo noto per aver portato allo scoperto “cose mai dette perché non dicibili”, rifiutando la storia tradizionale a favore di una narrazione che parte dal piccolo gruppo <ref name=":2" />.
Attraverso [[w:Autocoscienza_femminista|l’autocoscienza]], concetto cardine di “il personale è politico”<ref name=":1">{{Cita|Bellè|}}</ref>, l’esperienza individuale diventa a tutti gli effetti un fatto politico. La pratica dell’autocoscienza is basava sul ritrovarsi fra donne per discutere di temi considerati privati e portandoli sul piano pubblico, riconoscendo l’oppressione come una condizione comune. Tramite questa pratica, le diverse storie diventano racconti che trovano risonanza in quelli delle altre donne e, attraverso un processo di rispecchiamento, la condizione di un singolo viene vista come una condizione comune.
Avviene di conseguenza un cambio di paradigma nel discorso politico, in cui la politica non è più una condizione astratta ma nasce da una condizione emotiva e umana. Prima del femminismo degli anni 70, la politica era intesa come un’attività che si svolgeva esclusivamente nella sfera pubblica e che si costituiva su un modello maschile, con l’avvento di “il personale è politico” viene mostrato come ciò che avviene nel privato influenzi e si rifletta sulla sfera collettiva. La prassi politica si sposta dalle grandi assemblee gerarchiche, al piccolo gruppo basato sull’autocoscienza, in cui anche il lavoro domestico, la sessualità e la cura dei figli vengono analizzati come strutture di potere. Le donne costituiscono la politica portando i loro fatti personali nello spazio pubblico. L’applicazione in Italia di questo principio ha significato rendere visibile l’invisibile, dimostrando come i rapporti di potere più duri avvengono anche nelle case e nelle relazioni. Attraverso “il personale è politico” le femministe affermavano che la rivoluzione doveva avvenire ora, e non attendere la [[w:Rivoluzione_proletaria|rivoluzione proletaria]] <ref>{{Cita|Lussana|p. 15-16}}</ref>
''«La storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose.»'' Emma Baeri <ref name=":0">{{Cita|Lussana|p. 11}}</ref>
All’interno della [[w:Storiografia|storiografia]], “il personale è politico” non è visto solo come uno [[w:Slogan|slogan]] ma come una categoria interpretativa che ha cambiato il modo di vedere la storia. La storiografia interpreta questo principio come uno spostamento dei confini, cioè la politica non avviene più solo nelle piazze o nelle istituzioni, ma risiede nei rapporti di potere quotidiani <ref>{{Cita|Bracke|p. 79}}</ref>. Il concetto di “il personale è politico” ha permesso di riscrivere la storia partendo dal corpo e dal vissuto delle donne, smascherando l’autoritarismo nascosto nelle strutture familiari e lavorative.
== Note ==
<references />
==Bibliografia==
* {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234|cid=Bellè}}
* {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}}
* {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}}
* {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia : 1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4|cid=Bracke}}
* {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}}
* {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie (1965–1980)|anno=2012|editore=Carocci|città=Roma|ISBN=978-88-430-6512-7|cid=Lussana}}
* {{Cita libro|autore=Lussana|titolo=Le donne e la modernizzazione: il neofemminismo degli anni settanta|anno=1997|editore=Einaudi|pp=471-565|ISBN=978-8806135713|cid=Lussana.}}
* {{Cita pubblicazione|anno=1987|titolo=Il movimento femminista negli anni settanta|rivista=Memoria|numero=19-20|url=https://bibliotecadelledonne.women.it/fascicolo/memoria-rivista-di-storia-delle-donne-n-19-20-1987/}}
* {{Cita libro|curatore=Aida Ribero|curatore2=Ferdinanda Vigliani|titolo=100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta|anno=1998|editore=Tufani|città=Ferrara|ISBN=978-88-86780-20-9}}
* {{Cita libro|curatore=Rosalba Spagnoletti|titolo=I Movimenti femministi in Italia|anno=1977|editore=Savelli|città=Roma}}
* {{Cita libro|curatore=Paola Stelliferi|curatore2=Stefania Voli|titolo=Anni di rivolta: nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|ISBN=9791254692349}}
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/* Significato e origine */
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== Il '68 ==
Il movimento femminista e il [[w:Movimento_del_Sessantotto|'68]] studentesco si sviluppano nello stesso contesto storico. Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref>
Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref>
Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref>
Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni.
In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico.
Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione.
Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo.
=== Differenze e tensioni ===
Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, è orientato alla trasformazione delle strutture economiche e politiche, lette attraverso categorie marxiste; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref>
La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref>
Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref>
=== Nasce con, nasce prima, va oltre ===
La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref>
In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref>
Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma.
== “Il personale è politico” ==
=== Significato e origine ===
L’espressione “il personale è politico” rappresenta il nucleo della rivoluzione neofemminista degli anni 70, determinando un mutamento dalle precedenti istanze emancipazioniste. Tale passaggio segna la transizione da una fase di integrazione sociale, sostenuta da gruppi storici come l’[[w:Unione_donne_in_Italia|UDI (Unione Donne in Italia),]] il cui obiettivo era l’inserimento delle donne nel sistema maschile vigente, a una fase in cui si accentua l’importanza della liberazione e della diversità.<ref name=":2">{{Cita|Lussana|p. 32-33}}</ref> L’adozione di questa formula conferisce maggiore spazio alla soggettività femminile, in particolare attraverso i piccoli eventi della vita quotidiana e alla memoria delle esperienze vissute. Tale approccio ha permesso di portare allo scoperto temi che in precedenza venivano considerati indicibili, analizzandoli come questioni politiche collettive. Adottando la pratica del [[w:Separatismo_femminista|separatismo]], il movimento femminista ha potuto sottrarsi a un universo politico strutturato su paradigmi maschili che non le comprendeva, portando il loro vissuto personale a diventare una questione politica. <ref>{{Cita|Lussana|p. 35}}</ref>
“Il personale è politico” ha origine tramite diversi gruppi pionieristici che si sono sviluppati in Italia e che hanno contribuito alle rivolte femministe degli anni 70. Il DEMAU, fondato da Daniela Pellegrini, fu il primo gruppo a teorizzare la necessità del “partire da sé” e di “ritrovarsi tra donne”, per demistificare l’autoritarismo patriarcale <ref>{{Cita|Lussana|p. 151}}</ref>. Anche Rivolta Femminile si identifica come un gruppo noto per aver portato allo scoperto “cose mai dette perché non dicibili”, rifiutando la storia tradizionale a favore di una narrazione che parte dal piccolo gruppo <ref name=":2" />.
Attraverso [[w:Autocoscienza_femminista|l’autocoscienza]], concetto cardine di “il personale è politico”<ref name=":1">{{Cita|Bellè|}}</ref>, l’esperienza individuale diventa a tutti gli effetti un fatto politico. La pratica dell’autocoscienza is basava sul ritrovarsi fra donne per discutere di temi considerati privati e portandoli sul piano pubblico, riconoscendo l’oppressione come una condizione comune. Tramite questa pratica, le diverse storie diventano racconti che trovano risonanza in quelli delle altre donne e, attraverso un processo di rispecchiamento, la condizione di un singolo viene vista come una condizione comune.
Avviene di conseguenza un cambio di paradigma nel discorso politico, in cui la politica non è più una condizione astratta ma nasce da una condizione emotiva e umana. Prima del femminismo degli anni 70, la politica era intesa come un’attività che si svolgeva esclusivamente nella sfera pubblica e che si costituiva su un modello maschile, con l’avvento di “il personale è politico” viene mostrato come ciò che avviene nel privato influenzi e si rifletta sulla sfera collettiva. La prassi politica si sposta dalle grandi assemblee gerarchiche, al piccolo gruppo basato sull’autocoscienza, in cui anche il lavoro domestico, la sessualità e la cura dei figli vengono analizzati come strutture di potere. Le donne costituiscono la politica portando i loro fatti personali nello spazio pubblico. L’applicazione in Italia di questo principio ha significato rendere visibile l’invisibile, dimostrando come i rapporti di potere più duri avvengono anche nelle case e nelle relazioni. Attraverso “il personale è politico” le femministe affermavano che la rivoluzione doveva avvenire ora, e non attendere la [[w:Rivoluzione_proletaria|rivoluzione proletaria]] <ref>{{Cita|Lussana|p. 15-16}}</ref>
''«La storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose.»'' Emma Baeri <ref name=":0">{{Cita|Lussana|p. 11}}</ref>
All’interno della [[w:Storiografia|storiografia]], “il personale è politico” non è visto solo come uno [[w:Slogan|slogan]] ma come una categoria interpretativa che ha cambiato il modo di vedere la storia. La storiografia interpreta questo principio come uno spostamento dei confini, cioè la politica non avviene più solo nelle piazze o nelle istituzioni, ma risiede nei rapporti di potere quotidiani <ref>{{Cita|Bracke|p. 79}}</ref>. Il concetto di “il personale è politico” ha permesso di riscrivere la storia partendo dal corpo e dal vissuto delle donne, smascherando l’autoritarismo nascosto nelle strutture familiari e lavorative.
== Note ==
<references />
==Bibliografia==
* {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234|cid=Bellè}}
* {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}}
* {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}}
* {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia : 1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4|cid=Bracke}}
* {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}}
* {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie (1965–1980)|anno=2012|editore=Carocci|città=Roma|ISBN=978-88-430-6512-7|cid=Lussana}}
* {{Cita libro|autore=Lussana|titolo=Le donne e la modernizzazione: il neofemminismo degli anni settanta|anno=1997|editore=Einaudi|pp=471-565|ISBN=978-8806135713|cid=Lussana.}}
* {{Cita pubblicazione|anno=1987|titolo=Il movimento femminista negli anni settanta|rivista=Memoria|numero=19-20|url=https://bibliotecadelledonne.women.it/fascicolo/memoria-rivista-di-storia-delle-donne-n-19-20-1987/}}
* {{Cita libro|curatore=Aida Ribero|curatore2=Ferdinanda Vigliani|titolo=100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta|anno=1998|editore=Tufani|città=Ferrara|ISBN=978-88-86780-20-9}}
* {{Cita libro|curatore=Rosalba Spagnoletti|titolo=I Movimenti femministi in Italia|anno=1977|editore=Savelli|città=Roma}}
* {{Cita libro|curatore=Paola Stelliferi|curatore2=Stefania Voli|titolo=Anni di rivolta: nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|ISBN=9791254692349}}
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/* Significato e origine */
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== Il '68 ==
Il movimento femminista e il [[w:Movimento_del_Sessantotto|'68]] studentesco si sviluppano nello stesso contesto storico. Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref>
Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref>
Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref>
Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni.
In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico.
Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione.
Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo.
=== Differenze e tensioni ===
Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, è orientato alla trasformazione delle strutture economiche e politiche, lette attraverso categorie marxiste; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref>
La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref>
Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref>
=== Nasce con, nasce prima, va oltre ===
La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref>
In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref>
Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma.
== “Il personale è politico” ==
L’espressione “il personale è politico” rappresenta il nucleo della rivoluzione neofemminista degli anni 70, determinando un mutamento dalle precedenti istanze emancipazioniste. Tale passaggio segna la transizione da una fase di integrazione sociale, sostenuta da gruppi storici come l’[[w:Unione_donne_in_Italia|UDI (Unione Donne in Italia),]] il cui obiettivo era l’inserimento delle donne nel sistema maschile vigente, a una fase in cui si accentua l’importanza della liberazione e della diversità.<ref name=":2">{{Cita|Lussana|p. 32-33}}</ref> L’adozione di questa formula conferisce maggiore spazio alla soggettività femminile, in particolare attraverso i piccoli eventi della vita quotidiana e alla memoria delle esperienze vissute. Tale approccio ha permesso di portare allo scoperto temi che in precedenza venivano considerati indicibili, analizzandoli come questioni politiche collettive. Adottando la pratica del [[w:Separatismo_femminista|separatismo]], il movimento femminista ha potuto sottrarsi a un universo politico strutturato su paradigmi maschili che non le comprendeva, portando il loro vissuto personale a diventare una questione politica. <ref>{{Cita|Lussana|p. 35}}</ref>
“Il personale è politico” ha origine tramite diversi gruppi pionieristici che si sono sviluppati in Italia e che hanno contribuito alle rivolte femministe degli anni 70. Il DEMAU, fondato da Daniela Pellegrini, fu il primo gruppo a teorizzare la necessità del “partire da sé” e di “ritrovarsi tra donne”, per demistificare l’autoritarismo patriarcale <ref>{{Cita|Lussana|p. 151}}</ref>. Anche Rivolta Femminile si identifica come un gruppo noto per aver portato allo scoperto “cose mai dette perché non dicibili”, rifiutando la storia tradizionale a favore di una narrazione che parte dal piccolo gruppo <ref name=":2" />.
Attraverso [[w:Autocoscienza_femminista|l’autocoscienza]], concetto cardine di “il personale è politico”<ref name=":1">{{Cita|Bellè|}}</ref>, l’esperienza individuale diventa a tutti gli effetti un fatto politico. La pratica dell’autocoscienza is basava sul ritrovarsi fra donne per discutere di temi considerati privati e portandoli sul piano pubblico, riconoscendo l’oppressione come una condizione comune. Tramite questa pratica, le diverse storie diventano racconti che trovano risonanza in quelli delle altre donne e, attraverso un processo di rispecchiamento, la condizione di un singolo viene vista come una condizione comune.
Avviene di conseguenza un cambio di paradigma nel discorso politico, in cui la politica non è più una condizione astratta ma nasce da una condizione emotiva e umana. Prima del femminismo degli anni 70, la politica era intesa come un’attività che si svolgeva esclusivamente nella sfera pubblica e che si costituiva su un modello maschile, con l’avvento di “il personale è politico” viene mostrato come ciò che avviene nel privato influenzi e si rifletta sulla sfera collettiva. La prassi politica si sposta dalle grandi assemblee gerarchiche, al piccolo gruppo basato sull’autocoscienza, in cui anche il lavoro domestico, la sessualità e la cura dei figli vengono analizzati come strutture di potere. Le donne costituiscono la politica portando i loro fatti personali nello spazio pubblico. L’applicazione in Italia di questo principio ha significato rendere visibile l’invisibile, dimostrando come i rapporti di potere più duri avvengono anche nelle case e nelle relazioni. Attraverso “il personale è politico” le femministe affermavano che la rivoluzione doveva avvenire ora, e non attendere la [[w:Rivoluzione_proletaria|rivoluzione proletaria]] <ref>{{Cita|Lussana|p. 15-16}}</ref>
''«La storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose.»'' Emma Baeri <ref name=":0">{{Cita|Lussana|p. 11}}</ref>
All’interno della [[w:Storiografia|storiografia]], “il personale è politico” non è visto solo come uno [[w:Slogan|slogan]] ma come una categoria interpretativa che ha cambiato il modo di vedere la storia. La storiografia interpreta questo principio come uno spostamento dei confini, cioè la politica non avviene più solo nelle piazze o nelle istituzioni, ma risiede nei rapporti di potere quotidiani <ref>{{Cita|Bracke|p. 79}}</ref>. Il concetto di “il personale è politico” ha permesso di riscrivere la storia partendo dal corpo e dal vissuto delle donne, smascherando l’autoritarismo nascosto nelle strutture familiari e lavorative.
== Note ==
<references />
==Bibliografia==
* {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234|cid=Bellè}}
* {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}}
* {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}}
* {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia : 1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4|cid=Bracke}}
* {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}}
* {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie (1965–1980)|anno=2012|editore=Carocci|città=Roma|ISBN=978-88-430-6512-7|cid=Lussana}}
* {{Cita libro|autore=Lussana|titolo=Le donne e la modernizzazione: il neofemminismo degli anni settanta|anno=1997|editore=Einaudi|pp=471-565|ISBN=978-8806135713|cid=Lussana.}}
* {{Cita pubblicazione|anno=1987|titolo=Il movimento femminista negli anni settanta|rivista=Memoria|numero=19-20|url=https://bibliotecadelledonne.women.it/fascicolo/memoria-rivista-di-storia-delle-donne-n-19-20-1987/}}
* {{Cita libro|curatore=Aida Ribero|curatore2=Ferdinanda Vigliani|titolo=100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta|anno=1998|editore=Tufani|città=Ferrara|ISBN=978-88-86780-20-9}}
* {{Cita libro|curatore=Rosalba Spagnoletti|titolo=I Movimenti femministi in Italia|anno=1977|editore=Savelli|città=Roma}}
* {{Cita libro|curatore=Paola Stelliferi|curatore2=Stefania Voli|titolo=Anni di rivolta: nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|ISBN=9791254692349}}
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/* “Il personale è politico” */
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== Il '68 ==
Il movimento femminista e il [[w:Movimento_del_Sessantotto|'68]] studentesco si sviluppano nello stesso contesto storico. Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref>
Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref>
Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref>
Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni.
In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico.
Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione.
Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo.
=== Differenze e tensioni ===
Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, è orientato alla trasformazione delle strutture economiche e politiche, lette attraverso categorie marxiste; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref>
La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref>
Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref>
=== Nasce con, nasce prima, va oltre ===
La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref>
In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref>
Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma.
== “Il personale è politico” ==
L’espressione “il personale è politico” rappresenta il nucleo della rivoluzione neofemminista degli anni 70, determinando un mutamento dalle precedenti istanze emancipazioniste. Tale passaggio segna la transizione da una fase di integrazione sociale, sostenuta da gruppi storici come l’[[w:Unione_donne_in_Italia|UDI (Unione Donne in Italia),]] il cui obiettivo era l’inserimento delle donne nel sistema maschile vigente, a una fase in cui si accentua l’importanza della liberazione e della diversità <ref>{{Cita|Lussana|p. 32-33}}</ref>. L’adozione di questa formula conferisce maggiore spazio alla soggettività femminile, in particolare attraverso i piccoli eventi della vita quotidiana e alla memoria delle esperienze vissute. Tale approccio ha permesso di portare allo scoperto temi che in precedenza venivano considerati indicibili, analizzandoli come questioni politiche collettive. Adottando la pratica del [[w:Separatismo_femminista|separatismo]], il movimento femminista ha potuto sottrarsi a un universo politico strutturato su paradigmi maschili che non le comprendeva, portando il loro vissuto personale a diventare una questione politica. <ref>{{Cita|Lussana|p. 35}}</ref>
“Il personale è politico” ha origine tramite diversi gruppi pionieristici che si sono sviluppati in Italia e che hanno contribuito alle rivolte femministe degli anni 70. Il DEMAU, fondato da Daniela Pellegrini, fu il primo gruppo a teorizzare la necessità del “partire da sé” e di “ritrovarsi tra donne”, per demistificare l’autoritarismo patriarcale <ref>{{Cita|Lussana|p. 151}}</ref>. Anche Rivolta Femminile si identifica come un gruppo noto per aver portato allo scoperto “cose mai dette perché non dicibili”, affermando la necessità di fare tabula rasa di schemi ideologici e modelli culturali, in modo tale che ogni donna possa portare in superficie esperienze e bisogni del vissuto quotidiano <ref name=":2">{{Cita|Lussana|p. 155-158}}</ref>.
Attraverso [[w:Autocoscienza_femminista|l’autocoscienza]], concetto cardine di “il personale è politico”<ref name=":1">{{Cita|Bellè|}}</ref>, l’esperienza individuale diventa a tutti gli effetti un fatto politico. La pratica dell’autocoscienza is basava sul ritrovarsi fra donne per discutere di temi considerati privati e portandoli sul piano pubblico, riconoscendo l’oppressione come una condizione comune. Tramite questa pratica, le diverse storie diventano racconti che trovano risonanza in quelli delle altre donne e, attraverso un processo di rispecchiamento, la condizione di un singolo viene vista come una condizione comune.
Avviene di conseguenza un cambio di paradigma nel discorso politico, in cui la politica non è più una condizione astratta ma nasce da una condizione emotiva e umana. Prima del femminismo degli anni 70, la politica era intesa come un’attività che si svolgeva esclusivamente nella sfera pubblica e che si costituiva su un modello maschile, con l’avvento di “il personale è politico” viene mostrato come ciò che avviene nel privato influenzi e si rifletta sulla sfera collettiva. La prassi politica si sposta dalle grandi assemblee gerarchiche, al piccolo gruppo basato sull’autocoscienza, in cui anche il lavoro domestico, la sessualità e la cura dei figli vengono analizzati come strutture di potere. Le donne costituiscono la politica portando i loro fatti personali nello spazio pubblico. L’applicazione in Italia di questo principio ha significato rendere visibile l’invisibile, dimostrando come i rapporti di potere più duri avvengono anche nelle case e nelle relazioni. Attraverso “il personale è politico” le femministe affermavano che la rivoluzione doveva avvenire ora, e non attendere la [[w:Rivoluzione_proletaria|rivoluzione proletaria]] <ref>{{Cita|Lussana|p. 15-16}}</ref>
''«La storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose.»'' Emma Baeri <ref name=":0">{{Cita|Lussana|p. 11}}</ref>
All’interno della [[w:Storiografia|storiografia]], “il personale è politico” non è visto solo come uno [[w:Slogan|slogan]] ma come una categoria interpretativa che ha cambiato il modo di vedere la storia. La storiografia interpreta questo principio come uno spostamento dei confini, cioè la politica non avviene più solo nelle piazze o nelle istituzioni, ma risiede nei rapporti di potere quotidiani <ref>{{Cita|Bracke|p. 79}}</ref>. Il concetto di “il personale è politico” ha permesso di riscrivere la storia partendo dal corpo e dal vissuto delle donne, smascherando l’autoritarismo nascosto nelle strutture familiari e lavorative.
== Note ==
<references />
==Bibliografia==
* {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234|cid=Bellè}}
* {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}}
* {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}}
* {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia : 1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4|cid=Bracke}}
* {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}}
* {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie (1965–1980)|anno=2012|editore=Carocci|città=Roma|ISBN=978-88-430-6512-7|cid=Lussana}}
* {{Cita libro|autore=Lussana|titolo=Le donne e la modernizzazione: il neofemminismo degli anni settanta|anno=1997|editore=Einaudi|pp=471-565|ISBN=978-8806135713|cid=Lussana.}}
* {{Cita pubblicazione|anno=1987|titolo=Il movimento femminista negli anni settanta|rivista=Memoria|numero=19-20|url=https://bibliotecadelledonne.women.it/fascicolo/memoria-rivista-di-storia-delle-donne-n-19-20-1987/}}
* {{Cita libro|curatore=Aida Ribero|curatore2=Ferdinanda Vigliani|titolo=100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta|anno=1998|editore=Tufani|città=Ferrara|ISBN=978-88-86780-20-9}}
* {{Cita libro|curatore=Rosalba Spagnoletti|titolo=I Movimenti femministi in Italia|anno=1977|editore=Savelli|città=Roma}}
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/* “Il personale è politico” */
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== Il '68 ==
Il movimento femminista e il [[w:Movimento_del_Sessantotto|'68]] studentesco si sviluppano nello stesso contesto storico. Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref>
Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref>
Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref>
Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni.
In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico.
Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione.
Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo.
=== Differenze e tensioni ===
Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, è orientato alla trasformazione delle strutture economiche e politiche, lette attraverso categorie marxiste; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref>
La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref>
Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref>
=== Nasce con, nasce prima, va oltre ===
La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref>
In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref>
Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma.
== “Il personale è politico” ==
L’espressione “il personale è politico” rappresenta il nucleo della rivoluzione neofemminista degli anni 70, determinando un mutamento dalle precedenti istanze emancipazioniste. Tale passaggio segna la transizione da una fase di integrazione sociale, sostenuta da gruppi storici come l’[[w:Unione_donne_in_Italia|UDI (Unione Donne in Italia),]] il cui obiettivo era l’inserimento delle donne nel sistema maschile vigente, a una fase in cui si accentua l’importanza della liberazione e della diversità <ref>{{Cita|Lussana|p. 32-33}}</ref>. L’adozione di questa formula conferisce maggiore spazio alla soggettività femminile, in particolare attraverso i piccoli eventi della vita quotidiana e alla memoria delle esperienze vissute. Tale approccio ha permesso di portare allo scoperto temi che in precedenza venivano considerati indicibili, analizzandoli come questioni politiche collettive. Adottando la pratica del [[w:Separatismo_femminista|separatismo]], il movimento femminista ha potuto sottrarsi a un universo politico strutturato su paradigmi maschili che non le comprendeva, portando il loro vissuto personale a diventare una questione politica. <ref>{{Cita|Lussana|p. 35}}</ref>
“Il personale è politico” ha origine tramite diversi gruppi pionieristici che si sono sviluppati in Italia e che hanno contribuito alle rivolte femministe degli anni 70. Il DEMAU, fondato da Daniela Pellegrini, fu il primo gruppo a teorizzare la necessità del “partire da sé” e di “ritrovarsi tra donne”, per demistificare l’autoritarismo patriarcale <ref>{{Cita|Lussana|p. 151}}</ref>. Anche Rivolta Femminile si identifica come un gruppo noto per aver incoraggiato le donne a dare voce a pensieri “non dicibili” o “proibiti”, affermando la necessità di fare ''tabula rasa'' di schemi e modelli ideologici patriarcali, affinché ogni donna potesse portare in superficie esperienze e bisogni del vissuto quotidiano, conferendo loro piena dignità politica <ref name=":2">{{Cita|Lussana|p. 155-158}}</ref>.
Attraverso [[w:Autocoscienza_femminista|l’autocoscienza]], concetto cardine di “il personale è politico”<ref name=":1">{{Cita|Bellè|}}</ref>, l’esperienza individuale diventa a tutti gli effetti un fatto politico. La pratica dell’autocoscienza is basava sul ritrovarsi fra donne per discutere di temi considerati privati e portandoli sul piano pubblico, riconoscendo l’oppressione come una condizione comune. Tramite questa pratica, le diverse storie diventano racconti che trovano risonanza in quelli delle altre donne e, attraverso un processo di rispecchiamento, la condizione di un singolo viene vista come una condizione comune.
Avviene di conseguenza un cambio di paradigma nel discorso politico, in cui la politica non è più una condizione astratta ma nasce da una condizione emotiva e umana. Prima del femminismo degli anni 70, la politica era intesa come un’attività che si svolgeva esclusivamente nella sfera pubblica e che si costituiva su un modello maschile, con l’avvento di “il personale è politico” viene mostrato come ciò che avviene nel privato influenzi e si rifletta sulla sfera collettiva. La prassi politica si sposta dalle grandi assemblee gerarchiche, al piccolo gruppo basato sull’autocoscienza, in cui anche il lavoro domestico, la sessualità e la cura dei figli vengono analizzati come strutture di potere. Le donne costituiscono la politica portando i loro fatti personali nello spazio pubblico. L’applicazione in Italia di questo principio ha significato rendere visibile l’invisibile, dimostrando come i rapporti di potere più duri avvengono anche nelle case e nelle relazioni. Attraverso “il personale è politico” le femministe affermavano che la rivoluzione doveva avvenire ora, e non attendere la [[w:Rivoluzione_proletaria|rivoluzione proletaria]] <ref>{{Cita|Lussana|p. 15-16}}</ref>
''«La storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose.»'' Emma Baeri <ref name=":0">{{Cita|Lussana|p. 11}}</ref>
All’interno della [[w:Storiografia|storiografia]], “il personale è politico” non è visto solo come uno [[w:Slogan|slogan]] ma come una categoria interpretativa che ha cambiato il modo di vedere la storia. La storiografia interpreta questo principio come uno spostamento dei confini, cioè la politica non avviene più solo nelle piazze o nelle istituzioni, ma risiede nei rapporti di potere quotidiani <ref>{{Cita|Bracke|p. 79}}</ref>. Il concetto di “il personale è politico” ha permesso di riscrivere la storia partendo dal corpo e dal vissuto delle donne, smascherando l’autoritarismo nascosto nelle strutture familiari e lavorative.
== Note ==
<references />
==Bibliografia==
* {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234|cid=Bellè}}
* {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}}
* {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}}
* {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia : 1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4|cid=Bracke}}
* {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}}
* {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie (1965–1980)|anno=2012|editore=Carocci|città=Roma|ISBN=978-88-430-6512-7|cid=Lussana}}
* {{Cita libro|autore=Lussana|titolo=Le donne e la modernizzazione: il neofemminismo degli anni settanta|anno=1997|editore=Einaudi|pp=471-565|ISBN=978-8806135713|cid=Lussana.}}
* {{Cita pubblicazione|anno=1987|titolo=Il movimento femminista negli anni settanta|rivista=Memoria|numero=19-20|url=https://bibliotecadelledonne.women.it/fascicolo/memoria-rivista-di-storia-delle-donne-n-19-20-1987/}}
* {{Cita libro|curatore=Aida Ribero|curatore2=Ferdinanda Vigliani|titolo=100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta|anno=1998|editore=Tufani|città=Ferrara|ISBN=978-88-86780-20-9}}
* {{Cita libro|curatore=Rosalba Spagnoletti|titolo=I Movimenti femministi in Italia|anno=1977|editore=Savelli|città=Roma}}
* {{Cita libro|curatore=Paola Stelliferi|curatore2=Stefania Voli|titolo=Anni di rivolta: nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|ISBN=9791254692349}}
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2026-04-07T09:30:11Z
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/* “Il personale è politico” */
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wikitext
text/x-wiki
== Il '68 ==
Il movimento femminista e il [[w:Movimento_del_Sessantotto|'68]] studentesco si sviluppano nello stesso contesto storico. Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref>
Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref>
Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref>
Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni.
In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico.
Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione.
Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo.
=== Differenze e tensioni ===
Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, è orientato alla trasformazione delle strutture economiche e politiche, lette attraverso categorie marxiste; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref>
La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref>
Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref>
=== Nasce con, nasce prima, va oltre ===
La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref>
In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref>
Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma.
== “Il personale è politico” ==
L’espressione “il personale è politico” rappresenta il nucleo della rivoluzione neofemminista degli anni 70, determinando un mutamento dalle precedenti istanze emancipazioniste. Tale passaggio segna la transizione da una fase di integrazione sociale, sostenuta da gruppi storici come l’[[w:Unione_donne_in_Italia|UDI (Unione Donne in Italia),]] il cui obiettivo era l’inserimento delle donne nel sistema maschile vigente, a una fase in cui si accentua l’importanza della liberazione e della diversità <ref>{{Cita|Lussana|p. 32-33}}</ref>. L’adozione di questa formula conferisce maggiore spazio alla soggettività femminile, in particolare attraverso i piccoli eventi della vita quotidiana e alla memoria delle esperienze vissute. Tale approccio ha permesso di portare allo scoperto temi che in precedenza venivano considerati indicibili, analizzandoli come questioni politiche collettive. Adottando la pratica del [[w:Separatismo_femminista|separatismo]], il movimento femminista ha potuto sottrarsi a un universo politico strutturato su paradigmi maschili che non le comprendeva, portando il loro vissuto personale a diventare una questione politica. <ref>{{Cita|Lussana|p. 35}}</ref>
“Il personale è politico” ha origine tramite diversi gruppi pionieristici che si sono sviluppati in Italia e che hanno contribuito alle rivolte femministe degli anni 70. Il DEMAU, fondato da Daniela Pellegrini, fu il primo gruppo a teorizzare la necessità del “partire da sé” e di “ritrovarsi tra donne”, per demistificare l’autoritarismo patriarcale <ref>{{Cita|Lussana|p. 151}}</ref>. Anche Rivolta Femminile si identifica come un gruppo noto per aver incoraggiato le donne a dare voce a pensieri “non dicibili” o “proibiti”, affermando la necessità di fare ''tabula rasa'' di schemi e modelli ideologici patriarcali, affinché ogni donna potesse portare in superficie esperienze e bisogni del vissuto quotidiano, conferendo loro piena dignità politica <ref name=":2">{{Cita|Lussana|p. 155-158}}</ref>.
Attraverso [[w:Autocoscienza_femminista|l’autocoscienza]], concetto cardine di “il personale è politico”,<ref name=":1">{{Cita|Bellè|}}</ref> l’esperienza individuale diventa a tutti gli effetti un fatto politico. La pratica dell’autocoscienza is basava sul ritrovarsi fra donne per discutere di temi considerati privati e portandoli sul piano pubblico, riconoscendo l’oppressione come una condizione comune. Tramite questa pratica, le diverse storie diventano racconti che trovano risonanza in quelli delle altre donne e, attraverso un processo di rispecchiamento, la condizione di un singolo viene vista come una condizione comune.
Avviene di conseguenza un cambio di paradigma nel discorso politico, in cui la politica non è più una condizione astratta ma nasce da una condizione emotiva e umana. Prima del femminismo degli anni 70, la politica era intesa come un’attività che si svolgeva esclusivamente nella sfera pubblica e che si costituiva su un modello maschile, con l’avvento di “il personale è politico” viene mostrato come ciò che avviene nel privato influenzi e si rifletta sulla sfera collettiva. La prassi politica si sposta dalle grandi assemblee gerarchiche, al piccolo gruppo basato sull’autocoscienza, in cui anche il lavoro domestico, la sessualità e la cura dei figli vengono analizzati come strutture di potere. Le donne costituiscono la politica portando i loro fatti personali nello spazio pubblico. L’applicazione in Italia di questo principio ha significato rendere visibile l’invisibile, dimostrando come i rapporti di potere più duri avvengono anche nelle case e nelle relazioni. Attraverso “il personale è politico” le femministe affermavano che la rivoluzione doveva avvenire ora, e non attendere la [[w:Rivoluzione_proletaria|rivoluzione proletaria]] <ref>{{Cita|Lussana|p. 15-16}}</ref>
''«La storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose.»'' Emma Baeri <ref name=":0">{{Cita|Lussana|p. 11}}</ref>
All’interno della [[w:Storiografia|storiografia]], “il personale è politico” non è visto solo come uno [[w:Slogan|slogan]] ma come una categoria interpretativa che ha cambiato il modo di vedere la storia. La storiografia interpreta questo principio come uno spostamento dei confini, cioè la politica non avviene più solo nelle piazze o nelle istituzioni, ma risiede nei rapporti di potere quotidiani <ref>{{Cita|Bracke|p. 79}}</ref>. Il concetto di “il personale è politico” ha permesso di riscrivere la storia partendo dal corpo e dal vissuto delle donne, smascherando l’autoritarismo nascosto nelle strutture familiari e lavorative.
== Note ==
<references />
==Bibliografia==
* {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234|cid=Bellè}}
* {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}}
* {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}}
* {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia : 1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4|cid=Bracke}}
* {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}}
* {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie (1965–1980)|anno=2012|editore=Carocci|città=Roma|ISBN=978-88-430-6512-7|cid=Lussana}}
* {{Cita libro|autore=Lussana|titolo=Le donne e la modernizzazione: il neofemminismo degli anni settanta|anno=1997|editore=Einaudi|pp=471-565|ISBN=978-8806135713|cid=Lussana.}}
* {{Cita pubblicazione|anno=1987|titolo=Il movimento femminista negli anni settanta|rivista=Memoria|numero=19-20|url=https://bibliotecadelledonne.women.it/fascicolo/memoria-rivista-di-storia-delle-donne-n-19-20-1987/}}
* {{Cita libro|curatore=Aida Ribero|curatore2=Ferdinanda Vigliani|titolo=100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta|anno=1998|editore=Tufani|città=Ferrara|ISBN=978-88-86780-20-9}}
* {{Cita libro|curatore=Rosalba Spagnoletti|titolo=I Movimenti femministi in Italia|anno=1977|editore=Savelli|città=Roma}}
* {{Cita libro|curatore=Paola Stelliferi|curatore2=Stefania Voli|titolo=Anni di rivolta: nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|ISBN=9791254692349}}
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Calcoli scientifici con Julia/Modello base delle scommesse sportive
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2026-04-06T13:58:15Z
Gian BOT
27470
[[wb:Bot|Bot]]: Correggo errori comuni (tramite [[Wb:Bot/Sostituzioni/Errori comuni|La lista degli errori comuni]] V 1.0)
491505
wikitext
text/x-wiki
{{Calcoli scientifici con Julia}}
Un modello base per scommesse sportive di calcio si può fare usando la distribuzione di Poisson per stimare i gol, la matrice delle probabilità dei risultati relativa ai punteggi 0-0,1-0,2-1 ecc. e il valore atteso della scommessa (Expected Value)
[[File:Poisson pmf.svg|thumb|left|Distribuzione di Poisson - L'asse orizzontale è l'indice k o numero di occorrenze. λ è il tasso di occorrenze previsto. L'asse verticale è la probabilità di eventi k dato λ. La funzione è definita solo per valori interi di k ]]
La '''distribuzione di Poisson''' si utilizza spesso nelle scommesse sportive (soprattutto nel calcio) perché modella bene il numero di eventi rari che avvengono in un intervallo di tempo fisso.
In una partita di calcio i gol sono pochi, avvengono in modo discreto e si contano come 0,1,2,3...
Esempio tipico:
| gol | probabilità |
| --- | ----------- |
| 0 | alta |
| 1 | alta |
| 2 | media |
| 3 | bassa |
| 4+ | molto bassa |
Questo tipo di fenomeno è esattamente quello per cui è stata progettata la distribuzione di Poisson.
La probabilità di segnare (k) gol è:
:<math>\mathcal{P}_\lambda(k)=\frac{\lambda^k}{k!}e^{-\lambda}</math> per ogni <math>k\in\mathbb{N}</math>
dove
* (λ) = media gol
* (k) = numero di gol
Esempio:
se (λ = 1.5)
| gol | probabilità |
| --- | ----------- |
| 0 | 22% |
| 1 | 33% |
| 2 | 25% |
| 3 | 12% |
Distribuzione molto simile ai dati reali del calcio.
'''La matrice delle probabilità dei risultati''' relativa ai punteggi 0-0,1-0,2-1 ecc. è quella più usata nei modelli di calcio . Per esempio l'elemento (1,0) della matrice è dato dalla probabilità che la squadra in casa segni 1 gol, sapendo che la sua media di gol è λ = 1.6 secondo la relativa Poisson, moltiplicata per la probabilità che la squadra in trasferta segni 0 gol , sapendo che la sua media di gol è λ = 1.1 secondo la relativa Poisson . Quindi in sostanza bisogna moltiplicare i valori di 2 Poisson distinte. Nel modello base si assume che i gol della squadra casa e i gol della squadra trasferta siano indipendenti per cui le probabilità si moltiplicano : P(i,j) = P(i) X P(j).
La matrice costruita diventa per esempio:
| | 0 | 1 | 2 | 3 |
| - | ---- | ---- | ---- | --- |
| 0 | 0.07 | 0.08 | 0.04 | ... |
| 1 | 0.10 | 0.11 | 0.06 | ... |
| 2 | 0.08 | 0.09 | 0.05 | ... |
per cui il risultato (0,1) ha probabilità 8% ecc.
'''Il valore atteso della scommessa (Expected Value)''' è il calcolo più importante perché indica quanto si guadagna o si perde in media per ogni puntata.
EV = (P X Quota) - 1
dove P = probabilità reale stimata e Quota = quota del bookmaker
Ad esempio se la probabilità stimata è 50% e la quota: 2.50:
EV = (0,50 X 2,50) - 1 = + 0,25 è una scommessa teoricamente profittevole, perché si guadagna teoricamente 0,25€ per ogni euro puntato in media.
Quindi :
| EV | significato |
| ------ | ----------------------------------- |
| EV > 0 | scommessa teoricamente profittevole |
| EV = 0 | gioco equo |
| EV < 0 | scommessa sfavorevole |
=== Implementazione in Julia ===
Innanzitutto installo le librerie di Julia che mi servono:
<SyntaxHighlight lang=Julia>
using Pkg
Pkg.add("Distributions")
Pkg.add("CSV")
Pkg.add("DataFrames")
</SyntaxHighlight>
Innanzitutto traccio la matrice dei risultati con massimo 5 gol per squadra:
<SyntaxHighlight lang=Julia>
max_goals = 5
matrix = [(i,j) for i in 0:max_goals, j in 0:max_goals]
matrix
</SyntaxHighlight>
6×6 Matrix{Tuple{Int64, Int64}}:
(0, 0) (0, 1) (0, 2) (0, 3) (0, 4) (0, 5)
(1, 0) (1, 1) (1, 2) (1, 3) (1, 4) (1, 5)
(2, 0) (2, 1) (2, 2) (2, 3) (2, 4) (2, 5)
(3, 0) (3, 1) (3, 2) (3, 3) (3, 4) (3, 5)
(4, 0) (4, 1) (4, 2) (4, 3) (4, 4) (4, 5)
(5, 0) (5, 1) (5, 2) (5, 3) (5, 4) (5, 5)
Supponiamo che la squadra casa abbia media gol λ = 1.6 e la squadra in trasferta media gol λ = 1.1 e tracciamo la matrice delle probabilità dei risultati:
<SyntaxHighlight lang=Julia>
using Distributions
using CSV
using DataFrames
lambda_home = 1.6
lambda_away = 1.1
home_goals = Poisson(lambda_home)
away_goals = Poisson(lambda_away)
prob_matrix = zeros(max_goals+1, max_goals+1)
for i in 0:max_goals
for j in 0:max_goals
prob_matrix[i+1, j+1] = pdf(home_goals, i) * pdf(away_goals, j)
end
end
prob_matrix
</SyntaxHighlight>
6×6 Matrix{Float64}:
0.0672055 0.0739261 0.0406593 0.0149084 0.00409982 0.00090196
0.107529 0.118282 0.0650549 0.0238535 0.00655971 0.00144314
0.0860231 0.0946254 0.0520439 0.0190828 0.00524776 0.00115451
0.045879 0.0504669 0.0277568 0.0101775 0.00279881 0.000615738
0.0183516 0.0201867 0.0111027 0.00407099 0.00111952 0.000246295
0.00587251 0.00645976 0.00355287 0.00130272 0.000358247 7.88144e-5
Calcoliamo le probabilità di vittoria, pareggio e sconfitta:
<SyntaxHighlight lang=Julia>
p_home = 0.0
p_draw = 0.0
p_away = 0.0
for i in 0:max_goals
for j in 0:max_goals
p = prob_matrix[i+1, j+1]
if i > j
p_home += p
elseif i == j
p_draw += p
else
p_away += p
end
end
end
println("Probabilità vittoria casa: ", p_home)
println("Probabilità pareggio: ", p_draw)
println("Probabilità vittoria trasferta: ", p_away)
</SyntaxHighlight>
Probabilità vittoria casa: 0.48353796379688296
Probabilità pareggio: 0.24890698520246393
Probabilità vittoria trasferta: 0.260552747649295
Quindi è più probabile la vittoria in casa col 48,35% .
Supponiamo le seguenti quote bookmaker e calcoliamo il valore atteso:
*Casa = 2.30
*Pareggio = 3.40
*Trasferta = 3.10
<SyntaxHighlight lang=Julia>
odds_home = 2.30
odds_draw = 3.40
odds_away = 3.10
ev_home = p_home * odds_home - 1
ev_draw = p_draw * odds_draw - 1
ev_away = p_away * odds_away - 1
println("EV casa: ", ev_home)
println("EV pareggio: ", ev_draw)
println("EV trasferta: ", ev_away)
</SyntaxHighlight>
EV casa: 0.11213731673283078
EV pareggio: -0.15371625031162262
EV trasferta: -0.1922864822871856
Allora:
* casa → favorevole
* pareggio → sfavorevole
* trasferta → sfavorevole
Possiamo trovare anche il risultato esatto più probabile:
<SyntaxHighlight lang=Julia>
max_prob = 0
score = (0,0)
for i in 0:max_goals
for j in 0:max_goals
p = prob_matrix[i+1,j+1]
if p > max_prob
max_prob = p
score = (i,j)
end
end
end
println("Risultato più probabile: ", score)
println("Probabilità: ", max_prob)
</SyntaxHighlight>
Risultato più probabile: (1, 1)
Probabilità: 0.1182817024219596
==Stima delle lambda λ (medie gol) con dati della serie A==
Scarichiamo i dati con queste colonne:
| Date | HomeTeam | AwayTeam | FTHG | FTAG |
| ---------- | -------- | -------- | ---- | ---- |
| 2023-08-19 | Empoli | Verona | 0 | 1 |
* FTHG = Full Time Home Goals
* FTAG = Full Time Away Goals
da: https://www.football-data.co.uk/mmz4281/2324/I1.csv e creiamo il relativo DataFrame:
<SyntaxHighlight lang=Julia>
df = CSV.read("I1.csv", DataFrame)
df = select(df, :HomeTeam, :AwayTeam, :FTHG, :FTAG)
rename!(df,
:FTHG => :HomeGoals,
:FTAG => :AwayGoals
)
dropmissing!(df)
</SyntaxHighlight>
<SyntaxHighlight lang=Julia>
teams = unique(vcat(df.HomeTeam, df.AwayTeam))
# Costruiamo un dataset con **gol fatti e subiti**:
stats = DataFrame(
team = teams,
goals_scored = zeros(length(teams)),
goals_conceded = zeros(length(teams)),
matches = zeros(Int,length(teams))
)
# Calcolo delle medie:
for row in eachrow(df)
home = row.HomeTeam
away = row.AwayTeam
hg = row.HomeGoals
ag = row.AwayGoals
stats[stats.team .== home, :goals_scored] .+= hg
stats[stats.team .== home, :goals_conceded] .+= ag
stats[stats.team .== home, :matches] .+= 1
stats[stats.team .== away, :goals_scored] .+= ag
stats[stats.team .== away, :goals_conceded] .+= hg
stats[stats.team .== away, :matches] .+= 1
end
# Media gol (λ):
stats.lambda_attack = stats.goals_scored ./ stats.matches
stats.lambda_defense = stats.goals_conceded ./ stats.matches
</SyntaxHighlight>
Esempio risultato:
| team | attack λ | defense λ |
| ----- | -------- | --------- |
| Inter | 1.9 | 0.8 |
| Milan | 1.6 | 1.0 |
| Roma | 1.4 | 1.2 |
Ora si possono stimare ad esempio le due λ Inter vs Milan:
<SyntaxHighlight lang=Julia>
team_home = "Inter"
team_away = "Milan"
lambda_home = stats[stats.team .== team_home, :lambda_attack][1]
lambda_away = stats[stats.team .== team_away, :lambda_attack][1]
println("lambda_home =",lambda_home)
println("lambda_away =",lambda_away)
</SyntaxHighlight>
lambda_home =2.3421052631578947
lambda_away =2.0
Ottenute le 2 lambda si può procedere calcolando la matrice delle probabilità dei risultati come prima...
==Conclusioni==
Questo modello base non tiene conto del fatto, che c'è in realtà una dipendenza tra i gol delle 2 squadre, perché se una squadra segna può chiudersi in difesa, se una squadra perde attacca di più, le espulsioni cambiano la dinamica, la strategia cambia dopo un gol, per cui il '''modello Dixon-Coles''' introduce una correzione per risultati come: 0-0, 1-0, 1-1 che la Poisson indipendente tende a stimare male. Inoltre questo nuovo modello stima diversamente lambda e introduce 2 nuovi parametri mu e ro (parametro Dixon-Coles) con :
λ = attack_home x defense_away x home_advantage
μ = attack_away x defense_home
Questo perché suppone che la squadra in casa abbia maggiore forza in attacco , la squadra ospite maggiore forza in difesa e poi vi sia un vantaggio in casa.
Comunque il modello con due Poisson indipendenti è molto usato perché è semplice, è facile da stimare, funziona sorprendentemente bene e richiede pochi parametri, per cui è il modello base nella letteratura sulle scommesse sportive.
{{avanzamento|75%|12 marzo 2026}}
[[Categoria:Calcoli scientifici con Julia|Modello base delle scommesse sportive]]
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Calcoli scientifici con Julia/Ottimizzazione del budget personale
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[[wb:Bot|Bot]]: Correggo errori comuni (tramite [[Wb:Bot/Sostituzioni/Errori comuni|La lista degli errori comuni]] V 1.0)
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{{Calcoli scientifici con Julia}}
L’ottimizzazione del budget personale è un classico problema di ricerca operativa, in cui bisogna definire variabili di spesa, imporre vincoli di bilancio e scegliere una funzione obiettivo. In particolare si può costruire un modello lineare o non lineare con utilità logaritmica (funzione obiettivo) che deve essere massimizzata.
In termini matematici il problema lineare è con n categorie di spesa :
:<math>\begin{align}
\max_{x} \quad & U=\sum_{i=1}^{n} w_i x_i \\[6pt]
\text{s.t.} \quad & \sum_{i=1}^{n} x_i \leq B \\
& x_i \geq m_i \quad \forall\, i \\
& x_i \leq M_i \quad \forall\, i
\end{align}</math>
quello non lineare:
:<math>\begin{align}
\max_{x} \quad & U=\sum_{i=1}^{n} w_i log(x_i) \\[6pt]
\text{s.t.} \quad & \sum_{i=1}^{n} x_i \leq B \\
& x_i \geq m_i \quad \forall\, i \\
& x_i \leq M_i \quad \forall\, i
\end{align}</math>
dove:
* <math>x_i \in \mathbb{R}_+</math> è la spesa allocata alla categoria <math>i</math>
* <math>w_i > 0</math> è il peso (importanza relativa) della categoria <math>i</math>
* <math>B > 0</math> è il budget totale disponibile
* <math>m_i \geq 0</math> è la spesa minima obbligatoria per la categoria <math>i</math>
* <math>M_i > m_i</math> è la spesa massima ammissibile per la categoria <math>i</math>
I pesi di utilità rappresentano quanto una certa spesa contribuisce al benessere o alla soddisfazione della persona. Ad esempio supponiamo tre categorie di spesa:
| Spesa | Peso di utilità |
| ------ | --------------- |
| cibo | 3 |
| svago | 1 |
| viaggi | 4 |
quindi:
* 1 € speso in viaggi dà più soddisfazione
* 1 € speso in cibo dà utilità media
* 1 € speso in svago dà meno utilità
Quindi il modello non lineare cercherà di allocare più budget nelle categorie con peso maggiore massimizzando:
<math>U = w_1 log(x_1) + w_2 log(x_2) + \dots + w_n log(x_n)</math> con i relativi vincoli di bilancio del tipo :
nel modello lineare invece si massimizza :
<math>U = w_1 x_1 + w_2 x_2 + \dots + w_n x_n</math>
con :
<math>m_i \leq x_i \leq M_i</math> e <math>\sum_{i=1}^{n} x_i \leq B</math>
I pesi si scelgono per valutazione soggettiva oppure osservando dove si spende di più e cosa si preferisce sacrificare.
Nel modello non lineare si utilizza la funzione logaritmo perché si può dimostrare che la soluzione ottima del problema nel caso non vincolato risulta:
<math>x_i^* = \frac{w_i \cdot B}{\displaystyle\sum_{j=1}^{n} w_j}</math>
ovvero ogni categoria di spesa riceve una quota proporzionale al proprio peso indipendentemente dal budget totale B.
Nel modello lineare, la soluzione ottima è sempre ai vertici del poliedro dei vincoli, cioè ogni categoria viene portata al suo minimo o al suo massimo, mai nel mezzo. Questo è un risultato fondamentale della programmazione lineare.
Con l'utilità logaritmica invece la soluzione è interna cioè ogni categoria riceve un'allocazione intermedia.
==Implementazione in Julia==
Innanzitutto installo le librerie di Julia che mi servono:
<SyntaxHighlight lang=Julia>
using Pkg
Pkg.add("JuMP")
Pkg.add("Ipopt")
Pkg.add("HiGHS")
</SyntaxHighlight>
===Modello lineare===
Si calcolano le variabili di spesa che massimizzano l'utilità soggette ai vari vincoli mediante la libreria HiGHS:
<SyntaxHighlight lang=Julia>
using JuMP, HiGHS
budget_totale = 3000.0 # € mensili
model = Model(HiGHS.Optimizer)
@variable(model,800 <= affitto <= 1000)
@variable(model,300 <= cibo <= 600)
@variable(model,100 <= trasporti <= 300)
@variable(model,0 <= svago <= 400)
@variable(model,100 <= risparmio <= 800)
@variable(model,0 <= vestiti <= 200)
@constraint(model, affitto + cibo + trasporti + svago + risparmio + vestiti <= budget_totale)
@objective(model, Max, 0.8*affitto +1.5*cibo +1.2*trasporti +2*svago + 1.8*risparmio +0.4*vestiti )
optimize!(model)
println("______________________________________________________________")
println("Affitto = ", value(affitto))
println("Cibo = ",value(cibo))
println("Trasporti = ",value(trasporti)),
println("Svago = ",value(svago))
println("Risparmio = ", value(risparmio))
println("Vestiti = ", value(vestiti))
</SyntaxHighlight>
Running HiGHS 1.13.1 (git hash: 1d267d97c): Copyright (c) 2026 under Apache 2.0 license terms
Using BLAS: blastrampoline
LP has 1 row; 6 cols; 6 nonzeros
Coefficient ranges:
Matrix [1e+00, 1e+00]
Cost [4e-01, 2e+00]
Bound [1e+02, 1e+03]
RHS [3e+03, 3e+03]
Presolving model
1 rows, 1 cols, 1 nonzeros 0s
0 rows, 0 cols, 0 nonzeros 0s
Presolve reductions: rows 0(-1); columns 0(-6); nonzeros 0(-6) - Reduced to empty
Performed postsolve
Solving the original LP from the solution after postsolve
Model status : Optimal
Objective value : 4.2200000000e+03
P-D objective error : 0.0000000000e+00
HiGHS run time : 0.00
______________________________________________________________
Affitto = 900.0
Cibo = 600.0
Trasporti = 300.0
Svago = 400.0
Risparmio = 800.0
Vestiti = 0.0
Questi valori massimizzano la funzione di utilità soggetta ai vincoli.
===Modello non lineare===
Si calcolano le variabili di spesa che massimizzano l'utilità logaritmica soggette ai vari vincoli mediante la libreria Ipopt:
<SyntaxHighlight lang=Julia>
using JuMP, Ipopt
budget_totale = 3000.0 # € mensili
model_nl = Model(Ipopt.Optimizer)
set_optimizer_attribute(model_nl, "print_level", 0)
@variable(model_nl,800 <= affitto <= 1000)
@variable(model_nl,300 <= cibo <= 600)
@variable(model_nl,100 <= trasporti <= 300)
@variable(model_nl,0 <= svago <= 400)
@variable(model_nl,100 <= risparmio <= 800)
@variable(model_nl,0 <= vestiti <= 200)
@constraint(model_nl, affitto + cibo + trasporti + svago + risparmio + vestiti <= budget_totale)
# Utilità logaritmica: U(x) = w_i * log(x_i)
@objective(model_nl, Max, 0.8*log(affitto) +1.5*log(cibo) +1.2*log(trasporti) +2*log(svago) + 1.8*log(risparmio) +0.4*log(vestiti) )
optimize!(model_nl)
println("Affitto = ", value(affitto))
println("Cibo = ",value(cibo))
println("Trasporti = ",value(trasporti)),
println("Svago = ",value(svago))
println("Risparmio = ", value(risparmio))
println("Vestiti = ", value(vestiti))
</SyntaxHighlight>
******************************************************************************
This program contains Ipopt, a library for large-scale nonlinear optimization.
Ipopt is released as open source code under the Eclipse Public License (EPL).
For more information visit https://github.com/coin-or/Ipopt
******************************************************************************
Affitto = 800.0086863353699
Cibo = 599.4405027557945
Trasporti = 299.9919466163567
Svago = 399.9950988314647
Risparmio = 736.8257493821642
Vestiti = 163.7329107226028
Questi valori massimizzano la funzione di utilità soggetta ai vincoli.
{{avanzamento|75%|14 marzo 2026}}
[[Categoria:Calcoli scientifici con Julia|Ottimizzazione del budget personale]]
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Calcoli scientifici con Julia/Investire in opzioni
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Gian BOT
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wikitext
text/x-wiki
{{Calcoli scientifici con Julia}}
Un’'''opzione''' è un contratto finanziario che dà il diritto (non l'obbligo) a comprare azioni (Call) o venderle (Put) al prezzo di esercizio (strike) alla scadenza. Ad esempio se lo strike dell''''opzione call''' corrispondente è 100€ , se il prezzo dell'opzione è 5€ si pagano subito 5€. Se alla scadenza l'azione vale 120€, si comprano le azioni a 100€ e si rivendono a 120€ per cui il profitto è 120-100-5 = 15€ . Se invece alla scadenza l'azione vale 90 perdo solo il prezzo dell'opzione e non esercito. Se lo strike dell''''opzione put''' corrispondente è 100€ , se il prezzo dell'opzione è 5€ si pagano subito 5€. Se alla scadenza l'azione vale 80€, si rivendono le azioni allo strike 100€ per cui il profitto è 100-80-5 = 15€ . Se invece alla scadenza l'azione vale 120 perdo solo il prezzo dell'opzione e non esercito.
==Implementazione in Julia==
=== Opzioni CALL ===
Installo le librerie:
<syntaxhighlight lang="julia">
using Pkg
Pkg.add(["YFinance","DataFrames","CSV"])
</syntaxhighlight>
Scarico le opzioni call di Google:
<syntaxhighlight lang="julia">
using DataFrames, YFinance, CSV
df = get_Options("GOOG")["calls"] |> DataFrame
</syntaxhighlight>
A volte nello scaricamento dei dati ottengo l'errore : "Too many requests" e quindi se si riesce a scaricarli conviene salvarli in un file CSV:
<syntaxhighlight lang="julia">
CSV.write("calls_goog.csv", df)
</syntaxhighlight>
Carico i dati :
<syntaxhighlight lang="julia">
using DataFrames, YFinance, CSV
df = CSV.read("calls_goog.csv", DataFrame)
</syntaxhighlight>
Seleziono le colonne che mi interessano:
<syntaxhighlight lang="julia">
df1 = select(df,:contractSymbol,:strike,:lastPrice,:volume,:expiration,:impliedVolatility,:inTheMoney)
</syntaxhighlight>
'''Alle 13,00 del 31 marzo 2026 le azioni Google sono quotate S = 273,14 . Le prime 13 opzioni sono "in the money" perché lo strike è inferiore al valore dell'azione . Alla scadenza del 2 aprile 2026 delle calls visualizzabile nella colonna expiration, se S = 280, otterrei un profitto pari a max(S - strike,0) - lastPrice , facendo valere il diritto di comprare l'azione allo strike e rivendendola subito dopo:'''
<syntaxhighlight lang="julia">
S = 280
df1.profitto_S_280 = max.(S.-df1.strike,0).-df1.lastPrice
</syntaxhighlight>
</div>
<div id="18830436" class="cell markdown">
'''Se invece alla scadenza del 2 aprile 2026 delle calls, S = 160, otterrei una perdita su tutte le calls pari a -lastPrice :'''
<syntaxhighlight lang="julia">
S = 160
df1.perdita_S_160 = max.(S.-df1.strike,0).-df1.lastPrice
</syntaxhighlight>
'''Se alla scadenza del 2 aprile 2026 delle calls, S = 240, alcune calls con strike basso potrebbero essere in profitto, ma la maggior parte sarà in perdita:'''
<syntaxhighlight lang="julia">
S = 240
df1.perdita_S_240 =max.(S.-df1.strike,0).-df1.lastPrice
df1
</syntaxhighlight>
{| class="wikitable"
! contractSymbol !! strike !! lastPrice !! volume !! expiration !! impliedVolatility !! inTheMoney !! profitto_S_280 !! perdita_S_160 !! perdita_S_240
|-
| GOOG260402C00170000 || 170.0 || 105.08 || 1 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 1.0000000000000003e-5 || true || 4.920000000000002 || -105.08 || -35.08
|-
| GOOG260402C00180000 || 180.0 || 119.64 || 9 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 1.0000000000000003e-5 || true || -19.64 || -119.64 || -59.64
|-
| GOOG260402C00200000 || 200.0 || 76.77 || 5 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 1.0000000000000003e-5 || true || 3.230000000000004 || -76.77 || -36.769999999999996
|-
| GOOG260402C00205000 || 205.0 || 71.63 || 5 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 1.0000000000000003e-5 || true || 3.3700000000000045 || -71.63 || -36.629999999999995
|-
| GOOG260402C00210000 || 210.0 || 64.51 || 1 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 1.0000000000000003e-5 || true || 5.489999999999995 || -64.51 || -34.510000000000005
|-
| GOOG260402C00225000 || 225.0 || 48.89 || 50 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 1.0000000000000003e-5 || true || 6.109999999999999 || -48.89 || -33.89
|-
| GOOG260402C00230000 || 230.0 || 44.3 || 2 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 1.0000000000000003e-5 || true || 5.700000000000003 || -44.3 || -34.3
|-
| GOOG260402C00235000 || 235.0 || 71.32 || || 2026-04-02T00:00:00.0 || 1.0000000000000003e-5 || true || -26.319999999999993 || -71.32 || -66.32
|-
| GOOG260402C00240000 || 240.0 || 32.73 || 138 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 1.0000000000000003e-5 || true || 7.270000000000003 || -32.73 || -32.73
|-
| GOOG260402C00245000 || 245.0 || 28.0 || 2 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 1.0000000000000003e-5 || true || 7.0 || -28.0 || -28.0
|-
| GOOG260402C00250000 || 250.0 || 23.61 || 27 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 1.0000000000000003e-5 || true || 6.390000000000001 || -23.61 || -23.61
|-
| GOOG260402C00255000 || 255.0 || 19.69 || 1 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 1.0000000000000003e-5 || true || 5.309999999999999 || -19.69 || -19.69
|-
| GOOG260402C00260000 || 260.0 || 13.14 || 90 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 1.0000000000000003e-5 || true || 6.859999999999999 || -13.14 || -13.14
|-
| ---------------------
|-
| GOOG260402C00385000 || 385.0 || 0.1 || 1 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.1 || -0.1 || -0.1
|-
| GOOG260402C00390000 || 390.0 || 0.01 || 2 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.01 || -0.01 || -0.01
|-
| GOOG260402C00395000 || 395.0 || 0.1 || 1 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.1 || -0.1 || -0.1
|-
| GOOG260402C00400000 || 400.0 || 0.01 || 10 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.01 || -0.01 || -0.01
|-
| GOOG260402C00405000 || 405.0 || 0.01 || 2 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.01 || -0.01 || -0.01
|-
| GOOG260402C00410000 || 410.0 || 0.1 || 3 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.1 || -0.1 || -0.1
|-
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|-
| GOOG260402C00420000 || 420.0 || 0.1 || 1 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.1 || -0.1 || -0.1
|-
| GOOG260402C00425000 || 425.0 || 0.1 || 1 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.1 || -0.1 || -0.1
|-
| GOOG260402C00430000 || 430.0 || 0.1 || 4 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.1 || -0.1 || -0.1
|-
| GOOG260402C00435000 || 435.0 || 0.05 || 2 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.05 || -0.05 || -0.05
|-
| GOOG260402C00440000 || 440.0 || 0.1 || 4 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.1 || -0.1 || -0.1
|-
| GOOG260402C00445000 || 445.0 || 0.1 || 1 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.1 || -0.1 || -0.1
|-
| GOOG260402C00450000 || 450.0 || 0.06 || 10 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.06 || -0.06 || -0.06
|}
=== Opzioni PUT ===
<syntaxhighlight lang="julia">
df_puts = get_Options("GOOG")["puts"] |> DataFrame
</syntaxhighlight>
<syntaxhighlight lang="julia">
CSV.write("puts_goog.csv", df_puts)
</syntaxhighlight>
<syntaxhighlight lang="julia">
using DataFrames, YFinance, CSV
df = CSV.read("puts_goog.csv", DataFrame)
</syntaxhighlight>
<syntaxhighlight lang="julia">
df2 = select(df,:contractSymbol,:strike,:lastPrice,:volume,:expiration,:impliedVolatility,:inTheMoney)
</syntaxhighlight>
'''Alle 13,00 del 31 marzo 2026 le azioni Google sono quotate S = 273,14 . Le ultime opzioni puts sono "in the money" perché lo strike è maggiore del valore dell'azione . Alla scadenza del 2 aprile 2026 corrispondente alla colonna expiration del dataset , se S = 280, solo le put con strike > 280 generano profitto (pari a max(strike-S,0) - lastPrice), mentre le altre scadono senza valore con perdita pari a -lastPrice :'''
<syntaxhighlight lang="julia">S = 280
df2.profitto_S_280 = max.(df2.strike.-S,0).-df2.lastPrice
</syntaxhighlight>
<syntaxhighlight lang="julia">
S = 220
df2.profitto_S_220 = max.(df2.strike.-S,0).-df2.lastPrice
</syntaxhighlight>
'''Se alla scadenza del 2 aprile 2026 delle puts visibile nella colonna expiration del dataset, S = 460, otterrei una perdita su tutte le puts (i valori nella colonna saranno tutti negativi) :'''
<syntaxhighlight lang="julia">
S = 460
df2.perdita_S_460 = max.(df2.strike.-S,0).-df2.lastPrice
df2
</syntaxhighlight>
{| class="wikitable"
! contractSymbol !! strike !! lastPrice !! volume !! expiration !! impliedVolatility !! inTheMoney !! profitto_S_280 !! profitto_S_220 !! perdita_S_460
|-
| GOOG260402P00175000 || 175.0 || 0.3 || 1 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.3 || -0.3 || -0.3
|-
| GOOG260402P00180000 || 180.0 || 0.02 || || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.02 || -0.02 || -0.02
|-
| GOOG260402P00190000 || 190.0 || 0.1 || 1 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.1 || -0.1 || -0.1
|-
| GOOG260402P00195000 || 195.0 || 0.03 || 10 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.03 || -0.03 || -0.03
|-
| GOOG260402P00200000 || 200.0 || 0.09 || 1 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.09 || -0.09 || -0.09
|-
| GOOG260402P00205000 || 205.0 || 0.1 || 1 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.1 || -0.1 || -0.1
|-
| GOOG260402P00210000 || 210.0 || 0.04 || 4 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.04 || -0.04 || -0.04
|-
| GOOG260402P00215000 || 215.0 || 0.03 || 1 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.03 || -0.03 || -0.03
|-
| GOOG260402P00220000 || 220.0 || 0.02 || 34 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.02 || -0.02 || -0.02
|-
| GOOG260402P00225000 || 225.0 || 0.02 || 2 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.02 || 4.98 || -0.02
|-
| GOOG260402P00230000 || 230.0 || 0.01 || 5 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.500005 || false || -0.01 || 9.99 || -0.01
|-
| GOOG260402P00235000 || 235.0 || 0.02 || 20 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.2500075 || false || -0.02 || 14.98 || -0.02
|-
| GOOG260402P00240000 || 240.0 || 0.02 || 265 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 0.2500075 || false || -0.02 || 19.98 || -0.02
|-
| -------------------
|-
| GOOG260402P00312500 || 312.5 || 31.05 || 310 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 1.0000000000000003e-5 || true || 1.4499999999999993 || 61.45 || -31.05
|-
| GOOG260402P00315000 || 315.0 || 25.6 || 4 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 1.0000000000000003e-5 || true || 9.399999999999999 || 69.4 || -25.6
|-
| GOOG260402P00317500 || 317.5 || 38.6 || 1 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 1.0000000000000003e-5 || true || -1.1000000000000014 || 58.9 || -38.6
|-
| GOOG260402P00320000 || 320.0 || 45.26 || 1 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 1.0000000000000003e-5 || true || -5.259999999999998 || 54.74 || -45.26
|-
| GOOG260402P00322500 || 322.5 || 21.0 || 1 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 1.0000000000000003e-5 || true || 21.5 || 81.5 || -21.0
|-
| GOOG260402P00325000 || 325.0 || 32.0 || 1 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 1.0000000000000003e-5 || true || 13.0 || 73.0 || -32.0
|-
| GOOG260402P00330000 || 330.0 || 41.35 || 4 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 1.0000000000000003e-5 || true || 8.649999999999999 || 68.65 || -41.35
|-
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|-
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|-
| GOOG260402P00345000 || 345.0 || 47.56 || || 2026-04-02T00:00:00.0 || 1.0000000000000003e-5 || true || 17.439999999999998 || 77.44 || -47.56
|-
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|-
| GOOG260402P00360000 || 360.0 || 45.03 || 1 || 2026-04-02T00:00:00.0 || 1.0000000000000003e-5 || true || 34.97 || 94.97 || -45.03
|-
| GOOG260402P00450000 || 450.0 || 162.3 || || 2026-04-02T00:00:00.0 || 1.0000000000000003e-5 || true || 7.699999999999989 || 67.69999999999999 || -162.3
|}
{{avanzamento|75%|2 aprile 2026}}
[[Categoria:Calcoli scientifici con Julia|Investire in opzioni]]
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Wikicarte geografiche digitali per una Città Educante/Laboratorio cartografico IIS Lucio Anneo Seneca
0
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491550
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2026-04-07T07:08:15Z
~2026-21364-71
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491550
wikitext
text/x-wiki
In questo capitolo sono raccolti i lavori cartografici realizzati dagli studenti della classe I dell’'''Istituto di Istruzione Superiore ''Lucio Anneo Seneca''''' durante dei laboratori di educazione alla cartografia e all'open access promossi dalla Biblioteca Centrale del CNR, nell'ambito del progetto '''Mappa della Città Educante''' del Comune di Roma.
Il laboratorio, rivolto a studenti della scuola secondaria di secondo grado, ha adottato un approccio attivo, partecipativo e orientato alle competenze digitali, volto a favorire:
* la lettura e l’interpretazione critica delle carte geografiche;
* la comprensione dei principali elementi cartografici (scala, legenda, orientamento);
* l’acquisizione di competenze di base nella georeferenziazione;
* la produzione di elaborati cartografici in ambiente digitale, sia individuali sia collettivi.
Nel corso delle attività, gli studenti hanno lavorato su una selezione di carte tratte dall’''Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes'', sperimentando processi di georeferenziazione mediante la piattaforma '''MapWarper''', attraverso l’individuazione di punti di controllo e la successiva rettifica delle immagini cartografiche.
Parallelamente, il laboratorio ha previsto un’attività di avvicinamento alle pratiche di pubblicazione open access, con il coinvolgimento diretto degli studenti nell’affiancamento all'inserimento e alla descrizione di materiali cartografici relativi all’''Atlante delle spiagge'' ''italiane'' del CNR sulla piattaforma Wikimedia Commons, utilizzando gli strumenti di caricamento e metadatazione propri dell’ecosistema Wikimedia.
'''Classe IQ: foto ed elaborati'''
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Noicattaro
0
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491525
2026-04-06T22:17:40Z
VoceUmana7
51633
Nuova pagina: {{disposizioni foniche di organi a canne}} == Capoluogo == * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Noicattaro/Noicattaro - Chiesa di Santa Maria della Pace|Chiesa di Santa Maria della Pace]] [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Noicattaro]]
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text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
== Capoluogo ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Noicattaro/Noicattaro - Chiesa di Santa Maria della Pace|Chiesa di Santa Maria della Pace]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Noicattaro]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Noicattaro/Noicattaro - Chiesa di Santa Maria della Pace
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VoceUmana7
51633
Nuova pagina: * '''Costruttore:''' Francesco Consoli * '''Anno:''' 1909 * '''Restauri/modifiche:''' ? * '''Registri:''' 9 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' pneumatica * '''Consolle:''' fissa indipendente, rivolta verso la navata * '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' piana-parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in tronofacciata * '''Accessori:''' 4 combinazioni...
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wikitext
text/x-wiki
* '''Costruttore:''' Francesco Consoli
* '''Anno:''' 1909
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 9
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' pneumatica
* '''Consolle:''' fissa indipendente, rivolta verso la navata
* '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' piana-parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in tronofacciata
* '''Accessori:''' 4 combinazioni fisse & l'annullatore
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| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Viola Gamba || 8'
|-
|Viole Concerto
|-
|Unda maris
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Decima quinta || 2'
|-
|Pieno || 4 file
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Flauto in VIII || 4'
|-
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|-
|}
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{{Avanzamento|100%|7 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
* '''Costruttore:''' Francesco Consoli
* '''Anno:''' 1909
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 9
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' pneumatica
* '''Consolle:''' fissa indipendente, rivolta verso la navata
* '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' piana-parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in tronofacciata
* '''Accessori:''' 4 combinazioni fisse & l'annullatore
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| style="vertical-align:top" |
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----
|-
|Principale || 8'
|-
|Viola Gamba || 8'
|-
|Viole Concerto
|-
|Unda maris
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Decima quinta || 2'
|-
|Pieno || 4 file
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
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----
|-
|Contrabasso || 16'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|7 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
* '''Costruttore:''' Francesco Consoli
* '''Anno:''' 1909
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 9
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' pneumatica
* '''Consolle:''' fissa indipendente, rivolta verso la navata
* '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' piana-parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' 4 combinazioni fisse & l'annullatore
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
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----
|-
|Principale || 8'
|-
|Viola Gamba || 8'
|-
|Viole Concerto
|-
|Unda maris
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Decima quinta || 2'
|-
|Pieno || 4 file
|-
|}
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----
|-
|Contrabasso || 16'
|-
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{{Avanzamento|100%|7 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Triggiano
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VoceUmana7
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Nuova pagina: {{disposizioni foniche di organi a canne}} * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Triggiano/Triggiano - Chiesa di Santa Maria Veterana|Chiesa di Santa Maria Veterana]] [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Triggiano]]
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wikitext
text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Triggiano/Triggiano - Chiesa di Santa Maria Veterana|Chiesa di Santa Maria Veterana]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Triggiano]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Triggiano/Triggiano - Chiesa di Santa Maria Veterana
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VoceUmana7
51633
Nuova pagina: {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Francesco Consoli * '''Anno:''' primi del '900 * '''Restauri/modifiche:''' ? * '''Registri:''' 15 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' pneumatica * '''Consolle:''' addossata alla parete destra della cassa * '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' parallela-piana di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria...
491532
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Francesco Consoli
* '''Anno:''' primi del '900
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 15
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' pneumatica
* '''Consolle:''' addossata alla parete destra della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' parallela-piana di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Unda maris ||8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decima 5<sup>a</sup>
|-
|Pieno || 4 file
|-
|Tromba ||8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone ||8'
|-
|Viola di Gamba|| 8'
|-
|Viola Concerto ||8'
|-
|Voce Umana ||8'
|-
|Flauto ||4'
|-
|Flautino ||2'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
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| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabassi || 16'
|-
|Ottava || 8'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|7 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Valenzano
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VoceUmana7
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{{disposizioni foniche di organi a canne}}
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Valenzano/Valenzano - Chiesa di Santa Maria di San Luca|Chiesa di Santa Maria di San Luca]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Valenzano]]
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Nuova pagina: {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Augusto Bevilacqua * '''Anno:''' 1988 * '''Restauri/modifiche:''' ? * '''Registri:''' 22 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' elettrica * '''Consolle:''' indipendente, alla destra dell'altare maggiore * '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in...
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{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Augusto Bevilacqua
* '''Anno:''' 1988
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 22
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' indipendente, alla destra dell'altare maggiore
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
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| style="vertical-align:top" |
| style="vertical-align:top" |
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| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale ||8'
|-
|Ottava|| 4'
|-
|Decima Quinta|| 2'
|-
|Ripieno ||4 file
|-
|Flauto Matese|| 8'
|-
|Voce Umana|| 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone Vivace ||8'
|-
|Flauto Italiano|| 4'
|-
|Flauto in XII|| 2.2/3'
|-
|Due di Ripieno
|-
|Vox Languens ||8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso sonoro ||16'
|-
|Rinforzo|| 8'
|-
|Flauto in VIII
|-
|Flauto in Selva|| 2.2/3'
|-
|}
|}
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[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Capurso
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Nuova pagina: {{disposizioni foniche di organi a canne}} * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Capurso/Capurso - Basilica di Santa Maria del Pozzo|Basilica di Santa Maria del Pozzo]] [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Capurso]]
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[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Capurso]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Capurso/Capurso - Basilica Reale di Santa Maria del Pozzo
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Nuova pagina: {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Rotelli-Varesi * '''Anno:''' 1952 * '''Restauri/modifiche:''' A. Bevilacqua (restauro e nuova consolle, 1974), Leorin (manutenzione, 1998), Eligio Bevilacqua (manutenzione, 2009) * '''Registri:''' 22 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' elettrica * '''Consolle:''' indipendente, nel transetto a sinistra * '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 3...
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{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Rotelli-Varesi
* '''Anno:''' 1952
* '''Restauri/modifiche:''' A. Bevilacqua (restauro e nuova consolle, 1974), Leorin (manutenzione, 1998), Eligio Bevilacqua (manutenzione, 2009)
* '''Registri:''' 22
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* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
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| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale ||8'
|-
|Dulciana|| 8'
|-
|Flauto|| 8'
|-
|Voce Umana|| 8'<ref name=tm1>dal ''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|Ottava|| 4'
|-
|Decimaquinta|| 2'
|-
|Ripieno|| 4 file<ref>XIX-XXII-XXVI-XXIX</ref>
|-
|Tromba|| 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Principalino ||8'
|-
|Bordone|| 8'
|-
|Viola|| 8'
|-
|Voce celeste|| 8'<ref name=tm1>dal ''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|Coro Viole|| 8'
|-
|Flauto|| 4'
|-
|Fugara|| 4'
|-
|Cornetto|| 3 file
|-
|Ripieno|| 3 file
|-
|Voce corale ||8'<ref name=tm1>dal ''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Principale ||16'
|-
|Subbasso||16'
|-
|Basso|| 8'
|-
|}
|}
== Note ==
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{{Avanzamento|100%|7 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Rotelli-Varesi
* '''Anno:''' 1952
* '''Restauri/modifiche:''' A. Bevilacqua (restauro e nuova consolle, 1974), Leorin (manutenzione, 1998), Eligio Bevilacqua (manutenzione, 2009)
* '''Registri:''' 22
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' indipendente, nel transetto a sinistra
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
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| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale ||8'
|-
|Dulciana|| 8'
|-
|Flauto|| 8'
|-
|Voce Umana|| 8'<ref name=tm1>dal ''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|Ottava|| 4'
|-
|Decimaquinta|| 2'
|-
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|-
|Tromba|| 8'
|-
|}
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----
|-
|Principalino ||8'
|-
|Bordone|| 8'
|-
|Viola|| 8'
|-
|Voce celeste|| 8'<ref name=tm1>dal ''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|Coro Viole|| 8'
|-
|Flauto|| 4'
|-
|Fugara|| 4'
|-
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|-
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|-
|Principale ||16'
|-
|Subbasso||16'
|-
|Basso|| 8'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Basilica di Santa Maria del Pozzo|preposizione=sulla|etichetta=Basilica di Santa Maria del Pozzo a Capurso}}
{{Avanzamento|100%|7 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Toritto
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Nuova pagina: {{disposizioni foniche di organi a canne}} * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Toritto/Toritto - Chiesa di San Nicola da Bari|Chiesa di San Nicola da Bari]] [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Toritto]]
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text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Toritto/Toritto - Chiesa di San Nicola da Bari|Chiesa di San Nicola da Bari]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Toritto]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Puglia/Città metropolitana di Bari/Toritto/Toritto - Chiesa di San Nicola da Bari
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VoceUmana7
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Nuova pagina: * '''Costruttore:''' Giuseppe Toselli * '''Anno:''' 1843 * '''Restauri/modifiche:''' Giuseppe Rinaldi (restauro, anni '50), restaurato per il Giubileo del 2000 * '''Registri:''' 17 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 54 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>2</sup>'') * '''Collocazione:''' in c...
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text/x-wiki
* '''Costruttore:''' Giuseppe Toselli
* '''Anno:''' 1843
* '''Restauri/modifiche:''' Giuseppe Rinaldi (restauro, anni '50), restaurato per il Giubileo del 2000
* '''Registri:''' 17
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 54 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
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|-
|Principale ||8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Principale Secondo
|-
|Ottava
|-
|Decimaquinta
|-
|Decimanona
|-
|Vigesimaseconda
|-
|Vigesimasesta
|-
|Tromba|| Bassi
|-
|Tromba|| Soprani
|-
|Flauto|| 8'
|-
|Flauto|| 4'
|-
|Voce Umana
|-
|Decimino
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
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----
|-
|Contrabasso || 16'
|-
|Basso ||8'
|-
|Tromba ||8'
|-
|}
|}
== Note ==
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{{Avanzamento|100%|7 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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