Wikibooks itwikibooks https://it.wikibooks.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.46.0-wmf.24 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikibooks Discussioni Wikibooks File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Progetto Discussioni progetto Ripiano Discussioni ripiano TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Wikibooks:Sandbox 4 24636 491957 491241 2026-04-16T16:27:36Z Maddalena.caoduro 54212 491957 wikitext text/x-wiki {{sandbox}} <!-- Scrivi SOTTO questa riga senza cancellarla. --> bozza ciao 8g9imwsxcaefdn6mquihmilvqx22hj7 Disposizioni foniche di organi a canne 0 34638 491967 491936 2026-04-16T18:13:24Z VoceUmana7 51633 491967 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} Le disposizioni foniche attualmente presenti in questo libro sono '''4917'''. == Per il lettore == Ciascun organo a canne è uno strumento a sé, con una propria dignità indissolubilmente legata alla sua unicità. Non troveremo mai un organo uguale ad un altro, neppure nei rarissimi casi di strumenti costruiti in serie: avranno sempre qualcosa che li distinguerà fra di loro. Come poter, dunque, descrivere uno strumento unico, in maniera tale che, senza suonarlo o ascoltarlo, sia possibile capire come è fatto? Grazie alla sua disposizione fonica: essa è l'elenco dei registri che compongono lo strumento, riportati in base alla loro appartenenza alle varie "divisioni" (manuale/i ed eventualmente pedale). Pertanto si tratta di un elemento fondamentale, l'unica vera grande ed esaustiva descrizione dello strumento, dal momento che un organo si differenzia da un altro fondamentalmente per i registri che ha. Questo wikilibro si prefigge il compito di racchiudere al suo interno le disposizioni foniche di organi del presente e del passato, raggruppate in base alla loro collocazione all'interno di edifici che, per sviluppi culturali ed esigenze liturgiche, sono per la maggior parte destinati al culto. La presente opera si rivolge, dunque, non solo allo studioso di organaria ed organologia, ma anche al curioso che vuol sapere come è fatto l'organo della chiesa tot, all'appassionato, all'organista che ha l'esigenza di conoscere le caratteristiche di un tal organo, a chiunque, in poche parole, sia interessato all'argomento. == Per il contributore == Chiunque voglia contribuire all'edificazione del presente wikilibro, è il benvenuto, ed è pregato di seguire, per amor di uniformità, lo schema che può vedere nelle pagine già presenti. Sono tuttavia doverose alcune raccomandazioni tecniche. Una volta inserite una o più disposizioni foniche, il contributore è pregato di aggiornare il numero all'inizio di questa pagina. === Dei titoli === I titoli delle singole pagine seguono sempre questo schema: Stato/Regione (o altra divisione amministrativa analoga)/Provincia (o altra divisione amministrativa analoga)/Comune/Località (che può essere anche il comune stesso, comunque si ripete) - Edificio Ad esempio: Italia/Lombardia/Città metropolitana di Milano/Milano/Milano - Cattedrale di Santa Maria Nascente Nei nomi delle chiese, si scrive solo: ''Chiesa di...'', oppure ''Santuario di...'', oppure ''Basilica di...'', ''Cattedrale di...'' o ''Cattedrale metropolitana di...'', non ''Basilica Cattedrale Primaziale Metropolitana Santuario Protoecclesia di...''. Sono altresì bandite le abbreviazioni (come ad esempio ''S.'' al posto di ''Santo/Santa/Sacro''). Se in un edificio ci sono più organi, vanno tutti nella stessa pagina. Le singole pagine non sono per organo, ma per edificio. === Delle tabelle riassuntive === Le tabelle riassuntive a inizio pagina, seguono questo schema: * '''Costruttore:''' [nome e] cognome del costruttore/ditta costruttrice con, in caso, tra parentesi e in corsivo, il numero d'opera * '''Anno:''' anno di costruzione (in caso, in nota, data dell'inaugurazione) * '''Restauri/modifiche:''' elenco: nome di chi ha fatto il restauro e, tra parentesi, anno e tipologia di intervento * '''Registri:''' numero dei registri (in caso di registri spezzati, ciascuno vale 1 e non 1/2) * '''Canne:''' numero di canne * '''Trasmissione:''' meccanica/pneumatico-tubolare/elettrica/elettronica/ecc. nel caso di mista, si scrive mista e poi si specifica tra parentesi * '''Consolle:''' tipologia della consolle (a finestra, mobile/fissa indipendente, appoggiata, rivolta, ecc.) e posizione (al centro del coro, al centro della parete anteriore della cassa, su apposita cantoria, ecc.) * '''Tastiere:''' n° di tastiere e di note ed estensione tra parentesi * '''Pedaliera:''' tipologia di pedaliera (a leggio, dritta, concava, concavo-radiale), n° di note ed estensione tra parentesi * '''Collocazione:''' n° dei corpi, posizione dei corpi. Esempio: * '''Costruttore:''' Pinco Pallino (''Opus 100'') * '''Anno:''' 2019-2020 * '''Restauri/modifiche:''' Tizio Caio (2102, restauro conservativo), Sempronio (2156, modifiche e ampliamento) * '''Registri:''' 36 * '''Canne:''' 3.562 * '''Trasmissione:''' mista (meccanica per i manuali e il pedale, elettronica per i registri) * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 3 di 56 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>5</small>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 30 note (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>3</small>'') * '''Collocazione:''' in due corpi contrapposti, sulla cantoria in controfacciata Nel caso di ottave scavezze: * '''Tastiera:''' 1 di 50 note con prima ottava scavezza (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>5</small>'', Bassi/Soprani ''Do#<small>3</small>''/''Re<small>3</small>'') * '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note con prima ottava scavezza (''Do<small>1</small>''-''Sol#<small>2</small>''), priva di registri propri e costantemente unita al manuale Non sono ammesse abbreviazioni, come ad esempio i nomi degli organari. === Delle disposizioni foniche === * I nomi delle divisioni vengono scritti nel seguente modo: '''I - ''Grand'Organo'''''; quello del pedale così: '''Pedale'''; * il nome della seconda o terza tastiera si riporta semplicemente, dopo il numero ordinale romano, come '''''Espressivo''''' e non come Recitativo, essendo un'impropria italianizzazione del francese ''Récit''; * nel caso di aggettivi dopo il nome del manuale, essi sono riportati con la prima lettera minuscola (ad esempio: '''VI - ''Organo antico aperto'''''); * qualora i registri, sulla consolle, siano raggruppati per Concerto e Ripieno (ad esempio come avviene per la maggior parte degli organi ottocenteschi italiani), si segua questo schema ([[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Toscana/Provincia di Siena/Montalcino/Montisi - Chiesa delle Sante Flora e Lucilla|qui un esempio]]) e, nel caso di più manuali, si premetta sempre il numero e il nome (ad esempio: '''I - Organo eco ''Concerto'''''); * all'interno di ogni divisione vi sono due colonne, divise da doppia stanghetta verticale (<code><nowiki>||</nowiki></code>), che rispettivamente, da sinistra a destra, sono: 1) nome del registro con eventualmente indicato il numero di file, 2) altezza del registro in piedi con eventualmente specificata l'appartenenza ai soli Bassi o ai soli Soprani (esempio: <code><nowiki>Ripieno 5 file || 2' Soprani</nowiki></code>); * tutti i nomi registri sono scritti con la prima lettera maiuscola, mentre le parole seguenti devono iniziare con la minuscola (ad esempio: ''Ripieno acuto 5 file'' e '''non''' ''Ripieno Acuto 5 File''), ad eccezione delle disposizioni in tedesco o nelle lingue che richiedono la maiuscola anche per tutti i sostantivi - nel caso non sia possibile reperire l'altezza in piedi delle mutazioni composte, si sposta il numero di file nel campo dell'altezza in piedi (esempio: <code><nowiki>Ripieno || 5 file</nowiki></code>); * le mutazioni sono scritte con il numero intero separato da quello frazionario tramite un punto, così: ''5.1/3<nowiki>'</nowiki>''; qualora l'altezza sia solo frazionaria, si omette lo ''0.'' iniziale, così: ''1/4<nowiki>'</nowiki>'' e '''non''' ''0.1/4<nowiki>'</nowiki>''; * nel caso di mutazioni composte, l'altezza in piedi è riportata solo relativamente alla prima fila, ad eccezione di quelle a due file (per non occupare troppo spazio) - qualora le altezze delle file successive presentino delle anomalie, si inseriscono in nota. * i registri ad ancia sono scritti in rosso quando sono riportati così sulla consolle; * non si inserisce il numero ordinale davanti a ciascun registro; * non si riportano le unioni e gli accoppiamenti, né gli annullatori; * il Tremolo si riporta all'interno di ciascuna divisione; * gli accessori (ad esempio: Uccelliera, Zampogna ecc.) si riportano nel seguente modo prima della disposizione fonica: '''Accessori''': ''Uccelliera''; ''Zampogna''; * non sono ammesse abbreviazioni. Quindi, in poche parole, questa disposizione '''non''' va bene (mettiamo che sulla consolle i registri ad ancia siano scritti '''in nero'''): {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Prima tastiera - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |XV || 2' |- |XIX || 1.1/3' |- |XXII || 1' |- |Ripieno Acuto 3 File || 0.1/2' |- |Flauto a Camino || 8' |- |Sesquialtera 2 File || 2.2/3'-1.3/5' |- |<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8' bassi</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8' soprani</span> |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Seconda tastiera - ''Espressivo''''' ---- |- |Bordone || 8' |- |Viola di Gamba || 8' |- |Flauto a Cuspide || 4' |- |Nazardo || 2.2/3' |- |Ottavino || 2' |- |Decimino || 1.1/3' |- |Pienino 3 File || 1'-0.2/3'-0.1/2' |- |Voce Celeste 2 File || 8' |- |<span style="color:#8b0000;">Tromba Armonica</span> ||<span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contrabbasso || 16' |- |Bordone || 16' |- |Basso || 8' |- |Ottava || 4' |- |<span style="color:#8b0000;">Trombone</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Tromba Bassa</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |} |} Questa, invece, va bene: {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |XV || 2' |- |XIX || 1.1/3' |- |XXII || 1' |- |Ripieno acuto 3 file || 1/2' |- |Flauto a camino || 8' |- |Sesquialtera 2 file || 2.2/3'-1.3/5' |- |Tromba || 8' Bassi |- |Tromba || 8' Soprani |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Bordone || 8' |- |Viola di gamba || 8' |- |Flauto a cuspide || 4' |- |Nazardo || 2.2/3' |- |Ottavino || 2' |- |Decimino || 1.3/5' |- |Pienino 3 file || 1' |- |Voce celeste 2 file || 8' |- |Tromba armonica || 8' |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contrabbasso || 16' |- |Bordone || 16' |- |Basso || 8' |- |Ottava || 4' |- |Trombone || 16' |- |Tromba bassa || 8' |- |} |} == Libri correlati == * {{libro|Organo a canne}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne| ]] [[Categoria:Musica]] [[Categoria:Dewey 786]] {{alfabetico|D}} {{Avanzamento|0%|9 giugno 2020}} bw6aallmp7blvpjvuow4ekpxnxo6ecr Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Campania/Provincia di Benevento 0 35435 492029 432015 2026-04-16T20:15:11Z VoceUmana7 51633 492029 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} Disposizioni foniche della provincia di Benevento raggruppate per comune: * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Campania/Provincia di Benevento/Benevento|Benevento]] * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Campania/Provincia di Benevento/Cerreto Sannita|Cerreto Sannita]] * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Campania/Provincia di Benevento/Faicchio|Faicchio]] * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Campania/Provincia di Benevento/Sant'Agata de' Goti|Sant'Agata de' Goti]] {{Avanzamento|15%|18 gennaio 2015}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 4n3c6eagpa4udzedetflefh6t41y7h8 Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Udine/San Gottardo - Chiesa di San Gottardo 0 36548 492023 401503 2026-04-16T20:10:43Z VoceUmana7 51633 492023 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} [[File:Zanin sgottardo.jpg|250px|center]] * '''Costruttore:''' Franz Zanin * '''Anno:''' 1980 * '''Restauri/modifiche:''' Franz Zanin (2010) * '''Registri:''' 24 * '''Canne:''' 1314 * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra * '''Tastiere:''' 2 di ? note (''Do<sup>1</sup>''-?) * '''Pedaliera:''' di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico a pavimento nella navata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Quintadecima || 2' |- |Decimanona || 1.1/3' |- |Vigesimaseconda || 1' |- |Vigesimasesta || 2/3' |- |Vigesimanona || 1/2' |- |Voce umana || 8' |- |Flauto reale || 8' |- |Sesquialtera 2 file || 2.2/3'-1.3/5' |- |Tromba || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Principale tappato || 8' |- |Ottava || 4' |- |Quintadecima || 2' |- |Decimanona || 1.1/3' |- |Vigesimaseconda || 1' |- |Flauto in VIII|| 4' |- |Flauto in XII || 2.2/3' |- |Flauto in XV || 1' |- |Oboe || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contrabbasso || 16' |- |Ottava di contrabbasso || 8' |- |Quinta decima || 4' |- |Trombone || 16' |- |} |} == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa di San Gottardo (Udine)|w_preposizione=sulla|w_etichetta=chiesa di San Gottardo ad Udine}} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://www.youtube.com/watch?v=suLArdNGNRw|titolo=Toccata in Re minore - Dorica - BWV 538 - Johann Sebastian Bach|editore=youtube.com|accesso=19 aprile 2015}} {{Avanzamento|75%|17 maggio 2015}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] tbhebhdmkig2upc9ykjsfmaslmu26sw Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Pasian di Prato/Pasian di Prato - Chiesa di San Giacomo 0 36734 491986 419293 2026-04-16T19:05:16Z VoceUmana7 51633 491986 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Franz Zanin * '''Anno:''' 1989 * '''Restauri/modifiche:''' no * '''Registri:''' 30 (registri attuali) * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra * '''Tastiere:''' 4 di 58 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'', solo le prime due sono funzionanti) * '''Pedaliera:''' dritta di 30 note (''Do<sup>1</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico sulla cantoria alle spalle del presbiterio, con Positivo tergale * '''Note:''' lo strumento è incompleto {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Positivo tergale''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |XV || 2' |- |XIX || 1.1/3' |- |XXII || 1' |- |XXVI-XXIX || 2/3' |- |Flauto || 8' |- |Flauto in VIII || 4' |- |Flauto in XII || 2.2/3' |- |Ottavino || 2' |- |Cornetta || 1.3/5' |- |Voce umana || 8' |- |Cromorno || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 16' |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |XII || 2.2/3' |- |XV || 2' |- |XVII || 1.3/5' |- |XIX || 1.1/3' |- |XXII || 1' |- |XXVI-XXIX || 2/3' |- |XXXIII-XXXVI || 1/3' |- |Flauto || 8' |- |Flauto in VIII || 4' |- |Cornetto || 3 file |- |Tromba a squillo || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Principale || 16' |- |Ottava || 8' |- |Ottava || 4' |- |Trombone || 16' |- |} |} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://www.youtube.com/watch?v=KNXkKzrVV88|titolo=Prospetto fonico organo Pasian di Prato Manuel Tomadin|editore=youtube.com|accesso=17 maggio 2015}} {{Avanzamento|100%|17 maggio 2015}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] hg9xsio4cx96py1w4k0o61e6splr2as Chimica per il liceo/Reazioni di ossidoriduzione 0 37655 491958 458881 2026-04-16T16:38:36Z AGeremia 10319 /* Bilanciamento col metodo della variazione del numero di ossidazione */ 491958 wikitext text/x-wiki {{Chimica per il liceo 2}} {{avanzamento|100%}} == Reazioni redox (o di ossidoriduzione) == [[File:Redox reaction.png|miniatura|316x316px|Illustrazione di una reazione ''redox'' (Acido fluoridrico).]] Le '''reazioni redox''' o reazioni di ossido-riduzione sono quelle reazioni in cui cambia il numero di ossidazione degli atomi coinvolti, ovvero, c'è uno scambio di elettroni da una specie chimica all'altra (certi atomi A cedono elettroni ad altri atomi B che li acquistano essendo più elettronegativi). La '''cessione di elettroni è detta ossidazione''': l’atomo A si ossida. '''L’acquisto di elettroni è detto riduzione''': l’atomo B si riduce. Ogni ossidazione è accompagnata dalla corrispondente riduzione. Per questo si parla di '''ossidoriduzione'''. == Ossidazione e riduzione: cosa sono == L''''ossidazione''' è il processo che <u>provoca un aumento del numero di ossidazione</u> di un certo elemento, causato dalla cessione di elettroni da parte di un altro; la '''riduzione''', invece, è la <u>diminuzione del numero di ossidazione di un elemento</u> per l'acquisizione di elettroni. La redox è dunque la combinazione di queste due semireazioni che avvengono contemporaneamente. Nelle reazioni redox si distingue: * '''agente riducente''': elemento che provoca la riduzione di un elemento ossidandosi; * '''agente ossidante''': elemento che provoca l'ossidazione di un elemento riducendosi. * '''coppia coniugata redox''': costituita dalla forma iniziale e finale di un elemento presente nella reazione, si distinguono una '''forma ridotta''' (l'elemento della coppia con il numero di ossidazione minore) e '''forma ossidata''' (l'elemento della coppia con il numero di ossidazione maggiore). (vedi esempio della combustione del magnesio sotto) == Esempi di reazioni redox == '''Reazioni di combustione''': processo di combinazione con <chem>O2</chem> Es. Combustione del magnesio che coinvolge il magnesio (metallo) e l'ossigeno generando l'ossido di magnesio. <chem>2 Mg + O2 -> 2 MgO + energia</chem> Nella combustione si ha quindi: * il magnesio elettricamente neutro perde due elettroni, diventando ione positivo (<chem>Mg -> Mg^2+ + 2e^-</chem>) * l'ossigeno (elettricamente neutro) prende due elettroni, ceduti dal magnesio, e diventa uno ione positivo (<chem>O + 2e- -> O^2-</chem>) Si osserva, dunque, che il numero di ossidazione del magnesio aumenta (inizialmente è 0, poi diventa +2) e quello dell'ossigeno diminuisce (inizialmente è 0, poi diventa -2): il magnesio è quindi l'agente riducente (e si ossida) mentre l'ossigeno l'agente ossidante (e si riduce). Un esempio di coppie coniugate redox sono sia l'ossigeno che il magnesio: nel caso di quest'ultimo, il magnesio iniziale è la forma ridotta e il magnesio finale è la forma ossidata, nel caso dell'ossigeno è l'opposto. '''Reazioni di combinazione''': due o più reagenti formano un solo prodotto (X + Y → Z) Es. Cloruro di potassio: <chem>2K + Cl2 -> 2KCl</chem> Possiamo osservare che il potassio si ossida assumendo il n.o. +1 (agente riducente) mentre il cloro si riduce acquisendo n.o. -1 (agente ossidante). '''Reazioni di decomposizione''': un solo reagente forma due o più prodotti: (Z → X + Y) Es. Ossido di mercurio: <chem>2HgO ->[{Δ}] 2Hg + O2</chem> Inizialmente il mercurio e l'ossigeno hanno rispettivamente i numeri di ossidazione pari a +2 e -2 e successivamente, con la reazione di decomposizione, i numeri di ossidazione sono pari a 0 per entrambi gli elementi: è avvenuta una riduzione nel caso dell' Hg e un'ossidazione per quanto riguarda l'O. '''Reazioni di scambio o spostamento''': possono essere di doppio scambio (AB + CD → AC + BD) o scambio semplice (X + YZ → XZ + Y) Es. <chem>2Li + 2H2O -> 2LiOH + H2</chem> Analizzando questa reazione si osserva che il litio si ossida assumendo un n.o. finale di +1 mentre l'idrogeno (non appartenente al gruppo ossidrile) si riduce assumendo n.o. 0 (inizialmente era +1). == Bilanciamento col metodo della variazione del numero di ossidazione == Quando una reazione è di tipo redox bisogna fare attenzione a bilanciare, oltre agli atomi dei vari elementi, anche il numero di elettroni che vengono trasferiti dagli atomi che si ossidano a quelli che si riducono (il numero deve essere uguale). Per bilanciare le reazioni redox si possono utilizzare due metodi che portano entrambi allo stesso risultato: * metodo della variazione del numero di ossidazione (preferibile se i reagenti sono in soluzioni acquose). * metodo ionico-elettronico (preferibile se la reazione è scritta in forma ionica). <chem>K2Cr2O7 + H2O + S -> SO2 + KOH + Cr2O3</chem> '''1- Individuare il n.o. per ogni atomo che partecipa alla reazione e riconoscere l’elemento che si ossida (aumenta n.o.) e quello che si riduce''' '''(diminuisce n.o.):''' <u><chem>K2Cr2O7 (+1, +6, -2) + H2O (+1, -2) + S (0) -> SO2 (+4, -2) + KOH (+1, -2, +1) + Cr2O3 (+3, -2)</chem></u> In questo caso il cromo (da +6 a +3) si riduce mentre lo zolfo (da 0 a +4) si ossida. '''2- Se necessario, bilanciare gli atomi (coinvolti nella redox) da una parte e dall'altra della freccia e calcolare la variazione complessiva del n.o.:''' Qui non è necessario bilanciare gli atomi partecipanti alla reazione poiché ci sono 2 atomi di cromo sia a sinistra che a destra e un atomo di zolfo sia a sinistra che a destra. <span style="color:blue">'''riduzione''': <chem>Cr2 (+6) -> Cr2 (+3)</chem> ∆n.o.: -6 (acquista sei elettroni)</span> <span style="color:red">'''ossidazione''': <chem>S (0) -> S (+4)</chem> ∆n.o.: +4 (perde quattro elettoni)</span> '''3- Far coincidere la variazioni del n.o. della riduzione con quello dell’ossidazione (ovverosia gli elettroni persi e acquistati), individuando opportunamente i coefficienti numerici (ad es. minimo comune multiplo che in questo caso è 12):''' Il Cr<sub>2</sub> acquisisce coefficiente 2, quindi <math>\bigtriangleup n.o. (Cr):[-6 \times (2)] = -12</math> Lo S acquisisce coefficiente 3, quindi <math>\bigtriangleup n.o. (S):[+4 \times (3)] = +12</math> '''4- Riportare i coefficienti davanti ai rispettivi elementi facendo i calcoli necessari:''' <span style="color:blue">'''riduzione''': '''<chem>2Cr2 (+6) -> 2Cr2 (+3)</chem>''' </span> <span style="color:red">'''ossidazione''': <chem>3S (0) -> 3S (+4)</chem></span> '''5- Riportare i coefficienti nell’equazione e bilanciare gli altri elementi applicando le normali regole di bilanciamento:''' - riporto i coefficienti: <chem>2K2Cr2O7 + H2O + 3S -> 3SO2 + KOH + 2Cr2O3</chem> - bilancio il potassio: <chem>2K2Cr2O7 + H2O + 3S -> 3SO2 + 4KOH + 2Cr2O3</chem> - bilancio l'ossigeno: <chem>2K2Cr2O7 + 2H2O + 3S -> 3SO2 + 4KOH + 2Cr2O3</chem> <chem>2K2Cr2O7 + 2H2O + 3S -> 3SO2 + 4KOH + 2Cr2O3</chem> == Bilanciamento col metodo ionico-elettronico == ==== Ambiente acido ==== <chem>MnO4- + Fe^2+ </chem><chem>-> Mn^2+ + Fe^3+</chem> '''1- Identificare le semireazioni di ossidazione e riduzione e separarle:''' <span style="color:blue">'''riduzione''': <chem> MnO4^- -> Mn^2+ </chem></span> <span style="color:red">'''ossidazione''': <chem>Fe^2+ -> Fe^3+</chem></span> '''2- Bilanciare le masse della semireazione:''' a) <u>bilanciare gli atomi che si ossidano e riducono</u> (diversi da O e H): <span style="color:blue">'''riduzione''': <chem>MnO4^- -> Mn^2+</chem> (già bilanciato Mn)</span> <span style="color:red">'''ossidazione''': <chem>Fe^2+ -> Fe^3+</chem> (già bilanciato)</span> b) <u>bilanciare degli atomi di ossigeno aggiungendo molecole d’acqua</u>: <chem> MnO4^- -> Mn^2+ + 4H2O</chem> c) <u>bilanciare gli atomi di idrogeno aggiungendo ioni H+</u>: <chem> MnO4^- +8H^+ -> Mn^2+ +4H2O</chem> '''3- Bilanciare la carica elettrica (la somma delle cariche deve risultare 0):''' a) <u>aggiungere elettroni <chem>e^-</chem> per bilanciare la carica elettrica di ciascuna semireazione</u>: <span style="color:blue">'''riduzione''': <chem> MnO4^- +8H^+ + 5e^- -> Mn^2+ + 4H2O</chem> </span> (a sinistra c’é una carica complessiva di -1+8=+7 e a destra di +2; quindi aggiungo <chem>+5e^-</chem> a sinistra per bilanciare e avere +2 sia a destra che sinistra) <span style="color:red">'''ossidazione''': <chem>Fe^2+ -> Fe^3+ +e^-</chem> </span> (a sinistra c’é una carica complessiva di +2 e a destra di +3; quindi aggiungo <chem>+e^-</chem> a destra per bilanciare e avere +2 sia a destra che sinistra) b) <u>bilanciare il numero di elettroni ceduti e acquistati</u>: è necessario che il numero di elettroni persi nella semireazione di riduzione (5) sia uguale a quelli persi nella semireazione di ossidazione (1).  In questo caso basta moltiplicare per 5 la semireazione di ossidazione: <span style="color:red">'''ossidazione''': <chem>5Fe^2+ -> 5Fe^3+ + 5e^-</chem></span> c) <u>sommare membro per membro le due semireazioni</u>: <chem>5Fe^2+ +MnO4^- +8H^+ +5e^- -> 5Fe^3+ + 5e^- + Mn^2+ +4H2O</chem> (eliminare <chem>5e-</chem> sia a destra che a sinistra) <chem>5Fe^2+ +MnO4^- +8H^+ -> 5Fe^3+ + Mn^2+ +4H2O </chem> '''4- Verifico che la reazione sia bilanciata''' {| class="wikitable" |ATOMI |LATO SINISTRO |LATO DESTRO |- |Fe |5 |5 |- |Mn |1 |1 |- |O |4 |4 |- |H |8 |8 |- |CARICHE |LATO SINISTRO |LATO DESTRO |- |<chem>e^-</chem> |17 |17 |} ==== Ambiente basico ==== Il procedimento è lo stesso dell’ambiente acido, ma per bilanciare ossigeno e idrogeno aggiungo ioni <chem>OH^-</chem> e molecole di <chem>H2O</chem>. Tuttavia non è sempre possibile individuare i coefficienti stechiometrici, quindi si procede come se si fosse in ambiente acido: gli ioni <chem>H+</chem> in <chem>H2O</chem> si trasformano aggiungendo un numero equivalente di ioni <chem>OH^-</chem>. Consideriamo la stessa reazione di prima, i primi 3 passaggi sono gli stessi descritti precedentemente nell'ambiente acido quindi dopo aver bilanciato le cariche elettriche si procede come segue: '''4- Convertire l'ambiente acido in basico:''' a) <u>aggiungere lo stesso numero di ioni OH- quanti  ce ne sono di H+</u>: <span style="color:blue">'''riduzione''':''' ''' <chem>MnO4^- +8H^+ +8OH^- + 5e^- -> Mn^2+ + 4H2O + 8OH- </chem></span> b) <u>neutralizzare gli ioni H+ con OH- per formare l’acqua</u>: <span style="color:blue">'''riduzione''':  <chem>MnO4^- +8H2O + 5e^- -> Mn^2+ + 4H2O +8OH^-</chem></span> c) <u>semplifico l’acqua</u>: <span style="color:blue">'''riduzione''': <chem>MnO4^- +4H2O + 5e^- -> Mn^2+ +8OH^-</chem></span> '''5- Bilanciare il numero di elettroni ceduti e acquistati''': É necessario che il numero di elettroni persi nella semireazione di riduzione (5) sia uguale a quelli persi nella semireazione di ossidazione (1). In questo caso basta moltiplicare per 5 la semireazione di ossidazione: <span style="color:red">'''ossidazione''': <chem>5Fe^2+ -> 5Fe^3+ + 5e^-</chem></span> <span style="color:blue">'''riduzione''': <chem>MnO4^- +4H2O+ 5e^- -> Mn^2+ +8OH^-</chem></span> '''6- Sommare, membro a membro, le due semireazioni''': <chem>5Fe^2+ +MnO4^- +4H2O +5e^- -> 5Fe^3+ + 5e^- + Mn^2+ +8OH^-</chem> (elimino <chem>5e-</chem> sia a destra che a sinistra) Diventa:''' ''' <chem>5Fe^2+ +MnO4^- +4H2O -> 5Fe^3+ + Mn^2+ +8OH^-</chem> '''7- Verifico che la reazione sia bilanciata:''' {| class="wikitable" |ATOMI |LATO SINISTRO |LATO DESTRO |- |Fe |5 |5 |- |Mn |1 |1 |- |O |8 |8 |- |H |8 |8 |- |CARICHE |LATO SINISTRO |LATO DESTRO |- |<chem>e^-</chem> |9 |9 |} == Reazioni redox molto particolari == ===== Redox influenzate dal pH ===== [[File:Reazione di dismutazione.png|miniatura|350x350px|Reazione di dismutazione]] Il pH dell’ambiente in cui avviene una reazione redox può influenzarne lo svolgimento. Un esempio è lo ione permanganato <chem>MnO4-</chem> che in ambiente acido si riduce formando lo ione <chem>Mn^2+</chem>e la soluzione si scolorisce; in ambiente debolmente basico diventa <chem>MnO2</chem> (un solido di colore bruno) e in ambiente nettamente basico si forma <chem>MnO4^2-</chem> che colora la soluzione di verde. ===== Reazioni di dismutazione ===== Le reazioni di dismutazione o disproporzione sono redox nella quale una stessa specie chimica subisce in parte ossidazione e in parte riduzione. == Equivalenti e normalità nelle reazioni redox == {{Incompleta}} Alcune reazioni redox sono utili per determinare il '''titolo''' (concentrazione) di una soluzione. Una titolazione redox prevede il trasferimento di elettroni tra una specie ossidante e una riducente. In alcune redox per stabilire il punto equivalente di una reazione ci si può basare sul cambio di colore dei reagenti. Ad esempio, utilizzando come '''titolante''' il permanganato di potassio (<chem>KMnO4</chem>) non è necessario servirsi di un indicatore: esso si presenta di colore viola, mentre la sua specie ridotta, in ambiente acido, <chem>Mn2+</chem> è incolore. Raggiunto il punto di equivalenza dunque la soluzione si colorerà di viola. ==== Normalità ed equivalenti ==== In una titolazione redox, si preferisce l'uso della '''normalità''' (N) e degli equivalenti rispetto ai rapporti molari che si utilizzano nelle titolazioni acido-base: * '''equivalente''' = quantità di sostanza corrispondente a una mole di unità reattive <chem>e-</chem>; l'equivalente per un ossidante, è la quantità di sostanza che acquista una mole di elettroni, mentre, per un riducente è la quantità di sostanza che può cedere una mole di elettroni (un equivalente di ossidante reagisce sempre con un equivalente di riducente); * '''massa equivalente''' = il rapporto tra la massa molare della specie e il numero di elettroni scambiati. Una specie chimica può avere diverse masse equivalenti a seconda della reazione redox specifica. (<math>m_{eq}=M/n_{e- scambiati}</math>) La normalità (''N'' ) di una soluzione è definita come il rapporto tra numero di equivalenti di soluto e il volume in litri della soluzione; per gli ossidanti, la normalità è il prodotto del numero di elettroni scambiati e della molarità (''M''): <chem>N =n_{e-} * M</chem> Al termine di una titolazione redox, il prodotto tra la normalità dell'ossidante e il suo volume è uguale al prodotto tra la normalità e il volume del riducente: <chem>N_{oss} * V_{oss} = N_{rid} * V_{rid}</chem>​ == Test == ==== PRIMA PARTE ==== La prima parte del test sono una serie di domande riassuntive di tutti gli argomenti trattati in questa pagina (al termine premere invia per visualizzare punteggio e soluzioni). <quiz display="simple"> {Cosa è una reazione redox? | type="()"} - Una reazione in cui i numeri di ossidazioni rimangono invariati + Una reazione in cui si ha uno trasferimento di elettroni tra due specie chimiche - Una reazione in cui solo uno degli elementi coinvolti subisce una variazione di numero di ossidazione - Una reazione chimica che coinvolge solo metalli di transizione {Qual è l'agente riducente in una reazione redox? | type="()"} - L'agente che guadagna elettroni + L'agente che perde elettroni - L'agente che non subisce variazioni di carica - L'agente che non partecipa alla reazione {Nella reazione redox:<chem>2Fe^3+ + 3Zn -> 2Fe + 3Zn^2+</chem>, quale elemento subisce un'ossidazione? | type="()"} - Ferro (Fe) - Ferro e zinco + Zinco (Zn) - Nessuno dei due {Quale reazione NON è un’ossidoriduzione? | type="()"} - <chem>2 K + F2 -> 2 KF</chem> - <chem>2 H2O -> 2 H2 + O2</chem> - <chem>CH4 + O2 -> CO2 + 2 H2O</chem> + <chem>CaCO3 -> CaO + CO2</chem> {Qual è la reazione di ossidoriduzione? | type="()"} + <chem>Mg(ClO3)2 -> MgCl2 + 3 O2</chem> - <chem>2 KOH + H2S -> K2S + H2O</chem> - <chem>Na2O + SO2 -> Na2SO3</chem> - <chem>P2O5 + 3 H2O -> 2 H3PO4</chem> {Considera la seguente reazione redox e bilanciala con il metodo della variazione del numero di ossidazione: <chem>CO + I2O5 -> I2 + CO2</chem> |type="{}"} { 5 }<chem>CO +</chem>{ 1 }<chem>I2O5-></chem> { 1 }<chem>I2 +</chem>{ 5 }<chem>CO2</chem> {Considera la seguente reazione redox redox in forma ionica (ambiente acido) con il metodo delle semireazioni: <chem>Cu + NO3- -> Cu2+ + NO</chem> |type="{}"} { 3 }<chem>Cu +</chem>{ 2 }<chem>NO3- +</chem>{ 8 }<chem>H+ -></chem> { 3 }<chem>Cu2+ +</chem>{ 2 }<chem>NO +</chem>{ 4 }<chem>H2O</chem> {Considera la seguente reazione redox redox in forma ionica (ambiente basico) con il metodo delle semireazioni: <chem>Cl2 + IO3- -> Cl- + IO4-</chem> |type="{}"} { 1 }<chem>Cl2 +</chem>{ 1 }<chem>IO3- +</chem>{ 2 }<chem>OH- -></chem>{ 2 }<chem>Cl- +</chem>{ 1 }<chem>IO4- +</chem>{ 1 }<chem>H2O</chem> {Cosa è una reazione di dismutazione? | type="()"} + È una reazione chimica in cui un singolo reagente viene ossidato e ridotto simultaneamente, formando due prodotti diversi. - È una reazione chimica in cui due reagenti diversi vengono combinati per formare un unico prodotto. - È una reazione chimica in cui un composto viene decomposto in due o più prodotti più semplici. - È una reazione chimica in cui un singolo reagente viene solo ossidato o solo ridotto, ma non entrambe le cose simultaneamente. {A cosa è utile la normalità nelle reazioni redox? (sono possibili più opzioni) | type="[]"} + La normalità è usata per quantificare il numero di equivalenti di soluto per litro di soluzione, facilitando i calcoli nelle titolazioni redox. - La normalità permette di confrontare facilmente le soluzioni basate sul numero di protoni trasferiti nelle reazioni redox. - La normalità è utilizzata per determinare la concentrazione molare di una soluzione, indipendentemente dal numero di elettroni coinvolti nella reazione. + La normalità permette di confrontare facilmente le soluzioni basate sul numero di elettroni trasferiti nelle reazioni redox. </quiz> ==== SECONDA PARTE ==== Questa seconda parte pone la concentrazione sul bilanciamento delle reazioni redox: per risolvere gli esercizi usa il metodo che ritieni più opportuno (le soluzioni di questa parte sono presenti nella sezione successiva). 1) <chem>HNO3 + HI -> NO + I2 + H2O</chem> 2) <chem>Bi2O3 + ClO- -> BiO3- + Cl- </chem> 3) <chem>C + PO4^3- -> CO + P4 </chem> 4) <chem>NH3 + O2-> NO + H2O </chem> 5) <chem>FeCl2 + H2O2 + HCl -> FeCl3 + H2O </chem> 6) <chem>S^2- + NO2- ->S + NO </chem> 7) <chem>Ag + SO4^2- -> Ag^+ + SO2 </chem> 8) <chem>Sn + HNO3 -> SnO2 + NO2 + H2O </chem> 9) <chem>I2 + HNO3 -> HIO3 + NO2 + H2O </chem> 10) <chem>Cr2O7^2- + I- -> Cr^3+ + I2 </chem> == Soluzioni esercizi di bilanciamento == <sub><small>1) <chem>2HNO3 +6HI->2NO +3I2 +4H2O</chem></small></sub> <sub><small>2) <chem>BI2O3 + 2ClO- + 2OH- -> BiO3- + Cl- + H2O</chem></small></sub> <sub><small>3) <chem>10C + 4PO4^3- + 12H+ -> 10CO + P4 + 6H2O</chem></small></sub> <sub><small>4) <chem>4NH3 + 5O2 -> 4NO + 6H2O</chem></small></sub> <sub><small>5) <chem>2FeCl2 + H2O2 + 2HCl ->2 FeCl3 + 2 H2O </chem></small></sub> <sub><small>6) <chem>S^2- + 2NO2^- + 4H+ -> S + 2NO + 2H2O </chem></small></sub> <sub><small>7) <chem>2Ag + SO4^2- + 4H+ -> 2Ag+ + SO2 + 2H2O </chem></small></sub> <sub><small>8) <chem>Sn + 4HNO3 -> SnO2 + 4NO2 + 2H2O </chem></small></sub> <sub><small>9) <chem>I2 + 10HNO3 -> 2HIO3 + 10NO2 + 4H2O </chem></small></sub> <sub><small>10) <chem>Cr2O7^2- + 6I- + 14H^+ -> 2Cr^3+ +3I2 + 7H2O </chem></small></sub> == Bibliografia e sitografia == '''BIBLIOGRAFIA''' Libro "Chimica: concetti e modelli. Dalla materia all'elettrochimica - Giuseppe Valitutti" '''SITOGRAFIA''' https://www.edutecnica.it/pdf/chi/Esercizi.pdf https://online.scuola.zanichelli.it/klein-files/chimica/powerpoint/Klein_ppt_49108_c18.pdf https://elearning.unimib.it/pluginfile.php/888160/mod_resource/content/1/Lezione%206%20b%20Le%20reazioni%20redox.pdf https://www.chimica-online.it/download/metodo-numero-ossidazione.htm [[Categoria:Chimica per il liceo|Reazioni di ossidoriduzione]] 6xnr2yrwpz33yrfxcxfx21h8cz3lv35 Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Udine/Udine - Chiesa di San Paolino d'Aquileia 0 38598 492026 486437 2026-04-16T20:13:45Z VoceUmana7 51633 492026 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} [[File:San Paolino d'Aquileia (Udine).jpg|500px|centro]] * '''Costruttore:''' Zanin * '''Anno:''' 1980 * '''Restauri/modifiche:''' no * '''Registri:''' 17 * '''Canne:''' 1038 * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra, sulla parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' dritta di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento alle spalle del presbiterio {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Decima quinta || 2' |- |Ripieno I || 2 file |- |Ripieno II || 2 file |- |Flauto || 8' |- |Sesquialtera || 2 file |- |Voce umana || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Positivo aperto''''' ---- |- |Bordone || 8' |- |Flauto || 4' |- |Flauto in XII || 2.2/3' |- |Decima quinta || 2' |- |Decima nona || 1.1/3' |- |Tromba || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Bordone || 16' |- |Principale || 8' |- |Trombone || 8' |- |} |} {{Avanzamento|100%|2 luglio 2016}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] dar4pqlmy6qpm9so7qms0jzoyhpe4rx Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Udine/Udine - Chiesa di San Quirino 0 39552 492027 486436 2026-04-16T20:14:10Z VoceUmana7 51633 492027 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} == Chiesa antica == * '''Costruttore:''' Francesco Zanin * '''Anno:''' 1994 * '''Restauri/modifiche:''' no * '''Registri:''' 28 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra, sulla parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 2 di 54 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' dritta di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>5</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 8' Bassi |- |Principale || 8' Soprani |- |Ottava || 4' Bassi |- |Ottava || 4' Soprani |- |XII || 2.2/3' Bassi |- |XII || 2.2/3' Soprani |- |XV || 2' |- |XIX || 1.1/3' |- |XXII || 1' |- |XXVI-XXIX || 2/3' |- |Voce umana || 8' |- |Flauto in VIII || 4' Bassi |- |Flauto in VIII || 4' Soprani |- |Cromorno || 8' Bassi |- |Cromorno || 8' Soprani |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Positivo aperto''''' ---- |- |Flauto reale || 8' Bassi |- |Flauto reale || 8' Soprani |- |Flauto in VIII || 4' Bassi |- |Flauto in VIII || 4' Soprani |- |Flauto in XII || 2.2/3' Bassi |- |Flauto in XII || 2.2/3' Soprani |- |Flauto in XVII || 1.1/3' Bassi |- |Flauto in XVII || 1.3/5' Soprani |- |XV || 2' Bassi |- |XV || 2' Soprani |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Subbasso || 16' |- |Basso || 8' |- |Trombone || 8' |- |} |} == Chiesa nuova == [[File:Udine - Parrocchia di San Quirino - Chiesa nuova.jpg|500px|centro]] * '''Costruttore:''' Gustavo Zanin (''Opus 837'') * '''Anno:''' 1989 * '''Restauri/modifiche:''' no * '''Registri:''' 23 * '''Canne:''' 1369 * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra, sulla parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<small>1</small>''-''La<small>5</small>'') * '''Pedaliera:''' dritta di 30 note (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>5</small>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento alle spalle del presbiterio {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |XV || 2' |- |XIX || 1.1/3' |- |Ripieno || 5/3 file |- |Flauto tappato || 8' |- |Flauto a caminetto || 4' |- |Sesquialtera || 2 file |- |Tromba || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Principalino || 8' |- |Flauto a cuspide || 4' |- |Nazardo || 2.2/3' |- |Flauto in XV || 2' |- |Ripieno || 3 file |- |Viola da gamba || 8' |- |Voce celeste || 8' |- |Oboe || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contrabbasso || 16' |- |Basso forte || 8' |- |Basso dolce || 8' |- |Subbasso || 16' |- |Fagotto || 16' |- |Clarone || 4' |- |} |} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://www.parrocchiasanquirino.it/images/organo/organi.pdf|titolo=Organi|sito=parrocchiasanquirino.it|accesso= 26 aprile 2017}} {{Avanzamento|100%|26 aprile 2017}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 7cvquudcghuxzg6g53l17hv7g738xqp Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Udine/Udine - Tempio ossario dei Caduti d'Italia 0 39588 492022 486434 2026-04-16T20:09:54Z VoceUmana7 51633 492022 wikitext text/x-wiki == Organo maggiore == [[File:Udine - Tempio ossario - il presbiterio.jpg|400px|centro]] * '''Costruttore:''' Zanin (''Opus 328'') * '''Anno:''' 1948 * '''Restauri/modifiche:''' no * '''Registri:''' 47 * '''Canne:''' 3700 * '''Trasmissione:''' elettrica * '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento * '''Tastiere:''' 3 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in due corpi simmetrici, su cantorie ai lati dell'abside {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 16' |- |Principale || 8' |- |Diapason || 8' |- |Flauto || 8' |- |Dulciana || 8' |- |Voce umana || 8' |- |Flauto || 4' |- |Ottava || 4' |- |Duodecima || 2.2/3' |- |Quintadecima || 2' |- |Ripieno grave || 6 file |- |Ripieno acuto || 6 file |- |Tromba || 8' |- |Tuba || 8' |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Positivo espressivo''''' ---- |- |Bordone || 16' |- |Principale || 8' |- |Corno || 8' |- |Gamba || 8' |- |Coro viole || 8' |- |Voce celeste || 8' |- |Gran coro viole || 8' |- |Flauto || 4' |- |Nazardo || 2.2/3' |- |Flautino || 2' |- |Terza || 1.3/5' |- |Cornetto || 3 file |- |Clarinetto || 8' |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''III - ''Espressivo''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Bordone || 8' |- |Viola || 8' |- |Voce umana || 8' |- |Ottava || 4' |- |Quintadecima || 2' |- |Ripieno || 4 file |- |Oboe || 8' |- |Voci corali || 8' |- |Campane |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Basso || 32'<ref>registro aperto, ad eccezione delle prime 5 canne.</ref> |- |Contrabbasso || 16' |- |Violone || 16' |- |Subbasso || 16' |- |Ottava || 8' |- |Cello || 8' |- |Bordone || 8' |- |Quinta || 5.1/3' |- |Ripieno || 4 file |- |Bombarda || 16' |- |} |} == Organo della cripta == * '''Costruttore:''' anonimo * '''Anno:''' XVIII secolo<ref>originariamente nella chiesa dei Santi Vito e Modesto a Ruttars.</ref> * '''Restauri/modifiche:''' Zanin (XX secolo, restauro conservativo) * '''Registri:''' 5 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della casa * '''Tastiere:''' 1 di 47 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' a leggio di 12 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Re#<sup>2</sup>''), priva di registri propri e costantemente unita al manuale * '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento (organo positivo) {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Manuale''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Quintadecima || 2' |- |Flauto in XII || 2.2/3' |- |Voce umana ||| 8' |- |} |} == Note == <references/> == Bibliografia == * {{cita libro|autore1=Igino Paroni|autore2=Onorio Barbina|titolo=Arte organaria in Friuli: catalogo dei 252 organi della diocesi di Udine con saggi di documentazione|città=Udine|editore=Nuova base|anno=1973|isbn=no|pp=97, 230-231}} == Altri progetti == {{interprogetto|w=Tempio ossario dei Caduti d'Italia|w_preposizione=sul|w_etichetta=tempio ossario dei Caduti d'Italia a Udine}} {{Avanzamento|100%|4 gennaio 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] {{Disposizioni foniche di organi a canne}} 5cnj9qyjf5o8k95j6nbrauc1xiv6ha4 Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Udine/Udine - Cattedrale metropolitana di Santa Maria Annunziata 0 39589 492024 431304 2026-04-16T20:12:35Z VoceUmana7 51633 492024 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} == Organo Nacchini-Dacci == [[File:Udine, cattedrale metropolitana di Santa Maria Annunziata - Organo Nacchini-Dacci.jpg|center|350px]] * '''Costruttore:''' Pietro Nacchini e Francesco Dacci * '''Anno:''' 1758 * '''Restauri/modifiche:''' Giuseppe Zanin (1969, restauro conservativo), Franz Zanin (1972, restauro) * '''Registri:''' 27 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 2: ''Grand'Organo'' di 57 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>''), ''Positivo tergale'' di 23 note (''Do<sup>4</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' a leggio di 20 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>2</sup>'', reale in ''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>2</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria nell'ultima campata della navata di sinistra {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - Grand'Organo ''Ripieno''''' ---- |- |Principale || 12' Bassi |- |Principale || 12' Soprani |- |Principale II || 12' Soprani |- |Ottava || 6' |- |Duodecima || |- |Quintadecima || |- |Decimasettima || |- |Decimanona || |- |Vigesimaseconda || |- |Vigesimasesta || |- |Vigesimanona || |- |Trigesimaterza || |- |Trigesimasesta || |- |} {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contrabbasso || 16' |- |Ottava di contrabbasso || 8' |- |Duodecima || 5.1/3' |- |Tromboni |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - Grand'Organo ''Concerto''''' ---- |- |Voce umana || 8' |- |Flauto in VIII || 4' |- |Flauto in XII || 2.2/3' |- |Tromboncini || 8' Bassi |- |Tromboncini || 8' Soprani |- |Corno da caccia || 16'<ref>da ''Do<sup>3</sup>'' a ''Fa#<sup>4</sup>''.</ref> |- |Principale II || 8' Bassi |- |} {| border="0" | colspan=2 | '''II - Positivo tergale''' ---- |- |Principale || 8' |- |Voce umana || 8' |- |Regale || 8' |- |} |} == Organo Nacchini - Zanin == [[File:Udine, cattedrale metropolitana di Santa Maria Annunziata - Organo Nacchini-Zanin.jpg|350px|center]] * '''Costruttore:''' Pietro Nacchini * '''Anno:''' 1745 * '''Restauri/modifiche:''' vari, dei quali gli ultimi ad opera di Beniamino Zanin (1920, restauro e riforma), Giuseppe Zanin (1969, rifacimento), Franz Zanin (1972, restauro con parziale rifacimento dello strumento settecentesco) * '''Registri:''' 39 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria nell'ultima campata della navata di destra {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Positivo espressivo''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Quintadecima || 2' |- |Decimanona || 1.1/3' |- |Vigesimaseconda || 1' |- |Ripieno 2 file || 2/3' |- |Fiffaro || 8' |- |Bordone || 8' |- |Flauto || 4' |- |Flauto in XII || 2.2/3' |- |Ottavino || 2' |- |Cornetta || 1.3/5' |- |Cromorno || 8' |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 16' |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Duodecima || 2.2/3' |- |Quintadecima || 2' |- |Decimanona || 1.1/3' |- |Vigesimaseconda || 1' |- |Ripieno 2 file || 2/3' |- |Ripieno 2 file || 1/3' |- |Voce umana || 16' |- |Flauto || 8' |- |Flautino in VIII || 4' |- |Cornetto 2 file || 2.2/3' |- |Fagotto || 16' |- |Tromba || 8' |- |Regale || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contrabbasso || 16' |- |Ottava || 8' |- |Quintadecima || 4' |- |Ripieno 6 file || 2.2/3' |- |Subbasso || 16' |- |Bordone || 8' |- |Flauto || 4' |- |Trombone || 16' |- |Tromba || 8' |- |Chiarina || 4' |- |} |} == Organo Zanin == {{doppia immagine|center|Udine, cattedrale metropolitana di Santa Maria Annunziata - Organo Zanin, corpo corale.jpg|350|Udine, cattedrale metropolitana di Santa Maria Annunziata - Organo Zanin, consolle.jpg|421|Il corpo corale|La consolle}} * '''Costruttore:''' Franz Zanin * '''Anno:''' 1972 * '''Registri:''' 62 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' elettrica * '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nell'aula * '''Tastiere:''' 4 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in due corpi: ''Grand'Organo'' (secondo manuale) ed ''Espressivo'' (quarto manuale) con la relativa sezione del ''Pedale'' sono costituiti dall'organo Nacchini, entro cassa antica su cantoria nell'ultima campata della navata di destra; il ''Corale aperto'' (primo manuale) e il ''Corale espressivo'' (terzo manuale) con la relativa sezione del ''Pedale'' a pavimento alla destra del presbiterio {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Corale aperto''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Quintadecima || 2' |- |XIX e XXII || 1.1/3' |- |Ripieno || 4 file |- |Flauto || 8' |- |Flauto || 4' |- |Sesquialtera || 2 file |- |Tromba || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 16' |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Duodecima || 2.2/3' |- |Quintadecima || 2' |- |Decimanona || 1.1/3' |- |Vigesimaseconda || 1' |- |Ripieno || 2 file |- |Ripieno || 2 file |- |Voce umana || 16' |- |Flauto || 8' |- |Flautino in VIII || 4' |- |Cornetto || 2 file |- |Fagotto || 16' |- |Tromba || 8' |- |Regale || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''III - ''Corale espressivo''''' ---- |- |Bordone || 8' |- |Ottava || 4' |- |Ripieno || 4 file |- |Flauto || 4' |- |Nazardo || 2.2/3' |- |Silvestre || 2' |- |Violetta || 8' |- |Voce flebile || 8' |- |Oboe || 8' |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''IV - ''Espressivo''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Quintadecima || 2' |- |Decimanona || 1.1/3' |- |Vigesimaseconda || 1' |- |Ripieno || 2 file |- |Piffaro || 8' |- |Bordone || 8' |- |Flauto || 4' |- |Flauto in XII || 2.2/3' |- |Ottavino || 2' |- |Cornetta || 1.3/5' |- |Cromorno || 8' |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contrabbasso || 16' |- |Ottava || 8' |- |Quintadecima || 4' |- |Ripieno || 6 file |- |Subbasso || 16' |- |Bordone || 8' |- |Flauto || 4' |- |Trombone || 16' |- |Tromba || 8' |- |Chiarina || 4' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale corale''' ---- |- |Subbasso || 16' |- |Basso aperto || 8' |- |Bordone || 8' |- |Ottava || 4' |- |Tromba || 16' |- |Tuba mirabilis || 8' |- |Tromba stentor || 4' |- |} |} == Note == <references/> == Bibliografia == * {{cita libro|autore1=Igino Paroni|autore2=Onorio Barbina|titolo=Arte organaria in Friuli: catalogo dei 252 organi della diocesi di Udine con saggi di documentazione|città=Udine|editore=Nuova base|anno=1973|isbn=no|pp=48-50, 90-93, 226-228}} == Altri progetti == {{interprogetto|commons=Category:Duomo (Udine) - Pipe organs|commons_preposizione=sugli|commons_etichetta=organi a canne|w=Cattedrale di Udine|w_preposizione=sulla|w_etichetta=cattedrale metropolitana di Santa Maria Annunciata a Udine}} {{Avanzamento|100%|29 aprile 2017}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 1h0egwpvduccf9c7x8z4ad8j4m13f34 Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Toscana/Città metropolitana di Firenze/Firenze/Firenze - Basilica di Santo Spirito 0 40579 492030 487795 2026-04-16T20:31:31Z ~2026-23406-31 54214 Disposizione fonica e caratteristiche aggiornate all'ultimo restauro 492030 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Cesare Tronci - Filippo III Tronci * '''Anno:''' anni 1872 - 1890 * '''Restauri/modifiche:''' sì * '''Registri:''' 35 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica sospesa * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 68 note con contro ottava completa * '''Pedaliera:''' dritta di 18 note (''Do<small>1</small>''-''Mi♭<small>2</small>'') + 2 pedali a incastro + pedale del ''Timpano'' * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria lignea, sopra l'accesso al vestibolo della della sacrestia (sesta campata della navata laterale di sinistra) * '''Accessori:''' ''Fiato alla fisarmonica'', ''Fisarmonica bassa'', ''Fisarmonica soprana'', Campanelli, ''Terzamano al pedale'', ''Terzamano'' (a manette, poste in fila indipendente); ''Trombetteria'' e ''Levatutti'' (a pedaletto); ''Polisire'' e ''Tirapieno'' a pedale * '''Note:''' Strumento restaurato nell'anno 2025-26 ( Chichi Organi - Firenze). {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Concerto''''' ---- |- |Bombarda || 16' Bassi |- |Bombarda || 16' Soprani |- |Trombe || 8' Bassi |- |Trombe || 8' Soprani |- |Clarone || 4' Bassi |- |Fagotto || 8' Bassi |- |Corno inglese || 16' Soprani |- |Clarinetto || 8' Soprani |- |Corni Dolci || 16' |- |Cornetto || 4 file Soprani |- |Ottavino || 2' Soprani |- |Voce Umana || 8' Soprani |- |Nazardo Sop. || 2.2/3' Soprani |- |Flauto in ottava || 4' Bassi |- |Flauto in ottava || 4' Soprani |- |Viola || 4' Bassi |- |Contrabbassi || 16' <small>(al Pedale)</small> |- |Bassi Armonici || 16' <small>(al Pedale)</small> |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Ripieno''''' ---- |- |Principale || 16' Bassi |- |Principale || 16' Soprani |- |Principale II || 32' Soprani |- |Ottava || 8' Bassi |- |Ottava || 8' Soprani |- |Decima V || 4' |- |Decima V || 4' Bassi |- |Decima V |4' Soprani |- |Decima IX || 2.2/3' |- |Vigesima II || 2' |- |Vigesima VI || 1.1/3' |- |Vigesima IX || 1' |- |Pieno Primo 2f |- |Pieno Secondo 2f |- |Flauto Principale |- |Flautino || 2' Bassi |- |Voto || Soprani |- |Bombarda || 16' <small>(al Pedale)</small> |- |} |} == Bibliografia == * {{cita libro|autore=Licia Bertani|articolo=L'organo|titolo=La chiesa e il convento di Santo Spirito a Firenze|città=Firenze|editore=Giunti|anno=1996|isbn=no|cid=Acidini Luchinat 1996|pp=367-371}} == Altri progetti == {{interprogetto|w=Basilica di Santo Spirito (Firenze)|w_preposizione=sulla|etichetta=basilica di Santo Spirito a Firenze}} {{Avanzamento|100%|30 novembre 2017}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] ehxeims3tinkz6ph2l3s8evbzbfuja6 Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Mortegliano/Mortegliano - Chiesa dei Santi Pietro e Paolo 0 42208 492003 401516 2026-04-16T19:29:14Z VoceUmana7 51633 492003 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} == Organo maggiore == * '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 387'') * '''Anno:''' 1927 * '''Restauri/modifiche:''' Giuseppe Zanin (1969, circa); Giuseppe Zanin (1980); Gustavo Zanin (1999) * '''Registri:''' 29 * '''Canne:''' 1955 * '''Trasmissione:''' pneumatico-tubolare * '''Consolle:''' fissa indipendente, in cantoria * '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, al centro della cantoria in controfacciata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="10" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 16' |- |Principale I || 8' |- |Principale II || 8' |- |Bordone || 8' |- |Cornetta || 1.3/5' |- |Dolce || 8' |- |Voce umana || 8' |- |Flauto || 4' |- |Ottava || 4' |- |Nazardo || 2.2/3' |- |Decimaquinta || 2' |- |Ripieno grave |- |Ripieno acuto |- |Tromba || 8' |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Voce corale || 8' |- |Oboe || 8' |- |Principale violino || 8' |- |Flauto || 8' |- |Flauto in XII || 2.2/3' |- |Quintadena || 8' |- |Concerto viole || 8' |- |Flauto || 4' |- |Principalino || 4' |- |Flauto || 2' |- |Pienino |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Principale || 16' |- |Contrabbasso || 16' |- |Armonico || 8' |- |Tromba || 8' |- |Subbasso || 16' |} |} ;Disposizione fonica originaria {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="10" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 16' |- |Principale I || 8' |- |Principale II || 8' |- |Bordone || 8' |- |Gamba || 8' |- |Dolce || 8' |- |Voce umana || 8' |- |Flauto || 4' |- |Ottava || 4' |- |Nazardo || 2.2/3' |- |Decimaquinta || 2' |- |Ripieno grave |- |Ripieno acuto |- |Tromba || 8' |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Voce corale || 8' |- |Oboe || 8' |- |Principale violino || 8' |- |Flauto || 8' |- |Viola || 8' |- |Quintadena || 8' |- |Concerto viole || 8' |- |Flauto || 4' |- |Principalino || 4' |- |Ottavina || 2' |- |Pienino |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Principale || 16' |- |Contrabbasso || 16' |- |Armonico || 8' |- |Violoncello || 8' |- |Subbasso || 16' |} |} == Organo positivo == * '''Costruttore:''' Onorio Barbina * '''Anno:''' ? * '''Restauri/modifiche:''' / * '''Registri:''' 8 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica ed elettrica * '''Consolle:''' a finestra, sulla parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 57 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' a leggio di 20 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>2</sup>'', reale in ''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>2</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento nell'aula {| border="0" cellspacing="24" cellpadding="18" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Manuale''' ---- |- | Flauto || 8' |- | Principale || 8' |- | Flauto || 4' |- | XV || 2' |- | XIX-XXII || 1.1/3' |- | Flauto in XII || 2.2/3' |- | Regale || 8' |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- | Regale || 16' |} |} == Bibliografia == * {{cita libro|autore1=Igino Paroni|autore2=Onorio Barbina|titolo=Arte organaria in Friuli|città=Udine|editore=La Nuova Base|anno=1973|isbn=no|pp=187-188}} * {{cita libro|titolo=Organi restaurati del Friuli - Venezia Giulia. Interventi di restauro della Regione Friuli - Venezia Giulia dal 1976 al 1993|città=Passariano|editore=Centro regionale di catalogazione e restauro dei beni culturali|anno=1994|isbn=no|pp=81-82}} == Altri progetti == {{ip|preposizione=sulla|etichetta=chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Mortegliano}} {{Avanzamento|100%|14 dicembre 2020}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] sa8hbv5w1b5312f6ywtcsv3dqr3rj19 Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Gorizia/Gorizia/Gorizia - Chiesa di Sant'Andrea Apostolo 0 45071 491970 401489 2026-04-16T18:31:15Z VoceUmana7 51633 491970 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} [[File:Chiesa di sant'Andrea Apostolo - Gorizia 11.jpg|400px|center]] * '''Costruttore:''' Škrabl (''Opus 104'') * '''Anno:''' 2001 * '''Restauri/modifiche:''' no * '''Registri:''' 17 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' elettrica * '''Consolle:''' fissa indipendente, al centro della cantoria, rivolta verso la navata * '''Tastiere:''' 2 * '''Pedaliera:''' sì * '''Collocazione:''' in corpo unico, al centro della cantoria in controfacciata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principal || 8' |- |Salicional || 8' |- |Flavta || 8' |- |Oktava || 4' |- |Duodecima || 2.2/3' |- |Mixtura IV || 1.1/3' |- |Tromba || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Violinski principal || 8' |- |Viola || 8' |- |Flavta || 4' |- |Oktava || 4' |- |Mixtura III || 2' |- |Kornet viola || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Kontra bas || 16' |- |Bordon || 16' |- |Oktavini bas || 8' |- |} |} == Altri progetti == {{interprogetto|preposizione=sulla|etichetta=chiesa di Sant'Andrea Apostolo a Gorizia}} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://storage.googleapis.com/skrabl-9d30c.appspot.com/lufrM85xG47xaXXlHUCd|titolo=Sv Andrej, Štandrež Gorica, IT|sito=skrabl.com|accesso=31 dicembre 2019}} {{Avanzamento|100%|27 febbraio 2015}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] a6lrqt463d80vr0cntfwyzn8mak8dao Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Gorizia/Grado/Grado - Santuario della Madonna di Barbana 0 45445 491968 491889 2026-04-16T18:29:44Z VoceUmana7 51633 491968 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} [[File:Madonna di Barbana altare.jpg|300px|centro]] * '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 652'') * '''Anno:''' 1950 * '''Restauri/modifiche:''' no * '''Registri:''' 23 * '''Canne:''' * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale||16' |- |Principale||8' |- |Flauto||8' |- |Dulciana||8' |- |Ottava||4' |- |Ripieno grave 4 file || 2' |- |Ripieno acuto 5 file || 1/2' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Principale||8' |- |Bordone||8' |- |Viola||8' |- |Flauto||4' |- |Ottava||4' |- |Nazardo||2.2/3' |- |Ripieno||3 file |- |Coro Viole||8' |- |<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> ||<span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Clarinetto</span> ||<span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |Tremolo |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Basso violone||16' |- |Subbasso||16' |- |Basso||8' |- |Bordone||8' |- |} |} {{Avanzamento|100%|26 febbraio 2021}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Grado - Santuario della Madonna di Barbana]] 5q5ob1sll2coebnmf67i21vc0xztw3o 491969 491968 2026-04-16T18:30:24Z VoceUmana7 51633 491969 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} [[File:Madonna di Barbana altare.jpg|300px|centro]] * '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 652'') * '''Anno:''' 1950 * '''Restauri/modifiche:''' no * '''Registri:''' 23 * '''Canne:''' * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento dietro l'altare maggiore {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale||16' |- |Principale||8' |- |Flauto||8' |- |Dulciana||8' |- |Ottava||4' |- |Ripieno grave 4 file || 2' |- |Ripieno acuto 5 file || 1/2' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Principale||8' |- |Bordone||8' |- |Viola||8' |- |Flauto||4' |- |Ottava||4' |- |Nazardo||2.2/3' |- |Ripieno||3 file |- |Coro Viole||8' |- |<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> ||<span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Clarinetto</span> ||<span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |Tremolo |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Basso violone||16' |- |Subbasso||16' |- |Basso||8' |- |Bordone||8' |- |} |} {{Avanzamento|100%|26 febbraio 2021}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Grado - Santuario della Madonna di Barbana]] a2kh8lnjzm9u2ts2gqis0k55gkcl0et Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Tarcento/Tarcento - Chiesa di San Pietro Apostolo 0 46457 491978 465216 2026-04-16T18:46:49Z VoceUmana7 51633 491978 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} [[File:Duomo di San Pietro Apostolo di Tarcento, organo Malvestio, prospetto.jpg|center|350px]] * '''Costruttore:''' Domenico Malvestio * '''Anno:''' 1908 * '''Restauri/modifiche:''' Zanin (1983) * '''Registri:''' 32 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' pneumatica * '''Consolle:''' addossata al corpo d'organo (l'organista volge le spalle allo strumento) * '''Tastiere:''' 2 di 61 tasti (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' di 30 pedali (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 16' |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Decimaseconda || 2'2/3 |- |Decimaquinta || 2' |- |Decimasettima || 1'3/5 |- |Ripieno || 2 file |- |Ripieno || 4 file |- |Bordone || 8' |- |Flauto || 4' |- |Salicionale || 8' |- |Voce umana || 8' |- | <span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- | <span style="color:#8b0000;">Clarino</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Decimaquinta || 2' |- |Ripieno cembalo || 2 file |- |Quintadena || 8' |- |Flauto traverso || 4' |- |Flauto in XII || 2'2/3 |- |Viola da gamba || 8' |- |Voce celeste || 8' |- | <span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contrabbasso || 16' |- |Principale || 16' |- |Bordone || 16' |- |Basso || 8' |- |Bordone || 8' |- |Ottava || 4' |- | <span style="color:#8b0000;">Bombarda</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span> |- | <span style="color:#8b0000;">Trombone</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |} |} {{Avanzamento|100%|6 marzo 2021}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 5ay5wp5hlfac1dzb81noeubq2p5y7xa Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Gorizia 0 48612 491962 491891 2026-04-16T17:37:43Z VoceUmana7 51633 491962 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} Disposizioni foniche dell'[[w:Provincia di Gorizia|ente di decentramento regionale di Gorizia]] raggruppate per comune: * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Gorizia/Gorizia|Gorizia]] * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Gorizia/Fogliano Redipuglia|Fogliano Redipuglia]] * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Gorizia/Grado|Grado]] * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Gorizia/Monfalcone|Monfalcone]] * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Gorizia/Savogna d'Isonzo|Savogna d'Isonzo]] {{Avanzamento|25%|16 aprile 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] qnc0otugz1pgzabn2jtj5bktw6u58vu Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Aquileia/Aquileia - Basilica di Santa Maria Assunta 0 49836 492019 472442 2026-04-16T19:57:24Z VoceUmana7 51633 492019 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} == Organo Kauffmann == [[File:Aquileia, basilica di Santa Maria Assunta - Organo Kauffmann.jpg|center|300px]] * '''Costruttore:''' Kauffmann * '''Anno:''' 1890 * '''Restauri/modifiche:''' no * '''Registri:''' 10 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' fissa indipendente, davanti al corpo unico * '''Tastiere:''' 1 di 54 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' sì * '''Collocazione:''' in corpo unico, entro il tempietto alla sinistra dell'abside {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Manual''' ---- |- |Mixtur 3 fach || 2.2/3' |- |Octav || 2' |- |Bourdon || 16' |- |Octav || 4' |- |Principal || 8' |- |Flöte || 4' |- |Gedackt || 8' |- |Salicional || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedal''' ---- |- |Subbass || 16' |- |Oktavbass || 8' |- |} |} == Organo Zanin == [[File:Aquileia, basilica di Santa Maria Assunta - Organo Zanin.jpg|center|300px]] * '''Costruttore:''' Francesco Zanin * '''Anno:''' 2001 * '''Restauri/modifiche:''' no * '''Registri:''' 45 * '''Canne:''' 2561 * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra * '''Tastiere:''' 3 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento a ridosso della testata sinistra del transetto {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Positivo aperto''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Quinta decima || 2' |- |Decima nona || 1' |- |Vigesima seconda || 1' |- |Vigesima sesta || 2/3' |- |Vigesima nona || 1/2' |- |Flauto in VIII || 4'<ref>a camino.</ref> |- |Flauto in XII || 2.2/3' |- |Flauto in XVII || 1.3/5' |- |Cromorno || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Bordone || 16' |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Quinta || 2.2/3' |- |Ottava || 2' |- |Terza || 1.3/5' |- |Ripieno IV || 1.1/3' |- |Cembalo II || 2/3' |- |Flauto a camino || 8' |- |Viola da gamba || 8' |- |Flauto a cuspide || 4' |- |Tromba || 8' |- |Clarone || 4' |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''III - ''Espressivo''''' ---- |- |Bordone || 16' |- |Principale || 8' |- |Unda maris || 8' |- |Flauto a camino || 8' |- |Ottava || 4' |- |Flauto ottaviante || 4' |- |Ottavino || 2' |- |Larigot || 1.1/3' |- |Fagotto || 16' |- |Tromba || 8' |- |Clarone || 4' |- |Oboe || 8' |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contabbasso || 16' |- |Subbasso || 16' |- |Basso || 8' |- |Bordone || 8' |- |Ottava || 4' |- |Ripieno III || 2.2/3' |- |Trombone || 16' |- |Tromba || 8' |- |} |} == Note == <references/> == Altri progetti == {{interprogetto|preposizione=sulla|commons=Category:Basilica Patriarcale (Aquileia) - Pipe organs|commomns_preposizione=sugli|commons_etichetta=organi a canne|w=Basilica di Santa Maria Assunta (Aquileia)|w_etichetta=basilica di Santa Maria Assunta ad Aquileia}} {{Avanzamento|100%|11 ottobre 2015}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 2n6q92fblxi1nz25irrvt2r7cuiivq8 Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Malborghetto-Valbruna/Ugovizza - Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo 0 50899 492007 423137 2026-04-16T19:36:53Z VoceUmana7 51633 492007 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} {{Doppia immagine|center|Ugovizza SS. Filippo e Giacomo organo Canali.jpg|300|Ugovizza - SS.Filippo e Giacomo-consolle organo Canali.jpg|300|}} * '''Costruttore:''' Ditta Canali di Crema * '''Anno:''' 1971 * '''Restauri/modifiche:''' Organaria Isontina (restauro, 2022) * '''Registri:''' 9 * '''Canne:''' 606 * '''Trasmissione:''' elettropneumatica * '''Consolle:''' in cantoria, fronte navata davanti al corpo d'organo * '''Tastiere:''' 1 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata * '''Note:''' i primi due registri sono in facciata, gli altri in cassa espressiva, il pedale sul fondo {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Manuale''' ---- |- |Principale || 8' |- |Flauto a cono || 4' <ref>dal Do2</ref> |- |Bordone || 8' <ref>prime 12 in legno</ref> |- |Voce umana || 8' <ref>dal Do2</ref> |- |Ottava || 4' |- |Decimaquinta || 2' |- |Ripieno 2 file |- |Dolce || 8' |- |Tremolo |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Subbasso || 16' |} |} == Note == <references/> {{ip|commons=Category: Santi Filippo e Giacomo (Malborghetto-Valbruna) - Pipe organ|commons_preposizione=sull'|commons_etichetta=organo a canne|w= Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo (Malborghetto-Valbruna)|w_preposizione=sulla|w_etichetta= Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo }} {{Avanzamento|100%|6 marzo 2021}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 2k7x73pyj2td1nbh3g8ri9mzcrh79xz Wikibooks:GUS2Wiki 4 51801 492039 491605 2026-04-17T11:56:19Z Alexis Jazz 37143 Updating gadget usage statistics from [[Special:GadgetUsage]] ([[phab:T121049]]) 492039 wikitext text/x-wiki {{#ifexist:Project:GUS2Wiki/top|{{/top}}|This page provides a historical record of [[Special:GadgetUsage]] through its page history. To get the data in CSV format, see wikitext. To customize this message or add categories, create [[/top]].}} I dati che seguono sono estratti da una copia ''cache'' del database, il cui ultimo aggiornamento risale al 2026-04-16T15:40:18Z. Un massimo di {{PLURAL:5000|un risultato è disponibile|5000 risultati è disponibile}} in cache. {| class="sortable wikitable" ! Accessorio !! data-sort-type="number" | Numero di utenti !! data-sort-type="number" | Utenti attivi |- |BordiArrotondati || 31 || 0 |- |CatWatch || 21 || 0 |- |Chat || 22 || 0 |- |EDTitle || 18 || 0 |- |HotCat || 51 || 2 |- |LinkComplete || 18 || 0 |- |MassDelete || 2 || 1 |- |NMS || 11 || 0 |- |Orologio || 35 || 0 |- |Popup || 23 || 2 |- |Purge || 50 || 3 |- |QuickEdit || 31 || 0 |- |Ricetta || data-sort-value="Infinity" | Predefinito || data-sort-value="Infinity" | Predefinito |- |Spostamento || 23 || 2 |- |Toolbar || 14 || 1 |- |Unwatch || 31 || 1 |- |UserEditCount || 37 || 2 |- |Wiked || 39 || 2 |- |canctxt || 10 || 1 |- |dictionaryLookupHover || 20 || 1 |- |lastedit || 40 || 0 |- |nav-aut || 21 || 0 |- |nav-blocklist || 24 || 1 |- |nav-bot || 12 || 0 |- |nav-canc || 25 || 1 |- |nav-cancimm || 9 || 0 |- |nav-css || 20 || 0 |- |nav-js || 17 || 0 |- |nav-log || 31 || 0 |- |nav-newpages || 33 || 1 |- |nav-prob || 23 || 1 |- |nav-rfa || 30 || 1 |- |nav-sandbox || 297 || 13 |- |nav-struadmin || 16 || 0 |- |nav-vand || 26 || 1 |- |section0 || 32 || 0 |- |stru-whois || 20 || 0 |- |strumentivari || 21 || 1 |- |tb-aiutare || 52 || 3 |- |tb-barr || 67 || 3 |- |tb-case || 74 || 3 |- |tb-controllare || 48 || 3 |- |tb-noinclude || 54 || 2 |- |tb-sott || 88 || 3 |} * [[Speciale:GadgetUsage]] * [[m:Meta:GUS2Wiki/Script|GUS2Wiki]] <!-- data in CSV format: BordiArrotondati,31,0 CatWatch,21,0 Chat,22,0 EDTitle,18,0 HotCat,51,2 LinkComplete,18,0 MassDelete,2,1 NMS,11,0 Orologio,35,0 Popup,23,2 Purge,50,3 QuickEdit,31,0 Ricetta,default,default Spostamento,23,2 Toolbar,14,1 Unwatch,31,1 UserEditCount,37,2 Wiked,39,2 canctxt,10,1 dictionaryLookupHover,20,1 lastedit,40,0 nav-aut,21,0 nav-blocklist,24,1 nav-bot,12,0 nav-canc,25,1 nav-cancimm,9,0 nav-css,20,0 nav-js,17,0 nav-log,31,0 nav-newpages,33,1 nav-prob,23,1 nav-rfa,30,1 nav-sandbox,297,13 nav-struadmin,16,0 nav-vand,26,1 section0,32,0 stru-whois,20,0 strumentivari,21,1 tb-aiutare,52,3 tb-barr,67,3 tb-case,74,3 tb-controllare,48,3 tb-noinclude,54,2 tb-sott,88,3 --> 09jetfjd7e46x5x1yrug61my25pu7op Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Udine/Udine - Chiesa di San Giorgio Maggiore 0 51914 492025 431309 2026-04-16T20:13:10Z VoceUmana7 51633 492025 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} [[File:Udine, chiesa di San Giorgio Maggiore - Organo a canne.jpg|center|300px]] * '''Costruttore:''' Gaetano Callido (''Opus 375'') * '''Anno:''' 1800 * '''Restauri/modifiche:''' Francesco Zanin (1977, restauro conservativo) * '''Registri:''' 16 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' a leggio di 17 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>''), costantemente unita al manuale * '''Collocazione:''' in corpo unico, al centro della cantoria in controfacciata * '''Accessori:''' ''Tiratutti'' {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Concerto''''' ---- |- |Voce umana || 8' Soprani |- |Violoncello || 8' Bassi |- |Violoncello || 8' Soprani |- |Flauto in VIII || 4' |- |Flauto in XII || 2.2/3' |- |Cornetta || 1.3/5' |- |Tromboncini || 8' Bassi |- |Tromboncini || 8' Soprani |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Ripieno''''' ---- |- |Principale || 8' Bassi |- |Principale || 8' Soprani |- |Ottava || 4' |- |Quintadecima || 2' |- |Decima nona || 1.1/3' |- |Vigesima seconda || 1' |- |Vigesima sesta || 2/3' |- |Vigesima nona || 1/2' |- |Trigesima terza || 1/3' |- |Contrabasso con ottava || 16'+8' <small>(al Pedale)</small> |- |} |} == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa di San Giorgio (Udine)|w_preposizione=sulla|etichetta=chiesa di San Giorgio Maggiore a Udine|commons=Category:San Giorgio Maggiore (Udine) - Pipe organ|commons_preposizione=sull'|commons_etichetta=organo a canne}} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=http://orgbase.nl/scripts/ogb.exe?database=ob2&%250=2065792&LGE=EN&LIJST=lang|titolo=Udine, Italia (Udine) - Chiesa di San Giorgio|sito=orgbase.nl|lingua=de, en, fr, nl|accesso=6 agosto 2022}} {{Avanzamento|100%|29 giugno 2015}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] n3sxdjlgcl9uiyxhctctzddr9ycicpo Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Udine/Rizzi - Chiesa di Sant'Antonio di Padova 0 51915 492021 431313 2026-04-16T19:59:15Z VoceUmana7 51633 492021 wikitext text/x-wiki {{Tripla immagine|center|Udine, Quartiere Rizzi, Chiesa di Sant'Antonio da Padova, Organo Francesco Zanin (cropped).jpg|306|Udine, Quartiere Rizzi, Chiesa di Sant'Antonio da Padova, Organo Francesco Zanin, corpo grand'organo e consolle.jpg|268|Udine, Quartiere Rizzi, Chiesa di Sant'Antonio da Padova, Organo Francesco Zanin, consolle.jpg|241|}} * '''Costruttore:''' Gustavo Zanin (''Opus 845'') * '''Anno:''' 1990 * '''Restauri/modifiche:''' no * '''Registri:''' 25 * '''Canne:''' 1314 * '''Trasmissione:''' mista meccanica ed elettrica per i manuali, il pedale e i registri * '''Consolle:''' a finestra * '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-parallela di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'') * '''Collocazione:''' in più corpi nell'abside {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Quintadecima || 2' |- |Ripieno 2 file|| 1.1/3' |- |Ripieno 2 file|| 2/3' |- |Flauto tappato || 8' |- |Flauto a caminetto || 4' |- |Tromba || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Bordone || 8' |- |Flauto a cuspide || 4' |- |Nazardo || 2.2/3' |- |Flauto in XII || 2.2/3' |- |Flauto || 2' |- |Sesquialtera 2 file || 2.2/3' |- |Ripieno 2 file || 1.1/3' |- |Viola || 8' |- |Voce celeste || 8' |- |Oboe || 8' |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Subbasso || 16' |- |Basso forte || 8' |- |Basso dolce || 8' |- |Ottava || 8' |- |Quinta || 5.1/3' |- |Fagotto || 16' |- |Trombone || 8' |- |Clarone || 4' |- |} |} == Altri progetti == {{interprogetto|commons=Category:Sant'Antonio di Padova (Rizzi, Udine) - Pipe organ|commons_preposizione=sull'|commons_etichetta=organo a canne|w=Chiesa di Sant'Antonio di Padova (Udine)|w_preposizione=sulla|w_etichetta=chiesa di Sant'Antonio di Padova a Rizzi}} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://organindex.de/index.php?title=Udine/Rizzi,_Chiesa_di_Sant%27Antonio_di_Padova|titolo=Udine<nowiki>/</nowiki>Rizzi, Chiesa di Sant'Antonio di Padova|sito=organindex.de|lingua=de|accesso=6 agosto 2022}} {{Avanzamento|100%|17 maggio 2015}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] {{Disposizioni foniche di organi a canne}} 7rdgnazls24vlj5k5q34svsp7rcqmuf Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Palmanova/Palmanova - Chiesa del Santissimo Redentore 0 51955 491991 431534 2026-04-16T19:08:54Z VoceUmana7 51633 491991 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} {{Doppia immagine|center|Palmanova, chiesa del Santissimo Redentore - Cantoria e organo.jpg|400|Palmanova, Chiesa del Santissimo Redentore, consolle dell'organo.jpg|197|}} * '''Costruttore:''' anonimo * '''Anno:''' 1811 * '''Restauri/modifiche:''' Francesco Comelli (1825), Beniamino Zanin (1883), Prencic (1929), Franz Zanin (1979) * '''Registri:''' 23 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 54 note con prima ottava cromatica estesa (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Do<sup>3</sup>''/''Do#<sup>3</sup>'') * '''Pedaliera:''' dritta di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria a metà della parete sinistra della navata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno''''' ---- |- |Principale || 8' Bassi |- |Principale || 8' Soprani |- |Ottava || 4' Bassi |- |Ottava || 4' Soprani |- |Quinta decima || 2' |- |Decima nona || 1.1/3' |- |Vigesima seconda || 1' |- |Vigesima sesta || 2/3' |- |Vigesima nona || 1/2' |- |Contrabassi || 16' <small>(al Pedale)</small> |- |Ottava di contrabbassi || 8' <small>(al Pedale)</small> |- |Duodecima di contrabbassi || 5.1/3' <small>(al Pedale)</small> |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto''''' ---- |- |Voce umana || 8' Soprani |- |Flauto in VIII || 4' Bassi |- |Flauto in VIII || 4' Soprani |- |Flauto in XII || 2.2/3' |- |Flautino || 2' Soprani |- |Cornetta || 1.3/5' Soprani |- |Tromboncini || 8' Bassi |- |Tromboncini || 8' Soprani |- |Violoncello || 8' Bassi |- |Violoncello || 8' Soprani |- |Tromboni || 8' <small>(al Pedale)</small> |} |} == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa del Santissimo Redentore (Palmanova)|w_preposizione=sulla|etichetta=chiesa del Santissimo Redentore a Palmanova|commons=Category:Pipe organ of Cathedral (Palmanova)|commons_preposizione=sull'|commons_etichetta=organo a canne}} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://organindex.de/index.php?title=Palmanova,_Chiesa_del_Santissimo_Redentore_e_Duomo_Dogale|titolo=Palmanova, Chiesa del Santissimo Redentore e Duomo Dogale|sito=organindex.de|lingua=de|accesso=13 agosto 2022}} {{Avanzamento|100%|27 giugno 2015}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 2q8jyu9s4b5lxetcc55oozfboi1vggm Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Pagnacco 0 52022 491998 432726 2026-04-16T19:15:26Z VoceUmana7 51633 491998 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} == Capoluogo == * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Pagnacco/Pagnacco - Chiesa di San Giorgio Martire|Chiesa di San Giorgio Martire]] == Frazioni == * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Udine/Castellerio - Chiesa del Sacro Cuore|Castellerio Seminario Interdiocesano - Chiesa del Sacro Cuore]] [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Pagnacco]] l2tnb7zai2006e8b3923px357lkqogo Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Cividale del Friuli/Cividale del Friuli - Basilica di Santa Maria Assunta 0 52061 492014 490763 2026-04-16T19:52:33Z VoceUmana7 51633 492014 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} == Organo maggiore == [[File:Cividale duomo navata 27062009 33.jpg|400px|centro]] * '''Costruttore:''' Beniamino Zanin * '''Anno:''' 1933 * '''Restauri/modifiche:''' no * '''Registri:''' 25 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' elettrica * '''Consolle:''' fissa indipendente, al centro della cantoria * '''Tastiere:''' 2 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria nell'ultima campata della navata laterale destra {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 16' |- |Principale || 8' |- |Voce umana || 8' |- |Dulciana || 8' |- |Flauto || 8' |- |- |Flauto in XII || 2.2/3' |- |Ottava || 4' |- |Flauto || 4' |- |Decimaquinta || 2' |- |Ripieno || 6 file |- |Tromba || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Principalino || 8' |- |Viola || 8' |- |Concerto viole || 3 file |- |Bordone || 8' |- |Ottava dolce || 4' |- |Flautino || 2' |- |Ripieno || 3 file |- |Oboe || 8' |- |Voci corali || 8' |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contabbasso || 16' |- |Bordone || 16' |- |Ottava || 8' |- |Cello || 8' |- |} |} [[File:Cividale 0904 Duomo interior 1.jpg|400px|centro]] == Organo positivo nella navata sinistra == * '''Costruttore:''' ? * '''Anno:''' XVIII secolo * '''Restauri/modifiche:''' no * '''Registri:''' 7 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' a leggio di 17 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>''), priva di registri propri e costantemente unita al manuale * '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento nell'ultima campata della navata laterale sinistra {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Manuale''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Quinta decima || 2' |- |Decima nona || 1.1/3' |- |Vigesima seconda || 1' |- |Voce umana || 8' |- |Flauto in XII || 2.2/3' |- |} |} == Organo positivo nella navata destra == * '''Costruttore:''' ? * '''Anno:''' XVIII secolo * '''Restauri/modifiche:''' no * '''Registri:''' 9 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' elettrica * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' a leggio di 17 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>''), priva di registri propri e costantemente unita al manuale * '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento nell'ultima campata della navata laterale destra {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Manuale''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Quinta decima || 2' |- |Decima nona || 1.1/3' |- |Vigesima seconda || 1' |- |Vigesima sesta || 2/3' |- |Vigesima nona || 1/2' |- |Flauto in XII || 2.2/3' |- |Cornetta || 1.3/5' |- |} |} == Altri progetti == {{interprogetto|preposizione=sulla|w=Duomo di Cividale del Friuli|w_etichetta=basilica di Santa Maria Assunta a Cividale del Friuli}} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://organindex.de/index.php?title=Cividale_del_Friuli,_St._Maria_Assunta|titolo=Cividale del Friuli, St. Maria Assunta|sito=orgelindex.de|lingua=de|accesso=15 settembre 2022}} {{Avanzamento|50%|11 ottobre 2015}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] hk32jlnvbpkdai1y37xz2od22ntf4m8 Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Pagnacco/Castellerio - Chiesa del Sacro Cuore 0 52091 491995 432732 2026-04-16T19:12:14Z VoceUmana7 51633 491995 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Giuseppe e Franz Zanin, Camino al Tagliamento (UD) * '''Anno:''' ? * '''Restauri/modifiche:''' ? * '''Registri:''' 30 (27 reali, attualmente presenti e funzionanti 20) * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' elettropmeumatica * '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nell'aula * '''Tastiere:''' 2 di 61 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico nella parete di fondo del presbiterio {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Duodecima || 2.2/3' |- |Decimaquinta || 2' |- |Ripieno || 6 file |- |Dulciana || 8' |- |Flauto || 8' |- |Flauto || 4' |- |Voce Umana || 8' |- |<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8' (assente) </span> |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Principalino || 8' (assente) |- |Viola || 8' |- |Bordone || 8' |- |Flauto || 4' (assente) |- |Nazardo || 2.2/3' |- |Silvestre || 2' |- |Decimino|| 1.3/5' (assente) |- |Cornetto combinato|| 5 file |- |Ripieno || 4 file |- |Coro Viole || 8' (presente una sola fila su 3) |- |<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8' (assente)</span> |- |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contrabbasso || 16' (assente) |- |Subbasso || 16' |- |Basso forte || 8' (assente) |- |Basso dolce || 8' (derivato dal Flauto 8' del Grand'Organo) |- |Principale || 8' (derivato dal Principale 8' del Grand'Organo) |- |Quinta || 5.1/3' (assente) |- |Dolce || 4' (derivato dal Flauto 8' del Grand'Organo) |- |<span style="color:#8b0000;">Fagotto</span> || <span style="color:#8b0000;">8' (assente)</span> |} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Castellerio - Chiesa del Sacro Cuore]] d469yv6l5s4nmtgvdmaayin7k63gqzd 491996 491995 2026-04-16T19:14:45Z VoceUmana7 51633 VoceUmana7 ha spostato la pagina [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Udine/Castellerio - Chiesa del Sacro Cuore]] a [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Pagnacco/Castellerio - Chiesa del Sacro Cuore]]: Sposto nel corretto [[Aiuto:Namespaces|namespace]] 491995 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Giuseppe e Franz Zanin, Camino al Tagliamento (UD) * '''Anno:''' ? * '''Restauri/modifiche:''' ? * '''Registri:''' 30 (27 reali, attualmente presenti e funzionanti 20) * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' elettropmeumatica * '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nell'aula * '''Tastiere:''' 2 di 61 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico nella parete di fondo del presbiterio {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Duodecima || 2.2/3' |- |Decimaquinta || 2' |- |Ripieno || 6 file |- |Dulciana || 8' |- |Flauto || 8' |- |Flauto || 4' |- |Voce Umana || 8' |- |<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8' (assente) </span> |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Principalino || 8' (assente) |- |Viola || 8' |- |Bordone || 8' |- |Flauto || 4' (assente) |- |Nazardo || 2.2/3' |- |Silvestre || 2' |- |Decimino|| 1.3/5' (assente) |- |Cornetto combinato|| 5 file |- |Ripieno || 4 file |- |Coro Viole || 8' (presente una sola fila su 3) |- |<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8' (assente)</span> |- |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contrabbasso || 16' (assente) |- |Subbasso || 16' |- |Basso forte || 8' (assente) |- |Basso dolce || 8' (derivato dal Flauto 8' del Grand'Organo) |- |Principale || 8' (derivato dal Principale 8' del Grand'Organo) |- |Quinta || 5.1/3' (assente) |- |Dolce || 4' (derivato dal Flauto 8' del Grand'Organo) |- |<span style="color:#8b0000;">Fagotto</span> || <span style="color:#8b0000;">8' (assente)</span> |} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Castellerio - Chiesa del Sacro Cuore]] d469yv6l5s4nmtgvdmaayin7k63gqzd 491999 491996 2026-04-16T19:19:18Z VoceUmana7 51633 491999 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Giuseppe e Franz Zanin, Camino al Tagliamento (UD) * '''Anno:''' ? * '''Restauri/modifiche:''' ? * '''Registri:''' 30 (27 reali, attualmente presenti e funzionanti 20) * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' elettropmeumatica * '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nell'aula * '''Tastiere:''' 2 di 61 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico nella parete di fondo del presbiterio {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Duodecima || 2.2/3' |- |Decimaquinta || 2' |- |Ripieno || 6 file |- |Dulciana || 8' |- |Flauto || 8' |- |Flauto || 4' |- |Voce Umana || 8' |- |<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8' </span><ref name=tm1>assente</ref> |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Principalino || 8'<ref name=tm1>assente</ref> |- |Viola || 8' |- |Bordone || 8' |- |Flauto || 4'<ref name=tm1>assente</ref> |- |Nazardo || 2.2/3' |- |Silvestre || 2' |- |Decimino|| 1.3/5'<ref name=tm1>assente</ref> |- |Cornetto combinato|| 5 file |- |Ripieno || 4 file |- |Coro Viole || 8'<ref>presente una sola fila su 3</ref> |- |<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8' </span><ref name=tm1>assente</ref> |- |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contrabbasso || 16'<ref name=tm1>assente</ref> |- |Subbasso || 16' |- |Basso forte || 8'<ref name=tm1>assente</ref> |- |Basso dolce || 8'<ref name=tm2>dal Flauto 8' del Grand'Organo</ref> |- |Principale || 8'<ref>dal Principale 8' del Grand'Organo</ref> |- |Quinta || 5.1/3'<ref name=tm1>assente</ref> |- |Dolce || 4'<ref name=tm2>dal Flauto 8' del Grand'Organo</ref> |- |<span style="color:#8b0000;">Fagotto</span> || <span style="color:#8b0000;">8' </span><ref name=tm1>assente</ref> |} {{Avanzamento|100%|16 aprile 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] s7jzmyj9oo118dmn3jwowp43267atee Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Pagnacco/Pagnacco - Chiesa di San Giorgio Martire 0 52092 491993 432802 2026-04-16T19:10:54Z VoceUmana7 51633 491993 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} == Organo Piero De Corte == [[File:Organo Piero De Corte.jpg|center|400px]] * '''Costruttore:''' Piero De Corte * '''Anno:''' 1842 * '''Restauri/modifiche:''' Francesco Zanin (ritrovamento, restauro e ricollocazione nel 2011) * '''Registri:''' 16 * '''Canne:''' 936 * '''Trasmissione:''' meccanica sospesa * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 50 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'') con prima corta * '''Pedaliera:''' A leggio, 18 tasti costantemente uniti al manuale, tranne l'ultimo che serve per l'azionamento del Tamburo (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>2</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, in controfacciata * '''Accessori:''' Tira tutti, combinazione libera (predisposizione) * '''Dati tecnici:''' Temperamento Inequabile; Pressione del vento: 50 mm di Colonna d'acqua {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno''''' ---- |- |Principale || 8' Bassi |- |Principale || 8' Soprani |- |Ottava || 4' |- |Quinta Decima || 2' |- |Decima Nona || 1.1/3' |- |Vigesima Seconda || 1' |- |Vigesima Sesta || 2/3' |- |Vigesima Nona || 1/2' |- |Contrabassi || 16' (al Pedale) |- |Ottava di Contabbassi || 8' (al Pedale) |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto''''' ---- |- |Voce umana || 8' |- |Flauto principale || 8' |- |Flauto in VIII || 4' Bassi |- |Flauto in VIII || 4' Soprani |- |Flauto in XII || 2.2/3' |- |Ottavino || 2' |- |Cornetta || |- |<span style="color:#8b0000;">Tromboncini Bassi</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |- |<span style="color:#8b0000;">Tromboncini Soprani</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |- |} |} == Organo Zanin== * '''Costruttore:''' Giuseppe e Franz Zanin, Camino al Tagliamento (UD) * '''Anno:''' 1970 * '''Restauri/modifiche:''' no * '''Registri:''' 19 * '''Canne:''' 1418 * '''Trasmissione:''' elettropmeumatica * '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nel presbiterio * '''Tastiere:''' 2 di 61 note ciascuna (''Do<small>1</small>''-''Do<small>6</small>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>3</small>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico nella parete di fondo del presbiterio {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Decimaquinta || 2' |- |Ripieno || 4 file |- |Flauto || 8' |- |Sesquialtera || 2.2/3' |- |<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Bordone || 8' |- |Flauto || 4' |- |Nazardo || 2.2/3' |- |Silvestre || 2' |- |Ripieno || 4 file |- |Viola dolce || 8' |- |Coro Viole 3 file|| 8' |- |<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contrabbasso || 16' |- |Subbasso || 16' |- |Bordone || 8' |- |Basso || 8' |- |} |} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Pagnacco]] jtbjkcnyzb93o993m5cn6qba60hcgp7 491994 491993 2026-04-16T19:11:39Z VoceUmana7 51633 491994 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} == Organo Piero De Corte == [[File:Organo Piero De Corte.jpg|center|400px]] * '''Costruttore:''' Piero De Corte * '''Anno:''' 1842 * '''Restauri/modifiche:''' Francesco Zanin (ritrovamento, restauro e ricollocazione nel 2011) * '''Registri:''' 16 * '''Canne:''' 936 * '''Trasmissione:''' meccanica sospesa * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 50 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'') con prima corta * '''Pedaliera:''' A leggio, 18 tasti costantemente uniti al manuale, tranne l'ultimo che serve per l'azionamento del Tamburo (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>2</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, in controfacciata * '''Accessori:''' Tira tutti, combinazione libera (predisposizione) * '''Dati tecnici:''' Temperamento Inequabile; Pressione del vento: 50 mm di Colonna d'acqua {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno''''' ---- |- |Principale || 8' Bassi |- |Principale || 8' Soprani |- |Ottava || 4' |- |Quinta Decima || 2' |- |Decima Nona || 1.1/3' |- |Vigesima Seconda || 1' |- |Vigesima Sesta || 2/3' |- |Vigesima Nona || 1/2' |- |Contrabassi || 16' (al Pedale) |- |Ottava di Contabbassi || 8' (al Pedale) |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto''''' ---- |- |Voce umana || 8' |- |Flauto principale || 8' |- |Flauto in VIII || 4' Bassi |- |Flauto in VIII || 4' Soprani |- |Flauto in XII || 2.2/3' |- |Ottavino || 2' |- |Cornetta || |- |<span style="color:#8b0000;">Tromboncini Bassi</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |- |<span style="color:#8b0000;">Tromboncini Soprani</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |- |} |} == Organo Zanin== * '''Costruttore:''' Giuseppe e Franz Zanin, Camino al Tagliamento (UD) * '''Anno:''' 1970 * '''Restauri/modifiche:''' no * '''Registri:''' 19 * '''Canne:''' 1418 * '''Trasmissione:''' elettropmeumatica * '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nel presbiterio * '''Tastiere:''' 2 di 61 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico nella parete di fondo del presbiterio {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Decimaquinta || 2' |- |Ripieno || 4 file |- |Flauto || 8' |- |Sesquialtera || 2.2/3' |- |<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Bordone || 8' |- |Flauto || 4' |- |Nazardo || 2.2/3' |- |Silvestre || 2' |- |Ripieno || 4 file |- |Viola dolce || 8' |- |Coro Viole 3 file|| 8' |- |<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contrabbasso || 16' |- |Subbasso || 16' |- |Bordone || 8' |- |Basso || 8' |- |} |} {{Avanzamento|100%|16 aprile 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 2gzncra93kl573n3vmopzmhvbsx4518 Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Premariacco/Orsaria - Chiesa di Sant'Ulderico vescovo 0 53011 491983 442428 2026-04-16T18:56:06Z VoceUmana7 51633 491983 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} {{Doppia immagine|center|Orsaria -chiesa S.Ulderico-organo Malvestio.jpg|390|Orsaria -chiesa S.Ulderico-consolle organo Malvestio.jpg|220}} * '''Costruttore:''' Domenico Malvestio * '''Anno:''' anni '30 del XX° sec. * '''Restauri/modifiche:''' Gustavo Zanin (ampliamento ed elettrificazione, 1975), Organaria Isontina (restauro, 2023) * '''Registri:''' 15 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' elettrica * '''Consolle:''' 2, davanti al corpo fonico rivolta verso l'altare; mobile indipendente, sul lato sinistro dell'altare * '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo radiale di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria, nel presbiterio in ''Cornu epistolae'' {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |XV || 2' |- |Bordone || 8' |- |Dulciana || 8' |- |Ripieno || 4 file |- |Tromba || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Principalino || 8' |- |Viola || 8' |- |Flauto || 4' |- |Flautino || 2' |- |Oboe || 8' |- |Ripieno || 3 file<ref>aggiunto con il prolungam. del somiere originale</ref> |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Subbasso || 16' |- |Basso || 8' |- |} |} == Note == <references/> {{Avanzamento|100%|8 agosto 2023}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] k8x5184jdr6o491h7hcpt3n5oimd31w Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Tricesimo/Tricesimo - Pieve di Santa Maria della Purificazione 0 53826 491972 490917 2026-04-16T18:40:28Z VoceUmana7 51633 491972 wikitext text/x-wiki == Organo maggiore == [[File:Tricesimo, Duomo di Santa Maria della Purificazione, Organo Francesco Zanin, altare e organo.jpg|500px]], [[File:Tricesimo, Duomo di Santa Maria della Purificazione, Organo Francesco Zanin, facciata.jpg|280px]] * '''Costruttore:''' Beniamino Zanin * '''Anno:''' 1931<ref>inaugurato da Uisse Matthey il 12 e 13 aprile 1931.</ref> * '''Restauri/modifiche:''' ? (1948, modifiche), ? (1966, elettrificazione e ampliamento), Gustavo Zanin (1986, restauro e ampliamento),<ref>inaugurato da Ugo Zaluandro il 27 agosto 1987.</ref> Zanin (2016, restauro e ampliamento) * '''Registri:''' 52 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' elettronica * '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento<ref>il corpo in cantoria ha la predisposizione per una consolle a finestra con trasmissione meccanica.</ref> * '''Tastiere:''' 3 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-parallela di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' ''Grand'Organo'' (primo manuale), ''Espressivo'' (terzo manuale) e ''Pedale'' a pavimento entro nicchia nella parete di fondo dell'abside; ''Positivo aperto'' su cantoria alla destra del presbiterio {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 16' |- |Principale I || 8' |- |Principale II || 8' |- |Ottava || 4' |- |Decimaseconda || 2'2/3 |- |Decimaquinta || 2' |- |Decimasettima || 1.3/5' |- |Ripieno grave |- |Ripieno acuto |- |Flauto || 8' |- |Flauto || 4' |- |Dulciana || 8' |- |Voce umana || 8' |- |Tromba || 16' |- |Tromba || 8' |- |Tromba || 4' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Positivo aperto''''' ---- |- |Bordone || 16' |- |Principale || 8' |- |Ottava || 4' |- |Duodecima || 2.2/3' |- |Decimaquinta || 2' |- |Decimanona || 1.1/3' |- |Vigesimaseconda || 1' |- |Ripieno || 2 file |- |Voce umana || 8' |- |Flauto || 8' |- |Flauto in VIII || 4' |- |Flauto in XII || 2.2/3' |- |Flautino || 2' |- |Terza || 1.3/5' |- |Regale || 8' |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''III - ''Espressivo''''' ---- |- |Principale || 8' |- |Viola || 8' |- |Bordone || 8' |- |Ottava dolce || 4' |- |Silvestre || 2' |- |Ripieno || 3 file |- |Voce celeste || 8' |- |Concerto viole || 8' |- |Oboe || 8' |- |Voci corali || 8' |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contrabbasso || 16' |- |Subbasso || 16' |- |Gran quinta || 10.2/3' |- |Basso || 8' |- |Principale || 8' |- |Bordone || 8' |- |Cello || 8' |- |Ottava || 4' |- |Trombone || 16' |- |Tromba || 8' |- |Tromba || 4' |- |} |} == Note == <references/> == Organo in Cornu Epistolae == [[File:Tricesimo, Duomo di Santa Maria della Purificazione, Organo in Cornu Epistulae, Francesco Zanin, facciata.jpg|420px]], [[File:Tricesimo, Duomo di Santa Maria della Purificazione, Organo in Cornu Epistulae, Francesco Zanin, consolle.jpg|250px]] * '''Costruttore:''' Francesco Zanin * '''Anno:''' 2019 * '''Restauri/modifiche:''' no * '''Registri:''' 14 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra * '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' scavezza a leggio di 17 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>'') * '''Collocazione:''' sulla cantoria in Cornu Epistolae {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno''''' ---- |- |Principale ||8' Bassi |- |Principale||8' Soprani |- |Ottava |- |Quinta Decima |- |Decima Nona |- |Vigesima Seconda |- |Vigesima Nona |- |Contrabbassi |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto''''' ---- |- |Voce Umana ||Soprani |- |Flauto in XII|| Bassi |- |Flauto in XII|| Soprani |- |Cornetta ||Soprani |- |Tromboncini|| Bassi |- |Tromboncini|| Soprani |- |} |} == Altri progetti == {{ip|w=Duomo di Tricesimo|w_preposizione=sulla|w_etichetta=pieve di Santa Maria della Purificazione a Tricesimo}} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://zaninorgani.weebly.com/tricesimo-duomo.html|titolo=Tricesimo Duomo|sito=zaninorgani.weebly.com|accesso=18 gennaio 2023}} {{Avanzamento|100%|24 marzo 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] {{Disposizioni foniche di organi a canne}} 9e0p6o2a7etkcq0juul08qql81h4tnz Template:Robotica unplugged 10 54266 492032 491688 2026-04-17T10:49:54Z Au123ra 54217 Aggiunto paragrafo Sassocar 492032 wikitext text/x-wiki {{Sommario V|titolo = Robotica unplugged|immagine = Ada & Zangemann, p. 9, no text (cropped).png|immaginepx = 150|contenuto = ;{{Modulo|Robotica unplugged/Introduzione|Introduzione}} ;Scienze *{{Modulo|Robotica unplugged/Batterie con ortaggi|Batterie con ortaggi}} ;Tecnologia *{{Modulo|Robotica unplugged/Supercar|Supercar}} *{{Modulo|Robotica unplugged/Sassocar|Sassocar}} *{{Modulo|Robotica unplugged/Raccolta differenziata|Raccolta differenziata}} *{{Modulo|Robotica unplugged/ViBot|ViBot}} *{{Modulo|Robotica unplugged/ViBot20|ViBot 2.0}} *{{Modulo|Robotica unplugged/MouseBot|MouseBot}} ;Ingegneria *{{Modulo|Robotica unplugged/Pixelart|Pixelart}} *{{Modulo|Robotica 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tecnologico. La biotecnologia è stata utilizzata per l'allevamento di bestiame e colture molto prima che le persone comprendessero le basi scientifiche di queste tecniche. Dalla scoperta della struttura del DNA nel 1953, il campo della biotecnologia è cresciuto rapidamente sia attraverso la ricerca accademica che attraverso aziende private. Le applicazioni principali di questa tecnologia sono in medicina (produzione di vaccini e antibiotici) e in agricoltura (modifica genetica delle colture per aumentare le rese). La biotecnologia ha anche molte applicazioni industriali, come la fermentazione, il trattamento delle fuoriuscite di petrolio e la produzione di biocarburanti. == Le prime applicazioni delle biotecnologie == [[File:The_Brewer_designed_and_engraved_in_the_Sixteenth._Century_by_J_Amman.png|miniatura|367x367px|Il Birraio, disegnato e inciso nel XVI secolo da Jost Amman.]] Le più antiche applicazioni della biotecnologia, conosciute da oltre 5.000 anni, sono la produzione di '''pane''' , '''vino''' o '''birra''' ( fermentazione alcolica ) utilizzando il '''lievito''', che appartiene ai funghi . L'uso di batteri lattici ha permesso anche di produrre pasta madre (pane lievitato) e prodotti a base di latte acido come '''formaggio''' , '''yogurt''' , latte acido o '''kefir''' . Uno dei primi usi della bioingegneria, oltre alla nutrizione, fu la concia e il decapaggio delle pelli utilizzando feci e altri materiali contenenti enzimi per produrre pelle. Gran parte della biotecnologia si basava su questi processi produttivi fino al Medioevo, intorno al 1650, quando apparve il primo processo biotecnico per la produzione dell''''aceto'''. La biotecnologia moderna si basa essenzialmente sulla microbiologia , emersa nella seconda metà del XIX secolo. Soprattutto, lo sviluppo di metodi di coltivazione , coltura pura e sterilizzazione da parte di Louis Pasteur gettò le basi per lo studio e l'applicazione ( microbiologia applicata ) dei '''microrganismi''' . Nel 1867 Pasteur riuscì a isolare i batteri dell'acido acetico e il lievito di birra utilizzando questi metodi . Intorno al 1890 lui e Robert Koch svilupparono le prime '''vaccinazioni''' basate su agenti patogeni isolati , gettando così le basi per la biotecnologia medica . Il giapponese Jōkichi Takamine fu il primo a isolare un unico enzima per uso tecnico, '''l'alfa-amilasi''' (che brevettò nel 1894). Alcuni anni dopo, il chimico tedesco Otto Röhm utilizzò le '''proteasi animali''' (enzimi di degradazione delle proteine) provenienti dagli scarti della macellazione come detergenti e additivi per la produzione della pelle. La produzione su larga scala di '''butanolo''' e '''acetone''' attraverso la fermentazione del batterio ''Clostridium acetobutylicum'' fu descritta e sviluppata nel 1916 dal chimico e poi presidente israeliano Charles Weizmann .  È stato il primo sviluppo della biotecnologia bianca . Il processo fu utilizzato fino alla metà del XX secolo, ma fu poi sostituito dalla più economica sintesi petrolchimica dalla frazione propene del petrolio . A partire dal 1920, '''l'acido citrico''' fu prodotto dalla fermentazione superficiale del fungo ''Aspergillus niger'' . Nel 1957, l' amminoacido '''acido glutammico''' fu prodotto per la prima volta utilizzando il batterio del suolo ''Corynebacterium glutamicum.'' Nel 1928/29 Alexander Fleming scoprì la prima '''penicillina antibiotica''' per uso medico nel fungo ''Penicillium chrysogenum'' . Questo fu seguito nel 1943 dall'antibiotico '''streptomicina''' di Selman Waksman , Albert Schatz ed Elizabeth Bugie . Nel 1949 la produzione di '''steroidi''' fu implementata su scala industriale. All'inizio degli anni '60, le '''proteasi''' di derivazione biotecnologica furono aggiunte per la prima volta ai '''detersivi''' per rimuovere le macchie proteiche . Nella produzione del formaggio , dal 1965, il '''caglio''' di vitello può essere sostituito dalla rennina prodotta da microrganismi . Dal 1970 in poi è stato possibile produrre biotecnicamente '''amilasi''' e altri enzimi che scindono l'amido, con i quali ad es. B. L'amido di mais viene convertito nel cosiddetto “'''sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio'''” e utilizzato come sostituto dello zucchero di canna ( saccarosio ), ad es. B. potrebbe essere utilizzato nella produzione di bevande.<gallery> File:Bread 2.jpg|Pane File:Red Wine Glass.jpg|Vino File:NCI Visuals Food Beer.jpg|Birra File:Hartkaese HardCheeses.jpg|Formaggio File:Turkish strained yogurt.jpg|Yogurt File:Essig-1.jpg|Aceto File:Zitronensäure - Citric acid.svg|Acido citrico File:Penicillin core.svg|Penicillina File:Salivary alpha-amylase 1SMD.png|Amilasi </gallery> == Le biotecnologie rosse == In medicina, le moderne biotecnologie hanno molte applicazioni in vari settori quali: * la scoperta e la produzione di farmaci * la produzione di vaccini efficaci e a basso rischio * la terapia genica * la terapia con cellule staminali * l'editing genetico con CRISPR/Cas9 a scopi terapeutici * la farmacogenomica * i test genetici (o screening genetici ). Nel 2021, quasi il 40% del valore aziendale totale delle aziende biotecnologiche farmaceutiche in tutto il mondo era attivo in oncologia , con neurologia e malattie rare come altre due grandi applicazioni. === La scoperta e produzione di farmaci === La biotecnologia ha contribuito alla scoperta e alla produzione di farmaci tradizionali a piccole molecole , nonché di farmaci che sono il prodotto della biotecnologia, la biofarmaceutica . La moderna biotecnologia può essere utilizzata per produrre medicinali esistenti in modo relativamente semplice ed economico. I primi prodotti geneticamente modificati sono stati medicinali progettati per curare malattie umane. Per citare un esempio, nel 1978 Genentech ha sviluppato '''l'insulina sintetica''' umana unendo il suo gene con un vettore plasmidico inserito nel batterio ''Escherichia coli''. L'insulina, ampiamente utilizzata per il trattamento del diabete, era precedentemente estratta dal pancreas di animali da macello (bovini o maiali). La biotecnologia utilizzata è quella del '''DNA ricombinante''', ovverosia si usano principalmente '''batteri geneticamente modificati''' in grado di produrre grandi quantità di proteine sintetiche a costi relativamente bassi. Molti farmaci vengono prodotti con la tecnologia del DNA ricombinante, ad esempio: # '''ormoni di natura proteica''' come '''l'ormone della crescita''' (GH), '''l'eritropoietina''' (Epo) e '''l'insulina'''. # '''fattori di coagulazione''' del sangue (fattore VIII e fattore IX) # '''anticorpi monoclonali'''. Sono simili agli anticorpi che il sistema immunitario umano usa per combattere batteri e virus, ma sono "progettati su misura" (usando la tecnologia degli ibridomi o altri metodi) e possono quindi essere realizzati specificamente per contrastare o bloccare qualsiasi sostanza nel corpo, o per colpire qualsiasi tipo di cellula specifica; # '''proteine di fusione''': le proteine di fusione o proteine chimeriche sono proteine formate a partire dalla traduzione di due o più geni originariamente indipendenti e successivamente fusi insieme, a causa di un processo naturale o di opportune modificazioni in laboratorio. Ciascuno di questi geni avrebbe dato origine a una proteina indipendente, se non fosse stato associato all'altro o agli altri geni. Un esempio di proteina di fusione ottenuta in laboratorio è l'''abatacept'': si tratta di un farmaco utilizzato nella terapia dell'artrite reumatoide ed è costituito da un'immunoglobulina fusa insieme all'antigene citotossico della popolazione CTLA-4 dei linfociti T. === La produzione di vaccini === Il '''vaccino''' è un preparato biologico prodotto allo scopo di conferire l'immunità acquisita attiva contro un particolare tipo di infezione ai soggetti a cui è somministrato. I vaccini possono essere prodotti in vario modo, i primi tre qui elencati sono prodotti con metodi tradizionali, quelli più recenti sfruttano più avanzate biotecnologie. # '''''Vaccini con organismi vivi attenuati''''', come i vaccini contro la <u>poliomielite di Sabin (OPV), febbre gialla, morbillo, parotite, rosolia, varicella, rotavirus e vaiolo</u>. I vaccini di questo tipo sono composti da '''organismi intatti, resi non patogenici''' trattandoli per ''attenuarne'' la capacità di causare la malattia oppure uccidendoli senza perderne l'immunogenicità. In generale, il maggior difetto dei vaccini attenuati è che possono regredire nella forma virulenta, cosa che non accade nei vaccini inattivati. Nonostante i ceppi selezionati abbiano una bassa patogenicità, la grande capacità di mutare dei virus può portare in rari casi ad un loro riacquisto di azione patogena. L'unico caso effettivamente documentato a riguardo è quello del vaccino attenuato antipolio (vaccino orale di Sabin) # '''''Vaccini con organismi inattivati o uccisi''''', come i vaccini contro la <u>poliomielite di Salk (IPV), rabbia, influenza, pertosse, colera, epatite A, febbre tifoide e peste</u>. I vaccini inattivati si ottengono '''trattando i patogeni in modo da rendere impossibile loro di replicarsi'''. Per ottenere l'obiettivo prefissato in linea teorica basta trattare il composto con del '''calore''', il quale però causa la denaturazione delle proteine (e conseguentemente la loro inattivazione a fini immunogenici); in genere si preferisce quindi un'inattivazione '''chimica''' con formaldeide o altre sostanze. A differenza dei vaccini attenuati, richiedono ripetuti richiami per mantenere lo stato di immunità nell'organismo e sono molto più sicuri dal momento che non mantengono la capacità di replicarsi e di regredire alla forma nativa. # '''''Vaccini con antigeni purificati''''' (o ''vaccini a subunità''), come i vaccini (costituiti da anatossine) contro il <u>tetano o la difterite</u>. I vaccini a subunità sono '''composti da antigeni purificati''', cioè antigeni o pezzi di essi ricavati da un microrganismo o dalle sue tossine. Molti organismi, come ad esempio il tetano e la difterite, esprimono la loro virulenza tramite delle esotossine. # '''''Vaccini con antigeni ricombinanti''' '''e peptidi sintetici''' '''(ottenuti con le biotecnologie)''''', come il vaccino contro <u>l'epatite B</u>. I peptidi sintetici e gli antigeni ricombinanti sono di interesse recente e prevedono la produzione degli antigeni voluti per formare il vaccino usando varie tecnologie, tra cui il DNA ricombinante. # '''''Vaccini a DNA o RNA (ottenuti con le biotecnologie)''''', come diversi vaccini contro il <u>SARS-CoV2</u>. Queste due tecniche si basano sulla '''possibilità di far produrre alle cellule dell'organismo da immunizzare gli antigeni che devono scatenare la risposta immunitaria'''. Questo può avvenire in due modi: infettando le cellule con un virus non citopatico (cioè che non le uccide) oppure inoculando un plasmide contenente un cDNA: in entrambi i casi si introduce un acido nucleico codificante per l'antigene. Questi approcci hanno il vantaggio di essere gli unici capaci di generare una risposta dei linfociti citotossici. Un vaccino a RNA agisce mediante l'ingresso di frammenti di mRNA nelle cellule del soggetto vaccinato, inducendole a produrre antigeni dei microrganismi patogeni (ad esempio spike virali) o antigeni tumorali al fine di indurre una risposta immunitaria adattativa contro tali bersagli # '''''Vaccini coniugati (ottenuti con le biotecnologie)''','' che consentono una maggiore risposta immunitaria e vengono spesso utilizzati nei vaccini contenenti antigeni polisaccaridici (più difficili da riconoscere per i linfociti) quali quelli contro meningococchi, pneumococchi ed Haemophilus influenzae di tipo B. Si tratta di raggruppamenti di vaccini diversi, ottenuti da microrganismi attenuati # '''Vaccini ottenuti da piante OGM ''(ottenuti con le biotecnologie)'''''. L'idea di produrre vaccini tramite piante transgeniche è stata identificata già nel 2003. Piante come il tabacco, la patata, il pomodoro e la banana possono avere geni inseriti che le inducono a produrre vaccini utilizzabili per gli esseri umani. Ad es. nel 2005, sono state sviluppate banane che producono un vaccino umano contro l' <u>epatite B</u>. Il vaccino può essere estratto e purificato dalla pianta, oppure somministrato direttamente col consumo della pianta stessa. Rappresenta un modo economico per produrre, conservare e somministrare un vaccino. Ad oggi, nelle piante si sono ottenuti con notevole successo un farmaco per il morbo di Gaucher, un anticorpo monoclonale contro Ebola, vaccini contro l’influenza aviaria e quella stagionale, epatite B e papilloma. <gallery> File:Polio vaccine poster.jpg|Questo manifesto del 1963 mostra il simbolo nazionale CDC di salute pubblica, la "Wellbee", incoraggiando il pubblico a ricevere un vaccino orale antipolio File:Poliodrops.jpg|Somministrazione del vaccino antipolio Sabin File:PittPolioVaccineCoL.jpg|Somministrazione della vaccinazione antipolio di tipo ''Salk'', nel 1957 File:Preparation of measles vaccines.jpg|Preparazione di virus attenuati coltivati in uova di gallina. Alcuni tipi di vaccini antinfluenzali sono esempi di vaccini preparati con tale metodo. File:Diphtheria toxin 1DDT.png|Esotossina della difterite File:Diphtheria antitoxin 1925 (cropped).jpg|Vaccino per la difterite del 1925 File:Opisthotonus in a patient suffering from tetanus - Painting by Sir Charles Bell - 1809.jpg|Il tetano si presenta come una paralisi spastica in tutto il corpo File:Hepatitis B virus v2 (3).svg|Virus dell'epatite B File:MRNA vaccines against the coronavirus.webm|Come funziona un vaccino a RNA File:52200595641faf19a1b91o. COVID-19 mRNA Vaccines.jpg|infografica sul vaccino a MRNA File:How mRNA COVID-19 Vaccines Work (English).pdf|Come funziona il vaccino a mRNA File:Moderna COVID-19 vaccine (2021) G.jpg|Vaccino Moderna a RNA </gallery> === La terapia genica === [[File:Viral mediated delivery of genes to neurons 1.jpg|miniatura|746x746px|Schema di una terapia genica mediata da virus]] Con '''terapia genica''' si intende la modifica del materiale genetico (DNA) all'interno delle cellule al fine di poter curare delle patologie (es. malattie genetiche). La terapia genica si propone di curare una patologia causata dall'assenza o dal difetto di uno o più geni (mutati) con la sostituzione con una variante "sana". Dunque, è necessario in primo luogo <u>identificare il singolo gene o i diversi geni responsabili della malattia genetica</u>. Sebbene le terapie siano generalmente sperimentali, si può tentare in secondo luogo - almeno per alcune malattie - la <u>sostituzione dei geni malati</u> sfruttando, ad esempio, come vettore un virus reso inattivo, svuotato preventivamente del suo corredo genetico. Con un meccanismo piuttosto complesso, che richiede l'uso di 'forbici' molecolari enzimatiche, enzimi di restrizione (con cui si preleva il gene "sano") si può poi 'correggere' il DNA, rimpiazzando le sequenze difettose, in modo tale che la cellula sintetizzi correttamente le proteine necessarie al corretto funzionamento metabolico. Esistono due tipologie di terapia genica: quella delle '''cellule germinali''' e quella delle '''cellule somatiche'''. La <u>prima si propone di trasfettare le cellule della linea germinale come spermatozoi ed ovociti</u> o le cellule staminali totipotenti dei primissimi stadi dello sviluppo dell'embrione (alla fase di 4-8 cellule), ma attualmente essa non viene messa in pratica sia per ragioni tecniche e, soprattutto, per i grandissimi dilemmi etici che solleva. La <u>seconda tipologia, invece, si propone di modificare solamente le cellule somatiche</u>, senza intaccare, quindi, la linea germinale; oggigiorno è la via più studiata e tentata. La terapia genica delle cellule somatiche, a sua volta, viene suddivisa in due gruppi: la terapia genica ''ex vivo'' e quella ''in vivo''. Di recente interesse è la possibilità dell'editing genico terapeutico con CRISPR/Cas9. ==== La terapia genica ''ex vivo'' ==== È la tipologia che venne messa in pratica per prima e consiste nel <u>prelievo delle cellule somatiche della persona interessata</u>. Esse, successivamente, vengono messe in coltura in laboratorio. Durante questo tempo <u>viene inserito il gene d'interesse</u>, inserito tramite un apposito vettore (spesso vengono usati vettori virali), e successivamente vengono <u>reinfuse</u> o reimpiantate nel corpo del soggetto. Tale procedura è sicuramente la più lunga e la più costosa delle due ma permette di selezionare ed amplificare le cellule d'interesse ed inoltre gode d'una maggior efficienza. È attualmente la modalità più utilizzata ma è riservata solamente a quei casi in cui sia possibile prelevare, mettere le cellule in cultura e reinserirle nell'organismo. Ad esempio alcuni tipi di '''leucemia''' vengono curati in questo modo. Altro esempio è la immunodeficienza combinata severa ('''SCID'''). ==== La terapia genica ''in vivo'' ==== Viene attuata in tutti quei casi in cui le cellule non possono essere messe in coltura, o prelevate e reimpiantate, come quelle del cervello o del cuore e della maggior parte degli organi interni; inoltre, rappresenta un modello terapeutico con elevata ottemperanza e molto economico ma, attualmente, di più difficile applicazione. In questo caso il gene, o l'oligonucleotide d'interesse viene inserito nell'organismo, tramite un opportuno vettore, direttamente per via locale o sistemica. Ad esempio con questo metodo si è cercato di curare '''l’atrofia muscolare''' '''spinale'''. ==== L'editing genetico ==== L'introduzione dell'editing genetico '''CRISPR/Cas9''' ha aperto nuove porte alla sua applicazione e utilizzo nella terapia genica, poiché invece della semplice sostituzione di un gene, '''consente la correzione del particolare difetto genetico'''.  Soluzioni agli ostacoli medici, come '''l'eradicazione dei serbatoi latenti del virus dell'immunodeficienza umana ( HIV''' ) e la '''correzione della mutazione''' che causa '''l'anemia falciforme''', potrebbero essere disponibili come opzione terapeutica in futuro. In vivo, i sistemi di editing genetico che utilizzano CRISPR sono stati utilizzati in studi sui topi per '''trattare il cancro''' e sono stati efficaci nel ridurre i tumori. ==== Applicazioni ==== Nel 1990 William French Anderson realizzò con successo la prima terapia genica applicata a un essere umano, una bambina affetta da ADA-SCID. Da allora sono molteplici le applicazioni, anche se molto costose (dati riferiti al 2025), ad esempio: * '''Malattie ereditarie''' come: ** Terapia della SCID (costo ~ 600.000 €) ** Deficit di Ornitina-Transcarbamilasi ** Atrofia muscolare spinale (~ 2.000.000 €) ** β -talassemia (~ 1.600.000 €) ** Carenza di lipoproteina lipasi ** Adrenoleucodistrofia cerebrale ** Carenza di L-aminoacido decarbossilasi aromatica (AADC) ** Emofilia ** Amaurosi congenita di Leber (~ 720.000 €) ** Neuropatia ottica ereditaria di Leber (LHON) * '''Terapie del cancro''' ** Leucemia linfocitica acuta ** Linfoma diffuso a grandi cellule B ** Melanoma maligno (~ 50.000 €) ** Linfoma a cellule mantellari ** Mieloma multiplo * '''Terapia dell'infezione da HIV-1''' (in fase di sperimentazione) <gallery> File:ExVivoGeneTherapy.jpg|Schema della terapia genica ex vivo File:In vivo gene therapy.jpg|Schema della terapia genica In vivo File:Hemoglobin H disease.jpg|Globuli rossi anomali per la beta talassemia File:Albero-discendenza-vittoria.jpg|Albero genealogico della discendenza della Regina Vittoria, con indicati i casi accertati di omozigosi ed eterozigosi per l'emofilia File:A woman suffering from Hemophilia.png|Una donna affetta da emofilia, con incapacità di formare coaguli di sangue File:NodularMelanomaEvolution.jpg|Sviluppo di un melanoma maligno File:HI-Virion-it.svg|Il virus dell'HIV </gallery> === La terapia con cellule staminali === Le cellule staminali possono essere distinte in base al loro potenziale di differenziazione: * cellule staminali '''totipotenti''': capaci di dare origine a qualsiasi tipo di cellula, e quindi a un intero organismo; * cellule staminali '''pluripotenti''': capaci di produrre tutti i tipi cellulari tranne le appendici embrionali  ; * cellule staminali '''multipotenti''': capaci di dare origine a diversi tipi di cellule ma non appartenenti a tutti gli strati (ad esempio, le cellule della cresta neurale danno origine a cellule ectodermiche e mesodermiche ma non endodermiche  ) * cellule staminali '''unipotenti''': che possono produrre un solo tipo di cellula (possono però, come ogni cellula staminale, autorinnovarsi, da qui l'importanza di distinguerle dai precursori). Ad esempio, possiamo citare le cellule satelliti dei muscoli striati scheletrici. [[File:Stem_cells_diagram.png|centro|miniatura|620x620px|Cellule totipotenti, pluripotenti e unipotenti]] La terapia con cellule staminali è l'uso di cellule staminali per trattare o prevenire una malattia o una condizione. Il <u>trapianto di midollo osseo è una forma di terapia con cellule staminali che è stata utilizzata per molti anni</u> perché ha dimostrato di essere efficace negli studi clinici.  L'impianto di cellule staminali può aiutare a rafforzare il ventricolo sinistro del cuore, nonché a trattenere il tessuto cardiaco nei pazienti che hanno sofferto di infarti in passato. Per oltre 90 anni, il trapianto di cellule staminali emopoietiche (HSCT) è stato utilizzato per curare persone con condizioni come la leucemia e il linfoma; questa è l'unica forma di terapia con cellule staminali ampiamente praticata.  <u>A partire dal 2016 , l'unica terapia consolidata che utilizza le cellule staminali è il trapianto di cellule staminali emopoietiche.  Questo di solito assume la forma di un trapianto di midollo osseo, ma le cellule possono anche essere derivate dal sangue del cordone ombelicale</u>. Sono in corso ricerche per sviluppare varie fonti di cellule staminali e per applicare trattamenti con cellule staminali per malattie neurodegenerative  e condizioni come il diabete e le malattie cardiache. Una '''cellula staminale pluripotente indotta''' (conosciuta anche come '''iPS''' o '''iPSC''' dall'inglese ''Induced Pluripotent Stem Cell'') è un tipo di cellula staminale generata artificialmente a partire da una terminalmente differenziata (in genere una cellula somatica adulta), mediante l'introduzione di quattro geni specifici codificanti determinati fattori di trascrizione che ne inducono la conversione in cellula staminale di una specifica linea cellulare, che a sua volta potrà svilupparsi in cellula differenziata. Sulla base di tali proprietà, le iPSC offrono grandi speranze nel campo della medicina rigenerativa: la <u>possibilità di indurne la differenziazione nella maggior parte dei tipi cellulari di un organismo (come ad esempio cellule neuronali, pancreatiche, cardiache ed epatiche</u>), può essere sfruttata nella rigenerazione di tessuti o organi danneggiati. Le cellule staminali pluripotenti meglio caratterizzate sono <u>quelle embrionali ma il loro utilizzo comporta problemi etici</u> associati alla manipolazione e/o alla distruzione dell'embrione nella fase di preimpianto. Tali problemi possono essere evitati utilizzando cellule staminali derivate da quelle adulte indotte alla pluripotenza. Ciò permette la loro applicazione in <u>trapianti autologhi</u>, che riducono il rischio di rigetto, anche se tale tecnologia non è ritenuta del tutto sicura. Le iPSC vengono anche utilizzate per lo sviluppo di cure personalizzate sulla base della loro risposta a trattamenti farmacologici.<gallery> File:Stem cell treatments.svg|Malattie e condizioni in cui il trattamento con cellule staminali è promettente o emergente File:The development and the ways to rejuvenate cells - en.svg|Tipi di cellule staminali File:Schematic representation of delivery or induction of OSKM factors to convert somatic cells into pluripotent cells and differentiation the iPSC into a wide range of individual cells from the three germ layers.png|Rappresentazione schematica della conversione delle cellule somatiche in cellule pluripotenti e differenziazione delle iPSC in un'ampia gamma di singole cellule </gallery> === L'editing genetico con CRISPR/Cas9 === La tecnica CRISPR è una tecnica di editing genomico. Non è l'unica, in passato sono state messe a punto altre tecniche meno efficaci come la ZFN e la TALEN. L'acronimo CRISPR sta per "Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats" e identifica una tecnica di ingegneria genetica usata in biologia molecolare. Si basa su una versione semplificata di un sistema di difesa contro i virsus che si trova nei batteri (CRISPR-Cas9). Fornendo la nucleasi Cas9 complessata con un RNA guida sintetico (gRNA) in una cellula, il genoma della cellula può essere tagliato nella posizione desiderata, consentendo la rimozione dei geni esistenti e/o l'aggiunta di nuovi in vivo. [[File:CRISPR Cas9.png|centro|763x763px]] La tecnica è considerata molto significativa nel campo della biotecnologia e della medicina poiché consente di <u>modificare</u> i genomi in vivo in modo molto <u>preciso, economico e semplice</u>. Può essere utilizzato nella creazione di <u>nuovi medicinali</u>, <u>prodotti agricoli</u> e <u>organismi geneticamente modificati</u> o come mezzo per <u>controllare agenti patogeni e parassiti</u>. Ha anche possibilità di uso nel trattamento delle <u>malattie genetiche</u> ereditarie e delle malattie derivanti da mutazioni somatiche come il cancro. Sebbene ampiamente accettata in ambito agrario e biotecnologico, il suo utilizzo nella modificazione genetica della linea germinale umana è ad oggi molto controverso. Il sistema CRISPR/Cas può essere utilizzato, tra l'altro, per l'editing del genoma (delezioni/ eliminazioni di geni  e inserimenti) e quindi anche per la <u>terapia genica</u>. Tuttavia, ciò che potrebbe essere problematico per le applicazioni umane è che il sistema immunitario riconosce l’endonucleasi Cas9, che è di origine batterica, come antigene. Possibili applicazioni dell'editing genomico sono: * la rimozione dei genomi di agenti patogeni di malattie infettive croniche come il virus dell'epatite B e l'HIV * correggere le mutazioni nella generazione di cellule staminali pluripotenti indotte e di cellule staminali embrionali * trattamento delle malattie genetiche ereditarie * trattamento dei tumori === La farmacogenomica === La farmacogenomica (una combinazione di farmacologia e genomica ) è la tecnologia che <u>analizza come il patrimonio genetico influenza la risposta di un individuo ai farmaci</u>.  I ricercatori nel campo studiano l'influenza della variazione genetica sulle risposte ai farmaci nei pazienti correlando l'espressione genica o i polimorfismi a singolo nucleotide con l'efficacia o la tossicità di un farmaco .  Lo <u>scopo della farmacogenomica è quello di sviluppare farmaci che, rispetto al genotipo dei pazienti, garantiscono la massima efficacia con effetti avversi minimi</u>.  Tali approcci promettono l'avvento della "medicina personalizzata"; in cui i farmaci e le combinazioni di farmaci sono ottimizzati per il patrimonio genetico unico di ogni individuo. === I test genetici === [[File:Phenylketonuria_testing.jpg|miniatura|260x260px|Test della fenilchetonuria su un neonato]] I test genetici consentono la <u>diagnosi genetica delle vulnerabilità alle malattie ereditarie</u> e possono anche essere utilizzati per determinare la <u>parentela</u> di un bambino (madre e padre genetici) o in generale l'ascendenza di una persona . Oltre a studiare i cromosomi a livello di singoli geni, i test genetici in senso più ampio includono test biochimici per la possibile presenza di <u>malattie genetiche o forme mutanti di geni associate a un rischio aumentato di sviluppare disturbi genetici</u>. I test genetici identificano cambiamenti nei cromosomi , nei geni o nelle proteine.  Nella maggior parte dei casi, i test vengono utilizzati per trovare cambiamenti associati a disturbi ereditari. I risultati di un test genetico possono confermare o escludere una sospetta condizione genetica o aiutare a determinare la possibilità di una persona di sviluppare o trasmettere un disturbo genetico . Nel 2011 erano in uso diverse centinaia di test genetici.  Poiché i test genetici possono aprire problemi etici o psicologici, i test genetici sono spesso accompagnati da consulenza genetica. == Le biotecnologie verdi == === Biotecnologie verdi con transgenesi (con geni estranei all'organismo GM) === Le colture geneticamente modificate ("colture GM" o "colture biotech") sono piante utilizzate in agricoltura , il cui DNA è stato modificato con tecniche di ingegneria genetica . Nella maggior parte dei casi, l'obiettivo principale è introdurre una nuova caratteristica che non si verifica naturalmente nella specie. Le aziende biotecnologiche possono contribuire alla futura sicurezza alimentare migliorando la nutrizione e la vitalità dell'agricoltura urbana. Inoltre, la protezione dei diritti di proprietà intellettuale incoraggia gli investimenti del settore privato nell'agrobiotecnologia. Esempi nelle colture alimentari includono la '''resistenza a certi parassiti''',  '''malattie''',  '''condizioni ambientali stressanti''',  '''resistenza ai trattamenti chimici''' (ad esempio resistenza a un erbicida  ), riduzione del deterioramento,  o '''miglioramento''' del profilo nutrizionale della coltura.  Esempi nelle colture non alimentari includono la '''produzione di agenti farmaceutici''' ,  '''biocarburanti''' ,  e altri beni utili all'industria,  così come per la '''biorisanamento''' . Gli agricoltori hanno ampiamente adottato la tecnologia GM. Tra il 1996 e il 2011, la superficie totale di terra coltivata con colture GM è aumentata di un fattore 94, da 17.000 a 1.600.000 chilometri quadrati (da 4.200.000 a 395.400.000 acri).  Nel 2010, il 10% delle terre coltivate del mondo è stato piantato con colture GM.  Nel 2011, 11 diverse colture transgeniche sono state coltivate commercialmente su 395 milioni di acri (160 milioni di ettari) in 29 paesi come Stati Uniti, Brasile , Argentina , India , Canada, Cina, Paraguay, Pakistan, Sud Africa, Uruguay, Bolivia, Australia, Filippine, Myanmar, Burkina Faso, Messico e Spagna. [[File:Feldbefreiung.jpg|miniatura|376x376px|Mais Bt]] Gli alimenti geneticamente modificati sono alimenti prodotti da organismi che hanno subito modifiche specifiche nel loro DNA con metodi di ingegneria genetica . Queste tecniche hanno consentito l'introduzione di nuove caratteristiche delle colture e un controllo molto maggiore sulla struttura genetica di un alimento rispetto a quanto precedentemente consentito da metodi quali l'allevamento selettivo e l'allevamento per mutazione .  La vendita commerciale di alimenti geneticamente modificati è iniziata nel 1994, quando la Calgene ha commercializzato per la prima volta il suo pomodoro a maturazione ritardata Flavr Savr .  Ad oggi la maggior parte delle modifiche genetiche degli alimenti si è concentrata principalmente su colture commerciali molto richieste dagli agricoltori come '''soia''' , '''mais''' , canola (una varietà di '''colza''') e olio di semi di '''cotone''' . Questi sono stati progettati per '''resistere a patogeni ed erbicidi''' e per profili nutrizionali migliori. Anche il bestiame GM è stato sviluppato sperimentalmente; nel novembre 2013 nessuno era disponibile sul mercato,  ma nel 2015 la FDA ha approvato il primo salmone GM per la produzione e il consumo commerciale. Il '''mais Bt''': si tratta di una modifica genetica che permette alla pianta di difendersi dagli attacchi degli insetti, dovuta a un gene inserito nel suo DNA, che gli permette di produrre una proteina che danneggia gli insetti che cercano di nutrirsene. Il gene inserito, tratto dal Bacillus thuringiensis, produce la Delta-endotossina (o tossina Bt), sostanza innocua per l'uomo ma velenosa per gli insetti dell'ordine dei Lepidotteri, tra cui la Piralide del mais europea. Per queste ragioni, le piante geneticamente modificate con la delta-endotossina vengono coltivate su larga scala in tutto il mondo. [[File:AreialSeedingPlane.jpg|sinistra|miniatura|Trattamento con erbicida della soia]] Si dicono '''''Roundup ready''''' (trad. pronto per il Roundup, abbreviato ''RR'') quelle colture geneticamente modificate al fine di tollerare erbicidi a base di glifosato. Si tratta di un marchio registrato dalla multinazionale Monsanto il cui nome (''Roundup'') deriva da quello commerciale del principio attivo distribuito dalla stessa Monsanto; la prima coltura RR è stata la soia, seguita da altre come cotone, mais, colza. I vantaggi delle colture ''Roundup ready'' consistono essenzialmente in un controllo delle piante infestanti assai semplificato, che non sarebbe possibile in colture tradizionali, basato solo sul diserbo chimico con glifosato anche in "copertura" (cioè in presenza della vegetazione della coltura, che per l'appunto è resa tollerante all'erbicida grazie all'inserimento di un transgene). La '''soia ''Roundup Ready''''' è in assoluto il prodotto transgenico maggiormente coltivato nel mondo, rappresentando l'87% della soia coltivata negli Stati Uniti, e il 60% a livello globale (nel 2005). Recentemente è stata sviluppata la seconda generazione di soia ''Roundup Ready'', che associa al gene per la resistenza agli erbicidi una produttività del 4-7% superiore alle altre varietà. Tuttavia il principio base secondo molti studiosi sarebbe pericoloso per l'uomo e per gli animali che si nutrono di mangimi a base di soia e altri mangimi trattati con il Glifosato in relazione alla possibilità che quest'ultimo residui nei prodotti alimentari. La reale pericolosità del Glifosato è oggetto di accesi dibattiti. [[File:Golden Rice.jpg|miniatura|387x387px|Golden rice]] Il '''Golden Rice''' o Riso dorato è una varietà di riso prodotta attraverso una modifica genetica che introduce la via di biosintesi del precursore beta-carotene della provitamina nelle parti commestibili del riso. In particolare sono stati introdotti i geni '''psy''' (fitoene sintasi) del Narciso e del Mais e il gene '''crtI''' (carotene desaturasi) di un batterio del suolo, Erwinia uredovora. La pro-vitamina A, che il metabolismo umano trasforma in vitamina A, è presente naturalmente in molti alimenti come le carote, il fegato, le uova e il burro, che risultano tuttavia inaccessibili a molti milioni di famiglie che si nutrono quasi esclusivamente di riso. Allo scopo di introdurre vitamina A nella dieta di queste popolazioni, è stata creata una pianta di riso ricca in beta-carotene. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) oltre 100 milioni di bambini poveri nel mondo hanno una dieta carente di vitamina A e, per questa ragione, migliaia di bambini diventano ciechi ogni anno. Al fine di evitare patologie oculari, sarebbe sufficiente che queste popolazioni assumessero un quantitativo maggiore di vitamina. Il progetto è andato più lento del previsto e solo nel 2008 sono stati seminati i primi campi di Golden Rice nelle Filippine. I ritardi non sono dovuti soltanto a opposizione di molte organizzazioni anti-biotech responsabili della distruzione di diversi campi sperimentali ma anche per problemi legali in quanto la distribuzione, anche gratuita, del Golden Rice avrebbe causato una violazione dei diritti intellettuali di almeno una settantina di brevetti detenuti da multinazionali e università. Attualmente il Golden rice viene prodotto e distribuito unicamente in Bangladesh a causa dei rallentamenti provocati dallo scetticismo da parte della popolazione nei confronti dei possibili benefici dell’ingegneria genetica. Esiste un consenso scientifico  sul fatto che gli alimenti attualmente disponibili derivati ​​da colture geneticamente modificate non presentano rischi maggiori per la salute umana rispetto agli alimenti convenzionali,  ma che ogni alimento geneticamente modificato deve essere testato caso per caso prima di essere introdotto.  Tuttavia, i membri del pubblico sono molto meno propensi degli scienziati a percepire gli alimenti geneticamente modificati come sicuri.  Lo status legale e normativo degli alimenti geneticamente modificati varia a seconda del paese, con alcune nazioni che li vietano o li limitano, e altre che li consentono con gradi di regolamentazione molto diversi. Le colture geneticamente modificate offrono anche una serie di benefici ecologici, se non utilizzate in eccesso.  Le colture resistenti agli insetti hanno dimostrato di ridurre l’uso di pesticidi, riducendo quindi l’impatto ambientale dei pesticidi nel loro complesso.  Tuttavia, gli oppositori hanno sollevato obiezioni alle colture geneticamente modificate in sé per diversi motivi, tra cui preoccupazioni ambientali, se il cibo prodotto da colture geneticamente modificate sia sicuro, se le colture geneticamente modificate siano necessarie per soddisfare le esigenze alimentari mondiali e preoccupazioni economiche sollevate dal fatto che questi organismi sono soggetti alla legge sulla proprietà intellettuale. La biotecnologia ha diverse applicazioni nel campo della sicurezza alimentare. Colture come il riso dorato sono progettate per avere un contenuto nutrizionale più elevato e c'è il potenziale per prodotti alimentari con una durata di conservazione più lunga.  Sebbene non siano una forma di biotecnologia agricola, i vaccini possono aiutare a prevenire le malattie riscontrate nell'agricoltura animale. Inoltre, la biotecnologia agricola può accelerare i processi di allevamento per ottenere risultati più rapidi e fornire maggiori quantità di cibo.  La ​​biofortificazione transgenica nei cereali è stata considerata un metodo promettente per combattere la malnutrizione in India e in altri paesi.<gallery> File:Bt-toxin-crystals.jpg|Cristalli di tossina da ''Bacillus thuringiensis'' File:Corn borer.jpg|Bruco della piralide del mais File:Ostrinia nubilalis01.jpg|Adulto della piralide del mais File:Logo of Roundup Ready canola.svg|Il marchio Roundup della Monsanto File:Glyphosate-from-xtal-view-2-3D-bs-17.png|Glifosato File:Maiz RR.jpg|Coltivazione di mais trattata con glifosato File:Narzisse.jpg|Narciso File:Glyphosate USA 2019.png|Uso del glifosato negli Stati Uniti </gallery> === Biotecnologie verdi con cisgenesi (con geni della stessa specie) === [[File:Schurft bij appel (Venturia inaequalis on Malus domestica 'Schone van Boskoop').jpg|sinistra|miniatura|438x438px|Ticchiolatura del melo]] Cisgenesi (etimologia: cis = stesso lato; e genesi = origine) è un termine per organismi che sono stati progettati utilizzando un processo in cui i geni vengono trasferiti artificialmente tra organismi che altrimenti potrebbero essere allevati in modo convenzionale.  I geni vengono trasferiti solo tra organismi strettamente correlati.  Le sequenze di acidi nucleici devono essere isolate e introdotte utilizzando le stesse tecnologie utilizzate per produrre organismi transgenici, rendendo la cisgenesi simile per natura alla transgenesi. La cisgenesi è stata applicata al trasferimento di geni di resistenza naturale alla devastante malattia ''Phytophthora infestans'' nella patata  e alla ticchiolatura ( ''Venturia inaequalis'' ) nella mela. Alcune persone credono che la cisgenesi non debba affrontare la stessa supervisione normativa della modifica genetica creata tramite transgenesi, poiché è possibile, se non pratico, trasferire alleli tra specie strettamente correlate anche tramite incrocio tradizionale. In Europa , attualmente, questo processo è regolato dalle stesse leggi della transgenesi. Mentre i ricercatori dell'Università di Wageningen nei Paesi Bassi ritengono che questo dovrebbe essere cambiato. === Biotecnologie verdi con editing genomico === L'editing del genoma fornisce una nuova strategia per la manipolazione genetica nelle piante e probabilmente aiuterà nell'ingegneria dei tratti vegetali desiderati modificando i geni endogeni. Un esempio potenzialmente riuscito dell'applicazione delle tecniche di editing del genoma nel miglioramento delle colture può essere trovato nella banana, dove gli scienziati hanno utilizzato l'editing CRISPR/Cas9 per inattivare il virus endogeno della striatura della banana nel genoma B della banana ( ''Musa'' spp. ) per superare una sfida importante nell'allevamento delle banane. == Altre biotecnologie == === La biotecnologia industriale === La '''biotecnologia industriale''' (conosciuta principalmente in Europa come biotecnologia bianca) è l'applicazione della biotecnologia a scopi industriali, inclusa la '''fermentazione industriale''' . Include la pratica di utilizzare cellule come microrganismi , o componenti di cellule come enzimi , per generare prodotti utili a livello industriale in settori quali prodotti chimici, alimenti e mangimi, detersivi, carta e cellulosa, tessili e biocarburanti .  Negli ultimi decenni, sono stati compiuti progressi significativi nella creazione di organismi geneticamente modificati (OGM) che migliorano la diversità delle applicazioni e la redditività economica della biotecnologia industriale. Utilizzando materie prime rinnovabili per produrre una varietà di prodotti chimici e combustibili, la biotecnologia industriale sta attivamente avanzando verso la riduzione delle emissioni di gas serra e l'allontanamento da un'economia basata sulla petrolchimica. La '''biologia sintetica''' è considerata uno dei cardini essenziali della biotecnologia industriale per il suo contributo finanziario e sostenibile al settore manifatturiero. Insieme, la biotecnologia e la biologia sintetica svolgono un ruolo cruciale nella generazione di prodotti convenienti con caratteristiche rispettose della natura, utilizzando la produzione basata su biotecnologie anziché quella basata sui fossili.  La biologia sintetica può essere utilizzata per progettare microrganismi modello , come ''l'Escherichia coli'' , mediante strumenti di editing del genoma per migliorare la loro capacità di produrre prodotti basati su biotecnologie, come la bioproduzione di '''medicinali''' e '''biocarburanti''' .  Ad esempio, ''l'E. coli'' e ''il Saccharomyces cerevisiae'' in un consorzio potrebbero essere utilizzati come microbi industriali per produrre precursori dell'agente chemioterapico paclitaxel ('''taxolo''') applicando l' ingegneria metabolica in un approccio di co-coltura per sfruttare i benefici dei due microbi. Un altro esempio di applicazioni della biologia sintetica nella biotecnologia industriale è la riprogettazione dei percorsi metabolici di ''E. coli'' mediante sistemi CRISPR e CRISPRi verso la produzione di una sostanza chimica nota come '''1,4-butandiolo''' , che viene utilizzata nella produzione di '''fibre'''. Per produrre 1,4-butandiolo, gli autori alterano la regolazione metabolica di ''Escherichia coli'' mediante CRISPR per indurre una mutazione puntiforme nel gene ''glt'' A, il knockout del gene ''sad'' e il knock-in di sei geni ( ''cat'' 1, ''suc'' D, ''4hbd'' , ''cat'' 2, ''bld'' e ''bdh'' ). Mentre il sistema CRISPRi era utilizzato per abbattere i tre geni concorrenti ( ''gab'' D, ''ybg'' C e ''tes'' B) che influenzano il percorso di biosintesi di 1,4-butandiolo. Di conseguenza, la resa di 1,4-butandiolo è aumentata significativamente da 0,9 a 1,8 g/L. <gallery> File:Taxol.svg|Taxolo (farmaco chemioterapico) File:1,4-Butanediol-3D-balls.png|1,4-butandiolo File:Cycling kit full body alt 3 (cropped).jpg|L'elastane (Lycra) è prodotto col butandiolo </gallery> === La produzione di biocarburanti === '''Il biocarburante''' è un carburante ricavato da materiale biologico. È diverso dai combustibili fossili ricavati da materiale biologico fossilizzato. Il biocarburante può essere in forma solida , liquida o gassosa Esistono due modi comuni per convertire le piante in combustibili gassosi e liquidi. Uno è coltivare colture ad alto contenuto di zucchero (ad esempio canna da zucchero ) o amido (ad esempio mais ), e quindi utilizzare il lievito per fermentare alcol etilico ( etanolo ). Il secondo è coltivare piante che contengono elevate quantità di olio vegetale , come olio di palma , soia e alghe . Quando questi oli vengono riscaldati, la loro viscosità si riduce e possono essere bruciati direttamente in un motore diesel o trattati chimicamente per produrre combustibili come il biodiesel . Per migliaia di anni, il legno e i suoi sottoprodotti sono stati convertiti in biocarburanti come carbone di legna, gas di legna, metanolo o combustibile di etanolo. ''I <u>biocarburanti di prima generazione</u>'' (chiamati anche "biocarburanti convenzionali") sono ricavati da colture alimentari coltivate su terreni arabili.  Il contenuto di zucchero, amido o olio della coltura viene convertito in biodiesel o etanolo , mediante transesterificazione o fermentazione del lievito. La produzione di questi carburanti però sottraggono terreni agricoli utili per l'alimentazione umana e questo può creare dei problemi. I ''<u>biocarburanti di seconda generazione</u>'' risolvono il problema del " cibo contro carburante ", (chiamati anche biocarburanti avanzati o biocarburanti sostenibili o biocarburanti drop-in) sono realizzati da materie prime che non competono direttamente con le colture alimentari o foraggere, come i prodotti di scarto e le colture energetiche.  Un'ampia gamma di materie prime di scarto, come quelle derivate da attività agricole e forestali come paglia di riso, lolla di riso, trucioli di legno e segatura, può essere utilizzata per produrre biocarburanti avanzati attraverso processi biochimici e termochimici. [[File:Biodiesel.JPG|sinistra|miniatura|Biodiesel]] Le biotecnologie aiutano la produzione di biocarburanti di seconda generazione creando microorganismi (batteri e lieviti) che riescono ad avere una elevata resa dalla fermentazione della cellulosa di scarto. '''Il biodiesel''' è un tipo di carburante preparato elaborando olio vegetale , grasso animale, particolari tipi di alghe e forse anche liquami . È considerato un tipo di energia rinnovabile , poiché proviene tutto da piante e animali viventi. Può essere utilizzato per alimentare un motore, solitamente per veicoli , compresi gli aerei . Sostituisce il diesel che deriva dal petrolio, un tipo di combustibile fossile. La maggior parte del biodiesel è ricavata da '''semi oleosi''' . I semi oleosi sono qualsiasi tipo di seme che contenga abbastanza olio da essere utile per produrre olio vegetale. Un giorno le '''alghe''' potrebbero essere utilizzate per produrre più biodiesel di quanto non se ne produca oggi con l'olio vegetale. Le alghe possono essere coltivate in luoghi in cui non si può coltivare cibo, quindi non sottrarrebbero cibo alle persone.  Ma al momento è ancora troppo costoso, ma gli scienziati stanno cercando modi per migliorare il processo [[File:Ethanol fuel pump Brazil.jpg|miniatura|269x269px|Pompa di etanolo in Brasile]] Il '''bioetanolo''' di seconda generazione viene ottenuto idrolizzando grandi quantità di cellulosa che tramite l'uso di funghi o batteri trasformano la cellulosa in glucosio e altri zuccheri, poi avviene la fermentazione mediante lieviti o altri microbi. Ricerche innovative mirano a modificare geneticamente sia i batteri che i lieviti come ''Saccharomyces cerevisiae'' modificato in modo da produrre il doppio di etanolo. Altro filone di ricerca è quello di combinare le caratteristiche di scindere la cellulosa in glucosio con quella di trasformare gli zuccheri in etanolo mediante un unico organismo. Il bioetanolo da cellulosa è molto più costoso di quello ottenuto dalla canna da zucchero e solo importanti progressi scientifici possono renderlo conveniente. Si noti che il costo non è dovuto alla materia prima (cellulosa) ma alla sua trasformazione in bioetanolo. I processi industriali attuali fanno costare il bioetanolo da cellulosa tre volte quello ottenuto da canna da zucchero. La '''biotecnologia ambientale''' comprende varie discipline che svolgono un ruolo essenziale nella riduzione dei rifiuti ambientali e nella fornitura di processi sicuri per l'ambiente , come la biofiltrazione e la biodegradazione. La ​​bonifica dei rifiuti ambientali è un esempio di applicazione della biotecnologia ambientale; mentre la perdita di biodiversità o la perdita di contenimento di un microbo dannoso sono esempi di implicazioni ambientali della biotecnologia. Molte città hanno installato CityTrees , che utilizzano la biotecnologia per filtrare gli inquinanti dall'atmosfera urbana.<gallery> File:BS CityTree 2.JPG|Filtro urbano CityTrees </gallery> == La genomica e le sue applicazioni == Lo studio degli acidi nucleici è iniziato con la scoperta del DNA, è progredito verso lo studio dei geni e dei piccoli frammenti, e ora è esploso nel campo della '''genomica'''. La genomica è lo studio di interi genomi, incluso il set completo di geni, la loro sequenza e organizzazione dei nucleotidi e le loro interazioni all'interno di una specie e con altre specie. La tecnologia di sequenziamento del DNA ha contribuito ai progressi della genomica. Proprio come la tecnologia informatica ha portato a Google Maps che consente alle persone di ottenere informazioni dettagliate sulle posizioni in tutto il mondo, i ricercatori utilizzano le informazioni genomiche per creare mappe del DNA simili di diversi organismi. Queste scoperte hanno aiutato gli antropologi a comprendere meglio la migrazione umana e hanno aiutato il campo medico attraverso la mappatura delle malattie genetiche umane. Le informazioni genomiche possono contribuire alla comprensione scientifica in vari modi e la conoscenza in questo campo sta crescendo rapidamente. L'introduzione di progetti di sequenziamento del DNA e di sequenziamento dell'intero genoma, in particolare il progetto Genoma Umano, ha ampliato l'applicabilità delle informazioni sulla sequenza del DNA. Molti campi, come la metagenomica, la farmacogenomica e la genomica mitocondriale, utilizzano la genomica. La <u>comprensione e la ricerca di cure per le malattie è l'applicazione più comune della genomica</u>. === Prevedere il rischio di malattia a livello individuale === La previsione del rischio di malattia comporta lo screening di individui attualmente sani tramite analisi del genoma a livello individuale. I professionisti sanitari possono raccomandare un intervento con cambiamenti nello stile di vita e farmaci prima dell'insorgenza della malattia. Tuttavia, questo approccio è più applicabile quando il problema risiede in un singolo difetto genetico. Tali difetti rappresentano solo circa il 5 percento delle malattie nei paesi sviluppati. La maggior parte delle malattie comuni, come le malattie cardiache, sono multifattoriali o '''poligeniche''' , ovvero una caratteristica fenotipica che coinvolge due o più geni e coinvolge anche fattori ambientali come la dieta. Nell'aprile 2010, gli scienziati della Stanford University hanno pubblicato l'analisi del genoma di un individuo sano (Stephen Quake, uno scienziato della Stanford University, il cui genoma è stato sequenziato). L'analisi ha previsto la sua propensione ad acquisire varie malattie. Il team medico ha eseguito una valutazione del rischio per analizzare la percentuale di rischio di Quake per 55 diverse condizioni mediche. Il team ha trovato una rara mutazione genetica, che ha mostrato che era a rischio di infarto improvviso. I risultati hanno anche previsto che Quake aveva un rischio del 23 percento di sviluppare un cancro alla prostata e un rischio dell'1,4 percento di sviluppare l'Alzheimer. Gli scienziati hanno utilizzato database e diverse pubblicazioni per analizzare i dati genomici. Anche se il sequenziamento genomico sta diventando più conveniente e gli strumenti analitici stanno diventando più affidabili, i ricercatori devono ancora affrontare le questioni etiche che circondano l'analisi genomica a livello di popolazione. === Farmacogenomica e Tossicogenomica === '''La farmacogenomica''' , o tossicogenomica, comporta la valutazione dell'efficacia e della sicurezza dei farmaci sulla base delle informazioni provenienti dalla sequenza genomica di un individuo. Possiamo studiare le risposte genomiche ai farmaci utilizzando animali da esperimento (come ratti o topi da laboratorio) o cellule vive in laboratorio prima di intraprendere studi sugli esseri umani. Studiare i cambiamenti nell'espressione genica potrebbe fornire informazioni sul profilo di trascrizione in presenza del farmaco, che possiamo utilizzare come indicatore precoce del potenziale di effetti tossici. Ad esempio, i geni coinvolti nella crescita cellulare e nella morte cellulare controllata, se disturbati, potrebbero portare alla crescita di cellule cancerose. Gli studi sull'intero genoma possono anche aiutare a trovare nuovi geni coinvolti nella tossicità dei farmaci. I professionisti medici possono utilizzare le informazioni personali sulla sequenza del genoma per prescrivere farmaci che saranno più efficaci e meno tossici sulla base del genotipo del singolo paziente. Le firme genetiche potrebbero non essere completamente accurate, ma i professionisti medici possono testarle ulteriormente prima che si manifestino sintomi patologici. === Genomica microbica: Metagenomica === Tradizionalmente, gli studiosi hanno insegnato microbiologia con la convinzione che sia meglio studiare i microrganismi in condizioni '''di coltura pura''' . Ciò comporta l'isolamento di un singolo tipo di cellula e la sua coltura in laboratorio. Poiché i microrganismi possono attraversare diverse generazioni nel giro di poche ore, i loro profili di espressione genica si adattano molto rapidamente al nuovo ambiente di laboratorio. Inoltre, la stragrande maggioranza delle specie batteriche resiste alla coltura in isolamento. La maggior parte dei microrganismi non vive come entità isolate, ma in comunità microbiche o biofilm. Per tutti questi motivi, la coltura pura non è sempre il modo migliore per studiare i microrganismi. '''La metagenomica''' è lo studio dei genomi collettivi di più specie che crescono e interagiscono in una nicchia ambientale. La metagenomica può essere utilizzata per identificare nuove specie più rapidamente e per analizzare l'effetto degli inquinanti sull'ambiente. === Genomica microbica: creazione di nuovi biocarburanti === La conoscenza della genomica dei microrganismi viene utilizzata per trovare modi migliori per sfruttare i '''biocarburanti''' da alghe e cianobatteri. Le principali fonti di carburante oggi sono carbone, petrolio, legno e altri prodotti vegetali, come l'etanolo. Sebbene le piante siano risorse rinnovabili, c'è ancora bisogno di trovare più fonti alternative di energia rinnovabile per soddisfare la domanda energetica della nostra popolazione. Il mondo microbico è una delle più grandi risorse di geni che codificano nuovi enzimi e producono nuovi composti organici, e rimane in gran parte inutilizzato. I microrganismi vengono utilizzati per creare prodotti, come '''enzimi''' utilizzati nella ricerca, antibiotici e altri meccanismi antimicrobici. La genomica microbica sta aiutando a sviluppare '''strumenti diagnostici''', '''vaccini migliorati''', nuovi '''trattamenti per le malattie''' e tecniche avanzate di '''bonifica ambientale'''. === Genomica mitocondriale === I mitocondri sono organelli intracellulari che contengono il proprio DNA. Il DNA mitocondriale muta a un ritmo rapido e gli scienziati spesso lo usano per studiare le relazioni evolutive. Un'altra caratteristica che rende interessante lo studio del genoma mitocondriale è che il DNA mitocondriale nella maggior parte degli organismi multicellulari passa dalla madre durante il processo di fecondazione. Per questo motivo, gli scienziati spesso usano la genomica mitocondriale per '''tracciare la genealogia'''. === Genomica in ambito forense === Gli esperti hanno utilizzato informazioni e indizi tratti da campioni di DNA sulle scene del crimine come prove nei casi giudiziari e hanno utilizzato marcatori genetici nell''''analisi forense'''. Anche l'analisi genomica è diventata utile in questo campo. La prima pubblicazione che mostrava il primo utilizzo della genomica in ambito forense è uscita nel 2001. Si è trattato di un tentativo collaborativo tra istituti di ricerca accademica e l'FBI per risolvere i misteriosi casi di antrace comunicati tramite il servizio postale statunitense. Utilizzando la genomica microbica, i ricercatori hanno determinato che il colpevole ha utilizzato uno specifico ceppo di antrace in tutte le spedizioni. === Genomica in agricoltura === La genomica può ridurre in una certa misura le prove e gli insuccessi coinvolti nella ricerca scientifica, il che potrebbe '''migliorare la qualità e la quantità della resa delle colture agricole'''. Collegare i tratti ai geni o alle firme genetiche aiuta a migliorare la selezione delle colture per generare ibridi con le qualità più desiderabili. Gli scienziati utilizzano i dati genomici per <u>identificare i tratti desiderabili e quindi trasferirli a un organismo diverso</u>. I ricercatori stanno scoprendo come la genomica può migliorare la qualità e la quantità della produzione agricola. Ad esempio, gli scienziati potrebbero utilizzare i tratti desiderabili per creare un prodotto utile o migliorare un prodotto esistente, come rendere una coltura sensibile alla siccità più <u>tollerante alla stagione secca</u>. === La genomica e la proteomica === Le proteine ​​sono i prodotti finali dei geni, che aiutano a svolgere la funzione codificata dal gene. Gli amminoacidi comprendono le proteine ​​e svolgono ruoli importanti nella cellula. Tutti gli enzimi (tranne i ribozimi) sono proteine ​​che agiscono come catalizzatori per influenzare la velocità delle reazioni. Le proteine ​​sono anche molecole regolatrici e alcune sono ormoni. Le proteine ​​di trasporto, come l'emoglobina, aiutano a trasportare l'ossigeno a vari organi. Anche gli anticorpi che difendono dalle particelle estranee sono proteine. Nello stato di malattia, la funzione delle proteine ​​può essere compromessa a causa di cambiamenti a livello genetico o a causa dell'impatto diretto su una proteina specifica. Un '''proteoma''' è l'intero set di proteine ​​prodotto da un tipo di cellula. Possiamo studiare i proteomi usando la conoscenza dei genomi perché i geni codificano per gli mRNA e gli mRNA codificano le proteine. Sebbene l'analisi degli mRNA sia un passo nella giusta direzione, non tutti gli mRNA vengono tradotti in proteine. '''La proteomica''' è lo studio della funzione dei proteomi. La proteomica integra la genomica ed è utile quando gli scienziati vogliono testare le loro ipotesi basate sui geni. Sebbene tutte le cellule degli organismi multicellulari abbiano lo stesso set di geni, il set di proteine ​​prodotte in tessuti diversi è diverso e dipende dall'espressione genica. Pertanto, il <u>genoma è costante, ma il proteoma varia ed è dinamico all'interno di un organismo</u>. Inoltre, gli RNA possono essere alternativamente giuntati (tagliati e incollati per creare nuove combinazioni e nuove proteine) e molte proteine ​​si modificano dopo la traduzione tramite processi come scissione proteolitica, fosforilazione, glicosilazione e ubiquitinazione. Esistono anche interazioni proteina-proteina, che complicano lo studio dei proteomi. Sebbene il genoma fornisca un modello, l'architettura finale dipende da diversi fattori che possono modificare la progressione degli eventi che generano il proteoma. La metabolomica è correlata alla genomica e alla proteomica. La '''metabolomica''' implica lo studio dei metaboliti di piccole molecole in un organismo. Il '''metaboloma''' è l'insieme completo di metaboliti che sono correlati al corredo genetico di un organismo. La metabolomica offre un'opportunità di confrontare il corredo genetico e le caratteristiche fisiche, così come il corredo genetico e i fattori ambientali. L'obiettivo della ricerca sul metaboloma è identificare, quantificare e catalogare tutti i metaboliti nei tessuti e nei fluidi degli organismi viventi. ==== Tecniche di base nell'analisi delle proteine ==== L'obiettivo finale della proteomica è identificare o confrontare le proteine ​​espresse da un dato genoma in condizioni specifiche, studiare le interazioni tra le proteine ​​e utilizzare le informazioni per prevedere il comportamento cellulare o sviluppare bersagli farmacologici. Proprio come gli scienziati analizzano il genoma utilizzando la tecnica di base del sequenziamento del DNA, la proteomica richiede tecniche per l'analisi delle proteine. La tecnica di base per l'analisi delle proteine, analoga al sequenziamento del DNA, è la spettrometria di massa. La spettrometria di massa identifica e determina le caratteristiche di una molecola. I progressi nella spettrometria hanno consentito ai ricercatori di analizzare campioni di proteine ​​molto piccoli. La cristallografia a raggi X, ad esempio, consente agli scienziati di determinare la struttura tridimensionale di un cristallo proteico a risoluzione atomica. Un'altra tecnica di imaging proteico, la risonanza magnetica nucleare (NMR), utilizza le proprietà magnetiche degli atomi per determinare la struttura tridimensionale della proteina in soluzione acquosa. Gli scienziati hanno anche utilizzato i microarray proteici per studiare le interazioni proteiche. Adattamenti su larga scala dello schermo di base a due ibridi ( Figura 17.17 ) hanno fornito la base per i microarray proteici. Gli scienziati utilizzano software per computer per analizzare l'enorme quantità di dati per l'analisi proteomica. Le analisi su scala genomica e proteomica fanno parte della '''biologia dei sistemi''' , che è lo studio di interi sistemi biologici (genomi e proteomi) in base alle interazioni all'interno del sistema. L'Istituto europeo di bioinformatica e l'Organizzazione del proteoma umano (HUPO) stanno sviluppando e stabilendo strumenti efficaci per esaminare l'enorme pila di dati della biologia dei sistemi. Poiché le proteine ​​sono prodotti diretti dei geni e riflettono l'attività a livello genomico, è naturale usare i proteomi per confrontare i profili proteici di diverse cellule per identificare proteine ​​e geni coinvolti nei processi patologici. La maggior parte delle sperimentazioni sui farmaci farmaceutici ha come target le proteine. I ricercatori usano le informazioni che ottengono dalla proteomica per identificare nuovi farmaci e comprenderne i meccanismi d'azione. ==== Proteomica del cancro ==== I ricercatori stanno studiando i genomi e i proteomi dei pazienti per comprendere la base genetica delle malattie. La malattia più importante che i ricercatori stanno studiando con approcci proteomici è il cancro. Questi approcci migliorano lo screening e la diagnosi precoce del cancro. I ricercatori sono in grado di identificare proteine ​​la cui espressione indica il processo della malattia. Una singola proteina è un '''biomarcatore'''; mentre un insieme di proteine ​​con livelli di espressione alterati è una '''firma proteica''' . Affinché un biomarcatore o una firma proteica siano utili come candidati per lo screening e la diagnosi precoce del cancro, devono essere secreti nei fluidi corporei, come sudore, sangue o urina, in modo che gli operatori sanitari possano eseguire screening su larga scala in modo non invasivo. L'attuale problema con l'uso di biomarcatori per la diagnosi precoce del cancro è l'alto tasso di risultati falsi negativi. Un '''falso negativo''' è un risultato del test errato che avrebbe dovuto essere positivo. In altre parole, molti casi di cancro non vengono rilevati, il che rende i biomarcatori inaffidabili. Alcuni esempi di biomarcatori proteici nella diagnosi del cancro sono CA-125 per il cancro ovarico e PSA per il cancro alla prostata. Le firme proteiche potrebbero essere più affidabili dei biomarcatori per rilevare le cellule tumorali. I ricercatori stanno anche utilizzando la proteomica per sviluppare piani di trattamento personalizzati, che implicano la previsione se un individuo risponderà o meno a farmaci specifici e gli effetti collaterali che l'individuo potrebbe sperimentare. I ricercatori utilizzano anche la proteomica per prevedere la possibilità di recidiva della malattia. Il National Cancer Institute ha sviluppato programmi per migliorare la diagnosi e il trattamento del cancro. Le Clinical Proteomic Technologies for Cancer e l'Early Detection Research Network sono sforzi per identificare le firme proteiche specifiche per diversi tipi di cancro. Il Biomedical Proteomics Program identifica le firme proteiche e progetta terapie efficaci per i pazienti oncologici. == Fonti == https://en.wikipedia.org/wiki/Outline_of_biotechnology https://en.wikipedia.org/wiki/Biotechnology https://it.wikipedia.org/wiki/Biotecnologia https://de.wikipedia.org/wiki/Biotechnologie https://es.wikipedia.org/wiki/Biotecnolog%C3%ADa fn3226kd7556lcjppccsly0xri4pdju Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Gemona del Friuli/Gemona del Friuli - Duomo di Santa Maria Assunta 0 55382 492010 490785 2026-04-16T19:40:50Z VoceUmana7 51633 492010 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} == Organo Dacci == [[File:Gemona del Friuli, Duomo di Santa Maria Assunta, Organo Dacci, prospetto.jpg|300px]], [[File:Gemona del Friuli, Duomo di Santa Maria Assunta, Organo Dacci, melodium aperto.jpg|350px]] * '''Costruttore:''' Francesco Dacci * '''Anno:''' 1768 * '''Restauri/modifiche:''' Zanin di Camino al Tagliamento (1998) * '''Registri:''' 20 * '''Canne:''' --- * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 2, ''Primo Organo'' di 47 tasti con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>5</sup>''), ''Secondo Organo'' di 25 tasti (''Re<sup>3</sup>''-''Re<sup>5</sup>''), divisione bassi/soprani ''Do#<sup>3</sup>/Re<sup>3</sup>'' * '''Pedaliera:''' a leggio di 17 pedali con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>'') * '''Accessori:''' ''Tiratutti'' a manovella, unione tastiere a cassetto * '''Collocazione:''' in cantoria, sulla parete destra della chiesa {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" |'''I - ''Secondo Organo''''' ---- |- |Tromboncino<ref>16'</ref> |- |Principale |- |Voce umana |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" |'''II - ''Primo Organo'' e ''Pedale''''' ---- |- |Principale bassi. |- |Principale soprani. |- |Ottava. |- |Decimaquinta. |- |Decimanona. |- |Vigesima seconda. |- |Vigesima sesta. |- |Vigesima nona. |- |Trigesima terza.<ref>''Do<sup>1</sup>-Fa<sup>2</sup>''</ref> |- |Trigesima sesta.<ref>''Do<sup>1</sup>-Do<sup>2</sup>''</ref> |- |Voce umana.<ref name=":0">soprani</ref> |- |Flauto in VIII bassi.<ref>''Do<sup>1</sup>-Si<sup>1</sup>'' dall'Ottava</ref> |- |Flauto in VIII soprani. |- |Flauto in XII. |- |[corne]tta.<ref name=":0" /> |- |Tromboncini bassi. |- |Trombncini soprani. |- |Tromboni. <ref>al pedale, 8', 12 note reali, funziona solo coi Contrabassi inseriti</ref> |- |Contrabassi.<ref>al pedale, 16', 12 note reali, unito al successivo</ref> |- |Ottava di contrabassi.<ref>al pedale, 8', 12 note reali, unito al precedente e successivo</ref> |- |Duodecima di contrabassi.<ref>al pedale, 5 1/3', 12 note reali, unito al precedente</ref> |- |Tamburo |- |} |} == Note == <references/> == Organo Zanin == [[File:Gemona del Friuli, Duomo di Santa Maria Assunta, Organo Zanin, Prospetto.jpg|400px|centro]] * '''Costruttore:''' Gustavo e Francesco Zanin * '''Anno:''' --- * '''Restauri/modifiche:''' --- * '''Registri:''' 31 * '''Canne:''' --- * '''Trasmissione:''' elettrica * '''Consolle:''' indipendente * '''Tastiere:''' 2 di 61 tasti (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 pedali (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento, nell'abside della navata destra * '''Accessori:''' staffa per il crescendo, staffa per l'espressione {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" |'''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Bordone ||16' |- |Principale ||8' |- |Ottava ||4' |- |Duo Decima ||2.2/3' |- |Quinta Decima ||2' |- |Decima Settima ||1.3/5' |- |Decima Nona ||1.1/3' |- |Vigesima Seconda ||1' |- |Ripieno ||3 file |- |Flauto ||8' |- |Flauto a camino ||4' |- |Voce Umana 8'<ref>da ''Sol<sup>2</sup>''</ref> |- |Tromba ||8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" |'''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Bordone ||8' |- |Principale ||4' |- |Cimbalo ||2 file |- |Flauto ||4' |- |Nazardo ||2.2/3' |- |Flautino ||2' |- |Terza ||1.3/5' |- |Viola ||8' |- |Voce Celeste|| 8'<ref>da ''Do<sup>2</sup>''</ref> |- |Oboe ||8' |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" |'''''Pedale''''' ---- |- |Contra Basso ||16' |- |Bordone ||16'<ref name=":1">dal Grand'Organo</ref> |- |Basso ||8' |- |Bordone ||8'<ref name=":1" /> |- |Ottava ||4' |- |Fagotto ||16' |- |Fagotto ||8'<ref>dal Fagotto 16'</ref> |- |Tromba ||4' |- |} |} == Note == <references /> {{Avanzamento|100%|23 marzo 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] sngxn3igyzoy4vt2mbl4hshyivnz00x Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Venzone/Venzone - Duomo di Sant'Andrea 0 55386 491971 490923 2026-04-16T18:39:25Z VoceUmana7 51633 491971 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} [[File:4769VenzoneDuomoInside.jpg|400px|centro]] * '''Costruttore:''' Gaetano Callido, Op. 302 * '''Anno:''' 1792 * '''Restauri/modifiche:''' Zanin di Camino al Tagliamento (1995) * '''Registri:''' 20 * '''Canne:''' --- * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 59 tasti con prima ottava scavezza (''Do<sup>-1</sup>''-''Re<sup>5</sup>''), reale da ''Fa<sup>-1</sup>'' divisione bassi/soprani ''La<sup>2</sup>/Si♭<sup>2</sup>'' * '''Pedaliera:''' di 21 pedali con prima ottava scavezza (''Do<sup>-1</sup>''-''Si<sup>1</sup>'' + ''Tamburo'') costantemente unita alla tastiera * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata * '''Accessori:''' ''Tiratutti'' a manovella al Grand'Organo {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" |'''''Manuale e Pedale -''''' '''''Ripieno''''' ---- |- |Principale b.<ref>12'</ref> |- |Principale s. |- |Ottava |- |XV |- |XIX |- |XXII |- |XXVI |- |XXIX |- |XXXIII |- |XXXVI |- |Contrabassi <ref>al pedale, 16', 12 note reali, indipendente</ref> |- |Ottava di c.b.<ref>al pedale, 8', 12 note reali, indipendente</ref> |- |Quintadecima di c.b.<ref>al pedale, 4', 12 note reali, indipendente</ref> |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" |'''Manuale e Pedale - ''Concerto''''' ---- |- |Voce Umana<ref name=":0">soprani</ref> |- |Violetta b.<ref name=":1">6'</ref> |- |Violetta s.<ref name=":1" /> |- |Flauto in ottava b. |- |Flauto in ottava s. |- |Flauto in dodic. |- |Cornetta<ref name=":0" /> |- |Tromboncini b.<ref name=":2">''Fa<small>0</small>-Si<small>0</small>'' in 4'</ref> |- |Tromboncini s. |- |Violoncelli b.<ref name=":2" /> |- |Violoncelli s. |- |Tromboni<ref>al pedale, 8', 12 note reali</ref> |- |} |} == Note == <references/> {{Avanzamento|100%|16 aprile 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] i9ciremjsrsujgw8eenm70853lnf2sh Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Ruda/Perteole - Chiesa di San Tommaso Apostolo 0 55563 491982 464385 2026-04-16T18:54:53Z VoceUmana7 51633 491982 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} {{Doppia immagine|center|Perteole-S.Tommaso-organo Bossi.jpg|347|Perteole-S.Tommaso-consolle organo Bossi.jpg|260}} * '''Costruttore:''' Pietro Antonio Bossi (Op. 1) * '''Anno:''' 1799 * '''Restauri/modifiche:''' ? * '''Registri:''' 14 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra, al centro dell'organo * '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' scavezza a leggio di 17 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>'') costantemente unita al manuale * '''Collocazione:''' in corpo unico, al centro della cantoria in controfacciata * '''Accessori:''' ''Tiratutti'', ''Ripieno'' a manovella, ''Tremolo'' a pedaletto, ''Timballi'' * '''Note:''' sopra la tastiera l'epigrafe: ''Opera prima di Pietro Antonio Bossi professore di organi in Gradisca. Anno 1799'' {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Interna''''' ---- |- |Principale bassi || 8' |- |Principale soprani || 8' |- |Ottava |- |Quintadecima |- |Decimanona |- |Vigesimaseconda |- |Vigesimasesta |- |Vigesimanona |- |Contrabassi || 16'<ref>al Pedale</ref> |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Esterna''''' ---- |- |Voce umana<ref>soprani</ref> |- |Flauto in ottava<ref name=A>bassi e soprani</ref> |- |Flauto in duodecima<ref name=A/> |- |Viola bassi || 8'<ref name=B>ha sostituito la Cornetta</ref> |- |Viola soprani || 8'<ref name=B/> |- |Tromboncini bassi<ref name=C>asportati</ref> |- |Tromboncini soprani<ref name=C/> |- |} |} == Note == <references/> == Altri progetti == {{Avanzamento|100%|23 settembre 2024}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Perteole - Chiesa di San Tommaso Apostolo]] fxgrq7a5cn610nzbqxbcj1svmo3guh8 Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Mortegliano/Mortegliano - Chiesa della Santissima Trinità 0 56576 492004 471294 2026-04-16T19:33:05Z VoceUmana7 51633 492004 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Francesco Dacci * '''Anno:''' --- * '''Restauri/modifiche:''' Zanin * '''Registri:''' 30 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 2 di 50 tasti con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>-Fa<sup>5</sup>''), divisione bassi/soprani ''Do#<sup>3</sup>/Re<sup>3</sup>'' * '''Pedaliera:''' a leggio di 18 pedali con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>'' + ''Tamburo'') costantemente unita al ''Grand'Organo'' * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata * '''Accessori:''' Tiratutti a manovella al ''Grand'Organo'', unioni per ''Positivo al G.O.'' e ''Positivo al Pedale'' a pomello {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" |'''I - ''Positivo''''' ---- |- |Principale Bassi<ref name=":0">8'</ref> |- |Principale Soprani<ref name=":1">tergale</ref> |- |Ottava Bassi |- |Fluta Soprani<ref name=":1" /> |- |Flauto in VIII Sop.<ref name=":1" /> |- |Trombe Soprani<ref name=":1" /> |- |Trombe Bassi<ref name=":0" /> |- |Ottavino Soprani<ref name=":1" /> |- |Positivo al G.O. |- |Positivo al Pedale |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" |'''II - ''Grand'Organo'' e ''Pedale''''' ---- |- |Principale Bassi<ref name=":0" /> |- |Principale Soprani |- |Ottava |- |Quinta Decima |- |Decima Nona |- |Vigesima Seconda |- |Vigesima Sesta |- |Vigesima Nona |- |Trigesima Terza |- |Trigesima Sesta |- |Voce Umana<ref name=":2">soprani</ref> |- |Flauto in VIII Bas. |- |Flauto in VIII Sop. |- |Flauto in XII |- |Cornetta<ref name=":2" /> |- |Tromboncini Sopr. |- |Tromboncini Bassi |- |Contrabassi<ref name=":3">al pedale, 12 note reali</ref> |- |Ottava di C.<ref name=":3" /> |- |Duo Decima di C.<ref name=":3" /> |- |Tromboni<ref>al pedale, 12 note reali, 8'</ref> |- |Trombe Reali<ref>al pedale, 12 note reali, ''Do-Sol#'' 8', ''La-Si'' 16'</ref> |- |} |} == Note == <references /> {{Avanzamento|100%|16 aprile 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 2rq8phb6yu4qdfdjzul5exmn7qjzyju Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Fagagna/Ciconicco - Chiesa dei Santi Cosma e Damiano 0 56578 492011 469744 2026-04-16T19:45:48Z VoceUmana7 51633 492011 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Valentino Zanin (''Opus 1'') * '''Anno:''' 1827 * '''Restauri/modifiche:''' Franz Zanin * '''Registri:''' * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiera:''' di 50 tasti con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>-Fa<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>'' ''+ Tamburo'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata * '''Accessori:''' ''Ripieno'' a manovella {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Concerto''''' ---- |- |Voce umana || 8' Soprani |- |Flauto reale || 8' Soprani |- |Flauto in XII || 2.2/3' Soprani |- |Cornetta || Soprani |- |Tromboncini || 8' Bassi |- |Tromboncini || 8' Soprani |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Ripieno''''' ---- |- |Principale || 8' Bassi |- |Principale || 8' Soprani |- |Ottava || 4' |- |Quintadecima || 2' |- |Decimanona || 1.1/3' |- |Vigesimaseconda || 1' |- |Vigesima sesta || 2/3' |- |Vigesima nona || 1/2' |- |Contrabasso || 16' <small>(al Pedale)</small> |- |} |} {{Avanzamento|100%|20 gennaio 2025}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 4totmqwtithq6dwxynjuy8h065ux4ys Biologia per il liceo/L'apparato riproduttore/Sessualità 0 57139 491959 485308 2026-04-16T17:09:04Z AGeremia 10319 /* Omosessualità */ 491959 wikitext text/x-wiki {{Biologia per il liceo}} {{avanzamento|100%}} == Definizione == La sessualità è un aspetto complesso del comportamento umano che coinvolge sia la '''riproduzione dell'individuo''' ma, soprattutto, l'ambito del '''piacere erotico'''. Poiché quest'ultimo viene normalmente ricercato con un partner, la sessualità può influire molto sul benessere delle relazioni di coppia. <u>La sessualità è fortemente condizionata dall'educazione che l'individuo riceve in famiglia e a scuola e in generale dall'ambiente culturale in cui vive</u>. Il '''piacere erotico''' prevede che avvenga un'attività sessuale che in genere segue il seguente percorso: *'''Desiderio''': presenza di pensieri ed emozioni che, prefigurando il piacere dell'attività erotica, spingono l'individuo alla pratica sessuale. Varia da persona a persona a seconda, anche a seconda del momento (es. del ciclo mestruale o della situazione in cui ci si trova), dell'età, del sesso. *'''Eccitazione''': insieme di fenomeni che preparano l'individuo al rapporto sessuale: es. erezione del pene, distensione e lubrificazione della vagina. *'''Rapporto sessuale''' o '''masturbazione''': l'insieme delle pratiche sessuali che stimolano gli organi genitali, almeno di un partner. *'''Orgasmo''': è il culmine del piacere sessuale che nel maschio provoca anche l'eiaculazione (emissione di sperma dal pene). Nel maschio l'orgasmo è seguito da un periodo refrattario di scarso desiderio sessuale in cui il pene non mantiene l'erezione. In un rapporto sessuale uomo-donna non è scontato che entrambi raggiungano l'orgasmo e se lo raggiungono probabilmente avviene in due momenti diversi poiché mentre il glande è continuamente stimolato dall'atto sessuale, il clitoride no. Secondo un recente studio (2010 - Indiana University - 6.000 volontari) raggiunge l'orgasmo il 91% degli uomini e il 64% delle donne (che affermano di raggiungerlo per lo più con masturbazione, anche orale). La probabilità aumenta se tra le pratiche compare anche il sesso anale. Gli '''aspetti sessuali''' sono molto importanti nello '''sviluppo psico-fisico''' dell'individuo e per la sua '''integrazione sociale'''. Gli '''istinti riproduttivi''' primordiali sono in qualche modo mediati ed integrati da aspetti culturali, religiosi, sociali, psicologici. Infatti alcune disfunzioni sessuali possono avere origini psicologiche. == Identità e orientamenti sessuali == '''L'identità di genere (psicologica)''' indica il genere (maschile o femminile o qualcosa di diverso) che una persona percepisce di essere (è una identità psicologica). L'identità di genere può essere diversa da quella biologica ('''identità biologica''') e non è necessariamente correlata all''''orientamento sessuale''' (il sesso verso cui si è attratti). L'<u>identità di genere (psicologica) è quella più importante</u> nella vita di una persona, perché è il pensiero che influenza e determina maggiormente la vita di un individuo. La maggior parte degli individui nasce con una identità sessuale ben definita, '''maschile''' e '''femminile''', sia dal punto di vista fisico che psichico, vengono definiti "cisgender" e l'orientamento sessuale predominante è quello eterosessuale. Però anche la sessualità non sfugge alla legge della variabilità, per cui in realtà esistono anche altre identità di genere. Circa il 2% degli individui presenta caratteristiche divergenti rispetto alla "maggioranza". La tabella sottostante sintetizza le diverse possibili situazioni che si possono verificare. Gli individui '''cisgender-etero''' rappresentano <u>la maggior parte della popolazione</u> (è la situazione considerata "normale"). * '''Individui cisgender''': individui in cui l'identità psicologica e biologica coincidono. La maggior parte di questi hanno un orientamento eterosessuale (sono attirati dal sesso opposto) e una minor parte (circa 5%) sono omosessuali. *'''Individui transgender''': individui in cui l'identità psicologica e biologica non coincidono. Sono definiti brevemente "'''trans'''". Si ritrovano in un corpo che non riconoscono corrispondente alla loro identità sessuale psicologica per cui o accettano il corpo così com'è e magari si limitano a manifestare la loro sessualità con l'abbigliamento (<u>crossdressing</u>) oppure ricorrono alla <u>chirurgia e/o alle terapie ormonali</u> per avere un corpo più corrispondente all'identità di genere.[[File:Camille Cabral pour les Trans.JPG|thumb|Camille Cabral, a French transgender activist]] {| class="wikitable" ! !Identità di genere (psicologica) !Identità biologica !Orientamento sessuale !'''frequenza''' |- | rowspan="2" |Individui cisgender (cisessualità) |'''maschile''' |maschile |'''F (etero)''' - M (omo) - B (bisex) | rowspan="2" |maggior parte degli individui (nella maggior parte etero) |- |'''femminile''' |femminile |'''M (etero)''' - F (omo) - B (bisex) |- | rowspan="2" |Individui transgender (transessualità) |'''maschile''' |femminile |'''F (etero)''' - M (omo) - B (bisex) | rowspan="2" |piccola percentuale |- |'''femminile''' |maschile |'''M (etero)''' - F (omo) - B (bisex) |} === Intersessualità === Individui interessati da intersessualità sono persone non chiaramente definibili come maschi o femmine. Le cause sono in genere genetiche o ormonali. Esempi: * Sindrome di '''Turner''' (femmina X0 - 1/6000): statura bassa e assenza di mestruazioni, e altri sintomi * Sindrome del "'''super maschio'''" (XYY - 1/1000): statura alta, lieve ritardo mentale, e altri sintomi. *Sindrome della "'''superfemmina'''" (XXX - 1/1000): statura un po' più alta, altri sintomi minori, ma per lo più normali. * Sindrome di '''Klinefelter''' (maschio XXY - 1/1000): riduzione della fertilità, e altri sintomi *'''Ermafroditismo''': estremamente raro, chi ne soffre ha sia tessuto testicolare che ovarico in una stessa gonade. L'apparato sessuale esterno è ambiguo o femminile. === Transessualità === [[File:Transsexual symbol.svg|sinistra|thumb|il simbolo della transessualità]] Sono gli individui in cui l''''identità psicologica non corrisponde all'identità biologica'''. Considerata per molto tempo una patologia psichiatrica da curare, recentemente la scienza concorda sempre più nell'ammettere che si tratta di una delle tante sfumature delle condizioni umane. Poiché la condizione psicologica non è modificabile, in genere il transessuale cerca di ottenere il cambio di sesso biologico (con intervento chirurgico e terapie ormonali). Oppure accetta la propria condizione e si limita a manifestare la sua sessualità con l'abbigliamento (crossdressing) Le cause sembrano genetiche. La maggior parte hanno un orientamento eterosessuale ma esistono anche trans omosessuali. In Italia si stima siano circa 50.000 (70% M to F, cioè uomini che diventano/vorrebbero diventare o sono diventate donne, 30% F to M), circa 1/1000. === Omosessualità === [[File:Homosexuality_symbols.svg|alt=Homosexuality symbols|destra|242x242px]] È il caso in cui un individuo è '''attratto''' da un individuo dello '''stesso sesso'''. In Italia dal 1990 non è più considerata una patologia psichiatrica. Le cause sono ancora controverse (genetiche, ormonali, psicologiche, sociali, comportamentali). Si stima che sia omosessuale circa il 5% della popolazione (1/20). I dati statistici sulla omosessualità sono variegati e controversi. Si veda la pagina di Wikipedia "[[w:Demografia_dell'orientamento_sessuale|Demografia dell'orientamento sessuale]]", dove emerge che le statistiche variano a seconda del paese, della fascia di età, del sesso. In ogni caso i dati variano da un 2-3% a oltre il 10%. Un valore medio del 5% è perciò ragionevole. [[File:World laws pertaining to homosexual relationships and expression.svg|sinistra|thumb|Omosessualità e leggi]] Il rifiuto dell'omosessualità ('''omofobia''') ha caratterizzato le culture dei vari popoli nel corso della storia. Solo recentemente viene compresa e accettata da una certa parte della popolazione, soprattutto nei paesi occidentali, di mentalità più aperta. Le <u>religioni</u> in genere vedono l'omosessualità come <u>deviazione negativa del comportamento umano</u> e in molti stati è punibile per legge (fino all'ergastolo o alla condanna a morte!). === Bisessualità === [[File:Bisexual_Pride_Flag.svg|alt=Bandiera dell'orgoglio Bisessuale|sinistra|248x248px]] Un individuo può considerarsi bisessuale quando è in grado di '''provare attrazione sentimentale-erotica nei confronti sia di uomini che donne'''. È stata osservata anche negli animali. Il bisessuale presenterebbe un '''orientamento sessuale intermedio tra eterosessuale e omosessuale''', con '''possibili sfumature''' (es. un individuo può essere prevalentemente eterosessuale ma in alcune circostanze con tendenze omosessuali). La bisessualità emerge difficilmente nella popolazione (e nei relativi studi) poiché gli individui tendono a dichiararsi o etero- o omo-sessuali. Però negli studi in cui si chiede se si ha provato un'attrazione romantico-sessuale o se si è impegnati in relazioni con persone di entrambi i sessi, almeno il 40% delle risposte sono affermative e ciò sta a dimostrare che in realtà la bisessualità non è un fenomeno così raro. === Pansessualità === [[File:Pansexuality_Pride_Flag.svg|alt=Pansexuality Pride Flag|destra|253x253px]] La pansessualità è un orientamento sessuale che indica l'attrazione di una persona verso un individuo; questa attrazione '''non dà importanza al genere''' dell'individuo, bensì al suo modo di essere, alla sua personalità === Asessualità === Circa l'1% degli individui non provano attrazione sessuale e vengono definiti '''asessuali'''. Tra questi esistono coloro che hanno libido (desiderio sessuale) ma non è diretta ad altre persone; ed esistono persone che non hanno nessuna libido. Ciononostante costoro sono in grado di instaurare una '''relazione romantica''' con un altro partner con cui possono anche fare sesso per soddisfarne il suo desiderio. Vengono definiti '''eteroromantici''' se instaurano una relazione con un partner di sesso opposto, altrimenti '''omoromantici'''. == Modelli sociali == [[File:Legality of polygamy.svg|thumb|Poligamia: illegale (nero), legale (azzurro), tollerata (blu)]] Il modo con cui i sessi si relazionano tra loro cambiano a seconda delle culture. * '''Monogamia''': è il modello più frequente, dove due individui decidono di vivere insieme con una certa stabilità. Nel mondo occidentale è l'unico modello ammesso per legge. A questo modello però si aggiunge anche la "'''monogamia aperta'''" ovverosia coppie "aperte" che decidono consapevolmente e di comune accordo di avere relazioni affettive/sessuali anche con altri individui. * '''Poligamia''': implica che un individuo decide di vivere assieme a più individui (in genere dell'altro sesso); è relativamente rara, anche considerando il fatto che in molti paesi è vietata per legge. Si distingue in '''poliandrìa''' (una donna con più uomini) e '''poliginia''' (un uomo con più donne). Storicamente numerose società ammettevano la poligamia (poliginica) soprattutto tra le caste di rango elevato con lo scopo di propagare la "nobile" stirpe; anche le sacre scritture accennano a questa pratica. Attualmente è ammessa solo in alcune società africane e islamiche. La poliandria è molto meno diffusa; era ed è diffusa nel Tibet e in alcune zone dell'India. * '''Poliamore''': Il poliamore è una forma di '''non-monogamia etica''' che consiste nel mantenere più relazioni sentimentali e/o sessuali contemporaneamente, con il consenso esplicito e la piena consapevolezza di tutte le persone coinvolte. Si fonda su una comunicazione costante e profonda per gestire bisogni, confini e gelosie. Non si tratta necessariamente solo di sesso (come potrebbe essere per lo scambismo), ma della possibilità di instaurare veri e propri legami affettivi e stabili con più partner. Quantificare il poliamore è difficile perché molte persone lo vivono privatamente, ma i dati raccolti negli ultimi anni (soprattutto in Occidente) mostrano un trend in crescita. == Sessualità, procreazione e piacere == La sessualità si è evoluta per favorire la procreazione della specie. Nella maggior parte degli animali la sessualità ha come unico scopo la '''procreazione'''. In alcuni animali e anche nell'uomo assume una certa importanza anche il '''ruolo sociale''', ovvero come un modo per favorire e migliorare i rapporti sociali tra individui (principalmente tra uomo e donna). Nel caso dell'uomo l'evoluzione ha premiato una sessualità in buona parte finalizzata all''''erotismo''' e al piacere personale (o della coppia), infatti gli individui fanno sesso principalmente per soddisfare un impulso biologico; probabilmente, vista la scarsa capacità (almeno nel passato) di impedire la fecondazione, questo <u>ha favorito anche la procreazione</u> e la continuazione della specie. Oggi, lo sviluppo di diverse <u>tecniche anticoncezionali</u> più o meno efficaci, permette all'uomo una <u>sessualità quasi esclusivamente finalizzata al piacere erotico</u>. === Fertilità === La fertilità è <u>strettamente legata all'età</u>, e diminuisce al suo avanzare. Molte coppie per vari motivi tendono ad aspettare ad avere figli, e quando è il momento giusto l'età non più giovane e uno stile di vita non adeguato impediscono spesso di avere figli. Si ricorre quindi a tentativi di '''procreazione assistita''', che però hanno successo solo in parte. Uno '''stile di vita sano''' <u>influisce notevolmente sul mantenimento della capacità riproduttiva</u>: alimentazione sana ed equilibrata, attività fisica, evitare (o per lo meno non abusare) sostanze tossiche come droghe e alcol.<br /> === Masturbazione === La '''masturbazione''' permette a un individuo di provare piacere erotico anche in assenza di un rapporto sessuale. Viene effettuato prevalentemente con la mano oppure usando oggetti tipo "sexy toys". La masturbazione viene spesso effettuata come forma di autoerotismo dai singoli individui e spesso il termine "masturbazione" fa implicitamente riferimento a questo, però talvolta viene praticata anche dalla coppia per procurarsi piacere erotico anche in assenza di un rapporto sessuale vero e proprio. La masturbazione, anche molto frequente, non porta allo sviluppo di patologie. La masturbazione non avviene solo in adolescenza, ma a tutte le età, anche gli anziani si possono masturbare. * Nei '''maschi''': avviene <u>stimolando prevalentemente il glande</u>. I dati statistici affermano che l'uomo si (auto)masturba molto più frequentemente della donna. Il maschio adolescente tende a masturbarsi ogni giorno (a volte anche più volte al giorno) mentre con l'avanzare dell'età la frequenza diminuisce. Spesso si (auto)masturba pur avendo un partner. Tutto ciò viene considerato normale purché non influisca negativamente sui rapporti sociali e di coppia. Recenti studi <ref>[https://www.europeanurology.com/article/S0302-2838%2816%2900377-8/fulltext]</ref>evidenziano che una relativamente frequente eiaculazione (anche grazie alla masturbazione) diminuirebbe il rischio di cancro alla prostata. * Nelle '''femmine''': la <u>stimolazione riguarda prevalentemente il clitoride</u>. La frequenza della (auto)masturbazione nelle donne è molto variabile: c'è chi non si masturba mai e chi lo fa tutti i giorni. Alcune donne accettano solo la masturbazione eseguita da un partner. Anche in questo caso viene tutto considerato normale purché non influisca negativamente sui rapporti sociali e di coppia. Molte culture e religioni vedono però la <u>masturbazione (come autoerotismo) in modo negativo</u>. Nel corso della storia la masturbazione ha avuto diverse connotazioni, ad esempio nell''''antica grecia''' era considerata un fatto normale. Nell'ebraismo, nel cristianesimo e nell'islamismo, la masturbazione ha quasi sempre una connotazione negativa. Nel XVII secolo era pratica diffusa tra governanti e bambinaie utilizzarla per calmare i ragazzini. A fine settecento cominciò a diffondersi l'idea che la masturbazione provocasse malattie, idea che è perdurata fino al XX secolo, quando studi scientifici hanno definitivamente sfatato questa ipotesi. Nella cultura anglosassone l'adozione della circoncisione aveva anche il significato di evitare o limitare tale pratica. == Teoria/Ideologia (del) gender == [[File:Sex GLBT olympics.svg|sinistra|senza_cornice]] In questi ultimi tempi si parla molto di teoria/ideologia gender (''gender'' in inglese significa ''genere''). Cerchiamo di capire di che cosa si tratta. La '''''Teoria (del) gender''''' è un neologismo nato in ambito cattolico negli anni novanta del XX secolo per riferirsi agli '''studi di genere''' (studi sulla sessualità e sull'identità di genere) che, secondo la chiesa, nasconderebbero un progetto che mira a '''destabilizzare''' il concetto di '''famiglia fondata su uomo e donna'''. Secondo questa teoria i bambini nascerebbero sessualmente (psicologicamente) indifferenziati e le differenze psicologiche tra uomo e donna si svilupperebbero nel corso dell'infanzia e adolescenza e sarebbero fortemente influenzate dall'ambiente socio-culturale in cui si cresce. E giustificherebbe le unioni omosessuali (e in generale le unioni di fatto). Anche Papa Francesco ha denunciato la pericolosità di queste teorie. Recentemente molte associazioni accademiche (es. associazione degli psicologi italiani) hanno preso posizione affermando che <u>non esiste nessun progetto nascosto</u> destabilizzante e che quindi in realtà l'"'''ideologia" del gender non esiste'''. In realtà esistono solo studi scientifici di genere che cercano di analizzare e comprendere tutte le variabili presenti in ambito sessuale. * Un [https://www.youtube.com/watch?v=xxWueNVOGNU video] di Breaking Italy (un video-blogger) che chiarisce bene che cos'è l'ideologia gender. * Una [https://www.youtube.com/watch?v=8oIk7Ol0-5c discussione di Michela Marzano] sulla teoria del gender (diMartedì-La7) == Sexting, revenge porn == ==== Sexting ==== Il sexting (parola che deriva da sex e texting) è un fenomeno recente e consiste nello scambio di immagini/video/testo a sfondo sessuale. E' un fenomeno abbastanza diffuso tra gli adolescenti che lo ritengono spesso una cosa normale. E' una nuova modalità di esprimere la propria sessualità, facilmente permessa dai moderni smartphone e dalle piattaforme social (facebook, whatsapp, istagram, ecc.). Purtroppo però spesso si sottovaluta le conseguenze che ci sono nel mettere in rete materiale "sensibile" che talvolta sfugge di mano e diventa di pubblico dominio con gravi conseguenze per la reputazione di chi è coinvolto. ==== Revenge porn ==== Spesso nasce dal desiderio di vendetta di un ex partner che dopo essere stato lasciato (o tradito) pubblica sui social immagini sessualmente esplicite del compagno/a. Le vittime più frequenti sono le donne e causa ansia e depressione, non di rado ha portato al suicidio. == Pornografia == [[File:Sexual scene on a red-figure tondo of a kylix by the Wedding Painter.jpg|thumb|Cliente e prostituta in una illustrazione greca]] La pornografia è la raffigurazione esplicita di scene erotiche/sessuali. Può essere fatta attraverso fotografie, disegni, video, fumetti, racconti. Ha lo scopo di stimolare l'eccitazione sessuale in chi ne usufruisce. La raffigurazione di scene erotiche ha origini molto antiche (già a partire dall'arte paleolitica), nei tempi recenti si è ampiamente diffusa grazie ad internet ed è facilmente accessibile da chiunque abbia un dispositivo connesso ad internet. La facile disponibilità di materiale pornografico pone delle problematiche da parte degli adolescenti o preadolescenti (e ancor di più nei bambini), ne citiamo alcune: * le scene sessuali vengono quasi sempre rappresentate senza un coinvolgimento emotivo/affettivo/sentimentale, cosa che normalmente avviene nella realtà * vengono rappresentati come normali attività che in realtà non lo sono: rapporti anali, eiaculazioni in faccia o in bocca, ingoio dello sperma, rapporti di gruppo, rapporti giovane-anziano, ecc. * vengono rappresentati come normali attività in cui la donna subisce in un certo qual modo una violenza (rapporti anali in cui viene evidenziato la dolorosità, la sua disponibilità a qualsiasi pratica) * viene esaltata la sensazione di piacere quando in realtà varia molto da persona a persona * appare normale avere rapporti senza preservativo (per ragioni di "scena" non viene quasi mai utilizzato) * porta ad avere aspettative inadeguate * può portare ad ansia ed insicurezza in quanto si pensa di non essere all'altezza delle prestazioni che normalmente si vedono nei porno *può portare l'individuo a vivere la sessualità individualmente, stimolato dal materiale pornografico, piuttosto che una sessualità vera vissuta in una relazione di coppia. == Consenso ed età del consenso == Quando due individui hanno rapporti sessuali, per non avere problemi con la giustizia, si deve tenere conto del '''consenso''' e se uno o entrambi sono minorenni (<18 anni), dell''''età del consenso.''' La recente riforma delle legge sul consenso sposta il fulcro della violenza sessuale dal solo “uso della forza” al mancato consenso, introducendo una protezione più moderna basata sulla libertà di scelta permanente, in particolare: * Viene introdotto il concetto di '''“consenso libero e attuale”''': qualsiasi atto sessuale senza questo consenso è configurato come violenza sessuale/stupro. * Il reato comprende tre condotte: compiere atti sessuali, farli compiere o farli subire senza consenso. * Si introduce la nozione di '''“particolare vulnerabilità”''': una persona può essere considerata più vulnerabile (per motivi fisici, psicologici, di contesto) e quindi più esposta a coercizione. * Il '''consenso, per essere valido, deve essere “libera manifestazione di volontà” e deve restare tale per tutta la durata dell’atto; può inoltre essere revocato in qualsiasi momento.''' * La pena prevista è da '''6 a 12 anni di reclusione''' per chi viola il consenso come sopra definito. Molte donne purtroppo ne sono ancora vittime. Il consenso deve essere fornito da una persona nel pieno delle sue facoltà mentali, quindi è bene evitare di avere rapporti con una persona che ha assunto droghe o alcol o che per qualche motivo si trova in una condizione alterata. ''In diritto è chiamata '''età del consenso''' l'età a cui una persona è considerata capace di dare un consenso informato ai rapporti sessuali. Non va confusa con la <u>maggiore età</u>, e neanche con <u>l'età minima</u> richiesta per contrarre matrimonio''.<ref>https://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_del_consenso</ref> In Italia la norma afferma che: * < 13 anni: il consenso non viene '''mai considerato valido''' (con l'aggravante se si è minori di 10 anni). * 13 anni: il consenso '''non è valido''', a meno che la '''differenza di età''' con il partner non sia superiore a 4 anni; * da 14 ai 15 anni: il consenso è valido, purché il partner non eserciti un ascendente nei confronti del minore (genitore, tutore, medico, insegnante, ecc); * da 16 a 17 anni: il consenso è valido, a meno che non ci sia abuso di potere; * in ogni caso, l'incesto (attività sessuale tra membri della famiglia o parenti stretti) in Italia è sempre considerato illegale (ma punibile solo se da esso deriva pubblico scandalo). == Desiderio sessuale == Il desiderio sessuale in genere è diverso tra uomo e donna; in genere l'uomo sente una pulsione sessuale più marcata rispetto alla donna e infatti tende a masturbarsi molto più frequentemente. La causa di ciò è da ricercarsi nei diversi livelli di testosterone, relativamente alto nel maschio (viene prodotto nei testicoli) e basso nella femmina (viene prodotto nelle ovaie). Anche le surrenali sono in grado di produrre piccole quantità di testosterone. Il corpo della donna però è più sensibile al testosterone. Nella donna il desiderio può essere influenzato dalla situazione e dagli eventuali preliminari. Visto il diverso livello di desiderio è importante che la coppia si confronti su questo tema onde evitare conflittualità. == Rapporto sessuale == Rappresenta l'attività sessuale tra due individui. È in genere inteso come sesso vaginale, ma in realtà ha diverse sfumature a seconda delle pratiche che i partner mettono in atto. Si sintetizzano qui quelle più comuni: * sesso vaginale: inserimento del pene nella vagina * sesso orale: stimolazione dei genitali con la bocca e/o la lingua * sesso anale: inserimento del pene nell'ano * masturbazione: stimolazione dei genitali con le mani o oggetti erotici da parte del partner ==== Durata di un rapporto sessuale ==== Diversi studi hanno dimostrato che il rapporto sessuale (senza preliminari) dura mediamente circa 5-8 minuti. Con i preliminari si arriva a 10-15 minuti. Circa un terzo degli uomini eiacula entro 1-2 minuti e può essere considerato poco soddisfacente per la donna: in questo caso si parla di eiaculazione precoce (che però per alcune donne non rappresenta un problema). ==== Frequenza ==== Gli studi variano da paese a paese. In Italia emerge che la media è due volte alla settimana, considerando però che le coppie giovani tendono a farlo più frequentemente. In generale comunque gli studi dicono che una coppia è felice se lo fa almeno una volta alla settimana. ==== Età del primo rapporto ==== Il primo rapporto si assesta mediamente tra i 17 e i 20 anni di età, anche se sta aumentando l'età di adolescenti che hanno il primo rapporto a 13-14 anni e una discreta percentuale rimanda l'evento tra i 20-25 anni. Esiste una età più giusta delle altre? No, l'importante è che avvenga in condizioni di '''legalità''', '''serenità''' e '''sicurezza''' per entrambi i partner. == Nudità == La nudità è l'atto di non coprire i connotati sessuali del corpo. In molte culture la nudità è fortemente associata alla sessualità e si richiede un certo pudore. Nelle varie culture assume diverse connotazioni, positive e negative. Facciamo degli esempi: * La '''nudità nell'arte''': recentemente ha una connotazione molto positiva ma non nel passato, ad esempio nel medioevo era considerato blasfemo. La chiesa ha ricoperto di foglie di fico molte opere d'arte di nudi. * La '''nudità spirituale''': spesso intesa come purezza, talvolta invece come tentazione; * La '''nudità nei media''': la rappresentazione di nudità nei film è controversa e in passato è stato spesso oggetto di censura. Nelle pubblicità il nudo parziale è usato per attrarre l'attenzione e l'inrteresse. * La '''nudità come regola sociale''': la maggior parte delle leggi vieta la nudità completa o parziale * Il '''naturismo''': è la possibilità, in luoghi adatti, di prendere il sole e/o fare il bagno nudi (spiagge, terme, villaggi turistici, isole). <gallery> File:Goya Maja naga2.jpg|La Maja desnuda di Goya File:Lucas Cranach the Elder - Adam and Eve - Google Art Project.jpg|Adamo ed Eva File:Bundesarchiv Bild 183-1983-0815-302, FKK-Strände des Senftenberger Erholungsgebietes.jpg|Spiaggia naturista sul lago di Senftenberg (Repubblica Democratica Tedesca) nei primi anni ottanta. </gallery> == Pedofilia == La pedofilia è un disturbo della preferenza sessuale che si manifesta quando un adulto ha una predilezione sessuale per i bambini. E' penalmente perseguibile. Spesso collegata alla pedopornografia. I reati di pedofilia sono abbastanza frequenti (circa un 20% di minori, per lo più bambine, subiscono attenzioni da adulti) e spesso avvengono tra le mura domestiche (60%). Spesso avviene in ambienti dove ci sono bambini (associazioni, scuole, collegi, seminari). Recentemente il clero è stato coinvolto in scandali di questo tipo che sarebbero avvenuti in passato. La maggior parte dei pedofili sono uomini (96%). == Sessualità e violenza sulle donne == In questo paragrafo approfondiamo l'aspetto della violenza sessuale ed altri tipi di violenza<ref>https://www.arcicentrodonna.it/centro-antiviolenza-donne/riconoscere-la-violenza/[https://www.arcicentrodonna.it/centro-antiviolenza-donne/riconoscere-la-violenza/]</ref> nei riguardi delle donne. Tutte queste diverse forme hanno lo scopo di rendere la donna completamente succube dell'uomo e delle sue volontà. Il contrario (violenze della donna sull'uomo) è un fenomeno più raro. === Violenza sessuale === Nella relazione di coppia la sessualità può essere un modo per l'uomo per usare violenza nei confronti della sua partner, questo avviene ad esempio quando l'uomo * pretende rapporti sessuali anche senza il consenso della partner (reato di violenza sessuale o "stupro coniugale") *pretende rapporti sessuali magari con qualche ricatto * pretende pratiche sessuali non desiderate o percepite come umilianti (es. rapporti anali e orali) * impone rapporti sessuali non protetti * vieta alla partner di ricorrere alla contraccezione * presta attenzione solamente al suo soddisfacimento personale e non a quello della partner === Violenza fisica === Tutti quei comportamenti che hanno conseguenze fisiche sul corpo della donna come ad esempio: '''maltrattamenti''' di vario tipo, come strattonamenti, spintoni, calci, pugni, schiaffi, lanci di oggetti, strangolamenti, ustioni, uso (anche solo come minaccia) di armi e coltelli, isolamento in casa, privazione di cibo e cure mediche. === Violenza psicologica === Sono tutti quei comportamenti che portano a sottomettere psicologicamente la donna, a diminuirne la sua autostima e le sue libertà, ad es.: minacce, urla, insulti, ricatti, controllo delle attività svolte dalla donna, limitazione delle libertà personali (di uscire, fare attività fisica, frequentare amici, ..), isolamento relazionale (da amici e parenti), forte gelosia, imposizione di un certo abbigliamento, indifferenza, mancanza di dialogo. Rientra tra i comportamenti che portano a violenza psicologica anche i comportamenti di '''stalking''', soprattutto quando i due partner non vivono assieme: comunicare in modo frequente e ossessivo (telefonate, sms, whatsapp), appostamenti, inseguimenti, molestie nei social, minacce, invio di regali non graditi. In questa situazione la donna ha paura di uscire e la sua libertà è condizionata da questi comportamenti molesti. === Violenza economica === Quelle azioni che impediscono alla donna di avere una sua indipendenza economica, in quanto una donna economicamente indipendente potrebbe facilmente andarsene per rifarsi una vita altrove. ad es.: fare in modo che lasci il lavoro o impedire che ne trovi uno, non darle soldi, controllare tutte le spese, prendere decisioni finanziarie senza il consenso della partner, non informare la partner sulla situazione economica famigliare (es. il saldo del conto corrente, eventuali debiti..), contrarre debiti, giocare d'azzardo, intestare tutti i beni a nome proprio e (nel caso in cui lavori) obbligarla a spendere i soldi in un certo modo o a cederli al partner. Nel caso in cui ci sia una separazione: non pagare gli alimenti. === Le fasi di una relazione violenta<ref>https://www.giuseppinadicarlo.com/articoli/violenza-sulle-donne-come-riconoscere-i-segnali-e-a-chi-rivolgersi</ref> === Le relazioni violente hanno delle fasi cicliche che le caratterizzano e che portano la donna in uno stato di sudditanza psicologica e di sensi di colpa # '''Fase di tensione, di violenza psicologica''': non c'è ancora violenza fisica, ma nella coppia c'è un clima di ostilità e di tensione e si può arrivare alla violenza verbale. Già in questa fase l'uomo tende a far ricadere la colpa di questa situazione sulla donna # '''Fase della violenza fisica''': è il momento della violenza fisica, in una delle sue tante forme. In questa fase la donna, pur di calmare la situazione, tende a sottomettersi. Questa fase potrebbe spingere la donna a denunciare il suo partner. # '''Fase del pentimento''': l'uomo si pente di quanto fatto, chiede perdono, giurerà che non succederà più e la donna si ripromette di evitare comportamenti che possono avere scatenato le prime due fasi (e quindi si sottometterà ai suoi voleri) # '''Fase del tutto va bene''': lui è gentile e premuroso, ma lei spera che il suo affetto possa cambiare questo suo comportamento di prevaricatore. In questa e nella precedente fase la donna potrebbe essere indotta a ritirare la eventuale denuncia. I sensi di colpa nascono dal fatto che, poiché gli episodi continueranno a ripetersi ciclicamente, la donna si rende conto di aver sbagliato a non interrompere la relazione fin dall'inizio e quindi di trovarsi in una situazione in cui non riesce più a venirne fuori (la presenza di eventuali figli complica la situazione); oppure si sente in colpa in quanto non adeguata alle aspettative del compagno. 5dr3m67f3bbb86tznrhqy8cz7i53z76 Utente:Fatima Sottana/Sandbox 2 57435 491952 477403 2026-04-16T15:27:49Z Fatima Sottana 52482 491952 wikitext text/x-wiki == Descrivere una reazione - Energie di dissociazione del legame == ===== Obiettivi ===== * prevedere il valore di ''ΔH°'' per una reazione in fase gassosa, dati i dati necessari energia di dissociazione del legame dati. * prevedere l'energia di dissociazione di un particolare legame, dato ''ΔH°'' per una reazione che coinvolge il legame e qualsiasi altro elemento necessario energia di dissociazione del legame dati. * descrivere i limiti dell'uso delle energie di dissociazione dei legami per prevedere se una data reazione si verificherà o meno. ===== Termini chiave ===== * energia di dissociazione del legame * solvatazione ===== Appunti di studio ===== L'idea di calcolare l'entalpia standard di una reazione a partire dai dati appropriati sull'energia di dissociazione del legame dovrebbero risultarti familiari perché li hai imparati al primo anno di chimica. ''Solvatazione'' è l'interazione tra le molecole del solvente e gli ioni o le molecole disciolti in quel solvente. L'energia omolitica di dissociazione del legame è la quantità di energia necessaria per scindere una mole di gas con legami covalenti in una coppia di radicali. Le unità di misura del Sistema Internazionale utilizzate per descrivere l'energia di legame sono i kiloJoule per mole di legame (kJ/Mol). Indica quanto fortemente gli atomi sono legati tra loro. === Introduzione === Rompere un legame covalente tra due partner, AB, può verificarsi in modo eterolitico, dove la coppia di elettroni condivisa va con un partner o con un altro A−B→A<sup>+</sup>+B:<sup>−</sup> o A−B→A:<sup>−</sup>+B<sup>+</sup>​ o omoliticamente, dove un elettrone rimane con ciascun partner. A−B → A<sup>•</sup>+B<sup>•</sup> I prodotti della scissione omolitica sono radicali e l'energia necessaria per rompere il legame in modo omolitico è chiamata energia di dissociazione del legame (BDE) ed è una misura della forza del legame. === Calcolo del BDE === Il BDE per un molecola AB è calcolato come la differenza delle entalpie di formazione dei prodotti e dei reagenti per l'omolisi BDE = Δ<sub>f</sub>H(A<sup>•</sup>) +Δ<sub>f</sub>H(B<sup>•</sup>) − Δ<sub>f</sub>H( A − B ) Ufficialmente, la definizione IUPAC di energia di dissociazione del legame si riferisce al cambiamento di energia che si verifica a 0 K, e il simbolo è D<sub>o</sub><sub>.</sub>Tuttavia, è comunemente indicato come BDE, l'energia di dissociazione del legame, ed è generalmente usato, seppur in modo impreciso, in modo intercambiabile con l' ''entalpia'' di dissociazione del legame , che generalmente si riferisce alla variazione di entalpia a temperatura ambiente (298 K). Sebbene vi siano differenze tecniche tra i BDE a 0 K e a 298 K, tali differenze non sono grandi e generalmente non influenzano l'interpretazione dei processi chimici. Ecco una traduzione precisa in italiano del testo fornito: === '''Rottura/Formazione di Legami''' === L'energia (o entalpia) di dissociazione di un legame è una funzione di stato e, di conseguenza, non dipende dal percorso attraverso cui avviene. Pertanto, il meccanismo specifico con cui un legame si rompe o si forma non influisce sull'energia di dissociazione del legame (BDE). Le energie di dissociazione dei legami sono utili per valutare l'energetica dei processi chimici. Per quanto riguarda le reazioni chimiche, la combinazione delle energie di dissociazione dei legami formati e rotti in una reazione chimica, utilizzando la Legge di Hess, può essere impiegata per stimare le entalpie di reazione ===== Esempio: Clorazione del metano ===== Consideriamo la clorazione del metano CH<sub>4</sub> + CL<sub>2</sub> -> CH<sub>3</sub>Cl + HCl la termochimica complessiva della reazione può essere calcolata esattamente combinando i BDE per i legami rotti e i legami formati CH<sub>4</sub> → CH<sub>3</sub> • + H • BDE(CH<sub>3</sub> - H) Cl<sub>2</sub> → 2Cl• BDE(Cl<sub>2</sub> ) \nonumber \] H• + Cl• → HCl - BDE(HCl) CH<sub>3</sub> • + Cl • → CH<sub>3</sub> Cl - BDE(CH<sub>3</sub> -Cl) CH<sub>4</sub> → CH<sub>3</sub> • + H • BDE(CH<sub>3</sub> - H) ΔH​ = B D E(R − H) + B D E( Cl<sub>2</sub>) − B D E( HCl ) − B D E( CH<sub>3</sub>− Cl ) Poiché l'entalpia di reazione è una funzione di stato, non importa quali reazioni siano combinate per costituire il processo complessivo utilizzando la legge di Hess. Tuttavia, le equazioni differenziali biologiche (BDE) sono comode da usare perché sono facilmente reperibili. In alternativa, le BDE possono essere utilizzate per valutare i singoli passaggi di un meccanismo. Ad esempio, un passaggio importante nella clorazione radicalica degli alcani è l'astrazione di un atomo di idrogeno dall’alcano per formare un radicale libero. RH + Cl• → R• + HCl La variazione di energia per questo passaggio è uguale alla differenza tra i BDE in RH e HCl ΔH = BDE(R − H) − BDE (HCl) Questa relazione mostra che il passaggio di astrazione dell'idrogeno è più favorevole quando la BDE(R–H) è più piccola. La differenza nelle energie spiega la selettività nell’alogenazione degli idrocarburi con diversi tipi di legami C–H. {| class="wikitable" |+ !R - H !D<sub>0</sub>, kJ/mol !D<sub>298</sub>​, kJ/mol !R - H !D<sub>0</sub>, kJ/mol !D<sub>298</sub>, kJ/mol |- |CH<sub>3</sub>-H |432.7±0.1 |439.3±0.4 |H<sub>2</sub>C=CH-H |456.7±2.7 |463.2±2.9 |- |CH<sub>3</sub>CH<sub>2</sub>-H | |423.0±1.7 |C<sub>6</sub>H<sub>5</sub>-H |465.8±1.9 |472.4±2.5 |- |(CH<sub>3</sub>)<sub>2</sub>CH-H | |412.5±1.7 |HCCH |551.2±0.1 |557.8±0.3 |- |(CH<sub>3</sub>)<sub>3</sub>C-H | |403.8±1.7 | | | |- | | | |H<sub>2</sub>C=CHCH<sub>2</sub>-H | |371.5±1.7 |- |HC(O)-H | |368.6±0.8 |C<sub>6</sub>H<sub>5</sub>CH<sub>2</sub>-H | |375.3±2.5 |- |CH<sub>3</sub>C(O)-H | | | | | |} === '''Andamenti nelle BDE dei legami C–H''' === È importante ricordare che le BDE dei legami C–H si riferiscono all’energia necessaria per rompere il legame, e rappresentano la differenza di energia tra i reagenti e i prodotti. Pertanto, non è corretto interpretare le BDE unicamente in termini di "stabilità dei radicali prodotti", come spesso si fa. L'analisi delle BDE mostrate nella tabella sopra evidenzia alcune tendenze sistematiche: * '''Le BDE variano con l'ibridazione''': i legami con atomi di carbonio ibridati sp³ sono i più deboli, mentre quelli con carboni ibridati sp sono molto più forti. I legami C–H vinilici e fenilici sono simili, riflettendo la loro ibridazione sp². La correlazione con l'ibridazione può essere vista come un riflesso delle lunghezze dei legami C–H. I legami più lunghi formati con orbitali sp³ sono quindi più deboli. I legami più corti formati con orbitali con maggiore carattere s sono di conseguenza più forti. * '''Le BDE dei legami C–H variano con la sostituzione''': tra i sistemi ibridati sp³, il metano presenta il legame C–H più forte. I legami C–H sui carboni primari sono più forti di quelli sui carboni secondari, che a loro volta sono più forti di quelli sui carboni terziari === '''Interpretazione delle BDE dei legami C–H in carboni ibridati sp³''' === L'interpretazione delle BDE nelle molecole saturate è stata oggetto di controversia negli ultimi tempi. Come indicato sopra, la variazione delle BDE con la sostituzione è stata tradizionalmente interpretata come un riflesso della stabilità dei radicali alchilici, con l’idea che i radicali più sostituiti siano più stabili, analogamente ai carbocationi. Sebbene questa sia una spiegazione diffusa, non riesce a spiegare il fatto che i legami con gruppi diversi dall’idrogeno non mostrano lo stesso tipo di variazione. {| class="wikitable" |+ ! !BDE (R - CH3) !BDE (R - Cl) !BDE (R - Br) !BDE (R - OH) |- |CH<sub>3</sub><sup>-</sup> |377.0±0.4 |350.2±0.4 |301.7±1.3 |385.3±0.4 |- |CH<sub>3</sub>CH<sub>2</sub><sup>-</sup> |372.4±1.7 |354.8±2.1 |302.9±2.5 |393.3±1.7 |- |(CH<sub>3</sub>)<sub>2</sub>CH<sup>-</sup> |370.7±1.7 |356.5±2.1 |309.2±2.9 |399.6±1.7 |- |(CH<sub>3</sub>)<sub>3</sub>C<sup>-</sup> |366.1±1.7 |355.2±2.9 |303.8±2.5 |400.8±1.7 |} Pertanto, sebbene i legami C–CH₃ diventino più deboli con l’aumentare della sostituzione, l’effetto non è nemmeno lontanamente così marcato come quello osservato nei legami C–H. Le forze dei legami C–Cl e C–Br non sono influenzate dalla sostituzione, nonostante si formino gli stessi radicali che si ottengono rompendo legami C–H, e i legami C–OH negli alcoli diventano in realtà più forti con l’aumentare della sostituzione. Gronert ha proposto che la variazione delle BDE sia alternativamente spiegata come risultato della destabilizzazione dei reagenti a causa della repulsione sterica tra i sostituenti, che viene eliminata nei radicali, quasi planari. Considerando che le BDE riflettono le energie relative dei reagenti e dei prodotti, entrambe le spiegazioni possono giustificare l’andamento osservato nelle BDE. Un altro fattore che deve essere considerato è l’elettronegatività. La definizione di elettronegatività di Pauling afferma che l’energia di dissociazione del legame tra partner disuguali dipende dalla differenza di elettronegatività, secondo l’espressione: <math>D_0(A - B) = {D_0 (A - A) + D_0 (B - B) \over 2} + (X_A - X_B)^2 </math> dove X<sub>A</sub> e X<sub>B</sub> sono le elettronegatività, e le energie di legame sono espresse in eV. Pertanto, la variazione nelle BDE può essere interpretata come un riflesso della variazione nelle elettronegatività dei diversi tipi di frammenti alchilici. È probabile che ci sia del fondamento in tutte e tre le interpretazioni. Dalla pubblicazione originaria di Gronert con la sua spiegazione alternativa, ci sono stati numerosi tentativi, spesso disperati, di difendere l’interpretazione basata sulla stabilità dei radicali. ====== ESERCIZIO 1 ====== Dato che ΔH° per la reazione CH₄ (g) + 4F₂ (g) → CF₄ (g) + 4HF (g) è -1936 kJ, utilizza i seguenti dati per calcolare l'energia media del legame C-F in CF₄. {| class="wikitable" |+ !'''Bond''' !'''Average Bond Energy''' |- |C - H |413 kJ · mol−1 |- |F - F |155 kJ · mol−1 |- |H - F |567 kJ · mol−1 |} ====== Risposta ====== Legami rotti: 4 moli di legami C–H × (413 kJ)/(1 mol) = 1652 kJ 4 moli di legami F–F × (155 kJ)/(1 mol) = 620 kJ Legami formati: 4 moli di legami C–F × (x kJ)/(1 mol) = 4x kJ (dove x è l’energia media di un legame C–F in CF₄, espressa in kJ) 4 moli di legami H–F × (567 kJ)/(1 mol) = 2268 kJ ΔH° = ΔH°(legami rotti) − ΔH°(legami formati) = (1652 kJ + 620 kJ) − (4x + 2268 kJ) = 1652 kJ + 620 kJ − 4x − 2268 kJ = −1936 kJ Quindi, 4x = 1936 kJ − 2268 kJ + 620 kJ + 1652 kJ = 1940 kJ e x = 1940 kJ / 4 mol = 385 kJ·mol⁻¹ L’energia media di un legame C–F in CF₄ è 385 kJ·mol⁻¹. ====== ESERCIZIO 2 ====== Calcola ΔH° per le reazioni riportate di seguito. 1) CH<sub>3</sub>CH<sub>2</sub>OCH<sub>3</sub> + HI → CH<sub>3</sub>CH<sub>2</sub>OH + CH<sub>3</sub>I 2) CH<sub>3</sub>Cl + NH<sub>3</sub> → CH<sub>3</sub>NH<sub>2</sub> + HCl == Descrizione di una reazione - Diagrammi energetici e stati di transizione == '''Obiettivi''' * disegnare il diagramma dell'energia di reazione per una reazione in un solo stadio, partendo da alcune indicazioni sulla velocità della reazione (lenta o veloce) e sul suo carattere esotermico o endotermico; * interpretare il diagramma dell'energia di reazione per un processo a singolo stadio (ad esempio, usare il diagramma per determinare se la reazione è esotermica o endotermica); * proporre possibili strutture dello stato di transizione per processi semplici in un solo passaggio; * valutare la probabilità che una reazione avvenga a temperatura ambiente, data l’energia di attivazione ΔG‡. '''Termini chiave''' * energia di attivazione, ΔG<sup>''<small>‡</small>''</sup> * diagramma dell'energia di reazione * stato di transizione '''Note di studio''' Potresti aver imparato a usare il termine “complesso attivato” al posto di “stato di transizione”, poiché i due termini sono spesso usati come sinonimi. Allo stesso modo, l’energia di attivazione di una reazione è spesso indicata con il simbolo ''Eact'' o ''Ea''. Potresti ricordare dalla chimica generale che è spesso comodo descrivere le reazioni chimiche tramite diagrammi energetici. In un diagramma energetico, l'asse verticale rappresenta l'energia complessiva dei reagenti, mentre l'asse orizzontale è la "coordinata della reazione", che traccia da sinistra a destra il progresso della reazione dai composti di partenza ai prodotti finali. Il diagramma energetico per una reazione tipica a singolo stadio potrebbe essere simile a questo: [[File:The energy diagram for a typical one-step reaction.png|centro|senza_cornice]] Nonostante la sua apparente semplicità, questo diagramma energetico trasmette alcune idee molto importanti sulla termodinamica e la cinetica della reazione. Ricorda che quando parliamo di termodinamica di una reazione, ci preoccupiamo della differenza di energia tra reagenti e prodotti, e se la reazione è "in discesa" (esergonica, che rilascia energia) o "in salita" (endergonica, che assorbe energia). Quando parliamo di cinetica, invece, ci concentriamo sulla velocità della reazione, indipendentemente dal fatto che sia termodinamicamente "in salita" o "in discesa". Per prima cosa, rivediamo cosa ci dice questo diagramma energetico sulla termodinamica della reazione illustrata nel diagramma sopra. Il livello energetico dei prodotti è inferiore a quello dei reagenti. Questo ci dice che il cambiamento dell'energia libera di Gibbs standard per la reazione (ΔG˚rnx) è negativo. In altre parole, la reazione è esergonica, o "in discesa". Ricorda che il termine ΔG˚rnx racchiude sia ΔH˚rnx, il cambiamento nell'entalpia (calore), sia ΔS˚rnx, il cambiamento nell'entropia (disordine): ΔG˚ = ΔH˚ − TΔS˚ dove T è la temperatura assoluta in Kelvin. Per i processi chimici in cui il cambiamento di entropia è piccolo (~0), il cambiamento nell'entalpia è essenzialmente lo stesso del cambiamento nell'energia libera di Gibbs. I diagrammi energetici per questi processi spesso tracciano l'entalpia (H) invece dell'energia libera per semplicità. Il cambiamento standard dell'energia libera di Gibbs per una reazione può essere correlato alla costante di equilibrio della reazione () tramite una semplice equazione: ΔG˚ = −R T ln K<sub>eq</sub> dove: * K<sub>eq</sub> = [prodotto] / [reagente] all'equilibrio * R = 8.314 J×K⁻¹×mol⁻¹ o 1.987 cal×K⁻¹×mol⁻¹ * T = temperatura in Kelvin (K) Se fai i calcoli, vedrai che un valore negativo per ΔG˚rnx (una reazione esoergonica) corrisponde - come dovrebbe essere per intuizione - a K<sub>eq</sub> maggiore di 1, una costante di equilibrio che favorisce la formazione di prodotti. In una reazione ipotetica endoergonica (che assorbe energia), i prodotti avrebbero un'energia superiore a quella dei reagenti, e quindi ΔG˚rnx sarebbe positivo e K<sub>eq</sub> sarebbe inferiore a 1, favorendo i reagenti. [[File:The energy diagram of an endergonic reaction.png|centro|senza_cornice]] Ora, passiamo alla cinetica. Guardiamo di nuovo il diagramma energetico per una reazione esoergonica: anche se è "in discesa" nel complesso, non è una discesa diretta. [[File:The energy diagram for exergonic reaction.png|centro|senza_cornice]] Prima di tutto, un "barriera energetica" deve essere superata per arrivare al lato dei prodotti. L'altezza di questa barriera energetica, come ricorderai, è chiamata "energia di attivazione" (ΔG<sup><small>''‡''</small></sup>). L'energia di attivazione è ciò che determina la cinetica di una reazione: più alta è la collina energetica, più lenta sarà la reazione. In cima alla barriera energetica, la reazione si trova nel suo stato di transizione (TS), che è il punto in cui i legami sono in fase di rottura e formazione. Lo stato di transizione è un "complesso attivato": uno stato transitorio e dinamico che, a differenza delle specie più stabili, non ha una durata definibile. Può essere utile immaginare lo stato di transizione come il momento esatto in cui una palla da baseball viene colpita da una mazza. Gli stati di transizione vengono disegnati con linee tratteggiate a rappresentare i legami che sono in fase di rottura o formazione, e il disegno è spesso racchiuso tra parentesi. Ecco un'immagine di uno stato di transizione probabile per una reazione di sostituzione tra idrossido e clorometano: [[File:Transition state for SN2 reaction of methyl chloride and hydroxide.svg|centro|senza_cornice]] Nota che questa specie è assente nell'equazione chimica (cioè non è né un reagente né un prodotto): CH<sub>3</sub>Cl + HO⁻ → CH<sub>3</sub>OH + Cl⁻ Questa reazione coinvolge una collisione tra due molecole: per questo motivo, si dice che abbia una cinetica di secondo ordine. L'espressione della velocità per questo tipo di reazione è: velocità = k[reagente 1][reagente 2] ... che ci dice che la velocità della reazione dipende dalla costante di velocità ''k'' così come dalla concentrazione di entrambi i reagenti. La costante di velocità può essere determinata sperimentalmente misurando la velocità della reazione con diverse concentrazioni iniziali dei reagenti. La costante di velocità dipende, naturalmente, dall'energia di attivazione, ma anche dalla temperatura: una temperatura più alta significa un valore più alto di ''k'' e una reazione più rapida, a parità di condizioni. Questo dovrebbe avere senso intuitivo: quando c'è più energia termica nel sistema, più molecole dei reagenti riescono a superare la barriera energetica. Ecco un'altra espressione interessante e utile. Considera una reazione semplice in cui i reagenti sono A e B, e il prodotto è AB (questa è chiamata una reazione di condensazione, perché due molecole si uniscono, o si condensano). Se conosciamo la costante di velocità ''k'' per la reazione diretta e la costante di velocità ''k<sub>inversa</sub>'' per la reazione inversa (dove AB si separa in A e B), possiamo semplicemente prendere il quoziente per trovare la nostra costante di equilibrio ''K<sub>eq</sub>'': A + B ⇌ AB con K<sub>eq</sub> = [AB] / [A][B] = k<sub>diretta</sub> / k<sub>inversa</sub> Anche questo dovrebbe avere senso intuitivo: se la costante di velocità per la reazione diretta è maggiore di quella per la reazione inversa, l'equilibrio dovrebbe spostarsi verso i prodotti. == Descrivere una Reazione - Intermediari == '''Obiettivi''' * spiegare la differenza tra uno stato di transizione e un intermedio. * disegnare un diagramma energetico di reazione per un dato processo multistep. * interpretare il diagramma energetico di reazione di un processo multistep (ad esempio, determinare quale dei passaggi è determinante per la velocità). '''Termini chiave''' * intermedio di reazione '''Appunti di studio''' Ogni passaggio in una reazione multistep ha la propria energia di attivazione. L'energia di attivazione complessiva è la differenza di energia tra i reagenti e lo stato di transizione del passaggio più lento (determinante per la velocità). Il passaggio determinante per la velocità, cioè quello che controlla la velocità complessiva della reazione, è il passaggio con l'energia di attivazione più alta. Un secondo modello per una reazione di sostituzione nucleofila è chiamato il meccanismo 'dissociativo', o 'SN1': in questa visione, il legame C-X si rompe prima che il nucleofilo si avvicini: [[File:Mechanism for dissociation of X in tertiary alkyl halide to form a tertiary carbocation.svg|centro|senza_cornice]] Questo porta alla formazione di un carbocatione: poiché il carbonio centrale ha solo tre legami, porta una carica formale di +1. Ricorda che un carbocatione dovrebbe essere rappresentato come ibridato sp², con geometria planare trigonometrica. Perpendicolare al piano formato dai tre orbitali ibridi sp² c'è un orbitale p vuoto e non ibridato. [[File:Orbital depiction of tertiary carbocation, showing empty p orbital.svg|centro|senza_cornice]] Nel secondo passo di questa reazione a due fasi, il nucleofilo attacca l'orbitale p vuoto, 'affamato di elettroni', del carbocatione per formare un nuovo legame e riportare il carbonio a geometria tetraedrica. [[File:Mechanism of SN1 reaction showing inversion and retention% 2C two different stereochemical outcomes (1).svg|centro|senza_cornice|449x449px]] Abbiamo visto che le reazioni SN2 portano specificamente all'inversione della stereochimica al centro carbonioso elettrofilo. E che dire del risultato stereochimico delle reazioni SN1? Nel modello di reazione SN1 mostrato sopra, il gruppo uscente si dissocia completamente dalla vicinanza della reazione prima che il nucleofilo inizi il suo attacco. Poiché il gruppo uscente non è più presente, il nucleofilo è libero di attaccare da entrambi i lati del carbocatione planare ibridato sp². Ciò significa che circa la metà delle volte il prodotto ha la stessa configurazione stereochimica del materiale di partenza (ritenzione di configurazione), e circa la metà delle volte la stereochimica è stata invertita. In altre parole, si è verificata la razemizzazione al centro carbonioso. Come esempio, l'alcool alchilico terziario bromurato sottostante dovrebbe formare una miscela racemica di alcoli R e S dopo una reazione SN1 con l'acqua come nucleofilo in arrivo. [[File:Reaction of (S)-3-bromo-3-methylhexane with water to form (R)- and (S)-3-methyl-3-hexanol.svg|centro|senza_cornice|766x766px]] '''ESERCIZIO 1''' Disegna la struttura dell'intermediario nella reazione di sostituzione nucleofila a due passi sopra. '''Risposta''' [[File:Exercise 6-10-1.png|centro|senza_cornice|282x282px]] Nella reazione '''SN1''' vediamo un esempio di '''intermediario di reazione''', un concetto molto importante nello studio dei meccanismi delle reazioni organiche che è stato introdotto precedentemente nel modulo sulla reattività organica. Ricorda che molte reazioni organiche importanti non avvengono in un singolo passo; piuttosto, sono la somma di due o più passaggi discreti di formazione / rottura di legami, e coinvolgono specie intermedie transitorie che reagiscono molto rapidamente. Nella reazione '''SN1''', la specie '''carbocatione''' è un intermediario di reazione. Un diagramma di energia potenziale per una reazione '''SN1''' mostra che l'intermediario carbocationico può essere visualizzato come una sorta di valle nel percorso della reazione, più alto in energia rispetto ai reagenti e ai prodotti, ma più basso in energia rispetto ai due stati di transizione. [[File:Reaction coordinate diagram for SN1 reaction.png|centro|senza_cornice|440x440px]] [[File:Mechanism of SN1 reaction for conversion of a tertiary alkyl halide (R) to a tertiary carbocation (I) to a tertiary alkyl-nucleophile.svg|centro|senza_cornice|434x434px]] '''ESERCIZIO 2''' Disegna le strutture che rappresentano TS1 e TS2 nella reazione sopra. Usa la convenzione del cuneo solido/tratteggio per mostrare le tre dimensioni. '''Risposta''' [[File:Exercise 6-10-2.png|centro|senza_cornice|468x468px]] Ricorda che il primo passo della reazione sopra, in cui si formano due specie cariche a partire da una molecola neutra, è molto più lento dei due passaggi, ed è quindi determinante per la velocità. Questo è illustrato dal diagramma energetico, dove l'energia di attivazione per il primo passo è più alta di quella per il secondo passo. Ricorda anche che una reazione SN1 ha cinetica di primo ordine, perché il passo determinante per la velocità coinvolge una sola molecola che si separa, non due molecole che collidono. Ora arriviamo al tema della '''catalisi'''. Il nostro ipotetico piatto di zucchero (dalla sezione 6.2) sta ancora ostinatamente rifiutando di trasformarsi in anidride carbonica e acqua, anche se facendo così raggiungerebbe uno stato energetico molto più stabile. Esistono, infatti, due modi per accelerare il processo per evitare di aspettare millenni affinché la reazione raggiunga la sua completamento. Potremmo fornire abbastanza energia, sotto forma di calore da una fiamma, per spingere alcune delle molecole di zucchero oltre la collina energetica alta. Il calore verrebbe rilasciato dalla reazione esotermica risultante, e questa energia spingerebbe più molecole oltre le loro colline energetiche, e così via - lo zucchero brucerebbe letteralmente. Un secondo modo per far andare più velocemente la reazione è utilizzare un '''catalizzatore'''. Probabilmente sai già che un catalizzatore è un agente che fa andare più velocemente una reazione chimica abbassandone l'energia di attivazione. [[File:Action of a catalyst.png|centro|senza_cornice|359x359px]] Come potresti catalizzare la conversione dello zucchero in anidride carbonica e acqua? Non è troppo difficile – basta mangiare lo zucchero e lasciare che gli enzimi digestivi facciano il loro lavoro catalizzando le numerose reazioni biochimiche coinvolte nella sua scomposizione. Gli enzimi sono proteine, e sono catalizzatori molto efficaci. "Molto efficaci" in questo contesto significa molto '''specifici''', e molto '''veloci'''. La maggior parte degli enzimi è molto selettiva nei confronti delle molecole reagenti: si sono evoluti nel corso di milioni di anni per catalizzare le loro reazioni specifiche. Un enzima che attacca un gruppo fosfato al glucosio, ad esempio, non farà nulla al fruttosio (i dettagli di queste reazioni sono discussi nella sezione 10.2B). [[File:Conversion of glucose to glucose 6-phosphate catalyzed by glucose kinase.svg|centro|senza_cornice|474x474px]] [[File:Reaction of fructose with glucose kinase does not proceed.svg|centro|senza_cornice|507x507px]] La '''glucosio chinasi''' è in grado di trovare e riconoscere il glucosio tra tutte le altre molecole che fluttuano nella "zuppa chimica" di una cellula. Un altro enzima, '''fruttosiochinasi''', catalizza specificamente la fosforilazione del fruttosio. Abbiamo già imparato (sezione 3.9) che gli enzimi sono molto specifici in termini di stereochimica delle reazioni che catalizzano. Gli enzimi sono anche altamente '''regiospecifici''', agendo su una sola parte specifica di una molecola. Nota che nella reazione della glucosio chinasi sopra, solo uno dei gruppi alcolici viene fosforilato. Infine, gli enzimi sono in grado di accelerare le reazioni in modo veramente straordinario. Gli enzimi tipici velocizzano una reazione da un milione a un miliardo di volte, e l'enzima più efficiente attualmente conosciuto dai scienziati si ritiene acceleri la sua reazione di un fattore di circa 10¹⁷ (vedi '''Chemical and Engineering News''', 13 marzo 2000, p. 42 per una discussione interessante su questo enzima, la '''orotidina monofosfato decarbossilasi'''). Ora inizieremo un'esplorazione di alcune delle idee di base su come gli enzimi compiono queste straordinarie imprese di catalisi, e queste idee verranno riprese spesso nel resto del testo mentre consideriamo vari esempi di reazioni organiche catalizzate da enzimi. Ma per iniziare a capire come funzionano gli enzimi, dobbiamo prima imparare (o rivedere, a seconda dei casi) un po' sulla struttura delle proteine. ----'''Esercizio 6.10.3''' Disegna un diagramma energetico con un primo passo esergonico e un secondo passo endergonico. Etichetta il diagramma. giulia == Benzina – Uno Sguardo Più Approfondito == ===== Obiettivi ===== * descrivere la natura generale dei giacimenti petroliferi e riconoscere perché il petrolio è una fonte così importante di composti organici. * spiegare, in termini generali, i processi coinvolti nella raffinazione del petrolio. * definire il numero di ottano di un carburante e collegare il numero di ottano alla struttura chimica. ===== Termini Chiave ===== * cracking catalitico * reforming catalitico * distillazione frazionata * numero di ottano (grado di ottano) ===== Note di Studio ===== La raffinazione del petrolio in frazioni utilizzabili è un processo industriale di grande importanza. Nella parte laboratoristica di questo corso, avrai l’opportunità di confrontare questo processo industriale con la procedura di distillazione così come viene eseguita nel laboratorio studentesco. === Petrolio === Il petrolio estratto dal sottosuolo è una miscela complessa di '''diverse migliaia di composti organici''', che includono '''alcani a catena lineare''', '''cicloalcani''', '''alcheni''' e '''idrocarburi aromatici''' con un numero di atomi di carbonio che varia da quattro a diverse centinaia. L’identità e l’abbondanza relativa dei componenti variano in base alla fonte: il greggio texano è leggermente diverso dal greggio saudita. In effetti, l’analisi del petrolio proveniente da diversi giacimenti può produrre un vero e proprio '''“impronta digitale”''', utile per rintracciare l’origine di versamenti di greggio. Ad esempio, il greggio del Texas è detto '''“dolce”''', il che significa che contiene una '''piccola quantità di molecole contenenti zolfo''', mentre il greggio dell’Arabia Saudita è detto '''“amaro”''', poiché contiene una '''quantità relativamente elevata di molecole contenenti zolfo'''. === Benzina === Il petrolio viene trasformato in prodotti utili, come la benzina, attraverso '''tre fasi''': '''distillazione''', '''cracking''' e '''reforming'''. La '''distillazione''' separa i composti in base alla loro '''volatilità relativa''', che solitamente è '''inversamente proporzionale ai loro punti di ebollizione'''. La '''parte (a)''' della figura mostra un disegno a sezione trasversale di una '''colonna utilizzata nell'industria petrolifera''' per separare i componenti del petrolio greggio. Il petrolio viene riscaldato a circa '''400°C (750°F)''' e diventa una '''miscela di liquido e vapore'''. Questa miscela, chiamata '''feedstock''' (''carica d'alimentazione''), viene introdotta nella '''torre di raffinazione'''. I componenti '''più volatili''' (quelli con i '''punti di ebollizione più bassi''') condensano nella '''parte superiore''' della colonna, dove la temperatura è più bassa, mentre i componenti '''meno volatili''' condensano '''più in basso'''. Alcuni materiali sono così '''poco volatili''' che si '''raccoglono sul fondo''' della colonna senza evaporare affatto. Di conseguenza, la '''composizione del liquido che condensa a ciascun livello''' della colonna è diversa. Queste '''diverse frazioni''', ognuna delle quali è solitamente una miscela di composti con '''un numero simile di atomi di carbonio''', vengono '''estratte separatamente'''. La '''parte (b)''' della figura mostra le '''frazioni tipiche''' raccolte nelle raffinerie, il '''numero di atomi di carbonio''' che contengono, i loro '''punti di ebollizione''' e i loro '''usi finali'''. Questi prodotti variano da '''gas''' utilizzati nel gas naturale e nelle bombole, a '''liquidi''' impiegati come carburanti e lubrificanti, fino a '''solidi appiccicosi''' utilizzati come '''catrame''' per strade e tetti. [[File:The Burning of Gasoline in an Internal Combustion Engine.jpg|centro|senza_cornice|494x494px]] L'economia della raffinazione del petrolio è complessa. Ad esempio, la domanda di mercato per il cherosene e i lubrificanti è molto più bassa rispetto a quella per la benzina, eppure tutte e tre le frazioni si ottengono dalla colonna di distillazione in quantità comparabili. Inoltre, la maggior parte delle benzine e dei carburanti per jet sono miscele con composizioni '''molto attentamente controllate''' che non possono variare come invece accadeva per le materie prime originali. Per rendere la raffinazione del petrolio più redditizia, le frazioni meno volatili e di minor valore vengono convertite in miscele più volatili e di maggior valore, con formule controllate con cura. Il primo processo utilizzato per realizzare questa trasformazione è il '''cracking''', in cui gli idrocarburi più grandi e pesanti presenti nel cherosene e nelle frazioni con punti di ebollizione più alti vengono riscaldati fino a temperature che possono arrivare a '''900°C'''. Le reazioni ad alta temperatura provocano la rottura dei legami carbonio-carbonio, trasformando i composti in molecole più leggere simili a quelle della frazione della benzina. Quindi, nel cracking, un alcano a catena lineare con un numero di atomi di carbonio corrispondente alla frazione del cherosene viene convertito in una miscela di idrocarburi con un numero di atomi di carbonio corrispondente alla frazione più leggera della benzina. Il secondo processo utilizzato per aumentare la quantità di prodotti di valore si chiama '''reforming'''; si tratta della conversione chimica degli alcani a catena lineare in alcani ramificati o in miscele di idrocarburi aromatici. L’uso di metalli come il platino favorisce le reazioni chimiche necessarie. Le miscele di prodotti ottenute dal cracking e dal reforming vengono poi separate tramite distillazione frazionata. === Grado di Ottano === La qualità di un carburante è indicata dal suo '''grado di ottano''', che misura la sua capacità di bruciare in un motore a combustione senza causare battiti o "pinging". I battiti in testa e il pinging segnalano una combustione prematura, che può essere causata sia da un malfunzionamento del motore sia da un carburante che brucia troppo velocemente. In entrambi i casi, la miscela di benzina e aria esplode nel momento sbagliato del ciclo del motore, riducendo la potenza erogata e danneggiando valvole, pistoni, cuscinetti e altri componenti del motore. Le diverse formulazioni di benzina sono progettate per fornire la miscela di idrocarburi meno suscettibile a causare battiti in testa o pinging in un determinato tipo di motore che opera a un livello specifico [[File:The Distillation of Petroleum.jpg|centro|senza_cornice|464x464px]] La scala di ottano è stata stabilita nel 1927 utilizzando un motore di prova standard e due composti puri: '''n-eptano''' e '''isoottano''' (2,2,4-trimetilpentano). L’'''n-eptano''', che provoca un forte battito in testa durante la combustione, è stato assegnato a un valore di '''0''' sulla scala di ottano, mentre l’'''isoottano''', un carburante che brucia molto regolarmente, è stato assegnato a un valore di '''100'''. I chimici assegnano i valori di ottano alle diverse miscele di benzina facendo bruciare un campione di ciascuna in un motore di prova e confrontando il battito in testa osservato con quello prodotto da miscele specifiche di n-eptano e isoottano. Ad esempio, il valore di ottano di una miscela composta dal '''89% di isoottano''' e dall’'''11% di n-eptano''' è semplicemente la media dei valori di ottano dei singoli componenti, ponderata in base alle quantità relative di ciascuno nella miscela. Convertendo le percentuali in decimali, otteniamo il valore di ottano della miscela: 0,89×100+0,11×0 = 89 Come mostrato nella '''tabella''', molti composti attualmente disponibili hanno valori di ottano superiori a 100, il che significa che sono carburanti migliori del puro isoottano. Inoltre, sono stati sviluppati '''agenti antidetonanti''', chiamati anche '''potenziatori di ottano'''. Uno dei più usati per molti anni è stato il '''tetraetile di piombo''' , che con una concentrazione di circa 3 g/gal conferisce un aumento del valore di ottano di 10–15 punti. Dal 1975, tuttavia, i composti di piombo sono stati eliminati come additivi nella benzina perché altamente tossici. Altri potenziatori, come il '''metil-terbutil etere''' (MTBE), sono stati sviluppati per sostituirli. Essi combinano un alto valore di ottano con una minima corrosione delle parti del motore e del sistema di alimentazione. Sfortunatamente, quando la benzina contenente MTBE fuoriesce da serbatoi di stoccaggio sotterranei, ciò ha causato contaminazioni delle falde acquifere in alcune località, portando a limitazioni o divieti assoluti sull’uso di MTBE in certe aree. Di conseguenza, è in aumento l’uso di potenziatori di ottano alternativi come l’'''etanolo''', che può essere ottenuto da risorse rinnovabili come mais, canna da zucchero e, in futuro, anche dai gambi di mais e dalle erbe. {| class="wikitable" |+ !Nome !Formula Strutturale Condensata !Valore di Ottano !Nome !Formula Strutturale Condensata !Valore di Ottano |- |n-eptano |CH3CH2CH2CH2CH2CH2CH3 |0 |o-xilene |struttura scheletrica di o-xilene.cdxml |107 |- |n-esano |CH3CH2CH2CH2CH2CH3 |25 |etanolo |CH3CH2OH |108 |- |n-pentano |CH3CH2CH2CH2CH3 |62 |alcol t-butile |(CH3)3COH |113 |- |isoottano |(CH3)3CCH2CH(CH3)2 |100 |p-xilene |[[File:Skeletal structure of p-xylene.svg|centro|senza_cornice|140x140px]] |116 |- |benzene |[[File:Skeletal structure of benzene.svg|centro|senza_cornice|61x61px]] |106 |metil-terbutil etere |H3COC(CH3)3 |116 |- |metanolo |CH3OH |107 |toluene |[[File:Skeletal structure of toluene.svg|centro|senza_cornice|119x119px]] |118 |} 1-4: ossidazione o riduzione 5-8: riduci o ossida con nomi 9-12: ossidazione 13-16: riduzione 17-20: biologiche lzugt21aprhsruwg53o3226bw5p4eea Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/San Pietro al Natisone/San Pietro al Natisone - Chiesa di San Pietro Apostolo 0 58422 491980 482979 2026-04-16T18:53:23Z VoceUmana7 51633 491980 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} [[File:SPAN Orgel von Callido 01.jpg|400px|centro]] * '''Costruttore:''' Gaetano Callido, opus 142 * '''Anno:''' 1804 * '''Restauri/modifiche:''' ? * '''Registri:''' 22 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 49 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>5</sup>'') con prima ottava scavezza * '''Pedaliera:''' a leggio, 18 tasti costantemente uniti al manuale (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>2</sup>'') con prima ottava scavezza * '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento in navata laterale di destra * '''Accessori:''' Rullante * '''Dati tecnici:''' temperamento inequabile (morbido) {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno''''' ---- |- |Principale || 8' Bassi |- |Principale || 8' Soprani |- |Ottava |- |Quinta Decima |- |Decima Nona |- |Vigesima Seconda |- |Vigesima Sesta |- |Vigesima Nona |- |Trigesima terza |- |Trigesima sesta |- |Contrabassi || 16' |- |Ottava di Contabbassi || 8' |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto''''' ---- |- |Voce umana || 8' |- |Flauto in VIII || 4' Bassi |- |Flauto in VIII || 4' Soprani |- |Flauto in XII |- |Cornetta || |- |Violetta || 4' Bassi |- |Violetta || 4' Soprani |- |Tromboncini || Bassi |- |Tromboncini || Soprani |- |Tromboni al pedale || 8' |- |- |} |} == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa di San Pietro Apostolo (San Pietro al Natisone)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Pietro Apostolo}} {{Avanzamento|100%|16 aprile 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] rw79qdl44fn7k5dhbovcexdikx6vkmr 491981 491980 2026-04-16T18:53:55Z VoceUmana7 51633 491981 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} [[File:SPAN Orgel von Callido 01.jpg|400px|centro]] * '''Costruttore:''' Gaetano Callido (''Opus 142'') * '''Anno:''' 1804 * '''Restauri/modifiche:''' ? * '''Registri:''' 22 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 49 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>5</sup>'') con prima ottava scavezza * '''Pedaliera:''' a leggio, 18 tasti costantemente uniti al manuale (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>2</sup>'') con prima ottava scavezza * '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento in navata laterale di destra * '''Accessori:''' Rullante * '''Dati tecnici:''' temperamento inequabile (morbido) {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno''''' ---- |- |Principale || 8' Bassi |- |Principale || 8' Soprani |- |Ottava |- |Quinta Decima |- |Decima Nona |- |Vigesima Seconda |- |Vigesima Sesta |- |Vigesima Nona |- |Trigesima terza |- |Trigesima sesta |- |Contrabassi || 16' |- |Ottava di Contabbassi || 8' |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto''''' ---- |- |Voce umana || 8' |- |Flauto in VIII || 4' Bassi |- |Flauto in VIII || 4' Soprani |- |Flauto in XII |- |Cornetta || |- |Violetta || 4' Bassi |- |Violetta || 4' Soprani |- |Tromboncini || Bassi |- |Tromboncini || Soprani |- |Tromboni al pedale || 8' |- |- |} |} == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa di San Pietro Apostolo (San Pietro al Natisone)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Pietro Apostolo}} {{Avanzamento|100%|16 aprile 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 3har08i8szqslnllghryytrcjaj1xwp Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Cividale del Friuli/Cividale del Friuli - Chiesa di San Pietro ai Volti 0 58455 492015 483295 2026-04-16T19:53:22Z VoceUmana7 51633 492015 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Valentino e Pietro Antonio de Corte * '''Anno:''' 1837 * '''Restauri/modifiche:''' da restaurare * '''Registri:''' 17 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 50 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>2</sup>''), costantemente unita al manuale * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno''''' ---- |- |Principale || Basso |- |Principale || Soprano |- |Ottava |- |Decima quinta |- |Decima nona |- |Vigesima seconda |- |Vigesima sesta |- |Vigesima nona |- |Contrabbassi<ref>ai pedali</ref> |- |Ottava di C.bassi<ref>ai pedali</ref> |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto''''' ---- |- |Voce Umana |- |Flauto || 8' Basso |- |Flauto || 8' Soprano |- |Flauto XII |- |Flaugioletto |- |Tromboncini || Bassi |- |Tromboncini || Soprani |- |} |} == Note == <references/> {{Avanzamento|100%|12 ottobre 2025}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Cividale del Friuli - Chiesa di San Pietro ai Volti]] 5evkopo7sew6a7diozlss5flhro56te Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Marano Lagunare/Marano Lagunare - Chiesa di San Martino Vescovo 0 58998 492006 486449 2026-04-16T19:36:07Z VoceUmana7 51633 492006 wikitext text/x-wiki * '''Costruttore:''' Francesco Dacci * '''Anno:''' 1773 * '''Restauri/modifiche:''' Francesco Zanin (restauro, 1980) * '''Registri:''' 30 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra * '''Tastiere:''' 2 di 45 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'') con prima ottava scavezza * '''Pedaliera:''' a leggio di 17 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>'') con prima ottava scavezza * '''Accessori:''' Timpani, Ripieno G.O. a pedaletto * '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria in controfacciata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Organo positivo'''<ref>tastiera inferiore, i pomelli a sinistra della consolle</ref> ---- |- |Principale || 8' Soprani |- |Ottava|| Soprani |- |Ottava|| Bassi |- |Quinta Decima |- |Vigesima Seconda |- |Flauto in Ottava|| Bassi |- |Flauto in Ottava|| Soprani |- |Cornetta|| Soprani |- |Tromboncini|| Bassi |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Grand'Organo - ''Ripieno'''''<ref>tastiera superiore, i pomelli a destra della consolle</ref> ---- |- |Principale|| Bassi |- |Principale|| Soprani |- |Ottava |- |Quinta Decima |- |Decima Nona |- |Vigesima Seconda |- |Vigesima Sesta |- |Vigesima Nona |- |Trigesima Terza<ref>da ''Do<sup>1</sup>'' a ''Fa<sup>2</sup>''</ref> |- |Trigesima Sesta<ref>da ''Do<sup>1</sup>'' a ''Do<sup>2</sup>''</ref> |- |Voce Umana |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Grand'Organo - ''Concerto''''' ---- |- |Flauto in Ottava ||Bassi<ref>prima ottava in comune con Ottava</ref> |- |Flauto in Ottava|| Soprani |- |Flauto in Duodecima |- |Cornetta|| Soprani |- |Tromboncini ||Soprani |- |Tromboncini|| Bassi |- |Violoncelli|| Soprani |- |Violoncelli|| Bassi |- |Contrabassi & Ottave & Duodecima |- |Tromboni ||8' al Pedale |- |} |} == Note == <references/> == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa di San Martino Vescovo (Marano Lagunare)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Martino Vescovo a Marano Lagunare}} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/wp-content/uploads/2023/04/organi-unito-1.pdf|titolo=Organi restaurati del Friuli-Venezia Giulia}} {{Avanzamento|100%|1 gennaio 2025}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] {{Disposizioni foniche di organi a canne}} 2c7u0mhga5nv0oltzfo9rq5aduzmspv Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Codroipo/Pozzo - Chiesa di Santa Giustina 0 59036 492013 486458 2026-04-16T19:48:29Z VoceUmana7 51633 492013 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Pietro Nacchini (attr.) * '''Anno:''' seconda metà del sec. XVIII * '''Restauri/modifiche:''' Francesco e Gustavo Zanin (restauro, 1989) * '''Registri:''' 15 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiera:''' di 47 tasti con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>-Re<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Do#<sup>3</sup>-Re<sup>3</sup>'') * '''Pedaliera:''' a leggio di 17 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>'', estensione reale ''Do<sup>1</sup>-Si<sup>1</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata * '''Accessori:''' Ripieno a manovella, pedaletto per Tamburo {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Manuale''' ---- |- |Principale || 8' Bassi |- |Principale || 8' Soprani |- |Ottava |- |Decima V<sup>a</sup> |- |Decima IX<sup>a</sup> |- |Vigesima II<sup>a</sup> |- |Vigesima VI<sup>a</sup> |- |Vigesima IX<sup>a</sup> |- |Voce Umana |- |Flauto in 8<sup>a</sup> |- |Flauto in 12<sup>a</sup><ref>ricostruito da Gustavo Zanin</ref> |- |Cornetta |- |Trombe ||Basse |- |Trombe || Soprane |- |Contrabassi || 16' al Pedale |- |} |} == Note == <references/> == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/wp-content/uploads/2023/04/organi-unito-1.pdf|titolo=Organi restaurati del Friuli-Venezia Giulia}} {{Avanzamento|100%|4 gennaio 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] ghdrhkt7iu90rcgfshni5cwps3yc9ic Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Dignano/Dignano - Chiesa di San Sebastiano 0 59038 492012 486607 2026-04-16T19:46:51Z VoceUmana7 51633 492012 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Don Francesco Merlini * '''Anno:''' 1786 / inizio sec. XIX<ref>Inizialmente costruito per la Chiesa di S. Giacomo della Gidecca, incorporando il materiale fonico dell'organo precedente, ricollocato a S. Giacomo ai primi dell'ottocento probabilmente dietro l'altare maggiore.</ref> * '''Restauri/modifiche:''' Valentino Zanin (ricollocazione in cantoria e revisione, 1832), Franz Zanin (restauro, 1992) * '''Registri:''' 16 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica sospesa * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 47 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>5</sup>'') con prima ottava scavezza * '''Pedaliera:''' a leggio, 18 tasti (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>2</sup>'') costantemente uniti al manuale<ref>l'ultimo tasto aziona il Tamburo</ref> * '''Collocazione:''' in corpo unico, in controfacciata * '''Accessori:''' Tiratutti a manovella, Tamburo {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno''''' ---- |- |Principale || 8' Bassi |- |Principale || 8' Soprani |- |Ottava |- |Quinta decima |- |Decima nona |- |Vigesima seconda |- |Vigesima sesta |- |Tromboncini || Soprani |- |Vigesima nona |- |Contrabbassi<ref>16' + Ottava + Quinta di C.B.</ref> ||al Pedale |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto''''' ---- |- |Voce Umana |- |Flauto in VIII |- |Flauto in XII |- |Flauto in XV || Soprani |- |Cornetta |- |Tromboncini ||Bassi |- |- |} |} == Note == <references/> == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa di San Sebastiano (Dignano, Italia)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Sebastiano a Dignano}} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/wp-content/uploads/2023/04/organi-unito-1.pdf|titolo=Organi restaurati del Friuli-Venezia Giulia}} {{Avanzamento|100%|4 gennaio 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 6mbnrgpx9e53xtn2gt9qcmswggy9dgl Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Ampezzo/Ampezzo - Chiesa della Beata Vergine del Rosario 0 59043 492020 486444 2026-04-16T19:58:20Z VoceUmana7 51633 492020 wikitext text/x-wiki [[File:Ampezzo, Chiesa della Beata Vergine del Rosario e di San Daniele Profeta, organo Pietro De Corte.jpg|300px]], [[File:Ampezzo, Chiesa della Beata Vergine del Rosario e di San Daniele Profeta, organo Pietro De Corte, consolle.jpg|500px]] * '''Costruttore:''' ignoto friulano * '''Anno:''' prima metà del sec. XIX * '''Restauri/modifiche:''' Francesco Zanin (restauro, 1991) * '''Registri:''' 22 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra; i pomelli dei registri del pedale sono collocati a sinistra della consolle, i registri della tastiera in due colonne a destra * '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' piana-parallela di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>''<ref>le note ''Do#<sup>1</sup>'', ''Re#<sup>1</sup>'', ''Fa#<sup>1</sup>'' e ''Sol#<sup>1</sup>'' sono richiamate dalla 2<sup>a</sup> ottava.</ref>) * '''Accessori:''' Ripieno a manovella, pedaletto per l'unione Tastiera-Pedale * '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento dietro l'altare maggiore {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contrabbasso || 16' |- |Ottava di Contrabbasso |- |Duodecima di Contrabbasso |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Manuale - ''Ripieno''''' ---- |- |Principale I || 8' Bassi |- |Principale I || Soprani |- |Principale II || Bassi |- |Principale II || Soprani |- |Ottava |- |Quinta decima |- |Decima nona |- |Vigesima seconda |- |Vigesima sesta |- |Vigesima nona |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Manuale - ''Concerto''''' ---- |- |Voce Umana |- |Flauto |- |Flauto in VIII || Bassi |- |Flauto in VIII || Soprani |- |Flauto in XII |- |Ottavino |- |Cornetta |- |Trombe ||Basse |- |Trombe ||Soprane |- |} |} == Note == <references/> == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/wp-content/uploads/2023/04/organi-unito-1.pdf|titolo=Organi restaurati del Friuli-Venezia Giulia}} {{Avanzamento|100%|4 gennaio 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] {{Disposizioni foniche di organi a canne}} 2926ddjg6flr3pcqirdlnqxdnolhwoe Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Carlino/Carlino - Chiesa di San Tommaso Apostolo 0 59045 492018 486605 2026-04-16T19:55:46Z VoceUmana7 51633 492018 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Beniamino Zanin * '''Anno:''' 1902 * '''Restauri/modifiche:''' Giuseppe e Franz Zanin (restauro, 1978) * '''Registri:''' 12 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica sospesa * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' concava di 27 tasti (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, in controfacciata * '''Accessori:''' pedaletti: Tremolo alla Voce Angelica - Unione tasto/pedale - Mezzo forte - Forte - Ripieno {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''A sinistra''' ---- |- |Voce Angelica || 8' |- |Viola || 8'<ref>sostituita da un Cornetto di due file nel 1978</ref> |- |Flauto || 4' |- |Subbasso || 16' |- |Ottava || 8' |- |Tromba || 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''A destra''' ---- |- |Principale ||8' |- |Ottava ||4' |- |Quintadecima ||2' |- |Decimanona ||1.1/3' |- |Vigesimaseconda ||1' |- |Ripieno ||4 file |- |} |} == Note == <references/> == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa di San Tommaso Apostolo (Carlino)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Tommaso Apostolo a Carlino}} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/wp-content/uploads/2023/04/organi-unito-1.pdf|titolo=Organi restaurati del Friuli-Venezia Giulia}} {{Avanzamento|100%|4 gennaio 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 3963vt3wp8jsa4bspfzsv451lweevsz Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Cercivento/Cercivento - Chiesa di San Martino Vescovo 0 59047 492017 486604 2026-04-16T19:54:50Z VoceUmana7 51633 492017 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} [[File:Cercivento, Chiesa di San Martino di San Martino Vescovo, Organo Giovanni Battista Morassi.jpg|400px|centro]] * '''Costruttore:''' Angelo Morassi (attr.) * '''Anno:''' 2<small>a</small> metà del sec. XVIII * '''Restauri/modifiche:''' Francesco Zanin (restauro, 1983) * '''Registri:''' 20 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica sospesa * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 47 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>5</sup>'') con prima ottava scavezza * '''Pedaliera:''' a leggio di 18 tasti con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>2</sup>'', estensione reale ''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, in controfacciata * '''Accessori:''' Ripieno a manovella, Tamburo<ref>azionato da ''La<sup>2</sup>'' del pedale</ref> {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno''''' ---- |- |Principale || 8' Bassi |- |Principale || Soprani |- |Ottava |- |Quinta decima |- |Decima nona |- |Vigesima seconda |- |Vigesima sesta |- |Vigesima nona |- |Trigesima terza |- |Trigesima sesta |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto''''' ---- |- |Voce Umana |- |Flauto in VIII ||Bassi |- |Flauto in VIII ||Soprani |- |Flauto in XII |- |Cornetta |- |Tromboncini ||Bassi |- |Tromboncini ||Soprani |- |Tromboni ||8' |- |Contrabassi ||16' |- |Ottava di Contrabassi |- |} |} == Note == <references/> == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa di San Martino Vescovo (Cercivento)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Martino Vescovo a Cercivento}} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/wp-content/uploads/2023/04/organi-unito-1.pdf|titolo=Organi restaurati del Friuli-Venezia Giulia}} {{Avanzamento|100%|4 gennaio 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] lg5tw7eoepck1b16adpvxyu6334z47f Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Muzzana del Turgnano/Muzzana del Turgnano - Chiesa di San Vitale 0 59049 492002 486603 2026-04-16T19:28:06Z VoceUmana7 51633 492002 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} [[File:Console dell'organo Nachini di Muzzana.jpg|400px|centro]] * '''Costruttore:''' Pietro Nacchini * '''Anno:''' 1750 * '''Restauri/modifiche:''' Giuseppe e Franz Zanin (restauro, 1978) * '''Registri:''' 14 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica sospesa * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 45 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'') con prima ottava scavezza * '''Pedaliera:''' a leggio di 17 tasti con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>'', estensione reale ''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, in controfacciata * '''Accessori:''' Tiratutti a manovella {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna unica''' ---- |- |Principale || 8' Soprani |- |Principale|| Bassi |- |Ottava |- |Quinta decima |- |Decima nona |- |Vigesima seconda |- |Vigesima sesta |- |Vigesima nona |- |Voce Umana |- |Flauto in duodecima |- |Cornetta |- |Tromboncini ||Soprani |- |Tromboncini ||Bassi |- |Contrabassi e Ottava ||16'+ 8' |- |} |} == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa di San Vitale (Muzzana del Turgnano)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Vitale a Muzzana del Turgnano}} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/wp-content/uploads/2023/04/organi-unito-1.pdf|titolo=Organi restaurati del Friuli-Venezia Giulia}} {{Avanzamento|100%|6 gennaio 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 6g5qysq23565gpc9r1mbg0ohgoyupik Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Ovaro/Luint - Chiesa di Santa Caterina 0 59051 492001 486602 2026-04-16T19:21:01Z VoceUmana7 51633 492001 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} [[File:Luint, Chiesa di Santa Caterina Vergine, Organo Pietro De Corte.jpg|350px]], [[File:Luint, Chiesa di Santa Caterina Vergine, Organo Pietro De Corte, tastiera.jpg|320px]] * '''Costruttore:''' Giovanni Battista De Corte (attr.) * '''Anno:''' prima metà del sec. XIX * '''Restauri/modifiche:''' Giuseppe e Franz Zanin (restauro, 1992) * '''Registri:''' 13 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica sospesa * '''Consolle:''' a finestra * '''Tastiere:''' 1 di 50 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'') con prima ottava scavezza * '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>2</sup>'') con prima ottava scavezza * '''Accessori:''' Ripieno a manovella, Tamburo<ref>azionato dal tasto ''La<sup>2</sup>'' del pedale </ref> * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno''''' ---- |- |Principale || 8' Bassi |- |Principale || Soprani |- |Ottava |- |Quinta Decima |- |Decima Nona |- |Vigesima Seconda |- |Vigesima Sesta |- |XXIX° |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto''''' ---- |- |Flauto Reale |- |Flauto in Duodecima |- |Cornetta |- |Ottava di Contrabbasso |- |Trombone |- |} |} == Note == <references/> == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa di Santa Caterina (Luint)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di Santa Caterina a Luint}} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/wp-content/uploads/2023/04/organi-unito-1.pdf|titolo=Organi restaurati del Friuli-Venezia Giulia}} {{Avanzamento|100%|4 gennaio 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 2fatn89at47n4rb5jl2d5y0guhbsppw Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Palazzolo dello Stella/Palazzolo dello Stella - Chiesa di Santo Stefano Protomartire 0 59053 491992 486469 2026-04-16T19:10:10Z VoceUmana7 51633 491992 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Valentino Zanin * '''Anno:''' 1857 * '''Restauri/modifiche:''' Giuseppe e Franz Zanin (restauro, 1977 e 1993) * '''Registri:''' 30 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra * '''Tastiere:''' 2 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' concava-parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'') * '''Accessori:''' Tiratutti a manovella, due pedaletti per Ripieno, Unione Primo Organo/Pedale, Unione Secondo Organo/Pedale, Unione Tastiere, Tamburo a pomello * '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria in controfacciata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Primo Organo - ''Concerto'''''<ref>i pomelli sono posizionati a destra della consolle</ref> ---- |- |Trombe<ref name=tm1>registri costruiti da Zanin nel 1977</ref> || Bassi |- |Trombe<ref name=tm1>registri costruiti da Zanin nel 1977</ref> || Soprani |- |Tromboncini<ref name=tm1>registri costruiti da Zanin nel 1977</ref> || Bassi |- |Corno Inglese<ref>registro costruito da Zanin nel 1993</ref> || 16' Soprani |- |Voce umana |- |Fluta|| Soprani |- |Flauto in VIII|| Bassi |- |Flauto in VIII|| Soprani |- |Flauto in XII|| Bassi |- |Flauto in XII|| Soprani |- |Ottavino ||Soprani |- |Cornetta |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Primo Organo - ''Ripieno''''' ---- |- |Principale||8' Bassi |- |Principale|| Soprani |- |Ottava || Bassi |- |Ottava || Soprani |- |Duo Decima |- |Quinta Decima |- |Decima Nona |- |Vigesima Seconda |- |Vigesima Sesta |- |Vigesima Nona |- |Trigesima Terza<ref>da ''Do<sup>1</sup>'' a ''Fa<sup>2</sup>''</ref> |- |Trigesima Sesta<ref>da ''Do<sup>1</sup>'' a ''Si<sup>1</sup>''</ref> |- |Contrabassi || 16' |- |Ottava di C.B. |- |Duo Decima di C.B. |- |Tromboni ||8' |- |Timpani<ref>a 5 canne</ref> |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Secondo Organo'''<ref name=tm1>registri costruiti da Zanin nel 1977</ref> <ref>i pomelli sono posizionati a sinistra della consolle</ref> ---- |- |Principale Tappato ||8' |- |Ottava |- |Quinta Decima |- |Decima Nona |- |Vigesima Seconda |- |Flauto in VIII |- |Flauto in XII |- |Flauto in XVII |- |Cromorno |- |} |} == Note == <references/> == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa di Santo Stefano Protomartire (Palazzolo dello Stella)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di Santo Stefano Protomartire di Palazzolo dello Stella}} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/wp-content/uploads/2023/04/organi-unito-1.pdf|titolo=Organi restaurati del Friuli-Venezia Giulia}} {{Avanzamento|100%|4 gennaio 2025}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 6v7vpmaj4ws9d1ekmi0lnve2bj695jj Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Latisana/Latisana - Chiesa di San Giovanni Battista 0 59055 492009 486601 2026-04-16T19:39:44Z VoceUmana7 51633 492009 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Pietro Nacchini * '''Anno:''' 1756-58 * '''Restauri/modifiche:''' Beniamino Zanin (ampliamento 1885), A. Piccinelli (restauro, 1979) * '''Registri:''' 18 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica sospesa * '''Consolle:''' a finestra * '''Tastiera:''' di 45 tasti con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>-Do<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Do#<sup>3</sup>/Re<sup>3</sup>'') * '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>2</sup>'', estensione reale ''Do<sup>1</sup>-Si<sup>1</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata * '''Accessori:''' Tiratutti a manovella e a pedaletto, Tamburo<ref>azionato dall'ultimo tasto del pedale</ref> {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna unica''' ---- |- |Principale || 8' Bassi |- |Principale|| Soprani |- |Ottava |- |Decimaquinta |- |Decimanona |- |Vigesimaseconda |- |Vigesimasesta |- |Vigesimanona |- |Trigesimaterza |- |Trigesimasesta |- |Voce Umana |- |Flauto in Ottava |- |Flauto in Duodecima |- |Cornetta |- |Tromboncini|| Bassi<ref name=tm1>ricostruito da Piccinelli nel 1979</ref> |- |Tromboncini ||Soprani<ref name=tm1>ricostruito da Piccinelli nel 1979</ref> |- |Contrabassi e Ottave|| 16'+ 8'<ref>aggiunti da Zanin nel 1885</ref> |- |Tromboni ||ai pedali |- |} |} == Note == <references/> == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa di San Giovanni Battista (Latisana)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Giovanni Battista a Latisana}} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/wp-content/uploads/2023/04/organi-unito-1.pdf|titolo=Organi restaurati del Friuli-Venezia Giulia}} {{Avanzamento|100%|4 gennaio 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] bln89ocomj07wrg54cblsftpr06i3w4 Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Tarvisio/Tarvisio - Chiesa della Beata Vergine di Loreto 0 59057 491974 486549 2026-04-16T18:42:46Z VoceUmana7 51633 491974 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} [[File:Tarvisio, Chiesa della Beata Vergine di Loreto, Organo Prugger.jpg|300px]], [[File:Tarvisio, Chiesa della Beata Vergine di Loreto, Organo Prugger, tastiera.jpg|300px]] * '''Costruttore:''' Joachim Prugger (attr.) * '''Anno:''' ca. 1770 * '''Restauri/modifiche:''' Grafenauer (restauro, 1882), Beniamino Zanin & Figli (restauro 1952), Gustavo Zanin (restauro, 1980) * '''Registri:''' 18 * '''Canne:''' 135 * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Tastiera:''' retroversa di 45 tasti con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>-Do<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' no * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Manuale''' ---- |- |Gedackt || 8' |- |Flöte|| 4' |- |Prinzipal || 2' |- |} |} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/wp-content/uploads/2023/04/organi-unito-1.pdf|titolo=Organi restaurati del Friuli-Venezia Giulia}} {{Avanzamento|100%|4 gennaio 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 393zcsiigcp2v95r52jjz5mf6nebbyi Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Tarvisio/Tarvisio - Chiesa dei Santi Pietro e Paolo 0 59058 491975 486492 2026-04-16T18:44:50Z VoceUmana7 51633 491975 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} == Organo maggiore == [[File:Tarvisio, Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, Organo Francesco Zanin.jpg|300px]], [[File:Tarvisio, Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, Organo Francesco Zanin, consolle.jpg|300px]] * '''Costruttore:''' Francesco I Zanin * '''Anno:''' 1962 * '''Restauri/modifiche:''' ? * '''Registri:''' 30 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' mobile indipendente, sulla cantoria * '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria in controfacciata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale ||16' |- |Principale|| 8' |- |Ottava|| 4' |- |XII|| 2.2/3' |- |XV|| 2' |- |XIX ||1.1/3' |- |Ripieno|| 5 file |- |Voce umana|| 8' |- |Dulciana|| 8' |- |Flauto|| 8' |- |Tromba|| 8’ |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Principale ||8' |- |Bordone|| 8' |- |Gamba|| 8' |- |Voce Celeste|| 8' |- |Flauto|| 4' |- |Silvestre|| 2' |- |Ripieno|| 3 file |- |Fagotto|| 16' |- |Tromba|| 8' |- |Clarone|| 4' |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contrabbasso ||16' |- |Subbasso|| 16' |- |Basso|| 8' |- |Bordone|| 8' |- |Quinta|| 5.1/3' |- |Ottava|| 4' |- |Fagotto|| 16' |- |Tromba|| 8' |- |Tromba|| 4' |- |} |} == Organo di cassapanca == [[File:Tarvisio, Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, Organo Pirchner, tastiera.jpg|400px|centro]] * '''Costruttore:''' Pirchner * '''Anno:''' 1994 * '''Restauri/modifiche:''' no * '''Registri:''' 4 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' * '''Tastiere:''' 1 di 57 note (''Si<small>-1</small>''-''Sol<small>5</small>'') * '''Accessori:''' trasposizione a 415 Hz * '''Collocazione:''' a pavimento, nel presbiterio {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Manuale''' ---- |- |Copl ||8' |- |Holzgedacht ||4' |- |Prinzipal|| 2' |- |Quint|| 1.1/3‘ |- |} |} == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Tarvisio)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Tarvisio}} {{Avanzamento|100%|4 gennaio 2025}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 3j8xa5j48tgainvfy7w18su2nnaeecv Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Tarvisio/Camporosso - Chiesa di Sant'Egidio 0 59059 491976 486600 2026-04-16T18:45:18Z VoceUmana7 51633 491976 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} [[File:Tarvisio, Chiesa di San Egidio Abate, Organo Beniamino Zanin.jpg|300px]], [[File:Tarvisio, Chiesa di San Egidio Abate, Organo Beniamino Zanin, Consolle.jpg|300px]] * '''Costruttore:''' Beniamino Zanin * '''Anno:''' 1954 * '''Restauri/modifiche:''' no * '''Registri:''' 30 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' elettrica * '''Consolle:''' fissa indipendente, sulla cantoria * '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' diviso in due corpi, sulla cantoria in controfacciata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale ||8' |- |Bordone|| 8' |- |Dolce|| 8' |- |Ottava|| 4' |- |Decimaquinta|| 2' |- |Ripieno|| 4 file |- |Voce umana|| 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Principale ||8' |- |Viola|| 8' |- |Voce Celeste|| 8' |- |Flauto ||4' |- |Nazardo|| 2.2/3' |- |Silvestre ||2' |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contrabbasso ||16' |- |Subbasso|| 16' |- |Basso|| 8' |- |} |} == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa di Sant'Egidio (Camporosso)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di Sant'Egidio a Camporosso}} {{Avanzamento|100%|6 gennaio 2025}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] ohes2jdqaq0uh6rxzrbokk0cgy2hlx8 Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Tarvisio/Fusine in Valromana - Chiesa di San Leonardo Abate 0 59060 491977 486494 2026-04-16T18:45:41Z VoceUmana7 51633 491977 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Francesco I Zanin * '''Anno:''' 1967 * '''Restauri/modifiche:''' Gustavo Zanin (manutenzioni 1997 e 2001) * '''Registri:''' 9 * '''Canne:''' 613 * '''Trasmissione:''' elettrica * '''Consolle:''' ? * '''Tastiere:''' 1 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' ? {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Manuale''' ---- |- |Principale|| 8' |- |Bordone|| 8' |- |Viola|| 8' |- |Ottava|| 4' |- |Flauto traverso|| 4' |- |Decima quinta|| 2' |- |Ripieno|| 3 file |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Subbasso|| 16' |- |Bordone|| 8' |- |} |} == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa di San Leonardo (Fusine in Valromana)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Leonardo a Fusine in Valromana}} {{Avanzamento|100%|4 gennaio 2025}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] f2mv1g0d8k1ebyolbup2t8h1kzcxvfd Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Ovaro/Gorto - Chiesa di Santa Maria 0 59061 492000 486598 2026-04-16T19:20:28Z VoceUmana7 51633 492000 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} [[File:Ovaro, Pieve di S. Maria di Gorto, organo Giovanni Battista De Corte.jpg|400px]], [[File:Ovaro, Pieve di S. Maria di Gorto, organo Giovanni Battista De Corte, consolle.jpg|200px]] * '''Costruttore:''' Giovanni Battista De Corte * '''Anno:''' 1788 * '''Restauri/modifiche:''' Giuseppe e Franz Zanin (restauro, 1979) * '''Registri:''' 19 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica sospesa * '''Consolle:''' a finestra * '''Tastiere:''' 1 di 50 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'') con prima ottava scavezza * '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>2</sup>'', estensione reale ''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1</sup>'') con prima ottava scavezza * '''Accessori:''' Ripieno a manovella, Tamburo<ref>azionato dal tasto ''La<sup>2</sup>'' del pedale </ref> * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna unica''' ---- |- |Principale || 8' Bassi |- |Principale|| Soprani |- |Ottava |- |Quinta Decima |- |Decima Nona |- |Vigesima Seconda |- |Vigesima Sesta |- |Trigesima Terza<ref>''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>2</sup>''</ref> |- |Vigesima Nona |- |Trigesima Sesta<ref>''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>2</sup>''</ref> |- |Voce Umana |- |Flauto in VIII|| Bassi |- |Flauto in VIII|| Soprani |- |Flauto in XII |- |Cornetta |- |Tromboncini|| Bassi |- |Tromboncini|| Soprani |- |Contrabassi ||16' |- |Ottava di C.B. |- |} |} == Note == <references/> == Altri progetti == {{interprogetto|w=Pieve di Gorto|preposizione=sulla|etichetta=Pieve di Gorto}} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/wp-content/uploads/2023/04/organi-unito-1.pdf|titolo=Organi restaurati del Friuli-Venezia Giulia}} {{Avanzamento|100%|4 gennaio 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] sbs2d50zrmsq4spn2s3u08en49lhsou Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Udine/Udine - Museo Diocesano 0 59064 492028 486505 2026-04-16T20:14:30Z VoceUmana7 51633 492028 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' ignoto austriaco * '''Anno:''' sec. XVII * '''Restauri/modifiche:''' Francesco e Gustavo Zanin (restauro, 1992) * '''Registri:''' 5 * '''Canne:''' 135 * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra * '''Tastiera:''' di 45 tasti con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>-Do<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' no * '''Accessori:''' Tremolo {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Manuale''' ---- |- |Bordone || 8' |- |Bordone|| 4' |- |Principale || 2' |- |Ottava || 1' |- |Vigesimaseconda || 1/4' |- |} |} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/wp-content/uploads/2023/04/organi-unito-1.pdf|titolo=Organi restaurati del Friuli-Venezia Giulia}} {{Avanzamento|100%|4 gennaio 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] tnsccqqkjb39p023dtnke0wvk4izsg4 Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Tavagnacco/Feletto Umberto - Chiesa di Sant'Antonio Abate 0 59066 491973 486596 2026-04-16T18:42:17Z VoceUmana7 51633 491973 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Francesco Dacci (attr.) * '''Anno:''' seconda metà del sec. XVIII * '''Restauri/modifiche:''' Francesco e Gustavo Zanin (restauro, 1991) * '''Registri:''' 12 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica sospesa * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 47 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Do#<sup>3</sup>''/''Re<sup>3</sup>'') con prima ottava scavezza * '''Pedaliera:''' a leggio di 18 tasti (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>2</sup>'', estensione reale ''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1</sup>'') con prima ottava scavezza * '''Collocazione:''' in corpo unico, in controfacciata * '''Accessori:''' Tiratutti a manovella, Tamburo<ref>azionato tramite l'ultimo tasto del pedale</ref> {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Ripieno''' ---- |- |Principale<ref name=tm1>registri ricostruiti nel 1991</ref> || 8' Bassi |- |Principale<ref name=tm1>registri ricostruiti nel 1991</ref> || Soprani |- |Ottava |- |Quinta Decima |- |Decima Nona<ref name=tm1>registri ricostruiti nel 1991</ref> |- |Vigesima Seconda<ref name=tm1>registri ricostruiti nel 1991</ref> |- |Vigesima Sesta<ref name=tm1>registri ricostruiti nel 1991</ref> |- |Vigesima Nona<ref name=tm1>registri ricostruiti nel 1991</ref> |- |Trigesima Terza<ref name=tm1>registri ricostruiti nel 1991</ref><ref>''Do<small>1</small>''-''Fa<small>2</small>''</ref> |- |Trigesima Sesta<ref name=tm1>registri ricostruiti nel 1991</ref><ref>''Do<small>1</small>''-''Do<small>2</small>''</ref> |- |Contrabbassi ||16' al Pedale |- |Ottava di C.B. |- |Duodecima di C.B. |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Concerto''' ---- |- |Voce Umana |- |Flauto in VIII |Bassi |- |Flauto in VIII| Soprani |- |Flauto in XII<ref name=tm1>registri ricostruiti nel 1991</ref> |- |Cornetta |- |Tromboncini<ref name=tm1>registri ricostruiti nel 1991</ref> ||Bassi |- |Tromboncini<ref name=tm1>registri ricostruiti nel 1991</ref> ||Soprani |- |Trombone ||8' |- |Tamburo |- |} |} == Note == <references/> == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa di Sant'Antonio Abate (Tavagnacco, Feletto Umberto)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di Sant'Antonio Abate a Feletto Umberto}} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/wp-content/uploads/2023/04/organi-unito-1.pdf|titolo=Organi restaurati del Friuli-Venezia Giulia}} {{Avanzamento|100%|4 gennaio 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] m3xftb998jsnphfqnix9260em53znxc Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Talmassons/Flambro - Chiesa di Santa Maria Annunziata 0 59068 491979 486595 2026-04-16T18:48:38Z VoceUmana7 51633 491979 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Pietro Antonio Bossi * '''Anno:''' 1814 * '''Restauri/modifiche:''' Giuseppe e Franz Zanin (restauro, 1990) * '''Registri:''' 14 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica sospesa * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiera:''' di 47 tasti con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>-Re<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Do#<sup>3</sup>/Re<sup>3</sup>'') * '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>2</sup>'', estensione reale ''Do<sup>1</sup>-Si<sup>1</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata * '''Accessori:''' Ripieno a manovella, Tamburo<ref>azionato dall'ultimo tasto del pedale</ref> {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna unica''' ---- |- |Principale || 8' Bassi |- |Principale|| Soprani |- |Ottava |- |Quinta Decima |- |Decima Nona |- |Vigesima Seconda |- |Voce Umana |- |Flauto in VIII|| Bassi |- |Flauto in VIII|| Soprani |- |Flauto in XII |- |Cornetta |- |Trombe|| Bassi |- |Trombe|| Soprani |- |Contrabassi ||16' |- |} |} == Note == <references/> == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa di Santa Maria Annunziata (Talmassons)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di Santa Maria Annunziata a Talmassons}} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/wp-content/uploads/2023/04/organi-unito-1.pdf|titolo=Organi restaurati del Friuli-Venezia Giulia}} {{Avanzamento|100%|4 gennaio 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 77zpmtm2v7dr2yyy2wtd37g7es8uvyw Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Precenicco/Precenicco - Chiesa di San Martino Vescovo 0 59070 491984 486594 2026-04-16T18:56:42Z VoceUmana7 51633 491984 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Beniamino Zanin * '''Anno:''' 1894 * '''Restauri/modifiche:''' Giuseppe e Franz Zanin (restauro, 1992) * '''Registri:''' 11 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica sospesa * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' concava di 30 tasti (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, in controfacciata * '''Accessori:''' {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''A sinistra''' ---- |- |Unda maris || 8'<ref name=tm1>in cassa espressiva</ref><ref>da ''Do<small>2</small>''</ref> |- |Tromba || 8' |- |Principale || 8' |- |Contrabasso || 16' Pedale |- |Violoncello || 8' |- |Flauto || 4'<ref name=tm1>in cassa espressiva</ref> |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''A destra''' ---- |- |Principale ||8'<ref name=tm1>in cassa espressiva</ref> |- |Ottava ||4'<ref name=tm1>in cassa espressiva</ref> |- |Duodecia ||2.2/3'<ref name=tm1>in cassa espressiva</ref> |- |Quintadecima ||2'<ref name=tm1>in cassa espressiva</ref> |- |Ripieno ||4 file<ref name=tm1>in cassa espressiva</ref> |- |} |} == Note == <references/> == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/wp-content/uploads/2023/04/organi-unito-1.pdf|titolo=Organi restaurati del Friuli-Venezia Giulia}} == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa di San Martino Vescovo (Precenicco)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Martino Vescovo a Precenicco}} {{Avanzamento|100%|4 gennaio 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] axy1jym0dtqiffgkvd6vapfox9b5yhp Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Pozzuolo del Friuli/Sammardenchia - Chiesa di San Leonardo 0 59072 491985 486518 2026-04-16T18:57:45Z VoceUmana7 51633 491985 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Valentino Zanin * '''Anno:''' 1876 * '''Restauri/modifiche:''' Giuseppe e Franz Zanin (restauro, 1991) * '''Registri:''' 19 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica sospesa * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 54 note (''Do<small>1</small>''-''Re<small>5</small>'', divisione Bassi/Soprani ''Do#<small>3</small>''/''Re<small>3</small>'') * '''Pedaliera:''' a leggio di 20 tasti (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>2</sup>'', estensione reale ''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1</sup>''<ref>Le note ''Do#<sup>1</sup>'', ''Re#<sup>1</sup>'', ''Fa#<sup>1</sup>'', ''Sol#<sup>1</sup>'' e ''Si♭<sup>1</sup>'' richiamano i tasti corrispondenti della prima ottava della tastiera.</ref>) * '''Collocazione:''' in corpo unico, in controfacciata * '''Accessori:''' Ripieno a manovella, Combinazione libera a pedalone, Timpani a pedalone {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno''''' ---- |- |Principale || 8' Bassi |- |Principale || Soprani |- |Ottava|| Bassi |- |Ottava || Soprani |- |Quinta decima |- |Decima nona |- |Vigesima seconda |- |Vigesima sesta |- |Vigesima nona |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto''''' ---- |- |Flauto Reale ||8' Bassi |- |Flauto Reale ||Soprani |- |Tromba ||Bassi |- |Tromba || Soprani |- |Voce Umana |- |Flauto in VIII ||Bassi |- |Flautoin VIII ||Soprani |- |Flaugioletto ||Soprani |- |Contrabassi ||16' |- |Ottava di C.B. |- |} |} == Note == <references/> == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/wp-content/uploads/2023/04/organi-unito-1.pdf|titolo=Organi restaurati del Friuli-Venezia Giulia}} {{Avanzamento|100%|4 gennaio 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] n396r4nu9r8s0hy5nzgec2x9u2qv05x Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Martignacco/Nogaredo di Prato - Chiesa di San Martino 0 59074 492005 486524 2026-04-16T19:34:57Z VoceUmana7 51633 492005 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Pietro Bernasconi * '''Anno:''' 1885 * '''Restauri/modifiche:''' Giuseppe & Nico Malvestio (restauro, 1929)<ref> ''"Nel 1929 la Ditta Dome[nico] Malvestio e figli di Padova rifece i registri di quest'Organo / che i pirati tedeschi, durante l'invasione del 1916, avevano portati via e cioè Principale 8 1° completo (facciata di stagno) / Flauto 4 p bassi e soр. 15 - 19-22-26-29-33 - Violoncello B[assi] (a lingua) - Ottavino sop. - Flauto in 12° sop. - In luogo però / di questi registri venne messa una Gamba 8 p. B[assi] e sop. e Voce Celeste sop. - La pressione d'aria quantunque cambiato / il mantice serbatoio, resto quello del primitivo Organo Bernasconi, cioè in 43 mm di colonna d'acqua / Agosto 1929 -/ Giuseppe e Nico Malvestio".''</ref>, Giuseppe e Franz Zanin (restauro, 1988) * '''Registri:''' 16 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica sospesa * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Si<sup>2</sup>''/''Do<sup>3</sup>'') * '''Pedaliera:''' a leggio, 24 tasti (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>2</sup>'', estensione reale ''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, in controfacciata * '''Accessori:''' pedalone per la Combinazione alla lombarda, 6 pedaletti: ''Rolan - Rullone - Terza - Pedaliera - Corno - Campan'' {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Concerto''''' ---- |- |Trombe || Bassi |- |Trombe || Soprani |- |Violoncelli || Bassi |- |Corno || 16' Soprani |- |Fluta || Soprani |- |Flauto in VIII ||Soprani<ref name=tm1>ricostruito nel 1988</ref> |- |Flauto in VIII ||Bassi<ref name=tm1>ricostruito nel 1988</ref> |- |Ottavino || Soprani<ref name=tm1>ricostruito nel 1988</ref> |- |Flauto in XII || Soprani<ref name=tm1>ricostruito nel 1988</ref> |- |Terza Mano |- |Tromboni || 16' |- |Timpani |- |Voce Umana |- |Campanelli |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Ripieno''''' ---- |- |Principale || 8' Bassi<ref name=tm1>ricostruito nel 1988</ref> |- |Principale || Soprani<ref name=tm1>ricostruito nel 1988</ref> |- |Principale || Bassi |- |Principale || Soprani |- |Ottava || Bassi |- |Ottava || Soprani |- |Quinta Decima ||Bassi<ref name=tm1>ricostruito nel 1988</ref> |- |Quinta Decima ||Soprani<ref name=tm1>ricostruito nel 1988</ref> |- |Decima Nona |- |Vigesima Seconda<ref name=tm1>ricostruito nel 1988</ref> |- |XXVI- XXIX<ref name=tm1>ricostruito nel 1988</ref> |- |XXXIII - XXXVI<ref name=tm1>ricostruito nel 1988</ref> |- |Unione al Pedale |- |Contrabassi |16' |- |Ottava di C. |- |} |} == Note == <references/> == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/wp-content/uploads/2023/04/organi-unito-1.pdf|titolo=Organi restaurati del Friuli-Venezia Giulia}} {{Avanzamento|100%|4 gennaio 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] hhiwt0dw8jtdtal3o1n14ozmkv6apzk Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Lestizza/Sclaunicco - Chiesa di Santa Maria Assunta 0 59075 492008 486526 2026-04-16T19:38:23Z VoceUmana7 51633 492008 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Giovanni Battista de Lorenzi * '''Anno:''' 1870 * '''Restauri/modifiche:''' Giuseppe e Franz Zanin (restauro, 1990) * '''Registri:''' 21 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica sospesa * '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Do#<sup>3</sup>''/''Re<sup>3</sup>'') * '''Pedaliera:''' concava di 27 tasti (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, in controfacciata * '''Accessori:''' 2 pedaletti per la Combinazione alla lombarda {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Concerto''''' ---- |- |Tromba || Bassi<ref name=tm1>parzialmente ricostruito nel 1990</ref> |- |Tromba || Soprani<ref name=tm1>parzialmente ricostruito nel 1990</ref> |- |Corno Inglese || 16' Soprani |- |Flutta || Soprani |- |Violetta || 4' Bassi |- |Flauto in VIII || Bassi<ref name=tm2>ricostruito nel 1990</ref> |- |Flauto in VIII || Soprani<ref name=tm2>ricostruito nel 1990</ref> |- |Flautoin XII || Soprani |- |Flaugioletto || Soprani<ref name=tm2>ricostruito nel 1990</ref> |- |Voce Umana |- |Trombone || 10' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Ripieno''''' ---- |- |Principale ||8' Bassi<ref name=tm2>ricostruito nel 1990</ref> |- |Principale || Soprani<ref name=tm2>ricostruito nel 1990</ref> |- |Ottava ||Bassi |- |Ottava ||Soprani |- |Quinta Decima |- |Decima Nona<ref name=tm2>ricostruito nel 1990</ref> |- |Vigesima Seconda<ref name=tm2>ricostruito nel 1990</ref> |- |Vigesima Sesta<ref name=tm2>ricostruito nel 1990</ref> |- |Vigesima Nona |- |Contrabassi || 16'+ 8' |- |} |} == Note == <references/> == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/wp-content/uploads/2023/04/organi-unito-1.pdf|titolo=Organi restaurati del Friuli-Venezia Giulia}} {{Avanzamento|100%|4 gennaio 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 69vdu9wreqigx5jbtob4s4iib97kf72 Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Paluzza/Paluzza - Chiesa di San Daniele Profeta 0 59085 491987 486558 2026-04-16T19:06:13Z VoceUmana7 51633 491987 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} [[File:Paluzza, Chiesa di San Daniele Profeta, organo Giacomo Selenati.jpg|400px]], [[File:Paluzza, Chiesa di San Daniele Profeta, organo Giacomo Selenati, consolle.jpg|250px]] * '''Costruttore:''' Giacomo Sellenati * '''Anno:''' 1760 * '''Restauri/modifiche:''' Giuseppe e Franz Zanin (restauro, 1978) * '''Registri:''' 14 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica sospesa * '''Consolle:''' a finestra * '''Tastiere:''' 1 di 45 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Do#<sup>3</sup>''/''Re<sup>3</sup>'') con prima ottava scavezza * '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>2</sup>'', estensione reale ''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1</sup>'') con prima ottava scavezza * '''Accessori:''' Ripieno a manovella, Tamburo<ref>azionato dal tasto ''La<sup>2</sup>'' del pedale </ref> * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna unica''' ---- |- |Principale || 8' Bassi |- |Principale|| Soprani |- |Ottava |- |Quinta Decima |- |Decima Nona |- |Vigesima Seconda |- |Vigesima Sesta |- |Vigesima Nona |- |Voce Umana |- |Flauto in XII |- |Cornetta |- |Tromboncini|| Bassi |- |Tromboncini|| Soprani |- |Contrabassi ||16'+ 8' |- |} |} == Note == <references/> == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/wp-content/uploads/2023/04/organi-unito-1.pdf|titolo=Organi restaurati del Friuli-Venezia Giulia}} {{Avanzamento|100%|5 gennaio 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] krzpdfqw3wqgw41169joapwvln8k2fi Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Paluzza/Paluzza - Chiesa di Santa Maria 0 59086 491988 486580 2026-04-16T19:07:17Z VoceUmana7 51633 491988 wikitext text/x-wiki == Organo maggiore == [[File:Paluzza, Chiesa di Santa Maria, Organo Giuseppe Zanin.jpg|400px]], [[File:Paluzza, Chiesa di Santa Maria, Organo Giuseppe Zanin, consolle.jpg|400px]] * '''Costruttore:''' Giuseppe II Zanin * '''Anno:''' 1964 * '''Restauri/modifiche:''' Franz Zanin (restauro, 1991) * '''Registri:''' 34 * '''Canne:''' ' * '''Trasmissione:''' elettrica * '''Consolle:''' fissa indipendente, nel presbiterio * '''Tastiere:''' 3 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in due corpi opposti, ai lati dell'abside {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Positivo''''' ---- |- |Principale ||8' |- |Ottava|| 4' |- |Decimaquinta|| 2' |- |Decimanona|| 1.1/3‘ |- |Vigesimaseconda|| 1' |- |Voce Umana|| 8' |- |Flauto in XII|| 2.2/3‘ |- |Cornetta|| 1.3/5‘ |- |Tromboncini|| 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale ||16' |- |Principale|| 8' |- |Ottava|| 4' |- |Decimaquinta|| 2' |- |Ripieno ||4 file |- |Flauto dolce|| 8' |- |Sesquilatera|| 2 file |- |Voce Umana|| 8' |- |Tromba|| 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''III - ''Espressivo''''' ---- |- |Bordone |8' |- |Principalino|| 8' |- |Ripieno|| 3 file |- |Flauto|| 4' |- |Nazardo|| 2.2/3‘ |- |Silvestre|| 2' |- |Viola|| 8' |- |Voce Celeste|| 8' |- |Oboe|| 8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contrabbasso ||16' |- |Subbasso|| 16' |- |Ottava di Contrabbasso|| 8' |- |Basso|| 8' |- |Trombone|| 16' |- |Tromba|| 8' |- |Tromba|| 4' |- |} |} == Organo positivo == [[File:Paluzza, Chiesa di Santa Maria, Organo Radivus, portelle aperte.jpg|300px]], [[File:Paluzza, Chiesa di Santa Maria, Organo Radivus, portelle chiuse.jpg|300px]] * '''Costruttore:''' Daniel Radivus * '''Anno:''' XVIII secolo * '''Restauri/modifiche:''' Gustavo Zanin (restauro, 1992), Franz Zanin (restauro, 1999) * '''Registri:''' 5 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' * '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<small>1</small>''-''Re<small>5</small>'') * '''Pedaliera:''' no {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Manuale''' ---- |- |Bordone ||8' |- |Bordone|| 4' |- |Principale|| 2' |- |Ottava|| 1' |- |Vigesima seconda|| 1/4' |- |} |} == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa di Santa Maria (Paluzza)|w_preposizione=sul|w_etichetta=Chiesa di Santa Maria a Paluzza}} {{Avanzamento|100%|5 gennaio 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] {{Disposizioni foniche di organi a canne}} hlonkz662sm2l8a9hnbzbi82q1xl8ch Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Paluzza/Timau - Chiesa del Santissimo Crocifisso 0 59087 491990 486563 2026-04-16T19:08:12Z VoceUmana7 51633 491990 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} [[File:Paluzza, Tempio Ossario di Timau, Organo Tamburini.jpg|450px]], [[File:Paluzza, Tempio Ossario di Timau, Organo Tamburini, consolle.jpg|200px]] * '''Costruttore:''' Tamburini * '''Anno:''' 1938 * '''Restauri/modifiche:''' * '''Registri:''' 14 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' elettrica * '''Consolle:''' mobile indipendente nel transetto * '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' concava-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, in un nicchione nel muro del transetto {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale ||16' |- |Principale|| 8' |- |Ottava|| 4' |- |Decima V<small>a</small>|| 2' |- |Ripieno 6 file |- |Corno camoscio ||8' |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Bordone 8' |- |Flauto|| 4' |- |Flauto XII|| 2.2/3' |- |Gamba|| 8' |- |Concerto Viole 4 file||8' |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Subbasso|| 16' |- |Bordone|| 8' |- |Basso|| 8' |- |} |} == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa del Santissimo Crocifisso (Timau)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa del Santissimo Crocifisso aTimau}} {{Avanzamento|100%|5 gennaio 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] t2noemom7f914773gk8ibido2n6ilau Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Paluzza/Cleulis - Chiesa di Sant'Osvaldo Re 0 59088 491989 486574 2026-04-16T19:07:45Z VoceUmana7 51633 491989 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} {{doppia immagine|center|Paluzza, Chiesa di Sant'Osvaldo di Cleulis, organo Santo De Caneva.jpg|450|Paluzza, Chiesa di Sant'Osvaldo di Cleulis, organo Santo De Caneva, consolle.jpg|200|}} * '''Costruttore:''' Santo De Caneva * '''Anno:''' * '''Restauri/modifiche:''' * '''Registri:''' 26 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' elettrica * '''Consolle:''' fissa indipendente in cantoria, rivolta verso la navata * '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale ||8' |- |Ottava|| 4' |- |Decimaquinta|| 2' |- |Ripieno|| 5 file |- |Bordone|| 8'<ref>registro trasmesso dal secondo manuale.</ref> |- |Dulciana|| 8' |- |<span style="color:#8b0000;">Tromba</span>|| <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Chiarina</span>|| <span style="color:#8b0000;">4'</span> |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Bordone ||8' |- |Flauto|| 4' |- |Nazardo|| 2.2/3' |- |Ottavino|| 2' |- |Cornetta|| 1.3/5' |- |Principalino|| 4' |- |Ripieno|| 3 file |- |Viola|| 8' |- |Viola celeste|| 8' |- |<span style="color:#8b0000;">Tromba</span>|| <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Subbasso|| 16' |- |Bordone|| 8' |- |Dulciana|| 8' |- |Principale|| 8' |- |Ottava|| 4' |- |Decimaquinta|| 2' |- |<span style="color:#8b0000;">Tromba</span>|| <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Chiarina</span>|| <span style="color:#8b0000;">4'</span> |- |} |} == Note == <references /> {{Avanzamento|100%|5 gennaio 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] eheh9tzq1kc7bgm1dtrqs3mjxixc8w0 Utente:LorManLor/Sandbox 2 59598 491953 491866 2026-04-16T15:30:12Z LorManLor 24993 491953 wikitext text/x-wiki '''I Femminismi negli anni '70 in Italia''' * '''3. Pluralità dei femminismi: soggetti, pratiche, conflitti''' ** 3.1 1965-1973 – Formazione del campo femminista ** 3.2 1974-1976 – Espansione e conflitti strategici ** 3.3 1977-1980 – Trasformazioni della forma-movimento * '''2. Pratiche''' ** 2.1 Separatismo ** 2.2 Autocoscienza ** 2.3 "Il personale è politico" ** 2.4 Corpo, sessualità, autodeterminazione * 2.2 = pratica (autocoscienza) * 2.3 = paradigma teorico (“il personale è politico”) * 2.4 = ambito tematico (corpo) == Capitolo 2. Pratiche == Il capitolo analizza le pratiche attraverso cui il neofemminismo italiano degli anni Settanta rielabora forme dell’azione politica, linguaggi e criteri di analisi. il separatismo come scelta organizzativa e teorica; l'autocoscienza come metodo di elaborazione collettiva dell'esperienza; lo slogan «il personale è politico» come ridefinizione del campo della politica; la centralità del corpo e la rivendicazione dell'autodeterminazione sessuale e riproduttiva come terreno di conflitto, descrivono momenti tra loro connessi di uno stesso percorso: la costruzione di un soggetto femminile autonomo e la ridefinizione del campo della politica, introducendo nuove modalità di lettura dell’esperienza storica. == 2.1 Separatismo == === 2.1.1 Definizione e presupposti === Il separatismo femminista è una pratica politica che consiste nella scelta di organizzarsi tra sole donne, escludendo la presenza maschile dagli spazi di riflessione e di azione.<ref name=":0">{{Cita|Lussana|p. 35}}</ref> Questa scelta non riguarda soltanto il piano organizzativo, ma si fonda sulla convinzione che linguaggi, modelli interpretativi e dinamiche relazionali dominanti, storicamente strutturati su un punto di vista maschile, rendano necessaria la costruzione di luoghi separati in cui le donne possano definirsi e riconoscersi a partire da sé, elaborando la propria esperienza e costruendo una soggettività politica autonoma.<ref name=":0" /> Lo spazio separato è il contesto in cui prende forma l'autocoscienza, la pratica attraverso cui il vissuto individuale diventa oggetto di analisi collettiva.<ref>{{cita|Guerra 2005}}</ref> === 2.1.2 Forme e contesti di sviluppo === L’emergere di pratiche separatiste si colloca tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, nel contesto dei movimenti studenteschi e della nuova sinistra. Una parte significativa delle militanti proviene da queste esperienze e ne condivide inizialmente linguaggi e forme organizzative. La persistenza di rapporti gerarchici tra i sessi all’interno dei gruppi misti e la mancata considerazione, da parte delle organizzazioni della nuova sinistra, dell’oppressione femminile come dato strutturale, conducono progressivamente molte militanti alla scelta di spazi autonomi, in cui tale condizione può essere affrontata senza essere subordinata ad altre priorità politiche. A partire dal 1970, con la formazione di gruppi come Rivolta Femminile e la diffusione di collettivi autonomi in diverse città, la separazione tra donne diventa una pratica riconoscibile e condivisa. Le modalità con cui viene adottata non sono però univoche. In alcune esperienze del femminismo radicale, tra cui quella elaborata da Carla Lonzi, la separazione si traduce in una rottura esplicita con i contesti politici misti e nel rifiuto del rapporto con la cultura e la tradizione teorica maschile. In altri contesti, convive con forme di partecipazione a organizzazioni più ampie, senza escludere completamente l’intervento in ambiti politici condivisi. Queste differenze rinviano a funzioni diverse attribuite alla pratica separatista. In alcune esperienze si intreccia con la critica all'universalismo e con la centralità della differenza sessuale; in ambiti più orientati alla riflessione sulle condizioni materiali viene utilizzata come strumento per rafforzare l’autonomia organizzativa e la capacità di iniziativa delle donne, senza per questo precludere altre forme di intervento. Il rapporto con le organizzazioni della sinistra extraparlamentare costituisce uno dei principali terreni di tensione. Nei gruppi misti, la scelta separatista è spesso interpretata come una rottura rispetto a un progetto politico unitario. All’interno del movimento femminista, il mantenimento di legami con tali organizzazioni è a sua volta oggetto di discussione, in relazione all’esigenza di costruire spazi di elaborazione non mediati. Queste tensioni attraversano l’intero decennio e si manifestano anche in momenti di conflitto pubblico, come nelle mobilitazioni per l’aborto nella metà degli anni Settanta. == Bibliografia == * {{Cita pubblicazione|autore=Mariella Gramaglia|anno=1976|titolo=1968: il venir dopo e l'andar oltre del movimento femminista|rivista=Problemi del socialismo|numero=4|cid=Gramaglia}} * {{Cita libro|autore=Elda Guerra|titolo=Una nuova soggettività: femminismo e femminismi nel passaggio degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|pp=25-67|opera=Il femminismo degli anni Settanta|curatore=Teresa Bertilotti, Anna Scattigno|cid=Elda Guerra 2005}} == 2.2 Autocoscienza == === 2.2.1 Definizione === Momento fondativo della pratica femminista, l’autocoscienza è la modalità discorsiva e relazionale attraverso cui le donne si costituiscono come soggetti in rapporto reciproco, rifiutando la mediazione maschile.<ref>{{Cita libro|autore=Manuela Fraire|titolo=Donne nuove: le ragazze degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|pp=69-80|opera=Il femminismo degli anni Settanta|curatore=Teresa Bertilotti, Anna Scattigno}}</ref><ref>{{Cita libro|autore=Barbara Sandrucci|titolo=Aufklärung al femminile. L'autocoscienza come pratica politica e formativa|anno=2005|editore=Edizioni ETS|città=Pisa|ISBN=88-467-1186-6}}</ref> Elaborata nel contesto della crisi dei movimenti misti del Sessantotto e della Nuova Sinistra, introduce un rovesciamento del rapporto tra esperienza e politica: la vita quotidiana, la sessualità, la famiglia e il corpo diventano ambiti di analisi e di elaborazione. La pratica si sviluppa in piccoli gruppi separatisti che si riuniscono con regolarità in spazi privati. Il principio del «partire da sé» orienta gli interventi: ciascuna prende parola a partire dalla propria esperienza, evitando generalizzazioni e schemi teorici predefiniti. Il racconto individuale, sottoposto all'ascolto delle altre, viene progressivamente riconosciuto come espressione di una condizione condivisa e ricondotto a una dimensione strutturale, rendendo visibili rapporti di potere assenti che non trovavano spazio nelle categorie politiche tradizionali. La soggettività non è assunta come dato, ma si costituisce nella relazione tra donne, attraverso un processo di riconoscimento reciproco. In questa prospettiva si colloca la riflessione di Carla Lonzi, per la quale «il femminismo ha inizio quando la donna cerca la risonanza di sé nell'autenticità di un'altra donna».<ref>{{Cita|Bracke|p. 85|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref> === 2.2.2 Origini e diffusione === Le radici dell’autocoscienza si collocano nel ''consciousness-raising'' sviluppato dal femminismo radicale statunitense alla fine degli anni Sessanta, in particolare nel contesto delle tensioni interne emerse nei movimenti per i diritti civili e nella New Left. Attraverso testi e pratiche circolati tra il 1968 e i primi anni Settanta - tra cui i materiali raccolti in ''Notes from the First Year'' e il programma elaborato da Kathie Sarachild - il metodo viene recepito e rielaborato in Italia, in particolare grazie al lavoro di traduzione e diffusione promosso dal collettivo milanese Anabasi. Nel contesto italiano la pratica assume configurazioni differenziate. Il Cerchio Spezzato, attivo a Trento dalla fine degli anni sessanta, adotta la formula “presa di coscienza” per sottolinearne la dimensione collettiva. Con la nascita di Rivolta Femminile (1970), l’autocoscienza viene definita come pratica separatista e fondamento di una politica autonoma delle donne. Nei primi anni settanta la diffusione dei gruppi di autocoscienza si intreccia con la formazione di nuovi collettivi femministi, tra cui quelli milanesi legati alla futura Libreria delle Donne, nei quali la pratica viene progressivamente rielaborata anche attraverso il confronto con la psicoanalisi. A differenza del modello statunitense, l'autocoscienza in Italia si configura come uno spazio di elaborazione relativamente autonomo rispetto alle rivendicazioni immediate, con una maggiore attenzione alla trasformazione dell’esperienza e alla costruzione di relazioni tra donne. === 2.2.3 Interpretazioni storiografiche e criticità === La storiografia ha riconosciuto all’autocoscienza un ruolo centrale nella formazione del femminismo degli anni Settanta, evidenziandone la funzione nella costruzione di una soggettività femminile autonoma e nella rottura con i paradigmi politici precedenti. Uno degli elementi più discussi riguarda la configurazione dello spazio separatista, che tende a distinguere tra un “dentro”, rappresentato dal gruppo come luogo dell’elaborazione, e un “fuori”, percepito come strutturalmente segnato da rapporti di potere patriarcali. Questa distinzione, funzionale alla costruzione di un linguaggio autonomo, è stata interpretata come fonte di problematicità nelle relazioni con l'esterno, in particolare con le organizzazioni miste e con le pratiche di mediazione e rappresentanza, che presuppongono codici e modalità di azione differenti. Un ulteriore aspetto riguarda le dinamiche interne ai gruppi. L’assenza di gerarchie formali non avrebbe escluso la formazione di leadership implicite, spesso legate al carisma o alla competenza discorsiva. Diverse testimonianze hanno inoltre riportato l’intensità conflittuale di queste esperienze e le difficoltà nel gestire il coinvolgimento emotivo richiesto dalla pratica. Su un piano diverso, alcune interpretazioni hanno messo in evidenza come l'attribuzione di un valore politico immediato al vissuto individuale, potrebbe aver reso più difficile la sua problematizzazione e il confronto critico all’interno del gruppo. Dal punto di vista dei contenuti, è stato rilevata, in alcuni casi, la marginalità attribuita alla figura materna e all'omosessualità, specie se confrontata con altri contesti nazionali. Più in generale, è stato osservato il rischio di una sovrapposizione tra esperienza individuale e validazione politica, che può limitare l’emersione del dissenso. Ulteriori criticità emergono sul piano dei contenuti. La riflessione sulla figura materna rimane spesso marginale o irrisolta, mentre la questione dell’omosessualità femminile occupa una posizione marginale rispetto ad altri contesti nazionali.[ A partire dalla metà degli anni Settanta, queste tensioni contribuiscono a una trasformazione della pratica: in alcuni contesti si sviluppa un confronto con strumenti di analisi differenti, in particolare la psicanalisi, mentre in altri si registra un progressivo spostamento verso forme di intervento politico più direttamente orientate all’azione. == 2.3 «Il personale è politico» == === 2.3.1 Ridefinizione del campo politico === L'espressione «il personale è politico», mutuata dal saggio pubblicato da Carol Hanisch nel 1969 nell'ambito del femminismo radicale statunitense, mette in discussione la separazione tra sfera privata e sfera pubblica, tradizionalmente considerata la categoria strutturante del pensiero politico moderno. <ref>{{Cita libro|autore=Elda Guerra|titolo=Una nuova soggettività: femminismo e femminismi nel passaggio degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|pp=25-67|opera=Il femminismo degli anni settanta|curatore=Teresa Bertilotti, Anna Scattigno}}</ref> Più che uno slogan, si tratta di un dispositivo epistemologico che ridefinisce tanto l'oggetto quanto il soggetto dell'agire politico: non più circoscritta alle istituzioni, ai partiti o alla rappresentanza, la politica include le relazioni quotidiane e i contesti in cui si producono e si riproducono le disuguaglianze di genere; il soggetto politico cessa di essere il cittadino universale astratto, costruito su parametri maschili, e si configura come un soggetto sessuato, storicamente escluso da quella universalità.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 12-13|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref> Nel contesto dei movimenti della Nuova Sinistra, la politica è generalmente concepita come attività collocata nello spazio pubblico e organizzata attorno a soggetti collettivi definiti — classe, partito, movimento — mentre la sfera privata è considerata un ambito secondario. Il femminismo degli anni Settanta mette in discussione questa distinzione, mostrando come ciò che viene definito “privato” (le relazioni familiari, la sessualità, la divisione del lavoro domestico e la vita affettiva) costituisca uno spazio strutturale di esercizio del potere.<ref>[44]</ref> === 2.3.2 Esperienza e soggettività === Questo spostamento implica una trasformazione del rapporto tra esperienza e teoria. Attraverso l’autocoscienza, situazioni inizialmente percepite come individuali vengono riconosciute come espressione di una condizione comune. In questa prospettiva il principio non consiste nell’estensione della politica al privato, ma nella ridefinizione del privato come ambito già strutturato politicamente.[46] Sul piano storiografico, questo processo è stato interpretato come una ridefinizione del soggetto storico. L'introduzione delle esperienze e delle memorie individuali nella narrazione ha contribuito a mettere in discussione una tradizione storiografica centrata sulla sfera pubblica e sugli attori maschili, estendendo il campo del politico a dimensioni precedentemente escluse dall'analisi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 14-15|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|p. 79|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref> Come osserva Emma Baeri, «la storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose».<ref>{{Cita|Lussana|p. 11|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref> == Note == # 43. C. Hanisch, «Il personale è politico», in Gruppo Anabasi (a cura di), ''Donne è bello'', Mazzotta, Milano 1972, p. 107; F. Lussana, ''Il movimento femminista in Italia'', Carocci, Roma 2012, pp. 32–33. # 44. M. Bracke, ''La nuova politica delle donne'', Viella, Roma 2014, p. 79. # 45. L. Passerini, ''Storie di donne e femministe'', Rosenberg & Sellier, Torino 1991, p. 160; Bracke, cit., pp. 84–85. # 46. F. Lussana, cit., pp. 14–15. # 47. F. Lussana, cit., pp. 32–33. # 48. F. Lussana, cit., pp. 34–35. # 49. M. Bracke, cit., pp. 90–91. # 50. F. Lussana, cit., pp. 155–158. # 51.F. Lussana, cit., pp. 14–15; M. Bracke, cit., p. 79. == 2.4 Corpo, sessualità, autodeterminazione == === 2.4.1 Corpo e norme === Nel femminismo italiano degli anni Settanta il corpo diventa un terreno centrale di elaborazione politica, in quanto luogo in cui si inscrivono norme, pratiche e rapporti di potere. Questa centralità si definisce all’interno di un contesto normativo e culturale in cui la sessualità femminile è regolata da un intreccio di prescrizioni morali, giuridiche e mediche: dalla verginità prematrimoniale come norma sociale alla subordinazione della sessualità alla procreazione, fino alla disciplina penale dell’aborto e della contraccezione e alla persistenza di istituti come il matrimonio riparatore e il delitto d’onore.<ref>[1]</ref> L’analisi femminista mette in discussione la naturalizzazione del corpo femminile, mostrando come esso sia costruito attraverso pratiche sociali, saperi medici e dispositivi istituzionali. In questa prospettiva, fenomeni come il ciclo mestruale, la gravidanza e la menopausa vengono sottratti a una lettura esclusivamente biologica e interpretati come ambiti regolati da norme e rappresentazioni che contribuiscono a definire la posizione subordinata delle donne.<ref>[2]</ref> La medicina e la scienza vengono così analizzate come forme di sapere che partecipano alla produzione di modelli normativi della sessualità e della salute, e non come ambiti neutrali. === 2.4.2 Sessualità, riproduzione e pratiche === In questo quadro si sviluppa una critica alla regolazione della sessualità femminile. Il movimento contesta la sovrapposizione tra sessualità e funzione riproduttiva, evidenziando come essa abbia storicamente subordinato il desiderio femminile a quello maschile e reso invisibile la dimensione del piacere. La diffusione in Italia di testi come ''Donne è bello'' contribuisce alla circolazione di una critica ai modelli sessuali dominanti, tra cui la teoria dell’«orgasmo vaginale», che aveva definito in termini normativi la sessualità femminile. La ridefinizione della sessualità si intreccia con una rielaborazione della maternità. Il femminismo contesta la sua rappresentazione come destino naturale o dovere sociale, mettendo in discussione il nesso tra identità femminile e funzione riproduttiva. In questo contesto si afferma la rivendicazione della maternità come scelta, che implica il diritto alla contraccezione e all’interruzione volontaria di gravidanza.<nowiki><ref>[5]</ref></nowiki> Le mobilitazioni su questi temi contribuiscono a una trasformazione del discorso pubblico e trovano un esito sul piano legislativo con l’approvazione della legge n. 194 del 1978. La riflessione femminista investe anche la divisione tra produzione e riproduzione. Il lavoro domestico e di cura, storicamente non riconosciuto e non retribuito, viene analizzato come effetto della divisione sessuale dei ruoli, che assegna alle donne la responsabilità della sfera riproduttiva. In questo ambito si collocano le elaborazioni di gruppi come Lotta Femminista e del Collettivo Internazionale Femminista, che individuano nel lavoro domestico un terreno di analisi e di conflitto, mettendo in relazione il lavoro riproduttivo con il funzionamento complessivo del sistema economico.<ref>[6]</ref> Su un piano diverso, la critica ai saperi medici e scientifici si traduce in pratiche di riappropriazione della conoscenza del proprio corpo. In diversi contesti si sviluppano esperienze di self-help e gruppi di salute delle donne, in cui la conoscenza della sessualità e delle funzioni corporee viene sottratta alla mediazione esclusiva dei saperi specialistici e rielaborata collettivamente. In alcuni casi, queste pratiche si accompagnano a un confronto selettivo con strumenti teorici differenti, in particolare con la psicoanalisi, utilizzati per l’analisi della soggettività. Sul piano storiografico, la politicizzazione del corpo è stata interpretata come uno degli elementi distintivi del femminismo degli anni Settanta. La centralità dell’esperienza corporea e sessuale contribuisce alla costruzione di un discorso autonomo delle donne e alla ridefinizione delle categorie della politica, estendendo l’analisi ai processi attraverso cui i corpi vengono regolati, rappresentati e vissuti.<ref>[8]</ref> Alcune interpretazioni hanno inoltre evidenziato come la trasformazione dei comportamenti e dei modelli sessuali non comporti automaticamente una trasformazione dei rapporti di potere, segnalando la persistenza di dinamiche di oggettivazione anche all’interno delle nuove forme di libertà.<ref>[9]</ref> L'espressione «il personale è politico», mutuata dal saggio pubblicato da Carol Hanisch nel 1969 nell'ambito del femminismo radicale statunitense, mette in discussione la separazione tra sfera privata e sfera pubblica, tradizionalmente considerata la categoria strutturante del pensiero politico moderno. Più che uno slogan, si tratta di un dispositivo epistemologico che ridefinisce tanto l'oggetto quanto il soggetto dell'agire politico: non più circoscritta alle istituzioni, ai partiti o alla rappresentanza, la politica include le relazioni quotidiane e i contesti in cui si producono e si riproducono le disuguaglianze di genere; il soggetto politico cessa di essere il cittadino universale astratto, costruito su parametri maschili, e si configura come un soggetto sessuato, storicamente escluso da quella universalità.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 12-13|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref> Sul piano storiografico, questo spostamento è stato interpretato come una ridefinizione del soggetto storico. L'introduzione delle esperienze e delle memorie individuali nella narrazione ha contribuito a mettere in discussione una tradizione storiografica centrata sulla sfera pubblica e sugli attori maschili, estendendo il campo del politico a dimensioni precedentemente escluse dall'analisi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 14-15|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|p. 79|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref> Come osserva Emma Baeri, «la storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose».<ref>{{Cita|Lussana|p. 11|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref> 2.3 «Il personale è politico» Lo slogan «il personale è politico» - mutuato dal titolo del saggio che Carol Hanisch pubblicò nel 1969 nell'ambito del femminismo radicale statunitense e tradotto e diffuso in Italia nella prima metà degli anni Settanta - sintetizza una ridefinizione radicale del concetto di politica attraverso la messa in discussione della separazione tra sfera privata e sfera pubblica. La politica non è più identificata esclusivamente con le istituzioni, i partiti o la rappresentanza, ma estesa alle relazioni quotidiane e ai contesti in cui si producono e si riproducono le disuguaglianze di genere. In questo quadro si collocano sia il ricorso al separatismo come scelta di sottrazione a contesti percepiti come strutturalmente segnati da rapporti di potere maschili, sia l’elaborazione di pratiche come l'autocoscienza, fondate sulla relazione tra donne. Il confronto tra esperienze individuali consente di individuare elementi ricorrenti e di interpretare situazioni vissute come personali - il disagio domestico, l'insoddisfazione sessuale, la dipendenza economica - come espressioni di una condizione di oppressione comune. In questo passaggio, il vissuto individuale acquisisce rilevanza politica in quanto oggetto di elaborazione collettiva.<ref>{{Cita|Passerini|p. 160}}</ref> «Il personale è politico» più che uno slogan è un dispositivo epistemologico che ridefinisce tanto l'oggetto quanto il soggetto della politica. Nel contesto italiano tale principio si definisce attraverso il confronto con le principali culture politiche del Novecento. Da un lato, esso si oppone alla tradizione emancipazionista del movimento delle donne, rappresentata da organizzazioni come l’UDI, che avevano orientato la propria azione verso l’estensione dei diritti e l’inclusione nel sistema politico e lavorativo esistente, assumendo come riferimento un modello di cittadinanza costruito su parametri maschili. Il neofemminismo mette in discussione le categorie fondamentali di questo impianto - politica, lavoro, storia, sapere - evidenziando come l’uguaglianza formale non incida sui rapporti di potere che strutturano la vita quotidiana.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 32-33}}</ref> La «liberazione», termine che sostituisce «emancipazione» nel vocabolario del movimento, non indica un'inclusione ma una trasformazione strutturale. Dall’altro lato, il principio entra in tensione con le tradizioni teoriche della sinistra. In particolare, il marxismo viene criticato per aver subordinato la questione femminile alla lotta di classe, definito ambiti come la famiglia, la sessualità, la maternità e la vita quotidiana spazi prepolitici, escluso dall’analisi economica il lavoro domestico e riproduttivo. Il femminismo insiste sul fatto che i rapporti di potere si articolano anche all’interno della sfera familiare e delle relazioni affettive, e non possono essere ricondotti esclusivamente alle dinamiche economiche.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 90-91}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 15-16}}</ref> Sul piano storiografico, questo spostamento è stato interpretato come una ridefinizione del soggetto storico. L’introduzione delle esperienze e delle memorie individuali nella narrazione ha contribuito a mettere in discussione una tradizione centrata sulla sfera pubblica e sugli attori maschili. Come osserva Emma Baeri, «la storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose».<ref>{{Cita|Lussana|p. 11}}</ref> In questa prospettiva, la centralità dell’esperienza non implica una riduzione della politica al privato, ma un’estensione del campo del politico a dimensioni precedentemente escluse dall’analisi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 14-15}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|p. 79}}</ref> Nella messa in discussione della separazione tra sfera privata e sfera pubblica. In questa prospettiva, ambiti come la famiglia, la sessualità, la maternità e la vita quotidiana non sono più considerati spazi prepolitici, ma luoghi in cui si esercitano rapporti di potere storicamente determinati. == Introduzione == Il femminismo degli anni Settanta costituisce uno dei passaggi più incisivi della storia politica e culturale dell’Italia contemporanea. Tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Ottanta, una fitta rete di collettivi e gruppi diffusi sull’intero territorio nazionale mise in discussione i ruoli di genere, le relazioni tra i sessi e le stesse categorie attraverso cui venivano definiti la politica, i linguaggi, le forme del sapere e le soggettività. La novità del neofemminismo non risiede unicamente nelle rivendicazioni avanzate, ma nelle pratiche attraverso cui esse furono elaborate: l’autocoscienza, la politicizzazione dell’esperienza personale, la centralità del corpo e della sessualità come luoghi di produzione di sapere e di conflitto. L’esperienza femminile non venne più subordinata a cornici interpretative esterne - di partito, di classe o di tradizione ideologica - ma assunta come punto di partenza per una rielaborazione teorica autonoma, capace di ridefinire il confine tra privato e pubblico, vita e politica, e di interrogare i nessi tra potere, sapere e corporeità. Il femminismo di questo periodo si presenta come un insieme articolato di esperienze differenziate, radicate in contesti territoriali, culturali e politici diversi, con orientamenti teorici e strategie non omogenei. Tale pluralità - visibile nel diverso rapporto con la sinistra, i movimenti e le istituzioni, nell’alternativa tra separatismo e doppia militanza, nelle letture della subordinazione femminile in termini di classe o di differenza sessuale, nelle modalità di intervento pubblico - costituisce un tratto strutturale del movimento. La storiografia ha posto questo nodo al centro della riflessione, interrogandosi sull’uso dei termini “femminismo” e “femminismi”: se il singolare consente di cogliere la forza storica di un processo collettivo accomunato dalla critica alle gerarchie di genere, il plurale rende conto della molteplicità delle culture politiche e dei linguaggi che lo attraversarono (Guerra 2005). La trasformazione che si produce alla fine del decennio non coincide con una cesura netta. Piuttosto, la crisi della forma-movimento apre una fase di riorganizzazione e ridefinizione: negli anni ottanta molte pratiche e molte elaborazioni proseguono in forme differenti, attraverso luoghi culturali, reti associative e iniziative di produzione che consolidano un femminismo meno centrato sulla mobilitazione di massa, ma capace di incidere in modo duraturo nel tessuto sociale (Guerra 2005). La categoria di “eredità” permette di leggere questo passaggio senza ridurlo a una narrazione di declino. Questo volume adotta una prospettiva che intreccia ricostruzione storica e riflessione storiografica, assumendo come oggetto non soltanto gli eventi e le organizzazioni, ma le pratiche, i linguaggi e i luoghi di produzione del sapere femminista. Dopo una sezione dedicata alle genealogie - il rapporto con il ’68, con la tradizione emancipazionista e con le reti transnazionali - il percorso analizza le pratiche fondative, la pluralità delle esperienze, i rapporti con movimenti, partiti e istituzioni, nonché gli spazi materiali e simbolici attraverso cui il femminismo costruì nuove forme di socialità e di cultura. Una parte conclusiva è dedicata alle trasformazioni degli anni ottanta e alle principali interpretazioni storiografiche del neofemminismo, affrontando le questioni di periodizzazione, di metodo e di memoria che ancora attraversano il dibattito. Il volume assume le pratiche, i luoghi e i linguaggi come chiavi di lettura attraverso cui osservare l’intreccio tra dimensione politica, sociale e culturale del femminismo italiano degli anni Settanta, un'intersezione nella quale maggiormente si coglie la portata trasformativa del movimento. == 2.4 Corpo, sessualità, autodeterminazione == Nel femminismo italiano degli anni Settanta, il corpo diventa un terreno centrale di elaborazione politica. Questa centralità si definisce all’interno di un contesto normativo e culturale in cui la sessualità femminile è sottoposta a un insieme articolato di vincoli: la verginità prematrimoniale come norma sociale, la subordinazione della sessualità alla procreazione, la penalizzazione dell’aborto e della contraccezione, e la persistenza di istituti giuridici come il matrimonio riparatore e il delitto d’onore.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 66-67}}</ref> È a partire da questa configurazione che il movimento femminista individua nel corpo uno dei luoghi principali in cui si esercita il potere. L’analisi femminista mette in discussione la naturalizzazione del corpo femminile, mostrando come esso sia costruito attraverso pratiche sociali, discorsi medici e dispositivi istituzionali. In questa prospettiva, fenomeni come il ciclo mestruale, la gravidanza e la menopausa vengono sottratti a una lettura esclusivamente biologica e interpretati come ambiti regolati da saperi e norme che contribuiscono a definire la posizione subordinata delle donne.<ref>{{Cita|Petricola|pp. 157-158}}</ref><ref>{{Cita|Petricola|p. 194}}</ref> La medicina e la scienza non sono assunte come ambiti neutri, ma come forme di sapere che partecipano alla costruzione di modelli normativi della sessualità e della salute. In questo quadro si sviluppa una critica alla regolazione della sessualità femminile. Il movimento mette in discussione la sovrapposizione tra sessualità e funzione riproduttiva, evidenziando come essa abbia storicamente subordinato il desiderio femminile a quello maschile e reso invisibile la dimensione del piacere.<ref>{{Cita|Bellè|p. 67}}</ref> La diffusione in Italia di testi come ''Donne è bello'' contribuisce alla circolazione di una critica ai modelli sessuali dominanti, tra cui la teoria dell’«orgasmo vaginale», che aveva definito in termini normativi la sessualità femminile e prodotto forme diffuse di inadeguatezza e colpevolizzazione.<ref>{{Cita|Anabasi|pp. 48-50}}</ref> La ridefinizione della sessualità si intreccia con una rielaborazione della maternità. Il femminismo contesta la sua rappresentazione come destino naturale o dovere sociale, mettendo in discussione il nesso tra identità femminile e funzione riproduttiva. In questo contesto si afferma la rivendicazione della maternità come scelta, che implica il diritto alla contraccezione e all’interruzione volontaria di gravidanza.<ref>{{Cita|Petricola|pp. 1; 9-10}}</ref> Le mobilitazioni su questi temi contribuiscono a una trasformazione del discorso pubblico e trovano un esito sul piano legislativo con l’approvazione della legge n. 194 del 1978. La riflessione sul corpo investe anche la divisione tra produzione e riproduzione. Il lavoro domestico e di cura, storicamente non riconosciuto e non retribuito, viene analizzato come elemento strutturale della riproduzione delle disuguaglianze di genere. In questo ambito si collocano le elaborazioni di gruppi come Lotta Femminista e del Collettivo Internazionale Femminista, che mettono in relazione il lavoro riproduttivo con il funzionamento complessivo del sistema economico.<ref>{{Cita|Bracke|p. 81}}</ref> La centralità del corpo si traduce inoltre in pratiche di riappropriazione del sapere. Attraverso l’autocoscienza e altre forme di confronto, le donne mettono in discussione la delega ai saperi specialistici e costruiscono modalità autonome di conoscenza della propria sessualità e delle proprie funzioni corporee. Questo processo non elimina le tensioni tra diversi orientamenti del movimento: accanto a una critica radicale della scienza medica, si sviluppano anche tentativi di rielaborazione e uso selettivo di strumenti analitici, in particolare nell’ambito della riflessione sulla soggettività. Sul piano storiografico, la politicizzazione del corpo è stata interpretata come uno degli elementi distintivi del femminismo degli anni Settanta. La centralità dell’esperienza corporea e sessuale consente la costruzione di un discorso autonomo delle donne e contribuisce alla ridefinizione delle categorie della politica, estendendo l’analisi ai processi attraverso cui i corpi vengono regolati, rappresentati e vissuti.<ref>{{Cita|Bracke|p. 84}}</ref> Allo stesso tempo, alcune letture mettono in evidenza la persistenza di dinamiche di oggettivazione anche all’interno delle nuove forme di libertà sessuale, sottolineando come la trasformazione dei comportamenti non coincida automaticamente con una trasformazione dei rapporti di potere.<ref>{{Cita|Bracke|p. 81}}</ref> Introduzione Parte II Il femminismo degli anni Settanta si caratterizza per la centralità attribuita alle pratiche - come il separatismo e l’autocoscienza – che non rappresentano semplicemente forme organizzative, ma luoghi di elaborazione politica e di produzione di sapere. La condivisione delle esperienze individuali consente di mettere in discussione l’apparente naturalità dei ruoli di genere e di individuare i meccanismi sociali e culturali che regolano i rapporti tra uomini e donne. In questo senso, le pratiche non si limitano a descrivere la realtà, ma contribuiscono a ridefinirla; la politica non è intesa soltanto come intervento nello spazio pubblico, ma come processo che prende avvio dall’esperienza vissuta e dalle relazioni tra donne. All’interno di questo processo si afferma il principio secondo cui “il personale è politico”, che consente di collegare le esperienze quotidiane alle strutture sociali più ampie. Attraverso questa prospettiva, ambiti tradizionalmente considerati privati – come la sessualità, la maternità e la vita familiare – diventano oggetto di analisi e intervento politico. È in questo quadro che il corpo emerge come un nodo centrale della riflessione femminista. Non si tratta di un ambito già definito, ma di un terreno che prende forma progressivamente attraverso le pratiche del movimento. Le esperienze legate alla sessualità, alla riproduzione e alla salute vengono condivise, confrontate e reinterpretate, dando luogo a una nuova consapevolezza che mette in discussione i modelli culturali dominanti; elaborazione teorica e sperimentazione pratica non costituiscono ambiti separati, ma dimensioni intrecciate di un medesimo percorso di politicizzazione. Le pratiche del movimento non furono adottate in modo uniforme né assunsero significati univoci, ma costituirono un repertorio condiviso, rielaborato in forme differenti nei diversi contesti. Tale pluralità rinvia alla coesistenza di differenti modi di intendere la liberazione delle donne e al rifiuto di modelli organizzativi gerarchici e di una definizione univoca delle priorità. Tuttavia, essa condivise alcuni elementi fondamentali: la messa in discussione della distinzione tra sfera privata e sfera pubblica, la conseguente ridefinizione del politico e delle forme della soggettività femminile. Le sezioni che seguono analizzano, da diverse prospettive, le principali pratiche e i nodi concettuali attraverso cui il femminismo degli anni Settanta ha ridefinito il rapporto tra esperienza, conoscenza e azione politica. Parte 2. Integrazione 2.4 (A+B) Nel femminismo degli anni Settanta, il corpo emerge come terreno centrale di elaborazione politica, attraverso cui vengono messi in discussione i modelli dominanti che regolano l’esperienza femminile. Questa ridefinizione si sviluppa, da un lato, nella reinterpretazione della sessualità, sottratta a definizioni normative e ricondotta all’esperienza delle donne, e, dall’altro, nella messa in discussione della riproduzione e delle forme di controllo del corpo, che investe maternità, contraccezione e aborto. Ne deriva uno spostamento significativo nella posizione delle donne: il corpo non è più assunto come dato naturale, ma come ambito di esperienza e di intervento; la sessualità viene rielaborata come dimensione non subordinata a modelli esterni; la maternità è ridefinita come possibilità e non come destino. In questo senso, l’autodeterminazione non costituisce un presupposto, ma l’esito di un processo di politicizzazione dell’esperienza. == Cronologia principale == === 1965-1982 === {| class="wikitable sortable" ! Anno ! Gruppi che nascono ! Gruppi che si sciolgono ! Eventi ! Convegni / Incontri ! Manifestazioni ! Produzione culturale |- | 1965/66 | Demau | | | | | |- | 1967 | | | | | | |- | 1968 | | | Contestazione studentesca | | | |- | 1969 | Cerchio spezzato (Trento); MLD legato al Partito Radicale | | Autunno caldo | | | |- | 1970 | Rivolta femminile Anabasi Le Nemesiache | |Approvazione della legge sul Divorzio (L. 898/1970) | | | |- | 1971 | Lotta Femminista (PD) | |La Corte Costituzionale depenalizza la diffusione e l'uso degli anticoncezionali. Approvazione della legge a tutela delle lavoratrici madri (L. 1204/1971 - diritto di astenersi dal lavoro 2 mesi prima, 3 dopo il parto) e della L.1044/1971 che introduce il piano quinquennale per l'istituzione di asili nido comunali con il concorso dello Stato | Milano – Convegno presso l’Umanitaria | | Esce ''Quarto mondo'', pubblicata a Roma dal Fronte Italiano di Liberazione Femminile (FILF) |- | 1972 | Cherubini; Lotta Femminista (MI) | | | Bologna – Convegno di varie città; Rouen – Convegno organizzato da Psychoanalyse et Politique; Vandea – Convegno europeo organizzato dal MLF | | Nascono a Roma Edizioni delle donne; Anabasi pubblica l'antologia ''Donne è bello'' ; esce ''Compagna'', rivista di orientamento marxista. Nasce a Roma il Collettivo Femminista Comunista di Via Pomponazzi |- | 1973 | Collettivo San Gottardo; Gruppo Analisi; Gruppo Femminista per una medicina delle donne; Rivolta 3 | Demau | Si forma il CISA; Processo a Gigliola Pierobon (Padova) | Varigotti – incontro tra Cherubini, alcune donne del Veneto e le francesi di Psychanalyse et Politique | | Esce a Roma ''Effe'' , primo mensile femminista di attualità e cultura autogestito a diffusione nazionale; a Bologna ''La voce delle donne comuniste'' e ''Donna proletaria;'' a Milano ''MezzoCielo'' |- | 1974 | Collettivo di via Albenga; Gruppo di Pratica dell’Inconscio; Mondadori; Ticinese | Lotta Femminista | Referendum abrogativo della legge sul divorzio | 1° Convegno Nazionale a Pinarella di Cervia | | Esce ''Sputiamo su Hegel'' di Carla Lonzi; nasce l'editrice romana Dalla parte delle bambine; esce ''Sottosopra'' |- | 1975 | Libreria delle donne di Milano | | Vengono istituiti i consultori familiari (L. 405/1975) Blocco in Senato della proposta di legge sull’aborto | | | Laura Lepetit fonda la casa editrice La Tartaruga; esce ''DWF – Donna Woman Femme'' |- | 1975 | Corsi monografici 150 ore; | Anabasi; Cherubini (trasferimento in Col di Lana); San Gottardo | Elezioni amministrative | Carloforte – Vacanze femministe; Milano – Convegno “Sessualità, maternità, procreazione, aborto”; Milano – Umanitaria “Donne e politica”; San Vincenzo (LI) – Pratica dell’inconscio; 2° Convegno nazionale a Pinarella di Cervia | Roma – Manifestazione nazionale del 6 dicembre | |- | 1976 | Corso 150 ore Affori; Gruppo Donne e Immagine; Gruppo Donne via dell’Orso; Gruppo donne Palazzo di Giustizia; Gruppo n.4 Col di Lana | Gruppo Analisi; Gruppo di Pratica dell’Inconscio; Gruppo Femminista per una medicina delle donne; Rivolta 3 | Elezioni politiche; Formazione della Consulta femminista; Legge nazionale sui consultori | Milano – Convegno “Donne e lavoro”; Paestum – 3° e ultimo convegno nazionale | Milano – Entrata “dimostrativa” nel Duomo (gennaio) | Nasce a Roma la rivista ''Limenetimena;'' esce ''Differenze'', rivista dei Collettivi femministi romani |- | 1977 | Collettivo della Borletti; Gruppo donne via Lanzone; Gruppo Scrittura | | Approvazione legge sulla Parità di Lavoro (L. 903/1977) Movimento del 1977 | Milano – Convegno sulla violenza (Sala Provincia) | | Nasce la Libreria delle donne di Bologna Librellula |- | 1978 | Gruppo Madri del Leoncavallo; Gruppo Scrittura 1; Gruppo Scrittura 2; Gruppo Scrittura 3 | | Approvazione legge sull'aborto (194/1978) Rapimento Moro | | | Esce ''Quotidiano donna,'' settimanale di politica, attualità e cultura ; apre a Cagliari la Libreria gestita dalla coperativa La tarantola |- | 1979 | 150 ore sul Cinema; Redazione di Grattacielo; Redazione milanese di Quotidiano Donne | Collettivo Mondadori; Coordinamento via dell’Orso; Gruppo Donne e Immagine; Mancinelli | “Caso 7 aprile” | Milano – Umanitaria, proposta di legge contro la violenza sessuale | | Apre a Firenze la Libreria delle donne |- | 1980 | Centro Donne Ticinese; Collettivo studentesse liceo Berchet; Collettivo studentesse Università Statale; Cooperativa Gervasia Broxson; Gruppo di psicologia e attività creative; Gruppo Eos; Ristorante Cicip-Ciciap; Ticinese (nuovo) | Col di Lana; Collettivo Borletti | | | Milano – Manifestazione contro abrogazione legge aborto | |- | 1981 | Gruppo Phoenix | Grattacielo; Gruppo donne Palazzo di Giustizia | Referendum abrogativo legge aborto | Firenze – 2° Convegno contro il referendum; Milano – 1° Convegno contro il referendum 194; Roma – Convegno nazionale donne lesbiche; Torino – Convegno internazionale donne lesbiche | | |- | 1982 | | Gruppo n.4; Redazione milanese di Quotidiano Donna | | | | |} cvohmzowhu1wuhiib2mg08khk66nrgd 491955 491953 2026-04-16T16:00:09Z LorManLor 24993 491955 wikitext text/x-wiki '''I Femminismi negli anni '70 in Italia''' * '''3. Pluralità dei femminismi: soggetti, pratiche, conflitti''' ** 3.1 1965-1973 – Formazione del campo femminista ** 3.2 1974-1976 – Espansione e conflitti strategici ** 3.3 1977-1980 – Trasformazioni della forma-movimento * '''2. Pratiche''' ** 2.1 Separatismo ** 2.2 Autocoscienza ** 2.3 "Il personale è politico" ** 2.4 Corpo, sessualità, autodeterminazione * 2.2 = pratica (autocoscienza) * 2.3 = paradigma teorico (“il personale è politico”) * 2.4 = ambito tematico (corpo) == Capitolo 2. Pratiche == Il capitolo analizza le pratiche attraverso cui il neofemminismo italiano degli anni Settanta rielabora forme dell’azione politica, linguaggi e criteri di analisi. il separatismo come scelta organizzativa e teorica; l'autocoscienza come metodo di elaborazione collettiva dell'esperienza; lo slogan «il personale è politico» come ridefinizione del campo della politica; la centralità del corpo e la rivendicazione dell'autodeterminazione sessuale e riproduttiva come terreno di conflitto, descrivono momenti tra loro connessi di uno stesso percorso: la costruzione di un soggetto femminile autonomo e la ridefinizione del campo della politica, introducendo nuove modalità di lettura dell’esperienza storica. == 2.1 Separatismo == === 2.1.1 Definizione e presupposti === Il separatismo femminista è una pratica politica che consiste nella scelta di organizzarsi tra sole donne, escludendo la presenza maschile dagli spazi di riflessione e di azione.<ref name=":0">{{Cita|Lussana|p. 35}}</ref> Questa scelta non riguarda soltanto il piano organizzativo, ma si fonda sulla convinzione che linguaggi, modelli interpretativi e dinamiche relazionali dominanti, storicamente strutturati su un punto di vista maschile, rendano necessaria la costruzione di luoghi separati in cui le donne possano definirsi e riconoscersi a partire da sé, elaborando la propria esperienza e costruendo una soggettività politica autonoma.<ref name=":0" /> Lo spazio separato è il contesto in cui prende forma l'autocoscienza, la pratica attraverso cui il vissuto individuale diventa oggetto di analisi collettiva.<ref>{{cita|Guerra 2005}}</ref> === 2.1.2 Forme e contesti di sviluppo === L’emergere di pratiche separatiste si colloca tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, nel contesto dei movimenti studenteschi e della nuova sinistra. Una parte significativa delle militanti proviene da queste esperienze e ne condivide inizialmente linguaggi e forme organizzative.<ref>{{cita|Bracke|p. 67}}</ref> La persistenza di rapporti gerarchici tra i sessi all’interno dei gruppi misti e la mancata considerazione, da parte delle organizzazioni della nuova sinistra, dell’oppressione femminile come dato strutturale, conducono progressivamente molte militanti alla scelta di spazi autonomi, in cui tale condizione può essere affrontata senza essere subordinata ad altre priorità politiche. Nei primi anni settanta, con la formazione di gruppi come Rivolta Femminile e Cerchio spezzato e la diffusione di collettivi autonomi in diverse città, la separazione tra donne diventa una pratica riconoscibile e condivisa.<ref>{{cita|Bracke|pp. 79-83}}</ref> Le modalità con cui viene adottata non sono però univoche. In alcune esperienze del femminismo radicale, tra cui quella elaborata da Carla Lonzi, la separazione si traduce in una rottura esplicita con i contesti politici misti e nel rifiuto del rapporto con la cultura e la tradizione teorica maschile. In altri contesti, convive con forme di partecipazione a organizzazioni più ampie, senza escludere completamente l’intervento in ambiti politici condivisi. Queste differenze rinviano a funzioni diverse attribuite alla pratica separatista. In alcune esperienze si intreccia con la critica all'universalismo e con la centralità della differenza sessuale; in ambiti più orientati alla riflessione sulle condizioni materiali viene utilizzata come strumento per rafforzare l’autonomia organizzativa e la capacità di iniziativa delle donne, senza per questo precludere altre forme di intervento. Il rapporto con le organizzazioni della sinistra extraparlamentare costituisce uno dei principali terreni di tensione. Nei gruppi misti, la scelta separatista è spesso interpretata come una rottura rispetto a un progetto politico unitario. All’interno del movimento femminista, il mantenimento di legami con tali organizzazioni è a sua volta oggetto di discussione, in relazione all’esigenza di costruire spazi di elaborazione non mediati. Queste tensioni attraversano l’intero decennio e si manifestano anche in momenti di conflitto pubblico, come nelle mobilitazioni per l’aborto nella metà degli anni Settanta. == Bibliografia == * {{Cita pubblicazione|autore=Mariella Gramaglia|anno=1976|titolo=1968: il venir dopo e l'andar oltre del movimento femminista|rivista=Problemi del socialismo|numero=4|cid=Gramaglia}} * {{Cita libro|autore=Elda Guerra|titolo=Una nuova soggettività: femminismo e femminismi nel passaggio degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|pp=25-67|opera=Il femminismo degli anni Settanta|curatore=Teresa Bertilotti, Anna Scattigno|cid=Elda Guerra 2005}} == 2.2 Autocoscienza == === 2.2.1 Definizione === Momento fondativo della pratica femminista, l’autocoscienza è la modalità discorsiva e relazionale attraverso cui le donne si costituiscono come soggetti in rapporto reciproco, rifiutando la mediazione maschile.<ref>{{Cita libro|autore=Manuela Fraire|titolo=Donne nuove: le ragazze degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|pp=69-80|opera=Il femminismo degli anni Settanta|curatore=Teresa Bertilotti, Anna Scattigno}}</ref><ref>{{Cita libro|autore=Barbara Sandrucci|titolo=Aufklärung al femminile. L'autocoscienza come pratica politica e formativa|anno=2005|editore=Edizioni ETS|città=Pisa|ISBN=88-467-1186-6}}</ref> Elaborata nel contesto della crisi dei movimenti misti del Sessantotto e della Nuova Sinistra, introduce un rovesciamento del rapporto tra esperienza e politica: la vita quotidiana, la sessualità, la famiglia e il corpo diventano ambiti di analisi e di elaborazione. La pratica si sviluppa in piccoli gruppi separatisti che si riuniscono con regolarità in spazi privati. Il principio del «partire da sé» orienta gli interventi: ciascuna prende parola a partire dalla propria esperienza, evitando generalizzazioni e schemi teorici predefiniti. Il racconto individuale, sottoposto all'ascolto delle altre, viene progressivamente riconosciuto come espressione di una condizione condivisa e ricondotto a una dimensione strutturale, rendendo visibili rapporti di potere assenti che non trovavano spazio nelle categorie politiche tradizionali. La soggettività non è assunta come dato, ma si costituisce nella relazione tra donne, attraverso un processo di riconoscimento reciproco. In questa prospettiva si colloca la riflessione di Carla Lonzi, per la quale «il femminismo ha inizio quando la donna cerca la risonanza di sé nell'autenticità di un'altra donna».<ref>{{Cita|Bracke|p. 85|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref> === 2.2.2 Origini e diffusione === Le radici dell’autocoscienza si collocano nel ''consciousness-raising'' sviluppato dal femminismo radicale statunitense alla fine degli anni Sessanta, in particolare nel contesto delle tensioni interne emerse nei movimenti per i diritti civili e nella New Left. Attraverso testi e pratiche circolati tra il 1968 e i primi anni Settanta - tra cui i materiali raccolti in ''Notes from the First Year'' e il programma elaborato da Kathie Sarachild - il metodo viene recepito e rielaborato in Italia, in particolare grazie al lavoro di traduzione e diffusione promosso dal collettivo milanese Anabasi. Nel contesto italiano la pratica assume configurazioni differenziate. Il Cerchio Spezzato, attivo a Trento dalla fine degli anni sessanta, adotta la formula “presa di coscienza” per sottolinearne la dimensione collettiva. Con la nascita di Rivolta Femminile (1970), l’autocoscienza viene definita come pratica separatista e fondamento di una politica autonoma delle donne. Nei primi anni settanta la diffusione dei gruppi di autocoscienza si intreccia con la formazione di nuovi collettivi femministi, tra cui quelli milanesi legati alla futura Libreria delle Donne, nei quali la pratica viene progressivamente rielaborata anche attraverso il confronto con la psicoanalisi. A differenza del modello statunitense, l'autocoscienza in Italia si configura come uno spazio di elaborazione relativamente autonomo rispetto alle rivendicazioni immediate, con una maggiore attenzione alla trasformazione dell’esperienza e alla costruzione di relazioni tra donne. === 2.2.3 Interpretazioni storiografiche e criticità === La storiografia ha riconosciuto all’autocoscienza un ruolo centrale nella formazione del femminismo degli anni Settanta, evidenziandone la funzione nella costruzione di una soggettività femminile autonoma e nella rottura con i paradigmi politici precedenti. Uno degli elementi più discussi riguarda la configurazione dello spazio separatista, che tende a distinguere tra un “dentro”, rappresentato dal gruppo come luogo dell’elaborazione, e un “fuori”, percepito come strutturalmente segnato da rapporti di potere patriarcali. Questa distinzione, funzionale alla costruzione di un linguaggio autonomo, è stata interpretata come fonte di problematicità nelle relazioni con l'esterno, in particolare con le organizzazioni miste e con le pratiche di mediazione e rappresentanza, che presuppongono codici e modalità di azione differenti. Un ulteriore aspetto riguarda le dinamiche interne ai gruppi. L’assenza di gerarchie formali non avrebbe escluso la formazione di leadership implicite, spesso legate al carisma o alla competenza discorsiva. Diverse testimonianze hanno inoltre riportato l’intensità conflittuale di queste esperienze e le difficoltà nel gestire il coinvolgimento emotivo richiesto dalla pratica. Su un piano diverso, alcune interpretazioni hanno messo in evidenza come l'attribuzione di un valore politico immediato al vissuto individuale, potrebbe aver reso più difficile la sua problematizzazione e il confronto critico all’interno del gruppo. Dal punto di vista dei contenuti, è stato rilevata, in alcuni casi, la marginalità attribuita alla figura materna e all'omosessualità, specie se confrontata con altri contesti nazionali. Più in generale, è stato osservato il rischio di una sovrapposizione tra esperienza individuale e validazione politica, che può limitare l’emersione del dissenso. Ulteriori criticità emergono sul piano dei contenuti. La riflessione sulla figura materna rimane spesso marginale o irrisolta, mentre la questione dell’omosessualità femminile occupa una posizione marginale rispetto ad altri contesti nazionali.[ A partire dalla metà degli anni Settanta, queste tensioni contribuiscono a una trasformazione della pratica: in alcuni contesti si sviluppa un confronto con strumenti di analisi differenti, in particolare la psicanalisi, mentre in altri si registra un progressivo spostamento verso forme di intervento politico più direttamente orientate all’azione. == 2.3 «Il personale è politico» == === 2.3.1 Ridefinizione del campo politico === L'espressione «il personale è politico», mutuata dal saggio pubblicato da Carol Hanisch nel 1969 nell'ambito del femminismo radicale statunitense, mette in discussione la separazione tra sfera privata e sfera pubblica, tradizionalmente considerata la categoria strutturante del pensiero politico moderno. <ref>{{Cita libro|autore=Elda Guerra|titolo=Una nuova soggettività: femminismo e femminismi nel passaggio degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|pp=25-67|opera=Il femminismo degli anni settanta|curatore=Teresa Bertilotti, Anna Scattigno}}</ref> Più che uno slogan, si tratta di un dispositivo epistemologico che ridefinisce tanto l'oggetto quanto il soggetto dell'agire politico: non più circoscritta alle istituzioni, ai partiti o alla rappresentanza, la politica include le relazioni quotidiane e i contesti in cui si producono e si riproducono le disuguaglianze di genere; il soggetto politico cessa di essere il cittadino universale astratto, costruito su parametri maschili, e si configura come un soggetto sessuato, storicamente escluso da quella universalità.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 12-13|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref> Nel contesto dei movimenti della Nuova Sinistra, la politica è generalmente concepita come attività collocata nello spazio pubblico e organizzata attorno a soggetti collettivi definiti — classe, partito, movimento — mentre la sfera privata è considerata un ambito secondario. Il femminismo degli anni Settanta mette in discussione questa distinzione, mostrando come ciò che viene definito “privato” (le relazioni familiari, la sessualità, la divisione del lavoro domestico e la vita affettiva) costituisca uno spazio strutturale di esercizio del potere.<ref>[44]</ref> === 2.3.2 Esperienza e soggettività === Questo spostamento implica una trasformazione del rapporto tra esperienza e teoria. Attraverso l’autocoscienza, situazioni inizialmente percepite come individuali vengono riconosciute come espressione di una condizione comune. In questa prospettiva il principio non consiste nell’estensione della politica al privato, ma nella ridefinizione del privato come ambito già strutturato politicamente.[46] Sul piano storiografico, questo processo è stato interpretato come una ridefinizione del soggetto storico. L'introduzione delle esperienze e delle memorie individuali nella narrazione ha contribuito a mettere in discussione una tradizione storiografica centrata sulla sfera pubblica e sugli attori maschili, estendendo il campo del politico a dimensioni precedentemente escluse dall'analisi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 14-15|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|p. 79|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref> Come osserva Emma Baeri, «la storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose».<ref>{{Cita|Lussana|p. 11|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref> == Note == # 43. C. Hanisch, «Il personale è politico», in Gruppo Anabasi (a cura di), ''Donne è bello'', Mazzotta, Milano 1972, p. 107; F. Lussana, ''Il movimento femminista in Italia'', Carocci, Roma 2012, pp. 32–33. # 44. M. Bracke, ''La nuova politica delle donne'', Viella, Roma 2014, p. 79. # 45. L. Passerini, ''Storie di donne e femministe'', Rosenberg & Sellier, Torino 1991, p. 160; Bracke, cit., pp. 84–85. # 46. F. Lussana, cit., pp. 14–15. # 47. F. Lussana, cit., pp. 32–33. # 48. F. Lussana, cit., pp. 34–35. # 49. M. Bracke, cit., pp. 90–91. # 50. F. Lussana, cit., pp. 155–158. # 51.F. Lussana, cit., pp. 14–15; M. Bracke, cit., p. 79. == 2.4 Corpo, sessualità, autodeterminazione == === 2.4.1 Corpo e norme === Nel femminismo italiano degli anni Settanta il corpo diventa un terreno centrale di elaborazione politica, in quanto luogo in cui si inscrivono norme, pratiche e rapporti di potere. Questa centralità si definisce all’interno di un contesto normativo e culturale in cui la sessualità femminile è regolata da un intreccio di prescrizioni morali, giuridiche e mediche: dalla verginità prematrimoniale come norma sociale alla subordinazione della sessualità alla procreazione, fino alla disciplina penale dell’aborto e della contraccezione e alla persistenza di istituti come il matrimonio riparatore e il delitto d’onore.<ref>[1]</ref> L’analisi femminista mette in discussione la naturalizzazione del corpo femminile, mostrando come esso sia costruito attraverso pratiche sociali, saperi medici e dispositivi istituzionali. In questa prospettiva, fenomeni come il ciclo mestruale, la gravidanza e la menopausa vengono sottratti a una lettura esclusivamente biologica e interpretati come ambiti regolati da norme e rappresentazioni che contribuiscono a definire la posizione subordinata delle donne.<ref>[2]</ref> La medicina e la scienza vengono così analizzate come forme di sapere che partecipano alla produzione di modelli normativi della sessualità e della salute, e non come ambiti neutrali. === 2.4.2 Sessualità, riproduzione e pratiche === In questo quadro si sviluppa una critica alla regolazione della sessualità femminile. Il movimento contesta la sovrapposizione tra sessualità e funzione riproduttiva, evidenziando come essa abbia storicamente subordinato il desiderio femminile a quello maschile e reso invisibile la dimensione del piacere. La diffusione in Italia di testi come ''Donne è bello'' contribuisce alla circolazione di una critica ai modelli sessuali dominanti, tra cui la teoria dell’«orgasmo vaginale», che aveva definito in termini normativi la sessualità femminile. La ridefinizione della sessualità si intreccia con una rielaborazione della maternità. Il femminismo contesta la sua rappresentazione come destino naturale o dovere sociale, mettendo in discussione il nesso tra identità femminile e funzione riproduttiva. In questo contesto si afferma la rivendicazione della maternità come scelta, che implica il diritto alla contraccezione e all’interruzione volontaria di gravidanza.<nowiki><ref>[5]</ref></nowiki> Le mobilitazioni su questi temi contribuiscono a una trasformazione del discorso pubblico e trovano un esito sul piano legislativo con l’approvazione della legge n. 194 del 1978. La riflessione femminista investe anche la divisione tra produzione e riproduzione. Il lavoro domestico e di cura, storicamente non riconosciuto e non retribuito, viene analizzato come effetto della divisione sessuale dei ruoli, che assegna alle donne la responsabilità della sfera riproduttiva. In questo ambito si collocano le elaborazioni di gruppi come Lotta Femminista e del Collettivo Internazionale Femminista, che individuano nel lavoro domestico un terreno di analisi e di conflitto, mettendo in relazione il lavoro riproduttivo con il funzionamento complessivo del sistema economico.<ref>[6]</ref> Su un piano diverso, la critica ai saperi medici e scientifici si traduce in pratiche di riappropriazione della conoscenza del proprio corpo. In diversi contesti si sviluppano esperienze di self-help e gruppi di salute delle donne, in cui la conoscenza della sessualità e delle funzioni corporee viene sottratta alla mediazione esclusiva dei saperi specialistici e rielaborata collettivamente. In alcuni casi, queste pratiche si accompagnano a un confronto selettivo con strumenti teorici differenti, in particolare con la psicoanalisi, utilizzati per l’analisi della soggettività. Sul piano storiografico, la politicizzazione del corpo è stata interpretata come uno degli elementi distintivi del femminismo degli anni Settanta. La centralità dell’esperienza corporea e sessuale contribuisce alla costruzione di un discorso autonomo delle donne e alla ridefinizione delle categorie della politica, estendendo l’analisi ai processi attraverso cui i corpi vengono regolati, rappresentati e vissuti.<ref>[8]</ref> Alcune interpretazioni hanno inoltre evidenziato come la trasformazione dei comportamenti e dei modelli sessuali non comporti automaticamente una trasformazione dei rapporti di potere, segnalando la persistenza di dinamiche di oggettivazione anche all’interno delle nuove forme di libertà.<ref>[9]</ref> L'espressione «il personale è politico», mutuata dal saggio pubblicato da Carol Hanisch nel 1969 nell'ambito del femminismo radicale statunitense, mette in discussione la separazione tra sfera privata e sfera pubblica, tradizionalmente considerata la categoria strutturante del pensiero politico moderno. Più che uno slogan, si tratta di un dispositivo epistemologico che ridefinisce tanto l'oggetto quanto il soggetto dell'agire politico: non più circoscritta alle istituzioni, ai partiti o alla rappresentanza, la politica include le relazioni quotidiane e i contesti in cui si producono e si riproducono le disuguaglianze di genere; il soggetto politico cessa di essere il cittadino universale astratto, costruito su parametri maschili, e si configura come un soggetto sessuato, storicamente escluso da quella universalità.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 12-13|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref> Sul piano storiografico, questo spostamento è stato interpretato come una ridefinizione del soggetto storico. L'introduzione delle esperienze e delle memorie individuali nella narrazione ha contribuito a mettere in discussione una tradizione storiografica centrata sulla sfera pubblica e sugli attori maschili, estendendo il campo del politico a dimensioni precedentemente escluse dall'analisi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 14-15|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|p. 79|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref> Come osserva Emma Baeri, «la storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose».<ref>{{Cita|Lussana|p. 11|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref> 2.3 «Il personale è politico» Lo slogan «il personale è politico» - mutuato dal titolo del saggio che Carol Hanisch pubblicò nel 1969 nell'ambito del femminismo radicale statunitense e tradotto e diffuso in Italia nella prima metà degli anni Settanta - sintetizza una ridefinizione radicale del concetto di politica attraverso la messa in discussione della separazione tra sfera privata e sfera pubblica. La politica non è più identificata esclusivamente con le istituzioni, i partiti o la rappresentanza, ma estesa alle relazioni quotidiane e ai contesti in cui si producono e si riproducono le disuguaglianze di genere. In questo quadro si collocano sia il ricorso al separatismo come scelta di sottrazione a contesti percepiti come strutturalmente segnati da rapporti di potere maschili, sia l’elaborazione di pratiche come l'autocoscienza, fondate sulla relazione tra donne. Il confronto tra esperienze individuali consente di individuare elementi ricorrenti e di interpretare situazioni vissute come personali - il disagio domestico, l'insoddisfazione sessuale, la dipendenza economica - come espressioni di una condizione di oppressione comune. In questo passaggio, il vissuto individuale acquisisce rilevanza politica in quanto oggetto di elaborazione collettiva.<ref>{{Cita|Passerini|p. 160}}</ref> «Il personale è politico» più che uno slogan è un dispositivo epistemologico che ridefinisce tanto l'oggetto quanto il soggetto della politica. Nel contesto italiano tale principio si definisce attraverso il confronto con le principali culture politiche del Novecento. Da un lato, esso si oppone alla tradizione emancipazionista del movimento delle donne, rappresentata da organizzazioni come l’UDI, che avevano orientato la propria azione verso l’estensione dei diritti e l’inclusione nel sistema politico e lavorativo esistente, assumendo come riferimento un modello di cittadinanza costruito su parametri maschili. Il neofemminismo mette in discussione le categorie fondamentali di questo impianto - politica, lavoro, storia, sapere - evidenziando come l’uguaglianza formale non incida sui rapporti di potere che strutturano la vita quotidiana.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 32-33}}</ref> La «liberazione», termine che sostituisce «emancipazione» nel vocabolario del movimento, non indica un'inclusione ma una trasformazione strutturale. Dall’altro lato, il principio entra in tensione con le tradizioni teoriche della sinistra. In particolare, il marxismo viene criticato per aver subordinato la questione femminile alla lotta di classe, definito ambiti come la famiglia, la sessualità, la maternità e la vita quotidiana spazi prepolitici, escluso dall’analisi economica il lavoro domestico e riproduttivo. Il femminismo insiste sul fatto che i rapporti di potere si articolano anche all’interno della sfera familiare e delle relazioni affettive, e non possono essere ricondotti esclusivamente alle dinamiche economiche.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 90-91}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 15-16}}</ref> Sul piano storiografico, questo spostamento è stato interpretato come una ridefinizione del soggetto storico. L’introduzione delle esperienze e delle memorie individuali nella narrazione ha contribuito a mettere in discussione una tradizione centrata sulla sfera pubblica e sugli attori maschili. Come osserva Emma Baeri, «la storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose».<ref>{{Cita|Lussana|p. 11}}</ref> In questa prospettiva, la centralità dell’esperienza non implica una riduzione della politica al privato, ma un’estensione del campo del politico a dimensioni precedentemente escluse dall’analisi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 14-15}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|p. 79}}</ref> Nella messa in discussione della separazione tra sfera privata e sfera pubblica. In questa prospettiva, ambiti come la famiglia, la sessualità, la maternità e la vita quotidiana non sono più considerati spazi prepolitici, ma luoghi in cui si esercitano rapporti di potere storicamente determinati. == Introduzione == Il femminismo degli anni Settanta costituisce uno dei passaggi più incisivi della storia politica e culturale dell’Italia contemporanea. Tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Ottanta, una fitta rete di collettivi e gruppi diffusi sull’intero territorio nazionale mise in discussione i ruoli di genere, le relazioni tra i sessi e le stesse categorie attraverso cui venivano definiti la politica, i linguaggi, le forme del sapere e le soggettività. La novità del neofemminismo non risiede unicamente nelle rivendicazioni avanzate, ma nelle pratiche attraverso cui esse furono elaborate: l’autocoscienza, la politicizzazione dell’esperienza personale, la centralità del corpo e della sessualità come luoghi di produzione di sapere e di conflitto. L’esperienza femminile non venne più subordinata a cornici interpretative esterne - di partito, di classe o di tradizione ideologica - ma assunta come punto di partenza per una rielaborazione teorica autonoma, capace di ridefinire il confine tra privato e pubblico, vita e politica, e di interrogare i nessi tra potere, sapere e corporeità. Il femminismo di questo periodo si presenta come un insieme articolato di esperienze differenziate, radicate in contesti territoriali, culturali e politici diversi, con orientamenti teorici e strategie non omogenei. Tale pluralità - visibile nel diverso rapporto con la sinistra, i movimenti e le istituzioni, nell’alternativa tra separatismo e doppia militanza, nelle letture della subordinazione femminile in termini di classe o di differenza sessuale, nelle modalità di intervento pubblico - costituisce un tratto strutturale del movimento. La storiografia ha posto questo nodo al centro della riflessione, interrogandosi sull’uso dei termini “femminismo” e “femminismi”: se il singolare consente di cogliere la forza storica di un processo collettivo accomunato dalla critica alle gerarchie di genere, il plurale rende conto della molteplicità delle culture politiche e dei linguaggi che lo attraversarono (Guerra 2005). La trasformazione che si produce alla fine del decennio non coincide con una cesura netta. Piuttosto, la crisi della forma-movimento apre una fase di riorganizzazione e ridefinizione: negli anni ottanta molte pratiche e molte elaborazioni proseguono in forme differenti, attraverso luoghi culturali, reti associative e iniziative di produzione che consolidano un femminismo meno centrato sulla mobilitazione di massa, ma capace di incidere in modo duraturo nel tessuto sociale (Guerra 2005). La categoria di “eredità” permette di leggere questo passaggio senza ridurlo a una narrazione di declino. Questo volume adotta una prospettiva che intreccia ricostruzione storica e riflessione storiografica, assumendo come oggetto non soltanto gli eventi e le organizzazioni, ma le pratiche, i linguaggi e i luoghi di produzione del sapere femminista. Dopo una sezione dedicata alle genealogie - il rapporto con il ’68, con la tradizione emancipazionista e con le reti transnazionali - il percorso analizza le pratiche fondative, la pluralità delle esperienze, i rapporti con movimenti, partiti e istituzioni, nonché gli spazi materiali e simbolici attraverso cui il femminismo costruì nuove forme di socialità e di cultura. Una parte conclusiva è dedicata alle trasformazioni degli anni ottanta e alle principali interpretazioni storiografiche del neofemminismo, affrontando le questioni di periodizzazione, di metodo e di memoria che ancora attraversano il dibattito. Il volume assume le pratiche, i luoghi e i linguaggi come chiavi di lettura attraverso cui osservare l’intreccio tra dimensione politica, sociale e culturale del femminismo italiano degli anni Settanta, un'intersezione nella quale maggiormente si coglie la portata trasformativa del movimento. == 2.4 Corpo, sessualità, autodeterminazione == Nel femminismo italiano degli anni Settanta, il corpo diventa un terreno centrale di elaborazione politica. Questa centralità si definisce all’interno di un contesto normativo e culturale in cui la sessualità femminile è sottoposta a un insieme articolato di vincoli: la verginità prematrimoniale come norma sociale, la subordinazione della sessualità alla procreazione, la penalizzazione dell’aborto e della contraccezione, e la persistenza di istituti giuridici come il matrimonio riparatore e il delitto d’onore.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 66-67}}</ref> È a partire da questa configurazione che il movimento femminista individua nel corpo uno dei luoghi principali in cui si esercita il potere. L’analisi femminista mette in discussione la naturalizzazione del corpo femminile, mostrando come esso sia costruito attraverso pratiche sociali, discorsi medici e dispositivi istituzionali. In questa prospettiva, fenomeni come il ciclo mestruale, la gravidanza e la menopausa vengono sottratti a una lettura esclusivamente biologica e interpretati come ambiti regolati da saperi e norme che contribuiscono a definire la posizione subordinata delle donne.<ref>{{Cita|Petricola|pp. 157-158}}</ref><ref>{{Cita|Petricola|p. 194}}</ref> La medicina e la scienza non sono assunte come ambiti neutri, ma come forme di sapere che partecipano alla costruzione di modelli normativi della sessualità e della salute. In questo quadro si sviluppa una critica alla regolazione della sessualità femminile. Il movimento mette in discussione la sovrapposizione tra sessualità e funzione riproduttiva, evidenziando come essa abbia storicamente subordinato il desiderio femminile a quello maschile e reso invisibile la dimensione del piacere.<ref>{{Cita|Bellè|p. 67}}</ref> La diffusione in Italia di testi come ''Donne è bello'' contribuisce alla circolazione di una critica ai modelli sessuali dominanti, tra cui la teoria dell’«orgasmo vaginale», che aveva definito in termini normativi la sessualità femminile e prodotto forme diffuse di inadeguatezza e colpevolizzazione.<ref>{{Cita|Anabasi|pp. 48-50}}</ref> La ridefinizione della sessualità si intreccia con una rielaborazione della maternità. Il femminismo contesta la sua rappresentazione come destino naturale o dovere sociale, mettendo in discussione il nesso tra identità femminile e funzione riproduttiva. In questo contesto si afferma la rivendicazione della maternità come scelta, che implica il diritto alla contraccezione e all’interruzione volontaria di gravidanza.<ref>{{Cita|Petricola|pp. 1; 9-10}}</ref> Le mobilitazioni su questi temi contribuiscono a una trasformazione del discorso pubblico e trovano un esito sul piano legislativo con l’approvazione della legge n. 194 del 1978. La riflessione sul corpo investe anche la divisione tra produzione e riproduzione. Il lavoro domestico e di cura, storicamente non riconosciuto e non retribuito, viene analizzato come elemento strutturale della riproduzione delle disuguaglianze di genere. In questo ambito si collocano le elaborazioni di gruppi come Lotta Femminista e del Collettivo Internazionale Femminista, che mettono in relazione il lavoro riproduttivo con il funzionamento complessivo del sistema economico.<ref>{{Cita|Bracke|p. 81}}</ref> La centralità del corpo si traduce inoltre in pratiche di riappropriazione del sapere. Attraverso l’autocoscienza e altre forme di confronto, le donne mettono in discussione la delega ai saperi specialistici e costruiscono modalità autonome di conoscenza della propria sessualità e delle proprie funzioni corporee. Questo processo non elimina le tensioni tra diversi orientamenti del movimento: accanto a una critica radicale della scienza medica, si sviluppano anche tentativi di rielaborazione e uso selettivo di strumenti analitici, in particolare nell’ambito della riflessione sulla soggettività. Sul piano storiografico, la politicizzazione del corpo è stata interpretata come uno degli elementi distintivi del femminismo degli anni Settanta. La centralità dell’esperienza corporea e sessuale consente la costruzione di un discorso autonomo delle donne e contribuisce alla ridefinizione delle categorie della politica, estendendo l’analisi ai processi attraverso cui i corpi vengono regolati, rappresentati e vissuti.<ref>{{Cita|Bracke|p. 84}}</ref> Allo stesso tempo, alcune letture mettono in evidenza la persistenza di dinamiche di oggettivazione anche all’interno delle nuove forme di libertà sessuale, sottolineando come la trasformazione dei comportamenti non coincida automaticamente con una trasformazione dei rapporti di potere.<ref>{{Cita|Bracke|p. 81}}</ref> Introduzione Parte II Il femminismo degli anni Settanta si caratterizza per la centralità attribuita alle pratiche - come il separatismo e l’autocoscienza – che non rappresentano semplicemente forme organizzative, ma luoghi di elaborazione politica e di produzione di sapere. La condivisione delle esperienze individuali consente di mettere in discussione l’apparente naturalità dei ruoli di genere e di individuare i meccanismi sociali e culturali che regolano i rapporti tra uomini e donne. In questo senso, le pratiche non si limitano a descrivere la realtà, ma contribuiscono a ridefinirla; la politica non è intesa soltanto come intervento nello spazio pubblico, ma come processo che prende avvio dall’esperienza vissuta e dalle relazioni tra donne. All’interno di questo processo si afferma il principio secondo cui “il personale è politico”, che consente di collegare le esperienze quotidiane alle strutture sociali più ampie. Attraverso questa prospettiva, ambiti tradizionalmente considerati privati – come la sessualità, la maternità e la vita familiare – diventano oggetto di analisi e intervento politico. È in questo quadro che il corpo emerge come un nodo centrale della riflessione femminista. Non si tratta di un ambito già definito, ma di un terreno che prende forma progressivamente attraverso le pratiche del movimento. Le esperienze legate alla sessualità, alla riproduzione e alla salute vengono condivise, confrontate e reinterpretate, dando luogo a una nuova consapevolezza che mette in discussione i modelli culturali dominanti; elaborazione teorica e sperimentazione pratica non costituiscono ambiti separati, ma dimensioni intrecciate di un medesimo percorso di politicizzazione. Le pratiche del movimento non furono adottate in modo uniforme né assunsero significati univoci, ma costituirono un repertorio condiviso, rielaborato in forme differenti nei diversi contesti. Tale pluralità rinvia alla coesistenza di differenti modi di intendere la liberazione delle donne e al rifiuto di modelli organizzativi gerarchici e di una definizione univoca delle priorità. Tuttavia, essa condivise alcuni elementi fondamentali: la messa in discussione della distinzione tra sfera privata e sfera pubblica, la conseguente ridefinizione del politico e delle forme della soggettività femminile. Le sezioni che seguono analizzano, da diverse prospettive, le principali pratiche e i nodi concettuali attraverso cui il femminismo degli anni Settanta ha ridefinito il rapporto tra esperienza, conoscenza e azione politica. Parte 2. Integrazione 2.4 (A+B) Nel femminismo degli anni Settanta, il corpo emerge come terreno centrale di elaborazione politica, attraverso cui vengono messi in discussione i modelli dominanti che regolano l’esperienza femminile. Questa ridefinizione si sviluppa, da un lato, nella reinterpretazione della sessualità, sottratta a definizioni normative e ricondotta all’esperienza delle donne, e, dall’altro, nella messa in discussione della riproduzione e delle forme di controllo del corpo, che investe maternità, contraccezione e aborto. Ne deriva uno spostamento significativo nella posizione delle donne: il corpo non è più assunto come dato naturale, ma come ambito di esperienza e di intervento; la sessualità viene rielaborata come dimensione non subordinata a modelli esterni; la maternità è ridefinita come possibilità e non come destino. In questo senso, l’autodeterminazione non costituisce un presupposto, ma l’esito di un processo di politicizzazione dell’esperienza. == Cronologia principale == === 1965-1982 === {| class="wikitable sortable" ! Anno ! Gruppi che nascono ! Gruppi che si sciolgono ! Eventi ! Convegni / Incontri ! Manifestazioni ! Produzione culturale |- | 1965/66 | Demau | | | | | |- | 1967 | | | | | | |- | 1968 | | | Contestazione studentesca | | | |- | 1969 | Cerchio spezzato (Trento); MLD legato al Partito Radicale | | Autunno caldo | | | |- | 1970 | Rivolta femminile Anabasi Le Nemesiache | |Approvazione della legge sul Divorzio (L. 898/1970) | | | |- | 1971 | Lotta Femminista (PD) | |La Corte Costituzionale depenalizza la diffusione e l'uso degli anticoncezionali. Approvazione della legge a tutela delle lavoratrici madri (L. 1204/1971 - diritto di astenersi dal lavoro 2 mesi prima, 3 dopo il parto) e della L.1044/1971 che introduce il piano quinquennale per l'istituzione di asili nido comunali con il concorso dello Stato | Milano – Convegno presso l’Umanitaria | | Esce ''Quarto mondo'', pubblicata a Roma dal Fronte Italiano di Liberazione Femminile (FILF) |- | 1972 | Cherubini; Lotta Femminista (MI) | | | Bologna – Convegno di varie città; Rouen – Convegno organizzato da Psychoanalyse et Politique; Vandea – Convegno europeo organizzato dal MLF | | Nascono a Roma Edizioni delle donne; Anabasi pubblica l'antologia ''Donne è bello'' ; esce ''Compagna'', rivista di orientamento marxista. Nasce a Roma il Collettivo Femminista Comunista di Via Pomponazzi |- | 1973 | Collettivo San Gottardo; Gruppo Analisi; Gruppo Femminista per una medicina delle donne; Rivolta 3 | Demau | Si forma il CISA; Processo a Gigliola Pierobon (Padova) | Varigotti – incontro tra Cherubini, alcune donne del Veneto e le francesi di Psychanalyse et Politique | | Esce a Roma ''Effe'' , primo mensile femminista di attualità e cultura autogestito a diffusione nazionale; a Bologna ''La voce delle donne comuniste'' e ''Donna proletaria;'' a Milano ''MezzoCielo'' |- | 1974 | Collettivo di via Albenga; Gruppo di Pratica dell’Inconscio; Mondadori; Ticinese | Lotta Femminista | Referendum abrogativo della legge sul divorzio | 1° Convegno Nazionale a Pinarella di Cervia | | Esce ''Sputiamo su Hegel'' di Carla Lonzi; nasce l'editrice romana Dalla parte delle bambine; esce ''Sottosopra'' |- | 1975 | Libreria delle donne di Milano | | Vengono istituiti i consultori familiari (L. 405/1975) Blocco in Senato della proposta di legge sull’aborto | | | Laura Lepetit fonda la casa editrice La Tartaruga; esce ''DWF – Donna Woman Femme'' |- | 1975 | Corsi monografici 150 ore; | Anabasi; Cherubini (trasferimento in Col di Lana); San Gottardo | Elezioni amministrative | Carloforte – Vacanze femministe; Milano – Convegno “Sessualità, maternità, procreazione, aborto”; Milano – Umanitaria “Donne e politica”; San Vincenzo (LI) – Pratica dell’inconscio; 2° Convegno nazionale a Pinarella di Cervia | Roma – Manifestazione nazionale del 6 dicembre | |- | 1976 | Corso 150 ore Affori; Gruppo Donne e Immagine; Gruppo Donne via dell’Orso; Gruppo donne Palazzo di Giustizia; Gruppo n.4 Col di Lana | Gruppo Analisi; Gruppo di Pratica dell’Inconscio; Gruppo Femminista per una medicina delle donne; Rivolta 3 | Elezioni politiche; Formazione della Consulta femminista; Legge nazionale sui consultori | Milano – Convegno “Donne e lavoro”; Paestum – 3° e ultimo convegno nazionale | Milano – Entrata “dimostrativa” nel Duomo (gennaio) | Nasce a Roma la rivista ''Limenetimena;'' esce ''Differenze'', rivista dei Collettivi femministi romani |- | 1977 | Collettivo della Borletti; Gruppo donne via Lanzone; Gruppo Scrittura | | Approvazione legge sulla Parità di Lavoro (L. 903/1977) Movimento del 1977 | Milano – Convegno sulla violenza (Sala Provincia) | | Nasce la Libreria delle donne di Bologna Librellula |- | 1978 | Gruppo Madri del Leoncavallo; Gruppo Scrittura 1; Gruppo Scrittura 2; Gruppo Scrittura 3 | | Approvazione legge sull'aborto (194/1978) Rapimento Moro | | | Esce ''Quotidiano donna,'' settimanale di politica, attualità e cultura ; apre a Cagliari la Libreria gestita dalla coperativa La tarantola |- | 1979 | 150 ore sul Cinema; Redazione di Grattacielo; Redazione milanese di Quotidiano Donne | Collettivo Mondadori; Coordinamento via dell’Orso; Gruppo Donne e Immagine; Mancinelli | “Caso 7 aprile” | Milano – Umanitaria, proposta di legge contro la violenza sessuale | | Apre a Firenze la Libreria delle donne |- | 1980 | Centro Donne Ticinese; Collettivo studentesse liceo Berchet; Collettivo studentesse Università Statale; Cooperativa Gervasia Broxson; Gruppo di psicologia e attività creative; Gruppo Eos; Ristorante Cicip-Ciciap; Ticinese (nuovo) | Col di Lana; Collettivo Borletti | | | Milano – Manifestazione contro abrogazione legge aborto | |- | 1981 | Gruppo Phoenix | Grattacielo; Gruppo donne Palazzo di Giustizia | Referendum abrogativo legge aborto | Firenze – 2° Convegno contro il referendum; Milano – 1° Convegno contro il referendum 194; Roma – Convegno nazionale donne lesbiche; Torino – Convegno internazionale donne lesbiche | | |- | 1982 | | Gruppo n.4; Redazione milanese di Quotidiano Donna | | | | |} b71tl9fppw76p6d4j05g1ajjfad0gvt 491960 491955 2026-04-16T17:12:12Z LorManLor 24993 491960 wikitext text/x-wiki '''I Femminismi negli anni '70 in Italia''' * '''3. Pluralità dei femminismi: soggetti, pratiche, conflitti''' ** 3.1 1965-1973 – Formazione del campo femminista ** 3.2 1974-1976 – Espansione e conflitti strategici ** 3.3 1977-1980 – Trasformazioni della forma-movimento * '''2. Pratiche''' ** 2.1 Separatismo ** 2.2 Autocoscienza ** 2.3 "Il personale è politico" ** 2.4 Corpo, sessualità, autodeterminazione * 2.2 = pratica (autocoscienza) * 2.3 = paradigma teorico (“il personale è politico”) * 2.4 = ambito tematico (corpo) == Capitolo 2. Pratiche == Il capitolo analizza le pratiche attraverso cui il neofemminismo italiano degli anni Settanta rielabora forme dell’azione politica, linguaggi e criteri di analisi. il separatismo come scelta organizzativa e teorica; l'autocoscienza come metodo di elaborazione collettiva dell'esperienza; lo slogan «il personale è politico» come ridefinizione del campo della politica; la centralità del corpo e la rivendicazione dell'autodeterminazione sessuale e riproduttiva come terreno di conflitto, descrivono momenti tra loro connessi di uno stesso percorso: la costruzione di un soggetto femminile autonomo e la ridefinizione del campo della politica, introducendo nuove modalità di lettura dell’esperienza storica. == 2.1 Separatismo == === 2.1.1 Definizione e presupposti === Il separatismo femminista è una pratica politica che consiste nella scelta di organizzarsi tra sole donne, escludendo la presenza maschile dagli spazi di riflessione e di azione.<ref name=":0">{{Cita|Lussana|p. 35}}</ref> Questa scelta non riguarda soltanto il piano organizzativo, ma si fonda sulla convinzione che linguaggi, modelli interpretativi e dinamiche relazionali dominanti, storicamente strutturati su un punto di vista maschile, rendano necessaria la costruzione di luoghi separati in cui le donne possano definirsi e riconoscersi a partire da sé, elaborando la propria esperienza e costruendo una soggettività politica autonoma.<ref name=":0" /> Lo spazio separato è il contesto in cui prende forma l'autocoscienza, la pratica attraverso cui il vissuto individuale diventa oggetto di analisi collettiva.<ref>{{cita|Guerra 2005}}</ref> === 2.1.2 Forme e contesti di sviluppo === L’emergere di pratiche separatiste si colloca tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, nel contesto dei movimenti studenteschi e della nuova sinistra. Una parte significativa delle militanti proviene da queste esperienze e ne condivide inizialmente linguaggi e forme organizzative.<ref>{{cita|Bracke|p. 67}}</ref> La persistenza di rapporti gerarchici tra i sessi all’interno dei gruppi misti e la mancata considerazione, da parte delle organizzazioni della nuova sinistra, dell’oppressione femminile come dato strutturale, conducono progressivamente molte militanti alla scelta di spazi autonomi, in cui tale condizione può essere affrontata senza essere subordinata ad altre priorità politiche. Nei primi anni settanta, avviata da gruppi come Rivolta Femminile e Cerchio spezzato e diffusa nei collettivi autonomi sorti in diverse città, la separazione tra donne diventa una pratica riconoscibile e condivisa.<ref name=":1">{{cita|Bracke|pp. 79-83}}</ref> Le modalità con cui viene adottata non sono però univoche. In alcune esperienze del femminismo radicale, tra cui quella elaborata da Carla Lonzi, la separazione si traduce in una rottura esplicita con i contesti politici misti e nel rifiuto del rapporto con la cultura e la tradizione teorica maschile.<ref>{{cita|Lonzi|pp. 141-147}}</ref><ref>Il Manifesto di Rivolta femminile riporta: "Dietro ogni ideologia noi intravediamo la gerarchia dei sessi. Non vogliamo d’ora in poi tra noi e il mondo nessuno schermo". Cfr. {{Cita|Lonzi 1974|p. 14}}</ref> In altri contesti, convive con forme di partecipazione a organizzazioni più ampie, senza escludere completamente l’intervento in ambiti politici condivisi.<ref name=":1" /> Queste differenze rinviano a funzioni diverse attribuite alla pratica separatista. In alcune esperienze si intreccia con la critica all'universalismo e con la centralità della differenza sessuale; in ambiti più orientati alla riflessione sulle condizioni materiali viene utilizzata come strumento per rafforzare l’autonomia organizzativa e la capacità di iniziativa delle donne, senza per questo precludere altre forme di intervento. Il rapporto con le organizzazioni della sinistra extraparlamentare costituisce uno dei principali terreni di tensione. Nei gruppi misti, la scelta separatista è spesso interpretata come una rottura rispetto a un progetto politico unitario. All’interno del movimento femminista, il mantenimento di legami con tali organizzazioni è a sua volta oggetto di discussione, in relazione all’esigenza di costruire spazi di elaborazione non mediati. Queste tensioni attraversano l’intero decennio e si manifestano anche in momenti di conflitto pubblico, come nelle mobilitazioni per l’aborto nella metà degli anni Settanta. == Bibliografia == * {{Cita pubblicazione|autore=Mariella Gramaglia|anno=1976|titolo=1968: il venir dopo e l'andar oltre del movimento femminista|rivista=Problemi del socialismo|numero=4|cid=Gramaglia}} * {{Cita libro|autore=Elda Guerra|titolo=Una nuova soggettività: femminismo e femminismi nel passaggio degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|pp=25-67|opera=Il femminismo degli anni Settanta|curatore=Teresa Bertilotti, Anna Scattigno|cid=Elda Guerra 2005}} * {{Cita libro|autore=Carla Lonzi|titolo=Significato dell'autocoscienza nei gruppi femministi|anno=1974|editore=Rivolta femminile|città=Milano|pp=141-147|opera=Sputiamo su Hegel. La donna clitoridea e la donna vaginale e altri scritti|url=https://dn721603.ca.archive.org/0/items/sputiamosuhegel/sputiamo%20su%20hegel_text.pdf|cid=Lonzi 1974}} == 2.2 Autocoscienza == === 2.2.1 Definizione === Momento fondativo della pratica femminista, l’autocoscienza è la modalità discorsiva e relazionale attraverso cui le donne si costituiscono come soggetti in rapporto reciproco, rifiutando la mediazione maschile.<ref>{{Cita libro|autore=Manuela Fraire|titolo=Donne nuove: le ragazze degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|pp=69-80|opera=Il femminismo degli anni Settanta|curatore=Teresa Bertilotti, Anna Scattigno}}</ref><ref>{{Cita libro|autore=Barbara Sandrucci|titolo=Aufklärung al femminile. L'autocoscienza come pratica politica e formativa|anno=2005|editore=Edizioni ETS|città=Pisa|ISBN=88-467-1186-6}}</ref> Elaborata nel contesto della crisi dei movimenti misti del Sessantotto e della Nuova Sinistra, introduce un rovesciamento del rapporto tra esperienza e politica: la vita quotidiana, la sessualità, la famiglia e il corpo diventano ambiti di analisi e di elaborazione. La pratica si sviluppa in piccoli gruppi separatisti che si riuniscono con regolarità in spazi privati. Il principio del «partire da sé» orienta gli interventi: ciascuna prende parola a partire dalla propria esperienza, evitando generalizzazioni e schemi teorici predefiniti. Il racconto individuale, sottoposto all'ascolto delle altre, viene progressivamente riconosciuto come espressione di una condizione condivisa e ricondotto a una dimensione strutturale, rendendo visibili rapporti di potere assenti che non trovavano spazio nelle categorie politiche tradizionali. La soggettività non è assunta come dato, ma si costituisce nella relazione tra donne, attraverso un processo di riconoscimento reciproco. In questa prospettiva si colloca la riflessione di Carla Lonzi, per la quale «il femminismo ha inizio quando la donna cerca la risonanza di sé nell'autenticità di un'altra donna».<ref>{{cita|Lonzi|p. 147}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|p. 85|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref> === 2.2.2 Origini e diffusione === Le radici dell’autocoscienza si collocano nel ''consciousness-raising'' sviluppato dal femminismo radicale statunitense alla fine degli anni Sessanta, in particolare nel contesto delle tensioni interne emerse nei movimenti per i diritti civili e nella New Left.<ref>{{cita|Bracke|p. 85}}</ref> Attraverso testi e pratiche circolati tra il 1968 e i primi anni Settanta - tra cui i materiali raccolti in ''Notes from the First Year'' e il programma elaborato da Kathie Sarachild - il metodo viene recepito e rielaborato in Italia, in particolare grazie al lavoro di traduzione e diffusione promosso dal collettivo milanese Anabasi. Nel contesto italiano la pratica assume configurazioni differenziate. Il Cerchio Spezzato, attivo a Trento dalla fine degli anni sessanta, adotta la formula “presa di coscienza” per sottolinearne la dimensione collettiva. Con la nascita di Rivolta Femminile (1970), l’autocoscienza viene definita come pratica separatista e fondamento di una politica autonoma delle donne. Nei primi anni settanta la diffusione dei gruppi di autocoscienza si intreccia con la formazione di nuovi collettivi femministi, tra cui quelli milanesi legati alla futura Libreria delle Donne, nei quali la pratica viene progressivamente rielaborata anche attraverso il confronto con la psicoanalisi. A differenza del modello statunitense, l'autocoscienza in Italia si configura come uno spazio di elaborazione relativamente autonomo rispetto alle rivendicazioni immediate, con una maggiore attenzione alla trasformazione dell’esperienza e alla costruzione di relazioni tra donne. === 2.2.3 Interpretazioni storiografiche e criticità === La storiografia ha riconosciuto all’autocoscienza un ruolo centrale nella formazione del femminismo degli anni Settanta, evidenziandone la funzione nella costruzione di una soggettività femminile autonoma e nella rottura con i paradigmi politici precedenti. Uno degli elementi più discussi riguarda la configurazione dello spazio separatista, che tende a distinguere tra un “dentro”, rappresentato dal gruppo come luogo dell’elaborazione, e un “fuori”, percepito come strutturalmente segnato da rapporti di potere patriarcali. Questa distinzione, funzionale alla costruzione di un linguaggio autonomo, è stata interpretata come fonte di problematicità nelle relazioni con l'esterno, in particolare con le organizzazioni miste e con le pratiche di mediazione e rappresentanza, che presuppongono codici e modalità di azione differenti.<ref>{{cita|Calabrò-Grasso|p. 43}}</ref> Un ulteriore aspetto riguarda le dinamiche interne ai gruppi. L’assenza di gerarchie formali non avrebbe escluso la formazione di leadership implicite, spesso legate al carisma o alla competenza discorsiva. Diverse testimonianze hanno inoltre riportato l’intensità conflittuale di queste esperienze e le difficoltà nel gestire il coinvolgimento emotivo richiesto dalla pratica. Su un piano diverso, alcune interpretazioni hanno messo in evidenza come l'attribuzione di un valore politico immediato al vissuto individuale, potrebbe aver reso più difficile la sua problematizzazione e il confronto critico all’interno del gruppo. Dal punto di vista dei contenuti, è stato rilevata, in alcuni casi, la marginalità attribuita alla figura materna e all'omosessualità, specie se confrontata con altri contesti nazionali. Più in generale, è stato osservato il rischio di una sovrapposizione tra esperienza individuale e validazione politica, che può limitare l’emersione del dissenso. Ulteriori criticità emergono sul piano dei contenuti. La riflessione sulla figura materna rimane spesso marginale o irrisolta, mentre la questione dell’omosessualità femminile occupa una posizione marginale rispetto ad altri contesti nazionali.[ A partire dalla metà degli anni Settanta, queste tensioni contribuiscono a una trasformazione della pratica: in alcuni contesti si sviluppa un confronto con strumenti di analisi differenti, in particolare la psicanalisi, mentre in altri si registra un progressivo spostamento verso forme di intervento politico più direttamente orientate all’azione.<ref>{{cita|Calabrò-Grasso|pp. 68-69}}</ref> == 2.3 «Il personale è politico» == === 2.3.1 Ridefinizione del campo politico === L'espressione «il personale è politico», mutuata dal saggio pubblicato da Carol Hanisch nel 1969 nell'ambito del femminismo radicale statunitense, mette in discussione la separazione tra sfera privata e sfera pubblica, tradizionalmente considerata la categoria strutturante del pensiero politico moderno. <ref>{{Cita libro|autore=Elda Guerra|titolo=Una nuova soggettività: femminismo e femminismi nel passaggio degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|pp=25-67|opera=Il femminismo degli anni settanta|curatore=Teresa Bertilotti, Anna Scattigno}}</ref> Più che uno slogan, si tratta di un dispositivo epistemologico che ridefinisce tanto l'oggetto quanto il soggetto dell'agire politico: non più circoscritta alle istituzioni, ai partiti o alla rappresentanza, la politica include le relazioni quotidiane e i contesti in cui si producono e si riproducono le disuguaglianze di genere; il soggetto politico cessa di essere il cittadino universale astratto, costruito su parametri maschili, e si configura come un soggetto sessuato, storicamente escluso da quella universalità.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 12-13|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref> Nel contesto dei movimenti della Nuova Sinistra, la politica è generalmente concepita come attività collocata nello spazio pubblico e organizzata attorno a soggetti collettivi definiti — classe, partito, movimento — mentre la sfera privata è considerata un ambito secondario. Il femminismo degli anni Settanta mette in discussione questa distinzione, mostrando come ciò che viene definito “privato” (le relazioni familiari, la sessualità, la divisione del lavoro domestico e la vita affettiva) costituisca uno spazio strutturale di esercizio del potere.<ref>[44]</ref> === 2.3.2 Esperienza e soggettività === Questo spostamento implica una trasformazione del rapporto tra esperienza e teoria. Attraverso l’autocoscienza, situazioni inizialmente percepite come individuali vengono riconosciute come espressione di una condizione comune. In questa prospettiva il principio non consiste nell’estensione della politica al privato, ma nella ridefinizione del privato come ambito già strutturato politicamente.[46] Sul piano storiografico, questo processo è stato interpretato come una ridefinizione del soggetto storico. L'introduzione delle esperienze e delle memorie individuali nella narrazione ha contribuito a mettere in discussione una tradizione storiografica centrata sulla sfera pubblica e sugli attori maschili, estendendo il campo del politico a dimensioni precedentemente escluse dall'analisi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 14-15|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|p. 79|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref> Come osserva Emma Baeri, «la storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose».<ref>{{Cita|Lussana|p. 11|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref> == Note == # 43. C. Hanisch, «Il personale è politico», in Gruppo Anabasi (a cura di), ''Donne è bello'', Mazzotta, Milano 1972, p. 107; F. Lussana, ''Il movimento femminista in Italia'', Carocci, Roma 2012, pp. 32–33. # 44. M. Bracke, ''La nuova politica delle donne'', Viella, Roma 2014, p. 79. # 45. L. Passerini, ''Storie di donne e femministe'', Rosenberg & Sellier, Torino 1991, p. 160; Bracke, cit., pp. 84–85. # 46. F. Lussana, cit., pp. 14–15. # 47. F. Lussana, cit., pp. 32–33. # 48. F. Lussana, cit., pp. 34–35. # 49. M. Bracke, cit., pp. 90–91. # 50. F. Lussana, cit., pp. 155–158. # 51.F. Lussana, cit., pp. 14–15; M. Bracke, cit., p. 79. == 2.4 Corpo, sessualità, autodeterminazione == === 2.4.1 Corpo e norme === Nel femminismo italiano degli anni Settanta il corpo diventa un terreno centrale di elaborazione politica, in quanto luogo in cui si inscrivono norme, pratiche e rapporti di potere. Questa centralità si definisce all’interno di un contesto normativo e culturale in cui la sessualità femminile è regolata da un intreccio di prescrizioni morali, giuridiche e mediche: dalla verginità prematrimoniale come norma sociale alla subordinazione della sessualità alla procreazione, fino alla disciplina penale dell’aborto e della contraccezione e alla persistenza di istituti come il matrimonio riparatore e il delitto d’onore.<ref>[1]</ref> L’analisi femminista mette in discussione la naturalizzazione del corpo femminile, mostrando come esso sia costruito attraverso pratiche sociali, saperi medici e dispositivi istituzionali. In questa prospettiva, fenomeni come il ciclo mestruale, la gravidanza e la menopausa vengono sottratti a una lettura esclusivamente biologica e interpretati come ambiti regolati da norme e rappresentazioni che contribuiscono a definire la posizione subordinata delle donne.<ref>[2]</ref> La medicina e la scienza vengono così analizzate come forme di sapere che partecipano alla produzione di modelli normativi della sessualità e della salute, e non come ambiti neutrali. === 2.4.2 Sessualità, riproduzione e pratiche === In questo quadro si sviluppa una critica alla regolazione della sessualità femminile. Il movimento contesta la sovrapposizione tra sessualità e funzione riproduttiva, evidenziando come essa abbia storicamente subordinato il desiderio femminile a quello maschile e reso invisibile la dimensione del piacere. La diffusione in Italia di testi come ''Donne è bello'' contribuisce alla circolazione di una critica ai modelli sessuali dominanti, tra cui la teoria dell’«orgasmo vaginale», che aveva definito in termini normativi la sessualità femminile. La ridefinizione della sessualità si intreccia con una rielaborazione della maternità. Il femminismo contesta la sua rappresentazione come destino naturale o dovere sociale, mettendo in discussione il nesso tra identità femminile e funzione riproduttiva. In questo contesto si afferma la rivendicazione della maternità come scelta, che implica il diritto alla contraccezione e all’interruzione volontaria di gravidanza.<nowiki><ref>[5]</ref></nowiki> Le mobilitazioni su questi temi contribuiscono a una trasformazione del discorso pubblico e trovano un esito sul piano legislativo con l’approvazione della legge n. 194 del 1978. La riflessione femminista investe anche la divisione tra produzione e riproduzione. Il lavoro domestico e di cura, storicamente non riconosciuto e non retribuito, viene analizzato come effetto della divisione sessuale dei ruoli, che assegna alle donne la responsabilità della sfera riproduttiva. In questo ambito si collocano le elaborazioni di gruppi come Lotta Femminista e del Collettivo Internazionale Femminista, che individuano nel lavoro domestico un terreno di analisi e di conflitto, mettendo in relazione il lavoro riproduttivo con il funzionamento complessivo del sistema economico.<ref>[6]</ref> Su un piano diverso, la critica ai saperi medici e scientifici si traduce in pratiche di riappropriazione della conoscenza del proprio corpo. In diversi contesti si sviluppano esperienze di self-help e gruppi di salute delle donne, in cui la conoscenza della sessualità e delle funzioni corporee viene sottratta alla mediazione esclusiva dei saperi specialistici e rielaborata collettivamente. In alcuni casi, queste pratiche si accompagnano a un confronto selettivo con strumenti teorici differenti, in particolare con la psicoanalisi, utilizzati per l’analisi della soggettività. Sul piano storiografico, la politicizzazione del corpo è stata interpretata come uno degli elementi distintivi del femminismo degli anni Settanta. La centralità dell’esperienza corporea e sessuale contribuisce alla costruzione di un discorso autonomo delle donne e alla ridefinizione delle categorie della politica, estendendo l’analisi ai processi attraverso cui i corpi vengono regolati, rappresentati e vissuti.<ref>[8]</ref> Alcune interpretazioni hanno inoltre evidenziato come la trasformazione dei comportamenti e dei modelli sessuali non comporti automaticamente una trasformazione dei rapporti di potere, segnalando la persistenza di dinamiche di oggettivazione anche all’interno delle nuove forme di libertà.<ref>[9]</ref> L'espressione «il personale è politico», mutuata dal saggio pubblicato da Carol Hanisch nel 1969 nell'ambito del femminismo radicale statunitense, mette in discussione la separazione tra sfera privata e sfera pubblica, tradizionalmente considerata la categoria strutturante del pensiero politico moderno. Più che uno slogan, si tratta di un dispositivo epistemologico che ridefinisce tanto l'oggetto quanto il soggetto dell'agire politico: non più circoscritta alle istituzioni, ai partiti o alla rappresentanza, la politica include le relazioni quotidiane e i contesti in cui si producono e si riproducono le disuguaglianze di genere; il soggetto politico cessa di essere il cittadino universale astratto, costruito su parametri maschili, e si configura come un soggetto sessuato, storicamente escluso da quella universalità.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 12-13|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref> Sul piano storiografico, questo spostamento è stato interpretato come una ridefinizione del soggetto storico. L'introduzione delle esperienze e delle memorie individuali nella narrazione ha contribuito a mettere in discussione una tradizione storiografica centrata sulla sfera pubblica e sugli attori maschili, estendendo il campo del politico a dimensioni precedentemente escluse dall'analisi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 14-15|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|p. 79|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref> Come osserva Emma Baeri, «la storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose».<ref>{{Cita|Lussana|p. 11|lingua=it|accesso=12 aprile 2026}}</ref> 2.3 «Il personale è politico» Lo slogan «il personale è politico» - mutuato dal titolo del saggio che Carol Hanisch pubblicò nel 1969 nell'ambito del femminismo radicale statunitense e tradotto e diffuso in Italia nella prima metà degli anni Settanta - sintetizza una ridefinizione radicale del concetto di politica attraverso la messa in discussione della separazione tra sfera privata e sfera pubblica. La politica non è più identificata esclusivamente con le istituzioni, i partiti o la rappresentanza, ma estesa alle relazioni quotidiane e ai contesti in cui si producono e si riproducono le disuguaglianze di genere. In questo quadro si collocano sia il ricorso al separatismo come scelta di sottrazione a contesti percepiti come strutturalmente segnati da rapporti di potere maschili, sia l’elaborazione di pratiche come l'autocoscienza, fondate sulla relazione tra donne. Il confronto tra esperienze individuali consente di individuare elementi ricorrenti e di interpretare situazioni vissute come personali - il disagio domestico, l'insoddisfazione sessuale, la dipendenza economica - come espressioni di una condizione di oppressione comune. In questo passaggio, il vissuto individuale acquisisce rilevanza politica in quanto oggetto di elaborazione collettiva.<ref>{{Cita|Passerini|p. 160}}</ref> «Il personale è politico» più che uno slogan è un dispositivo epistemologico che ridefinisce tanto l'oggetto quanto il soggetto della politica. Nel contesto italiano tale principio si definisce attraverso il confronto con le principali culture politiche del Novecento. Da un lato, esso si oppone alla tradizione emancipazionista del movimento delle donne, rappresentata da organizzazioni come l’UDI, che avevano orientato la propria azione verso l’estensione dei diritti e l’inclusione nel sistema politico e lavorativo esistente, assumendo come riferimento un modello di cittadinanza costruito su parametri maschili. Il neofemminismo mette in discussione le categorie fondamentali di questo impianto - politica, lavoro, storia, sapere - evidenziando come l’uguaglianza formale non incida sui rapporti di potere che strutturano la vita quotidiana.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 32-33}}</ref> La «liberazione», termine che sostituisce «emancipazione» nel vocabolario del movimento, non indica un'inclusione ma una trasformazione strutturale. Dall’altro lato, il principio entra in tensione con le tradizioni teoriche della sinistra. In particolare, il marxismo viene criticato per aver subordinato la questione femminile alla lotta di classe, definito ambiti come la famiglia, la sessualità, la maternità e la vita quotidiana spazi prepolitici, escluso dall’analisi economica il lavoro domestico e riproduttivo. Il femminismo insiste sul fatto che i rapporti di potere si articolano anche all’interno della sfera familiare e delle relazioni affettive, e non possono essere ricondotti esclusivamente alle dinamiche economiche.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 90-91}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 15-16}}</ref> Sul piano storiografico, questo spostamento è stato interpretato come una ridefinizione del soggetto storico. L’introduzione delle esperienze e delle memorie individuali nella narrazione ha contribuito a mettere in discussione una tradizione centrata sulla sfera pubblica e sugli attori maschili. Come osserva Emma Baeri, «la storia con la minuscola è quella che sentiamo più nostra, e non è una storia di piccole cose».<ref>{{Cita|Lussana|p. 11}}</ref> In questa prospettiva, la centralità dell’esperienza non implica una riduzione della politica al privato, ma un’estensione del campo del politico a dimensioni precedentemente escluse dall’analisi.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 14-15}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|p. 79}}</ref> Nella messa in discussione della separazione tra sfera privata e sfera pubblica. In questa prospettiva, ambiti come la famiglia, la sessualità, la maternità e la vita quotidiana non sono più considerati spazi prepolitici, ma luoghi in cui si esercitano rapporti di potere storicamente determinati. == Introduzione == Il femminismo degli anni Settanta costituisce uno dei passaggi più incisivi della storia politica e culturale dell’Italia contemporanea. Tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Ottanta, una fitta rete di collettivi e gruppi diffusi sull’intero territorio nazionale mise in discussione i ruoli di genere, le relazioni tra i sessi e le stesse categorie attraverso cui venivano definiti la politica, i linguaggi, le forme del sapere e le soggettività. La novità del neofemminismo non risiede unicamente nelle rivendicazioni avanzate, ma nelle pratiche attraverso cui esse furono elaborate: l’autocoscienza, la politicizzazione dell’esperienza personale, la centralità del corpo e della sessualità come luoghi di produzione di sapere e di conflitto. L’esperienza femminile non venne più subordinata a cornici interpretative esterne - di partito, di classe o di tradizione ideologica - ma assunta come punto di partenza per una rielaborazione teorica autonoma, capace di ridefinire il confine tra privato e pubblico, vita e politica, e di interrogare i nessi tra potere, sapere e corporeità. Il femminismo di questo periodo si presenta come un insieme articolato di esperienze differenziate, radicate in contesti territoriali, culturali e politici diversi, con orientamenti teorici e strategie non omogenei. Tale pluralità - visibile nel diverso rapporto con la sinistra, i movimenti e le istituzioni, nell’alternativa tra separatismo e doppia militanza, nelle letture della subordinazione femminile in termini di classe o di differenza sessuale, nelle modalità di intervento pubblico - costituisce un tratto strutturale del movimento. La storiografia ha posto questo nodo al centro della riflessione, interrogandosi sull’uso dei termini “femminismo” e “femminismi”: se il singolare consente di cogliere la forza storica di un processo collettivo accomunato dalla critica alle gerarchie di genere, il plurale rende conto della molteplicità delle culture politiche e dei linguaggi che lo attraversarono (Guerra 2005). La trasformazione che si produce alla fine del decennio non coincide con una cesura netta. Piuttosto, la crisi della forma-movimento apre una fase di riorganizzazione e ridefinizione: negli anni ottanta molte pratiche e molte elaborazioni proseguono in forme differenti, attraverso luoghi culturali, reti associative e iniziative di produzione che consolidano un femminismo meno centrato sulla mobilitazione di massa, ma capace di incidere in modo duraturo nel tessuto sociale (Guerra 2005). La categoria di “eredità” permette di leggere questo passaggio senza ridurlo a una narrazione di declino. Questo volume adotta una prospettiva che intreccia ricostruzione storica e riflessione storiografica, assumendo come oggetto non soltanto gli eventi e le organizzazioni, ma le pratiche, i linguaggi e i luoghi di produzione del sapere femminista. Dopo una sezione dedicata alle genealogie - il rapporto con il ’68, con la tradizione emancipazionista e con le reti transnazionali - il percorso analizza le pratiche fondative, la pluralità delle esperienze, i rapporti con movimenti, partiti e istituzioni, nonché gli spazi materiali e simbolici attraverso cui il femminismo costruì nuove forme di socialità e di cultura. Una parte conclusiva è dedicata alle trasformazioni degli anni ottanta e alle principali interpretazioni storiografiche del neofemminismo, affrontando le questioni di periodizzazione, di metodo e di memoria che ancora attraversano il dibattito. Il volume assume le pratiche, i luoghi e i linguaggi come chiavi di lettura attraverso cui osservare l’intreccio tra dimensione politica, sociale e culturale del femminismo italiano degli anni Settanta, un'intersezione nella quale maggiormente si coglie la portata trasformativa del movimento. == 2.4 Corpo, sessualità, autodeterminazione == Nel femminismo italiano degli anni Settanta, il corpo diventa un terreno centrale di elaborazione politica. Questa centralità si definisce all’interno di un contesto normativo e culturale in cui la sessualità femminile è sottoposta a un insieme articolato di vincoli: la verginità prematrimoniale come norma sociale, la subordinazione della sessualità alla procreazione, la penalizzazione dell’aborto e della contraccezione, e la persistenza di istituti giuridici come il matrimonio riparatore e il delitto d’onore.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 66-67}}</ref> È a partire da questa configurazione che il movimento femminista individua nel corpo uno dei luoghi principali in cui si esercita il potere. L’analisi femminista mette in discussione la naturalizzazione del corpo femminile, mostrando come esso sia costruito attraverso pratiche sociali, discorsi medici e dispositivi istituzionali. In questa prospettiva, fenomeni come il ciclo mestruale, la gravidanza e la menopausa vengono sottratti a una lettura esclusivamente biologica e interpretati come ambiti regolati da saperi e norme che contribuiscono a definire la posizione subordinata delle donne.<ref>{{Cita|Petricola|pp. 157-158}}</ref><ref>{{Cita|Petricola|p. 194}}</ref> La medicina e la scienza non sono assunte come ambiti neutri, ma come forme di sapere che partecipano alla costruzione di modelli normativi della sessualità e della salute. In questo quadro si sviluppa una critica alla regolazione della sessualità femminile. Il movimento mette in discussione la sovrapposizione tra sessualità e funzione riproduttiva, evidenziando come essa abbia storicamente subordinato il desiderio femminile a quello maschile e reso invisibile la dimensione del piacere.<ref>{{Cita|Bellè|p. 67}}</ref> La diffusione in Italia di testi come ''Donne è bello'' contribuisce alla circolazione di una critica ai modelli sessuali dominanti, tra cui la teoria dell’«orgasmo vaginale», che aveva definito in termini normativi la sessualità femminile e prodotto forme diffuse di inadeguatezza e colpevolizzazione.<ref>{{Cita|Anabasi|pp. 48-50}}</ref> La ridefinizione della sessualità si intreccia con una rielaborazione della maternità. Il femminismo contesta la sua rappresentazione come destino naturale o dovere sociale, mettendo in discussione il nesso tra identità femminile e funzione riproduttiva. In questo contesto si afferma la rivendicazione della maternità come scelta, che implica il diritto alla contraccezione e all’interruzione volontaria di gravidanza.<ref>{{Cita|Petricola|pp. 1; 9-10}}</ref> Le mobilitazioni su questi temi contribuiscono a una trasformazione del discorso pubblico e trovano un esito sul piano legislativo con l’approvazione della legge n. 194 del 1978. La riflessione sul corpo investe anche la divisione tra produzione e riproduzione. Il lavoro domestico e di cura, storicamente non riconosciuto e non retribuito, viene analizzato come elemento strutturale della riproduzione delle disuguaglianze di genere. In questo ambito si collocano le elaborazioni di gruppi come Lotta Femminista e del Collettivo Internazionale Femminista, che mettono in relazione il lavoro riproduttivo con il funzionamento complessivo del sistema economico.<ref>{{Cita|Bracke|p. 81}}</ref> La centralità del corpo si traduce inoltre in pratiche di riappropriazione del sapere. Attraverso l’autocoscienza e altre forme di confronto, le donne mettono in discussione la delega ai saperi specialistici e costruiscono modalità autonome di conoscenza della propria sessualità e delle proprie funzioni corporee. Questo processo non elimina le tensioni tra diversi orientamenti del movimento: accanto a una critica radicale della scienza medica, si sviluppano anche tentativi di rielaborazione e uso selettivo di strumenti analitici, in particolare nell’ambito della riflessione sulla soggettività. Sul piano storiografico, la politicizzazione del corpo è stata interpretata come uno degli elementi distintivi del femminismo degli anni Settanta. La centralità dell’esperienza corporea e sessuale consente la costruzione di un discorso autonomo delle donne e contribuisce alla ridefinizione delle categorie della politica, estendendo l’analisi ai processi attraverso cui i corpi vengono regolati, rappresentati e vissuti.<ref>{{Cita|Bracke|p. 84}}</ref> Allo stesso tempo, alcune letture mettono in evidenza la persistenza di dinamiche di oggettivazione anche all’interno delle nuove forme di libertà sessuale, sottolineando come la trasformazione dei comportamenti non coincida automaticamente con una trasformazione dei rapporti di potere.<ref>{{Cita|Bracke|p. 81}}</ref> Introduzione Parte II Il femminismo degli anni Settanta si caratterizza per la centralità attribuita alle pratiche - come il separatismo e l’autocoscienza – che non rappresentano semplicemente forme organizzative, ma luoghi di elaborazione politica e di produzione di sapere. La condivisione delle esperienze individuali consente di mettere in discussione l’apparente naturalità dei ruoli di genere e di individuare i meccanismi sociali e culturali che regolano i rapporti tra uomini e donne. In questo senso, le pratiche non si limitano a descrivere la realtà, ma contribuiscono a ridefinirla; la politica non è intesa soltanto come intervento nello spazio pubblico, ma come processo che prende avvio dall’esperienza vissuta e dalle relazioni tra donne. All’interno di questo processo si afferma il principio secondo cui “il personale è politico”, che consente di collegare le esperienze quotidiane alle strutture sociali più ampie. Attraverso questa prospettiva, ambiti tradizionalmente considerati privati – come la sessualità, la maternità e la vita familiare – diventano oggetto di analisi e intervento politico. È in questo quadro che il corpo emerge come un nodo centrale della riflessione femminista. Non si tratta di un ambito già definito, ma di un terreno che prende forma progressivamente attraverso le pratiche del movimento. Le esperienze legate alla sessualità, alla riproduzione e alla salute vengono condivise, confrontate e reinterpretate, dando luogo a una nuova consapevolezza che mette in discussione i modelli culturali dominanti; elaborazione teorica e sperimentazione pratica non costituiscono ambiti separati, ma dimensioni intrecciate di un medesimo percorso di politicizzazione. Le pratiche del movimento non furono adottate in modo uniforme né assunsero significati univoci, ma costituirono un repertorio condiviso, rielaborato in forme differenti nei diversi contesti. Tale pluralità rinvia alla coesistenza di differenti modi di intendere la liberazione delle donne e al rifiuto di modelli organizzativi gerarchici e di una definizione univoca delle priorità. Tuttavia, essa condivise alcuni elementi fondamentali: la messa in discussione della distinzione tra sfera privata e sfera pubblica, la conseguente ridefinizione del politico e delle forme della soggettività femminile. Le sezioni che seguono analizzano, da diverse prospettive, le principali pratiche e i nodi concettuali attraverso cui il femminismo degli anni Settanta ha ridefinito il rapporto tra esperienza, conoscenza e azione politica. Parte 2. Integrazione 2.4 (A+B) Nel femminismo degli anni Settanta, il corpo emerge come terreno centrale di elaborazione politica, attraverso cui vengono messi in discussione i modelli dominanti che regolano l’esperienza femminile. Questa ridefinizione si sviluppa, da un lato, nella reinterpretazione della sessualità, sottratta a definizioni normative e ricondotta all’esperienza delle donne, e, dall’altro, nella messa in discussione della riproduzione e delle forme di controllo del corpo, che investe maternità, contraccezione e aborto. Ne deriva uno spostamento significativo nella posizione delle donne: il corpo non è più assunto come dato naturale, ma come ambito di esperienza e di intervento; la sessualità viene rielaborata come dimensione non subordinata a modelli esterni; la maternità è ridefinita come possibilità e non come destino. In questo senso, l’autodeterminazione non costituisce un presupposto, ma l’esito di un processo di politicizzazione dell’esperienza. == Cronologia principale == === 1965-1982 === {| class="wikitable sortable" ! Anno ! Gruppi che nascono ! Gruppi che si sciolgono ! Eventi ! Convegni / Incontri ! Manifestazioni ! Produzione culturale |- | 1965/66 | Demau | | | | | |- | 1967 | | | | | | |- | 1968 | | | Contestazione studentesca | | | |- | 1969 | Cerchio spezzato (Trento); MLD legato al Partito Radicale | | Autunno caldo | | | |- | 1970 | Rivolta femminile Anabasi Le Nemesiache | |Approvazione della legge sul Divorzio (L. 898/1970) | | | |- | 1971 | Lotta Femminista (PD) | |La Corte Costituzionale depenalizza la diffusione e l'uso degli anticoncezionali. Approvazione della legge a tutela delle lavoratrici madri (L. 1204/1971 - diritto di astenersi dal lavoro 2 mesi prima, 3 dopo il parto) e della L.1044/1971 che introduce il piano quinquennale per l'istituzione di asili nido comunali con il concorso dello Stato | Milano – Convegno presso l’Umanitaria | | Esce ''Quarto mondo'', pubblicata a Roma dal Fronte Italiano di Liberazione Femminile (FILF) |- | 1972 | Cherubini; Lotta Femminista (MI) | | | Bologna – Convegno di varie città; Rouen – Convegno organizzato da Psychoanalyse et Politique; Vandea – Convegno europeo organizzato dal MLF | | Nascono a Roma Edizioni delle donne; Anabasi pubblica l'antologia ''Donne è bello'' ; esce ''Compagna'', rivista di orientamento marxista. Nasce a Roma il Collettivo Femminista Comunista di Via Pomponazzi |- | 1973 | Collettivo San Gottardo; Gruppo Analisi; Gruppo Femminista per una medicina delle donne; Rivolta 3 | Demau | Si forma il CISA; Processo a Gigliola Pierobon (Padova) | Varigotti – incontro tra Cherubini, alcune donne del Veneto e le francesi di Psychanalyse et Politique | | Esce a Roma ''Effe'' , primo mensile femminista di attualità e cultura autogestito a diffusione nazionale; a Bologna ''La voce delle donne comuniste'' e ''Donna proletaria;'' a Milano ''MezzoCielo'' |- | 1974 | Collettivo di via Albenga; Gruppo di Pratica dell’Inconscio; Mondadori; Ticinese | Lotta Femminista | Referendum abrogativo della legge sul divorzio | 1° Convegno Nazionale a Pinarella di Cervia | | Esce ''Sputiamo su Hegel'' di Carla Lonzi; nasce l'editrice romana Dalla parte delle bambine; esce ''Sottosopra'' |- | 1975 | Libreria delle donne di Milano | | Vengono istituiti i consultori familiari (L. 405/1975) Blocco in Senato della proposta di legge sull’aborto | | | Laura Lepetit fonda la casa editrice La Tartaruga; esce ''DWF – Donna Woman Femme'' |- | 1975 | Corsi monografici 150 ore; | Anabasi; Cherubini (trasferimento in Col di Lana); San Gottardo | Elezioni amministrative | Carloforte – Vacanze femministe; Milano – Convegno “Sessualità, maternità, procreazione, aborto”; Milano – Umanitaria “Donne e politica”; San Vincenzo (LI) – Pratica dell’inconscio; 2° Convegno nazionale a Pinarella di Cervia | Roma – Manifestazione nazionale del 6 dicembre | |- | 1976 | Corso 150 ore Affori; Gruppo Donne e Immagine; Gruppo Donne via dell’Orso; Gruppo donne Palazzo di Giustizia; Gruppo n.4 Col di Lana | Gruppo Analisi; Gruppo di Pratica dell’Inconscio; Gruppo Femminista per una medicina delle donne; Rivolta 3 | Elezioni politiche; Formazione della Consulta femminista; Legge nazionale sui consultori | Milano – Convegno “Donne e lavoro”; Paestum – 3° e ultimo convegno nazionale | Milano – Entrata “dimostrativa” nel Duomo (gennaio) | Nasce a Roma la rivista ''Limenetimena;'' esce ''Differenze'', rivista dei Collettivi femministi romani |- | 1977 | Collettivo della Borletti; Gruppo donne via Lanzone; Gruppo Scrittura | | Approvazione legge sulla Parità di Lavoro (L. 903/1977) Movimento del 1977 | Milano – Convegno sulla violenza (Sala Provincia) | | Nasce la Libreria delle donne di Bologna Librellula |- | 1978 | Gruppo Madri del Leoncavallo; Gruppo Scrittura 1; Gruppo Scrittura 2; Gruppo Scrittura 3 | | Approvazione legge sull'aborto (194/1978) Rapimento Moro | | | Esce ''Quotidiano donna,'' settimanale di politica, attualità e cultura ; apre a Cagliari la Libreria gestita dalla coperativa La tarantola |- | 1979 | 150 ore sul Cinema; Redazione di Grattacielo; Redazione milanese di Quotidiano Donne | Collettivo Mondadori; Coordinamento via dell’Orso; Gruppo Donne e Immagine; Mancinelli | “Caso 7 aprile” | Milano – Umanitaria, proposta di legge contro la violenza sessuale | | Apre a Firenze la Libreria delle donne |- | 1980 | Centro Donne Ticinese; Collettivo studentesse liceo Berchet; Collettivo studentesse Università Statale; Cooperativa Gervasia Broxson; Gruppo di psicologia e attività creative; Gruppo Eos; Ristorante Cicip-Ciciap; Ticinese (nuovo) | Col di Lana; Collettivo Borletti | | | Milano – Manifestazione contro abrogazione legge aborto | |- | 1981 | Gruppo Phoenix | Grattacielo; Gruppo donne Palazzo di Giustizia | Referendum abrogativo legge aborto | Firenze – 2° Convegno contro il referendum; Milano – 1° Convegno contro il referendum 194; Roma – Convegno nazionale donne lesbiche; Torino – Convegno internazionale donne lesbiche | | |- | 1982 | | Gruppo n.4; Redazione milanese di Quotidiano Donna | | | | |} 5vu17ye00kftdupbdlsxk03as3ak02p Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Chiusaforte/Chiusaforte - Chiesa di San Bartolomeo Apostolo 0 59800 492016 490715 2026-04-16T19:53:56Z VoceUmana7 51633 492016 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} [[File:Chiusaforte, Chiesa di S. Bartolomeo Apostolo, Organo Beniamino Zanin.jpg|300px]], [[File:Chiusaforte, Chiesa di S. Bartolomeo Apostolo, Organo Beniamino Zanin, consolle.jpg|300px]] * '''Costruttore:''' Beniamino Zanin * '''Anno:''' 1955 * '''Restauri/modifiche:''' Giuseppe II Zanin (restauro, 1961), Gustavo Zanin (restauro, 1971) * '''Registri:''' 16 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' elettrica * '''Consolle:''' mobile indipendente, nel presbiterio * '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' concava-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico, diestro l'altare maggiore {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale ||8' |- |Bordone|| 8' |- |Dulciana|| 8' |- |Ottava|| 4' |- |Flauto in XII|| 2.2/3‘ |- |Decima Quinta|| 2’ |- |Ripieno Grave|| 4 file |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Bordone ||8' |- |Viola|| 8' |- |Concerto viole|| 8’ |- |Flauto|| 4’ |- |Nazardo|| 2.2/3‘ |- |Silvestre|| 2’ |- |Oboe|| 8’ |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contabbasso || 16' |- |Ottava || 8' |- |} |} == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa di San Bartolomeo Apostolo (Chiusaforte)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Bartolomeo Apostolo a Chiusaforte}} {{Avanzamento|100%|22 marzo 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 8az4kymvurdmrn7tes8wd4v7n5s9fd6 Progetto:WikiDonne/Tirocinio Roma Tre 2026/Prima bozza wikibook 100 59932 491947 491946 2026-04-16T13:52:36Z LorManLor 24993 491947 wikitext text/x-wiki ==Prima bozza== ==Parte 1: Contesti== ===1.1 - Modernizzazione e mutamenti culturali=== ===1.2 - Il '68 === ===1.3 - Tradizione emancipazionista=== ===1.4 - Femminismi transnazionali=== Questa sezione inquadra le condizioni entro cui prende forma il femminismo italiano tra la fine degli anni sessanta e i primi anni Settanta, considerando processi sociali, riferimenti culturali e forme dell’azione politica che ne orientano l’emergere. L’analisi si articola lungo quattro assi: le trasformazioni legate alla modernizzazione, il rapporto con i movimenti del ’68, il confronto con la tradizione emancipazionista e la dimensione transnazionale degli scambi. L’intreccio di questi piani definisce il contesto entro cui si strutturano le prime elaborazioni e pratiche del neofemminismo. ==1.1 Modernizzazione e mutamenti culturali== (Manuela, Letizia) Nel corso degli anni sessanta l’Italia attraversa una fase di intensa modernizzazione economica e sociale che investe profondamente le strutture della società. Il periodo si colloca nel contesto del cosiddetto post-boom economico ed è caratterizzato dalla coesistenza di cambiamenti significativi e persistenti elementi di continuità. ===1.1.1 Lavoro femminile e mercato del lavoro=== Per quanto riguarda il lavoro, l’andamento dell’occupazione femminile presenta caratteristiche non lineari nel corso del decennio. Dopo una crescita limitata negli anni Cinquanta, si registra una diminuzione tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Settanta: la quota di donne nel mercato del lavoro passa dal 33,3% nel 1959 al 25,1% nel 1969, per diminuire ulteriormente nel 1973 al 17,7%. <ref>{{Cita|Bracke|p. 41}}</ref>. Nello stesso periodo aumenta il numero delle donne in cerca di lavoro, anche in relazione a modifiche nelle categorie statistiche, ma soprattutto per effetto di licenziamenti e delle difficoltà di accesso all’occupazione <ref>{{Cita|Bracke|p. 41-42}}</ref>. L’occupazione femminile resta concentrata nei settori meno qualificati e meno retribuiti, mentre persistono forti barriere all’ingresso nei comparti più qualificati <ref>{{Cita|Bracke|p. 43}}</ref>. La modernizzazione economica non si traduce quindi in un ampliamento lineare delle opportunità lavorative per le donne. ===1.1.2 Mobilità e trasformazioni sociali=== Le migrazioni interne e i processi di urbanizzazione costituiscono uno dei principali fattori di trasformazione sociale. Tra il 1955 e il 1970 circa 22 milioni di persone cambiano residenza, spostandosi prevalentemente dalle aree rurali del Sud verso le città industriali del Nord <ref>{{Cita|Bracke|p. 47}}</ref>. Questo fenomeno incide sulla struttura familiare: in alcuni casi, la permanenza delle donne nelle aree rurali comporta un aumento delle responsabilità economiche; in altri, l’esperienza migratoria apre nuovi contesti di vita e di lavoro nelle aree urbane, contribuendo a ridefinire equilibri e funzioni familiari. Anche la scolarizzazione conosce una crescita significativa, legata allo sviluppo dell’istruzione di massa nei primi anni Sessanta <ref>{{Cita|Lussana|p. 30}}</ref>. Si registra un aumento consistente della presenza femminile a tutti i livelli di istruzione: tra il 1955 e il 1962 cresce il numero di studentesse iscritte nella scuola media, superiore e nelle università <ref>{{Cita|Bracke|p. 42}}</ref>, pur in presenza di persistenti differenziazioni nei percorsi formativi. Questi processi introducono elementi di mobilità e trasformazione nei contesti di vita, senza tuttavia modificare in modo sostanziale le disuguaglianze di genere. Lo scarto tra mutamento sociale e persistenza delle gerarchie tradizionali emerge con particolare evidenza sul piano culturale. ===1.1.3 Modelli culturali e ruoli di genere=== Nella cultura diffusa degli anni Sessanta, la figura femminile resta prevalentemente associata alla dimensione domestica. Il ruolo di moglie e madre, fondato sulla responsabilità della cura e della gestione della casa, continua a costituire il riferimento dominante.<ref>{{Cita|Lussana|p. 29}}</ref> Nel contesto della crescita dei consumi, a questa immagine si affianca quella della “casalinga moderna”, legata al benessere materiale e all’utilizzo dei nuovi beni domestici e dei media, senza che ciò comporti una messa in discussione della sua collocazione nella sfera familiare.<ref>{{Cita|Lussana|p. 26-28}}</ref> In questo quadro, il lavoro extra-domestico femminile continua a essere rappresentato come secondario e subordinato rispetto a quello maschile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 44}}</ref> ===1.1.4 Tensioni e segnali di crisi=== A fronte di queste rappresentazioni, i cambiamenti sociali in atto contribuiscono progressivamente a modificare esperienze e aspettative. L’accesso più ampio all’istruzione, la mobilità territoriale, i nuovi contesti urbani e le nuove opportunità offerte dalla società dei consumi rendono sempre più visibile la distanza tra modelli culturali tradizionali e condizioni di vita concrete.<ref>{{Cita|Bracke|p. 47}}</ref> Ne deriva una situazione di crescente tensione, in cui l’ampliamento delle possibilità individuali non trova un pieno riconoscimento sul piano simbolico e sociale. A partire dalla seconda metà degli anni Sessanta questa tensione emerge con maggiore evidenza anche sul piano culturale. I mutamenti nei comportamenti giovanili e nei modelli di socialità, l’espansione dell’istruzione e la circolazione di nuovi riferimenti internazionali, contribuiscono a mettere in discussione alcuni aspetti dei ruoli tradizionali.<ref>{{Cita|Lussana|p. 30-31}}</ref> Pur in modo non uniforme, si manifestano segnali di crisi delle rappresentazioni dominanti, soprattutto tra le giovani generazioni, sempre meno disposte ad accettare passivamente le norme familiari e sociali ereditate. Nel complesso il periodo si caratterizza per la compresenza di continuità e trasformazione: da un lato la persistenza di modelli culturali consolidati, dall’altro l’emergere di nuove esperienze e aspettative. Lo scarto tra questi due livelli costituisce una delle condizioni che rendono possibile, alla fine del decennio, l’emergere di nuove forme di elaborazione politica e culturale della condizione femminile. == 1.2 - Il '68 == (Livia) ===1.2.1 Contesto comune=== Il movimento femminista e il [[w:Movimento_del_Sessantotto|'68]] studentesco si sviluppano nello stesso contesto storico. Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref> ===1.2.2 Convergenze e ambivalenze=== Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref> Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref> Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni. In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico. Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione. Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo. === 1.2.3 Differenze politiche === Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, legge la trasformazione sociale attraverso categorie marxiste, che subordinano la questione femminile alla lotta di classe e definiscono la famiglia, la sessualità e la vita quotidiana come spazi estranei all'analisi politica; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi, insiste sul fatto che i rapporti di potere si articolano anche all'interno della sfera familiare e delle relazioni affettive e che non possono essere ricondotti esclusivamente alle dinamiche economiche. <ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref> La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref> Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref> === 1.2.4 Nasce con, nasce prima, va oltre === La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref> In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref> Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma. == 1.3 - Tradizione emancipazionista == (Alice) ===1.3.1 Associazionismo e modello emancipazionista=== Nel secondo dopoguerra organizzazioni femminili nate durante la Resistenza e legate ai partiti di massa, come l’[[w:Unione_donne_in_Italia|Unione Donne Italiane]] (UDI), vicina al [[w:Partito_Comunista_Italiano|Partito Comunista]] e il [[w:Centro_italiano_femminile|Centro Italiano Femminile]] (CIF), di area cattolica, basarono il loro programma sull’estensione dei diritti e sull’integrazione delle donne nella sfera pubblica attraverso il lavoro, la partecipazione politica e una legislazione di tutela in grado di conciliare occupazione e responsabilità familiari. ===1.3.2 Critica femminista all’emancipazionismo=== Tra la metà degli anni sessanta e i primi anni settanta i primi gruppi del neofemminismo italiano misero in discussione questo impianto, contestando la subordinazione di queste associazioni ai partiti e attaccando il presupposto stesso dell'emancipazionismo: un'idea di uguaglianza fondata sull'estensione di diritti definiti entro un ordine costruito sul soggetto maschile. <ref>{{Cita|Bracke|p. 43}}</ref> Il gruppo milanese [[DEMAU]] (Demistificazione Autoritarismo), attivo dal 1966, contestò la parità giuridica e le misure di tutela, reinterpretandole come strumenti che contribuivano a consolidare il ruolo “femminile” attraverso trattamenti differenziati, mantenendo la divisione tra lavoro produttivo e riproduttivo e producendo una condizione di integrazione subordinata.<ref name=":2">{{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano|pp=206-233|autore2=Laura Grasso}}</ref><ref>{{Cita libro|autore=Carla Lonzi|titolo=Sputiamo su Hegel. E altri scritti|città=Milano|pp=67-77|ISBN=8894814483}}</ref> Una posizione analoga, ma più radicale sul piano teorico, venne espressa da [[w:Rivolta_Femminile|Rivolta Femminile]], fondata a Roma nel 1970 attorno a [[w:Rivolta_Femminile|Carla Lonzi]]. Nel ''Manifesto di Rivolta Femminile'' l’uguaglianza fu rifiutata come principio assimilazionista: «identificare la donna all’uomo» significava annullarne la specificità, entro un modello universale maschile. La liberazione non venne quindi concepita come accesso a diritti già dati, ma come rottura delle categorie stesse della politica e della cultura. Anche le cause della subordinazione vennero ridefinite: mentre l’emancipazionismo le ricondusse prevalentemente a fattori economici, assegnando centralità alla lotta di classe e alla mediazione istituzionale, i gruppi femministi spostarono l’attenzione sulla questione strutturale del rapporti tra i sessi, sulle dinamiche di potere e sulle dimensioni culturali, simboliche e relazionali.<ref name=":2" /> ===1.3.3 Trasformazione del lessico e delle pratiche=== Questa critica si accompagnò a una duplice operazione: la valorizzazione della differenza femminile e la ridefinizione del rapporto tra sfera privata e sfera pubblica. La politicizzazione dell’esperienza quotidiana, sintetizzata nella formula «il personale è politico», spostò il terreno del conflitto dalla sola esclusione dai diritti, alla critica di un modello di cittadinanza costruito su parametri maschili. Vennero messe in discussione categorie come politica, lavoro, storia e sapere, evidenziando come l’uguaglianza formale non incidesse sui rapporti di potere che strutturano la vita quotidiana. La sostituzione del termine «emancipazione» con «liberazione» nel vocabolario del movimento mise in luce questa discontinuità: non un'inclusione nel sistema esistente, ma la trasformazione delle categorie attraverso cui esso si definiva. Sul piano delle pratiche, al modello organizzativo delle associazioni legate ai partiti si contrapposero i piccoli gruppi e l’autocoscienza, incentrata su temi che riguardavano il corpo, la sessualità, la soggettività femminile, attraverso cui l’esperienza individuale veniva assunta come luogo di elaborazione politica collettiva e strumento di critica radicale dell’ordine esistente. In questo senso, il neofemminismo si costruì in tensione con l’emancipazionismo: ne radicalizzò alcune istanze, ma ne rovesciò il presupposto, sostituendo all’integrazione nel sistema esistente la trasformazione delle categorie attraverso cui esso si definiva. == 1.4 Femminismi transnazionali== (Matteo) Tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta i gruppi femministi italiani intrecciarono relazioni intense con movimenti di altri paesi, in particolare negli Stati Uniti e in Francia. Tali scambi sono stati definiti come un «flusso interconnesso di immaginari e pratiche militanti» e sono stati interpretati dalla storiografia come un passaggio fondativo per la formazione del femminismo italiano.<ref>{{Cita|Rebora|p. 1}}</ref><ref name=":0">{{Cita|Passerini|p. 139}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|p. 36}}</ref> L’analisi della dimensione transnazionale si articola attorno a tre aspetti: i canali di contatto, gli elementi teorici e pratici in circolazione e le modalità della loro rielaborazione nel contesto italiano. Queste esperienze e materiali contribuirono, secondo modalità differenti, alla formazione di nuovi collettivi: a Milano anche attraverso contatti diretti con contesti internazionali, a Torino attraverso processi di traduzione e rielaborazione interna. === 1.4.1 I canali di contatto: viaggi, traduzioni e incontri === ==== Il viaggio come pratica politica (1969–1971) ==== Tra il 1969 e il 1971 i primi contatti internazionali si svilupparono prevalentemente in relazione al femminismo statunitense.<ref name=":0" /> Il viaggio costituì il principale canale di accesso a queste esperienze e fu concepito non solo come occasione di osservazione o di studio, ma come pratica di formazione politica diretta. Nel 1969 Serena Castaldi, attiva a Milano, si recò negli Stati Uniti e partecipò direttamente a gruppi di ''consciousness-raising'' (presa di coscienza).<ref name=":1">{{Cita|Passerini|p. 140}}</ref> Al rientro, fondò a Milano il collettivo Anabasi, introducendo la pratica dell'autocoscienza<ref>{{Cita|Passerini|p. 141}}</ref>. A Torino, il Collettivo CR (Comunicazioni rivoluzionarie), un piccolo gruppo specializzato nella traduzione di giornali e documenti della New Left americana, organizzò tra il 1970 e il 1972 soggiorni semestrali a Boston per i propri militanti, tra cui Maria Teresa Fenoglio, venendo a contatto con le esperienze delle femministe americane.<ref>{{Cita|Rebora|pp. 3–4}}</ref> Nello stesso periodo, a New York, Silvia Federici partecipò a diversi gruppi di studio femministi: i suoi successivi contatti con Mariarosa Dalla Costa avrebbero portato, a Padova, alla fondazione del Collettivo internazionale femminista.<ref>{{Cita|Passerini|p. 142}}</ref> ==== Traduzioni e circolazione dei testi ==== Un secondo canale fondamentale fu quello delle traduzioni, una pratica politica consapevole, orientata alla costruzione di alleanze e al superamento delle barriere linguistiche.<ref>{{Cita|Rebora|p. 10}}</ref> I materiali provenienti dall'estero circolarono attraverso reti preesistenti di varia natura - amicali o militanti - che il femminismo trasformò e ri-orientò. Passerini le ha definite «reticoli metamorfosati»: strutture nate per altri scopi che cambiarono funzione e orientamento per effetto della politicizzazione femminista. Fu il caso di alcuni contatti internazionali di Potere Operaio, come quello con Selma James in Inghilterra, che divennero canali di scambio femminista pur avendo avuto origine in un contesto operaista.<ref name=":1" /> Un processo analogo interessò il Collettivo CR di Torino: la traduzione dei documenti del ''Women's Liberation Movement'' statunitense, a partire dal terzo numero del bollettino ''«CR – Informazioni internazionali»,'' aprì un confronto diretto con le esperienze d'oltreoceano, favorendo la formazione del Collettivo delle compagne di Torino, uno dei primi gruppi femministi in Italia.<ref>{{Cita libro|autore=Piera Zumaglino|titolo=Femminismi a Torino|anno=1996|editore=Franco Angeli|città=Milano|pp=59-98|ISBN=88-204-8786-1}}</ref> Di ritorno dal suo viaggio a Boston, Maria Teresa Fenoglio portò con sé un opuscolo prodotto dal Boston Women's Health Book Collective, ''Our Bodies, Ourselves'', divenuto in seguito un classico del neofemminismo e un bestseller internazionale. Della sua traduzione si occupò Teresa Miglietta, che curò l'edizione pubblicata nel 1974 da Feltrinelli, intitolata ''Noi e il nostro corpo.''<ref>{{Cita pubblicazione|autore=Stefania Voli|anno=2007|titolo=Angela Miglietti. Noi e il nostro corpo: storia di una traduzione|rivista=Zapruder|pp=108-115|url=https://storieinmovimento.org/wp-content/uploads/2017/12/Zap13_12-Voci.pdf}}</ref><ref>{{Cita|Rebora|pp. 4–6}}</ref> A Milano il gruppo Anabasi pubblicò nel 1972 ''Donne è bello'', antologia di testi tratti da riviste e documenti internazionali: su quarantasei contributi, trentacinque provenivano dagli Stati Uniti, otto dalla Francia, due dall'Argentina e uno dalla Gran Bretagna.<ref>{{Cita|Passerini|p. 144}}</ref> Circolarono inoltre traduzioni informali di saggi decisivi per la teorizzazione della sessualità, come ''The Myth of the Vaginal Orgasm'' dell'americana Ann Koedt (1970) e testi della francese Christiane Rochefort. I flussi non furono unidirezionali. La rivista della New Left ''«Radical America»'' dedicò nel 1971 un numero speciale alle lotte in Italia e, nel 1972, pubblicò la traduzione del saggio di Mariarosa Dalla Costa e Selma James, avviando negli USA la campagna internazionale per il ''Wages for Housework'' (Salario al lavoro domestico), sostenuta da comitati sorti a Boston e New York<ref name=":2">{{Cita|Passerini|p. 147}}</ref>. ==== La svolta francese: incontri e pratiche del corpo collettivo (1972–1973) ==== A partire dal 1972 si aprì una seconda fase, caratterizzata dallo sviluppo dei rapporti con il femminismo francese<ref>{{Cita|Passerini|p. 145}}</ref>. All'interno del ''Mouvement de libération des femmes'' (MLF) parigino emerse il gruppo ''Psychanalyse et politique'' (Psychépo), guidato da Antoinette Fouque. Il canale privilegiato di questa seconda fase fu l'incontro diretto, spesso organizzato in contesti informali. Le femministe italiane e francesi si incontrarono in Vandea, a La Tranche-sur-Mer (24 giugno–2 luglio 1972), poi a Vieux-Villez nell'autunno dello stesso anno; un terzo incontro si tenne a Château-Coupigny nell'estate del 1973<ref>{{Cita|Passerini|pp. 145–146}}</ref>. Questi raduni diedero luogo a pratiche radicali legate all'esplorazione del corpo collettivo, tra cui la pratica della nudità, sperimentata in Francia e poi ripresa in Italia a Torretta di Crucoli nell'estate del 1973, e a gruppi di lavoro corporale e mimo tenutisi a Torino nell'inverno 1972-1973. Queste esperienze furono trasmesse attraverso le riviste interne: nel 1973 il primo numero di ''Sottosopra'', nato a Milano ma contenente materiali di gruppi attivi a Trento, Verona, Roma, Napoli e Padova, pubblicò l'articolo ''La nudità'', che testimoniava lo sconvolgimento emotivo e politico dell'incontro in Vandea. Il dibattito si allargò rapidamente su scala nazionale, coinvolgendo collettivi attivi anche a Gela, Ferrara, Bologna e Torino<ref name=":3">{{Cita|Passerini|p. 148}}</ref>. Dal 1972 i contatti con il femminismo francese, in particolare con il gruppo ''Psychanalyse et politique'' del MLF, introdussero nuove pratiche e linguaggi. Il canale privilegiato fu l’incontro diretto, in contesti spesso informali (Vandea, 1972; Vieux-Villez; Château-Coupigny, 1973). ==== Analogia donne-neri ==== Ripresa dai movimenti per i diritti civili statunitensi, l’analogia tra oppressione di genere e razziale fu utilizzata in diversi contesti. Il gruppo Il cerchio spezzato di Trento la riprese dai documenti del movimento studentesco americano; a Torino, il Collettivo CR e il Collettivo delle compagne la intrecciò con il vocabolario marxista, paragonando le donne agli operai afroamericani delle lotte di Detroit.<ref>{{Cita|Rebora|pp. 11–12}}</ref> Interpretazioni critiche successive l'hanno definita un’“analogia imperfetta”, incapace di rendere conto della specificità del razzismo e del sessismo nelle loro forme storiche e nelle esperienze concrete.<ref>{{Cita|Perilli|pp. 8–23}}</ref> Ripresa dai movimenti per i diritti civili statunitensi, l’analogia tra oppressione di genere e razziale fu utilizzata in diversi contesti, spesso intrecciata al linguaggio marxista. Fu successivamente definita un’«analogia imperfetta», inadeguata a cogliere la specificità delle diverse esperienze. ==== Salario al lavoro domestico ==== Diversamente dagli altri elementi, l'analisi del lavoro riproduttivo come base dell'accumulazione capitalistica si sviluppò in Italia e si diffuse a livello internazionale. Elaborata da Mariarosa Dalla Costa e Selma James e mediata negli USA da Silvia Federici, questa proposta si tradusse in una campagna internazionale il cui perno italiano fu il Collettivo internazionale femminista di Padova, che avviò la nascita di comitati autonomi a New York e Boston.<ref>{{Cita|Rebora|p. 12}}</ref><ref name=":2" /> === 1.4.3 Ricezione e rielaborazione === I contatti internazionali non produssero una ricezione lineare, ma un processo circolare e selettivo. Le idee venivano rielaborate nel contesto italiano e reimmesse nei circuiti transnazionali in forma trasformata.<ref>{{Cita|Rebora|p. 1}}</ref> Passerini descrive i materiali esteri come «tra-sportati o tra-dotti» e definisce quello italiano nei confronti dell'esterno un «rapporto di derivazione e contemporaneamente di innovazione creativa»; Rebora parla di «appropriazione strategica» dell'immaginario, dei concetti e delle pratiche del femminismo americano<ref>{{Cita|Rebora|p. 10}}</ref>, mentre Bono e Kemp individuano un'attitudine tutta italiana nel combinare e mescolare le idee provenienti da altri paesi, riformulandole alla luce di una distinta realtà sociale e politica.'''<ref>{{Cita|Passerini|p. 141}}; {{Cita|Bono-Kemp|pp. 8–13}}</ref>''' Tra gli elementi che circolarono, l’autocoscienza – derivata dal ''consciousness-raising'' statunitense – si affermò come forma di produzione di sapere a partire dall’esperienza<ref>{{Cita|Rebora|p. 5}}</ref><ref name=":1" />; nel campo della salute e della sessualità, la diffusione di testi come ''Our Bodies, Ourselves'' e i contatti con centri femministi americani favorirono pratiche di ''self-help'' e la fondazione di centri di autogestione della salute<ref>{{Cita|Passerini|pp. 142–143}}</ref>. Il confronto con il femminismo francese, in particolare con l'approccio psicoanalitico del gruppo Psychépo, introdusse pratiche centrate sull’esperienza corporea, l'elaborazione simbolica e la relazione tra donne, mentre alcune categorie ripresa dai movimenti per i diritti civili statunitensi, introdussero l’analogia tra oppressione di genere e razziale,<ref>{{Cita|Rebora|pp. 11–12}}</ref> utilizzata in diversi contesti e successivamente oggetto di riletture critiche.<ref>{{Cita|Perilli|pp. 8–23}}</ref> Questa rielaborazione, tuttavia, fu a volte conflittuale. All'interno dei gruppi torinesi, ad esempio, i contatti con il femminismo statunitense generarono tensioni interne tra chi aveva sperimentato pratiche di vita in comune e chi poteva accedere a questi resoconti solo in maniera indiretta, tra chi privilegiava la dimensione della soggettività e chi rimaneva ancorato alle categorie marxiste, portando, in alcuni casi, alla progressiva separazione dei gruppi di donne coinvolti.<ref>{{Cita|Rebora|pp. 6–8}}</ref> == Bibliografia == * {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234}} * {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}} * {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}} * {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia : 1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4}} * {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}} * {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie (1965–1980)|anno=2012|editore=Carocci|città=Roma|cid=Lussana|ISBN=978-88-430-6512-7}} * {{Cita pubblicazione|anno=1987|titolo=Il movimento femminista negli anni settanta|rivista=Memoria|numero=19-20|url=https://bibliotecadelledonne.women.it/fascicolo/memoria-rivista-di-storia-delle-donne-n-19-20-1987/}} * {{Cita libro|curatore=Aida Ribero|curatore2=Ferdinanda Vigliani|titolo=100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta|anno=1998|editore=Tufani|città=Ferrara|ISBN=978-88-86780-20-9}} * {{Cita libro|curatore=Rosalba Spagnoletti|titolo=I Movimenti femministi in Italia|anno=1977|editore=Savelli|città=Roma}} * {{Cita libro|curatore=Paola Stelliferi|curatore2=Stefania Voli|titolo=Anni di rivolta: nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|ISBN=9791254692349}} loslfwat6drf4bh7q2adppku02k1skr 491948 491947 2026-04-16T14:04:55Z LorManLor 24993 491948 wikitext text/x-wiki ==Prima bozza== ==Parte 1: Contesti== ===1.1 - Modernizzazione e mutamenti culturali=== ===1.2 - Il '68 === ===1.3 - Tradizione emancipazionista=== ===1.4 - Femminismi transnazionali=== Questa sezione inquadra le condizioni entro cui prende forma il femminismo italiano tra la fine degli anni sessanta e i primi anni Settanta, considerando processi sociali, riferimenti culturali e forme dell’azione politica che ne orientano l’emergere. L’analisi si articola lungo quattro assi: le trasformazioni legate alla modernizzazione, il rapporto con i movimenti del ’68, il confronto con la tradizione emancipazionista e la dimensione transnazionale degli scambi. L’intreccio di questi piani definisce il contesto entro cui si strutturano le prime elaborazioni e pratiche del neofemminismo. ==1.1 Modernizzazione e mutamenti culturali== (Manuela, Letizia) Nel corso degli anni sessanta l’Italia attraversa una fase di intensa modernizzazione economica e sociale che investe profondamente le strutture della società. Il periodo si colloca nel contesto del cosiddetto post-boom economico ed è caratterizzato dalla coesistenza di cambiamenti significativi e persistenti elementi di continuità. ===1.1.1 Lavoro femminile e mercato del lavoro=== Per quanto riguarda il lavoro, l’andamento dell’occupazione femminile presenta caratteristiche non lineari nel corso del decennio. Dopo una crescita limitata negli anni Cinquanta, si registra una diminuzione tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Settanta: la quota di donne nel mercato del lavoro passa dal 33,3% nel 1959 al 25,1% nel 1969, per diminuire ulteriormente nel 1973 al 17,7%. <ref>{{Cita|Bracke|p. 41}}</ref>. Nello stesso periodo aumenta il numero delle donne in cerca di lavoro, anche in relazione a modifiche nelle categorie statistiche, ma soprattutto per effetto di licenziamenti e delle difficoltà di accesso all’occupazione <ref>{{Cita|Bracke|p. 41-42}}</ref>. L’occupazione femminile resta concentrata nei settori meno qualificati e meno retribuiti, mentre persistono forti barriere all’ingresso nei comparti più qualificati <ref>{{Cita|Bracke|p. 43}}</ref>. La modernizzazione economica non si traduce quindi in un ampliamento lineare delle opportunità lavorative per le donne. ===1.1.2 Mobilità e trasformazioni sociali=== Le migrazioni interne e i processi di urbanizzazione costituiscono uno dei principali fattori di trasformazione sociale. Tra il 1955 e il 1970 circa 22 milioni di persone cambiano residenza, spostandosi prevalentemente dalle aree rurali del Sud verso le città industriali del Nord <ref>{{Cita|Bracke|p. 47}}</ref>. Questo fenomeno incide sulla struttura familiare: in alcuni casi, la permanenza delle donne nelle aree rurali comporta un aumento delle responsabilità economiche; in altri, l’esperienza migratoria apre nuovi contesti di vita e di lavoro nelle aree urbane, contribuendo a ridefinire equilibri e funzioni familiari. Anche la scolarizzazione conosce una crescita significativa, legata allo sviluppo dell’istruzione di massa nei primi anni Sessanta <ref>{{Cita|Lussana|p. 30}}</ref>. Si registra un aumento consistente della presenza femminile a tutti i livelli di istruzione: tra il 1955 e il 1962 cresce il numero di studentesse iscritte nella scuola media, superiore e nelle università <ref>{{Cita|Bracke|p. 42}}</ref>, pur in presenza di persistenti differenziazioni nei percorsi formativi. Questi processi introducono elementi di mobilità e trasformazione nei contesti di vita, senza tuttavia modificare in modo sostanziale le disuguaglianze di genere. Lo scarto tra mutamento sociale e persistenza delle gerarchie tradizionali emerge con particolare evidenza sul piano culturale. ===1.1.3 Modelli culturali e ruoli di genere=== Nella cultura diffusa degli anni Sessanta, la figura femminile resta prevalentemente associata alla dimensione domestica. Il ruolo di moglie e madre, fondato sulla responsabilità della cura e della gestione della casa, continua a costituire il riferimento dominante.<ref>{{Cita|Lussana|p. 29}}</ref> Nel contesto della crescita dei consumi, a questa immagine si affianca quella della “casalinga moderna”, legata al benessere materiale e all’utilizzo dei nuovi beni domestici e dei media, senza che ciò comporti una messa in discussione della sua collocazione nella sfera familiare.<ref>{{Cita|Lussana|p. 26-28}}</ref> In questo quadro, il lavoro extra-domestico femminile continua a essere rappresentato come secondario e subordinato rispetto a quello maschile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 44}}</ref> ===1.1.4 Tensioni e segnali di crisi=== A fronte di queste rappresentazioni, i cambiamenti sociali in atto contribuiscono progressivamente a modificare esperienze e aspettative. L’accesso più ampio all’istruzione, la mobilità territoriale, i nuovi contesti urbani e le nuove opportunità offerte dalla società dei consumi rendono sempre più visibile la distanza tra modelli culturali tradizionali e condizioni di vita concrete.<ref>{{Cita|Bracke|p. 47}}</ref> Ne deriva una situazione di crescente tensione, in cui l’ampliamento delle possibilità individuali non trova un pieno riconoscimento sul piano simbolico e sociale. A partire dalla seconda metà degli anni Sessanta questa tensione emerge con maggiore evidenza anche sul piano culturale. I mutamenti nei comportamenti giovanili e nei modelli di socialità, l’espansione dell’istruzione e la circolazione di nuovi riferimenti internazionali, contribuiscono a mettere in discussione alcuni aspetti dei ruoli tradizionali.<ref>{{Cita|Lussana|p. 30-31}}</ref> Pur in modo non uniforme, si manifestano segnali di crisi delle rappresentazioni dominanti, soprattutto tra le giovani generazioni, sempre meno disposte ad accettare passivamente le norme familiari e sociali ereditate. Nel complesso il periodo si caratterizza per la compresenza di continuità e trasformazione: da un lato la persistenza di modelli culturali consolidati, dall’altro l’emergere di nuove esperienze e aspettative. Lo scarto tra questi due livelli costituisce una delle condizioni che rendono possibile, alla fine del decennio, l’emergere di nuove forme di elaborazione politica e culturale della condizione femminile. == 1.2 - Il '68 == (Livia) ===1.2.1 Contesto comune=== Il movimento femminista e il [[w:Movimento_del_Sessantotto|'68]] studentesco si sviluppano nello stesso contesto storico. Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref> ===1.2.2 Convergenze e ambivalenze=== Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref> Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref> Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni. In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico. Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione. Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo. === 1.2.3 Differenze politiche === Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, legge la trasformazione sociale attraverso categorie marxiste, che subordinano la questione femminile alla lotta di classe e definiscono la famiglia, la sessualità e la vita quotidiana come spazi estranei all'analisi politica; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi, insiste sul fatto che i rapporti di potere si articolano anche all'interno della sfera familiare e delle relazioni affettive e che non possono essere ricondotti esclusivamente alle dinamiche economiche. <ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref> La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref> Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref> === 1.2.4 Nasce con, nasce prima, va oltre === La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref> In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref> Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma. == 1.3 - Tradizione emancipazionista == (Alice) ===1.3.1 Associazionismo e modello emancipazionista=== Nel secondo dopoguerra organizzazioni femminili nate durante la Resistenza e legate ai partiti di massa, come l’[[w:Unione_donne_in_Italia|Unione Donne Italiane]] (UDI), vicina al [[w:Partito_Comunista_Italiano|Partito Comunista]] e il [[w:Centro_italiano_femminile|Centro Italiano Femminile]] (CIF), di area cattolica, basarono il loro programma sull’estensione dei diritti e sull’integrazione delle donne nella sfera pubblica attraverso il lavoro, la partecipazione politica e una legislazione di tutela in grado di conciliare occupazione e responsabilità familiari. ===1.3.2 Critica femminista all’emancipazionismo=== Tra la metà degli anni sessanta e i primi anni settanta i primi gruppi del neofemminismo italiano misero in discussione questo impianto, contestando la subordinazione di queste associazioni ai partiti e attaccando il presupposto stesso dell'emancipazionismo: un'idea di uguaglianza fondata sull'estensione di diritti definiti entro un ordine costruito sul soggetto maschile. <ref>{{Cita|Bracke|p. 43}}</ref> Il gruppo milanese [[DEMAU]] (Demistificazione Autoritarismo), attivo dal 1966, contestò la parità giuridica e le misure di tutela, reinterpretandole come strumenti che contribuivano a consolidare il ruolo “femminile” attraverso trattamenti differenziati, mantenendo la divisione tra lavoro produttivo e riproduttivo e producendo una condizione di integrazione subordinata.<ref name=":2">{{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano|pp=206-233|autore2=Laura Grasso}}</ref><ref>{{Cita libro|autore=Carla Lonzi|titolo=Sputiamo su Hegel. E altri scritti|città=Milano|pp=67-77|ISBN=8894814483}}</ref> Una posizione analoga, ma più radicale sul piano teorico, venne espressa da [[w:Rivolta_Femminile|Rivolta Femminile]], fondata a Roma nel 1970 attorno a [[w:Rivolta_Femminile|Carla Lonzi]]. Nel ''Manifesto di Rivolta Femminile'' l’uguaglianza fu rifiutata come principio assimilazionista: «identificare la donna all’uomo» significava annullarne la specificità, entro un modello universale maschile. La liberazione non venne quindi concepita come accesso a diritti già dati, ma come rottura delle categorie stesse della politica e della cultura. Anche le cause della subordinazione vennero ridefinite: mentre l’emancipazionismo le ricondusse prevalentemente a fattori economici, assegnando centralità alla lotta di classe e alla mediazione istituzionale, i gruppi femministi spostarono l’attenzione sulla questione strutturale del rapporti tra i sessi, sulle dinamiche di potere e sulle dimensioni culturali, simboliche e relazionali.<ref name=":2" /> ===1.3.3 Trasformazione del lessico e delle pratiche=== Questa critica si accompagnò a una duplice operazione: la valorizzazione della differenza femminile e la ridefinizione del rapporto tra sfera privata e sfera pubblica. La politicizzazione dell’esperienza quotidiana, sintetizzata nella formula «il personale è politico», spostò il terreno del conflitto dalla sola esclusione dai diritti, alla critica di un modello di cittadinanza costruito su parametri maschili. Vennero messe in discussione categorie come politica, lavoro, storia e sapere, evidenziando come l’uguaglianza formale non incidesse sui rapporti di potere che strutturano la vita quotidiana. La sostituzione del termine «emancipazione» con «liberazione» nel vocabolario del movimento mise in luce questa discontinuità: non un'inclusione nel sistema esistente, ma la trasformazione delle categorie attraverso cui esso si definiva. Sul piano delle pratiche, al modello organizzativo delle associazioni legate ai partiti si contrapposero i piccoli gruppi e l’autocoscienza, incentrata su temi che riguardavano il corpo, la sessualità, la soggettività femminile, attraverso cui l’esperienza individuale veniva assunta come luogo di elaborazione politica collettiva e strumento di critica radicale dell’ordine esistente. In questo senso, il neofemminismo si costruì in tensione con l’emancipazionismo: ne radicalizzò alcune istanze, ma ne rovesciò il presupposto, sostituendo all’integrazione nel sistema esistente la trasformazione delle categorie attraverso cui esso si definiva. == 1.4 Femminismi transnazionali== (Matteo) Tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta i gruppi femministi italiani intrecciarono relazioni intense con movimenti di altri paesi, in particolare negli Stati Uniti e in Francia. Tali scambi sono stati definiti come un «flusso interconnesso di immaginari e pratiche militanti» e sono stati interpretati dalla storiografia come un passaggio fondativo per la formazione del femminismo italiano.<ref>{{Cita|Rebora|p. 1}}</ref><ref name=":0">{{Cita|Passerini|p. 139}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|p. 36}}</ref> L’analisi della dimensione transnazionale si articola attorno a tre aspetti: i canali di contatto, gli elementi teorici e pratici in circolazione e le modalità della loro rielaborazione nel contesto italiano. Queste esperienze e materiali contribuirono, secondo modalità differenti, alla formazione di nuovi collettivi: a Milano anche attraverso contatti diretti con contesti internazionali, a Torino attraverso processi di traduzione e rielaborazione interna. === 1.4.1 I canali di contatto: viaggi, traduzioni e incontri === ====1.4.1.1 Il viaggio come pratica politica (1969–1971) ==== Tra il 1969 e il 1971 i primi contatti internazionali si svilupparono prevalentemente in relazione al femminismo statunitense.<ref name=":0" /> Il viaggio costituì il principale canale di accesso a queste esperienze e fu concepito non solo come occasione di osservazione o di studio, ma come pratica di formazione politica diretta. Nel 1969 Serena Castaldi, attiva a Milano, si recò negli Stati Uniti e partecipò direttamente a gruppi di ''consciousness-raising'' (presa di coscienza).<ref name=":1">{{Cita|Passerini|p. 140}}</ref> Al rientro, fondò a Milano il collettivo Anabasi, introducendo la pratica dell'autocoscienza<ref>{{Cita|Passerini|p. 141}}</ref>. A Torino, il Collettivo CR (Comunicazioni rivoluzionarie), un piccolo gruppo specializzato nella traduzione di giornali e documenti della New Left americana, organizzò tra il 1970 e il 1972 soggiorni semestrali a Boston per i propri militanti, tra cui Maria Teresa Fenoglio, venendo a contatto con le esperienze delle femministe americane.<ref>{{Cita|Rebora|pp. 3–4}}</ref> Nello stesso periodo, a New York, Silvia Federici partecipò a diversi gruppi di studio femministi: i suoi successivi contatti con Mariarosa Dalla Costa avrebbero portato, a Padova, alla fondazione del Collettivo internazionale femminista.<ref>{{Cita|Passerini|p. 142}}</ref> ====1.4.1.2 Traduzioni e circolazione dei testi ==== Un secondo canale fondamentale fu quello delle traduzioni, una pratica politica consapevole, orientata alla costruzione di alleanze e al superamento delle barriere linguistiche.<ref>{{Cita|Rebora|p. 10}}</ref> I materiali provenienti dall'estero circolarono attraverso reti preesistenti di varia natura - amicali o militanti - che il femminismo trasformò e ri-orientò. Passerini le ha definite «reticoli metamorfosati»: strutture nate per altri scopi che cambiarono funzione e orientamento per effetto della politicizzazione femminista. Fu il caso di alcuni contatti internazionali di Potere Operaio, come quello con Selma James in Inghilterra, che divennero canali di scambio femminista pur avendo avuto origine in un contesto operaista.<ref name=":1" /> Un processo analogo interessò il Collettivo CR di Torino: la traduzione dei documenti del ''Women's Liberation Movement'' statunitense, a partire dal terzo numero del bollettino ''«CR – Informazioni internazionali»,'' aprì un confronto diretto con le esperienze d'oltreoceano, favorendo la formazione del Collettivo delle compagne di Torino, uno dei primi gruppi femministi in Italia.<ref>{{Cita libro|autore=Piera Zumaglino|titolo=Femminismi a Torino|anno=1996|editore=Franco Angeli|città=Milano|pp=59-98|ISBN=88-204-8786-1}}</ref> Di ritorno dal suo viaggio a Boston, Maria Teresa Fenoglio portò con sé un opuscolo prodotto dal Boston Women's Health Book Collective, ''Our Bodies, Ourselves'', divenuto in seguito un classico del neofemminismo e un bestseller internazionale. Della sua traduzione si occupò Teresa Miglietta, che curò l'edizione pubblicata nel 1974 da Feltrinelli, intitolata ''Noi e il nostro corpo.''<ref>{{Cita pubblicazione|autore=Stefania Voli|anno=2007|titolo=Angela Miglietti. Noi e il nostro corpo: storia di una traduzione|rivista=Zapruder|pp=108-115|url=https://storieinmovimento.org/wp-content/uploads/2017/12/Zap13_12-Voci.pdf}}</ref><ref>{{Cita|Rebora|pp. 4–6}}</ref> A Milano il gruppo Anabasi pubblicò nel 1972 ''Donne è bello'', antologia di testi tratti da riviste e documenti internazionali: su quarantasei contributi, trentacinque provenivano dagli Stati Uniti, otto dalla Francia, due dall'Argentina e uno dalla Gran Bretagna.<ref>{{Cita|Passerini|p. 144}}</ref> Circolarono inoltre traduzioni informali di saggi decisivi per la teorizzazione della sessualità, come ''The Myth of the Vaginal Orgasm'' dell'americana Ann Koedt (1970) e testi della francese Christiane Rochefort. I flussi non furono unidirezionali. La rivista della New Left ''«Radical America»'' dedicò nel 1971 un numero speciale alle lotte in Italia e, nel 1972, pubblicò la traduzione del saggio di Mariarosa Dalla Costa e Selma James, avviando negli USA la campagna internazionale per il ''Wages for Housework'' (Salario al lavoro domestico), sostenuta da comitati sorti a Boston e New York<ref name=":2">{{Cita|Passerini|p. 147}}</ref>. ====1.4.1.3 La svolta francese: incontri e pratiche del corpo collettivo (1972–1973) ==== A partire dal 1972 si aprì una seconda fase, caratterizzata dallo sviluppo dei rapporti con il femminismo francese<ref>{{Cita|Passerini|p. 145}}</ref>. All'interno del ''Mouvement de libération des femmes'' (MLF) parigino emerse il gruppo ''Psychanalyse et politique'' (Psychépo), guidato da Antoinette Fouque. Il canale privilegiato di questa seconda fase fu l'incontro diretto, spesso organizzato in contesti informali. Le femministe italiane e francesi si incontrarono in Vandea, a La Tranche-sur-Mer (24 giugno–2 luglio 1972), poi a Vieux-Villez nell'autunno dello stesso anno; un terzo incontro si tenne a Château-Coupigny nell'estate del 1973<ref>{{Cita|Passerini|pp. 145–146}}</ref>. Questi raduni diedero luogo a pratiche radicali legate all'esplorazione del corpo collettivo, tra cui la pratica della nudità, sperimentata in Francia e poi ripresa in Italia a Torretta di Crucoli nell'estate del 1973, e a gruppi di lavoro corporale e mimo tenutisi a Torino nell'inverno 1972-1973. Queste esperienze furono trasmesse attraverso le riviste interne: nel 1973 il primo numero di ''Sottosopra'', nato a Milano ma contenente materiali di gruppi attivi a Trento, Verona, Roma, Napoli e Padova, pubblicò l'articolo ''La nudità'', che testimoniava lo sconvolgimento emotivo e politico dell'incontro in Vandea. Il dibattito si allargò rapidamente su scala nazionale, coinvolgendo collettivi attivi anche a Gela, Ferrara, Bologna e Torino<ref name=":3">{{Cita|Passerini|p. 148}}</ref>. Dal 1972 i contatti con il femminismo francese, in particolare con il gruppo ''Psychanalyse et politique'' del MLF, introdussero nuove pratiche e linguaggi. Il canale privilegiato fu l’incontro diretto, in contesti spesso informali (Vandea, 1972; Vieux-Villez; Château-Coupigny, 1973). === 1.4.2 Ricezione e rielaborazione === I contatti internazionali non produssero una ricezione lineare, ma un processo circolare e selettivo. Le idee venivano rielaborate nel contesto italiano e reimmesse nei circuiti transnazionali in forma trasformata.<ref>{{Cita|Rebora|p. 1}}</ref> Passerini descrive i materiali esteri come «tra-sportati o tra-dotti» e definisce quello italiano nei confronti dell'esterno un «rapporto di derivazione e contemporaneamente di innovazione creativa»; Rebora parla di «appropriazione strategica» dell'immaginario, dei concetti e delle pratiche del femminismo americano<ref>{{Cita|Rebora|p. 10}}</ref>, mentre Bono e Kemp individuano un'attitudine tutta italiana nel combinare e mescolare le idee provenienti da altri paesi, riformulandole alla luce di una distinta realtà sociale e politica.'''<ref>{{Cita|Passerini|p. 141}}; {{Cita|Bono-Kemp|pp. 8–13}}</ref>''' Tra gli elementi che circolarono, l’autocoscienza, derivata dal ''consciousness-raising'' statunitense, si affermò come forma di produzione di sapere a partire dall’esperienza<ref>{{Cita|Rebora|p. 5}}</ref><ref name=":1" />; nel campo della salute e della sessualità, la diffusione di testi come ''Our Bodies, Ourselves'' e i contatti con centri femministi americani favorirono pratiche di ''self-help'' e la fondazione di centri di autogestione della salute<ref>{{Cita|Passerini|pp. 142–143}}</ref>. Il confronto con il femminismo francese, in particolare con l'approccio psicoanalitico del gruppo Psychépo, introdusse pratiche centrate sull’esperienza corporea, l'elaborazione simbolica e la relazione tra donne, mentre alcune categorie ripresa dai movimenti per i diritti civili statunitensi, introdussero l’analogia tra oppressione di genere e razziale,<ref>{{Cita|Rebora|pp. 11–12}}</ref> utilizzata in diversi contesti e successivamente oggetto di riletture critiche.<ref>{{Cita|Perilli|pp. 8–23}}</ref> Questa rielaborazione, tuttavia, fu a volte conflittuale. All'interno dei gruppi torinesi, ad esempio, i contatti con il femminismo statunitense generarono tensioni interne tra chi aveva sperimentato pratiche di vita in comune e chi poteva accedere a questi resoconti solo in maniera indiretta, tra chi privilegiava la dimensione della soggettività e chi rimaneva ancorato alle categorie marxiste, portando, in alcuni casi, alla progressiva separazione dei gruppi di donne coinvolti.<ref>{{Cita|Rebora|pp. 6–8}}</ref> == Bibliografia == * {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234}} * {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}} * {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}} * {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia : 1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4}} * {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}} * {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie (1965–1980)|anno=2012|editore=Carocci|città=Roma|cid=Lussana|ISBN=978-88-430-6512-7}} * {{Cita pubblicazione|anno=1987|titolo=Il movimento femminista negli anni settanta|rivista=Memoria|numero=19-20|url=https://bibliotecadelledonne.women.it/fascicolo/memoria-rivista-di-storia-delle-donne-n-19-20-1987/}} * {{Cita libro|curatore=Aida Ribero|curatore2=Ferdinanda Vigliani|titolo=100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta|anno=1998|editore=Tufani|città=Ferrara|ISBN=978-88-86780-20-9}} * {{Cita libro|curatore=Rosalba Spagnoletti|titolo=I Movimenti femministi in Italia|anno=1977|editore=Savelli|città=Roma}} * {{Cita libro|curatore=Paola Stelliferi|curatore2=Stefania Voli|titolo=Anni di rivolta: nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|ISBN=9791254692349}} m36kytnij75p0ktshr59yn3dmhd85um 491949 491948 2026-04-16T14:06:36Z LorManLor 24993 491949 wikitext text/x-wiki ==Prima bozza== ==Parte 1: Contesti== ===1.1 - Modernizzazione e mutamenti culturali=== ===1.2 - Il '68 === ===1.3 - Tradizione emancipazionista=== ===1.4 - Femminismi transnazionali=== Questa sezione inquadra le condizioni entro cui prende forma il femminismo italiano tra la fine degli anni sessanta e i primi anni Settanta, considerando processi sociali, riferimenti culturali e forme dell’azione politica che ne orientano l’emergere. L’analisi si articola lungo quattro assi: le trasformazioni legate alla modernizzazione, il rapporto con i movimenti del ’68, il confronto con la tradizione emancipazionista e la dimensione transnazionale degli scambi. L’intreccio di questi piani definisce il contesto entro cui si strutturano le prime elaborazioni e pratiche del neofemminismo. ==1.1 Modernizzazione e mutamenti culturali== (Manuela, Letizia) Nel corso degli anni sessanta l’Italia attraversa una fase di intensa modernizzazione economica e sociale che investe profondamente le strutture della società. Il periodo si colloca nel contesto del cosiddetto post-boom economico ed è caratterizzato dalla coesistenza di cambiamenti significativi e persistenti elementi di continuità. ===1.1.1 Lavoro femminile e mercato del lavoro=== Per quanto riguarda il lavoro, l’andamento dell’occupazione femminile presenta caratteristiche non lineari nel corso del decennio. Dopo una crescita limitata negli anni Cinquanta, si registra una diminuzione tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Settanta: la quota di donne nel mercato del lavoro passa dal 33,3% nel 1959 al 25,1% nel 1969, per diminuire ulteriormente nel 1973 al 17,7%. <ref>{{Cita|Bracke|p. 41}}</ref>. Nello stesso periodo aumenta il numero delle donne in cerca di lavoro, anche in relazione a modifiche nelle categorie statistiche, ma soprattutto per effetto di licenziamenti e delle difficoltà di accesso all’occupazione <ref>{{Cita|Bracke|p. 41-42}}</ref>. L’occupazione femminile resta concentrata nei settori meno qualificati e meno retribuiti, mentre persistono forti barriere all’ingresso nei comparti più qualificati <ref>{{Cita|Bracke|p. 43}}</ref>. La modernizzazione economica non si traduce quindi in un ampliamento lineare delle opportunità lavorative per le donne. ===1.1.2 Mobilità e trasformazioni sociali=== Le migrazioni interne e i processi di urbanizzazione costituiscono uno dei principali fattori di trasformazione sociale. Tra il 1955 e il 1970 circa 22 milioni di persone cambiano residenza, spostandosi prevalentemente dalle aree rurali del Sud verso le città industriali del Nord <ref>{{Cita|Bracke|p. 47}}</ref>. Questo fenomeno incide sulla struttura familiare: in alcuni casi, la permanenza delle donne nelle aree rurali comporta un aumento delle responsabilità economiche; in altri, l’esperienza migratoria apre nuovi contesti di vita e di lavoro nelle aree urbane, contribuendo a ridefinire equilibri e funzioni familiari. Anche la scolarizzazione conosce una crescita significativa, legata allo sviluppo dell’istruzione di massa nei primi anni Sessanta <ref>{{Cita|Lussana|p. 30}}</ref>. Si registra un aumento consistente della presenza femminile a tutti i livelli di istruzione: tra il 1955 e il 1962 cresce il numero di studentesse iscritte nella scuola media, superiore e nelle università <ref>{{Cita|Bracke|p. 42}}</ref>, pur in presenza di persistenti differenziazioni nei percorsi formativi. Questi processi introducono elementi di mobilità e trasformazione nei contesti di vita, senza tuttavia modificare in modo sostanziale le disuguaglianze di genere. Lo scarto tra mutamento sociale e persistenza delle gerarchie tradizionali emerge con particolare evidenza sul piano culturale. ===1.1.3 Modelli culturali e ruoli di genere=== Nella cultura diffusa degli anni Sessanta, la figura femminile resta prevalentemente associata alla dimensione domestica. Il ruolo di moglie e madre, fondato sulla responsabilità della cura e della gestione della casa, continua a costituire il riferimento dominante.<ref>{{Cita|Lussana|p. 29}}</ref> Nel contesto della crescita dei consumi, a questa immagine si affianca quella della “casalinga moderna”, legata al benessere materiale e all’utilizzo dei nuovi beni domestici e dei media, senza che ciò comporti una messa in discussione della sua collocazione nella sfera familiare.<ref>{{Cita|Lussana|p. 26-28}}</ref> In questo quadro, il lavoro extra-domestico femminile continua a essere rappresentato come secondario e subordinato rispetto a quello maschile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 44}}</ref> ===1.1.4 Tensioni e segnali di crisi=== A fronte di queste rappresentazioni, i cambiamenti sociali in atto contribuiscono progressivamente a modificare esperienze e aspettative. L’accesso più ampio all’istruzione, la mobilità territoriale, i nuovi contesti urbani e le nuove opportunità offerte dalla società dei consumi rendono sempre più visibile la distanza tra modelli culturali tradizionali e condizioni di vita concrete.<ref>{{Cita|Bracke|p. 47}}</ref> Ne deriva una situazione di crescente tensione, in cui l’ampliamento delle possibilità individuali non trova un pieno riconoscimento sul piano simbolico e sociale. A partire dalla seconda metà degli anni Sessanta questa tensione emerge con maggiore evidenza anche sul piano culturale. I mutamenti nei comportamenti giovanili e nei modelli di socialità, l’espansione dell’istruzione e la circolazione di nuovi riferimenti internazionali, contribuiscono a mettere in discussione alcuni aspetti dei ruoli tradizionali.<ref>{{Cita|Lussana|p. 30-31}}</ref> Pur in modo non uniforme, si manifestano segnali di crisi delle rappresentazioni dominanti, soprattutto tra le giovani generazioni, sempre meno disposte ad accettare passivamente le norme familiari e sociali ereditate. Nel complesso il periodo si caratterizza per la compresenza di continuità e trasformazione: da un lato la persistenza di modelli culturali consolidati, dall’altro l’emergere di nuove esperienze e aspettative. Lo scarto tra questi due livelli costituisce una delle condizioni che rendono possibile, alla fine del decennio, l’emergere di nuove forme di elaborazione politica e culturale della condizione femminile. == 1.2 - Il '68 == (Livia) ===1.2.1 Contesto comune=== Il movimento femminista e il [[w:Movimento_del_Sessantotto|'68]] studentesco si sviluppano nello stesso contesto storico. Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref> ===1.2.2 Convergenze e ambivalenze=== Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref> Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref> Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni. In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico. Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione. Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo. === 1.2.3 Differenze politiche === Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, legge la trasformazione sociale attraverso categorie marxiste, che subordinano la questione femminile alla lotta di classe e definiscono la famiglia, la sessualità e la vita quotidiana come spazi estranei all'analisi politica; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi, insiste sul fatto che i rapporti di potere si articolano anche all'interno della sfera familiare e delle relazioni affettive e che non possono essere ricondotti esclusivamente alle dinamiche economiche. <ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref> La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref> Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref> === 1.2.4 Nasce con, nasce prima, va oltre === La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref> In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref> Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma. == 1.3 - Tradizione emancipazionista == (Alice) ===1.3.1 Associazionismo e modello emancipazionista=== Nel secondo dopoguerra organizzazioni femminili nate durante la Resistenza e legate ai partiti di massa, come l’[[w:Unione_donne_in_Italia|Unione Donne Italiane]] (UDI), vicina al [[w:Partito_Comunista_Italiano|Partito Comunista]] e il [[w:Centro_italiano_femminile|Centro Italiano Femminile]] (CIF), di area cattolica, basarono il loro programma sull’estensione dei diritti e sull’integrazione delle donne nella sfera pubblica attraverso il lavoro, la partecipazione politica e una legislazione di tutela in grado di conciliare occupazione e responsabilità familiari. ===1.3.2 Critica femminista all’emancipazionismo=== Tra la metà degli anni sessanta e i primi anni settanta i primi gruppi del neofemminismo italiano misero in discussione questo impianto, contestando la subordinazione di queste associazioni ai partiti e attaccando il presupposto stesso dell'emancipazionismo: un'idea di uguaglianza fondata sull'estensione di diritti definiti entro un ordine costruito sul soggetto maschile. <ref>{{Cita|Bracke|p. 43}}</ref> Il gruppo milanese [[DEMAU]] (Demistificazione Autoritarismo), attivo dal 1966, contestò la parità giuridica e le misure di tutela, reinterpretandole come strumenti che contribuivano a consolidare il ruolo “femminile” attraverso trattamenti differenziati, mantenendo la divisione tra lavoro produttivo e riproduttivo e producendo una condizione di integrazione subordinata.<ref name=":2">{{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano|pp=206-233|autore2=Laura Grasso}}</ref><ref>{{Cita libro|autore=Carla Lonzi|titolo=Sputiamo su Hegel. E altri scritti|città=Milano|pp=67-77|ISBN=8894814483}}</ref> Una posizione analoga, ma più radicale sul piano teorico, venne espressa da [[w:Rivolta_Femminile|Rivolta Femminile]], fondata a Roma nel 1970 attorno a [[w:Rivolta_Femminile|Carla Lonzi]]. Nel ''Manifesto di Rivolta Femminile'' l’uguaglianza fu rifiutata come principio assimilazionista: «identificare la donna all’uomo» significava annullarne la specificità, entro un modello universale maschile. La liberazione non venne quindi concepita come accesso a diritti già dati, ma come rottura delle categorie stesse della politica e della cultura. Anche le cause della subordinazione vennero ridefinite: mentre l’emancipazionismo le ricondusse prevalentemente a fattori economici, assegnando centralità alla lotta di classe e alla mediazione istituzionale, i gruppi femministi spostarono l’attenzione sulla questione strutturale del rapporti tra i sessi, sulle dinamiche di potere e sulle dimensioni culturali, simboliche e relazionali.<ref name=":2" /> ===1.3.3 Trasformazione del lessico e delle pratiche=== Questa critica si accompagnò a una duplice operazione: la valorizzazione della differenza femminile e la ridefinizione del rapporto tra sfera privata e sfera pubblica. La politicizzazione dell’esperienza quotidiana, sintetizzata nella formula «il personale è politico», spostò il terreno del conflitto dalla sola esclusione dai diritti, alla critica di un modello di cittadinanza costruito su parametri maschili. Vennero messe in discussione categorie come politica, lavoro, storia e sapere, evidenziando come l’uguaglianza formale non incidesse sui rapporti di potere che strutturano la vita quotidiana. La sostituzione del termine «emancipazione» con «liberazione» nel vocabolario del movimento mise in luce questa discontinuità: non un'inclusione nel sistema esistente, ma la trasformazione delle categorie attraverso cui esso si definiva. Sul piano delle pratiche, al modello organizzativo delle associazioni legate ai partiti si contrapposero i piccoli gruppi e l’autocoscienza, incentrata su temi che riguardavano il corpo, la sessualità, la soggettività femminile, attraverso cui l’esperienza individuale veniva assunta come luogo di elaborazione politica collettiva e strumento di critica radicale dell’ordine esistente. In questo senso, il neofemminismo si costruì in tensione con l’emancipazionismo: ne radicalizzò alcune istanze, ma ne rovesciò il presupposto, sostituendo all’integrazione nel sistema esistente la trasformazione delle categorie attraverso cui esso si definiva. == 1.4 Femminismi transnazionali== (Matteo) Tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta i gruppi femministi italiani intrecciarono relazioni intense con movimenti di altri paesi, in particolare negli Stati Uniti e in Francia. Tali scambi sono stati definiti come un «flusso interconnesso di immaginari e pratiche militanti» e sono stati interpretati dalla storiografia come un passaggio fondativo per la formazione del femminismo italiano.<ref>{{Cita|Rebora|p. 1}}</ref><ref name=":0">{{Cita|Passerini|p. 139}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|p. 36}}</ref> Queste esperienze e materiali contribuirono, secondo modalità differenti, alla formazione di nuovi collettivi: a Milano anche attraverso contatti diretti con contesti internazionali, a Torino attraverso processi di traduzione e rielaborazione interna. === 1.4.1 I canali di contatto: viaggi, traduzioni e incontri === ====1.4.1.1 Il viaggio come pratica politica (1969–1971) ==== Tra il 1969 e il 1971 i primi contatti internazionali si svilupparono prevalentemente in relazione al femminismo statunitense.<ref name=":0" /> Il viaggio costituì il principale canale di accesso a queste esperienze e fu concepito non solo come occasione di osservazione o di studio, ma come pratica di formazione politica diretta. Nel 1969 Serena Castaldi, attiva a Milano, si recò negli Stati Uniti e partecipò direttamente a gruppi di ''consciousness-raising'' (presa di coscienza).<ref name=":1">{{Cita|Passerini|p. 140}}</ref> Al rientro, fondò a Milano il collettivo Anabasi, introducendo la pratica dell'autocoscienza<ref>{{Cita|Passerini|p. 141}}</ref>. A Torino, il Collettivo CR (Comunicazioni rivoluzionarie), un piccolo gruppo specializzato nella traduzione di giornali e documenti della New Left americana, organizzò tra il 1970 e il 1972 soggiorni semestrali a Boston per i propri militanti, tra cui Maria Teresa Fenoglio, venendo a contatto con le esperienze delle femministe americane.<ref>{{Cita|Rebora|pp. 3–4}}</ref> Nello stesso periodo, a New York, Silvia Federici partecipò a diversi gruppi di studio femministi: i suoi successivi contatti con Mariarosa Dalla Costa avrebbero portato, a Padova, alla fondazione del Collettivo internazionale femminista.<ref>{{Cita|Passerini|p. 142}}</ref> ====1.4.1.2 Traduzioni e circolazione dei testi ==== Un secondo canale fondamentale fu quello delle traduzioni, una pratica politica consapevole, orientata alla costruzione di alleanze e al superamento delle barriere linguistiche.<ref>{{Cita|Rebora|p. 10}}</ref> I materiali provenienti dall'estero circolarono attraverso reti preesistenti di varia natura - amicali o militanti - che il femminismo trasformò e ri-orientò. Passerini le ha definite «reticoli metamorfosati»: strutture nate per altri scopi che cambiarono funzione e orientamento per effetto della politicizzazione femminista. Fu il caso di alcuni contatti internazionali di Potere Operaio, come quello con Selma James in Inghilterra, che divennero canali di scambio femminista pur avendo avuto origine in un contesto operaista.<ref name=":1" /> Un processo analogo interessò il Collettivo CR di Torino: la traduzione dei documenti del ''Women's Liberation Movement'' statunitense, a partire dal terzo numero del bollettino ''«CR – Informazioni internazionali»,'' aprì un confronto diretto con le esperienze d'oltreoceano, favorendo la formazione del Collettivo delle compagne di Torino, uno dei primi gruppi femministi in Italia.<ref>{{Cita libro|autore=Piera Zumaglino|titolo=Femminismi a Torino|anno=1996|editore=Franco Angeli|città=Milano|pp=59-98|ISBN=88-204-8786-1}}</ref> Di ritorno dal suo viaggio a Boston, Maria Teresa Fenoglio portò con sé un opuscolo prodotto dal Boston Women's Health Book Collective, ''Our Bodies, Ourselves'', divenuto in seguito un classico del neofemminismo e un bestseller internazionale. Della sua traduzione si occupò Teresa Miglietta, che curò l'edizione pubblicata nel 1974 da Feltrinelli, intitolata ''Noi e il nostro corpo.''<ref>{{Cita pubblicazione|autore=Stefania Voli|anno=2007|titolo=Angela Miglietti. Noi e il nostro corpo: storia di una traduzione|rivista=Zapruder|pp=108-115|url=https://storieinmovimento.org/wp-content/uploads/2017/12/Zap13_12-Voci.pdf}}</ref><ref>{{Cita|Rebora|pp. 4–6}}</ref> A Milano il gruppo Anabasi pubblicò nel 1972 ''Donne è bello'', antologia di testi tratti da riviste e documenti internazionali: su quarantasei contributi, trentacinque provenivano dagli Stati Uniti, otto dalla Francia, due dall'Argentina e uno dalla Gran Bretagna.<ref>{{Cita|Passerini|p. 144}}</ref> Circolarono inoltre traduzioni informali di saggi decisivi per la teorizzazione della sessualità, come ''The Myth of the Vaginal Orgasm'' dell'americana Ann Koedt (1970) e testi della francese Christiane Rochefort. I flussi non furono unidirezionali. La rivista della New Left ''«Radical America»'' dedicò nel 1971 un numero speciale alle lotte in Italia e, nel 1972, pubblicò la traduzione del saggio di Mariarosa Dalla Costa e Selma James, avviando negli USA la campagna internazionale per il ''Wages for Housework'' (Salario al lavoro domestico), sostenuta da comitati sorti a Boston e New York<ref name=":2">{{Cita|Passerini|p. 147}}</ref>. ====1.4.1.3 La svolta francese: incontri e pratiche del corpo collettivo (1972–1973) ==== A partire dal 1972 si aprì una seconda fase, caratterizzata dallo sviluppo dei rapporti con il femminismo francese<ref>{{Cita|Passerini|p. 145}}</ref>. All'interno del ''Mouvement de libération des femmes'' (MLF) parigino emerse il gruppo ''Psychanalyse et politique'' (Psychépo), guidato da Antoinette Fouque. Il canale privilegiato di questa seconda fase fu l'incontro diretto, spesso organizzato in contesti informali. Le femministe italiane e francesi si incontrarono in Vandea, a La Tranche-sur-Mer (24 giugno–2 luglio 1972), poi a Vieux-Villez nell'autunno dello stesso anno; un terzo incontro si tenne a Château-Coupigny nell'estate del 1973<ref>{{Cita|Passerini|pp. 145–146}}</ref>. Questi raduni diedero luogo a pratiche radicali legate all'esplorazione del corpo collettivo, tra cui la pratica della nudità, sperimentata in Francia e poi ripresa in Italia a Torretta di Crucoli nell'estate del 1973, e a gruppi di lavoro corporale e mimo tenutisi a Torino nell'inverno 1972-1973. Queste esperienze furono trasmesse attraverso le riviste interne: nel 1973 il primo numero di ''Sottosopra'', nato a Milano ma contenente materiali di gruppi attivi a Trento, Verona, Roma, Napoli e Padova, pubblicò l'articolo ''La nudità'', che testimoniava lo sconvolgimento emotivo e politico dell'incontro in Vandea. Il dibattito si allargò rapidamente su scala nazionale, coinvolgendo collettivi attivi anche a Gela, Ferrara, Bologna e Torino<ref name=":3">{{Cita|Passerini|p. 148}}</ref>. Dal 1972 i contatti con il femminismo francese, in particolare con il gruppo ''Psychanalyse et politique'' del MLF, introdussero nuove pratiche e linguaggi. Il canale privilegiato fu l’incontro diretto, in contesti spesso informali (Vandea, 1972; Vieux-Villez; Château-Coupigny, 1973). === 1.4.2 Ricezione e rielaborazione === I contatti internazionali non produssero una ricezione lineare, ma un processo circolare e selettivo. Le idee venivano rielaborate nel contesto italiano e reimmesse nei circuiti transnazionali in forma trasformata.<ref>{{Cita|Rebora|p. 1}}</ref> Passerini descrive i materiali esteri come «tra-sportati o tra-dotti» e definisce quello italiano nei confronti dell'esterno un «rapporto di derivazione e contemporaneamente di innovazione creativa»; Rebora parla di «appropriazione strategica» dell'immaginario, dei concetti e delle pratiche del femminismo americano<ref>{{Cita|Rebora|p. 10}}</ref>, mentre Bono e Kemp individuano un'attitudine tutta italiana nel combinare e mescolare le idee provenienti da altri paesi, riformulandole alla luce di una distinta realtà sociale e politica.'''<ref>{{Cita|Passerini|p. 141}}; {{Cita|Bono-Kemp|pp. 8–13}}</ref>''' Tra gli elementi che circolarono, l’autocoscienza, derivata dal ''consciousness-raising'' statunitense, si affermò come forma di produzione di sapere a partire dall’esperienza<ref>{{Cita|Rebora|p. 5}}</ref><ref name=":1" />; nel campo della salute e della sessualità, la diffusione di testi come ''Our Bodies, Ourselves'' e i contatti con centri femministi americani favorirono pratiche di ''self-help'' e la fondazione di centri di autogestione della salute<ref>{{Cita|Passerini|pp. 142–143}}</ref>. Il confronto con il femminismo francese, in particolare con l'approccio psicoanalitico del gruppo Psychépo, introdusse pratiche centrate sull’esperienza corporea, l'elaborazione simbolica e la relazione tra donne, mentre alcune categorie ripresa dai movimenti per i diritti civili statunitensi, introdussero l’analogia tra oppressione di genere e razziale,<ref>{{Cita|Rebora|pp. 11–12}}</ref> utilizzata in diversi contesti e successivamente oggetto di riletture critiche.<ref>{{Cita|Perilli|pp. 8–23}}</ref> Questa rielaborazione, tuttavia, fu a volte conflittuale. All'interno dei gruppi torinesi, ad esempio, i contatti con il femminismo statunitense generarono tensioni interne tra chi aveva sperimentato pratiche di vita in comune e chi poteva accedere a questi resoconti solo in maniera indiretta, tra chi privilegiava la dimensione della soggettività e chi rimaneva ancorato alle categorie marxiste, portando, in alcuni casi, alla progressiva separazione dei gruppi di donne coinvolti.<ref>{{Cita|Rebora|pp. 6–8}}</ref> == Bibliografia == * {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234}} * {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}} * {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}} * {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia : 1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4}} * {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}} * {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie (1965–1980)|anno=2012|editore=Carocci|città=Roma|cid=Lussana|ISBN=978-88-430-6512-7}} * {{Cita pubblicazione|anno=1987|titolo=Il movimento femminista negli anni settanta|rivista=Memoria|numero=19-20|url=https://bibliotecadelledonne.women.it/fascicolo/memoria-rivista-di-storia-delle-donne-n-19-20-1987/}} * {{Cita libro|curatore=Aida Ribero|curatore2=Ferdinanda Vigliani|titolo=100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta|anno=1998|editore=Tufani|città=Ferrara|ISBN=978-88-86780-20-9}} * {{Cita libro|curatore=Rosalba Spagnoletti|titolo=I Movimenti femministi in Italia|anno=1977|editore=Savelli|città=Roma}} * {{Cita libro|curatore=Paola Stelliferi|curatore2=Stefania Voli|titolo=Anni di rivolta: nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|ISBN=9791254692349}} 3iufv1ke8twe3hmd47imul9pa5jp05y 491950 491949 2026-04-16T14:38:41Z LorManLor 24993 491950 wikitext text/x-wiki ==Prima bozza== ==Parte 1: Contesti== ===1.1 - Modernizzazione e mutamenti culturali=== ===1.2 - Il '68 === ===1.3 - Tradizione emancipazionista=== ===1.4 - Femminismi transnazionali=== Questa sezione inquadra le condizioni entro cui prende forma il femminismo italiano tra la fine degli anni sessanta e i primi anni Settanta, considerando processi sociali, riferimenti culturali e forme dell’azione politica che ne orientano l’emergere. L’analisi si articola lungo quattro assi: le trasformazioni legate alla modernizzazione, il rapporto con i movimenti del ’68, il confronto con la tradizione emancipazionista e la dimensione transnazionale degli scambi. L’intreccio di questi piani definisce il contesto entro cui si strutturano le prime elaborazioni e pratiche del neofemminismo. ==1.1 Modernizzazione e mutamenti culturali== (Manuela, Letizia) Nel corso degli anni sessanta l’Italia attraversa una fase di intensa modernizzazione economica e sociale che investe profondamente le strutture della società. Il periodo si colloca nel contesto del cosiddetto post-boom economico ed è caratterizzato dalla coesistenza di cambiamenti significativi e persistenti elementi di continuità. ===1.1.1 Lavoro femminile e mercato del lavoro=== Per quanto riguarda il lavoro, l’andamento dell’occupazione femminile presenta caratteristiche non lineari nel corso del decennio. Dopo una crescita limitata negli anni Cinquanta, si registra una diminuzione tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Settanta: la quota di donne nel mercato del lavoro passa dal 33,3% nel 1959 al 25,1% nel 1969, per diminuire ulteriormente nel 1973 al 17,7%. <ref>{{Cita|Bracke|p. 41}}</ref>. Nello stesso periodo aumenta il numero delle donne in cerca di lavoro, anche in relazione a modifiche nelle categorie statistiche, ma soprattutto per effetto di licenziamenti e delle difficoltà di accesso all’occupazione <ref>{{Cita|Bracke|p. 41-42}}</ref>. L’occupazione femminile resta concentrata nei settori meno qualificati e meno retribuiti, mentre persistono forti barriere all’ingresso nei comparti più qualificati <ref>{{Cita|Bracke|p. 43}}</ref>. La modernizzazione economica non si traduce quindi in un ampliamento lineare delle opportunità lavorative per le donne. ===1.1.2 Mobilità e trasformazioni sociali=== Le migrazioni interne e i processi di urbanizzazione costituiscono uno dei principali fattori di trasformazione sociale. Tra il 1955 e il 1970 circa 22 milioni di persone cambiano residenza, spostandosi prevalentemente dalle aree rurali del Sud verso le città industriali del Nord <ref>{{Cita|Bracke|p. 47}}</ref>. Questo fenomeno incide sulla struttura familiare: in alcuni casi, la permanenza delle donne nelle aree rurali comporta un aumento delle responsabilità economiche; in altri, l’esperienza migratoria apre nuovi contesti di vita e di lavoro nelle aree urbane, contribuendo a ridefinire equilibri e funzioni familiari. Anche la scolarizzazione conosce una crescita significativa, legata allo sviluppo dell’istruzione di massa nei primi anni Sessanta <ref>{{Cita|Lussana|p. 30}}</ref>. Si registra un aumento consistente della presenza femminile a tutti i livelli di istruzione: tra il 1955 e il 1962 cresce il numero di studentesse iscritte nella scuola media, superiore e nelle università <ref>{{Cita|Bracke|p. 42}}</ref>, pur in presenza di persistenti differenziazioni nei percorsi formativi. Questi processi introducono elementi di mobilità e trasformazione nei contesti di vita, senza tuttavia modificare in modo sostanziale le disuguaglianze di genere. Lo scarto tra mutamento sociale e persistenza delle gerarchie tradizionali emerge con particolare evidenza sul piano culturale. ===1.1.3 Modelli culturali e ruoli di genere=== Nella cultura diffusa degli anni Sessanta, la figura femminile resta prevalentemente associata alla dimensione domestica. Il ruolo di moglie e madre, fondato sulla responsabilità della cura e della gestione della casa, continua a costituire il riferimento dominante.<ref>{{Cita|Lussana|p. 29}}</ref> Nel contesto della crescita dei consumi, a questa immagine si affianca quella della “casalinga moderna”, legata al benessere materiale e all’utilizzo dei nuovi beni domestici e dei media, senza che ciò comporti una messa in discussione della sua collocazione nella sfera familiare.<ref>{{Cita|Lussana|p. 26-28}}</ref> In questo quadro, il lavoro extra-domestico femminile continua a essere rappresentato come secondario e subordinato rispetto a quello maschile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 44}}</ref> ===1.1.4 Tensioni e segnali di crisi=== A fronte di queste rappresentazioni, i cambiamenti sociali in atto contribuiscono progressivamente a modificare esperienze e aspettative. L’accesso più ampio all’istruzione, la mobilità territoriale, i nuovi contesti urbani e le nuove opportunità offerte dalla società dei consumi rendono sempre più visibile la distanza tra modelli culturali tradizionali e condizioni di vita concrete.<ref>{{Cita|Bracke|p. 47}}</ref> Ne deriva una situazione di crescente tensione, in cui l’ampliamento delle possibilità individuali non trova un pieno riconoscimento sul piano simbolico e sociale. A partire dalla seconda metà degli anni Sessanta questa tensione emerge con maggiore evidenza anche sul piano culturale. I mutamenti nei comportamenti giovanili e nei modelli di socialità, l’espansione dell’istruzione e la circolazione di nuovi riferimenti internazionali, contribuiscono a mettere in discussione alcuni aspetti dei ruoli tradizionali.<ref>{{Cita|Lussana|p. 30-31}}</ref> Pur in modo non uniforme, si manifestano segnali di crisi delle rappresentazioni dominanti, soprattutto tra le giovani generazioni, sempre meno disposte ad accettare passivamente le norme familiari e sociali ereditate. Nel complesso il periodo si caratterizza per la compresenza di continuità e trasformazione: da un lato la persistenza di modelli culturali consolidati, dall’altro l’emergere di nuove esperienze e aspettative. Lo scarto tra questi due livelli costituisce una delle condizioni che rendono possibile, alla fine del decennio, l’emergere di nuove forme di elaborazione politica e culturale della condizione femminile. == 1.2 - Il '68 == (Livia) ===1.2.1 Contesto comune=== Il movimento femminista e il [[w:Movimento_del_Sessantotto|'68]] studentesco si sviluppano nello stesso contesto storico. Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref> ===1.2.2 Convergenze e ambivalenze=== Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref> Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref> Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni. In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico. Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione. Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo. === 1.2.3 Differenze politiche === Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, legge la trasformazione sociale attraverso categorie marxiste, che subordinano la questione femminile alla lotta di classe e definiscono la famiglia, la sessualità e la vita quotidiana come spazi estranei all'analisi politica; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi, insiste sul fatto che i rapporti di potere si articolano anche all'interno della sfera familiare e delle relazioni affettive e che non possono essere ricondotti esclusivamente alle dinamiche economiche. <ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref> La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref> Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref> === 1.2.4 Nasce con, nasce prima, va oltre === La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref> In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref> Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma. == 1.3 - Tradizione emancipazionista == (Alice) ===1.3.1 Associazionismo e modello emancipazionista=== Nel secondo dopoguerra organizzazioni femminili nate durante la Resistenza e legate ai partiti di massa, come l’[[w:Unione_donne_in_Italia|Unione Donne Italiane]] (UDI), vicina al [[w:Partito_Comunista_Italiano|Partito Comunista]] e il [[w:Centro_italiano_femminile|Centro Italiano Femminile]] (CIF), di area cattolica, basarono il loro programma sull’estensione dei diritti e sull’integrazione delle donne nella sfera pubblica attraverso il lavoro, la partecipazione politica e una legislazione di tutela in grado di conciliare occupazione e responsabilità familiari. ===1.3.2 Critica femminista all’emancipazionismo=== Tra la metà degli anni sessanta e i primi anni settanta i primi gruppi del neofemminismo italiano misero in discussione questo impianto, contestando la subordinazione di queste associazioni ai partiti e attaccando il presupposto stesso dell'emancipazionismo: un'idea di uguaglianza fondata sull'estensione di diritti definiti entro un ordine costruito sul soggetto maschile. <ref>{{Cita|Bracke|p. 43}}</ref> Il gruppo milanese [[DEMAU]] (Demistificazione Autoritarismo), attivo dal 1966, contestò la parità giuridica e le misure di tutela, reinterpretandole come strumenti che contribuivano a consolidare il ruolo “femminile” attraverso trattamenti differenziati, mantenendo la divisione tra lavoro produttivo e riproduttivo e producendo una condizione di integrazione subordinata.<ref name=":2">{{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano|pp=206-233|autore2=Laura Grasso}}</ref><ref>{{Cita libro|autore=Carla Lonzi|titolo=Sputiamo su Hegel. E altri scritti|città=Milano|pp=67-77|ISBN=8894814483}}</ref> Una posizione analoga, ma più radicale sul piano teorico, venne espressa da [[w:Rivolta_Femminile|Rivolta Femminile]], fondata a Roma nel 1970 attorno a [[w:Rivolta_Femminile|Carla Lonzi]]. Nel ''Manifesto di Rivolta Femminile'' l’uguaglianza fu rifiutata come principio assimilazionista: «identificare la donna all’uomo» significava annullarne la specificità, entro un modello universale maschile. La liberazione non venne quindi concepita come accesso a diritti già dati, ma come rottura delle categorie stesse della politica e della cultura. Anche le cause della subordinazione vennero ridefinite: mentre l’emancipazionismo le ricondusse prevalentemente a fattori economici, assegnando centralità alla lotta di classe e alla mediazione istituzionale, i gruppi femministi spostarono l’attenzione sulla questione strutturale del rapporti tra i sessi, sulle dinamiche di potere e sulle dimensioni culturali, simboliche e relazionali.<ref name=":2" /> ===1.3.3 Trasformazione del lessico e delle pratiche=== Questa critica si accompagnò a una duplice operazione: la valorizzazione della differenza femminile e la ridefinizione del rapporto tra sfera privata e sfera pubblica. La politicizzazione dell’esperienza quotidiana, sintetizzata nella formula «il personale è politico», spostò il terreno del conflitto dalla sola esclusione dai diritti, alla critica di un modello di cittadinanza costruito su parametri maschili. Vennero messe in discussione categorie come politica, lavoro, storia e sapere, evidenziando come l’uguaglianza formale non incidesse sui rapporti di potere che strutturano la vita quotidiana. La sostituzione del termine «emancipazione» con «liberazione» nel vocabolario del movimento mise in luce questa discontinuità: non un'inclusione nel sistema esistente, ma la trasformazione delle categorie attraverso cui esso si definiva. Sul piano delle pratiche, al modello organizzativo delle associazioni legate ai partiti si contrapposero i piccoli gruppi e l’autocoscienza, incentrata su temi che riguardavano il corpo, la sessualità, la soggettività femminile, attraverso cui l’esperienza individuale veniva assunta come luogo di elaborazione politica collettiva e strumento di critica radicale dell’ordine esistente. In questo senso, il neofemminismo si costruì in tensione con l’emancipazionismo: ne radicalizzò alcune istanze, ma ne rovesciò il presupposto, sostituendo all’integrazione nel sistema esistente la trasformazione delle categorie attraverso cui esso si definiva. == 1.4 Femminismi transnazionali== (Matteo) Tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta i gruppi femministi italiani intrecciarono relazioni intense con movimenti di altri paesi, in particolare negli Stati Uniti e in Francia. Tali scambi sono stati definiti come un «flusso interconnesso di immaginari e pratiche militanti» e sono stati interpretati dalla storiografia come un passaggio fondativo per la formazione del femminismo italiano.<ref>{{Cita|Rebora|p. 1}}</ref><ref name=":0">{{Cita|Passerini|p. 139}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|p. 36}}</ref> Queste esperienze e materiali contribuirono, secondo modalità differenti, alla formazione di nuovi collettivi: a Milano anche attraverso contatti diretti con contesti internazionali, a Torino attraverso processi di traduzione e rielaborazione interna. === 1.4.1 I canali di contatto: viaggi, traduzioni e incontri === ====1.4.1.1 Il viaggio come pratica politica (1969–1971) ==== Tra il 1969 e il 1971 i primi contatti internazionali si svilupparono prevalentemente in relazione al femminismo statunitense.<ref name=":0" /> Il viaggio costituì il principale canale di accesso a queste esperienze e fu concepito non solo come occasione di osservazione o di studio, ma come pratica di formazione politica diretta. Nel 1969 Serena Castaldi, attiva a Milano, si recò negli Stati Uniti e partecipò direttamente a gruppi di ''consciousness-raising'' (presa di coscienza).<ref name=":1">{{Cita|Passerini|p. 140}}</ref> Al rientro, fondò a Milano il collettivo Anabasi, introducendo la pratica dell'autocoscienza<ref>{{Cita|Passerini|p. 141}}</ref>. A Torino, il Collettivo CR (Comunicazioni rivoluzionarie), un piccolo gruppo specializzato nella traduzione di giornali e documenti della New Left americana, organizzò tra il 1970 e il 1972 soggiorni semestrali a Boston per i propri militanti, tra cui Maria Teresa Fenoglio, venendo a contatto con le esperienze delle femministe americane.<ref>{{Cita|Rebora|pp. 3–4}}</ref> Nello stesso periodo, a New York, Silvia Federici partecipò a diversi gruppi di studio femministi: i suoi successivi contatti con Mariarosa Dalla Costa avrebbero portato, a Padova, alla fondazione del Collettivo internazionale femminista.<ref>{{Cita|Passerini|p. 142}}</ref> ====1.4.1.2 Traduzioni e circolazione dei testi ==== Un secondo canale fondamentale fu quello delle traduzioni, una pratica politica consapevole, orientata alla costruzione di alleanze e al superamento delle barriere linguistiche.<ref>{{Cita|Rebora|p. 10}}</ref> I materiali provenienti dall'estero circolarono attraverso reti preesistenti di varia natura - amicali o militanti - che il femminismo trasformò e ri-orientò. Passerini le ha definite «reticoli metamorfosati»: strutture nate per altri scopi che cambiarono funzione e orientamento per effetto della politicizzazione femminista. Fu il caso di alcuni contatti internazionali di Potere Operaio, come quello con Selma James in Inghilterra, che divennero canali di scambio femminista pur avendo avuto origine in un contesto operaista.<ref name=":1" /> Un processo analogo interessò il Collettivo CR di Torino: la traduzione dei documenti del ''Women's Liberation Movement'' statunitense, a partire dal terzo numero del bollettino ''«CR – Informazioni internazionali»,'' aprì un confronto diretto con le esperienze d'oltreoceano, favorendo la formazione del Collettivo delle compagne di Torino, uno dei primi gruppi femministi in Italia.<ref>{{Cita libro|autore=Piera Zumaglino|titolo=Femminismi a Torino|anno=1996|editore=Franco Angeli|città=Milano|pp=59-98|ISBN=88-204-8786-1}}</ref> Di ritorno dal suo viaggio a Boston, Maria Teresa Fenoglio portò con sé un opuscolo prodotto dal Boston Women's Health Book Collective, ''Our Bodies, Ourselves'', divenuto in seguito un classico del neofemminismo e un bestseller internazionale. Della sua traduzione si occupò Teresa Miglietta, che curò l'edizione pubblicata nel 1974 da Feltrinelli, intitolata ''Noi e il nostro corpo.''<ref>{{Cita pubblicazione|autore=Stefania Voli|anno=2007|titolo=Angela Miglietti. Noi e il nostro corpo: storia di una traduzione|rivista=Zapruder|pp=108-115|url=https://storieinmovimento.org/wp-content/uploads/2017/12/Zap13_12-Voci.pdf}}</ref><ref>{{Cita|Rebora|pp. 4–6}}</ref> A Milano il gruppo Anabasi pubblicò nel 1972 ''Donne è bello'', antologia di testi tratti da riviste e documenti internazionali: su quarantasei contributi, trentacinque provenivano dagli Stati Uniti, otto dalla Francia, due dall'Argentina e uno dalla Gran Bretagna.<ref>{{Cita|Passerini|p. 144}}</ref> Circolarono inoltre traduzioni informali di saggi decisivi per la teorizzazione della sessualità, come ''The Myth of the Vaginal Orgasm'' dell'americana Ann Koedt (1970) e testi della francese Christiane Rochefort. I flussi non furono unidirezionali. La rivista della New Left ''«Radical America»'' dedicò nel 1971 un numero speciale alle lotte in Italia e, nel 1972, pubblicò la traduzione del saggio di Mariarosa Dalla Costa e Selma James, avviando negli USA la campagna internazionale per il ''Wages for Housework'' (Salario al lavoro domestico), sostenuta da comitati sorti a Boston e New York<ref name=":2">{{Cita|Passerini|p. 147}}</ref>. ====1.4.1.3 La svolta francese: incontri e pratiche del corpo collettivo (1972–1973) ==== A partire dal 1972 si aprì una seconda fase, caratterizzata dallo sviluppo dei rapporti con il femminismo francese<ref>{{Cita|Passerini|p. 145}}</ref>. All'interno del ''Mouvement de libération des femmes'' (MLF) parigino emerse il gruppo ''Psychanalyse et politique'' (Psychépo), guidato da Antoinette Fouque. Il canale privilegiato di questa seconda fase fu l'incontro diretto, spesso organizzato in contesti informali. Le femministe italiane e francesi si incontrarono in Vandea, a La Tranche-sur-Mer (24 giugno–2 luglio 1972), poi a Vieux-Villez nell'autunno dello stesso anno; un terzo incontro si tenne a Château-Coupigny nell'estate del 1973<ref>{{Cita|Passerini|pp. 145–146}}</ref>. Questi raduni diedero luogo a pratiche radicali legate all'esplorazione del corpo collettivo, tra cui la pratica della nudità, sperimentata in Francia e poi ripresa in Italia a Torretta di Crucoli nell'estate del 1973, e a gruppi di lavoro corporale e mimo tenutisi a Torino nell'inverno 1972-1973. Queste esperienze furono trasmesse attraverso le riviste interne: nel 1973 il primo numero di ''Sottosopra'', nato a Milano ma contenente materiali di gruppi attivi a Trento, Verona, Roma, Napoli e Padova, pubblicò l'articolo ''La nudità'', che testimoniava lo sconvolgimento emotivo e politico dell'incontro in Vandea. Il dibattito si allargò rapidamente su scala nazionale, coinvolgendo collettivi attivi anche a Gela, Ferrara, Bologna e Torino<ref name=":3">{{Cita|Passerini|p. 148}}</ref>. Dal 1972 i contatti con il femminismo francese, in particolare con il gruppo ''Psychanalyse et politique'' del MLF, introdussero nuove pratiche e linguaggi. Il canale privilegiato fu l’incontro diretto, in contesti spesso informali (Vandea, 1972; Vieux-Villez; Château-Coupigny, 1973). === 1.4.2 Ricezione e rielaborazione === I contatti internazionali non produssero una ricezione lineare, ma un processo circolare e selettivo. Le idee venivano rielaborate nel contesto italiano e reimmesse nei circuiti transnazionali in forma trasformata.<ref>{{Cita|Rebora|p. 1}}</ref> Passerini descrive i materiali esteri come «tra-sportati o tra-dotti» e definisce quello italiano nei confronti dell'esterno un «rapporto di derivazione e contemporaneamente di innovazione creativa»; Rebora parla di «appropriazione strategica» dell'immaginario, dei concetti e delle pratiche del femminismo americano<ref>{{Cita|Rebora|p. 10}}</ref>, mentre Bono e Kemp individuano un'attitudine tutta italiana nel combinare e mescolare le idee provenienti da altri paesi, riformulandole alla luce di una distinta realtà sociale e politica.'''<ref>{{Cita|Passerini|p. 141}}; {{Cita|Bono-Kemp|pp. 8–13}}</ref>''' Tra gli elementi che circolarono, l’autocoscienza, derivata dal ''consciousness-raising'' statunitense, si affermò come forma di produzione di sapere a partire dall’esperienza<ref>{{Cita|Rebora|p. 5}}</ref><ref name=":1" />; nel campo della salute e della sessualità, la diffusione di testi come ''Our Bodies, Ourselves'' e i contatti con centri femministi americani favorirono pratiche di ''self-help'' e la fondazione di centri di autogestione della salute<ref>{{Cita|Passerini|pp. 142–143}}</ref>. Il confronto con il femminismo francese, in particolare con l'approccio psicoanalitico del gruppo Psychépo, introdusse pratiche centrate sull’esperienza corporea, l'elaborazione simbolica e la relazione tra donne, mentre alcune categorie ripresa dai movimenti per i diritti civili statunitensi, introdussero l’analogia tra oppressione di genere e razziale,<ref>{{Cita|Rebora|pp. 11–12}}</ref> utilizzata in diversi contesti e successivamente oggetto di riletture critiche.<ref>{{Cita|Perilli|pp. 8–23}}</ref> Questa rielaborazione, tuttavia, fu a volte conflittuale. All'interno dei gruppi torinesi, ad esempio, i contatti con il femminismo statunitense generarono tensioni interne tra chi aveva sperimentato pratiche di vita in comune e chi poteva accedere a questi resoconti solo in maniera indiretta, tra chi privilegiava la dimensione della soggettività e chi rimaneva ancorato alle categorie marxiste, portando, in alcuni casi, alla progressiva separazione dei gruppi di donne coinvolti.<ref>{{Cita|Rebora|pp. 6–8}}</ref> == Bibliografia == * {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234}} * {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}} * {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}} * {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia : 1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4}} * {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}} * {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie (1965–1980)|anno=2012|editore=Carocci|città=Roma|cid=Lussana|ISBN=978-88-430-6512-7}} * {{Cita libro|curatore=Manuela Fraire|titolo=Lessico politico delle donne. Volume 3: Teorie del femminismo|anno=1978|editore=Gulliver|città=Milano|cid=Lessico politico delle donne, 3}} * {{Cita pubblicazione|anno=1987|titolo=Il movimento femminista negli anni settanta|rivista=Memoria|numero=19-20|url=https://bibliotecadelledonne.women.it/fascicolo/memoria-rivista-di-storia-delle-donne-n-19-20-1987/}} * {{Cita libro|curatore=Aida Ribero|curatore2=Ferdinanda Vigliani|titolo=100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta|anno=1998|editore=Tufani|città=Ferrara|ISBN=978-88-86780-20-9}} * {{Cita libro|curatore=Rosalba Spagnoletti|titolo=I Movimenti femministi in Italia|anno=1977|editore=Savelli|città=Roma}} * {{Cita libro|curatore=Paola Stelliferi|curatore2=Stefania Voli|titolo=Anni di rivolta: nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|ISBN=9791254692349}} gami2son7kbmra7lr8q8z6k4ai244mv 491951 491950 2026-04-16T14:39:33Z LorManLor 24993 491951 wikitext text/x-wiki ==Prima bozza== ==Parte 1: Contesti== ===1.1 - Modernizzazione e mutamenti culturali=== ===1.2 - Il '68 === ===1.3 - Tradizione emancipazionista=== ===1.4 - Femminismi transnazionali=== Questa sezione inquadra le condizioni entro cui prende forma il femminismo italiano tra la fine degli anni sessanta e i primi anni Settanta, considerando processi sociali, riferimenti culturali e forme dell’azione politica che ne orientano l’emergere. L’analisi si articola lungo quattro assi: le trasformazioni legate alla modernizzazione, il rapporto con i movimenti del ’68, il confronto con la tradizione emancipazionista e la dimensione transnazionale degli scambi. L’intreccio di questi piani definisce il contesto entro cui si strutturano le prime elaborazioni e pratiche del neofemminismo. ==1.1 Modernizzazione e mutamenti culturali== (Manuela, Letizia) Nel corso degli anni sessanta l’Italia attraversa una fase di intensa modernizzazione economica e sociale che investe profondamente le strutture della società. Il periodo si colloca nel contesto del cosiddetto post-boom economico ed è caratterizzato dalla coesistenza di cambiamenti significativi e persistenti elementi di continuità. ===1.1.1 Lavoro femminile e mercato del lavoro=== Per quanto riguarda il lavoro, l’andamento dell’occupazione femminile presenta caratteristiche non lineari nel corso del decennio. Dopo una crescita limitata negli anni Cinquanta, si registra una diminuzione tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Settanta: la quota di donne nel mercato del lavoro passa dal 33,3% nel 1959 al 25,1% nel 1969, per diminuire ulteriormente nel 1973 al 17,7%. <ref>{{Cita|Bracke|p. 41}}</ref>. Nello stesso periodo aumenta il numero delle donne in cerca di lavoro, anche in relazione a modifiche nelle categorie statistiche, ma soprattutto per effetto di licenziamenti e delle difficoltà di accesso all’occupazione <ref>{{Cita|Bracke|p. 41-42}}</ref>. L’occupazione femminile resta concentrata nei settori meno qualificati e meno retribuiti, mentre persistono forti barriere all’ingresso nei comparti più qualificati <ref>{{Cita|Bracke|p. 43}}</ref>. La modernizzazione economica non si traduce quindi in un ampliamento lineare delle opportunità lavorative per le donne. ===1.1.2 Mobilità e trasformazioni sociali=== Le migrazioni interne e i processi di urbanizzazione costituiscono uno dei principali fattori di trasformazione sociale. Tra il 1955 e il 1970 circa 22 milioni di persone cambiano residenza, spostandosi prevalentemente dalle aree rurali del Sud verso le città industriali del Nord <ref>{{Cita|Bracke|p. 47}}</ref>. Questo fenomeno incide sulla struttura familiare: in alcuni casi, la permanenza delle donne nelle aree rurali comporta un aumento delle responsabilità economiche; in altri, l’esperienza migratoria apre nuovi contesti di vita e di lavoro nelle aree urbane, contribuendo a ridefinire equilibri e funzioni familiari. Anche la scolarizzazione conosce una crescita significativa, legata allo sviluppo dell’istruzione di massa nei primi anni Sessanta <ref>{{Cita|Lussana|p. 30}}</ref>. Si registra un aumento consistente della presenza femminile a tutti i livelli di istruzione: tra il 1955 e il 1962 cresce il numero di studentesse iscritte nella scuola media, superiore e nelle università <ref>{{Cita|Bracke|p. 42}}</ref>, pur in presenza di persistenti differenziazioni nei percorsi formativi. Questi processi introducono elementi di mobilità e trasformazione nei contesti di vita, senza tuttavia modificare in modo sostanziale le disuguaglianze di genere. Lo scarto tra mutamento sociale e persistenza delle gerarchie tradizionali emerge con particolare evidenza sul piano culturale. ===1.1.3 Modelli culturali e ruoli di genere=== Nella cultura diffusa degli anni Sessanta, la figura femminile resta prevalentemente associata alla dimensione domestica. Il ruolo di moglie e madre, fondato sulla responsabilità della cura e della gestione della casa, continua a costituire il riferimento dominante.<ref>{{Cita|Lussana|p. 29}}</ref> Nel contesto della crescita dei consumi, a questa immagine si affianca quella della “casalinga moderna”, legata al benessere materiale e all’utilizzo dei nuovi beni domestici e dei media, senza che ciò comporti una messa in discussione della sua collocazione nella sfera familiare.<ref>{{Cita|Lussana|p. 26-28}}</ref> In questo quadro, il lavoro extra-domestico femminile continua a essere rappresentato come secondario e subordinato rispetto a quello maschile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 44}}</ref> ===1.1.4 Tensioni e segnali di crisi=== A fronte di queste rappresentazioni, i cambiamenti sociali in atto contribuiscono progressivamente a modificare esperienze e aspettative. L’accesso più ampio all’istruzione, la mobilità territoriale, i nuovi contesti urbani e le nuove opportunità offerte dalla società dei consumi rendono sempre più visibile la distanza tra modelli culturali tradizionali e condizioni di vita concrete.<ref>{{Cita|Bracke|p. 47}}</ref> Ne deriva una situazione di crescente tensione, in cui l’ampliamento delle possibilità individuali non trova un pieno riconoscimento sul piano simbolico e sociale. A partire dalla seconda metà degli anni Sessanta questa tensione emerge con maggiore evidenza anche sul piano culturale. I mutamenti nei comportamenti giovanili e nei modelli di socialità, l’espansione dell’istruzione e la circolazione di nuovi riferimenti internazionali, contribuiscono a mettere in discussione alcuni aspetti dei ruoli tradizionali.<ref>{{Cita|Lussana|p. 30-31}}</ref> Pur in modo non uniforme, si manifestano segnali di crisi delle rappresentazioni dominanti, soprattutto tra le giovani generazioni, sempre meno disposte ad accettare passivamente le norme familiari e sociali ereditate. Nel complesso il periodo si caratterizza per la compresenza di continuità e trasformazione: da un lato la persistenza di modelli culturali consolidati, dall’altro l’emergere di nuove esperienze e aspettative. Lo scarto tra questi due livelli costituisce una delle condizioni che rendono possibile, alla fine del decennio, l’emergere di nuove forme di elaborazione politica e culturale della condizione femminile. == 1.2 - Il '68 == (Livia) ===1.2.1 Contesto comune=== Il movimento femminista e il [[w:Movimento_del_Sessantotto|'68]] studentesco si sviluppano nello stesso contesto storico. Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref> ===1.2.2 Convergenze e ambivalenze=== Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref> Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref> Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni. In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico. Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione. Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo. === 1.2.3 Differenze politiche === Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, legge la trasformazione sociale attraverso categorie marxiste, che subordinano la questione femminile alla lotta di classe e definiscono la famiglia, la sessualità e la vita quotidiana come spazi estranei all'analisi politica; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi, insiste sul fatto che i rapporti di potere si articolano anche all'interno della sfera familiare e delle relazioni affettive e che non possono essere ricondotti esclusivamente alle dinamiche economiche. <ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref> La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref> Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref> === 1.2.4 Nasce con, nasce prima, va oltre === La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref> In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref> Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma. == 1.3 - Tradizione emancipazionista == (Alice) ===1.3.1 Associazionismo e modello emancipazionista=== Nel secondo dopoguerra organizzazioni femminili nate durante la Resistenza e legate ai partiti di massa, come l’[[w:Unione_donne_in_Italia|Unione Donne Italiane]] (UDI), vicina al [[w:Partito_Comunista_Italiano|Partito Comunista]] e il [[w:Centro_italiano_femminile|Centro Italiano Femminile]] (CIF), di area cattolica, basarono il loro programma sull’estensione dei diritti e sull’integrazione delle donne nella sfera pubblica attraverso il lavoro, la partecipazione politica e una legislazione di tutela in grado di conciliare occupazione e responsabilità familiari. ===1.3.2 Critica femminista all’emancipazionismo=== Tra la metà degli anni sessanta e i primi anni settanta i primi gruppi del neofemminismo italiano misero in discussione questo impianto, contestando la subordinazione di queste associazioni ai partiti e attaccando il presupposto stesso dell'emancipazionismo: un'idea di uguaglianza fondata sull'estensione di diritti definiti entro un ordine costruito sul soggetto maschile. <ref>{{Cita|Bracke|p. 43}}</ref> Il gruppo milanese [[DEMAU]] (Demistificazione Autoritarismo), attivo dal 1966, contestò la parità giuridica e le misure di tutela, reinterpretandole come strumenti che contribuivano a consolidare il ruolo “femminile” attraverso trattamenti differenziati, mantenendo la divisione tra lavoro produttivo e riproduttivo e producendo una condizione di integrazione subordinata.<ref name=":2">{{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano|pp=206-233|autore2=Laura Grasso}}</ref><ref>{{Cita libro|autore=Carla Lonzi|titolo=Sputiamo su Hegel. E altri scritti|città=Milano|pp=67-77|ISBN=8894814483}}</ref> Una posizione analoga, ma più radicale sul piano teorico, venne espressa da [[w:Rivolta_Femminile|Rivolta Femminile]], fondata a Roma nel 1970 attorno a [[w:Rivolta_Femminile|Carla Lonzi]]. Nel ''Manifesto di Rivolta Femminile'' l’uguaglianza fu rifiutata come principio assimilazionista: «identificare la donna all’uomo» significava annullarne la specificità, entro un modello universale maschile. La liberazione non venne quindi concepita come accesso a diritti già dati, ma come rottura delle categorie stesse della politica e della cultura. Anche le cause della subordinazione vennero ridefinite: mentre l’emancipazionismo le ricondusse prevalentemente a fattori economici, assegnando centralità alla lotta di classe e alla mediazione istituzionale, i gruppi femministi spostarono l’attenzione sulla questione strutturale del rapporti tra i sessi, sulle dinamiche di potere e sulle dimensioni culturali, simboliche e relazionali.<ref name=":2" /> ===1.3.3 Trasformazione del lessico e delle pratiche=== Questa critica si accompagnò a una duplice operazione: la valorizzazione della differenza femminile e la ridefinizione del rapporto tra sfera privata e sfera pubblica. La politicizzazione dell’esperienza quotidiana, sintetizzata nella formula «il personale è politico», spostò il terreno del conflitto dalla sola esclusione dai diritti, alla critica di un modello di cittadinanza costruito su parametri maschili. Vennero messe in discussione categorie come politica, lavoro, storia e sapere, evidenziando come l’uguaglianza formale non incidesse sui rapporti di potere che strutturano la vita quotidiana. La sostituzione del termine «emancipazione» con «liberazione» nel vocabolario del movimento mise in luce questa discontinuità: non un'inclusione nel sistema esistente, ma la trasformazione delle categorie attraverso cui esso si definiva. Sul piano delle pratiche, al modello organizzativo delle associazioni legate ai partiti si contrapposero i piccoli gruppi e l’autocoscienza, incentrata su temi che riguardavano il corpo, la sessualità, la soggettività femminile, attraverso cui l’esperienza individuale veniva assunta come luogo di elaborazione politica collettiva e strumento di critica radicale dell’ordine esistente. In questo senso, il neofemminismo si costruì in tensione con l’emancipazionismo: ne radicalizzò alcune istanze, ma ne rovesciò il presupposto, sostituendo all’integrazione nel sistema esistente la trasformazione delle categorie attraverso cui esso si definiva. == 1.4 Femminismi transnazionali== (Matteo) Tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta i gruppi femministi italiani intrecciarono relazioni intense con movimenti di altri paesi, in particolare negli Stati Uniti e in Francia. Tali scambi sono stati definiti come un «flusso interconnesso di immaginari e pratiche militanti» e sono stati interpretati dalla storiografia come un passaggio fondativo per la formazione del femminismo italiano.<ref>{{Cita|Rebora|p. 1}}</ref><ref name=":0">{{Cita|Passerini|p. 139}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|p. 36}}</ref> Queste esperienze e materiali contribuirono, secondo modalità differenti, alla formazione di nuovi collettivi: a Milano anche attraverso contatti diretti con contesti internazionali, a Torino attraverso processi di traduzione e rielaborazione interna. === 1.4.1 I canali di contatto: viaggi, traduzioni e incontri === ====1.4.1.1 Il viaggio come pratica politica (1969–1971) ==== Tra il 1969 e il 1971 i primi contatti internazionali si svilupparono prevalentemente in relazione al femminismo statunitense.<ref name=":0" /> Il viaggio costituì il principale canale di accesso a queste esperienze e fu concepito non solo come occasione di osservazione o di studio, ma come pratica di formazione politica diretta. Nel 1969 Serena Castaldi, attiva a Milano, si recò negli Stati Uniti e partecipò direttamente a gruppi di ''consciousness-raising'' (presa di coscienza).<ref name=":1">{{Cita|Passerini|p. 140}}</ref> Al rientro, fondò a Milano il collettivo Anabasi, introducendo la pratica dell'autocoscienza<ref>{{Cita|Passerini|p. 141}}</ref>. A Torino, il Collettivo CR (Comunicazioni rivoluzionarie), un piccolo gruppo specializzato nella traduzione di giornali e documenti della New Left americana, organizzò tra il 1970 e il 1972 soggiorni semestrali a Boston per i propri militanti, tra cui Maria Teresa Fenoglio, venendo a contatto con le esperienze delle femministe americane.<ref>{{Cita|Rebora|pp. 3–4}}</ref> Nello stesso periodo, a New York, Silvia Federici partecipò a diversi gruppi di studio femministi: i suoi successivi contatti con Mariarosa Dalla Costa avrebbero portato, a Padova, alla fondazione del Collettivo internazionale femminista.<ref>{{Cita|Passerini|p. 142}}</ref> ====1.4.1.2 Traduzioni e circolazione dei testi ==== Un secondo canale fondamentale fu quello delle traduzioni, una pratica politica consapevole, orientata alla costruzione di alleanze e al superamento delle barriere linguistiche.<ref>{{Cita|Rebora|p. 10}}</ref> I materiali provenienti dall'estero circolarono attraverso reti preesistenti di varia natura - amicali o militanti - che il femminismo trasformò e ri-orientò. Passerini le ha definite «reticoli metamorfosati»: strutture nate per altri scopi che cambiarono funzione e orientamento per effetto della politicizzazione femminista. Fu il caso di alcuni contatti internazionali di Potere Operaio, come quello con Selma James in Inghilterra, che divennero canali di scambio femminista pur avendo avuto origine in un contesto operaista.<ref name=":1" /> Un processo analogo interessò il Collettivo CR di Torino: la traduzione dei documenti del ''Women's Liberation Movement'' statunitense, a partire dal terzo numero del bollettino ''«CR – Informazioni internazionali»,'' aprì un confronto diretto con le esperienze d'oltreoceano, favorendo la formazione del Collettivo delle compagne di Torino, uno dei primi gruppi femministi in Italia.<ref>{{Cita libro|autore=Piera Zumaglino|titolo=Femminismi a Torino|anno=1996|editore=Franco Angeli|città=Milano|pp=59-98|ISBN=88-204-8786-1}}</ref> Di ritorno dal suo viaggio a Boston, Maria Teresa Fenoglio portò con sé un opuscolo prodotto dal Boston Women's Health Book Collective, ''Our Bodies, Ourselves'', divenuto in seguito un classico del neofemminismo e un bestseller internazionale. Della sua traduzione si occupò Teresa Miglietta, che curò l'edizione pubblicata nel 1974 da Feltrinelli, intitolata ''Noi e il nostro corpo.''<ref>{{Cita pubblicazione|autore=Stefania Voli|anno=2007|titolo=Angela Miglietti. Noi e il nostro corpo: storia di una traduzione|rivista=Zapruder|pp=108-115|url=https://storieinmovimento.org/wp-content/uploads/2017/12/Zap13_12-Voci.pdf}}</ref><ref>{{Cita|Rebora|pp. 4–6}}</ref> A Milano il gruppo Anabasi pubblicò nel 1972 ''Donne è bello'', antologia di testi tratti da riviste e documenti internazionali: su quarantasei contributi, trentacinque provenivano dagli Stati Uniti, otto dalla Francia, due dall'Argentina e uno dalla Gran Bretagna.<ref>{{Cita|Passerini|p. 144}}</ref> Circolarono inoltre traduzioni informali di saggi decisivi per la teorizzazione della sessualità, come ''The Myth of the Vaginal Orgasm'' dell'americana Ann Koedt (1970) e testi della francese Christiane Rochefort. I flussi non furono unidirezionali. La rivista della New Left ''«Radical America»'' dedicò nel 1971 un numero speciale alle lotte in Italia e, nel 1972, pubblicò la traduzione del saggio di Mariarosa Dalla Costa e Selma James, avviando negli USA la campagna internazionale per il ''Wages for Housework'' (Salario al lavoro domestico), sostenuta da comitati sorti a Boston e New York<ref name=":2">{{Cita|Passerini|p. 147}}</ref>. ====1.4.1.3 La svolta francese: incontri e pratiche del corpo collettivo (1972–1973) ==== A partire dal 1972 si aprì una seconda fase, caratterizzata dallo sviluppo dei rapporti con il femminismo francese<ref>{{Cita|Passerini|p. 145}}</ref>. All'interno del ''Mouvement de libération des femmes'' (MLF) parigino emerse il gruppo ''Psychanalyse et politique'' (Psychépo), guidato da Antoinette Fouque. Il canale privilegiato di questa seconda fase fu l'incontro diretto, spesso organizzato in contesti informali. Le femministe italiane e francesi si incontrarono in Vandea, a La Tranche-sur-Mer (24 giugno–2 luglio 1972), poi a Vieux-Villez nell'autunno dello stesso anno; un terzo incontro si tenne a Château-Coupigny nell'estate del 1973<ref>{{Cita|Passerini|pp. 145–146}}</ref>. Questi raduni diedero luogo a pratiche radicali legate all'esplorazione del corpo collettivo, tra cui la pratica della nudità, sperimentata in Francia e poi ripresa in Italia a Torretta di Crucoli nell'estate del 1973, e a gruppi di lavoro corporale e mimo tenutisi a Torino nell'inverno 1972-1973. Queste esperienze furono trasmesse attraverso le riviste interne: nel 1973 il primo numero di ''Sottosopra'', nato a Milano ma contenente materiali di gruppi attivi a Trento, Verona, Roma, Napoli e Padova, pubblicò l'articolo ''La nudità'', che testimoniava lo sconvolgimento emotivo e politico dell'incontro in Vandea. Il dibattito si allargò rapidamente su scala nazionale, coinvolgendo collettivi attivi anche a Gela, Ferrara, Bologna e Torino<ref name=":3">{{Cita|Passerini|p. 148}}</ref>. Dal 1972 i contatti con il femminismo francese, in particolare con il gruppo ''Psychanalyse et politique'' del MLF, introdussero nuove pratiche e linguaggi. Il canale privilegiato fu l’incontro diretto, in contesti spesso informali (Vandea, 1972; Vieux-Villez; Château-Coupigny, 1973). === 1.4.2 Ricezione e rielaborazione === I contatti internazionali non produssero una ricezione lineare, ma un processo circolare e selettivo. Le idee venivano rielaborate nel contesto italiano e reimmesse nei circuiti transnazionali in forma trasformata.<ref>{{Cita|Rebora|p. 1}}</ref> Passerini descrive i materiali esteri come «tra-sportati o tra-dotti» e definisce quello italiano nei confronti dell'esterno un «rapporto di derivazione e contemporaneamente di innovazione creativa»; Rebora parla di «appropriazione strategica» dell'immaginario, dei concetti e delle pratiche del femminismo americano<ref>{{Cita|Rebora|p. 10}}</ref>, mentre Bono e Kemp individuano un'attitudine tutta italiana nel combinare e mescolare le idee provenienti da altri paesi, riformulandole alla luce di una distinta realtà sociale e politica.'''<ref>{{Cita|Passerini|p. 141}}; {{Cita|Bono-Kemp|pp. 8–13}}</ref>''' Tra gli elementi che circolarono, l’autocoscienza, derivata dal ''consciousness-raising'' statunitense, si affermò come forma di produzione di sapere a partire dall’esperienza<ref>{{Cita|Rebora|p. 5}}</ref><ref name=":1" />; nel campo della salute e della sessualità, la diffusione di testi come ''Our Bodies, Ourselves'' e i contatti con centri femministi americani favorirono pratiche di ''self-help'' e la fondazione di centri di autogestione della salute<ref>{{Cita|Passerini|pp. 142–143}}</ref>. Il confronto con il femminismo francese, in particolare con l'approccio psicoanalitico del gruppo Psychépo, introdusse pratiche centrate sull’esperienza corporea, l'elaborazione simbolica e la relazione tra donne, mentre alcune categorie ripresa dai movimenti per i diritti civili statunitensi, introdussero l’analogia tra oppressione di genere e razziale,<ref>{{Cita|Rebora|pp. 11–12}}</ref> utilizzata in diversi contesti e successivamente oggetto di riletture critiche.<ref>{{Cita|Perilli|pp. 8–23}}</ref> Questa rielaborazione, tuttavia, fu a volte conflittuale. All'interno dei gruppi torinesi, ad esempio, i contatti con il femminismo statunitense generarono tensioni interne tra chi aveva sperimentato pratiche di vita in comune e chi poteva accedere a questi resoconti solo in maniera indiretta, tra chi privilegiava la dimensione della soggettività e chi rimaneva ancorato alle categorie marxiste, portando, in alcuni casi, alla progressiva separazione dei gruppi di donne coinvolti.<ref>{{Cita|Rebora|pp. 6–8}}</ref> ==Note== <references/> == Bibliografia == * {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234}} * {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}} * {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}} * {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia : 1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4}} * {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}} * {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie (1965–1980)|anno=2012|editore=Carocci|città=Roma|cid=Lussana|ISBN=978-88-430-6512-7}} * {{Cita libro|curatore=Manuela Fraire|titolo=Lessico politico delle donne. Volume 3: Teorie del femminismo|anno=1978|editore=Gulliver|città=Milano|cid=Lessico politico delle donne, 3}} * {{Cita pubblicazione|anno=1987|titolo=Il movimento femminista negli anni settanta|rivista=Memoria|numero=19-20|url=https://bibliotecadelledonne.women.it/fascicolo/memoria-rivista-di-storia-delle-donne-n-19-20-1987/}} * {{Cita libro|curatore=Aida Ribero|curatore2=Ferdinanda Vigliani|titolo=100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta|anno=1998|editore=Tufani|città=Ferrara|ISBN=978-88-86780-20-9}} * {{Cita libro|curatore=Rosalba Spagnoletti|titolo=I Movimenti femministi in Italia|anno=1977|editore=Savelli|città=Roma}} * {{Cita libro|curatore=Paola Stelliferi|curatore2=Stefania Voli|titolo=Anni di rivolta: nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|ISBN=9791254692349}} t3qv2t15xcjeas0o13itayfy6hs45o9 491954 491951 2026-04-16T15:49:11Z LorManLor 24993 491954 wikitext text/x-wiki ==Prima bozza== ==Parte 1: Contesti== ===1.1 - Modernizzazione e mutamenti culturali=== ===1.2 - Il '68 === ===1.3 - Tradizione emancipazionista=== ===1.4 - Femminismi transnazionali=== Questa sezione inquadra le condizioni entro cui prende forma il femminismo italiano tra la fine degli anni sessanta e i primi anni Settanta, considerando processi sociali, riferimenti culturali e forme dell’azione politica che ne orientano l’emergere. L’analisi si articola lungo quattro assi: le trasformazioni legate alla modernizzazione, il rapporto con i movimenti del ’68, il confronto con la tradizione emancipazionista e la dimensione transnazionale degli scambi. L’intreccio di questi piani definisce il contesto entro cui si strutturano le prime elaborazioni e pratiche del neofemminismo. ==1.1 Modernizzazione e mutamenti culturali== (Manuela, Letizia) Nel corso degli anni sessanta l’Italia attraversa una fase di intensa modernizzazione economica e sociale che investe profondamente le strutture della società. Il periodo si colloca nel contesto del cosiddetto post-boom economico ed è caratterizzato dalla coesistenza di cambiamenti significativi e persistenti elementi di continuità. ===1.1.1 Lavoro femminile e mercato del lavoro=== Per quanto riguarda il lavoro, l’andamento dell’occupazione femminile presenta caratteristiche non lineari nel corso del decennio. Dopo una crescita limitata negli anni Cinquanta, si registra una diminuzione tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Settanta: la quota di donne nel mercato del lavoro passa dal 33,3% nel 1959 al 25,1% nel 1969, per diminuire ulteriormente nel 1973 al 17,7%. <ref>{{Cita|Bracke|p. 41}}</ref>. Nello stesso periodo aumenta il numero delle donne in cerca di lavoro, anche in relazione a modifiche nelle categorie statistiche, ma soprattutto per effetto di licenziamenti e delle difficoltà di accesso all’occupazione <ref>{{Cita|Bracke|p. 41-42}}</ref>. L’occupazione femminile resta concentrata nei settori meno qualificati e meno retribuiti, mentre persistono forti barriere all’ingresso nei comparti più qualificati <ref>{{Cita|Bracke|p. 43}}</ref>. La modernizzazione economica non si traduce quindi in un ampliamento lineare delle opportunità lavorative per le donne. ===1.1.2 Mobilità e trasformazioni sociali=== Le migrazioni interne e i processi di urbanizzazione costituiscono uno dei principali fattori di trasformazione sociale. Tra il 1955 e il 1970 circa 22 milioni di persone cambiano residenza, spostandosi prevalentemente dalle aree rurali del Sud verso le città industriali del Nord <ref>{{Cita|Bracke|p. 47}}</ref>. Questo fenomeno incide sulla struttura familiare: in alcuni casi, la permanenza delle donne nelle aree rurali comporta un aumento delle responsabilità economiche; in altri, l’esperienza migratoria apre nuovi contesti di vita e di lavoro nelle aree urbane, contribuendo a ridefinire equilibri e funzioni familiari. Anche la scolarizzazione conosce una crescita significativa, legata allo sviluppo dell’istruzione di massa nei primi anni Sessanta <ref>{{Cita|Lussana|p. 30}}</ref>. Si registra un aumento consistente della presenza femminile a tutti i livelli di istruzione: tra il 1955 e il 1962 cresce il numero di studentesse iscritte nella scuola media, superiore e nelle università <ref>{{Cita|Bracke|p. 42}}</ref>, pur in presenza di persistenti differenziazioni nei percorsi formativi. Questi processi introducono elementi di mobilità e trasformazione nei contesti di vita, senza tuttavia modificare in modo sostanziale le disuguaglianze di genere. Lo scarto tra mutamento sociale e persistenza delle gerarchie tradizionali emerge con particolare evidenza sul piano culturale. ===1.1.3 Modelli culturali e ruoli di genere=== Nella cultura diffusa degli anni Sessanta, la figura femminile resta prevalentemente associata alla dimensione domestica. Il ruolo di moglie e madre, fondato sulla responsabilità della cura e della gestione della casa, continua a costituire il riferimento dominante.<ref>{{Cita|Lussana|p. 29}}</ref> Nel contesto della crescita dei consumi, a questa immagine si affianca quella della “casalinga moderna”, legata al benessere materiale e all’utilizzo dei nuovi beni domestici e dei media, senza che ciò comporti una messa in discussione della sua collocazione nella sfera familiare.<ref>{{Cita|Lussana|p. 26-28}}</ref> In questo quadro, il lavoro extra-domestico femminile continua a essere rappresentato come secondario e subordinato rispetto a quello maschile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 44}}</ref> ===1.1.4 Tensioni e segnali di crisi=== A fronte di queste rappresentazioni, i cambiamenti sociali in atto contribuiscono progressivamente a modificare esperienze e aspettative. L’accesso più ampio all’istruzione, la mobilità territoriale, i nuovi contesti urbani e le nuove opportunità offerte dalla società dei consumi rendono sempre più visibile la distanza tra modelli culturali tradizionali e condizioni di vita concrete.<ref>{{Cita|Bracke|p. 47}}</ref> Ne deriva una situazione di crescente tensione, in cui l’ampliamento delle possibilità individuali non trova un pieno riconoscimento sul piano simbolico e sociale. A partire dalla seconda metà degli anni Sessanta questa tensione emerge con maggiore evidenza anche sul piano culturale. I mutamenti nei comportamenti giovanili e nei modelli di socialità, l’espansione dell’istruzione e la circolazione di nuovi riferimenti internazionali, contribuiscono a mettere in discussione alcuni aspetti dei ruoli tradizionali.<ref>{{Cita|Lussana|p. 30-31}}</ref> Pur in modo non uniforme, si manifestano segnali di crisi delle rappresentazioni dominanti, soprattutto tra le giovani generazioni, sempre meno disposte ad accettare passivamente le norme familiari e sociali ereditate. Nel complesso il periodo si caratterizza per la compresenza di continuità e trasformazione: da un lato la persistenza di modelli culturali consolidati, dall’altro l’emergere di nuove esperienze e aspettative. Lo scarto tra questi due livelli costituisce una delle condizioni che rendono possibile, alla fine del decennio, l’emergere di nuove forme di elaborazione politica e culturale della condizione femminile. == 1.2 - Il '68 == (Livia) ===1.2.1 Contesto comune=== Il movimento femminista e il [[w:Movimento_del_Sessantotto|'68]] studentesco si sviluppano nello stesso contesto storico. Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref> ===1.2.2 Convergenze e ambivalenze=== Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref> Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref> Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni. In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico. Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione. Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo. === 1.2.3 Differenze politiche === Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, legge la trasformazione sociale attraverso categorie marxiste, che subordinano la questione femminile alla lotta di classe e definiscono la famiglia, la sessualità e la vita quotidiana come spazi estranei all'analisi politica; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi, insiste sul fatto che i rapporti di potere si articolano anche all'interno della sfera familiare e delle relazioni affettive e che non possono essere ricondotti esclusivamente alle dinamiche economiche. <ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref> La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref> Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref> === 1.2.4 Nasce con, nasce prima, va oltre === La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref> In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref> Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma. == 1.3 - Tradizione emancipazionista == (Alice) ===1.3.1 Associazionismo e modello emancipazionista=== Nel secondo dopoguerra organizzazioni femminili nate durante la Resistenza e legate ai partiti di massa, come l’[[w:Unione_donne_in_Italia|Unione Donne Italiane]] (UDI), vicina al [[w:Partito_Comunista_Italiano|Partito Comunista]] e il [[w:Centro_italiano_femminile|Centro Italiano Femminile]] (CIF), di area cattolica, basarono il loro programma sull’estensione dei diritti e sull’integrazione delle donne nella sfera pubblica attraverso il lavoro, la partecipazione politica e una legislazione di tutela in grado di conciliare occupazione e responsabilità familiari. ===1.3.2 Critica femminista all’emancipazionismo=== Tra la metà degli anni sessanta e i primi anni settanta i primi gruppi del neofemminismo italiano misero in discussione questo impianto, contestando la subordinazione di queste associazioni ai partiti e attaccando il presupposto stesso dell'emancipazionismo: un'idea di uguaglianza fondata sull'estensione di diritti definiti entro un ordine costruito sul soggetto maschile. <ref>{{Cita|Bracke|p. 43}}</ref> Il gruppo milanese [[DEMAU]] (Demistificazione Autoritarismo), attivo dal 1966, contestò la parità giuridica e le misure di tutela, reinterpretandole come strumenti che contribuivano a consolidare il ruolo “femminile” attraverso trattamenti differenziati, mantenendo la divisione tra lavoro produttivo e riproduttivo e producendo una condizione di integrazione subordinata.<ref name=":2">{{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano|pp=206-233|autore2=Laura Grasso}}</ref><ref>{{Cita libro|autore=Carla Lonzi|titolo=Sputiamo su Hegel. E altri scritti|città=Milano|pp=67-77|ISBN=8894814483}}</ref> Una posizione analoga, ma più radicale sul piano teorico, venne espressa da [[w:Rivolta_Femminile|Rivolta Femminile]], fondata a Roma nel 1970 attorno a [[w:Rivolta_Femminile|Carla Lonzi]]. Nel ''Manifesto di Rivolta Femminile'' l’uguaglianza fu rifiutata come principio assimilazionista: «identificare la donna all’uomo» significava annullarne la specificità, entro un modello universale maschile. La liberazione non venne quindi concepita come accesso a diritti già dati, ma come rottura delle categorie stesse della politica e della cultura. Anche le cause della subordinazione vennero ridefinite: mentre l’emancipazionismo le ricondusse prevalentemente a fattori economici, assegnando centralità alla lotta di classe e alla mediazione istituzionale, i gruppi femministi spostarono l’attenzione sulla questione strutturale del rapporti tra i sessi, sulle dinamiche di potere e sulle dimensioni culturali, simboliche e relazionali.<ref name=":2" /> ===1.3.3 Trasformazione del lessico e delle pratiche=== Questa critica si accompagnò a una duplice operazione: la valorizzazione della differenza femminile e la ridefinizione del rapporto tra sfera privata e sfera pubblica. La politicizzazione dell’esperienza quotidiana, sintetizzata nella formula «il personale è politico», spostò il terreno del conflitto dalla sola esclusione dai diritti, alla critica di un modello di cittadinanza costruito su parametri maschili. Vennero messe in discussione categorie come politica, lavoro, storia e sapere, evidenziando come l’uguaglianza formale non incidesse sui rapporti di potere che strutturano la vita quotidiana. La sostituzione del termine «emancipazione» con «liberazione» nel vocabolario del movimento mise in luce questa discontinuità: non un'inclusione nel sistema esistente, ma la trasformazione delle categorie attraverso cui esso si definiva. Sul piano delle pratiche, al modello organizzativo delle associazioni legate ai partiti si contrapposero i piccoli gruppi e l’autocoscienza, incentrata su temi che riguardavano il corpo, la sessualità, la soggettività femminile, attraverso cui l’esperienza individuale veniva assunta come luogo di elaborazione politica collettiva e strumento di critica radicale dell’ordine esistente. In questo senso, il neofemminismo si costruì in tensione con l’emancipazionismo: ne radicalizzò alcune istanze, ma ne rovesciò il presupposto, sostituendo all’integrazione nel sistema esistente la trasformazione delle categorie attraverso cui esso si definiva. == 1.4 Femminismi transnazionali== (Matteo) Tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta i gruppi femministi italiani intrecciarono relazioni intense con movimenti di altri paesi, in particolare negli Stati Uniti e in Francia. Tali scambi sono stati definiti come un «flusso interconnesso di immaginari e pratiche militanti» e sono stati interpretati dalla storiografia come un passaggio fondativo per la formazione del femminismo italiano.<ref>{{Cita|Rebora|p. 1}}</ref><ref name=":0">{{Cita|Passerini|p. 139}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|p. 36}}</ref> Queste esperienze e materiali contribuirono, secondo modalità differenti, alla formazione di nuovi collettivi: a Milano anche attraverso contatti diretti con contesti internazionali, a Torino attraverso processi di traduzione e rielaborazione interna. === 1.4.1 I canali di contatto: viaggi, traduzioni e incontri === ====1.4.1.1 Il viaggio come pratica politica (1969–1971) ==== Tra il 1969 e il 1971 i primi contatti internazionali si svilupparono prevalentemente in relazione al femminismo statunitense.<ref name=":0" /> Il viaggio costituì il principale canale di accesso a queste esperienze e fu concepito non solo come occasione di osservazione o di studio, ma come pratica di formazione politica diretta. Nel 1969 Serena Castaldi, attiva a Milano, si recò negli Stati Uniti e partecipò direttamente a gruppi di ''consciousness-raising'' (presa di coscienza).<ref name=":1">{{Cita|Passerini|p. 140}}</ref> Al rientro, fondò a Milano il collettivo Anabasi, introducendo la pratica dell'autocoscienza<ref>{{Cita|Passerini|p. 141}}</ref>. A Torino, il Collettivo CR (Comunicazioni rivoluzionarie), un piccolo gruppo specializzato nella traduzione di giornali e documenti della New Left americana, organizzò tra il 1970 e il 1972 soggiorni semestrali a Boston per i propri militanti, tra cui Maria Teresa Fenoglio, venendo a contatto con le esperienze delle femministe americane.<ref>{{Cita|Rebora|pp. 3–4}}</ref> Nello stesso periodo, a New York, Silvia Federici partecipò a diversi gruppi di studio femministi: i suoi successivi contatti con Mariarosa Dalla Costa avrebbero portato, a Padova, alla fondazione del Collettivo internazionale femminista.<ref>{{Cita|Passerini|p. 142}}</ref> ====1.4.1.2 Traduzioni e circolazione dei testi ==== Un secondo canale fondamentale fu quello delle traduzioni, una pratica politica consapevole, orientata alla costruzione di alleanze e al superamento delle barriere linguistiche.<ref>{{Cita|Rebora|p. 10}}</ref> I materiali provenienti dall'estero circolarono attraverso reti preesistenti di varia natura - amicali o militanti - che il femminismo trasformò e ri-orientò. Passerini le ha definite «reticoli metamorfosati»: strutture nate per altri scopi che cambiarono funzione e orientamento per effetto della politicizzazione femminista. Fu il caso di alcuni contatti internazionali di Potere Operaio, come quello con Selma James in Inghilterra, che divennero canali di scambio femminista pur avendo avuto origine in un contesto operaista.<ref name=":1" /> Un processo analogo interessò il Collettivo CR di Torino: la traduzione dei documenti del ''Women's Liberation Movement'' statunitense, a partire dal terzo numero del bollettino ''«CR – Informazioni internazionali»,'' aprì un confronto diretto con le esperienze d'oltreoceano, favorendo la formazione del Collettivo delle compagne di Torino, uno dei primi gruppi femministi in Italia.<ref>{{Cita libro|autore=Piera Zumaglino|titolo=Femminismi a Torino|anno=1996|editore=Franco Angeli|città=Milano|pp=59-98|ISBN=88-204-8786-1}}</ref> Di ritorno dal suo viaggio a Boston, Maria Teresa Fenoglio portò con sé un opuscolo prodotto dal Boston Women's Health Book Collective, ''Our Bodies, Ourselves'', divenuto in seguito un classico del neofemminismo e un bestseller internazionale. Della sua traduzione si occupò Teresa Miglietta, che curò l'edizione pubblicata nel 1974 da Feltrinelli, intitolata ''Noi e il nostro corpo.''<ref>{{Cita pubblicazione|autore=Stefania Voli|anno=2007|titolo=Angela Miglietti. Noi e il nostro corpo: storia di una traduzione|rivista=Zapruder|pp=108-115|url=https://storieinmovimento.org/wp-content/uploads/2017/12/Zap13_12-Voci.pdf}}</ref><ref>{{Cita|Rebora|pp. 4–6}}</ref> A Milano il gruppo Anabasi pubblicò nel 1972 ''Donne è bello'', antologia di testi tratti da riviste e documenti internazionali: su quarantasei contributi, trentacinque provenivano dagli Stati Uniti, otto dalla Francia, due dall'Argentina e uno dalla Gran Bretagna.<ref>{{Cita|Passerini|p. 144}}</ref> Circolarono inoltre traduzioni informali di saggi decisivi per la teorizzazione della sessualità, come ''The Myth of the Vaginal Orgasm'' dell'americana Ann Koedt (1970) e testi della francese Christiane Rochefort. I flussi non furono unidirezionali. La rivista della New Left ''«Radical America»'' dedicò nel 1971 un numero speciale alle lotte in Italia e, nel 1972, pubblicò la traduzione del saggio di Mariarosa Dalla Costa e Selma James, avviando negli USA la campagna internazionale per il ''Wages for Housework'' (Salario al lavoro domestico), sostenuta da comitati sorti a Boston e New York<ref name=":2">{{Cita|Passerini|p. 147}}</ref>. ====1.4.1.3 La svolta francese: incontri e pratiche del corpo collettivo (1972–1973) ==== A partire dal 1972 si aprì una seconda fase, caratterizzata dallo sviluppo dei rapporti con il femminismo francese<ref>{{Cita|Passerini|p. 145}}</ref>. All'interno del ''Mouvement de libération des femmes'' (MLF) parigino emerse il gruppo ''Psychanalyse et politique'' (Psychépo), guidato da Antoinette Fouque. Il canale privilegiato di questa seconda fase fu l'incontro diretto, spesso organizzato in contesti informali. Le femministe italiane e francesi si incontrarono in Vandea, a La Tranche-sur-Mer (24 giugno–2 luglio 1972), poi a Vieux-Villez nell'autunno dello stesso anno; un terzo incontro si tenne a Château-Coupigny nell'estate del 1973<ref>{{Cita|Passerini|pp. 145–146}}</ref>. Questi raduni diedero luogo a pratiche radicali legate all'esplorazione del corpo collettivo, tra cui la pratica della nudità, sperimentata in Francia e poi ripresa in Italia a Torretta di Crucoli nell'estate del 1973, e a gruppi di lavoro corporale e mimo tenutisi a Torino nell'inverno 1972-1973. Queste esperienze furono trasmesse attraverso le riviste interne: nel 1973 il primo numero di ''Sottosopra'', nato a Milano ma contenente materiali di gruppi attivi a Trento, Verona, Roma, Napoli e Padova, pubblicò l'articolo ''La nudità'', che testimoniava lo sconvolgimento emotivo e politico dell'incontro in Vandea. Il dibattito si allargò rapidamente su scala nazionale, coinvolgendo collettivi attivi anche a Gela, Ferrara, Bologna e Torino<ref name=":3">{{Cita|Passerini|p. 148}}</ref>. Dal 1972 i contatti con il femminismo francese, in particolare con il gruppo ''Psychanalyse et politique'' del MLF, introdussero nuove pratiche e linguaggi. Il canale privilegiato fu l’incontro diretto, in contesti spesso informali (Vandea, 1972; Vieux-Villez; Château-Coupigny, 1973). === 1.4.2 Ricezione e rielaborazione === I contatti internazionali non produssero una ricezione lineare, ma un processo circolare e selettivo. Le idee venivano rielaborate nel contesto italiano e reimmesse nei circuiti transnazionali in forma trasformata.<ref>{{Cita|Rebora|p. 1}}</ref> Passerini descrive i materiali esteri come «tra-sportati o tra-dotti» e definisce quello italiano nei confronti dell'esterno un «rapporto di derivazione e contemporaneamente di innovazione creativa»; Rebora parla di «appropriazione strategica» dell'immaginario, dei concetti e delle pratiche del femminismo americano<ref>{{Cita|Rebora|p. 10}}</ref>, mentre Bono e Kemp individuano un'attitudine tutta italiana nel combinare e mescolare le idee provenienti da altri paesi, riformulandole alla luce di una distinta realtà sociale e politica.'''<ref>{{Cita|Passerini|p. 141}}; {{Cita|Bono-Kemp|pp. 8–13}}</ref>''' Tra gli elementi che circolarono, l’autocoscienza, derivata dal ''consciousness-raising'' statunitense, si affermò come forma di produzione di sapere a partire dall’esperienza<ref>{{Cita|Rebora|p. 5}}</ref><ref name=":1" />; nel campo della salute e della sessualità, la diffusione di testi come ''Our Bodies, Ourselves'' e i contatti con centri femministi americani favorirono pratiche di ''self-help'' e la fondazione di centri di autogestione della salute<ref>{{Cita|Passerini|pp. 142–143}}</ref>. Il confronto con il femminismo francese, in particolare con l'approccio psicoanalitico del gruppo Psychépo, introdusse pratiche centrate sull’esperienza corporea, l'elaborazione simbolica e la relazione tra donne, mentre alcune categorie ripresa dai movimenti per i diritti civili statunitensi, introdussero in diversi contesti l’analogia tra oppressione di genere e razziale,<ref>{{Cita|Rebora|pp. 11–12}}</ref> <ref>{{cita|Bracke|pp. 81-82}}</ref> successivamente oggetto di riletture critiche.<ref>{{Cita|Perilli|pp. 8–23}}</ref><ref>{{Cita pubblicazione|autore=Liliana Ellena|anno=2011|titolo=L’invisibile linea del colore nel femminismo italiano. Viaggi, traduzioni, slittamenti|rivista=Genesis|volume=10|numero=2|pp=17-40}}</ref> Questa rielaborazione, tuttavia, fu a volte conflittuale. All'interno dei gruppi torinesi, ad esempio, i contatti con il femminismo statunitense generarono tensioni interne tra chi aveva sperimentato pratiche di vita in comune e chi poteva accedere a questi resoconti solo in maniera indiretta, tra chi privilegiava la dimensione della soggettività e chi rimaneva ancorato alle categorie marxiste, portando, in alcuni casi, alla progressiva separazione dei gruppi di donne coinvolti.<ref>{{Cita|Rebora|pp. 6–8}}</ref> ==Note== <references/> == Bibliografia == * {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234}} * {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}} * {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}} * {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia : 1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4}} * {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}} * {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie (1965–1980)|anno=2012|editore=Carocci|città=Roma|cid=Lussana|ISBN=978-88-430-6512-7}} * {{Cita libro|curatore=Manuela Fraire|titolo=Lessico politico delle donne. Volume 3: Teorie del femminismo|anno=1978|editore=Gulliver|città=Milano|cid=Lessico politico delle donne, 3}} * {{Cita pubblicazione|anno=1987|titolo=Il movimento femminista negli anni settanta|rivista=Memoria|numero=19-20|url=https://bibliotecadelledonne.women.it/fascicolo/memoria-rivista-di-storia-delle-donne-n-19-20-1987/}} * {{Cita libro|curatore=Aida Ribero|curatore2=Ferdinanda Vigliani|titolo=100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta|anno=1998|editore=Tufani|città=Ferrara|ISBN=978-88-86780-20-9}} * {{Cita libro|curatore=Rosalba Spagnoletti|titolo=I Movimenti femministi in Italia|anno=1977|editore=Savelli|città=Roma}} * {{Cita libro|curatore=Paola Stelliferi|curatore2=Stefania Voli|titolo=Anni di rivolta: nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|ISBN=9791254692349}} egm6f5fldr86kwtssbfuolumka55o35 491961 491954 2026-04-16T17:12:18Z LorManLor 24993 491961 wikitext text/x-wiki ==Prima bozza== ==Parte 1: Contesti== ===1.1 - Modernizzazione e mutamenti culturali=== ===1.2 - Il '68 === ===1.3 - Tradizione emancipazionista=== ===1.4 - Femminismi transnazionali=== Questa sezione inquadra le condizioni entro cui prende forma il femminismo italiano tra la fine degli anni sessanta e i primi anni Settanta, considerando processi sociali, riferimenti culturali e forme dell’azione politica che ne orientano l’emergere. L’analisi si articola lungo quattro assi: le trasformazioni legate alla modernizzazione, il rapporto con i movimenti del ’68, il confronto con la tradizione emancipazionista e la dimensione transnazionale degli scambi. L’intreccio di questi piani definisce il contesto entro cui si strutturano le prime elaborazioni e pratiche del neofemminismo. ==1.1 Modernizzazione e mutamenti culturali== (Manuela, Letizia) Nel corso degli anni sessanta l’Italia attraversa una fase di intensa modernizzazione economica e sociale che investe profondamente le strutture della società. Il periodo si colloca nel contesto del cosiddetto post-boom economico ed è caratterizzato dalla coesistenza di cambiamenti significativi e persistenti elementi di continuità. ===1.1.1 Lavoro femminile e mercato del lavoro=== Per quanto riguarda il lavoro, l’andamento dell’occupazione femminile presenta caratteristiche non lineari nel corso del decennio. Dopo una crescita limitata negli anni Cinquanta, si registra una diminuzione tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Settanta: la quota di donne nel mercato del lavoro passa dal 33,3% nel 1959 al 25,1% nel 1969, per diminuire ulteriormente nel 1973 al 17,7%. <ref>{{Cita|Bracke|p. 41}}</ref>. Nello stesso periodo aumenta il numero delle donne in cerca di lavoro, anche in relazione a modifiche nelle categorie statistiche, ma soprattutto per effetto di licenziamenti e delle difficoltà di accesso all’occupazione <ref>{{Cita|Bracke|p. 41-42}}</ref>. L’occupazione femminile resta concentrata nei settori meno qualificati e meno retribuiti, mentre persistono forti barriere all’ingresso nei comparti più qualificati <ref>{{Cita|Bracke|p. 43}}</ref>. La modernizzazione economica non si traduce quindi in un ampliamento lineare delle opportunità lavorative per le donne. ===1.1.2 Mobilità e trasformazioni sociali=== Le migrazioni interne e i processi di urbanizzazione costituiscono uno dei principali fattori di trasformazione sociale. Tra il 1955 e il 1970 circa 22 milioni di persone cambiano residenza, spostandosi prevalentemente dalle aree rurali del Sud verso le città industriali del Nord <ref>{{Cita|Bracke|p. 47}}</ref>. Questo fenomeno incide sulla struttura familiare: in alcuni casi, la permanenza delle donne nelle aree rurali comporta un aumento delle responsabilità economiche; in altri, l’esperienza migratoria apre nuovi contesti di vita e di lavoro nelle aree urbane, contribuendo a ridefinire equilibri e funzioni familiari. Anche la scolarizzazione conosce una crescita significativa, legata allo sviluppo dell’istruzione di massa nei primi anni Sessanta <ref>{{Cita|Lussana|p. 30}}</ref>. Si registra un aumento consistente della presenza femminile a tutti i livelli di istruzione: tra il 1955 e il 1962 cresce il numero di studentesse iscritte nella scuola media, superiore e nelle università <ref>{{Cita|Bracke|p. 42}}</ref>, pur in presenza di persistenti differenziazioni nei percorsi formativi. Questi processi introducono elementi di mobilità e trasformazione nei contesti di vita, senza tuttavia modificare in modo sostanziale le disuguaglianze di genere. Lo scarto tra mutamento sociale e persistenza delle gerarchie tradizionali emerge con particolare evidenza sul piano culturale. ===1.1.3 Modelli culturali e ruoli di genere=== Nella cultura diffusa degli anni Sessanta, la figura femminile resta prevalentemente associata alla dimensione domestica. Il ruolo di moglie e madre, fondato sulla responsabilità della cura e della gestione della casa, continua a costituire il riferimento dominante.<ref>{{Cita|Lussana|p. 29}}</ref> Nel contesto della crescita dei consumi, a questa immagine si affianca quella della “casalinga moderna”, legata al benessere materiale e all’utilizzo dei nuovi beni domestici e dei media, senza che ciò comporti una messa in discussione della sua collocazione nella sfera familiare.<ref>{{Cita|Lussana|p. 26-28}}</ref> In questo quadro, il lavoro extra-domestico femminile continua a essere rappresentato come secondario e subordinato rispetto a quello maschile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 44}}</ref> ===1.1.4 Tensioni e segnali di crisi=== A fronte di queste rappresentazioni, i cambiamenti sociali in atto contribuiscono progressivamente a modificare esperienze e aspettative. L’accesso più ampio all’istruzione, la mobilità territoriale, i nuovi contesti urbani e le nuove opportunità offerte dalla società dei consumi rendono sempre più visibile la distanza tra modelli culturali tradizionali e condizioni di vita concrete.<ref>{{Cita|Bracke|p. 47}}</ref> Ne deriva una situazione di crescente tensione, in cui l’ampliamento delle possibilità individuali non trova un pieno riconoscimento sul piano simbolico e sociale. A partire dalla seconda metà degli anni Sessanta questa tensione emerge con maggiore evidenza anche sul piano culturale. I mutamenti nei comportamenti giovanili e nei modelli di socialità, l’espansione dell’istruzione e la circolazione di nuovi riferimenti internazionali, contribuiscono a mettere in discussione alcuni aspetti dei ruoli tradizionali.<ref>{{Cita|Lussana|p. 30-31}}</ref> Pur in modo non uniforme, si manifestano segnali di crisi delle rappresentazioni dominanti, soprattutto tra le giovani generazioni, sempre meno disposte ad accettare passivamente le norme familiari e sociali ereditate. Nel complesso il periodo si caratterizza per la compresenza di continuità e trasformazione: da un lato la persistenza di modelli culturali consolidati, dall’altro l’emergere di nuove esperienze e aspettative. Lo scarto tra questi due livelli costituisce una delle condizioni che rendono possibile, alla fine del decennio, l’emergere di nuove forme di elaborazione politica e culturale della condizione femminile. == 1.2 - Il '68 == (Livia) ===1.2.1 Contesto comune=== Il movimento femminista e il [[w:Movimento_del_Sessantotto|'68]] studentesco si sviluppano nello stesso contesto storico. Entrambi si collocano nella fase di ristrutturazione economica e sociale seguita al [[w:Miracolo_economico_italiano|miracolo economico]], caratterizzata dall’emergere di nuovi soggetti sociali - i giovani, le donne, gli studenti - e dalla crisi dei modelli politici, culturali e familiari dominanti.<ref>{{Cita|Bracke|pp. 55-57}}</ref> ===1.2.2 Convergenze e ambivalenze=== Tra il femminismo nascente e i movimenti del ’68 emergono alcune convergenze, riconducibili a una comune "cultura politica": la [[w:Anti-autoritarismo|critica all’autoritarismo]], rivolta sia alle istituzioni e alle forme tradizionali della politica - in primo luogo al modello del [[w:Partito_politico|partito]], percepito come gerarchico e fondato sulla delega - sia alla sfera culturale e familiare; il rifiuto della mediazione istituzionale e la ricerca di modalità di intervento più dirette; l’affermazione della presa di parola e dell’espressione della soggettività, che il femminismo rielabora in forme autonome, sviluppando pratiche come l’[[w:Autocoscienza_femminista|autocoscienza]] e formulazioni proprie, tra cui «il personale è politico».<ref>{{Cita|Bellè|pp. 48-52}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 1-6}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|pp. 11-30, 37-42}}</ref> Entrambi si sviluppano inoltre in una dimensione transnazionale, in relazione a esperienze e dibattiti che circolano tra Europa e Stati Uniti.<ref>{{Cita|Lussana|pp. 11, 36-37}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|pp. 10-16}}</ref> Un ulteriore elemento di connessione è di ordine biografico: una parte delle donne attive nel neofemminismo si forma politicamente nelle esperienze del '68, nelle assemblee e nelle occupazioni, dove vengono sperimentate nuove pratiche di azione e di discussione collettiva.<ref>{{Cita|Bellè|pp. 21-22}}</ref><ref>{{cita|Calbrò-Grasso|p. 43}}</ref> Il ciclo di mobilitazioni del 1968–1969 costituisce uno dei principali contesti di formazione del neofemminismo italiano. La partecipazione delle donne ai movimenti studenteschi e operai favorisce l’acquisizione di strumenti politici, ma nello stesso tempo rende visibili tensioni che investono i rapporti tra i generi all’interno delle stesse organizzazioni. In questo quadro, l’esperienza militante attiva una duplice dinamica: da un lato, fornisce linguaggi, pratiche e modelli di azione collettiva; dall’altro, mette in evidenza la persistenza di gerarchie e forme di esclusione che limitano la partecipazione femminile e ne subordinano le istanze. La critica a tali assetti investe le forme della politica e i loro presupposti, estendendosi ai criteri di legittimazione del discorso politico. Su queste basi si sviluppano pratiche specifiche, tra cui l’autocoscienza, che ridefiniscono il rapporto tra esperienza e produzione del discorso politico. Il passaggio ai collettivi femministi segna uno spostamento verso forme di organizzazione autonome e un riorientamento delle priorità, dei linguaggi e delle forme dell’azione. Il rapporto con il ’68 resta strutturalmente ambivalente: ambito di formazione politica e insieme oggetto di critica, esso costituisce uno snodo decisivo nelle prime elaborazioni del neofemminismo. === 1.2.3 Differenze politiche === Accanto a questi elementi di convergenza emergono differenze rilevanti. Il '68, nella sua componente prevalente, legge la trasformazione sociale attraverso categorie marxiste, che subordinano la questione femminile alla lotta di classe e definiscono la famiglia, la sessualità e la vita quotidiana come spazi estranei all'analisi politica; il femminismo pone al centro la specificità della subordinazione femminile e l'analisi del rapporto tra i sessi, insiste sul fatto che i rapporti di potere si articolano anche all'interno della sfera familiare e delle relazioni affettive e che non possono essere ricondotti esclusivamente alle dinamiche economiche. <ref>{{Cita|Lussana|pp. 45-46}}</ref> La distanza tra i due ambiti si manifesta con particolare evidenza all’interno dei movimenti misti, dove persistono pratiche e atteggiamenti maschilisti che relegano le donne a ruoli subordinati e organizzativi, esemplificati nell’immagine degli «angeli del ciclostile».<ref>{{Cita|Bracke|p. 64}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 40}}</ref> Questa distribuzione dei ruoli riproduce gerarchie di genere che entrano in tensione con le aspettative di trasformazione radicale maturate da molte donne all’interno dei movimenti, contribuendo allo sviluppo di forme di organizzazione autonome, spazi separati di elaborazione politica centrati sull’esperienza femminile.<ref>{{Cita|Bracke|p. 56-57}}</ref> === 1.2.4 Nasce con, nasce prima, va oltre === La relazione cronologica tra i due fenomeni non è lineare. La formazione del DEMAU (Demistificazione Autoritarismo) a Milano tra il 1965 e il 1966 precede l’estensione delle mobilitazioni studentesche,<ref>{{Cita|Lussana|pp. 151-154}}</ref> mentre la partecipazione femminile al '68 costituisce, secondo diverse ricostruzioni, un passaggio decisivo nel processo di maturazione di una coscienza femminista.<ref>{{Cita|Guerra|pp. 25-28}}</ref> In questo quadro il ’68 contribuisce a creare le condizioni per una più ampia diffusione del movimento delle donne senza esaurirne le origini né determinarne gli sviluppi.<ref>{{Cita|Bravo|}}</ref> Il femminismo si definisce anche attraverso uno scarto rispetto a quell’esperienza: ne rielabora alcuni elementi, ma ne mette in discussione presupposti e pratiche.<ref>{{Cita|Gramaglia|p. 180}}</ref><ref>{{Cita|Lussana|p. 43}}</ref> Il Manifesto di ''Rivolta Femminile'' (1970) di Carla Lonzi segna, in questo senso, uno dei punti di maggiore distanza teorica rispetto alle culture politiche del '68, attraverso il rifiuto delle forme di militanza mista e l’affermazione di una soggettività femminile autonoma. == 1.3 - Tradizione emancipazionista == (Alice) ===1.3.1 Associazionismo e modello emancipazionista=== Nel secondo dopoguerra organizzazioni femminili nate durante la Resistenza e legate ai partiti di massa, come l’[[w:Unione_donne_in_Italia|Unione Donne Italiane]] (UDI), vicina al [[w:Partito_Comunista_Italiano|Partito Comunista]] e il [[w:Centro_italiano_femminile|Centro Italiano Femminile]] (CIF), di area cattolica, basarono il loro programma sull’estensione dei diritti e sull’integrazione delle donne nella sfera pubblica attraverso il lavoro, la partecipazione politica e una legislazione di tutela in grado di conciliare occupazione e responsabilità familiari. ===1.3.2 Critica femminista all’emancipazionismo=== Tra la metà degli anni sessanta e i primi anni settanta i primi gruppi del neofemminismo italiano misero in discussione questo impianto, contestando la subordinazione di queste associazioni ai partiti e attaccando il presupposto stesso dell'emancipazionismo: un'idea di uguaglianza fondata sull'estensione di diritti definiti entro un ordine costruito sul soggetto maschile. <ref>{{Cita|Bracke|p. 43}}</ref> Il gruppo milanese [[DEMAU]] (Demistificazione Autoritarismo), attivo dal 1966, contestò la parità giuridica e le misure di tutela, reinterpretandole come strumenti che contribuivano a consolidare il ruolo “femminile” attraverso trattamenti differenziati, mantenendo la divisione tra lavoro produttivo e riproduttivo e producendo una condizione di integrazione subordinata.<ref name=":2">{{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano|pp=206-233|autore2=Laura Grasso}}</ref><ref>{{Cita libro|autore=Carla Lonzi|titolo=Sputiamo su Hegel. E altri scritti|città=Milano|pp=67-77|ISBN=8894814483}}</ref> Una posizione analoga, ma più radicale sul piano teorico, venne espressa da [[w:Rivolta_Femminile|Rivolta Femminile]], fondata a Roma nel 1970 attorno a [[w:Rivolta_Femminile|Carla Lonzi]]. Nel ''Manifesto di Rivolta Femminile'' l’uguaglianza fu rifiutata come principio assimilazionista: «identificare la donna all’uomo» significava annullarne la specificità, entro un modello universale maschile. La liberazione non venne quindi concepita come accesso a diritti già dati, ma come rottura delle categorie stesse della politica e della cultura. Anche le cause della subordinazione vennero ridefinite: mentre l’emancipazionismo le ricondusse prevalentemente a fattori economici, assegnando centralità alla lotta di classe e alla mediazione istituzionale, i gruppi femministi spostarono l’attenzione sulla questione strutturale del rapporti tra i sessi, sulle dinamiche di potere e sulle dimensioni culturali, simboliche e relazionali.<ref name=":2" /> ===1.3.3 Trasformazione del lessico e delle pratiche=== Questa critica si accompagnò a una duplice operazione: la valorizzazione della differenza femminile e la ridefinizione del rapporto tra sfera privata e sfera pubblica. La politicizzazione dell’esperienza quotidiana, sintetizzata nella formula «il personale è politico», spostò il terreno del conflitto dalla sola esclusione dai diritti, alla critica di un modello di cittadinanza costruito su parametri maschili. Vennero messe in discussione categorie come politica, lavoro, storia e sapere, evidenziando come l’uguaglianza formale non incidesse sui rapporti di potere che strutturano la vita quotidiana. La sostituzione del termine «emancipazione» con «liberazione» nel vocabolario del movimento mise in luce questa discontinuità: non un'inclusione nel sistema esistente, ma la trasformazione delle categorie attraverso cui esso si definiva. Sul piano delle pratiche, al modello organizzativo delle associazioni legate ai partiti si contrapposero i piccoli gruppi e l’autocoscienza, incentrata su temi che riguardavano il corpo, la sessualità, la soggettività femminile, attraverso cui l’esperienza individuale veniva assunta come luogo di elaborazione politica collettiva e strumento di critica radicale dell’ordine esistente. In questo senso, il neofemminismo si costruì in tensione con l’emancipazionismo: ne radicalizzò alcune istanze, ma ne rovesciò il presupposto, sostituendo all’integrazione nel sistema esistente la trasformazione delle categorie attraverso cui esso si definiva. == 1.4 Femminismi transnazionali== (Matteo) Tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta i gruppi femministi italiani intrecciarono relazioni intense con movimenti di altri paesi, in particolare negli Stati Uniti e in Francia. Tali scambi sono stati definiti come un «flusso interconnesso di immaginari e pratiche militanti» e sono stati interpretati dalla storiografia come un passaggio fondativo per la formazione del femminismo italiano.<ref>{{Cita|Rebora|p. 1}}</ref><ref name=":0">{{Cita|Passerini|p. 139}}</ref><ref>{{Cita|Bracke|p. 36}}</ref> Queste esperienze e materiali contribuirono, secondo modalità differenti, alla formazione di nuovi collettivi: a Milano anche attraverso contatti diretti con contesti internazionali, a Torino attraverso processi di traduzione e rielaborazione interna. === 1.4.1 I canali di contatto: viaggi, traduzioni e incontri === ====1.4.1.1 Il viaggio come pratica politica (1969–1971) ==== Tra il 1969 e il 1971 i primi contatti internazionali si svilupparono prevalentemente in relazione al femminismo statunitense.<ref name=":0" /> Il viaggio costituì il principale canale di accesso a queste esperienze e fu concepito non solo come occasione di osservazione o di studio, ma come pratica di formazione politica diretta. Nel 1969 Serena Castaldi, attiva a Milano, si recò negli Stati Uniti e partecipò direttamente a gruppi di ''consciousness-raising'' (presa di coscienza).<ref name=":1">{{Cita|Passerini|p. 140}}</ref> Al rientro, fondò a Milano il collettivo Anabasi, introducendo la pratica dell'autocoscienza<ref>{{Cita|Passerini|p. 141}}</ref>. A Torino, il Collettivo CR (Comunicazioni rivoluzionarie), un piccolo gruppo specializzato nella traduzione di giornali e documenti della New Left americana, organizzò tra il 1970 e il 1972 soggiorni semestrali a Boston per i propri militanti, tra cui Maria Teresa Fenoglio, venendo a contatto con le esperienze delle femministe americane.<ref>{{Cita|Rebora|pp. 3–4}}</ref> Nello stesso periodo, a New York, Silvia Federici partecipò a diversi gruppi di studio femministi: i suoi successivi contatti con Mariarosa Dalla Costa avrebbero portato, a Padova, alla fondazione del Collettivo internazionale femminista.<ref>{{Cita|Passerini|p. 142}}</ref> ====1.4.1.2 Traduzioni e circolazione dei testi ==== Un secondo canale fondamentale fu quello delle traduzioni, una pratica politica consapevole, orientata alla costruzione di alleanze e al superamento delle barriere linguistiche.<ref>{{Cita|Rebora|p. 10}}</ref> I materiali provenienti dall'estero circolarono attraverso reti preesistenti di varia natura - amicali o militanti - che il femminismo trasformò e ri-orientò. Passerini le ha definite «reticoli metamorfosati»: strutture nate per altri scopi che cambiarono funzione e orientamento per effetto della politicizzazione femminista. Fu il caso di alcuni contatti internazionali di Potere Operaio, come quello con Selma James in Inghilterra, che divennero canali di scambio femminista pur avendo avuto origine in un contesto operaista.<ref name=":1" /> Un processo analogo interessò il Collettivo CR di Torino: la traduzione dei documenti del ''Women's Liberation Movement'' statunitense, a partire dal terzo numero del bollettino ''«CR – Informazioni internazionali»,'' aprì un confronto diretto con le esperienze d'oltreoceano, favorendo la formazione del Collettivo delle compagne di Torino, uno dei primi gruppi femministi in Italia.<ref>{{Cita libro|autore=Piera Zumaglino|titolo=Femminismi a Torino|anno=1996|editore=Franco Angeli|città=Milano|pp=59-98|ISBN=88-204-8786-1}}</ref> Di ritorno dal suo viaggio a Boston, Maria Teresa Fenoglio portò con sé un opuscolo prodotto dal Boston Women's Health Book Collective, ''Our Bodies, Ourselves'', divenuto in seguito un classico del neofemminismo e un bestseller internazionale. Della sua traduzione si occupò Teresa Miglietta, che curò l'edizione pubblicata nel 1974 da Feltrinelli, intitolata ''Noi e il nostro corpo.''<ref>{{Cita pubblicazione|autore=Stefania Voli|anno=2007|titolo=Angela Miglietti. Noi e il nostro corpo: storia di una traduzione|rivista=Zapruder|pp=108-115|url=https://storieinmovimento.org/wp-content/uploads/2017/12/Zap13_12-Voci.pdf}}</ref><ref>{{Cita|Rebora|pp. 4–6}}</ref> A Milano il gruppo Anabasi pubblicò nel 1972 ''Donne è bello'', antologia di testi tratti da riviste e documenti internazionali: su quarantasei contributi, trentacinque provenivano dagli Stati Uniti, otto dalla Francia, due dall'Argentina e uno dalla Gran Bretagna.<ref>{{Cita|Passerini|p. 144}}</ref> Circolarono inoltre traduzioni informali di saggi decisivi per la teorizzazione della sessualità, come ''The Myth of the Vaginal Orgasm'' dell'americana Ann Koedt (1970) e testi della francese Christiane Rochefort. I flussi non furono unidirezionali. La rivista della New Left ''«Radical America»'' dedicò nel 1971 un numero speciale alle lotte in Italia e, nel 1972, pubblicò la traduzione del saggio di Mariarosa Dalla Costa e Selma James, avviando negli USA la campagna internazionale per il ''Wages for Housework'' (Salario al lavoro domestico), sostenuta da comitati sorti a Boston e New York<ref name=":2">{{Cita|Passerini|p. 147}}</ref>. ====1.4.1.3 La svolta francese: incontri e pratiche del corpo collettivo (1972–1973) ==== A partire dal 1972 si aprì una seconda fase, caratterizzata dallo sviluppo dei rapporti con il femminismo francese<ref>{{Cita|Passerini|p. 145}}</ref>. All'interno del ''Mouvement de libération des femmes'' (MLF) parigino emerse il gruppo ''Psychanalyse et politique'' (Psychépo), guidato da Antoinette Fouque. Il canale privilegiato di questa seconda fase fu l'incontro diretto, spesso organizzato in contesti informali. Le femministe italiane e francesi si incontrarono in Vandea, a La Tranche-sur-Mer (24 giugno–2 luglio 1972), poi a Vieux-Villez nell'autunno dello stesso anno; un terzo incontro si tenne a Château-Coupigny nell'estate del 1973<ref>{{Cita|Passerini|pp. 145–146}}</ref>. Questi raduni diedero luogo a pratiche radicali legate all'esplorazione del corpo collettivo, tra cui la pratica della nudità, sperimentata in Francia e poi ripresa in Italia a Torretta di Crucoli nell'estate del 1973, e a gruppi di lavoro corporale e mimo tenutisi a Torino nell'inverno 1972-1973. Queste esperienze furono trasmesse attraverso le riviste interne: nel 1973 il primo numero di ''Sottosopra'', nato a Milano ma contenente materiali di gruppi attivi a Trento, Verona, Roma, Napoli e Padova, pubblicò l'articolo ''La nudità'', che testimoniava lo sconvolgimento emotivo e politico dell'incontro in Vandea. Il dibattito si allargò rapidamente su scala nazionale, coinvolgendo collettivi attivi anche a Gela, Ferrara, Bologna e Torino<ref name=":3">{{Cita|Passerini|p. 148}}</ref>. Dal 1972 i contatti con il femminismo francese, in particolare con il gruppo ''Psychanalyse et politique'' del MLF, introdussero nuove pratiche e linguaggi. Il canale privilegiato fu l’incontro diretto, in contesti spesso informali (Vandea, 1972; Vieux-Villez; Château-Coupigny, 1973). === 1.4.2 Ricezione e rielaborazione === I contatti internazionali non produssero una ricezione lineare, ma un processo circolare e selettivo. Le idee venivano rielaborate nel contesto italiano e reimmesse nei circuiti transnazionali in forma trasformata.<ref>{{Cita|Rebora|p. 1}}</ref> Passerini descrive i materiali esteri come «tra-sportati o tra-dotti» e definisce quello italiano nei confronti dell'esterno un «rapporto di derivazione e contemporaneamente di innovazione creativa»; Rebora parla di «appropriazione strategica» dell'immaginario, dei concetti e delle pratiche del femminismo americano<ref>{{Cita|Rebora|p. 10}}</ref>, mentre Bono e Kemp individuano un'attitudine tutta italiana nel combinare e mescolare le idee provenienti da altri paesi, riformulandole alla luce di una distinta realtà sociale e politica.'''<ref>{{Cita|Passerini|p. 141}}; {{Cita|Bono-Kemp|pp. 8–13}}</ref>''' Tra gli elementi che circolarono, l’autocoscienza, derivata dal ''consciousness-raising'' statunitense, si affermò come forma di produzione di sapere a partire dall’esperienza<ref>{{Cita|Rebora|p. 5}}</ref><ref name=":1" />; nel campo della salute e della sessualità, la diffusione di testi come ''Our Bodies, Ourselves'' e i contatti con centri femministi americani favorirono pratiche di ''self-help'' e la fondazione di centri di autogestione della salute<ref>{{Cita|Passerini|pp. 142–143}}</ref>. Il confronto con il femminismo francese, in particolare con l'approccio psicoanalitico del gruppo Psychépo, introdusse pratiche centrate sull’esperienza corporea, l'elaborazione simbolica e la relazione tra donne, mentre alcune categorie ripresa dai movimenti per i diritti civili statunitensi, introdussero in diversi contesti l’analogia tra oppressione di genere e razziale,<ref>{{Cita|Rebora|pp. 11–12}}</ref> <ref>{{cita|Bracke|pp. 81-82}}</ref> successivamente oggetto di riletture critiche.<ref>{{Cita|Perilli|pp. 8–23}}</ref><ref>{{Cita pubblicazione|autore=Liliana Ellena|anno=2011|titolo=L’invisibile linea del colore nel femminismo italiano. Viaggi, traduzioni, slittamenti|rivista=Genesis|volume=10|numero=2|pp=17-40}}</ref> Questa rielaborazione, tuttavia, fu a volte conflittuale. All'interno dei gruppi torinesi, ad esempio, i contatti con il femminismo statunitense generarono tensioni interne tra chi aveva sperimentato pratiche di vita in comune e chi poteva accedere a questi resoconti solo in maniera indiretta, tra chi privilegiava la dimensione della soggettività e chi rimaneva ancorato alle categorie marxiste, portando, in alcuni casi, alla progressiva separazione dei gruppi di donne coinvolti.<ref>{{Cita|Rebora|pp. 6–8}}</ref> ==Note== <references/> == Bibliografia == * {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234}} * {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}} * {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}} * {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia : 1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4}} * {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}} * {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie (1965–1980)|anno=2012|editore=Carocci|città=Roma|cid=Lussana|ISBN=978-88-430-6512-7}} * {{Cita libro|curatore=Manuela Fraire|titolo=Lessico politico delle donne. Volume 3: Teorie del femminismo|anno=1978|editore=Gulliver|città=Milano|cid=Lessico politico delle donne, 3}} * {{Cita pubblicazione|anno=1987|titolo=Il movimento femminista negli anni settanta|rivista=Memoria|numero=19-20|url=https://bibliotecadelledonne.women.it/fascicolo/memoria-rivista-di-storia-delle-donne-n-19-20-1987/}} * {{Cita libro|curatore=Aida Ribero|curatore2=Ferdinanda Vigliani|titolo=100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta|anno=1998|editore=Tufani|città=Ferrara|ISBN=978-88-86780-20-9}} * {{Cita libro|curatore=Rosalba Spagnoletti|titolo=I Movimenti femministi in Italia|anno=1977|editore=Savelli|città=Roma}} * {{Cita libro|curatore=Paola Stelliferi|curatore2=Stefania Voli|titolo=Anni di rivolta: nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|ISBN=9791254692349}} 33s4049zg2a5vf18rpb2yy8la0n29fk Robotica unplugged/Formula 1 0 60047 491956 2026-04-16T16:15:36Z Mestesso2000 54211 Nuova pagina: {{Robotica unplugged}} {{Tempi e materiali|Materiali=* 1 cartoncino (15x10)cm * 1 pezzetto di cartone (2.5x2.0)cm h=1.0 cm * 4 tappi di bottiglia * 2 cannucce * 2 stecchini di legno * 3 fascette plastica * una batteria 9V * un adattatore * un interruttore * un motore * un' elica|Strumenti=* Colla a caldo * Forbici * Colori a tempera|Tempo=45}} 491956 wikitext text/x-wiki {{Robotica unplugged}} {{Tempi e materiali|Materiali=* 1 cartoncino (15x10)cm * 1 pezzetto di cartone (2.5x2.0)cm h=1.0 cm * 4 tappi di bottiglia * 2 cannucce * 2 stecchini di legno * 3 fascette plastica * una batteria 9V * un adattatore * un interruttore * un motore * un' elica|Strumenti=* Colla a caldo * Forbici * Colori a tempera|Tempo=45}} 3kmsmyp3d5w7klnzm08n0ihmztq9nww Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Gorizia/Fogliano Redipuglia 0 60048 491963 2026-04-16T17:50:26Z VoceUmana7 51633 Nuova pagina: {{Disposizioni foniche di organi a canne}} Disposizioni foniche del comune di [[w:Monfalcone|Monfalcone]] raggruppate per edificio. == Capoluogo == * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Gorizia/Fogliano Redipuglia/Fogliano Redipuglia - Chiesa di Sant'Elisabetta|Chiesa di Sant'Elisabetta]] {{Avanzamento|25%|16 aprile 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 491963 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} Disposizioni foniche del comune di [[w:Monfalcone|Monfalcone]] raggruppate per edificio. == Capoluogo == * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Gorizia/Fogliano Redipuglia/Fogliano Redipuglia - Chiesa di Sant'Elisabetta|Chiesa di Sant'Elisabetta]] {{Avanzamento|25%|16 aprile 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] nwkefgdm7shmbqqj6n0n1r97ib8p572 Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Gorizia/Fogliano Redipuglia/Fogliano Redipuglia - Chiesa di Sant'Elisabetta 0 60049 491964 2026-04-16T18:02:27Z VoceUmana7 51633 Nuova pagina: {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Pietro Nachini<ref>il nome italianizzato di '''Petar Nakič'''</ref> * '''Anno:''' 1730<ref>Originariamente costruito per il duomo di Gemona del Friuli, spostato alla Pieve di Romans d’Isonzo nel 1764 e infine a Fogliano nel 1924.</ref> * '''Restauri/modifiche:''' no * '''Registri:''' 16 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' fissa indipendente, rivolta verso la navata * '''Tastiere:... 491964 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Pietro Nachini<ref>il nome italianizzato di '''Petar Nakič'''</ref> * '''Anno:''' 1730<ref>Originariamente costruito per il duomo di Gemona del Friuli, spostato alla Pieve di Romans d’Isonzo nel 1764 e infine a Fogliano nel 1924.</ref> * '''Restauri/modifiche:''' no * '''Registri:''' 16 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' fissa indipendente, rivolta verso la navata * '''Tastiere:''' 1 di 50 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' scavezza a leggio di 18 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>2</sup>''<ref>l'ultimo tasto aziona il Tamburo</ref>) * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna unica''' ---- |- |Principale || 8' Bassi |- |Principale || 8' Soprani |- |Ottava || 4' |- |Decimaquinta |- |Decimanona |- |Vigesimaseconda |- |Vigesimasesta |- |Vigesimanona |- |Voce Umana |- |Flauti VIII ||Soprani |- |Flauti VIII || Bassi |- |Flauti XII |- |Cornetto |- |Tromboncini ||Soprani |- |Tromboncini ||Bassi |- |Contrabbassi<ref<al Pedale</ref> |- |} |} == Note == <references/> == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa di Sant'Elisabetta (Fogliano Redipuglia)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di Sant'Elisabetta a Fogliano Redipuglia}} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://associazioneorganisticadellitorale.wordpress.com/2016/04/20/il-nacchini-di-fogliano/|titolo=Il Nacchini di Fogliano|accesso=16 aprile 2026}} {{Avanzamento|100%|16 aprile 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] c60gv8c79v4b963a3nmr8qmepkn4ekb 491965 491964 2026-04-16T18:02:43Z VoceUmana7 51633 491965 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Pietro Nachini<ref>il nome italianizzato di '''Petar Nakič'''</ref> * '''Anno:''' 1730<ref>Originariamente costruito per il duomo di Gemona del Friuli, spostato alla Pieve di Romans d’Isonzo nel 1764 e infine a Fogliano nel 1924.</ref> * '''Restauri/modifiche:''' no * '''Registri:''' 16 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' fissa indipendente, rivolta verso la navata * '''Tastiere:''' 1 di 50 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' scavezza a leggio di 18 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>2</sup>''<ref>l'ultimo tasto aziona il Tamburo</ref>) * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna unica''' ---- |- |Principale || 8' Bassi |- |Principale || 8' Soprani |- |Ottava || 4' |- |Decimaquinta |- |Decimanona |- |Vigesimaseconda |- |Vigesimasesta |- |Vigesimanona |- |Voce Umana |- |Flauti VIII ||Soprani |- |Flauti VIII || Bassi |- |Flauti XII |- |Cornetto |- |Tromboncini ||Soprani |- |Tromboncini ||Bassi |- |Contrabbassi<ref>al Pedale</ref> |- |} |} == Note == <references/> == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa di Sant'Elisabetta (Fogliano Redipuglia)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di Sant'Elisabetta a Fogliano Redipuglia}} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://associazioneorganisticadellitorale.wordpress.com/2016/04/20/il-nacchini-di-fogliano/|titolo=Il Nacchini di Fogliano|accesso=16 aprile 2026}} {{Avanzamento|100%|16 aprile 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] 67wuh678e52f6r4toz6mtwjv0uyccsw 491966 491965 2026-04-16T18:05:44Z VoceUmana7 51633 491966 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Pietro Nachini<ref>il nome italianizzato di '''Petar Nakič'''</ref> * '''Anno:''' 1730<ref>Originariamente costruito per il duomo di Gemona del Friuli, spostato alla Pieve di Romans d’Isonzo nel 1764 e infine a Fogliano nel 1924.</ref> * '''Restauri/modifiche:''' restaurato nel 1980 * '''Registri:''' 16 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' fissa indipendente, rivolta verso la navata * '''Tastiere:''' 1 di 50 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'') * '''Pedaliera:''' scavezza a leggio di 18 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>2</sup>'') * '''Accessori:''' Tiratutti a pomello e a pedaletti<ref>monta/smonta ripieno</ref>, Tamburo<ref>azionato dal ''La<sup>2</sup>'' del pedale</ref> * '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna unica''' ---- |- |Principale || 8' Bassi |- |Principale || 8' Soprani |- |Ottava || 4' |- |Decimaquinta |- |Decimanona |- |Vigesimaseconda |- |Vigesimasesta |- |Vigesimanona |- |Voce Umana |- |Flauti VIII ||Soprani |- |Flauti VIII || Bassi |- |Flauti XII |- |Cornetto |- |Tromboncini ||Soprani |- |Tromboncini ||Bassi |- |Contrabbassi<ref>al Pedale</ref> |- |} |} == Note == <references/> == Altri progetti == {{interprogetto|w=Chiesa di Sant'Elisabetta (Fogliano Redipuglia)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di Sant'Elisabetta a Fogliano Redipuglia}} == Collegamenti esterni == * {{cita web|url=https://associazioneorganisticadellitorale.wordpress.com/2016/04/20/il-nacchini-di-fogliano/|titolo=Il Nacchini di Fogliano|accesso=16 aprile 2026}} {{Avanzamento|100%|16 aprile 2026}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] fldxka7m1cs4ojzhckq122whqpq6hd8 Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Udine/Castellerio - Chiesa del Sacro Cuore 0 60050 491997 2026-04-16T19:14:46Z VoceUmana7 51633 VoceUmana7 ha spostato la pagina [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Udine/Castellerio - Chiesa del Sacro Cuore]] a [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Pagnacco/Castellerio - Chiesa del Sacro Cuore]]: Sposto nel corretto [[Aiuto:Namespaces|namespace]] 491997 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Friuli-Venezia Giulia/Ente di decentramento regionale di Udine/Pagnacco/Castellerio - Chiesa del Sacro Cuore]] 53yzex0jtrf4nxy5ishgs8308ua48ab Robotica unplugged/Sassocar 0 60051 492033 2026-04-17T10:55:59Z Au123ra 54217 Inseriti capitoli 492033 wikitext text/x-wiki {{Robotica unplugged}} {{Tempi e materiali| Materiali=* Un bicchiere di carta grande; * 4 tappi di bottiglia; * 1 interruttore; * 1 sasso come alettone frontale; * 1 batteria da 9 V; * 1 motorino elettrico; * 4 oggetti sferici per le ruote * materiale per decorare l'automobile (occhi mobili, matite, luccichini) |Strumenti= * Colla a caldo; * Nastro isolante |Tempo=45}} '''Sassocar''' è ... == Materiale == Per costruire Sassocar è necessario avere a disposizione il materiale elencato in precedenza. === Stima dei costi === == Accessori == == Principio di funzionamento == == Risultato finale == {{Avanzamento|0%|17 aprile 2026}} [[Categoria:Robotica unplugged|Sassocar]] 4wctj8ganmea623a8kerxlsci4nyovg Robotica unplugged/Catapulta 0 60052 492038 2026-04-17T11:30:09Z Gioespado 54218 Appena iniziato... 492038 wikitext text/x-wiki {{Robotica unplugged}} {{Tempi e materiali| Materiali= * 14 stecchini per ghiaccioli; * 2 elastici; * 2 spiedini; * 2 penne usate o cannucce |Strumenti= * Colla a caldo |Tempo=30}} La '''Catapulta''' proposta in questa esercitazione ha come nome d'arte ''Catapulta rivoluzionaria del La Comune di Parigi'', == Materiale == Per costruire la catapulta è necessario avere a disposizione il materiale elencato in precedenza. === Stima dei costi === I costi sono limitati al materiale di consumo che – se riciclati o, perlomeno, riusati – possono essere considerati minimi. == Accessori == == Principio di funzionamento == == Risultato finale == {{Avanzamento|0%|17 aprile 2026}} [[Categoria:Robotica unplugged|Catapulta]] rksvbqjn3se49eitd5304h4crtcww14