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Fisica classica/Gas ideali e reali
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Pasquale.Carelli
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|Libro=Fisica classica
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}}
{{fisica classica}}
==Gas ideali==
Un gas si definisce perfetto o ideale se la sua [[w:Equazione_di_stato|equazione di stato]] cioè l'equazione che definisce lo stato del sistema è semplicemente:
:<math>pV=nRT\ </math>
Dove <math>T\ </math> è espresso in gradi Kelvin e <math>R=8.314\ \frac{J}{mol \cdot K}\ </math> viene detta [[w:Costante_universale_dei_gas|costante universale dei gas]], <math>n\ </math> è il numero di moli del gas. Un gas rispetta molto bene tale legge se la temperatura a cui si trova è molto maggiore della temperatura critica e la sua densità (o se si vuole la pressione) è di molto inferiore al valore critico. I gas principali <math>N_2\ </math> e <math>O_2\ </math> che fanno parte dell'aria hanno una temperatura critica rispettivamente di <math>126\ K</math> e <math>155\ K</math> con pressioni critiche di <math>3.3\cdot 10^6\ Pa</math> e <math>5\cdot 10^6\ Pa</math>. Per questa ragione l'aria alla temperatura media della terra, se si trascura il vapore d'acqua, è un gas perfetto. L'acqua ha una temperatura critica di <math>647\ K</math> ed una pressione critica di <math>2.2\cdot 10^7\ Pa</math> e non può essere considerato un gas perfetto (la [[w:Nebbia|nebbia]] o la [[w:Pioggia|pioggia]] sono manifestazioni della non descrivibilità dell'acqua mediante l'equazione di stato dei gas perfetti).
In realtà esistono delle condizioni microscopiche affinché un gas si comporti come un gas perfetto:
* Il volume proprio delle molecole, il cosiddetto covolume, sia trascurabile rispetto al volume del recipiente contenente il gas.
* La forza di attrazione tra le molecole sia trascurabile cosicché la energia potenziale di tale forza attrattiva sia trascurabile rispetto all'energia cinetica media.
In tali condizioni si trova sperimentalmente che mediamente ogni molecola del gas ha una energia cinetica media pari a:
:<math>\frac 12mv^2=\frac 32k_BT\ </math>
Dove <math>k_B=\frac{R}{N_A}\approx 1.38\cdot 10^{-23}\ J/K</math> è chiamata [[w:Costante_di_Boltzmann|costante di Boltzmann]]. La pressione non è data da altro che dagli urti elastici che le molecole di gas esercitano sulle pareti del contenitore (lo vedremo più in dettaglio nel seguito).
La compressibilità ha le dimensioni di una pressione ed è in qualche maniera legata nella meccanica del continuo al rapporto tra il volume occupato e la sua variazione (negativa) come conseguenza dell'aumento di pressione. Cioè un corpo compressibile per un aumento di pressione diminuisce di molto il volume occupato, mentre uno incompressibile non varia apprezzabilmente il suo volume con l'aumento di pressione. In genere i solidi sono incompressibili. I gas perfetti sono invece tra le sostanze in natura più compressibili. La compressibilità ha le dimensioni di un pressione e viene definita analiticamente come:
:<math>\beta = -V \left. \frac {\partial p}{\partial V}\right|_{T}</math>
e nel caso dei gas perfetti vale:
:<math>\beta =V\frac {nRT}{V^2}=p\ </math>
Nella meccanica del continuo è anche importante misurare di come aumenti il volume dei mezzi a causa della temperatura, in realtà tale proprietà è ad esempio sfruttata nei termometri a mercurio in cui l'aumento di volume con la temperatura del mercurio che è un liquido che non bagna le pareti di vetro viene usato per misurare la temperatura. Per quantizzare questa caratteristica viene introdotto il
il coefficiente di dilatazione cubica:
:<math>\alpha =\frac 1V \left. \frac {\partial V}{\partial T}\right|_{p}\ </math>
Nel caso dei gas perfetti vale:
:<math>\alpha =\frac 1T\ </math>
quindi a temperatura ambiente la variazione percentuale di volume in un gas perfetto con la temperatura
è grande, ma ancora maggiore è la sua variazione a bassa temperatura. La misura della temperatura assoluta viene fatta con elevata precisione con gas perfetti a bassa temperatura mediante i [[w:Termometro_a_gas|termometri a gas]].
[[Image:Ideal_gas_isotherms.png|thumb|250px|left|Isoterme di un gas ideale sul piano di Clapeyron]]
L'ulteriore particolarità di un gas ideale è che nel piano di Clapeyron, <math>V-p\ </math>, le curve che rappresentano le trasformazioni isoterme reversibili, cioè le curve a temperatura costante, sono delle [[w:Iperbole_(geometria)|iperboli]] equilatere.
===Trasformazione isoterma di un gas ideale===
Immaginiamo di avere un gas ideale che compia una espansione da
un volume <math>V_A\ </math> ad un volume <math>V_B\ </math>, rimanendo alla stessa temperatura
<math>T_A\ </math>. Immaginiamo che la trasformazione avvenga per stati equilibrio termodinamico e che il contenitore in cui sia contenuto sia a tenuta cioè il sistema sia chiuso, in maniera tale la quantità di gas identificata dal numero di moli <math>n\ </math>.
Durante quindi la trasformazione la pressione sarà inversamente proporzionale al volume (posso applicare in ogni istante l'equazione di stato):
<math>p=\frac {nRT_A}V\ </math>
Quindi il lavoro fatto dal sistema verso l'esterno è pari a:
<math>W=\int_{V_A}^{V_B} pdV=nRT_A\int_{V_A}^{V_B} \frac {dV}V=nRT_A\ln \frac {V_B}{V_A}\ </math>
Quindi in questo caso l'espressione del lavoro fatto è una funzione calcolabile semplicemente.
La trattazione non cambierebbe se il gas venisse compresso passando da un volume maggiore
ad uno minore. In questo caso essendo <math>V_B<V_A\ </math> il lavoro sarebbe negativo, cioè
sarebbe necessario compiere del lavoro dall'esterno.
==Dalla [[w:Teoria_cinetica_dei_gas|teoria cinetica dei gas]] all'equazione di stato dei gas perfetti==
Definiamo un gas perfetto da un punto di vista microscopico in maniera più restrittiva di come fatto precedentemente per semplificare il ragionamento: consideriamo il gas tanto rarefatto per cui si possono trascurare gli urti tra le singole molecole rispetto agli urti con le pareti del recipiente.
Ricordiamo il fatto sperimentale che l'energia cinetica media delle molecole <math><E_{k}>\ </math> vale semplicemente:
<math><E_k>=\frac 12 m<v^2>=\frac 32k_BT\ </math>
[[Image:Scatola_teoria_cinetica.png|thumb|250px|right|Un parallelepipedo in cui è contenuto un gas rarefatto]]
<math><v^2>\ </math> è la velocità quadratica media delle molecole, ben diversa dalla velocità media che è nulla. Nella figura a fianco viene mostrato schematicamente come sia fatto il contenitore (un parallelepipedo
per semplicità) di volume <math>V=lA\ </math> che contiene le <math>N=nN_A\ </math> molecole di gas rarefatto. <math>n\ </math> è il numero di moli del gas.
Focalizziamo l'attenzione su una singola molecola che ha velocità <math>\vec v=(v_x,v_y,v_z)\ </math> ed osserviamola in un intervallo di tempo <math>\Delta t\ </math>. Se il recipiente è in equilibrio termodinamico con il gas gli urti con la parete saranno mediamente elastici.
Quindi la componente dell'impulso ceduto alla parete <math>A\ </math> ad ogni singolo urto nella direzione <math>x\ </math> sarà semplicemente <math>I_x=F_xdt=2mv_x\ </math>.
Il numero di urti <math>n_u\ </math> fatti in tale intervallo di tempo contro la parete è ovviamente pari al rapporto tra la durata <math>\Delta t\ </math> ed il tempo che la molecola impiega ad attraversare il recipiente (andata e ritorno):
<math>n_u=\frac {\Delta t}{2l/v_x}=v_x \frac {\Delta t}{2l}\ </math>
Quindi la componente della forza che mediamente viene esercitata da tale molecola sulla parete <math>A\ </math> nella direzione <math>x\ </math>:
<math>F_{xm}=n_u\frac {I_x}{\Delta t}=v_x \frac {\Delta t}{2l}\frac {2mv_x}{\Delta t}=\frac {mv_x^2}{l}\ </math>
Moltiplicando tale forza per le <math>N\ </math> molecole contenute nel volume <math>V\ </math> e dividendo per la superficie <math>A\ </math> su cui viene esercitata si ha la pressione media esercitata dal gas:
<math>P=\frac {NF_{xm}}A=nN_A\frac {mv_x^2}{lA}=nN_A\frac {mv_x^2}{V}\ </math>
Si è per semplicità immaginato che la componente della velocità al quadrato delle molecole siano eguali.
Dalla meccanica sappiamo che:
<math>v^2=v_x^2+v_y^2+v_z^2\ </math>
Ma anche non esiste una direzione privilegiata dello spazio cioè in media:
<math><v_x^2>=<v_y^2>=<v_y^2>=\frac {<v^2>}3\ </math>
Sostituendo a <math>v_x^2\ </math> il suo valore medio nell'equazione precedente:
<math>P=nN_A\frac {m<v^2>}{3V}\ </math>
Ma se sostituiamo la prima equazione data all'inizio del paragrafo si ha che:
<math>P=nN_A\frac {3k_BT}{3V}=\frac {nN_Ak_B T}V=\frac {nRT}V\ </math>
Che è l'equazione di stato dei gas perfetti.
==[[w:Gas_reale|Gas reali]]==
[[File:VanderWaals_liquefazione_CO2.jpg|right|500px|Esempio della legge di van der Waals per l'anidride Carbonica (CO<sub>2</sub>) a varie temperature. '''Legenda:''' ''P'' = pressione; ''V'' = volume; ''T'' = temperatura; ''P<sub>c</sub>'', ''V<sub>c</sub>'', ''T<sub>c</sub>'' = valori critici; tratti di isoterma: continuo = gas; tratteggiato = liquido; punteggiato = previsione teorica al punto di liquefazione; ''L'' = punto di liquefazione]]
I fluidi per i quali non sia trascurabile il volume proprio delle molecole (il covolume <math>nb\ </math>) rispetto al volume <math>V\ </math> del recipiente e per cui la attrazione intermolecolare esercita un ruolo non trascurabile sono descrivibili da una equazione che ricorda l'equazione di stato dei gas, formulata in maniera semiempirica da [[w:Legge_di_van_der_Waals|Van der Waals]]:
:<math>(p+a\frac {n^2}{V^2})(V-nb)=nRT\ </math>
<math>a</math> dipende dall’intensità delle forze attrattive intermolecolari; <math>b</math> rappresenta il volume proprio delle molecole.
Alla pressione viene aggiunto un termine che in qualche maniera tiene conto della attrazione delle molecole che riduce, quando la densità è elevata (<math>V\ </math> piccolo), la pressione effettiva. Le deviazioni dal comportamento ideale diventano significative quando il gas si avvicina alle condizioni di liquefazione, come si vede nel diagramma di fase.
Il grafico in figura mostra le isoterme di un particolare gas reale: l'[[w:Anidride_carbonica|anidride carbonica]]
detta anche biossido di carbonio. Alla temperatura di 70 °C (ben al di sopra della temperatura critica) l'isoterma ricorda le iperbole equilatere dei gas perfetti, seppure la pressione è più bassa
di quella di un gas ideale (a causa del potenziale attrattivo). Alla temperatura di 40 °C vi sono due punti di flesso, pur tuttavia si ha una funzione ancora [[w:Funzione_monotona|monotona]]. La curva a 31 °C, temperatura critica, illustra cosa succede in questo punto particolare. Quando il gas viene compresso in modo tale da raggiungere il volume critico ''V<sub>C</sub>'' e di conseguenza la pressione critica ''p<sub>C</sub>'', diventa liquido. A destra è gassoso a sinistra e liquido.
Le curve a 13 °C e 21 °C rappresentano solo parzialmente il comportamento reale del gas (in queste condizioni si raggiungono quindi i limiti di validità dell'equazione di Van der Waals). Il tratto di destra delle curve (corrispondente alle pressioni minori) descrive in modo adeguato il comportamento del gas, mentre la loro parte centrale (dove si osservano le "gobbe") non corrisponde alla realtà fisica, in quanto il gas, invece di seguire la curva che indicherebbe un assurdo aumento del volume all'aumentare della pressione, segue la linea orizzontale nera L. La linea orizzontale viene posizionata ad un'ordinata tale che l'area compresa tra la linea e la gobba di destra sia uguale a quella compresa tra la linea e la gobba di sinistra. In questa zona avviene la liquefazione del gas, per cui al termine della linea orizzontale troviamo soltanto anidride carbonica liquida. Se si tenta di ridurre ulteriormente il volume, la pressione aumenta in modo molto rapido, dal momento che i liquidi sono praticamente incompressibili. Osserviamo infine che la lunghezza del tratto orizzontale aumenta al diminuire della temperatura.
Si possono ricavare i parametri ''a'' e ''b'' in funzione dei valori critici:
:<math> b = \frac{RT_C}{8P_C}, \qquad a = \frac{27(RT_C)^2}{64P_C} </math>
Dove <math>T_C\ </math> e <math>P_C\ </math> sono la temperatura e la pressione critica.
L’equazione di Van der Waals riproduce qualitativamente l’esistenza del punto critico, oltre il quale non c’è distinzione tra liquido e gas.
[[Fisica_classica/Primo_principio_della_termodinamica| Argomento seguente:
Primo principio della termodinamica]]
[[categoria:Fisica classica]]
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Greco antico/Perfetto e piuccheperfetto
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Ptolemaios
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/* Piuccheperfetto mediopassivo */
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wikitext
text/x-wiki
{{Greco antico}}
==Il raddoppiamento==
Il raddoppiamento è la caratteristica peculiare del perfetto; esso consiste, nella sua forma più semplice, nel raddoppiamento della consonante iniziale di una radice seguita dalla vocale ε: dal tema λυ- di λύω avremo quindi '''λελυ-''', che, con l'aggiunta del suffisso -κ-, è il tema del perfetto di questo verbo; questo raddoppiamento è detto ''raddoppiamento normale''. Diversamente dall'aumento, il raddoppiamento è parte integrante del tema del perfetto e lo si troverà quindi in tutti i modi.
Poiché il raddoppiamento è la caratteristica principale del perfetto occorre soffermarsi sulle sue particolarità.
'''Temi in consonante'''
I temi in consonante hanno solitamente il raddoppiamento normale; alcuni temi, tuttavia, hanno il cosiddetto ''raddoppiamento vocalico'' che consiste nel premettere ἐ- al tema verbale (è quindi formalmente identico all'aumento sillabico). Questi verbi sono:
*quelli inizianti in consonante doppia (ζ, ξ, ψ) e quelli inizianti con due o più consonanti. A quest'ultimo gruppo fanno eccezione i temi che presentano il gruppo muta + liquida o nasale (κρίνω > κέ-κρικα) tranne i temi in -γν- (γιγνώσκω > ἔγνωκα), κτάομαι (> κέκτηκα) e πίπτω (> πέπτωκα);
*quelli in ῥ-, che presentano lo stesso fenomeno osservato nell'aumento, ossia dopo ἐ- si raddoppia il rho (ῥίπτω > ἔρριφα).
In base alla legge di Grassmann, i temi che iniziano per aspirata formano il raddoppiamento con il valore sordo del loro gruppo; sarà quindi φ > π, χ > κ, θ > τ (φύω > '''π'''έφυκα, χαίρω > '''κ'''εχάρηκα, τίθημι > '''τ'''έθηκα, ecc.).
'''Temi in vocale'''
I temi che iniziano per vocale, non potendo avere un vero raddoppiamento, ricorrono all'aumento temporale, con le stesse regole viste per l'imperfetto e l'aoristo, considerato come raddoppiamento.
Alcuni verbi che cominciano per α, ε, ο hanno forme di '''raddoppiamento attico'''. Queste, che come si può dedurre dalla denominazione sono tipiche del dialetto attico, benché sporadicamente presenti anche in Omero, consistono nella ripetizione delle prime due lettere del tema con allungamento della seconda vocale: ὀρύσσω → ὀρώρυχα (t.v. ὀρυχ-), ἀλείφω → ἀλήλιφα<ref>Dal regolare *ἀλᾱλιφα con passaggio di α impuro a η.</ref> (t.v. ἀλιφ-).
Il verbo ἐγείρω ha un perfetto forte ἐγρήγορα (intr., "sono sveglio") accanto a quello debole ἐγήγερκα (trans., "ho svegliato"), con raddoppiamento attico. Il tema è apofonico e presenta nel primo esempio il grado forte con l'aumento (ἠγορ < ἐγορ) preceduto dal grado zero dell'apofonia (ἐγρ-).
== Il perfetto ==
Il perfetto è uno dei quattro tempi principali del verbo greco che concorre a formare la voce del paradigma verbale. A differenza del perfetto latino, il perfetto greco è considerato un tempo principale e lo si deduce dal fatto che nella sua formazione, all'indicativo, vengano utilizzate le desinenze principali.
===Aspetto verbale del perfetto===
Dal punto di vista aspettuale il perfetto può avere due valori.
====Valore stativo====
È proprio dei perfetti di formazione più antica, che sono intransitivi e e hanno valore di presente, dal momento che rimarcano una situazione permanente nel presente come conseguenza di un'azione compiuta.
::φύω "generare" > πέφυκα, "sono [per natura]" (perché "sono stato generato [in un certo modo]", "sono nato [così]"); θνῄσκω "morire" > τέθνηκα "sono morto" (= "mi trovo ora ad essere morto perché precedentemente ho perso la vita")
Esiste una certa quantità di verbi che si rendono in italiano così, e i più comuni sono riportati, in ordine alfabetico, qui sotto.
δέδια, "temo", da δείδω
ἔγνωκα, "so", da γιγνώσκω
ἐγρήγορα, "sono sveglio", da ἐγείρω "svegliare" (intrans.)
εἴωθα, "sono solito", da ἔθω (cfr. ἦθος, "costume, abitudine", equiv. al [[w:Lingua latina|latino]] ''mos'')
ἔοικα, "sono simile", privo di presente
ἕστηκα, "sto (in piedi)" (perché "mi sono messo [in un dato luogo o posizione]"), da ἵστημι "stare"
κέκτημαι, "possiedo", da κτάομαι "acquistare"
μέμνημαι, "ricordo", da μιμνήσκω
οἶδα (dalla radice ἰδ-/εἰδ-/οἰδ- "vedere"), "so" (perché, letteralmente, "ho visto, sono stato testimone")
πέποιθα, "confido", da πείθω "confidare" (al medio "obbedire")
πέφυκα, "sono per natura, per indole", da φύω "generare"
τέθηλα, "sono fiorito, ho messo i fiori", da θάλλω "fiorire"
τέθνηκα, "sono morto", da θῄσκω "morire"
====Valore resultativo====
È proprio dei perfetti di formazione recente, che hanno valore transitivo e si traducono con il passato prossimo, dal momento che rimarcano il risultato in sé di un'azione compiuta.
::γράφω "scrivere" > γέγραφα "ho scritto [una lettera, un racconto ecc.]", ho scritto e tuttora rimane scritto
===Tipi di perfetto===
Infine, come nell'aoristo, distinguiamo:
- '''Perfetto primo o debole''': è proprio di tutti i verbi in vocale o dittongo, di quasi tutti i verbi in dentale e di molti verbi in liquida o nasale. La caratteristica principale di questo tipo di perfetto è la presenza del suffisso -κ- nella sua formazione
- '''Perfetto secondo o forte''': è proprio di tutti i verbi in labiale e gutturale, di alcuni verbi in liquida o nasale, di pochissimi verbi in dentale. A differenza del perfetto debole, il perfetto forte non presenta il suffisso -κ- nella sua formazione. Per analogia con i verbi la cui radice termina in aspirata (ad esempio {{polytonic|τρέφω}}, radice τρεφ-/τροφ-/τραφ-, perfetto {{polytonic|τέτροφα}}), si riscontra aspirazione anche nel tema di alcuni perfetti in labiale e in velare che non dovrebbero averla ({{polytonic|ἄγω}}, radice {{polytonic|ἀγ-}}, perfetto {{polytonic|ἦ'''χ'''α}}; {{polytonic|κόπτω}}, radice {{polytonic|κοπ-}}, perfetto {{polytonic|κέκο'''φ'''α}}); non è possibile prevedere quali verbi sviluppino questo cosiddetto ''perfetto aspirato''.
- '''Perfetto terzo o fortissimo o atematico''': è il tipo di perfetto più antico ed aggiunge le desinenze principali direttamente al tema verbale (con o senza raddoppiamento). Soltanto il perfetto οἶδα "so" presenta una flessione completa. Gli altri perfetti fortissimi appartengono a voci verbali isolate o sporadiche, oppure hanno coniugazione mista (voci proprie del perfetto debole e altre del perfetto fortissimo).
'''Il participio'''
A differenza dei participi di altri tempi, che derivano tutti da temi in -οντ- come nel presente, aoristo attivo e medio e nel futuro, oppure in -εντ- come gli aoristi passivi e i verbi in -μι, il perfetto forma il participio maschile e neutro sulla base di un tema in dentale semplice -οτ-; il femminile fa parte invece dei nomi in -υῖα. Possiamo vedere che la forma del maschile è λελυκώς, il cui nominativo deriva da *λελυκοτς > λελυκώς per caduta di τ e allungamento apofonico (non di compenso come succede con gli altri participi) di ο in ω.
Notevole il fatto che al congiuntivo, all'ottativo e all'imperativo (e talvolta anche all'indicativo) il perfetto ricorra spesso a forme perifrastiche, formate dal participio perfetto e dalle forme del presente di εἰμί:
::congiuntivo: λελυκὼς ὦ (anche λελύκω), ottativo: λελυκὼς εἴην (anche λελύκοιμι), imperativo: λελυκὼς ἴσθι (anche λέλυκε)
Si trova qualcosa di analogo nel latino parlato e scritto nel Medioevo, durante il regresso culturale che corruppe il latino e fece nascere l'italiano; accadde che alle forme di perfetto canoniche se ne accostò una composta da participio perfetto + avere, che non esisteva nel latino classico. Così "io ho detto" veniva anche espresso con ''dictum habeo'', nel senso di "ho qualcosa di detto (''dictum'')".
===Perfetto attivo===
====Perfetto I o debole====
''Coniugazione del perfetto primo o debole:''''' λύω''''', "sciogliere"''
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|λέλυκα}}||{{polytonic|λελύκω}} ({{polytonic|λελυκὼς ὦ}})||{{polytonic|λελύκοιμι}} ({{polytonic|λελυκὼς εἴην}})||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|λέλυκας}}||{{polytonic|λελύκῃς}} ({{polytonic|λελυκὼς ᾖς}})||{{polytonic|λελύκοις}} ({{polytonic|λελυκὼς εἴης}})||{{polytonic|λέλυκε}} ({{polytonic|λελυκὼς ἴσθι}})
|-
!3º singolare
|{{polytonic|λέλυκε(ν)}}||{{polytonic|λελύκῃ}} ({{polytonic|λελυκὼς ᾖ}})||{{polytonic|λελύκοι}} ({{polytonic|λελυκὼς εἴη}})||{{polytonic|λελυκέτω}} ({{polytonic|λελυκὼς ἔστω}})
|-
!2º duale
|{{polytonic|λελύκατον}}||{{polytonic|λελύκητον}} ({{polytonic|λελυκότε ἦτον}})||{{polytonic|λελύκοιτον}} ({{polytonic|λελυκότε εἶτον}})||{{polytonic| λελύκετον}} ({{polytonic|λελυκότε ἔτον}})
|-
!3º duale
|{{polytonic|λελύκατον}}||{{polytonic|λελύκητον}} ({{polytonic|λελυκότε ἦτον}})||{{polytonic|λελυκοίτην}} ({{polytonic|λελυκότε εἴτην}})||{{polytonic| λελυκέτων}} ({{polytonic|λελυκότε ἔτων}})
|-
!1º plurale
|{{polytonic| λελύκαμεν}}||{{polytonic|λελύκωμεν}} ({{polytonic|λελυκότες ὦμεν}})|| {{polytonic|λελύκοιμεν}} ({{polytonic|λελυκότες εἶμεν}})||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|λελύκατε}}||{{polytonic|λελύκητε}} ({{polytonic|λελυκότες ἦτε}})||{{polytonic|λελύκοιτε}} ({{polytonic|λελυκότες εἶτε}})||{{polytonic|λελύκετε}} ({{polytonic|λελυκότες ἔστε}})
|-
!3º plurale
|{{polytonic|λελύκᾱσι(ν)}}||{{polytonic|λελύκωσι(ν)}} ({{polytonic|λελυκότες ὦσιν}})||{{polytonic|λελύκοιεν}} ({{polytonic|λελυκότες εἶεν}})||{{polytonic|λελυκόντων / λελυκέτωσαν}} ({{polytonic|λελυκότες ὄντων}})
|-
!Infinito||Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|λελυκέναι}}||{{polytonic|λελυκώς, λελυκυῖα, λελυκός}}
|}
*la desinenza -ᾱσι(ν) della terza plurale dell'indicativo deriva, come nel presente dei verbi in -μι, da -n̥τι > -ᾰτι, poi reso più riconoscibile come terza plurale con l'aggiunta di ν (-ᾰντι) che ha provocato l'assibilazione di τ (-ᾰνσι) ed è in seguito caduto provocando allungamento di compenso di α (-ᾱσι)<ref>Giacinto Agnello, Arnaldo Orlando, ''Manuale del greco antico - con un profilo di greco moderno'', pag. 210, Palumbo, 1998</ref>.
*la forma dell'imperativo λελυκέτωσαν è attica.
====Perfetto II o forte====
''Coniugazione del perfetto forte o secondo: '''''φαίνω''''', "mostrare"''
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|πέφηνα}}|| {{polytonic|πεφήνω}} ({{polytonic|πεφηνὼς ὦ}})||{{polytonic|πεφήνοιμι}} ({{polytonic|πεφηνὼς εἴην}})||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|πέφηνας}}||{{polytonic|πεφήνῃς}} ({{polytonic|πεφηνὼς ᾖς}})||{{polytonic|πεφήνοις}} ({{polytonic|πεφηνὼς εἴης}})||{{polytonic|πέφηνε}} ({{polytonic|πεφηνὼς ἴσθι}})
|-
!3º singolare
|{{polytonic|πέφηνε}}||{{polytonic|πεφήνῃ}} ({{polytonic|πεφηνὼς ᾖ}})||{{polytonic|πεφήνοι}} ({{polytonic|πεφηνὼς εἴη}})||{{polytonic|πεφηνέτω}} ({{polytonic|πεφηνὼς ἔστω}})
|-
!2º duale
|{{polytonic| πεφήνατον}}||{{polytonic| πεφήνητον}} ({{polytonic|πεφηνότε ἦτον}})||{{polytonic|πεφήνοιτον}} ({{polytonic|πεφηνότε εἶτον}})||{{polytonic| πεφήνετον}} ({{polytonic|πεφηνότε ἔτον}})
|-
!3º duale
|{{polytonic|πεφήνατον}}||{{polytonic|πεφήνητον}} ({{polytonic|πεφηνότε ἦτον}})||{{polytonic|πεφηνοίτην}} ({{polytonic|πεφηνότε εἴτην}})||{{polytonic| πεφηνέτων}} ({{polytonic|πεφηνότε ἔτων}})
|-
!1º plurale
|{{polytonic| πεφήναμεν}}||{{polytonic| πεφήνωμεν}} ({{polytonic|πεφηνότες ὦμεν}})||{{polytonic| πεφήνοιμεν}} ({{polytonic|πεφηνότες εἶμεν}})||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|πεφήνατε}}||{{polytonic|πεφήνητε}} ({{polytonic|πεφηνότες ἦτε}})||{{polytonic|πεφήνοιτε}} ({{polytonic|πεφηνότες εἶτε}})||{{polytonic|πεφήνετε}} ({{polytonic|πεφηνότες ἔστε}})
|-
!3º plurale
|{{polytonic|πεφήνᾱσι(v)}}||{{polytonic|πεφήνωσι(ν)}} ({{polytonic|πεφηνότες ὦσιν}})||{{polytonic|πεφήνοιεν}} ({{polytonic|πεφηνότες εἶεν}})||{{polytonic|πεφηνόντων / πεφηνέτωσαν}} ({{polytonic|πεφηνότες ὄντων}})
|-
!Infinito||Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|πεφηνέναι}}||{{polytonic|πεφηνώς, πεφηνυῖα, πεφηνός}}
|}
*anche il perfetto forte ha la forma attica, piuttosto rara, πεφηνέτωσαν.
*l'Infinito ha la vocale tematica -ε-.
*il solo tema in vocale che segue la coniugazione del perfetto forte è ἀκούω "ascolto" che fa ἀκήκοα (con raddoppiamento attico); questo perché originariamente il tema terminava in digamma che si è vocalizzato: *ἀκοϝω > ἀκούω.
==== Perfetto III o fortissimo o atematico ====
''Coniugazione del perfetto fortissimo o terzo atematico '''''οἶδα''''', "so"''
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|οἶδα}}||{{polytonic|εἰδῶ}}||{{polytonic|εἰδείην}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|οἶσθα}}||{{polytonic|εἰδῇς}}||{{polytonic|εἰδείης}}||{{polytonic|ἴσθι}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|οἶδε(ν)}}||{{polytonic|εἰδῇ}}||{{polytonic|εἰδείη}}||{{polytonic|ἴστω}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἴσμεν}}||{{polytonic|εἰδῶμεν}}||{{polytonic|εἰδεῖμεν}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἴστε}}||{{polytonic|εἰδῆτε}}||{{polytonic|εἰδεῖτε}}||{{polytonic|ἴστε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἴσᾱσι(ν)}}||{{polytonic|εἰδῶσι(ν)}}||{{polytonic|εἰδεῖεν}}||{{polytonic|ἴστων}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἴστον}}||{{polytonic|εἰδῆτον}}||{{polytonic|εἰδεῖτον}}||{{polytonic|ἴστον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἴστον}}||{{polytonic|εἰδῆτον}}||{{polytonic|εἰδείτην}}||{{polytonic|ἴστων}}
|-
! Infinito
!colspan=2|Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|εἰδέναι}}
|colspan=2 style="text-align: center;"|{{polytonic|εἰδώς, εἰδυῖα, εἰδός}}
|}
*nella coniugazione si alternano i gradi del tema [[w:apofonia|apofonico]] ϝιδ-/ϝειδ-/ϝοιδ- (cfr. [[w:Lingua latina|latino]] ''video'', tedesco ''wissen'' "sapere", [[w:lingua inglese|inglese]] ''wise'' "saggio") che esprime l'idea di "vedere" senza raddoppiamento. Il congiuntivo e l'ottativo usano il grado medio, mentre il l'imperativo e il plurale e il duale dell'indicativo il grado zero. Il grado forte è utilizzato solo dal singolare dell'indicativo. Da notare che, sebbene la radice ἰδ-/εἰδ-/οἰδ- sia usata nella coniugazione di ὁράω, οἶδα non fa parte della sua coniugazione: ὁράω è infatti un verbo difettivo la cui coniugazione è stata completata a posteriori usando altre radici che portano l'idea di "vedere"<ref>Ad esempio, εἶδον non è nato come aoristo di ὁράω, ma è semplicemente un aoristo isolato formato sulla radice al grado zero ἰδ- che è poi stato ricondotto a posteriori al verbo ὁράω che non aveva un aoristo proprio.</ref> e οἶδα è quindi da considerarsi un perfetto isolato senza presente.
*a dimostrazione di quanto sia arcaica questa formazione di perfetto, la 2º singolare dell'indicativo ha la desinenza -θα, in comune con l'imperfetto di εἰμί, e quella dell'imperativo la desinenza -θι, come quella dell'[[w:Aoristo|aoristo]] terzo e del verbo "essere", a cui è perfettamente identica.
*la 2º persona sing. e plur. dell'indicativo mutano regolarmente la -δ- del tema in -σ- davanti alle dentali delle rispettive desinenze.
*la 3º plur. dell'indicativo muta la -δ- in -σ- per [[w:analogia (linguistica)|analogia]] alle altre persone e -ᾰ- in -ᾱ- per analogia con gli altri perfetti (*ϝιδn̥τι > *ἰδᾰτι > *ἴσᾰσι > ἴσᾱσι).
''Coniugazione del perfetto fortissimo o terzo atematico '''''δέδια''''', "temo"''
{| {{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|δέδια}}||{{polytonic|δεδίω}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|δέδιας}}||{{polytonic|δεδίῃς}}||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|δέδιθι}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|δέδιε}}|| {{polytonic|δεδίῃ}}||{{polytonic|δεδιείη}}||{{polytonic|δεδίτω}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|δέδιμεν}}||{{polytonic|δεδίωμεν}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|δέδιτε}}||{{polytonic|δεδίητε}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!3º plurale
|{{polytonic|δεδίᾱσι(ν)}}||{{polytonic|δεδίωσι(ν)}}||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|δεδίντων}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|δέδιτον}}||{{polytonic|δεδίητον}}||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|δέδιτον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|δέδιτον}}||{{polytonic|δεδίητον}}||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|δεδίτων}}
|-
!Infinito||Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic| δεδιέναι}}||style="text-align: center;"|{{polytonic|δεδιώς, δεδιυῖα, δεδιός}}
|}
*δέδια deriva dal tema apofonico δϝι-/δϝει-/δϝοι-, in cui il [[w:digamma|digamma]] cade senza lasciare traccia, con l'aggiunta del regolare raddoppiamento che manca in οἶδα; dalla stessa radice si forma un presente δείδω (il quale anticamente era anch'esso un perfetto: *δε-δϝοι-α > *δειδοα > δείδω). Dal grado debole si formano il presente, il futuro e l'aoristo mentre dai gradi zero e forte si formano rispettivamente i perfetti δέδια e δέδοικα, regolare perfetto debole.
*a differenza di οἶδα, δέδια usa soltanto il grado zero δϝιδ- nel corso della coniugazione.
*esiste un'unica forma attestata di ottativo, ed è la 3º pers. sing. δεδιείη.
*una forma attica alternativa all 3º pers. plur. dell'omperativo è δεδίτωσαν.
''Coniugazione del perfetto fortissimo o terzo atematico '''''ἔοικα''''', "assomiglio", "sembra che io"''
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἔοικα}}||{{polytonic|ἐοίκω}}||{{polytonic|ἐοίκοιμι}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἔοικας}}||{{polytonic|ἐοίκῃς}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἔοικε(ν)}}||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἐοίκοι}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἐοίκαμεν (ἔοιγμεν)}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἐοίκατε}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἐοίκᾱσι(ν) (ἐοίξᾱσι[ν])}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἐοίκατον}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἐοίκατον}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
! Infinito
!colspan=2| Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|ἐοικέναι (εἰκέναι)}}
|colspan=2|{{polytonic|ἐοικώς (εἰκώς), ἐοικυῖα (εἰκυῖα), ἐοικός (εἰκός)}}
|}
*si forma dalla radice ϝικ-/ϝεικ-/ϝοικ-, dal cui grado forte si forma (con regolare raddoppiamento: *{{polytonic|ϝέϝοικα}}, con conseguente caduta dei digamma) tutta la coniugazione; l'infinito e il participio possono anche formarsi dal grado zero con raddoppiamento (*{{polytonic|ϝεϝικέναι}}) o dal grado medio senza raddoppiamento (*{{polytonic|ϝεικέναι}}).
*dalla stessa radice si ricava il verbo {{polytonic|ἐΐσκω}}<ref>La sua coniugazione è difettiva e conta solo il presente e l'imperfetto.</ref> "rendere simile", di cui però {{polytonic|ἔοικα}} non è considerato essere il perfetto.
==== Perfetto misto ====
Esiste un tipo di perfetto le cui forme oscillano tra quelle del perfetto debole, caratterizzate dal suffisso -κ-, e quelle del perfetto atematico. I verbi che hanno questo tipo di perfetto sono βαίνω, θνῄσκω e ἵστημι, i cui perfetti fanno βέβηκα, τέθνηκα e ἕστηκα; tuttavia soltanto il modo indicativo, participio e infinito hanno una coniugazione completa di tutte le forme, mentre gli altri modi presentano solo voci sparse e isolate.
'''Coniugazione di βαίνω'''
{|{{prettytable}}
!
!Singolare||Plurale||Duale
|-
!1º persona
|{{polytonic|βέβηκα}}||{{polytonic|βέβαμεν}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º persona
|{{polytonic|βέβηκας}}||{{polytonic|βέβατε}}||{{polytonic|βέβατον}}
|-
!3º persona
|{{polytonic|βέβηκε(ν)}}||{{polytonic|βέβᾱσι(ν)}}||{{polytonic|βέβατον}}
|-
!
! Infinito || Participio
|-
!
|style="text-align: center;"|{{polytonic|βεβάναι}}||{{polytonic|βεβαώς (βεβώς), βεβῶσα (βεβαυῖα), βεβηκός (βεβαός)}}
|}
*come si può notare, le forme dell'indicativo usano al singolare il grado βη- dell'apofonia e sono di perfetto debole, mentre al plurale ed al duale si usa il grado βα- ed è un tipo di perfetto atematico.
*esiste un'unica forma accertata di congiuntivo ed è la 3º pers. plur. βεβῶσι(ν); ottativo e imperativo non hanno forme attestate.
*anche il participio usa il grado βα-. Il femminile è modellato sui participi dei verbi contratti in -άω, e il neutro è un perfetto debole.
*il participio presenta forme alternative: βεβώς è la contrazione di βεβαώς, βεβῶσα è analogico; βεβαυῖα ha la regolare terminazione del perfetto, mentre βεβηκός è una forma di perfetto debole.
'''Coniugazione di θνῄσκω'''
Visto che in questo caso le forme attestate sono di più, converrà fare un elenco dei modi diversi da indicativo, congiuntivo e participio:
*1º pers. sing. congiuntivo: τεθνήκω.
*1º pers. sing. ottativo: τεθναίην.
*Imperativo: 2º pers. sing. τέθναθι e 3º pers. sing. τεθνάτω.
{| {{prettytable}}
!
! Singolare || Plurale || Duale
|-
!1º persona
|{{polytonic|τέθνηκα}}||{{polytonic|τέθναμεν}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º persona
|{{polytonic|τέθνηκας}}||{{polytonic|τέθνατε}}||{{polytonic|τέθνατον}}
|-
!3º persona
|{{polytonic|τέθνηκε(ν)}}||{{polytonic|τέθνᾱσι(ν)}}||{{polytonic|τέθνατον}}
|-
!
! Infinito || Participio
|-
!
|style="text-align: center;"|{{polytonic|τεθνάναι (τεθνηκέναι)}}||colspan=1 style="text-align: center;"|{{polytonic|τεθνεώς, τεθνεῶσα, τεθνεός}}
|}
*per la distribuzione delle forme deboli e atematiche valgono le stesse osservazioni fatte prima.
*il participio deriva sempre dal tema θνη- che subisce abbreviamento in quanto primo elemento del dittongo ηω seguito da consonante (ς).
*del participio esiste anche la forma debole con suffisso -κ-: τεθνηκώς, -κυῖα, -κός.
'''Coniugazione di ἵστημι'''
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἕστηκα}}||{{polytonic|ἑστῶ}}||{{polytonic|ἑσταίην}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἕστηκας}}||{{polytonic|ἑστῇς}}||{{polytonic|ἑσταίης}}||{{polytonic|ἕσταθι}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἕστηκε(ν)}}||{{polytonic|ἑστῇ}}||{{polytonic|ἑσταίη}}||{{polytonic|ἑστάτω}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἕσταμεν}}||{{polytonic|ἑστῶμεν}}||{{polytonic|ἑσταῖμεν}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἕστατε}}||{{polytonic|ἑστῆτε}}||{{polytonic|ἑσταῖτε}}||{{polytonic|ἕστατε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἑστᾶσι(ν)}}||{{polytonic|ἑστῶσι(ν)}}||{{polytonic|ἑσταῖεν}}||{{polytonic|ἑστάντων (ἑστάτωσαν)}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἕστατον}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἕστατον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἕστατον}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἑστάτων}}
|-
! Infinito
!colspan=2|Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|ἑστάναι}}
|colspan=2 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἑστώς, ἑστῶσα, ἑστός}}
|}
=== Perfetto mediopassivo ===
Il perfetto mediopassivo si ottiene unendo al tema del perfetto le normali desinenze della diatesi mediopassiva del presente (-μαι, -σαι, -ται etc.). Esiste una sola forma, atematica, per tutti i verbi. Come conseguenza i temi in consonante presenteranno fenomeni fonetici a contatto con la prima consonante delle terminazioni personali (μ, σ, τ, σθ).
Questi sono illustrati nella seguente tabella (a sinistra l'uscita del tema verbale, in alto le terminazioni personali):
{| {{prettytable}}
! || μ || σ || τ || σθ
|-
|'''{{polytonic|π, β, φ}}'''||{{polytonic|μμ}}||{{polytonic|ψ}}||{{polytonic|πτ}}||{{polytonic|φθ}}
|-
|'''{{polytonic|κ, γ, χ}}'''||{{polytonic|γμ}}||{{polytonic|ξ}}||{{polytonic|κτ}}||{{polytonic|χθ}}
|-
|'''{{polytonic|τ, δ, θ}}'''||{{polytonic|σμ}}||{{polytonic|σ}}||{{polytonic|στ}}||{{polytonic|σθ}}
|-
|'''{{polytonic|ν, μ}}'''||{{polytonic|σμ, μμ}}||{{polytonic|νσ}}||{{polytonic|ντ}}||{{polytonic|νθ}}
|-
|'''{{polytonic|λ, ρ}}'''||{{polytonic|λμ, ρμ}}||{{polytonic|λσ, ρσ}}||{{polytonic|λτ, ρτ}}||{{polytonic|λθ, ρθ}}
|}
I temi in vocale e in dittongo rimangono invariati.
'''''Perfetto mediopassivo indicativo, imperativo, infinito e participio di''''' λύω (λυ-), βλάπτω (βλαβ-), πράσσω (πραγ-), ἐλπίζω (ἐλπιδ-), φαίνω (φαν-)<ref>Il tema del perfetto πεφην-, con allungamento della vocale, viene abbreviato nel mediopassivo in πεφαν- per effetto della legge di Osthoff.</ref> e ἀγγέλλω (ἀγγελ-).
{|{{prettytable}}
! Indicativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|λέλυμαι}}||{{polytonic|βέβλαμμαι}}||{{polytonic|πέπραγμαι}}||{{polytonic|ἤλπισμαι}}||{{polytonic|πέφασμαι}}||{{polytonic|ἤγγελμαι}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|λέλυσαι}}||{{polytonic|βέβλαψαι}}||{{polytonic|πέπραξαι}}||{{polytonic|ἥλπισαι}}||{{polytonic|πέφανσαι}}||{{polytonic|ἤγγελσαι}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|λέλυται}}||{{polytonic|βέβλαπται}}||{{polytonic|πέπρακται}}||{{polytonic|ἤλπισται}}||{{polytonic|πέφανται}}||{{polytonic|ἤγγελται}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|λέλυσθον}}||{{polytonic|βέβλαφθον}}||{{polytonic|πέπραχθον}}||{{polytonic|ἤλπισθον}}||{{polytonic|πέφανθον}}||{{polytonic|ἤγγελθον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|λέλυσθον}}||{{polytonic|βέβλαφθον}}||{{polytonic| πέπραχθον}}||{{polytonic|ἤλπισθον}}||{{polytonic|πέφανθον}}||{{polytonic|ἤγγελθον}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|λελύμεθα}}||{{polytonic|βεβλάμμεθα}}||{{polytonic|πεπράγμεθα}}||{{polytonic|ἠλπίσμεθα}}||{{polytonic|πεφάσμεθα}}||{{polytonic|ἠγγέλμεθα}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|λέλυσθε}}||{{polytonic|βέβλαφθε}}||{{polytonic|πέπραχθε}}||{{polytonic|ἤλπισθε}}||{{polytonic|πεφάνθε}}||{{polytonic|ἤγγελθε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|λέλυνται}}||{{polytonic|βεβλαμμένοι, -αι, -α εἰσί(ν)}}||{{polytonic|πεπραγμένοι, -αι, -α εἰσί(ν)}}||{{polytonic|ἠλπισμένοι, -αι, -α εἰσί(ν)}}||{{polytonic|πεφασμένοι εἰσί(ν)}}||{{polytonic|ἠγγελμένοι, -αι, -α εἰσί(ν)}}
|-
! Imperativo
|-
!2º singolare
|{{polytonic|λέλυσο}}||{{polytonic|βέβλαψο}}||{{polytonic|πέπραξο}}||{{polytonic|ἤλπισο}}||{{polytonic|πέφανσο}}||{{polytonic|ἤγγελσο}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|λελύσθω}}||{{polytonic|βεβλάφθω}}||{{polytonic|πεπράχθω}}||{{polytonic|ἠλπίσθω}}||{{polytonic|πεφάνθω}}||{{polytonic|ἠγγέλθω}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|λέλυσθε}}||{{polytonic|βέβλαφθε}}||{{polytonic|πέπραχθε}}||{{polytonic|ἤλπισθε}}||{{polytonic|πέφανθε}}||{{polytonic|ἤγγελθε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|λελύσθων}}||{{polytonic|βεβλάφθων}}||{{polytonic|πεπράχθων}}||{{polytonic|ἠλπίσθων}}||{{polytonic|πεφάνθων}}||{{polytonic|ἠγγέλθων}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|λέλυσθον}}||{{polytonic|βέβλαφθον}}||{{polytonic|πέπραχθον}}||{{polytonic|ἤλπισθον}}||{{polytonic|πέφανθον}}||{{polytonic|ἤγγελθον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|λελύσθων}}||{{polytonic|βεβλάφθων}}||{{polytonic|πεπράχθων}}||{{polytonic|ἠλπίσθων}}||{{polytonic|πεφάνθων}}||{{polytonic|ἠγγέλθων}}
|-
! Infinito
|-
!
|{{polytonic|λελύσθαι}}||{{polytonic|βεβλάφθαι}}||{{polytonic|πεπρᾶχθαι}}||{{polytonic|ἠλπίσθαι}}||{{polytonic|πεφάνθαι}}||{{polytonic|ἠγγέλθαι}}
|-
! Participio
|-
!
|{{polytonic|λελυμένος, -η, -ον}}||{{polytonic|βεβλαμμένος, -η, -ον}}||{{polytonic|πεπραγμένος, -η, -ον}}||{{polytonic|ἠλπισμένος, -η, -ον}}||{{polytonic|πεφασμένος, -η, -ον}}||{{polytonic|ἠγγελμένος, -η, -ον}}
|}
*la formazione perifrastica (participio + εἰμί) delle terze persone plurali dei temi in consonante è un recente atticismo; nella forma più antica e nel dialetto ionico, come anche quello omerico, la desinenza regolare era -ᾰται (< *n̥ται con vocalizzazione della sonante davanti a consonante): πεπράγαται, βεβλάφαται, ἠλπίσαται, πεφάναται, ἠγγέλαται ecc.
*si noti che il nominativo del participio maschile e neutro è sempre, irregolarmente, parossitono (non ritrae infatti l'accento: -μένος, -μένον): questo consente di distinguere a colpo sicuro un participio perfetto medio-passivo da qualsiasi altro tipo di participio.
Si è preferito trattare congiuntivo e ottativo separatamente, poiché si formano per mezzo di perifrasi participio + εἰμί al congiuntivo e all'ottativo, analogamente alle terze persone plurali dell'indicativo dei temi in consonante. Sono tuttavia attestate anche forme non perifrastiche. Si ricorda comunque che anche le forme della precedente tabella possono presentare forme perifrastiche.
{|{{prettytable}}
!
!||Congiuntivo||Ottativo
|-
!Singolare
|{{polytonic|λελυμένος, -η, -ον}}
{{polytonic|βεβλαμμένος, -η, -ον}}
{{polytonic|πεπραγμένος, -η, -ον}}
{{polytonic|ἠλπισμένος, -η, -ον}}
{{polytonic|πεφασμένος, -η, -ον}}
{{polytonic|ἠγγελμένος, -η, -ον}}
||{{polytonic|ὦ, ᾖς, ᾖ}}||{{polytonic|εἴην, εἴης, εἴη}}
|-
!Plurale
|{{polytonic|λελυμένοι, -αι, α}}
{{polytonic|βεβλαμμένοι, -αι, -α}}
{{polytonic|πεπραγμένοι, -αι, -α}}
{{polytonic|ἠλπισμένοι, -αι, -α}}
{{polytonic|πεφασμένοι, -αι, -α}}
{{polytonic|ἠγγελμένοι, -αι, -α}}
||{{polytonic|ὦμεν, ἦτε, ὦσι(v)}}||{{polytonic|εἶμεν, εἶτε, εἶεν}}
|-
! Duale
|{{polytonic|λελυμένω, -ᾱ, -ω}}
{{polytonic|βεβλαμμένω, -ᾱ, -ω}}
{{polytonic|πεπραγμένω, -ᾱ, -ω}}
{{polytonic|ἠλπισμένω, -ᾱ, -ω}}
{{polytonic|πεφασμένω, -ᾱ, -ω}}
{{polytonic|ἠγγελμένω, -ᾱ, -ω}}
||{{polytonic| ἦτον, ἦτον}}||{{polytonic|εἶτον, εἴτην}}
|}
==Piuccheperfetto==
Dallo stesso tema del perfetto, anteponendo al raddoppiamento l'[[Greco antico/Imperfetto#L'aumento|aumento]] ἐ-, si ottiene il piuccheperfetto, che, come l'imperfetto, esiste solo al modo indicativo; i verbi che portano il raddoppiamento vocalico (es. {{polytonic|ἔγνωκα}}, da {{polytonic|γιγνώσκω}}) o, se in vocale, l'aumento temporale (es. {{polytonic|ἤγγελκα}}, da {{polytonic|ἀγγέλλω}}) non aggiungono ovviamente nulla. Il suo valore è lo stesso del perfetto (conserva il raddoppiamento), ma colloca l'azione nel passato (porta l'aumento); non indica mai anteriorità rispetto al perfetto, ma solo lo stato o il risultato nel passato derivanti da un'azione precedente. Dal punto di vista traduttivo, il trapassato prossimo italiano è spesso la scelta migliore.
È costruito con l'ampliamento -εσ- analogo al piuccheperfetto [[w:latino arcaico|latino arcaico]] (''*amav'''es'''am > amaveram''), che al singolare, trovandosi in posizione intervocalica, fa cadere il sigma provocando contrazioni. Questo non succede al plurale e al duale in quanto l'ampliamento si riduce alla sola -ε- e le uscite iniziano in consonante.
===Piuccheperfetto attivo===
Anche il piuccheperfetto si distingue in debole, forte e fortissimo, con gli stessi criteri del perfetto. Del perfetto fortissimo, tuttavia, fanno parte soltanto le coniugazioni di ᾔδη (da οἶδα, con valore di imperfetto "sapevo") e ἐδεδίειν (da δέδια). Sono utilizzate due forme: una antica, che è quella originaria, e una alternativa, propria dell'attico più recente del IV sec. a.C., formata a partire dalla terza persona singolare percepita come puro tema e quindi utilizzata per tutto il resto della coniugazione aggiungendovi le desinenze storiche atematiche.
====Piuccheperfetto I o debole====
Forma antica
{|{{prettytable}}
!Aumento||Raddoppiamento||Radice||Suffisso||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|ἐ}}-''' ||'''-{{polytonic|λε}}-''' ||'''-{{polytonic|λύ}}'''-||'''-{{polytonic|κ}}'''-||'''-{{polytonic|η}}''' (< *-ε.α < *-εσ.α)
|}
Forma recente
{|{{prettytable}}
!Aumento||Raddoppiamento||Radice||Suffisso||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|ἐ}}-''' ||'''-{{polytonic|λε}}-''' ||'''-{{polytonic|λύ}}'''-||'''-{{polytonic|κει}}'''-||'''-{{polytonic|ν}}'''
|}
{| {{prettytable}}
!
!Forma antica||Forma recente
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἐλελύκη}}||{{polytonic|ἐλελύκειν}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἐλελύκης}}||{{polytonic|ἐλελύκεις}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἐλελύκει}}||{{polytonic|ἐλελύκει}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἐλελύκεμεν}}||{{polytonic|ἐλελύκειμεν}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἐλελύκετε}}||{{polytonic|ἐλελύκειτε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἐλελύκεσαν}}||{{polytonic|ἐλελύκεισαν}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἐλελύκετον}}||{{polytonic|ἐλελύκειτον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἐλελυκέτην}}||{{polytonic|ἐλελυκείτην}}
|}
*per il singolare: 1º pers.: {{polytonic|*ἐλελυκ.ε[σ].α > '''ἐλελύκη'''}}; il processo si ripete identico nelle altre persone avendo come differenza le desinenza -ας (*-εσ.ας > *-ε.ας > -'''ης''') e -ε (*-εσ.ε > *-ε.ε > -'''ει''') rispettivamente della 2º e 3º persona.
*esistono anche forme perifrastiche composte con il participio perfetto + verbo εἰμί all'imperfetto con lo stesso significato: {{polytonic|λελυκὼς ἦν, λελυκὼς ἦσθα}}, ecc.
====Piuccheperfetto II o forte====
Il piuccheperfetto forte si coniuga esattamente come quello debole, senza però il suffisso -κ- ed è proprio degli stessi verbi che hanno il perfetto forte; continua a essere presente il caratteristico suffisso -εσ- che si riduce a -ε- nel plurale.
{|{{prettytable}}
!Aumento||Raddoppiamento||Radice||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|ἐ}}-'''||'''-{{polytonic|πε}}-'''||'''-{{polytonic|φήν}}'''-||-{{polytonic|η}}''' (< *-ε.α < *-εσ.α)
|}
{|{{prettytable}}
!
!Forma antica||Forma recente
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἐπεφήνη}}||{{polytonic|ἐπεφήνειν}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἐπεφήνης}}||{{polytonic|ἐπεφήνεις}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἐπεφήνει}}||{{polytonic|ἐπεφήνει}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic| ἐπεφήνεμεν}}||{{polytonic|ἐπεφήνειμεν}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἐπεφήνετε}}||{{polytonic|ἐπεφήνειτε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἐπεφήνεσαν}}||{{polytonic|ἐπεφήνεισαν}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἐπεφήνετον}}||{{polytonic|ἐπεφήνειτον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἐπεφηνέτην}}||{{polytonic|ἐπεφηνείτην}}
|}
==== I piuccheperfetti fortissimi ᾔδη e ἐδεδίειν====
Questi due piuccheperfetti presentano ciascuno due coniugazioni: ᾔδη, come gli altri piuccheperfetti, ha sia la forma antica che quella recente, mentre ἐδεδίειν, oltre ad avere la forma fortissima, presenta anche una coniugazione di piuccheperfetto debole. Il valore di questi due piuccheperfetti sarà quello di imperfetto: ''sapevo'' e ''temevo''.
'''Piuccheperfetto ᾔδη, da οἶδα'''
{|{{prettytable}}
!
!Forma antica||Forma recente
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ᾔδη/ᾔδεα}}||{{polytonic|ᾔδειν}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ᾔδης/ᾔδησθα}}||{{polytonic|ᾔδεις/ᾔδεισθα}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ᾔδεε(ν)/ᾔδη}}||{{polytonic|ᾔδει(ν)}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἤδεμεν/ᾖσμεν}}||{{polytonic|ᾔδειμεν}}
|-
!2º plurale
| {{polytonic|ἤδετε/ᾖστε}}||{{polytonic|ᾔδειτε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἤδεσαν/ᾖσαν}}||{{polytonic|ᾔδεισαν}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|ᾖστον/ᾔδετον}}||{{polytonic|ᾔδειτον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ᾔστην/ᾐδέτην}}||{{polytonic|ᾐδείτην}}
|}
'''Piuccheperfetto ἐδεδίειν, da δέδια'''
{|{{prettytable}}
!
!Debole||Fortissimo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἐδεδοίκη (ἐδεδοίκειν)}}||{{polytonic|ἐδεδίειν}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἐδεδοίκης}} (ἐδεδοίκεις)||{{polytonic|ἐδεδίεις}}
|-
!3º singolare
|colspan=1 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἐδεδοίκει}}||{{polytonic|ἐδεδίει}}
|-
!1º plurale
|colspan=1 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἐδείδιμεν}}||{{polytonic|ἐδέδιμεν}}
|-
!2º plurale
|<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἐδέδιτε}}
|-
!3º plurale
|<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἐδέδισαν}}
|-
!2º duale
|<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἐδέδιτον}}
|-
!3º duale
|<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἐδεδίτην}}
|}
====Piuccheperfetti misti====
'''Piuccheperfetto ἑστήκην "stavo (in piedi)", da ἵστημι'''
{|{{prettytable}}
!
!Forma antica||Forma recente
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἑστήκη}}||{{polytonic|ἑστήκειν}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἑστήκης}}||{{polytonic|ἑστήκεις}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἑστήκει}}||{{polytonic|ἑστήκει}}
|-
!1º plurale
|colspan=3 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἕσταμεν}}
|-
!2º plurale
|colspan=3 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἕστατε}}
|-
!3º plurale
|colspan=3 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἕστασαν}}
|-
!2º duale
|colspan=3 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἕστατον}}
|-
!3º duale
|colspan=3 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἑστάτην}}
|}
*nel singolare, oltre alle forme senza aumento, sono attestate anche forme con aumento nella forma εἱ-: εἱστήκη, εἱστήκειν ecc.
*il plurale e il duale non cambiano nella forma recente.
'''Piuccheperfetto di θνῄσκω'''<br/>
Di θνῄσκω è attestata solo la terza plurale '''ἐτέθνασαν''' "erano (già) morti".
===Piuccheperfetto mediopassivo===
Per questa coniugazione del piuccheperfetto valgono le stesse regole fonetiche citate per il perfetto mediopassivo, con l'unica differenza che questo usa, ovviamente, le desinenze medio-passive dei tempi storici (-μην, -σο, -το etc.).
{| {{prettytable}}
!Aumento||Raddoppiamento||Radice||Terminazione
|-
! '''{{polytonic|ἐ}}-''' || '''-{{polytonic|λε}}-''' || '''-{{polytonic|λύ}}'''-||'''-{{polytonic|μην}}'''
|}
{|{{prettytable}}
!
!Temi in vocale ({{polytonic|λύω}})||Temi in consonante ({{polytonic|φαίνω}}, in nasale)
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἐλελύμην}}||{{polytonic|ἐπεφάσμην}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἐλέλυσο}}||{{polytonic|ἐπέφανσο}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἐλέλυτο}}||{{polytonic|ἐπέφαντο}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἐλελύμεθα}}||{{polytonic|ἐπεφάσμεθα}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἐλέλυσθε}}||{{polytonic|ἐπέφανθε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἐλέλυντο}}||{{polytonic|πεφασμένοι ἦσαν}} ({{polytonic|ἐπεφάνατο}})
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἐλέλυσθον}}||{{polytonic|ἐπέφανσθον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἐλελύσθην}}||{{polytonic|ἐπεφάνσθην}}
|}
*Nei temi in consonante, l'uscita di terza singolare -ᾰτο (da *-n̥το come nel perfetto mediopassivo) è quella originale, ma poco usata nel dialetto attico che preferisce invece la forma perifrastica.
== Futuro perfetto ==
Esiste inoltre un futuro costruito sul tema del perfetto, detto per questo anche ''futuro a raddoppiamento''. Talvolta è detto imprecisamente anche ''futuro anteriore'', ma la qualifica di "anteriore" è inesatta e fuorviante perché il greco esprime il tempo in modo assoluto: questo futuro infatti non esprime mai l'anteriorità relativa al futuro semplice, ma soltanto il risultato o lo stato nel futuro derivante da un'azione precedente. Dal punto di vista traduttivo, tuttavia, il futuro anteriore italiano è spesso la scelta appropriata:
Φράζε καὶ πεπράξεται (Platone) ''Parla e sarà come se fosse già fatto'' (opp. ''e sarà cosa fatta'', opp. ''e sarà bell'e fatto'' ecc.)
Il futuro perfetto in origine possedeva senso desiderativo, ma successivamente, a causa delle forti affinità con il futuro e con il perfetto, finì per trasportare nel futuro il valore del perfetto.
Si forma aggiungendo al tema del perfetto di un verbo il suffisso -σ- del futuro, con le stesse regole; la coniugazione è identica a quella del futuro. Esiste alla diatesi attiva e a quella medio-passiva (questo futuro, diversamente da quello semplice, non possiede un passivo separato). In quanto futuro, ha solo due modi finiti (indicativo e ottativo) e due forme nominali (infinito e participio).
===Futuro perfetto attivo===
Ha due forme: una monolettica (propria però solo di tre verbi) e una perifrastica (participio perfetto attivo + futuro di {{polytonic|εἰμί}}: {{polytonic|λελυκὼς ἔσομαι, λελυκὼς ἔσῃ, λελυκὼς ἔσται}}, ecc.) usata da tutti gli altri verbi.
I tre verbi che presentano la forma monolettica hanno tutti e tre il tema terminante in -κ- (i primi due hanno il perfetto misto, l'ultimo viene da un perfetto fortissimo senza presente):
*'''{{polytonic|τεθνήξω}}''' (da {{polytonic|θνῄσκω}}), "sarò (già) morto"
*'''{{polytonic|ἑστήξω}}''' (da {{polytonic|ἵστημι}}), "starò (in piedi)"
*'''{{polytonic|εἴξω}}''' (dal grado medio {{polytonic|ϝεικ}}- della radice del perfetto III senza presente {{polytonic|ἔοικα}}), "sembrerò"
Costruzione di '''{{polytonic|εἴξω}}''':
{|{{prettytable}}
!Radice senza raddoppiamento||Caratteristica del futuro||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|εἴκ}}-'''||'''-{{polytonic|σ}}'''-||-'''{{polytonic|ω}}'''
|}
Costruzione di '''τεθνήξω''' (da θνῄσκω):
{|{{prettytable}}
!Raddoppiamento||Radice||Ampliamento del perfetto I||Caratteristica del futuro||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|τε}}-''' ||'''-{{polytonic|θνή}}-'''||'''-{{polytonic|κ}}'''-||-'''{{polytonic|σ}}'''-||-'''{{polytonic|ω}}'''
|}
{| {{prettytable}}
!
!Indicativo||Ottativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|τεθνήξω}}||{{polytonic|τεθνήξοιμι}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|τεθνήξεις}}||{{polytonic|τεθνήξοις}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|τεθνήξει}}||{{polytonic|τεθνήξοι}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|τεθνήξεσθον}}||{{polytonic|τεθνήξοιτον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|τεθνήξεσθον}}|| {{polytonic|τεθνηξοίτην}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|τεθνήξομεν}}||{{polytonic|τεθνήξοιμεν}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|τεθνήξετε}}||{{polytonic|τεθνήξοιτε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|τεθνήξουσιν}}||{{polytonic|τεθνήξοιεν}}
|-
!Infinito||Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|τεθνήξειν}}||{{polytonic|τεθνήξων, τεθνήξουσα, τεθνῆξον}}
|}
===Futuro perfetto mediopassivo===
La diatesi mediopassiva è molto più attestata di quella attiva e ha prevalentemente valore passivo; si forma unendo al tema del perfetto il suffisso del futuro -σ- e le desinenze principali mediopassive con vocale tematica; esiste anche la forma perifrastica formata dal participio perfetto medio-passivo e il futuro di {{polytonic|εἰμί}} ({{polytonic|λελυμένος ἔσομαι}} ecc.). I temi in liquida e nasale formano solo la forma perifrastica.
{|{{prettytable}}
!Raddoppiamento||Radice||Caratteristica del futuro||Vocale tematica||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|λε}}-'''||'''-{{polytonic|λύ}}-'''||'''-{{polytonic|σ}}'''-||-'''{{polytonic|ο}}'''-||-'''{{polytonic|μαι}}'''
|}
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Ottativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|λελύσομαι}}||{{polytonic|λελυσοίμην}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|λελύσῃ (< *λελύσεσαι)}}||{{polytonic|λελύσοιο (< *λελύσοισο)}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|λελύσεται}}||{{polytonic|λελύσοιτο}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|λελύσεσθον}}||{{polytonic|λελύσοισθον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|λελύσεσθον}}|| {{polytonic|λελυσοίσθην}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|λελυσόμεθα}}||{{polytonic|λελυσοίμεθα}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|λελύσεσθε}}||{{polytonic|λελύσοισθε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|λελύσονται}}||{{polytonic|λελύσοιντο}}
|-
! Infinito|| Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|λελύσεσθαι}}||{{polytonic|λελυσόμενος, λελυσομένη, λελυσόμενον}}
|}
===Futuro di οἶδα===
Esiste inoltre un futuro perfetto formato sul tema {{polytonic|ἰδ-/εἰδ-/οἰδ-}}, e quindi derivante da {{polytonic|οἶδα}}; il significato sarà ovviamente "saprò". Ha due forme medie dal significato attivo: '''{{polytonic|εἴσομαι}}''' (da *{{polytonic|εἴδ-σομαι}}) e '''{{polytonic|εἰδήσομαι}}''' (con ampliamento in -η-):
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo medio||Ottativo medio||Indicativo medio||Ottativo medio
|-
!1º singolare
|{{polytonic|εἴσομαι}}||{{polytonic|εἰσοίμην}}||{{polytonic|εἰδήσομαι}}||{{polytonic|εἰδησοίμην}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|εἴσῃ}}||{{polytonic|εἴσοιο}}||{{polytonic|εἰδήσῃ}}|| {{polytonic|εἰδήσοιο}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|εἴσεται}}||{{polytonic|εἴσοιτο}}||{{polytonic|εἰδήσεται}}||{{polytonic|εἰδήσοιτο}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|εἴσεσθον}}||{{polytonic|εἴσοισθον}}||{{polytonic|εἰδήσεσθον}}||{{polytonic|εἰδήσοισθτον}}
|-
!3º duale
||{{polytonic|εἴσεσθον}}||{{polytonic|εἰσοίσθην}}||{{polytonic|εἰδήσεσθον}}||{{polytonic|εἰδησοίσθην}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|εἰσόμεθα}}||{{polytonic|εἰσοίμεθα}}||{{polytonic|εἰδησόμεθα}}||{{polytonic|εἰδησοίμεθα}}|
|-
!2º plurale
|{{polytonic|εἴσεσθε}}||{{polytonic|εἴσοισθε}}||{{polytonic|εἰδήσεσθε}}||{{polytonic|εἰδήσοισθε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|εἴσονται}}||{{polytonic|εἴσοιντο}}||{{polytonic|εἰδήσονται}}||{{polytonic|εἰδήσοιντο}}
|-
! Infinito medio||Participio medio||Infinito medio||Participio medio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|εἴσεσθαι}}||{{polytonic|εἰσόμενος, εἰσομένη, εἰσόμενον}}||{{polytonic|εἰδήσεσθαι}}||{{polytonic|εἰδησόμενος, εἰδησομένη, εἰδησόμενον}}
|}
==Note==
<references/>
{{Avanzamento|100%|4 maggio 2011}}
6gchyuw8zuwhda8zi9a631lrlhh10yo
497822
497821
2026-05-12T21:58:36Z
Ptolemaios
19075
/* Piuccheperfetto mediopassivo */
497822
wikitext
text/x-wiki
{{Greco antico}}
==Il raddoppiamento==
Il raddoppiamento è la caratteristica peculiare del perfetto; esso consiste, nella sua forma più semplice, nel raddoppiamento della consonante iniziale di una radice seguita dalla vocale ε: dal tema λυ- di λύω avremo quindi '''λελυ-''', che, con l'aggiunta del suffisso -κ-, è il tema del perfetto di questo verbo; questo raddoppiamento è detto ''raddoppiamento normale''. Diversamente dall'aumento, il raddoppiamento è parte integrante del tema del perfetto e lo si troverà quindi in tutti i modi.
Poiché il raddoppiamento è la caratteristica principale del perfetto occorre soffermarsi sulle sue particolarità.
'''Temi in consonante'''
I temi in consonante hanno solitamente il raddoppiamento normale; alcuni temi, tuttavia, hanno il cosiddetto ''raddoppiamento vocalico'' che consiste nel premettere ἐ- al tema verbale (è quindi formalmente identico all'aumento sillabico). Questi verbi sono:
*quelli inizianti in consonante doppia (ζ, ξ, ψ) e quelli inizianti con due o più consonanti. A quest'ultimo gruppo fanno eccezione i temi che presentano il gruppo muta + liquida o nasale (κρίνω > κέ-κρικα) tranne i temi in -γν- (γιγνώσκω > ἔγνωκα), κτάομαι (> κέκτηκα) e πίπτω (> πέπτωκα);
*quelli in ῥ-, che presentano lo stesso fenomeno osservato nell'aumento, ossia dopo ἐ- si raddoppia il rho (ῥίπτω > ἔρριφα).
In base alla legge di Grassmann, i temi che iniziano per aspirata formano il raddoppiamento con il valore sordo del loro gruppo; sarà quindi φ > π, χ > κ, θ > τ (φύω > '''π'''έφυκα, χαίρω > '''κ'''εχάρηκα, τίθημι > '''τ'''έθηκα, ecc.).
'''Temi in vocale'''
I temi che iniziano per vocale, non potendo avere un vero raddoppiamento, ricorrono all'aumento temporale, con le stesse regole viste per l'imperfetto e l'aoristo, considerato come raddoppiamento.
Alcuni verbi che cominciano per α, ε, ο hanno forme di '''raddoppiamento attico'''. Queste, che come si può dedurre dalla denominazione sono tipiche del dialetto attico, benché sporadicamente presenti anche in Omero, consistono nella ripetizione delle prime due lettere del tema con allungamento della seconda vocale: ὀρύσσω → ὀρώρυχα (t.v. ὀρυχ-), ἀλείφω → ἀλήλιφα<ref>Dal regolare *ἀλᾱλιφα con passaggio di α impuro a η.</ref> (t.v. ἀλιφ-).
Il verbo ἐγείρω ha un perfetto forte ἐγρήγορα (intr., "sono sveglio") accanto a quello debole ἐγήγερκα (trans., "ho svegliato"), con raddoppiamento attico. Il tema è apofonico e presenta nel primo esempio il grado forte con l'aumento (ἠγορ < ἐγορ) preceduto dal grado zero dell'apofonia (ἐγρ-).
== Il perfetto ==
Il perfetto è uno dei quattro tempi principali del verbo greco che concorre a formare la voce del paradigma verbale. A differenza del perfetto latino, il perfetto greco è considerato un tempo principale e lo si deduce dal fatto che nella sua formazione, all'indicativo, vengano utilizzate le desinenze principali.
===Aspetto verbale del perfetto===
Dal punto di vista aspettuale il perfetto può avere due valori.
====Valore stativo====
È proprio dei perfetti di formazione più antica, che sono intransitivi e e hanno valore di presente, dal momento che rimarcano una situazione permanente nel presente come conseguenza di un'azione compiuta.
::φύω "generare" > πέφυκα, "sono [per natura]" (perché "sono stato generato [in un certo modo]", "sono nato [così]"); θνῄσκω "morire" > τέθνηκα "sono morto" (= "mi trovo ora ad essere morto perché precedentemente ho perso la vita")
Esiste una certa quantità di verbi che si rendono in italiano così, e i più comuni sono riportati, in ordine alfabetico, qui sotto.
δέδια, "temo", da δείδω
ἔγνωκα, "so", da γιγνώσκω
ἐγρήγορα, "sono sveglio", da ἐγείρω "svegliare" (intrans.)
εἴωθα, "sono solito", da ἔθω (cfr. ἦθος, "costume, abitudine", equiv. al [[w:Lingua latina|latino]] ''mos'')
ἔοικα, "sono simile", privo di presente
ἕστηκα, "sto (in piedi)" (perché "mi sono messo [in un dato luogo o posizione]"), da ἵστημι "stare"
κέκτημαι, "possiedo", da κτάομαι "acquistare"
μέμνημαι, "ricordo", da μιμνήσκω
οἶδα (dalla radice ἰδ-/εἰδ-/οἰδ- "vedere"), "so" (perché, letteralmente, "ho visto, sono stato testimone")
πέποιθα, "confido", da πείθω "confidare" (al medio "obbedire")
πέφυκα, "sono per natura, per indole", da φύω "generare"
τέθηλα, "sono fiorito, ho messo i fiori", da θάλλω "fiorire"
τέθνηκα, "sono morto", da θῄσκω "morire"
====Valore resultativo====
È proprio dei perfetti di formazione recente, che hanno valore transitivo e si traducono con il passato prossimo, dal momento che rimarcano il risultato in sé di un'azione compiuta.
::γράφω "scrivere" > γέγραφα "ho scritto [una lettera, un racconto ecc.]", ho scritto e tuttora rimane scritto
===Tipi di perfetto===
Infine, come nell'aoristo, distinguiamo:
- '''Perfetto primo o debole''': è proprio di tutti i verbi in vocale o dittongo, di quasi tutti i verbi in dentale e di molti verbi in liquida o nasale. La caratteristica principale di questo tipo di perfetto è la presenza del suffisso -κ- nella sua formazione
- '''Perfetto secondo o forte''': è proprio di tutti i verbi in labiale e gutturale, di alcuni verbi in liquida o nasale, di pochissimi verbi in dentale. A differenza del perfetto debole, il perfetto forte non presenta il suffisso -κ- nella sua formazione. Per analogia con i verbi la cui radice termina in aspirata (ad esempio {{polytonic|τρέφω}}, radice τρεφ-/τροφ-/τραφ-, perfetto {{polytonic|τέτροφα}}), si riscontra aspirazione anche nel tema di alcuni perfetti in labiale e in velare che non dovrebbero averla ({{polytonic|ἄγω}}, radice {{polytonic|ἀγ-}}, perfetto {{polytonic|ἦ'''χ'''α}}; {{polytonic|κόπτω}}, radice {{polytonic|κοπ-}}, perfetto {{polytonic|κέκο'''φ'''α}}); non è possibile prevedere quali verbi sviluppino questo cosiddetto ''perfetto aspirato''.
- '''Perfetto terzo o fortissimo o atematico''': è il tipo di perfetto più antico ed aggiunge le desinenze principali direttamente al tema verbale (con o senza raddoppiamento). Soltanto il perfetto οἶδα "so" presenta una flessione completa. Gli altri perfetti fortissimi appartengono a voci verbali isolate o sporadiche, oppure hanno coniugazione mista (voci proprie del perfetto debole e altre del perfetto fortissimo).
'''Il participio'''
A differenza dei participi di altri tempi, che derivano tutti da temi in -οντ- come nel presente, aoristo attivo e medio e nel futuro, oppure in -εντ- come gli aoristi passivi e i verbi in -μι, il perfetto forma il participio maschile e neutro sulla base di un tema in dentale semplice -οτ-; il femminile fa parte invece dei nomi in -υῖα. Possiamo vedere che la forma del maschile è λελυκώς, il cui nominativo deriva da *λελυκοτς > λελυκώς per caduta di τ e allungamento apofonico (non di compenso come succede con gli altri participi) di ο in ω.
Notevole il fatto che al congiuntivo, all'ottativo e all'imperativo (e talvolta anche all'indicativo) il perfetto ricorra spesso a forme perifrastiche, formate dal participio perfetto e dalle forme del presente di εἰμί:
::congiuntivo: λελυκὼς ὦ (anche λελύκω), ottativo: λελυκὼς εἴην (anche λελύκοιμι), imperativo: λελυκὼς ἴσθι (anche λέλυκε)
Si trova qualcosa di analogo nel latino parlato e scritto nel Medioevo, durante il regresso culturale che corruppe il latino e fece nascere l'italiano; accadde che alle forme di perfetto canoniche se ne accostò una composta da participio perfetto + avere, che non esisteva nel latino classico. Così "io ho detto" veniva anche espresso con ''dictum habeo'', nel senso di "ho qualcosa di detto (''dictum'')".
===Perfetto attivo===
====Perfetto I o debole====
''Coniugazione del perfetto primo o debole:''''' λύω''''', "sciogliere"''
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|λέλυκα}}||{{polytonic|λελύκω}} ({{polytonic|λελυκὼς ὦ}})||{{polytonic|λελύκοιμι}} ({{polytonic|λελυκὼς εἴην}})||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|λέλυκας}}||{{polytonic|λελύκῃς}} ({{polytonic|λελυκὼς ᾖς}})||{{polytonic|λελύκοις}} ({{polytonic|λελυκὼς εἴης}})||{{polytonic|λέλυκε}} ({{polytonic|λελυκὼς ἴσθι}})
|-
!3º singolare
|{{polytonic|λέλυκε(ν)}}||{{polytonic|λελύκῃ}} ({{polytonic|λελυκὼς ᾖ}})||{{polytonic|λελύκοι}} ({{polytonic|λελυκὼς εἴη}})||{{polytonic|λελυκέτω}} ({{polytonic|λελυκὼς ἔστω}})
|-
!2º duale
|{{polytonic|λελύκατον}}||{{polytonic|λελύκητον}} ({{polytonic|λελυκότε ἦτον}})||{{polytonic|λελύκοιτον}} ({{polytonic|λελυκότε εἶτον}})||{{polytonic| λελύκετον}} ({{polytonic|λελυκότε ἔτον}})
|-
!3º duale
|{{polytonic|λελύκατον}}||{{polytonic|λελύκητον}} ({{polytonic|λελυκότε ἦτον}})||{{polytonic|λελυκοίτην}} ({{polytonic|λελυκότε εἴτην}})||{{polytonic| λελυκέτων}} ({{polytonic|λελυκότε ἔτων}})
|-
!1º plurale
|{{polytonic| λελύκαμεν}}||{{polytonic|λελύκωμεν}} ({{polytonic|λελυκότες ὦμεν}})|| {{polytonic|λελύκοιμεν}} ({{polytonic|λελυκότες εἶμεν}})||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|λελύκατε}}||{{polytonic|λελύκητε}} ({{polytonic|λελυκότες ἦτε}})||{{polytonic|λελύκοιτε}} ({{polytonic|λελυκότες εἶτε}})||{{polytonic|λελύκετε}} ({{polytonic|λελυκότες ἔστε}})
|-
!3º plurale
|{{polytonic|λελύκᾱσι(ν)}}||{{polytonic|λελύκωσι(ν)}} ({{polytonic|λελυκότες ὦσιν}})||{{polytonic|λελύκοιεν}} ({{polytonic|λελυκότες εἶεν}})||{{polytonic|λελυκόντων / λελυκέτωσαν}} ({{polytonic|λελυκότες ὄντων}})
|-
!Infinito||Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|λελυκέναι}}||{{polytonic|λελυκώς, λελυκυῖα, λελυκός}}
|}
*la desinenza -ᾱσι(ν) della terza plurale dell'indicativo deriva, come nel presente dei verbi in -μι, da -n̥τι > -ᾰτι, poi reso più riconoscibile come terza plurale con l'aggiunta di ν (-ᾰντι) che ha provocato l'assibilazione di τ (-ᾰνσι) ed è in seguito caduto provocando allungamento di compenso di α (-ᾱσι)<ref>Giacinto Agnello, Arnaldo Orlando, ''Manuale del greco antico - con un profilo di greco moderno'', pag. 210, Palumbo, 1998</ref>.
*la forma dell'imperativo λελυκέτωσαν è attica.
====Perfetto II o forte====
''Coniugazione del perfetto forte o secondo: '''''φαίνω''''', "mostrare"''
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|πέφηνα}}|| {{polytonic|πεφήνω}} ({{polytonic|πεφηνὼς ὦ}})||{{polytonic|πεφήνοιμι}} ({{polytonic|πεφηνὼς εἴην}})||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|πέφηνας}}||{{polytonic|πεφήνῃς}} ({{polytonic|πεφηνὼς ᾖς}})||{{polytonic|πεφήνοις}} ({{polytonic|πεφηνὼς εἴης}})||{{polytonic|πέφηνε}} ({{polytonic|πεφηνὼς ἴσθι}})
|-
!3º singolare
|{{polytonic|πέφηνε}}||{{polytonic|πεφήνῃ}} ({{polytonic|πεφηνὼς ᾖ}})||{{polytonic|πεφήνοι}} ({{polytonic|πεφηνὼς εἴη}})||{{polytonic|πεφηνέτω}} ({{polytonic|πεφηνὼς ἔστω}})
|-
!2º duale
|{{polytonic| πεφήνατον}}||{{polytonic| πεφήνητον}} ({{polytonic|πεφηνότε ἦτον}})||{{polytonic|πεφήνοιτον}} ({{polytonic|πεφηνότε εἶτον}})||{{polytonic| πεφήνετον}} ({{polytonic|πεφηνότε ἔτον}})
|-
!3º duale
|{{polytonic|πεφήνατον}}||{{polytonic|πεφήνητον}} ({{polytonic|πεφηνότε ἦτον}})||{{polytonic|πεφηνοίτην}} ({{polytonic|πεφηνότε εἴτην}})||{{polytonic| πεφηνέτων}} ({{polytonic|πεφηνότε ἔτων}})
|-
!1º plurale
|{{polytonic| πεφήναμεν}}||{{polytonic| πεφήνωμεν}} ({{polytonic|πεφηνότες ὦμεν}})||{{polytonic| πεφήνοιμεν}} ({{polytonic|πεφηνότες εἶμεν}})||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|πεφήνατε}}||{{polytonic|πεφήνητε}} ({{polytonic|πεφηνότες ἦτε}})||{{polytonic|πεφήνοιτε}} ({{polytonic|πεφηνότες εἶτε}})||{{polytonic|πεφήνετε}} ({{polytonic|πεφηνότες ἔστε}})
|-
!3º plurale
|{{polytonic|πεφήνᾱσι(v)}}||{{polytonic|πεφήνωσι(ν)}} ({{polytonic|πεφηνότες ὦσιν}})||{{polytonic|πεφήνοιεν}} ({{polytonic|πεφηνότες εἶεν}})||{{polytonic|πεφηνόντων / πεφηνέτωσαν}} ({{polytonic|πεφηνότες ὄντων}})
|-
!Infinito||Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|πεφηνέναι}}||{{polytonic|πεφηνώς, πεφηνυῖα, πεφηνός}}
|}
*anche il perfetto forte ha la forma attica, piuttosto rara, πεφηνέτωσαν.
*l'Infinito ha la vocale tematica -ε-.
*il solo tema in vocale che segue la coniugazione del perfetto forte è ἀκούω "ascolto" che fa ἀκήκοα (con raddoppiamento attico); questo perché originariamente il tema terminava in digamma che si è vocalizzato: *ἀκοϝω > ἀκούω.
==== Perfetto III o fortissimo o atematico ====
''Coniugazione del perfetto fortissimo o terzo atematico '''''οἶδα''''', "so"''
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|οἶδα}}||{{polytonic|εἰδῶ}}||{{polytonic|εἰδείην}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|οἶσθα}}||{{polytonic|εἰδῇς}}||{{polytonic|εἰδείης}}||{{polytonic|ἴσθι}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|οἶδε(ν)}}||{{polytonic|εἰδῇ}}||{{polytonic|εἰδείη}}||{{polytonic|ἴστω}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἴσμεν}}||{{polytonic|εἰδῶμεν}}||{{polytonic|εἰδεῖμεν}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἴστε}}||{{polytonic|εἰδῆτε}}||{{polytonic|εἰδεῖτε}}||{{polytonic|ἴστε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἴσᾱσι(ν)}}||{{polytonic|εἰδῶσι(ν)}}||{{polytonic|εἰδεῖεν}}||{{polytonic|ἴστων}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἴστον}}||{{polytonic|εἰδῆτον}}||{{polytonic|εἰδεῖτον}}||{{polytonic|ἴστον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἴστον}}||{{polytonic|εἰδῆτον}}||{{polytonic|εἰδείτην}}||{{polytonic|ἴστων}}
|-
! Infinito
!colspan=2|Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|εἰδέναι}}
|colspan=2 style="text-align: center;"|{{polytonic|εἰδώς, εἰδυῖα, εἰδός}}
|}
*nella coniugazione si alternano i gradi del tema [[w:apofonia|apofonico]] ϝιδ-/ϝειδ-/ϝοιδ- (cfr. [[w:Lingua latina|latino]] ''video'', tedesco ''wissen'' "sapere", [[w:lingua inglese|inglese]] ''wise'' "saggio") che esprime l'idea di "vedere" senza raddoppiamento. Il congiuntivo e l'ottativo usano il grado medio, mentre il l'imperativo e il plurale e il duale dell'indicativo il grado zero. Il grado forte è utilizzato solo dal singolare dell'indicativo. Da notare che, sebbene la radice ἰδ-/εἰδ-/οἰδ- sia usata nella coniugazione di ὁράω, οἶδα non fa parte della sua coniugazione: ὁράω è infatti un verbo difettivo la cui coniugazione è stata completata a posteriori usando altre radici che portano l'idea di "vedere"<ref>Ad esempio, εἶδον non è nato come aoristo di ὁράω, ma è semplicemente un aoristo isolato formato sulla radice al grado zero ἰδ- che è poi stato ricondotto a posteriori al verbo ὁράω che non aveva un aoristo proprio.</ref> e οἶδα è quindi da considerarsi un perfetto isolato senza presente.
*a dimostrazione di quanto sia arcaica questa formazione di perfetto, la 2º singolare dell'indicativo ha la desinenza -θα, in comune con l'imperfetto di εἰμί, e quella dell'imperativo la desinenza -θι, come quella dell'[[w:Aoristo|aoristo]] terzo e del verbo "essere", a cui è perfettamente identica.
*la 2º persona sing. e plur. dell'indicativo mutano regolarmente la -δ- del tema in -σ- davanti alle dentali delle rispettive desinenze.
*la 3º plur. dell'indicativo muta la -δ- in -σ- per [[w:analogia (linguistica)|analogia]] alle altre persone e -ᾰ- in -ᾱ- per analogia con gli altri perfetti (*ϝιδn̥τι > *ἰδᾰτι > *ἴσᾰσι > ἴσᾱσι).
''Coniugazione del perfetto fortissimo o terzo atematico '''''δέδια''''', "temo"''
{| {{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|δέδια}}||{{polytonic|δεδίω}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|δέδιας}}||{{polytonic|δεδίῃς}}||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|δέδιθι}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|δέδιε}}|| {{polytonic|δεδίῃ}}||{{polytonic|δεδιείη}}||{{polytonic|δεδίτω}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|δέδιμεν}}||{{polytonic|δεδίωμεν}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|δέδιτε}}||{{polytonic|δεδίητε}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!3º plurale
|{{polytonic|δεδίᾱσι(ν)}}||{{polytonic|δεδίωσι(ν)}}||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|δεδίντων}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|δέδιτον}}||{{polytonic|δεδίητον}}||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|δέδιτον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|δέδιτον}}||{{polytonic|δεδίητον}}||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|δεδίτων}}
|-
!Infinito||Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic| δεδιέναι}}||style="text-align: center;"|{{polytonic|δεδιώς, δεδιυῖα, δεδιός}}
|}
*δέδια deriva dal tema apofonico δϝι-/δϝει-/δϝοι-, in cui il [[w:digamma|digamma]] cade senza lasciare traccia, con l'aggiunta del regolare raddoppiamento che manca in οἶδα; dalla stessa radice si forma un presente δείδω (il quale anticamente era anch'esso un perfetto: *δε-δϝοι-α > *δειδοα > δείδω). Dal grado debole si formano il presente, il futuro e l'aoristo mentre dai gradi zero e forte si formano rispettivamente i perfetti δέδια e δέδοικα, regolare perfetto debole.
*a differenza di οἶδα, δέδια usa soltanto il grado zero δϝιδ- nel corso della coniugazione.
*esiste un'unica forma attestata di ottativo, ed è la 3º pers. sing. δεδιείη.
*una forma attica alternativa all 3º pers. plur. dell'omperativo è δεδίτωσαν.
''Coniugazione del perfetto fortissimo o terzo atematico '''''ἔοικα''''', "assomiglio", "sembra che io"''
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἔοικα}}||{{polytonic|ἐοίκω}}||{{polytonic|ἐοίκοιμι}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἔοικας}}||{{polytonic|ἐοίκῃς}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἔοικε(ν)}}||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἐοίκοι}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἐοίκαμεν (ἔοιγμεν)}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἐοίκατε}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἐοίκᾱσι(ν) (ἐοίξᾱσι[ν])}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἐοίκατον}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἐοίκατον}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
! Infinito
!colspan=2| Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|ἐοικέναι (εἰκέναι)}}
|colspan=2|{{polytonic|ἐοικώς (εἰκώς), ἐοικυῖα (εἰκυῖα), ἐοικός (εἰκός)}}
|}
*si forma dalla radice ϝικ-/ϝεικ-/ϝοικ-, dal cui grado forte si forma (con regolare raddoppiamento: *{{polytonic|ϝέϝοικα}}, con conseguente caduta dei digamma) tutta la coniugazione; l'infinito e il participio possono anche formarsi dal grado zero con raddoppiamento (*{{polytonic|ϝεϝικέναι}}) o dal grado medio senza raddoppiamento (*{{polytonic|ϝεικέναι}}).
*dalla stessa radice si ricava il verbo {{polytonic|ἐΐσκω}}<ref>La sua coniugazione è difettiva e conta solo il presente e l'imperfetto.</ref> "rendere simile", di cui però {{polytonic|ἔοικα}} non è considerato essere il perfetto.
==== Perfetto misto ====
Esiste un tipo di perfetto le cui forme oscillano tra quelle del perfetto debole, caratterizzate dal suffisso -κ-, e quelle del perfetto atematico. I verbi che hanno questo tipo di perfetto sono βαίνω, θνῄσκω e ἵστημι, i cui perfetti fanno βέβηκα, τέθνηκα e ἕστηκα; tuttavia soltanto il modo indicativo, participio e infinito hanno una coniugazione completa di tutte le forme, mentre gli altri modi presentano solo voci sparse e isolate.
'''Coniugazione di βαίνω'''
{|{{prettytable}}
!
!Singolare||Plurale||Duale
|-
!1º persona
|{{polytonic|βέβηκα}}||{{polytonic|βέβαμεν}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º persona
|{{polytonic|βέβηκας}}||{{polytonic|βέβατε}}||{{polytonic|βέβατον}}
|-
!3º persona
|{{polytonic|βέβηκε(ν)}}||{{polytonic|βέβᾱσι(ν)}}||{{polytonic|βέβατον}}
|-
!
! Infinito || Participio
|-
!
|style="text-align: center;"|{{polytonic|βεβάναι}}||{{polytonic|βεβαώς (βεβώς), βεβῶσα (βεβαυῖα), βεβηκός (βεβαός)}}
|}
*come si può notare, le forme dell'indicativo usano al singolare il grado βη- dell'apofonia e sono di perfetto debole, mentre al plurale ed al duale si usa il grado βα- ed è un tipo di perfetto atematico.
*esiste un'unica forma accertata di congiuntivo ed è la 3º pers. plur. βεβῶσι(ν); ottativo e imperativo non hanno forme attestate.
*anche il participio usa il grado βα-. Il femminile è modellato sui participi dei verbi contratti in -άω, e il neutro è un perfetto debole.
*il participio presenta forme alternative: βεβώς è la contrazione di βεβαώς, βεβῶσα è analogico; βεβαυῖα ha la regolare terminazione del perfetto, mentre βεβηκός è una forma di perfetto debole.
'''Coniugazione di θνῄσκω'''
Visto che in questo caso le forme attestate sono di più, converrà fare un elenco dei modi diversi da indicativo, congiuntivo e participio:
*1º pers. sing. congiuntivo: τεθνήκω.
*1º pers. sing. ottativo: τεθναίην.
*Imperativo: 2º pers. sing. τέθναθι e 3º pers. sing. τεθνάτω.
{| {{prettytable}}
!
! Singolare || Plurale || Duale
|-
!1º persona
|{{polytonic|τέθνηκα}}||{{polytonic|τέθναμεν}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º persona
|{{polytonic|τέθνηκας}}||{{polytonic|τέθνατε}}||{{polytonic|τέθνατον}}
|-
!3º persona
|{{polytonic|τέθνηκε(ν)}}||{{polytonic|τέθνᾱσι(ν)}}||{{polytonic|τέθνατον}}
|-
!
! Infinito || Participio
|-
!
|style="text-align: center;"|{{polytonic|τεθνάναι (τεθνηκέναι)}}||colspan=1 style="text-align: center;"|{{polytonic|τεθνεώς, τεθνεῶσα, τεθνεός}}
|}
*per la distribuzione delle forme deboli e atematiche valgono le stesse osservazioni fatte prima.
*il participio deriva sempre dal tema θνη- che subisce abbreviamento in quanto primo elemento del dittongo ηω seguito da consonante (ς).
*del participio esiste anche la forma debole con suffisso -κ-: τεθνηκώς, -κυῖα, -κός.
'''Coniugazione di ἵστημι'''
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἕστηκα}}||{{polytonic|ἑστῶ}}||{{polytonic|ἑσταίην}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἕστηκας}}||{{polytonic|ἑστῇς}}||{{polytonic|ἑσταίης}}||{{polytonic|ἕσταθι}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἕστηκε(ν)}}||{{polytonic|ἑστῇ}}||{{polytonic|ἑσταίη}}||{{polytonic|ἑστάτω}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἕσταμεν}}||{{polytonic|ἑστῶμεν}}||{{polytonic|ἑσταῖμεν}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἕστατε}}||{{polytonic|ἑστῆτε}}||{{polytonic|ἑσταῖτε}}||{{polytonic|ἕστατε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἑστᾶσι(ν)}}||{{polytonic|ἑστῶσι(ν)}}||{{polytonic|ἑσταῖεν}}||{{polytonic|ἑστάντων (ἑστάτωσαν)}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἕστατον}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἕστατον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἕστατον}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἑστάτων}}
|-
! Infinito
!colspan=2|Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|ἑστάναι}}
|colspan=2 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἑστώς, ἑστῶσα, ἑστός}}
|}
=== Perfetto mediopassivo ===
Il perfetto mediopassivo si ottiene unendo al tema del perfetto le normali desinenze della diatesi mediopassiva del presente (-μαι, -σαι, -ται etc.). Esiste una sola forma, atematica, per tutti i verbi. Come conseguenza i temi in consonante presenteranno fenomeni fonetici a contatto con la prima consonante delle terminazioni personali (μ, σ, τ, σθ).
Questi sono illustrati nella seguente tabella (a sinistra l'uscita del tema verbale, in alto le terminazioni personali):
{| {{prettytable}}
! || μ || σ || τ || σθ
|-
|'''{{polytonic|π, β, φ}}'''||{{polytonic|μμ}}||{{polytonic|ψ}}||{{polytonic|πτ}}||{{polytonic|φθ}}
|-
|'''{{polytonic|κ, γ, χ}}'''||{{polytonic|γμ}}||{{polytonic|ξ}}||{{polytonic|κτ}}||{{polytonic|χθ}}
|-
|'''{{polytonic|τ, δ, θ}}'''||{{polytonic|σμ}}||{{polytonic|σ}}||{{polytonic|στ}}||{{polytonic|σθ}}
|-
|'''{{polytonic|ν, μ}}'''||{{polytonic|σμ, μμ}}||{{polytonic|νσ}}||{{polytonic|ντ}}||{{polytonic|νθ}}
|-
|'''{{polytonic|λ, ρ}}'''||{{polytonic|λμ, ρμ}}||{{polytonic|λσ, ρσ}}||{{polytonic|λτ, ρτ}}||{{polytonic|λθ, ρθ}}
|}
I temi in vocale e in dittongo rimangono invariati.
'''''Perfetto mediopassivo indicativo, imperativo, infinito e participio di''''' λύω (λυ-), βλάπτω (βλαβ-), πράσσω (πραγ-), ἐλπίζω (ἐλπιδ-), φαίνω (φαν-)<ref>Il tema del perfetto πεφην-, con allungamento della vocale, viene abbreviato nel mediopassivo in πεφαν- per effetto della legge di Osthoff.</ref> e ἀγγέλλω (ἀγγελ-).
{|{{prettytable}}
! Indicativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|λέλυμαι}}||{{polytonic|βέβλαμμαι}}||{{polytonic|πέπραγμαι}}||{{polytonic|ἤλπισμαι}}||{{polytonic|πέφασμαι}}||{{polytonic|ἤγγελμαι}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|λέλυσαι}}||{{polytonic|βέβλαψαι}}||{{polytonic|πέπραξαι}}||{{polytonic|ἥλπισαι}}||{{polytonic|πέφανσαι}}||{{polytonic|ἤγγελσαι}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|λέλυται}}||{{polytonic|βέβλαπται}}||{{polytonic|πέπρακται}}||{{polytonic|ἤλπισται}}||{{polytonic|πέφανται}}||{{polytonic|ἤγγελται}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|λέλυσθον}}||{{polytonic|βέβλαφθον}}||{{polytonic|πέπραχθον}}||{{polytonic|ἤλπισθον}}||{{polytonic|πέφανθον}}||{{polytonic|ἤγγελθον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|λέλυσθον}}||{{polytonic|βέβλαφθον}}||{{polytonic| πέπραχθον}}||{{polytonic|ἤλπισθον}}||{{polytonic|πέφανθον}}||{{polytonic|ἤγγελθον}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|λελύμεθα}}||{{polytonic|βεβλάμμεθα}}||{{polytonic|πεπράγμεθα}}||{{polytonic|ἠλπίσμεθα}}||{{polytonic|πεφάσμεθα}}||{{polytonic|ἠγγέλμεθα}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|λέλυσθε}}||{{polytonic|βέβλαφθε}}||{{polytonic|πέπραχθε}}||{{polytonic|ἤλπισθε}}||{{polytonic|πεφάνθε}}||{{polytonic|ἤγγελθε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|λέλυνται}}||{{polytonic|βεβλαμμένοι, -αι, -α εἰσί(ν)}}||{{polytonic|πεπραγμένοι, -αι, -α εἰσί(ν)}}||{{polytonic|ἠλπισμένοι, -αι, -α εἰσί(ν)}}||{{polytonic|πεφασμένοι εἰσί(ν)}}||{{polytonic|ἠγγελμένοι, -αι, -α εἰσί(ν)}}
|-
! Imperativo
|-
!2º singolare
|{{polytonic|λέλυσο}}||{{polytonic|βέβλαψο}}||{{polytonic|πέπραξο}}||{{polytonic|ἤλπισο}}||{{polytonic|πέφανσο}}||{{polytonic|ἤγγελσο}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|λελύσθω}}||{{polytonic|βεβλάφθω}}||{{polytonic|πεπράχθω}}||{{polytonic|ἠλπίσθω}}||{{polytonic|πεφάνθω}}||{{polytonic|ἠγγέλθω}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|λέλυσθε}}||{{polytonic|βέβλαφθε}}||{{polytonic|πέπραχθε}}||{{polytonic|ἤλπισθε}}||{{polytonic|πέφανθε}}||{{polytonic|ἤγγελθε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|λελύσθων}}||{{polytonic|βεβλάφθων}}||{{polytonic|πεπράχθων}}||{{polytonic|ἠλπίσθων}}||{{polytonic|πεφάνθων}}||{{polytonic|ἠγγέλθων}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|λέλυσθον}}||{{polytonic|βέβλαφθον}}||{{polytonic|πέπραχθον}}||{{polytonic|ἤλπισθον}}||{{polytonic|πέφανθον}}||{{polytonic|ἤγγελθον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|λελύσθων}}||{{polytonic|βεβλάφθων}}||{{polytonic|πεπράχθων}}||{{polytonic|ἠλπίσθων}}||{{polytonic|πεφάνθων}}||{{polytonic|ἠγγέλθων}}
|-
! Infinito
|-
!
|{{polytonic|λελύσθαι}}||{{polytonic|βεβλάφθαι}}||{{polytonic|πεπρᾶχθαι}}||{{polytonic|ἠλπίσθαι}}||{{polytonic|πεφάνθαι}}||{{polytonic|ἠγγέλθαι}}
|-
! Participio
|-
!
|{{polytonic|λελυμένος, -η, -ον}}||{{polytonic|βεβλαμμένος, -η, -ον}}||{{polytonic|πεπραγμένος, -η, -ον}}||{{polytonic|ἠλπισμένος, -η, -ον}}||{{polytonic|πεφασμένος, -η, -ον}}||{{polytonic|ἠγγελμένος, -η, -ον}}
|}
*la formazione perifrastica (participio + εἰμί) delle terze persone plurali dei temi in consonante è un recente atticismo; nella forma più antica e nel dialetto ionico, come anche quello omerico, la desinenza regolare era -ᾰται (< *n̥ται con vocalizzazione della sonante davanti a consonante): πεπράγαται, βεβλάφαται, ἠλπίσαται, πεφάναται, ἠγγέλαται ecc.
*si noti che il nominativo del participio maschile e neutro è sempre, irregolarmente, parossitono (non ritrae infatti l'accento: -μένος, -μένον): questo consente di distinguere a colpo sicuro un participio perfetto medio-passivo da qualsiasi altro tipo di participio.
Si è preferito trattare congiuntivo e ottativo separatamente, poiché si formano per mezzo di perifrasi participio + εἰμί al congiuntivo e all'ottativo, analogamente alle terze persone plurali dell'indicativo dei temi in consonante. Sono tuttavia attestate anche forme non perifrastiche. Si ricorda comunque che anche le forme della precedente tabella possono presentare forme perifrastiche.
{|{{prettytable}}
!
!||Congiuntivo||Ottativo
|-
!Singolare
|{{polytonic|λελυμένος, -η, -ον}}
{{polytonic|βεβλαμμένος, -η, -ον}}
{{polytonic|πεπραγμένος, -η, -ον}}
{{polytonic|ἠλπισμένος, -η, -ον}}
{{polytonic|πεφασμένος, -η, -ον}}
{{polytonic|ἠγγελμένος, -η, -ον}}
||{{polytonic|ὦ, ᾖς, ᾖ}}||{{polytonic|εἴην, εἴης, εἴη}}
|-
!Plurale
|{{polytonic|λελυμένοι, -αι, α}}
{{polytonic|βεβλαμμένοι, -αι, -α}}
{{polytonic|πεπραγμένοι, -αι, -α}}
{{polytonic|ἠλπισμένοι, -αι, -α}}
{{polytonic|πεφασμένοι, -αι, -α}}
{{polytonic|ἠγγελμένοι, -αι, -α}}
||{{polytonic|ὦμεν, ἦτε, ὦσι(v)}}||{{polytonic|εἶμεν, εἶτε, εἶεν}}
|-
! Duale
|{{polytonic|λελυμένω, -ᾱ, -ω}}
{{polytonic|βεβλαμμένω, -ᾱ, -ω}}
{{polytonic|πεπραγμένω, -ᾱ, -ω}}
{{polytonic|ἠλπισμένω, -ᾱ, -ω}}
{{polytonic|πεφασμένω, -ᾱ, -ω}}
{{polytonic|ἠγγελμένω, -ᾱ, -ω}}
||{{polytonic| ἦτον, ἦτον}}||{{polytonic|εἶτον, εἴτην}}
|}
==Piuccheperfetto==
Dallo stesso tema del perfetto, anteponendo al raddoppiamento l'[[Greco antico/Imperfetto#L'aumento|aumento]] ἐ-, si ottiene il piuccheperfetto, che, come l'imperfetto, esiste solo al modo indicativo; i verbi che portano il raddoppiamento vocalico (es. {{polytonic|ἔγνωκα}}, da {{polytonic|γιγνώσκω}}) o, se in vocale, l'aumento temporale (es. {{polytonic|ἤγγελκα}}, da {{polytonic|ἀγγέλλω}}) non aggiungono ovviamente nulla. Il suo valore è lo stesso del perfetto (conserva il raddoppiamento), ma colloca l'azione nel passato (porta l'aumento); non indica mai anteriorità rispetto al perfetto, ma solo lo stato o il risultato nel passato derivanti da un'azione precedente. Dal punto di vista traduttivo, il trapassato prossimo italiano è spesso la scelta migliore.
È costruito con l'ampliamento -εσ- analogo al piuccheperfetto [[w:latino arcaico|latino arcaico]] (''*amav'''es'''am > amaveram''), che al singolare, trovandosi in posizione intervocalica, fa cadere il sigma provocando contrazioni. Questo non succede al plurale e al duale in quanto l'ampliamento si riduce alla sola -ε- e le uscite iniziano in consonante.
===Piuccheperfetto attivo===
Anche il piuccheperfetto si distingue in debole, forte e fortissimo, con gli stessi criteri del perfetto. Del perfetto fortissimo, tuttavia, fanno parte soltanto le coniugazioni di ᾔδη (da οἶδα, con valore di imperfetto "sapevo") e ἐδεδίειν (da δέδια). Sono utilizzate due forme: una antica, che è quella originaria, e una alternativa, propria dell'attico più recente del IV sec. a.C., formata a partire dalla terza persona singolare percepita come puro tema e quindi utilizzata per tutto il resto della coniugazione aggiungendovi le desinenze storiche atematiche.
====Piuccheperfetto I o debole====
Forma antica
{|{{prettytable}}
!Aumento||Raddoppiamento||Radice||Suffisso||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|ἐ}}-''' ||'''-{{polytonic|λε}}-''' ||'''-{{polytonic|λύ}}'''-||'''-{{polytonic|κ}}'''-||'''-{{polytonic|η}}''' (< *-ε.α < *-εσ.α)
|}
Forma recente
{|{{prettytable}}
!Aumento||Raddoppiamento||Radice||Suffisso||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|ἐ}}-''' ||'''-{{polytonic|λε}}-''' ||'''-{{polytonic|λύ}}'''-||'''-{{polytonic|κει}}'''-||'''-{{polytonic|ν}}'''
|}
{| {{prettytable}}
!
!Forma antica||Forma recente
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἐλελύκη}}||{{polytonic|ἐλελύκειν}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἐλελύκης}}||{{polytonic|ἐλελύκεις}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἐλελύκει}}||{{polytonic|ἐλελύκει}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἐλελύκεμεν}}||{{polytonic|ἐλελύκειμεν}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἐλελύκετε}}||{{polytonic|ἐλελύκειτε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἐλελύκεσαν}}||{{polytonic|ἐλελύκεισαν}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἐλελύκετον}}||{{polytonic|ἐλελύκειτον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἐλελυκέτην}}||{{polytonic|ἐλελυκείτην}}
|}
*per il singolare: 1º pers.: {{polytonic|*ἐλελυκ.ε[σ].α > '''ἐλελύκη'''}}; il processo si ripete identico nelle altre persone avendo come differenza le desinenza -ας (*-εσ.ας > *-ε.ας > -'''ης''') e -ε (*-εσ.ε > *-ε.ε > -'''ει''') rispettivamente della 2º e 3º persona.
*esistono anche forme perifrastiche composte con il participio perfetto + verbo εἰμί all'imperfetto con lo stesso significato: {{polytonic|λελυκὼς ἦν, λελυκὼς ἦσθα}}, ecc.
====Piuccheperfetto II o forte====
Il piuccheperfetto forte si coniuga esattamente come quello debole, senza però il suffisso -κ- ed è proprio degli stessi verbi che hanno il perfetto forte; continua a essere presente il caratteristico suffisso -εσ- che si riduce a -ε- nel plurale.
{|{{prettytable}}
!Aumento||Raddoppiamento||Radice||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|ἐ}}-'''||'''-{{polytonic|πε}}-'''||'''-{{polytonic|φήν}}'''-||-{{polytonic|η}}''' (< *-ε.α < *-εσ.α)
|}
{|{{prettytable}}
!
!Forma antica||Forma recente
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἐπεφήνη}}||{{polytonic|ἐπεφήνειν}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἐπεφήνης}}||{{polytonic|ἐπεφήνεις}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἐπεφήνει}}||{{polytonic|ἐπεφήνει}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic| ἐπεφήνεμεν}}||{{polytonic|ἐπεφήνειμεν}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἐπεφήνετε}}||{{polytonic|ἐπεφήνειτε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἐπεφήνεσαν}}||{{polytonic|ἐπεφήνεισαν}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἐπεφήνετον}}||{{polytonic|ἐπεφήνειτον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἐπεφηνέτην}}||{{polytonic|ἐπεφηνείτην}}
|}
==== I piuccheperfetti fortissimi ᾔδη e ἐδεδίειν====
Questi due piuccheperfetti presentano ciascuno due coniugazioni: ᾔδη, come gli altri piuccheperfetti, ha sia la forma antica che quella recente, mentre ἐδεδίειν, oltre ad avere la forma fortissima, presenta anche una coniugazione di piuccheperfetto debole. Il valore di questi due piuccheperfetti sarà quello di imperfetto: ''sapevo'' e ''temevo''.
'''Piuccheperfetto ᾔδη, da οἶδα'''
{|{{prettytable}}
!
!Forma antica||Forma recente
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ᾔδη/ᾔδεα}}||{{polytonic|ᾔδειν}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ᾔδης/ᾔδησθα}}||{{polytonic|ᾔδεις/ᾔδεισθα}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ᾔδεε(ν)/ᾔδη}}||{{polytonic|ᾔδει(ν)}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἤδεμεν/ᾖσμεν}}||{{polytonic|ᾔδειμεν}}
|-
!2º plurale
| {{polytonic|ἤδετε/ᾖστε}}||{{polytonic|ᾔδειτε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἤδεσαν/ᾖσαν}}||{{polytonic|ᾔδεισαν}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|ᾖστον/ᾔδετον}}||{{polytonic|ᾔδειτον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ᾔστην/ᾐδέτην}}||{{polytonic|ᾐδείτην}}
|}
'''Piuccheperfetto ἐδεδίειν, da δέδια'''
{|{{prettytable}}
!
!Debole||Fortissimo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἐδεδοίκη (ἐδεδοίκειν)}}||{{polytonic|ἐδεδίειν}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἐδεδοίκης}} (ἐδεδοίκεις)||{{polytonic|ἐδεδίεις}}
|-
!3º singolare
|colspan=1 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἐδεδοίκει}}||{{polytonic|ἐδεδίει}}
|-
!1º plurale
|colspan=1 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἐδείδιμεν}}||{{polytonic|ἐδέδιμεν}}
|-
!2º plurale
|<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἐδέδιτε}}
|-
!3º plurale
|<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἐδέδισαν}}
|-
!2º duale
|<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἐδέδιτον}}
|-
!3º duale
|<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἐδεδίτην}}
|}
====Piuccheperfetti misti====
'''Piuccheperfetto ἑστήκην "stavo (in piedi)", da ἵστημι'''
{|{{prettytable}}
!
!Forma antica||Forma recente
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἑστήκη}}||{{polytonic|ἑστήκειν}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἑστήκης}}||{{polytonic|ἑστήκεις}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἑστήκει}}||{{polytonic|ἑστήκει}}
|-
!1º plurale
|colspan=3 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἕσταμεν}}
|-
!2º plurale
|colspan=3 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἕστατε}}
|-
!3º plurale
|colspan=3 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἕστασαν}}
|-
!2º duale
|colspan=3 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἕστατον}}
|-
!3º duale
|colspan=3 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἑστάτην}}
|}
*nel singolare, oltre alle forme senza aumento, sono attestate anche forme con aumento nella forma εἱ-: εἱστήκη, εἱστήκειν ecc.
*il plurale e il duale non cambiano nella forma recente.
'''Piuccheperfetto di θνῄσκω'''<br/>
Di θνῄσκω è attestata solo la terza plurale '''ἐτέθνασαν''' "erano (già) morti".
===Piuccheperfetto mediopassivo===
Per questa coniugazione del piuccheperfetto valgono le stesse regole fonetiche citate per il perfetto mediopassivo, con l'unica differenza che questo usa, ovviamente, le desinenze medio-passive dei tempi storici (-μην, -σο, -το etc.).
{| {{prettytable}}
!Aumento||Raddoppiamento||Radice||Terminazione
|-
! '''{{polytonic|ἐ}}-''' || '''-{{polytonic|λε}}-''' || '''-{{polytonic|λύ}}'''-||'''-{{polytonic|μην}}'''
|}
{|{{prettytable}}
!
!Temi in vocale ({{polytonic|λύω}})||Temi in consonante ({{polytonic|φαίνω}}, in nasale)
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἐλελύμην}}||{{polytonic|ἐπεφάσμην}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἐλέλυσο}}||{{polytonic|ἐπέφανσο}} / {{polytonic|πεφασμένος ἦσθα}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἐλέλυτο}}||{{polytonic|ἐπέφαντο}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἐλελύμεθα}}||{{polytonic|ἐπεφάσμεθα}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἐλέλυσθε}}||{{polytonic|ἐπέφανθε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἐλέλυντο}}||{{polytonic|πεφασμένοι ἦσαν}} ({{polytonic|ἐπεφάνατο}})
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἐλέλυσθον}}||{{polytonic|ἐπέφανθον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἐλελύσθην}}||{{polytonic|ἐπεφάνθην}}
|}
*Nei temi in consonante, l'uscita di terza singolare -ᾰτο (da *-n̥το come nel perfetto mediopassivo) è quella originale, ma poco usata nel dialetto attico che preferisce invece la forma perifrastica.
== Futuro perfetto ==
Esiste inoltre un futuro costruito sul tema del perfetto, detto per questo anche ''futuro a raddoppiamento''. Talvolta è detto imprecisamente anche ''futuro anteriore'', ma la qualifica di "anteriore" è inesatta e fuorviante perché il greco esprime il tempo in modo assoluto: questo futuro infatti non esprime mai l'anteriorità relativa al futuro semplice, ma soltanto il risultato o lo stato nel futuro derivante da un'azione precedente. Dal punto di vista traduttivo, tuttavia, il futuro anteriore italiano è spesso la scelta appropriata:
Φράζε καὶ πεπράξεται (Platone) ''Parla e sarà come se fosse già fatto'' (opp. ''e sarà cosa fatta'', opp. ''e sarà bell'e fatto'' ecc.)
Il futuro perfetto in origine possedeva senso desiderativo, ma successivamente, a causa delle forti affinità con il futuro e con il perfetto, finì per trasportare nel futuro il valore del perfetto.
Si forma aggiungendo al tema del perfetto di un verbo il suffisso -σ- del futuro, con le stesse regole; la coniugazione è identica a quella del futuro. Esiste alla diatesi attiva e a quella medio-passiva (questo futuro, diversamente da quello semplice, non possiede un passivo separato). In quanto futuro, ha solo due modi finiti (indicativo e ottativo) e due forme nominali (infinito e participio).
===Futuro perfetto attivo===
Ha due forme: una monolettica (propria però solo di tre verbi) e una perifrastica (participio perfetto attivo + futuro di {{polytonic|εἰμί}}: {{polytonic|λελυκὼς ἔσομαι, λελυκὼς ἔσῃ, λελυκὼς ἔσται}}, ecc.) usata da tutti gli altri verbi.
I tre verbi che presentano la forma monolettica hanno tutti e tre il tema terminante in -κ- (i primi due hanno il perfetto misto, l'ultimo viene da un perfetto fortissimo senza presente):
*'''{{polytonic|τεθνήξω}}''' (da {{polytonic|θνῄσκω}}), "sarò (già) morto"
*'''{{polytonic|ἑστήξω}}''' (da {{polytonic|ἵστημι}}), "starò (in piedi)"
*'''{{polytonic|εἴξω}}''' (dal grado medio {{polytonic|ϝεικ}}- della radice del perfetto III senza presente {{polytonic|ἔοικα}}), "sembrerò"
Costruzione di '''{{polytonic|εἴξω}}''':
{|{{prettytable}}
!Radice senza raddoppiamento||Caratteristica del futuro||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|εἴκ}}-'''||'''-{{polytonic|σ}}'''-||-'''{{polytonic|ω}}'''
|}
Costruzione di '''τεθνήξω''' (da θνῄσκω):
{|{{prettytable}}
!Raddoppiamento||Radice||Ampliamento del perfetto I||Caratteristica del futuro||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|τε}}-''' ||'''-{{polytonic|θνή}}-'''||'''-{{polytonic|κ}}'''-||-'''{{polytonic|σ}}'''-||-'''{{polytonic|ω}}'''
|}
{| {{prettytable}}
!
!Indicativo||Ottativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|τεθνήξω}}||{{polytonic|τεθνήξοιμι}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|τεθνήξεις}}||{{polytonic|τεθνήξοις}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|τεθνήξει}}||{{polytonic|τεθνήξοι}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|τεθνήξεσθον}}||{{polytonic|τεθνήξοιτον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|τεθνήξεσθον}}|| {{polytonic|τεθνηξοίτην}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|τεθνήξομεν}}||{{polytonic|τεθνήξοιμεν}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|τεθνήξετε}}||{{polytonic|τεθνήξοιτε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|τεθνήξουσιν}}||{{polytonic|τεθνήξοιεν}}
|-
!Infinito||Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|τεθνήξειν}}||{{polytonic|τεθνήξων, τεθνήξουσα, τεθνῆξον}}
|}
===Futuro perfetto mediopassivo===
La diatesi mediopassiva è molto più attestata di quella attiva e ha prevalentemente valore passivo; si forma unendo al tema del perfetto il suffisso del futuro -σ- e le desinenze principali mediopassive con vocale tematica; esiste anche la forma perifrastica formata dal participio perfetto medio-passivo e il futuro di {{polytonic|εἰμί}} ({{polytonic|λελυμένος ἔσομαι}} ecc.). I temi in liquida e nasale formano solo la forma perifrastica.
{|{{prettytable}}
!Raddoppiamento||Radice||Caratteristica del futuro||Vocale tematica||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|λε}}-'''||'''-{{polytonic|λύ}}-'''||'''-{{polytonic|σ}}'''-||-'''{{polytonic|ο}}'''-||-'''{{polytonic|μαι}}'''
|}
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Ottativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|λελύσομαι}}||{{polytonic|λελυσοίμην}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|λελύσῃ (< *λελύσεσαι)}}||{{polytonic|λελύσοιο (< *λελύσοισο)}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|λελύσεται}}||{{polytonic|λελύσοιτο}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|λελύσεσθον}}||{{polytonic|λελύσοισθον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|λελύσεσθον}}|| {{polytonic|λελυσοίσθην}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|λελυσόμεθα}}||{{polytonic|λελυσοίμεθα}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|λελύσεσθε}}||{{polytonic|λελύσοισθε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|λελύσονται}}||{{polytonic|λελύσοιντο}}
|-
! Infinito|| Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|λελύσεσθαι}}||{{polytonic|λελυσόμενος, λελυσομένη, λελυσόμενον}}
|}
===Futuro di οἶδα===
Esiste inoltre un futuro perfetto formato sul tema {{polytonic|ἰδ-/εἰδ-/οἰδ-}}, e quindi derivante da {{polytonic|οἶδα}}; il significato sarà ovviamente "saprò". Ha due forme medie dal significato attivo: '''{{polytonic|εἴσομαι}}''' (da *{{polytonic|εἴδ-σομαι}}) e '''{{polytonic|εἰδήσομαι}}''' (con ampliamento in -η-):
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo medio||Ottativo medio||Indicativo medio||Ottativo medio
|-
!1º singolare
|{{polytonic|εἴσομαι}}||{{polytonic|εἰσοίμην}}||{{polytonic|εἰδήσομαι}}||{{polytonic|εἰδησοίμην}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|εἴσῃ}}||{{polytonic|εἴσοιο}}||{{polytonic|εἰδήσῃ}}|| {{polytonic|εἰδήσοιο}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|εἴσεται}}||{{polytonic|εἴσοιτο}}||{{polytonic|εἰδήσεται}}||{{polytonic|εἰδήσοιτο}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|εἴσεσθον}}||{{polytonic|εἴσοισθον}}||{{polytonic|εἰδήσεσθον}}||{{polytonic|εἰδήσοισθτον}}
|-
!3º duale
||{{polytonic|εἴσεσθον}}||{{polytonic|εἰσοίσθην}}||{{polytonic|εἰδήσεσθον}}||{{polytonic|εἰδησοίσθην}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|εἰσόμεθα}}||{{polytonic|εἰσοίμεθα}}||{{polytonic|εἰδησόμεθα}}||{{polytonic|εἰδησοίμεθα}}|
|-
!2º plurale
|{{polytonic|εἴσεσθε}}||{{polytonic|εἴσοισθε}}||{{polytonic|εἰδήσεσθε}}||{{polytonic|εἰδήσοισθε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|εἴσονται}}||{{polytonic|εἴσοιντο}}||{{polytonic|εἰδήσονται}}||{{polytonic|εἰδήσοιντο}}
|-
! Infinito medio||Participio medio||Infinito medio||Participio medio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|εἴσεσθαι}}||{{polytonic|εἰσόμενος, εἰσομένη, εἰσόμενον}}||{{polytonic|εἰδήσεσθαι}}||{{polytonic|εἰδησόμενος, εἰδησομένη, εἰδησόμενον}}
|}
==Note==
<references/>
{{Avanzamento|100%|4 maggio 2011}}
rdi9xkkjjq7s5s8w144jmmocnrcp41l
497823
497822
2026-05-12T22:56:17Z
Ptolemaios
19075
/* Piuccheperfetto mediopassivo */
497823
wikitext
text/x-wiki
{{Greco antico}}
==Il raddoppiamento==
Il raddoppiamento è la caratteristica peculiare del perfetto; esso consiste, nella sua forma più semplice, nel raddoppiamento della consonante iniziale di una radice seguita dalla vocale ε: dal tema λυ- di λύω avremo quindi '''λελυ-''', che, con l'aggiunta del suffisso -κ-, è il tema del perfetto di questo verbo; questo raddoppiamento è detto ''raddoppiamento normale''. Diversamente dall'aumento, il raddoppiamento è parte integrante del tema del perfetto e lo si troverà quindi in tutti i modi.
Poiché il raddoppiamento è la caratteristica principale del perfetto occorre soffermarsi sulle sue particolarità.
'''Temi in consonante'''
I temi in consonante hanno solitamente il raddoppiamento normale; alcuni temi, tuttavia, hanno il cosiddetto ''raddoppiamento vocalico'' che consiste nel premettere ἐ- al tema verbale (è quindi formalmente identico all'aumento sillabico). Questi verbi sono:
*quelli inizianti in consonante doppia (ζ, ξ, ψ) e quelli inizianti con due o più consonanti. A quest'ultimo gruppo fanno eccezione i temi che presentano il gruppo muta + liquida o nasale (κρίνω > κέ-κρικα) tranne i temi in -γν- (γιγνώσκω > ἔγνωκα), κτάομαι (> κέκτηκα) e πίπτω (> πέπτωκα);
*quelli in ῥ-, che presentano lo stesso fenomeno osservato nell'aumento, ossia dopo ἐ- si raddoppia il rho (ῥίπτω > ἔρριφα).
In base alla legge di Grassmann, i temi che iniziano per aspirata formano il raddoppiamento con il valore sordo del loro gruppo; sarà quindi φ > π, χ > κ, θ > τ (φύω > '''π'''έφυκα, χαίρω > '''κ'''εχάρηκα, τίθημι > '''τ'''έθηκα, ecc.).
'''Temi in vocale'''
I temi che iniziano per vocale, non potendo avere un vero raddoppiamento, ricorrono all'aumento temporale, con le stesse regole viste per l'imperfetto e l'aoristo, considerato come raddoppiamento.
Alcuni verbi che cominciano per α, ε, ο hanno forme di '''raddoppiamento attico'''. Queste, che come si può dedurre dalla denominazione sono tipiche del dialetto attico, benché sporadicamente presenti anche in Omero, consistono nella ripetizione delle prime due lettere del tema con allungamento della seconda vocale: ὀρύσσω → ὀρώρυχα (t.v. ὀρυχ-), ἀλείφω → ἀλήλιφα<ref>Dal regolare *ἀλᾱλιφα con passaggio di α impuro a η.</ref> (t.v. ἀλιφ-).
Il verbo ἐγείρω ha un perfetto forte ἐγρήγορα (intr., "sono sveglio") accanto a quello debole ἐγήγερκα (trans., "ho svegliato"), con raddoppiamento attico. Il tema è apofonico e presenta nel primo esempio il grado forte con l'aumento (ἠγορ < ἐγορ) preceduto dal grado zero dell'apofonia (ἐγρ-).
== Il perfetto ==
Il perfetto è uno dei quattro tempi principali del verbo greco che concorre a formare la voce del paradigma verbale. A differenza del perfetto latino, il perfetto greco è considerato un tempo principale e lo si deduce dal fatto che nella sua formazione, all'indicativo, vengano utilizzate le desinenze principali.
===Aspetto verbale del perfetto===
Dal punto di vista aspettuale il perfetto può avere due valori.
====Valore stativo====
È proprio dei perfetti di formazione più antica, che sono intransitivi e e hanno valore di presente, dal momento che rimarcano una situazione permanente nel presente come conseguenza di un'azione compiuta.
::φύω "generare" > πέφυκα, "sono [per natura]" (perché "sono stato generato [in un certo modo]", "sono nato [così]"); θνῄσκω "morire" > τέθνηκα "sono morto" (= "mi trovo ora ad essere morto perché precedentemente ho perso la vita")
Esiste una certa quantità di verbi che si rendono in italiano così, e i più comuni sono riportati, in ordine alfabetico, qui sotto.
δέδια, "temo", da δείδω
ἔγνωκα, "so", da γιγνώσκω
ἐγρήγορα, "sono sveglio", da ἐγείρω "svegliare" (intrans.)
εἴωθα, "sono solito", da ἔθω (cfr. ἦθος, "costume, abitudine", equiv. al [[w:Lingua latina|latino]] ''mos'')
ἔοικα, "sono simile", privo di presente
ἕστηκα, "sto (in piedi)" (perché "mi sono messo [in un dato luogo o posizione]"), da ἵστημι "stare"
κέκτημαι, "possiedo", da κτάομαι "acquistare"
μέμνημαι, "ricordo", da μιμνήσκω
οἶδα (dalla radice ἰδ-/εἰδ-/οἰδ- "vedere"), "so" (perché, letteralmente, "ho visto, sono stato testimone")
πέποιθα, "confido", da πείθω "confidare" (al medio "obbedire")
πέφυκα, "sono per natura, per indole", da φύω "generare"
τέθηλα, "sono fiorito, ho messo i fiori", da θάλλω "fiorire"
τέθνηκα, "sono morto", da θῄσκω "morire"
====Valore resultativo====
È proprio dei perfetti di formazione recente, che hanno valore transitivo e si traducono con il passato prossimo, dal momento che rimarcano il risultato in sé di un'azione compiuta.
::γράφω "scrivere" > γέγραφα "ho scritto [una lettera, un racconto ecc.]", ho scritto e tuttora rimane scritto
===Tipi di perfetto===
Infine, come nell'aoristo, distinguiamo:
- '''Perfetto primo o debole''': è proprio di tutti i verbi in vocale o dittongo, di quasi tutti i verbi in dentale e di molti verbi in liquida o nasale. La caratteristica principale di questo tipo di perfetto è la presenza del suffisso -κ- nella sua formazione
- '''Perfetto secondo o forte''': è proprio di tutti i verbi in labiale e gutturale, di alcuni verbi in liquida o nasale, di pochissimi verbi in dentale. A differenza del perfetto debole, il perfetto forte non presenta il suffisso -κ- nella sua formazione. Per analogia con i verbi la cui radice termina in aspirata (ad esempio {{polytonic|τρέφω}}, radice τρεφ-/τροφ-/τραφ-, perfetto {{polytonic|τέτροφα}}), si riscontra aspirazione anche nel tema di alcuni perfetti in labiale e in velare che non dovrebbero averla ({{polytonic|ἄγω}}, radice {{polytonic|ἀγ-}}, perfetto {{polytonic|ἦ'''χ'''α}}; {{polytonic|κόπτω}}, radice {{polytonic|κοπ-}}, perfetto {{polytonic|κέκο'''φ'''α}}); non è possibile prevedere quali verbi sviluppino questo cosiddetto ''perfetto aspirato''.
- '''Perfetto terzo o fortissimo o atematico''': è il tipo di perfetto più antico ed aggiunge le desinenze principali direttamente al tema verbale (con o senza raddoppiamento). Soltanto il perfetto οἶδα "so" presenta una flessione completa. Gli altri perfetti fortissimi appartengono a voci verbali isolate o sporadiche, oppure hanno coniugazione mista (voci proprie del perfetto debole e altre del perfetto fortissimo).
'''Il participio'''
A differenza dei participi di altri tempi, che derivano tutti da temi in -οντ- come nel presente, aoristo attivo e medio e nel futuro, oppure in -εντ- come gli aoristi passivi e i verbi in -μι, il perfetto forma il participio maschile e neutro sulla base di un tema in dentale semplice -οτ-; il femminile fa parte invece dei nomi in -υῖα. Possiamo vedere che la forma del maschile è λελυκώς, il cui nominativo deriva da *λελυκοτς > λελυκώς per caduta di τ e allungamento apofonico (non di compenso come succede con gli altri participi) di ο in ω.
Notevole il fatto che al congiuntivo, all'ottativo e all'imperativo (e talvolta anche all'indicativo) il perfetto ricorra spesso a forme perifrastiche, formate dal participio perfetto e dalle forme del presente di εἰμί:
::congiuntivo: λελυκὼς ὦ (anche λελύκω), ottativo: λελυκὼς εἴην (anche λελύκοιμι), imperativo: λελυκὼς ἴσθι (anche λέλυκε)
Si trova qualcosa di analogo nel latino parlato e scritto nel Medioevo, durante il regresso culturale che corruppe il latino e fece nascere l'italiano; accadde che alle forme di perfetto canoniche se ne accostò una composta da participio perfetto + avere, che non esisteva nel latino classico. Così "io ho detto" veniva anche espresso con ''dictum habeo'', nel senso di "ho qualcosa di detto (''dictum'')".
===Perfetto attivo===
====Perfetto I o debole====
''Coniugazione del perfetto primo o debole:''''' λύω''''', "sciogliere"''
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|λέλυκα}}||{{polytonic|λελύκω}} ({{polytonic|λελυκὼς ὦ}})||{{polytonic|λελύκοιμι}} ({{polytonic|λελυκὼς εἴην}})||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|λέλυκας}}||{{polytonic|λελύκῃς}} ({{polytonic|λελυκὼς ᾖς}})||{{polytonic|λελύκοις}} ({{polytonic|λελυκὼς εἴης}})||{{polytonic|λέλυκε}} ({{polytonic|λελυκὼς ἴσθι}})
|-
!3º singolare
|{{polytonic|λέλυκε(ν)}}||{{polytonic|λελύκῃ}} ({{polytonic|λελυκὼς ᾖ}})||{{polytonic|λελύκοι}} ({{polytonic|λελυκὼς εἴη}})||{{polytonic|λελυκέτω}} ({{polytonic|λελυκὼς ἔστω}})
|-
!2º duale
|{{polytonic|λελύκατον}}||{{polytonic|λελύκητον}} ({{polytonic|λελυκότε ἦτον}})||{{polytonic|λελύκοιτον}} ({{polytonic|λελυκότε εἶτον}})||{{polytonic| λελύκετον}} ({{polytonic|λελυκότε ἔτον}})
|-
!3º duale
|{{polytonic|λελύκατον}}||{{polytonic|λελύκητον}} ({{polytonic|λελυκότε ἦτον}})||{{polytonic|λελυκοίτην}} ({{polytonic|λελυκότε εἴτην}})||{{polytonic| λελυκέτων}} ({{polytonic|λελυκότε ἔτων}})
|-
!1º plurale
|{{polytonic| λελύκαμεν}}||{{polytonic|λελύκωμεν}} ({{polytonic|λελυκότες ὦμεν}})|| {{polytonic|λελύκοιμεν}} ({{polytonic|λελυκότες εἶμεν}})||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|λελύκατε}}||{{polytonic|λελύκητε}} ({{polytonic|λελυκότες ἦτε}})||{{polytonic|λελύκοιτε}} ({{polytonic|λελυκότες εἶτε}})||{{polytonic|λελύκετε}} ({{polytonic|λελυκότες ἔστε}})
|-
!3º plurale
|{{polytonic|λελύκᾱσι(ν)}}||{{polytonic|λελύκωσι(ν)}} ({{polytonic|λελυκότες ὦσιν}})||{{polytonic|λελύκοιεν}} ({{polytonic|λελυκότες εἶεν}})||{{polytonic|λελυκόντων / λελυκέτωσαν}} ({{polytonic|λελυκότες ὄντων}})
|-
!Infinito||Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|λελυκέναι}}||{{polytonic|λελυκώς, λελυκυῖα, λελυκός}}
|}
*la desinenza -ᾱσι(ν) della terza plurale dell'indicativo deriva, come nel presente dei verbi in -μι, da -n̥τι > -ᾰτι, poi reso più riconoscibile come terza plurale con l'aggiunta di ν (-ᾰντι) che ha provocato l'assibilazione di τ (-ᾰνσι) ed è in seguito caduto provocando allungamento di compenso di α (-ᾱσι)<ref>Giacinto Agnello, Arnaldo Orlando, ''Manuale del greco antico - con un profilo di greco moderno'', pag. 210, Palumbo, 1998</ref>.
*la forma dell'imperativo λελυκέτωσαν è attica.
====Perfetto II o forte====
''Coniugazione del perfetto forte o secondo: '''''φαίνω''''', "mostrare"''
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|πέφηνα}}|| {{polytonic|πεφήνω}} ({{polytonic|πεφηνὼς ὦ}})||{{polytonic|πεφήνοιμι}} ({{polytonic|πεφηνὼς εἴην}})||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|πέφηνας}}||{{polytonic|πεφήνῃς}} ({{polytonic|πεφηνὼς ᾖς}})||{{polytonic|πεφήνοις}} ({{polytonic|πεφηνὼς εἴης}})||{{polytonic|πέφηνε}} ({{polytonic|πεφηνὼς ἴσθι}})
|-
!3º singolare
|{{polytonic|πέφηνε}}||{{polytonic|πεφήνῃ}} ({{polytonic|πεφηνὼς ᾖ}})||{{polytonic|πεφήνοι}} ({{polytonic|πεφηνὼς εἴη}})||{{polytonic|πεφηνέτω}} ({{polytonic|πεφηνὼς ἔστω}})
|-
!2º duale
|{{polytonic| πεφήνατον}}||{{polytonic| πεφήνητον}} ({{polytonic|πεφηνότε ἦτον}})||{{polytonic|πεφήνοιτον}} ({{polytonic|πεφηνότε εἶτον}})||{{polytonic| πεφήνετον}} ({{polytonic|πεφηνότε ἔτον}})
|-
!3º duale
|{{polytonic|πεφήνατον}}||{{polytonic|πεφήνητον}} ({{polytonic|πεφηνότε ἦτον}})||{{polytonic|πεφηνοίτην}} ({{polytonic|πεφηνότε εἴτην}})||{{polytonic| πεφηνέτων}} ({{polytonic|πεφηνότε ἔτων}})
|-
!1º plurale
|{{polytonic| πεφήναμεν}}||{{polytonic| πεφήνωμεν}} ({{polytonic|πεφηνότες ὦμεν}})||{{polytonic| πεφήνοιμεν}} ({{polytonic|πεφηνότες εἶμεν}})||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|πεφήνατε}}||{{polytonic|πεφήνητε}} ({{polytonic|πεφηνότες ἦτε}})||{{polytonic|πεφήνοιτε}} ({{polytonic|πεφηνότες εἶτε}})||{{polytonic|πεφήνετε}} ({{polytonic|πεφηνότες ἔστε}})
|-
!3º plurale
|{{polytonic|πεφήνᾱσι(v)}}||{{polytonic|πεφήνωσι(ν)}} ({{polytonic|πεφηνότες ὦσιν}})||{{polytonic|πεφήνοιεν}} ({{polytonic|πεφηνότες εἶεν}})||{{polytonic|πεφηνόντων / πεφηνέτωσαν}} ({{polytonic|πεφηνότες ὄντων}})
|-
!Infinito||Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|πεφηνέναι}}||{{polytonic|πεφηνώς, πεφηνυῖα, πεφηνός}}
|}
*anche il perfetto forte ha la forma attica, piuttosto rara, πεφηνέτωσαν.
*l'Infinito ha la vocale tematica -ε-.
*il solo tema in vocale che segue la coniugazione del perfetto forte è ἀκούω "ascolto" che fa ἀκήκοα (con raddoppiamento attico); questo perché originariamente il tema terminava in digamma che si è vocalizzato: *ἀκοϝω > ἀκούω.
==== Perfetto III o fortissimo o atematico ====
''Coniugazione del perfetto fortissimo o terzo atematico '''''οἶδα''''', "so"''
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|οἶδα}}||{{polytonic|εἰδῶ}}||{{polytonic|εἰδείην}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|οἶσθα}}||{{polytonic|εἰδῇς}}||{{polytonic|εἰδείης}}||{{polytonic|ἴσθι}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|οἶδε(ν)}}||{{polytonic|εἰδῇ}}||{{polytonic|εἰδείη}}||{{polytonic|ἴστω}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἴσμεν}}||{{polytonic|εἰδῶμεν}}||{{polytonic|εἰδεῖμεν}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἴστε}}||{{polytonic|εἰδῆτε}}||{{polytonic|εἰδεῖτε}}||{{polytonic|ἴστε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἴσᾱσι(ν)}}||{{polytonic|εἰδῶσι(ν)}}||{{polytonic|εἰδεῖεν}}||{{polytonic|ἴστων}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἴστον}}||{{polytonic|εἰδῆτον}}||{{polytonic|εἰδεῖτον}}||{{polytonic|ἴστον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἴστον}}||{{polytonic|εἰδῆτον}}||{{polytonic|εἰδείτην}}||{{polytonic|ἴστων}}
|-
! Infinito
!colspan=2|Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|εἰδέναι}}
|colspan=2 style="text-align: center;"|{{polytonic|εἰδώς, εἰδυῖα, εἰδός}}
|}
*nella coniugazione si alternano i gradi del tema [[w:apofonia|apofonico]] ϝιδ-/ϝειδ-/ϝοιδ- (cfr. [[w:Lingua latina|latino]] ''video'', tedesco ''wissen'' "sapere", [[w:lingua inglese|inglese]] ''wise'' "saggio") che esprime l'idea di "vedere" senza raddoppiamento. Il congiuntivo e l'ottativo usano il grado medio, mentre il l'imperativo e il plurale e il duale dell'indicativo il grado zero. Il grado forte è utilizzato solo dal singolare dell'indicativo. Da notare che, sebbene la radice ἰδ-/εἰδ-/οἰδ- sia usata nella coniugazione di ὁράω, οἶδα non fa parte della sua coniugazione: ὁράω è infatti un verbo difettivo la cui coniugazione è stata completata a posteriori usando altre radici che portano l'idea di "vedere"<ref>Ad esempio, εἶδον non è nato come aoristo di ὁράω, ma è semplicemente un aoristo isolato formato sulla radice al grado zero ἰδ- che è poi stato ricondotto a posteriori al verbo ὁράω che non aveva un aoristo proprio.</ref> e οἶδα è quindi da considerarsi un perfetto isolato senza presente.
*a dimostrazione di quanto sia arcaica questa formazione di perfetto, la 2º singolare dell'indicativo ha la desinenza -θα, in comune con l'imperfetto di εἰμί, e quella dell'imperativo la desinenza -θι, come quella dell'[[w:Aoristo|aoristo]] terzo e del verbo "essere", a cui è perfettamente identica.
*la 2º persona sing. e plur. dell'indicativo mutano regolarmente la -δ- del tema in -σ- davanti alle dentali delle rispettive desinenze.
*la 3º plur. dell'indicativo muta la -δ- in -σ- per [[w:analogia (linguistica)|analogia]] alle altre persone e -ᾰ- in -ᾱ- per analogia con gli altri perfetti (*ϝιδn̥τι > *ἰδᾰτι > *ἴσᾰσι > ἴσᾱσι).
''Coniugazione del perfetto fortissimo o terzo atematico '''''δέδια''''', "temo"''
{| {{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|δέδια}}||{{polytonic|δεδίω}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|δέδιας}}||{{polytonic|δεδίῃς}}||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|δέδιθι}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|δέδιε}}|| {{polytonic|δεδίῃ}}||{{polytonic|δεδιείη}}||{{polytonic|δεδίτω}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|δέδιμεν}}||{{polytonic|δεδίωμεν}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|δέδιτε}}||{{polytonic|δεδίητε}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!3º plurale
|{{polytonic|δεδίᾱσι(ν)}}||{{polytonic|δεδίωσι(ν)}}||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|δεδίντων}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|δέδιτον}}||{{polytonic|δεδίητον}}||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|δέδιτον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|δέδιτον}}||{{polytonic|δεδίητον}}||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|δεδίτων}}
|-
!Infinito||Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic| δεδιέναι}}||style="text-align: center;"|{{polytonic|δεδιώς, δεδιυῖα, δεδιός}}
|}
*δέδια deriva dal tema apofonico δϝι-/δϝει-/δϝοι-, in cui il [[w:digamma|digamma]] cade senza lasciare traccia, con l'aggiunta del regolare raddoppiamento che manca in οἶδα; dalla stessa radice si forma un presente δείδω (il quale anticamente era anch'esso un perfetto: *δε-δϝοι-α > *δειδοα > δείδω). Dal grado debole si formano il presente, il futuro e l'aoristo mentre dai gradi zero e forte si formano rispettivamente i perfetti δέδια e δέδοικα, regolare perfetto debole.
*a differenza di οἶδα, δέδια usa soltanto il grado zero δϝιδ- nel corso della coniugazione.
*esiste un'unica forma attestata di ottativo, ed è la 3º pers. sing. δεδιείη.
*una forma attica alternativa all 3º pers. plur. dell'omperativo è δεδίτωσαν.
''Coniugazione del perfetto fortissimo o terzo atematico '''''ἔοικα''''', "assomiglio", "sembra che io"''
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἔοικα}}||{{polytonic|ἐοίκω}}||{{polytonic|ἐοίκοιμι}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἔοικας}}||{{polytonic|ἐοίκῃς}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἔοικε(ν)}}||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἐοίκοι}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἐοίκαμεν (ἔοιγμεν)}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἐοίκατε}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἐοίκᾱσι(ν) (ἐοίξᾱσι[ν])}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἐοίκατον}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἐοίκατον}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
! Infinito
!colspan=2| Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|ἐοικέναι (εἰκέναι)}}
|colspan=2|{{polytonic|ἐοικώς (εἰκώς), ἐοικυῖα (εἰκυῖα), ἐοικός (εἰκός)}}
|}
*si forma dalla radice ϝικ-/ϝεικ-/ϝοικ-, dal cui grado forte si forma (con regolare raddoppiamento: *{{polytonic|ϝέϝοικα}}, con conseguente caduta dei digamma) tutta la coniugazione; l'infinito e il participio possono anche formarsi dal grado zero con raddoppiamento (*{{polytonic|ϝεϝικέναι}}) o dal grado medio senza raddoppiamento (*{{polytonic|ϝεικέναι}}).
*dalla stessa radice si ricava il verbo {{polytonic|ἐΐσκω}}<ref>La sua coniugazione è difettiva e conta solo il presente e l'imperfetto.</ref> "rendere simile", di cui però {{polytonic|ἔοικα}} non è considerato essere il perfetto.
==== Perfetto misto ====
Esiste un tipo di perfetto le cui forme oscillano tra quelle del perfetto debole, caratterizzate dal suffisso -κ-, e quelle del perfetto atematico. I verbi che hanno questo tipo di perfetto sono βαίνω, θνῄσκω e ἵστημι, i cui perfetti fanno βέβηκα, τέθνηκα e ἕστηκα; tuttavia soltanto il modo indicativo, participio e infinito hanno una coniugazione completa di tutte le forme, mentre gli altri modi presentano solo voci sparse e isolate.
'''Coniugazione di βαίνω'''
{|{{prettytable}}
!
!Singolare||Plurale||Duale
|-
!1º persona
|{{polytonic|βέβηκα}}||{{polytonic|βέβαμεν}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º persona
|{{polytonic|βέβηκας}}||{{polytonic|βέβατε}}||{{polytonic|βέβατον}}
|-
!3º persona
|{{polytonic|βέβηκε(ν)}}||{{polytonic|βέβᾱσι(ν)}}||{{polytonic|βέβατον}}
|-
!
! Infinito || Participio
|-
!
|style="text-align: center;"|{{polytonic|βεβάναι}}||{{polytonic|βεβαώς (βεβώς), βεβῶσα (βεβαυῖα), βεβηκός (βεβαός)}}
|}
*come si può notare, le forme dell'indicativo usano al singolare il grado βη- dell'apofonia e sono di perfetto debole, mentre al plurale ed al duale si usa il grado βα- ed è un tipo di perfetto atematico.
*esiste un'unica forma accertata di congiuntivo ed è la 3º pers. plur. βεβῶσι(ν); ottativo e imperativo non hanno forme attestate.
*anche il participio usa il grado βα-. Il femminile è modellato sui participi dei verbi contratti in -άω, e il neutro è un perfetto debole.
*il participio presenta forme alternative: βεβώς è la contrazione di βεβαώς, βεβῶσα è analogico; βεβαυῖα ha la regolare terminazione del perfetto, mentre βεβηκός è una forma di perfetto debole.
'''Coniugazione di θνῄσκω'''
Visto che in questo caso le forme attestate sono di più, converrà fare un elenco dei modi diversi da indicativo, congiuntivo e participio:
*1º pers. sing. congiuntivo: τεθνήκω.
*1º pers. sing. ottativo: τεθναίην.
*Imperativo: 2º pers. sing. τέθναθι e 3º pers. sing. τεθνάτω.
{| {{prettytable}}
!
! Singolare || Plurale || Duale
|-
!1º persona
|{{polytonic|τέθνηκα}}||{{polytonic|τέθναμεν}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º persona
|{{polytonic|τέθνηκας}}||{{polytonic|τέθνατε}}||{{polytonic|τέθνατον}}
|-
!3º persona
|{{polytonic|τέθνηκε(ν)}}||{{polytonic|τέθνᾱσι(ν)}}||{{polytonic|τέθνατον}}
|-
!
! Infinito || Participio
|-
!
|style="text-align: center;"|{{polytonic|τεθνάναι (τεθνηκέναι)}}||colspan=1 style="text-align: center;"|{{polytonic|τεθνεώς, τεθνεῶσα, τεθνεός}}
|}
*per la distribuzione delle forme deboli e atematiche valgono le stesse osservazioni fatte prima.
*il participio deriva sempre dal tema θνη- che subisce abbreviamento in quanto primo elemento del dittongo ηω seguito da consonante (ς).
*del participio esiste anche la forma debole con suffisso -κ-: τεθνηκώς, -κυῖα, -κός.
'''Coniugazione di ἵστημι'''
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἕστηκα}}||{{polytonic|ἑστῶ}}||{{polytonic|ἑσταίην}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἕστηκας}}||{{polytonic|ἑστῇς}}||{{polytonic|ἑσταίης}}||{{polytonic|ἕσταθι}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἕστηκε(ν)}}||{{polytonic|ἑστῇ}}||{{polytonic|ἑσταίη}}||{{polytonic|ἑστάτω}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἕσταμεν}}||{{polytonic|ἑστῶμεν}}||{{polytonic|ἑσταῖμεν}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἕστατε}}||{{polytonic|ἑστῆτε}}||{{polytonic|ἑσταῖτε}}||{{polytonic|ἕστατε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἑστᾶσι(ν)}}||{{polytonic|ἑστῶσι(ν)}}||{{polytonic|ἑσταῖεν}}||{{polytonic|ἑστάντων (ἑστάτωσαν)}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἕστατον}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἕστατον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἕστατον}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἑστάτων}}
|-
! Infinito
!colspan=2|Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|ἑστάναι}}
|colspan=2 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἑστώς, ἑστῶσα, ἑστός}}
|}
=== Perfetto mediopassivo ===
Il perfetto mediopassivo si ottiene unendo al tema del perfetto le normali desinenze della diatesi mediopassiva del presente (-μαι, -σαι, -ται etc.). Esiste una sola forma, atematica, per tutti i verbi. Come conseguenza i temi in consonante presenteranno fenomeni fonetici a contatto con la prima consonante delle terminazioni personali (μ, σ, τ, σθ).
Questi sono illustrati nella seguente tabella (a sinistra l'uscita del tema verbale, in alto le terminazioni personali):
{| {{prettytable}}
! || μ || σ || τ || σθ
|-
|'''{{polytonic|π, β, φ}}'''||{{polytonic|μμ}}||{{polytonic|ψ}}||{{polytonic|πτ}}||{{polytonic|φθ}}
|-
|'''{{polytonic|κ, γ, χ}}'''||{{polytonic|γμ}}||{{polytonic|ξ}}||{{polytonic|κτ}}||{{polytonic|χθ}}
|-
|'''{{polytonic|τ, δ, θ}}'''||{{polytonic|σμ}}||{{polytonic|σ}}||{{polytonic|στ}}||{{polytonic|σθ}}
|-
|'''{{polytonic|ν, μ}}'''||{{polytonic|σμ, μμ}}||{{polytonic|νσ}}||{{polytonic|ντ}}||{{polytonic|νθ}}
|-
|'''{{polytonic|λ, ρ}}'''||{{polytonic|λμ, ρμ}}||{{polytonic|λσ, ρσ}}||{{polytonic|λτ, ρτ}}||{{polytonic|λθ, ρθ}}
|}
I temi in vocale e in dittongo rimangono invariati.
'''''Perfetto mediopassivo indicativo, imperativo, infinito e participio di''''' λύω (λυ-), βλάπτω (βλαβ-), πράσσω (πραγ-), ἐλπίζω (ἐλπιδ-), φαίνω (φαν-)<ref>Il tema del perfetto πεφην-, con allungamento della vocale, viene abbreviato nel mediopassivo in πεφαν- per effetto della legge di Osthoff.</ref> e ἀγγέλλω (ἀγγελ-).
{|{{prettytable}}
! Indicativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|λέλυμαι}}||{{polytonic|βέβλαμμαι}}||{{polytonic|πέπραγμαι}}||{{polytonic|ἤλπισμαι}}||{{polytonic|πέφασμαι}}||{{polytonic|ἤγγελμαι}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|λέλυσαι}}||{{polytonic|βέβλαψαι}}||{{polytonic|πέπραξαι}}||{{polytonic|ἥλπισαι}}||{{polytonic|πέφανσαι}}||{{polytonic|ἤγγελσαι}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|λέλυται}}||{{polytonic|βέβλαπται}}||{{polytonic|πέπρακται}}||{{polytonic|ἤλπισται}}||{{polytonic|πέφανται}}||{{polytonic|ἤγγελται}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|λέλυσθον}}||{{polytonic|βέβλαφθον}}||{{polytonic|πέπραχθον}}||{{polytonic|ἤλπισθον}}||{{polytonic|πέφανθον}}||{{polytonic|ἤγγελθον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|λέλυσθον}}||{{polytonic|βέβλαφθον}}||{{polytonic| πέπραχθον}}||{{polytonic|ἤλπισθον}}||{{polytonic|πέφανθον}}||{{polytonic|ἤγγελθον}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|λελύμεθα}}||{{polytonic|βεβλάμμεθα}}||{{polytonic|πεπράγμεθα}}||{{polytonic|ἠλπίσμεθα}}||{{polytonic|πεφάσμεθα}}||{{polytonic|ἠγγέλμεθα}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|λέλυσθε}}||{{polytonic|βέβλαφθε}}||{{polytonic|πέπραχθε}}||{{polytonic|ἤλπισθε}}||{{polytonic|πεφάνθε}}||{{polytonic|ἤγγελθε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|λέλυνται}}||{{polytonic|βεβλαμμένοι, -αι, -α εἰσί(ν)}}||{{polytonic|πεπραγμένοι, -αι, -α εἰσί(ν)}}||{{polytonic|ἠλπισμένοι, -αι, -α εἰσί(ν)}}||{{polytonic|πεφασμένοι εἰσί(ν)}}||{{polytonic|ἠγγελμένοι, -αι, -α εἰσί(ν)}}
|-
! Imperativo
|-
!2º singolare
|{{polytonic|λέλυσο}}||{{polytonic|βέβλαψο}}||{{polytonic|πέπραξο}}||{{polytonic|ἤλπισο}}||{{polytonic|πέφανσο}}||{{polytonic|ἤγγελσο}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|λελύσθω}}||{{polytonic|βεβλάφθω}}||{{polytonic|πεπράχθω}}||{{polytonic|ἠλπίσθω}}||{{polytonic|πεφάνθω}}||{{polytonic|ἠγγέλθω}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|λέλυσθε}}||{{polytonic|βέβλαφθε}}||{{polytonic|πέπραχθε}}||{{polytonic|ἤλπισθε}}||{{polytonic|πέφανθε}}||{{polytonic|ἤγγελθε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|λελύσθων}}||{{polytonic|βεβλάφθων}}||{{polytonic|πεπράχθων}}||{{polytonic|ἠλπίσθων}}||{{polytonic|πεφάνθων}}||{{polytonic|ἠγγέλθων}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|λέλυσθον}}||{{polytonic|βέβλαφθον}}||{{polytonic|πέπραχθον}}||{{polytonic|ἤλπισθον}}||{{polytonic|πέφανθον}}||{{polytonic|ἤγγελθον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|λελύσθων}}||{{polytonic|βεβλάφθων}}||{{polytonic|πεπράχθων}}||{{polytonic|ἠλπίσθων}}||{{polytonic|πεφάνθων}}||{{polytonic|ἠγγέλθων}}
|-
! Infinito
|-
!
|{{polytonic|λελύσθαι}}||{{polytonic|βεβλάφθαι}}||{{polytonic|πεπρᾶχθαι}}||{{polytonic|ἠλπίσθαι}}||{{polytonic|πεφάνθαι}}||{{polytonic|ἠγγέλθαι}}
|-
! Participio
|-
!
|{{polytonic|λελυμένος, -η, -ον}}||{{polytonic|βεβλαμμένος, -η, -ον}}||{{polytonic|πεπραγμένος, -η, -ον}}||{{polytonic|ἠλπισμένος, -η, -ον}}||{{polytonic|πεφασμένος, -η, -ον}}||{{polytonic|ἠγγελμένος, -η, -ον}}
|}
*la formazione perifrastica (participio + εἰμί) delle terze persone plurali dei temi in consonante è un recente atticismo; nella forma più antica e nel dialetto ionico, come anche quello omerico, la desinenza regolare era -ᾰται (< *n̥ται con vocalizzazione della sonante davanti a consonante): πεπράγαται, βεβλάφαται, ἠλπίσαται, πεφάναται, ἠγγέλαται ecc.
*si noti che il nominativo del participio maschile e neutro è sempre, irregolarmente, parossitono (non ritrae infatti l'accento: -μένος, -μένον): questo consente di distinguere a colpo sicuro un participio perfetto medio-passivo da qualsiasi altro tipo di participio.
Si è preferito trattare congiuntivo e ottativo separatamente, poiché si formano per mezzo di perifrasi participio + εἰμί al congiuntivo e all'ottativo, analogamente alle terze persone plurali dell'indicativo dei temi in consonante. Sono tuttavia attestate anche forme non perifrastiche. Si ricorda comunque che anche le forme della precedente tabella possono presentare forme perifrastiche.
{|{{prettytable}}
!
!||Congiuntivo||Ottativo
|-
!Singolare
|{{polytonic|λελυμένος, -η, -ον}}
{{polytonic|βεβλαμμένος, -η, -ον}}
{{polytonic|πεπραγμένος, -η, -ον}}
{{polytonic|ἠλπισμένος, -η, -ον}}
{{polytonic|πεφασμένος, -η, -ον}}
{{polytonic|ἠγγελμένος, -η, -ον}}
||{{polytonic|ὦ, ᾖς, ᾖ}}||{{polytonic|εἴην, εἴης, εἴη}}
|-
!Plurale
|{{polytonic|λελυμένοι, -αι, α}}
{{polytonic|βεβλαμμένοι, -αι, -α}}
{{polytonic|πεπραγμένοι, -αι, -α}}
{{polytonic|ἠλπισμένοι, -αι, -α}}
{{polytonic|πεφασμένοι, -αι, -α}}
{{polytonic|ἠγγελμένοι, -αι, -α}}
||{{polytonic|ὦμεν, ἦτε, ὦσι(v)}}||{{polytonic|εἶμεν, εἶτε, εἶεν}}
|-
! Duale
|{{polytonic|λελυμένω, -ᾱ, -ω}}
{{polytonic|βεβλαμμένω, -ᾱ, -ω}}
{{polytonic|πεπραγμένω, -ᾱ, -ω}}
{{polytonic|ἠλπισμένω, -ᾱ, -ω}}
{{polytonic|πεφασμένω, -ᾱ, -ω}}
{{polytonic|ἠγγελμένω, -ᾱ, -ω}}
||{{polytonic| ἦτον, ἦτον}}||{{polytonic|εἶτον, εἴτην}}
|}
==Piuccheperfetto==
Dallo stesso tema del perfetto, anteponendo al raddoppiamento l'[[Greco antico/Imperfetto#L'aumento|aumento]] ἐ-, si ottiene il piuccheperfetto, che, come l'imperfetto, esiste solo al modo indicativo; i verbi che portano il raddoppiamento vocalico (es. {{polytonic|ἔγνωκα}}, da {{polytonic|γιγνώσκω}}) o, se in vocale, l'aumento temporale (es. {{polytonic|ἤγγελκα}}, da {{polytonic|ἀγγέλλω}}) non aggiungono ovviamente nulla. Il suo valore è lo stesso del perfetto (conserva il raddoppiamento), ma colloca l'azione nel passato (porta l'aumento); non indica mai anteriorità rispetto al perfetto, ma solo lo stato o il risultato nel passato derivanti da un'azione precedente. Dal punto di vista traduttivo, il trapassato prossimo italiano è spesso la scelta migliore.
È costruito con l'ampliamento -εσ- analogo al piuccheperfetto [[w:latino arcaico|latino arcaico]] (''*amav'''es'''am > amaveram''), che al singolare, trovandosi in posizione intervocalica, fa cadere il sigma provocando contrazioni. Questo non succede al plurale e al duale in quanto l'ampliamento si riduce alla sola -ε- e le uscite iniziano in consonante.
===Piuccheperfetto attivo===
Anche il piuccheperfetto si distingue in debole, forte e fortissimo, con gli stessi criteri del perfetto. Del perfetto fortissimo, tuttavia, fanno parte soltanto le coniugazioni di ᾔδη (da οἶδα, con valore di imperfetto "sapevo") e ἐδεδίειν (da δέδια). Sono utilizzate due forme: una antica, che è quella originaria, e una alternativa, propria dell'attico più recente del IV sec. a.C., formata a partire dalla terza persona singolare percepita come puro tema e quindi utilizzata per tutto il resto della coniugazione aggiungendovi le desinenze storiche atematiche.
====Piuccheperfetto I o debole====
Forma antica
{|{{prettytable}}
!Aumento||Raddoppiamento||Radice||Suffisso||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|ἐ}}-''' ||'''-{{polytonic|λε}}-''' ||'''-{{polytonic|λύ}}'''-||'''-{{polytonic|κ}}'''-||'''-{{polytonic|η}}''' (< *-ε.α < *-εσ.α)
|}
Forma recente
{|{{prettytable}}
!Aumento||Raddoppiamento||Radice||Suffisso||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|ἐ}}-''' ||'''-{{polytonic|λε}}-''' ||'''-{{polytonic|λύ}}'''-||'''-{{polytonic|κει}}'''-||'''-{{polytonic|ν}}'''
|}
{| {{prettytable}}
!
!Forma antica||Forma recente
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἐλελύκη}}||{{polytonic|ἐλελύκειν}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἐλελύκης}}||{{polytonic|ἐλελύκεις}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἐλελύκει}}||{{polytonic|ἐλελύκει}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἐλελύκεμεν}}||{{polytonic|ἐλελύκειμεν}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἐλελύκετε}}||{{polytonic|ἐλελύκειτε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἐλελύκεσαν}}||{{polytonic|ἐλελύκεισαν}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἐλελύκετον}}||{{polytonic|ἐλελύκειτον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἐλελυκέτην}}||{{polytonic|ἐλελυκείτην}}
|}
*per il singolare: 1º pers.: {{polytonic|*ἐλελυκ.ε[σ].α > '''ἐλελύκη'''}}; il processo si ripete identico nelle altre persone avendo come differenza le desinenza -ας (*-εσ.ας > *-ε.ας > -'''ης''') e -ε (*-εσ.ε > *-ε.ε > -'''ει''') rispettivamente della 2º e 3º persona.
*esistono anche forme perifrastiche composte con il participio perfetto + verbo εἰμί all'imperfetto con lo stesso significato: {{polytonic|λελυκὼς ἦν, λελυκὼς ἦσθα}}, ecc.
====Piuccheperfetto II o forte====
Il piuccheperfetto forte si coniuga esattamente come quello debole, senza però il suffisso -κ- ed è proprio degli stessi verbi che hanno il perfetto forte; continua a essere presente il caratteristico suffisso -εσ- che si riduce a -ε- nel plurale.
{|{{prettytable}}
!Aumento||Raddoppiamento||Radice||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|ἐ}}-'''||'''-{{polytonic|πε}}-'''||'''-{{polytonic|φήν}}'''-||-{{polytonic|η}}''' (< *-ε.α < *-εσ.α)
|}
{|{{prettytable}}
!
!Forma antica||Forma recente
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἐπεφήνη}}||{{polytonic|ἐπεφήνειν}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἐπεφήνης}}||{{polytonic|ἐπεφήνεις}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἐπεφήνει}}||{{polytonic|ἐπεφήνει}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic| ἐπεφήνεμεν}}||{{polytonic|ἐπεφήνειμεν}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἐπεφήνετε}}||{{polytonic|ἐπεφήνειτε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἐπεφήνεσαν}}||{{polytonic|ἐπεφήνεισαν}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἐπεφήνετον}}||{{polytonic|ἐπεφήνειτον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἐπεφηνέτην}}||{{polytonic|ἐπεφηνείτην}}
|}
==== I piuccheperfetti fortissimi ᾔδη e ἐδεδίειν====
Questi due piuccheperfetti presentano ciascuno due coniugazioni: ᾔδη, come gli altri piuccheperfetti, ha sia la forma antica che quella recente, mentre ἐδεδίειν, oltre ad avere la forma fortissima, presenta anche una coniugazione di piuccheperfetto debole. Il valore di questi due piuccheperfetti sarà quello di imperfetto: ''sapevo'' e ''temevo''.
'''Piuccheperfetto ᾔδη, da οἶδα'''
{|{{prettytable}}
!
!Forma antica||Forma recente
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ᾔδη/ᾔδεα}}||{{polytonic|ᾔδειν}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ᾔδης/ᾔδησθα}}||{{polytonic|ᾔδεις/ᾔδεισθα}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ᾔδεε(ν)/ᾔδη}}||{{polytonic|ᾔδει(ν)}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἤδεμεν/ᾖσμεν}}||{{polytonic|ᾔδειμεν}}
|-
!2º plurale
| {{polytonic|ἤδετε/ᾖστε}}||{{polytonic|ᾔδειτε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἤδεσαν/ᾖσαν}}||{{polytonic|ᾔδεισαν}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|ᾖστον/ᾔδετον}}||{{polytonic|ᾔδειτον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ᾔστην/ᾐδέτην}}||{{polytonic|ᾐδείτην}}
|}
'''Piuccheperfetto ἐδεδίειν, da δέδια'''
{|{{prettytable}}
!
!Debole||Fortissimo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἐδεδοίκη (ἐδεδοίκειν)}}||{{polytonic|ἐδεδίειν}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἐδεδοίκης}} (ἐδεδοίκεις)||{{polytonic|ἐδεδίεις}}
|-
!3º singolare
|colspan=1 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἐδεδοίκει}}||{{polytonic|ἐδεδίει}}
|-
!1º plurale
|colspan=1 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἐδείδιμεν}}||{{polytonic|ἐδέδιμεν}}
|-
!2º plurale
|<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἐδέδιτε}}
|-
!3º plurale
|<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἐδέδισαν}}
|-
!2º duale
|<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἐδέδιτον}}
|-
!3º duale
|<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἐδεδίτην}}
|}
====Piuccheperfetti misti====
'''Piuccheperfetto ἑστήκην "stavo (in piedi)", da ἵστημι'''
{|{{prettytable}}
!
!Forma antica||Forma recente
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἑστήκη}}||{{polytonic|ἑστήκειν}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἑστήκης}}||{{polytonic|ἑστήκεις}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἑστήκει}}||{{polytonic|ἑστήκει}}
|-
!1º plurale
|colspan=3 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἕσταμεν}}
|-
!2º plurale
|colspan=3 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἕστατε}}
|-
!3º plurale
|colspan=3 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἕστασαν}}
|-
!2º duale
|colspan=3 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἕστατον}}
|-
!3º duale
|colspan=3 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἑστάτην}}
|}
*nel singolare, oltre alle forme senza aumento, sono attestate anche forme con aumento nella forma εἱ-: εἱστήκη, εἱστήκειν ecc.
*il plurale e il duale non cambiano nella forma recente.
'''Piuccheperfetto di θνῄσκω'''<br/>
Di θνῄσκω è attestata solo la terza plurale '''ἐτέθνασαν''' "erano (già) morti".
===Piuccheperfetto mediopassivo===
Per questa coniugazione del piuccheperfetto valgono le stesse regole fonetiche citate per il perfetto mediopassivo, con l'unica differenza che questo usa, ovviamente, le desinenze medio-passive dei tempi storici (-μην, -σο, -το etc.).
{| {{prettytable}}
!Aumento||Raddoppiamento||Radice||Terminazione
|-
! '''{{polytonic|ἐ}}-''' || '''-{{polytonic|λε}}-''' || '''-{{polytonic|λύ}}'''-||'''-{{polytonic|μην}}'''
|}
{|{{prettytable}}
!
!Temi in vocale ({{polytonic|λύω}})||Temi in consonante ({{polytonic|φαίνω}}, in nasale)
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἐλελύμην}}||{{polytonic|ἐπεφάσμην}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἐλέλυσο}}||{{polytonic|ἐπέφανσο}} / {{polytonic|πεφασμένος ἦσθα}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἐλέλυτο}}||{{polytonic|ἐπέφαντο}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἐλελύμεθα}}||{{polytonic|ἐπεφάσμεθα}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἐλέλυσθε}}||{{polytonic|ἐπέφανθε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἐλέλυντο}}||{{polytonic|{{polytonic|ἐπεφάνατο}} / {{polytonic|πεφασμένοι ἦσαν}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἐλέλυσθον}}||{{polytonic|ἐπέφανθον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἐλελύσθην}}||{{polytonic|ἐπεφάνθην}}
|}
*Nei temi in consonante, l'uscita di terza singolare -ᾰτο (da *-n̥το come nel perfetto mediopassivo) è quella originale, ma poco usata nel dialetto attico che preferisce invece la forma perifrastica.
== Futuro perfetto ==
Esiste inoltre un futuro costruito sul tema del perfetto, detto per questo anche ''futuro a raddoppiamento''. Talvolta è detto imprecisamente anche ''futuro anteriore'', ma la qualifica di "anteriore" è inesatta e fuorviante perché il greco esprime il tempo in modo assoluto: questo futuro infatti non esprime mai l'anteriorità relativa al futuro semplice, ma soltanto il risultato o lo stato nel futuro derivante da un'azione precedente. Dal punto di vista traduttivo, tuttavia, il futuro anteriore italiano è spesso la scelta appropriata:
Φράζε καὶ πεπράξεται (Platone) ''Parla e sarà come se fosse già fatto'' (opp. ''e sarà cosa fatta'', opp. ''e sarà bell'e fatto'' ecc.)
Il futuro perfetto in origine possedeva senso desiderativo, ma successivamente, a causa delle forti affinità con il futuro e con il perfetto, finì per trasportare nel futuro il valore del perfetto.
Si forma aggiungendo al tema del perfetto di un verbo il suffisso -σ- del futuro, con le stesse regole; la coniugazione è identica a quella del futuro. Esiste alla diatesi attiva e a quella medio-passiva (questo futuro, diversamente da quello semplice, non possiede un passivo separato). In quanto futuro, ha solo due modi finiti (indicativo e ottativo) e due forme nominali (infinito e participio).
===Futuro perfetto attivo===
Ha due forme: una monolettica (propria però solo di tre verbi) e una perifrastica (participio perfetto attivo + futuro di {{polytonic|εἰμί}}: {{polytonic|λελυκὼς ἔσομαι, λελυκὼς ἔσῃ, λελυκὼς ἔσται}}, ecc.) usata da tutti gli altri verbi.
I tre verbi che presentano la forma monolettica hanno tutti e tre il tema terminante in -κ- (i primi due hanno il perfetto misto, l'ultimo viene da un perfetto fortissimo senza presente):
*'''{{polytonic|τεθνήξω}}''' (da {{polytonic|θνῄσκω}}), "sarò (già) morto"
*'''{{polytonic|ἑστήξω}}''' (da {{polytonic|ἵστημι}}), "starò (in piedi)"
*'''{{polytonic|εἴξω}}''' (dal grado medio {{polytonic|ϝεικ}}- della radice del perfetto III senza presente {{polytonic|ἔοικα}}), "sembrerò"
Costruzione di '''{{polytonic|εἴξω}}''':
{|{{prettytable}}
!Radice senza raddoppiamento||Caratteristica del futuro||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|εἴκ}}-'''||'''-{{polytonic|σ}}'''-||-'''{{polytonic|ω}}'''
|}
Costruzione di '''τεθνήξω''' (da θνῄσκω):
{|{{prettytable}}
!Raddoppiamento||Radice||Ampliamento del perfetto I||Caratteristica del futuro||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|τε}}-''' ||'''-{{polytonic|θνή}}-'''||'''-{{polytonic|κ}}'''-||-'''{{polytonic|σ}}'''-||-'''{{polytonic|ω}}'''
|}
{| {{prettytable}}
!
!Indicativo||Ottativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|τεθνήξω}}||{{polytonic|τεθνήξοιμι}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|τεθνήξεις}}||{{polytonic|τεθνήξοις}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|τεθνήξει}}||{{polytonic|τεθνήξοι}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|τεθνήξεσθον}}||{{polytonic|τεθνήξοιτον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|τεθνήξεσθον}}|| {{polytonic|τεθνηξοίτην}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|τεθνήξομεν}}||{{polytonic|τεθνήξοιμεν}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|τεθνήξετε}}||{{polytonic|τεθνήξοιτε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|τεθνήξουσιν}}||{{polytonic|τεθνήξοιεν}}
|-
!Infinito||Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|τεθνήξειν}}||{{polytonic|τεθνήξων, τεθνήξουσα, τεθνῆξον}}
|}
===Futuro perfetto mediopassivo===
La diatesi mediopassiva è molto più attestata di quella attiva e ha prevalentemente valore passivo; si forma unendo al tema del perfetto il suffisso del futuro -σ- e le desinenze principali mediopassive con vocale tematica; esiste anche la forma perifrastica formata dal participio perfetto medio-passivo e il futuro di {{polytonic|εἰμί}} ({{polytonic|λελυμένος ἔσομαι}} ecc.). I temi in liquida e nasale formano solo la forma perifrastica.
{|{{prettytable}}
!Raddoppiamento||Radice||Caratteristica del futuro||Vocale tematica||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|λε}}-'''||'''-{{polytonic|λύ}}-'''||'''-{{polytonic|σ}}'''-||-'''{{polytonic|ο}}'''-||-'''{{polytonic|μαι}}'''
|}
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Ottativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|λελύσομαι}}||{{polytonic|λελυσοίμην}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|λελύσῃ (< *λελύσεσαι)}}||{{polytonic|λελύσοιο (< *λελύσοισο)}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|λελύσεται}}||{{polytonic|λελύσοιτο}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|λελύσεσθον}}||{{polytonic|λελύσοισθον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|λελύσεσθον}}|| {{polytonic|λελυσοίσθην}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|λελυσόμεθα}}||{{polytonic|λελυσοίμεθα}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|λελύσεσθε}}||{{polytonic|λελύσοισθε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|λελύσονται}}||{{polytonic|λελύσοιντο}}
|-
! Infinito|| Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|λελύσεσθαι}}||{{polytonic|λελυσόμενος, λελυσομένη, λελυσόμενον}}
|}
===Futuro di οἶδα===
Esiste inoltre un futuro perfetto formato sul tema {{polytonic|ἰδ-/εἰδ-/οἰδ-}}, e quindi derivante da {{polytonic|οἶδα}}; il significato sarà ovviamente "saprò". Ha due forme medie dal significato attivo: '''{{polytonic|εἴσομαι}}''' (da *{{polytonic|εἴδ-σομαι}}) e '''{{polytonic|εἰδήσομαι}}''' (con ampliamento in -η-):
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo medio||Ottativo medio||Indicativo medio||Ottativo medio
|-
!1º singolare
|{{polytonic|εἴσομαι}}||{{polytonic|εἰσοίμην}}||{{polytonic|εἰδήσομαι}}||{{polytonic|εἰδησοίμην}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|εἴσῃ}}||{{polytonic|εἴσοιο}}||{{polytonic|εἰδήσῃ}}|| {{polytonic|εἰδήσοιο}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|εἴσεται}}||{{polytonic|εἴσοιτο}}||{{polytonic|εἰδήσεται}}||{{polytonic|εἰδήσοιτο}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|εἴσεσθον}}||{{polytonic|εἴσοισθον}}||{{polytonic|εἰδήσεσθον}}||{{polytonic|εἰδήσοισθτον}}
|-
!3º duale
||{{polytonic|εἴσεσθον}}||{{polytonic|εἰσοίσθην}}||{{polytonic|εἰδήσεσθον}}||{{polytonic|εἰδησοίσθην}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|εἰσόμεθα}}||{{polytonic|εἰσοίμεθα}}||{{polytonic|εἰδησόμεθα}}||{{polytonic|εἰδησοίμεθα}}|
|-
!2º plurale
|{{polytonic|εἴσεσθε}}||{{polytonic|εἴσοισθε}}||{{polytonic|εἰδήσεσθε}}||{{polytonic|εἰδήσοισθε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|εἴσονται}}||{{polytonic|εἴσοιντο}}||{{polytonic|εἰδήσονται}}||{{polytonic|εἰδήσοιντο}}
|-
! Infinito medio||Participio medio||Infinito medio||Participio medio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|εἴσεσθαι}}||{{polytonic|εἰσόμενος, εἰσομένη, εἰσόμενον}}||{{polytonic|εἰδήσεσθαι}}||{{polytonic|εἰδησόμενος, εἰδησομένη, εἰδησόμενον}}
|}
==Note==
<references/>
{{Avanzamento|100%|4 maggio 2011}}
6dh7wiewf33tl7pn0gjtg7v3p24psyi
497824
497823
2026-05-12T22:56:31Z
Ptolemaios
19075
/* Piuccheperfetto mediopassivo */
497824
wikitext
text/x-wiki
{{Greco antico}}
==Il raddoppiamento==
Il raddoppiamento è la caratteristica peculiare del perfetto; esso consiste, nella sua forma più semplice, nel raddoppiamento della consonante iniziale di una radice seguita dalla vocale ε: dal tema λυ- di λύω avremo quindi '''λελυ-''', che, con l'aggiunta del suffisso -κ-, è il tema del perfetto di questo verbo; questo raddoppiamento è detto ''raddoppiamento normale''. Diversamente dall'aumento, il raddoppiamento è parte integrante del tema del perfetto e lo si troverà quindi in tutti i modi.
Poiché il raddoppiamento è la caratteristica principale del perfetto occorre soffermarsi sulle sue particolarità.
'''Temi in consonante'''
I temi in consonante hanno solitamente il raddoppiamento normale; alcuni temi, tuttavia, hanno il cosiddetto ''raddoppiamento vocalico'' che consiste nel premettere ἐ- al tema verbale (è quindi formalmente identico all'aumento sillabico). Questi verbi sono:
*quelli inizianti in consonante doppia (ζ, ξ, ψ) e quelli inizianti con due o più consonanti. A quest'ultimo gruppo fanno eccezione i temi che presentano il gruppo muta + liquida o nasale (κρίνω > κέ-κρικα) tranne i temi in -γν- (γιγνώσκω > ἔγνωκα), κτάομαι (> κέκτηκα) e πίπτω (> πέπτωκα);
*quelli in ῥ-, che presentano lo stesso fenomeno osservato nell'aumento, ossia dopo ἐ- si raddoppia il rho (ῥίπτω > ἔρριφα).
In base alla legge di Grassmann, i temi che iniziano per aspirata formano il raddoppiamento con il valore sordo del loro gruppo; sarà quindi φ > π, χ > κ, θ > τ (φύω > '''π'''έφυκα, χαίρω > '''κ'''εχάρηκα, τίθημι > '''τ'''έθηκα, ecc.).
'''Temi in vocale'''
I temi che iniziano per vocale, non potendo avere un vero raddoppiamento, ricorrono all'aumento temporale, con le stesse regole viste per l'imperfetto e l'aoristo, considerato come raddoppiamento.
Alcuni verbi che cominciano per α, ε, ο hanno forme di '''raddoppiamento attico'''. Queste, che come si può dedurre dalla denominazione sono tipiche del dialetto attico, benché sporadicamente presenti anche in Omero, consistono nella ripetizione delle prime due lettere del tema con allungamento della seconda vocale: ὀρύσσω → ὀρώρυχα (t.v. ὀρυχ-), ἀλείφω → ἀλήλιφα<ref>Dal regolare *ἀλᾱλιφα con passaggio di α impuro a η.</ref> (t.v. ἀλιφ-).
Il verbo ἐγείρω ha un perfetto forte ἐγρήγορα (intr., "sono sveglio") accanto a quello debole ἐγήγερκα (trans., "ho svegliato"), con raddoppiamento attico. Il tema è apofonico e presenta nel primo esempio il grado forte con l'aumento (ἠγορ < ἐγορ) preceduto dal grado zero dell'apofonia (ἐγρ-).
== Il perfetto ==
Il perfetto è uno dei quattro tempi principali del verbo greco che concorre a formare la voce del paradigma verbale. A differenza del perfetto latino, il perfetto greco è considerato un tempo principale e lo si deduce dal fatto che nella sua formazione, all'indicativo, vengano utilizzate le desinenze principali.
===Aspetto verbale del perfetto===
Dal punto di vista aspettuale il perfetto può avere due valori.
====Valore stativo====
È proprio dei perfetti di formazione più antica, che sono intransitivi e e hanno valore di presente, dal momento che rimarcano una situazione permanente nel presente come conseguenza di un'azione compiuta.
::φύω "generare" > πέφυκα, "sono [per natura]" (perché "sono stato generato [in un certo modo]", "sono nato [così]"); θνῄσκω "morire" > τέθνηκα "sono morto" (= "mi trovo ora ad essere morto perché precedentemente ho perso la vita")
Esiste una certa quantità di verbi che si rendono in italiano così, e i più comuni sono riportati, in ordine alfabetico, qui sotto.
δέδια, "temo", da δείδω
ἔγνωκα, "so", da γιγνώσκω
ἐγρήγορα, "sono sveglio", da ἐγείρω "svegliare" (intrans.)
εἴωθα, "sono solito", da ἔθω (cfr. ἦθος, "costume, abitudine", equiv. al [[w:Lingua latina|latino]] ''mos'')
ἔοικα, "sono simile", privo di presente
ἕστηκα, "sto (in piedi)" (perché "mi sono messo [in un dato luogo o posizione]"), da ἵστημι "stare"
κέκτημαι, "possiedo", da κτάομαι "acquistare"
μέμνημαι, "ricordo", da μιμνήσκω
οἶδα (dalla radice ἰδ-/εἰδ-/οἰδ- "vedere"), "so" (perché, letteralmente, "ho visto, sono stato testimone")
πέποιθα, "confido", da πείθω "confidare" (al medio "obbedire")
πέφυκα, "sono per natura, per indole", da φύω "generare"
τέθηλα, "sono fiorito, ho messo i fiori", da θάλλω "fiorire"
τέθνηκα, "sono morto", da θῄσκω "morire"
====Valore resultativo====
È proprio dei perfetti di formazione recente, che hanno valore transitivo e si traducono con il passato prossimo, dal momento che rimarcano il risultato in sé di un'azione compiuta.
::γράφω "scrivere" > γέγραφα "ho scritto [una lettera, un racconto ecc.]", ho scritto e tuttora rimane scritto
===Tipi di perfetto===
Infine, come nell'aoristo, distinguiamo:
- '''Perfetto primo o debole''': è proprio di tutti i verbi in vocale o dittongo, di quasi tutti i verbi in dentale e di molti verbi in liquida o nasale. La caratteristica principale di questo tipo di perfetto è la presenza del suffisso -κ- nella sua formazione
- '''Perfetto secondo o forte''': è proprio di tutti i verbi in labiale e gutturale, di alcuni verbi in liquida o nasale, di pochissimi verbi in dentale. A differenza del perfetto debole, il perfetto forte non presenta il suffisso -κ- nella sua formazione. Per analogia con i verbi la cui radice termina in aspirata (ad esempio {{polytonic|τρέφω}}, radice τρεφ-/τροφ-/τραφ-, perfetto {{polytonic|τέτροφα}}), si riscontra aspirazione anche nel tema di alcuni perfetti in labiale e in velare che non dovrebbero averla ({{polytonic|ἄγω}}, radice {{polytonic|ἀγ-}}, perfetto {{polytonic|ἦ'''χ'''α}}; {{polytonic|κόπτω}}, radice {{polytonic|κοπ-}}, perfetto {{polytonic|κέκο'''φ'''α}}); non è possibile prevedere quali verbi sviluppino questo cosiddetto ''perfetto aspirato''.
- '''Perfetto terzo o fortissimo o atematico''': è il tipo di perfetto più antico ed aggiunge le desinenze principali direttamente al tema verbale (con o senza raddoppiamento). Soltanto il perfetto οἶδα "so" presenta una flessione completa. Gli altri perfetti fortissimi appartengono a voci verbali isolate o sporadiche, oppure hanno coniugazione mista (voci proprie del perfetto debole e altre del perfetto fortissimo).
'''Il participio'''
A differenza dei participi di altri tempi, che derivano tutti da temi in -οντ- come nel presente, aoristo attivo e medio e nel futuro, oppure in -εντ- come gli aoristi passivi e i verbi in -μι, il perfetto forma il participio maschile e neutro sulla base di un tema in dentale semplice -οτ-; il femminile fa parte invece dei nomi in -υῖα. Possiamo vedere che la forma del maschile è λελυκώς, il cui nominativo deriva da *λελυκοτς > λελυκώς per caduta di τ e allungamento apofonico (non di compenso come succede con gli altri participi) di ο in ω.
Notevole il fatto che al congiuntivo, all'ottativo e all'imperativo (e talvolta anche all'indicativo) il perfetto ricorra spesso a forme perifrastiche, formate dal participio perfetto e dalle forme del presente di εἰμί:
::congiuntivo: λελυκὼς ὦ (anche λελύκω), ottativo: λελυκὼς εἴην (anche λελύκοιμι), imperativo: λελυκὼς ἴσθι (anche λέλυκε)
Si trova qualcosa di analogo nel latino parlato e scritto nel Medioevo, durante il regresso culturale che corruppe il latino e fece nascere l'italiano; accadde che alle forme di perfetto canoniche se ne accostò una composta da participio perfetto + avere, che non esisteva nel latino classico. Così "io ho detto" veniva anche espresso con ''dictum habeo'', nel senso di "ho qualcosa di detto (''dictum'')".
===Perfetto attivo===
====Perfetto I o debole====
''Coniugazione del perfetto primo o debole:''''' λύω''''', "sciogliere"''
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|λέλυκα}}||{{polytonic|λελύκω}} ({{polytonic|λελυκὼς ὦ}})||{{polytonic|λελύκοιμι}} ({{polytonic|λελυκὼς εἴην}})||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|λέλυκας}}||{{polytonic|λελύκῃς}} ({{polytonic|λελυκὼς ᾖς}})||{{polytonic|λελύκοις}} ({{polytonic|λελυκὼς εἴης}})||{{polytonic|λέλυκε}} ({{polytonic|λελυκὼς ἴσθι}})
|-
!3º singolare
|{{polytonic|λέλυκε(ν)}}||{{polytonic|λελύκῃ}} ({{polytonic|λελυκὼς ᾖ}})||{{polytonic|λελύκοι}} ({{polytonic|λελυκὼς εἴη}})||{{polytonic|λελυκέτω}} ({{polytonic|λελυκὼς ἔστω}})
|-
!2º duale
|{{polytonic|λελύκατον}}||{{polytonic|λελύκητον}} ({{polytonic|λελυκότε ἦτον}})||{{polytonic|λελύκοιτον}} ({{polytonic|λελυκότε εἶτον}})||{{polytonic| λελύκετον}} ({{polytonic|λελυκότε ἔτον}})
|-
!3º duale
|{{polytonic|λελύκατον}}||{{polytonic|λελύκητον}} ({{polytonic|λελυκότε ἦτον}})||{{polytonic|λελυκοίτην}} ({{polytonic|λελυκότε εἴτην}})||{{polytonic| λελυκέτων}} ({{polytonic|λελυκότε ἔτων}})
|-
!1º plurale
|{{polytonic| λελύκαμεν}}||{{polytonic|λελύκωμεν}} ({{polytonic|λελυκότες ὦμεν}})|| {{polytonic|λελύκοιμεν}} ({{polytonic|λελυκότες εἶμεν}})||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|λελύκατε}}||{{polytonic|λελύκητε}} ({{polytonic|λελυκότες ἦτε}})||{{polytonic|λελύκοιτε}} ({{polytonic|λελυκότες εἶτε}})||{{polytonic|λελύκετε}} ({{polytonic|λελυκότες ἔστε}})
|-
!3º plurale
|{{polytonic|λελύκᾱσι(ν)}}||{{polytonic|λελύκωσι(ν)}} ({{polytonic|λελυκότες ὦσιν}})||{{polytonic|λελύκοιεν}} ({{polytonic|λελυκότες εἶεν}})||{{polytonic|λελυκόντων / λελυκέτωσαν}} ({{polytonic|λελυκότες ὄντων}})
|-
!Infinito||Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|λελυκέναι}}||{{polytonic|λελυκώς, λελυκυῖα, λελυκός}}
|}
*la desinenza -ᾱσι(ν) della terza plurale dell'indicativo deriva, come nel presente dei verbi in -μι, da -n̥τι > -ᾰτι, poi reso più riconoscibile come terza plurale con l'aggiunta di ν (-ᾰντι) che ha provocato l'assibilazione di τ (-ᾰνσι) ed è in seguito caduto provocando allungamento di compenso di α (-ᾱσι)<ref>Giacinto Agnello, Arnaldo Orlando, ''Manuale del greco antico - con un profilo di greco moderno'', pag. 210, Palumbo, 1998</ref>.
*la forma dell'imperativo λελυκέτωσαν è attica.
====Perfetto II o forte====
''Coniugazione del perfetto forte o secondo: '''''φαίνω''''', "mostrare"''
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|πέφηνα}}|| {{polytonic|πεφήνω}} ({{polytonic|πεφηνὼς ὦ}})||{{polytonic|πεφήνοιμι}} ({{polytonic|πεφηνὼς εἴην}})||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|πέφηνας}}||{{polytonic|πεφήνῃς}} ({{polytonic|πεφηνὼς ᾖς}})||{{polytonic|πεφήνοις}} ({{polytonic|πεφηνὼς εἴης}})||{{polytonic|πέφηνε}} ({{polytonic|πεφηνὼς ἴσθι}})
|-
!3º singolare
|{{polytonic|πέφηνε}}||{{polytonic|πεφήνῃ}} ({{polytonic|πεφηνὼς ᾖ}})||{{polytonic|πεφήνοι}} ({{polytonic|πεφηνὼς εἴη}})||{{polytonic|πεφηνέτω}} ({{polytonic|πεφηνὼς ἔστω}})
|-
!2º duale
|{{polytonic| πεφήνατον}}||{{polytonic| πεφήνητον}} ({{polytonic|πεφηνότε ἦτον}})||{{polytonic|πεφήνοιτον}} ({{polytonic|πεφηνότε εἶτον}})||{{polytonic| πεφήνετον}} ({{polytonic|πεφηνότε ἔτον}})
|-
!3º duale
|{{polytonic|πεφήνατον}}||{{polytonic|πεφήνητον}} ({{polytonic|πεφηνότε ἦτον}})||{{polytonic|πεφηνοίτην}} ({{polytonic|πεφηνότε εἴτην}})||{{polytonic| πεφηνέτων}} ({{polytonic|πεφηνότε ἔτων}})
|-
!1º plurale
|{{polytonic| πεφήναμεν}}||{{polytonic| πεφήνωμεν}} ({{polytonic|πεφηνότες ὦμεν}})||{{polytonic| πεφήνοιμεν}} ({{polytonic|πεφηνότες εἶμεν}})||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|πεφήνατε}}||{{polytonic|πεφήνητε}} ({{polytonic|πεφηνότες ἦτε}})||{{polytonic|πεφήνοιτε}} ({{polytonic|πεφηνότες εἶτε}})||{{polytonic|πεφήνετε}} ({{polytonic|πεφηνότες ἔστε}})
|-
!3º plurale
|{{polytonic|πεφήνᾱσι(v)}}||{{polytonic|πεφήνωσι(ν)}} ({{polytonic|πεφηνότες ὦσιν}})||{{polytonic|πεφήνοιεν}} ({{polytonic|πεφηνότες εἶεν}})||{{polytonic|πεφηνόντων / πεφηνέτωσαν}} ({{polytonic|πεφηνότες ὄντων}})
|-
!Infinito||Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|πεφηνέναι}}||{{polytonic|πεφηνώς, πεφηνυῖα, πεφηνός}}
|}
*anche il perfetto forte ha la forma attica, piuttosto rara, πεφηνέτωσαν.
*l'Infinito ha la vocale tematica -ε-.
*il solo tema in vocale che segue la coniugazione del perfetto forte è ἀκούω "ascolto" che fa ἀκήκοα (con raddoppiamento attico); questo perché originariamente il tema terminava in digamma che si è vocalizzato: *ἀκοϝω > ἀκούω.
==== Perfetto III o fortissimo o atematico ====
''Coniugazione del perfetto fortissimo o terzo atematico '''''οἶδα''''', "so"''
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|οἶδα}}||{{polytonic|εἰδῶ}}||{{polytonic|εἰδείην}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|οἶσθα}}||{{polytonic|εἰδῇς}}||{{polytonic|εἰδείης}}||{{polytonic|ἴσθι}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|οἶδε(ν)}}||{{polytonic|εἰδῇ}}||{{polytonic|εἰδείη}}||{{polytonic|ἴστω}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἴσμεν}}||{{polytonic|εἰδῶμεν}}||{{polytonic|εἰδεῖμεν}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἴστε}}||{{polytonic|εἰδῆτε}}||{{polytonic|εἰδεῖτε}}||{{polytonic|ἴστε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἴσᾱσι(ν)}}||{{polytonic|εἰδῶσι(ν)}}||{{polytonic|εἰδεῖεν}}||{{polytonic|ἴστων}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἴστον}}||{{polytonic|εἰδῆτον}}||{{polytonic|εἰδεῖτον}}||{{polytonic|ἴστον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἴστον}}||{{polytonic|εἰδῆτον}}||{{polytonic|εἰδείτην}}||{{polytonic|ἴστων}}
|-
! Infinito
!colspan=2|Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|εἰδέναι}}
|colspan=2 style="text-align: center;"|{{polytonic|εἰδώς, εἰδυῖα, εἰδός}}
|}
*nella coniugazione si alternano i gradi del tema [[w:apofonia|apofonico]] ϝιδ-/ϝειδ-/ϝοιδ- (cfr. [[w:Lingua latina|latino]] ''video'', tedesco ''wissen'' "sapere", [[w:lingua inglese|inglese]] ''wise'' "saggio") che esprime l'idea di "vedere" senza raddoppiamento. Il congiuntivo e l'ottativo usano il grado medio, mentre il l'imperativo e il plurale e il duale dell'indicativo il grado zero. Il grado forte è utilizzato solo dal singolare dell'indicativo. Da notare che, sebbene la radice ἰδ-/εἰδ-/οἰδ- sia usata nella coniugazione di ὁράω, οἶδα non fa parte della sua coniugazione: ὁράω è infatti un verbo difettivo la cui coniugazione è stata completata a posteriori usando altre radici che portano l'idea di "vedere"<ref>Ad esempio, εἶδον non è nato come aoristo di ὁράω, ma è semplicemente un aoristo isolato formato sulla radice al grado zero ἰδ- che è poi stato ricondotto a posteriori al verbo ὁράω che non aveva un aoristo proprio.</ref> e οἶδα è quindi da considerarsi un perfetto isolato senza presente.
*a dimostrazione di quanto sia arcaica questa formazione di perfetto, la 2º singolare dell'indicativo ha la desinenza -θα, in comune con l'imperfetto di εἰμί, e quella dell'imperativo la desinenza -θι, come quella dell'[[w:Aoristo|aoristo]] terzo e del verbo "essere", a cui è perfettamente identica.
*la 2º persona sing. e plur. dell'indicativo mutano regolarmente la -δ- del tema in -σ- davanti alle dentali delle rispettive desinenze.
*la 3º plur. dell'indicativo muta la -δ- in -σ- per [[w:analogia (linguistica)|analogia]] alle altre persone e -ᾰ- in -ᾱ- per analogia con gli altri perfetti (*ϝιδn̥τι > *ἰδᾰτι > *ἴσᾰσι > ἴσᾱσι).
''Coniugazione del perfetto fortissimo o terzo atematico '''''δέδια''''', "temo"''
{| {{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|δέδια}}||{{polytonic|δεδίω}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|δέδιας}}||{{polytonic|δεδίῃς}}||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|δέδιθι}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|δέδιε}}|| {{polytonic|δεδίῃ}}||{{polytonic|δεδιείη}}||{{polytonic|δεδίτω}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|δέδιμεν}}||{{polytonic|δεδίωμεν}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|δέδιτε}}||{{polytonic|δεδίητε}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!3º plurale
|{{polytonic|δεδίᾱσι(ν)}}||{{polytonic|δεδίωσι(ν)}}||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|δεδίντων}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|δέδιτον}}||{{polytonic|δεδίητον}}||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|δέδιτον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|δέδιτον}}||{{polytonic|δεδίητον}}||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|δεδίτων}}
|-
!Infinito||Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic| δεδιέναι}}||style="text-align: center;"|{{polytonic|δεδιώς, δεδιυῖα, δεδιός}}
|}
*δέδια deriva dal tema apofonico δϝι-/δϝει-/δϝοι-, in cui il [[w:digamma|digamma]] cade senza lasciare traccia, con l'aggiunta del regolare raddoppiamento che manca in οἶδα; dalla stessa radice si forma un presente δείδω (il quale anticamente era anch'esso un perfetto: *δε-δϝοι-α > *δειδοα > δείδω). Dal grado debole si formano il presente, il futuro e l'aoristo mentre dai gradi zero e forte si formano rispettivamente i perfetti δέδια e δέδοικα, regolare perfetto debole.
*a differenza di οἶδα, δέδια usa soltanto il grado zero δϝιδ- nel corso della coniugazione.
*esiste un'unica forma attestata di ottativo, ed è la 3º pers. sing. δεδιείη.
*una forma attica alternativa all 3º pers. plur. dell'omperativo è δεδίτωσαν.
''Coniugazione del perfetto fortissimo o terzo atematico '''''ἔοικα''''', "assomiglio", "sembra che io"''
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἔοικα}}||{{polytonic|ἐοίκω}}||{{polytonic|ἐοίκοιμι}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἔοικας}}||{{polytonic|ἐοίκῃς}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἔοικε(ν)}}||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἐοίκοι}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἐοίκαμεν (ἔοιγμεν)}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἐοίκατε}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἐοίκᾱσι(ν) (ἐοίξᾱσι[ν])}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἐοίκατον}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἐοίκατον}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>
|-
! Infinito
!colspan=2| Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|ἐοικέναι (εἰκέναι)}}
|colspan=2|{{polytonic|ἐοικώς (εἰκώς), ἐοικυῖα (εἰκυῖα), ἐοικός (εἰκός)}}
|}
*si forma dalla radice ϝικ-/ϝεικ-/ϝοικ-, dal cui grado forte si forma (con regolare raddoppiamento: *{{polytonic|ϝέϝοικα}}, con conseguente caduta dei digamma) tutta la coniugazione; l'infinito e il participio possono anche formarsi dal grado zero con raddoppiamento (*{{polytonic|ϝεϝικέναι}}) o dal grado medio senza raddoppiamento (*{{polytonic|ϝεικέναι}}).
*dalla stessa radice si ricava il verbo {{polytonic|ἐΐσκω}}<ref>La sua coniugazione è difettiva e conta solo il presente e l'imperfetto.</ref> "rendere simile", di cui però {{polytonic|ἔοικα}} non è considerato essere il perfetto.
==== Perfetto misto ====
Esiste un tipo di perfetto le cui forme oscillano tra quelle del perfetto debole, caratterizzate dal suffisso -κ-, e quelle del perfetto atematico. I verbi che hanno questo tipo di perfetto sono βαίνω, θνῄσκω e ἵστημι, i cui perfetti fanno βέβηκα, τέθνηκα e ἕστηκα; tuttavia soltanto il modo indicativo, participio e infinito hanno una coniugazione completa di tutte le forme, mentre gli altri modi presentano solo voci sparse e isolate.
'''Coniugazione di βαίνω'''
{|{{prettytable}}
!
!Singolare||Plurale||Duale
|-
!1º persona
|{{polytonic|βέβηκα}}||{{polytonic|βέβαμεν}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º persona
|{{polytonic|βέβηκας}}||{{polytonic|βέβατε}}||{{polytonic|βέβατον}}
|-
!3º persona
|{{polytonic|βέβηκε(ν)}}||{{polytonic|βέβᾱσι(ν)}}||{{polytonic|βέβατον}}
|-
!
! Infinito || Participio
|-
!
|style="text-align: center;"|{{polytonic|βεβάναι}}||{{polytonic|βεβαώς (βεβώς), βεβῶσα (βεβαυῖα), βεβηκός (βεβαός)}}
|}
*come si può notare, le forme dell'indicativo usano al singolare il grado βη- dell'apofonia e sono di perfetto debole, mentre al plurale ed al duale si usa il grado βα- ed è un tipo di perfetto atematico.
*esiste un'unica forma accertata di congiuntivo ed è la 3º pers. plur. βεβῶσι(ν); ottativo e imperativo non hanno forme attestate.
*anche il participio usa il grado βα-. Il femminile è modellato sui participi dei verbi contratti in -άω, e il neutro è un perfetto debole.
*il participio presenta forme alternative: βεβώς è la contrazione di βεβαώς, βεβῶσα è analogico; βεβαυῖα ha la regolare terminazione del perfetto, mentre βεβηκός è una forma di perfetto debole.
'''Coniugazione di θνῄσκω'''
Visto che in questo caso le forme attestate sono di più, converrà fare un elenco dei modi diversi da indicativo, congiuntivo e participio:
*1º pers. sing. congiuntivo: τεθνήκω.
*1º pers. sing. ottativo: τεθναίην.
*Imperativo: 2º pers. sing. τέθναθι e 3º pers. sing. τεθνάτω.
{| {{prettytable}}
!
! Singolare || Plurale || Duale
|-
!1º persona
|{{polytonic|τέθνηκα}}||{{polytonic|τέθναμεν}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º persona
|{{polytonic|τέθνηκας}}||{{polytonic|τέθνατε}}||{{polytonic|τέθνατον}}
|-
!3º persona
|{{polytonic|τέθνηκε(ν)}}||{{polytonic|τέθνᾱσι(ν)}}||{{polytonic|τέθνατον}}
|-
!
! Infinito || Participio
|-
!
|style="text-align: center;"|{{polytonic|τεθνάναι (τεθνηκέναι)}}||colspan=1 style="text-align: center;"|{{polytonic|τεθνεώς, τεθνεῶσα, τεθνεός}}
|}
*per la distribuzione delle forme deboli e atematiche valgono le stesse osservazioni fatte prima.
*il participio deriva sempre dal tema θνη- che subisce abbreviamento in quanto primo elemento del dittongo ηω seguito da consonante (ς).
*del participio esiste anche la forma debole con suffisso -κ-: τεθνηκώς, -κυῖα, -κός.
'''Coniugazione di ἵστημι'''
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Congiuntivo||Ottativo||Imperativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἕστηκα}}||{{polytonic|ἑστῶ}}||{{polytonic|ἑσταίην}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἕστηκας}}||{{polytonic|ἑστῇς}}||{{polytonic|ἑσταίης}}||{{polytonic|ἕσταθι}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἕστηκε(ν)}}||{{polytonic|ἑστῇ}}||{{polytonic|ἑσταίη}}||{{polytonic|ἑστάτω}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἕσταμεν}}||{{polytonic|ἑστῶμεν}}||{{polytonic|ἑσταῖμεν}}||<div style="text-align:center">-</div>
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἕστατε}}||{{polytonic|ἑστῆτε}}||{{polytonic|ἑσταῖτε}}||{{polytonic|ἕστατε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἑστᾶσι(ν)}}||{{polytonic|ἑστῶσι(ν)}}||{{polytonic|ἑσταῖεν}}||{{polytonic|ἑστάντων (ἑστάτωσαν)}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἕστατον}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἕστατον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἕστατον}}||<div style="text-align:center">-</div>||<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἑστάτων}}
|-
! Infinito
!colspan=2|Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|ἑστάναι}}
|colspan=2 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἑστώς, ἑστῶσα, ἑστός}}
|}
=== Perfetto mediopassivo ===
Il perfetto mediopassivo si ottiene unendo al tema del perfetto le normali desinenze della diatesi mediopassiva del presente (-μαι, -σαι, -ται etc.). Esiste una sola forma, atematica, per tutti i verbi. Come conseguenza i temi in consonante presenteranno fenomeni fonetici a contatto con la prima consonante delle terminazioni personali (μ, σ, τ, σθ).
Questi sono illustrati nella seguente tabella (a sinistra l'uscita del tema verbale, in alto le terminazioni personali):
{| {{prettytable}}
! || μ || σ || τ || σθ
|-
|'''{{polytonic|π, β, φ}}'''||{{polytonic|μμ}}||{{polytonic|ψ}}||{{polytonic|πτ}}||{{polytonic|φθ}}
|-
|'''{{polytonic|κ, γ, χ}}'''||{{polytonic|γμ}}||{{polytonic|ξ}}||{{polytonic|κτ}}||{{polytonic|χθ}}
|-
|'''{{polytonic|τ, δ, θ}}'''||{{polytonic|σμ}}||{{polytonic|σ}}||{{polytonic|στ}}||{{polytonic|σθ}}
|-
|'''{{polytonic|ν, μ}}'''||{{polytonic|σμ, μμ}}||{{polytonic|νσ}}||{{polytonic|ντ}}||{{polytonic|νθ}}
|-
|'''{{polytonic|λ, ρ}}'''||{{polytonic|λμ, ρμ}}||{{polytonic|λσ, ρσ}}||{{polytonic|λτ, ρτ}}||{{polytonic|λθ, ρθ}}
|}
I temi in vocale e in dittongo rimangono invariati.
'''''Perfetto mediopassivo indicativo, imperativo, infinito e participio di''''' λύω (λυ-), βλάπτω (βλαβ-), πράσσω (πραγ-), ἐλπίζω (ἐλπιδ-), φαίνω (φαν-)<ref>Il tema del perfetto πεφην-, con allungamento della vocale, viene abbreviato nel mediopassivo in πεφαν- per effetto della legge di Osthoff.</ref> e ἀγγέλλω (ἀγγελ-).
{|{{prettytable}}
! Indicativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|λέλυμαι}}||{{polytonic|βέβλαμμαι}}||{{polytonic|πέπραγμαι}}||{{polytonic|ἤλπισμαι}}||{{polytonic|πέφασμαι}}||{{polytonic|ἤγγελμαι}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|λέλυσαι}}||{{polytonic|βέβλαψαι}}||{{polytonic|πέπραξαι}}||{{polytonic|ἥλπισαι}}||{{polytonic|πέφανσαι}}||{{polytonic|ἤγγελσαι}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|λέλυται}}||{{polytonic|βέβλαπται}}||{{polytonic|πέπρακται}}||{{polytonic|ἤλπισται}}||{{polytonic|πέφανται}}||{{polytonic|ἤγγελται}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|λέλυσθον}}||{{polytonic|βέβλαφθον}}||{{polytonic|πέπραχθον}}||{{polytonic|ἤλπισθον}}||{{polytonic|πέφανθον}}||{{polytonic|ἤγγελθον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|λέλυσθον}}||{{polytonic|βέβλαφθον}}||{{polytonic| πέπραχθον}}||{{polytonic|ἤλπισθον}}||{{polytonic|πέφανθον}}||{{polytonic|ἤγγελθον}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|λελύμεθα}}||{{polytonic|βεβλάμμεθα}}||{{polytonic|πεπράγμεθα}}||{{polytonic|ἠλπίσμεθα}}||{{polytonic|πεφάσμεθα}}||{{polytonic|ἠγγέλμεθα}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|λέλυσθε}}||{{polytonic|βέβλαφθε}}||{{polytonic|πέπραχθε}}||{{polytonic|ἤλπισθε}}||{{polytonic|πεφάνθε}}||{{polytonic|ἤγγελθε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|λέλυνται}}||{{polytonic|βεβλαμμένοι, -αι, -α εἰσί(ν)}}||{{polytonic|πεπραγμένοι, -αι, -α εἰσί(ν)}}||{{polytonic|ἠλπισμένοι, -αι, -α εἰσί(ν)}}||{{polytonic|πεφασμένοι εἰσί(ν)}}||{{polytonic|ἠγγελμένοι, -αι, -α εἰσί(ν)}}
|-
! Imperativo
|-
!2º singolare
|{{polytonic|λέλυσο}}||{{polytonic|βέβλαψο}}||{{polytonic|πέπραξο}}||{{polytonic|ἤλπισο}}||{{polytonic|πέφανσο}}||{{polytonic|ἤγγελσο}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|λελύσθω}}||{{polytonic|βεβλάφθω}}||{{polytonic|πεπράχθω}}||{{polytonic|ἠλπίσθω}}||{{polytonic|πεφάνθω}}||{{polytonic|ἠγγέλθω}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|λέλυσθε}}||{{polytonic|βέβλαφθε}}||{{polytonic|πέπραχθε}}||{{polytonic|ἤλπισθε}}||{{polytonic|πέφανθε}}||{{polytonic|ἤγγελθε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|λελύσθων}}||{{polytonic|βεβλάφθων}}||{{polytonic|πεπράχθων}}||{{polytonic|ἠλπίσθων}}||{{polytonic|πεφάνθων}}||{{polytonic|ἠγγέλθων}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|λέλυσθον}}||{{polytonic|βέβλαφθον}}||{{polytonic|πέπραχθον}}||{{polytonic|ἤλπισθον}}||{{polytonic|πέφανθον}}||{{polytonic|ἤγγελθον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|λελύσθων}}||{{polytonic|βεβλάφθων}}||{{polytonic|πεπράχθων}}||{{polytonic|ἠλπίσθων}}||{{polytonic|πεφάνθων}}||{{polytonic|ἠγγέλθων}}
|-
! Infinito
|-
!
|{{polytonic|λελύσθαι}}||{{polytonic|βεβλάφθαι}}||{{polytonic|πεπρᾶχθαι}}||{{polytonic|ἠλπίσθαι}}||{{polytonic|πεφάνθαι}}||{{polytonic|ἠγγέλθαι}}
|-
! Participio
|-
!
|{{polytonic|λελυμένος, -η, -ον}}||{{polytonic|βεβλαμμένος, -η, -ον}}||{{polytonic|πεπραγμένος, -η, -ον}}||{{polytonic|ἠλπισμένος, -η, -ον}}||{{polytonic|πεφασμένος, -η, -ον}}||{{polytonic|ἠγγελμένος, -η, -ον}}
|}
*la formazione perifrastica (participio + εἰμί) delle terze persone plurali dei temi in consonante è un recente atticismo; nella forma più antica e nel dialetto ionico, come anche quello omerico, la desinenza regolare era -ᾰται (< *n̥ται con vocalizzazione della sonante davanti a consonante): πεπράγαται, βεβλάφαται, ἠλπίσαται, πεφάναται, ἠγγέλαται ecc.
*si noti che il nominativo del participio maschile e neutro è sempre, irregolarmente, parossitono (non ritrae infatti l'accento: -μένος, -μένον): questo consente di distinguere a colpo sicuro un participio perfetto medio-passivo da qualsiasi altro tipo di participio.
Si è preferito trattare congiuntivo e ottativo separatamente, poiché si formano per mezzo di perifrasi participio + εἰμί al congiuntivo e all'ottativo, analogamente alle terze persone plurali dell'indicativo dei temi in consonante. Sono tuttavia attestate anche forme non perifrastiche. Si ricorda comunque che anche le forme della precedente tabella possono presentare forme perifrastiche.
{|{{prettytable}}
!
!||Congiuntivo||Ottativo
|-
!Singolare
|{{polytonic|λελυμένος, -η, -ον}}
{{polytonic|βεβλαμμένος, -η, -ον}}
{{polytonic|πεπραγμένος, -η, -ον}}
{{polytonic|ἠλπισμένος, -η, -ον}}
{{polytonic|πεφασμένος, -η, -ον}}
{{polytonic|ἠγγελμένος, -η, -ον}}
||{{polytonic|ὦ, ᾖς, ᾖ}}||{{polytonic|εἴην, εἴης, εἴη}}
|-
!Plurale
|{{polytonic|λελυμένοι, -αι, α}}
{{polytonic|βεβλαμμένοι, -αι, -α}}
{{polytonic|πεπραγμένοι, -αι, -α}}
{{polytonic|ἠλπισμένοι, -αι, -α}}
{{polytonic|πεφασμένοι, -αι, -α}}
{{polytonic|ἠγγελμένοι, -αι, -α}}
||{{polytonic|ὦμεν, ἦτε, ὦσι(v)}}||{{polytonic|εἶμεν, εἶτε, εἶεν}}
|-
! Duale
|{{polytonic|λελυμένω, -ᾱ, -ω}}
{{polytonic|βεβλαμμένω, -ᾱ, -ω}}
{{polytonic|πεπραγμένω, -ᾱ, -ω}}
{{polytonic|ἠλπισμένω, -ᾱ, -ω}}
{{polytonic|πεφασμένω, -ᾱ, -ω}}
{{polytonic|ἠγγελμένω, -ᾱ, -ω}}
||{{polytonic| ἦτον, ἦτον}}||{{polytonic|εἶτον, εἴτην}}
|}
==Piuccheperfetto==
Dallo stesso tema del perfetto, anteponendo al raddoppiamento l'[[Greco antico/Imperfetto#L'aumento|aumento]] ἐ-, si ottiene il piuccheperfetto, che, come l'imperfetto, esiste solo al modo indicativo; i verbi che portano il raddoppiamento vocalico (es. {{polytonic|ἔγνωκα}}, da {{polytonic|γιγνώσκω}}) o, se in vocale, l'aumento temporale (es. {{polytonic|ἤγγελκα}}, da {{polytonic|ἀγγέλλω}}) non aggiungono ovviamente nulla. Il suo valore è lo stesso del perfetto (conserva il raddoppiamento), ma colloca l'azione nel passato (porta l'aumento); non indica mai anteriorità rispetto al perfetto, ma solo lo stato o il risultato nel passato derivanti da un'azione precedente. Dal punto di vista traduttivo, il trapassato prossimo italiano è spesso la scelta migliore.
È costruito con l'ampliamento -εσ- analogo al piuccheperfetto [[w:latino arcaico|latino arcaico]] (''*amav'''es'''am > amaveram''), che al singolare, trovandosi in posizione intervocalica, fa cadere il sigma provocando contrazioni. Questo non succede al plurale e al duale in quanto l'ampliamento si riduce alla sola -ε- e le uscite iniziano in consonante.
===Piuccheperfetto attivo===
Anche il piuccheperfetto si distingue in debole, forte e fortissimo, con gli stessi criteri del perfetto. Del perfetto fortissimo, tuttavia, fanno parte soltanto le coniugazioni di ᾔδη (da οἶδα, con valore di imperfetto "sapevo") e ἐδεδίειν (da δέδια). Sono utilizzate due forme: una antica, che è quella originaria, e una alternativa, propria dell'attico più recente del IV sec. a.C., formata a partire dalla terza persona singolare percepita come puro tema e quindi utilizzata per tutto il resto della coniugazione aggiungendovi le desinenze storiche atematiche.
====Piuccheperfetto I o debole====
Forma antica
{|{{prettytable}}
!Aumento||Raddoppiamento||Radice||Suffisso||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|ἐ}}-''' ||'''-{{polytonic|λε}}-''' ||'''-{{polytonic|λύ}}'''-||'''-{{polytonic|κ}}'''-||'''-{{polytonic|η}}''' (< *-ε.α < *-εσ.α)
|}
Forma recente
{|{{prettytable}}
!Aumento||Raddoppiamento||Radice||Suffisso||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|ἐ}}-''' ||'''-{{polytonic|λε}}-''' ||'''-{{polytonic|λύ}}'''-||'''-{{polytonic|κει}}'''-||'''-{{polytonic|ν}}'''
|}
{| {{prettytable}}
!
!Forma antica||Forma recente
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἐλελύκη}}||{{polytonic|ἐλελύκειν}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἐλελύκης}}||{{polytonic|ἐλελύκεις}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἐλελύκει}}||{{polytonic|ἐλελύκει}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἐλελύκεμεν}}||{{polytonic|ἐλελύκειμεν}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἐλελύκετε}}||{{polytonic|ἐλελύκειτε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἐλελύκεσαν}}||{{polytonic|ἐλελύκεισαν}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἐλελύκετον}}||{{polytonic|ἐλελύκειτον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἐλελυκέτην}}||{{polytonic|ἐλελυκείτην}}
|}
*per il singolare: 1º pers.: {{polytonic|*ἐλελυκ.ε[σ].α > '''ἐλελύκη'''}}; il processo si ripete identico nelle altre persone avendo come differenza le desinenza -ας (*-εσ.ας > *-ε.ας > -'''ης''') e -ε (*-εσ.ε > *-ε.ε > -'''ει''') rispettivamente della 2º e 3º persona.
*esistono anche forme perifrastiche composte con il participio perfetto + verbo εἰμί all'imperfetto con lo stesso significato: {{polytonic|λελυκὼς ἦν, λελυκὼς ἦσθα}}, ecc.
====Piuccheperfetto II o forte====
Il piuccheperfetto forte si coniuga esattamente come quello debole, senza però il suffisso -κ- ed è proprio degli stessi verbi che hanno il perfetto forte; continua a essere presente il caratteristico suffisso -εσ- che si riduce a -ε- nel plurale.
{|{{prettytable}}
!Aumento||Raddoppiamento||Radice||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|ἐ}}-'''||'''-{{polytonic|πε}}-'''||'''-{{polytonic|φήν}}'''-||-{{polytonic|η}}''' (< *-ε.α < *-εσ.α)
|}
{|{{prettytable}}
!
!Forma antica||Forma recente
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἐπεφήνη}}||{{polytonic|ἐπεφήνειν}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἐπεφήνης}}||{{polytonic|ἐπεφήνεις}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἐπεφήνει}}||{{polytonic|ἐπεφήνει}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic| ἐπεφήνεμεν}}||{{polytonic|ἐπεφήνειμεν}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἐπεφήνετε}}||{{polytonic|ἐπεφήνειτε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἐπεφήνεσαν}}||{{polytonic|ἐπεφήνεισαν}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἐπεφήνετον}}||{{polytonic|ἐπεφήνειτον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἐπεφηνέτην}}||{{polytonic|ἐπεφηνείτην}}
|}
==== I piuccheperfetti fortissimi ᾔδη e ἐδεδίειν====
Questi due piuccheperfetti presentano ciascuno due coniugazioni: ᾔδη, come gli altri piuccheperfetti, ha sia la forma antica che quella recente, mentre ἐδεδίειν, oltre ad avere la forma fortissima, presenta anche una coniugazione di piuccheperfetto debole. Il valore di questi due piuccheperfetti sarà quello di imperfetto: ''sapevo'' e ''temevo''.
'''Piuccheperfetto ᾔδη, da οἶδα'''
{|{{prettytable}}
!
!Forma antica||Forma recente
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ᾔδη/ᾔδεα}}||{{polytonic|ᾔδειν}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ᾔδης/ᾔδησθα}}||{{polytonic|ᾔδεις/ᾔδεισθα}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ᾔδεε(ν)/ᾔδη}}||{{polytonic|ᾔδει(ν)}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἤδεμεν/ᾖσμεν}}||{{polytonic|ᾔδειμεν}}
|-
!2º plurale
| {{polytonic|ἤδετε/ᾖστε}}||{{polytonic|ᾔδειτε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἤδεσαν/ᾖσαν}}||{{polytonic|ᾔδεισαν}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|ᾖστον/ᾔδετον}}||{{polytonic|ᾔδειτον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ᾔστην/ᾐδέτην}}||{{polytonic|ᾐδείτην}}
|}
'''Piuccheperfetto ἐδεδίειν, da δέδια'''
{|{{prettytable}}
!
!Debole||Fortissimo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἐδεδοίκη (ἐδεδοίκειν)}}||{{polytonic|ἐδεδίειν}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἐδεδοίκης}} (ἐδεδοίκεις)||{{polytonic|ἐδεδίεις}}
|-
!3º singolare
|colspan=1 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἐδεδοίκει}}||{{polytonic|ἐδεδίει}}
|-
!1º plurale
|colspan=1 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἐδείδιμεν}}||{{polytonic|ἐδέδιμεν}}
|-
!2º plurale
|<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἐδέδιτε}}
|-
!3º plurale
|<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἐδέδισαν}}
|-
!2º duale
|<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἐδέδιτον}}
|-
!3º duale
|<div style="text-align:center">-</div>||{{polytonic|ἐδεδίτην}}
|}
====Piuccheperfetti misti====
'''Piuccheperfetto ἑστήκην "stavo (in piedi)", da ἵστημι'''
{|{{prettytable}}
!
!Forma antica||Forma recente
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἑστήκη}}||{{polytonic|ἑστήκειν}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἑστήκης}}||{{polytonic|ἑστήκεις}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἑστήκει}}||{{polytonic|ἑστήκει}}
|-
!1º plurale
|colspan=3 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἕσταμεν}}
|-
!2º plurale
|colspan=3 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἕστατε}}
|-
!3º plurale
|colspan=3 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἕστασαν}}
|-
!2º duale
|colspan=3 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἕστατον}}
|-
!3º duale
|colspan=3 style="text-align: center;"|{{polytonic|ἑστάτην}}
|}
*nel singolare, oltre alle forme senza aumento, sono attestate anche forme con aumento nella forma εἱ-: εἱστήκη, εἱστήκειν ecc.
*il plurale e il duale non cambiano nella forma recente.
'''Piuccheperfetto di θνῄσκω'''<br/>
Di θνῄσκω è attestata solo la terza plurale '''ἐτέθνασαν''' "erano (già) morti".
===Piuccheperfetto mediopassivo===
Per questa coniugazione del piuccheperfetto valgono le stesse regole fonetiche citate per il perfetto mediopassivo, con l'unica differenza che questo usa, ovviamente, le desinenze medio-passive dei tempi storici (-μην, -σο, -το etc.).
{| {{prettytable}}
!Aumento||Raddoppiamento||Radice||Terminazione
|-
! '''{{polytonic|ἐ}}-''' || '''-{{polytonic|λε}}-''' || '''-{{polytonic|λύ}}'''-||'''-{{polytonic|μην}}'''
|}
{|{{prettytable}}
!
!Temi in vocale ({{polytonic|λύω}})||Temi in consonante ({{polytonic|φαίνω}}, in nasale)
|-
!1º singolare
|{{polytonic|ἐλελύμην}}||{{polytonic|ἐπεφάσμην}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|ἐλέλυσο}}||{{polytonic|ἐπέφανσο}} / {{polytonic|πεφασμένος ἦσθα}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|ἐλέλυτο}}||{{polytonic|ἐπέφαντο}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|ἐλελύμεθα}}||{{polytonic|ἐπεφάσμεθα}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|ἐλέλυσθε}}||{{polytonic|ἐπέφανθε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|ἐλέλυντο}}||{{polytonic|{{polytonic|ἐπεφάνατο}} / {{polytonic|πεφασμένοι ἦσαν}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|ἐλέλυσθον}}||{{polytonic|ἐπέφανθον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|ἐλελύσθην}}||{{polytonic|ἐπεφάνθην}}
|}
*Nei temi in consonante, l'uscita di terza singolare -ᾰτο (da *-n̥το come nel perfetto mediopassivo) è quella originale, ma poco usata nel dialetto attico che preferisce invece la forma perifrastica.
== Futuro perfetto ==
Esiste inoltre un futuro costruito sul tema del perfetto, detto per questo anche ''futuro a raddoppiamento''. Talvolta è detto imprecisamente anche ''futuro anteriore'', ma la qualifica di "anteriore" è inesatta e fuorviante perché il greco esprime il tempo in modo assoluto: questo futuro infatti non esprime mai l'anteriorità relativa al futuro semplice, ma soltanto il risultato o lo stato nel futuro derivante da un'azione precedente. Dal punto di vista traduttivo, tuttavia, il futuro anteriore italiano è spesso la scelta appropriata:
Φράζε καὶ πεπράξεται (Platone) ''Parla e sarà come se fosse già fatto'' (opp. ''e sarà cosa fatta'', opp. ''e sarà bell'e fatto'' ecc.)
Il futuro perfetto in origine possedeva senso desiderativo, ma successivamente, a causa delle forti affinità con il futuro e con il perfetto, finì per trasportare nel futuro il valore del perfetto.
Si forma aggiungendo al tema del perfetto di un verbo il suffisso -σ- del futuro, con le stesse regole; la coniugazione è identica a quella del futuro. Esiste alla diatesi attiva e a quella medio-passiva (questo futuro, diversamente da quello semplice, non possiede un passivo separato). In quanto futuro, ha solo due modi finiti (indicativo e ottativo) e due forme nominali (infinito e participio).
===Futuro perfetto attivo===
Ha due forme: una monolettica (propria però solo di tre verbi) e una perifrastica (participio perfetto attivo + futuro di {{polytonic|εἰμί}}: {{polytonic|λελυκὼς ἔσομαι, λελυκὼς ἔσῃ, λελυκὼς ἔσται}}, ecc.) usata da tutti gli altri verbi.
I tre verbi che presentano la forma monolettica hanno tutti e tre il tema terminante in -κ- (i primi due hanno il perfetto misto, l'ultimo viene da un perfetto fortissimo senza presente):
*'''{{polytonic|τεθνήξω}}''' (da {{polytonic|θνῄσκω}}), "sarò (già) morto"
*'''{{polytonic|ἑστήξω}}''' (da {{polytonic|ἵστημι}}), "starò (in piedi)"
*'''{{polytonic|εἴξω}}''' (dal grado medio {{polytonic|ϝεικ}}- della radice del perfetto III senza presente {{polytonic|ἔοικα}}), "sembrerò"
Costruzione di '''{{polytonic|εἴξω}}''':
{|{{prettytable}}
!Radice senza raddoppiamento||Caratteristica del futuro||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|εἴκ}}-'''||'''-{{polytonic|σ}}'''-||-'''{{polytonic|ω}}'''
|}
Costruzione di '''τεθνήξω''' (da θνῄσκω):
{|{{prettytable}}
!Raddoppiamento||Radice||Ampliamento del perfetto I||Caratteristica del futuro||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|τε}}-''' ||'''-{{polytonic|θνή}}-'''||'''-{{polytonic|κ}}'''-||-'''{{polytonic|σ}}'''-||-'''{{polytonic|ω}}'''
|}
{| {{prettytable}}
!
!Indicativo||Ottativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|τεθνήξω}}||{{polytonic|τεθνήξοιμι}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|τεθνήξεις}}||{{polytonic|τεθνήξοις}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|τεθνήξει}}||{{polytonic|τεθνήξοι}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|τεθνήξεσθον}}||{{polytonic|τεθνήξοιτον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|τεθνήξεσθον}}|| {{polytonic|τεθνηξοίτην}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|τεθνήξομεν}}||{{polytonic|τεθνήξοιμεν}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|τεθνήξετε}}||{{polytonic|τεθνήξοιτε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|τεθνήξουσιν}}||{{polytonic|τεθνήξοιεν}}
|-
!Infinito||Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|τεθνήξειν}}||{{polytonic|τεθνήξων, τεθνήξουσα, τεθνῆξον}}
|}
===Futuro perfetto mediopassivo===
La diatesi mediopassiva è molto più attestata di quella attiva e ha prevalentemente valore passivo; si forma unendo al tema del perfetto il suffisso del futuro -σ- e le desinenze principali mediopassive con vocale tematica; esiste anche la forma perifrastica formata dal participio perfetto medio-passivo e il futuro di {{polytonic|εἰμί}} ({{polytonic|λελυμένος ἔσομαι}} ecc.). I temi in liquida e nasale formano solo la forma perifrastica.
{|{{prettytable}}
!Raddoppiamento||Radice||Caratteristica del futuro||Vocale tematica||Terminazione
|-
!'''{{polytonic|λε}}-'''||'''-{{polytonic|λύ}}-'''||'''-{{polytonic|σ}}'''-||-'''{{polytonic|ο}}'''-||-'''{{polytonic|μαι}}'''
|}
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo||Ottativo
|-
!1º singolare
|{{polytonic|λελύσομαι}}||{{polytonic|λελυσοίμην}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|λελύσῃ (< *λελύσεσαι)}}||{{polytonic|λελύσοιο (< *λελύσοισο)}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|λελύσεται}}||{{polytonic|λελύσοιτο}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|λελύσεσθον}}||{{polytonic|λελύσοισθον}}
|-
!3º duale
|{{polytonic|λελύσεσθον}}|| {{polytonic|λελυσοίσθην}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|λελυσόμεθα}}||{{polytonic|λελυσοίμεθα}}
|-
!2º plurale
|{{polytonic|λελύσεσθε}}||{{polytonic|λελύσοισθε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|λελύσονται}}||{{polytonic|λελύσοιντο}}
|-
! Infinito|| Participio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|λελύσεσθαι}}||{{polytonic|λελυσόμενος, λελυσομένη, λελυσόμενον}}
|}
===Futuro di οἶδα===
Esiste inoltre un futuro perfetto formato sul tema {{polytonic|ἰδ-/εἰδ-/οἰδ-}}, e quindi derivante da {{polytonic|οἶδα}}; il significato sarà ovviamente "saprò". Ha due forme medie dal significato attivo: '''{{polytonic|εἴσομαι}}''' (da *{{polytonic|εἴδ-σομαι}}) e '''{{polytonic|εἰδήσομαι}}''' (con ampliamento in -η-):
{|{{prettytable}}
!
!Indicativo medio||Ottativo medio||Indicativo medio||Ottativo medio
|-
!1º singolare
|{{polytonic|εἴσομαι}}||{{polytonic|εἰσοίμην}}||{{polytonic|εἰδήσομαι}}||{{polytonic|εἰδησοίμην}}
|-
!2º singolare
|{{polytonic|εἴσῃ}}||{{polytonic|εἴσοιο}}||{{polytonic|εἰδήσῃ}}|| {{polytonic|εἰδήσοιο}}
|-
!3º singolare
|{{polytonic|εἴσεται}}||{{polytonic|εἴσοιτο}}||{{polytonic|εἰδήσεται}}||{{polytonic|εἰδήσοιτο}}
|-
!2º duale
|{{polytonic|εἴσεσθον}}||{{polytonic|εἴσοισθον}}||{{polytonic|εἰδήσεσθον}}||{{polytonic|εἰδήσοισθτον}}
|-
!3º duale
||{{polytonic|εἴσεσθον}}||{{polytonic|εἰσοίσθην}}||{{polytonic|εἰδήσεσθον}}||{{polytonic|εἰδησοίσθην}}
|-
!1º plurale
|{{polytonic|εἰσόμεθα}}||{{polytonic|εἰσοίμεθα}}||{{polytonic|εἰδησόμεθα}}||{{polytonic|εἰδησοίμεθα}}|
|-
!2º plurale
|{{polytonic|εἴσεσθε}}||{{polytonic|εἴσοισθε}}||{{polytonic|εἰδήσεσθε}}||{{polytonic|εἰδήσοισθε}}
|-
!3º plurale
|{{polytonic|εἴσονται}}||{{polytonic|εἴσοιντο}}||{{polytonic|εἰδήσονται}}||{{polytonic|εἰδήσοιντο}}
|-
! Infinito medio||Participio medio||Infinito medio||Participio medio
|-
|style="text-align: center;"|{{polytonic|εἴσεσθαι}}||{{polytonic|εἰσόμενος, εἰσομένη, εἰσόμενον}}||{{polytonic|εἰδήσεσθαι}}||{{polytonic|εἰδησόμενος, εἰδησομένη, εἰδησόμενον}}
|}
==Note==
<references/>
{{Avanzamento|100%|4 maggio 2011}}
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Galati Antonello
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Chimica organica per il liceo/Richiami di chimica inorganica/Esercizi
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Domande
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wikitext
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{{A}}
{{Avanzamento|0%|8 febbraio 2026}}
== Esercizi sulla teoria VB e il legame covalente ==
=== Esercizio 1 ===
Che cosa si intende per legame covalente e in che modo si forma tra due atomi?
=== Esercizio 2 ===
Qual è la differenza tra legame covalente puro e legame covalente polare?
=== Esercizio 3 ===
Spiega il significato di elettronegatività e il suo ruolo nella polarità dei legami.
=== Esercizio 4 ===
Secondo la teoria VB, che cosa avviene quando due orbitali atomici si sovrappongono?
=== Esercizio 5 ===
Qual è la differenza tra sovrapposizione frontale e laterale degli orbitali?
=== Esercizio 6 ===
Che cosa sono i legami σ (sigma) e π (pi greco)? Indica anche come si formano.
=== Esercizio 7 ===
Perché un doppio legame è composto da un legame σ e uno π?
=== Esercizio 8 ===
Spiega perché il legame triplo tra due atomi è più corto e più forte di un legame semplice.
=== Esercizio 9 ===
Che cosa si intende per ibridazione degli orbitali?
=== Esercizio 10 ===
Descrivi l’ibridazione sp³ e indica la geometria molecolare associata.
=== Esercizio 11 ===
Quali caratteristiche presenta una molecola con ibridazione sp²?
=== Esercizio 12 ===
In quali casi si verifica l’ibridazione sp e quale geometria produce?
=== Esercizio 13 ===
Perché la molecola del metano (CH₄) ha struttura tetraedrica?
=== Esercizio 14 ===
Spiega la struttura elettronica e geometrica dell’etene (C₂H₄).
=== Esercizio 15 ===
Descrivi la formazione del triplo legame nella molecola di etino (C₂H₂).
=== Esercizio 16 ===
Qual è la relazione tra teoria VB e geometria molecolare?
=== Esercizio 17 ===
Perché i legami π limitano la libera rotazione degli atomi?
=== Esercizio 18 ===
Quali differenze esistono tra molecole polari e apolari? Fai un esempio per ciascun caso.
=== Esercizio 19 ===
Come varia la lunghezza del legame covalente al variare dell’ordine di legame?
=== Esercizio 20 ===
Quali sono i principali limiti della teoria del legame di valenza nello studio delle molecole?
== Esercizi su etano/metano - etene - etino e relativa ibridazione e geometria ==
=== Esercizio 1 ===
1) Osservando la seguente molecola, considerando i legami e che la distanza tra i due H risulta circa 109°, qual è il nome ad essa assegnato?
[[File:Molecola etene, etino,etano.png|centro|miniatura]]
'''A''' Etene
'''B''' Etino
'''C''' Etano
=== Esercizio 2 ===
2) Rappresenta, attraverso la simbologia di Lewis, la molecola dell'etino
=== Esercizio 3 ===
3) Quale seguente affermazione sull'etilene (comunemente detto etene) è '''sbagliata'''
'''A''' E' una molecola che compie reazioni esotermiche
'''B''' E' il più semplice degli alcheni
'''C''' E' ibridato sp3
'''D''' E' poco solubile in acqua
=== Esercizio 4 ===
4) Nella molecola dell'etano quali sono gli orbitali ibridi che permettono alla molecola di ruotare?
=== Esercizio 5 ===
L'acetilene è il nome comune che rispecchia quale nome IUPAC?
'''A''' Etene
'''B''' Etano
'''C''' Etino
=== Esercizio 6 ===
Qual è la geometria tipica degli alcheni, e di conseguenza dell'etene?
'''A''' Triangolare planare
'''B''' Geometria lineare
=== Esercizio 7 ===
Riscrivi, utilizzando la formula condensata, la formula dell'etano
=== Esercizio 8 ===
Nella molecola di etino, quali sono gli orbitali ibridi?
'''A''' 3σ e 2π
'''B''' 2σ e 2π
'''C''' 3σ e 1π
=== Esercizio 9 ===
In quale molecola la distanza tra i due atomi di carbonio è minore?
'''A''' Etene
'''B''' Etano
'''C''' Etino
=== Esercizio 10 ===
Quanti legami σ e π ci sono in totale in una molecola di etene?
=== Esercizio 11 ===
Quale delle seguenti affermazioni non appartiene alla molecole dell'etino?
'''A''' I suoi atomi di carbonio sono ibridati sp
'''B''' E' un idrocarburo lineare
'''C''' Permette la libera rotazione attorno al legame tra C e C
'''D''' Contiene due legami π
=== Esercizio 12 ===
Immagina di avere tre bombole con rispettivamente etene, etano ed etino; se le apro all'aria quale produce una fiamma con molto fumo nero (indice di una percentuale di carbonio più alta rispetto all'idrogeno)?
'''A''' Etene
'''B''' Etano
'''C''' Etino
=== Esercizio 13 ===
Qual è il tipo di ibridazione degli atomi di carbonio nella molecola di etano?
=== Esercizio 14 ===
Nell'etino, quanti orbitali rimangono non ibridati su ciascun atomo di carbonio?
=== Esercizio 15 ===
Perché nella molecola dell'etino non è possibile la libera rotazione attorno al legame carbonio-carbonio?
=== Esercizio 16 ===
Mettendo in ordine di lunghezza crescente il legame carbonio-carbonio, qual è la sequenza corretta tra etene, etano ed etino?
=== Esercizio 17 ===
Considerando il numero di legami σ, qual è la differenza tra metano ed etano?
=== Esercizio 18 ===
Determina se la seguente affermazione è vera o falsa: l'ibridazione sp dell'etino permette la formazione di angoli di 120?
'''V F'''
=== Esercizio 19 ===
Quale molecola si forma alla reazione tra etene ed acqua?
=== Esercizio 20 ===
Quali molecole, tra alcani, alcheni ed alchini, sono solitamente sature?
== Esercizi su molecole con O, N, P, S e relative ibridazioni e geometria ==
=== Esercizio 41 ===
Nell'acido acetico (CH<sub>3</sub>COOH), confronta i due atomi di ossigeno. Hanno la stessa ibridazione?
=== Esercizio 42 ===
Nella metilammina (CH<sub>3</sub>NH<sub>2</sub>), indica l'ibridazione dell'azoto e descrivi la geometria dei domini elettronici (inclusi i doppietti solitari).
=== Esercizio 43 ===
Nell'acetonitrile CH<sub>3</sub>CN, determina l'ibridazione dell'atomo di azoto e la geometria del legame tra C e N.
[[File:Acetonitrile-2D-flat.svg|sinistra|miniatura|acetonitrile]]
=== Esercizio 44 ===
Quali sono l'ibridazione e la geometria dell'ossigeno centrale che fa da "ponte"?
[[File:Acetic anhydride-2D-skeletal.png|sinistra|miniatura|anidride acetica]]
=== Esercizio 45 ===
Nel dietiletere (CH<sub>3</sub>-CH<sub>2</sub>-O-CH<sub>2</sub>-CH<sub>3</sub>), l'atomo di ossigeno è legato a due atomi di carbonio. Qual è il numero di domini elettronici totali (legami + doppietti liberi) attorno all'ossigeno e quale ibridazione ne deriva?
=== Esercizio 46 ===
Negli aldeidi e nei chetoni è presente il gruppo C=O (carbonile). Quanti legami totali forma l'ossigeno in questo caso? Che tipo di ibridazione ha se la geometria attorno al carbonio è trigonale planare?
=== Esercizio 47 ===
Nella metilammina (CH<sub>3</sub>-NH<sub>2</sub>), l'azoto ha un doppietto elettronico non condiviso. Indica l'ibridazione dell'azoto e spiega perché la geometria non è planare ma piramidale.
=== Esercizio 48 ===
Nel dimetilsolfuro (CH<sub>3</sub>-S-CH<sub>3</sub>), lo zolfo è l'atomo centrale. Descrivi l'ibridazione e indica la geometria della molecola disegnandola.
=== Esercizio 49 ===
Nel metanolo (CH<sub>3</sub>OH) quanti doppietti elettronici "non condivisi" rimangono sull'ossigeno? Qual è la sua ibridazione e la forma della molecola di cui fa parte?
=== Esercizio 50 ===
Nell'ammoniaca (NH3), l'atomo di azoto forma tre legami singoli con tre atomi di idrogeno. Qual è l'ibridazione dell'azoto? Perché la geometria della molecola non è un tetraedro perfetto ma una piramide trigonale?
=== Esercizio 51 ===
Identifica le coppie non leganti, l'ibridazione e la geometria molecolare dello zolfo nel biossido di zolfo (SO<sub>2</sub>).
=== Esercizio 52 ===
Identifica tutte le coppie di elettroni non leganti nella seguente molecola e descrivi la geometria che ti aspetti per questo atomo: l'atomo di azoto nella dimetilammina (CH<sub>3</sub>)<sub>2</sub>NH
=== Esercizio 53 ===
Identifica tutte le coppie di elettroni non leganti nella seguente molecola e descrivi la geometria che ti aspetti per questo atomo: l'atomo di fosforo nell'acido fosforico H<sub>3</sub>PO<sub>4</sub>
=== Esercizio 54 ===
Identifica tutte le coppie di elettroni non leganti nella seguente molecola e descrivi la geometria che ti aspetti per questo atomo: l'atomo di zolfo nell'amminoacido metionina C<sub>5</sub>H<sub>11</sub>NO<sub>2</sub>S
=== Esercizio 55 ===
Qual è l'ibridazione dell'azoto dell'azoturo di sodio (NaN<sub>3</sub>)
-sp
-sp<sup>3</sup>d
-sp<sup>2</sup>
-sp<sup>3</sup>
=== Esercizio 56 ===
Qual è la geometria molecolare dello zolfo nella molecola SF<sub>4</sub>?
-tetraedica
-ottaedrica
-bipiramidale trigonale
-bipiramidale quadrata
=== Esercizio 57 ===
Nel metanolo (CH3OH) com'è ibridato l'ossigeno e qual è la sua geometria?
-sp<sup>3</sup>, geometria tetraedica
-sp<sup>2</sup>, geometria trigonale planare
-sp<sup>3</sup>, geometria angolata
-sp<sup>2</sup>, geometria lineare
=== Esercizio 58 ===
Perché l'atomo di zolfo nell' Idrogeno Solforato (H<sub>2</sub>S) ha un angolo di circa 92°?
-per la presenza di un legame triplo
-perché l'idrogeno è molto piccolo
-perché lo zolfo è molto grande e non si ibrida quasi per nulla
-per la presenza di un legame triplo
=== Esercizio 59 ===
Identifica le coppie non leganti, l'ibridazione e la geometria dell'ossigeno nella molecola d'acqua (H2O).
=== Esercizio 60 ===
Determina l'ibridazione e la geometria del carbonio nel formaldeide (CH2O), dove il carbonio è legato a due idrogeni con legami singoli e all'ossigeno con un legame doppio.
[[File:Formaldeide formula.PNG|sinistra|miniatura|formaldeide]]
== Esercizi sulla forza di acidi e basi e pKa ==
'''<big>Per ogni molecola, indica l'idrogeno (o la posizione) che verrebbe rimosso per primo da una base.</big>'''
=== Esercizio 61 ===
[[File:2-Cloroetanolo (1).png|nessuno|miniatura|124x124px]]
Soluzione:Il protone del gruppo -OH
<big>'''Esercizio 62'''</big>
[[File:Acetoacetic acidl.png|nessuno|miniatura|112x112px]]
Soluzione:Il protone del gruppo -COOH
'''<big>Esercizio 63</big>'''
[[File:1,3-Cyclohexadiene.png|nessuno|miniatura|118x118px]]
Soluzione:I protoni sui carboni sp3
'''<big>Esercizio 64</big>'''
[[File:4-Nitrophenolc.png|nessuno|miniatura|110x110px]]
Soluzione:Il protone del gruppo -OH
'''<big>Esercizio 65</big>'''
[[File:Propanall.png|nessuno|miniatura|122x122px]]
Soluzione:I protoni sul gruppo CH2 accanto al carbonile
'''<big>Esercizio 66</big>'''
[[File:Imgsrvl.png|nessuno|miniatura|104x104px]]
Soluzione: I protoni sul carbonio centrale
'''<big>Esercizio 67</big>'''
[[File:Methylacetoacetate.png|nessuno|miniatura|116x116px]]
Soluzione: I protoni sul carbonio centrale
'''<big>Esercizio 68</big>'''
[[File:Imgsrv (1).png|nessuno|miniatura|98x98px]]
Soluzione:Il protone legato all'ossigeno
'''<big>Esercizio 69</big>'''
[[File:1,4-Pentadiene.png|nessuno|miniatura|73x73px]]
Soluzione: I protoni sul carbonio centrale sp3
<big>'''Esercizio 70'''</big>
[[File:Acetylacetone..png|nessuno|miniatura|68x68px]]
Soluzione: I protoni sul carbonio centrale CH2
'''<big>Determina quale dei due composti è più acido</big>'''
'''<big>Esercizio 71</big>'''
CH3OH vs CHSH
Soluzione: Metantiolo
'''<big>Esercizio 72</big>'''
CF3COOH vs CClCOOH
Soluzione :Acido trifluoroacetico
'''<big>Esercizio 73</big>'''
C6H5OH vs C6H12
Soluzione :Fenolo
'''<big>Esercizio 74</big>'''
HC=CH vs H2C=CH2
Soluzione: Acetilene
'''<big>Esercizio 75</big>'''
CH3CH2COOH vs CH3CHFCOOH
Soluzione: Acido 2-fluoropropionico
'''<big>Esercizio 76</big>'''
C4H5N vs C4H9N
Soluzione: Pirrolo
'''<big>Esercizio 77</big>'''
CH3CH2NH2 vs CH3CH2OH
Soluzione: Etanolo
'''<big>Esercizio 78</big>'''
C6H5COOH vs CH3OC6H4COOH
Soluzione: Acido Benzoico
'''<big>Esercizio 79</big>'''
CH3CH2OH vs CF3CH2OH
Soluzione: Etanolo
'''<big>Esercizio 80</big>'''
HC=CH VS NH3
Soluzione: Acetilene
== Esercizi di acidi e basi secondo Lewis ==
=== Esercizio 81 ===
Con l'utilizzo di frecce curve, mostra come l'acetaldeide, CH3CHO, può agire da base di Lewis.
'''Strategia'''
Una base di Lewis cede una coppia di elettroni a un acido di Lewis. Dobbiamo dunque individuare le coppie di elettroni non condivise sull'acetaldeide e utilizzare una freccia curva per mostrare il movimento di una coppia verso l'atomo di idrogeno dell'atomo.
soluzione da scrivere sotto hai due opzioni o descrivi a parole la soluzione oppure non potendo copiare l'immagine disegnala su un foglio ed importa l'immagine
=== Esercizio 82 ===
Per ogni coppia di composti, sotto riportati, evidenzia il protone più acido e identifica il composto più acido.
manca foto
=== Esercizio 83 ===
Giustifica la formazione dello ione ossonio H3O+ nella reazione acido-base di Lewis.
=== Esercizio 84 ===
Nella seguente reazione acido-base di Lewis
NH3 + H+ = NH4+
# L’ammoniaca cede il doppietto elettronico allo ione H+
# Lo ione H+ è la base
# L’ammoniaca condivide il doppietto elettronico con lo ione H+
# L’ammoniaca è l’acido
=== Esercizio 85 ===
Identifica quale delle seguenti specie agisce come acido di Lewis e quale come base di Lewis:
# BF3
# NH3
# AlCl3
# H-
=== Esercizio 86 ===
Nella reazione BF3 + NH3 -> F3B - NH3, spiega perché il boro può accettare un doppietto elettronico nonostante sia un atomo neutro.
=== Esercizio 87 ===
In chimica organica, le basi di Lewis sono spesso chiamate nucleofili e gli acidi di Lewis elettrofili.
Classifica le seguenti specie:
# CH3O-
# FE3+
# H2O
# CO2
=== Esercizio 88 ===
Scrivi il prodotto della reazione tra il cloruro di alluminio (AlCl3) e lo ione cloruro (Cl-). Indica chi è l'acido e chi la base.
=== Esercizio 89 ===
Quando il sale CuSO4 si scioglie in acqua, lo ione Cu2+ viene idratato formando [Cu(H2O)6]2+.
* Quale specie funge da acido di Lewis?
* Quale tipo di legame si forma tra il metallo e l'acqua?
=== Esercizio 90 ===
Analizza la reazione: CO2 + OH- -> HCO3-.
Disegna (o descrivi) come il carbonio della CO2 possa accettare un doppietto elettronico dall'ossigeno dello ione idrossido.
=== Esercizio 91 ===
Tutte le basi di Brønsted-Lowry sono anche basi di Lewis, ma non tutti gli acidi di Lewis sono acidi di Brønsted-Lowry. Spiega questa affermazione usando l'esempio di BF3 e HCl.
=== Esercizio 92 ===
Ordina i seguenti alogenuri di boro in ordine crescente di acidità di Lewis (capacità di accettare elettroni).
# BF3
# BCl3
# BBr3
=== Esercizio 93 ===
Identifica l'acido e la base di Lewis per le seguenti reazioni:
H<sup>+</sup> (acido/base) + PH<sub>3</sub> (acido/base) → PH<sub>4</sub><sup>+</sup>
FeCl<sub>3</sub> (acido/base) + Cl<sup>-</sup> (acido/base) → FeCl<sub>4</sub><sup>-</sup>
NH<sub>3</sub> (acido/base) + BF<sub>3</sub> (acido/base) → H<sub>3</sub>NBF<sub>3</sub>
=== Esercizio 94 ===
Il pH di una soluzione passa da 5 a 6. La concentrazione degli ioni idrogeno:
# dimezza
# raddoppia
# aumenta di 10 volte
# diminuisce di 10 volte
=== Esercizio 95 ===
=== Esercizio 96 ===
=== Esercizsio97 ===
=== Esercizio 98 ===
=== Esercizio 99 ===
=== Esercizio 100 ===
== Esercizi sui legami intermolecolari ==
=== Esercizio 101 ===
Le forze di attrazione elettrostatica tra molecole che hanno un'estremità positiva e un'estremità negativa sono:
A- I legami ionici
B- Le forze di London
C- Le forze dipolo-dipolo
D- I legami metallici
=== Esercizio 102 ===
Le forze di Dispersione di London avvengono tra:
A- dipoli permanenti
B- molecole d'acqua
C- dipoli temporanei
D- ioni di carica opposta
=== Esercizio 103 ===
Per ciascuna delle seguenti sostanze, indica il tipo di forza intermolecolare prevalente:
A. H<sub>2</sub>O (Acqua)
B. CH<sub>4</sub> (Metano)
C. NH<sub>3</sub> (Ammoniaca)
D. HBr (Acido bromidrico)
E. He (Elio)
F. I<sub>2</sub> (Iodio molecolare)
=== Esercizio 104 ===
Vero o falso?
# Le forze di Dispersione di London sono presenti in tutte le molecole, sia polari che apolari. [V/F]
# Il legame a idrogeno è un legame intramolecolare (interno alla molecola).[V/F]
# Le molecole apolari possono sciogliersi bene in solventi polari come l'acqua. [V/F]
# Più forti sono i legami intermolecolari, maggiore sarà la tensione superficiale di un liquido. [V/F]<br />
=== Esercizio 105 ===
Spiega brevemente le ragioni chimiche dei seguenti fenomeni:
# Perché l'etanolo (CH<sub>3</sub>CH<sub>2</sub>OH) ha un punto di ebollizione molto più alto del dimetilene (CH<sub>3</sub>OCH<sub>3</sub>), nonostante abbiano la stessa massa molecolare?
# Perché l'acqua allo stato solido (ghiaccio) è meno densa dell'acqua allo stato liquido?
# Perché i gas nobili con atomi più grandi (come lo Xeno) hanno punti di ebollizione più alti rispetto a quelli con atomi piccoli (come il Neon)?
=== Esercizio 106 ===
Considera il ciclopropano (C<sub>3</sub>H<sub>6</sub>) e l'acetonitrile (CH<sub>3</sub>CN). Entrambi hanno una massa molecolare simile (circa 41-42g/mol), ma l'acetonitrile bolle ad una temperatura molto più alta. Sapendo che l'acetonitrile ha un forte momento di dipolo mentre il ciclopropano è apolare, spiega quale tipo di interazione molecolare aggiuntiva è presente nell'acetonitrile e come influenza il suo stato di aggregazione?
=== Esercizio 107 ===
Nella tavola periodica, scendendo lungo il gruppo dei gas nobili e degli alogeni, si può notare un aumento costante della temperatura di ebollizione. Qual è la relazione tra il numero di elettroni (massa molare) di una molecola e l'intensità delle forze di dispersione di London? Definisci il termine polarizzabilità e spiega perché una nuvola elettronica più grande è più facile da deformare rispetto ad una piccola.
=== Esercizio 108 ===
Prendi a caso due idrocarburi con la stessa formula chimica (C<sub>5</sub>H<sub>12</sub>): il n-pentano (catena lineare) e il neopentano (struttura ramificata). Il n-pentano ha una temperatura di ebollizione di 36°C, mentre il neopentano di 9°C. Basandoti sulla teoria delle forze di London, spiega perché una molecola allungata ha interazioni più forti rispetto ad una molecola compatta e sferica.
=== esercizio 109 ===
In teoria, i punti di ebollizione dovrebbero aumentare all'aumentare della massa molecolare. Tuttavia, l'acqua, che è molto leggera, bolle ad una temperatura molto più alta rispetto alle molecole più pesanti come l'acido solfidrico. Quali sono i tre elementi chimici che, se legati all'idrogeno, permettono la formazioni di legami ad idrogeno? Perché il legame ad idrogeno è considerato un'interazione dipolo-dipolo speciale?
=== Esercizio 110 ===
Quale tipo di forza intermolecolare si stabilisce tra molecole che possiedono un dipolo istantaneo causato dal movimento asimmetrico degli elettroni?
# Legami a idrogeno
# Forze di dispersione di London
# Forze dipolo-dipolo
# Legami covalenti
=== Esercizio 111 ===
Perché l'acido fluoridrico (HF) ha un punto di ebollizione molto più alto rispetto all'acido cloridrico (HCl), nonostante il cloro sia più pesante del fluoro?
=== Esercizio 112 ===
Indica il tipo di forza intermolecolare prevalente per l' idrogeno solforato (H<sub>2</sub>S).
''(Nota: lo zolfo ha un'elettronegatività simile al carbonio).''
=== Esercizio 113 ===
"All'aumentare della massa molecolare di una serie di idrocarburi lineari (come alcani), il punto di ebollizione diminuisce perché la molecola diventa più pesante e difficile da muovere." [V/F]
=== Esercizio 114 ===
Quale tra queste sostanze presenta solo forze di dispersione di London?
# Metanolo (CH<sub>3</sub>OH)
# 2. Acqua (H<sub>2</sub>O)
# Tetrafluorometano (CF<sub>4</sub>)
# Ammoniaca (NH<sub>3</sub>)
=== Esercizio 115 ===
Quale dei seguenti atomi, se legato all'idrogeno, NON permette la formazione di un legame a idrogeno?
# Ossigeno (O)
# Azoto (N)
# Fluoro (F)
# Carbonio (C)
=== Esercizio 116 ===
"Le forze di London sono presenti in tutte le molecole, sia polari che apolari." [V/F]
=== Esercizio 117 ===
Cos'è la polarizzabilità di una nuvola elettronica e come influenza l'intensità delle forze di London?
=== Esercizio 118 ===
Perché lo Iodio (I<sub>2</sub>) è solido a temperatura ambiente mentre il Fluoro (F<sub>2</sub>) è un gas, nonostante siano entrambi alogeni apolari?[[File:Big red line.jpg|centro]]
== Soluzioni agli esercizi ==
* Esercizio 1:
* Esercizio 2:
* Ecc. ecc.
Esercizio 21: '''A''' etene
* Esercizio 22: Ecco la rappresentazione, attraverso la simbologia di Lewis, della molecola dell'etino
[[File:Etino.png|centro|miniatura|306x306px|
*
]]
* Esercizio 23: '''C,''' è ibridato sp2
* Esercizio 24: Il legame σ
* Esercizio 25: '''C''' Etino
* Esercizio 26: '''A''' Triangolare planare
* Esercizio 27: '''HзCCHз'''
* Esercizio 28: '''A'''
* Esercizio 29: '''C,''' l'etino, per via del suo triplo legame
* Esercizio 30: 5 legami σ(4 tra C e H, 1 tra C e C), 1 legame π(il secondo legame tra C e C)
* Esercizio 31: '''C''' , la libera rotazione è possibile solo nell'etano
* Esercizio 32: '''C'''
* Esercizio 33: Sp3
* Esercizio 34: Due
* Esercizio 35: Per la presenza dei legami π che richiedono il mantenimento della sovrapposizione laterale (la rotazione distruggerebbe il legame π)
* Esercizio 36: Etino ≥ etene ≥ etano
* Esercizio 37: Il metano ha 4 legami , l'etano ne ha 7 (contando 6 tra C e H, 1 tra C e C)
* Esercizio 38: '''F,''' gli angoli sono di 180
* Esercizio 39: Si forma l'etanolo
* Esercizio 40: Gli alcani
* Esercizio 41: No, sono diversi. L'ossigeno del carbonile (C=O) è ibridato sp<sup>2</sup>, mentre l'ossigeno dell'ossidrile (-OH) è ibridato sp<sup>3</sup><sup>.</sup>
* Esercizio 42: L'azoto è ibridato sp<sup>3</sup>. La geometria dei domini elettronici è tetraedrica, ma la geometria molecolare (osservando solo gli atomi) è piramidale trigonale.
Esercizio 43: L'azoto è ibridato sp. La geometria del legame tra C e N è lineare (180°).
* Esercizio 44: L'ossigeno centrale che funge da ponte tra i due gruppi è ibridato sp<sup>3</sup> con geometria piegata.
* Esercizio 45: L'ossigeno ha 4 domini elettronici (2 legami singoli con i carboni e 2 doppietti solitari). L'ibridazione è sp<sup>3</sup>. Di conseguenza, la geometria attorno all'ossigeno è piegata.
* Esercizio 46: L'ossigeno forma un doppio legame. Ha un'ibridazione sp<sup>2</sup>. Poiché il carbonio è trigonale planare, l'intera struttura del gruppo C=O giace su un unico piano.
* Esercizio 47: L'azoto è ibridato sp<sup>3</sup>. La geometria è piramidale trigonale. Il doppietto occupa uno dei quattro vertici del tetraedro, spingendo i tre legami verso il basso.
* Esercizio 48: L'ibridazione è sp<sup>3</sup> e la geometria è piegata. I due doppietti sullo zolfo impediscono alla molecola di essere lineare.
[[File:Dimethyl sulfide structure.svg|sinistra|miniatura|esercizio 48 - dimetilsolfuro]]
* Esercizio 49: Sull'ossigeno rimangono due doppietti non condivisi. La sua ibridazione è sp<sup>3</sup>. La geometria è, simile a quella dell'acqua, con un angolo di circa 104,5° - 109°.
* Esercizio 50: L'ibridazione è sp<sup>3</sup>, ma nonostante ciò, la geometria molecolare non è tetraedrica perché un doppietto occupa uno dei vertici del tetraedro ed esercita una repulsione maggiore rispetto ai legami, "schiacciando" gli atomi di idrogeno verso il basso.
* Esercizio 51: Lo zolfo mantiene 1 coppia di elettroni non legante. Ha 3 domini elettronici (2 legami + 1 doppietto), quindi è ibridato sp<sup>2</sup> e la geometria molecolare è angolata.
* Esercizio 52: L'azoto forma tre legami (due con i carboni, uno con l'idrogeno). Possiede 1 coppia di elettroni non leganti. Con 4 domini elettronici l'ibridazione è sp<sup>3</sup>. La geometria molecolare è piramidale trigonale.
* Esercizio 53: Il fosforo non ha coppie di elettroni non leganti. Ha 4 domini di legame attorno a sé, quindi l'ibridazione è sp<sup>3</sup> e la geometria è tetraedrica.
* Esercizio 54: lo zolfo possiede 2 coppie di elettroni non leganti. L'atomo è ibridato sp<sup>3</sup>. La geometria molecolare è angolata.
* Esercizio 55: sp.
* Esercizio 56: Bipiramidale trigonale.
* Esercizio 57: sp3, geometria angolata.
* Esercizio 58: Perché lo zolfo è molto grande e non si ibrida quasi per nulla.
* Esercizio 59: L'ossigeno possiede 2 coppie di elettroni non leganti, l'ibridazione è sp<sup>3</sup> e la geometria molecolare è angolata.
* Esercizio 60: L'ibridazione è sp<sup>2</sup> e la geometria molecolare è trigonale planare.
* Esercizio 101: C, forze dipolo-dipolo.
* Esercizio 102: C, dipoli temporanei.
* Esercizio 103: A= Legame ad idrogeno, B=Forze di London (apolare), C= Legame ad idrogeno, D= Dipolo-dipolo (polare), E= Forze di London, F= forze di London (ma intense, data la grande nuvola elettronica).
* Esercizio 104: 1. Vero, 2. Falso (è intermolecolare), 3. Falso, 4. Vero.
* Esercizio 105: 1= L'etanolo forma legami a idrogeno (grazie al gruppo -OH), l'etere no. 2= I legami a idrogeno nel ghiaccio creano una struttura cristallina esagonale aperta, aumentando il volume e diminuendo la densità. 3= Atomi più grandi sono più polarizzabili, rendendo le forze di London più forti.
* Esercizio 106: il legame a idrogeno perché esso è un caso particolare di legame dipolo-dipolo molto forte che avviene quando l'idrogeno è legato ad atomi molto elettronegativi come F, O, N.
* Esercizio 107: Per il principio "il simile scioglie il simile". L'acqua forma forti legami a idrogeno tra le proprie molecole. Le molecole di olio, essendo apolari, interagiscono solo con deboli forze di London e non hanno abbastanza energia per "rompere" i legami tra le molecole d'acqua e inserirvisi.
* Esercizio 108: L'acqua. L'acqua può formare legami a idrogeno, che richiedono molta energia (calore) per essere spezzati. Il metano è una molecola apolare che presenta solo deboli forze di London, quindi passa allo stato gassoso a temperature molto basse.
*Esercizio 109: Le forze di Dispersione di London. Essendo atomi singoli e neutri, i gas nobili non hanno dipoli permanenti. Possono attrarsi solo tramite dipoli istantanei (temporanei) che si creano quando la nuvola elettronica si sposta casualmente su un lato dell'atomo.
*Esercizio 110: 2, forze di dispersione di London
*Esercizio 111:Perché l'HF forma legami a idrogeno, che sono molto più forti delle interazioni dipolo-dipolo presenti in HCl.
*Esercizio 112:Forze dipolo-dipolo (la molecola è polare ma lo zolfo non forma legami a idrogeno).
*Esercizio 113<sup>:</sup> Falso. Il punto di ebollizione aumenta perché aumenta la polarizzabilità e quindi le forze di London.
*Esercizio 114:3, Il CF<sub>4</sub> è simmetrico, quindi apolare. Le altre formano legami a idrogeno.
*Esercizio 115: 4,Il carbonio non è abbastanza elettronegativo.
*Esercizio 116:Vero. Sono forze universali dovute al movimento degli elettroni.
*Esercizio 117:È la facilità con cui la nuvola elettronica può essere deformata. Più è grande l'atomo, più è polarizzabile, più sono forti le forze di London.
*Esercizio 118:Lo Iodio ha molti più elettroni ed è più grande; la sua nuvola elettronica è molto più *polarizzabile*, creando forze di London così forti da renderlo solido.
* LibreTexts Chemistry: [https://chem.libretexts.org/Bookshelves/Organic_Chemistry/Organic_Chemistry_(Morsch_et_al.) rganic Chemistry (Morsch et al.)]
* Openstax: [https://openstax.org/books/organic-chemistry/pages/1-additional-problems esercizi1] - [https://openstax.org/books/organic-chemistry/pages/2-additional-problems esercizi2] e [https://openstax.org/books/organic-chemistry/pages/chapter-1 soluzioni1] - [https://openstax.org/books/organic-chemistry/pages/chapter-2 soluzioni2]
* [https://www.chemistrysteps.com/ Chemistry Steps]: alla fine di ogni capitoletto ci sono esercizi a cui ispirarsi (non ci sono le soluzioni)
* [https://app.molview.com/ MolView]: per disegnare molecole organiche
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Risposte alle domande
497820
wikitext
text/x-wiki
{{A}}
{{Avanzamento|0%|8 febbraio 2026}}
== Esercizi sulla teoria VB e il legame covalente ==
=== Esercizio 1 ===
Che cosa si intende per legame covalente e in che modo si forma tra due atomi?
=== Esercizio 2 ===
Qual è la differenza tra legame covalente puro e legame covalente polare?
=== Esercizio 3 ===
Spiega il significato di elettronegatività e il suo ruolo nella polarità dei legami.
=== Esercizio 4 ===
Secondo la teoria VB, che cosa avviene quando due orbitali atomici si sovrappongono?
=== Esercizio 5 ===
Qual è la differenza tra sovrapposizione frontale e laterale degli orbitali?
=== Esercizio 6 ===
Che cosa sono i legami σ (sigma) e π (pi greco)? Indica anche come si formano.
=== Esercizio 7 ===
Perché un doppio legame è composto da un legame σ e uno π?
=== Esercizio 8 ===
Spiega perché il legame triplo tra due atomi è più corto e più forte di un legame semplice.
=== Esercizio 9 ===
Che cosa si intende per ibridazione degli orbitali?
=== Esercizio 10 ===
Descrivi l’ibridazione sp³ e indica la geometria molecolare associata.
=== Esercizio 11 ===
Quali caratteristiche presenta una molecola con ibridazione sp²?
=== Esercizio 12 ===
In quali casi si verifica l’ibridazione sp e quale geometria produce?
=== Esercizio 13 ===
Perché la molecola del metano (CH₄) ha struttura tetraedrica?
=== Esercizio 14 ===
Spiega la struttura elettronica e geometrica dell’etene (C₂H₄).
=== Esercizio 15 ===
Descrivi la formazione del triplo legame nella molecola di etino (C₂H₂).
=== Esercizio 16 ===
Qual è la relazione tra teoria VB e geometria molecolare?
=== Esercizio 17 ===
Perché i legami π limitano la libera rotazione degli atomi?
=== Esercizio 18 ===
Quali differenze esistono tra molecole polari e apolari? Fai un esempio per ciascun caso.
=== Esercizio 19 ===
Come varia la lunghezza del legame covalente al variare dell’ordine di legame?
=== Esercizio 20 ===
Quali sono i principali limiti della teoria del legame di valenza nello studio delle molecole?
== Esercizi su etano/metano - etene - etino e relativa ibridazione e geometria ==
=== Esercizio 1 ===
1) Osservando la seguente molecola, considerando i legami e che la distanza tra i due H risulta circa 109°, qual è il nome ad essa assegnato?
[[File:Molecola etene, etino,etano.png|centro|miniatura]]
'''A''' Etene
'''B''' Etino
'''C''' Etano
=== Esercizio 2 ===
2) Rappresenta, attraverso la simbologia di Lewis, la molecola dell'etino
=== Esercizio 3 ===
3) Quale seguente affermazione sull'etilene (comunemente detto etene) è '''sbagliata'''
'''A''' E' una molecola che compie reazioni esotermiche
'''B''' E' il più semplice degli alcheni
'''C''' E' ibridato sp3
'''D''' E' poco solubile in acqua
=== Esercizio 4 ===
4) Nella molecola dell'etano quali sono gli orbitali ibridi che permettono alla molecola di ruotare?
=== Esercizio 5 ===
L'acetilene è il nome comune che rispecchia quale nome IUPAC?
'''A''' Etene
'''B''' Etano
'''C''' Etino
=== Esercizio 6 ===
Qual è la geometria tipica degli alcheni, e di conseguenza dell'etene?
'''A''' Triangolare planare
'''B''' Geometria lineare
=== Esercizio 7 ===
Riscrivi, utilizzando la formula condensata, la formula dell'etano
=== Esercizio 8 ===
Nella molecola di etino, quali sono gli orbitali ibridi?
'''A''' 3σ e 2π
'''B''' 2σ e 2π
'''C''' 3σ e 1π
=== Esercizio 9 ===
In quale molecola la distanza tra i due atomi di carbonio è minore?
'''A''' Etene
'''B''' Etano
'''C''' Etino
=== Esercizio 10 ===
Quanti legami σ e π ci sono in totale in una molecola di etene?
=== Esercizio 11 ===
Quale delle seguenti affermazioni non appartiene alla molecole dell'etino?
'''A''' I suoi atomi di carbonio sono ibridati sp
'''B''' E' un idrocarburo lineare
'''C''' Permette la libera rotazione attorno al legame tra C e C
'''D''' Contiene due legami π
=== Esercizio 12 ===
Immagina di avere tre bombole con rispettivamente etene, etano ed etino; se le apro all'aria quale produce una fiamma con molto fumo nero (indice di una percentuale di carbonio più alta rispetto all'idrogeno)?
'''A''' Etene
'''B''' Etano
'''C''' Etino
=== Esercizio 13 ===
Qual è il tipo di ibridazione degli atomi di carbonio nella molecola di etano?
=== Esercizio 14 ===
Nell'etino, quanti orbitali rimangono non ibridati su ciascun atomo di carbonio?
=== Esercizio 15 ===
Perché nella molecola dell'etino non è possibile la libera rotazione attorno al legame carbonio-carbonio?
=== Esercizio 16 ===
Mettendo in ordine di lunghezza crescente il legame carbonio-carbonio, qual è la sequenza corretta tra etene, etano ed etino?
=== Esercizio 17 ===
Considerando il numero di legami σ, qual è la differenza tra metano ed etano?
=== Esercizio 18 ===
Determina se la seguente affermazione è vera o falsa: l'ibridazione sp dell'etino permette la formazione di angoli di 120?
'''V F'''
=== Esercizio 19 ===
Quale molecola si forma alla reazione tra etene ed acqua?
=== Esercizio 20 ===
Quali molecole, tra alcani, alcheni ed alchini, sono solitamente sature?
== Esercizi su molecole con O, N, P, S e relative ibridazioni e geometria ==
=== Esercizio 41 ===
Nell'acido acetico (CH<sub>3</sub>COOH), confronta i due atomi di ossigeno. Hanno la stessa ibridazione?
=== Esercizio 42 ===
Nella metilammina (CH<sub>3</sub>NH<sub>2</sub>), indica l'ibridazione dell'azoto e descrivi la geometria dei domini elettronici (inclusi i doppietti solitari).
=== Esercizio 43 ===
Nell'acetonitrile CH<sub>3</sub>CN, determina l'ibridazione dell'atomo di azoto e la geometria del legame tra C e N.
[[File:Acetonitrile-2D-flat.svg|sinistra|miniatura|acetonitrile]]
=== Esercizio 44 ===
Quali sono l'ibridazione e la geometria dell'ossigeno centrale che fa da "ponte"?
[[File:Acetic anhydride-2D-skeletal.png|sinistra|miniatura|anidride acetica]]
=== Esercizio 45 ===
Nel dietiletere (CH<sub>3</sub>-CH<sub>2</sub>-O-CH<sub>2</sub>-CH<sub>3</sub>), l'atomo di ossigeno è legato a due atomi di carbonio. Qual è il numero di domini elettronici totali (legami + doppietti liberi) attorno all'ossigeno e quale ibridazione ne deriva?
=== Esercizio 46 ===
Negli aldeidi e nei chetoni è presente il gruppo C=O (carbonile). Quanti legami totali forma l'ossigeno in questo caso? Che tipo di ibridazione ha se la geometria attorno al carbonio è trigonale planare?
=== Esercizio 47 ===
Nella metilammina (CH<sub>3</sub>-NH<sub>2</sub>), l'azoto ha un doppietto elettronico non condiviso. Indica l'ibridazione dell'azoto e spiega perché la geometria non è planare ma piramidale.
=== Esercizio 48 ===
Nel dimetilsolfuro (CH<sub>3</sub>-S-CH<sub>3</sub>), lo zolfo è l'atomo centrale. Descrivi l'ibridazione e indica la geometria della molecola disegnandola.
=== Esercizio 49 ===
Nel metanolo (CH<sub>3</sub>OH) quanti doppietti elettronici "non condivisi" rimangono sull'ossigeno? Qual è la sua ibridazione e la forma della molecola di cui fa parte?
=== Esercizio 50 ===
Nell'ammoniaca (NH3), l'atomo di azoto forma tre legami singoli con tre atomi di idrogeno. Qual è l'ibridazione dell'azoto? Perché la geometria della molecola non è un tetraedro perfetto ma una piramide trigonale?
=== Esercizio 51 ===
Identifica le coppie non leganti, l'ibridazione e la geometria molecolare dello zolfo nel biossido di zolfo (SO<sub>2</sub>).
=== Esercizio 52 ===
Identifica tutte le coppie di elettroni non leganti nella seguente molecola e descrivi la geometria che ti aspetti per questo atomo: l'atomo di azoto nella dimetilammina (CH<sub>3</sub>)<sub>2</sub>NH
=== Esercizio 53 ===
Identifica tutte le coppie di elettroni non leganti nella seguente molecola e descrivi la geometria che ti aspetti per questo atomo: l'atomo di fosforo nell'acido fosforico H<sub>3</sub>PO<sub>4</sub>
=== Esercizio 54 ===
Identifica tutte le coppie di elettroni non leganti nella seguente molecola e descrivi la geometria che ti aspetti per questo atomo: l'atomo di zolfo nell'amminoacido metionina C<sub>5</sub>H<sub>11</sub>NO<sub>2</sub>S
=== Esercizio 55 ===
Qual è l'ibridazione dell'azoto dell'azoturo di sodio (NaN<sub>3</sub>)
-sp
-sp<sup>3</sup>d
-sp<sup>2</sup>
-sp<sup>3</sup>
=== Esercizio 56 ===
Qual è la geometria molecolare dello zolfo nella molecola SF<sub>4</sub>?
-tetraedica
-ottaedrica
-bipiramidale trigonale
-bipiramidale quadrata
=== Esercizio 57 ===
Nel metanolo (CH3OH) com'è ibridato l'ossigeno e qual è la sua geometria?
-sp<sup>3</sup>, geometria tetraedica
-sp<sup>2</sup>, geometria trigonale planare
-sp<sup>3</sup>, geometria angolata
-sp<sup>2</sup>, geometria lineare
=== Esercizio 58 ===
Perché l'atomo di zolfo nell' Idrogeno Solforato (H<sub>2</sub>S) ha un angolo di circa 92°?
-per la presenza di un legame triplo
-perché l'idrogeno è molto piccolo
-perché lo zolfo è molto grande e non si ibrida quasi per nulla
-per la presenza di un legame triplo
=== Esercizio 59 ===
Identifica le coppie non leganti, l'ibridazione e la geometria dell'ossigeno nella molecola d'acqua (H2O).
=== Esercizio 60 ===
Determina l'ibridazione e la geometria del carbonio nel formaldeide (CH2O), dove il carbonio è legato a due idrogeni con legami singoli e all'ossigeno con un legame doppio.
[[File:Formaldeide formula.PNG|sinistra|miniatura|formaldeide]]
== Esercizi sulla forza di acidi e basi e pKa ==
'''<big>Per ogni molecola, indica l'idrogeno (o la posizione) che verrebbe rimosso per primo da una base.</big>'''
=== Esercizio 61 ===
[[File:2-Cloroetanolo (1).png|nessuno|miniatura|124x124px]]
Soluzione:Il protone del gruppo -OH
<big>'''Esercizio 62'''</big>
[[File:Acetoacetic acidl.png|nessuno|miniatura|112x112px]]
Soluzione:Il protone del gruppo -COOH
'''<big>Esercizio 63</big>'''
[[File:1,3-Cyclohexadiene.png|nessuno|miniatura|118x118px]]
Soluzione:I protoni sui carboni sp3
'''<big>Esercizio 64</big>'''
[[File:4-Nitrophenolc.png|nessuno|miniatura|110x110px]]
Soluzione:Il protone del gruppo -OH
'''<big>Esercizio 65</big>'''
[[File:Propanall.png|nessuno|miniatura|122x122px]]
Soluzione:I protoni sul gruppo CH2 accanto al carbonile
'''<big>Esercizio 66</big>'''
[[File:Imgsrvl.png|nessuno|miniatura|104x104px]]
Soluzione: I protoni sul carbonio centrale
'''<big>Esercizio 67</big>'''
[[File:Methylacetoacetate.png|nessuno|miniatura|116x116px]]
Soluzione: I protoni sul carbonio centrale
'''<big>Esercizio 68</big>'''
[[File:Imgsrv (1).png|nessuno|miniatura|98x98px]]
Soluzione:Il protone legato all'ossigeno
'''<big>Esercizio 69</big>'''
[[File:1,4-Pentadiene.png|nessuno|miniatura|73x73px]]
Soluzione: I protoni sul carbonio centrale sp3
<big>'''Esercizio 70'''</big>
[[File:Acetylacetone..png|nessuno|miniatura|68x68px]]
Soluzione: I protoni sul carbonio centrale CH2
'''<big>Determina quale dei due composti è più acido</big>'''
'''<big>Esercizio 71</big>'''
CH3OH vs CHSH
Soluzione: Metantiolo
'''<big>Esercizio 72</big>'''
CF3COOH vs CClCOOH
Soluzione :Acido trifluoroacetico
'''<big>Esercizio 73</big>'''
C6H5OH vs C6H12
Soluzione :Fenolo
'''<big>Esercizio 74</big>'''
HC=CH vs H2C=CH2
Soluzione: Acetilene
'''<big>Esercizio 75</big>'''
CH3CH2COOH vs CH3CHFCOOH
Soluzione: Acido 2-fluoropropionico
'''<big>Esercizio 76</big>'''
C4H5N vs C4H9N
Soluzione: Pirrolo
'''<big>Esercizio 77</big>'''
CH3CH2NH2 vs CH3CH2OH
Soluzione: Etanolo
'''<big>Esercizio 78</big>'''
C6H5COOH vs CH3OC6H4COOH
Soluzione: Acido Benzoico
'''<big>Esercizio 79</big>'''
CH3CH2OH vs CF3CH2OH
Soluzione: Etanolo
'''<big>Esercizio 80</big>'''
HC=CH VS NH3
Soluzione: Acetilene
== Esercizi di acidi e basi secondo Lewis ==
=== Esercizio 81 ===
Con l'utilizzo di frecce curve, mostra come l'acetaldeide, CH3CHO, può agire da base di Lewis.
'''Strategia'''
Una base di Lewis cede una coppia di elettroni a un acido di Lewis. Dobbiamo dunque individuare le coppie di elettroni non condivise sull'acetaldeide e utilizzare una freccia curva per mostrare il movimento di una coppia verso l'atomo di idrogeno dell'atomo.
soluzione da scrivere sotto hai due opzioni o descrivi a parole la soluzione oppure non potendo copiare l'immagine disegnala su un foglio ed importa l'immagine
=== Esercizio 82 ===
Per ogni coppia di composti, sotto riportati, evidenzia il protone più acido e identifica il composto più acido.
manca foto
=== Esercizio 83 ===
Giustifica la formazione dello ione ossonio H3O+ nella reazione acido-base di Lewis.
=== Esercizio 84 ===
Nella seguente reazione acido-base di Lewis
NH3 + H+ = NH4+
# L’ammoniaca cede il doppietto elettronico allo ione H+
# Lo ione H+ è la base
# L’ammoniaca condivide il doppietto elettronico con lo ione H+
# L’ammoniaca è l’acido
=== Esercizio 85 ===
Identifica quale delle seguenti specie agisce come acido di Lewis e quale come base di Lewis:
# BF3
# NH3
# AlCl3
# H-
=== Esercizio 86 ===
Nella reazione BF3 + NH3 -> F3B - NH3, spiega perché il boro può accettare un doppietto elettronico nonostante sia un atomo neutro.
=== Esercizio 87 ===
In chimica organica, le basi di Lewis sono spesso chiamate nucleofili e gli acidi di Lewis elettrofili.
Classifica le seguenti specie:
# CH3O-
# FE3+
# H2O
# CO2
=== Esercizio 88 ===
Scrivi il prodotto della reazione tra il cloruro di alluminio (AlCl3) e lo ione cloruro (Cl-). Indica chi è l'acido e chi la base.
=== Esercizio 89 ===
Quando il sale CuSO4 si scioglie in acqua, lo ione Cu2+ viene idratato formando [Cu(H2O)6]2+.
* Quale specie funge da acido di Lewis?
* Quale tipo di legame si forma tra il metallo e l'acqua?
=== Esercizio 90 ===
Analizza la reazione: CO2 + OH- -> HCO3-.
Disegna (o descrivi) come il carbonio della CO2 possa accettare un doppietto elettronico dall'ossigeno dello ione idrossido.
=== Esercizio 91 ===
Tutte le basi di Brønsted-Lowry sono anche basi di Lewis, ma non tutti gli acidi di Lewis sono acidi di Brønsted-Lowry. Spiega questa affermazione usando l'esempio di BF3 e HCl.
=== Esercizio 92 ===
Ordina i seguenti alogenuri di boro in ordine crescente di acidità di Lewis (capacità di accettare elettroni).
# BF3
# BCl3
# BBr3
=== Esercizio 93 ===
Identifica l'acido e la base di Lewis per le seguenti reazioni:
H<sup>+</sup> (acido/base) + PH<sub>3</sub> (acido/base) → PH<sub>4</sub><sup>+</sup>
FeCl<sub>3</sub> (acido/base) + Cl<sup>-</sup> (acido/base) → FeCl<sub>4</sub><sup>-</sup>
NH<sub>3</sub> (acido/base) + BF<sub>3</sub> (acido/base) → H<sub>3</sub>NBF<sub>3</sub>
=== Esercizio 94 ===
Il pH di una soluzione passa da 5 a 6. La concentrazione degli ioni idrogeno:
# dimezza
# raddoppia
# aumenta di 10 volte
# diminuisce di 10 volte
=== Esercizio 95 ===
=== Esercizio 96 ===
=== Esercizsio97 ===
=== Esercizio 98 ===
=== Esercizio 99 ===
=== Esercizio 100 ===
== Esercizi sui legami intermolecolari ==
=== Esercizio 101 ===
Le forze di attrazione elettrostatica tra molecole che hanno un'estremità positiva e un'estremità negativa sono:
A- I legami ionici
B- Le forze di London
C- Le forze dipolo-dipolo
D- I legami metallici
=== Esercizio 102 ===
Le forze di Dispersione di London avvengono tra:
A- dipoli permanenti
B- molecole d'acqua
C- dipoli temporanei
D- ioni di carica opposta
=== Esercizio 103 ===
Per ciascuna delle seguenti sostanze, indica il tipo di forza intermolecolare prevalente:
A. H<sub>2</sub>O (Acqua)
B. CH<sub>4</sub> (Metano)
C. NH<sub>3</sub> (Ammoniaca)
D. HBr (Acido bromidrico)
E. He (Elio)
F. I<sub>2</sub> (Iodio molecolare)
=== Esercizio 104 ===
Vero o falso?
# Le forze di Dispersione di London sono presenti in tutte le molecole, sia polari che apolari. [V/F]
# Il legame a idrogeno è un legame intramolecolare (interno alla molecola).[V/F]
# Le molecole apolari possono sciogliersi bene in solventi polari come l'acqua. [V/F]
# Più forti sono i legami intermolecolari, maggiore sarà la tensione superficiale di un liquido. [V/F]<br />
=== Esercizio 105 ===
Spiega brevemente le ragioni chimiche dei seguenti fenomeni:
# Perché l'etanolo (CH<sub>3</sub>CH<sub>2</sub>OH) ha un punto di ebollizione molto più alto del dimetilene (CH<sub>3</sub>OCH<sub>3</sub>), nonostante abbiano la stessa massa molecolare?
# Perché l'acqua allo stato solido (ghiaccio) è meno densa dell'acqua allo stato liquido?
# Perché i gas nobili con atomi più grandi (come lo Xeno) hanno punti di ebollizione più alti rispetto a quelli con atomi piccoli (come il Neon)?
=== Esercizio 106 ===
Considera il ciclopropano (C<sub>3</sub>H<sub>6</sub>) e l'acetonitrile (CH<sub>3</sub>CN). Entrambi hanno una massa molecolare simile (circa 41-42g/mol), ma l'acetonitrile bolle ad una temperatura molto più alta. Sapendo che l'acetonitrile ha un forte momento di dipolo mentre il ciclopropano è apolare, spiega quale tipo di interazione molecolare aggiuntiva è presente nell'acetonitrile e come influenza il suo stato di aggregazione?
=== Esercizio 107 ===
Nella tavola periodica, scendendo lungo il gruppo dei gas nobili e degli alogeni, si può notare un aumento costante della temperatura di ebollizione. Qual è la relazione tra il numero di elettroni (massa molare) di una molecola e l'intensità delle forze di dispersione di London? Definisci il termine polarizzabilità e spiega perché una nuvola elettronica più grande è più facile da deformare rispetto ad una piccola.
=== Esercizio 108 ===
Prendi a caso due idrocarburi con la stessa formula chimica (C<sub>5</sub>H<sub>12</sub>): il n-pentano (catena lineare) e il neopentano (struttura ramificata). Il n-pentano ha una temperatura di ebollizione di 36°C, mentre il neopentano di 9°C. Basandoti sulla teoria delle forze di London, spiega perché una molecola allungata ha interazioni più forti rispetto ad una molecola compatta e sferica.
=== esercizio 109 ===
In teoria, i punti di ebollizione dovrebbero aumentare all'aumentare della massa molecolare. Tuttavia, l'acqua, che è molto leggera, bolle ad una temperatura molto più alta rispetto alle molecole più pesanti come l'acido solfidrico. Quali sono i tre elementi chimici che, se legati all'idrogeno, permettono la formazioni di legami ad idrogeno? Perché il legame ad idrogeno è considerato un'interazione dipolo-dipolo speciale?
=== Esercizio 110 ===
Quale tipo di forza intermolecolare si stabilisce tra molecole che possiedono un dipolo istantaneo causato dal movimento asimmetrico degli elettroni?
# Legami a idrogeno
# Forze di dispersione di London
# Forze dipolo-dipolo
# Legami covalenti
=== Esercizio 111 ===
Perché l'acido fluoridrico (HF) ha un punto di ebollizione molto più alto rispetto all'acido cloridrico (HCl), nonostante il cloro sia più pesante del fluoro?
=== Esercizio 112 ===
Indica il tipo di forza intermolecolare prevalente per l' idrogeno solforato (H<sub>2</sub>S).
''(Nota: lo zolfo ha un'elettronegatività simile al carbonio).''
=== Esercizio 113 ===
"All'aumentare della massa molecolare di una serie di idrocarburi lineari (come alcani), il punto di ebollizione diminuisce perché la molecola diventa più pesante e difficile da muovere." [V/F]
=== Esercizio 114 ===
Quale tra queste sostanze presenta solo forze di dispersione di London?
# Metanolo (CH<sub>3</sub>OH)
# 2. Acqua (H<sub>2</sub>O)
# Tetrafluorometano (CF<sub>4</sub>)
# Ammoniaca (NH<sub>3</sub>)
=== Esercizio 115 ===
Quale dei seguenti atomi, se legato all'idrogeno, NON permette la formazione di un legame a idrogeno?
# Ossigeno (O)
# Azoto (N)
# Fluoro (F)
# Carbonio (C)
=== Esercizio 116 ===
"Le forze di London sono presenti in tutte le molecole, sia polari che apolari." [V/F]
=== Esercizio 117 ===
Cos'è la polarizzabilità di una nuvola elettronica e come influenza l'intensità delle forze di London?
=== Esercizio 118 ===
Perché lo Iodio (I<sub>2</sub>) è solido a temperatura ambiente mentre il Fluoro (F<sub>2</sub>) è un gas, nonostante siano entrambi alogeni apolari?[[File:Big red line.jpg|centro]]
== Soluzioni agli esercizi ==
* Esercizio 1: Il legame covalente si forma quando due atomi condividono una o più coppie di elettroni per raggiungere una configurazione stabile.
* Esercizio 2: Nel legame covalente puro gli elettroni sono condivisi equamente; in quello polare la condivisione è disuguale.
* Esercizio 3: L’elettronegatività è la capacità di un atomo di attrarre gli elettroni di legame; determina la polarità del legame.
* Esercizio 4: Due orbitali atomici si sovrappongono e gli elettroni con spin opposto si accoppiano formando un legame covalente.
* Esercizio 5: La sovrapposizione frontale forma legami σ, quella laterale forma legami π.
* Esercizio 6: Il legame σ deriva dalla sovrapposizione frontale degli orbitali, il legame π dalla sovrapposizione laterale di orbitali p.
* Esercizio 7: Un doppio legame è formato da un legame σ e uno π.
* Esercizio 8: Il legame triplo è più corto e forte perché coinvolge tre coppie di elettroni condivise.
* Esercizio 9: L’ibridazione è il mescolamento di orbitali atomici per formare orbitali ibridi equivalenti.
* Esercizio 10: Nell’ibridazione sp³ si formano quattro orbitali equivalenti con geometria tetraedrica e angoli di 109,5°.
* Esercizio 11: L’ibridazione sp² produce una geometria trigonale planare con angoli di 120° e un orbitale p non ibridato.
* Esercizio 12: L’ibridazione sp produce una geometria lineare con angoli di 180°.
* Esercizio 13: Il metano ha struttura tetraedrica perché il carbonio è ibridato sp³.
* Esercizio 14: Nell’etene i carboni sono ibridati sp² e formano un doppio legame composto da un σ e un π.
* Esercizio 15: Nell’etino i carboni sono ibridati sp e formano un triplo legame composto da un σ e due π.
* Esercizio 16: La teoria VB collega la sovrapposizione degli orbitali alla geometria molecolare tramite l’ibridazione.
* Esercizio 17: I legami π impediscono la libera rotazione perché la rotazione romperebbe la sovrapposizione laterale degli orbitali.
* Esercizio 18: Le molecole polari hanno distribuzione asimmetrica delle cariche; quelle apolari hanno distribuzione simmetrica.
* Esercizio 19: All’aumentare dell’ordine di legame, il legame diventa più corto e più forte.
* Esercizio 20: La teoria VB non spiega completamente alcune proprietà elettroniche e magnetiche delle molecole complesse.
Esercizio 21: '''A''' etene
* Esercizio 22: Ecco la rappresentazione, attraverso la simbologia di Lewis, della molecola dell'etino
[[File:Etino.png|centro|miniatura|306x306px|
*
]]
* Esercizio 23: '''C,''' è ibridato sp2
* Esercizio 24: Il legame σ
* Esercizio 25: '''C''' Etino
* Esercizio 26: '''A''' Triangolare planare
* Esercizio 27: '''HзCCHз'''
* Esercizio 28: '''A'''
* Esercizio 29: '''C,''' l'etino, per via del suo triplo legame
* Esercizio 30: 5 legami σ(4 tra C e H, 1 tra C e C), 1 legame π(il secondo legame tra C e C)
* Esercizio 31: '''C''' , la libera rotazione è possibile solo nell'etano
* Esercizio 32: '''C'''
* Esercizio 33: Sp3
* Esercizio 34: Due
* Esercizio 35: Per la presenza dei legami π che richiedono il mantenimento della sovrapposizione laterale (la rotazione distruggerebbe il legame π)
* Esercizio 36: Etino ≥ etene ≥ etano
* Esercizio 37: Il metano ha 4 legami , l'etano ne ha 7 (contando 6 tra C e H, 1 tra C e C)
* Esercizio 38: '''F,''' gli angoli sono di 180
* Esercizio 39: Si forma l'etanolo
* Esercizio 40: Gli alcani
* Esercizio 41: No, sono diversi. L'ossigeno del carbonile (C=O) è ibridato sp<sup>2</sup>, mentre l'ossigeno dell'ossidrile (-OH) è ibridato sp<sup>3</sup><sup>.</sup>
* Esercizio 42: L'azoto è ibridato sp<sup>3</sup>. La geometria dei domini elettronici è tetraedrica, ma la geometria molecolare (osservando solo gli atomi) è piramidale trigonale.
Esercizio 43: L'azoto è ibridato sp. La geometria del legame tra C e N è lineare (180°).
* Esercizio 44: L'ossigeno centrale che funge da ponte tra i due gruppi è ibridato sp<sup>3</sup> con geometria piegata.
* Esercizio 45: L'ossigeno ha 4 domini elettronici (2 legami singoli con i carboni e 2 doppietti solitari). L'ibridazione è sp<sup>3</sup>. Di conseguenza, la geometria attorno all'ossigeno è piegata.
* Esercizio 46: L'ossigeno forma un doppio legame. Ha un'ibridazione sp<sup>2</sup>. Poiché il carbonio è trigonale planare, l'intera struttura del gruppo C=O giace su un unico piano.
* Esercizio 47: L'azoto è ibridato sp<sup>3</sup>. La geometria è piramidale trigonale. Il doppietto occupa uno dei quattro vertici del tetraedro, spingendo i tre legami verso il basso.
* Esercizio 48: L'ibridazione è sp<sup>3</sup> e la geometria è piegata. I due doppietti sullo zolfo impediscono alla molecola di essere lineare.
[[File:Dimethyl sulfide structure.svg|sinistra|miniatura|esercizio 48 - dimetilsolfuro]]
* Esercizio 49: Sull'ossigeno rimangono due doppietti non condivisi. La sua ibridazione è sp<sup>3</sup>. La geometria è, simile a quella dell'acqua, con un angolo di circa 104,5° - 109°.
* Esercizio 50: L'ibridazione è sp<sup>3</sup>, ma nonostante ciò, la geometria molecolare non è tetraedrica perché un doppietto occupa uno dei vertici del tetraedro ed esercita una repulsione maggiore rispetto ai legami, "schiacciando" gli atomi di idrogeno verso il basso.
* Esercizio 51: Lo zolfo mantiene 1 coppia di elettroni non legante. Ha 3 domini elettronici (2 legami + 1 doppietto), quindi è ibridato sp<sup>2</sup> e la geometria molecolare è angolata.
* Esercizio 52: L'azoto forma tre legami (due con i carboni, uno con l'idrogeno). Possiede 1 coppia di elettroni non leganti. Con 4 domini elettronici l'ibridazione è sp<sup>3</sup>. La geometria molecolare è piramidale trigonale.
* Esercizio 53: Il fosforo non ha coppie di elettroni non leganti. Ha 4 domini di legame attorno a sé, quindi l'ibridazione è sp<sup>3</sup> e la geometria è tetraedrica.
* Esercizio 54: lo zolfo possiede 2 coppie di elettroni non leganti. L'atomo è ibridato sp<sup>3</sup>. La geometria molecolare è angolata.
* Esercizio 55: sp.
* Esercizio 56: Bipiramidale trigonale.
* Esercizio 57: sp3, geometria angolata.
* Esercizio 58: Perché lo zolfo è molto grande e non si ibrida quasi per nulla.
* Esercizio 59: L'ossigeno possiede 2 coppie di elettroni non leganti, l'ibridazione è sp<sup>3</sup> e la geometria molecolare è angolata.
* Esercizio 60: L'ibridazione è sp<sup>2</sup> e la geometria molecolare è trigonale planare.
* Esercizio 101: C, forze dipolo-dipolo.
* Esercizio 102: C, dipoli temporanei.
* Esercizio 103: A= Legame ad idrogeno, B=Forze di London (apolare), C= Legame ad idrogeno, D= Dipolo-dipolo (polare), E= Forze di London, F= forze di London (ma intense, data la grande nuvola elettronica).
* Esercizio 104: 1. Vero, 2. Falso (è intermolecolare), 3. Falso, 4. Vero.
* Esercizio 105: 1= L'etanolo forma legami a idrogeno (grazie al gruppo -OH), l'etere no. 2= I legami a idrogeno nel ghiaccio creano una struttura cristallina esagonale aperta, aumentando il volume e diminuendo la densità. 3= Atomi più grandi sono più polarizzabili, rendendo le forze di London più forti.
* Esercizio 106: il legame a idrogeno perché esso è un caso particolare di legame dipolo-dipolo molto forte che avviene quando l'idrogeno è legato ad atomi molto elettronegativi come F, O, N.
* Esercizio 107: Per il principio "il simile scioglie il simile". L'acqua forma forti legami a idrogeno tra le proprie molecole. Le molecole di olio, essendo apolari, interagiscono solo con deboli forze di London e non hanno abbastanza energia per "rompere" i legami tra le molecole d'acqua e inserirvisi.
* Esercizio 108: L'acqua. L'acqua può formare legami a idrogeno, che richiedono molta energia (calore) per essere spezzati. Il metano è una molecola apolare che presenta solo deboli forze di London, quindi passa allo stato gassoso a temperature molto basse.
*Esercizio 109: Le forze di Dispersione di London. Essendo atomi singoli e neutri, i gas nobili non hanno dipoli permanenti. Possono attrarsi solo tramite dipoli istantanei (temporanei) che si creano quando la nuvola elettronica si sposta casualmente su un lato dell'atomo.
*Esercizio 110: 2, forze di dispersione di London
*Esercizio 111:Perché l'HF forma legami a idrogeno, che sono molto più forti delle interazioni dipolo-dipolo presenti in HCl.
*Esercizio 112:Forze dipolo-dipolo (la molecola è polare ma lo zolfo non forma legami a idrogeno).
*Esercizio 113<sup>:</sup> Falso. Il punto di ebollizione aumenta perché aumenta la polarizzabilità e quindi le forze di London.
*Esercizio 114:3, Il CF<sub>4</sub> è simmetrico, quindi apolare. Le altre formano legami a idrogeno.
*Esercizio 115: 4,Il carbonio non è abbastanza elettronegativo.
*Esercizio 116:Vero. Sono forze universali dovute al movimento degli elettroni.
*Esercizio 117:È la facilità con cui la nuvola elettronica può essere deformata. Più è grande l'atomo, più è polarizzabile, più sono forti le forze di London.
*Esercizio 118:Lo Iodio ha molti più elettroni ed è più grande; la sua nuvola elettronica è molto più *polarizzabile*, creando forze di London così forti da renderlo solido.
* LibreTexts Chemistry: [https://chem.libretexts.org/Bookshelves/Organic_Chemistry/Organic_Chemistry_(Morsch_et_al.) rganic Chemistry (Morsch et al.)]
* Openstax: [https://openstax.org/books/organic-chemistry/pages/1-additional-problems esercizi1] - [https://openstax.org/books/organic-chemistry/pages/2-additional-problems esercizi2] e [https://openstax.org/books/organic-chemistry/pages/chapter-1 soluzioni1] - [https://openstax.org/books/organic-chemistry/pages/chapter-2 soluzioni2]
* [https://www.chemistrysteps.com/ Chemistry Steps]: alla fine di ogni capitoletto ci sono esercizi a cui ispirarsi (non ci sono le soluzioni)
* [https://app.molview.com/ MolView]: per disegnare molecole organiche
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Fondamenti di informatica - Laurea triennale Informatica/Altri metodi di prova
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Galati Antonello
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{{Fondamenti di informatica - Laurea triennale Informatica}}
[[Categoria:Fondamenti di informatica - Laurea triennale Informatica |Altri metodi di prova]]
{{avanzamento|100%}}
Questi '''metodi di''' '''prova''' sono molto usati in matematica discreta e nella logica:
* dimostrazione per assurdo
* dimostrazione per contrapposizione
* dimostrazione per casi
* dimostrazione di equivalenze
* dimostrazioni di esistenza
== Dimostrazione per assurdo ==
Per dimostrare un’implicazione del tipo
p→q
con una '''dimostrazione per assurdo''', si assume che:
p sia vera
e che la conclusione sia falsa, cioè:
¬q sia vera.
Poi si cerca di arrivare a una '''contraddizione''', cioè a una proposizione del tipo:
r∧¬r.
Se assumendo p e ¬q si ottiene una contraddizione, allora ¬q non può essere vera, quindi q deve essere vera.
In pratica:
p∧¬q⇒contraddizione
quindi:
p→q.
=== Esempio tipico ===
Si vuole dimostrare:<blockquote>Se n2 è pari, allora n è pari.</blockquote>Per assurdo si assume che:
* n2 sia pari;
* n sia dispari.
Se n è dispari, allora:
n=2k+1.
Elevando al quadrato:
n2=(2k+1)2=4k2+4k+1=2(2k2+2k)+1.
Quindi n2 sarebbe dispari, ma per ipotesi era pari. Contraddizione.
Dunque n è pari.
== Dimostrazione per contrapposizione ==
La '''contrapposizione''' si basa sul fatto che l’implicazione
p→q
è logicamente equivalente a:
¬q→¬p.
Quindi, invece di dimostrare direttamente “se p, allora q”, si può dimostrare:<blockquote>se q è falsa, allora anche p è falsa.</blockquote>È un caso particolare della dimostrazione per assurdo, ma spesso è più ordinato e diretto.
=== Esempio ===
Per dimostrare:<blockquote>Se x2 è irrazionale, allora x è irrazionale.</blockquote>Si dimostra la contrapposta:<blockquote>Se x è razionale, allora x2 è razionale.</blockquote>Infatti, se:
x=ba
con a,b interi e b!=0, allora:
x2=b2a2,
che è ancora razionale.
Quindi la contrapposta è vera, e di conseguenza è vera anche l’implicazione originale.
== Dimostrazione per casi ==
La '''dimostrazione per casi''' si usa quando l’ipotesi può essere divisa naturalmente in più possibilità.
Se per dimostrare p→q, l’ipotesi p può essere spezzata in casi:
p1,p2,…,pn,
allora si dimostra separatamente:
p1→q, p2→q,
e così via.
Se tutti i casi coprono tutte le possibilità, allora la dimostrazione è completa.
=== Esempio con il valore assoluto ===
Si vuole dimostrare che per ogni reale x:
∣x∣≥0.
Si considerano due casi.
'''Caso 1: x≥0.'''
Per definizione:
∣x∣=x.
Quindi:
∣x∣≥0.
'''Caso 2: x<0.'''
Per definizione:
∣x∣=−x.
Poiché x<0, allora −x>0, quindi:
∣x∣>0.
In entrambi i casi:
∣x∣≥0.
== Dimostrazione esaustiva ==
Una forma particolare di dimostrazione per casi è la '''dimostrazione esaustiva'''.
Si usa quando il numero di casi è finito e abbastanza piccolo da poterli controllare tutti uno per uno.
Per esempio, se un’equazione può avere soluzioni solo in un insieme limitato di valori, si possono provare tutti quei valori e mostrare che nessuno funziona.
== Dimostrazione di equivalenze ==
Molti teoremi hanno la forma:
p⟺q
cioè:<blockquote>p se e solo se q.</blockquote>Per dimostrare un “se e solo se”, bisogna dimostrare due implicazioni:
p→q
e
q→p.
Quindi la dimostrazione ha due direzioni.
=== Esempio ===
Dimostrare:<blockquote>Un intero n è dispari se e solo se n+1 è pari.</blockquote>Bisogna dimostrare due cose.
=== Prima direzione ===
Se n è dispari, allora:
n=2k+1.
Quindi:
n+1=2k+2=2(k+1),
perciò n+1 è pari.
=== Seconda direzione ===
Se n+1 è pari, allora:
n+1=2k.
Quindi:
n=2k−1=2(k−1)+1,
perciò n è dispari.
Dunque:
n eˋ dispari⟺n+1 eˋ pari.
== Equivalenza tra più proposizioni ==
A volte bisogna dimostrare che più proposizioni sono equivalenti, per esempio:
p1,p2,p3,…,pn.
Un metodo comune consiste nel dimostrare una catena ciclica:
p1→p2, p2→p3, … pn→p1.
Questo basta per concludere che tutte le proposizioni sono equivalenti.
Attenzione: non basta dimostrare implicazioni “a caso”; devono collegare tutte le proposizioni in modo corretto.
== Dimostrazioni di esistenza ==
Una '''dimostrazione di esistenza''' serve a dimostrare una proposizione del tipo:
∃xP(x),
cioè:<blockquote>esiste almeno un x tale che P(x) è vera.</blockquote>Ci sono due tipi principali di dimostrazioni di esistenza.
=== 7.1 Dimostrazione costruttiva ===
È una dimostrazione in cui si mostra esplicitamente un esempio.
Per dimostrare che esiste un x con una certa proprietà, si trova concretamente un valore di x e si verifica che funziona.
==== Esempio ====
Se a e b sono reali con:
a<b,
allora esiste un reale x tale che:
a<x<b.
Basta scegliere:
x=2a+b.
Questo numero sta esattamente a metà tra a e b, quindi soddisfa la proprietà richiesta.
=== Dimostrazione non costruttiva ===
È una dimostrazione che mostra che un oggetto esiste, ma senza indicare esplicitamente quale sia.
Spesso si usa la dimostrazione per assurdo.
==== Esempio ====
Siano:
a1,a2,…,an
numeri reali, e sia:
aˉ=na1+a2+⋯+an
la loro media.
Si vuole dimostrare che esiste almeno un indice i tale che:
ai≥aˉ.
Per assurdo, si suppone che tutti gli ai siano minori della media:
ai<aˉper ogni i.
Sommando tutte le disuguaglianze:
a1+a2+⋯+an<naˉ.
Dividendo per n:
na1+a2+⋯+an<aˉ.
Ma il membro sinistro è proprio aˉ, quindi si ottiene:
aˉ<aˉ,
che è impossibile.
Dunque deve esistere almeno un ai tale che:
ai≥aˉ.
Questa è una dimostrazione non costruttiva perché prova che tale indice esiste, ma non lo indica direttamente.
== Consigli pratici per scegliere il metodo di dimostrazione ==
Se una dimostrazione diretta sembra difficile, prova una '''dimostrazione per assurdo'''. In questo modo hai più informazioni, perché puoi assumere sia l’ipotesi sia la negazione della conclusione.
Quando usi una dimostrazione per assurdo, è bene scrivere chiaramente frasi come:<blockquote>Supponiamo per assurdo che la conclusione sia falsa.</blockquote>Oppure:<blockquote>Assumiamo, per ottenere una contraddizione, che...</blockquote>La '''dimostrazione per casi''' è utile quando l’ipotesi si divide naturalmente in possibilità diverse. Per esempio, con il valore assoluto conviene distinguere tra:
x≥0
e
x<0.
Per dimostrare un “se e solo se”, bisogna sempre ricordare di dimostrare entrambe le direzioni:
p→q
e
q→p.
Per dimostrare che più proposizioni sono equivalenti, spesso conviene costruire una catena di implicazioni ciclica.
Per dimostrare un enunciato esistenziale, bisogna mostrare che almeno un oggetto con quella proprietà esiste. Se lo si trova esplicitamente, la dimostrazione è costruttiva; se si dimostra solo che deve esistere, è non costruttiva.
== Schema finale ==
{| class="wikitable"
!Metodo
!Quando usarlo
!Idea principale
|-
|Per assurdo
|Quando la prova diretta è difficile
|Assumi la negazione della conclusione e trova una contraddizione
|-
|Per contrapposizione
|Quando è più facile dimostrare ¬q→¬p
|Usa l’equivalenza tra p→q e ¬q→¬p
|-
|Per casi
|Quando l’ipotesi si divide in possibilità
|Dimostra la conclusione in ogni caso
|-
|Esaustiva
|Quando i casi sono pochi e finiti
|Controlla tutti i casi possibili
|-
|Equivalenza
|Per dimostrare p⟺q
|Dimostra entrambe le direzioni
|-
|Esistenza costruttiva
|Quando puoi trovare un esempio
|Esibisci un oggetto che funziona
|-
|Esistenza non costruttiva
|Quando non trovi l’esempio direttamente
|Dimostra indirettamente che deve esistere
|}
9j14hbrjhcponc2w8wn8if3adwkbe87
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Galati Antonello
3277
/* Esempio */ ortografia
497827
wikitext
text/x-wiki
{{Fondamenti di informatica - Laurea triennale Informatica}}
[[Categoria:Fondamenti di informatica - Laurea triennale Informatica |Altri metodi di prova]]
{{avanzamento|100%}}
Questi '''metodi di''' '''prova''' sono molto usati in matematica discreta e nella logica:
* dimostrazione per assurdo
* dimostrazione per contrapposizione
* dimostrazione per casi
* dimostrazione di equivalenze
* dimostrazioni di esistenza
== Dimostrazione per assurdo ==
Per dimostrare un’implicazione del tipo
p→q
con una '''dimostrazione per assurdo''', si assume che:
p sia vera
e che la conclusione sia falsa, cioè:
¬q sia vera.
Poi si cerca di arrivare a una '''contraddizione''', cioè a una proposizione del tipo:
r∧¬r.
Se assumendo p e ¬q si ottiene una contraddizione, allora ¬q non può essere vera, quindi q deve essere vera.
In pratica:
p∧¬q⇒contraddizione
quindi:
p→q.
=== Esempio tipico ===
Si vuole dimostrare:<blockquote>Se n2 è pari, allora n è pari.</blockquote>Per assurdo si assume che:
* n2 sia pari;
* n sia dispari.
Se n è dispari, allora:
n=2k+1.
Elevando al quadrato:
n2=(2k+1)2=4k2+4k+1=2(2k2+2k)+1.
Quindi n2 sarebbe dispari, ma per ipotesi era pari. Contraddizione.
Dunque n è pari.
== Dimostrazione per contrapposizione ==
La '''contrapposizione''' si basa sul fatto che l’implicazione
p→q
è logicamente equivalente a:
¬q→¬p.
Quindi, invece di dimostrare direttamente “se p, allora q”, si può dimostrare:<blockquote>se q è falsa, allora anche p è falsa.</blockquote>È un caso particolare della dimostrazione per assurdo, ma spesso è più ordinato e diretto.
=== Esempio ===
Per dimostrare:<blockquote>Se x2 è irrazionale, allora x è irrazionale.</blockquote>Si dimostra la contrapposta:<blockquote>Se x è razionale, allora x2 è razionale.</blockquote>Infatti, se:
x=ba con a,b interi e b!=0, allora:
x2=b2a2,
che è ancora razionale.
Quindi la contrapposta è vera, e di conseguenza è vera anche l’implicazione originale.
== Dimostrazione per casi ==
La '''dimostrazione per casi''' si usa quando l’ipotesi può essere divisa naturalmente in più possibilità.
Se per dimostrare p→q, l’ipotesi p può essere spezzata in casi:
p1,p2,…,pn,
allora si dimostra separatamente:
p1→q, p2→q,
e così via.
Se tutti i casi coprono tutte le possibilità, allora la dimostrazione è completa.
=== Esempio con il valore assoluto ===
Si vuole dimostrare che per ogni reale x:
∣x∣≥0.
Si considerano due casi.
'''Caso 1: x≥0.'''
Per definizione:
∣x∣=x.
Quindi:
∣x∣≥0.
'''Caso 2: x<0.'''
Per definizione:
∣x∣=−x.
Poiché x<0, allora −x>0, quindi:
∣x∣>0.
In entrambi i casi:
∣x∣≥0.
== Dimostrazione esaustiva ==
Una forma particolare di dimostrazione per casi è la '''dimostrazione esaustiva'''.
Si usa quando il numero di casi è finito e abbastanza piccolo da poterli controllare tutti uno per uno.
Per esempio, se un’equazione può avere soluzioni solo in un insieme limitato di valori, si possono provare tutti quei valori e mostrare che nessuno funziona.
== Dimostrazione di equivalenze ==
Molti teoremi hanno la forma:
p⟺q
cioè:<blockquote>p se e solo se q.</blockquote>Per dimostrare un “se e solo se”, bisogna dimostrare due implicazioni:
p→q
e
q→p.
Quindi la dimostrazione ha due direzioni.
=== Esempio ===
Dimostrare:<blockquote>Un intero n è dispari se e solo se n+1 è pari.</blockquote>Bisogna dimostrare due cose.
=== Prima direzione ===
Se n è dispari, allora:
n=2k+1.
Quindi:
n+1=2k+2=2(k+1),
perciò n+1 è pari.
=== Seconda direzione ===
Se n+1 è pari, allora:
n+1=2k.
Quindi:
n=2k−1=2(k−1)+1,
perciò n è dispari.
Dunque:
n eˋ dispari⟺n+1 eˋ pari.
== Equivalenza tra più proposizioni ==
A volte bisogna dimostrare che più proposizioni sono equivalenti, per esempio:
p1,p2,p3,…,pn.
Un metodo comune consiste nel dimostrare una catena ciclica:
p1→p2, p2→p3, … pn→p1.
Questo basta per concludere che tutte le proposizioni sono equivalenti.
Attenzione: non basta dimostrare implicazioni “a caso”; devono collegare tutte le proposizioni in modo corretto.
== Dimostrazioni di esistenza ==
Una '''dimostrazione di esistenza''' serve a dimostrare una proposizione del tipo:
∃xP(x),
cioè:<blockquote>esiste almeno un x tale che P(x) è vera.</blockquote>Ci sono due tipi principali di dimostrazioni di esistenza.
=== 7.1 Dimostrazione costruttiva ===
È una dimostrazione in cui si mostra esplicitamente un esempio.
Per dimostrare che esiste un x con una certa proprietà, si trova concretamente un valore di x e si verifica che funziona.
==== Esempio ====
Se a e b sono reali con:
a<b,
allora esiste un reale x tale che:
a<x<b.
Basta scegliere:
x=2a+b.
Questo numero sta esattamente a metà tra a e b, quindi soddisfa la proprietà richiesta.
=== Dimostrazione non costruttiva ===
È una dimostrazione che mostra che un oggetto esiste, ma senza indicare esplicitamente quale sia.
Spesso si usa la dimostrazione per assurdo.
==== Esempio ====
Siano:
a1,a2,…,an
numeri reali, e sia:
aˉ=na1+a2+⋯+an
la loro media.
Si vuole dimostrare che esiste almeno un indice i tale che:
ai≥aˉ.
Per assurdo, si suppone che tutti gli ai siano minori della media:
ai<aˉper ogni i.
Sommando tutte le disuguaglianze:
a1+a2+⋯+an<naˉ.
Dividendo per n:
na1+a2+⋯+an<aˉ.
Ma il membro sinistro è proprio aˉ, quindi si ottiene:
aˉ<aˉ,
che è impossibile.
Dunque deve esistere almeno un ai tale che:
ai≥aˉ.
Questa è una dimostrazione non costruttiva perché prova che tale indice esiste, ma non lo indica direttamente.
== Consigli pratici per scegliere il metodo di dimostrazione ==
Se una dimostrazione diretta sembra difficile, prova una '''dimostrazione per assurdo'''. In questo modo hai più informazioni, perché puoi assumere sia l’ipotesi sia la negazione della conclusione.
Quando usi una dimostrazione per assurdo, è bene scrivere chiaramente frasi come:<blockquote>Supponiamo per assurdo che la conclusione sia falsa.</blockquote>Oppure:<blockquote>Assumiamo, per ottenere una contraddizione, che...</blockquote>La '''dimostrazione per casi''' è utile quando l’ipotesi si divide naturalmente in possibilità diverse. Per esempio, con il valore assoluto conviene distinguere tra:
x≥0
e
x<0.
Per dimostrare un “se e solo se”, bisogna sempre ricordare di dimostrare entrambe le direzioni:
p→q
e
q→p.
Per dimostrare che più proposizioni sono equivalenti, spesso conviene costruire una catena di implicazioni ciclica.
Per dimostrare un enunciato esistenziale, bisogna mostrare che almeno un oggetto con quella proprietà esiste. Se lo si trova esplicitamente, la dimostrazione è costruttiva; se si dimostra solo che deve esistere, è non costruttiva.
== Schema finale ==
{| class="wikitable"
!Metodo
!Quando usarlo
!Idea principale
|-
|Per assurdo
|Quando la prova diretta è difficile
|Assumi la negazione della conclusione e trova una contraddizione
|-
|Per contrapposizione
|Quando è più facile dimostrare ¬q→¬p
|Usa l’equivalenza tra p→q e ¬q→¬p
|-
|Per casi
|Quando l’ipotesi si divide in possibilità
|Dimostra la conclusione in ogni caso
|-
|Esaustiva
|Quando i casi sono pochi e finiti
|Controlla tutti i casi possibili
|-
|Equivalenza
|Per dimostrare p⟺q
|Dimostra entrambe le direzioni
|-
|Esistenza costruttiva
|Quando puoi trovare un esempio
|Esibisci un oggetto che funziona
|-
|Esistenza non costruttiva
|Quando non trovi l’esempio direttamente
|Dimostra indirettamente che deve esistere
|}
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Fondamenti di informatica - Laurea triennale Informatica/Induzione matematica
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497829
2026-05-13T09:54:48Z
Galati Antonello
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wikitext
text/x-wiki
il '''principio di induzione matematica''' è una tecnica fondamentale per dimostrare che una proprietà è vera per tutti gli interi positivi, oppure per tutti gli interi a partire da un certo valore iniziale.
Ad esempio in una fila infinita di blocchi numerati, se il primo blocco è segnato e ogni volta che un blocco è segnato anche il successivo lo è allora tutti i blocchi saranno segnati. Questo rappresenta il meccanismo dell’induzione: partire da un caso iniziale e mostrare che ogni caso implica il successivo.
Formalmente, per dimostrare che una proposizione P(n) è vera per ogni intero positivo n, servono due passaggi:
# '''Passo base''': si dimostra che P(1) è vera.
# '''Passo induttivo''': si assume che P(n) sia vera e si dimostra che anche P(n+1) è vera.
Se entrambi i passaggi sono verificati, allora P(n) è vera per ogni n.
== Esempio: formula di somma dei primi n interi positivi ==
Scrivendo:
Sn=1+2+⋯+n=(n(n+1))/2
Si dimostra che la formula è vera per n=1, poi si assume vera per n e si mostra che vale anche per n+1. Il punto chiave è riconoscere che la somma fino a n+1 contiene la somma fino a n:
Sn+1=Sn+(n+1)
== Il fattoriale ==
Il '''fattoriale''', indicato con n!, è definito come il prodotto degli interi da 1 a n:
n!=1⋅2⋅3⋯n
con il caso speciale:
0!=1
dimostrando i primi casi aggiungendo uno si può supporre che la formula del fattoriale sia sempre vera.
== Esempio: induzione per dimostrare disuguaglianze ==
E' possibile fare ciò confrontando n! con potenze o altre espressioni. Anche in questo caso si parte dal caso base e poi si collega il caso n+1 al caso n.
L’induzione può partire non necessariamente da 1, ma da un qualsiasi valore iniziale n0. In questo caso il passo base consiste nel dimostrare P(n0), e il passo induttivo mostra che da P(n) segue P(n+1) per ogni n≥n0.
Un esempio importante è la '''somma geometrica''':
1+r+r<sup>2</sup>+⋯+r<sup>n</sup>=(r<sup>r+1</sup>−1)/r−1
per r!=1. Anche qui si dimostra il caso iniziale e poi si aggiunge il termine successivo per ottenere la formula per n+1.
Prima di dimostrare una formula per induzione, bisogna '''scoprirla'''. Una tecnica utile è calcolare alcuni casi piccoli e cercare un modello. Ad esempio, osservando che:
1=1<sup>2</sup>,1+3=2<sup>2</sup>,1+3+5=3<sup>2</sup>
si può congetturare che la somma dei primi n numeri dispari sia:
1+3+5+⋯+(2n−1)=n<sup>2</sup>
==Altre dimostrazioni==
L’induzione non serve solo per somme e disuguaglianze. Ad esempio si può dimostrare che un’espressione come n3−n è divisibile per 3 per ogni n. L’idea è assumere che n3−n sia divisibile per 3 e poi dimostrare che anche (n+1)3−(n+1) lo è.
==Dimostrazioni in insiemistica==
Se un insieme X ha n elementi, allora il suo insieme delle parti P(X) ha 2n elementi. Il passo induttivo si basa sull’idea che, aggiungendo un elemento nuovo, il numero dei sottoinsiemi raddoppia: metà contengono il nuovo elemento e metà no.
==Dimostrazioni in informatica==
Si può collegare l’induzione all’informatica attraverso il concetto di '''invariante di ciclo'''. Un invariante è una proprietà che resta vera prima dell’inizio del ciclo e dopo ogni iterazione. Si può usare l’induzione per dimostrare che un ciclo produce il risultato corretto. L’esempio mostrato riguarda un algoritmo che calcola n!. L’invariante è che, durante l’esecuzione, la variabile <code>fattoriale</code> contiene sempre i!. Quando il ciclo termina, si ottiene quindi <code>fattoriale = n!</code>.
<code>
a = 1
fattoriale = 1
while (i < a) {
i = i + 1
fattoriale = fattoriale ∗ i
}
</code>
== Idee principali ==
L’induzione matematica è una tecnica basata su due elementi: verificare un primo caso e dimostrare che ogni caso porta al successivo. È utile per dimostrare formule, disuguaglianze, proprietà di divisibilità, risultati sugli insiemi, problemi geometrici e correttezza di algoritmi.
Il punto essenziale in una dimostrazione per induzione è riuscire a trovare il caso n “dentro” il caso n+1. Una volta individuato questo collegamento, la dimostrazione diventa molto più semplice.
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2026-05-13T09:55:40Z
Galati Antonello
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[[Categoria:Fondamenti di informatica - Laurea triennale Informatica |Induzione matematica]]
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Il '''principio di induzione matematica''' è una tecnica fondamentale per dimostrare che una proprietà è vera per tutti gli interi positivi, oppure per tutti gli interi a partire da un certo valore iniziale.
Ad esempio in una fila infinita di blocchi numerati, se il primo blocco è segnato e ogni volta che un blocco è segnato anche il successivo lo è allora tutti i blocchi saranno segnati. Questo rappresenta il meccanismo dell’induzione: partire da un caso iniziale e mostrare che ogni caso implica il successivo.
Formalmente, per dimostrare che una proposizione P(n) è vera per ogni intero positivo n, servono due passaggi:
# '''Passo base''': si dimostra che P(1) è vera.
# '''Passo induttivo''': si assume che P(n) sia vera e si dimostra che anche P(n+1) è vera.
Se entrambi i passaggi sono verificati, allora P(n) è vera per ogni n.
== Esempio: formula di somma dei primi n interi positivi ==
Scrivendo:
Sn=1+2+⋯+n=(n(n+1))/2
Si dimostra che la formula è vera per n=1, poi si assume vera per n e si mostra che vale anche per n+1. Il punto chiave è riconoscere che la somma fino a n+1 contiene la somma fino a n:
Sn+1=Sn+(n+1)
== Il fattoriale ==
Il '''fattoriale''', indicato con n!, è definito come il prodotto degli interi da 1 a n:
n!=1⋅2⋅3⋯n
con il caso speciale:
0!=1
dimostrando i primi casi aggiungendo uno si può supporre che la formula del fattoriale sia sempre vera.
== Esempio: induzione per dimostrare disuguaglianze ==
E' possibile fare ciò confrontando n! con potenze o altre espressioni. Anche in questo caso si parte dal caso base e poi si collega il caso n+1 al caso n.
L’induzione può partire non necessariamente da 1, ma da un qualsiasi valore iniziale n0. In questo caso il passo base consiste nel dimostrare P(n0), e il passo induttivo mostra che da P(n) segue P(n+1) per ogni n≥n0.
Un esempio importante è la '''somma geometrica''':
1+r+r<sup>2</sup>+⋯+r<sup>n</sup>=(r<sup>r+1</sup>−1)/r−1
per r!=1. Anche qui si dimostra il caso iniziale e poi si aggiunge il termine successivo per ottenere la formula per n+1.
Prima di dimostrare una formula per induzione, bisogna '''scoprirla'''. Una tecnica utile è calcolare alcuni casi piccoli e cercare un modello. Ad esempio, osservando che:
1=1<sup>2</sup>,1+3=2<sup>2</sup>,1+3+5=3<sup>2</sup>
si può congetturare che la somma dei primi n numeri dispari sia:
1+3+5+⋯+(2n−1)=n<sup>2</sup>
==Altre dimostrazioni==
L’induzione non serve solo per somme e disuguaglianze. Ad esempio si può dimostrare che un’espressione come n3−n è divisibile per 3 per ogni n. L’idea è assumere che n3−n sia divisibile per 3 e poi dimostrare che anche (n+1)3−(n+1) lo è.
==Dimostrazioni in insiemistica==
Se un insieme X ha n elementi, allora il suo insieme delle parti P(X) ha 2n elementi. Il passo induttivo si basa sull’idea che, aggiungendo un elemento nuovo, il numero dei sottoinsiemi raddoppia: metà contengono il nuovo elemento e metà no.
==Dimostrazioni in informatica==
Si può collegare l’induzione all’informatica attraverso il concetto di '''invariante di ciclo'''. Un invariante è una proprietà che resta vera prima dell’inizio del ciclo e dopo ogni iterazione. Si può usare l’induzione per dimostrare che un ciclo produce il risultato corretto. L’esempio mostrato riguarda un algoritmo che calcola n!. L’invariante è che, durante l’esecuzione, la variabile <code>fattoriale</code> contiene sempre i!. Quando il ciclo termina, si ottiene quindi <code>fattoriale = n!</code>.
<code>
a = 1
fattoriale = 1
while (i < a) {
i = i + 1
fattoriale = fattoriale ∗ i
}
</code>
== Idee principali ==
L’induzione matematica è una tecnica basata su due elementi: verificare un primo caso e dimostrare che ogni caso porta al successivo. È utile per dimostrare formule, disuguaglianze, proprietà di divisibilità, risultati sugli insiemi, problemi geometrici e correttezza di algoritmi.
Il punto essenziale in una dimostrazione per induzione è riuscire a trovare il caso n “dentro” il caso n+1. Una volta individuato questo collegamento, la dimostrazione diventa molto più semplice.
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