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Disposizioni foniche di organi a canne
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494722
2026-04-28T19:04:38Z
VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Le disposizioni foniche attualmente presenti in questo libro sono '''4937'''.
== Per il lettore ==
Ciascun organo a canne è uno strumento a sé, con una propria dignità indissolubilmente legata alla sua unicità. Non troveremo mai un organo uguale ad un altro, neppure nei rarissimi casi di strumenti costruiti in serie: avranno sempre qualcosa che li distinguerà fra di loro.
Come poter, dunque, descrivere uno strumento unico, in maniera tale che, senza suonarlo o ascoltarlo, sia possibile capire come è fatto? Grazie alla sua disposizione fonica: essa è l'elenco dei registri che compongono lo strumento, riportati in base alla loro appartenenza alle varie "divisioni" (manuale/i ed eventualmente pedale). Pertanto si tratta di un elemento fondamentale, l'unica vera grande ed esaustiva descrizione dello strumento, dal momento che un organo si differenzia da un altro fondamentalmente per i registri che ha.
Questo wikilibro si prefigge il compito di racchiudere al suo interno le disposizioni foniche di organi del presente e del passato, raggruppate in base alla loro collocazione all'interno di edifici che, per sviluppi culturali ed esigenze liturgiche, sono per la maggior parte destinati al culto.
La presente opera si rivolge, dunque, non solo allo studioso di organaria ed organologia, ma anche al curioso che vuol sapere come è fatto l'organo della chiesa tot, all'appassionato, all'organista che ha l'esigenza di conoscere le caratteristiche di un tal organo, a chiunque, in poche parole, sia interessato all'argomento.
== Per il contributore ==
Chiunque voglia contribuire all'edificazione del presente wikilibro, è il benvenuto, ed è pregato di seguire, per amor di uniformità, lo schema che può vedere nelle pagine già presenti.
Sono tuttavia doverose alcune raccomandazioni tecniche.
Una volta inserite una o più disposizioni foniche, il contributore è pregato di aggiornare il numero all'inizio di questa pagina.
=== Dei titoli ===
I titoli delle singole pagine seguono sempre questo schema:
Stato/Regione (o altra divisione amministrativa analoga)/Provincia (o altra divisione amministrativa analoga)/Comune/Località (che può essere anche il comune stesso, comunque si ripete) - Edificio
Ad esempio:
Italia/Lombardia/Città metropolitana di Milano/Milano/Milano - Cattedrale di Santa Maria Nascente
Nei nomi delle chiese, si scrive solo: ''Chiesa di...'', oppure ''Santuario di...'', oppure ''Basilica di...'', ''Cattedrale di...'' o ''Cattedrale metropolitana di...'', non ''Basilica Cattedrale Primaziale Metropolitana Santuario Protoecclesia di...''. Sono altresì bandite le abbreviazioni (come ad esempio ''S.'' al posto di ''Santo/Santa/Sacro'').
Se in un edificio ci sono più organi, vanno tutti nella stessa pagina. Le singole pagine non sono per organo, ma per edificio.
=== Delle tabelle riassuntive ===
Le tabelle riassuntive a inizio pagina, seguono questo schema:
* '''Costruttore:''' [nome e] cognome del costruttore/ditta costruttrice con, in caso, tra parentesi e in corsivo, il numero d'opera
* '''Anno:''' anno di costruzione (in caso, in nota, data dell'inaugurazione)
* '''Restauri/modifiche:''' elenco: nome di chi ha fatto il restauro e, tra parentesi, anno e tipologia di intervento
* '''Registri:''' numero dei registri (in caso di registri spezzati, ciascuno vale 1 e non 1/2)
* '''Canne:''' numero di canne
* '''Trasmissione:''' meccanica/pneumatico-tubolare/elettrica/elettronica/ecc. nel caso di mista, si scrive mista e poi si specifica tra parentesi
* '''Consolle:''' tipologia della consolle (a finestra, mobile/fissa indipendente, appoggiata, rivolta, ecc.) e posizione (al centro del coro, al centro della parete anteriore della cassa, su apposita cantoria, ecc.)
* '''Tastiere:''' n° di tastiere e di note ed estensione tra parentesi
* '''Pedaliera:''' tipologia di pedaliera (a leggio, dritta, concava, concavo-radiale), n° di note ed estensione tra parentesi
* '''Collocazione:''' n° dei corpi, posizione dei corpi.
Esempio:
* '''Costruttore:''' Pinco Pallino (''Opus 100'')
* '''Anno:''' 2019-2020
* '''Restauri/modifiche:''' Tizio Caio (2102, restauro conservativo), Sempronio (2156, modifiche e ampliamento)
* '''Registri:''' 36
* '''Canne:''' 3.562
* '''Trasmissione:''' mista (meccanica per i manuali e il pedale, elettronica per i registri)
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 3 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in due corpi contrapposti, sulla cantoria in controfacciata
Nel caso di ottave scavezze:
* '''Tastiera:''' 1 di 50 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'', Bassi/Soprani ''Do#<sup>3</sup>''/''Re<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>''), priva di registri propri e costantemente unita al manuale
Non sono ammesse abbreviazioni, come ad esempio i nomi degli organari.
=== Delle disposizioni foniche ===
* I nomi delle divisioni vengono scritti nel seguente modo: '''I - ''Grand'Organo'''''; quello del pedale così: '''Pedale''';
* il nome della seconda o terza tastiera si riporta semplicemente, dopo il numero ordinale romano, come '''''Espressivo''''' e non come Recitativo, essendo un'impropria italianizzazione del francese ''Récit'';
* nel caso di aggettivi dopo il nome del manuale, essi sono riportati con la prima lettera minuscola (ad esempio: '''VI - ''Organo antico aperto''''');
* qualora i registri, sulla consolle, siano raggruppati per Concerto e Ripieno (ad esempio come avviene per la maggior parte degli organi ottocenteschi italiani), si segua questo schema ([[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Toscana/Provincia di Siena/Montalcino/Montisi - Chiesa delle Sante Flora e Lucilla|qui un esempio]]) e, nel caso di più manuali, si premetta sempre il numero e il nome (ad esempio: '''I - Organo eco ''Concerto''''');
* all'interno di ogni divisione vi sono due colonne, divise da doppia stanghetta verticale (<code><nowiki>||</nowiki></code>), che rispettivamente, da sinistra a destra, sono: 1) nome del registro con eventualmente indicato il numero di file, 2) altezza del registro in piedi con eventualmente specificata l'appartenenza ai soli Bassi o ai soli Soprani (esempio: <code><nowiki>Ripieno 5 file || 2' Soprani</nowiki></code>);
* tutti i nomi registri sono scritti con la prima lettera maiuscola, mentre le parole seguenti devono iniziare con la minuscola (ad esempio: ''Ripieno acuto 5 file'' e '''non''' ''Ripieno Acuto 5 File''), ad eccezione delle disposizioni in tedesco o nelle lingue che richiedono la maiuscola anche per tutti i sostantivi - nel caso non sia possibile reperire l'altezza in piedi delle mutazioni composte, si sposta il numero di file nel campo dell'altezza in piedi (esempio: <code><nowiki>Ripieno || 5 file</nowiki></code>);
* le mutazioni sono scritte con il numero intero separato da quello frazionario tramite un punto, così: ''5.1/3<nowiki>'</nowiki>''; qualora l'altezza sia solo frazionaria, si omette lo ''0.'' iniziale, così: ''1/4<nowiki>'</nowiki>'' e '''non''' ''0.1/4<nowiki>'</nowiki>'';
* nel caso di mutazioni composte, l'altezza in piedi è riportata solo relativamente alla prima fila, ad eccezione di quelle a due file (per non occupare troppo spazio) - qualora le altezze delle file successive presentino delle anomalie, si inseriscono in nota.
* i registri ad ancia sono scritti in rosso quando sono riportati così sulla consolle;
* non si inserisce il numero ordinale davanti a ciascun registro;
* non si riportano le unioni e gli accoppiamenti, né gli annullatori;
* il Tremolo si riporta all'interno di ciascuna divisione;
* gli accessori (ad esempio: Uccelliera, Zampogna ecc.) si riportano nel seguente modo prima della disposizione fonica: '''Accessori''': ''Uccelliera''; ''Zampogna'';
* non sono ammesse abbreviazioni.
Quindi, in poche parole, questa disposizione '''non''' va bene (mettiamo che sulla consolle i registri ad ancia siano scritti '''in nero'''):
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Prima tastiera - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|Ripieno Acuto 3 File || 0.1/2'
|-
|Flauto a Camino || 8'
|-
|Sesquialtera 2 File || 2.2/3'-1.3/5'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8' bassi</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8' soprani</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Seconda tastiera - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola di Gamba || 8'
|-
|Flauto a Cuspide || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ottavino || 2'
|-
|Decimino || 1.1/3'
|-
|Pienino 3 File || 1'-0.2/3'-0.1/2'
|-
|Voce Celeste 2 File || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba Armonica</span> ||<span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Trombone</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba Bassa</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
|}
Questa, invece, va bene:
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|Ripieno acuto 3 file || 1/2'
|-
|Flauto a camino || 8'
|-
|Sesquialtera 2 file || 2.2/3'-1.3/5'
|-
|Tromba || 8' Bassi
|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola di gamba || 8'
|-
|Flauto a cuspide || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ottavino || 2'
|-
|Decimino || 1.3/5'
|-
|Pienino 3 file || 1'
|-
|Voce celeste 2 file || 8'
|-
|Tromba armonica || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Trombone || 16'
|-
|Tromba bassa || 8'
|-
|}
|}
== Libri correlati ==
* {{libro|Organo a canne}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne| ]]
[[Categoria:Musica]]
[[Categoria:Dewey 786]]
{{alfabetico|D}}
{{Avanzamento|0%|9 giugno 2020}}
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Le disposizioni foniche attualmente presenti in questo libro sono '''4938'''.
== Per il lettore ==
Ciascun organo a canne è uno strumento a sé, con una propria dignità indissolubilmente legata alla sua unicità. Non troveremo mai un organo uguale ad un altro, neppure nei rarissimi casi di strumenti costruiti in serie: avranno sempre qualcosa che li distinguerà fra di loro.
Come poter, dunque, descrivere uno strumento unico, in maniera tale che, senza suonarlo o ascoltarlo, sia possibile capire come è fatto? Grazie alla sua disposizione fonica: essa è l'elenco dei registri che compongono lo strumento, riportati in base alla loro appartenenza alle varie "divisioni" (manuale/i ed eventualmente pedale). Pertanto si tratta di un elemento fondamentale, l'unica vera grande ed esaustiva descrizione dello strumento, dal momento che un organo si differenzia da un altro fondamentalmente per i registri che ha.
Questo wikilibro si prefigge il compito di racchiudere al suo interno le disposizioni foniche di organi del presente e del passato, raggruppate in base alla loro collocazione all'interno di edifici che, per sviluppi culturali ed esigenze liturgiche, sono per la maggior parte destinati al culto.
La presente opera si rivolge, dunque, non solo allo studioso di organaria ed organologia, ma anche al curioso che vuol sapere come è fatto l'organo della chiesa tot, all'appassionato, all'organista che ha l'esigenza di conoscere le caratteristiche di un tal organo, a chiunque, in poche parole, sia interessato all'argomento.
== Per il contributore ==
Chiunque voglia contribuire all'edificazione del presente wikilibro, è il benvenuto, ed è pregato di seguire, per amor di uniformità, lo schema che può vedere nelle pagine già presenti.
Sono tuttavia doverose alcune raccomandazioni tecniche.
Una volta inserite una o più disposizioni foniche, il contributore è pregato di aggiornare il numero all'inizio di questa pagina.
=== Dei titoli ===
I titoli delle singole pagine seguono sempre questo schema:
Stato/Regione (o altra divisione amministrativa analoga)/Provincia (o altra divisione amministrativa analoga)/Comune/Località (che può essere anche il comune stesso, comunque si ripete) - Edificio
Ad esempio:
Italia/Lombardia/Città metropolitana di Milano/Milano/Milano - Cattedrale di Santa Maria Nascente
Nei nomi delle chiese, si scrive solo: ''Chiesa di...'', oppure ''Santuario di...'', oppure ''Basilica di...'', ''Cattedrale di...'' o ''Cattedrale metropolitana di...'', non ''Basilica Cattedrale Primaziale Metropolitana Santuario Protoecclesia di...''. Sono altresì bandite le abbreviazioni (come ad esempio ''S.'' al posto di ''Santo/Santa/Sacro'').
Se in un edificio ci sono più organi, vanno tutti nella stessa pagina. Le singole pagine non sono per organo, ma per edificio.
=== Delle tabelle riassuntive ===
Le tabelle riassuntive a inizio pagina, seguono questo schema:
* '''Costruttore:''' [nome e] cognome del costruttore/ditta costruttrice con, in caso, tra parentesi e in corsivo, il numero d'opera
* '''Anno:''' anno di costruzione (in caso, in nota, data dell'inaugurazione)
* '''Restauri/modifiche:''' elenco: nome di chi ha fatto il restauro e, tra parentesi, anno e tipologia di intervento
* '''Registri:''' numero dei registri (in caso di registri spezzati, ciascuno vale 1 e non 1/2)
* '''Canne:''' numero di canne
* '''Trasmissione:''' meccanica/pneumatico-tubolare/elettrica/elettronica/ecc. nel caso di mista, si scrive mista e poi si specifica tra parentesi
* '''Consolle:''' tipologia della consolle (a finestra, mobile/fissa indipendente, appoggiata, rivolta, ecc.) e posizione (al centro del coro, al centro della parete anteriore della cassa, su apposita cantoria, ecc.)
* '''Tastiere:''' n° di tastiere e di note ed estensione tra parentesi
* '''Pedaliera:''' tipologia di pedaliera (a leggio, dritta, concava, concavo-radiale), n° di note ed estensione tra parentesi
* '''Collocazione:''' n° dei corpi, posizione dei corpi.
Esempio:
* '''Costruttore:''' Pinco Pallino (''Opus 100'')
* '''Anno:''' 2019-2020
* '''Restauri/modifiche:''' Tizio Caio (2102, restauro conservativo), Sempronio (2156, modifiche e ampliamento)
* '''Registri:''' 36
* '''Canne:''' 3.562
* '''Trasmissione:''' mista (meccanica per i manuali e il pedale, elettronica per i registri)
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 3 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in due corpi contrapposti, sulla cantoria in controfacciata
Nel caso di ottave scavezze:
* '''Tastiera:''' 1 di 50 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'', Bassi/Soprani ''Do#<sup>3</sup>''/''Re<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>''), priva di registri propri e costantemente unita al manuale
Non sono ammesse abbreviazioni, come ad esempio i nomi degli organari.
=== Delle disposizioni foniche ===
* I nomi delle divisioni vengono scritti nel seguente modo: '''I - ''Grand'Organo'''''; quello del pedale così: '''Pedale''';
* il nome della seconda o terza tastiera si riporta semplicemente, dopo il numero ordinale romano, come '''''Espressivo''''' e non come Recitativo, essendo un'impropria italianizzazione del francese ''Récit'';
* nel caso di aggettivi dopo il nome del manuale, essi sono riportati con la prima lettera minuscola (ad esempio: '''VI - ''Organo antico aperto''''');
* qualora i registri, sulla consolle, siano raggruppati per Concerto e Ripieno (ad esempio come avviene per la maggior parte degli organi ottocenteschi italiani), si segua questo schema ([[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Toscana/Provincia di Siena/Montalcino/Montisi - Chiesa delle Sante Flora e Lucilla|qui un esempio]]) e, nel caso di più manuali, si premetta sempre il numero e il nome (ad esempio: '''I - Organo eco ''Concerto''''');
* all'interno di ogni divisione vi sono due colonne, divise da doppia stanghetta verticale (<code><nowiki>||</nowiki></code>), che rispettivamente, da sinistra a destra, sono: 1) nome del registro con eventualmente indicato il numero di file, 2) altezza del registro in piedi con eventualmente specificata l'appartenenza ai soli Bassi o ai soli Soprani (esempio: <code><nowiki>Ripieno 5 file || 2' Soprani</nowiki></code>);
* tutti i nomi registri sono scritti con la prima lettera maiuscola, mentre le parole seguenti devono iniziare con la minuscola (ad esempio: ''Ripieno acuto 5 file'' e '''non''' ''Ripieno Acuto 5 File''), ad eccezione delle disposizioni in tedesco o nelle lingue che richiedono la maiuscola anche per tutti i sostantivi - nel caso non sia possibile reperire l'altezza in piedi delle mutazioni composte, si sposta il numero di file nel campo dell'altezza in piedi (esempio: <code><nowiki>Ripieno || 5 file</nowiki></code>);
* le mutazioni sono scritte con il numero intero separato da quello frazionario tramite un punto, così: ''5.1/3<nowiki>'</nowiki>''; qualora l'altezza sia solo frazionaria, si omette lo ''0.'' iniziale, così: ''1/4<nowiki>'</nowiki>'' e '''non''' ''0.1/4<nowiki>'</nowiki>'';
* nel caso di mutazioni composte, l'altezza in piedi è riportata solo relativamente alla prima fila, ad eccezione di quelle a due file (per non occupare troppo spazio) - qualora le altezze delle file successive presentino delle anomalie, si inseriscono in nota.
* i registri ad ancia sono scritti in rosso quando sono riportati così sulla consolle;
* non si inserisce il numero ordinale davanti a ciascun registro;
* non si riportano le unioni e gli accoppiamenti, né gli annullatori;
* il Tremolo si riporta all'interno di ciascuna divisione;
* gli accessori (ad esempio: Uccelliera, Zampogna ecc.) si riportano nel seguente modo prima della disposizione fonica: '''Accessori''': ''Uccelliera''; ''Zampogna'';
* non sono ammesse abbreviazioni.
Quindi, in poche parole, questa disposizione '''non''' va bene (mettiamo che sulla consolle i registri ad ancia siano scritti '''in nero'''):
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{| border="0"
| colspan=2 | '''Prima tastiera - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
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|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
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|-
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|-
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|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8' bassi</span>
|-
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|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Seconda tastiera - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola di Gamba || 8'
|-
|Flauto a Cuspide || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ottavino || 2'
|-
|Decimino || 1.1/3'
|-
|Pienino 3 File || 1'-0.2/3'-0.1/2'
|-
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|-
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|Tremolo
|-
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----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Trombone</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
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|-
|}
|}
Questa, invece, va bene:
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
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{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|Ripieno acuto 3 file || 1/2'
|-
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|-
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|-
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|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Tremolo
|-
|}
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{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola di gamba || 8'
|-
|Flauto a cuspide || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
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|-
|Decimino || 1.3/5'
|-
|Pienino 3 file || 1'
|-
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|-
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|-
|Tremolo
|-
|}
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|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Trombone || 16'
|-
|Tromba bassa || 8'
|-
|}
|}
== Libri correlati ==
* {{libro|Organo a canne}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne| ]]
[[Categoria:Musica]]
[[Categoria:Dewey 786]]
{{alfabetico|D}}
{{Avanzamento|0%|9 giugno 2020}}
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Macerata/Tolentino/Tolentino - Basilica di San Nicola da Tolentino
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2026-04-28T18:48:37Z
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{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Basilica di San Nicola da Tolentino - Tolentino 03.jpg|400px|centro]]
== Organo maggiore ==
* '''Costruttore:''' Zeno Fedeli
* '''Anno:''' 1903
* '''Restauri/modifiche:''' Pinchi (1983), Michael Formentelli (2005), Alessandro Girotto (2018)
* '''Registri:''' 23
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica<ref>originariamente pneumatica.</ref>
* '''Consolle:''' 2: una in cantoria, indipendente a destra della cassa, l' altra, ausiliaria, a pavimento nella navata, montata su pedana mobile<ref>entrambe aggiunte da Pinchi.</ref>
* '''Tastiere:''' 2 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
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| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Tromba || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno || 4 file
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Principalino || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto || 2'
|-
|Flauto in duodecima || 2.2/3'
|-
|Viola || 8'
|-
|Celeste || 8'
|-
|Oboe || 8'
|-
|Voci corali || 8'
|-
|Ripienino || 3 file
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
|}
2017 nuova consolle del maestro Girotto Alessandro, voluta per poter suonare dall'aula l'organo con trasmissione elettronica
== Organo della cappella delle Sante Braccia ==
* '''Costruttore:''' Tamburini (''Opus 79'')
* '''Anno:''' 1922<ref>inaugurato l'11 novembre da Giuseppe Bezzi, Ulisse Matthey e Mario Pettorelli.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 14
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' pneumatico-tubolare
* '''Consolle:''' in cantoria
* '''Tastiere:''' 2
* '''Pedaliera:''' sì
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria sopra l'ingresso
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Espressivo'''''<ref name=doppio>con somiere a doppio scompartimento.</ref>
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto a camino || 8'
|-
|Salicionale || 8'
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Ripieno || 5 file
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''<ref name=doppio/>
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto a camino || 8'
|-
|Salicionale || 8'
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Ripieno || 5 file
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Bordone || 8'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Basilica di San Nicola da Tolentino|w_preposizione=sulla|etichetta=basilica di San Nicola da Tolentino}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.organmigliorelli.com/index.php?option=com_content&view=article&id=8&Itemid=118|titolo=Basilica San Nicola da Tolentino - Organo “Fedeli” del 1903|sito=organmigliorelli.com|accesso=2 aprile 2016}}
{{Avanzamento|100%|5 giugno 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Fabriano/Fabriano - Cattedrale di San Venanzio Martire
0
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396338
2026-04-28T17:57:10Z
VoceUmana7
51633
494850
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Fabriano - S.Venanzio abside.jpg|250px|centro]]
* '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 778'')
* '''Anno:''' 1959
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 27
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettropneumatica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nel presbiterio
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' su due cantorie contrapposte ai lati del presbiterio
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto traverso || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|Ripieno grave || 2 file
|-
|Ripieno acuto || 4 file
|-
|Sesquialtera || 2 file
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Voce umana || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Diapason || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Corno di camoscio || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Silvestre || 2'
|-
|Ripieno || 3 file
|-
|<span style="color:#8b0000;">Cromorno</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Controfagotto</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{ip|w=Cattedrale di Fabriano|preposizione=sulla|etichetta=cattedrale di San Venanzio martire a Fabriano}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.settembreorganistico.it/wp/organo-mascioni-cattedrale-san-venanzio/|titolo=Organo "Mascioni" - Cattedrale San Venanzio|editore=settembreorganistico.it|accesso=3 marzo 2015}}
{{Avanzamento|100%|3 marzo 2015}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Provincia di Modena/Modena/Modena - Chiesa di Gesù Redentore
0
36736
494961
493321
2026-04-28T21:21:56Z
~2026-26087-48
54303
494961
wikitext
text/x-wiki
* '''Costruttore:''' Pedrini<ref>realizzato riutilizzando il materiale fonico dei seguenti organi inglesi: Hewins, con rifacimenti successivi, della Christadelphian Church di Birmingham per il ''Grand'Organo'', l<nowiki>'</nowiki>''Espressivo'' e il ''Pedale''; per il ''Positivo aperto'', senza integrazioni, l'organo della chiesa metodista di Sittingbourne; per l<nowiki>'</nowiki>''Antifonale aperto'' un organo da cinema Compton.</ref>
* '''Anno:''' 2009
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 55
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' unica, mobile indipendente a pavimento
* '''Tastiere:''' 4 di 61 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in tre corpi: ''Choir'' con la relativa sezione del pedale a pavimento dietro l'ambone; ''Great'', ''Swell'' e ''Pedal'' a pavimento alla destra dell'altare, alle spalle delle panche dell'assemblea; ''Antiphonal'' con la relativa sezione del pedale sulla cantoria alla sinistra dell'altare.
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Choir Organ'''''
----
|-
|Open Diapason || 8'
|-
|Stopped diapason || 8'
|-
|Gemshorn || 8'
|-
|Principal || 4'
|-
|Flute || 4'
|-
|Twelfth || 2⅔'
|-
|Fifteenth || 2'
|-
|Larigot || 1⅓'
|-
|Octavine || 1'
|-
|}
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale al ''Choir'''''
----
|-
|Bourdon || 16'
|-
|Bassflute || 8'
|-
|Salicional || 4'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Great Organ'''''
----
|-
|Open Diapason || 16'
|-
|Open Diapason || 8'
|-
|Chimney Flute || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Principal || 4'
|-
|Flute || 4'
|-
|Twelfth || 2⅔'
|-
|Mixture || IV
|-
|Trumpet || 8'
|-
|Clarion || 4'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''III - ''Swell Organ'''''
----
|-
|Bourdon || 16'
|-
|Open diapason || 8'
|-
|Gedacht || 8'
|-
|Gamba || 8'
|-
|Gemshorn || 4'
|-
|Piccolo || 2'
|-
|Mixture || II
|-
|Hautboy || 8'
|-
|Tremulant
|-
|}
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale al ''Swell'''''
----
|-
|Bourdon || 16'
|-
|Open diapason || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''IV - ''Antiphonal'''''
----
|-
|Open Diapason || 8'
|-
|Flute || 8'
|-
|Violoncello || 8'
|-
|Vox Angelica || 8'
|-
|Principal || 4'
|-
|Flute || 4'
|-
|Viola || 4'
|-
|Nazard || 2⅔'
|-
|Piccolo || 2'
|-
|Contrabasson || 16'
|-
|English Horn || 8'
|-
|Tremulant
|-
|}
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale all<nowiki>'</nowiki>''Antiphonal'''''
----
|-
|Bourdon || 16'
|-
|Bassflute || 8'
|-
|Violoncello || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedal'''
----
|-
|Acoustic bass || 32'
|-
|Open Diapason || 16'
|-
|Bourdon || 16'
|-
|Violone || 16'
|-
|Open Diapason || 8'
|-
|Bassflute || 8'
|-
|Cello || 8'
|-
|Principal || 4'
|-
|Flute || 4'
|-
|Fifteenth || 2'
|-
|Trombone || 16'
|-
|Trumpet || 8'
|-
|Clarion || 4'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.gesuredentore.it/index.php/l-organo|titolo=L'organo di Gesù Redentore|editore=gesuredentore.it|accesso=17 maggio 2015}}
{{Avanzamento|100%|17 maggio 2015}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Osimo/Osimo - Concattedrale di San Leopardo
0
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487082
2026-04-28T18:00:44Z
VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo Ruffatti del duomo di Osimo.jpg|400px|centro]]
* '''Costruttore:''' Fratelli Ruffatti
* '''Anno:''' 1956
* '''Restauri/modifiche:''' Pierpaolo Pallotti (2025, reintonazione e ampliamento)
* '''Registri:''' 23
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettropneumatica
* '''Consolle:''' fissa indipendente, a pavimento nel transetto di sinistra
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento nel transetto di sinistra
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno || 6 file
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Principalino || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola gamba || 8'
|-
|Flauto camino || 4'
|-
|Ottava eolina || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Silvestre || 2'
|-
|Ripieno || 3 file
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Coro viole || 3 file
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Trombone || 16'<ref>estensione della ''Tromba 8''' del ''Grand'Organo'' (in replica Fratelli Ruffatti, in legno e ad'altezza reale).</ref><ref>sostituisce il ''Flauto 4'''.</ref>
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{ip|commons=Category:Cathedral (Osimo) - Pipe organ|commons_preposizione=sull'|commons_etichetta=organo a canne|w=Concattedrale di Osimo|preposizione=sulla|etichetta=concattedrale di San Leopardo a Osimo}}
{{Avanzamento|100%|3 gennaio 2016}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Jesi/Jesi - Cattedrale di San Settimio
0
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Jesi, Duomo di S.Settimio, XIII-XVIII secolo (8).jpg|250px|centro]]
* '''Costruttore:''' Francesco Zanin
* '''Anno:''' 1960
* '''Restauri/modifiche:''' Riccardo Sabatini (manutenzione straordinaria), Francesco Zanin (2022, revisione della consolle)
* '''Registri:''' 40
* '''Canne:''' 3000 circa
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nel presbiterio
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' su due cantorie contrapposte ai lati del presbiterio
* '''Organista Titolare:''' Marco Agostinelli
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Principale dolce || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Gamba || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decima seconda || 2.2/3'
|-
|Decima quinta || 2'
|-
|Ripieno grave || 4 file
|-
|Ripieno acuto || 4 file
|-
|Voce umana || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Principale diapason || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola Da Gamba || 8ˈ
|-
|Eolina || 8'
|-
|Corno di camoscio || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Silvestre || 2'
|-
|Decimino || 1.3/5'
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Concerto viole || 8'
|-
|Ripieno || 5 file
|-
|Cornetto || 4 file
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Cromorno</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Principale || 16'
|-
|Basso forte || 8'
|-
|Violoncello || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Quinta || 5.1/3'
|-
|Ottava || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{ip|w=Duomo di Jesi|preposizione=sulla|etichetta=cattedrale di San Settimio a Jesi}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.youtube.com/watch?v=XWLUyc9RYWk|titolo=ORGANO DUOMO JESI - 2 - DISPOSIZIONE FONICA|sito=youtube.com|accesso=5 maggio 2025}}
{{Avanzamento|25%|23 gennaio 2016}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Fermo
0
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494889
465187
2026-04-28T18:30:54Z
VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Disposizioni foniche della provincia di Fermo raggruppate per comune:
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Fermo/Fermo|Fermo]]
* [[Grottazzolina]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Fermo/Monterubbiano|Monterubbiano]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Fermo/Montegiorgio|Montegiorgio]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Fermo/Pedaso|Pedaso]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Fermo/Porto Sant'Elpidio|Porto Sant'Elpidio]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Fermo/Porto San Giorgio|Porto San Giorgio]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Fermo/Sant'Elpidio a Mare|Sant'Elpidio a Mare]]
{{Avanzamento|20%|7 settembre 2016}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Fermo/Porto Sant'Elpidio/Porto Sant'Elpidio - Chiesa della Santissima Annunziata
0
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2026-04-28T18:28:39Z
VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Tamburini 1967 Chiesa SS. Annunziata Porto San Elpidio.jpg|350px|center]]
* '''Costruttore:''' Tamburini (''Opus 541'')
* '''Anno:''' 1967<ref>inaugurato il 25 aprile 1967.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' Pallotti Pierpaolo (2022, revisione, riarmonizzazione), Michael Formentelli (2006?, revisione, reintonazione)
* '''Registri:''' 19
* '''Canne:''' 1424
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento dell' presbiterio vicina ed a sinistra dello strumento rivolta verso la platea
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, entro ampia nicchia a pavimento nella parete di fondo del presbiterio
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno 4 file || 1.1/3'
|-
|Flauto dolce || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Sesquialtera 2 file || 2.2/3'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba dolce</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto armonico || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Viola dolce || 8'
|-
|XV XIX XXII || 2'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Basso || 8'<ref name=contra>in prolungamento dal ''Contrabbasso 16<nowiki>'</nowiki>''.</ref>
|-
|Ottava || 4'<ref name=contra/>
|-
|XII XV || 2.2/3'<ref name=contra/>
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Bordone || 8'<ref>in prolungamento dal ''Subbasso 16<nowiki>'</nowiki>''.</ref>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Corno</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span><ref>in prolungamento dal ''Fagotto 8'''.</ref>
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
{{Avanzamento|100%|1 luglio 2016}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
asj9xhiz7ftjufscb67h69hti54zlnb
Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Fermo/Fermo/Fermo - Cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta
0
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494880
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2026-04-28T18:26:04Z
VoceUmana7
51633
494880
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Organo Mascioni ==
[[File:Investitura dei Priori.png|300px|centro]]
* '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 322'')<ref>con materiale fonico del precedente organo Callido.</ref>
* '''Anno:''' 1914
* '''Restauri/modifiche:''' Mascioni (2003, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 20
* '''Canne:''' 1369 (829 Callido, 540 Mascioni)
* '''Trasmissione:''' pnaumatico-tubolare
* '''Consolle:''' fissa indipendente, in cantoria
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria alla sinistra del presbiterio
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Ripieno
|-
|Decima quinta || 2'
|-
|Duo decima || 2.2/3'
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Cornetto || 4'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Voce umana || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Tromba || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Gamba || 8'
|-
|Salicionale || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Principale || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Armonico || 8'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|}
|}
== Organo Callido ==
* '''Costruttore:''' Gaetano Callido (''Opus 398'')
* '''Anno:''' 1803
* '''Restauri/modifiche:''' Michel Formentelli (2003, restauro conservativo e collocazione nella cattedrale)
* '''Registri:''' 13
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 47 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 17 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento nel braccio destro del transetto<ref>lo strumento venne originariamente costruito per la chiesa dell'Angelo Custode; venne trasferito nel 1887 in quella di San Zenone e poi, nel 2003, nella cattedrale.</ref>
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Concerto'''''
----
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Flauto in VIII || 4' Soprani
|-
|Cornetta || 1.3/5'
|-
|Ottava di contrabbassi || 8' <sup>(al Pedale)</sup>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4'
|-
|Quintadecima || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimaseconda || 1'
|-
|Vigesimasesta || 2/3'
|-
|Vigesimanona || 1/2'
|-
|}
|}
== Organo della cappella dell'Immacolata ==
* '''Costruttore:''' Giuseppe Greppi
* '''Anno:''' 1668
* '''Restauri/modifiche:''' sì
* '''Registri:''' 5
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 9 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>2</sup>''), costantemente unita al manuale e priva di registri propri
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Duomo di Fermo|w_preposizione=sulla|w_etichetta=cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta a Fermo}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.sandomenico.net/chieseinparrocchia/duomodiFermo/OrganiCattedralediFermo/tabid/586/Default.aspx|titolo=Organi della cattedrale di Fermo|editore=sandomenico.net|accesso=1 luglio 2016}}
* {{cita web|url=http://www.livinginmarche.it/cards/organi-e-organari-a-fermo-cattedrale/|titolo=Organi e organari a Fermo: Cattedrale|editore=livingmarche.it|accesso=1 luglio 2016}}
{{Avanzamento|100%|1 luglio 2016}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Fermo/Pedaso/Pedaso - Chiesa dei Santi Maria e Pietro
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487092
2026-04-28T18:28:06Z
VoceUmana7
51633
494883
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Pinchi (''Opus 207'')
* '''Anno:''' 1965
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 16
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettropneumatica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nel transetto
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico sopraelevato, entro cappella in fondo alla navata laterale di sinistra
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Pieno 5 file || 2'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola gamba || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Decimino || 1.3/5'
|-
|Voce celeste 2 file || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di Santa Maria e San Pietro Apostolo|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di Santa Maria e San Pietro Apostolo a Pedaso}}
{{Avanzamento|100%|7 settembre 2016}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Disposizioni foniche della [[w:Provincia di Pesaro e Urbino|provincia di Pesaro e Urbino]] raggruppate per comune:
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Pesaro|Pesaro]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Cagli|Cagli]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Cartoceto|Cartoceto]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Fano|Fano]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Sant'Angelo in Vado|Sant'Angelo in Vado]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbania|Urbania]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino|Urbino]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Lunano|Lunano]]
{{Avanzamento|20%|15 ottobre 2016}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Cagli/Cagli - Concattedrale di Santa Maria Assunta
0
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Nicola Morettini
* '''Anno:''' 1889
* '''Restauri/modifiche:''' 1997, Fabbrica artigiana Organi Pinchi di Foligno, restauro conservativo
* '''Registri:''' 14
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica con leva Barker
* '''Consolle:''' aderente al corpo d'organo
* '''Tastiere:''' 2 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' dritta di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria nel braccio destro del transetto
{| border="0" cellspacing="24" cellpadding="18" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
|colspan="4"| '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto armonico || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Pieno I
|-
|Pieno II
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
|colspan="4"| '''II - ''Positivo aperto'''''
----
|-
|Flauto dolce || 8'
|-
|Salicionale || 8'
|-
|Ottavino || 4'
|-
|Clarino || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
|colspan="4"| '''Pedale'''
----
|-
|Violone || 16'
|-
|Basso || 8'<ref>''Do<sup>2</sup>''-''Si<sup>2</sup>''.</ref>
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Concattedrale di Cagli|w_preposizione=sulla|w_etichetta=concattedrale di Santa Maria Assunta a Cagli}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.youtube.com/watch?v=hepWSQ6Dsx0|titolo=L.J.A. Lefébure-Wély: Boléro de Concert (L. Antinori)|editore=youtube.com|accesso=15 ottobre 2016}}
{{Avanzamento|100%|15 ottobre 2016}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ascoli Piceno/San Benedetto del Tronto/San Benedetto del Tronto - Cattedrale di Santa Maria della Marina
0
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494878
487519
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Cattdrale Madonna della marina 5.png|500px|centro]]
* '''Costruttore:''' Balbiani-Vegezzi Bossi<ref>su progetto di Ulisse Matthey e Adamo e Remo Volpi, con materiale fonico di un precedente organo di Carlo Vegezzi Bossi del 1902.</ref>
* '''Anno:''' 1949-1950<ref>inaugurato da Adamo Volpi il 5 agosto 1950.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' Alessandro Girotto (1991-1992, spostamento nell'attuale collocazione e ampliamento), Pietro Corna (2024-2025, restauro con ripristino delle caratteristiche Balbiani)
* '''Registri:''' 51
* '''Canne:''' 3500 circa
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente
* '''Tastiere:''' 3 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria nell'ultima campata della navata di destra
* '''Note:''' originariamente nella basilica della Santa Casa a Loreto
{| border="0" cellspacing="24" cellpadding="18" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
|colspan="4"| '''I - ''Positivo espressivo'''''
----
|-
|Bordoncino || 16'<ref name=":0">registro ripristinato o ricostruito nel restauro del 2025</ref>
|-
|Terza || 1.3/5'
|-
|Flauto || 2'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Flauto armonico || 4'
|-
|Principale || 4'
|-
|Eufonio || 8'
|-
|Cornetto combinato
|-
|Celeste || 8'
|-
|Gamba || 8'
|-
|Tremolo
|-
|Clarabella || 8'
|-
|Clarino || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
|colspan="4"| '''II - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Ripieno || 9 file
|-
|Decima quinta || 2'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto camino || 4'
|-
|Principale || 16'
|-
|Diapason || 8'
|-
|Principale || 8'
|-
|Unda maris || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Tromba || 16'
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
|colspan="4"| '''III - ''Espressivo'''''
----
|-
|Oboe || 8'
|-
|Tromba squillo || 8'
|-
|Tremolo
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola d'orchestra || 8'
|-
|Concerto viole || 3 file
|-
|Principale || 8'
|-
|Corno di notte || 4'
|-
|Fugara || 4'<ref name=":0" />
|-
|Ripieno || 5 file
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
|colspan="4"| '''''Eco espressivo'''''<ref>corpo assegnabile.</ref>
----
|-
|Cornamusa || 8'
|-
|Vox humana || 8'
|-
|Tremolo
|-
|Corno dolce || 8'
|-
|Quintante || 8'
|-
|Eterea || 4'
|-
|Eolina || 2'
|-
|Arpa celeste || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
|colspan="4"| '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Violone || 16'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Basso || 8'
|-
|Cello || 8'
|-
|Corno || 4'
|-
|Tromba || 8'<ref name=":0" /><ref name="Girotto">registro installato da Alessandro Girotto nel 1991-1992.</ref>
|-
|Bombarda || 16'
|-
|Basso || 32'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Cattedrale di Santa Maria della Marina|w_preposizione=sulla|w_etichetta=cattedrale di Santa Maria della Marina a San Benedetto del Tronto}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.youtube.com/watch?v=kaGvXwvTZjU|titolo=Inaugurazione organo Girotto-Balbiani Cattedrale di San Benedetto del Tronto (AP)|editore=youtube.com|accesso=21 marzo 2016}}
{{Avanzamento|100%|21 marzo 2017}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Macerata/Macerata/Macerata - Chiesa di San Giuliano
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2026-04-28T18:32:36Z
VoceUmana7
51633
494891
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Organo Callido ==
* '''Costruttore:''' Gaetano Callido
* '''Anno:''' 1790
* '''Restauri/modifiche:''' Gustavo Zanin (1979, restauro), Riccardo Sabatini (1999-2007, restauro)
* '''Registri:''' 34
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' indipendente, in cantoria
* '''Tastiere:''' 2 di 47 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>5</sup>'', Bassi/Soprani ''Do#<sup>3</sup>''/''Re<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 20 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>''), costantemente unita all<nowiki>'</nowiki>''Organo Grande'' (secondo manuale) + pedale del ''Tamburo'' + 2 pedali per il ''Tiratutti del ripieno'' dell'Organo Grande, non funzionanti
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria alla destra del presbiterio
* '''Accessori:''' ''Tiratutti del ripieno'' dell'Organo Grande a manovella, ''Tamburo'' a pedale
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Organo Eco'''''
----
|-
|Flauto in VIII || 4' Bassi
|-
|Flauto in VIII || 4' Soprani
|-
|Cornetta in XVII || Soprani
|-
|Tromboncini || 8' Bassi
|-
|Tromboncini || 8' Soprani
|-
|Violoncello || 8' Bassi
|-
|Violoncello || 8' Soprani
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesima II || 1'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Organo Grande'''''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesima II || 1'
|-
|Vigesima VI || 2/3'
|-
|Vigesima IX || 1/2'
|-
|Trigesima III || 1/3'
|-
|Trigesima VI || 1/4'
|-
|Voce umana || 8' Soprani
|-
|Flauto in VIII || 4' Bassi
|-
|Flauto in VIII || 4' Soprani
|-
|Flauto in XII || 2.2/3' Bassi
|-
|Flauto in XII || 2.2/3 Soprani
|-
|Cornetta in XVII || Soprani
|-
|Tromboncini || 8' Bassi
|-
|Tromboncini || 8' Soprani
|-
|}
<br />
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabassi || 16'
|-
|Ottava di contrabassi || 8'
|-
|Tromboni || 8'
|-
|}
|}
== Organo Girotto ==
* '''Costruttore:''' Alessandro Girotto
* '''Anno:''' 1982<ref>strumento costruito per la chiesa di Santa Maria della Consolazione a Macerata, collocato nella chiesa nel 1987.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 18
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento nel transetto di destra
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decima quinta || 2'
|-
|Ripieno || 3 file
|-
|Oboe || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Oboe || 8'<ref name=Oboe>registro trasmesso dal primo manuale.</ref>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Oboe || 8'<ref name=Oboe/>
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Duomo di Macerata|w_preposizione=sulla|etichetta=chiesa di San Giuliano a Macerata}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.quarchioni.it/cattedra.htm|titolo=Cattedrale S. Giuliano|editore=quarchioni.it|accesso=10 aprile 2017}}
{{Avanzamento|100%|10 aprile 2017}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Pesaro/Pesaro - Cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta
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2026-04-28T18:49:13Z
VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
{{Doppia immagine|center|Pesaro-Cattedrale-organo Mascioni.jpg|300|Pesaro-Cattedrale-organo Mascioni-consolle.jpg|300}}
* '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 914'')
* '''Anno:''' 1970
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 45
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nel presbiterio
* '''Tastiere:''' 3 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in due corpi, su cantorie contrapposte ai lati del presbiterio
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Positivo espressivo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Corno di notte || 8'
|-
|Dolce || 8'
|-
|Principale || 4'
|-
|Flauto a stoppo || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Flauto a cuspide || 2'
|-
|Decimino || 1.3/5'
|-
|Piccolo || 1'
|-
|Cimbalo || 3 file
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba armonica</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Cromorno</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Cornetto combinato
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto dolce || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XII || 2.2/3'
|-
|XV || 2'
|-
|Ripieno || 4 file
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Unda maris || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''III - ''Espressivo'''''
----
|-
|Principale || 8'<ref name=POS>registro in trasmissione dal ''Positivo espressivo'' (primo manuale).</ref>
|-
|Principale || 4'<ref name=POS/>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba armonica</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span><ref name=POS/>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span><ref name=POS/>
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola gamba || 8'
|-
|Ottava eolina || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Pienino || 3 file
|-
|Concerto viole || 3 file
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Violone contrabbasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Ottava || 8'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Bordoncino || 8'
|-
|Dolce || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Controfagotto</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Trombina</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span>
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Cattedrale di Santa Maria Assunta (Pesaro)|w_preposizione=sulla|w_etichetta=cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta a Pesaro}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.vespridorgano.it/it/organi_e_chiese/basilica_cattedrale.aspx|titolo=Basilica Cattedrale, Organo V. Mascioni, 1970|editore=vespridorgano.it|accesso=22 giugno 2017}}
{{Avanzamento|100%|22 giugno 2017}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Pesaro/Pesaro - Chiesa di Cristo Re
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2026-04-28T18:51:09Z
VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Mascioni
* '''Anno:''' 1906<ref>costruito per l'Esposizione di Milano del 1906, acquistato nel 1907 dal Liceo Musicale Rossini di Pesaro e collocato nell'Auditorium Pedrotti; installato nella chiesa nel 1975-76.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' Mascioni (1975-1976, restauro, ricollocazione e ampliamento)
* '''Registri:''' 39
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica<ref>originariamente pneumatica.</ref>
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nel presbiterio
* '''Tastiere:''' 3 di 58 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento a ridosso della parete di fondo del presbiterio
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Positivo espressivo'''''<ref>nella medesima cassa espressiva del terzo manuale, azionata da un'unica staffa.</ref>
----
|-
|Corno di camoscio || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto in VIII || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|XV || 2'
|-
|Decimino || 1.3/5'
|-
|Pienino 4 file || 1.1/3'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarinetto</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Unda maris || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|XII || 2.2/3'
|-
|XV || 2'
|-
|Pieno 4 file || 1.1/3'
|-
|Cornetto 4 file || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagottino</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''III - ''Espressivo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Gamba || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Sesquialtera 2 file || 2.2/3'
|-
|Flauto || 2'
|-
|Pieno 5 file || 2'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Cornetto combinato
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Violone || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Bombarda</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span>
|-
|}
|}
; Disposizione fonica originaria
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Principale violino || 8'
|-
|Cornetto || 2.2/3'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Dulciona || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Ottava I || 4'
|-
|Ottava II || 4'
|-
|Ripieno 7 file || 2.2/3'
|-
|Tromba || 8'
|-
|Eufonio || 8'<ref>registro ad ancia.</ref>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Positivo espressivo'''''<ref>nella medesima cassa espressiva del terzo manuale, azionata da un'unica staffa.</ref>
----
|-
|Principalino || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Gamba || 8'
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Flautino || 4'
|-
|Prestante || 4'
|-
|Ripieno 5 file || 2.2/3'
|-
|Oboe || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''III - ''Espressivo'''''
----
|-
|Gemshorn || 8'
|-
|Eolina || 8'
|-
|Unda maris || 8'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Flagioletto || 4'
|-
|Armonia eterea 3 file || 2'
|-
|Clarinetto || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Violone || 16'
|-
|Armonica || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Ottava || 8'
|-
|Violoncello || 8'
|-
|Quinta || 10.2/3'
|-
|Bombarda || 16'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.vespridorgano.it/it/organi_e_chiese/cristo_re.aspx|titolo=Chiesa di Cristo Re. Organo V. Mascioni, 1906|editore=vespridorgano.it|accesso=20 giugno 2017}}
* {{cita web|url=http://www.vespridorgano.it/it/gli_organi/cenni_storici_organo_cristo_re.aspx|titolo=Organi e chiese - Cenni storici organo Cristo Re|editore=vespridorgano.it|accesso=20 giugno 2017}}
{{Avanzamento|100%|20 giugno 2017}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Fermo/Monterubbiano/Monterubbiano - Chiesa di Santa Maria dei Letterati
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Monterubbiano - Chiesa di Santa Maria dei Letterati - 2023-09-28 17-49-39 005.jpg|300px|centro]]
* '''Costruttore:''' Antonio e Gaetano Callido
* '''Anno:''' 1802<ref>Come attesta il contratto originale esistente nell'Archivio Parrocchiale</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' Claudio Anselmi Tamburini (????, restauro)
* '''Registri:''' 17<ref>Tiranti a pomello situati in due file a destra della consolle</ref>
* '''Canne:''' ?<ref>Le 23 canne di prospetto (cuspide a doppia ala) presentano le bocche allineate ed il labbro superiore a mitria, e corrispondono al registro ''Principale Bassi''; la canna centrale coincide con il ''Sib<sup>1</sup>'' mentre le prime più gravi si trovano dietro le paraste della facciata e sono costruite in legno</ref>
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' un manuale di 47 note (''Do<sup>1</sup>-Re5''), con prima ottava corta, divisione Bassi /Soprani ''Do#<sup>3</sup>-Re<sup>3</sup>''
* '''Pedaliera:''' a leggìo di 17 note (''Do<sup>1</sup>-Sol#<sup>2</sup>'') con prima ottava corta, costantemente unita alla tastiera, più uno per il ''Tamburo''
* '''Collocazione:''' in corpo unico sulla cantoria sopra la porta maggiore della chiesa
* '''Accessori:''' ''Tirapieno'' a manovella, collocata sopra la tavola dei registri; ''Tamburo'', azionabile dal tasto ''La<sup>2</sup>'' del Pedale
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''''[Fila sinistra]'''''
----
|-
|Principale Bassi 8'
|-
|Principale Soprani 8'
|-
|Ottava 4'
|-
|Quinta Decima 2'
|-
|Decima Nona 1.1/3'
|-
|Vigesima Seconda 1'
|-
|Vigesima Sesta 2/3'
|-
|Vigesima Nona 1/2'
|-
|Contrabassi 16'
[al Pedale]
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''''[Fila di destra]'''''
----
|-
|Voce umana 8'
|-
|Flauto in VIII Bassi 4'
|-
|Flauto in VIII Soprani 4'
|-
|Flauto in XII 2.2/3'
|-
|Cornetta 1.3/5'
|-
|Tromboncini Bassi 8'
|-
|Tromboncini Soprani 8'
|-
|Tromboni 8'
[al Pedale]
|-
|}
|}
==Note==
<references/>
==Collegamenti esterni==
* {{cita web|url=http://www.tamburiniorgani.it/Lavori/Monterubbiano.html|titolo=Organo della Chiesa di San Giovanni Battista a Castenaso|editore=www.tamburiniorgani.it|accesso=21 luglio 2017}}
{{Avanzamento|75%|21 luglio 2017}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Varese/Solbiate Arno/Solbiate Arno - Chiesa nuova di San Maurizio
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Maroni
* '''Anno:''' seconda metà del XX secolo
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 29
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nei pressi del corpo d'organo
* '''Tastiere:''' 2 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento alla sinistra del presbiterio
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale I || 8'
|-
|Principale II || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno grave
|-
|Ripieno acuto
|-
|Flauto || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Terza || 1.3/5'
|-
|Viola || 8'
|-
|Viola || 4'
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Clarino || 8'
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|XIX-XXII || 1.1/3'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Viola || 4'
|-
|Voce flebile || 8' Soprani
|-
|Voce celeste || 8' Soprani
|-
|Oboe || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Bordone || 8'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|17 settembre 2017}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Fano
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VoceUmana7
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/* Capoluogo */
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Disposizioni foniche del comune di [[w:Fano|Fano]] raggruppate per edificio.
== Capoluogo ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Fano/Fano - Cattedrale di Santa Maria Assunta|Cattedrale di Santa Maria Assunta]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Fano/Fano - Chiesa dei Santo Benedetto e Scolastica|Chiesa dei Santi Benedetto e Scolastica]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Fano/Fano - Chiesa di Santa Maria Nuova|Chiesa di Santa Maria Nuova]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Fano/Fano - Chiesa di San Pietro in Valle|Chiesa di San Pietro in Valle]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Fano/Fano - Chiesa di San Pio X|Chiesa di San Pio X]]
{{Avanzamento|50%|21 febbraio 2018}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Fano/Fano - Cattedrale di Santa Maria Assunta
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Cattedrale di Santa Maria Assunta (62053).jpg|300px|centro]]
* '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 209'')
* '''Anno:''' 1909<ref>inaugurato da Ulisse Matthey il 17 agosto 1909.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' Mascioni (1978, restauro conservativo), Dell’Orto Lanzini (2000, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 22
* '''Canne:''' 1566
* '''Trasmissione:''' originariamente pneumatica, ora elettrica
* '''Consolle:''' fissa indipendente, al centro della cantoria, rivolta verso la crociera
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' dritta di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria a ridosso della parete di fondo del transetto di destra
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Ripieno
|-
|Doublette || 2.2/3'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Gamba || 8'
|-
|Principale || 8'
|-
|Principale || 16'
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Oboe || 8'
|-
|Principale violino || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Fugara || 4'
|-
|Coro viole || 8'
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Pienino
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contra basso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Armonico || 8'
|-
|Cello || 8'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Cattedrale di Santa Maria Assunta (Fano)|w_preposizione=sulla|w_etichetta=cattedrale di Santa Maria Assunta a Fano}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://cappelladuomofano.altervista.org/index.php/l-organo-mascioni-op-286-del-1909|titolo=L'organo Mascioni op. 286 del 1909|sito=cappelladuomofano.altervista.org|accesso=21 febbraio 2018}}
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Fano/Fano - Chiesa di Santa Maria Nuova
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Fano - Santa Maria Nuova.jpg|300px|center]]
* '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 776'')<ref>su progetto di Igino Tonelli.</ref>
* '''Anno:''' 1959
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 79
* '''Canne:''' 2952
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento al centro dell'abside
* '''Tastiere:''' 3 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in due corpi, entro altrettante nicchie nella parete di sinistra del presbiterio<ref>sulla parete opposta vi sono altrettante fine nicchie con canne di mostra inserti.</ref>
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Positivo espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Corno di camoscio || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Dolce || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto armonico || 4'
|-
|Flauto dolce || 4'
|-
|Eolina || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ottavina || 2'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Decimino || 1.3/5'
|-
|Flauto in XIX || 1.1/3'
|-
|Piccolo || 1'
|-
|Pienino 2 file || 1.1/3'
|-
|Cornetto || combinato
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale forte || 8'
|-
|Principale dolce || 8'
|-
|Flauto traverso || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto camino || 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Decima quinta || 2'
|-
|Ripieno grave || 3 file
|-
|Ripieno acuto || 4 file
|-
|Sesquialtera || 2 file
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarinetto</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Chiarina</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span>
|-
|Campane
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''III - ''Espressivo'''''
----
|-
|Basso salicionale || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Principale diapason || 8'
|-
|Flauto armonico || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola gamba || 8'
|-
|Salicionale || 8'
|-
|Principalino || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Quintina || 2.2/3'
|-
|Silvestre || 2'
|-
|Salicetto || 2'
|-
|Terza || 1.3/5'
|-
|Ripieno 4 file || 1.1/3'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Controfagotto</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba Armonica</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Cromorno</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Trombina</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span>
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Coro viole 3 file || 8'
|-
|Tremolo ance
|-
|Tremolo labiali
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Basso acustico || 32'
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Principale || 16'
|-
|Armonica || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Quinta || 10.2/3'
|-
|Basso || 8'
|-
|Violoncello || 8'
|-
|Coperto || 8'
|-
|Bordoncino || 8'
|-
|Dolce || 8'
|-
|Quinta || 5.1/3'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Controfagotto</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Campane
|-
|}
|}
== Bibliografia ==
* {{cita libro|url=http://www.fondazionecarifano.it/Progetti/ChiesaSMariaNuova/12Organo.pdf|autore=Claudio Giuseppe Morosi|articolo=L'organo|curatore=Gianni Volpe|titolo=La Chiesa di Santa Maria Nuova a Fano|città=Fano|editore=Carifano|anno=2009|isbn=no|pp=210-217}}
== Note ==
<references/>
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di Santa Maria Nuova (Fano)|w_preposizione=sulla|w_etichetta=chiesa di Santa Maria Nuova a Fano}}
{{Avanzamento|100%|21 febbraio 2018}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Fano/Fano - Chiesa dei Santi Benedetto e Scolastica
0
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VoceUmana7
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335673
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 1102'')
* '''Anno:''' 1990
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 12
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<small>1</small>''-''La<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' dritta di 30 note (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico a pavimento, a ridosso della parete di sinistra del coro
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2
|-
|XIX-XXII || 1.1/3'-1'
|-
|Flauto a camino || 8'
|-
|Voce umana || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto in VIII || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Corno camoscio || 2'
|-
|Flauto in XIX || 1.1/3'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|21 febbraio 2018}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 1102'')
* '''Anno:''' 1990
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 12
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' dritta di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico a pavimento, a ridosso della parete di sinistra del coro
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2
|-
|XIX-XXII || 1.1/3'-1'
|-
|Flauto a camino || 8'
|-
|Voce umana || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto in VIII || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Corno camoscio || 2'
|-
|Flauto in XIX || 1.1/3'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|21 febbraio 2018}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Varese/Saronno/Saronno - Chiesa di Regina Pacis
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 1180'')
* '''Anno:''' 2008
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 20
* '''Canne:''' 1096
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento alla destra dell'abside
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4' Bassi
|-
|Ottava || 4' Soprani
|-
|Quintadecima || 2' Bassi
|-
|Quintadecima || 2' Soprani
|-
|Ripieno 4 file || 1.1/3'
|-
|Flauto || 8' Bassi
|-
|Flauto || 8' Soprani
|-
|Cornetto 2-3 file || 2.2/3' Bassi
|-
|Cornetto 2-3 file || 2.2/3' Soprani
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Principale || 2'
|-
|Cembalo 2 file
|-
|Tromba || 8' Bassi
|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|}
|}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.mascioni-organs.com/nuovidemo/saronno.htm|titolo=Saronno - Chiesa Regina Pacis|accesso=2 marzo 2018|sito=mascioni-organs.com|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20071020171508/http://www.mascioni-organs.com/nuovidemo/saronno.htm|dataarchivio=20 ottobre 2007|urlmorto=sì}}
{{Avanzamento|100%|2 marzo 2018}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Varese/Castellanza/Castellanza - Chiesa di San Giulio
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 1175'')
* '''Anno:''' 2006
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 28
* '''Canne:''' 1096
* '''Trasmissione:''' mista (meccanica per manuali e pedale, elettrica per i registri)
* '''Consolle:''' fissa, addossata alla parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-parallela di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento nell'abside
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Gamba || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Quinta || 2.2/3'
|-
|Superottava || 2'
|-
|Ripieno || 4-6 file
|-
|Cornetto || 4 file
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Quintadena || 16'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Flauto ottaviante || 4'
|-
|Principale || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ottavino || 2'
|-
|Terza || 1.3/5'
|-
|Forniture || 3-5 file
|-
|Tromba armonica || 8'
|-
|Hautbois || 8'
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Corno || 4'
|-
|Trombone || 16'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{ip|w=Chiesa di San Giulio (Castellanza)|w_preposizione=sulla|w_etichetta=chiesa di San Giulio a Castellanza}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.mascioni-organs.com/castellanza/|titolo=Castellanza (Italy) – S. Giulio|accesso=2 marzo 2018|sito=mascioni-organs.com}}
* {{cita web|url=https://www.youtube.com/watch?v=JbKnmfrOA5I|titolo=Toccata - Henry Marcellus Higgs|sito=youtube.com|accesso=2 marzo 2018}}
{{Avanzamento|100%|2 marzo 2018}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Varese/Solbiate Olona/Solbiate Olona - Chiesa di Sant'Antonino Martire
0
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494839
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 1168'')
* '''Anno:''' 2004
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 17
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-parallela di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento a lato del presbiterio
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno 4 file || 1.1/3'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Cornetto 3 file || 2.2/3'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Corno camoscio || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Principale || 2'
|-
|Quinta || 1.1/3'
|-
|Unda maris || 8'
|-
|Tromba || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Controfagotto || 16'
|-
|}
|}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.mascioni-organs.com/nuovidemo/solbiate.htm|titolo=Solbiate Olona (VA)|accesso=2 marzo 2018|sito=mascioni-organs.com|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20071025003740/http://www.mascioni-organs.com/nuovidemo/solbiate.htm|dataarchivio=25 ottobre 2007|urlmorto=sì}}
{{Avanzamento|100%|2 marzo 2018}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Varese/Castiglione Olona/Castiglione Olona - Chiesa della Beata Vergine del Rosario
0
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2026-04-28T17:29:56Z
VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Castiglione olona, chiesa parrocchiale, interno 01.jpg|400px|centro]]
* '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 1200'')
* '''Anno:''' 2017<ref>inauguato da Giancarlo Parodi il 19 marzo 2017.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 30 (10 reali)
* '''Canne:''' 763
* '''Trasmissione:''' elettrica con sistema multiplo
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria alle spalle del presbiterio
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Corno camoscio || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno 4 file || 1.1/3'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Positivo aperto'''''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Corno camoscio || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Principale || 2'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Quinta || 1.1/3'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Corno camoscio || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Chairina</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span>
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Pesaro/Pesaro - Santuario della Madonna delle Grazie
0
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396393
2026-04-28T18:54:35Z
VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Pesaro - Santuario della Madonna delle Grazie - 2023-09-27 09-55-51 002.jpg|400px|centro]]
* '''Costruttore:''' Giuseppe Zanin
* '''Anno:''' 1963
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 45
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nell'abside
* '''Tastiere:''' 3 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in tre corpi contrapposti rialzati, ai lati del presbiterio
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Positivo aperto'''''
----
|-
|Flauto camino || 8'
|-
|Principale || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimaseconda || 1'
|-
|Flauto in VIII || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Cromorno</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno || 2 file
|-
|Ripieno || 4 file
|-
|Flauto cuspide || 8'
|-
|Voce umana || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''III - ''Espressivo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Ripieno || 5 file
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Sesquialtera || 2 file
|-
|Flagioletto || 2'
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Ripieno || 5 file
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Bordone || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span>
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Santuario della Madonna delle Grazie (Pesaro)|w_preposizione=sul|w_etichetta=santuario della Madonna delle Grazie a Pesaro}}
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Città di Loreto/Loreto/Loreto - Basilica della Santa Casa
0
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2026-04-28T18:03:54Z
VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
== Organo maggiore ==
[[File:Loreto - Basilica Santa Casa organo Mascioni.jpg|500px|centro]]
* '''Costruttore:''' Mascioni (opus 1126)
* '''Anno:''' 1994
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 58
* '''Canne:''' 4890
* '''Trasmissione:''' mista, meccanica per i manuali e il pedale, e elettrica per i registri
* '''Consolle:''' due, la principale nella navata di destra, dalla quale è possibile suonare anche gli altri organi, l'altra in cantoria
* '''Tastiere:''' 3 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' su cantoria, in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Prima tastiera -''Positivo '''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Quintadecima || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimaseconda || 1'
|-
|Ripieno 4 file || 1.1/3'
|-
|Sesquialtera 2 file || 2.2/3'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Flauto a camino || 8'
|-
|Flauto in VIII || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">Cromorno</span> || <span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">8'</span>
|-
|Voce Umana || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Seconda tastiera - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale I || 8'
|-
|Principale II || 8'
|-
|Quinta || 5.1/3'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Terza || 3.1/5'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Quintadecima || 2'
|-
|Ripieno || 2-4 file
|-
|Ripieno || 6 file
|-
|Flauto || 8'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Cornetto 5 file || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">Chiarina</span> || <span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">4'</span>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Terza tastiera - ''Espressivo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Mistura 3-5 file || 2'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto armonico || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Flauto in XV || 2'
|-
|Flauto in XVII || 1.3/5'
|-
|Flauto in XIX || 1.1/3'
|-
|Gamba || 8'
|-
|Voce flebile 2 file || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">Controfagotto</span> || <span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">Tromba armonica</span> || <span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">Voci corali</span> || <span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">8'</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Gran Quinta || 10.2/3'
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Ripieno 4 file || 2.2/3'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Flauto conico || 8'
|-
|Sesquialtera 2 file || 5.1/3'
|-
|Flauto || 2'
|-
|<span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">Controbombarda</span> || <span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">32'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">Trombone</span> || <span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">4'</span>
|-
|}
|}
== Organo corale ==
* '''Costruttore:''' Mascioni
* '''Anno:''' 1995
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 11
* '''Canne:''' 691
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore alla cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 20 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' Nel tratto terminale della navata laterale di destra
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Quintadecima || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimaseconda || 1'
|-
|Ripieno 2 file || 2/3'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|<span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">8'</span>
|-
|Voce Umana || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|}
|}
== Organo eco ==
* '''Costruttore:''' Mascioni
* '''Anno:''' 1995
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 8
* '''Canne:''' 354
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, nel tratto terminale della navata di destra, dalla quale è possibile comandare anche l'organo maggiore
* '''Tastiere:''' 1 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>''), dalla quale è possibile comandare anche il corpo espressivo dell'organo maggiore
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' Sopra alla Santa Casa
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Corno Camoscio||8'
|-
|Fugara||4'
|-
|Flauto||4'
|-
|Ottavina||2'
|-
|<span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">Cornamusa</span>||<span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">8'</span>
|-
|Unda Maris||8'
|-
|Campane
|-
|Tremolo
|}
|}
== Organo a cassapanca ==
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
* '''Costruttore:''' Mascioni
* '''Anno:''' 1995
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 4
* '''Canne:''' 280
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' incorporata
* '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' no
* '''Collocazione:''' Organo mobile, attualmente (28/08/2021) collocato nella sacrestia del Pomarancio.
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Principale || 4'
|-
|Ottava || 2'
|-
|Ripieno 2 file || 1.1/3'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Basilica della Santa Casa|preposizione=sulla|etichetta=Basilica della Santa Casa a Loreto}}
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Fermo/Porto San Giorgio/Porto San Giorgio - Chiesa di San Giorgio Martire
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
{{Doppia immagine|center|Porto S.Giorgio-S.Giorgio m.-organo Zanin.jpg|300|Porto S.Giorgio-S.Giorgio m.-consolle organo Zanin.jpg|246|}}
* '''Costruttore:''' Francesco Zanin (''Opus 368'')
* '''Anno:''' 1966<ref>inaugurato da Adamo Volpi nell'aprile del '66 per la festa del Patrono</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' 1989-90 Gustavo Zanin (smontaggio e revisione generale, nuova consolle a stato solido, aggiunta registro Decimanona 1 1/3' I), 2007 Formentelli Michael (revisione-intonazione); 2018 Pierpaolo Pallotti (revisione, riarmonizzazione)
* '''Registri:''' 37
* '''Canne:''' 1987 di cui labiali 771 al GO, 1002 all’ ORE, 93 al Pedale; 65 ance al GO e Pedale, 56 all’ ORE.; 22 registri reali, 8 per derivazione, 7 in prolungamento, 33 le file totali .
* '''Trasmissione:''' elettronica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nel presbiterio a sinistra dello strumento
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in 2 corpi: il GO e il Pedale sono posti a pavimento in cassa priva di tetto addossata al muro perimetrale semicircolare dell’abside, l'ORE e il relativo Pedale sono racchiusi in cassa espressiva entro cella organaria in muratura su balcone laterale, in cornu epistolae.
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'<ref>Do 1-Mi 1: trasmissione Subbasso 16' P.</ref>
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Quinta Decima || 2'<ref>prolungamento Principale 16' I.</ref>
|-
|Decima Nona || 1 1/3'<ref>registro installato da Gustavo Zanin nel 1989-1990.</ref>
|-
|Ripieno 5 file<ref>2', 1 1\3', 1', 0 2\3', 0 1\2'.</ref>
|-
|Principale Dolce || 8'<ref>derivazione Principale 16' I.</ref>
|-
|Bordone || 8'<ref>Do 1-Mi 1: derivazione Subbasso 16' P.</ref>
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Voce Umana || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span><ref>trasmissione Tromba 8' P.</ref>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Chiarina</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span><ref>estensione Tromba 16' P.</ref>
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Organo Recitativo Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Principale || 8'<ref name=tm1>Do 1-Sol# 1: derivazione Bordone 16' II.</ref>
|-
|Bordone || 8'<ref name=tm1>Do 1-Sol# 1: derivazione Bordone 16' II.</ref>
|-
|Corno || 4'<ref>Flauto a cuspide 4'.</ref>
|-
|Nazardo || 2 2/3'
|-
|Silvestre || 2'
|-
|Cornetto 3 file<ref>2 2\3', 2', 1 3\5'.</ref>
|-
|Ripienino 5 file<ref>2', 1 1\3', 1', 0 2\3', 0 1\2'.</ref>
|-
|Viola || 8'
|-
|Voce celeste || 8'<ref>Do 1-Si 1: una fila, Do 2-Do 6: 2 file.</ref>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contra Basso || 16'
|-
|Principale || 16'<ref>trasmissione Principale 16' I.</ref>
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'<ref>trasmissione Bordone 16' II.</ref>
|-
|Gran Quinta || 10 2/3'<ref name=tm2>derivazione Bordone 16' II.</ref>
|-
|Basso || 8'<ref name=tm3>derivazione Contra Basso 16' P.</ref>
|-
|Bordone || 8'<ref name=tm2>derivazione Bordone 16' II.</ref>
|-
|Quinta || 5 1/3'<ref name=tm3>derivazione Contra Basso 16' P.</ref>
|-
|Ottava || 4'<ref>prolungamento Contra Basso 16' P.</ref>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span><ref>Do 1-Si 1: tuba conica di taglio abbastanza largo ad'altezza dimezzata (?) forata alla sommità e aperta, Do 2-Sol 3 (Do 8) : tuba conica di taglio abbastanza largo ad'altezza nell'ordine 7 1/9' forata alla sommità e chiusa da un capello per l'intonazione.</ref>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span><ref>derivazione Tromba 16' P.</ref>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span><ref>trasmissione Oboe 8' II.</ref>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarone</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span><ref>derivazione Oboe 8' II.</ref>
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di San Giorgio (Porto San Giorgio)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Giorgio a Porto San Giorgio}}
{{Avanzamento|100%|1 luglio 2016}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Fabriano/Fabriano - Chiesa della Beata Vergine della Misericordia
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo Pinchi Chiesa B.V. Misericordia Fabriano.jpg|300px|centro]]
* '''Costruttore:''' Pinchi (''Opus 398'')<ref>su progetto di Eugenio Becchetti e Guido Pinchi.</ref>
* '''Anno:''' 1993
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 24
* '''Canne:''' 1427
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-parallela di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento alla sinistra del presbiterio
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
| Principale || 8'
|-
| Ottava || 4'
|-
| XV || 2'
|-
| XIX || 1.1/3'
|-
| XXII
|-
|XXVI-XXIX
|-
| Traversiere || 8'
|-
| Flauto in VIII || 4'
|-
| Sesquialtera || II
|-
| Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Positivo aperto'''''
----
|-
| Principale || 4'
|-
| Pienino || III
|-
| Bordone || 8'
|-
| Viola da gamba || 8'
|-
| Flauto || 4'
|-
| Nazardo || 2.2/3'
|-
| Flautino || 2'
|-
| Cornetta || 1.3/5'
|-
| Violino || 8'<ref>registro ad ancia, entro cassa espressiva propria.</ref>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Ottava || 8'
|-
|XV || 4'
|-
|Trombone || 16'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.pinchi.com:80/113001/docs/Fa.html|titolo=Chiesa della Beata Vergine Della Misericordia - Fabriano (An) - Italy - Opus 398|sito=pinchi.com|urlmorto=sì|urlarchivio=http://web.archive.org/web/20001216224800/http://www.pinchi.com:80/113001/docs/Fa.html|dataarchivio=16 dicembre 2000|accesso=20 dicembre 2018}}
* {{cita web|url=http://www.settembreorganistico.it/wp/organo-pinchi-bvm-della-misericordia/|titolo=Organo “Pinchi” – BVM della Misericordia|sito=settembreorganistico.it|accesso=20 dicembre 2018}}
{{Avanzamento|100%|20 dicembre 2018}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Fabriano/Fabriano - Chiesa di San Giuseppe Lavoratore
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo Pinchi S. Giuseppe Lavoratore Fabriano.jpg|300px|centro]]
* '''Costruttore:''' Pinchi (''Opus 395'')<ref>su progetto di Severino Tonon.</ref>
* '''Anno:''' 1992
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 13
* '''Canne:''' 988
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-parallela di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento lungo la parete sinistra dell'aula
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
| Principale || 8'
|-
| Ottava || 4'
|-
| Decimaquinta || 2'
|-
| Ripieno 4 file || 1.1/3'
|-
| Flauto || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
| Flauto a camino || 8'
|-
| Flauto a cuspide || 4'
|-
| Flauto in XII || 2.2/3'
|-
| Principale || 2'
|-
| Ripieno 3 file || 1'
|-
| Violoncello || 8'
|-
| Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.settembreorganistico.it/wp/organo-pinchi-san-giuseppe-lavoratore/|titolo=Organo “Pinchi” – San Giuseppe Lavoratore|sito=settembreorganistico.it|accesso=20 dicembre 2018}}
{{Avanzamento|100%|20 dicembre 2018}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Fabriano/Fabriano - Chiesa dei Santi Biagio e Romualdo
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VoceUmana7
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Gaetano Callido (''Opus 294'')
* '''Anno:''' 1791
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 18
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 47 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>5</sup>'', Bassi/Soprani ''Do#<sup>2</sup>''/''Re<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note con prima ottava cromatica estesa (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>2</sup>'', con estensione reale in ''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, al centro della cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4'
|-
|Quintadecima || 2'
|-
|Decima nona || 1.1/3'
|-
|Vigesima seconda || 1'
|-
|Vigesima sesta || 2/3'
|-
|Vigesima nona || 1/2'
|-
|Controbassi || 16' <sup>(al Pedale)</sup>
|-
|Ottava di controbassi || 8' <sup>(al Pedale)</sup>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto'''''
----
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Flauto in VIII || 4' Bassi
|-
|Flauto in VIII || 4' Soprani
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Cornetta || 1.3/5'
|-
|Tromboncini || 8' Bassi
|-
|Tromboncini || 8' Soprani
|-
|Tromboni || 8' <sup>(al Pedale)</sup>
|-
|}
|}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.settembreorganistico.it/wp/organo-callido-san-biagio-e-san-romualdo/|titolo=
Organo “Callido” – San Biagio e San Romualdo|sito=settembreorganistico.it|accesso=20 dicembre 2018}}
{{Avanzamento|100%|20 dicembre 2018}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Fabriano/Fabriano - Chiesa della Santa Famiglia di Nazareth
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Fedeli
* '''Anno:''' metà del XVII secolo
* '''Restauri/modifiche:''' sì
* '''Registri:''' 13
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>2</sup>''), costantemente unita al manuale
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento al ridosso della parete di fondo, spostato sulla destra
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Concerto'''''
----
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Cornetta || Soprani
|-
|Flauto || 8'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Tromboncini || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Contrabbassi || 16' <sup>(al Pedale)</sup>
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|XXVI || 2/3'
|-
|XXIX || 1/2'
|-
|}
|}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.settembreorganistico.it/wp/organo-fedeli-sacra-famiglia/|titolo=Organo “Fedeli” – Sacra Famiglia|sito=settembreorganistico.it|accesso=20 dicembre 2018}}
{{Avanzamento|100%|20 dicembre 2018}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
L'organo è stato installato dal maestro organaro Alessandro Girotto nel 1980.
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Cagli/Cagli - Chiesa di San Francesco
0
42744
494928
396383
2026-04-28T19:10:27Z
VoceUmana7
51633
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Interieur Eglise san Francesco Cagli.jpg|350px|center]]
* '''Costruttore:''' Baldassare Malamini (?)
* '''Anno:''' XVI secolo
* '''Restauri/modifiche:''' Pinchi (1996, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 8
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' scavezza a leggio di 8 note (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1</sup>''), priva di registri propri e costantemente unita al manuale
* '''Collocazione:''' in corpo unico
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Voce umana || 8'
|-
|VIII || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|Flauto in V || 2.2/3'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|preposizione=sulla|etichetta=chiesa di San Francesco a Cagli}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.pinchi.com:80/113001/docs/cagli.html|titolo=Chiesa di S.Francesco - Cagli - Pesaro - Italia - Restauro|sito=pinchi.com|urlmorto=sì|urlarchivio=http://web.archive.org/web/20010105220000/http://www.pinchi.com:80/113001/docs/cagli.html|dataarchivio=5 gennaio 2001|accesso=21 dicembre 2018}}
{{Avanzamento|100%|21 dicembre 2018}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
nbvwy7mh06yqn6oat6jn8j6xcza8chv
Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Macerata/Montecosaro/Montecosaro - Collegiata di San Lorenzo
0
44849
494898
396375
2026-04-28T18:41:31Z
VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Montecosaro - Comune di Montecosaro - 2023-09-27 16-29-01 021.jpg|400px|centro]]
* '''Costruttore:''' Giovanni Fedeli
* '''Anno:''' 1761
* '''Restauri/modifiche:''' Bigi (2018)
* '''Registri:''' 10
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 14 note, costantemente unita al manuale (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>2</sup>''), con registro di ''Contrabbassi 8<nowiki>'</nowiki>'' sempre inserito con estensione di 10 note (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1</sup>''+''Do#<sup>2</sup>''+''Re#<sup>2=</sup>'' + pedale del ''Rosignolo'' + pedale del ''Rollante''
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' ''Tirapieno'' a manovella, ''Rosignolo'' a pedale, ''Rollante'' a pedale
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decima quinta || 2'
|-
|Decima nona || 1.1/3'
|-
|Vigesima seconda || 1'
|-
|Vigesima sesta || 2/3'
|-
|Vigesima nona || 1/2'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto'''''
----
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Cornetta || 1.3/5' Soprani
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|5 dicembre 2019}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Macerata/Montecosaro/Montecosaro Scalo - Chiesa della Santissima Annunziata
0
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Basilica_della_Santissima_Annunziata_(Montecosaro),_interno_09bis.jpg|350px|center]]
* '''Costruttore:''' Michel Formentelli
* '''Anno:''' 2011
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 17
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' ''Rossignol''
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand-Orgue'''''
----
|-
|Flûte à cheminée || 8'
|-
|Montre || 8'
|-
|Prestant || 4'
|-
|Doublette || 2'
|-
|Fourniture || II-IV
|-
|Nazard || 2.2/3'
|-
|Tierce || 1.3/5'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Positif ouvert'''''
----
|-
|Bourdon || 8'
|-
|Prestant || 4'
|-
|Flûte || 4'
|-
|Flûte || 2'
|-
|Cymbale || III
|-
|Basse de trompette || 8'
|-
|Dessus de trompette || 8'
|-
|Tremblant
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pédale'''
----
|-
|Bourdon || 16'
|-
|Bourdon || 8'
|-
|Flûte || 4'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{ip|preposizione=sulla|etichetta=chiesa della Santissima Annunziata a Montecosaro Scalo}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.michelformentelli.com/montecosaro-s-maria-pie-di-chienti|titolo=Montecosaro - S.Maria Piè di Chienti|sito=michelformentelli.com|accesso=5 dicembre 2019}}
{{Avanzamento|100%|5 dicembre 2019}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Macerata/San Severino Marche/Aliforni - Chiesa di Santa Maria Annunciata
0
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Cesare Catarinozzi
* '''Anno:''' 1716
* '''Restauri/modifiche:''' 2011
* '''Registri:''' 10
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Tastiere:''' 1 di 50 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>''), divisione bassi/soprani (''Si<sup>2</sup>''-''Do<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>2</sup>'') con prima ottava scavezza, priva di registri propri e costantemente unita al manuale
* '''Collocazione:''' in corpo unico
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''''Manuale'''''
----
|-
|Flauto in XII || 2.2/3' Soprani
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|XXIV || 2/3'
|-
|XXIX || 1/2'
|-
|Tiratutti
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Senigallia/Senigallia - Chiesa della Croce
0
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Chiesa della Croce 7.jpg|400px|centro]]
* '''Costruttore:''' Gaetano Callido (''Opus 104'')
* '''Anno:''' 1775
* '''Restauri/modifiche:''' Fratelli Ruffatti (1994, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 14
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 17 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, al centro della cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Concerto'''''
----
|-
|Tromboncini||8' Bassi
|-
|Tromboncini||8' Soprani
|-
|Flauto in VIII||4'
|-
|Flauto in XII||2.2/3'
|-
|Voce Umana||8' Soprani
|-
|Contrabbasso||<sup>(al pedale)</sup>
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale||8' Bassi
|-
|Principale||8' Soprani
|-
|Ottava||4'
|-
|XV||2'
|-
|XIX||1.1/3'
|-
|XXII||1'
|-
|XXVI||2/3'
|-
|XXIX||1/2'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{ip|preposizione=sulla|etichetta=chiesa della Croce a Senigallia}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.youtube.com/watch?v=aX3XKCDEoVs|titolo=1 Liuwe Tamminga. Organo G. Callido. Chiesa della Croce Senigallia|sito=youtube.com|accesso=10 dicembre 2020}}
* {{cita web|url=https://www.youtube.com/watch?v=avmPfcW8Uwg|titolo=2 Liuwe Tamminga. Organo G. Callido. Chiesa della Croce Senigallia|sito=youtube.com|accesso=10 dicembre 2020}}
* {{cita web|url=https://www.youtube.com/watch?v=UbgEoK_0NKw|titolo=3 Liuwe Tamminga. Organo G. Callido. Chiesa della Croce Senigallia|sito=youtube.com|accesso=10 dicembre 2020}}
{{Avanzamento|100%|10 dicembre 2020}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ascoli Piceno/Ripatransone/Ripatransone - Concattedrale dei Santi Gregorio Magno e Margherita
0
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Callido (''Opus 195'')
* '''Anno:''' 1783
* '''Restauri/modifiche:''' sì
* '''Registri:''' 8
* '''Canne:''' no
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, nella parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 56 note con prima ottava cromatica estesa (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' dritta di 24 note (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>2</sup>''), costantemente unita al manuale
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|''Registri fuori cassa espressiva''
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4'
|-
|Quinta decima || 2'
|-
|''Registri in cassa espressiva''
|-
|Viola || 8'
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Celeste || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbassi || 16'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Duomo di Ripatransone|w_preposizione=sulla|w_etichetta=concattedrale dei Santi Gregorio Magno e Margherita a Ripatransone}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.sectioaurea.com/organi/Cattedrale.htm|titolo=Cattedrale|sito=sectioaurea.com|accesso=6 gennaio 2021}}
{{Avanzamento|100%|6 gennaio 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Senigallia/Senigallia - Chiesa Santa Maria della Neve
0
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VoceUmana7
51633
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Senigallia Santa Maria della Neve.jpg|350px|center]]
* '''Costruttore:''' Pinchi (''Opus 422'')
* '''Anno:''' 2001-2002
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 27
* '''Canne:''' 1884
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 3: ''Positivo aperto'' (primo manuale) e ''Recitativo aperto'' (terzo manuale) di 54 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>''); ''Grand'Organo'' (secondo manuale) di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' dritta di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Positivo aperto'''''
----
|-
|Principale violino || 8'
|-
|Bordone amabile || 8'
|-
|Flauto a becco || 4'
|-
|Principale || 2'
|-
|Sesquialtera II || 2.2/3'
|-
|Cimbalo III || 1'
|-
|Cromorno || 8'
|-
|Clarone || 4'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto a camino || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ottavino armonico || 2'
|-
|Mistura IV-VI || 2'
|-
|Tromba || 16'
|-
|Tromba || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''III - ''Recitativo aperto'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Cornetto IV || 4'
|-
|Dulciana orizzontale || 8'
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto a cuspide || 8'
|-
|Basso corale || 4'
|-
|Trombone || 16'
|-
|}
|}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://foisenigallia.it/organi/337-organo-portone|titolo=Organo Pinchi - Chiesa Santa Maria della Neve (vulgo del Portone) - Senigallia (AN)|sito=foisenigallia.it|accesso=26 luglio 2023}}
{{Avanzamento|100%|15 gennaio 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Serra San Quirico/Serra San Quirico - Chiesa di Santa Lucia
0
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2026-04-28T18:08:09Z
VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo a canne chiesa di S.Lucia a Serra San Quirico.jpg|400px|centro]]
* '''Costruttore:''' Giuseppe Maria Testa
* '''Anno:''' 1676
* '''Restauri/modifiche:''' Pinchi (restauro, 2007)
* '''Registri:''' 14
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' scavezza di 10 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>2</sup>''), Tamburo (''Re<sup>1</sup>''-''Fa<sup>1</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, al centro della cantoria in controfacciata
* '''Note:''' temperamento mesotonico 1/4 di comma
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra'''
----
|-
|Principale I
|-
|Principale II
|-
|Ottava
|-
|Quinta Decima
|-
|Decima Nona
|-
|Vigesima Seconda
|-
|Vigesima Sesta
|-
|Vigesima Nona
|-
|Tiratutti
|-
|Controbassi
|-
|Rosignuoli a tre voci
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra'''
----
|-
|Voce umana
|-
|Flauto in XIIa
|-
|Flautino
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di Santa Lucia (Serra San Quirico)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di Santa Lucia a Serra San Quirico}}
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ascoli Piceno/Cupra Marittima/Cupra Marittima - Chiesa dei Santi Basso e Margherita
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2026-04-28T18:11:36Z
VoceUmana7
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text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Verati (''Opus 93'')
* '''Anno:''' 1906
* '''Restauri/modifiche:''' Michelle Formentelli (restauro)
* '''Registri:''' 11
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, nella parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' piana parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento nel braccio di destra del transetto
* '''Accessori:''' Pedaliera (assegna i registri al pedale), Tremolo, Ancia, Uniorgano, Granforte, Ripieno
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
| Ripieno ||
|-
| Decimaquinta || 2'
|-
| Ottava || 4'
|-
| Voce umana || 8'
|-
| Bordone || 8'
|-
| Principale || 8'
|-
| Tromba || 8'<ref>in consolle la dicitura è ''Ancia 8<nowiki>'</nowiki>''.</ref>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
| Flauto || 4'
|-
| Celeste || 8'
|-
| Viola || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Pedale'''
----
|-
| Bordone || 16'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di San Basso (Cupra Marittima)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Basso a Cupra Marittima}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://orecchiandoallorgano.weebly.com/uploads/6/0/0/6/60065369/composizione_fonica_cupra.pdf|titolo=Composizione fonica organo chiesa di S. Basso (Cupra Marittima)|sito=orecchiandoallorgano.weebly.com|accesso=7 maggio 2021}}
{{Avanzamento|100%|7 maggio 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Cupra Marittima - Chiesa dei Santi Basso e Margherita]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Varese/Saronno/Saronno - Santuario della Beata Vergine dei Miracoli
0
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2026-04-28T17:45:28Z
VoceUmana7
51633
494837
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Saronno, Santuario della Beata Vergine dei Miracoli 11.JPG|center|350px]]
* '''Costruttore:''' Dell'Orto & Lanzini<ref>reimpiegando la cassa dello strumento precedente.</ref>
* '''Anno:''' 2019
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 23
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria al di sopra dell'abside
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto tappato || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Mistura || 4 file
|-
|Cornetto || 3 file Soprani
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone di legno || 8'
|-
|Principale || 4'
|-
|Corno di camoscio || 4'
|-
|Ottava || 2'
|-
|Quinta || 1.1/3'
|-
|Ottava || 1'
|-
|Cimbalo || 2 file
|-
|Oboe || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Ripieno || 2 file
|-
|Fagotto || 16'
|-
|Clarone || 4'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{ip|w=Santuario della Beata Vergine dei Miracoli|w_preposizione=sul|w_etichetta=santuario della Beata Vergine dei Miracoli a Saronno}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.dellortoelanzini.it/index.php/organi-nuovi/language/it/articles/id-2019-saronno-santuario-della-beata-vergine-maria.html|titolo=L'Organo del Santuario di Saronno|sito=dellortoelanzini.it|accesso=20 settembre 2021|lingua=de, en, it}}
{{Avanzamento|100%|21 gennaio 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Pesaro/Pesaro - Oratorio della Buona Morte
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2026-04-28T18:55:53Z
VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Organo di destra ==
* '''Costruttore:''' Antonio Pace
* '''Anno:''' 1631
* '''Restauri/modifiche:''' Ruffatti (restauro, 1996)
* '''Registri:''' 8<ref>Registri azionati da manette spostabili con movimento verticale e fissabili ad incastro, disposte in linea orizzontale a destra della tastiera</ref>
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, collocata al centro del corpo d'organo
* '''Tastiere:''' Tastiera scavezza di 45 note (''Do<sup>-1</sup>-Do<sup>4</sup>'')
* '''Pedaliera:''' scavezza a leggio di 9 note (''Do<sup>-1</sup>-Do<sup>2</sup>''), priva di registri propri e costantemente unita al manuale
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
* '''Note:''' Alimentazione sia con elettroventilatore che manuale
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Principale
|-
|Ottava
|-
|Demiquinta
|-
|Decimanona
|-
|Vigesima seconda
|-
|Flauto in XII B.
|-
|Flauto in XII S.
|-
|Flauto in VIII
|}
|}
== Note ==
<references/>
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Organo di destra ==
* '''Costruttore:''' Antonio Pace
* '''Anno:''' 1631
* '''Restauri/modifiche:''' Ruffatti (restauro, 1996)
* '''Registri:''' 8<ref>Registri azionati da manette spostabili con movimento verticale e fissabili ad incastro, disposte in linea orizzontale a destra della tastiera</ref>
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, collocata al centro del corpo d'organo
* '''Tastiere:''' Tastiera scavezza di 45 note (''Do<sup>-1</sup>-Do<sup>4</sup>'')
* '''Pedaliera:''' scavezza a leggio di 9 note (''Do<sup>-1</sup>-Do<sup>2</sup>''), priva di registri propri e costantemente unita al manuale
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
* '''Note:''' Alimentazione sia con elettroventilatore che manuale
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Principale
|-
|Ottava
|-
|Demiquinta
|-
|Decimanona
|-
|Vigesima seconda
|-
|Flauto in XII ||Bassi
|-
|Flauto in XII ||Soprani
|-
|Flauto in VIII
|}
|}
== Note ==
<references/>
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo oratorio morte Urbino.jpg|300px|centro]]
* '''Costruttore:'''
* '''Anno:'''
* '''Restauri/modifiche:'''
* '''Registri:'''
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:'''
* '''Consolle:'''
* '''Tastiere:'''
* '''Pedaliera:'''
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|}
|}
{{Avanzamento|10%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbania/Urbania - Concattedrale di San Cristoforo Martire
0
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo concattedrale Urbania 2024.jpg|centro|350x350px|Organo della concattedrale, Urbania]]
* '''Collocazione:''' in cantoria sulla parete absidale della chiesa
* '''Costruttore:''' Inzoli
* '''Anno:''' 1920
* '''Restauri/modifiche:''' 1948 (ampliamento, Inzoli); 1976 (ampliamento ed elettrificazione, Inzoli); 2020 (revisione generale e rifacimento trasmissione, Inzoli-Bonizzi)
* '''Registri:''' 27
* '''Canne:''' 1235
* '''Trasmissione:''' elettronica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, in cantoria
* '''Tastiere:''' 3 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>''), delle quali la seconda priva di registri
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale I || 8'
|-
|Principale II || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno 4 file || 1.1/3'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Unda maris || 8'<ref name=Do>da ''Do<sup>2</sup>''.</ref>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''III - ''Espressivo'''''
----
|-
|Principalino || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Coro viole 1-2 file || 8'<ref name=Do/>
|-
|Cornetto combinato 3 file || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe combinato</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Basso acustico || 32'
|-
|Contrabasso || 16'
|-
|Principale || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Gran quinta || 10.2/3'
|-
|Basso || 8'
|-
|Quinta || 5.1/3'
|-
|Ottava || 4'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Duomo di Urbania|w_preposizione=sulla|etichetta=concattedrale di San Cristoforo Martire a Urbania}}
{{Avanzamento|100%|4 dicembre 2018}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Fermo/Sant'Elpidio a Mare/Sant'Elpidio a Mare - Chiesa di San Filippo Neri
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VoceUmana7
51633
494888
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Gaetano Callido (''Opus 319'')
* '''Anno:''' 1794
* '''Restauri/modifiche:''' Felice Morganti? (1832?, modifiche)
* '''Registri:'''
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'', Bassi/Soprani ''Do#<sup>3</sup>''/''Re<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' ''Tiratutti del ripieno'', ''Tamburo''
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Concerto'''''
----
|-
|Tromboncini || 8' Bassi
|-
|Tromboncini || 8' Soprani
|-
|Voce umana || 8' Soprani
|-
|Flauto in VIII || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Cornetta || 1.3/5'
|-
|Violoncello || 8' Bassi<ref name=exp>in cassa espressiva.</ref>
|-
|Violino || 8' Soprani<ref name=exp/>
|-
|Tromboni || 8' <sup>(al Pedale)</sup>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto'''''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4'
|-
|Quinta decima || 2'
|-
|Decima nona || 1.1/3'
|-
|Vigesima seconda || 1'
|-
|Vigesima sesta || 2/3'
|-
|Vigesima nona || 1/2'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{ip|w=Chiesa di San Filippo Neri (Sant'Elpidio a Mare)|w_preposizione=sulla|w_etichetta=chiesa di San Filippo Neri a Sant'Elpidio a Mare}}
{{Avanzamento|100%|1 luglio 2016}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ascoli Piceno/Montefiore dell'Aso/Montefiore dell'Aso - Chiesa di San Francesco
0
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Anonimo
* '''Anno:''' 1650
* '''Restauri/modifiche:''' G. Interbartolo (restauro, 1999) con Nicolaas Waanders, con interventi parziali del XIX° e XX° sec.
* '''Registri:''' 8
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro dell'organo
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava corta (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggìo di 14 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>2</sup>'') costantemente unita
* '''Collocazione:''' in corpo unico, nella cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra '''
----
|-
|Principale
|-
|Ottava
|-
|Quinta Decima
|-
|Decima Nona
|-
|Vigesima Seconda
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra'''
----
|-
|Flauto in XII
|-
|Voce Umana
|-
|Violino
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di San Francesco (Montefiore dell'Aso)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Francesco a Montefiore dell'Aso}}
{{Avanzamento|100%|8 gennaio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - Chiesa della Santissima Annunziata
0
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2026-04-28T21:59:14Z
VoceUmana7
51633
494964
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo Santissima Annunziata Urbino.jpg|center|300px]]
* '''Collocazione:''' in corpo unico mobile, a pavimento sul lato destro della navata
* '''Costruttore:''' Francesco Traeri
* '''Anno:''' 1715<ref>Originariamente costruito per l'oratorio delle Cinque Piaghe e qui trasportato nel 1921, l'organo posto fino al 2009 nella chiesa di San Paolo Apostolo è opera di Francesco Traeri e risale al 1715. Dopo esser stato restaurato, data la non officiatura della chiesa di San Paolo, nel 2010 è stato trasferito nella chiesa della Santissima Annunziata.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' Luciano Peroni (2010, restauro)
* '''Registri:''' 7
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 45 tasti con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 11 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>-Re<sup>2</sup>)'', priva di registri propri e costantemente unita al manuale
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Quintadecima || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimaseconda || 1'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Voce umana || 8' Soprani
|-
|P.[rincipale] Bassi || 4' <ref>''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1;</sup>'' in origine l'organo non possedeva la prima ottava di 8'.</ref>
|-
|[Principale bassi] || 8' <ref>''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1</sup>''; aggiunta novecentesca, pomello collocato alla sinistra della tastiera.</ref>
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino
0
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2026-04-28T22:01:33Z
VoceUmana7
51633
/* Capoluogo */
494965
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Disposizioni foniche del comune di [[w:Urbino|Urbino]] raggruppate per edificio.
== Capoluogo ==
'''Chiese'''
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - Cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta|Cattedrale di Santa Maria Assunta]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - Chiesa della Santissima Annunziata|Chiesa della Santissima Annunziata]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - Chiesa di San Sergio|Chiesa di San Sergio]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - Chiesa di Santo Spirito|Chiesa di Santo Spirito]]
'''Monasteri e conventi'''
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (agostiniane)|Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (agostiniane)]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - Chiesa di Santa Maria della Torre (ex agostiniane)|Chiesa di Santa Maria della Torre (ex agostiniane)]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - Chiesa di San Francesco|Chiesa di San Francesco]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - Chiesa di Sant'Agostino (ex agostiniani)|Chiesa di Sant'Agostino (ex agostiniani)]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - San Girolamo (ex gerolamini)|San Girolamo (ex gerolamini)]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - San Domenico (ex domenicani)|San Domenico (ex domenicani)]]
'''Oratori'''
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - Oratorio del Santissimo Crocifisso della grotta|Oratorio del Santissimo Croficisso della grotta]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - Oratorio di San Giuseppe|Oratorio di San Giuseppe]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - Oratorio delle Cinque Piaghe|Oratorio delle Cinque Piaghe]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - Oratorio della Visitazione|Oratorio della Visitazione]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - Oratorio di San Sebastiano (confraternita di Sant'Andrea Avellino)|Oratorio di San Sebastiano (confraternita di Sant'Andrea Avellino)]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - Oratorio di San Francesco di Paola (confraternita del ''Corpus Domini'')|Oratorio di San Francesco di Paola (confraternita del ''Corpus Domini'')]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - Oratorio della morte|Oratorio della morte]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - Oratorio della Santa Croce|Oratorio della Santa Croce]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Urbino]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Sant'Angelo in Vado/Sant'Angelo in Vado - Concattedrale di Sant'Angelo in Vado
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VoceUmana7
51633
494942
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Tamburini (''Opus 138'')
* '''Anno:''' 1933
* '''Restauri/modifiche:''' aggiunta di consolle elettronica in presbiterio collegata via MIDI (1997)
* '''Registri:''' 15
* '''Canne:''' 975
* '''Trasmissione:''' pneumatica
* '''Consolle:''' originale in cantoria
* '''Tastiere:''' 2 da 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, al centro della cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Ripieno || 5 file
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Concerto viole || 8'
|-
|Gamba || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Basso forte || 8'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Duomo di Sant'Angelo in Vado|w_preposizione=sulla|w_etichetta=concattedrale di San Michele Arcangelo a Sant'Angelo in Vado}}
{{Avanzamento|100%|21 febbraio 2018}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Macerata/Matelica/Matelica - Concattedrale di Santa Maria Assunta
0
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2026-04-28T18:37:30Z
VoceUmana7
51633
494897
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Pinchi (''Opus 97'')
* '''Anno:''' 1961
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 28
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, nei pressi del corpo d'organo
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento nel braccio di sinistra del transetto
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto armonico || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Unda maris || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|Ripieno acuto
|-
|Ripieno grave
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Coro viole || 8'
|-
|Corno camoscio || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Decimino || 1.3/5'
|-
|Ripieno || 3 file
|-
|Tromba armonica || 8'
|-
|Voci corali || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Violoncello || 8'
|-
|Quinta || 5.1/3'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{ip|w=Concattedrale di Santa Maria Assunta (Matelica)|preposizione=sulla|etichetta=concattedrale di Santa Maria Assunta a Matelica}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.lucamigliorelli.it/#chisono|titolo=Chi sono|editore=lucamigliorelli.it|accesso=5 giugno 2021}}
{{Avanzamento|100%|5 giugno 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Macerata/Recanati/Recanati - Chiesa di San Domenico
0
49846
494905
468507
2026-04-28T18:45:56Z
VoceUmana7
51633
494905
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Balbiani Vegezzi-Bossi
* '''Anno:''' 1940<ref>trasferito nel 1998 dalla basilica della Santa Casa in Loreto.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' Brondino Vegezzi-Bossi (2013, restauro)
* '''Registri:''' 20
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettropneumatica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nel presbiterio
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria a ridosso della parete di fondo dell'abside
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Ottavina || 2'
|-
|Pieno || 6 file
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Eufonio || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola d'amore || 8'
|-
|Concerto viole || 8'
|-
|Unda maris || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Oboe || 8'
|-
|Vibratore
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di San Domenico (Recanati)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Domenico a Recanati}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://vegezzi-bossi.com/attivita-single.php?organo=128|titolo=Parrocchia di San Domenico - Recanati (MC)|sito=vegezzi-bossi.com|accesso=1° luglio 2021}}
{{Avanzamento|100%|5 dicembre 2019}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Ancona/Ancona - Cattedrale metropolitana di San Ciriaco
0
49952
494841
487070
2026-04-28T17:49:59Z
VoceUmana7
51633
494841
wikitext
text/x-wiki
[[File:Ancona - Basilica cattedrale di San Ciriaco - 2023-09-24 22-33-54 010.jpg|500px|centro]]
* '''Costruttore:''' Tamburini (''Opus 347-348'')
* '''Anno:''' 1955
* '''Restauri/modifiche:''' Luciano Saviolo (?, restauro), Pierpaolo Pallotti (2002, restauro)
* '''Registri:''' 37
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettropneumatica
* '''Consolle:''' 2: quella maggiore mobile indipendente, a pavimento nel transetto di destra; quella del ''Corale aperto'', a pavimento nel transetto di sinistra
* '''Tastiere:''' 2 sulla consolle maggiore, 1 su quella ausiliaria; in entrambe, di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in due corpi maggiori, a pavimento nell'ultima campata di ciascuna navatella del transetto di destra; il ''Corale aperto'', con la relativa sezione del ''Pedale'', a pavimento nella navatella destra del transetto di sinistra<ref>originariamente posto nell'abside dietro l' altare maggiore; nel 2022 è stato collocato nella sede attuale.</ref>
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Corale aperto'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|}
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale corale'''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Bordone || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno || 3 file
|-
|Ripieno || 7 file
|-
|Unda maris || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Salicionale || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Eufonio || 8'
|-
|Principalino || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ripieno || 5 file
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Concerto viole || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Principale || 16'
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|Quinta || 10.2/3'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Altri progetti ==
{{ip|w=Duomo di Ancona|preposizione=sulla|etichetta=cattedrale metropolitana di San Ciriaco ad Ancona}}
{{Avanzamento|100%|3 marzo 2015}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Varese/Leggiuno/Quicchio - Chiesa di Santa Caterina del Sasso
0
50165
494830
430895
2026-04-28T17:36:55Z
VoceUmana7
51633
494830
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Leggiuno, eremo di Santa Caterina del Sasso (86).jpg|center|300px]]
* '''Costruttore:''' Domenico Antonio Rossi
* '''Anno:''' 1783
* '''Restauri/modifiche:''' sì (restauri conservativi)
* '''Registri:''' 6
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' no
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'<ref>da ''Fa#<sup>2</sup>''.</ref>
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimaseconda || 1'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{ip|w=Eremo di Santa Caterina del Sasso|w_preposizione=sull'|w_etichetta=eremo di Santa Caterina del Sasso a Quicchio}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.myrrha.it/la-tradizione-organaria-napoletana-di-mario-manzin-numero-4/|autore=Mario Manzin|titolo=La tradizione organaria napoletana. Organo Rossi a Santa Caterina|sito=myrrha.it|accesso=21 agosto 2021}}
{{Avanzamento|100%|21 agosto 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Leggiuno]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ascoli Piceno/Ascoli Piceno/Ascoli Piceno - Cattedrale di Sant'Emidio
0
50246
494872
466295
2026-04-28T18:11:01Z
VoceUmana7
51633
494872
wikitext
text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
== Organo maggiore ==
[[File:Ascoli Piceno 2015 by-RaBoe 229.jpg|center|300px]]
* '''Costruttore:''' Vincenzo, Giovanni ed Enrico Paci
* '''Anno:''' 1873
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 38
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, nella parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 56 note con prima ottava cromatica estesa (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'', Bassi/Soprani ''Do#<sup>3</sup>''/''Re<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' di 18 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>2</sup>'') + pedale del ''Tamburo''
* '''Collocazione:''' in corpo unico, al centro della cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' ''Combinazione libera alla lombarda'' a pedalone, ''Tiratutti'' a pedalone, ''Tamburo'' a pedale, ''Terza mano del Grand'Organo'' a manetta
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - Grand'Organo ''Concerto'''''
----
|-
| Flauto || 16' Bassi<ref>da ''Do<sup>2</sup>''.</ref>
|-
| Corni || 16' Soprani
|-
| Voce umana || 8' Soprani
|-
| Flauto traversiere || 8' Soprani
|-
| Flauto in VIII || 4' Soprani
|-
| Flauto in XII || 2.2/3' Soprani
|-
| Ottavino || 2'
|-
| Cornetta || 1.3/5' Soprani
|-
| Tromba ottavino || 8' Soprani
|-
| Clarone || 4' Bassi
|-
| Tromboncini || 8' Soprani
|-
| Tremolo
|-
|}
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale ''Concerto'''''
----
|-
|Tromboni || 16'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''I - Grand'Organo ''Concerto'''''
----
|-
| Principale || 8' Bassi
|-
| Principale || 8' Soprani
|-
| Ottava || 4' Bassi
|-
| Ottava || 4' Soprani
|-
| Duodecima || 2.2/3'
|-
| Decimaquinta || 2'
|-
| Decimanona || 1.1/3'
|-
| Vigesimaseconda || 1'
|-
| Vigesimasesta || 2/3'
|-
| Vigesimanona || 1/2'
|-
| Trigesimaterza || 2/3'<ref>fino a''Fa<sup>2</sup>''.</ref>
|-
| Trigesimasesta || 1/4'<ref>fino a''Do<sup>2</sup>''.</ref>
|-
|}
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale ''Ripieno'''''
----
|-
| Contrabbassi || 16'
|-
| Ottava contrabbassi || 8'
|-
| Ottava rinforzo || 4'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''II - Eco espressivo'''
----
|-
| Violoncello || 16' Soprani
|-
| Principale || 8' Bassi
|-
| Principale || 8' Soprani
|-
| Violetta || 8'
|-
| Viola || 4' Bassi
|-
| Viola || 4' Soprani
|-
| Flauto || 4' Bassi
|-
| Flauto || 4' Soprani
|-
| Clarinetto || 16' Soprani
|-
| Oboe || 8' Soprani
|-
| Fagotto || 8' Bassi
|-
|}
|}
== Organo positivo ==
* '''Costruttore:''' Gaetano Callido (''Opus 223'')
* '''Anno:''' 1786
* '''Restauri/modifiche:''' Vincenzo Paci (1854, rifacimento), Alessandro Girotto (2015, restauro e spostamento)
* '''Registri:''' 8
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, nella parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' ?
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento nell'abside<ref>in origine nella cappella del Santissimo Sacramento.</ref>
* '''Accessori:''' ''Tiratutti'' a pomellone
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Concerto'''''
----
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Flauto in VIII || 4'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4'
|-
|Quintadecima || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimaseconda || 1'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{ip|w=Cattedrale di Sant'Emidio|w_preposizione=sulla|w_etichetta=cattedrale di Sant'Emidio ad Ascoli Piceno}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://orgbase.nl/scripts/ogb.exe?database=ob2&%250=2058387&LGE=EN&LIJST=lang|titolo=Ascoli Piceno, Italia (Ascoli Piceno) - Cattedrale di San Emidio|sito=orgbase.nl|lingua=de, en, fr, nl|accesso=10 settembre 2021}}
{{Avanzamento|100%|7 maggio 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Cupra Marittima - Chiesa dei Santi Basso e Margherita]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - Cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta
0
50315
494963
479002
2026-04-28T21:48:08Z
VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Santa Maria Assunta (Duomo d'Urbino)-organo.jpg|500px|centro]]
* '''Costruttore:'''Alessandro Girotto<ref>con parziale riutilizzo del materiale fonico dei precedenti organi: Callido (''Opus 389'') del 1801 e del suo ampliamento effettuato dal Luigi Giudici nel 1892</ref>
* '''Anno:''' 1979
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 29
* '''Canne:''' 1726
* '''Trasmissione:''' elettronica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nel transetto (costituita da un organo elettrofono a 3 tastiere)
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note reali (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria nel braccio destro del transetto
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Dolce || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto in ottava || 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno grave || 2 file
|-
|Ripieno acuto || 4 file
|-
|Tromba || 8'
|-
|Voce umana || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Principalino || 8'
|-
|Bordone/Flauto || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Flauto in duodecima || 2.2/3'
|-
|Flauto || 2'
|-
|Cornetta || 1.3/5'
|-
|Ripieno || 3 file
|-
|Fagotto/Oboe || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Trombone || 8'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Duomo di Urbino|w_preposizione=sulla|w_etichetta=cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta ad Urbino}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://orgbase.nl/scripts/ogb.exe?database=ob2&%250=2032850&LGE=EN&LIJST=lang|titolo=Urbino, Italia (Pesaro e Urbino) - Duomo - Basilica Cattedrale|sito=orgbase.nl|lingua=de, en, fr, nl|accesso=20 settembre 2021}}
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Fano/Fano - Chiesa di San Pio X
0
50316
494935
415491
2026-04-28T19:24:23Z
VoceUmana7
51633
494935
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Schuke
* '''Anno:''' seconda metà del XX secolo<ref>installato nella chiesa nel 2006.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' Dell'Orto & Lanzini (2006)
* '''Registri:''' 13
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-parallela di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento sul lato sinistro dell'aula
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Hauptwerk'''''
----
|-
|Rohrflöte || 8'
|-
|Principal || 4'
|-
|Flachflöte || 2'
|-
|Mixtur || 4-6 fach
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Positiv'''''
----
|-
|Singend Gedackt || 8'
|-
|Koppelflöte || 4'
|-
|Quinte || 1.1/3'
|-
|Scharff || 4 fach
|-
|Sesquialtera || 2 fach
|-
|<span style="color:#8b0000;">Vox humana</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span>
|-
|Tremulant
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedal'''
----
|-
|Subbass || 16'
|-
|Rohrpommer || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Lieblich Posaune</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|21 febbraio 2018}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
7huqcl5xl0u96wpzh1obxx02j7ebra8
Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Varese/Saronno/Saronno - Chiesa dei Santi Pietro e Paolo
0
50500
494835
458918
2026-04-28T17:44:20Z
VoceUmana7
51633
494835
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Organo Serassi ==
* '''Costruttore:''' Fratelli Serassi (''Opus 392'')
* '''Anno:''' 1821
* '''Restauri/modifiche:''' Serassi (1830, spostamento), De Simoni-Carrera (1863, ampliamento), Ermolli (1902, modifiche), Monticelli (1986-1987, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 27
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' mista (meccanica per il primo manuale e il pedale, pneumatica per il secondo manuale)
* '''Consolle:''' a finestra, nella parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' dritta di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria sud - alla sinistra del presbiterio dal punto di vista del celebrante rivolto all'assemblea cioè in "Cornu Epistulae" <ref>in origine sulla cantoria in controfacciata, e dopo l'ampliamento della chiesa spostato nel 1830 nell'attuale collocazione.</ref>
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Diapason || 8'
|-
|Flutta || 8'
|-
|Unda maris || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimasettima || 1.3/5' Soprani
|-
|Tromba || 8'
|-
|Clarinetto || 8'
|-
|Ripieno || 8 file
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Principalino || 8'
|-
|Viola da gamba || 8'
|-
|Voce celeste || 2 file
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Tromba dolce || 8'
|-
|Ripieno || 3 file
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''''Pedale'''''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Bombarda || 16'
|-
|}
|}
== Organo Ott ==
* '''Costruttore:''' Paul Ott
* '''Anno:''' 1962<ref>costruito per la Thomaskirche di Düsseldorf, installato nel 2021 nell'attuale sede.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' Saverio Anselmi Tamburini (2021)
* '''Registri:''' 25
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' mista (meccanica per i manuali e il pedale, elettrica per i registri)
* '''Consolle:''' fissa indipendente
* '''Tastiere:''' 2 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria nord - alla destra del presbiterio dal punto di vista del sacerdote rivolto verso l'assemblea-cioè in "Cornu Evangelii" .
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Hauptwerk'''''
----
|-
|Quintade || 16'
|-
|Prinzipal || 8'
|-
|Holzflöte || 8'
|-
|Oktave || 4'
|-
|Gedackt || 4'
|-
|Nasat || 2.2/3'
|-
|Oktave || 2'
|-
|Mixtur || IV-VI
|-
|Trompete || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Schwellwerk'''''
----
|-
|Metalgedackt || 8'
|-
|Prinzipal || 4'
|-
|Rohrflöte || 4'
|-
|Gemshorn || 2'
|-
|Sesquialtera || II
|-
|Quinte || 1.1/3'
|-
|Scharf || III-IV
|-
|Krummhorn || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedal'''
----
|-
|Subbass || 16'
|-
|Prinzipal || 8'
|-
|Gedackt || 8'
|-
|Nachthorn || 4'
|-
|Koppelflöte || 2'
|-
|Mixtur || IV
|-
|Stille Posaune || 16'
|-
|Trompete || 4'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Bibliografia ==
* {{cita libro|autore=Giosuè Berbenni|titolo=Catalogo degli organi Serassi : ordinamento cronologico e aggiornamento (1722-1893)|città=Guastalla|editore=Associazione Giuseppe Serassi|anno=2014|isbn=978-88-98958-07-8|pp=204-205}}
== Altri progetti ==
{{ip|w=Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Saronno)|w_preposizione=sulla|w_etichetta=chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Saronno}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://marietto.altervista.org/saronno.htm|titolo=Saronno - VA (I) - Chiesa prepositurale SS. Pietro e Paolo - Organo Serassi (1821)|sito=marietto.altervista.org|accesso=11 novembre 2021|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20150801192023/http://marietto.altervista.org/saronno.htm|dataarchivio=1° agosto 2015}}
* {{cita web|url=https://giuliomercati.it/eventi/benedizione-e-inaugurazione-del-nuovo-organo-della-chiesa-prepositurale-di-saronno/|titolo=Benedizione e inaugurazione del nuovo organo della chiesa prepositurale di Saronno|sito=giuliomercati.it|accesso=10 novembre 2021}}
* {{cita web|url=http://orgbase.nl/scripts/ogb.exe?database=ob2&%250=2023696&LGE=EN&LIJST=lang|titolo=Düsseldorf, Deutschland (Nordrhein-Westfalen) - Thomaskirche (Mörsenbroich)|sito=orgbase.nl|lingua=de, en, fr, nl|accesso=10 novembre 2021}}
* {{cita news|url=https://www.emmaus-duesseldorf.de/blog/74869|titolo=Orgel aus der Thomaskirche findet neue Heimat in Italien|sito=emmaus-dussenldorf.de|lingua=de|data=21 febbraio 2021|accesso= 10 novembre 2021}}
{{Avanzamento|100%|2 marzo 2018}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
p835aiw6kx0s2vjp1aplifg8bh1gr1t
Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Senigallia/Senigallia - Cattedrale di San Pietro apostolo
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Senigallia-Cattedrale S.Pietro-consolle organo Vegezzi Bossi.jpg|300px|centro]]
* '''Costruttore:''' Carlo Vegezzi Bossi (Op. 1133)
* '''Anno:''' 1906
* '''Restauri/modifiche:''' Carlo II Vegezzi Bossi (ampliamento, 1945)
* '''Registri:''' 23
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' pneumatica tubolare
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria, nel presbiterio in ''Cornu Epistolae''
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'<Ref name=Call>in parte Callido, fine XVIII° sec.</Ref>
|-
|Principale || 8'<Ref name=Call/>
|-
|Flauto|| 8'<Ref name=del>del 1945</Ref>
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Unda Maris || 8'<Ref name=Call/>
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Ottavina || 2'<Ref>ovvero XV, Callido</Ref>
|-
|Pieno 6 file<Ref name=Call/>
|-
|Tromba || 8'<Ref>ancia, tigrato</Ref>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Positivo Espr.'''''
----
|-
|Bordone || 8'<Ref>metallo</Ref>
|-
|Gamba || 8'
|-
|Ottava dolce || 4'
|-
|Flauto armonico || 4'<Ref name=Cal>Callido</Ref>
|-
|Quintina || 2.2/3'<Ref name=del/>
|-
|Pieno 3 file
|-
|Concerto Viole<Ref>a più file</Ref>
|-
|Oboe || 8'<Ref>ancia</Ref>
|-
|Tremolo<Ref>a tirante</Ref>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'<Ref name=Cal/>
|-
|Bordone || 16'<Ref name=del/>
|-
|Bordone || 8'
|-
|Violoncello || 8'<Ref>prime note in zinco</Ref>
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Cattedrale di San Pietro apostolo (Senigallia)|w_preposizione=sulla|etichetta= cattedrale di San Pietro apostolo a Senigallia}}
{{Avanzamento|100%|21 maggio 2022}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Jesi/Jesi - Santuario della Madonna delle Grazie
0
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487377
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Jesi, Santuario Delle Grazie.jpg|centro|300px]]
* '''Costruttore:''' Zenoni
* '''Anno:''' 1964
* '''Restauri/modifiche:''' Pierpaolo Pallotti (2022, revisione generale)
* '''Registri:''' 25
* '''Canne:''' 1774
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nel presbiterio
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' su due cantorie contrapposte ai lati del presbiterio
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto aperto|| 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decima quinta || 2'
|-
|Ripieno || 5 file
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Principalino || 8'
|-
|Corno di notte || 8'
|-
|Viola gamba || 8ˈ
|-
|Coro viole || 8'
|-
|Flauto camino || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ottavina || 4'
|-
|Ripieno || 3 file
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe dolce</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto armonico || 4'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Santuario della Madonna delle Grazie (Jesi)|w_preposizione=sul|etichetta=santuario della Madonna delle Grazie a Jesi|commons_preposizione=sull'|commons_etichetta=organo a canne}}
{{Avanzamento|100%|5 maggio 2025}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Jesi - Santuario della Madonna delle Grazie]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Castelfidardo/Castelfidardo - Collegiata di Santo Stefano
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Gaetano Callido
* '''Anno:''' 1790 circa<ref>strumento costruito per il monastero di Santa Caterina a Macerata, successivamente ricollocato nell'odierna posizione.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' Alessandro Girotto (1992, modifiche)
* '''Registri:''' 28 (dei quali 3 elettronici)
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nella cappella del transetto di sinistra
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in tre corpi, a pavimento nel transetto di sinistra: il corpo aperto a ridosso della parete di sinistra; i corpi espressivi in due elementi ai lati dell'altare della cappella attigua
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|''aperto''
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|XXVI || 2/3'
|-
|XXIX || 1/2'
|-
|Ripieno || 4 file
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Flauto in XVII || 1.3/5'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromboncini</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Archi<ref name=archi>registro elettronico.</ref>
|-
|''espressivo''
|-
|Flauto || 8'
|-
|Principalino || 4'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Flauto || 2'
|-
|Pienino || 3 file
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Cornetto
|-
|Archi<ref name=archi/>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|''aperto''
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|''espressivo''
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Archi<ref name=archi/>
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Collegiata di Santo Stefano (Castelfidardo)|preposizione=sulla|etichetta=Collegiata di Santo Stefano a Castelfidardo}}
{{Avanzamento|100%|8 gennaio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ascoli Piceno/Offida/Offida - Santuario del Beato Bernardo
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Fratelli Ruffatti
* '''Anno:''' 1955-1956<ref>inaugurato il 19 agosto 1956 da Adamo Volpi.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' Pierpaolo Pallotti (2019, restauro)
* '''Registri:''' 18 (13 reali)
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' fissa indipendente, al centro della cantoria
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento nel braccio destro del transetto
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decima quinta || 2'
|-
|Ripieno 5 file || 1.1/3'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Principalino || 4'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola gamba || 8'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Silvestre || 2'
|-
|Voce celeste || 8'<ref>da ''Do<sup>2</sup>''.</ref>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Bordone || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.pallottiorgan.com/ruffatti-ita|titolo=Organo Ruffatti, 1955 - Santuario del Beato Bernardo - Offida, Ascoli Piceno|sito=pallottiorgan.com|accesso=31 luglio 2022}}
{{Avanzamento|100%|14 marzo 2015}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Macerata/Morrovalle/Morrovalle - Chiesa di San Bartolomeo Apostolo
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
{{Doppia immagine|center|Morrovalle-S.Bartolomeo ap.-organo Callido.jpg|300|Morrovalle - S.Bartolomeo-consolle organo Callido.jpg|300|}}
* '''Costruttore:''' Gaetano Callido (''Opus 408'')
* '''Anno:''' 1804
* '''Restauri/modifiche:''' ? (1910 circa, riforma), Michel Formentelli (2011, restauro filologico), ? (2022, ripristino dopo il terremoto e i restauri dell'edificio)
* '''Registri:''' 20
* '''Canne:''' 642
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 47 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' scavezza a leggio di 17 pedali (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>'') costantemente unita al manuale + pedale del ''Tamburo''<ref>4 canne, derivato (suona solo, se vengono utilizzati, i ''Contrabassi 16'<nowiki/>'' e ''Ottava di Contrabassi 8''').</ref>
* '''Collocazione:''' in corpo unico, al centro della cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || 8' Bassi<ref name=":0">in facciata.</ref>
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4'
|-
|Quinta decima || 2'
|-
|Decima nona || 1.1/3'
|-
|Vigesima seconda || 1'
|-
|Vigesima sesta || 2/3'
|-
|Vigesima nona || 1/2'
|-
|Trigesima terza || 1/3'<ref>dal ''Do<sup>1</sup>'' al ''Fa<sup>2</sup>''.</ref>
|-
|Trigesima sesta || 1/4'<ref>dal ''Do<sup>1</sup>'' al ''Do<sup>2</sup>''.</ref>
|-
|Contrabassi || 16' <sup>(al Pedale)</sup>
<ref>bitonali dal 1910 circa (escluso il ''Sib<sup>1</sup>''), valvole disattivate nel restauro filologico risalente al 2011.</ref>
|-
|Ottava di contrabassi || 8' <sup>(al Pedale)</sup><ref>inserisce anche il registro antecedente.</ref>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''esterna'''''
----
|-
|Voce umana || 8' Soprani<ref>calante.</ref>
|-
|Flauto in VIII || 4' Bassi<ref>dal ''Do<sup>1</sup>'' al ''Si<sup>1</sup>'' registro trasmesso dall<nowiki>'</nowiki>''Ottava 4<nowiki>'</nowiki>'' della ''I tastiera'', reale dal ''Do<sup>2</sup>''.</ref>
|-
|Flauto in VIII || 4' Soprani
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Cornetta || 1.3/5' Soprani
|-
|Tromboncini || 8' Bassi<ref name=":0" />
|-
|Tromboncini || 8' Soprani<ref name=":0" />
|-
|Tromboni || 8' <sup>(al Pedale)</sup><ref>suona solo, se vengono utilizzati, i ''Contrabassi 16'<nowiki/>'' e ''Ottava di Contrabassi 8'''.</ref>
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
{{Avanzamento|100%|3 agosto 2022}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Morrovalle - Chiesa di San Bartolomeo ap.]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Macerata/Corridonia
0
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Disposizioni foniche del comune di [[w:Corridonia|Corridonia]] raggruppate per edificio.
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Macerata/Corridonia/Corridonia - Chiesa dei Santi Pietro, Paolo e Donato|Chiesa dei Santi Pietro, Paolo e Donato]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Corridonia]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Macerata/Corridonia/Corridonia - Chiesa dei Santi Pietro, Paolo e Donato
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Tripla immagine |center|Facciata organo Morettini.jpg|300| Tastiera e pedaliera Morettini.jpg|420|Tavola registri.jpg|300|}}
* '''Costruttore:''' Angelo Morettini (''Opus 22'')
* '''Anno:''' 1830
* '''Restauri/modifiche:''' Fratelli Ruffatti (2021)
* '''Registri:''' 25
* '''Canne:''' 813
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 54 note cromatica (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>''), divisione bassi/soprani: (''Do<sup>3</sup>''-''Do#<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' scavezza a leggio di 17 pedali (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>'') costantemente unita al manuale + pedale del ''Tamburo al pedale''<ref>4 canne del Basso azionate simultaneamente, derivato.</ref> + pedale ''Espressione''<ref> Aziona una cassa espressiva per Violoncello e Lira.</ref>
* '''Collocazione:''' in corpo unico, al centro della cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' Grancassa e Campanelli <ref>Azionamento simultaneo di Grancassa e Sistro di 12 campanelli suonati insieme.</ref>, Tamburo al pedale
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava ||
|-
|Duodecima ||
|-
|Decimaquinta ||
|-
|Decimanona ||
|-
|Vigesimaseconda ||
|-
|Vigesimasesta ||
|-
|Vigesimanona ||
|-
|Trigesimaterza ||<ref>dal ''Do<sup>1</sup>'' al ''Mi<sup>2</sup>''.</ref>
|-
|Trigesimasesta ||<ref>dal ''Do<sup>1</sup>'' al ''Do<sup>2</sup>''.</ref>
|-
|Ottave de' Bassi || congiunto al 16' <sup>(al Pedale)</sup><ref>si inserisce insieme al registro dei Bassi.</ref>
|-
|Bassi || 16' aperto <sup>(al Pedale)</sup>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''esterna'''''
----
|-
|Tromboncini || 8' Bassi
|-
|Tromboncini || 8' Soprani
|-
|Trombette in VIII || 4' Bassi
|-
|Violoncello || 8' Bassi
|-
|Lira || 16' Soprani
|-
|Traversiè || 8' Soprani
|-
|Flauto in VIII|| 4' Soprani
|-
|Quintetto || 2.2/3'<ref>dal ''Do#<sup>2</sup>.</ref>
|-
|Voce Umana || 8' Soprani
|-
|Violetta || 8' Soprani
|-
|Acciarrini || 1.3/5' Soprani
|-
|Tromboni || 8' <sup>(al Pedale)</sup>
|-
|Gariglione|| Soprani
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa dei Santi Pietro, Paolo e Donato|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa dei Santi Pietro, Paolo e Donato a Corridonia}}
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Tripla immagine |center|Facciata organo Morettini.jpg|300| Tastiera e pedaliera Morettini.jpg|420|Tavola registri.jpg|300|}}
* '''Costruttore:''' Angelo Morettini (''Opus 22'')
* '''Anno:''' 1830
* '''Restauri/modifiche:''' Fratelli Ruffatti (2021)
* '''Registri:''' 25
* '''Canne:''' 813
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 54 note cromatica (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>''), divisione bassi/soprani: (''Do<sup>3</sup>''-''Do#<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' scavezza a leggio di 17 pedali (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>'') costantemente unita al manuale + pedale del ''Tamburo al pedale''<ref>4 canne del Basso azionate simultaneamente, derivato.</ref> + pedale ''Espressione''<ref> Aziona una cassa espressiva per Violoncello e Lira.</ref>
* '''Collocazione:''' in corpo unico, al centro della cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' Grancassa e Campanelli <ref>Azionamento simultaneo di Grancassa e Sistro di 12 campanelli suonati insieme.</ref>, Tamburo al pedale
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| colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava ||
|-
|Duodecima ||
|-
|Decimaquinta ||
|-
|Decimanona ||
|-
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|-
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|-
|Vigesimanona ||
|-
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|-
|Trigesimasesta ||<ref>dal ''Do<sup>1</sup>'' al ''Do<sup>2</sup>''.</ref>
|-
|Ottave de' Bassi || congiunto al 16' <sup>(al Pedale)</sup><ref>si inserisce insieme al registro dei Bassi.</ref>
|-
|Bassi || 16' aperto <sup>(al Pedale)</sup>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
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| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''esterna'''''
----
|-
|Tromboncini || 8' Bassi
|-
|Tromboncini || 8' Soprani
|-
|Trombette in VIII || 4' Bassi
|-
|Violoncello || 8' Bassi
|-
|Lira || 16' Soprani
|-
|Traversiè || 8' Soprani
|-
|Flauto in VIII|| 4' Soprani
|-
|Quintetto || 2.2/3'<ref>dal ''Do#<sup>2</sup>.</ref>
|-
|Voce Umana || 8' Soprani
|-
|Violetta || 8' Soprani
|-
|Acciarrini || 1.3/5' Soprani
|-
|Tromboni || 8' <sup>(al Pedale)</sup>
|-
|Gariglione|| Soprani
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa dei Santi Pietro, Paolo e Donato|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa dei Santi Pietro, Paolo e Donato a Corridonia}}
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Senigallia/Senigallia - Chiesa di Santa Maria Assunta
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VoceUmana7
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
{{Doppia immagine|center|Senigallia-S.M.Assunta-organo Bazzani.jpg|300|Senigallia-S.M.Assunta-consolle organo Bazzani.jpg|300}}
* '''Costruttore:''' Giacomo Bazzani e Figli (''Opus'' 92)
* '''Anno:''' 1856
* '''Restauri/modifiche:''' Fratelli Ruffatti (2005, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 28
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 56 note con prima ottava cromatica (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>'') costantemente unita alla tastiera<Ref>il La2 aziona il ''Rollante''</Ref>
* '''Collocazione:''' in corpo unico, al centro della cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' pedaletti per ''Ripieno'' e ''C.L. alla Lombarda''
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Interna'''''
----
|-
|Terza mano
|-
|Voce umana || S.
|-
|Flutta reale || S.
|-
|Flauto in VIII || B.
|-
|Viola || B.
|-
|Viola || S.
|-
|Clarone || B.
|-
|Trombe dolci ai S.
|-
|Ottavino || S.
|-
|Violoncello || S.
|-
|Tromboncini || S.
|-
|Tromboncini || B.
|-
|Trombe reali || 16'<Ref>pedale</Ref>
|-
|Quinta di Contrabbassi
|-
|Ottava di Contrabbassi
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Esterna'''''
----
|-
|Principale I || B.
|-
|Principale I || S.
|-
|Principale II || B.
|-
|Principale II || S.
|-
|Ottava || B.
|-
|Ottava || S.
|-
|Quinta Decima
|-
|Decimanona
|-
|Vigesimaseconda
|-
|Vigesimasesta
|-
|Vigesimanona
|-
|Trigesimaterza
|-
|Trigesimasesta
|-
|Contrabbassi
|-
|}
|}
== Note ==
</references>
{{Avanzamento|100%|15 aprile 2023}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Pesaro/Pesaro - Chiesa di Sant'Agostino
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VoceUmana7
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
{{Doppia immagine|center|Pesaro-S.Agostino-organo Callido.jpg|388|Pesaro-S.Agostino-consolle organo Callido.jpg|220}}
* '''Costruttore:''' Gaetano Callido (''Op.'' 118)
* '''Anno:''' 1776
* '''Restauri/modifiche:''' Giuseppe Cioccolani (1845)
* '''Registri:''' 20
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro dell'organo
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>4</sup>'')
* '''Pedaliera:''' scavezza a leggio di 18 tasti (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>2</sup>'') sempre unita al manuale
* '''Collocazione:''' in corpo unico, al centro della cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' ''Tiratutti'' a manovella
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra interna'''
----
|-
|Principale Bassi<Ref>8'</Ref>
|-
|Principale Soprani
|-
|Ottava
|-
|Decimaquinta
|-
|Decimanona
|-
|Vigesimaseconda
|-
|Vigesimasesta
|-
|Vigesimanona
|-
|Trigesimaterza<Ref>fino al Fa2</Ref>
|-
|Trigesimasesta<Ref>fino al Do2</Ref>
|-
|Contrabassi
|-
|Ottave di Contrabassi
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra esterna'''
----
|-
|Voce umana
|-
|Flauto in ottava
|-
|Flauto in duodecima
|-
|Cornetta
|-
|Tromboncini bassi
|-
|Tromboncini soprani
|-
|Corno inglese<Ref>16' soprani, aggiunto</Ref>
|-
|Ottavino<Ref>2' soprani, aggiunto</Ref>
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di Sant'Agostino (Pesaro)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di Sant'Agostino a Pesaro}}
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
{{Doppia immagine|center|Pesaro-S.Agostino-organo Callido.jpg|388|Pesaro-S.Agostino-consolle organo Callido.jpg|220}}
* '''Costruttore:''' Gaetano Callido (''Op.'' 118)
* '''Anno:''' 1776
* '''Restauri/modifiche:''' Giuseppe Cioccolani (1845)
* '''Registri:''' 20
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro dell'organo
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>4</sup>'')
* '''Pedaliera:''' scavezza a leggio di 18 tasti (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>2</sup>'') sempre unita al manuale
* '''Collocazione:''' in corpo unico, al centro della cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' ''Tiratutti'' a manovella
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra interna'''
----
|-
|Principale ||Bassi<Ref>8'</Ref>
|-
|Principale|| Soprani
|-
|Ottava
|-
|Decimaquinta
|-
|Decimanona
|-
|Vigesimaseconda
|-
|Vigesimasesta
|-
|Vigesimanona
|-
|Trigesimaterza<Ref>fino al Fa2</Ref>
|-
|Trigesimasesta<Ref>fino al Do2</Ref>
|-
|Contrabassi
|-
|Ottave di Contrabassi
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra esterna'''
----
|-
|Voce umana
|-
|Flauto in ottava
|-
|Flauto in duodecima
|-
|Cornetta
|-
|Tromboncini ||Bassi
|-
|Tromboncini ||Soprani
|-
|Corno inglese<Ref>16' soprani, aggiunto</Ref>
|-
|Ottavino<Ref>2' soprani, aggiunto</Ref>
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di Sant'Agostino (Pesaro)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di Sant'Agostino a Pesaro}}
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Varese/Gallarate/Gallarate - Chiesa del Sacro Cuore
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
{{Doppia immagine|center|Gallarate-Sacro Cuore-organo Mascioni.jpg|350|Gallarate-Sacro Cuore-consolle organo Mascioni.jpg|221}}
* '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 741'')
* '''Anno:''' 1957
* '''Restauri/modifiche:''' Mascioni (revisione generale, 2023)
* '''Registri:''' 18
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' indipendente, in cantoria, rivolta verso la navata
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in cantoria, in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="28" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decima V || 2'
|-
|Ripieno 5f || 2'
|-
|}
|
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Eufonio || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola dolce || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
|
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Aloisianum|w_preposizione=sull'|etichetta= Aloisianum}}
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Falconara Marittima/Falconara Marittima - Chiesa di Sant'Antonio
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Falconara Marittima - Chiesa di S. Antonio di Padova - 2023-09-16 21-35-21 001.JPG|500px|centro]]
* '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 1087'')
* '''Anno:''' 1987
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 20
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nell'abside
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, entro nicchia sopraelevata al centro dell'abside
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Quintadecima || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Ripieno 5 file || 1'
|-
|Flauto reale || 8'
|-
|Flauto in VIII || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Voce umana || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Principale || 4'
|-
|Quintadecima || 2'
|-
|Ripieno 4 file || 1.1/3'
|-
|Cornetto 2 file || 2.2/3'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Controfagotto</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|}
|}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.youtube.com/watch?v=YKsBKJEHqJg|titolo=FIVE ORGAN IMPROVISATION on "DOV'È CARITÀ E AMORE" 30-09-2023|sito=youtube.com|accesso=7 novembre 2023}}
{{Avanzamento|100%|8 settembre 2017}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
66v2refkmj8nebfv8derdo2b47r8lb3
Discussioni utente:Hippias
3
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490645
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MediaWiki message delivery
19950
/* You may be an eligible candidate for the U4C election */ nuova sezione
494892
wikitext
text/x-wiki
{{/Archivio/}}
== 17000 moduli! ==
Ciao, Hippias -- Ho appena inserito la notizia dei 17000 moduli su [[WB:WBK]]. Congratulazioni! [[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 22:31, 28 gen 2024 (CET)
:Ciao {{ping|Monozigote}}, che bella notizia! Scusa per il ritardo con cui ti rispondo ma nella scorsa settimana mi sono un po' perso... Ultimamente stanno partendo parecchi nuovi progetti su Wikibooks, speriamo sia l'inizio di una ulteriore crescita. Congratulazioni anche a te per il tuo instancabile lavoro! — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 12:11, 5 feb 2024 (CET)
== Wikilibri in banca dati (TF) ==
Ave, Hippias! Mi hanno avvisato che due dei miei wikilibri (''Ebraismo'') sono stati inclusi nel [https://it.wikipedia.org/wiki/Progetto:Persecuzioni,_deportazioni_e_crimini_del_periodo_nazi-fascista/Per_bocca_degli_esecutori:_I_nazisti_ammettono_sterminio_e_camere_a_gas#Libri_e_articoli_accademici_dell'indagine Progetto - banca dati (TF)] di Wikipedia. Buono a sapersi: che Wikibooks sia presente in queste varie iniziative sociali. Ecco, tanto per tenerti aggiornato. Ciao.--[[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 12:10, 22 feb 2024 (CET)
:Buongiorno {{ping|Monozigote}}! È davvero una bella notizia, peccato non avere un creatore di pdf decente. Ero giusto in vena di lavorare un po' col [[w:LaTeX|LaTeX]], magari questo fine settimana faccio una prova vedo se impaginarne uno non è un'operazione troppo lunga. Ti faccio sapere, ciao! — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 15:55, 22 feb 2024 (CET)
::Grazie, Hippias! Qualsiasi progresso con qualsiasi "creatore" sarebbe davvero cosa utile e gradita. Tienimi informato. Un saluto da [[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 17:03, 22 feb 2024 (CET)
:::Ciao {{ping|Monozigote}}, la situazione al momento è questa: in una discussione ho letto che gli sviluppatori di Mediawiki non sono interessati a lavorare sul creatore di pdf perché dicono che è una funzione integrata nei browser (''sic''), quindi da quel lato temo dovremo rassegnarci. Ho provato a installare sul mio pc un programma che si chiama Pandoc, che consente di convertire il markup wiki in [[w:LaTeX|LaTeX]], che poi può essere utilizzato per generare un pdf. Ieri ho fatto una prova con [[Interpretazione e scrittura dell'Olocausto]]: il codice generato è migliore rispetto quello che si ottiene con il tool dei tedeschi, però per avere un pdf devo fare parecchio altro lavoro. Avendolo iniziato porterò a termine il lavoro, però purtroppo non ci sono ancora soluzioni per avere un libro in pdf in tempi rapidi. A presto, — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 15:24, 25 feb 2024 (CET)
::::{{ping|Monozigote}} Mi rimangio quello che ho detto poco fa: quel programma (Pandoc) non si può usare, ha tagliato tutte le citazioni! Il codice che ha generato è da buttare... — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 16:29, 25 feb 2024 (CET)
:::::Mannaggia! E' proprio un peccato che i wikilibri non possano essere convertiti in testi "cartacei" decenti e quindi essere maggiormente diffusi da chi è interessato as usarli in lezioni, conferenze, scuole, biblioteche ecc. Ieri per esempio sono stato contattato da una casa editrice cattolica ([https://www.staugustine.net St. Augustine’s Press]) che mi chiedeva quale fossero le limitazioni nel pubblicare un paio di miei wikilibri. Sei comunque da lodare per il tuo sempre attivo interessamento: ''Per aspera ad astra''! Grazie. [[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 18:03, 25 feb 2024 (CET)
::::::Ciao {{ping|Monozigote}}, siccome mi seccava lasciare le cose in sospeso, alla fine ho impaginato e caricato [[:File:Interpretazione e scrittura dell'Olocausto.pdf|Interpretazione e scrittura dell'Olocausto]]. È stato un lavoro più lungo del previsto perché ci sono stati dei problemi inattesi, tra tutti un bug nel pacchetto che gestisce il testo in ebraico (a un certo punto tutto il libro era scritto da destra verso sinistra...).<br/>Ho messo a punto una nuova grafica per la copertina che permette di indicare la serie e il numero progressivo, e che in futuro si potrà utilizzare anche per i prossimi libri che impagino. Se può andare bene, la userei anche per i pdf già caricati. In ogni caso, ti chiederei di dare un'occhiata al file (quando puoi) e nel caso farmi sapere eventuali correzioni. Grazie! — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 18:41, 10 mar 2024 (CET)
:::::::Grazie, sei un mago! Ho dato una prima occhiata e mi sembra ottimo, poi ho avvisato [[Utente:Fcarbonara|Fcarbonara]], nel caso gli servisse. Io comunque lo invio subito ai miei colleghi del Rabbinato. Ti ringrazio nuovamente per l'utilissimo formato, e ti informerò presto se sono necessarie modifiche. Ciao.--[[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 19:58, 10 mar 2024 (CET)
::::::::Ciao, Hippias. Ho esaminato ulteriormente il libro e mi sembra ben strutturato. L'unica difficoltà sono le immagini, ma non penso si possa fare di meglio... Bisognerebbe inserire nel testo il riferimento alle ''Figure'' ma allora si dovrebbe rieditare il testo stesso. Non ne vale la pena. Usa pure la numerazione per i pdf già caricati: è una buona idea, sperando in futuro di aggiungercene altri! Ti rigrazio nuovamente per l'ottimo lavoro.--[[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 13:00, 13 mar 2024 (CET)
{{rientro}} Ciao {{ping|Monozigote}}, un'ultima domanda: [[La Conoscenza del Che]] non rientra in nessuna serie? Non ho trovato indicazioni — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 16:05, 16 mar 2024 (CET)
:Mah. Avrei forse dovuto inserirlo nella ''[[Serie delle interpretazioni]]'', ma ormai... Tu che dici, devo farlo o lasciamo così? Ti facilita se lo inserisco? [[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 16:27, 16 mar 2024 (CET)
::Grazie {{ping|Monozigote}}. Come preferisci, per me è indifferente. Ho cambiato le copertine ai due pdf creati nel 2021 inserendo la serie e il numero. Questo su Che Guevara, invece, potrei anche lasciarlo così com'è: se non devo inserire la serie e il numero, allora va già bene. — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 16:47, 16 mar 2024 (CET)
:::OK, lasciamo così. Del resto il libro così com'è viene/venne già circolato (a Roma, Bologna e risp. regioni), secondo quanto mi avvisarono a suo tempo. Grazie per il prezioso aiuto. [[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 17:00, 16 mar 2024 (CET)
== [[Robotica unplugged]] ==
Ciao,
ho sistemato tutto ed era più facile del previsto. Il problema era dovuto poiché nel cuore delle sottopagine spostate batteva ancora forte il template [[:Template:Robotica educativa|<nowiki>{{Robotica educativa}}</nowiki>]].
Cambiando template, tutto si è risolto come per magia. Questo, ancora da terminare, è un testo a cui tengo tantissimo, un progetto che porto avanti dal 2016, motivo per cui ho tantissimo materiale e (purtroppo) fotografie di bimbi senza autorizzazioni.
Infine per quel che riguarda la biblioteca (per [[Robotica educativa]]), lascio fare ai bibliotecari.
Grazie e ciao, [[Utente:Galessandroni|<span style="color:green">'''Giacomo Alessandroni'''</span>]] <sup>[[Discussioni Utente:Galessandroni|<span style="color:blue">'''Parliamone!'''</span>]]</sup> 17:38, 22 feb 2024 (CET)
:{{ping|Galessandroni}} Io invece ho cancellato i redirect creati dopo lo spostamento. Se dovessi fare interventi ripetitivi su più pagine, sappi che ho un bot che utilizzo per questi lavori, quindi se dovesse servirti fammi un cenno e lo metto in funzione :) Grazie per il tuo contributo, se serve qualcosa fammi sapere! — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 17:44, 22 feb 2024 (CET)
::{{ping|Hippias}} Scusami, puoi uccidere fisicamente (è legale) [[Robotica unplugged/Amazon 2.0]]. In questo testo vorrei inserire solo attività realizzabili in massimo 40'. Questa attività, invece, è la realizzazione di un braccio robotico di cartone, richiede giorni di lavoro (per questo è rimasta incompiuta). Grazie. [[Utente:Galessandroni|<span style="color:green">'''Giacomo Alessandroni'''</span>]] <sup>[[Discussioni Utente:Galessandroni|<span style="color:blue">'''Parliamone!'''</span>]]</sup> 20:50, 11 mag 2025 (CEST)
:::@[[Utente:Galessandroni|Galessandroni]] {{fatto}}! [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 14:49, 12 mag 2025 (CEST)
== citazioni stesso libro ==
Ciao, ho visto la spiegazione per come fare per citare più volte lo stesso libro; ma non so come fare se devo citare pagine diverse dello stesso libro. Mi aiuti? grazie [[Utente:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[Discussioni utente:Giaccai|disc.]]) 18:24, 25 mar 2024 (CET)
:Ciao {{ping|Giaccai}}, scusa ma non ho ben capito: intendi usare il [[Template:Cita]]? Non l'ho mai usato, però credo basti scrivere {{tl|Cita|<autore>|p. xx}}. Prova a vedere questo paragrafo: [[Template:Cita#Indicazione_della_pagina]]. A presto, [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 18:27, 25 mar 2024 (CET)
::Grazie. E' precisamente questo che cercavo; è lo stesso sistema usato in Wikipedia, ma non lo trovavo nella pagina [[Aiuto:Note]], forse è il caso di scrivercelo, non credi? Ciao [[Utente:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[Discussioni utente:Giaccai|disc.]]) 11:22, 26 mar 2024 (CET)
:::{{ping|Giaccai}} Sì, molti template sono ripresi pari pari da Wikipedia quindi il funzionamento è identico. Sulle pagine di Aiuto, anni fa era partita una campagna per aggiornarle, ma poi si era arenata per mancanza di volontari. Appena ho tempo aggiorno la pagine sulle Note, grazie per la segnalazione. A presto, — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 16:11, 27 mar 2024 (CET)
== Vandalismi ==
Ciao Hippias. A quanto pare la pagina "[[4 TL A - La transizione energetica: dai veicoli a forza animale ai motori elettrici e a idrogeno]]" sta subendo svariati vandalismi e, a parte un annullamento che ho già fatto, non riesco a fare altro. Puoi darci un'occhiata, grazie.--[[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 16:58, 7 mag 2024 (CEST)
:{{ping|Monozigote}} Ciao, è la pagina di un progetto scolastico e il professore ({{ping|Giovanni.Cielo}}) mi ha detto che raccoglieranno lì tutti gli interventi dei ragazzi. È probabile che facciano qualche pasticcio, non conoscendo bene la piattaforma, ma mi ha detto che alla fine ci penserà lui a fare ordine nel libro. — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 11:48, 8 mag 2024 (CEST)
::Si, corretto. Sti raccogliendo i contributi degli alunni su questa pagina temporanea che poi passerò a valutare e sistemare. Abbiate pazienza se noterete qualche comportamento "anomalo" e segnalatemi comunque comportamenti "scorretti" cioè maleducati o poco rispettosi. Grazie per la pazienza. [[Utente:Giovanni.Cielo|Giovanni.Cielo]] ([[Discussioni utente:Giovanni.Cielo|disc.]]) 13:34, 8 mag 2024 (CEST)
:::OK, buon lavoro e... buon divertimento! [[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 18:04, 8 mag 2024 (CEST)
::Ciao Hippias, ho completato il progetto scolastico e spostato tutto il contenuto della pagina La "4 TL A - La transizione energetica: dai veicoli a forza animale ai motori elettrici e a idrogeno" sulla più generica "La transizione energetica: dai veicoli a forza animale ai motori elettrici e a idrogeno". Non riesco però a trovare il modo per eliminare l'intera pagina. Come posso fare? [[Utente:Giovanni.Cielo|Giovanni.Cielo]] ([[Discussioni utente:Giovanni.Cielo|disc.]]) 16:36, 22 lug 2024 (CEST)
== Aversa: Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Campania/Provincia di Caserta/Aversa ==
Hippias, buon pomeriggio...avevo scritto anche a Pufui ma non ha provveduto. Nella pagina della città di Aversa, tolta la Cattedrale, le due chiese furono erroneamente credute come lo stesso edificio, cosa che così non è. Le due disposizioni foniche sono collegate tra di loro ma, in realtà, è solo quella relativa alla [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Campania/Provincia di Caserta/Aversa/Aversa - Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo|Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo]] . Pur avendo pubblicato la disposizione della [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Campania/Provincia di Caserta/Aversa/Aversa - Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo|Chiesa di San Pietro a Majella]] questa rimane occultata nei meandri di Wikibooks con tutte le foto! Puoi fare qualcosa? Grazie! [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 17:10, 23 mag 2024 (CEST)
:{{ping|Momimariani1962}} Ho corretto il link, però controlla per sicurezza: [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Campania/Provincia di Caserta/Aversa]]. Buon pomeriggio| — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 15:50, 24 mag 2024 (CEST)
::..lo supponevo...eccellente Hippias, eccellente come sempre! Grazie! [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 15:56, 24 mag 2024 (CEST)
:::{{ping|Momimariani1962}} Figurati, nessun problema! :) — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 16:03, 24 mag 2024 (CEST)
== Chimica per il liceo ==
Buongiorno Hippias. Lavorando su [[Chimica per il liceo]], avrei da cancellare alcune [[Chimica per il liceo#Pagine da cancellare|pagine]] che ora non sono più utili (inglobate in altre pagine). Puoi farlo tu? Grazie [[Utente:AGeremia|antonio.geremia]] ([[Discussioni utente:AGeremia|disc.]]) 09:41, 29 mag 2024 (CEST)
:{{ping|AGeremia}} {{fatto}} — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 10:35, 29 mag 2024 (CEST)
Altra cosa, mi piacerebbe cambiare anche il menù/sommario delle pagine, in modo che funzioni bene anche su smartphone, quello attuale è poco adatto a dispositivi di dimensioni ridotte. Mi piaceva qualcosa tipo questo su [[:en:General_Chemistry/Properties_of_Matter/Basic_Properties_of_Matter|General chemistry]]; è semplice, occupa poco spazio, è orizzontale in alto e non occupa fasce laterali e mi pare funzioni bene anche su smartphone. Mi daresti qualche dritta su come crealo ex novo? Ciao e grazie. [[Utente:AGeremia|antonio.geremia]] ([[Discussioni utente:AGeremia|disc.]]) 09:55, 29 mag 2024 (CEST)
:{{ping|AGeremia}} Credo basti copiare e riadattare il codice di [[:en:Template:General Chemistry/Navigation]]. Più in generale, bisognerà trovare una soluzione per tutti i sommari perché non diano problemi con smartphone e tablet. Anni fa avevo aggiunto uno script ma pare abbia smesso di funzionare... :( — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 10:40, 29 mag 2024 (CEST)
== VPN ==
Grazie della email, Hippias. Ti ho risposto: avevo infatti gia' contattato uno steward, che mi ha spiegato quello che tu infatti mi dici nella email. Ho disattivato il VPN (Kapersky) e la cosa si e' risolta.
Purtroppo non ci capisco molto con questi problemi informatici. Un saluto. [[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 19:49, 19 lug 2024 (CEST)
:{{ping|Monozigote}} Meno male che tutto si è risolto, sono sollevato! Buona serata e buon lavoro! — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 19:50, 19 lug 2024 (CEST)
== Fine pagina ==
Ciao Hippias. Vorrei un tuo parere tecnico: perché su questo mio modulo "[[Leggere Gesù/Capitolo 2]]", il fine-pagina dopo i loghi di Mediawiki è lunghissimo? Cioè, lo spazio in bianco è lungo praticamente quanto il mio testo? Grazie dell'attenzione.--[[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 22:03, 7 ago 2024 (CEST)
:Ciao {{ping|Monozigote}}, hai ancora lo stesso problema? Adesso vedo il fondo della pagina della normale dimensione, forse era un bug temporaneo. — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 14:13, 8 ago 2024 (CEST)
::Purtroppo si', il lungo spazio in bianco e' ancora li'. Sara' un bug solo mio...boh. E' solo quella pagina, le altre sono di lunghezza normale e terminano ai due loghi Wikimedia. Pazienza: l'importante comunque e' che il modulo stesso sia OK. [[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 14:37, 8 ago 2024 (CEST)
:::{{ping|Monozigote}} Ho cambiato browser e adesso lo vedo anch'io. Cerco di capire la causa e ti faccio sapere. — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 15:29, 8 ago 2024 (CEST)
::::{{ping|Monozigote}} Ho visto che togliendo il <code>div</code> alle note, la pagina si chiude correttamente. È come se lasciasse quello spazio vuoto per il testo delle note, anche se poi le nasconde comunque... Ho fatto un po' di prove sul css ma non è cambiato nulla. Il problema si presenta a partire da [[Speciale:PermaLink/458221|questa versione]]. Provo a guardare sui manuali, ti faccio sapere prossimamente. — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 16:13, 8 ago 2024 (CEST)
:::::Mi viene un sospetto: non e' che per caso siano i tags "<math>" per i simboli dei papiri, che ho usato solo su quella pagina? [[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 16:59, 8 ago 2024 (CEST)
::::::{{ping|Monozigote}} Ho fatto altre ricerche ma purtroppo non sono venuto a capo di niente. Curioso anche che si presenti solo su quella pagina con tutti i browser tranne Firefox. Potrebbe anche essere un bug di Mediawiki dovuto chissà a cosa. Vedo se trovo qualcuno a cui chiedere — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 14:56, 9 ago 2024 (CEST)
:::::::Ti diro' che, aprendo alcune pagine di Wikipedia, ho notato che succede anche su alcuni suoi moduli: i fondopagina sono lunghi e bianchi...! Penso tu abbia ragione, sara' un bug di Mediawiki. Grazie comunque dell'interessamento. [[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 17:54, 9 ago 2024 (CEST)
::::::::Ho risolto: sono i tag dei papiri con "<math>" che allargano il finepagina e li ho omessi, usando invece il segno "𝔓", e tutto si e' sistemato! [[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 19:19, 13 ago 2024 (CEST)
:::::::::{{ping|Monozigote}} Ottimo! Almeno adesso sappiamo qual era la causa :) — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 14:58, 14 ago 2024 (CEST)
== Desidero un blocco ad infinito del mio account ==
desidero un blocco ad infinito della mia utenza come previsto dal regolamento. [[Utente:Frank50 s|Frank50 s]] ([[Discussioni utente:Frank50 s|disc.]]) 16:45, 23 ago 2024 (CEST)
== GFDL ==
Hello!
I have noticed that the license migration has not been completed here (see [[:c:Commons:Criteri di rilicenziamento della GFDL 1.3]].
Perhaps Gian BOT can do the task? I think most of the files are eligible for a relicense per [[Utente:MGA73/Sandbox]]. If you need help I will of course be happy to help.
If the files are unused ([[Speciale:ImmaginiNonUsate]]) perhaps they can be deleted instead.
I can also do it with my bot if you do not have time. But then I either need a bot flag or permission to edit without a flag. [[Utente:MGA73|MGA73]] ([[Discussioni utente:MGA73|disc.]]) 15:41, 31 ago 2024 (CEST)
:Thank you {{ping|MGA73}}, Gian BOT has done the task. I didn't know about the license migration of these files, I'm here since 2013... However, it.Wikibooks has a lot of issues with images: there are so many files, but users are very few and there's a lot of backlog :( <br>Please, let me know if there are any other issue. — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 17:10, 31 ago 2024 (CEST)
:: Wow that was fast :-) One small thing. The relicense should have been done like [[Special:Diff/459303]] so both GFDL and Cc-by-sa-3.0 was there. Perhaps you can fix it like that?
::I fixed the files uploaded after August 2009 and removed them from the list so it should be easier for your bot this time. --[[Utente:MGA73|MGA73]] ([[Discussioni utente:MGA73|disc.]]) 17:32, 31 ago 2024 (CEST)
:::{{ping|MGA73}} Done! Some categories and templates for license migration were missing, so I had to create them. However I have a question: in this case, [[:File:Gne0.jpg]], I need to add <code>migration=redundant</code>? — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 19:11, 31 ago 2024 (CEST)
::::Hello! No, it is only redundant if there is a cc-by-sa-3.0. When there is a Cc-by-sa-2.5 it is still <code>migration=relicense</code>. --[[Utente:MGA73|MGA73]] ([[Discussioni utente:MGA73|disc.]]) 19:20, 31 ago 2024 (CEST)
:::::Ok, I fixed it. Thanks! — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 19:29, 31 ago 2024 (CEST)
::::::Great! I marked some files that is also on Commons. They can be deleted. However [[:File:Icona losapeviche.jpg]] is still in use so you need to change the page where it is used (it is protected). --[[Utente:MGA73|MGA73]] ([[Discussioni utente:MGA73|disc.]]) 19:54, 31 ago 2024 (CEST)
:::::::{{ping|MGA73}} Ok, I deleted the files. Thanks! --[[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 11:35, 1 set 2024 (CEST)
== Doppia scheda ==
Hippias buon pomeriggio, su DISPOSIZIONI FONICHE c'è una scheda doppia con due disposizioni relative alla stessa chiesa che è denominata in 2/3 modi diversi. Mi riferisco a Civitavecchia, chiesa della Vergine delle Grazie o chiesa della Stella...Chiesa della Stella possiamo eliminarla, fammi sapere se riduci Tu il totalizzatore. Grazie. [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 16:01, 14 set 2024 (CEST)
:@[[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] buon pomeriggio anche a te! Ho tolto il link, però lascio a te l'aggiornamento del totalizzatore.<br>PS: per contare quante schede ci sono come fate? Ho visto che a volte degli utenti non registrati aggiungono schede, ma non mi pare aggiornino poi il conto generale... [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 16:54, 14 set 2024 (CEST)
::Acc.....purtroppo il totalizzato è a mano!!! Non so se Pufui ancora collabora ed è in grado di capire le discrepanze...io sono un pò preistorico.... [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 18:21, 14 set 2024 (CEST)
== Biologia per il liceo ==
Ciao Hippias, sto lavorando su [[Biologia per il liceo]] e avrei bisogno di cancellare delle pagine che non servono più: <nowiki>[[Biologia per il liceo/Le biotecnologie in ambito medico|pagina 1]], [[Biologia per il liceo/Le biotecnologie in ambito agronomico|pagina 2]], [[Biologia per il liceo/Le biotecnologie in altri ambiti|pagina 3]]</nowiki>. Ho messo tutto su una pagina. Grazie mille, ciao! [[Utente:AGeremia|antonio.geremia]] ([[Discussioni utente:AGeremia|disc.]]) 12:00, 17 set 2024 (CEST)
:Anche <nowiki>[[Biologia per il liceo/La genetica di virus e batteri|questa]]</nowiki> sarebbe da cancellare. Grazie! [[Utente:AGeremia|antonio.geremia]] ([[Discussioni utente:AGeremia|disc.]]) 09:28, 18 set 2024 (CEST)
::@[[Utente:AGeremia|antonio.geremia]] {{fatto}} Se serve altro, fammi sapere. — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 18:29, 18 set 2024 (CEST)
== Riscontrato errore ==
salve Hippias, ho riscontrato un errore su questa pagina .
[[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Rovigo/Adria]]
Il Comune corretto è Adria, mentre la pagina riporta Ariano nel Polesine. Non sono capace, ossia non vorrei fare impicci, nell'apportare correzioni e poi rischiare di far perdere la connessione tra i fogli della stessa scheda di organo. Non sono stato ben istruito sull'uso dell'opzione SPOSTA. Grazie! [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 15:31, 11 ott 2024 (CEST)
:Ciao {{ping|Momimariani1962}}, ho corretto. Probabilmente è l'errore era dovuto a una svista dopo un copia incolla. Alla prossima! — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 18:17, 11 ott 2024 (CEST)
::Grazie!!!! [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 13:21, 12 ott 2024 (CEST)
Ciao Hippias, su questa pagina di Disposizioni foniche : [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Rovigo]] ho riscontrato che sono stati caricati tre Comuni unitamente all'edificio (chiesa), anzichè inserire l'edificio nella pagina che si aprirebbe cliccando sul Comune. Grazie! [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 20:04, 17 ott 2024 (CEST)
:{{ping|Momimariani1962}} Ho corretto i nomi di tre comuni e spostato due schede al nome della chiesa che ospita l'organo. Ho visto però che purtroppo non sono casi isolati: vedi [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Rovigo/Castelguglielmo|Castelguglielmo]] e [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Rovigo/Arquà Polesine|Arquà Polesine]]. Intanto ho messo l'avviso che sono da controllare. Tu riesci a risalire all'edificio che ospita l'organo? Purtroppo le due schede sono state caricate da un anonimo. Comunque do un'occhiata anch'io domani. — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 18:45, 18 ott 2024 (CEST)
::PS: vedo comunque che abbiamo già avuto lo stesso problema con schede di altre province del Veneto. Ricordi che l'anno scorso avevamo dovuto fare dei controlli su quelli della provincia di Verona? — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 18:51, 18 ott 2024 (CEST)
:::Si è vero, mi ricordo....provo a vedere se riesco a capirlo....Grazie! [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 19:11, 18 ott 2024 (CEST)
== Importazione Template ebraico ==
Ciao, Hippias. Mi servirebbe un template simile a questo <nowiki>{{Hebrew-Text|הַטֻּמְאָה הָאַחֵר}}</nowiki> che ho controllato su en.Wikibooks, dove il testo ebraico viene correttamente riportato scritto da destra a sinistra (vedi per esempio la struttura di [[:en:b:Hebrew/Texts/Declaration_of_Independence]]). Al momento sto usando <nowiki><div style="text-align: right;">הַטֻּמְאָה הָאַחֵר</div></nowiki> ma non funziona molto bene, perché si confonde con la punteggiatura e i capoversi ecc. Sto portando avanti un lungo progetto esegetico su antichi testi ebraici cabalistici e vorrei riportare tali testi fedelmente nella loro scrittura ebraica originale. Puoi aiutarmi? Grazie.--[[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 21:25, 17 ott 2024 (CEST)
:Ciao {{ping|Monozigote}}, possiamo importare i template da enWikibooks. Serve solo [[:en:Template:Hebrew-Text]]? — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 18:55, 18 ott 2024 (CEST)
::Si', ce ne sarebbero altri, ma non riesco a trovarli su en.wiki. Hanno a che fare con la trascrittura dell'ebraico, tipo questo <nowiki>{{Hebrew-Huge|עברית ישראלית}} - {{Hebrew-Small|מִשְׁפָּחָה}} - {{Script/Hebrew|עברית חדשה}}</nowiki> e altre che non riesco a trovare nelle "Template:Hebrew" ecc. Comunque quella principale che mi serve e' la prima. Grazie, Hippias, per la tua pazienza. [[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 20:15, 18 ott 2024 (CEST)
:::{{ping|Monozigote}} Studio un attimo il codice, magari possiamo integrare tutto in [[Template:Lingua ebraica]], che al momento dà qualche problemino tecnico. — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 15:17, 19 ott 2024 (CEST)
::::Sarebbe magnifico! Ma se ci sono difficolta', questo comunque e' il template essenziale: <nowiki>{{Hebrew-Text|הַטֻּמְאָה הָאַחֵר...}}</nowiki>, come puoi constatare da [[en:b:Hebrew/Texts/Declaration_of_Independence]] il cui intero testo e' ben formattato da destra a sinistra. Grazie. [[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 16:35, 19 ott 2024 (CEST)
:::::{{ping|Monozigote}} Ho provato a creare provvisoriamente [[Template:Lingua ebraica/Sandbox]], che fonde i template che ho visto di là su en.wb, e ho fatto una prova qui: [[Utente:Hippias/Ebraico]]. Ti convince? — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 18:11, 19 ott 2024 (CEST)
::::::Mi sembra ottimo! Poi mi devi spiegare, una volta da te attivati, come faccio a trovarli. [[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 19:06, 19 ott 2024 (CEST)
:::::::Ho fatto delle prove con altro testo ebraico. C'e' solo una lieve differenza di grandezza dei caratteri, come puoi vedere qui:
:::::::{{Lingua ebraica/Sandbox|(לתתאין) בְּרָזָא דִשְׂמָאלָא. (נ"א ואתברי) הָכָא מַחְלוֹקֶת}}
:::::::<div style="text-align: right;">(לתתאין) בְּרָזָא דִשְׂמָאלָא. (נ"א ואתברי) הָכָא מַחְלוֹקֶת</div>
:::::::ma la cosa non e' di grande importanza, anzi. Poi nota tra l'altro come sia giusta la trascrizione tua (nella prima riga) ed errata la trascrizione mia della stessa frase nella seconda riga! [[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 19:20, 19 ott 2024 (CEST)
::::::::Purtroppo mi sto confondendo tra i vari template, dove tu inserisci "/Sandbox". Per esempio:
::::::::<nowiki>{{Lingua ebraica/Sandbox|allineamento=centro|dimensioni=grande|הכרזה על הקמת מדינת ישראל}}</nowiki>
:::::::: -- se tolgo "/Sandbox":
::::::::<nowiki>{{Lingua ebraica|allineamento=centro|dimensioni=grande|הכרזה על הקמת מדינת ישראל}}</nowiki>
::::::::-- non funziona piu'.
::::::::Scusa la mia ignoranza ''tecnica'' sull'uso di "Sandbox". Comunque la prova che hai fatto su "Utente:Hippias/Ebraico" e' quella che mi andrebbe proprio a pennello! [[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 21:23, 19 ott 2024 (CEST)
:::::::::{{ping|Monozigote}} Il template per ora si chiama ''Lingua ebraica/Sandbox'', ma è solo un nome provvisorio per fare delle prove. Se la dimensione del testo è eccessiva, possiamo cambiarla facilmente (basta modificare un parametro). Per ora è rimasta la grandezza prevista su en.wb, ma possiamo fare tutte le rifiniture del caso.<br/>Alla fine che facciamo, sostituisco il vecchio [[Template:Lingua ebraica]]? Bisognerà controllare che non abbia impatti imprevisti sulle pagine che lo usano. — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 14:45, 20 ott 2024 (CEST)
::::::::::Mah. Io direi di lasciare immutato il vecchio template <nowiki>{{Lingua ebraica|...}}</nowiki>, cosi' che non ci siano impatti per chi l'ha usato (tipo ''[[Ebraico]]'', i miei vari wikilibri, ecc.) e aggiungere quelli che hai importato, chiamandoli con nomi leggermente diversi (tipo <nowiki>{{Lingua ebraica/wkb|...}}</nowiki>, ecc.) e lascerei le dimensioni che hai gia' dato (quelle di en.wb), che sono molto piu' chiare. Che ne dici? [[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 15:23, 20 ott 2024 (CEST)
{{rientro}} {{ping|Monozigote}} Allora rinominerei il nuovo template ''Testo ebraico''. Magari in futuro i due template si potranno fondere, intanto lasciamo così. — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 15:49, 20 ott 2024 (CEST)
:<del>Perfetto. Quindi sarebbero i seguenti:</del>
:<del><nowiki>{{Testo ebraico|....}}</nowiki></del>
:<del><nowiki>{{Testo ebraico/medio|....}}, {{Testo ebraico/medio/centro|....}}</nowiki></del>
:<del><nowiki>{{Testo ebraico/grande|....}}, {{Testo ebraico/grande/centro|....}}</nowiki></del>
:o mi sbaglio? [[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 16:39, 20 ott 2024 (CEST)
::Scusa, scusa! Sono proprio ora andato a vedere la rispettiva pagina che hai creato. Mi sembra ok.Ora provo tutto. [[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 16:41, 20 ott 2024 (CEST)
C'è un problemino: quando si usa il nuovo template, non è più possibile modificare. Il <nowiki>[[Modifica]] e [[Modifica sorgente]]</nowiki> non funzionano più. Strano...--[[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 17:00, 21 ott 2024 (CEST)
:{{ping|Monozigote}} Mi mandi una pagina con un esempio? Se riesco domani provo a risolvere. — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 19:28, 21 ott 2024 (CEST)
::Ecco un esempio alla pagina [[Biografia del Melekh Mashiach/Noach]] --se vai ai singoli Capitoli, noterai che in quelli vuoti (Capp. 1 & 2) <nowiki>[[Modifica]] e [[Modifica sorgente]]</nowiki> funzionano, al Cap. 3 ho inserito il template "{{Lingua ebraica|..." e funziona; dal Cap. 4 in poi ho inserito "{{Testo ebraico|..." e non funzionano più. In effetti, ho notato che la stessa cosa succedeva sulla pag di en.wikibooks ([[en:b:Hebrew/Texts/Declaration_of_Independence]])...era forse un "blocco" per impedire vandalismi all'importante testo? --[[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 19:55, 21 ott 2024 (CEST)
:::@[[Utente:Monozigote|Monozigote]] Dovrei avere risolto, prova a vedere anche tu (probabilmente bisognerà pulire la cache della pagina). Nel caso fammi sapere e domani provo a rivedere. Intanto, buona serata! [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 22:23, 21 ott 2024 (CEST)
::::Ho fatto delle prove e mi sembra tutto a posto. Grazie! [[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 12:27, 22 ott 2024 (CEST)
== Disposizioni foniche di organi a canne ==
La chiesa che ospita l'organo a canne di Arquà Polesine è S.Andrea Apostolo. La chiesa di Castelguglielmo è San Nicolò Vescovo (come compare un pò dappertutto anche se intitolata a San Nicola da Bari Vescovo)[[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 20:08, 18 ott 2024 (CEST)
:{{ping|Momimariani1962}} Ho sistemato: [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Rovigo/Castelguglielmo/Castelguglielmo - Chiesa di San Nicolò Vescovo|Castelguglielmo - Chiesa di San Nicolò Vescovo]] e [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Rovigo/Arquà Polesine/Arquà Polesine - Chiesa di Sant'Andrea Apostolo|Arquà Polesine - Chiesa di Sant'Andrea Apostolo]]. Controlla anche tu per sicurezza ;) — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 14:15, 19 ott 2024 (CEST)
Hippias buongiorno, segnalo un fatto increscioso e grave. La disposizione fonica della Basilica di San Giacomo è stata eliminata: [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Città metropolitana di Venezia/Chioggia]] C'è stata una lamentela da parte di user Threecharlie a Gnangarra, o un nome simile, per violazione del copyright. Mi batterò SEMPRE nell'affermare che se mi viene donata una foto ORIGINALE io possa utilizzarla a mio nome. Ti pregherei se potessi usare la Tua abilità informatica per scoprire chi ha eliminato la scheda. Grazie infinite. P.S.: WikiBooks è un'enciclopedia, fà opera di informazione e divulgazione e chiunque contribuisce, gratuitamente, opera in maniera lodevole e spesso con abnegazione. Chi rema contro non ha capito nulla di tutto questo ed è posizionato ad un livello molto basso di educazione e cultura. Mi auguro, per equità, che vengano presi dei provvedimenti. [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 11:09, 19 ott 2024 (CEST)
:{{ping|Momimariani1962}} La pagina era questa: [[Basilica Minore di San Giacomo Apostolo]]? <del>L'avevo cancellata perché un rollbacker globale ne aveva chiesto la cancellazione, dicendo che era una pagina di test. Avendo visto che era stata creata da un nuovo utente, L'informazione, ho dato per scontato fosse davvero un test e mi sono fidato del suo parere (in genere i rollbacker dovrebbero essere affidabili...).</del> Cancello perché la situazione è più caotica ed è questo che mi tratto in inganno: il rollbacker ha chiesto la cancellazione quando la pagina era praticamente vuota; poi L'informazione ha aggiunto il testo ma non ha tolto il banner con la richiesta, e io ci sono cascato... Chiedo scusa per l'errore, ho ripristinato la pagina :( Anzi, ti ringrazio per avermelo segnalato.<br/>Non credo invece di avere capito bene la ''querelle'' con Threecharlie e Gnangarra, e temo di non potere fare molto perché conosco poco Commons. In generale, però, è meglio evitare di ricaricare immagini prese dal web e di cui non si conoscono l'autore e la licenza, perché c'è il potenziale rischio che poi l'autore salti fuori e se la prenda con te o chieda un risarcimento. Sulle fotografie che ti hanno donato, invece, per tutelarti legalmente credo tu debba ottenere prima una liberatoria e inviarla al servizio VRTS, seguendo le istruzioni che trovi in [[w:Wikipedia:Copyright immagini#Ticket VRTS]] e [[w:Wikipedia:Copyright immagini/Modello autorizzazione]]. Mi spiace non potere essere più utile... — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 14:49, 19 ott 2024 (CEST)
::Grazie Hippias, gentile e collaborativo come sempre!!!!!! [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 16:09, 19 ott 2024 (CEST)
Hippias, ho corretto la pagina ma non riesco a pubblicarla... : [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Città metropolitana di Venezia/Chioggia/Chioggia - Basilica minore di San Giacomo Apostolo]] [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 16:53, 19 ott 2024 (CEST)
:{{ping|Momimariani1962}} Forse è un bug temporaneo, prova a pubblicare ora. Per sicurezza, se non l'hai già fatto salva il testo anche su un file sul tuo pc, le precauzioni non sono mai troppe... — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 17:09, 19 ott 2024 (CEST)
::Grazie millissime! [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 17:12, 19 ott 2024 (CEST)
== Informazioni ==
Hippias buongiorno, abuso troppo spesso della Tua pazienza. Un confronto. Ritengo che la contribuzione gratuita, sui progetti Wiki, dona due piaceri: il primo nel "dare", l'altro nel poter "usufruire". Entrambi rispondono a quella bellissima azione del CONDIVIDERE che, sui social, sicuramente deve essere soggetta a regolamenti. Ora, immaginati di camminare lungo una navata centrale di una chiesa...se Ti chiedessi di fotografare l'organo, che in genere è sul portale di accesso, dove Ti posizioneresti? Come tutti, faresti lo scatto da un punto della navata che ti consenta di prendere tutto l'oggetto inquadrato. Ricordiamoci che, tendenzialmente, l'organo sono decenni che è in quella posizione, con quella luce, non ne risente se è inverno, se è estate, se piove o c'è il sole, o se ha 150 anni piuttosto che 190, non cambia come un ritratto umano fotografato in un bosco nell' estate del 2014, piuttosto che, lo stesso soggetto, nell'inverno del 2064. E' un soggetto statico, immobile (da sempre), non cangiante. La foto dell'organo, successivamente, può essere schiarita e/o ritagliata per renderla, magari, conforme ad altre foto dello stesso organo scattate da altre 100 persone. Quindi...avremo 100 foto uguali...dove stà il copyright? Anche perchè io non la vendo, la dono. Ma ancora...se io pubblico, lo dice la parola stessa, un mio scatto..se esigo il copyright non devo dichiararlo apertamente e chiaramente? Oppure si ragiona al contrario...chi volesse usare lo scatto deve impazzire nel cercare chi lo ha eseguito e se ne è ancora padrone? ...perchè potrebbe anche averlo venduto...P.S.non riesco a trovare la pagina di Ruthven per inviargli la presente. [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 14:35, 21 ott 2024 (CEST)
:@[[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] Qua la questione si fa complessa. In ''teoria'' la situazione che descrivi è quella di una fotografia semplice, che è cosa diversa da un'opera dell'ingegno (che ha caratteri di creatività e ha tutta una serie di tutele previste dalla legge sul diritto d'autore). Nella ''pratica'', però, è difficile discriminare tra le due e quindi è buona norma risalire sempre all'autore, così da tutelarsi. E si intende autore della fotografia chi ha fatto lo scatto, cioè chi ha materialmente premuto il bottone della macchina fotografica. Quando si trovano fotografie sul web che non riportano né autore né licenza, si dà per assodato che valga il principio secondo cui «tutti i diritti sono riservati». La licenza libera (Creative Commons o simili) deve essere specificata esplicitamente, altrimenti la fotografia non è libera. Comunque, come hai visto la questione è complessa, se vuoi approfondire ti suggerisco di cercare "copyright immagini" su Google, ci sono alcuni articoli abbastanza interessanti (alcune cose anch'io non me le ricordavo, ho dovuto controllare). Buona serata! — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 19:49, 21 ott 2024 (CEST)
::Hippias buongiorno e sempre grazie, trovato Ruthven! Sei sempre molto disponibile e collaborativo, grazie! Infatti era proprio questo che intendevo, un'Opera d'Arte contrapposta ad una mera immagine. In questo lavoro enciclopedico/divulgativo, Tutti collaborano gratuitamente e per il Sapere, già è difficile coinvolgere collaboratori, anche solo sporadici e disinteressati, ancor di più è indurli ad inviare liberatorie, mail ecc. La vastità delle aree geografiche che, potenzialmente, ospitano organi a canne è immensa, per avere SOLO foto originali occorrerebbero milioni di contributori. Anche perchè, mi scuso con Tutti i lettori se, dopo aver ricevuto in dono o anche acquistata una foto, dichiaro che la stessa è mia, esponendomi ad una azione legale, non capisco perchè mi si debba processare gratuitamente ed arrivare alla cancellazione dello scatto, il problema è mio! La foto la firmo e pubblico io! Ma anche su Facebook, spesso, leggo "foto presa dal web"...ma, onestamente, la sicurezza che la foto viene pubblicata dal Sig. X è palese, ma è molto complicato stabilire con certezza chi è l'autore dello scatto. A presto! [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 10:41, 23 ott 2024 (CEST)
== Malfunzionamento ==
Hippias buongiorno, ho notato un malfunzionamento su questa pagina: ''Disposizione foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Città metropolitana di Venezia/Chioggia/Chioggia - Seminario Vescovile''
non compare la stringa azzurra che mi consente di tornare alla pagina precedente e che hanno tutte le altre pagine. [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 10:56, 30 ott 2024 (CET)
:@[[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] C'era un refuso nel titolo ("disposizione" invece di "disposizioni"), però ho corretto e ora funziona: [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Città metropolitana di Venezia/Chioggia/Chioggia - Seminario Vescovile]]. A presto, — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 16:42, 1 nov 2024 (CET)
::Hippias, mille grazie! [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 19:50, 1 nov 2024 (CET)
== Errata compilazione ==
Buogiorno Hippias, ho notato l'errata compilazione circa una disposizione fonica di questo Comune : [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Verona/San Martino Buon Albergo]]
E' mancante la pagina del Capoluogo/Frazioni comprendente gli edifici. Grazie e buon lavoro! [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 14:26, 7 nov 2024 (CET)
:@[[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] Grazie della segnalazione. Ho provato a scrivere all'autore originale per chiedergli quale edificio ospita l'organo. Altrimenti provo domani a fare una ricerca per poi spostare la pagina. A presto, [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 18:45, 8 nov 2024 (CET)
::Hippias grazie, la chiesa è San Martino vescovo..il problema, non me ne ero accorto, è un altro! ...non c'è la disposizione fonica, ma solo mezza scheda di impianto! [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 21:25, 8 nov 2024 (CET)
:::@[[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] Ho creato la pagina su [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Verona/San Martino Buon Albergo|San Martino Buon Albergo]] e spostato la scheda sull'organo della [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Verona/San Martino Buon Albergo/San Martino Buon Albergo - Chiesa di San Martino Vescovo|Chiesa di San Martino Vescovo]]. Ho anche messo l'avviso che la voce è da controllare perché, come dicevi, manca la disposizione fonica. Ne ho trovate anche altre da controllare, le trovi qui, sotto la D: [[:Categoria:Da controllare]] [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 14:14, 9 nov 2024 (CET)
::::Grazie Hippias! Sempre gentilissimo! [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 18:20, 9 nov 2024 (CET)
::::Allora: Lavagno/San Briccio, ho sistemato la disposizione e contattato l'organaro per dettagli, attendo risposta; Caldogno, confermo, è San Giovanni Battista; San Martino Buonalbergo contattato l'organista attendo risposta. Grazie! [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 18:49, 9 nov 2024 (CET)
== Report ==
Hippias buonasera! S.Giovanni Battista a Caldogno, l'organaro mi scriverà quanto prima. S. Briccio a Lavagno, mi sembra vada bene, ho sistemato un paio di cosette, ma non capisco cosa debba essere rivisto. S.Martino a San Martino Buonalbergo, provvede l'organista a sistemare la pagina e mi chiede. "..sono scomparse alcune schede... Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Verona/Caprino Veronese ... e poi Marano di Valpolicella e Nogarole Rocca. Potresti, per favore, dare un'occhiata si fossero perse correggendo una pagina precedente? Sempre grazie! [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 16:03, 15 nov 2024 (CET)
:@[[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] Buonasera anche a te! Rispondo per punti:
:* su S. Briccio a Lavagno ho tolto l'avviso, visto che hai controllato;
:* dai registri non risulta siano mai esistite pagine su Caprino Veronese, Marano di Valpolicella e Nogarole Rocca. In che periodo potrebbe averle create?
:Infine una domanda: secondo te, in [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Fermo/Montegiorgio]], la ''collegiata di San Giovanni Battista'' è la stessa che altrove viene chiamata ''Chiesa di San Giovanni e Benedetto''? Se riesci a verificarlo, rinomino la pagina. Grazie! [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 19:10, 15 nov 2024 (CET)
::Sì, è la stessa. Titolo : Collegiata dei Ss. Giovanni Battista e Benedetto. Grazie Hippias! [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 23:50, 15 nov 2024 (CET)
::Ho sistemato la scheda. [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 00:40, 16 nov 2024 (CET)
:::@[[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] Perfetto, ho rinominato la pagina: [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Fermo/Montegiorgio/Montegiorgio - Collegiata dei Santi Giovanni Battista e Benedetto]]. Grazie mille! [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 15:34, 16 nov 2024 (CET)
:Ciao Hippias, [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Vicenza/Caldogno/Caldogno - Chiesa di San Giovanni Battista]] disposizione OK! [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 23:34, 18 nov 2024 (CET)
== Difformità ==
Ciao Hippias, qualche giorno fà ho scritto anche a Pufui ma lo vedo poco presente. Ho notato e corretto, parecchie schede di Sondrio e provincia compilate da Mattia Gusmerini, che ho già informato. Se per gentilezza puoi dargli un aiuto...gli errori sono diversi e banali, era sufficiente fare il copia/incolla e tutto sarebbe andato liscio. Uno degli errori l'ho corretto io, in maniera casareccia, in quanto non ho capito come si fà realmente. Quando si sbaglia la compilazione del titolo di una scheda, Comune, Chiesa ecc., chiaramente, dopo la correzione la prosecuzione di quella scheda non si ritrova...ho fatto copia ed incolla e bon! Invece andrebbe spostata..oppure, la non menzione dell'avanzamento con la data...bizzarre definizioni dell'unico manuale di un organo antico...ed altre varie amenità! Grazie! [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 13:05, 8 gen 2025 (CET)
:{{ping|Momimariani1962}} Buona sera e buon anno! Ho visto un po' la situazione, posso rinominare le schede con nomi sbagliati e nel caso fondere le cronologie. Per le altre ''bizzarie'', se si ripetono sempre uguali, posso fare in modo di correggerle in automatico. L'unico problema è che non credo di avere tempo prima di venerdì o sabato. Comunque se trovi cose strane avvisami e vedo cosa riesco a fare. A presto! — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 19:36, 8 gen 2025 (CET)
::Grazie Hippias, BUON ANNO anche a Te! E grazie sempre per la Tua disponibilità! [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 14:05, 9 gen 2025 (CET)
:::@[[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] Eccomi! Ho rinominato alcune pagine e corretto i link. Sulle difformità di cui dicevi a {{ping|Pufui PcPifpef}} hai degli esempi? Così capisco se si può intervenire in automatico. — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 17:42, 11 gen 2025 (CET)
::::Grazie Hippias, sono tutte correzioni minori per le quali ho già attivato il collaboratore che, a sua volta, le andrà a copiare da altre pagine più conformi al progetto originale. Si trattava, ad esempio, di denominare <nowiki>''</nowiki>Grand'Organo<nowiki>''</nowiki> l'unica tastiera di un organo antico, è sufficiente denominarla <nowiki>''</nowiki>Manuale<nowiki>''</nowiki>...e di conseguenza, i registri, venivano elencati sotto <nowiki>''</nowiki>Grand'Organo<nowiki>''</nowiki> oppure sotto <nowiki>''</nowiki>Pedale<nowiki>''</nowiki> quando si sarebbe dovuto elencarli sotto <nowiki>''</nowiki>Colonna destra - Interna<nowiki>''</nowiki>...<nowiki>''</nowiki>Colonna sinistra - Esterna<nowiki>''</nowiki> a seconda di dove era collocata la colonna dei tiranti/manette. [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 17:50, 11 gen 2025 (CET)
:::::@[[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] Temo che allora bisognerà ricontrollarli uno per uno: se dovessi procedere in automatico, rischio di aggiungere errori dove non ci sono... Mi dispiace :( — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 15:03, 12 gen 2025 (CET)
::::::..si, lo pensavo anche io...Grazie sempre Hippias! [[Utente:Momimariani1962|Momimariani1962]] ([[Discussioni utente:Momimariani1962|disc.]]) 15:48, 13 gen 2025 (CET)
== Slash ==
Ciao Hippias. Mi puoi spiegare come mettere una ''slash'' "/" sopra una lettera dell'alfabeto. Per esempio, devo scrivere "symphathy" e correggerlo "symp<s>h</s>athy" (qui uso <nowiki><s></s></nowiki> che mi produce un trattino e non va bene). Grazie. [[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 16:43, 22 lug 2025 (CEST)
:@[[Utente:Monozigote|Monozigote]] Puoi provare con &#823;h però tempo che non tutti i font (o i browser) riconoscano correttamente questo carattere.
:<pre>̷h</pre>
:Appena ho più tempo provo a fare qualche test e qualche ricerca. — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 19:37, 22 lug 2025 (CEST)
::Purtroppo non mi funziona. Grazie comunque. [[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 19:58, 22 lug 2025 (CEST)
== Utenze multiple ==
Riepilogo brevemente quanto accaduto per massima trasparenza.
Ho creato l’utenza “Catone Pornografia” esclusivamente per intervenire su un contenuto che ritenevo inappropriato. Non avevo alcuna intenzione di aggirare regole o discussioni, ma non ero a conoscenza dell’obbligo di dichiarare l’associazione tra le due utenze. Me ne scuso.
Quando ho ricevuto la segnalazione, ho confermato che l’utenza era mia e ho preso atto del blocco su Wikipedia, credendo inizialmente che valesse anche su Wikibooks. Per questo motivo mi dispiaceva non poter proseguire i lavori sui libri che stavo completando. Ho poi compreso, grazie alla tua risposta, che il blocco riguarda solo Wikipedia e che qui posso continuare a contribuire.
Seguirò il suggerimento di attendere la fine del blocco e, una volta sbloccato, discuterò su Wikipedia del contenuto in questione per trovare una soluzione condivisa. A blocco concluso eliminerò l’utenza aggiuntiva, mantenendo solo quella principale, che riporta il mio nome e cognome.
Mai ho avuto in 15 anni osservazioni riguardo ai miei contributi sulla fisica; in questo caso, intervenendo su un tema diverso, ho evidentemente sottovalutato le implicazioni legate alle utenze multiple. Ne prendo atto e farò in modo che non accada più. Grazie ancora per la disponibilità e per il lavoro che svolgete quotidianamente. [[Utente:Pasquale.Carelli|Pasquale.Carelli]] ([[Discussioni utente:Pasquale.Carelli|disc.]]) 11:37, 28 gen 2026 (CET)
== Invito evento CNR 19 maggio ==
Ciao Hippias, sono Marta di Wikimedia Italia, l’associazione che supporta i progetti Wikimedia in Italia. Da un po’ collaboriamo con il Consiglio Nazionale delle Ricerche e il 19 maggio stiamo organizzando insieme un evento a Roma. Si parlerà anche del Wikibook ''[[Wikicarte geografiche digitali per una Città Educante]]'', a cui hai contribuito. Il CNR sarebbe felice se potessi partecipare, sia come pubblico sia, se ti va, per condividere qualche parola sul tuo lavoro sui progetti Wikimedia. Fammi sapere se ti interessa, grazie mille e a presto! [[Utente:Marta Arosio (WMIT)|Marta Arosio (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Marta Arosio (WMIT)|disc.]]) 09:40, 17 feb 2026 (CET)
:@[[Utente:Marta Arosio (WMIT)|Marta Arosio (WMIT)]] Ciao! Scusa il ritardo, ma non penso di partecipare. Comunque non ho contribuito al libro, ho solo sistemato le categorie associate :) In ogni caso, grazie per l'invito! — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 19:15, 20 feb 2026 (CET)
== Nostalgia poetica ==
Ti segnalo di aver ricevuto tramite VRT una segnalazione di una gigantesca violazione di copyright riguardante il libro [[Nostalgia poetica]], che risulta essere una traduzione letterale di [https://era.ed.ac.uk/items/cc6fd1bb-a910-4efc-b412-baf999028c7d/full questa tesi di dottorato], con la sola aggiunta "innovativa" di immagini. L'autore originale ha chiesto la rimozione dei materiali in violazione, fammi sapere. [[Utente:Sannita|Sannita]] ([[Discussioni utente:Sannita|disc.]]) 00:57, 18 mar 2026 (CET)
:Si', in effetti era una passata tesi dottorale che avevo tra le mani e mi era piaciuta tanto da doverla tradurre e mettere su wkpedia. Non pensavo che facendo cosi' violavo un copyright. Pazienza.
:Penso sia arrivato per me il momento di ritirarmi un buon ordine e lasciare wikimedia. Hippias, ti prego di cancellare i due wikilibri non ancora completati. Grazie e buon lavoro. [[Utente:Monozigote|Monozigote]] ([[Discussioni utente:Monozigote|disc.]]) 11:53, 18 mar 2026 (CET) OK!
::@[[Utente:Sannita|Sannita]] Grazie della segnalazione, ho cancellato tutte le pagine.<br/>@[[Utente:Monozigote|Monozigote]] Ho cancellato anche i due altri wikibooks che hai indicato. Se ci sono altri di casi di possibile violazione di copyright, ti pregherei di avvisarmi così da poter intervenire. Grazie, — [[Utente:Hippias|<span style="font-family:Georgia, serif">Hippias</span>]] <sup>([[Discussioni utente:Hippias|msg]])</sup> 19:26, 19 mar 2026 (CET)
== You may be an eligible candidate for the U4C election ==
<div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">
Greetings,
The [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee|Universal Code of Conduct Coordinating Committee (U4C)]] seeks candidates for the 2026 election. The U4C is the global committee responsible for overseeing enforcement of the [[foundation:Special:MyLanguage/Policy:Universal Code of Conduct|Universal Code of Conduct]]. Elections are held annually, if elected a committee member serves for two years.
This year the U4C requires candidates to hold administrator rights on at least one wiki, which is why you are being contacted as you appear to hold this right. There are other requirements, such as candidates must be at least 18 years old and may not be employed by the Wikimedia Foundation or other related chapters and affiliates. You can find more information in the [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee/Election/2026#Call_for_Candidates|call for candidates on Meta-wiki]]. Additionally, the committee's working language is English; some ability to communicate in English is required.
The election opens on 18 May, if you are eligible and interested you have until 10 May to submit your candidacy. There will week between for candidates to answer questions from the community. Voting takes place privately in [[m:Special:MyLanguage/SecurePoll|SecurePoll]], successful candidates must receive at least 60% support. More information is available on [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee/Election/2026|the 2026 Elections page]], including timelines and other candidacy information. If you read over the material and consider yourself qualified, please consider submitting your name to run for the committee. If you think someone else in your community might be interested and qualified, please encourage them to run.
In partnership with the U4C -- [[m:User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] ([[m:User_talk:Keegan (WMF)|talk]]) 20:33, 28 apr 2026 (CEST) </div>
<!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Keegan_(WMF)/test&oldid=30471754 -->
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Varese/Lavena Ponte Tresa/Lavena Ponte Tresa - Chiesa del Santissimo Crocifisso
0
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494828
447726
2026-04-28T17:32:07Z
VoceUmana7
51633
494828
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 1205'')
* '''Anno:''' 2022-2023<ref>inaugurato il 17 novembre 2023 da Olivier Latry.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 36
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettronica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nell'aula
* '''Tastiere:''' 3 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-parallela di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria sopra l'ingresso
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto armonico || 8'
|-
|Corno camoscio|| 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno || 4 file
|-
|Tromba || 8'
|-
|Campane
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Diapason || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola da gamba || 8'
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Flauto ottaviante || 4'
|-
|Principale || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ottavino || 2'
|-
|Terza || 1.3/5'
|-
|Ripieno || 3 file
|-
|Fagotto || 16'
|-
|Tromba armonica || 8'
|-
|Oboe || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''III - ''Solo aperto'''''
----
|-
|Flauto traversiere || 8'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Cornetto || 4 file
|-
|Tuba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Basso acustico || 32'
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Bombarda || 16'
|-
|Fagotto || 16'
|-
|Tromba || 8'
|-
|Clarone || 4'
|-
|Campane
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.mascioni-organs.com/lavena-ponte-tresa/|titolo=Lavena Ponte Tresa (VA) - Chiesa del SS. Crocifisso|accesso=19 gennaio 2024|sito=mascioni-organs.com}}
{{Avanzamento|100%|19 gennaio 2024}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Macerata/Montecosaro/Montecosaro - Chiesa di Sant'Agostino
0
54643
494899
452792
2026-04-28T18:42:10Z
VoceUmana7
51633
494899
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
{{Doppia immagine|center|Montecosaro-S.Agostino-organo Callido.jpg|300|Montecosaro-S.Agostino-consolle organo Callido.jpg|300}}
* '''Costruttore:''' Gaetano Callido
* '''Anno:''' 1792
* '''Restauri/modifiche:''' Michel Formentelli (restauro, 2018)
* '''Registri:''' 18
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note, costantemente unita al manuale (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' ''Tiratutti'' a manovella
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale Bassi ||
|-
|Principale Soprani ||
|-
|Ottava ||
|-
|Quinta Decima ||
|-
|Decima Nona ||
|-
|Vigesima Seconda ||
|-
|Vigesima Sesta ||
|-
|Vigesima Nona ||
|-
|Trigesima Terza ||
|-
|Trigesima Sesta ||
|-
|Contrabassi ||
|-
|Ottava di Contrabassi ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto'''''
----
|-
|Voce Umana ||
|-
|Flauto in VIII ||
|-
|Flauto in XII
|-
|Cornetta ||
|-
|Tromboncini Bassi
|-
|Tromboncini Soprani ||
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|18 aprile 2024}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Varese/Vergiate/Sesona - Chiesa di Sant'Eusebio
0
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494840
457865
2026-04-28T17:48:04Z
VoceUmana7
51633
494840
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
{{Doppia immagine|center|Sesona-S.Eusebio-organo Mascioni.jpg|230|Sesona-S.Eusebio-consolle organo Mascioni.jpg|397}}
* '''Costruttore:''' V. Mascioni (Op. n. 1006)
* '''Anno:''' 1977
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 15
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, di schiena al corpo fonico
* '''Tastiere:''' 2 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo radiale di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a terra, sulla parete di di fondo del transetto destro
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|Ripieno 4 file || 1.1/3'
|-
|Flauto || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Cornetto 2 file || 2.2/3'
|-
|Corno Camoscio || 2'
|-
|Ripieno 2 file || 1.1/3'
|-
|Voce Celeste 2 file || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|25 luglio 2024}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Fermo/Montegiorgio/Montegiorgio - Collegiata dei Santi Giovanni Battista e Benedetto
0
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494882
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2026-04-28T18:27:00Z
VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
{{Doppia immagine|center|Facciata organo morettini montegiorgio 2.jpg|474|Consolle organo montegiorgio.jpg|200}}
* '''Costruttore:''' Angelo Morettini
* '''Anno:''' 1837
* '''Restauri/modifiche:''' ? (elettrificazione, anni '30), ? (restauro, anni '80)
* '''Registri:''' 27
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro dell'organo
* '''Tastiere:''' 1 di 54 note con prima ottava cromatica (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' di 25 note a leggio con prima ottava cromatica (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>3</sup>'') sempre unita al manuale<ref>estesa in seguito</ref>
* '''Collocazione:''' in corpo unico, al centro della cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' ''Grancassa'' a pedale<ref>ricostruita</ref>
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra interna - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale Bassi
|-
|Principale Soprani
|-
|Ottava
|-
|Duodecima
|-
|Decimaquinta
|-
|Decimanona
|-
|Vigesimaseconda
|-
|Vigesimasesta
|-
|Vigesimanona
|-
|Trigesimaterza
|-
|Trigesimasesta
|-
|Bassi || 16'<ref>pedale</ref>
|-
|Ottava de' Bassi || 8'<ref>pedale. Non inseribile, le canne sono state usate per estendere la pedaliera a due ottave</ref>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra esterna - ''Concerto'''''
----
|-
|Unda Maris
|-
|Violoncello || 8'<ref>in cassa espressiva</ref>
|-
|Lira || 4'<ref>in cassa espressiva</ref>
|-
|Traversiere
|-
|Basso in VIII<ref>derivazione dall'ottava di ''Principale''</ref>
|-
|Flauto Soprani
|-
|Quintetto
|-
|Viola<ref>aggiunto</ref>
|-
|Viola Celeste<ref>aggiunto</ref>
|-
|Tromboncini Bassi
|-
|Tromboncini Soprani
|-
|Ottave de' Tromboncini
|-
|Sistro
|-
|Tromboni || 8'<ref>pedale, dal Do1 al Do2</ref>
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
{{Avanzamento|100%|16 novembre 2024}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
9mykbf4rzy39jhkhs36u0ow5fp4uisy
Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Macerata/Poggio San Vicino/Poggio San Vicino - Chiesa di Santa Maria Assunta
0
56449
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468563
2026-04-28T18:43:21Z
VoceUmana7
51633
VoceUmana7 ha spostato la pagina [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Macerata/Poggio San Vicino/Poggio San Vicino - Chiesa di S. Maria Assunta]] a [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Macerata/Poggio San Vicino/Poggio San Vicino - Chiesa di Santa Maria Assunta]]: [[Aiuto:Sposta|Il titolo contiene errori di ortografia o di battitura]]
468563
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Domenico Fedeli
* '''Anno:''' 1840
* '''Restauri/modifiche:''' ? (1925, restauro e trasferimento nell'edificio attuale) Vegezzi-Bossi (2008, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 11
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Tastiere:''' 1 di 47 note (''Do<small>1</small>''-''Re<small>5</small>) con prima ottava scavezza
* '''Pedaliera:''' a leggio di 13 note (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>2</small>''), con prima ottava scavezza
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimaseconda || 1'
|-
|Vigesima sesta || 2/3'
|-
|Vigesima nona || 1/2'
|-
|Flauto in VIII || 4' (dal Do2)
|-
|Cornetta (XII - XV - XVII) || 2.2/3' (dal Do3)
|-
|Bassi || 8' al pedale
|-
|Tromboni || 8' Soprani
|-
|}
|}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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2026-04-28T18:44:40Z
VoceUmana7
51633
494904
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Domenico Fedeli
* '''Anno:''' 1840
* '''Restauri/modifiche:''' ? (1925, restauro e trasferimento nell'edificio attuale) Vegezzi-Bossi (2008, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 11
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Tastiere:''' 1 di 47 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>5</sup>) con prima ottava scavezza
* '''Pedaliera:''' a leggio di 13 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>2</sup>''), con prima ottava scavezza
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimaseconda || 1'
|-
|Vigesima sesta || 2/3'
|-
|Vigesima nona || 1/2'
|-
|Flauto in VIII || 4' (dal Do2)
|-
|Cornetta (XII - XV - XVII) || 2.2/3' (dal Do3)
|-
|Bassi || 8' al pedale
|-
|Tromboni || 8' Soprani
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbania/Urbania - Chiesa di San Francesco
0
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494944
482819
2026-04-28T20:03:49Z
VoceUmana7
51633
494944
wikitext
text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo San Francesco Urbania.jpg|500px|centro]]
* '''Collocazione:''' al centro della cantoria sulla parete di controfacciata della chiesa
* '''Costruttore:''' Arcangelo Feligiotti
* '''Anno:''' 1762
* '''Restauri/modifiche:''' Cioccolani (intervento di riforma, 1867)
* '''Registri:''' 26
* '''Canne:''' -
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' in cantoria, al centro del basamento della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 45 tasti con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'')<ref>L'organo possedeva in origine due manuali, dei quali l'inferiore è stato smantellato durante un intervento di riforma nel 1867 ad opera di un esponente della dinastia organaria Cioccolani di Cingoli (MC). Sono ancora superstiti la tastiera, la tavola dei registri, il somiere, parte del materiale fonico e della meccanica. La disposizione fonica si riferisce alla conformazione originaria dello strumento, mentre l'attuale è limitata al II manuale. Le Trombe reali al pedale sono state aggiunte da Andrea Feligiotti nei primissimi anni del XIX secolo; il Violoncello soprani da Cioccolani nel 1867.</ref>
* '''Pedaliera:''' scavezza a leggio di 17 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>3</sup> + tamburo acustico)
* '''Accessori:''' due ''Tiratutti'' a manovella (uno per tastiera) e a pedaletto (solo II manuale)
{| cellpadding="20" cellspacing="0" border="0" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan="2" |'''II - Primo organo'''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale ||Soprani
|-
|Ottava ||Bassi
|-
|Ottava ||Soprani
|-
|Duodecima
|-
|Quinta Decima
|-
|Decima Nona
|-
|Vigesima Seconda
|-
|Vigesima Sesta
|-
|Vigesima Nona
|-
|Trigesima Terza
|-
|Trigesima Sesta
|-
|Voce Umana ||Soprani
|-
|Trombe ||8' Bassi
|-
|Trombe ||Soprani
|-
|Violoncelli||8' Soprani
|-
|Flauto in Ottava||Soprani
|-
|Flauto in Duodecima
|-
|Cornetta ||Soprani<ref>2' + 1.3/5'</ref>
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan="2" |'''I''' '''- Secondo organo'''
----
|-
|Principale ||8' Bassi
|-
|Principale Soprani|| Soprani
|-
|Ottava ||Bassi
|-
|Ottava ||Soprani
|-
|Quinta Decima
|-
|Decima Nona
|-
|Vigesima Seconda
|-
|Voce Umana ||Soprani
|-
|Flauto in Duodecima
|-
|Cornetta||Soprani<ref>1.3/5'</ref>
|-
|Tromboni ||8' Bassi
|-
|Tromboni ||Soprani
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan="2" |'''Pedale'''
----
|-
|Principali bassi ||16'
|-
|Trombe Reali ||8'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbania/Urbania - Chiesa di Santa Caterina
0
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479016
2026-04-28T20:07:00Z
VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo Santa Caterina Urbania.jpg|500px|centro]]
* '''Collocazione:''' sulla sommità dell'altare maggiore della chiesa
* '''Costruttore:''' Arcangelo Feligiotti
* '''Anno:''' 1770
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 7
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' in ambiente soprastante la sacrestia
* '''Tastiere:''' 1 di 45 tasti con prima ottava scavezza ''(Do''<sup>''1''</sup>''-Do''<sup>''5''</sup>'')''
* '''Pedaliera:''' scavezza a leggio di 9 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>2</sup>)''<ref>mancante</ref>
*'''Note:''' l'organo è in condizioni di totale abbandono, depredato di quasi tutto il materiale fonico, della pedaliera e della manticeria. Il vano delle canne di facciata verso la chiesa è chiuso da una tela raffigurante una facciata di canne disposte a cuspide con ali.
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
|Principale||8'
|-
|Ottava
|-
|Quinta Decima
|-
|Decima Nona
|-
|Vigesima Seconda
|-
|Flauto in Duodecima
|-
|Voce Umana||Soprani
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo Santa Caterina Urbania.jpg|400px|centro]]
* '''Collocazione:''' sulla sommità dell'altare maggiore della chiesa
* '''Costruttore:''' Arcangelo Feligiotti
* '''Anno:''' 1770
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 7
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' in ambiente soprastante la sacrestia
* '''Tastiere:''' 1 di 45 tasti con prima ottava scavezza ''(Do''<sup>''1''</sup>''-Do''<sup>''5''</sup>'')''
* '''Pedaliera:''' scavezza a leggio di 9 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>2</sup>)''<ref>mancante</ref>
*'''Note:''' l'organo è in condizioni di totale abbandono, depredato di quasi tutto il materiale fonico, della pedaliera e della manticeria. Il vano delle canne di facciata verso la chiesa è chiuso da una tela raffigurante una facciata di canne disposte a cuspide con ali.
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
|Principale||8'
|-
|Ottava
|-
|Quinta Decima
|-
|Decima Nona
|-
|Vigesima Seconda
|-
|Flauto in Duodecima
|-
|Voce Umana||Soprani
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbania/Urbania - Santuario del Santissimo Crocifisso di Battaglia
0
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo santuario Battaglia Urbania.jpg|400px|centro]]
* '''Collocazione:''' sulla cantoria destra della chiesa
* '''Costruttore:''' anonimo
* '''Anno:''' XVII-XVIII sec.
* '''Restauri/modifiche:''' -
* '''Registri:''' 8
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' in cantoria, al centro del basamento della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 45 tasti con prima ottava scavezza''(Do<sup>1</sup>-Do<sup>5</sup>)''
* '''Pedaliera:''' scavezza a leggio di 8 note (''Do<sup>1</sup>''-Si''<sup>1</sup>)''
* '''Nota:''' l'organo, trasferito in questa sede presumibilmente nel 1879 (data scritta su uno dei mantici), è in condizioni di totale abbandono. Il vano delle canne di facciata è chiuso da una tavola raffigurante una facciata di canne disposte a cuspide.
{| cellpadding="20" cellspacing="0" border="0" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
|Principale ||8'
|-
|Ottava
|-
|Quinta X<sup>a</sup>
|-
|X<sup>a</sup> Nona
|-
|XX<sup>a</sup> Seco:a
|-
|Flauto<ref>in XII</ref>
|-
|Cornetta||Soprani<ref>1.3/5'</ref>
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbania/Urbania - Chiesa di San Giovanni Battista del Barco
0
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2026-04-28T20:19:23Z
VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo San Giovanni Battista del Barco Urbania.jpg|400px|centro]]
* '''Collocazione:''' al centro della cantoria sulla parete di controfacciata della chiesa
* '''Costruttore:''' Michelangelo Paoli & figli
* '''Anno:''' 1854
* '''Restauri/modifiche:''' Alvo Molinelli (modifiche, 1974)
* '''Registri:''' 17
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' in cantoria, al centro del basamento della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 52 tasti con prima ottava scavezza ''(Do<sup>1</sup>-Sol<sup>5</sup>)''
* '''Pedaliera:''' scavezza a leggio di 14 note ''(Do<sup>1</sup>-Sol#<sup>1</sup>) + tiratutti monta-smonta (Mi<sup>2</sup>-Fa<sup>2</sup>), terza mano (Sol<sup>2</sup>) e rollante (La<sup>2</sup>)''
* '''Accessori:''' Tiratutti a tirante e a doppio pedaletto, Terza mano
* '''Nota:''' l'organo, funzionante fino a pochi anni fa, è attualmente in condizioni di totale abbandono. Il vano delle canne di facciata è coperto dall'apposita tela, caduta durante i recenti lavori di restauro e consolidamento della chiesa, che hanno comportato anche la proditoria rimozione della manticeria, dell'elettroventilatore e il fissaggio della cassa al muro mediante cinghie e cricchetti.
{| cellpadding="20" cellspacing="0" border="0" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan="2" |'''Colonna di sinistra'''
----
|-
|Principale ||8' Basso
|-
|Principale ||Soprano
|-
|Ottava|
|-
|Decimaquinta
|-
|Decimanona
|-
|Vigesimaseconda
|-
|Vigesimasesta
|-
|Vigesimanona
|-
|Voce Angelica ||8' Soprani
|-
|Doppio Suono
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan="2" |'''Colonna destra'''
----
|-
|Trombe Basse ||8'
|-
|Trombe Soprane
|-
|Clarone ||4' Bassi
|-
|Corno inglese ||16' Soprani
|-
|Cornetto Sesquialtera<ref>1.3/5'</ref> ||Soprani
|-
|Cornetto Decimino<ref>2'</ref> ||Soprani
|-
|Cornetto Nasardo<ref>2.2/3'</ref> ||Soprani
|-
|Flauto Basso ||4'
|-
|Flauto Soprano ||4'
|-
|Corno Dolce in Tuba ||16' Soprani
|-
|}
|
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan="2" |'''Pedale'''
----
|-
|Contrabassi ||16' + 8'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - Chiesa di San Sergio
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2026-04-28T22:19:58Z
VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo San Sergio Urbino.jpg|300px|centro]]
* '''Collocazione:''' su deambulacro soprastante il presbiterio della chiesa
* '''Costruttore:''' Domenicantonio e Raffaele Fedeli (''opus'' 141)
* '''Anno:''' 1780<ref>Da un graffito presente all'interno della cassa, risulta che ''Quest'organo fu fabbricato per la vecchia Cattedrale di Fossombrone. Nel 1827 fu collocato nel monastero di S. Bernardino di detto luogo. Nel 1890 fu trasportato in questo Oratorio.'' Lo strumento è in condizioni di totale abbandono, il materiale fonico metallico è completamente assente.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' Luigi Giudici (restauro e ampliamento, 1892)
* '''Registri:''' 12
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro del basamento della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 45 tasti ''(Do<sup>1</sup>-Do<sup>5</sup>)'' con prima ottava scavezza
* '''Pedaliera:''' a leggio di 17 note (''Do<sup>1</sup>-Sol''#''<sup>2</sup>'' + finto ''La<sup>2</sup>'' per il rollante) con prima ottava scavezza, costantemente unita al manuale con il registro di ''Contrabbassi 16' '' sempre inserito
* '''Accessori:''' ''Tiratutti'' a manovella
{| cellpadding="20" cellspacing="0" border="0" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan="2" |'''Colonna sinistra'''
----
|-
|Principale bassi
|[8']
|-
|Principale soprani
|[8']
|-
|Ottava bassi
|
|-
|Ottava soprani
|
|-
|Decimaquinta
|
|-
|Decimanona
|
|-
|Vigesimaseconda
|
|-
|Vigesimasesta
|
|-
|Vigesimanona
|
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan="2" |'''Colonna destra'''
----
|-
|Voce Umana ||Soprani
|-
|Flauto ||4' Bassi
|-
|Flauto ||4' Soprani
|-
|Cornetta<ref>1.3/5'</ref> ||Soprani
|-
|Tromboncini ||8' Bassi
|-
|Tromboncini ||8' Soprani
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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2026-04-28T22:20:25Z
VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo San Sergio Urbino.jpg|300px|centro]]
* '''Collocazione:''' su deambulacro soprastante il presbiterio della chiesa
* '''Costruttore:''' Domenicantonio e Raffaele Fedeli (''opus'' 141)
* '''Anno:''' 1780<ref>Da un graffito presente all'interno della cassa, risulta che ''Quest'organo fu fabbricato per la vecchia Cattedrale di Fossombrone. Nel 1827 fu collocato nel monastero di S. Bernardino di detto luogo. Nel 1890 fu trasportato in questo Oratorio.'' Lo strumento è in condizioni di totale abbandono, il materiale fonico metallico è completamente assente.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' Luigi Giudici (restauro e ampliamento, 1892)
* '''Registri:''' 16
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro del basamento della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 45 tasti ''(Do<sup>1</sup>-Do<sup>5</sup>)'' con prima ottava scavezza
* '''Pedaliera:''' a leggio di 17 note (''Do<sup>1</sup>-Sol''#''<sup>2</sup>'' + finto ''La<sup>2</sup>'' per il rollante) con prima ottava scavezza, costantemente unita al manuale con il registro di ''Contrabbassi 16' '' sempre inserito
* '''Accessori:''' ''Tiratutti'' a manovella
{| cellpadding="20" cellspacing="0" border="0" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan="2" |'''Colonna sinistra'''
----
|-
|Principale bassi
|[8']
|-
|Principale soprani
|[8']
|-
|Ottava bassi
|
|-
|Ottava soprani
|
|-
|Decimaquinta
|
|-
|Decimanona
|
|-
|Vigesimaseconda
|
|-
|Vigesimasesta
|
|-
|Vigesimanona
|
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan="2" |'''Colonna destra'''
----
|-
|Voce Umana ||Soprani
|-
|Flauto ||4' Bassi
|-
|Flauto ||4' Soprani
|-
|Cornetta<ref>1.3/5'</ref> ||Soprani
|-
|Tromboncini ||8' Bassi
|-
|Tromboncini ||8' Soprani
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - Chiesa di Santo Spirito
0
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2026-04-28T22:26:25Z
VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Tastiera organo Santo Spirito Urbino.jpg|500px|centro]]
* '''Collocazione:''' in cantoria sulla parete di controfacciata della chiesa
* '''Costruttore:''' Luigi Giudici
* '''Anno:''' fine XIX - inizio XX secolo
* '''Restauri/modifiche:''' -
* '''Registri:''' 11
* '''Canne:''' -
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro del basamento della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 45 tasti ''(Do<sup>1</sup>-Do<sup>5</sup>)'' con prima ottava scavezza
* '''Pedaliera:''' a leggio di 16 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>2</sup>)'' con prima ottava scavezza
* '''Nota:''' l'organo venne smontato a metà del XX secolo ed alcune parti furono riposte nei sottotetti dell'ex seminario (la tastiera ed il materiale fonico). Attualmente questi frammenti sono conservati sulla cantoria della chiesa di San Sergio, mentre la cantoria della chiesa di Santo Spirito risulta essere del tutto vuota.
{| cellpadding="20" cellspacing="0" border="0" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
|Principale||8' Bassi
|-
|Principale ||Soprani
|-
|Ottava
|-
|Decimaquinta
|-
|Decimanona
|-
|Vigesimaseconda
|-
|Vigesimasesta
|-
|Vigesimanona
|-
|Voce umana ||Soprani
|-
|Flauto in VIII|| Soprani
|-
|Cornetta ||Soprani
|-
|Contrabbassi
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (agostiniane)
0
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494970
479005
2026-04-29T00:59:18Z
VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo Santa Caterina Urbino.jpg|400px|centro]]
* '''Collocazione:''' in corpo unico, in cantoria sulla parete di controfacciata della chiesa
* '''Costruttore:''' Angelo Cimarelli
* '''Anno:''' 1818
* '''Restauri/modifiche:''' Barthélemy Formentelli (1995, ripristino)
* '''Registri:''' 7
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 47 tasti ''(Do<sup>1</sup>-Re<sup>5</sup>)'' con prima ottava scavezza
* '''Pedaliera:''' a leggio di 12 note (''Do<sup>1</sup>-Re#<sup>2</sup>)'' con prima ottava scavezza, priva di registri propri e costantemente unita al manuale
* '''Accessori:''' ''Tiratutti'' a manovella
{| cellpadding="20" cellspacing="0" border="0" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale ||Soprani
|-
|Ottava
|-
|Quintadecima
|-
|Decima Nona
|-
|Vigesima Seconda
|-
|Vigesima Sesta<ref>da Do<sup>1</sup> a Re#<sup>2</sup> XXVI + XXIX</ref>
|-
|Voce Umana ||Soprani
|-
|Cornetta ||Soprani
|-
|Traversiere||8' Soprani
|-
|Tromboncini ||8' Bassi
|-
|Tromboncini ||Soprani
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Monastero di Santa Caterina d'Alessandria (Urbino)|preposizione=sulla|etichetta=Monastero di Santa Caterina d'Alessandria a Urbino}}
{{Avanzamento|100%|29 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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494972
494970
2026-04-29T00:59:52Z
VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo Santa Caterina Urbino.jpg|400px|centro]]
* '''Collocazione:''' in corpo unico, in cantoria sulla parete di controfacciata della chiesa
* '''Costruttore:''' Angelo Cimarelli
* '''Anno:''' 1818
* '''Restauri/modifiche:''' Barthélemy Formentelli (1995, ripristino)
* '''Registri:''' 7
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 47 tasti ''(Do<sup>1</sup>-Re<sup>5</sup>)'' con prima ottava scavezza
* '''Pedaliera:''' a leggio di 12 note (''Do<sup>1</sup>-Re#<sup>2</sup>)'' con prima ottava scavezza, priva di registri propri e costantemente unita al manuale
* '''Accessori:''' ''Tiratutti'' a manovella
{| cellpadding="20" cellspacing="0" border="0" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale ||Soprani
|-
|Ottava
|-
|Quintadecima
|-
|Decima Nona
|-
|Vigesima Seconda
|-
|Vigesima Sesta<ref>da Do<sup>1</sup> a Re#<sup>2</sup> XXVI + XXIX</ref>
|-
|Voce Umana ||Soprani
|-
|Cornetta ||Soprani
|-
|Traversiere||8' Soprani
|-
|Tromboncini ||8' Bassi
|-
|Tromboncini ||Soprani
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Monastero di Santa Caterina d'Alessandria (Urbino)|preposizione=sulla|etichetta=Monastero di Santa Caterina d'Alessandria a Urbino}}
{{Avanzamento|100%|29 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Urbino/Urbino - Chiesa di Santa Maria della Torre (ex agostiniane)
0
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2026-04-29T01:05:08Z
VoceUmana7
51633
494974
wikitext
text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo santa Maria della Torre Urbino.jpg|400px|centro]]
* '''Collocazione:''' in cantoria sulla parete di controfacciata della chiesa
* '''Costruttore:''' Francesco Cioccolani (''Opus 15'')
* '''Anno:''' 1842
* '''Restauri/modifiche:''' -
* '''Registri:''' 10
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro del basamento della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 47 tasti ''(Do<sup>1</sup>-Re<sup>5</sup>)'' con prima ottava scavezza
* '''Pedaliera:''' a leggio di 13 note (''Do<sup>1</sup>-Mi<sup>2</sup>)'' con prima ottava scavezza, costantemente unita al manuale
* '''Accessori:''' Tiratutti a manovella
* '''Nota:''' lo strumento è in condizioni di totale abbandono.
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan="2" |'''Colonna sinistra'''
----
|-
|Principale ||8' Bassi
|-
|Principale ||Soprani
|-
|Ottava
|-
|Decimaquinta
|-
|Decimanona
|-
|Vigesimaseconda
|-
|Contrabassi ||8' al Pedale
|-
|}
|
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan="2" |'''Colonna destra'''
----
|-
|Tromboncini ||8' Bassi
|-
|Tromboncini ||Soprani
|-
|Cornetta|| Soprani
|-
|Flauto in ottava ||Soprani
|-
|Traversiere ||8' Soprani
|-|}
|}
{{Avanzamento|100%|29 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Varese/Lonate Pozzolo/Lonate Pozzolo - Chiesa di Sant'Ambrogio
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
{{Doppia immagine|center|Lonate Pozzolo-S.Ambrogio-organo Prestinari (2).jpg|450|Lonate Pozzolo-S.Ambrogio-consolle organo Prestinari.jpg|203}}
* '''Costruttore:''' Antonio e Gaetano F.lli Prestinari e Nipoti
* '''Anno:''' 1833
* '''Restauri/modifiche:''' G. Prestinari (1874), N. Balbiani (1893), Mascioni (restauro, 1984)
* '''Registri:''' 36
* '''Canne:''' 1800 circa
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro dell'organo
* '''Tastiere:''' 1 di 66 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' dritta piana corta con 24 pedali (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>2</sup>'') di 12 suoni reali
* '''Collocazione:''' in corpo unico, al centro della cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' ''Ripieno'', ''Combinazione Libera''; pedaletti per ''Terzamano'', ''Tuono'', ''Mezzo Ripieno'', ''Mezzo Forte (con ance)''
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra interna'''
----
|-
|Movimento che raddoppia l'armonia
|-
|Fagotto B.
|-
|Trombe S.
|-
|Corno Inglese S.
|-
|Clarone B.
|-
|Tromba S. || 16'
|-
|Violoncello B.
|-
|Viola B.
|-
|Fluta traversiera S.
|-
|Fluta spiegata S.
|-
|Flauto in ottava B.
|-
|Flauto in ottava S.
|-
|Ottavino B.
|-
|Ottavino S.
|-
|Cornetta I S.
|-
|Cornetta II S.
|-
|Voce Umana S.
|-
|Campanelli<ref>mancanti</ref>
|-
|Tromboni ped.<ref>bloccata</ref>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra esterna'''
----
|-
|Principale B. || 32'
|-
|Principale S. || 32'
|-
|Principale B. || 16'
|-
|Principale S. || 16'
|-
|Principale II
|-
|Ottava B.
|-
|Ottava S.
|-
|Duodecima
|-
|Quintadecima
|-
|Decimanona
|-
|Vigesimaseconda
|-
|Vigesima II e VI
|-
|Vigesima IX e Trigesimaterza
|-
|Trigesima VI e IX
|-
|Contrabasso con ottave
|-
|Ripieno ped.
|-
|Timballi
|-
|Duodecima ped.
|-
|Bombarde
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di Sant'Ambrogio (Lonate Pozzolo)|w_preposizione=sulla|w_etichetta=chiesa di Sant'Ambrogio a Lonate Pozzolo}}
{{Avanzamento|100%|11 luglio 2025}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
{{Doppia immagine|center|Lonate Pozzolo-S.Ambrogio-organo Prestinari (2).jpg|450|Lonate Pozzolo-S.Ambrogio-consolle organo Prestinari.jpg|203}}
* '''Costruttore:''' Antonio e Gaetano F.lli Prestinari e Nipoti
* '''Anno:''' 1833
* '''Restauri/modifiche:''' G. Prestinari (1874), N. Balbiani (1893), Mascioni (restauro, 1984)
* '''Registri:''' 36
* '''Canne:''' 1800 circa
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro dell'organo
* '''Tastiere:''' 1 di 66 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' dritta piana corta con 24 pedali (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>2</sup>'') di 12 suoni reali
* '''Collocazione:''' in corpo unico, al centro della cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' ''Ripieno'', ''Combinazione Libera''; pedaletti per ''Terzamano'', ''Tuono'', ''Mezzo Ripieno'', ''Mezzo Forte (con ance)''
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra interna'''
----
|-
|Movimento che raddoppia l'armonia
|-
|Fagotto ||Bassi
|-
|Trombe ||Soprani
|-
|Corno Inglese ||Soprani
|-
|Clarone ||Bassi
|-
|Tromba || 16' Soprani
|-
|Violoncello ||Bassi
|-
|Viola ||Baasi
|-
|Fluta traversiera ||Soprani
|-
|Fluta spiegata ||Soprani
|-
|Flauto in ottava ||Bassi
|-
|Flauto in ottava ||Soprani
|-
|Ottavino ||Bassi
|-
|Ottavino ||Soprani
|-
|Cornetta I ||Soprani
|-
|Cornetta II ||Soprani
|-
|Voce Umana ||Soprani
|-
|Campanelli<ref>mancanti</ref>
|-
|Tromboni ||Ped.<ref>bloccata</ref>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra esterna'''
----
|-
|Principale || 32' Bassi
|-
|Principale || 32' Soprani
|-
|Principale || 16' Bassi
|-
|Principale || 16' Soprani
|-
|Principale II
|-
|Ottava|| Bassi
|-
|Ottava ||Soprani
|-
|Duodecima
|-
|Quintadecima
|-
|Decimanona
|-
|Vigesimaseconda
|-
|Vigesima II e VI
|-
|Vigesima IX e Trigesimaterza
|-
|Trigesima VI e IX
|-
|Contrabasso con ottave
|-
|Ripieno ||Ped.
|-
|Timballi
|-
|Duodecima ped.
|-
|Bombarde
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di Sant'Ambrogio (Lonate Pozzolo)|w_preposizione=sulla|w_etichetta=chiesa di Sant'Ambrogio a Lonate Pozzolo}}
{{Avanzamento|100%|11 luglio 2025}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Osimo/Osimo - Chiesa Santissima Trinità
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Don Pietro Nachini
* '''Anno:''' 1755
* '''Restauri/Modifiche:''' già situato nella chiesa di Santa Palazia, nel 2024 è stato spostato presso la chiesa Santissima Trinità e restaurato da Riccardo Sabatini
* '''Registri:''' 15
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra
* '''Tastiere:''' 1 da 45 tasti (''Do<sup>1</sup>-Do<sup>5</sup>'') con prima ottava corta)
* '''Pedaliera:''' a leggio da 18 pedali (''Do<sup>1</sup>-Sol#<sup>2</sup>'' + accessorio)
* '''Collocazione:''' in corpo unico sulla cantoria destra
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
|'''''Colonna unica'''''
----
|-
|Tiratutti
|-
|Principale|| Bassi
|-
|Principale ||Soprani
|-
|Ottava
|-
|Quintadecima
|-
|Decimanona
|-
|Vigesima seconda
|-
|Vigesima sesta
|-
|Vigesima nona
|-
|Voce Umana
|-
|Flauto in XIIa
|-
|Cornetta
|-
|Tromboncini Soprani
|-
|Tromboncini Bassi
|-
|Bassi ||al Pedale
|}
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Ancona/Chiesa di Santa Maria delle Grazie
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Ancona - Chiesa di Santa Maria delle Grazie - 007.jpg|400px|centro]]
* '''Costruttore:''' Piccinelli
* '''Anno:''' 1962
* '''Restauri/modifiche:''' Leorin (1998, restauro e ampliamento)
* '''Registri:''' 31
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento, nel transetto di destra
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Decima-quinta || 2'
|-
|Sesquialtera 2 file<ref>XII - XVII</ref> || 2.2/3'
|-
|Ripieno 5 file || 1.1/3'
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Principalino || 4'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Ripieno 3 file || 1/4'
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Oboe || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Tromba || 8'
|-
|Clarone || 4'
|-
|}
|}
== Note ==
<references />
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Ancona)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di Santa Maria delle Grazie ad Ancona}}
{{Avanzamento|100%|8 gennaio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Varese/Mornago/Crugnola - Chiesa della Beata Vergine Assunta
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Giuseppe Bernasconi
* '''Anno:''' 1891
* '''Restauri/modifiche:''' Francesco Nasoni (1924, modifiche), Giovanni Bianchi (anni '70), Mascioni (2025, restauro e ripristino delle caratteristiche originali)
* '''Registri:''' 22
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro dell'organo
* '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' dritta piana con 24 pedali (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, al centro della cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' Terza mano, Unione Tasto-Pedale
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra'''
----
|-
|Flauto || 8’ Soprani
|-
|Dolce || 8’ Soprani
|-
|Dolce || 8’ Bassi
|-
|Celeste ||8’
|-
|Viola || 8’ Bassi
|-
|Viola || 8’ Soprani
|-
|Voce Umana
|-
|Terza Mano
|-
|Unione tasto al pedale
|-
|Trombone || 16’
|-
|Basso || 8’
|-
|Subbasso || 16’
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra'''
----
|-
|Principale ||8’ Bassi
|-
|Principale || 8’ Soprani
|-
|Principale II || Bassi
|-
|Principale II || Soprani
|-
|Ottava || Bassi
|-
|Ottava || Soprani
|-
|XV || Bassi
|-
|XV || Soprani
|-
|XIX
|-
|XXII
|-
|XXVI–XXIX
|-
|XXIII -XXVI || Bassi
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa della Beata Vergine Assunta (Mornago)|w_preposizione=sulla|w_etichetta=Chiesa della Beata Vergine Assunta (Mornago)}}
{{Avanzamento|100%|6 settembre 2025}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Lunano/Lunano - Chiesa dei Santi Cosma e Damiano
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Pietro Nachini
* '''Anno:''' XIX secolo<ref>spostato dalla Chiesa di San Francesco di Fano nel 1925</ref>
* '''Restauri/Modifiche:''' Barthélemy Formentelli (restauro, 1997-1999), lavoro di pulizia e accordatura (2024)
* '''Registri:''' 17
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica sospesa
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 57 (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') note con prima ottava scavezza
* '''Pedaliera:''' scavezza a leggio di 21 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>3</sup>'') sempre unita al manuale; l'ultimo pedale sulla destra aziona il Rollante
* '''Accessori:''' Tiratutti a manovella
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Concerto'''''
----
|-
|Tromboncini ||Bassi
|-
|Tromboncini ||Soprani
|-
|Voce Umana ||Soprani
|-
|Flauto in Ottava
|-
|Flauto in Duodecima
|-
|Cornetta<ref>1.3/5'</ref> ||Soprani
|-
|Contrabassi ||12'
|-
|Ottave ai Contrabbassi
|-
|Quinte ai Contrabbassi
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale ||8' Bassi
|-
|Principale ||8' Soprani
|-
|Ottava
|-
|Quintadecima
|-
|Decimanona
|-
|Vigesimaseconda
|-
|Vigesimasesta
|-
|Vigesimanona
|-
|Trigesimaterza
|-
|Trigesima Sesta
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ascoli Piceno/San Benedetto del Tronto/San Benedetto del Tronto - Chiesa di San Benedetto Martire
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:San Benedetto del Tronto - Chiesa di San Benedetto Martire - 2023-09-25 12-47-16 015.jpg|500px|centro]]
* '''Costruttore:''' Mascioni
* '''Anno:''' 1963
* '''Restauri/modifiche:'''
* '''Registri:''' 24
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' indipendente
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
* '''Note:'''
{| cellpadding="18" cellspacing="24" border="0" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan="4" |'''I - ''Grand'Organo'''''
|-
|Principale ||8'
|-
|Flauto Traverso||8'
|-
|Dulciana||8'
|-
|Ottava||4'
|-
|Decimaquinta||2'
|-
|Ripieno Grave||2 file
|-
|Ripieno Acuto||4 file
|-
|Tromba||8'
|-
|Voce Umana||8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan="4" |'''II -''' '''''Espressivo'''''
|-
|Diapason||8'
|-
|Bordone||8'
|-
|Salicionale||8'
|-
|Flauto Armonico||4'
|-
|Nazardo||2.2/3'
|-
|Flautino||2'
|-
|Pienino 3 file||2'
|-
|Oboe||8'
|-
|Voce Celeste||8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan="4" |'''''Pedale'''''
|-
|Contrabbasso||16'
|-
|Subbasso||16'
|-
|Basso||8'
|-
|Bordone||8'
|-
|Ottava||4'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa abbaziale di San Benedetto Martire|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa abbaziale di San Benedetto Martire a San Benedetto del Tronto}}
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Arcevia/Arcevia - Collegiata di San Medardo
0
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Giacomo Locatelli (''Opus 83'')<ref>la cassa proviene da uno strumento precedente</ref>
* '''Anno:''' 1889
* '''Restauri/modifiche:'''
* '''Registri:''' 28
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra
* '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Si<sup>2</sup>''/''Do<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' piana-parallela di 20 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>2</sup>'')
* '''Accessori:''' Gran Forte a pedaletto, Combinazione libera alla lombarda, pedaletti per: Fagotto - Tromba - Corno inglese - Unione Tasto/Pedale - Timballone - Rollante
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Concerto'''''
----
|-
|Gran forte<ref name=tm1>scollegato</ref>
|-
|Voce Umana || Soprani
|-
|Corno Dolce di || 16'
|-
|Cornetto a tre voci || Soprani
|-
|Fagotto di || 8' Bassi
|-
|Tromba di || 8' Soprani
|-
|Violoncello di || 4' Bassi
|-
|Corno Inglese di|| 16' Soprani
|-
|Viola di || 4' Bassi
|-
|Flauto traversiere di || 8' Soprani
|-
|Flauto in ottava di || 4' Soprani
|-
|Ottavino militare || 2' Soprani
|-
|Tromboni reali di || 8' al Pedale
|-
|Clarinetto || Soprani<ref name=tm1>scollegato</ref>
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale sull'ordine di || 16'<ref>da ''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|Principale di|| 16' Soprani
|-
|Principale di|| 8' Bassi
|-
|Principale di|| 8' Soprani
|-
|Ottava di|| 4' Bassi
|-
|Ottava di|| 4' Soprani
|-
|Decima seconda ||XII
|-
|Decima quinta ||XV
|-
|Decima nona ||XIX
|-
|Vigesima seconda ||XXII
|-
|Vigesima sesta ||XXVI
|-
|Vigesima nona ||XXIX
|-
|Trigesima terza ||XXXIII
|-
|Trigesima sesta ||XXXVI
|-
|Contrabbassi di ||16'
|-
|Ottava ||al Pedale
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Collegiata di San Medardo|preposizione=sulla|etichetta=Collegiata di San Medardo ad Arcevia}}
{{Avanzamento|100%|8 gennaio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Corinaldo/Corinaldo - Santuario di Santa Maria Goretti
0
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2026-04-28T17:56:41Z
VoceUmana7
51633
494849
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Santuario di Santa Maria Goretti 3.jpg|400px|centro]]
* '''Costruttore:''' Gaetano Callido (''Opus 35'')
* '''Anno:''' 1767
* '''Restauri/modifiche:''' Fratelli Ruffatti (1967, restauro)
* '''Registri:''' 20
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Do#<sup>3</sup>''/''Re<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>'')<ref>''La<sup>2</sup>'' aziona il Tamburo</ref> con prima ottava scavezza, costantemente unita alla tastiera
* '''Accessori:''' Tiratutti a manovella, Tamburo
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || Bassi
|-
|Principale || Soprani
|-
|Ottava
|-
|Quinta Decima
|-
|Decima Nona
|-
|Vigesima Seconda
|-
|Vigesima Sesta
|-
|Vigesima Nona
|-
|Trigesima Terza
|-
|Trigesima Sesta
|-
|Contrabbassi
|-
|Ottava di Contrabbassi
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto'''''
----
|-
|Voce Umana || Soprani
|-
|Flauto in VIII
|-
|Flauto in XII
|-
|Cornetta|| Soprani<ref>1.3/5'</ref>
|-
|Tromboncini|| Bassi
|-
|Tromboncini|| Soprani
|-
|Violoncello ||Bassi
|-
|Violoncello ||Soprani
|-
|Tamburo
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
{{Avanzamento|100%|14 dicembre 2025}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Serra De' Conti/Serra De' Conti - Chiesa di Santa Maria de Abbatissis
0
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VoceUmana7
51633
494869
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Odoardo Cioccolani
* '''Anno:''' 1866
* '''Restauri/modifiche:''' Fratelli Ruffatti (2009, restauro)
* '''Registri:''' 20
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Do#<sup>3</sup>''/''Re<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>'')<ref>''La<sup>2</sup>'' aziona il Tamburo</ref> con prima ottava scavezza, costantemente unita alla tastiera
* '''Accessori:''' Combinazione alla lombarda, Tamburo, Timballi
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || Bassi
|-
|Principale || Soprani
|-
|Ottava
|-
|Quinta Decima
|-
|Decima Nona
|-
|Vigesima Seconda
|-
|Vigesima Sesta
|-
|Vigesima Nona
|-
|Trigesima Terza
|-
|Trigesima Sesta
|-
|Contrabbassi
|-
|Ottava di Contrabbassi
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto'''''
----
|-
|Corno Inglese || Soprani
|-
|Tromba || Soprani
|-
|Fagotto || Bassi
|-
|Flauto traverso|| Soprani
|-
|Ottavino|| Soprani
|-
|Viola|| Bassi
|-
|Timballi
|-
|Bombarda ||16' al Pedale
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
{{Avanzamento|100%|14 dicembre 2025}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Trecastelli/Ripe - Chiesa di San Pellegrino
0
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VoceUmana7
51633
494871
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Chiesa di San Pellegrino 3.jpg|400px|centro]]
* '''Costruttore:''' Gaetano Callido
* '''Anno:''' 1792
* '''Restauri/modifiche:''' Fratelli Ruffatti (1995, restauro)
* '''Registri:''' 16
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Do#<sup>3</sup>''/''Re<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 17 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>'') con prima ottava scavezza, costantemente unita alla tastiera
* '''Accessori:''' Tiratutti a manovella, Tamburo
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale
|-
|Principale || Bassi
|-
|Principale || Soprani
|-
|Ottava
|-
|Quinta Decima
|-
|Decima Nona
|-
|Vigesima Seconda
|-
|Vigesima Sesta
|-
|Vigesima Nona
|-
|Contrabbassi
|-
|Tamburo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto'''''
----
|-
|Voce Umana || Soprani
|-
|Flauto in VIII
|-
|Flauto in XII
|-
|Cornetta|| Soprani
|-
|Tromboncini|| Bassi
|-
|Tromboncini|| Soprani
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di San Pellegrino (Trecastelli)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Pellegrino a Ripe, Trecastelli}}
{{Avanzamento|100%|8 gennaio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Arcevia/Piticchio - Chiesa di San Nicolò
0
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VoceUmana7
51633
494844
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Sebastiano Vici
* '''Anno:''' 1737
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 15
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra
* '''Tastiere:''' 1 di 47 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani (''Do#<sup>3</sup>''/''Re<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 12 note con prima ottava scavezza(''Do<sup>1</sup>''-''Re#<sup>2</sup>'') costantemente unita al manuale
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria a controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Principale ||Bassi
|-
|Principale|| Soprani
|-
|Ottava
|-
|Decima V
|-
|Decima IX
|-
|Vigesima II
|-
|Vigesima VI
|-
|Vigesima IX
|-
|Tromboncini|| Bassi
|-
|Tromboncini|| Soprani
|-
|Voce umana|| Soprani
|-
|Flauto in XII
|-
|Cornetto|| Soprani
|-
|Flauto ||8' Soprani
|-
|Ottavina|| Bassi
|-
|Tiraripieno
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|12 dicembre 2025}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Belvedere Ostrense/Belvedere Ostrense - Chiesa di San Pietro Apostolo
0
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494845
487074
2026-04-28T17:53:41Z
VoceUmana7
51633
494845
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:San Pietro Apostolo (Belvedere Ostrense) 4.jpg|250px]],
[[File:San Pietro Apostolo (Belvedere Ostrense) 12.jpg|400px]]
* '''Costruttore:''' Vincenzo Montecucchi
* '''Anno:''' ca. 1793
* '''Restauri/modifiche:''' Fratelli Ruffatti (1996, restauro)
* '''Registri:''' 16
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra
* '''Tastiere:''' 1 di 47 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Do#<sup>3</sup>''/''Re<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>'')
* '''Accessori:''' Tiratutti a manovella, Tamburo
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Concerto'''''
----
|-
|Flauto in XII
|-
|Flauto in VIII || Bassi
|-
|Flauto in VIII || Soprani
|-
|Voce Umana || Soprani
|-
|Violetta || Bassi
|-
|Tromboncini || Bassi
|-
|Tromboncini || Soprani
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale|| Bassi
|-
|Principale || Soprani
|-
|Ottava
|-
|Quinta Decima
|-
|Decima Nona
|-
|Vigesima Seconda
|-
|Vigesima Sesta
|-
|Vigesima Nona
|-
|Contrabbassi
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di San Pietro Apostolo (Belvedere Ostrense)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Pietro Apostolo a Belvedere Ostrense}}
{{Avanzamento|100%|8 genaio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Chiaravalle/Chiaravalle - Chiesa abbaziale di Santa Maria in Castagnola
0
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2026-04-28T17:55:40Z
VoceUmana7
51633
494847
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Gaetano Callido (''Opus 108'')
* '''Anno:''' 1775
* '''Restauri/modifiche:''' Michel Formentelli (2021, restauro)
* '''Registri:''' 17
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Do#<sup>3</sup>''/''Re<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 17 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>'') con prima ottava scavezza, costantemente unita alla tastiera
* '''Accessori:''' Tiratutti a manovella
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento a sinistra dell'abside
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || Bassi
|-
|Principale || Soprani
|-
|Ottava
|-
|Quinta Decima
|-
|Decima Nona
|-
|Vigesima Seconda
|-
|Vigesima Sesta
|-
|Vigesima Nona
|-
|Contrabbassi
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto'''''
----
|-
|Voce Umana || Soprani
|-
|Flauto in VIII<ref>da ''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|Flauto in XII
|-
|Cornetta|| Soprani<ref>1.3/5'</ref>
|-
|Tromboncini|| Bassi
|-
|Tromboncini|| Soprani
|-
|Corno inglese ||16' Soprani
|-
|Viola || 4' Bassi
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Abbazia di Santa Maria in Castagnola|preposizione=sulla|etichetta=Abbazia di Santa Maria in Castagnola}}
{{Avanzamento|100%|14 dicembre 2025}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Ostra Vetere/Ostra Vetere - Chiesa di Santa Lucia
0
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VoceUmana7
51633
494860
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Chiesa di Santa Lucia (84160).jpg|400px|centro]]
* '''Costruttore:''' Don Benedetto Antonio Fioretti (attr.)
* '''Anno:''' 1707
* '''Restauri/modifiche:''' Pacifico Inzoli & Figli (2009, restauro)
* '''Registri:''' 8
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Do#<sup>3</sup>''/''Re<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' scavezza a leggio di 9 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>2</sup>'') costantemente unita alla tastiera
* '''Accessori:''' Tirapieno
* '''Collocazione:''' sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale
|-
|Ottava
|-
|XV
|-
|XIX
|-
|XXII - XXVI
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto'''''
----
|-
|Voce Umana<ref>da ''Do<sup>3</sup>''</ref>
|-
|Flauto in VIII
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
{{Avanzamento|100%|14 dicembre 2025}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Ostra Vetere/Ostra Vetere - Santuario di San Pasquale
0
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2026-04-28T18:03:15Z
VoceUmana7
51633
494861
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Santuario di san Pasquale 15.jpg|300px]],
[[File:Santuario di san Pasquale 8.jpg|300px]]
* '''Costruttore:''' Gaetano Callido
* '''Anno:''' 1788
* '''Restauri/modifiche:''' Alessandro Girotto (restauro)
* '''Registri:''' 11
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Do#<sup>3</sup>''/''Re<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>2</sup>'') con la prima ottava scavezza, costantemente unita alla tastiera
* '''Collocazione:''' sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale ||Bassi
|-
|Principale ||Soprani
|-
|Ottava
|-
|Quinta decima
|-
|Decima nona
|-
|Vigesima seconda
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto'''''
----
|-
|Voce Umana
|-
|Flauto in VIII
|-
|Flauto in XII
|-
|Cornetta
|-
|Viola ||Bassi
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|14 dicembre 2025}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Senigallia/Senigallia - Pinacoteca Diocesana
0
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VoceUmana7
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494868
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Museo diocesano di Senigallia (76154).jpg|400px|centro]]
* '''Costruttore:''' ?
* '''Anno:''' secolo XVIII
* '''Restauri/modifiche:''' restaurato nel 2016
* '''Registri:''' 9
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' no
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Flauto in XII
|-
|Vigesima II
|-
|Decima Nona
|-
|Decima Quinta
|-
|Ottava
|-
|Principale
|-
|Voce Umana
|-
|Cornetto
|-
|Tromboncini
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|14 dicembre 2025}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Senigallia/Senigallia - Chiesa di San Martino
0
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VoceUmana7
51633
494867
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Gaetano Callido (''Opus 395'')
* '''Anno:''' 1802
* '''Restauri/modifiche:''' Michel Formentelli (2011, restauro)
* '''Registri:''' 17
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra
* '''Tastiere:''' 1 di 47 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Do#<sup>3</sup>''/''Re<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>'')<ref> ''La<sup>2</sup> aziona il Tamburo''</ref>
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in Cornu Evangelii
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale|| Bassi
|-
|Principale|| Soprani
|-
|Ottava
|-
|Quinta Decima
|-
|Decima Nona
|-
|Vigesija Seconda
|-
|Vigesima Sesta
|-
|Vigesima Nona
|-
|Contrabbassi
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto'''''
----
|-
|Voce Umana ||Soprani
|-
|Flauto in VIII||Bassi
|-
|Flauto in VIII||Soprani
|-
|Flauto in XII
|-
|Cornetta||Soprani
|-
|Tromboncini ||Bassi
|-
|Tromboncini || Soprani
|-
|Tromboni ||8' al Pedale
|-
|}
|}
== Note ==
<references />
{{Avanzamento|100%|14 dicembre 2025}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Ancona/Corinaldo/Corinaldo - Chiesa di San Francesco d'Assisi
0
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487076
2026-04-28T17:56:08Z
VoceUmana7
51633
494848
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Chiesa di San Francesco d'Assisi 8.jpg|300px]], [[File:Chiesa di San Francesco d'Assisi 32.jpg|300px]]
* '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 851'')
* '''Anno:''' 1964
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 24
* '''Canne:''' 1700
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento, nel transetto di destra
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in due corpi, nell'abside
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale ||8'
|-
|Flauto Traverso ||8'
|-
|Dulciana|| 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta|| 2'
|-
|Ripieno grave 2 file
|-
|Ripieno acuto 4 file
|-
|Tromba|| 8'
|-
|Voce Umana 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Principale ||8'
|-
|Bordone|| 8'
|-
|Viola dolce|| 8'
|-
|Flauto armonico|| 4'
|-
|Corno camoscio|| 4'
|-
|Nazardo|| 2.2/3'
|-
|Flautino|| 2'
|-
|Ripieno 3 file|| 2'
|-
|Oboe|| 8'
|-
|Voce celeste 2 file|| 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso ||16'
|-
|Subbasso|| 16'
|-
|Basso|| 8'
|-
|Bordone|| 8'
|-
|Flauto|| 4'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di San Francesco d'Assisi (Corinaldo)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Francesco d'Assisi a Corinaldo}}
{{Avanzamento|100%|14 dicembre 2025}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Chimica organica per il liceo/Cicloalcani/Esercizi
0
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aggiunto esercizi
494808
wikitext
text/x-wiki
{{A}}
{{Avanzamento|0%|8 febbraio 2026}}
== Esercizi sulla nomenclatura dei cicloalcani ==
=== Esercizio 1 ===
Nomina il seguente cicloalcano.
[[File:Esercizio1.png|centro|miniatura]]
=== Esercizio 2 ===
Nomina il seguente cicloalcano.
[[File:Esercizio2.png|centro|miniatura]]
=== Esercizio 3 ===
Nomina il seguente cicloalcano.
[[File:Esercizio3.png|centro|miniatura]]
=== Esercizio 4 ===
Disegna le seguenti strutture.
# 1,1-dimetilciclottano
# 3-ciclobutilesano
# 1,2-diclorociclopentano
# 1,3-dibromo-5-metilcicloesano
=== Esercizio 5 ===
Nomina il seguente cicloalcano: fai attenzione agli isomeri cis e trans!
[[File:Cloro ccalc.png|centro|miniatura]]
Come si chiamerebbe il cicloalcano se il cloro e l'idrogeno sulla parte sinistra si scambiassero?
=== Esercizio 6 ===
Nomina il seguente cicloalcano.
[[File:Bromo ccalc.png|centro|miniatura|244x244px]]
=== Esercizio 7 ===
Rispondi alle seguenti domande aiutandoti con un disegno.
# Come si chiama (in versione IUPAC) un anello formato da sei carboni con un solo gruppo metilico attaccato ad esso? (1-metilcicloesano)
# Qual è il nome di un cicloesano con un gruppo metilico sul carbonio 3 e uno etilico sul carbonio 1? (1-etil-3,3-metilcicloesano)
# Come si chiama un anello a tre membri? E a sette? (ciclopropano/eptano)
=== Esercizio 8 ===
Correggi le seguenti diciture.
# 1-metil-2-etil-3-bromociclopentano
# diciclopentano (ciclopentilciclopentano)
# 2,4-metiletilcicloeptano
# 1-cloro-3-bromocicloesano
# 3,5-idrossietilciclopentano
=== Esercizio 9 ===
[[File:Esercizio 9.png|centro|miniatura]]
La dicitura giusta è:
# 1-etilciclopentano
# 1-etilcicloesano
# etilcicloesano
# etilciclopentano
# cicloetilpentano
Serve o non serve il numero uno? Se sì perché/se no perché?
=== Esercizio 10 ===
Disegna le seguenti strutture.
* 1,3-diciclopropilesano
* 2,3,4-trietilciclopentano
* 2-bromo-1-clorocicloesano
* propilciclopentano
=== Esercizio 11 ===
Nomina il seguente cicloalcano.
[[File:Esercizio11.png|centro|miniatura]]
=== Esercizio 12 ===
Nomina il seguente cicloalcano.
[[File:Esercizio12.png|centro|miniatura]]
=== Esercizio 13 ===
Nomina il seguente cicloalcano.
[[File:Esercizio13.png|centro|miniatura]]
=== Esercizio 14 ===
Disegna due cicloalcani che abbiano gli stessi sostituenti ma in posizioni diverse, poi nominali.
=== Esercizio 15 ===
Disegna un ciclopropano, un ciclobutano e un ciclopentano? Quale di questi è il più stabile? E perchè?
=== Esercizio 16 ===
Disegna tutti i possibili isomeri del dimetilciclopentano. Considera le diverse posizioni dei sostituenti: in alcuni casi hanno un nome particolare?
=== Esercizio 17 ===
Perché una molecola del genere è molto difficile che esista?
[[File:Esercizio17.png|centro|miniatura]]
=== Esercizio 18 ===
Una molecola ha formula C6H12, è un cicloalcano e contiene un gruppo ossidrile. Disegna due varianti della molecola, dai un nome a ciascuna e ragiona su quale delle due sia più stabile.
=== Esercizio 19 ===
Disegna la conformazione più stabile di 1,3-dimetilcicloesano. Perché è quella più stabile?
=== Esercizio 20 ===
Una molecola è un cicloalcano, ha 8 carboni totali e due gruppi metile. Disegna e nomina la molecola.
== Esercizi sull'isomeria ''cis''/''trans'' dei cicloalcani ==
=== Esercizio 21 ===
testo
...
== Esercizi sugli isomeri conformazionali dei cicloalcani ==
=== Esercizio 41 ===
Quando disegni una conformazione a "sedia", quante coppie di linee parallele dovresti tracciare per formare l'anello?
# 3 coppie
# nessuna
# 6 coppie
# 2 coppie<br />
=== Esercizio 42 ===
Qual è la conformazione più stabile in assoluto per il cicloesano?
# Barca
# Barca intrecciata (Twist-boat)
# Sedia
# Semisedia
=== Esercizio 43 ===
Qual è il valore approssimativo dell'angolo di legame C-C-C nella sedia del cicloesano?
# 60°
# 90°
# 109.5°
# 120°
=== Esercizio 44 ===
Quale cicloalcano ha la minor tensione d'anello per unità di gruppo CH2?
# Ciclopropano
# Ciclobutano
# Ciclopentano
# Cicloesano
=== Esercizio 45 ===
Quale di questi composti ha la conformazione a sedia "bloccata" (ovvero l'equilibrio è quasi totalmente spostato su un solo conformero)?
# Clorocicloesano
# Isopropilcicloesano
# ''tert''-butilcicloesano
# Cicloesano semplice
=== Esercizio 46 ===
Quale isomero del 1,2-dimetilcicloesano è più stabile?
# L'isomero ''cis''
# L'isomero ''trans''
# Hanno la stessa stabilità
# Dipende dalla temperatura
=== Esercizio 47 ===
L'inversione d'anello (ring-flip) del cicloesano avviene:
# Solo a temperature superiori a 100°C
# Rapidamente a temperatura ambiente
# Solo in presenza di un catalizzatore acido
# Solo quando la molecola è allo stato solido
=== Esercizio 48 ===
Perché il ciclopropano ha una tensione d'anello elevatissima?
# Perché i legami C-C sono troppo lunghi.
# Per la forte tensione angolare (angoli di 60°) e l'eclissamento di tutti gli idrogeni.
# Perché non ha idrogeni in posizione equatoriale.
# Perché è una molecola planare molto grande.
=== Esercizio 49 ===
Quale conformazione rappresenta un "massimo" di energia (stato di transizione) nel diagramma energetico del cicloesano?
# Sedia
# Barca
# Barca intrecciata
# Semisedia
=== Esercizio 50 ===
Nel ''trans''-1-cloro-4-metilcicloesano, qual è la conformazione più stabile?
# Cloro assiale, Metile equatoriale
# Cloro equatoriale, Metile assiale
# Entrambi equatoriali
# Entrambi assiali
=== Esercizio 51 ===
Quale di queste affermazioni sull'inversione d'anello (ring-flip) è corretta?
# Cambia la configurazione R/S dei centri chirali
# Gli idrogeni "UP" diventano idrogeni "DOWN"
# Gli idrogeni assiali diventano equatoriali e viceversa
# Rompe i legami sigma carbonio-carbonio
=== Esercizio 52 ===
Se il ciclobutano fosse planare quante interazioni di eclissi HH ci sarebbero? Supponendo ci siano 4 kJ/mol per interazione di eclissi HH, qual è la tensione su questa molecola planare?
=== Esercizio 53 ===
Nel metilciclopentano, quale atomo di carbonio è più probabile che sia nella posizione "''endo"''?
=== Esercizio 54 ===
Disegna le due diverse conformazioni a sedia del cicloesanolo (oppure: idrossicicloesano), mostrando tutti gli atomi di idrogeno. Inoltre, indica se ciascuna posizione è assiale o equatoriale.
=== Esercizio 55 ===
Disegna le due diverse conformazioni a "''sedia''" del ''trans'' -1,4-dimetilcicloesano e poi indica se tutte le posizioni sono assiali o equatoriali.
=== Esercizio 56 ===
Disegna il 1,1-dimetilcicloesano in una conformazione a sedia, indicando quale gruppo metilico nel tuo disegno è assiale e quale è equatoriale.
=== Esercizio 57 ===
Cataloga ciascuna di queste posizioni colorate (rosso, blu e verde) come assiale o equatoriale. Poi esegui un ribaltamento dell'anello e mostra le nuove posizioni occupate da ciascun colore.
[[File:Risposta esercizio 57 dei cicloalcani.webp|centro|miniatura]]
=== Esercizio 58 ===
Qual è la differenza di energia tra le conformazioni assiale ed equatoriale del cicloesanolo (idrossicicloesano)?
=== Esercizio 59 ===
Perché, secondo te, un sostituente ciano assiale (–CN) non causa praticamente alcuna tensione sterica 1,3-diaxiale (0,4 kJ/mol)?
=== Esercizio 60 ===
Disegna la conformazione a sedia più stabile del ''cis'' -1- ''tert'' -butil-4-clorocicloesano. Di quanto è favorita?
=== Esercizio 61 ===
Qui sotto sono disegnate due conformazioni del ''cis'' -1,3-dimetilciclobutano. Qual è la differenza tra le due e quale pensi sia la più stabile?
[[File:Esercizio 61 cicloalcani.webp|sinistra|miniatura|Conformazione A]]
[[File:Esercizio 61.webp|miniatura|Conformazione B]]
== Soluzioni agli esercizi ==
* Esercizio 1: 1,4-dimetilcicloesano
* Esercizio 2: propilciclopentano
* Esercizio 3: 1-bromo-4-etil-3-metilcicloesano
* Esercizio 4:
* Esercizio 5: trans-1,3-diclorocicloesano; cis-1,3-diclorocicloesano
* Esercizio 6: 1-(1-bromopropil)ciclopentano
* Esercizio 7: 1. metilcicloesano; 2. 1-etil-3-metilcicloesano; 3. ciclopropano e cicloeptano
* Esercizio 8:
* Ecc. ecc.
* Esercizio 21
* Esercizio 41: 3 coppie, una sedia corretta è formata da tre set di file parallele che rappresentano i legami C-C opposti
* Esercizio 42: 3. sedia
* Esercizio 43: 109.5°
* Esercizio 44: Cicloesano
* Esercizio 45: tert-butilcicloesano
* Esercizio 46: L'isomero trans
* Esercizio 47: Rapidamente a temperatura ambiente
*Esercizio 48: Per la forte tensione angolare e l'eclissamento
*Esercizio 49: Semisedia
*Esercizio 50: entrambi equatoriali
*Esercizio 51: Gli idrogeni assiali diventano equatoriali e viceversa
*Esercizio 52: Ci sono otto interazioni di eclissi (due per ogni legame CC). La tensione extra su questa molecola sarebbe 32 kJ/mol (4 kJ/mol x 8).
*Esercizio 53: Il carbonio dell'anello attaccato al gruppo metile è molto probabile che sia probabilmente il carbonio ''endo''. Il gruppo metile più grande, se eclissato, creerebbe la maggiore deformazione torsionale.Trovandosi nella posizione ''endo'' i legami si troverebbero in una posizione più sfalsata, riducendo così la tensione.
*Esercizio 54: [[File:Risposta esercizio 54 cicloalcani.webp|centro|miniatura]]
* Esercizio 55:
[[File:Risposta esercizio 55 cicloalcani.webp|centro|miniatura]]
* Esercizio 56:
[[File:Risposta esercisio 56 cicloalcani.webp|centro|miniatura]]
* Esercizio 57: Prima del ribaltamento dell'anello, il rosso e il blu sono equatoriali mentre il verde è assiale. Dopo il ribaltamento dell'anello, il rosso e il blu sono assiali e il verde è equatoriale.
* Esercizio 58: Il gruppo ciano è rivolto verso l'alto.
* Esercizio 59: Equatoriale = 70%; assiale = 30%
* Esercizio 60: [[File:Risoluzione esercizio 60 cicloalcani.webp|centro|miniatura]]
* Esercizio 61: Tra le due, la conformazione '''(A)''' è più stabile perché i gruppi metilici sono più distanti tra loro.<br />
== Esempi di fonti ==
* LibreTexts Chemistry: [https://chem.libretexts.org/Bookshelves/Organic_Chemistry/Organic_Chemistry_(Morsch_et_al.) Organic Chemistry (Morsch et al.)]
* Openstax: [https://openstax.org/books/organic-chemistry/pages/3-additional-problems esercizi1] - [https://openstax.org/books/organic-chemistry/pages/chapter-3 soluzioni1]
* [https://www.chemistrysteps.com/ Chemistry Steps]: alla fine di ogni capitoletto ci sono esercizi a cui ispirarsi (non ci sono le soluzioni)
* [https://app.molview.com/ MolView]: per disegnare molecole organiche
s8ryqxiaifwo3pmzmde6q37z6zei1e5
Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Varese/Lonate Ceppino/Lonate Ceppino - Chiesa parrocchiale legata pontificia dei Santi Pietro e Paolo
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2026-04-28T17:38:25Z
VoceUmana7
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Organo della cantoria ==
* '''Costruttore:''' Prestinari
* '''Anno:''' XIX secolo
* '''Restauri/modifiche:''' anni '30 del XX secolo, in occasione dello spostamento dalla chiesa vecchia a quella nuova di Lonate Ceppino
* '''Registri:''' ?
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1
* '''Pedaliera:''' a leggio
* '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria laterale
* '''Note:''' strumento in stato di abbandono
== Organo della navata ==
* '''Costruttore:''' Reiser Orgelbau
* '''Anno:''' 1965<ref>installato nel 2025.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 9
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento sulla sinistra dell'aula liturgica
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| colspan=2 | '''I'''
----
|-
|Koppelflöte || 8'
|-
|Gemshorn || 4'
|-
|Praestant || 2'
|-
|Scharff || 1'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II'''
----
|-
|Bleigedackt || 8'
|-
|Rohrflöte || 4'
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|Terzian || 1'
|-
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| style="vertical-align:top" |
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----
|-
|Violflöte || 16'
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|Violflöte || 8'
|}
|}
== Note ==
<references/>
{{Avanzamento|100%|14 marzo 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Template:Efficacia di psicoterapie e psicofarmaci contro la malattia mentale
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{{Sommario V
|titolo=Efficacia di psicoterapie e psicofarmaci contro la malattia mentale
|contenuto=
*'''Psicoterapie:'''
**{{modulo|Efficacia di psicoterapie e psicofarmaci contro la malattia mentale/Psicoterapie per la depressione}}
**{{modulo|Efficacia di psicoterapie e psicofarmaci contro la malattia mentale/Psicoterapie per l'ansia}}
**{{modulo|Efficacia di psicoterapie e psicofarmaci contro la malattia mentale/Psicoterapie per l'ansia sociale}}
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**{{modulo|Efficacia di psicoterapie e psicofarmaci contro la malattia mentale/Psicoterapie per i disturbi alimentari}}
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*'''Psicofarmaci:'''
**{{modulo|Efficacia di psicoterapie e psicofarmaci contro la malattia mentale/Antidepressivi}}
**{{modulo|Efficacia di psicoterapie e psicofarmaci contro la malattia mentale/Psilocibina per la depressione }}
*'''Appendice:'''
**{{modulo|Applicazioni pratiche di machine learning/Creare reports in RStudio}}
}}<noinclude>[[Categoria:Template sommario]]
[[Categoria:Efficacia di psicoterapie e psicofarmaci contro la malattia mentale| ]]</noinclude>
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Efficacia di psicoterapie e psicofarmaci contro la malattia mentale
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text/x-wiki
{{Efficacia di psicoterapie e psicofarmaci contro la malattia mentale}}
In questo libro si analizzeranno i risultati di numerosi studi clinici, condotti negli ultimi quarant'anni in cui si è voluto valutare l'efficacia di psicoterapie e psicofarmaci contro la malattia mentale. Questa valutazione è stata effettuata per ogni studio, creando dei campioni di persone con malattia mentale, sottoposte a psicoterapia o psicofarmaci e campioni di persone con malattia mentale, senza psicoterapia o psicofarmaci (gruppi di controllo), tramite interviste con scale auto-somministrate o compilate dal clinico , misurando statisticamente l'ampiezza dell'effetto (Effect Size), spesso espressa come '''g di Hedges''' o d di Cohen. Questa misura indica ad esempio di quante deviazioni standard il gruppo che ha ricevuto la psicoterapia è migliorato rispetto al gruppo di controllo. L'interpretazione di g è :
* `g ≈ 0.2` → piccolo effetto
* `g ≈ 0.5` → medio
* `g ≈ 0.8` → grande
Un altro tipo di misurazione effettuata è l''''Odds Ratio (OR)''', utile per interpretare la probabilità di successo clinico o meglio di ottenere un esito positivo (risposta al trattamento) rispetto ai gruppi di controllo. L'interpretazione di OR è :
* OR = 1 → nessuna differenza
* OR > 1 → trattamento aumenta risposta positiva rispetto al gruppo di controllo
* OR < 1 → trattamento peggiore del controllo
Esempio:
* OR = 2 → probabilità di risposta positiva raddoppia
* OR = 1.5 → +50% probabilità
quindi se in un gruppo di 10 persone 3 guariscono e 7 no, l'OR è 3/7 (0,42).
Oltre g ed OR si misura anche il '''Risk Ratio (RR)''' che confronta la probabilità (il rischio) che si verifichi un evento (come la guarigione) nel gruppo trattato rispetto al gruppo di controllo.
* RR = 1 → nessuna differenza
* RR > 1 → trattamento aumenta probabilità di risposta positiva rispetto al gruppo di controllo
* RR < 1 → trattamento meno probabile rispetto al gruppo di controllo
quindi se il gruppo trattato ha una probabilità di remissione del 30% e il gruppo di controllo del 10%, il RR è 3 (30/10) cioè il gruppo trattato ha il triplo delle probabilità di guarire.
I calcoli di g , OR ed RR vengono effettuati tramite '''méta-analisi''' che è una procedura di ricerca statistica che integra e sintetizza nel caso specifico i risultati dei suddetti molteplici studi clinici per rispondere a una specifica domanda di ricerca. Invece di basarsi sui risultati di un singolo studio, la meta-analisi combina i dati di molti studi per fornire una stima più robusta e precisa dell'efficacia di un trattamento. In sintesi, la meta-analisi permette di passare da "molti piccoli risultati" a "una conclusione solida", aiutando a stabilire, ad esempio, se la psicoterapia è efficace quanto i farmaci o se produce benefici che durano nel tempo.
Per finire la '''network meta-analysis''' , o meta-analisi a rete, è una metodologia statistica avanzata che permette di confrontare simultaneamente più trattamenti (interventi) all'interno di un unico modello, anche quando non sono stati confrontati direttamente tra loro in studi clinici. Mentre una meta-analisi tradizionale confronta solitamente due opzioni (es. un farmaco contro il placebo), la NMA viene usata per confrontare e classificare ad esempio numerosi psicofarmaci e il placebo. Uno dei principali vantaggi della NMA è che permette di creare una classifica o ranking che indica la probabilità di un farmaco di essere il migliore per un determinato esito.
==Implementazione in R==
Le méta-analisi vengono fatte in questo libro nel linguaggio di programmazione R, utilizzando il software RStudio e scaricando i pacchetti ''dplyr, meta e metafor'' e i dataset forniti dai ricercatori contenenti in ogni riga uno studio clinico con le sue relative variabili.
{{avanzamento|25%|21 aprile 2026}}
[[Categoria:Efficacia di psicoterapie e psicofarmaci contro la malattia mentale|Efficacia di psicoterapie e psicofarmaci contro la malattia mentale]]
{{alfabetico|E}}
[[Categoria:Statistica]]
[[Categoria:Medicina]]
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2026-04-28T14:12:05Z
Ptolemaios
19075
/* Quelle huile utiliser? */
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text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés.<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Oli non vegetali====
Sebbene non "storicamente autentici", alcuni utilizzano oli non vegetali contenenti distillati del petrolio e altri prodotti chimici: sono i normali oli per strumenti che si trovano comunemente nei negozi di musica. In mancanza di prove contrarie, sembra che gli oli vegetali assolvano ugualmente bene la loro funzione (e non sono pericolosi se ingeriti).
Gli oli vegetali tendono però tutti a irrancidire (in questo caso possono anch'essi essere pericolosi se ingeriti), a diventare gommosi e, come notava Tromlitz, a incrostarsi all'interno del flauto dopo un certo tempo. L'olio vegetale venduto come ''olio di tung'' (o ''olio di legno'') e l'olio di lino "bollito" (utilizzato da alcuni costruttori) a volte contengono additivi che possono essere pericolosi per la salute. Si può utilizzare anche l'olio minerale venduto come lassativo: è improbabile che le piccole quantità ingerite suonando abbiano effetti sull'apparato digerente. L'olio minerale è praticamente inerte dal punto di vista chimico, non si ossida né si indurisce, ma penetra nelle cellule del legno e limita l'umidità assorbita. In altre parole, l'olio minerale sembra possedere tutte le qualità ricercate negli oli vegetali senza lo svantaggio di irrancidire, indurirsi o formare una crosta sulla superficie dello strumento.
===Quando oliare il flauto?===
Le opinioni su questo aspetto dipendono dalla scelta dell'olio, se siccativo o non siccativo, ma una volta al mese sembra essere una media accettabile per entrambi. Nel caso di oli non siccativi o di strumenti suonati di frequente, può essere necessario ripetere l'oliatura più spesso. Se, al contrario, si utilizza un olio siccativo o il flauto è suonato poco, può essere raccomandabile far passare più tempo fra un'oliatura e l'altra per evitare che l'olio di accumuli nella cameratura.
==Cura dei tenoni==
I tenoni sono avvolti con del filo, solitamente di seta, in modo che l'incastro sia solido ma non troppo stretto. L'avvolgimento del filo non deve essere troppo serrato, altrimenti la pressione strangolerebbe il tenone, causando deformazioni o rotture<ref>Per questo motivo il filo di cotone, che si restringe con l'umidità, non è una scelta adatta.</ref>. La quantità del filo non è fissa: a seconda dei movimenti del legno causati dai fattori ambientali dovrà infatti essere regolata in modo da permettere un incastro adeguato.
Il filo deve essere frequentemente ingrassato: si può usare del grasso per sughero (venduto nei negozi di musica), oppure, come consiglia Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', op. cit.</ref>, del burrocacao o una mistura 1/1 di vaselina e cera d'api. Il grasso aiuta inoltre a tenere in ordine il capo del filo.
Alcuni costruttori avvolgono i tenoni con un foglio di sughero invece che con del filo, che ha il vantaggio di non stringere mai sul giunto. Anche il sughero deve essere frequentemente ingrassato, altrimenti può seccarsi e rovinarsi; il foglio di sughero viene incollato in modo che possa essere rimosso nel caso lo si debba sostituire.
==Lucidatura==
Un composto di cera di carnauba e vaselina in proporzione 1/1 è un buon lucidante per l'esterno del flauto. La cera di carnauba si può acquistare pura in fiocchi nei negozi che vendono prodotti per la cura e la lavorazione del legno. Dopo averla mescolata alla vaselina, si stende sulla superficie del flauto e si lucida con un panno morbido, in particolare attorno al foro di insufflazione.
Se si preferisce un sistema più semplice, si può utilizzare lo stesso olio applicato all'interno, aspettare che si assorba e lucidare.
==Rialesatura e rettificazione della cameratura==
Per riportare il flauto nelle condizioni in cui era quando è stato costruito, cioè quando ancora l'umidità e l'uso non l'avevano alterato, è necessario l'intervento del costruttore, che provvederà a rettificare la cameratura interna. Alcuni pensano che questo intervento faccia parte della manutenzione fondamentale, altri invece ritengono che sia una pratica discutibile.
Tutti i costruttori hanno i propri sistemi per affrontare il problema. Generalmente si rettificano gli strumenti dopo aver terminato il rodaggio ed essere stati suonati regolarmente per 3-6 mesi. Dopo la rialesatura, il flautista deve seguire un altro rodaggio come se il flauto fosse nuovo. Solitamente queste operazioni raggiungono lo scopo voluto, sebbene lo strumento abbia in seguito bisogno di ulteriori interventi o per il semplice passaggio del tempo, o perché il legno non è stato adeguatamente stagionato a suo tempo, o ancora perché il tipo di legno richiede particolare cura (il bosso, ad esempio, è noto per questo motivo).
L'opinione più diffusa, come affermato dal costruttore Simon Polak, indica motivazioni contrarie alla rettificazione che non è possibile scartare a priori. Una trattazione completa si trova sul suo sito<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak ha osservato che i flauti da lui costruiti migliorano quanto più sono suonati. Per sua esperienza, i flauti che tornano al suo laboratorio dopo un anno di utilizzo suonano molto meglio rispetto a quando erano nuovi: "più aperti, più facili in tutto (non solo la terza ottava) e più caldi". Egli ritiene che se lo strumento migliora di per sé, non c'è ragione di apportare cambiamenti non necessari.
A supporto della sua idea, Polak fa un esempio immaginando l'ipotetica reazione di un famoso flautista possessore di un noto strumento originale del XVIII secolo alla proposta di rialesare il proprio strumento con utensili di cui esiste la prova che sono quelli originali utilizzati per quel flauto. È molto probabile che il flautista in questione, avendo trovato uno strumento con il quale si sente a proprio agio, rifiuti categoricamente questo tipo di operazione. Dato che pochi flautisti possiedono rari strumenti come questo, ciò può fornire uno spunto di riflessione agli altri flautisti quando sono messi di fronte alla scelta di rettificare o non rettificare.
Il messaggio di fondo di Polak è che la rettificazione dovrebbe essere fatta solo se inequivocabilmente necessaria e non come manutenzione standard; sarebbe perciò un'eccezione per molti flauti. In questo, cita Rachel Brown in ''The Early Flute'': "Molti costruttori vogliono comprensibilmente rialesare lo strumento [...] ovviamente è una questione molto personale. [...] È mia modesta opinione che la cameratura cambi in base a come il flauto viene suonato e, se lo strumento funziona a dovere, è preferibile non alterarlo".
Altri costruttori ritengono invece che la cameratura debba essere periodicamente rettificata per riportarla allo stato originale. Il legno cambia forma, soprattutto quando va incontro ai cicli di umidificazione ed essiccamento dovuti all'uso: la superficie interna può quindi deformarsi, e questa deformazione può ripercuotersi sull'intonazione dello strumento. La deformazione può anche essere minima, ma può comunque alterare le prestazioni del flauto. Il flautista potrebbe notare una certa rigidezza o poca flessibilità, avere problemi nell'ottenere un suono più forte o avere l'impressione che il suono sia "legnoso"; con un suono così grezzo è difficile suonare dolcemente. Dato che il flauto barocco permette per natura un'ampia variazione dell'intonazione, potrebbe essere difficile individuare i cambiamenti che hanno reso lo strumento intrinsecamente stonato; tuttavia, una sensazione di scomodità nel suonare può essere sintomo di problemi. Questi cambiamenti sono di solito graduali ed è quindi difficile notarli.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
r0b986gf7qt975yiqetw4ghqb7ps10w
494811
494810
2026-04-28T14:17:17Z
Ptolemaios
19075
/* Huile de lin */
494811
wikitext
text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Oli non vegetali====
Sebbene non "storicamente autentici", alcuni utilizzano oli non vegetali contenenti distillati del petrolio e altri prodotti chimici: sono i normali oli per strumenti che si trovano comunemente nei negozi di musica. In mancanza di prove contrarie, sembra che gli oli vegetali assolvano ugualmente bene la loro funzione (e non sono pericolosi se ingeriti).
Gli oli vegetali tendono però tutti a irrancidire (in questo caso possono anch'essi essere pericolosi se ingeriti), a diventare gommosi e, come notava Tromlitz, a incrostarsi all'interno del flauto dopo un certo tempo. L'olio vegetale venduto come ''olio di tung'' (o ''olio di legno'') e l'olio di lino "bollito" (utilizzato da alcuni costruttori) a volte contengono additivi che possono essere pericolosi per la salute. Si può utilizzare anche l'olio minerale venduto come lassativo: è improbabile che le piccole quantità ingerite suonando abbiano effetti sull'apparato digerente. L'olio minerale è praticamente inerte dal punto di vista chimico, non si ossida né si indurisce, ma penetra nelle cellule del legno e limita l'umidità assorbita. In altre parole, l'olio minerale sembra possedere tutte le qualità ricercate negli oli vegetali senza lo svantaggio di irrancidire, indurirsi o formare una crosta sulla superficie dello strumento.
===Quando oliare il flauto?===
Le opinioni su questo aspetto dipendono dalla scelta dell'olio, se siccativo o non siccativo, ma una volta al mese sembra essere una media accettabile per entrambi. Nel caso di oli non siccativi o di strumenti suonati di frequente, può essere necessario ripetere l'oliatura più spesso. Se, al contrario, si utilizza un olio siccativo o il flauto è suonato poco, può essere raccomandabile far passare più tempo fra un'oliatura e l'altra per evitare che l'olio di accumuli nella cameratura.
==Cura dei tenoni==
I tenoni sono avvolti con del filo, solitamente di seta, in modo che l'incastro sia solido ma non troppo stretto. L'avvolgimento del filo non deve essere troppo serrato, altrimenti la pressione strangolerebbe il tenone, causando deformazioni o rotture<ref>Per questo motivo il filo di cotone, che si restringe con l'umidità, non è una scelta adatta.</ref>. La quantità del filo non è fissa: a seconda dei movimenti del legno causati dai fattori ambientali dovrà infatti essere regolata in modo da permettere un incastro adeguato.
Il filo deve essere frequentemente ingrassato: si può usare del grasso per sughero (venduto nei negozi di musica), oppure, come consiglia Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', op. cit.</ref>, del burrocacao o una mistura 1/1 di vaselina e cera d'api. Il grasso aiuta inoltre a tenere in ordine il capo del filo.
Alcuni costruttori avvolgono i tenoni con un foglio di sughero invece che con del filo, che ha il vantaggio di non stringere mai sul giunto. Anche il sughero deve essere frequentemente ingrassato, altrimenti può seccarsi e rovinarsi; il foglio di sughero viene incollato in modo che possa essere rimosso nel caso lo si debba sostituire.
==Lucidatura==
Un composto di cera di carnauba e vaselina in proporzione 1/1 è un buon lucidante per l'esterno del flauto. La cera di carnauba si può acquistare pura in fiocchi nei negozi che vendono prodotti per la cura e la lavorazione del legno. Dopo averla mescolata alla vaselina, si stende sulla superficie del flauto e si lucida con un panno morbido, in particolare attorno al foro di insufflazione.
Se si preferisce un sistema più semplice, si può utilizzare lo stesso olio applicato all'interno, aspettare che si assorba e lucidare.
==Rialesatura e rettificazione della cameratura==
Per riportare il flauto nelle condizioni in cui era quando è stato costruito, cioè quando ancora l'umidità e l'uso non l'avevano alterato, è necessario l'intervento del costruttore, che provvederà a rettificare la cameratura interna. Alcuni pensano che questo intervento faccia parte della manutenzione fondamentale, altri invece ritengono che sia una pratica discutibile.
Tutti i costruttori hanno i propri sistemi per affrontare il problema. Generalmente si rettificano gli strumenti dopo aver terminato il rodaggio ed essere stati suonati regolarmente per 3-6 mesi. Dopo la rialesatura, il flautista deve seguire un altro rodaggio come se il flauto fosse nuovo. Solitamente queste operazioni raggiungono lo scopo voluto, sebbene lo strumento abbia in seguito bisogno di ulteriori interventi o per il semplice passaggio del tempo, o perché il legno non è stato adeguatamente stagionato a suo tempo, o ancora perché il tipo di legno richiede particolare cura (il bosso, ad esempio, è noto per questo motivo).
L'opinione più diffusa, come affermato dal costruttore Simon Polak, indica motivazioni contrarie alla rettificazione che non è possibile scartare a priori. Una trattazione completa si trova sul suo sito<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak ha osservato che i flauti da lui costruiti migliorano quanto più sono suonati. Per sua esperienza, i flauti che tornano al suo laboratorio dopo un anno di utilizzo suonano molto meglio rispetto a quando erano nuovi: "più aperti, più facili in tutto (non solo la terza ottava) e più caldi". Egli ritiene che se lo strumento migliora di per sé, non c'è ragione di apportare cambiamenti non necessari.
A supporto della sua idea, Polak fa un esempio immaginando l'ipotetica reazione di un famoso flautista possessore di un noto strumento originale del XVIII secolo alla proposta di rialesare il proprio strumento con utensili di cui esiste la prova che sono quelli originali utilizzati per quel flauto. È molto probabile che il flautista in questione, avendo trovato uno strumento con il quale si sente a proprio agio, rifiuti categoricamente questo tipo di operazione. Dato che pochi flautisti possiedono rari strumenti come questo, ciò può fornire uno spunto di riflessione agli altri flautisti quando sono messi di fronte alla scelta di rettificare o non rettificare.
Il messaggio di fondo di Polak è che la rettificazione dovrebbe essere fatta solo se inequivocabilmente necessaria e non come manutenzione standard; sarebbe perciò un'eccezione per molti flauti. In questo, cita Rachel Brown in ''The Early Flute'': "Molti costruttori vogliono comprensibilmente rialesare lo strumento [...] ovviamente è una questione molto personale. [...] È mia modesta opinione che la cameratura cambi in base a come il flauto viene suonato e, se lo strumento funziona a dovere, è preferibile non alterarlo".
Altri costruttori ritengono invece che la cameratura debba essere periodicamente rettificata per riportarla allo stato originale. Il legno cambia forma, soprattutto quando va incontro ai cicli di umidificazione ed essiccamento dovuti all'uso: la superficie interna può quindi deformarsi, e questa deformazione può ripercuotersi sull'intonazione dello strumento. La deformazione può anche essere minima, ma può comunque alterare le prestazioni del flauto. Il flautista potrebbe notare una certa rigidezza o poca flessibilità, avere problemi nell'ottenere un suono più forte o avere l'impressione che il suono sia "legnoso"; con un suono così grezzo è difficile suonare dolcemente. Dato che il flauto barocco permette per natura un'ampia variazione dell'intonazione, potrebbe essere difficile individuare i cambiamenti che hanno reso lo strumento intrinsecamente stonato; tuttavia, una sensazione di scomodità nel suonare può essere sintomo di problemi. Questi cambiamenti sono di solito graduali ed è quindi difficile notarli.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
s8n6qbww3zxlph3mue2qw13q6z3k7p2
494814
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2026-04-28T14:42:13Z
Ptolemaios
19075
/* Oli non vegetali */
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text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualité recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quando oliare il flauto?===
Le opinioni su questo aspetto dipendono dalla scelta dell'olio, se siccativo o non siccativo, ma una volta al mese sembra essere una media accettabile per entrambi. Nel caso di oli non siccativi o di strumenti suonati di frequente, può essere necessario ripetere l'oliatura più spesso. Se, al contrario, si utilizza un olio siccativo o il flauto è suonato poco, può essere raccomandabile far passare più tempo fra un'oliatura e l'altra per evitare che l'olio di accumuli nella cameratura.
==Cura dei tenoni==
I tenoni sono avvolti con del filo, solitamente di seta, in modo che l'incastro sia solido ma non troppo stretto. L'avvolgimento del filo non deve essere troppo serrato, altrimenti la pressione strangolerebbe il tenone, causando deformazioni o rotture<ref>Per questo motivo il filo di cotone, che si restringe con l'umidità, non è una scelta adatta.</ref>. La quantità del filo non è fissa: a seconda dei movimenti del legno causati dai fattori ambientali dovrà infatti essere regolata in modo da permettere un incastro adeguato.
Il filo deve essere frequentemente ingrassato: si può usare del grasso per sughero (venduto nei negozi di musica), oppure, come consiglia Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', op. cit.</ref>, del burrocacao o una mistura 1/1 di vaselina e cera d'api. Il grasso aiuta inoltre a tenere in ordine il capo del filo.
Alcuni costruttori avvolgono i tenoni con un foglio di sughero invece che con del filo, che ha il vantaggio di non stringere mai sul giunto. Anche il sughero deve essere frequentemente ingrassato, altrimenti può seccarsi e rovinarsi; il foglio di sughero viene incollato in modo che possa essere rimosso nel caso lo si debba sostituire.
==Lucidatura==
Un composto di cera di carnauba e vaselina in proporzione 1/1 è un buon lucidante per l'esterno del flauto. La cera di carnauba si può acquistare pura in fiocchi nei negozi che vendono prodotti per la cura e la lavorazione del legno. Dopo averla mescolata alla vaselina, si stende sulla superficie del flauto e si lucida con un panno morbido, in particolare attorno al foro di insufflazione.
Se si preferisce un sistema più semplice, si può utilizzare lo stesso olio applicato all'interno, aspettare che si assorba e lucidare.
==Rialesatura e rettificazione della cameratura==
Per riportare il flauto nelle condizioni in cui era quando è stato costruito, cioè quando ancora l'umidità e l'uso non l'avevano alterato, è necessario l'intervento del costruttore, che provvederà a rettificare la cameratura interna. Alcuni pensano che questo intervento faccia parte della manutenzione fondamentale, altri invece ritengono che sia una pratica discutibile.
Tutti i costruttori hanno i propri sistemi per affrontare il problema. Generalmente si rettificano gli strumenti dopo aver terminato il rodaggio ed essere stati suonati regolarmente per 3-6 mesi. Dopo la rialesatura, il flautista deve seguire un altro rodaggio come se il flauto fosse nuovo. Solitamente queste operazioni raggiungono lo scopo voluto, sebbene lo strumento abbia in seguito bisogno di ulteriori interventi o per il semplice passaggio del tempo, o perché il legno non è stato adeguatamente stagionato a suo tempo, o ancora perché il tipo di legno richiede particolare cura (il bosso, ad esempio, è noto per questo motivo).
L'opinione più diffusa, come affermato dal costruttore Simon Polak, indica motivazioni contrarie alla rettificazione che non è possibile scartare a priori. Una trattazione completa si trova sul suo sito<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak ha osservato che i flauti da lui costruiti migliorano quanto più sono suonati. Per sua esperienza, i flauti che tornano al suo laboratorio dopo un anno di utilizzo suonano molto meglio rispetto a quando erano nuovi: "più aperti, più facili in tutto (non solo la terza ottava) e più caldi". Egli ritiene che se lo strumento migliora di per sé, non c'è ragione di apportare cambiamenti non necessari.
A supporto della sua idea, Polak fa un esempio immaginando l'ipotetica reazione di un famoso flautista possessore di un noto strumento originale del XVIII secolo alla proposta di rialesare il proprio strumento con utensili di cui esiste la prova che sono quelli originali utilizzati per quel flauto. È molto probabile che il flautista in questione, avendo trovato uno strumento con il quale si sente a proprio agio, rifiuti categoricamente questo tipo di operazione. Dato che pochi flautisti possiedono rari strumenti come questo, ciò può fornire uno spunto di riflessione agli altri flautisti quando sono messi di fronte alla scelta di rettificare o non rettificare.
Il messaggio di fondo di Polak è che la rettificazione dovrebbe essere fatta solo se inequivocabilmente necessaria e non come manutenzione standard; sarebbe perciò un'eccezione per molti flauti. In questo, cita Rachel Brown in ''The Early Flute'': "Molti costruttori vogliono comprensibilmente rialesare lo strumento [...] ovviamente è una questione molto personale. [...] È mia modesta opinione che la cameratura cambi in base a come il flauto viene suonato e, se lo strumento funziona a dovere, è preferibile non alterarlo".
Altri costruttori ritengono invece che la cameratura debba essere periodicamente rettificata per riportarla allo stato originale. Il legno cambia forma, soprattutto quando va incontro ai cicli di umidificazione ed essiccamento dovuti all'uso: la superficie interna può quindi deformarsi, e questa deformazione può ripercuotersi sull'intonazione dello strumento. La deformazione può anche essere minima, ma può comunque alterare le prestazioni del flauto. Il flautista potrebbe notare una certa rigidezza o poca flessibilità, avere problemi nell'ottenere un suono più forte o avere l'impressione che il suono sia "legnoso"; con un suono così grezzo è difficile suonare dolcemente. Dato che il flauto barocco permette per natura un'ampia variazione dell'intonazione, potrebbe essere difficile individuare i cambiamenti che hanno reso lo strumento intrinsecamente stonato; tuttavia, una sensazione di scomodità nel suonare può essere sintomo di problemi. Questi cambiamenti sono di solito graduali ed è quindi difficile notarli.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
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Ptolemaios
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/* Huiles non végétales */
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==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualité recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quando oliare il flauto?===
Le opinioni su questo aspetto dipendono dalla scelta dell'olio, se siccativo o non siccativo, ma una volta al mese sembra essere una media accettabile per entrambi. Nel caso di oli non siccativi o di strumenti suonati di frequente, può essere necessario ripetere l'oliatura più spesso. Se, al contrario, si utilizza un olio siccativo o il flauto è suonato poco, può essere raccomandabile far passare più tempo fra un'oliatura e l'altra per evitare che l'olio di accumuli nella cameratura.
==Cura dei tenoni==
I tenoni sono avvolti con del filo, solitamente di seta, in modo che l'incastro sia solido ma non troppo stretto. L'avvolgimento del filo non deve essere troppo serrato, altrimenti la pressione strangolerebbe il tenone, causando deformazioni o rotture<ref>Per questo motivo il filo di cotone, che si restringe con l'umidità, non è una scelta adatta.</ref>. La quantità del filo non è fissa: a seconda dei movimenti del legno causati dai fattori ambientali dovrà infatti essere regolata in modo da permettere un incastro adeguato.
Il filo deve essere frequentemente ingrassato: si può usare del grasso per sughero (venduto nei negozi di musica), oppure, come consiglia Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', op. cit.</ref>, del burrocacao o una mistura 1/1 di vaselina e cera d'api. Il grasso aiuta inoltre a tenere in ordine il capo del filo.
Alcuni costruttori avvolgono i tenoni con un foglio di sughero invece che con del filo, che ha il vantaggio di non stringere mai sul giunto. Anche il sughero deve essere frequentemente ingrassato, altrimenti può seccarsi e rovinarsi; il foglio di sughero viene incollato in modo che possa essere rimosso nel caso lo si debba sostituire.
==Lucidatura==
Un composto di cera di carnauba e vaselina in proporzione 1/1 è un buon lucidante per l'esterno del flauto. La cera di carnauba si può acquistare pura in fiocchi nei negozi che vendono prodotti per la cura e la lavorazione del legno. Dopo averla mescolata alla vaselina, si stende sulla superficie del flauto e si lucida con un panno morbido, in particolare attorno al foro di insufflazione.
Se si preferisce un sistema più semplice, si può utilizzare lo stesso olio applicato all'interno, aspettare che si assorba e lucidare.
==Rialesatura e rettificazione della cameratura==
Per riportare il flauto nelle condizioni in cui era quando è stato costruito, cioè quando ancora l'umidità e l'uso non l'avevano alterato, è necessario l'intervento del costruttore, che provvederà a rettificare la cameratura interna. Alcuni pensano che questo intervento faccia parte della manutenzione fondamentale, altri invece ritengono che sia una pratica discutibile.
Tutti i costruttori hanno i propri sistemi per affrontare il problema. Generalmente si rettificano gli strumenti dopo aver terminato il rodaggio ed essere stati suonati regolarmente per 3-6 mesi. Dopo la rialesatura, il flautista deve seguire un altro rodaggio come se il flauto fosse nuovo. Solitamente queste operazioni raggiungono lo scopo voluto, sebbene lo strumento abbia in seguito bisogno di ulteriori interventi o per il semplice passaggio del tempo, o perché il legno non è stato adeguatamente stagionato a suo tempo, o ancora perché il tipo di legno richiede particolare cura (il bosso, ad esempio, è noto per questo motivo).
L'opinione più diffusa, come affermato dal costruttore Simon Polak, indica motivazioni contrarie alla rettificazione che non è possibile scartare a priori. Una trattazione completa si trova sul suo sito<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak ha osservato che i flauti da lui costruiti migliorano quanto più sono suonati. Per sua esperienza, i flauti che tornano al suo laboratorio dopo un anno di utilizzo suonano molto meglio rispetto a quando erano nuovi: "più aperti, più facili in tutto (non solo la terza ottava) e più caldi". Egli ritiene che se lo strumento migliora di per sé, non c'è ragione di apportare cambiamenti non necessari.
A supporto della sua idea, Polak fa un esempio immaginando l'ipotetica reazione di un famoso flautista possessore di un noto strumento originale del XVIII secolo alla proposta di rialesare il proprio strumento con utensili di cui esiste la prova che sono quelli originali utilizzati per quel flauto. È molto probabile che il flautista in questione, avendo trovato uno strumento con il quale si sente a proprio agio, rifiuti categoricamente questo tipo di operazione. Dato che pochi flautisti possiedono rari strumenti come questo, ciò può fornire uno spunto di riflessione agli altri flautisti quando sono messi di fronte alla scelta di rettificare o non rettificare.
Il messaggio di fondo di Polak è che la rettificazione dovrebbe essere fatta solo se inequivocabilmente necessaria e non come manutenzione standard; sarebbe perciò un'eccezione per molti flauti. In questo, cita Rachel Brown in ''The Early Flute'': "Molti costruttori vogliono comprensibilmente rialesare lo strumento [...] ovviamente è una questione molto personale. [...] È mia modesta opinione che la cameratura cambi in base a come il flauto viene suonato e, se lo strumento funziona a dovere, è preferibile non alterarlo".
Altri costruttori ritengono invece che la cameratura debba essere periodicamente rettificata per riportarla allo stato originale. Il legno cambia forma, soprattutto quando va incontro ai cicli di umidificazione ed essiccamento dovuti all'uso: la superficie interna può quindi deformarsi, e questa deformazione può ripercuotersi sull'intonazione dello strumento. La deformazione può anche essere minima, ma può comunque alterare le prestazioni del flauto. Il flautista potrebbe notare una certa rigidezza o poca flessibilità, avere problemi nell'ottenere un suono più forte o avere l'impressione che il suono sia "legnoso"; con un suono così grezzo è difficile suonare dolcemente. Dato che il flauto barocco permette per natura un'ampia variazione dell'intonazione, potrebbe essere difficile individuare i cambiamenti che hanno reso lo strumento intrinsecamente stonato; tuttavia, una sensazione di scomodità nel suonare può essere sintomo di problemi. Questi cambiamenti sono di solito graduali ed è quindi difficile notarli.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
a91namyk4unrwc02edfzctberjqw9j5
494816
494815
2026-04-28T14:54:10Z
Ptolemaios
19075
/* Quando oliare il flauto? */
494816
wikitext
text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualité recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Cura dei tenoni==
I tenoni sono avvolti con del filo, solitamente di seta, in modo che l'incastro sia solido ma non troppo stretto. L'avvolgimento del filo non deve essere troppo serrato, altrimenti la pressione strangolerebbe il tenone, causando deformazioni o rotture<ref>Per questo motivo il filo di cotone, che si restringe con l'umidità, non è una scelta adatta.</ref>. La quantità del filo non è fissa: a seconda dei movimenti del legno causati dai fattori ambientali dovrà infatti essere regolata in modo da permettere un incastro adeguato.
Il filo deve essere frequentemente ingrassato: si può usare del grasso per sughero (venduto nei negozi di musica), oppure, come consiglia Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', op. cit.</ref>, del burrocacao o una mistura 1/1 di vaselina e cera d'api. Il grasso aiuta inoltre a tenere in ordine il capo del filo.
Alcuni costruttori avvolgono i tenoni con un foglio di sughero invece che con del filo, che ha il vantaggio di non stringere mai sul giunto. Anche il sughero deve essere frequentemente ingrassato, altrimenti può seccarsi e rovinarsi; il foglio di sughero viene incollato in modo che possa essere rimosso nel caso lo si debba sostituire.
==Lucidatura==
Un composto di cera di carnauba e vaselina in proporzione 1/1 è un buon lucidante per l'esterno del flauto. La cera di carnauba si può acquistare pura in fiocchi nei negozi che vendono prodotti per la cura e la lavorazione del legno. Dopo averla mescolata alla vaselina, si stende sulla superficie del flauto e si lucida con un panno morbido, in particolare attorno al foro di insufflazione.
Se si preferisce un sistema più semplice, si può utilizzare lo stesso olio applicato all'interno, aspettare che si assorba e lucidare.
==Rialesatura e rettificazione della cameratura==
Per riportare il flauto nelle condizioni in cui era quando è stato costruito, cioè quando ancora l'umidità e l'uso non l'avevano alterato, è necessario l'intervento del costruttore, che provvederà a rettificare la cameratura interna. Alcuni pensano che questo intervento faccia parte della manutenzione fondamentale, altri invece ritengono che sia una pratica discutibile.
Tutti i costruttori hanno i propri sistemi per affrontare il problema. Generalmente si rettificano gli strumenti dopo aver terminato il rodaggio ed essere stati suonati regolarmente per 3-6 mesi. Dopo la rialesatura, il flautista deve seguire un altro rodaggio come se il flauto fosse nuovo. Solitamente queste operazioni raggiungono lo scopo voluto, sebbene lo strumento abbia in seguito bisogno di ulteriori interventi o per il semplice passaggio del tempo, o perché il legno non è stato adeguatamente stagionato a suo tempo, o ancora perché il tipo di legno richiede particolare cura (il bosso, ad esempio, è noto per questo motivo).
L'opinione più diffusa, come affermato dal costruttore Simon Polak, indica motivazioni contrarie alla rettificazione che non è possibile scartare a priori. Una trattazione completa si trova sul suo sito<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak ha osservato che i flauti da lui costruiti migliorano quanto più sono suonati. Per sua esperienza, i flauti che tornano al suo laboratorio dopo un anno di utilizzo suonano molto meglio rispetto a quando erano nuovi: "più aperti, più facili in tutto (non solo la terza ottava) e più caldi". Egli ritiene che se lo strumento migliora di per sé, non c'è ragione di apportare cambiamenti non necessari.
A supporto della sua idea, Polak fa un esempio immaginando l'ipotetica reazione di un famoso flautista possessore di un noto strumento originale del XVIII secolo alla proposta di rialesare il proprio strumento con utensili di cui esiste la prova che sono quelli originali utilizzati per quel flauto. È molto probabile che il flautista in questione, avendo trovato uno strumento con il quale si sente a proprio agio, rifiuti categoricamente questo tipo di operazione. Dato che pochi flautisti possiedono rari strumenti come questo, ciò può fornire uno spunto di riflessione agli altri flautisti quando sono messi di fronte alla scelta di rettificare o non rettificare.
Il messaggio di fondo di Polak è che la rettificazione dovrebbe essere fatta solo se inequivocabilmente necessaria e non come manutenzione standard; sarebbe perciò un'eccezione per molti flauti. In questo, cita Rachel Brown in ''The Early Flute'': "Molti costruttori vogliono comprensibilmente rialesare lo strumento [...] ovviamente è una questione molto personale. [...] È mia modesta opinione che la cameratura cambi in base a come il flauto viene suonato e, se lo strumento funziona a dovere, è preferibile non alterarlo".
Altri costruttori ritengono invece che la cameratura debba essere periodicamente rettificata per riportarla allo stato originale. Il legno cambia forma, soprattutto quando va incontro ai cicli di umidificazione ed essiccamento dovuti all'uso: la superficie interna può quindi deformarsi, e questa deformazione può ripercuotersi sull'intonazione dello strumento. La deformazione può anche essere minima, ma può comunque alterare le prestazioni del flauto. Il flautista potrebbe notare una certa rigidezza o poca flessibilità, avere problemi nell'ottenere un suono più forte o avere l'impressione che il suono sia "legnoso"; con un suono così grezzo è difficile suonare dolcemente. Dato che il flauto barocco permette per natura un'ampia variazione dell'intonazione, potrebbe essere difficile individuare i cambiamenti che hanno reso lo strumento intrinsecamente stonato; tuttavia, una sensazione di scomodità nel suonare può essere sintomo di problemi. Questi cambiamenti sono di solito graduali ed è quindi difficile notarli.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
b5oqksyupis8xddlfp711z083juo1bq
494817
494816
2026-04-28T15:01:12Z
Ptolemaios
19075
/* Huiles non végétales */
494817
wikitext
text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Cura dei tenoni==
I tenoni sono avvolti con del filo, solitamente di seta, in modo che l'incastro sia solido ma non troppo stretto. L'avvolgimento del filo non deve essere troppo serrato, altrimenti la pressione strangolerebbe il tenone, causando deformazioni o rotture<ref>Per questo motivo il filo di cotone, che si restringe con l'umidità, non è una scelta adatta.</ref>. La quantità del filo non è fissa: a seconda dei movimenti del legno causati dai fattori ambientali dovrà infatti essere regolata in modo da permettere un incastro adeguato.
Il filo deve essere frequentemente ingrassato: si può usare del grasso per sughero (venduto nei negozi di musica), oppure, come consiglia Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', op. cit.</ref>, del burrocacao o una mistura 1/1 di vaselina e cera d'api. Il grasso aiuta inoltre a tenere in ordine il capo del filo.
Alcuni costruttori avvolgono i tenoni con un foglio di sughero invece che con del filo, che ha il vantaggio di non stringere mai sul giunto. Anche il sughero deve essere frequentemente ingrassato, altrimenti può seccarsi e rovinarsi; il foglio di sughero viene incollato in modo che possa essere rimosso nel caso lo si debba sostituire.
==Lucidatura==
Un composto di cera di carnauba e vaselina in proporzione 1/1 è un buon lucidante per l'esterno del flauto. La cera di carnauba si può acquistare pura in fiocchi nei negozi che vendono prodotti per la cura e la lavorazione del legno. Dopo averla mescolata alla vaselina, si stende sulla superficie del flauto e si lucida con un panno morbido, in particolare attorno al foro di insufflazione.
Se si preferisce un sistema più semplice, si può utilizzare lo stesso olio applicato all'interno, aspettare che si assorba e lucidare.
==Rialesatura e rettificazione della cameratura==
Per riportare il flauto nelle condizioni in cui era quando è stato costruito, cioè quando ancora l'umidità e l'uso non l'avevano alterato, è necessario l'intervento del costruttore, che provvederà a rettificare la cameratura interna. Alcuni pensano che questo intervento faccia parte della manutenzione fondamentale, altri invece ritengono che sia una pratica discutibile.
Tutti i costruttori hanno i propri sistemi per affrontare il problema. Generalmente si rettificano gli strumenti dopo aver terminato il rodaggio ed essere stati suonati regolarmente per 3-6 mesi. Dopo la rialesatura, il flautista deve seguire un altro rodaggio come se il flauto fosse nuovo. Solitamente queste operazioni raggiungono lo scopo voluto, sebbene lo strumento abbia in seguito bisogno di ulteriori interventi o per il semplice passaggio del tempo, o perché il legno non è stato adeguatamente stagionato a suo tempo, o ancora perché il tipo di legno richiede particolare cura (il bosso, ad esempio, è noto per questo motivo).
L'opinione più diffusa, come affermato dal costruttore Simon Polak, indica motivazioni contrarie alla rettificazione che non è possibile scartare a priori. Una trattazione completa si trova sul suo sito<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak ha osservato che i flauti da lui costruiti migliorano quanto più sono suonati. Per sua esperienza, i flauti che tornano al suo laboratorio dopo un anno di utilizzo suonano molto meglio rispetto a quando erano nuovi: "più aperti, più facili in tutto (non solo la terza ottava) e più caldi". Egli ritiene che se lo strumento migliora di per sé, non c'è ragione di apportare cambiamenti non necessari.
A supporto della sua idea, Polak fa un esempio immaginando l'ipotetica reazione di un famoso flautista possessore di un noto strumento originale del XVIII secolo alla proposta di rialesare il proprio strumento con utensili di cui esiste la prova che sono quelli originali utilizzati per quel flauto. È molto probabile che il flautista in questione, avendo trovato uno strumento con il quale si sente a proprio agio, rifiuti categoricamente questo tipo di operazione. Dato che pochi flautisti possiedono rari strumenti come questo, ciò può fornire uno spunto di riflessione agli altri flautisti quando sono messi di fronte alla scelta di rettificare o non rettificare.
Il messaggio di fondo di Polak è che la rettificazione dovrebbe essere fatta solo se inequivocabilmente necessaria e non come manutenzione standard; sarebbe perciò un'eccezione per molti flauti. In questo, cita Rachel Brown in ''The Early Flute'': "Molti costruttori vogliono comprensibilmente rialesare lo strumento [...] ovviamente è una questione molto personale. [...] È mia modesta opinione che la cameratura cambi in base a come il flauto viene suonato e, se lo strumento funziona a dovere, è preferibile non alterarlo".
Altri costruttori ritengono invece che la cameratura debba essere periodicamente rettificata per riportarla allo stato originale. Il legno cambia forma, soprattutto quando va incontro ai cicli di umidificazione ed essiccamento dovuti all'uso: la superficie interna può quindi deformarsi, e questa deformazione può ripercuotersi sull'intonazione dello strumento. La deformazione può anche essere minima, ma può comunque alterare le prestazioni del flauto. Il flautista potrebbe notare una certa rigidezza o poca flessibilità, avere problemi nell'ottenere un suono più forte o avere l'impressione che il suono sia "legnoso"; con un suono così grezzo è difficile suonare dolcemente. Dato che il flauto barocco permette per natura un'ampia variazione dell'intonazione, potrebbe essere difficile individuare i cambiamenti che hanno reso lo strumento intrinsecamente stonato; tuttavia, una sensazione di scomodità nel suonare può essere sintomo di problemi. Questi cambiamenti sono di solito graduali ed è quindi difficile notarli.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
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2026-04-28T15:35:24Z
Ptolemaios
19075
/* Cura dei tenoni */
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text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Alcuni costruttori avvolgono i tenoni con un foglio di sughero invece che con del filo, che ha il vantaggio di non stringere mai sul giunto. Anche il sughero deve essere frequentemente ingrassato, altrimenti può seccarsi e rovinarsi; il foglio di sughero viene incollato in modo che possa essere rimosso nel caso lo si debba sostituire.
==Lucidatura==
Un composto di cera di carnauba e vaselina in proporzione 1/1 è un buon lucidante per l'esterno del flauto. La cera di carnauba si può acquistare pura in fiocchi nei negozi che vendono prodotti per la cura e la lavorazione del legno. Dopo averla mescolata alla vaselina, si stende sulla superficie del flauto e si lucida con un panno morbido, in particolare attorno al foro di insufflazione.
Se si preferisce un sistema più semplice, si può utilizzare lo stesso olio applicato all'interno, aspettare che si assorba e lucidare.
==Rialesatura e rettificazione della cameratura==
Per riportare il flauto nelle condizioni in cui era quando è stato costruito, cioè quando ancora l'umidità e l'uso non l'avevano alterato, è necessario l'intervento del costruttore, che provvederà a rettificare la cameratura interna. Alcuni pensano che questo intervento faccia parte della manutenzione fondamentale, altri invece ritengono che sia una pratica discutibile.
Tutti i costruttori hanno i propri sistemi per affrontare il problema. Generalmente si rettificano gli strumenti dopo aver terminato il rodaggio ed essere stati suonati regolarmente per 3-6 mesi. Dopo la rialesatura, il flautista deve seguire un altro rodaggio come se il flauto fosse nuovo. Solitamente queste operazioni raggiungono lo scopo voluto, sebbene lo strumento abbia in seguito bisogno di ulteriori interventi o per il semplice passaggio del tempo, o perché il legno non è stato adeguatamente stagionato a suo tempo, o ancora perché il tipo di legno richiede particolare cura (il bosso, ad esempio, è noto per questo motivo).
L'opinione più diffusa, come affermato dal costruttore Simon Polak, indica motivazioni contrarie alla rettificazione che non è possibile scartare a priori. Una trattazione completa si trova sul suo sito<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak ha osservato che i flauti da lui costruiti migliorano quanto più sono suonati. Per sua esperienza, i flauti che tornano al suo laboratorio dopo un anno di utilizzo suonano molto meglio rispetto a quando erano nuovi: "più aperti, più facili in tutto (non solo la terza ottava) e più caldi". Egli ritiene che se lo strumento migliora di per sé, non c'è ragione di apportare cambiamenti non necessari.
A supporto della sua idea, Polak fa un esempio immaginando l'ipotetica reazione di un famoso flautista possessore di un noto strumento originale del XVIII secolo alla proposta di rialesare il proprio strumento con utensili di cui esiste la prova che sono quelli originali utilizzati per quel flauto. È molto probabile che il flautista in questione, avendo trovato uno strumento con il quale si sente a proprio agio, rifiuti categoricamente questo tipo di operazione. Dato che pochi flautisti possiedono rari strumenti come questo, ciò può fornire uno spunto di riflessione agli altri flautisti quando sono messi di fronte alla scelta di rettificare o non rettificare.
Il messaggio di fondo di Polak è che la rettificazione dovrebbe essere fatta solo se inequivocabilmente necessaria e non come manutenzione standard; sarebbe perciò un'eccezione per molti flauti. In questo, cita Rachel Brown in ''The Early Flute'': "Molti costruttori vogliono comprensibilmente rialesare lo strumento [...] ovviamente è una questione molto personale. [...] È mia modesta opinione che la cameratura cambi in base a come il flauto viene suonato e, se lo strumento funziona a dovere, è preferibile non alterarlo".
Altri costruttori ritengono invece che la cameratura debba essere periodicamente rettificata per riportarla allo stato originale. Il legno cambia forma, soprattutto quando va incontro ai cicli di umidificazione ed essiccamento dovuti all'uso: la superficie interna può quindi deformarsi, e questa deformazione può ripercuotersi sull'intonazione dello strumento. La deformazione può anche essere minima, ma può comunque alterare le prestazioni del flauto. Il flautista potrebbe notare una certa rigidezza o poca flessibilità, avere problemi nell'ottenere un suono più forte o avere l'impressione che il suono sia "legnoso"; con un suono così grezzo è difficile suonare dolcemente. Dato che il flauto barocco permette per natura un'ampia variazione dell'intonazione, potrebbe essere difficile individuare i cambiamenti che hanno reso lo strumento intrinsecamente stonato; tuttavia, una sensazione di scomodità nel suonare può essere sintomo di problemi. Questi cambiamenti sono di solito graduali ed è quindi difficile notarli.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
47or7wo9e5nknud0f7038dc4mdc1k9s
494819
494818
2026-04-28T15:49:33Z
Ptolemaios
19075
/* Soin des tenons */
494819
wikitext
text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais sérrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Lucidatura==
Un composto di cera di carnauba e vaselina in proporzione 1/1 è un buon lucidante per l'esterno del flauto. La cera di carnauba si può acquistare pura in fiocchi nei negozi che vendono prodotti per la cura e la lavorazione del legno. Dopo averla mescolata alla vaselina, si stende sulla superficie del flauto e si lucida con un panno morbido, in particolare attorno al foro di insufflazione.
Se si preferisce un sistema più semplice, si può utilizzare lo stesso olio applicato all'interno, aspettare che si assorba e lucidare.
==Rialesatura e rettificazione della cameratura==
Per riportare il flauto nelle condizioni in cui era quando è stato costruito, cioè quando ancora l'umidità e l'uso non l'avevano alterato, è necessario l'intervento del costruttore, che provvederà a rettificare la cameratura interna. Alcuni pensano che questo intervento faccia parte della manutenzione fondamentale, altri invece ritengono che sia una pratica discutibile.
Tutti i costruttori hanno i propri sistemi per affrontare il problema. Generalmente si rettificano gli strumenti dopo aver terminato il rodaggio ed essere stati suonati regolarmente per 3-6 mesi. Dopo la rialesatura, il flautista deve seguire un altro rodaggio come se il flauto fosse nuovo. Solitamente queste operazioni raggiungono lo scopo voluto, sebbene lo strumento abbia in seguito bisogno di ulteriori interventi o per il semplice passaggio del tempo, o perché il legno non è stato adeguatamente stagionato a suo tempo, o ancora perché il tipo di legno richiede particolare cura (il bosso, ad esempio, è noto per questo motivo).
L'opinione più diffusa, come affermato dal costruttore Simon Polak, indica motivazioni contrarie alla rettificazione che non è possibile scartare a priori. Una trattazione completa si trova sul suo sito<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak ha osservato che i flauti da lui costruiti migliorano quanto più sono suonati. Per sua esperienza, i flauti che tornano al suo laboratorio dopo un anno di utilizzo suonano molto meglio rispetto a quando erano nuovi: "più aperti, più facili in tutto (non solo la terza ottava) e più caldi". Egli ritiene che se lo strumento migliora di per sé, non c'è ragione di apportare cambiamenti non necessari.
A supporto della sua idea, Polak fa un esempio immaginando l'ipotetica reazione di un famoso flautista possessore di un noto strumento originale del XVIII secolo alla proposta di rialesare il proprio strumento con utensili di cui esiste la prova che sono quelli originali utilizzati per quel flauto. È molto probabile che il flautista in questione, avendo trovato uno strumento con il quale si sente a proprio agio, rifiuti categoricamente questo tipo di operazione. Dato che pochi flautisti possiedono rari strumenti come questo, ciò può fornire uno spunto di riflessione agli altri flautisti quando sono messi di fronte alla scelta di rettificare o non rettificare.
Il messaggio di fondo di Polak è che la rettificazione dovrebbe essere fatta solo se inequivocabilmente necessaria e non come manutenzione standard; sarebbe perciò un'eccezione per molti flauti. In questo, cita Rachel Brown in ''The Early Flute'': "Molti costruttori vogliono comprensibilmente rialesare lo strumento [...] ovviamente è una questione molto personale. [...] È mia modesta opinione che la cameratura cambi in base a come il flauto viene suonato e, se lo strumento funziona a dovere, è preferibile non alterarlo".
Altri costruttori ritengono invece che la cameratura debba essere periodicamente rettificata per riportarla allo stato originale. Il legno cambia forma, soprattutto quando va incontro ai cicli di umidificazione ed essiccamento dovuti all'uso: la superficie interna può quindi deformarsi, e questa deformazione può ripercuotersi sull'intonazione dello strumento. La deformazione può anche essere minima, ma può comunque alterare le prestazioni del flauto. Il flautista potrebbe notare una certa rigidezza o poca flessibilità, avere problemi nell'ottenere un suono più forte o avere l'impressione che il suono sia "legnoso"; con un suono così grezzo è difficile suonare dolcemente. Dato che il flauto barocco permette per natura un'ampia variazione dell'intonazione, potrebbe essere difficile individuare i cambiamenti che hanno reso lo strumento intrinsecamente stonato; tuttavia, una sensazione di scomodità nel suonare può essere sintomo di problemi. Questi cambiamenti sono di solito graduali ed è quindi difficile notarli.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
0qhvati9w85cnvz4og2fdnvhljlfhfc
494820
494819
2026-04-28T15:51:04Z
Ptolemaios
19075
/* Soin des tenons */
494820
wikitext
text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Lucidatura==
Un composto di cera di carnauba e vaselina in proporzione 1/1 è un buon lucidante per l'esterno del flauto. La cera di carnauba si può acquistare pura in fiocchi nei negozi che vendono prodotti per la cura e la lavorazione del legno. Dopo averla mescolata alla vaselina, si stende sulla superficie del flauto e si lucida con un panno morbido, in particolare attorno al foro di insufflazione.
Se si preferisce un sistema più semplice, si può utilizzare lo stesso olio applicato all'interno, aspettare che si assorba e lucidare.
==Rialesatura e rettificazione della cameratura==
Per riportare il flauto nelle condizioni in cui era quando è stato costruito, cioè quando ancora l'umidità e l'uso non l'avevano alterato, è necessario l'intervento del costruttore, che provvederà a rettificare la cameratura interna. Alcuni pensano che questo intervento faccia parte della manutenzione fondamentale, altri invece ritengono che sia una pratica discutibile.
Tutti i costruttori hanno i propri sistemi per affrontare il problema. Generalmente si rettificano gli strumenti dopo aver terminato il rodaggio ed essere stati suonati regolarmente per 3-6 mesi. Dopo la rialesatura, il flautista deve seguire un altro rodaggio come se il flauto fosse nuovo. Solitamente queste operazioni raggiungono lo scopo voluto, sebbene lo strumento abbia in seguito bisogno di ulteriori interventi o per il semplice passaggio del tempo, o perché il legno non è stato adeguatamente stagionato a suo tempo, o ancora perché il tipo di legno richiede particolare cura (il bosso, ad esempio, è noto per questo motivo).
L'opinione più diffusa, come affermato dal costruttore Simon Polak, indica motivazioni contrarie alla rettificazione che non è possibile scartare a priori. Una trattazione completa si trova sul suo sito<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak ha osservato che i flauti da lui costruiti migliorano quanto più sono suonati. Per sua esperienza, i flauti che tornano al suo laboratorio dopo un anno di utilizzo suonano molto meglio rispetto a quando erano nuovi: "più aperti, più facili in tutto (non solo la terza ottava) e più caldi". Egli ritiene che se lo strumento migliora di per sé, non c'è ragione di apportare cambiamenti non necessari.
A supporto della sua idea, Polak fa un esempio immaginando l'ipotetica reazione di un famoso flautista possessore di un noto strumento originale del XVIII secolo alla proposta di rialesare il proprio strumento con utensili di cui esiste la prova che sono quelli originali utilizzati per quel flauto. È molto probabile che il flautista in questione, avendo trovato uno strumento con il quale si sente a proprio agio, rifiuti categoricamente questo tipo di operazione. Dato che pochi flautisti possiedono rari strumenti come questo, ciò può fornire uno spunto di riflessione agli altri flautisti quando sono messi di fronte alla scelta di rettificare o non rettificare.
Il messaggio di fondo di Polak è che la rettificazione dovrebbe essere fatta solo se inequivocabilmente necessaria e non come manutenzione standard; sarebbe perciò un'eccezione per molti flauti. In questo, cita Rachel Brown in ''The Early Flute'': "Molti costruttori vogliono comprensibilmente rialesare lo strumento [...] ovviamente è una questione molto personale. [...] È mia modesta opinione che la cameratura cambi in base a come il flauto viene suonato e, se lo strumento funziona a dovere, è preferibile non alterarlo".
Altri costruttori ritengono invece che la cameratura debba essere periodicamente rettificata per riportarla allo stato originale. Il legno cambia forma, soprattutto quando va incontro ai cicli di umidificazione ed essiccamento dovuti all'uso: la superficie interna può quindi deformarsi, e questa deformazione può ripercuotersi sull'intonazione dello strumento. La deformazione può anche essere minima, ma può comunque alterare le prestazioni del flauto. Il flautista potrebbe notare una certa rigidezza o poca flessibilità, avere problemi nell'ottenere un suono più forte o avere l'impressione che il suono sia "legnoso"; con un suono così grezzo è difficile suonare dolcemente. Dato che il flauto barocco permette per natura un'ampia variazione dell'intonazione, potrebbe essere difficile individuare i cambiamenti che hanno reso lo strumento intrinsecamente stonato; tuttavia, una sensazione di scomodità nel suonare può essere sintomo di problemi. Questi cambiamenti sono di solito graduali ed è quindi difficile notarli.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
ji2k2wx2wta64q2bhludl554ry8lbbh
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Ptolemaios
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/* Lucidatura */
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wikitext
text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Rialesatura e rettificazione della cameratura==
Per riportare il flauto nelle condizioni in cui era quando è stato costruito, cioè quando ancora l'umidità e l'uso non l'avevano alterato, è necessario l'intervento del costruttore, che provvederà a rettificare la cameratura interna. Alcuni pensano che questo intervento faccia parte della manutenzione fondamentale, altri invece ritengono che sia una pratica discutibile.
Tutti i costruttori hanno i propri sistemi per affrontare il problema. Generalmente si rettificano gli strumenti dopo aver terminato il rodaggio ed essere stati suonati regolarmente per 3-6 mesi. Dopo la rialesatura, il flautista deve seguire un altro rodaggio come se il flauto fosse nuovo. Solitamente queste operazioni raggiungono lo scopo voluto, sebbene lo strumento abbia in seguito bisogno di ulteriori interventi o per il semplice passaggio del tempo, o perché il legno non è stato adeguatamente stagionato a suo tempo, o ancora perché il tipo di legno richiede particolare cura (il bosso, ad esempio, è noto per questo motivo).
L'opinione più diffusa, come affermato dal costruttore Simon Polak, indica motivazioni contrarie alla rettificazione che non è possibile scartare a priori. Una trattazione completa si trova sul suo sito<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak ha osservato che i flauti da lui costruiti migliorano quanto più sono suonati. Per sua esperienza, i flauti che tornano al suo laboratorio dopo un anno di utilizzo suonano molto meglio rispetto a quando erano nuovi: "più aperti, più facili in tutto (non solo la terza ottava) e più caldi". Egli ritiene che se lo strumento migliora di per sé, non c'è ragione di apportare cambiamenti non necessari.
A supporto della sua idea, Polak fa un esempio immaginando l'ipotetica reazione di un famoso flautista possessore di un noto strumento originale del XVIII secolo alla proposta di rialesare il proprio strumento con utensili di cui esiste la prova che sono quelli originali utilizzati per quel flauto. È molto probabile che il flautista in questione, avendo trovato uno strumento con il quale si sente a proprio agio, rifiuti categoricamente questo tipo di operazione. Dato che pochi flautisti possiedono rari strumenti come questo, ciò può fornire uno spunto di riflessione agli altri flautisti quando sono messi di fronte alla scelta di rettificare o non rettificare.
Il messaggio di fondo di Polak è che la rettificazione dovrebbe essere fatta solo se inequivocabilmente necessaria e non come manutenzione standard; sarebbe perciò un'eccezione per molti flauti. In questo, cita Rachel Brown in ''The Early Flute'': "Molti costruttori vogliono comprensibilmente rialesare lo strumento [...] ovviamente è una questione molto personale. [...] È mia modesta opinione che la cameratura cambi in base a come il flauto viene suonato e, se lo strumento funziona a dovere, è preferibile non alterarlo".
Altri costruttori ritengono invece che la cameratura debba essere periodicamente rettificata per riportarla allo stato originale. Il legno cambia forma, soprattutto quando va incontro ai cicli di umidificazione ed essiccamento dovuti all'uso: la superficie interna può quindi deformarsi, e questa deformazione può ripercuotersi sull'intonazione dello strumento. La deformazione può anche essere minima, ma può comunque alterare le prestazioni del flauto. Il flautista potrebbe notare una certa rigidezza o poca flessibilità, avere problemi nell'ottenere un suono più forte o avere l'impressione che il suono sia "legnoso"; con un suono così grezzo è difficile suonare dolcemente. Dato che il flauto barocco permette per natura un'ampia variazione dell'intonazione, potrebbe essere difficile individuare i cambiamenti che hanno reso lo strumento intrinsecamente stonato; tuttavia, una sensazione di scomodità nel suonare può essere sintomo di problemi. Questi cambiamenti sono di solito graduali ed è quindi difficile notarli.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
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Ptolemaios
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/* Rialesatura e rettificazione della cameratura */
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==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Ralésage e rectification du chambrage==
Pour ramener la flûte aux conditions dans lequelles elle était lorsqu'elle était neuve, c'est-à-dire quand l'humidité et l'usage ne l'avaient pas encore altéree, il est nécessaire l'intervention du facteur, qui s'occupera de rectifier le chambrage interne. Certains pensent que cette intervention fait partie de l'entretien fondamental, d'autres par contre sont de l'avis que c'est une pratique doutueuse.
Tutti i costruttori hanno i propri sistemi per affrontare il problema. Generalmente si rettificano gli strumenti dopo aver terminato il rodaggio ed essere stati suonati regolarmente per 3-6 mesi. Dopo la rialesatura, il flautista deve seguire un altro rodaggio come se il flauto fosse nuovo. Solitamente queste operazioni raggiungono lo scopo voluto, sebbene lo strumento abbia in seguito bisogno di ulteriori interventi o per il semplice passaggio del tempo, o perché il legno non è stato adeguatamente stagionato a suo tempo, o ancora perché il tipo di legno richiede particolare cura (il bosso, ad esempio, è noto per questo motivo).
L'opinione più diffusa, come affermato dal costruttore Simon Polak, indica motivazioni contrarie alla rettificazione che non è possibile scartare a priori. Una trattazione completa si trova sul suo sito<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak ha osservato che i flauti da lui costruiti migliorano quanto più sono suonati. Per sua esperienza, i flauti che tornano al suo laboratorio dopo un anno di utilizzo suonano molto meglio rispetto a quando erano nuovi: "più aperti, più facili in tutto (non solo la terza ottava) e più caldi". Egli ritiene che se lo strumento migliora di per sé, non c'è ragione di apportare cambiamenti non necessari.
A supporto della sua idea, Polak fa un esempio immaginando l'ipotetica reazione di un famoso flautista possessore di un noto strumento originale del XVIII secolo alla proposta di rialesare il proprio strumento con utensili di cui esiste la prova che sono quelli originali utilizzati per quel flauto. È molto probabile che il flautista in questione, avendo trovato uno strumento con il quale si sente a proprio agio, rifiuti categoricamente questo tipo di operazione. Dato che pochi flautisti possiedono rari strumenti come questo, ciò può fornire uno spunto di riflessione agli altri flautisti quando sono messi di fronte alla scelta di rettificare o non rettificare.
Il messaggio di fondo di Polak è che la rettificazione dovrebbe essere fatta solo se inequivocabilmente necessaria e non come manutenzione standard; sarebbe perciò un'eccezione per molti flauti. In questo, cita Rachel Brown in ''The Early Flute'': "Molti costruttori vogliono comprensibilmente rialesare lo strumento [...] ovviamente è una questione molto personale. [...] È mia modesta opinione che la cameratura cambi in base a come il flauto viene suonato e, se lo strumento funziona a dovere, è preferibile non alterarlo".
Altri costruttori ritengono invece che la cameratura debba essere periodicamente rettificata per riportarla allo stato originale. Il legno cambia forma, soprattutto quando va incontro ai cicli di umidificazione ed essiccamento dovuti all'uso: la superficie interna può quindi deformarsi, e questa deformazione può ripercuotersi sull'intonazione dello strumento. La deformazione può anche essere minima, ma può comunque alterare le prestazioni del flauto. Il flautista potrebbe notare una certa rigidezza o poca flessibilità, avere problemi nell'ottenere un suono più forte o avere l'impressione che il suono sia "legnoso"; con un suono così grezzo è difficile suonare dolcemente. Dato che il flauto barocco permette per natura un'ampia variazione dell'intonazione, potrebbe essere difficile individuare i cambiamenti che hanno reso lo strumento intrinsecamente stonato; tuttavia, una sensazione di scomodità nel suonare può essere sintomo di problemi. Questi cambiamenti sono di solito graduali ed è quindi difficile notarli.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
4m2f5gpt0cc9ygpecy1npcfgnz96dde
494941
494822
2026-04-28T19:53:12Z
Ptolemaios
19075
/* Ralésage e rectification du chambrage */
494941
wikitext
text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Ralésage e rectification du chambrage==
Pour ramener la flûte aux conditions dans lequelles elle était lorsqu'elle était neuve, c'est-à-dire quand l'humidité et l'usage ne l'avaient pas encore altéree, il est nécessaire l'intervention du facteur, qui s'occupera de rectifier le chambrage interne. Certains pensent que cette intervention fait partie de l'entretien fondamental, d'autres par contre sont de l'avis que c'est une pratique doutueuse.
Tous les facteur ont leur propres systèmes pour faire face à ce problème. Généralment les instruments sont rectifiés après avoir terminé le rodage et avoir été joués régulièrement pendant 3-6 mois. Après le ralésage, le flûtiste doit suivre un autre rodage comme si la flûte était neuve. D'habitude ces opérations atteignent le but recherché, bien que l'instrument ait besoin d'autres interventions pour la suite soit à cause du simple passage du temps, soit parce que le bois n'a pas été correctement assaisonné au tout début, soit encore parce que le type de bois demande un soin particulier (le buis, par exemple, est bien connu pour cette raison).
L'opinion la plus commune, comme affirme le facteur Simon Polak, apporte des motivations contraires à la rectification qu'on ne peut pas écarter a priori. Une discussion complète se trouve sur son site<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak a remarqué que les flûtes réalisées par lui améliorent au fur et à mesure qu'elle sont jouées. D'après son expérience, les flûtes qui reviennent à son laboratoire après une année d'utilisation jouent beaucoup mieux par rapport à quand elles étaient neuves : "plus ouvertes, plus faciles en tout (non seulement la troisième octave) et plus chaudes". Il est de l'avis que si l'instrument s'améliore de lui-même, non c'è ragione di apportare cambiamenti non necessari.
A supporto della sua idea, Polak fa un esempio immaginando l'ipotetica reazione di un famoso flautista possessore di un noto strumento originale del XVIII secolo alla proposta di rialesare il proprio strumento con utensili di cui esiste la prova che sono quelli originali utilizzati per quel flauto. È molto probabile che il flautista in questione, avendo trovato uno strumento con il quale si sente a proprio agio, rifiuti categoricamente questo tipo di operazione. Dato che pochi flautisti possiedono rari strumenti come questo, ciò può fornire uno spunto di riflessione agli altri flautisti quando sono messi di fronte alla scelta di rettificare o non rettificare.
Il messaggio di fondo di Polak è che la rettificazione dovrebbe essere fatta solo se inequivocabilmente necessaria e non come manutenzione standard; sarebbe perciò un'eccezione per molti flauti. In questo, cita Rachel Brown in ''The Early Flute'': "Molti costruttori vogliono comprensibilmente rialesare lo strumento [...] ovviamente è una questione molto personale. [...] È mia modesta opinione che la cameratura cambi in base a come il flauto viene suonato e, se lo strumento funziona a dovere, è preferibile non alterarlo".
Altri costruttori ritengono invece che la cameratura debba essere periodicamente rettificata per riportarla allo stato originale. Il legno cambia forma, soprattutto quando va incontro ai cicli di umidificazione ed essiccamento dovuti all'uso: la superficie interna può quindi deformarsi, e questa deformazione può ripercuotersi sull'intonazione dello strumento. La deformazione può anche essere minima, ma può comunque alterare le prestazioni del flauto. Il flautista potrebbe notare una certa rigidezza o poca flessibilità, avere problemi nell'ottenere un suono più forte o avere l'impressione che il suono sia "legnoso"; con un suono così grezzo è difficile suonare dolcemente. Dato che il flauto barocco permette per natura un'ampia variazione dell'intonazione, potrebbe essere difficile individuare i cambiamenti che hanno reso lo strumento intrinsecamente stonato; tuttavia, una sensazione di scomodità nel suonare può essere sintomo di problemi. Questi cambiamenti sono di solito graduali ed è quindi difficile notarli.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
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Ptolemaios
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/* Ralésage e rectification du chambrage */
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wikitext
text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Réalésage e rectification du chambrage==
Pour ramener la flûte aux conditions dans lequelles elle était lorsqu'elle était neuve, c'est-à-dire quand l'humidité et l'usage ne l'avaient pas encore altéree, il est nécessaire l'intervention du facteur, qui s'occupera de rectifier le chambrage interne. Certains pensent que cette intervention fait partie de l'entretien fondamental, d'autres par contre sont de l'avis que c'est une pratique doutueuse.
Tous les facteur ont leur propres systèmes pour faire face à ce problème. Généralment les instruments sont rectifiés après avoir terminé le rodage et avoir été joués régulièrement pendant 3-6 mois. Après le ralésage, le flûtiste doit suivre un autre rodage comme si la flûte était neuve. D'habitude ces opérations atteignent le but recherché, bien que l'instrument ait besoin d'autres interventions pour la suite soit à cause du simple passage du temps, soit parce que le bois n'a pas été correctement assaisonné au tout début, soit encore parce que le type de bois demande un soin particulier (le buis, par exemple, est bien connu pour cette raison).
L'opinion la plus commune, comme affirme le facteur Simon Polak, apporte des motivations contraires à la rectification qu'on ne peut pas écarter a priori. Une discussion complète se trouve sur son site<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak a remarqué que les flûtes réalisées par lui s'améliorent au fur et à mesure qu'elle sont jouées. D'après son expérience, les flûtes qui reviennent à son laboratoire après une année d'utilisation jouent beaucoup mieux par rapport à quand elles étaient neuves : "plus ouvertes, plus faciles en tout (non seulement la troisième octave) et plus chaudes". Il est de l'avis que, si l'instrument s'améliore de lui-même, il n'y a aucune raison de lui apporter des changements non nécessaires.
En soutien de son idée, Polak apporte en exemple l'hypothétique réaction qu'aurait un célèbre flûtiste détenteur d'une connue flûte originale du XVIII siècle à la proprosition de réaléser son instrument avec des outils dont il existe la preuve qu'ils sont les originaux utilisés pour cette flûte. Il est fort probable que le flûtiste en question, ayant trouvé un instrument avec lequel il se sent à son aise, refuse catégoriquement ce type d'opération. Du moment que peu de flûtistes possèdent de rares instruments comme celui-ci, ça pourrait fournir une piste de réflexion aux autres flûtistes face au choix de réctifier ou pas leur instrument.
Le message de fond de Polak est que la rectification devrait se faire seulement si elle est incontestablement nécessaire et pas comme entretien standard; elle serait donc un exception pour beaucoup de flûtes. À ce sujet, il cite Rachel Brown et son ''The Early Flute'': "Beaucoup de facteurs veulent bien sûr réaléser l'instrument [...] naturellement c'est une question très personnelle. [...] À mon humble avis, le chambrage change selon la manière dont la flûte est jouée et, si l'instrument fonctionne comme il faut, il est préférable de ne pas le modifier".
Altri costruttori ritengono invece che la cameratura debba essere periodicamente rettificata per riportarla allo stato originale. Il legno cambia forma, soprattutto quando va incontro ai cicli di umidificazione ed essiccamento dovuti all'uso: la superficie interna può quindi deformarsi, e questa deformazione può ripercuotersi sull'intonazione dello strumento. La deformazione può anche essere minima, ma può comunque alterare le prestazioni del flauto. Il flautista potrebbe notare una certa rigidezza o poca flessibilità, avere problemi nell'ottenere un suono più forte o avere l'impressione che il suono sia "legnoso"; con un suono così grezzo è difficile suonare dolcemente. Dato che il flauto barocco permette per natura un'ampia variazione dell'intonazione, potrebbe essere difficile individuare i cambiamenti che hanno reso lo strumento intrinsecamente stonato; tuttavia, una sensazione di scomodità nel suonare può essere sintomo di problemi. Questi cambiamenti sono di solito graduali ed è quindi difficile notarli.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
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/* Réalésage e rectification du chambrage */
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==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Réalésage e rectification du chambrage==
Pour ramener la flûte aux conditions dans lequelles elle était lorsqu'elle était neuve, c'est-à-dire quand l'humidité et l'usage ne l'avaient pas encore altéree, il est nécessaire l'intervention du facteur, qui s'occupera de rectifier le chambrage interne. Certains pensent que cette intervention fait partie de l'entretien fondamental, d'autres par contre sont de l'avis que c'est une pratique doutueuse.
Tous les facteur ont leur propres systèmes pour faire face à ce problème. Généralment les instruments sont rectifiés après avoir terminé le rodage et avoir été joués régulièrement pendant 3-6 mois. Après le ralésage, le flûtiste doit suivre un autre rodage comme si la flûte était neuve. D'habitude ces opérations atteignent le but recherché, bien que l'instrument ait besoin d'autres interventions pour la suite soit à cause du simple passage du temps, soit parce que le bois n'a pas été correctement assaisonné au tout début, soit encore parce que le type de bois demande un soin particulier (le buis, par exemple, est bien connu pour cette raison).
L'opinion la plus commune, comme affirme le facteur Simon Polak, apporte des motivations contraires à la rectification qu'on ne peut pas écarter a priori. Une discussion complète se trouve sur son site<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak a remarqué que les flûtes réalisées par lui s'améliorent au fur et à mesure qu'elle sont jouées. D'après son expérience, les flûtes qui reviennent à son laboratoire après une année d'utilisation jouent beaucoup mieux par rapport à quand elles étaient neuves : "plus ouvertes, plus faciles en tout (non seulement la troisième octave) et plus chaudes". Il est de l'avis que, si l'instrument s'améliore de lui-même, il n'y a aucune raison de lui apporter des changements non nécessaires.
En soutien de son idée, Polak apporte en exemple l'hypothétique réaction qu'aurait un célèbre flûtiste détenteur d'une connue flûte originale du XVIII siècle à la proposition de réaléser son instrument avec des outils dont il existe la preuve qu'ils sont les originaux utilisés pour cette flûte. Il est fort probable que le flûtiste en question, ayant trouvé un instrument avec lequel il se sent à son aise, refuse catégoriquement ce type d'opération. Du moment que peu de flûtistes possèdent de rares instruments comme celui-ci, ça pourrait fournir une piste de réflexion aux autres flûtistes face au choix de réctifier ou pas leur instrument.
Le message de fond de Polak est que la rectification devrait se faire seulement si elle est incontestablement nécessaire et pas comme entretien standard; elle serait donc un exception pour beaucoup de flûtes. À ce sujet, il cite Rachel Brown et son ''The Early Flute'': "Beaucoup de facteurs veulent bien sûr réaléser l'instrument [...] naturellement c'est une question très personnelle. [...] À mon humble avis, le chambrage change selon la manière dont la flûte est jouée et, si l'instrument fonctionne comme il faut, il est préférable de ne pas le modifier".
Altri costruttori ritengono invece che la cameratura debba essere periodicamente rettificata per riportarla allo stato originale. Il legno cambia forma, soprattutto quando va incontro ai cicli di umidificazione ed essiccamento dovuti all'uso: la superficie interna può quindi deformarsi, e questa deformazione può ripercuotersi sull'intonazione dello strumento. La deformazione può anche essere minima, ma può comunque alterare le prestazioni del flauto. Il flautista potrebbe notare una certa rigidezza o poca flessibilità, avere problemi nell'ottenere un suono più forte o avere l'impressione che il suono sia "legnoso"; con un suono così grezzo è difficile suonare dolcemente. Dato che il flauto barocco permette per natura un'ampia variazione dell'intonazione, potrebbe essere difficile individuare i cambiamenti che hanno reso lo strumento intrinsecamente stonato; tuttavia, una sensazione di scomodità nel suonare può essere sintomo di problemi. Questi cambiamenti sono di solito graduali ed è quindi difficile notarli.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
navwbvy2iv9kzn60ruceuhmpo8pu8id
494952
494951
2026-04-28T20:40:13Z
Ptolemaios
19075
/* Réalésage e rectification du chambrage */
494952
wikitext
text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Réalésage e rectification du chambrage==
Pour ramener la flûte aux conditions dans lequelles elle était lorsqu'elle était neuve, c'est-à-dire quand l'humidité et l'usage ne l'avaient pas encore altéree, il est nécessaire l'intervention du facteur, qui s'occupera de rectifier le chambrage interne. Certains pensent que cette intervention fait partie de l'entretien fondamental, d'autres par contre sont de l'avis que c'est une pratique doutueuse.
Tous les facteur ont leur propres systèmes pour faire face à ce problème. Généralment les instruments sont rectifiés après avoir terminé le rodage et avoir été joués régulièrement pendant 3-6 mois. Après le ralésage, le flûtiste doit suivre un autre rodage comme si la flûte était neuve. D'habitude ces opérations atteignent le but recherché, bien que l'instrument ait besoin d'autres interventions pour la suite soit à cause du simple passage du temps, soit parce que le bois n'a pas été correctement assaisonné au tout début, soit encore parce que le type de bois demande un soin particulier (le buis, par exemple, est bien connu pour cette raison).
L'opinion la plus commune, comme affirme le facteur Simon Polak, apporte des motivations contraires à la rectification qu'on ne peut pas écarter a priori. Une discussion complète se trouve sur son site<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak a remarqué que les flûtes réalisées par lui s'améliorent au fur et à mesure qu'elle sont jouées. D'après son expérience, les flûtes qui reviennent à son laboratoire après une année d'utilisation jouent beaucoup mieux par rapport à quand elles étaient neuves : "plus ouvertes, plus faciles en tout (non seulement la troisième octave) et plus chaudes". Il est de l'avis que, si l'instrument s'améliore de lui-même, il n'y a aucune raison de lui apporter des changements non nécessaires.
En soutien de son idée, Polak apporte en exemple l'hypothétique réaction qu'aurait un célèbre flûtiste détenteur d'une connue flûte originale du XVIII siècle à la proposition de réaléser son instrument avec des outils dont il existe la preuve qu'ils sont les originaux utilisés pour cette flûte. Il est fort probable que le flûtiste en question, ayant trouvé un instrument avec lequel il se sent à son aise, refuse catégoriquement ce type d'opération. Du moment que peu de flûtistes possèdent de rares instruments comme celui-ci, ça pourrait fournir une piste de réflexion aux autres flûtistes face au choix de réctifier ou pas leur instrument.
Le message de fond de Polak est que la rectification ne devrait se faire que si elle est incontestablement nécessaire et pas comme entretien standard; elle serait donc un exception pour beaucoup de flûtes. À ce sujet, il cite Rachel Brown et son ''The Early Flute'': "Beaucoup de facteurs veulent bien sûr réaléser l'instrument [...] naturellement c'est une question très personnelle. [...] À mon humble avis, le chambrage change selon la manière dont la flûte est jouée et, si l'instrument fonctionne comme il faut, il est préférable de ne pas le modifier".
Altri costruttori ritengono invece che la cameratura debba essere periodicamente rettificata per riportarla allo stato originale. Il legno cambia forma, soprattutto quando va incontro ai cicli di umidificazione ed essiccamento dovuti all'uso: la superficie interna può quindi deformarsi, e questa deformazione può ripercuotersi sull'intonazione dello strumento. La deformazione può anche essere minima, ma può comunque alterare le prestazioni del flauto. Il flautista potrebbe notare una certa rigidezza o poca flessibilità, avere problemi nell'ottenere un suono più forte o avere l'impressione che il suono sia "legnoso"; con un suono così grezzo è difficile suonare dolcemente. Dato che il flauto barocco permette per natura un'ampia variazione dell'intonazione, potrebbe essere difficile individuare i cambiamenti che hanno reso lo strumento intrinsecamente stonato; tuttavia, una sensazione di scomodità nel suonare può essere sintomo di problemi. Questi cambiamenti sono di solito graduali ed è quindi difficile notarli.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
ic9e3z4rufzzengh5q1dlxcjy25qouk
494953
494952
2026-04-28T21:04:38Z
Ptolemaios
19075
/* Réalésage e rectification du chambrage */
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wikitext
text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Réalésage e rectification du chambrage==
Pour ramener la flûte aux conditions dans lequelles elle était lorsqu'elle était neuve, c'est-à-dire quand l'humidité et l'usage ne l'avaient pas encore altéree, il est nécessaire l'intervention du facteur, qui s'occupera de rectifier le chambrage interne. Certains pensent que cette intervention fait partie de l'entretien fondamental, d'autres par contre sont de l'avis que c'est une pratique doutueuse.
Tous les facteur ont leur propres systèmes pour faire face à ce problème. Généralment les instruments sont rectifiés après avoir terminé le rodage et avoir été joués régulièrement pendant 3-6 mois. Après le ralésage, le flûtiste doit suivre un autre rodage comme si la flûte était neuve. D'habitude ces opérations atteignent le but recherché, bien que l'instrument ait besoin d'autres interventions pour la suite soit à cause du simple passage du temps, soit parce que le bois n'a pas été correctement assaisonné au tout début, soit encore parce que le type de bois demande un soin particulier (le buis, par exemple, est bien connu pour cette raison).
L'opinion la plus commune, comme affirme le facteur Simon Polak, apporte des motivations contraires à la rectification qu'on ne peut pas écarter a priori. Une discussion complète se trouve sur son site<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak a remarqué que les flûtes réalisées par lui s'améliorent au fur et à mesure qu'elle sont jouées. D'après son expérience, les flûtes qui reviennent à son laboratoire après une année d'utilisation jouent beaucoup mieux par rapport à quand elles étaient neuves : "plus ouvertes, plus faciles en tout (non seulement la troisième octave) et plus chaudes". Il est de l'avis que, si l'instrument s'améliore de lui-même, il n'y a aucune raison de lui apporter des changements non nécessaires.
En soutien de son idée, Polak apporte en exemple l'hypothétique réaction qu'aurait un célèbre flûtiste détenteur d'une connue flûte originale du XVIII siècle à la proposition de réaléser son instrument avec des outils dont il existe la preuve qu'ils sont les originaux utilisés pour cette flûte. Il est fort probable que le flûtiste en question, ayant trouvé un instrument avec lequel il se sent à son aise, refuse catégoriquement ce type d'opération. Du moment que peu de flûtistes possèdent de rares instruments comme celui-ci, ça pourrait fournir une piste de réflexion aux autres flûtistes face au choix de réctifier ou pas leur instrument.
Le message de fond de Polak est que la rectification ne devrait se faire que si elle est incontestablement nécessaire et pas comme entretien standard; elle serait donc un exception pour beaucoup de flûtes. À ce sujet, il cite Rachel Brown et son ''The Early Flute'': "Beaucoup de facteurs veulent bien sûr réaléser l'instrument [...] naturellement c'est une question très personnelle. [...] À mon humble avis, le chambrage change selon la manière dont la flûte est jouée et, si l'instrument fonctionne comme il faut, il est préférable de ne pas le modifier".
D'autres facteurs affirment par contre que le chambrage ne devrait pas être périodiquement rectifiée pour la ramener à son état original. Le bois change de forme, surtout à cause des cycles d'humidification et de séchage dus à l'utilisation : la surface interne peut donc se déformer, et cette déformation peut se répercuter sur la justesse de l'instrument. Tout petite que la déformation soit, elle peut quand même modifier les performances de la flûte. Le flûtiste pourrait remarquer une certaine raideur ou peu de flexibilité, il pourrait avoir du mal à obtenir une sonorité plus forte ou avoir l'impression ou que le ton soit guindé; avec un ton si grossier, il est difficile de jouer délicatement. Du moment que la flûte baroque permet permette par sa nature une grande nuance de justesse, il pourrait être difficile de remarquer les changements qui ont rendu l'instrument intrinsèquement faux; pourtant, une sensation de gêne en jouant peut être symptôme de problèmes. Ces changements sont d'habitudes graduels et donc difficiles à remarquer.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
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Ptolemaios
19075
/* Réalésage e rectification du chambrage */
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wikitext
text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Réalésage e rectification du chambrage==
Pour ramener la flûte aux conditions dans lequelles elle était lorsqu'elle était neuve, c'est-à-dire quand l'humidité et l'usage ne l'avaient pas encore altéree, il est nécessaire l'intervention du facteur, qui s'occupera de rectifier le chambrage interne. Certains pensent que cette intervention fait partie de l'entretien fondamental, d'autres par contre sont de l'avis que c'est une pratique doutueuse.
Tous les facteur ont leur propres systèmes pour faire face à ce problème. Généralment les instruments sont rectifiés après avoir terminé le rodage et avoir été joués régulièrement pendant 3-6 mois. Après le ralésage, le flûtiste doit suivre un autre rodage comme si la flûte était neuve. D'habitude ces opérations atteignent le but recherché, bien que l'instrument ait besoin d'autres interventions pour la suite soit à cause du simple passage du temps, soit parce que le bois n'a pas été correctement assaisonné au tout début, soit encore parce que le type de bois demande un soin particulier (le buis, par exemple, est bien connu pour cette raison).
L'opinion la plus commune, comme affirme le facteur Simon Polak, apporte des motivations contraires à la rectification qu'on ne peut pas écarter a priori. Une discussion complète se trouve sur son site<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak a remarqué que les flûtes réalisées par lui s'améliorent au fur et à mesure qu'elle sont jouées. D'après son expérience, les flûtes qui reviennent à son laboratoire après une année d'utilisation jouent beaucoup mieux par rapport à quand elles étaient neuves : "plus ouvertes, plus faciles en tout (non seulement la troisième octave) et plus chaudes". Il est de l'avis que, si l'instrument s'améliore de lui-même, il n'y a aucune raison de lui apporter des changements non nécessaires.
En soutien de son idée, Polak apporte en exemple l'hypothétique réaction qu'aurait un célèbre flûtiste détenteur d'une connue flûte originale du XVIII siècle à la proposition de réaléser son instrument avec des outils dont il existe la preuve qu'ils sont les originaux utilisés pour cette flûte. Il est fort probable que le flûtiste en question, ayant trouvé un instrument avec lequel il se sent à son aise, refuse catégoriquement ce type d'opération. Du moment que peu de flûtistes possèdent de rares instruments comme celui-ci, ça pourrait fournir une piste de réflexion aux autres flûtistes face au choix de réctifier ou pas leur instrument.
Le message de fond de Polak est que la rectification ne devrait se faire que si elle est incontestablement nécessaire et pas comme entretien standard; elle serait donc un exception pour beaucoup de flûtes. À ce sujet, il cite Rachel Brown et son ''The Early Flute'': "Beaucoup de facteurs veulent bien sûr réaléser l'instrument [...] naturellement c'est une question très personnelle. [...] À mon humble avis, le chambrage change selon la manière dont la flûte est jouée et, si l'instrument fonctionne comme il faut, il est préférable de ne pas le modifier".
D'autres facteurs affirment par contre que le chambrage ne devrait pas être périodiquement rectifiée pour le ramener à son état original. Le bois change de forme, surtout à cause des cycles d'humidification et de séchage dus à l'utilisation : la surface interne peut donc se déformer, et cette déformation peut se répercuter sur la justesse de l'instrument. Tout petite que la déformation soit, elle peut quand même modifier les performances de la flûte. Le flûtiste pourrait remarquer une certaine raideur ou peu de flexibilité, il pourrait avoir du mal à obtenir une sonorité plus forte ou avoir l'impression ou que le ton soit guindé; avec un ton si grossier, il est difficile de jouer délicatement. Du moment que la flûte baroque permet permette par sa nature une grande nuance de justesse, il pourrait être difficile de remarquer les changements qui ont rendu l'instrument intrinsèquement faux; pourtant, une sensation de gêne en jouant peut être symptôme de problèmes. Ces changements sont d'habitudes graduels et donc difficiles à remarquer.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
bxn3cfqomuwn037kgum0kzdf8jz2n2t
494955
494954
2026-04-28T21:08:27Z
Ptolemaios
19075
/* Réalésage e rectification du chambrage */
494955
wikitext
text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Réalésage e rectification du chambrage==
Pour ramener la flûte aux conditions dans lequelles elle était lorsqu'elle était neuve, c'est-à-dire quand l'humidité et l'usage ne l'avaient pas encore altéree, il est nécessaire l'intervention du facteur, qui s'occupera de rectifier le chambrage interne. Certains pensent que cette intervention fait partie de l'entretien fondamental, d'autres par contre sont de l'avis que c'est une pratique doutueuse.
Tous les facteur ont leur propres systèmes pour faire face à ce problème. Généralment les instruments sont rectifiés après avoir terminé le rodage et avoir été joués régulièrement pendant 3-6 mois. Après le ralésage, le flûtiste doit suivre un autre rodage comme si la flûte était neuve. D'habitude ces opérations atteignent le but recherché, bien que l'instrument ait besoin d'autres interventions pour la suite soit à cause du simple passage du temps, soit parce que le bois n'a pas été correctement assaisonné au tout début, soit encore parce que le type de bois demande un soin particulier (le buis, par exemple, est bien connu pour cette raison).
L'opinion la plus commune, comme affirme le facteur Simon Polak, apporte des motivations contraires à la rectification qu'on ne peut pas écarter a priori. Une discussion complète se trouve sur son site<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak a remarqué que les flûtes réalisées par lui s'améliorent au fur et à mesure qu'elle sont jouées. D'après son expérience, les flûtes qui reviennent à son laboratoire après une année d'utilisation jouent beaucoup mieux par rapport à quand elles étaient neuves : "plus ouvertes, plus faciles en tout (non seulement la troisième octave) et plus chaudes". Il est de l'avis que, si l'instrument s'améliore de lui-même, il n'y a aucune raison de lui apporter des changements non nécessaires.
En soutien de son idée, Polak apporte en exemple l'hypothétique réaction qu'aurait un célèbre flûtiste détenteur d'une connue flûte originale du XVIII siècle à la proposition de réaléser son instrument avec des outils dont il existe la preuve qu'ils sont les originaux utilisés pour cette flûte. Il est fort probable que le flûtiste en question, ayant trouvé un instrument avec lequel il se sent à son aise, refuse catégoriquement ce type d'opération. Du moment que peu de flûtistes possèdent de rares instruments comme celui-ci, ça pourrait fournir une piste de réflexion aux autres flûtistes face au choix de réctifier ou pas leur instrument.
Le message de fond de Polak est que la rectification ne devrait se faire que si elle est incontestablement nécessaire et pas comme entretien standard; elle serait donc un exception pour beaucoup de flûtes. À ce sujet, il cite Rachel Brown et son ''The Early Flute'': "Beaucoup de facteurs veulent bien sûr réaléser l'instrument [...] naturellement c'est une question très personnelle. [...] À mon humble avis, le chambrage change selon la manière dont la flûte est jouée et, si l'instrument fonctionne comme il faut, il est préférable de ne pas le modifier".
D'autres facteurs affirment par contre que le chambrage ne devrait pas être périodiquement rectifié pour le ramener à son état original. Le bois change de forme, surtout à cause des cycles d'humidification et de séchage dus à l'utilisation : la surface interne peut donc se déformer, et cette déformation peut se répercuter sur la justesse de l'instrument. Tout petite que la déformation soit, elle peut quand même modifier les performances de la flûte. Le flûtiste pourrait remarquer une certaine raideur ou peu de flexibilité, il pourrait avoir du mal à obtenir une sonorité plus forte ou avoir l'impression ou que le ton soit guindé; avec un ton si grossier, il est difficile de jouer délicatement. Du moment que la flûte baroque permet permette par sa nature une grande nuance de justesse, il pourrait être difficile de remarquer les changements qui ont rendu l'instrument intrinsèquement faux; pourtant, une sensation de gêne en jouant peut être symptôme de problèmes. Ces changements sont d'habitudes graduels et donc difficiles à remarquer.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
otbiqmmbunu3cyl3svnne1pujung0yy
494956
494955
2026-04-28T21:13:33Z
Ptolemaios
19075
/* Réalésage e rectification du chambrage */
494956
wikitext
text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Réalésage e rectification du chambrage==
Pour ramener la flûte aux conditions dans lequelles elle était lorsqu'elle était neuve, c'est-à-dire quand l'humidité et l'usage ne l'avaient pas encore altéree, il est nécessaire l'intervention du facteur, qui s'occupera de rectifier le chambrage interne. Certains pensent que cette intervention fait partie de l'entretien fondamental, d'autres par contre sont de l'avis que c'est une pratique doutueuse.
Tous les facteur ont leur propres systèmes pour faire face à ce problème. Généralment les instruments sont rectifiés après avoir terminé le rodage et avoir été joués régulièrement pendant 3-6 mois. Après le ralésage, le flûtiste doit suivre un autre rodage comme si la flûte était neuve. D'habitude ces opérations atteignent le but recherché, bien que l'instrument ait besoin d'autres interventions pour la suite soit à cause du simple passage du temps, soit parce que le bois n'a pas été correctement assaisonné au tout début, soit encore parce que le type de bois demande un soin particulier (le buis, par exemple, est bien connu pour cette raison).
L'opinion la plus commune, comme affirme le facteur Simon Polak, apporte des motivations contraires à la rectification qu'on ne peut pas écarter a priori. Une discussion complète se trouve sur son site<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak a remarqué que les flûtes réalisées par lui s'améliorent au fur et à mesure qu'elle sont jouées. D'après son expérience, les flûtes qui reviennent à son laboratoire après une année d'utilisation jouent beaucoup mieux par rapport à quand elles étaient neuves : "plus ouvertes, plus faciles en tout (non seulement la troisième octave) et plus chaudes". Il est de l'avis que, si l'instrument s'améliore de lui-même, il n'y a aucune raison de lui apporter des changements non nécessaires.
En soutien de son idée, Polak apporte en exemple l'hypothétique réaction qu'aurait un célèbre flûtiste détenteur d'une connue flûte originale du XVIII siècle à la proposition de réaléser son instrument avec des outils dont il existe la preuve qu'ils sont les originaux utilisés pour cette flûte. Il est fort probable que le flûtiste en question, ayant trouvé un instrument avec lequel il se sent à son aise, refuse catégoriquement ce type d'opération. Du moment que peu de flûtistes possèdent de rares instruments comme celui-ci, ça pourrait fournir une piste de réflexion aux autres flûtistes face au choix de réctifier ou pas leur instrument.
Le message de fond de Polak est que la rectification ne devrait se faire que si elle est incontestablement nécessaire et pas comme entretien standard; elle serait donc un exception pour beaucoup de flûtes. À ce sujet, il cite Rachel Brown et son ''The Early Flute'': "Beaucoup de facteurs veulent bien sûr réaléser l'instrument [...] naturellement c'est une question très personnelle. [...] À mon humble avis, le chambrage change selon la manière dont la flûte est jouée et, si l'instrument fonctionne comme il faut, il est préférable de ne pas le modifier".
D'autres facteurs affirment par contre que le chambrage ne devrait pas être périodiquement rectifié pour le ramener à son état original. Le bois change de forme, surtout à cause des cycles d'humidification et de séchage dus à l'utilisation : la surface interne peut donc se déformer, et cette déformation peut se répercuter sur la justesse de l'instrument. Tout petite que la déformation soit, elle peut quand même modifier les performances de la flûte. Le flûtiste pourrait remarquer une certaine raideur ou peu de flexibilité, il pourrait avoir du mal à obtenir une sonorité plus forte ou avoir l'impression ou que le ton est guindé; avec un ton si grossier, il est difficile de jouer délicatement. Du moment que la flûte baroque permet permette par sa nature une grande nuance de justesse, il pourrait être difficile de remarquer les changements qui ont rendu l'instrument intrinsèquement faux; pourtant, une sensation de gêne en jouant peut être symptôme de problèmes. Ces changements sont d'habitudes graduels et donc difficiles à remarquer.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
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Ptolemaios
19075
/* Réalésage e rectification du chambrage */
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wikitext
text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Réalésage e rectification du chambrage==
Pour ramener la flûte aux conditions dans lequelles elle était lorsqu'elle était neuve, c'est-à-dire quand l'humidité et l'usage ne l'avaient pas encore altéree, il est nécessaire l'intervention du facteur, qui s'occupera de rectifier le chambrage interne. Certains pensent que cette intervention fait partie de l'entretien fondamental, d'autres par contre sont de l'avis que c'est une pratique doutueuse.
Tous les facteur ont leur propres systèmes pour faire face à ce problème. Généralment les instruments sont rectifiés après avoir terminé le rodage et avoir été joués régulièrement pendant 3-6 mois. Après le ralésage, le flûtiste doit suivre un autre rodage comme si la flûte était neuve. D'habitude ces opérations atteignent le but recherché, bien que l'instrument ait besoin d'autres interventions pour la suite soit à cause du simple passage du temps, soit parce que le bois n'a pas été correctement assaisonné au tout début, soit encore parce que le type de bois demande un soin particulier (le buis, par exemple, est bien connu pour cette raison).
L'opinion la plus commune, comme affirme le facteur Simon Polak, apporte des motivations contraires à la rectification qu'on ne peut pas écarter a priori. Une discussion complète se trouve sur son site<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak a remarqué que les flûtes réalisées par lui s'améliorent au fur et à mesure qu'elle sont jouées. D'après son expérience, les flûtes qui reviennent à son laboratoire après une année d'utilisation jouent beaucoup mieux par rapport à quand elles étaient neuves : "plus ouvertes, plus faciles en tout (non seulement la troisième octave) et plus chaudes". Il est de l'avis que, si l'instrument s'améliore de lui-même, il n'y a aucune raison de lui apporter des changements non nécessaires.
En soutien de son idée, Polak apporte en exemple l'hypothétique réaction qu'aurait un célèbre flûtiste détenteur d'une connue flûte originale du XVIII siècle à la proposition de réaléser son instrument avec des outils dont il existe la preuve qu'ils sont les originaux utilisés pour cette flûte. Il est fort probable que le flûtiste en question, ayant trouvé un instrument avec lequel il se sent à son aise, refuse catégoriquement ce type d'opération. Du moment que peu de flûtistes possèdent de rares instruments comme celui-ci, ça pourrait fournir une piste de réflexion aux autres flûtistes face au choix de réctifier ou pas leur instrument.
Le message de fond de Polak est que la rectification ne devrait se faire que si elle est incontestablement nécessaire et pas comme entretien standard; elle serait donc un exception pour beaucoup de flûtes. À ce sujet, il cite Rachel Brown et son ''The Early Flute'': "Beaucoup de facteurs veulent bien sûr réaléser l'instrument [...] naturellement c'est une question très personnelle. [...] À mon humble avis, le chambrage change selon la manière dont la flûte est jouée et, si l'instrument fonctionne comme il faut, il est préférable de ne pas le modifier".
D'autres facteurs affirment par contre que le chambrage ne devrait pas être périodiquement rectifié pour le ramener à son état original. Le bois change de forme, surtout à cause des cycles d'humidification et de séchage dus à l'utilisation : la surface interne peut donc se déformer, et cette déformation peut se répercuter sur la justesse de l'instrument. Tout petite que la déformation soit, elle peut quand même modifier les performances de la flûte. Le flûtiste pourrait remarquer une certaine raideur ou peu de flexibilité, il pourrait avoir du mal à obtenir une sonorité plus forte ou avoir l'impression que le ton est guindé; avec un ton si grossier, il est difficile de jouer délicatement. Du moment que la flûte baroque permet permette par sa nature une grande nuance de justesse, il pourrait être difficile de remarquer les changements qui ont rendu l'instrument intrinsèquement faux; pourtant, une sensation de gêne en jouant peut être symptôme de problèmes. Ces changements sont d'habitudes graduels et donc difficiles à remarquer.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
n58tbtx54jtwrz3hpj2spbge2027crl
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Ptolemaios
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text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Réalésage e rectification du chambrage==
Pour ramener la flûte aux conditions dans lequelles elle était lorsqu'elle était neuve, c'est-à-dire quand l'humidité et l'usage ne l'avaient pas encore altéree, il est nécessaire l'intervention du facteur, qui s'occupera de rectifier le chambrage interne. Certains pensent que cette intervention fait partie de l'entretien fondamental, d'autres par contre sont de l'avis que c'est une pratique doutueuse.
Tous les facteur ont leur propres systèmes pour faire face à ce problème. Généralment les instruments sont rectifiés après avoir terminé le rodage et avoir été joués régulièrement pendant 3-6 mois. Après le réalésage, le flûtiste doit suivre un autre rodage comme si la flûte était neuve. D'habitude ces opérations atteignent le but recherché, bien que l'instrument ait besoin d'autres interventions pour la suite soit à cause du simple passage du temps, soit parce que le bois n'a pas été correctement assaisonné au tout début, soit encore parce que le type de bois demande un soin particulier (le buis, par exemple, est bien connu pour cette raison).
L'opinion la plus commune, comme affirme le facteur Simon Polak, apporte des motivations contraires à la rectification qu'on ne peut pas écarter a priori. Une discussion complète se trouve sur son site<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak a remarqué que les flûtes réalisées par lui s'améliorent au fur et à mesure qu'elle sont jouées. D'après son expérience, les flûtes qui reviennent à son laboratoire après une année d'utilisation jouent beaucoup mieux par rapport à quand elles étaient neuves : "plus ouvertes, plus faciles en tout (non seulement la troisième octave) et plus chaudes". Il est de l'avis que, si l'instrument s'améliore de lui-même, il n'y a aucune raison de lui apporter des changements non nécessaires.
En soutien de son idée, Polak apporte en exemple l'hypothétique réaction qu'aurait un célèbre flûtiste détenteur d'une connue flûte originale du XVIII siècle à la proposition de réaléser son instrument avec des outils dont il existe la preuve qu'ils sont les originaux utilisés pour cette flûte. Il est fort probable que le flûtiste en question, ayant trouvé un instrument avec lequel il se sent à son aise, refuse catégoriquement ce type d'opération. Du moment que peu de flûtistes possèdent de rares instruments comme celui-ci, ça pourrait fournir une piste de réflexion aux autres flûtistes face au choix de réctifier ou pas leur instrument.
Le message de fond de Polak est que la rectification ne devrait se faire que si elle est incontestablement nécessaire et pas comme entretien standard; elle serait donc un exception pour beaucoup de flûtes. À ce sujet, il cite Rachel Brown et son ''The Early Flute'': "Beaucoup de facteurs veulent bien sûr réaléser l'instrument [...] naturellement c'est une question très personnelle. [...] À mon humble avis, le chambrage change selon la manière dont la flûte est jouée et, si l'instrument fonctionne comme il faut, il est préférable de ne pas le modifier".
D'autres facteurs affirment par contre que le chambrage ne devrait pas être périodiquement rectifié pour le ramener à son état original. Le bois change de forme, surtout à cause des cycles d'humidification et de séchage dus à l'utilisation : la surface interne peut donc se déformer, et cette déformation peut se répercuter sur la justesse de l'instrument. Tout petite que la déformation soit, elle peut quand même modifier les performances de la flûte. Le flûtiste pourrait remarquer une certaine raideur ou peu de flexibilité, il pourrait avoir du mal à obtenir une sonorité plus forte ou avoir l'impression que le ton est guindé; avec un ton si grossier, il est difficile de jouer délicatement. Du moment que la flûte baroque permet permette par sa nature une grande nuance de justesse, il pourrait être difficile de remarquer les changements qui ont rendu l'instrument intrinsèquement faux; pourtant, une sensation de gêne en jouant peut être symptôme de problèmes. Ces changements sont d'habitudes graduels et donc difficiles à remarquer.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
l6x9oryvn0dfww5ga0eumcc9ta8grtu
494959
494958
2026-04-28T21:16:30Z
Ptolemaios
19075
/* Réalésage e rectification du chambrage */
494959
wikitext
text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Réalésage et rectification du chambrage==
Pour ramener la flûte aux conditions dans lequelles elle était lorsqu'elle était neuve, c'est-à-dire quand l'humidité et l'usage ne l'avaient pas encore altéree, il est nécessaire l'intervention du facteur, qui s'occupera de rectifier le chambrage interne. Certains pensent que cette intervention fait partie de l'entretien fondamental, d'autres par contre sont de l'avis que c'est une pratique doutueuse.
Tous les facteur ont leur propres systèmes pour faire face à ce problème. Généralment les instruments sont rectifiés après avoir terminé le rodage et avoir été joués régulièrement pendant 3-6 mois. Après le réalésage, le flûtiste doit suivre un autre rodage comme si la flûte était neuve. D'habitude ces opérations atteignent le but recherché, bien que l'instrument ait besoin d'autres interventions pour la suite soit à cause du simple passage du temps, soit parce que le bois n'a pas été correctement assaisonné au tout début, soit encore parce que le type de bois demande un soin particulier (le buis, par exemple, est bien connu pour cette raison).
L'opinion la plus commune, comme affirme le facteur Simon Polak, apporte des motivations contraires à la rectification qu'on ne peut pas écarter a priori. Une discussion complète se trouve sur son site<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak a remarqué que les flûtes réalisées par lui s'améliorent au fur et à mesure qu'elle sont jouées. D'après son expérience, les flûtes qui reviennent à son laboratoire après une année d'utilisation jouent beaucoup mieux par rapport à quand elles étaient neuves : "plus ouvertes, plus faciles en tout (non seulement la troisième octave) et plus chaudes". Il est de l'avis que, si l'instrument s'améliore de lui-même, il n'y a aucune raison de lui apporter des changements non nécessaires.
En soutien de son idée, Polak apporte en exemple l'hypothétique réaction qu'aurait un célèbre flûtiste détenteur d'une connue flûte originale du XVIII siècle à la proposition de réaléser son instrument avec des outils dont il existe la preuve qu'ils sont les originaux utilisés pour cette flûte. Il est fort probable que le flûtiste en question, ayant trouvé un instrument avec lequel il se sent à son aise, refuse catégoriquement ce type d'opération. Du moment que peu de flûtistes possèdent de rares instruments comme celui-ci, ça pourrait fournir une piste de réflexion aux autres flûtistes face au choix de réctifier ou pas leur instrument.
Le message de fond de Polak est que la rectification ne devrait se faire que si elle est incontestablement nécessaire et pas comme entretien standard; elle serait donc un exception pour beaucoup de flûtes. À ce sujet, il cite Rachel Brown et son ''The Early Flute'': "Beaucoup de facteurs veulent bien sûr réaléser l'instrument [...] naturellement c'est une question très personnelle. [...] À mon humble avis, le chambrage change selon la manière dont la flûte est jouée et, si l'instrument fonctionne comme il faut, il est préférable de ne pas le modifier".
D'autres facteurs affirment par contre que le chambrage ne devrait pas être périodiquement rectifié pour le ramener à son état original. Le bois change de forme, surtout à cause des cycles d'humidification et de séchage dus à l'utilisation : la surface interne peut donc se déformer, et cette déformation peut se répercuter sur la justesse de l'instrument. Tout petite que la déformation soit, elle peut quand même modifier les performances de la flûte. Le flûtiste pourrait remarquer une certaine raideur ou peu de flexibilité, il pourrait avoir du mal à obtenir une sonorité plus forte ou avoir l'impression que le ton est guindé; avec un ton si grossier, il est difficile de jouer délicatement. Du moment que la flûte baroque permet permette par sa nature une grande nuance de justesse, il pourrait être difficile de remarquer les changements qui ont rendu l'instrument intrinsèquement faux; pourtant, une sensation de gêne en jouant peut être symptôme de problèmes. Ces changements sont d'habitudes graduels et donc difficiles à remarquer.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
inegj67by4zbithw8ql6n7zxtvnhq1t
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Ptolemaios
19075
/* Réalésage et rectification du chambrage */
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wikitext
text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Réalésage et rectification du chambrage==
Pour ramener la flûte aux conditions dans lequelles elle était lorsqu'elle était neuve, c'est-à-dire quand l'humidité et l'usage ne l'avaient pas encore altéree, il est nécessaire l'intervention du facteur, qui s'occupera de rectifier le chambrage interne. Certains pensent que cette intervention fait partie de l'entretien fondamental, d'autres par contre sont de l'avis que c'est une pratique doutueuse.
Tous les facteur ont leur propres systèmes pour faire face à ce problème. Généralment les instruments sont rectifiés après avoir terminé le rodage et avoir été joués régulièrement pendant 3-6 mois. Après le réalésage, le flûtiste doit suivre un autre rodage comme si la flûte était neuve. D'habitude ces opérations atteignent le but recherché, bien que l'instrument ait besoin d'autres interventions pour la suite soit à cause du simple passage du temps, soit parce que le bois n'a pas été correctement assaisonné au tout début, soit encore parce que le type de bois demande un soin particulier (le buis, par exemple, est bien connu pour cette raison).
L'opinion la plus commune, comme affirme le facteur Simon Polak, apporte des motivations contraires à la rectification qu'on ne peut pas écarter a priori. Une discussion complète se trouve sur son site<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak a remarqué que les flûtes réalisées par lui s'améliorent au fur et à mesure qu'elle sont jouées. D'après son expérience, les flûtes qui reviennent à son laboratoire après une année d'utilisation jouent beaucoup mieux par rapport à quand elles étaient neuves : "plus ouvertes, plus faciles en tout (non seulement la troisième octave) et plus chaudes". Il est de l'avis que, si l'instrument s'améliore de lui-même, il n'y a aucune raison de lui apporter des changements non nécessaires.
En soutien de son idée, Polak apporte en exemple l'hypothétique réaction qu'aurait un célèbre flûtiste détenteur d'une connue flûte originale du XVIII siècle à la proposition de réaléser son instrument avec des outils dont il existe la preuve qu'ils sont les originaux utilisés pour cette flûte. Il est fort probable que le flûtiste en question, ayant trouvé un instrument avec lequel il se sent à son aise, refuse catégoriquement ce type d'opération. Du moment que peu de flûtistes possèdent de rares instruments comme celui-ci, ça pourrait fournir une piste de réflexion aux autres flûtistes face au choix de réctifier ou pas leur instrument.
Le message de fond de Polak est que la rectification ne devrait se faire que si elle est incontestablement nécessaire et pas comme entretien standard; elle serait donc une exception pour beaucoup de flûtes. À ce sujet, il cite Rachel Brown et son ''The Early Flute'': "Beaucoup de facteurs veulent bien sûr réaléser l'instrument [...] naturellement c'est une question très personnelle. [...] À mon humble avis, le chambrage change selon la manière dont la flûte est jouée et, si l'instrument fonctionne comme il faut, il est préférable de ne pas le modifier".
D'autres facteurs affirment par contre que le chambrage ne devrait pas être périodiquement rectifié pour le ramener à son état original. Le bois change de forme, surtout à cause des cycles d'humidification et de séchage dus à l'utilisation : la surface interne peut donc se déformer, et cette déformation peut se répercuter sur la justesse de l'instrument. Tout petite que la déformation soit, elle peut quand même modifier les performances de la flûte. Le flûtiste pourrait remarquer une certaine raideur ou peu de flexibilité, il pourrait avoir du mal à obtenir une sonorité plus forte ou avoir l'impression que le ton est guindé; avec un ton si grossier, il est difficile de jouer délicatement. Du moment que la flûte baroque permet permette par sa nature une grande nuance de justesse, il pourrait être difficile de remarquer les changements qui ont rendu l'instrument intrinsèquement faux; pourtant, une sensation de gêne en jouant peut être symptôme de problèmes. Ces changements sont d'habitudes graduels et donc difficiles à remarquer.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
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==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Réalésage et rectification du chambrage==
Pour ramener la flûte aux conditions dans lequelles elle était lorsqu'elle était neuve, c'est-à-dire quand l'humidité et l'usage ne l'avaient pas encore altéree, il est nécessaire l'intervention du facteur, qui s'occupera de rectifier le chambrage interne. Certains pensent que cette intervention fait partie de l'entretien fondamental, d'autres par contre sont de l'avis que c'est une pratique doutueuse.
Tous les facteur ont leur propres systèmes pour faire face à ce problème. Généralment les instruments sont rectifiés après avoir terminé le rodage et avoir été joués régulièrement pendant 3-6 mois. Après le réalésage, le flûtiste doit suivre un autre rodage comme si la flûte était neuve. D'habitude ces opérations atteignent le but recherché, bien que l'instrument ait besoin d'autres interventions pour la suite soit à cause du simple passage du temps, soit parce que le bois n'a pas été correctement assaisonné au tout début, soit encore parce que le type de bois demande un soin particulier (le buis, par exemple, est bien connu pour cette raison).
L'opinion la plus commune, comme affirme le facteur Simon Polak, apporte des motivations contraires à la rectification qu'on ne peut pas écarter a priori. Une discussion complète se trouve sur son site<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak a remarqué que les flûtes réalisées par lui s'améliorent au fur et à mesure qu'elle sont jouées. D'après son expérience, les flûtes qui reviennent à son laboratoire après une année d'utilisation jouent beaucoup mieux par rapport à quand elles étaient neuves : "plus ouvertes, plus faciles en tout (non seulement la troisième octave) et plus chaudes". Il est de l'avis que, si l'instrument s'améliore de lui-même, il n'y a aucune raison de lui apporter des changements non nécessaires.
En soutien de son idée, Polak apporte en exemple l'hypothétique réaction qu'aurait un célèbre flûtiste détenteur d'une connue flûte originale du XVIII siècle à la proposition de réaléser son instrument avec des outils dont il existe la preuve qu'ils sont les originaux utilisés pour cette flûte. Il est fort probable que le flûtiste en question, ayant trouvé un instrument avec lequel il se sent à son aise, refuse catégoriquement ce type d'opération. Du moment que peu de flûtistes possèdent de rares instruments comme celui-ci, ça pourrait fournir une piste de réflexion aux autres flûtistes face au choix de réctifier ou pas leur instrument.
Le message de fond de Polak est que la rectification ne devrait se faire que si elle est incontestablement nécessaire et pas comme entretien standard; elle serait donc une exception pour beaucoup de flûtes. À ce sujet, il cite Rachel Brown et son ''The Early Flute'': "Beaucoup de facteurs veulent bien sûr réaléser l'instrument [...] naturellement c'est une question très personnelle. [...] À mon humble avis, le chambrage change selon la manière dont la flûte est jouée et, si l'instrument fonctionne comme il faut, il est préférable de ne pas le modifier".
D'autres facteurs affirment par contre que le chambrage ne devrait pas être périodiquement rectifié pour le ramener à son état original. Le bois change de forme, surtout à cause des cycles d'humidification et de séchage dus à l'utilisation : la surface interne peut donc se déformer, et cette déformation peut se répercuter sur la justesse de l'instrument. Tout petite que la déformation soit, elle peut quand même modifier les performances de la flûte. Le flûtiste pourrait remarquer une certaine raideur ou peu de flexibilité, il pourrait avoir du mal à obtenir une sonorité plus forte ou avoir l'impression que le ton est guindé; avec un ton si grossier, il est difficile de jouer délicatement. Du moment que la flûte baroque permet permette par sa nature une grande nuance de justesse, il pourrait être difficile de remarquer les changements qui ont rendu l'instrument intrinsèquement faux; pourtant, une sensation de gêne en jouant peut être un symptôme de problèmes. Ces changements sont d'habitudes graduels et donc difficiles à remarquer.
==Regolazioni==
===Regolazione del tappo===
Fra il foro di imboccatura e l'estremità chiusa del flauto c'è un tappo di sughero che può essere spostato per regolare l'intonazione del flauto<ref>L'intonazione dello strumento stesso, non con altri strumenti. Nel momento in cui il tappo è nella giusta posizione, si può estrarre un po' la testata per abbassare un flauto che è crescente rispetto ad altri strumenti. Tuttavia, non è possibile estrarre la testata oltre una certa misura perché questo altera il profilo della cameratura rendendo il flauto sempre più difficile da suonare. Se lo strumento è invece basso rispetto ad altri, le uniche possibilità sono utilizzare l'imboccatura per alzare l'intonazione, far accordare gli altri sul flauto oppure, se il flauto è in quattro pezzi, sostituire il corpo della mano sinistra con uno di lunghezza inferiore. L'ultima opzione non è valida come un tempo, dal momento che la maggior parte dei flauti barocchi costruiti oggi offrono poca scelta per il secondo corpo (di solito una delle seguenti: 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, intorno a 410 Hz e 392 Hz).</ref>. Per coloro che sono portati per l'ingegneria, esistono varie regole per stabilire l'esatta posizione, delle quali uno dei parametri è il diametro. Queste regole possono però andare incontro a dei problemi:
*Le variazioni di dimensioni della cameratura, del foro di imboccatura e dei fori per le dita sono talmente grandi fra un flauto e l'altro che non si può dare una misura valida per tutti.
*La cameratura del flauto barocco è conica, larga nella testata e stretta nel fondo, quindi ci sono molti diametri fra cui scegliere. Molto spesso il calcolo della regola non coincide con la giusta posizione.
*È sicuramente molto più facile posizionare il tappo dove il flauto "suona meglio" (su questo punto torneremo più avanti) che procedere per calcoli.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
7hfrvolf7oo8ls8xsp04gcq78qiilr8
494966
494962
2026-04-28T22:09:11Z
Ptolemaios
19075
/* Regolazioni */
494966
wikitext
text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Réalésage et rectification du chambrage==
Pour ramener la flûte aux conditions dans lequelles elle était lorsqu'elle était neuve, c'est-à-dire quand l'humidité et l'usage ne l'avaient pas encore altéree, il est nécessaire l'intervention du facteur, qui s'occupera de rectifier le chambrage interne. Certains pensent que cette intervention fait partie de l'entretien fondamental, d'autres par contre sont de l'avis que c'est une pratique doutueuse.
Tous les facteur ont leur propres systèmes pour faire face à ce problème. Généralment les instruments sont rectifiés après avoir terminé le rodage et avoir été joués régulièrement pendant 3-6 mois. Après le réalésage, le flûtiste doit suivre un autre rodage comme si la flûte était neuve. D'habitude ces opérations atteignent le but recherché, bien que l'instrument ait besoin d'autres interventions pour la suite soit à cause du simple passage du temps, soit parce que le bois n'a pas été correctement assaisonné au tout début, soit encore parce que le type de bois demande un soin particulier (le buis, par exemple, est bien connu pour cette raison).
L'opinion la plus commune, comme affirme le facteur Simon Polak, apporte des motivations contraires à la rectification qu'on ne peut pas écarter a priori. Une discussion complète se trouve sur son site<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak a remarqué que les flûtes réalisées par lui s'améliorent au fur et à mesure qu'elle sont jouées. D'après son expérience, les flûtes qui reviennent à son laboratoire après une année d'utilisation jouent beaucoup mieux par rapport à quand elles étaient neuves : "plus ouvertes, plus faciles en tout (non seulement la troisième octave) et plus chaudes". Il est de l'avis que, si l'instrument s'améliore de lui-même, il n'y a aucune raison de lui apporter des changements non nécessaires.
En soutien de son idée, Polak apporte en exemple l'hypothétique réaction qu'aurait un célèbre flûtiste détenteur d'une connue flûte originale du XVIII siècle à la proposition de réaléser son instrument avec des outils dont il existe la preuve qu'ils sont les originaux utilisés pour cette flûte. Il est fort probable que le flûtiste en question, ayant trouvé un instrument avec lequel il se sent à son aise, refuse catégoriquement ce type d'opération. Du moment que peu de flûtistes possèdent de rares instruments comme celui-ci, ça pourrait fournir une piste de réflexion aux autres flûtistes face au choix de réctifier ou pas leur instrument.
Le message de fond de Polak est que la rectification ne devrait se faire que si elle est incontestablement nécessaire et pas comme entretien standard; elle serait donc une exception pour beaucoup de flûtes. À ce sujet, il cite Rachel Brown et son ''The Early Flute'': "Beaucoup de facteurs veulent bien sûr réaléser l'instrument [...] naturellement c'est une question très personnelle. [...] À mon humble avis, le chambrage change selon la manière dont la flûte est jouée et, si l'instrument fonctionne comme il faut, il est préférable de ne pas le modifier".
D'autres facteurs affirment par contre que le chambrage ne devrait pas être périodiquement rectifié pour le ramener à son état original. Le bois change de forme, surtout à cause des cycles d'humidification et de séchage dus à l'utilisation : la surface interne peut donc se déformer, et cette déformation peut se répercuter sur la justesse de l'instrument. Tout petite que la déformation soit, elle peut quand même modifier les performances de la flûte. Le flûtiste pourrait remarquer une certaine raideur ou peu de flexibilité, il pourrait avoir du mal à obtenir une sonorité plus forte ou avoir l'impression que le ton est guindé; avec un ton si grossier, il est difficile de jouer délicatement. Du moment que la flûte baroque permet permette par sa nature une grande nuance de justesse, il pourrait être difficile de remarquer les changements qui ont rendu l'instrument intrinsèquement faux; pourtant, une sensation de gêne en jouant peut être un symptôme de problèmes. Ces changements sont d'habitudes graduels et donc difficiles à remarquer.
==Réglages==
===Réglage du bouchon===
Entre le trou d'embouchure et le bout fermé de la flûte il y a un bouchon en liège que l'on peut déplacer pour régler la justesse de la flûte<ref>La justesse de la flûte en soi, pas avec d'autres instruments. Quand le bouchon est correctement placé, on peut extraire un peu la tête pour baisser la justesse qui est haute par rapport à d'autres instruments. De toute façon, il n'est pas possible d'extraire la tête au-delà d'une mesure donné puisque ça modifie lo profil intérieur du chambrage, ce qui rend la flûte de plus en plus difficile à jouer. Si l'instrument est au contraire plus bas par rapport aux autres, les seules possibilités de corriger sont utiliser l'embouchure pour hausser l'intonation, faire accorder les autres sur la flûte ou, si la flûte est en quatre parties, remplacer le corps de la main gauche par un de longueur inférieure. La dernière option n'est plus valable comme autrefois, puisque la plupart des flûtes baroques réalisées aujourd'hui n'offrent pas un grand choix pour le corps de la main gauche (d'habitude l'une des suivantes : 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, autour de 410 Hz et 392 Hz).</ref>. Pour ceux qui son doués en ingénierie, il existe beaucoup de règles pour la position correcte, dont l'un des paramètres est le diamètre. Ces règles peuvent quand même rencontrer des problèmes :
*Les variations de dimensions du chambrage, du trou d'embouchure et trous pour les doigts sont tellement grandes d'une flûte à l'autre que l'on ne peut pas donner une mesure valable pour tous.
*La chambrage de la flûte baroque est conique, large dans la tête et étroit à l'autre bout, donc les diamètres parmi lequeles choisirs son plusieurs. Très souvent le calcul de la règle ne correspond pas à la mesure correcte.
*Il est certainement plus facile de placer le bouchon où la flûte "sonne le mieux" (on reviendra plus tard sur ce sujet) plutôt que de procéder par calculs.
Lo scopo della giusta posizione del tappo è l'intonazione delle ottave del flauto le une con le altre<ref>O almeno il più possibile. Come il corno naturale (o corno francese, come si preferisce), il flauto barocco richiede molti aggiustamenti dell'intonazione. Inoltre, essere "intonati" non significa seguire il moderno temperamento equabile e certe note che nel sistema moderno sarebbero considerate stonate posseggono uniche caratteristiche proprie. Queste variazioni di carattere fra una nota e l'altra e fra una tonalità e l'altra sono la ragione per cui il traversiere e il corno hanno mantenuto molti sostenitori anche dopo la comparsa di strumenti "migliorati". Questi nuovi strumenti hanno uniformato il timbro e l'intonazione fra le note e fra le tonalità, ma nello stesso tempo ne hanno anche causato la perdita dell'individualità.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
9gxngv249j5xqh3pj1yfisnz8exsm5v
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Ptolemaios
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/* Réglage du bouchon */
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text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Réalésage et rectification du chambrage==
Pour ramener la flûte aux conditions dans lequelles elle était lorsqu'elle était neuve, c'est-à-dire quand l'humidité et l'usage ne l'avaient pas encore altéree, il est nécessaire l'intervention du facteur, qui s'occupera de rectifier le chambrage interne. Certains pensent que cette intervention fait partie de l'entretien fondamental, d'autres par contre sont de l'avis que c'est une pratique doutueuse.
Tous les facteur ont leur propres systèmes pour faire face à ce problème. Généralment les instruments sont rectifiés après avoir terminé le rodage et avoir été joués régulièrement pendant 3-6 mois. Après le réalésage, le flûtiste doit suivre un autre rodage comme si la flûte était neuve. D'habitude ces opérations atteignent le but recherché, bien que l'instrument ait besoin d'autres interventions pour la suite soit à cause du simple passage du temps, soit parce que le bois n'a pas été correctement assaisonné au tout début, soit encore parce que le type de bois demande un soin particulier (le buis, par exemple, est bien connu pour cette raison).
L'opinion la plus commune, comme affirme le facteur Simon Polak, apporte des motivations contraires à la rectification qu'on ne peut pas écarter a priori. Une discussion complète se trouve sur son site<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak a remarqué que les flûtes réalisées par lui s'améliorent au fur et à mesure qu'elle sont jouées. D'après son expérience, les flûtes qui reviennent à son laboratoire après une année d'utilisation jouent beaucoup mieux par rapport à quand elles étaient neuves : "plus ouvertes, plus faciles en tout (non seulement la troisième octave) et plus chaudes". Il est de l'avis que, si l'instrument s'améliore de lui-même, il n'y a aucune raison de lui apporter des changements non nécessaires.
En soutien de son idée, Polak apporte en exemple l'hypothétique réaction qu'aurait un célèbre flûtiste détenteur d'une connue flûte originale du XVIII siècle à la proposition de réaléser son instrument avec des outils dont il existe la preuve qu'ils sont les originaux utilisés pour cette flûte. Il est fort probable que le flûtiste en question, ayant trouvé un instrument avec lequel il se sent à son aise, refuse catégoriquement ce type d'opération. Du moment que peu de flûtistes possèdent de rares instruments comme celui-ci, ça pourrait fournir une piste de réflexion aux autres flûtistes face au choix de réctifier ou pas leur instrument.
Le message de fond de Polak est que la rectification ne devrait se faire que si elle est incontestablement nécessaire et pas comme entretien standard; elle serait donc une exception pour beaucoup de flûtes. À ce sujet, il cite Rachel Brown et son ''The Early Flute'': "Beaucoup de facteurs veulent bien sûr réaléser l'instrument [...] naturellement c'est une question très personnelle. [...] À mon humble avis, le chambrage change selon la manière dont la flûte est jouée et, si l'instrument fonctionne comme il faut, il est préférable de ne pas le modifier".
D'autres facteurs affirment par contre que le chambrage ne devrait pas être périodiquement rectifié pour le ramener à son état original. Le bois change de forme, surtout à cause des cycles d'humidification et de séchage dus à l'utilisation : la surface interne peut donc se déformer, et cette déformation peut se répercuter sur la justesse de l'instrument. Tout petite que la déformation soit, elle peut quand même modifier les performances de la flûte. Le flûtiste pourrait remarquer une certaine raideur ou peu de flexibilité, il pourrait avoir du mal à obtenir une sonorité plus forte ou avoir l'impression que le ton est guindé; avec un ton si grossier, il est difficile de jouer délicatement. Du moment que la flûte baroque permet permette par sa nature une grande nuance de justesse, il pourrait être difficile de remarquer les changements qui ont rendu l'instrument intrinsèquement faux; pourtant, une sensation de gêne en jouant peut être un symptôme de problèmes. Ces changements sont d'habitudes graduels et donc difficiles à remarquer.
==Réglages==
===Réglage du bouchon===
Entre le trou d'embouchure et le bout fermé de la flûte il y a un bouchon en liège que l'on peut déplacer pour régler la justesse de la flûte<ref>La justesse de la flûte en soi, pas avec d'autres instruments. Quand le bouchon est correctement placé, on peut extraire un peu la tête pour baisser la justesse qui est haute par rapport à d'autres instruments. De toute façon, il n'est pas possible d'extraire la tête au-delà d'une mesure donné puisque ça modifie lo profil intérieur du chambrage, ce qui rend la flûte de plus en plus difficile à jouer. Si l'instrument est au contraire plus bas par rapport aux autres, les seules possibilités de corriger sont utiliser l'embouchure pour hausser l'intonation, faire accorder les autres sur la flûte ou, si la flûte est en quatre parties, remplacer le corps de la main gauche par un de longueur inférieure. La dernière option n'est plus valable comme autrefois, puisque la plupart des flûtes baroques réalisées aujourd'hui n'offrent pas un grand choix pour le corps de la main gauche (d'habitude l'une des suivantes : 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, autour de 410 Hz et 392 Hz).</ref>. Pour ceux qui son doués en ingénierie, il existe beaucoup de règles pour la position correcte, dont l'un des paramètres est le diamètre. Ces règles peuvent quand même rencontrer des problèmes :
*Les variations de dimensions du chambrage, du trou d'embouchure et trous pour les doigts sont tellement grandes d'une flûte à l'autre que l'on ne peut pas donner une mesure valable pour tous.
*La chambrage de la flûte baroque est conique, large dans la tête et étroit à l'autre bout, donc les diamètres parmi lequeles choisirs son plusieurs. Très souvent le calcul de la règle ne correspond pas à la mesure correcte.
*Il est certainement plus facile de placer le bouchon où la flûte "sonne le mieux" (on reviendra plus tard sur ce sujet) plutôt que de procéder par calculs.
Le but de la position correcte du bouchon est l'intonation des octaves de la flûte les unes avec les autres<ref>Ou au moins le plus possible. Tout comme le cor naturel (ou cor français, comme vous le suhaitez), la flûte baroque demande beaucoup d'ajustements de l'intonation. En outre, être "juste" ne signifie pas suivre le moderne tempérament égal et certaines notes qui dans le système moderne seraient considérées fausses possèdent d'uniques caractéristique propres. Ces variations de caractère entre une note et l'autre et entre une tonalité et l'autre sont la raison pour laquelle la flûte baroque et le cor ont gardé beaucoup de défenseurs même après la parution d'instruments "améliorés". Ces nouveaux instriuments ont uniformisé le timbre et l'intonation entre les notes et les tonalités, mais au même temps en ont aussi causé la perte de l'individualité.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
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Ptolemaios
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==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Réalésage et rectification du chambrage==
Pour ramener la flûte aux conditions dans lequelles elle était lorsqu'elle était neuve, c'est-à-dire quand l'humidité et l'usage ne l'avaient pas encore altéree, il est nécessaire l'intervention du facteur, qui s'occupera de rectifier le chambrage interne. Certains pensent que cette intervention fait partie de l'entretien fondamental, d'autres par contre sont de l'avis que c'est une pratique doutueuse.
Tous les facteur ont leur propres systèmes pour faire face à ce problème. Généralment les instruments sont rectifiés après avoir terminé le rodage et avoir été joués régulièrement pendant 3-6 mois. Après le réalésage, le flûtiste doit suivre un autre rodage comme si la flûte était neuve. D'habitude ces opérations atteignent le but recherché, bien que l'instrument ait besoin d'autres interventions pour la suite soit à cause du simple passage du temps, soit parce que le bois n'a pas été correctement assaisonné au tout début, soit encore parce que le type de bois demande un soin particulier (le buis, par exemple, est bien connu pour cette raison).
L'opinion la plus commune, comme affirme le facteur Simon Polak, apporte des motivations contraires à la rectification qu'on ne peut pas écarter a priori. Une discussion complète se trouve sur son site<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak a remarqué que les flûtes réalisées par lui s'améliorent au fur et à mesure qu'elle sont jouées. D'après son expérience, les flûtes qui reviennent à son laboratoire après une année d'utilisation jouent beaucoup mieux par rapport à quand elles étaient neuves : "plus ouvertes, plus faciles en tout (non seulement la troisième octave) et plus chaudes". Il est de l'avis que, si l'instrument s'améliore de lui-même, il n'y a aucune raison de lui apporter des changements non nécessaires.
En soutien de son idée, Polak apporte en exemple l'hypothétique réaction qu'aurait un célèbre flûtiste détenteur d'une connue flûte originale du XVIII siècle à la proposition de réaléser son instrument avec des outils dont il existe la preuve qu'ils sont les originaux utilisés pour cette flûte. Il est fort probable que le flûtiste en question, ayant trouvé un instrument avec lequel il se sent à son aise, refuse catégoriquement ce type d'opération. Du moment que peu de flûtistes possèdent de rares instruments comme celui-ci, ça pourrait fournir une piste de réflexion aux autres flûtistes face au choix de réctifier ou pas leur instrument.
Le message de fond de Polak est que la rectification ne devrait se faire que si elle est incontestablement nécessaire et pas comme entretien standard; elle serait donc une exception pour beaucoup de flûtes. À ce sujet, il cite Rachel Brown et son ''The Early Flute'': "Beaucoup de facteurs veulent bien sûr réaléser l'instrument [...] naturellement c'est une question très personnelle. [...] À mon humble avis, le chambrage change selon la manière dont la flûte est jouée et, si l'instrument fonctionne comme il faut, il est préférable de ne pas le modifier".
D'autres facteurs affirment par contre que le chambrage ne devrait pas être périodiquement rectifié pour le ramener à son état original. Le bois change de forme, surtout à cause des cycles d'humidification et de séchage dus à l'utilisation : la surface interne peut donc se déformer, et cette déformation peut se répercuter sur la justesse de l'instrument. Tout petite que la déformation soit, elle peut quand même modifier les performances de la flûte. Le flûtiste pourrait remarquer une certaine raideur ou peu de flexibilité, il pourrait avoir du mal à obtenir une sonorité plus forte ou avoir l'impression que le ton est guindé; avec un ton si grossier, il est difficile de jouer délicatement. Du moment que la flûte baroque permet permette par sa nature une grande nuance de justesse, il pourrait être difficile de remarquer les changements qui ont rendu l'instrument intrinsèquement faux; pourtant, une sensation de gêne en jouant peut être un symptôme de problèmes. Ces changements sont d'habitudes graduels et donc difficiles à remarquer.
==Réglages==
===Réglage du bouchon===
Entre le trou d'embouchure et le bout fermé de la flûte il y a un bouchon en liège que l'on peut déplacer pour régler la justesse de la flûte<ref>La justesse de la flûte en soi, pas avec d'autres instruments. Quand le bouchon est correctement placé, on peut extraire un peu la tête pour baisser la justesse qui est haute par rapport à d'autres instruments. De toute façon, il n'est pas possible d'extraire la tête au-delà d'une mesure donné puisque ça modifie lo profil intérieur du chambrage, ce qui rend la flûte de plus en plus difficile à jouer. Si l'instrument est au contraire plus bas par rapport aux autres, les seules possibilités de corriger sont utiliser l'embouchure pour hausser l'intonation, faire accorder les autres sur la flûte ou, si la flûte est en quatre parties, remplacer le corps de la main gauche par un de longueur inférieure. La dernière option n'est plus valable comme autrefois, puisque la plupart des flûtes baroques réalisées aujourd'hui n'offrent pas un grand choix pour le corps de la main gauche (d'habitude l'une des suivantes : 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, autour de 410 Hz et 392 Hz).</ref>. Pour ceux qui son doués en ingénierie, il existe beaucoup de règles pour la position correcte, dont l'un des paramètres est le diamètre. Ces règles peuvent quand même rencontrer des problèmes :
*Les variations de dimensions du chambrage, du trou d'embouchure et trous pour les doigts sont tellement grandes d'une flûte à l'autre que l'on ne peut pas donner une mesure valable pour tous.
*La chambrage de la flûte baroque est conique, large dans la tête et étroit à l'autre bout, donc les diamètres parmi lequeles choisirs son plusieurs. Très souvent le calcul de la règle ne correspond pas à la mesure correcte.
*Il est certainement plus facile de placer le bouchon où la flûte "sonne le mieux" (on reviendra plus tard sur ce sujet) plutôt que de procéder par calculs.
Le but de la position correcte du bouchon est l'intonation des octaves de la flûte les unes avec les autres<ref>Ou au moins le plus possible. Tout comme le cor naturel (ou cor français, comme vous le suhaitez), la flûte baroque demande beaucoup d'ajustements de l'intonation. En outre, être "juste" ne signifie pas suivre le moderne tempérament égal et certaines notes qui dans le système moderne seraient considérées fausses possèdent des caractéristiques uniques qui leur sont propres. Ces variations de caractère entre une note et l'autre et entre une tonalité et l'autre sont la raison pour laquelle la flûte baroque et le cor ont gardé beaucoup de défenseurs même après la parution d'instruments "améliorés". Ces nouveaux instruments ont uniformisé le timbre et l'intonation entre les notes et les tonalités, mais au même temps en ont aussi causé la perte de l'individualité.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
rz8lcj3jnm2z5nv02lnf4sjv6gg47as
494975
494973
2026-04-29T01:06:59Z
Ptolemaios
19075
/* Réglage du bouchon */
494975
wikitext
text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Réalésage et rectification du chambrage==
Pour ramener la flûte aux conditions dans lequelles elle était lorsqu'elle était neuve, c'est-à-dire quand l'humidité et l'usage ne l'avaient pas encore altéree, il est nécessaire l'intervention du facteur, qui s'occupera de rectifier le chambrage interne. Certains pensent que cette intervention fait partie de l'entretien fondamental, d'autres par contre sont de l'avis que c'est une pratique doutueuse.
Tous les facteur ont leur propres systèmes pour faire face à ce problème. Généralment les instruments sont rectifiés après avoir terminé le rodage et avoir été joués régulièrement pendant 3-6 mois. Après le réalésage, le flûtiste doit suivre un autre rodage comme si la flûte était neuve. D'habitude ces opérations atteignent le but recherché, bien que l'instrument ait besoin d'autres interventions pour la suite soit à cause du simple passage du temps, soit parce que le bois n'a pas été correctement assaisonné au tout début, soit encore parce que le type de bois demande un soin particulier (le buis, par exemple, est bien connu pour cette raison).
L'opinion la plus commune, comme affirme le facteur Simon Polak, apporte des motivations contraires à la rectification qu'on ne peut pas écarter a priori. Une discussion complète se trouve sur son site<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak a remarqué que les flûtes réalisées par lui s'améliorent au fur et à mesure qu'elle sont jouées. D'après son expérience, les flûtes qui reviennent à son laboratoire après une année d'utilisation jouent beaucoup mieux par rapport à quand elles étaient neuves : "plus ouvertes, plus faciles en tout (non seulement la troisième octave) et plus chaudes". Il est de l'avis que, si l'instrument s'améliore de lui-même, il n'y a aucune raison de lui apporter des changements non nécessaires.
En soutien de son idée, Polak apporte en exemple l'hypothétique réaction qu'aurait un célèbre flûtiste détenteur d'une connue flûte originale du XVIII siècle à la proposition de réaléser son instrument avec des outils dont il existe la preuve qu'ils sont les originaux utilisés pour cette flûte. Il est fort probable que le flûtiste en question, ayant trouvé un instrument avec lequel il se sent à son aise, refuse catégoriquement ce type d'opération. Du moment que peu de flûtistes possèdent de rares instruments comme celui-ci, ça pourrait fournir une piste de réflexion aux autres flûtistes face au choix de réctifier ou pas leur instrument.
Le message de fond de Polak est que la rectification ne devrait se faire que si elle est incontestablement nécessaire et pas comme entretien standard; elle serait donc une exception pour beaucoup de flûtes. À ce sujet, il cite Rachel Brown et son ''The Early Flute'': "Beaucoup de facteurs veulent bien sûr réaléser l'instrument [...] naturellement c'est une question très personnelle. [...] À mon humble avis, le chambrage change selon la manière dont la flûte est jouée et, si l'instrument fonctionne comme il faut, il est préférable de ne pas le modifier".
D'autres facteurs affirment par contre que le chambrage ne devrait pas être périodiquement rectifié pour le ramener à son état original. Le bois change de forme, surtout à cause des cycles d'humidification et de séchage dus à l'utilisation : la surface interne peut donc se déformer, et cette déformation peut se répercuter sur la justesse de l'instrument. Tout petite que la déformation soit, elle peut quand même modifier les performances de la flûte. Le flûtiste pourrait remarquer une certaine raideur ou peu de flexibilité, il pourrait avoir du mal à obtenir une sonorité plus forte ou avoir l'impression que le ton est guindé; avec un ton si grossier, il est difficile de jouer délicatement. Du moment que la flûte baroque permet permette par sa nature une grande nuance de justesse, il pourrait être difficile de remarquer les changements qui ont rendu l'instrument intrinsèquement faux; pourtant, une sensation de gêne en jouant peut être un symptôme de problèmes. Ces changements sont d'habitudes graduels et donc difficiles à remarquer.
==Réglages==
===Réglage du bouchon===
Entre le trou d'embouchure et le bout fermé de la flûte il y a un bouchon en liège que l'on peut déplacer pour régler la justesse de la flûte<ref>La justesse de la flûte en soi, pas avec d'autres instruments. Quand le bouchon est correctement placé, on peut extraire un peu la tête pour baisser la justesse qui est haute par rapport à d'autres instruments. De toute façon, il n'est pas possible d'extraire la tête au-delà d'une mesure donné puisque ça modifie lo profil intérieur du chambrage, ce qui rend la flûte de plus en plus difficile à jouer. Si l'instrument est au contraire plus bas par rapport aux autres, les seules possibilités de corriger sont utiliser l'embouchure pour hausser l'intonation, faire accorder les autres sur la flûte ou, si la flûte est en quatre parties, remplacer le corps de la main gauche par un de longueur inférieure. La dernière option n'est plus valable comme autrefois, puisque la plupart des flûtes baroques réalisées aujourd'hui n'offrent pas un grand choix pour le corps de la main gauche (d'habitude l'une des suivantes : 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, autour de 410 Hz et 392 Hz).</ref>. Pour ceux qui sont doués en ingénierie, il existe beaucoup de règles pour la position correcte, dont l'un des paramètres est le diamètre. Ces règles peuvent quand même rencontrer des problèmes :
*Les variations de dimensions du chambrage, du trou d'embouchure et trous pour les doigts sont tellement grandes d'une flûte à l'autre que l'on ne peut pas donner une mesure valable pour tous.
*La chambrage de la flûte baroque est conique, large dans la tête et étroit à l'autre bout, donc les diamètres parmi lequeles choisirs son plusieurs. Très souvent le calcul de la règle ne correspond pas à la mesure correcte.
*Il est certainement plus facile de placer le bouchon où la flûte "sonne le mieux" (on reviendra plus tard sur ce sujet) plutôt que de procéder par calculs.
Le but de la position correcte du bouchon est l'intonation des octaves de la flûte les unes avec les autres<ref>Ou au moins le plus possible. Tout comme le cor naturel (ou cor français, comme vous le suhaitez), la flûte baroque demande beaucoup d'ajustements de l'intonation. En outre, être "juste" ne signifie pas suivre le moderne tempérament égal et certaines notes qui dans le système moderne seraient considérées fausses possèdent des caractéristiques uniques qui leur sont propres. Ces variations de caractère entre une note et l'autre et entre une tonalité et l'autre sont la raison pour laquelle la flûte baroque et le cor ont gardé beaucoup de défenseurs même après la parution d'instruments "améliorés". Ces nouveaux instruments ont uniformisé le timbre et l'intonation entre les notes et les tonalités, mais au même temps en ont aussi causé la perte de l'individualité.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
2zqhk94ogybg219ulftrgyi5a8zdj51
494976
494975
2026-04-29T01:09:06Z
Ptolemaios
19075
/* Réglage du bouchon */
494976
wikitext
text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Réalésage et rectification du chambrage==
Pour ramener la flûte aux conditions dans lequelles elle était lorsqu'elle était neuve, c'est-à-dire quand l'humidité et l'usage ne l'avaient pas encore altéree, il est nécessaire l'intervention du facteur, qui s'occupera de rectifier le chambrage interne. Certains pensent que cette intervention fait partie de l'entretien fondamental, d'autres par contre sont de l'avis que c'est une pratique doutueuse.
Tous les facteur ont leur propres systèmes pour faire face à ce problème. Généralment les instruments sont rectifiés après avoir terminé le rodage et avoir été joués régulièrement pendant 3-6 mois. Après le réalésage, le flûtiste doit suivre un autre rodage comme si la flûte était neuve. D'habitude ces opérations atteignent le but recherché, bien que l'instrument ait besoin d'autres interventions pour la suite soit à cause du simple passage du temps, soit parce que le bois n'a pas été correctement assaisonné au tout début, soit encore parce que le type de bois demande un soin particulier (le buis, par exemple, est bien connu pour cette raison).
L'opinion la plus commune, comme affirme le facteur Simon Polak, apporte des motivations contraires à la rectification qu'on ne peut pas écarter a priori. Une discussion complète se trouve sur son site<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak a remarqué que les flûtes réalisées par lui s'améliorent au fur et à mesure qu'elle sont jouées. D'après son expérience, les flûtes qui reviennent à son laboratoire après une année d'utilisation jouent beaucoup mieux par rapport à quand elles étaient neuves : "plus ouvertes, plus faciles en tout (non seulement la troisième octave) et plus chaudes". Il est de l'avis que, si l'instrument s'améliore de lui-même, il n'y a aucune raison de lui apporter des changements non nécessaires.
En soutien de son idée, Polak apporte en exemple l'hypothétique réaction qu'aurait un célèbre flûtiste détenteur d'une connue flûte originale du XVIII siècle à la proposition de réaléser son instrument avec des outils dont il existe la preuve qu'ils sont les originaux utilisés pour cette flûte. Il est fort probable que le flûtiste en question, ayant trouvé un instrument avec lequel il se sent à son aise, refuse catégoriquement ce type d'opération. Du moment que peu de flûtistes possèdent de rares instruments comme celui-ci, ça pourrait fournir une piste de réflexion aux autres flûtistes face au choix de réctifier ou pas leur instrument.
Le message de fond de Polak est que la rectification ne devrait se faire que si elle est incontestablement nécessaire et pas comme entretien standard; elle serait donc une exception pour beaucoup de flûtes. À ce sujet, il cite Rachel Brown et son ''The Early Flute'': "Beaucoup de facteurs veulent bien sûr réaléser l'instrument [...] naturellement c'est une question très personnelle. [...] À mon humble avis, le chambrage change selon la manière dont la flûte est jouée et, si l'instrument fonctionne comme il faut, il est préférable de ne pas le modifier".
D'autres facteurs affirment par contre que le chambrage ne devrait pas être périodiquement rectifié pour le ramener à son état original. Le bois change de forme, surtout à cause des cycles d'humidification et de séchage dus à l'utilisation : la surface interne peut donc se déformer, et cette déformation peut se répercuter sur la justesse de l'instrument. Tout petite que la déformation soit, elle peut quand même modifier les performances de la flûte. Le flûtiste pourrait remarquer une certaine raideur ou peu de flexibilité, il pourrait avoir du mal à obtenir une sonorité plus forte ou avoir l'impression que le ton est guindé; avec un ton si grossier, il est difficile de jouer délicatement. Du moment que la flûte baroque permet permette par sa nature une grande nuance de justesse, il pourrait être difficile de remarquer les changements qui ont rendu l'instrument intrinsèquement faux; pourtant, une sensation de gêne en jouant peut être un symptôme de problèmes. Ces changements sont d'habitudes graduels et donc difficiles à remarquer.
==Réglages==
===Réglage du bouchon===
Entre le trou d'embouchure et le bout fermé de la flûte il y a un bouchon en liège que l'on peut déplacer pour régler la justesse de la flûte<ref>La justesse de la flûte en soi, pas avec d'autres instruments. Quand le bouchon est correctement placé, on peut extraire un peu la tête pour baisser la justesse qui est haute par rapport à d'autres instruments. De toute façon, il n'est pas possible d'extraire la tête au-delà d'une mesure donné puisque ça modifie lo profil intérieur du chambrage, ce qui rend la flûte de plus en plus difficile à jouer. Si l'instrument est au contraire plus bas par rapport aux autres, les seules possibilités de corriger sont utiliser l'embouchure pour hausser l'intonation, faire accorder les autres sur la flûte ou, si la flûte est en quatre parties, remplacer le corps de la main gauche par un de longueur inférieure. La dernière option n'est plus valable comme autrefois, puisque la plupart des flûtes baroques réalisées aujourd'hui n'offrent pas un grand choix pour le corps de la main gauche (d'habitude l'une des suivantes : 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, autour de 410 Hz et 392 Hz).</ref>. Pour ceux qui sont doués en ingénierie, il existe beaucoup de règles pour la position correcte, dont l'un des paramètres est le diamètre. Ces règles peuvent quand même rencontrer des problèmes :
*Les variations de dimensions du chambrage, du trou d'embouchure et des trous pour les doigts sont tellement grandes d'une flûte à l'autre que l'on ne peut pas donner une mesure valable pour tous.
*La chambrage de la flûte baroque est conique, large dans la tête et étroit à l'autre bout, donc les diamètres parmi lequeles choisirs son plusieurs. Très souvent le calcul de la règle ne correspond pas à la mesure correcte.
*Il est certainement plus facile de placer le bouchon où la flûte "sonne le mieux" (on reviendra plus tard sur ce sujet) plutôt que de procéder par calculs.
Le but de la position correcte du bouchon est l'intonation des octaves de la flûte les unes avec les autres<ref>Ou au moins le plus possible. Tout comme le cor naturel (ou cor français, comme vous le suhaitez), la flûte baroque demande beaucoup d'ajustements de l'intonation. En outre, être "juste" ne signifie pas suivre le moderne tempérament égal et certaines notes qui dans le système moderne seraient considérées fausses possèdent des caractéristiques uniques qui leur sont propres. Ces variations de caractère entre une note et l'autre et entre une tonalité et l'autre sont la raison pour laquelle la flûte baroque et le cor ont gardé beaucoup de défenseurs même après la parution d'instruments "améliorés". Ces nouveaux instruments ont uniformisé le timbre et l'intonation entre les notes et les tonalités, mais au même temps en ont aussi causé la perte de l'individualité.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
qf0dftkgjzt0i1waa0uubg1l9eohsab
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Ptolemaios
19075
/* Réglage du bouchon */
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wikitext
text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Réalésage et rectification du chambrage==
Pour ramener la flûte aux conditions dans lequelles elle était lorsqu'elle était neuve, c'est-à-dire quand l'humidité et l'usage ne l'avaient pas encore altéree, il est nécessaire l'intervention du facteur, qui s'occupera de rectifier le chambrage interne. Certains pensent que cette intervention fait partie de l'entretien fondamental, d'autres par contre sont de l'avis que c'est une pratique doutueuse.
Tous les facteur ont leur propres systèmes pour faire face à ce problème. Généralment les instruments sont rectifiés après avoir terminé le rodage et avoir été joués régulièrement pendant 3-6 mois. Après le réalésage, le flûtiste doit suivre un autre rodage comme si la flûte était neuve. D'habitude ces opérations atteignent le but recherché, bien que l'instrument ait besoin d'autres interventions pour la suite soit à cause du simple passage du temps, soit parce que le bois n'a pas été correctement assaisonné au tout début, soit encore parce que le type de bois demande un soin particulier (le buis, par exemple, est bien connu pour cette raison).
L'opinion la plus commune, comme affirme le facteur Simon Polak, apporte des motivations contraires à la rectification qu'on ne peut pas écarter a priori. Une discussion complète se trouve sur son site<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak a remarqué que les flûtes réalisées par lui s'améliorent au fur et à mesure qu'elle sont jouées. D'après son expérience, les flûtes qui reviennent à son laboratoire après une année d'utilisation jouent beaucoup mieux par rapport à quand elles étaient neuves : "plus ouvertes, plus faciles en tout (non seulement la troisième octave) et plus chaudes". Il est de l'avis que, si l'instrument s'améliore de lui-même, il n'y a aucune raison de lui apporter des changements non nécessaires.
En soutien de son idée, Polak apporte en exemple l'hypothétique réaction qu'aurait un célèbre flûtiste détenteur d'une connue flûte originale du XVIII siècle à la proposition de réaléser son instrument avec des outils dont il existe la preuve qu'ils sont les originaux utilisés pour cette flûte. Il est fort probable que le flûtiste en question, ayant trouvé un instrument avec lequel il se sent à son aise, refuse catégoriquement ce type d'opération. Du moment que peu de flûtistes possèdent de rares instruments comme celui-ci, ça pourrait fournir une piste de réflexion aux autres flûtistes face au choix de réctifier ou pas leur instrument.
Le message de fond de Polak est que la rectification ne devrait se faire que si elle est incontestablement nécessaire et pas comme entretien standard; elle serait donc une exception pour beaucoup de flûtes. À ce sujet, il cite Rachel Brown et son ''The Early Flute'': "Beaucoup de facteurs veulent bien sûr réaléser l'instrument [...] naturellement c'est une question très personnelle. [...] À mon humble avis, le chambrage change selon la manière dont la flûte est jouée et, si l'instrument fonctionne comme il faut, il est préférable de ne pas le modifier".
D'autres facteurs affirment par contre que le chambrage ne devrait pas être périodiquement rectifié pour le ramener à son état original. Le bois change de forme, surtout à cause des cycles d'humidification et de séchage dus à l'utilisation : la surface interne peut donc se déformer, et cette déformation peut se répercuter sur la justesse de l'instrument. Tout petite que la déformation soit, elle peut quand même modifier les performances de la flûte. Le flûtiste pourrait remarquer une certaine raideur ou peu de flexibilité, il pourrait avoir du mal à obtenir une sonorité plus forte ou avoir l'impression que le ton est guindé; avec un ton si grossier, il est difficile de jouer délicatement. Du moment que la flûte baroque permet permette par sa nature une grande nuance de justesse, il pourrait être difficile de remarquer les changements qui ont rendu l'instrument intrinsèquement faux; pourtant, une sensation de gêne en jouant peut être un symptôme de problèmes. Ces changements sont d'habitudes graduels et donc difficiles à remarquer.
==Réglages==
===Réglage du bouchon===
Entre le trou d'embouchure et le bout fermé de la flûte il y a un bouchon en liège que l'on peut déplacer pour régler la justesse de la flûte<ref>La justesse de la flûte en soi, pas avec d'autres instruments. Quand le bouchon est correctement placé, on peut extraire un peu la tête pour baisser la justesse qui est haute par rapport à d'autres instruments. De toute façon, il n'est pas possible d'extraire la tête au-delà d'une mesure donné puisque ça modifie lo profil intérieur du chambrage, ce qui rend la flûte de plus en plus difficile à jouer. Si l'instrument est au contraire plus bas par rapport aux autres, les seules possibilités de corriger sont utiliser l'embouchure pour hausser l'intonation, faire accorder les autres sur la flûte ou, si la flûte est en quatre parties, remplacer le corps de la main gauche par un de longueur inférieure. La dernière option n'est plus valable comme autrefois, puisque la plupart des flûtes baroques réalisées aujourd'hui n'offrent pas un grand choix pour le corps de la main gauche (d'habitude l'une des suivantes : 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, autour de 410 Hz et 392 Hz).</ref>. Pour ceux qui sont doués en ingénierie, il existe beaucoup de règles pour la position correcte, dont l'un des paramètres est le diamètre. Ces règles peuvent quand même rencontrer des problèmes :
*Les variations de dimensions du chambrage, du trou d'embouchure et des trous pour les doigts sont tellement grandes d'une flûte à l'autre que l'on ne peut pas donner une mesure valable pour tous.
*La chambrage de la flûte baroque est conique, large dans la tête et étroit à l'autre bout, donc les diamètres parmi lequels choisir son plusieurs. Très souvent le calcul de la règle ne correspond pas à la mesure correcte.
*Il est certainement plus facile de placer le bouchon où la flûte "sonne le mieux" (on reviendra plus tard sur ce sujet) plutôt que de procéder par calculs.
Le but de la position correcte du bouchon est l'intonation des octaves de la flûte les unes avec les autres<ref>Ou au moins le plus possible. Tout comme le cor naturel (ou cor français, comme vous le suhaitez), la flûte baroque demande beaucoup d'ajustements de l'intonation. En outre, être "juste" ne signifie pas suivre le moderne tempérament égal et certaines notes qui dans le système moderne seraient considérées fausses possèdent des caractéristiques uniques qui leur sont propres. Ces variations de caractère entre une note et l'autre et entre une tonalité et l'autre sont la raison pour laquelle la flûte baroque et le cor ont gardé beaucoup de défenseurs même après la parution d'instruments "améliorés". Ces nouveaux instruments ont uniformisé le timbre et l'intonation entre les notes et les tonalités, mais au même temps en ont aussi causé la perte de l'individualité.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
0ymo6vq2w3t38z05hzsxbyndmctbru4
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2026-04-29T01:10:11Z
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/* Réglage du bouchon */
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==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Réalésage et rectification du chambrage==
Pour ramener la flûte aux conditions dans lequelles elle était lorsqu'elle était neuve, c'est-à-dire quand l'humidité et l'usage ne l'avaient pas encore altéree, il est nécessaire l'intervention du facteur, qui s'occupera de rectifier le chambrage interne. Certains pensent que cette intervention fait partie de l'entretien fondamental, d'autres par contre sont de l'avis que c'est une pratique doutueuse.
Tous les facteur ont leur propres systèmes pour faire face à ce problème. Généralment les instruments sont rectifiés après avoir terminé le rodage et avoir été joués régulièrement pendant 3-6 mois. Après le réalésage, le flûtiste doit suivre un autre rodage comme si la flûte était neuve. D'habitude ces opérations atteignent le but recherché, bien que l'instrument ait besoin d'autres interventions pour la suite soit à cause du simple passage du temps, soit parce que le bois n'a pas été correctement assaisonné au tout début, soit encore parce que le type de bois demande un soin particulier (le buis, par exemple, est bien connu pour cette raison).
L'opinion la plus commune, comme affirme le facteur Simon Polak, apporte des motivations contraires à la rectification qu'on ne peut pas écarter a priori. Une discussion complète se trouve sur son site<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak a remarqué que les flûtes réalisées par lui s'améliorent au fur et à mesure qu'elle sont jouées. D'après son expérience, les flûtes qui reviennent à son laboratoire après une année d'utilisation jouent beaucoup mieux par rapport à quand elles étaient neuves : "plus ouvertes, plus faciles en tout (non seulement la troisième octave) et plus chaudes". Il est de l'avis que, si l'instrument s'améliore de lui-même, il n'y a aucune raison de lui apporter des changements non nécessaires.
En soutien de son idée, Polak apporte en exemple l'hypothétique réaction qu'aurait un célèbre flûtiste détenteur d'une connue flûte originale du XVIII siècle à la proposition de réaléser son instrument avec des outils dont il existe la preuve qu'ils sont les originaux utilisés pour cette flûte. Il est fort probable que le flûtiste en question, ayant trouvé un instrument avec lequel il se sent à son aise, refuse catégoriquement ce type d'opération. Du moment que peu de flûtistes possèdent de rares instruments comme celui-ci, ça pourrait fournir une piste de réflexion aux autres flûtistes face au choix de réctifier ou pas leur instrument.
Le message de fond de Polak est que la rectification ne devrait se faire que si elle est incontestablement nécessaire et pas comme entretien standard; elle serait donc une exception pour beaucoup de flûtes. À ce sujet, il cite Rachel Brown et son ''The Early Flute'': "Beaucoup de facteurs veulent bien sûr réaléser l'instrument [...] naturellement c'est une question très personnelle. [...] À mon humble avis, le chambrage change selon la manière dont la flûte est jouée et, si l'instrument fonctionne comme il faut, il est préférable de ne pas le modifier".
D'autres facteurs affirment par contre que le chambrage ne devrait pas être périodiquement rectifié pour le ramener à son état original. Le bois change de forme, surtout à cause des cycles d'humidification et de séchage dus à l'utilisation : la surface interne peut donc se déformer, et cette déformation peut se répercuter sur la justesse de l'instrument. Tout petite que la déformation soit, elle peut quand même modifier les performances de la flûte. Le flûtiste pourrait remarquer une certaine raideur ou peu de flexibilité, il pourrait avoir du mal à obtenir une sonorité plus forte ou avoir l'impression que le ton est guindé; avec un ton si grossier, il est difficile de jouer délicatement. Du moment que la flûte baroque permet permette par sa nature une grande nuance de justesse, il pourrait être difficile de remarquer les changements qui ont rendu l'instrument intrinsèquement faux; pourtant, une sensation de gêne en jouant peut être un symptôme de problèmes. Ces changements sont d'habitudes graduels et donc difficiles à remarquer.
==Réglages==
===Réglage du bouchon===
Entre le trou d'embouchure et le bout fermé de la flûte il y a un bouchon en liège que l'on peut déplacer pour régler la justesse de la flûte<ref>La justesse de la flûte en soi, pas avec d'autres instruments. Quand le bouchon est correctement placé, on peut extraire un peu la tête pour baisser la justesse qui est haute par rapport à d'autres instruments. De toute façon, il n'est pas possible d'extraire la tête au-delà d'une mesure donné puisque ça modifie lo profil intérieur du chambrage, ce qui rend la flûte de plus en plus difficile à jouer. Si l'instrument est au contraire plus bas par rapport aux autres, les seules possibilités de corriger sont utiliser l'embouchure pour hausser l'intonation, faire accorder les autres sur la flûte ou, si la flûte est en quatre parties, remplacer le corps de la main gauche par un de longueur inférieure. La dernière option n'est plus valable comme autrefois, puisque la plupart des flûtes baroques réalisées aujourd'hui n'offrent pas un grand choix pour le corps de la main gauche (d'habitude l'une des suivantes : 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, autour de 410 Hz et 392 Hz).</ref>. Pour ceux qui sont doués en ingénierie, il existe beaucoup de règles pour la position correcte, dont l'un des paramètres est le diamètre. Ces règles peuvent quand même rencontrer des problèmes :
*Les variations de dimensions du chambrage, du trou d'embouchure et des trous pour les doigts sont tellement grandes d'une flûte à l'autre que l'on ne peut pas donner une mesure valable pour tous.
*La chambrage de la flûte baroque est conique, large dans la tête et étroit à l'autre bout, donc les diamètres parmi lesquels choisir son plusieurs. Très souvent le calcul de la règle ne correspond pas à la mesure correcte.
*Il est certainement plus facile de placer le bouchon où la flûte "sonne le mieux" (on reviendra plus tard sur ce sujet) plutôt que de procéder par calculs.
Le but de la position correcte du bouchon est l'intonation des octaves de la flûte les unes avec les autres<ref>Ou au moins le plus possible. Tout comme le cor naturel (ou cor français, comme vous le suhaitez), la flûte baroque demande beaucoup d'ajustements de l'intonation. En outre, être "juste" ne signifie pas suivre le moderne tempérament égal et certaines notes qui dans le système moderne seraient considérées fausses possèdent des caractéristiques uniques qui leur sont propres. Ces variations de caractère entre une note et l'autre et entre une tonalité et l'autre sont la raison pour laquelle la flûte baroque et le cor ont gardé beaucoup de défenseurs même après la parution d'instruments "améliorés". Ces nouveaux instruments ont uniformisé le timbre et l'intonation entre les notes et les tonalités, mais au même temps en ont aussi causé la perte de l'individualité.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
mozlobd8s70mq7vk7m0bhhvycryw2no
494979
494978
2026-04-29T01:10:49Z
Ptolemaios
19075
/* Réglage du bouchon */
494979
wikitext
text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Réalésage et rectification du chambrage==
Pour ramener la flûte aux conditions dans lequelles elle était lorsqu'elle était neuve, c'est-à-dire quand l'humidité et l'usage ne l'avaient pas encore altéree, il est nécessaire l'intervention du facteur, qui s'occupera de rectifier le chambrage interne. Certains pensent que cette intervention fait partie de l'entretien fondamental, d'autres par contre sont de l'avis que c'est une pratique doutueuse.
Tous les facteur ont leur propres systèmes pour faire face à ce problème. Généralment les instruments sont rectifiés après avoir terminé le rodage et avoir été joués régulièrement pendant 3-6 mois. Après le réalésage, le flûtiste doit suivre un autre rodage comme si la flûte était neuve. D'habitude ces opérations atteignent le but recherché, bien que l'instrument ait besoin d'autres interventions pour la suite soit à cause du simple passage du temps, soit parce que le bois n'a pas été correctement assaisonné au tout début, soit encore parce que le type de bois demande un soin particulier (le buis, par exemple, est bien connu pour cette raison).
L'opinion la plus commune, comme affirme le facteur Simon Polak, apporte des motivations contraires à la rectification qu'on ne peut pas écarter a priori. Une discussion complète se trouve sur son site<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak a remarqué que les flûtes réalisées par lui s'améliorent au fur et à mesure qu'elle sont jouées. D'après son expérience, les flûtes qui reviennent à son laboratoire après une année d'utilisation jouent beaucoup mieux par rapport à quand elles étaient neuves : "plus ouvertes, plus faciles en tout (non seulement la troisième octave) et plus chaudes". Il est de l'avis que, si l'instrument s'améliore de lui-même, il n'y a aucune raison de lui apporter des changements non nécessaires.
En soutien de son idée, Polak apporte en exemple l'hypothétique réaction qu'aurait un célèbre flûtiste détenteur d'une connue flûte originale du XVIII siècle à la proposition de réaléser son instrument avec des outils dont il existe la preuve qu'ils sont les originaux utilisés pour cette flûte. Il est fort probable que le flûtiste en question, ayant trouvé un instrument avec lequel il se sent à son aise, refuse catégoriquement ce type d'opération. Du moment que peu de flûtistes possèdent de rares instruments comme celui-ci, ça pourrait fournir une piste de réflexion aux autres flûtistes face au choix de réctifier ou pas leur instrument.
Le message de fond de Polak est que la rectification ne devrait se faire que si elle est incontestablement nécessaire et pas comme entretien standard; elle serait donc une exception pour beaucoup de flûtes. À ce sujet, il cite Rachel Brown et son ''The Early Flute'': "Beaucoup de facteurs veulent bien sûr réaléser l'instrument [...] naturellement c'est une question très personnelle. [...] À mon humble avis, le chambrage change selon la manière dont la flûte est jouée et, si l'instrument fonctionne comme il faut, il est préférable de ne pas le modifier".
D'autres facteurs affirment par contre que le chambrage ne devrait pas être périodiquement rectifié pour le ramener à son état original. Le bois change de forme, surtout à cause des cycles d'humidification et de séchage dus à l'utilisation : la surface interne peut donc se déformer, et cette déformation peut se répercuter sur la justesse de l'instrument. Tout petite que la déformation soit, elle peut quand même modifier les performances de la flûte. Le flûtiste pourrait remarquer une certaine raideur ou peu de flexibilité, il pourrait avoir du mal à obtenir une sonorité plus forte ou avoir l'impression que le ton est guindé; avec un ton si grossier, il est difficile de jouer délicatement. Du moment que la flûte baroque permet permette par sa nature une grande nuance de justesse, il pourrait être difficile de remarquer les changements qui ont rendu l'instrument intrinsèquement faux; pourtant, une sensation de gêne en jouant peut être un symptôme de problèmes. Ces changements sont d'habitudes graduels et donc difficiles à remarquer.
==Réglages==
===Réglage du bouchon===
Entre le trou d'embouchure et le bout fermé de la flûte il y a un bouchon en liège que l'on peut déplacer pour régler la justesse de la flûte<ref>La justesse de la flûte en soi, pas avec d'autres instruments. Quand le bouchon est correctement placé, on peut extraire un peu la tête pour baisser la justesse qui est haute par rapport à d'autres instruments. De toute façon, il n'est pas possible d'extraire la tête au-delà d'une mesure donné puisque ça modifie lo profil intérieur du chambrage, ce qui rend la flûte de plus en plus difficile à jouer. Si l'instrument est au contraire plus bas par rapport aux autres, les seules possibilités de corriger sont utiliser l'embouchure pour hausser l'intonation, faire accorder les autres sur la flûte ou, si la flûte est en quatre parties, remplacer le corps de la main gauche par un de longueur inférieure. La dernière option n'est plus valable comme autrefois, puisque la plupart des flûtes baroques réalisées aujourd'hui n'offrent pas un grand choix pour le corps de la main gauche (d'habitude l'une des suivantes : 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, autour de 410 Hz et 392 Hz).</ref>. Pour ceux qui sont doués en ingénierie, il existe beaucoup de règles pour la position correcte, dont l'un des paramètres est le diamètre. Ces règles peuvent quand même rencontrer des problèmes :
*Les variations de dimensions du chambrage, du trou d'embouchure et des trous pour les doigts sont tellement grandes d'une flûte à l'autre que l'on ne peut pas donner une mesure valable pour tous.
*La chambrage de la flûte baroque est conique, large dans la tête et étroit à l'autre bout, donc les diamètres parmi lesquels choisir sont plusieurs. Très souvent le calcul de la règle ne correspond pas à la mesure correcte.
*Il est certainement plus facile de placer le bouchon où la flûte "sonne le mieux" (on reviendra plus tard sur ce sujet) plutôt que de procéder par calculs.
Le but de la position correcte du bouchon est l'intonation des octaves de la flûte les unes avec les autres<ref>Ou au moins le plus possible. Tout comme le cor naturel (ou cor français, comme vous le suhaitez), la flûte baroque demande beaucoup d'ajustements de l'intonation. En outre, être "juste" ne signifie pas suivre le moderne tempérament égal et certaines notes qui dans le système moderne seraient considérées fausses possèdent des caractéristiques uniques qui leur sont propres. Ces variations de caractère entre une note et l'autre et entre une tonalité et l'autre sont la raison pour laquelle la flûte baroque et le cor ont gardé beaucoup de défenseurs même après la parution d'instruments "améliorés". Ces nouveaux instruments ont uniformisé le timbre et l'intonation entre les notes et les tonalités, mais au même temps en ont aussi causé la perte de l'individualité.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
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Ptolemaios
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/* Réalésage et rectification du chambrage */
494980
wikitext
text/x-wiki
==Rodage de la flûte==
La flûte baroque est faite en bois; quand on joue, l'humidité de l'halaine se condense en se déposant à l'intérieur de l'instrument et la partie interne du tuyau l'absorbe en augmentant ses dimensions. L'extérieur de la flûte reste en revanche sec tout en gardant ses dimensions originales : la différence entre l'alésage, humide et gonfle, et l'extérieur, sec et inaltéré, engendre une tension qui, dans le pire des cas, est relachée en causant des fissures. Les instruments les plus vulnérables sont les neufs et ceux qui ont séché n'ayant pas été joués pendant beaucoup de temps. La flûte peut sécher rien qu'en une ou deux semaines.
Pour faire en sorte que la transition de sec à humide soit le moins risquée possible, il faut que le flûtiste observe une periode de rodage en augmentant graduellement la buée absorbée (et retenue) par la flûte. Le but est de reduire au minimum la buée en ne jouant au début que quelques minutes par jour, et ensuite allonger ce temps jusqu'à atteindre un point d'équilibre grace auquel la flûte peut être jouée pendant de longues périodes de temps (tout en restant dans des limites raisonnables). Il existe plusieurs "feuilles de route" pour ce rodage, mais toutes suivent le même principe : augmenter graduellement l'humidité à laquelle l'instrument est exposé. Ci-dessous sont proposées quelques exemples de feuilles de route<ref>Il est possible d'être plus prudent en cas de bois pas trop denses; le buis, par exemple, quoiqu'il soit populaire, est particulièrement sujet à se courber par rapport aux bois plus denses.</ref>:
=== Rod Cameron<ref>http://www.gruk.net/lars/rodflutecare.html</ref> ===
Le facteur Rod Cameron conseille un rodage de la durée d'à peu près dix jours qui envisage trois séances par jour séparées par quelques heures, en augmentant ensuite la durée de chacune de 5 minutes pour chaque jour qui passe; si l'on préfère, il est possible de procéder plus prudemment.
* jour 1 : 3 fois 10 minutes (30 min. en tout)
* jour 2 : 3 fois 15 minutes (45 min. en tout)
* jour 3 : 3 fois 20 minutes (60 min. en tout)
* jour 4 : 3 fois 25 minutes (75 min. en tout)
* jour 5 : 3 fois 30 minutes (90 min. en tout)
* jour 6 : 3 fois 35 minutes (105 min. en tout)
*etc.
===Dockendorff-Boland<ref>Janice Dockendorff-Boland, ''Method for the One-Keyed Flute: Baroque and Classical'', University of California Press, Berkeley, CA, 1998.</ref>===
* jour 1 : 10 minutes
* jour 2 : 15 minutes
* jour 3 : 20 minutes
* jour 4 : 25 minutes
* jour 5 : 30 minutes
* jour 6 : 35 minutes
* jour 7 : 40 minutes
* jour 8 : 45 minutes
* jour 9 : 50 minutes
* jour 10 et au-delà: 60 minutes
=== Folkers & Powell<ref>http://www.baroqueflute.com/</ref> ===
* semaine 1–2 : 10 minutes deux fois par jour
* semaine 3–4 : 30 minutes par jour
* semaine 5 et au-delà: 60 minutes par jour
==Huilage==
Il faut huiler périodiquement l'alésage interne de la flûte : la fine couche d'huile agit comme une barrière contre l'humidité. Tout en laissant passer une certaine quantité de buée, elle empêche qu'il en soit absorbée une quantité excessive ou que l'absorption soit trop rapide. Certains experts affirment que l'huilage améliore aussi le rendement sonore de la flûte, mais ils fournissent peu de détails en ce qui concerne aussi bien les méchanismes que les effets ; l'huile pourrait rendre la surface interne plus lisse en uniformisant les aspérités laissées par le travail du bois, ce qui pourrait donc avoir vraisemblement des effets sur la sonorité et sur la réponse générale de la flûte. Bien que les améliorations soient dues pour la plupart à rien d'autre que de l'autoconviction, elles pourraient en tout cas être positives. Quoi qu'il en soit, il est important d'huiler la flûte, certainement pour protection, peut-être pour en améliorer la sonorité et la réponse. En outre, il s'agit d'un entretien périodique de l'instrument qui permet d'assurer son bon fonctionnement e de repérer des problèmes échappés à l'attention.
===Quelle huile utiliser?===
Deux types d'huiles sont utilisées pour les flûtes baroques: les huiles siccatives et les huiles non siccatives.
*'''Huiles siccatives''' : elles sèchent et s'indurcissent en laissant une couche solide sémipermanente sur le bois. L'huile de lin est une huile siccative.
*'''Huiles non siccatives''': tout en séchant avec le temps, elles ne laissent pas des résidus solides.
La plupart des huiles naturelles (d'amande, d'olive, d'arachide, etc.) sont dites d'habitude non siccatives, mais en fait ils mettent simplement plus de temps à sécher. Beaucoup sont les motivations qui poussent à choisir une huile plutôt qu'une autre, y compris sa tendence ou pas à rancir ou encore des questions personnelles comme le goût de l'huile.
====Huile d'amande====
L'huile d'amande est très populaire, mais elle est aussi la cause de désaccords parce qu'elle tend è rancir facilement. Il est souvent conseillé de la mélanger à de la vitamine E pour éviter cet inconvénient: une capsule de vitamine E pour 220/280 grammes d'huile peut être une bonne proportion. En tout cas, même en employant la vitamine E, certains ont rapporté que l'huile rancit et devient collante. On pourrait trouver une explication dans le but pour lequel l'huile a été conçue: il existe en effet deux qualités d'huile d'amande, une pour usage alimentaire et une pour usage pharmaceutique, et il semble que la pharmaceutique soit moins problématique.
====Huile de lin====
L'huile de lin (crue, non bouillie) est une huile siccative, et controversée aussi. Certains affirment qu'elle a d'eccellentes qualités, d'autres la rejettent complètement. La motivation du rejet pourrait être due à certains traités de l'époque, comme celui de Tromlitz<ref>Johann Georg Tromlitz, ''The Virtuoso Flute-Player'', traduzione inglese di Ardal Powell, Cambridge University Press, 1991.</ref>, qui en déconseillaient l'usage en affirmant qu'elle laisserait une croûte à l'intérieur de l'instrument altérant l'alésage. D'ailleurs, beaucoup de flûtistes de l'époque croyaient superstitieusement au pouvoir de l'huile d'améliorer la réponse et la sonorité de l'instrument et en utilisaient par conséquent des quantités excessives ; si l'huile de lin est utilisée de cette manière, ce n'est pas surprenant qu'elle ait acquis une mauvaise réputation. Pourtant, si elle est utilisée correctement, elle peut constituer un bon choix précisément grâce à ses qualités siccatives ; il faut quand même ne pas l'utiliser trop souvent, ou en quantité excessive, ni laisser à l'intérieur de la flûte les résidus non absorbés<ref>Il suffit de l'appliquer une fois par mois, en n'utilisant que la quantité nécessaire pour enrober l'intérieur de l'instrument ; laisser donc absorber pour deux heures et retirer l'excès à l'aide d'un chiffon attaché à un bâton.</ref>.
====Huiles non végétales====
Bien qu'elles ne soient pas "historiquement autentiques", certains utilisent des huiles végétales contenant des distillats du pétrole et d'autres produits chimiques : ce sont les communes huiles pour instruments que l'on trouve normalement chez les boutiques de musique. Faute de preuves contraires, il semble que les huiles végétales accomplissent également bien leur fonction (et elles ne sont pas dangereuses si accidentellement ingérées).
Les huiles végétales ont quand même toutes une tendence à rancir (dans ce cas elle peuvent également être dangereuses si elles sont ingérées), à devenir gommeuses et, comme le remarquait Tromlitz, à s'incruster à l'intérieur de la flûte après un certain temps. L'huile végétale vendue comme ''huile de tung'' (ou ''huile de bois'') et l'huile de lin "bouillie" (utilisée par certains facteurs) contiennent parfois des additifs qui peuvent être dangereux pour la santé. Il est aussi possible d'utiliser l'huile minérale vendue comme laxatif : il est improbable que les petites quantités ingérées en jouant aient des effets sur l'appareil digestif. L'huile minérale est essentiellement inerte du point de vue chimique, elle ne s'oxyde pas ni s'indurcit, mais elle pénètre dans les cellules du bois et limite l'absorption d'humidité. En d'autres termes, l'huile minérale semble posséder toutes les qualités recherchées dans les huiles végétales sans le désavantage de rancir, de s'indurcir ou de former une croûte sur la surface de l'instrument.
===Quand huiler la flûte?===
Les opinions sur ce sujet dépendent du choix de l'huile, si siccative ou non siccative, mais une fois par mois semble être une moyenne acceptable pour tous deux. Dans le cas d'huiles non siccatives ou d'instruments joués fréquemment, il peut être nécessaire de répéter l'huilage plus souvent. Si, au contraire, on utilise une huile siccative ou la flûte est peu jouée, il peut être envisageable de faire passer davantage de temps entre un huilage et l'autre pour éviter que l'huile s'accumule dans l'alésage.
==Soin des tenons==
Les tenons sont enroulés avec du fil, d'habitude de soie, de façon à ce que l'emboîtement soit solide mais pas trop serré. L'enroulement du fil ne doit pas être trop étroit, sinon la pression pourrait étrangler le tenon en causant des déformations ou des ruptures<ref>C'est pourquoi le fil de coton, qui se rétrécit avec l'humidité, n'est pas un choix approprié.</ref>. La quantité de fil n'est pas fixée : selon les mouvements du bois causés par des facteurs environnementaux il faudra donc la régler de façon à permettre un emboîtement adéquat.
Il faut graisser fréquemment le fil : on peut utiliser de la graisse pour liège (vendue dans les boutiques de musique), ou encore, comme le conseille Janice Dockendorff-Boland<ref>''Method for the One-Keyed Flute'', ouvr. cité.</ref>, du baume à lèvres ou un mélange 1/1 de vaseline et cire d'abeille. La graisse aide aussi à maintenir en ordre le bout du fil.
Certains facteurs enveloppent les tenons dans une feuille de liège plutôt qu'avec du fil, qui a l'avantage de ne jamais serrer le joint. Il faut graisser fréquemment le liège aussi, sans quoi il peut se détacher et s'abîmer ; la feuille de liège est collée de façon à ce que l'on puisse le retirer au cas où il faudrait la remplacer.
==Cirage==
Un composé de cire de carnauba et vaseline en proportion 1/1 est un bon produit de polissage pour l'extérieur de la flûte. On peut acheter la cire de carnauba pure en flocons dans les magasins qui vendent des produits pour le soin et le travail du bois. Après l'avoir mélangée à la vaseline, on l'étend sur la surface de la flûte et on polit à l'aide d'un chiffon moelleux, en particulier autour du trou d'insufflation.
Si un système plus simple est préféré, il est possible d'utiliser la même huile appliquée à l'intérieur, attendre qu'elle soit absorbé et enfin polir.
==Réalésage et rectification du chambrage==
Pour ramener la flûte aux conditions dans lequelles elle était lorsqu'elle était neuve, c'est-à-dire quand l'humidité et l'usage ne l'avaient pas encore altéree, il est nécessaire l'intervention du facteur, qui s'occupera de rectifier le chambrage interne. Certains pensent que cette intervention fait partie de l'entretien fondamental, d'autres par contre sont de l'avis qu'il s'agit d'une pratique doutueuse.
Tous les facteur ont leur propres systèmes pour faire face à ce problème. Généralment les instruments sont rectifiés après avoir terminé le rodage et avoir été joués régulièrement pendant 3-6 mois. Après le réalésage, le flûtiste doit suivre un autre rodage comme si la flûte était neuve. D'habitude ces opérations atteignent le but recherché, bien que l'instrument ait besoin d'autres interventions pour la suite soit à cause du simple passage du temps, soit parce que le bois n'a pas été correctement assaisonné au tout début, soit encore parce que le type de bois demande un soin particulier (le buis, par exemple, est bien connu pour cette raison).
L'opinion la plus commune, comme affirme le facteur Simon Polak, apporte des motivations contraires à la rectification qu'on ne peut pas écarter a priori. Une discussion complète se trouve sur son site<ref>http://www.earlyflute.com/pages/reboring.html</ref>. Polak a remarqué que les flûtes réalisées par lui s'améliorent au fur et à mesure qu'elle sont jouées. D'après son expérience, les flûtes qui reviennent à son laboratoire après une année d'utilisation jouent beaucoup mieux par rapport à quand elles étaient neuves : "plus ouvertes, plus faciles en tout (non seulement la troisième octave) et plus chaudes". Il est de l'avis que, si l'instrument s'améliore de lui-même, il n'y a aucune raison de lui apporter des changements non nécessaires.
En soutien de son idée, Polak apporte en exemple l'hypothétique réaction qu'aurait un célèbre flûtiste détenteur d'une connue flûte originale du XVIII siècle à la proposition de réaléser son instrument avec des outils dont il existe la preuve qu'ils sont les originaux utilisés pour cette flûte. Il est fort probable que le flûtiste en question, ayant trouvé un instrument avec lequel il se sent à son aise, refuse catégoriquement ce type d'opération. Du moment que peu de flûtistes possèdent de rares instruments comme celui-ci, ça pourrait fournir une piste de réflexion aux autres flûtistes face au choix de réctifier ou pas leur instrument.
Le message de fond de Polak est que la rectification ne devrait se faire que si elle est incontestablement nécessaire et pas comme entretien standard; elle serait donc une exception pour beaucoup de flûtes. À ce sujet, il cite Rachel Brown et son ''The Early Flute'': "Beaucoup de facteurs veulent bien sûr réaléser l'instrument [...] naturellement c'est une question très personnelle. [...] À mon humble avis, le chambrage change selon la manière dont la flûte est jouée et, si l'instrument fonctionne comme il faut, il est préférable de ne pas le modifier".
D'autres facteurs affirment par contre que le chambrage ne devrait pas être périodiquement rectifié pour le ramener à son état original. Le bois change de forme, surtout à cause des cycles d'humidification et de séchage dus à l'utilisation : la surface interne peut donc se déformer, et cette déformation peut se répercuter sur la justesse de l'instrument. Tout petite que la déformation soit, elle peut quand même modifier les performances de la flûte. Le flûtiste pourrait remarquer une certaine raideur ou peu de flexibilité, il pourrait avoir du mal à obtenir une sonorité plus forte ou avoir l'impression que le ton est guindé; avec un ton si grossier, il est difficile de jouer délicatement. Du moment que la flûte baroque permet permette par sa nature une grande nuance de justesse, il pourrait être difficile de remarquer les changements qui ont rendu l'instrument intrinsèquement faux; pourtant, une sensation de gêne en jouant peut être un symptôme de problèmes. Ces changements sont d'habitudes graduels et donc difficiles à remarquer.
==Réglages==
===Réglage du bouchon===
Entre le trou d'embouchure et le bout fermé de la flûte il y a un bouchon en liège que l'on peut déplacer pour régler la justesse de la flûte<ref>La justesse de la flûte en soi, pas avec d'autres instruments. Quand le bouchon est correctement placé, on peut extraire un peu la tête pour baisser la justesse qui est haute par rapport à d'autres instruments. De toute façon, il n'est pas possible d'extraire la tête au-delà d'une mesure donné puisque ça modifie lo profil intérieur du chambrage, ce qui rend la flûte de plus en plus difficile à jouer. Si l'instrument est au contraire plus bas par rapport aux autres, les seules possibilités de corriger sont utiliser l'embouchure pour hausser l'intonation, faire accorder les autres sur la flûte ou, si la flûte est en quatre parties, remplacer le corps de la main gauche par un de longueur inférieure. La dernière option n'est plus valable comme autrefois, puisque la plupart des flûtes baroques réalisées aujourd'hui n'offrent pas un grand choix pour le corps de la main gauche (d'habitude l'une des suivantes : 440 Hz, 430 Hz, 415 Hz, autour de 410 Hz et 392 Hz).</ref>. Pour ceux qui sont doués en ingénierie, il existe beaucoup de règles pour la position correcte, dont l'un des paramètres est le diamètre. Ces règles peuvent quand même rencontrer des problèmes :
*Les variations de dimensions du chambrage, du trou d'embouchure et des trous pour les doigts sont tellement grandes d'une flûte à l'autre que l'on ne peut pas donner une mesure valable pour tous.
*La chambrage de la flûte baroque est conique, large dans la tête et étroit à l'autre bout, donc les diamètres parmi lesquels choisir sont plusieurs. Très souvent le calcul de la règle ne correspond pas à la mesure correcte.
*Il est certainement plus facile de placer le bouchon où la flûte "sonne le mieux" (on reviendra plus tard sur ce sujet) plutôt que de procéder par calculs.
Le but de la position correcte du bouchon est l'intonation des octaves de la flûte les unes avec les autres<ref>Ou au moins le plus possible. Tout comme le cor naturel (ou cor français, comme vous le suhaitez), la flûte baroque demande beaucoup d'ajustements de l'intonation. En outre, être "juste" ne signifie pas suivre le moderne tempérament égal et certaines notes qui dans le système moderne seraient considérées fausses possèdent des caractéristiques uniques qui leur sont propres. Ces variations de caractère entre une note et l'autre et entre une tonalité et l'autre sont la raison pour laquelle la flûte baroque et le cor ont gardé beaucoup de défenseurs même après la parution d'instruments "améliorés". Ces nouveaux instruments ont uniformisé le timbre et l'intonation entre les notes et les tonalités, mais au même temps en ont aussi causé la perte de l'individualité.</ref>.
====Sistema mnemonico per posizionare il tappo cambiando un corpo====
Il tappo si spinge nella stessa direzione del cambio di lunghezza: una sezione più lunga allontana la parte terminale del flauto dalla testata, quindi il tappo deve essere spostato in avanti, verso il foro di imboccatura. Allo stesso modo, un corpo più corto avvicina la parte più stretta del flauto alla testata, quindi il tappo andrà spostato indietro, allontanandolo dal foro di imboccatura. Il regolatore del trombino si muove nella stessa direzione del tappo: se il corpo è più grande, si estrae, se il corpo è più piccolo, si inserisce più a fondo.
====Messa a punto del tappo====
Se i sol delle prime due ottave sono troppo vicini (sol basso crescente, sol medio calante), si spinge il tappo verso il foro di imboccatura; se invece i due sol sono troppo distanti (sol basso calante, sol medio crescente), si allontana il tappo dal foro. Ripetere con i la delle prime due ottave. Come sistema mnemonico, si può pensare che le due note escono dall'estremità del flauto: se sono troppo vicine, bisogna "espanderle" spostando il tappo in avanti (come gonfiare un palloncino soffiandoci dentro), se invece sono troppo lontane bisogna "restringerle" allontanando il tappo dalla testata (come sgonfiare un palloncino aspirando aria).
====Ognuno soffia in modo diverso dagli altri====
Qualcosa nel flauto sarà comunque stonato: la cosa migliore da fare è cercare il compromesso migliore con le note meno stonate. Con ogni strumento che si suona per la prima volta dopo un restauro o una riparazione bisogna assicurarsi prima di tutto che i sol, i la e i si siano in qualche modo intonati. I re sono spesso inaffidabili, dal momento che quello basso è talvolta calante e non intonato con quello medio. È necessario provare a coprire o scoprire di più il foro di imboccatura con diverse pressioni dell'aria e cercare in che modo lo strumento risponde meglio. Nel passato esisteva una sorta di regola empirica secondo la quale la distanza fra il tappo e il centro del foro di imboccatura doveva essere la stessa del diametro della testata; sembra però che non funzioni sulla maggior parte dei flauti e che la posizione ottimale sia ben più ampia del diametro della testata.
====Tappo e grado di copertura del foro====
La maggior parte dei flautisti attuali non posiziona il tappo abbastanza lontano perché scopre di più il foro di imboccatura rispetto alla media nel XVIII secolo: questo rende il registro basso calante e quello acuto crescente. Per compensare, il tappo viene posizionato più in fuori, rendendo però l'emissione del registro acuto più difficile. Si dovrebbe invece spostare in avanti il tappo e coprire di più il foro (o ruotare in dentro le testata) per stringere le ottave e, nello stesso tempo, facilitare l'emissione della terza ottava.
===Posizionamento del regolatore del trombino===
Per prima cosa assicurarsi che il tappo sia nella giusta posizione, quindi suonare il re acuto con la posizione -23456- e poi con -23---+. Se la prima è crescente, estrarre un po' il regolatore, se cala inserirlo.
Funziona perché la prima diteggiatura utilizza l'intera lunghezza del flauto. Se è crescente, estrarre il regolatore allungherà il flauto abbassando l'intonazione e viceversa.
===Posizione del trombino===
In alcuni flauti, specialmente quelli in tre parti del tipo Hotteterre, può essere difficile posizionare il trombino in modo tale che la chiave possa essere raggiunta comodamente senza interferire con il sesto foro. Questo può accadere se il mignolo destro è steso sulla chiave oppure se ci si stende sopra dopo averla premuta da curvo. Se succede, può essere necessario ruotare il trombino in fuori, per permettere al dito di raggiungere la chiave, ma in questo modo si intralcerebbe la chiusura del sesto foro. La soluzione migliore potrebbe essere curvare il mignolo premendo la chiave con la punta. Si può anche ruotare il trombino in dentro, allontanando la chiave dal sesto foro. Inoltre, se il mignolo rimane curvo, muovendo solamente l'articolazione che unisce il dito alla mano le diteggiature che richiedono la chiave necessiteranno di meno movimento e saranno più pronte.
==Note==
<references/>
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Informazione e disinformazione
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Hippias
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{{Informazione e disinformazione}}
== Introduzione ==
Questo wikibook è il frutto del lavoro delle studentesse e degli studenti della classe 3C del Liceo scientifico statale Galileo Galilei di Potenza, coordinati dalla Prof.ssa Maria Grazia Blumetti (a.s. 2005/2026).
== Pagina di lavoro ==
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Luigi Catalani
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* 1 bottiglietta di plastica (solo il collo);
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* Taglierino;
* Cacciavite
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Paura del buio? Ora non più! Col l''''abat-jour''' da camera avrai sempre una luce calda a farti compagnia. Un dispositivo molto semplice, facile da realizzare con un'unica attenzione: il taglierino che deve essere utilizzato con la supervisione di un adulto.
== Stima dei costi ==
[[File:LED_throwies_chaos.jpg|alt=Diodi LED assortiti|sinistra|miniatura|Diodi LED assortiti]]
La batteria da 3V, tipo CR2032, non supera 1 €. Se acquistate in quantità di 20 unità o superiori presso negozi online, il suo prezzo scende a 0,31 €.
Il led, invece, ha un costo risibile, pertanto si acquistano in pacchetti numerosi che abbattono decisamente i costi. Per quel che riguarda i tipici LED da 5 mm da laboratorio una confezione da 500 LED contenente 100 LED bianchi, blu, verdi, gialli e rossi costa 14,00 €, pertanto un singolo LED incide nella spesa per meno di 0,03 €.
Se si opta – invece – per LED da 10 mm, più grandi e accattivanti, la spesa minima è di 7,20 € per 50 LED bianchi, blu, verdi, gialli e rossi, importo che si riduce a 5,68 € se si sceglie un solo colore escludendo il bianco. Si consiglia comunque l'acquisto del pacchetto con i colori assortiti perché è funzionale alla didattica delle lunghezze d'onda (facile da spiegare anche nelle scuole primarie). In questo caso, l'importo per l'acquisto per il LED da 10 mm sale a 0,14 €. Un importo più alto ma sempre decisamente contenuto.
Riassumendo, il costo per la realizzazione della lampada oscilla dai 34 centesimi, fino a 45 centesimi. L'importo lievita a 1,03 €/1,14 € se le batterie vengono acquistate presso un esercente locale.
== Assemblaggio ==
== Risultato finale ==
== «The colors of the rainbow, so pretty in the sky...» ♪♫ ==
{{Avanzamento|25%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Robotica unplugged|Abat-jour]]
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2026-04-28T14:35:52Z
Galessandroni
2025
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wikitext
text/x-wiki
{{Robotica unplugged}}
{{Tempi e materiali|
Materiali=
* 1 bottiglietta di plastica (solo il collo);
* 1 batteria piatta da 3 V;
* ½ tappo di sughero;
* 1 LED 5 mm o 10 mm
|Strumenti=
* Taglierino;
* Cacciavite
|Tempo=30}}
Paura del buio? Ora non più! Col l''''abat-jour''' da camera avrai sempre una luce calda a farti compagnia. Un dispositivo molto semplice, facile da realizzare con un'unica attenzione: il taglierino che deve essere utilizzato con la supervisione di un adulto.
== Stima dei costi ==
[[File:LED_throwies_chaos.jpg|alt=Diodi LED assortiti|sinistra|miniatura|Diodi LED assortiti]]
La batteria da 3V, tipo CR2032, non supera 1 €. Se acquistate in quantità di 20 unità o superiori presso negozi online, il suo prezzo scende a 0,31 €.
Il led, invece, ha un costo risibile, pertanto si acquistano in pacchetti numerosi che abbattono decisamente i costi. Per quel che riguarda i tipici LED da 5 mm da laboratorio una confezione da 500 LED contenente 100 LED bianchi, blu, verdi, gialli e rossi costa 14,00 €, pertanto un singolo LED incide nella spesa per meno di 0,03 €.
Se si opta – invece – per LED da 10 mm, più grandi e accattivanti, la spesa minima è di 7,20 € per 50 LED bianchi, blu, verdi, gialli e rossi, importo che si riduce a 5,68 € se si sceglie un solo colore escludendo il bianco. Si consiglia comunque l'acquisto del pacchetto con i colori assortiti perché è funzionale alla didattica delle lunghezze d'onda (facile da spiegare anche nelle scuole primarie). In questo caso, l'importo per l'acquisto per il LED da 10 mm sale a 0,14 €. Un importo più alto ma sempre decisamente contenuto.
Riassumendo, il costo per la realizzazione della lampada oscilla dai 34 centesimi, fino a 45 centesimi. L'importo lievita a 1,03 €/1,14 € se le batterie vengono acquistate presso un esercente locale.
== Assemblaggio ==
<gallery>
File:09 abat-jour prodotto finito 09.png|Elenco componenti necessari per la realizzazione dell'abat-jour: bottiglietta usata, tappo di sughero, LED e batteria piatta da 3 V
File:09 abat-jour prodotto finito 08.png|Taglio della bottiglia. Deve restare poco più del solo tappo come supporto. Meglio se il tappo è trasparente: fornirà più luce e non altererà il colore del LED.
File:09 abat-jour prodotto finito 07.png|Ecco come si presenta la base dell'abat-jour dopo il taglio della bottiglia.
File:09 abat-jour prodotto finito 06.png|Taglio del tappo di sughero. Deve essere sufficiente per alloggiare la batteria, ma non troppo largo, altrimenti questa non resterà fissa.
File:09 abat-jour prodotto finito 05.png|Con un cacciavite, si fa un foro per alloggiare i pedini del diodo LED.
File:09 abat-jour prodotto finito 04.png|Ora il diodo LED può essere inserito. Se i pedini fuoriescono sarà più facile porne uno da un lato, uno dall'altro.
File:09 abat-jour prodotto finito 03.png|È buona prassi piegare i pedini del LED. Non è obbligatorio ma rende più facile l'utilizzo dell'abat-jour.
File:09 abat-jour prodotto finito 02.png|La lampada è terminata. Questo è l'elenco dei componenti come vanno inseriti nel loro ordine.
File:09 abat-jour prodotto finito 01.png|Prodotto finito. Il LED funziona solo se la batteria è disposta correttamente. Questo è strategico per spegnere la lampada senza interruttore.
</gallery>
== Risultato finale ==
<gallery mode="packed">
File:Hand-made LED lamps 06.jpg
File:Hand-made LED lamps 05.jpg
File:Hand-made LED lamps 11.jpg
</gallery>
== «The colors of the rainbow, so pretty in the sky...» ♪♫ ==
{{Avanzamento|50%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Robotica unplugged|Abat-jour]]
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Galessandroni
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/* Risultato finale */
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text/x-wiki
{{Robotica unplugged}}
{{Tempi e materiali|
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* 1 bottiglietta di plastica (solo il collo);
* 1 batteria piatta da 3 V;
* ½ tappo di sughero;
* 1 LED 5 mm o 10 mm
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* Taglierino;
* Cacciavite
|Tempo=30}}
Paura del buio? Ora non più! Col l''''abat-jour''' da camera avrai sempre una luce calda a farti compagnia. Un dispositivo molto semplice, facile da realizzare con un'unica attenzione: il taglierino che deve essere utilizzato con la supervisione di un adulto.
== Stima dei costi ==
[[File:LED_throwies_chaos.jpg|alt=Diodi LED assortiti|sinistra|miniatura|Diodi LED assortiti]]
La batteria da 3V, tipo CR2032, non supera 1 €. Se acquistate in quantità di 20 unità o superiori presso negozi online, il suo prezzo scende a 0,31 €.
Il led, invece, ha un costo risibile, pertanto si acquistano in pacchetti numerosi che abbattono decisamente i costi. Per quel che riguarda i tipici LED da 5 mm da laboratorio una confezione da 500 LED contenente 100 LED bianchi, blu, verdi, gialli e rossi costa 14,00 €, pertanto un singolo LED incide nella spesa per meno di 0,03 €.
Se si opta – invece – per LED da 10 mm, più grandi e accattivanti, la spesa minima è di 7,20 € per 50 LED bianchi, blu, verdi, gialli e rossi, importo che si riduce a 5,68 € se si sceglie un solo colore escludendo il bianco. Si consiglia comunque l'acquisto del pacchetto con i colori assortiti perché è funzionale alla didattica delle lunghezze d'onda (facile da spiegare anche nelle scuole primarie). In questo caso, l'importo per l'acquisto per il LED da 10 mm sale a 0,14 €. Un importo più alto ma sempre decisamente contenuto.
Riassumendo, il costo per la realizzazione della lampada oscilla dai 34 centesimi, fino a 45 centesimi. L'importo lievita a 1,03 €/1,14 € se le batterie vengono acquistate presso un esercente locale.
== Assemblaggio ==
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File:09 abat-jour prodotto finito 09.png|Elenco componenti necessari per la realizzazione dell'abat-jour: bottiglietta usata, tappo di sughero, LED e batteria piatta da 3 V
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File:09 abat-jour prodotto finito 04.png|Ora il diodo LED può essere inserito. Se i pedini fuoriescono sarà più facile porne uno da un lato, uno dall'altro.
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== Risultato finale ==
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File:Hand-made LED lamps 05.jpg
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== «The colors of the rainbow, so pretty in the sky...» ♪♫ ==
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[[Categoria:Robotica unplugged|Abat-jour]]
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Galessandroni
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{{Robotica unplugged}}
{{Tempi e materiali|
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* 1 bottiglietta di plastica (solo il collo);
* 1 batteria piatta da 3 V;
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* 1 LED 5 mm o 10 mm
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* Taglierino;
* Cacciavite
|Tempo=30}}
Paura del buio? Ora non più! Col l''''abat-jour''' da camera avrai sempre una luce calda a farti compagnia. Un dispositivo molto semplice, facile da realizzare con un'unica attenzione: il taglierino che deve essere utilizzato con la supervisione di un adulto.
== Stima dei costi ==
[[File:LED_throwies_chaos.jpg|alt=Diodi LED assortiti|sinistra|miniatura|Diodi LED assortiti]]
La batteria da 3V, tipo CR2032, non supera 1 €. Se acquistate in quantità di 20 unità o superiori presso negozi online, il suo prezzo scende a 0,31 €.
Il led, invece, ha un costo risibile, pertanto si acquistano in pacchetti numerosi che abbattono decisamente i costi. Per quel che riguarda i tipici LED da 5 mm da laboratorio una confezione da 500 LED contenente 100 LED bianchi, blu, verdi, gialli e rossi costa 14,00 €, pertanto un singolo LED incide nella spesa per meno di 0,03 €.
Se si opta – invece – per LED da 10 mm, più grandi e accattivanti, la spesa minima è di 7,20 € per 50 LED bianchi, blu, verdi, gialli e rossi, importo che si riduce a 5,68 € se si sceglie un solo colore escludendo il bianco. Si consiglia comunque l'acquisto del pacchetto con i colori assortiti perché è funzionale alla didattica delle lunghezze d'onda (facile da spiegare anche nelle scuole primarie). In questo caso, l'importo per l'acquisto per il LED da 10 mm sale a 0,14 €. Un importo più alto ma sempre decisamente contenuto.
Riassumendo, il costo per la realizzazione della lampada oscilla dai 34 centesimi, fino a 45 centesimi. L'importo lievita a 1,03 €/1,14 € se le batterie vengono acquistate presso un esercente locale.
== Assemblaggio ==
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File:09 abat-jour prodotto finito 09.png|Elenco componenti necessari per la realizzazione dell'abat-jour: bottiglietta usata, tappo di sughero, LED e batteria piatta da 3 V
File:09 abat-jour prodotto finito 08.png|Taglio della bottiglia. Deve restare poco più del solo tappo come supporto. Meglio se il tappo è trasparente: fornirà più luce e non altererà il colore del LED.
File:09 abat-jour prodotto finito 07.png|Ecco come si presenta la base dell'abat-jour dopo il taglio della bottiglia.
File:09 abat-jour prodotto finito 06.png|Taglio del tappo di sughero. Deve essere sufficiente per alloggiare la batteria, ma non troppo largo, altrimenti questa non resterà fissa.
File:09 abat-jour prodotto finito 05.png|Con un cacciavite, si fa un foro per alloggiare i pedini del diodo LED.
File:09 abat-jour prodotto finito 04.png|Ora il diodo LED può essere inserito. Se i pedini fuoriescono sarà più facile porne uno da un lato, uno dall'altro.
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== Espansioni suggerite ==
[[File:Wavelength_Overview_IT.svg|miniatura|Panoramica dei tipi e dei colori delle diverse lunghezze d'onda]]
Tanto per citare:
{{Citazione|The colors of the rainbow, so pretty in the sky... ♪♫|Louis Armstrong}}
ovvero, è interessante spiegare che i vari colori dei diodi LED hanno un consumo differente al variare della lunghezza d'onda. Il colore che consuma di più è il rosso, seguito dal giallo e il verde. Fanalino di coda è il blu. Una sequenza che ricalca i colori dell'arcobaleno.
Un esperimento semplice, ma molto efficace, è mostrare un diodo LED rosso connesso alla batteria. Di conseguenza un giallo, ed entrambi funzionano bene. Poi un verde, e questo si accende debolmente. Infine un blu, e questo non si accende. Dopodiché, togliendo il diodo LED rosso il verde, anche se impercettibilmente, emette più luce. Togliendo il giallo, la luce del verde è massima e il blu inizia, timidamente, a far capolino. Infine, togliendo anche il verde, il diodo LED blu è visibile in tutto il suo splendore.
Questo consente di spiegare, tramite l'arcobaleno, le lunghezze d'onda della luce, anche nella scuola primaria.
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Robotica unplugged|Abat-jour]]
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Categoria:Informazione e disinformazione
14
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2026-04-28T17:32:18Z
Hippias
18281
nuova categoria
494829
wikitext
text/x-wiki
Questa categoria raccoglie le pagine del libro ''[[{{PAGENAME}}]]''.
[[Categoria:Categorie dei libri]]
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Informazione e disinformazione/Fake news nella filosofia
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2026-04-28T18:23:30Z
Stefanostas
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Nuova pagina: A questo si aggiunge il paradosso del "Mito della Caverna" invertito: mentre Platone cercava la verità fuori dalle ombre, il complottista moderno scambia le proprie ombre per l'unica luce, convinto che la versione ufficiale sia l'inganno. La dialettica socratica, intesa come ricerca comune, viene così sostituita da un soliloquio digitale dove la verità (aletheia) scompare: non conta più svelare la realtà, ma difendere la propria "iperrealtà" soggettiva contro ogni prova...
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wikitext
text/x-wiki
A questo si aggiunge il paradosso del "Mito della Caverna" invertito: mentre Platone cercava la verità fuori dalle ombre, il complottista moderno scambia le proprie ombre per l'unica luce, convinto che la versione ufficiale sia l'inganno. La dialettica socratica, intesa come ricerca comune, viene così sostituita da un soliloquio digitale dove la verità (aletheia) scompare: non conta più svelare la realtà, ma difendere la propria "iperrealtà" soggettiva contro ogni prova contraria.
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494875
2026-04-28T18:28:29Z
Arturotr
54294
Inserimento nuovo contenuto
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wikitext
text/x-wiki
Questa manipolazione del linguaggio trova un parallelo perfetto
nella figura dei "[[Bastian contrario|bastian contrari]]”: coloro che contrapponendosi al
pensiero critico generale, non cercano la verità attraverso il metodo
scientifico o dialettico, ma usano la parola per contrapporsi sistematicamente
alla versione ufficiale, creando un universo in cui l'apparenza e la
persuasione contano più della realtà verificabile. In ultima analisi, sia la sofistica antica che il complottismo moderno trasformano il sapere in uno
strumento di potere e di appartenenza ideologica, dove il criterio di validità di una notizia non è la sua veridicità, ma la sua capacità di confermare una
visione del mondo preesistente e di persuadere chi è già predisposto a
dubitare.[[File:Flat earth theory.svg|miniatura|immagine rappresentativa del famoso complotto della Terra piatta.]]
A questo si aggiunge il paradosso del "Mito della Caverna" invertito: mentre Platone cercava la verità fuori dalle ombre, il complottista moderno scambia le proprie ombre per l'unica luce, convinto che la versione ufficiale sia l'inganno. La dialettica socratica, intesa come ricerca comune, viene così sostituita da un soliloquio digitale dove la verità (aletheia) scompare: non conta più svelare la realtà, ma difendere la propria "iperrealtà" soggettiva contro ogni prova contraria.
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Arturotr
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Correzione contenuto
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text/x-wiki
Questa manipolazione del linguaggio trova un parallelo perfetto
nella figura dei "bastian contrari”: coloro che contrapponendosi al
pensiero critico generale, non cercano la verità attraverso il metodo
scientifico o dialettico, ma usano la parola per contrapporsi sistematicamente
alla versione ufficiale, creando un universo in cui l'apparenza e la
persuasione contano più della realtà verificabile. In ultima analisi, sia la sofistica antica che il complottismo moderno trasformano il sapere in uno
strumento di potere e di appartenenza ideologica, dove il criterio di validità di una notizia non è la sua veridicità, ma la sua capacità di confermare una
visione del mondo preesistente e di persuadere chi è già predisposto a
dubitare.[[File:Flat earth theory.svg|miniatura|immagine rappresentativa del famoso complotto della Terra piatta.]]
A questo si aggiunge il paradosso del "Mito della Caverna" invertito: mentre Platone cercava la verità fuori dalle ombre, il complottista moderno scambia le proprie ombre per l'unica luce, convinto che la versione ufficiale sia l'inganno. La dialettica socratica, intesa come ricerca comune, viene così sostituita da un soliloquio digitale dove la verità (aletheia) scompare: non conta più svelare la realtà, ma difendere la propria "iperrealtà" soggettiva contro ogni prova contraria.
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Francesco nolè
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inserito nuovo contenuto
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text/x-wiki
[[File:Auckland_Star_Apollo_11_Moon_Landing_Front_Page.jpg|miniatura|Un esempio famoso di complottismo è quello sull'[[allunaggio]]]]
Il legame tra il fenomeno delle [[Fake news|'''fake news''']] e la [[filosofia]] è netto nel punto di contatto fondamentale con il [[relativismo gnoseologico]]: per i [[Sofistica|sofisti]] come [[Protagora]] la verità non è un dato oggettivo ma dipende dal soggetto che la percepisce. Questo principio si riflette oggi e nel meccanismo di sfiducia propri dei [[Teoria del complotto|complottisti]], i quali, rifiutando l'autorità degli esperti, costruiscono una propria verità alternativa basata non sui fatti, ma sulla forza persuasiva di una narrazione che soddisfa i propri sospetti. Proprio come i sofisti utilizzavano la retorica per rendere più forte l'argomento più debole, le moderne '''fake news''' narrano falsità come trame orchestrate da agenti intenzionali.
Questa manipolazione del linguaggio trova un parallelo perfetto
nella figura dei "bastian contrari”: coloro che contrapponendosi al
pensiero critico generale, non cercano la verità attraverso il metodo
scientifico o dialettico, ma usano la parola per contrapporsi sistematicamente
alla versione ufficiale, creando un universo in cui l'apparenza e la
persuasione contano più della realtà verificabile. In ultima analisi, sia la sofistica antica che il complottismo moderno trasformano il sapere in uno
strumento di potere e di appartenenza ideologica, dove il criterio di validità di una notizia non è la sua veridicità, ma la sua capacità di confermare una
visione del mondo preesistente e di persuadere chi è già predisposto a
dubitare.[[File:Flat earth theory.svg|miniatura|immagine rappresentativa del famoso complotto della Terra piatta.]]
A questo si aggiunge il paradosso del "Mito della Caverna" invertito: mentre Platone cercava la verità fuori dalle ombre, il complottista moderno scambia le proprie ombre per l'unica luce, convinto che la versione ufficiale sia l'inganno. La dialettica socratica, intesa come ricerca comune, viene così sostituita da un soliloquio digitale dove la verità (aletheia) scompare: non conta più svelare la realtà, ma difendere la propria "iperrealtà" soggettiva contro ogni prova contraria.
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Informazione e disinformazione/Introduzione
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2026-04-28T18:29:28Z
Simotramu
54293
Inserito nuovo contenuto
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text/x-wiki
'''INTRODUZIONE'''
''[[Fake news]]'' e [[Intelligenza artificiale|IA]]. Due delle più grandi e attuali tematiche di questo periodo storico, due fenomeni che stanno ridefinendo in profondità il modo in cui le informazioni vengono prodotte, diffuse e recepite. Da un lato, la crescente diffusione delle [[Fake news|''fake news'']] ha messo in discussione l’affidabilità delle fonti e la qualità del dibattito pubblico; dall’altro, lo sviluppo rapido e spesso imprevedibile dell’[[intelligenza artificiale]] ha introdotto strumenti potenti, capaci sia di facilitare l’accesso alla conoscenza sia di amplificare il rischio di disinformazione.
Questi due elementi, strettamente interconnessi, hanno rivoluzionato la divulgazione, tecnica e non, di qualunque notizia. Oggi chiunque, grazie alle tecnologie digitali, può creare e condividere contenuti in tempo reale, raggiungendo un pubblico vastissimo. Tuttavia, questa democratizzazione dell’informazione comporta anche nuove responsabilità: la velocità di diffusione spesso supera la capacità di verifica, rendendo più difficile distinguere tra ciò che è vero, verosimile o completamente falso.
In questo contesto, siamo stati inevitabilmente chiamati ad evolverci. È diventato fondamentale affinare il nostro senso critico, sviluppare competenze di analisi delle fonti e adottare un approccio consapevole nei confronti dei contenuti che consumiamo quotidianamente. Non si tratta soltanto di riconoscere una notizia falsa, ma di comprendere i meccanismi che ne favoriscono la diffusione: [[algoritmi]], ''bias'' cognitivi, dinamiche sociali e interessi economici o politici.
L’[[intelligenza artificiale]], in particolare, rappresenta una sfida ambivalente. Se da un lato offre strumenti avanzati per il ''[[fact-checking]]'', l’analisi dei dati e il supporto alla ricerca, dall’altro può essere utilizzata per generare contenuti ingannevoli sempre più sofisticati, come testi, immagini e video difficilmente distinguibili dalla realtà. Questa duplice natura rende necessario un utilizzo etico e consapevole della tecnologia, accompagnato da un’adeguata educazione digitale.
In questo lavoro approfondiremo in maniera analitica e oggettiva diversi ambiti in cui possiamo ritrovare ''[[fake news]]'' e [[intelligenza artificiale]]: dall’informazione giornalistica ai social media, dalla comunicazione scientifica alla politica, fino all’ambito educativo. L’obiettivo è quello di fornire strumenti concreti per comprendere meglio questi fenomeni e per affrontarli con spirito critico e responsabilità.
A questo progetto ha collaborato tutta la classe 3C del [[Liceo Scientifico Galileo Galilei di Potenza]] dell’anno scolastico 2025/2026, con il supporto della professoressa Blumetti e del direttore del Polo Bibliotecario di Potenza, Luigi Catalani. Il lavoro nasce da un percorso condiviso di ricerca, confronto e riflessione, con l’intento non solo di analizzare un tema di grande attualità, ma anche di sviluppare una maggiore consapevolezza come cittadini e come utenti dell’informazione.
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Macerata/Corridonia/Corridonia - Parrocchiale dei Santi Pietro, Paolo e Donato
0
60177
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2026-04-28T18:35:36Z
VoceUmana7
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VoceUmana7 ha spostato la pagina [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Macerata/Corridonia/Corridonia - Parrocchiale dei Santi Pietro, Paolo e Donato]] a [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Macerata/Corridonia/Corridonia - Chiesa dei Santi Pietro, Paolo e Donato]]: Sposto nel corretto [[Aiuto:Namespaces|namespace]]
494895
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text/x-wiki
#RINVIA [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Macerata/Corridonia/Corridonia - Chiesa dei Santi Pietro, Paolo e Donato]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Macerata/Poggio San Vicino/Poggio San Vicino - Chiesa di S. Maria Assunta
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2026-04-28T18:43:22Z
VoceUmana7
51633
VoceUmana7 ha spostato la pagina [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Macerata/Poggio San Vicino/Poggio San Vicino - Chiesa di S. Maria Assunta]] a [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Macerata/Poggio San Vicino/Poggio San Vicino - Chiesa di Santa Maria Assunta]]: [[Aiuto:Sposta|Il titolo contiene errori di ortografia o di battitura]]
494903
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text/x-wiki
#RINVIA [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Macerata/Poggio San Vicino/Poggio San Vicino - Chiesa di Santa Maria Assunta]]
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Informazione e disinformazione/Tranelli della statistica
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60179
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2026-04-28T18:47:16Z
~2026-25882-14
54296
Ho inserito la prima parte del paragrafo della statistica
494906
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text/x-wiki
= '''<big>Fake news e statistica</big>''' =
La statistica è spesso considerata il linguaggio della verità oggettiva perché si basa sui numeri, e i numeri, per definizione, non dovrebbero mentire. Tuttavia, nel contesto delle [[fake news]] e della disinformazione, la statistica può trasformarsi in uno degli strumenti di manipolazione più sofisticati. Come affermava lo scrittore Mark Twain, esistono tre tipi di bugie: "le bugie, le sfacciate bugie e le statistiche<ref>{{Cita pubblicazione|data=2025-02-03|titolo=Le bugie, le sfacciate bugie, e le statistiche|rivista=Wikipedia|lingua=it|accesso=2026-03-26|url=https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Le_bugie,_le_sfacciate_bugie,_e_le_statistiche&oldid=143411681}}</ref>". Questo accade perché, sebbene il calcolo matematico possa essere corretto, il modo in cui i dati vengono selezionati, presentati o interpretati può distorcere completamente la realtà.
Uno dei metodi più comuni per ingannare attraverso la statistica è '''l'uso improprio della media aritmetica'''<ref name=":0">{{Cita libro|autore=Darrell Huff|titolo=How to Lie with Statistics}}</ref>. Immaginiamo un gruppo di dieci persone in cui nove guadagnano 1.000 euro al mese e una guadagna 11.000 euro. La media matematica del reddito sarà:
x=(9×1.000)+11.000x10=2.000 euro
Comunicare che il reddito medio è di 2.000 euro è matematicamente esatto, ma è una fake news dal punto di vista della rappresentazione sociale, poiché il 90% della popolazione guadagna la metà di quella cifra. La media aritmetica può risultare fuorviante in presenza di valori estremi, poiché è fortemente influenzata da questi ultimi; per questo motivo, in distribuzioni asimmetriche, la [[Mediana (statistica)|mediana]] è considerata una misura più rappresentativa<ref>{{Cita pubblicazione|titolo=Organisation for Economic Co-Operation and Development (OECD)|rivista=SpringerReference|editore=Springer-Verlag|accesso=2026-04-24|url=https://doi.org/10.1007/springerreference_75881}}</ref>.
[[File:Firefly_Gemini_Flash_Uno_dei_trucchi_più_comuni_consiste_nel_modificare_la_scala_dell'asse_delle_ordinate_879560.png|miniatura|566x566px|Spiegazione dell'esempio citato della manipolazione dei grafici.]]
Un altro potente strumento di distorsione è la '''manipolazione dei grafici'''<ref name=":0" />. Questi ultimi sono strumenti potenti perché il nostro cervello elabora le informazioni visive molto più rapidamente dei numeri puri. Chi diffonde disinformazione lo sa bene e sfrutta questa caratteristica per distorcere la percezione della realtà, anche quando i dati sottostanti sono matematicamente corretti. Uno dei trucchi più comuni consiste nel modificare la scala dell'asse delle ordinate (l'asse verticale, solitamente indicato con y). In un grafico che presenta dati in modo onesto, questo asse dovrebbe partire da zero. Tuttavia, se l'obiettivo è far apparire una variazione minima come un cambiamento drastico, si può decidere di far partire l'asse da un valore molto vicino ai dati osservati. Immaginiamo, ad esempio, di voler mostrare un aumento della disoccupazione dal 8% all' 8,2%. Se l'asse y parte da 0, la linea che rappresenta l'andamento sembrerà quasi piatta. Al contrario, se l'asse y parte da 7,9%, la stessa variazione sembrerà un'impennata vertiginosa, generando un senso di allarme ingiustificato nel lettore.
[[File:Firefly_Gemini_Flash_Un_altro_metodo_di_manipolazione_visiva_riguarda_la_distorsione_delle_proporzioni._Mo_879560.png|miniatura|514x514px|Spiegazione della distorsione delle proporzioni del grafico]]
Un altro metodo di manipolazione visiva riguarda la '''distorsione delle proporzioni'''<ref name=":0" />. Modificando la scala sia dell'asse delle ascisse (asse orizzontale, solitamente x) che di quello delle ordinate, si può alterare la percezione della pendenza. Comprimendo l'asse x e allungando l'asse y, anche una crescita moderata può apparire come una curva quasi verticale, suggerendo una tendenza esponenziale o catastrofica che in realtà non esiste.
<references />
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= '''<big>Fake news e statistica</big>''' =
La statistica è spesso considerata il linguaggio della verità oggettiva perché si basa sui numeri, e i numeri, per definizione, non dovrebbero mentire. Tuttavia, nel contesto delle [[fake news]] e della disinformazione, la statistica può trasformarsi in uno degli strumenti di manipolazione più sofisticati. Come affermava lo scrittore Mark Twain, esistono tre tipi di bugie: "le bugie, le sfacciate bugie e le statistiche<ref>{{Cita pubblicazione|data=2025-02-03|titolo=Le bugie, le sfacciate bugie, e le statistiche|rivista=Wikipedia|lingua=it|accesso=2026-03-26|url=https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Le_bugie,_le_sfacciate_bugie,_e_le_statistiche&oldid=143411681}}</ref>". Questo accade perché, sebbene il calcolo matematico possa essere corretto, il modo in cui i dati vengono selezionati, presentati o interpretati può distorcere completamente la realtà.
Uno dei metodi più comuni per ingannare attraverso la statistica è '''l'uso improprio della media aritmetica'''<ref name=":0">{{Cita libro|autore=Darrell Huff|titolo=How to Lie with Statistics}}</ref>. Immaginiamo un gruppo di dieci persone in cui nove guadagnano 1.000 euro al mese e una guadagna 11.000 euro. La media matematica del reddito sarà:
x=(9×1.000)+11.000x10=2.000 euro
Comunicare che il reddito medio è di 2.000 euro è matematicamente esatto, ma è una fake news dal punto di vista della rappresentazione sociale, poiché il 90% della popolazione guadagna la metà di quella cifra. La media aritmetica può risultare fuorviante in presenza di valori estremi, poiché è fortemente influenzata da questi ultimi; per questo motivo, in distribuzioni asimmetriche, la mediana è considerata una misura più rappresentativa<ref>{{Cita pubblicazione|titolo=Organisation for Economic Co-Operation and Development (OECD)|rivista=SpringerReference|editore=Springer-Verlag|accesso=2026-04-24|url=https://doi.org/10.1007/springerreference_75881}}</ref>.
[[File:Firefly_Gemini_Flash_Uno_dei_trucchi_più_comuni_consiste_nel_modificare_la_scala_dell'asse_delle_ordinate_879560.png|miniatura|566x566px|Spiegazione dell'esempio citato della manipolazione dei grafici.]]
Un altro potente strumento di distorsione è la '''manipolazione dei grafici'''<ref name=":0" />. Questi ultimi sono strumenti potenti perché il nostro cervello elabora le informazioni visive molto più rapidamente dei numeri puri. Chi diffonde disinformazione lo sa bene e sfrutta questa caratteristica per distorcere la percezione della realtà, anche quando i dati sottostanti sono matematicamente corretti. Uno dei trucchi più comuni consiste nel modificare la scala dell'asse delle ordinate (l'asse verticale, solitamente indicato con y). In un grafico che presenta dati in modo onesto, questo asse dovrebbe partire da zero. Tuttavia, se l'obiettivo è far apparire una variazione minima come un cambiamento drastico, si può decidere di far partire l'asse da un valore molto vicino ai dati osservati. Immaginiamo, ad esempio, di voler mostrare un aumento della disoccupazione dal 8% all' 8,2%. Se l'asse y parte da 0, la linea che rappresenta l'andamento sembrerà quasi piatta. Al contrario, se l'asse y parte da 7,9%, la stessa variazione sembrerà un'impennata vertiginosa, generando un senso di allarme ingiustificato nel lettore.
[[File:Firefly_Gemini_Flash_Un_altro_metodo_di_manipolazione_visiva_riguarda_la_distorsione_delle_proporzioni._Mo_879560.png|miniatura|514x514px|Spiegazione della distorsione delle proporzioni del grafico]]
Un altro metodo di manipolazione visiva riguarda la '''distorsione delle proporzioni'''<ref name=":0" />. Modificando la scala sia dell'asse delle ascisse (asse orizzontale, solitamente x) che di quello delle ordinate, si può alterare la percezione della pendenza. Comprimendo l'asse x e allungando l'asse y, anche una crescita moderata può apparire come una curva quasi verticale, suggerendo una tendenza esponenziale o catastrofica che in realtà non esiste.
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= '''<big>Fake news e statistica</big>''' =
La statistica è spesso considerata il linguaggio della verità oggettiva perché si basa sui numeri, e i numeri, per definizione, non dovrebbero mentire. Tuttavia, nel contesto delle [[fake news]] e della disinformazione, la statistica può trasformarsi in uno degli strumenti di manipolazione più sofisticati. Come affermava lo scrittore Mark Twain, esistono tre tipi di bugie: "le bugie, le sfacciate bugie e le statistiche<ref>{{Cita pubblicazione|data=2025-02-03|titolo=Le bugie, le sfacciate bugie, e le statistiche|rivista=Wikipedia|lingua=it|accesso=2026-03-26|url=https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Le_bugie,_le_sfacciate_bugie,_e_le_statistiche&oldid=143411681}}</ref>". Questo accade perché, sebbene il calcolo matematico possa essere corretto, il modo in cui i dati vengono selezionati, presentati o interpretati può distorcere completamente la realtà.
Uno dei metodi più comuni per ingannare attraverso la statistica è '''l'uso improprio della media aritmetica'''<ref name=":0">{{Cita libro|autore=Darrell Huff|titolo=How to Lie with Statistics}}</ref>. Immaginiamo un gruppo di dieci persone in cui nove guadagnano 1.000 euro al mese e una guadagna 11.000 euro. La media matematica del reddito sarà:
x=(9×1.000)+11.000x10=2.000 euro
Comunicare che il reddito medio è di 2.000 euro è matematicamente esatto, ma è una fake news dal punto di vista della rappresentazione sociale, poiché il 90% della popolazione guadagna la metà di quella cifra. La media aritmetica può risultare fuorviante in presenza di valori estremi, poiché è fortemente influenzata da questi ultimi; per questo motivo, in distribuzioni asimmetriche, la mediana è considerata una misura più rappresentativa<ref>{{Cita pubblicazione|titolo=Organisation for Economic Co-Operation and Development (OECD)|rivista=SpringerReference|editore=Springer-Verlag|accesso=2026-04-24|url=https://doi.org/10.1007/springerreference_75881}}</ref>.
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Un altro potente strumento di distorsione è la '''manipolazione dei grafici'''<ref name=":0" />. Questi ultimi sono strumenti potenti perché il nostro cervello elabora le informazioni visive molto più rapidamente dei numeri puri. Chi diffonde disinformazione lo sa bene e sfrutta questa caratteristica per distorcere la percezione della realtà, anche quando i dati sottostanti sono matematicamente corretti. Uno dei trucchi più comuni consiste nel modificare la scala dell'asse delle ordinate (l'asse verticale, solitamente indicato con y). In un grafico che presenta dati in modo onesto, questo asse dovrebbe partire da zero. Tuttavia, se l'obiettivo è far apparire una variazione minima come un cambiamento drastico, si può decidere di far partire l'asse da un valore molto vicino ai dati osservati. Immaginiamo, ad esempio, di voler mostrare un aumento della disoccupazione dal 8% all' 8,2%. Se l'asse y parte da 0, la linea che rappresenta l'andamento sembrerà quasi piatta. Al contrario, se l'asse y parte da 7,9%, la stessa variazione sembrerà un'impennata vertiginosa, generando un senso di allarme ingiustificato nel lettore.
[[File:Firefly_Gemini_Flash_Un_altro_metodo_di_manipolazione_visiva_riguarda_la_distorsione_delle_proporzioni._Mo_879560.png|miniatura|514x514px|Spiegazione della distorsione delle proporzioni del grafico]]
Un altro metodo di manipolazione visiva riguarda la '''distorsione delle proporzioni'''<ref name=":0" />. Modificando la scala sia dell'asse delle ascisse (asse orizzontale, solitamente x) che di quello delle ordinate, si può alterare la percezione della pendenza. Comprimendo l'asse x e allungando l'asse y, anche una crescita moderata può apparire come una curva quasi verticale, suggerendo una tendenza esponenziale o catastrofica che in realtà non esiste.
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= '''Seconda parte: Tranelli della statistica''' =
[[File:Firefly Esiste anche il problema della correlazione che viene scambiata per causalità. In sta 388129.png|miniatura|599x599px|Fake news con l'uso della statistica]]
Esiste anche il problema della correlazione che viene scambiata per causalità. In statistica,<ref>{{Cita pubblicazione|data=1935-09|titolo=Constitution and By-Laws of the American Statistical Association|rivista=Journal of the American Statistical Association|volume=30|numero=191|pp=1|accesso=2026-04-24|doi=10.2307/2277934|url=https://doi.org/10.2307/2277934}}</ref> la correlazione indica che due variabili tendono a variare insieme: quando una aumenta, anche l'altra tende ad aumentare (correlazione positiva) o a diminuire (correlazione negativa). La causalità, invece, implica che una variabile sia la causa diretta del cambiamento nell'altra.
L'errore più frequente è confondere la '''''correlazione''''' con la '''''causalità'''''.<ref>{{Cita pubblicazione|data=2018|titolo=David Spiegelhalter on Communicating Statistics|accesso=2026-04-24|doi=10.4135/9781526496782|url=https://doi.org/10.4135/9781526496782}}</ref> Un esempio classico è la correlazione tra il consumo di gelati e l'aumento degli attacchi di squali. Entrambi i fenomeni tendono ad aumentare durante i mesi estivi. Un'analisi statistica mostrerebbe una forte correlazione positiva. Tuttavia, affermare che "il consumo di gelato causa gli attacchi di squali" sarebbe un errore di causalità. La vera causa sottostante è una terza variabile: il caldo e la maggiore presenza di bagnanti in mare.
Esistono anche '''''correlazioni spurie,''''' ovvero legami statistici che emergono per pura coincidenza tra dati che non hanno alcun rapporto logico tra loro. Esistono studi che ironicamente dimostrano correlazioni quasi perfette tra dati apparentemente scollegati, come il numero di film in cui appare Nicolas Cage e il numero di persone annegate in piscina. Sebbene la matematica possa mostrare un legame statisticamente significativo, questo non implica alcuna relazione di causa-effetto reale. Le fake news sfruttano questo principio per collegare eventi disparati, creando connessioni artificiali tra fenomeni politici, sociali o sanitari, dando loro una parvenza di validità scientifica che in realtà non possiedono.
Infine, il '''''"cherry picking"'''''<ref>{{Cita pubblicazione|autore=Darrell Huff|titolo=How to Lie with Statistics.}}</ref> (raccolta delle ciliegie) consiste nel selezionare solo i dati che confermano una determinata tesi, ignorando tutti quelli che la smentiscono. Se un farmaco viene testato cento volte e solo in due casi produce risultati positivi, pubblicare esclusivamente quei due test ignorando i restanti novantotto è una manipolazione statistica che crea una falsa verità scientifica.Per non cadere vittima delle manipolazioni numeriche, è fondamentale sviluppare un approccio critico che vada oltre la semplice lettura del dato. Il primo passo per riconoscere l'uso improprio della statistica è analizzare la fonte e il contesto. Bisogna chiedersi chi ha commissionato lo studio e se tale soggetto abbia un interesse specifico nel far apparire i risultati in un certo modo. Una statistica isolata, priva di riferimenti al campione o alla metodologia, è spesso un segnale di allarme:un campione troppo piccolo o non rappresentativo della popolazione può produrre risultati distorti che non hanno valore scientifico. Quando si osserva un grafico, è importante verificare sempre se l'asse verticale parte da zero e valutare la reale proporzione delle variazioni. Allo stesso modo, di fronte a un'affermazione che lega due eventi, bisogna chiedersi se esiste un nesso logico di causalità o se si tratta solo di una correlazione casuale o indotta da una terza variabile non dichiarata. La statistica è uno strumento potente per comprendere il mondo, ma richiede un lettore attento e consapevole per non trasformarsi in un veicolo di disinformazione. La statistica non mente, ma le persone sleali sanno usare molto bene la statistica.
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/* Seconda parte: Tranelli della statistica */
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= '''<big>Fake news e statistica</big>''' =
La statistica è spesso considerata il linguaggio della verità oggettiva perché si basa sui numeri, e i numeri, per definizione, non dovrebbero mentire. Tuttavia, nel contesto delle [[fake news]] e della disinformazione, la statistica può trasformarsi in uno degli strumenti di manipolazione più sofisticati. Come affermava lo scrittore Mark Twain, esistono tre tipi di bugie: "le bugie, le sfacciate bugie e le statistiche<ref>{{Cita pubblicazione|data=2025-02-03|titolo=Le bugie, le sfacciate bugie, e le statistiche|rivista=Wikipedia|lingua=it|accesso=2026-03-26|url=https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Le_bugie,_le_sfacciate_bugie,_e_le_statistiche&oldid=143411681}}</ref>". Questo accade perché, sebbene il calcolo matematico possa essere corretto, il modo in cui i dati vengono selezionati, presentati o interpretati può distorcere completamente la realtà.
Uno dei metodi più comuni per ingannare attraverso la statistica è '''l'uso improprio della media aritmetica'''<ref name=":0">{{Cita libro|autore=Darrell Huff|titolo=How to Lie with Statistics}}</ref>. Immaginiamo un gruppo di dieci persone in cui nove guadagnano 1.000 euro al mese e una guadagna 11.000 euro. La media matematica del reddito sarà:
x=(9×1.000)+11.000x10=2.000 euro
Comunicare che il reddito medio è di 2.000 euro è matematicamente esatto, ma è una fake news dal punto di vista della rappresentazione sociale, poiché il 90% della popolazione guadagna la metà di quella cifra. La media aritmetica può risultare fuorviante in presenza di valori estremi, poiché è fortemente influenzata da questi ultimi; per questo motivo, in distribuzioni asimmetriche, la mediana è considerata una misura più rappresentativa<ref>{{Cita pubblicazione|titolo=Organisation for Economic Co-Operation and Development (OECD)|rivista=SpringerReference|editore=Springer-Verlag|accesso=2026-04-24|url=https://doi.org/10.1007/springerreference_75881}}</ref>.
[[File:Firefly_Gemini_Flash_Uno_dei_trucchi_più_comuni_consiste_nel_modificare_la_scala_dell'asse_delle_ordinate_879560.png|miniatura|566x566px|Spiegazione dell'esempio citato della manipolazione dei grafici.]]
Un altro potente strumento di distorsione è la '''manipolazione dei grafici'''<ref name=":0" />. Questi ultimi sono strumenti potenti perché il nostro cervello elabora le informazioni visive molto più rapidamente dei numeri puri. Chi diffonde disinformazione lo sa bene e sfrutta questa caratteristica per distorcere la percezione della realtà, anche quando i dati sottostanti sono matematicamente corretti. Uno dei trucchi più comuni consiste nel modificare la scala dell'asse delle ordinate (l'asse verticale, solitamente indicato con y). In un grafico che presenta dati in modo onesto, questo asse dovrebbe partire da zero. Tuttavia, se l'obiettivo è far apparire una variazione minima come un cambiamento drastico, si può decidere di far partire l'asse da un valore molto vicino ai dati osservati. Immaginiamo, ad esempio, di voler mostrare un aumento della disoccupazione dal 8% all' 8,2%. Se l'asse y parte da 0, la linea che rappresenta l'andamento sembrerà quasi piatta. Al contrario, se l'asse y parte da 7,9%, la stessa variazione sembrerà un'impennata vertiginosa, generando un senso di allarme ingiustificato nel lettore.
[[File:Firefly_Gemini_Flash_Un_altro_metodo_di_manipolazione_visiva_riguarda_la_distorsione_delle_proporzioni._Mo_879560.png|miniatura|514x514px|Spiegazione della distorsione delle proporzioni del grafico]]
Un altro metodo di manipolazione visiva riguarda la '''distorsione delle proporzioni'''<ref name=":0" />. Modificando la scala sia dell'asse delle ascisse (asse orizzontale, solitamente x) che di quello delle ordinate, si può alterare la percezione della pendenza. Comprimendo l'asse x e allungando l'asse y, anche una crescita moderata può apparire come una curva quasi verticale, suggerendo una tendenza esponenziale o catastrofica che in realtà non esiste.
<references />
[[File:Firefly Esiste anche il problema della correlazione che viene scambiata per causalità. In sta 388129.png|miniatura|599x599px|Fake news con l'uso della statistica]]
Esiste anche il problema della correlazione che viene scambiata per causalità. In statistica,<ref>{{Cita pubblicazione|data=1935-09|titolo=Constitution and By-Laws of the American Statistical Association|rivista=Journal of the American Statistical Association|volume=30|numero=191|pp=1|accesso=2026-04-24|doi=10.2307/2277934|url=https://doi.org/10.2307/2277934}}</ref> la correlazione indica che due variabili tendono a variare insieme: quando una aumenta, anche l'altra tende ad aumentare (correlazione positiva) o a diminuire (correlazione negativa). La causalità, invece, implica che una variabile sia la causa diretta del cambiamento nell'altra.
L'errore più frequente è confondere la '''''correlazione''''' con la '''''causalità'''''.<ref>{{Cita pubblicazione|data=2018|titolo=David Spiegelhalter on Communicating Statistics|accesso=2026-04-24|doi=10.4135/9781526496782|url=https://doi.org/10.4135/9781526496782}}</ref> Un esempio classico è la correlazione tra il consumo di gelati e l'aumento degli attacchi di squali. Entrambi i fenomeni tendono ad aumentare durante i mesi estivi. Un'analisi statistica mostrerebbe una forte correlazione positiva. Tuttavia, affermare che "il consumo di gelato causa gli attacchi di squali" sarebbe un errore di causalità. La vera causa sottostante è una terza variabile: il caldo e la maggiore presenza di bagnanti in mare.
Esistono anche '''''correlazioni spurie,''''' ovvero legami statistici che emergono per pura coincidenza tra dati che non hanno alcun rapporto logico tra loro. Esistono studi che ironicamente dimostrano correlazioni quasi perfette tra dati apparentemente scollegati, come il numero di film in cui appare Nicolas Cage e il numero di persone annegate in piscina. Sebbene la matematica possa mostrare un legame statisticamente significativo, questo non implica alcuna relazione di causa-effetto reale. Le fake news sfruttano questo principio per collegare eventi disparati, creando connessioni artificiali tra fenomeni politici, sociali o sanitari, dando loro una parvenza di validità scientifica che in realtà non possiedono.
Infine, il '''''"cherry picking"'''''<ref>{{Cita pubblicazione|autore=Darrell Huff|titolo=How to Lie with Statistics.}}</ref> (raccolta delle ciliegie) consiste nel selezionare solo i dati che confermano una determinata tesi, ignorando tutti quelli che la smentiscono. Se un farmaco viene testato cento volte e solo in due casi produce risultati positivi, pubblicare esclusivamente quei due test ignorando i restanti novantotto è una manipolazione statistica che crea una falsa verità scientifica.Per non cadere vittima delle manipolazioni numeriche, è fondamentale sviluppare un approccio critico che vada oltre la semplice lettura del dato. Il primo passo per riconoscere l'uso improprio della statistica è analizzare la fonte e il contesto. Bisogna chiedersi chi ha commissionato lo studio e se tale soggetto abbia un interesse specifico nel far apparire i risultati in un certo modo. Una statistica isolata, priva di riferimenti al campione o alla metodologia, è spesso un segnale di allarme:un campione troppo piccolo o non rappresentativo della popolazione può produrre risultati distorti che non hanno valore scientifico. Quando si osserva un grafico, è importante verificare sempre se l'asse verticale parte da zero e valutare la reale proporzione delle variazioni. Allo stesso modo, di fronte a un'affermazione che lega due eventi, bisogna chiedersi se esiste un nesso logico di causalità o se si tratta solo di una correlazione casuale o indotta da una terza variabile non dichiarata. La statistica è uno strumento potente per comprendere il mondo, ma richiede un lettore attento e consapevole per non trasformarsi in un veicolo di disinformazione. La statistica non mente, ma le persone sleali sanno usare molto bene la statistica.
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Informazione e disinformazione/Stereotipi e condizione femminile
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Fra.pace
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text/x-wiki
Nel corso della storia, la condizione femminile è stata spesso interpretata attraverso schemi semplificati o stereotipati. L’idea di un matriarcato originario diffuso, ad esempio, non trova conferme solide nella ricerca contemporanea, così come la rappresentazione di intere epoche, come il [[Medioevo]], esclusivamente in termini di totale passività femminile appare oggi riduttiva.
[[File:Storia_femminile_realistica.png|miniatura|396x396px|Condizione femminile nel corso della storia]]
Uno sguardo di lungo periodo evidenzia invece una realtà più articolata, fatta di differenze e trasformazioni. Nelle civiltà antiche, come nell’antico [[Egitto]], le donne potevano godere di alcuni diritti giuridici e patrimoniali, mentre in contesti come l’[[Grecia classica|antica Grecia]] la loro partecipazione alla vita pubblica era fortemente limitata. Durante il Medioevo europeo, pur all’interno di una società gerarchica, le donne erano presenti nelle attività produttive, nelle realtà urbane e, in alcuni casi, anche in ambito culturale e religioso.
Con l’[[età moderna]] e l’[[Illuminismo]], si svilupparono nuove riflessioni sui diritti individuali, che contribuirono, seppur gradualmente, a mettere in discussione le disuguaglianze di genere. Questo processo trovò un’espressione più concreta tra XIX e XX secolo con i movimenti per il suffragio femminile, che portarono al riconoscimento del diritto di voto in numerosi paesi. Nel corso del Novecento, ulteriori conquiste(dall’accesso all’istruzione superiore alla partecipazione al mondo del lavoro) hanno progressivamente ampliato gli spazi di autonomia femminile, pur senza eliminare completamente le disparità.
Infatti, ancora oggi oltre il 70% delle donne vive in condizioni di indigenza o discriminazione, specialmente in, [[Africa]], [[Asia]] e [[Medio Oriente]]. Le cause di tali disuguaglianze sono molteplici e interconnesse: tra queste rientrano fattori religiosi, ma anche dinamiche culturali, sociali ed economiche che contribuiscono a consolidare strutture di disuguaglianza nel lungo periodo. In questo contesto, desta particolare preoccupazione la condizione delle donne in [[Afghanistan]], dove recenti sviluppi politici hanno comportato significative restrizioni dei diritti fondamentali, tra cui l’accesso all’istruzione e al lavoro.
Nel complesso, la storia della condizione femminile si configura come un percorso non lineare, segnato da progressi, resistenze e differenze tra contesti, in cui le trasformazioni sociali, politiche ed economiche hanno avuto un ruolo determinante nel ridefinire, nel tempo, il ruolo delle donne nelle diverse società.
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Nicole Ruggiero
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text/x-wiki
'''Brani sulla violenza di genere:''' “La scoperta del mascara azzurro” di [[Chimamanda Ngozi Adichie|Chinamanda Ngozi Adichie]] (tratta tematiche legate all’identità femminile e alle aspettative sociali) e “[[Una stanza tutta per sé]]” di [[Virginia Woolf]] (evidenzia l’esclusione femminile dalla cultura, sostenendo la necessità di indipendenza economica e uno spazio fisico privato per le donne, essenziali per poter creare arte e letteratura).
[[File:Firefly.png|miniatura|532x532px|Condizione femminile nel corso della storia]]
La condizione femminile nella storia è un percorso complesso e in evoluzione, segnato da continue forme di rivendicazione e resistenza. Nel [[Medioevo]] le donne non avevano diritti, vivevano in una società patriarcale che le considerava generalmente inferiori e sottomesse agli uomini, con ruoli centrati su matrimonio, maternità e gestione domestica. La condizione femminile oggi, in Italia e in Europa, mostra un quadro complesso fatto di progressi significativi ma anche di persistenti disuguaglianze strutturali. La [[statistica]] ufficiale svolge un ruolo fondamentale nel fotografare questa realtà e nel supportare le politiche di genere, fornendo indicatori comparabili e aggiornati.
Nel confronto con gli altri paesi dell'[[Unione europea|Unione Europea]], l’Indice di Uguaglianza di Genere ([[Istituto europeo per l'uguaglianza di genere|EIGE]]) mostra per l’Italia un valore ancora al di sotto della media, seppure in forte crescita rispetto al passato. All’interno del territorio italiano le analisi regionali confermano che i divari di genere risultano favorevoli alle donne quasi esclusivamente nel settore dell’istruzione, sottolineando la persistenza di barriere strutturali negli altri ambiti della vita sociale ed economica.
Il percorso verso la parità di genere, quindi, è in evoluzione ma incompleto: i dati mostrano miglioramenti concreti, ma mostrano anche la necessità di interventi mirati e sistematici per trasformare i progressi formali in una reale uguaglianza sostanziale.
Nel corso della storia, la condizione femminile è stata spesso interpretata attraverso schemi semplificati o stereotipati. L’idea di un matriarcato originario diffuso, ad esempio, non trova conferme solide nella ricerca contemporanea, così come la rappresentazione di intere epoche, come il [[Medioevo]], esclusivamente in termini di totale passività femminile appare oggi riduttiva.
[[File:Storia_femminile_realistica.png|miniatura|396x396px|Condizione femminile nel corso della storia]]
Uno sguardo di lungo periodo evidenzia invece una realtà più articolata, fatta di differenze e trasformazioni. Nelle civiltà antiche, come nell’antico [[Egitto]], le donne potevano godere di alcuni diritti giuridici e patrimoniali, mentre in contesti come l’[[Grecia classica|antica Grecia]] la loro partecipazione alla vita pubblica era fortemente limitata. Durante il Medioevo europeo, pur all’interno di una società gerarchica, le donne erano presenti nelle attività produttive, nelle realtà urbane e, in alcuni casi, anche in ambito culturale e religioso.
Con l’[[età moderna]] e l’[[Illuminismo]], si svilupparono nuove riflessioni sui diritti individuali, che contribuirono, seppur gradualmente, a mettere in discussione le disuguaglianze di genere. Questo processo trovò un’espressione più concreta tra XIX e XX secolo con i movimenti per il suffragio femminile, che portarono al riconoscimento del diritto di voto in numerosi paesi. Nel corso del Novecento, ulteriori conquiste(dall’accesso all’istruzione superiore alla partecipazione al mondo del lavoro) hanno progressivamente ampliato gli spazi di autonomia femminile, pur senza eliminare completamente le disparità.
Infatti, ancora oggi oltre il 70% delle donne vive in condizioni di indigenza o discriminazione, specialmente in, [[Africa]], [[Asia]] e [[Medio Oriente]]. Le cause di tali disuguaglianze sono molteplici e interconnesse: tra queste rientrano fattori religiosi, ma anche dinamiche culturali, sociali ed economiche che contribuiscono a consolidare strutture di disuguaglianza nel lungo periodo. In questo contesto, desta particolare preoccupazione la condizione delle donne in [[Afghanistan]], dove recenti sviluppi politici hanno comportato significative restrizioni dei diritti fondamentali, tra cui l’accesso all’istruzione e al lavoro.
Nel complesso, la storia della condizione femminile si configura come un percorso non lineare, segnato da progressi, resistenze e differenze tra contesti, in cui le trasformazioni sociali, politiche ed economiche hanno avuto un ruolo determinante nel ridefinire, nel tempo, il ruolo delle donne nelle diverse società.
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Nel corso della storia, la condizione femminile è stata spesso interpretata attraverso schemi semplificati o stereotipati. L’idea di un matriarcato originario diffuso, ad esempio, non trova conferme solide nella ricerca contemporanea, così come la rappresentazione di intere epoche, come il [[Medioevo]], esclusivamente in termini di totale passività femminile appare oggi riduttiva.
[[File:Storia_femminile_realistica.png|miniatura|396x396px|Condizione femminile nel corso della storia]]
Uno sguardo di lungo periodo evidenzia invece una realtà più articolata, fatta di differenze e trasformazioni. Nelle civiltà antiche, come nell’antico [[Egitto]], le donne potevano godere di alcuni diritti giuridici e patrimoniali, mentre in contesti come l’[[Grecia classica|antica Grecia]] la loro partecipazione alla vita pubblica era fortemente limitata. Durante il Medioevo europeo, pur all’interno di una società gerarchica, le donne erano presenti nelle attività produttive, nelle realtà urbane e, in alcuni casi, anche in ambito culturale e religioso.
Con l’[[età moderna]] e l’[[Illuminismo]], si svilupparono nuove riflessioni sui diritti individuali, che contribuirono, seppur gradualmente, a mettere in discussione le disuguaglianze di genere. Questo processo trovò un’espressione più concreta tra XIX e XX secolo con i movimenti per il suffragio femminile, che portarono al riconoscimento del diritto di voto in numerosi paesi. Nel corso del Novecento, ulteriori conquiste(dall’accesso all’istruzione superiore alla partecipazione al mondo del lavoro) hanno progressivamente ampliato gli spazi di autonomia femminile, pur senza eliminare completamente le disparità.
Infatti, ancora oggi oltre il 70% delle donne vive in condizioni di indigenza o discriminazione, specialmente in, [[Africa]], [[Asia]] e [[Medio Oriente]]. Le cause di tali disuguaglianze sono molteplici e interconnesse: tra queste rientrano fattori religiosi, ma anche dinamiche culturali, sociali ed economiche che contribuiscono a consolidare strutture di disuguaglianza nel lungo periodo. In questo contesto, desta particolare preoccupazione la condizione delle donne in [[Afghanistan]], dove recenti sviluppi politici hanno comportato significative restrizioni dei diritti fondamentali, tra cui l’accesso all’istruzione e al lavoro.
Nel complesso, la storia della condizione femminile si configura come un percorso non lineare, segnato da progressi, resistenze e differenze tra contesti, in cui le trasformazioni sociali, politiche ed economiche hanno avuto un ruolo determinante nel ridefinire, nel tempo, il ruolo delle donne nelle diverse società.
'''Brani sulla violenza di genere:''' “La scoperta del mascara azzurro” di [[Chimamanda Ngozi Adichie|Chinamanda Ngozi Adichie]] (tratta tematiche legate all’identità femminile e alle aspettative sociali) e “[[Una stanza tutta per sé]]” di [[Virginia Woolf]] (evidenzia l’esclusione femminile dalla cultura, sostenendo la necessità di indipendenza economica e uno spazio fisico privato per le donne, essenziali per poter creare arte e letteratura).
[[File:Firefly.png|miniatura|532x532px|Condizione femminile nel corso della storia]]
La condizione femminile nella storia è un percorso complesso e in evoluzione, segnato da continue forme di rivendicazione e resistenza. Nel [[Medioevo]] le donne non avevano diritti, vivevano in una società patriarcale che le considerava generalmente inferiori e sottomesse agli uomini, con ruoli centrati su matrimonio, maternità e gestione domestica. La condizione femminile oggi, in Italia e in Europa, mostra un quadro complesso fatto di progressi significativi ma anche di persistenti disuguaglianze strutturali. La [[statistica]] ufficiale svolge un ruolo fondamentale nel fotografare questa realtà e nel supportare le politiche di genere, fornendo indicatori comparabili e aggiornati.
Nel confronto con gli altri paesi dell'[[Unione europea|Unione Europea]], l’Indice di Uguaglianza di Genere ([[Istituto europeo per l'uguaglianza di genere|EIGE]]) mostra per l’Italia un valore ancora al di sotto della media, seppure in forte crescita rispetto al passato. All’interno del territorio italiano le analisi regionali confermano che i divari di genere risultano favorevoli alle donne quasi esclusivamente nel settore dell’istruzione, sottolineando la persistenza di barriere strutturali negli altri ambiti della vita sociale ed economica.
Il percorso verso la parità di genere, quindi, è in evoluzione ma incompleto: i dati mostrano miglioramenti concreti, ma mostrano anche la necessità di interventi mirati e sistematici per trasformare i progressi formali in una reale uguaglianza sostanziale.
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Pesaro/Pesaro - Chiesa del Nome di Dio
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Nuova pagina: {{Disposizioni foniche di organi a canne}} [[File:Pesaro - Chiesa del Nome di Dio - 2023-09-24 10-51-56 004.jpg|400px|centro]] * '''Costruttore:''' Antonio Pace * '''Anno:''' 1631 * '''Restauri/modifiche:''' Ruffatti (restauro, 1996) * '''Registri:''' 8<ref>Registri azionati da manette spostabili con movimento verticale e fissabili ad incastro, disposte in linea orizzontale a destra della tastiera</ref> * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a fine...
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{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Pesaro - Chiesa del Nome di Dio - 2023-09-24 10-51-56 004.jpg|400px|centro]]
* '''Costruttore:''' Antonio Pace
* '''Anno:''' 1631
* '''Restauri/modifiche:''' Ruffatti (restauro, 1996)
* '''Registri:''' 8<ref>Registri azionati da manette spostabili con movimento verticale e fissabili ad incastro, disposte in linea orizzontale a destra della tastiera</ref>
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, collocata al centro del corpo d'organo
* '''Tastiere:''' Tastiera scavezza di 45 note (''Do<sup>1</sup>-Do<sup>4</sup>'', divisione Bassi/soprani ''Re<sup>3</sup>-Mi♭<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' scavezza a leggio di 9 note (''Do<sup>1</sup>-Do<sup>2</sup>''), priva di registri propri e costantemente unita al manuale
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
* '''Note:''' Alimentazione sia con elettroventilatore che manuale
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Fila unica'''
----
|-
|Principale
|-
|Ottava
|-
|Demiquinta
|-
|Decimanona
|-
|Vigesima seconda
|-
|Flauto in XII ||Bassi
|-
|Flauto in XII ||Soprani
|-
|Flauto in VIII
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Informazione e disinformazione/Fake news nella scienza
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Mariastella giuzio
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text/x-wiki
<big>Fake news nella scienza</big>
Le informazioni relative alla nutrizione sono tra le più esposte a fenomeni di disinformazione, spesso caratterizzati da messaggi semplificati, contraddittori o non aggiornati. Il caso delle uova e del loro presunto impatto negativo sulla salute cardiovascolare rappresenta un esempio significativo di come un’ipotesi scientifica possa essere amplificata e trasformata, nel tempo, in una convinzione diffusa anche quando le evidenze successive ne ridimensionano la portata. Questo argomento permette quindi di analizzare in modo concreto il processo di costruzione e diffusione delle fake news, evidenziando l’importanza di un approccio critico e basato su fonti scientifiche affidabili.
[[File:Eierdoos.jpg|link=https://it.wikipedia.org/wiki/File:Eierdoos.jpg|miniatura]]
= Uova e salute cardiovascolare =
Le uova sono un alimento di largo consumo, apprezzato per il loro elevato valore nutrizionale, il costo contenuto e la versatilità in cucina. Dal punto di vista nutrizionale, contengono proteine di alta qualità biologica, lipidi, vitamine (in particolare A, D, E e alcune del gruppo B), minerali come ferro, fosforo e selenio, oltre a composti bioattivi concentrati principalmente nel tuorlo.<ref>{{Cita web|url=|titolo=CREA – Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione, Linee guida per una sana alimentazione italiana}}</ref>
== Valore nutrizionale e biologico delle proteine ==
Le proteine dell'uovo sono considerate tra le più complete in ambito alimentare. Il loro valore biologico — indicatore della capacità dell'organismo di utilizzare le proteine introdotte con la dieta per sintetizzare proteine corporee — è stato storicamente fissato come riferimento pari a 1 (o 100).<ref>FAO/WHO, ''Protein Quality Evaluation Report''</ref>
Per confronto, il valore biologico di altre proteine alimentari risulta leggermente inferiore:
* proteine del latte: circa 0,91
* proteine della carne bovina: circa 0,80
Questa caratteristica rende l'uovo una fonte proteica di riferimento nella nutrizione umana.
== Contenuto lipidico e colesterolo ==
Un uovo di dimensioni medie contiene circa l'11% di lipidi e circa 186 mg di colesterolo, localizzato quasi esclusivamente nel tuorlo.
A partire dalla seconda metà del XX secolo, l'ipotesi che il colesterolo alimentare potesse influenzare direttamente i livelli di colesterolo nel sangue ha portato a raccomandazioni dietetiche restrittive. In molti paesi si suggeriva di limitare il consumo a 2–3 uova alla settimana, soprattutto per prevenire l'ipercolesterolemia e le malattie cardiovascolari.<ref>USDA, ''Egg Products & Food Composition Databases''</ref>
== Evoluzione delle evidenze scientifiche ==
Negli ultimi decenni, numerosi studi epidemiologici e sperimentali hanno rivalutato il ruolo delle uova nella dieta.
Le ricerche indicano che, nei soggetti sani, il consumo regolare di uova non determina variazioni significative nel rapporto tra colesterolo LDL (lipoproteine a bassa densità) e colesterolo HDL (lipoproteine ad alta densità). Tale rapporto è considerato un importante indicatore del rischio di aterosclerosi.<ref>Hu, F.B. et al. (1999), ''Egg consumption and risk of cardiovascular disease'', JAMA</ref>
Alcuni studi hanno inoltre osservato che un consumo relativamente elevato di uova (fino a 4–5 al giorno per periodi prolungati), in individui sani, non altera in modo significativo i parametri lipidici plasmatici.<ref>Blesso, C.N.; Fernandez, M.L. (2018), ''Dietary cholesterol and health'', Nutrients</ref>
== Uova e rischio cardiovascolare ==
Le evidenze scientifiche più recenti suggeriscono che non esiste una relazione diretta tra consumo moderato di uova e aumento dell'incidenza di malattie cardiovascolari nella popolazione sana.<ref>Blesso, C.N.; Fernandez, M.L. (2018), ''Dietary cholesterol and health'', Nutrients</ref>
Le attuali raccomandazioni nutrizionali evidenziano come l'impatto delle uova sul profilo lipidico dipenda dal contesto dietetico complessivo. In particolare, un'alimentazione caratterizzata da elevato consumo di grassi saturi, zuccheri raffinati e alimenti ultra-processati può contribuire all'aumento dei livelli di colesterolo nel sangue.<ref>Harvard T.H. Chan School of Public Health</ref>
Al contrario, in regimi alimentari equilibrati, come la dieta mediterranea — ricca di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce e olio d'oliva — il consumo di uova è generalmente considerato compatibile con uno stile alimentare sano.
== Raccomandazioni nutrizionali ==
Secondo le Linee guida per una sana alimentazione del CREA (Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione), il consumo di uova può essere incluso in una dieta equilibrata.
Per individui sani e privi di fattori predisponenti all'ipercolesterolemia, quali:
* predisposizione genetica
* diabete
* patologie epatiche o renali
* abuso di alcol
* dislipidemie preesistenti
il consumo regolare di uova non è generalmente considerato un fattore di rischio cardiovascolare.
== Considerazioni generali ==
L'uovo rappresenta un alimento nutrizionalmente denso e accessibile. Le evidenze scientifiche indicano che la relazione tra colesterolo alimentare e colesterolemia è complessa e influenzata da fattori metabolici, genetici e dietetici.
Nel contesto di una dieta equilibrata e di uno stile di vita sano, il consumo di uova può contribuire positivamente all'apporto di proteine di alta qualità e micronutrienti essenziali.<ref>Blesso, C.N.; Fernandez, M.L. (2018), ''Dietary cholesterol and health'', Nutrients</ref>
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= Charles Darwin e il contesto storico-scientifico =
Charles Darwin visitò le isole Galápagos tra il 1831 e il 1836 durante il viaggio della HMS Beagle. Tuttavia, non formulò immediatamente la teoria dell'evoluzione per selezione naturale durante il viaggio. Le osservazioni raccolte — tra cui quelle sui tordi beffeggiatori e sui cosiddetti "fringuelli di Darwin" (in realtà appartenenti alla famiglia dei Traupidi) — furono analizzate successivamente.
[[File:Green-headed_Tanager_Ubatuba.jpg|link=https://it.wikipedia.org/wiki/File:Green-headed_Tanager_Ubatuba.jpg|miniatura]]
Un ruolo significativo fu svolto dall'ornitologo John Gould, che contribuì alla corretta classificazione degli esemplari raccolti, permettendo a Darwin di riconoscere pattern di diversificazione tra le specie.<ref>On the Origin of Species</ref>
== Vita personale e collaborazioni ==
Una figura importante nella vita di Darwin fu la moglie Emma Wedgwood, spesso descritta in modo riduttivo nella letteratura popolare. In realtà, Emma era colta e razionale, e fornì un sostegno fondamentale sia sul piano intellettuale sia su quello personale. Collaborò alla revisione dei manoscritti e contribuì alla stabilità emotiva dello scienziato.
== Miti e interpretazioni ==
Nel tempo, diverse narrazioni imprecise hanno riguardato la figura di Darwin:
* non vi sono prove di una dedica di Karl Marx a Darwin per l'opera "Il Capitale";
* la teoria della selezione naturale non fu "appropriata" da Alfred Russel Wallace: i due studiosi giunsero indipendentemente a conclusioni simili e presentarono congiuntamente i risultati;
* le accuse moderne di razzismo risultano anacronistiche e semplificative: Darwin era contrario alla schiavitù e sosteneva l'unità della specie umana.<ref>Desmond & Moore (1991); Browne (2002)</ref>
== Eredità scientifica ==
Darwin è considerato una figura centrale nella storia della scienza. Il suo lavoro, insieme a quello di Wallace, ha contribuito alla fondazione della biologia evolutiva moderna, fornendo un quadro teorico per comprendere l'origine e la diversità delle specie.<ref>Gould, S.J. (2002), ''The Structure of Evolutionary Theory''</ref>
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Fano/Fano - Chiesa dei Santo Benedetto e Scolastica
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#RINVIA [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Fano/Fano - Chiesa dei Santi Benedetto e Scolastica]]
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Informazione e disinformazione/Dalle bugie alle fake news
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FrancescoRaia
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= ''<big>LE BUGIE (RELIGIONE, EDU.CIVICA)</big>'' =
=== PRIMA PARTE DEL TESTO: ===
[[Ontologia|L’Ontologia]] della Colpa: Riflessione Etica, Religiosa e Filosofica sulla Vita e sulla [[Verità]]
[[File:Bilancia_simbolica_della_giustizia_tra_menzogna_e_omicidio_nell’etica_filosofica_e_religiosa.jpg|miniatura|319x319px|Bilancia simbolica della giustizia tra menzogna e omicidio nell’etica filosofica e religiosa]]
Nell’architettura dei valori che sorreggono l’agire umano, la distinzione tra l’atto di mentire e l’atto di uccidere rappresenta uno dei nodi centrali della riflessione etica e [[Teologia|teologica]] di ogni tempo. Sebbene entrambi i comportamenti siano configurabili come deviazioni da un ordine morale ideale, la loro natura ontologica e le loro ripercussioni sul piano dell’essere sono profondamente divergenti. Da una prospettiva religiosa, la vita è intesa come l’alveo sacro entro cui si manifesta ogni possibilità di relazione con il trascendente e con il prossimo; sottrarre la vita a un individuo significa
dunque compiere un atto di superbia suprema, sostituendosi alla volontà creatrice e recidendo in modo definitivo il filo dell’esistenza. [[Omicidio|L’omicidio]] non è soltanto un reato punibile dalla legge degli uomini, ma una ferita inferta all’essenza stessa dell’umanità, un gesto irreversibile che nega all’altro la sua unica e irripetibile opportunità di essere nel mondo. In questo senso, la gravità del togliere la vita è assoluta, poiché annulla il presupposto necessario per l’esercizio di ogni altro diritto o [[virtù]].
Parallelamente, la riflessione sulla menzogna ci conduce nel cuore della [[filosofia]] del linguaggio e della morale interpersonale. Dire il falso significa corrompere il mezzo attraverso cui gli esseri umani si riconoscono e collaborano: la parola. Se la parola perde la sua funzione di specchio della realtà, essa smette di essere uno strumento di comunione per diventare un’arma di manipolazione e isolamento. [[Agostino d'Ippona|Sant’Agostino]] descriveva la bugia come una frattura interiore, un atto che divide l’uomo da se stesso prima ancora che dagli altri. Tuttavia, nel bilancio della [[giustizia]] retributiva e [[morale]], la menzogna viene generalmente considerata meno grave dell’omicidio per via della sua potenziale reversibilità: una parola falsa può essere smentita, un legame di fiducia può, con fatica, essere ricostituito, mentre la morte non ammette appello. La moralità, dunque, ci richiama a un’onestà radicale non solo come precetto formale, ma come condizione essenziale per non scivolare in quel relativismo etico che precede spesso la violenza fisica.
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GiusLaraia
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= ''<big>LE BUGIE (RELIGIONE, EDU.CIVICA)</big>'' =
=== PRIMA PARTE DEL TESTO: ===
[[Ontologia|L’Ontologia]] della Colpa: Riflessione Etica, Religiosa e Filosofica sulla Vita e sulla [[Verità]]
[[File:Bilancia_simbolica_della_giustizia_tra_menzogna_e_omicidio_nell’etica_filosofica_e_religiosa.jpg|miniatura|319x319px|Bilancia simbolica della giustizia tra menzogna e omicidio nell’etica filosofica e religiosa]]
Nell’architettura dei valori che sorreggono l’agire umano, la distinzione tra l’atto di mentire e l’atto di uccidere rappresenta uno dei nodi centrali della riflessione etica e [[Teologia|teologica]] di ogni tempo. Sebbene entrambi i comportamenti siano configurabili come deviazioni da un ordine morale ideale, la loro natura ontologica e le loro ripercussioni sul piano dell’essere sono profondamente divergenti. Da una prospettiva religiosa, la vita è intesa come l’alveo sacro entro cui si manifesta ogni possibilità di relazione con il trascendente e con il prossimo; sottrarre la vita a un individuo significa
dunque compiere un atto di superbia suprema, sostituendosi alla volontà creatrice e recidendo in modo definitivo il filo dell’esistenza. [[Omicidio|L’omicidio]] non è soltanto un reato punibile dalla legge degli uomini, ma una ferita inferta all’essenza stessa dell’umanità, un gesto irreversibile che nega all’altro la sua unica e irripetibile opportunità di essere nel mondo. In questo senso, la gravità del togliere la vita è assoluta, poiché annulla il presupposto necessario per l’esercizio di ogni altro diritto o [[virtù]].
Parallelamente, la riflessione sulla menzogna ci conduce nel cuore della [[filosofia]] del linguaggio e della morale interpersonale. Dire il falso significa corrompere il mezzo attraverso cui gli esseri umani si riconoscono e collaborano: la parola. Se la parola perde la sua funzione di specchio della realtà, essa smette di essere uno strumento di comunione per diventare un’arma di manipolazione e isolamento. [[Agostino d'Ippona|Sant’Agostino]] descriveva la bugia come una frattura interiore, un atto che divide l’uomo da se stesso prima ancora che dagli altri. Tuttavia, nel bilancio della [[giustizia]] retributiva e [[morale]], la menzogna viene generalmente considerata meno grave dell’omicidio per via della sua potenziale reversibilità: una parola falsa può essere smentita, un legame di fiducia può, con fatica, essere ricostituito, mentre la morte non ammette appello. La moralità, dunque, ci richiama a un’onestà radicale non solo come precetto formale, ma come condizione essenziale per non scivolare in quel relativismo etico che precede spesso la violenza fisica.
== '''SECONDA PARTE''' ==
La [[Menzogna]] Sistemica nell’Era Digitale: [[Fake news|Fake News]] e Crisi dell’Educazione Civica
Spostando l’indagine dal piano della coscienza individuale a quello della responsabilità collettiva, il tema della “bugia” subisce oggi una metamorfosi inquietante nel fenomeno delle fake news. Nell’ambito dell’Educazione Civica, la [[disinformazione]] non può più essere derubricata a semplice errore comunicativo, ma deve essere analizzata come una patologia della democrazia. Se la menzogna interpersonale mina un rapporto tra singoli, la fake news è una “menzogna industriale” progettata per inquinare la sorgente stessa del sapere pubblico. In una società complessa, il cittadino non può esperire direttamente ogni fatto; egli deve affidarsi a un ecosistema informativo che funga da garante della realtà. Quando questo ecosistema viene deliberatamente avvelenato da informazioni false, parziali o manipolate, il diritto all’[[informazione]] — pilastro di ogni Stato di diritto — viene svuotato di senso, trasformando il popolo da soggetto sovrano a massa manovrabile.
Le fake news agiscono secondo logiche di polarizzazione che sfruttano le cosiddette [[“camere dell’eco”]] (echo chambers), dove il pregiudizio viene alimentato e la verità oggettiva sacrificata sull’altare dell’appartenenza ideologica o del profitto economico. Questo processo genera una frammentazione della realtà sociale che rende impossibile il dialogo civile: se non concordiamo più su quali siano i fatti, come potremo mai concordare sulle soluzioni ai problemi comuni? L’[[Educazione Civica]] moderna pone dunque al centro della sua missione l’alfabetizzazione mediatica e il potenziamento del pensiero critico. Essere un cittadino consapevole oggi significa agire come un “custode della verità”, esercitando un controllo costante sulle fonti, analizzando le retoriche manipolative e comprendendo i meccanismi algoritmici che governano il flusso delle notizie.
In conclusione, se il comandamento religioso e morale ci protegge dall’atrocità dell’omicidio salvaguardando la sacralità del corpo e della vita fisica, l’impegno civico contro le fake news protegge la “[[vita politica]]” e spirituale della nazione. Una [[democrazia]] che soccombe alla post-verità è una democrazia moribonda, poiché senza la verità non può esserci giustizia, e senza giustizia la convivenza umana regredisce allo stato di natura, dove la forza sostituisce il diritto e l’inganno sostituisce il confronto. La lotta contro la falsità nell’informazione è, in ultima analisi, la difesa della nostra libertà di essere umani liberi, pensanti e responsabili del destino comune.
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Marche/Provincia di Pesaro e Urbino/Fano/Fano - Chiesa di San Pietro in Valle
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Nuova pagina: {{Disposizioni foniche di organi a canne}} [[File:Monumenti (105) San Pietro e l'organo.jpg|400px|centro]] * '''Costruttore:''' Gaetano Callido (''Opus 21'') * '''Anno:''' 1765<ref>Costruito per la chiesa di Sant'Ignazio già dei Gesuiti di Fano, ricollocato a San Pietro in Valle dopo il 1873.</ref> * '''Restauri/modifiche:''' * '''Registri:''' 16 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' meccanica * '''Consolle:''' a finestra, al centro dell'organo * '''Tastiere:''' 1 di 45 no...
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{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Monumenti (105) San Pietro e l'organo.jpg|400px|centro]]
* '''Costruttore:''' Gaetano Callido (''Opus 21'')
* '''Anno:''' 1765<ref>Costruito per la chiesa di Sant'Ignazio già dei Gesuiti di Fano, ricollocato a San Pietro in Valle dopo il 1873.</ref>
* '''Restauri/modifiche:'''
* '''Registri:''' 16
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro dell'organo
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>4</sup>'')
* '''Pedaliera:''' scavezza a leggio di 18 tasti (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>2</sup>''<ref>l'ultimo tasto aziona il Tamburo</ref>) sempre unita al manuale
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria sul lato sinistro del transetto
* '''Accessori:''' ''Tiratutti'' a manovella, Tamburo
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale ||8' Bassi
|-
|Principale ||Soprani
|-
|Ottava
|-
|Quintadecima
|-
|Decima nona
|-
|Vigesima seconda
|-
|Vigesima sesta
|-
|Vigesima nona
|-
|Controbassi ||16'
|-
|Ottave de’ Controbassi
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto'''''
----
|-
|Voce Umana ||Soprani
|-
|Flauto in ottava
|-
|Flauto in XII
|-
|Cornetta ||Soprani<ref>1.3/5'</ref>
|-
|Tromboncini ||8' Bassi
|-
|Tromboncini|| Soprani
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di San Pietro in Valle (Fano)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Pietro in Valle a Fano}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.academia.edu/4966604/Gli_organi_storici_della_Diocesi_di_Fano|titolo=Gli organi storici della Diocesi di Fano|autore=Giovannimaria Perrucci}}
{{Avanzamento|100%|28 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Efficacia di psicoterapie e psicofarmaci contro la malattia mentale/Antidepressivi
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Lovepeacejoy404
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Nuova pagina: {{Efficacia di psicoterapie e psicofarmaci contro la malattia mentale}} ==Caricamento librerie== <syntaxhighlight lang="R"> library(netmeta) </syntaxhighlight> ==Parte 1: Dati== All'indirizzo https://data.mendeley.com/datasets/83rthbp8ys/2 è possibile scaricare un paper in formato pdf e dati in formato xlsx relativi ad una meta analisi fatta da ricercatori dal titolo "Cipriani et al_GRISELDA_Lancet 2018_Open dataset - Mendeley Datal" in cui viene esaminata l'efficacia e la...
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{{Efficacia di psicoterapie e psicofarmaci contro la malattia mentale}}
==Caricamento librerie==
<syntaxhighlight lang="R">
library(netmeta)
</syntaxhighlight>
==Parte 1: Dati==
All'indirizzo https://data.mendeley.com/datasets/83rthbp8ys/2 è possibile scaricare un paper in formato pdf e dati in formato xlsx relativi ad una meta analisi fatta da ricercatori dal titolo "Cipriani et al_GRISELDA_Lancet 2018_Open dataset - Mendeley Datal" in cui viene esaminata l'efficacia e la tollerabilità di 21 farmaci antidepressivi. La ricerca analizza i dati di 522 studi clinici controllati, dove risultano coinvolti oltre 116.000 partecipanti adulti con disturbo depressivo maggiore. I risultati indicano che tutti i principi attivi esaminati sono più efficaci del placebo nel trattamento acuto della patologia.
Nel codice viene eseguita una '''network meta-analysis (NMA)''' per i due outcome primari: efficacia (tasso di risposta) e accettabilità (interruzione del trattamento). La network meta-analysis , o meta-analisi a rete, è una metodologia statistica avanzata che permette di confrontare simultaneamente più trattamenti (interventi) all'interno di un unico modello, anche quando non sono stati confrontati direttamente tra loro in studi clinici. Mentre una meta-analisi tradizionale confronta solitamente due opzioni (es. un farmaco contro il placebo), la NMA viene usata per confrontare e classificare ben 21 diversi antidepressivi e il placebo. Uno dei principali vantaggi della NMA è che permette di creare una classifica o ranking che indica la probabilità di un farmaco di essere il migliore per un determinato esito. La NMA nel caso specifico calcola gli '''Odds Ratio (OR)''' e i relativi errori standard partendo dal numero di eventi (`Responders` o `Dropouts_total`) e dal numero totale di pazienti randomizzati (`No_randomised`).
'''Caricamento e visualizzazione dati :'''
<syntaxhighlight lang="R">
data <- read.csv("Cipriani et al_GRISELDA_Lancet 2018_Open data.csv")
data[,c(4:9,12:13,15:19)] <- lapply(data[,c(4:9,12:13,15:19)], as.numeric)
</syntaxhighlight>
==Parte 2: Network meta-analisi==
Come si vede dalla network meta-analisi gli Odds Ratio (OR) sono quasi tutti maggiori di 1. Questo significa che il trattamento aumenta la risposta positiva rispetto al placebo . Ad esempio :
* OR = 2 → probabilità di risposta positiva raddoppia
* OR = 1.5 → +50% probabilità
<syntaxhighlight lang="R">
# 3. Preparazione dei dati per l'efficacia (Response Rate)
# Utilizziamo 'Responders' come eventi e 'No_randomised' come totale.
pw_efficacy <- pairwise(treat = Drug,
event = Responders,
n = No_randomised,
studlab = StudyID,
data = data,
sm = "OR") # Odds Ratio
# 4. Esecuzione della Network Meta-Analysis per l'Efficacia
# Si utilizza un modello a effetti casuali (random-effects).
nma_efficacy <- netmeta(pw_efficacy,
reference = "placebo", # Il placebo è il composto di riferimento
common = FALSE,
random = TRUE)
nma_efficacy
</syntaxhighlight>
Number of studies: k = 472
Number of pairwise comparisons: m = 790
Number of observations: o = 111307
Number of treatments: n = 91
Number of designs: d = 172
Random effects model
Treatment estimate (other treatments vs 'placebo'):
OR 95%-CI z p-value
agomelatine 1.6133 [1.4037; 1.8542] 6.74 < 0.0001
agomelatine 25-50mg 2.3646 [1.3384; 4.1777] 2.96 0.0030
agomelatine 25mg 1.7268 [1.2194; 2.4454] 3.08 0.0021
agomelatine 50mg 1.6703 [1.1216; 2.4874] 2.52 0.0116
amitriptyline 2.0995 [1.8857; 2.3374] 13.54 < 0.0001
bupropion 1.5664 [1.3771; 1.7818] 6.83 < 0.0001
bupropion 200mg 1.3568 [0.7230; 2.5463] 0.95 0.3421
bupropion 300mg 1.2619 [0.7329; 2.1727] 0.84 0.4015
bupropion 400mg 1.4762 [0.7875; 2.7670] 1.21 0.2244
bupropion 450mg 2.2935 [0.9534; 5.5171] 1.85 0.0638
citalopram 1.5121 [1.3240; 1.7268] 6.10 < 0.0001
citalopram 20mg 1.6544 [1.1887; 2.3026] 2.98 0.0028
citalopram 40mg 1.9886 [1.4265; 2.7722] 4.06 < 0.0001
citalopram 60mg 2.2094 [1.2771; 3.8223] 2.83 0.0046
clomipramine 1.5485 [1.2591; 1.9043] 4.14 < 0.0001
desvenlafaxine 1.5315 [1.1898; 1.9713] 3.31 0.0009
desvenlafaxine 100mg 1.4995 [1.1423; 1.9684] 2.92 0.0035
desvenlafaxine 50mg 1.3715 [1.0437; 1.8022] 2.27 0.0234
duloxetine 1.8535 [1.6401; 2.0947] 9.89 < 0.0001
duloxetine 120mg 2.1920 [1.4287; 3.3631] 3.59 0.0003
duloxetine 40mg 1.5260 [1.0656; 2.1852] 2.31 0.0211
duloxetine 60mg 1.5201 [0.8355; 2.7656] 1.37 0.1703
duloxetine 80mg 1.7738 [1.3002; 2.4200] 3.62 0.0003
escitalopram 1.6824 [1.4996; 1.8875] 8.86 < 0.0001
escitalopram 10mg 1.5967 [1.1943; 2.1346] 3.16 0.0016
escitalopram 20mg 1.4884 [1.0672; 2.0759] 2.34 0.0191
escitalopram 28mg 1.7417 [1.0844; 2.7975] 2.30 0.0217
fluoxetine 1.5368 [1.4148; 1.6692] 10.19 < 0.0001
fluoxetine 20mg 1.0242 [0.6793; 1.5442] 0.11 0.9092
fluoxetine 40mg 0.9221 [0.5930; 1.4339] -0.36 0.7189
fluoxetine 60mg 0.7777 [0.4683; 1.2916] -0.97 0.3314
fluvoxamine 1.6797 [1.4060; 2.0066] 5.72 < 0.0001
levomilnacipran 1.6142 [1.1772; 2.2133] 2.97 0.0029
levomilnacipran 120mg 1.7497 [1.0311; 2.9691] 2.07 0.0381
levomilnacipran 40mg 1.5768 [1.0453; 2.3786] 2.17 0.0299
levomilnacipran 80mg 1.4495 [0.9601; 2.1883] 1.77 0.0773
milnacipran 1.7694 [1.2565; 2.4918] 3.27 0.0011
milnacipran 100mg 1.6992 [1.1734; 2.4606] 2.81 0.0050
milnacipran 150mg 3.7622 [1.5232; 9.2926] 2.87 0.0041
milnacipran 200mg 1.7094 [1.1795; 2.4775] 2.83 0.0046
milnacipran 50mg 0.8909 [0.3948; 2.0107] -0.28 0.7810
mirtazapine 1.8418 [1.5916; 2.1313] 8.20 < 0.0001
mirtazapine 15mg 1.6663 [1.0003; 2.7759] 1.96 0.0499
mirtazapine 30mg 1.6387 [0.9849; 2.7264] 1.90 0.0573
mirtazapine 45mg 1.4322 [0.8342; 2.4586] 1.30 0.1927
nefazodone 1.5540 [1.1997; 2.0130] 3.34 0.0008
nefazodone 100-500mg 2.9135 [1.1259; 7.5396] 2.20 0.0275
nefazodone 100-600mg 2.2611 [1.0750; 4.7557] 2.15 0.0315
nefazodone 150-300mg 0.8942 [0.4176; 1.9148] -0.29 0.7734
nefazodone 200mg 2.0217 [0.8081; 5.0582] 1.50 0.1324
nefazodone 300-600mg 1.0560 [0.4968; 2.2449] 0.14 0.8873
nefazodone 300mg 1.0000 [0.3918; 2.5522] 0.00 1.0000
nefazodone 50-250mg 1.1810 [0.4534; 3.0758] 0.34 0.7334
nefazodone 50-300mg 1.5911 [0.7578; 3.3408] 1.23 0.2197
paroxetine 1.7410 [1.6039; 1.8897] 13.26 < 0.0001
paroxetine 10-40mg 1.6259 [0.8333; 3.1724] 1.43 0.1541
paroxetine 12.5-50mg 2.4477 [1.2290; 4.8748] 2.55 0.0109
paroxetine 20-40mg 1.5734 [0.8176; 3.0276] 1.36 0.1748
paroxetine 20-50mg 1.2947 [0.8101; 2.0692] 1.08 0.2803
paroxetine 20mg 1.3655 [0.6275; 2.9716] 0.79 0.4323
paroxetine 25-50mg 1.9243 [1.0734; 3.4498] 2.20 0.0280
paroxetine 25-62.5mg 1.7152 [1.0710; 2.7469] 2.25 0.0247
paroxetine 30mg 1.2585 [0.5767; 2.7461] 0.58 0.5636
paroxetine 40mg 1.0828 [0.4959; 2.3643] 0.20 0.8417
placebo . . . .
Placebo 1.1213 [0.5929; 2.1204] 0.35 0.7248
reboxetine 1.3855 [1.1712; 1.6389] 3.80 0.0001
reboxetine 4mg 0.6813 [0.3311; 1.4022] -1.04 0.2974
reboxetine 8mg 0.9170 [0.4506; 1.8662] -0.24 0.8112
sertraline 1.6051 [1.4435; 1.7847] 8.74 < 0.0001
sertraline 100mg 1.8386 [0.8703; 3.8841] 1.60 0.1105
sertraline 200mg 1.3232 [0.6168; 2.8383] 0.72 0.4721
sertraline 50mg 2.0909 [0.9969; 4.3855] 1.95 0.0510
trazodone 1.5005 [1.2457; 1.8075] 4.27 < 0.0001
venlafaxine 1.7128 [1.5497; 1.8931] 10.54 < 0.0001
venlafaxine 150mg 1.8486 [1.3010; 2.6267] 3.43 0.0006
venlafaxine 200mg 2.2299 [1.4021; 3.5463] 3.39 0.0007
venlafaxine 225mg 2.3597 [1.2474; 4.4638] 2.64 0.0083
venlafaxine 375mg 2.2005 [1.1607; 4.1720] 2.42 0.0157
venlafaxine 75mg 1.6975 [1.2547; 2.2967] 3.43 0.0006
venlafaxine IR 75-150mg 1.5043 [0.7536; 3.0028] 1.16 0.2470
venlafaxine XR 75-150mg 2.8829 [1.4373; 5.7824] 2.98 0.0029
vilazodone 1.5224 [1.1797; 1.9647] 3.23 0.0012
vilazodone 10mg 1.3115 [0.8821; 1.9498] 1.34 0.1802
vilazodone 20mg 1.3150 [0.9705; 1.7818] 1.77 0.0773
vilazodone 40mg 1.6586 [1.0786; 2.5507] 2.30 0.0212
vortioxetine 1.4816 [1.1732; 1.8711] 3.30 0.0010
vortioxetine 10mg 1.7354 [1.4155; 2.1276] 5.30 < 0.0001
vortioxetine 15mg 1.4971 [1.1080; 2.0228] 2.63 0.0086
vortioxetine 20mg 1.8764 [1.4806; 2.3781] 5.21 < 0.0001
vortioxetine 5mg 1.8355 [1.4279; 2.3594] 4.74 < 0.0001
La classifica degli antidepressivi consente di sapere quali sono i migliori:
<syntaxhighlight lang="R">
# Classifica dei farmaci (SUCRA)
# Per classificare i trattamenti in base alla loro probabilità di essere i migliori.
netrank(nma_efficacy, small.values = "bad")
</syntaxhighlight>
P-score
milnacipran 150mg 0.9342
venlafaxine XR 75-150mg 0.8901
nefazodone 100-500mg 0.8491
amitriptyline 0.8275
agomelatine 25-50mg 0.8213
paroxetine 12.5-50mg 0.8169
venlafaxine 200mg 0.8066
venlafaxine 225mg 0.8062
duloxetine 120mg 0.8023
citalopram 60mg 0.7826
venlafaxine 375mg 0.7614
nefazodone 100-600mg 0.7605
bupropion 450mg 0.7463
citalopram 40mg 0.7437
sertraline 50mg 0.7106
duloxetine 0.7077
vortioxetine 20mg 0.7032
mirtazapine 0.6968
vortioxetine 5mg 0.6751
paroxetine 25-50mg 0.6702
venlafaxine 150mg 0.6667
nefazodone 200mg 0.6644
paroxetine 0.6279
duloxetine 80mg 0.6261
milnacipran 0.6199
sertraline 100mg 0.6151
vortioxetine 10mg 0.6099
venlafaxine 0.6020
levomilnacipran 120mg 0.5916
escitalopram 28mg 0.5907
agomelatine 25mg 0.5906
milnacipran 200mg 0.5777
paroxetine 25-62.5mg 0.5759
escitalopram 0.5733
venlafaxine 75mg 0.5723
milnacipran 100mg 0.5710
fluvoxamine 0.5670
agomelatine 50mg 0.5498
mirtazapine 15mg 0.5449
vilazodone 40mg 0.5422
citalopram 20mg 0.5399
mirtazapine 30mg 0.5281
paroxetine 10-40mg 0.5182
levomilnacipran 0.5112
agomelatine 0.5074
nefazodone 50-300mg 0.5003
sertraline 0.4991
escitalopram 10mg 0.4970
paroxetine 20-40mg 0.4903
levomilnacipran 40mg 0.4866
bupropion 0.4622
nefazodone 0.4604
duloxetine 60mg 0.4584
venlafaxine IR 75-150mg 0.4535
clomipramine 0.4509
duloxetine 40mg 0.4461
desvenlafaxine 0.4413
bupropion 400mg 0.4352
vilazodone 0.4339
fluoxetine 0.4292
vortioxetine 15mg 0.4176
desvenlafaxine 100mg 0.4175
escitalopram 20mg 0.4149
citalopram 0.4104
trazodone 0.4063
mirtazapine 45mg 0.3987
vortioxetine 0.3966
levomilnacipran 80mg 0.3954
paroxetine 20mg 0.3868
bupropion 200mg 0.3637
sertraline 200mg 0.3589
paroxetine 30mg 0.3280
desvenlafaxine 50mg 0.3157
nefazodone 50-250mg 0.3101
reboxetine 0.3069
paroxetine 20-50mg 0.2991
vilazodone 10mg 0.2972
bupropion 300mg 0.2915
vilazodone 20mg 0.2812
paroxetine 40mg 0.2315
Placebo 0.2276
nefazodone 300mg 0.2169
nefazodone 300-600mg 0.2150
milnacipran 50mg 0.1443
reboxetine 8mg 0.1395
fluoxetine 20mg 0.1389
nefazodone 150-300mg 0.1367
placebo 0.1025
fluoxetine 40mg 0.0999
fluoxetine 60mg 0.0578
reboxetine 4mg 0.0525
{{avanzamento|75%|29 aprile 2026}}
[[Categoria:Efficacia di psicoterapie e psicofarmaci contro la malattia mentale|Antidepressivi]]
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Informazione e disinformazione/Copertina
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494984
2026-04-29T04:48:22Z
NoemiPastore2009
54295
Ho aggiunto la copertina
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text/x-wiki
[[File:Disinformazione (6).png|miniatura|512x512px]]
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Informazione e disinformazione/Conclusione
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Angelo Maria Mecca
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Nuova pagina: == Conclusioni e impatto sociale == Il rapporto tra la diffusione delle fake news e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale rappresenta oggi una delle sfide strutturali più complesse per la stabilità dell’informazionepubblica. L’evoluzione delle tecnologie digitali ha profondamente mutato il paradigma della comunicazione, rendendo l'accesso ai dati immediato ma esponendo, al contempo, l’ecosistema mediatico a rischi di manipolazione senza precedenti. In questo sce...
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text/x-wiki
== Conclusioni e impatto sociale ==
Il rapporto tra la diffusione delle fake news e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale rappresenta oggi una delle sfide strutturali più complesse per la stabilità dell’informazionepubblica. L’evoluzione delle tecnologie digitali ha profondamente mutato il paradigma della comunicazione, rendendo l'accesso ai dati immediato ma esponendo, al contempo, l’ecosistema mediatico a rischi di manipolazione senza precedenti. In questo scenario, l’intelligenza artificiale assume un ruolo ambivalente: se da un lato si offre come un potente alleato nella verifica automatizzata delle fonti e nel contrasto ai contenuti ingannevoli, dall'altro fornisce strumenti sofisticati per generare disinformazione verosimile e su larga scala, rendendo sempre più sottile il confine tra realtà e artefatto digitale.
[[//it.wikipedia.org/wiki/File:Artificial_intelligence_and_fake_news_ethical_dilemma_illustration.png|link=https://it.wikipedia.org/wiki/File:Artificial_intelligence_and_fake_news_ethical_dilemma_illustration.png|miniatura|297x297px|Illustrazione del dilemma etico tra intelligenza artificiale e fake news]]
Il consolidamento di queste tecnologie impone quindi una riflessione che non sia esclusivamente tecnica, ma anche etica e politica. La gestione del fenomeno non può prescindere da una regolamentazione responsabile che garantisca la trasparenza degli algoritmi e la tracciabilità dei contenuti sintetici. Tuttavia, la sola risposta normativa risulta insufficiente se non accompagnata da un investimento culturale sulle competenze degli utenti. La capacità di esercitare il pensiero critico, di valutare l’attendibilità delle fonti e di comprendere le dinamiche della comunicazione online è diventata un requisito indispensabile per l’esercizio della cittadinanza attiva nelle democrazie contemporanee.
In tale prospettiva, il ruolo delle istituzioni educative appare determinante. Promuovere un'alfabetizzazione digitale sistematica significa dotare la società degli strumenti necessari per navigare la complessità dell'infosfera moderna. In definitiva, la transizione verso un uso consapevole delle nuove tecnologie non è solo un’esigenza tecnica, ma un passaggio fondamentale per preservare la fiducia nel discorso pubblico e garantire la tenuta dei processi democratici di fronte alle insidie della manipolazione dell'informazione.
9ci27qyo6zjca0c5t2i478xeu0f2mf1
Informazione e disinformazione/Fake news nella storia
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494986
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Diana Fabrizio
54305
Nuova pagina: = FAKE NEWS NELLA STORIA = ''Il fenomeno delle fake news e della distorsione dei fatti non è un’esclusiva dell’era digitale; la stessa storiografiaha spesso ereditato una visione distorta di epoche passate, in particolare del Medioevo. Per secoli, questo periodo è stato etichettato come un'epoca "buia", vittima di un pregiudizio illuminista e ottocentesco che ha alimentato numerosi miti popolari, oggi ampiamente smentiti dalla ricerca storica moderna.'' == La medicina:...
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= FAKE NEWS NELLA STORIA =
''Il fenomeno delle fake news e della distorsione dei fatti non è un’esclusiva dell’era digitale; la stessa storiografiaha spesso ereditato una visione distorta di epoche passate, in particolare del Medioevo. Per secoli, questo periodo è stato etichettato come un'epoca "buia", vittima di un pregiudizio illuminista e ottocentesco che ha alimentato numerosi miti popolari, oggi ampiamente smentiti dalla ricerca storica moderna.''
== La medicina: tra teoria umorale e pragmatismo ==
Una delle credenze più diffuse riguarda l’idea che la medicina medievale fosse unicamente basata su superstizioni religiose o pratiche magiche. In realtà, pur essendo profondamente influenzata dalla teoria umorale di derivazione galenica — che interpretava la salute come l'equilibrio tra quattro umori ''(sangue, flemma, bile gialla e bile nera)'' — la medicina del tempo possedeva una sua rigorosa logica interna.
'''''Diagnostica e Astrologia:''''' Sebbene la diagnosi potesse includere l'astrologia medica, l'approccio empirico non era assente.
[[//it.wikipedia.org/wiki/File:Galenoghippokrates.jpg|link=https://it.wikipedia.org/wiki/File:Galenoghippokrates.jpg|miniatura|''Ippocrate (a destra) e Galeno in un affresco della Cripta della Cattedrale di Anagni (Lazio)'']]
'''''Fitoterapia:''''' Molti trattamenti basati su erbe officinali si sono rivelati scientificamente efficaci: l'uso della camomilla per lenire infiammazioni o del colchico per trattare la gotta ''(il cui principio attivo, la colchicina, è utilizzato ancora oggi)'' dimostrano una continuità tra sapere antico e farmacologia moderna.
'''''Chirurgia minore:''''' La figura del "barbiere-chirurgo" garantiva l'accesso a piccoli interventi ''(salassi, estrazioni dentarie o suture)'', con risultati spesso sorprendenti data l'assenza di moderne tecnologie di sterilizzazione.
== Morale e vita quotidiana: il doppio standard sull'adulterio ==
Un altro campo fertile per la produzione di falsi storici riguarda la vita sociale e la moralità. È comune pensare che il Medioevo fosse un blocco monolitico di puritanesimo repressivo, ma la realtà giuridica e sociale era molto più complessa e spesso contraddittoria.
Un esempio lampante è la gestione dell'adulterio. Nonostante la dottrina della Chiesa condannasse formalmente ogni forma di infedeltà, nella pratica giuridica di molte regioni europee esisteva un marcato doppio standard:
[[//it.wikipedia.org/wiki/File:Rembrandt_Harmensz._van_Rijn_016.jpg|link=https://it.wikipedia.org/wiki/File:Rembrandt_Harmensz._van_Rijn_016.jpg|miniatura|''L'adultera biblica Betsabea in un dipinto di Rembrandt del 1654'']]
'''''Adulterio maschile:''''' Spesso tollerato o punito con sanzioni lievi, a patto che non coinvolgesse una donna già sposata ''(in quel caso il reato era considerato un'offesa alla proprietà di un altro uomo)''. Il rapporto con una donna nubile era considerato un peccato, ma raramente un crimine perseguibile con rigore.
'''''Adulterio femminile:''''' Veniva punito con estrema severità, poiché minacciava la legittimità della prole e la trasmissione ereditaria del patrimonio familiare.
Questa disparità non derivava solo da precetti religiosi, ma da una struttura sociale patriarcale che vedeva il corpo della moglie come parte integrante dell'onore e della stabilità della stirpe.
== Conclusioni ==
Analizzare queste "bugie storiche" permette non solo di riabilitare un'epoca fondamentale per la formazione dell'Europa moderna, ma funge anche da esercizio critico per imparare a distinguere, nel presente, la narrazione semplificata dalla complessità della verità documentale.
''Fonti: focus, wikipedia''
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