Wikibooks itwikibooks https://it.wikibooks.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.46.0-wmf.23 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikibooks Discussioni Wikibooks File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Progetto Discussioni progetto Ripiano Discussioni ripiano TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Biologia per il liceo 0 16133 491586 481758 2026-04-08T07:51:23Z AGeremia 10319 491586 wikitext text/x-wiki {{Biologia per il liceo}} == Finalità == Questo wikibooks è rivolto soprattutto agli studenti dei licei == Sommario == [[Biologia per il liceo/Copertina|Copertina]] # [[Biologia per il liceo/Introduzione|Introduzione]] <small>(100%)</small> # [[Biologia per il liceo/Storia della biologia|Cenni storici]] <small>(100%)</small> # [[Biologia per il liceo/Le caratteristiche degli esseri viventi|Le caratteristiche degli esseri viventi]] <small>(100%)</small> # [[Biologia per il liceo/Le biomolecole|Le biomolecole]] <small>(100%)</small> # [[Biologia per il liceo/La cellula|La cellula]] - [[Biologia per il liceo/La cellula/Sintesi|S]] <small>(100%)</small> # [[Biologia per il liceo/Metabolismo cellulare|Il metabolismo cellulare]] - [[Biologia per il liceo/Il metabolismo cellulare/Sintesi|S]] <small>(100%)</small> # [[Biologia per il liceo/La comunicazione cellulare|La comunicazione cellulare]] - [[Biologia per il liceo/La comunicazione cellulare/Sintesi|S]] (<small>100%</small>) # [[Biologia per il liceo/Il ciclo cellulare|Il ciclo cellulare]] - [[Biologia per il liceo/Il ciclo cellulare/Sintesi|S]] (<small>100%</small>) # [[Biologia per il liceo/Riproduzione|La riproduzione]] - [[Biologia per il liceo/Riproduzione/Sintesi|S]] <small>(100%)</small> # [[Biologia per il liceo/La genetica mendeliana|La genetica mendeliana]] - [[Biologia per il liceo/La genetica mendeliana/Sintesi|S]] <small>(100%)</small> # [[Biologia per il liceo/La genetica post-mendeliana|La genetica post-mendeliana]] - [[Biologia per il liceo/La genetica post-mendeliana/Sintesi|S]] <small>(100%)</small> # [[Biologia per il liceo/La duplicazione del DNA|La duplicazione del DNA]] <small>(100%)</small> # [[Biologia per il liceo/La sintesi proteica|La sintesi proteica]] <small>(100%)</small> # [[Biologia per il liceo/La regolazione genica|La regolazione genica]] <small>(100%)</small> # [[Biologia per il liceo/L'ingegneria genetica|L'ingegneria genetica]] <small>(100%)</small> # [[Biologia per il liceo/Le biotecnologie|Le biotecnologie]] <small>(100%)</small> # [[Biologia per il liceo/L'evoluzione dei viventi|L'evoluzione dei viventi]] <small>(100%)</small> # [[Biologia per il liceo/La classificazione dei viventi|La classificazione dei viventi]] <small>(100%)</small> ## [[Biologia per il liceo/I virus|I virus]] <small>(100%)</small> ## [[Biologia per il liceo/Le monere|Le monere]] <small>(100%)</small> ## [[Biologia per il liceo/I protisti|I protisti]] <small>(100%)</small> ## [[Biologia per il liceo/I funghi|I funghi]] <small>(100%)</small> ## [[Biologia per il liceo/Le piante senza semi|Le piante senza semi]] <small>(100%)</small> ## [[Biologia per il liceo/Le piante con semi|Le piante con semi]] <small>(100%)</small> ## [[Biologia per il liceo/Il metabolismo delle piante|Il metabolismo delle piante]] <small>(100%)</small> ## [[Biologia per il liceo/Invertebrati|Gli animali invertebrati]] <small>(100%)</small> ## [[Biologia per il liceo/Vertebrati|Gli animali vertebrati]] <small>(100%)</small> # [[Biologia per il liceo/Il corpo umano|Il corpo umano]] <small>(100%)</small> ## [[Biologia per il liceo/Il sistema scheletrico|Il sistema scheletrico]] <small>(60%)</small> ## [[Biologia per il liceo/Il sistema muscolare|Il sistema muscolare]] <small>(60%)</small> ## [[Biologia per il liceo/L'apparato circolatorio|Il sistema circolatorio]] <small>(80%)</small> ## [[Biologia per il liceo/L'apparato respiratorio|Il sistema respiratorio]] <small>(80%)</small> ## [[Biologia per il liceo/L'apparato digerente|Il sistema digerente]] <small>(80%)</small> ## L'alimentazione <small>(0%)</small> ## [[Biologia per il liceo/Il sistema endocrino|Il sistema endocrino]] <small>(80%)</small> ## [[Biologia per il liceo/L'apparato riproduttore|Il sistema riproduttore]] <small>(100%)</small> ##* [[Biologia per il liceo/L'apparato riproduttore/Sessualità|Sessualità]] ##* [[Biologia per il liceo/L'apparato riproduttore/Metodi contraccettivi|Metodi contraccettivi]] ## [[Biologia per il liceo/Il sistema nervoso|Il sistema nervoso]] <small>(80%)</small> ## [[Biologia per il liceo/Il sistema immunitario|Il sistema immunitario]] <small>(80%)</small> ## [[Biologia per il liceo/Il sistema linfatico|Il sistema linfatico]] <small>(80%)</small> ## L'apparato escretore <small>(0%)</small> # [[Biologia per il liceo/L'Antropocene|L'Antropocene]] <small>(100%)</small> == Come è stato costruito questo libro == Molte pagine derivano dalla traduzione e adattamento del libro [https://openstax.org/details/books/biology-2e Biology 2e] pubblicato su piattaforma [https://openstax.org/ OpenStax] della Rice University (Huston - Texas - USA) da parte di [[Utente:AGeremia|AGeremia]]. Alcune pagine sono state costruite direttamente dal docente (usando come fonte principalmente Wikipedia), altre pagine derivano da lavori di studenti (sotto la supervisione del docente). == Collaborare per migliorare il libro == Chiunque è libero di apportare miglioramenti al libro, in vari modi * segnalando errori o possibili migliorie a [[Discussioni utente:AGeremia|AGeremia]] * modificando direttamente le pagine, soprattutto se si tratta di piccole correzioni * aggiungendo pagine e argomenti mancanti o di approfondimento Nel libro [[Wikibooks from zero to hero|Wikibooks From zero to hero]] ci sono, in sintesi, le istruzioni su come lavorare su una pagina wikibooks == Altri progetti simili o utili == * [[Chimica per il liceo]] * [[Biologia per istituti tecnici]] * [https://openstax.org/details/books/concepts-biology Concepts of biology] simile a Biology 2e ma più sintetico * [[Chimica organica per il liceo]] {{avanzamento|90%|12 settembre 2024}} [[en:High School Biology]] [[ja:高等学校生物]] 343ztnovopi2u1f36fqhihhetssc5a3 Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lazio/Città metropolitana di Roma/Roma/Roma - Chiesa di Santa Prisca 0 40758 491580 491513 2026-04-07T17:28:19Z Momimariani1962 41308 491580 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} {{Doppia immagine|center|Roma-S.Prisca-organo Tamburini.jpg|354|Roma-S.Prisca-consolle organo Tamburini.jpg|350}} * '''Costruttore:''' Tamburini (''Opus 414'')<ref>strumento commissionato dal cardinale titolare di Santa Prisca [[w:Giovanni XXIII|Angelo Giuseppe Roncalli]], progettato ed inaugurato da Fernando Germani.</ref> * '''Anno:''' 1953-1954 * '''Restauri/modifiche:''' no * '''Registri:''' 28 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' elettrica * '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nell'aula<ref>originariamente al centro della cantoria.</ref> * '''Tastiere:''' 2 di 61 note ciascuna (''Do<small>1</small>''-''Do<small>6</small>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>3</small>'') * '''Collocazione:''' in due corpi, sopraelevati al di sopra della cantoria in controfacciata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Flauto || 8' |- |Bordone || 8' |- |Salicionale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Flauto a camino || 4' |- |Decimaquinta || 2' |- |Ripieno || 5 file |- |Fiffaro || 8' |- |<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Bordone || 8' |- |Salicionale || 8' |- |Viola dolce || 8' |- |Flauto a camino || 4' |- |Principalino || 4' |- |Nazardo || 2.2/3' |- |Flautino || 2' |- |Terza || 1.3/5' |- |Ripienino || 5 file |- |Voce celeste || 8' |- |<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Tromba armonica</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Acustico || 32' |- |Contrabbasso || 16' |- |Subbasso || 16' |- |Basso || 8' |- |Bordone || 8' |- |Ottava || 4' |- |} |} == Strumenti precedenti == === Organo Filippo Testa (1716) === * '''Registri:''' 8 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<small>1</small>''-''Do<small>5</small>'') * '''Pedaliera:''' no * '''Collocazione:''' in corpo unico (organo positivo) * '''Accessori:''' ''Tirapieno'' a pomello * '''Note:''' forse proveniente dalla chiesa di Santa Marta al Collegio Romano, installato nella chiesa dopo il 1870 e trasferito presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra entro il 1933. {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Manuale''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |XV || 2' |- |XIX || 1.1/3' |- |XXII || 1' |- |XXVI || 2/3' |- |XXIX || 1/2' |- |} |} == Note == <references/> == Bibliografia == * {{cita news|autore=Renato Casimiri|titolo=Il piccolo Organo «positivo» nell'Istituto Pontificio di Musica Sacra di Roma|rivista=Note d'archivio per la storia musicale|città=Gubbio|editore=Scuola tipografica Oderisi|mese=aprile-giugno|anno=1933 (X)|nuemero=2|issn=1128-921X|pp=145-148}} == Altri progetti == {{interprogetto|commons=Category:Santa Prisca (Rome) - Pipe organ|commons_preposizione=sull'|commons_etichetta=organo a canne|w=Chiesa di Santa Prisca|w_preposizione=sulla|w_etichetta=chiesa di Santa Prisca a Roma}} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=http://xoomer.virgilio.it/fborsari/arretra/organi/mix01.html|autore=Graziano Fronzuto|titolo=Gli Organi di Papa Giovanni XXIII|sito=lapaginadellorgano.it|accesso=11 gennaio 2018}} {{Avanzamento|100%|7 aprile 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 1mxzbbt45bma29x2laxqvu8cwnnmc79 Atlante del lessico culturale europeo 0 54135 491577 475709 2026-04-07T17:18:13Z Hippias 18281 WIP da febbraio 2025, metto abbandonato 491577 wikitext text/x-wiki {{abbandonato}} {{Avanzamento|25%|6 maggio 2025}} {{Atlante del lessico culturale europeo}} Questo libro nasce da un progetto didattico all'interno del Liceo "G. A. De Cosmi" di Palermo. L'Atlante è organizzato per parole-chiave che rimandano a concetti importanti per lo studio della storia, della filosofia e delle letterature europee in chiave interdisciplinare, come "responsabilità, amore, tempo, creatività, divenire" etc. [[Categoria:Atlante del lessico culturale europeo| ]] 2g8r16d0mvsfp4nf6h0obuivdejcm00 Biologia per il liceo/L'apparato riproduttore 0 54504 491585 491327 2026-04-08T07:46:40Z AGeremia 10319 /* Il sistema riproduttore femminile */ malattie 491585 wikitext text/x-wiki {{Biologia per il liceo}} (vedi anche ⇒ [[Biologia per il liceo/L'apparato riproduttore/Sessualità|sessualità]]) == Il sistema riproduttore maschile e femminile == Il '''sistema riproduttore''' è cruciale per la riproduzione umana. Infatti consente la produzione dei gameti femminili (ovuli) e dei gameti maschili (spermatozoi) e rende possibile la fecondazione degli ovuli da parte degli spermatozoi. Sebbene sia il sistema riproduttivo femminile che quello maschile siano coinvolti nella produzione, nel nutrimento e nel trasporto '''dell'ovocita''' '''o dello sperma''', sono diversi per forma e struttura. il '''sistema''' '''riproduttore''' '''maschile''' è costituito dai testicoli e da una serie di dotti e ghiandole. si occupa della regolazione ormonale, della produzione di sperma e della spermatogenesi. ha altre funzioni tra cui la eiaculazione e l'erezione. il '''sistema''' '''riproduttivo''' '''femminile''' è costituito dagli organi coinvolti nel processo di riproduzione e dagli ormoni che regolano il corpo della donna. Comprende il ciclo mestruale, l'ovulazione e la gravidanza, il ruolo della donna nella divisione genetica, il controllo delle nascite, le malattie sessualmente trasmissibili e altre malattie e disturbi.<gallery> File:Male genital system - 3D view.svg|apparato maschile File:Female genital system - 3D view.svg|apparato femminile </gallery> == Il sistema riproduttore maschile == [[File:Human male reproductive system en.svg|miniatura|932x932px|centro|apparato riproduttore maschile (vista laterale)]] I '''testicoli''' si trovano in una piega cutanea: lo scroto. Nel feto maschile, i testicoli si sviluppano vicino ai reni, poi scendono nello scroto poco prima della nascita. Nei testicoli viene prodotto il testosterone e stimolata la produzione di sperma. Il testicolo è costituito per l'80% da tubuli seminiferi e per il 20% da tessuto connettivo. Lo '''scroto''' è una sottile sacca di pelle molle che contiene due compartimenti, all'interno dei quali si trovano i testicoli, che vengono protetti da questo. Si trova dietro il pene, tra le gambe. A seconda delle circostanze, cambia l’aspetto esterno dello scroto. Infatti i testicoli devono mantenere una temperatura costante (quella più ottimale è leggermente inferiore a quella corporea), quindi lo scroto si avvicina (quando è freddo) o si allontana (quando è caldo) dal corpo per mantenere la temperatura costante. Il '''pene''' è un organo formato dai corpi cavernosi, particolari strutture di tessuto spugnoso che, riempiendosi di sangue, determinano l’erezione, che facilita l'ingresso del pene nella vagina. Nella parte terminale è presente un ingrossamento detto glande, rivestito da uno strato di pelle detto prepuzio. E' formato da tessuto molto sensibile alla stimolazione sessuale. [[File:Male genital system - Front view.svg|sinistra|miniatura|244x244px|Sistema riproduttore maschile (vista frontale)]] L’'''epididimo''' è una struttura tubolare che si trova sopra e dietro ogni testicolo. Da ogni epididimo parte un tubulo detto canale deferente, che porta fuori gli spermatozoi maturi. Nell'epididimo gli spermatozoi maturano e diventano mobili. I vasi o '''dotti deferenti''' sono due lunghi canali che portano fuori gli spermatozoi maturi da un testicolo verso l'uretra. Vicino all'uretra si mescolano con il liquido seminale prodotto dalla vescicola seminale del proprio lato. Durante l'eiaculazione la muscolatura liscia della parete del dotto si contrae di riflesso, consentendo l'avanzamento dello sperma. Ognuno di questi dotti è lungo circa 30 centimetri. Le '''vescicole seminali''' sono poste vicino alla parete posteriore della prostata. La funzione principale delle vescicole seminali è quella di produrre una sostanza liquida vischiosa (liquido seminale) che compone lo sperma. Il liquido seminale appare denso per l'alto contenuto di muco e fibrinogeno. La '''ghiandola bulbouretrale''' produce una piccola quantità di liquido seminale prima dell'eiaculazione per lubrificare il rapporto e per ripulire l'uretra. La '''prostata''' è una ghiandola posta inferiormente alla vescica e ha un ruolo molto simile alle vescicole seminali. Avvolge la prima porzione dell’uretra, definita pertanto uretra prostatica. La prostata produce e secerne il liquido prostatico, che costituisce circa il 30% del volume complessivo di sperma, serve a facilitare la mobilità degli spermatozoi. La prostata produce inoltre un enzima addensante che consente al fibrinogeno di trasformare lo sperma in una massa gelatinosa. L''''uretra''' prende origine dalla vescica, scorre attraverso il pene e si apre all'esterno nella porzione apicale del pene. Nel maschio ha la funzione di permettere il passaggio dell'urina e dello sperma. Mentre nella femmina ha la sola funzione di permettere il passaggio dell'urina, nel maschio serve anche per il passaggio dello sperma.<gallery> File:Genitali maschili esterni italiano.jpg File:Sobo 1906 490.png File:Epididymis-KDS.jpg File:Gray1142.png File:Sperm release pathway.svg </gallery> == Variabilità di forma e dimensioni == [[File:Various size penises.jpg|miniatura|258x258px|variabilità delle dimensioni del pene in erezione]] Come ogni parte del corpo, anche l'apparato riproduttore maschile presenta una ampia [[wikipedia:Male_reproductive_system#/media/File:Genital_Diversity(Male).jpg|varietà]] di forme e dimensioni, del pene, dello scroto e dei testicoli, che variano anche in base all'età. La lunghezza media del pene in erezione (studio britannico del 2015) è di circa 13 cm. Se, in fase di erezione, non supera i 7 cm si parla di micropene. Le dimensioni del pene non influenzano la fertilità né la capacità di produrre l'orgasmo nella donna durante un rapporto (che al 96% dei casi è invece legato alla stimolazione clitoridea). == Patologie dell'apparato riproduttore maschile == === Criptorchidismo === È la <u>mancata discesa di uno o di entrambi i testicoli</u> nel sacco scrotale (durante lo sviluppo fetale). È più frequente nel testicolo destro, che rimane collocato all'interno della cavità inguinale/addominale. Deve essere trattato per via medica (ormoni) o chirurgica prima dei due anni (e comunque prima della pubertà) altrimenti in età post-puberale si può avere sterilità o tumore. === Disfunzione erettile === <u>'''I'''ncapacità persistente di ottenere o mantenere un'erezione</u> sufficiente per un rapporto sessuale soddisfacente. Può essere causata da fattori fisici come malattie cardiovascolari, diabete, o problemi neurologici, oltre che da fattori psicologici come stress e ansia. La diagnosi coinvolge esami fisici e valutazioni psicologiche. I trattamenti includono farmaci, terapia psicologica, cambiamenti nello stile di vita, e dispositivi meccanici. === Eiaculazione precoce === È considerata la disfunzione sessuale maschile più diffusa (circa il 30% degli uomini). Gli studi scientifici hanno dato diverse interpretazioni a questo disturbo. In ogni caso si tratta del fatto che l'uomo <u>eiacula in tempi troppo brevi</u>, in modo da non rendere soddisfacente il rapporto sessuale, sia per l'uomo che per la donna. Può avere cause organiche (es. ipersensibilità del glande) o psicologiche. La terapia può essere di tipo psicologico-sessuologico o farmacologico. === Fimosi === La fimosi è un <u>restringimento del prepuzio</u> che rende difficoltoso scoprire il glande. Può essere congenita o acquisita. Viene per lo più risolta con la circoncisione, cioè eliminando chirurgicamente il prepuzio. === Varicocele === Il varicocele, patologia che colpisce il 15-20% dei maschi, è caratterizzato dalla <u>dilatazione delle vene testicolari</u> (nel 95% al testicolo sinistro). Queste dovrebbero drenare il sangue dai testicoli, ma a causa della loro dilatazione il sangue ristagna causando problemi nella spermatogenesi. Può causare anche dolore durante l'erezione o un semplice fastidio ai testicoli. Molti ragazzi non si accorgono del problema. La terapia è in genere chirurgica. === Prostata ingrossata === <u>Aumento non canceroso del volume della prostata</u>. È comune negli uomini anziani e può causare sintomi urinari come difficoltà a urinare, flusso urinario debole e frequente necessità di urinare, specialmente di notte. La diagnosi si basa su esami clinici, test delle urine e valutazione del PSA. I trattamenti includono farmaci, terapie minimamente invasive e, nei casi più gravi, chirurgia. === Tumore alla prostata === È un tumore molto diffuso (negli USA è al secondo posto dopo il cancro ai polmoni). Sembra legato a fattori genetici e ambientali (alimentazione). Si sviluppa soprattutto nelle persone anziane sopra i 50 anni. Viene curato in vari modi: chemioterapia, radioterapia, chirurgia, farmacologica (ormoni).<gallery> File:Inguinal_cryptorchid_1.JPG|Criptorchidismo in un cane File:CryptorchidismForms.jpg|Tipi di criptorchidismo File:Preputioplasty.svg|La fimosi può essere corretta con la chirurgia File:Gray1147.png|Il varicocele è causato dal sangue che ristagna nelle vene testicolari File:Prostatelead-it.jpg|La prostata può essere interessatat da carcinoma File:Prostate_cancer_world_map_-_Death_-_WHO2004.svg|Diffusione del cancro alla prostata (giallo=meno diffuso, rosso=più diffuso) </gallery> == Il sistema riproduttore femminile == [[File:Blausen_0400_FemaleReproSystem_02.png|centro|senza_cornice|950x950px|Blausen 0400 FemaleReproSystem 02]] '''Genitali esterni:''' I genitali femminili esterni sono chiamati '''vulva'''. È costituita dalle grandi labbra e dalle piccole labbra, monte del pube, clitoride, apertura dell'uretra (meato), vestibolo vaginale, bulbi vestibolari, ghiandole vestibolari. [[File:Haultain and Ferguson - external female genital organs.svg|centro|senza_cornice|591x591px]] Il '''mons veneris''' è il morbido tumulo nella parte anteriore della vulva (tessuto adiposo che copre l'osso pubico). Viene anche chiamato mons pubis. Il mons veneris protegge l'osso pubico e la vulva dall'impatto dei rapporti sessuali. Dopo la pubertà si ricopre di peli pubici, solitamente di forma triangolare. [[File:Ausprägung der Labia Minora.jpeg|miniatura|409x409px|Differenze nei vari vari tipi di vulva, con diverse dimensioni delle piccole labbra.]] Le '''grandi labbra''' sono le "labbra" esterne della vulva. Sono cuscinetti di tessuto connettivo e adiposo lasso, nonché di alcuni muscoli lisci. Le grandi labbra avvolgono la vulva dal monte pube al perineo. Le grandi labbra generalmente nascondono, parzialmente o interamente, le altre parti della vulva. Esiste anche una separazione longitudinale chiamata fessura del pudendo. Queste labbra sono solitamente ricoperte di peli pubici. Il colore della pelle esterna delle grandi labbra è solitamente vicino al colore generale dell'individuo, sebbene possano esserci alcune variazioni. La pelle interna è solitamente dal rosa al marrone chiaro. Contengono numerose ghiandole sudoripare e sebacee. Le '''piccole labbra''' sono le labbra interne della vulva. Sono sottili tratti di tessuto all'interno delle grandi labbra che piegano e proteggono la vagina, l'uretra e il clitoride. L'aspetto delle piccole labbra può variare ampiamente, da piccole labbra che si nascondono tra le grandi labbra a grandi labbra che sporgono. Non ci sono peli pubici sulle piccole labbra, ma ci sono ghiandole sebacee. Le due labbra più piccole delle piccole labbra si uniscono longitudinalmente per formare il prepuzio, una piega che ricopre parte del clitoride. Le piccole labbra proteggono le aperture vaginali e uretrali. Il '''clitoride''' è un piccolo corpo di tessuto spugnoso che funziona esclusivamente per il piacere sessuale. All'esterno si vede solo la punta o il glande del clitoride, ma l'organo stesso è allungato e ramificato in due forcelle, la crura, che si estendono verso il basso lungo il bordo dell'apertura vaginale verso il perineo. Il glande clitorideo o punta esterna del clitoride è protetto dal prepuzio, o cappuccio clitorideo, una copertura di tessuto simile al prepuzio del pene maschile. Durante l'eccitazione sessuale, il clitoride si erige e si estende, il cappuccio si ritrae, rendendo più accessibile il glande clitorideo. L'apertura dell''''uretra''' è appena sotto il clitoride. Sebbene non sia correlato al sesso o alla riproduzione, è incluso nella vulva. L' uretra viene effettivamente utilizzata per il passaggio dell'urina. L'uretra è collegata alla vescica. [[File:Hymen_en.svg|sinistra|miniatura|Diversi tipi di imene|314x314px]] L''''imene''' è una sottile piega della mucosa che si trova all'ingresso della vagina (in una donna vergine). A causa della convinzione che la prima penetrazione vaginale di solito lacerasse questa membrana e causasse sanguinamento, la sua "integrità" è stata considerata una garanzia di verginità. Tuttavia, l’imene è un indicatore inadeguato del fatto che una donna abbia effettivamente avuto un rapporto sessuale perché un imene normale non blocca completamente l’apertura vaginale. Inoltre, non sempre si verifica sanguinamento alla prima penetrazione vaginale. Il sangue che a volte, ma non sempre, si osserva dopo la prima penetrazione può essere dovuto alla lacerazione dell'imene, ma può anche derivare da lesioni ai tessuti vicini. Il '''perineo''' è il breve tratto di pelle che inizia dal fondo della vulva e si estende fino all'ano. È un'area a forma di diamante tra la sinfisi pubica e il coccige. Quest'area costituisce il pavimento del bacino e contiene gli organi sessuali esterni e l'apertura anale. '''Genitali interni:''' [[File:Scheme_female_reproductive_non-labels.svg|alt=Scheme female reproductive non-labels|centro|783x783px]] La '''vagina''' è un tubo cavo e muscoloso che si estende dall'apertura vaginale alla cervice dell'utero. È situato tra la vescica urinaria e il retto. La parete muscolare consente alla vagina di espandersi e contrarsi. Le pareti muscolari sono rivestite da mucose, che lo mantengono protetto e umido. Un sottile membrana di tessuto con uno o più fori, chiamato imene, copre parzialmente l'apertura della vagina, nelle donne vergini. La vagina è composta da tre strati, uno strato mucoso interno, uno strato muscolare medio e uno strato fibroso esterno. Lo strato interno è costituito da rughe vaginali che si allungano e consentono la penetrazione. Questi aiutano anche con la stimolazione del pene. microscopicamente le rughe vaginali sono dotate di ghiandole che secernono un muco acido che frena la crescita batterica. Lo strato muscolare esterno è particolarmente importante durante il parto di un feto e di una placenta. '''Scopi della vagina''' * Riceve il pene eretto e lo sperma di un maschio durante il rapporto sessuale. * Percorso attraverso il corpo di una donna affinché il bambino possa seguirlo durante il parto. * Fornisce il percorso per il sangue mestruale (mestruazioni) dall'utero, per lasciare il corpo. * Può contenere forme di controllo delle nascite, come diaframma, FemCap, Nuva Ring o preservativo femminile. La '''cervice''' è la parte inferiore e stretta dell'utero nel punto in cui si unisce all'estremità superiore della vagina. Il punto in cui si uniscono forma una curva di quasi 90 gradi. Ha forma cilindrica o conica e sporge attraverso la parete vaginale anteriore superiore. Durante le mestruazioni, la cervice si apre leggermente per consentire la fuoriuscita dell'endometrio. L' '''utero''' ha la forma di una pera rovesciata, con una mucosa interna (endometrio) e pareti muscolari (il miometrio). Situato vicino al pavimento della cavità pelvica, è cavo per consentire a un blastocita, o uovo fecondato, di impiantarsi e crescere. Permette inoltre che il rivestimento interno dell'utero si accumuli fino a quando non viene impiantato un ovulo fecondato, o viene eliminato durante le mestruazioni. L'utero contiene alcuni dei muscoli più forti del corpo femminile. Questi muscoli sono in grado di espandersi e contrarsi per accogliere un feto in crescita e quindi aiutare a spingere fuori il bambino durante il travaglio. Questi muscoli si contraggono ritmicamente anche durante l'orgasmo con un'azione ondulatoria. Si pensa che questo serva a spingere o guidare lo sperma lungo l'utero fino alle tube di Falloppio dove può essere possibile la fecondazione. [[File:Fallopian tube.jpg|miniatura|Tube di falloppio|427x427px]] Agli angoli superiori dell'utero ci sono le '''tube di Falloppio''' . Ci sono due tube di Falloppio, chiamate anche tube uterine o ovidotti. Ciascuna tuba di Falloppio si attacca a un lato dell'utero e si collega a un'ovaia. Sono posizionati tra i legamenti che sostengono l'utero. All'interno di ciascun tubo c'è un minuscolo passaggio non più largo di un ago da cucito. All'altra estremità di ciascuna tuba di Falloppio c'è un'area sfrangiata che sembra un imbuto. Questa zona frangiata, chiamata infundibolo, si trova vicino all'ovaio, ma non è attaccata. Le ovaie rilasciano alternativamente un uovo. Quando un'ovaia ovula, o rilascia un uovo, viene trascinata nel lume della tuba di Falloppio dalle fimbrie (la parte sfrangiata dell'infundibolo). Una volta che l'ovulo si trova nelle tube di Falloppio, i minuscoli peli nel rivestimento delle tube aiutano a spingerlo lungo lo stretto passaggio verso l'utero. L'ovocita, o cellula uovo in via di sviluppo, impiega dai quattro ai cinque giorni per percorrere la lunghezza della tuba di Falloppio. Se durante il rapporto sessuale vengono eiaculati abbastanza spermatozoi e nella tuba di Falloppio è presente un ovocita, si verificherà la fecondazione. Dopo la fecondazione, lo zigote, o ovulo fecondato, continuerà fino all'utero e si impianterà nella parete uterina dove crescerà e si svilupperà.<gallery> File:Tuba-uterina (Mensch).jpg|Sezione della tuba con epitelio ciliato (2) File:Histology of ciliated columnar epithelium of the fallopian tube.jpg|Epitelio ciliato della tuba File:Fertilization.jpg|In caso di fecondazione </gallery> == Il ciclo mestruale == Verso la fine della pubertà, le ragazze iniziano a rilasciare gli ovuli come parte di un periodo mensile chiamato ciclo riproduttivo femminile, o '''ciclo mestruale'''. Avviene ogni 28 giorni circa (varia da donna a donna) e generalmente dura dai quattro ai sette giorni. Può essere suddiviso in ciclo ovarico e ciclo uterino: [[File:MenstrualCycle2 en.svg|693x693px|Ciclo mestruale|centro|senza_cornice]] * durante il '''ciclo uterino''', il rivestimento endometriale dell'utero si accumula sotto l'influenza di livelli crescenti di estrogeni. I follicoli si sviluppano e nel giro di pochi giorni maturano in un ovulo o uovo. L'ovaia rilascia quindi questo uovo, al momento dell'ovulazione. * dopo l'ovulazione, la mucosa uterina entra nella fase secretoria, o '''ciclo ovarico''', in preparazione all'impianto, sotto l'influenza del progesterone. Il progesterone è prodotto dal corpo luteo e arricchisce l'utero con uno spesso rivestimento di vasi sanguigni e capillari in modo che possa sostenere il feto in crescita. Il '''sanguinamento''' serve come segno che una donna non è rimasta incinta. Tuttavia, questo non può essere considerato sicuro, poiché a volte si verifica un sanguinamento all'inizio della gravidanza. Durante gli anni riproduttivi, la mancata mestruazione può fornire a una donna la prima indicazione che potrebbe essere rimasta incinta. Le '''mestruazioni''' si verificano nelle donne sane tra la pubertà e la fine degli anni riproduttivi. L'inizio delle mestruazioni, noto come '''menarca''', avviene a un'età media di 12 anni, ma è normale tra gli 8 e i 16 anni. Fattori come l'ereditarietà, la dieta e la salute generale possono accelerare o ritardare l'inizio del menarca. === Cambiamento di temperatura può determinare il giorno dell’ovulazione === [[File:Signs of Ovulation.png|miniatura|410x410px|Come riconoscere l'ovulazione|sinistra]] Una donna può anche determinare il giorno dell'ovulazione misurando quotidianamente la sua temperatura corporea basale. La temperatura viene monitorata per mostrare i cambiamenti: * nel ciclo uterino, la temperatura sarà intorno ai 36,0 °– 36,5°. * il giorno dell'ovulazione la temperatura scende nell'intervallo 35,5° - 36,0° * la mattina successiva si alza intorno ai 37° e rimane in quell'intervallo fino all'inizio delle mestruazioni. === Aumento del muco cervicale prima dell'ovulazione === [[File:Cervical_mucus1.jpg|alt=Cervical mucus1|destra|266x266px]] Dopo le mestruazioni e subito prima dell'ovulazione, una donna avvertirà la comparsa del muco cervicale. All'inizio sarà denso e di colore giallastro e non sarà molto abbondante. In vista dell'ovulazione, diventerà più sottile e più chiaro. Durante o intorno al giorno dell'ovulazione, il muco cervicale sarà molto <u>sottile, chiaro ed elastico</u>. Può essere paragonato alla consistenza degli albumi. Lo scopo della produzione del muco è quello di favorire la '''sopravvivenza e la risalita degli spermatozoi'''. === La perimenopausa === È il periodo che precede la menopausa, durante il quale la produzione di ormoni come gli estrogeni e il progesterone diminuisce e diventa più irregolare. Durante questo periodo la fertilità diminuisce. La perimenopausa può iniziare già all’età di 35 anni, anche se di solito inizia molto più tardi. Può durare alcuni mesi o diversi anni e questa durata non può essere prevista in anticipo. === La menopausa === [[File:Hot flashes with placebo and different doses of oral estradiol in menopausal women.png|miniatura|Vampate di calore con placebo e diverse dosi di estradiolo orale nelle donne in menopausa]] È la cessazione fisiologica dei cicli mestruali associata all’avanzare dell’età; viene definita "il cambiamento della vita" o climalterico. Si verifica quando le ovaie smettono di produrre estrogeni, causando la graduale chiusura del sistema riproduttivo. Causa: * '''sintomi vasomotori''': vampate di calore e palpitazioni * '''sintomi psicologici''': aumento depressione, ansia, irritabilità, sbalzi d'umore, mancanza di concentrazione * '''sintomi atrofici''': secchezza vaginale e urgenza di urinare. Tecnicamente, la menopausa si riferisce alla cessazione delle mestruazioni; il processo graduale in genere richiede un anno, ma può durare da un minimo di sei mesi a più di cinque anni ed è noto come climaterio. La menopausa può essere indotta chirurgicamente mediante procedure come l’isterectomia. L’inizio medio della menopausa è attorno ai '''50 anni''', ma alcune donne entrano in menopausa in età più giovane, soprattutto se hanno sofferto di cancro o di un’altra malattia grave e sono state sottoposte a chemioterapia. Altre cause di menopausa precoce includono disturbi autoimmuni, malattie della tiroide e diabete mellito. == Patologie apparato riproduttore femminile == === Sindrome premestruale === La sindrome premestruale (dolori che precedono il ciclo) di solito raggiunge il suo livello peggiore nei sette giorni precedenti l'inizio del ciclo e può continuare fino alla fine del ciclo. Comprende sintomi sia fisici che emotivi: acne, gonfiore, affaticamento, mal di schiena, dolore al seno, mal di testa, stitichezza, diarrea, desiderio di cibo, depressione, irritabilità, difficoltà di concentrazione o di gestione dello stress. === Dismenorrea (mestruazioni dolorose) === Questa patologia riguarda il dolore che la donna prova in concomitanza delle mestruazioni. Riguarda soprattutto le donne giovani, con mestruazioni abbondanti, che non hanno avuto figli. Nella maggior parte dei casi è controllabile con antidolorifici, ma talvolta è invalidante, interferendo negativamente con la qualità della vita. === Ciclo irregolare === Mediamente il ciclo dura 28 giorni. Però spesso è irregolare, soprattutto durante l'adolescenza, poiché il corpo è ancora in fase di sviluppo e assestamento, anche dal punto di vista ormonale === Vaginismo e dispareunia (dolore nei rapporti sessuali) === Il '''<u>vaginismo</u>''' è un disturbo caratterizzato da una '''contrazione involontaria dei muscoli del pavimento pelvico''' che circondano la vagina. Questo rende '''difficile o impossibile la penetrazione''' (rapporti sessuali, tamponi, visite ginecologiche). * Spesso ha una componente '''psicologica''' (ansia, paura del dolore, esperienze negative) * La contrazione è '''riflessa''', non controllabile volontariamente La '''<u>dispareunia</u>''' è un termine più generale che indica semplicemente '''dolore durante i rapporti sessuali'''. Il dolore può essere '''superficiale o profondo''' * Può avere cause diverse: infezioni, secchezza vaginale, problemi anatomici, ormonali o anche psicologici * Non implica necessariamente una contrazione muscolare come nel vaginismo === Endometriosi === È una malattia in cui il tessuto simile all’endometrio (quello che normalmente riveste l’utero) cresce fuori dall’utero — per esempio su ovaie, tube, peritoneo. Questo tessuto “fuori posto” continua a comportarsi come quello uterino: si ispessisce, sanguina durante il ciclo, provoca infiammazione e dolore. === Tumore dell'utero (e altri tumori) === *'''tumore''' '''dell'ovaio''': proliferazione delle cellule epiteliali o delle cellule germinali. I sintomi, purtroppo, si iniziano ad intravedere nello stadio avanzato del tumore e questo danneggia le successive cure. * '''tumore dell'utero''': si divide in una forma più rara, il sarcoma, e in altre più frequenti, il tumore dell'endometrio e della cervice uterina. == Malattie sessualmente trasmissibili == L'apparato riproduttore maschile e femminile possono essere colpiti da patologie e disturbi. Molte di queste malattie non sono causate ad agenti patogeni e non vengono trasmesse da un individuo all'altro, ma esistono anche moltissimi tipi di malattie sessualmente trasmissibili, più o meno gravi. [[File:Candida albicans.jpg|miniatura|''Candida albicans'']] Le malattie sessualmente trasmissibili sono patologie infettive accomunate dal fatto che il contagio avviene tramite lo scambio di liquidi biologici (sangue, liquido spermale, secrezioni vaginali). === Malattie di origine fungina === * '''Candidosi''' (o candida): infezione causata dalla proliferazione incontrollata di funghi del genere Candida. La specie più nota e più spesso responsabile della candida è la ''Candida albicans''. In condizioni fisiologiche normali il lievito si trova sulla pelle e sulle mucose, ma in particolari circostanze (stress, terapia antibiotica, uso di contraccettivi orali, abuso di alcol, tabagismo...) prolifera in maniera eccessiva causando danni. I sintomi sono: prurito, dolore o bruciore nella zona colpita, perdite vaginali anomale acquose o bianche cremose, irritazione e gonfiore della zona colpita. [Anche i genitali maschili possono essere colpiti, ma in maniera asintomatica]. === Malattie di origine batterica === [[File:Treponema pallidum.jpg|sinistra|miniatura|''Treponema pallidum'']] * '''Clamidia''' (''Chlamydia trachomatis''): L'infezione da clamidia è una comune infezione a trasmissione sessuale negli esseri umani. È causata dal batterio Chlamydia trachomatis . Può essere trattata con antibiotici. La clamidia è una delle principali cause infettive di malattie genitali e oculari nell'uomo. L'infezione è una delle infezioni sessualmente trasmissibili più comuni al mondo: negli Stati Uniti si verificano circa 2,8 milioni di casi di infezione da clamidia ogni anno. È la malattia a trasmissione sessuale batterica più comune negli esseri umani. La Chlamydia trachomatis vive naturalmente solo all'interno delle cellule umane. La clamidia può essere trasmessa durante i rapporti sessuali vaginali , anali o orali . Può anche essere trasmessa da una madre infetta al suo bambino durante il parto vaginale . Molte persone affette da clamidia non presentano sintomi. Tra la metà e i tre quarti delle donne che contraggono la clamidia non manifestano sintomi e non sanno di essere infette. Se non trattate, le infezioni da clamidia possono causare gravi problemi riproduttivi e di salute generale, con conseguenze sia a breve che a lungo termine. * '''Sifilide''' (batterio): infezione causata da un batterio chiamato ''Treponema pallidum, che'' penetra nel corpo attraverso le mucose o la cute, raggiunge i linfonodi periferici e rapidamente diffonde a tutto l'organismo. La sifilide si evolve in quattro stadi: ''Sifilide primaria'' ( i sintomi possono rimanere nascosti e di solito tendono a scomparire dopo 4-6 settimane anche senza un trattamento. Tuttavia, l'infezione e la contagiosità rimangono). ''Sifilide secondaria'' (è caratterizzata da un'eruzione cutanea generalmente non pruriginosa che può avere un aspetto molto variabile. Altri sintomi possono essere la perdita dei capelli, l'infiammazione dei gangli oni o la febbre. Anch'essa scompare da sé, senza trattamento). ''Sifilide latente'' (segue una fase asintomatica che può durare mesi o anni nei quali la malattia progredisce danneggiando soprattutto il sistema nervoso). ''Sifilide terziaria'': compare anni dopo l'inizio dell'infezione e può manifestarsi con danni permanenti a cuore, cervello, ossa, pelle e altri organi. * '''Gonorrea''': La gonorrea è una malattia a trasmissione sessuale (MST), trasmessa attraverso i rapporti sessuali . È tra le malattie sessualmente trasmissibili più diffuse . La gonorrea è anche chiamata "blenorragia". Può essere curata con antibiotici , ma è necessario completare l'intero ciclo di terapia antibiotica. === Malattie di origine virale === [[File:AIDS and HIV prevalence 2008.svg|sinistra|miniatura|Diffusione dell'AIDS nel mondo ]] * L’'''HPV''' (Human Papilloma Virus): non è un unico virus, ma è una grande famiglia costituita da circa 200 ceppi diversi di virus che infettano l’uomo. L’infezione da HPV è molto comune e colpisce sia maschi, sia femmine. Nella maggior parte dei casi, l’infezione da HPV è transitoria e asintomatica; è possibile però che, in alcuni casi e in relazione allo specifico tipo di HPV, compaiano: lesioni benigne della cute e delle mucose (es. verruche su genitali, viso, mani e piedi); condilomi (escrescenze) o papillomi a livello delle mucose genitali e orali. Ciò può dare luogo a: prurito; dolore lieve; senso di fastidio. In base alla sede e all’estensione delle lesioni nel singolo paziente, si può utilizzare: l’approccio farmacologico topico; l'approccio chirurgico, per la rimozione fisica delle escrescenze. * '''Herpes genitale''' (virus): infezione causata dal virus Herpes simplex (HSV). Provoca lesioni cutanee localizzate prevalentemente nell'area ano-genitale. La trasmissione dell'herpes genitale avviene soprattutto attraverso rapporti sessuali non protetti, ma esiste anche la possibilità di un contagio verticale, cioè dalla madre con lesioni o infezione in atto al bambino durante il parto. In alcuni casi le manifestazioni del virus possono essere molto fastidiose, in altri casi, però, può non provocare alcun disturbo. Il trattamento attualmente disponibile non è in grado di curare l'infezione in modo definitivo, anche se la terapia a base di farmaci antivirali è essenziale per ridurre le conseguenze della malattia. * '''HIV (AIDS''' è la patologia): stadio clinico avanzato dell'infezione da HIV (Virus dell'Immunodeficienza Umana). Questo virus attacca il sistema immunitario, indebolendolo e rendendo il corpo più vulnerabile alle infezioni e ad alcuni tipi di cancro. L'HIV si trasmette attraverso il contatto con fluidi corporei infetti, come sangue, sperma, fluidi vaginali e latte materno. I sintomi iniziali possono essere simili a quelli di un'influenza, ma man mano che la malattia progredisce, il sistema immunitario diventa sempre più debole. Senza trattamento, l'HIV può evolvere in AIDS. Tuttavia, con l'uso di farmaci antiretrovirali, molte persone con HIV possono vivere vite lunghe e sane, prevenendo la progressione della malattia. La prevenzione include l'uso di preservativi, pratiche sessuali sicure, e la riduzione del rischio attraverso test e trattamento tempestivo. * '''Epatite B''': L'epatite B è una malattia del fegato . È causata da un virus . Il virus non si diffonde attraverso il cibo o il contatto occasionale. Può essere trasmesso tramite il sangue o i fluidi corporei di una persona infetta. Un neonato può contrarlo dalla madre durante il parto . Può anche essere trasmesso tramite contatto sessuale, riutilizzo di aghi, e trasfusioni di sangue contenente il virus. L'infezione da epatite B può essere prevenuta con la vaccinazione , che consiste nella somministrazione di un'iniezione che rende il corpo immune al virus. Alcune persone infette riescono a sconfiggere rapidamente il virus. Molte persone rimangono infette per tutta la vita. Di solito presentano pochi o nessun sintomo . Talvolta il fegato viene danneggiato gravemente, causando insufficienza epatica . Un sintomo comune di insufficienza epatica è l'ittero , in cui la pelle e gli occhi della persona diventano gialli a causa di un accumulo di prodotti corporei che normalmente verrebbero filtrati dal fegato. Un altro problema dell'epatite B è che può causare il cancro al fegato. == Attività == Approfondimento sulla [[Biologia per il liceo/L'apparato riproduttore/Sessualità|sessualità]] == Fonti == Fonti: [[:en:Human_Physiology|Human Physiology]]; [[Biologia per istituti tecnici]]; [[Biologia per il liceo]]; libro di biologia: la nuova biologia.blu plus, dalla genetica al corpo umano; https://www.salute.gov.it/portale/home.html [[Categoria:Biologia per il liceo|Sistema riproduttore]] 2tw6m3hs0k62m89nlpmdzl18l7mplrv 491589 491585 2026-04-08T08:09:32Z AGeremia 10319 /* Attività */ 491589 wikitext text/x-wiki {{Biologia per il liceo}} (vedi anche ⇒ [[Biologia per il liceo/L'apparato riproduttore/Sessualità|sessualità]] e [[Biologia per il liceo/L'apparato riproduttore/Metodi contraccettivi|metodi contraccettivi]]) == Il sistema riproduttore maschile e femminile == Il '''sistema riproduttore''' è cruciale per la riproduzione umana. Infatti consente la produzione dei gameti femminili (ovuli) e dei gameti maschili (spermatozoi) e rende possibile la fecondazione degli ovuli da parte degli spermatozoi. Sebbene sia il sistema riproduttivo femminile che quello maschile siano coinvolti nella produzione, nel nutrimento e nel trasporto '''dell'ovocita''' '''o dello sperma''', sono diversi per forma e struttura. il '''sistema''' '''riproduttore''' '''maschile''' è costituito dai testicoli e da una serie di dotti e ghiandole. si occupa della regolazione ormonale, della produzione di sperma e della spermatogenesi. ha altre funzioni tra cui la eiaculazione e l'erezione. il '''sistema''' '''riproduttivo''' '''femminile''' è costituito dagli organi coinvolti nel processo di riproduzione e dagli ormoni che regolano il corpo della donna. Comprende il ciclo mestruale, l'ovulazione e la gravidanza, il ruolo della donna nella divisione genetica, il controllo delle nascite, le malattie sessualmente trasmissibili e altre malattie e disturbi.<gallery> File:Male genital system - 3D view.svg|apparato maschile File:Female genital system - 3D view.svg|apparato femminile </gallery> == Il sistema riproduttore maschile == [[File:Human male reproductive system en.svg|miniatura|932x932px|centro|apparato riproduttore maschile (vista laterale)]] I '''testicoli''' si trovano in una piega cutanea: lo scroto. Nel feto maschile, i testicoli si sviluppano vicino ai reni, poi scendono nello scroto poco prima della nascita. Nei testicoli viene prodotto il testosterone e stimolata la produzione di sperma. Il testicolo è costituito per l'80% da tubuli seminiferi e per il 20% da tessuto connettivo. Lo '''scroto''' è una sottile sacca di pelle molle che contiene due compartimenti, all'interno dei quali si trovano i testicoli, che vengono protetti da questo. Si trova dietro il pene, tra le gambe. A seconda delle circostanze, cambia l’aspetto esterno dello scroto. Infatti i testicoli devono mantenere una temperatura costante (quella più ottimale è leggermente inferiore a quella corporea), quindi lo scroto si avvicina (quando è freddo) o si allontana (quando è caldo) dal corpo per mantenere la temperatura costante. Il '''pene''' è un organo formato dai corpi cavernosi, particolari strutture di tessuto spugnoso che, riempiendosi di sangue, determinano l’erezione, che facilita l'ingresso del pene nella vagina. Nella parte terminale è presente un ingrossamento detto glande, rivestito da uno strato di pelle detto prepuzio. E' formato da tessuto molto sensibile alla stimolazione sessuale. [[File:Male genital system - Front view.svg|sinistra|miniatura|244x244px|Sistema riproduttore maschile (vista frontale)]] L’'''epididimo''' è una struttura tubolare che si trova sopra e dietro ogni testicolo. Da ogni epididimo parte un tubulo detto canale deferente, che porta fuori gli spermatozoi maturi. Nell'epididimo gli spermatozoi maturano e diventano mobili. I vasi o '''dotti deferenti''' sono due lunghi canali che portano fuori gli spermatozoi maturi da un testicolo verso l'uretra. Vicino all'uretra si mescolano con il liquido seminale prodotto dalla vescicola seminale del proprio lato. Durante l'eiaculazione la muscolatura liscia della parete del dotto si contrae di riflesso, consentendo l'avanzamento dello sperma. Ognuno di questi dotti è lungo circa 30 centimetri. Le '''vescicole seminali''' sono poste vicino alla parete posteriore della prostata. La funzione principale delle vescicole seminali è quella di produrre una sostanza liquida vischiosa (liquido seminale) che compone lo sperma. Il liquido seminale appare denso per l'alto contenuto di muco e fibrinogeno. La '''ghiandola bulbouretrale''' produce una piccola quantità di liquido seminale prima dell'eiaculazione per lubrificare il rapporto e per ripulire l'uretra. La '''prostata''' è una ghiandola posta inferiormente alla vescica e ha un ruolo molto simile alle vescicole seminali. Avvolge la prima porzione dell’uretra, definita pertanto uretra prostatica. La prostata produce e secerne il liquido prostatico, che costituisce circa il 30% del volume complessivo di sperma, serve a facilitare la mobilità degli spermatozoi. La prostata produce inoltre un enzima addensante che consente al fibrinogeno di trasformare lo sperma in una massa gelatinosa. L''''uretra''' prende origine dalla vescica, scorre attraverso il pene e si apre all'esterno nella porzione apicale del pene. Nel maschio ha la funzione di permettere il passaggio dell'urina e dello sperma. Mentre nella femmina ha la sola funzione di permettere il passaggio dell'urina, nel maschio serve anche per il passaggio dello sperma.<gallery> File:Genitali maschili esterni italiano.jpg File:Sobo 1906 490.png File:Epididymis-KDS.jpg File:Gray1142.png File:Sperm release pathway.svg </gallery> == Variabilità di forma e dimensioni == [[File:Various size penises.jpg|miniatura|258x258px|variabilità delle dimensioni del pene in erezione]] Come ogni parte del corpo, anche l'apparato riproduttore maschile presenta una ampia [[wikipedia:Male_reproductive_system#/media/File:Genital_Diversity(Male).jpg|varietà]] di forme e dimensioni, del pene, dello scroto e dei testicoli, che variano anche in base all'età. La lunghezza media del pene in erezione (studio britannico del 2015) è di circa 13 cm. Se, in fase di erezione, non supera i 7 cm si parla di micropene. Le dimensioni del pene non influenzano la fertilità né la capacità di produrre l'orgasmo nella donna durante un rapporto (che al 96% dei casi è invece legato alla stimolazione clitoridea). == Patologie dell'apparato riproduttore maschile == === Criptorchidismo === È la <u>mancata discesa di uno o di entrambi i testicoli</u> nel sacco scrotale (durante lo sviluppo fetale). È più frequente nel testicolo destro, che rimane collocato all'interno della cavità inguinale/addominale. Deve essere trattato per via medica (ormoni) o chirurgica prima dei due anni (e comunque prima della pubertà) altrimenti in età post-puberale si può avere sterilità o tumore. === Disfunzione erettile === <u>'''I'''ncapacità persistente di ottenere o mantenere un'erezione</u> sufficiente per un rapporto sessuale soddisfacente. Può essere causata da fattori fisici come malattie cardiovascolari, diabete, o problemi neurologici, oltre che da fattori psicologici come stress e ansia. La diagnosi coinvolge esami fisici e valutazioni psicologiche. I trattamenti includono farmaci, terapia psicologica, cambiamenti nello stile di vita, e dispositivi meccanici. === Eiaculazione precoce === È considerata la disfunzione sessuale maschile più diffusa (circa il 30% degli uomini). Gli studi scientifici hanno dato diverse interpretazioni a questo disturbo. In ogni caso si tratta del fatto che l'uomo <u>eiacula in tempi troppo brevi</u>, in modo da non rendere soddisfacente il rapporto sessuale, sia per l'uomo che per la donna. Può avere cause organiche (es. ipersensibilità del glande) o psicologiche. La terapia può essere di tipo psicologico-sessuologico o farmacologico. === Fimosi === La fimosi è un <u>restringimento del prepuzio</u> che rende difficoltoso scoprire il glande. Può essere congenita o acquisita. Viene per lo più risolta con la circoncisione, cioè eliminando chirurgicamente il prepuzio. === Varicocele === Il varicocele, patologia che colpisce il 15-20% dei maschi, è caratterizzato dalla <u>dilatazione delle vene testicolari</u> (nel 95% al testicolo sinistro). Queste dovrebbero drenare il sangue dai testicoli, ma a causa della loro dilatazione il sangue ristagna causando problemi nella spermatogenesi. Può causare anche dolore durante l'erezione o un semplice fastidio ai testicoli. Molti ragazzi non si accorgono del problema. La terapia è in genere chirurgica. === Prostata ingrossata === <u>Aumento non canceroso del volume della prostata</u>. È comune negli uomini anziani e può causare sintomi urinari come difficoltà a urinare, flusso urinario debole e frequente necessità di urinare, specialmente di notte. La diagnosi si basa su esami clinici, test delle urine e valutazione del PSA. I trattamenti includono farmaci, terapie minimamente invasive e, nei casi più gravi, chirurgia. === Tumore alla prostata === È un tumore molto diffuso (negli USA è al secondo posto dopo il cancro ai polmoni). Sembra legato a fattori genetici e ambientali (alimentazione). Si sviluppa soprattutto nelle persone anziane sopra i 50 anni. Viene curato in vari modi: chemioterapia, radioterapia, chirurgia, farmacologica (ormoni).<gallery> File:Inguinal_cryptorchid_1.JPG|Criptorchidismo in un cane File:CryptorchidismForms.jpg|Tipi di criptorchidismo File:Preputioplasty.svg|La fimosi può essere corretta con la chirurgia File:Gray1147.png|Il varicocele è causato dal sangue che ristagna nelle vene testicolari File:Prostatelead-it.jpg|La prostata può essere interessatat da carcinoma File:Prostate_cancer_world_map_-_Death_-_WHO2004.svg|Diffusione del cancro alla prostata (giallo=meno diffuso, rosso=più diffuso) </gallery> == Il sistema riproduttore femminile == [[File:Blausen_0400_FemaleReproSystem_02.png|centro|senza_cornice|950x950px|Blausen 0400 FemaleReproSystem 02]] '''Genitali esterni:''' I genitali femminili esterni sono chiamati '''vulva'''. È costituita dalle grandi labbra e dalle piccole labbra, monte del pube, clitoride, apertura dell'uretra (meato), vestibolo vaginale, bulbi vestibolari, ghiandole vestibolari. [[File:Haultain and Ferguson - external female genital organs.svg|centro|senza_cornice|591x591px]] Il '''mons veneris''' è il morbido tumulo nella parte anteriore della vulva (tessuto adiposo che copre l'osso pubico). Viene anche chiamato mons pubis. Il mons veneris protegge l'osso pubico e la vulva dall'impatto dei rapporti sessuali. Dopo la pubertà si ricopre di peli pubici, solitamente di forma triangolare. [[File:Ausprägung der Labia Minora.jpeg|miniatura|409x409px|Differenze nei vari vari tipi di vulva, con diverse dimensioni delle piccole labbra.]] Le '''grandi labbra''' sono le "labbra" esterne della vulva. Sono cuscinetti di tessuto connettivo e adiposo lasso, nonché di alcuni muscoli lisci. Le grandi labbra avvolgono la vulva dal monte pube al perineo. Le grandi labbra generalmente nascondono, parzialmente o interamente, le altre parti della vulva. Esiste anche una separazione longitudinale chiamata fessura del pudendo. Queste labbra sono solitamente ricoperte di peli pubici. Il colore della pelle esterna delle grandi labbra è solitamente vicino al colore generale dell'individuo, sebbene possano esserci alcune variazioni. La pelle interna è solitamente dal rosa al marrone chiaro. Contengono numerose ghiandole sudoripare e sebacee. Le '''piccole labbra''' sono le labbra interne della vulva. Sono sottili tratti di tessuto all'interno delle grandi labbra che piegano e proteggono la vagina, l'uretra e il clitoride. L'aspetto delle piccole labbra può variare ampiamente, da piccole labbra che si nascondono tra le grandi labbra a grandi labbra che sporgono. Non ci sono peli pubici sulle piccole labbra, ma ci sono ghiandole sebacee. Le due labbra più piccole delle piccole labbra si uniscono longitudinalmente per formare il prepuzio, una piega che ricopre parte del clitoride. Le piccole labbra proteggono le aperture vaginali e uretrali. Il '''clitoride''' è un piccolo corpo di tessuto spugnoso che funziona esclusivamente per il piacere sessuale. All'esterno si vede solo la punta o il glande del clitoride, ma l'organo stesso è allungato e ramificato in due forcelle, la crura, che si estendono verso il basso lungo il bordo dell'apertura vaginale verso il perineo. Il glande clitorideo o punta esterna del clitoride è protetto dal prepuzio, o cappuccio clitorideo, una copertura di tessuto simile al prepuzio del pene maschile. Durante l'eccitazione sessuale, il clitoride si erige e si estende, il cappuccio si ritrae, rendendo più accessibile il glande clitorideo. L'apertura dell''''uretra''' è appena sotto il clitoride. Sebbene non sia correlato al sesso o alla riproduzione, è incluso nella vulva. L' uretra viene effettivamente utilizzata per il passaggio dell'urina. L'uretra è collegata alla vescica. [[File:Hymen_en.svg|sinistra|miniatura|Diversi tipi di imene|314x314px]] L''''imene''' è una sottile piega della mucosa che si trova all'ingresso della vagina (in una donna vergine). A causa della convinzione che la prima penetrazione vaginale di solito lacerasse questa membrana e causasse sanguinamento, la sua "integrità" è stata considerata una garanzia di verginità. Tuttavia, l’imene è un indicatore inadeguato del fatto che una donna abbia effettivamente avuto un rapporto sessuale perché un imene normale non blocca completamente l’apertura vaginale. Inoltre, non sempre si verifica sanguinamento alla prima penetrazione vaginale. Il sangue che a volte, ma non sempre, si osserva dopo la prima penetrazione può essere dovuto alla lacerazione dell'imene, ma può anche derivare da lesioni ai tessuti vicini. Il '''perineo''' è il breve tratto di pelle che inizia dal fondo della vulva e si estende fino all'ano. È un'area a forma di diamante tra la sinfisi pubica e il coccige. Quest'area costituisce il pavimento del bacino e contiene gli organi sessuali esterni e l'apertura anale. '''Genitali interni:''' [[File:Scheme_female_reproductive_non-labels.svg|alt=Scheme female reproductive non-labels|centro|783x783px]] La '''vagina''' è un tubo cavo e muscoloso che si estende dall'apertura vaginale alla cervice dell'utero. È situato tra la vescica urinaria e il retto. La parete muscolare consente alla vagina di espandersi e contrarsi. Le pareti muscolari sono rivestite da mucose, che lo mantengono protetto e umido. Un sottile membrana di tessuto con uno o più fori, chiamato imene, copre parzialmente l'apertura della vagina, nelle donne vergini. La vagina è composta da tre strati, uno strato mucoso interno, uno strato muscolare medio e uno strato fibroso esterno. Lo strato interno è costituito da rughe vaginali che si allungano e consentono la penetrazione. Questi aiutano anche con la stimolazione del pene. microscopicamente le rughe vaginali sono dotate di ghiandole che secernono un muco acido che frena la crescita batterica. Lo strato muscolare esterno è particolarmente importante durante il parto di un feto e di una placenta. '''Scopi della vagina''' * Riceve il pene eretto e lo sperma di un maschio durante il rapporto sessuale. * Percorso attraverso il corpo di una donna affinché il bambino possa seguirlo durante il parto. * Fornisce il percorso per il sangue mestruale (mestruazioni) dall'utero, per lasciare il corpo. * Può contenere forme di controllo delle nascite, come diaframma, FemCap, Nuva Ring o preservativo femminile. La '''cervice''' è la parte inferiore e stretta dell'utero nel punto in cui si unisce all'estremità superiore della vagina. Il punto in cui si uniscono forma una curva di quasi 90 gradi. Ha forma cilindrica o conica e sporge attraverso la parete vaginale anteriore superiore. Durante le mestruazioni, la cervice si apre leggermente per consentire la fuoriuscita dell'endometrio. L' '''utero''' ha la forma di una pera rovesciata, con una mucosa interna (endometrio) e pareti muscolari (il miometrio). Situato vicino al pavimento della cavità pelvica, è cavo per consentire a un blastocita, o uovo fecondato, di impiantarsi e crescere. Permette inoltre che il rivestimento interno dell'utero si accumuli fino a quando non viene impiantato un ovulo fecondato, o viene eliminato durante le mestruazioni. L'utero contiene alcuni dei muscoli più forti del corpo femminile. Questi muscoli sono in grado di espandersi e contrarsi per accogliere un feto in crescita e quindi aiutare a spingere fuori il bambino durante il travaglio. Questi muscoli si contraggono ritmicamente anche durante l'orgasmo con un'azione ondulatoria. Si pensa che questo serva a spingere o guidare lo sperma lungo l'utero fino alle tube di Falloppio dove può essere possibile la fecondazione. [[File:Fallopian tube.jpg|miniatura|Tube di falloppio|427x427px]] Agli angoli superiori dell'utero ci sono le '''tube di Falloppio''' . Ci sono due tube di Falloppio, chiamate anche tube uterine o ovidotti. Ciascuna tuba di Falloppio si attacca a un lato dell'utero e si collega a un'ovaia. Sono posizionati tra i legamenti che sostengono l'utero. All'interno di ciascun tubo c'è un minuscolo passaggio non più largo di un ago da cucito. All'altra estremità di ciascuna tuba di Falloppio c'è un'area sfrangiata che sembra un imbuto. Questa zona frangiata, chiamata infundibolo, si trova vicino all'ovaio, ma non è attaccata. Le ovaie rilasciano alternativamente un uovo. Quando un'ovaia ovula, o rilascia un uovo, viene trascinata nel lume della tuba di Falloppio dalle fimbrie (la parte sfrangiata dell'infundibolo). Una volta che l'ovulo si trova nelle tube di Falloppio, i minuscoli peli nel rivestimento delle tube aiutano a spingerlo lungo lo stretto passaggio verso l'utero. L'ovocita, o cellula uovo in via di sviluppo, impiega dai quattro ai cinque giorni per percorrere la lunghezza della tuba di Falloppio. Se durante il rapporto sessuale vengono eiaculati abbastanza spermatozoi e nella tuba di Falloppio è presente un ovocita, si verificherà la fecondazione. Dopo la fecondazione, lo zigote, o ovulo fecondato, continuerà fino all'utero e si impianterà nella parete uterina dove crescerà e si svilupperà.<gallery> File:Tuba-uterina (Mensch).jpg|Sezione della tuba con epitelio ciliato (2) File:Histology of ciliated columnar epithelium of the fallopian tube.jpg|Epitelio ciliato della tuba File:Fertilization.jpg|In caso di fecondazione </gallery> == Il ciclo mestruale == Verso la fine della pubertà, le ragazze iniziano a rilasciare gli ovuli come parte di un periodo mensile chiamato ciclo riproduttivo femminile, o '''ciclo mestruale'''. Avviene ogni 28 giorni circa (varia da donna a donna) e generalmente dura dai quattro ai sette giorni. Può essere suddiviso in ciclo ovarico e ciclo uterino: [[File:MenstrualCycle2 en.svg|693x693px|Ciclo mestruale|centro|senza_cornice]] * durante il '''ciclo uterino''', il rivestimento endometriale dell'utero si accumula sotto l'influenza di livelli crescenti di estrogeni. I follicoli si sviluppano e nel giro di pochi giorni maturano in un ovulo o uovo. L'ovaia rilascia quindi questo uovo, al momento dell'ovulazione. * dopo l'ovulazione, la mucosa uterina entra nella fase secretoria, o '''ciclo ovarico''', in preparazione all'impianto, sotto l'influenza del progesterone. Il progesterone è prodotto dal corpo luteo e arricchisce l'utero con uno spesso rivestimento di vasi sanguigni e capillari in modo che possa sostenere il feto in crescita. Il '''sanguinamento''' serve come segno che una donna non è rimasta incinta. Tuttavia, questo non può essere considerato sicuro, poiché a volte si verifica un sanguinamento all'inizio della gravidanza. Durante gli anni riproduttivi, la mancata mestruazione può fornire a una donna la prima indicazione che potrebbe essere rimasta incinta. Le '''mestruazioni''' si verificano nelle donne sane tra la pubertà e la fine degli anni riproduttivi. L'inizio delle mestruazioni, noto come '''menarca''', avviene a un'età media di 12 anni, ma è normale tra gli 8 e i 16 anni. Fattori come l'ereditarietà, la dieta e la salute generale possono accelerare o ritardare l'inizio del menarca. === Cambiamento di temperatura può determinare il giorno dell’ovulazione === [[File:Signs of Ovulation.png|miniatura|410x410px|Come riconoscere l'ovulazione|sinistra]] Una donna può anche determinare il giorno dell'ovulazione misurando quotidianamente la sua temperatura corporea basale. La temperatura viene monitorata per mostrare i cambiamenti: * nel ciclo uterino, la temperatura sarà intorno ai 36,0 °– 36,5°. * il giorno dell'ovulazione la temperatura scende nell'intervallo 35,5° - 36,0° * la mattina successiva si alza intorno ai 37° e rimane in quell'intervallo fino all'inizio delle mestruazioni. === Aumento del muco cervicale prima dell'ovulazione === [[File:Cervical_mucus1.jpg|alt=Cervical mucus1|destra|266x266px]] Dopo le mestruazioni e subito prima dell'ovulazione, una donna avvertirà la comparsa del muco cervicale. All'inizio sarà denso e di colore giallastro e non sarà molto abbondante. In vista dell'ovulazione, diventerà più sottile e più chiaro. Durante o intorno al giorno dell'ovulazione, il muco cervicale sarà molto <u>sottile, chiaro ed elastico</u>. Può essere paragonato alla consistenza degli albumi. Lo scopo della produzione del muco è quello di favorire la '''sopravvivenza e la risalita degli spermatozoi'''. === La perimenopausa === È il periodo che precede la menopausa, durante il quale la produzione di ormoni come gli estrogeni e il progesterone diminuisce e diventa più irregolare. Durante questo periodo la fertilità diminuisce. La perimenopausa può iniziare già all’età di 35 anni, anche se di solito inizia molto più tardi. Può durare alcuni mesi o diversi anni e questa durata non può essere prevista in anticipo. === La menopausa === [[File:Hot flashes with placebo and different doses of oral estradiol in menopausal women.png|miniatura|Vampate di calore con placebo e diverse dosi di estradiolo orale nelle donne in menopausa]] È la cessazione fisiologica dei cicli mestruali associata all’avanzare dell’età; viene definita "il cambiamento della vita" o climalterico. Si verifica quando le ovaie smettono di produrre estrogeni, causando la graduale chiusura del sistema riproduttivo. Causa: * '''sintomi vasomotori''': vampate di calore e palpitazioni * '''sintomi psicologici''': aumento depressione, ansia, irritabilità, sbalzi d'umore, mancanza di concentrazione * '''sintomi atrofici''': secchezza vaginale e urgenza di urinare. Tecnicamente, la menopausa si riferisce alla cessazione delle mestruazioni; il processo graduale in genere richiede un anno, ma può durare da un minimo di sei mesi a più di cinque anni ed è noto come climaterio. La menopausa può essere indotta chirurgicamente mediante procedure come l’isterectomia. L’inizio medio della menopausa è attorno ai '''50 anni''', ma alcune donne entrano in menopausa in età più giovane, soprattutto se hanno sofferto di cancro o di un’altra malattia grave e sono state sottoposte a chemioterapia. Altre cause di menopausa precoce includono disturbi autoimmuni, malattie della tiroide e diabete mellito. == Patologie apparato riproduttore femminile == === Sindrome premestruale === La sindrome premestruale (dolori che precedono il ciclo) di solito raggiunge il suo livello peggiore nei sette giorni precedenti l'inizio del ciclo e può continuare fino alla fine del ciclo. Comprende sintomi sia fisici che emotivi: acne, gonfiore, affaticamento, mal di schiena, dolore al seno, mal di testa, stitichezza, diarrea, desiderio di cibo, depressione, irritabilità, difficoltà di concentrazione o di gestione dello stress. === Dismenorrea (mestruazioni dolorose) === Questa patologia riguarda il dolore che la donna prova in concomitanza delle mestruazioni. Riguarda soprattutto le donne giovani, con mestruazioni abbondanti, che non hanno avuto figli. Nella maggior parte dei casi è controllabile con antidolorifici, ma talvolta è invalidante, interferendo negativamente con la qualità della vita. === Ciclo irregolare === Mediamente il ciclo dura 28 giorni. Però spesso è irregolare, soprattutto durante l'adolescenza, poiché il corpo è ancora in fase di sviluppo e assestamento, anche dal punto di vista ormonale === Vaginismo e dispareunia (dolore nei rapporti sessuali) === Il '''<u>vaginismo</u>''' è un disturbo caratterizzato da una '''contrazione involontaria dei muscoli del pavimento pelvico''' che circondano la vagina. Questo rende '''difficile o impossibile la penetrazione''' (rapporti sessuali, tamponi, visite ginecologiche). * Spesso ha una componente '''psicologica''' (ansia, paura del dolore, esperienze negative) * La contrazione è '''riflessa''', non controllabile volontariamente La '''<u>dispareunia</u>''' è un termine più generale che indica semplicemente '''dolore durante i rapporti sessuali'''. Il dolore può essere '''superficiale o profondo''' * Può avere cause diverse: infezioni, secchezza vaginale, problemi anatomici, ormonali o anche psicologici * Non implica necessariamente una contrazione muscolare come nel vaginismo === Endometriosi === È una malattia in cui il tessuto simile all’endometrio (quello che normalmente riveste l’utero) cresce fuori dall’utero — per esempio su ovaie, tube, peritoneo. Questo tessuto “fuori posto” continua a comportarsi come quello uterino: si ispessisce, sanguina durante il ciclo, provoca infiammazione e dolore. === Tumore dell'utero (e altri tumori) === *'''tumore''' '''dell'ovaio''': proliferazione delle cellule epiteliali o delle cellule germinali. I sintomi, purtroppo, si iniziano ad intravedere nello stadio avanzato del tumore e questo danneggia le successive cure. * '''tumore dell'utero''': si divide in una forma più rara, il sarcoma, e in altre più frequenti, il tumore dell'endometrio e della cervice uterina. == Malattie sessualmente trasmissibili == L'apparato riproduttore maschile e femminile possono essere colpiti da patologie e disturbi. Molte di queste malattie non sono causate ad agenti patogeni e non vengono trasmesse da un individuo all'altro, ma esistono anche moltissimi tipi di malattie sessualmente trasmissibili, più o meno gravi. [[File:Candida albicans.jpg|miniatura|''Candida albicans'']] Le malattie sessualmente trasmissibili sono patologie infettive accomunate dal fatto che il contagio avviene tramite lo scambio di liquidi biologici (sangue, liquido spermale, secrezioni vaginali). === Malattie di origine fungina === * '''Candidosi''' (o candida): infezione causata dalla proliferazione incontrollata di funghi del genere Candida. La specie più nota e più spesso responsabile della candida è la ''Candida albicans''. In condizioni fisiologiche normali il lievito si trova sulla pelle e sulle mucose, ma in particolari circostanze (stress, terapia antibiotica, uso di contraccettivi orali, abuso di alcol, tabagismo...) prolifera in maniera eccessiva causando danni. I sintomi sono: prurito, dolore o bruciore nella zona colpita, perdite vaginali anomale acquose o bianche cremose, irritazione e gonfiore della zona colpita. [Anche i genitali maschili possono essere colpiti, ma in maniera asintomatica]. === Malattie di origine batterica === [[File:Treponema pallidum.jpg|sinistra|miniatura|''Treponema pallidum'']] * '''Clamidia''' (''Chlamydia trachomatis''): L'infezione da clamidia è una comune infezione a trasmissione sessuale negli esseri umani. È causata dal batterio Chlamydia trachomatis . Può essere trattata con antibiotici. La clamidia è una delle principali cause infettive di malattie genitali e oculari nell'uomo. L'infezione è una delle infezioni sessualmente trasmissibili più comuni al mondo: negli Stati Uniti si verificano circa 2,8 milioni di casi di infezione da clamidia ogni anno. È la malattia a trasmissione sessuale batterica più comune negli esseri umani. La Chlamydia trachomatis vive naturalmente solo all'interno delle cellule umane. La clamidia può essere trasmessa durante i rapporti sessuali vaginali , anali o orali . Può anche essere trasmessa da una madre infetta al suo bambino durante il parto vaginale . Molte persone affette da clamidia non presentano sintomi. Tra la metà e i tre quarti delle donne che contraggono la clamidia non manifestano sintomi e non sanno di essere infette. Se non trattate, le infezioni da clamidia possono causare gravi problemi riproduttivi e di salute generale, con conseguenze sia a breve che a lungo termine. * '''Sifilide''' (batterio): infezione causata da un batterio chiamato ''Treponema pallidum, che'' penetra nel corpo attraverso le mucose o la cute, raggiunge i linfonodi periferici e rapidamente diffonde a tutto l'organismo. La sifilide si evolve in quattro stadi: ''Sifilide primaria'' ( i sintomi possono rimanere nascosti e di solito tendono a scomparire dopo 4-6 settimane anche senza un trattamento. Tuttavia, l'infezione e la contagiosità rimangono). ''Sifilide secondaria'' (è caratterizzata da un'eruzione cutanea generalmente non pruriginosa che può avere un aspetto molto variabile. Altri sintomi possono essere la perdita dei capelli, l'infiammazione dei gangli oni o la febbre. Anch'essa scompare da sé, senza trattamento). ''Sifilide latente'' (segue una fase asintomatica che può durare mesi o anni nei quali la malattia progredisce danneggiando soprattutto il sistema nervoso). ''Sifilide terziaria'': compare anni dopo l'inizio dell'infezione e può manifestarsi con danni permanenti a cuore, cervello, ossa, pelle e altri organi. * '''Gonorrea''': La gonorrea è una malattia a trasmissione sessuale (MST), trasmessa attraverso i rapporti sessuali . È tra le malattie sessualmente trasmissibili più diffuse . La gonorrea è anche chiamata "blenorragia". Può essere curata con antibiotici , ma è necessario completare l'intero ciclo di terapia antibiotica. === Malattie di origine virale === [[File:AIDS and HIV prevalence 2008.svg|sinistra|miniatura|Diffusione dell'AIDS nel mondo ]] * L’'''HPV''' (Human Papilloma Virus): non è un unico virus, ma è una grande famiglia costituita da circa 200 ceppi diversi di virus che infettano l’uomo. L’infezione da HPV è molto comune e colpisce sia maschi, sia femmine. Nella maggior parte dei casi, l’infezione da HPV è transitoria e asintomatica; è possibile però che, in alcuni casi e in relazione allo specifico tipo di HPV, compaiano: lesioni benigne della cute e delle mucose (es. verruche su genitali, viso, mani e piedi); condilomi (escrescenze) o papillomi a livello delle mucose genitali e orali. Ciò può dare luogo a: prurito; dolore lieve; senso di fastidio. In base alla sede e all’estensione delle lesioni nel singolo paziente, si può utilizzare: l’approccio farmacologico topico; l'approccio chirurgico, per la rimozione fisica delle escrescenze. * '''Herpes genitale''' (virus): infezione causata dal virus Herpes simplex (HSV). Provoca lesioni cutanee localizzate prevalentemente nell'area ano-genitale. La trasmissione dell'herpes genitale avviene soprattutto attraverso rapporti sessuali non protetti, ma esiste anche la possibilità di un contagio verticale, cioè dalla madre con lesioni o infezione in atto al bambino durante il parto. In alcuni casi le manifestazioni del virus possono essere molto fastidiose, in altri casi, però, può non provocare alcun disturbo. Il trattamento attualmente disponibile non è in grado di curare l'infezione in modo definitivo, anche se la terapia a base di farmaci antivirali è essenziale per ridurre le conseguenze della malattia. * '''HIV (AIDS''' è la patologia): stadio clinico avanzato dell'infezione da HIV (Virus dell'Immunodeficienza Umana). Questo virus attacca il sistema immunitario, indebolendolo e rendendo il corpo più vulnerabile alle infezioni e ad alcuni tipi di cancro. L'HIV si trasmette attraverso il contatto con fluidi corporei infetti, come sangue, sperma, fluidi vaginali e latte materno. I sintomi iniziali possono essere simili a quelli di un'influenza, ma man mano che la malattia progredisce, il sistema immunitario diventa sempre più debole. Senza trattamento, l'HIV può evolvere in AIDS. Tuttavia, con l'uso di farmaci antiretrovirali, molte persone con HIV possono vivere vite lunghe e sane, prevenendo la progressione della malattia. La prevenzione include l'uso di preservativi, pratiche sessuali sicure, e la riduzione del rischio attraverso test e trattamento tempestivo. * '''Epatite B''': L'epatite B è una malattia del fegato . È causata da un virus . Il virus non si diffonde attraverso il cibo o il contatto occasionale. Può essere trasmesso tramite il sangue o i fluidi corporei di una persona infetta. Un neonato può contrarlo dalla madre durante il parto . Può anche essere trasmesso tramite contatto sessuale, riutilizzo di aghi, e trasfusioni di sangue contenente il virus. L'infezione da epatite B può essere prevenuta con la vaccinazione , che consiste nella somministrazione di un'iniezione che rende il corpo immune al virus. Alcune persone infette riescono a sconfiggere rapidamente il virus. Molte persone rimangono infette per tutta la vita. Di solito presentano pochi o nessun sintomo . Talvolta il fegato viene danneggiato gravemente, causando insufficienza epatica . Un sintomo comune di insufficienza epatica è l'ittero , in cui la pelle e gli occhi della persona diventano gialli a causa di un accumulo di prodotti corporei che normalmente verrebbero filtrati dal fegato. Un altro problema dell'epatite B è che può causare il cancro al fegato. == Attività == Approfondimento sulla [[Biologia per il liceo/L'apparato riproduttore/Sessualità|sessualità]] e sui [[Biologia per il liceo/L'apparato riproduttore/Metodi contraccettivi|metodi contraccettivi]] == Fonti == Fonti: [[:en:Human_Physiology|Human Physiology]]; [[Biologia per istituti tecnici]]; [[Biologia per il liceo]]; libro di biologia: la nuova biologia.blu plus, dalla genetica al corpo umano; https://www.salute.gov.it/portale/home.html [[Categoria:Biologia per il liceo|Sistema riproduttore]] 4nxwt7zny63abzcnsulav9ffoaacfca Utente:Tisha2405/Sandbox 2 59163 491570 491396 2026-04-07T14:33:26Z Tisha2405 53725 MODIFICA TESTO 491570 wikitext text/x-wiki ===2.4 Corpo, sessualità, autodeterminazione=== Il femminismo degli anni Settanta ha segnato una svolta fondamentale nella percezione della figura femminile, trasformando il corpo da semplice dato biologico o destino anatomico in un vero e proprio costrutto sociale, culturale e istituzionale.<ref>{{Cita|E. Petricola|}} p. 9</ref> Questa riflessione teorica e militante ha messo in luce come la fisicità delle donne sia stata storicamente plasmata e sottomessa dalle strutture del potere patriarcale. In questo scenario, la biopolitica dello Stato e la scienza medica ufficiale sono state identificate come strumenti di un'ideologia sessista finalizzata a privare le donne della conoscenza di sé, mantenendole in una condizione di subalternità attraverso la sistematica patologizzazione di fenomeni naturali come il ciclo mestruale, la gravidanza e la menopausa.<ref>{{Cita|Elisa Bellè|}}</ref><ref>{{Cita|E. Petricola|}} p.157 - 158</ref><ref>{{Cita|E. Petricola|}} p. 194</ref> Il corpo è emerso dunque come il nucleo fondativo dell'identità e il principale terreno di scontro politico. Attraverso il celebre principio secondo cui "il personale è politico", l'esperienza vissuta nel privato ha smesso di essere un fatto isolato per diventare il punto di partenza di una trasformazione collettiva. Questa nuova consapevolezza ha permesso di scardinare il monopolio del sapere medico sulle funzioni riproduttive e sessuali, traducendo la teoria in azioni concrete di riappropriazione della propria autonomia.<ref>{{Cita|E. Petricola|}} p. 28</ref><ref>{{Cita|E. Petricola|}} p. 42</ref> Uno dei pilastri di questa critica riguarda la maternità, che è stata analizzata non più come un istinto naturale irrinunciabile, ma come una funzione imposta e un presunto dovere verso la nazione. Le femministe hanno rigettato l'idea che l'identità di una donna debba coincidere necessariamente con la capacità riproduttiva a favore della famiglia o dello Stato, richiamandosi anche al superamento delle vecchie logiche demografiche di epoca fascista. Parallelamente, è stata contestata la delega storica della fecondità femminile alle istituzioni religiose e statali, rivendicando per ogni donna il diritto esclusivo di decidere del proprio destino riproduttivo. La scienza ufficiale è stata duramente contestata per il suo carattere gerarchico e per la tendenza a espropriare le donne della competenza sul proprio corpo. Il movimento ha evidenziato come la medicina abbia spesso agito per mantenere le donne in uno stato di dipendenza, trasformando processi fisiologici ordinari in problemi clinici da monitorare e gestire esternamente. A questa autorità medica, le donne hanno contrapposto la ricerca di un sapere autonomo, volto a recuperare una padronanza diretta e consapevole delle proprie funzioni vitali. Infine, il dibattito degli anni Settanta ha affrontato il tema della sessualità, smontando il modello eterosessuale dominante basato sulla doppia morale. La critica si è concentrata sulla forzata sovrapposizione tra piacere e procreazione, un meccanismo imposto culturalmente che per secoli ha reso invisibile il desiderio femminile, subordinandolo alle esigenze e ai ritmi del desiderio maschile.<ref>{{Cita|Fiamma Lussana|}} p. 24-27</ref> Attraverso questa analisi, il corpo femminile è stato finalmente liberato dai vincoli della funzione puramente biologica per essere riconosciuto come luogo di piacere, scelta e autodeterminazione politica. Il femminismo di quegli anni ha dunque trasformato radicalmente il rapporto delle donne con la propria fisicità, rendendola lo strumento principale per la conquista di una nuova soggettività sociale e politica. <ref>{{Cita|Il movimento femminista negli anni settanta|}} p. 24-27</ref> ==Note== <references/> ==Bibliografia== * {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234}} * {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}} * {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}} * {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia :1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4}} * {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}} * {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie (1965–1980)|anno=2012|editore=Carocci|città=Roma|ISBN=978-88-430-6512-7}} * {{Cita pubblicazione|anno=1987|titolo=Il movimento femminista negli anni settanta|rivista=Memoria|numero=19-20|url=https://bibliotecadelledonne.women.it/fascicolo/memoria-rivista-di-storia-delle-donne-n-19-20-1987/}} * {{Cita libro|curatore=Aida Ribero|curatore2=Ferdinanda Vigliani|titolo=100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta|anno=1998|editore=Tufani|città=Ferrara|ISBN=978-88-86780-20-9}} * {{Cita libro|curatore=Rosalba Spagnoletti|titolo=I Movimenti femministi in Italia|anno=1977|editore=Savelli|città=Roma}} * {{Cita libro|curatore=Paola Stelliferi|curatore2=Stefania Voli|titolo=Anni di rivolta: nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|ISBN=9791254692349}} * {{Cita libro|autore=E. Petricola|titolo=Dal discorso sulle donne al discorso delle donne. Birth control, contraccezione e depenalizzazione dell’aborto tra ambienti laici e movimenti delle donne, in «Quaderni di storia contemporanea»|anno=2010}} 007hpj6rhdl74w7t6s04f8g80cfn0ie Utente:Carmenn23/Sandbox 2 59599 491582 491562 2026-04-08T07:23:00Z Carmenn23 53726 /* “Il personale è politico” */ 491582 wikitext text/x-wiki == Il '68 == Il movimento femminista e il [[w:Movimento_del_Sessantotto|'68]] studentesco si sviluppano nello stesso contesto storico. Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref> Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref> Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref> Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni. In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico. Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione. Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo. === Differenze e tensioni === Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, è orientato alla trasformazione delle strutture economiche e politiche, lette attraverso categorie marxiste; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref> La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref> Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref> === Nasce con, nasce prima, va oltre === La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref> In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref> Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma. == “Il personale è politico” == L’espressione “il personale è politico” rappresenta il nucleo della rivoluzione neofemminista degli anni 70, determinando un mutamento dalle precedenti istanze emancipazioniste. Tale passaggio segna la transizione da una fase di integrazione sociale, sostenuta da gruppi storici come l’[[w:Unione_donne_in_Italia|UDI (Unione Donne in Italia),]] il cui obiettivo era l’inserimento delle donne nel sistema maschile vigente, a una fase in cui si accentua l’importanza della liberazione e della diversità <ref>{{Cita|Lussana|p. 32-33}}</ref>. L’adozione di questa formula conferisce maggiore spazio alla soggettività femminile, in particolare attraverso i piccoli eventi della vita quotidiana e alla memoria delle esperienze vissute. Tale approccio ha permesso di portare allo scoperto temi che in precedenza venivano considerati indicibili, analizzandoli come questioni politiche collettive. Adottando la pratica del [[w:Separatismo_femminista|separatismo]], il movimento femminista ha potuto sottrarsi a un universo politico strutturato su paradigmi maschili che non le comprendeva, portando il loro vissuto personale a diventare una questione politica. <ref>{{Cita|Lussana|p. 35}}</ref> “Il personale è politico” ha origine tramite diversi gruppi pionieristici che si sono sviluppati in Italia e che hanno contribuito alle rivolte femministe degli anni 70. Il DEMAU, fondato da Daniela Pellegrini, fu il primo gruppo a teorizzare la necessità del “partire da sé” e di “ritrovarsi tra donne”, per demistificare l’autoritarismo patriarcale <ref>{{Cita|Lussana|p. 151}}</ref>. Anche Rivolta Femminile si identifica come un gruppo noto per aver incoraggiato le donne a dare voce a pensieri “non dicibili” o “proibiti”, affermando la necessità di fare ''tabula rasa'' di schemi e modelli ideologici patriarcali, affinché ogni donna potesse portare in superficie esperienze e bisogni del vissuto quotidiano, conferendo loro piena dignità politica <ref name=":2">{{Cita|Lussana|p. 155-158}}</ref>. Attraverso [[w:Autocoscienza_femminista|l’autocoscienza]], concetto cardine di “il personale è politico”,<ref name=":1">{{Cita|Bellè|}}</ref> l’esperienza individuale diventa a tutti gli effetti un fatto politico. La pratica dell’autocoscienza is basava sul ritrovarsi fra donne per discutere di temi considerati privati e portandoli sul piano pubblico, riconoscendo l’oppressione come una condizione comune. Tramite questa pratica, le diverse storie diventano racconti che trovano risonanza in quelli delle altre donne e, attraverso un processo di rispecchiamento, la condizione di un singolo viene vista come una condizione comune. <ref>{{Cita|Lussana|p. 35}}</ref> Avviene di conseguenza un cambio di paradigma nel discorso politico, in cui la politica non è più una condizione astratta ma nasce da una condizione emotiva e umana. Prima del femminismo degli anni 70, la politica era intesa come un’attività che si svolgeva esclusivamente nella sfera pubblica e che si costituiva su un modello maschile, con l’avvento di “il personale è politico” viene mostrato come ciò che avviene nel privato influenzi e si rifletta sulla sfera collettiva. La prassi politica si sposta dalle grandi assemblee gerarchiche, al piccolo gruppo basato sull’autocoscienza, in cui anche il lavoro domestico, la sessualità e la cura dei figli vengono analizzati come strutture di potere. Le donne costituiscono la politica portando i loro fatti personali nello spazio pubblico. L’applicazione in Italia di questo principio ha significato rendere visibile l’invisibile, dimostrando come i rapporti di potere più duri avvengono anche nelle case e nelle relazioni. Attraverso “il personale è politico” le femministe affermavano che la rivoluzione doveva avvenire ora, e non attendere la [[w:Rivoluzione_proletaria|rivoluzione proletaria]] <ref>{{Cita|Lussana|p. 15-16}}</ref> ''«La storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose.»'' Emma Baeri <ref name=":0">{{Cita|Lussana|p. 11}}</ref> All’interno della [[w:Storiografia|storiografia]], “il personale è politico” non è visto solo come uno [[w:Slogan|slogan]] ma come una categoria interpretativa che ha cambiato il modo di vedere la storia. La storiografia interpreta questo principio come uno spostamento dei confini, cioè la politica non avviene più solo nelle piazze o nelle istituzioni, ma risiede nei rapporti di potere quotidiani <ref>{{Cita|Bracke|p. 79}}</ref>. Il concetto di “il personale è politico” ha permesso di riscrivere la storia partendo dal corpo e dal vissuto delle donne, smascherando l’autoritarismo nascosto nelle strutture familiari e lavorative. == Note == <references /> ==Bibliografia== * {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234|cid=Bellè}} * {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}} * {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}} * {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia : 1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4|cid=Bracke}} * {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}} * {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie (1965–1980)|anno=2012|editore=Carocci|città=Roma|ISBN=978-88-430-6512-7|cid=Lussana}} * {{Cita libro|autore=Lussana|titolo=Le donne e la modernizzazione: il neofemminismo degli anni settanta|anno=1997|editore=Einaudi|pp=471-565|ISBN=978-8806135713|cid=Lussana.}} * {{Cita pubblicazione|anno=1987|titolo=Il movimento femminista negli anni settanta|rivista=Memoria|numero=19-20|url=https://bibliotecadelledonne.women.it/fascicolo/memoria-rivista-di-storia-delle-donne-n-19-20-1987/}} * {{Cita libro|curatore=Aida Ribero|curatore2=Ferdinanda Vigliani|titolo=100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta|anno=1998|editore=Tufani|città=Ferrara|ISBN=978-88-86780-20-9}} * {{Cita libro|curatore=Rosalba Spagnoletti|titolo=I Movimenti femministi in Italia|anno=1977|editore=Savelli|città=Roma}} * {{Cita libro|curatore=Paola Stelliferi|curatore2=Stefania Voli|titolo=Anni di rivolta: nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|ISBN=9791254692349}} pcj57eqgu26k6j5oosy0fdfi5b35sxw 491583 491582 2026-04-08T07:29:36Z Carmenn23 53726 /* “Il personale è politico” */ 491583 wikitext text/x-wiki == Il '68 == Il movimento femminista e il [[w:Movimento_del_Sessantotto|'68]] studentesco si sviluppano nello stesso contesto storico. Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref> Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref> Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref> Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni. In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico. Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione. Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo. === Differenze e tensioni === Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, è orientato alla trasformazione delle strutture economiche e politiche, lette attraverso categorie marxiste; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref> La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref> Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref> === Nasce con, nasce prima, va oltre === La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref> In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref> Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma. == “Il personale è politico” == L’espressione “il personale è politico” rappresenta il nucleo della rivoluzione neofemminista degli anni 70, determinando un mutamento dalle precedenti istanze emancipazioniste. Tale passaggio segna la transizione da una fase di integrazione sociale, sostenuta da gruppi storici come l’[[w:Unione_donne_in_Italia|UDI (Unione Donne in Italia),]] il cui obiettivo era l’inserimento delle donne nel sistema maschile vigente, a una fase in cui si accentua l’importanza della liberazione e della diversità <ref>{{Cita|Lussana|p. 32-33}}</ref>. L’adozione di questa formula conferisce maggiore spazio alla soggettività femminile, in particolare attraverso i piccoli eventi della vita quotidiana e alla memoria delle esperienze vissute. Tale approccio ha permesso di portare allo scoperto temi che in precedenza venivano considerati indicibili, analizzandoli come questioni politiche collettive. 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Anche Rivolta Femminile si identifica come un gruppo noto per aver incoraggiato le donne a dare voce a pensieri “non dicibili” o “proibiti”, affermando la necessità di fare ''tabula rasa'' di schemi e modelli ideologici patriarcali, affinché ogni donna potesse portare in superficie esperienze e bisogni del vissuto quotidiano, conferendo loro piena dignità politica <ref name=":2">{{Cita|Lussana|p. 155-158}}</ref>. Attraverso [[w:Autocoscienza_femminista|l’autocoscienza]], concetto cardine di “il personale è politico”,<ref name=":1">{{Cita|Bellè|}}</ref> l’esperienza individuale diventa a tutti gli effetti un fatto politico. 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Prima del femminismo degli anni 70, la politica era intesa come un’attività che si svolgeva esclusivamente nella sfera pubblica e che si costituiva su un modello maschile, con l’avvento di “il personale è politico” viene mostrato come ciò che avviene nel privato influenzi e si rifletta sulla sfera collettiva. La prassi politica si sposta dalle grandi assemblee gerarchiche, al piccolo gruppo basato sull’autocoscienza, in cui anche il lavoro domestico, la sessualità e la cura dei figli vengono analizzati come strutture di potere. Le donne costituiscono la politica portando i loro fatti personali nello spazio pubblico. L’applicazione in Italia di questo principio ha significato rendere visibile l’invisibile, dimostrando come i rapporti di potere più duri avvengono anche nelle case e nelle relazioni. Attraverso “il personale è politico” le femministe affermavano che la rivoluzione doveva avvenire ora, e non attendere la [[w:Rivoluzione_proletaria|rivoluzione proletaria]] <ref>{{Cita|Lussana|p. 15-16}}</ref> ''«La storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose.»'' Emma Baeri <ref name=":0">{{Cita|Lussana|p. 11}}</ref> All’interno della [[w:Storiografia|storiografia]], “il personale è politico” non è visto solo come uno [[w:Slogan|slogan]] ma come una categoria interpretativa che ha cambiato il modo di vedere la storia. La storiografia interpreta questo principio come uno spostamento dei confini, cioè la politica non avviene più solo nelle piazze o nelle istituzioni, ma risiede nei rapporti di potere quotidiani <ref>{{Cita|Bracke|p. 79}}</ref>. Il concetto di “il personale è politico” ha permesso di riscrivere la storia partendo dal corpo e dal vissuto delle donne, smascherando l’autoritarismo nascosto nelle strutture familiari e lavorative. == Note == <references /> ==Bibliografia== * {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234|cid=Bellè}} * {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}} * {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. 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Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref> Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref> Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref> Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni. In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico. Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione. Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo. === Differenze e tensioni === Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, è orientato alla trasformazione delle strutture economiche e politiche, lette attraverso categorie marxiste; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref> La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref> Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref> === Nasce con, nasce prima, va oltre === La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref> In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref> Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma. == “Il personale è politico” == L’espressione “il personale è politico” rappresenta il nucleo della rivoluzione neofemminista degli anni 70, determinando un mutamento dalle precedenti istanze emancipazioniste. Tale passaggio segna la transizione da una fase di integrazione sociale, sostenuta da gruppi storici come l’[[w:Unione_donne_in_Italia|UDI (Unione Donne in Italia),]] il cui obiettivo era l’inserimento delle donne nel sistema maschile vigente, a una fase in cui si accentua l’importanza della liberazione e della diversità <ref>{{Cita|Lussana|p. 32-33}}</ref>. L’adozione di questa formula conferisce maggiore spazio alla soggettività femminile, in particolare attraverso i piccoli eventi della vita quotidiana e alla memoria delle esperienze vissute. Tale approccio ha permesso di portare allo scoperto temi che in precedenza venivano considerati indicibili, analizzandoli come questioni politiche collettive. Adottando la pratica del [[w:Separatismo_femminista|separatismo]], il movimento femminista ha potuto sottrarsi a un universo politico strutturato su paradigmi maschili che non le comprendeva, portando il loro vissuto personale a diventare una questione politica. <ref name=":3">{{Cita|Lussana|p. 35}}</ref> “Il personale è politico” ha origine tramite diversi gruppi pionieristici che si sono sviluppati in Italia e che hanno contribuito alle rivolte femministe degli anni 70. Il DEMAU, fondato da Daniela Pellegrini, fu il primo gruppo a teorizzare la necessità del “partire da sé” e di “ritrovarsi tra donne”, per demistificare l’autoritarismo patriarcale <ref>{{Cita|Lussana|p. 151}}</ref>. Anche Rivolta Femminile si identifica come un gruppo noto per aver incoraggiato le donne a dare voce a pensieri “non dicibili” o “proibiti”, affermando la necessità di fare ''tabula rasa'' di schemi e modelli ideologici patriarcali, affinché ogni donna potesse portare in superficie esperienze e bisogni del vissuto quotidiano, conferendo loro piena dignità politica <ref name=":2">{{Cita|Lussana|p. 155-158}}</ref>. Attraverso [[w:Autocoscienza_femminista|l’autocoscienza]], concetto cardine di “il personale è politico”,<ref name=":1">{{Cita|Bellè|}}</ref> l’esperienza individuale diventa a tutti gli effetti un fatto politico. La pratica dell’autocoscienza is basava sul ritrovarsi fra donne per discutere di temi considerati privati e portandoli sul piano pubblico, riconoscendo l’oppressione come una condizione comune.<ref name=":3" /> <ref>{{Cita|Bracke|p. 84-87}}</ref> Tramite questa pratica, le diverse storie diventano racconti che trovano risonanza in quelli delle altre donne e, attraverso un processo di rispecchiamento, la condizione di un singolo viene vista come una condizione comune: ''“il femminismo ha inizio quando la donna cerca risonanza di sé nell’autenticità di un’altra donna”'' Carla Lonzi <ref>{{Cita|Bracke|p. 85}}</ref> Avviene di conseguenza un cambio di paradigma nel discorso politico, in cui la politica non è più una condizione astratta ma nasce da una condizione emotiva e umana. Prima del femminismo degli anni 70, la politica era intesa come un’attività che si svolgeva esclusivamente nella sfera pubblica e che si costituiva su un modello maschile, con l’avvento di “il personale è politico” viene mostrato come ciò che avviene nel privato influenzi e si rifletta sulla sfera collettiva. La prassi politica si sposta dalle grandi assemblee gerarchiche, al piccolo gruppo basato sull’autocoscienza, in cui anche il lavoro domestico, la sessualità e la cura dei figli vengono analizzati come strutture di potere. Le donne costituiscono la politica portando i loro fatti personali nello spazio pubblico. L’applicazione in Italia di questo principio ha significato rendere visibile l’invisibile, dimostrando come i rapporti di potere più duri avvengono anche nelle case e nelle relazioni. Attraverso “il personale è politico” le femministe affermavano che la rivoluzione doveva avvenire ora, e non attendere la [[w:Rivoluzione_proletaria|rivoluzione proletaria]] <ref>{{Cita|Lussana|p. 15-16}}</ref> ''«La storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose.»'' Emma Baeri <ref name=":0">{{Cita|Lussana|p. 11}}</ref> All’interno della [[w:Storiografia|storiografia]], “il personale è politico” non è visto solo come uno [[w:Slogan|slogan]] ma come una categoria interpretativa che ha cambiato il modo di vedere la storia. La storiografia interpreta questo principio come uno spostamento dei confini, cioè la politica non avviene più solo nelle piazze o nelle istituzioni, ma risiede nei rapporti di potere quotidiani <ref>{{Cita|Bracke|p. 79}}</ref>. Il concetto di “il personale è politico” ha permesso di riscrivere la storia partendo dal corpo e dal vissuto delle donne, smascherando l’autoritarismo nascosto nelle strutture familiari e lavorative. == Note == <references /> ==Bibliografia== * {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234|cid=Bellè}} * {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}} * {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}} * {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia : 1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4|cid=Bracke}} * {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}} * {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie (1965–1980)|anno=2012|editore=Carocci|città=Roma|ISBN=978-88-430-6512-7|cid=Lussana}} * {{Cita libro|autore=Lussana|titolo=Le donne e la modernizzazione: il neofemminismo degli anni settanta|anno=1997|editore=Einaudi|pp=471-565|ISBN=978-8806135713|cid=Lussana.}} * {{Cita pubblicazione|anno=1987|titolo=Il movimento femminista negli anni settanta|rivista=Memoria|numero=19-20|url=https://bibliotecadelledonne.women.it/fascicolo/memoria-rivista-di-storia-delle-donne-n-19-20-1987/}} * {{Cita libro|curatore=Aida Ribero|curatore2=Ferdinanda Vigliani|titolo=100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta|anno=1998|editore=Tufani|città=Ferrara|ISBN=978-88-86780-20-9}} * {{Cita libro|curatore=Rosalba Spagnoletti|titolo=I Movimenti femministi in Italia|anno=1977|editore=Savelli|città=Roma}} * {{Cita libro|curatore=Paola Stelliferi|curatore2=Stefania Voli|titolo=Anni di rivolta: nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|ISBN=9791254692349}} e7ygig3ml7abwfv2gdz94o8dt9tz8uw 491587 491584 2026-04-08T07:53:29Z Carmenn23 53726 /* “Il personale è politico” */ 491587 wikitext text/x-wiki == Il '68 == Il movimento femminista e il [[w:Movimento_del_Sessantotto|'68]] studentesco si sviluppano nello stesso contesto storico. Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref> Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref> Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref> Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni. In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico. Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione. Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo. === Differenze e tensioni === Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, è orientato alla trasformazione delle strutture economiche e politiche, lette attraverso categorie marxiste; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref> La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref> Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref> === Nasce con, nasce prima, va oltre === La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref> In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref> Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma. == “Il personale è politico” == L’espressione “il personale è politico” rappresenta il nucleo della rivoluzione neofemminista degli anni 70, determinando un mutamento dalle precedenti istanze emancipazioniste. Tale passaggio segna la transizione da una fase di integrazione sociale, sostenuta da gruppi storici come l’[[w:Unione_donne_in_Italia|UDI (Unione Donne in Italia),]] il cui obiettivo era l’inserimento delle donne nel sistema maschile vigente, a una fase in cui si accentua l’importanza della liberazione e della diversità <ref>{{Cita|Lussana|p. 32-33}}</ref>. L’adozione di questa formula conferisce maggiore spazio alla soggettività femminile, in particolare attraverso i piccoli eventi della vita quotidiana e alla memoria delle esperienze vissute. Tale approccio ha permesso di portare allo scoperto temi che in precedenza venivano considerati indicibili, analizzandoli come questioni politiche collettive. 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Anche Rivolta Femminile si identifica come un gruppo noto per aver incoraggiato le donne a dare voce a pensieri “non dicibili” o “proibiti”, affermando la necessità di fare ''tabula rasa'' di schemi e modelli ideologici patriarcali, affinché ogni donna potesse portare in superficie esperienze e bisogni del vissuto quotidiano, conferendo loro piena dignità politica <ref name=":2">{{Cita|Lussana|p. 155-158}}</ref>. Attraverso [[w:Autocoscienza_femminista|l’autocoscienza]], concetto cardine di “il personale è politico”,<ref name=":1">{{Cita|Bellè|}}</ref> l’esperienza individuale diventa a tutti gli effetti un fatto politico. La pratica dell’autocoscienza is basava sul ritrovarsi fra donne per discutere di temi considerati privati e portandoli sul piano pubblico, riconoscendo l’oppressione come una condizione comune.<ref name=":3" /> <ref>{{Cita|Bracke|p. 84-87}}</ref> Tramite questa pratica, le diverse storie diventano racconti che trovano risonanza in quelli delle altre donne e, attraverso un processo di rispecchiamento, la condizione di un singolo viene vista come una condizione comune: ''“il femminismo ha inizio quando la donna cerca risonanza di sé nell’autenticità di un’altra donna”'' Carla Lonzi <ref>{{Cita|Bracke|p. 85}}</ref> Avviene di conseguenza un cambio di paradigma nel discorso politico, in cui la politica non è più una condizione astratta ma nasce da una condizione emotiva e umana: inizialmente i movimenti femministi e quelli sessantottini riuscirono per un periodo a collaborare, accomunati entrambi dalla rabbia e dallo spirito di rivolta verso le istituzioni. Con l’avvento del separatismo, la pratica del fare e dell’agire diventa una modalità ineludibile e i movimenti femministi spingono per cambiare la politica e modernizzare l’Italia<ref>{{Cita|Lussana|p. 16-17}}</ref> Prima del femminismo degli anni 70, la politica era intesa come un’attività che si svolgeva esclusivamente nella sfera pubblica e che si costituiva su un modello maschile, con l’avvento di “il personale è politico” viene mostrato come ciò che avviene nel privato influenzi e si rifletta sulla sfera collettiva. La prassi politica si sposta dalle grandi assemblee gerarchiche, al piccolo gruppo basato sull’autocoscienza, in cui anche il lavoro domestico, la sessualità e la cura dei figli vengono analizzati come strutture di potere. Le donne costituiscono la politica portando i loro fatti personali nello spazio pubblico. L’applicazione in Italia di questo principio ha significato rendere visibile l’invisibile, dimostrando come i rapporti di potere più duri avvengono anche nelle case e nelle relazioni. Attraverso “il personale è politico” le femministe affermavano che la rivoluzione doveva avvenire ora, e non attendere la [[w:Rivoluzione_proletaria|rivoluzione proletaria]] <ref>{{Cita|Lussana|p. 15-16}}</ref> ''«La storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose.»'' Emma Baeri <ref name=":0">{{Cita|Lussana|p. 11}}</ref> All’interno della [[w:Storiografia|storiografia]], “il personale è politico” non è visto solo come uno [[w:Slogan|slogan]] ma come una categoria interpretativa che ha cambiato il modo di vedere la storia. La storiografia interpreta questo principio come uno spostamento dei confini, cioè la politica non avviene più solo nelle piazze o nelle istituzioni, ma risiede nei rapporti di potere quotidiani <ref>{{Cita|Bracke|p. 79}}</ref>. Il concetto di “il personale è politico” ha permesso di riscrivere la storia partendo dal corpo e dal vissuto delle donne, smascherando l’autoritarismo nascosto nelle strutture familiari e lavorative. == Note == <references /> ==Bibliografia== * {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234|cid=Bellè}} * {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}} * {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. 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Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref> Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref> Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref> Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni. In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico. Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione. Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo. === Differenze e tensioni === Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, è orientato alla trasformazione delle strutture economiche e politiche, lette attraverso categorie marxiste; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref> La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref> Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref> === Nasce con, nasce prima, va oltre === La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref> In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref> Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma. == “Il personale è politico” == L’espressione “il personale è politico” rappresenta il nucleo della rivoluzione neofemminista degli anni 70, determinando un mutamento dalle precedenti istanze emancipazioniste. Tale passaggio segna la transizione da una fase di integrazione sociale, sostenuta da gruppi storici come l’[[w:Unione_donne_in_Italia|UDI (Unione Donne in Italia),]] il cui obiettivo era l’inserimento delle donne nel sistema maschile vigente, a una fase in cui si accentua l’importanza della liberazione e della diversità <ref>{{Cita|Lussana|p. 32-33}}</ref>. L’adozione di questa formula conferisce maggiore spazio alla soggettività femminile, in particolare attraverso i piccoli eventi della vita quotidiana e alla memoria delle esperienze vissute. Tale approccio ha permesso di portare allo scoperto temi che in precedenza venivano considerati indicibili, analizzandoli come questioni politiche collettive. Adottando la pratica del [[w:Separatismo_femminista|separatismo]], il movimento femminista ha potuto sottrarsi a un universo politico strutturato su paradigmi maschili che non le comprendeva, portando il loro vissuto personale a diventare una questione politica. <ref name=":3">{{Cita|Lussana|p. 35}}</ref> “Il personale è politico” ha origine tramite diversi gruppi pionieristici che si sono sviluppati in Italia e che hanno contribuito alle rivolte femministe degli anni 70. Il DEMAU, fondato da Daniela Pellegrini, fu il primo gruppo a teorizzare la necessità del “partire da sé” e di “ritrovarsi tra donne”, per demistificare l’autoritarismo patriarcale <ref>{{Cita|Lussana|p. 151}}</ref>. Anche Rivolta Femminile si identifica come un gruppo noto per aver incoraggiato le donne a dare voce a pensieri “non dicibili” o “proibiti”, affermando la necessità di fare ''tabula rasa'' di schemi e modelli ideologici patriarcali, affinché ogni donna potesse portare in superficie esperienze e bisogni del vissuto quotidiano, conferendo loro piena dignità politica <ref name=":2">{{Cita|Lussana|p. 155-158}}</ref>. Attraverso [[w:Autocoscienza_femminista|l’autocoscienza]], concetto cardine di “il personale è politico”,<ref name=":1">{{Cita|Bellè|}}</ref> l’esperienza individuale diventa a tutti gli effetti un fatto politico. La pratica dell’autocoscienza is basava sul ritrovarsi fra donne per discutere di temi considerati privati e portandoli sul piano pubblico, riconoscendo l’oppressione come una condizione comune.<ref name=":3" /> <ref>{{Cita|Bracke|p. 84-87}}</ref> Tramite questa pratica, le diverse storie diventano racconti che trovano risonanza in quelli delle altre donne e, attraverso un processo di rispecchiamento, la condizione di un singolo viene vista come una condizione comune: ''“il femminismo ha inizio quando la donna cerca risonanza di sé nell’autenticità di un’altra donna”'' Carla Lonzi <ref>{{Cita|Bracke|p. 85}}</ref> Avviene di conseguenza un cambio di paradigma nel discorso politico, in cui la politica non è più una condizione astratta ma nasce da una condizione emotiva e umana: in una prima fase il neofemminismo e i movimenti del sessantotto riuscirono per un periodo a collaborare, uniti dalla contestazione delle istituzioni e da una spinta rivoluzionaria. Con l’adozione del separatismo, la pratica del fare e dell’agire diventa una modalità ineludibile per i movimenti femministi, i quali iniziarono a esercitare una pressione decisiva per cambiare la politica e modernizzare l’Italia.<ref>{{Cita|Lussana|p. 16-17}}</ref> Prima del femminismo degli anni 70, la politica era intesa come un’attività che si svolgeva esclusivamente nella sfera pubblica e che si costituiva su un modello maschile, con l’avvento di “il personale è politico” viene mostrato come ciò che avviene nel privato influenzi e si rifletta sulla sfera collettiva. Le donne costituiscono la politica portando i loro fatti personali nello spazio pubblico, demonizzando la politica Marxista, la quale per lungo tempo aveva ritenuto l’oppressione delle donne una questione secondaria e il lavoro domestico da loro svolto come non fondamentale. <ref>{{Cita|Bracke|p. 90-91}}</ref> L’applicazione in Italia di questo principio ha significato rendere visibile l’invisibile, dimostrando come i rapporti di potere più duri avvengono anche nelle case e nelle relazioni. Attraverso “il personale è politico” le femministe affermavano che la rivoluzione doveva avvenire ora, e non attendere la [[w:Rivoluzione_proletaria|rivoluzione proletaria]] <ref>{{Cita|Lussana|p. 15-16}}</ref> ''«La storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose.»'' Emma Baeri <ref name=":0">{{Cita|Lussana|p. 11}}</ref> All’interno della [[w:Storiografia|storiografia]], “il personale è politico” non è visto solo come uno [[w:Slogan|slogan]] ma come una categoria interpretativa che ha cambiato il modo di vedere la storia. La storiografia interpreta questo principio come uno spostamento dei confini, cioè la politica non avviene più solo nelle piazze o nelle istituzioni, ma risiede nei rapporti di potere quotidiani <ref>{{Cita|Bracke|p. 79}}</ref>. Il concetto di “il personale è politico” ha permesso di riscrivere la storia partendo dal corpo e dal vissuto delle donne, smascherando l’autoritarismo nascosto nelle strutture familiari e lavorative. == Note == <references /> ==Bibliografia== * {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234|cid=Bellè}} * {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}} * {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}} * {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia : 1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4|cid=Bracke}} * {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}} * {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. 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Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref> Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref> Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref> Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni. In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico. Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione. Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo. === Differenze e tensioni === Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, è orientato alla trasformazione delle strutture economiche e politiche, lette attraverso categorie marxiste; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref> La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref> Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref> === Nasce con, nasce prima, va oltre === La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref> In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref> Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma. == “Il personale è politico” == L’espressione “il personale è politico” rappresenta il nucleo della rivoluzione neofemminista degli anni 70, determinando un mutamento dalle precedenti istanze emancipazioniste. Tale passaggio segna la transizione da una fase di integrazione sociale, sostenuta da gruppi storici come l’[[w:Unione_donne_in_Italia|UDI (Unione Donne in Italia),]] il cui obiettivo era l’inserimento delle donne nel sistema maschile vigente, a una fase in cui si accentua l’importanza della liberazione e della diversità <ref>{{Cita|Lussana|p. 32-33}}</ref>. L’adozione di questa formula conferisce maggiore spazio alla soggettività femminile, in particolare attraverso i piccoli eventi della vita quotidiana e alla memoria delle esperienze vissute. Tale approccio ha permesso di portare allo scoperto temi che in precedenza venivano considerati indicibili, analizzandoli come questioni politiche collettive. 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Anche Rivolta Femminile si identifica come un gruppo noto per aver incoraggiato le donne a dare voce a pensieri “non dicibili” o “proibiti”, affermando la necessità di fare ''tabula rasa'' di schemi e modelli ideologici patriarcali, affinché ogni donna potesse portare in superficie esperienze e bisogni del vissuto quotidiano, conferendo loro piena dignità politica <ref name=":2">{{Cita|Lussana|p. 155-158}}</ref>. Attraverso [[w:Autocoscienza_femminista|l’autocoscienza]], concetto cardine di “il personale è politico”,<ref name=":1">{{Cita|Bellè|}}</ref> l’esperienza individuale diventa a tutti gli effetti un fatto politico. 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Le donne costituiscono la politica portando il loro vissuto personale nello spazio pubblico, operando una critica radicale alla [[w:Marxismo|politica Marxista]]; quest’ultima aveva storicamente ritenuto l’oppressione delle donne una questione secondaria alla [[w:Prospettiva_del_conflitto|lotta di classe]] e il lavoro domestico da loro svolto come non fondamentale.<ref>{{Cita|Bracke|p. 90-91}}</ref> L’applicazione in Italia di questo principio ha significato conferire visibilità alle donne, dimostrando come i rapporti di potere più duri avvengono anche nelle case e nelle relazioni. 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Il concetto di “il personale è politico” ha permesso di riscrivere la storia partendo dal corpo e dal vissuto delle donne, smascherando l’autoritarismo nascosto nelle strutture familiari e lavorative. == Note == <references /> ==Bibliografia== * {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234|cid=Bellè}} * {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}} * {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. 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Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref> Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref> Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref> Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni. In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico. Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione. Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo. === Differenze e tensioni === Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, è orientato alla trasformazione delle strutture economiche e politiche, lette attraverso categorie marxiste; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref> La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref> Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref> === Nasce con, nasce prima, va oltre === La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref> In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref> Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma. == “Il personale è politico” == L’espressione “il personale è politico” rappresenta il nucleo della rivoluzione neofemminista degli anni 70, determinando un mutamento dalle precedenti istanze emancipazioniste. Tale passaggio segna la transizione da una fase di integrazione sociale, sostenuta da gruppi storici come l’[[w:Unione_donne_in_Italia|UDI (Unione Donne in Italia),]] il cui obiettivo era l’inserimento delle donne nel sistema maschile vigente, a una fase in cui si accentua l’importanza della liberazione e della diversità <ref>{{Cita|Lussana|p. 32-33}}</ref>. L’adozione di questa formula conferisce maggiore spazio alla soggettività femminile, in particolare attraverso i piccoli eventi della vita quotidiana e alla memoria delle esperienze vissute. Tale approccio ha permesso di portare allo scoperto temi che in precedenza venivano considerati indicibili, analizzandoli come questioni politiche collettive. Adottando la pratica del [[w:Separatismo_femminista|separatismo]], il movimento femminista ha potuto sottrarsi a un universo politico strutturato su paradigmi maschili che non le comprendeva, portando il loro vissuto personale a diventare una questione politica. <ref name=":3">{{Cita|Lussana|p. 35}}</ref> “Il personale è politico” ha origine tramite diversi gruppi pionieristici che si sono sviluppati in Italia e che hanno contribuito alle rivolte femministe degli anni 70. Il DEMAU, fondato da Daniela Pellegrini, fu il primo gruppo a teorizzare la necessità del “partire da sé” e di “ritrovarsi tra donne”, per demistificare l’autoritarismo patriarcale <ref>{{Cita|Lussana|p. 151}}</ref>. Anche Rivolta Femminile si identifica come un gruppo noto per aver incoraggiato le donne a dare voce a pensieri “non dicibili” o “proibiti”, affermando la necessità di fare ''tabula rasa'' di schemi e modelli ideologici patriarcali, affinché ogni donna potesse portare in superficie esperienze e bisogni del vissuto quotidiano, conferendo loro piena dignità politica <ref name=":2">{{Cita|Lussana|p. 155-158}}</ref>. Attraverso [[w:Autocoscienza_femminista|l’autocoscienza]], concetto cardine di “il personale è politico”,<ref name=":1">{{Cita|Bellè|}}</ref> l’esperienza individuale diventa a tutti gli effetti un fatto politico. La pratica dell’autocoscienza is basava sul ritrovarsi fra donne per discutere di temi considerati privati e portandoli sul piano pubblico, riconoscendo l’oppressione come una condizione comune.<ref name=":3" /> <ref>{{Cita|Bracke|p. 84-87}}</ref> Tramite questa pratica, le diverse storie diventano racconti che trovano risonanza in quelli delle altre donne e, attraverso un processo di rispecchiamento, la condizione di un singolo viene vista come una condizione comune: ''“il femminismo ha inizio quando la donna cerca risonanza di sé nell’autenticità di un’altra donna”'' Carla Lonzi <ref>{{Cita|Bracke|p. 85}}</ref> Avviene di conseguenza un cambio di paradigma nel discorso politico, in cui la politica non è più una condizione astratta ma nasce da una condizione emotiva e umana: in una prima fase il neofemminismo e i [[w:Movimento_del_Sessantotto|movimenti del sessantotto]] riuscirono per un periodo a collaborare, uniti dalla contestazione delle istituzioni e da una spinta rivoluzionaria. Con l’adozione del separatismo, la pratica del fare e dell’agire diventa una modalità ineludibile per i movimenti femministi, i quali iniziarono a esercitare una pressione decisiva per cambiare la politica e modernizzare l’Italia.<ref>{{Cita|Lussana|p. 16-17}}</ref> Prima del femminismo degli anni 70, la politica era intesa come un’attività che si svolgeva esclusivamente nella sfera pubblica e che si costituiva su un modello maschile, con l’avvento di “il personale è politico” viene mostrato come ciò che avviene nel privato influenzi e si rifletta sulla sfera collettiva. Le donne costituiscono la politica portando il loro vissuto personale nello spazio pubblico, operando una critica radicale alla [[w:Marxismo|politica Marxista]]; quest’ultima aveva storicamente ritenuto l’oppressione delle donne una questione secondaria alla [[w:Prospettiva_del_conflitto|lotta di classe]] e il lavoro domestico da loro svolto come non fondamentale.<ref>{{Cita|Bracke|p. 90-91}}</ref> L’applicazione in Italia di questo principio ha significato conferire visibilità alle donne, dimostrando come i rapporti di potere più duri avvengono anche nelle case e nelle relazioni. Attraverso “il personale è politico” le femministe affermavano che la rivoluzione doveva avvenire ora, e non attendere la [[w:Rivoluzione_proletaria|rivoluzione proletaria]] <ref>{{Cita|Lussana|p. 15-16}}</ref> ''«La storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose.»'' Emma Baeri <ref name=":0">{{Cita|Lussana|p. 11}}</ref> All’interno della [[w:Storiografia|storiografia]], “il personale è politico” non è visto solo come uno [[w:Slogan|slogan]] ma come una categoria interpretativa che ha cambiato il modo di vedere la storia. La storiografia interpreta questo principio come uno spostamento dei confini, cioè la politica non avviene più solo nelle piazze o nelle istituzioni, ma risiede nei rapporti di potere quotidiani <ref>{{Cita|Bracke|p. 79}}</ref>. Il concetto di “il personale è politico” ha permesso di riscrivere la storia partendo dal corpo e dal vissuto delle donne, smascherando l’autoritarismo nascosto nelle strutture familiari e lavorative. == Note == <references /> ==Bibliografia== * {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234|cid=Bellè}} * {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}} * {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}} * {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia : 1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4|cid=Bracke}} * {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}} * {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. 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Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref> Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref> Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref> Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni. In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico. Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione. Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo. === Differenze e tensioni === Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, è orientato alla trasformazione delle strutture economiche e politiche, lette attraverso categorie marxiste; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref> La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref> Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref> === Nasce con, nasce prima, va oltre === La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref> In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref> Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma. == “Il personale è politico” == L’espressione “il personale è politico” rappresenta il nucleo della rivoluzione neofemminista degli anni 70, determinando un mutamento dalle precedenti istanze emancipazioniste. Tale passaggio segna la transizione da una fase di integrazione sociale, sostenuta da gruppi storici come l’[[w:Unione_donne_in_Italia|UDI (Unione Donne in Italia),]] il cui obiettivo era l’inserimento delle donne nel sistema maschile vigente, a una fase in cui si accentua l’importanza della liberazione e della diversità <ref>{{Cita|Lussana|p. 32-33}}</ref>. L’adozione di questa formula conferisce maggiore spazio alla soggettività femminile, in particolare attraverso i piccoli eventi della vita quotidiana e alla memoria delle esperienze vissute. Tale approccio ha permesso di portare allo scoperto temi che in precedenza venivano considerati indicibili, analizzandoli come questioni politiche collettive. 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Anche Rivolta Femminile si identifica come un gruppo noto per aver incoraggiato le donne a dare voce a pensieri “non dicibili” o “proibiti”, affermando la necessità di fare ''tabula rasa'' di schemi e modelli ideologici patriarcali, affinché ogni donna potesse portare in superficie esperienze e bisogni del vissuto quotidiano, conferendo loro piena dignità politica <ref name=":2">{{Cita|Lussana|p. 155-158}}</ref>. Attraverso [[w:Autocoscienza_femminista|l’autocoscienza]], concetto cardine di “il personale è politico”,<ref name=":1">{{Cita|Bellè|}}</ref> l’esperienza individuale diventa a tutti gli effetti un fatto politico. 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Attraverso “il personale è politico” le femministe affermavano che la rivoluzione doveva avvenire ora, e non attendere la [[w:Rivoluzione_proletaria|rivoluzione proletaria]] <ref>{{Cita|Lussana|p. 15-16}}</ref> ''«La storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose.»'' Emma Baeri <ref name=":0">{{Cita|Lussana|p. 11}}</ref> All’interno della [[w:Storiografia|storiografia]], “il personale è politico” non è visto solo come uno [[w:Slogan|slogan]] ma come una categoria interpretativa che ha cambiato il modo di vedere la storia. La storiografia interpreta questo principio come uno spostamento dei confini, cioè la politica non avviene più solo nelle piazze o nelle istituzioni, ma risiede nei rapporti di potere quotidiani <ref>{{Cita|Bracke|p. 79}}</ref>. Il concetto di “il personale è politico” ha permesso di riscrivere la storia partendo dal corpo e dal vissuto delle donne, smascherando l’autoritarismo nascosto nelle strutture familiari e lavorative. == Note == <references /> ==Bibliografia== * {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234|cid=Bellè}} * {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}} * {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. 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Esperienze, storie, memorie (1965–1980)|anno=2012|editore=Carocci|città=Roma|ISBN=978-88-430-6512-7|cid=Lussana}} * {{Cita libro|autore=Lussana|titolo=Le donne e la modernizzazione: il neofemminismo degli anni settanta|anno=1997|editore=Einaudi|pp=471-565|ISBN=978-8806135713|cid=Lussana.}} * {{Cita pubblicazione|anno=1987|titolo=Il movimento femminista negli anni settanta|rivista=Memoria|numero=19-20|url=https://bibliotecadelledonne.women.it/fascicolo/memoria-rivista-di-storia-delle-donne-n-19-20-1987/}} * {{Cita libro|curatore=Aida Ribero|curatore2=Ferdinanda Vigliani|titolo=100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta|anno=1998|editore=Tufani|città=Ferrara|ISBN=978-88-86780-20-9}} * {{Cita libro|curatore=Rosalba Spagnoletti|titolo=I Movimenti femministi in Italia|anno=1977|editore=Savelli|città=Roma}} * {{Cita libro|curatore=Paola Stelliferi|curatore2=Stefania Voli|titolo=Anni di rivolta: nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|ISBN=9791254692349}} 2jckss1ztq6u5566qvep4q08rlwlhye 491593 491592 2026-04-08T08:41:35Z Carmenn23 53726 /* “Il personale è politico” */ 491593 wikitext text/x-wiki == Il '68 == Il movimento femminista e il [[w:Movimento_del_Sessantotto|'68]] studentesco si sviluppano nello stesso contesto storico. Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref> Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref> Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref> Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni. In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico. Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione. Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo. === Differenze e tensioni === Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, è orientato alla trasformazione delle strutture economiche e politiche, lette attraverso categorie marxiste; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref> La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref> Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref> === Nasce con, nasce prima, va oltre === La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref> In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref> Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma. == “Il personale è politico” == L’espressione “il personale è politico” rappresenta il nucleo della rivoluzione neofemminista degli anni 70, determinando un mutamento dalle precedenti istanze emancipazioniste. Tale passaggio segna la transizione da una fase di integrazione sociale, sostenuta da gruppi storici come l’[[w:Unione_donne_in_Italia|UDI (Unione Donne in Italia),]] il cui obiettivo era l’inserimento delle donne nel sistema maschile vigente, a una fase in cui si accentua l’importanza della liberazione e della diversità <ref>{{Cita|Lussana|p. 32-33}}</ref>. L’adozione di questa formula conferisce maggiore spazio alla soggettività femminile, in particolare attraverso i piccoli eventi della vita quotidiana e alla memoria delle esperienze vissute. Tale approccio ha permesso di portare allo scoperto temi che in precedenza venivano considerati indicibili, analizzandoli come questioni politiche collettive. Adottando la pratica del [[w:Separatismo_femminista|separatismo]], il movimento femminista ha potuto sottrarsi a un universo politico strutturato su paradigmi maschili che non le comprendeva, portando il loro vissuto personale a diventare una questione politica. <ref name=":3">{{Cita|Lussana|p. 35}}</ref> “Il personale è politico” ha origine tramite diversi gruppi pionieristici che si sono sviluppati in Italia e che hanno contribuito alle rivolte femministe degli anni 70. Il DEMAU, fondato da Daniela Pellegrini, fu il primo gruppo a teorizzare la necessità del “partire da sé” e di “ritrovarsi tra donne”, per demistificare l’autoritarismo patriarcale <ref>{{Cita|Lussana|p. 151}}</ref>. Anche Rivolta Femminile si identifica come un gruppo noto per aver incoraggiato le donne a dare voce a pensieri “non dicibili” o “proibiti”, affermando la necessità di fare ''tabula rasa'' di schemi e modelli ideologici patriarcali, affinché ogni donna potesse portare in superficie esperienze e bisogni del vissuto quotidiano, conferendo loro piena dignità politica <ref name=":2">{{Cita|Lussana|p. 155-158}}</ref>. Attraverso [[w:Autocoscienza_femminista|l’autocoscienza]], concetto cardine di “il personale è politico”,<ref name=":1">{{Cita|Bellè|}}</ref> l’esperienza individuale diventa a tutti gli effetti un fatto politico. La pratica dell’autocoscienza is basava sul ritrovarsi fra donne per discutere di temi considerati privati e portandoli sul piano pubblico, riconoscendo l’oppressione come una condizione comune.<ref name=":3" /> <ref>{{Cita|Bracke|p. 84-87}}</ref> Tramite questa pratica, le diverse storie diventano racconti che trovano risonanza in quelli delle altre donne e, attraverso un processo di rispecchiamento, la condizione di un singolo viene vista come una condizione comune: ''“il femminismo ha inizio quando la donna cerca risonanza di sé nell’autenticità di un’altra donna”'' [[w:Carla_Lonzi|Carla Lonzi]] <ref>{{Cita|Bracke|p. 85}}</ref> Avviene di conseguenza un cambio di paradigma nel discorso politico, in cui la politica non è più una condizione astratta ma nasce da una condizione emotiva e umana: in una prima fase il neofemminismo e i [[w:Movimento_del_Sessantotto|movimenti del sessantotto]] riuscirono per un periodo a collaborare, uniti dalla contestazione delle istituzioni e da una spinta rivoluzionaria. Con l’adozione del separatismo, la pratica del fare e dell’agire diventa una modalità ineludibile per i movimenti femministi, i quali iniziarono a esercitare una pressione decisiva per cambiare la politica e modernizzare l’Italia.<ref>{{Cita|Lussana|p. 16-17}}</ref> <ref>{{Cita|Lussana|p. 159}}</ref> Prima del femminismo degli anni 70, la politica era intesa come un’attività che si svolgeva esclusivamente nella sfera pubblica e che si costituiva su un modello maschile, con l’avvento di “il personale è politico” viene mostrato come ciò che avviene nel privato influenzi e si rifletta sulla sfera collettiva. Le donne costituiscono la politica portando il loro vissuto personale nello spazio pubblico, operando una critica radicale alla [[w:Marxismo|politica Marxista]]; quest’ultima aveva storicamente ritenuto l’oppressione delle donne una questione secondaria alla [[w:Prospettiva_del_conflitto|lotta di classe]] e il lavoro domestico da loro svolto come non fondamentale.<ref>{{Cita|Bracke|p. 90-91}}</ref> L’applicazione in Italia di questo principio ha significato conferire visibilità alle donne, dimostrando come i rapporti di potere più duri avvengono anche nelle case e nelle relazioni. Attraverso “il personale è politico” le femministe affermavano che la rivoluzione doveva avvenire ora, e non attendere la [[w:Rivoluzione_proletaria|rivoluzione proletaria]] <ref>{{Cita|Lussana|p. 15-16}}</ref> ''«La storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose.»'' Emma Baeri <ref name=":0">{{Cita|Lussana|p. 11}}</ref> All’interno della [[w:Storiografia|storiografia]], “il personale è politico” non è visto solo come uno [[w:Slogan|slogan]] ma come una categoria interpretativa che ha cambiato il modo di vedere la storia. La storiografia interpreta questo principio come uno spostamento dei confini, cioè la politica non avviene più solo nelle piazze o nelle istituzioni, ma risiede nei rapporti di potere quotidiani <ref>{{Cita|Bracke|p. 79}}</ref>. Il concetto di “il personale è politico” ha permesso di riscrivere la storia partendo dal corpo e dal vissuto delle donne, smascherando l’autoritarismo nascosto nelle strutture familiari e lavorative. == Note == <references /> ==Bibliografia== * {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234|cid=Bellè}} * {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}} * {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. 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Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref> Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref> Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref> Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni. In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico. Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione. Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo. === Differenze e tensioni === Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, è orientato alla trasformazione delle strutture economiche e politiche, lette attraverso categorie marxiste; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref> La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref> Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref> === Nasce con, nasce prima, va oltre === La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref> In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref> Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma. == “Il personale è politico” == L’espressione “il personale è politico” rappresenta il nucleo della rivoluzione neofemminista degli anni 70, determinando un mutamento dalle precedenti istanze emancipazioniste. Tale passaggio segna la transizione da una fase di integrazione sociale, sostenuta da gruppi storici come l’[[w:Unione_donne_in_Italia|UDI (Unione Donne in Italia),]] il cui obiettivo era l’inserimento delle donne nel sistema maschile vigente, a una fase in cui si accentua l’importanza della liberazione e della diversità <ref>{{Cita|Lussana|p. 32-33}}</ref>. L’adozione di questa formula conferisce maggiore spazio alla soggettività femminile, in particolare attraverso i piccoli eventi della vita quotidiana e alla memoria delle esperienze vissute. Tale approccio ha permesso di portare allo scoperto temi che in precedenza venivano considerati indicibili, analizzandoli come questioni politiche collettive. 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Anche Rivolta Femminile si identifica come un gruppo noto per aver incoraggiato le donne a dare voce a pensieri “non dicibili” o “proibiti”, affermando la necessità di fare ''tabula rasa'' di schemi e modelli ideologici patriarcali, affinché ogni donna potesse portare in superficie esperienze e bisogni del vissuto quotidiano, conferendo loro piena dignità politica <ref name=":2">{{Cita|Lussana|p. 155-158}}</ref>. Attraverso [[w:Autocoscienza_femminista|l’autocoscienza]], concetto cardine di “il personale è politico”,<ref name=":1">{{Cita|Bellè|}}</ref> l’esperienza individuale diventa a tutti gli effetti un fatto politico. 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Le donne costituiscono la politica portando il loro vissuto personale nello spazio pubblico, operando una critica radicale alla [[w:Marxismo|politica Marxista]]; quest’ultima aveva storicamente ritenuto l’oppressione delle donne una questione secondaria alla [[w:Prospettiva_del_conflitto|lotta di classe]] e il lavoro domestico da loro svolto come non fondamentale.<ref>{{Cita|Bracke|p. 90-91}}</ref> L’applicazione in Italia di questo principio ha significato conferire visibilità alle donne, dimostrando come i rapporti di potere più duri avvengono anche nelle case e nelle relazioni. Attraverso “il personale è politico” le femministe affermavano che la rivoluzione doveva avvenire ora, e non attendere la [[w:Rivoluzione_proletaria|rivoluzione proletaria]] <ref>{{Cita|Lussana|p. 15-16}}</ref> ''«La storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose.»'' Emma Baeri <ref name=":0">{{Cita|Lussana|p. 11}}</ref> All’interno della [[w:Storiografia|storiografia]], “il personale è politico” non è visto solo come uno [[w:Slogan|slogan]] ma come una categoria interpretativa che ha cambiato il modo di vedere la storia. La storiografia interpreta questo principio come uno spostamento dei confini, cioè la politica non avviene più solo nelle piazze o nelle istituzioni, ma risiede nei rapporti di potere quotidiani <ref>{{Cita|Bracke|p. 79}}</ref>. Il concetto di “il personale è politico” ha permesso di riscrivere la storia partendo dal corpo e dal vissuto delle donne, smascherando l’autoritarismo nascosto nelle strutture familiari e lavorative. == Note == <references /> ==Bibliografia== * {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234|cid=Bellè}} * {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}} * {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}} * {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia : 1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4|cid=Bracke}} * {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}} * {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie (1965–1980)|anno=2012|editore=Carocci|città=Roma|ISBN=978-88-430-6512-7|cid=Lussana}} * {{Cita libro|autore=Lussana|titolo=Le donne e la modernizzazione: il neofemminismo degli anni settanta|anno=1997|editore=Einaudi|pp=471-565|ISBN=978-8806135713|cid=Lussana.}} * {{Cita pubblicazione|anno=1987|titolo=Il movimento femminista negli anni settanta|rivista=Memoria|numero=19-20|url=https://bibliotecadelledonne.women.it/fascicolo/memoria-rivista-di-storia-delle-donne-n-19-20-1987/}} * {{Cita libro|curatore=Aida Ribero|curatore2=Ferdinanda Vigliani|titolo=100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta|anno=1998|editore=Tufani|città=Ferrara|ISBN=978-88-86780-20-9}} * {{Cita libro|curatore=Rosalba Spagnoletti|titolo=I Movimenti femministi in Italia|anno=1977|editore=Savelli|città=Roma}} * {{Cita libro|curatore=Paola Stelliferi|curatore2=Stefania Voli|titolo=Anni di rivolta: nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|ISBN=9791254692349}} 2zq6bq7eh8j6s6jh3cv00rrpm68iya5 Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Treviso/Gaiarine/Albina - Chiesa di San Silvestro Papa 0 59949 491566 2026-04-07T14:17:22Z Tom il padernellese 46110 creazione scheda 491566 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Balbiani Vegezzi Bossi * '''Anno:''' 1946 circa * '''Registri:''' 5 * '''Restauri/modifiche:''' ? * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' elettrica * '''Consolle:''' addossata alla cassa * '''Tastiere:''' 1 di 61 note (''Do<small>1</small>''-''Do<small>6</small>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>3</small>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, dietro l'altar maggiore in cassa armonica {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Ripieno || |- |Celeste || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Bordone || 16' |- |} |} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Albina - Chiesa di San Silvestro Papa]] 76z18f5a3fkxgepblcmmayoamznjlj3 491567 491566 2026-04-07T14:18:38Z Tom il padernellese 46110 491567 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Balbiani Vegezzi Bossi * '''Anno:''' 1946 circa * '''Registri:''' 5 * '''Restauri/modifiche:''' ? * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' elettrica * '''Consolle:''' addossata alla cassa * '''Tastiere:''' 1 di 61 note (''Do<small>1</small>''-''La5'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 30 note (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>3</small>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, dietro l'altar maggiore in cassa armonica<ref>Strumento completamente espressivo</ref> {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Ripieno || |- |Celeste || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Bordone || 16' |- |} |} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Albina - Chiesa di San Silvestro Papa]] mpa7v3c4se0ha7qpl1e0qb2bmllm8jg 491568 491567 2026-04-07T14:19:02Z Tom il padernellese 46110 491568 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Balbiani Vegezzi Bossi * '''Anno:''' 1946 circa * '''Registri:''' 5 * '''Restauri/modifiche:''' ? * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' pneumatica tubolare * '''Consolle:''' addossata alla cassa * '''Tastiere:''' 1 di 61 note (''Do<small>1</small>''-''La5'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 30 note (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>3</small>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, dietro l'altar maggiore in cassa armonica<ref>Strumento completamente espressivo</ref> {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Ripieno || |- |Celeste || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Bordone || 16' |- |} |} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Albina - Chiesa di San Silvestro Papa]] hwf8ohrvhmtwyvm9iaz80ix9jufqrin Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Treviso/Gaiarine/Gaiarine - Chiesa di San Tommaso di Canterbury 0 59950 491569 2026-04-07T14:26:49Z Tom il padernellese 46110 creazione scheda 491569 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Ruffatti Giuseppe e figli * '''Anno:''' 1974 * '''Restauri/modifiche:''' Luiciano Stradiotto (1994, pulizia generale) * '''Registri:''' 11 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' elettrica * '''Consolle:''' mobile, ai piedi del presbiterio * '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<small>1</small>''-''Do<small>6</small>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>3</small>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, in abside {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Decimaquinta || 2' |- |Ripieno 4 file || 1.1/3' |- |Dulciana || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Bordone || 8' |- |Principalino || 8' |- |Nazardo|| 2.2/3' |- |Flautino || 2 |- |Voce celeste 2 file|| 8' |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Subbasso || 16' |- |} |} {{Avanzamento|100%|7 aprile 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Chiesa di San Tommaso di Canterbury in Gaiarine]] 3g56a7yux6uy56idfwwhcsniy98ybnp Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Treviso/Oderzo/Oderzo - Duomo di San Giovanni Battista 0 59951 491571 2026-04-07T15:52:26Z Tom il padernellese 46110 creazione scheda 491571 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 360'') * '''Anno:''' 1924 * '''Restauri/modifiche:''' Mascioni (1998, restauro conservativo - 2024, restauro) * '''Registri:''' 32 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' pneumatico-tubolare * '''Consolle:''' fissa indipendente, in presbiterio, rivolta verso la cassa * '''Tastiere:''' 3 di 61 note (''Do<small>1</small>''-''Do<small>6</small>'') * '''Pedaliera:''' dritta di 30 note (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>3</small>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, in abside {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 16' |- |Principale || 8' |- |Flauto || 8' |- |Dolce || 8' |- |Unda maris || 8' |- |Ottava || 4' |- |Flauto || 4' |- |Duodecima|| 2.2/3' |- |Ripieno acuto || |- |Ripieno grave || |- |Tromba || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Positivo - Espressivo''''' ---- |- |Eufonio|| 8' |- |Bordone || 8' |- |Viola || 8' |- |Concerto viole || 8' |- |Corno di camoscio || 8' |- |Clarino || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''III - ''Recitativo - Espressivo''''' ---- |- |Principale|| 8' |- |Salizionale || 8' |- |Quintante|| 8' |- |Voce celeste || 8' |- |Dolce || 4' |- |Silvestre|| 2' |- |Ripieno || 5 file |- |Oboe|| 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Subbasso || 16' |- |Principale|| 16' |- |Contrabbasso || 16' |- |Cello || 8' |- |Armonico || 8' |- |Quinta || 10.2/3' |- |Ottava || 8' |- |Campane tubolari|| |- |} |} {{Avanzamento|100%|7 aprile 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 17ogrtly16itomxxes8y8yru6q0cd4s Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Treviso/Revine Lago 0 59952 491572 2026-04-07T17:04:23Z Tom il padernellese 46110 creazione pagina 491572 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} Disposizioni foniche del comune di [[w:Revine Lago|Revine Lago]] raggruppate per edificio. == Capoluogo == * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Treviso/Revine Lago/Revine - Chiesa di San Matteo Apostolo|Revine - Chiesa di San Matteo Apostolo]] {{Avanzamento|25%|7 aprile 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] s43vvdcf3c1cac6glurpaapycat21io Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Treviso/Moriago della Battaglia 0 59953 491573 2026-04-07T17:12:22Z Tom il padernellese 46110 creazione pagina 491573 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} Disposizioni foniche del comune di [[w:Moriago della Battaglia|Moriago della Battaglia]] raggruppate per edificio: == Capoluogo == * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Treviso/Maserada sul Piave/Moriago della Battaglia - Chiesa di San Leonardo|Moriago della Battaglia - Chiesa di San Leonardo]] == Frazioni == * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Treviso/Maserada sul Piave/Mosnigo - Chiesa di San Martino Vescovo|Mosnigo - Chiesa di San Martino Vescovo]] {{Avanzamento|100%|7 aprile 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 6tv0ylmpk2y3c1nd1w7ve9iv9o58su3 491578 491573 2026-04-07T17:26:05Z Tom il padernellese 46110 /* Frazioni */ 491578 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} Disposizioni foniche del comune di [[w:Moriago della Battaglia|Moriago della Battaglia]] raggruppate per edificio: == Capoluogo == * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Treviso/Maserada sul Piave/Moriago della Battaglia - Chiesa di San Leonardo|Moriago della Battaglia - Chiesa di San Leonardo]] == Frazioni == * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Treviso/Moriago della Battaglia/Mosnigo - Chiesa di San Martino Vescovo|Mosnigo - Chiesa di San Martino Vescovo]] {{Avanzamento|100%|7 aprile 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 11gva1gcd1vajrh8hsp0fpewxdhc7jn Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Treviso/Moriago della Battaglia/Moriago della Battaglia - Chiesa di San Leonardo 0 59954 491574 2026-04-07T17:16:17Z Tom il padernellese 46110 creazione scheda 491574 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Annibale Pugina * '''Anno:''' 1920 ca. * '''Restauri/modifiche:''' Vincenzo Salvato (1992, restauro) * '''Registri:''' 9 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' pneumatico-tubolare * '''Consolle:''' fissa addossata alla cassa * '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<small>1</small>''-''La<small>5</small>'') * '''Pedaliera:''' dritta di 27 note (''Do<small>1</small>''-''Re<small>3</small>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico sulla cantoria in controfacciata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Manuale''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Ripieno || 4 file |- |Flauto-Bordone || 8' |- |Flauto|| 4' |- |Gamba || 8' |- |Concerto viole || 8' |- |Tremolo|| |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Subbasso || 16' |- |Bordone || 8' |- |} |} {{Avanzamento|100%|7 aprile 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 79tqdnt7xkg90bpzjtsbrx1qc7h3zxb 491575 491574 2026-04-07T17:17:04Z Tom il padernellese 46110 Tom il padernellese ha spostato la pagina [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Treviso/Maserada sul Piave/Moriago della Battaglia - Chiesa di San Leonardo]] a [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Treviso/Moriago della Battaglia/Moriago della Battaglia - Chiesa di San Leonardo]]: Titolo errato 491574 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Annibale Pugina * '''Anno:''' 1920 ca. * '''Restauri/modifiche:''' Vincenzo Salvato (1992, restauro) * '''Registri:''' 9 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' pneumatico-tubolare * '''Consolle:''' fissa addossata alla cassa * '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<small>1</small>''-''La<small>5</small>'') * '''Pedaliera:''' dritta di 27 note (''Do<small>1</small>''-''Re<small>3</small>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico sulla cantoria in controfacciata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Manuale''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Ripieno || 4 file |- |Flauto-Bordone || 8' |- |Flauto|| 4' |- |Gamba || 8' |- |Concerto viole || 8' |- |Tremolo|| |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Subbasso || 16' |- |Bordone || 8' |- |} |} {{Avanzamento|100%|7 aprile 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 79tqdnt7xkg90bpzjtsbrx1qc7h3zxb Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Treviso/Maserada sul Piave/Moriago della Battaglia - Chiesa di San Leonardo 0 59955 491576 2026-04-07T17:17:04Z Tom il padernellese 46110 Tom il padernellese ha spostato la pagina [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Treviso/Maserada sul Piave/Moriago della Battaglia - Chiesa di San Leonardo]] a [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Treviso/Moriago della Battaglia/Moriago della Battaglia - Chiesa di San Leonardo]]: Titolo errato 491576 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Treviso/Moriago della Battaglia/Moriago della Battaglia - Chiesa di San Leonardo]] i96zuwzhkilrxxejupcz262ljcmym1g Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Treviso/Moriago della Battaglia/Mosnigo - Chiesa di San Martino Vescovo 0 59956 491579 2026-04-07T17:26:16Z Tom il padernellese 46110 creazione scheda 491579 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Rodolfo Guerrini * '''Anno:''' 1939 * '''Restauri/modifiche:''' Livio Volpato (1968, restauro); Vincenzo Salvato (1988, restauro conservativo) * '''Registri:''' 18 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' pneumatica-tubolare * '''Consolle:''' fissa, addossata alla cassa * '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<small>1</small>''-''Do<small>6</small>'') * '''Pedaliera:''' concava-radiale di 30 note (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>3</small>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 16' |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Duodecima Flauto|| 4' |- |Flauto in XII|| 2.2/3' |- |Flauto || 8' |- |Dulciana || 8' |- |Salicionale || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Bordone|| 8' |- |Gamba || 8' |- |Violino || 4' |- |Decimaquinta || 2' |- |Ripieno || 4 file |- |Voce celeste || 8' |- |Concerto Viole || 8' (combinato) |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contrabbasso|| 16' |- |Ottava || 8' |- |Duocecima di contrabbasso || |- |} |} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] m95ap9plvyjv17ywflqw1tgwvbzgbya 491581 491579 2026-04-07T17:39:18Z Tom il padernellese 46110 491581 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Rodolfo Guerrini * '''Anno:''' 1939 * '''Restauri/modifiche:''' Livio Volpato (1968, restauro); Vincenzo Salvato (1988, restauro conservativo) * '''Registri:''' 17 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' pneumatica-tubolare * '''Consolle:''' fissa, addossata alla cassa * '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<small>1</small>''-''Do<small>6</small>'') * '''Pedaliera:''' concava-radiale di 30 note (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>3</small>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 16' |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Duodecima Flauto|| 4' |- |Flauto in XII|| 2.2/3' |- |Flauto || 8' |- |Dulciana || 8' |- |Salicionale || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Bordone|| 8' |- |Gamba || 8' |- |Violino || 4' |- |Decimaquinta || 2' |- |Ripieno || 4 file |- |Voce celeste<ref>Dal ''Do2''</ref>|| 8' |- |Concerto Viole || 8' (combinato) |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contrabbasso|| 16' |- |Ottava || 8' |- |Duocecima di contrabbasso || |- |} |} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 5g6x2c7c2gk6g6t9cktou1kle3mla6f