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Carmina (Catullo)/01
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{{Carmina (Catullo)}}
'''''Cui dono lepidum novum libellum''''' (dal [[w:lingua latina|latino]]: "A chi posso donare un libretto nuovo ed elegante") è l'''[[w:incipit|incipit]]'' del primo dei ''Carmina'' di [[w:Catullo|Catullo]], il proemio della raccolta, contenente la dedica a [[w:Cornelio Nepote|Cornelio Nepote]] e l'invocazione alla [[w:Muse_(divinità)|Musa]] ispiratrice.
== Testo ==
{{Carmina (Catullo)/TestoOriginale|
<poem>
Cui dono lepidum novum libellum<ref>"Libellum" è una forma veggezzativa per "liber". Già nel primo verso della sua raccolta Catullo la definisce frivola, senza valore.</ref>
Arida modo pumice<ref>La pietra pomice veniva usata per lisciare il bordo del rotolo di papiro.</ref> expolitum?
Corneli<ref>[[w:Cornelio Nepote|Cornelio Nepote]], a cui Catullo dedica il liber.</ref>, tibi; namque tu solebas
Meas esse aliquid putare nugas,
Iam tum cum ausus es unus Italorum
Omne aevum tribus explicare chartis<ref>Il poeta si riferisce ai "Chronica" di Nepote, un'opera storiografia completamente perduta. Inoltre è presente grecismo "carta", al posto del comune volumen, indice di un lessico ricercato e raffinato.</ref>,
Doctis, Iuppiter, et laboriosis!
Quare habe tibi quidquid hoc libelli
Qualecumque, quod, o patrona virgo,<ref>La [[w:Muse_(divinità)|Musa]], fonte di ispirazione dei poeti, definita "patrona" perché il poeta, traendone ispirazione, ne è servo.</ref>
Plus uno maneat perenne saeclo<ref>Forma sincopata per "saeculum", indicante il tempo di una generazione.</ref>
</poem>
|trad=
<poem>
A chi posso regalare il libretto nuovo e raffinato
levigato or ora dall'arida pomice?
A te, o Cornelio, e infatti tu eri solito
ritenere che i miei componimenti avessero
un qualche valore, già allora, quando osasti, unico tra gli Italici,
descrivere la storia universale in tre libri
eruditi, per Giove, e faticosi!
Perciò prendi questo libretto qualunque esso sia,
qualsiasi valore abbia esso, o Musa,
possa vivere in eterno più d'una generazione.
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/1|→ Wikisource]]
}}
== Analisi stilistica ==
La poesia appartiene alla prima parte della raccolta catulliana, le nugae, poesie di argomento vario:
* La metrica della poesia: [[w:Endecasillabi falecio|Endecasillabi faleci]].
* Le figure foniche della poesia: [[w:Alliterazione|alliterazione]] ("m" nel verso 1, "m" ed "s" nel verso 5), [[w:anfibologia|anfibologia]] ("lepidum" e "novum" nel verso 1, "expolitum" nel verso 2, "explicare" nel verso 6).
* Le figure retoriche della poesia: [[w:Omoteleuto|omoteleuto]] al verso 1, "''lepidum novum libellum''", [[w:Anastrofe|anastrofe]] (nei versi 2, 4, 6).
* Riferimenti letterari: l'invocazione alle Muse nel proemio della propria opera è ripresa dall'antica tradizione greca ed è una costante nella storia della letteratura.
== Analisi e sintesi ==
Nei primi due versi Catullo si chiede a chi debba dedicare la sua nuova "piacevole" raccolta, il "''libellus''", che ha appena finito di levigare con la pietra pomice. Questi primi versi possono essere soggetti ad una duplice interpretazione, (da qui l'[[w:anfibologia|anfibologia]]). Se si prende in considerazione il "''libellus''" come oggetto materiale, bisogna sapere che ai tempi di Catullo si scriveva su papiri ruvidi, successivamente resi lisci con la pietra pomice e poi arrotolati intorno a bacchette di legno o avorio. Se si intende invece il "''libellus''" quale raccolta di componimenti, gli aggettivi "novum" o "lepidum" insieme con il verbo "expolitum" (levigato) sono da riferirsi allo stile nuovo e grazioso dei poetae novi, uno stile che richiede un grande lavoro di "levigatura" e sintesi.
Decide di dedicare il "''libellus''" a [[w:Cornelio Nepote|Cornelio Nepote]], storiografo del [[w:I secolo a.C.|I secolo a.C.]], conterraneo di Catullo e probabilmente suo grande amico, che considerava le "''nugae''" (inezie) di Catullo come qualcosa di importante. Nel sesto e settimo verso elogia la sua opera, i Chronica, a noi completamente non pervenuta, che mirava a raccontare tutta la storia in tre libri definiti dal poeta "eruditi e faticosi". Anche in questi versi, dove non manca una sottile ed affettuosa ironia, è visibile il nuovo ideale di poesia dei [[w:neoteroi|neoteroi]]: l'opera di Cornelio è apprezzata da Catullo perché breve, dotta e laboriosa. È comunque più verosimile pensare che l'autore dedichi a Cornelio solamente una parte dei componimenti a noi pervenuti e non l'intero "''Liber''" (che comprende 2300 versi, compresi alcuni carmina più complessi e quindi non propriamente definibili come nugae, inezie). Per tutto il componimento il poeta sostiene ironicamente che le sue poesie siano di poco conto, una falsa modestia che alla fine sparisce. Invocando solennemente la "vergine protettrice", ovvero la Musa, si augura che la sua raccolta si mantenga per almeno più di una generazione.
== Il tema ==
I temi sono la concezione della poesia per Catullo, vista come inezia, componimento di scarso valore e l'elogio a Cornelio Nepote e alla sua attività storiografica.
== Il messaggio ==
Lo stile leggiadro e graziato del componimento anticipa ciò che sarà la raccolta di Catullo: un insieme di poesie scritte per diletto, apparentemente di "poco valore" rispetto alle opere politiche e filosofiche del tempo (I secolo a.C.). Scrivendo questa raccolta, il poeta vuole far comprendere ai lettori che la poesia non è uno "strumento" didascalico (come nel [[w:De rerum natura|De rerum natura]] di [[w:Tito Lucrezio Caro|Lucrezio]]) o narrativo (come nel [[w:Bellum Poenicum|Bellum Poenicum]] di [[w:Gneio Nevio|Nevio]]), ma una forma d'arte a sé stante, per questo definita dallo stesso poeta come cosa di poco conto. Eppure, con l'allusione alla "levigatura con la pietra pomice" nel secondo verso, Catullo contraddice la sua apparente concezione della poesia: era definito insieme ad altri letterati "''poeta novus''", poeta nuovo, in senso dispregiativo, perché le loro poesie frivole e amoreggianti erano viste contrarie ai grandi costumi dei Romani, antico popolo di guerrieri diventato potenza suprema militare e politica nonché polo culturale del mondo antico. Perciò anche se in apparenza Catullo sminuisce la sua opera, trovandosi d'accordo con i suoi accusatori, questa non è altro che falsa modestia perché dietro questa cosiddetta operetta si cela un grande lavoro, come dimostrano il linguaggio aulico ricco di grecismi, le forme metriche elevate e gli argomenti ripresi dalla cultura alessandrina.
[[Categoria:Carmina (Catullo)]]
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Carmina (Catullo)/09
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{{Carmina (Catullo)}}
== Testo ==
{{Carmina (Catullo)/TestoOriginale|
<poem>
Verani, omnibus e meis amicis
Antistans mihi milibus trecentis,
Venistine domum ad tuos penates
Fratresque unanimos anumque matrem?
Venisti! o mihi nuntii beati!
Visam te incolumem audiamque Hiberum
Narrantem loca, facta, nationes,
Vt mos est tuus, applicansque collum<ref>applicans suggerisce l'idea di accostare, avvicinare o tirare a sé. Il verbo applicans unito a collum comunica una gioia fisica irrefrenabile. Non è un saluto formale, ma il gesto di chi, dopo una lunga attesa, "aggancia" letteralmente l'amico per portarselo vicino e non lasciarlo più, preparando il terreno per i baci (sauiabor) agli occhi e alla bocca</ref>
Iucundum os oculosque sauiabor<ref>L'analisi di "sauiabor" (o saviabor) ci permette di entrare nel cuore del linguaggio affettivo di Catullo, dove la scelta del termine non è mai casuale.
1. Etimologia
Il verbo deriva dal sostantivo sāvium (o suavium). L'etimologia più accreditata lo collega all'aggettivo suāvis ("dolce", dalla radice indoeuropea swād-).
Inizialmente, il savium era il bacio "dolce", quello dato con affetto profondo.
Con il tempo, il termine ha assunto una connotazione più fisica e sensuale rispetto al bacio rituale o formale.
2. Registro stilistico
Il registro è colloquiale/affettivo, tipico del sermo cotidianus (il linguaggio parlato delle classi colte).
Non è un termine "alto" o epico (come osculum), ma appartiene alla sfera dell'intimità.
In questo carme (il 9), Catullo lo usa per esprimere un'esultanza fisica spontanea: il bacio tra amici che si ritrovano è descritto con la stessa intensità di un bacio erotico, proprio per sottolineare la forza del legame.
3. Sinonimi e registri
Il latino possiede tre termini principali per il "bacio", ognuno legato a un diverso ambito:
Osculum (Registro Alto/Letterario): Dal diminutivo di os (bocca). È il bacio casto, dato per rispetto, parentela o etichetta (es. ai genitori o ai superiori).
Basium (Registro Medio/Neoterico): Un termine di origine celtica introdotto in letteratura proprio da Catullo. È il bacio della passione amorosa, meno formale di osculum ma più "poetico" di savium.
Savium / Suavium (Registro Colloquiale/Erotico): È il bacio più spinto o intensamente affettivo, spesso associato al piacere fisico e all'uso della lingua.
4. Occorrenze in Catullo
Oltre al Carme 9 (v. 9), il verbo savior o il sostantivo savium compaiono in pochi altri punti significativi:
Carme 48, 1: "Mellitos oculos tuos, Iuventi, / siquis me sinat usque sauiari" ("Se qualcuno mi permettesse di baciare continuamente i tuoi occhi dolci come il miele, o Giovenzio"). Qui è rivolto al giovane amato.
Carme 78, 4: "suauia" (sostantivo plurale) riferito a baci scambiati in un contesto di tradimento e scherno.
Carme 99, 7: "abstersisti omnibus articulis sauia" ("hai terso con tutte le dita i baci"). In questo carme, Catullo racconta di aver "rubato" un bacio a Giovenzio e descrive la reazione sdegnata del ragazzo.
Mentre il basium è il marchio di fabbrica dei carmi per Lesbia, il sauium è il termine che Catullo usa per i baci più "viscerali", siano essi per l'amico del cuore o per l'oggetto di un desiderio tormentato</ref>.
O, quantum est hominum beatiorem,
Quid me laetius est beatiusue?
</poem>
|trad=
<poem>
Veranio, che tra tutti i miei amici
per me vali più di trecentomila altri,
sei tornato a casa, ai tuoi penati,
ai fratelli che vivono in perfetta armonia e alla vecchia madre?
Sei tornato! Oh, che notizia felice per me!
Ti potrò vedere incolume e ascoltarti mentre racconti
dei luoghi, dei fatti e dei popoli della Spagna,
com'è tua abitudine, e stringendoti il collo
ti bacerò la bocca gioiosa e gli occhi.
Oh, tra tutti gli uomini che sono un po' felici,
chi è più lieto o più felice di me?
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/9|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
Il lessico usato da Catullo in questo carme è molto semplice, il tono è amichevole e colloquiale, la dimensione intima è sottolineata da termini come ''iucundum os'' o ''suaviabor''. Le espressioni utilizzate sottolineano il legame tra i due amici e dominano figure retoriche come ''climax'' e ''iperboli''.
Si noti l'allitterazione di suoni dolci e liquidi<ref>m,n,l</ref>, che anche a livello sonoro rendono la dolcezza e l'affettuosità amicale.
==Sintesi della poesia==
Il poeta celebra con gioia incontenibile il ritorno dell'amico Veranio da una missione in Spagna (probabilmente al seguito di un magistrato). Catullo non si cura dei tesori o dei successi politici che l'amico potrebbe aver riportato, ma si concentra esclusivamente sul calore degli affetti domestici e sul piacere fisico e intellettuale di riaverlo accanto: l'ascolto dei suoi racconti di viaggio e l'affetto di un abbraccio.
==Il tema==
{{I temi principali sono:
- L'amicizia come valore supremo: Il numero iperbolico (milibus trecentis) eleva Veranio al di sopra di ogni altro legame, definendo l'amicizia come un tesoro inestimabile.
- Il calore del focolare (domus): Il riferimento ai "Penati", ai fratelli e alla madre sottolinea l'importanza degli affetti familiari e della stabilità domestica, contrapposta ai rischi dei viaggi lontani.
- Il piacere del racconto (narratio): Il desiderio di ascoltare le avventure in Spagna rivela la curiosità intellettuale e il legame profondo tra i due amici, tipico dei poetae novi.
- L'affetto fisico: Il baciare gli occhi e il collo descrive un'esultanza spontanea e fisica, priva di malizia, che esprime la pienezza della felicità (beatius}}
==Il messaggio ==
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{{Carmina (Catullo)}}
uno dei testi più teneri e sinceri dedicati al valore dell'amicizia (amicitia)
== Testo ==
{{Carmina (Catullo)/TestoOriginale|
<poem>
Verani, omnibus e meis amicis
Antistans mihi milibus trecentis,
Venistine domum ad tuos penates
Fratresque unanimos anumque matrem?
Venisti! o mihi nuntii beati!
Visam te incolumem audiamque Hiberum
Narrantem loca, facta, nationes,
Vt mos est tuus, applicansque collum<ref>applicans suggerisce l'idea di accostare, avvicinare o tirare a sé. Il verbo applicans unito a collum comunica una gioia fisica irrefrenabile. Non è un saluto formale, ma il gesto di chi, dopo una lunga attesa, "aggancia" letteralmente l'amico per portarselo vicino e non lasciarlo più, preparando il terreno per i baci (sauiabor) agli occhi e alla bocca</ref>
Iucundum os oculosque sauiabor<ref>L'analisi di "sauiabor" (o saviabor) ci permette di entrare nel cuore del linguaggio affettivo di Catullo, dove la scelta del termine non è mai casuale.
1. Etimologia
Il verbo deriva dal sostantivo sāvium (o suavium). L'etimologia più accreditata lo collega all'aggettivo suāvis ("dolce", dalla radice indoeuropea swād-).
Inizialmente, il savium era il bacio "dolce", quello dato con affetto profondo.
Con il tempo, il termine ha assunto una connotazione più fisica e sensuale rispetto al bacio rituale o formale.
2. Registro stilistico
Il registro è colloquiale/affettivo, tipico del sermo cotidianus (il linguaggio parlato delle classi colte).
Non è un termine "alto" o epico (come osculum), ma appartiene alla sfera dell'intimità.
In questo carme (il 9), Catullo lo usa per esprimere un'esultanza fisica spontanea: il bacio tra amici che si ritrovano è descritto con la stessa intensità di un bacio erotico, proprio per sottolineare la forza del legame.
3. Sinonimi e registri
Il latino possiede tre termini principali per il "bacio", ognuno legato a un diverso ambito:
Osculum (Registro Alto/Letterario): Dal diminutivo di os (bocca). È il bacio casto, dato per rispetto, parentela o etichetta (es. ai genitori o ai superiori).
Basium (Registro Medio/Neoterico): Un termine di origine celtica introdotto in letteratura proprio da Catullo. È il bacio della passione amorosa, meno formale di osculum ma più "poetico" di savium.
Savium / Suavium (Registro Colloquiale/Erotico): È il bacio più spinto o intensamente affettivo, spesso associato al piacere fisico e all'uso della lingua.
4. Occorrenze in Catullo
Oltre al Carme 9 (v. 9), il verbo savior o il sostantivo savium compaiono in pochi altri punti significativi:
Carme 48, 1: "Mellitos oculos tuos, Iuventi, / siquis me sinat usque sauiari" ("Se qualcuno mi permettesse di baciare continuamente i tuoi occhi dolci come il miele, o Giovenzio"). Qui è rivolto al giovane amato.
Carme 78, 4: "suauia" (sostantivo plurale) riferito a baci scambiati in un contesto di tradimento e scherno.
Carme 99, 7: "abstersisti omnibus articulis sauia" ("hai terso con tutte le dita i baci"). In questo carme, Catullo racconta di aver "rubato" un bacio a Giovenzio e descrive la reazione sdegnata del ragazzo.
Mentre il basium è il marchio di fabbrica dei carmi per Lesbia, il sauium è il termine che Catullo usa per i baci più "viscerali", siano essi per l'amico del cuore o per l'oggetto di un desiderio tormentato</ref>.
O, quantum est hominum beatiorem,
Quid me laetius est beatiusue?
</poem>
|trad=
<poem>
Veranio, che tra tutti i miei amici
per me vali più di trecentomila altri,
sei tornato a casa, ai tuoi penati,
ai fratelli che vivono in perfetta armonia e alla vecchia madre?
Sei tornato! Oh, che notizia felice per me!
Ti potrò vedere incolume e ascoltarti mentre racconti
dei luoghi, dei fatti e dei popoli della Spagna,
com'è tua abitudine, e stringendoti il collo
ti bacerò la bocca gioiosa e gli occhi.
Oh, tra tutti gli uomini che sono un po' felici,
chi è più lieto o più felice di me?
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/9|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
Il lessico usato da Catullo in questo carme è molto semplice, il tono è amichevole e colloquiale, la dimensione intima è sottolineata da termini come ''iucundum os'' o ''suaviabor''. Le espressioni utilizzate sottolineano il legame tra i due amici e dominano figure retoriche come ''climax'' e ''iperboli''.
Si noti l'allitterazione di suoni dolci e liquidi<ref>m,n,l</ref>, che anche a livello sonoro rendono la dolcezza e l'affettuosità amicale.
==Sintesi della poesia==
Il poeta celebra con gioia incontenibile il ritorno dell'amico Veranio da una missione in Spagna (probabilmente al seguito di un magistrato). Catullo non si cura dei tesori o dei successi politici che l'amico potrebbe aver riportato, ma si concentra esclusivamente sul calore degli affetti domestici e sul piacere fisico e intellettuale di riaverlo accanto: l'ascolto dei suoi racconti di viaggio e l'affetto di un abbraccio.
==Il tema==
{{I temi principali sono:
- L'amicizia come valore supremo: Il numero iperbolico (milibus trecentis) eleva Veranio al di sopra di ogni altro legame, definendo l'amicizia come un tesoro inestimabile.
- Il calore del focolare (domus): Il riferimento ai "Penati", ai fratelli e alla madre sottolinea l'importanza degli affetti familiari e della stabilità domestica, contrapposta ai rischi dei viaggi lontani.
- Il piacere del racconto (narratio): Il desiderio di ascoltare le avventure in Spagna rivela la curiosità intellettuale e il legame profondo tra i due amici, tipico dei poetae novi.
- L'affetto fisico: Il baciare gli occhi e il collo descrive un'esultanza spontanea e fisica, priva di malizia, che esprime la pienezza della felicità (beatius}}
==Il messaggio ==
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{{Carmina (Catullo)}}
uno dei testi più teneri e sinceri dedicati al valore dell'amicizia (amicitia)
== Testo ==
{{Carmina (Catullo)/TestoOriginale|
<poem>
Verani<ref>Veranio e Fabullo rappresentano nella raccolta catulliana l'ideale dell'amicizia perfetta, basata sulla condivisione di esperienze, gusti letterari e, spesso, sulla comune povertà derivante dal servizio presso governatori corrotti (come Pisone o Memmio).
Ecco la mappatura dei carmi in cui compaiono:
## 1. Citati insieme (La coppia inseparabile)
In questi componimenti, i due sono visti come un'entità unica, spesso accomunati dalla medesima sorte sfortunata in missione all'estero.
* Carme 12 (Marrucine Asini...): Catullo rimprovera Asinio Marrucino per il furto di un fazzoletto (sudarium) che proprio Veranio e Fabullo gli avevano inviato dalla Spagna come pegno d'amicizia.
* Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 13 (Cenabis bene, mi Fabulle...): Il celebre invito a cena. Catullo invita Fabullo, ma cita il legame con Veranio implicitamente nel contesto della loro cerchia. Tuttavia, qui Fabullo è il destinatario principale, ma il legame tra i due è lo sfondo.
* Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 28 (Pisonis comites...): Un violento sfogo contro il governatore Pisone. Catullo si rivolge a entrambi, chiedendo loro se, come lui in Bitinia, anche loro abbiano subito perdite economiche e umiliazioni nel loro viaggio in Spagna/Macedonia.
* Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 47 (Porci et Socration...): Catullo attacca due sgherri di Pisone che banchettano lautamente, mentre i suoi amici Veranio e Fabullo, "uomini di valore", sono ridotti a cercare inviti a cena per strada.
* Metro: Endecasillabo falecio.
------------------------------
## 2. Citati separatamente##
Veranio
* Carme 9 (Verani, omnibus e meis amicis...): Il carme è dedicato esclusivamente al gioioso ritorno di Veranio dalla Spagna.
* Metro: Endecasillabo falecio.
## Fabullo
* Carme 13 (Cenabis bene, mi Fabulle...): Sebbene i due siano quasi sempre una coppia, questo invito a cena è indirizzato nominalmente solo a Fabullo (anche se è sottinteso che la loro cerchia sia la stessa).
* Metro: Endecasillabo falecio.
------------------------------
## Sintesi del profilo dei due amici
1. Origine e Missioni: Entrambi viaggiatori, probabilmente facevano parte del cohors (il seguito) di un magistrato in Spagna o Macedonia.
2. Solidarietà nella povertà: A differenza di altri conoscenti che si arricchivano alle spalle dei provinciali, Veranio e Fabullo tornano spesso "a tasche vuote", guadagnandosi la stima di Catullo che vede in loro l'integrità morale.
3. Il metro Falecio: È interessante notare come tutti i carmi che li riguardano siano scritti in endecasillabi faleci. Questo è il metro per eccellenza della poesia d'occasione, colloquiale, affettuosa o polemica, perfetto per descrivere la realtà quotidiana di questo gruppo di amici.</ref>, omnibus e meis amicis
Antistans mihi milibus trecentis,
Venistine domum ad tuos penates
Fratresque unanimos anumque matrem?
Venisti! o mihi nuntii beati!
Visam te incolumem audiamque Hiberum
Narrantem loca, facta, nationes,
Vt mos est tuus, applicansque collum<ref>applicans suggerisce l'idea di accostare, avvicinare o tirare a sé. Il verbo applicans unito a collum comunica una gioia fisica irrefrenabile. Non è un saluto formale, ma il gesto di chi, dopo una lunga attesa, "aggancia" letteralmente l'amico per portarselo vicino e non lasciarlo più, preparando il terreno per i baci (sauiabor) agli occhi e alla bocca</ref>
Iucundum os oculosque sauiabor<ref>L'analisi di "sauiabor" (o saviabor) ci permette di entrare nel cuore del linguaggio affettivo di Catullo, dove la scelta del termine non è mai casuale.
1. Etimologia
Il verbo deriva dal sostantivo sāvium (o suavium). L'etimologia più accreditata lo collega all'aggettivo suāvis ("dolce", dalla radice indoeuropea swād-).
Inizialmente, il savium era il bacio "dolce", quello dato con affetto profondo.
Con il tempo, il termine ha assunto una connotazione più fisica e sensuale rispetto al bacio rituale o formale.
2. Registro stilistico
Il registro è colloquiale/affettivo, tipico del sermo cotidianus (il linguaggio parlato delle classi colte).
Non è un termine "alto" o epico (come osculum), ma appartiene alla sfera dell'intimità.
In questo carme (il 9), Catullo lo usa per esprimere un'esultanza fisica spontanea: il bacio tra amici che si ritrovano è descritto con la stessa intensità di un bacio erotico, proprio per sottolineare la forza del legame.
3. Sinonimi e registri
Il latino possiede tre termini principali per il "bacio", ognuno legato a un diverso ambito:
Osculum (Registro Alto/Letterario): Dal diminutivo di os (bocca). È il bacio casto, dato per rispetto, parentela o etichetta (es. ai genitori o ai superiori).
Basium (Registro Medio/Neoterico): Un termine di origine celtica introdotto in letteratura proprio da Catullo. È il bacio della passione amorosa, meno formale di osculum ma più "poetico" di savium.
Savium / Suavium (Registro Colloquiale/Erotico): È il bacio più spinto o intensamente affettivo, spesso associato al piacere fisico e all'uso della lingua.
4. Occorrenze in Catullo
Oltre al Carme 9 (v. 9), il verbo savior o il sostantivo savium compaiono in pochi altri punti significativi:
Carme 48, 1: "Mellitos oculos tuos, Iuventi, / siquis me sinat usque sauiari" ("Se qualcuno mi permettesse di baciare continuamente i tuoi occhi dolci come il miele, o Giovenzio"). Qui è rivolto al giovane amato.
Carme 78, 4: "suauia" (sostantivo plurale) riferito a baci scambiati in un contesto di tradimento e scherno.
Carme 99, 7: "abstersisti omnibus articulis sauia" ("hai terso con tutte le dita i baci"). In questo carme, Catullo racconta di aver "rubato" un bacio a Giovenzio e descrive la reazione sdegnata del ragazzo.
Mentre il basium è il marchio di fabbrica dei carmi per Lesbia, il sauium è il termine che Catullo usa per i baci più "viscerali", siano essi per l'amico del cuore o per l'oggetto di un desiderio tormentato</ref>.
O, quantum est hominum beatiorem,
Quid me laetius est beatiusue?
</poem>
|trad=
<poem>
Veranio, che tra tutti i miei amici
per me vali più di trecentomila altri,
sei tornato a casa, ai tuoi penati,
ai fratelli che vivono in perfetta armonia e alla vecchia madre?
Sei tornato! Oh, che notizia felice per me!
Ti potrò vedere incolume e ascoltarti mentre racconti
dei luoghi, dei fatti e dei popoli della Spagna,
com'è tua abitudine, e stringendoti il collo
ti bacerò la bocca gioiosa e gli occhi.
Oh, tra tutti gli uomini che sono un po' felici,
chi è più lieto o più felice di me?
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/9|→ Wikisource]]
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==Analisi stilistica==
Il lessico usato da Catullo in questo carme è molto semplice, il tono è amichevole e colloquiale, la dimensione intima è sottolineata da termini come ''iucundum os'' o ''suaviabor''. Le espressioni utilizzate sottolineano il legame tra i due amici e dominano figure retoriche come ''climax'' e ''iperboli''.
Si noti l'allitterazione di suoni dolci e liquidi<ref>m,n,l</ref>, che anche a livello sonoro rendono la dolcezza e l'affettuosità amicale.
==Sintesi della poesia==
Il poeta celebra con gioia incontenibile il ritorno dell'amico Veranio da una missione in Spagna (probabilmente al seguito di un magistrato). Catullo non si cura dei tesori o dei successi politici che l'amico potrebbe aver riportato, ma si concentra esclusivamente sul calore degli affetti domestici e sul piacere fisico e intellettuale di riaverlo accanto: l'ascolto dei suoi racconti di viaggio e l'affetto di un abbraccio.
==Il tema==
{{I temi principali sono:
- L'amicizia come valore supremo: Il numero iperbolico (milibus trecentis) eleva Veranio al di sopra di ogni altro legame, definendo l'amicizia come un tesoro inestimabile.
- Il calore del focolare (domus): Il riferimento ai "Penati", ai fratelli e alla madre sottolinea l'importanza degli affetti familiari e della stabilità domestica, contrapposta ai rischi dei viaggi lontani.
- Il piacere del racconto (narratio): Il desiderio di ascoltare le avventure in Spagna rivela la curiosità intellettuale e il legame profondo tra i due amici, tipico dei poetae novi.
- L'affetto fisico: Il baciare gli occhi e il collo descrive un'esultanza spontanea e fisica, priva di malizia, che esprime la pienezza della felicità (beatius}}
==Il messaggio ==
{{...}}
[[Categoria:Carmina (Catullo)]]
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{{Carmina (Catullo)}}
uno dei testi più teneri e sinceri dedicati al valore dell'amicizia (amicitia)
== Testo ==
{{Carmina (Catullo)/TestoOriginale|
<poem>
Verani<ref>Veranio e Fabullo rappresentano nella raccolta catulliana l'ideale dell'amicizia perfetta, basata sulla condivisione di esperienze, gusti letterari e, spesso, sulla comune povertà derivante dal servizio presso governatori corrotti (come Pisone o Memmio).
Ecco la mappatura dei carmi in cui compaiono:
##Citati insieme (La coppia inseparabile)
In questi componimenti, i due sono visti come un'entità unica, spesso accomunati dalla medesima sorte sfortunata in missione all'estero.
* Carme 12 (Marrucine Asini...): Catullo rimprovera Asinio Marrucino per il furto di un fazzoletto (sudarium) che proprio Veranio e Fabullo gli avevano inviato dalla Spagna come pegno d'amicizia.
* Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 13 (Cenabis bene, mi Fabulle...): Il celebre invito a cena. Catullo invita Fabullo, ma cita il legame con Veranio implicitamente nel contesto della loro cerchia. Tuttavia, qui Fabullo è il destinatario principale, ma il legame tra i due è lo sfondo.
* Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 28 (Pisonis comites...): Un violento sfogo contro il governatore Pisone. Catullo si rivolge a entrambi, chiedendo loro se, come lui in Bitinia, anche loro abbiano subito perdite economiche e umiliazioni nel loro viaggio in Spagna/Macedonia.
* Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 47 (Porci et Socration...): Catullo attacca due sgherri di Pisone che banchettano lautamente, mentre i suoi amici Veranio e Fabullo, "uomini di valore", sono ridotti a cercare inviti a cena per strada.
* Metro: Endecasillabo falecio.
------------------------------
## 2. Citati separatamente##
Veranio
* Carme 9 (Verani, omnibus e meis amicis...): Il carme è dedicato esclusivamente al gioioso ritorno di Veranio dalla Spagna.
* Metro: Endecasillabo falecio.
Fabullo
* Carme 13 (Cenabis bene, mi Fabulle...): Sebbene i due siano quasi sempre una coppia, questo invito a cena è indirizzato nominalmente solo a Fabullo (anche se è sottinteso che la loro cerchia sia la stessa).
* Metro: Endecasillabo falecio.
------------------------------
## Sintesi del profilo dei due amici
Origine e Missioni: Entrambi viaggiatori, probabilmente facevano parte del cohors (il seguito) di un magistrato in Spagna o Macedonia.
Solidarietà nella povertà: A differenza di altri conoscenti che si arricchivano alle spalle dei provinciali, Veranio e Fabullo tornano spesso "a tasche vuote", guadagnandosi la stima di Catullo che vede in loro l'integrità morale.
Il metro Falecio: È interessante notare come tutti i carmi che li riguardano siano scritti in endecasillabi faleci. Questo è il metro per eccellenza della poesia d'occasione, colloquiale, affettuosa o polemica, perfetto per descrivere la realtà quotidiana di questo gruppo di amici.</ref>, omnibus e meis amicis
Antistans mihi milibus trecentis,
Venistine domum ad tuos penates
Fratresque unanimos anumque matrem?
Venisti! o mihi nuntii beati!
Visam te incolumem audiamque Hiberum
Narrantem loca, facta, nationes,
Vt mos est tuus, applicansque collum<ref>applicans suggerisce l'idea di accostare, avvicinare o tirare a sé. Il verbo applicans unito a collum comunica una gioia fisica irrefrenabile. Non è un saluto formale, ma il gesto di chi, dopo una lunga attesa, "aggancia" letteralmente l'amico per portarselo vicino e non lasciarlo più, preparando il terreno per i baci (sauiabor) agli occhi e alla bocca</ref>
Iucundum os oculosque sauiabor<ref>L'analisi di "sauiabor" (o saviabor) ci permette di entrare nel cuore del linguaggio affettivo di Catullo, dove la scelta del termine non è mai casuale.
1. Etimologia
Il verbo deriva dal sostantivo sāvium (o suavium). L'etimologia più accreditata lo collega all'aggettivo suāvis ("dolce", dalla radice indoeuropea swād-).
Inizialmente, il savium era il bacio "dolce", quello dato con affetto profondo.
Con il tempo, il termine ha assunto una connotazione più fisica e sensuale rispetto al bacio rituale o formale.
2. Registro stilistico
Il registro è colloquiale/affettivo, tipico del sermo cotidianus (il linguaggio parlato delle classi colte).
Non è un termine "alto" o epico (come osculum), ma appartiene alla sfera dell'intimità.
In questo carme (il 9), Catullo lo usa per esprimere un'esultanza fisica spontanea: il bacio tra amici che si ritrovano è descritto con la stessa intensità di un bacio erotico, proprio per sottolineare la forza del legame.
3. Sinonimi e registri
Il latino possiede tre termini principali per il "bacio", ognuno legato a un diverso ambito:
Osculum (Registro Alto/Letterario): Dal diminutivo di os (bocca). È il bacio casto, dato per rispetto, parentela o etichetta (es. ai genitori o ai superiori).
Basium (Registro Medio/Neoterico): Un termine di origine celtica introdotto in letteratura proprio da Catullo. È il bacio della passione amorosa, meno formale di osculum ma più "poetico" di savium.
Savium / Suavium (Registro Colloquiale/Erotico): È il bacio più spinto o intensamente affettivo, spesso associato al piacere fisico e all'uso della lingua.
4. Occorrenze in Catullo
Oltre al Carme 9 (v. 9), il verbo savior o il sostantivo savium compaiono in pochi altri punti significativi:
Carme 48, 1: "Mellitos oculos tuos, Iuventi, / siquis me sinat usque sauiari" ("Se qualcuno mi permettesse di baciare continuamente i tuoi occhi dolci come il miele, o Giovenzio"). Qui è rivolto al giovane amato.
Carme 78, 4: "suauia" (sostantivo plurale) riferito a baci scambiati in un contesto di tradimento e scherno.
Carme 99, 7: "abstersisti omnibus articulis sauia" ("hai terso con tutte le dita i baci"). In questo carme, Catullo racconta di aver "rubato" un bacio a Giovenzio e descrive la reazione sdegnata del ragazzo.
Mentre il basium è il marchio di fabbrica dei carmi per Lesbia, il sauium è il termine che Catullo usa per i baci più "viscerali", siano essi per l'amico del cuore o per l'oggetto di un desiderio tormentato</ref>.
O, quantum est hominum beatiorem,
Quid me laetius est beatiusue?
</poem>
|trad=
<poem>
Veranio, che tra tutti i miei amici
per me vali più di trecentomila altri,
sei tornato a casa, ai tuoi penati,
ai fratelli che vivono in perfetta armonia e alla vecchia madre?
Sei tornato! Oh, che notizia felice per me!
Ti potrò vedere incolume e ascoltarti mentre racconti
dei luoghi, dei fatti e dei popoli della Spagna,
com'è tua abitudine, e stringendoti il collo
ti bacerò la bocca gioiosa e gli occhi.
Oh, tra tutti gli uomini che sono un po' felici,
chi è più lieto o più felice di me?
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/9|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
Il lessico usato da Catullo in questo carme è molto semplice, il tono è amichevole e colloquiale, la dimensione intima è sottolineata da termini come ''iucundum os'' o ''suaviabor''. Le espressioni utilizzate sottolineano il legame tra i due amici e dominano figure retoriche come ''climax'' e ''iperboli''.
Si noti l'allitterazione di suoni dolci e liquidi<ref>m,n,l</ref>, che anche a livello sonoro rendono la dolcezza e l'affettuosità amicale.
==Sintesi della poesia==
Il poeta celebra con gioia incontenibile il ritorno dell'amico Veranio da una missione in Spagna (probabilmente al seguito di un magistrato). Catullo non si cura dei tesori o dei successi politici che l'amico potrebbe aver riportato, ma si concentra esclusivamente sul calore degli affetti domestici e sul piacere fisico e intellettuale di riaverlo accanto: l'ascolto dei suoi racconti di viaggio e l'affetto di un abbraccio.
==Il tema==
{{I temi principali sono:
- L'amicizia come valore supremo: Il numero iperbolico (milibus trecentis) eleva Veranio al di sopra di ogni altro legame, definendo l'amicizia come un tesoro inestimabile.
- Il calore del focolare (domus): Il riferimento ai "Penati", ai fratelli e alla madre sottolinea l'importanza degli affetti familiari e della stabilità domestica, contrapposta ai rischi dei viaggi lontani.
- Il piacere del racconto (narratio): Il desiderio di ascoltare le avventure in Spagna rivela la curiosità intellettuale e il legame profondo tra i due amici, tipico dei poetae novi.
- L'affetto fisico: Il baciare gli occhi e il collo descrive un'esultanza spontanea e fisica, priva di malizia, che esprime la pienezza della felicità (beatius}}
==Il messaggio ==
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uno dei testi più teneri e sinceri dedicati al valore dell'amicizia (amicitia)
== Testo ==
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Verani<ref>Veranio e Fabullo rappresentano nella raccolta catulliana l'ideale dell'amicizia perfetta, basata sulla condivisione di esperienze, gusti letterari e, spesso, sulla comune povertà derivante dal servizio presso governatori corrotti (come Pisone o Memmio).
Ecco la mappatura dei carmi in cui compaiono:
Citati insieme (La coppia inseparabile)
In questi componimenti, i due sono visti come un'entità unica, spesso accomunati dalla medesima sorte sfortunata in missione all'estero.
* Carme 12 (Marrucine Asini...): Catullo rimprovera Asinio Marrucino per il furto di un fazzoletto (sudarium) che proprio Veranio e Fabullo gli avevano inviato dalla Spagna come pegno d'amicizia.
* Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 13 (Cenabis bene, mi Fabulle...): Il celebre invito a cena. Catullo invita Fabullo, ma cita il legame con Veranio implicitamente nel contesto della loro cerchia. Tuttavia, qui Fabullo è il destinatario principale, ma il legame tra i due è lo sfondo.
* Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 28 (Pisonis comites...): Un violento sfogo contro il governatore Pisone. Catullo si rivolge a entrambi, chiedendo loro se, come lui in Bitinia, anche loro abbiano subito perdite economiche e umiliazioni nel loro viaggio in Spagna/Macedonia.
* Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 47 (Porci et Socration...): Catullo attacca due sgherri di Pisone che banchettano lautamente, mentre i suoi amici Veranio e Fabullo, "uomini di valore", sono ridotti a cercare inviti a cena per strada.
* Metro: Endecasillabo falecio.
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Citati separatamente
Veranio
* Carme 9 (Verani, omnibus e meis amicis...): Il carme è dedicato esclusivamente al gioioso ritorno di Veranio dalla Spagna.
* Metro: Endecasillabo falecio.
Fabullo
* Carme 13 (Cenabis bene, mi Fabulle...): Sebbene i due siano quasi sempre una coppia, questo invito a cena è indirizzato nominalmente solo a Fabullo (anche se è sottinteso che la loro cerchia sia la stessa).
* Metro: Endecasillabo falecio.
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Sintesi del profilo dei due amici
Origine e Missioni: Entrambi viaggiatori, probabilmente facevano parte del cohors (il seguito) di un magistrato in Spagna o Macedonia.
Solidarietà nella povertà: A differenza di altri conoscenti che si arricchivano alle spalle dei provinciali, Veranio e Fabullo tornano spesso "a tasche vuote", guadagnandosi la stima di Catullo che vede in loro l'integrità morale.
Il metro Falecio: È interessante notare come tutti i carmi che li riguardano siano scritti in endecasillabi faleci. Questo è il metro per eccellenza della poesia d'occasione, colloquiale, affettuosa o polemica, perfetto per descrivere la realtà quotidiana di questo gruppo di amici.</ref>, omnibus e meis amicis
Antistans mihi milibus trecentis,
Venistine domum ad tuos penates
Fratresque unanimos anumque matrem?
Venisti! o mihi nuntii beati!
Visam te incolumem audiamque Hiberum
Narrantem loca, facta, nationes,
Vt mos est tuus, applicansque collum<ref>applicans suggerisce l'idea di accostare, avvicinare o tirare a sé. Il verbo applicans unito a collum comunica una gioia fisica irrefrenabile. Non è un saluto formale, ma il gesto di chi, dopo una lunga attesa, "aggancia" letteralmente l'amico per portarselo vicino e non lasciarlo più, preparando il terreno per i baci (sauiabor) agli occhi e alla bocca</ref>
Iucundum os oculosque sauiabor<ref>L'analisi di "sauiabor" (o saviabor) ci permette di entrare nel cuore del linguaggio affettivo di Catullo, dove la scelta del termine non è mai casuale.
1. Etimologia
Il verbo deriva dal sostantivo sāvium (o suavium). L'etimologia più accreditata lo collega all'aggettivo suāvis ("dolce", dalla radice indoeuropea swād-).
Inizialmente, il savium era il bacio "dolce", quello dato con affetto profondo.
Con il tempo, il termine ha assunto una connotazione più fisica e sensuale rispetto al bacio rituale o formale.
2. Registro stilistico
Il registro è colloquiale/affettivo, tipico del sermo cotidianus (il linguaggio parlato delle classi colte).
Non è un termine "alto" o epico (come osculum), ma appartiene alla sfera dell'intimità.
In questo carme (il 9), Catullo lo usa per esprimere un'esultanza fisica spontanea: il bacio tra amici che si ritrovano è descritto con la stessa intensità di un bacio erotico, proprio per sottolineare la forza del legame.
3. Sinonimi e registri
Il latino possiede tre termini principali per il "bacio", ognuno legato a un diverso ambito:
Osculum (Registro Alto/Letterario): Dal diminutivo di os (bocca). È il bacio casto, dato per rispetto, parentela o etichetta (es. ai genitori o ai superiori).
Basium (Registro Medio/Neoterico): Un termine di origine celtica introdotto in letteratura proprio da Catullo. È il bacio della passione amorosa, meno formale di osculum ma più "poetico" di savium.
Savium / Suavium (Registro Colloquiale/Erotico): È il bacio più spinto o intensamente affettivo, spesso associato al piacere fisico e all'uso della lingua.
4. Occorrenze in Catullo
Oltre al Carme 9 (v. 9), il verbo savior o il sostantivo savium compaiono in pochi altri punti significativi:
Carme 48, 1: "Mellitos oculos tuos, Iuventi, / siquis me sinat usque sauiari" ("Se qualcuno mi permettesse di baciare continuamente i tuoi occhi dolci come il miele, o Giovenzio"). Qui è rivolto al giovane amato.
Carme 78, 4: "suauia" (sostantivo plurale) riferito a baci scambiati in un contesto di tradimento e scherno.
Carme 99, 7: "abstersisti omnibus articulis sauia" ("hai terso con tutte le dita i baci"). In questo carme, Catullo racconta di aver "rubato" un bacio a Giovenzio e descrive la reazione sdegnata del ragazzo.
Mentre il basium è il marchio di fabbrica dei carmi per Lesbia, il sauium è il termine che Catullo usa per i baci più "viscerali", siano essi per l'amico del cuore o per l'oggetto di un desiderio tormentato</ref>.
O, quantum est hominum beatiorem,
Quid me laetius est beatiusue?
</poem>
|trad=
<poem>
Veranio, che tra tutti i miei amici
per me vali più di trecentomila altri,
sei tornato a casa, ai tuoi penati,
ai fratelli che vivono in perfetta armonia e alla vecchia madre?
Sei tornato! Oh, che notizia felice per me!
Ti potrò vedere incolume e ascoltarti mentre racconti
dei luoghi, dei fatti e dei popoli della Spagna,
com'è tua abitudine, e stringendoti il collo
ti bacerò la bocca gioiosa e gli occhi.
Oh, tra tutti gli uomini che sono un po' felici,
chi è più lieto o più felice di me?
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|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/9|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
Il lessico usato da Catullo in questo carme è molto semplice, il tono è amichevole e colloquiale, la dimensione intima è sottolineata da termini come ''iucundum os'' o ''suaviabor''. Le espressioni utilizzate sottolineano il legame tra i due amici e dominano figure retoriche come ''climax'' e ''iperboli''.
Si noti l'allitterazione di suoni dolci e liquidi<ref>m,n,l</ref>, che anche a livello sonoro rendono la dolcezza e l'affettuosità amicale.
==Sintesi della poesia==
Il poeta celebra con gioia incontenibile il ritorno dell'amico Veranio da una missione in Spagna (probabilmente al seguito di un magistrato). Catullo non si cura dei tesori o dei successi politici che l'amico potrebbe aver riportato, ma si concentra esclusivamente sul calore degli affetti domestici e sul piacere fisico e intellettuale di riaverlo accanto: l'ascolto dei suoi racconti di viaggio e l'affetto di un abbraccio.
==Il tema==
{{I temi principali sono:
- L'amicizia come valore supremo: Il numero iperbolico (milibus trecentis) eleva Veranio al di sopra di ogni altro legame, definendo l'amicizia come un tesoro inestimabile.
- Il calore del focolare (domus): Il riferimento ai "Penati", ai fratelli e alla madre sottolinea l'importanza degli affetti familiari e della stabilità domestica, contrapposta ai rischi dei viaggi lontani.
- Il piacere del racconto (narratio): Il desiderio di ascoltare le avventure in Spagna rivela la curiosità intellettuale e il legame profondo tra i due amici, tipico dei poetae novi.
- L'affetto fisico: Il baciare gli occhi e il collo descrive un'esultanza spontanea e fisica, priva di malizia, che esprime la pienezza della felicità (beatius}}
==Il messaggio ==
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uno dei testi più teneri e sinceri dedicati al valore dell'amicizia (amicitia)
== Testo ==
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Verani<ref>Veranio e Fabullo rappresentano nella raccolta catulliana l'ideale dell'amicizia perfetta, basata sulla condivisione di esperienze, gusti letterari e, spesso, sulla comune povertà derivante dal servizio presso governatori corrotti (come Pisone o Memmio).
Ecco la mappatura dei carmi in cui compaiono:
Citati insieme (La coppia inseparabile)
In questi componimenti, i due sono visti come un'entità unica, spesso accomunati dalla medesima sorte sfortunata in missione all'estero.
* Carme 12 (Marrucine Asini...): Catullo rimprovera Asinio Marrucino per il furto di un fazzoletto (sudarium) che proprio Veranio e Fabullo gli avevano inviato dalla Spagna come pegno d'amicizia.
* Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 13 (Cenabis bene, mi Fabulle...): Il celebre invito a cena. Catullo invita Fabullo, ma cita il legame con Veranio implicitamente nel contesto della loro cerchia. Tuttavia, qui Fabullo è il destinatario principale, ma il legame tra i due è lo sfondo.
* Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 28 (Pisonis comites...): Un violento sfogo contro il governatore Pisone. Catullo si rivolge a entrambi, chiedendo loro se, come lui in Bitinia, anche loro abbiano subito perdite economiche e umiliazioni nel loro viaggio in Spagna/Macedonia.
* Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 47 (Porci et Socration...): Catullo attacca due sgherri di Pisone che banchettano lautamente, mentre i suoi amici Veranio e Fabullo, "uomini di valore", sono ridotti a cercare inviti a cena per strada.
* Metro: Endecasillabo falecio.
Citati separatamente
Veranio
* Carme 9 (Verani, omnibus e meis amicis...): Il carme è dedicato esclusivamente al gioioso ritorno di Veranio dalla Spagna.
* Metro: Endecasillabo falecio.
Fabullo
* Carme 13 (Cenabis bene, mi Fabulle...): Sebbene i due siano quasi sempre una coppia, questo invito a cena è indirizzato nominalmente solo a Fabullo (anche se è sottinteso che la loro cerchia sia la stessa).
* Metro: Endecasillabo falecio.
Sintesi del profilo dei due amici
Origine e Missioni: Entrambi viaggiatori, probabilmente facevano parte della cohors (il seguito) di un magistrato in Spagna o Macedonia.
Solidarietà nella povertà: A differenza di altri conoscenti che si arricchivano alle spalle dei provinciali, Veranio e Fabullo tornano spesso "a tasche vuote", guadagnandosi la stima di Catullo che vede in loro l'integrità morale.
Il metro Falecio: È interessante notare come tutti i carmi che li riguardano siano scritti in endecasillabi faleci. Questo è il metro per eccellenza della poesia d'occasione, colloquiale, affettuosa o polemica, perfetto per descrivere la realtà quotidiana di questo gruppo di amici.</ref>, omnibus e meis amicis
Antistans<ref>È un composto di sto (antisto, antistas, antisteti, -, antistāre). Catullo lo usa in senso figurato per indicare la superiorità di Veranio rispetto a tutti gli altri amici</ref> mihi milibus trecentis<ref>È un complemento di misura (o di stima) retto indirettamente dal senso di superiorità espresso da antistans. Significa "più di trecentomila (altri amici)"</ref>,
Venistine domum ad tuos penates
Fratresque unanimos anumque matrem?
Venisti! o mihi nuntii beati!
Visam te incolumem audiamque Hiberum
Narrantem loca, facta, nationes,
Vt mos est tuus, applicansque collum<ref>applicans suggerisce l'idea di accostare, avvicinare o tirare a sé. Il verbo applicans unito a collum comunica una gioia fisica irrefrenabile. Non è un saluto formale, ma il gesto di chi, dopo una lunga attesa, "aggancia" letteralmente l'amico per portarselo vicino e non lasciarlo più, preparando il terreno per i baci (sauiabor) agli occhi e alla bocca</ref>
Iucundum os oculosque sauiabor<ref>L'analisi di "sauiabor" (o saviabor) ci permette di entrare nel cuore del linguaggio affettivo di Catullo, dove la scelta del termine non è mai casuale.
1. Etimologia
Il verbo deriva dal sostantivo sāvium (o suavium). L'etimologia più accreditata lo collega all'aggettivo suāvis ("dolce", dalla radice indoeuropea swād-).
Inizialmente, il savium era il bacio "dolce", quello dato con affetto profondo.
Con il tempo, il termine ha assunto una connotazione più fisica e sensuale rispetto al bacio rituale o formale.
2. Registro stilistico
Il registro è colloquiale/affettivo, tipico del sermo cotidianus (il linguaggio parlato delle classi colte).
Non è un termine "alto" o epico (come osculum), ma appartiene alla sfera dell'intimità.
In questo carme (il 9), Catullo lo usa per esprimere un'esultanza fisica spontanea: il bacio tra amici che si ritrovano è descritto con la stessa intensità di un bacio erotico, proprio per sottolineare la forza del legame.
3. Sinonimi e registri
Il latino possiede tre termini principali per il "bacio", ognuno legato a un diverso ambito:
Osculum (Registro Alto/Letterario): Dal diminutivo di os (bocca). È il bacio casto, dato per rispetto, parentela o etichetta (es. ai genitori o ai superiori).
Basium (Registro Medio/Neoterico): Un termine di origine celtica introdotto in letteratura proprio da Catullo. È il bacio della passione amorosa, meno formale di osculum ma più "poetico" di savium.
Savium / Suavium (Registro Colloquiale/Erotico): È il bacio più spinto o intensamente affettivo, spesso associato al piacere fisico e all'uso della lingua.
4. Occorrenze in Catullo
Oltre al Carme 9 (v. 9), il verbo savior o il sostantivo savium compaiono in pochi altri punti significativi:
Carme 48, 1: "Mellitos oculos tuos, Iuventi, / siquis me sinat usque sauiari" ("Se qualcuno mi permettesse di baciare continuamente i tuoi occhi dolci come il miele, o Giovenzio"). Qui è rivolto al giovane amato.
Carme 78, 4: "suauia" (sostantivo plurale) riferito a baci scambiati in un contesto di tradimento e scherno.
Carme 99, 7: "abstersisti omnibus articulis sauia" ("hai terso con tutte le dita i baci"). In questo carme, Catullo racconta di aver "rubato" un bacio a Giovenzio e descrive la reazione sdegnata del ragazzo.
Mentre il basium è il marchio di fabbrica dei carmi per Lesbia, il sauium è il termine che Catullo usa per i baci più "viscerali", siano essi per l'amico del cuore o per l'oggetto di un desiderio tormentato</ref>.
O, quantum est hominum beatiorem,
Quid me laetius est beatiusue?
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Veranio, che tra tutti i miei amici
per me vali più di trecentomila altri,
sei tornato a casa, ai tuoi penati,
ai fratelli che vivono in perfetta armonia e alla vecchia madre?
Sei tornato! Oh, che notizia felice per me!
Ti potrò vedere incolume e ascoltarti mentre racconti
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com'è tua abitudine, e stringendoti il collo
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Oh, tra tutti gli uomini che sono un po' felici,
chi è più lieto o più felice di me?
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|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/9|→ Wikisource]]
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==Analisi stilistica==
Il lessico usato da Catullo in questo carme è molto semplice, il tono è amichevole e colloquiale, la dimensione intima è sottolineata da termini come ''iucundum os'' o ''suaviabor''. Le espressioni utilizzate sottolineano il legame tra i due amici e dominano figure retoriche come ''climax'' e ''iperboli''.
Si noti l'allitterazione di suoni dolci e liquidi<ref>m,n,l</ref>, che anche a livello sonoro rendono la dolcezza e l'affettuosità amicale.
==Sintesi della poesia==
Il poeta celebra con gioia incontenibile il ritorno dell'amico Veranio da una missione in Spagna (probabilmente al seguito di un magistrato). Catullo non si cura dei tesori o dei successi politici che l'amico potrebbe aver riportato, ma si concentra esclusivamente sul calore degli affetti domestici e sul piacere fisico e intellettuale di riaverlo accanto: l'ascolto dei suoi racconti di viaggio e l'affetto di un abbraccio.
==Il tema==
{{I temi principali sono:
- L'amicizia come valore supremo: Il numero iperbolico (milibus trecentis) eleva Veranio al di sopra di ogni altro legame, definendo l'amicizia come un tesoro inestimabile.
- Il calore del focolare (domus): Il riferimento ai "Penati", ai fratelli e alla madre sottolinea l'importanza degli affetti familiari e della stabilità domestica, contrapposta ai rischi dei viaggi lontani.
- Il piacere del racconto (narratio): Il desiderio di ascoltare le avventure in Spagna rivela la curiosità intellettuale e il legame profondo tra i due amici, tipico dei poetae novi.
- L'affetto fisico: Il baciare gli occhi e il collo descrive un'esultanza spontanea e fisica, priva di malizia, che esprime la pienezza della felicità (beatius}}
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uno dei testi più teneri e sinceri dedicati al valore dell'amicizia (amicitia)
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<poem>
Verani<ref>Veranio e Fabullo rappresentano nella raccolta catulliana l'ideale dell'amicizia perfetta, basata sulla condivisione di esperienze, gusti letterari e, spesso, sulla comune povertà derivante dal servizio presso governatori corrotti (come Pisone o Memmio).
Ecco la mappatura dei carmi in cui compaiono:
Citati insieme (La coppia inseparabile)
In questi componimenti, i due sono visti come un'entità unica, spesso accomunati dalla medesima sorte sfortunata in missione all'estero.
* Carme 12 (Marrucine Asini...): Catullo rimprovera Asinio Marrucino per il furto di un fazzoletto (sudarium) che proprio Veranio e Fabullo gli avevano inviato dalla Spagna come pegno d'amicizia.
* Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 13 (Cenabis bene, mi Fabulle...): Il celebre invito a cena. Catullo invita Fabullo, ma cita il legame con Veranio implicitamente nel contesto della loro cerchia. Tuttavia, qui Fabullo è il destinatario principale, ma il legame tra i due è lo sfondo.
* Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 28 (Pisonis comites...): Un violento sfogo contro il governatore Pisone. Catullo si rivolge a entrambi, chiedendo loro se, come lui in Bitinia, anche loro abbiano subito perdite economiche e umiliazioni nel loro viaggio in Spagna/Macedonia.
* Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 47 (Porci et Socration...): Catullo attacca due sgherri di Pisone che banchettano lautamente, mentre i suoi amici Veranio e Fabullo, "uomini di valore", sono ridotti a cercare inviti a cena per strada.
* Metro: Endecasillabo falecio.
Citati separatamente
Veranio
* Carme 9 (Verani, omnibus e meis amicis...): Il carme è dedicato esclusivamente al gioioso ritorno di Veranio dalla Spagna.
* Metro: Endecasillabo falecio.
Fabullo
* Carme 13 (Cenabis bene, mi Fabulle...): Sebbene i due siano quasi sempre una coppia, questo invito a cena è indirizzato nominalmente solo a Fabullo (anche se è sottinteso che la loro cerchia sia la stessa).
* Metro: Endecasillabo falecio.
Sintesi del profilo dei due amici
Origine e Missioni: Entrambi viaggiatori, probabilmente facevano parte della cohors (il seguito) di un magistrato in Spagna o Macedonia.
Solidarietà nella povertà: A differenza di altri conoscenti che si arricchivano alle spalle dei provinciali, Veranio e Fabullo tornano spesso "a tasche vuote", guadagnandosi la stima di Catullo che vede in loro l'integrità morale.
Il metro Falecio: È interessante notare come tutti i carmi che li riguardano siano scritti in endecasillabi faleci. Questo è il metro per eccellenza della poesia d'occasione, colloquiale, affettuosa o polemica, perfetto per descrivere la realtà quotidiana di questo gruppo di amici.</ref>, omnibus e meis amicis
Antistans<ref>È un composto di sto (antisto, antistas, antisteti, -, antistāre). Catullo lo usa in senso figurato per indicare la superiorità di Veranio rispetto a tutti gli altri amici</ref> mihi milibus trecentis<ref>È un complemento di misura (o di stima) retto indirettamente dal senso di superiorità espresso da antistans. Significa "più di trecentomila (altri amici)"</ref>,
Venistine<ref>Indicativo perfetto, 2ª pers. sing. (+ particella interrogativa -ne). La particella enclitica -ne serve a trasformare l'indicativo perfetto in una domanda diretta, carica di incredulità e gioia</ref>
domum ad tuos penates
Fratresque unanimos anumque matrem?
Venisti! o mihi nuntii beati!
Visam<ref>Indicativo futuro semplice, 1ª pers. sing.viso, visis, visi, visum, visĕre (3ª). Nota come Catullo utilizza il futuro per esprimere l'imminenza del piacere del ritrovo (cfr. subito dopo audiamque e sauiabor)</ref> te incolumem audiamque Hiberum<ref>genitivo plurale (Hiberum per Hiberorum) dipendente da loca, facta, nationes. Specifica che i luoghi e i fatti sono quelli "dei popoli Iberi" (spagnoli)</ref>
Narrantem loca, facta, nationes,
Vt mos est tuus, applicansque collum<ref>applicans suggerisce l'idea di accostare, avvicinare o tirare a sé. Il verbo applicans unito a collum comunica una gioia fisica irrefrenabile. Non è un saluto formale, ma il gesto di chi, dopo una lunga attesa, "aggancia" letteralmente l'amico per portarselo vicino e non lasciarlo più, preparando il terreno per i baci (sauiabor) agli occhi e alla bocca</ref>
Iucundum os oculosque sauiabor<ref>L'analisi di "sauiabor" (o saviabor) ci permette di entrare nel cuore del linguaggio affettivo di Catullo, dove la scelta del termine non è mai casuale.
1. Etimologia
Il verbo deriva dal sostantivo sāvium (o suavium). L'etimologia più accreditata lo collega all'aggettivo suāvis ("dolce", dalla radice indoeuropea swād-).
Inizialmente, il savium era il bacio "dolce", quello dato con affetto profondo.
Con il tempo, il termine ha assunto una connotazione più fisica e sensuale rispetto al bacio rituale o formale.
2. Registro stilistico
Il registro è colloquiale/affettivo, tipico del sermo cotidianus (il linguaggio parlato delle classi colte).
Non è un termine "alto" o epico (come osculum), ma appartiene alla sfera dell'intimità.
In questo carme (il 9), Catullo lo usa per esprimere un'esultanza fisica spontanea: il bacio tra amici che si ritrovano è descritto con la stessa intensità di un bacio erotico, proprio per sottolineare la forza del legame.
3. Sinonimi e registri
Il latino possiede tre termini principali per il "bacio", ognuno legato a un diverso ambito:
Osculum (Registro Alto/Letterario): Dal diminutivo di os (bocca). È il bacio casto, dato per rispetto, parentela o etichetta (es. ai genitori o ai superiori).
Basium (Registro Medio/Neoterico): Un termine di origine celtica introdotto in letteratura proprio da Catullo. È il bacio della passione amorosa, meno formale di osculum ma più "poetico" di savium.
Savium / Suavium (Registro Colloquiale/Erotico): È il bacio più spinto o intensamente affettivo, spesso associato al piacere fisico e all'uso della lingua.
4. Occorrenze in Catullo
Oltre al Carme 9 (v. 9), il verbo savior o il sostantivo savium compaiono in pochi altri punti significativi:
Carme 48, 1: "Mellitos oculos tuos, Iuventi, / siquis me sinat usque sauiari" ("Se qualcuno mi permettesse di baciare continuamente i tuoi occhi dolci come il miele, o Giovenzio"). Qui è rivolto al giovane amato.
Carme 78, 4: "suauia" (sostantivo plurale) riferito a baci scambiati in un contesto di tradimento e scherno.
Carme 99, 7: "abstersisti omnibus articulis sauia" ("hai terso con tutte le dita i baci"). In questo carme, Catullo racconta di aver "rubato" un bacio a Giovenzio e descrive la reazione sdegnata del ragazzo.
Mentre il basium è il marchio di fabbrica dei carmi per Lesbia, il sauium è il termine che Catullo usa per i baci più "viscerali", siano essi per l'amico del cuore o per l'oggetto di un desiderio tormentato</ref>.
O, quantum est hominum beatiorem,
Quid me laetius est beatiusue?
</poem>
|trad=
<poem>
Veranio, che tra tutti i miei amici
per me vali più di trecentomila altri,
sei tornato a casa, ai tuoi penati,
ai fratelli che vivono in perfetta armonia e alla vecchia madre?
Sei tornato! Oh, che notizia felice per me!
Ti potrò vedere incolume e ascoltarti mentre racconti
dei luoghi, dei fatti e dei popoli della Spagna,
com'è tua abitudine, e stringendoti il collo
ti bacerò la bocca gioiosa e gli occhi.
Oh, tra tutti gli uomini che sono un po' felici,
chi è più lieto o più felice di me?
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/9|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
Il lessico usato da Catullo in questo carme è molto semplice, il tono è amichevole e colloquiale, la dimensione intima è sottolineata da termini come ''iucundum os'' o ''suaviabor''. Le espressioni utilizzate sottolineano il legame tra i due amici e dominano figure retoriche come ''climax'' e ''iperboli''.
Si noti l'allitterazione di suoni dolci e liquidi<ref>m,n,l</ref>, che anche a livello sonoro rendono la dolcezza e l'affettuosità amicale.
==Sintesi della poesia==
Il poeta celebra con gioia incontenibile il ritorno dell'amico Veranio da una missione in Spagna (probabilmente al seguito di un magistrato). Catullo non si cura dei tesori o dei successi politici che l'amico potrebbe aver riportato, ma si concentra esclusivamente sul calore degli affetti domestici e sul piacere fisico e intellettuale di riaverlo accanto: l'ascolto dei suoi racconti di viaggio e l'affetto di un abbraccio.
==Il tema==
{{I temi principali sono:
- L'amicizia come valore supremo: Il numero iperbolico (milibus trecentis) eleva Veranio al di sopra di ogni altro legame, definendo l'amicizia come un tesoro inestimabile.
- Il calore del focolare (domus): Il riferimento ai "Penati", ai fratelli e alla madre sottolinea l'importanza degli affetti familiari e della stabilità domestica, contrapposta ai rischi dei viaggi lontani.
- Il piacere del racconto (narratio): Il desiderio di ascoltare le avventure in Spagna rivela la curiosità intellettuale e il legame profondo tra i due amici, tipico dei poetae novi.
- L'affetto fisico: Il baciare gli occhi e il collo descrive un'esultanza spontanea e fisica, priva di malizia, che esprime la pienezza della felicità (beatius}}
==Il messaggio ==
{{...}}
[[Categoria:Carmina (Catullo)]]
{{avanzamento|25%}}
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495578
495577
2026-05-02T13:28:02Z
Adeberar
54317
/* Testo */ Inserimento nota
495578
wikitext
text/x-wiki
{{Carmina (Catullo)}}
uno dei testi più teneri e sinceri dedicati al valore dell'amicizia (amicitia)
== Testo ==
{{Carmina (Catullo)/TestoOriginale|
<poem>
Verani<ref>Veranio e Fabullo rappresentano nella raccolta catulliana l'ideale dell'amicizia perfetta, basata sulla condivisione di esperienze, gusti letterari e, spesso, sulla comune povertà derivante dal servizio presso governatori corrotti (come Pisone o Memmio).
Ecco la mappatura dei carmi in cui compaiono:
Citati insieme (La coppia inseparabile)
In questi componimenti, i due sono visti come un'entità unica, spesso accomunati dalla medesima sorte sfortunata in missione all'estero
* Carme 12 (Marrucine Asini...): Catullo rimprovera Asinio Marrucino per il furto di un fazzoletto (sudarium) che proprio Veranio e Fabullo gli avevano inviato dalla Spagna come pegno d'amicizia.
Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 13 (Cenabis bene, mi Fabulle...): Il celebre invito a cena. Catullo invita Fabullo, ma cita il legame con Veranio implicitamente nel contesto della loro cerchia. Tuttavia, qui Fabullo è il destinatario principale, ma il legame tra i due è lo sfondo.
Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 28 (Pisonis comites...): Un violento sfogo contro il governatore Pisone. Catullo si rivolge a entrambi, chiedendo loro se, come lui in Bitinia, anche loro abbiano subito perdite economiche e umiliazioni nel loro viaggio in Spagna/Macedonia.
Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 47 (Porci et Socration...): Catullo attacca due sgherri di Pisone che banchettano lautamente, mentre i suoi amici Veranio e Fabullo, "uomini di valore", sono ridotti a cercare inviti a cena per strada.
Metro: Endecasillabo falecio.
Citati separatamente
Veranio
* Carme 9 (Verani, omnibus e meis amicis...): Il carme è dedicato esclusivamente al gioioso ritorno di Veranio dalla Spagna.
Metro: Endecasillabo falecio.
Fabullo
* Carme 13 (Cenabis bene, mi Fabulle...): Sebbene i due siano quasi sempre una coppia, questo invito a cena è indirizzato nominalmente solo a Fabullo (anche se è sottinteso che la loro cerchia sia la stessa).
Metro: Endecasillabo falecio.
Sintesi del profilo dei due amici
Entrambi viaggiatori, probabilmente facevano parte della cohors (il seguito) di un magistrato in Spagna o Macedonia.
A differenza di altri conoscenti che si arricchivano alle spalle dei provinciali, Veranio e Fabullo tornano spesso "a tasche vuote", guadagnandosi la stima di Catullo che vede in loro l'integrità morale.
È interessante notare come tutti i carmi che li riguardano siano scritti in endecasillabi faleci. Questo è il metro per eccellenza della poesia d'occasione, colloquiale, affettuosa o polemica, perfetto per descrivere la realtà quotidiana di questo gruppo di amici.</ref>, omnibus e meis amicis
Antistans<ref>È un composto di sto (antisto, antistas, antisteti, -, antistāre). Catullo lo usa in senso figurato per indicare la superiorità di Veranio rispetto a tutti gli altri amici</ref> mihi milibus trecentis<ref>È un complemento di misura (o di stima) retto indirettamente dal senso di superiorità espresso da antistans. Significa "più di trecentomila (altri amici)"</ref>,
Venistine<ref>Indicativo perfetto, 2ª pers. sing. (+ particella interrogativa -ne). venio, venis, veni, ventum, venīre (4ª). La particella enclitica -ne serve a trasformare l'indicativo perfetto in una domanda diretta, carica di incredulità e gioia</ref>
domum ad tuos penates
Fratresque unanimos anumque matrem?
Venisti! o mihi nuntii beati!
Visam<ref>Indicativo futuro semplice, 1ª pers. sing.viso, visis, visi, visum, visĕre (3ª). Nota come Catullo utilizza il futuro per esprimere l'imminenza del piacere del ritrovo (cfr. subito dopo audiamque e sauiabor)</ref> te incolumem audiamque Hiberum<ref>genitivo plurale (Hiberum per Hiberorum) dipendente da loca, facta, nationes. Specifica che i luoghi e i fatti sono quelli "dei popoli Iberi" (spagnoli)</ref>
Narrantem loca, facta, nationes,
Vt mos est tuus, applicansque collum<ref>Participio presente, nom. masch. sing. (+ cong. -que). applico, applicas, applicavi/applicui, applicatum/applicitum, applicāre (1ª). applicans suggerisce l'idea di accostare, avvicinare o tirare a sé. Il verbo applicans unito a collum comunica una gioia fisica irrefrenabile. Non è un saluto formale, ma il gesto di chi, dopo una lunga attesa, "aggancia" letteralmente l'amico per portarselo vicino e non lasciarlo più, preparando il terreno per i baci (sauiabor) agli occhi e alla bocca</ref>
Iucundum os oculosque sauiabor<ref>Indicativo futuro semplice, 1ª pers. sing. savior, saviaris, saviatus sum, saviāri (1ª deponente). Il verbo sauiabor è un deponente, quindi ha forma passiva ma significato attivo. L'analisi di "sauiabor" (o saviabor) ci permette di entrare nel cuore del linguaggio affettivo di Catullo, dove la scelta del termine non è mai casuale.
1. Etimologia
Il verbo deriva dal sostantivo sāvium (o suavium). L'etimologia più accreditata lo collega all'aggettivo suāvis ("dolce", dalla radice indoeuropea swād-).
Inizialmente, il savium era il bacio "dolce", quello dato con affetto profondo.
Con il tempo, il termine ha assunto una connotazione più fisica e sensuale rispetto al bacio rituale o formale.
2. Registro stilistico
Il registro è colloquiale/affettivo, tipico del sermo cotidianus (il linguaggio parlato delle classi colte).
Non è un termine "alto" o epico (come osculum), ma appartiene alla sfera dell'intimità.
In questo carme (il 9), Catullo lo usa per esprimere un'esultanza fisica spontanea: il bacio tra amici che si ritrovano è descritto con la stessa intensità di un bacio erotico, proprio per sottolineare la forza del legame.
3. Sinonimi e registri
Il latino possiede tre termini principali per il "bacio", ognuno legato a un diverso ambito:
Osculum (Registro Alto/Letterario): Dal diminutivo di os (bocca). È il bacio casto, dato per rispetto, parentela o etichetta (es. ai genitori o ai superiori).
Basium (Registro Medio/Neoterico): Un termine di origine celtica introdotto in letteratura proprio da Catullo. È il bacio della passione amorosa, meno formale di osculum ma più "poetico" di savium.
Savium / Suavium (Registro Colloquiale/Erotico): È il bacio più spinto o intensamente affettivo, spesso associato al piacere fisico e all'uso della lingua.
4. Occorrenze in Catullo
Oltre al Carme 9 (v. 9), il verbo savior o il sostantivo savium compaiono in pochi altri punti significativi:
Carme 48, 1: "Mellitos oculos tuos, Iuventi, / siquis me sinat usque sauiari" ("Se qualcuno mi permettesse di baciare continuamente i tuoi occhi dolci come il miele, o Giovenzio"). Qui è rivolto al giovane amato.
Carme 78, 4: "suauia" (sostantivo plurale) riferito a baci scambiati in un contesto di tradimento e scherno.
Carme 99, 7: "abstersisti omnibus articulis sauia" ("hai terso con tutte le dita i baci"). In questo carme, Catullo racconta di aver "rubato" un bacio a Giovenzio e descrive la reazione sdegnata del ragazzo.
Mentre il basium è il marchio di fabbrica dei carmi per Lesbia, il sauium è il termine che Catullo usa per i baci più "viscerali", siano essi per l'amico del cuore o per l'oggetto di un desiderio tormentato</ref>.
O, quantum est hominum beatiorem,
Quid me laetius est beatiusue?
</poem>
|trad=
<poem>
Veranio, che tra tutti i miei amici
per me vali più di trecentomila altri,
sei tornato a casa, ai tuoi penati,
ai fratelli che vivono in perfetta armonia e alla vecchia madre?
Sei tornato! Oh, che notizia felice per me!
Ti potrò vedere incolume e ascoltarti mentre racconti
dei luoghi, dei fatti e dei popoli della Spagna,
com'è tua abitudine, e stringendoti il collo
ti bacerò la bocca gioiosa e gli occhi.
Oh, tra tutti gli uomini che sono un po' felici,
chi è più lieto o più felice di me?
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/9|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
Il lessico usato da Catullo in questo carme è molto semplice, il tono è amichevole e colloquiale, la dimensione intima è sottolineata da termini come ''iucundum os'' o ''suaviabor''. Le espressioni utilizzate sottolineano il legame tra i due amici e dominano figure retoriche come ''climax'' e ''iperboli''.
Si noti l'allitterazione di suoni dolci e liquidi<ref>m,n,l</ref>, che anche a livello sonoro rendono la dolcezza e l'affettuosità amicale.
==Sintesi della poesia==
Il poeta celebra con gioia incontenibile il ritorno dell'amico Veranio da una missione in Spagna (probabilmente al seguito di un magistrato). Catullo non si cura dei tesori o dei successi politici che l'amico potrebbe aver riportato, ma si concentra esclusivamente sul calore degli affetti domestici e sul piacere fisico e intellettuale di riaverlo accanto: l'ascolto dei suoi racconti di viaggio e l'affetto di un abbraccio.
==Il tema==
{{I temi principali sono:
- L'amicizia come valore supremo: Il numero iperbolico (milibus trecentis) eleva Veranio al di sopra di ogni altro legame, definendo l'amicizia come un tesoro inestimabile.
- Il calore del focolare (domus): Il riferimento ai "Penati", ai fratelli e alla madre sottolinea l'importanza degli affetti familiari e della stabilità domestica, contrapposta ai rischi dei viaggi lontani.
- Il piacere del racconto (narratio): Il desiderio di ascoltare le avventure in Spagna rivela la curiosità intellettuale e il legame profondo tra i due amici, tipico dei poetae novi.
- L'affetto fisico: Il baciare gli occhi e il collo descrive un'esultanza spontanea e fisica, priva di malizia, che esprime la pienezza della felicità (beatius}}
==Il messaggio ==
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Adeberar
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{{Carmina (Catullo)}}
uno dei testi più teneri e sinceri dedicati al valore dell'amicizia (amicitia)
== Testo ==
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Verani<ref>Veranio e Fabullo rappresentano nella raccolta catulliana l'ideale dell'amicizia perfetta, basata sulla condivisione di esperienze, gusti letterari e, spesso, sulla comune povertà derivante dal servizio presso governatori corrotti (come Pisone o Memmio).
Ecco la mappatura dei carmi in cui compaiono:
Citati insieme (La coppia inseparabile)
In questi componimenti, i due sono visti come un'entità unica, spesso accomunati dalla medesima sorte sfortunata in missione all'estero
* Carme 12 (Marrucine Asini...): Catullo rimprovera Asinio Marrucino per il furto di un fazzoletto (sudarium) che proprio Veranio e Fabullo gli avevano inviato dalla Spagna come pegno d'amicizia.
Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 13 (Cenabis bene, mi Fabulle...): Il celebre invito a cena. Catullo invita Fabullo, ma cita il legame con Veranio implicitamente nel contesto della loro cerchia. Tuttavia, qui Fabullo è il destinatario principale, ma il legame tra i due è lo sfondo.
Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 28 (Pisonis comites...): Un violento sfogo contro il governatore Pisone. Catullo si rivolge a entrambi, chiedendo loro se, come lui in Bitinia, anche loro abbiano subito perdite economiche e umiliazioni nel loro viaggio in Spagna/Macedonia.
Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 47 (Porci et Socration...): Catullo attacca due sgherri di Pisone che banchettano lautamente, mentre i suoi amici Veranio e Fabullo, "uomini di valore", sono ridotti a cercare inviti a cena per strada.
Metro: Endecasillabo falecio.
Citati separatamente
Veranio
* Carme 9 (Verani, omnibus e meis amicis...): Il carme è dedicato esclusivamente al gioioso ritorno di Veranio dalla Spagna.
Metro: Endecasillabo falecio.
Fabullo
* Carme 13 (Cenabis bene, mi Fabulle...): Sebbene i due siano quasi sempre una coppia, questo invito a cena è indirizzato nominalmente solo a Fabullo (anche se è sottinteso che la loro cerchia sia la stessa).
Metro: Endecasillabo falecio.
Entrambi viaggiatori, probabilmente facevano parte della cohors (il seguito) di un magistrato in Spagna o Macedonia.
A differenza di altri conoscenti che si arricchivano alle spalle dei provinciali, Veranio e Fabullo tornano spesso "a tasche vuote", guadagnandosi la stima di Catullo che vede in loro l'integrità morale.
È interessante notare come tutti i carmi che li riguardano siano scritti in endecasillabi faleci. Questo è il metro per eccellenza della poesia d'occasione, colloquiale, affettuosa o polemica, perfetto per descrivere la realtà quotidiana di questo gruppo di amici.</ref>, omnibus e meis amicis
Antistans<ref>È un composto di sto (antisto, antistas, antisteti, -, antistāre). Catullo lo usa in senso figurato per indicare la superiorità di Veranio rispetto a tutti gli altri amici</ref> mihi milibus trecentis<ref>È un complemento di misura (o di stima) retto indirettamente dal senso di superiorità espresso da antistans. Significa "più di trecentomila (altri amici)"</ref>,
Venistine<ref>Indicativo perfetto, 2ª pers. sing. (+ particella interrogativa -ne). venio, venis, veni, ventum, venīre (4ª). La particella enclitica -ne serve a trasformare l'indicativo perfetto in una domanda diretta, carica di incredulità e gioia</ref>
domum ad tuos penates
Fratresque unanimos anumque matrem?
Venisti! o mihi nuntii beati!
Visam<ref>Indicativo futuro semplice, 1ª pers. sing.viso, visis, visi, visum, visĕre (3ª). Nota come Catullo utilizza il futuro per esprimere l'imminenza del piacere del ritrovo (cfr. subito dopo audiamque e sauiabor)</ref> te incolumem audiamque Hiberum<ref>genitivo plurale (Hiberum per Hiberorum) dipendente da loca, facta, nationes. Specifica che i luoghi e i fatti sono quelli "dei popoli Iberi" (spagnoli)</ref>
Narrantem loca, facta, nationes,
Vt mos est tuus, applicansque collum<ref>Participio presente, nom. masch. sing. (+ cong. -que). applico, applicas, applicavi/applicui, applicatum/applicitum, applicāre (1ª). applicans suggerisce l'idea di accostare, avvicinare o tirare a sé. Il verbo applicans unito a collum comunica una gioia fisica irrefrenabile. Non è un saluto formale, ma il gesto di chi, dopo una lunga attesa, "aggancia" letteralmente l'amico per portarselo vicino e non lasciarlo più, preparando il terreno per i baci (sauiabor) agli occhi e alla bocca</ref>
Iucundum os oculosque sauiabor<ref>Indicativo futuro semplice, 1ª pers. sing. savior, saviaris, saviatus sum, saviāri (1ª deponente). Il verbo sauiabor è un deponente, quindi ha forma passiva ma significato attivo. L'analisi di "sauiabor" (o saviabor) ci permette di entrare nel cuore del linguaggio affettivo di Catullo, dove la scelta del termine non è mai casuale.
1. Etimologia
Il verbo deriva dal sostantivo sāvium (o suavium). L'etimologia più accreditata lo collega all'aggettivo suāvis ("dolce", dalla radice indoeuropea swād-).
Inizialmente, il savium era il bacio "dolce", quello dato con affetto profondo.
Con il tempo, il termine ha assunto una connotazione più fisica e sensuale rispetto al bacio rituale o formale.
2. Registro stilistico
Il registro è colloquiale/affettivo, tipico del sermo cotidianus (il linguaggio parlato delle classi colte).
Non è un termine "alto" o epico (come osculum), ma appartiene alla sfera dell'intimità.
In questo carme (il 9), Catullo lo usa per esprimere un'esultanza fisica spontanea: il bacio tra amici che si ritrovano è descritto con la stessa intensità di un bacio erotico, proprio per sottolineare la forza del legame.
3. Sinonimi e registri
Il latino possiede tre termini principali per il "bacio", ognuno legato a un diverso ambito:
Osculum (Registro Alto/Letterario): Dal diminutivo di os (bocca). È il bacio casto, dato per rispetto, parentela o etichetta (es. ai genitori o ai superiori).
Basium (Registro Medio/Neoterico): Un termine di origine celtica introdotto in letteratura proprio da Catullo. È il bacio della passione amorosa, meno formale di osculum ma più "poetico" di savium.
Savium / Suavium (Registro Colloquiale/Erotico): È il bacio più spinto o intensamente affettivo, spesso associato al piacere fisico e all'uso della lingua.
4. Occorrenze in Catullo
Oltre al Carme 9 (v. 9), il verbo savior o il sostantivo savium compaiono in pochi altri punti significativi:
Carme 48, 1: "Mellitos oculos tuos, Iuventi, / siquis me sinat usque sauiari" ("Se qualcuno mi permettesse di baciare continuamente i tuoi occhi dolci come il miele, o Giovenzio"). Qui è rivolto al giovane amato.
Carme 78, 4: "suauia" (sostantivo plurale) riferito a baci scambiati in un contesto di tradimento e scherno.
Carme 99, 7: "abstersisti omnibus articulis sauia" ("hai terso con tutte le dita i baci"). In questo carme, Catullo racconta di aver "rubato" un bacio a Giovenzio e descrive la reazione sdegnata del ragazzo.
Mentre il basium è il marchio di fabbrica dei carmi per Lesbia, il sauium è il termine che Catullo usa per i baci più "viscerali", siano essi per l'amico del cuore o per l'oggetto di un desiderio tormentato</ref>.
O, quantum est hominum beatiorem<ref>L'espressione è un'iperbole tipica del linguaggio colloquiale catulliano per dire: "Oh, tra tutta la massa degli uomini (esistenti), (esiste qualcuno) più felice (di me)?". L'accusativo beatiorem è una delle questioni testuali più discusse del carme 9. La sua presenza si spiega in due modi, a seconda dell'interpretazione sintattica:
1. L'ellissi di un verbo di stima o di esistenza
In questa interpretazione, beatiorem è l'oggetto sottinteso di una struttura esclamativa infinitiva o di un verbo di opinione che il lettore deve integrare mentalmente:
"(Dicite) quantum hominum (sit) me beatiorem": "(Dite) quanto (di uomini ci sia) me più felice".
In pratica, l'accusativo dipende da un'idea sottintesa del tipo: "Chi potete indicare che sia più felice di me?".
2. Attrazione del pronome relativo (Sintassi colloquiale)
Catullo usa spesso il registro colloquiale, dove le strutture sintattiche possono essere più libere. Beatiorem potrebbe essere attratto nel caso accusativo perché idealmente riferito a un "me" (me stesso) che il poeta sente come oggetto della sua stessa esclamazione: "Oh, (guardate) me, quanto tra gli uomini (mi sento) più felice!".
3. La variante testuale (Genitivo partitivo)
Molti filologi ritengono che la forma originale fosse beatiorum (genitivo plurale). In quel caso la traduzione sarebbe:
"O, quanto est hominum beatiorum"
("O, quanto c'è di uomini più felici")
In questo scenario, beatiorum sarebbe un genitivo partitivo retto da quantum. Tuttavia, la maggior parte delle edizioni moderne mantiene beatiorem perché più coerente con lo stile soggettivo di Catullo, che ama porre sé stesso al centro della scena emotiva.
In sintesi: è un accusativo esclamativo o un accusativo che sottintende un "me" come termine di confronto, tipico di una lingua parlata che preferisce l'enfasi alla precisione grammaticale rigorosa</ref>,
Quid me laetius est beatiusue<ref>È una proposizione interrogativa retorica (la cui risposta implicita è "nulla"). Catullo chiude il carme con una struttura binaria (laetius / beatius) e un uso sapiente dei comparativi, spostando l'attenzione dall'amico ritrovato alla propria condizione interiore: la felicità (beatus) e la gioia esteriore (laetus)</ref>?
</poem>
|trad=
<poem>
Veranio, che tra tutti i miei amici
per me vali più di trecentomila altri,
sei tornato a casa, ai tuoi penati,
ai fratelli che vivono in perfetta armonia e alla vecchia madre?
Sei tornato! Oh, che notizia felice per me!
Ti potrò vedere incolume e ascoltarti mentre racconti
dei luoghi, dei fatti e dei popoli della Spagna,
com'è tua abitudine, e stringendoti il collo
ti bacerò la bocca gioiosa e gli occhi.
Oh, tra tutti gli uomini che sono un po' felici,
chi è più lieto o più felice di me?
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/9|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
Il lessico usato da Catullo in questo carme è molto semplice, il tono è amichevole e colloquiale, la dimensione intima è sottolineata da termini come ''iucundum os'' o ''suaviabor''. Le espressioni utilizzate sottolineano il legame tra i due amici e dominano figure retoriche come ''climax'' e ''iperboli''.
Si noti l'allitterazione di suoni dolci e liquidi<ref>m,n,l</ref>, che anche a livello sonoro rendono la dolcezza e l'affettuosità amicale.
==Sintesi della poesia==
Il poeta celebra con gioia incontenibile il ritorno dell'amico Veranio da una missione in Spagna (probabilmente al seguito di un magistrato). Catullo non si cura dei tesori o dei successi politici che l'amico potrebbe aver riportato, ma si concentra esclusivamente sul calore degli affetti domestici e sul piacere fisico e intellettuale di riaverlo accanto: l'ascolto dei suoi racconti di viaggio e l'affetto di un abbraccio.
==Il tema==
{{I temi principali sono:
- L'amicizia come valore supremo: Il numero iperbolico (milibus trecentis) eleva Veranio al di sopra di ogni altro legame, definendo l'amicizia come un tesoro inestimabile.
- Il calore del focolare (domus): Il riferimento ai "Penati", ai fratelli e alla madre sottolinea l'importanza degli affetti familiari e della stabilità domestica, contrapposta ai rischi dei viaggi lontani.
- Il piacere del racconto (narratio): Il desiderio di ascoltare le avventure in Spagna rivela la curiosità intellettuale e il legame profondo tra i due amici, tipico dei poetae novi.
- L'affetto fisico: Il baciare gli occhi e il collo descrive un'esultanza spontanea e fisica, priva di malizia, che esprime la pienezza della felicità (beatius}}
==Il messaggio ==
{{...}}
[[Categoria:Carmina (Catullo)]]
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/* Testo */ Inserimento nota
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wikitext
text/x-wiki
{{Carmina (Catullo)}}
uno dei testi più teneri e sinceri dedicati al valore dell'amicizia (amicitia)
== Testo ==
{{Carmina (Catullo)/TestoOriginale|
<poem>
Verani<ref>Veranio e Fabullo rappresentano nella raccolta catulliana l'ideale dell'amicizia perfetta, basata sulla condivisione di esperienze, gusti letterari e, spesso, sulla comune povertà derivante dal servizio presso governatori corrotti (come Pisone o Memmio).
Ecco la mappatura dei carmi in cui compaiono:
Citati insieme (La coppia inseparabile)
In questi componimenti, i due sono visti come un'entità unica, spesso accomunati dalla medesima sorte sfortunata in missione all'estero
* Carme 12 (Marrucine Asini...): Catullo rimprovera Asinio Marrucino per il furto di un fazzoletto (sudarium) che proprio Veranio e Fabullo gli avevano inviato dalla Spagna come pegno d'amicizia.
Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 13 (Cenabis bene, mi Fabulle...): Il celebre invito a cena. Catullo invita Fabullo, ma cita il legame con Veranio implicitamente nel contesto della loro cerchia. Tuttavia, qui Fabullo è il destinatario principale, ma il legame tra i due è lo sfondo.
Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 28 (Pisonis comites...): Un violento sfogo contro il governatore Pisone. Catullo si rivolge a entrambi, chiedendo loro se, come lui in Bitinia, anche loro abbiano subito perdite economiche e umiliazioni nel loro viaggio in Spagna/Macedonia.
Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 47 (Porci et Socration...): Catullo attacca due sgherri di Pisone che banchettano lautamente, mentre i suoi amici Veranio e Fabullo, "uomini di valore", sono ridotti a cercare inviti a cena per strada.
Metro: Endecasillabo falecio.
Citati separatamente
Veranio
* Carme 9 (Verani, omnibus e meis amicis...): Il carme è dedicato esclusivamente al gioioso ritorno di Veranio dalla Spagna.
Metro: Endecasillabo falecio.
Fabullo
* Carme 13 (Cenabis bene, mi Fabulle...): Sebbene i due siano quasi sempre una coppia, questo invito a cena è indirizzato nominalmente solo a Fabullo (anche se è sottinteso che la loro cerchia sia la stessa).
Metro: Endecasillabo falecio.
Entrambi viaggiatori, probabilmente facevano parte della cohors (il seguito) di un magistrato in Spagna o Macedonia.
A differenza di altri conoscenti che si arricchivano alle spalle dei provinciali, Veranio e Fabullo tornano spesso "a tasche vuote", guadagnandosi la stima di Catullo che vede in loro l'integrità morale.
È interessante notare come tutti i carmi che li riguardano siano scritti in endecasillabi faleci. Questo è il metro per eccellenza della poesia d'occasione, colloquiale, affettuosa o polemica, perfetto per descrivere la realtà quotidiana di questo gruppo di amici.</ref>, omnibus e meis amicis
Antistans<ref>È un composto di sto (antisto, antistas, antisteti, -, antistāre). Catullo lo usa in senso figurato per indicare la superiorità di Veranio rispetto a tutti gli altri amici</ref> mihi milibus trecentis<ref>È un complemento di misura (o di stima) retto indirettamente dal senso di superiorità espresso da antistans. Significa "più di trecentomila (altri amici)"</ref>,
Venistine<ref>Indicativo perfetto, 2ª pers. sing. (+ particella interrogativa -ne). venio, venis, veni, ventum, venīre (4ª). La particella enclitica -ne serve a trasformare l'indicativo perfetto in una domanda diretta, carica di incredulità e gioia</ref>
domum ad tuos penates
Fratresque unanimos<ref>termine molto denso nel vocabolario latino, perché letteralmente significa "di un solo animo" (unus + animus). Catullo non vuole solo dire che i fratelli vivono sotto lo stesso tetto, ma sottolinea l'assenza di conflitti. In un mondo romano dove le liti per l'eredità o il potere erano comuni, l'immagine di fratelli "dallo stesso animo" trasmette un'idea di pace domestica assoluta. Il termine descrive un legame psicologico profondo, quasi una simbiosi, che rende il ritorno di Veranio ancora più caldo e accogliente.
Lo stesso aggettivo Catullo lo userà nel Carme 30 per descrivere il legame tradito da un altro amico, Alfeno. Qui, invece, rappresenta la stabilità degli affetti che non deludono mai</ref> anumque matrem?
Venisti! o mihi nuntii beati!
Visam<ref>Indicativo futuro semplice, 1ª pers. sing.viso, visis, visi, visum, visĕre (3ª). Nota come Catullo utilizza il futuro per esprimere l'imminenza del piacere del ritrovo (cfr. subito dopo audiamque e sauiabor)</ref> te incolumem audiamque Hiberum<ref>genitivo plurale (Hiberum per Hiberorum) dipendente da loca, facta, nationes. Specifica che i luoghi e i fatti sono quelli "dei popoli Iberi" (spagnoli)</ref>
Narrantem loca, facta, nationes,
Vt mos est tuus, applicansque collum<ref>Participio presente, nom. masch. sing. (+ cong. -que). applico, applicas, applicavi/applicui, applicatum/applicitum, applicāre (1ª). applicans suggerisce l'idea di accostare, avvicinare o tirare a sé. Il verbo applicans unito a collum comunica una gioia fisica irrefrenabile. Non è un saluto formale, ma il gesto di chi, dopo una lunga attesa, "aggancia" letteralmente l'amico per portarselo vicino e non lasciarlo più, preparando il terreno per i baci (sauiabor) agli occhi e alla bocca</ref>
Iucundum os oculosque sauiabor<ref>Indicativo futuro semplice, 1ª pers. sing. savior, saviaris, saviatus sum, saviāri (1ª deponente). Il verbo sauiabor è un deponente, quindi ha forma passiva ma significato attivo. L'analisi di "sauiabor" (o saviabor) ci permette di entrare nel cuore del linguaggio affettivo di Catullo, dove la scelta del termine non è mai casuale.
Il verbo deriva dal sostantivo sāvium (o suavium). L'etimologia più accreditata lo collega all'aggettivo suāvis ("dolce", dalla radice indoeuropea swād-).
Inizialmente, il savium era il bacio "dolce", quello dato con affetto profondo.
Con il tempo, il termine ha assunto una connotazione più fisica e sensuale rispetto al bacio rituale o formale.
Il registro è colloquiale/affettivo, tipico del sermo cotidianus (il linguaggio parlato delle classi colte).
Non è un termine "alto" o epico (come osculum), ma appartiene alla sfera dell'intimità.
In questo carme (il 9), Catullo lo usa per esprimere un'esultanza fisica spontanea: il bacio tra amici che si ritrovano è descritto con la stessa intensità di un bacio erotico, proprio per sottolineare la forza del legame.
Il latino possiede tre termini principali per il "bacio", ognuno legato a un diverso ambito:
Osculum (Registro Alto/Letterario): Dal diminutivo di os (bocca). È il bacio casto, dato per rispetto, parentela o etichetta (es. ai genitori o ai superiori).
Basium (Registro Medio/Neoterico): Un termine di origine celtica introdotto in letteratura proprio da Catullo. È il bacio della passione amorosa, meno formale di osculum ma più "poetico" di savium.
Savium / Suavium (Registro Colloquiale/Erotico): È il bacio più spinto o intensamente affettivo, spesso associato al piacere fisico e all'uso della lingua.
Oltre al Carme 9 (v. 9), il verbo savior o il sostantivo savium compaiono in pochi altri punti significativi:
Carme 48, 1: "Mellitos oculos tuos, Iuventi, / siquis me sinat usque sauiari" ("Se qualcuno mi permettesse di baciare continuamente i tuoi occhi dolci come il miele, o Giovenzio"). Qui è rivolto al giovane amato.
Carme 78, 4: "suauia" (sostantivo plurale) riferito a baci scambiati in un contesto di tradimento e scherno.
Carme 99, 7: "abstersisti omnibus articulis sauia" ("hai terso con tutte le dita i baci"). In questo carme, Catullo racconta di aver "rubato" un bacio a Giovenzio e descrive la reazione sdegnata del ragazzo.
Mentre il basium è il marchio di fabbrica dei carmi per Lesbia, il sauium è il termine che Catullo usa per i baci più "viscerali", siano essi per l'amico del cuore o per l'oggetto di un desiderio tormentato</ref>.
O, quantum est hominum beatiorem<ref>L'espressione è un'iperbole tipica del linguaggio colloquiale catulliano per dire: "Oh, tra tutta la massa degli uomini (esistenti), (esiste qualcuno) più felice (di me)?". L'accusativo beatiorem è una delle questioni testuali più discusse del carme 9. La sua presenza si spiega in due modi, a seconda dell'interpretazione sintattica:
1. L'ellissi di un verbo di stima o di esistenza
In questa interpretazione, beatiorem è l'oggetto sottinteso di una struttura esclamativa infinitiva o di un verbo di opinione che il lettore deve integrare mentalmente:
"(Dicite) quantum hominum (sit) me beatiorem": "(Dite) quanto (di uomini ci sia) me più felice".
In pratica, l'accusativo dipende da un'idea sottintesa del tipo: "Chi potete indicare che sia più felice di me?".
2. Attrazione del pronome relativo (Sintassi colloquiale)
Catullo usa spesso il registro colloquiale, dove le strutture sintattiche possono essere più libere. Beatiorem potrebbe essere attratto nel caso accusativo perché idealmente riferito a un "me" (me stesso) che il poeta sente come oggetto della sua stessa esclamazione: "Oh, (guardate) me, quanto tra gli uomini (mi sento) più felice!".
3. La variante testuale (Genitivo partitivo)
Molti filologi ritengono che la forma originale fosse beatiorum (genitivo plurale). In quel caso la traduzione sarebbe:
"O, quanto est hominum beatiorum"
("O, quanto c'è di uomini più felici")
In questo scenario, beatiorum sarebbe un genitivo partitivo retto da quantum. Tuttavia, la maggior parte delle edizioni moderne mantiene beatiorem perché più coerente con lo stile soggettivo di Catullo, che ama porre sé stesso al centro della scena emotiva.
In sintesi: è un accusativo esclamativo o un accusativo che sottintende un "me" come termine di confronto, tipico di una lingua parlata che preferisce l'enfasi alla precisione grammaticale rigorosa</ref>,
Quid me laetius est beatiusue<ref>È una proposizione interrogativa retorica (la cui risposta implicita è "nulla"). Catullo chiude il carme con una struttura binaria (laetius / beatius) e un uso sapiente dei comparativi, spostando l'attenzione dall'amico ritrovato alla propria condizione interiore: la felicità (beatus) e la gioia esteriore (laetus)</ref>?
</poem>
|trad=
<poem>
Veranio, che tra tutti i miei amici
per me vali più di trecentomila altri,
sei tornato a casa, ai tuoi penati,
ai fratelli che vivono in perfetta armonia e alla vecchia madre?
Sei tornato! Oh, che notizia felice per me!
Ti potrò vedere incolume e ascoltarti mentre racconti
dei luoghi, dei fatti e dei popoli della Spagna,
com'è tua abitudine, e stringendoti il collo
ti bacerò la bocca gioiosa e gli occhi.
Oh, tra tutti gli uomini che sono un po' felici,
chi è più lieto o più felice di me?
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/9|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
Il lessico usato da Catullo in questo carme è molto semplice, il tono è amichevole e colloquiale, la dimensione intima è sottolineata da termini come ''iucundum os'' o ''suaviabor''. Le espressioni utilizzate sottolineano il legame tra i due amici e dominano figure retoriche come ''climax'' e ''iperboli''.
Si noti l'allitterazione di suoni dolci e liquidi<ref>m,n,l</ref>, che anche a livello sonoro rendono la dolcezza e l'affettuosità amicale.
==Sintesi della poesia==
Il poeta celebra con gioia incontenibile il ritorno dell'amico Veranio da una missione in Spagna (probabilmente al seguito di un magistrato). Catullo non si cura dei tesori o dei successi politici che l'amico potrebbe aver riportato, ma si concentra esclusivamente sul calore degli affetti domestici e sul piacere fisico e intellettuale di riaverlo accanto: l'ascolto dei suoi racconti di viaggio e l'affetto di un abbraccio.
==Il tema==
{{I temi principali sono:
- L'amicizia come valore supremo: Il numero iperbolico (milibus trecentis) eleva Veranio al di sopra di ogni altro legame, definendo l'amicizia come un tesoro inestimabile.
- Il calore del focolare (domus): Il riferimento ai "Penati", ai fratelli e alla madre sottolinea l'importanza degli affetti familiari e della stabilità domestica, contrapposta ai rischi dei viaggi lontani.
- Il piacere del racconto (narratio): Il desiderio di ascoltare le avventure in Spagna rivela la curiosità intellettuale e il legame profondo tra i due amici, tipico dei poetae novi.
- L'affetto fisico: Il baciare gli occhi e il collo descrive un'esultanza spontanea e fisica, priva di malizia, che esprime la pienezza della felicità (beatius}}
==Il messaggio ==
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{{Carmina (Catullo)}}
uno dei testi più teneri e sinceri dedicati al valore dell'amicizia (amicitia)
== Testo ==
{{Carmina (Catullo)/TestoOriginale|
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Verani<ref>Veranio e Fabullo rappresentano nella raccolta catulliana l'ideale dell'amicizia perfetta, basata sulla condivisione di esperienze, gusti letterari e, spesso, sulla comune povertà derivante dal servizio presso governatori corrotti (come Pisone o Memmio).
Ecco la mappatura dei carmi in cui compaiono:
Citati insieme (La coppia inseparabile)
In questi componimenti, i due sono visti come un'entità unica, spesso accomunati dalla medesima sorte sfortunata in missione all'estero
* Carme 12 (Marrucine Asini...): Catullo rimprovera Asinio Marrucino per il furto di un fazzoletto (sudarium) che proprio Veranio e Fabullo gli avevano inviato dalla Spagna come pegno d'amicizia.
Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 13 (Cenabis bene, mi Fabulle...): Il celebre invito a cena. Catullo invita Fabullo, ma cita il legame con Veranio implicitamente nel contesto della loro cerchia. Tuttavia, qui Fabullo è il destinatario principale, ma il legame tra i due è lo sfondo.
Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 28 (Pisonis comites...): Un violento sfogo contro il governatore Pisone. Catullo si rivolge a entrambi, chiedendo loro se, come lui in Bitinia, anche loro abbiano subito perdite economiche e umiliazioni nel loro viaggio in Spagna/Macedonia.
Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 47 (Porci et Socration...): Catullo attacca due sgherri di Pisone che banchettano lautamente, mentre i suoi amici Veranio e Fabullo, "uomini di valore", sono ridotti a cercare inviti a cena per strada.
Metro: Endecasillabo falecio.
Citati separatamente
Veranio
* Carme 9 (Verani, omnibus e meis amicis...): Il carme è dedicato esclusivamente al gioioso ritorno di Veranio dalla Spagna.
Metro: Endecasillabo falecio.
Fabullo
* Carme 13 (Cenabis bene, mi Fabulle...): Sebbene i due siano quasi sempre una coppia, questo invito a cena è indirizzato nominalmente solo a Fabullo (anche se è sottinteso che la loro cerchia sia la stessa).
Metro: Endecasillabo falecio.
Entrambi viaggiatori, probabilmente facevano parte della cohors (il seguito) di un magistrato in Spagna o Macedonia.
A differenza di altri conoscenti che si arricchivano alle spalle dei provinciali, Veranio e Fabullo tornano spesso "a tasche vuote", guadagnandosi la stima di Catullo che vede in loro l'integrità morale.
È interessante notare come tutti i carmi che li riguardano siano scritti in endecasillabi faleci. Questo è il metro per eccellenza della poesia d'occasione, colloquiale, affettuosa o polemica, perfetto per descrivere la realtà quotidiana di questo gruppo di amici.</ref>, omnibus e meis amicis
Antistans<ref>È un composto di sto (antisto, antistas, antisteti, -, antistāre). Catullo lo usa in senso figurato per indicare la superiorità di Veranio rispetto a tutti gli altri amici</ref> mihi milibus trecentis<ref>È un complemento di misura (o di stima) retto indirettamente dal senso di superiorità espresso da antistans. Significa "più di trecentomila (altri amici)"</ref>,
Venistine<ref>Indicativo perfetto, 2ª pers. sing. (+ particella interrogativa -ne). venio, venis, veni, ventum, venīre (4ª). La particella enclitica -ne serve a trasformare l'indicativo perfetto in una domanda diretta, carica di incredulità e gioia</ref>
domum ad tuos penates
Fratresque unanimos<ref>termine molto denso nel vocabolario latino, perché letteralmente significa "di un solo animo" (unus + animus). Catullo non vuole solo dire che i fratelli vivono sotto lo stesso tetto, ma sottolinea l'assenza di conflitti. In un mondo romano dove le liti per l'eredità o il potere erano comuni, l'immagine di fratelli "dallo stesso animo" trasmette un'idea di pace domestica assoluta. Il termine descrive un legame psicologico profondo, quasi una simbiosi, che rende il ritorno di Veranio ancora più caldo e accogliente.
Lo stesso aggettivo Catullo lo userà nel Carme 30 per descrivere il legame tradito da un altro amico, Alfeno. Qui, invece, rappresenta la stabilità degli affetti che non deludono mai</ref> anumque matrem?
Venisti! o mihi nuntii beati!
Visam<ref>Indicativo futuro semplice, 1ª pers. sing.viso, visis, visi, visum, visĕre (3ª). Nota come Catullo utilizza il futuro per esprimere l'imminenza del piacere del ritrovo (cfr. subito dopo audiamque e sauiabor)</ref> te incolumem audiamque Hiberum<ref>genitivo plurale (Hiberum per Hiberorum) dipendente da loca, facta, nationes. Specifica che i luoghi e i fatti sono quelli "dei popoli Iberi" (spagnoli)</ref>
Narrantem loca, facta, nationes,
Vt mos est tuus, applicansque collum<ref>Participio presente, nom. masch. sing. (+ cong. -que). applico, applicas, applicavi/applicui, applicatum/applicitum, applicāre (1ª). applicans suggerisce l'idea di accostare, avvicinare o tirare a sé. Il verbo applicans unito a collum comunica una gioia fisica irrefrenabile. Non è un saluto formale, ma il gesto di chi, dopo una lunga attesa, "aggancia" letteralmente l'amico per portarselo vicino e non lasciarlo più, preparando il terreno per i baci (sauiabor) agli occhi e alla bocca</ref>
Iucundum os oculosque sauiabor<ref>Indicativo futuro semplice, 1ª pers. sing. savior, saviaris, saviatus sum, saviāri (1ª deponente). Il verbo sauiabor è un deponente, quindi ha forma passiva ma significato attivo. L'analisi di "sauiabor" (o saviabor) ci permette di entrare nel cuore del linguaggio affettivo di Catullo, dove la scelta del termine non è mai casuale.
Il verbo deriva dal sostantivo sāvium (o suavium). L'etimologia più accreditata lo collega all'aggettivo suāvis ("dolce", dalla radice indoeuropea swād-).
Inizialmente, il savium era il bacio "dolce", quello dato con affetto profondo.
Con il tempo, il termine ha assunto una connotazione più fisica e sensuale rispetto al bacio rituale o formale.
Il registro è colloquiale/affettivo, tipico del sermo cotidianus (il linguaggio parlato delle classi colte).
Non è un termine "alto" o epico (come osculum), ma appartiene alla sfera dell'intimità.
In questo carme (il 9), Catullo lo usa per esprimere un'esultanza fisica spontanea: il bacio tra amici che si ritrovano è descritto con la stessa intensità di un bacio erotico, proprio per sottolineare la forza del legame.
Il latino possiede tre termini principali per il "bacio", ognuno legato a un diverso ambito:
Osculum (Registro Alto/Letterario): Dal diminutivo di os (bocca). È il bacio casto, dato per rispetto, parentela o etichetta (es. ai genitori o ai superiori).
Basium (Registro Medio/Neoterico): Un termine di origine celtica introdotto in letteratura proprio da Catullo. È il bacio della passione amorosa, meno formale di osculum ma più "poetico" di savium.
Savium / Suavium (Registro Colloquiale/Erotico): È il bacio più spinto o intensamente affettivo, spesso associato al piacere fisico e all'uso della lingua.
Oltre al Carme 9 (v. 9), il verbo savior o il sostantivo savium compaiono in pochi altri punti significativi:
Carme 48, 1: "Mellitos oculos tuos, Iuventi, / siquis me sinat usque sauiari" ("Se qualcuno mi permettesse di baciare continuamente i tuoi occhi dolci come il miele, o Giovenzio"). Qui è rivolto al giovane amato.
Carme 78, 4: "suauia" (sostantivo plurale) riferito a baci scambiati in un contesto di tradimento e scherno.
Carme 99, 7: "abstersisti omnibus articulis sauia" ("hai terso con tutte le dita i baci"). In questo carme, Catullo racconta di aver "rubato" un bacio a Giovenzio e descrive la reazione sdegnata del ragazzo.
Mentre il basium è il marchio di fabbrica dei carmi per Lesbia, il sauium è il termine che Catullo usa per i baci più "viscerali", siano essi per l'amico del cuore o per l'oggetto di un desiderio tormentato</ref>.
O, quantum est hominum beatiorem<ref>L'espressione è un'iperbole tipica del linguaggio colloquiale catulliano per dire: "Oh, tra tutta la massa degli uomini (esistenti), (esiste qualcuno) più felice (di me)?". L'accusativo beatiorem è una delle questioni testuali più discusse del carme 9. La sua presenza si spiega in due modi, a seconda dell'interpretazione sintattica:
1. L'ellissi di un verbo di stima o di esistenza
In questa interpretazione, beatiorem è l'oggetto sottinteso di una struttura esclamativa infinitiva o di un verbo di opinione che il lettore deve integrare mentalmente:
"(Dicite) quantum hominum (sit) me beatiorem": "(Dite) quanto (di uomini ci sia) me più felice".
In pratica, l'accusativo dipende da un'idea sottintesa del tipo: "Chi potete indicare che sia più felice di me?".
2. Attrazione del pronome relativo (Sintassi colloquiale)
Catullo usa spesso il registro colloquiale, dove le strutture sintattiche possono essere più libere. Beatiorem potrebbe essere attratto nel caso accusativo perché idealmente riferito a un "me" (me stesso) che il poeta sente come oggetto della sua stessa esclamazione: "Oh, (guardate) me, quanto tra gli uomini (mi sento) più felice!".
3. La variante testuale (Genitivo partitivo)
Molti filologi ritengono che la forma originale fosse beatiorum (genitivo plurale). In quel caso la traduzione sarebbe:
"O, quanto est hominum beatiorum"
("O, quanto c'è di uomini più felici")
In questo scenario, beatiorum sarebbe un genitivo partitivo retto da quantum. Tuttavia, la maggior parte delle edizioni moderne mantiene beatiorem perché più coerente con lo stile soggettivo di Catullo, che ama porre sé stesso al centro della scena emotiva.
In sintesi: è un accusativo esclamativo o un accusativo che sottintende un "me" come termine di confronto, tipico di una lingua parlata che preferisce l'enfasi alla precisione grammaticale rigorosa</ref>,
Quid me laetius est beatiusue<ref>È una proposizione interrogativa retorica (la cui risposta implicita è "nulla"). Catullo chiude il carme con una struttura binaria (laetius / beatius) e un uso sapiente dei comparativi, spostando l'attenzione dall'amico ritrovato alla propria condizione interiore: la felicità (beatus) e la gioia esteriore (laetus)</ref>?
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<poem>
Veranio, che tra tutti i miei amici
per me vali più di trecentomila altri,
sei tornato a casa, ai tuoi penati,
ai fratelli che vivono in perfetta armonia e alla vecchia madre?
Sei tornato! Oh, che notizia felice per me!
Ti potrò vedere incolume e ascoltarti mentre racconti
dei luoghi, dei fatti e dei popoli della Spagna,
com'è tua abitudine, e stringendoti il collo
ti bacerò la bocca gioiosa e gli occhi.
Oh, tra tutti gli uomini che sono un po' felici,
chi è più lieto o più felice di me?
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/9|→ Wikisource]]
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==Analisi stilistica==
Il lessico usato da Catullo in questo carme è molto semplice, il tono è amichevole e colloquiale, la dimensione intima è sottolineata da termini come ''iucundum os'' o ''suaviabor''. Le espressioni utilizzate sottolineano il legame tra i due amici e dominano figure retoriche come ''climax'' e ''iperboli''.
Si noti l'allitterazione di suoni dolci e liquidi<ref>m,n,l</ref>, che anche a livello sonoro rendono la dolcezza e l'affettuosità amicale.
==Sintesi della poesia==
Il poeta celebra con gioia incontenibile il ritorno dell'amico Veranio da una missione in Spagna (probabilmente al seguito di un magistrato). Catullo non si cura dei tesori o dei successi politici che l'amico potrebbe aver riportato, ma si concentra esclusivamente sul calore degli affetti domestici e sul piacere fisico e intellettuale di riaverlo accanto: l'ascolto dei suoi racconti di viaggio e l'affetto di un abbraccio.
==Il tema==
I temi principali sono:
- L'amicizia come valore supremo: Il numero iperbolico (milibus trecentis) eleva Veranio al di sopra di ogni altro legame, definendo l'amicizia come un tesoro inestimabile.
- Il calore del focolare (domus): Il riferimento ai "Penati", ai fratelli e alla madre sottolinea l'importanza degli affetti familiari e della stabilità domestica, contrapposta ai rischi dei viaggi lontani.
- Il piacere del racconto (narratio): Il desiderio di ascoltare le avventure in Spagna rivela la curiosità intellettuale e il legame profondo tra i due amici, tipico dei poetae novi.
- L'affetto fisico: Il baciare gli occhi e il collo descrive un'esultanza spontanea e fisica, priva di malizia, che esprime la pienezza della felicità (beatius)
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Adeberar
54317
/* Il tema */ Corretto errore di battitura
495582
wikitext
text/x-wiki
{{Carmina (Catullo)}}
uno dei testi più teneri e sinceri dedicati al valore dell'amicizia (amicitia)
== Testo ==
{{Carmina (Catullo)/TestoOriginale|
<poem>
Verani<ref>Veranio e Fabullo rappresentano nella raccolta catulliana l'ideale dell'amicizia perfetta, basata sulla condivisione di esperienze, gusti letterari e, spesso, sulla comune povertà derivante dal servizio presso governatori corrotti (come Pisone o Memmio).
Ecco la mappatura dei carmi in cui compaiono:
Citati insieme (La coppia inseparabile)
In questi componimenti, i due sono visti come un'entità unica, spesso accomunati dalla medesima sorte sfortunata in missione all'estero
* Carme 12 (Marrucine Asini...): Catullo rimprovera Asinio Marrucino per il furto di un fazzoletto (sudarium) che proprio Veranio e Fabullo gli avevano inviato dalla Spagna come pegno d'amicizia.
Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 13 (Cenabis bene, mi Fabulle...): Il celebre invito a cena. Catullo invita Fabullo, ma cita il legame con Veranio implicitamente nel contesto della loro cerchia. Tuttavia, qui Fabullo è il destinatario principale, ma il legame tra i due è lo sfondo.
Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 28 (Pisonis comites...): Un violento sfogo contro il governatore Pisone. Catullo si rivolge a entrambi, chiedendo loro se, come lui in Bitinia, anche loro abbiano subito perdite economiche e umiliazioni nel loro viaggio in Spagna/Macedonia.
Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 47 (Porci et Socration...): Catullo attacca due sgherri di Pisone che banchettano lautamente, mentre i suoi amici Veranio e Fabullo, "uomini di valore", sono ridotti a cercare inviti a cena per strada.
Metro: Endecasillabo falecio.
Citati separatamente
Veranio
* Carme 9 (Verani, omnibus e meis amicis...): Il carme è dedicato esclusivamente al gioioso ritorno di Veranio dalla Spagna.
Metro: Endecasillabo falecio.
Fabullo
* Carme 13 (Cenabis bene, mi Fabulle...): Sebbene i due siano quasi sempre una coppia, questo invito a cena è indirizzato nominalmente solo a Fabullo (anche se è sottinteso che la loro cerchia sia la stessa).
Metro: Endecasillabo falecio.
Entrambi viaggiatori, probabilmente facevano parte della cohors (il seguito) di un magistrato in Spagna o Macedonia.
A differenza di altri conoscenti che si arricchivano alle spalle dei provinciali, Veranio e Fabullo tornano spesso "a tasche vuote", guadagnandosi la stima di Catullo che vede in loro l'integrità morale.
È interessante notare come tutti i carmi che li riguardano siano scritti in endecasillabi faleci. Questo è il metro per eccellenza della poesia d'occasione, colloquiale, affettuosa o polemica, perfetto per descrivere la realtà quotidiana di questo gruppo di amici.</ref>, omnibus e meis amicis
Antistans<ref>È un composto di sto (antisto, antistas, antisteti, -, antistāre). Catullo lo usa in senso figurato per indicare la superiorità di Veranio rispetto a tutti gli altri amici</ref> mihi milibus trecentis<ref>È un complemento di misura (o di stima) retto indirettamente dal senso di superiorità espresso da antistans. Significa "più di trecentomila (altri amici)"</ref>,
Venistine<ref>Indicativo perfetto, 2ª pers. sing. (+ particella interrogativa -ne). venio, venis, veni, ventum, venīre (4ª). La particella enclitica -ne serve a trasformare l'indicativo perfetto in una domanda diretta, carica di incredulità e gioia</ref>
domum ad tuos penates
Fratresque unanimos<ref>termine molto denso nel vocabolario latino, perché letteralmente significa "di un solo animo" (unus + animus). Catullo non vuole solo dire che i fratelli vivono sotto lo stesso tetto, ma sottolinea l'assenza di conflitti. In un mondo romano dove le liti per l'eredità o il potere erano comuni, l'immagine di fratelli "dallo stesso animo" trasmette un'idea di pace domestica assoluta. Il termine descrive un legame psicologico profondo, quasi una simbiosi, che rende il ritorno di Veranio ancora più caldo e accogliente.
Lo stesso aggettivo Catullo lo userà nel Carme 30 per descrivere il legame tradito da un altro amico, Alfeno. Qui, invece, rappresenta la stabilità degli affetti che non deludono mai</ref> anumque matrem?
Venisti! o mihi nuntii beati!
Visam<ref>Indicativo futuro semplice, 1ª pers. sing.viso, visis, visi, visum, visĕre (3ª). Nota come Catullo utilizza il futuro per esprimere l'imminenza del piacere del ritrovo (cfr. subito dopo audiamque e sauiabor)</ref> te incolumem audiamque Hiberum<ref>genitivo plurale (Hiberum per Hiberorum) dipendente da loca, facta, nationes. Specifica che i luoghi e i fatti sono quelli "dei popoli Iberi" (spagnoli)</ref>
Narrantem loca, facta, nationes,
Vt mos est tuus, applicansque collum<ref>Participio presente, nom. masch. sing. (+ cong. -que). applico, applicas, applicavi/applicui, applicatum/applicitum, applicāre (1ª). applicans suggerisce l'idea di accostare, avvicinare o tirare a sé. Il verbo applicans unito a collum comunica una gioia fisica irrefrenabile. Non è un saluto formale, ma il gesto di chi, dopo una lunga attesa, "aggancia" letteralmente l'amico per portarselo vicino e non lasciarlo più, preparando il terreno per i baci (sauiabor) agli occhi e alla bocca</ref>
Iucundum os oculosque sauiabor<ref>Indicativo futuro semplice, 1ª pers. sing. savior, saviaris, saviatus sum, saviāri (1ª deponente). Il verbo sauiabor è un deponente, quindi ha forma passiva ma significato attivo. L'analisi di "sauiabor" (o saviabor) ci permette di entrare nel cuore del linguaggio affettivo di Catullo, dove la scelta del termine non è mai casuale.
Il verbo deriva dal sostantivo sāvium (o suavium). L'etimologia più accreditata lo collega all'aggettivo suāvis ("dolce", dalla radice indoeuropea swād-).
Inizialmente, il savium era il bacio "dolce", quello dato con affetto profondo.
Con il tempo, il termine ha assunto una connotazione più fisica e sensuale rispetto al bacio rituale o formale.
Il registro è colloquiale/affettivo, tipico del sermo cotidianus (il linguaggio parlato delle classi colte).
Non è un termine "alto" o epico (come osculum), ma appartiene alla sfera dell'intimità.
In questo carme (il 9), Catullo lo usa per esprimere un'esultanza fisica spontanea: il bacio tra amici che si ritrovano è descritto con la stessa intensità di un bacio erotico, proprio per sottolineare la forza del legame.
Il latino possiede tre termini principali per il "bacio", ognuno legato a un diverso ambito:
Osculum (Registro Alto/Letterario): Dal diminutivo di os (bocca). È il bacio casto, dato per rispetto, parentela o etichetta (es. ai genitori o ai superiori).
Basium (Registro Medio/Neoterico): Un termine di origine celtica introdotto in letteratura proprio da Catullo. È il bacio della passione amorosa, meno formale di osculum ma più "poetico" di savium.
Savium / Suavium (Registro Colloquiale/Erotico): È il bacio più spinto o intensamente affettivo, spesso associato al piacere fisico e all'uso della lingua.
Oltre al Carme 9 (v. 9), il verbo savior o il sostantivo savium compaiono in pochi altri punti significativi:
Carme 48, 1: "Mellitos oculos tuos, Iuventi, / siquis me sinat usque sauiari" ("Se qualcuno mi permettesse di baciare continuamente i tuoi occhi dolci come il miele, o Giovenzio"). Qui è rivolto al giovane amato.
Carme 78, 4: "suauia" (sostantivo plurale) riferito a baci scambiati in un contesto di tradimento e scherno.
Carme 99, 7: "abstersisti omnibus articulis sauia" ("hai terso con tutte le dita i baci"). In questo carme, Catullo racconta di aver "rubato" un bacio a Giovenzio e descrive la reazione sdegnata del ragazzo.
Mentre il basium è il marchio di fabbrica dei carmi per Lesbia, il sauium è il termine che Catullo usa per i baci più "viscerali", siano essi per l'amico del cuore o per l'oggetto di un desiderio tormentato</ref>.
O, quantum est hominum beatiorem<ref>L'espressione è un'iperbole tipica del linguaggio colloquiale catulliano per dire: "Oh, tra tutta la massa degli uomini (esistenti), (esiste qualcuno) più felice (di me)?". L'accusativo beatiorem è una delle questioni testuali più discusse del carme 9. La sua presenza si spiega in due modi, a seconda dell'interpretazione sintattica:
1. L'ellissi di un verbo di stima o di esistenza
In questa interpretazione, beatiorem è l'oggetto sottinteso di una struttura esclamativa infinitiva o di un verbo di opinione che il lettore deve integrare mentalmente:
"(Dicite) quantum hominum (sit) me beatiorem": "(Dite) quanto (di uomini ci sia) me più felice".
In pratica, l'accusativo dipende da un'idea sottintesa del tipo: "Chi potete indicare che sia più felice di me?".
2. Attrazione del pronome relativo (Sintassi colloquiale)
Catullo usa spesso il registro colloquiale, dove le strutture sintattiche possono essere più libere. Beatiorem potrebbe essere attratto nel caso accusativo perché idealmente riferito a un "me" (me stesso) che il poeta sente come oggetto della sua stessa esclamazione: "Oh, (guardate) me, quanto tra gli uomini (mi sento) più felice!".
3. La variante testuale (Genitivo partitivo)
Molti filologi ritengono che la forma originale fosse beatiorum (genitivo plurale). In quel caso la traduzione sarebbe:
"O, quanto est hominum beatiorum"
("O, quanto c'è di uomini più felici")
In questo scenario, beatiorum sarebbe un genitivo partitivo retto da quantum. Tuttavia, la maggior parte delle edizioni moderne mantiene beatiorem perché più coerente con lo stile soggettivo di Catullo, che ama porre sé stesso al centro della scena emotiva.
In sintesi: è un accusativo esclamativo o un accusativo che sottintende un "me" come termine di confronto, tipico di una lingua parlata che preferisce l'enfasi alla precisione grammaticale rigorosa</ref>,
Quid me laetius est beatiusue<ref>È una proposizione interrogativa retorica (la cui risposta implicita è "nulla"). Catullo chiude il carme con una struttura binaria (laetius / beatius) e un uso sapiente dei comparativi, spostando l'attenzione dall'amico ritrovato alla propria condizione interiore: la felicità (beatus) e la gioia esteriore (laetus)</ref>?
</poem>
|trad=
<poem>
Veranio, che tra tutti i miei amici
per me vali più di trecentomila altri,
sei tornato a casa, ai tuoi penati,
ai fratelli che vivono in perfetta armonia e alla vecchia madre?
Sei tornato! Oh, che notizia felice per me!
Ti potrò vedere incolume e ascoltarti mentre racconti
dei luoghi, dei fatti e dei popoli della Spagna,
com'è tua abitudine, e stringendoti il collo
ti bacerò la bocca gioiosa e gli occhi.
Oh, tra tutti gli uomini che sono un po' felici,
chi è più lieto o più felice di me?
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/9|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
Il lessico usato da Catullo in questo carme è molto semplice, il tono è amichevole e colloquiale, la dimensione intima è sottolineata da termini come ''iucundum os'' o ''suaviabor''. Le espressioni utilizzate sottolineano il legame tra i due amici e dominano figure retoriche come ''climax'' e ''iperboli''.
Si noti l'allitterazione di suoni dolci e liquidi<ref>m,n,l</ref>, che anche a livello sonoro rendono la dolcezza e l'affettuosità amicale.
==Sintesi della poesia==
Il poeta celebra con gioia incontenibile il ritorno dell'amico Veranio da una missione in Spagna (probabilmente al seguito di un magistrato). Catullo non si cura dei tesori o dei successi politici che l'amico potrebbe aver riportato, ma si concentra esclusivamente sul calore degli affetti domestici e sul piacere fisico e intellettuale di riaverlo accanto: l'ascolto dei suoi racconti di viaggio e l'affetto di un abbraccio.
==Il tema==
I temi principali sono:
- L'amicizia come valore supremo: Il numero iperbolico (milibus trecentis) eleva Veranio al di sopra di ogni altro legame, definendo l'amicizia come un tesoro inestimabile.
- Il calore del focolare (domus): Il riferimento ai "Penati", ai fratelli e alla madre sottolinea l'importanza degli affetti familiari e della stabilità domestica, contrapposta ai rischi dei viaggi lontani.
- Il piacere del racconto (narratio): Il desiderio di ascoltare le avventure in Spagna rivela la curiosità intellettuale e il legame profondo tra i due amici, tipico dei poetae novi.
- L'affetto fisico: Il baciare gli occhi e il collo descrive un'esultanza spontanea e fisica, priva di malizia, che esprime la pienezza della felicità (beatius).
==Il messaggio ==
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[[Categoria:Carmina (Catullo)]]
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Verani<ref>Veranio e Fabullo rappresentano nella raccolta catulliana l'ideale dell'amicizia perfetta, basata sulla condivisione di esperienze, gusti letterari e, spesso, sulla comune povertà derivante dal servizio presso governatori corrotti (come Pisone o Memmio).
Ecco la mappatura dei carmi in cui compaiono:
Citati insieme (La coppia inseparabile)
In questi componimenti, i due sono visti come un'entità unica, spesso accomunati dalla medesima sorte sfortunata in missione all'estero
* Carme 12 (Marrucine Asini...): Catullo rimprovera Asinio Marrucino per il furto di un fazzoletto (sudarium) che proprio Veranio e Fabullo gli avevano inviato dalla Spagna come pegno d'amicizia.
Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 28 (Pisonis comites...): Un violento sfogo contro il governatore Pisone. Catullo si rivolge a entrambi, chiedendo loro se, come lui in Bitinia, anche loro abbiano subito perdite economiche e umiliazioni nel loro viaggio in Spagna/Macedonia.
Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 47 (Porci et Socration...): Catullo attacca due sgherri di Pisone che banchettano lautamente, mentre i suoi amici Veranio e Fabullo, "uomini di valore", sono ridotti a cercare inviti a cena per strada.
Metro: Endecasillabo falecio.
Citati separatamente
Veranio
* Carme 9 (Verani, omnibus e meis amicis...): Il carme è dedicato esclusivamente al gioioso ritorno di Veranio dalla Spagna.
Metro: Endecasillabo falecio.
Fabullo
* Carme 13 (Cenabis bene, mi Fabulle...): Il celebre invito a cena. Sebbene i due siano quasi sempre una coppia, questo invito a cena è indirizzato nominalmente solo a Fabullo (anche se è sottinteso che la loro cerchia sia la stessa).
Metro: Endecasillabo falecio.
Entrambi viaggiatori, probabilmente facevano parte della cohors (il seguito) di un magistrato in Spagna o Macedonia.
A differenza di altri conoscenti che si arricchivano alle spalle dei provinciali, Veranio e Fabullo tornano spesso "a tasche vuote", guadagnandosi la stima di Catullo che vede in loro l'integrità morale.
È interessante notare come tutti i carmi che li riguardano siano scritti in endecasillabi faleci. Questo è il metro per eccellenza della poesia d'occasione, colloquiale, affettuosa o polemica, perfetto per descrivere la realtà quotidiana di questo gruppo di amici.</ref>, omnibus e meis amicis
Antistans<ref>È un composto di sto (antisto, antistas, antisteti, -, antistāre). Catullo lo usa in senso figurato per indicare la superiorità di Veranio rispetto a tutti gli altri amici</ref> mihi milibus trecentis<ref>È un complemento di misura (o di stima) retto indirettamente dal senso di superiorità espresso da antistans. Significa "più di trecentomila (altri amici)"</ref>,
Venistine<ref>Indicativo perfetto, 2ª pers. sing. (+ particella interrogativa -ne). venio, venis, veni, ventum, venīre (4ª). La particella enclitica -ne serve a trasformare l'indicativo perfetto in una domanda diretta, carica di incredulità e gioia</ref>
domum ad tuos penates
Fratresque unanimos<ref>Termine molto denso nel vocabolario latino, perché letteralmente significa "di un solo animo" (unus + animus). Catullo non vuole solo dire che i fratelli vivono sotto lo stesso tetto, ma sottolinea l'assenza di conflitti. In un mondo romano dove le liti per l'eredità o il potere erano comuni, l'immagine di fratelli "dallo stesso animo" trasmette un'idea di pace domestica assoluta. Il termine descrive un legame psicologico profondo, quasi una simbiosi, che rende il ritorno di Veranio ancora più caldo e accogliente.
Lo stesso aggettivo Catullo lo userà nel Carme 30 per descrivere il legame tradito da un altro amico, Alfeno. Qui, invece, rappresenta la stabilità degli affetti che non deludono mai</ref> anumque matrem?
Venisti! o mihi nuntii beati!
Visam<ref>Indicativo futuro semplice, 1ª pers. sing.viso, visis, visi, visum, visĕre (3ª). Nota come Catullo utilizza il futuro per esprimere l'imminenza del piacere del ritrovo (cfr. subito dopo audiamque e sauiabor)</ref> te incolumem audiamque Hiberum<ref>Genitivo plurale (Hiberum per Hiberorum) dipendente da loca, facta, nationes. Specifica che i luoghi e i fatti sono quelli "dei popoli Iberi" (spagnoli)</ref>
Narrantem loca, facta, nationes,
Vt mos est tuus, applicansque<ref>Participio presente, nom. masch. sing. (+ cong. -que). applico, applicas, applicavi/applicui, applicatum/applicitum, applicāre (1ª). applicans suggerisce l'idea di accostare, avvicinare o tirare a sé. Il verbo applicans unito a collum comunica una gioia fisica irrefrenabile. Non è un saluto formale, ma il gesto di chi, dopo una lunga attesa, "aggancia" letteralmente l'amico per portarselo vicino e non lasciarlo più, preparando il terreno per i baci (sauiabor) agli occhi e alla bocca</ref> collum
Iucundum os oculosque sauiabor<ref>Indicativo futuro semplice, 1ª pers. sing. savior, saviaris, saviatus sum, saviāri (1ª deponente). Il verbo sauiabor è un deponente, quindi ha forma passiva ma significato attivo. L'analisi di "sauiabor" (o saviabor) ci permette di entrare nel cuore del linguaggio affettivo di Catullo, dove la scelta del termine non è mai casuale.
Il verbo deriva dal sostantivo sāvium (o suavium). L'etimologia più accreditata lo collega all'aggettivo suāvis ("dolce", dalla radice indoeuropea swād-).
Inizialmente, il savium era il bacio "dolce", quello dato con affetto profondo.
Con il tempo, il termine ha assunto una connotazione più fisica e sensuale rispetto al bacio rituale o formale.
Il registro è colloquiale/affettivo, tipico del sermo cotidianus (il linguaggio parlato delle classi colte).
Non è un termine "alto" o epico (come osculum), ma appartiene alla sfera dell'intimità.
In questo carme (il 9), Catullo lo usa per esprimere un'esultanza fisica spontanea: il bacio tra amici che si ritrovano è descritto con la stessa intensità di un bacio erotico, proprio per sottolineare la forza del legame.
Il latino possiede tre termini principali per il "bacio", ognuno legato a un diverso ambito:
Osculum (Registro Alto/Letterario): Dal diminutivo di os (bocca). È il bacio casto, dato per rispetto, parentela o etichetta (es. ai genitori o ai superiori).
Basium (Registro Medio/Neoterico): Un termine di origine celtica introdotto in letteratura proprio da Catullo. È il bacio della passione amorosa, meno formale di osculum ma più "poetico" di savium.
Savium / Suavium (Registro Colloquiale/Erotico): È il bacio più spinto o intensamente affettivo, spesso associato al piacere fisico e all'uso della lingua.
Oltre al Carme 9 (v. 9), il verbo savior o il sostantivo savium compaiono in pochi altri punti significativi:
Carme 48, 1: "Mellitos oculos tuos, Iuventi, / siquis me sinat usque sauiari" ("Se qualcuno mi permettesse di baciare continuamente i tuoi occhi dolci come il miele, o Giovenzio"). Qui è rivolto al giovane amato.
Carme 78, 4: "suauia" (sostantivo plurale) riferito a baci scambiati in un contesto di tradimento e scherno.
Carme 99, 7: "abstersisti omnibus articulis sauia" ("hai terso con tutte le dita i baci"). In questo carme, Catullo racconta di aver "rubato" un bacio a Giovenzio e descrive la reazione sdegnata del ragazzo.
Mentre il basium è il marchio di fabbrica dei carmi per Lesbia, il sauium è il termine che Catullo usa per i baci più "viscerali", siano essi per l'amico del cuore o per l'oggetto di un desiderio tormentato</ref>.
O, quantum est hominum beatiorem<ref>L'espressione è un'iperbole tipica del linguaggio colloquiale catulliano per dire: "Oh, tra tutta la massa degli uomini (esistenti), (esiste qualcuno) più felice (di me)?". L'accusativo beatiorem è una delle questioni testuali più discusse del carme 9. La sua presenza si spiega in due modi, a seconda dell'interpretazione sintattica:
1. L'ellissi di un verbo di stima o di esistenza
In questa interpretazione, beatiorem è l'oggetto sottinteso di una struttura esclamativa infinitiva o di un verbo di opinione che il lettore deve integrare mentalmente:
"(Dicite) quantum hominum (sit) me beatiorem": "(Dite) quanto (di uomini ci sia) me più felice".
In pratica, l'accusativo dipende da un'idea sottintesa del tipo: "Chi potete indicare che sia più felice di me?".
2. Attrazione del pronome relativo (Sintassi colloquiale)
Catullo usa spesso il registro colloquiale, dove le strutture sintattiche possono essere più libere. Beatiorem potrebbe essere attratto nel caso accusativo perché idealmente riferito a un "me" (me stesso) che il poeta sente come oggetto della sua stessa esclamazione: "Oh, (guardate) me, quanto tra gli uomini (mi sento) più felice!".
Molti filologi ritengono che la forma originale fosse beatiorum (genitivo plurale). In quel caso la traduzione sarebbe:
"O, quanto est hominum beatiorum"
("O, quanto c'è di uomini più felici")
In questo scenario, beatiorum sarebbe un genitivo partitivo retto da quantum.
Tuttavia, la maggior parte delle edizioni moderne mantiene beatiorem perché più coerente con lo stile soggettivo di Catullo, che ama porre sé stesso al centro della scena emotiva.
In sintesi: è un accusativo esclamativo o un accusativo che sottintende un "me" come termine di confronto, tipico di una lingua parlata che preferisce l'enfasi alla precisione grammaticale rigorosa</ref>,
Quid me laetius est beatiusue<ref>È una proposizione interrogativa retorica (la cui risposta implicita è "nulla"). Catullo chiude il carme con una struttura binaria (laetius / beatius) e un uso sapiente dei comparativi, spostando l'attenzione dall'amico ritrovato alla propria condizione interiore: la felicità (beatus) e la gioia esteriore (laetus)</ref>?
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<poem>
Veranio, che tra tutti i miei amici
per me vali più di trecentomila altri,
sei tornato a casa, ai tuoi penati,
ai fratelli che vivono in perfetta armonia e alla vecchia madre?
Sei tornato! Oh, che notizia felice per me!
Ti potrò vedere incolume e ascoltarti mentre racconti
dei luoghi, dei fatti e dei popoli della Spagna,
com'è tua abitudine, e stringendoti il collo
ti bacerò la bocca gioiosa e gli occhi.
Oh, tra tutti gli uomini che sono un po' felici,
chi è più lieto o più felice di me?
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/9|→ Wikisource]]
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==Analisi stilistica==
Il lessico usato da Catullo in questo carme è molto semplice, il tono è amichevole e colloquiale, la dimensione intima è sottolineata da termini come ''iucundum os'' o ''suaviabor''. Le espressioni utilizzate sottolineano il legame tra i due amici e dominano figure retoriche come ''climax'' e ''iperboli''.
Si noti l'allitterazione di suoni dolci e liquidi<ref>m,n,l</ref>, che anche a livello sonoro rendono la dolcezza e l'affettuosità amicale.
==Sintesi della poesia==
Il poeta celebra con gioia incontenibile il ritorno dell'amico Veranio da una missione in Spagna (probabilmente al seguito di un magistrato). Catullo non si cura dei tesori o dei successi politici che l'amico potrebbe aver riportato, ma si concentra esclusivamente sul calore degli affetti domestici e sul piacere fisico e intellettuale di riaverlo accanto: l'ascolto dei suoi racconti di viaggio e l'affetto di un abbraccio.
==Il tema==
I temi principali sono:
- L'amicizia come valore supremo: Il numero iperbolico (milibus trecentis) eleva Veranio al di sopra di ogni altro legame, definendo l'amicizia come un tesoro inestimabile.
- Il calore del focolare (domus): Il riferimento ai "Penati", ai fratelli e alla madre sottolinea l'importanza degli affetti familiari e della stabilità domestica, contrapposta ai rischi dei viaggi lontani.
- Il piacere del racconto (narratio): Il desiderio di ascoltare le avventure in Spagna rivela la curiosità intellettuale e il legame profondo tra i due amici, tipico dei poetae novi.
- L'affetto fisico: Il baciare gli occhi e il collo descrive un'esultanza spontanea e fisica, priva di malizia, che esprime la pienezza della felicità (beatius).
==Il messaggio ==
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Verani<ref>Veranio e Fabullo rappresentano nella raccolta catulliana l'ideale dell'amicizia perfetta, basata sulla condivisione di esperienze, gusti letterari e, spesso, sulla comune povertà derivante dal servizio presso governatori corrotti (come Pisone o Memmio).
Ecco la mappatura dei carmi in cui compaiono:
Citati insieme (La coppia inseparabile)
In questi componimenti, i due sono visti come un'entità unica, spesso accomunati dalla medesima sorte sfortunata in missione all'estero
* Carme 12 (Marrucine Asini...): Catullo rimprovera Asinio Marrucino per il furto di un fazzoletto (sudarium) che proprio Veranio e Fabullo gli avevano inviato dalla Spagna come pegno d'amicizia.
Metro: Endecasillabo falecio.
* Carme 28 (Pisonis comites...): Un violento sfogo contro il governatore Pisone. Catullo si rivolge a entrambi, chiedendo loro se, come lui in Bitinia, anche loro abbiano subito perdite economiche e umiliazioni nel loro viaggio in Spagna/Macedonia.
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* Carme 47 (Porci et Socration...): Catullo attacca due sgherri di Pisone che banchettano lautamente, mentre i suoi amici Veranio e Fabullo, "uomini di valore", sono ridotti a cercare inviti a cena per strada.
Metro: Endecasillabo falecio.
Citati separatamente
Veranio
* Carme 9 (Verani, omnibus e meis amicis...): Il carme è dedicato esclusivamente al gioioso ritorno di Veranio dalla Spagna.
Metro: Endecasillabo falecio.
Fabullo
* Carme 13 (Cenabis bene, mi Fabulle...): Il celebre invito a cena. Sebbene i due siano quasi sempre una coppia, questo invito a cena è indirizzato nominalmente solo a Fabullo (anche se è sottinteso che la loro cerchia sia la stessa).
Metro: Endecasillabo falecio.
Entrambi viaggiatori, probabilmente facevano parte della cohors (il seguito) di un magistrato in Spagna o Macedonia.
A differenza di altri conoscenti che si arricchivano alle spalle dei provinciali, Veranio e Fabullo tornano spesso "a tasche vuote", guadagnandosi la stima di Catullo che vede in loro l'integrità morale.
È interessante notare come tutti i carmi che li riguardano siano scritti in endecasillabi faleci. Questo è il metro per eccellenza della poesia d'occasione, colloquiale, affettuosa o polemica, perfetto per descrivere la realtà quotidiana di questo gruppo di amici.</ref>, omnibus e meis amicis
Antistans<ref>È un composto di sto (antisto, antistas, antisteti, -, antistāre). Catullo lo usa in senso figurato per indicare la superiorità di Veranio rispetto a tutti gli altri amici</ref> mihi milibus trecentis<ref>È un complemento di misura (o di stima) retto indirettamente dal senso di superiorità espresso da antistans. Significa "più di trecentomila (altri amici)"</ref>,
Venistine<ref>Indicativo perfetto, 2ª pers. sing. (+ particella interrogativa -ne). venio, venis, veni, ventum, venīre (4ª). La particella enclitica -ne serve a trasformare l'indicativo perfetto in una domanda diretta, carica di incredulità e gioia</ref>
domum ad tuos penates
Fratresque unanimos<ref>Termine molto denso nel vocabolario latino, perché letteralmente significa "di un solo animo" (unus + animus). Catullo non vuole solo dire che i fratelli vivono sotto lo stesso tetto, ma sottolinea l'assenza di conflitti. In un mondo romano dove le liti per l'eredità o il potere erano comuni, l'immagine di fratelli "dallo stesso animo" trasmette un'idea di pace domestica assoluta. Il termine descrive un legame psicologico profondo, quasi una simbiosi, che rende il ritorno di Veranio ancora più caldo e accogliente.
Lo stesso aggettivo Catullo lo userà nel Carme 30 per descrivere il legame tradito da un altro amico, Alfeno. Qui, invece, rappresenta la stabilità degli affetti che non deludono mai</ref> anumque matrem?
Venisti! o mihi nuntii beati!
Visam<ref>Indicativo futuro semplice, 1ª pers. sing.viso, visis, visi, visum, visĕre (3ª). Nota come Catullo utilizza il futuro per esprimere l'imminenza del piacere del ritrovo (cfr. subito dopo audiamque e sauiabor)</ref> te incolumem audiamque Hiberum<ref>Genitivo plurale (Hiberum per Hiberorum) dipendente da loca, facta, nationes. Specifica che i luoghi e i fatti sono quelli "dei popoli Iberi" (spagnoli)</ref>
Narrantem loca, facta, nationes,
Vt mos est tuus, applicansque<ref>Participio presente, nom. masch. sing. (+ cong. -que). applico, applicas, applicavi/applicui, applicatum/applicitum, applicāre (1ª). applicans suggerisce l'idea di accostare, avvicinare o tirare a sé. Il verbo applicans unito a collum comunica una gioia fisica irrefrenabile. Non è un saluto formale, ma il gesto di chi, dopo una lunga attesa, "aggancia" letteralmente l'amico per portarselo vicino e non lasciarlo più, preparando il terreno per i baci (sauiabor) agli occhi e alla bocca</ref> collum
Iucundum os oculosque sauiabor<ref>Indicativo futuro semplice, 1ª pers. sing. savior, saviaris, saviatus sum, saviāri (1ª deponente). Il verbo sauiabor è un deponente, quindi ha forma passiva ma significato attivo. L'analisi di "sauiabor" (o saviabor) ci permette di entrare nel cuore del linguaggio affettivo di Catullo, dove la scelta del termine non è mai casuale.
Il verbo deriva dal sostantivo sāvium (o suavium). L'etimologia più accreditata lo collega all'aggettivo suāvis ("dolce", dalla radice indoeuropea swād-).
Inizialmente, il savium era il bacio "dolce", quello dato con affetto profondo.
Con il tempo, il termine ha assunto una connotazione più fisica e sensuale rispetto al bacio rituale o formale.
Il registro è colloquiale/affettivo, tipico del sermo cotidianus (il linguaggio parlato delle classi colte).
Non è un termine "alto" o epico (come osculum), ma appartiene alla sfera dell'intimità.
In questo carme (il 9), Catullo lo usa per esprimere un'esultanza fisica spontanea: il bacio tra amici che si ritrovano è descritto con la stessa intensità di un bacio erotico, proprio per sottolineare la forza del legame.
Il latino possiede tre termini principali per il "bacio", ognuno legato a un diverso ambito:
Osculum (Registro Alto/Letterario): Dal diminutivo di os (bocca). È il bacio casto, dato per rispetto, parentela o etichetta (es. ai genitori o ai superiori).
Basium (Registro Medio/Neoterico): Un termine di origine celtica introdotto in letteratura proprio da Catullo. È il bacio della passione amorosa, meno formale di osculum ma più "poetico" di savium.
Savium / Suavium (Registro Colloquiale/Erotico): È il bacio più spinto o intensamente affettivo, spesso associato al piacere fisico e all'uso della lingua.
Oltre al Carme 9 (v. 9), il verbo savior o il sostantivo savium compaiono in pochi altri punti significativi:
Carme 48, 1: "Mellitos oculos tuos, Iuventi, / siquis me sinat usque sauiari" ("Se qualcuno mi permettesse di baciare continuamente i tuoi occhi dolci come il miele, o Giovenzio"). Qui è rivolto al giovane amato.
Carme 78, 4: "suauia" (sostantivo plurale) riferito a baci scambiati in un contesto di tradimento e scherno.
Carme 99, 7: "abstersisti omnibus articulis sauia" ("hai terso con tutte le dita i baci"). In questo carme, Catullo racconta di aver "rubato" un bacio a Giovenzio e descrive la reazione sdegnata del ragazzo.
Mentre il basium è il marchio di fabbrica dei carmi per Lesbia, il sauium è il termine che Catullo usa per i baci più "viscerali", siano essi per l'amico del cuore o per l'oggetto di un desiderio tormentato</ref>.
O, quantum est hominum beatiorem<ref>L'espressione è un'iperbole tipica del linguaggio colloquiale catulliano per dire: "Oh, tra tutta la massa degli uomini (esistenti), (esiste qualcuno) più felice (di me)?". L'accusativo beatiorem è una delle questioni testuali più discusse del carme 9. La sua presenza si spiega in due modi, a seconda dell'interpretazione sintattica:
1. L'ellissi di un verbo di stima o di esistenza
In questa interpretazione, beatiorem è l'oggetto sottinteso di una struttura esclamativa infinitiva o di un verbo di opinione che il lettore deve integrare mentalmente:
"(Dicite) quantum hominum (sit) me beatiorem": "(Dite) quanto (di uomini ci sia) me più felice".
In pratica, l'accusativo dipende da un'idea sottintesa del tipo: "Chi potete indicare che sia più felice di me?".
2. Attrazione del pronome relativo (Sintassi colloquiale)
Catullo usa spesso il registro colloquiale, dove le strutture sintattiche possono essere più libere. Beatiorem potrebbe essere attratto nel caso accusativo perché idealmente riferito a un "me" (me stesso) che il poeta sente come oggetto della sua stessa esclamazione: "Oh, (guardate) me, quanto tra gli uomini (mi sento) più felice!".
Molti filologi ritengono che la forma originale fosse beatiorum (genitivo plurale). In quel caso la traduzione sarebbe:
"O, quanto est hominum beatiorum"
("O, quanto c'è di uomini più felici")
In questo scenario, beatiorum sarebbe un genitivo partitivo retto da quantum.
Tuttavia, la maggior parte delle edizioni moderne mantiene beatiorem perché più coerente con lo stile soggettivo di Catullo, che ama porre sé stesso al centro della scena emotiva.
In sintesi: è un accusativo esclamativo o un accusativo che sottintende un "me" come termine di confronto, tipico di una lingua parlata che preferisce l'enfasi alla precisione grammaticale rigorosa</ref>,
Quid me laetius est beatiusue<ref>È una proposizione interrogativa retorica (la cui risposta implicita è "nulla"). Catullo chiude il carme con una struttura binaria (laetius / beatius) e un uso sapiente dei comparativi, spostando l'attenzione dall'amico ritrovato alla propria condizione interiore: la felicità (beatus) e la gioia esteriore (laetus)</ref>?
</poem>
|trad=
<poem>
Veranio, che tra tutti i miei amici
per me vali più di trecentomila altri,
sei tornato a casa, ai tuoi penati,
ai fratelli che vivono in perfetta armonia e alla vecchia madre?
Sei tornato! Oh, che notizia felice per me!
Ti potrò vedere incolume e ascoltarti mentre racconti
dei luoghi, dei fatti e dei popoli della Spagna,
com'è tua abitudine, e stringendoti il collo
ti bacerò la bocca gioiosa e gli occhi.
Oh, tra tutti gli uomini che sono un po' felici,
chi è più lieto o più felice di me?
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/9|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
Il lessico usato da Catullo in questo carme è molto semplice, il tono è amichevole e colloquiale, la dimensione intima è sottolineata da termini come ''iucundum os'' o ''suaviabor''. Le espressioni utilizzate sottolineano il legame tra i due amici e dominano figure retoriche come ''climax'' e ''iperboli''.
Si noti l'allitterazione di suoni dolci e liquidi<ref>m,n,l</ref>, che anche a livello sonoro rendono la dolcezza e l'affettuosità amicale.
==Sintesi della poesia==
Il poeta celebra con gioia incontenibile il ritorno dell'amico Veranio da una missione in Spagna (probabilmente al seguito di un magistrato). Catullo non si cura dei tesori o dei successi politici che l'amico potrebbe aver riportato, ma si concentra esclusivamente sul calore degli affetti domestici e sul piacere fisico e intellettuale di riaverlo accanto: l'ascolto dei suoi racconti di viaggio e l'affetto di un abbraccio.
==Il tema==
I temi principali sono:
- L'amicizia come valore supremo: Il numero iperbolico (milibus trecentis) eleva Veranio al di sopra di ogni altro legame, definendo l'amicizia come un tesoro inestimabile.
- Il calore del focolare (domus): Il riferimento ai "Penati", ai fratelli e alla madre sottolinea l'importanza degli affetti familiari e della stabilità domestica, contrapposta ai rischi dei viaggi lontani.
- Il piacere del racconto (narratio): Il desiderio di ascoltare le avventure in Spagna rivela la curiosità intellettuale e il legame profondo tra i due amici, tipico dei poetae novi.
- L'affetto fisico: Il baciare gli occhi e il collo descrive un'esultanza spontanea e fisica, priva di malizia, che esprime la pienezza della felicità (beatius).
==Il messaggio ==
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== Testo ==
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<poem>
Commendo tibi me ac meos amores,
Aureli. Veniam peto pudentem,
Vt, si quicquam animo tuo cupisti
Quod castum expeteres et integellum,
Conserues puerum mihi pudice,
Non dico a populo: nihil ueremur
Istos qui in platea modo huc modo illuc
In re praetereunt sua occupati;
Verum a te metuo tuoque pene
Infesto pueris bonis malisque.
Quem tu qua lubet, ut lubet moueto
Quantum uis, ubi erit foris paratum:
Hunc unum excipio, ut puto, pudenter.
Quod si te mala mens furorque uecors
In tantam impulerit, sceleste, culpam,
Vt nostrum insidiis caput lacessas,
Ah tum te miserum malique fati,
Quem attractis pedibus patente porta
Percurrent raphanique mugilesque.
</poem>|trad= Ti affido me e il ragazzino mio,
Aurelio; chiedo grazia di pudore.
Se mai ti piacque in cuore che l'oggetto
delle voglie restasse casto e intatto,
serbami il ragazzino in pudicizia.
Non parlo della gente. Non la temo
la gente che cammina per la piazza
e passa via badando ai fatti suoi.
Ho paura di te e del tuo membro,
nemico dei ragazzi buoni e non.
Muovilo pure come e dove vuoi,
pronto, agli ordini tuoi, fuori di casa.
Ma con lui no, ti dico, per pudore;
che se ti piglia la malvagia idea,
l'attimo di follia, o criminale,
di commettere un simile delitto,
di minacciare la mia sicurezza,
povero te, t'aspetta la sventura,
sarai tenuto bene per i piedi
e per la porta passeranno
pescetti e ravanelli in quantità.
(trad. Mandruzzato)<poem>
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/15|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
Il ricorso alla volgarità, come in altri carmi di Catullo, è fatto in segno di opposizione alla società dell'epoca che imponeva un ''Mos maiorum'' inadeguato alla vita di allora.
==Sintesi della poesia==
Il carme 15 è una poesia strettamente autobiografica.
Ha uno scarso valore contenutistico, è uno scherzo fatto agli amici colti, che gioca sul contrasto tra linguaggio scurrile ed elevato.
Si apre con una richiesta nei confronti di Aurelio al quale Catullo affida se stesso e i propri amori.
Il poeta chiede di salvaguardare pudicamente il ragazzo, non dal popolo, ma verso i ragazzi buoni e cattivi, nel caso in cui adocchiasse qualcosa con il cuore; concedendogli il permesso di maneggiare chi vuole finché non sarà pronto.
==Il tema==
Catullo utilizza la volgarità in segno di opposizione alla società che era solo formalmente caratterizzata da un "mos maiorum", diventato forse inadeguato alla vita di allora e sostanzialmente tradito da tutti. In questo carme viene evidenziato il contrasto tra il linguaggio volgare e scurrile e uno stile molto elevato, ma si deve tenere sempre presente che si tratta di uno scherzo letterario tra amici colti.
==Il messaggio ==
Nel carme 15 Catullo affronta il tema in modo scherzoso ma allo stesso tempo provocatorio per i termini usati. Il carme dimostra anche che l’amore omosessuale non era visto negativamente all'epoca della fine della Repubblica. Catullo utilizza la poesia per conversare scherzosamente con gli amici parlando non di temi profondi, bensì della sua vita quotidiana, giocando sul contrasto tra linguaggio scurrile e uno stile elevato.
Poesie come queste sono il simbolo del rifiuto politico dei poetae novi nei riguardi della società contemporanea.
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== Testo ==
{{Carmina (Catullo)/TestoOriginale|
<poem>
Pedicabo ego vos et irrumabo,
Aureli pathice<ref>pathicus: chi in un rapporto sessuale è passivo</ref>et cinaede<ref>cinaedus: significa ballerino, danzatore. Usato in senso spregiativo per riferirsi a una persona omosessuale</ref>Furi,
Qui me ex versiculis meis putastis,
Quod sunt molliculi, parum pudicum <ref>pudicitia: insieme di decoro e di decenza; è la virtù di chi si sa addattare al contesto e al proprio status</ref>.
Nam castum esse decet pium poetam
Ipsum, uersiculos nihil necesse est,
Qui tum denique habent salem ac leporem <ref>il sal (estro, arguzia) e il lepus (gusto) sono caratteristiche fondamentali per la poesia neoterica</ref>,
Si sunt molliculi ac parum pudici
Et quod pruriat incitare possunt,
Non dico pueris, sed his pilosis,
Qui duros nequeunt mouere lumbos.
Vos quod milia multa basiorum
Legistis, male me marem putatis?
Pedicabo ego vos et irrumabo.
</poem>
|trad=
<poem>
Ve lo metterò nel culo e in bocca,
Aurelio il frocio e Furio il pederasta,
Che dai miei versetti avete desunto,
Per il fatto che sono languiducci, che io sia poco casto.
La verità è che occorre sia casto il pio poeta
Personalmente, ma non è necessario per niente che lo siano i versetti,
Che allora, in definitiva, hanno arguzia e grazia,
Seppur siano languidetti e poco casti,
E possano stimolare i pruriti,
Non dico ai ragazzini, ma a questi villosi
Che non ce la fanno a muovere i lombi anchilosati.
Voi, per il solo fatto che avete letto
Di molte migliaia di baci, avete reputato che io non sia maschio come si deve?
Ve lo metterò in culo e in bocca.
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/16|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
Questo Carme è tra i più famosi scritti da Catullo, soprattutto per il concentrato di oscenità. La poesia ha struttura circolare inizia e termina con una feroce minaccia nei confronti di Furio e Aurelio. È scritta in modo classico ma allo stesso tempo il ritmo, che è irregolare, dà dinamicità all'opera.
Catullo usa la metafora degli attributi nel suo linguaggio duro e forte, in modo tale da far capire ai due avversari che possiede le capacità di sapersela cavare da uomo duro, anche se nei suoi testi lui è sentimentale, e non come ribadiscono Furio e Aurelio, che lo deridono per i suoi versi descrivendoli "languiducci" e non degni di un uomo.
Per difendersi, Catullo a sua volta tratta i suoi avversari come flebili femminucce attaccandoli verbalmente. Adotta dunque modi schietti e pungenti, che fanno trasparire la rabbia vendicativa; il linguaggio e le espressioni usate mirano a colpire l'orgoglio dei due nemici (sentimento altamente rispettato al tempo dei romani), in questo modo Catullo distrugge dapprima la loro anima e, successivamente, la loro virilità, colpendo così la parte più intoccabile degli stessi.
==Sintesi della poesia==
Qui il poeta esprime tutta la sua rabbia contro Aurelio e Furio colpevoli di averlo criticato di essere stato poco virile per aver scritto poesie in cui si parla di “innumerevoli baci”. A parte la volgarità del lessico in questo Carme, Catullo evidenzia come la concezione dell’omosessualità passiva da parte dei latini sia vissuta come un oltraggio e una perdita di virilità. Infatti nei versi vi sono chiare minacce rivolte ai suoi avversari per annientarli moralmente, privandoli della virilità.
==Il tema==
La poesia si apre e si chiude con lo stesso verso ed inoltre il poeta difende il suo modo di scrivere e il suo stile affermando che la sua poesia esprime grazia e raffinatezza
==Il messaggio ==
La poesia ha lo scopo di arrivare a Aurelio e Furio, che lo accusarono di mollezza e poca virilità solo per aver letto una sua poesia, per fargli capire che ha l'intenzione di distruggerli.
La poesia ha anche lo scopo di difendere il suo modo di scrivere, giustificandosi dicendo che le sue poesie hanno grazia e raffinatezza.
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{{Carmina (Catullo)}}
== Testo ==
{{Carmina (Catullo)/TestoOriginale|
<poem>
Pisonis comites, cohors inanis
Aptis sarcinulis et expeditis,
Verani optime tuque mi Fabulle,
Quid rerum geritis? Satisne cum isto
Vappa frigoraque et famem tulistis?
Ecquidnam in tabulis patet lucelli
Expensum, ut mihi, qui meum secutus
Praetorem refero datum lucello,
'O Memmi, bene me ac diu supinum
Tota ista trabe lentus irrumasti.'
Sed, quantum uideo, pari fuistis
Casu: nam nihilo minore uerpa
Farti estis. Pete nobiles amicos.
At uobis mala multa di deaeque
Dent, opprobria Romuli Remique.
</poem>
|trad=
<poem>
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|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/28|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
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==Sintesi della poesia==
Catullo si rivolge a Veranio e Fabullo, appena tornati dalla missione in Macedonia al seguito del governatore Pisone. Il poeta nota i loro bagagli leggeri (segno di povertà) e chiede ironicamente se abbiano patito la fame e il freddo. Paragona poi la loro sorte alla propria esperienza in Bitinia con il pretore Memmio: sia Catullo che i suoi due amici sono stati "usati" e ingannati dai loro superiori, rimanendo a tasche vuote. Il carme si chiude con una violenta maledizione contro i due governatori corrotti.
==Il tema==
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==Il messaggio ==
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== Testo ==
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Pisonis comites, cohors inanis
Aptis sarcinulis et expeditis,
Verani optime tuque mi Fabulle,
Quid rerum geritis? Satisne cum isto
Vappa frigoraque et famem tulistis?
Ecquidnam in tabulis patet lucelli
Expensum, ut mihi, qui meum secutus
Praetorem refero datum lucello,
'O Memmi, bene me ac diu supinum
Tota ista trabe lentus irrumasti.'
Sed, quantum uideo, pari fuistis
Casu: nam nihilo minore uerpa
Farti estis. Pete nobiles amicos.
At uobis mala multa di deaeque
Dent, opprobria Romuli Remique.
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==Analisi stilistica==
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==Sintesi della poesia==
Catullo si rivolge a Veranio e Fabullo, appena tornati dalla missione in Macedonia al seguito del governatore Pisone. Il poeta nota i loro bagagli leggeri (segno di povertà) e chiede ironicamente se abbiano patito la fame e il freddo. Paragona poi la loro sorte alla propria esperienza in Bitinia con il pretore Memmio: sia Catullo che i suoi due amici sono stati "usati" e ingannati dai loro superiori, rimanendo a tasche vuote. Il carme si chiude con una violenta maledizione contro i due governatori corrotti.
==Il tema==
Il tema centrale è la critica sociale e politica unita alla solidarietà tra amici. Catullo denuncia il fallimento del sistema clientelare romano: i giovani che accompagnavano i magistrati nelle province sperando in un onesto guadagno venivano invece sfruttati e umiliati. Emerge il contrasto tra l'integrità dei poetae novi e la corruzione dei potenti.
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== Testo ==
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<poem>
Pisonis comites, cohors inanis
Aptis sarcinulis et expeditis,
Verani optime tuque mi Fabulle,
Quid rerum geritis? Satisne cum isto
Vappa frigoraque et famem tulistis?
Ecquidnam in tabulis patet lucelli
Expensum, ut mihi, qui meum secutus
Praetorem refero datum lucello,
'O Memmi, bene me ac diu supinum
Tota ista trabe lentus irrumasti.'
Sed, quantum uideo, pari fuistis
Casu: nam nihilo minore uerpa
Farti estis. Pete nobiles amicos.
At uobis mala multa di deaeque
Dent, opprobria Romuli Remique.
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==Analisi stilistica==
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==Sintesi della poesia==
Catullo si rivolge a Veranio e Fabullo, appena tornati dalla missione in Macedonia al seguito del governatore Pisone. Il poeta nota i loro bagagli leggeri (segno di povertà) e chiede ironicamente se abbiano patito la fame e il freddo. Paragona poi la loro sorte alla propria esperienza in Bitinia con il pretore Memmio: sia Catullo che i suoi due amici sono stati "usati" e ingannati dai loro superiori, rimanendo a tasche vuote. Il carme si chiude con una violenta maledizione contro i due governatori corrotti.
==Il tema==
Il tema centrale è la critica sociale e politica unita alla solidarietà tra amici. Catullo denuncia il fallimento del sistema clientelare romano: i giovani che accompagnavano i magistrati nelle province sperando in un onesto guadagno venivano invece sfruttati e umiliati. Emerge il contrasto tra l'integrità dei poetae novi e la corruzione dei potenti.
==Il messaggio ==
Il messaggio è un amaro avvertimento contro l'ambizione legata ai "nobili amici" (i potenti). Catullo mette in guardia sulla vacuità delle promesse di carriera politica: i protettori (Pisone e Memmio) non sono guide autorevoli, ma parassiti che calpestano la dignità dei loro collaboratori. La vera nobiltà risiede nel legame d'amicizia tra pari, non nel servizio ai potenti.
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== Testo ==
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Pisonis comites, cohors inanis
Aptis sarcinulis et expeditis,
Verani optime tuque mi Fabulle,
Quid rerum geritis? Satisne cum isto
Vappa frigoraque et famem tulistis?
Ecquidnam in tabulis patet lucelli
Expensum, ut mihi, qui meum secutus
Praetorem refero datum lucello,
'O Memmi, bene me ac diu supinum
Tota ista trabe lentus irrumasti.'
Sed, quantum uideo, pari fuistis
Casu: nam nihilo minore uerpa
Farti estis. Pete nobiles amicos.
At uobis mala multa di deaeque
Dent, opprobria Romuli Remique.
</poem>
|trad=
<poem>
Compagni di Pisone, coorte a mani vuote
con i vostri bagaglietti adatti e leggeri,
ottimo Veranio e tu, mio Fabullo,
che mi raccontate? Avete sopportato abbastanza freddo
e fame con quel buono a nulla?
Compare forse nei registri qualche piccolo guadagno
segnato come uscita, come è successo a me, che avendo seguito
il mio pretore, riporto un "dato" al posto del guadagno?
"O Memmio, per bene e a lungo, mentre ero supino,
mi hai fregato con tutto quel tuo palo, senza fretta".
Ma, per quanto vedo, siete stati in una situazione
simile: infatti siete stati riempiti da un membro
per nulla più piccolo. Cercate pure amici nobili!
Ma a voi gli dei e le dee diano molti malanni,
vergogne della stirpe di Romolo e Remo.
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/28|→ Wikisource]]
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==Analisi stilistica==
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==Sintesi della poesia==
Catullo si rivolge a Veranio e Fabullo, appena tornati dalla missione in Macedonia al seguito del governatore Pisone. Il poeta nota i loro bagagli leggeri (segno di povertà) e chiede ironicamente se abbiano patito la fame e il freddo. Paragona poi la loro sorte alla propria esperienza in Bitinia con il pretore Memmio: sia Catullo che i suoi due amici sono stati "usati" e ingannati dai loro superiori, rimanendo a tasche vuote. Il carme si chiude con una violenta maledizione contro i due governatori corrotti.
==Il tema==
Il tema centrale è la critica sociale e politica unita alla solidarietà tra amici. Catullo denuncia il fallimento del sistema clientelare romano: i giovani che accompagnavano i magistrati nelle province sperando in un onesto guadagno venivano invece sfruttati e umiliati. Emerge il contrasto tra l'integrità dei poetae novi e la corruzione dei potenti.
==Il messaggio ==
Il messaggio è un amaro avvertimento contro l'ambizione legata ai "nobili amici" (i potenti). Catullo mette in guardia sulla vacuità delle promesse di carriera politica: i protettori (Pisone e Memmio) non sono guide autorevoli, ma parassiti che calpestano la dignità dei loro collaboratori. La vera nobiltà risiede nel legame d'amicizia tra pari, non nel servizio ai potenti.
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== Testo ==
{{Carmina (Catullo)/TestoOriginale|
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Pisonis comites, cohors inanis
Aptis sarcinulis et expeditis,
Verani optime tuque mi Fabulle,
Quid rerum geritis? Satisne cum isto
Vappa frigoraque et famem tulistis?
Ecquidnam in tabulis patet lucelli
Expensum, ut mihi, qui meum secutus
Praetorem refero datum lucello,
'O Memmi, bene me ac diu supinum
Tota ista trabe lentus irrumasti.'
Sed, quantum uideo, pari fuistis
Casu: nam nihilo minore uerpa
Farti estis. Pete nobiles amicos.
At uobis mala multa di deaeque
Dent, opprobria Romuli Remique.
</poem>
|trad=
<poem>
Compagni di Pisone, coorte a mani vuote
con i vostri bagaglietti adatti e leggeri,
ottimo Veranio e tu, mio Fabullo,
che mi raccontate? Avete sopportato abbastanza freddo
e fame con quel buono a nulla?
Compare forse nei registri qualche piccolo guadagno
segnato come uscita, come è successo a me, che avendo seguito
il mio pretore, riporto un "dato" al posto del guadagno?
"O Memmio, per bene e a lungo, mentre ero supino,
mi hai fregato con tutto quel tuo palo, senza fretta".
Ma, per quanto vedo, siete stati in una situazione
simile: infatti siete stati riempiti da un membro
per nulla più piccolo. Cercate pure amici nobili!
Ma a voi gli dei e le dee diano molti malanni,
vergogne della stirpe di Romolo e Remo.
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/28|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
Il genere della poesia: il componimento appartiene al genere del giambo (per spirito e aggressività) e della poesia d'occasione (tipica dei poetae novi). Sebbene rientri nella produzione lirica per l'uso della prima persona e l'espressione di sentimenti soggettivi, il contenuto è marcatamente invettiva (o satira personale).
La metrica della poesia: il componimento è scritto in endecasillabi faleci, il metro prediletto da Catullo per i carmi brevi. È un ritmo rapido e incalzante, perfetto per il tono colloquiale e polemico dell'invettiva.
Le figure retoriche della poesia:
Apostrofe: "Verani optime tuque mi Fabulle" (v. 3). Serve a stabilire un contatto affettivo immediato con i destinatari.
Metafora sessuale (Iperbole): "irrumasti" (v. 10) e "verpa / farti estis" (vv. 12-13). Il potere politico e lo sfruttamento economico sono rappresentati come violenza fisica e sessuale per enfatizzare l'umiliazione subita.
Ironia / Sarcasmo: "pari fuistis / casu" (vv. 11-12). Catullo usa il concetto di "sorte comune" per deridere amaramente la sfortuna condivisa.
Domande retoriche: "Quid rerum geritis? Satisne... tulistis?" (vv. 4-5). Danno dinamismo al testo, simulando un dialogo reale.
Metonimia: "tabulis" (v. 6), i registri contabili usati per indicare l'intera gestione economica della missione.
Ossimoro/Antitesi: "datum lucello" (v. 8). Il "dato" (perdita) che occupa il posto del "guadagno".
Il lessico è un mix sapiente di:
Sermo cotidianus (linguaggio parlato): termini come vappa (vino svaporato), lucello (diminutivo affettivo/ironico), farti estis (farciti/riempiti).
Linguaggio tecnico-contabile: tabulis, expensum, refero, gerere res. Serve a parodiare l'amministrazione burocratica delle province.
Linguaggio osceno (scabrosità): irrumasti, verpa. Usato per degradare i potenti al livello più basso della moralità.
Il tono è aspro, sarcastico e aggressivo. Nonostante l'affetto per gli amici, il componimento è dominato da una rabbia virulenta contro l'ingiustizia.
Non troviamo amore o malinconia, bensì:
Sdegno e Rabbia: verso i governatori corrotti.
Cameratismo/Solidarietà: verso Veranio e Fabullo, "compagni di sventura".
Amarezza: per il fallimento delle aspettative sociali e professionali.
Lo stato d'animo è di partecipazione totale unita a una disincantata ironia. Catullo non osserva il mondo con distacco; si sente vittima insieme ai suoi amici. La sua riflessione è cruda: il sistema dei "nobili amici" è una trappola.
Questo mix emotivo si traduce in uno stile frastagliato e violento. La sintesi tra l'affetto (diminutivi come sarcinulis) e l'insulto brutale crea un contrasto stridente che riflette la tensione del poeta tra il desiderio di una vita raffinata e la realtà volgare del potere.
Riferimenti letterari della poesia:
Archiloco e Ipponatte: per la tradizione dell'invettiva greca e l'uso del linguaggio "basso" per colpire i nemici.
Callimaco: per la cura della forma (il labor limae) anche in testi apparentemente "spontanei" e volgari.
Tradizione romana della satira: il riferimento finale a Romolo e Remo (opprobria Romuli Remique) ancora il carme alla realtà morale e civile di Roma, richiamando il senso di vergogna per la decadenza dei costumi.
==Sintesi della poesia==
Catullo si rivolge a Veranio e Fabullo, appena tornati dalla missione in Macedonia al seguito del governatore Pisone. Il poeta nota i loro bagagli leggeri (segno di povertà) e chiede ironicamente se abbiano patito la fame e il freddo. Paragona poi la loro sorte alla propria esperienza in Bitinia con il pretore Memmio: sia Catullo che i suoi due amici sono stati "usati" e ingannati dai loro superiori, rimanendo a tasche vuote. Il carme si chiude con una violenta maledizione contro i due governatori corrotti.
==Il tema==
Il tema centrale è la critica sociale e politica unita alla solidarietà tra amici. Catullo denuncia il fallimento del sistema clientelare romano: i giovani che accompagnavano i magistrati nelle province sperando in un onesto guadagno venivano invece sfruttati e umiliati. Emerge il contrasto tra l'integrità dei poetae novi e la corruzione dei potenti.
==Il messaggio ==
Il messaggio è un amaro avvertimento contro l'ambizione legata ai "nobili amici" (i potenti). Catullo mette in guardia sulla vacuità delle promesse di carriera politica: i protettori (Pisone e Memmio) non sono guide autorevoli, ma parassiti che calpestano la dignità dei loro collaboratori. La vera nobiltà risiede nel legame d'amicizia tra pari, non nel servizio ai potenti.
[[Categoria:Carmina (Catullo)]]
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/* Testo */ Inserimento note
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wikitext
text/x-wiki
{{Carmina (Catullo)}}
== Testo ==
{{Carmina (Catullo)/TestoOriginale|
<poem>
Pisonis<ref>Si tratta quasi certamente di Pisone Cesonino (suocero di Giulio Cesare), console nel 58 a.C. e acerrimo nemico di Cicerone.
Veranio e Fabullo servirono sotto di lui in Macedonia nello stesso periodo (57-55 a.C.) in cui Catullo era in Bitinia. La loro sorte fu identica a quella del poeta.
Pisone è descritto come un uomo grezzo e avaro. Invece di banchettare con i suoi amici colti e onesti (Veranio e Fabullo), preferiva la compagnia di sgherri e parassiti di basso livello, lasciando i due amici al freddo e alla fame.
Nel Carme 28 Catullo lo definisce "Vappa" (vino svaporato, quindi uomo da nulla) e accusa lui e Memmio di essere le "vergogne della stirpe di Romolo".
Nel Carme 47 Catullo denuncia che, mentre i parassiti di Pisone (Porcio e Socrazione) godono di lauti banchetti, i suoi amici Veranio e Fabullo sono costretti a cercare inviti a cena per strada.</ref> comites, cohors inanis
Aptis sarcinulis et expeditis,
Verani optime tuque mi Fabulle,
Quid rerum geritis? Satisne cum isto
Vappa frigoraque et famem tulistis?
Ecquidnam in tabulis patet lucelli
Expensum, ut mihi, qui meum secutus
Praetorem refero datum lucello,
'O Memmi<ref>Memmio era un uomo politico di cultura (a lui Lucrezio dedicò il De Rerum Natura), ma Catullo lo descrive come un amministratore cinico e volgare.
Catullo seguì Memmio in Bitinia (Asia Minore) nel 57 a.C., sperando di risanare le proprie finanze dopo le spese sostenute a Roma. Tuttavia, la missione fu un fallimento economico totale per il poeta.
Memmio viene accusato di non aver minimamente favorito i suoi collaboratori (cohors), tenendo per sé ogni guadagno e trattando i giovani del seguito con disprezzo.
Nel Carme 10 Catullo ammette apertamente che in Bitinia non c'era nulla "che potesse servire alla coorte" per arricchirsi, soprattutto a causa di un "pretor irrumator" (un pretore spregevole) che non teneva in alcun conto il suo seguito.
Bel Carme 28 Catullo usa l'immagine violentissima della violenza sessuale (irrumasti) per descrivere metaforicamente lo sfruttamento subito. Memmio è il "palo" (trabs) che ha umiliato il poeta, lasciandolo "supino" e impotente</ref>, bene me ac diu supinum
Tota ista trabe lentus irrumasti<ref>Deriva da in + ruma (mammella, intesa qui come capezzolo o parte da succhiare). Originariamente indicava l'atto di spingere il membro nella bocca altrui. Nel gergo dell'invettiva, rappresenta l'atto supremo di dominio e umiliazione di un superiore su un inferiore. Catullo accusa Memmio di averlo sfruttato in Bitinia. L'immagine è quella del poeta "supino" (impotente) "fregato" dal potere del pretore.
Lo stesso verbo compare anche in Carme 16, 1: "Pedicabo ego vos et irrumabo". È il celebre attacco contro i critici Aurelio e Furio. Qui il verbo è usato come minaccia iperbolica per difendere la propria virilità e la propria arte.
Tra gli altri scrittori Marziale usa spesso il termine con funzione puramente insultante o satirica per descrivere la depravazione della Roma imperiale (Epigrammi, IV, 17 "Lycine, irrumat aliquis").
Anche nei Priapea (raccolta anonima), genere di poesia dedicata al dio Priapo, il verbo è frequentissimo come minaccia rituale contro chi tenta di rubare nell'orto del dio.</ref>.'
Sed, quantum uideo, pari fuistis
Casu: nam nihilo minore uerpa<ref>Origine incerta, probabilmente derivante da una radice indoeuropea che indica "girare" o "curvare", riferita al membro virile privo di prepuzio (scoperto). Per estensione, indica il membro stesso in un contesto di violenza o volgarità.
Catullo dice a Veranio e Fabullo che sono stati "farciti" (usati) da una verpa (quella di Pisone) non meno grande di quella di Memmio. L'iperbole serve a sottolineare che il danno economico subito è paragonabile a una violenza fisica.
Altra occorrenza in Catullo è nel Carme 47, 4 citato indirettamente attraverso l'aggettivo verpus (circonciso/osceno) riferito ai favoriti di Pisone.
Il termine compare anche in Giovenale (Satira VI, 196): "quod enim non cessat verpa?". Giovenale lo usa per denunciare la lussuria sfrenata e l'uso del linguaggio osceno tra gli amanti nelle sue sferzanti satire contro i costumi romani.</ref>
Farti estis. Pete nobiles amicos.
At uobis mala multa di deaeque
Dent, opprobria Romuli Remique.
</poem>
|trad=
<poem>
Compagni di Pisone, coorte a mani vuote
con i vostri bagaglietti adatti e leggeri,
ottimo Veranio e tu, mio Fabullo,
che mi raccontate? Avete sopportato abbastanza freddo
e fame con quel buono a nulla?
Compare forse nei registri qualche piccolo guadagno
segnato come uscita, come è successo a me, che avendo seguito
il mio pretore, riporto un "dato" al posto del guadagno?
"O Memmio, per bene e a lungo, mentre ero supino,
mi hai fregato con tutto quel tuo palo, senza fretta".
Ma, per quanto vedo, siete stati in una situazione
simile: infatti siete stati riempiti da un membro
per nulla più piccolo. Cercate pure amici nobili!
Ma a voi gli dei e le dee diano molti malanni,
vergogne della stirpe di Romolo e Remo.
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/28|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
Il genere della poesia: il componimento appartiene al genere del giambo (per spirito e aggressività) e della poesia d'occasione (tipica dei poetae novi). Sebbene rientri nella produzione lirica per l'uso della prima persona e l'espressione di sentimenti soggettivi, il contenuto è marcatamente invettiva (o satira personale).
La metrica della poesia: il componimento è scritto in endecasillabi faleci, il metro prediletto da Catullo per i carmi brevi. È un ritmo rapido e incalzante, perfetto per il tono colloquiale e polemico dell'invettiva.
Le figure retoriche della poesia:
Apostrofe: "Verani optime tuque mi Fabulle" (v. 3). Serve a stabilire un contatto affettivo immediato con i destinatari.
Metafora sessuale (Iperbole): "irrumasti" (v. 10) e "verpa / farti estis" (vv. 12-13). Il potere politico e lo sfruttamento economico sono rappresentati come violenza fisica e sessuale per enfatizzare l'umiliazione subita.
Ironia / Sarcasmo: "pari fuistis / casu" (vv. 11-12). Catullo usa il concetto di "sorte comune" per deridere amaramente la sfortuna condivisa.
Domande retoriche: "Quid rerum geritis? Satisne... tulistis?" (vv. 4-5). Danno dinamismo al testo, simulando un dialogo reale.
Metonimia: "tabulis" (v. 6), i registri contabili usati per indicare l'intera gestione economica della missione.
Ossimoro/Antitesi: "datum lucello" (v. 8). Il "dato" (perdita) che occupa il posto del "guadagno".
Il lessico è un mix sapiente di:
Sermo cotidianus (linguaggio parlato): termini come vappa (vino svaporato), lucello (diminutivo affettivo/ironico), farti estis (farciti/riempiti).
Linguaggio tecnico-contabile: tabulis, expensum, refero, gerere res. Serve a parodiare l'amministrazione burocratica delle province.
Linguaggio osceno (scabrosità): irrumasti, verpa. Usato per degradare i potenti al livello più basso della moralità.
Il tono è aspro, sarcastico e aggressivo. Nonostante l'affetto per gli amici, il componimento è dominato da una rabbia virulenta contro l'ingiustizia.
Non troviamo amore o malinconia, bensì:
Sdegno e Rabbia: verso i governatori corrotti.
Cameratismo/Solidarietà: verso Veranio e Fabullo, "compagni di sventura".
Amarezza: per il fallimento delle aspettative sociali e professionali.
Lo stato d'animo è di partecipazione totale unita a una disincantata ironia. Catullo non osserva il mondo con distacco; si sente vittima insieme ai suoi amici. La sua riflessione è cruda: il sistema dei "nobili amici" è una trappola.
Questo mix emotivo si traduce in uno stile frastagliato e violento. La sintesi tra l'affetto (diminutivi come sarcinulis) e l'insulto brutale crea un contrasto stridente che riflette la tensione del poeta tra il desiderio di una vita raffinata e la realtà volgare del potere.
Riferimenti letterari della poesia:
Archiloco e Ipponatte: per la tradizione dell'invettiva greca e l'uso del linguaggio "basso" per colpire i nemici.
Callimaco: per la cura della forma (il labor limae) anche in testi apparentemente "spontanei" e volgari.
Tradizione romana della satira: il riferimento finale a Romolo e Remo (opprobria Romuli Remique) ancora il carme alla realtà morale e civile di Roma, richiamando il senso di vergogna per la decadenza dei costumi.
==Sintesi della poesia==
Catullo si rivolge a Veranio e Fabullo, appena tornati dalla missione in Macedonia al seguito del governatore Pisone. Il poeta nota i loro bagagli leggeri (segno di povertà) e chiede ironicamente se abbiano patito la fame e il freddo. Paragona poi la loro sorte alla propria esperienza in Bitinia con il pretore Memmio: sia Catullo che i suoi due amici sono stati "usati" e ingannati dai loro superiori, rimanendo a tasche vuote. Il carme si chiude con una violenta maledizione contro i due governatori corrotti.
==Il tema==
Il tema centrale è la critica sociale e politica unita alla solidarietà tra amici. Catullo denuncia il fallimento del sistema clientelare romano: i giovani che accompagnavano i magistrati nelle province sperando in un onesto guadagno venivano invece sfruttati e umiliati. Emerge il contrasto tra l'integrità dei poetae novi e la corruzione dei potenti.
==Il messaggio ==
Il messaggio è un amaro avvertimento contro l'ambizione legata ai "nobili amici" (i potenti). Catullo mette in guardia sulla vacuità delle promesse di carriera politica: i protettori (Pisone e Memmio) non sono guide autorevoli, ma parassiti che calpestano la dignità dei loro collaboratori. La vera nobiltà risiede nel legame d'amicizia tra pari, non nel servizio ai potenti.
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{{Carmina (Catullo)}}
== Testo ==
{{Carmina (Catullo)/TestoOriginale|
<poem>
Pisonis<ref>Si tratta quasi certamente di Pisone Cesonino (suocero di Giulio Cesare), console nel 58 a.C. e acerrimo nemico di Cicerone.
Veranio e Fabullo servirono sotto di lui in Macedonia nello stesso periodo (57-55 a.C.) in cui Catullo era in Bitinia. La loro sorte fu identica a quella del poeta.
Pisone è descritto come un uomo grezzo e avaro. Invece di banchettare con i suoi amici colti e onesti (Veranio e Fabullo), preferiva la compagnia di sgherri e parassiti di basso livello, lasciando i due amici al freddo e alla fame.
Nel Carme 28 Catullo lo definisce "Vappa" (vino svaporato, quindi uomo da nulla) e accusa lui e Memmio di essere le "vergogne della stirpe di Romolo".
Nel Carme 47 Catullo denuncia che, mentre i parassiti di Pisone (Porcio e Socrazione) godono di lauti banchetti, i suoi amici Veranio e Fabullo sono costretti a cercare inviti a cena per strada.</ref> comites, cohors inanis
Aptis sarcinulis et expeditis,
Verani optime tuque mi Fabulle,
Quid rerum geritis? Satisne cum isto
Vappa<ref>Indica propriamente il vino che è diventato aceto, che ha perso il suo sapore e le sue proprietà (vino "svaporato"). Figuratamente, indica un uomo senza valore, un fannullone o un individuo moralmente corrotto.
Riferito a Pisone, Catullo non usa un termine violento, ma un termine di disprezzo che colpisce l'inutilità e la mancanza di qualità del governatore: Pisone è come un vino andato a male. Vappa serve a sminuire l'autorità del superiore riducendolo a spazzatura sociale.
Il termine è presente anche in altri scrittori.
Orazio (Satire I, 1, 104): "Vappam ac nebulonem". Orazio accosta il termine a nebulo (fannullone), usandolo per descrivere chi dissipa il patrimonio in modo stupido e senza dignità.
Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, XIV, 125): Lo usa nel suo significato tecnico enologico per descrivere il vino deteriorato, fornendo la base reale per la metafora catulliana.</ref> frigoraque et famem tulistis?
Ecquidnam in tabulis patet lucelli
Expensum, ut mihi, qui meum secutus
Praetorem refero datum lucello,
'O Memmi<ref>Memmio era un uomo politico di cultura (a lui Lucrezio dedicò il De Rerum Natura), ma Catullo lo descrive come un amministratore cinico e volgare.
Catullo seguì Memmio in Bitinia (Asia Minore) nel 57 a.C., sperando di risanare le proprie finanze dopo le spese sostenute a Roma. Tuttavia, la missione fu un fallimento economico totale per il poeta.
Memmio viene accusato di non aver minimamente favorito i suoi collaboratori (cohors), tenendo per sé ogni guadagno e trattando i giovani del seguito con disprezzo.
Nel Carme 10 Catullo ammette apertamente che in Bitinia non c'era nulla "che potesse servire alla coorte" per arricchirsi, soprattutto a causa di un "pretor irrumator" (un pretore spregevole) che non teneva in alcun conto il suo seguito.
Nel Carme 28 Catullo usa l'immagine violentissima della violenza sessuale (irrumasti) per descrivere metaforicamente lo sfruttamento subito. Memmio è il "palo" (trabs) che ha umiliato il poeta, lasciandolo "supino" e impotente</ref>, bene me ac diu supinum
Tota ista trabe lentus irrumasti<ref>Deriva da in + ruma (mammella, intesa qui come capezzolo o parte da succhiare). Originariamente indicava l'atto di spingere il membro nella bocca altrui. Nel gergo dell'invettiva, rappresenta l'atto supremo di dominio e umiliazione di un superiore su un inferiore. Catullo accusa Memmio di averlo sfruttato in Bitinia. L'immagine è quella del poeta "supino" (impotente) "fregato" dal potere del pretore.
Lo stesso verbo compare anche in Carme 16, 1: "Pedicabo ego vos et irrumabo". È il celebre attacco contro i critici Aurelio e Furio. Qui il verbo è usato come minaccia iperbolica per difendere la propria virilità e la propria arte.
Tra gli altri scrittori Marziale usa spesso il termine con funzione puramente insultante o satirica per descrivere la depravazione della Roma imperiale (Epigrammi, IV, 17 "Lycine, irrumat aliquis").
Anche nei Priapea (raccolta anonima), genere di poesia dedicata al dio Priapo, il verbo è frequentissimo come minaccia rituale contro chi tenta di rubare nell'orto del dio.</ref>.'
Sed, quantum uideo, pari fuistis
Casu: nam nihilo minore uerpa<ref>Origine incerta, probabilmente derivante da una radice indoeuropea che indica "girare" o "curvare", riferita al membro virile privo di prepuzio (scoperto). Per estensione, indica il membro stesso in un contesto di violenza o volgarità.
Catullo dice a Veranio e Fabullo che sono stati "farciti" (usati) da una verpa (quella di Pisone) non meno grande di quella di Memmio. L'iperbole serve a sottolineare che il danno economico subito è paragonabile a una violenza fisica.
Altra occorrenza in Catullo è nel Carme 47, 4 citato indirettamente attraverso l'aggettivo verpus (circonciso/osceno) riferito ai favoriti di Pisone.
Il termine compare anche in Giovenale (Satira VI, 196): "quod enim non cessat verpa?". Giovenale lo usa per denunciare la lussuria sfrenata e l'uso del linguaggio osceno tra gli amanti nelle sue sferzanti satire contro i costumi romani.</ref>
Farti estis. Pete nobiles amicos.
At uobis mala multa di deaeque
Dent, opprobria Romuli Remique.
</poem>
|trad=
<poem>
Compagni di Pisone, coorte a mani vuote
con i vostri bagaglietti adatti e leggeri,
ottimo Veranio e tu, mio Fabullo,
che mi raccontate? Avete sopportato abbastanza freddo
e fame con quel buono a nulla?
Compare forse nei registri qualche piccolo guadagno
segnato come uscita, come è successo a me, che avendo seguito
il mio pretore, riporto un "dato" al posto del guadagno?
"O Memmio, per bene e a lungo, mentre ero supino,
mi hai fregato con tutto quel tuo palo, senza fretta".
Ma, per quanto vedo, siete stati in una situazione
simile: infatti siete stati riempiti da un membro
per nulla più piccolo. Cercate pure amici nobili!
Ma a voi gli dei e le dee diano molti malanni,
vergogne della stirpe di Romolo e Remo.
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/28|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
Il genere della poesia: il componimento appartiene al genere del giambo (per spirito e aggressività) e della poesia d'occasione (tipica dei poetae novi). Sebbene rientri nella produzione lirica per l'uso della prima persona e l'espressione di sentimenti soggettivi, il contenuto è marcatamente invettiva (o satira personale).
La metrica della poesia: il componimento è scritto in endecasillabi faleci, il metro prediletto da Catullo per i carmi brevi. È un ritmo rapido e incalzante, perfetto per il tono colloquiale e polemico dell'invettiva.
Le figure retoriche della poesia:
Apostrofe: "Verani optime tuque mi Fabulle" (v. 3). Serve a stabilire un contatto affettivo immediato con i destinatari.
Metafora sessuale (Iperbole): "irrumasti" (v. 10) e "verpa / farti estis" (vv. 12-13). Il potere politico e lo sfruttamento economico sono rappresentati come violenza fisica e sessuale per enfatizzare l'umiliazione subita.
Ironia / Sarcasmo: "pari fuistis / casu" (vv. 11-12). Catullo usa il concetto di "sorte comune" per deridere amaramente la sfortuna condivisa.
Domande retoriche: "Quid rerum geritis? Satisne... tulistis?" (vv. 4-5). Danno dinamismo al testo, simulando un dialogo reale.
Metonimia: "tabulis" (v. 6), i registri contabili usati per indicare l'intera gestione economica della missione.
Ossimoro/Antitesi: "datum lucello" (v. 8). Il "dato" (perdita) che occupa il posto del "guadagno".
Il lessico è un mix sapiente di:
Sermo cotidianus (linguaggio parlato): termini come vappa (vino svaporato), lucello (diminutivo affettivo/ironico), farti estis (farciti/riempiti).
Linguaggio tecnico-contabile: tabulis, expensum, refero, gerere res. Serve a parodiare l'amministrazione burocratica delle province.
Linguaggio osceno (scabrosità): irrumasti, verpa. Usato per degradare i potenti al livello più basso della moralità.
Il tono è aspro, sarcastico e aggressivo. Nonostante l'affetto per gli amici, il componimento è dominato da una rabbia virulenta contro l'ingiustizia.
Non troviamo amore o malinconia, bensì:
Sdegno e Rabbia: verso i governatori corrotti.
Cameratismo/Solidarietà: verso Veranio e Fabullo, "compagni di sventura".
Amarezza: per il fallimento delle aspettative sociali e professionali.
Lo stato d'animo è di partecipazione totale unita a una disincantata ironia. Catullo non osserva il mondo con distacco; si sente vittima insieme ai suoi amici. La sua riflessione è cruda: il sistema dei "nobili amici" è una trappola.
Questo mix emotivo si traduce in uno stile frastagliato e violento. La sintesi tra l'affetto (diminutivi come sarcinulis) e l'insulto brutale crea un contrasto stridente che riflette la tensione del poeta tra il desiderio di una vita raffinata e la realtà volgare del potere.
Riferimenti letterari della poesia:
Archiloco e Ipponatte: per la tradizione dell'invettiva greca e l'uso del linguaggio "basso" per colpire i nemici.
Callimaco: per la cura della forma (il labor limae) anche in testi apparentemente "spontanei" e volgari.
Tradizione romana della satira: il riferimento finale a Romolo e Remo (opprobria Romuli Remique) ancora il carme alla realtà morale e civile di Roma, richiamando il senso di vergogna per la decadenza dei costumi.
==Sintesi della poesia==
Catullo si rivolge a Veranio e Fabullo, appena tornati dalla missione in Macedonia al seguito del governatore Pisone. Il poeta nota i loro bagagli leggeri (segno di povertà) e chiede ironicamente se abbiano patito la fame e il freddo. Paragona poi la loro sorte alla propria esperienza in Bitinia con il pretore Memmio: sia Catullo che i suoi due amici sono stati "usati" e ingannati dai loro superiori, rimanendo a tasche vuote. Il carme si chiude con una violenta maledizione contro i due governatori corrotti.
==Il tema==
Il tema centrale è la critica sociale e politica unita alla solidarietà tra amici. Catullo denuncia il fallimento del sistema clientelare romano: i giovani che accompagnavano i magistrati nelle province sperando in un onesto guadagno venivano invece sfruttati e umiliati. Emerge il contrasto tra l'integrità dei poetae novi e la corruzione dei potenti.
==Il messaggio ==
Il messaggio è un amaro avvertimento contro l'ambizione legata ai "nobili amici" (i potenti). Catullo mette in guardia sulla vacuità delle promesse di carriera politica: i protettori (Pisone e Memmio) non sono guide autorevoli, ma parassiti che calpestano la dignità dei loro collaboratori. La vera nobiltà risiede nel legame d'amicizia tra pari, non nel servizio ai potenti.
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{{Carmina (Catullo)}}
== Testo ==
{{Carmina (Catullo)/TestoOriginale|
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Pisonis<ref>Si tratta quasi certamente di Pisone Cesonino (suocero di Giulio Cesare), console nel 58 a.C. e acerrimo nemico di Cicerone.
Veranio e Fabullo servirono sotto di lui in Macedonia nello stesso periodo (57-55 a.C.) in cui Catullo era in Bitinia. La loro sorte fu identica a quella del poeta.
Pisone è descritto come un uomo grezzo e avaro. Invece di banchettare con i suoi amici colti e onesti (Veranio e Fabullo), preferiva la compagnia di sgherri e parassiti di basso livello, lasciando i due amici al freddo e alla fame.
Nel Carme 28 Catullo lo definisce "Vappa" (vino svaporato, quindi uomo da nulla) e accusa lui e Memmio di essere le "vergogne della stirpe di Romolo".
Nel Carme 47 Catullo denuncia che, mentre i parassiti di Pisone (Porcio e Socrazione) godono di lauti banchetti, i suoi amici Veranio e Fabullo sono costretti a cercare inviti a cena per strada.</ref> comites, cohors inanis
Aptis sarcinulis et expeditis,
Verani optime tuque mi Fabulle,
Quid rerum geritis? Satisne cum isto
Vappa<ref>Indica propriamente il vino che è diventato aceto, che ha perso il suo sapore e le sue proprietà (vino "svaporato"). Figuratamente, indica un uomo senza valore, un fannullone o un individuo moralmente corrotto.
Riferito a Pisone, Catullo non usa un termine violento, ma un termine di disprezzo che colpisce l'inutilità e la mancanza di qualità del governatore: Pisone è come un vino andato a male. Vappa serve a sminuire l'autorità del superiore riducendolo a spazzatura sociale.
Il termine è presente anche in altri scrittori.
Orazio (Satire I, 1, 104): "Vappam ac nebulonem". Orazio accosta il termine a nebulo (fannullone), usandolo per descrivere chi dissipa il patrimonio in modo stupido e senza dignità.
Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, XIV, 125): Lo usa nel suo significato tecnico enologico per descrivere il vino deteriorato, fornendo la base reale per la metafora catulliana.</ref> frigoraque et famem tulistis?
Ecquidnam in tabulis patet lucelli
Expensum, ut mihi, qui meum secutus
Praetorem refero datum lucello,
'O Memmi<ref>Memmio era un uomo politico di cultura (a lui Lucrezio dedicò il De Rerum Natura), ma Catullo lo descrive come un amministratore cinico e volgare.
Catullo seguì Memmio in Bitinia (Asia Minore) nel 57 a.C., sperando di risanare le proprie finanze dopo le spese sostenute a Roma. Tuttavia, la missione fu un fallimento economico totale per il poeta.
Memmio viene accusato di non aver minimamente favorito i suoi collaboratori (cohors), tenendo per sé ogni guadagno e trattando i giovani del seguito con disprezzo.
Nel Carme 10 Catullo ammette apertamente che in Bitinia non c'era nulla "che potesse servire alla coorte" per arricchirsi, soprattutto a causa di un "pretor irrumator" (un pretore spregevole) che non teneva in alcun conto il suo seguito.
Nel Carme 28 Catullo usa l'immagine violentissima della violenza sessuale (irrumasti) per descrivere metaforicamente lo sfruttamento subito. Memmio è il "palo" (trabs) che ha umiliato il poeta, lasciandolo "supino" e impotente</ref>, bene me ac diu supinum
Tota ista trabe lentus irrumasti<ref>Deriva da in + ruma (mammella, intesa qui come capezzolo o parte da succhiare). Originariamente indicava l'atto di spingere il membro nella bocca altrui. Nel gergo dell'invettiva, rappresenta l'atto supremo di dominio e umiliazione di un superiore su un inferiore. Catullo accusa Memmio di averlo sfruttato in Bitinia. L'immagine è quella del poeta "supino" (impotente) "fregato" dal potere del pretore.
Lo stesso verbo compare anche in Carme 16, 1: "Pedicabo ego vos et irrumabo". È il celebre attacco contro i critici Aurelio e Furio. Qui il verbo è usato come minaccia iperbolica per difendere la propria virilità e la propria arte.
Tra gli altri scrittori Marziale usa spesso il termine con funzione puramente insultante o satirica per descrivere la depravazione della Roma imperiale (Epigrammi, IV, 17 "Lycine, irrumat aliquis").
Anche nei Priapea (raccolta anonima), genere di poesia dedicata al dio Priapo, il verbo è frequentissimo come minaccia rituale contro chi tenta di rubare nell'orto del dio.</ref>.'
Sed, quantum uideo, pari fuistis
Casu: nam nihilo minore uerpa<ref>Origine incerta, probabilmente derivante da una radice indoeuropea che indica "girare" o "curvare", riferita al membro virile privo di prepuzio (scoperto). Per estensione, indica il membro stesso in un contesto di violenza o volgarità.
Catullo dice a Veranio e Fabullo che sono stati "farciti" (usati) da una verpa (quella di Pisone) non meno grande di quella di Memmio. L'iperbole serve a sottolineare che il danno economico subito è paragonabile a una violenza fisica.
Altra occorrenza in Catullo è nel Carme 47, 4 citato indirettamente attraverso l'aggettivo verpus (circonciso/osceno) riferito ai favoriti di Pisone.
Il termine compare anche in Giovenale (Satira VI, 196): "quod enim non cessat verpa?". Giovenale lo usa per denunciare la lussuria sfrenata e l'uso del linguaggio osceno tra gli amanti nelle sue sferzanti satire contro i costumi romani.</ref>
Farti estis. Pete nobiles amicos.
At uobis mala multa di deaeque
Dent, opprobria Romuli Remique.
</poem>
|trad=
<poem>
Compagni di Pisone, coorte a mani vuote
con i vostri bagaglietti adatti e leggeri,
ottimo Veranio e tu, mio Fabullo,
che mi raccontate? Avete sopportato abbastanza freddo
e fame con quel buono a nulla?
Compare forse nei registri qualche piccolo guadagno
segnato come uscita, come è successo a me, che avendo seguito
il mio pretore, riporto un "dato" al posto del guadagno?
"O Memmio, per bene e a lungo, mentre ero supino,
mi hai fregato con tutto quel tuo palo, senza fretta".
Ma, per quanto vedo, siete stati in una situazione
simile: infatti siete stati riempiti da un membro
per nulla più piccolo. Cercate pure amici nobili!
Ma a voi gli dei e le dee diano molti malanni,
vergogne della stirpe di Romolo e Remo.
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/28|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
Il genere della poesia: il componimento appartiene al genere del giambo (per spirito e aggressività) e della poesia d'occasione (tipica dei poetae novi). Sebbene rientri nella produzione lirica per l'uso della prima persona e l'espressione di sentimenti soggettivi, il contenuto è marcatamente invettiva (o satira personale).
La metrica della poesia: il componimento è scritto in endecasillabi faleci, il metro prediletto da Catullo per i carmi brevi. È un ritmo rapido e incalzante, perfetto per il tono colloquiale e polemico dell'invettiva.
Le figure retoriche della poesia:
Apostrofe: "Verani optime tuque mi Fabulle" (v. 3). Serve a stabilire un contatto affettivo immediato con i destinatari.
Metafora sessuale (Iperbole): "irrumasti" (v. 10) e "verpa / farti estis" (vv. 12-13). Il potere politico e lo sfruttamento economico sono rappresentati come violenza fisica e sessuale per enfatizzare l'umiliazione subita.
Ironia / Sarcasmo: "pari fuistis / casu" (vv. 11-12). Catullo usa il concetto di "sorte comune" per deridere amaramente la sfortuna condivisa.
Domande retoriche: "Quid rerum geritis? Satisne... tulistis?" (vv. 4-5). Danno dinamismo al testo, simulando un dialogo reale.
Metonimia: "tabulis" (v. 6), i registri contabili usati per indicare l'intera gestione economica della missione.
Ossimoro/Antitesi: "datum lucello" (v. 8). Il "dato" (perdita) che occupa il posto del "guadagno".
Il lessico è un mix sapiente di:
Sermo cotidianus (linguaggio parlato): termini come vappa (vino svaporato), lucello (diminutivo affettivo/ironico), farti estis (farciti/riempiti).
Linguaggio tecnico-contabile: tabulis, expensum, refero, gerere res. Serve a parodiare l'amministrazione burocratica delle province.
Linguaggio osceno (scabrosità): irrumasti, verpa. Usato per degradare i potenti al livello più basso della moralità.
Il tono è aspro, sarcastico e aggressivo. Nonostante l'affetto per gli amici, il componimento è dominato da una rabbia virulenta contro l'ingiustizia.
Non troviamo amore o malinconia, bensì:
Sdegno e Rabbia: verso i governatori corrotti.
Cameratismo/Solidarietà: verso Veranio e Fabullo, "compagni di sventura".
Amarezza: per il fallimento delle aspettative sociali e professionali.
Lo stato d'animo è di partecipazione totale unita a una disincantata ironia. Catullo non osserva il mondo con distacco; si sente vittima insieme ai suoi amici. La sua riflessione è cruda: il sistema dei "nobili amici" è una trappola.
Questo mix emotivo si traduce in uno stile frastagliato e violento. La sintesi tra l'affetto (diminutivi come sarcinulis) e l'insulto brutale crea un contrasto stridente che riflette la tensione del poeta tra il desiderio di una vita raffinata e la realtà volgare del potere.
Riferimenti letterari della poesia:
Archiloco e Ipponatte: per la tradizione dell'invettiva greca e l'uso del linguaggio "basso" per colpire i nemici.
Callimaco: per la cura della forma (il labor limae) anche in testi apparentemente "spontanei" e volgari.
Tradizione romana della satira: il riferimento finale a Romolo e Remo (opprobria Romuli Remique) ancora il carme alla realtà morale e civile di Roma, richiamando il senso di vergogna per la decadenza dei costumi.
==Sintesi della poesia==
Catullo si rivolge a Veranio e Fabullo, appena tornati dalla missione in Macedonia al seguito del governatore Pisone. Il poeta nota i loro bagagli leggeri (segno di povertà) e chiede ironicamente se abbiano patito la fame e il freddo. Paragona poi la loro sorte alla propria esperienza in Bitinia con il pretore Memmio: sia Catullo che i suoi due amici sono stati "usati" e ingannati dai loro superiori, rimanendo a tasche vuote. Il carme si chiude con una violenta maledizione contro i due governatori corrotti.
==Il tema==
Il tema centrale è la critica sociale e politica unita alla solidarietà tra amici.
Catullo denuncia il fallimento del sistema clientelare romano: i giovani che accompagnavano i magistrati nelle province sperando in un onesto guadagno venivano invece sfruttati e umiliati. Emerge il contrasto tra l'integrità dei poetae novi e la corruzione dei potenti.
Il sistema della clientela e l'istituto dell'amicitia costituivano il collante sociale della Roma repubblicana, basandosi sul concetto etico di fides (lealtà) e sulla reciprocità dei doveri (officia). Il loro fallimento, che Catullo denuncia con ferocia, segna il passaggio da un legame morale a una forma di parassitismo e sfruttamento, sintomo della crisi della nobilitas.
Nel modello ideale, il protettore (patronus) doveva garantire protezione legale e sostentamento, ricevendone in cambio prestigio e sostegno politico (salutatio, appoggio elettorale).
* Cicerone, De Officiis (I, 42-45):
"Videndum est primum, ne obsit benignitas et iis ipsis, quibus benigne videbitur fieri, et ceteris; deinde ne maior benignitas sit quam facultates; tum ut pro dignitate cuique tribuatur."
(="Bisogna in primo luogo badare che la beneficenza non nuoccia né a coloro stessi ai quali si parrà farla, né agli altri; poi, che essa non sia superiore alle proprie facoltà; infine, che sia dispensata a ciascuno secondo il merito.")
Cicerone stabilisce che l'aiuto deve basarsi sulla dignitas (il merito) del beneficiario, non sul mero capriccio.
Catullo ribalta questa visione. Il superiore (Memmio o Pisone) non protegge più, ma "divora" i collaboratori.
* Catullo, Carme 28, 14-15:
"At vobis mala multa di deaeque / dent, opprobria Romuli Remique."
Catullo definisce i potenti "vergogne della stirpe di Romolo", indicando che il loro comportamento non è solo un torto personale, ma un tradimento della storia morale di Roma. Lo sfruttamento (espresso dai verbi di violenza sessuale) sostituisce l'investimento sui giovani talenti della cohors.
Se Catullo vive la transizione, Giovenale (I-II sec. d.C.) descrive il sistema ormai collassato, dove il cliente è ridotto a mendicante e il patrono a un tiranno avaro.La trasformazione in parassitismo sembra pienamente compiuta.
* Giovenale, Satira V, 1-2; 108-109:
"Si te propositi nondum pudet atque eadem est mens, / ut bona summa putes aliena vivere quadra..." [...] "nemo vicinus haec a te, dicuntur enim haec / quae reges amicis donant."
(="Se ancora non ti vergogni del tuo modo di vivere e sei dell'idea che il bene supremo sia mangiare alla tavola altrui..." [...] "Nessuno si aspetta da te i regali che i re facevano agli amici.")
Giovenale usa il termine Rex (re/tiranno) al posto di Patronus, a sottolineare la fine della libertà e della reciprocità del rapporto.
Gli studi storici confermano che il declino della nobilitas passò proprio attraverso la monetizzazione di questi rapporti.
Richard P. Saller ("Personal Patronage under the Early Empire", Cambridge University Press, testo cardine sullo studio del patronato romano) dimostra che il sistema clientelare si basava su uno scambio di "beni materiali" contro "beni immateriali" (onore). Quando l'onore smise di essere una moneta valida per la nobiltà, il sistema divenne puro sfruttamento.
"The vocabulary of friendship (amicitia) often masked the reality of unequal patronage, but when the moral obligation of gratia disappeared, the relationship became exploitative."
Traina, nel suo Poeti latini (e neolatini), evidenzia come Catullo sia il primo a denunciare la "prostituzione" dell'amicizia.
Per Catullo, la fides è un valore privato che i politici hanno tradito. Il "tradimento" di Memmio non è solo economico, è la rottura di un patto sacro che rendeva Roma civile.
Il sistema fallisce quando la Liberalitas (la generosità del nobile) diventa Avaritia. Catullo, con i suoi diminutivi (come lucellum) e le sue iperboli oscene, non fa che mettere a nudo questa "carie" sociale: i nobili romani sono diventati degli irrumatores (predatori) e i loro amici sono stati degradati a merce di scambio.
==Il messaggio ==
Il messaggio è un amaro avvertimento contro l'ambizione legata ai "nobili amici" (i potenti). Catullo mette in guardia sulla vacuità delle promesse di carriera politica: i protettori (Pisone e Memmio) non sono guide autorevoli, ma parassiti che calpestano la dignità dei loro collaboratori. La vera nobiltà risiede nel legame d'amicizia tra pari, non nel servizio ai potenti.
[[Categoria:Carmina (Catullo)]]
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{{Carmina (Catullo)}}
== Testo ==
{{Carmina (Catullo)/TestoOriginale|
<poem>
Pisonis<ref>Si tratta quasi certamente di Pisone Cesonino (suocero di Giulio Cesare), console nel 58 a.C. e acerrimo nemico di Cicerone.
Veranio e Fabullo servirono sotto di lui in Macedonia nello stesso periodo (57-55 a.C.) in cui Catullo era in Bitinia. La loro sorte fu identica a quella del poeta.
Pisone è descritto come un uomo grezzo e avaro. Invece di banchettare con i suoi amici colti e onesti (Veranio e Fabullo), preferiva la compagnia di sgherri e parassiti di basso livello, lasciando i due amici al freddo e alla fame.
Nel Carme 28 Catullo lo definisce "Vappa" (vino svaporato, quindi uomo da nulla) e accusa lui e Memmio di essere le "vergogne della stirpe di Romolo".
Nel Carme 47 Catullo denuncia che, mentre i parassiti di Pisone (Porcio e Socrazione) godono di lauti banchetti, i suoi amici Veranio e Fabullo sono costretti a cercare inviti a cena per strada.</ref> comites, cohors inanis
Aptis sarcinulis et expeditis,
Verani optime tuque mi Fabulle,
Quid rerum geritis? Satisne cum isto
Vappa<ref>Indica propriamente il vino che è diventato aceto, che ha perso il suo sapore e le sue proprietà (vino "svaporato"). Figuratamente, indica un uomo senza valore, un fannullone o un individuo moralmente corrotto.
Riferito a Pisone, Catullo non usa un termine violento, ma un termine di disprezzo che colpisce l'inutilità e la mancanza di qualità del governatore: Pisone è come un vino andato a male. Vappa serve a sminuire l'autorità del superiore riducendolo a spazzatura sociale.
Il termine è presente anche in altri scrittori.
Orazio (Satire I, 1, 104): "Vappam ac nebulonem". Orazio accosta il termine a nebulo (fannullone), usandolo per descrivere chi dissipa il patrimonio in modo stupido e senza dignità.
Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, XIV, 125): Lo usa nel suo significato tecnico enologico per descrivere il vino deteriorato, fornendo la base reale per la metafora catulliana.</ref> frigoraque et famem tulistis?
Ecquidnam in tabulis patet lucelli
Expensum, ut mihi, qui meum secutus
Praetorem refero datum lucello,
'O Memmi<ref>Memmio era un uomo politico di cultura (a lui Lucrezio dedicò il De Rerum Natura), ma Catullo lo descrive come un amministratore cinico e volgare.
Catullo seguì Memmio in Bitinia (Asia Minore) nel 57 a.C., sperando di risanare le proprie finanze dopo le spese sostenute a Roma. Tuttavia, la missione fu un fallimento economico totale per il poeta.
Memmio viene accusato di non aver minimamente favorito i suoi collaboratori (cohors), tenendo per sé ogni guadagno e trattando i giovani del seguito con disprezzo.
Nel Carme 10 Catullo ammette apertamente che in Bitinia non c'era nulla "che potesse servire alla coorte" per arricchirsi, soprattutto a causa di un "pretor irrumator" (un pretore spregevole) che non teneva in alcun conto il suo seguito.
Nel Carme 28 Catullo usa l'immagine violentissima della violenza sessuale (irrumasti) per descrivere metaforicamente lo sfruttamento subito. Memmio è il "palo" (trabs) che ha umiliato il poeta, lasciandolo "supino" e impotente</ref>, bene me ac diu supinum
Tota ista trabe lentus irrumasti<ref>Deriva da in + ruma (mammella, intesa qui come capezzolo o parte da succhiare). Originariamente indicava l'atto di spingere il membro nella bocca altrui. Nel gergo dell'invettiva, rappresenta l'atto supremo di dominio e umiliazione di un superiore su un inferiore. Catullo accusa Memmio di averlo sfruttato in Bitinia. L'immagine è quella del poeta "supino" (impotente) "fregato" dal potere del pretore.
Lo stesso verbo compare anche in Carme 16, 1: "Pedicabo ego vos et irrumabo". È il celebre attacco contro i critici Aurelio e Furio. Qui il verbo è usato come minaccia iperbolica per difendere la propria virilità e la propria arte.
Tra gli altri scrittori Marziale usa spesso il termine con funzione puramente insultante o satirica per descrivere la depravazione della Roma imperiale (Epigrammi, IV, 17 "Lycine, irrumat aliquis").
Anche nei Priapea (raccolta anonima), genere di poesia dedicata al dio Priapo, il verbo è frequentissimo come minaccia rituale contro chi tenta di rubare nell'orto del dio.</ref>.'
Sed, quantum uideo, pari fuistis
Casu: nam nihilo minore uerpa<ref>Origine incerta, probabilmente derivante da una radice indoeuropea che indica "girare" o "curvare", riferita al membro virile privo di prepuzio (scoperto). Per estensione, indica il membro stesso in un contesto di violenza o volgarità.
Catullo dice a Veranio e Fabullo che sono stati "farciti" (usati) da una verpa (quella di Pisone) non meno grande di quella di Memmio. L'iperbole serve a sottolineare che il danno economico subito è paragonabile a una violenza fisica.
Altra occorrenza in Catullo è nel Carme 47, 4 citato indirettamente attraverso l'aggettivo verpus (circonciso/osceno) riferito ai favoriti di Pisone.
Il termine compare anche in Giovenale (Satira VI, 196): "quod enim non cessat verpa?". Giovenale lo usa per denunciare la lussuria sfrenata e l'uso del linguaggio osceno tra gli amanti nelle sue sferzanti satire contro i costumi romani.</ref>
Farti estis. Pete nobiles amicos.
At uobis mala multa di deaeque
Dent, opprobria Romuli Remique.
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Compagni di Pisone, coorte a mani vuote
con i vostri bagaglietti adatti e leggeri,
ottimo Veranio e tu, mio Fabullo,
che mi raccontate? Avete sopportato abbastanza freddo
e fame con quel buono a nulla?
Compare forse nei registri qualche piccolo guadagno
segnato come uscita, come è successo a me, che avendo seguito
il mio pretore, riporto un "dato" al posto del guadagno?
"O Memmio, per bene e a lungo, mentre ero supino,
mi hai fregato con tutto quel tuo palo, senza fretta".
Ma, per quanto vedo, siete stati in una situazione
simile: infatti siete stati riempiti da un membro
per nulla più piccolo. Cercate pure amici nobili!
Ma a voi gli dei e le dee diano molti malanni,
vergogne della stirpe di Romolo e Remo.
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==Analisi stilistica==
Il genere della poesia: il componimento appartiene al genere del giambo (per spirito e aggressività) e della poesia d'occasione (tipica dei poetae novi). Sebbene rientri nella produzione lirica per l'uso della prima persona e l'espressione di sentimenti soggettivi, il contenuto è marcatamente invettiva (o satira personale).
La metrica della poesia: il componimento è scritto in endecasillabi faleci, il metro prediletto da Catullo per i carmi brevi. È un ritmo rapido e incalzante, perfetto per il tono colloquiale e polemico dell'invettiva.
Le figure retoriche della poesia:
Apostrofe: "Verani optime tuque mi Fabulle" (v. 3). Serve a stabilire un contatto affettivo immediato con i destinatari.
Metafora sessuale (Iperbole): "irrumasti" (v. 10) e "verpa / farti estis" (vv. 12-13). Il potere politico e lo sfruttamento economico sono rappresentati come violenza fisica e sessuale per enfatizzare l'umiliazione subita.
Ironia / Sarcasmo: "pari fuistis / casu" (vv. 11-12). Catullo usa il concetto di "sorte comune" per deridere amaramente la sfortuna condivisa.
Domande retoriche: "Quid rerum geritis? Satisne... tulistis?" (vv. 4-5). Danno dinamismo al testo, simulando un dialogo reale.
Metonimia: "tabulis" (v. 6), i registri contabili usati per indicare l'intera gestione economica della missione.
Ossimoro/Antitesi: "datum lucello" (v. 8). Il "dato" (perdita) che occupa il posto del "guadagno".
Il lessico è un mix sapiente di:
Sermo cotidianus (linguaggio parlato): termini come vappa (vino svaporato), lucello (diminutivo affettivo/ironico), farti estis (farciti/riempiti).
Linguaggio tecnico-contabile: tabulis, expensum, refero, gerere res. Serve a parodiare l'amministrazione burocratica delle province.
Linguaggio osceno (scabrosità): irrumasti, verpa. Usato per degradare i potenti al livello più basso della moralità.
Il tono è aspro, sarcastico e aggressivo. Nonostante l'affetto per gli amici, il componimento è dominato da una rabbia virulenta contro l'ingiustizia.
Non troviamo amore o malinconia, bensì:
Sdegno e Rabbia: verso i governatori corrotti.
Cameratismo/Solidarietà: verso Veranio e Fabullo, "compagni di sventura".
Amarezza: per il fallimento delle aspettative sociali e professionali.
Lo stato d'animo è di partecipazione totale unita a una disincantata ironia. Catullo non osserva il mondo con distacco; si sente vittima insieme ai suoi amici. La sua riflessione è cruda: il sistema dei "nobili amici" è una trappola.
Questo mix emotivo si traduce in uno stile frastagliato e violento. La sintesi tra l'affetto (diminutivi come sarcinulis) e l'insulto brutale crea un contrasto stridente che riflette la tensione del poeta tra il desiderio di una vita raffinata e la realtà volgare del potere.
Riferimenti letterari della poesia:
Archiloco e Ipponatte: per la tradizione dell'invettiva greca e l'uso del linguaggio "basso" per colpire i nemici.
Callimaco: per la cura della forma (il labor limae) anche in testi apparentemente "spontanei" e volgari.
Tradizione romana della satira: il riferimento finale a Romolo e Remo (opprobria Romuli Remique) ancora il carme alla realtà morale e civile di Roma, richiamando il senso di vergogna per la decadenza dei costumi.
==Sintesi della poesia==
Catullo si rivolge a Veranio e Fabullo, appena tornati dalla missione in Macedonia al seguito del governatore Pisone. Il poeta nota i loro bagagli leggeri (segno di povertà) e chiede ironicamente se abbiano patito la fame e il freddo. Paragona poi la loro sorte alla propria esperienza in Bitinia con il pretore Memmio: sia Catullo che i suoi due amici sono stati "usati" e ingannati dai loro superiori, rimanendo a tasche vuote. Il carme si chiude con una violenta maledizione contro i due governatori corrotti.
==Il tema==
Il tema centrale è la critica sociale e politica unita alla solidarietà tra amici.
Catullo denuncia il fallimento del sistema clientelare romano: i giovani che accompagnavano i magistrati nelle province sperando in un onesto guadagno venivano invece sfruttati e umiliati. Emerge il contrasto tra l'integrità dei poetae novi e la corruzione dei potenti.
Il sistema della clientela e l'istituto dell'amicitia costituivano il collante sociale della Roma repubblicana, basandosi sul concetto etico di fides (lealtà) e sulla reciprocità dei doveri (officia). Il loro fallimento, che Catullo denuncia con ferocia, segna il passaggio da un legame morale a una forma di parassitismo e sfruttamento, sintomo della crisi della nobilitas.
Nel modello ideale, il protettore (patronus) doveva garantire protezione legale e sostentamento, ricevendone in cambio prestigio e sostegno politico (salutatio, appoggio elettorale).
* Cicerone, De Officiis (I, 42-45):
"Videndum est primum, ne obsit benignitas et iis ipsis, quibus benigne videbitur fieri, et ceteris; deinde ne maior benignitas sit quam facultates; tum ut pro dignitate cuique tribuatur."
(="Bisogna in primo luogo badare che la beneficenza non nuoccia né a coloro stessi ai quali si parrà farla, né agli altri; poi, che essa non sia superiore alle proprie facoltà; infine, che sia dispensata a ciascuno secondo il merito.")
Cicerone stabilisce che l'aiuto deve basarsi sulla dignitas (il merito) del beneficiario, non sul mero capriccio.
Catullo ribalta questa visione. Il superiore (Memmio o Pisone) non protegge più, ma "divora" i collaboratori.
* Catullo, Carme 28, 14-15:
"At vobis mala multa di deaeque / dent, opprobria Romuli Remique."
Catullo definisce i potenti "vergogne della stirpe di Romolo", indicando che il loro comportamento non è solo un torto personale, ma un tradimento della storia morale di Roma. Lo sfruttamento (espresso dai verbi di violenza sessuale) sostituisce l'investimento sui giovani talenti della cohors.
Se Catullo vive la transizione, Giovenale (I-II sec. d.C.) descrive il sistema ormai collassato, dove il cliente è ridotto a mendicante e il patrono a un tiranno avaro.La trasformazione in parassitismo sembra pienamente compiuta.
* Giovenale, Satira V, 1-2; 108-109:
"Si te propositi nondum pudet atque eadem est mens, / ut bona summa putes aliena vivere quadra..." [...] "nemo vicinus haec a te, dicuntur enim haec / quae reges amicis donant."
(="Se ancora non ti vergogni del tuo modo di vivere e sei dell'idea che il bene supremo sia mangiare alla tavola altrui..." [...] "Nessuno si aspetta da te i regali che i re facevano agli amici.")
Giovenale usa il termine Rex (re/tiranno) al posto di Patronus, a sottolineare la fine della libertà e della reciprocità del rapporto.
Gli studi storici confermano che il declino della nobilitas passò proprio attraverso la monetizzazione di questi rapporti.
Richard P. Saller ("Personal Patronage under the Early Empire", Cambridge University Press, testo cardine sullo studio del patronato romano) dimostra che il sistema clientelare si basava su uno scambio di "beni materiali" contro "beni immateriali" (onore). Quando l'onore smise di essere una moneta valida per la nobiltà, il sistema divenne puro sfruttamento.
"The vocabulary of friendship (amicitia) often masked the reality of unequal patronage, but when the moral obligation of gratia disappeared, the relationship became exploitative."
Traina, nel suo Poeti latini (e neolatini), evidenzia come Catullo sia il primo a denunciare la "prostituzione" dell'amicizia.
Per Catullo, la fides è un valore privato che i politici hanno tradito. Il "tradimento" di Memmio non è solo economico, è la rottura di un patto sacro che rendeva Roma civile.
Il sistema fallisce quando la Liberalitas (la generosità del nobile) diventa Avaritia. Catullo, con i suoi diminutivi (come lucellum) e le sue iperboli oscene, non fa che mettere a nudo questa "carie" sociale: i nobili romani sono diventati degli irrumatores (predatori) e i loro amici sono stati degradati a merce di scambio.
==Il messaggio ==
Il messaggio è un amaro avvertimento contro l'ambizione legata ai "nobili amici" (i potenti). Catullo mette in guardia sulla vacuità delle promesse di carriera politica: i protettori (Pisone e Memmio) non sono guide autorevoli, ma parassiti che calpestano la dignità dei loro collaboratori. La vera nobiltà risiede nel legame d'amicizia tra pari, non nel servizio ai potenti.
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{{Carmina (Catullo)/TestoOriginale|
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Pisonis<ref>Si tratta quasi certamente di Pisone Cesonino (suocero di Giulio Cesare), console nel 58 a.C. e acerrimo nemico di Cicerone.
Veranio e Fabullo servirono sotto di lui in Macedonia nello stesso periodo (57-55 a.C.) in cui Catullo era in Bitinia. La loro sorte fu identica a quella del poeta.
Pisone è descritto come un uomo grezzo e avaro. Invece di banchettare con i suoi amici colti e onesti (Veranio e Fabullo), preferiva la compagnia di sgherri e parassiti di basso livello, lasciando i due amici al freddo e alla fame.
Nel Carme 28 Catullo lo definisce "Vappa" (vino svaporato, quindi uomo da nulla) e accusa lui e Memmio di essere le "vergogne della stirpe di Romolo".
Nel Carme 47 Catullo denuncia che, mentre i parassiti di Pisone (Porcio e Socrazione) godono di lauti banchetti, i suoi amici Veranio e Fabullo sono costretti a cercare inviti a cena per strada.</ref> comites, cohors inanis
Aptis sarcinulis et expeditis,
Verani optime tuque mi Fabulle,
Quid rerum geritis? Satisne cum isto
Vappa<ref>Indica propriamente il vino che è diventato aceto, che ha perso il suo sapore e le sue proprietà (vino "svaporato"). Figuratamente, indica un uomo senza valore, un fannullone o un individuo moralmente corrotto.
Riferito a Pisone, Catullo non usa un termine violento, ma un termine di disprezzo che colpisce l'inutilità e la mancanza di qualità del governatore: Pisone è come un vino andato a male. Vappa serve a sminuire l'autorità del superiore riducendolo a spazzatura sociale.
Il termine è presente anche in altri scrittori.
Orazio (Satire I, 1, 104): "Vappam ac nebulonem". Orazio accosta il termine a nebulo (fannullone), usandolo per descrivere chi dissipa il patrimonio in modo stupido e senza dignità.
Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, XIV, 125): Lo usa nel suo significato tecnico enologico per descrivere il vino deteriorato, fornendo la base reale per la metafora catulliana.</ref> frigoraque et famem tulistis?
Ecquidnam in tabulis<ref>Dal termine tabula (tavola di legno), indicava le tavolette cerate su cui si scriveva. In ambito pubblico erano le tabulae accepti et expensi (registri delle entrate e delle uscite).
Oltre al Carme 28, il termine compare nel Carme 5, 10 (ne sciamus... conturbabimus illa), dove il poeta parla scherzosamente di "rimescolare i conti" dei baci per non farli contare agli invidiosi.
Cicerone ne fa un uso massiccio nelle orazioni (es. Pro Roscio Comoedo), distinguendo tra il codex (registro definitivo) e le tabulae (appunti quotidiani).
In greco si trova il termine pínakes (πίνακες), usato già da Omero per segni scritti, ma assume valore contabile-burocratico in epoca ellenistica (Papiri) e negli storici come Polibio.</ref> patet lucelli<ref>Diminutivo di lucrum (guadagno). L'uso del diminutivo ha qui una valenza ironica e sprezzante: il "piccolo sporco guadagno".
È un hapax (compare solo qui) nell'opera catulliana.
Compare in Cicerone (Verrine) per descrivere i piccoli profitti illeciti di funzionari corrotti, e in Orazio (Epistole).
Il greco utilizza il diminutivo kerdỳllion (κερδύλλιον), da kérdos (guadagno), con la medesima sfumatura ironica che ritroviamo nella commedia di Aristofane.</ref>
Expensum<ref>Participio passato di expendere (ex + pendere, pesare fuori), riferito all'atto di pesare il metallo per pagare. Indica il denaro uscito.
Nel Carme 28 indica l'amara constatazione che non c'è guadagno, ma solo perdite.
Frequente in Plauto (es. Mostellaria), dove il linguaggio mercantile è tipico dei servi furbi o dei lenoni.
In greco corrisponde al concetto di anàloma (ἀνάλωμα), termine tecnico per le spese pubbliche e private che compare costantemente nelle epigrafi attiche del V secolo a.C.</ref>, ut mihi, qui meum secutus
Praetorem refero<ref>Refero (v. 8)
Etimologia: Da re-fero (portare indietro), nel linguaggio contabile significa "iscrivere a bilancio" o "registrare una partita".
Occorrenze in Catullo: Qui è usato nell'espressione refero datum (registro come "dato", cioè perdita).
Altri autori latini: Termine tecnico standard per i magistrati. Livio e Tacito lo usano per la registrazione degli atti al Senato (referre ad senatum).
Precedenti: In greco si usa anaghègraphain (ἀναγράφειν), scrivere sopra o registrare pubblicamente su pietra o bronzo i conti dello Stato.</ref> datum lucello,
'O Memmi<ref>Memmio era un uomo politico di cultura (a lui Lucrezio dedicò il De Rerum Natura), ma Catullo lo descrive come un amministratore cinico e volgare.
Catullo seguì Memmio in Bitinia (Asia Minore) nel 57 a.C., sperando di risanare le proprie finanze dopo le spese sostenute a Roma. Tuttavia, la missione fu un fallimento economico totale per il poeta.
Memmio viene accusato di non aver minimamente favorito i suoi collaboratori (cohors), tenendo per sé ogni guadagno e trattando i giovani del seguito con disprezzo.
Nel Carme 10 Catullo ammette apertamente che in Bitinia non c'era nulla "che potesse servire alla coorte" per arricchirsi, soprattutto a causa di un "pretor irrumator" (un pretore spregevole) che non teneva in alcun conto il suo seguito.
Nel Carme 28 Catullo usa l'immagine violentissima della violenza sessuale (irrumasti) per descrivere metaforicamente lo sfruttamento subito. Memmio è il "palo" (trabs) che ha umiliato il poeta, lasciandolo "supino" e impotente</ref>, bene me ac diu supinum
Tota ista trabe lentus irrumasti<ref>Deriva da in + ruma (mammella, intesa qui come capezzolo o parte da succhiare). Originariamente indicava l'atto di spingere il membro nella bocca altrui. Nel gergo dell'invettiva, rappresenta l'atto supremo di dominio e umiliazione di un superiore su un inferiore. Catullo accusa Memmio di averlo sfruttato in Bitinia. L'immagine è quella del poeta "supino" (impotente) "fregato" dal potere del pretore.
Lo stesso verbo compare anche in Carme 16, 1: "Pedicabo ego vos et irrumabo". È il celebre attacco contro i critici Aurelio e Furio. Qui il verbo è usato come minaccia iperbolica per difendere la propria virilità e la propria arte.
Tra gli altri scrittori Marziale usa spesso il termine con funzione puramente insultante o satirica per descrivere la depravazione della Roma imperiale (Epigrammi, IV, 17 "Lycine, irrumat aliquis").
Anche nei Priapea (raccolta anonima), genere di poesia dedicata al dio Priapo, il verbo è frequentissimo come minaccia rituale contro chi tenta di rubare nell'orto del dio.</ref>.'
Sed, quantum uideo, pari fuistis
Casu: nam nihilo minore uerpa<ref>Origine incerta, probabilmente derivante da una radice indoeuropea che indica "girare" o "curvare", riferita al membro virile privo di prepuzio (scoperto). Per estensione, indica il membro stesso in un contesto di violenza o volgarità.
Catullo dice a Veranio e Fabullo che sono stati "farciti" (usati) da una verpa (quella di Pisone) non meno grande di quella di Memmio. L'iperbole serve a sottolineare che il danno economico subito è paragonabile a una violenza fisica.
Altra occorrenza in Catullo è nel Carme 47, 4 citato indirettamente attraverso l'aggettivo verpus (circonciso/osceno) riferito ai favoriti di Pisone.
Il termine compare anche in Giovenale (Satira VI, 196): "quod enim non cessat verpa?". Giovenale lo usa per denunciare la lussuria sfrenata e l'uso del linguaggio osceno tra gli amanti nelle sue sferzanti satire contro i costumi romani.</ref>
Farti estis. Pete nobiles amicos.
At uobis mala multa di deaeque
Dent, opprobria Romuli Remique.
</poem>
|trad=
<poem>
Compagni di Pisone, coorte a mani vuote
con i vostri bagaglietti adatti e leggeri,
ottimo Veranio e tu, mio Fabullo,
che mi raccontate? Avete sopportato abbastanza freddo
e fame con quel buono a nulla?
Compare forse nei registri qualche piccolo guadagno
segnato come uscita, come è successo a me, che avendo seguito
il mio pretore, riporto un "dato" al posto del guadagno?
"O Memmio, per bene e a lungo, mentre ero supino,
mi hai fregato con tutto quel tuo palo, senza fretta".
Ma, per quanto vedo, siete stati in una situazione
simile: infatti siete stati riempiti da un membro
per nulla più piccolo. Cercate pure amici nobili!
Ma a voi gli dei e le dee diano molti malanni,
vergogne della stirpe di Romolo e Remo.
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/28|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
Il genere della poesia: il componimento appartiene al genere del giambo (per spirito e aggressività) e della poesia d'occasione (tipica dei poetae novi). Sebbene rientri nella produzione lirica per l'uso della prima persona e l'espressione di sentimenti soggettivi, il contenuto è marcatamente invettiva (o satira personale).
La metrica della poesia: il componimento è scritto in endecasillabi faleci, il metro prediletto da Catullo per i carmi brevi. È un ritmo rapido e incalzante, perfetto per il tono colloquiale e polemico dell'invettiva.
Le figure retoriche della poesia:
Apostrofe: "Verani optime tuque mi Fabulle" (v. 3). Serve a stabilire un contatto affettivo immediato con i destinatari.
Metafora sessuale (Iperbole): "irrumasti" (v. 10) e "verpa / farti estis" (vv. 12-13). Il potere politico e lo sfruttamento economico sono rappresentati come violenza fisica e sessuale per enfatizzare l'umiliazione subita.
Ironia / Sarcasmo: "pari fuistis / casu" (vv. 11-12). Catullo usa il concetto di "sorte comune" per deridere amaramente la sfortuna condivisa.
Domande retoriche: "Quid rerum geritis? Satisne... tulistis?" (vv. 4-5). Danno dinamismo al testo, simulando un dialogo reale.
Metonimia: "tabulis" (v. 6), i registri contabili usati per indicare l'intera gestione economica della missione.
Ossimoro/Antitesi: "datum lucello" (v. 8). Il "dato" (perdita) che occupa il posto del "guadagno".
Il lessico è un mix sapiente di:
Sermo cotidianus (linguaggio parlato): termini come vappa (vino svaporato), lucello (diminutivo affettivo/ironico), farti estis (farciti/riempiti).
Linguaggio tecnico-contabile: tabulis, expensum, refero, gerere res. Serve a parodiare l'amministrazione burocratica delle province.
Linguaggio osceno (scabrosità): irrumasti, verpa. Usato per degradare i potenti al livello più basso della moralità.
Il tono è aspro, sarcastico e aggressivo. Nonostante l'affetto per gli amici, il componimento è dominato da una rabbia virulenta contro l'ingiustizia.
Non troviamo amore o malinconia, bensì:
Sdegno e Rabbia: verso i governatori corrotti.
Cameratismo/Solidarietà: verso Veranio e Fabullo, "compagni di sventura".
Amarezza: per il fallimento delle aspettative sociali e professionali.
Lo stato d'animo è di partecipazione totale unita a una disincantata ironia. Catullo non osserva il mondo con distacco; si sente vittima insieme ai suoi amici. La sua riflessione è cruda: il sistema dei "nobili amici" è una trappola.
Questo mix emotivo si traduce in uno stile frastagliato e violento. La sintesi tra l'affetto (diminutivi come sarcinulis) e l'insulto brutale crea un contrasto stridente che riflette la tensione del poeta tra il desiderio di una vita raffinata e la realtà volgare del potere.
Riferimenti letterari della poesia:
Archiloco e Ipponatte: per la tradizione dell'invettiva greca e l'uso del linguaggio "basso" per colpire i nemici.
Callimaco: per la cura della forma (il labor limae) anche in testi apparentemente "spontanei" e volgari.
Tradizione romana della satira: il riferimento finale a Romolo e Remo (opprobria Romuli Remique) ancora il carme alla realtà morale e civile di Roma, richiamando il senso di vergogna per la decadenza dei costumi.
==Sintesi della poesia==
Catullo si rivolge a Veranio e Fabullo, appena tornati dalla missione in Macedonia al seguito del governatore Pisone. Il poeta nota i loro bagagli leggeri (segno di povertà) e chiede ironicamente se abbiano patito la fame e il freddo. Paragona poi la loro sorte alla propria esperienza in Bitinia con il pretore Memmio: sia Catullo che i suoi due amici sono stati "usati" e ingannati dai loro superiori, rimanendo a tasche vuote. Il carme si chiude con una violenta maledizione contro i due governatori corrotti.
==Il tema==
Il tema centrale è la critica sociale e politica unita alla solidarietà tra amici.
Catullo denuncia il fallimento del sistema clientelare romano: i giovani che accompagnavano i magistrati nelle province sperando in un onesto guadagno venivano invece sfruttati e umiliati. Emerge il contrasto tra l'integrità dei poetae novi e la corruzione dei potenti.
Il sistema della clientela e l'istituto dell'amicitia costituivano il collante sociale della Roma repubblicana, basandosi sul concetto etico di fides (lealtà) e sulla reciprocità dei doveri (officia). Il loro fallimento, che Catullo denuncia con ferocia, segna il passaggio da un legame morale a una forma di parassitismo e sfruttamento, sintomo della crisi della nobilitas.
Nel modello ideale, il protettore (patronus) doveva garantire protezione legale e sostentamento, ricevendone in cambio prestigio e sostegno politico (salutatio, appoggio elettorale).
* Cicerone, De Officiis (I, 42-45):
"Videndum est primum, ne obsit benignitas et iis ipsis, quibus benigne videbitur fieri, et ceteris; deinde ne maior benignitas sit quam facultates; tum ut pro dignitate cuique tribuatur."
(="Bisogna in primo luogo badare che la beneficenza non nuoccia né a coloro stessi ai quali si parrà farla, né agli altri; poi, che essa non sia superiore alle proprie facoltà; infine, che sia dispensata a ciascuno secondo il merito.")
Cicerone stabilisce che l'aiuto deve basarsi sulla dignitas (il merito) del beneficiario, non sul mero capriccio.
Catullo ribalta questa visione. Il superiore (Memmio o Pisone) non protegge più, ma "divora" i collaboratori.
* Catullo, Carme 28, 14-15:
"At vobis mala multa di deaeque / dent, opprobria Romuli Remique."
Catullo definisce i potenti "vergogne della stirpe di Romolo", indicando che il loro comportamento non è solo un torto personale, ma un tradimento della storia morale di Roma. Lo sfruttamento (espresso dai verbi di violenza sessuale) sostituisce l'investimento sui giovani talenti della cohors.
Se Catullo vive la transizione, Giovenale (I-II sec. d.C.) descrive il sistema ormai collassato, dove il cliente è ridotto a mendicante e il patrono a un tiranno avaro.La trasformazione in parassitismo sembra pienamente compiuta.
* Giovenale, Satira V, 1-2; 108-109:
"Si te propositi nondum pudet atque eadem est mens, / ut bona summa putes aliena vivere quadra..." [...] "nemo vicinus haec a te, dicuntur enim haec / quae reges amicis donant."
(="Se ancora non ti vergogni del tuo modo di vivere e sei dell'idea che il bene supremo sia mangiare alla tavola altrui..." [...] "Nessuno si aspetta da te i regali che i re facevano agli amici.")
Giovenale usa il termine Rex (re/tiranno) al posto di Patronus, a sottolineare la fine della libertà e della reciprocità del rapporto.
Gli studi storici confermano che il declino della nobilitas passò proprio attraverso la monetizzazione di questi rapporti.
Richard P. Saller ("Personal Patronage under the Early Empire", Cambridge University Press, testo cardine sullo studio del patronato romano) dimostra che il sistema clientelare si basava su uno scambio di "beni materiali" contro "beni immateriali" (onore). Quando l'onore smise di essere una moneta valida per la nobiltà, il sistema divenne puro sfruttamento.
"The vocabulary of friendship (amicitia) often masked the reality of unequal patronage, but when the moral obligation of gratia disappeared, the relationship became exploitative."
Traina, nel suo Poeti latini (e neolatini), evidenzia come Catullo sia il primo a denunciare la "prostituzione" dell'amicizia.
Per Catullo, la fides è un valore privato che i politici hanno tradito. Il "tradimento" di Memmio non è solo economico, è la rottura di un patto sacro che rendeva Roma civile.
Il sistema fallisce quando la Liberalitas (la generosità del nobile) diventa Avaritia. Catullo, con i suoi diminutivi (come lucellum) e le sue iperboli oscene, non fa che mettere a nudo questa "carie" sociale: i nobili romani sono diventati degli irrumatores (predatori) e i loro amici sono stati degradati a merce di scambio.
==Il messaggio ==
Il messaggio è un amaro avvertimento contro l'ambizione legata ai "nobili amici" (i potenti). Catullo mette in guardia sulla vacuità delle promesse di carriera politica: i protettori (Pisone e Memmio) non sono guide autorevoli, ma parassiti che calpestano la dignità dei loro collaboratori. La vera nobiltà risiede nel legame d'amicizia tra pari, non nel servizio ai potenti.
[[Categoria:Carmina (Catullo)]]
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== Testo ==
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Pisonis<ref>Si tratta quasi certamente di Pisone Cesonino (suocero di Giulio Cesare), console nel 58 a.C. e acerrimo nemico di Cicerone.
Veranio e Fabullo servirono sotto di lui in Macedonia nello stesso periodo (57-55 a.C.) in cui Catullo era in Bitinia. La loro sorte fu identica a quella del poeta.
Pisone è descritto come un uomo grezzo e avaro. Invece di banchettare con i suoi amici colti e onesti (Veranio e Fabullo), preferiva la compagnia di sgherri e parassiti di basso livello, lasciando i due amici al freddo e alla fame.
Nel Carme 28 Catullo lo definisce "Vappa" (vino svaporato, quindi uomo da nulla) e accusa lui e Memmio di essere le "vergogne della stirpe di Romolo".
Nel Carme 47 Catullo denuncia che, mentre i parassiti di Pisone (Porcio e Socrazione) godono di lauti banchetti, i suoi amici Veranio e Fabullo sono costretti a cercare inviti a cena per strada.</ref> comites, cohors inanis
Aptis sarcinulis et expeditis,
Verani optime tuque mi Fabulle,
Quid rerum geritis? Satisne cum isto
Vappa<ref>Indica propriamente il vino che è diventato aceto, che ha perso il suo sapore e le sue proprietà (vino "svaporato"). Figuratamente, indica un uomo senza valore, un fannullone o un individuo moralmente corrotto.
Riferito a Pisone, Catullo non usa un termine violento, ma un termine di disprezzo che colpisce l'inutilità e la mancanza di qualità del governatore: Pisone è come un vino andato a male. Vappa serve a sminuire l'autorità del superiore riducendolo a spazzatura sociale.
Il termine è presente anche in altri scrittori.
Orazio (Satire I, 1, 104): "Vappam ac nebulonem". Orazio accosta il termine a nebulo (fannullone), usandolo per descrivere chi dissipa il patrimonio in modo stupido e senza dignità.
Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, XIV, 125): Lo usa nel suo significato tecnico enologico per descrivere il vino deteriorato, fornendo la base reale per la metafora catulliana.</ref> frigoraque et famem tulistis?
Ecquidnam in tabulis<ref>Dal termine tabula (tavola di legno), indicava le tavolette cerate su cui si scriveva. In ambito pubblico erano le tabulae accepti et expensi (registri delle entrate e delle uscite).
Oltre al Carme 28, il termine compare nel Carme 5, 10 (ne sciamus... conturbabimus illa), dove il poeta parla scherzosamente di "rimescolare i conti" dei baci per non farli contare agli invidiosi.
Cicerone ne fa un uso massiccio nelle orazioni (es. Pro Roscio Comoedo), distinguendo tra il codex (registro definitivo) e le tabulae (appunti quotidiani).
In greco si trova il termine pínakes (πίνακες), usato già da Omero per segni scritti, ma assume valore contabile-burocratico in epoca ellenistica (Papiri) e negli storici come Polibio.</ref> patet lucelli<ref>Diminutivo di lucrum (guadagno). L'uso del diminutivo ha qui una valenza ironica e sprezzante: il "piccolo sporco guadagno".
È un hapax (compare solo qui) nell'opera catulliana.
Compare in Cicerone (Verrine) per descrivere i piccoli profitti illeciti di funzionari corrotti, e in Orazio (Epistole).
Il greco utilizza il diminutivo kerdỳllion (κερδύλλιον), da kérdos (guadagno), con la medesima sfumatura ironica che ritroviamo nella commedia di Aristofane.</ref>
Expensum<ref>Participio passato di expendere (ex + pendere, pesare fuori), riferito all'atto di pesare il metallo per pagare. Indica il denaro uscito.
Nel Carme 28 indica l'amara constatazione che non c'è guadagno, ma solo perdite.
Frequente in Plauto (es. Mostellaria), dove il linguaggio mercantile è tipico dei servi furbi o dei lenoni.
In greco corrisponde al concetto di anàloma (ἀνάλωμα), termine tecnico per le spese pubbliche e private che compare costantemente nelle epigrafi attiche del V secolo a.C.</ref>, ut mihi, qui meum secutus
Praetorem refero<ref>Refero (v. 8)
Etimologia: Da re-fero (portare indietro), nel linguaggio contabile significa "iscrivere a bilancio" o "registrare una partita".
Occorrenze in Catullo: Qui è usato nell'espressione refero datum (registro come "dato", cioè perdita).
Altri autori latini: Termine tecnico standard per i magistrati. Livio e Tacito lo usano per la registrazione degli atti al Senato (referre ad senatum).
Precedenti: In greco si usa anaghègraphain (ἀναγράφειν), scrivere sopra o registrare pubblicamente su pietra o bronzo i conti dello Stato.</ref> datum lucello,
'O Memmi<ref>Memmio era un uomo politico di cultura (a lui Lucrezio dedicò il De Rerum Natura), ma Catullo lo descrive come un amministratore cinico e volgare.
Catullo seguì Memmio in Bitinia (Asia Minore) nel 57 a.C., sperando di risanare le proprie finanze dopo le spese sostenute a Roma. Tuttavia, la missione fu un fallimento economico totale per il poeta.
Memmio viene accusato di non aver minimamente favorito i suoi collaboratori (cohors), tenendo per sé ogni guadagno e trattando i giovani del seguito con disprezzo.
Nel Carme 10 Catullo ammette apertamente che in Bitinia non c'era nulla "che potesse servire alla coorte" per arricchirsi, soprattutto a causa di un "pretor irrumator" (un pretore spregevole) che non teneva in alcun conto il suo seguito.
Nel Carme 28 Catullo usa l'immagine violentissima della violenza sessuale (irrumasti) per descrivere metaforicamente lo sfruttamento subito. Memmio è il "palo" (trabs) che ha umiliato il poeta, lasciandolo "supino" e impotente</ref>, bene me ac diu supinum
Tota ista trabe lentus irrumasti<ref>Deriva da in + ruma (mammella, intesa qui come capezzolo o parte da succhiare). Originariamente indicava l'atto di spingere il membro nella bocca altrui. Nel gergo dell'invettiva, rappresenta l'atto supremo di dominio e umiliazione di un superiore su un inferiore. Catullo accusa Memmio di averlo sfruttato in Bitinia. L'immagine è quella del poeta "supino" (impotente) "fregato" dal potere del pretore.
Lo stesso verbo compare anche in Carme 16, 1: "Pedicabo ego vos et irrumabo". È il celebre attacco contro i critici Aurelio e Furio. Qui il verbo è usato come minaccia iperbolica per difendere la propria virilità e la propria arte.
Tra gli altri scrittori Marziale usa spesso il termine con funzione puramente insultante o satirica per descrivere la depravazione della Roma imperiale (Epigrammi, IV, 17 "Lycine, irrumat aliquis").
Anche nei Priapea (raccolta anonima), genere di poesia dedicata al dio Priapo, il verbo è frequentissimo come minaccia rituale contro chi tenta di rubare nell'orto del dio.</ref>.'
Sed, quantum uideo, pari fuistis
Casu: nam nihilo minore uerpa<ref>Origine incerta, probabilmente derivante da una radice indoeuropea che indica "girare" o "curvare", riferita al membro virile privo di prepuzio (scoperto). Per estensione, indica il membro stesso in un contesto di violenza o volgarità.
Catullo dice a Veranio e Fabullo che sono stati "farciti" (usati) da una verpa (quella di Pisone) non meno grande di quella di Memmio. L'iperbole serve a sottolineare che il danno economico subito è paragonabile a una violenza fisica.
Altra occorrenza in Catullo è nel Carme 47, 4 citato indirettamente attraverso l'aggettivo verpus (circonciso/osceno) riferito ai favoriti di Pisone.
Il termine compare anche in Giovenale (Satira VI, 196): "quod enim non cessat verpa?". Giovenale lo usa per denunciare la lussuria sfrenata e l'uso del linguaggio osceno tra gli amanti nelle sue sferzanti satire contro i costumi romani.</ref>
Farti estis. Pete nobiles amicos.
At uobis mala multa di deaeque
Dent, opprobria Romuli Remique.
</poem>
|trad=
<poem>
Compagni di Pisone, coorte a mani vuote
con i vostri bagaglietti adatti e leggeri,
ottimo Veranio e tu, mio Fabullo,
che mi raccontate? Avete sopportato abbastanza freddo
e fame con quel buono a nulla?
Compare forse nei registri qualche piccolo guadagno
segnato come uscita, come è successo a me, che avendo seguito
il mio pretore, riporto un "dato" al posto del guadagno?
"O Memmio, per bene e a lungo, mentre ero supino,
mi hai fregato con tutto quel tuo palo, senza fretta".
Ma, per quanto vedo, siete stati in una situazione
simile: infatti siete stati riempiti da un membro
per nulla più piccolo. Cercate pure amici nobili!
Ma a voi gli dei e le dee diano molti malanni,
vergogne della stirpe di Romolo e Remo.
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/28|→ Wikisource]]
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==Analisi stilistica==
Il genere della poesia: il componimento appartiene al genere del giambo (per spirito e aggressività) e della poesia d'occasione (tipica dei poetae novi). Sebbene rientri nella produzione lirica per l'uso della prima persona e l'espressione di sentimenti soggettivi, il contenuto è marcatamente invettiva (o satira personale).
La metrica della poesia: il componimento è scritto in endecasillabi faleci, il metro prediletto da Catullo per i carmi brevi. È un ritmo rapido e incalzante, perfetto per il tono colloquiale e polemico dell'invettiva.
Le figure retoriche della poesia:
Apostrofe: "Verani optime tuque mi Fabulle" (v. 3). Serve a stabilire un contatto affettivo immediato con i destinatari.
Metafora sessuale (Iperbole): "irrumasti" (v. 10) e "verpa / farti estis" (vv. 12-13). Il potere politico e lo sfruttamento economico sono rappresentati come violenza fisica e sessuale per enfatizzare l'umiliazione subita.
Ironia / Sarcasmo: "pari fuistis / casu" (vv. 11-12). Catullo usa il concetto di "sorte comune" per deridere amaramente la sfortuna condivisa.
Domande retoriche: "Quid rerum geritis? Satisne... tulistis?" (vv. 4-5). Danno dinamismo al testo, simulando un dialogo reale.
Metonimia: "tabulis" (v. 6), i registri contabili usati per indicare l'intera gestione economica della missione.
Ossimoro/Antitesi: "datum lucello" (v. 8). Il "dato" (perdita) che occupa il posto del "guadagno".
Il lessico è un mix sapiente di:
Sermo cotidianus (linguaggio parlato): termini come vappa (vino svaporato), lucello (diminutivo affettivo/ironico), farti estis (farciti/riempiti).
Linguaggio tecnico-contabile: tabulis, expensum, refero, gerere res. Serve a parodiare l'amministrazione burocratica delle province. L'uso del lessico tecnico-contabile nel Carme 28 è una scelta stilistica raffinata: Catullo utilizza il linguaggio freddo della burocrazia e dei registri per descrivere il "fallimento" della sua vita pubblica e di quella dei suoi amici.
Il vero pioniere del linguaggio contabile applicato alla letteratura è Plauto. Nelle sue commedie, i rapporti umani (anche amorosi) sono spesso descritti con metafore bancarie e debitorie (dare, accipere, expensum ferre). Catullo riprende questa tradizione ma la sposta dal piano comico a quello della satira politica.
In ambito grec, oltre alla terminologia tecnica delle epigrafi, l'uso metaforico del "conto" è presente nella Commedia Nuova (Menandro) e poi nella poesia ellenistica. Tuttavia, l'originalità di Catullo sta nel far scontrare questo linguaggio "arido" con termini estremamente osceni, creando un effetto di contrasto (stridore stilistico) che i greci usavano raramente con tale violenza.
In sintesi, Catullo usa la precisione del contabile per dimostrare che, conti alla mano, il servizio verso i potenti è un fallimento totale, sia economico che morale.
Linguaggio osceno (scabrosità): irrumasti, verpa. Usato per degradare i potenti al livello più basso della moralità. irrumare e verpa servono a descrivere l'esercizio del potere come violenza carnale. Per Catullo, chi subisce un torto economico o politico è, metaforicamente, una vittima di stupro. L'uso del linguaggio osceno e iperbolico in Catullo non è mai fine a se stesso o puramente gratuito; è uno strumento di aggressione politica e sociale. Attraverso termini crudi, il poeta "femminilizza" e degrada il potere, ribaltando i rapporti gerarchici: il magistrato che abusa del suo ruolo viene descritto come un predatore sessuale o un individuo moralmente viscido.
Il tono è aspro, sarcastico e aggressivo. Nonostante l'affetto per gli amici, il componimento è dominato da una rabbia virulenta contro l'ingiustizia.
Non troviamo amore o malinconia, bensì:
Sdegno e Rabbia: verso i governatori corrotti.
Cameratismo/Solidarietà: verso Veranio e Fabullo, "compagni di sventura".
Amarezza: per il fallimento delle aspettative sociali e professionali.
Lo stato d'animo è di partecipazione totale unita a una disincantata ironia. Catullo non osserva il mondo con distacco; si sente vittima insieme ai suoi amici. La sua riflessione è cruda: il sistema dei "nobili amici" è una trappola.
Questo mix emotivo si traduce in uno stile frastagliato e violento. La sintesi tra l'affetto (diminutivi come sarcinulis) e l'insulto brutale crea un contrasto stridente che riflette la tensione del poeta tra il desiderio di una vita raffinata e la realtà volgare del potere.
Riferimenti letterari della poesia:
Archiloco e Ipponatte: per la tradizione dell'invettiva greca e l'uso del linguaggio "basso" per colpire i nemici.
Callimaco: per la cura della forma (il labor limae) anche in testi apparentemente "spontanei" e volgari.
Tradizione romana della satira: il riferimento finale a Romolo e Remo (opprobria Romuli Remique) ancora il carme alla realtà morale e civile di Roma, richiamando il senso di vergogna per la decadenza dei costumi.
==Sintesi della poesia==
Catullo si rivolge a Veranio e Fabullo, appena tornati dalla missione in Macedonia al seguito del governatore Pisone. Il poeta nota i loro bagagli leggeri (segno di povertà) e chiede ironicamente se abbiano patito la fame e il freddo. Paragona poi la loro sorte alla propria esperienza in Bitinia con il pretore Memmio: sia Catullo che i suoi due amici sono stati "usati" e ingannati dai loro superiori, rimanendo a tasche vuote. Il carme si chiude con una violenta maledizione contro i due governatori corrotti.
==Il tema==
Il tema centrale è la critica sociale e politica unita alla solidarietà tra amici.
Catullo denuncia il fallimento del sistema clientelare romano: i giovani che accompagnavano i magistrati nelle province sperando in un onesto guadagno venivano invece sfruttati e umiliati. Emerge il contrasto tra l'integrità dei poetae novi e la corruzione dei potenti.
Il sistema della clientela e l'istituto dell'amicitia costituivano il collante sociale della Roma repubblicana, basandosi sul concetto etico di fides (lealtà) e sulla reciprocità dei doveri (officia). Il loro fallimento, che Catullo denuncia con ferocia, segna il passaggio da un legame morale a una forma di parassitismo e sfruttamento, sintomo della crisi della nobilitas.
Nel modello ideale, il protettore (patronus) doveva garantire protezione legale e sostentamento, ricevendone in cambio prestigio e sostegno politico (salutatio, appoggio elettorale).
* Cicerone, De Officiis (I, 42-45):
"Videndum est primum, ne obsit benignitas et iis ipsis, quibus benigne videbitur fieri, et ceteris; deinde ne maior benignitas sit quam facultates; tum ut pro dignitate cuique tribuatur."
(="Bisogna in primo luogo badare che la beneficenza non nuoccia né a coloro stessi ai quali si parrà farla, né agli altri; poi, che essa non sia superiore alle proprie facoltà; infine, che sia dispensata a ciascuno secondo il merito.")
Cicerone stabilisce che l'aiuto deve basarsi sulla dignitas (il merito) del beneficiario, non sul mero capriccio.
Catullo ribalta questa visione. Il superiore (Memmio o Pisone) non protegge più, ma "divora" i collaboratori.
* Catullo, Carme 28, 14-15:
"At vobis mala multa di deaeque / dent, opprobria Romuli Remique."
Catullo definisce i potenti "vergogne della stirpe di Romolo", indicando che il loro comportamento non è solo un torto personale, ma un tradimento della storia morale di Roma. Lo sfruttamento (espresso dai verbi di violenza sessuale) sostituisce l'investimento sui giovani talenti della cohors.
Se Catullo vive la transizione, Giovenale (I-II sec. d.C.) descrive il sistema ormai collassato, dove il cliente è ridotto a mendicante e il patrono a un tiranno avaro.La trasformazione in parassitismo sembra pienamente compiuta.
* Giovenale, Satira V, 1-2; 108-109:
"Si te propositi nondum pudet atque eadem est mens, / ut bona summa putes aliena vivere quadra..." [...] "nemo vicinus haec a te, dicuntur enim haec / quae reges amicis donant."
(="Se ancora non ti vergogni del tuo modo di vivere e sei dell'idea che il bene supremo sia mangiare alla tavola altrui..." [...] "Nessuno si aspetta da te i regali che i re facevano agli amici.")
Giovenale usa il termine Rex (re/tiranno) al posto di Patronus, a sottolineare la fine della libertà e della reciprocità del rapporto.
Gli studi storici confermano che il declino della nobilitas passò proprio attraverso la monetizzazione di questi rapporti.
Richard P. Saller ("Personal Patronage under the Early Empire", Cambridge University Press, testo cardine sullo studio del patronato romano) dimostra che il sistema clientelare si basava su uno scambio di "beni materiali" contro "beni immateriali" (onore). Quando l'onore smise di essere una moneta valida per la nobiltà, il sistema divenne puro sfruttamento.
"The vocabulary of friendship (amicitia) often masked the reality of unequal patronage, but when the moral obligation of gratia disappeared, the relationship became exploitative."
Traina, nel suo Poeti latini (e neolatini), evidenzia come Catullo sia il primo a denunciare la "prostituzione" dell'amicizia.
Per Catullo, la fides è un valore privato che i politici hanno tradito. Il "tradimento" di Memmio non è solo economico, è la rottura di un patto sacro che rendeva Roma civile.
Il sistema fallisce quando la Liberalitas (la generosità del nobile) diventa Avaritia. Catullo, con i suoi diminutivi (come lucellum) e le sue iperboli oscene, non fa che mettere a nudo questa "carie" sociale: i nobili romani sono diventati degli irrumatores (predatori) e i loro amici sono stati degradati a merce di scambio.
==Il messaggio ==
Il messaggio è un amaro avvertimento contro l'ambizione legata ai "nobili amici" (i potenti). Catullo mette in guardia sulla vacuità delle promesse di carriera politica: i protettori (Pisone e Memmio) non sono guide autorevoli, ma parassiti che calpestano la dignità dei loro collaboratori. La vera nobiltà risiede nel legame d'amicizia tra pari, non nel servizio ai potenti.
[[Categoria:Carmina (Catullo)]]
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{{Carmina (Catullo)}}
== Testo ==
{{Carmina (Catullo)/TestoOriginale|
<poem>
Pisonis<ref>Si tratta quasi certamente di Pisone Cesonino (suocero di Giulio Cesare), console nel 58 a.C. e acerrimo nemico di Cicerone.
Veranio e Fabullo servirono sotto di lui in Macedonia nello stesso periodo (57-55 a.C.) in cui Catullo era in Bitinia. La loro sorte fu identica a quella del poeta.
Pisone è descritto come un uomo grezzo e avaro. Invece di banchettare con i suoi amici colti e onesti (Veranio e Fabullo), preferiva la compagnia di sgherri e parassiti di basso livello, lasciando i due amici al freddo e alla fame.
Nel Carme 28 Catullo lo definisce "Vappa" (vino svaporato, quindi uomo da nulla) e accusa lui e Memmio di essere le "vergogne della stirpe di Romolo".
Nel Carme 47 Catullo denuncia che, mentre i parassiti di Pisone (Porcio e Socrazione) godono di lauti banchetti, i suoi amici Veranio e Fabullo sono costretti a cercare inviti a cena per strada.</ref> comites, cohors inanis
Aptis sarcinulis et expeditis,
Verani optime tuque mi Fabulle,
Quid rerum geritis? Satisne cum isto
Vappa<ref>Indica propriamente il vino che è diventato aceto, che ha perso il suo sapore e le sue proprietà (vino "svaporato"). Figuratamente, indica un uomo senza valore, un fannullone o un individuo moralmente corrotto.
Riferito a Pisone, Catullo non usa un termine violento, ma un termine di disprezzo che colpisce l'inutilità e la mancanza di qualità del governatore: Pisone è come un vino andato a male. Vappa serve a sminuire l'autorità del superiore riducendolo a spazzatura sociale.
Il termine è presente anche in altri scrittori.
Orazio (Satire I, 1, 104): "Vappam ac nebulonem". Orazio accosta il termine a nebulo (fannullone), usandolo per descrivere chi dissipa il patrimonio in modo stupido e senza dignità.
Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, XIV, 125): Lo usa nel suo significato tecnico enologico per descrivere il vino deteriorato, fornendo la base reale per la metafora catulliana.</ref> frigoraque et famem tulistis?
Ecquidnam in tabulis<ref>Dal termine tabula (tavola di legno), indicava le tavolette cerate su cui si scriveva. In ambito pubblico erano le tabulae accepti et expensi (registri delle entrate e delle uscite).
Oltre al Carme 28, il termine compare nel Carme 5, 10 (ne sciamus... conturbabimus illa), dove il poeta parla scherzosamente di "rimescolare i conti" dei baci per non farli contare agli invidiosi.
Cicerone ne fa un uso massiccio nelle orazioni (es. Pro Roscio Comoedo), distinguendo tra il codex (registro definitivo) e le tabulae (appunti quotidiani).
In greco si trova il termine pínakes (πίνακες), usato già da Omero per segni scritti, ma assume valore contabile-burocratico in epoca ellenistica (Papiri) e negli storici come Polibio.</ref> patet lucelli<ref>Diminutivo di lucrum (guadagno). L'uso del diminutivo ha qui una valenza ironica e sprezzante: il "piccolo sporco guadagno".
È un hapax (compare solo qui) nell'opera catulliana.
Compare in Cicerone (Verrine) per descrivere i piccoli profitti illeciti di funzionari corrotti, e in Orazio (Epistole).
Il greco utilizza il diminutivo kerdỳllion (κερδύλλιον), da kérdos (guadagno), con la medesima sfumatura ironica che ritroviamo nella commedia di Aristofane.</ref>
Expensum<ref>Participio passato di expendere (ex + pendere, pesare fuori), riferito all'atto di pesare il metallo per pagare. Indica il denaro uscito.
Nel Carme 28 indica l'amara constatazione che non c'è guadagno, ma solo perdite.
Frequente in Plauto (es. Mostellaria), dove il linguaggio mercantile è tipico dei servi furbi o dei lenoni.
In greco corrisponde al concetto di anàloma (ἀνάλωμα), termine tecnico per le spese pubbliche e private che compare costantemente nelle epigrafi attiche del V secolo a.C.</ref>, ut mihi, qui meum secutus
Praetorem refero<ref>Da re-fero (portare indietro), nel linguaggio contabile significa "iscrivere a bilancio" o "registrare una partita".
Catullo qui lo usa nell'espressione refero datum (registro come "dato", cioè perdita).
In altri autori latini è termine tecnico standard per i magistrati. Livio e Tacito lo usano per la registrazione degli atti al Senato (referre ad senatum).
In greco si usa anaghègraphein (ἀναγράφειν), scrivere sopra o registrare pubblicamente su pietra o bronzo i conti dello Stato.</ref> datum lucello,
'O Memmi<ref>Memmio era un uomo politico di cultura (a lui Lucrezio dedicò il De Rerum Natura), ma Catullo lo descrive come un amministratore cinico e volgare.
Catullo seguì Memmio in Bitinia (Asia Minore) nel 57 a.C., sperando di risanare le proprie finanze dopo le spese sostenute a Roma. Tuttavia, la missione fu un fallimento economico totale per il poeta.
Memmio viene accusato di non aver minimamente favorito i suoi collaboratori (cohors), tenendo per sé ogni guadagno e trattando i giovani del seguito con disprezzo.
Nel Carme 10 Catullo ammette apertamente che in Bitinia non c'era nulla "che potesse servire alla coorte" per arricchirsi, soprattutto a causa di un "pretor irrumator" (un pretore spregevole) che non teneva in alcun conto il suo seguito.
Nel Carme 28 Catullo usa l'immagine violentissima della violenza sessuale (irrumasti) per descrivere metaforicamente lo sfruttamento subito. Memmio è il "palo" (trabs) che ha umiliato il poeta, lasciandolo "supino" e impotente</ref>, bene me ac diu supinum
Tota ista trabe lentus irrumasti<ref>Deriva da in + ruma (mammella, intesa qui come capezzolo o parte da succhiare). Originariamente indicava l'atto di spingere il membro nella bocca altrui. Nel gergo dell'invettiva, rappresenta l'atto supremo di dominio e umiliazione di un superiore su un inferiore. Catullo accusa Memmio di averlo sfruttato in Bitinia. L'immagine è quella del poeta "supino" (impotente) "fregato" dal potere del pretore.
Lo stesso verbo compare anche in Carme 16, 1: "Pedicabo ego vos et irrumabo". È il celebre attacco contro i critici Aurelio e Furio. Qui il verbo è usato come minaccia iperbolica per difendere la propria virilità e la propria arte.
Tra gli altri scrittori Marziale usa spesso il termine con funzione puramente insultante o satirica per descrivere la depravazione della Roma imperiale (Epigrammi, IV, 17 "Lycine, irrumat aliquis").
Anche nei Priapea (raccolta anonima), genere di poesia dedicata al dio Priapo, il verbo è frequentissimo come minaccia rituale contro chi tenta di rubare nell'orto del dio.</ref>.'
Sed, quantum uideo, pari fuistis
Casu: nam nihilo minore uerpa<ref>Origine incerta, probabilmente derivante da una radice indoeuropea che indica "girare" o "curvare", riferita al membro virile privo di prepuzio (scoperto). Per estensione, indica il membro stesso in un contesto di violenza o volgarità.
Catullo dice a Veranio e Fabullo che sono stati "farciti" (usati) da una verpa (quella di Pisone) non meno grande di quella di Memmio. L'iperbole serve a sottolineare che il danno economico subito è paragonabile a una violenza fisica.
Altra occorrenza in Catullo è nel Carme 47, 4 citato indirettamente attraverso l'aggettivo verpus (circonciso/osceno) riferito ai favoriti di Pisone.
Il termine compare anche in Giovenale (Satira VI, 196): "quod enim non cessat verpa?". Giovenale lo usa per denunciare la lussuria sfrenata e l'uso del linguaggio osceno tra gli amanti nelle sue sferzanti satire contro i costumi romani.</ref>
Farti estis. Pete nobiles amicos.
At uobis mala multa di deaeque
Dent, opprobria Romuli Remique.
</poem>
|trad=
<poem>
Compagni di Pisone, coorte a mani vuote
con i vostri bagaglietti adatti e leggeri,
ottimo Veranio e tu, mio Fabullo,
che mi raccontate? Avete sopportato abbastanza freddo
e fame con quel buono a nulla?
Compare forse nei registri qualche piccolo guadagno
segnato come uscita, come è successo a me, che avendo seguito
il mio pretore, riporto un "dato" al posto del guadagno?
"O Memmio, per bene e a lungo, mentre ero supino,
mi hai fregato con tutto quel tuo palo, senza fretta".
Ma, per quanto vedo, siete stati in una situazione
simile: infatti siete stati riempiti da un membro
per nulla più piccolo. Cercate pure amici nobili!
Ma a voi gli dei e le dee diano molti malanni,
vergogne della stirpe di Romolo e Remo.
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/28|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
Il genere della poesia: il componimento appartiene al genere del giambo (per spirito e aggressività) e della poesia d'occasione (tipica dei poetae novi). Sebbene rientri nella produzione lirica per l'uso della prima persona e l'espressione di sentimenti soggettivi, il contenuto è marcatamente invettiva (o satira personale).
La metrica della poesia: il componimento è scritto in endecasillabi faleci, il metro prediletto da Catullo per i carmi brevi. È un ritmo rapido e incalzante, perfetto per il tono colloquiale e polemico dell'invettiva.
Le figure retoriche della poesia:
Apostrofe: "Verani optime tuque mi Fabulle" (v. 3). Serve a stabilire un contatto affettivo immediato con i destinatari.
Metafora sessuale (Iperbole): "irrumasti" (v. 10) e "verpa / farti estis" (vv. 12-13). Il potere politico e lo sfruttamento economico sono rappresentati come violenza fisica e sessuale per enfatizzare l'umiliazione subita.
Ironia / Sarcasmo: "pari fuistis / casu" (vv. 11-12). Catullo usa il concetto di "sorte comune" per deridere amaramente la sfortuna condivisa.
Domande retoriche: "Quid rerum geritis? Satisne... tulistis?" (vv. 4-5). Danno dinamismo al testo, simulando un dialogo reale.
Metonimia: "tabulis" (v. 6), i registri contabili usati per indicare l'intera gestione economica della missione.
Ossimoro/Antitesi: "datum lucello" (v. 8). Il "dato" (perdita) che occupa il posto del "guadagno".
Il lessico è un mix sapiente di:
Sermo cotidianus (linguaggio parlato): termini come vappa (vino svaporato), lucello (diminutivo affettivo/ironico), farti estis (farciti/riempiti).
Linguaggio tecnico-contabile: tabulis, expensum, refero, gerere res. Serve a parodiare l'amministrazione burocratica delle province. L'uso del lessico tecnico-contabile nel Carme 28 è una scelta stilistica raffinata: Catullo utilizza il linguaggio freddo della burocrazia e dei registri per descrivere il "fallimento" della sua vita pubblica e di quella dei suoi amici.
Il vero pioniere del linguaggio contabile applicato alla letteratura è Plauto. Nelle sue commedie, i rapporti umani (anche amorosi) sono spesso descritti con metafore bancarie e debitorie (dare, accipere, expensum ferre). Catullo riprende questa tradizione ma la sposta dal piano comico a quello della satira politica.
In ambito grec, oltre alla terminologia tecnica delle epigrafi, l'uso metaforico del "conto" è presente nella Commedia Nuova (Menandro) e poi nella poesia ellenistica. Tuttavia, l'originalità di Catullo sta nel far scontrare questo linguaggio "arido" con termini estremamente osceni, creando un effetto di contrasto (stridore stilistico) che i greci usavano raramente con tale violenza.
In sintesi, Catullo usa la precisione del contabile per dimostrare che, conti alla mano, il servizio verso i potenti è un fallimento totale, sia economico che morale.
Linguaggio osceno (scabrosità): irrumasti, verpa. Usato per degradare i potenti al livello più basso della moralità. irrumare e verpa servono a descrivere l'esercizio del potere come violenza carnale. Per Catullo, chi subisce un torto economico o politico è, metaforicamente, una vittima di stupro. L'uso del linguaggio osceno e iperbolico in Catullo non è mai fine a se stesso o puramente gratuito; è uno strumento di aggressione politica e sociale. Attraverso termini crudi, il poeta "femminilizza" e degrada il potere, ribaltando i rapporti gerarchici: il magistrato che abusa del suo ruolo viene descritto come un predatore sessuale o un individuo moralmente viscido.
Il tono è aspro, sarcastico e aggressivo. Nonostante l'affetto per gli amici, il componimento è dominato da una rabbia virulenta contro l'ingiustizia.
Non troviamo amore o malinconia, bensì:
Sdegno e Rabbia: verso i governatori corrotti.
Cameratismo/Solidarietà: verso Veranio e Fabullo, "compagni di sventura".
Amarezza: per il fallimento delle aspettative sociali e professionali.
Lo stato d'animo è di partecipazione totale unita a una disincantata ironia. Catullo non osserva il mondo con distacco; si sente vittima insieme ai suoi amici. La sua riflessione è cruda: il sistema dei "nobili amici" è una trappola.
Questo mix emotivo si traduce in uno stile frastagliato e violento. La sintesi tra l'affetto (diminutivi come sarcinulis) e l'insulto brutale crea un contrasto stridente che riflette la tensione del poeta tra il desiderio di una vita raffinata e la realtà volgare del potere.
Riferimenti letterari della poesia:
Archiloco e Ipponatte: per la tradizione dell'invettiva greca e l'uso del linguaggio "basso" per colpire i nemici.
Callimaco: per la cura della forma (il labor limae) anche in testi apparentemente "spontanei" e volgari.
Tradizione romana della satira: il riferimento finale a Romolo e Remo (opprobria Romuli Remique) ancora il carme alla realtà morale e civile di Roma, richiamando il senso di vergogna per la decadenza dei costumi.
==Sintesi della poesia==
Catullo si rivolge a Veranio e Fabullo, appena tornati dalla missione in Macedonia al seguito del governatore Pisone. Il poeta nota i loro bagagli leggeri (segno di povertà) e chiede ironicamente se abbiano patito la fame e il freddo. Paragona poi la loro sorte alla propria esperienza in Bitinia con il pretore Memmio: sia Catullo che i suoi due amici sono stati "usati" e ingannati dai loro superiori, rimanendo a tasche vuote. Il carme si chiude con una violenta maledizione contro i due governatori corrotti.
==Il tema==
Il tema centrale è la critica sociale e politica unita alla solidarietà tra amici.
Catullo denuncia il fallimento del sistema clientelare romano: i giovani che accompagnavano i magistrati nelle province sperando in un onesto guadagno venivano invece sfruttati e umiliati. Emerge il contrasto tra l'integrità dei poetae novi e la corruzione dei potenti.
Il sistema della clientela e l'istituto dell'amicitia costituivano il collante sociale della Roma repubblicana, basandosi sul concetto etico di fides (lealtà) e sulla reciprocità dei doveri (officia). Il loro fallimento, che Catullo denuncia con ferocia, segna il passaggio da un legame morale a una forma di parassitismo e sfruttamento, sintomo della crisi della nobilitas.
Nel modello ideale, il protettore (patronus) doveva garantire protezione legale e sostentamento, ricevendone in cambio prestigio e sostegno politico (salutatio, appoggio elettorale).
* Cicerone, De Officiis (I, 42-45):
"Videndum est primum, ne obsit benignitas et iis ipsis, quibus benigne videbitur fieri, et ceteris; deinde ne maior benignitas sit quam facultates; tum ut pro dignitate cuique tribuatur."
(="Bisogna in primo luogo badare che la beneficenza non nuoccia né a coloro stessi ai quali si parrà farla, né agli altri; poi, che essa non sia superiore alle proprie facoltà; infine, che sia dispensata a ciascuno secondo il merito.")
Cicerone stabilisce che l'aiuto deve basarsi sulla dignitas (il merito) del beneficiario, non sul mero capriccio.
Catullo ribalta questa visione. Il superiore (Memmio o Pisone) non protegge più, ma "divora" i collaboratori.
* Catullo, Carme 28, 14-15:
"At vobis mala multa di deaeque / dent, opprobria Romuli Remique."
Catullo definisce i potenti "vergogne della stirpe di Romolo", indicando che il loro comportamento non è solo un torto personale, ma un tradimento della storia morale di Roma. Lo sfruttamento (espresso dai verbi di violenza sessuale) sostituisce l'investimento sui giovani talenti della cohors.
Se Catullo vive la transizione, Giovenale (I-II sec. d.C.) descrive il sistema ormai collassato, dove il cliente è ridotto a mendicante e il patrono a un tiranno avaro.La trasformazione in parassitismo sembra pienamente compiuta.
* Giovenale, Satira V, 1-2; 108-109:
"Si te propositi nondum pudet atque eadem est mens, / ut bona summa putes aliena vivere quadra..." [...] "nemo vicinus haec a te, dicuntur enim haec / quae reges amicis donant."
(="Se ancora non ti vergogni del tuo modo di vivere e sei dell'idea che il bene supremo sia mangiare alla tavola altrui..." [...] "Nessuno si aspetta da te i regali che i re facevano agli amici.")
Giovenale usa il termine Rex (re/tiranno) al posto di Patronus, a sottolineare la fine della libertà e della reciprocità del rapporto.
Gli studi storici confermano che il declino della nobilitas passò proprio attraverso la monetizzazione di questi rapporti.
Richard P. Saller ("Personal Patronage under the Early Empire", Cambridge University Press, testo cardine sullo studio del patronato romano) dimostra che il sistema clientelare si basava su uno scambio di "beni materiali" contro "beni immateriali" (onore). Quando l'onore smise di essere una moneta valida per la nobiltà, il sistema divenne puro sfruttamento.
"The vocabulary of friendship (amicitia) often masked the reality of unequal patronage, but when the moral obligation of gratia disappeared, the relationship became exploitative."
Traina, nel suo Poeti latini (e neolatini), evidenzia come Catullo sia il primo a denunciare la "prostituzione" dell'amicizia.
Per Catullo, la fides è un valore privato che i politici hanno tradito. Il "tradimento" di Memmio non è solo economico, è la rottura di un patto sacro che rendeva Roma civile.
Il sistema fallisce quando la Liberalitas (la generosità del nobile) diventa Avaritia. Catullo, con i suoi diminutivi (come lucellum) e le sue iperboli oscene, non fa che mettere a nudo questa "carie" sociale: i nobili romani sono diventati degli irrumatores (predatori) e i loro amici sono stati degradati a merce di scambio.
==Il messaggio ==
Il messaggio è un amaro avvertimento contro l'ambizione legata ai "nobili amici" (i potenti). Catullo mette in guardia sulla vacuità delle promesse di carriera politica: i protettori (Pisone e Memmio) non sono guide autorevoli, ma parassiti che calpestano la dignità dei loro collaboratori. La vera nobiltà risiede nel legame d'amicizia tra pari, non nel servizio ai potenti.
[[Categoria:Carmina (Catullo)]]
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Pisonis<ref>Si tratta quasi certamente di Pisone Cesonino (suocero di Giulio Cesare), console nel 58 a.C. e acerrimo nemico di Cicerone.
Veranio e Fabullo servirono sotto di lui in Macedonia nello stesso periodo (57-55 a.C.) in cui Catullo era in Bitinia. La loro sorte fu identica a quella del poeta.
Pisone è descritto come un uomo grezzo e avaro. Invece di banchettare con i suoi amici colti e onesti (Veranio e Fabullo), preferiva la compagnia di sgherri e parassiti di basso livello, lasciando i due amici al freddo e alla fame.
Nel Carme 28 Catullo lo definisce "Vappa" (vino svaporato, quindi uomo da nulla) e accusa lui e Memmio di essere le "vergogne della stirpe di Romolo".
Nel Carme 47 Catullo denuncia che, mentre i parassiti di Pisone (Porcio e Socrazione) godono di lauti banchetti, i suoi amici Veranio e Fabullo sono costretti a cercare inviti a cena per strada.</ref> comites, cohors inanis
Aptis sarcinulis et expeditis,
Verani optime tuque mi Fabulle,
Quid rerum geritis? Satisne cum isto
Vappa<ref>Indica propriamente il vino che è diventato aceto, che ha perso il suo sapore e le sue proprietà (vino "svaporato"). Figuratamente, indica un uomo senza valore, un fannullone o un individuo moralmente corrotto.
Riferito a Pisone, Catullo non usa un termine violento, ma un termine di disprezzo che colpisce l'inutilità e la mancanza di qualità del governatore: Pisone è come un vino andato a male. Vappa serve a sminuire l'autorità del superiore riducendolo a spazzatura sociale.
Il termine è presente anche in altri scrittori.
Orazio (Satire I, 1, 104): "Vappam ac nebulonem". Orazio accosta il termine a nebulo (fannullone), usandolo per descrivere chi dissipa il patrimonio in modo stupido e senza dignità.
Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, XIV, 125): Lo usa nel suo significato tecnico enologico per descrivere il vino deteriorato, fornendo la base reale per la metafora catulliana.</ref> frigoraque et famem tulistis?
Ecquidnam in tabulis<ref>Dal termine tabula (tavola di legno), indicava le tavolette cerate su cui si scriveva. In ambito pubblico erano le tabulae accepti et expensi (registri delle entrate e delle uscite).
Oltre al Carme 28, il termine compare nel Carme 5, 10 (ne sciamus... conturbabimus illa), dove il poeta parla scherzosamente di "rimescolare i conti" dei baci per non farli contare agli invidiosi.
Cicerone ne fa un uso massiccio nelle orazioni (es. Pro Roscio Comoedo), distinguendo tra il codex (registro definitivo) e le tabulae (appunti quotidiani).
In greco si trova il termine pínakes (πίνακες), usato già da Omero per segni scritti, ma assume valore contabile-burocratico in epoca ellenistica (Papiri) e negli storici come Polibio.</ref> patet lucelli<ref>Diminutivo di lucrum (guadagno). L'uso del diminutivo ha qui una valenza ironica e sprezzante: il "piccolo sporco guadagno".
È un hapax (compare solo qui) nell'opera catulliana.
Compare in Cicerone (Verrine) per descrivere i piccoli profitti illeciti di funzionari corrotti, e in Orazio (Epistole).
Il greco utilizza il diminutivo kerdỳllion (κερδύλλιον), da kérdos (guadagno), con la medesima sfumatura ironica che ritroviamo nella commedia di Aristofane.</ref>
Expensum<ref>Participio passato di expendere (ex + pendere, pesare fuori), riferito all'atto di pesare il metallo per pagare. Indica il denaro uscito.
Nel Carme 28 indica l'amara constatazione che non c'è guadagno, ma solo perdite.
Frequente in Plauto (es. Mostellaria), dove il linguaggio mercantile è tipico dei servi furbi o dei lenoni.
In greco corrisponde al concetto di anàloma (ἀνάλωμα), termine tecnico per le spese pubbliche e private che compare costantemente nelle epigrafi attiche del V secolo a.C.</ref>, ut mihi, qui meum secutus
Praetorem refero<ref>Da re-fero (portare indietro), nel linguaggio contabile significa "iscrivere a bilancio" o "registrare una partita".
Catullo qui lo usa nell'espressione refero datum (registro come "dato", cioè perdita).
In altri autori latini è termine tecnico standard per i magistrati. Livio e Tacito lo usano per la registrazione degli atti al Senato (referre ad senatum).
In greco si usa anaghègraphein (ἀναγράφειν), scrivere sopra o registrare pubblicamente su pietra o bronzo i conti dello Stato.</ref> datum lucello,
'O Memmi<ref>Memmio era un uomo politico di cultura (a lui Lucrezio dedicò il De Rerum Natura), ma Catullo lo descrive come un amministratore cinico e volgare.
Catullo seguì Memmio in Bitinia (Asia Minore) nel 57 a.C., sperando di risanare le proprie finanze dopo le spese sostenute a Roma. Tuttavia, la missione fu un fallimento economico totale per il poeta.
Memmio viene accusato di non aver minimamente favorito i suoi collaboratori (cohors), tenendo per sé ogni guadagno e trattando i giovani del seguito con disprezzo.
Nel Carme 10 Catullo ammette apertamente che in Bitinia non c'era nulla "che potesse servire alla coorte" per arricchirsi, soprattutto a causa di un "pretor irrumator" (un pretore spregevole) che non teneva in alcun conto il suo seguito.
Nel Carme 28 Catullo usa l'immagine violentissima della violenza sessuale (irrumasti) per descrivere metaforicamente lo sfruttamento subito. Memmio è il "palo" (trabs) che ha umiliato il poeta, lasciandolo "supino" e impotente</ref>, bene me ac diu supinum
Tota ista trabe lentus irrumasti<ref>Deriva da in + ruma (mammella, intesa qui come capezzolo o parte da succhiare). Originariamente indicava l'atto di spingere il membro nella bocca altrui. Nel gergo dell'invettiva, rappresenta l'atto supremo di dominio e umiliazione di un superiore su un inferiore. Catullo accusa Memmio di averlo sfruttato in Bitinia. L'immagine è quella del poeta "supino" (impotente) "fregato" dal potere del pretore.
Lo stesso verbo compare anche in Carme 16, 1: "Pedicabo ego vos et irrumabo". È il celebre attacco contro i critici Aurelio e Furio. Qui il verbo è usato come minaccia iperbolica per difendere la propria virilità e la propria arte.
Tra gli altri scrittori Marziale usa spesso il termine con funzione puramente insultante o satirica per descrivere la depravazione della Roma imperiale (Epigrammi, IV, 17 "Lycine, irrumat aliquis").
Anche nei Priapea (raccolta anonima), genere di poesia dedicata al dio Priapo, il verbo è frequentissimo come minaccia rituale contro chi tenta di rubare nell'orto del dio.</ref>.'
Sed, quantum uideo, pari fuistis
Casu: nam nihilo minore uerpa<ref>Origine incerta, probabilmente derivante da una radice indoeuropea che indica "girare" o "curvare", riferita al membro virile privo di prepuzio (scoperto). Per estensione, indica il membro stesso in un contesto di violenza o volgarità.
Catullo dice a Veranio e Fabullo che sono stati "farciti" (usati) da una verpa (quella di Pisone) non meno grande di quella di Memmio. L'iperbole serve a sottolineare che il danno economico subito è paragonabile a una violenza fisica.
Altra occorrenza in Catullo è nel Carme 47, 4 citato indirettamente attraverso l'aggettivo verpus (circonciso/osceno) riferito ai favoriti di Pisone.
Il termine compare anche in Giovenale (Satira VI, 196): "quod enim non cessat verpa?". Giovenale lo usa per denunciare la lussuria sfrenata e l'uso del linguaggio osceno tra gli amanti nelle sue sferzanti satire contro i costumi romani.</ref>
Farti estis. Pete nobiles amicos.
At uobis mala multa di deaeque
Dent<ref>Congiuntivo presente (ottativo), 3ª pers. plur. do, das, dedi, datum, dāre (1ª). È un congiuntivo desiderativo o ottativo, usato per lanciare la maledizione finale contro i potenti</ref>, opprobria Romuli Remique<ref>L'espressione "opprobria Romuli Remique" (le vergogne di Romolo e Remo), che chiude il Carme 28, non è solo un insulto colorito, ma un atto d'accusa politico-morale che colpisce l'essenza stessa dell'identità romana.
Citando i fondatori, Romolo e Remo, Catullo richiama il periodo delle origini, che per i Romani era il deposito della Virtus e del Mos Maiorum (il costume degli antenati). Definire Pisone e Memmio "opprobria" di tali antenati significa affermare che essi sono una degenerazione della stirpe. Non sono solo cattivi magistrati, sono "anti-romani".
Mentre i fondatori hanno costruito lo Stato sulla Fides (la lealtà), questi nobili contemporanei la distruggono attraverso lo sfruttamento.
Nella Roma del I secolo a.C., la nobilitas giustificava il proprio potere attraverso la discendenza. Catullo mette a nudo l'ipocrisia di questa casta: Memmio e Pisone vantano nomi illustri (i Calpurnii Pisoni erano una delle famiglie più potenti), ma il loro comportamento è "opprobrium" (vergogna, macchia infamante).
Il termine opprobrium rimanda alla censura morale. Nella storia morale romana, chi infangava il nome della famiglia perdeva il diritto di guidare la Res Publica.
Il legame tra i fondatori e la loro discendenza si basava sulla protezione dei subordinati.
Romolo, secondo la tradizione, fu colui che istituì il rapporto di patronato. Comportandosi come predatori (irrumatores) verso i propri collaboratori, Memmio e Pisone rinnegano l'istituzione fondamentale creata dal fondatore di cui portano il nome.
Questo tipo di invettiva che lega la corruzione presente alla grandezza passata si trova in altri autori che denunciano la decadenza morale:
* Sallustio (Bellum Catilinae): Descrive come la nobilitas sia passata dalla virtus all'avaritia e alla luxuria, diventando un peso per lo Stato.
* Cicerone (In Pisonem): Nell'orazione contro lo stesso Pisone citato da Catullo, Cicerone lo accusa di essere un "mostro" che disonora la dignità del consolato e della sua famiglia.
* Catullo, Carme 29: In un altro carme politico, il poeta usa espressioni simili contro Mamurra e Cesare ("cinaede Romule"), accusandoli di dissipare le ricchezze che dovrebbero appartenere al popolo di Roma.
Dicendo "opprobria Romuli Remique", Catullo compie un'operazione di esilio morale: espelle Memmio e Pisone dalla comunità dei veri Romani. Essi non sono figli della lupa, ma parassiti che vivono sulle rovine di un'etica ormai scomparsa</ref>.
</poem>
|trad=
<poem>
Compagni di Pisone, coorte a mani vuote
con i vostri bagaglietti adatti e leggeri,
ottimo Veranio e tu, mio Fabullo,
che mi raccontate? Avete sopportato abbastanza freddo
e fame con quel buono a nulla?
Compare forse nei registri qualche piccolo guadagno
segnato come uscita, come è successo a me, che avendo seguito
il mio pretore, riporto un "dato" al posto del guadagno?
"O Memmio, per bene e a lungo, mentre ero supino,
mi hai fregato con tutto quel tuo palo, senza fretta".
Ma, per quanto vedo, siete stati in una situazione
simile: infatti siete stati riempiti da un membro
per nulla più piccolo. Cercate pure amici nobili!
Ma a voi gli dei e le dee diano molti malanni,
vergogne della stirpe di Romolo e Remo.
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/28|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
Il genere della poesia: il componimento appartiene al genere del giambo (per spirito e aggressività) e della poesia d'occasione (tipica dei poetae novi). Sebbene rientri nella produzione lirica per l'uso della prima persona e l'espressione di sentimenti soggettivi, il contenuto è marcatamente invettiva (o satira personale).
La metrica della poesia: il componimento è scritto in endecasillabi faleci, il metro prediletto da Catullo per i carmi brevi. È un ritmo rapido e incalzante, perfetto per il tono colloquiale e polemico dell'invettiva.
Le figure retoriche della poesia:
Apostrofe: "Verani optime tuque mi Fabulle" (v. 3). Serve a stabilire un contatto affettivo immediato con i destinatari.
Metafora sessuale (Iperbole): "irrumasti" (v. 10) e "verpa / farti estis" (vv. 12-13). Il potere politico e lo sfruttamento economico sono rappresentati come violenza fisica e sessuale per enfatizzare l'umiliazione subita.
Ironia / Sarcasmo: "pari fuistis / casu" (vv. 11-12). Catullo usa il concetto di "sorte comune" per deridere amaramente la sfortuna condivisa.
Domande retoriche: "Quid rerum geritis? Satisne... tulistis?" (vv. 4-5). Danno dinamismo al testo, simulando un dialogo reale.
Metonimia: "tabulis" (v. 6), i registri contabili usati per indicare l'intera gestione economica della missione.
Ossimoro/Antitesi: "datum lucello" (v. 8). Il "dato" (perdita) che occupa il posto del "guadagno".
Il lessico è un mix sapiente di:
Sermo cotidianus (linguaggio parlato): termini come vappa (vino svaporato), lucello (diminutivo affettivo/ironico), farti estis (farciti/riempiti).
Linguaggio tecnico-contabile: tabulis, expensum, refero, gerere res. Serve a parodiare l'amministrazione burocratica delle province. L'uso del lessico tecnico-contabile nel Carme 28 è una scelta stilistica raffinata: Catullo utilizza il linguaggio freddo della burocrazia e dei registri per descrivere il "fallimento" della sua vita pubblica e di quella dei suoi amici.
Il vero pioniere del linguaggio contabile applicato alla letteratura è Plauto. Nelle sue commedie, i rapporti umani (anche amorosi) sono spesso descritti con metafore bancarie e debitorie (dare, accipere, expensum ferre). Catullo riprende questa tradizione ma la sposta dal piano comico a quello della satira politica.
In ambito grec, oltre alla terminologia tecnica delle epigrafi, l'uso metaforico del "conto" è presente nella Commedia Nuova (Menandro) e poi nella poesia ellenistica. Tuttavia, l'originalità di Catullo sta nel far scontrare questo linguaggio "arido" con termini estremamente osceni, creando un effetto di contrasto (stridore stilistico) che i greci usavano raramente con tale violenza.
In sintesi, Catullo usa la precisione del contabile per dimostrare che, conti alla mano, il servizio verso i potenti è un fallimento totale, sia economico che morale.
Linguaggio osceno (scabrosità): irrumasti, verpa. Usato per degradare i potenti al livello più basso della moralità. irrumare e verpa servono a descrivere l'esercizio del potere come violenza carnale. Per Catullo, chi subisce un torto economico o politico è, metaforicamente, una vittima di stupro. L'uso del linguaggio osceno e iperbolico in Catullo non è mai fine a se stesso o puramente gratuito; è uno strumento di aggressione politica e sociale. Attraverso termini crudi, il poeta "femminilizza" e degrada il potere, ribaltando i rapporti gerarchici: il magistrato che abusa del suo ruolo viene descritto come un predatore sessuale o un individuo moralmente viscido.
Il tono è aspro, sarcastico e aggressivo. Nonostante l'affetto per gli amici, il componimento è dominato da una rabbia virulenta contro l'ingiustizia.
Non troviamo amore o malinconia, bensì:
Sdegno e Rabbia: verso i governatori corrotti.
Cameratismo/Solidarietà: verso Veranio e Fabullo, "compagni di sventura".
Amarezza: per il fallimento delle aspettative sociali e professionali.
Lo stato d'animo è di partecipazione totale unita a una disincantata ironia. Catullo non osserva il mondo con distacco; si sente vittima insieme ai suoi amici. La sua riflessione è cruda: il sistema dei "nobili amici" è una trappola.
Questo mix emotivo si traduce in uno stile frastagliato e violento. La sintesi tra l'affetto (diminutivi come sarcinulis) e l'insulto brutale crea un contrasto stridente che riflette la tensione del poeta tra il desiderio di una vita raffinata e la realtà volgare del potere.
Riferimenti letterari della poesia:
Archiloco e Ipponatte: per la tradizione dell'invettiva greca e l'uso del linguaggio "basso" per colpire i nemici.
Callimaco: per la cura della forma (il labor limae) anche in testi apparentemente "spontanei" e volgari.
Tradizione romana della satira: il riferimento finale a Romolo e Remo (opprobria Romuli Remique) ancora il carme alla realtà morale e civile di Roma, richiamando il senso di vergogna per la decadenza dei costumi.
==Sintesi della poesia==
Catullo si rivolge a Veranio e Fabullo, appena tornati dalla missione in Macedonia al seguito del governatore Pisone. Il poeta nota i loro bagagli leggeri (segno di povertà) e chiede ironicamente se abbiano patito la fame e il freddo. Paragona poi la loro sorte alla propria esperienza in Bitinia con il pretore Memmio: sia Catullo che i suoi due amici sono stati "usati" e ingannati dai loro superiori, rimanendo a tasche vuote. Il carme si chiude con una violenta maledizione contro i due governatori corrotti.
==Il tema==
Il tema centrale è la critica sociale e politica unita alla solidarietà tra amici.
Catullo denuncia il fallimento del sistema clientelare romano: i giovani che accompagnavano i magistrati nelle province sperando in un onesto guadagno venivano invece sfruttati e umiliati. Emerge il contrasto tra l'integrità dei poetae novi e la corruzione dei potenti.
Il sistema della clientela e l'istituto dell'amicitia costituivano il collante sociale della Roma repubblicana, basandosi sul concetto etico di fides (lealtà) e sulla reciprocità dei doveri (officia). Il loro fallimento, che Catullo denuncia con ferocia, segna il passaggio da un legame morale a una forma di parassitismo e sfruttamento, sintomo della crisi della nobilitas.
Nel modello ideale, il protettore (patronus) doveva garantire protezione legale e sostentamento, ricevendone in cambio prestigio e sostegno politico (salutatio, appoggio elettorale).
* Cicerone, De Officiis (I, 42-45):
"Videndum est primum, ne obsit benignitas et iis ipsis, quibus benigne videbitur fieri, et ceteris; deinde ne maior benignitas sit quam facultates; tum ut pro dignitate cuique tribuatur."
(="Bisogna in primo luogo badare che la beneficenza non nuoccia né a coloro stessi ai quali si parrà farla, né agli altri; poi, che essa non sia superiore alle proprie facoltà; infine, che sia dispensata a ciascuno secondo il merito.")
Cicerone stabilisce che l'aiuto deve basarsi sulla dignitas (il merito) del beneficiario, non sul mero capriccio.
Catullo ribalta questa visione. Il superiore (Memmio o Pisone) non protegge più, ma "divora" i collaboratori.
* Catullo, Carme 28, 14-15:
"At vobis mala multa di deaeque / dent, opprobria Romuli Remique."
Catullo definisce i potenti "vergogne della stirpe di Romolo", indicando che il loro comportamento non è solo un torto personale, ma un tradimento della storia morale di Roma. Lo sfruttamento (espresso dai verbi di violenza sessuale) sostituisce l'investimento sui giovani talenti della cohors.
Se Catullo vive la transizione, Giovenale (I-II sec. d.C.) descrive il sistema ormai collassato, dove il cliente è ridotto a mendicante e il patrono a un tiranno avaro.La trasformazione in parassitismo sembra pienamente compiuta.
* Giovenale, Satira V, 1-2; 108-109:
"Si te propositi nondum pudet atque eadem est mens, / ut bona summa putes aliena vivere quadra..." [...] "nemo vicinus haec a te, dicuntur enim haec / quae reges amicis donant."
(="Se ancora non ti vergogni del tuo modo di vivere e sei dell'idea che il bene supremo sia mangiare alla tavola altrui..." [...] "Nessuno si aspetta da te i regali che i re facevano agli amici.")
Giovenale usa il termine Rex (re/tiranno) al posto di Patronus, a sottolineare la fine della libertà e della reciprocità del rapporto.
Gli studi storici confermano che il declino della nobilitas passò proprio attraverso la monetizzazione di questi rapporti.
Richard P. Saller ("Personal Patronage under the Early Empire", Cambridge University Press, testo cardine sullo studio del patronato romano) dimostra che il sistema clientelare si basava su uno scambio di "beni materiali" contro "beni immateriali" (onore). Quando l'onore smise di essere una moneta valida per la nobiltà, il sistema divenne puro sfruttamento.
"The vocabulary of friendship (amicitia) often masked the reality of unequal patronage, but when the moral obligation of gratia disappeared, the relationship became exploitative."
Traina, nel suo Poeti latini (e neolatini), evidenzia come Catullo sia il primo a denunciare la "prostituzione" dell'amicizia.
Per Catullo, la fides è un valore privato che i politici hanno tradito. Il "tradimento" di Memmio non è solo economico, è la rottura di un patto sacro che rendeva Roma civile.
Il sistema fallisce quando la Liberalitas (la generosità del nobile) diventa Avaritia. Catullo, con i suoi diminutivi (come lucellum) e le sue iperboli oscene, non fa che mettere a nudo questa "carie" sociale: i nobili romani sono diventati degli irrumatores (predatori) e i loro amici sono stati degradati a merce di scambio.
==Il messaggio ==
Il messaggio è un amaro avvertimento contro l'ambizione legata ai "nobili amici" (i potenti). Catullo mette in guardia sulla vacuità delle promesse di carriera politica: i protettori (Pisone e Memmio) non sono guide autorevoli, ma parassiti che calpestano la dignità dei loro collaboratori. La vera nobiltà risiede nel legame d'amicizia tra pari, non nel servizio ai potenti.
[[Categoria:Carmina (Catullo)]]
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<poem>
Pisonis<ref>Si tratta quasi certamente di Pisone Cesonino (suocero di Giulio Cesare), console nel 58 a.C. e acerrimo nemico di Cicerone.
Veranio e Fabullo servirono sotto di lui in Macedonia nello stesso periodo (57-55 a.C.) in cui Catullo era in Bitinia. La loro sorte fu identica a quella del poeta.
Pisone è descritto come un uomo grezzo e avaro. Invece di banchettare con i suoi amici colti e onesti (Veranio e Fabullo), preferiva la compagnia di sgherri e parassiti di basso livello, lasciando i due amici al freddo e alla fame.
Nel Carme 28 Catullo lo definisce "Vappa" (vino svaporato, quindi uomo da nulla) e accusa lui e Memmio di essere le "vergogne della stirpe di Romolo".
Nel Carme 47 Catullo denuncia che, mentre i parassiti di Pisone (Porcio e Socrazione) godono di lauti banchetti, i suoi amici Veranio e Fabullo sono costretti a cercare inviti a cena per strada.</ref> comites, cohors inanis
Aptis sarcinulis et expeditis,
Verani optime tuque mi Fabulle,
Quid rerum geritis<ref>Indicativo presente, 2ª pers. plur. gero, geris, gessi, gestum, gerĕre (3ª). Regge il complemento oggetto (quid) + genitivo partitivo (rerum): "Che cosa di faccende (fate)?", ovvero "Che fate?".</ref>? Satisne cum isto
Vappa<ref>Indica propriamente il vino che è diventato aceto, che ha perso il suo sapore e le sue proprietà (vino "svaporato"). Figuratamente, indica un uomo senza valore, un fannullone o un individuo moralmente corrotto.
Riferito a Pisone, Catullo non usa un termine violento, ma un termine di disprezzo che colpisce l'inutilità e la mancanza di qualità del governatore: Pisone è come un vino andato a male. Vappa serve a sminuire l'autorità del superiore riducendolo a spazzatura sociale.
Il termine è presente anche in altri scrittori.
Orazio (Satire I, 1, 104): "Vappam ac nebulonem". Orazio accosta il termine a nebulo (fannullone), usandolo per descrivere chi dissipa il patrimonio in modo stupido e senza dignità.
Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, XIV, 125): Lo usa nel suo significato tecnico enologico per descrivere il vino deteriorato, fornendo la base reale per la metafora catulliana.</ref> frigoraque et famem tulistis?
Ecquidnam in tabulis<ref>Complemento di stato in luogo (figurato): indica dove dovrebbe apparire il guadagno (nei registri). Dal termine tabula (tavola di legno), indicava le tavolette cerate su cui si scriveva. In ambito pubblico erano le tabulae accepti et expensi (registri delle entrate e delle uscite).
Oltre al Carme 28, il termine compare nel Carme 5, 10 (ne sciamus... conturbabimus illa), dove il poeta parla scherzosamente di "rimescolare i conti" dei baci per non farli contare agli invidiosi.
Cicerone ne fa un uso massiccio nelle orazioni (es. Pro Roscio Comoedo), distinguendo tra il codex (registro definitivo) e le tabulae (appunti quotidiani).
In greco si trova il termine pínakes (πίνακες), usato già da Omero per segni scritti, ma assume valore contabile-burocratico in epoca ellenistica (Papiri) e negli storici come Polibio.</ref> patet<ref>Indicativo presente, 3ª pers. sing. pateo, pates, patui, -, patēre (2ª)</ref> lucelli<ref>Diminutivo di lucrum (guadagno). L'uso del diminutivo ha qui una valenza ironica e sprezzante: il "piccolo sporco guadagno".
È un hapax (compare solo qui) nell'opera catulliana.
Compare in Cicerone (Verrine) per descrivere i piccoli profitti illeciti di funzionari corrotti, e in Orazio (Epistole).
Il greco utilizza il diminutivo kerdỳllion (κερδύλλιον), da kérdos (guadagno), con la medesima sfumatura ironica che ritroviamo nella commedia di Aristofane.</ref>
Expensum<ref>Participio passato di expendere (ex + pendere, pesare fuori), riferito all'atto di pesare il metallo per pagare. Indica il denaro uscito.
Nel Carme 28 indica l'amara constatazione che non c'è guadagno, ma solo perdite.
Frequente in Plauto (es. Mostellaria), dove il linguaggio mercantile è tipico dei servi furbi o dei lenoni.
In greco corrisponde al concetto di anàloma (ἀνάλωμα), termine tecnico per le spese pubbliche e private che compare costantemente nelle epigrafi attiche del V secolo a.C.</ref>, ut mihi, qui meum secutus<ref>Participio perfetto (valore attivo), nom. masch. sing. sequor, sequeris, secutus sum, sequi (3ª deponente). Trattandosi di un verbo deponente, il participio perfetto ha senso attivo ("avendo seguito").</ref>
Praetorem refero<ref>Da re-fero (portare indietro), nel linguaggio contabile significa "iscrivere a bilancio" o "registrare una partita".
Catullo qui lo usa nell'espressione refero datum (registro come "dato", cioè perdita).
In altri autori latini è termine tecnico standard per i magistrati. Livio e Tacito lo usano per la registrazione degli atti al Senato (referre ad senatum).
In greco si usa anaghègraphein (ἀναγράφειν), scrivere sopra o registrare pubblicamente su pietra o bronzo i conti dello Stato.</ref> datum lucello<ref>La dialettica tra refero, datum e lucello costruisce il paradosso del fallimento economico: Catullo registra una perdita lì dove dovrebbe esserci un attivo.</ref>,
'O Memmi<ref>Memmio era un uomo politico di cultura (a lui Lucrezio dedicò il De Rerum Natura), ma Catullo lo descrive come un amministratore cinico e volgare.
Catullo seguì Memmio in Bitinia (Asia Minore) nel 57 a.C., sperando di risanare le proprie finanze dopo le spese sostenute a Roma. Tuttavia, la missione fu un fallimento economico totale per il poeta.
Memmio viene accusato di non aver minimamente favorito i suoi collaboratori (cohors), tenendo per sé ogni guadagno e trattando i giovani del seguito con disprezzo.
Nel Carme 10 Catullo ammette apertamente che in Bitinia non c'era nulla "che potesse servire alla coorte" per arricchirsi, soprattutto a causa di un "pretor irrumator" (un pretore spregevole) che non teneva in alcun conto il suo seguito.
Nel Carme 28 Catullo usa l'immagine violentissima della violenza sessuale (irrumasti) per descrivere metaforicamente lo sfruttamento subito. Memmio è il "palo" (trabs) che ha umiliato il poeta, lasciandolo "supino" e impotente</ref>, bene me ac diu supinum
Tota ista trabe lentus irrumasti<ref>Deriva da in + ruma (mammella, intesa qui come capezzolo o parte da succhiare). Originariamente indicava l'atto di spingere il membro nella bocca altrui. Nel gergo dell'invettiva, rappresenta l'atto supremo di dominio e umiliazione di un superiore su un inferiore. Catullo accusa Memmio di averlo sfruttato in Bitinia. L'immagine è quella del poeta "supino" (impotente) "fregato" dal potere del pretore.
Lo stesso verbo compare anche in Carme 16, 1: "Pedicabo ego vos et irrumabo". È il celebre attacco contro i critici Aurelio e Furio. Qui il verbo è usato come minaccia iperbolica per difendere la propria virilità e la propria arte.
Tra gli altri scrittori Marziale usa spesso il termine con funzione puramente insultante o satirica per descrivere la depravazione della Roma imperiale (Epigrammi, IV, 17 "Lycine, irrumat aliquis").
Anche nei Priapea (raccolta anonima), genere di poesia dedicata al dio Priapo, il verbo è frequentissimo come minaccia rituale contro chi tenta di rubare nell'orto del dio.</ref>.'
Sed, quantum uideo, pari fuistis
Casu: nam nihilo minore uerpa<ref>Origine incerta, probabilmente derivante da una radice indoeuropea che indica "girare" o "curvare", riferita al membro virile privo di prepuzio (scoperto). Per estensione, indica il membro stesso in un contesto di violenza o volgarità.
Catullo dice a Veranio e Fabullo che sono stati "farciti" (usati) da una verpa (quella di Pisone) non meno grande di quella di Memmio. L'iperbole serve a sottolineare che il danno economico subito è paragonabile a una violenza fisica. L'uso dei medesimi complementi di mezzo (tota trabe e minore uerpa) serve a sigillare l'identità di sorte tra il poeta in Bitinia e gli amici in Macedonia.
Altra occorrenza in Catullo è nel Carme 47, 4 citato indirettamente attraverso l'aggettivo verpus (circonciso/osceno) riferito ai favoriti di Pisone.
Il termine compare anche in Giovenale (Satira VI, 196): "quod enim non cessat verpa?". Giovenale lo usa per denunciare la lussuria sfrenata e l'uso del linguaggio osceno tra gli amanti nelle sue sferzanti satire contro i costumi romani.</ref>
Farti estis<ref>Indicativo perfetto passivo, 2ª pers. plur. farcio, farcis, farsi, fartum, farcīre (4ª). Questo verbo significa letteralmente "farcire" o "riempire", usato qui in senso osceno per descrivere lo sfruttamento subito.</ref>. Pete nobiles amicos.
At uobis mala multa di deaeque
Dent<ref>Congiuntivo presente (ottativo), 3ª pers. plur. do, das, dedi, datum, dāre (1ª). È un congiuntivo desiderativo o ottativo, usato per lanciare la maledizione finale contro i potenti. Il verbo dent chiude il cerchio, spostando i governatori dalla posizione di "soggetti dominanti" a "oggetti del castigo divino".</ref>, opprobria Romuli Remique<ref>L'espressione "opprobria Romuli Remique" (le vergogne di Romolo e Remo), che chiude il Carme 28, non è solo un insulto colorito, ma un atto d'accusa politico-morale che colpisce l'essenza stessa dell'identità romana.
Citando i fondatori, Romolo e Remo, Catullo richiama il periodo delle origini, che per i Romani era il deposito della Virtus e del Mos Maiorum (il costume degli antenati). Definire Pisone e Memmio "opprobria" di tali antenati significa affermare che essi sono una degenerazione della stirpe. Non sono solo cattivi magistrati, sono "anti-romani".
Mentre i fondatori hanno costruito lo Stato sulla Fides (la lealtà), questi nobili contemporanei la distruggono attraverso lo sfruttamento.
Nella Roma del I secolo a.C., la nobilitas giustificava il proprio potere attraverso la discendenza. Catullo mette a nudo l'ipocrisia di questa casta: Memmio e Pisone vantano nomi illustri (i Calpurnii Pisoni erano una delle famiglie più potenti), ma il loro comportamento è "opprobrium" (vergogna, macchia infamante).
Il termine opprobrium rimanda alla censura morale. Nella storia morale romana, chi infangava il nome della famiglia perdeva il diritto di guidare la Res Publica.
Il legame tra i fondatori e la loro discendenza si basava sulla protezione dei subordinati.
Romolo, secondo la tradizione, fu colui che istituì il rapporto di patronato. Comportandosi come predatori (irrumatores) verso i propri collaboratori, Memmio e Pisone rinnegano l'istituzione fondamentale creata dal fondatore di cui portano il nome.
Questo tipo di invettiva che lega la corruzione presente alla grandezza passata si trova in altri autori che denunciano la decadenza morale:
* Sallustio (Bellum Catilinae): Descrive come la nobilitas sia passata dalla virtus all'avaritia e alla luxuria, diventando un peso per lo Stato.
* Cicerone (In Pisonem): Nell'orazione contro lo stesso Pisone citato da Catullo, Cicerone lo accusa di essere un "mostro" che disonora la dignità del consolato e della sua famiglia.
* Catullo, Carme 29: In un altro carme politico, il poeta usa espressioni simili contro Mamurra e Cesare ("cinaede Romule"), accusandoli di dissipare le ricchezze che dovrebbero appartenere al popolo di Roma.
Dicendo "opprobria Romuli Remique", Catullo compie un'operazione di esilio morale: espelle Memmio e Pisone dalla comunità dei veri Romani. Essi non sono figli della lupa, ma parassiti che vivono sulle rovine di un'etica ormai scomparsa</ref>.
</poem>
|trad=
<poem>
Compagni di Pisone, coorte a mani vuote
con i vostri bagaglietti adatti e leggeri,
ottimo Veranio e tu, mio Fabullo,
che mi raccontate? Avete sopportato abbastanza freddo
e fame con quel buono a nulla?
Compare forse nei registri qualche piccolo guadagno
segnato come uscita, come è successo a me, che avendo seguito
il mio pretore, riporto un "dato" al posto del guadagno?
"O Memmio, per bene e a lungo, mentre ero supino,
mi hai fregato con tutto quel tuo palo, senza fretta".
Ma, per quanto vedo, siete stati in una situazione
simile: infatti siete stati riempiti da un membro
per nulla più piccolo. Cercate pure amici nobili!
Ma a voi gli dei e le dee diano molti malanni,
vergogne della stirpe di Romolo e Remo.
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/28|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
Il genere della poesia: il componimento appartiene al genere del giambo (per spirito e aggressività) e della poesia d'occasione (tipica dei poetae novi). Sebbene rientri nella produzione lirica per l'uso della prima persona e l'espressione di sentimenti soggettivi, il contenuto è marcatamente invettiva (o satira personale).
La metrica della poesia: il componimento è scritto in endecasillabi faleci, il metro prediletto da Catullo per i carmi brevi. È un ritmo rapido e incalzante, perfetto per il tono colloquiale e polemico dell'invettiva.
Le figure retoriche della poesia:
Apostrofe: "Verani optime tuque mi Fabulle" (v. 3). Serve a stabilire un contatto affettivo immediato con i destinatari.
Metafora sessuale (Iperbole): "irrumasti" (v. 10) e "verpa / farti estis" (vv. 12-13). Il potere politico e lo sfruttamento economico sono rappresentati come violenza fisica e sessuale per enfatizzare l'umiliazione subita.
Ironia / Sarcasmo: "pari fuistis / casu" (vv. 11-12). Catullo usa il concetto di "sorte comune" per deridere amaramente la sfortuna condivisa.
Domande retoriche: "Quid rerum geritis? Satisne... tulistis?" (vv. 4-5). Danno dinamismo al testo, simulando un dialogo reale.
Metonimia: "tabulis" (v. 6), i registri contabili usati per indicare l'intera gestione economica della missione.
Ossimoro/Antitesi: "datum lucello" (v. 8). Il "dato" (perdita) che occupa il posto del "guadagno".
Il lessico è un mix sapiente di:
Sermo cotidianus (linguaggio parlato): termini come vappa (vino svaporato), lucello (diminutivo affettivo/ironico), farti estis (farciti/riempiti).
Linguaggio tecnico-contabile: tabulis, expensum, refero, gerere res. Serve a parodiare l'amministrazione burocratica delle province. L'uso del lessico tecnico-contabile nel Carme 28 è una scelta stilistica raffinata: Catullo utilizza il linguaggio freddo della burocrazia e dei registri per descrivere il "fallimento" della sua vita pubblica e di quella dei suoi amici.
Il vero pioniere del linguaggio contabile applicato alla letteratura è Plauto. Nelle sue commedie, i rapporti umani (anche amorosi) sono spesso descritti con metafore bancarie e debitorie (dare, accipere, expensum ferre). Catullo riprende questa tradizione ma la sposta dal piano comico a quello della satira politica.
In ambito grec, oltre alla terminologia tecnica delle epigrafi, l'uso metaforico del "conto" è presente nella Commedia Nuova (Menandro) e poi nella poesia ellenistica. Tuttavia, l'originalità di Catullo sta nel far scontrare questo linguaggio "arido" con termini estremamente osceni, creando un effetto di contrasto (stridore stilistico) che i greci usavano raramente con tale violenza.
In sintesi, Catullo usa la precisione del contabile per dimostrare che, conti alla mano, il servizio verso i potenti è un fallimento totale, sia economico che morale.
Linguaggio osceno (scabrosità): irrumasti, verpa. Usato per degradare i potenti al livello più basso della moralità. irrumare e verpa servono a descrivere l'esercizio del potere come violenza carnale. Per Catullo, chi subisce un torto economico o politico è, metaforicamente, una vittima di stupro. L'uso del linguaggio osceno e iperbolico in Catullo non è mai fine a se stesso o puramente gratuito; è uno strumento di aggressione politica e sociale. Attraverso termini crudi, il poeta "femminilizza" e degrada il potere, ribaltando i rapporti gerarchici: il magistrato che abusa del suo ruolo viene descritto come un predatore sessuale o un individuo moralmente viscido.
Il tono è aspro, sarcastico e aggressivo. Nonostante l'affetto per gli amici, il componimento è dominato da una rabbia virulenta contro l'ingiustizia.
Non troviamo amore o malinconia, bensì:
Sdegno e Rabbia: verso i governatori corrotti.
Cameratismo/Solidarietà: verso Veranio e Fabullo, "compagni di sventura".
Amarezza: per il fallimento delle aspettative sociali e professionali.
Lo stato d'animo è di partecipazione totale unita a una disincantata ironia. Catullo non osserva il mondo con distacco; si sente vittima insieme ai suoi amici. La sua riflessione è cruda: il sistema dei "nobili amici" è una trappola.
Questo mix emotivo si traduce in uno stile frastagliato e violento. La sintesi tra l'affetto (diminutivi come sarcinulis) e l'insulto brutale crea un contrasto stridente che riflette la tensione del poeta tra il desiderio di una vita raffinata e la realtà volgare del potere.
Riferimenti letterari della poesia:
Archiloco e Ipponatte: per la tradizione dell'invettiva greca e l'uso del linguaggio "basso" per colpire i nemici.
Callimaco: per la cura della forma (il labor limae) anche in testi apparentemente "spontanei" e volgari.
Tradizione romana della satira: il riferimento finale a Romolo e Remo (opprobria Romuli Remique) ancora il carme alla realtà morale e civile di Roma, richiamando il senso di vergogna per la decadenza dei costumi.
==Sintesi della poesia==
Catullo si rivolge a Veranio e Fabullo, appena tornati dalla missione in Macedonia al seguito del governatore Pisone. Il poeta nota i loro bagagli leggeri (segno di povertà) e chiede ironicamente se abbiano patito la fame e il freddo. Paragona poi la loro sorte alla propria esperienza in Bitinia con il pretore Memmio: sia Catullo che i suoi due amici sono stati "usati" e ingannati dai loro superiori, rimanendo a tasche vuote. Il carme si chiude con una violenta maledizione contro i due governatori corrotti.
==Il tema==
Il tema centrale è la critica sociale e politica unita alla solidarietà tra amici.
Catullo denuncia il fallimento del sistema clientelare romano: i giovani che accompagnavano i magistrati nelle province sperando in un onesto guadagno venivano invece sfruttati e umiliati. Emerge il contrasto tra l'integrità dei poetae novi e la corruzione dei potenti.
Il sistema della clientela e l'istituto dell'amicitia costituivano il collante sociale della Roma repubblicana, basandosi sul concetto etico di fides (lealtà) e sulla reciprocità dei doveri (officia). Il loro fallimento, che Catullo denuncia con ferocia, segna il passaggio da un legame morale a una forma di parassitismo e sfruttamento, sintomo della crisi della nobilitas.
Nel modello ideale, il protettore (patronus) doveva garantire protezione legale e sostentamento, ricevendone in cambio prestigio e sostegno politico (salutatio, appoggio elettorale).
* Cicerone, De Officiis (I, 42-45):
"Videndum est primum, ne obsit benignitas et iis ipsis, quibus benigne videbitur fieri, et ceteris; deinde ne maior benignitas sit quam facultates; tum ut pro dignitate cuique tribuatur."
(="Bisogna in primo luogo badare che la beneficenza non nuoccia né a coloro stessi ai quali si parrà farla, né agli altri; poi, che essa non sia superiore alle proprie facoltà; infine, che sia dispensata a ciascuno secondo il merito.")
Cicerone stabilisce che l'aiuto deve basarsi sulla dignitas (il merito) del beneficiario, non sul mero capriccio.
Catullo ribalta questa visione. Il superiore (Memmio o Pisone) non protegge più, ma "divora" i collaboratori.
* Catullo, Carme 28, 14-15:
"At vobis mala multa di deaeque / dent, opprobria Romuli Remique."
Catullo definisce i potenti "vergogne della stirpe di Romolo", indicando che il loro comportamento non è solo un torto personale, ma un tradimento della storia morale di Roma. Lo sfruttamento (espresso dai verbi di violenza sessuale) sostituisce l'investimento sui giovani talenti della cohors.
Se Catullo vive la transizione, Giovenale (I-II sec. d.C.) descrive il sistema ormai collassato, dove il cliente è ridotto a mendicante e il patrono a un tiranno avaro.La trasformazione in parassitismo sembra pienamente compiuta.
* Giovenale, Satira V, 1-2; 108-109:
"Si te propositi nondum pudet atque eadem est mens, / ut bona summa putes aliena vivere quadra..." [...] "nemo vicinus haec a te, dicuntur enim haec / quae reges amicis donant."
(="Se ancora non ti vergogni del tuo modo di vivere e sei dell'idea che il bene supremo sia mangiare alla tavola altrui..." [...] "Nessuno si aspetta da te i regali che i re facevano agli amici.")
Giovenale usa il termine Rex (re/tiranno) al posto di Patronus, a sottolineare la fine della libertà e della reciprocità del rapporto.
Gli studi storici confermano che il declino della nobilitas passò proprio attraverso la monetizzazione di questi rapporti.
Richard P. Saller ("Personal Patronage under the Early Empire", Cambridge University Press, testo cardine sullo studio del patronato romano) dimostra che il sistema clientelare si basava su uno scambio di "beni materiali" contro "beni immateriali" (onore). Quando l'onore smise di essere una moneta valida per la nobiltà, il sistema divenne puro sfruttamento.
"The vocabulary of friendship (amicitia) often masked the reality of unequal patronage, but when the moral obligation of gratia disappeared, the relationship became exploitative."
Traina, nel suo Poeti latini (e neolatini), evidenzia come Catullo sia il primo a denunciare la "prostituzione" dell'amicizia.
Per Catullo, la fides è un valore privato che i politici hanno tradito. Il "tradimento" di Memmio non è solo economico, è la rottura di un patto sacro che rendeva Roma civile.
Il sistema fallisce quando la Liberalitas (la generosità del nobile) diventa Avaritia. Catullo, con i suoi diminutivi (come lucellum) e le sue iperboli oscene, non fa che mettere a nudo questa "carie" sociale: i nobili romani sono diventati degli irrumatores (predatori) e i loro amici sono stati degradati a merce di scambio.
==Il messaggio ==
Il messaggio è un amaro avvertimento contro l'ambizione legata ai "nobili amici" (i potenti). Catullo mette in guardia sulla vacuità delle promesse di carriera politica: i protettori (Pisone e Memmio) non sono guide autorevoli, ma parassiti che calpestano la dignità dei loro collaboratori. La vera nobiltà risiede nel legame d'amicizia tra pari, non nel servizio ai potenti.
[[Categoria:Carmina (Catullo)]]
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<poem>
Pisonis<ref>Si tratta quasi certamente di Pisone Cesonino (suocero di Giulio Cesare), console nel 58 a.C. e acerrimo nemico di Cicerone.
Veranio e Fabullo servirono sotto di lui in Macedonia nello stesso periodo (57-55 a.C.) in cui Catullo era in Bitinia. La loro sorte fu identica a quella del poeta.
Pisone è descritto come un uomo grezzo e avaro. Invece di banchettare con i suoi amici colti e onesti (Veranio e Fabullo), preferiva la compagnia di sgherri e parassiti di basso livello, lasciando i due amici al freddo e alla fame.
Nel Carme 28 Catullo lo definisce "Vappa" (vino svaporato, quindi uomo da nulla) e accusa lui e Memmio di essere le "vergogne della stirpe di Romolo".
Nel Carme 47 Catullo denuncia che, mentre i parassiti di Pisone (Porcio e Socrazione) godono di lauti banchetti, i suoi amici Veranio e Fabullo sono costretti a cercare inviti a cena per strada.</ref> comites, cohors inanis
Aptis sarcinulis et expeditis,
Verani optime tuque mi Fabulle,
Quid rerum geritis<ref>Indicativo presente, 2ª pers. plur. gero, geris, gessi, gestum, gerĕre (3ª). Regge il complemento oggetto (quid) + genitivo partitivo (rerum): "Che cosa di faccende (fate)?", ovvero "Che fate?".</ref>? Satisne cum isto
Vappa<ref>Indica propriamente il vino che è diventato aceto, che ha perso il suo sapore e le sue proprietà (vino "svaporato"). Figuratamente, indica un uomo senza valore, un fannullone o un individuo moralmente corrotto.
Riferito a Pisone, Catullo non usa un termine violento, ma un termine di disprezzo che colpisce l'inutilità e la mancanza di qualità del governatore: Pisone è come un vino andato a male. Vappa serve a sminuire l'autorità del superiore riducendolo a spazzatura sociale.
Il termine è presente anche in altri scrittori.
Orazio (Satire I, 1, 104): "Vappam ac nebulonem". Orazio accosta il termine a nebulo (fannullone), usandolo per descrivere chi dissipa il patrimonio in modo stupido e senza dignità.
Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, XIV, 125): Lo usa nel suo significato tecnico enologico per descrivere il vino deteriorato, fornendo la base reale per la metafora catulliana.</ref> frigoraque et famem tulistis?
Ecquidnam in tabulis<ref>Complemento di stato in luogo (figurato): indica dove dovrebbe apparire il guadagno (nei registri). Il termine tabula (tavola di legno) indicava le tavolette cerate su cui si scriveva. In ambito pubblico erano le tabulae accepti et expensi (registri delle entrate e delle uscite).
Oltre al Carme 28, il termine compare nel Carme 5, 10 (ne sciamus... conturbabimus illa), dove il poeta parla scherzosamente di "rimescolare i conti" dei baci per non farli contare agli invidiosi.
Cicerone ne fa un uso massiccio nelle orazioni (es. Pro Roscio Comoedo), distinguendo tra il codex (registro definitivo) e le tabulae (appunti quotidiani).
In greco si trova il termine pínakes (πίνακες), usato già da Omero per segni scritti, ma assume valore contabile-burocratico in epoca ellenistica (Papiri) e negli storici come Polibio.</ref> patet<ref>Indicativo presente, 3ª pers. sing. pateo, pates, patui, -, patēre (2ª)</ref> lucelli<ref>Diminutivo di lucrum (guadagno). L'uso del diminutivo ha qui una valenza ironica e sprezzante: il "piccolo sporco guadagno".
È un hapax (compare solo qui) nell'opera catulliana.
Compare in Cicerone (Verrine) per descrivere i piccoli profitti illeciti di funzionari corrotti, e in Orazio (Epistole).
Il greco utilizza il diminutivo kerdỳllion (κερδύλλιον), da kérdos (guadagno), con la medesima sfumatura ironica che ritroviamo nella commedia di Aristofane.</ref>
Expensum<ref>Participio passato di expendere (ex + pendere, pesare fuori), riferito all'atto di pesare il metallo per pagare. Indica il denaro uscito.
Nel Carme 28 indica l'amara constatazione che non c'è guadagno, ma solo perdite.
Frequente in Plauto (es. Mostellaria), dove il linguaggio mercantile è tipico dei servi furbi o dei lenoni.
In greco corrisponde al concetto di anàloma (ἀνάλωμα), termine tecnico per le spese pubbliche e private che compare costantemente nelle epigrafi attiche del V secolo a.C.</ref>, ut mihi, qui meum secutus<ref>Participio perfetto (valore attivo), nom. masch. sing. sequor, sequeris, secutus sum, sequi (3ª deponente). Trattandosi di un verbo deponente, il participio perfetto ha senso attivo ("avendo seguito").</ref>
Praetorem refero<ref>Da re-fero (portare indietro), nel linguaggio contabile significa "iscrivere a bilancio" o "registrare una partita".
Catullo qui lo usa nell'espressione refero datum (registro come "dato", cioè perdita).
In altri autori latini è termine tecnico standard per i magistrati. Livio e Tacito lo usano per la registrazione degli atti al Senato (referre ad senatum).
In greco si usa anaghègraphein (ἀναγράφειν), scrivere sopra o registrare pubblicamente su pietra o bronzo i conti dello Stato.</ref> datum lucello<ref>La dialettica tra refero, datum e lucello costruisce il paradosso del fallimento economico: Catullo registra una perdita lì dove dovrebbe esserci un attivo.</ref>,
'O Memmi<ref>Memmio era un uomo politico di cultura (a lui Lucrezio dedicò il De Rerum Natura), ma Catullo lo descrive come un amministratore cinico e volgare.
Catullo seguì Memmio in Bitinia (Asia Minore) nel 57 a.C., sperando di risanare le proprie finanze dopo le spese sostenute a Roma. Tuttavia, la missione fu un fallimento economico totale per il poeta.
Memmio viene accusato di non aver minimamente favorito i suoi collaboratori (cohors), tenendo per sé ogni guadagno e trattando i giovani del seguito con disprezzo.
Nel Carme 10 Catullo ammette apertamente che in Bitinia non c'era nulla "che potesse servire alla coorte" per arricchirsi, soprattutto a causa di un "pretor irrumator" (un pretore spregevole) che non teneva in alcun conto il suo seguito.
Nel Carme 28 Catullo usa l'immagine violentissima della violenza sessuale (irrumasti) per descrivere metaforicamente lo sfruttamento subito. Memmio è il "palo" (trabs) che ha umiliato il poeta, lasciandolo "supino" e impotente</ref>, bene me ac diu supinum
Tota ista trabe lentus irrumasti<ref>Deriva da in + ruma (mammella, intesa qui come capezzolo o parte da succhiare). Originariamente indicava l'atto di spingere il membro nella bocca altrui. Nel gergo dell'invettiva, rappresenta l'atto supremo di dominio e umiliazione di un superiore su un inferiore. Catullo accusa Memmio di averlo sfruttato in Bitinia. L'immagine è quella del poeta "supino" (impotente) "fregato" dal potere del pretore.
Lo stesso verbo compare anche in Carme 16, 1: "Pedicabo ego vos et irrumabo". È il celebre attacco contro i critici Aurelio e Furio. Qui il verbo è usato come minaccia iperbolica per difendere la propria virilità e la propria arte.
Tra gli altri scrittori Marziale usa spesso il termine con funzione puramente insultante o satirica per descrivere la depravazione della Roma imperiale (Epigrammi, IV, 17 "Lycine, irrumat aliquis").
Anche nei Priapea (raccolta anonima), genere di poesia dedicata al dio Priapo, il verbo è frequentissimo come minaccia rituale contro chi tenta di rubare nell'orto del dio.</ref>.'
Sed, quantum uideo, pari fuistis
Casu: nam nihilo minore uerpa<ref>Origine incerta, probabilmente derivante da una radice indoeuropea che indica "girare" o "curvare", riferita al membro virile privo di prepuzio (scoperto). Per estensione, indica il membro stesso in un contesto di violenza o volgarità.
Catullo dice a Veranio e Fabullo che sono stati "farciti" (usati) da una verpa (quella di Pisone) non meno grande di quella di Memmio. L'iperbole serve a sottolineare che il danno economico subito è paragonabile a una violenza fisica. L'uso dei medesimi complementi di mezzo (tota trabe e minore uerpa) serve a sigillare l'identità di sorte tra il poeta in Bitinia e gli amici in Macedonia.
Altra occorrenza in Catullo è nel Carme 47, 4 citato indirettamente attraverso l'aggettivo verpus (circonciso/osceno) riferito ai favoriti di Pisone.
Il termine compare anche in Giovenale (Satira VI, 196): "quod enim non cessat verpa?". Giovenale lo usa per denunciare la lussuria sfrenata e l'uso del linguaggio osceno tra gli amanti nelle sue sferzanti satire contro i costumi romani.</ref>
Farti estis<ref>Indicativo perfetto passivo, 2ª pers. plur. farcio, farcis, farsi, fartum, farcīre (4ª). Questo verbo significa letteralmente "farcire" o "riempire", usato qui in senso osceno per descrivere lo sfruttamento subito.</ref>. Pete<ref>Imperativo presente, 2ª pers. sing. peto, petis, petivi/petii, petitum, petĕre (3ª)</ref> nobiles amicos<ref>Complemento oggetto: l'invito sarcastico a cercare protettori potenti.</ref>.
At uobis mala multa di deaeque
Dent<ref>Congiuntivo presente (ottativo), 3ª pers. plur. do, das, dedi, datum, dāre (1ª). È un congiuntivo desiderativo o ottativo, usato per lanciare la maledizione finale contro i potenti. Il verbo dent chiude il cerchio, spostando i governatori dalla posizione di "soggetti dominanti" a "oggetti del castigo divino".</ref>, opprobria Romuli Remique<ref>L'espressione "opprobria Romuli Remique" (le vergogne di Romolo e Remo), che chiude il Carme 28, non è solo un insulto colorito, ma un atto d'accusa politico-morale che colpisce l'essenza stessa dell'identità romana.
Citando i fondatori, Romolo e Remo, Catullo richiama il periodo delle origini, che per i Romani era il deposito della Virtus e del Mos Maiorum (il costume degli antenati). Definire Pisone e Memmio "opprobria" di tali antenati significa affermare che essi sono una degenerazione della stirpe. Non sono solo cattivi magistrati, sono "anti-romani".
Mentre i fondatori hanno costruito lo Stato sulla Fides (la lealtà), questi nobili contemporanei la distruggono attraverso lo sfruttamento.
Nella Roma del I secolo a.C., la nobilitas giustificava il proprio potere attraverso la discendenza. Catullo mette a nudo l'ipocrisia di questa casta: Memmio e Pisone vantano nomi illustri (i Calpurnii Pisoni erano una delle famiglie più potenti), ma il loro comportamento è "opprobrium" (vergogna, macchia infamante).
Il termine opprobrium rimanda alla censura morale. Nella storia morale romana, chi infangava il nome della famiglia perdeva il diritto di guidare la Res Publica.
Il legame tra i fondatori e la loro discendenza si basava sulla protezione dei subordinati.
Romolo, secondo la tradizione, fu colui che istituì il rapporto di patronato. Comportandosi come predatori (irrumatores) verso i propri collaboratori, Memmio e Pisone rinnegano l'istituzione fondamentale creata dal fondatore di cui portano il nome.
Questo tipo di invettiva che lega la corruzione presente alla grandezza passata si trova in altri autori che denunciano la decadenza morale:
* Sallustio (Bellum Catilinae): Descrive come la nobilitas sia passata dalla virtus all'avaritia e alla luxuria, diventando un peso per lo Stato.
* Cicerone (In Pisonem): Nell'orazione contro lo stesso Pisone citato da Catullo, Cicerone lo accusa di essere un "mostro" che disonora la dignità del consolato e della sua famiglia.
* Catullo, Carme 29: In un altro carme politico, il poeta usa espressioni simili contro Mamurra e Cesare ("cinaede Romule"), accusandoli di dissipare le ricchezze che dovrebbero appartenere al popolo di Roma.
Dicendo "opprobria Romuli Remique", Catullo compie un'operazione di esilio morale: espelle Memmio e Pisone dalla comunità dei veri Romani. Essi non sono figli della lupa, ma parassiti che vivono sulle rovine di un'etica ormai scomparsa</ref>.
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Compagni di Pisone, coorte a mani vuote
con i vostri bagaglietti adatti e leggeri,
ottimo Veranio e tu, mio Fabullo,
che mi raccontate? Avete sopportato abbastanza freddo
e fame con quel buono a nulla?
Compare forse nei registri qualche piccolo guadagno
segnato come uscita, come è successo a me, che avendo seguito
il mio pretore, riporto un "dato" al posto del guadagno?
"O Memmio, per bene e a lungo, mentre ero supino,
mi hai fregato con tutto quel tuo palo, senza fretta".
Ma, per quanto vedo, siete stati in una situazione
simile: infatti siete stati riempiti da un membro
per nulla più piccolo. Cercate pure amici nobili!
Ma a voi gli dei e le dee diano molti malanni,
vergogne della stirpe di Romolo e Remo.
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|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/28|→ Wikisource]]
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==Analisi stilistica==
Il genere della poesia: il componimento appartiene al genere del giambo (per spirito e aggressività) e della poesia d'occasione (tipica dei poetae novi). Sebbene rientri nella produzione lirica per l'uso della prima persona e l'espressione di sentimenti soggettivi, il contenuto è marcatamente invettiva (o satira personale).
La metrica della poesia: il componimento è scritto in endecasillabi faleci, il metro prediletto da Catullo per i carmi brevi. È un ritmo rapido e incalzante, perfetto per il tono colloquiale e polemico dell'invettiva.
Le figure retoriche della poesia:
Apostrofe: "Verani optime tuque mi Fabulle" (v. 3). Serve a stabilire un contatto affettivo immediato con i destinatari.
Metafora sessuale (Iperbole): "irrumasti" (v. 10) e "verpa / farti estis" (vv. 12-13). Il potere politico e lo sfruttamento economico sono rappresentati come violenza fisica e sessuale per enfatizzare l'umiliazione subita.
Ironia / Sarcasmo: "pari fuistis / casu" (vv. 11-12). Catullo usa il concetto di "sorte comune" per deridere amaramente la sfortuna condivisa.
Domande retoriche: "Quid rerum geritis? Satisne... tulistis?" (vv. 4-5). Danno dinamismo al testo, simulando un dialogo reale.
Metonimia: "tabulis" (v. 6), i registri contabili usati per indicare l'intera gestione economica della missione.
Ossimoro/Antitesi: "datum lucello" (v. 8). Il "dato" (perdita) che occupa il posto del "guadagno".
Il lessico è un mix sapiente di:
Sermo cotidianus (linguaggio parlato): termini come vappa (vino svaporato), lucello (diminutivo affettivo/ironico), farti estis (farciti/riempiti).
Linguaggio tecnico-contabile: tabulis, expensum, refero, gerere res. Serve a parodiare l'amministrazione burocratica delle province. L'uso del lessico tecnico-contabile nel Carme 28 è una scelta stilistica raffinata: Catullo utilizza il linguaggio freddo della burocrazia e dei registri per descrivere il "fallimento" della sua vita pubblica e di quella dei suoi amici.
Il vero pioniere del linguaggio contabile applicato alla letteratura è Plauto. Nelle sue commedie, i rapporti umani (anche amorosi) sono spesso descritti con metafore bancarie e debitorie (dare, accipere, expensum ferre). Catullo riprende questa tradizione ma la sposta dal piano comico a quello della satira politica.
In ambito grec, oltre alla terminologia tecnica delle epigrafi, l'uso metaforico del "conto" è presente nella Commedia Nuova (Menandro) e poi nella poesia ellenistica. Tuttavia, l'originalità di Catullo sta nel far scontrare questo linguaggio "arido" con termini estremamente osceni, creando un effetto di contrasto (stridore stilistico) che i greci usavano raramente con tale violenza.
In sintesi, Catullo usa la precisione del contabile per dimostrare che, conti alla mano, il servizio verso i potenti è un fallimento totale, sia economico che morale.
Linguaggio osceno (scabrosità): irrumasti, verpa. Usato per degradare i potenti al livello più basso della moralità. irrumare e verpa servono a descrivere l'esercizio del potere come violenza carnale. Per Catullo, chi subisce un torto economico o politico è, metaforicamente, una vittima di stupro. L'uso del linguaggio osceno e iperbolico in Catullo non è mai fine a se stesso o puramente gratuito; è uno strumento di aggressione politica e sociale. Attraverso termini crudi, il poeta "femminilizza" e degrada il potere, ribaltando i rapporti gerarchici: il magistrato che abusa del suo ruolo viene descritto come un predatore sessuale o un individuo moralmente viscido.
Il tono è aspro, sarcastico e aggressivo. Nonostante l'affetto per gli amici, il componimento è dominato da una rabbia virulenta contro l'ingiustizia.
Non troviamo amore o malinconia, bensì:
Sdegno e Rabbia: verso i governatori corrotti.
Cameratismo/Solidarietà: verso Veranio e Fabullo, "compagni di sventura".
Amarezza: per il fallimento delle aspettative sociali e professionali.
Lo stato d'animo è di partecipazione totale unita a una disincantata ironia. Catullo non osserva il mondo con distacco; si sente vittima insieme ai suoi amici. La sua riflessione è cruda: il sistema dei "nobili amici" è una trappola.
Questo mix emotivo si traduce in uno stile frastagliato e violento. La sintesi tra l'affetto (diminutivi come sarcinulis) e l'insulto brutale crea un contrasto stridente che riflette la tensione del poeta tra il desiderio di una vita raffinata e la realtà volgare del potere.
Riferimenti letterari della poesia:
Archiloco e Ipponatte: per la tradizione dell'invettiva greca e l'uso del linguaggio "basso" per colpire i nemici.
Callimaco: per la cura della forma (il labor limae) anche in testi apparentemente "spontanei" e volgari.
Tradizione romana della satira: il riferimento finale a Romolo e Remo (opprobria Romuli Remique) ancora il carme alla realtà morale e civile di Roma, richiamando il senso di vergogna per la decadenza dei costumi.
==Sintesi della poesia==
Catullo si rivolge a Veranio e Fabullo, appena tornati dalla missione in Macedonia al seguito del governatore Pisone. Il poeta nota i loro bagagli leggeri (segno di povertà) e chiede ironicamente se abbiano patito la fame e il freddo. Paragona poi la loro sorte alla propria esperienza in Bitinia con il pretore Memmio: sia Catullo che i suoi due amici sono stati "usati" e ingannati dai loro superiori, rimanendo a tasche vuote. Il carme si chiude con una violenta maledizione contro i due governatori corrotti.
==Il tema==
Il tema centrale è la critica sociale e politica unita alla solidarietà tra amici.
Catullo denuncia il fallimento del sistema clientelare romano: i giovani che accompagnavano i magistrati nelle province sperando in un onesto guadagno venivano invece sfruttati e umiliati. Emerge il contrasto tra l'integrità dei poetae novi e la corruzione dei potenti.
Il sistema della clientela e l'istituto dell'amicitia costituivano il collante sociale della Roma repubblicana, basandosi sul concetto etico di fides (lealtà) e sulla reciprocità dei doveri (officia). Il loro fallimento, che Catullo denuncia con ferocia, segna il passaggio da un legame morale a una forma di parassitismo e sfruttamento, sintomo della crisi della nobilitas.
Nel modello ideale, il protettore (patronus) doveva garantire protezione legale e sostentamento, ricevendone in cambio prestigio e sostegno politico (salutatio, appoggio elettorale).
* Cicerone, De Officiis (I, 42-45):
"Videndum est primum, ne obsit benignitas et iis ipsis, quibus benigne videbitur fieri, et ceteris; deinde ne maior benignitas sit quam facultates; tum ut pro dignitate cuique tribuatur."
(="Bisogna in primo luogo badare che la beneficenza non nuoccia né a coloro stessi ai quali si parrà farla, né agli altri; poi, che essa non sia superiore alle proprie facoltà; infine, che sia dispensata a ciascuno secondo il merito.")
Cicerone stabilisce che l'aiuto deve basarsi sulla dignitas (il merito) del beneficiario, non sul mero capriccio.
Catullo ribalta questa visione. Il superiore (Memmio o Pisone) non protegge più, ma "divora" i collaboratori.
* Catullo, Carme 28, 14-15:
"At vobis mala multa di deaeque / dent, opprobria Romuli Remique."
Catullo definisce i potenti "vergogne della stirpe di Romolo", indicando che il loro comportamento non è solo un torto personale, ma un tradimento della storia morale di Roma. Lo sfruttamento (espresso dai verbi di violenza sessuale) sostituisce l'investimento sui giovani talenti della cohors.
Se Catullo vive la transizione, Giovenale (I-II sec. d.C.) descrive il sistema ormai collassato, dove il cliente è ridotto a mendicante e il patrono a un tiranno avaro.La trasformazione in parassitismo sembra pienamente compiuta.
* Giovenale, Satira V, 1-2; 108-109:
"Si te propositi nondum pudet atque eadem est mens, / ut bona summa putes aliena vivere quadra..." [...] "nemo vicinus haec a te, dicuntur enim haec / quae reges amicis donant."
(="Se ancora non ti vergogni del tuo modo di vivere e sei dell'idea che il bene supremo sia mangiare alla tavola altrui..." [...] "Nessuno si aspetta da te i regali che i re facevano agli amici.")
Giovenale usa il termine Rex (re/tiranno) al posto di Patronus, a sottolineare la fine della libertà e della reciprocità del rapporto.
Gli studi storici confermano che il declino della nobilitas passò proprio attraverso la monetizzazione di questi rapporti.
Richard P. Saller ("Personal Patronage under the Early Empire", Cambridge University Press, testo cardine sullo studio del patronato romano) dimostra che il sistema clientelare si basava su uno scambio di "beni materiali" contro "beni immateriali" (onore). Quando l'onore smise di essere una moneta valida per la nobiltà, il sistema divenne puro sfruttamento.
"The vocabulary of friendship (amicitia) often masked the reality of unequal patronage, but when the moral obligation of gratia disappeared, the relationship became exploitative."
Traina, nel suo Poeti latini (e neolatini), evidenzia come Catullo sia il primo a denunciare la "prostituzione" dell'amicizia.
Per Catullo, la fides è un valore privato che i politici hanno tradito. Il "tradimento" di Memmio non è solo economico, è la rottura di un patto sacro che rendeva Roma civile.
Il sistema fallisce quando la Liberalitas (la generosità del nobile) diventa Avaritia. Catullo, con i suoi diminutivi (come lucellum) e le sue iperboli oscene, non fa che mettere a nudo questa "carie" sociale: i nobili romani sono diventati degli irrumatores (predatori) e i loro amici sono stati degradati a merce di scambio.
==Il messaggio ==
Il messaggio è un amaro avvertimento contro l'ambizione legata ai "nobili amici" (i potenti). Catullo mette in guardia sulla vacuità delle promesse di carriera politica: i protettori (Pisone e Memmio) non sono guide autorevoli, ma parassiti che calpestano la dignità dei loro collaboratori. La vera nobiltà risiede nel legame d'amicizia tra pari, non nel servizio ai potenti.
[[Categoria:Carmina (Catullo)]]
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== Testo ==
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<poem>
Pisonis<ref>Si tratta quasi certamente di Pisone Cesonino (suocero di Giulio Cesare), console nel 58 a.C. e acerrimo nemico di Cicerone.
Veranio e Fabullo servirono sotto di lui in Macedonia nello stesso periodo (57-55 a.C.) in cui Catullo era in Bitinia. La loro sorte fu identica a quella del poeta.
Pisone è descritto come un uomo grezzo e avaro. Invece di banchettare con i suoi amici colti e onesti (Veranio e Fabullo), preferiva la compagnia di sgherri e parassiti di basso livello, lasciando i due amici al freddo e alla fame.
Nel Carme 28 Catullo lo definisce "Vappa" (vino svaporato, quindi uomo da nulla) e accusa lui e Memmio di essere le "vergogne della stirpe di Romolo".
Nel Carme 47 Catullo denuncia che, mentre i parassiti di Pisone (Porcio e Socrazione) godono di lauti banchetti, i suoi amici Veranio e Fabullo sono costretti a cercare inviti a cena per strada.</ref> comites, cohors inanis
Aptis sarcinulis et expeditis,
Verani optime tuque mi Fabulle,
Quid rerum geritis<ref>Indicativo presente, 2ª pers. plur. gero, geris, gessi, gestum, gerĕre (3ª). Regge il complemento oggetto (quid) + genitivo partitivo (rerum): "Che cosa di faccende (fate)?", ovvero "Che fate?".</ref>? Satisne cum isto
Vappa<ref>Indica propriamente il vino che è diventato aceto, che ha perso il suo sapore e le sue proprietà (vino "svaporato"). Figuratamente, indica un uomo senza valore, un fannullone o un individuo moralmente corrotto.
Riferito a Pisone, Catullo non usa un termine violento, ma un termine di disprezzo che colpisce l'inutilità e la mancanza di qualità del governatore: Pisone è come un vino andato a male. Vappa serve a sminuire l'autorità del superiore riducendolo a spazzatura sociale.
Il termine è presente anche in altri scrittori.
Orazio (Satire I, 1, 104): "Vappam ac nebulonem". Orazio accosta il termine a nebulo (fannullone), usandolo per descrivere chi dissipa il patrimonio in modo stupido e senza dignità.
Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, XIV, 125): Lo usa nel suo significato tecnico enologico per descrivere il vino deteriorato, fornendo la base reale per la metafora catulliana.</ref> frigoraque et famem tulistis<ref>Indicativo perfetto, 2ª pers. plur. fero, fers, tuli, latum, ferre (anomalo)</ref>?
Ecquidnam in tabulis<ref>Complemento di stato in luogo (figurato): indica dove dovrebbe apparire il guadagno (nei registri). Il termine tabula (tavola di legno) indicava le tavolette cerate su cui si scriveva. In ambito pubblico erano le tabulae accepti et expensi (registri delle entrate e delle uscite).
Oltre al Carme 28, il termine compare nel Carme 5, 10 (ne sciamus... conturbabimus illa), dove il poeta parla scherzosamente di "rimescolare i conti" dei baci per non farli contare agli invidiosi. Il verbo è termine tecnico-giuridico per "sconvolgere i conti". In senso contabile, conturbare rationes significava falsificare il registro o dichiarare bancarotta per confondere i creditori.
Praticamente nel carme 5 Catullo vuole che il "conto totale" dei baci sia così confuso che nessun malus (invidioso) possa risalire al numero preciso. Nella magia antica, conoscere il numero esatto di qualcosa permetteva di gettare il malocchio (invidere).
Se nel carme 28 il registro era vuoto (inanis), nel carme 5 il registro è così pieno che deve essere distrutto per troppa ricchezza.
Cicerone ne fa un uso massiccio nelle orazioni (es. Pro Roscio Comoedo), distinguendo tra il codex (registro definitivo) e le tabulae (appunti quotidiani).
In greco si trova il termine pínakes (πίνακες), usato già da Omero per segni scritti, ma assume valore contabile-burocratico in epoca ellenistica (Papiri) e negli storici come Polibio.</ref> patet<ref>Indicativo presente, 3ª pers. sing. pateo, pates, patui, -, patēre (2ª)</ref> lucelli<ref>Diminutivo di lucrum (guadagno). L'uso del diminutivo ha qui una valenza ironica e sprezzante: il "piccolo sporco guadagno".
È un hapax (compare solo qui) nell'opera catulliana.
Compare in Cicerone (Verrine) per descrivere i piccoli profitti illeciti di funzionari corrotti, e in Orazio (Epistole).
Il greco utilizza il diminutivo kerdỳllion (κερδύλλιον), da kérdos (guadagno), con la medesima sfumatura ironica che ritroviamo nella commedia di Aristofane.</ref>
Expensum<ref>Participio passato di expendere (ex + pendere, pesare fuori), riferito all'atto di pesare il metallo per pagare. Indica il denaro uscito.
Nel Carme 28 indica l'amara constatazione che non c'è guadagno, ma solo perdite.
Frequente in Plauto (es. Mostellaria), dove il linguaggio mercantile è tipico dei servi furbi o dei lenoni.
In greco corrisponde al concetto di anàloma (ἀνάλωμα), termine tecnico per le spese pubbliche e private che compare costantemente nelle epigrafi attiche del V secolo a.C.</ref>, ut mihi, qui meum secutus<ref>Participio perfetto (valore attivo), nom. masch. sing. sequor, sequeris, secutus sum, sequi (3ª deponente). Trattandosi di un verbo deponente, il participio perfetto ha senso attivo ("avendo seguito").</ref>
Praetorem refero<ref>Da re-fero (portare indietro), nel linguaggio contabile significa "iscrivere a bilancio" o "registrare una partita".
Catullo qui lo usa nell'espressione refero datum (registro come "dato", cioè perdita).
In altri autori latini è termine tecnico standard per i magistrati. Livio e Tacito lo usano per la registrazione degli atti al Senato (referre ad senatum).
In greco si usa anaghègraphein (ἀναγράφειν), scrivere sopra o registrare pubblicamente su pietra o bronzo i conti dello Stato.</ref> datum lucello<ref>La dialettica tra refero, datum e lucello costruisce il paradosso del fallimento economico: Catullo registra una perdita lì dove dovrebbe esserci un attivo.</ref>,
'O Memmi<ref>Memmio era un uomo politico di cultura (a lui Lucrezio dedicò il De Rerum Natura), ma Catullo lo descrive come un amministratore cinico e volgare.
Catullo seguì Memmio in Bitinia (Asia Minore) nel 57 a.C., sperando di risanare le proprie finanze dopo le spese sostenute a Roma. Tuttavia, la missione fu un fallimento economico totale per il poeta.
Memmio viene accusato di non aver minimamente favorito i suoi collaboratori (cohors), tenendo per sé ogni guadagno e trattando i giovani del seguito con disprezzo.
Nel Carme 10 Catullo ammette apertamente che in Bitinia non c'era nulla "che potesse servire alla coorte" per arricchirsi, soprattutto a causa di un "pretor irrumator" (un pretore spregevole) che non teneva in alcun conto il suo seguito.
Nel Carme 28 Catullo usa l'immagine violentissima della violenza sessuale (irrumasti) per descrivere metaforicamente lo sfruttamento subito. Memmio è il "palo" (trabs) che ha umiliato il poeta, lasciandolo "supino" e impotente</ref>, bene me ac diu supinum
Tota ista trabe lentus irrumasti<ref>Deriva da in + ruma (mammella, intesa qui come capezzolo o parte da succhiare). Originariamente indicava l'atto di spingere il membro nella bocca altrui. Nel gergo dell'invettiva, rappresenta l'atto supremo di dominio e umiliazione di un superiore su un inferiore. Catullo accusa Memmio di averlo sfruttato in Bitinia. L'immagine è quella del poeta "supino" (impotente) "fregato" dal potere del pretore.
Lo stesso verbo compare anche in Carme 16, 1: "Pedicabo ego vos et irrumabo". È il celebre attacco contro i critici Aurelio e Furio. Qui il verbo è usato come minaccia iperbolica per difendere la propria virilità e la propria arte.
Tra gli altri scrittori Marziale usa spesso il termine con funzione puramente insultante o satirica per descrivere la depravazione della Roma imperiale (Epigrammi, IV, 17 "Lycine, irrumat aliquis").
Anche nei Priapea (raccolta anonima), genere di poesia dedicata al dio Priapo, il verbo è frequentissimo come minaccia rituale contro chi tenta di rubare nell'orto del dio.</ref>.'
Sed, quantum uideo, pari fuistis
Casu: nam nihilo minore uerpa<ref>Origine incerta, probabilmente derivante da una radice indoeuropea che indica "girare" o "curvare", riferita al membro virile privo di prepuzio (scoperto). Per estensione, indica il membro stesso in un contesto di violenza o volgarità.
Catullo dice a Veranio e Fabullo che sono stati "farciti" (usati) da una verpa (quella di Pisone) non meno grande di quella di Memmio. L'iperbole serve a sottolineare che il danno economico subito è paragonabile a una violenza fisica. L'uso dei medesimi complementi di mezzo (tota trabe e minore uerpa) serve a sigillare l'identità di sorte tra il poeta in Bitinia e gli amici in Macedonia.
Altra occorrenza in Catullo è nel Carme 47, 4 citato indirettamente attraverso l'aggettivo verpus (circonciso/osceno) riferito ai favoriti di Pisone.
Il termine compare anche in Giovenale (Satira VI, 196): "quod enim non cessat verpa?". Giovenale lo usa per denunciare la lussuria sfrenata e l'uso del linguaggio osceno tra gli amanti nelle sue sferzanti satire contro i costumi romani.</ref>
Farti estis<ref>Indicativo perfetto passivo, 2ª pers. plur. farcio, farcis, farsi, fartum, farcīre (4ª). Questo verbo significa letteralmente "farcire" o "riempire", usato qui in senso osceno per descrivere lo sfruttamento subito.</ref>. Pete<ref>Imperativo presente, 2ª pers. sing. peto, petis, petivi/petii, petitum, petĕre (3ª)</ref> nobiles amicos<ref>Complemento oggetto: l'invito sarcastico a cercare protettori potenti.</ref>.
At uobis mala multa di deaeque
Dent<ref>Congiuntivo presente (ottativo), 3ª pers. plur. do, das, dedi, datum, dāre (1ª). È un congiuntivo desiderativo o ottativo, usato per lanciare la maledizione finale contro i potenti. Il verbo dent chiude il cerchio, spostando i governatori dalla posizione di "soggetti dominanti" a "oggetti del castigo divino".</ref>, opprobria Romuli Remique<ref>L'espressione "opprobria Romuli Remique" (le vergogne di Romolo e Remo), che chiude il Carme 28, non è solo un insulto colorito, ma un atto d'accusa politico-morale che colpisce l'essenza stessa dell'identità romana.
Citando i fondatori, Romolo e Remo, Catullo richiama il periodo delle origini, che per i Romani era il deposito della Virtus e del Mos Maiorum (il costume degli antenati). Definire Pisone e Memmio "opprobria" di tali antenati significa affermare che essi sono una degenerazione della stirpe. Non sono solo cattivi magistrati, sono "anti-romani".
Mentre i fondatori hanno costruito lo Stato sulla Fides (la lealtà), questi nobili contemporanei la distruggono attraverso lo sfruttamento.
Nella Roma del I secolo a.C., la nobilitas giustificava il proprio potere attraverso la discendenza. Catullo mette a nudo l'ipocrisia di questa casta: Memmio e Pisone vantano nomi illustri (i Calpurnii Pisoni erano una delle famiglie più potenti), ma il loro comportamento è "opprobrium" (vergogna, macchia infamante).
Il termine opprobrium rimanda alla censura morale. Nella storia morale romana, chi infangava il nome della famiglia perdeva il diritto di guidare la Res Publica.
Il legame tra i fondatori e la loro discendenza si basava sulla protezione dei subordinati.
Romolo, secondo la tradizione, fu colui che istituì il rapporto di patronato. Comportandosi come predatori (irrumatores) verso i propri collaboratori, Memmio e Pisone rinnegano l'istituzione fondamentale creata dal fondatore di cui portano il nome.
Questo tipo di invettiva che lega la corruzione presente alla grandezza passata si trova in altri autori che denunciano la decadenza morale:
* Sallustio (Bellum Catilinae): Descrive come la nobilitas sia passata dalla virtus all'avaritia e alla luxuria, diventando un peso per lo Stato.
* Cicerone (In Pisonem): Nell'orazione contro lo stesso Pisone citato da Catullo, Cicerone lo accusa di essere un "mostro" che disonora la dignità del consolato e della sua famiglia.
* Catullo, Carme 29: In un altro carme politico, il poeta usa espressioni simili contro Mamurra e Cesare ("cinaede Romule"), accusandoli di dissipare le ricchezze che dovrebbero appartenere al popolo di Roma.
Dicendo "opprobria Romuli Remique", Catullo compie un'operazione di esilio morale: espelle Memmio e Pisone dalla comunità dei veri Romani. Essi non sono figli della lupa, ma parassiti che vivono sulle rovine di un'etica ormai scomparsa</ref>.
</poem>
|trad=
<poem>
Compagni di Pisone, coorte a mani vuote
con i vostri bagaglietti adatti e leggeri,
ottimo Veranio e tu, mio Fabullo,
che mi raccontate? Avete sopportato abbastanza freddo
e fame con quel buono a nulla?
Compare forse nei registri qualche piccolo guadagno
segnato come uscita, come è successo a me, che avendo seguito
il mio pretore, riporto un "dato" al posto del guadagno?
"O Memmio, per bene e a lungo, mentre ero supino,
mi hai fregato con tutto quel tuo palo, senza fretta".
Ma, per quanto vedo, siete stati in una situazione
simile: infatti siete stati riempiti da un membro
per nulla più piccolo. Cercate pure amici nobili!
Ma a voi gli dei e le dee diano molti malanni,
vergogne della stirpe di Romolo e Remo.
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/28|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
Il genere della poesia: il componimento appartiene al genere del giambo (per spirito e aggressività) e della poesia d'occasione (tipica dei poetae novi). Sebbene rientri nella produzione lirica per l'uso della prima persona e l'espressione di sentimenti soggettivi, il contenuto è marcatamente invettiva (o satira personale).
La metrica della poesia: il componimento è scritto in endecasillabi faleci, il metro prediletto da Catullo per i carmi brevi. È un ritmo rapido e incalzante, perfetto per il tono colloquiale e polemico dell'invettiva.
Le figure retoriche della poesia:
Apostrofe: "Verani optime tuque mi Fabulle" (v. 3). Serve a stabilire un contatto affettivo immediato con i destinatari.
Metafora sessuale (Iperbole): "irrumasti" (v. 10) e "verpa / farti estis" (vv. 12-13). Il potere politico e lo sfruttamento economico sono rappresentati come violenza fisica e sessuale per enfatizzare l'umiliazione subita.
Ironia / Sarcasmo: "pari fuistis / casu" (vv. 11-12). Catullo usa il concetto di "sorte comune" per deridere amaramente la sfortuna condivisa.
Domande retoriche: "Quid rerum geritis? Satisne... tulistis?" (vv. 4-5). Danno dinamismo al testo, simulando un dialogo reale.
Metonimia: "tabulis" (v. 6), i registri contabili usati per indicare l'intera gestione economica della missione.
Ossimoro/Antitesi: "datum lucello" (v. 8). Il "dato" (perdita) che occupa il posto del "guadagno".
Il lessico è un mix sapiente di:
Sermo cotidianus (linguaggio parlato): termini come vappa (vino svaporato), lucello (diminutivo affettivo/ironico), farti estis (farciti/riempiti).
Linguaggio tecnico-contabile: tabulis, expensum, refero, gerere res. Serve a parodiare l'amministrazione burocratica delle province. L'uso del lessico tecnico-contabile nel Carme 28 è una scelta stilistica raffinata: Catullo utilizza il linguaggio freddo della burocrazia e dei registri per descrivere il "fallimento" della sua vita pubblica e di quella dei suoi amici.
Il vero pioniere del linguaggio contabile applicato alla letteratura è Plauto. Nelle sue commedie, i rapporti umani (anche amorosi) sono spesso descritti con metafore bancarie e debitorie (dare, accipere, expensum ferre). Catullo riprende questa tradizione ma la sposta dal piano comico a quello della satira politica.
In ambito grec, oltre alla terminologia tecnica delle epigrafi, l'uso metaforico del "conto" è presente nella Commedia Nuova (Menandro) e poi nella poesia ellenistica. Tuttavia, l'originalità di Catullo sta nel far scontrare questo linguaggio "arido" con termini estremamente osceni, creando un effetto di contrasto (stridore stilistico) che i greci usavano raramente con tale violenza.
In sintesi, Catullo usa la precisione del contabile per dimostrare che, conti alla mano, il servizio verso i potenti è un fallimento totale, sia economico che morale.
Linguaggio osceno (scabrosità): irrumasti, verpa. Usato per degradare i potenti al livello più basso della moralità. irrumare e verpa servono a descrivere l'esercizio del potere come violenza carnale. Per Catullo, chi subisce un torto economico o politico è, metaforicamente, una vittima di stupro. L'uso del linguaggio osceno e iperbolico in Catullo non è mai fine a se stesso o puramente gratuito; è uno strumento di aggressione politica e sociale. Attraverso termini crudi, il poeta "femminilizza" e degrada il potere, ribaltando i rapporti gerarchici: il magistrato che abusa del suo ruolo viene descritto come un predatore sessuale o un individuo moralmente viscido.
Il tono è aspro, sarcastico e aggressivo. Nonostante l'affetto per gli amici, il componimento è dominato da una rabbia virulenta contro l'ingiustizia.
Non troviamo amore o malinconia, bensì:
Sdegno e Rabbia: verso i governatori corrotti.
Cameratismo/Solidarietà: verso Veranio e Fabullo, "compagni di sventura".
Amarezza: per il fallimento delle aspettative sociali e professionali.
Lo stato d'animo è di partecipazione totale unita a una disincantata ironia. Catullo non osserva il mondo con distacco; si sente vittima insieme ai suoi amici. La sua riflessione è cruda: il sistema dei "nobili amici" è una trappola.
Questo mix emotivo si traduce in uno stile frastagliato e violento. La sintesi tra l'affetto (diminutivi come sarcinulis) e l'insulto brutale crea un contrasto stridente che riflette la tensione del poeta tra il desiderio di una vita raffinata e la realtà volgare del potere.
Riferimenti letterari della poesia:
Archiloco e Ipponatte: per la tradizione dell'invettiva greca e l'uso del linguaggio "basso" per colpire i nemici.
Callimaco: per la cura della forma (il labor limae) anche in testi apparentemente "spontanei" e volgari.
Tradizione romana della satira: il riferimento finale a Romolo e Remo (opprobria Romuli Remique) ancora il carme alla realtà morale e civile di Roma, richiamando il senso di vergogna per la decadenza dei costumi.
==Sintesi della poesia==
Catullo si rivolge a Veranio e Fabullo, appena tornati dalla missione in Macedonia al seguito del governatore Pisone. Il poeta nota i loro bagagli leggeri (segno di povertà) e chiede ironicamente se abbiano patito la fame e il freddo. Paragona poi la loro sorte alla propria esperienza in Bitinia con il pretore Memmio: sia Catullo che i suoi due amici sono stati "usati" e ingannati dai loro superiori, rimanendo a tasche vuote. Il carme si chiude con una violenta maledizione contro i due governatori corrotti.
==Il tema==
Il tema centrale è la critica sociale e politica unita alla solidarietà tra amici.
Catullo denuncia il fallimento del sistema clientelare romano: i giovani che accompagnavano i magistrati nelle province sperando in un onesto guadagno venivano invece sfruttati e umiliati. Emerge il contrasto tra l'integrità dei poetae novi e la corruzione dei potenti.
Il sistema della clientela e l'istituto dell'amicitia costituivano il collante sociale della Roma repubblicana, basandosi sul concetto etico di fides (lealtà) e sulla reciprocità dei doveri (officia). Il loro fallimento, che Catullo denuncia con ferocia, segna il passaggio da un legame morale a una forma di parassitismo e sfruttamento, sintomo della crisi della nobilitas.
Nel modello ideale, il protettore (patronus) doveva garantire protezione legale e sostentamento, ricevendone in cambio prestigio e sostegno politico (salutatio, appoggio elettorale).
* Cicerone, De Officiis (I, 42-45):
"Videndum est primum, ne obsit benignitas et iis ipsis, quibus benigne videbitur fieri, et ceteris; deinde ne maior benignitas sit quam facultates; tum ut pro dignitate cuique tribuatur."
(="Bisogna in primo luogo badare che la beneficenza non nuoccia né a coloro stessi ai quali si parrà farla, né agli altri; poi, che essa non sia superiore alle proprie facoltà; infine, che sia dispensata a ciascuno secondo il merito.")
Cicerone stabilisce che l'aiuto deve basarsi sulla dignitas (il merito) del beneficiario, non sul mero capriccio.
Catullo ribalta questa visione. Il superiore (Memmio o Pisone) non protegge più, ma "divora" i collaboratori.
* Catullo, Carme 28, 14-15:
"At vobis mala multa di deaeque / dent, opprobria Romuli Remique."
Catullo definisce i potenti "vergogne della stirpe di Romolo", indicando che il loro comportamento non è solo un torto personale, ma un tradimento della storia morale di Roma. Lo sfruttamento (espresso dai verbi di violenza sessuale) sostituisce l'investimento sui giovani talenti della cohors.
Se Catullo vive la transizione, Giovenale (I-II sec. d.C.) descrive il sistema ormai collassato, dove il cliente è ridotto a mendicante e il patrono a un tiranno avaro.La trasformazione in parassitismo sembra pienamente compiuta.
* Giovenale, Satira V, 1-2; 108-109:
"Si te propositi nondum pudet atque eadem est mens, / ut bona summa putes aliena vivere quadra..." [...] "nemo vicinus haec a te, dicuntur enim haec / quae reges amicis donant."
(="Se ancora non ti vergogni del tuo modo di vivere e sei dell'idea che il bene supremo sia mangiare alla tavola altrui..." [...] "Nessuno si aspetta da te i regali che i re facevano agli amici.")
Giovenale usa il termine Rex (re/tiranno) al posto di Patronus, a sottolineare la fine della libertà e della reciprocità del rapporto.
Gli studi storici confermano che il declino della nobilitas passò proprio attraverso la monetizzazione di questi rapporti.
Richard P. Saller ("Personal Patronage under the Early Empire", Cambridge University Press, testo cardine sullo studio del patronato romano) dimostra che il sistema clientelare si basava su uno scambio di "beni materiali" contro "beni immateriali" (onore). Quando l'onore smise di essere una moneta valida per la nobiltà, il sistema divenne puro sfruttamento.
"The vocabulary of friendship (amicitia) often masked the reality of unequal patronage, but when the moral obligation of gratia disappeared, the relationship became exploitative."
Traina, nel suo Poeti latini (e neolatini), evidenzia come Catullo sia il primo a denunciare la "prostituzione" dell'amicizia.
Per Catullo, la fides è un valore privato che i politici hanno tradito. Il "tradimento" di Memmio non è solo economico, è la rottura di un patto sacro che rendeva Roma civile.
Il sistema fallisce quando la Liberalitas (la generosità del nobile) diventa Avaritia. Catullo, con i suoi diminutivi (come lucellum) e le sue iperboli oscene, non fa che mettere a nudo questa "carie" sociale: i nobili romani sono diventati degli irrumatores (predatori) e i loro amici sono stati degradati a merce di scambio.
==Il messaggio ==
Il messaggio è un amaro avvertimento contro l'ambizione legata ai "nobili amici" (i potenti). Catullo mette in guardia sulla vacuità delle promesse di carriera politica: i protettori (Pisone e Memmio) non sono guide autorevoli, ma parassiti che calpestano la dignità dei loro collaboratori. La vera nobiltà risiede nel legame d'amicizia tra pari, non nel servizio ai potenti.
[[Categoria:Carmina (Catullo)]]
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Carmina (Catullo)/31
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2026-05-03T11:35:39Z
Adeberar
54317
/* Il messaggio */ aggiunte informazioni
495730
wikitext
text/x-wiki
{{Carmina (Catullo)}}
== Testo ==
{{Carmina (Catullo)/TestoOriginale|
<poem>
Paene insularum, Sirmio, insularumque
Ocelle, quascumque in liquentibus stagnis
Marique uasto fert uterque Neptunus,
Quam te libenter quamque laetus inuiso,
Vix mi ipse credens Thyniam atque Bithynos
Liquisse campos et uidere te in tuto!
O quid solutis est beatius curis,
Cum mens onus reponit, ac peregrino
Labore fessi uenimus larem ad nostrum
Desideratoque acquiscimus lecto?
Hoc est quod unum est pro laboribus tantis.
Salue, o uenusta Sirmio, atque ero gaude;
Gaudete, uosque, o Lydiae lacus undae;
Ridete, quidquid est domi cachinnorum.
</poem>
|trad=
<poem>
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/31|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
{{...}}
==Sintesi della poesia==
{{...}}
==Il tema==
{{Temi della poesia:
-ritorno in patria (Sirmione, sul lago di Garda)
-Locus amoenus}}
==Il messaggio ==
La celebrazione dell'otium e degli affetti domestici come unico ristoro possibile dalle fatiche del mondo pubblico e della sofferenza (legata anche al lutto del fratello visitato durante il viaggio).
[[Categoria:Carmina (Catullo)]]
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495731
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Adeberar
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/* Sintesi della poesia */ Aggiunte informazioni
495731
wikitext
text/x-wiki
{{Carmina (Catullo)}}
== Testo ==
{{Carmina (Catullo)/TestoOriginale|
<poem>
Paene insularum, Sirmio, insularumque
Ocelle, quascumque in liquentibus stagnis
Marique uasto fert uterque Neptunus,
Quam te libenter quamque laetus inuiso,
Vix mi ipse credens Thyniam atque Bithynos
Liquisse campos et uidere te in tuto!
O quid solutis est beatius curis,
Cum mens onus reponit, ac peregrino
Labore fessi uenimus larem ad nostrum
Desideratoque acquiscimus lecto?
Hoc est quod unum est pro laboribus tantis.
Salue, o uenusta Sirmio, atque ero gaude;
Gaudete, uosque, o Lydiae lacus undae;
Ridete, quidquid est domi cachinnorum.
</poem>
|trad=
<poem>
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/31|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
{{...}}
==Sintesi della poesia==
Il poeta rientra dalla Bitinia (56 a.C.) e approda alla sua villa di Sirmione. Il componimento non descrive il viaggio, ma il momento psicologico della liberazione dal peso (onus). È il canto della recreatio, del riposo che non è solo fisico ma esistenziale.
==Il tema==
{{Temi della poesia:
-ritorno in patria (Sirmione, sul lago di Garda)
-Locus amoenus}}
==Il messaggio ==
La celebrazione dell'otium e degli affetti domestici come unico ristoro possibile dalle fatiche del mondo pubblico e della sofferenza (legata anche al lutto del fratello visitato durante il viaggio).
[[Categoria:Carmina (Catullo)]]
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495731
2026-05-03T11:41:32Z
Adeberar
54317
/* Il tema */ Aggiunte informazioni
495733
wikitext
text/x-wiki
{{Carmina (Catullo)}}
== Testo ==
{{Carmina (Catullo)/TestoOriginale|
<poem>
Paene insularum, Sirmio, insularumque
Ocelle, quascumque in liquentibus stagnis
Marique uasto fert uterque Neptunus,
Quam te libenter quamque laetus inuiso,
Vix mi ipse credens Thyniam atque Bithynos
Liquisse campos et uidere te in tuto!
O quid solutis est beatius curis,
Cum mens onus reponit, ac peregrino
Labore fessi uenimus larem ad nostrum
Desideratoque acquiscimus lecto?
Hoc est quod unum est pro laboribus tantis.
Salue, o uenusta Sirmio, atque ero gaude;
Gaudete, uosque, o Lydiae lacus undae;
Ridete, quidquid est domi cachinnorum.
</poem>
|trad=
<poem>
</poem>
|fonte=Fonte: [[s:la:Carmina_(Catullus)/31|→ Wikisource]]
}}
==Analisi stilistica==
{{...}}
==Sintesi della poesia==
Il poeta rientra dalla Bitinia (56 a.C.) e approda alla sua villa di Sirmione. Il componimento non descrive il viaggio, ma il momento psicologico della liberazione dal peso (onus). È il canto della recreatio, del riposo che non è solo fisico ma esistenziale.
==Il tema==
Temi della poesia:
-ritorno in patria (Sirmione, sul lago di Garda): il ritorno richiama il topos letterario (nostos), ma va inteso soprattutto come recupero della propria identità dopo l'alienazione del servizio militare in Oriente.
-Locus amoenus
==Il messaggio ==
La celebrazione dell'otium e degli affetti domestici come unico ristoro possibile dalle fatiche del mondo pubblico e della sofferenza (legata anche al lutto del fratello visitato durante il viaggio).
[[Categoria:Carmina (Catullo)]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Casalvolone/Casalvolone - Chiesa di San Pietro Apostolo
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2026-05-03T11:34:09Z
VoceUmana7
51633
495729
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Giuseppe Marzi
* '''Anno:''' anni '60 del XX sec.
* '''Restauri/modifiche:''' Krengli (1993, modifiche e nuova consolle), Novara Organi (2023, restauro)
* '''Registri:''' 24
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nella navata
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in cornu epistulae
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XII || 2.2/3'
|-
|XV || 2'
|-
|Ripieno || 4 file
|-
|Flauto || 8'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Ottavina || 2'
|-
|Ripieno || 3 file
|-
|Viola di gamba || 8'
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Clarino || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di San Pietro Apostolo (Casalvolone)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Pietro Apostolo (Casalvolone)}}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Novara/Novara - Basilica di San Gaudenzio
0
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495696
396567
2026-05-02T23:31:51Z
VoceUmana7
51633
495696
wikitext
text/x-wiki
[[File:Novara SanGaudenzio presbiterio.jpg|400px|center]]
== Organo in cornu Epistulae ==
* '''Costruttore:''' Fratelli Serassi
* '''Anno:''' 1831
* '''Restauri/modifiche:''' Alessandro Mentasti (inizi del XX secolo, riforma)
* '''Registri:''' 19
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1
* '''Pedaliera:''' sì
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in cornu Epistulae
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Principale || 16' Bassi
|-
|Principale || 16' Soprani
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4' Bassi
|-
|Ottava || 4' Soprani
|-
|Quintadecima || 2'
|-
|Flauto || 8' Soprani
|-
|Flauto || 4'
|-
|Viola || 4'
|-
|Tromba || 8' Bassi
|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Corno inglese || 8' Soprani
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbassi con valvole || 16'
|-
|Bassi armonici || 8'
|-
|}
|}
== Organo in cornu Evangelii ==
* '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 632'')<ref>su progetto di Ulisse Matthey e Pietro Sganzetta.</ref>
* '''Anno:''' 1948-1949<ref>inaugurato da Fernando Germani il 28 maggio del 1949.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' Mascioni (1977), Mascioni (1998)
* '''Registri:''' 56
* '''Canne:''' 3484
* '''Trasmissione:''' elettropneumatica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nel presbiterio<ref>fino al 1977 si trovava sulla cantoria.</ref>
* '''Tastiere:''' 3 di 61 note (''Do<small>1</small>''-''Do<small>6</small>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' su cantoria in cornu Evangelii
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Positivo espressivo'''''<ref name=exp>le canne del primo e del terzo manuale sono inserite all'interno della stessa cassa espressiva, azionata da un'unica staffa.</ref>
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Decima quinta || 2'
|-
|Ripieno || 4 file
|-
|Sesquialtera
|-
|Cornetto || combinato
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarinetto</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale I || 8'
|-
|Principale II || 8'
|-
|Flauto traverso || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Flauto a camino || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno grave || 3 file
|-
|Ripieno acuto || 4 file
|-
|Voce umana || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Campane
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''III - ''Espressivo'''''<ref name=exp/>
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Eufonio || 8'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Quintadena || 8'
|-
|Viola da gamba || 8'
|-
|Salicionale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flagioletto || 4'
|-
|Silvestre || 2'
|-
|Ripieno || 3 file
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Coro viole || 3 file
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba armonica</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Voce corale</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Acustico || 32'
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Principale || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Principale || 8'
|-
|Cello || 8'
|-
|Quinta || 5.1/3'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Ripieno || 6 file
|-
|<span style="color:#8b0000;">Bombarda</span> || <span style="color:#8b0000;">16' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span>
|-
|Campane
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Basilica di San Gaudenzio|preposizione=sulla|etichetta=basilica di San Gaudenzio a Novara}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://xoomer.virgilio.it/fborsari/arretra/organi/italia21.html|autore=Alessio Forlani|titolo=Basilica di San Gaudenzio in Novara|editore=lapaginadell'organo.it|accesso=6 maggio 2016}}
* {{cita web|url=https://www.youtube.com/watch?v=1IkapK75z6g|titolo=Alexandre Guilmant - Sortie dans la tonalité gregorienne|editore=youtube.com|accesso=6 maggio 2016}}
{{Avanzamento|100%|6 maggio 2016}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Novara/Novara - Cattedrale di Santa Maria Assunta
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2026-05-02T23:28:35Z
VoceUmana7
51633
495694
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Organo in cornu Epistulae ==
* '''Costruttore:''' Alessandro Mentasti
* '''Anno:''' 1904
* '''Restauri/modifiche:''' Dell'Orto & Lanzini (1998, restauro conservativo).
* '''Registri:''' 40
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica con leva Barker per i manuali e il pedale, pneumatica per i registri
* '''Consolle:''' fissa indipendente, al centro della cantoria
* '''Tastiere:''' 3 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' piana parallela di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa3'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in Cornu Epistulae
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Diapason || 8'
|-
|Flauto<ref>Armonico, in facciata dal Fa1.</ref>|| 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Quintante || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flautino || 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno || 10 file
|-
|Fagotto || 16'
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Positivo aperto'''''
----
|-
|Eufonio || 8'
|-
|Flauto armonico || 8'
|-
|Salicionale || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Unda maris || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Piccolo || 2'
|-
|Clarinetto || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''III - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Viola da gamba || 8'
|-
|Violini || 8'
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Prestante || 4'
|-
|Bordone || 4'
|-
|Pieno || 4 file
|-
|Oboe || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Violone || 16'
|-
|Ottava || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Violoncello || 8'
|-
|Bombarda || 16'
|-
|}
|}
== Organo in cornu Evangelii ==
[[File:Novara Cattedrale di Santa Maria Assunta Interno Navata Est 2.jpg|400px|centro]]
* '''Costruttore:''' Luigi Maroni Biroldi
* '''Anno:''' 1830 ca.
* '''Restauri/modifiche:''' Alessandro Mentasti (1910 ca., riforma)
* '''Registri:''' 10
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'', Bassi/Soprani ''Si<sup>2</sup>''-''Do<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' piana parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' su cantoria in cornu Evangelii
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno || 1.1/3'<ref>Inseribile solo con apposito pedaletto.</ref>
|-
|Viola di gamba || 8'
|-
|Violino S. || 8'
|-
|Flauto || 4’<ref>In origine a partire dal Do2, poi completato da Mentasti aggiungendo un piccolo somiere supplementare con 12 canne tappate.</ref>
|-
|Unda maris S. || 8'
|-
|Cornetta S. || 2.2/3’
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Principale<ref>Di 27 note reali, ottenuto unificando i precedenti somieri dei contrabassi e dei timpani.</ref>|| 16'
|-
|}
|}
== Organo corale ==
* '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 1077'')<ref>Lo strumento era precedentemente collocato presso un'abitazione privata, poi donato alla Cattedrale al decesso del proprietario.</ref>
* '''Anno:''' 1986
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 4
* '''Canne:''' 244
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 54 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa5'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 12 note (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1</sup>''), priva di registri propri e costantemente unita al manuale
* '''Collocazione:''' in corpo unico mobile, a pavimento nel presbiterio
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3' Soprani
|-
|Principale || 2'
|-
|}
|}
== Organo da continuo ==
* '''Costruttore:''' Dell'Orto & Lanzini
* '''Anno:''' 2007
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 3
* '''Canne:''' 162
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' sporgente dalla parte superiore dello strumento
* '''Tastiere:''' 1 di 54 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' no
* '''Collocazione:''' in corpo unico mobile
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Principale || 2'
|-
|}
|}
== Strumenti precedenti ==
=== Organo corale Pinchi (seconda metà del XX secolo-anni 2010) ===
* '''Costruttore:''' Pinchi
* '''Anno:''' anni 1960
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 6
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica con sistema multiplo
* '''Consolle:''' mobile indipendente
* '''Tastiere:''' 1 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' Ceduto al S. Monte Calvario di Domodossola (VB) nel 2015 e collocato nell'Oratorio domestico dell'Addolorata.
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale espressivo'''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimaseconda || 1'
|-
|Voce Umana || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale espressivo'''
----
|-
|Principale acustico || 16'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Duomo di Novara|preposizione=sulla|etichetta=cattedrale di Santa Maria Assunta a Novara}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.novaria.org/home/2-non-categorizzato/81-organo-in-cornu-epistolae|titolo=Organo in cornu Epistolae|editore=novaria.org|accesso=6 maggio 2016}}
* {{cita web|url=http://www.novaria.org/home/2-non-categorizzato/82-organo-in-cornu-evangelii|titolo=Organo in cornu Evangelii|editore=novaria.org|accesso=6 maggio 2016}}
* {{cita web|url=http://www.novaria.org/home/2-non-categorizzato/83-organo-corale|titolo=Organo corale|editore=novaria.org|accesso=6 maggio 2016}}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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2026-05-02T23:30:21Z
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51633
495695
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Organo in cornu Epistulae ==
[[File:Cathedrale di Santa Maria Assunta, Novare.jpg|400px|centro]]
* '''Costruttore:''' Alessandro Mentasti
* '''Anno:''' 1904
* '''Restauri/modifiche:''' Dell'Orto & Lanzini (1998, restauro conservativo).
* '''Registri:''' 40
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica con leva Barker per i manuali e il pedale, pneumatica per i registri
* '''Consolle:''' fissa indipendente, al centro della cantoria
* '''Tastiere:''' 3 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' piana parallela di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa3'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in Cornu Epistulae
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Diapason || 8'
|-
|Flauto<ref>Armonico, in facciata dal Fa1.</ref>|| 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Quintante || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flautino || 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno || 10 file
|-
|Fagotto || 16'
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Positivo aperto'''''
----
|-
|Eufonio || 8'
|-
|Flauto armonico || 8'
|-
|Salicionale || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Unda maris || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Piccolo || 2'
|-
|Clarinetto || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''III - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Viola da gamba || 8'
|-
|Violini || 8'
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Prestante || 4'
|-
|Bordone || 4'
|-
|Pieno || 4 file
|-
|Oboe || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Violone || 16'
|-
|Ottava || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Violoncello || 8'
|-
|Bombarda || 16'
|-
|}
|}
== Organo in cornu Evangelii ==
[[File:Cathedrale di Santa Maria Assunta, Novare.jpg|400px|centro]]
* '''Costruttore:''' Luigi Maroni Biroldi
* '''Anno:''' 1830 ca.
* '''Restauri/modifiche:''' Alessandro Mentasti (1910 ca., riforma)
* '''Registri:''' 10
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'', Bassi/Soprani ''Si<sup>2</sup>''-''Do<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' piana parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' su cantoria in cornu Evangelii
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno || 1.1/3'<ref>Inseribile solo con apposito pedaletto.</ref>
|-
|Viola di gamba || 8'
|-
|Violino S. || 8'
|-
|Flauto || 4’<ref>In origine a partire dal Do2, poi completato da Mentasti aggiungendo un piccolo somiere supplementare con 12 canne tappate.</ref>
|-
|Unda maris S. || 8'
|-
|Cornetta S. || 2.2/3’
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Principale<ref>Di 27 note reali, ottenuto unificando i precedenti somieri dei contrabassi e dei timpani.</ref>|| 16'
|-
|}
|}
== Organo corale ==
* '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 1077'')<ref>Lo strumento era precedentemente collocato presso un'abitazione privata, poi donato alla Cattedrale al decesso del proprietario.</ref>
* '''Anno:''' 1986
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 4
* '''Canne:''' 244
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 54 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa5'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 12 note (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1</sup>''), priva di registri propri e costantemente unita al manuale
* '''Collocazione:''' in corpo unico mobile, a pavimento nel presbiterio
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3' Soprani
|-
|Principale || 2'
|-
|}
|}
== Organo da continuo ==
* '''Costruttore:''' Dell'Orto & Lanzini
* '''Anno:''' 2007
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 3
* '''Canne:''' 162
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' sporgente dalla parte superiore dello strumento
* '''Tastiere:''' 1 di 54 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' no
* '''Collocazione:''' in corpo unico mobile
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Principale || 2'
|-
|}
|}
== Strumenti precedenti ==
=== Organo corale Pinchi (seconda metà del XX secolo-anni 2010) ===
* '''Costruttore:''' Pinchi
* '''Anno:''' anni 1960
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 6
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica con sistema multiplo
* '''Consolle:''' mobile indipendente
* '''Tastiere:''' 1 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' Ceduto al S. Monte Calvario di Domodossola (VB) nel 2015 e collocato nell'Oratorio domestico dell'Addolorata.
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale espressivo'''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimaseconda || 1'
|-
|Voce Umana || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale espressivo'''
----
|-
|Principale acustico || 16'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Duomo di Novara|preposizione=sulla|etichetta=cattedrale di Santa Maria Assunta a Novara}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.novaria.org/home/2-non-categorizzato/81-organo-in-cornu-epistolae|titolo=Organo in cornu Epistolae|editore=novaria.org|accesso=6 maggio 2016}}
* {{cita web|url=http://www.novaria.org/home/2-non-categorizzato/82-organo-in-cornu-evangelii|titolo=Organo in cornu Evangelii|editore=novaria.org|accesso=6 maggio 2016}}
* {{cita web|url=http://www.novaria.org/home/2-non-categorizzato/83-organo-corale|titolo=Organo corale|editore=novaria.org|accesso=6 maggio 2016}}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Novara/Novara - Chiesa di San Martino
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2026-05-02T23:46:51Z
VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo San Martino Novara.jpg|miniatura|centro]]
* '''Costruttore:''' Balbiani Vegezzi-Bossi
* '''Anno:''' Anni '20 del XX secolo
* '''Restauri/modifiche:''' Krengli (1994, collocazione<ref>Lo strumento era precedentemente collocato presso l'istituto Viotti di Vercelli.</ref>, restauro, elettrificazione e ampliamento), Novara Organi (2021, restauro)
* '''Registri:''' 12
* '''Canne:''' 954
* '''Trasmissione:''' elettrica<ref>Pneumatica in origine.</ref>
* '''Consolle:''' mobile indipendente nel presbiterio
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do6'')<ref>Il grand'organo ha il somiere di 73 note per ottenere le superottave complete (eccetto la Tromba).</ref>
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento nel presbiterio<ref>Lo strumento è interamente racchiuso in un'unica cassa espressiva.</ref>
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo espressivo'''''
----
|-
|Principale || 8'<ref> In legno fino al Fa<sup>2</sup>.</ref>
|-
|Ottava || 4'
|-
|Ripieno 5 file || 2'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Tromba || 8'<ref>Aggiunta da Krengli e collocata su somiere indipendente a magneti diretti.</ref>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Recitativo espressivo'''''
----
|-
|Flauto || 4'<ref>Armonico dal Do<sup>3</sup>.</ref>
|-
|Viola da gamba || 8'
|-
|Voce celeste 2 file || 8'
|-
|Tromba || 8'<ref>Trasmesso dal Grand'Organo.</ref>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale espressivo'''
----
|-
|Bordone || 16'<ref>Dal Do<sup>2</sup> al Fa<sup>3</sup> ha canne di legno aperte in comune con il Principale 8' del Grand'Organo.</ref>
|-
|Principale || 8'<ref>Trasmesso dal Grand'Organo fino al Fa<sup>2</sup>, con canne di legno, poi prosegue con proprie canne metalliche.</ref>
|-
|Tromba || 8'<ref>Trasmesso dal Grand'Organo.</ref>
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|28 luglio 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Arona/Collegiata di Santa Maria
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Dell'Orto e Lanzini (''Opus 1'')
* '''Anno:''' 1985
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 39
* '''Canne:''' 2528
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 3 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' dritta di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
'''Accessori:''' ''Cymbelstern''
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto a camino || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto in VIII || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Ottava || 2'
|-
|Mistura III-IV file ||
|-
|Cimbalo II file ||
|-
|Cornetto V file ||
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Positivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Quintadena || 8'
|-
|Principale || 4'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Corno di camoscio || 2'
|-
|Quinta || 1.1/3'
|-
|Scharf III file ||
|-
|Sesquialtera II file ||
|-
|Dulzian || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''III - ''Eco'''''
----
|-
|Bordone di legno || 8'
|-
|Flauto a cuspide || 4'
|-
|Principale || 2'
|-
|Flagioletto || 1'
|-
|Terziana II file ||
|-
|Cimbalo II file ||
|-
|Sordone || 16'
|-
|Vox humana || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Principale stoppo || 16'
|-
|Ottava || 8'
|-
|Flauto a camino || 8'
|-
|Quinta || 5.1/3'
|-
|Prestante || 4'
|-
|Corno di notte || 2'
|-
|Mistura II file ||
|-
|Cimbalo III file ||
|-
|Trombone || 16'
|-
|Tromba || 8'
|-
|Cornamusa || 4'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Collegiata della Natività di Maria Vergine|preposizione=sulla|etichetta=Collegiata della Natività di Maria Vergine}}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Arona Collegiata di Santa Maria Nascente Interno Navata Organo.jpg|400px|centro]]
* '''Costruttore:''' Dell'Orto e Lanzini (''Opus 1'')
* '''Anno:''' 1985
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 39
* '''Canne:''' 2528
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 3 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' dritta di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
'''Accessori:''' ''Cymbelstern''
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto a camino || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto in VIII || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Ottava || 2'
|-
|Mistura III-IV file ||
|-
|Cimbalo II file ||
|-
|Cornetto V file ||
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Positivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Quintadena || 8'
|-
|Principale || 4'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Corno di camoscio || 2'
|-
|Quinta || 1.1/3'
|-
|Scharf III file ||
|-
|Sesquialtera II file ||
|-
|Dulzian || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''III - ''Eco'''''
----
|-
|Bordone di legno || 8'
|-
|Flauto a cuspide || 4'
|-
|Principale || 2'
|-
|Flagioletto || 1'
|-
|Terziana II file ||
|-
|Cimbalo II file ||
|-
|Sordone || 16'
|-
|Vox humana || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Principale stoppo || 16'
|-
|Ottava || 8'
|-
|Flauto a camino || 8'
|-
|Quinta || 5.1/3'
|-
|Prestante || 4'
|-
|Corno di notte || 2'
|-
|Mistura II file ||
|-
|Cimbalo III file ||
|-
|Trombone || 16'
|-
|Tromba || 8'
|-
|Cornamusa || 4'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Collegiata della Natività di Maria Vergine|preposizione=sulla|etichetta=Collegiata della Natività di Maria Vergine}}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Bellinzago Novarese/Chiesa di Sant'Anna
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2026-05-03T00:21:40Z
VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo Sant'Anna Bellinzago.jpg|miniatura|centro]]
* '''Costruttore:''' Giovanni Battista Gavinelli
* '''Anno:''' 1652
* '''Restauri/modifiche:''' Vittore Ermolli (XIX secolo, modifiche e ampliamento), Dell'Orto e Lanzini (2022, restauro filologico e ripristino della fisionomia originaria)
* '''Registri:''' 11
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'', con prima ottava corta)
* '''Pedaliera:''' a leggio di 9 note con ottava corta (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>2</sup>''), costantemente unita al manuale
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria sulla parete destra della navata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava ||
|-
|Decimaquinta ||
|-
|Decimanona ||
|-
|Vigesimaseconda ||
|-
|Vigesimasesta ||
|-
|Vigesimanona ||
|-
|Fifara<ref>da ''Do#<sup>3</sup>''</ref> ||
|-
|Duodecima ||
|-
|Flauto in VIII||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Controbassi || 16'
|-
|}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Novara/Novara - Chiesa di San Marco
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Organo San Marco Novara.jpg|400px|centro]]
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Mascioni<ref>Progetto fonico di Lorenzo Ghielmi</ref>
* '''Anno:''' 2001
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 17
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' piana-parallela di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Quintadecima || 2'
|-
|Ripieno || 4 file
|-
|Flauto a camino || 8'
|-
|Flauto in VIII || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Terza || 1.3/5'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Positivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Principale || 4'
|-
|Ottava || 2'
|-
|Ripieno || 2 file
|-
|Tromba dolce || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Principale basso || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Trombone || 16'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|30 marzo 2018}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Organo San Marco Novara.jpg|400px|centro]]
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Mascioni<ref>Progetto fonico di Lorenzo Ghielmi</ref>
* '''Anno:''' 2001
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 17
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' piana-parallela di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Quintadecima || 2'
|-
|Ripieno || 4 file
|-
|Flauto a camino || 8'
|-
|Flauto in VIII || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Terza || 1.3/5'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Positivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Principale || 4'
|-
|Ottava || 2'
|-
|Ripieno || 2 file
|-
|Tromba dolce || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Principale basso || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Trombone || 16'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di San Marco (Novara)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Marco a Novara}}
{{Avanzamento|100%|30 marzo 2018}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Novara/Novara - Chiesa di Sant'Eufemia
0
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495705
403829
2026-05-02T23:50:30Z
VoceUmana7
51633
495705
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Eugenio Biroldi
* '''Anno:''' 1817
* '''Restauri/modifiche:''' Luigi Mentasti (1860, modifiche all'organo eco); Krengli (1944, nuova pedaliera); Italo Marzi (1985, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 40
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2, la prima (''Eco espressivo'') di 51 note (''Fa<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>''), la seconda (''Grand'Organo'') di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-parallela di 24 note (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' ''Terza mano'' al secondo manuale (a manetta e a pedaletto), ''Unione delle tastiere'' (a pedaletto), ''Tasto al pedale'' (a pedaletto), ''Rollante'' (a pedaletto)
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - Eco espressivo'''
----
|-
|Flutta || 8' Soprani
|-
|Principale || 6' Bassi
|-
|Principale || 6' Soprani
|-
|Ottava || 4'
|-
|Quinta Decima || 2'
|-
|Decima Nona || 1.1/3'
|-
|Vigesima Seconda || 1'
|-
|Vigesima Sesta ||
|-
|Vigesima Nona ||
|-
|Ottavino || 1' Bassi
|-
|Flauto in XII || 2.2/3' Soprani
|-
|Violoncello || 16' Soprani
|-
|Clarone || 6' Bassi
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - Grand'Organo ''Concerto'''''
----
|-
|Flauto Traverso || 8' Soprani
|-
|Corno Inglese || 16' Soprani
|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Fagotto || 8' Bassi
|-
|Violoncello || 4' Bassi
|-
|Viola || 8' Bassi
|-
|Viola || 8' Soprani
|-
|Ottavino || 2' Soprani
|-
|Flauto in Ottava || 4'
|-
|Voce Umana || 8'
|-
|}
</br>
</br>
</br>
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale ''Concerto'''''
----
|-
|Tromboni || 12'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - Grand'Organo ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Principale || 16' Bassi
|-
|Principale || 16' Soprani
|-
|Principale II || 8'
|-
|Ottava || 4' Bassi
|-
|Ottava || 4' Soprani
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Quinta Decima || 2'
|-
|Decima Nona || 1.1/3'
|-
|Vigesima Seconda || 1'
|-
|Vigesima Sesta e Nona ||
|-
|Due di Ripieno ||
|-
|Due di Ripieno ||
|-
|}
</br>
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale ''Ripieno'''''
----
|-
|Bassi Armonici || 8'
|-
|Contrabassi e Ottave || 16'+8'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|preposizione=sulla|etichetta=chiesa di Sant'Eufemia a Novara}}
{{Avanzamento|100%|11 aprile 2018}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Vicoforte
0
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495682
399808
2026-05-02T22:47:05Z
VoceUmana7
51633
495682
wikitext
text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Vicoforte/Vicoforte - Santuario di Vicoforte|Santuario di Vicoforte]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Vicoforte]]
{{Avanzamento|50%|29 dicembre 2019}}
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Vicoforte/Vicoforte - Santuario di Vicoforte
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396537
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VoceUmana7
51633
495683
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo .jpg|400px|center|Organo ]]
* '''Costruttore:''' Carlo Vegezzi Bossi
* '''Anno:''' 1903
* '''Restauri/modifiche:''' Mascioni (1996, restauro)
* '''Registri:''' 30 (29 sonori)
* '''Canne:''' 1910 circa
* '''Trasmissione:''' pneumatica per tastiere, pedaliera e registri
* '''Consolle:''' a finestra, al centro dello strumento
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico sul matroneo
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale ||16’
|-
|Principale diapason ||8’
|-
|Flauto dolce ||8’
|-
|Dulciana ||8’
|-
|Gamba ||8’
|-
|Unda maris ||8'<ref name=PICC>Dal ''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|Quinta ||5.1/3’
|-
|Ottava ||4’
|-
|Duodecima ||2.2/3’
|-
|Decimaquinta ||2’
|-
|Pieno ||VI file
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarinetto </span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Recitativo Espressivo '''''
----
|-
|Principalino ||8’
|-
|Bordone ||8’
|-
|Viola gamba ||8’
|-
|Viola celeste ||8’<ref name=PICC/>
|-
|Concerto Viole ||8’<ref name=PICC/>
|-
|Ottava eolina ||4’
|-
|Flauto ottaviante ||4’
|-
|Pienino ||2'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe </span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Voce Corale </span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Violoncello || 8'
|-
|Ottava || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Bombarda</span>||<span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Santuario di Vicoforte|preposizione=sulla|etichetta=Santuario di Vicoforte}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.santuariodivicoforte.it/|accesso=7 dicembre 2020}}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Rocca de' Baldi/Crava - Chiesa di Santa Maria Vergine Assunta
0
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495644
440692
2026-05-02T22:17:31Z
VoceUmana7
51633
495644
wikitext
text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore''': Fratelli Vittino 1877
* '''Registri''': 21
* '''Canne''': 700 circa
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Tastiere''': 1 di 48 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera''': corta di 13 note
* '''Collocazione''': in un corpo unico, sulla cantoria, in controfaccia
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra – ''Concerto'''''
----
|-
|Fagotto ||8' Bassi
|-
|Tromba ||8' Soprani
|-
|Corno inglese|| 8' Soprani
|-
|Corno bassetto ||16' Soprani
|-
|Flauto traverso ||8' Soprani
|-
|Flauto in ottava ||4' Soprani
|-
|Cornetto dolce ||2.2/3' Soprani
|-
|Flagioletto ||2' Soprani
|-
|Dolciana ||8' Soprani
|-
|Viola ||4' Bassi
|-
|Voce umana ||8' Soprani
|-
|Terza mano ||Soprani
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra – ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale ||8' Bassi
|-
|Principale ||8' Soprani
|-
|Ottava ||Bassi
|-
|Ottava ||Soprani
|-
|Duodecima
|-
|Decimaquinta
|-
|Decimanona
|-
|Vigesimaseconda
|-
|Ripieno ||2 file
|-
|Contrabbassi ||16'<ref>al pedale</ref>
|-
|Timpani<ref name=tm1>non funzionanti</ref>
|-
|Campanelli<ref name=tm1>non funzionanti</ref>
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Borgomanero/Chiesa di San Bartolomeo
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495727
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2026-05-03T00:25:02Z
VoceUmana7
51633
495727
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Fratelli Serassi
* '''Anno:''' 1821
* '''Restauri/modifiche:''' Giulio e Carlo Scolari (1902, restauro e modifiche), Giuseppe Marzi (1947, restauro conservativo), Italo Marzi (2001, restauro e ripristino delle caratteristiche originarie)
* '''Registri:''' 41
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Si<sup>2</sup>''-''Do<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 19 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>2</sup>''), + campanelli, rollante, e unione tastiere
* '''Collocazione:''' su cantoria in cornu evangelii
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - Organo Eco'''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|XXVI - XXIX || 2/3'
|-
|Flauto a camino (intero) || 8'
|-
|Flauto in VIII (intero) || 4'
|-
|Cornetto in XII e XVII || 2.2/3' Soprani
|-
|Arpone Bassi e Violoncello Soprani || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - Grand'Organo – ''Concerto'''''
----
|-
|Sesquialtera (XII - XVII) || 2.2/3'
|-
|Cornetto I (VIII - XII) || 4' Soprani
|-
|Cornetto II (XV - XVII) || 2' Soprani
|-
|Fagotto || 8' Bassi
|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Clarone || 4' Bassi
|-
|Corno Inglese || 16' Soprani
|-
|Oboe || 8' Soprani
|-
|Flauto traversiere || 8' Soprani
|-
|Violetta || 4' Bassi
|-
|Flagioletto || 1' Bassi
|-
|Flauto in VIII || 4' Soprani
|-
|Voce umana || 8' Soprani
|-
|Tromboni || 16' al pedale
|-
|Terza mano ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - Grand'Organo – ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale I || 8' Bassi
|-
|Principale I || 8' Soprani
|-
|Principale II || 8' Bassi
|-
|Principale II || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4' Bassi
|-
|Ottava || 4' Soprani
|-
|XII || 2.2/3'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII - XXVI || 1'
|-
|XXVI - XXIX || 2/3'
|-
|XXXIII - XXXIII || 1/3'
|-
|Quadragesima duplicata || 1/6'
|-
|Contrabbassi I con ottave || 16' + 8' <sup>(al Pedale)</sup>
|-
|Contrabbassi II || 16' al pedale
|-
|Timpani in 12 toni
|}
|}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Novara/Novara - Chiesa di Santa Maria alla bicocca
0
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495706
396571
2026-05-03T00:04:53Z
VoceUmana7
51633
495706
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Paolo Mentasti e figlio
* '''Anno:''' 1877
* '''Restauri/modifiche:''' Krengli (1959, restauro e modifiche), Dell'Orto e Lanzini (2012, restauro e ripristino delle caratteristiche originarie)
* '''Registri:''' 34
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica sospesa
* '''Tastiere:''' 1 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Si<sup>2</sup>''/''Do<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' piana - parallela di 26 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>3</sup>'') + rollante
* '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra – ''Concerto'''''
----
|-
|Voce flebile || 8' Soprani
|-
|Fagotto || 8' Bassi
|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Corno di bassetto || 8' Bassi
|-
|Corno inglese || 16' Soprani
|-
|Clarone || 4' Bassi
|-
|Oboe || 8' Soprani
|-
|Viola I || 4' Bassi
|-
|Viola II || 4' Bassi
|-
|Viola || 8' Soprani
|-
|Flauto traverso || 8' Soprani
|-
|Flauto polacco || 4' Soprani
|-
|Ottavino || 2' Soprani
|-
|Bombarde || 12' al pedale
|-
|Timpani
|-
|Terza mano
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra – ''Ripieno'''''
----
|-
|Voce umana || 8' Soprani
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Principale || 16' Bassi
|-
|Principale || 16' Soprani
|-
|Ottava || 4' Bassi
|-
|Ottava || 4' Soprani
|-
|XII || 2.2/3' Bassi
|-
|XII || 2.2/3' Soprani
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|XXVI - XXIX || 2/3'
|-
|XXXIII - XXXVI || 1/3'
|-
|Bassi armonici || 8'
|-
|Terzo piede
|-
|Contrabbassi ed ottave || 16' + 8' al pedale
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Arona/Chiesa di Sant'Anna
0
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495719
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2026-05-03T00:15:38Z
VoceUmana7
51633
495719
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Giacomo Mascioni
* '''Anno:''' 1829
* '''Restauri/modifiche:''' Tobia Franzetti (1856, restauro conservativo), Felice Silvera (1869, restauro e modifiche)
* '''Registri:''' 18
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Tastiere:''' 1 di 52 note con prima ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Si<sup>2</sup>''/''Do<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' di 17 note con prima ottava corta (''Do<sup>1</sup>''-''Sol#<sup>2</sup>'') + terza mano
* '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra – ''Concerto'''''
----
|-
|Fagotti || 8' Bassi
|-
|Voce Umana || 8'
|-
|Fluta spiegata || 8' Soprani
|-
|Trombe || 8' Soprani
|-
|Ottavino || 2' Soprani
|-
|Timpani di bronzo || Soprani
|-
|Terza mano || Soprani
|-
|Bassi e Contrabbassi || 8' + 16'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra – ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4' Bassi
|-
|Ottava || 4' Soprani
|-
|Quinta decima || 2'
|-
|Decima nona || 1.1/3'
|-
|Vigesima seconda || 1'
|-
|Vigesima sesta || 2/3'
|-
|Vigesima nona || 1/2'
|-
|Trigesima terza e sesta || 1/3'
|-
|}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Arona/Chiesa della Madonna di Loreto
0
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495720
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2026-05-03T00:16:39Z
VoceUmana7
51633
495720
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Felice Silvera
* '''Anno:''' 1838
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 24
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Si<sup>2</sup>''/''Do<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' rettilinea di 17 note (''Do<sup>1</sup>''-''Mi<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria in controfacciata
* '''Note:''' Strumento alimentato manualmente
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra – ''Concerto'''''
----
|-
|Tremolo
|-
|Fagotto || 8' Bassi
|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Violoncello || 4' Bassi
|-
|Corno Inglese || 16' Soprani
|-
|Viola da gamba || 4' Bassi
|-
|Fluta traversiera || 8' Soprani
|-
|Flauto in VIII || 4' Soprani
|-
|Ottavino || 2' Soprani
|-
|Viola || 8'
|-
|Trombone || 16' ai pedali
|-
|Basso || 8' ai pedali
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra – ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || 16' Soprani
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4' Bassi
|-
|Ottava || 4' Soprani
|-
|Quinta decima || 2' Bassi
|-
|Quinta decima || 2' Soprani
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|XXVI - XXIX || 2/3'
|-
|XXXIII - XXXVI || 1/3'
|-
|Contrabbassi e Ottava || 16' + 8'
|-
|}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Arona/Chiesa di San Giuseppe
0
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2026-05-03T00:18:12Z
VoceUmana7
51633
495721
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Giuseppe Franzetti
* '''Anno:''' 1846
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 22
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Tastiere:''' 1 di 54 note con ottava scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Si<sup>2</sup>''/''Do<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 17 note (''Do<sup>1</sup>''-''Mi<sup>2</sup>'') + terza mano
* '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra – ''Concerto'''''
----
|-
|Fluta traversiere || 8'
|-
|Fagotto || 8' Bassi
|-
|Trombe || 8' Soprani
|-
|Viola || 4' Bassi
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Violino || 8' Soprani
|-
|Flauto in VIII || 4'
|-
|Ottavino || 2' Soprani
|-
|Tromboni || 16' al pedale
|-
|Contrabbassi || 16' ai pedali
|-
|Bassi armonici || 8' ai pedali
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra – ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4' Bassi
|-
|Ottava || 4' Soprani
|-
|Quintadecima || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimaseconda || 1'
|-
|Vigesimasesta || 2/3'
|-
|Vigesimanona || 1/2'
|-
|Trigesimaterza || 1/3'
|-
|Trigesimasesta || 1/4'
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di San Giuseppe (Arona)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Giuseppe ad Arona}}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Arona/Chiesa dei Santi Martiri
0
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VoceUmana7
51633
495722
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Giuseppe Franzetti
* '''Anno:''' 1850
* '''Restauri/modifiche:''' Fratelli Serassi (1864, restauro e ampliamento), Celestino Balbiani e Cesare Bernasconi (1919, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 53
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Si<sup>2</sup>''-''Do<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' rettilinea di 17 note (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>2</sup>'') + terza mano e rollante
* '''Collocazione:''' su cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - Organo Eco'''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4' Bassi
|-
|Ottava || 4' Soprani
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|XXVI - XXIX || 1/2'
|-
|Violetta || 8' Soprani
|-
|Ottavino || 2'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Viola || 4' Bassi
|-
|Arponi || 8' Bassi
|-
|Violoncello || 4' Soprani
|-
|Oboe || 8' Soprani
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - Grand'Organo – ''Concerto'''''
----
|-
|Campanelli
|-
|Corni da caccia || 16'
|-
|Cornetto I (VIII - XII) || 4'
|-
|Cornetto II (XV - XVII) || 2'
|-
|Fagotto || 8' Bassi
|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Clarone || 4' Bassi
|-
|Trombe || 16' Soprani
|-
|Corno Inglese || 16' Soprani
|-
|Violoncello || 4' Bassi
|-
|Corno inglese || 16' Soprani
|-
|Violone || 8' Bassi
|-
|Flauto in VIII || 4' Soprani
|-
|Flauto traverso || 8'
|-
|Violino || 8' Soprani
|-
|Clarinetto || 8'
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Bombarde || 12'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - Grand'Organo – ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || 16' Bassi
|-
|Principale || 16' Soprani
|-
|Principale I || 8' Bassi
|-
|Principale I || 8' Soprani
|-
|Principale II || 8' Bassi
|-
|Principale II || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4' Bassi
|-
|Ottava || 4' Soprani
|-
|XII || 2.2/3'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|XXVI - XXIX || 2/3'
|-
|XXXIII - XXXVI || 1/3'
|-
|XL - XLIII || 1/6'
|-
|Contrabbassi e ottava || 16' + 8' <sup>(al Pedale)</sup>
|-
|Bassi armonici || 8'
|-
|Timballi in tutti i toni
|-
|Terza mano
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa dei Santi Martiri (Arona)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa dei Santi Martiri ad Arona}}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Monforte d'Alba
0
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495604
399801
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VoceUmana7
51633
/* Capoluogo */
495604
wikitext
text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
== Capoluogo ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Monforte d'Alba/Chiesa della Madonna della Neve|Chiesa della Madonna della Neve]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Monforte d'Alba/Chiesa della Madonna della Neve
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
{{Doppia immagine|center|Monforte prospetto restaurato.jpg|330|Consolle monforte restauro.jpg|450}}
* '''Costruttore:''' Carlo Vegezzi-Bossi
* '''Anno:''' 1912
* '''Restauri/modifiche:''' Giulio Ghetti e figlio Mario (1970, manutenzione straordinaria), Brondino Vegezzi-Bossi (2022, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 20
* '''Trasmissione:''' pneumatica
* '''Consolle:''' in cantoria, rivolta verso l'altare
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<small>1</small>''-''La<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 27 note (''Do<small>1</small>''-''Re<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' su cantoria, in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Principale Diapason || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Unda Maris || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Duodecima || 2' 2/3
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Pieno 6 file || 2'
|-
|<span style="color:#8b0000;"> Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;"> 8' </span>
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Viola Gamba || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Concerto Viole III || 8'
|-
|Flauto Armonico|| 4'
|-
|Ottava Eolina || 4'
|-
|Oboe Combinato || 8'
|-
|Violoncello Combinato ||8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Corale </span>|| <span style="color:#8b0000;">8' </span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Violon-Contrabbasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Ottava || 8'
|-
|Violoncello || 8'
|-
|}
|}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
{{Doppia immagine|center|Monforte prospetto restaurato.jpg|300|Consolle monforte restauro.jpg|350}}
* '''Costruttore:''' Carlo Vegezzi-Bossi
* '''Anno:''' 1912
* '''Restauri/modifiche:''' Giulio Ghetti e figlio Mario (1970, manutenzione straordinaria), Brondino Vegezzi-Bossi (2022, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 20
* '''Trasmissione:''' pneumatica
* '''Consolle:''' in cantoria, rivolta verso l'altare
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' su cantoria, in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Principale Diapason || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Unda Maris || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Duodecima || 2' 2/3
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Pieno 6 file || 2'
|-
|<span style="color:#8b0000;"> Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;"> 8' </span>
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Viola Gamba || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Concerto Viole III || 8'
|-
|Flauto Armonico|| 4'
|-
|Ottava Eolina || 4'
|-
|Oboe Combinato || 8'
|-
|Violoncello Combinato ||8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Corale </span>|| <span style="color:#8b0000;">8' </span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Violon-Contrabbasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Ottava || 8'
|-
|Violoncello || 8'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa della Madonna della Neve (Monforte d'Alba)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa della Madonna della Neve a Monforte d'Alba}}
{{Avanzamento|100%|2 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
{{Doppia immagine|center|Monforte prospetto restaurato.jpg|290|Consolle monforte restauro.jpg|385}}
* '''Costruttore:''' Carlo Vegezzi-Bossi
* '''Anno:''' 1912
* '''Restauri/modifiche:''' Giulio Ghetti e figlio Mario (1970, manutenzione straordinaria), Brondino Vegezzi-Bossi (2022, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 20
* '''Trasmissione:''' pneumatica
* '''Consolle:''' in cantoria, rivolta verso l'altare
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' su cantoria, in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Principale Diapason || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Unda Maris || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Duodecima || 2' 2/3
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Pieno 6 file || 2'
|-
|<span style="color:#8b0000;"> Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;"> 8' </span>
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Viola Gamba || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Concerto Viole III || 8'
|-
|Flauto Armonico|| 4'
|-
|Ottava Eolina || 4'
|-
|Oboe Combinato || 8'
|-
|Violoncello Combinato ||8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Corale </span>|| <span style="color:#8b0000;">8' </span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Violon-Contrabbasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Ottava || 8'
|-
|Violoncello || 8'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa della Madonna della Neve (Monforte d'Alba)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa della Madonna della Neve a Monforte d'Alba}}
{{Avanzamento|100%|2 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Novara/Vignale - Chiesa della Regina della Pace
0
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Krengli
* '''Anno:''' 1961
* '''Restauri/modifiche:''' Novara Organi (2019, restauro e modifiche)
* '''Registri:''' 12
* '''Canne:''' 796
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nel presbiterio
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do6'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Ripieno || 3 file
|-
|Flauto || 8'
|-
|Terza<ref>Aggiunta da Novara Organi nel 2019 al posto della precedente Dulciana 8'.</ref>|| 1.3/5'
|-
|Tromba<ref>Con canne nuove di fabbricazione olandese installate da Novara Organi nel 2019 al posto di quelle precedenti, di qualità scadente.</ref>|| 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola da gamba || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|2 settembre 2020}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Borgomanero/Chiesa di San Francesco
0
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495726
396551
2026-05-03T00:24:40Z
VoceUmana7
51633
495726
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Krengli
* '''Anno:''' 2007
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 16
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica (elettrica per i registri)
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' piana parallela di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimanona || 1,1/3'
|-
|Mistura || 4 file
|-
|Flauto a camino || 8'
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Positivo'''''
----
|-
|Bordone di legno || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Quinta || 2.2/3'
|-
|Principale || 2'
|-
|Terza || 1.3/5'
|-
|Cromorno || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Ottava || 8'
|-
|Trombone || 16'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|8 settembre 2020}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Arona/Monastero della Visitazione
0
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396546
2026-05-03T00:20:52Z
VoceUmana7
51633
495723
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Biroldi
* '''Anno:''' prima metà del XIX secolo
* '''Restauri/modifiche:''' Dell'Orto e Lanzini (2000, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 19
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Tastiere:''' 1 (divisione Bassi/Soprani ''Do#<sup>3</sup>''/''Re<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' ?
* '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra – ''Concerto'''''
----
|-
|Flauto Traverso || 8'
|-
|Fagotto || 8' Bassi
|-
|Viola || 4' Bassi
|-
|Ottavino || 2' Soprani
|-
|Flauto in ottava || 4' Soprani
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Terza mano ||
|-
|Bassi d'armonia || 8'
|-
|Contrabassi || 16'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra – ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4' Bassi
|-
|Ottava || 4' Soprani
|-
|Quinta decima || 2'
|-
|Decima nona || 1.1/3'
|-
|Vigesima seconda || 1'
|-
|Vigesima sesta || 2/3'
|-
|Vigesima nona || 1/2'
|-
|Tremolo ||
|-
|}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Caltignaga/Chiesa di Santa Maria Assunta
0
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VoceUmana7
51633
495728
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Biroldi
* '''Anno:''' prima metà del XIX secolo
* '''Restauri/modifiche:''' Alessandro Mentasti, Fratelli Krengli
* '''Registri:''' 22
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Do#<sup>3</sup>''/''Re<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' piana parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra – ''Concerto'''''
----
|-
|Flauto || 8' Soprani
|-
|Viola Gamba || 8' Soprani
|-
|Viola Gamba || 8' Bassi
|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Violoncello || 8' Bassi
|-
|Violino dolce || 8' Soprani
|-
|Viola || 4' Bassi
|-
|Flauto in XII || 2.2/3' Soprani
|-
|Ottavino || 2' Soprani
|-
|Voce umana || 8' Soprani
|-
|Trombone ||
|-
|Terza mano ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra – ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4' Bassi
|-
|Ottava || 4' Soprani
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimaseconda || 1'
|-
|Due di ripieno ||
|-
|Due di ripieno ||
|-
|Timpani ||
|-
|Contrabasso e rinforzi || 16'+8'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di Santa Maria Assunta (Caltignaga)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di Santa Maria Assunta (Caltignaga)}}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Mondovì/Mondovì - Cattedrale di San Donato
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2026-05-02T21:10:04Z
VoceUmana7
51633
495600
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Mondovì-CattedraleSanDonato.jpg|300px|centro|Prospetto organo Serassi 1822]]
* '''Costruttore:''' Fratelli Serassi (''Opus 414'')
* '''Anno:''' 1822
* '''Restauri/modifiche:''' Carlo Vegezzi-Bossi (1893, riforma), Francesco Vegezzi-Bossi (1939, restauro e ampliamento)
* '''Registri:''' 35
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' pneumatica
* '''Consolle:''' in cantoria
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, al centro della cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Gamba || 8'
|-
|Unda maris || 8'<ref name=PICC>da ''Do<sup>2</sup>''.</ref>
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto dolce || 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'<ref>registro aggiunto da Francesco Vegezzi-Bossi nel 1939-</ref>
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Pieno grave || 4 file
|-
|Pieno acuto || 4 file
|-
|<span style="color:#8b0000;">Controfagotto </span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarinetto </span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Eufonio || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola gamba || 8'
|-
|Concerto viole || 8'<ref name=PICC/>
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto armonico || 4'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Pieno || 3 file
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe </span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Voce corale </span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Violone || 16'
|-
|Ottava || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Bombarda </span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
==Bibliografia==
* {{cita libro|autore=Corrado Moretti|titolo=L'Organo italiano|città=Monza|editore=Casa musicale eco|anno=1989|isbn=88-6053-030-X|pp=437-438}}
== Altri progetti ==
{{ip|preposizione=sulla|etichetta=cattedrale di San Donato a Mondovì}}
{{Avanzamento|100%|7 dicembre 2020}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Novello
0
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VoceUmana7
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/* Capoluogo */
495631
wikitext
text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
== Capoluogo ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Novello/Novello - Chiesa di San Michele|Chiesa di San Michele]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Novello/Novello - Confraternita di San Giovanni Battista|Confraternita di San Giovanni Battista]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Novello/Novello - Chiesa di San Michele
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VoceUmana7
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:NovelloSanMichele1.jpg|500px|centro|Prospetto organo F.lli Vittino 1882]]
* '''Costruttore:''' Fratelli Vittino di Centallo (CN)
* '''Anno:''' 1882
* '''Restauri/modifiche:''' Italo Marzi (1985, restauro)
* '''Registri:''' 32
* '''Canne:''' 1000 circa
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 61 note (''Do<small>1</small>''-''Do<small>6</small>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>2</small>'')
* '''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo ''- Ripieno'''''
----
|-
|Campanelli || Soprani<ref>In realtà Tremolo</ref>
|-
|Principale || Soprani 16'
|-
|Principale || Bassi 8'
|-
|Principale || Soprani 8'
|-
|Ottava || Bassi 4'
|-
|Ottava || Soprani 4'
|-
|Duodecima || Bassi 2.2/3'
|-
|Duodecima || Soprani 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decima nona || 1.1/3'
|-
|Vigesima seconda || 1'
|-
|Ripieni Due ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - ''Concerto'''''
----
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 8' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarone </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 4'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Corno Inglese </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Violoncello </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 4'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Corno di Bassetto</span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 16'</span>
|-
|Flauto Traverso|| Soprani 8'
|-
|Flauto in 8va|| Soprani 4'
|-
|Flaggioletto || Soprani 2'
|-
|Flauto in XII ||Soprani 2.2/3'
|-
|Cornetto in 12ma || Soprani 2.2/3'
|-
|Cornetto in 15ma e 3a mag.|| Soprani II
|-
|Dolciana || Soprani 8'
|-
|Viola || Bassi 4'
|-
|Viola || Soprani 8'
|-
|Voce Umana|| Soprani 8'
|-
|Terza Mano || Soprani
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale '''
----
|-
|Contrabbassi || 16' e 8'
|-
|Timpani in 12 tuoni ||
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromboni </span>||<span style="color:#8b0000;"> 8'</span>
|-
|Unione dei pedali ||
|}
|}
</br>
[[File:NovelloSanMichele2.jpg|400px|centro|Consolle organo F.lli Vittino 1882]]
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.comune.novello.cn.it/Home/Guidaalpaese/tabid/21052/Default.aspx?IDPagina=8478|accesso=7 dicembre 2020}}
* {{cita web|url=http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/schedacc.jsp?sinteticabool=true&sintetica=true&sercd=10346#|accesso=7 dicembre 2020}}
{{Avanzamento|100%|7 dicembre 2020}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:NovelloSanMichele1.jpg|500px|centro|Prospetto organo F.lli Vittino 1882]]
* '''Costruttore:''' Fratelli Vittino di Centallo (CN)
* '''Anno:''' 1882
* '''Restauri/modifiche:''' Italo Marzi (1985, restauro)
* '''Registri:''' 32
* '''Canne:''' 1000 circa
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo ''- Ripieno'''''
----
|-
|Campanelli || Soprani<ref>In realtà Tremolo</ref>
|-
|Principale || Soprani 16'
|-
|Principale || Bassi 8'
|-
|Principale || Soprani 8'
|-
|Ottava || Bassi 4'
|-
|Ottava || Soprani 4'
|-
|Duodecima || Bassi 2.2/3'
|-
|Duodecima || Soprani 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decima nona || 1.1/3'
|-
|Vigesima seconda || 1'
|-
|Ripieni Due ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - ''Concerto'''''
----
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 8' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarone </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 4'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Corno Inglese </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Violoncello </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 4'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Corno di Bassetto</span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 16'</span>
|-
|Flauto Traverso|| Soprani 8'
|-
|Flauto in 8va|| Soprani 4'
|-
|Flaggioletto || Soprani 2'
|-
|Flauto in XII ||Soprani 2.2/3'
|-
|Cornetto in 12ma || Soprani 2.2/3'
|-
|Cornetto in 15ma e 3a mag.|| Soprani II
|-
|Dolciana || Soprani 8'
|-
|Viola || Bassi 4'
|-
|Viola || Soprani 8'
|-
|Voce Umana|| Soprani 8'
|-
|Terza Mano || Soprani
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale '''
----
|-
|Contrabbassi || 16' e 8'
|-
|Timpani in 12 tuoni ||
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromboni </span>||<span style="color:#8b0000;"> 8'</span>
|-
|Unione dei pedali ||
|}
|}
</br>
[[File:NovelloSanMichele2.jpg|400px|centro|Consolle organo F.lli Vittino 1882]]
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.comune.novello.cn.it/Home/Guidaalpaese/tabid/21052/Default.aspx?IDPagina=8478|accesso=7 dicembre 2020}}
* {{cita web|url=http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/schedacc.jsp?sinteticabool=true&sintetica=true&sercd=10346#|accesso=7 dicembre 2020}}
{{Avanzamento|100%|7 dicembre 2020}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Novello/Novello - Confraternita di San Giovanni Battista
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Novello-SanGiovanni1.jpg|600px|centro|Prospetto organo F.lli Vittino 1889]]
* '''Costruttore:''' Fratelli Vittino di Centallo (CN)
* '''Anno:''' 1889
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 14
* '''Canne:''' 690 circa
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 13 note (''Do<small>1</small>''-''Do<small>2</small>'')
* '''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
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| colspan=4 | '''Grand'Organo ''- Ripieno'''''
----
|-
|Principale || Bassi 8'
|-
|Principale || Soprani 8'
|-
|Ottava || Bassi 4'
|-
|Ottava || Soprani 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieni Due ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - ''Concerto'''''
----
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 8' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|Flauto traverso|| Soprani 8'
|-
|Voce Umana || Soprani 8'
|-
|Ottavino || Soprani 2'
|-
|Viola || Bassi 4'
|-
|Violino || Soprani 8'
|-
|Terza Mano || Soprani
|-
|}
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{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale '''
----
|-
|Contrabbassi || 16' e 8'<ref>''Do<small>1</small>''-''Si<small>1</small>''</ref>
|-
|Unione dei pedali ||
|-
|}
|}
</br>
[[File:Novello-SanGiovanni2.jpg|400px|centro|Consolle organo F.lli Vittino 1889]]
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.catalogo.beniculturali.it/sigecSSU_FE/schedaCompleta.action?keycode=ICCD13249293|accesso=7 novembre 2020}}
{{Avanzamento|100%|7 novembre 2020}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Novello-SanGiovanni1.jpg|600px|centro|Prospetto organo F.lli Vittino 1889]]
* '''Costruttore:''' Fratelli Vittino di Centallo (CN)
* '''Anno:''' 1889
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 14
* '''Canne:''' 690 circa
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 13 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo ''- Ripieno'''''
----
|-
|Principale || Bassi 8'
|-
|Principale || Soprani 8'
|-
|Ottava || Bassi 4'
|-
|Ottava || Soprani 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieni Due ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - ''Concerto'''''
----
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 8' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|Flauto traverso|| Soprani 8'
|-
|Voce Umana || Soprani 8'
|-
|Ottavino || Soprani 2'
|-
|Viola || Bassi 4'
|-
|Violino || Soprani 8'
|-
|Terza Mano || Soprani
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale '''
----
|-
|Contrabbassi || 16' e 8'<ref>''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1</sup>''</ref>
|-
|Unione dei pedali ||
|-
|}
|}
</br>
[[File:Novello-SanGiovanni2.jpg|400px|centro|Consolle organo F.lli Vittino 1889]]
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.catalogo.beniculturali.it/sigecSSU_FE/schedaCompleta.action?keycode=ICCD13249293|accesso=7 novembre 2020}}
{{Avanzamento|100%|7 novembre 2020}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Novara/Chiesa di San Filippo al Carmine
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VoceUmana7
51633
495697
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Luigi Maroni Biroldi
* '''Anno:''' 1825
* '''Restauri/modifiche:''' Alessandro Mentasti (riforma)
* '''Registri:''' 16
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' piana-parallela di 24 note (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in cornu epistulae
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Principale B. || 8'
|-
|Principale S. || 8'
|-
|Ottava B. || 4'
|-
|Ottava S. || 4'
|-
|Tromba B. || 8'
|-
|Tromba S. || 8'
|-
|Viola B. || 8'
|-
|Viola S. || 8'
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Flauto S. || 8'
|-
|Flauto S. || 4'
|-
|Violino || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa del Carmine (Novara)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa del Carmine a Novara}}
{{Avanzamento|100%|12 dicembre 2020}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Rossana/Rossana - Chiesa di Maria Vergine Assunta
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Prospetto Rossana1.jpg|400px|centro|Prospetto organo F.lli Vittino 1867]]
* '''Costruttore:''' Fratelli Vittino di Centallo (CN)
* '''Anno:''' 1867
* '''Restauri/modifiche:''' Brondino Vegezzi-Bossi (2000, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 16
* '''Canne:''' 476 circa
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 17 note (''Do<small>1</small>''-''Mi<small>2</small>'')
* '''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo ''- Ripieno'''''
----
|-
|Principale || Bassi 8'
|-
|Principale || Soprani 8'
|-
|Ottava || Bassi 4'
|-
|Ottava || Soprani 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesima Seconda || 1'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - ''Concerto'''''
----
|-
|Campanelli || Soprani
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 4' </span>
|-
|Cornetto || Soprani 1.3/5' 2.2/3'
|-
|Flauto || Soprani 8'
|-
|Flagioletto || Soprani 2'
|-
|Flauto in 8va|| Soprani 4'
|-
|Viola || Bassi 4'
|-
|Voce Umana|| Soprani 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale '''
----
|-
|Contrabbassi || 16' <ref NAME=estensione>''Do<small>1</small>''-''Si<small>1</small>''</ref>
|-
|Armonici al Pedale|| 8' <ref NAME=estensione/>
|-
|Timpani ||
|-
|}
|}
</br>
[[File:Consolle Rossana2.jpg|150px|centro|Consolle organo F.lli Vittino 1867]]
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.parrocchiarossana.it/|accesso=26 dicembre 2020}}
{{Avanzamento|100%|26 dicembre 2020}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Prospetto Rossana1.jpg|400px|centro|Prospetto organo F.lli Vittino 1867]]
* '''Costruttore:''' Fratelli Vittino di Centallo (CN)
* '''Anno:''' 1867
* '''Restauri/modifiche:''' Brondino Vegezzi-Bossi (2000, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 16
* '''Canne:''' 476 circa
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 17 note (''Do<sup>1</sup>''-''Mi<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo ''- Ripieno'''''
----
|-
|Principale || Bassi 8'
|-
|Principale || Soprani 8'
|-
|Ottava || Bassi 4'
|-
|Ottava || Soprani 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesima Seconda || 1'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - ''Concerto'''''
----
|-
|Campanelli || Soprani
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 4' </span>
|-
|Cornetto || Soprani 1.3/5' 2.2/3'
|-
|Flauto || Soprani 8'
|-
|Flagioletto || Soprani 2'
|-
|Flauto in 8va|| Soprani 4'
|-
|Viola || Bassi 4'
|-
|Voce Umana|| Soprani 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale '''
----
|-
|Contrabbassi || 16' <ref NAME=estensione>''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1</sup>''</ref>
|-
|Armonici al Pedale|| 8' <ref NAME=estensione/>
|-
|Timpani ||
|-
|}
|}
</br>
[[File:Consolle Rossana2.jpg|150px|centro|Consolle organo F.lli Vittino 1867]]
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.parrocchiarossana.it/|accesso=26 dicembre 2020}}
{{Avanzamento|100%|26 dicembre 2020}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Roddi/Roddi - Chiesa di Maria Vergine Assunta
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Roddi1.jpg|400px|centro|Prospetto organo Francesco Vegezzi-Bossi 1928]]
* '''Costruttore:''' Francesco Vegezzi-Bossi di Centallo (CN)
* '''Anno:''' 1928
* '''Restauri/modifiche:''' Brondino Vegezzi-Bossi (1992, pulitura, elettrificazione ed installazione di una nuova consolle a pavimento)
* '''Registri:''' 12
* '''Canne:''' 1056 circa
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' 2: una a finestra, trasmissione pneumatica<ref>Attualmente scollegata</ref>, ed una a pavimento, trasmissione elettrica, in presbiterio
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' balaustra in controfacciata
{| border="0" cellspacing="10" cellpadding="40" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=8 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Unda maris || 8'<ref name=PICC>Dal ''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|Ottava || 4'
|-
|Ottavina || 2'
|-
|Ripieno IV ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=3 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Flauto traverso || 8'
|-
|Viola gamba || 8'
|-
|Concerto viole III || 8'<ref name=PICC/>
|-
|Ottava eolina || 4'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=3 | '''Pedale'''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Bordone || 8'
|-
|}
|}
</br>
[[File:Roddi2.jpg|200px|sinistra|Consolle a pavimento organo Francesco Vegezzi-Bossi 1928]]
[[File:ConsolleAnticaRoddi.jpg|208px|centro|Consolle a finestra organo Francesco Vegezzi-Bossi 1928]]
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/10192/|accesso=10 gennaio 2021}}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Roccaforte Mondovì/Roccaforte Mondovì - Chiesa di San Maurizio
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VoceUmana7
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VoceUmana7 ha spostato la pagina [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Roccaforte Mondovì/Roccaforte Mondovì - Parrocchia di San Maurizio]] a [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Roccaforte Mondovì/Roccaforte Mondovì - Chiesa di San Maurizio]]: Sposto nel corretto [[Aiuto:Namespaces|namespace]]
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:RoccaforteMondovì1.jpg|400px|centro|Prospetto organo anonimo XIX sec.]]
* '''Costruttore:''' Anonimo
* '''Anno:''' XIX sec.
* '''Restauri/modifiche:''' Brondino Vegezzi-Bossi (2004, restauro)
* '''Registri:''' 22
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<small>1</small>''-''La<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 24 note (''Do<small>1</small>''-''Si<small>2</small>'')
* '''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo ''- Ripieno'''''
----
|-
|Principale || Bassi 8'
|-
|Principale || Soprani 8'
|-
|Principale II || Soprani 8'
|-
|Ottava || Bassi 4'
|-
|Ottava || Soprani 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decima nona || 1.1/3'
|-
|Vigesima seconda || 1'
|-
|Vigesima sesta e nona|| 2/3' 1/2'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - ''Concerto'''''
----
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 8' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Trombe </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Corno inglese </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 16'</span>
|-
|Bordone || Bassi 8'
|-
|Flauto in selva || Soprani 2'
|-
|Flauto traverso || Soprani 8'
|-
|Flauto in 8va|| Bassi 4'
|-
|Flauto in 8va|| Soprani 4'
|-
|Viola || Bassi 4'
|-
|Violino || Soprani 8'
|-
|Voce umana|| Soprani 8'
|-
|Terza mano || Soprani
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale '''<ref>Reale ''Do<small>1</small>''-''Si<small>1</small>''</ref>
----
|-
|Contrabbassi e rinf.|| 16' e 8'
|-
|Bassi armonici || 8'
|-
|}
|}
</br>
[[File:RoccaforteMondovì2.jpg|200px|centro|Consolle organo anonimo XIX sec.]]
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://vegezzi-bossi.com/realizzazioni/pdf/67.pdf|accesso=17 gennaio 2021}}
{{Avanzamento|100%|17 gennaio 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:RoccaforteMondovì1.jpg|400px|centro|Prospetto organo anonimo XIX sec.]]
* '''Costruttore:''' Anonimo
* '''Anno:''' XIX sec.
* '''Restauri/modifiche:''' Brondino Vegezzi-Bossi (2004, restauro)
* '''Registri:''' 22
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 24 note (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo ''- Ripieno'''''
----
|-
|Principale || Bassi 8'
|-
|Principale || Soprani 8'
|-
|Principale II || Soprani 8'
|-
|Ottava || Bassi 4'
|-
|Ottava || Soprani 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decima nona || 1.1/3'
|-
|Vigesima seconda || 1'
|-
|Vigesima sesta e nona|| 2/3' 1/2'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - ''Concerto'''''
----
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 8' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Trombe </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Corno inglese </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 16'</span>
|-
|Bordone || Bassi 8'
|-
|Flauto in selva || Soprani 2'
|-
|Flauto traverso || Soprani 8'
|-
|Flauto in 8va|| Bassi 4'
|-
|Flauto in 8va|| Soprani 4'
|-
|Viola || Bassi 4'
|-
|Violino || Soprani 8'
|-
|Voce umana|| Soprani 8'
|-
|Terza mano || Soprani
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale '''<ref>Reale ''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1</sup>''</ref>
----
|-
|Contrabbassi e rinf.|| 16' e 8'
|-
|Bassi armonici || 8'
|-
|}
|}
</br>
[[File:RoccaforteMondovì2.jpg|200px|centro|Consolle organo anonimo XIX sec.]]
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://vegezzi-bossi.com/realizzazioni/pdf/67.pdf|accesso=17 gennaio 2021}}
{{Avanzamento|100%|17 gennaio 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Sommariva Perno
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VoceUmana7
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/* Capoluogo */
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Capoluogo ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Sommariva Perno/Sommariva Perno - Chiesa dello Spirito Santo|Chiesa dello Spirito Santo]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Sommariva Perno/Sommariva Perno - Chiesa dello Spirito Santo
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:SommarivaPerno1.jpg|250px|centro|Prospetto organo Carlo Vegezzi-Bossi 1889]]
* '''Costruttore:''' Carlo Vegezzi-Bossi di Torino<ref>Dentro cassa di uno strumento collocabile tra i secoli XVI e XVII</ref>
* '''Anno:''' XX secolo
* '''Restauri/modifiche:''' Bortolo Pansera (1978, modifiche comandi registri), Francesco Vegezzi-Bossi (1979, elettrificazione), Brondino Vegezzi-Bossi(2019, restauro)
* '''Registri:''' 14
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' elettronica
* '''Consolle:''' a pavimento
* '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<small>1</small>''-''La<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 27 note (''Do<small>1</small>''-''Re<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="30" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - Ripieno'''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno IV || 1.1/3'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - Concerto'''
----
|-
|Viola gamba || 8'
|-
|Concerto Viole || III 8'<ref>Dal ''Do<small>2</small>''</ref>
|-
|Flauto || 8' Soprani
|-
|Ottavino || 2' Soprani
|-
|Voce umana|| 8' Soprani
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe </span> || <span style="color:#8b0000;">8' Soprani</span>
|-
|Tremolo ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale '''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Cello || 8'
|-
|}
|}
[[File:SommarivaPerno2.jpg|150px|Consolle (non originale) organo Carlo Vegezzi-Bossi 1889]][[File:Sommarivaperno3.jpg|300px|Consolle a finestra (scollegata) organo Carlo Vegezzi-Bossi 1889]]
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/10373/|accesso=20 gennaio 2021}}
* {{cita web|url=https://www.cittaecattedrali.it/it/bces/260-chiesa-dello-spirito-santo|accesso=20 gennaio 2021}}
{{Avanzamento|100%|20 gennaio 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
51633
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:SommarivaPerno1.jpg|250px|centro|Prospetto organo Carlo Vegezzi-Bossi 1889]]
* '''Costruttore:''' Carlo Vegezzi-Bossi di Torino<ref>Dentro cassa di uno strumento collocabile tra i secoli XVI e XVII</ref>
* '''Anno:''' XX secolo
* '''Restauri/modifiche:''' Bortolo Pansera (1978, modifiche comandi registri), Francesco Vegezzi-Bossi (1979, elettrificazione), Brondino Vegezzi-Bossi(2019, restauro)
* '''Registri:''' 14
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' elettronica
* '''Consolle:''' a pavimento
* '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="30" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - Ripieno'''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno IV || 1.1/3'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - Concerto'''
----
|-
|Viola gamba || 8'
|-
|Concerto Viole || III 8'<ref>Dal ''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|Flauto || 8' Soprani
|-
|Ottavino || 2' Soprani
|-
|Voce umana|| 8' Soprani
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe </span> || <span style="color:#8b0000;">8' Soprani</span>
|-
|Tremolo ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale '''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Cello || 8'
|-
|}
|}
[[File:SommarivaPerno2.jpg|150px|Consolle (non originale) organo Carlo Vegezzi-Bossi 1889]][[File:Sommarivaperno3.jpg|300px|Consolle a finestra (scollegata) organo Carlo Vegezzi-Bossi 1889]]
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/10373/|accesso=20 gennaio 2021}}
* {{cita web|url=https://www.cittaecattedrali.it/it/bces/260-chiesa-dello-spirito-santo|accesso=20 gennaio 2021}}
{{Avanzamento|100%|20 gennaio 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Novara/Novara - Chiesa della Madonna Pellegrina
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Mascioni
* '''Anno:''' 1997
* '''Restauri/modifiche:''' Collocazione nella sede attuale.<ref>Strumento precedentemente collocato in una cappella in Vaticano.</ref>
* '''Registri:''' 16
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-parallela di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sul lato destro del presbiterio.
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Principale B. || 8'
|-
|Principale S. || 8'
|-
|Principale II || 8'
|-
|Ottava B. || 4'
|-
|Ottava S. || 4'
|-
|Quintadecima || 2'
|-
|Ripieno 2 file || 1.1/3'
|-
|Ripieno 2 file || 2/3'
|-
|Flauto S. || 8'
|-
|Flauto in VIII B. || 4'
|-
|Flauto in VIII S. || 4'
|-
|Flauto in XII S. || 2.2/3'
|-
|Fagotto B. || 8'
|-
|Tromba S. || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|21 gennaio 2020}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Savigliano/Savigliano - Chiesa Sant'Andrea
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2026-05-02T22:37:12Z
VoceUmana7
51633
495665
wikitext
text/x-wiki
* '''Costruttore:''' Francesco Vittino di Centallo (CN)
* '''Anno:''' 1888
* '''Restauri/modifiche:''' Brondino Vegezzi-Bossi (2014, restauro)
* '''Registri:''' 56
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 20 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico su cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="5" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''I - Recitativo Espressivo'''
----
|-
|Principale || Bassi 8'
|-
|Principale || Soprani 8'
|-
|Ottava || Bassi 4'
|-
|Ottava || Soprani 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Viola || Bassi 4'
|-
|Violino|| Soprani 8'
|-
|Voce flebile || Soprani 8'
|-
|Flauto traverso || Soprani 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 8' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto di concerto</span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 8' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe a capp.o</span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarino</span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 4' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarino </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 4' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Voci umane</span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|Tremolo ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''II - Grand'Organo ''- Ripieno'''''
----
|-
|Principale || Bassi 16'
|-
|Principale || Soprani 16'
|-
|Principale || Bassi 8'
|-
|Principale || Soprani 8'
|-
|Principale secondo || Soprani 8'
|-
|Quinta || 5.1/3'
|-
|Ottava || Bassi 4'
|-
|Ottava || Soprani 4'
|-
|Ottava II || 4'
|-
|Duodecima || Bassi 2.2/3'
|-
|Duodecima || Soprani 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimas.da || 1'
|-
|Vigesimasesta || 2/3'
|-
|Ripieni 3 file ||
|-
|Ripieni 4 file ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''II - Grand'Organo - ''Concerto'''''
----
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 8' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Violoncello </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 4'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Violoncello </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Corno inglese </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|Corno di bassetto || Soprani 16'
|-
|Flauto traverso|| Soprani 8'
|-
|Flauto in 8va|| Soprani 4'
|-
|Ottavino || Soprani 2'
|-
|Violone a freno || Soprani 8'
|-
|Viola a freno || Bassi 4'
|-
|Violino || Soprani 8'
|-
|Violino II|| Soprani 8'
|-
|Voce flebile|| Soprani 8'
|-
|Voce umana|| Soprani 8'
|-
|Campanelli || Soprani
|-
|Terza mano || Soprani
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Pedale '''
----
|-
|Contrabbassi con 8va|| 16' e 8'
|-
|Bassi con quinta|| 8' 5.1/3'
|-
|Timpani || in 12 tuoni
|-
|<span style="color:#8b0000;">Bombarde </span>||<span style="color:#8b0000;"> 16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromboni </span>||<span style="color:#8b0000;"> 8'</span>
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di Sant'Andrea Apostolo (Savigliano)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di Sant'Andrea Apostolo a Savigliano}}
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.cittaecattedrali.it/it/bces/426-chiesa-di-sant-andrea-apostolo|titolo=Chiesa di Sant'Andrea|accesso=26 gennaio 2021}}
* {{cita web|url=https://vegezzi-bossi.com/realizzazioni/pdf/133.pdf|titolo=Scheda tecnica|accesso=26 gennaio 2021}}
* {{cita web|url=https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/57969/|titolo=Scheda BeWeb|accesso=26 gennaio 2021}}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Montà
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VoceUmana7
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/* Capoluogo */
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{{disposizioni foniche di organi a canne}}
== Capoluogo ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Montà/Montà - Chiesa di Sant'Antonio Abate|Chiesa di Sant'Antonio Abate]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Montà/Montà - Chiesa di Maria Santissima Immacolata|Chiesa di Maria Santissima Immacolata]]
== Frazioni ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Montà/Montà - Fraz. San Rocco Parrocchia San Rocco|Fraz. San Rocco - Parrocchia San Rocco]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
51633
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text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
== Capoluogo ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Montà/Montà - Chiesa di Sant'Antonio Abate|Chiesa di Sant'Antonio Abate]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Montà/Montà - Chiesa di Maria Santissima Immacolata|Chiesa di Maria Santissima Immacolata]]
== Frazioni ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Montà/Montà - Fraz. San Rocco Parrocchia San Rocco|San Rocco - Parrocchia San Rocco]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Montà/Montà - Chiesa di Maria Santissima Immacolata
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VoceUmana7
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Monta5.jpg|600px|centro|Prospetto organo Brondino-Ferrero 1986]]
* '''Costruttore:''' Brondino-Ferrero di Borgo San Dalmazzo (CN)
* '''Anno:''' 1986
* '''Restauri/modifiche:''' ditta Pedrazzi (2019, restauro e ricollocazione in controfacciata)
* '''Registri:''' 27
* '''Canne:''' 1700 circa
* '''Trasmissione:''' elettronica per tastiere, pedaliera e registri
* '''Consolle:''' mobile a pavimento
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note ciascuna (''Do<small>1</small>''-''Do<small>6</small>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 32 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico sulla cantoria in controfacciata<ref>Originariamente collocato in abside</ref>
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Unda maris || 8'<ref name=PICC>Dal ''Do<small>2</small>''</ref>
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta|| 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Mistura IV || 1.1/3'<ref>In realtà due file</ref>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarinetto</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo '''''
----
|-
|Viola da gamba || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola celeste || 8'<ref name=PICC/>
|-
|Flauto || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Cornetto III || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Ripieno III || 1.1/3'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe </span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Ottava || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;">4'</span>
|-
|}
|}
</br>
[[File:Monta4.jpg|300px|centro|Consolle organo Brondino-Ferrero 1986]]
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.parrocchiemonta.it/|titolo=Sito parrocchia|accesso=26 febbraio 2021}}
* {{cita libro|titolo=Organi della Diocesi di Alba |autore= Giacomo Barbero |editore=Serassi|anno=2020|isbn=978-88-989584-0-5}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Monta5.jpg|600px|centro|Prospetto organo Brondino-Ferrero 1986]]
* '''Costruttore:''' Brondino-Ferrero di Borgo San Dalmazzo (CN)
* '''Anno:''' 1986
* '''Restauri/modifiche:''' ditta Pedrazzi (2019, restauro e ricollocazione in controfacciata)
* '''Registri:''' 27
* '''Canne:''' 1700 circa
* '''Trasmissione:''' elettronica per tastiere, pedaliera e registri
* '''Consolle:''' mobile a pavimento
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico sulla cantoria in controfacciata<ref>Originariamente collocato in abside</ref>
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| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
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|-
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|-
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|-
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|-
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|-
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|-
|Mistura IV || 1.1/3'<ref>In realtà due file</ref>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarinetto</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
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|-
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|-
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|-
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|-
|Flauto || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Cornetto III || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Ripieno III || 1.1/3'
|-
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|-
|Tremolo
|-
|}
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----
|-
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|-
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|-
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|-
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|-
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|}
</br>
[[File:Monta4.jpg|300px|centro|Consolle organo Brondino-Ferrero 1986]]
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.parrocchiemonta.it/|titolo=Sito parrocchia|accesso=26 febbraio 2021}}
* {{cita libro|titolo=Organi della Diocesi di Alba |autore= Giacomo Barbero |editore=Serassi|anno=2020|isbn=978-88-989584-0-5}}
{{Avanzamento|100%|2 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Montà/Montà - Chiesa di Sant'Antonio Abate
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Sant'Antonio Abate, interno, organo (Montà) 01.jpg|600px|centro|Prospetto organo Edoardo Rossi e figli 1928]]
* '''Costruttore:''' Edoardo Rossi e figli di Milano
* '''Anno:''' 1928<ref>Dentro la cassa del precedente organo F.lli Vittino del 1882</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' Alessandro Girotto (1990, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 22
* '''Canne:''' 1500 circa
* '''Trasmissione:''' meccanica per tastiere e pedaliera, pneumatica per i registri
* '''Consolle:''' a finestra al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note ciascuna (''Do<small>1</small>''-''La<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 27 note (''Do<small>1</small>''-''Re<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico sulla cantoria in controfacciata
* '''Nota:''' in abbandono (2020)
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|Principale || 16'
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|-
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|-
|Flauto || 4'
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|-
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|-
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|-
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|-
|Principale || 8'
|-
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|-
|Viola|| 8'
|-
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|-
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|-
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|Tremolo
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----
|-
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|-
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|-
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|-
|}
|}
</br>
[[File:Sant'Antonio2.jpg|300px|centro|Consolle organo Edoardo Rossi e figli 1928]]
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.parrocchiemonta.it/|titolo=Sito parrocchia|accesso=26 febbraio 2021}}
* {{cita libro|titolo=Organi della Diocesi di Alba |autore= Giacomo Barbero |editore=Serassi|anno=2020|isbn=978-88-989584-0-5}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Sant'Antonio Abate, interno, organo (Montà) 01.jpg|600px|centro|Prospetto organo Edoardo Rossi e figli 1928]]
* '''Costruttore:''' Edoardo Rossi e figli di Milano
* '''Anno:''' 1928<ref>Dentro la cassa del precedente organo F.lli Vittino del 1882</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' Alessandro Girotto (1990, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 22
* '''Canne:''' 1500 circa
* '''Trasmissione:''' meccanica per tastiere e pedaliera, pneumatica per i registri
* '''Consolle:''' a finestra al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico sulla cantoria in controfacciata
* '''Nota:''' in abbandono (2020)
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|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
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|Bordone || 8'
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|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Pieno grave III || 2'
|-
|Pieno acuto IV || 1.1/3'
|-
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|-
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|-
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|-
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|}
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[[File:Sant'Antonio2.jpg|300px|centro|Consolle organo Edoardo Rossi e figli 1928]]
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.parrocchiemonta.it/|titolo=Sito parrocchia|accesso=26 febbraio 2021}}
* {{cita libro|titolo=Organi della Diocesi di Alba |autore= Giacomo Barbero |editore=Serassi|anno=2020|isbn=978-88-989584-0-5}}
{{Avanzamento|100%|2 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Montà/San Rocco - Chiesa di San Rocco
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VoceUmana7
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{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:SanRocco1.jpg|400px|centro|Prospetto organo Francesco Vegezzi-Bossi 1928]]
* '''Costruttore:''' Francesco Vegezzi-Bossi di Centallo (CN)
* '''Anno:''' 1928
* '''Restauri/modifiche:''' Brondino Vegezzi-Bossi (2020, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 14
* '''Canne:''' 900 circa
* '''Trasmissione:''' pneumatica per tastiere, pedaliera e registri
* '''Consolle:''' a finestra al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note ciascuna (''Do<small>1</small>''-''La<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 27 note (''Do<small>1</small>''-''Re<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico su cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale italiano|| 8'
|-
|Flauto dolce|| 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Viola da gamba || 8'
|-
|Unda maris || 8'<ref name=PICC>Dal ''Do<small>2</small>''</ref>
|-
|Ottava dolce|| 4'
|-
|Ottavino|| 2'
|-
|Pieno grave IV|| 1.1/3'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo '''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Gran concerto viole || 8' <ref name=PICC/>
|-
|Flauto || 4'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|-
|}
|}
</br>
[[File:SanRocco restauro2.jpg|centro|400x400px|Consolle organo Francesco Vegezzi-Bossi 1928]]
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.parrocchiemonta.it/|titolo=Sito parrocchia|accesso=26 febbraio 2021}}
* {{cita libro|titolo=Organi della Diocesi di Alba |autore= Giacomo Barbero |editore=Serassi|anno=2020|isbn=978-88-989584-0-5}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
51633
495617
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:SanRocco1.jpg|400px|centro|Prospetto organo Francesco Vegezzi-Bossi 1928]]
* '''Costruttore:''' Francesco Vegezzi-Bossi di Centallo (CN)
* '''Anno:''' 1928
* '''Restauri/modifiche:''' Brondino Vegezzi-Bossi (2020, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 14
* '''Canne:''' 900 circa
* '''Trasmissione:''' pneumatica per tastiere, pedaliera e registri
* '''Consolle:''' a finestra al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico su cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
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| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale italiano|| 8'
|-
|Flauto dolce|| 8'
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|Dulciana || 8'
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|Viola da gamba || 8'
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|Unda maris || 8'<ref name=PICC>Dal ''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|Ottava dolce|| 4'
|-
|Ottavino|| 2'
|-
|Pieno grave IV|| 1.1/3'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
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| colspan=2 | '''II - ''Espressivo '''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola || 8'
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|Gran concerto viole || 8' <ref name=PICC/>
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----
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|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|-
|}
|}
</br>
[[File:SanRocco restauro2.jpg|centro|400x400px|Consolle organo Francesco Vegezzi-Bossi 1928]]
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.parrocchiemonta.it/|titolo=Sito parrocchia|accesso=26 febbraio 2021}}
* {{cita libro|titolo=Organi della Diocesi di Alba |autore= Giacomo Barbero |editore=Serassi|anno=2020|isbn=978-88-989584-0-5}}
{{Avanzamento|100%|2 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Villanova Mondovì
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VoceUmana7
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/* Capoluogo */
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text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
== Capoluogo ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Villanova Mondovì/Villanova Mondovì - Chiesa di San Lorenzo|Chiesa di San Lorenzo]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Villanova Mondovì/Villanova Mondovì - Chiesa di San Lorenzo
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VoceUmana7
51633
VoceUmana7 ha spostato la pagina [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Villanova Mondovì/Villanova Mondovì - S. Lorenzo e B.M.V. Addolorata]] a [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Villanova Mondovì/Villanova Mondovì - Chiesa di San Lorenzo]]: Sposto nel corretto [[Aiuto:Namespaces|namespace]]
402221
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Francesco Vegezzi-Bossi
* '''Anno:''' 1925
* '''Restauri/modifiche:''' Brondino Vegezzi-Bossi (2013, restauro e ampliamento)
* '''Registri:''' 24
* '''Canne:''' 1580 circa
* '''Trasmissione:''' mista (meccanica per tastiere e pedaliera, elettronica per unioni, accomppiamenti e registri)
* '''Consolle:''' 2: una a finestra al centro dello strumento ed una mobile a pavimento in presbiterio
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note ciascuna (''Do<small>1</small>''-''La<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 27 note (''Do<small>1</small>''-''Re<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' su cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="10" cellpadding="40" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
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| colspan=8 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
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|-
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|-
|Flauto a cuspide || 8'
|-
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|-
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|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Pieno 4 file || 1.1/3'
|-
|<span style="color:#8b0000;"> Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;"> 8' </span>
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=3 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Eufonio || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Voce celeste || 8'<ref name=PICC/>
|-
|Flauto armonico|| 4'
|-
|Quintina || 2.2/3'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Flauto in XVII || 1.3/5'
|-
|Pienino 3 file || 2'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Violoncello </span>|| <span style="color:#8b0000;">8' </span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=3 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto </span>|| <span style="color:#8b0000;">16' </span>
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.parrocchievillanova.it/|titolo=Sito parrocchia|accesso=13 marzo 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
51633
495693
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Francesco Vegezzi-Bossi
* '''Anno:''' 1925
* '''Restauri/modifiche:''' Brondino Vegezzi-Bossi (2013, restauro e ampliamento)
* '''Registri:''' 24
* '''Canne:''' 1580 circa
* '''Trasmissione:''' mista (meccanica per tastiere e pedaliera, elettronica per unioni, accomppiamenti e registri)
* '''Consolle:''' 2: una a finestra al centro dello strumento ed una mobile a pavimento in presbiterio
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' su cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="10" cellpadding="40" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=8 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'<ref name=PICC>Dal ''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto a cuspide || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Unda maris || 8'<ref name=PICC/>
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Pieno 4 file || 1.1/3'
|-
|<span style="color:#8b0000;"> Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;"> 8' </span>
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=3 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Eufonio || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Voce celeste || 8'<ref name=PICC/>
|-
|Flauto armonico|| 4'
|-
|Quintina || 2.2/3'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Flauto in XVII || 1.3/5'
|-
|Pienino 3 file || 2'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Violoncello </span>|| <span style="color:#8b0000;">8' </span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=3 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto </span>|| <span style="color:#8b0000;">16' </span>
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.parrocchievillanova.it/|titolo=Sito parrocchia|accesso=13 marzo 2021}}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Novara/Novara - Santuario di Maria Ausiliatrice
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VoceUmana7
51633
495710
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Fratelli Krengli
* '''Anno:''' 1959
* '''Restauri/modifiche:''' Krengli (2005, manutenzione straordinaria)
* '''Registri:''' 19
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' indipendente, a pavimento nella navata
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in due corpi speculari, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno || 5 file
|-
|Flauto || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola da gamba || 8'
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Violini || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Flauto in XII^ || 2.2/3'
|-
|Oboe || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Violoncello || 8'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|26 marzo 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Monesiglio/Monesiglio - Chiesa Sant'Andrea
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495601
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2026-05-02T21:10:43Z
VoceUmana7
51633
495601
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Monesiglio organo.jpg|300px|centro|Prospetto organo Giuseppe Lingua 1890]]
* '''Costruttore:''' Giuseppe Lingua<ref>In sostituzione dell'organo Giacomo Filippo Landesio 1735 ivi collocato da Carlo Vittino nel 1842</ref>
* '''Anno:''' 1890
* '''Restauri/modifiche:'''
* '''Registri:''' 21
* '''Canne:''' 864 circa
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio 18 note (''Do<sup>1</sup>''-''Mi<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo ''- Ripieno'''''
----
|-
|Principale || Soprani 16'
|-
|Principale || Bassi 8'
|-
|Principale || Soprani 8'
|-
|Ottava || Bassi 4'
|-
|Ottava || Soprani 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimaseconda || 1'
|-
|Quattro di ripieno ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - ''Concerto'''''
----
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 8' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Corno inglese </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 16'</span>
|-
|Flutta || Soprani 8'
|-
|Ottavino || Soprani 2'
|-
|Violone|| Soprani 8'
|-
|Viola || Bassi 4'
|-
|Violino || Soprani 8'
|-
|Voce umana|| Soprani 8'
|-
|Terza mano || Soprani
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale '''
----
|-
|Contrabbasso || 16' <ref NAME=estensione>''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1</sup>''</ref>
|-
|Bassi Armonia || 8' <ref NAME=estensione/>
|-
|}
|}
</br>
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita libro|titolo=La Scuola Organaria Piemontese|autore=Alberto Galazzo|editore=Centro Studi Piemontesi|anno=1990}}
{{Avanzamento|100%|2 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Murazzano
0
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495621
434987
2026-05-02T21:21:46Z
VoceUmana7
51633
/* Capoluogo */
495621
wikitext
text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
Disposizioni foniche del comune di [[w:Murazzano|Murazzano]] raggruppate per edificio.
== Capoluogo ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Murazzano/Murazzano - Chiesa di San Lorenzo|Chiesa di San Lorenzo]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Murazzano/Murazzano - Santuario della Madonna di Hal|Santuario della Madonna di Hal]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Murazzano/Murazzano - Santuario della Madonna di Hal
0
48955
495623
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2026-05-02T21:22:45Z
VoceUmana7
51633
495623
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:MurazzanoHal1.jpg|500px|centro|Prospetto organo F.lli Collino 1880]]
* '''Costruttore:''' Fratelli Collino di Pinerolo (TO)
* '''Anno:''' 1880 (Opus 260)
* '''Restauri/modifiche:''' Angelo Nava e figlio (1898, pulitura), Alfredo Cordone (1930, restauro)
* '''Registri:''' 24
* '''Canne:''' 750 circa
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'') con divisione bassi/soprani tra ''Si<sup>2</sup>''-''Do<sup>3</sup>''
* '''Pedaliera:''' a leggio di 15 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo ''- Ripieno'''''
----
|-
|Principale || Bassi 16'<ref>Dal ''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|Principale || Soprani 16'
|-
|Principale || Bassi 8'
|-
|Principale || Soprani 8'
|-
|Ottava || Bassi 4'
|-
|Ottava || Soprani 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimaseconda || 1'
|-
|Vigesimasesta || 2/3'
|-
|Vigesimanona || 1/2'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - ''Concerto'''''
----
|-
|Campanelli || Soprani
|-
|Cornetto a 3 canne || Soprani 2.2/3'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 8' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Violoncello </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 4' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Corno Inglese </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 16'</span>
|-
|Flauto || Soprani 8'
|-
|Flauto || Soprani 2'
|-
|Flauto in quinta || Soprani 2.2/3'
|-
|Viola|| Bassi 4'
|-
|Voce umana|| Soprani 8'
|-
|Terza mano || Soprani
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale '''
----
|-
|Contrabbassi con rinf.|| 16'+8' <ref NAME=estensione>''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1</sup>''</ref>
|-
|Bassi armonia || 8' <ref NAME=estensione/>
|-
|}
|}
</br>
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.comune.murazzano.cn.it/Home/Guida-al-paese?IDPagina=33198|titolo=Pagina web dell'edificio|accesso=29 marzo 2021}}
{{Avanzamento|100%|21 novembre 2020}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Novara/Novara - Chiesa di Santa Maria del Monserrato
0
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433326
2026-05-03T00:05:44Z
VoceUmana7
51633
495707
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Krengli<ref>Contenente del materiale fonico del precedente organo Serassi.</ref>
* '''Anno:''' 1967
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 22
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' indipendente, a pavimento nel presbiterio
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico nel presbiterio
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno || 4 file
|-
|Flauto || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola da gamba || 8'
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Eolina || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Ripieno || 3 file
|-
|Oboe || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Violoncello || 8'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|1 aprile 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Novara/Novara - Chiesa di San Pietro al Rosario
0
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495704
483175
2026-05-02T23:49:44Z
VoceUmana7
51633
495704
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Felice Silvera
* '''Anno:''' 1837
* '''Restauri/modifiche:''' Alessandro Mentasti (fine XIX sec.); Giuseppe Marzi (XX sec.); Krengli (XX sec.)
* '''Registri:''' 30
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Do#<sup>3</sup>''/''Re<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria in cornu epistulae
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra – ''Concerto'''''
----
|-
|Principalone || 16' Bassi
|-
|Terza mano alla tastiera
|-
|Fagotto || 8' Bassi
|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Viola da gamba<ref>In origine Violone bassi</ref> || 8' Bassi
|-
|Viola da gamba<ref>In origine Corno Inglese soprani</ref> || 8' Soprani
|-
|Viola || 4' Bassi
|-
|Flauto traversiere || 8' Soprani
|-
|Flauto in selva || 4' Bassi
|-
|Flauto dolce in VIII || 4' Soprani
|-
|Ottavino || 2' Soprani
|-
|Voce umana || 8' Soprani
|-
|Trombone ai pedali || 12' al pedale
|-
|Timballi in tutti i tuoni || al pedale
|-
|Contrabbasso ed ottava || 16'+8' al pedale
|-
|Tasto al pedale
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra – ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || 16' Soprani
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Principale di rinforzo || 8' Bassi
|-
|Principale di rinforzo || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4' Bassi
|-
|Ottava || 4' Soprani
|-
|Duodecima || 2.2/3' Bassi
|-
|Duodecima || 2.2/3' Soprani
|-
|Decima quinta || 2' Bassi
|-
|Decima quinta || 2' Soprani
|-
|Decima nona || 1.1/3'
|-
|Vigesima seconda || 1'
|-
|Due di ripieno ||
|-
|Due di ripieno ||
|-
|Tre di ripieno ||
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Novara/Chiesa di Giovanni Battista Decollato ad Fontes
0
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495698
440763
2026-05-02T23:37:52Z
VoceUmana7
51633
495698
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Luigi Maroni Biroldi<ref>Costruito riutilizzando il materiale fonico del precedente organo di Andrea Gavinelli, costruito negli ultimi anni del XVII secolo.</ref>
* '''Anno:''' 1832
* '''Restauri/modifiche:''' Alessandro Mentasti (fine XIX sec., modifiche); Krengli (1945, modifiche); Fratelli Marzi (2022, restauro filologico)
* '''Registri:''' 21
* '''Canne:''' 818
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Do#<sup>3</sup>''/''Re<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 17 note (''Do<sup>1</sup>''/''Mi<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria sulla parete sinistra della navata
* '''Accessori:''' rollante a 5 canne, timpanone
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=3 | '''Colonna di sinistra – ''Concerto'''''
----
|-
|Fluta || 8' ||Soprani
|-
|Tromba || 8' ||Soprani
|-
|Fagotto || 8' ||Bassi
|-
|Corno inglese || 16' ||Soprani
|-
|Viola || 4' ||Bassi
|-
|Ottavino || 2' ||Soprani
|-
|Flauto in XII || 2.2/3' ||Soprani
|-
|Decimino || 1' ||Bassi
|-
|Voce umana || 8' ||Soprani
|-
|Tromboni || 12' ||al pedale
|-
|Terza mano
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=3 | '''Colonna di destra – ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || 8' ||Bassi
|-
|Principale || 8' ||Soprani
|-
|Ottava || 4' ||Bassi
|-
|Ottava || 4' ||Soprani
|-
|Decima quinta || 2' ||Bassi
|-
|Decima quinta || 2' ||Soprani
|-
|Decima nona || 1.1/3'
|-
|Vigesima seconda || 1'
|-
|Vigesima sesta e nona ||
|-
|Trigesima terza e sesta ||
|-
|Contrabbassi e ottave || 16'+8' ||al pedale
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Novara/Novara - Chiesa di San Michele Arcangelo all'Ospedale Maggiore
0
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495703
444330
2026-05-02T23:48:24Z
VoceUmana7
51633
495703
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Alessandro Krengli
* '''Anno:''' anni '10 del XX secolo
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 12
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' piana-parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento dietro all'altare maggiore<ref>Lo strumento è racchiuso in un'unica cassa espressiva.</ref>
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo espressivo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Ripieno ||
|-
|Unda maris || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Oboe || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Positivo espressivo'''''
----
|-
|Viola gamba || 8'
|-
|Violini || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|2 aprile 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Pianfei/Pianfei - Chiesa San Giovanni Battista
0
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495639
471743
2026-05-02T21:42:33Z
VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Pianfei chiesa san giovanni battista organo.jpg|300px|center|Pianfei_chiesa_san_giovanni_battista_organo]]
* '''Costruttore:''' Andrea Julien<ref>Originariamente collocato nella chiesa della Missione di Mondovì (CN)</ref>
* '''Anno:''' 1678
* '''Restauri/modifiche:''' Anonimo (1804, trasferimento nella sede attuale), Giovanni Battista Baracco (1805-06, restauro), Francesco Vittino (1889 ''Opus 138'', ricostruzione), Krengli (2009,restauro)
* '''Registri:''' 30
* '''Canne:''' 1040 circa
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 17 note (''Do<sup>1</sup>''-''Mi<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo ''- Ripieno'''''
----
|-
|Principale || Bassi 16'<ref>Reale dal ''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|Principale || Soprani 16'
|-
|Principale || Bassi 8'
|-
|Principale || Soprani 8'
|-
|Ottava || Bassi 4'
|-
|Ottava || Soprani 4'
|-
|Duodecima || Bassi 2.2/3'
|-
|Duodecima || Soprani 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimaseconda || 1'
|-
|Ripieni due ||
|-
|Ripieni due ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - ''Concerto'''''
----
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 8' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarone </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 4'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Corno inglese </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 16'</span>
|-
|Corno di Bassetto || Soprani 16'
|-
|Flauto traverso|| Soprani 8'
|-
|Flauto in 8va|| Soprani 4'
|-
|Ottavino || Soprani 2'
|-
|Violino dolce ||Soprani 8'
|-
|Violino flebile || Soprani 8'
|-
|Viola || Bassi 8'
|-
|Voce umana|| Soprani 8'
|-
|Campanelli || Soprani
|-
|Terza mano || Soprani
|-
|(Vuota)||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale '''
----
|-
|Contrabbassi con 8va|| 16' e 8'
|-
|Timpani in 12 tuoni ||
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromboni </span>||<span style="color:#8b0000;"> 12'</span>
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.catalogo.beniculturali.it/detail/MusicHeritage/0100030901|titolo=Scheda Catalogo Beni Culturali|accesso=04 aprile 2021}}
* {{cita web|url=http://www.comune.pianfei.cn.it/Home/Guida-al-paese?IDDettaglio=21797|titolo=Scheda dello strumento sul sito del comune di Pianfei|accesso=04 aprile 2021}}
{{Avanzamento|100%|2 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Novara/Novara - Conservatorio Cantelli
0
49088
495711
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2026-05-03T00:07:50Z
VoceUmana7
51633
495711
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
==Auditorium "Fratelli Olivieri"==
* '''Costruttore:''' Francesco Zanin
* '''Anno:''' 1997
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 30
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 54 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' piana-parallela di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, lungo la parete di fondo del palcoscenico
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Viola da gamba || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ottava || 2'
|-
|Mistura || 1.1/3'
|-
|Cornetto 2 file || 2'
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Positivo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Quintadena || 8'
|-
|Salicionale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Ottava || 2'
|-
|Flauto || 2'
|-
|Quinta || 1.1/3'
|-
|Cembalo || 1'
|-
|Sesquialtera 2 file || 2.2/3'
|-
|Dulzian || 8'
|-
|Oboe || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Mistura 2 file || 2'
|-
|Tromba || 16'
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
|}
==Aula 28==
* '''Costruttore:''' Andrea Zeni (op. 61)
* '''Anno:''' 2017
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 15
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-parallela di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento nell'aula
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Violoncello || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Positivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola da gamba || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Ottavina || 2'
|-
|Terza || 1.3/5'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Fagotto || 8'
|-
|}
|}
==Aula 23==
* '''Costruttore:''' Pinchi
* '''Anno:''' 2000
* '''Restauri/modifiche:''' Massimo Lanzini (2026, trasferimento nella sede attuale<ref>Lo strumento era precedentemente collocato presso un'abitazione privata</ref>)
* '''Registri:''' 3
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' piana-parallela di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento nell'aula
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Positivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Basso || 8'
|-
|}
|}
==Organo positivo a cassapanca==
* '''Costruttore:''' Alessandro Alfieri
* '''Anno:''' ?
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 3
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Tastiere:''' 1 di 54 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' no
* '''Collocazione:''' in corpo unico, su pedana mobile
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''''Manuale'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Principale || 2'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|24 gennaio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Novara/Novara - Istituto della Cappella Musicale del Duomo
0
49089
495712
404523
2026-05-03T00:08:09Z
VoceUmana7
51633
495712
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Mascioni (op. 986)
* '''Anno:''' 1975
* '''Restauri/modifiche:''' Collocazione nella sede attuale<ref>Lo strumento era precedentemente collocato presso un'abitazione privata a Torino.</ref>
* '''Registri:''' 7
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, all'interno di un'aula<ref>L'organo è collocato in un'unica cassa espressiva.</ref>
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Principale || 4'
|-
|Ottava || 2'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Positivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'<ref>Trasmesso dal GO.</ref>
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Quinta || 1.1/3'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|5 aprile 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Sommariva del Bosco
0
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495670
420578
2026-05-02T22:40:58Z
VoceUmana7
51633
/* Capoluogo */
495670
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Capoluogo ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Sommariva del Bosco/Sommariva del Bosco - Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo|Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Sommariva del Bosco/Sommariva del Bosco - Santuario della Beata Vergine Maria di San Giovanni|Santuario della Beata Vergine Maria di San Giovanni]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
14pk2w1bg1ve92lgui7g2wez3zqr695
Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Sommariva del Bosco/Sommariva del Bosco - Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo
0
49098
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2026-05-02T22:40:37Z
VoceUmana7
51633
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404676
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:SommarivaBosco1.jpg|350px|centro|Prospetto organo Felice Bossi 1848]]
* '''Costruttore:''' Felice Bossi di Bergamo
* '''Anno:''' 1848
* '''Restauri/modifiche:''' anonimo (XX sec., sostituzione somiere I manuale<ref>Il somiere originale meccanico e la relativa catenacciatura sono ancora conservati all'interno della cassa</ref>)
* '''Registri:''' 41
* '''Canne:''' 1680 circa
* '''Trasmissione:''' mista: meccanica per Grand'Organo, Pedale e registri, pneumatico-tubulare per organo Espressivo
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<small>1</small>''-''La<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 20 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>2</small>'')
* '''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' Grancassa con campanelli, Tiratutti, comb. libera alla lombarda
* '''Nota:''' strumento abbandonato da oltre mezzo secolo
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="10" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - Espressivo'''
----
|-
|Viola gamba|| 8'
|-
|Voce celeste|| 8'<ref name=PICC>Dal ''Do<small>2</small>''</ref>
|-
|Concerto viole || 8'<ref name=PICC/>
|-
|Flauto || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe orchestrale</span>||<span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - Grand'Organo ''- Ripieno'''''
----
|-
|Principale || Bassi 16'
|-
|Principale || Soprani 16'
|-
|Principale || Bassi 8'
|-
|Principale || Soprani 8'
|-
|Principale rinf.|| Bassi 8'
|-
|Principale rinf.|| Soprani 8'
|-
|Ottava || Bassi 4'
|-
|Ottava || Soprani 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decima nona || 1.1/3'
|-
|Vigesima seconda || 1'
|-
|Due di ripieno|| 2/3' 1/2'
|-
|Ripieno IV ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - Grand'Organo - ''Concerto'''''
----
|-
|Campanelli || Soprani<ref>Assenti</ref>
|-
|Terza mano ||Soprani
|-
|Cornetto a 3 canne||Soprani 2.2/3'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 8' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Trombe </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Corno inglese </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarone </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 4' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Violoncello </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 4' </span>
|-
|Corno dolce ||Soprani 16'
|-
|Flauto traverso || Soprani 8'
|-
|Viola || Bassi 4'
|-
|Flauto in selva || Soprani
|-
|Ottavino || Soprani 2'
|-
|Flauto || Bassi 4'
|-
|Flauto in 8va|| Soprani 4'
|-
|Voce umana|| Soprani 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale '''
----
|-
|Contrabbassi || 16' e 8'
|-
|Bassi armonia || 8'
|-
|Timpani in tutti ||i tuoni
|-
|Ripieno ||
|-
|<span style="color:#8b0000;">Trombone </span>||<span style="color:#8b0000;">8'</span>
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.catalogo.beniculturali.it/detail/MusicHeritage/0100024547|titolo=Scheda dello strumento sul sito Catalogo dei Beni Culturali|accesso=06 aprile 2021}}
* {{cita web|url=https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/58067/|titolo=Scheda dell'edificio|accesso=06 aprile 2021}}
{{interprogetto|w=Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo (Sommariva del Bosco)|w_preposizione=sulla|w_etichetta=chiesa dei Santi Giacomo e Filippo a Sommariva del Bosco}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
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495671
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:SommarivaBosco1.jpg|350px|centro|Prospetto organo Felice Bossi 1848]]
* '''Costruttore:''' Felice Bossi di Bergamo
* '''Anno:''' 1848
* '''Restauri/modifiche:''' anonimo (XX sec., sostituzione somiere I manuale<ref>Il somiere originale meccanico e la relativa catenacciatura sono ancora conservati all'interno della cassa</ref>)
* '''Registri:''' 41
* '''Canne:''' 1680 circa
* '''Trasmissione:''' mista: meccanica per Grand'Organo, Pedale e registri, pneumatico-tubulare per organo Espressivo
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 20 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' Grancassa con campanelli, Tiratutti, comb. libera alla lombarda
* '''Nota:''' strumento abbandonato da oltre mezzo secolo
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="10" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - Espressivo'''
----
|-
|Viola gamba|| 8'
|-
|Voce celeste|| 8'<ref name=PICC>Dal ''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|Concerto viole || 8'<ref name=PICC/>
|-
|Flauto || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe orchestrale</span>||<span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - Grand'Organo ''- Ripieno'''''
----
|-
|Principale || Bassi 16'
|-
|Principale || Soprani 16'
|-
|Principale || Bassi 8'
|-
|Principale || Soprani 8'
|-
|Principale rinf.|| Bassi 8'
|-
|Principale rinf.|| Soprani 8'
|-
|Ottava || Bassi 4'
|-
|Ottava || Soprani 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decima nona || 1.1/3'
|-
|Vigesima seconda || 1'
|-
|Due di ripieno|| 2/3' 1/2'
|-
|Ripieno IV ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - Grand'Organo - ''Concerto'''''
----
|-
|Campanelli || Soprani<ref>Assenti</ref>
|-
|Terza mano ||Soprani
|-
|Cornetto a 3 canne||Soprani 2.2/3'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 8' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Trombe </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Corno inglese </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarone </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 4' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Violoncello </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 4' </span>
|-
|Corno dolce ||Soprani 16'
|-
|Flauto traverso || Soprani 8'
|-
|Viola || Bassi 4'
|-
|Flauto in selva || Soprani
|-
|Ottavino || Soprani 2'
|-
|Flauto || Bassi 4'
|-
|Flauto in 8va|| Soprani 4'
|-
|Voce umana|| Soprani 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale '''
----
|-
|Contrabbassi || 16' e 8'
|-
|Bassi armonia || 8'
|-
|Timpani in tutti ||i tuoni
|-
|Ripieno ||
|-
|<span style="color:#8b0000;">Trombone </span>||<span style="color:#8b0000;">8'</span>
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.catalogo.beniculturali.it/detail/MusicHeritage/0100024547|titolo=Scheda dello strumento sul sito Catalogo dei Beni Culturali|accesso=06 aprile 2021}}
* {{cita web|url=https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/58067/|titolo=Scheda dell'edificio|accesso=06 aprile 2021}}
{{interprogetto|w=Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo (Sommariva del Bosco)|w_preposizione=sulla|w_etichetta=chiesa dei Santi Giacomo e Filippo a Sommariva del Bosco}}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Valdieri/Valdieri - Chiesa di San Martino
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo Baldi.jpg|350px|centro|Prospetto organo Achille Baldi 1913]]
* '''Costruttore:''' Achille Baldi
* '''Anno:''' 1913
* '''Restauri/modifiche:''' Giuseppe Baldi (1934, manutenzione), Samuele Maffucci (2018, manutenzione straordinaria)
* '''Registri:''' 21
* '''Canne:''' 1172
* '''Trasmissione:''' pneumatica tubolare a scarica per tastiere, pedaliera e registri
* '''Consolle:''' addossata alla cassa dello strumento
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concava parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta|| 2'
|-
|Pieno IV || 1.1/3'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Unda maris || 8' <ref name=Do2>dal''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarinetto </span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo '''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Viola gamba || 8'
|-
|Viola flebile || 8' <ref name=Do2/>
|-
|Concerto viole || 8' <ref>inserisce anche Viola gamba 8' e Viola Flebile 8', dal ''Do<sup>3</sup>'' </ref>
|-
|Flauto || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe </span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Voce corale </span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> <ref name=Do2/>
|-
|Tremolo ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Violoncello || 8'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di San Martino Vescovo (Valdieri)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Martino Vescovo a Valdieri}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita libro|titolo=Al cospetto dell'Organo Baldi|autore=Fabio Pietro Di Tullio|editore=Nerosubianco|anno=2017|ISBN=9788898007851}}
== Contatti ==
* '''Organista''' fabiopietro.ditullio@gmail.com
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Niella Belbo/Niella Belbo - Chiesa di San Giorgio e Madonna della Neve
0
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Chichi (''Opus 190'')<ref>strumento realizzato su progetto di Angelo Giusto, reimpiegando parzialmente il materiale fonico dell'organo Mascioni ''opus 304'' del 1911, già nella chiesa di Sant'Ambrogio a Varese.</ref>
* '''Anno:''' 1999
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 19
* '''Canne:''' 1081
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento sotto l'ultima arcata tra navata centrale e navatella di destra
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, al centro della cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|Ripieno 4 file || 1.1/3'
|-
|Voce umana || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span><ref name=tromba>registro trasmesso dal secondo manuale.</ref>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto ottaviante || 4'
|-
|Cornetto 2 file || 2.2/3'
|-
|Principalino || 2'
|-
|Cimbalo 2 file || 1.1/3'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span><ref name=tromba/>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Chiarina</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span><ref>registro derivato dalla ''Tromba 8<nowiki>'</nowiki>'' del secondo manuale.</ref>
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di San Giorgio e Madonna della Neve|w_preposizione=sulla|w_etichetta=chiesa di San Giorgio e Madonna della Neve a Niella Belbo}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.chichiorgani.com/realizzazione-organi/niella-belbo-cn-parrocchia-s-giorgio/|titolo=Niella Belbo (Cn) Parrocchia S. Giorgio|sito=chichiorgani.com|accesso=6 maggio 2021}}
* {{cita web|url=http://www.comune.niellabelbo.cn.it/Home/Guida-al-paese?IDDettaglio=35109|titolo=Organo Chichi "1999 op. 190"|sito=comune.niellabelbo.cn.it|accesso=6 maggio 2021}}
* {{cita web|url=http://www.organcompendium.info/organi/italia09.html|titolo=Parrocchia di S. Giorgio di Niella Belbo|sito=organcompendium.info|accesso=6 maggio 2021}}
{{Avanzamento|100%|6 maggio 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Paesana
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VoceUmana7
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/* Capoluogo */
495638
wikitext
text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
== Capoluogo ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Paesana/Paesana - Chiesa di Santa Margherita|Chiesa di Santa Margherita]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Paesana/Paesana - Chiesa di Santa Margherita
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VoceUmana7
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VoceUmana7 ha spostato la pagina [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Paesana/Paesana - Parrocchia Santa Margherita]] a [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Paesana/Paesana - Chiesa di Santa Margherita]]: Sposto nel corretto [[Aiuto:Namespaces|namespace]]
408710
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Vegezzibossi97-2.jpg|400px|centro|Prospetto organo F.lli Collino 1840]]
* '''Costruttore:''' Collino Padre e Figli in Pinerolo (TO)
* '''Anno:''' 1840<ref>Sfruttando il materiale di un precedente organo settecentesco proveniente da Busca (CN)</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' anonimo (1907, restauro), Brondino Vegezzi-Bossi (2008, restauro)
* '''Registri:''' 20
* '''Canne:''' 1020 circa
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>2</small>'')
* '''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo ''- Ripieno'''''
----
|-
|Principale || B. e S. 16'
|-
|Principale || Bassi 8'
|-
|Principale || Soprani 8'
|-
|Principale di rinforzo|| 8'<ref>Dal ''Do<small>2</small>''</ref>
|-
|Ottava || Bassi 4'
|-
|Ottava || Soprani 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || Bassi 2'
|-
|Decimaquinta || Soprani 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimaseconda || 1'
|-
|Vigesimasesta || 2/3'
|-
|Vigesimanona || 1/2'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - ''Concerto'''''
----
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 8' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|Viola || B. e S. 4'
|-
|Voce Celeste || Soprani 8'
|-
|Flauto in 8va|| Bassi 4'
|-
|Flauto in 8va|| Soprani 4'
|-
|Concerto viole || Soprani 8'
|-
|Voce umana|| Soprani 8'
|-
|Ottavino || Soprani 2'
|-
|Oboe (comb.)|| Soprani 8'
|-
|Cornetto II ||Soprani 2.2/3
|-
|Tremolo ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale '''
----
|-
|Contrabbassi || 16'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://vegezzi-bossi.com/attivita-single.php?organo=97|titolo=Documentazione finale dei lavori di restauro|accesso=21 maggio 2021}}
* {{cita web|url=https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/59194/|titolo=Scheda edificio|accesso=21 maggio 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Vegezzibossi97-2.jpg|400px|centro|Prospetto organo F.lli Collino 1840]]
* '''Costruttore:''' Collino Padre e Figli in Pinerolo (TO)
* '''Anno:''' 1840<ref>Sfruttando il materiale di un precedente organo settecentesco proveniente da Busca (CN)</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' anonimo (1907, restauro), Brondino Vegezzi-Bossi (2008, restauro)
* '''Registri:''' 20
* '''Canne:''' 1020 circa
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo ''- Ripieno'''''
----
|-
|Principale || B. e S. 16'
|-
|Principale || Bassi 8'
|-
|Principale || Soprani 8'
|-
|Principale di rinforzo|| 8'<ref>Dal ''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|Ottava || Bassi 4'
|-
|Ottava || Soprani 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || Bassi 2'
|-
|Decimaquinta || Soprani 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimaseconda || 1'
|-
|Vigesimasesta || 2/3'
|-
|Vigesimanona || 1/2'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - ''Concerto'''''
----
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 8' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|Viola || B. e S. 4'
|-
|Voce Celeste || Soprani 8'
|-
|Flauto in 8va|| Bassi 4'
|-
|Flauto in 8va|| Soprani 4'
|-
|Concerto viole || Soprani 8'
|-
|Voce umana|| Soprani 8'
|-
|Ottavino || Soprani 2'
|-
|Oboe (comb.)|| Soprani 8'
|-
|Cornetto II ||Soprani 2.2/3
|-
|Tremolo ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale '''
----
|-
|Contrabbassi || 16'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://vegezzi-bossi.com/attivita-single.php?organo=97|titolo=Documentazione finale dei lavori di restauro|accesso=21 maggio 2021}}
* {{cita web|url=https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/59194/|titolo=Scheda edificio|accesso=21 maggio 2021}}
{{Avanzamento|100%|2 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Arona/Montrigiasco - Chiesa di San Giusto
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2026-05-03T00:11:53Z
VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Marzi
* '''Anno:''' 1966
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 9
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Tastiere:''' 1 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' piana - radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Consolle:''' Indipendente, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''''Manuale'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Dolce || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Quinta Decima || 2'
|-
|Decima Nona || 1.1/3'
|-
|Ripieno ||
|-
|Tremolo
|-
|}
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Basso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Ameno/Vacciago - Santuario della Madonna della Bocciola
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2026-05-03T00:10:58Z
VoceUmana7
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{{Tripla immagine|center|Madonna della Bocciola - Ameno - corpo fonico organo Scolari.jpg|300|Madonna della Bocciola - Ameno - particolare dell'organo Scolari.jpg|300|Madonna della Bocciola - Ameno - consolle organo Scolari.jpg|126|}}
* '''Costruttore:''' Fratelli Scolari (Bolzano Novarese)
* '''Anno:''' 1876
* '''Restauri/modifiche:''' G. Zenoni ( 1957, rifacimento della tastiera)
* '''Registri:''' 25
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' rivolta all'interno dello strumento, all'interno del corpo sonoro
* '''Tastiere:''' 1 di 61 tasti con prima ottava scavezza (''Do<small>1</small>''-''Do<small>6</small>'')<Ref>Do1, Do#1, Re1, Re#1, Mi1 suonano l'ottava superiore</Ref>
* '''Pedaliera:''' a leggio di 17 pedali (''Do<small>1</small>''-''Mi<small>2</small>'') di 12 suoni reali
* '''Collocazione:''' in corpo unico, in una nicchia laterale in muratura
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''''Colonna di sinistra'''''
----
|-
|Fagotto ||Bassi
|-
|Trombe ||Soprani
|-
|Corno inglese || 16' Soprani
|-
|Violoncello || 4' Bassi
|-
|Oboe || 8' Soprani
|-
|Viola ||Bassi
|-
|Flauto traverso
|-
|Flauto polacco
|-
|Flauto in XII
|-
|Ottavino ||Soprani
|-
|Voce umana
|-
|Bombarde ||ai pedali
|-
|Terzamano
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''''Colonna di destra'''''
----
|-
|Principale ||Bassi
|-
|Principale cornetto ||Soprani
|-
|Principale II ||Bassi
|-
|Principale II ||Soprani
|-
|Ottava ||Bassi
|-
|XV ||Bassi
|-
|Ottava ||Soprani
|-
|XV ||Soprani
|-
|XIX
|-
|XXII
|-
|XXVI - XXIX
|-
|Contrabbassi e Ottave
|-
|Bassi d'armonia
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Santuario della Madonna della Bocciola|w_preposizione=sul|w_etichetta=Santuario della Madonna della Bocciola}}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Cuneo/Revello/Staffarda - Abbazia di Santa Maria di Staffarda
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VoceUmana7
51633
495641
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Abbazia di Staffarda organo positivo.jpg|400px|Abbazia di Staffarda organo positivo]]
* '''Costruttore:''' Scuola Napoletana
* '''Anno:''' XVII°/XVIII° sec.
* '''Restauri/modifiche:''' si, economiche
* '''Registri:''' 5
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 45 note, scavezza (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' scavezza di 8 note (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1</sup>'')
* '''Collocazione:''' a terra nella navata sinistra, vicino al presbiterio, in una rientranza
* '''Accessori:''' ''Tiratutti''
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| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''''Manuale'''''
----
|-
|Principale
|-
|Duodecima
|-
|Ottava
|-
|XV || ?
|-
|Ripieno
|-
|Tiratutti
|-
|}
== Altri progetti ==
{{ip|w=Abbazia di Santa Maria di Staffarda|w_preposizione=sulla|w_etichetta=Abbazia di Santa Maria di Staffarda|commons=Abbazia di Santa Maria di Staffarda - Pipe organ|commons_preposizione=sull'|commons_etichetta=organo a canne}}
{{Avanzamento|100%|19 luglio 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Roccavione/Roccavione - Chiesa della Visitazione di Maria Vergine
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Organo maggiore ==
[[File:RoccavioneVittino1.jpg|450px|centro|Prospetto organo Francesco Vittino 1902]]
* '''Costruttore:''' Francesco Vittino di Centallo (CN)<ref>In sostituzione del precedente organo costruito da Nicola Martino Landesio nel 1765</ref>
* '''Anno:''' 1902 (opus 164)
* '''Restauri/modifiche:''' Brondino Vegezzi-Bossi (2022, restauro)
* '''Registri:''' 23
* '''Canne:''' 722 circa
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 15 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>2</sup>'')<ref>Reale (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1</sup>'')</ref>
* '''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
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| colspan=4 | '''Grand'Organo ''- Ripieno'''''
----
|-
|Principale || Bassi 16'<ref>Reale dal ''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|Principale || Soprani 16'
|-
|Principale || Bassi 8'
|-
|Principale || Soprani 8'
|-
|Ottava || Bassi 4'
|-
|Ottava || Soprani 4'
|-
|Duodecima || Soprani 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieni Due || 1.1/3' 1'
|-
|Ripieni Due || 2/3' 1/2'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - ''Concerto'''''
----
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 8' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Corno inglese </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 16'</span>
|-
|Flauto traverso|| Soprani 8'
|-
|Ottavino || Soprani 2'
|-
|Viola || Bassi 4'
|-
|Viola || Soprani 8'
|-
|Violino || Soprani 8'
|-
|Campanelli || Soprani
|-
|Terza Mano || Soprani
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale '''
----
|-
|Contrabbassi e ott.|| 16' e 8'
|-
|Timpani in 12 tuoni ||
|-
|}
|}
[[File:RoccavioneVittino2.jpg|400px|centro|Consolle organo Francesco Vittino 1902]]
== Organo positivo ==
[[File:RoccavioneCalandra1.jpg|250px|centro|Organo Giuseppe Calandra 1714]]
* '''Costruttore:''' Giuseppe Calandra di Torino<ref>Originariamente costruito per la cattedrale di Santa Maria del Bosco a Cuneo, trasferito nella confraternita di Santa Croce a Roccavione nel 1843 e successivamente nella chiesa parrocchiale</ref>
* '''Anno:''' 1714
* '''Restauri/modifiche:''' anonimo (1843, trasferimento nella confraternita di Roccavione), anonimo (XIX sec., modifiche), Brondino Vegezzi-Bossi (2006, restauro)
* '''Registri:''' 6
* '''Canne:''' 277 circa
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 48 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>5</sup>'') senza il primo ''Do#''
* '''Pedaliera:''' assente
* '''Collocazione:''' a pavimento nella prima cappella laterale destra
* '''Note:''' temperamento mesotonico
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Tastiera'''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesima seconda || 1'
|-
|Voce umana || 8'<ref>Dal ''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|}
|}
[[File:ConsolleCalandra.jpg|400px|centro|Consolle organo Giuseppe Calandra 1714]]
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.vermenagna-roya.eu/wp-content/uploads/2019/06/RO-2-RE-B-SY-A3-V3-11_ROCCAVIONE_L_arte-organaria.pdf|titolo=Documento informativo sugli organi di Roccavione|accesso=23 agosto 2021}}
* {{cita web|url=https://vegezzi-bossi.com/attivita-single.php?organo=77|titolo=Scheda organo Calandra ditta restauratrice|accesso=23 agosto 2021}}
* {{cita web|url=https://www.youtube.com/watch?v=nVHbBHwMbgA|titolo=Video dimostrativo dell'organo Calandra |accesso=23 agosto 2021}}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Vezza d'Alba
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VoceUmana7
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/* Capoluogo */
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text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
== Capoluogo ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Vezza d'Alba/Vezza d'Alba - Chiesa di San Martino|Chiesa di San Martino]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Vezza d'Alba/Vezza d'Alba - Chiesa di San Bernardino|Chiesa di San Bernardino]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Vezza d'Alba/Vezza d'Alba - Chiesa di San Martino
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VoceUmana7
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438531
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Vezza1.jpg|450px|centro|Prospetto organo Giacomo Vegezzi-Bossi 1875]]
* '''Costruttore:''' Giacomo Vegezzi-Bossi di Torino
* '''Anno:''' 1875
* '''Restauri/modifiche:''' Angelo Nava e figli (1900, restauro e ampliamento<ref>Probabilmente l'ampliamento consistette nei seguenti registri: Oboe 8', Dulciana bassi, Flauto in Eco e Voce flebile</ref>), Giovanni Marzi (1981, elettrificazione e posizionamento di una nuova consolle in presbiterio), anonimo (anni '90 XX sec., ampliamento a tre tastiere<ref>Utilizzando il materiale fonico corrispondente al corpo recitativo del dismesso organo Balbiani della Basilica di Santa Maria Assunta in Gallarate (VA); i due corpi aggiuntivi e la consolle a tre tastiere erano posizionati in presbiterio</ref>), anonimo (XX sec., rimozione dell'ampliamento)
* '''Registri:''' 33
* '''Canne:''' 1350 circa
* '''Trasmissione:''' meccanica per Grand'Organo, Pedale e registri
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<small>1</small>''-''La<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 16 note (''Do<small>1</small>''-''Mib<small>2</small>'')
* '''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' Tiratutti, comb. libera alla lombarda, pedaletti per Campanelli, Tromba, Fagotto, Cornamusa<ref>In realtà Corno inglese</ref> e Terza mano
* '''Nota:''' L'organo è anche comandabile via trasmissione elettrica dall'elettrofono Rodgers posto in presbiterio
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| colspan=2 | '''Grand'Organo ''- Ripieno'''''
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|-
|Principale || Bassi 8'
|-
|Principale || Soprani 8'
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|Principale rinf.|| Bassi 8'<ref name=PICC/>
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|Principale rinf.|| Soprani 8'
|-
|Ottava || Bassi 4'
|-
|Ottava || Soprani 4'
|-
|Duodecima || Bassi 2.2/3'
|-
|Duodecima || Soprani 2.2/3'
|-
|Quinta decima || 2'
|-
|Decima nona || 1.1/3'
|-
|Vigesima seconda || 1'
|-
|Due di ripieno||
|-
|Due di ripieno||
|-
|Due di ripieno||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
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| colspan=2 | '''Grand'Organo - ''Concerto'''''
----
|-
|Campanelli || Soprani
|-
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|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 8' </span>
|-
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|-
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|-
|Flauto || Soprani 8'
|-
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|-
|Ottavino || Soprani 2'
|-
|Cornetto III||Soprani 2.2/3'
|-
|Flauto in eco ||Soprani 8'
|-
|Corno dolce ||Soprani 16'
|-
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|-
|(Vuota)||
|}
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----
|-
|Contrabbassi e 8va|| 16' e 8'
|-
|Timpani in tutti ||i tuoni
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromboni </span>||<span style="color:#8b0000;">12'</span><ref>Il cartellino riporta erroneamente "Tromboni 8'"</ref>
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.catalogo.beniculturali.it/detail/MusicHeritage/0100031121|titolo=Scheda dello strumento sul sito Catalogo Beni Culturali|accesso=12 ottobre 2021}}
* {{cita web|url=https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/10298/|titolo=Scheda dell'edificio|accesso=12 ottobre 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Vezza1.jpg|450px|centro|Prospetto organo Giacomo Vegezzi-Bossi 1875]]
* '''Costruttore:''' Giacomo Vegezzi-Bossi di Torino
* '''Anno:''' 1875
* '''Restauri/modifiche:''' Angelo Nava e figli (1900, restauro e ampliamento<ref>Probabilmente l'ampliamento consistette nei seguenti registri: Oboe 8', Dulciana bassi, Flauto in Eco e Voce flebile</ref>), Giovanni Marzi (1981, elettrificazione e posizionamento di una nuova consolle in presbiterio), anonimo (anni '90 XX sec., ampliamento a tre tastiere<ref>Utilizzando il materiale fonico corrispondente al corpo recitativo del dismesso organo Balbiani della Basilica di Santa Maria Assunta in Gallarate (VA); i due corpi aggiuntivi e la consolle a tre tastiere erano posizionati in presbiterio</ref>), anonimo (XX sec., rimozione dell'ampliamento)
* '''Registri:''' 33
* '''Canne:''' 1350 circa
* '''Trasmissione:''' meccanica per Grand'Organo, Pedale e registri
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 16 note (''Do<sup>1</sup>''-''Mib<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' Tiratutti, comb. libera alla lombarda, pedaletti per Campanelli, Tromba, Fagotto, Cornamusa<ref>In realtà Corno inglese</ref> e Terza mano
* '''Nota:''' L'organo è anche comandabile via trasmissione elettrica dall'elettrofono Rodgers posto in presbiterio
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| colspan=2 | '''Grand'Organo ''- Ripieno'''''
----
|-
|Principale || Bassi 16'<ref name=PICC>Dal ''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|Principale || Soprani 16'
|-
|Principale || Bassi 8'
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|Principale || Soprani 8'
|-
|Principale rinf.|| Bassi 8'<ref name=PICC/>
|-
|Principale rinf.|| Soprani 8'
|-
|Ottava || Bassi 4'
|-
|Ottava || Soprani 4'
|-
|Duodecima || Bassi 2.2/3'
|-
|Duodecima || Soprani 2.2/3'
|-
|Quinta decima || 2'
|-
|Decima nona || 1.1/3'
|-
|Vigesima seconda || 1'
|-
|Due di ripieno||
|-
|Due di ripieno||
|-
|Due di ripieno||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
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| colspan=2 | '''Grand'Organo - ''Concerto'''''
----
|-
|Campanelli || Soprani
|-
|Terza mano || Soprani
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 8' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Trombe </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarone </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 4' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Corno inglese </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|Flauto || Soprani 8'
|-
|Dulciana || Bassi 4'
|-
|Ottavino || Soprani 2'
|-
|Cornetto III||Soprani 2.2/3'
|-
|Flauto in eco ||Soprani 8'
|-
|Corno dolce ||Soprani 16'
|-
|Voce flebile|| Soprani 8'
|-
|(Vuota)||
|}
| style="vertical-align:top" |
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| colspan=2 | '''Pedale '''
----
|-
|Contrabbassi e 8va|| 16' e 8'
|-
|Timpani in tutti ||i tuoni
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromboni </span>||<span style="color:#8b0000;">12'</span><ref>Il cartellino riporta erroneamente "Tromboni 8'"</ref>
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.catalogo.beniculturali.it/detail/MusicHeritage/0100031121|titolo=Scheda dello strumento sul sito Catalogo Beni Culturali|accesso=12 ottobre 2021}}
* {{cita web|url=https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/10298/|titolo=Scheda dell'edificio|accesso=12 ottobre 2021}}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Villafalletto
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VoceUmana7
51633
/* Capoluogo */
495687
wikitext
text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
== Capoluogo ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Villafalletto/Villafalletto - Chiesa dei Santi Pietro e Paolo|Chiesa dei Santi Pietro e Paolo]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Villafalletto/Villafalletto - Chiesa di Santa Maria del Gonfalone|Chiesa di Santa Maria del Gonfalone]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Villafalletto/Villafalletto - Chiesa di Santa Maria della Misericordia|Chiesa di Santa Maria della Misericordia]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Villafalletto/Villafalletto - Chiesa dei Santi Pietro e Paolo
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VoceUmana7
51633
VoceUmana7 ha spostato la pagina [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Villafalletto/Villafalletto - Parrocchia SS. Pietro e Paolo]] a [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Villafalletto/Villafalletto - Chiesa dei Santi Pietro e Paolo]]: Sposto nel corretto [[Aiuto:Namespaces|namespace]]
438286
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Francesco Vittino di Centallo (CN)
* '''Anno:''' 1906<ref>In sostituzione dell'organo Carlo Vittino 1848 di 22 registri, 705 canne</ref>
* '''Restauri/modifiche:'''
* '''Registri:''' 20
* '''Trasmissione:''' meccanica per tastiere, pedaliera e registri
* '''Consolle:''' a finestra al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note ciascuna (''Do<small>1</small>''-''La<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' dritta di 27 note (''Do<small>1</small>''-''Re<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' su cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Unda maris || 8'<ref NAME=Do2>Dal ''Do<small>2</small>''</ref>
|-
|Bordone || 8'<ref NAME=Do2/>
|-
|Flauto || 8'
|-
|Gamba || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno 4 file || 1.1/3'<ref NAME=ped>A pedaletto</ref>
|-
|<span style="color:#8b0000;"> Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;"> 8' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;"> Clarino </span> || <span style="color:#8b0000;"> 8' </span>
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Gamba || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Voce flebile || 8'<ref NAME=Do2/>
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Ripieno 3 file || 2' <ref NAME=ped/>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Voce corale </span>|| <span style="color:#8b0000;">Soprani 16' </span><ref NAME=Do2/>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe </span>|| <span style="color:#8b0000;">8' </span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbassi || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Viola flebile || 8'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.catalogo.beniculturali.it/detail/MusicHeritage/0100028699|titolo=Scheda dello strumento|accesso=25 ottobre 2021}}
* {{cita web|url=https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/24463/|titolo=Scheda dell'edificio|accesso=25 ottobre 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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495684
2026-05-02T22:53:06Z
VoceUmana7
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495686
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Francesco Vittino di Centallo (CN)
* '''Anno:''' 1906<ref>In sostituzione dell'organo Carlo Vittino 1848 di 22 registri, 705 canne</ref>
* '''Restauri/modifiche:'''
* '''Registri:''' 20
* '''Trasmissione:''' meccanica per tastiere, pedaliera e registri
* '''Consolle:''' a finestra al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' dritta di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' su cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Unda maris || 8'<ref NAME=Do2>Dal ''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|Bordone || 8'<ref NAME=Do2/>
|-
|Flauto || 8'
|-
|Gamba || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno 4 file || 1.1/3'<ref NAME=ped>A pedaletto</ref>
|-
|<span style="color:#8b0000;"> Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;"> 8' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;"> Clarino </span> || <span style="color:#8b0000;"> 8' </span>
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Gamba || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Voce flebile || 8'<ref NAME=Do2/>
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Ripieno 3 file || 2' <ref NAME=ped/>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Voce corale </span>|| <span style="color:#8b0000;">Soprani 16' </span><ref NAME=Do2/>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe </span>|| <span style="color:#8b0000;">8' </span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbassi || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Viola flebile || 8'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Villafalletto)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Villafalletto}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.catalogo.beniculturali.it/detail/MusicHeritage/0100028699|titolo=Scheda dello strumento|accesso=25 ottobre 2021}}
* {{cita web|url=https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/24463/|titolo=Scheda dell'edificio|accesso=25 ottobre 2021}}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Novara/Novara - Chiesa di Santa Rita
0
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430062
2026-05-03T00:06:50Z
VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Krengli
* '''Anno:''' 1984
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 22<ref>Il progetto iniziale prevedeva uno strumento più grande, mai completato. Nella consolle infatti sono presenti anche placchette di registri inesistenti. Su questa pagina sono riportati solo i registri effettivamente presenti.</ref>
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' indipendente, a pavimento nel presbiterio
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento nell'abside
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XII || 2.2/3'
|-
|XV || 2'
|-
|XVII || 1.3/5'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|Ripieno 3 file || 1'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Salicionale || 8'
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ottavino || 2'
|-
|Voce celeste 2 file || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|26 novembre 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Savigliano/Savigliano - Chiesa Santa Maria della Pieve
0
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420404
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VoceUmana7
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Savigliano-SantaMariaPieve.jpg|400px|centro|Prospetto organo Carlo Vegezzi-Bossi 1896]]
* '''Costruttore:''' Carlo Vegezzi-Bossi di Torino
* '''Anno:''' 1896
* '''Restauri/modifiche:''' anonimo (1996, restauro), Brondino Vegezzi-Bossi (2002, restauro)
* '''Registri:''' 16
* '''Canne:''' 797 circa
* '''Trasmissione:''' meccanica per tastiere, pneumatica per pedaliera e registri
* '''Consolle:''' addossata al centro dello strumento
* '''Tastiere:''' 2 di 56 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Unda maris || 8'<ref name=PICC>Dal ''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|Ottava || 4'
|-
|Viola armonica || 4'
|-
|Decimaquinta|| 2'
|-
|Pieno IV || 1.1/3'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Recitativo Espressivo'''''
----
|-
|Viola da gamba || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Violino || 8'
|-
|Flauto dolce || 4'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Ottava || 8'
|-
|Violoncello || 8'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.catalogo.beniculturali.it/detail/MusicHeritage/0100020749|titolo=Scheda dello strumento|accesso=27 dicembre 2021}}
* {{cita web|url=https://vegezzi-bossi.com/attivita-single.php?organo=72|titolo=Scheda dello strumento|accesso=27 dicembre 2021}}
* {{cita web|url=https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/57979/|titolo=Scheda dell'edificio|accesso=27 dicembre 2021}}
{{interprogetto|w=Chiesa di Santa Maria della Pieve (Savigliano)|w_preposizione=sulla|w_etichetta=Chiesa di Santa Maria della Pieve a Savigliano}}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Serravalle Langhe/Serravalle Langhe - Chiesa di Santa Maria Assunta
0
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo della chiesa di Santa Maria Assunta, Serravalle Langhe.jpg|600px|centro|Prospetto organo anonimo XVIII secolo]]
* '''Costruttore:''' Anonimo
* '''Anno:''' XVIII secolo
* '''Restauri/modifiche:''' Vegezzi Bossi (2005, restauro e ripristino delle caratteristiche originarie)
* '''Registri:''' 10
* '''Canne:''' 314
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Tastiere:''' 1 di 50 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'') con prima ottava scavezza
* '''Pedaliera:''' a leggio di 9 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>2</sup>'') con prima ottava scavezza
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Voce Umana soprani|| 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto in VIII || 4'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimaseconda || 1'
|-
|Vigesima sesta e nona || 2/3'
|-
|Sesquialtera (XII - XVII) || 2.2/3'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Basso || 8'<ref>Sempre inserito</ref>
|}
|}
[[File:Consolle dell'organo della chiesa di Santa Maria Assunta, Serravalle Langhe.jpg|600px|centro|Consolle organo anonimo XVIII secolo]]
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Villafalletto/Villafalletto - Chiesa di Santa Maria del Gonfalone
0
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Prospetto organo Vittino 1887.jpg|250px|centro]]
* '''Costruttore:''' Carlo Vittino<ref>Intervento di riforma sul precedente strumento realizzato da Giovan Battista Bima del quale sopravvive gran parte del materiale fonico</ref>
* '''Anno:''' 1887
* '''Restauri/modifiche:''' Vegezzi-Bossi (2006, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 20
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete frontale della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'', divisione bassi/soprani Do#3/Re3)
* '''Pedaliera:''' a leggio di 17 note (''Do<sup>1</sup>''-''Mi<sup>2</sup>''), reale (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1</sup>''), costantemente unita al manuale
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' pedalone per Ripieno (Tiratutti), pedalone per combinazione libera (alla lombarda), pedalone per Banda militare (Gran Cassa, piatto e timpani), triangolo
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="30" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - Concerto'''
----
|-
|Fagotto || 8' Bassi
|-
|Trombette || 8' Soprani
|-
|Violoncello || (16' Soprani)
|-
|Flauto traverso || 8' Soprani
|-
|Cornetto (XII - XV - XVII) || 2.2/3' Soprani
|-
|Flauto in VIII || 4' (Soprani)
|-
|Viola || 4' Bassi
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Campanelli
|-
|Terza mano || Soprani
|-
|''feritoia vuota''
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - Ripieno'''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4' Bassi
|-
|Ottava || 4' Soprani
|-
|Ripieno (XV) || 2'
|-
|Ripieno (XIX) || 1.1/3'
|-
|Ripieno (XXI) || 1'
|-
|Ripieno doppio (XXVI - XXIX) || 2/3'
|-
|Ripieno doppio (XXXIII - XXXVI) || 1/3'<ref>Manetta scollegata</ref>
|-
|Contrabbassi || 16' + 8' al pedale
|-
|Timpani in 12 toni || al pedale
|-
|''feritoia vuota''
|-
|}
|}
[[File:Consolle organo Vittino 1887.jpg|436x436px|Consolle organo Vittino 1887]]
== Note ==
<references/>
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Saluzzo/Chiesa della Croce Nera
0
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Fratelli Collino
* '''Anno:''' 1841
* '''Restauri/modifiche:''' Vegezzi-Bossi (2008, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 20
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete frontale della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'', divisione bassi/soprani Si2/Do3)
* '''Pedaliera:''' a leggio di 12 note (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1</sup>'') + timballone
* '''Collocazione:''' in corpo uncio, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="30" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - Concerto'''
----
|-
|Fagotto || 8' Bassi
|-
|Trombette || 8' Soprani
|-
|Flauto traverso || 8' Soprani
|-
|Flauto in VIII || 4' Bassi
|-
|Flagioletto || 1'
|-
|Voce umana || 8' Soprani
|-
|Vigesimanona || 1/2'
|-
|Terza mano
|-
|Rinforzo || 8' al pedale
|-
|Contrabbassi || 16' al pedale
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - Ripieno'''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4' Bassi
|-
|Ottava || 4' Soprani
|-
|Decimaquinta || 2' Bassi
|-
|Decimaquinta || 2' Soprani
|-
|Decimanona || 1.1/3
|-
|Vigesimaseconda || 1'
|-
|Vigesima sesta || 2/3'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Villafalletto/Villafalletto - Chiesa di Santa Maria della Misericordia
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Carlo Vittino
* '''Anno:''' 1852
* '''Restauri/modifiche:''' Francesco Vittino (1899, restauro e modifiche), Vegezzi-Bossi (2011, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 23
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete frontale della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'', divisione bassi/soprani Si2/Do3)
* '''Pedaliera:''' a leggio di 17 note (''Do<sup>1</sup>''-''Mi<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo uncio, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="30" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - Concerto'''
----
|-
|Fagotto || 8' Bassi
|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Corno inglese || 16' Soprani
|-
|Corno di bassetto || 8' Soprani
|-
|Ottavino || 2' Soprani
|-
|Flauto traverso || 8' Soprani
|-
|Viola || 4' Bassi
|-
|Voce umana || 8' Soprani
|-
|Fiffaro || 2' Bassi
|-
|Terza mano || Soprani
|-
|Campanelli || Soprani
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - Ripieno'''
----
|-
|Flautone || 16' Bassi
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4' Bassi
|-
|Ottava || 4' Soprani
|-
|Decima quinta || 2'
|-
|Decima nona || 1.1/3'
|-
|Vigesima seconda || 1'
|-
|Vigesima sesta || 2/3'
|-
|Vigesima nona || 1/2'
|-
|Contrabbassi e ottave || 16' + 8' al pedale
|-
|Timpani in 12 toni || al pedale
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Narzole/Narzole San Nazario - Chiesa di San Nazario
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2026-05-02T21:23:25Z
VoceUmana7
51633
495624
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Barchietti e Valvassori
* '''Anno:''' 1887
* '''Restauri/modifiche:''' Pansera (1947, restauro e trasferimento) Vegezzi-Bossi (2014, restauro e ripristino delle caratteristiche originarie)
* '''Registri:''' 24
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Si<sup>2</sup>''/''Do<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' piana-parallela di 19 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa#<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra – ''Concerto'''''
----
|-
|Terza mano
|-
|Fagotto || 8' Bassi
|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Corno inglese || 16' Soprani
|-
|Flauto || 8' Soprani
|-
|Flauto in VIII || 4' Bassi
|-
|Flauto in VIII || 4' Soprani
|-
|Ottavino || 2' Soprani
|-
|Viola || 4' Bassi
|-
|Voce umana || 8' Soprani
|-
|Clarone || 4' Bassi
|-
|Flauto in XII || 2.2/3' Soprani
|-
|Ottavino || 2' Bassi
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra – ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4' Bassi
|-
|Ottava || 4' Soprani
|-
|Decima quinta || 2'
|-
|Decima nona || 1.1/3'
|-
|Vigesima seconda || 1'
|-
|Vigesima sesta e nona || 2/3'
|-
|Trigesima terza e sesta || 1/3'
|-
|Cornetto (XVII - XIX) || 1.3/5'
|-
|Bassi armonici || 8' al pedale
|-
|Unione pedale
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|2 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Salmour
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VoceUmana7
51633
/* Capoluogo */
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wikitext
text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
== Capoluogo ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Salmour/Chiesa dei Santi Pietro e Paolo|Chiesa dei Santi Pietro e Paolo]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Salmour/Chiesa dei Santi Pietro e Paolo
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2026-05-02T22:28:39Z
VoceUmana7
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VoceUmana7 ha spostato la pagina [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Salmour/Chiesa dei Ss. Pietro e Paolo]] a [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Salmour/Chiesa dei Santi Pietro e Paolo]]: Sposto nel corretto [[Aiuto:Namespaces|namespace]]
422955
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Felice Bossi
* '''Anno:''' 1843
* '''Restauri/modifiche:''' Vegezzi-Bossi (2018, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 18
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete frontale della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>5</small>'', divisione bassi/soprani Si2/Do3)
* '''Pedaliera:''' piana-parallela di 18 note (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>3m2</small>'')
* '''Collocazione:''' in corpo uncio, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="30" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - Concerto'''
----
|-
|Campanelli
|-
|Fagotto || 8' Bassi
|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Viola || 4' Bassi
|-
|Cornetto a due canne (XII - XVII) || 2.2/3' Soprani
|-
|Flauto || 4' Soprani
|-
|Ottavino || 2' Soprani
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Terza mano
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - Ripieno'''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4' Bassi
|-
|Ottava || 4' Soprani
|-
|Quinta decima || 2'
|-
|Decima nona || 1.1/3'
|-
|Vigesima seconda || 1'
|-
|Vigesima sesta || 2/3'
|-
|Vigesima nona || 1/2'
|-
|Unione pedali
|-
|Contrabbassi || 16' al pedale
|-
|}
|}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Chiesa dei Ss. Pietro e Paolo]]
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Felice Bossi
* '''Anno:''' 1843
* '''Restauri/modifiche:''' Vegezzi-Bossi (2018, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 18
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete frontale della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'', divisione bassi/soprani Si2/Do3)
* '''Pedaliera:''' piana-parallela di 18 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3m2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo uncio, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="30" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - Concerto'''
----
|-
|Campanelli
|-
|Fagotto || 8' Bassi
|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Viola || 4' Bassi
|-
|Cornetto a due canne (XII - XVII) || 2.2/3' Soprani
|-
|Flauto || 4' Soprani
|-
|Ottavino || 2' Soprani
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Terza mano
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - Ripieno'''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4' Bassi
|-
|Ottava || 4' Soprani
|-
|Quinta decima || 2'
|-
|Decima nona || 1.1/3'
|-
|Vigesima seconda || 1'
|-
|Vigesima sesta || 2/3'
|-
|Vigesima nona || 1/2'
|-
|Unione pedali
|-
|Contrabbassi || 16' al pedale
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Novara/Novara - Chiesa di San Giuseppe
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VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Balbiani Vegezzi-Bossi
* '''Anno:''' seconda metà del XX sec.
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 23
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' indipendente, a pavimento nel presbiterio
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria in cornu epistulae
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Principale II || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Unda maris || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decima quinta || 2'
|-
|Quinta || 1.1/3'
|-
|Ripieno ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Recitativo espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola da gamba || 8'
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Flauto armonico || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Terza || 1.3/5'
|-
|Tromba armonica || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Basso armonico || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Corno || 4'
|-
|Tromba armonica || 8'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|23 novembre 2022}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Murazzano/Murazzano - Chiesa di San Lorenzo
0
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VoceUmana7
51633
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442118
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:ProspettoOrganoMurazzano.jpg|400px|centro|Prospetto organo Chichi anni '60]]
* '''Costruttore:''' Rosario Chichi di Mondovì (CN)<ref>In precedenza vi era un organo ottocentesco del quale sopravvivono ancora oggi alcune canne di ripieno poste in cantoria dentro scatoloni</ref>
* '''Anno:''' anni 60' XX sec.
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 15
* '''Canne:''' 886 circa
* '''Trasmissione:''' elettrica per tastiere, pedaliera e registri
* '''Consolle:''' mobile a pavimento, in presbiterio
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note ciascuna (''Do<small>1</small>''-''Do<small>6</small>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta|| 2'
|-
|Ripieno IV || 1.1/3'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Voce umana || 8'<ref name=PICC>Dal ''Do<small>2</small>''</ref>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;">8'</span><ref>Dal Grand'Organo</ref>
|-
|}
|}
[[File:ConsolleOrganoMurazzano.jpg|250px|centro|Consolle organo Chichi anni '60]]
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.comune.murazzano.cn.it/Home/Guida-al-paese?IDPagina=33205|titolo=Pagine dell'edificio|accesso=4 gennaio 2022}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
51633
495622
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:ProspettoOrganoMurazzano.jpg|400px|centro|Prospetto organo Chichi anni '60]]
* '''Costruttore:''' Rosario Chichi di Mondovì (CN)<ref>In precedenza vi era un organo ottocentesco del quale sopravvivono ancora oggi alcune canne di ripieno poste in cantoria dentro scatoloni</ref>
* '''Anno:''' anni 60' XX sec.
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 15
* '''Canne:''' 886 circa
* '''Trasmissione:''' elettrica per tastiere, pedaliera e registri
* '''Consolle:''' mobile a pavimento, in presbiterio
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note ciascuna (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decimaquinta|| 2'
|-
|Ripieno IV || 1.1/3'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Voce umana || 8'<ref name=PICC>Dal ''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;">8'</span><ref>Dal Grand'Organo</ref>
|-
|}
|}
[[File:ConsolleOrganoMurazzano.jpg|250px|centro|Consolle organo Chichi anni '60]]
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.comune.murazzano.cn.it/Home/Guida-al-paese?IDPagina=33205|titolo=Pagine dell'edificio|accesso=4 gennaio 2022}}
{{Avanzamento|100%|2 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Garbagna Novarese/Chiesa di San Michele Arcangelo
0
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495732
485568
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VoceUmana7
51633
495732
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo Garbagna Novarese.jpg|300px]], [[File:Consolle organo Garbagna Novarese.jpg|350px]]
* '''Costruttore:''' Fratelli Serassi
* '''Anno:''' Prima metà del XIX sec.
* '''Restauri/modifiche:''' Fratelli Krengli (1926, riforma e installazione in loco<ref>Lo strumento si trovava originariamente nel Duomo di Novara (organo in ''cornu Evangelii'').</ref>), Fratelli Krengli (1953, pulitura generale), Marzi (2011, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 10
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Diapason || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola da gamba || 8'
|-
|Voce umana || 8'<ref>nei soprani</ref>
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Decima quinta || 2'
|-
|Ripieno ||
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabasso || 16'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di San Michele Arcangelo (Garbagna Novarese)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Michele Arcangelo a Garbagna Novarese}}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Boca/Santuario del Santissimo Crocifisso
0
52682
495725
487976
2026-05-03T00:23:02Z
VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Giovanni Maiolo
* '''Anno:''' 1918
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 9
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in cornu evangelii<ref>Lo strumento è interamente racchiuso in un'unica cassa espressiva</ref>
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola da gamba || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Ripieno ||
|-
|Tromba || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Bassi || 8'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Santuario del Santissimo Crocifisso (Boca)|preposizione=sulla|etichetta=Santuario del Santissimo Crocifisso a Boca}}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Vezza d'Alba/Vezza d'Alba - Chiesa di San Bernardino
0
58897
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485664
2026-05-02T22:46:46Z
VoceUmana7
51633
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:VezzaSanBernardino1300.jpg|600px|centro|Prospetto organo anonimo XVI secolo]]
* '''Costruttore:''' Anonimo
* '''Anno:''' XVII secolo
* '''Restauri/modifiche:''' Giovanni Nava (1900, restauro ed alterazioni)<ref>Intervento testimoniato da scritta rinvenuta su canna lignea: "Questo Organo fu ristrutturato da Nava Giovanni"</ref>
* '''Registri:''' 10
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 50 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'') con ottava corta
* '''Pedaliera:''' a leggio di 8 note (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>1</sup>'') con ottava corta<ref>Costantemente unita al manuale</ref>
* '''Collocazione:''' in corpo unico su cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' Tiratutti
* '''Nota:''' strumento in stato di abbandono da circa un secolo
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo '''<ref>I cartigli riportati di seguito non sono originali e presentato evidenti errori. Essendo l'organo muto, non è stato possibile verificare l'esatta altezza di ogni registro; pertanto la piedatura è stata espressa fra parentesi.</ref>
----
|-
|Principale || (8')
|-
|Ottava || (4')
|-
|Decima quinta || (2')
|-
|Duodecima || (1.1/3')
|-
|Trigesima terza || (1')
|-
|Trigesima sesta || (2/3')
|-
|Trigesima || (1/2')
|-
|Flauto in (ottava?) || (4'?)
|-
|Voce (umana) || (8')
|-
|Ottavino || (2')<ref name=post>Aggiunta posteriore</ref>
|-
|(senza nome)||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Pedale'''
----
|-
|Basso || 8'<ref>Sempre inserito</ref><ref name=post />
|-
|}
|}
[[File:VezzaSanBernardino2.jpg|400px|centro|Consolle organo anonimo XVI secolo]]
== Note ==
<references/>
== Riferimenti bibliografici ==
* {{cita libro|titolo=La Scuola Organaria Piemontese|autore=Alberto Galazzo|editore=Centro Studi Piemontesi|anno=1990|pagina=306}}
* {{cita libro|titolo=La Chiesa di San Berdardino di Vezza d'Alba|autore=Rino Molino, Silvano Battaglino|collana=Spazi sacri nel Roero|editore=ASTISIO|anno=2008|pagina=15-16}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.catalogo.beniculturali.it/detail/MusicHeritage/0100031120|titolo=Scheda organo beni culturali}}
* {{cita web|url=https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/10364/Chiesa+di+San+Bernardino|titolo=Scheda dell'edificio}}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Cuneo/Revello/Revello - Chiesa di Santa Maria Assunta
0
58962
495640
486609
2026-05-02T21:43:35Z
VoceUmana7
51633
495640
wikitext
text/x-wiki
* '''Costruttore:''' Giuseppe Lingua
* '''Anno:''' inizio sex. XX°
* '''Restauri/modifiche:''' Inizialmente uno strumento ottocentesco ad una tastiera; la seconda tastiera e la pedaliera estesa di 27 aggiunte ai primi del novecento.
* '''Registri:''' 45
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' piana-parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'', estensione reale al Si<sup>1</sup>)
* '''Accessori:''' Unione tastiere, Unione dei pedali ai tasti, Pedaletti per: Fortissimo - Tirapieno 2° organo - Concerto Viole 2° organo - Unione tastiere - Concerto Viole 1° organo - Mezzoforte - Rullante, Pedali a destra della pedaliera per: Combinazione preparabile - Tirapieno
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - ''Concerto'''''
----
|-
|Tromba || 8' Bassi
|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Clarino || 8' Bassi
|-
|Clarino || 8' Soprani
|-
|Violone || 8' Bassi
|-
|Violino || 8' Soprani
|-
|Violino || 8' Soprani
|-
|Flauto in 8 || Bassi
|-
|Flauto Traverso || Soprani
|-
|Ottavino || Soprani
|-
|Flauto in Ottava || Soprani
|-
|Flauto in Ottava || Bassi
|-
|Bordone || 8' Bassi
|-
|Bordone || 8' Soprani
|-
|Terza Mano || Soprani
|-
|Campanelli || Soprani
|-
|Voce Umana || 8' Soprani
|-
|Unione organi
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo -''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || 16' Bassi
|-
|Principale || 16' Soprani
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Principale || 8' Rinforzo<ref name=tm1>da Do<sup>2</sup></ref>
|-
|Principale || 8' Rinforzo
|-
|Ottava ||4' Bassi
|-
|Ottava ||4' Soprani
|-
|Ottava ||Rinforzo<ref name=tm1>da Do<sup>2</sup></ref>
|-
|Duodecima || Bassi
|-
|Duodecima || Soprani
|-
|Decimaquinta
|-
|Decimanona
|-
|Vigesimaseconda
|-
|Vigesimasesta
|-
|Vigesimanona
|-
|Trigesimaterza e sesta
|-
|Ripieno 4 file
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Espressivo'''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Dulciana || 4'
|-
|Flauto|| 4'
|-
|Violone|| 8'
|-
|Flebile
|-
|Decimaquinta
|-
|Oboe || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbassi || 16'
|-
|Bassi d'armonia || 8'
|-
|Violone || 8'
|-
|Bombarda|| 16'
|}
|}
</br>
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di Maria Vergine Assunta (Revello)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di Maria Vergine Assunta a Revello}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://catalogo.cultura.gov.it/detail/MusicHeritage/0100025027|accesso=26 dicembre 2025}}
{{Avanzamento|100%|26 dicembre 2025}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
{{Avanzamento|100%|2 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Sanfrè/Sanfrè - Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli
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VoceUmana7
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486217
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Prospetto organo Vittino 1898.jpg|600px|centro|Prospetto organo Vittino 1898]]
* '''Costruttore:''' Francesco Vittino di Centallo (CN)
* '''Anno:''' 1898
* '''Restauri/modifiche:''' Anonimo (XX sec., alterazioni ed elettrificazione), Mercury Elettronica (2009, modifiche)
* '''Registri:''' 21
* '''Canne:''' 921 circa
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile a pavimento, in presbiterio
* '''Tastiere:''' 1 di 61 note (''Do<small>1</small>''-''Do<small>6</small>'') con divisione Bassi/Soprani tra Si<small>2</small>/Do<small>3</small>
* '''Pedaliera:''' concavo radiale di 27 note (''Do<small>1</small>''-''Re<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
* '''Nota:''' organo in stato di abbandono, parzialmente funzionante
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo ''- Ripieno'''''
----
|-
|Principale || Bassi 8'
|-
|Principale || Soprani 8'
|-
|Ottava || Bassi 4'
|-
|Ottava || Soprani 4'
|-
|Duodecima || Bassi 2.2/3'
|-
|Duodecima || Soprani 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - ''Concerto'''''
----
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 8' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|Flauto || Bassi 8'
|-
|Flauto Traverso|| Soprani 8'
|-
|Dulciana || Bassi 8'
|-
|Dulciana || Soprani 8'
|-
|Violone || Bassi 8'
|-
|Viola || Soprani 8'
|-
|Voce Flebile || Soprani 8'<ref>Inserisce anche la Viola Soprani 8'</ref>
|-
|Viola || 4'<ref>Bassi e soprani</ref>
|-
|Voce Umana|| Soprani 8'
|-
|Terza Mano || Soprani
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale '''
----
|-
|Contrabbassi || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|}
|}
</br>
[[File:Sanfre consolle.jpg|400px|centro|Consolle organo Vittino 1898]]
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/57910/|titolo=Scheda BeWeb dell'edificio}}
{{Avanzamento|100%|21 novembre 2025}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Prospetto organo Vittino 1898.jpg|600px|centro|Prospetto organo Vittino 1898]]
* '''Costruttore:''' Francesco Vittino di Centallo (CN)
* '''Anno:''' 1898
* '''Restauri/modifiche:''' Anonimo (XX sec., alterazioni ed elettrificazione), Mercury Elettronica (2009, modifiche)
* '''Registri:''' 21
* '''Canne:''' 921 circa
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile a pavimento, in presbiterio
* '''Tastiere:''' 1 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') con divisione Bassi/Soprani tra Si<sup>2</sup>/Do<sup>3</sup>
* '''Pedaliera:''' concavo radiale di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
* '''Nota:''' organo in stato di abbandono, parzialmente funzionante
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo ''- Ripieno'''''
----
|-
|Principale || Bassi 8'
|-
|Principale || Soprani 8'
|-
|Ottava || Bassi 4'
|-
|Ottava || Soprani 4'
|-
|Duodecima || Bassi 2.2/3'
|-
|Duodecima || Soprani 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Grand'Organo - ''Concerto'''''
----
|-
|<span style="color:#8b0000;">Fagotto </span>||<span style="color:#8b0000;"> Bassi 8' </span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba </span>||<span style="color:#8b0000;"> Soprani 8'</span>
|-
|Flauto || Bassi 8'
|-
|Flauto Traverso|| Soprani 8'
|-
|Dulciana || Bassi 8'
|-
|Dulciana || Soprani 8'
|-
|Violone || Bassi 8'
|-
|Viola || Soprani 8'
|-
|Voce Flebile || Soprani 8'<ref>Inserisce anche la Viola Soprani 8'</ref>
|-
|Viola || 4'<ref>Bassi e soprani</ref>
|-
|Voce Umana|| Soprani 8'
|-
|Terza Mano || Soprani
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale '''
----
|-
|Contrabbassi || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|}
|}
</br>
[[File:Sanfre consolle.jpg|400px|centro|Consolle organo Vittino 1898]]
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/57910/|titolo=Scheda BeWeb dell'edificio}}
{{Avanzamento|100%|21 novembre 2025}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Monterosso Grana/Villa San Pietro - Chiesa di San Pietro in Vincoli
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' ignoto lombardo-piemontese
* '''Anno:''' Sec. XIX
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 15
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' piana-parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Accessori:''' Unione tasto-pedale, Terza mano, Mezzoforte, Tremolo, Combinazione preparabile, Tirapieno
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Colonna di sinistra ''- Concerto'''''
----
|-
|Campanelli
|-
|Violoncello ||Bassi
|-
|Ottavino || Soprani
|-
|Flauto ||4' Bassi
|-
|Flauto ||4' Soprani
|-
|Voce Celeste
|-
|Flauto ||8' Soprani
|-
|Tremolo
|-
|Terza Mano || Soprani
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Colonna di destra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava|| Bassi
|-
|Ottava|| Soprani
|-
|Decima V
|-
|Ripieno XIX
|-
|Ripieno XXII
|-
|Ripieno XXVI
|-
|Bassi || Pedale
|-
|Timpani in 12 toni
|-
|}
|}
</br>
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://catalogo.beniculturali.it/detail/MusicHeritage/0100024387|titolo=Catalogo Generale dei Beni Culturali|accesso=20 gennaio 2026}}
{{Avanzamento|100%|20 genaio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Ormea/Chiesa di San Martino Vescovo
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Gêxa de San Martin (Urméa)-Vista da navâ sentrâle 01.jpg|400px|centro]]
* '''Costruttore:''' Francesco Vittino
* '''Anno:''' 1890<ref>Lo strumento in origine era collocato in cantoria lignea sul tamburo d'ingresso; venne trasferito nell'attuale disposizione, in coro, nel 1969, in seguito al restauro di un affresco esistentee sulla controfacciata. Nell'occasione venne rifatta la cassa limitandola al solo basamento ed aggiungendo le due cuspidi laterali delle canne di prospetto.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' 1969 ricollocazione al posto attuale
* '''Registri:''' 32
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' piana-parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Accessori:''' Unione tasto-pedale, Terza mano, Campanelli, Tremolo, Mezzoforte, Combinazione preparabile, Tirapieno
* '''Collocazione:''' in corpo unico a pavimento, nell'abside dietro l'altare maggiore
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Colonna di sinistra ''- Concerto'''''
----
|-
|Tromba ||8' Bassi
|-
|Tromba ||8' Soprani
|-
|Violoncello ||8' Bassi
|-
|Oboe a Capella||16' Soprani
|-
|Clarone ||4' Bassi
|-
|Violoncello ||8' Soprani
|-
|Corno Inglese ||Soprani
|-
|Corno Bassetto ||Soprani
|-
|Flauto Traverso ||Soprani
|-
|Flauto in 8<sup>va</sup> || Soprani
|-
|Ottavino ||Soprani
|-
|Viola a freno ||4' Bassi
|-
|Voce Umana ||Soprani
|-
|Viola a freno ||Soprani
|-
|Dolciana ||Soprani
|-
|Campanelli ||Soprani
|-
|Terza Mano|| Soprani
|-
|Bombarda ||16' Pedali
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Colonna di destra - ''Ripieno'''''
----
|-
|-
|Principale||16' Bassi<ref>da ''Do<sup>2</sup>''</ref>
|-
|Principale || 16' Soprani
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava|| Bassi
|-
|Ottava|| Soprani
|-
|Duodecima ||Bassi
|-
|Duodecima ||Soprani
|-
|Decima Quinta
|-
|Ripieno Nona
|-
|Vigesima Seconda
|-
|Ripieni Due<ref>XXVI-XXIX</ref>
|-
|Ripieni Due<ref>XXXIII-XXXVI</ref>
|-
|Ripieni Due<ref>XXXVI-XL</ref>
|-
|Unione dei pedali
|-
|Contrabassi con 8<sup>a</sup> ||16' Pedali
|-
|Bassi Armonici|| Pedali
|-
|Timpani in 12 tuoni ||Pedali
|}
|}
</br>
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Collegiata di San Martino (Ormea)|preposizione=sulla|etichetta=Collegiata di San Martino a Ormea}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://catalogo.beniculturali.it/detail/MusicHeritage/0100033414|titolo=Catalogo Generale dei Beni Culturali|accesso=20 gennaio 2026}}
{{Avanzamento|100%|20 genaio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Sampeyre/Chiesa dei Santi Pietro e Paolo
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Carlo Vittino
* '''Anno:''' 1863
* '''Restauri/modifiche:''' Edoardo Negri (1906, modifiche)
* '''Registri:''' 32
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 16 note (''Do<sup>1</sup>''-''Mi♭<sup>2</sup>'', 12 note reali)
* '''Accessori:''' Terza mano, Espressione, Rullante, Combinazione preparabile, Tirapieno
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Colonna di sinistra ''- Concerto'''''
----
|-
|Fagotto ||Bassi
|-
|Tromba ||Soprani<ref>Corno inglese</ref>
|-
|Oboe<ref name=tm1>in cassa espressiva</ref>|| Soprani
|-
|Violino Primo<ref name=tm1>in cassa espressiva</ref>
|-
|Violino Secondo<ref name=tm1>in cassa espressiva</ref>
|-
|Viola ||Bassi
|-
|Voce Flebile<ref name=tm1>in cassa espressiva</ref><ref>aziona i due violeggianti</ref>
|-
|Unda Maris
|-
|Ottavino || Soprani
|-
|Terza Mano
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Colonna di destra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava|| Bassi
|-
|Ottava|| Soprani
|-
|Duodecima ||Soprani
|-
|Decima Quinta ||Bassi
|-
|Decima Quinta ||Soprani
|-
|Decima Nona
|-
|Vigesima Seconda
|-
|Due di Ripieno<ref>XXVI-XXIX</ref>
|-
|Controbassi ||16' Pedali
|-
|Timpani ||Pedali
|}
|}
</br>
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://catalogo.beniculturali.it/detail/MusicHeritage/0100024398|titolo=Catalogo Generale dei Beni Culturali|accesso=20 gennaio 2026}}
{{Avanzamento|100%|20 genaio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Carlo Vittino
* '''Anno:''' 1863
* '''Restauri/modifiche:''' Edoardo Negri (1906, modifiche)
* '''Registri:''' 32
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 16 note (''Do<sup>1</sup>''-''Mi♭<sup>2</sup>'', 12 note reali)
* '''Accessori:''' Terza mano, Espressione, Rullante, Combinazione preparabile, Tirapieno
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Colonna di sinistra ''- Concerto'''''
----
|-
|Fagotto ||Bassi
|-
|Tromba ||Soprani<ref>Corno inglese</ref>
|-
|Oboe<ref name=tm1>in cassa espressiva</ref>|| Soprani
|-
|Violino Primo<ref name=tm1>in cassa espressiva</ref>
|-
|Violino Secondo<ref name=tm1>in cassa espressiva</ref>
|-
|Viola ||Bassi
|-
|Voce Flebile<ref name=tm1>in cassa espressiva</ref><ref>aziona i due violeggianti</ref>
|-
|Unda Maris
|-
|Ottavino || Soprani
|-
|Terza Mano
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Colonna di destra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava|| Bassi
|-
|Ottava|| Soprani
|-
|Duodecima ||Soprani
|-
|Decima Quinta ||Bassi
|-
|Decima Quinta ||Soprani
|-
|Decima Nona
|-
|Vigesima Seconda
|-
|Due di Ripieno<ref>XXVI-XXIX</ref>
|-
|Controbassi ||16' Pedali
|-
|Timpani ||Pedali
|}
|}
</br>
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://catalogo.beniculturali.it/detail/MusicHeritage/0100024398|titolo=Catalogo Generale dei Beni Culturali|accesso=20 gennaio 2026}}
{{Avanzamento|100%|3 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/San Damiano Macra/Chiesa della Santissima Annunziata
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VoceUmana7
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Giovanni Mentasti
* '''Anno:''' Sec. XIX
* '''Restauri/modifiche:''' Ditta Toso (anni '80, restauro)
* '''Registri:''' 32
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica sospesa
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 20 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>2</sup>'', 12 note reali)
* '''Accessori:''' Terza mano, Rullante, Campanelli, Combinazione preparabile, Tirapieno
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Colonna di sinistra ''- Concerto'''''
----
|-
|Flauto traverso
|-
|Tromba ||Soprani
|-
|Fagotto ||Bassi
|-
|Violoncello|| Soprani
|-
|Viola ||Bassi
|-
|Ottavino || Soprani
|-
|Flauto in 8<sup>a</sup> ||Soprani
|-
|Tromboni ||8' ai Pedali
|-
|Campanelli alla tastiera
|-
|Flebila I<sup>a</sup> umana
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=4 | '''Colonna di destra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale I°|| Bassi
|-
|Principale II°|| Soprani
|-
|Ottava|| Bassi
|-
|Ottava|| Soprani
|-
|Quintadecima ||Bassi
|-
|Quintadecima ||Soprani
|-
|Decimanona
|-
|Vigesimaseconda
|-
|Vigesimasesta e IX
|-
|Contrabassi e rinforzi
|-
|Distacco del tasto
|}
|}
</br>
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://catalogo.beniculturali.it/detail/MusicHeritage/0100024313|titolo=Catalogo Generale dei Beni Culturali|accesso=20 gennaio 2026}}
{{Avanzamento|100%|20 genaio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Novara/Novara/Pernate - Chiesa di Sant'Andrea Apostolo
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VoceUmana7
51633
495714
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Krengli<ref>Contenente del materiale fonico del precedente organo Carrera</ref>
* '''Anno:''' seconda metà del XX sec.
* '''Restauri/modifiche:''' Marzi (2025, restauro e ampliamento)
* '''Registri:''' 25
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' indipendente, a pavimento a lato del presbiterio
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico su cantoria in Cornu Epistolae.
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| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Terza<ref>Registro aggiunto da Marzi nel 2025</ref> || 1.3/5'
|-
|Ripieno || 4 file
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Oboe || 8'
|-
|''Tremolo'' ||
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Violoncello || 8'
|-
|Fagotto<ref>Registro aggiunto da Marzi nel 2025</ref> || 16'
|-
|Fagotto<ref>Registro aggiunto da Marzi nel 2025</ref><ref>In prolungamento dal Fagotto 16'</ref> || 8'
|-
|}
|}
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[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Monforte d'Alba/Parrocchia Madonna della Neve
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Montà/Montà - Ex Parrocchia S. Antonio Abate
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Montà/Montà - Parrocchia Maria Ss. Immacolata
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Novello/Novello - Parrocchia San Michele
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Salmour/Chiesa dei Ss. Pietro e Paolo
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Sanfrè/Sanfrè - Chiesa parrocchiale SS. Pietro e Paolo Apostoli
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Villanova Mondovì/Villanova Mondovì - S. Lorenzo e B.M.V. Addolorata
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#RINVIA [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Piemonte/Provincia di Cuneo/Villanova Mondovì/Villanova Mondovì - Chiesa di San Lorenzo]]
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