Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.46.0-wmf.22 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Svizzera 0 527 1409457 1396276 2026-04-04T09:34:48Z Spinoziano 2297 +1 1409457 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Flag of Switzerland.svg|thumb|right|Bandiera svizzera]] Citazioni sulla '''Svizzera''' e sugli '''svizzeri'''. *Ci sono tanti intermediari svizzeri, sembra che sia l'occupazione nazionale. (''[[Operazione Cicero]]'') *Come battete bene i tacchi, voialtri svizzeri, è una tradizione elvetica? (''[[Operazione Cicero]]'') *Così eravamo in Svizzera. Non si è presentata in me quella sensazione di amore deluso e di disprezzo, e di claustrofobia, e di desiderio di fuga che la Svizzera in me suscita facilmente. ([[Enrico Filippini]]) *Ecco, siamo in Svizzera. Colori più vivi, lisci, brillanti. Prati più verdi. E case più bianche: ridipinte tutte di fresco. Ah, svizzeri maniaci della «manutenzione»! Continuano a compiere instancabili le operazioni necessarie per mantenere in assoluta efficienza edifici, impianti, strade, ecc. Sono conservatori e risparmiatori nel migliore senso della parola. ([[Mario Soldati]]) *Gli svizzeri non hanno mai avuto molto coraggio. Basta guardare come guidano: mettono la freccia anche per superare un ciclista. Se la fan sotto dalla paura! (''[[Le Petit Soldat]]'') *Gli svizzeri si sono dati da fare per costruire un bel paese attorno ai loro hotel. ([[George Mikes]]) *Gli svizzeri sporcano meno: sono più educati. Quando scopano non danno in escandescenze come i terroni – 'ossi... 'ossi!... – che sembra che abbiano vinto lo scudetto! Gli svizzeri fanno un sospiro, ringraziano, offrono un cioccolatino e poi via a ricaricare gli orologi! ([[Paolo Rossi (attore)|Paolo Rossi]]) *Gli svizzeri, dopo aver inventato l'orologio a cucù, si sono presi tre secoli di riposo. ([[Gérard de Villiers]]) *Gli Svizzeri varii di lingua, di schiatta, di religione e d'usanza sonosi costituiti artificialmente e politicamente in [[nazione]], mediante una grande e maravigliosa unità morale che turbata e rotta alcune volte di dentro è sempre riuscita gagliarda di fuori a fronte degli stranieri. ([[Terenzio Mamiani]]) *Ho sempre trovato divertente che il paese che ha dato al mondo le banche e gli orologi a cucù gli abbia dato anche l'{{maiuscoletto|lsd}}. ([[Abbie Hoffman]]) *{{NDR|Il [[treno]], in Svizzera}} è un'icona nazionale. Se non passasse questa gente andrebbe in crisi d'identità. Sui vagoni, gli elvezi banchettano, discutono di politica, fanno l'amore. La ferrovia è il loro legame ancestrale. L'unico, forse, in questa babele di cantoni e lingue federali. ([[Paolo Rumiz]]) *In Italia, sotto i Borgia, per trent'anni hanno avuto guerre, terrore, assassinii, massacri: e hanno prodotto [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], [[Leonardo da Vinci]] e il Rinascimento. In Svizzera, hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e cos'hanno prodotto? Gli [[orologio a cucù|orologi a cucù]]. (''[[Il terzo uomo]]'') *L'esempio della Svizzera mi ha sempre incoraggiato a credere nel potere e nell'efficacia della democrazia. È insito nell'istinto svizzero il fatto di ritenere che i problemi possono essere risolti dalla gente stessa, tramite la responsabilità e l'intelligenza collettive. A contare sono proprio tale responsabilità e intelligenza. Il risultato è che la soluzione dei problemi compete ai cittadini e non al leader. Il cittadino svizzero non delega il problema ai grandi del paese fidando che essi conoscano tutte le risposte. Cerca lui stesso la risposta. ([[John Kenneth Galbraith]]) *La Svizzera aiuta persone molto cattive a rubare. [...] Il Paese cerca sempre di giustificarsi invocando la sua neutralità. Ma non si è neutrali se si accetta denaro dai criminali. La Svizzera deve ripulirsi. Altrimenti, sarà inserita nella lista nera dei Paesi che favoriscono il riciclaggio di denaro. ([[Bill Browder]]) *La Svizzera ha una lunga storia di ingloriosi affari di soldi. Ogni volta che cade un dittatore, si scoprono miliardi depositati nelle banche svizzere. Non stiamo parlando di crimini in cui non ci sono vittime. Di solito, quando questi despoti rubano, uccidono molte persone. ([[Bill Browder]]) *La Svizzera intera non è, per così dire, che una gran Città, le di cui strade larghe e lunghe più che quella di S. Antonio, sono seminate di foreste, tagliate da montagne, le cui case sparse, e isolate non comunicano fra loro, che per mezzo di giardini Inglesi. ([[Domenico Cirillo]]) *la Svizzera non esiste che per una sola ragione: la vogliono gli svizzeri ([[Eugène Rambert]]) *Le istituzioni repubblicane del nostro paese hanno prodotto costumi più semplici di quelli prevalenti nelle grandi monarchie che ci circondano. Perciò ci sono meno differenze tra le diverse classi sociali e i ceti inferiori, non essendo così miserabili né altrettanto disprezzati, hanno modi più raffinati e una moralità ineccepibile. Un domestico ginevrino non equivale a un pari grado francese o inglese. (''[[Frankenstein o il moderno Prometeo]]'') *Ma al riscontro si scuoprono a difesa dello stato di Milano e' svizzeri, nazione fiera, bellicosa, esercitata nelle arme e di animo grande, e che altra volta ha avuto in questa impresa medesima vittoria de' franzesi, ed a quale pare nella difesa di Milano trattare una causa sua propria, perché in verità nel defenderlo consiste grandissimo interesse di quella nazione per gloria, per utilità e securtà sua. ([[Francesco Guicciardini]]) *Mi piace la Svizzera. Rispettano la vita privata di un uomo, qui. Specialmente se ha un patrimonio. ([[Professor Moriarty]], ''[[Sherlock Holmes - Gioco di ombre]]'') *Niente danari, niente Svizzeri. ([[Proverbi svizzeri|proverbio svizzero]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la|wikt=Svizzera}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera| ]] a83ncqr38uy7x57ei5x8027v5060mhi Wikiquote:Malfunzionamenti 4 748 1409418 1383111 2026-04-03T17:09:46Z MediaWiki message delivery 33791 /* Action Required: Update templates/modules for electoral maps (Migrating from P1846 to P14226) */ nuova sezione 1409418 wikitext text/x-wiki === Geronimo link nascosto === Ciao alla voce [[Geronimo]] c'è un link nascosto; io vengo da wikipedia e non so se sia corretto per cui lascio a voi la soluzione --[[Speciale:Contributi/89.97.44.22|89.97.44.22]] 14:31, 5 mar 2010 (CET) :Non vedo nessun link nascosto. --'''<span style="letter-spacing:2px; font-size:11px;">[[Utente:Dread83|<span style="color:black;">DOPPIA•</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:darkblue;">DI</span>]]</span>''' 14:00, 6 mar 2010 (CET) ====Problemi precedentemente incontrati e risolti archiviati==== in [[Wikiquote:Malfunzionamenti/Archivio1]] == Ricerca migliorata negli archivi di pagine cancellate == Durante il Wikimedia Hackathon 2016 il [[mw:Wikimedia_Discovery|Discovery]] team [https://phabricator.wikimedia.org/T109561 ha lavorato] su uno degli strumenti della lista desideri della community, l'[[m:2015_Community_Wishlist_Survey/Search#Provide_a_means_of_searching_for_deleted_pages|l'abilitazione della ricerca di archivi di pagine cancellate]]. Questa funzionalità è ora pronta per la distribuzione e verrà abilitata su tutte le wiki, eccetto Wikidata. Al momento, la funzionalità è dietro un flag - per usarla, vai nella pagina <code>Special:Undelete</code> e aggiungi <code>&fuzzy=1</code> all'URL, in questo modo: https://test.wikipedia.org/w/index.php?title=Special%3AUndelete&fuzzy=1. Quindi, cerca la pagina che ti interessa. Dovrebbero esserci molti più risultati di prima, per l'utilizzo dell'indicizzazione ElasticSearch (attraverso l'estensione CirrusSearch). Pianifichiamo di abilitare la ricerca migliorata su tutte le wiki molto presto (attorno al 1º agosto 2017). Se hai delle obiezioni, scrivi al Discovery team via [http://mailto:discovery@lists.wikimedia.org email] o sulla pagina di discussione di questo annuncio. Come molti dei parametri di configurazione Mediawiki, la funzionalità deve essere configurata per ogni wiki. Una volta che la ricerca migliorata viene attivata di default, puoi ancora accedere alla vecchia modalità utilizzando <code>&fuzzy=0</code> nell'URL, così: https://test.wikipedia.org/w/index.php?title=Special%3AUndelete&fuzzy=0 Siccome Special:Undelete è una funzionalità solo per gli amministratori, questa capacità di ricerca sarà disponibile solo agli amministratori. {{Int:Feedback-thanks-title}} [[m:User:CKoerner (WMF)|CKoerner (WMF)]] ([[m:User talk:CKoerner (WMF)|talk]]) 20:32, 25 lug 2017 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:CKoerner (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:CKoerner_(WMF)/Archive_search_announce/Distribution_list&oldid=17036887 --> == Improvements coming soon to Recent Changes == <div dir="ltr"> [[File:Rc-beta-tour-welcome-ltr.gif|link=Mw:Special:MyLanguage/Help:New_filters_for_edit_review|right|frameless]] Hello Sorry to use English. {{Int:please-translate}}! {{Int:thank-you}} '''In short:''' starting on 26 September, New Filters for Edit Review ([[Special:Preferences#mw-prefsection-betafeatures|now in Beta]]) will become standard on Recent Changes. They provide an array of new tools and an improved interface. If you prefer the current page you will be able to opt out. [[mw:Edit Review Improvements/New filters for edit review|Learn more about the New Filters]]. <big>'''What is this feature again?'''</big> This feature improves [[Special:RecentChanges]] and [[Special:RecentChangesLinked]] (and soon, [[Special:Watchlist]] – see below). Based on a new design, it adds new features that ease vandalism tracking and support of newcomers: * [[mw:Special:MyLanguage/Help:New filters for edit review/Filtering|Filtering]] - filter recent changes with easy-to-use and powerful filters combinations, including filtering by namespace or tagged edits. * [[mw:Special:MyLanguage/Help:New filters for edit review/Highlighting function|Highlighting]] - add a colored background to the different changes you are monitoring. It helps quick identification of changes that matter to you. * [[mw:Special:MyLanguage/Help:New filters for edit review/Bookmarking|Bookmarking]] to keep your favorite configurations of filters ready to be used. * [[mw:Special:MyLanguage/Help:New filters for edit review/Quality and Intent Filters|Quality and Intent Filters]] - those filters use [[mw:Special:MyLanguage/ORES|ORES predictions]]. They identify real vandalism or good faith intent contributions that need help. They are not available on all wikis. You can know more about this project by visiting [[mw:Special:MyLanguage/Help:New filters for edit review/Quick tour|the quick tour help page]]. <big>'''Concerning RecentChanges'''</big> Starting on 26 September, '''New Filters for Edit Review will become standard on Recent Changes'''. We have decided to do this release because of a long and successful Beta test phase, positive feedback from various users and positive user testing. Some features will remain as Beta features and will be added later. [[mw:Edit Review Improvements/New filters for edit review|Learn more about those different features]]. If your community has specific concerns about this deployment or internal discussion, it can request to have the deployment to their wikis delayed to October 1, if they have ''sensible, consistent with the project, actionable, realistic feedback to oppose'' (at the development team's appreciation). You will also be able to opt-out this change in your preferences. <big>'''Concerning Watchlists'''</big> Starting on '''September 19''', the Beta feature will have a new option. '''Watchlists will have all filters available now on the Beta Recent Changes improvements'''. If you have already activated the Beta feature "{{int:eri-rcfilters-beta-label}}", you have no action to take. If you haven't activated the Beta feature "{{int:eri-rcfilters-beta-label}}" and you want to try the filters on Watchlists, please go to [[Special:Preferences#mw-prefsection-betafeatures|your Beta preferences]] on September 19. <big>'''How to be ready'''</big> Please share this announcement! Do you use Gadgets that change things on your RecentChanges or Watchlist pages, or have you customized them with scripts or CSS? You may have to make some changes to your configuration. Despite the fact that we have tried to take most cases into consideration, some configurations may break. The Beta phase is a great opportunity to have a look at local scripts and gadgets: some of them may be replaced by native features from the Beta feature. Please ping me if you have questions. On behalf of the [[mw:Global Collaboration|Global Collaboration team]], [[User:Trizek (WMF)|Trizek (WMF)]] 17:27, 14 set 2017 (CEST) </div> <!-- Messaggio inviato da User:Trizek (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Technical_Village_Pumps_distribution_list&oldid=17219431 --> == Global preferences available for testing == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> Apologies for writing in English. {{Int:Please-translate}}. Greetings, Global preferences, a [[m:2016_Community_Wishlist_Survey/Categories/Miscellaneous#Global_settings|highly request feature in the 2016 Community Wishlist]], is available for testing. # [[mw:Help:Extension:GlobalPreferences|Read over the help page]], it is brief and has screenshots # Login or register an account on [https://en.wikipedia.beta.wmflabs.org/wiki/Special:Login Beta English Wikipedia] # Visit [https://en.wikipedia.beta.wmflabs.org/wiki/Special:GlobalPreferences Global Preferences] and try enabling and disabling some settings # Visit some other language and project test wikis such as [https://en.wikivoyage.beta.wmflabs.org English Wikivoyage], the [https://he.wikipedia.beta.wmflabs.org/wiki/%D7%A2%D7%9E%D7%95%D7%93_%D7%A8%D7%90%D7%A9%D7%99 Hebrew Wikipedia] and test the settings # [[mw:Help_talk:Extension:GlobalPreferences|Report your findings, experience, bugs, and other observations]] Once the team has feedback on design issues, bugs, and other things that might need worked out, the problems will be addressed and global preferences will be sent to the wikis. Please let me know if you have any questions. Thanks! --[[m:User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] ([[m:User talk:Keegan (WMF)|talk]]) 01:23, 27 feb 2018 (CET) </div> <!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Technical_Village_Pumps_distribution_list&oldid=17571042 --> == Notification from edit summary == <div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr"> Salve, dal 15 marzo 2018 sarà possibile [[m:Community_Tech/Ping_users_from_the_edit_summary|mandare una notifica ad altri utenti dal campo Oggetto in modalità di modifica]]. Si può mandare una notifica ad altri utenti se [[m:Community_Tech/Ping_users_from_the_edit_summary#How_it_works|si inserisce il wikilink alla loro pagina utente nel campo oggetto]]. Alcuni accessori utente e script che inseriscono automaticamente il nome degli utenti nell'oggetto potrebbero dover essere modificati in modo che inseriscano i due punti nel link, come in <nowiki>[[:User:Example]]</nowiki>. Potete modificare la modalità di ricezione di queste notifiche tramite le vostre [[Special:Preferences#mw-prefsection-echo|preferenze]]. Questa funzionalità è stata [[m:2017_Community_Wishlist_Survey|tra le più richieste nel sondaggio sui desideri della comunità del 2017]], ed è gradito [[m:Talk:Community_Tech/Ping_users_from_the_edit_summary|il vostro feedback a riguardo]]. Grazie e buone modifiche a tutti. -[[m:User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] ([[m:User talk:Keegan (WMF)|talk]]) 22:09, 12 mar 2018 (CET) </div> <!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Technical_Village_Pumps_distribution_list&oldid=17778225 --> == We need your feedback to improve Lua functions == <div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="en" dir="ltr"> Hello, (I’m sorry for writing in English. {{Int:Please-translate}}) If you’re regularly using Lua modules, creating and improving some of them, we need your feedback! The Wikidata development team would like to provide more Lua functions, in order to improve the experience of people who write Lua scripts to reuse Wikidata's data on the Wikimedia projects. Our goals are to help harmonizing the existing modules across the Wikimedia projects, to make coding in Lua easier for the communities, and to improve the performance of the modules. We would like to know more about your habits, your needs, and what could help you. We have a few questions for you [[d:Wikidata:New convenience functions for Lua|on this page]]. Note that if you don’t feel comfortable with writing in English, you can answer in your preferred language. {{Int:Feedback-thanks-title}} [[:d:User:Lea Lacroix (WMDE)|Lea Lacroix (WMDE)]] 10:55, 27 mar 2018 (CEST) </div> <!-- Messaggio inviato da User:Lea Lacroix (WMDE)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Lea_Lacroix_(WMDE)/Luannouncement&oldid=17873868 --> == Wikitext highlighting out of beta == <div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr"> L'[[mw:Special:MyLanguage/Extension:CodeMirror|evidenziazione della sintassi nel Wikitesto]], nota anche come CodeMirror, è stata tolta dalle funzionalità Beta ed è disponibile per l'[[mw:Special:MyLanguage/2017_wikitext_editor|editor Wikitesto 2017]] su tutte le wiki. L'evidenziazione della sintassi aiuta a vedere i problemi nel Wikitesto prima dell'anteprima o della pubblicazione. Per favore, prova lo strumento se non hai ancora avuto occasione di farlo; i [[mw:Special:MyLanguage/Extension_talk:CodeMirror|commenti sono ben accetti]]. - [[User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] ([[m:User talk:Keegan (WMF)|talk]]) </div>20:55, 4 mag 2018 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Technical_Village_Pumps_distribution_list&oldid=17844049 --> == Improvements coming soon on Watchlists == <div dir="ltr"> [[File:Rc-beta-tour-welcome-ltr.gif|link=Mw:Special:MyLanguage/Help:New_filters_for_edit_review|right|frameless]] Hello Sorry to use English. {{Int:please-translate}}! {{Int:thank-you}} '''In short:''' starting on June 18, New Filters for Edit Review ([[Special:Preferences#mw-prefsection-betafeatures|now in Beta]]) will become standard on Watchlists. They provide an array of new tools and an improved interface. If you prefer the current page you will be able to opt out. [[mw:Edit Review Improvements/New filters for edit review|Learn more about the New Filters]]. <big>'''What is this feature again?'''</big> This feature is used by default on [[Special:RecentChanges]], [[Special:RecentChangesLinked]] and as a Beta feature on [[Special:Watchlist]]. Based on a new design, that feature adds new functions to those pages, to ease vandalism tracking and support of newcomers: * [[mw:Special:MyLanguage/Help:New filters for edit review/Filtering|Filtering]] - filter recent changes with easy-to-use and powerful filters combinations, including filtering by namespace or tagged edits. * [[mw:Special:MyLanguage/Help:New filters for edit review/Highlighting function|Highlighting]] - add a colored background to the different changes you are monitoring. It helps quick identification of changes that matter to you. * [[mw:Special:MyLanguage/Help:New filters for edit review/Bookmarking|Bookmarking]] to keep your favorite configurations of filters ready to be used. * [[mw:Special:MyLanguage/Help:New filters for edit review/Quality and Intent Filters|Quality and Intent Filters]] - those filters use [[mw:Special:MyLanguage/ORES|ORES predictions]]. They identify real vandalism or good faith intent contributions that need help. They are not available on all wikis. You can know more about this project by visiting [[mw:Special:MyLanguage/Help:New filters for edit review/Quick tour|the quick tour help page]]. <big>'''About the release on Watchlists'''</big> Over 70,000 people have activated the New Filters beta, which has been in testing on Watchlist for more than eight months. We feel confident that the features are stable and effective, but if you have thoughts about these tools or the beta graduation, [[mw:Talk:Edit Review Improvements/New filters for edit review|please let us know]] on the project talk page. In particular, tell us if you know of a special incompatibility or other issue that makes the New Filters problematic on your wiki. We’ll examine the blocker and may delay release on your wiki until the issue can be addressed. The deployment will start on June 18 or on June 25, depending on the wiki ([[phab:T195993#4261642|check the list]]). After the deployment, you will also be able to opt-out this change directly from the Watchlist page and also in your preferences. <big>'''How to be ready?'''</big> Please share this announcement! If you use local Gadgets that change things on your Watchlist pages, or have a customized scripts or CSS, be ready. You may have to make some changes to your configuration. Despite the fact that we have tried to take most cases into consideration, some configurations may break. The Beta phase is a great opportunity to have a look at local scripts and gadgets: some of them may be replaced by native features from the Beta feature. Please share your questions and comments on the [[mw:Talk:Edit Review Improvements/New filters for edit review|feedback page]]. On behalf of the [[mw:Collaboration|Collaboration team]], [[User:Trizek (WMF)|Trizek (WMF)]] 15:14, 7 giu 2018 (CEST) </div> <!-- Messaggio inviato da User:Trizek (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Trizek_(WMF)/sandbox2&oldid=18110305 --> == Update on page issues on mobile web == <div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr"> '''Aggiornamento sui problemi delle pagine su web mobile''' {{int:please-translate}} Ciao a tutti. Il [[mw:Reading/Web/Team|Readers web team]] ha recentemente iniziato a lavorare per far si che i template di avviso siano visibili sui siti mobile. Al momento, i dettagli di alcuni avvisi all'interno della pagina sono nascosti nella versione mobile. Questo impedisce ai lettori di conoscere la vera affidabilità della pagina che stanno leggendo. Lo scopo del progetto è migliorare la conoscenza di problemi particolari all'interno di una voce utilizzando un browser web da mobile. Per far questo, modificheremo la visualizzazione dei problemi della pagina. Finora, abbiamo [[mw:Reading/Web/Projects/Mobile Page Issues|scelto una proposta di design e implementazione]] del progetto. Siamo anche riusciti a effettuare un [[mw:Reading/Web/Projects/Mobile Page Issues/Research Results|test sul design proposto]]. I test effettuati finora hanno avuto esito positivo. Ecco un breve riassunto di cosa abbiamo scoperto. * The new treatment increases awareness of page issues among participants. This is true particularly when they are in a more evaluative/critical mode. * Page issues make sense to readers and they understand how they work * Readers care about page issues and consider them important * Readers had overwhelmingly positive sentiments towards Wikipedia associated with learning about page issues Our next step would be to start implementing these changes. We wanted to reach out to you for any concerns, thoughts, and suggestions you might have before beginning development. Please [[mw:Reading/Web/Projects/Mobile Page Issues|visit the project page]] where we have more information and mockups of how this may look. Please [[mw:Talk:Reading/Web/Projects/Mobile Page Issues|leave feedback on the talk page]]. </div> [[m:User:CKoerner (WMF)|CKoerner (WMF)]] ([[m:User talk:CKoerner (WMF)|talk]]) 22:58, 12 giu 2018 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:CKoerner (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:CKoerner_(WMF)/Sandbox&oldid=18120916 --> == Consultation on the creation of a separate user group for editing sitewide CSS/JS == <div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr"> ''({{int:please-translate}})'' Ciao a tutti, Sto preparando un cambio nella configurazione di chi può modificare i CSS e JS del sito (per esempio <code dir="ltr">MediaWiki:Common.css</code> e <code dir="ltr">MediaWiki:Vector.js</code> che sono eseguire dal browser di tutti gli editor e lettori). Al momento tutti gli amministratori sono in grado di modificare queste pagine, il che pone un rischio per la sicurezza serio e non necessario. Preso, un gruppo dedicato e più piccolo sarà l'unico in grado di fare queste modifiche. La tua comunità sarà in grado di decidere chi appartiene al gruppo, perciò questo non dovrebbe avere un grosso impatto sulle comunità. Maggiori informazioni sono disponibili sulla [[m:Special:MyLanguage/Creation of separate user group for editing sitewide CSS/JS|pagina di consultazione su Meta]]; qui puoi anche lasciare il tuo commento. Se contribuisci a mantenere il codice CSS/JS o ti interessi delle procedure di elaborazione delle politiche, per favore dai un'occhiata. Grazie! <br/><span dir="ltr">[[m:User:Tgr|Tgr]] ([[m:User talk:Tgr|talk]]) 12:50, 9 lug 2018 (CEST) <small>(via [[m:Special:MyLanguage/Global_message_delivery|globale message delivery]])</small></span> </div> <!-- Messaggio inviato da User:Tgr@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Technical_Village_Pumps_distribution_list&oldid=18158890 --> == Google Code-In will soon take place again! Mentor tasks to help new contributors! == Hi everybody! Google Code-in (GCI) will soon take place again - a seven week long contest for 13-17 year old students to contribute to free software projects. Tasks should take an experienced contributor about two or three hours and can be of the categories Code, Documentation/Training, Outreach/Research, Quality Assurance, and User Interface/Design. Do you have any Lua, template, gadget/script or similar task that would benefit your wiki? Or maybe some of your tools need better documentation? If so, and you can imagine enjoying mentoring such a task to help a new contributor, please check out [[:mw:Google Code-in/2019]] and become a mentor. If you have any questions, feel free to ask at [[:mw:Talk:Google Code-in/2019|our talk page]]. Many thanks in advance! --[[User:Martin Urbanec|Martin Urbanec]] 08:28, 5 nov 2019 (CET) <!-- Messaggio inviato da User:Martin Urbanec@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Technical_Village_Pumps_distribution_list&oldid=19202271 --> == Technical maintenance planed‬ == <div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="en" dir="ltr"> '''A maintenance operation will be performed tomorrow morning UTC time (Wednesday 17th at 07:00 AM UTC).''' It will impact all wikis and is supposed to last up to one minute. During this time, new translations may fail, and Notifications may not be delivered. For more details about the operation and on all impacted services, please check [[phab:T273762|on Phabricator]]. A banner will be displayed 30 minutes before the operation. Thank you, [[user:SGrabarczuk (WMF)|SGrabarczuk (WMF)]] 18:45, 16 feb 2021 (CET) </div> == About deploying StructuredCategories in the Italian Wikiquote == Hello, I developed a Gadget that generates a link to a structured description of a given Wikimedia category based on the commonly used Wikidata statements to efficiently define its direct members. Please find the description of the Gadget at https://www.wikidata.org/wiki/Wikidata:Structured_Categories and its JavaScript source code at https://www.wikidata.org/wiki/User:Csisc/StructuredCategories.js. I ask how to deploy this tool in the Italian Wikiquote so that it can be featured in the Preferences for users. Yours Sincerely, --[[Utente:Csisc|Csisc]] ([[Discussioni utente:Csisc|scrivimi]]) 17:26, 16 apr 2021 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:SGrabarczuk (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Technical_Village_Pumps_distribution_list&oldid=21037579 --> == Coolest Tool Award 2021: Call for nominations == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> [[File:Coolest Tool Award 2021 square_logo.svg|thumb|193x193px]] The third edition of the [[m:Coolest Tool Award]] is looking for nominations! Tools play an essential role for the Wikimedia projects, and so do the many volunteer developers who experiment with new ideas and develop and maintain local and global solutions to support the Wikimedia communities. The Coolest Tool Award aims to recognize and celebrate the coolest tools in a variety of categories. The awarded projects will be announced and showcased in a virtual ceremony in December. Deadline to submit nominations is October 27. More information: [[m:Coolest Tool Award]]. Thanks for your recommendations! -- [[User:SSethi (WMF)|SSethi (WMF)]] for the [[m:Coolest Tool Award#Coolest Tool Award 2021|2021 Coolest Tool Academy team]] 07:57, 19 ott 2021 (CEST) </div> <!-- Messaggio inviato da User:Johan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Technical_Village_Pumps_distribution_list&oldid=22003007 --> == Community Wishlist Survey 2022 is coming. Help us! == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> The [[m:Community Wishlist Survey 2022|Community Wishlist Survey 2022]] starts in less than two weeks ([https://www.timeanddate.com/worldclock/fixedtime.html?iso=20220110T1800 Monday 10 January 2022, 18:00 UTC]). We, the team organizing the Survey, need your help. {| width=80% style="text-align:center; margin:auto;" class=plainlinks |- valign=top |width=50%| '''[https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=agg-Community_Wishlist_Survey&action=page&filter= <span class="mw-ui-button">Translate important messages</span>]''' | [[Community Wishlist Survey/Help us|<span class="mw-ui-button>Promote the Survey</span>]] Among anyone and everyone you know who has an account on wiki. Promote the Survey on social media, via instant messaging apps, in other groups and chats, in your WikiProject, Wikimedia affiliate - wherever contributors with registered accounts may be. |} '''Only you can make the difference''' How many people will hear and read about the Survey in their language? How many will decide to participate? Will there be enough of you to vote for a change you would like to see? It all depends on you, volunteers. '''Why are we asking?''' * [[m:Community Wishlist Survey/FAQ|We have improved the documentation]]. It's friendlier and easier to use. This will mean little if it's only in English. * Thousands of volunteers haven't participated in the Survey yet. We'd like to improve that, too. Three years ago, 1387 people participated. Last year, there were 1773 of them. We hope that in the upcoming edition, there will be even more. You are better than us in contacting Wikimedians outside of wikis. We have prepared some images to share. More to come. '''What is the Community Wishlist Survey?''' [[File:Community Wishlist Survey banner - translatable.svg|350px|thumb]] It's an annual survey that allows contributors to the Wikimedia projects to propose and vote for tools and platform improvements. Long years of experience in editing or technical skills are not required. Thanks, and be safe and successful in 2022! [[User:SGrabarczuk (WMF)|SGrabarczuk (WMF)]] ([[User talk:SGrabarczuk (WMF)|talk]]) 04:15, 29 dic 2021 (CET) </div> <!-- Messaggio inviato da User:SGrabarczuk (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Technical_Village_Pumps_distribution_list&oldid=22319964 --> == Save the Date: Coolest Tool Award 2021: this Friday, 17:00 UTC == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> <languages /> Hello all, The ceremony of the 2021 [[m:Special:MyLanguage/Coolest Tool Award|Wikimedia Coolest Tool Award]] will take place virtually on [https://zonestamp.toolforge.org/1642179615 Friday 14 January 2022, 17:00 UTC]. This award is highlighting software tools that have been nominated by contributors to the Wikimedia projects. The ceremony will be a nice moment to show appreciation to our tool developers and maybe discover new tools! [[m:Special:MyLanguage/Coolest Tool Award|Read more about the livestream and the discussion channels.]] Thanks for joining! [[m:User:AKlapper (WMF)|andre]] ([[m:User talk:AKlapper (WMF)|talk]]) -08:02, 6 January 2022 (UTC) </div> <!-- Messaggio inviato da User:SSethi (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Technical_Village_Pumps_distribution_list&oldid=22528634 --> == Last two days for submitting proposals == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> [[File:Community Wishlist Survey Lamp.svg|150px|right]] '''Tomorrow is the last day''' for [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist Survey 2022/Proposals|submitting proposals for the Community Wishlist Survey 2022]]. Also, everyone is welcome to [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist Survey/Help us|translate, promote]], and discuss proposals. [[User:SGrabarczuk (WMF)|SGrabarczuk (WMF)]] ([[User talk:SGrabarczuk (WMF)|talk]]) 15:45, 22 gen 2022 (CET) </div> <!-- Messaggio inviato da User:SGrabarczuk (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Technical_Village_Pumps_distribution_list&oldid=22611679 --> == Rollout of the new audio and video player == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> {{int:please-translate}} Hello, Over the next months we will gradually change the audio and video player of Wikis from Kultura to Video.js and with that, the old player won’t be accessible anymore. The new player has been active as a beta feature since May 2017. The new player has many advantages, including better design, consistent look with the rest of our interface, better compatibility with browsers, ability to work on mobile which means our multimedia will be properly accessible on iPhone, better accessibility and many more. The old player has been unmaintained for eight years now and is home-brewn (unlike the new player which is a widely used open source project) and uses deprecated and abandoned frameworks such as jQuery UI. Removing the old player’s code also improves performance of the Wikis for anyone visiting any page (by significantly reducing complexity of the dependency graph of our ResourceLoader modules. See [https://phabricator.wikimedia.org/phame/post/view/175/wikipedia_s_javascript_initialisation_on_a_budget/ this blog post.]). The old player has many open bugs that we will be able to close as resolved after this migration. The new player will solve a lot of old and outstanding issues but also it will have its own bugs. All important ones have been fixed but there will be some small ones to tackle in the future and after the rollout. What we are asking now is to turn on the beta feature for the new player and let us know about any issues. You can track the work in [[phab:T100106|T100106]] Thank you, [[User:Ladsgroup|Amir]] 18:59, 17 feb 2022 (CET) </div> <!-- Messaggio inviato da User:Ladsgroup@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Technical_Village_Pumps_distribution_list&oldid=22611679 --> == Coolest Tool Award 2022: Candidature aperte == <section begin="message"/> La quarta edizione del premio [[m:Coolest Tool Award]] sta cercando delle candidature (vedi la pagina https://meta.wikimedia.org/wiki/coolest_tool_award) Qual è il tuo tool preferito collegato a Wikimedia? Nomina i tuoi progetti preferiti entro il 12 ottobre 2022! I progetti vincenti saranno annunciati e presentati in una cerimonia virtuale a dicembre. <section end="message"/> <bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 20:30, 3 ott 2022 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:SSethi (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Technical_Village_Pumps_distribution_list&oldid=22611679 --> == <span lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">Join the Coolest Tool Award 2022: Friday, Dec 16th, 17:00 UTC</span> == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> <section begin="message"/> The fourth edition of the [[m:Special:MyLanguage/Coolest Tool Award|Wikimedia Coolest Tool Award]] will happen online on [https://zonestamp.toolforge.org/1671210028 Friday 16 December 2022 at 17:00 UTC]! This award is highlighting software tools that have been nominated by contributors to the Wikimedia projects. The ceremony will be a nice moment to show appreciation to our tool developers and maybe discover new tools! [[m:Special:MyLanguage/Coolest Tool Award|Read more about the livestream and the discussion channels.]] Thanks for joining! -[[m:User:SSapaty (WMF)|Komla]] <section end="message"/> </div> <bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 19:53, 5 dic 2022 (CET) <!-- Messaggio inviato da User:SSethi (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Technical_Village_Pumps_distribution_list&oldid=24059435 --> == Estensione Graph disattivata == <section begin="message" />Ieri la [[listarchive:list/wikitech-l@lists.wikimedia.org/thread/EWL4AGBEZEDMNNFTM4FRD4MHOU3CVESO/|Wikimedia Foundation ha segnalato]] che nell'interesse della sicurezza dei nostri utenti, l'[[mw:Extension:Graph|estensione Graph]] è stata disabilitata. Questo significa che le pagine che in precedenza mostravano grafici ora presenteranno una piccola area vuota. Per aiutare i lettori a comprendere questa situazione, le comunità possono definire un breve messaggio che può essere mostrato ai lettori al posto di ogni grafico fino a quando questo non sarà risolto. Questo messaggio può essere definito su ogni wiki in <bdi lang="en" dir="ltr">[[MediaWiki:Graph-disabled]]</bdi>. Lo staff di Wikimedia Foundation sta esaminando le opzioni disponibili e le tempistiche previste. Per gli aggiornamenti, segui l'attività Phabricator pubblica per questo problema: [[phab:T334940|T334940]]<section end="message" /> --[[Utente:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]] ([[Discussioni utente:MediaWiki message delivery|scrivimi]]) 19:36, 19 apr 2023 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:Elitre (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Technical_Village_Pumps_distribution_list&oldid=24483197 --> == <span lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">Temporary accounts for unregistered editors</span> == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> <section begin="body" /> ''[[m:Special:MyLanguage/IP_Editing:_Privacy_Enhancement_and_Abuse_Mitigation/Updates/2023-09|Read this in your language]] • <span class=plainlinks>[https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-IP+Editing%3A+Privacy+Enhancement+and+Abuse+Mitigation%2FUpdates%2F2023-09&language=&action=page&filter= {{Int:please-translate}}]</span> • Please tell other users about these changes'' [[File:MediaWiki Temporary accounts page history mockup 2023-09 en.gif|alt=Mock up of history page showing old and new username styles. The IP address 172.0.0.1 changes to the temporary account ~2024-23126-086, with an icon for revealing the underlying IP address|thumb|400px|Next year, unregistered editors will start using [[mw:Special:MyLanguage/Help:Temporary_accounts|temporary accounts]].]] In 2024, editors who have not [[Special:CreateAccount|registered an account]] will automatically begin using [[mw:Special:MyLanguage/Help:Temporary_accounts|temporary accounts]]. These editors are sometimes called "IP editors" because the [[foundation:Special:MyLanguage/Policy:Privacy_policy/Glossary_of_key_terms#ip-address|IP address]] is displayed in the page history. The [[mw:Special:MyLanguage/Trust and Safety Product|Trust and Safety Product team]] gave a presentation at Wikimania about this change. You can [https://www.youtube.com/live/3ygRnVXTAPM?si=lAkJEcvgPl1sV6JO&t=22290 watch it on YouTube]. There is more information at [[m:Special:MyLanguage/IP Editing: Privacy Enhancement and Abuse Mitigation|m:IP Editing: Privacy Enhancement and Abuse Mitigation]].<section end="body" /> </div> <span dir=ltr>[[User:SGrabarczuk (WMF)|SGrabarczuk (WMF)]] ([[User talk:SGrabarczuk (WMF)|{{int:Talkpagelinktext}}]])</span> 04:05, 30 set 2023 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:SGrabarczuk (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Technical_Village_Pumps_distribution_list&oldid=25636618 --> == <span lang="en" dir="ltr">Coming soon: A new sub-referencing feature – try it!</span> == <div lang="en" dir="ltr"> <section begin="Sub-referencing"/> [[File:Sub-referencing reuse visual.png|{{#ifeq:{{#dir}}|ltr|right|left}}|400px]] Hello. For many years, community members have requested an easy way to re-use references with different details. Now, a MediaWiki solution is coming: The new sub-referencing feature will work for wikitext and Visual Editor and will enhance the existing reference system. You can continue to use different ways of referencing, but you will probably encounter sub-references in articles written by other users. More information on [[m:Special:MyLanguage/WMDE Technical Wishes/Sub-referencing|the project page]]. '''We want your feedback''' to make sure this feature works well for you: * [[m:Special:MyLanguage/WMDE Technical Wishes/Sub-referencing#Test|Please try]] the current state of development on beta wiki and [[m:Talk:WMDE Technical Wishes/Sub-referencing|let us know what you think]]. * [[m:WMDE Technical Wishes/Sub-referencing/Sign-up|Sign up here]] to get updates and/or invites to participate in user research activities. [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Deutschland|Wikimedia Deutschland]]’s [[m:Special:MyLanguage/WMDE Technical Wishes|Technical Wishes]] team is planning to bring this feature to Wikimedia wikis later this year. We will reach out to creators/maintainers of tools and templates related to references beforehand. Please help us spread the message. --[[m:User:Johannes Richter (WMDE)|Johannes Richter (WMDE)]] ([[m:User talk:Johannes Richter (WMDE)|talk]]) 10:36, 19 August 2024 (UTC) <section end="Sub-referencing"/> </div> <!-- Messaggio inviato da User:Johannes Richter (WMDE)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Johannes_Richter_(WMDE)/Sub-referencing/massmessage_list&oldid=27309345 --> == 'Wikidata item' link is moving. Find out where... == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"><i>Apologies for cross-posting in English. Please consider translating this message.</i>{{tracked|T66315}} Hello everyone, a small change will soon be coming to the user-interface of your Wikimedia project. The [[d:Q16222597|Wikidata item]] [[w:|sitelink]] currently found under the <span style="color: #54595d;"><u>''General''</u></span> section of the '''Tools''' sidebar menu will move into the <span style="color: #54595d;"><u>''In Other Projects''</u></span> section. We would like the Wiki communities feedback so please let us know or ask questions on the [[m:Talk:Wikidata_For_Wikimedia_Projects/Projects/Move_Wikidata_item_link|Discussion page]] before we enable the change which can take place October 4 2024, circa 15:00 UTC+2. More information can be found on [[m:Wikidata_For_Wikimedia_Projects/Projects/Move_Wikidata_item_link|the project page]].<br><br>We welcome your feedback and questions.<br> [[Utente:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]] ([[Discussioni utente:MediaWiki message delivery|scrivimi]]) 20:56, 27 set 2024 (CEST) </div> <!-- Messaggio inviato da User:Danny Benjafield (WMDE)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Danny_Benjafield_(WMDE)/MassMessage_Test_List&oldid=27524260 --> == 'Wikidata item' link is moving, finally. == Hello everyone, I previously wrote on the 27th September to advise that the ''Wikidata item'' sitelink will change places in the sidebar menu, moving from the '''General''' section into the '''In Other Projects''' section. The scheduled rollout date of 04.10.2024 was delayed due to a necessary request for Mobile/MinervaNeue skin. I am happy to inform that the global rollout can now proceed and will occur later today, 22.10.2024 at 15:00 UTC-2. [[m:Talk:Wikidata_For_Wikimedia_Projects/Projects/Move_Wikidata_item_link|Please let us know]] if you notice any problems or bugs after this change. There should be no need for null-edits or purging cache for the changes to occur. Kind regards, -[[m:User:Danny Benjafield (WMDE)|Danny Benjafield (WMDE)]] 13:28, 22 ott 2024 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:Danny Benjafield (WMDE)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Danny_Benjafield_(WMDE)/MassMessage_Test_List&oldid=27535421 --> == We will be enabling the new Charts extension on your wiki soon! == ''(Apologies for posting in English)'' Hi all! We have good news to share regarding the ongoing problem with graphs and charts affecting all wikis that use them. As you probably know, the [[:mw:Special:MyLanguage/Extension:Graph|old Graph extension]] was disabled in 2023 [[listarchive:list/wikitech-l@lists.wikimedia.org/thread/EWL4AGBEZEDMNNFTM4FRD4MHOU3CVESO/|due to security reasons]]. We’ve worked in these two years to find a solution that could replace the old extension, and provide a safer and better solution to users who wanted to showcase graphs and charts in their articles. We therefore developed the [[:mw:Special:MyLanguage/Extension:Chart|Charts extension]], which will be replacing the old Graph extension and potentially also the [[:mw:Extension:EasyTimeline|EasyTimeline extension]]. After successfully deploying the extension on Italian, Swedish, and Hebrew Wikipedia, as well as on MediaWiki.org, as part of a pilot phase, we are now happy to announce that we are moving forward with the next phase of deployment, which will also include your wiki. The deployment will happen in batches, and will start from '''May 6'''. Please, consult [[:mw:Special:MyLanguage/Extension:Chart/Project#Deployment Timeline|our page on MediaWiki.org]] to discover when the new Charts extension will be deployed on your wiki. You can also [[:mw:Special:MyLanguage/Extension:Chart|consult the documentation]] about the extension on MediaWiki.org. If you have questions, need clarifications, or just want to express your opinion about it, please refer to the [[:mw:Special:MyLanguage/Extension_talk:Chart/Project|project’s talk page on Mediawiki.org]], or ping me directly under this thread. If you encounter issues using Charts once it gets enabled on your wiki, please report it on the [[:mw:Extension_talk:Chart/Project|talk page]] or at [[phab:tag/charts|Phabricator]]. Thank you in advance! -- [[User:Sannita (WMF)|User:Sannita (WMF)]] ([[User talk:Sannita (WMF)|talk]]) 17:07, 6 mag 2025 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:Sannita (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Sannita_(WMF)/Mass_sending_test&oldid=28663781 --> == Wikidata Item and Property labels soon displayed in Wiki Watchlist/Recent Changes == ''(Apologies for posting in English, you can help by translating into your language)'' Hello everyone, the [[m:Wikidata_For_Wikimedia_Projects/Clearer_Wikidata_Edit_Summaries/Resolve_Labels|Wikidata For Wikimedia Projects]] team is excited to announce an upcoming change in how Wikidata edit changelogs are displayed in your [[Special:Watchlist|Watchlists]] and [[Special:RecentChanges|Recent Changes]] lists. If an edit is made on Wikidata that affects a page in another Wikimedia Project, the changelog will contain some information about the nature of the edit. This can include a QID (or Q-number), a PID (or P-number) and a value (which can be text, numbers, dates, or also QID or PID’s). Confused by these terms? See the [[d:Special:MyLanguage/Wikidata:Glossary|Wikidata:Glossary]] for further explanations. The upcoming change is scheduled for '''17.07.2025''', between '''1300 - 1500 UTC'''. The change will display the label (item name) alongside any QID or PIDs, as seen in the image below: [[File:Apr10 edit summary on Wikidata.png|An edit sum entry on Wikidata, labels display alongside their P- and Q-no.'s]] These changes will only be visible if you have Wikidata edits enabled in your User Preferences for Watchlists and Recent Changes, or have the active filter ‘Wikidata edits’ checkbox toggled on, directly on the Watchlist and Recent Changes pages. Your bot and gadget may be affected! There are thousands of bots, gadgets and user-scripts and whilst we have researched potential effects to many of them, we cannot guarantee there won’t be some that are broken or affected by this change. Further information and context about this change, including how your bot may be affected can be found on this [[m:Wikidata_For_Wikimedia_Projects/Clearer_Wikidata_Edit_Summaries/Resolve_Labels|project task page]]. We welcome your questions and feedback, please write to us on this dedicated [[m:Talk:Wikidata_For_Wikimedia_Projects/Clearer_Wikidata_Edit_Summaries/Resolve_Labels|Talk page]]. Thank you, - [[m:User:Danny_Benjafield_(WMDE)|Danny Benjafield (WMDE)]] on behalf of the Wikidata For Wikimedia Projects Team. [[Utente:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]] ([[Discussioni utente:MediaWiki message delivery|scrivimi]]) 14:45, 14 lug 2025 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:Danny Benjafield (WMDE)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Danny_Benjafield_(WMDE)/MassMessage_Test_List&oldid=28981877 --> == Action Required: Update templates/modules for electoral maps (Migrating from P1846 to P14226) == Hello everyone, This is a notice regarding an ongoing data migration on Wikidata that may affect your election-related templates and Lua modules (such as <code>Module:Itemgroup/list</code>). '''The Change:'''<br /> Currently, many templates pull electoral maps from Wikidata using the property [[:d:Property:P1846|P1846]], combined with the qualifier [[:d:Property:P180|P180]]: [[:d:Q19571328|Q19571328]]. We are migrating this data (across roughly 4,000 items) to a newly created, dedicated property: '''[[:d:Property:P14226|P14226]]'''. '''What You Need To Do:'''<br /> To ensure your templates and infoboxes do not break or lose their maps, please update your local code to fetch data from [[:d:Property:P14226|P14226]] instead of the old [[:d:Property:P1846|P1846]] + [[:d:Property:P180|P180]] structure. A [[m:Wikidata/Property Migration: P1846 to P14226/List|list of pages]] was generated using Wikimedia Global Search. '''Deadline:'''<br /> We are temporarily retaining the old data on [[:d:Property:P1846|P1846]] to allow for a smooth transition. However, to complete the data cleanup on Wikidata, the old [[:d:Property:P1846|P1846]] statements will be removed after '''May 1, 2026'''. Please update your modules and templates before this date to prevent any disruption to your wiki's election articles. Let us know if you have any questions or need assistance with the query logic. Thank you for your help! [[User:ZI Jony|ZI Jony]] using [[Utente:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]] ([[Discussioni utente:MediaWiki message delivery|scrivimi]]) 19:09, 3 apr 2026 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:ZI Jony@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Technical_Village_Pumps_distribution_list&oldid=29905755 --> dva41bwgmuj5xgjjjee63si9sht1515 Template:SelezioneNuove 10 4465 1409395 1409332 2026-04-03T14:16:23Z Gaux 18878 Paolo Mercuri 1409395 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Paolo Mercuri]]{{,}} [[Giuria]]{{,}} [[Giuseppe Farina (imprenditore)]]{{,}} [[Silvano Ramaccioni]]{{,}} [[Alfonso Cerquetti]]{{,}} [[Vitale Giordano]]{{,}} [[Giuseppe Ciacchi]]{{,}} [[Ferdinando di Diano]]{{,}} [[Francesco di Giorgio Martini]]{{,}} [[Lanfranco Mignoti]]{{,}} [[Ottavio Fabri]]{{,}} [[Oberto Cantone]]{{,}} [[Fabrizio Mordente]]{{,}} [[Girolamo Pico Fonticulano]]{{,}} [[Caviglia]]{{,}} [[Riccardo Filangieri (storico)]]{{,}} [[Muscolo diaframma]]{{,}} [[Novello Papafava]]{{,}} [[Giovanni Gerolamo Savoldo]]{{,}} [[La mia Africa]]{{,}} [[Bianchi americani]]{{,}} [[Alessandro Vittoria]]{{,}} [[Francesco Maria Franceschinis]]{{,}} [[Baldassarre Orsini]]{{,}} [[Nicola Fergola]]{{,}} [[Villa Medici]]{{,}} [[Francesco Patrizi (filosofo)]]{{,}} [[Oronzio Fineo]]{{,}} [[Latino di Camillo Orsini]]{{,}} [[Pietro Cataneo]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> ik86idsyxkwikr90lluy6bashybska7 1409412 1409395 2026-04-03T15:40:29Z Gaux 18878 Ignazio Ciampi 1409412 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Ignazio Ciampi]]{{,}} [[Paolo Mercuri]]{{,}} [[Giuria]]{{,}} [[Giuseppe Farina (imprenditore)]]{{,}} [[Silvano Ramaccioni]]{{,}} [[Alfonso Cerquetti]]{{,}} [[Vitale Giordano]]{{,}} [[Giuseppe Ciacchi]]{{,}} [[Ferdinando di Diano]]{{,}} [[Francesco di Giorgio Martini]]{{,}} [[Lanfranco Mignoti]]{{,}} [[Ottavio Fabri]]{{,}} [[Oberto Cantone]]{{,}} [[Fabrizio Mordente]]{{,}} [[Girolamo Pico Fonticulano]]{{,}} [[Caviglia]]{{,}} [[Riccardo Filangieri (storico)]]{{,}} [[Muscolo diaframma]]{{,}} [[Novello Papafava]]{{,}} [[Giovanni Gerolamo Savoldo]]{{,}} [[La mia Africa]]{{,}} [[Bianchi americani]]{{,}} [[Alessandro Vittoria]]{{,}} [[Francesco Maria Franceschinis]]{{,}} [[Baldassarre Orsini]]{{,}} [[Nicola Fergola]]{{,}} [[Villa Medici]]{{,}} [[Francesco Patrizi (filosofo)]]{{,}} [[Oronzio Fineo]]{{,}} [[Latino di Camillo Orsini]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> q3u47jebryvt6audw63bo841x2zrx0a 1409435 1409412 2026-04-04T06:42:54Z Spinoziano 2297 + 1409435 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Breve incontro]]{{,}} [[Ignazio Ciampi]]{{,}} [[Paolo Mercuri]]{{,}} [[Giuria]]{{,}} [[Giuseppe Farina (imprenditore)]]{{,}} [[Silvano Ramaccioni]]{{,}} [[Alfonso Cerquetti]]{{,}} [[Vitale Giordano]]{{,}} [[Giuseppe Ciacchi]]{{,}} [[Ferdinando di Diano]]{{,}} [[Francesco di Giorgio Martini]]{{,}} [[Lanfranco Mignoti]]{{,}} [[Ottavio Fabri]]{{,}} [[Oberto Cantone]]{{,}} [[Fabrizio Mordente]]{{,}} [[Girolamo Pico Fonticulano]]{{,}} [[Caviglia]]{{,}} [[Riccardo Filangieri (storico)]]{{,}} [[Muscolo diaframma]]{{,}} [[Novello Papafava]]{{,}} [[Giovanni Gerolamo Savoldo]]{{,}} [[La mia Africa]]{{,}} [[Bianchi americani]]{{,}} [[Alessandro Vittoria]]{{,}} [[Francesco Maria Franceschinis]]{{,}} [[Baldassarre Orsini]]{{,}} [[Nicola Fergola]]{{,}} [[Villa Medici]]{{,}} [[Francesco Patrizi (filosofo)]]{{,}} [[Oronzio Fineo]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> oi8dzw00eq6ghydpyfgvims4kelwrmv Noël Coward 0 5347 1409436 1349935 2026-04-04T06:44:52Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1409436 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Noel Coward Allan warren.jpg|thumb|Noël Coward nel 1972]] {{Premio|Oscar| Oscar alla carriera (1943) }} Sir '''Noël Peirce Coward''' (1899 – 1973), attore, commediografo e compositore britannico. ==Citazioni di Noël Coward== *Certe [[donna|donne]] si dovrebbero picchiare a intervalli regolari, come gong.<ref>Da ''Private lives''; citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> *La passione, che cosa scomoda!<ref>Da ''Fallen Angels'', I. Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> ==''Amore e etichetta''== ===[[Incipit]]=== Inutile sostenere che, architettonicamente, il Palazzo del Governo possieda qualcosa di notevole perché non è vero: dentro è piacevolissimo con quelle sue stanze simpatiche e ariose e le verande profonde; ma, di fuori, è inequivocabilmente orrendo: da qualsiasi punto lo si guardi, sembra un pantagruelico budino color [[Malva (colore)|malva]]. Fu costruito nel primo novecento e cioè dopo che quello vecchio era andato distrutto da un incendio, ma nessuno sa perché fosse stato dipinto di color malva la prima volta né perché fosse stato ridipinto, sempre color malva, la seconda. Possiede cupole, torri, barbacani, poche finestre di bastardo normanno e – sotto – una fila di buie arcate di [[pietra]] formanti una specie di catacomba. ===Citazioni=== *Nessun maschio americano che avesse un po' di rispetto di se stesso si sognerebbe mai di cominciare un nuovo giorno senza la spremuta di qualche seno. (p. 144) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Noel Coward, ''Amore e etichetta'' (''Pomp and Circumstance''), traduzione di Daria Menicanti, Garzanti 1980. ==Filmografia== *''[[Partita a quattro]]'' (1933) – soggetto *''[[Breve incontro]]'' (1945) – soggetto, produttore *''[[Insieme a Parigi]]'' (1964) – attore *''[[Un matrimonio all'inglese]]'' (2008) – soggetto ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Coward, Noël}} [[Categoria:Attori britannici]] [[Categoria:Drammaturghi britannici]] [[Categoria:Commediografi]] 0xdlklac8l1hscdmmetmgaiknvwqmq3 Juventus Football Club 0 9796 1409417 1408511 2026-04-03T16:37:31Z ~2026-18310-18 106563 Fix typo 1409417 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Juventus FC - logo black (Italy, 2020).svg|right|150px]] Citazioni sulla '''Juventus Football Club''' e sugli '''juventini'''. ==Citazioni== *A parte quello che ho vinto, essere stato alla Juventus è un'esperienza che ti rimane dentro, diventa stile di vita. ([[Stefano Tacconi]]) *A volte questa mentalità sorprende chi viene alla Juve. La Juventus è qualcosa di diverso dalle altre squadre, è uno stile di vita che parte dal modo con cui ci si allena, sempre al massimo, sempre con la concentrazione altissima, e arriva anche al comportamento fuori dal campo. Alcuni giocatori vengono a dirci: adesso capisco perché la Juventus vince sempre, da fuori è difficile capire certi meccanismi, quando sei dentro tutto appare chiaro. ([[Pavel Nedvěd]]) *Ai miei tempi a Torino si diceva così: "Fuoco di [[Vesta]] la Juve sempre in testa". ([[Maria Sole Agnelli]]) *All'Università ho studiato, invece, diritto penale motivo per cui posso parlare a pieno titolo della Juventus.<ref>Nel settembre 2015, rispondendo a [[Giampiero Mughini]]: «Agli interisti con tanta simpatia dico che all'Università ho sostenuto tre esami di letteratura dedicando meno tempo alla Divina Commedia di quanto se ne stia dedicando alle quattro partitine dell'Inter in questo avvio di campionato.»</ref> ([[Paolo Bonolis]]) *Alla Juve è come andare in fabbrica, ognuno rispetta il suo ruolo e il clima è rigido. Alla fine però nel calcio conta vincere e lì lo fanno. In altre piazze ho riscontrato più passione. ([[Marco Borriello]]) *Alla Juve ho imparato una cosa: il rispetto dei ruoli. La Juve ti fa sentire importantissimo e centrale fino all'ultimo giorno. Non ti fa mai mancare la fiducia, per un tecnico è fondamentale. La società è lo scudo protettivo irrinunciabile, se non tiene meglio lasciarsi subito. ([[Carlo Ancelotti]]) *Alla Juve ho trovato una mentalità che si vede in pochi altri club, dietro ai successi c'è una cura maniacale del particolare. Niente è lasciato al caso. Una società incredibile. ([[Angelo Ogbonna]]) *Alla Juve ho visto passare grandi giocatori e nemmeno uno andato fuori delle righe. In tal caso, infatti, si veniva subito richiamati all'ordine. E se non volevi capire, venivi messo sulla lista dei calciatori in vendita per il mercato successivo. Questa è la cultura dei grandi club. ([[Jonathan Zebina]]) *Alla Juve non basta la classe, ci vogliono le palle d'acciaio. ([[Giuseppe Furino]]) *Alla Juve si acquisisce una abitudine mentale di sacrificio che non c'è da altre parti. Alla Juve ti insegnano che la partita più importante è sempre quella che deve venire. Alla Juve ti insegnano ad avere sempre «fame» di vittorie, a non accontentarti mai. Non è un caso che le fortune della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] siano sempre coincise con la larga presenza di bianconeri in azzurro. ([[Claudio Gentile]]) *Alla Juve vogliono uomini veri che sanno che rappresentano una grande società con milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sparsi per il mondo. Io quando giocavo nella Juve se arrivavo vestito in jeans venivo rimproverato. Era importante anche l'immagine, non solo il talento. Se vai alla Juve vai lì per vincere perché c'è una mentalità diversa, unica. E lo dice uno che in cuor suo è rimasto [[Torino Football Club|granata]]. ([[Pasquale Bruno]]) *Alla Juventus il concetto di squadra è il primo valore che viene inculcato. Il concetto del {{sic|Noi}} che prevale sull'{{sic|Io}}. La squadra non è fatta solo da chi scende in campo, ma da tutti coloro che ogni mattina si svegliano e si mettono al servizio di quei colori: il bianco e il nero. ([[Leonardo Bonucci]]) *Alla Juventus [...] mi sembra di essere in [[Germania]]. Tutto viene gestito con precisione e puntualità. ([[Sami Khedira]]) *Alla Juventus mi sentivo un numero. Non mi sono mai abituato al taglio dei capelli imposto dalla società, alle telefonate di controllo alle 10 di sera. Mi sembrava di stare in un campo di concentramento. ([[Gianfranco Zigoni]]) *Area con venticinque metri ce n'è solo una in [[Italia]].<ref>Dopo un [[calcio di rigore|rigore]] concesso ad [[Alessandro Del Piero]] la domenica precedente, durante la partita Juventus-Genoa 3-2 (14 febbraio 2010).</ref> ([[José Mourinho]]) *Aristocratica per lunga tradizione, fredda per educazione e tendenza, depositaria di uno [[Stile Juventus|stile]] che tutti le invidiano e a nessuno riesce di imitare, la Juventus è anche una formazione calcistica alla quale tutto è lecito chiedere e nulla, o pochissimo, perdonare. Deve battersi sempre per il primato, inseguire senza tregua vittorie e [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] e [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|casacche azzurre]], distribuire lezioni agli avversari sconfitti, essere se stessa o non essere nulla. Una terribile situazione di privilegio, cui società e squadra fanno fronte con larghi mezzi e consapevole coscienza.<ref group="fonte">Da ''Juventus e Torino''; citato in ''Torino 1961. Ritratto della città e della regione'', a cura di Ernesto Caballo, ed. Piemonte Artistico Culturale, Torino, 1961, p. 705.</ref> (Alfredo Toniolo<ref name=gds>Giornalista sportivo italiano.</ref>) *Arturo Vidal è senza dubbio un buon giocatore. Voglio congratularmi con lui, ha scelto il miglior club che gli conviene. Visto il successo nello sport e le questioni legali della Juve negli ultimi anni, come tutti dicono.<ref>Riferendosi al mancato acquisto di [[Arturo Vidal]] da parte del Bayern Monaco nel 2011, nonostante un presunto accordo raggiunto tra club e il calciatore. Vidal, infatti, in quella stessa sessione di mercato si trasferì dal Bayer Leverkusen alla Juventus.<br />Quattro anni dopo l'accaduto e le dichiarazioni di Rummenigge, nell'estate del 2015, Vidal viene ceduto dalla Juventus al Bayern Monaco. {{cfr}} ''[http://www.gazzetta.it/Calciomercato/15-07-2015/vidal-quando-juve-bayern-litigavano-lui-marotta-disse-rummenigge-120573686344.shtml Vidal, quando Juve e Bayern litigavano per lui. E Marotta disse a Rummenigge...]'', ''Gazzetta.it'', 15 luglio 2015.</ref> ([[Karl-Heinz Rummenigge]]) *{{NDR|Nel 2006}} Avevo avuto il coraggio di gridare quello che pensavo.<ref>Riferito in particolare a un episodio durante l'incontro Parma-Juventus disputatosi il 9 gennaio 2000, in quell'occasione Baggio venne espulso e in segno di protesta mimò all'arbitro [[Stefano Farina]] il gesto dei soldi.</ref> Quando si giocava contro la Juve si sapeva che si partiva con l'handicap. E adesso, a sei anni di distanza, tutto sta venendo a galla. ([[Dino Baggio]]) *Bisogna arrivare a Venaria, perché la Juve è la squadra di Venaria e dobbiamo trovare il mezzo idoneo per arrivare in periferia, perché la Juve è una squadra di periferia rispetto a noi che giochiamo in mezzo alla città di Torino. ([[Piero Chiambretti]]) *C'è una battutaccia che si fa in negativo: giocatori e allenatori passano, ma la società resta. Vale anche per la Juventus, ma in positivo. ([[Massimo Mauro]]) *Chi arriva, non ha bisogno di sentirsi fare tanti discorsi [...] guarda i giocatori che sono qui da più tempo. È accaduto anche a me e anche se non si è abituati a certi ritmi, ci si adegua, perché questo è il mondo Juve. ([[Andrea Barzagli]]) *Chi firma [per la Juve] gioca per vincere. Chi entra nella Juve pensa solo al successo. Lo respiri dal primo momento in cui entri nella sede. ([[Eugenio Corini]]) *Ci sono due cose che mi hanno colpito: l'amore, che troviamo in qualsiasi parte d'Italia, e l'odio che riesci a trovare in qualsiasi posto d'Italia. Lo capisci solo se alleni la Juve [...]. Quando sei così attaccato all'esterno ti leghi all'interno. ([[Maurizio Sarri]]) *Ciò che distingue la Juve dalle altre squadre è soprattutto la mentalità: non abbassare mai l'attenzione, non mollare e lottare tutti i giorni per vincere. Un conto è dirlo, un conto è essere qua e vedere come tutte le persone che lavorano intorno a noi hanno una disciplina veramente importante e una mentalità che ha portato la Juve a vincere così tanto. ([[Tomás Rincón]]) *Ciò che mi ha subito colpito positivamente è stata la mentalità vincente. Qui è come se ti impiantassero un chip appena arrivato [...]. Capisci subito che si gioca sempre per vincere [...]. Alla Juve c'è grande comunicazione e un ambiente molto unito. Dai compagni al tecnico e allo staff, mi hanno tutti aiutato a inserirmi rapidamente. Ci si parla tanto e c'è un costante confronto, fondamentale per crescere. ([[Alex Sandro Lobo Silva]]) *{{NDR|Sugli ambienti di lavoro nella Juventus e nel [[Associazione Calcio Milan|Milan]]}} Come ambienti più o meno sono simili, due città [Torino e Milano] che ti lasciano vivere tranquillo, senza troppe pressioni. I metodi di allenamento sono diversi perché in base ad ogni allenatore le cose cambiano. Il resto più o meno è lo stesso, sono due grandi società con le stesse ambizioni, la stessa voglia di vincere, quindi siano le, penso, le due più grandi società italiane più conosciute anche in giro per il mondo. Quindi non ci sono tante cose diverse. ([[Andrea Pirlo]]) *Come dicono a Torino? "Vincere non è importante: è l'unica cosa che conta"<ref>In riferimento alla frase di [[Giampiero Boniperti]]: «Vincere non è importante: è la sola cosa che conti.»</ref>. Dovrebbero aggiungere: "E non ci interessa tanto come". ([[Morgan De Sanctis]]) *– Come il giocatore della Juve?<br />– Scusa, Alice – si intromise Massimo. – Va bene che siamo al bar, ma anche alle volgarità c'è un limite. Certe parole qui preferirei che tu non le dicessi. ([[Marco Malvaldi]]) *– Comunque sarà forte la tua Juventus, va...<br />– Cos'hai da dire sulla mia Juve?<br />– Ah, io niente. Non ho niente da dire io! Il tempo mi darà ragione: è una squadra senza futuro. (''[[Il Grande Torino]]'') *Con la Juventus ho imparato a vincere. Non so come è successo, è qualcosa che si respira nell'aria dello spogliatoio, sono concetti che vengono tramandati da giocatore in giocatore, è il sentimento che ti trasmettono milioni di tifosi e non c'è club nel mondo che ti faccia lo stesso effetto. ([[Edgar Davids]]) *Con la Juventus sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me, e a volte sono andato oltre... La Juventus è uno [[stile]], un grande insegnamento di vita. ([[Antonio Cabrini]]) *Con le buone o con le cattive vincono sempre. Le immagini parlano chiaro. Tutta Italia dovrebbe dire questo. La Juve dovrebbe giocare un campionato a parte, ogni anno è così. Tanto arriveremo ancora secondi. ([[Francesco Totti]]) *Contro la Juve avevi sempre rispetto per la squadra e per i giocatori che avevano e quando si diceva che loro vincevano con un aiuto, ti dico la verità, forse potevano vincere lo stesso anche senza queste cose. I giocatori sul momento non pensano che se fischiano qualcosa o succede qualcosa di particolare sia per un motivo, quando giochi non ti rendi conto di questo. Lo capisci dopo, quando è venuto fuori quello che succedeva, che chiudevano gli arbitri e altre cose. Poi, ognuno sa bene cosa ha fatto bene e cosa ha sbagliato. ([[Álvaro Recoba]]) *{{NDR|Una volta a [[Pietro Secchia]]}} Cos'ha fatto ieri la Juve? [...] E tu pretendi di fare la rivoluzione senza sapere i risultati della Juve? ([[Palmiro Togliatti]]) *Credo che il tifoso della Juventus, quando metti cuore e anima in mezzo al campo, te lo riconosce e ti vuole bene: la dimostrazione siamo io, Giaccherini, Padoin e non solo. Giocatori che ovviamente, se consideri che alla Juventus sono arrivati campioni [come] Zidane, Del Piero, Trezeguet e tanti altri, non sono paragonabili a livello tecnico, però la Juventus ha avuto sempre nella sua storia un'identità ben precisa, nel senso che a fianco a Zidane giocavano Porrini, Torricelli, Pessotto, Birindelli... mentre in quegli anni lì, al fianco di Pirlo a Tevez, io e altri eravamo quelli chiamati a mettere quello spirito e quella voglia a supporto. ([[Simone Pepe]]) *Da avversario la Juve è sempre stata una squadra difficile da affrontare. Si tratta di un club che ha vinto tantissimi titoli ed è molto rispettata da tutte le avversarie, in Italia e in Europa. ([[Ángel Di María]]) *Da esterno, ho sempre detto che della Juventus mi colpiva la mentalità con la quale i bianconeri affrontavano ogni partita. Ora che sono qui, mi sono accorto di cosa c'è dietro, delle ore di lavoro costante, dello spirito di sacrificio e della voglia di vincere e arrivare lontano. Credo che sia questo a fare la differenza tra la Juve e le altre squadre. ([[Federico Bernardeschi]]) *{{NDR|«Avete delle squadre rivali in Italia?»}} Della Juventus? Tutte! [ride, ''ndr''] ([[Pauline Peyraud-Magnin]]) *Dire che la Juve ruba è come dire che rubano i politici, può essere vero ma non basta. E infatti la teoria sull'appropriazione indebita di scudetto prende regolarmente vigore a marzo, e al termine di un processo temporale costante. Ad agosto sono tutti campioni d'Italia. A settembre sono fiduciosi e in rodaggio. A ottobre basta recuperare un paio d'infortunati e ci siamo. A novembre il distacco dalla vetta è serio, ma ce la giochiamo fino in fondo. A dicembre c'è ancora lo scontro diretto e la Champions porta via energie, e avanti così fino a marzo, quando la Juve è avanti di quindici punti, e allora ruba. ([[Mattia Feltri]]) *È evidente che nel rapporto tra la Juventus e i media – ma in generale tra la Juventus e gli italiani (o almeno gli italiani non juventini, ovvero la netta maggioranza della popolazione) – c'è qualcosa che non va. L'anti-juventinismo, che da decenni è divenuto un connotato rilevante del costume degli italiani (se non della loro antropologia) sta ormai assumendo tratti patologici. I media alimentano in modo poco responsabile questo "sentimento popolare" [...] pur di blandire la parte maggioritaria delle platee. Eppure la Juventus dovrebbe costituire un motivo di vanto per il nostro Paese: è infatti, oggettivamente, una delle autentiche eccellenze italiane. Dall'Italia del Nord, per essere precisi. Un'eccellenza settentrionale che ha saputo dare lustro all'intera nazione, tanto da venire "adottata" da milioni di italiani del Sud: un lustro che deriva dalla quantità di successi; dal numero di calciatori – superiore a qualsiasi altra squadra – [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|forniti alla Nazionale]]; da tutti i campioni che della Juve hanno indossato la maglia. E da tanti altri motivi. ([[Giuseppe Pollicelli]]) *{{NDR|«Tifoso della Juventus sin da piccolo, cosa vuol dire poter indossare la maglia bianconera?»}} È il coronamento di un sogno. Sin dai primi calci che tiri al pallone sogni di diventare professionista e di indossare quella maglia. Un sogno difficile da realizzare, ma proprio per questa ragione, ancora più emozionante quando si avvera. ([[Massimo Carrera]]) *[«La Juve ruba»] è il solito ritornello di chi non vince. Ma non ci faccio più caso. Se, come la Juve, abitui tutti a vincere, è normale che al minimo errore ogni cosa venga ingigantita dagli altri, soprattutto da chi non vince. ([[Sebastian Giovinco]]) *{{NDR|«Cosa significa la Juve per te?»}} È il grande amore che si trova solo una volta nella vita. ([[Martina Rosucci]]) *È professionale, seria e nessuno è più grande del club. Hanno avuto alcuni grandi giocatori nel corso della loro storia, come [[Michel Platini]], [[Liam Brady]], [[Roberto Baggio]], [[Zinedine Zidane]] e [[Alessandro Del Piero]], ma la Juventus è venuta sempre prima dei singoli, e questo è ottimo, è proprio come dovrebbe essere. ([[Slaven Bilić]]) *È pur sempre la Juventus e contro i bianconeri non esistono partite facili. ([[Alex Ferguson]]) *È sempre stata una società strutturata, organizzata, moderna. La prima ad avere un organo di stampa. Quando l'intreccio con la famiglia Agnelli si è fatto stretto si è desuta la modernità che derivava dalla cultura industriale della famiglia. La Juventus è sempre stata nel calcio italiano, con gli alti e bassi sportivi, un po' più avanti della contemporaneità. ([[Walter Veltroni]]) *{{NDR|Dopo le polemiche scaturite in seguito all'arbitraggio di uno Juventus-Bologna 1-1 del 27 agosto 2023}} È una storia che si trascina da 25 anni. Quando mi dicono 'Pagliuca ce l'ha con la Juve, è un anti-juventino', confermo di esserlo. Lo sono diventato per forza di cose. Se metto in fila i fatti come faccio a non essere anti-juventino? ([[Gianluca Pagliuca]]) *{{NDR|Sulla frase «la Juve ruba» nel 2016}} È una fesseria da bar e la lascio volentieri ai bar da dove proviene. Seriamente, non posso accettare una frase di questo genere e non sono tifoso, non mi piace fare il tifoso e non voglio mai fare il tifoso. Come si fa, di fronte a una squadra che vince con il record di punti o da imbattuta, tirare fuori un concetto del genere se non per gelosia? La Juventus che giocava in Serie B o faticava negli anni successivi provocava molte meno polemiche, questo significa che il problema non è che "la Juve ruba", ma che "la Juve vince" e vince tanto, quindi diventa antipatica e innesca ragionamenti distorti come questo. ([[Graziano Cesari]]) *Entrambi, Juventus e [l'azienda automobilistica] Jeep, cominciano con la [[J]]: in America è usata per insegnare ai bambini la lettera, allo stesso modo in cui viene usata la Juventus in italiano. ([[Sergio Marchionne]]) *Essere alla Juventus, anche per un anno, è una fortuna troppo grande, per mentalità, educazione e dedizione. Ti crei un bagaglio che porterai con te per tutta la vita. ([[Fabio Paratici]]) *Essere juventino voleva dire un favore, un onore; voleva dire garbo, senso dell'ognuno, [[lealtà]] e, naturalmente, [[cultura]]. ([[Giuseppe Hess]]) *[La juventinità] è senso di appartenenza, condivisione dei valori. È saper accettare le vittorie e anche le sconfitte, questo vale per i giocatori e anche per i tifosi. ([[Giuseppe Furino]]) *Facile venire allo stadio e applaudire quando tutto va bene. Il vero tifoso applaude quando il momento è difficile per aiutare la squadra. La Juventus sono quelli che scendono in campo, quelli che vanno in panchina, quelli che vengono allo stadio e quelli che sono a casa davanti alla TV, il motto della Juve è fino alla fine e fino alla fine bisogna essere uniti. Credere nella Juventus, nella squadra e nel progetto. ([[Leonardo Bonucci]]) *Fin dalla prima volta in cui sono entrato nello spogliatoio della Juventus, vedendo i volti dei miei compagni, ho capito una cosa: "Qui bisogna vincere e basta". ([[Rodrigo Bentancur]]) *Fondamentalismo juventino, l'unico a cui sono fiero di appartenere. ([[Pietro Sermonti]]) *{{NDR|Negli anni trenta del XX secolo}} Gente di poche parole, dura a morire, negata agli scoppi dello entusiasmo, alle vittorie maramalde, con punteggi troppo pesanti. Ha la passione di vincere, e conosce l'arte di perdere bene. ([[Carlo Bergoglio]]) *{{NDR|Nel 2012}} Gentile John Elkann, Le scrivo da appassionato di calcio, ma soprattutto da juventino che aveva appena smesso di vergognarsi di esserlo dopo la dipartita di Moggi & C. grazie allo scandalo di Calciopoli. Ora, se possibile, gli juventini perbene, che hanno iniziato a tifare ai tempi di Boniperti, Trapattoni, Zoff, Scirea, Gentile, Cabrini, Tardelli, Platini, e anche di Conte, quando la società indossava un certo "[[Stile Juventus|stile]]", sono costretti a vergognarsi ancor più di prima. Mai infatti, nemmeno negli anni bui di Calciopoli, la Juventus si era spinta a tanto: manipolava arbitri e campionati, ma non negava alla giustizia sportiva il diritto di fare il suo dovere. ([[Marco Travaglio]]) *Gli arbitri sbagliano con tutti, ma quando lo fanno con la Juve la gente pensa male per quello che è successo in passato. Chi deve arbitrare la Juventus ha addosso molta più pressione degli altri. ([[Júlio César Soares Espíndola]]) *Grazie Juventus per avermi insegnato a vincere! ([[Enzo Maresca]]) *Ho allenato qua [a Torino] due anni, mi sono trovato molto bene con la [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria]], con una parte della tifoseria, con la società. Ho imparato moltissimo in questa società, poi ho avuto dei problemi con alcuni tifosi, ma cosa posso dire? I due anni che ho passato qui mi hanno aiutato moltissimo a crescere. ([[Carlo Ancelotti]]) *Ho rifiutato tre volte il passaggio alla Juventus. Lì vogliono solo i soldatini, sul binario, sempre dritti. ([[Antonio Cassano]]) *Ho avuto la fortuna di far parte di questa grande famiglia e grande club, che ha un dna unico come altre squadre. Difficilmente cambierà. Può essere modellato, ma non cambiato. Il dna di ogni società va rispettato. ([[Massimiliano Allegri]]) *{{NDR|In riferimento ad episodi arbitrali}} Ho sempre detto che la Juve è la più brava in assoluto, se gli altri sono bravi a 360, la Juve lo è a 361 gradi. ([[Davide Ballardini]]) *Ho sempre pensato che la Juventus avesse una marcia in più, anche prima, quando ci giocavo contro e adesso lo sento sulla mia pelle, il motto "Fino alla fine" è ciò che ci rappresenta, quindi anche quando le cose non girano perfettamente sappiamo che abbiamo molta forza e determinazione per rialzarci. ([[Agnese Bonfantini]]) *Ho subito odiato la Juve ancor prima di capire di calcio. I motivi c'erano: [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] era per la Juve, i missini erano per la Juve e così i romagnoli. Tutti schierati dalla parte del più forte perché come diceva [[Ennio Flaiano|Flaiano]] l'italiano è sempre il primo a soccorrere i vincitori. ([[Carlo Laurenzi (scrittore)|Carlo Laurezi]]) *I grandi tornei si vincono con grandi difensori, bisogna prendere esempio dalla Juventus, dove la difesa è un'arte. ([[Hugo Broos]]) *''I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | di tornare a rubare, | il cuore dei Fansi.'' ([[Checco Zalone]]) *''I Juventini siamo piccoli eroi, | gli unici martiri i capi spiatoi, | perché siete gelosi, | siete gente invidiosi | di una squadra gloriosi | come noi. || I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | forza Vecchia Signora, | dacci tanti trofei.'' ([[Checco Zalone]]) *{{NDR|Sul presunto trasferimento al Valencia in una lettera ai dirigenti del club spagnolo}} I soldi non valgono l'amore per una maglia e io ne ho due, una [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconera]] e una azzurra. ([[Umberto Caligaris]]) *Il gioco del calcio in Italia senza la Juventus sarebbe impensabile. ([[Giorgio Bocca]]) *Il palmarès dei bianconeri sarà forse ricco di trofei, ma in quanto a baldoria, lì sono veramente pessimi! Bisognava giocare, vincere e basta! Ogni tanto avevo l'impressione di andare al lavoro in fabbrica. ([[Zbigniew Boniek]]) *Il problema non è tanto l'imperativo categorico della [[vittoria]], sempre e in ogni partita, quanto il fatto che ogni successo duri lo spazio di una doccia. Usciti dallo spogliatoio, quelli della Juventus devono già pensare alla partita successiva. Da vincere. E se alla fine di tutte arriva un trofeo, viene sistemato nella bacheca del [[J-Museum|Museum]] un paio di giorni dopo il giro con il pullman scoperto (quando si fa) e poi via a pensare come riuscire ad alzare il successivo. Certe cose si respirano subito e all'inizio può mancare il fiato, ma la Juventus è questa, anzi anche questa, perché sono tante le zavorre che fanno pesare quella maglia.<ref group="fonte">Citato in ''Ecco perché pesa la maglia della Juve'', ''Tuttosport'', 23 gennaio 2016, p. 6.</ref> (Guido Vaciago<ref name=gds/>) *Il punto forte di questa squadra è proprio essere come una [[famiglia]]: si soffre e si gioisce insieme. Se giochi, sai che gli altri fanno il tifo per te, se non giochi fai il tifo per gli altri e sei contento se fanno gol. Alla Juve funziona così. ([[Álvaro Morata]]) *{{NDR|Nel 2005}} In 108 anni di vita la Juventus ha centrato vittorie importanti, momenti emozionanti, ha regalato moltissime gioie e qualche dolore, ma ha sempre fatto sentire i suoi tifosi al centro del mondo così come i suoi campioni: Boniperti, Sivori, Charles, Bettega, Rossi, Platini, Baggio, Vialli, Del Piero, Zidane, Trezeguet, Nedvěd e Ibrahimović... sono solo alcuni dei campioni che hanno fatto sognare l'immaginario collettivo del popolo bianconero.<br/> È grazie al lavoro di tecnici straordinari come Carniglia, Trapattoni, Lippi, Capello... la bacheca juventina può essere considerata giustamente tra le più ricche e prestigiose d'Europa. E dietro 100 anni di successi bianconeri c'è un marchio di fabbrica che non tradisce mai, quello della famiglia Agnelli, da sempre garanzia di qualità e continuità!<ref group="fonte">Dal documentario ''Grande Storia della Juventus'', Rai Trade, ''Corriere della sera'' e ''La Gazzetta dello Sport'', 2007, EAN 8032807021621</ref> *{{NDR|Nel 2023}} Indossare la {{sic|[[Colori e simboli della Juventus Football Club|Maglia Bianconera]]}} è stato un privilegio senza eguali. Ho vissuto trionfi incredibili, sollevando trofei di Serie A e coppe con una squadra straordinaria, piena di campioni indimenticabili. Oltre ai successi sul campo, giocare per la Juventus significava far parte di una famiglia. Il tutto è stato possibile grazie al grandissimo lavoro della famiglia Agnelli che in questi 100 anni hanno creato successo e trasmesso lo [[Stile Juventus|{{sic|Stile}} Juve]], trasformandolo in un simbolo di {{sic|Storia}} e tradizione. Quegli anni sono stati il capitolo più bello della mia carriera, un'esperienza indimenticabile. Sono grato per aver fatto parte di questa società storica, una parte della mia vita che porterò sempre nel cuore. ([[David Trezeguet]]) *Io, innanzitutto, sono stato [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoso della Juve]] e per chi è come me, figlio di italiani emigrati in [[Australia]], il [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconero]] è stato un simbolo che unisce una comunità. ([[Joe Montemurro]]) *Io amo l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] e apprezzo la Juve, a modo mio. Credo che «le due squadre siano necessarie alla reciproca fama», come ha scritto [[Gianni Riotta]] (interista). Per questo non ho mai tifato contro i bianconeri. Io voglio che la Juve esista e continui a sorprendermi. Mi piace vedere come ogni stagione riesca a pasticciare una maglia che non è mai stata entusiasmante. ([[Beppe Severgnini]]) *{{NDR|Nel 2011}} Io oggi passo per nemico dei bianconeri, ma 30 anni fa ero tifoso della Juventus. Per me quella bianconera è una formazione storica del campionato italiano. Il problema è che qualche volta con la Juve hanno lavorato dirigenti che hanno fatto fare brutte figure alla società. ([[Zdeněk Zeman]]) *{{ndr|Nel 2017}} Io sono contro la Juve, prima di arrivare a [[Cagliari]] odiavo la Juve a prescindere [...]. Ti dico solo che io odio la Juve, se potessimo aver vinto col [[Cagliari Calcio|Cagliari]] contro la Juve avrei dato alcuni di miei coglioni per vincere la partita perché odio la Juve. Quando stavo a Cagliari non ho mai perso allo [[Allianz Stadium (Torino)|Juventus Stadium]] col Cagliari, mai perso solo pareggiato. Mai perso. Hanno vinto solo lo scudetto quando hanno giocato a Trieste, allo Juventus Stadium mai perso. Odio la Juve perché hanno sempre vinto per un [[calcio di rigore|rigore]], per una punizione... Io sono venuto alla [[Associazione Sportiva Roma|Roma]] perché volevo vincere [...] volevo vincere contro la Juve che aveva sempre avuto quest'aiuto. ([[Radja Nainggolan]]) *Io sono anti-juventino per antonomasia: l'anti-juventinismo è una malattia da cui non si guarisce, si ha fin da bambino. Se fanno una cura per guarirla, sarò il primo paziente! ([[Andrea Pucci]]) *Io tifo Juventus e nessun giocatore potrà mai dirle di no. Ripeto, nessun giocatore al mondo può rifiutare una loro offerta. La Juve è una delle squadre più grandi al mondo e quando ti fanno squillare il telefono, non puoi pensarci più di tanto. Devi accettare il più velocemente possibile! Indossare quei colori significa lasciare il sangue ad ogni allenamento e ad ogni partita. Perché la Juventus è una famiglia, una squadra di guerrieri, una squadra nata per essere campione sempre ogni anno. ([[Douglas Costa]]) *Juventus e FIAT sono esempi dell'eccellenza italiana nel mondo e, oltre alla popolarità, condividono alcuni valori fondamentali: l'importanza della squadra e delle persone, l'ambizione di puntare a risultati eccellenti, lo spirito competitivo e la coscienza che il successo non è mai permanente, ma va conquistato ogni giorno. ([[Sergio Marchionne]]) *Juventus uguale FIAT uguale potere. ([[Helenio Herrera]]) *{{NDR|Nel 2014}} L'abito, si sa, fa l'intonaco. Ma, nel caso della Juventus, l'abito fa spesso anche lo stronzo. Se ne contano a centinaia di casi. Non si capisce perché. Sta di fatto che la Vecchia Signora, soprattutto da quando accomoda le chiappe nel bollore erotico del [[Juventus Stadium|nuovo stadio]], somiglia sempre più alla mamma di ''[[Psycho]]''. È come se un logos malefico riprogrammasse le menti, tipo plagio. Arrivi a Corso Galileo Ferraris 32 che sei una persona normale e, dopo un po', diventi [[Roberto Bettega|Bettega]] o Giraudo. Se sei già [[Luciano Moggi|Moggi]] in natura, sei facilitato, non c'è problema. E, cioè, un mostro d'arroganza, un pitbull pronto a sbranare le creature a Parco Valentino, che va in giro ostentando t-shirt, tweet e cazzate da machoman del tipo: "Per noi conta solo vincere". ([[Giancarlo Dotto]]) *L'amore del Sud per la Juventus scaturisce dal gioco dei contrasti: La [[Quinquennio d'oro|Juventus del Quinquennio]] ha caratterizzato l'evoluzione del calcio italiano e ha dominato per lungo tempo il campionato, ha dato esempio di rigorosa organizzazione, di equilibrio tecnico, di elevato spirito sportivo, proprio nel periodo più oscuro del calcio meridionale, allorché nel Sud il football era ancora in una fase pionieristica e confusa, e ancora non si intravedono i segni del suo sviluppo... Mancano nel Sud, nei confronti della Juventus, quelle venature di asperezza, di invidia, di risentimento che scaturiscono dalla rivalità. [[Genova]] si sentiva ferita... [[Milano]] e [[Bologna]] vedevano nella Juve un'antagonista... Nel Sud, no. Non c'erano motivi di contrasto, non esistevano ambizioni rivaleggianti. ([[Luigi Palumbo|Gino Palumbo]]) *L'anima juventina è un complesso modo di sentire, un impasto di sentimenti, di educazione, di bohemien, di allegria e di affetto, di fede alla nostra volontà di esistere e continuamente migliorare. ([[Enrico Canfari]]) *L'avversaria più forte e, insieme, una patente di grandezza. Se la affronti con possibilità di vittoria concrete – e io sono stato fortunato, mi è successo di prevalere più di una volta – vuol dire che il tuo valore è elevato. È automatico. ([[Roberto Mancini]]) *{{NDR|La Juventus rappresenta}} l'emanazione dello spirito che fa quadrato per vincere, anche contro ogni previsione. ([[Edi Rama]]) *L'odio viscerale e irrazionale per la Juventus ha due cause. La prima è l'incurabile campanilismo degli [[italiani]]. L'[[italiano medio]] è un provinciale e quindi la Juventus, che ha la "colpa" di vincere molto essendo al contempo la squadra italiana meno vincolata a un territorio, diviene il bersaglio privilegiato delle frustrazioni di chi, essendo "periferico" si arrocca nella sua marginalità e sfoga il proprio livore su chi da tale marginalità non è afflitto. [...] La seconda causa consiste nel fatto che, nell'essere una delle poche vere eccellenze italiane, la Juve risulta per paradosso un'entità pochissimo italiana. La capacità di programmare e raggiungere gli obiettivi, la serietà dell'ambiente, uno stile di comunicazione rivendicato e riconosciuto (malgrado qualche inevitabile caduta) in tutto il mondo sono caratteristiche talmente rare, in Italia, da generare invidia e rancore: costringono infatti l'italiano medio a un confronto, e dato che l'esito del confronto è impietoso, la reazione sono le calunnie, le sistematiche accuse di furto, il doppiopesismo nella valutazione degli episodi di gioco, la completa indisponibilità a riconoscere il merito. ([[Giuseppe Pollicelli]]) *La cosa più importante qui è vincere, la voglia della squadra e della società è impressionante e permette a un calciatore di crescere. ([[Miralem Pjanić]]) *{{NDR|«Cos'è secondo te che differenzia la Juventus da tutte le altre squadre nel mondo?»}} La fame per la vittoria. Un'eredità senza precedenti. Il più importante contributo in termini di giocatori donati alle vittoriose nazionali italiane. Una sorta di maledizione con le finali di Champions League, qualcosa che mi permetto di connettere alla natura esoterica di Torino e all'eterna dinastia della famiglia Agnelli. ([[Carlo Pastore]]) *La gente deve sapere che nella Juve non è facile. C'è una cultura del lavoro diversa rispetto all'estero. Io sono stato al [[Manchester United Football Club|Manchester]]: sembrava di essere in vacanza. Qui si lavora tanto, perché tutti gli scudetti non è che li abbiamo rubati: è il lavoro, fino alla fine. ([[Paul Pogba]]) *{{NDR|«Cos'ha imparato alla Juve?»}} La gestione delle sconfitte: tre finali di Champions, uno scudetto sfumato sotto la pioggia a Perugia due mesi prima dell'Europeo svanito al golden gol. Ma noi non abbiamo mai pianto. Ecco, alla Juve ho vinto tanto e ho imparato a perdere. ([[Mark Iuliano]]) *La Juve di [[Marcello Lippi|Lippi]] e quella di [[Fabio Capello|Capello]]? Erano squadre fortissime, abituate a vincere con giocatori straordinari ed era la squadra da battere in Italia. ([[Andrea Pirlo]]) *La Juve è davvero diversa. C'è un'ossessione per la vittoria, sempre, l'ossessione di rimettersi sempre in gioco, non c'è mai tempo per la soddisfazione, per festeggiare perché davanti c'è sempre la prossima sfida da vincere. Al mio arrivo ho visto dei guerrieri, dei giocatori con questa mentalità e ho capito perché è questo il club che vince. ([[Miralem Pjanić]]) *La Juve è l'immagine di [[Torino]] nel mondo. ([[Piero Fassino]]) *La Juve è l'unica squadra i cui [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sono distribuiti in modo uniforme su tutto il territorio, mentre I'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], per esempio, riunisce in particolare quelli del Nord Italia. È anche la squadra i cui tifosi sono divisi tra destra e sinistra, al contrario della [[ACF Fiorentina|Fiorentina]], i cui sostenitori sono essenzialmente di sinistra o del [[Associazione Calcio Milan|Milan]] [di proprietà di Silvio Berlusconi], i cui tifosi sono maggiormente orientati al centro-destra. La Juve è diventata una sorta di partito nazionale popolare, così come l'erano la [[Democrazia Cristiana]] e il [[Partito Comunista Italiano]] al loro tempo. Con la scomparsa dei partiti di massa, è l'unico fattore di integrazione che va aldilà dell'appartenenza locale. ([[Ilvo Diamanti]]) *La Juve è la Juve. Insieme all'Inter è l'avversario di sempre. Abbiamo avuto anche il Napoli alla fine degli anni Ottanta, poi un po' le romane, però alla fine la lotta si è sempre fatta soprattutto con la Juventus per quanto riguarda i campionati, e con l'Inter per la rivalità storica della città. Quindi, la Juve rimane sempre la Juve. Più si va avanti con la carriera e più speri di giocare questo tipo di partite. Sono queste le partite che danno qualcosina in più, non devi andare a cercare nel fondo del barile le emozioni, perché escono naturalmente.<br/> [...] È una società ambiziosa per tutto quello che ha vinto, per la storia, per il passato e credo anche per quello che potrà essere il futuro... ([[Paolo Maldini]]) *La Juve è la Juve da più di cento anni e potrà sempre sperare di avere un futuro dalla sua parte. ([[Paulo Sousa]]) *La Juve è qualcosa di più di una squadra, non so dire cosa, ma sono orgoglioso di farne parte. ([[Gaetano Scirea]]) *La Juve è sempre la Juve, ci sono squadre che hanno la vittoria nel DNA e la Juventus è tra queste. ([[Emilio Butragueño]]) *La Juve è storia, tradizione, è un pezzo del Paese, è un'immagine dell'Italia nel mondo. Ciò comporta una grande responsabilità, perché ogni giorno devi rispettare il nome che porti. Ma la Juve è di più: è un valore ideale e morale, è quello [[Stile Juventus|stile]] che deve tantissimo alla classe degli Agnelli. Molto del consenso intorno a noi è il risultato dei successi nazionali e mondiali, nei quali inserisco anche i giocatori dati alla [[Nazionale di calcio dell'Italia|nazionale]]. Dalla nascita sulla panchina di Corso Re Umberto, la Juve è stata al centro della vita sociale, civile e culturale del Novecento. È interclassista: aristocrazia sabauda e immigrati che negli anni '60 arrivavano a [[Torino]]. È bipartisan: i comunisti e i monarchici. ([[Vittorio Caissotti di Chiusano]]) *La Juve è un club con una storia ben precisa, con un'idea e un'identità ben precisa, e quindi indipendentemente dal periodo a noi giocatori spetta dare il massimo e far di tutto per vincere. È una questione di responsabilità, di attaccamento alla [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia]]. ([[Fabio Miretti]]) *La Juve è un fenomeno da studiare, ma non solo per il ruolo da collezionista di trionfi che si è guadagnata sul campo. Ha saputo trasferire al calcio italiano, attraverso la sua strabiliante evoluzione, anche un concetto di autentica modernità. ([[Alessandro Vocalelli]]) *La Juve è una donna, un'amante che torna all'innamorato dopo l'adulterio di una sconfitta. ([[Jean Cau]]) *La Juve è una scuola, ti aiuta a crescere e maturare. ([[Mauro Germán Camoranesi]]) *{{NDR|Nel 2017}} La Juve è una squadra prepotentemente italiana, arrogantemente sabauda, provincialmente vincente. Tutto qui. A Cardiff come a Berlino. Ad Atene come a Monaco di Baviera: in Grecia una squadra composta da campioni del mondo si afflosciò contro l'Amburgo di Magath mentre in Germania la Juve campione in carica venne umiliata da un Borussia di reduci e di scarti. E poi tutte le altre finali, vergognosamente perse per mancanza di hybris, cioè di quel senso epico che ti fa dire che sei davvero leggendario, capace di sovvertire il volere degli dei. Altro che Coppa maledetta, la maledizione è dentro di noi: la Juve, ne ho preso coscienza la scorsa notte, non potrà mai avere quella forza epica perché è una squadra costruita dal potere e nel potere. Solo che è un potere locale. Un potere che ci fa vincere 33 scudetti; gli ultimi sei di fila e per questo si scomoda l'espressione LE6END, leggenda. Un potere che ci fa pensare superbamente di averne vinti 35 sul campo, roba che se anche fosse vero non lo direi perché tre stelle e solo due Coppe dalle Grandi orecchie in bacheca allora sei davvero un eroe perdente. Peggio di Ettore. ([[Gianluigi Paragone]]) *{{NDR|Nel 2018}} La Juve ha costruito il suo grattacielo [...] seguendo una logica imprenditoriale che rappresenta la sua prima marcia in più, il valore assoluto che la separa dalla concorrenza. Un dominio che nasce da una società strutturata con i meccanismi di un'azienda. Ogni mossa ha un significato, una ragione scientifica. ([[Alessandro Vocalelli]]) *{{NDR|Nel 2023}} La Juve ha sempre avuto giocatori straordinari, ma ha avuto sempre l'anima che è quella di Torino e della sua proprietà, ovvero essere pratica ed efficace. [...] I 100 anni di presidenza Agnelli? [...] si festeggia qualcosa di incredibile: in un mondo fatto di fondi e sceicchi credo che la sua storia sia quello che rende la Juventus diversa da tutte le altre. ([[Giorgio Chiellini]]) *La Juve ha tutto per rendere molto gelosa una gran parte dell'Italia. Gioca a [[Torino]], una città del nord con una reputazione d'austerità e che ha dato numerosi intellettuali e uomini di stato alla Penisola. È di proprietà della famiglia Agnelli, i Kennedy ''made in Italy''. La FIAT è il simbolo del capitalismo transalpino... Per tutti questi motivi, allo stesso tempo si può rilevare che questa squadra è odiata da molti italiani che non si riconoscono in tale modello. [...] È quasi una sorta di anti-Italia. Non per niente si chiama La Vecchia Signora. [...] Non c'è amore per la Juve, ma solamente il rispetto per una persona anziana e degna. ([[Franco Ferrarotti]]) *La Juve infatti è la città di [[Torino]], è la famiglia Agnelli, è il genio italiano che impediva al capitalismo più ricco e potente di diventare arrogante e meschino, è il campione fuori dagli schemi, è la valorizzazione di tutto ciò che non è scontato, è la distrazione colta e di talento, è l'unità d'Italia, sono gli emigranti meridionali che solo il pallone rendeva aggraziati e ben fatti, goffi nella vita ma bellissimi in campo, uomini generosi che per conquistarsi il diritto di esserci carezzavano la palla e usavano i piedi come due mani di pianista. ([[Francesco Merlo]]) *La Juve non perde perché non si disperde. ([[Bruno Roghi]]) *La Juve o la ami o la odi, gli altri la odiano e chi la ama siamo solo noi juventini. ([[Manuel Locatelli]]) *La Juve può cambiare tutto, schieramento e uomini, ma la sostanza non cambia mai. Ha successo perché è umile davanti alla vittoria. ([[Paolo De Paola]]) *{{NDR|Nel 2008 rispondendo a chi chiedeva: «Ricordi d'Italia?»}} La Juve, soprattutto. Addosso ho ancora i segni di Ciro Ferrara. Per un attaccante affrontare un'italiana resta il top, la vera prova del nove. Ferrara, Montero, Bokšić, Del Piero: dopo sapevi di aver giocato al massimo. ([[Ryan Giggs]]) *La Juve si identificherà sempre in un Agnelli. ([[Gian Paolo Montali]]) *La Juve ti resta dentro. Lo [[Stile Juventus|stile Juve]] lo vedi invece nel parlare, nel vestire, nel comportarti. È una scuola di vita. Scherzando, posso dire che è come un servizio militare. Non si può sgarrare. ([[Fabrizio Ravanelli]]) *La Juve vince perché è più forte, la Juve vince perché ha più carattere, la Juve vince perché è più organizzata, la Juve vince perché ha uno stadio sempre pieno, la Juve vince perché non si lamenta, la Juve vince perché insegue la realtà e non i sogni, la Juve vince perché dimentica di aver vinto. ([[Paolo De Paola]]) *La Juve vince tutto e qualcuno non capisce perché. Vada a prendere un caffè insieme con Scirea o Cabrini e parli loro cinque minuti. Bastano per scoprire che sono uomini veri, cos'hanno dentro. Con questi campioni si vince, con i campioni del mondo, d'Europa, di tutto, che non si stancano di migliorare, che sono fuoriclasse e guadagnano meno di tanti altri loro colleghi inferiori come bravura, però restano dove sono perché vivono bene e trasmettono a chiunque questi valori. E la Juve vince. Capito? ([[Luigi Radice]]) *La Juventus arrivando prima degli altri, diventa in fretta modello per gli altri, anche se non è l'unica. Alla Juventus c'è una riflessione su sé stessa, che ci porta anche ad altre considerazioni. La società bianconera rifiuta completamente l'identificazione con una città. Uno di loro scriveva in una tesi che la società che rappresenta Torino, sia chiaro, è il [[Torino Football Club|Torino]], la Juventus è rappresentata su scala planetaria. ([[Felice Accame]]) *La Juventus ci ha portato via anche il medico: eppure nella provincia di Torino di dottori ce ne sono almeno novemila. ([[Ernesto Pellegrini]]) *La Juventus con poco fa molto. ([[Iker Casillas]]) *{{NDR|Nel 1990}} La Juventus è adorata dai tifosi che ne sono gelosi, la sorvegliano passo passo, ne conoscono tutti i pregi ma sono pronti a rimproverarle impietosamente i minimi difetti, la obbligano ad essere bella e sempre giovane malgrado gli ottant'anni e più, criticano appena delude ma cadono in ginocchio appena, dopo l'adulterio della sconfitta, ritorna verso di loro con la vittoria. Insomma la Juve è una donna, un'amante e una madre tutto assieme. È Venere che qualche volta ti mette le corna ed allo stesso tempo è la Madonna sempre vergine. Pagana e cattolica. ([[Jean Cau]]) *{{NDR|Nel 2014}} La Juventus è ancora la razza padrona, contano poco gli organici. I campionati si vincono anche nei corridoi, per telefono, mica solo in campo. ([[Aldo Agroppi]]) *La Juventus è come l'[[Fenice|Araba Fenice]]: sembra morta invece rinasce con tutta la sua forza. ([[Joseph Blatter]]) *La Juventus è continuità nel tempo. Il segreto più semplice e anche il più difficile da mantenere per ambire a realizzare grandi progetti. ([[Sara Gama]]) *{{NDR|Nel 2011}} La Juventus è il più grande pilastro dell'organizzazione calcistica italiana, la società che ha vinto il maggior numero di [[campionato italiano di calcio|scudetti]]. I suoi giocatori hanno vinto tutto anche con la maglia della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale italiana]]. La famiglia Agnelli si identifica da sempre con la Juventus. [[Andrea Agnelli|Andrea]] ha un grande ruolo ed una grande responsabilità, [[Umberto Agnelli|suo padre]] è stato presidente della FIGC. ([[Franco Carraro]]) *La Juventus è la società più strutturata tra quelle dove ho giocato. Dalla dirigenza ai tifosi, tutti hanno chiaro il ruolo. E i giocatori sanno di venire dopo l'istituzione. È una forza che permette al club di restare ai vertici. ([[Patrick Vieira]]) *La Juventus è qualcosa di diverso da tutto il resto. Quando sei fuori da quel mondo, senti sempre parlare della loro mentalità. Ti sembra un discorso finto, poi ci entri e capisci cosa vuol dire: è la storia che si tramanda. Devi vincere perché quelli prima di te lo hanno fatto e quelli dopo lo faranno. ([[Simone Pepe]]) *La Juventus è stata un esempio per il mio Manchester United. Facevo vedere ai miei giocatori le videocassette della squadra di Lippi e dicevo: non guardate la tattica o la tecnica, quella ce l'abbiamo anche noi, voi dovete imparare ad avere quella voglia di vincere. ([[Alex Ferguson]]) *La Juventus è stata una delle ragioni della mia vita. Amo questa squadra, questa società e questi colori. ([[Roberto Bettega]]) *La Juventus è storia, passione, orgoglio, sacrificio e vittoria. La Juventus è famiglia. La Juventus è più grande di tutto, di tutti, per sempre. ([[Giorgio Chiellini]]) *La Juventus è un'istituzione come nessun'altra nel mondo del calcio; la ''Vecchia Signora'' è un'[[icona]] nazionale dell'Italia in un modo che non ha eguali in tutta Europa. In Spagna, questa iconografia è complicata dalla rivalità tra il [[Real Madrid Club de Fútbol|Madrid]] in [[Castiglia]] e il [[Futbol Club Barcelona|Barcellona]] [[Catalogna|catalano]]; in termini inglesi, si potrebbe solo paragonare la Juventus a un'entità che combina il [[Liverpool Football Club|Liverpool]] e il [[Manchester United Football Club|Manchester United]] con l'Aston Villa di un tempo. Il [[Fußball-Club Bayern München|Bayern Monaco]], pur essendo stato fondato nel 1900, non ha tale storia, avendo vinto il titolo tedesco solo una volta prima del 1969. ([[Ed Vulliamy]]) *La Juventus è un altro mondo. [...] Ricordo che l'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] mi diceva: "Mister, noi come Juve abbiamo il dovere di essere protagonisti, ma non l'obbligo di conquistare ogni volta lo scudetto". La Juventus è la Juventus. Ha uno [[Stile Juventus|stile]] e un equilibrio. A volte non ha comprato il giocatore perché non voleva offendere i cassaintegrati della Fiat. ([[Giovanni Trapattoni]]) *La Juventus è un avversario scomodo. È un mito del calcio europeo, è come il Real Madrid, ha storia e tradizione. ([[Jupp Heynckes]]) *La Juventus è un club abituato a vincere e la vittoria di un trofeo, anche se importante, viene subito archiviata. ([[Angelo Peruzzi]]) *La Juventus è un colpo di forbice, un taglio netto e profondo sulla pelle del tifo. O con lei o contro di lei. Solleva passioni, alleva rancori, semina invidie: che, non di rado, sono un tributo al merito. ([[Roberto Beccantini]]) *La Juventus è un grande club che onora l'Italia calcistica da sempre, in tutto il mondo, quindi è un fiore all'occhiello del calcio italiano.<ref group="fonte">Da un'intervista per ''Sky Sport 24''; trascritta in ''[http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=138973 Valentini (direttore generale della FIGC): "29 o 31? Complimenti alla Juve, fiore all'occhiello del calcio italiano, ma le regole e le sentenze vanno rispettate. Pirlo lascia la Nazionale nel 2014? Effetto malinconico, pronti ad accoglierlo nell'ambiente azzurro"]'', ''Tuttojuve.com'', 6 maggio 2013.</ref> (Antonello Valentini<ref>Direttore generale della F.I.G.C.</ref>) *{{NDR|Nel 1986}} La Juventus è un po' come la [[Democrazia Cristiana]]: anche quando gioca male, sempre al vertice, un po' più in basso, un po' più in alto, ma è sempre al vertice. ([[Carlo Donat-Cattin]]) *La Juventus è un po' nel mio DNA, quindi la conosco bene. È come un drago a sette teste, gliene tagli una ma ne spunta sempre un'altra. Non molla mai, e la sua forza è nell'ambiente: il Piemonte è ancora un'isola felice, senza le tensioni di [[Milano]] e [[Roma]], e i giocatori possono prepararsi al meglio ([[Giovanni Trapattoni]]). *La Juventus è uno stile di vita che ha attraversato, attraversa e continuerà ad attraversare i confini non solo di Torino, ma dell'Italia e dell'Europa, per emozionare i cuori di milioni di persone, anche nei momenti più difficili perché è proprio in questi casi che si vede chi è davvero bianconero. Chi gioca [[Colori e simboli della Juventus Football Club|per questa maglia]] deve amare questi colori, lottare per loro, essere pronto, se serve, a soffrire, puntando a una sola cosa. Sempre. La vittoria. ([[Fabrizio Ravanelli]]) *La Juventus è una società solida, incredibilmente forte con un DNA preciso: lì impari a capire, sin dal primo giorno, il significato della parola vittoria; rinnovando ad ogni allenamento la fame e la voglia di non mollare mai. ([[Emerson Ferreira da Rosa]]) *La Juventus è una società storica, non solo per quello che è stato nel suo palmarès e dei risultati fatti, perché così, a memoria d'uomo adesso [...] probabilmente un altro caso in giro per il mondo ci sarà, ma non sicuramente di questa importanza: questa incredibile appartenenza ad una stessa famiglia, col passare degli anni, delle generazioni e con, sempre, esponenti anche della famiglia [Agnelli] esposti in prima persona anche nei momenti magari più complicati sia della città di [[Torino]], sia di famiglia; la FIAT, tutto ciò che ho enumerato, e ce n'è atto: questa è una storia più unica che rara. Insomma, è una eccellenza del [[Italia|Paese]] e non solo del [[Calcio (sport)|calcio]], questo potrebbe essere sicuro. ([[Giovanni Malagò]]) *La Juventus è universale, un patrimonio non soltanto calcistico, ma culturale e sociale. La Juventus è una storia infinita, sempre sospesa tra mito e modernità. La Juventus è il [[caleidoscopio]] dei suoi assi e delle sue conquiste, i presidenti e gli allenatori, le donne e gli uomini che, giorno dopo giorno, lavorano per costruirne i trionfi. La Juventus è il cuore dei suoi milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]], sparsi in Italia e nel mondo. ([[Darwin Pastorin]]) *La Juventus era una squadra che non avevo mai amato e che probabilmente non amerò mai, [...]. La Juventus era un ambiente totalmente nuovo per me. Diverso. Non mi sono mai sentito a casa, mi sembrava di essere l'ingranaggio di una grande azienda. Per il sentimento, prego rivolgersi altrove. Sul lavoro tutto bene, fuori zero contatti. ([[Carlo Ancelotti]]) *La Juventus ha 10 milioni di amici su Facebook. La particolarità è che sono tutti arbitri. ([[Gene Gnocchi]]) *La Juventus ha significato per me cose grandiose, che mi pare persino di non poter mettere sulla carta. Vorrei che fosse chiara una cosa: noi calciatori siamo legati al nostro mestiere, che è poi la nostra vita. Chi segna il nostro mestiere con esperienze e insegnamenti, è legato a noi per la vita. ([[Umberto Colombo (calciatore)|Umberto Colombo]]) *{{NDR|Nel 1986}} La Juventus ha vinto sempre, è il partito della maggioranza relativa, la squadra che ha più consenso, partito di governo. ([[Virginio Rognoni]]) *La Juventus mi ha dato tutto. Qui ho acquistato la mia mentalità vincente, quella che ti fa dire che ogni partita è una battaglia. Ho imparato ad essere esigente con me stesso e come affrontare e superare le difficoltà. ([[Pavel Nedvěd]]) *La Juventus non deve temere nessuno, devono essere gli avversari a temerla. Lo impone il nome, il peso della [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia bianconera]] non ha eguali nel mondo. ([[Stefano Tacconi]]) *La Juventus non è solo una squadra che vince tantissimo, è anche un movimento di pensiero, trasversale a tutte le classi sociali.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus">Da ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/champions/2017/05/31/news/champions_il_mondo_juve-166872809/ Champions, ecco i segreti del mondo Juventus]'', ''la Repubblica'', 2 giugno 2017.</ref> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/> *La Juventus non è soltanto una squadra di calcio, ma un modo di intendere la vita. ([[Italo Pietra]]) *La Juventus per me credo che rappresenti un punto fermo. Come la musica, come le amicizie, come i film belli. ([[Fabri Fibra]]) *{{NDR|Nel 2023}} La Juventus per me è l'insieme di identità, dedizione e vicinanza continue nel tempo per scrivere pagine di sport uniche. Ho l'onore e il privilegio di esserne il {{sic|Capitano}} dall'inizio dell'avventura femminile, alzare trofei è il nostro unico obiettivo, seguendo e mettendo in campo sempre i tre valori cardine elencati. (Sara Gama) *La Juventus rispecchia il mio modo di pensare e vivere, Nonostante giocassi in una delle squadre più forti del mondo, la caratteristica dominante era il ''low profile'': non eccedere nell'entusiasmo, non esagerare, nel bene e nel male. ([[Gianluca Pessotto]]) *La Juventus? Vincere gli scudetti in questo modo qui non è appagante a livello sportivo. Tanti campioni se ne sono andati e ora capisco perché. Mi fanno un po' pena, devono vincere aiutati. Non si tratta di un furto, vogliono vincere comunque senza fare gli sportivi. Non vogliono confrontarsi ad armi pari. Questa è una mentalità mafiosa per arrivare a qualcosa non attraverso la strada normale ma attraverso scorciatoie. ([[Oliviero Toscani]]) *La Juventus vuole dire vittoria. Ecco il modo più semplice per spiegare la Juve, l'ho detto tante volte in Inghilterra quando mi chiedevano di raccontare il mio periodo italiano e io non avevo tanta voglia di parlare. È semplice, dicevo, alla Juventus si vince. ([[John Charles]]) *La maledizione di essere juventini. [...] Perché sarà una maledizione? E da quando? In realtà da sempre, o da quasi sempre.<br/> Accade spesso che la Juventus abbia vinto partite all'ultimo minuto, e che le abbia vinte su rigore; e che il rigore dai tifosi della squadra avversaria sia fortemente contestato è la quasi normalità [...]. C'è chi prende a pretesto ogni fischio, compreso quello del capostazione, per invocare «rigore per la Juve». Non si sentono che fischi. Tutti i fischi hanno un'unica destinazione, un senso unico: assegnare la vittoria alla Juventus ad ogni costo. C'è qualcosa di paradossale su questa ironica o furiosa reazione: c'è sempre stata, ora ha raggiunto un diapason. Tifare per la Juve è diventato difficile, quasi impossibile. Vista dal di fuori la faccenda è anche buffa, il tifoso bianconero — per sfuggire agli sfottò — dovrebbe andare in giro travestito, nascondersi, non pronunciarsi. Non dovrebbe andare allo stadio, di sicuro non in quelli delle avversarie. ([[Franco Cordelli]]) *{{NDR|«Cosa ti ha colpito di più alla Juve?»}} La mentalità vincente che si respira. Quando sei dentro lo percepisci a pieno. Te ne rendi conto subito. A livello di professionalità e di organizzazione, poi, è tutto di una perfezione inaudita e di alto livello. ([[Daniele Rugani]]) *La mentalità vincente dei bianconeri è una delle altre cose immutabili e, in fondo, quello che noi [[Associazione Sportiva Roma|romanisti]] gli abbiamo sempre invidiato. ([[Paulo Roberto Falcão]]) *La mia Juventus. I migliori anni della nostra vita. Accogliente, severa, esigente e orgogliosamente unica. Un tempo indimenticabile, come i suoi protagonisti. Che nostalgia dell'ironia raffinata dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] che con una battuta riusciva a ridarti coraggio e del rigore affettuoso ma inflessibile di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] padre giusto e duro. Una famiglia che non ti abbandona anche quando decidi di volare altrove. ([[Marco Tardelli]]) *La odio ma solo perché è stata la squadra che mi ha fatto impazzire di più in Italia. Non riuscivo quasi mai a batterla e questa cosa mi ha fatto impazzire. ([[Júlio César Soares Espíndola]]) *La prima volta che da ragazzino sono andato in sede alla Juventus, che era situata in piazza San Carlo al di sopra del caffè Torino, ho avuto il piacere di incontrare i fondatori del club. Uno di loro, il commendatore Zambelli, si è avvicinato dicendomi che dovevo alzarmi in piedi e salutarlo in maniera più formale. Questo fa capire come era la Juve in quegli anni, prima di tutto veniva l'educazione. ([[Carlo Dell'Omodarme]]) *La società più società, la squadra più squadra. ([[Carlo Mazzone]]) *La sudditanza psicologica esiste. Sulla Juve occorre fare una valutazione generale: tutto quello che ha vinto nel calcio italiano non è proporzionale a quello che ha vinto all'estero. Ed è un qualcosa che fa riflettere... ([[Morgan De Sanctis]]) *La Vecchia Signora è uno dei più grandi club d'Europa, è più di un club, se preferite. Io uso molto la Juventus quando parlo ai giocatori, allo staff, a miei amici per chiarire un concetto. «Sì», dico, «il calcio è uno sport, ma alla Juventus è uno sport per uomini». ([[Slaven Bilić]]) *Lasciando perdere le passioni, se la Juventus sta bene il calcio italiano sta bene. ([[Marino Bartoletti]]) *Lascio la sede [...] dopo aver respirato per l'ennesima volta l'atmosfera bianconera, piena del fragrante profumo del successo, che è il succo della filosofia del club e che, insieme con lo [[Stile Juventus|stile]], è il distintivo che la Signora non si toglie mai. ([[Angelo Caroli]]) *Lo dice la storia: non può essere Juventus senza Agnelli, non c'è Agnelli senza Juventus. ([[Mario Pennacchia]]) *Lo spessore e il livello Juventus mette in condizione di sentire la pesantezza di quello che c'è dietro. [...] a vederla da fuori, sembra una bella cosa la Juve, con la sede e i campi, poi entri dentro ma ti sembra di non aver visto niente perché essere a quel livello così non è facile, alcuni lo subiscono. ([[Luciano Spalletti]]) *Loro come noi, due gambe e undici giocatori in campo. Più di noi hanno solo le Fiat. ([[Vujadin Boškov]]) *Mentre le rivali ricostruiscono stagione dopo stagione, la forza dei bianconeri è quella, invece, di aggiungere qualità. La continuità è difficile da trovare e quando la trovi fa aumentare inevitabilmente il divario. ([[Paolo De Ceglie]]) *Mi hanno insegnato che un giocatore deve sempre pensare alla vittoria. Quando sei in un'altra squadra magari sei portato alcune volte ad accontentarti, alla Juve non puoi. ([[Marco Marchionni]]) *Mi mancano le sfide con la Juventus. Mi sono sempre piaciute, non importa con che maglia la affronti quando giochi contro la Juventus ci sono sempre motivazioni speciali, giochi contro la storia, la tradizione, milioni di tifosi... ([[Ronaldo]]) *Molti [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] juventini sono dipesi dalle prodezze dei fratelli Hansen e di Praest, di [[John Charles|Charles]] e [[Omar Sívori|Sívori]], di [[Michel Platini|Platini]] e [[Zbigniew Boniek|Boniek]]. Ma dietro di loro c'erano solide [[Difensore|difese]] tutte [[italia]]ne, le dure fatiche di umili, ma indispensabili gregari come Emoli, Colombo o [[Giuseppe Furino|Furino]], le geniali ispirazioni a [[Centrocampista|centrocampo]] di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], o addirittura un blocco di sette giocatori capaci di vincere in [[Nazionale di calcio dell'Italia|maglia azzurra]] la [[Campionato mondiale di calcio|Coppa del Mondo]] in [[Campionato mondiale di calcio 1982|Spagna]]. E, dunque, chi [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifava]] Juventus, trepidava e gioiva per una squadra di buon tessuto italiano, con il fiore all'occhiello di un paio di campioni stranieri, e godeva per uno scudetto che, per nove undicesimi, era il prodotto di un lavoro autoctono. Anche per questo la squadra bianconera è diventata "la fidanzata d'Italia", oltre che un simbolo di [[Torino]], quanto e talvolta perfino più della Fiat, e un valore aggiunto dell'immagine della famiglia Agnelli. ([[Paolo Garimberti]]) *Nei miei anni di Juve ci sono dentro tantissime emozioni ma se devo indicare un momento, non posso che ricordare l'{{sic|Inaugurazione}} dello [[Juventus Stadium|stadio]]. Ho visto e sentito tutta la storia della Juventus passata e presente. Ho provato un'emozione unica, che mi è rimasta dentro, un senso di responsabilità nel vestire [[Colori e simboli della Juventus Football Club|questa maglia]]. Ho sentito la storia di una famiglia. (Andrea Barzagli) *{{NDR|Sulla Juventus della seconda metà degli anni 1990}} Nella mia carriera non ho mai trovato un avversario così superiore a noi. Non ho mai visto una squadra così forte. ([[Louis van Gaal]]) *{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva nel 1999: «La Juve degli anni Novanta ha provato a imitarvi?»}} No, no. Loro vincevano, e tanto, anche prima di noi. Diciamo che con l'avvento di Berlusconi siamo riusciti a portarci sugli alti livelli e ci siamo rimasti a lungo. La Juve è sempre stata un esempio per tutti. Le qualità che mantiene nel tempo sono la serietà e la continuità nei successi, altrimenti non avrebbe collezionato 25 scudetti nella sua lunga storia. ([[Franco Baresi]]) *Non ci son stati aiuti o cose che si vuol far passare, la Juve era talmente più forte delle altre che vinceva gli scudetti indipendentemente da tutto. ([[Antonio Cassano]]) *Non sono solo un tifoso mi sento un suo amante. Con la Juve sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me e a volte, con grande incoscienza, sono anche andato oltre. (Antonio Cabrini) *{{NDR|Cosa le viene in mente sentendo la parola "Juventus"?}} Notti incredibili, campioni unici. Per anni questa era "la" partita in Europa: Zidane vs Beckham, Del Piero vs Giggs. Ho un rimpianto: ho segnato a moltissime squadre, ma mai alla grande Juve! Ferguson la trattava con rispetto incredibile. A casa mia ho tante di quelle maglie bianconere: da Torricelli a Conte e Montero. A proposito, la prima volta al Delle Alpi, nel 1996, Sir Alex mi disse di concentrarmi su di lui, Montero: dovevo farmi prendere a calci, così Cantona avrebbe avuto spazio. Non funzionò: 1-0 per loro, gol di Bokšić. Oggi mia figlia tifa Juve per un semplice motivo: Andrea Pirlo... ([[Ole Gunnar Solskjær]]) *Ogni giorno ci si confronta con questa storia, pure io mi dico: "ma davvero sono l'allenatore della Juventus?". Bisogna quindi essere disponibili a fare sempre di meglio, fino a che la matematica non ce lo vieta dobbiamo ambire a lottare per qualsiasi cosa. Lo slogan della Juventus dice "fino alla fine", io ci aggiungerei "oltre la fine". ([[Luciano Spalletti]]) *Orgoglio infinito, la Juventus è la mia patria. ([[Enrico Canfari]]) *{{NDR|Sulla Juventus allenata da Marcello Lippi durante la seconda metà degli anni 1990}} Per me è, insieme al [[Associazione Calcio Milan|Milan]] di [[Arrigo Sacchi]] dei primi anni '90 e allo United che vinse il ''double'' nel 1993-94, la squadra che ha avuto il maggior influsso su come credo che il gioco debba essere praticato. ([[Gary Neville]]) *Per noi juventini vincere in Europa ha sempre un sapore speciale, cresciuti come siamo con l'incubo di essere i padroni in casa e dei nessuno fuori. ([[Linus (deejay)|Linus]]) *[Se la Juve fosse uno scrittore, forse sarebbe [[Ludovico Ariosto|Ariosto]]] perché è una squadra classica, e se occorre non poco furiosa.<ref group="fonte">Citato in ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/02/13/paolo-bertinetti-docente-io-juventino-e-tifoso-spurs-e-rushdieTorino20.html Paolo Bertinetti, docente: "Io, juventino e tifoso Spurs e il derby Ariosto-Rushdie"]'', ''la Repubblica'', 13 febbraio 2018.</ref> (Paolo Bertinetti<ref>Scrittore italiano, nel 2018.</ref>) *Personalmente sono molto riconoscente alla Juventus. Quando andai dal medico l'ultima volta, lui mi parlò a lungo dello scudetto appena conquistato e del futuro roseo che l'attendeva. Ricordò le prodezze di Galderisi, la sicurezza di Scirea, l'eleganza di Bettega, la sapienza di Furino, l'aggressività di Gentile, le gesta di Tardelli, la dolcezza di Paolo Rossi. Insomma mi vasectomizzò senza che me ne accorgessi. ([[Beppe Viola]]) *{{NDR|«Se la Juve fosse un film, che genere sarebbe secondo te?»}} Probabilmente un film d'avventura. Quel tipo di avventura che ti dà la carica e la motivazione, ti mantiene vivo e predisposto a fare sempre un passo in più. Se sei un club come la Juve, crei attese nei tifosi, per questo devi spingerti sempre oltre. Così si tagliano i grandi traguardi. ([[Daniel Alves]]) *Qual è la prima cosa che ho percepito nello spogliatoio della Juventus? La mentalità del lavoro. Penso che è questa l'impressione che ho avuto. Qua si lavora tanto a 360 gradi, puntando sulla prestazione al massimo. Quindi è quella la mentalità che c'è in questo ambiente. ([[Hernanes]]) *Qualsiasi ''cliché'' che ogni nuovo giocatore della Juve racconta sulla cultura della vittoria è vero! Dall'allenatore, al fisioterapia, al personale della cucina... tutti vogliono solo vincere. Questo è tutto. È un'ossessione. Ed è così anche per me adesso. ([[Federico Bernardeschi]]) *Qualsiasi cosa accada mi sentirò sempre juventino. Ho i colori bianconeri nel sangue. ([[Pietro Rava]]) *Quando abbiamo giocato per la prima volta la Champions League loro erano la squadra migliore, loro erano quelli che aspiravamo a essere. ([[Ryan Giggs]]) *Quando arrivai a Torino ero convinto di essere pronto, invece trovai una realtà non uno, ma tre livelli superiori a quanto mi aspettassi. Per concentrazione, professionalità e dedizione al lavoro erano troppo avanti. Adesso è normale trovare queste componenti nei grandi club, ma la Juve ce le aveva già vent'anni fa. [[Ciro Ferrara|Ferrara]] e [[Antonio Conte|Conte]], {{sic|ad}} esempio, avevano fatto la storia, eppure erano sempre in discussione. Vedevi la loro mentalità nel volersi riconfermare ogni giorno, con il sorriso sulle labbra. Grazie a loro, alla Juventus, ai suoi principi, nei futuri momenti di difficoltà continuai ad allenarmi in un certo modo e a reagire. Non a caso, quando per il calcio italiano ero ormai finito, da Bologna in poi feci altri 7 anni ad altissimo livello. ([[Marco Di Vaio]]). *{{NDR|Nel 2026 ad [[Alessandro Del Piero]]}} Quando giocavamo contro una squadra italiana, sapevamo che era difficile superarvi in velocità. Che tatticamente eravate solidi e che sarebbe stato sempre difficile segnare contro di voi. [...] Era sempre difficile fare gol quando giocavamo contro di voi. E quando eravate in 10 uomini, eravate ancora più forti. Soprattutto parlando della Juve [...] Ci sono rimasto solo un anno, ma la prima cosa che ho sentito nello spogliatoio è stata: "Ragazzi, non molliamo mai". [...] Quando indossi quella maglia, la senti subito. ([[Thierry Henry]]) *{{NDR|Nel 2009}} Quando la Juve era gestita da [[Luciano Moggi|Moggi]] non mi è mai piaciuta, l'ho detto pubblicamente e ho avuto ragione, purtroppo. Un club di rango non meritava la B. Ora con i nuovi dirigenti, soprattutto con [[Jean-Claude Blanc|Blanc]], c'è molta cordialità e amicizia. ([[Karl-Heinz Rummenigge]]) *Quando penso alla Juventus, questo mi riporta subito alla mente ricordi appassionati, che inducono a riflettere, del mio tempo al [[Manchester United Football Club|Manchester United]] durante la metà degli anni 1990, quando stavamo crescendo come squadra ed imparando tutto su come ottenere successo in Champions League. La Juventus era il punto di riferimento in virtù delle tre finali consecutive raggiunte dalla squadra di [[Marcello Lippi]] in quel periodo, e li abbiamo affrontati ben otto volte nel giro di sette anni. Ci siamo misurati contro di loro e considero ancora la squadra di Alessandro Del Piero, Zinedine Zidane, Alen Boksic e Didier Deschamps come la migliore che abbia mai affrontato. Avevano tutto quello che mi piacerebbe avere nella mia squadra. ([[Gary Neville]]) *Quando sei abituato a vincere, appena cadi ti fai male. [...] Noi siamo la Juventus e il nostro obiettivo deve sempre essere quello di giocare per vincere e quando non ci riesci devi rimboccarti le maniche e continuare a lavorare. ([[Cristiana Girelli]]) *Quando sei la Juve del secondo o terzo posto non te ne fai nulla. ([[David Trezeguet]]) *Quando si arriva alla Juventus, è la Juventus a sceglierti, e non viceversa. ([[Wojciech Szczęsny]]) *Quando si dice «il giocatore viene preso dalla Juventus» significa anche caricarlo di responsabilità. Quando si dice «la maglia della Juventus è pesante» significa capire che dietro quella maglia c'è una storia fatta di un palmarès ricco di successi e, quindi, questo giocatore deve essere uno degli interpreti per arrivare ancora a riportare ad ulteriori successi. ([[Giuseppe Marotta (dirigente sportivo)|Giuseppe Marotta]]) *Quando sono arrivato alla Juve, ero arrivato in un posto dove volevo essere, che non è una squadra di calcio, è un'azienda. [...] È difficile avere nel mondo del calcio un approccio così. C'è la società, ci sono i ruoli. E chi non li rispetta o non si adegua deve subire le sanzioni dai superiori. A me questo tipo atteggiamento piace molto, perché tutti devono rispettare le regole. ([[Hernanes]]) *Quando vinceva la Juve vinceva la storia. ([[Mario Soldati]]) *Questa è una cosa che mi ha sorpreso tanto quando sono arrivato qui: alla Juventus non c'è nessuno nello spogliatoio che si sente più importante, neppure chi è stato campione del mondo ed è una leggenda del calcio. Qui vai a mangiare con tutti, parli con tutti, fanno una vita normale. ([[Álvaro Morata]]) *Questa è una squadra che non molla, questa è una squadra che ci crede sempre anche quando sembra essere tutto contro, anche quando i giocatori non sono in forma [...]. Se questa squadra non è una grande squadra io mi domando quali siano le grandi squadre! È una squadra che quando sente l'odore del sangue azzanna la preda, non le concede scampo. ([[Francesco Repice]]) *{{NDR|Nel 2014, «cosa rappresenta oggi la Juve?»}} Quella che è sempre stata, un misto di arroganza, potere, di forza da tirare fuori sempre al momento giusto. ([[Aldo Agroppi]]) *Quello dei soldatini è un marchio che ha sempre avuto la Juve e forse è anche vero. Però bisogna vedere che connotazione si dà alla cosa. Sicuramente la Juve crede sia giusto fare così per ottenere il massimo, per altri può essere un fatto negativo. Io, per esempio, non ho voluto fare il soldatino e sono andato via.<ref>In riferimento alle dichiarazioni di [[Antonio Cassano]] che aveva definito come «soldatini» i giocatori della Juventus.</ref> ([[Fabrizio Miccoli]]) *Quello della Juventus è stato il primo grande mito fuori del campo politico, sociale, ecc. che il Nord abbia offerto, oltre che a sé stesso, anche al Mezzogiorno: un tipo di mito attinente ai giusti e al costume di una moderna società di massa, per cui il Mezzogiorno era solito guardare fino allora alle cronache e al cinema americano. ([[Giuseppe Galasso]]) *Qui alla Juve c'è un'unità di intenti difficile da spiegare. C'è e basta. La percepisci subito, al tuo arrivo. ([[Stefano Sturaro]]) *Qui bisogna lottare sempre e quando sembra che tutto sia perduto, crederci ancora, la Juve non si arrende mai. ([[Omar Sívori]]) *Qui ho trovato una società speciale: ti viene spiegato che devi lavorare sempre, per l'obiettivo della vittoria, e anche per i tuoi compagni. Questa mentalità vincente, e il sacrificio per la squadra sono cose molto belle, perché vedo che tutti noi siamo pronti a dare una mano, a lavorare per il gruppo e il collettivo. ([[Juan Cuadrado]]) *Ricordo me bambina al [[Stadio delle Alpi|Delle Alpi]] a farmi sventolare gli occhi di bianco e nero. Ricordo una telefonata in cui mi si chiede: "vuoi giocare nella Juventus" ed io sconvolta e incredula che domando: "ma la Juve quella vera?" Mi hanno detto di aver segnato il primo gol della storia della Juventus Women, ma io non me ne sono accorta perché quando ho visto [[Colori e simboli della Juventus Football Club|la maglia]] appesa in spogliatoio col mio nome non ci ho capito più nulla. La Juventus è il presente che continua a farsi strada, facendomi innamorare ogni istante come fosse la prima volta. Far parte della Juventus vuol dire avere l'ambizione di essere ogni giorno la migliore versione di se stessi. {{sic|Ed}} io posso esserlo solo se ho la Juventus con me. ([[Martina Rosucci]]) *Sapevo che la Juventus era un grande club con una [[tradizione]] fantastica alle spalle, ma finché non lo vivi non ti rendi conto di quanto l'[[organizzazione]] sia perfetta e di quanto la mentalità e il temperamento siano unici. ([[Mario Mandžukić]]) *Se è vero che il calcio è una trasposizione della [[religione]] o della [[politica]] e fa dunque riferimento comunque a una [[fede]] trascendente o laica che sia, la Juve è la religione più diffusa o il partito di maggioranza.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus" /> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/> *{{NDR|A [[Giampiero Boniperti]]}} Se fossi venuto alla Juve quando dovevo, magari avrei avuto una vita privata più serena. ([[Diego Armando Maradona]]) *{{NDR|Nel 1986}} Se scriviamo ''Juventus'', intendiamo la squadra di calcio sorta nel 1897 a Torino, città incubatrice delle più grandi novità del costume italiano, dall'automobile al cinema al pallone. Promotori, alcuni studenti del ginnasio D'Azeglio, classe terza e quarta. La società nacque su una panchina di corso Re Umberto (le panchine sono sempre cariche di destino, nelle vicende del calcio), luogo di riunione di questi ragazzi della buona borghesia torinese che, affascinati dell'esotico gioco appena importato dall'Inghilterra, racimolarono le sessanta lire, cifra vertiginosa, necessarie per acquistare un pallone. Poi discussero sul nome da dare al club. I classicheggianti proposero un nome che fosse anche un blasone culturale, Juventus [...]. Per dare maggiore specificità alla ragione sociale, Sport Club fu mutato in Football Club Juventus, e da quasi novant'anni questo latino ogni domenica riempie i cuori e le bocche di milioni di tifosi, e ne manda in bestia altrettanti, segno, direbbe l'autore del ''Cinque Maggio'' «[[amore e odio|d'inestinguibil odio / e d'indomato amor]]». ([[Cesare Marchi]]) *Se una squadra di calcio vince tutto per settant'anni e ha alle spalle un gigante industriale, non ha bisogno di chiedere dei favori perché tutti sono pronti a farglieli, si crea un tale incantamento che i tifosi, la gente comune se ne fa un'immagine diversa e migliore di quella reale, un'immagine superiore persino alla lotta di classe, con il [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] juventino, e il siciliano [[Pietro Anastasi|Anastasi]] diventato l'idolo degli operai piemontesi del Lingotto. Ma la fame dell'oro era già forte nella Juventus del [[Quinquennio d'oro|quinquennio dei cinque campionati consecutivi vinti]]. Ricordo un allenatore austriaco, Sturmer, mi pare, che quando andai a Torino per fare un provino alla Juventus si informava del mio rapporto con il denaro, mi metteva in guardia dal diventare avido come il terzino Rava o come i sudamericani Monti e Cesarini, ma io non capivo di che parlasse: la Juventus per un ragazzo di provincia era un sogno, una riunione di tutte le virtù sportive e civili. ([[Giorgio Bocca]]) *Senza [la famiglia] Agnelli non può essere mai la Juve. ([[Enrico Craveri]]) *Seppur fossi davvero giovane, capii subito in che ambiente mi trovassi, quali fossero le regole, gli obiettivi e il DNA della Juventus. Bisognava vincere con professionalità e stare attento ai comportamenti che si avevano. [...] Ti rendi conto di esserti abituato talmente bene e di aver avuto la fortuna e bravura di giocare in un club del genere solo quando lo lasci. Non è certamente facile lasciare una compagine del genere. Questa esperienza ti segna davvero tanto, perché la Juventus ha tifosi in tutto il mondo e io ad ogni modo rimango e rimarrò sempre un calciatore che ha vestito la maglia bianconera. ([[Nicola Amoruso]]) *Si avverte immediatamente la voglia di vincere che c'è nell'ambiente Juventus. È una mentalità che ti pervade, sin dai primi giorni in cui entri a far parte del gruppo. ([[Mattia De Sciglio]]) *Si consolava pensando che quando andava all'università, a Pisa, un suo amico siciliano, del quale tutto si poteva dire tranne che facesse distinzioni razziste, in un momento di ebrietas aveva tracciato «l'identikit del perfetto idiota»: e tra le altre caratteristiche fondamentali, che Massimo non ricordava, doveva essere ingegnere, juventino e calabrese. ([[Marco Malvaldi]]) *{{NDR|Sul ruolo della Juventus nel calcio italiano}} Siamo tipo il meridiano di Greenwich. Pure i punti in classifica si contano a partire dallo JCS (Juventus Current Score). [...] Se finisci il campionato a +1JCS hai comunque vinto. ([[Andrea Sarubbi]]) *Significa emozione, orgoglio, voglia di combattere, identificazione con una storia. La Juve si sceglie, non è la squadra del gonfalone, del municipio, della città. È un innamoramento che dura nel tempo. ([[Pierluigi Battista]]) *Sono stato a contatto con campioni dallo spessore tecnico e umano con pochi eguali, da cui ho imparato soprattutto cosa significhi "dover vincere". La Juventus è uno stato mentale. ([[Mattia Perin]]) *Stare alla Juve era come lavorare alla FIAT. Risultati, ordine, disciplina. ([[Dino Zoff]]) *Stare alla Juventus è come fare parte di una famiglia, e lo si vede soprattutto in campo da come si lotta per la squadra. Non ho mai visto nessuno tirarsi indietro, c'è coesione anche al di fuori del campo. ([[Juan Cuadrado]]) *Tanti, tantissimi scudetti: repetita Juve. ([[Gino e Michele]]) *Torino è stata casa mia, la Juve è stata una scuola di vita che mi ha insegnato tanto. ([[Carlo Dell'Omodarme]]) *Tutti nasciamo spontaneamente virtuosi, intelligenti, liberali e juventini. Taluni, poi, crescendo si corrompono e diventano imbecilli, interisti o milanisti. ([[Luigi Einaudi]]) *Tutti si lamentano con la Juve? Perché sembra che è quella che comanda più di tutti. Per me resta un riferimento, ha una sua storia personale e la si deve rispettare. Ha sempre fatto cose importanti, gradite e non gradite. Quelli che ne parlano male lo fanno perché so' invidiosi... ([[Carlo Mazzone]]) *{{NDR|La Juventus rappresenta}} un esempio di conduzione aziendale, una squadra e società con un DNA vincente. ([[Giuseppe Bruscolotti]]) *{{NDR|Nel 2018}} Un grande club con un grande passato ma anche con un grande desiderio di avere un grande futuro. ([[José Mourinho]]) *Un paio di anni fa sono quasi andato alla Juve. La gente mi aveva parlato di [[Torino]] e aveva detto questo e quest'altro e che [[Milano]] sarebbe più piacevole. Ho detto: io non vado per i dannati negozi; me ne vado perché si tratta della Juventus. ([[Roy Keane]]) *Una grande tradizione. Una società straordinaria. È sicuramente uno dei top club al mondo. Queste sono le prime cose che mi vengono in mente pensando alla Juventus. Un club che ha avuto tantissimi grandi giocatori nel corso degli anni, molti vincitori di Coppe dei Campioni e Champions League. È in generale una delle migliori squadre al mondo. ([[Gary Lineker]]) *Una società che ha fatto la storia di tutti badando soprattutto alla sua. ([[Roberto Beccantini]]) *Una squadra che fa gola a molti, una Juventus sempre sulla breccia come una vecchia signora che si ostina a non voler ricorrere al bisturi di un compiacente chirurgo di estetica. Si accontenta di make-up scoloriti, appena appena trasparenti. Tanto che la tradizione diventa, a favoleggiarci sopra, una classe nuova di zecca, seppur con niente di tipico, niente di improvvisato. ([[Rosanna Marani]]) *Una stagione alla Juve non è mai inutile. ([[Christian Vieri]]) *Uno dei club più ammirati e cari perché, senza alcun dubbio, la Juventus è sinonimo di grandezza, di tradizione, di successi e d'orgoglio. ([[Florentino Pérez]]) *Va bene diventare sportivi, si capisce, ma sempre nella speranza che la Juve perda. ([[Mario Giordano]]) *Vedere un gruppo sempre positivo, che ha voglia di arrivare a grandi obiettivi, al di là del fatto di poter giocare o meno, ti trascina. [...] Qualsiasi giocatore che indossi la maglia della Juventus preferisce giocare meno partite ma vincere alla fine dell'anno, piuttosto che giocarle tutte ma non vincere nulla. ([[Claudio Marchisio]]) *{{NDR|Nel 2003}} Ventisette motivi per cui un interista deve accettare la Juventus. 1 Perché c'è. 2 Perché, se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. Altrimenti chi potremmo invidiare/detestare/sospettare (a seconda delle circostanze)? [...] 5 Perché quelle due Coppe Campioni sono state così malinconiche (1985 e 1996, entrambe dal dischetto del rigore) che adesso potrebbe anche vincere una come si deve. [...] 8 Perché, senza la Juventus, ogni saga calcistico-letteraria risulterebbe incompleta. Ricapitolando. La Juve è Voldemort (l'Inter [[Harry Potter (personaggio)|Harry Potter]], il Milan Draco Malfoy). La Juve è Sauron (l'Inter Frodo Baggins, il Milan l'elfo Legolas). La Juve è il Lato Oscuro della Forza (l'Inter Obi-Wan Kenobi, il Milan [[Yoda|Joda]], che deve avere l'età di [[Rivaldo]]). 9 Perché indossa una divisa carceraria, ma lo fa con noncuranza. [...] 16 Perché, insieme al cioccolato e a Macario, la Juve è una delle poche cose che riesce a far sorridere certi piemontesi. 17 Perché ha riempito l'Italia di tifosi (dieci milioni!). Dicono che ce ne sia qualcuno anche a Torino, ma la notizia è in attesa di conferma. [...] 24 Perché [[Gaetano Scirea|Scirea]] era Scirea. ([[Beppe Severgnini]]) *Vivere la Juventus è un'emozione che si rinnova ogni giorno, da anni. Per me è sempre stato un onore e {{sic|un}} responsabilità guidare questi colori, vedere crescere giovani talenti, raggiungere gli obiettivi in campo, vincere trofei e regalare gioie ai [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]]. Un'esperienza che ti segna per la vita, in cui la {{sic|Famiglia}} Agnelli ha sempre saputo far sentire la sua presenza, discreta ma costante. ([[Massimiliano Allegri]]) *[Per me la Juve è] [[Zinédine Zidane|Zidane]], [[David Trezeguet|Trezeguet]], [[Pavel Nedvěd|Nedved]]. Talento, classe, disciplina, senso di squadra. ([[Paul Pogba]]) ===[[Andrea Agnelli]]=== [[File:Juventus 2008-09 - Bianconeri.jpg|thumb|upright=1.2|Il soprannome ''Bianconeri'' racchiuso tra le (allora) due stelle e stampato all'interno delle maglie juventine della stagione 2008-2009.]] *{{NDR|Sul legame tra la Juventus e la famiglia Agnelli nel 2012}} A me quello che fa piacere ricordare è pensare a come la storia di questa società si intreccia con la storia della mia {{sic|Famiglia}}: dal 1923 è con la nostra {{sic|Famiglia}} questa società e ne fa il più vecchio ''franchise'' posseduto dalla {{sic|Famiglia}} di qualsiasi sport, in tutto il mondo. *Chi lavora per la Juventus deve avere ben presente che noi gioiamo solo al raggiungimento dell'obiettivo finale, e quindi il risultato finale e quindi il trofeo, non la singola partita; la singola partita è una mentalità che non ci deve appartenere. *È celebre una frase dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] in passato: «Forse uno dei fattori che ha aiutato la Juventus a diventare la squadra più tifata in [[Italia]], è il fatto che al suo nome non avesse legato il nome di una città, permettendole automaticamente di non essere legata, e di raggiungere un gruppo che non deve sentirsi necessariamente legato ad un territorio». A me però piace ricordare l'opposto: che quando andiamo in [[Europa]], quando si parla di Juventus, si parla di Juventus Turin, quindi si lega automaticamente quello che è il nome della squadra al nome della città. Quindi quello che per noi è importante è portare più in alto possibile il nome della nostra società che è comunque profondamente legato al nome della città. Poi da ultimo, quale che sia l'effetto, quale che sia la riconoscibilità, quando alla fine conquistiamo un trofeo, questo trofeo a [[Torino]] deve venire, quindi questo ci lega alla città. *Juventus è conosciuta come "la fidanzata d'Italia". È probabilmente la donna con cui ognuno vorrebbe stare. *Juventus e FIAT sono le due maggiori proprietà che abbiamo. [...] Juventus e FIAT sono i comuni denominatori della storia della [nostra] famiglia. *L'emozione Juventus è sempre rivolta al domani, la gioia più bella è quella che deve venire. *{{NDR|Nel 2021}} [...] un significato della vita del quale mi sono imbattuto di recente, che è stata una definizione di [[Oriana Fallaci]], [è] che secondo lei i sensi della vita sono quattro, e secondo me si rispecchiano perfettamente nelle persone che operano per la Juventus e fanno questo mestiere, e sono amare, lottare, soffrire e vincere. Dobbiamo amare la Juventus, dobbiamo lottare per la Juventus, sappiamo che dobbiamo soffrire per la Juventus ma, soprattutto, sappiamo che dobbiamo vincere per la Juventus. *La Juventus è più grande di ogni uomo che la potrà mai guidare. *{{NDR|Rispondendo a Carlo Genta nel 2020}} Vorrei solo eliminare un principio: non è chi vuol vincere è [[Massimiliano Allegri|allegriano]], chi vuol vincere è juventino [...] Il dogma juventino, vincere. ===[[Gianni Agnelli]]=== *È abitudine della Juventus dire e credere che quando le cose vanno bene il merito è dei giocatori, quando vanno meno bene la responsabilità è della società. *{{NDR|Nel 1986}} I risultati ottenuti dalla Juventus sono dovuti {{sic|sopratutto}} all'organizzazione, a un severissimo lavoro di ricerca e di selezione di talenti giovani più che a colpi di mercato audaci. *Io considero di essere stato per il passato... non mi piace la parola «mecenate», infine un ''[[Tifoseria della Juventus Football Club|supporter]]'' della Juventus che ha avuto la possibilità d'aiutarla. *Juventus vuol dire [[gioventù]]. Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare. *La Juventus è la compagna della mia vita, soprattutto un'emozione. Accade quando vedo entrare quelle maglie in campo. Mi emoziono persino quando leggo sul giornale la lettera [[J]] in qualche titolo. Subito penso alla Juve. *La Juve è per me l'amore di una vita intera, motivo di gioia e orgoglio, ma anche di delusione e frustrazione, comunque emozioni forti, come può dare una vera e infinita storia d'amore. *La Juventus rappresenta, per chi ama la Juventus, una passione, uno svago... e qualche cosa la domenica. Noi abbiamo cercato di dare a loro il migliore spettacolo possibile e anche molte soddisfazioni. *Nei momenti difficili, c'è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, e questo è il motivo per cui la Juventus ha vinto anche oggi. *Perché la Juventus, dopo già un secolo di storia, è diventata una leggenda. Una leggenda che è sorta in un liceo di [[Torino]] e che ha finito per conquistare nove, dieci milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] in [[Italia]] e, certo, altrettanti all'estero con un nome, una maglia e dei colori conosciuti in tutto il mondo. *{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva: «Vinca la Juve o vinca il migliore?»}} Sono fortunato, spesso le due cose coincidono. ===[[Umberto Agnelli]]=== *È sempre un'emozione quando mi chiedono di parlare della Juventus.<br/> Perché significa non solo ripensare ai tanti successi sportivi, ma è ripercorrere un viaggio nella memoria, sul filo di tanti ricordi personali e della mia famiglia che si intrecciano da 75 anni con la storia di questa squadra di calcio.<br/> La società bianconera ha un modo particolare di leggere la storia: una storia di cambiamenti radicali e profondi, che investono la città in cui nasce e vive la Juventus, [[Torino]], i suoi abitanti e milioni di tifosi in Italia e nel mondo, storia di costume e di abitudini. E poi di emozioni.<br/> Perché, la Juventus è stata, è e sarà sempre una squadra di calcio. Ed è un piacere immenso ricordare che tutto «il meglio» del calcio è passato dalla Juve, rivedere le tante partite «storiche» per rivivere, così, l'emozione di quegli attimi. *La Juventus appartiene all'[[Italia]] proprio perché appartiene a [[Torino]]. Crescendo, da torinese la Juventus è diventata italiana, ha trovato e conquistato ovunque [[tifo sportivo|tifo]], affetto, credibilità. *La Juventus è un modo di essere, di esprimersi e di emozionarsi, vivere insieme a tanti altri la stessa passione per il calcio, possibilmente per il bel calcio. Una passione che ha unito e unisce persone di città, condizione sociali, fedi politiche diversissime... Ieri in Italia, oggi in tutto il mondo. *La squadra ha seguito l'evoluzione del [[Italia|paese]]. ===[[Giovanni Arpino]]=== *''Cara Signora, mi tolgo il cappello | il suo nome è una stella nella curva del cielo | il suo nome rimbomba della terra alla luna. | Mi vesto a festa, lancio i coriandoli | il suo nome è un nome | che si legge anche Torino. | Il suo nome è una montagna | di tanti scudetti, | agli altri la manfrina, una lacrima, un peto. | Il suo nome è il migliore, il suo nome è il più forte. | Tu dici: sono gob. E gli altri: sono morto. | Il suo nome si allunga, | si contorce in un lamento | ma resta l'idea in tutte le genti. | Si restringe, si allunga, fa eco rotondo | che perda che vinca tra i primi del mondo. | Juventus, gridano, | o Goba o Madama, | sei forte, sei cattiva, fai girare le scatole. | Ma un'altra non c'è | e nessuno è stanco | di soffrire e cantare il tuo nero e il tuo bianco.'' *Come la Mole Antonelliana o la Tour Eiffel, come l'Arco di Tito o la milanese piazza del Duomo, la Juve è, a suo modo, un monumento che deve saper mantenere intatta la propria identità. *JUVE, JUVE La Vecchia Signora, la Madama, la Signora Omicidi, Juve primo amore, la Fidanzata d'Italia, l'ambasciatrice d'Italia, il miglior «sponsor» per Torino e l'entità piemontese: sono soltanto i più noti nomignoli e definizioni che hanno etichettato il Football Club Juventus, una realtà sportiva, sociale e umana di ormai quasi centenaria storia, una «identità» di [[Stile Juventus|stile]] e di opere che non trova riscontri nella Penisola. *Mille società sportive, piccole e grandi, si cancellano a vicenda perché il loro modo di essere era dilettantesco fin dalle origini, viveva d'emotività, di risultati, di traguardi miracolosamente raggiunti, di sfide occasionali. La Juventus: mai. Gioca nel tempo. Il suo «valore» non è in un titolo in più o in meno, ma nella durata. *Quando dici Juventus sei conosciuto da Helsinki a Melbourne, dal Canada al Pakistan. Ed è questa 'identità' che diventa biglietto da visita internazionale... *Si scrive Juventus si pronuncia scudetto. «Vincere sempre, e con classe» è l'imperativo categorico della Signora. Nata come ''seleção'' della borghesia torinese, via via è assurta a modello: una riserva dov'è vietato illudersi, dove giocare fa rima con lavorare, dove la vocazione ha il sigillo della professione. È un carattere di ferro la ''fidanzata d'Italia''. Dentro lo stile, c'è lo stiletto. *[La Juventus è] un complesso di forze vestito d'eleganza. È come una struttura. Certe volte sembra una scultura di quelle infinitamente moderne con qualunque tocco ''[[Art Nouveau|liberty]]''. ===[[Luca Beatrice]]=== {{cronologico}} *Fin dalla sua fondazione la Juventus è stata depositaria di un'estetica assai particolare, [[Colori e simboli della Juventus Football Club|in campo]] e fuori, capace di sintetizzare la componente aristocratica e quella elitaria, la nobiltà con il popolare, il portamento signorile al sudore proletario. *A ben vedere, in diversi casi l'undici bianconero dimostra palesi coincidenze con gli accadimenti del tempo: non è stata forse ''beat'', imprevedibile e senza leader la Juve di Heriberto Herrera, vittoriosa nel [[Serie A 1966-1967|1967]], quasi un anticipo estetico del [[Sessantotto|'68]]? E l'italianissima e muscolare compagine del [[Giovanni Trapattoni|Trap]], vittoriosa a Bilbao nel [[Juventus Football Club 1976-1977|1977]], una Juventus resistente e tenace, come era necessario in [[Anni di piombo|quegli anni tragici]]? Oppure, lo straordinario gruppo di fenomeni messo insieme dopo i [[Campionato mondiale di calcio 1982|mondiali del 1982]], sulla strada della [[globalizzazione]] e del superamento delle frontiere, che prese il via proprio negli anni Ottanta? *Un vecchio luogo comune vorrebbe la nostra squadra meno amata nella sua città, così come un'altrettanta abusata diceria coniuga il tremendismo atletico e agonistico [[Torino Football Club|all'altra squadra]], carattere forse presente un tempo, non certo negli ultimi vent'anni, quando invece grinta e determinazione in campo, di non mollare, di giocarsela fino all'ultimo istante, sono tipici tratti della juventinità.<br/>A Torino, invece, si respira Juventus un po' dovunque: la panchina di corso Re Umberto, il Liceo d'Azeglio, le varie sedi (Galleria San Federico, piazza Crimea e ora corso Galileo Ferraris), gli stadi (da Piazza d'Armi al Comunale, dal Campo Combi al Delle Alpi che in molti cominciamo a rimpiangere), e poi le strade, i quartieri, da Mirafiori alla collina, da San Paolo alla Crocetta, c'è tanta Juve nella storia della capitale sabauda, un percorso che attraversa, decennio dopo decennio, l'arte e la cultura del Novecento. ===[[Giampiero Boniperti]]=== *C'è un'eleganza che non è deliberata, ma che si acquisisce o s'interpreta una volta che viene indossata quella meravigliosa divisa [bianconera]. *{{NDR|Nel dicembre 1976}} Ci sono un [[odio]] e una [[gelosia]] nei nostri riguardi che mi spaventano, e che mi fanno riflettere sul divario fra la passione folkloristlca di ieri e la [[Ira|rabbia]] devastatrice di oggi. *{{NDR|Nel giugno 1977}} I tempi sono cambiati. La Juventus non è più la squadra dell'aristocrazia, tifano per la Juventus anche gli operai della Fiat. *Juventini si nasce: il mio è stato il primo distintivo bianconero circolato a Barengo quand'ero ancora un ragazzino e giocavo nel Momo. Ma juventini si può anche diventare: quando si decide che non si vuole più soffrire troppo! *{{NDR|Sul «pragmatismo» della Juventus}} La Juve degli Agnelli e della FIAT: di qui il concetto di fabrica, di produzione, assemblare e vincere l'utile preposto al dilettevole. Un marchio che, credo, ho contribuito a imporre. *La Juve è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire. Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tuttora. *La Juve, il sogno della mia vita. La sognavo davvero. Perché io, che portavo all'occhiello il distintivo bianconero, avevo in quegli anni un solo desiderio: giocare una partita di serie A con la maglia bianconera.<br/> Me ne sarebbe bastata una, ero sicuro, per essere felice per sempre. È andata meglio: in campionato ne ho giocate 444.<br/> Ho fatto la mia parte senza sacrifici.<br/> Perché ho dato quello che avevo dentro. Sono un uomo felice. *La Juve non è soltanto la squadra del mio cuore. È il mio cuore. *{{NDR|«Perché la Juve è così antipatica»}} Lo è adesso, lo era quando la dirigevo io, lo sarà in futuro. L'invidia rappresenta una medaglia al valore. E comunque se mezza Italia tifa Juve, ci andrei piano con le etichette. Di sicuro, è una società che divide. O con lei o contro di lei. La sua forza, il suo fascino. *Questa è la Juve, arrivare secondi è una tragedia. ===[[Adalberto Bortolotti]]=== *Il calcio italiano non può fare a meno di una Juventus di vertice. Il resto è favola. *Io credo che uno dei segreti dei successi juventini, sia proprio questa «demonizzazione» che dei bianconeri fanno le tifoserie avversarie. La Juve può essere battuta [...] se la si affronta senza complessi. Ma quando è lei a vincere, non si può liquidare la questione, dicendo che era tutto prestabilito nelle alte sfere. *L'unica reale colpa della Juventus sta nei suoi [...] scudetti vinti, nell'abituale leadership esercitata sui campionati, sicché quella che per ogni altra squadra di vertice è una normalissima pausa di riflessione, un'annata di transizione fra vecchi e futuri successi, nel caso della Juventus diventa un'accusa infamante. Condannata a vincere sempre e comunque – salvo poi ad essere crocefissa dalla critica per questa sua tendenza razziatrice – la Juventus non può concedersi un solo attimo di respiro È il destino dei forti, e la Juve serenamente lo accetta. *La Juve è odiata (ma anche, amatissima) perché vince molto, a volte persino troppo. Questo le procura schiere di fans accaniti e sacche di nemici irriducibili. Chi resta per gran tempo sulla cresta dell'onda, fatalmente va incontro a questo tipo di reazioni. Non credo alle motivazioni ideali di chi ammanta il proprio «odio bianconero» con nobili proclami; secondo questi [...] la Juve rappresenterebbe il potere, l'ingiustizia, la discriminazione, più o meno tutti i mali profondi dell'umanità. E battersi contro questo ricettacolo di nequizie significherebbe vestire i panni rivoluzionari e romantici del cavaliere senza macchia. Io credo che la Juventus abbia vinto più degli altri perché meglio organzzata e sempre sostenuta – questo sì – da una solidità economica frutto non solo di patrimoni di famiglia ma anche e soprattutto di oculate amministrazioni. E si sia avvalsa di dirigenti tecnicamente più avveduti della media. Come tutte le squadre di vertice, ha spesso goduto di particolari riguardi: non perché si chiamava Juventus, ma perché stava in testa. ===[[Gianni Brera]]=== *[La Juventus] non è una squadra, è un fenomeno sociale. La nobiltà le viene dagli anni, più giovane di poco ad altri club di [[Torino]] troppo esclusivi per non morire di solitudine. Il Duca degli Abruzzi esprimeva plus-calore con altri nobili che presto si vergognarono dei propri slanci plebei. Il calcio squalificava socialmente in [[Gran Bretagna]] e Scandinavia, dove era localizzabile l'élite della nuova religione sportiva. Borghesi ancora ignari unirono i propri estri snobistici chiamando pedissequamente Juventus la loro prima collusione pedatoria. *La gentile Torino spasimava per le rozze grandigie d'un popolo artigiano e contadino che inglesi ed europei centro-nordici stavano riportando all'industria. La Juventus fu sempre vagamente odorosa di privilegio sociale. Gli aristòcrati si beavano del Torino plebeo (esattamente come al [[Associazione Calcio Milan|Milan]]): a mezzo fra loro e la plebe usavano profondere slanci plus-calorici i borghesi colpevoli della retorica Juve. *Uno scudetto vinto da altre è sempre perso dalla Juventus: e proprio questo è il fascino del [[campionato italiano di calcio|campionato]]. ===[[Gianluigi Buffon]]=== *È l'alibi migliore per chi non vince; dire che la Juve è davanti perché si comporta in maniera scorretta è una giustificazione da dare ai tifosi. La Juve è come il maggiordomo: sempre colpevole. *La Juve stata la mia vita calcistica, ho dei ricordi bellissimi di una crescita sia dal punto di vista umano che sportivo. L'universo Juve manda a soqquadro le tue certezze, però nel momento in cui riesci a farlo tuo non ti mollerà mai. *{{NDR|Nel 2023}} La Juventus, forgiata dal genio calcistico e dalla visione di tanti campioni, ha trovato nella famiglia Agnelli un faro costante di guida. Con ogni trionfo e sfida, la famiglia ha dimostrato un amore incondizionato per i colori bianconeri, trasformando sogni in realtà. Un viaggio di un secolo, intrecciato di passione, dedizione e vittorie senza tempo. *Possono cambiare gli uomini, possono cambiare i dirigenti, però quello che ha di forte questa società sono i giocatori cui è stata tramandata una voglia di vincere, di primeggiare, che non è pari in nessuna altra squadra. *Una vita di successo, lotta ed impegno. È una famiglia in cui sono cresciuto e ha aiutato gli altri a crescere. È una sorta di scelta di vita, un modo di vita. ===[[Vladimiro Caminiti]]=== *La Juventus per un poveraccio è qualcosa di più di un hobby domenicale, di una ragione di tifo, ma può ipostatizzare un'intera vita, l'illusione di una vita. *Qualunque sia la situazione sociale, storica, il ruolo della Juventus non può cambiare. Ruolo perennemente vincente, ruolo glorioso. *Questa è la Juve che raccontai per anni, squadra superiore a tutte nel momento in cui finivano le chiacchiere e cominciavano i fatti. ===[[Fabio Capello]]=== *{{NDR|Nel 2023}} Che emozione la prima maglia juventina! Giocare davanti all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], che aveva un fascino pazzesco, e poi l'emozione del primo {{sic|[[Campionato italiano di calcio|Scudetto]]}}... A proposito: per me gli {{sic|Scudetti}} sono 38, li abbiamo vinti, dominando, tutti insieme. Forza Juve! *Ci sono squadre dove tu vai e respiri la mentalità vincente. La Juventus ha questa mentalità. *{{NDR|Nel 2003}} È una squadra che non m'interessa. Apprezzo la società, ma il mio è un discorso personale. Dico certe cose forse anche per l'età che ho, perché per quello che ti permette di fare chiunque vorrebbe andarci, ma io no. Poi è già ben allenata. *{{NDR|Nel 2004}} Il fatto che io non vada ad allenare la Juve non significa che non mi abbiano cercato. Rispetto la società, ma a me non interessa andare lì: sono scelte di vita *La Juve è la Juve, deve stare sempre in alto. *Quando sei alla Juventus diventi un operaio. ===[[Antonio Conte]]=== *Chi affronta la Juve fa sempre la partita della vita. Per noi è normale amministrazione. *{{NDR|Nel 2023}} Famiglia Agnelli-Juve un legame indissolubile, una storia epica. Un lungo, affascinante, e vincente romanzo di vita e di sport, che non smette mai di emozionare e stupire. È un grande orgoglio fare parte di questa storia. *Io so cosa rappresenta la Juventus in Italia, non c'è bisogno che lo dica anche oggi, ogni volta. In Italia o si è juventini o si è contro. Quindi noi siamo sempre soli contro tutti. Magari per loro è un fatto sporadico pensarlo, per noi è un fatto sistematico. È stato sempre così, sarà ancora così, finché la Juventus vince sarà sempre sola contro tutti. ===[[Corrado Corradini]]=== *''Juventus, Juventus, | la squadra dei grandi sei tu | che non tramonta più.'' *''La gioventù, di cui portiamo il nome, | ci pulsa appien nei muscoli e nel cuor | sappiam goder ma pur sappiamo come | si debba oprar sui campi dell'onor.'' *''Miei cari amici difendiam con gioia | i colori nostri e il gioco del foot-ball. | I rammolliti fiacchi per la noia | ne dican pur tossendo tutto il mal.'' ===[[Maurizio Crosetti]]=== *La Juve è da sempre la più forte anche per come si nutre di antagonismo, per come distilla l'odio e lo trasforma in nettare. Ben più degli arbitri, il segreto della Juve è la Juve con il suo senso estremo di tutto [...]. La Juventus, si dice in piemontese, è una "bestia grama", una creatura solo in apparenza del Male: è invece una macchina mostruosa che si alimenta di cattiveria non soltanto agonistica, ma che sa rinascere da ogni sua piccola morte apparente [...]. Mezza Italia la odia, invece dovrebbe imitarla anche nello sporcarsi le mani, nel saper soffrire. Non è rubare, è ferocia. È una vocazione. *{{NDR|Nel 2007, sulla mostra ''Juventus. 110 anni a opera d'arte''}} Squadra anche fisica, la Juve lo è sempre stata. Non si sospettava che fosse anche metafisica. *Una squadra di controbalzo. La Juve addomestica i palloni, li blandisce e non li giudica mai perduti. Adora le carambole sghembe e l'impossibile. E chi crede nell'impossibile, qualche volta lo raggiunge. ===[[Giuseppe Cruciani]]=== *L'anti-juventinismo è un lavoro, un mestiere che paga. Nei media la Juventus fa audience a prescindere: puoi parlarne bene e puoi parlarne male. Così c'è chi si è creato un personaggio. *L'anti-juventinismo militante si basa su mille contraddizioni. Ha attraversato il culmine nel momento di Calciopoli, quando non c'erano nemmeno prove reali a sostegno di quelle accuse. Si è poi attenuato negli anni in cui la Juve arrivava settima. Nel momento in cui la Juventus è tornata forte è risorto l'anti-juventinismo d'accatto, quello di professione, il più becero. Questa altalena dimostra che per placare questa sindrome la Juve dovrebbe tornare sesta o settima. Vi sembra normale tutto ciò? *Si parla del "potere della Juventus" che viene identificata con la Fiat e la famiglia Agnelli che, peraltro, non era l'unica famiglia depositaria del potere, ma poi mancano le prove. Certo, avere dietro la Fiat dà potere economico e questo rende forte la squadra, però dov'è il reato? Allora anche il Real Madrid o il Bayern Monaco hanno "potere"… Sento in continuazione dei teoremi sui furti della Juventus, che poi vengono smentiti dai fatti. ===[[Italo Cucci]]=== *Ho sentito dire [...] che "la Juve è uguale a ogni altra squadra e società", che "la Juve è odiatissima". Da giornalista che non tifa Juventus ma sa quanto valga la Signora sul piano editoriale, quale sia il suo peso presso la pubblica opinione, vorrei precisare che la Juve non è affatto come ogni altra squadra o società perché [...] ha vinto più di tutti, è non è "odiatissima", bensì la squadra più amata dagli italiani. Gli odiatori sono tanti – soprattutto i tifosi delle squadre dirette concorrenti – ma tantissimi anche gli italiani che, tifando per la squadra di città, amano la Juve in seconda battuta. [...] Ciò spiega – fra l'altro: e lo dico, a titolo personale, con tutta sincerità – il fervore critico che accompagna la Juve-che-perde; tutti [...] preferiscono la Juve vincente a quella che si dibatte in polemiche di basso livello che ne limitano spesso il potenziale tecnico. *La Juventus non è solo un club come tanti, è una famiglia il cui umore solidale si estende – a volte con dibattito, spesso con amore – alla squadra. *Mi convinco, con il tempo, che rappresentare la Juve non è facile; per mia memoria, ci riuscirono bene tre personaggi [...]: Boniperti, con uno straordinario repertorio di mosse fascinose e furbe, diciamo giochi di... prestigio; Trapattoni, con l'esaltazione del lavoro e delle regole, diciamo giochi... in famiglia; e Scirea, per il quale non ho bisogno di parole: spendo solo un pensiero – quando ne scrivo – e una preghiera. ===[[Alessandro Del Piero]]=== [[File:Alessandro Del Piero 2008 cropped.jpg|thumb|Alessandro Del Piero, giocatore della Juventus dal 1993 al 2012, è il detentore dei record di maggior numero di vittorie, presenze e reti nella storia del club.]] *Chi conosce la Juventus, sa che dopo che si è vinto, bisogna rivincere. E rivincere ancora. *{{NDR|Cosa c'è di speciale nello spogliatoio bianconero che consente di trovare le motivazioni per alzare l'asticella ogni anno di più?}} Faccio un elenco? Mentalità, qualità, ambizione, struttura. Alla Juve si volta pagina giorno dopo giorno, vittoria dopo vittoria, e si costruisce il successo seguente. *Il nostro nome è identità, significa gioventù. Nati nel 1897, ma non è il tempo a definirci. Siamo simbolo di eleganza, tradizione, orgoglio italiano cucito addosso come una seconda pelle. Abbiamo radici profonde, il desiderio costante di andare oltre, di migliorare sempre. Siamo dove il tempo non è ancora arrivato. Il nostro successo non sta solo nelle vittorie. È stile nel modo in cui vinciamo, è classe in ogni sfida. La nostra storia continua, si scrive oggi, si scrive domani. Siamo la Juventus, dal 1897 e per sempre. *La Juve è casa mia. Così come lo è [[Torino]], tutt'e due parti di un processo graduale e inesorabile che mi ha portato a sentirmi figlio di entrambe. Il legame con la Juve però è antecedente a quello con la mia città, e sconfina in quel territorio mitico dell'infanzia, di poster e sogni di gloria che cullavo, da bambino perennemente attaccato al pallone qual ero. Con questa squadra ho vinto tutto, assaporando la sensazione di tornare a Torino con la coppa più ambita in mano, e ho perso tutto, magari all'ultimo minuto, all'ultimo rigore, con in bocca l'amaro di aver lavorato, lottato, sudato per un anno intero per niente... Momenti di gioia incredibile, in cui ti senti sul tetto del mondo, ma anche momenti di scoraggiamento, di delusioni bruciate, di incredulità. *La Juve è dentro la sua storia, che è fatta di vittorie e di mentalità vincente: questa è la sua forza. È una squadra che vince perché ha imparato a soffrire quando non vinceva. *Quando diciamo che la Juve è la squadra [[Amore e odio|più amata e più odiata]] d'Italia, sveliamo una profonda verità. Su questa verità si sono costruiti oltre cent'anni di successi, perché sapersi amati e odiati dà una carica incredibile. È il famoso "peso della maglia": rendi più di quello che sei, giochi meglio perché sei della Juve. Vale pure per gli avversari, che contro i bianconeri sentono di dover giocare la partita della vita. Dunque, essere juventini è molto difficile, ti trovi sotto una continua pressione, è logorante ma esaltante. *Se giochi nella Juve nell'arco dell'anno devi migliorare, non puoi essere lo stesso giocatore di quando sei arrivato, questa è la Juve. *{{NDR|Nel 2026 a [[Thierry Henry]]}} Sei stato qui solo per un anno [1999], ma sai perfettamente cosa intendo. Lo scheletro della squadra, sai? Hai bisogno di cinque, sei, sette giocatori che sappiano ve si trovano. Perché la responsabilità che questa squadra ha – non sto parlando dell'Europa, ma dell'Italia – è grande. Puoi sentirla davvero ogni giorno in allenamento o quando esci. [...] E questa è una cosa che se non sei preparato, se vieni colpito, potresti ritrovarti nella posizione di non essere in grado di dare il massimo. Ecco cosa intendo. [...] A proposito di "non mollare mai", sai, in particolare abbiamo un altro motto qui, ovvero "fino alla fine". Questo genere di cose deriva da generazioni e generazioni, anni dopo anni. *Sono come la Juve: non pongo limiti nemmeno a me stesso. *Sono orgoglioso di essere juventino, di essere una «bandiera», come mi definite spesso, ma in realtà io sono solo una piccola parte di una grande bandiera bianconera, che cresce col passare degli anni e se ognuno di voi guarda con attenzione ci trova scritto anche il proprio nome... *Un cavaliere non lascia mai una Signora. ===[[Didier Deschamps]]=== *{{NDR|Sul legame con la Juventus}} Ho cambiato completamente pianeta, anche se avevo avuto una buona anticipazione al [Olympique] Marsiglia. Ma la Juve è la Juve, uno dei più grandi club a livello europeo e mondiale. [...] Un grande club dal punto di vista dell'organizzazione, dal magazziniere al presidente, tutti orgogliosi di essere a servizio del club. Questo non dà ai giocatori alcuna scusa quando arriva la partita. Quando la Juve pareggia è una catastrofe, se perde è uno tsunami. C'è un grande professionismo. *{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Marcello Lippi]] durante la seconda metà degli anni 1990}} La voglia di lottare che aveva la nostra squadra era qualcosa di diverso e inimitabile. E arrivava immediatamente dopo aver vestito quella maglia: era come se infondesse coraggio, grinta e un unico desiderio: superare l'avversario. *Se allenassi un club, imposterei il mio lavoro seguendo la scuola Juve. Lì ci si allena tanto a livelli altissimi per ottenere risultati. ===[[John Elkann]]=== *{{NDR|Nel 2023}} C'è un doppio filo di continuità che unisce la nostra famiglia alla Juventus dal {{sic|24 luglio del 1923}} a oggi: un amore viscerale, perché legato a momenti di vita in famiglia e a ricordi indelebili. E poi la responsabilità di costruire il futuro innovando e adattandosi ai tempi. Come diceva [[Gianni Agnelli|mio nonno]]: "Juventus vuol dire [[gioventù]]". Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare. *{{NDR|Nel 2023}} Fin da quando nel 1923 [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|mio bisnonno]] divenne presidente, nella Juventus la tradizione sta nell'innovazione. *{{NDR|Nel 2023}} La Juve è stata storicamente l'ossatura del calcio italiano, ne è parte integrante. Ha dato la [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|struttura alle nazionali]] che hanno vinto i [[Campionato mondiale di calcio|titoli mondiali]]. E sul piano economico con le [[Calciomercato|operazioni di mercato]] ha speso mezzo miliardo di euro negli ultimi anni per acquistare giocatori in Italia, contribuendo in modo significativo a sostenere i bilanci delle squadre di [[Campionato italiano di calcio|serie A e serie minori]]. Siamo sempre stati una forza positiva per il calcio italiano e vogliamo continuare ad esserlo, rimanendo aperti al dialogo e alla collaborazione con le istituzioni. *La Juventus è la squadra italiana più amata e seguita: rappresenta il nostro calcio nazionale [...] La Juventus non è il problema, ma è, e sarà sempre, parte della soluzione. *La Juventus ha sempre avuto una storia molto forte con l'Italia ed è sempre stata la spina dorsale della nostra [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]]. Se guardiamo i grandi successi dell'Italia, questi sono anche dei grandi successi juventini. *{{NDR|Nel 2023}} La Juventus ha sempre sentito un forte senso di responsabilità: noi come famiglia [Agnelli] l'abbiamo da {{sic|100}} anni e siamo partecipi all'evoluzione del nostro Paese. È anche un modo per contribuire, come la Juventus ha sempre fatto, al miglioramento dell'Italia e anche all'esempio che la Juventus dà e ha dato. *[...] Siamo prima di tutto dei tifosi. Ci sono squadre di calcio che sono legate {{sic|ad}} un'azienda, ne sono storicamente l'emanazione, come è stata il PSV Eindhoven con la società olandese Philips. La Juventus no. Non è mai stata l'emanazione di una società come la [[Fiat]]. È sempre stata la squadra di una famiglia, non di un'azienda. ===[[Patrice Evra]]=== *Chi gioca nella Juve lo fa per vincere il campionato. Chi indosserà questa maglia il prossimo anno lo farà per vincere la Champions. Questo è l'obiettivo. Significa guardarsi allo specchio e chiedersi: sei scarso o sei all'altezza? Ora abbiamo fatto solo il nostro lavoro. Non è presunzione, ma vincere lo scudetto qui è una cosa normale. *L'obiettivo della Juventus, a inizio stagione, è sempre quello di vincere [...]. La vera Juve è quella che vince i [[campionato italiano di calcio|campionati]] [...]. L'avversario più pericoloso per noi è la Juventus: non è arroganza, lo penso veramente. *La mentalità della Juve è molto diversa. Ti controllano tutto, ti costringono a mangiare in un certo modo e devo dire che ho imparato moltissimo, anche tatticamente. [...] È stata una delle sfide più difficili della mia vita ed è per questo che sono così orgoglioso di aver trascorso due anni e mezzo con loro. *Per me la Juventus rappresenta veramente la cultura di vincere tutte le partite. *Per questo club ho un rispetto incredibile, mi sto attaccando molto a questa maglia. Chissà, dev'esserci un angelo, perché mi sembra di aver trovato un'altra casa. *{{NDR|Somiglia allo [[Manchester United Football Club|United]]?}} Tanto. Quando arrivi a Manchester ogni sconfitta è un dramma, perché devi rispettare la storia [...] Sono magliette pesanti, c'è grossa pressione. E se prima ancora del talento, hai personalità, è già un passo avanti. ===[[Gonzalo Higuaín]]=== *Da avversario, sai che è la Juve il rivale da battere [...]. Ora che sono qua, mi accorgo di come sia società che compagni lottino e lavorino ogni giorno per continuare a vincere: nonostante le numerose vittorie, qua c'è ancora tanta fame, tanta voglia di fare ancora di più! *Da fuori dici sono forti, hanno fatto 25 vittorie di fila, eccetera. Poi arrivi qui e dici: cazzo [...]. Ci sono giocatori che hanno vinto tanto eppure ancora hanno questa fame di vincere ancora. È una cosa che ti contagia e ti dà la voglia di migliorare ancora. *Nel Real Madrid e nella Juve si lotta per arrivare in fondo a ogni competizione. Entrambi i pubblici sono esigenti e carini. Sono due mondi che si assomigliano abbastanza da questo punto di vista [...]. La Juve è nata per vincere, lo dice la sua storia. Qui è l'unica cosa che conta e ti preparano per quello, ti trasformano in una macchina da guerra. La Juventus lo dimostra da anni, vincendo scudetti con 3-4 giornate d'anticipo. Quello vuol dire qualcosa. Tra Torino e Madrid cambia magari il modo di giocare, ma la mentalità è la stessa: devi vincere tutto. *Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta: non è una frasetta, ma l'esempio più chiaro dell'essenza di questa squadra. Arrivi in un modo, e non è che ti cambiano, ma cercano di migliorare il tuo punto debole. E poi ci sono tanti collaboratori, che non sbagliano mai, e tu devi solo preoccuparti di giocare: è una cosa fondamentale. ===[[Simon Kuper]]=== *{{NDR|Nel 2013}} Come la [[Ferrari]] (anch'essa proprietà degli Agnelli), o Gucci o un delizioso ristorante [italiano] all'angolo, la Juventus punta a qualcosa di molto difficile: essere l'eccellenza in un paese in decadenza. *La Juventus non è una società che va subito nel panico. Prima di tutto vuole vincere, questa è la cosa più importante, ma se questo non avviene nell'immediato non si stravolgono i piani per ricominciare da capo. Questa è una cosa rara nel calcio a causa dell'attenzione mediatica e della pressione quotidiana. Pochi club sono in grado di resistere e mantenere la propria posizione. *Molti club italiani portano il nome della loro città e sono legati a sentimenti di appartenenza locale, ma la Juventus spazia l'intera [[Italia|nazione]]. [[Gianni Agnelli]] disse: «Non avere il nome di una città ci ha portato grande popolarità. Ci ha resi nazionali». Poche istituzioni in una Italia sempre divisa in fazioni possono farsi lo stesso vanto. ===[[Stephan Lichtsteiner]]=== *Il segreto della Juve è la sua grande voglia di vittoria. Che è più grande di quella dei suoi rivali. *La storia dice che la Juventus vince quasi sempre, appena arrivi capisci che si respira un'aria diversa. *Qui devi vincere, non c'è altro messaggio che puoi apprendere. ===[[Marcello Lippi]]=== *Giocare nella Juventus significa non accontentarsi mai. Vinto lo scudetto? Bene, c'è la Champions. Vinta la Champions? Bene, c'è l'Intercontinentale. Vinta l'Intercontinentale? Bene, c'è da rivincere lo scudetto. C'è sempre poco tempo per festeggiare. *[Alla Juventus] gli anni più belli della mia vita professionale, persone fantastiche, risultati fantastici... *Intanto, voglio dire che la Juventus non è mai morta, dunque chi la dà per spacciata non la conosce. La Juve in un certo senso è immortale, soprattutto quando la feriscono. *Io so di essere un tecnico segnato. Non si può stare tanto tempo come me alla Juventus e non finire per farne profondamente parte. La verità è che io sono ormai juventino nei cromosomi, dovunque mi capitasse di andare. *La forza della Juventus è che quando vinci una partita, per quanto importante, per quanto bella, per quanto spettacolare, il giorno dopo viene cancellata e si pensa sempre a quella successiva. All'inizio è frustrante, ma poi capisci che è il segreto del successo. *La [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] e la Juventus sono state due grandi storie d'amore nella mia vita di allenatore. *{{NDR|«La Juve. Cos'avrà mai di così speciale?»}} La storia, e la competenza delle persone che se ne occupano. La diversità la noti davvero soltanto quando ci sei dentro. Poi, certo, la Juventus non è solo la squadra più amata, è anche la più detestata, è antipatica perché ha vinto tanto. E allora io dico che è proprio bello essere antipatici. ===[[Paolo Montero]]=== *Alla Juventus il risultato arriva prima di ogni altra cosa; l'obiettivo è quello di vincere, sempre! *{{NDR|Nel 2023}} Cento anni di proprietà [degli Agnelli alla Juventus] rappresentano qualcosa di unico. Personalmente non riesco a immaginare la Juventus senza gli Agnelli. *Cosa abbiamo in più noi della Juve? La voglia di giocare, di vincere. I grandi campioni ci sono dappertutto [...]. Quello che fa la differenza è, appunto, la voglia. [...] Siamo la Juve, non una squadra qualsiasi. *{{NDR|«Ma cosa vuol dire giocare nella Juventus?»}} È il massimo. Ti senti uno di famiglia da subito. E poi quella maglia è una corazza. *È una scuola, ti insegna a vivere, a comportarti e a dare importanza ai giusti valori. Insomma, per me è stata una vera famiglia. *La Juventus è tutto ciò che la parola famiglia racchiude: unione, sacrificio, aiuto a crescere. Amore. E non c'è ombra di retorica. *Per me la Juve è famiglia. L'ho sempre sentita e vissuta così. Ieri, oggi e sempre. *Sai che ti dico? Non so se la Juve sarebbe così forte se non fosse tanto odiata. Altro che simpatia. *Sono diventato juventino il primo giorno che sono arrivato a [[Torino]], quando mi sono reso conto quanto la Juventus fosse odiata dal resto delle tifoserie d'Italia. Il loro odio io l'ho trasformato in amore per la Juventus. Contro tutto e tutti. ===[[Domenico Morace]]=== *Al di là delle colorazioni di parte, la Juve è la più amata dagli italiani. Non esiste, da Bolzano a Pantelleria, una squadra che abbia un tale seguito, numerico e passionale, come la Juve. Ha tifosi al Nord, dove è di casa, ed ancor più al Sud, dove imparano ad amarla a distanza, attraverso le cronache o le immagini televisive. Come e perché questa squadra colpisca la fantasia ed il cuore dei tifosi, si sa da tempo: [...] l'identificazione col potere del Nord, la voglia di integrazione dei meridionali del Nord, la smania di partecipare ai successi che è la molla di ogni attività umana. *La Juve, nei secoli, è stata la più amata dagli italiani. Dalle Alpi a Pantelleria, non c'è zona dove il tifo bianconero non abbia profonde radici. La Juve è stata, ed è, simbolo di integrazione e di riscatto per i meridionali del nord e un trepido amore per quelli nati e cresciuti tra le nebbie. Intrecci sportivi e sociologici hanno spiegato quella che è più di una passione. Gli italiani, si sa, scelgono sempre chi vince e i tifosi proletari della Juve hanno persino dimenticato i rancori di classe: Agnelli, per loro, non è mai stato il padrone, ma soltanto il benefattore che regalava felicità domenicali. *Si sa, la Juve è la fidanzata d'Italia: dalle Alpi a Pantelleria, da sempre battono cuori bianconeri. [...] come mai uno del profondo Sud trova affinità elettive con la Vecchia Signora torinese anziché, mettiamo, col Napoli, la squadra della capitale del vecchio regno dei Borboni? La Juve è stata, in passato, la squadra che più ha eccitato l'immaginario collettivo: vinceva, e l'identificazione col vincitore è sempre stato lo sport preferito da noi italiani. Era la squadra dei padroni ma, in nome del calcio, venivano superate anche le barriere sindacali. Per i meridionali, arrivati a Torino con la valigia di cartone, inseguendo il sogno, o il miraggio, del miracolo economico, la Juve è stato il modo per integrarsi con un ambiente quasi sempre ostile. ===[[Giampiero Mughini]]=== *La Juventus è l'unica donna della nostra vita che non c'ha mai tradito. *La squadra che un italiano su tre considera la sua "fidanzata" ideale e mentre gli altri due italiani su tre la reputano invece il Male Assoluto. *{{NDR|Nel 2015}} Una squadra che è tornata ad essere l'orgoglio del calcio italiano alla faccia di tutti i club "Juve merda" disseminati per lo stivale. Una squadra che è una scuola del carattere, uno stemma, un brand. L'unico brand italiano del 1930 tuttora in voga. ===[[Gianpaolo Ormezzano]]=== *Ho avuto due fortune nella vita: non essere nato donna afghana a Kabul e tifoso della Juventus a Torino. *In una storia lunga più di un secolo tante cose belle ha insegnato la Juventus al calcio italiano, concentrando e limitando apprendimento e frequentazione di quelle brutte ad un periodo corto, gli anni appunto Calciopoli. Il club che ha "fondato" uno [[Stile Juventus|stile]], che ha riempito di giocatori la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], che ha vinto più scudetti di ogni altro. *La Juventus è da sola una parte enorme del nostro calcio. C'è perché sennò non c'era proprio niente alla «j» o «i lunga», e se è vero che non c'è niente neppure alla «y» o «i greca», è anche vero che da quelle parti del dizionario non si trova la più importante squadra d'Italia e – dicono – del mondo. ===[[Michel Platini]]=== *[Gli] Agnelli e Juventus non sono soltanto il calcio, sono una istituzione. *Con la maglia bianconera ho vissuto i momenti più belli della mia carriera: due scudetti, una Coppa dei Campioni (in una [[Strage dell'Heysel|serata tristissima]]), una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale in cinque stagioni. Sono successi che un calciatore può raggiungere solo se gioca in una grandissima squadra. Ma non è soltanto per i trofei conquistati che sono orgoglioso di aver coronato la mia carriera giocando nella Juventus: è anche la consapevolezza di appartenere, per tutta la vita, ad uno dei pochi miti dello sport.<br/> Per me Juventus vuol dire storia del calcio. Una storia fatta da squadre indimenticabili e da giocatori che con il loro agonismo e la loro genialità hanno scritto alcune delle pagine più belle ed importanti nel libro del calcio mondiale. Juventus vuoi dire [[cultura]] e [[Stile Juventus|stile]] che distinguono i dirigenti, gli allenatori ed i giocatori juventini. Infine Juventus vuoi dire passione e amore: la passione che unisce i milioni di tifosi in tutta Italia, in tutto il mondo; l'amore per la maglia bianconera che esplode nei momenti di trionfo e non diminuisce in periodi meno felici. *{{NDR|Nel 2023}} Credo che per gli Agnelli la Juventus sia stata e sia ancora storia, passione, immagine, una specie di bolla nella quale osservare la propria tradizione secolare, un caso unico, mondiale [...] nel senso che altrove ho conosciuto presidenti e imprenditori proprietari di un club di calcio ma gli Agnelli non erano solo questo, erano e sono una famiglia legata al calcio non per interessi esclusivamente finanziari. *Ho cominciato a giocare nella squadra più forte della Lorena, continuato nella squadra più forte di Francia, e finito nella più forte del mondo. *Non conoscevo la storia della famiglia Agnelli, in Francia seguivo le partite delle squadre italiane ma nulla sapevo dei presidenti. Quando arrivai a Torino {{sic|scoprii}} una realtà che non riguardava soltanto la Juventus e le sue vittorie ma chi l'aveva condotta per anni con uno stesso cognome: Agnelli. La conoscenza dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] e di suo fratello [[Umberto Agnelli|Umberto]], mi fece comprendere l'importanza e il significato di una dinastia unica legata al club, una storia affascinante vissuta con personaggi di grande carisma e competenza, nel rispetto della tradizione di famiglia. Per me, anni bellissimi e indimenticabili. *{{NDR|Nel 2011}} Se continuo a ricevere premi e se sono entrato nella Hall of Fame del calcio italiano lo devo a una società che mi ha acquistato e mi ha aiutato a diventare un calciatore vincente. La Juve mi ha insegnato tanto e io sono rimasto molto affezionato a questa società e alla squadra di quei fantastici anni. ===[[Giuseppe Prisco]]=== *Certe volte la gente per strada mi chiede di non parlare solo contro il [[Associazione Calcio Milan|Milan]], ma anche contro la Juventus. E rispondo: «Ben volentieri, ma quando c'è l'occasione. Non posso dire 'porca Juventus': sarebbe una cretinata inutile». *Se stringo la mano a un [[Associazione Calcio Milan|milanista]] mi lavo le mani, se stringo la mano a uno juventino mi conto le dita. *La Juventus è come una malattia che uno si trascina dall'infanzia. Alla lunga ci si rassegna. *{{NDR|Sul "caso [[Mark Iuliano|Iuliano]]-[[Ronaldo]]" in Juventus-Inter 1-0 del 26 aprile 1998}} Il rigore dello juventino su Ronie? Non è furto. Quando c'è la Juve è sempre ricettazione. Gli juventini a volte confessano i furti ma mai la refurtiva. ===[[Claudio Ranieri]]=== *Dobbiamo essere sempre i migliori. I campioni sono tali perché vogliono essere sempre i migliori e noi tutti dobbiamo assorbire questo DNA dai nostri. Quando vedrò tutta la squadra dare tutto fino all'ultimo allora potrò dire che avranno capito cosa significa essere la Juventus. Vale a dire non rilassarsi dopo aver vinto una partita. Noi non possiamo permettercelo, perché siamo la Juve. Io stesso non sono arrivato qui per grazia ricevuta. Mi sono guadagnato tutto giorno per giorno. E noi giorno per giorno dobbiamo lavorare per migliorare. *La società bianconera è strutturata in maniera importante, è bella, quadrata: ognuno è al suo posto, sanno quello che devono fare, programmano il futuro, per cui credo sia importante vedere anche come loro lavorano, non solo la squadra in campo. *Stare alla Juventus significa voler essere i numeri uno e non accontentarsi mai. ===[[Arrigo Sacchi]]=== *La Juve, a tutti i livelli, è un esempio di squadra che moltiplica le qualità dei singoli. *La Juventus è l'esaltazione della qualità, dell'organizzazione e della potenza. *La Juventus è la squadra di adulti. Non sei mai sicuro di vincere contro di loro finché non muoiono. *La volontà, il dare tutto, la generosità e la serietà della Juve dovrebbero essere un esempio per tutti i club. La cultura della vittoria fa parte da sempre del DNA dei bianconeri: si trasmette ai giocatori facendone dei protagonisti. La storia di questo club, a parte qualche piccola pausa, è sempre stata caratterizzata da una sete di vittorie senza pari. Forse non sempre la Juventus ha convinto, forse non sempre è stata bellissima, ma sicuramente è sempre stato un avversario con una determinazione feroce, uno straordinario orgoglio e un grande senso pratico. *{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Massimiliano Allegri]], nel 2016}} Noi al Milan coniugavamo tre verbi: vincere, convincere, divertire. La Juventus ne coniuga uno: vincere. È una debolezza. Si dirà: ma in Italia continua a vincere. E io dirò: anche il Rosenborg vince sempre lo scudetto in Norvegia. Ma cosa conta è la Champions League e in Europa la Juventus fatica. ===[[Mario Sconcerti]]=== *{{NDR|Nel 2016}} Alla fine vince sempre la Juve [...] perché da novant'anni ha la stessa proprietà, la stessa famiglia alla guida, quindi una grande esperienza e un portafoglio in grado di sopportare i tempi. La continuità migliora tutti e non lascia alibi ai giocatori. Sei in mezzo al meglio e te lo devi meritare. Questo spiega perché quasi qualunque giocatore, anche il più eccentrico, diventi alla Juve qualcosa di diverso, improvvisamente placato e saggio. Perché oltre la Juve non c'è niente, se non te ne accorgi non sei da Juve. [...] Non ha una città alle spalle, una piazza che chieda continuamente spiegazioni. Ha il sentimento algido di una grande azienda, si può far solo quello che serve, senza dare spiegazioni al popolo. [...] La Juve è sempre presente, ma lontana, nessuno arriva a toccarla. [...] La Juve, in sostanza, è l'unica società più forte della propria gente. *La Juve è l'unica squadra nazionale, esattamente come la FIAT è stata l'unica industria nazionale. *La Juventus è una macchina straordinaria che ogni giorno fa salire a bordo quindici milioni di suoi tifosi. *{{NDR|Nel 2020}} La società è fondamentale, e la Juventus è un modello praticamente unico nel mondo. Non solo per anzianità di servizio dei proprietari, ma anche come modello: non è guidata dalla proprietà, ma da un membro della famiglia della proprietà [...]. Dal punto di vista del valore societario siamo venti-trent'anni avanti nel caso della Juve: non è una casualità che gli altri grandi club rivali della Juve abbiano la proprietà straniera [...]. A Torino c'è una dinastia di regnanti, che ha dimostrato di essere al di sopra di qualsiasi critica. ===[[Alessio Tacchinardi]]=== *La Juve è la squadra più amata ma anche più odiata: in tutti i campi quando arrivavamo giocano con i coltelli tra i denti. Quando ne sono entrato a far parte ho percepito di appartenere a qualcosa di diverso: sei tu contro tutto il resto, ti dà tanto ma chiede anche tanto. *Per me la Juve è stata una pagina importantissima: ero e sono ancora un tifoso della Juve e per me allenarmi al Comunale, dove andavo a vedere la Juve da tifoso, era il massimo. La Juve è una grande famiglia, una grande società con valori fortissimi e ti inculcano nella testa la mentalità vincente. *{{NDR|«Come ci si sente a vestire la maglia della Juventus?»}} Pesa un quintale. Ti trasmette l'anima vincente e ti fa sentire una grande pressione. La Juventus è la tradizione del calcio. *{{NDR|Sullo juventinismo}} Una cosa che prende i tifosi, la squadra e la società e li rende un blocco unito contro tutto e tutti. E che si esprime nella voglia di vincere sempre, di essere i più forti sapendo di ricevere in cambio odio da ogni altro elemento esterno al mondo Juve. Un odio che nutre la fame di vittorie, e che rende i nostri successi ancora più belli. Prima di diventare un calciatore bianconero ero un semplice tifoso, all'interno dello spogliatoio ho capito meglio il senso della Juve. All'inizio non capivo le facce dei compagni quando si pareggiava, mi dicevo che in fondo avevamo fatto un punto. Poi ho capito che se giochi nella Juve, il pareggio equivale a una sconfitta. Conta unicamente il successo, esattamente come dice Boniperti. ===[[Sandro Veronesi]]=== *{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Non preoccupatevi di dare una nuova immagine della Juventus, recuperate piuttosto quella che ha sempre avuto: la storia dice che è quella giusta. Si può essere gentiluomini anche immersi nell'odio sportivo di mezza Italia, come hanno ben dimostrato Boniperti o l'avvocato Agnelli, e le Fiat le hanno sempre comprate anche i tifosi dell'Inter o della Fiorentina. Nulla viene a mancare, nell'integrità di un galantuomo, se i tifosi avversari ti fischiano e ti insultano. Anzi, questo è diventato nel tempo l'alimento principe della dieta bianconera: l'odio degli avversari, il livore, il rancore, gli insulti. *{{NDR|Nel 2008, in occasione al ritorno della Juventus in Champions League}} Per un vecchio tifoso bianconero come me, in effetti, veder partire una stagione senza la Juve in serie A, o senza la Juve tra le favorite, o senza la Juve nelle coppe europee, com'è successo negli ultimi due anni, è stato come ritrovarsi in un posto veramente lontano, straniero, assurdo: in Alaska, in Patagonia. Sì, si può dire che a questo punto noi tifosi juventini siamo tornati a casa. Insieme a noi sono tornati a casa i nostri fuoriclasse, Del Piero, Nedved, Buffon, Camoranesi, Trezeguet, Chiellini, [Cristiano] Zanetti, che non hanno abbandonato la barca in difficoltà ma sono rimasti a soffrire e hanno puntato la carriera su questo ritorno. E un simile binomio tifosi-campioni, questo grumo di passione e di forza, di amore e di classe, di quantità e di qualità, rappresenta effettivamente la Juventus – la sua storia, la sua tradizione. Dunque, quando si parla di ritorno a casa si parla di una cosa vera, reale: perché la casa della Juventus è la battaglia per la vittoria. *Per venire amati da me non è mai stato necessario essere dei campioni, se si giocava in difesa nella Juve [...] È il fatto stesso che loro difendessero ad appassionarmi, perfino a commuovermi: là davanti un nuvolone di gloria, coi più forti attaccanti del mondo che si danno il cambio a gonfiare la rete [...]; a centrocampo uno scroscio continuo di genio, estro e furia agonistica [...]; in porta, vabbe', è stata quasi solo leggenda [...]; ma è in difesa che si è sempre costruita la supremazia della Juventus, in questa scuola di vita fatta di attenzione, tempismo, corsa, fatica e sacrificio che non può tramontare mai, perché chiunque abbia osato contraddirla, concependo un calcio solo offensivo, è sempre stato spazzato via. *Quasi cinquant'anni dopo mi ritrovo a festeggiare questo ennesimo scudetto [2012/13] con la stessa gioia del primo (1967), e come sempre il passato riaffiora tutto insieme nello stesso momento, e si mescola al presente, ricreando il formidabile tutt'uno che è la patria che mi sono scelto: la zebra che corre nella savana mentre Haller mi prende in collo in Versilia e Vidal fa il cuore con le mani; le punizioni di Pirlo che coincidono con quelle di Platini, di Baggio e di Del Piero; Pogba che danza, Cabrini che si sgancia, Furino che copre; Bettega che incorna, Vialli che ritorna; Marchisio e Zidane che si passano la palla, Ibra che si fa rimbalzare addosso i difensori; Nedved che cambia passo, l'Avvocato che sorride, Barzagli che anticipa, Tardelli che contrasta, Montero che picchia, Scirea che si sgancia, Buffon che esce, Zoff che vola, Vucinic che fa l'assist, Inzaghi che la mette dentro, Rossi che la mette dentro, Vieri che la mette dentro, Trezeguet che la mette dentro; Lippi che alza le braccia; Conte che sventola la bandierina del corner... *{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Rendetevi conto, voi che avete preso in mano la società nel momento peggiore della sua storia, che la Juve non è stata odiata per più di un secolo a causa dell'antipatia dei suoi dirigenti o giocatori; che non è mai stata una questione personale; che la Juve è stata semplicemente un incubo infinito per qualunque avversario, perché vinceva, o lottava fino all'ultimo per vincere, ogni anno, e questo deve tornare a essere. ===[[Gianluca Vialli]]=== *Alla Juventus la vittoria non dà felicità, ma sollievo. È il completamento di un dovere, non il raggiungimento di una vetta. *Cosa si mangia di speciale a Torino? Esiste un ambiente di lavoro molto particolare, sei contagiato: un'atmosfera che serve nella vita e in panchina. La principale caratteristica alla Juve è la testa bassa. L'umiltà rispetto a quello che si vince, che è sempre tanto. Il club ti insegna l'importanza degli oneri: ti mette nelle condizioni giuste per dimostrare quanto vali, ma poi tu devi dare il massimo. A quel punto vinci e ti godi gli onori. Ma per poco perché devi rivincere subito dopo. Ecco, il successo è spesso un sollievo più che una gioia [...]. Certo, al Barcellona prediligono l'estetica, la bellezza o anche solo il divertimento, mentre la Juventus è meravigliosamente pratica. Confesso che nei miei anni in bianconero non è mai entrato un dirigente a dirci: "Mi raccomando, oggi giochiamo bene". Più e più volte, la frase era: "Mi raccomando, oggi vinciamo". *La Juve è una filosofia. Può piacere o non piacere ma è qualcosa di unico. Per me è stato un privilegio far parte della storia di quella società. Non è una società perfetta ma ha un DNA vincente. Quando indossi quella maglia, ne senti il peso. *{{NDR|«Com'è giocare nella Juve?»}} Un onore, e un onere. Senti il peso della maglia, il dovere di riconsegnarla piegandola per bene e riponendola un po' più in alto di dove l'avevi presa. ===[[Arturo Vidal]]=== *La passione dei [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] [del club] è incredibile. Vestire la maglia [della] Juventus è la cosa più bella che mi sia mai capitata e quando entri al campo di gioco capisci quale sia la posta in gioco e quante siano le aspettative nei tuoi confronti. *La [[paura]] non è un sentimento che puoi avere quando giochi con la maglia della Juventus. *Quando si è in un club come la Juve si deve sempre competere per vincere. ===[[Franco Zeffirelli]]=== *Mi dispiace che una squadra come la Juve che considero una delle migliori in Europa sia costretta a sporcarsi le mani con traffici mafiosi. [...] La Juve ha vinto la metà dei suoi scudetti con la benevolenza e i pasticci arbitrali. *Mi piacerebbe vincere uno scudetto: come sempre però molto dipenderà anche dagli altri. La Juventus da sempre fa la padrona e solo lei sa quanto ha vinto grazie ai signori in giacchetta nera. Da quelle parti è dai tempi dei Savoia che vogliono comandare. *{{NDR|Nel 2015}} Se non si sogna, si muore ragazzi. Si deve sognare. Io ho ancora quello di vedere la Juve in B. La Juventus è stata la regina di un certo modo di fare calcio, lo sapevamo tutti. E anche se sono anti Juve a vita, devo riconoscere che in qualche modo questa squadra ha contribuito allo spettacolo calcistico. ===[[Zinédine Zidane]]=== *{{NDR|Nel 2006 durante la conferenza stampa in cui annunziò il suo ritiro dalla attività calcistica}} Ho giocato in due dei più grandi club del mondo. Ce ne sono altri, ma è difficile che eguagliano il palmarès della Juve o del Real Madrid. *La mentalità vincente l'ho imparata alla Juve. Soltanto lì ho capito che vincere era un obbligo, fare parte di uno dei più grandi club del mondo ti pone l'imperativo del risultato. Quando perdevamo, era un dramma. Il calcio è semplice: quando lo si pratica ad alto livello, ogni tre giorni c'è una nuova partita. E questo ti fa scendere in fretta con i piedi per terra dopo una vittoria. E quando perdi, sei obbligato a lavorare più duramente. *Per me l'[[Italia]] è [[Torino]]. La Juve mi ha fatto diventare un grande calciatore e una grande persona, la porto sempre nel cuore. *Quando sei della Juve lo sei per sempre. *Tante emozioni: come non pensare all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], sempre attento a me, alle sue telefonate all'alba dopo una partita vinta, alle sue apparizioni agli allenamenti... il mondo si fermava! La Juve è stata più di una famiglia, è stata un luogo in cui ho imparato davvero cosa significava "competitività" come giocatore, e che mi ha spinto anche nella mia vita di uomo e in famiglia. ===[[Cori da stadio|Cori]]=== *''È proprio come guardare la Juve...''<ref>Coro intonato dalla tifoseria del [[Notts County Football Club]], società britannica gemellata con la Juventus, quando la squadra offre una prova di rilievo.</ref> *''Su ragazzi, arriva la Signora''.<ref>Coro intonato dalla tifoseria bianconera durante un [[Derby di Torino|derby contro il Torino]] disputatosi allo Stadio Comunale il 16 febbraio 1986.</ref> ===[[Slogan calcistici|Slogan]]=== [[File:Juventus109.jpg|miniatura|upright=1.5|Striscione che celebra i 109 anni della Juventus]] *Fino alla fine.<ref>Slogan juventino, semplificazione del grido da guerra intuonato dalla [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria organizzata]]: «Fino alla Fine Forza Juventus!».</ref> *La Juve ruba.<ref>Slogan antijuventino.</ref> *Non riceve la corona se non chi ha combattuto secondo le regole.<ref>{{NDR|orig. in lingua latina}} ''Non coronabitur nisi legitime certaverit.'' Motto juventino riportato sul primo stemma del Foot-Ball Club Juventus. La frase è tratta dalla ''[[Seconda lettera a Timoteo]]'' 2, 5.</ref> ===[[Striscioni del calcio|Striscioni]]=== *109 anni di trionfi e gioia, 1 anno di umiltà che vi renderà immortali. Grazie a tutti!<ref>Messaggio della ''Curva Nord'' pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino il 12 maggio 2007 prima della gara Juventus FC 3-1 Bologna FC 1909.</ref> *28 scudetti, 2 Coppe Campioni... in Italia ladri, in Europa coglioni.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Fiesole'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della [[ACF Fiorentina]]) e rivolto agli juventini il 4 dicembre 2005 in occasione di Fiorentina-Juventus.</ref> *C'è una stella in cielo che indica il cammino, forza Juve, vincere è il tuo destino.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Scirea'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della Juventus) durante la partita Juventus-Piacenza del 26 gennaio 2003, due giorni dopo la scomparsa dello storico presidente [[Gianni Agnelli]].</ref> *Club degli imbrogli, degli intrighi e della repressione. Da 27 anni sempre lo stesso leitmotiv. Juve merda.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria organizzata del Nantes nel secondo tempo della gara FC Nantes 0-3 Juventus FC del 23 febbraio 2023, valevole per il ritorno dei play-off di UEFA Europa League; le due squadre si ritrovavano contrapposte in una competizione confederale per la prima volta dalle semifinali di UEFA Champions League 1995-1996, quando il club bianconero aveva prevalso su quello francese.</ref> *La vostra tenacia e la nostra fedeltà sono 109 anni di storia che mai nessuno retrocederà.<ref>Messaggio della ''Curva Scirea'', pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino durante i festeggiamenti del 109° anniversario di fondazione istituzionale della società torinese il 1° novembre 2006 prima della gara Juventus 2-0 Brescia Calcio.</ref> *Per un caldo Natale... brucia un gobbo.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria [[Bologna Football Club 1909|bolognese]] e rivolto a quella juventina, durante la partita Bologna-Juventus del 6 dicembre 2013.</ref> ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{Juventus FC}} {{vetrina|13|2|2017|argomenti}} [[Categoria:Juventus F.C.| ]] th0ki9p1bmjkm52ow1cjxr3otuiu3vh Rudolf Steiner 0 11334 1409425 1407983 2026-04-04T04:28:07Z Codas 763 /* Citazioni di Rudolf Steiner */ 1409425 wikitext text/x-wiki [[File:Steiner um 1905.jpg|thumb|Rudolf Steiner (1905 circa)]] '''Rudolf Steiner''' (1861 – 1925), scrittore, filosofo ed esoterista austriaco. ==Citazioni di Rudolf Steiner== *A [[Pasqua]] deve cominciare a rendersi visibile quella parte oscura, vale a dire che nella falce si deve trovare parte dello Spirito solare che ha trovato la sua forza primaverile. In altre parole: a Pasqua deve apparire nel cielo l'immagine del santo [[Graal]]. Così infatti dev'essere. Chiunque può quindi contemplare a Pasqua l'immagine del santo Graal; proprio per questo è stata stabilita in quel dato modo la data della Pasqua, secondo un'antichissima tradizione. (Dalla conferenza ''Cristo e il Mondo spirituale. La ricerca del Santo Graal'', 2 gennaio 1914, O.O. n. 149, Milano, Antroposofica, 1996)<ref>Citato in {{cita web|url=https://www.larchetipo.com/2018/04/sacralita/la-luna-di-pasqua/|titolo=La Luna di Pasqua}}</ref> *Che cosa avverrebbe dunque se {{NDR|il bovino}} invece di piante mangiasse direttamente [[carne]]? Rimarrebbero inutilizzate le forze che gli permettono di produrre carne! Se pensiamo a una fabbrica che sia in grado di produrre qualcosa, ma non lo faccia pur rimanendo attiva, ci rendiamo conto di quante forze vadano perdute. Ma le forze che in un corpo animale rimangono inutilizzate non possono andar perdute. Il bovino sarebbe in definitiva ricolmo di tali forze, ed esse produrrebbero in lui qualcos'altro che sostanza vegetale trasformata in carne. Quelle stesse forze rimarrebbero in lui, esisterebbero in lui e farebbero in lui qualcos'altro, produrrebbero qualcosa di sbagliato. Invece di produrre carne, si riempirebbe di ogni possibile sostanza dannosa. In particolare si riempirebbe di acido urico e di sali urici.<br />I sali urici hanno però una loro strana abitudine, hanno la debolezza di attaccare il sistema nervoso e il cervello. Se dunque un bovino mangiasse direttamente carne, la conseguenza sarebbe che produrrebbe un'enorme quantità di sali urici che andrebbero nel cervello e lo farebbero [[Mucca pazza|impazzire]]. Se potessimo fare l'esperimento di nutrire una mandria di bovini con carne di colomba, otterremmo una mandria impazzita.<ref>Da ''[http://www.altrestorie.org/drug/Steiner%20-%20Alcool%20e%20Nicotina.pdf Alcol e nicotina]'', p. 21.</ref> *È comunque un fatto che nel nostro tempo è sempre più numerosa la gente che non sa che cosa vuole, ed è perché da tre o quattro secoli si è disabituata a occuparsi in qualche modo di cose spirituali. Va in ufficio, si occupa di qualcosa che non ama, ma che porta soldi, passa ore in ufficio, è magari anche molto diligente e attiva, ma non ha veri interessi al di là dell'andare a teatro o leggere il giornale. Così è a poco a poco diventato il mondo. Leggere libri, ad esempio, è oggi una rarità.<ref>Da ''[http://www.altrestorie.org/drug/Steiner%20-%20Alcool%20e%20Nicotina.pdf Alcol e nicotina]'', p. 19.</ref> *È ora prossima all’epoca del terzo 666: il 1998. Alla fine di questo secolo giungeremo al momento in cui Sorat alzerà nuovamente il suo capo nel modo più forte dei flutti dell’evoluzione, in cui sarà l’avversario di quella visione del Cristo che gli uomini preparati avranno già nella prima metà del XX secolo, attraverso l’apparizione del Cristo eterico. Mancano ancora due terzi del secolo, prima che Sorat alzi il suo capo in modo possente. Miei cari amici, alla scadenza del primo 666, Sorat era ancora posto segretamente nel corso evolutivo degli eventi, non lo si vede in forma esteriore, visse nelle azioni dell’arabismo e l’iniziato poteva vederlo. Quando furono trascorsi i secondi 666 anni, si mostrò già nel pensare e sentire dei templari torturati ed ancora prima della fine di questo secolo si mostrerà, comparendo i numerosi uomini come quella entità da cui sono posseduti. Si vedranno sorgere uomini, dei quali non si potrà credere che siano veri uomini. Si svilupperanno anche esteriormente in modo singolare. Esteriormente saranno nature intense, forti, contratti furiosi, furia distruttiva nelle loro emozioni.<br>Porteranno un viso in cui si potrà vedere esteriormente un tipo di volto bestiale. Gli uomini Sora t’saranno anche esteriormente riconoscibili, befferanno nel modo più terribile non solo tutto ciò che è di natura spirituale, ma lo vorranno combattere e gettare nel fango.<ref>Da ''Conferenze e corsi sull’attività cristico religiosa'' Opera Omnia 346, 12 settembre 1924</ref> *Fondare uno Stato ebraico significa reagire nella maniera più feroce, ritornare alla reazione nella maniera più feroce, e così facendo si pecca contro tutto ciò che oggi è necessario in questo settore. <br />Vedete, un sionista molto rispettato, di cui ero amico una volta, mi spiegò il suo ideale di andare in [[Palestina]] e fondarvi uno Stato ebraico. Lui stesso fu molto coinvolto nella fondazione di questo Stato ebraico, è coinvolto ancora oggi e ha anche una posizione molto rispettata in Palestina. Gli dissi: una cosa del genere non è affatto nello spirito dei tempi oggi, perché oggi lo è qualcosa a cui possa partecipare ogni persona, senza distinzione di razza, popolo, classe e così via. Questa è l'unica cosa realmente propagabile oggi, che ogni persona può seguire indistintamente. Nessuno può aspettarsi che io aderisca al movimento [[Sionismo|sionista]]. Ancora una volta sta separando una parte dall'intera umanità! Per questa semplice, ovvia, ragione, oggi un simile movimento non può realmente avere luogo. È fondamentalmente la reazione più selvaggia. (da una conferenza, Dornach, 8 maggio 1924; O.O. Nº 353)<ref>{{Cita web|url=https://www.larchetipo.com/2024/05/etnologia/sullessenza-dellebraismo/|titolo=Sull'essenza dell'ebraismo}}</ref> *In [[medicina]], in [[legge]] e in ogni altro ambito le persone si dichiarano fin dall'inizio incompetenti a giudicare e accettano ciò che la [[scienza]] dice loro. Le complicazioni della vita moderna lo rendono comprensibile. Ma sotto la pressione dell'[[autorità]] diventeremo sempre più impotenti. E costruire sistematicamente questa forza dell'autorità, questa abitudine all'autorità, è in realtà il principio del [[gesuiti|gesuitismo]]. E il gesuitismo nella religione cattolica è solo un caso particolare di altre performance meno evidenti in altre direzioni. Inizia nella sfera del [[dogma]] ecclesiastico con la tendenza a sostenere l'autorità papale proiettata dal quarto periodo post-atlantico al quinto, dove non può essere utile. Ma lo stesso principio gesuitico si trasferirà gradualmente in altre sfere della vita. In una forma appena diversa dal gesuitismo della religione dogmatica, lo troviamo già negli ambienti medici, dove un certo dogmatismo cerca di ottenere più potere per la professione medica. Questo è tipico dell'aspirazione gesuitica ovunque; e crescerà sempre di più. Le persone si troveranno sempre più legate a ciò che l'autorità impone loro. E di fronte a questa opposizione ahrimanica – perché tale è – la salvezza per la quinta epoca post-atlantica si troverà nell'affermare i diritti dell'anima cosciente che desidera svilupparsi. Ma poiché il dono della ragione non ci è più concesso dalla Natura come le nostre due braccia, come era ancora in qualche misura nella quarta epoca post-atlantica, ciò può avvenire solo grazie alla nostra buona volontà di sviluppare le facoltà di comprensione e di giudizio. Lo sviluppo dell'anima cosciente richiede libertà di pensiero, che può fiorire solo in un'aura particolare, in una certa atmosfera.<ref>Dalla conferenza ''[https://rsarchive.org/Lectures/GA168/English/Singles/19161010p01.html Come superare la povertà dell'anima nei tempi moderni?]'', 10 ottobre 1916, Zurigo. G.A. 168.</ref> *In virtù di una "sana concezione" si scoprirà un [[vaccino]] grazie al quale l’organismo, meglio se nella prima infanzia, meglio se è appena nato, sarai elaborato in modo che non arrivi a pensare che esistono un’anima e uno spirito.<ref>Da ''La caduta degli spiriti delle tenebre. {{small|I retroscena spirituali del mondo.}}'', Edizione Antroposofica, 2022, p. 85. ISBN 978-88-7787-447-4</ref> *La prima azione del [[Gesù|Cristo]] non avrebbe potuto verificarsi nell'ambito della comunità giudaica, ma invece in Galilea, cioè nella regione dove erano mischiati diversissimi gruppi di popoli e diversissime stirpi. Appunto per il fatto che in quella regione si trovavano riuniti i popoli più diversi, convenuti dalle parti più svariate del mondo, in Galilea non era sentita più la medesima affinità del sangue e soprattutto la fede nella consanguineità che dominava in Giudea, nella cerchia più ristretta del popolo [[Ebrei|ebreo]]. Gli uomini in Galilea erano un miscuglio di vari popoli.<ref>Da ''Il Vangelo di Giovanni. {{small|In relazione con gli altri tre è specialmente col Vangelo di Luca}}'', Edizione Antroposofica, 2013, pp. 169-170. ISBN 978-88-7787-514-3</ref> *L'indagine spirituale del nostro tempo ci mostra che terminato il [[Kali Yuga|kali-yuga]] durato {{formatnum:5000}} anni (circa dal 3100 a.C. fino al 1899), si sviluppano nell'uomo nuove facoltà. Esse appariranno prima in alcuni pochi singoli particolarmente dotati. Avverrà per esempio che taluni, per naturale sviluppo delle loro facoltà, vedranno qualcosa dell'indagine spirituale che oggi viene annunciato soltanto per mezzo della scienza dello spirito. Essa annuncia che in numero sempre crescente sorgeranno individui in possesso di organi del corpo eterico sviluppati, e che arriveranno alla chiaroveggenza cui si arriva oggi soltanto mediante la disciplina esoterica.<ref>Da ''La missione di singole anime di popolo. {{small|In relazione con la mitologia germanico-nordica}}'', Edizione Antroposofica, 2021, p. 187. ISBN 978-88-7787-529-7</ref> *Ma oltre alla coscienza, tutto si è trasformato nell'umanità. È soltanto un risultato della miopia umana, credere che le cose si siano sempre svolte come si svolgono oggi. Tutto si è evoluto. Niente è rimasto stazionario: perfino le relazioni fra uomo e uomo non sono state sempre quelle che sono oggi.<ref>Da ''Il Vangelo di Giovanni. {{small|In relazione con gli altri tre è specialmente col Vangelo di Luca}}'', Edizione Antroposofica, 2013, p. 166. ISBN 978-88-7787-514-3</ref> *Quando l'uomo si è incarnato per la prima volta ha potuto guardare in alto a uno spirito superiore e dirsi: "tu devi diventare come lui che ti guida di [[incarnazione]] in incarnazione". Che si dica: "l'uomo guarda in alto al suo [[Sé]] superiore al quale deve diventare sempre più simile"; oppure che si dica, nel senso dell'esoterismo cristiano: "l'uomo guarda in alto a un [[Angelo]] come a un grande modello", si tratta fondamentalmente della stessa cosa. (''[http://www.archiatiedizioni.it/files/pre-ebook/Steiner/angeli_opera/#p-61-anchor Angeli all'opera nell'evoluzione dell'uomo tra la terra e il cosmo]'', vol. 1, conferenze del 1908, ''O.O.'' 105)<ref>Testo orig.: ''Die Entwicklung von Erde und Mensch'' – Bd. 1, traduzione di Giusi Graziuso, Archiati Verlag, 2008.</ref> *Quello che viene pensato partendo dai colori può essere eseguito in cinquanta modi diversi. (da ''Opera omnia'', n. 300) *Si può sperimentare come, in una didattica basata sull'elemento vivente, i [[ragazzo|ragazzi]] traggono le cose da loro stessi. (da ''Opera omnia'', n. 305) *Vorrei tutti persuasi che non è [[Antroposofia|antroposofico]] accettare per dogma una cosa perché qualcuno l'ha detto; e antroposofico accogliere gli impulsi della scienza dello spirito e vagliarli nella vita.altrimenti apparirà che la vostra visione è stata colorata in senso orientale o occidentale, cosa che non deve avvenire.<ref>Da ''La missione di singole anime di popolo. {{small|In relazione con la mitologia germanico-nordica}}'', Edizione Antroposofica, 2021, p. 198. ISBN 978-88-7787-529-7</ref> {{Int|Da ''[http://www.esolibri.it/testi/steiner%20ita/Steiner%20-%20sul%20Natale%20%5BITA%20ebook%20filosofia%20sagg%20esoter%20teosofia%5D.pdf Natale]'', conferenza del 1907}} *L'occultista, ricercando chi governa e dirige quegli stormi {{NDR|parlando del comportamento degli uccelli}}, trova, sul piano astrale, le Anime collettive delle singole specie. Per ogni razza animale esiste un "Io" astrale, ch'è un vero "Io" sul piano astrale, come è l'Io umano sul piano fisico: solo infinitamente più saggio! Le personalità collettive degli animali sul piano astrale, che hanno i loro singoli membri sul piano fisico, sono realmente assai più sagge delle persone umane; e tutto ciò che ammiriamo come istinti meravigliosi dei singoli animali, è una manifestazione della sapienza delle Anime di gruppo. (p. 4) *Tutto ciò che si disgrega, che si schianta, che si discioglie nel mondo minerale, produce alla [[Natura]] la massima sensazione di voluttà e di gioia. (p. 5) *Per mezzo del [[Cristo]] è penetrata nell'uomo la cognizione cosciente dell{{'}}''Io sono''. Prima non si sentiva ancora la piena divinità dell'intima divina entità dell'uomo. Sentivano l{{'}}''Io sono'' ma lo ricollegavano ai propri antenati, lo sentivano nel sangue comune a loro a tutti sin dai tempi di [[Abramo]]. Venne allora Gesù Cristo, recando la coscienza che esiste nell'uomo qualche cosa di molto più antico, di molto più indipendente; che l{{'}}''Io sono'' non contiene soltanto tutto ciò ch'è comune ad un popolo, ma anche ciò che esiste in ogni singola persona, e che anche l'amore dovrà dunque rivolgersi alle singole personalità, per virtù propria. E l'Io che oggi è racchiuso in ognuno di noi, circoscritto e limitato all'esterno, cerca l'amore spirituale al di fuori di sé. (p. 8) ==''Conoscenza vivente della natura''== ===[[Incipit]]=== Oggi, collegandomi alle conferenze tenute il novembre scorso nel Goetheanum, prima della sua distruzione, in merito alla connessione dell'uomo con il corso dell'anno e alle conoscenze relative, vorrei ritornare ancora a un'epoca che abbiamo spesso considerato e che va compresa appieno, ove si intenda conoscere giustamente il momento presente dell'evoluzione dell'umanità. Avevamo parlato della possibilità che nell'uomo avvengano in modo esatto processi che è possibile riconoscere nei fatti che si ripetono nel corso dell'anno. Avevo anche accennato a come l'antica scienza dei misteri, la scienza dell'iniziazione, avesse cominciato a diffondere queste conoscenze fra gli uomini che potevano riceverle. Come conseguenza della diffusione di tali conoscenze si dovevano rafforzare il pensare, il sentire e il volere umani e l'intero porsi dell'uomo nel mondo. ===Citazioni=== *L'essere umano, quando ha attraversato la vita soprasensibile fra morte nuova nascita, e dopo aver inviato sulla Terra il germe spirituale del proprio corpo fisico, pur senza essere ancora disceso prima del concepimento quale essere animico-spirituale, raccoglie dal cosmo le forze dell'etere universale per formare il suo corpo eterico che egli dunque ha, prima di legarlo al corpo fisico. L'essere umano dunque discende dai mondi spirituali soprasensibili in modo che la sua parte spirituale-animica sia in un primo tempo rivestita dal corpo eterico. Poi si unisce al corpo fisico che gli viene trasmesso attraverso il padre e la madre, attraverso la corrente fisica dell'ereditarietà. (p. 10) *Che cosa abbiamo dunque in sostanza acquisito grazie all'anima rafforzata lungo i secoli a partire dal quarto e dal quinto? Esteriormente conoscenze meccaniche, le conoscenze fisiche che ho caratterizzato nel corso scientifico. Ora è però giunto il tempo in cui l'anima si deve rafforzare tanto da guardare interiormente nell'io, da sentire l'io e il Cristo dietro di esso, così come prima, con l'aiuto del corpo eterico, vedeva il Sole spirituale assieme a quello fisico guardando nel cielo. (p. 18) *Quando si sia acquisita la coscienza immaginativa, tutto il [[corpo astrale]] e tutta l'organizzazione dell'io sono in una condizione tale che percepiscono le parti corrispondenti di tutti gli organi umani. Vale a dire che percepiscono tutti gli elementi metallici della Terra, naturalmente differenziati. Riusciamo tuttavia a percepire le differenziazioni se ci siamo ben educati allo scopo, se abbiamo cioè fatto un particolare studio occulto per imparare a conoscere la sfera dei metalli della Terra. (p. 45) *Quando nell'ambito del movimento antroposofico si parla di occuparsi di aspirazioni scientifiche, esse vanno condotte con profonda serietà, in modo da non esporre l'[[antroposofia]] al pericolo di deviarla verso la chimica, la fisica, la fisiologia di oggi o verso altre scienze, ma da far fluire le singole scienze nella vera corrente della vivente conoscenza. (pp. 50-51) *[...] sarebbe venuto un tempo in cui gli uomini, per loro capacità, non sarebbero più riusciti a dire qualcosa della vita precedente. Stabilirono così, dogmaticamente, che non esiste una vita prenatale e che l'anima umana viene creata nello stesso momento della formazione fisica. Così la realtà della preesistenza venne dogmaticamente messa a tacere. (pp. 79-80) *Se ci si svegliasse con l'[[antroposofia]], ci si vergognerebbe senza dubbio proprio di parecchi metodi di ricerca. Ma come si può pretendere che la gente si svegli senz'altro dall'oggi al domani, quando è inserita in quei metodi? (p. 90) *Gli antroposofi dovranno abituarsi a distinguere nettamente tutti i loro preconcetti dal semplice corso dei fatti, e a descrivere soltanto il corso dei fatti. Gli antroposofi diverrebbero così esseri che correggono le abitudini odierne. (p. 114) *Ci si deve anzitutto render conto di dover uscire da se stessi e che ci si deve interessare degli altri e delle loro caratteristiche, almeno per una parte, interessarsene nella stessa misura in cui ci si occupa delle proprie. Se questo non avviene, una Società Antroposofica non può esistere. Si possono accettare soci, e questi possono rimanere tali poiché ci sono delle regole, ma non vi è una realtà. Le realtà non nascono perché si fanno dei soci ed essi ricevono tessere grazie alle quali sono antroposofi; non nascono davvero mai a seguito di quanto si scrive o si stampa, ma grazie a ciò che vive. (p. 118) *Nella natura vi è dappertutto [[intelligenza]], tutto è saggezza. [...] Così noi pensiamo di aver creato l'intelligenza, mentre la attingiamo dal comune mare dell'intelligenza. (p. 134) *Dobbiamo arrivare con fermezza ad allontanare il carattere settario dal movimento antroposofico. (p. 137) *L'[[elettricità]] è andata sui nervi dell'uomo moderno che ne ha scacciato ogni tendenza verso lo spirito. (p. 171) *Se l'[[antroposofia]] fosse fanatica o ascetica, dovrebbe ora inveire contro la civiltà dell'[[elettricità]]. Sarebbe però naturalmente un non-senso, perché così possono parlare solo le concezioni del mondo che non tengono conto della realtà. Dicono allora: è arimanico, lungi da me! Ma ciò porta solo all'astrazione. Infatti, se in una riunione settaria si tuona perché non ci si difende da [[Arimane]], si scendono poi le scale e si sale sul tram elettrico. Così però l'imprecare contro Arimane, anche se suona tanto santo – mi si scusi l'espressione – è solo una sciocchezza. Non si può infatti evitare di dover vivere con Arimane. Occorre solo vivere con lui nel modo giusto e non farsi da lui dominare. (pp. 173-174) *Osserviamo il brillante scritto del giovane [[Nietzsche]]: ''Dell'utilità e del danno della storia per la vita'', col quale veramente con parole di fuoco egli chiede che si abbandoni il peso della storia, che l'uomo viva appieno nel presente e che ponga la vita al posto del passato. Che cosa ne è seguito? Che egli si è fatto prendere dal darwinismo e, come questo, fa derivare l'uomo dall'animale; fa dell'uomo un superuomo. Il suo superuomo è tuttavia rimasto un prodotto del tutto astratto, non ha contenuto, è un sacco vuoto. Fisicamente se ne può dire quel che si vuole, ma non si perviene ad alcuna immaginazione. (pp. 174-175) *Sviluppare in sé questa conoscenza fa parte dei compiti dell'antroposofo. Il problema non è davvero che l'[[antroposofia]] venga presa come un surrogato per qualcosa che in precedenza era fornito dalle confessioni religiose, oggi diventate un po' noiose per molte delle cosiddette persone istruite; e poiché l'antroposofia non è noiosa ma anzi divertente, costoro non si rivolgono a una confessione religiosa qualsiasi, ma all'antroposofia. Così non deve essere! (p. 177) ==''Considerazioni esoteriche su nessi karmici''== ===[[Incipit]]=== Vorrei ora incominciare a parlare delle condizioni e delle [[legge|leggi]] del destino umano, di quello che usiamo chiamare [[karma]]. Il karma può soltanto venir compreso se si cerca anzitutto di conoscere come si esplicano le leggi dell'[[universo]]. Oggi sarà quindi necessario trattare in forma alquanto astratta questi vari modi di esplicazione delle leggi, per poi ricavare da quanto avremo osservato la conoscenza del destino umano, del karma.<br />Parliamo di cause ed effetti così per i fenomeni del mondo esterno come per quelli della vita umana e oggi, specialmente in campo scientifico, siamo abituati a parlarne in senso del tutto generico. Così facendo incappiamo però nelle maggiori difficoltà, perché non teniamo conto della diversità di come si presentano cause ed effetti.<br /> Possiamo guardare innanzitutto la cosiddetta natura inanimata che si palesa chiaramente nel regno minerale, nelle rocce, in forme spesso meravigliose, e anche in quelle strutture senza forma che per così dire sono state prima ridotte in polvere e poi di nuovo configurate. Guardiamo ciò che in tal modo ci si presenta nel mondo come inanimato. ===Citazioni=== *Ogni qualvolta essa penetra nella sfera della nostra esistenza terrestre, la [[cometa di Halley]] è l'espressione esteriore di un nuovo impulso al [[materialismo]]. Al mondo di oggi questo può sembrare superstizioso, ma gli uomini dovrebbero allora solo ricordare come essi stessi facciano derivare delle azioni spirituali dalle costellazioni stellari. Chi non direbbe che l'esquimese è un essere umano diversamente costituito per esempio dall'indù, proprio perché nella regione polare i raggi solari cadono con un'altra angolazione? (p. 31) *È già stato chiesto più volte che cosa sarebbe accaduto se il Sole non si fosse scisso dalla Terra e non fosse passato alla condizione, quella attuale, di agire da fuori sulla Terra. Innanzi tutto, quando la Terra era ancora unita al Sole, l'intero sistema cosmico, come anche i progenitori dell'uomo, erano ancora legati fra loro in rapporti di natura ben diversa. Ovviamente, è una cosa assurda prendere in considerazione le condizioni attuali e poi dire che gli antroposofi raccontano delle sciocchezze perché in questo caso tutti gli esseri organizzati avrebbero dovuto finire bruciati. (p. 43) ==''Corrispondenze fra microcosmo e macrocosmo''== ===[[Incipit]]=== Cercherò oggi di indicare ulteriori prospettive riguardo a un tema già trattato qui di recente. Dissi come, per l'uomo del presente, le concezioni morali e le concezioni intellettualistiche non coincidano. Mediante il suo intellettualismo l'uomo viene portato a riconoscere la ferrea necessità naturale. A causa di tale ferrea necessità naturale, noi applichiamo la legge di causa ed effetto a tutto quanto rientra nel nostro campo di osservazione. Inoltre, quando una persona compie un'azione, ci chiediamo che cosa ve l'abbia spinta, che cosa abbia agito in lei o fuori di lei, al fine di attribuire a quell'azione la sua causa. Tale riconoscimento della necessità di ogni evento ha acquisito negli ultimi tempi un carattere scientifico. In passato aveva più un carattere teologico, e ancora per molte persone mantiene tale carattere. Il carattere scientifico emerge quando si è più inclini a pensare che quanto noi facciamo dipenda dalla nostra costituzione corporea e dalle influenze sulla nostra costituzione corporea. Ancora oggi del resto vi sono pur sempre persone che pensano che l'uomo agisca per necessità, più o meno come avviene per una pietra quando cade per terra. Tale sarebbe la coloritura scientifica del pensiero relativo alla necessità. ===Citazioni=== *[...] per l'uomo del presente, le concezioni morali e le concezioni intellettualistiche non coincidono. (p. 9) *[...] il [[cuore]] non agisce come una pompa che spinge il sangue attraverso il corpo, ma che è il cuore a venir mosso dalla circolazione del [[sangue]], in sé stessa vivente, a sua volta determinata dagli organi. Il cuore a dire il vero (lo si può accertare in embriologia) non è altro che il risultato della circolazione del sangue. (pp. 50-51) *I movimenti che si esprimono nella nutazione sono inoltre movimenti che hanno la propria origine nell'astralità, non in una cosa qualsiasi che possa essere indagata sulla base dei principi Newtoniani. Tuttavia il Newtonismo è proprio ciò che ci ha scaraventati tanto spaventosamente il [[materialismo]], poiché è ricorso alla massima astrazione possibile. (p. 67) *Poiché ci troviamo sulla terra, le azioni celesti su di noi sono diverse da come sarebbero se li fossimo esposti stando sospesi liberamente nello spazio. (p. 77) *Ho detto che la concezione materialistica immagina che il [[cuore]] umano sia una sorta di pompa che spinge il sangue in tutto il corpo. Ma non è così: il sangue è qualcosa di interiormente mobile in se stesso, possiede una sua vitalità, e il battito cardiaco non è la causa della circolazione del sangue, ma al contrario ne è la conseguenza, l'effetto della circolazione del sangue. Lo stesso vale anche per gli altri organi. La funzione che gli organi esercitano si innesta nei movimenti pieni di vita. (p. 92) *I greci non vedevano il cielo blu come lo vediamo noi. Lo vedevano semplicemente scuro. Questo può essere riferito con certezza; lo si può stabilire con certezza soprattutto muovendo dalla scienza dello spirito. (p. 99) *Quando oggi la [[fisiologia]] orientata in senso materialistico parla della volontà, quale si manifesta ad esempio in un movimento degli arti, pensa che dall'organo centrale, dal cervello, venga inviato una specie di segnale telegrafico che passa per i cosiddetti nervi motori e quindi muove, diciamo, la gamba destra. Ma questa è veramente un'ipotesi del tutto infondata e anche sbagliata. L'osservazione spirituale mostra infatti che, considerando l'uomo schematicamente, le cose stanno così: quando viene volontariamente sollevata la gamba destra, dall'entità-io dell'uomo, dalla reale entità-io parte un impulso diretto verso la gamba. Essa viene dunque sollevata direttamente dall'entità-io. Solo che tutto ciò si attua come l'attività del dormire: la coscienza non ne sa nulla. L'interporsi dei nervi, che poi raggiungono l'organo centrale, semplicemente ci informa di avere una gamba, ci informa di continuo della presenza della gamba. II nervo non ha nulla a che fare con l'azione dell'io sulla gamba. Si tratta di una relazione diretta tra la gamba e la volontà, che nell'uomo è collegata con l'entità-io, mentre nell'animale con il [[corpo astrale]]. (pp. 134-135) *Chi ha mani quantomai maldestre, chi per esempio non sa seguire abili movimenti con le dita, non sarà neppure un pensatore di sottile ingegno. (p. 140) *[...] proprio gli scienziati [[gesuiti]] sono i materialisti più estremi nel campo della ricerca scientifica. Non solo dimostrano di continuo che con la scienza non si può pervenire allo spirito, ma si danno pena, dove ciò sia possibile, di tener lontano lo [[spirito]] dalla [[scienza]]. (pp. 181-182) *[...] l'[[universo]] non può venir compreso se da esso si esclude l'[[uomo]]; questo significa che non è possibile una comprensione dell'universo in sé, senza includervi anche l'uomo, e senza considerare il nesso che esiste tra l'universo e l'uomo stesso. (p. 194) *Se anche non lo si può constatare fisiologicamente, è pur vero che prima del mistero del [[Golgota]] l'umanità terrestre essenzialmente – e ovviamente approssimativamente – formulava sempre solo pensieri collegati con l'elemento materiale. Nel tempo in cui l'evento del Golgota irruppe entro la vita terrestre, l'umanità era giunta a un punto della sua evoluzione tale da poter eliminare, nell'interiore processo animico-spirituale del pensiero, l'elemento materiale; divenne allora possibile il pensare libero dalla materia. (p. 241) == ''Da Gesù a Cristo'' == === [[Incipit]] === L'argomento che oggi dovremmo esaminare qui ha già su-scitato dappertutto in questi ultimi tempi il più largo interes-se; apparirà quindi anche giustificato parlare su questo tema dal punto di vista antroposofico, in base al quale in questa città già ebbi ripetute occasioni di trattare diversi argomenti. Certo è che il modo di trattare in generale oggi questo argomento, modo anche piuttosto diffuso, è molto diverso da quello possibile da un punto di vista antroposofico. Se da un lato bisogna dire che oggi l'antroposofia come tale è ancora poco compresa e poco apprezzata, dall'altro si dovrà anche far presente che proprio lo studio antroposofico dell'argomento che oggi ci deve occupare è molto difficile. Se infatti è distante dai nostri contemporanei l'atteggiare la propria anima in modo da poter afferrare e apprezzare appieno verità antroposofiche relativamente ovvie della vita spirituale, è addirittura un ostacolo per la coscienza del presente il dover studiare, dal punto di vista dell'antroposofia o scienza dello spirito, un tema che davvero ci obbliga ad impiegare intimamente la scienza dello spirito o antroposofia per i più difficili ed anche più sacri argomenti di cui dovremo parlare oggi. === Citazioni === * L'essere che con l'evento di [[Palestina]] era penetrato nell'umanità era in pari tempo [[Mitra]] e [[Dioniso]], e il cristianesimo era la riunione dei culti di mitra e di Dioniso. Il popolo ebraico era stato scelto per fornire il corpo necessario affinché quell'evento potesse realizzarsi. Quel popolo aveva imparato a conoscere sia il culto di Mitra, sia anche il servizio di Dioniso, ma era rimasto lontano da entrambi i culti. L'appartenente al popolo ebraico non sentiva come il greco, che diceva: quale io sono, sono un uomo debole che deve sviluppare profonde forze se vuole penetrare nelle profondità della sua anima. Ne serviva come il discepolo di mitra che si diceva: devo far agire su di me tutta l'aria che mi circonda affinché le più profonde caratteristiche divine del mondo si uniscono a me.l'ebreo si diceva invece: ciò che determina la profonda natura umana e che vi è nascosto, era un tempo nel primo uomo il popolo ebraico lo chiamava [[Adamo]]. (pp. 22-23) * L'appartenente all'antico popolo ebraico sentiva quindi se stesso posto più in basso rispetto al primo uomo, ad Adamo, e ne cercava la causa nel peccato originale.questa è la ragione per la quale l'uomo è inferiore a quanto vive nelle profondità della natura umana. [...] l'appartenente all'antico popolo [[Ebraismo|ebraico]] sentiva cioè che prima egli era più in alto, e che a causa delle proprietà legate al sangue aveva perduto qualcosa, e ora si trovava di conseguenza più in basso. (p. 23) * Ciò che il seguace dei misteri di mitra vedeva nell'umanità tutta, il seguace dell'ebraismo lo vedeva in tutto il suo popolo, del quale era cosciente che avesse perduto il legame con la sua origine. Mentre cioè presso i persiani esisteva una specie di disciplina della coscienza presso l'antico popolo ebraico troviamo la coscienza di un'evoluzione storica: Adamo era originariamente caduto peccato, era disceso dalle altezze alle quali si trovava. Di conseguenza quel popolo era il meglio preparato per il pensiero: ciò che è avvenuto nel momento iniziale dell'evoluzione dell'umanità e che ha portato a un peggioramento dell'umanità stessa, può essere rimediato soltanto attraverso un evento storico (il che realmente avviene nei sostrati spirituali dell'esistenza della terra). (pp. 23-24) * Nel [[Gesuiti|gesuitismo]] ci si presenta una pericolosa esagerazione del principio-Gesù. In quello che si è costituito da secoli in Europa, come [[Rosacroce|rosicrucianesimo]] abbiamo invece un movimento intimo verso il Cristo, un movimento che cerca ovunque con cura le vie della verità. Nella vita essoterica in tutti i tempi, da che in Europa esiste una corrente gesuitica, molto si è parlato del gesuitismo; perciò anche a coloro che vogliono studiare la vita spirituale nelle sue fonti più profonde deve interessare di sapere in che senso il gesuitismo rappresenti una pericolosa esagerazione del principio Gesù. (p. 36) * La differenza radicale, fondamentale, fra la via spirituale giustamente detta cristiana, e la via spirituale gesuitica, che esalta unilateralmente il principio-Gesù, è che essa mira ovunque ad agire direttamente sulla volontà, vuole avere ovunque presa diretta sulla volontà.questo già si manifesta chiaramente nel modo in cui l'allievo del gesuitismo viene educato. (p. 48) * Un uomo che non sia capace di concepire, fino a un certo grado, l’idea che la colpa di ciò che gli capita alla fin fine è sua, non potrà progredire bene. Una certa equanimità e una comprensione sia pure ipotetica di fronte al karma è necessaria come punto di partenza. (p. 63) ==''Dalla cronaca dell'akasha''== ===[[Incipit]]=== L'uomo apprende dalla storia comune solo una piccola parte degli avvenimenti vissuti dall'umanità in epoche primordiali, e i documenti storici gettano luce su alcuni millenni soltanto. Anche ciò che c'insegnano l'archeologia, la paleontologia e la geologia ha limiti assai ristretti; e a questa insufficienza si aggiunge l'incertezza di tutto ciò che è basato su testimonianze esteriori. Osserviamo infatti come l'insieme di un avvenimento o la fisionomia di un popolo, anche non molto lontano da noi, si modifichino quando vengano scoperti nuovi documenti storici. Confrontiamo la descrizione che diversi storici ci danno del medesimo fatto e ci accorgeremo di trovarci su un terreno assai malsicuro. Tutto ciò che appartiene al mondo sensibile esteriore è sottoposto all'azione del tempo, e il tempo a sua volta distrugge ciò che nel tempo ha origine. Ora, la storia esteriore non può che fondarsi appunto su quello che il tempo ha conservato; e chi, fermandosi ai documenti esteriori, può affermare che in essi sia conservato appunto l'essenziale? ===Citazioni=== *Chi si limita alla conoscenza del mondo sensibile non può immaginare quanto differissero da noi i nostri progenitori dell'[[Atlantide]]; e non soltanto nell'aspetto esteriore, ma anche nelle qualità dello spirito. Le loro cognizioni, le arti tecniche, tutta la loro civiltà era ben diversa da quella dei nostri giorni. Osservando l'umanità atlantidea dei primi tempi, vi troviamo facoltà spirituali diverse in tutto dalle nostre. L'intelletto razionale, la facoltà di combinare e di calcolare sulla quale oggi è basato tutto ciò che si produce, mancavano interamente ai primi Atlantidei. Essi possedevano invece una memoria sviluppatissima che era una delle loro facoltà spirituali più spiccate. Il loro modo di calcolare, per esempio, non consisteva come il nostro nell'imparare alcune regole per poi applicarle. L'abaco, nei primi tempi dell'Atlantide, era ancora sconosciuto; nessuno aveva impresso nel proprio intelletto che tre per quattro fa dodici; chi aveva bisogno di fare questo calcolo sapeva orientarsi perché egli si riportava ad altri casi simili o uguali avvenuti precedentemente; si ricordava di quello che era stato applicato prima in circostanze analoghe. (p. 23) *[...] gli Atlantidei avevano degli apparecchi di cui per così dire alimentavano la combustione coi germi delle piante, trasformando la forza vitale di questi germi in energia applicabile alla tecnica. Così riuscivano a far muovere i loro veicoli a piccola altezza al di sopra del suolo [...] potevano anche elevarsi al di sopra dei monti. (pp. 25-26) *Benché la "cronaca dell'[[akasha]]" sia stata decifrata con la massima cura, pure non tralasceremo di ripetere che le seguenti comunicazioni non presumono di avere carattere dogmatico. Se il leggere cose e avvenimenti così lontani dall'epoca attuale è già per sé assai difficile, il doverli poi rendere nel linguaggio attuale offre difficoltà quasi insormontabili. (p. 47) *La fantasia della [[donna]] {{NDR|durante l'epoca lemurica}}, messa in relazione con la natura, divenne la base di un'evoluzione superiore della vita immaginativa. La donna accoglieva in sé, con delicato senso interiore, le forze della natura, la cui eco agiva a lungo nella sua anima; così si formarono i germi della memoria, e con la memoria entrò pure nel mondo la facoltà di formare i primi e più semplici concetti morali. Tutto questo rimase all'inizio estraneo allo sviluppo volitivo dell'elemento maschile. (p. 52) *Chi non considera che i primi progressi nella vita di rappresentazione furono compiuti dalla [[donna]], non riuscirà a comprendere veramente l'evoluzione dell'umanità. Da essa provenne quello sviluppo di abitudini, connesso con la vita di meditazione interiore e con la coltivazione della memoria, che fu il primo germe del diritto e della morale. L'uomo aveva riconosciuto e applicato le forze della natura; la donna ne fu la prima interprete. [...] L'evoluzione attraversata dalla donna durante l'epoca lemurica fece sì che le fosse assegnata una parte importante all'apparire della seguente razza radicale, della razza atlantidea. (p. 53) *L'"[[uomo]]" deve passare prima attraverso l'[[egoismo]] per poter poi giungere nuovamente a un grado più elevato, in piena e chiara coscienza, alla completa assenza di egoismo. (p. 67) *Il compito delle nature sovrumane, delle grandi guide, era appunto d'imprimere nella giovane umanità la propria caratteristica: l{{'}}''amore''. Ma ciò era loro possibile soltanto per la parte della forza animica che si rivolgeva al di fuori; così ebbe origine l{{'}}''amore sensuale''. Questo è dunque il fenomeno accompagnatore dell'azione dell'anima in un corpo o maschile o femminile. L'amore sensuale divenne la forza dell'evoluzione fisica dell'umanità. Quest'amore unisce l'uomo e la donna in quanto esseri fisici. Su questo amore si fonda il progresso dell'umanità fisica. Soltanto su questo amore avevano potere i suddetti esseri sovrumani. (p. 67) *Si devono distinguere tre di questi gradi che chiameremo ''gradi d'evoluzione planetaria'', a cui la scienza occulta dà il nome di Saturno, Sole, Luna. Vedremo che questi nomi non hanno tutta prima un nesso con i corpi celesti cui l'astronomia fisica attuale li riferisce, benché in un senso più vasto vi sia una certa relazione che il mistico avanzato ben conosce. Si dice inoltre che l'uomo, prima di scendere sulla Terra, abbia abitato altri pianeti; ma dicendo "altri pianeti" dobbiamo intendere soltanto precedenti stati d'evoluzione della Terra stessa e dei suoi abitanti. La Terra, e tutti gli esseri che le appartengono, prima di diventare "Terra", è passata attraverso i tre stati di Saturno, Sole e Luna. Saturno, Sole e Luna sono in certo qual modo le tre precedenti incarnazioni della Terra; e quelli che in questo senso sono chiamati Saturno, Sole e Luna, oggi sono scomparsi, quali pianeti fisici, così come sono scomparse le precedenti incarnazioni fisiche di un uomo, di fronte alla sua incarnazione attuale. (p. 104) *Nelle ulteriori comunicazioni verremo prima a conoscere il passato dell'uomo, e poi faranno seguito le visioni del futuro. Il futuro può infatti rivelarsi alla vera conoscenza spirituale, anche se soltanto nella misura necessaria all'uomo per l'adempimento del proprio destino. Chi rifiuta a priori la scienza occulta e dalla cattedra dei propri pregiudizi relega senz'altro nel campo delle fantasticherie e delle chimere tutto ciò ch'essa offre, riuscirà meno che mai a comprendere questi rapporti col futuro; eppure, una semplice riflessione logica potrebbe far capire di che cosa si tratta. Ma tali riflessioni logiche vengono accettate soltanto finché si accordano coi pregiudizi umani. I pregiudizi sono potenti nemici anche di ogni logica. (p. 106) *Facciamo una considerazione: combinando in proporzioni esattamente determinate zolfo, ossigeno e idrogeno, per una legge necessaria si produce acido solforico. Chi ha studiato chimica è in grado di ''predire'' ciò che deve necessariamente succedere quando queste tre sostanze siano messe in relazione tra loro nelle condizioni volute. Nel campo limitato del mondo materiale, il chimico è dunque un profeta, e la sua profezia risulterebbe falsa soltanto nel caso in cui le leggi naturali si mutassero repentinamente. Ebbene, l'occultista indaga le leggi spirituali appunto come il fisico o il chimico indagano le leggi fisiche; e lo fa col metodo e con la severità che l'indagine spirituale richiede. Ma appunto da queste grandi leggi spirituali dipende l'evoluzione dell'umanità. Come non avverrà mai che l'ossigeno, l'idrogeno e lo zolfo si combinino contrariamente alle leggi naturali, così nella vita spirituale nulla potrà mai avvenire che sia una violazione delle leggi dello spirito. Chi conosce queste ultime è dunque in grado di gettare lo sguardo sulle ''leggi che reggeranno l'avvenire''. (pp. 106-107) *L'indagine spirituale restituisce all'umanità queste forme: così, ad esempio, essa mostra che le giornate della creazione biblica ci descrivono cose che si rivelano allo sguardo chiaroveggente. Lo spirito incatenato al mondo sensibile si limita a trovare che quelle giornate della creazione contraddicono i dati della geologia. La scienza dello spirito, nel riconoscere le profonde verità del racconto biblico, è altrettanto lontana dal volatilizzarlo a mera "poesia mitica", quanto dall'applicarvi semplicemente un procedimento esplicativo allegorico o simbolico. Ma certamente coloro che continuano a fantasticare delle contraddizioni fra racconto biblico e scienza, ignorano totalmente come l'indagine spirituale proceda. Né va creduto che essa attinga alla Bibbia stessa il suo sapere. Essa ha i propri metodi, per cui giunge ai suoi risultati indipendentemente dai documenti, per poi trovarli confermati in questi. E tale procedimento è divenuto ormai necessario per molti i quali attualmente cercano la verità, esigendo un'indagine spirituale che rivesta lo stesso carattere che ha la scienza naturale. (p. 195) *Chi avvicinerà la scienza dello spirito, quale oggi si presenta, ne sarà preservato da non pochi pregiudizi, anche da quello che il mondo soprasensibile sia stato creato dalla paura e dal bisogno. Chi riuscirà a conquistarsi questa veduta, non verrà nemmeno più ostacolato dal timore che l'occuparsi di scienza dello spirito possa estraniarlo dalla realtà pratica della vita; ma riconoscerà invece che una scienza dello spirito rende la vita più ricca e non più povera. Essa non porta certo a sottovalutare la telefonia, la tecnica ferroviaria o la navigazione aerea; ma insegna a scoprire altri valori per la vita pratica, di cui attualmente non si tiene conto, poiché si crede soltanto al mondo dei sensi, cioè non alla realtà intera, ma solo a una parte di essa. (pp. 196-197) ==''Epidemie''== *Da parte di alcuni si sottolinea (non del tutto a torto, ma con una visione unilaterale) come la medicina convenzionale abbia addirittura provocato una paura dei batteri e dei bacilli. D'altra parte, nel corso degli ultimi decenni la ricerca ha portato a migliorare le condizioni di salute. Chi sostiene questa linea segnala con orgoglio in quale percentuale sia quasi ovunque diminuita la mortalità in questi anni. Chi invece afferma che nello studio della malattia non sono tanto importanti le cause esterne, quanto piuttosto quelle che risiedono nell'essere umano, vale a dire una predisposizione ad ammalarsi, una condotta di vita equilibrata o irresponsabile, rileverà invece come negli ultimi tempi le malattie siano aumentate in modo spaventoso, sebbene i tassi di mortalità siano innegabilmente diminuiti. Farà notare quanto siano aumentate certe patologie: malattie cardiache, tumori, malattie di cui non si trova menzione nei testi più antichi, malattie dell'apparato digerente e così via. Le ragioni addotte da una parte o dall'altra sono degne di attenzione. Non si può sostenere, con superficialità, che i bacilli o i [[batteri]] non siano temibili agenti patogeni. D'altra parte, non si deve escludere che l'uomo possa essere in qualche modo resistente e protetto contro l'influenza di tali agenti patogeni, oppure non esserlo. Non lo è, quando perde la propria capacità di resistenza a causa di uno stile di vita irragionevole. (14 gennaio 1909 – 0.0. 57, pp. 11-12) *Nel nostro tempo vi è una paura ben nota che con perfetta analogia può essere paragonata alla paura medievale dei fantasmi. È la paura attuale dei germi. Queste due paure sono molto simili. Sono simili anche perché ognuna delle due epoche, il medioevo e l'età attuale, si comporta nel modo che le è consono. Il medioevo aveva una certa fede nel mondo spirituale; era quindi naturale che ci fosse la paura di entità spirituali. L'epoca moderna ha perso la fede nel mondo spirituale, crede del mondo materiale, quindi ha paura di esseri materiali, non importa quanto piccoli siano. (5 maggio 1914 – O.O. 154, pp. 13-14) *Quando la gente si prende gioco delle superstizioni medievali sui [[Fantasma|fantasmi]], si potrebbe obiettare: perché, è cambiato qualcosa da questo punto di vista? È scomparsa la paura dei fantasmi? Le persone oggi non li temono forse molto più di prima? È molto più orribile di quanto si pensi quel che accade nell'animo umano, quando calcola che nel palmo della mano vi sono {{formatnum:60000}} germi. (5 gennaio 1911 – O.O. 127, p. 14) *I bacilli sono allevati più intensivamente quando l'individuo, addormentandosi, non porta con sé nient'altro che un atteggiamento materialista. Non c'è aiuto più efficace per questo allevamento che addormentarsi con le sole idee materialiste e da lì, dal mondo spirituale, dal proprio io e dal [[corpo astrale]], agire di nuovo sugli organi del corpo fisico, che non siano il sangue e il sistema nervoso. Non c'è modo migliore per nutrire i germi che dormire con le sole convinzioni materialiste. (5 maggio 1914 – 0.0. 154, p. 15) *La pretesa odierna di voler capire tutto con l'[[intelletto]] è quanto di più spaventoso vi sia. In [[medicina]] non si può capire davvero nulla con l'intelletto. [...] Tutto ciò che riguarda la medicina va colto in una visione diretta con una facoltà percettiva che va prima sviluppata. (21 aprile 1924 – 0.0. 316, p. 30) *E la [[vaccinazione]] antivaiolosa? Qui si è di fronte a una questione particolare. Se si vaccina qualcuno, e questi è un antroposofo o è stato educato in senso antroposofico, la vaccinazione non fa danni. La vaccinazione nuoce a chi coltiva in prevalenza pensieri materialistici. Allora la vaccinazione diviene una sorta di forza arimanica: la persona non riesce più a liberarsi da una certa mentalità materialistica. Ciò che inquieta della vaccinazione antivaiolosa, è che essa riveste la persona di una sorta di fantoma che gli impedisce di liberare il proprio organismo fisico dalle entità psichiche come nella coscienza normale. L'uomo diventa così costituzionalmente materialista e non è più in grado di innalzarsi allo spirito. Questo è il pericolo della vaccinazione. [...] La vaccinazione antivaiolosa è prima di tutto una questione psichica. [...] Se si sostituisse questa fede con qualcos'altro, se si educasse l'uomo secondo natura per renderlo recettivo a qualcos'altro che non sia la vaccinazione, in modo da riavvicinarlo allo spirito, lo si preserverebbe senz'altro da ciò che si insinua inconsciamente in lui: qui c'è un'epidemia di vaiolo! Si desterebbe in lui la consapevolezza che vi è un elemento spirituale, sebbene ingiustificato, dal quale salvaguardarsi. Si otterrebbero allora buoni risultati su come bisognerebbe rafforzare l'uomo a difendersi da tali influenze.<br />''Come bisogna comportarsi se l'influsso mediante l'educazione è molto difficile, come nelle nostre regioni?''<br />Allora bisogna vaccinare. Non c'è alternativa. Non sarò certo io a consigliare un'opposizione fanatica a queste cose, e non solo da un punto di vista medico ma antroposofico in generale. Noi non aspiriamo al fanatismo, ma a cambiare le cose in generale e con discernimento. (22 aprile 1924 – 0.0. 314, pp. 31-32) *Se in un determinato periodo gli uomini non erano in condizione di adottare determinate misure contro le [[epidemie]], erano tempi in cui gli uomini non lo potevano fare perché le epidemie dovevano agire secondo un piano cosmico universale pieno di saggezza, affinché le anime umane trovassero l'occasione di pareggiare quel che era stato compiuto sotto l'influsso arimanico e sotto certi precedenti influssi luciferici. Se oggi vengono poste altre condizioni, è perché si soggiace del pari a determinate grandi leggi karmiche. (25 maggio 1910 – O.O. 120, p. 45) *Si arriverà a buoni risultati nel campo dell'igiene, della medicina e dell'organizzazione sanitaria soltanto se in questo campo verranno studiati i sintomi, non dico storici, ma cosmologici, perché infatti le malattie esistenti sulla Terra ci sono inviate dal cielo. (20 ottobre 1918 – 0.0. 185, p. 53) *Il pensare logico e puro ha come effetto anche quello di rafforzare, di essere salutare per il corpo fisico, rendendolo meno soggetto alle malattie; chi ne ha dimestichezza, per esempio i matematici, ha meno da temere quando entra in un reparto per malattie infettive, come il [[colera]]. (1 novembre 1907 – O.O. 266/1, p. 55) *Il logorio nervoso prodotto dal [[materialismo]] agisce così su intere stirpi, su interi popoli, come pure sulla vita di singoli uomini. Se la corrente spirituale non avrà tanta forza da raggiungere anche i pigri e gli indolenti, il nervosismo, vale a dire la conseguenza karmica del materialismo, avrà sempre più influenza sull'umanità, e come nel Medioevo si sono avute epidemie di lebbra, in futuro, chiamate dai princìpi materialistici, dilagheranno malattie nervose, epidemie di pazzia che colpiranno popoli interi. Con la comprensione di questo aspetto della legge del [[karma]], la scienza dello spirito non dovrebbe essere oggetto di dispute, ma rimedio per l'umanità. Più l'umanità diverrà spirituale, tanto più verrà eliminato tutto quel che è legato alle malattie del sistema nervoso e dell'anima. (30 maggio 1907 – 0.0. 99, p. 64) *Ma un'epoca che crede solo nella materia genererà una discendenza in cui tutto quanto nel corpo prenderà una propria strada, non vi sarà più un centro, e per tale motivo si manifesteranno nevrastenia e nervosità. Questo fenomeno sarà sempre più diffuso, se il materialismo rimarrà anche in futuro la visione del mondo. Un chiaroveggente può dire esattamente che cosa accadrebbe se il materialismo non trovasse il suo contrappeso in una stabile prospettiva spirituale. Le malattie mentali diventerebbero epidemiche, i bambini soffrirebbero di nervosismo e di tremori fin dalla nascita, e l'ulteriore conseguenza di una mentalità materialista sarebbe un genere umano tanto poco centrato su di sé come già iniziamo a vedere oggi. (22 giugno 1907 – 0.0. 100, pp. 65-66) *Attraverso la menzogna, la calunnia e l'ipocrisia, l'uomo crea, per così dire, un esercito di esseri spirituali appartenenti alla categoria dei fantomi. (14 giugno 1908 – O.O. 98, p. 69) ==''Gerarchie spirituali e loro riflesso nel mondo fisico – Zodiaco, Pianeti e Cosmo''== ===[[Incipit]]=== Questo ciclo di conferenze ci condurrà in regioni molto elevate della vita spirituale, molto fuori della nostra dimora terrestre, non solo nei mondi spaziali fisici, ma anche nei mondi spirituali dai quali il mondo spaziale fisico ebbe origine. Ma appunto da un siffatto ciclo di conferenze apparirà chiaro come in sostanza tutto il sapere e la [[saggezza]] hanno lo scopo di scioglierci il grande, il massimo tra gli enigmi, l'enigma dell'uomo.[...]<br />Se vogliamo parlare delle cosiddette gerarchie spirituali, dobbiamo elevarci con l'occhio dell'anima agli esseri che hanno la loro esistenza al di sopra dell'uomo vivente sulla [[Terra]]. Occhi visibili possono contemplare una scala di esseri che rappresentano soltanto quattro gradini di una gerarchia: il mondo minerale, il mondo vegetale, quello animale e quello umano. Ma sopra l'uomo comincia un mondo di esseri invisibili, e all'uomo è dato, grazie alla conoscenza di ciò che trascende i sensi fisici e fin dove essa gli è possibile, di salire per un certo tratto alle potenze ed entità che nell'invisibile mondo soprasensibile, sono la continuazione dei quattro gradini che si trovano sulla Terra stessa. (1985) ===Citazioni=== *Ciò che l'uomo può indagare, sapere, conoscere, le idee e i concetti ch'egli conquista, e pure le immaginazioni, ispirazioni e intuizioni della chiaroveggenza ch'egli conquista, tutto ciò è, se è lecito dir così solo ''post-vissuto'' dall'uomo, ma è già stato ''pre-vissuto'' e ''pre-saputo'' appunto dalle entità che stanno al di sopra dell'uomo. Se ci è lecito usare un paragone alla buona, diremo che l'orologiaio anzitutto ha l'idea, il pensiero dell'orologio, poi, secondo quest'idea, costruisce l'orologio. L'orologio è costruito secondo le idee dell'orologiaio che hanno preceduto la costruzione; in seguito poi qualcuno potrà smembrare l'orologio, analizzarlo e studiare da quali pensieri dell'orologiaio esso abbia avuto origine; egli ripenserà allora i pensieri dell'orologiaio. Solo così, in sostanza, l'uomo, al suo stadio normale d'evoluzione, può contenersi di fronte all'antichissima saggezza cosmica primordiale delle entità spirituali a lui superiori. (p. 10) *Infine, venne il tempo in cui fu lecito parlare del contenuto dell'antichissima saggezza in un linguaggio comprensibile a più larghe masse. All'incirca dall'ultimo terzo del secolo decimonono in poi si poté parlare in forma più o meno palese intorno all'antichissima sapienza del mondo, e solo perché, appunto nei mondi spirituali, avvennero dati fatti, fu per così dire concessa ai custodi dei misteri la possibilità di lasciar trapelare qualcosa dell'antichissima saggezza. (p. 12) *[...] nemmeno gli antichi greci, quando parlavano di Mercurio, intendevano l'astro fisico, bensì l'insieme delle entità di quell'astro. Erano mondi spirituali, esseri spirituali quelli di cui si parlava quando, nelle sedi della conoscenza, si pronunciava, poniamo, il nome di Mercurio. Coloro che erano discepoli dei maestri di quelle scuole, pronunciando nei diversi linguaggi i nomi di Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno, indicavano una scala di entità spirituali. Chi pronuncia quelle parole nel senso odierno, indicando con esse un astro fisico, indica solo la parte più grossolana di ciò che con quei nomi s'intendeva in origine. (p. 19) *Durante tutta la sua vita l'uomo assorbe in sé, dal mondo esterno, [[Spirito|spiriti elementari]]. In quanto si limita a guardare gli oggetti esterni, lascia semplicemente entrare in sé gli spiriti senza mutarli; se cerca invece di elaborare le cose del mondo esterno nel suo spirito, per mezzo di idee, concetti, sentimenti di bellezza e così via, egli salva e libera quegli spiriti elementari. (p. 33) *Noi denominiamo [[Luna]] quel pianeta precedente la [[Terra (pianeta)|Terra]], e con ciò non intendiamo la Luna di oggi, ch'è solo un frammento, un residuo della Luna antica, ma intendiamo uno stato precedente della nostra Terra che ebbe esistenza una volta e passò poi per un periodo di vita spirituale che usiamo chiamare ''pralaya'', così come l'uomo passa per uno stato spirituale dopo la morte. (p. 43) *Anticamente non si disegnava lo [[zodiaco]] rappresentandolo nelle sue corrispondenti forme animali, ma disegnando nelle rispettive regioni gli organi umani. Al posto dell'Ariete la testa; al posto del Toro, la laringe; al posto dei Gemelli, ciò che meglio esprime la simmetria, le due braccia; il torace al posto del Cancro; il cuore al posto del Leone; e così via fino alla parte bassa delle gambe al posto dell'Acquario; ed ai i piedi al posto dei Pesci. (p. 139) *Durante l'evoluzione lemurica le forze luciferiche penetrarono dappertutto nel corpo astrale dell'uomo e lo compenetrarono con le loro azioni, che in lui si estrinsecarono come basse passioni. Ciò per cui egli può soccombere all'errore e al male ha la sua sede nel corpo astrale: gli spiriti luciferici gliel'hanno innestato. Se non gliel'avessero innestato, l'uomo non avrebbe mai avuto la possibilità dell'errore, del male; si sarebbe elevato a ricevere il suo io intatto dalle influenze ostacolatrici. Invece l'uomo ha questa possibilità; ma le grandi guide lo proteggono, per quanto è necessario, dallo sprofondare troppo in basso. (p. 165) *Gli [[Elohim]] sono le entità che, alla separazione del Sole da Luna e Terra, rimasero unite al Sole; fanno parte della gerarchia che ha il nome di Potestà, Spiriti della forma, fanno parte delle gerarchie da queste verso l'alto. Sono ancora entro la nostra evoluzione. Elohim è il nome complessivo per gli esseri solari che allora scelsero il Sole per loro dimora, non come sfera di attività. [[Cristo]], il più elevato degli Elohim, è il loro reggente. Egli non fa però parte delle gerarchie, ma della Trinità. Nel Cristo abbiamo un'entità che è tanto potente da avere influenza su tutte le parti del nostro sistema solare. (p. 172) ==''Il Cristianesimo come fatto mistico e i misteri antichi''== ===[[Incipit]]=== *Il pensiero scientifico ha influenzato profondamente tutta la concezione moderna del mondo. Diventa sempre meno possibile parlare delle esigenze spirituali, della "vita dell'anima", senza dover prendere posizione nei riguardi delle concezioni e delle conoscenze scientifiche. Certo, esistono ancora molte persone che soddisfano quelle esigenze senza lasciarsi turbare nella loro vita spirituale dalla corrente scientifica. Non può però comportarsi in tal modo chi sente il polso del tempo. ===Citazioni=== *Non può quindi esservi alcun dubbio: la mentalità scientifica rappresenta il massimo potere nella vita spirituale contemporanea. Chiunque parli degli interessi spirituali dell'umanità d'oggi, non può ignorarla. (p. 12) *L'iniziato scorge i processi spirituali, e le immagini dei [[Mito|miti]] ne rappresentano per così dire le illustrazioni. Chi non è in grado di considerarle come tali, non è ancora giunto alla comprensione del loro significato. I processi spirituali stessi sono infatti soprasensibili, mentre le immagini, che nel loro contenuto ricordano il mondo sensibile, non sono spirituali per se stesse, ma appunto solo una illustrazione dello spirituale. Chi vive esclusivamente nelle immagini, sogna; vive invece entro percezioni spirituali solo chi è riuscito a sentire nell'immagine lo spirituale, come nel mondo dei sensi sentiamo la rosa per tramite della rappresentazione che ne abbiamo. (p. 66) ==''Il legame fra i vivi e i morti''== ===[[Incipit]]=== *È nostra aspirazione cercare, per quanto possibile, di penetrare con la conoscenza in quei mondi che restano chiusi alla conoscenza comune e dipendente dai sensi, che è legata al piano fisico. Nel corso degli anni ci siamo abituati a pensare che l'uomo, nel corso della vita in cui egli è chiuso all'interno del suo corpo fisico, vive in un mondo che costituisce solo una piccola parte di tutto il mondo reale. Dato che ci incontriamo così raramente, in occasione di questi incontri non possiamo spiegare tutto a partire dai fondamenti. ===Citazioni=== *Se nel passare la soglia della [[morte]] noi non facessimo questa esperienza (che facciamo consapevolmente) della dipartita del nostro corpo fisico, non potremmo mai sviluppare una coscienza dell'io dopo la morte! La coscienza dell'io dopo la morte viene stimolata dall'esperienza della dipartita del corpo fisico. (p. 16) *Dai mondi spirituali ci separano solo stati di coscienza: non condizioni di spazio ci separano, ma stati di coscienza. (p. 20) *Dopo la [[morte]], il morto non guarda i suoi pensieri come egli guardava i pensieri che si era formato durante la vita, e dei quali si lamenta e che richiama dalle proprie profondità.il morto guarda i suoi pensieri come fossero un dipinto eterico, egli vede i propri pensieri fuori del mondo. (p. 26) *Diversa è l'esperienza che si fa quando dal mondo spirituale si guarda i pensieri che vivono che si sono lasciati nel mondo fisico. [...] Essi sorgono veramente in modo analogo a come sorgono le impressioni del mondo fisico. Questo e ciò che solleva, rallegra, riscalda i morti nei pensieri dei figli che li amavano. Questo è infatti un campo molto particolare per i morti, cercare nei pensieri e che sono rimasti indietro. (p. 28) *L'egoismo umano troverebbe forse più simpatico attribuire sempre tutto alla propria genialità; ma in realtà anche ciò che sorge interiormente e noi proviene da influssi spirituali esteriori, e noi possiamo dimostrare concretamente l'esistenza di questi singoli influssi spirituali. (p. 52) *Se si prova a seguire un'individualità umana molto indietro nel tempo, ancor prima che in un determinato momento entra in un corpo fisico (essa proviene infatti dal mondo spirituale), si vede che è questa stessa individualità a far incontrare il padre la madre, ad agire in modo che madre e padre si incontrino per generarla. Sì, essa agisce anche prima. Agisce già innescando un ordine nell'intera serie delle generazioni, in modo che alla fine si trovino le tue persone tramite le quali essa può trovare la propria incarnazione. (p. 58) *Il ricercatore dello spirito può addirittura indicare precisamente quando il [[materialismo]] a raggiunto il suo massimo livello: fra l'anno 1840 e il 1841. Da allora esso sta perfino calando leggermente; ma le sue conseguenze sono naturalmente enormi. (p. 62) *Così come è organizzata, l'umanità non riceve già compiuto un sentimento potente, non riceve già compiuto un intelletto penetrante; ma attraverso l'anima cosciente forma qualcosa di molto più svincolato, più individuale, più rivolto all'[[egoismo]], più finalizzato alla solitudine nel proprio corpo di quanto lo era mediante l'anima razionale o affettiva. Attraverso l'anima cosciente l'uomo diventa un individuo isolato, un eremita che vaga per il mondo; ed è caratteristico del nostro tempo (e lo sarà sempre di più), che gli uomini si chiudano in se stessi. L'anima cosciente dà il carattere del separarsi dal resto dell'umanità, del vivere isolati. Perciò si incontrano maggiori difficoltà a familiarizzare, a diventare amici. Prima di imparare a conoscersi, occorre molto tempo. (p. 75) *Mentre l'anima razionale o affettiva si forma attraverso l'immediato conoscersi nell'incontro, l'anima cosciente può formarsi solo sull'uomo entra in rapporto con l'altro uomo partendo più dalla sua interiorità. (p. 76) *Nel momento stesso in cui, uscendo dalla vita moderna, nasceva il primo germe della libertà di pensiero, anche la potenza opposta è entrata in azione sotto forma di "[[Gesuiti|gesuitismo]]" – e con questo termine è compreso molto che poi dovrebbe essere caratterizzato nel dettaglio – delle diverse religioni. Esso è stato chiamato in vita per opporre la massima resistenza alla libertà di pensiero, che è una necessità vitale del quinto periodo postatlantico. In tale epoca sarà sempre più necessario sradicare ovunque il gesuitismo, poiché la libertà di pensiero, irradiando dall'ambito religioso, deve potersi espandere in tutti i campi della vita. (p. 83) *Oggi, nell'ambito della [[medicina]], vediamo già spuntare un gesuitismo che di poco discosta da quello della religione dogmatica. Vediamo come, partendo da una certa medicina dogmatica, si voglia estendere il potere della classe medica. Questa è l'essenza del gesuitismo nei più diversi settori. Esso diventerà sempre più forte e gli uomini saranno costretti ad accettare ciò che l'autorità impone. La salvezza della nostra epoca consiste nel salvaguardare lo sviluppo dell'anima cosciente contro queste tendenze arimaniche. (p. 85) *Il morto è nei nostri pensieri, egli guarda i nostri pensieri. Se questi pensieri sono quelli che noi curiamo quando sviluppiamo un ragionamento scientifico-spirituale, se quindi leggiamo qualcosa al morto o gli raccontiamo qualcosa che noi sappiamo o che pensiamo a proposito del mondo spirituale, allora egli starà insieme a questi pensieri che noi gli rivolgiamo qui tramite la scienza dello spirito. Per il fatto che li rivolgiamo a lui, si crea un legame di attrazione tra qui e là. Per il fatto quindi che la scienza dello spirito è qualcosa di vivente, noi possiamo inviare in alto una forza vivente che può dare un alimento vivente al morto che è con noi. (p. 110) *Noi viviamo per così dire in un'atmosfera che esige da noi una vigorosa esplicazione di forze, una vigorosa resistenza. E questi sono i profondi motivi per cui spesso ci scoraggiamo e ci sentiamo soli, per cui, accettando la scienza dello spirito, spesso non riusciamo facilmente a cavarcela nella vita. Se però abbiamo un'idea chiara di quanto grande sia l'[[antroposofia]] in cui noi ci inseriamo come in un poderoso nesso dell'umanità, e di quanto piccola essa oggi appaia (perché ne siamo soltanto agli inizi), se avremo chiara questa idea, allora potremo anche trovare la forza di resistere, potremo trovare veramente questa forza. Nell'evoluzione dell'umanità infatti tutte le cose grandi prendono le mosse da un piccolo inizio. (p. 146) *Noi non [[Vivere|viviamo]] inutilmente. I frutti della nostra [[vita]], come noi li accogliamo nei pensieri elaboriamo, vengono annessi nel cosmo. (p. 163) *Nel futuro ci sarà un tipo di [[medicina]] che terrà in particolare conto ciò di cui ho appena parlato. Ci sarà un modo di osservare medico-fisiologico che analizzerà il rapporto che esiste tra il [[corpo eterico]] e l'uno o l'altro dei satelliti, e in base a ciò sarà possibile valutare se le persone siano sane o malate. Infatti, ciò che al giorno d'oggi viene definito malattia è solo un'immagine esteriore di ciò che esiste in realtà. In realtà c'è una qualche irregolarità in ciò che ho paragonato ad un sistema planetario, e la malattia rispecchia solamente queste irregolarità. (p. 183) *Trent'anni del mondo spirituale corrispondono all'incirca un anno del mondo fisico. (p. 193) *[...] nel momento in cui varcano la soglia della [[morte]], essi {{NDR|i morti}} acquistano una nuova possibilità di accedere alla nostra anima, e in ciò consiste tutta la differenza. Ora essi agiscono in noi da dentro, mentre quando erano vivi agivano in noi dall'esterno. (p. 200) *E se noi viviamo con i giusti sentimenti dell{{'}}''in Christo morimur'' il passaggio attraverso la soglia della morte, allora, guardando dalla periferia, fra tutte le entità che noi vediamo (quindi anche gli esseri elementari e quelle che appartengono alle gerarchie più elevate, ma anche fra le entità che sono anime umane incarnate qui o già escarnate), tra tutte queste troviamo anche il nostro stesso essere-io. Il rapporto del nostro essere-io rispetto alle altre entità che ho appena caratterizzato noi lo osserviamo da fuori. Poter avere queste sensazioni dopo avere varcato la soglia della morte è importantissimo. Infatti, solo quando possiamo avere questa sensazione rispetto al nostro io, possiamo anche ritrovarci in giusto modo nell'incarnazione. Ma possiamo avere questa sensazione solo se varchiamo nel modo giusto la soglia della morte, accompagnati cioè dal sentimento: "Siamo morti nel [[Cristo]]". (p. 201) ==''Il Vangelo di Giovanni''== ===[[Incipit]]=== Queste conferenze sul [[Vangelo]] di [[Giovanni apostolo ed evangelista|Giovanni]] avranno un duplice scopo: da un lato, quello di approfondire i concetti scientifico-spirituali come tali, ampliandoli in diverse direzioni; dall'altro, proprio quello di affrontare, per mezzo di quei concetti, quel grande documento che è appunto il Vangelo di Giovanni. Va dunque tenuto presente che queste conferenze si propongono entrambi gli scopi. Non si tratta solo di considerazioni ''intorno'' al Vangelo, ma ci proponiamo di penetrare, sulla scorta di esso, entro profondi misteri dell'esistenza e di stabilire come debba procedere la conoscenza scientifico-spirituale, quando si riallaccia a uno qualsiasi dei grandi documenti trasmessi dalle diverse religioni. ===Citazioni=== *L'uomo può raggiungere i segreti dell'esistenza mediante l'uso delle sue facoltà interiori, che con la propria conoscenza può giungere fino alle forze e alle entità creatrici del mondo. (p. 8) *Ora, dicevo, verso la metà del [[medioevo]] esisteva negli animi cristiani d'Europa una corrente che agiva in profondità; infatti, l'originario senso spirituale della dottrina dell'[[eucaristia]] aveva subìto, da parte dell'autorità, una diversa interpretazione, tinta di materialismo. Di fronte alle parole: «Questo è il mio corpo...; questo è il mio sangue», gli uomini non riuscivano più a concepire altro che un processo materiale, una materiale trasformazione di pane e vino in carne e sangue. Ciò che prima era stato concepito spiritualmente, ora cominciava a venire immaginato in modo grossolanamente materiale. Qui dunque il [[materialismo]] s'insinua nella vita religiosa, molto tempo prima di conquistare la scienza. (p. 14) *Quando l'uomo dorme il suo corpo fisico e quello eterico giacciono nel letto; il corpo astrale e l'io sono in certo modo sciolti dalla connessione col corpo fisico e con l'eterico, trovandosi quindi al di fuori di questi corpi, purché s'intenda quest'espressione in senso non spaziale, ma spirituale. (p. 23) *Se vogliamo mettere in evidenza nel modo più elementare la differenza tra il corpo fisico umano e il corpo fisico d'un minerale (poniamo d'un cristallo), possiamo esprimerla così: il cristallo, se non viene distrutto dall'esterno, conserva la propria forma. Il corpo fisico umano non è in grado di conservare da se stesso la propria forma; esso la conserva solo finché e in quanto è compenetrato da un corpo eterico, da un corpo astrale e da un io. Dal momento in cui questi tre elementi costitutivi se ne staccano, il corpo fisico comincia a diventare qualcosa del tutto diverso da ciò che era stato fra la nascita e la morte: segue le leggi fisiche e chimiche della materia e si decompone, mentre il corpo fisico del minerale si conserva. (p. 25-26) *Ciò che affluisce nella luce solare fisica contiene in sé le forze spirituali d'amore appunto di quei sei spiriti di luce: i sei [[Elohim]] che troviamo menzionati nella [[Bibbia]]. Uno dei sette, invece, si separò dagli altri per il bene dell'umanità, ed elesse a propria dimora non il Sole, ma la Luna; e quest'uno degli spiriti di luce, che rinunciò volontariamente all'esistenza solare e si prescelse la Luna, non è altri che colui che l'Antico Testamento chiama "Jahve" o "Jehova". (pp. 49-50) *L'autore del Vangelo di Giovanni sottolinea con forti parole questo: "No, non dovete considerare il [[Cristo]] come un essere soprasensibile, che rimane invisibile, pur costituendo il fondamento di ogni cosa materiale; dovete al contrario attribuire la massima importanza al fatto che il Verbo si è fatto carne e che ha abitato fra noi!" Questa è la sottile differenza fra il cristianesimo esoterico e la gnosi originaria. La gnosi non conosce il Cristo come lo conosce il cristianesimo esoterico, ma solo come un'entità spirituale; e in Gesù di Nazareth essa scorge tuttalpiù un annunciatore umano, più o meno strettamente legato a quell'entità spirituale. La gnosi non vuol rinunciare al Cristo che rimane invisibile; il cristianesimo esoterico, invece, è sempre stato consono al Vangelo di Giovanni, fondato solidamente sulle parole: «E il Logos si è fatto carne e ha abitato fra noi» (1, 14). <br />Colui che è apparso nel mondo visibile è una reale incarnazione dei sei [[Elohim]], del Logos. (p. 53) *Ma fintanto che il corpo eterico si trova entro quello fisico, non è possibile che vi s'imprima veramente ciò che si è formato per mezzo degli esercizi di meditazione. A questo fine, in passato, occorreva che il corpo eterico venisse tratto fuori dalla connessione col corpo fisico. Quando pertanto, in quei tre giorni e mezzo del sonno simile alla morte, il corpo eterico veniva tratto fuori dal corpo fisico, s'imprimeva in esso tutto quanto era stato preparato nel corpo astrale, e l'uomo sperimentava il mondo spirituale. Quando poi veniva richiamato dal sacerdote iniziatore entro il corpo fisico, egli era un testimone di ciò che avviene nei mondi spirituali, per testimonianza propria. (p. 62) *Così il Vangelo di Giovanni vuole mostrarci che il Cristo è colui che dette il grande impulso all'uomo, perché potesse ricevere la forza per sentirsi in eterno quale singolo io individuale. Questa è la svolta dell'Antico Patto al Nuovo Patto: nell'Antico vigeva sempre il carattere dell'anima di gruppo, per cui ogni io si sentiva apparentato agli altri, senza sentire veramente se stesso, né gli altri io; mentre sentiva ciò che li accoglieva in comune: l'io del popolo o della stirpe. (p. 70) *Per molta gente che oggi si chiama cristiana e si richiama al Vangelo, bisogna domandare se, in realtà, essi posseggano il Vangelo. Di questo si tratta: prima di tutto, possedere il Vangelo. E con un documento della profondità del Vangelo di Giovanni occorre veramente pesare sulla bilancia di precisione ogni parola, per riconoscerla nel suo vero valore. (p. 79) *Il [[Cristo]] venne per spiritualizzare l'amore, per scioglierlo dei legali del sangue e per infondere la forza, per dare impulso all'amore spirituale. (p. 86) *L'alcool ebbe una certa missione nel corso dell'evoluzione dell'umanità: per quanto possa apparire singolare, esso ebbe il compito di preparare, per così dire, il corpo umano a venire staccato dalla connessione col mondo divino, perché potesse svilupparsi l"'io sono" individuale. Infatti l'alcool ha l'effetto di precludere all'uomo il contatto col mondo spirituale, nel quale l'uomo si trovava in passato. Questo effetto, l'alcool lo possiede tuttora. L'alcool non è stato introdotto invano nell'umanità. In futuro si potrà affermare nel pieno senso della parola che l'alcool ebbe il compito di attrarre l'uomo giù nella materia, sì da renderlo egoistico, da portarlo al punto di esigere per sé il proprio io, di non metterlo più al. servizio di tutto il proprio popolo. Così dunque l'alcool ha reso all'umanità il servizio opposto a quello dell'anima di gruppo: ha tolto agli uomini la facoltà di sentirsi uniti in un tutto nei mondi spirituali. (p. 89) *Che cosa deriva all'uomo dal fatto che quella trasformazione non è oggi ancora avvenuta? La scienza dello spirito lo enuncia in modo assai semplice: per il fatto che il [[corpo astrale]] non è ancora purificato, non è ancora trasformato nel sé spirituale, è possibile l'[[egoismo]]; per il fatto che il [[corpo eterico]] non è ancora permeato dalle forze dell'io, sono possibili la menzogna e l'errore; e per il fatto che il corpo fisico non è ancora permeato dalle forze dell'io, sono possibili la malattia e la morte. Nel sé spirituale pienamente sviluppato non vi sarà più egoismo; e così non vi saranno più malattia e morte, ma solo salvezza e salute, nell'uomo-spirito pienamente evoluto, cioè nel corpo fisico interamente sviluppato e trasformato. (p. 127) *Fintantoché un uomo giudica il prossimo, egli lo sottopone alla coercizione del proprio io. Ma se si crede veramente all'lo-sono, nel senso cristiano, allora non si giudica più, ma si dice: "So che il [[karma]] è il grande pareggiatore: qualunque cosa tu abbia compiuto, io non ti giudico!" (p. 131) *Un profeta vuole che gli si creda, mentre la scienza dello spirito non vuol condurre alla fede, bensì alla conoscenza. Perciò noi interpretiamo nell'altro senso il detto di [[Voltaire]]; egli dice che ciò che è semplice viene creduto ed è affare del profeta; la scienza dello spirito dice: "Ciò che è complesso, invece viene conosciuto". Dobbiamo familiarizzarci sempre più con la nozione che la scienza dello spirito è qualcosa di complesso: non è una professione di fede, ma una via alla conoscenza. (p. 215) ==''Il Vangelo di Luca''== ===[[Incipit]]=== Qualche tempo fa, riuniti qui, abbiamo potuto studiare le correnti più profonde del cristianesimo dal punto di vista del vangelo di Giovanni. Allora ci si sono presentate allo sguardo spirituale le poderose immagini e idee che si possono acquistare quando si approfondisca questo documento dell'umanità, unico nel suo genere. Abbiamo già fatto rilevare allora che le massime profondità del cristianesimo si palesano quando lo si studi col vangelo di Giovanni alla mano. E chi abbia ascoltato quelle o altre conferenze sul medesimo Vangelo, potrebbe chiedersi: è possibile che i punti di vista, veramente profondissimi per molti riguardi, che si possono acquistare con la lettura del vangelo di Giovanni, possano ampliarsi e approfondirsi con lo studio di altri documenti cristiani, per esempio con lo studio dei vangeli di Luca, di Matteo e di Marco? Chi ama adagiarsi nelle teorie, si chiederà: è proprio necessario che, dopo aver preso coscienza che nel vangelo di Giovanni ci si presentano le verità cristiane più profonde, si continui ancora a studiare il cristianesimo secondo gli altri Vangeli, e soprattutto secondo il meno profondo, il vangelo di Luca? ===Citazioni=== *[...] l'autore del Vangelo di Giovanni (a prescindere da quanto egli vi ha pur sempre introdotto di immaginativo) noi lo possiamo chiamare l'annunziatore di tutto ciò che, sull'evento del Cristo, risulta a chi possiede la parola interiore, fino al grado dell'intuizione. Infatti, in sostanza egli ci caratterizza i misteri del regno del Cristo dal punto di vista della parola interiore, ovvero del Logos. A base del Vangelo di Giovanni sta dunque la conoscenza ispirativa e intuitiva. (p. 14) *[...] possiamo dire che il [[Vangelo secondo Giovanni|Vangelo di Giovanni]] è fondato sull'iniziazione, e gli altri tre vangeli (soprattutto quello di Luca, secondo la dichiarazione stessa del suo autore) sono basati sulla chiaroveggenza. (p. 16) *La scienza dello spirito non ha le sue fonti né negli scavi fatti in terra, né nei documenti conservati negli archivi, né nelle cronache di storici più o meno ispirati. Fonte della scienza dello spirito è quello che siamo in grado di leggere noi stessi nella cronaca imperitura, nella cosiddetta ''cronaca dell'akasha''. (p. 18) *Il Vangelo dell'amore e della compassione ci si presenta in modo vivo nel vero buddhista che partecipa col suo caldo cuore a tutto il dolore che incontra nel mondo in ogni essere vivente. Nel [[buddhismo]] l'amore e la compassione ci vengono presentate nel vero senso della parola. Ma dal vangelo di Luca ci fluisce qualcosa che è ancor maggiore di quell'amore e di quella compassione. Ci fluisce qualcosa che possiamo chiamare la trasmutazione della compassione e dell'amore in azione, nell'azione che è necessaria all'anima. Il buddhista aspira alla compassione nel senso più alto della parola; l'amore operante è invece ciò a cui aspira chi vive nel senso del [[vangelo di Luca]]. Il buddhista è capace di sentire col malato le sue sofferenze; dal vangelo di Luca giunge all'uomo l'invito a intervenire con la sua attività, a sanare il male fin dove è possibile. Il buddhismo insegna a comprendere tutto ciò che vivifica l'anima umana; il vangelo di Luca ci esorta a qualcosa di straordinario, a non giudicare, a fare più di quanto non venga fatto a noi. Dare più di quanto non si riceva! L'amore trasformato in azione: ecco quello che deve apparirci come un grado superiore del buddhismo nel vangelo di Luca, quantunque questo Vangelo contenga in sostanza il più puro, il più schietto buddhismo. (p. 48) *Se dunque volessimo fare di un bambino uno spirito particolarmente inventivo, che non solo sapesse vivificare il suo pensiero, che in età più avanzata fosse poi in grado di svilupparlo portandolo a una produttività superiore, allora dovremmo innanzitutto impedire che quel bambino, all'età di sei o Sette anni, studiasse come studiano gli altri bambini e cominciasse ad apprendere le nozioni che gli altri bambini apprendono a scuola. Dovremmo anzi cercare che, di tutto quanto generalmente s'insegna a quell'età, gli venga insegnato il meno possibile; dovremmo tenerlo fino a dieci-undici anni in un clima di giochi infantili, e insegnargli il minor numero possibile di nozioni scolastiche, cosicché, possibilmente, a otto o nove anni egli non sappia ancora tirar le somme e legga molto male. Poi, verso gli otto o nove anni, dovremmo cominciare a insegnargli tutto ciò che generalmente si insegna ai bambini di sei-sette anni. In tal caso le forze umane si saranno sviluppate in tutt'altro modo, e l'anima userà in modo diverso ciò che ora le viene insegnato. (p. 71) *Donde proveniva dunque la grande forza vivificatrice del corpo di [[Gesù]]?<br />Proveniva dalla loggia madre dell'umanità, diretta dal manu dal grande iniziato solare. Nel bambino nato dalla coppia di genitori, che il [[vangelo di Luca]] chiama Giuseppe e Maria, fu immersa una grande forza individuale che era stata coltivata e curata nella loggia madre del grande oracolo solare. In quel bambino fu introdotta la migliore e la più forte di quelle individualità. (p. 81) *Abbiamo veduto il buddhismo penetrare e operare nella personalità del bambino nato dalla coppia della linea natanica della casa di Davide, come ci descrive il vangelo di Luca. Dall'altro lato vediamo che un'altra coppia, un altro Giuseppe e un'altra Maria con il bambino Gesù, discendenti dalla linea salomonica della stirpe di Davide, risiedevano dapprima a [[Betlemme]], come ci descrive il vangelo di Matteo. Questo bambino [[Gesù]] della linea salomonica è il portatore dell'individualità, vissuta un tempo quale [[Zarathustra]], che aveva fondato la civiltà persiana più antica. Sicché, all'inizio della nostra era, troviamo l'una accanto all'altra, incarnate per così dire in due individualità effettive, le due correnti del buddhismo e dello zarathustrismo; la prima, incarnata nel Gesù natanico di cui ci parla Luca, la seconda, nel Gesù salomonico della stirpe di Davide di cui ci parla Matteo. Le nascite dei due bambini non sono però perfettamente contemporanee. (p. 88) *E l'evento del Cristo, che doveva aver luogo nell'Asia Minore, rendeva in certo modo necessario che in quella zona l'evoluzione rimanesse indietro rispetto all'India, per poter accogliere più tardi, in modo nuovo, ciò che all'India era Stato dato in altro modo. Nell'Asia Minore dovette esservi un popolo che potesse, per così dire, rimanere più indietro degli altri popoli d'Oriente, un popolo che si sviluppasse in tutt'altro modo. Mentre i popoli orientali erano stati formati in modo da poter vedere il bodhisattva divenuto Buddha, i popoli dell'Asia Minore – e specialmente l'ebraico antico – avevano dovuto esser trattenuti a un livello più basso, ad un livello infantile: questa fu una necessità. (p. 108) *Come poteva la direzione spirituale dell'umanità provvedere a che, accanto alla corrente buddhistica, ne scorresse un'altra, la quale solo più tardi potesse accogliere il contenuto del [[buddhismo]]? Vi poteva provvedere solo in un modo: togliendo all'antica civiltà ebraica la possibilità di produrre uomini che sviluppassero il dharma per forza propria, e trattenendoli dal giungere in se stessi all'ottuplice sentiero. La civiltà ebraica non doveva avere un Buddha. Ciò che si era sviluppato nel buddhismo doveva essere dato all'ebraismo dall'esterno. Perciò, molto tempo prima dell'apparizione del Buddha, al popolo ebreo fu data la legge; non fu data interiormente, bensì esteriormente, mediante la rivelazione del decalogo, mediante i dieci comandamenti (Esodo 20, 2-17). Ciò che doveva diventare possesso interiore del buddhismo venne dato all'antico popolo ebreo nel decalogo, in una serie di leggi esteriori, come qualcosa che si riceve da fuori, che non si è ancora immedesimato con l'anima. Perciò l'antico ebreo sentiva i comandamenti come qualcosa che gli veniva dato dal cielo, a causa dell'infantilità del suo grado di sviluppo. (p. 109) *Come noi definiamo lunare la luce del sole, quando la vediamo riflessa dalla [[Luna]], così allora il [[Cristo]] veniva chiamato Jahve o [[Geova|Jehova]]. Jahve non era altro che il riflesso del Cristo, prima che egli stesso discendesse sulla Terra. Il Cristo si annunziava indirettamente all'essere umano che non era ancora in grado di contemplarlo nella sua vera entità; similmente nel plenilunio, che altrimenti sarebbe oscuro, la luce del Sole si annunzia attraverso i raggi lunari. Jahve, Jehova è il Cristo, non veduto direttamente, ma come luce riflessa. (pp. 129-130) *Questo tredicesimo {{NDR|[[bodhisattva]]}} è quello che gli antichi risci chiamavano Visva Karman, e che [[Zarathustra]] chiamò [[Ahura Mazdā|Ahura Mazdao]]; è colui che noi chiamiamo il Cristo. Egli è il condottiero e la guida della grande loggia dei bodhisattva, e il loro intero coro annunzia la dottrina del Visva Karman, la dottrina del Cristo. Colui che cinque-sei secoli avanti Cristo era passato dal grado di bodhisattva a quello di Buddha, era stato ornato delle forze del Visva Karman. Il Gesù natanico invece, che accolse in sé il Cristo, non fu soltanto "ornato", ma fu "unto", ossia fu compenetrato dal Visva Karman, fu pervaso dal Cristo. (p. 134) *Il Cristo Gesù dovette comparire appunto in quell'epoca. Se fosse comparso nell'epoca nostra, non avrebbe potuto operare come operò allora, non avrebbe potuto presentarsi come modello all'umanità. Nell'epoca nostra avrebbe trovato organismi umani molto più profondamente immersi nella materia fisica. Ed egli stesso avrebbe dovuto discendere in un organismo fisico, entro il quale il poderoso influsso dell'animico-spirituale sulla materia non avrebbe più potuto attuarsi come a quei tempi. (p. 152) ==''Il Vangelo di Marco''== ===[[Incipit]]=== È noto che il vangelo di Marco comincia con le parole: «Principio del vangelo di Gesù Cristo». Già queste prime parole contengono tre enigmi per chi, ai giorni nostri, cerchi di comprendere il vangelo di Marco. Il primo enigma sta nella parola "principio". Il principio di che cosa? Come si deve intendere questo principio? II secondo enigma si trova nella parola "vangelo". Che cosa significa la parola "vangelo", dal punto di vista dell'[[antroposofia]]? Il terzo enigma è la figura stessa del Cristo Gesù, del quale abbiamo già parlato spesso. ===Citazione=== *Già da molto tempo negli spiriti più profondi dell'umanità si era venuto affermando un dato di fatto: senza conoscere nulla della reincarnazione e del karma, quando contemplavano un'anima veramente grande, per descriverla nella sua realtà più essenziale, echeggiava in loro qualcosa che proveniva dalle incarnazioni precedenti. Come [[William Shakespeare|Shakespeare]] descrisse [[Amleto]] a quel modo, ignorando del tutto che in Ettore e in Amleto era vissuta la medesima anima, così [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]] descrive la figura di Faust come se dietro ad essa intravvedesse l'anima di Empedocle con tutte le sue singolarità: appunto perché in Faust era presente l'anima di [[Empedocle]]. Ed è proprio caratteristico questo modo di progredire e di avanzare del genere umano. (p. 20) *Se le diverse religioni prendessero sul serio il principio dell'ammissibilità di tutte le religioni, e non lo usassero solo come un'etichetta, non si scandalizzerebbero più del fatto che l'[[Occidente]] non abbia adottato un Dio nazionale, ma un Dio che non ha nulla a che vedere con una qualsiasi nazionalità, in quanto è una entità cosmica. Gli [[India|Indiani]] parlano dei loro dèi nazionali. È quindi perfettamente naturale che ne parlino in modo diverso da come parlano uomini che non seguono, ad esempio, una divinità nazionale germanica, ma si raccolgono intorno a un'entità che si è incarnata in un popolo lontano e diverso dal loro. Si potrebbe parlare di una contrapposizione del principio religioso occidentale a quello orientale indiano, se si volesse per esempio dichiarare che Wotan è superiore a [[Krishna]]. Nel caso del [[Gesù|Cristo]] questo non è possibile. Sin dall'inizio Egli non appartiene ad alcun popolo singolo, ma al contrario realizza il più bello dei princìpi della scienza dello spirito: il riconoscimento della verità, senza distinzione di colore, di razza, di stirpe. (p. 40) *Non esistevano in quei tempi antichi la scienza odierna, e neppure il pensiero comune, il sobrio raziocinio o la forza del giudizio logico. L'uomo stava di fronte al mondo esterno, lo percepiva, ma non l'analizzava in concetti, non conosceva la logica, né rifletteva sulle cose combinandole fra loro. Oggi è perfino difficile raffigurarsi tale condizione, perché oggi si riflette, si pensa su ogni cosa. L'uomo antico invece non pensava in questo modo: passava vicino alle cose, le vedeva e se ne imprimeva le immagini; ne trovava poi la spiegazione quando guardava il suo mondo immaginativo sognante, negli stati intermedi fra veglia e sonno. Vedeva allora immagini. (p. 74) *L'[[oriente]] ha da conservare la grandezza del tempo passato, l'[[Occidente]] si impegna a preparare in anticipo quel che dovrà maturare più tardi. (p. 79) *È strano che qualcuno affermi che noi attribuiamo al [[cristianesimo]] una posizione di preminenza rispetto alle altre religioni. [...] Noi rinunciamo a usare termini come "superiore" e "inferiore", ma vogliamo caratterizzare le cose secondo la loro verità. (p. 98) *E poiché nel Cristo Gesù la pienezza dell'io penetrò per la prima volta in un corpo umano, nella misura massima possibile, quel corpo dovette presentarsi a un certo punto non già con una sola lesione (come nelle individualità dotate anticamente di un super-io), ma con cinque piaghe. Quelle cinque piaghe erano rese necessarie dall'esorbitare dell'entità del [[Gesù|Cristo]], cioè dell'io umano nella sua pienezza, al di fuori dei limiti della forma corporea umana. La croce dovette essere eretta sul piano fisico e storico, a causa di quella esuberanza dell'io. (p. 126) *Esaminando la filosofia vedanta di Vyasa, possiamo constatare che essa non è elaborata alla maniera delle filosofie occidentali, pregne di idee, permeate di raziocinio: è per così dire ancora tirata giù dai mondi superiori e solo tradotta in parole umane. La sua caratteristica è di non essere stata conquistata mediante concetti umani, elaborata come i sistemi socratico o platonico, ma veduta chiaroveggentemente. (p. 129) *Le forze occulte incontrano invece le difficoltà maggiori quando ci si trova a casa propria, sia da soli, sia con parenti. (p. 139) *Nel corso di queste conferenze è stato già messo ripetutamente in rilievo che in futuro muterà l'attecciamento della gente verso i [[Vangelo|Vangeli]], per effetto di una migliore comprensione dell'elemento artistico, della loro composizione stessa. Gli sfondi occulti dei profondi impulsi storici scaturiti dai Vangeli saranno visti nella giusta luce solamente quando si terrà conto della particolare composizione artistica di quei testi. Anche da questo punto di vista la letteratura e l'arte evangelica occupano un loro posto nell'evoluzione storica dell'umanità, come abbiamo già messo in evidenza per alcuni episodi. (p. 151) *Guardiamo alla civiltà contemporanea, anche prescindendo dalle manifestazioni più gravi della corruzione. Non occorre dirlo a chiunque in questi termini, perché la gente non lo gradisce: tutto è meccanizzato; in verità al giorno d'oggi la nostra civiltà materialistica adora solamente il meccanismo, anche se la gente non parla di "preghiere" o di "adorazione". Tuttavia le forze dell'anima che in passato venivano rivolte verso esseri spirituali, oggi sono rivolte verso le macchine, alle quali si può proprio dire che si dedica l'attenzione che un tempo si dedicava agli dèi. Questo vale soprattutto per la scienza: per quella che da un lato ignora quanto poco essa abbia a che fare con la verità, con la verità reale, e dall'altro quanto poco abbia a che fare con la logica. (p. 176) *Per altro avviene che la donna in quanto donna, a causa della diversa formazione del cervello e quindi del diverso modo in cui può servirsene, può afferrare le idee spirituali con maggiore facilità. L'uomo invece, appunto a causa della sua struttura corporea fisica, ha una maggiore tendenza a pensare in modo materialistico, perché il suo cervello (per esprimersi alla buona) è più duro. Il cervello femminile è più molle, è meno ostinato, meno indurito, e ripeto che con ciò non si vuole affermare proprio niente sulla singola personalità, né in senso buono, né in senso cattivo. (p. 183) ==''Il Vangelo di Matteo''== *Vorrei qui precisare esplicitamente che parlando di [[Zarathustra]] alludo a un essere che già i [[Greci|greci]] assegnavano a un'epoca di circa {{formatnum:5000}} anni precedente la guerra di Troia, e che quindi non è da identificarsi con quello che la storiografia esteriore chiama Zarathustra, e neppure con colui che viene menzionato con tale nome al tempo di Dario. Lo Zarathustra dei tempi remoti aveva dunque un protettore al quale possiamo attribuire il nome di Gustasb, col quale fu designato più tardi. (2012, p. 25) *Dapprima [[Zarathustra]] visse in tempi antichissimi dando il suo caratteristico impulso all'evoluzione post atlantica, con la fondazione della civiltà palio persiana, iranica. Più tardi egli cedette il proprio [[corpo astrale]] per inaugurare attraverso [[Ermete Trismegisto|Ermete]] una nuova civiltà, e poi cedette a [[Mosè]] il proprio [[corpo eterico]]. (2012, p. 60) *Qualcosa viene ereditato dai genitori, dai nonni, e così via; quanto più si risale nella serie degli antenati, tanto meno rimane presente in noi delle impurità del nostro intimo essere, trasmesse ereditariamente: dopo quarantadue generazioni, non ne rimane più nulla. A questo punto, l'effetto dell'ereditarietà si è perduto. (2012, p. 90) *Risalendo poi da [[Abramo]] addirittura fino all'epoca atlantica e prima ancora, dobbiamo riconoscere che la [[memoria]] era realmente qualcosa del tutto diverso da come è oggi. Prima di tutto non ci si ricordava soltanto, come adesso, delle esperienze personali fatte in una singola vita, ma con lo scorrere del sangue si aveva un ricordo anche di eventi precedenti la nascita, e di eventi riguardanti il padre, l'avo e così via per una serie di generazioni; solo più tardi la memoria andò restringendosi a tempi più brevi e poi a una singola vita umana. (2012, p. 103) *[...] il [[nazireato]] consisteva (anche prima della fondazione della comunità dei [[Terapeuti]] e degli [[Esseni]]) nel fatto che singoli uomini si sottoponevano a ben determinati metodi di Sviluppo dell'anima e del corpo. In modo particolare, i nazirei applicavano un metodo fondato su una certa dieta (che del resto può essere utile anche oggi, se qualcuno vuol progredire più rapidamente nello sviluppo della propria anima). Essi si astenevano del tutto dal consumare cibi a base di carne, nonché dall'uso dell'alcool. Con ciò essi si creavano certe facilitazioni, in quanto realmente l'alimentazione carnea è in grado di rallentare l'evoluzione di chi tenda a un progresso spirituale. Questo non vuol essere propaganda per il [[Vegetarianismo|vegetarianesimo]]: è un dato di fatto che molti problemi divengono meno ardui se ci si astiene dalla dieta carnea. Si può acquistare una maggior forza di resistenza nell'anima, si possono accrescere le proprie capacità di superare gli ostacoli derivanti dal corpo fisico e dall'eterico, se viene eliminata la dieta carnea. L'uomo può diventare più produttivo spiritualmente; ma non lo diventa certo solo per il fatto di non nutrirsi di carne, bensì soprattutto accrescendo le forze della propria anima. (1979, p. 111) *Si tratta dunque di due coppie di genitori, entrambi di nome Giuseppe e Maria (erano nomi frequenti, a quei tempi, ma col modo odierno di comprendere il senso dei nomi propri non si può trarre nessuna conseguenza dal fatto che si chiamavano Giuseppe e Maria) e di due fanciulli di nome [[Gesù]]. Di uno di questi, discendente dalla linea salomonica della casa di Davide, ci parla la genealogia del vangelo di Matteo. Dell'altro Gesù, discendente della linea nathanica e figlio di una diversa coppia di genitori, parla invece il vangelo di Luca. I due fanciulli crescono vicini l'uno all'altro, sviluppandosi fino all'età di dodici anni. Questi sono fatti menzionati dai [[Vangelo|Vangeli]], e i Vangeli si esprimono correttamente in ogni punto. Fintanto che si volle impedire che la gente conoscesse la verità, o fino a che la gente non voleva apprenderla, si è cercato di impedire la conoscenza diretta dei Vangeli. I Vangeli debbono essere solo compresi: essi dicono il vero. (2012, p. 113) *Ogni forma d'[[Iniziazione|iniziazione]] consiste nel preparare l'uomo, nel rafforzarne gli organi, perché egli possa sostenere quell'urto, quando penetra nel macrocosmo. Uno degli aspetti essenziali dell'iniziazione è dunque il familiarizzarsi, l'illuminarsi, il diventar percepibile del mondo in cui ci troviamo durante la notte, e di cui durante il sonno ignoriamo tutto. (2012, p. 121) *A quel tempo le forze dell'anima o dello spirito esercitavano ancora un'influenza assai maggiore, un'influenza per così dire immediata sul corpo fisico, mentre più tardi quest'ultimo divenne più denso e meno sensibile alle forze dell'anima. Per tale ragione era possibile allora effettuare delle guarigioni valendosi delle forze dell'anima; l'anima aveva un potere molto maggiore di compenetrare il corpo con le forze risanatrici provenienti dal mondo spirituale, sì da rimetterlo in ordine quando ne era stata turbata l'armonia. Questo potere dell'anima sul corpo andò gradatamente diminuendo, per effetto del corso dell'evoluzione. Le guarigioni dei tempi antichi erano dunque in larga misura fondate su processi spirituali. Coloro che venivano considerati medici non lo erano nel senso che si dà oggi al nome di medico; erano piuttosto dei guaritori, in quanto agivano sul corpo attraverso l'anima del paziente. Essi purificavano l'[[anima]], compenetrandola di sani sentimenti, impulsi e forze volitive, mediante gli influssi animico-spirituali che erano in grado di esercitare, sia nello stato della percezione fisica ordinaria, sia nel cosiddetto "sonno del tempio" o in altre condizioni simili, che non erano poi che un modo di porsi dell'uomo in uno stato di [[chiaroveggenza]]. (2012, p. 176) *Che cosa fanno invece certi commentatori faciloni? Poiché nel [[Vangelo secondo Matteo|vangelo di Matteo]] si vedono una volta nutriti quattromila con sette pani, e un'altra cinquemila con cinque pani, quest'ultima scena viene giudicata una semplice ripetizione della prima e si accusa l'autore negligente di avere sbagliato nel copiare! Non dubito che per certi libri scritti nel nostro tempo, questo possa effettivamente accadere; ma i [[Vangelo|Vangeli]] non sono stati certo scritti in quel modo. Se in essi si trova ripetuta due volte una narrazione, ciò ha un suo profondo significato. (2012, p. 184) *Andiamo incontro a un tempo nel quale le forze superiori dell'uomo potranno percepire il [[Gesù|Cristo]] (ciò va accolto come una comunicazione). Già prima della fine del secolo ventesimo a un piccolo numero di uomini (come a Teodora in ''La porta dell'iniziazione'') si sarà dischiusa la vista spirituale, sicché potranno avere la stessa esperienza che ebbe Paolo a [[Damasco]]: egli poté averla già allora in quanto era "un prematuro" (1 Corinzi 15,8). Prima della fine del secolo ventesimo un certo numero di uomini ripeterà l'esperienza fatta da Paolo davanti a Damasco (Atti degli Apostoli 9,1-22); essi non avranno più bisogno dei Vangeli né di altri testi per riconoscere il Cristo. La loro esperienza interiore li illuminerà sul Cristo, il quale apparirà "sulle nuvole", cioè nella sfera eterica (Daniele 7, 13; Matteo 24,30; Apocalisse 1,7). (2012, p. 188) *In quanto [[Antroposofia|antroposofi]] abbiamo spesso enunciato che il Cristo non appartiene solo ai "cristiani", poiché si tratta del medesimo essere che [[Zarathustra]] chiamava [[Ahura Mazdā|Ahura Mazdao]] e che gli antichi sette risci indiani chiamavano Vishva Karman. Noi viviamo in [[Occidente]], ma sappiamo che anche in [[Oriente]] si parla del Cristo, con altre denominazioni. (2012, p. 239) ==''L'azione delle stelle e dei pianeti sulla vita terrestre''== *Se i fisici potessero viaggiare su un qualche veicolo adatto, sarebbero stupiti di non trovare il [[Sole]] che somiglia ad un gas. Essi troverebbero una cavità, una vera cavità che appare come luce. E ciò che essi troverebbero sarebbe proprio lo spirituale. (pp. 16-17) *Se fra i [[cane|cani]] vi fosse uno [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]], che avesse un analogo modo di pensare, potrebbe scrivere i libri interessanti! Schopenhauer ha scritto un libro, ''[[Il mondo come volontà e rappresentazione]]'', perché era un uomo, il suo cervello olfattivo era stato trasformato in organo della ragione. Il cane scriverebbe un interessante libro: ''Il mondo come volontà e profumo''. Vi si potrebbero trovare molte cose che l'uomo non può sapere, perché l'uomo si fa delle rappresentazioni, mentre il cane fiuta. Io credo anzi che, se il cane fosse uno Schopenhauer, il libro che esso scriverebbe sarebbe molto più interessante del libro scritto da Schopenhauer stesso, ''Il mondo come volontà e rappresentazione!'' (p. 18) *Le [[Razza umana|razze]] vissero originariamente in luoghi diversi sulla [[Terra]]. In un luogo si formò una razza, in un altro luogo se ne formò un'altra. Qual è la causa di ciò? Potremmo benissimo spiegarlo rilevando che su una determinata regione della Terra ha un'influenza particolarmente forte un certo pianeta, e su un'altra regione un altro pianeta. Se andiamo per esempio in [[Asia]], troviamo che là, sul suolo asiatico, agisce in modo speciale tutto ciò che scorre giù sulla Terra da [[Venere (astronomia)|Venere]]. Se andiamo sul suolo americano, troviamo che vi agisce in modo particolare ciò che vien giù da Saturno; e in [[Africa]] ciò che viene da [[Marte (astronomia)|Marte]]. Cosicché troviamo che su ogni parte della Terra agisce in modo particolare un pianeta diverso. (p. 20) *[[Marte (astronomia)|Marte]], per quanto lo si può esplorare [...] si rivela consistere essenzialmente di una massa più o meno fluida, non come la nostra, ma come una gelatina o qualcosa di analogo. Marte è fluido in questo modo. Certo ha anche delle parti solide, però non tanto dense come sulla nostra terra, ma circa come le corna degli animali. (p. 29) *Si parla sempre dei canali di Marte, di canali cioè che dovrebbero esistere su Marte. Ma perché se ne parla? Su Marte non si vedono che delle linee, e queste vengono chiamate "canali". Ciò è giusto, ed anche non giusto. <br />Poiché Marte non è solido nel senso corrente sulla terra, non si può, naturalmente, parlare di canali come ne esistono sulla terra; ma si può dire invece che su Marte vi è qualcosa di simile ai nostri monsoni. (p. 29) *Se si considera il [[Sole]], si vede che esso ha il massimo influsso. Ma il Sole ha questo massimo influsso su tutto ciò che, sulla [[Terra]], è morto e deve, ogni anno, essere chiamato alla vita; mentre la [[Luna]] ha un influsso solo sulla vita, e non su ciò ch'è morto. [[Marte (astronomia)|Marte]] ha, per esempio, un influsso soltanto su ciò che sta in una vita più fine, nella sensazione; e gli altri pianeti esercitano il loro influsso solo sull'elemento animico e sullo spirituale, e così via. Il Sole è così veramente il corpo celeste che, sulla Terra, agisce nel modo più intenso fin dentro i minerali. La Luna non può far nulla sui minerali, Marte ancora meno. (p. 32) *Se ci si vuole rappresentare come sia oggi [[Marte (astronomia)|Marte]], ci si deve rappresentare come fu una volta la Terra: in tal modo si avrà davanti a sé l'aspetto di Marte. <br />Oggi noi abbiamo delle correnti regolari da sud a nord, e da nord a sud. Una volta esse erano molto più dense dell'aria; erano correnti di aria fluida; e così è oggi Marte. Vi sono su Marte correnti molto più viventi, molto più acquose, non aeriformi. (p. 32) *[[Giove (astronomia)|Giove]], per esempio, è quasi interamente aeriforme, ma anch'esso è alquanto più denso dell'aria terrestre. Giove rappresenta, come oggi lo vediamo, uno stato a cui la Terra tende, uno stato cui la Terra perverrà in avvenire. (p. 32) *Vedete, l'[[antroposofia]] non è sorta contro la scienza naturale; ma, poiché esiste la scienza naturale, è sorta l'antroposofia, ed essa dovette nascere per il motivo che la scienza naturale, con i suoi strumenti perfetti, con i suoi esperimenti complicatissimi, ha scoperto una quantità di fatti che, così come essa li scopre, non possono essere realmente compresi; ed infatti non sono compresi. Potranno essere compresi soltanto se si percepisce lo spirituale che sta dietro le cose, se si ammette che in ogni cosa vi è realmente un elemento spirituale. (p. 85) *Quando ad un qualsiasi [[animale]] che si voglia nutrire col [[latte]], si dà del latte, esso può, in certe circostanze, crescere benissimo. Ma se invece si scompone il latte nei suoi componenti chimici, e si cerca di che cosa esso consista, e poi, invece del latte, si somministrano all'animale questi componenti chimici, l'animale stesso se ne va all'altro mondo, non può nutrirsi. Da che cosa dipende ciò? Dipende dal fatto che nel latte agisce qualcosa, oltre ai suoi componenti chimici; e anche nella patata vive qualcos'altro, oltre ai suoi puri componenti chimici: vi è l'elemento spirituale. Dappertutto nella natura agisce lo spirito. (p. 86) *L'uomo deve capire che le cose nel mondo si modificano. E la più grande disgrazia, si potrebbe dire, è che una volta l'[[Uomo|umanità]] era superstiziosa, mentre ora è scientifica. Ma la superstizione si è pian piano, pezzo per pezzo, insinuata nella [[scienza]], ed oggi abbiamo semplicemente una scienza superstiziosa. (p. 98) *Il cosmo stellare è dappertutto abitato, dappertutto pieno di anime, è dovunque animato: soltanto, le anime sono diverse. (p. 101) *Mentre prima gli uomini sapevano, quando guardavano alla [[Luna]], che dalla Luna giungono sulla Terra le forze per ogni fecondazione (nessun essere avrebbe dei discendenti, se la Luna non inviasse le forze di fecondazione; nessun essere crescerebbe, se dal [[Sole]] non venissero le forze di crescita; nessun uomo penserebbe, se non venissero da [[Saturno (astronomia)|Saturno]] le forze di pensiero), mentre dunque una volta si sapeva tutto ciò, oggi non si conosce nient'altro che la velocità di traslazione di Saturno o della Luna, e se la Luna ha o non ha qualche vulcano spento, ma null'altro: non si vuole sapere null'altro. Soltanto si calcola ciò che si vuol sapere sulle stelle. (p. 102) ==''L'iniziazione''== ===[[Incipit]]=== In ''ogni'' uomo esistono facoltà latenti per mezzo delle quali può acquistarsi conoscenze sui mondi superiori. Il mistico, lo gnostico, il [[Teosofia|teosofo]] parlano sempre di un mondo delle anime e di un mondo degli spiriti, che sono per loro altrettanto reali quanto quello che si può vedere con gli occhi fisici e toccare con le mani fisiche. Chi li ascolta può sempre dirsi che anch'egli può avere le esperienze di cui si parla se si sviluppa in sé talune forze che ancora dormono in lui. Si tratta soltanto di sapere come occorra adoperarsi per sviluppare tali facoltà. Un consiglio al riguardo potrà venir dato soltanto da chi già possiede quelle forze. Da quando esiste il genere umano, vi furono sempre [[scuola|scuole]] nelle quali chi possedeva le facoltà superiori istruiva coloro che aspiravano alle medesime. Tali scuole vengono chiamate ''occulte''; e l'insegnamento che vi si riceve si chiama insegnamento occulto. Tale denominazione si presta naturalmente a malintesi. Chi la ode, può facilmente essere indotto a credere che gli uomini capaci d'impartire tale insegnamento vogliano essere una speciale classe privilegiata che trattiene arbitrariamente il proprio sapere senza trasmetterlo ai propri simili. ===Citazioni=== *Potrai godere appieno del cuore e dell'affetto di un iniziato: egli ti affiderà il suo segreto solo quando ne sarai maturo. Lo potrai adulare, lo potrai torturare; nulla varrà a determinarlo a svelarti qualcosa che egli sa di non doverti confidare, perché al gradino della tua evoluzione non sei ancora in grado di accogliere in modo giusto quel mistero nella tua anima. (p. 17) *L'occultista considera il ''godimento'' soltanto come un ''mezzo'' di nobilitarsi ''per il mondo''. Il godimento è per lui un messaggero che lo istruisce sul mondo; ma l'insegnamento ricavato dal godimento ti serve per progredire nel ''lavoro''. Non impara per accumulare tesori di sapienza per sé, ma permettere ciò che ha imparato a servizio del mondo. (p. 23) *Di particolare importanza per l'educazione del discepolo è il modo in cui ''ascolta'' gli altri quando parlano. Deve abituarsi a far tacere del tutto la propria interiorità. Quando qualcuno esprime un'opinione, e un altro lo ascolta, nell'interiorità di questi sorge in generale un sentimento di approvazione o di opposizione. Molti si sentiranno subito spinti a esternare il loro consenso e soprattutto la loro opinione contraria. Il discepolo deve mettere a tacere ogni simile approvazione e opposizione. (p. 40) *Le entità superiori, di cui si tratta nella scienza occulta, possono parlare soltanto a chi, ascoltando imparzialmente, sia capace davvero di accogliere interiormente le loro comunicazioni con calma, senza l'emozione di un'opinione personale o di un sentimento personale. Finché gli uomini oppongono un'opinione o un sentimento qualsiasi a quel che si ascolta, le entità del mondo spirituale tacciono. (p. 41) *Una norma deve venir osservata: nessuno deve dedicare a esercizi occulti tempo e forza superiori a quelli di cui la sua situazione nella vita, e i suoi doveri gli permettano di disporre. Nessuno, per seguire il sentiero occulto, deve modificare a un tratto qualcosa nelle condizioni esteriori della propria vita. Se si desiderano veri risultati, occorre ''pazienza''; dopo avere eseguito per qualche minuto un esercizio, bisogna poterlo interrompere per compiere tranquillamente il lavoro quotidiano, e nessun pensiero relativo agli esercizi deve frammischiarsi al lavoro della giornata. Chi, nel senso migliore e più elevato, non hai imparato ad ''aspettare'', non è adatto alla disciplina occulta e non arriverà mai risultati di qualche valore. (pp. 45-46) *Non occorre certo ripetere che il discepolo dell'occultismo, ''per il fatto di'' vivere nei mondi superiori, non deve trascurare alcun dovere della sua vita ordinaria. ''Nessun'' dovere nel mondo superiore può obbligarlo a trascurare uno solo dei suoi doveri nel mondo ordinario. Il padre di famiglia rimane ugualmente buon padre di famiglia, la madre rimane ugualmente buona madre, il funzionario non è impedito di assolvere i suoi obblighi e neppure il soldato o qualsiasi altra persona, se vuol diventare discepolo occulto. (p. 62) *Chi ha acquisito la capacità di seguire principi ed ideali alti, senza curarsi di propri desideri e scopi personali, chi sa sempre compiere il suo dovere, anche quando inclinazioni e simpatie tendono a distrarlo, nella vita abituale è già ''inconsapevolmente'' un iniziato; ben poco gli mancherà per poter superare la prova descritta. (p. 64) *Si ottiene qualcosa soltanto abbandonandosi sempre di nuovo un determinato pensiero, facendolo del tutto proprio. Esso è: "Devo far di tutto per educare la mia anima il mio spirito, ma ''aspetterò'' con calma che le potenze superiori mi giudichino maturo per una certa illuminazione". Se questo pensiero assume tale forza e noi da formare una disposizione del carattere, sia sulla giusta strada. (p. 70) *Esiste ''una sola'' via per spogliarsi dei propri difetti e delle proprie debolezze: riconoscerli esattamente. [...] Chi si abitua alla verità verso se stesso, si apre la porta alla visione superiore. (p. 71) *Vi sono anche altre vie che conducono più rapidamente alla meta; nulla hanno però in comune con ciò che qui è inteso, perché su chi le segue possono avere effetti che un occultista esperto non può desiderare. Siccome alcune di queste vie spesso diventano di dominio pubblico, è necessario ammonire espressamente che non conviene seguirle. Per ragioni che soltanto l'iniziato può comprendere, ''quelle'' vie non possono mai essere comunicate al pubblico nella loro vera forma. Le poche notizie frammentarie che qua e là appaiono non possono condurre ad alcun profitto, ma piuttosto a minare la salute, la felicità e la serenità dell'anima. Chi non vuole affidarsi a potenze molto tenebrose, delle quali non può conoscere né la vera natura, né l'origine, eviti di occuparsi di quelle cose. (p. 75) *Occorre però rilevare che il desiderio generico di conseguire la conoscenza superiore non basta. Tale desiderio è naturalmente comune a molti. Chi ha ''soltanto'' il desiderio, senza la volontà di accettare le condizioni ''speciali'' della disciplina occulta, certo non arriverà lontano. A questo dovrebbe riflettere chi si lagna che la disciplina occulta non risulta facile. Chi non può o non vuole adempiere a quelle severe condizioni ''deve'' rinunziare ''per il momento'' alla disciplina occulta. Le condizioni sono ''severe'', ma non ''dure'', poiché il loro adempimento non soltanto dovrebbe, ma deve essere un atto di libera volontà. (p. 78) *Minimi sono i risultati del lavoro, quando è compiuto per desiderio di successo, così come l'apprendimento seguito senza devozione reca poco vantaggio. Fa progredire soltanto l{{'}}''amore'' per il lavoro, non l'amore per il risultato. (p. 85) *Se all'uomo si aprisse lo sguardo nel mondo dello spirito prima di essere a sufficienza preparato alle entità che vi esistono, dinanzi all'immagine già descritta della propria anima sarebbe anzitutto come di fronte a un enigma. Le figure dei suoi istinti e delle sue passioni gli si presentano ora con forme che sentirebbe come figure animali, o più di rado come figure umane. (pp. 114-115) *A questo gradino della sua evoluzione, il chiaroveggente percepisce inoltre cose che sfuggono quasi, o completamente, alla comprensione sensibile. Per esempio, può osservare la diversità astrale fra un ambiente che sia per la maggior parte riempito da uomini di mentalità bassa, e uno in cui si trovino raccolte persone di mentalità elevata. In un ospedale, non soltanto l'atmosfera fisica, ma anche la spirituale, è diversa da quella di una sala da ballo. Una città mercantile ha un'aria astrale diversa da quella di un centro universitario. (p. 126) *Finché l'anima non è veggente nel senso più alto, essa è guidata da esseri cosmici superiori. Come la vita di un cieco, che abbia acquistato la vista dopo un'operazione, diventa diversa da quella che era prima, quando doveva dipendere dall'altrui guida, così la vita del discepolo si trasforma con la disciplina occulta. Egli è maturo per sapersi guidare, e da ora in avanti deve assumere la direzione di se stesso. Appena questo succede, egli si trova comprensibilmente esposto ad errori di cui la coscienza ordinaria non ha idea. Agisce ora da un mondo dal quale potenze superiori lo influenzavano prima a sua insaputa. Quelle potenze superiori sono disciplinate dall'armonia cosmica universale. Da tale armonia cosmica il discepolo ora esce. Deve quindi fare da sé cose che prima venivano per lui compiute senza la sua cooperazione. <br />Questa è la ragione per cui i libri che trattano di questi argomenti parlano molto dei pericoli cui va incontro chi ascende ai mondi superiori. Le descrizioni, che talvolta vi si trovano di tali pericoli, si prestano veramente a far sì che anime timide rabbrividiscano di fronte alla vita superiore. Occorre però dire che questi pericoli esistono soltanto quando vengano trascurate le necessarie cautele. Se invece i consigli suggeriti dalla vera disciplina occulta sono seguiti con cura, l'ascesa si svolge attraverso esperienze che trascendono per potenza e grandezza tutto ciò che la fantasia più audace possa immaginare; ma non si può parlare di danni alla salute o alla vita. (p. 137) *Se qualcuno mi invia un sentimento di odio, esso è visibile al chiaroveggente nella forma di una tenue nube luminosa di un determinato colore. Il chiaroveggente può difendersi da quel sentimento di odio, così come un uomo dei sensi può parare un colpo fisico diretto a colpirlo. Nel mondo soprasensibile l'odio diventa un fenomeno visibile. (p. 141) *Il "guardiano" lo deve ammonire di non procedere oltre, se non sente in sé la forza di soddisfare le richieste contenute nel discorso su citato. Per quanto orribile possa essere la figura del "guardiano", essa tuttavia è soltanto l'effetto della passata vita del discepolo, è soltanto il suo carattere, destato a vita indipendente al di fuori di lui. (pp. 148-149) ==''La Filosofia della libertà''== ===[[Incipit]]=== Nel suo pensare ed agire è l'[[uomo]] un essere spiritualmente [[libertà|libero]], oppure si trova sotto la costrizione di una ferrea necessità di leggi puramente naturali? A pochi problemi è stato rivolto tanto acume quanto a questo. L'idea della libertà del volere umano ha trovato un gran numero di caldi sostenitori e di ostinati oppositori. Vi sono persone che nel loro pathos morale chiamano spirito limitato chi possa negare un fatto così palese come la libertà. Di fronte a queste ve ne sono altre che vedono il colmo della non scientificità nel credere interrotta la necessità delle leggi di [[natura]] nel campo dell'agire e del pensare umani.<br /> Una stessa cosa viene così in pari tempo dichiarata il più prezioso [[bene]] dell'umanità oppure la peggiore [[illusione]]. <br />Infinito acume è stato impiegato per chiarire come la libertà umana sia compatibile con l'agire della natura, alla quale anche l'uomo appartiene.<br />Non minore è l'impegno col quale dall'altra parte si è tentato di rendere comprensibile come sia potuta sorgere una simile idea errata. Che qui si abbia a che fare con uno dei più importanti problemi della vita, della religione, della pratica e della scienza, sente chiunque. (1986) ===Citazioni=== *Il piacere non ha affatto col suo oggetto lo stesso rapporto che con esso ha il concetto formato dal pensare. Io sono cosciente in modo nettissimo che il concetto di una cosa viene formato per attività mia, mentre invece il piacere è in me provocato da un oggetto in modo analogo a quello in cui, da una pietra che cade, si provoca una modificazione nella cosa su cui cade. Rispetto all'osservazione, il piacere è dato esattamente allo stesso modo in cui è dato il processo che lo produce. Ma ciò non vale per il concetto. Posso domandare perché un determinato fenomeno produca in me il sentimento del piacere. Ma non posso domandare perché un fenomeno produca in me una determinata somma di concetti. (p. 34, 1966) *{{NDR|Per un [[idealista]] critico }} Non possono esserci per lui che due generi di uomini: gli ingenui, che ritengono cose reali i fantasmi dei propri sogni, e i saggi che vedono la nullità di questo mondo sognato e che devono quindi, via via, perdere ogni voglia di curarsene. (p. 69, 1966) *Nel momento in cui una percezione spunta sull'orizzonte della mia osservazione, entra in azione me anche [[pensare]]. (p. 89, 2016) *La nostra vita è una continua oscillazione pendolare fra la comunione col divenire generale del mondo e la nostra esistenza individuale. Quanto più in alto saliamo verso la natura universale del pensare, nella quale alla fine ciò che è individuale non ci interessa più che come esempio, come esemplificazione del concetto, tanto più si perde in noi il carattere dell'essere particolare, della singola ben determinata personalità. Quanto più discendiamo invece nelle profondità della vita personale e facciamo risuonare i nostri sentimenti in accordo con le esperienze del mondo esteriore, tanto più ci distacchiamo dall'esistenza universale. (pp. 91-92, 1966) *Un essere, che avesse un numero di sensi minore di quelli che all'uomo, percepirebbe meno, del mondo; uno che ne avesse un numero maggiore percepirebbe di più. Il primo avrebbe perciò una conoscenza meno completa del secondo. (p. 104, 2016) *Libero è l'uomo quando in ogni momento della sua vita è in grado di ubbidire a se stesso. Un'azione morale è una azione ''mia'' soltanto se può, in questo senso, dirsi libera. (p. 138, 1966) *Il mero concetto di dovere esclude la [[libertà]] perché non vuole riconoscere l'elemento individuale, esigendone invece la sottomissione ad una norma generale. La libertà dell'agire è concepibile solo dal punto di vista dell'individualismo etico. (p. 138, 1966) *Una chiesa o un'altra comunità generano non-libertà, quando i suoi preti o i suoi maestri si fanno dominatori delle coscienze, vale a dire quando i credenti ''devono'' prendere da loro, dal confessionale, i motivi delle proprie azioni. (p. 171, 2016) *L'uomo è libero nella misura in cui può realizzare nella sua volontà la stessa disposizione d'anima che vive in lui quando egli è cosciente dell'elaborazione di intuizioni puramente ideali (spirituali). (p. 172, 1966) *Noi non possiamo escogitare l'essenza della realtà con ipotesi astratte, concettuali (attraverso un riflettere puramente concettuale), ma ''viviamo'' nella realtà in quanto troviamo le idee per le nostre percezioni. (p. 210, 2016) *Noi non vogliamo più ''credere'', vogliamo ''conoscere''. La [[fede]] esige il riconoscimento di verità che non possiamo del tutto penetrare; e ciò che non penetriamo ripugna al nostro individuo che vuol vivere ogni cosa come esperienza interiore profonda. Ci soddisfa solo il ''sapere'', il quale non si sottomette ad alcuna norma esteriore, ma sorge dall'intima vita della personalità. (p. 228, 1966) *La massima fondamentale dell'uomo libero è quella di vivere nell'amore per l'[[azione]] e di lasciar vivere avendo comprensione per la [[volontà]] altrui. ==''La mia vita''== ===[[Incipit]]=== Accade da qualche tempo che, in discussioni pubbliche sull'[[antroposofia]] da me coltivata, vengano introdotti dati e giudizi intorno alla mia vita. E poiché se ne traggono conclusioni sull'origine di quelli che si considerano mutamenti nel mio cammino spirituale, alcuni amici hanno espresso il parere che sarebbe bene scrivessi io stesso qualcosa della mia vita. ===Citazioni=== *Là, disteso sul divano, giaceva l'Ottenebrato {{NDR|[[Friedrich Nietzsche]]}}, con la sua fronte mirabilmente bella di artista e di pensatore. Erano le prime ore del pomeriggio. Gli occhi, pur essendo spenti, apparivano ancora pervasi d'anima; ma di quanto li circondava non accoglievano più che un'immagine a cui era ormai negato l'accesso all'anima. Stavamo dinanzi a lui, ma Nietzsche non lo sapeva. Eppure si sarebbe ancora potuto credere che quel volto spiritualizzato fosse l'espressione di un'anima la quale, nel corso del mattino, avesse intensamente pensato e volesse ora riposare un momento. Credetti che la scossa interiore da me provata si trasformasse in comprensione per il genio il cui sguardo mi fissava senza vedermi. La passività di quello sguardo, lungo e fisso, sprigionò la comprensione del mio proprio sguardo, che in quel momento poté lasciar agire la forza animica dell'occhio, senza che l'altro occhio lo incontrasse. <br />E si presentò alla mia anima l'anima di Nietzsche, quasi librata sul suo capo, illimitatamente bella nella sua luce spirituale; liberamente aperta ai mondi spirituali nostalgicamente invocati, ma non trovati, prima dell'oscuramento: incatenata però ancora al corpo, conscio di essa soltanto quando il mondo spirituale era ancora per lei nostalgia. L'anima di Nietzsche era ancora presente, ma poteva tenere solo dal di fuori quel corpo che le aveva impedito di espandersi nella pienezza della sua luce finché era stata da esso circoscritta. (p. 188) *[[Nietzsche]] partì da una visione dello spirito in forma mitica. [[Apollo]] e [[Dioniso]] erano figure che egli sperimentava e sentiva. Tutto il corso della storia dell'uomo gli apparve come cooperazione o anche come lotta fra i due. Ma egli giunse solo ad una rappresentazione mitica di essi. Non penetrò fino alla visione di vere entità spirituali. Partì dal mito spirituale e arrivò alla natura. Nell'anima di Nietzsche, Apollo rappresentava la materia secondo l'idea della scienza naturale, Dioniso operava come forza di natura. Ma così la bellezza di Apollo gli si offuscò, e la commozione cosmica di Dioniso gli si paralizzò nella fermezza delle leggi naturali. (p. 192) *Mi accorsi di sperimentare un punto d svolta della vita umana molto più tardi di quanto non avvenga di solito per altri. Ma mi resi conto che ciò aveva per la vita dell'anima conseguenze ben determinate. Scoprii che gli uomini, passando troppo presto dal lavorìo animico entro il mondo spirituale all'esperienza del mondo fisico, non giungono ad ''afferrare in purezza'' né il mondo spirituale né il mondo fisico. Mischiano di continuo istintivamente ciò che le cose dicono ai loro sensi con ciò che l'anima sperimenta attraverso lo spirito e che da essa è poi adoperato per "rappresentarsi" le cose. (p. 234) *[...] io non ero impegnato di fronte a nessuno al mantenimento del segreto, perché non prendevo nulla dalla "sapienza antica": la conoscenza dello spirito che io posseggo è assolutamente un risultato della mia propria ricerca spirituale. Soltanto dopo essere arrivato ad una conoscenza per le mie proprie vie, cito quello che del "sapere antico" esiste già in qualche modo pubblicato, per mostrare la concordanza e insieme il progresso che è possibile all'investigazione attuale. <br />Così, da un dato momento in poi, fui completamente in chiaro con me stesso che, presentando pubblicamente la conoscenza dello spirito, facevo una cosa giusta. (p. 291) *Ma in gran parte i membri erano seguaci fanatici dell'uno o dell'altro dei capi della [[Società Teosofica]]; e giuravano sui dogmi di quei capi che avevano un carattere spiccatamente settario. <br />A me ripugnava questo modo di agire nella Società Teosofica, per la banalità e il dilettantismo che vi allignavano. Solo fra i teosofi inglesi trovavo una sostanza interiore, proveniente ancora dalla [[Blavatsky]], che a quel tempo [[Annie Besant]] ed altri coltivavano in modo adeguato. (p. 308) *Quando accettai l'invito della Società Teosofica, essa era l'unica istituzione degna d'esser presa sul serio e nella quale esistesse vera vita spirituale. E se l'atteggiamento interiore, il contegno e l'attività di essa fossero rimasti quali erano allora, né per me né per i miei amici si sarebbe mai reso necessario uscirne. Tutt'al più si sarebbe potuto costituire ufficialmente, in seno alla Società Teosofica, una sezione speciale: "Società Antroposofica". <br />Invece, già dal 1906 in poi apparvero nella Società Teosofica delle manifestazioni che ne palesavano la decadenza in modo spaventoso. (p. 309) *Quello che ho fatto, l'ho fatto per impulsi spirituali. (p. 311) *So bene quanto ciò che ho dato nei libri sia lontano dal suscitare, per sua propria forza interiore, una tale esperienza nelle anime che li leggono. Ma so anche quanto io abbia lottato, pagina per pagina, per raggiungere quanto più potevo in questa direzione. Il mio stile non è tenuto in modo da far trapelare nei periodi i miei sentimenti soggettivi. Mentre scrivo, attutisco ciò che sale dall'intimo calore e dal profondo sentimento, in uno stile asciutto, matematico. Ma solo ''questo'' stile può essere un risvegliatore, poiché il lettore deve suscitare in se stesso il calore e il sentimento. Non può lasciare che, in uno stato di coscienza smorzata, essi vengano in lui semplicemente "travasati" dall'autore. (p. 326) *Ciò che sarebbe stato bene capire, ma che allora fu preso in considerazione da pochissimi, era che la corrente antroposofica dava qualcosa di carattere totalmente diverso da quello che aveva la Società Teosofica. In questo carattere risiedeva la vera ragione per cui la Società Antroposofica non poté continuare a esistere come una parte di quella teosofica. I più diedero valore, invece, alle assurdità che si sono andate formando nella Società Teosofica e che hanno condotto a litigi senza fine. (p. 349) ==''La missione universale dell'Arte''== ===[[Incipit]]=== Facendo seguito alle diverse conferenze tenute qui negli ultimi tempi, vorrei oggi svolgere alcune considerazioni in merito all'evoluzione dell'umanità dopo l'avvento del [[cristianesimo]], e far notare alcune cose che risulteranno meglio proprio come conclusione delle conferenze precedenti. ===Citazioni=== *Si potrebbe dire che a sentirsi così legato alla terra ed estraneo al cosmo l'uomo è giunto oggi, tanto da considerare le [[stelle]] addirittura del tutto al di fuori della sua dimora terrena e di scarsa importanza per loro. (pp. 8-9) *Vi è in genere nell'evoluzione dell'umanità una tendenza contraria al progresso. Oggi l'umanità ha ancora paura di formulare nuovi concetti: vorrebbe continuare a sviluppare i vecchi. Dobbiamo uscire da questa avversione al progresso. Se diverremo favorevoli al progresso, acquisiremo anche una naturale relazione verso l'antroposofia, che appunto si avvia da esigenze antiquate verso quelle attuali dell'umanità, vale a dire ad elevarsi allo spirito. (p. 21) *Nella forma delle chiese vi è in un certo senso il desiderio dell'anima per la sua forma dopo aver abbandonato il corpo. (p. 30) *L'artista non riuscirebbe a creare con la sua materia, se in lui non vivesse l'impulso che proviene dal mondo spirituale. (p. 57) *Chi ad esempio sente davvero il rosso, lo splendore del rosso, sperimenterà sempre come il rosso "esca" dal quadro, come esso ci porti vicino quel che nel quadro viene raffigurato, mentre il blu ce lo porta lontano. (p. 126) *Gli antichi poeti epici non esprimevano questi uomini avevano da dire sugli eroi stessi (questo lo si ascoltava già tutti giorni sulla piazza del mercato), ma ciò che sulle cose umane e terrene poteva dire la dea, se l'uomo le si abbandonava. Questa era la poesia epica. <br />«Cantami, o diva, del pelide Achille...», così comincia [[Omero]] l'[[Iliade|''Iliade'']]. «Musa, quell'uom di multiforme ingegno...», così Omero comincia l'[[Odissea|''Odissea'']]. Musa, diva, cioè dea. Non sono frasi fatte, ma la testimonianza intima del vero poeta epico, che non vuole parlare da sé, che fa parlare in se stesso la dea, che l'accoglie nella propria fantasia, figlia della cosmica forza di crescita, affinché il divino parli lui degli eventi del mondo. (p. 134) *Il poeta epico sentiva come se la musa, la dea, fosse discesa in lui e giudicasse gli eventi terreni. Perciò nei tempi antichi il greco, quando come attore impersonava il dramma, voleva evitare che l'individuo umano trasparisse in lui, e per questo si metteva dei rialzi sotto i piedi; e la sua voce risuonava come attraverso una specie di strumento musicale, poiché ciò che si rappresentava nel dramma doveva essere sollevato al di sopra dell'individuo umano. (p. 135) *Dobbiamo saperci valere bene di tutto quel che ci ha portato il naturalismo non dobbiamo perdere tutto quel che abbiamo acquisito cercando nei secoli l'ideale artistico dell'imitazione della natura. Sono cattivi artisti e cattivi scienziati quelli che guardano al [[materialismo]] con schermo; il materialismo doveva esistere. Non vale storcere la bocca di fronte all'uomo terreno meramente materiale, terrestre, di fronte al mondo materiale, ma avere invece la volontà di penetrare davvero anche con lo spirito del mondo materiale. Non dobbiamo dunque disprezzare perché il materialismo ci ha portato nella scienza e nell'arte. Dobbiamo invece ritrovare la via allo spirito, senza creare un arido simbolismo o fasulle allegorie. Simbolismo e allegorie non sono forme artistiche. Soltanto l'impulso immediato del sentire artistico attinto alla sorgente dalla quale scaturiscono le idee dell'[[antroposofia]], può essere il punto di partenza per un'arte nuova. Dobbiamo diventare artisti, non simbolisti o inventori di allegorie, salendo davvero sempre più nei mondi dello spirito grazie una conoscenza spirituale. (pp. 135-136) ==''La saggezza dei Rosacroce''== ===[[Incipit]]=== Il contenuto di queste conferenze è stato annunciato come: "La teosofia secondo il metodo dei rosacroce". Con ciò si intende l'unica vecchissima e sempre nuova sapienza, ridata in un metodo adatto alla nostra epoca; come qui verrà esposto, esso era in fondo già noto fin dal secolo quattordicesimo. In queste conferenze non verrà narrata la storia dei [[rosacroce]].  ===Citazioni=== *Nell'anno 1459 un'alta individualità spirituale, incarnata nella persona che corrisponde al nome di [[Christian Rosenkreutz]], comparve come maestro d'un piccolo gruppo di discepoli iniziati. (p. 10) *Importa tener presente che, siccome fino ad oggi e ancora per molto tempo, i rosacroce non insegneranno nulla exotericamente che non possa venir afferrato con il comune intelletto logico, si erra obiettando che sia necessaria la [[chiaroveggenza]] per poter capire la forma rosicruciana della scienza dello spirito. L'importante non è la facoltà di percezione. Se non si comprende la sapienza dei rosacroce col pensiero, significa solo che l'intelletto logico non è stato ancora sviluppato abbastanza. (pp. 12-13) *Di fronte al suo scolaro il maestro rosicruciano non vuol essere in una posizione diversa da quella dell'insegnante di matematica di fronte al suo allievo. (p. 14) *Per la chiarezza bisogna distinguere due forme di trasformazione: quella cosciente e quella inconscia. In realtà l'uomo civile, col suo io, ha trasformato inconsciamente le parti inferiori della sua natura. Nell'attuale fase evolutiva questa trasformazione è cosciente solo per il ''manas'' {{NDR|corpo astrale}}, mentre occorre diventare iniziati per imparare a trasformare coscientemente anche il corpo eterico. (p. 28) *Il chiaroveggente osserva che, quando l'uomo si addormenta, il corpo astrale si separa dagli altri due corpi diffondendo una certa luce. Per la precisione, il corpo astrale dell'uomo attuale appare articolato in varie correnti e in bagliori luminosi, nell'insieme a forma di due spirali intersecantisi, come due 6 intrecciati; una di queste si perde nel corpo fisico, mentre l'altra si espande come una coda di cometa lontano nel cosmo. I due prolungamenti del corpo astrale diventano ben presto invisibili diffondendosi nello spazio, e allora tutta l'apparizione assume una forma ovale. (p. 31) *Per il morto è molto importante il periodo che segue immediatamente il suo trapasso. Esso dura abbastanza a lungo, ore e anche giorni, e durante questo tempo davanti all'anima del morto, come in un grande quadro mnemonico, scorre tutta la vita dell'ultima [[incarnazione]]. (p. 34) *L'immagine dell'[[akasha]] è così viva che continua ad agire secondo il carattere originario dell'uomo, tanto da poter essere confusa con la persona stessa. I medium credono di parlare col morto che sopravvive in spirito, ma si tratta soltanto della sua immagine astrale dell'akasha. Lo spirito di [[Cesare]] si sarà già reincarnato sulla Terra, e la sua immagine astrale continuerà ancora a rispondere nelle sedute spiritiche. Non si tratterà però dell'individualità di Cesare, ma soltanto della sua durevole impronta lasciata nella cronaca dell'akasha. Gli errori di molte sedute spiritiche derivano da questo fatto. Dobbiamo distinguere fra il residuo dell'uomo nella sua immagine dell'akasha e la sua individualità che continua nell'evoluzione. (p. 43) *Mentre di norma il corpo eterico sporge di poco, negli idioti si osservano parti del corpo eterico, in forma di luminosità eterica, sporgere di molto dalla testa. Ecco un caso inspiegabile con sole considerazioni fisiche, chiarito dalla scienza dello spirito. (p. 48) *Il [[Sole]] nasceva nella costellazione del Toro nel periodo precedente l'800 a. C., e di conseguenza troviamo in Egitto la venerazione per il bue Api e in [[Persia]] per il toro Mitra. Ancora prima, il Sole nasceva nella costellazione dei [[Gemelli (astrologia)|Gemelli]], e in effetti si rinvengono nella mitologia indiana e germanica degli accenni ai gemelli. I due caproni gemelli con i quali viaggia il dio Donar ne sono un residuo. Si può retrocedere all'epoca del Cancro che ci porta vicino al diluvio atlantico, col quale finisce una civiltà e ne inizia un'altra. Un segno occulto ben definito lo indica: la doppia spirale, il simbolo del Cancro, riportato in ogni calendario. (p. 55) *I [[Pensiero|pensieri]] e i [[sentimenti]] dell'uomo producono effetti nel mondo, e il veggente può seguire con precisione come per esempio un pensiero amorevole, diretto a qualcuno, agisca diversamente da uno carico d'odio. Se si invia un pensiero amorevole, il veggente vede formarsi una specie di luminoso calice di fiore che si avvolge con amore attorno al corpo eterico e a quello astrale di colui al quale è destinato, contribuendo alla sua felicità, ravvivandolo. Invece un pensiero carico d'odio penetra nel corpo eterico e nel corpo astrale come una freccia lacerante. (p. 61) *Già prima della nascita, l'amore del bambino muove incontro alla [[madre]] che lo contraccambia; visto spiritualmente l'amore materno risale fino a prima della nascita, deriva da reciproci sentimenti d'amore. (p. 75) *Dobbiamo ricordare che, in un certo senso, l'uomo odierno ha conservato un residuo di bisessualità, perché nei maschi il corpo fisico è maschile e quello eterico è femminile, mentre nelle donne il fenomeno è rovesciato, in quanto il corpo fisico è femminile e quello eterico maschile. Questi fatti ci prospettano interessanti punti di vista a proposito della vita psichica dei sessi; per esempio la capacità di sacrificio della donna nelle sue manifestazioni d'amore è in relazione con la mascolinità del suo corpo eterico, mentre l'ambizione dell'uomo si spiega riconoscendo la natura femminile del suo corpo eterico. (p. 127) *Il veggente che esaminasse la connessione fra il corpo eterico e quello fisico dell'uomo dell'[[Atlantide]], arriverebbe a una ben strana scoperta. Mentre nell'uomo attuale la testa eterica combacia con una certa approssimazione con la parte fisica della testa, sporgendone appena un poco, la testa eterica di un uomo dell'Atlantide si protendeva molto al di sopra di quella fisica; con più precisione, sporgeva di molto la parte frontale della testa eterica. Esiste un punto nel cervello fisico, fra le sopracciglia e circa un centimetro all'interno, cui corrisponde oggi un punto nella testa eterica. Negli Atlantidei quei due punti erano ancora molto distanti l'uno dall'altro, e l'evoluzione consistette appunto nel riavvicinarli sempre di più. Nel quinto periodo atlantico il punto della testa eterica si avvicinò al cervello fisico, e per il fatto che i due punti combaciavano si svilupparono alcune caratteristiche dell'umanità attuale: il calcolare, il contare, la facoltà di giudizio e in genere la capacità di formare concetti, l'intelligenza. Prima gli Atlantidei avevano solo una memoria sviluppatissima, ma non ancora la facoltà di connettere i pensieri, e qui abbiamo proprio l'inizio della coscienza dell'io. (p. 131) *Pensandoli un momento, nei nomi dei sette re si ritrovano reminiscenze delle sette parti costitutive dell'uomo. La cosa arriva al punto che il quinto re, l'etrusco, da fuori; egli rappresenta il manas, il sé spirituale, che unisce le tre parti inferiori alle tre superiori. I sette re di [[Roma]] rappresentano le sette parti costitutive dell'uomo, e in essi sono indicati i relativi nessi spirituali. La Roma repubblicana rappresenta la conoscenza umana che succede all'antica saggezza sacerdotale. (p. 137) ==''La scienza occulta''== ===[[Incipit]]=== L'antica denominazione di "scienza occulta" viene adoperata per il contenuto di questo libro; una denominazione che produce presso uomini diversi del presente le più opposte impressioni. Per molti essa ha qualcosa di scostante; provoca l'irrisione, un sorriso di compatimento, forse anche il disprezzo. Essi ritengono che una concezione che assume quel nome non possa fondarsi che sopra un vacuo fantasticare, e che dietro una tale "presunta" scienza non si nasconda altro che la tendenza a rinnovare ogni sorta di superstizione, superstizione che giustamente viene respinta da chi abbia conosciuto la "vera mentalità scientifica" e uno "schietto impulso alla conoscenza". Per altri, invece, quel nome agisce come se ciò che si intende dovesse portare qualcosa che non si può conseguire per alcun'altra via e verso cui essi si sentono attratti da un intimo, profondo anelito di conoscenza o da una raffinata curiosità dell'anima, secondo la propria disposizione. Fra queste due opinioni diametralmente opposte esiste tutta una scala di atteggiamenti intermedi, di accettazione o di rifiuto condizionati da ciò che si pensa essere il contenuto della scienza occulta". ===Citazioni=== *Come il corpo fisico si disgrega quando non lo tiene assieme il [[corpo eterico]], come il corpo eterico cade nell'incoscienza quando non lo illumina il corpo astrale, così il [[corpo astrale]] dovrebbe lasciar cadere il passato continuamente nell{{'}}''oblio'', se l'"io" non portasse in salvo tale passato per il presente. l{{'}}''oblio'' per il corpo astrale equivale alla morte per il corpo fisico e al sonno per il corpo eterico. Si può anche dire: del corpo eterico è propria la ''vita'', del corpo astrale la ''coscienza'', dell'io il ''ricordo''. (2018, p. 48) *L'uomo, invece di vedere il mondo nel suo vero aspetto, scorgeva delle immagini illusorie e dei fantasmi, e non era esposto soltanto all'influsso luciferico, ma anche all'influsso di questi altri esseri, ai quali abbiamo già più sopra accennato, e alla guida dei quali può essere dato il nome di [[Angra Mainyu|Arimane]], perché così fu chiamato più tardi dalla civiltà persiana: [[Mefistofele]] è la stessa entità. (1947, p. 155) *L'uomo dunque si presenta per la scienza occulta come un ente composto di diverse parti costitutive. Sono di carattere corporeo: il corpo fisico, il corpo eterico e il corpo astrale. Sono animici: l'anima senziente, l'anima razionale e l'anima cosciente. Nell'anima diffonde la sua luce l'io. E sono spirituali: il sé spirituale, lo spirito vitale e l'uomo-spirito. Come fu detto, l'anima senziente e il corpo astrale sono strettamente uniti e in un certo modo formano una cosa sola. In modo analogo sono una cosa sola l'anima cosciente e il sé spirituale, perché nell'anima cosciente risplende lo spirito, e da essa sono illuminate le altre parti costitutive della natura umana. (2018, p. 59) *Se per esempio una forte pressione viene esercitata su di un arto, una parte del corpo eterico può staccarsi dal fisico. Noi diciamo allora che quell'arto si è "addormentato", e la sensazione particolare che ne riceviamo dipende dallo staccarsi del corpo eterico. [...] Se poi qualcuno viene colpito da un forte spavento o da qualcosa di simile, tale separazione del corpo eterico dal fisico può avvenire per un tempo brevissimo e per una gran parte del corpo. Avviene appunto così quando, per una qualsiasi ragione, un uomo si trova subitamente faccia a faccia con la morte, quando per esempio sta per annegare o quando, durante un'ascensione in montagna, corre rischio di cadere. Ciò che raccontano le persone che hanno attraversato tali esperienze si avvicina di molto alla verità e può essere confermato dall'osservazione soprasensibile. Esse affermano che in quei momenti la loro vita intera è apparsa alla loro anima come in un immenso quadro mnemonico. (2018, p. 73) *Mentre il piacere sensorio, come espressione dello spirito, significa elevazione, evoluzione dell'io, il piacere invece che non è espressione dello spirito significa decadenza ed immiserimento. Se si appaga un desiderio di tal natura nel mondo sensibile, il suo effetto nocivo sull'io tuttavia permane; soltanto, prima della morte, esso non è percettibile all'io. Nella vita, perciò, la soddisfazione di tali desideri può creare nuovi desideri simili, e l'uomo non si accorge affatto che da se stesso si va avviluppando in un "fuoco divoratore". (2018, p. 78) *Quel che sulla Terra assume forma fisica, in modo da poter essere percepito a mezzo di organi fisici, vien percepito nella sua essenza spirituale nella prima regione del "mondo dello spirito". In essa per esempio si potrà vedere la forza che plasma la forma di un cristallo. Si manifesta però tutto il contrario di ciò che appare nel mondo dei sensi. Lo spazio, che nel mondo dei sensi è riempito dalla massa minerale, si presenta allo sguardo spirituale come uno spazio vuoto; ma intorno ad esso si vede la forza che elabora la forma della pietra. Il colore che una pietra ha nel mondo fisico si manifesta nel mondo spirituale come l'esperienza del suo colore complementare; così una pietra rossa ci appare come verdastra vista dal mondo spirituale; una pietra verde ci appare come rossiccia, e via di seguito. (2018, pp. 84-85) *Se per mezzo dell'investigazione scientifico-spirituale si segue a ritroso il corso dell'evoluzione terrestre, si arriva a una condizione spirituale del nostro pianeta; ma se si risale ancora più indietro nel passato, ci si accorge che quella spiritualità era già passata prima attraverso una specie di incarnazione fisica. Si arriva dunque a un passato stato planetario fisico che si è poi spiritualizzato e poi, materializzandosi più tardi nuovamente, si è trasformato nella nostra Terra; questa rappresenta dunque la reincarnazione di un antichissimo pianeta. La scienza dello spirito può risalire però ancora più indietro; essa vede allora l'intero processo ripetersi ancora due volte. La nostra Terra dunque attraversò tre stati planetari precedenti, separati sempre da stati intermedi di spiritualizzazione. (2018, p. 109) *Nella tradizione biblica il tempo antecedente all'azione dell'influsso [[Lucifero|luciferico]] nella tradizione biblica il tempo antecedente all'azione dell'influsso luciferico viene descritto come l'epoca del [[Paradiso]], e la discesa dell'uomo sulla terra, la sua penetrazione nel mondo dei sensi, viene chiamata la cacciata dal Paradiso. (2018, p. 195) *Ciò che è contenuto nei libri della sapienza indiana (i [[Veda]]) non ci presenta l'originario aspetto della grande saggezza, quale era coltivata nei tempi antichi dei grandi maestri, ma ce ne dà soltanto un debole riflesso. Soltanto lo sguardo soprasensibile, rivolto al passato, può scorgere la sapienza originaria non scritta che si nasconde dietro quella scritta. (2018, p. 206) *È vero però che esiste un nesso ''indiretto'' fra la disciplina occulta e certe regole di vita, in quanto senza un'intonazione etica, impressa la propria vita, la percezione del sopra sensibile e impossibile o dannoso. Perciò non pochi dei fattori che concorrono alla visione del sopra sensibile sono al tempo stesso mezzi di nobilitazione della condotta di vita. (2018, p. 230) *Non è pensabile un progresso nella disciplina spirituale, se non accompagnato da un progresso morale. (2018, p. 244) *Chi riesce a fissare il suo pensiero durante vari mesi, almeno per cinque minuti al giorno, sopra un oggetto di uso quotidiano (per esempio, una spilla, una matita. ecc.), e ad escludere durante quel tempo ogni altro pensiero che non si riferisca a quell'oggetto, avrà fatto molto per raggiungere il suo scopo (si può pensare tutti i giorni a un nuovo oggetto, oppure conservare il medesimo per vari giorni). Anche chi sente di essere un "pensatore" a seguito della sua istruzione scientifica, non deve disprezzare questo modo di rendersi "maturo" per l'educazione occulta; se infatti si fissa il pensiero per qualche tempo sopra un oggetto familiare, si può esser sicuri di pensare obiettivamente. Chi si chiede: «Di che cosa è costituita una matita? come viene preparato il materiale che costituisce la matita? come vengono connesse le diverse sue parti? quando è stata inventata la matita?» e così di seguito, chi pensa a quel modo, armonizza le proprie idee molto più con la realtà, di chi riflette sopra la discendenza dell'uomo, o su ciò che è la vita. Gli ''esercizi semplici del pensiero'' ci preparano molto meglio a orientarci nelle evoluzioni di Saturno, del Sole e della Luna, che non le idee complicate ed erudite, perché in un primo tempo non si tratta affatto di pensare questa o quella cosa, ma di pensare ''obiettivamente per virtù di forza interiore''. Se ci si è educati all'oggettività con un processo fisico-sensibile facile da osservare, il pensare si abitua a voler essere obiettivo, anche quando non si sente più dominato dal mondo fisico-sensibile e dalle sue leggi; si perde l'abitudine di lasciare errare i pensieri in modo non conforme alla realtà. (2018, pp. 248-249) *Un buon esercizio è quello di darsi per mesi un ordine a una determinata ora del giorno: oggi, "a questa determinata ora", tu dovrai compiere "questa" azione. Si arriva così gradatamente a imporsi l'ora dell'azione e la maniera di attuarla in modo che l'esecuzione riesca del tutto possibile. (2018, p. 250) ==''Le manifestazioni del karma''== ===[[Incipit]]=== Questo ciclo di conferenze tratterà questioni che riguardano la scienza dello spirito e che profondamente incidono nella vita. Dalle diverse esposizioni date nel corso del tempo, ci è già familiare che la scienza dello spirito non deve essere un'astratta teoria, né una pura dottrina o un semplice insegnamento, bensì una fonte per la vita e per la capacità di vivere; essa adempie il suo compito solo quando, mediante ciò che è in grado di dare in fatto di conoscenze, fa scorrere nella nostra anima qualcosa che può rendere più ricca e più comprensibile la vita, più abile e più vigorosa nell'azione la nostra anima. ===Citazioni=== *Con questo vediamo come, in effetti, i nostri errori [...] diventano cause di [[malattia]] se appunto non ci limitiamo a un'incarnazione, ma consideriamo l'effetto di un'incarnazione su quella seguente; vediamo anche come gli influssi luciferici diventano cause di malattia allo stesso modo. In effetti, possiamo dire che non commettiamo impunemente i nostri errori. Portiamo in noi il marchio dei nostri errori nella nostra successiva [[incarnazione]], e lo facciamo movendo da una ragione superiore a quella della nostra vita ordinaria, da quella ragione che durante il periodo tra morte e nuova nascita ci guida a renderci tanto forti da non essere più esposti in avvenire alle stesse seduzioni. Così le malattie si pongono perfino come possenti educatrici nella nostra vita. (p. 90) *[...] mentre le forze luciferiche operano facendo maggiormente presa nell'intimo del corpo astrale dell'uomo, le forze arimaniche operano maggiormente sulle impressioni esteriori che l'uomo accoglie. In quello che accogliamo dal mondo esterno, risiedono le forze arimaniche; nel piacere e dispiacere, nelle passioni e così via che salgono e agiscono nell'anima, risiedono le forze luciferiche. (p. 114) *Sappiamo che nell'addormentarsi viene lasciato nel letto il corpo fisico e il corpo eterico, e che da questi escono il corpo astrale e l'io. L'addormentarci è per noi dunque un uscire di io e corpo astrale da corpo fisico e corpo eterico; il risvegliarci, al contrario, è un reinserirsi di corpo astrale e io nel corpo fisico e nel corpo eterico. Ogni mattina, risvegliandosi, l'uomo si immerge dunque nel suo corpo fisico e nel suo corpo eterico con la sua arte interiore, col corpo astrale e con l'io. (p. 123) *[...] ovunque in una [[malattia]] subentri dolore, vi è una potenza luciferica che ha causato quella malattia. (p. 143) *Le anime veramente preparate per l'antroposofia sono però tali che o si sentono inappagate dalle sensazioni esteriori, oppure riconoscono che la scienza esteriore con tutte le sue spiegazioni non riesce a chiarire i fatti. Sono queste le anime che, attraverso il loro [[karma]] complessivo, sono preparate in modo che con le parti costitutive interiori della loro vita animica possono collegarsi con l'[[antroposofia]]. La scienza dello spirito appartiene pure al karma complessivo dell'umanità e vi si inserisce come tale. (p. 188) *Nell'[[animale]] chi sperimenta è soltanto l'anima della specie, l'anima di gruppo. Il morire di un animale significa per l'anima di gruppo pressapoco quello che noi sperimentiamo quando, all'avvicinarsi dell'estate, ci facciamo tagliare più corti i capelli che poi a poco a poco tornano a ricrescere. L'anima di gruppo di una specie animale sente la morte di un animale come la morte di un arto, che a poco a poco si rimpiazza di nuovo. (p. 197) *La [[materia]] secondo la sua essenza è luce. (p. 206) *Dobbiamo infondere [[amore]] affinché possa essere un aiuto il fluente atto d'amore. Hanno tale carattere di amore aggiunto tutti quegli atti terapeutici che si basano più o meno sui cosiddetti processi terapeutici psichici. Quel che in una forma o in un'altra viene impiegato nei processi terapeutici psichici è in relazione con l'apporto di amore. E amore quello che noi istilliamo come balsamo nell'altro uomo; ad amore egli deve essere alla fine riportato, e può anche esserlo. Può essere riportato ad amore quando poniamo in movimento dei semplici fatti psichici, quando induciamo un altro forse anche soltanto a mettere in ordine la sua anima depressa. (p. 209) *[[Angra Mainyu|Arimane]] è il compimento karmico di [[Diavolo|Lucifero]]. (p. 230) *La vita nel periodo di kamaloka è tale che viene aggiunta intenzione a intenzione, e viene presa la decisione generale di dover correggere nuovamente tutto ciò che con pensieri e con fatti ci ha portato in basso. Ciò che l'uomo così sente viene impresso nella sua vita successiva; poi con la nascita egli entra nell'esistenza con questa intenzione, e questo mezzo carica su di sé il suo karma. Perciò non possiamo dire che, entrando nell'esistenza attraverso la nascita, abbiamo un [[libero arbitrio]]. Possiamo soltanto e unicamente parlare del fatto che ci avviciniamo a un libero volere nella misura in cui siamo riusciti a padroneggiare gli influssi di Lucifero e di [[Arimane]]. (p. 233) *Chiunque avrà trasformato l'[[antroposofia]] in vita interiore dell'anima diventerà fonte di forza spirituale. Chi crede nel soprasensibile, deve avere assolutamente la convinzione che le nostre conoscenze e i nostri modi di sentire antroposofici agiscono spiritualmente, e cioè che essi si diffondono invisibilmente nel mondo quando ci rendiamo realmente strumenti coscienti, compenetrati da vita antroposofica. (p. 242) ==''Le opere scientifiche di Goethe''== ===[[Incipit]]=== Seguendo la genesi delle idee goethiane intorno alla formazione degli organismi, facilmente si è presi dal dubbio circa la parte da ascriversi al periodo giovanile del poeta, cioè a quello precedente il suo arrivo a Weimar. [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]] stesso stimava assai poco le sue conoscenze scientifiche di quel tempo: « Non avevo un concetto di ciò che propriamente si chiama natura esteriore, né la minima cognizione dei suoi così detti tre regni». Basandosi su tale affermazione, si ritiene, generalmente, posteriore al suo arrivo a Weimar l'inizio del pensiero scientifico di Goethe. Eppure bisogna risalire ancora più indietro, se non si vuol lasciare inesplicato tutto lo spirito delle sue concezioni: poiché già nella primissima giovinezza si mostra la potenza vivificatrice che guidò i suoi studî nella direzione che andremo esponendo. <!--(La genesi della dottrina della metamorfosi'', cap. I, p. 5) --> ===Citazioni=== *{{NDR|Goethe}} giunse a concezioni fondamentali per la [[scienza]] dell'organico che hanno la stessa importanza delle leggi fondamentali di [[Galileo]] per quella dell'inorganico. (cap. IV, p. 79) *[...] la concezione scientifica di Goethe non ci sta dinanzi come un tutto compiuto, sviluppato da un principio. Si ha solo a che fare con singole manifestazioni dalle quali vediamo come si prospetti questa o quell'idea alla luce del suo modo di pensare. Le troviamo nelle sue opere scientifiche, nei brevi accenni intorno all'uno o all' altro concetto ch'egli enuncia nei suoi ''Detti in prosa'', e nelle lettere ai suoi amici. E, finalmente, la configurazione artistica della sua concezione del mondo, che ci consente anche le più varie induzioni sulle sue idee fondamentali, ci sta dinanzi nelle sue opere poetiche. Ma pel fatto che noi ammettiamo incondizionatamente che i principî fondamentali di Goethe non sono mai stati da lui espressi come totalità concatenata, non vogliamo assolutamente ritenere al tempo stesso giustificata l'affermazione che la sua concezione del mondo non scaturisca da un centro ideale riducibile a una formulazione rigorosamente scientifica. (cap. VIII, p. 99) *Uno degli ostacoli che impediscono un giusto apprezzamento dell'importanza di Goethe per la scienza è il pregiudizio che regna sul suo rapporto con la [[matematica]]. Questo pregiudizio è duplice. Da un lato si crede ch'egli sia stato nemico di questa scienza ed abbia in malo modo disconosciuta la sua alta importanza per la conoscenza umana; d'altra parte si afferma che il poeta abbia eliminata dalla scienza naturale da lui studiata ogni trattazione matematica per quanto riguarda la [[fisica]], per il solo fatto che alla sua ignoranza in proposito essa riusciva scomoda. (cap. XI, p. 169) *La vera scienza, nel senso superiore della parola, ha a che fare unicamente con oggetti ideali; ''non può essere altro che [[Idealismo (filosofia)|idealismo]]''; poiché ha la sua ultima ragione d'essere in bisogni che originano dallo [[spirito]]. La natura suscita in noi problemi che domandano una soluzione. Ma essa non può, da sé, fornire tale soluzione. Solo il fatto che, nella nostra facoltà conoscitiva, sorge di fronte alla natura un mondo superiore, crea pure esigenze superiori. Per un essere che non fosse dotato di tale natura superiore, simili problemi non sorgerebbero neppure. Perciò non possono nemmeno ottenere risposta se non da tale natura superiore. Le questioni scientifiche sono dunque essenzialmente una faccenda che lo spirito deve sbrigare con se stesso. Esse non lo conducono fuori dal suo elemento. (cap. XV, p. 189) ==''Massime antroposofiche''== *L'antroposofia è una via della conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell'uomo allo spirituale che è nell'universo. Sorge nell'uomo come un bisogno del cuore e del sentimento. Deve trovare la sua giustificazione nel fatto che essa è in grado di offrire a questo bisogno un soddisfacimento. Può riconoscere l'antroposofia solo chi trova in essa quel che deve cercare per una sua esigenza interiore. Possono perciò essere antroposofi soltanto quegli uomini che sentono certi problemi sull'essere dell'uomo e del mondo come una necessità vitale, come si sente fame e sete. (1) *Vi sono uomini i quali credono che, coi limiti della percezione dei sensi, siano posti anche i limiti di ogni altra cognizione. Se ponessero attenzione a come essi diventino coscienti di quei limiti, scoprirebbero in questa coscienza anche le facoltà per varcare i limiti. Il pesce nuota al limite dell'acqua; deve ritrarsene, perché gli mancano gli organi fisici per vivere fuori dell'acqua. L'uomo arriva al limite della percezione dei sensi; può riconoscere che, lungo la via fin lì, ha acquistato forze dell'anima per vivere animicamente nell'elemento che non è abbracciato dalla percezione dei sensi. (3) *L'uomo è un essere che esplica la sua vita nel mezzo tra due sfere del mondo. È inserito col suo sviluppo corporeo in un mondo inferiore; con l'entità della sua anima egli forma un mondo intermedio, e tende con le forze spirituali verso un mondo superiore. Egli ha il suo sviluppo corporeo da quel che gli ha dato la natura; porta in sé come parte sua propria l'entità della sua anima; trova in sé le forze dello spirito come doni che lo guidano oltre se stesso a prender parte ad un mondo divino. (17) *Nell'organizzazione dell'io l'uomo sperimenta sé stesso quale spirito nel corpo fisico. Perché ciò possa avvenire, è necessaria l'attività di esseri che vivono essi stessi come spiriti nel mondo fisico. (75) ==''Universo, terra, uomo''== ===[[Incipit]]=== Vorrei anzitutto esprimere la profonda soddisfazione di poter tener qui un corso di conferenze sopra argomenti scientifico-spirituali in un ampio contesto. Per quanto sia importante e necessario che nel nostro tempo la scienza dello spirito offra certi spunti in conferenze isolate, non meno necessario è il poter esporre pensieri e fatti in connessioni più vaste. Certe cose possono allora venire espresse in modo più preciso, e in una cornice che consenta di metterle nella giusta luce, mentre altrimenti è facile che sorga qualche malinteso. Ai nostri giorni infatti anche le anime più preparate possono incontrare qualche difficoltà nell'accogliere delle comunicazioni sulle realtà spirituali. Per comprendere le cose secondo l'intenzione di chi le espone non basta la buona volontà né l'intelletto; occorre invece portar loro incontro qualcosa che (anche in senso occulto-esoterico) si potrebbe chiamare pazienza, intendo il concetto di pazienza in modo più profondo del consueto. Molte idee e concezioni vanno prima lumeggiate da altre nozioni, finché dall'insieme del contesto risulti chiaro ciò che dapprima era stato accolto solo come un accenno e che poteva sembrare a qualcuno difficilmente credibile.  ===Citazioni=== *L'uomo dell'antica [[Atlantide]] possedeva di norma una chiaroveggenza per cui erano compagni della sua esistenza non solo i minerali, le piante e gli animali, ma anche certe figure divino-spirituali: con queste egli conviveva, come oggi si convive fra uomini. Neppure la distinzione fra la notte e il giorno era a quel tempo così rigida com'è oggi. (p. 17) *Lo sguardo dell'uomo d'oggi è fissato sul corpo fisico; egli considera il corpo fisico come una realtà e non riesce a sollevarsi allo spirituale. Le anime, che oggi guardano ai corpi umani fisici e sono incapaci di sollevarsi a qualcosa di spirituale, furono un tempo incarnate in popoli diversi, come greci o come romani o come egizi antichi. (p. 23) *Siccome l'antica anima egizia doveva guardare giù dalle regioni spirituali verso il suo corpo fisico conservato, prese radice in essa il pensiero che il corpo fisico sia una realtà più alta di quanto è realmente. Si immagini la nostra anima di allora che aveva il suo sguardo fissato sulla [[mummia]]. Il pensiero della forma fisica è andato indurendosi e si è poi trasmesso dall'una all'altra [[incarnazione]]: ed ecco che oggi quel pensiero si manifesta nel fatto che gli uomini non sanno distaccarsi dalla loro forma corporea fisica. Il [[materialismo]] in quanto pensiero è in buona parte frutto della imbalsamazione delle salme durante l'età egizia. (p. 24) *Per farci un'idea di un tale io di gruppo {{NDR|quello degli animali}}, immaginiamo che qui davanti a me ci sia una parete e in essa vengano praticati dieci fori. Io infilo le mie dieci dita in quei fori e le muovo. In questo caso voi vedreste le mie dita, ma non vedreste me stesso; senz'altro direste che esse non si muovono da sole, ma che deve esservi qualcosa di nascosto che provoca il loro movimento. In altre parole, si supporrebbe l'esistenza di un'entità appartenente a quelle dieci dita. Questo paragone ci permette di comprendere il carattere di gruppo, il carattere di specie della sfera animica negli animali. (p. 42) *Se strappiamo dalla terra una [[pianta]] con la sua radice, questo fa male alla Terra intera, produce dolore all'anima della pianta. Questo è un dato di fatto. Invece non si deve credere che faccia male alla Terra quando si colgono i fiori: tutt'altro! Quando per esempio viene mietuto il grano, lo sguardo chiaroveggente vede espandersi per la Terra dei veri fiotti di benessere. (p. 45) *Se un [[minerale]] viene frantumato, esso non risente dolore ma al contrario piacere e voluttà: una cava di pietre è percorsa da fiotti di piacere, quando la roccia viene spezzata e frantumata. Provocherebbe invece dolore fortissimo il tentativo di voler ricomporre tutti quei frammenti.(p. 48) *Per quali ragioni in ogni tempo gli iniziati esortarono gli uomini a pregare prima dei pasti? La preghiera doveva solo documentare che con l'assunzione del cibo qualcosa di spirituale penetra nell'uomo. (p. 50) *In un mito come quello di [[Osiride]] non si deve dunque cercare solo il riflesso di eventi astronomici, ma dobbiamo scorgervi il risultato di profonde conoscenze chiaroveggenti degli antichi savi sacerdoti egizi. Essi introdussero nel mito quanto sapevano dell'evoluzione della Terra e degli uomini. (p. 70) *[...] sul fondo di una strada si vedono dei solchi e ci si domanda a che cosa siano dovuti; la risposta è: al passaggio di un veicolo. Si può domandare da dove provenisse il veicolo, e rispondere che era usato da una persona per certi suoi affari. A questo punto qualcuno potrebbe chiedere l'origine di quegli affari. Ma già qui ci si troverebbe così lontani dall'oggetto iniziale, che si penetra in tutt'altra sfera e la domanda perde ogni senso, in relazione a quella iniziale. Se il senso dell'impostazione di una domanda è un'idea, rimanendo nell'astratto si arriva solo a una serie infinita di altre domande. Invece nella considerazione concreta di un problema si arriva da ultimo a entità spirituali, e qui non si chiede più perché facciano qualcosa, ma ci si domanda: che cosa fanno? Occorre però educarsi a riconoscere i limiti del domandare. (p. 84) *Ci si può dunque domandare se per la coscienza chiaroveggente esistano anche sugli altri pianeti degli uomini come quelli che vivono sulla Terra. La risposta della coscienza chiaroveggente è che sugli altri pianeti non troviamo uomini nella medesima figura che hanno sulla Terra. (p. 120) *Osservando gli esseri che ci circondano, che sono i frutti dell'evoluzione lunare e hanno anche una missione ulteriore, noi troviamo la saggezza dappertutto. Si osservi qualunque cosa, per esempio un fiore: quanto più accuratamente lo si osserverà, tanto più stupiti si rimarrà per il modo in cui ogni singola parte è disposta conforme a una saggezza superiore. Si osservi il femore umano e si scoprirà l'altissima saggezza con cui le sue trabecole sono disposte per formare una struttura capace di reggere la parte superiore del corpo. Nessuna ingegneria è oggi capace di eguagliare nella costruzione di ponti l'alta saggezza di quella struttura. (p. 123) *Per quanto possa sembrare strano, tutte le nostre sensazioni, visive, uditive o altre hanno un'esistenza solo terrestre; se si potessero avere contatti con [[extraterrestre|esseri di altri pianeti]], ci si accorgerebbe dell'impossibilità di intendersi con loro direttamente, in quanto avrebbero un modo del tutto diverso di percepire oggetti ed entità: per esempio non capirebbero nulla, se si parlasse loro di un colore. Quel che noi chiamiamo sensazione serve per il nostro pianeta particolare. (p. 130) *Fra tutte le popolazioni migrate dal continente atlantico, quella europea rimase dotata della più forte disposizione alla chiaroveggenza: meno dotata in tal senso fu la popolazione africana. In Asia, dove era presto giunta, la parte più progredita dei migratori atlantici incontrò una popolazione ancora più antica e dotata di un'ancora più antica chiaroveggenza. Perciò in quel tempo nel cuore dell'Asia la chiaroveggenza era assai diffusa. Vi fu però una certa piccola colonia, stabilitasi nei pressi del deserto di Gobi e formata dai più progrediti fra gli uomini dell'[[Atlantide]]. (pp. 142-143) *Nelle concezioni che insegnano in modo materialistico la discendenza dell'uomo dagli animali ci si ripresenta oggi il fatto che un tempo l'uomo sapeva che nella remota antichità il suo corpo fisico aveva ancora dei tratti animali e che quindi, nel ricordo egizio, persino certe divinità venivano raffigurate in forme animali. Il [[darwinismo]] stesso non è altro che un retaggio dell'[[antico Egitto]], in forma [[Materialismo|materialistica]]. (p. 179) ==[[Incipit]] di ''Teosofia''== Quando nell'autunno del 1813, [[Johann Gottlieb Fichte]] espose la sua ''Dottrina'' quale frutto maturo di una vita tutta dedita al servizio della verità, disse subito in principio le seguenti parole: "Questa dottrina presuppone un senso interiore del tutto nuovo mediante il quale si apre un nuovo mondo che per l'uomo ordinario non esiste". E poi ricorse ad una similitudine per mostrare quanto la sua dottrina dovesse rimanere inafferrabile per chi volesse giudicarla con le rappresentazioni dei sensi ordinari: "Immaginate un mondo di ciechi nati, ai quali perciò le cose e i loro nessi siano noti soltanto per quel che ne rivela il tatto. Andate a parlar loro dei colori e delle altre condizioni che esistono soltanto in virtù della luce e per la vista. Parlerete a vuoto, e sarà una fortuna se ve lo dicono, perché allora non tarderete a riconoscere il vostro errore e, a meno che possiate aprir loro gli occhi, smetterete l'inutile discorso".<br /> Ora chi parla agli uomini delle cose alle quali Fiche allude qui, si trova troppo spesso in una condizione analoga a quel veggente in mezzo a ciechi nati. Ma queste sono le cose che si riferiscono alla vera natura e alle mete supreme dell'uomo. Chi credesse necessario smettere l'inutile discorso, dovrebbe disperare dell'umanità. Non bisogna al contrario dubitare nemmeno un istante della possibilità di aprire gli occhi a chiunque vi cooperi con la sua buona [[volontà]]. ==Citazioni su Rudolf Steiner== *Il fatto che è stato possibile confermare con i metodi scientifici tradizionali tutte le conclusioni alle quali Steiner era giunto per via puramente spirituale dimostra in modo lampante che il metodo delle scienze naturali non è l'unico che permette di studiare la realtà, e prova altresì che parallelamente ad esso esiste una [[conoscenza]] [[spirito|spirituale]] esatta per lo meno quanto quella [[scienza|scientifica]]. ([[Thorwald Dethlefsen]]) *La personalità di Steiner si palesa tutta intera, prima di tutto con la sola sua presenza, poi con la sua parola. Ciò che distingue la sua eloquenza è una forza particolare rivestita pur sempre di dolcezza; forza che nasce, senza dubbio, da una perfetta serenità d'animo congiunta con una meravigliosa lucidità di spirito. [...] Mai una parola che ferisca o stoni. Di ragionamento in ragionamento, di analogia in analogia, egli conduce dal noto all'ignoto. Ciò che domina in ogni suo discorso, qualunque ne sia l'argomento, è sempre il prodigio di una sintesi coordinatrice ed esplicatrice dei fatti. ([[Edouard Schuré]]) *Nel fenomeno Steiner sono da distinguersi varie componenti. La prima – predominante – è dello stesso ceppo che ha dato luogo al [[Teosofia|teosofismo]], dal quale sono stati ripresi elementi molteplici. Una seconda componente si lega al [[cristianesimo]]. Vi è poi un ultimo fattore, che sembrerebbe rispondere ad un elemento positivo, all'esigenza di una «scienza spirituale». L'intreccio di queste componenti, contenute a forza nelle maglie di ferro di un sistema che, come ingegnosità, è quasi alla pari delle «filosofie della natura» dei romantici tedeschi, è la caratteristica dell'antroposofia. Come in tanti punti particolari dell'insegnamento antroposofico, cosi pure nell'insieme e nella stessa personalità dello Steiner si ha il senso penoso di una direzione retta e limpida, spezzata da improvvisi e tirannici flussi visionari e da irruzioni di complessi collettivi. ([[Julius Evola]]) *Quanto alla sostanza dei suoi insegnamenti e della sua vita, non posso vederlo che come figura chiave [...] nella transizione dolorosa dell'umanità da ciò che mi sono avventurato chiamare partecipazione originaria a partecipazione finale. ([[Owen Barfield]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Rudolf Steiner, ''Conoscenza vivente della natura'', traduzione di Iberto Bavastro, Opera Omnia n. 220, Editrice Antroposofica, Milano, 2018. ISBN 978-88-7787-606-5 *Rudolf Steiner, ''Considerazioni esoteriche su nessi karmici I'', traduzione di Ida Levi, Opera Omnia n. 235, Editrice Antroposofica, Milano, 1985. *Rudolf Steiner, ''Corrispondenze fra microcosmo e macrocosmo. {{small|L'uomo, un geroglifico dell'universo}}'', traduzione di Adele Crippa, Opera Omnia n. 201, Editrice Antroposofica, Milano, 2012. ISBN 978-88-7787-492-4 *Rudolf Steiner, ''Da Gesù a Cristo'', traduzione di Emmelina De Renzis, Opera Omnia n. 131, Editrice Antroposofica, Milano, 2024, ISBN 978-88-7787-458-0 *Rudolf Steiner, ''Dalla cronaca dell'akasha'', traduzione di Lina Schwarz, Editrice Antroposofica, Milano, 2016. ISBN 978-88-7787-411-5 *Rudolf Steiner, ''Epidemie'', traduzione di Daniela Castelmonte, Editrice Antroposofica, Milano, 2020. ISBN 978-88-7787-633-1 *Rudolf Steiner, ''Gerarchie spirituali {{small|e loro riflesso nel mondo fisico Zodiaco Pianeti Cosmo}}'', traduzione di Lina Schwarz, Opera Omnia n. 110, Editrice Antroposofica, Milano, 2010. ISBN 978-88-7787-393-4 *Rudolf Steiner, ''Il Cristianesimo come fatto mistico e i misteri antichi'', traduzione di Willy Schwarz, Opera Omnia n. 8, Editrice Antroposofica, Milano, 2017. ISBN 978-88-7787-511-2 *Rudolf Steiner, ''Il legame fra i vivi e i morti'', traduzione di Lucy Milenkovic', Enrica Mamoli, Silvia Schwarz e Rinaldo Küfferle, Opera Omnia n. 168, Editrice Antroposofica, Milano, 2019. ISBN 978-88-7787-451-1 *Rudolf Steiner, ''Il Vangelo di Giovanni'', traduzione di Willy Schwarz, Opera Omnia n. 103, Editrice Antroposofica, Milano, 2014. ISBN 978-88-7787-427-6 *Rudolf Steiner, ''Il Vangelo di Luca'', traduzione di Lina Schwarz, Opera Omnia n. 114, Editrice Antroposofica, Milano, 2016. ISBN 978-88-7787-523-5 *Rudolf Steiner, ''Il Vangelo di Marco'', traduzione di W. Schwarz, Opera Omnia n. 139, Editrice Antroposofica, Milano, 2004. ISBN 978-88-7787-349-3 *Rudolf Steiner, ''Il Vangelo di Matteo'', traduzione di W. Schwarz, Opera Omnia n.123, Editrice Antroposofica, Milano, 1979. ISBN 978-8877874856 *Rudolf Steiner, ''Il Vangelo di Matteo'', traduzione di W. Schwarz, Opera Omnia n. 123, Editrice Antroposofica, Milano, 2012. ISBN 978-8877874856 *Rudolf Steiner, ''L'azione delle stelle e dei pianeti sulla vita terrestre'', traduzione di Dante Vigevani, Editrice Antroposofica, Milano, 2011. ISBN 978-88-7787-455-9 *Rudolf Steiner, ''L'iniziazione'', traduzione di Emmelina de Renzis, Opera Omnia n. 10, Editrice Antroposofica, Milano, 2016. ISBN 978-88-7787-478-8 *Rudolf Steiner, ''La filosofia della libertà'', traduzione di Iberto Bavastro, Opera Omnia n. 4, Editrice Antroposofica, Milano, 1986. *Rudolf Steiner, ''La filosofia della libertà'', Opera Omnia n. 4, Editrice Antroposofica, Milano, 1966. *Rudolf Steiner, ''La filosofia della libertà'', Opera Omnia n. 4, Editrice Antroposofica, Milano, 2016. ISBN 978-88-7787-504-4 *Rudolf Steiner ''La mia vita'', Opera omnia n. 28, Editrice Antroposofica, Milano, 2018. ISBN 978-88-7787-595-2 *Rudolf Steiner, ''La missione universale dell'arte'', Editrice Antroposofica, Milano, 2011. ISBN 978-88-7787-469-6 *Rudolf Steiner, ''La saggezza dei Rosacroce'', traduzione di Iberto Bavastro, Opera Omnia n. 99, Editrice Antroposofica, Milano, 2013. ISBN 978-88-7787-422-1 *Rudolf Steiner, ''La scienza occulta {{small|nelle sue linee generali}}'', trad. di E. De Renzis ed E. Battaglini, Laterza, Bari, 1947. *Rudolf Steiner, ''La scienza occulta {{small|nelle sue linee generali}}'', trad. di E. De Renzis, E. Battaglini e I. Bavastro Milano, Editrice Antroposofica, 2018. *Rudolf Steiner, ''Le manifestazioni del karma'', traduzione Marcello Carosi, Opera Omnia n. 120, Editrice Antropofisica, Milano, 2012. ISBN 978-88-7787-421-4 *Rudolf Steiner, ''[https://archive.org/details/imgPAII131MiscellaneeOpal/mode/1up Le opere scientifiche di Goethe]'' (''Goethes naturwissenschaftliche Schriften''), Fratelli Bocca Editori, Milano, 1944. *Rudolf Steiner, ''Massime antroposofiche'', traduzione di Lina Schwarz e Rinaldo Küfferle, Opera Omnia n. 26, Editrice Antroposofica, Milano, 1983. *Rudolf Steiner, ''Teosofia'', traduzione di Ida Levi Bachi, Opera Omnia n. 9, Editrice Antroposofica, Milano, 1990. *Rudolf Steiner, ''Universo, terra, uomo'' (''Welt, Erde und Mensch, deren Wesen und Entwickelung, sovie ihre Spiegelung in dem Zusammenhang zwischen iiuptischem Mythos undgegenwürtiger Kultur.''), Editrice Antroposofica, Milano, 2005. ISBN 88-7787-370-1 ==Voci correlate== *[[Antroposofia]] *[[Esoterismo]] ==Altri progetti== {{Interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|L'iniziazione (saggio)|''L'iniziazione''|(1904)}} {{DEFAULTSORT:Steiner, Rudolf}} [[Categoria:Esoteristi]] [[Categoria:Filosofi austriaci]] [[Categoria:Scrittori austriaci]] 84gchkrcap3zd16yififl424xmilyo9 Vittorio Messori 0 17814 1409445 1330903 2026-04-04T08:25:54Z ~2026-20770-43 106697 Anno di morte 1409445 wikitext text/x-wiki '''Vittorio Messori''' (1941 – 2026), scrittore e giornalista italiano. [[Immagine:Vittorio Messori Desenzano 2004.jpg|thumb|Vittorio Messori nel 2004]] == Citazioni di Vittorio Messori == *Almeno in qualcosa dovremmo essere grati alla felicemente defunta [[Unione Sovietica]]. La quale, subito dopo la fondazione, creò a San Pietroburgo, che aveva ribattezzato Leningrado, il grande Istituto per l'Ateismo Scientifico, con migliaia di dipendenti e centinaia di professori universitari a contatto. Per settant'anni lavorarono sodo per dimostrare l'incompatibilità tra [[scienza]] e [[religione]] (e proprio così, ''Scienza e religione'', si chiamava la loro rivista, diffusa gratuitamente in molte lingue, in tutto il mondo), per decenni, dunque, si diedero da fare per trovare la prova oggettiva, inconfutabile, scientifica appunto, dell'inesistenza di [[Dio]]. Quando tutto crollò, e quando Leningrado tornò a chiamarsi San Pietroburgo, la famosa Prova non era stata trovata: avrebbero potuto cercare altri settanta o settecento anni, ma non sarebbe saltata fuori lo stesso. Dunque, anche grazie ai miliardi di rubli investiti dall'[[ateismo]] di Stato, abbiamo la conferma oggettiva che la [[fede]] non è confutabile per via scientifica. (da ''Perché credo'', Milano, Piemme, 2010, pag. 264 ISBN 978-88-566-1321-6) *Grande teologo, straordinario erudito, prete di vigorosa vita cristiana, [[Hans Urs von Balthasar|von Balthasar]] presentava anche aspetti singolari, forse contraddittori. (da ''Opus Dei. Un'indagine'', Mondadori, 2002) *Con un cattolicesimo alla chitarra non si catturano i giovani. Di dee jay ne abbiamo troppi, di Papa uno solo. [...] Ma i giovani hanno bisogno del silenzio dei monasteri, di valori come il sacrificio, la rinuncia, l'impegno. (citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1997/settembre/03/Messori_Chiesa_non_una_discoteca_co_0_97090311606.shtml Messori: "Ma la Chiesa non è una discoteca"]'', ''Corriere della sera'', 3 settembre 1997) {{Int|Da [http://www.totustuus.it/vittorio-messori-ricorda-il-mariologo-laurentin/ ''I tuffi in Senna col mio amico Laurentin, il fastidio dei teologi e la certezza su Medjugorie'']|di Andrea Zambrano, ''La Nuova Bussola Quotidiana'', 13 settembre 2017}} * {{NDR|[[Renè Laurentin]] ebbe}} Incarichi accademici marginali in Francia, la sua fortuna la fece in Italia e soprattutto negli Stati Uniti dove ottenne una prestigiosa cattedra, però non dimentichiamo che era iscritto all'albo dei giornalisti professionisti francesi e seguì per conto di ''Le Figaro'' il [[Concilio Vaticano II]], di cui è stato perito per il documento sulla Chiesa. Il capitolo conclusivo del documento conciliare ''[[Lumen Gentium]]'' è stato praticamente scritto da lui quando era consultore al Vaticano II.<ref>Dall'intervista di Andrea Zambrano, [http://www.totustuus.it/vittorio-messori-ricorda-il-mariologo-laurentin/ ''I tuffi in Senna col mio amico Laurentin, il fastidio dei teologi e la certezza su Medjugorie''], 13 settembre 2017, La Nuova Bussola Quotidiana. Ripresa da ''totustuus.it''e testo prtesente anche nel sito [http://archive.is/MSTeO/ vittoriomessori.it]. URL archiviati il [http://archive.is/1vURC/ 28 settembre 2019].</ref> * Gli ortodossi ci superano come devozione mariana. * Dopo il Vaticano II l'unico vero movimento di massa e popolare è stato Medjugorie. * È poi probabile che Maria accorra nelle [[Apparizioni e altre manifestazioni mariane|apparizioni]], anche se queste all'inizio non c'erano. [...] Cioè che alcune apparizioni non fossero tali ma lo diventano dopo. * Su [[Fatima]] si erano scatenate troppe passioni politiche che a suo giudizio avrebbero ostacolato il suo lavoro. Così disse no. Me lo raccontò dopo un bagno nella [[Senna]]. {{NDR|Un bagno nella Senna?}} Sì. Un giorno lo andai a trovare nel convento dove viveva e dove prestava la sua opera di cura d'anime delle monache. Si assentò un attimo, tornò con il costume da bagno e si tuffò nella Senna. Mi disse che era il suo unico sport, lo faceva per tenersi in forma e attraversava il fiume parigino da sponda a sponda. Incredibile. * {{NDR|Perché un grande mariologo come [[Renè Laurentin|Laurentin]] non si occupò mai di Fatima?}} Perché la riteneva difficile. Lourdes era un'apparizione lineare, quella di Fatima aveva diverse parti e soprattutto una divulgazione dei segreti molto più avanti negli anni. Quindi decise di non essere chiamato a indagare quel fatto. Lo disse con grande indipendenza culturale anche al presidente della Conferenza episcopale portoghese, inviato direttamente dal patriarca portoghese, che gli avrebbe messo a disposizione tutto quello che era possibile per studiare il fenomeno. E poi su Fatima si erano scatenate troppe passioni politiche che a suo giudizio avrebbero ostacolato il suo lavoro... {{NDR|Laurentin era}} un uomo buono e alla mano, sempre disponibile e non era soltanto un mariologo e il più grande esperto di Lourdes. ==''Inchiesta sul cristianesimo''== ===[[Incipit]]=== Sulle tracce di un Dio che si nasconde. Sono tra coloro che non sanno abituarsi al [[cristianesimo]]. Mai mi riuscì di dare per scontato che la verità sull'uomo e sul mondo, sulla storia e sull'eternità, sia celata nella persona e nelle parole di quel "piccolo ebreo", come [[Friedrich Nietzsche]] chiamava [[Gesù|Gesù di Nazareth]]; stia nelle parole di quel predicatore, vagante lungo le strade della più oscura tra le province del Grande Impero. === Citazioni === *L'eccellente riuscita de ''[[Umberto Eco#Il nome della rosa|Il nome della rosa]]'' è proprio nella felicità narrativa, nella consumata astuzia del mestiere, che permette anche alla casalinga di arrivare alla fine appassionandosi alla trama, assorbendone gli umori maliziosi senza neppure accorgersene. In questo senso, perfetto strumento di massa. (p. 33) ==''Ipotesi su Gesù''== ===[[Incipit]]=== Di [[Gesù Cristo|Gesù]] non si parla tra persone educate.<br>Con il sesso, il denaro, la morte, Gesù è tra gli argomenti che mettono a disagio in una conversazione civile.<br>Troppi i secoli di sacrocuorismo. Troppe le immagini di sentimentali nazareni con i capelli biondi e gli occhi azzurri: il Signore delle signore. Troppe quelle prime comunioni presentate come «Gesù che viene nel tuo cuoricino».<br>Non a torto tra persone di gusto quel nome suona dolciastro. È irrimediabilmente tabù. Ci si laurea in storia senza aver neppure sfiorato il problema dell'esistenza dell'oscuro falegname ebreo che ha spezzato la storia in due: ''prima'' di Cristo, ''dopo'' di Cristo.<br>Ci si laurea in lettere antiche sapendo tutto del mito greco-romano, studiato sui testi originali. Senza aver però mai accostato le parole greche del Nuovo Testamento.<br>È singolare: la misura del tempo finisce con Gesù e da lui riparte. Eppure egli sembra nascosto.<br>O lo si trascura o lo si dà per già noto. === Citazioni === *Parlare di sé è irritante e rischioso. Se mi ci azzardo è perché vorrei rassicurare il lettore: sono partito dal dubbio; o meglio dall'indifferenza. Come lui, come tanti oggi. Non certo dalla fede. Sono arrivato a questi studi dopo 18 anni di scuola di stato. Ho dovuto imparare tutto, partendo dal niente. A scuola, gli unici preti sono dunque stati per me quelli delle "ore di religione" imposte dalla conciliazione con i fascisti. Poi, improvvisa, è cominciata una caccia al tesoro, sempre più appassionante, nella Palestina del primo secolo. Il primo biglietto della catena fu una copia dei ''Pensieri'' di Pascal, acquistata per certe ricerche marginali del corso di laurea in scienze politiche. A [[Blaise Pascal]] questo libro è dedicato: senza di lui non sarebbe mai stato scritto. O sarebbe stato del tutto diverso. (cap. I) *Dio, [[Problema dell'esistenza di Dio|se c'è]], è nascosto.<br>Se esiste, da sempre gli uomini sono costretti a cercarlo a tentoni. E non sempre la loro ricerca ha uno sbocco, ottiene un risultato. Positivo o negativo che sia. C'è da meravigliarsi e diffidare da coloro che affermano di non avere difficoltà a credere. Forse (com'è stato detto) è perché non hanno ben capito di che cosa si tratta.<br>La disperante esperienza umana è che nessuna divinità fa capolino da dietro le nuvole. Il cielo e la terra tacciono.<br>Ma, se un dio esiste, non si nasconde solo dietro il silenzio della natura. Si cela anche dietro la realtà del male degli innocenti che sembra accusarlo senza possibilità di difesa; dietro la molteplicità delle religioni. In queste, dietro le difficoltà delle tante "scritture sacre", Bibbia compresa.<br>Se c'è, si nasconde pure dietro gli scandali delle chiese; dietro gli errori e le incoerenze proprio di coloro che dovrebbero testimoniarne con la vita stessa l'esistenza. (cap. II) *[[Simone Weil]], l'ebrea educata all'agnosticismo, ha reagito anch'essa in nome della ragione alla protesta istintiva e ricorrente dell'uomo per la mancata evidenza divina. (cap. II<!--, p. 39-->) *L'[[antisemitismo]] è purtroppo antico quasi quanto gli ebrei e, com'è stato osservato, nasce proprio dallo stupore e dall'ira per questo popolo che non si riesce a dissolvere negli altri, ad assimilare. Non con le minacce e neppure, si noti, con le lusinghe. L'ebreo rinnegato che nei paesi cristiani accettava il vangelo era tolto da una condizione subumana per ricevere la pienezza dei diritti e, talvolta, onori e ricchezze. Eppure, la conversione era tanto rara che nell'Europa nordica medievale si poteva arrivare a promettere al rinnegato una baronia o una contea.<br>I [[musulmani]] convertirono a milioni i cristiani e cancellarono la fede in Gesù da interi paesi ma non riuscirono a convertire gli ebrei. (cap. III) *Chiesero un giorno a [[Sigmund Freud]] di sintetizzare la sua "ricetta" per difendere l'uomo dai mali oscuri che affiorano dal profondo. «''Lieben und arbeiten'', amare e lavorare» fu la risposta del fondatore della psicoanalisi.<br>È, guarda caso, la stessa formula proposta all'uomo dal [[Nuovo Testamento]], che pone al centro del suo messaggio ''amore e lavoro''. Meno conosciuto, forse, questo secondo aspetto, tanto che la frase di [[San Paolo|Paolo]] nella seconda lettera ai Tessalonicesi («''Chi non vuole lavorare, nemmeno mangi''») è spesso attribuita a [[Lenin]]. Attribuzione errata ma, ci pare, altamente significativa. (cap. VIII) *Per il [[cristianesimo]] l'atteggiamento fondamentale è la trasformazione del mondo e della realtà. Il raggiungimento attraverso la storia del "Regno di Dio". E in questo senso il messaggio evangelico è profondamente rivoluzionario, si propone davvero di «conoscere la realtà per trasformarla», secondo lo slogan che [[Karl Marx|Marx]] mutuò dalla migliore tradizione ebraico-cristiana. (cap. IX) == ''Ipotesi su Maria'' == *[[Lourdes]] – se i credenti hanno ragione – è uno squarcio aperto all'improvviso su un Mondo Altro; è la verità affidata non ai professori e agli esperti, ma agli analfabeti; è il Cielo stesso che ratifica i dogmi di un Papa, per giunta «oscurantista» e «reazionario» come Pio IX: è l'irrisa mariologia cattolica che ha la piena conferma; è il cieco che riacquista la vista, il canceroso che guarisce, il paralitico che cammina. Lourdes è – e non può non essere – lo scandalo, la divisione, la negazione del senso comune imposto dal nuovo conformismo. Non ha dunque cessato il suo ruolo di provocazione; né, del resto, potrà mai cessarlo. (p. 47) *Tutti coloro che sono stati sanati nel corpo a Lourdes sono morti o moriranno, anche se per mali diversi da quelli per i quali si erano rivolti alla intercessione di Maria. [...] È una riflessione ovvia, magari all'apparenza banale. Eppure, permette di precisare la prospettiva del cattolico davanti al pur impressionante dossier di guarigioni «fisiche» che, ai piedi dei Pirenei, non cessano di verificarsi dal 1858. Il credente, cioè, sa che ciò che è promesso dal Vangelo – ciò che ''a tutti'' è promesso – è sì la «guarigione» radicale e definitiva anche del corpo; ma solo quando questo risorgerà a vita eterna. (p. 59) *Unica tra le religioni, il [[cristianesimo]] non annuncia solo la salvezza dell'anima, la sopravvivenza dello «spirito», bensì pure la [[Risurrezione|risurrezione della carne]]. Anch'essa è destinata – seppur misteriosamente trasfigurata – a vivere nell'eternità: è anche per mostrare questo che Gesù risorto, il modello e anticipo della risurrezione di ogni uomo, chiede da mangiare, siede di nuovo a mensa con i discepoli. (pp. 59-60) *Perché è la [[Maria|Madonna]] che [[Apparizioni e altre manifestazioni mariane|appare]]? Perché a Lourdes (come a rue du Bac, a La Salette, a Pontmain, a Beauraing, a Fatima, per stare solo all'ultimo secolo e mezzo e a fatti approvati dalla Chiesa) non si è manifestato Gesù stesso o qualche santo canonizzato? Ma è perché – risponde la teologia, meditata dai mistici –, stando al Credo cattolico «l'Immacolata Madre di Dio, sempre Vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste ''in anima e corpo''». Così, le parole del dogma dell'Assunzione, definito e proclamato da Pio XII solo nel 1950 ma creduto, nel suo oggetto, sin dai tempi dei Padri della Chiesa sia in Oriente che in Occidente (la festa della ''Dormizione'', che ha ''in nuce'' l'Assunzione della Vergine Madre, è probabilmente la più antica delle feste mariane che uniscono la Chiesa universale).<br>Maria, insomma, avendo portato nel suo ventre Colui che disse: «Io sono la risurrezione e la vita» (''Gv'' 11, 25), ha seguito il Figlio nel suo destino eterno prima di ogni altra creatura umana; è colei che tutti ci ha preceduti, già accolta nell'eternità «''in anima e corpo''». Dunque, se è lei ad apparire ai mortali, è anche per ricordare che ciò che ella già è, anche noi saremo. Il segno e il pegno, insomma, nella sua persona stessa, di quella salvezza di cui dicevamo e che ci darà la vera salute: la visione del corpo di Maria già «salvato» è garanzia che quello di tutti lo sarà. (pp. 61-62) *In effetti, proprio in questo è «diverso» da ogni altro il [[Dio]] in cui crede il cristiano: nel fatto, cioè, che propone agli uomini la [[fede]] (che è, al contempo, esperienza ''e'' speranza, uso della ragione ''e'' adesione alla rivelazione, anche in ciò che quella ragione supera); che non impone l'adesione a un'evidenza (nella quale occorre «credere» per forza esigendo di essere constatata, pena l'irragionevolezza). [...] Solo un Dio che ''si propone'' con segni, indizi, tracce, impronte e che non ''si impone'', apparendo sfolgorante nella Sua gloria, può instaurare con le Sue creature un rapporto libero e non una dipendenza necessaria. (pp. 78-79) *Il Dio cristiano propone e non impone, lasciando sempre un margine di penombra che permetta la negazione e che salvi, per l'uomo, la libertà; e, per Lui, il diritto di perdonare. (p. 91) *''Status'' sociale, cultura, ricchezza, persino salute: il contrario stesso di tutto questo in [[Bernadetta Soubirous|Marie-Bernarde Soubirous]], detta Bernadette, quattordicenne (ma con lo sviluppo di una decenne, secondo i medici che la visitarono, e non ancora donna, a causa dell'alimentazione insufficiente); asmatica; sofferente di stomaco; chiusa nel suo silenzio di timida e di introversa; analfabeta e considerata da qualche suo parente stesso incapace di imparare alcunché; incolta anche in materia religiosa, tanto da ignorare persino il mistero della Trinità; figlia della famiglia più miserabile della città; residente nella cella della prigione comunale, sgomberata dalle autorità perché considerata insalubre per gli stessi detenuti; con il padre non solo fallito e con la fama – seppure abusiva – di fannullone e di beone, ma con anche alle spalle un soggiorno in prigione per un sospetto di furto: rilasciato dopo nove giorni, si lasciò cadere l'accusa tanto era inconsistente, ma senza procedere ad alcun giudizio, così da lasciargli addosso un sospetto infamante.<br>Rendiamocene conto: in tutto questo, solo gli occhi della fede possono scorgere una misteriosa conformità al Vangelo e, dunque, le stigmate della verità. Solo l'adesione a una prospettiva rovesciata rispetto agli «occhi della carne» può far sentire gli echi del ''Magnificat'' intonato da Colei di cui Bernadette Soubirous fu testimone: «...ha guardato l'umiltà della sua serva [...]; ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati; ha rimandato i ricchi a mani vuote...» (''Lc'' 1, 48 e 51 ss.) (p. 92) *Nel maggio del 1949 fu istituito a Strasburgo il Consiglio d'Europa, organismo allora privo di poteri politici effettivi e incaricato solo di «porre le basi per la costruzione di una federazione europea». Così nell'atto della sua fondazione. L'anno dopo – dunque, nel 1950 – quel Consiglio bandì un concorso di idee, aperto a tutti gli artisti, per una bandiera della futura Europa unita. Un allora giovane disgnatore alsaziano, Arsène Heitz, partecipò con un bozzetto, dove dodici stelle bianche campeggiavano in un cerchio su uno sfondo azzurro. Come rivelò poi, l'idea non era casuale: devoto della Madonna, recitava ogni giorno il rosario. Proprio quando seppe del concorso europeo e decise di partecipare stava leggendo la storia di santa Catherine Labouré e – stimolato da quella lettura – si era deciso a procurarsi, per sé e per la moglie, una «Medaglia miracolosa», che sino allora non conosceva. Le stelle, dunque, del suo disegno vennero da lì: e, lì, venivano direttamente dall'Apocalisse e dalla sua «Donna vestita di sole» con la corona attorno al capo. Quanto all'azzurro, era il colore tradizionale della Vergine. Tra i 101 bozzetti giunti da tutto il mondo, «inspiegabilmente», come disse lo stesso Heitz (che aveva partecipato al concorso senza troppe speranze, quasi solo per rispondere a un impulso datogli dalla scoperta della Medaglia), il Consiglio d'Europa scelse proprio il suo. Si noti, tra l'altro, che il responsabile della commissione che procedeva alla scelta era un ebreo, Paul M.G.Lévy, direttore del Servizio di stampa e informazione del Consiglio. Non agirono, dunque, motivazioni confessionali [...] Inoltre, a conferma della singolarità della scelta, contro la proposta di Heitz stava il fatto che, se dodici erano le stelle sulla bandiera proposta, non altrettanti erano allora gli Stati del Consiglio. In effetti, di fronte alle critiche, il disegnatore dovette replicare che il [[dodici]] rappresentava un «simbolo di pienezza» (e tale è, infatti, anche nell'Antico Testamento: dodici, tra l'altro, i figli di Giacobbe, come dodici le tribù di Israele; ed è perciò che dodici è il [[numero]] voluto da Gesù per i suoi apostoli, a significare che la Chiesa è il «nuovo popolo eletto»). Avendo adottato questa prospettiva simbolica, le autorità comunitarie, quando gli Stati membri dell'Europa finirono col superare la dozzina, stabilirono ufficialmente che il numero delle stelle sulla bandiera era da considerare immutabile. (pp. 107-108) *[[Fatima]], in effetti, è il nome della figlia prediletta di Maometto [...] Tutto intero l'[[Islam|Islàm]], al di là di ogni scuola, non ha dimenticato un ''hadit'' di Maometto, un detto, cioè, tramandato dalla tradizione orale dei primi discepoli e considerato fonte di rivelazione accanto al Corano. Quell'''hadit'' ha conservato una parola del profeta dell'Islàm rivolta a Fatima: «Tu sarai la padrona delle donne nel Paradiso, ''dopo'' [[Maria|Màryam]]». Una superiorità, dunque, nello stesso Cielo musulmano, di quella che i cristiani chiamano ''Regina Coeli''. E, al contempo, un diretto legame con Fatima. Le due esercitano insieme (pur se Maria è al vertice) una sorta di signoria nel Paradiso. Non stupisce, dunque, che Louis Massignon [...] abbia visto non una coincidenza casuale, bensì un segno eloquente nel fatto che Maria, «Padrona delle donne» nel Paradiso musulmano, abbia scelto di apparire in una località sino ad allora sconosciuta a molti degli stessi portoghesi, ma che portava il nome proprio di chi, per Maometto, è subito sotto di lei nel regno dei beati. [...] così che i pellegrini islamici, seppur non organizzati, non sono mai mancati a Fatima e ora vanno sempre crescendo. [...] È singolare che, in tanto parlare di ecumenismo, Maria è il «luogo» dove musulmani e cristiani (quelli, almeno, cattolici e quelli ortodossi) sono vicini più che ovunque altrove. (pp. 187-191) *L'[[ebraismo]] – come è stato detto, seppure in modo un po' semplificato – è la [[religione]] della ''speranza''; il [[cristianesimo]] della ''carità''; l'[[islam|islamismo]] della ''fede''. (p. 191) *I [[Dogma (teologia)|dogmi]] mariani sono, come si sa, quattro in tutto: la verginità perpetua e la maternità divina; poi, dopo quasi quindici secoli di dibattito e di approfondimento del mistero, ecco il concepimento senza la macchia del peccato originale e l'assunzione al cielo. Ebbene, queste verità sono state codificate e messe al riparo solennemente come dogmi, cioè come verità basilari e indiscutibili della fede, non tanto per devozione a Maria, quanto per difesa della fede in Gesù.<br>In effetti, se riflettiamo sul loro contenuto, ci rendiamo conto che ribadiscono la fede autentica nel Cristo come vero Dio e vero uomo: due nature in una sola Persona. Ribadiscono poi la fondamentale attesa escatologica, indicando in Maria assunta il destino immortale che tutti ci attende. E, infine, mettono al sicuro la fede, oggi minacciata, in un Dio creatore (è uno dei significati della più che mai incompresa verità sulla verginità perpetua di Maria), un Dio che può liberamente intervenire anche sulla materia. (p. 236) *[[Maria]] è «figura», «immagine» della [[Chiesa cattolica|Chiesa]]. Entrambe hanno per vocazione primaria la maternità. Così, guardando a lei, questa Chiesa è messa al riparo da un modello «maschilista», che la veda come strumento per inseguire un programma d'azione socio-politico. In Maria, sua figura e icona, la Chiesa ritrova il suo volto di madre, non degenera in una involuzione che la trasformi in una sorta di partito, in una organizzazione, in un gruppo di pressione a servizio di interessi umani. Per ripetere, qui, le parole di [[Ratzinger]]: «Se in certe teologie ed ecclesiologie di oggi Maria non trova più posto, la ragione è semplice e drammatica: hanno ridotto la fede a un'astrazione. E un'astrazione non sa che farsene di una madre». (pp. 237-238) *[[Paul Verlaine|Verlaine]], il poeta ''maudit'', ma con un forte tormento religioso che finì per prevalere, parlando dell'amore per [[Maria]]: «tutti gli altri amori sono degli ordini». Con simili parole, voleva sottolineare quel carattere «libero» della devozione mariana che la Chiesa ha sempre salvaguardato. Su di lei, in venti secoli, non sono stati proclamati che pochi dogmi: i quali tra l'altro, lo sappiamo, sono a servizio e riparo del Figlio, ben prima che di lei. Soltanto a queste verità definite il cattolico deve ossequio. Tutto il resto, a proposito di Maria, è lasciato alla libera sensibilità e iniziativa del credente. (p. 274) *La [[mariologia]] è unita strettamente alla [[cristologia]]: abbandonare o anche solo ridimensionare la prima significa mettere in causa pure la seconda. (p. 322) == ''Scommessa sulla morte'' == ===[[Incipit]]=== Siamo su una cattiva strada. Da questa avventura della vita nessuno di noi uscirà vivo.</br>Alla nascita non c'è rimedio: sin dalla culla siamo dei condannati a morte in un Paese ove l'istituto della grazia è sconosciuto.</br>Dice [[Jorge Luis Borges]], lo scrittore argentino: «La morte è un'usanza che tutti, prima o poi, dobbiamo rispettare». Tra i contemporanei gli fa eco [[Emil Cioran]], il saggista franco-rumeno: «La morte è ciò che la vita ha sinora inventato di più solido e sicuro».</br>Tre secoli fa, un uomo che non aveva paura delle parole, [[Blaise Pascal]], andava ancor più per le spicce: «Per quanto bella sia stata la commedia in tutto il resto, l'ultimo atto è sempre sanguinoso. Alla fine, con una vanga si getta della terra sulla testa. Ed ecco fatto, per sempre»</br>No, non siamo diventati eterni, neppure nell'era dei prodigi tecnologici. Non ti inganni il lampeggiare delle spie colorate sui marchingegni elettronici. Non ti illudano i cosiddetti "trionfi" della medicina. Qui poco o niente è cambiato da venticinque secoli, dal tempo del salmo [[Bibbia|biblico]]: «Gli anni della nostra vita sono settanta / ottanta per i più robusti … / passano presto e noi ci dileguiamo» ({{NDR|''Salmi''}} 89, 10)</br>La statistica ci segnala che possiamo contare in tutto su un venticinquemila giorni; qualche migliaio in più per qualcuno. Ma dopo non ce ne saranno altri. Per nessuno. Sì: anche per me che scrivo, anche per te che leggi sarà subito sera. === Citazioni === *Con chi potrai confidarti, a chi potrai rivolgerti per attenuare un poco l'angoscia e la solitudine? [...] Ti rivolgerai allora al politico, al sindacalista, al sociologo? Ma tutti questi signori hanno da smerciare teorie e strategie solo per i forti, i sani, i giovani. Il vecchio e la sua prospettiva di morte sono doppiamente tabù perché mettono in crisi sia il loro potere che il loro profondo: che ne sarà della loro autorità e delle loro parole quando essi stessi non saranno che degli ex?</br>Pensa a uno dei nuovi, veri potenti delle società occidentali: il ''boss'' sindacale, almeno in certe versioni italiane contemporanee; non, è chiaro, in quelle coraggiose e benefiche di epoche passate, o anche di oggi in molti Paesi, magari in quelli dove – stando alle teorie – i sindacalisti non sarebbero più necessari perché i lavoratori stessi avrebbero già il potere... Qualcuno, qui, rischierà più che mai lo scandalo: di sindacati e sindacalisti – impone un dogma riverito – non si può parlare se non bene, anzi benissimo. Qui bisognerebbe sempre parlare in termini di nobili, disinteressati paladini dell'ideale, di cavalieri senza macchia e senza paura dell'Umanità. Ma io me la rido di quelli che infrangono le statuette dei vecchi santi per costruirsene altre nuove. Rifiuto di considerare categorie o persone non caso per caso, in base all'oggettività ma in base a pregiudizi, favorevoli o sfavorevoli che siano. Non riconosco come sacra alcuna istituzione umana: se voglio il "Sacro" so dove andarlo a cercare; preferisco l'originale, non le imitazioni. (Cap. II, ''Anni alla vita e non vita agli anni'') ==''Il mistero di Torino''== ===[[Incipit]]=== [[Torino]], caro [[Aldo Cazzullo|Aldo]], entrò nella mia vita per trentadue anni, dodicimila giorni, a causa di un commerciante ebreo, un commendator Corinaldi, che lavorava con il figlio in un alloggio che era anche il suo ufficio di import-export. All'inizio di ogni autunno, all'approssimarsi della festa di [[Sukkot]], quegli israeliti chiedevano aiuto al loro unico impiegato – mio padre – per costruire una capanna rituale sul balcone. Questo dava su via Guicciardini, davanti allo spazio desolato di Porta Susa, dove era stata in progetto una colossale Casa del Littorio e dove invece, sulle fondamenta già gettate, tirarono poi su il grattacielo della Rai. Lo vidi montare, pezzo dopo pezzo, come un gioco di costruzioni, nei primissimi Sessanta: era il primo, e restò l'unico vero grattacielo torinese (assieme, forse, all'anomala torre di piazza Castello), ed era con emozione che seguivo le manovre delle gru che incastravano gli enormi elementi in acciaio. ===Citazioni=== *Se nel 1953 {{NDR|23 maggio}} la violenza del cielo abbatté la stella {{NDR|Emblema posto sulla sommità della guglia della Mole Antonelliana}}, nel 1904 un fulmine aveva abbattuto, al culmine, l'Angelo della Luce, che aveva sul capo la regolamentare stella massonica a cinque punte. La stessa che era stata apposta sui baveri delle divise dell'esercito, il Nuovo Ordine religioso per la Nuova Italia, con il re al posto del Papa, i generali al posto dei vescovi, la classe degli ufficiali come nuovo clero, la truppa come popolo penitente di Dio, votato all'obbedienza, alla povertà, alla disciplina, all'onore, al silenzio e, infine, al sacrificio della vita. E tutto in nome della nuova fede, quella della Madre Patria. Niente di sorprendente, tutti sanno che non si combatte una [[religione]] che per costruirne un'altra. (cap. II) *Ma, visto che si accennava all'inevitabile Duce: i torinesi lo chiamavano, come sai, ''Cerüti''. Con la «u» alla piemontese. Da proletario romagnolo, con conseguenti complessi di inferiorità, probabilmente aveva soggezione di Torino, sembrava temerne lo snobismo elegante: era ancora la città della aristocrazia, era la capitale della moda, con relativo Ente (che il Regime stesso, per altro, aveva fondato) [....] –, il [[Benito Mussolini|Benito]] definiva Torino come «mezza francese» (cap. III) *Torino non era una copia in piccolo di [[Parigi]] anche perché, a differenza di questa, non fu città di sommosse, di barricate. È una città che produce eccentrici, solitari, genialoidi e talora tipi geniali, outsider, scrittori e pittori isolati, qualche anarchico ma teorico, di rado bombarolo, provoca omicidi e suicidi (per questi ultimi, una delle più alte, se non la più alta, percentuale italiana, in triste gara con [[Trieste]], la città al confine opposto), ma la massa è di gente pacata, di sudditi, spesso brontoloni e ipercritici ma, alla fine, obbedienti. Nella sua storia non cacciò mai i suoi duchi e poi re, non complottò contro di essi. A differenza di Parigi, periodicamente sulle barricate, Torino insorse solo due volte. Ed entrambe non per fumosi obiettivi ideologici, ma per la concretezza del pane: nel 1864 quando, a tradimento, giunse il trasferimento della capitale; e nel 1917, quando lo Stato chiedeva di digiunare con le razioni di guerra e al contempo di faticare a ritmi accelerati nelle fabbriche che producevano per il fronte. Movimento ci fu anche negli ultimi giorni dell'aprile del 1945. Ma, pure qui, per una questione molto concreta: soprattutto per impedire la distruzione di impianti industriali, dal cui lavoro sarebbe dipesa la vita futura. Ancora una volta, al mito della «lotta di classe», prevalse la consapevolezza, dettata dal buon senso, che gli interessi degli imprenditori coincidevano con quelli dei dipendenti. Senza fabbriche, niente guadagni per il padrone; ma neanche pane per i lavoratori. (cap. III) ==''Prefazione a "Parole sull'uomo"''== ===[[Incipit]]=== Pur immersi nella cronaca, privi dunque del distacco che solo il tempo può dare, siamo tuttavia in molti a nutrire un sospetto assai fondato: quel che successe a [[Roma]] del 16 ottobre 1978 determinò, non solo per la [[Chiesa]] cattolica ma per il mondo intero, una svolta radicale di cui solo la storia futura potrà darci la misura completa. ===Citazioni=== *«Quante divisioni ha il papa?». La domanda di [[Stalin]] trovava, più di quarant'anni dopo, una prima risposta a Varsavia, poi a Budapest, poi a Mosca stessa da dove, mentre scriviamo, [[Michail Sergeevič Gorbačëv|Gorbaciov]] chiede rispettosamente a [[Papa Giovanni Paolo II|Giovanni Paolo]] di poterlo incontrare per vedere se e in che modo può aiutarlo a fare uscire Urss e satelliti da una storia non solo non più praticabile ma ormai intollerabile. (p. VII) *Questo libro {{NDR|''Parole sull'uomo''}}, in effetti, è un'efficace ''summa'' della prospettiva di vita e di pensiero di un uomo che si muove da protagonista sulla scena della storia di tutti, non solo dei suoi fedeli. (p. VII) *''La passion de convaincre'', la passione di convincere: questo, per [[Blaise Pascal]], il segno distintivo di ogni cristiano che sia davvero convinto di avere trovato nel [[Vangelo]] – anzi nell'incontro personale col ''[[Cristo]]'' – la verità sull'uomo e sull'umanità. Quella ''passione'' sembra pervadere interamente il papa «venuto da lontano». (IX) *Il cristiano [[Karol Wojtyla]] è convinto che l'uomo abbia smarrito le chiavi che permettono di aprire il cassetto dentro il quale sta il libretto di istruzioni per l'uso dell'uomo stesso. Per lui, i fratelli in umanità non sono certo «cattivi»: semplicemente, sono smarriti, confusi, sbandati, plagiati da cattivi maestri, da suggestioni ingannevoli. (IX) == Note == <references /> ==Bibliografia== *Vittorio Messori, ''Inchiesta sul cristianesimo'', Oscar Mondadori, Milano, 2003. ISBN 88-04-52048-5 *Vittorio Messori, ''Ipotesi su Gesù'', Società Editrice Internazionale, Torino, 1976. *Vittorio Messori, ''Ipotesi su Maria: fatti, indizi, enigmi'', Edizioni Ares, Milano, 2005. ISBN 88-8155-338-4 *Vittorio Messori, ''Scommessa sulla morte'', Società Editrice Internazionale, 7ª edizione, Torino, 1987, ISBN 88-05-03746-X *Vittorio Messori, Aldo Cazzullo, ''Il Mistero di Torino'', Mondadori editore – Le Scie, Milano, 2004. ISBN 88-04-52070-1 *Giovanni Paolo II, ''Parole sull'uomo'', a cura di [[Angelo Montonati]], prefazione di Vittorio Messori, BUR, 1989. ISBN 88-17-11517-7 ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Ipotesi su Gesù||(1976)}} {{Pedia|Scommessa sulla morte||(1982)}} {{Pedia|Inchiesta sul cristianesimo (libro 1986)|''Inchiesta sul cristianesimo''|(1986)}} {{Pedia|Il mistero di Torino||(2004)}} {{DEFAULTSORT:Messori, Vittorio}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] moqww6hsunghlyujw7662t90dei4zc1 1409460 1409445 2026-04-04T10:02:56Z Spinoziano 2297 typo 1409460 wikitext text/x-wiki [[File:Vittorio Messori Desenzano 2004.jpg|thumb|Vittorio Messori nel 2004]] '''Vittorio Messori''' (1941 – 2026), giornalista e scrittore italiano. ==Citazioni di Vittorio Messori== *Almeno in qualcosa dovremmo essere grati alla felicemente defunta [[Unione Sovietica]]. La quale, subito dopo la fondazione, creò a San Pietroburgo, che aveva ribattezzato Leningrado, il grande Istituto per l'Ateismo Scientifico, con migliaia di dipendenti e centinaia di professori universitari a contatto. Per settant'anni lavorarono sodo per dimostrare l'incompatibilità tra [[scienza]] e [[religione]] (e proprio così, ''Scienza e religione'', si chiamava la loro rivista, diffusa gratuitamente in molte lingue, in tutto il mondo), per decenni, dunque, si diedero da fare per trovare la prova oggettiva, inconfutabile, scientifica appunto, dell'inesistenza di [[Dio]]. Quando tutto crollò, e quando Leningrado tornò a chiamarsi San Pietroburgo, la famosa Prova non era stata trovata: avrebbero potuto cercare altri settanta o settecento anni, ma non sarebbe saltata fuori lo stesso. Dunque, anche grazie ai miliardi di rubli investiti dall'[[ateismo]] di Stato, abbiamo la conferma oggettiva che la [[fede]] non è confutabile per via scientifica. (da ''Perché credo'', Milano, Piemme, 2010, pag. 264 ISBN 978-88-566-1321-6) *Grande teologo, straordinario erudito, prete di vigorosa vita cristiana, [[Hans Urs von Balthasar|von Balthasar]] presentava anche aspetti singolari, forse contraddittori. (da ''Opus Dei. Un'indagine'', Mondadori, 2002) *Con un cattolicesimo alla chitarra non si catturano i giovani. Di dee jay ne abbiamo troppi, di Papa uno solo. [...] Ma i giovani hanno bisogno del silenzio dei monasteri, di valori come il sacrificio, la rinuncia, l'impegno. (citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1997/settembre/03/Messori_Chiesa_non_una_discoteca_co_0_97090311606.shtml Messori: "Ma la Chiesa non è una discoteca"]'', ''Corriere della sera'', 3 settembre 1997) {{Int|Da [http://www.totustuus.it/vittorio-messori-ricorda-il-mariologo-laurentin/ ''I tuffi in Senna col mio amico Laurentin, il fastidio dei teologi e la certezza su Medjugorie'']|di Andrea Zambrano, ''La Nuova Bussola Quotidiana'', 13 settembre 2017}} * {{NDR|[[Renè Laurentin]] ebbe}} Incarichi accademici marginali in Francia, la sua fortuna la fece in Italia e soprattutto negli Stati Uniti dove ottenne una prestigiosa cattedra, però non dimentichiamo che era iscritto all'albo dei giornalisti professionisti francesi e seguì per conto di ''Le Figaro'' il [[Concilio Vaticano II]], di cui è stato perito per il documento sulla Chiesa. Il capitolo conclusivo del documento conciliare ''[[Lumen Gentium]]'' è stato praticamente scritto da lui quando era consultore al Vaticano II.<ref>Dall'intervista di Andrea Zambrano, [http://www.totustuus.it/vittorio-messori-ricorda-il-mariologo-laurentin/ ''I tuffi in Senna col mio amico Laurentin, il fastidio dei teologi e la certezza su Medjugorie''], 13 settembre 2017, La Nuova Bussola Quotidiana. Ripresa da ''totustuus.it''e testo prtesente anche nel sito [http://archive.is/MSTeO/ vittoriomessori.it]. URL archiviati il [http://archive.is/1vURC/ 28 settembre 2019].</ref> * Gli ortodossi ci superano come devozione mariana. * Dopo il Vaticano II l'unico vero movimento di massa e popolare è stato Medjugorie. * È poi probabile che Maria accorra nelle [[Apparizioni e altre manifestazioni mariane|apparizioni]], anche se queste all'inizio non c'erano. [...] Cioè che alcune apparizioni non fossero tali ma lo diventano dopo. * Su [[Fatima]] si erano scatenate troppe passioni politiche che a suo giudizio avrebbero ostacolato il suo lavoro. Così disse no. Me lo raccontò dopo un bagno nella [[Senna]]. {{NDR|Un bagno nella Senna?}} Sì. Un giorno lo andai a trovare nel convento dove viveva e dove prestava la sua opera di cura d'anime delle monache. Si assentò un attimo, tornò con il costume da bagno e si tuffò nella Senna. Mi disse che era il suo unico sport, lo faceva per tenersi in forma e attraversava il fiume parigino da sponda a sponda. Incredibile. * {{NDR|Perché un grande mariologo come [[Renè Laurentin|Laurentin]] non si occupò mai di Fatima?}} Perché la riteneva difficile. Lourdes era un'apparizione lineare, quella di Fatima aveva diverse parti e soprattutto una divulgazione dei segreti molto più avanti negli anni. Quindi decise di non essere chiamato a indagare quel fatto. Lo disse con grande indipendenza culturale anche al presidente della Conferenza episcopale portoghese, inviato direttamente dal patriarca portoghese, che gli avrebbe messo a disposizione tutto quello che era possibile per studiare il fenomeno. E poi su Fatima si erano scatenate troppe passioni politiche che a suo giudizio avrebbero ostacolato il suo lavoro... {{NDR|Laurentin era}} un uomo buono e alla mano, sempre disponibile e non era soltanto un mariologo e il più grande esperto di Lourdes. ==''Inchiesta sul cristianesimo''== ===[[Incipit]]=== Sulle tracce di un Dio che si nasconde. Sono tra coloro che non sanno abituarsi al [[cristianesimo]]. Mai mi riuscì di dare per scontato che la verità sull'uomo e sul mondo, sulla storia e sull'eternità, sia celata nella persona e nelle parole di quel "piccolo ebreo", come [[Friedrich Nietzsche]] chiamava [[Gesù|Gesù di Nazareth]]; stia nelle parole di quel predicatore, vagante lungo le strade della più oscura tra le province del Grande Impero. === Citazioni === *L'eccellente riuscita de ''[[Umberto Eco#Il nome della rosa|Il nome della rosa]]'' è proprio nella felicità narrativa, nella consumata astuzia del mestiere, che permette anche alla casalinga di arrivare alla fine appassionandosi alla trama, assorbendone gli umori maliziosi senza neppure accorgersene. In questo senso, perfetto strumento di massa. (p. 33) ==''Ipotesi su Gesù''== ===[[Incipit]]=== Di [[Gesù Cristo|Gesù]] non si parla tra persone educate.<br>Con il sesso, il denaro, la morte, Gesù è tra gli argomenti che mettono a disagio in una conversazione civile.<br>Troppi i secoli di sacrocuorismo. Troppe le immagini di sentimentali nazareni con i capelli biondi e gli occhi azzurri: il Signore delle signore. Troppe quelle prime comunioni presentate come «Gesù che viene nel tuo cuoricino».<br>Non a torto tra persone di gusto quel nome suona dolciastro. È irrimediabilmente tabù. Ci si laurea in storia senza aver neppure sfiorato il problema dell'esistenza dell'oscuro falegname ebreo che ha spezzato la storia in due: ''prima'' di Cristo, ''dopo'' di Cristo.<br>Ci si laurea in lettere antiche sapendo tutto del mito greco-romano, studiato sui testi originali. Senza aver però mai accostato le parole greche del Nuovo Testamento.<br>È singolare: la misura del tempo finisce con Gesù e da lui riparte. Eppure egli sembra nascosto.<br>O lo si trascura o lo si dà per già noto. === Citazioni === *Parlare di sé è irritante e rischioso. Se mi ci azzardo è perché vorrei rassicurare il lettore: sono partito dal dubbio; o meglio dall'indifferenza. Come lui, come tanti oggi. Non certo dalla fede. Sono arrivato a questi studi dopo 18 anni di scuola di stato. Ho dovuto imparare tutto, partendo dal niente. A scuola, gli unici preti sono dunque stati per me quelli delle "ore di religione" imposte dalla conciliazione con i fascisti. Poi, improvvisa, è cominciata una caccia al tesoro, sempre più appassionante, nella Palestina del primo secolo. Il primo biglietto della catena fu una copia dei ''Pensieri'' di Pascal, acquistata per certe ricerche marginali del corso di laurea in scienze politiche. A [[Blaise Pascal]] questo libro è dedicato: senza di lui non sarebbe mai stato scritto. O sarebbe stato del tutto diverso. (cap. I) *Dio, [[Problema dell'esistenza di Dio|se c'è]], è nascosto.<br>Se esiste, da sempre gli uomini sono costretti a cercarlo a tentoni. E non sempre la loro ricerca ha uno sbocco, ottiene un risultato. Positivo o negativo che sia. C'è da meravigliarsi e diffidare da coloro che affermano di non avere difficoltà a credere. Forse (com'è stato detto) è perché non hanno ben capito di che cosa si tratta.<br>La disperante esperienza umana è che nessuna divinità fa capolino da dietro le nuvole. Il cielo e la terra tacciono.<br>Ma, se un dio esiste, non si nasconde solo dietro il silenzio della natura. Si cela anche dietro la realtà del male degli innocenti che sembra accusarlo senza possibilità di difesa; dietro la molteplicità delle religioni. In queste, dietro le difficoltà delle tante "scritture sacre", Bibbia compresa.<br>Se c'è, si nasconde pure dietro gli scandali delle chiese; dietro gli errori e le incoerenze proprio di coloro che dovrebbero testimoniarne con la vita stessa l'esistenza. (cap. II) *[[Simone Weil]], l'ebrea educata all'agnosticismo, ha reagito anch'essa in nome della ragione alla protesta istintiva e ricorrente dell'uomo per la mancata evidenza divina. (cap. II<!--, p. 39-->) *L'[[antisemitismo]] è purtroppo antico quasi quanto gli ebrei e, com'è stato osservato, nasce proprio dallo stupore e dall'ira per questo popolo che non si riesce a dissolvere negli altri, ad assimilare. Non con le minacce e neppure, si noti, con le lusinghe. L'ebreo rinnegato che nei paesi cristiani accettava il vangelo era tolto da una condizione subumana per ricevere la pienezza dei diritti e, talvolta, onori e ricchezze. Eppure, la conversione era tanto rara che nell'Europa nordica medievale si poteva arrivare a promettere al rinnegato una baronia o una contea.<br>I [[musulmani]] convertirono a milioni i cristiani e cancellarono la fede in Gesù da interi paesi ma non riuscirono a convertire gli ebrei. (cap. III) *Chiesero un giorno a [[Sigmund Freud]] di sintetizzare la sua "ricetta" per difendere l'uomo dai mali oscuri che affiorano dal profondo. «''Lieben und arbeiten'', amare e lavorare» fu la risposta del fondatore della psicoanalisi.<br>È, guarda caso, la stessa formula proposta all'uomo dal [[Nuovo Testamento]], che pone al centro del suo messaggio ''amore e lavoro''. Meno conosciuto, forse, questo secondo aspetto, tanto che la frase di [[San Paolo|Paolo]] nella seconda lettera ai Tessalonicesi («''Chi non vuole lavorare, nemmeno mangi''») è spesso attribuita a [[Lenin]]. Attribuzione errata ma, ci pare, altamente significativa. (cap. VIII) *Per il [[cristianesimo]] l'atteggiamento fondamentale è la trasformazione del mondo e della realtà. Il raggiungimento attraverso la storia del "Regno di Dio". E in questo senso il messaggio evangelico è profondamente rivoluzionario, si propone davvero di «conoscere la realtà per trasformarla», secondo lo slogan che [[Karl Marx|Marx]] mutuò dalla migliore tradizione ebraico-cristiana. (cap. IX) == ''Ipotesi su Maria'' == *[[Lourdes]] – se i credenti hanno ragione – è uno squarcio aperto all'improvviso su un Mondo Altro; è la verità affidata non ai professori e agli esperti, ma agli analfabeti; è il Cielo stesso che ratifica i dogmi di un Papa, per giunta «oscurantista» e «reazionario» come Pio IX: è l'irrisa mariologia cattolica che ha la piena conferma; è il cieco che riacquista la vista, il canceroso che guarisce, il paralitico che cammina. Lourdes è – e non può non essere – lo scandalo, la divisione, la negazione del senso comune imposto dal nuovo conformismo. Non ha dunque cessato il suo ruolo di provocazione; né, del resto, potrà mai cessarlo. (p. 47) *Tutti coloro che sono stati sanati nel corpo a Lourdes sono morti o moriranno, anche se per mali diversi da quelli per i quali si erano rivolti alla intercessione di Maria. [...] È una riflessione ovvia, magari all'apparenza banale. Eppure, permette di precisare la prospettiva del cattolico davanti al pur impressionante dossier di guarigioni «fisiche» che, ai piedi dei Pirenei, non cessano di verificarsi dal 1858. Il credente, cioè, sa che ciò che è promesso dal Vangelo – ciò che ''a tutti'' è promesso – è sì la «guarigione» radicale e definitiva anche del corpo; ma solo quando questo risorgerà a vita eterna. (p. 59) *Unica tra le religioni, il [[cristianesimo]] non annuncia solo la salvezza dell'anima, la sopravvivenza dello «spirito», bensì pure la [[Risurrezione|risurrezione della carne]]. Anch'essa è destinata – seppur misteriosamente trasfigurata – a vivere nell'eternità: è anche per mostrare questo che Gesù risorto, il modello e anticipo della risurrezione di ogni uomo, chiede da mangiare, siede di nuovo a mensa con i discepoli. (pp. 59-60) *Perché è la [[Maria|Madonna]] che [[Apparizioni e altre manifestazioni mariane|appare]]? Perché a Lourdes (come a rue du Bac, a La Salette, a Pontmain, a Beauraing, a Fatima, per stare solo all'ultimo secolo e mezzo e a fatti approvati dalla Chiesa) non si è manifestato Gesù stesso o qualche santo canonizzato? Ma è perché – risponde la teologia, meditata dai mistici –, stando al Credo cattolico «l'Immacolata Madre di Dio, sempre Vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste ''in anima e corpo''». Così, le parole del dogma dell'Assunzione, definito e proclamato da Pio XII solo nel 1950 ma creduto, nel suo oggetto, sin dai tempi dei Padri della Chiesa sia in Oriente che in Occidente (la festa della ''Dormizione'', che ha ''in nuce'' l'Assunzione della Vergine Madre, è probabilmente la più antica delle feste mariane che uniscono la Chiesa universale).<br>Maria, insomma, avendo portato nel suo ventre Colui che disse: «Io sono la risurrezione e la vita» (''Gv'' 11, 25), ha seguito il Figlio nel suo destino eterno prima di ogni altra creatura umana; è colei che tutti ci ha preceduti, già accolta nell'eternità «''in anima e corpo''». Dunque, se è lei ad apparire ai mortali, è anche per ricordare che ciò che ella già è, anche noi saremo. Il segno e il pegno, insomma, nella sua persona stessa, di quella salvezza di cui dicevamo e che ci darà la vera salute: la visione del corpo di Maria già «salvato» è garanzia che quello di tutti lo sarà. (pp. 61-62) *In effetti, proprio in questo è «diverso» da ogni altro il [[Dio]] in cui crede il cristiano: nel fatto, cioè, che propone agli uomini la [[fede]] (che è, al contempo, esperienza ''e'' speranza, uso della ragione ''e'' adesione alla rivelazione, anche in ciò che quella ragione supera); che non impone l'adesione a un'evidenza (nella quale occorre «credere» per forza esigendo di essere constatata, pena l'irragionevolezza). [...] Solo un Dio che ''si propone'' con segni, indizi, tracce, impronte e che non ''si impone'', apparendo sfolgorante nella Sua gloria, può instaurare con le Sue creature un rapporto libero e non una dipendenza necessaria. (pp. 78-79) *Il Dio cristiano propone e non impone, lasciando sempre un margine di penombra che permetta la negazione e che salvi, per l'uomo, la libertà; e, per Lui, il diritto di perdonare. (p. 91) *''Status'' sociale, cultura, ricchezza, persino salute: il contrario stesso di tutto questo in [[Bernadetta Soubirous|Marie-Bernarde Soubirous]], detta Bernadette, quattordicenne (ma con lo sviluppo di una decenne, secondo i medici che la visitarono, e non ancora donna, a causa dell'alimentazione insufficiente); asmatica; sofferente di stomaco; chiusa nel suo silenzio di timida e di introversa; analfabeta e considerata da qualche suo parente stesso incapace di imparare alcunché; incolta anche in materia religiosa, tanto da ignorare persino il mistero della Trinità; figlia della famiglia più miserabile della città; residente nella cella della prigione comunale, sgomberata dalle autorità perché considerata insalubre per gli stessi detenuti; con il padre non solo fallito e con la fama – seppure abusiva – di fannullone e di beone, ma con anche alle spalle un soggiorno in prigione per un sospetto di furto: rilasciato dopo nove giorni, si lasciò cadere l'accusa tanto era inconsistente, ma senza procedere ad alcun giudizio, così da lasciargli addosso un sospetto infamante.<br>Rendiamocene conto: in tutto questo, solo gli occhi della fede possono scorgere una misteriosa conformità al Vangelo e, dunque, le stigmate della verità. Solo l'adesione a una prospettiva rovesciata rispetto agli «occhi della carne» può far sentire gli echi del ''Magnificat'' intonato da Colei di cui Bernadette Soubirous fu testimone: «...ha guardato l'umiltà della sua serva [...]; ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati; ha rimandato i ricchi a mani vuote...» (''Lc'' 1, 48 e 51 ss.) (p. 92) *Nel maggio del 1949 fu istituito a Strasburgo il Consiglio d'Europa, organismo allora privo di poteri politici effettivi e incaricato solo di «porre le basi per la costruzione di una federazione europea». Così nell'atto della sua fondazione. L'anno dopo – dunque, nel 1950 – quel Consiglio bandì un concorso di idee, aperto a tutti gli artisti, per una bandiera della futura Europa unita. Un allora giovane disgnatore alsaziano, Arsène Heitz, partecipò con un bozzetto, dove dodici stelle bianche campeggiavano in un cerchio su uno sfondo azzurro. Come rivelò poi, l'idea non era casuale: devoto della Madonna, recitava ogni giorno il rosario. Proprio quando seppe del concorso europeo e decise di partecipare stava leggendo la storia di santa Catherine Labouré e – stimolato da quella lettura – si era deciso a procurarsi, per sé e per la moglie, una «Medaglia miracolosa», che sino allora non conosceva. Le stelle, dunque, del suo disegno vennero da lì: e, lì, venivano direttamente dall'Apocalisse e dalla sua «Donna vestita di sole» con la corona attorno al capo. Quanto all'azzurro, era il colore tradizionale della Vergine. Tra i 101 bozzetti giunti da tutto il mondo, «inspiegabilmente», come disse lo stesso Heitz (che aveva partecipato al concorso senza troppe speranze, quasi solo per rispondere a un impulso datogli dalla scoperta della Medaglia), il Consiglio d'Europa scelse proprio il suo. Si noti, tra l'altro, che il responsabile della commissione che procedeva alla scelta era un ebreo, Paul M.G.Lévy, direttore del Servizio di stampa e informazione del Consiglio. Non agirono, dunque, motivazioni confessionali [...] Inoltre, a conferma della singolarità della scelta, contro la proposta di Heitz stava il fatto che, se dodici erano le stelle sulla bandiera proposta, non altrettanti erano allora gli Stati del Consiglio. In effetti, di fronte alle critiche, il disegnatore dovette replicare che il [[dodici]] rappresentava un «simbolo di pienezza» (e tale è, infatti, anche nell'Antico Testamento: dodici, tra l'altro, i figli di Giacobbe, come dodici le tribù di Israele; ed è perciò che dodici è il [[numero]] voluto da Gesù per i suoi apostoli, a significare che la Chiesa è il «nuovo popolo eletto»). Avendo adottato questa prospettiva simbolica, le autorità comunitarie, quando gli Stati membri dell'Europa finirono col superare la dozzina, stabilirono ufficialmente che il numero delle stelle sulla bandiera era da considerare immutabile. (pp. 107-108) *[[Fatima]], in effetti, è il nome della figlia prediletta di Maometto [...] Tutto intero l'[[Islam|Islàm]], al di là di ogni scuola, non ha dimenticato un ''hadit'' di Maometto, un detto, cioè, tramandato dalla tradizione orale dei primi discepoli e considerato fonte di rivelazione accanto al Corano. Quell'''hadit'' ha conservato una parola del profeta dell'Islàm rivolta a Fatima: «Tu sarai la padrona delle donne nel Paradiso, ''dopo'' [[Maria|Màryam]]». Una superiorità, dunque, nello stesso Cielo musulmano, di quella che i cristiani chiamano ''Regina Coeli''. E, al contempo, un diretto legame con Fatima. Le due esercitano insieme (pur se Maria è al vertice) una sorta di signoria nel Paradiso. Non stupisce, dunque, che Louis Massignon [...] abbia visto non una coincidenza casuale, bensì un segno eloquente nel fatto che Maria, «Padrona delle donne» nel Paradiso musulmano, abbia scelto di apparire in una località sino ad allora sconosciuta a molti degli stessi portoghesi, ma che portava il nome proprio di chi, per Maometto, è subito sotto di lei nel regno dei beati. [...] così che i pellegrini islamici, seppur non organizzati, non sono mai mancati a Fatima e ora vanno sempre crescendo. [...] È singolare che, in tanto parlare di ecumenismo, Maria è il «luogo» dove musulmani e cristiani (quelli, almeno, cattolici e quelli ortodossi) sono vicini più che ovunque altrove. (pp. 187-191) *L'[[ebraismo]] – come è stato detto, seppure in modo un po' semplificato – è la [[religione]] della ''speranza''; il [[cristianesimo]] della ''carità''; l'[[islam|islamismo]] della ''fede''. (p. 191) *I [[Dogma (teologia)|dogmi]] mariani sono, come si sa, quattro in tutto: la verginità perpetua e la maternità divina; poi, dopo quasi quindici secoli di dibattito e di approfondimento del mistero, ecco il concepimento senza la macchia del peccato originale e l'assunzione al cielo. Ebbene, queste verità sono state codificate e messe al riparo solennemente come dogmi, cioè come verità basilari e indiscutibili della fede, non tanto per devozione a Maria, quanto per difesa della fede in Gesù.<br>In effetti, se riflettiamo sul loro contenuto, ci rendiamo conto che ribadiscono la fede autentica nel Cristo come vero Dio e vero uomo: due nature in una sola Persona. Ribadiscono poi la fondamentale attesa escatologica, indicando in Maria assunta il destino immortale che tutti ci attende. E, infine, mettono al sicuro la fede, oggi minacciata, in un Dio creatore (è uno dei significati della più che mai incompresa verità sulla verginità perpetua di Maria), un Dio che può liberamente intervenire anche sulla materia. (p. 236) *[[Maria]] è «figura», «immagine» della [[Chiesa cattolica|Chiesa]]. Entrambe hanno per vocazione primaria la maternità. Così, guardando a lei, questa Chiesa è messa al riparo da un modello «maschilista», che la veda come strumento per inseguire un programma d'azione socio-politico. In Maria, sua figura e icona, la Chiesa ritrova il suo volto di madre, non degenera in una involuzione che la trasformi in una sorta di partito, in una organizzazione, in un gruppo di pressione a servizio di interessi umani. Per ripetere, qui, le parole di [[Ratzinger]]: «Se in certe teologie ed ecclesiologie di oggi Maria non trova più posto, la ragione è semplice e drammatica: hanno ridotto la fede a un'astrazione. E un'astrazione non sa che farsene di una madre». (pp. 237-238) *[[Paul Verlaine|Verlaine]], il poeta ''maudit'', ma con un forte tormento religioso che finì per prevalere, parlando dell'amore per [[Maria]]: «tutti gli altri amori sono degli ordini». Con simili parole, voleva sottolineare quel carattere «libero» della devozione mariana che la Chiesa ha sempre salvaguardato. Su di lei, in venti secoli, non sono stati proclamati che pochi dogmi: i quali tra l'altro, lo sappiamo, sono a servizio e riparo del Figlio, ben prima che di lei. Soltanto a queste verità definite il cattolico deve ossequio. Tutto il resto, a proposito di Maria, è lasciato alla libera sensibilità e iniziativa del credente. (p. 274) *La [[mariologia]] è unita strettamente alla [[cristologia]]: abbandonare o anche solo ridimensionare la prima significa mettere in causa pure la seconda. (p. 322) == ''Scommessa sulla morte'' == ===[[Incipit]]=== Siamo su una cattiva strada. Da questa avventura della vita nessuno di noi uscirà vivo.</br>Alla nascita non c'è rimedio: sin dalla culla siamo dei condannati a morte in un Paese ove l'istituto della grazia è sconosciuto.</br>Dice [[Jorge Luis Borges]], lo scrittore argentino: «La morte è un'usanza che tutti, prima o poi, dobbiamo rispettare». Tra i contemporanei gli fa eco [[Emil Cioran]], il saggista franco-rumeno: «La morte è ciò che la vita ha sinora inventato di più solido e sicuro».</br>Tre secoli fa, un uomo che non aveva paura delle parole, [[Blaise Pascal]], andava ancor più per le spicce: «Per quanto bella sia stata la commedia in tutto il resto, l'ultimo atto è sempre sanguinoso. Alla fine, con una vanga si getta della terra sulla testa. Ed ecco fatto, per sempre»</br>No, non siamo diventati eterni, neppure nell'era dei prodigi tecnologici. Non ti inganni il lampeggiare delle spie colorate sui marchingegni elettronici. Non ti illudano i cosiddetti "trionfi" della medicina. Qui poco o niente è cambiato da venticinque secoli, dal tempo del salmo [[Bibbia|biblico]]: «Gli anni della nostra vita sono settanta / ottanta per i più robusti … / passano presto e noi ci dileguiamo» ({{NDR|''Salmi''}} 89, 10)</br>La statistica ci segnala che possiamo contare in tutto su un venticinquemila giorni; qualche migliaio in più per qualcuno. Ma dopo non ce ne saranno altri. Per nessuno. Sì: anche per me che scrivo, anche per te che leggi sarà subito sera. === Citazioni === *Con chi potrai confidarti, a chi potrai rivolgerti per attenuare un poco l'angoscia e la solitudine? [...] Ti rivolgerai allora al politico, al sindacalista, al sociologo? Ma tutti questi signori hanno da smerciare teorie e strategie solo per i forti, i sani, i giovani. Il vecchio e la sua prospettiva di morte sono doppiamente tabù perché mettono in crisi sia il loro potere che il loro profondo: che ne sarà della loro autorità e delle loro parole quando essi stessi non saranno che degli ex?</br>Pensa a uno dei nuovi, veri potenti delle società occidentali: il ''boss'' sindacale, almeno in certe versioni italiane contemporanee; non, è chiaro, in quelle coraggiose e benefiche di epoche passate, o anche di oggi in molti Paesi, magari in quelli dove – stando alle teorie – i sindacalisti non sarebbero più necessari perché i lavoratori stessi avrebbero già il potere... Qualcuno, qui, rischierà più che mai lo scandalo: di sindacati e sindacalisti – impone un dogma riverito – non si può parlare se non bene, anzi benissimo. Qui bisognerebbe sempre parlare in termini di nobili, disinteressati paladini dell'ideale, di cavalieri senza macchia e senza paura dell'Umanità. Ma io me la rido di quelli che infrangono le statuette dei vecchi santi per costruirsene altre nuove. Rifiuto di considerare categorie o persone non caso per caso, in base all'oggettività ma in base a pregiudizi, favorevoli o sfavorevoli che siano. Non riconosco come sacra alcuna istituzione umana: se voglio il "Sacro" so dove andarlo a cercare; preferisco l'originale, non le imitazioni. (Cap. II, ''Anni alla vita e non vita agli anni'') ==''Il mistero di Torino''== ===[[Incipit]]=== [[Torino]], caro [[Aldo Cazzullo|Aldo]], entrò nella mia vita per trentadue anni, dodicimila giorni, a causa di un commerciante ebreo, un commendator Corinaldi, che lavorava con il figlio in un alloggio che era anche il suo ufficio di import-export. All'inizio di ogni autunno, all'approssimarsi della festa di [[Sukkot]], quegli israeliti chiedevano aiuto al loro unico impiegato – mio padre – per costruire una capanna rituale sul balcone. Questo dava su via Guicciardini, davanti allo spazio desolato di Porta Susa, dove era stata in progetto una colossale Casa del Littorio e dove invece, sulle fondamenta già gettate, tirarono poi su il grattacielo della Rai. Lo vidi montare, pezzo dopo pezzo, come un gioco di costruzioni, nei primissimi Sessanta: era il primo, e restò l'unico vero grattacielo torinese (assieme, forse, all'anomala torre di piazza Castello), ed era con emozione che seguivo le manovre delle gru che incastravano gli enormi elementi in acciaio. ===Citazioni=== *Se nel 1953 {{NDR|23 maggio}} la violenza del cielo abbatté la stella {{NDR|Emblema posto sulla sommità della guglia della Mole Antonelliana}}, nel 1904 un fulmine aveva abbattuto, al culmine, l'Angelo della Luce, che aveva sul capo la regolamentare stella massonica a cinque punte. La stessa che era stata apposta sui baveri delle divise dell'esercito, il Nuovo Ordine religioso per la Nuova Italia, con il re al posto del Papa, i generali al posto dei vescovi, la classe degli ufficiali come nuovo clero, la truppa come popolo penitente di Dio, votato all'obbedienza, alla povertà, alla disciplina, all'onore, al silenzio e, infine, al sacrificio della vita. E tutto in nome della nuova fede, quella della Madre Patria. Niente di sorprendente, tutti sanno che non si combatte una [[religione]] che per costruirne un'altra. (cap. II) *Ma, visto che si accennava all'inevitabile Duce: i torinesi lo chiamavano, come sai, ''Cerüti''. Con la «u» alla piemontese. Da proletario romagnolo, con conseguenti complessi di inferiorità, probabilmente aveva soggezione di Torino, sembrava temerne lo snobismo elegante: era ancora la città della aristocrazia, era la capitale della moda, con relativo Ente (che il Regime stesso, per altro, aveva fondato) [....] –, il [[Benito Mussolini|Benito]] definiva Torino come «mezza francese» (cap. III) *Torino non era una copia in piccolo di [[Parigi]] anche perché, a differenza di questa, non fu città di sommosse, di barricate. È una città che produce eccentrici, solitari, genialoidi e talora tipi geniali, outsider, scrittori e pittori isolati, qualche anarchico ma teorico, di rado bombarolo, provoca omicidi e suicidi (per questi ultimi, una delle più alte, se non la più alta, percentuale italiana, in triste gara con [[Trieste]], la città al confine opposto), ma la massa è di gente pacata, di sudditi, spesso brontoloni e ipercritici ma, alla fine, obbedienti. Nella sua storia non cacciò mai i suoi duchi e poi re, non complottò contro di essi. A differenza di Parigi, periodicamente sulle barricate, Torino insorse solo due volte. Ed entrambe non per fumosi obiettivi ideologici, ma per la concretezza del pane: nel 1864 quando, a tradimento, giunse il trasferimento della capitale; e nel 1917, quando lo Stato chiedeva di digiunare con le razioni di guerra e al contempo di faticare a ritmi accelerati nelle fabbriche che producevano per il fronte. Movimento ci fu anche negli ultimi giorni dell'aprile del 1945. Ma, pure qui, per una questione molto concreta: soprattutto per impedire la distruzione di impianti industriali, dal cui lavoro sarebbe dipesa la vita futura. Ancora una volta, al mito della «lotta di classe», prevalse la consapevolezza, dettata dal buon senso, che gli interessi degli imprenditori coincidevano con quelli dei dipendenti. Senza fabbriche, niente guadagni per il padrone; ma neanche pane per i lavoratori. (cap. III) ==''Prefazione a "Parole sull'uomo"''== ===[[Incipit]]=== Pur immersi nella cronaca, privi dunque del distacco che solo il tempo può dare, siamo tuttavia in molti a nutrire un sospetto assai fondato: quel che successe a [[Roma]] del 16 ottobre 1978 determinò, non solo per la [[Chiesa]] cattolica ma per il mondo intero, una svolta radicale di cui solo la storia futura potrà darci la misura completa. ===Citazioni=== *«Quante divisioni ha il papa?». La domanda di [[Stalin]] trovava, più di quarant'anni dopo, una prima risposta a Varsavia, poi a Budapest, poi a Mosca stessa da dove, mentre scriviamo, [[Michail Sergeevič Gorbačëv|Gorbaciov]] chiede rispettosamente a [[Papa Giovanni Paolo II|Giovanni Paolo]] di poterlo incontrare per vedere se e in che modo può aiutarlo a fare uscire Urss e satelliti da una storia non solo non più praticabile ma ormai intollerabile. (p. VII) *Questo libro {{NDR|''Parole sull'uomo''}}, in effetti, è un'efficace ''summa'' della prospettiva di vita e di pensiero di un uomo che si muove da protagonista sulla scena della storia di tutti, non solo dei suoi fedeli. (p. VII) *''La passion de convaincre'', la passione di convincere: questo, per [[Blaise Pascal]], il segno distintivo di ogni cristiano che sia davvero convinto di avere trovato nel [[Vangelo]] – anzi nell'incontro personale col ''[[Cristo]]'' – la verità sull'uomo e sull'umanità. Quella ''passione'' sembra pervadere interamente il papa «venuto da lontano». (IX) *Il cristiano [[Karol Wojtyla]] è convinto che l'uomo abbia smarrito le chiavi che permettono di aprire il cassetto dentro il quale sta il libretto di istruzioni per l'uso dell'uomo stesso. Per lui, i fratelli in umanità non sono certo «cattivi»: semplicemente, sono smarriti, confusi, sbandati, plagiati da cattivi maestri, da suggestioni ingannevoli. (IX) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Vittorio Messori, ''Inchiesta sul cristianesimo'', Oscar Mondadori, Milano, 2003. ISBN 88-04-52048-5 *Vittorio Messori, ''Ipotesi su Gesù'', Società Editrice Internazionale, Torino, 1976. *Vittorio Messori, ''Ipotesi su Maria: fatti, indizi, enigmi'', Edizioni Ares, Milano, 2005. ISBN 88-8155-338-4 *Vittorio Messori, ''Scommessa sulla morte'', Società Editrice Internazionale, 7ª edizione, Torino, 1987, ISBN 88-05-03746-X *Vittorio Messori, Aldo Cazzullo, ''Il Mistero di Torino'', Mondadori editore – Le Scie, Milano, 2004. ISBN 88-04-52070-1 *Giovanni Paolo II, ''Parole sull'uomo'', a cura di [[Angelo Montonati]], prefazione di Vittorio Messori, BUR, 1989. ISBN 88-17-11517-7 ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Ipotesi su Gesù||(1976)}} {{Pedia|Scommessa sulla morte||(1982)}} {{Pedia|Inchiesta sul cristianesimo (libro 1986)|''Inchiesta sul cristianesimo''|(1986)}} {{Pedia|Il mistero di Torino||(2004)}} {{DEFAULTSORT:Messori, Vittorio}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] f2wduw10o91tcrq0609hrshynwd3py6 Eugène Scribe 0 45678 1409429 1310017 2026-04-04T05:52:11Z Gaux 18878 /* Citazioni su Eugène Scribe */ Ignazio Ciampi 1409429 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Scribe Eugène 2.jpg|thumb|Eugène Scribe]] '''Augustin Eugène Scribe''' (1791 – 1861), scrittore, drammaturgo e librettista francese. ==Citazioni di Eugène Scribe== *''Coraggio, su coraggio! | Siamo del mare i figli: | Si sprezzino i perigli, | Iddio ci guiderà. | Sì, vendichiam l'offesa, | Spezziamo il rio servaggio; | Osiamo! e l'alta impresa | Il ciel proteggerà!'' (da ''Les vêpres siciliennes'', coro di siciliani, atto primo, scena III, 13 giugno 1855<ref name=libretto>[http://www.impresario.ch/libretto/libverves_i.htm Libretto] disponibile su ''Impresario.ch''.</ref>) *''O patria, o cara patria, alfin ti veggo! | L'esule ti saluta | Dopo sì lunga assenza; | Il tuo fiorente suolo | Bacio, e ripien d'amore | Reco il mio voto a te, col braccio e il core! | O tu, Palermo, terra adorata, | De' miei verdi anni – riso d'amor, | Alza la fronte tanto oltraggiata, | Il tuo ripiglia – primier splendor! | Chiesi aita a straniere nazioni, | Ramingai per castella e città: | Ma, insensibili ai fervidi sproni, | Rispondeano con vana pietà! – | Siciliani! ov'è il prisco valor? | Su, sorgete a vittoria, all'onor!'' (da ''Les vêpres siciliennes'', Procida, atto secondo, scena I, 13 giugno 1855<ref name=libretto/>) *Noto in tutto l'universo e in molti altri luoghi. (da ''Le Philtre'', I, 5; citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/810#c2189|778]]) :''Connu dans l'univers et dans mille autres lieux''. ==Citazioni su Eugène Scribe== *Eugenio Scribe, di cui ammiriamo l'ingegno versatile, e la inesauribile produttività, non ha messo il suo nome per davvero che a una diecina di commedie, prestandolo e associandolo invece a infiniti sedicenti collaboratori, che sgrossavano la materia prima, come i manovali, e a lui la rimettevano pel tocco magistrale e per la {{sic|politura}} definitiva. ([[Giuseppe Costetti]]) *Lasciando ai giudici competenti la grande questione, io mi contenlo di dire che [[Alexandre Dumas (figlio)|Dumas]] figlio è quello che divise finora collo Scribe il regno della commedia. Questi due sono i due astri maggiori, intorno ai quali si aggirano pianeti e satelliti che possono a loro tempo brillare di maggior luce e tenere il campo con gloria più duratura. ([[Francesco Dall'Ongaro]]) *Le commedie di [[Alexandre Dumas|Alessandro Dumas (figlio)]] hanno un merito vero ed incontrastabile, ed è quello di dipingere una fase dei costumi contemporanei che lo Scribe non aveva osato toccare: il regno del ''demi-monde'' a [[Parigi]]. Scribe come ho già detto aveva scoperto il Dio ''Milione''; il Dumas ne usa a dovizia, e gli ha innalzato un altare speciale nella ''Question d'argent'', ma non ha scoperto se non la Dama dalle Camelie, o per dir meglio non l'ha scoperta, ma l'ha tradotta dinanzi al pubblico, aprendo la discussione sui suoi meriti e demeriti rispettivi. ([[Francesco Dall'Ongaro]]) *Né le parodie dello [[William Shakespeare|Shakespeare]], né il Fausto di [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]] sacrilegamente manomesso bastarono a vincere l'apatia dell'epoca nostra. La fonte delle lagrime è isterilita: vogliamo ridere. Dateci la commedia sociale: che c'importa de' nostri antenati. Ponete sulla scena il mondo attuale, fate la nostra caricatura, e verremo a riscontrarne la verità.<br/>A questo appello rispose, dopo tanti altri, lo Scribe, e la commedia regna con lui. ([[Francesco Dall'Ongaro]]) *Non si regna per trenta e più anni su tutti i teatri d'Europa senza un perché ; e se fosse dato allo Scribe di esigere un solo scudo per ogni recita delle sue cose in Italia, egli raddoppierebbe la sua fortuna, che è molto rispettabile. Lo Scribe non ha certamente inventato la commedia nella patria di [[Molière]] e di [[Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais|Beaumarchais]], ma l'ha mantenuta in onore durante la momentanea e violenta irruzione del dramma, e la breve risurrezione della tragedia che si denomina classica. Al patrimonio già ragguardevole e imperituro dei suoi predecessori, egli aggiunse parecchi tipi, parecchi «caratteri, parecchie combinazioni sceniche di grande effetto. Egli inventò un nuovo ''deus in machina'', il Dio ''Milione'' che interviene in quasi tutte le sue commedie, e ne rende cosi verosimile l'intreccio e la soluzione. ([[Francesco Dall'Ongaro]]) *Sin da fanciullo la Musa parve invitarlo, ma non già quella Musa ch'era venuta un secolo prima accanto a [[Molière]], il cui riso sereno, largo e profondo faceva correre col pensiero alla licenza della commedia antica, ma bensì una sorella più giovane, più leggiera e più dolce, che si potrebbe piuttosto chiamare la Musa del sorriso. ([[Ignazio Ciampi]]) *Una volta al celebre attore drammatico Eugenio Scribe giunse una lettera di un tale che gli offriva un forte lucro finanziario se avesse acconsentito a unire i loro due nomi in una produzione teatrale. Si trattava insomma di un vanitoso disposto a pagargli lautamente l'onore di esser creduto suo collaboratore.<br>Scribe, invece di limitarsi a rifiutare l'offerta, sentendosi offeso dalla proposta, rispose: «Non ho l'abitudine di attaccare al mio carro un asino insieme con un cavallo!».<br> Con questa risposta «pepata» [...] il celebre commediografo riteneva di essersi liberato dall'importuno, ma rimase assai male al ricevere dal medesimo questa seconda lettera: «Padronissimo di mal comprendere i vostri interessi rifiutando di unire i nostri destini letterari, ma ciò non vi consente il diritto di darmi... del cavallo!».<br>Chi restava quindi... l'asino? ([[Carlo Mascaretti]]) ==Note== <references /> ==Opere== *''[[Il Conte Ory]]'' (1828) *''[[Adriana Lecouvreur (opera)|Adriana Lecouvreur]]'' (1849) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Scribe, Eugène}} [[Categoria:Drammaturghi francesi]] [[Categoria:Librettisti francesi]] [[Categoria:Scrittori francesi]] i1ua9rm09zrn35c6qi1jz9qk9yavyq7 1409430 1409429 2026-04-04T05:55:49Z Gaux 18878 /* Citazioni su Eugène Scribe */ tre citazioni: riunisco in sezione 1409430 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Scribe Eugène 2.jpg|thumb|Eugène Scribe]] '''Augustin Eugène Scribe''' (1791 – 1861), scrittore, drammaturgo e librettista francese. ==Citazioni di Eugène Scribe== *''Coraggio, su coraggio! | Siamo del mare i figli: | Si sprezzino i perigli, | Iddio ci guiderà. | Sì, vendichiam l'offesa, | Spezziamo il rio servaggio; | Osiamo! e l'alta impresa | Il ciel proteggerà!'' (da ''Les vêpres siciliennes'', coro di siciliani, atto primo, scena III, 13 giugno 1855<ref name=libretto>[http://www.impresario.ch/libretto/libverves_i.htm Libretto] disponibile su ''Impresario.ch''.</ref>) *''O patria, o cara patria, alfin ti veggo! | L'esule ti saluta | Dopo sì lunga assenza; | Il tuo fiorente suolo | Bacio, e ripien d'amore | Reco il mio voto a te, col braccio e il core! | O tu, Palermo, terra adorata, | De' miei verdi anni – riso d'amor, | Alza la fronte tanto oltraggiata, | Il tuo ripiglia – primier splendor! | Chiesi aita a straniere nazioni, | Ramingai per castella e città: | Ma, insensibili ai fervidi sproni, | Rispondeano con vana pietà! – | Siciliani! ov'è il prisco valor? | Su, sorgete a vittoria, all'onor!'' (da ''Les vêpres siciliennes'', Procida, atto secondo, scena I, 13 giugno 1855<ref name=libretto/>) *Noto in tutto l'universo e in molti altri luoghi. (da ''Le Philtre'', I, 5; citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/810#c2189|778]]) :''Connu dans l'univers et dans mille autres lieux''. ==Citazioni su Eugène Scribe== *Eugenio Scribe, di cui ammiriamo l'ingegno versatile, e la inesauribile produttività, non ha messo il suo nome per davvero che a una diecina di commedie, prestandolo e associandolo invece a infiniti sedicenti collaboratori, che sgrossavano la materia prima, come i manovali, e a lui la rimettevano pel tocco magistrale e per la {{sic|politura}} definitiva. ([[Giuseppe Costetti]]) *Non si regna per trenta e più anni su tutti i teatri d'Europa senza un perché ; e se fosse dato allo Scribe di esigere un solo scudo per ogni recita delle sue cose in Italia, egli raddoppierebbe la sua fortuna, che è molto rispettabile. Lo Scribe non ha certamente inventato la commedia nella patria di [[Molière]] e di [[Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais|Beaumarchais]], ma l'ha mantenuta in onore durante la momentanea e violenta irruzione del dramma, e la breve risurrezione della tragedia che si denomina classica. Al patrimonio già ragguardevole e imperituro dei suoi predecessori, egli aggiunse parecchi tipi, parecchi «caratteri, parecchie combinazioni sceniche di grande effetto. Egli inventò un nuovo ''deus in machina'', il Dio ''Milione'' che interviene in quasi tutte le sue commedie, e ne rende cosi verosimile l'intreccio e la soluzione. ([[Francesco Dall'Ongaro]]) *Sin da fanciullo la Musa parve invitarlo, ma non già quella Musa ch'era venuta un secolo prima accanto a [[Molière]], il cui riso sereno, largo e profondo faceva correre col pensiero alla licenza della commedia antica, ma bensì una sorella più giovane, più leggiera e più dolce, che si potrebbe piuttosto chiamare la Musa del sorriso. ([[Ignazio Ciampi]]) *Una volta al celebre attore drammatico Eugenio Scribe giunse una lettera di un tale che gli offriva un forte lucro finanziario se avesse acconsentito a unire i loro due nomi in una produzione teatrale. Si trattava insomma di un vanitoso disposto a pagargli lautamente l'onore di esser creduto suo collaboratore.<br>Scribe, invece di limitarsi a rifiutare l'offerta, sentendosi offeso dalla proposta, rispose: «Non ho l'abitudine di attaccare al mio carro un asino insieme con un cavallo!».<br> Con questa risposta «pepata» [...] il celebre commediografo riteneva di essersi liberato dall'importuno, ma rimase assai male al ricevere dal medesimo questa seconda lettera: «Padronissimo di mal comprendere i vostri interessi rifiutando di unire i nostri destini letterari, ma ciò non vi consente il diritto di darmi... del cavallo!».<br>Chi restava quindi... l'asino? ([[Carlo Mascaretti]]) ===[[Francesco Dall'Ongaro]]=== *Lasciando ai giudici competenti la grande questione, io mi contenlo di dire che [[Alexandre Dumas (figlio)|Dumas]] figlio è quello che divise finora collo Scribe il regno della commedia. Questi due sono i due astri maggiori, intorno ai quali si aggirano pianeti e satelliti che possono a loro tempo brillare di maggior luce e tenere il campo con gloria più duratura. *Le commedie di [[Alexandre Dumas|Alessandro Dumas (figlio)]] hanno un merito vero ed incontrastabile, ed è quello di dipingere una fase dei costumi contemporanei che lo Scribe non aveva osato toccare: il regno del ''demi-monde'' a [[Parigi]]. Scribe come ho già detto aveva scoperto il Dio ''Milione''; il Dumas ne usa a dovizia, e gli ha innalzato un altare speciale nella ''Question d'argent'', ma non ha scoperto se non la Dama dalle Camelie, o per dir meglio non l'ha scoperta, ma l'ha tradotta dinanzi al pubblico, aprendo la discussione sui suoi meriti e demeriti rispettivi. *Né le parodie dello [[William Shakespeare|Shakespeare]], né il Fausto di [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]] sacrilegamente manomesso bastarono a vincere l'apatia dell'epoca nostra. La fonte delle lagrime è isterilita: vogliamo ridere. Dateci la commedia sociale: che c'importa de' nostri antenati. Ponete sulla scena il mondo attuale, fate la nostra caricatura, e verremo a riscontrarne la verità.<br/>A questo appello rispose, dopo tanti altri, lo Scribe, e la commedia regna con lui. ==Note== <references /> ==Opere== *''[[Il Conte Ory]]'' (1828) *''[[Adriana Lecouvreur (opera)|Adriana Lecouvreur]]'' (1849) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Scribe, Eugène}} [[Categoria:Drammaturghi francesi]] [[Categoria:Librettisti francesi]] [[Categoria:Scrittori francesi]] j7iigm7qh46gj3tdt888qd1sc6qzwhy Il Farinotti 0 81570 1409433 1408652 2026-04-04T06:27:45Z Spinoziano 2297 /* B */ 1409433 wikitext text/x-wiki [[File:Pino Farinotti.jpg|thumb|Pino Farinotti]] {{Titolo minuscolo}} '''''il Farinotti''''', dizionario enciclopedico dei film. ==Citazioni== ===A=== *[[Ermanno Olmi]] ritrova fiato ed estro poetico mettendo in immagini le storie contadine dei suoi nonni. [...] molte le scene indimenticabili (come la semina sotto la prima nevicata, un gesto consumato come in una sacra funzione). (''[[L'albero degli zoccoli]]'', p. 51) *La forza del film è nei personaggi strampalati e nel gusto per le cose folli. [[Lewis Carroll|Carroll]] descrive un mondo tanto eccentrico e privo di logica quanto divertente e ameno. Ma è un mondo che non può funzionare proprio per la mancanza completa di logica. Nel film questo messaggio risulta un po' sfocato ma alcuni dei personaggi che compaiono sono talmente indovinati da far dimenticare l'originale: un numero enorme di figure sfilano durante la visione e nessuna, in fondo, ha una vera storia da raccontare. Alla sua uscita il film lasciò perplessi per la struttura anarcoide che lo rende frammentario e quasi privo di trama. La follia elevata a protagonista non riesce sempre ad essere convincente. In fondo il personaggio di Alice non ha la forza innata comune alla eroine disneyane, la loro credibilità, la loro vita. Alla fine degli anni Sessanta questo film fantastico e strampalato fu amato moltissimo dalla generazione dei "figli dei fiori", che nelle gag, nel ritmo indiavolato e proprio nell'illogico che impregna il film trovarono il loro mondo ideale. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]'', pp. 58-59) *Il grande realismo e l'assoluta attenzione alla verità ne fanno un film di sapore europeo. In questo caso è un grande valore aggiunto. (''[[All'ovest niente di nuovo]]'', p. 71) *Il tenue filo che lega i nove episodi del film è costituito da un rivenditore di libri usati che presenta alcuni volumi. Per ognuno [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] ha saputo trovare la giusta chiave narrativa, ben sostenuto da un gruppo di attori di prim'ordine. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]'', p. 77) *Un tipico prodotto hollywoodiano, confezionato per infondere fiducia nel domani. La storia narrata da [[William Dieterle|Dieterle]] non si discosta molto da quella di decine di altri film: lui e lei, afflitti da guai e problemi non da poco, si incontrano per caso e trovano, insieme, la forza di andare avanti. (''[[Al tuo ritorno]]'', p. 78) *Eccessivamente patinato e raffinato, il film però perde di vista il calore emotivo del rapporto d'amore presente nel romanzo della [[Marguerite Duras|Duras]]. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]'', p. 80) *Grande western. Per la prima volta un film stava dalla parte degli indiani introducendo il problema razzista. In quegli anni non era un merito piccolo. Anche la qualità del film è eccezionale. Indimenticabile l'attacco indiano iniziale e le scene d'amore fra [[James Stewart|Stewart]] e la ragazza ([[Debra Paget|Paget]]). (''[[L'amante indiana]]'', p. 82) *Il film è del 1930. È il grande momento della Germania, della [[Repubblica di Weimar]] che rappresenta la più alta manifestazione culturale del nostro secolo. Un vero fenomeno, una sorta di Rinascimento del diciannovesimo secolo. Letteratura, teatro, pittura, design, scienze, cinema: Weimar detta nuove regole al mondo. Sono invenzioni fondamentali i cui segni rimangono vivi e attivi anche nel nostro tempo. Una delle parole chiave è "[[espressionismo]]". Un gruppo di autori di lingua tedesca come [[Fritz Lang|Lang]], [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] trova questa nuova forma, mediata dalle arti figurative, importantissima, decisiva. Molti di questi autori, dopo il 1933, con l'avvento di [[Adolf Hitler|Hitler]], abbandoneranno il loro paese portando la corrente in tutto il mondo civile, soprattutto in America. [[Marlene Dietrich]] arrivava nel momento più opportuno, a rappresentare qualcosa di ben più vasto di una parte in un film. Catalizzava fisicamente quella tendenza. Ne era, forse inconsapevolmente, una sorta di sintesi. Veniva da ruoli insignificanti e si trovò titolare di un personaggio, Lola Lola, che avrebbe costruito un precedente imprescindibile tramandato per decenni dalla stessa Dietrich e imitato con assoluta trasparenza. I grandi segni erano: cappello a cilindro, calze e giarrettiere nere, boa di piume. Di suo l'attrice ci mise una voce roca e profonda, una carnagione bianchissima di contrasto e due gambe notevoli. [...] Fra le tante imitazioni di Lola Lola una in particolare si fa ricordare: quella di [[Liza Minnelli]] in ''[[Cabaret (film)|Cabaret]]''. Emigrata in America, insieme al suo scopritore Sternberg, Marlene divenne (come la [[Greta Garbo|Garbo]] e la [[Ingrid Bergman|Bergman]]) una delle grandi conquistatrici europee di Hollywood, partner dei massimi divi dell'epoca. Quasi sessantenne, mostrava ancore quelle gambe. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]'', p. 133) *[...] [[Bette Davis]] qui in una (anzi in due) delle sue più belle interpretazioni. (''[[L'anima e il volto]]'', p. 137) *Nonostante la biografia del Santo sia circoscritta agli ultimi anni della sua vita e alcuni elementi della trattazione siano dichiaratamente inventati, piace l'approccio scelto dal regista: invece di cedere alla facile tentazione di spettacolarizzare la figura, proponendolo come mero "miracle maker", con tutto quello che avrebbe potuto conseguirne, [[Antonello Belluco|Belluco]] sceglie di focalizzare l'attenzione sull'umanità, i sentimenti, le paure e le emozioni provate dal protagonista, che appare assai fragile, tormentato e realistico. (''[[Antonio, guerriero di Dio]]'', p. 149) *Il romanzo di [[Erich Maria Remarque|Remarque]], ricco di buone intenzioni umanitarie, è trasposto in modo un po' schematico e grossolano da un regista discontinuo. Come "melodramma", però, il film funziona abbastanza soprattutto per il grande mestiere degli interpreti (il più convincente di tutti è [[Louis Calhern]], il colonnello russo). (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]'', p. 163) *Il film di Ichikawa stempera le visioni degli orrori della guerra in una sorta di contemplazione assorta e ieratica. È forse il film più pacifista sul conflitto mondiale degli ultimi quarant'anni, venato di una tristezza infinita che accomuna cristianamente amici e nemici. (''[[L'arpa birmana]]'', p. 169) *Un gruppo impressionante di attori e di mezzi per questo film [...]. Anche il più bravo giallista non potrebbe alla fine trovare il colpevole. C'è davvero una grossa sorpresa. [[Albert Finney]], ancora giovane e aitante, cerca disperatamente di stringersi e invecchiarsi per entrare nei panni dell'ispettore Poirot. A parte questo, Finney è bravissimo. Un film estremamente divertente. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]'', p. 181) *È il solito western con il capitano severo, ma eroico, che presidia un fortino e tiene a bada gli Apaches finché non "arrivano i nostri". Ha qualche pregio di recitazione, per il resto è normale routine. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; p. 200) ===B=== *Un film che ha rivelato qualità davvero particolari, tanto da diventare un campione di incassi valorizzato anche dalla critica. Certo, Babe è un magnifico esempio; attraverso la sua vicenda e quella della fattoria emerge un modo positivo, forte, a volte anche eroico di affrontare la vita: la famiglia è visitata anche da avversità e dolori, ma tutto viene accettato, con coraggio e dignità. (''[[Babe - Maialino coraggioso]]'', p. 218) *In attesa dei più che buoni ascolti televisivi, [[Giorgio Panariello|Panariello]] si cuce addosso un film di serie B che non va al di là di una serie di sketch. (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]'', p. 225) *Diciamolo subito, questo "caso" è un film porno, né più né meno. La qualità delle "attrici" è quella – se avessero miglior qualità farebbero film migliori [...]. (''[[Baise moi - Scopami]]'', p. 225) *Una suggestiva atmosfera alla [[Anton Čechov|Cechov]], grazie alla perfetta recitazione di due grandi dive del passato. (''[[Le balene d'agosto]]'', p. 226) *Anche se come attore gigioneggia forse un po' troppo, quello di [[Kevin Costner|Costner]] è un debutto alla regia di tutto rispetto. Il messaggio arriva al cuore e alla ragione con citazioni da [[John Ford|Ford]], [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] e [[Sergio Leone|Leone]]. [...] Enorme successo di pubblico che ha decretato la parziale rinascita del genere western. Nel giugno 1992 è poi circolata la versione integrale di quasi 4 ore, dove c'è più spazio per spiegare alcune cose non del tutto chiare nella prima versione. (''[[Balla coi lupi]]'', p. 227) *Discreto film di Brooks, che non ha più il genio degli esordi, ma comunque molto mestiere. (''[[Balle spaziali]]'', p. 230) *È un segnale significativo e disgraziato dello stato del nostro Paese negli anni Novanta. Io che scrivo dico che mai sono uscito da una sala con un malessere così profondo. E confesso il grande disagio perché sono costretto a scrivere, e lungamente, di questo "film", diventando a mia volta involontario complice dell'associazione a delinquere. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]'', p. 232) *Splendidamente diretto da [[Elia Kazan|Kazan]] questo film è uno dei primi esempi di quel genere che negli anni Cinquanta avrebbe fatto epoca e dato capolavori come ''[[Un tram che si chiama Desiderio|Un tram che si chiama desiderio]]'', ''[[Viva Zapata!|Viva Zapata]]'' e ''[[Fronte del porto]]'', tutti diretti dallo stesso regista. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]'', p. 237) *La scrittrice, con istinti omicidi e con una sessualità al calor bianco (tanto esibita quanto gelida), è tornata. (''[[Basic Instinct 2]]'', p. 246) *Sorprendente caso di promozione internettiana per un superindipendente che ha sbancato, dando vita anche a un sequel. Il fenomeno principale del nuovo cinema, girato come ''real fiction''. Si finge il ritrovamento di videocamere in un bosco dove è successo qualcosa, qualcosa di terribile. Che cosa? Non interessa né agli autori né agli spettatori. Quel che conta è il clima, l'atmosfera. È come vendere al prezzo di un [[Vincent van Gogh|Van Gogh]] una cornice. Impresa geniale, no? (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]'', p. 286) *Un film tendenzialmente idiota con molti videoclip pseudo-erotici. Di trasgressivo proprio nulla. [...] Sia [[Kim Basinger]], finita in tribunale per rottura di contratto, che [[Madonna (cantante)|Madonna]] si sono rifiutate di interpretare la parte di [[Sherilyn Fenn]]. Non si può far altro che dar loro ragione. (''[[Boxing Helena]]'', p. 302) *Il film romantico per eccellenza degli anni Quaranta, ma non zuccheroso, non fumettistico, anzi realistico e spesso sgradevole nella descrizione dei personaggi e della loro timida passione. Robert Krasker si rivelò il fotografo più prestigioso del cinema britannico; la musica di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninov]] avvinse tutte le casalinghe dalle velleità extraconiugali. Esemplare la prova di Celia Johnson e di Trevor Howard, due innamorati "non giovani e non belli" come erano descritti nell'originale teatrale (un atto unico di [[Noël Coward|Noel Coward]]). Ma grande specialmente il regista. (''[[Breve incontro]]'', p. 308) ===C=== *[...] imprevedibile, ma non troppo. (''[[Caccia al ladro]]'', p. 327) *Ricavato da un romanzo di [[Delfino Cinelli]], il film pretende di nobilitare il melodramma di fondo (un famoso pittore diviene l'amante d'una ragazza che potrà sposare, riunendosi a lei e al bambino nato nel frattempo, solo dopo essere stato ferito in guerra) indugiando in particolari descrittivi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]'', p. 335) *Sottile studio psicologico e d'ambiente, il film s'arresta davanti al tabù dell'omosessualità femminile, a differenza del dramma di [[Lillian Hellman]] da cui è tratto. (''[[La calunnia]]'', p. 339) *Metafora ambiziosissima, ma poco riuscita, di [[Ermanno Olmi|Olmi]] sul difficile cammino dell'umanità verso la salvezza. (''[[Camminacammina]]'', p. 343) *Al suo secondo film, [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] – dopo il tranviere – impersona un pescivendolo, cioè ancora un personaggio di immediata e schietta estrazione popolare. Stesso l'ambito produttivo di ''[[Avanti c'è posto...|Avanti c'è posto]]'', stesso il regista, stessa la matrice bozzettistica (ma tra i collaboratori figura [[Federico Fellini|Fellini]]). Da una vicenda tutta prevedibile e in parte melensa (il protagonista s'invaghisce d'una signora della buona società, ma ne resterà deluso e accetterà il legame con una impetuosa fruttivendola) emergono alcune sequenze di brulicante umanità. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' fiori]]'', p. 345) *[[Tom Hanks|Hanks]] guarda dritto l'obiettivo mentre finisce il film. Chissà quale sarà il destino. Se c'è una metafora è proprio questa: si può ricominciare. E c'è dell'altro: l'isola solitaria non è un paradiso perduto, è un inferno. Valgono di più i rapporti. Meglio se si trasformano in sentimenti forti. Ed è questa la differenza con [[Robinson Crusoe]], che trecento anni prima lasciava la sua isola, dopo ventotto anni, a malincuore. Spaventoso (dunque magnifico) l'incidente aereo. E quell'isola sempre grigia, sempre tempestosa. Hanks, come e più di sempre, straordinario. (''[[Cast Away]]'', p. 386) *Il genio ha colpito ancora. Dopo più di vent'anni di carriera c'è veramente da togliersi il cappello davanti ad un uomo, prima ancora che regista, capace come nessuno mai prima nel campo del cinema d'animazione (e non solo) di riuscire a centrare sempre e comunque l'obbiettivo che ogni cineasta dovrebbe avere come scopo unico: emozionare. E di emozioni, quest'opera di [[Hayao Miyazaki]] ne offre davvero. ''Howl's Moving Castle'' è un ulteriore tassello nel mosaico che il regista giapponese sta componendo col passare degli anni, che mescola l'attenzione alle tematiche ambientali, all'utilizzo malsano della tecnologia, che propone esseri umani calati in universi fantastici ed immaginari, dove creature soprannaturali insegnano all'uomo come vivere e quali valori seguire e difendere. (''[[Il castello errante di Howl]]'', pp. 387-388) [[File:Jean Arthur in Shane 2.jpg|miniatura|[[Jean Arthur]] e [[Alan Ladd]] ne ''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'']] *Un grande mito del cinema, manifesto dell'eroe purissimo che agisce spinto solo dalla sua passione interna, per giustizia e senza compensi. Proprio come i cavalieri medievali che cercavano il sacro Graal (interpretazione della critica francese). Costruzione di grande realismo – i contadini, i rumori di fondo, i lavori – con una regia che ha ispirato successivamente i grandi western che hanno, per qualche tempo, ridato vita al genere. Tratto da un romanzo, mediocre, di [[Jack Schaefer]] e sceneggiato benissimo da [[A. B. Guthrie Jr.|A. B. Guthrie]], anche il ''Cavaliere'' si vale di una straordinaria colonna sonora di [[Victor Young]], che ha composto arie ispirandosi alla musica tradizionale americana. Indimenticabile l'interpretazione di [[Alan Ladd]], quarantenne, capace di espressioni sottotono, dolci, pazienti, persino intellettuali, ma anche violentissime, e divenuto il massimo "identificatore" delle giovani generazioni di allora, e massimo eroe del West e probabilmente di tutto il cinema. Dunque, tutti questi valori, combinati con la poesia registica di [[George Stevens|Stevens]] e coi suggerimenti morali della storia, fanno de ''Il Cavaliere della valle solitaria'' la più alta espressione di tutto il cinema. (''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'', p. 394) *[...] il film venne maltrattato alla prima uscita dalla critica, che lo considerò troppo sentimentale, troppo inferiore al precedente ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro di Fort Apache]]''. Oggi ci appare come uno splendido racconto d'avventure con un [[John Wayne]] quarantenne che fa ottimamente il sessantenne. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]'', p. 397) *Avanza la ferrovia che unirà le due coste degli Stati Uniti. Nel campionario umano composto da fuorilegge, avventurieri e ambiziosi uomini d'affari, emergono le figure di un meticcio, che insegue l'uomo che gli ha ucciso il padre, e di una giovane vedova, che rappresenterà il futuro di una società che cancella per sempre i suoi eroi. Questa la succinta trama di un film che ne ha più di una. [[Sergio Leone]], dotato di una certa muscolarità espressiva, ha i suoi limiti nel manierismo che accompagna ogni suo film. Cinismo, violenza e autocompiacimento sono conditi dalla musica ingombrante del suo omologo in campo musicale, [[Ennio Morricone]]. Ogni soluzione è affidata al sensazionalismo. Il montaggio è solo un espediente per le anime semplici. Quello che si può ottimisticamente definire neo-espressionismo è mutuato dal cinema russo e, perché no?, da [[Orson Welles]]. Ma è solo un metodo applicato a una causa sbagliata. E tutti questi supposti valori si sciolgono come neve al sole di fronte a un B-movie western, realizzato però negli States. Certi temi, vedi il western, sono congeniti e appartengono alla memoria storica di una nazione. Nel caso di ''C'era una volta il West'', fino ad allora l'opera più ambiziosa di Leone, il mix di tutti gli ingredienti della sua cucina risultano indigesti a causa dell'insopportabile sentimentalismo che inonda la pellicola, con la complicità della troppo lodata [[Claudia Cardinale]]. Non basta andare in America e relegare [[Henry Fonda]] nel ruolo del cattivo. E con [[Dario Argento]] tra gli sceneggiatori non si va lontano. [[Paolo Stoppa]] è il più incredibile ''trapper'' della storia del west cinematografico. È come fare l{{'}}''[[Amleto]]'' con [[John Goodman]]. Sequenze famose come quella finale, presa pari pari da ''[[Duello al sole]]'' di [[King Vidor|Vidor]], sembrano un furto più che un omaggio. ''C'era una volta il West'' ha i titoli più lunghi della storia del cinema. Diciassette minuti di narcisismo registico, con notevoli caratteristi americani a fare da manichini per i giochini grafici della fotografia di [[Tonino Delli Colli|Delli Colli]]. Una gamba in primissimo piano e l'antagonista sul fondo, nello spazio amatoriale concesso dal cinemascope. L'epica scriteriata del film ha l'anima intinta nei sobborghi romani. Un ''cult movie'' per ragionieri in vena di poesia. (''[[C'era una volta il West]]'', p. 405) *Un attore minore, Jason Evers, recita, produce, dirige, sceneggia (le ultime tre cose sotto pseudonimo) questo horror che tratta in modo triviale un'idea discreta. (''[[Il cervello che non voleva morire]]'', p. 410) *Grande successo all'epoca e grande interpretazione di [[James Stewart|Stewart]], che si apprestava a fare il gran salto da giovane ingenuo "alla [[Frank Capra|Capra]]" a uomo del West. Gli ultimi dieci minuti del film sono entusiamanti. (''[[Chiamate Nord 777]]'', p. 420) *Solo [[Dashiell Hammett]], autore del romanzo e padre del poliziesco ''hard-boiled'', poteva descrivere senza mezzi termini il mondo in putrefazione del potere. Solo lui poteva concepire un eroe che si mantenesse così leale al valore dell'amicizia di fronte alle tentazioni del denaro e del successo. Beaumont è più simile al Sam Spade de ''[[Il falcone maltese]]'', avvezzo alla falsità ma fedele al proprio codice etico, che all'ironico Nick Charles de ''L'uomo ombra'', entrato col matrimonio in una classe sociale superiore. Qui, senza perdere il gusto della narrazione, il giallo diventa specchio di quella società che Hammett aveva esplorato nel suo lavoro di investigatore. E, come i suoi personaggi, durante il maccartismo Hammett si manterrà fedele ai suoi princìpi, pagando con il carcere il diritto di denunciare ipocrisia e corruzione. Pochi come il romanziere [[Jonathan Latimer]], abile nel portare opere altrui sullo schermo, potevano scrivere una simile sceneggiatura senza tradire il soggetto. Anche il pestaggio di Ed viene presentato con una durezza che soltanto [[Sergio Leone]] nel suo primo western (costruito sulla trama di ''Piombo e sangue'' di Hammett) oserà rappresentare al cinema. L'unico spazio al sentimento è aperto dalla collaudata coppia [[Alan Ladd|Ladd]]-[[Veronica Lake|Lake]], cui è affidato il compito di chiudere con un lieto fine. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]'', p. 421) *Il film è diventato un vero fenomeno di incassi, record italiano assoluto, ma non solo. Ha confermato la prevalenza dell'idioma toscano nel nostro cinema (I Cecchi Gori c'entreranno pure qualcosa) e riconfermato il precedente ''[[I laureati|Laureati]]'' di Pieraccioni. Questo successo abnorme ha comunque delle spiegazioni. Una è il naturale "volano" del film (che ha tenuto le sale per un anno), che a un certo punto "deve" essere visto da tutti perché fa moda. Poi naturalmente c'è la grana della regia e della storia. Si può parlare di film medio che manca al nostro cinema, di sapori di commedia all'italiana eccetera, ma in questo caso c'è una ragione "tattile", immediata, che capiscono tutti subito: è un film pulito, fuori dai contesti grigi, tristi, omologati, spesso malamente sociali del cinema nostrano. Presenta qualcosa che non si vedeva dai tempi di ''[[Poveri ma belli]]'': la felicità di vivere. Una felicità, che non sarà aderente al nostro momento storico, ma è una bella fortuna che qualcuno ce la descriva almeno nella finzione. Certo, come rovescio della medaglia abbiamo dovuto affrontare il potente riflusso-marketing con la [[Natalia Estrada|Estrada]] che ci ha assediato dalle tv, dai manifesti e dalle passerelle di moda, ma tant'è, certe vie sono obbligate. (''[[Il ciclone]]'', p. 432) *Tratto da un romanzo di [[Richard Llewellyn]] e indubbiamente migliorato da [[John Ford|Ford]], il film rappresenta, insieme a ''[[Furore (film)|Furore]]'' e a ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]'', il momento più alto della storia (non-western) del regista. Con tutte le tematiche rese nobili dalla felicità del racconto. Vi sono istantanee di grande efficacia poetica, come quando la famiglia scende a casa dalle miniere cantando e la madre raccoglie in un grembiule il guadagno della giornata, o la lezione di boxe data al cattivo insegnante del ragazzo, o la purissima storia d'amore del pastore protestante con [[Maureen O'Hara]]. La famiglia, la disciplina, il senso religioso, e poi l'inevitabile evoluzione che tutto trasforma e tutto conduce a termine. Una parabola sulla fatica, il dolore e la rinuncia. Il mondo degli adulti ossevato dal ragazzo nel suo angolo, con l'ingenuità nella quale Ford si è sempre riconosciuto e che, nel tempo, gli è stata persino rimproverata da una certa critica. Ford faceva discorsi semplici, ma colti ed efficaci. Il vecchio patriarca Morgan non sopporta le astruse dottrine socialiste che hanno fatto presa sui figli, e li lascia partire. Ford venne subito accusato di fascismo, ma il regista ci rideva sopra. In quel contesto era buon senso, così com'era buon senso il populismo in ''Furore''. (''[[Com'era verde la mia valle]]'', pp. 480-481) *I detrattori di [[Cecil B. De Mille]] hanno sempre sostenuto che trattava la storia (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]'', ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') come un western. Omettevano però di aggiungere che il western lo sapeva fare benissimo. Almeno due suoi lavori sulla frontiera (questo e ''[[La via dei giganti]]'') sono classici. ''La conquista del west'' è ancor oggi la rievocazione più appassionante della saga della città di Deadwood, con un [[Gary Cooper]] entusiasmante (anche se il suo [[Wild Bill Hickok|Bill Hickock]] ha ben poco in comune con il personaggio così come è stato tramandato dagli studi storici più seri). ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]], p. 500) *Zeppo di divi (nessuno però impiegato al meglio), il film è dichiaratamente la raccolta di ogni luogo comune sull'argomento. Non punta sulla novità ma sulle grandiosità delle scene (la carica di bufali, la battaglia di Shiloh, le rapide, l'assalto al treno). L'impatto (specie di quest'ultima sequenza che costò una mutilazione alla controfigura Robert Morgan) è notevole, ma il cinerama è ancora allo stadio primitivo (il sistema è a tre schermi, e non di rado si vedono le giunture fra un "piano" e l'altro). A livello di spettacolo, è un film che non si dimentica. ([[La conquista del West (film 1962)|''La conquista del West'', 1962]], p. 500) *Ponderoso dramma storico allestito con grandi mezzi, ma con minimi risultati artistici. I due personaggi principali non sono (per diverse ragioni) granché simpatici e nemmeno i due divi girano al meglio: forse perché litigarono ferocemente fra una scena e l'altra (il dongiovanni [[Errol Flynn|Flynn]] non considerava la [[Bette Davis|Davis]] donna appetibile e lo dava a vedere fin troppo chiaramente). (''[[Il conte di Essex]]'', p. 504) ===D=== *Uno dei classici del famoso genere noir. Film di ottima atmosfera grazie anche all'intervento di [[Raymond Chandler]], il grande giallista padre del detective Marlowe. Ma soprattutto grazie alla bravura di [[Alan Ladd]], un attore le cui attitudini non sono mai state riconosciute. La sceneggiatura di Chandler dava alla storia svolte imprevedibili e al dialogo un colore particolare. Funzionale era anche la presenza di [[Veronica Lake]], triste e misteriosa come il suo partner. Da ricordare infine la prova di [[William Bendix]], presente in molti noir dell'epoca, un grande caratterista. ''La dalia azzurra'', girato senza grande profusione di mezzi, vive di pura storia e di interpretazioni, un piccolo capolavoro costruito con grande intelligenza e piccolo budget. (''[[La dalia azzurra]]'', p. 556) *Sicuramente film d'attori, tutti al massimo delle loro possibilità con stili a confronto. [[Montgomery Clift|Clift]], con la tensione interna di matrice Actor's Studio, [[Frank Sinatra|Sinatra]], letteralmente miracolato da questo ruolo che lo rilanciò dopo un brutto periodo, [[Deborah Kerr]], attrice e diva inglese affascinante e morbosa, e soprattutto [[Burt Lancaster|Lancaster]], capace di esprimersi nell'azione esattamente come in tutti gli altri esercizi di attore. Fra le tante sequenze che si ricordano una fa parte della più bella mitologia: la scena fra Lancaster e Kerr che si baciano nella risacca. (''[[Da qui all'eternità]]'', p. 564) *Caratteristica fondamentale di questo quarto lungometraggio di Sam Raimi è la contaminazione di generi. Oltre al fantastico e all'horror, troviamo infatti l'avventura, il sentimento, la commedia e il poliziesco. I riferimenti cinematografici si sprecano, come pure le citazioni. Non manca neppure l'ironia de ''La casa 2'' e ''I criminali più pazzi del mondo'' (sceneggiato dai fratelli Coen). La bravura tecnica ed espressiva di questo talento della nuova generazione è fuori discussione e il personaggio di Peyton, anche grazie all'interpretazione di Neeson, ha una profondità notevole. (''[[Darkman]]'', p. 565) *Il dèjà vu è un mero pretesto per raggiungere l'happy end sentimentale. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]'', p. 574) *[…] è uno splendido poema epico sulla sintonia dell'uomo con la natura. Una scena in particolare (quella della tormenta) fa ormai testo. (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]'', p. 586) *[[Cecil B. DeMille|Cecil Blount De Mille]] è un regista che ha firmato opere di grandissima popolarità che, paradossalmente, non sono le sue migliori. Tutti ricordano i suoi "colossi" come ''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]'', ma personalmente ritengo che De Mille abbia dato il meglio nei western, dove aveva una sua misura particolare e grande riconoscibilità. Basta ricordare ''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]'', un western del '36 già perfettamente adulto, tre anni prima di ''[[Ombre rosse]]'' [...]. Tuttavia dicendo De Mille si dice ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|Dieci comandamenti]]'', che è un'opera meritevolissima, beninteso, un titolo che non ha mai trovato posto in nessuna delle classifiche nobili, proprio per le sue caratteristiche di troppa spettacolarità, popolarità, artificio. De Mille voleva soltanto piacere al pubblico, dargli ciò che voleva. [[John Ford]] riconosceva questa sua capacità, e in un certo senso gliela invidiava. Nei ''Dieci comandamenti'' tutto è perfetto: l'aspetto degli attori, i costumi, le armi, la natura, gli edifici, i trucchi, la musica, le inquadrature. È tutto così stilizzato e calligrafico da far invidia al più avanzato dei registi pubblicitari. [...] La saga e il racconto sono grandissimi. Si rimprovera al regista una certa prolissità (quasi quattro ore la durata del film), ma ci sono momenti di alto significato, sul piano delle immagini (Mosè che chiede l'aiuto di Dio nella tempesta, l'incisione delle tavole, le scene d'esodo). Ci sono anche tratti di grande forza, quasi da tragedia greca, seppur fortemente hollywoodiani. De Mille era un fervente cattolico e attribuiva ai suoi film un preciso valore in quel senso. Ci fu chi disse che il regista era stato un paladino della fede più del papa. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'', p. 604) *Uno dei capolavori assoluti del cinema di tutti i tempi. Il rigore nella ricerca delle immagini (ispirata alla grande pittura fiamminga), la fotografia del paesaggio, la forza e l'intelligenza delle idee espresse dall'autore fanno di ''Dies Irae'' un film memorabile. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]'', p. 607) *Titolo fondamentale del cinema italiano e del mondo. Dopo una serie di film che possiamo definire di "perfezionamento e ricerca", Fellini rappresenta il dolore con segnali universali. Le sue angosce in prima persona trovano manifestazioni simboliche che si trasferiscono a tutti. Il caos, la vita "arruffata", il tentativo di integrarsi in qualche modo con gli altri, la tensione di fare qualcosa che non è mai chiara ma che va fatta, la pigrizia per la consapevolezza che anche centrando l'obiettivo... l'obiettivo alla fine non c'è. Il mito ha poi rilanciato ogni sequenza del film in tutto il mondo dando del nostro cinema e indirettamente del nostro paese un quadro diverso rispetto a quello della stagione del neorealismo. (''[[La dolce vita]]'', p. 628) *Il film è un capolavoro del suo genere, un western classico centrato sull'eroe buono e coraggioso. La presenza di [[John Wayne]], simbolo di questo cinema, rende questa bellissima opera di [[Howard Hawks]] ancora più significativa. (''[[Un dollaro d'onore]]'', p. 629) *È il primo film del genere "spiaggia", poi ripreso (anche troppo) negli anni Sessanta. Ma qui c'è molto di più: i toni del neorealismo sono ancora vigorosi e attendibili, i ritmi del racconto straordinariamente equilibrati. Da ricordare l'interpretazione di [[Emilio Cigoli]], il grande doppiatore, nella parte del papà affettuoso. (''[[Domenica d'agosto]]'', p. 631) *Pellicola cannata da [[Aurelio Grimaldi|Grimaldi]]. Giulia (la [[Loredana Cannata|Cannata]], appunto) diventa licantropa e, nottetempo, cerca vittime maschili. Le vere vittime sono gli spettatori. (''[[La donna lupo]]'', p. 645) ===E=== *È probabilmente il più significativo lavoro di [[Frank Capra|Capra]] e uno degli indiscussi capolavori del cinema americano. Mr. Deeds rappresenta l'americano buono e semplice ma capace di farsi rispettare, colui che da solo combatte contro un sistema palesemente ingiusto, lontano da tutti i valori umani. Memorabile l'interpretazione di [[Gary Cooper]]. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]'', p. 690) *[[Sean Connery]] è un anziano scassinatore, che diventa socio di una giovane ladra che ha rubato un [[Rembrandt]] superando un complicato sistema di allarme. Tra i colpi di scena e doppi giochi i due realizzano un'operazione del valore di molti miliardi di dollari. Il regista di ''[[Sommersby]]'' e ''[[Copycat - Omicidi in serie|Copycat]]'' torna con un film a metà strada tra ''[[Mission: Impossible|Mission Impossible]]'' e ''[[Topkapi]]''. [[Catherine Zeta-Jones]] si era fatta notare, prima di questo film, nell'ultima versione di [[La maschera di Zorro|Zorro]] con [[Antonio Banderas|Banderas]] e [[Anthony Hopkins|Hopkins]]. (''[[Entrapment|Entrapment - In trappola]]'', p. 708) *Prequel dell'illustre capostipite, avvalendosi di qualche spunto originale risulta a conti fatti il più riuscito tra i mediocri tentativi di replicare le atmosfere del primo episodio. (''[[L'esorcista - La genesi]]'', p. 721) *Tratto dal romanzo di [[Honoré de Balzac|Balzac]], questo film non concede nulla allo spettacolo. È scarno e pulito, si preoccupa solo di raccontare la verità. I protagonisti sono misurati e rigorosi. La straordinaria analisi di Balzac sull'avarizia di papà Grandet viene tradotta in pellicola con acume ed efficacia. È l'esemplare lavoro di [[Mario Soldati|un regista]] la cui bravura non è mai stata riconosciuta in giusta misura. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]'', p. 729) ===F=== *Picchiarsi per stare meglio: questo l'assunto del film. Dopo il successo, in parte inaspettato, di ''[[Seven]]'', [[David Fincher|Fincher]] ripercorre e perfeziona la violenza. [[Brad Pitt|Pitt]] è semplicemente il diavolo: forte, astuto, bello e violento. [[Edward Norton|Norton]] ne rimane sedotto. Nota di costume sulla pratica di scaricamento delle tensioni con scarico di pugni. Machismo imperante. Suggestioni da palestra di pugilato. Ideologia atta a suscitare polemiche. Ben diretto e ben interpretato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]'', p. 773) *La nascita nella grotta di Betlemme, la predicazione, il martirio di Gesù Cristo narrati con discreta dignità artistica. (''[[Il figlio dell'uomo]]'', p. 780) *È un'espressione esemplare del grande cinema di mestiere hollywoodiano. Un grande romanzo, di un grande scrittore, tradotto secondo le regole del grande cinema. La voce fuori campo rappresenta un altro esercizio strano e splendido. Il fraseggio della scrittura viene ridotto allo spazio della necessità del film, un'operazione che solo apparentemente è blasfema. La sintesi che ne risulta, rispetto al racconto, spesso è più efficace del romanzo stesso. (''[[Il filo del rasoio (film 1946)|Il filo del rasoio]]'', p. 783) *Non molto adatto per un dramma, il comico [[Bill Murray]], pur mettendocela tutta, non può in nessun modo emulare, anche se non era nelle intenzioni, il grande [[Tyrone Power|Tyrone]]. La migliore sul campo è [[Theresa Russell]]. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]'', p. 783) *Quando [[Hironobu Sakaguchi|Sakaguchi]] è comparso sul palco della Piazza Grande di Locarno più d'uno ha desiderato che fosse un essere virtuale. Invece no. È reale ed è pronto a regalarci nuove virtualità senza virtù. (''[[Final Fantasy (film)|Final Fantasy: The Spirits Within]]'', p. 784) *Chi volesse porre ''Il fiume rosso'' in cima alle sue preferenze non sbaglierebbe. Il film, che da molti anni circola in Italia in un'edizione mutilata di circa mezz'ora, è epico senza sconfinare nella convenzione hollywoodiana. È rivoluzionario nello svolgimento del racconto, specie quando rappresenta la spietatezza di Dunson. La stessa ferocia che [[John Wayne|Wayne]] sfodera in ''[[Sentieri selvaggi]]''. Tutto il racconto è il paradigma della letteratura western, [[John Ford|Ford]] compreso. Due maestri di tale grandezza sono accumunati dal tema e dal suo svolgimento. Gli attori non a caso sono gli stessi. Naturalmente lo stile [[Howard Hawks|Hawks]] si evidenzia nei tempi del racconto, che sono più larghi rispetto a Ford, più incline al sentimentalismo di stampo irlandese. Hawks è americano nel tratto epico e nella raffinatezza dei dialoghi. Le sequenze da ricordare sono numerose e hanno ispirato buona parte dei western. La partenza notturna della mandria è stata rifatta da Dick Richards in ''Fango, sudore e polvere da sparo'', con un ostentato omaggio al maestro. Sorprendente la presenza del ventottenne [[Montgomery Clift]], nel suo primo e unico western. Il suo modo di guardare l'interlocutore e la sua intensità erano merce rara a quei tempi. Ma la sinergia che sprigiona la coppia Wayne-Clift è frutto proprio della loro diversità e dimostra come il bistrattato John Wayne fosse un notevole attore. I critici del tempo si erano sbizzarriti nel cercare elementi di giudizio che conducessero i personaggi nei dintorni di una tragedia greca. Una presunta e malcelata omosessualità dei due protagonisti è il tema ossessivo, che come una maledizione si era abbattuto sui compilatori dei "Cahier" e sui loro malridotti epigoni. Impossibile raccontare un'amicizia virile senza dovere fare i conti con la psicanalisi, di cui hanno tanto bisogno numerosi cinefili, che ammorbano le limpide acque delle avventure ''en plein air''. (''[[Il fiume rosso]]'', p. 793) *Il regista Mayo riuscì a mantenere intatte le caratteristiche teatrali dell'opera (il film è tratto dall'omonimo lavoro di Sherwood). [[Humphrey Bogart|Bogart]], quasi agli esordi, fu efficacissimo, anche se poi dovette aspettare una decina d'anni per affermarsi del tutto. (''[[La foresta pietrificata]]'', p. 803) *Pecoreccio e insulso. (''[[Fotografando Patrizia]]'', p. 809) *La storia di San Francesco reinterpretata da [[Franco Zeffirelli]] vuole essere una sorta di allegoria della contestazione giovanile dei nostri anni. Francesco ricorda molto gli hippies di ''Hair'' ed è quasi obbligatorio ripensare a ''Jesus Christ Superstar''. (''[[Fratello sole, sorella luna]]'', p. 818) *Un altro film senza il quale il cinema non sarebbe il cinema. Tratto dal romanzo di [[John Steinbeck]] viene portato sullo schermo da un regista di pari grandezza e prestigio. Il film è rigorosissimo culturalmente e formalmente: sembra di guardare le vecchie foto dell'epoca. Il regista ha puntato sul particolare, sui piccoli discorsi di miseria visibile, lasciando che i grandi temi ne venissero di conseguenza. Il cinema accoglie nel suo mito alcune situazioni tanto forti e perfette da non essere ripetibili, come la sepoltura del vecchio nonno, oppure l'immagine del camion-casa nelle strade delle infinite pianure, il ballo di [[Henry Fonda|Fonda]] con la madre ([[Jane Darwell|Darwell]], premio Oscar), o la scena finale di Tom che percorre la collina andandosene, mentre il sole sta nascendo. ''Furore'' non è un documento del cinema, è un documento generale di storia. Con questo film [[John Ford|Ford]] vinse l'Oscar e si pose come uno dei massimi autori assoluti. Quando una certa critica ha tacciato, durante la sua lunga e articolata attività, il regista di faziosità, manicheismo, persino fascismo, sarebbe bastato ricordare ''Furore'', grandissimo manifesto populista. Ford non era fascista e non era comunista, stava dalla parte di quella che riteneva la giustizia, si fidava del proprio buon senso e giudizio. La sua apparente semplicità era ricchezza. Anche adesso il suo mondo è condivisibile e non è mai lontano. Quanto manca Ford. (''[[Furore (film)|Furore]]'', p. 839) ===G=== *Un film commovente e poetico, di grande tensione drammatica soprattutto nel finale. Era il primo ruolo "serio" di [[Vittorio De Sica|De Sica]], che ne aveva paura. L'attore superò la prova benissimo grazie anche alla mano esperta di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]. (''[[Il generale Della Rovere]]'', p. 851) *Una scelta coraggiosa e per nulla commerciale quella di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. Evitando i classici metodi di epicità, attraverso i quali la Sacra Bibbia è sempre stata rappresentata, cerca di entrare in un'atmosfera ascetica. Essendo un libro trasmesso oralmente di generazione in generazione, il regista dà molto spazio alla voce narrante, con una musica etnica che ricorda le atmosfere new-age e la colonna sonora di ''[[L'ultima tentazione di Cristo]]'' di [[Peter Gabriel]], nei momenti più tenui. Parte dalla creazione, come testimonia il titolo, e arriva a Noè, interpretato da Antonutti. Un'operazione particolare che può anche deludere ma che va rispettata. (''[[Genesi: La creazione e il diluvio]]'', p. 852) *È un raccontino molto modesto che svolge in immagini mai suggestive la vicenda biblica. (''[[Giacobbe, l'uomo che lottò con Dio]]'', p. 859) *La vita di Gesù fino all'età adulta. Gira il mondo (?), beve e balla (?), stupisce i saggi. Conosce la vita. Una buona idea per una realizzazione piatta e povera. Luoghi comuni, una letteratura banale con grandi citazioni astratte, e invenzioni che dovrebbero stupire invece sono pallidi tentativi di demagogia. Stuart intenso ma troppo frenetico e sanguigno. Non si hanno grandi informazioni, ma Gesù era certamente molto diverso da lui. (''[[I giardini dell'Eden]]'', p. 861) *Raccontino edificante, girato con tocchi imprevedibilmente felici da Ralph Nelson. (''[[I gigli del campo]]'', p. 865) *Come spesso succede, i film di culto, questo compreso, hanno un ''plot mélo'', banale e scontato. Bisogna dunque pensare che questa sia una delle chiavi del successo. Baci e schiaffi (reciproci) famosi; frasi come: «... ti amo tanto che un giorno ne morirò, Johnny», abiti da sera e tango, feste in maschera, roulette e passione: erano ingredienti conosciuti, portatori di mito. E in più lei, [[Rita Hayworth|Rita]]. Basta ricordarla cantare ''Amado mio'' per capire tutto. Per anni, le orchestre nelle sale da ballo di tutto il mondo aprirono e chiusero il repertorio con quella canzone. Rita è un'altra delle immagini chiave del Novecento. Perfetta, irripetibile e non ricostruibile. Ci vorrebbe ancora lei. E ci vorrebbe il cinema di quegli anni freschi di dopoguerra. (''[[Gilda (film)|Gilda]]'', p. 866) *Una storiella discreta appesantita da troppi artifici alla [[Spike Lee|Lee]] e dalla presenza, ormai obbligatoria, e stucchevole, del cameo di [[Quentin Tarantino|Tarantino]]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]'', p. 884) *Superproduzione coi suoi bravi messaggi ecologici. Grandi incassi negli USA. Ma che barba... (''[[Godzilla (film 1998)|Godzilla]]'', p. 897) *[[Ben Affleck]], al suo debutto dietro la macchina da presa, riesce a distinguersi, mostrando buona attitudine nelle parti d'azione e una certa capacità di leggere i sentimenti. (''[[Gone Baby Gone]]'', p. 899) *Campione di incassi in Germania. Che fare quando la storia va avanti per tenere tranquilli coloro i quali credevano di essere nel giusto? Raccontargli menzogne come gli venivano raccontate prima. Satira ben calibrata che i tedeschi (e in particolare i berlinesi) hanno gradito moltissimo. (''[[Good Bye, Lenin!]]'', p. 900) *Straordinario capolavoro western, opera di un regista che quattro anni prima aveva firmato un'altra pietra miliare del genere, ''[[Il fiume rosso]]''. [[Howard Hawks|Hawks]] si poneva dunque nell'eccellenza dei film sull'Ovest, a pochissima distanza da [[John Ford]]. Il film contiene tutti i grandi temi della frontiera, in maniera decisamente "fisica": magnifica la natura, così come i tempi dell'avventura, e tutt'altro che banali gli intrecci dei rapporti. Hawks è stato titolare di minor mito rispetto a Ford, i suoi film sono più vicini a una buona verità. Una certa critica considera questo autore per certi versi più attendibile e completo di Ford stesso. ''Il grande cielo'', del 1952, fa parte della più bella stagione del western (esattamente coetaneo di ''[[Mezzogiorno di fuoco]]''), quando il cinema era ancora "muscolarmente" forte ed era perfezionato, ma capace di temi vasti positivi e ingenui che avrebbero resistito ancora per poco. (''[[Il grande cielo]]'', p. 906) *Western di ampio respiro che appaga molto gli occhi, ma riesce meno significativo del previsto. [[Charlton Heston|Heston]] è relegato in secondo piano, ma accettò la parte perché [[William Wyler|Wyler]] gli promise il ruolo principale in ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben Hur]]''. Il film è comunque ritenuto un classico. (''[[Il grande paese]]'', p. 912) *Grandissimo film, il più significativo di [[Michelangelo Antonioni|Antonioni]] insieme all{{'}}''[[L'avventura|Avventura]]''. Esemplare la rappresentazione della natura mai così protagonista: Aldo, con la sua giacca sdrucita, con la sua bambina che gli trotterella dietro, cammina nelle terre del Po, fra i filari, sull'argine, nel fango, lontano ci sono i paesi. Incontra la gente e ogni incontro è una nuova direzione. Tutto è determinato dal caso. Gli amori sono piccoli e tristi, e mai scelti. Ciò che sarebbe vitale sfugge, non è recuperabile. E c'è il vento, c'è la pioggia, tutto è difficile. E il caso, sempre, sovrintende. Lo stile, scarno ed essenziale, di lucida pulizia, trasmette il mondo di Antonioni attraverso parole e rapporti di una semplicità assoluta, non ci sono quasi discorsi, ci sono risposte e ci sono le azioni che tutto spiegano. E comunque niente serve, ognuno rimane dentro se stesso, i tentativi non approdano a nulla. Non ci si fa capire e le cose dipendono sempre dagli altri. E agli altri non importa della tua felicità. La caduta e la morte finale di Aldo forse sono sproporzionate al resto della storia, che non prende mai una via perentoria. Ma può essere la memoria di un certo cinema francese al quale alcuni nostri autori, almeno all'inizio, non hanno saputo sottrarsi. [...] ''Il grido'' mantiene ottima vedibilità a oltre cinquant'anni di distanza e vale come manifestazione di come eravamo in una stagione di cambiamenti ed espressione di smarrimento e di angoscia che valgono adesso come allora. (''[[Il grido (film 1957)|Il grido]]'', pp. 921-922) ===I=== *''[[Psycho]]'' più ''[[Dieci piccoli indiani (film 1945)|Dieci piccoli indiani]]'' più ''[[Seven]]'' più ''[[I soliti sospetti]]''. (''[[Identità (film)|Identità]]'', p. 969) *Film intelligente, anticonformista ma tutt'altro che blasfemo. (''[[L'inchiesta (film 1986)|L'inchiesta]]'', p. 984) *[[Cecil B. DeMille|De Mille]] pensava che i film dovessero essere favola e romanzo, che i colori dovessero essere più belli del naturale, ricostruiva in studio fiumi e foreste. La sua impaginazione era perfetta, a tutto schermo, con una cura certosina del particolare. In quei film c'era qualcosa di artificioso e troppo levigato, che tuttavia incantava il pubblico. De Mille diceva che di cose brutte e sporche era già piena la vita, che era inutile metterle anche nei film. ''Gli invincibili'' è favola, colosso, mito, affresco, insomma è grandissimo cinema. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]'', p. 1019) *È uno dei grandi film della cinematografia russa e del mondo. Un'opera d'arte pittorica di altissima "espressione". Eisenstein trasferiva in questo lavoro, dal sapore di tragedia greca e anche shakespeariana, tutto il suo bagaglio di uomo di cinema e di immagine ''tout court''. Alcune sequenze fanno storia del cinema, come l'incoronazione di Ivan, con le monete d'oro che gli scivolano addosso per un tempo che sembra infinito. (''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan il Terribile]]'', pp. 1039-1040) ===J=== *Il miglior [[Franco Zeffirelli|Zeffirelli]] da decenni. Pulito, non ridondante, essenziale. Aderisce al tradizionale testo della [[Charlotte Brontë|Brönte]] persino con modestia. Il resto lo fanno la campagna, i castelli inglesi e [[William Hurt]]. (''[[Jane Eyre (film 1996)|Jane Eyre]]'', p. 1044) *Un film in origine a colori che arrivò da noi in bianco e nero. In America è considerato un capolavoro, in Italia è rimasto nei confini dell'ordinaria amministrazione. [[Henry Fonda]] (nella parte di Frank, fratello maggiore di Jess) diede un'interpretazione da antologia. (''[[Jess il bandito]]'', p. 1048) *Si raccontano le storie di sfortunate persone che entrano in contatto con una casa su cui aleggia una maledizione, legata a tragici eventi consumatisi in essa. La struttura in capitoli scandisce le vittime della maledizione e contribuisce a creare una funzionale atmosfera cadenzata. (''[[Ju-on]]'', p. 1057) ===L=== *Il più significativo dei western che compongono la serie diretta da [[Anthony Mann|Mann]] e interpretata da [[James Stewart|Stewart]] (gli altri titoli sono ''[[Winchester '73]]'', ''[[Terra lontana]]'', ''[[L'uomo di Laramie]]'', ''[[Lo sperone nudo]]''). Questi film rappresentavano un'evoluzione nei temi western, anche se la chiave morale era semplice e monolitica, e proponevano soluzioni anticipatrici, come il ricorso a una certa violenza dolorosa e reale, e all'uso degli esterni. James Stewart non era [[John Wayne]], nemmeno fisicamente, le sue azioni erano più complesse, gli ostacoli meno prevedibili e l'eroismo non così manifesto, sempre che ci fosse. Stewart aveva più ironia e difetti di Wayne, dunque suggeriva maggiore identificazione. I suoi personaggi erano risolutori, ma solo alla fine, e con grande fatica. Nei primi anni Cinquanta, dunque nella più preziosa stagione del western (''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'', ''[[Il grande cielo]]'', ''[[Rio Bravo]]'', ''[[L'amante indiana]]''), le storie di James Stewart e Anthony Mann emersero proponendo una via del West forte e nuova, di qualità popolare e di più profonde implicazioni. Cinema grandissimo. (''[[Là dove scende il fiume]]'', p. 1077) *Ci fu una stagione in cui le classifiche nobili del cinema ponevano questo film al secondo posto a pari merito con ''[[La febbre dell'oro|La Febbre dell'oro]]'', dietro l'immancabile ''[[La corazzata Potëmkin|Potemkin]]''. Negli anni successivi, il suo fascino "populista" venne considerato suggestione e la verità venne considerata poesia. Poi venne "corretta" l'interpretazione di ciò che il film rappresentava, anche fuori dal nostro paese, con un'istantanea dell'Italia del dopoguerra ritenuta misera, persino squallida. Dunque nelle classifiche di volta in volta compilate il film scendeva continuamente. Era responsabilità di gran parte della critica che ha giudicato i film secondo il momento politico. Per molto tempo il sentimento è stato una sorta di veleno per la pellicola. Ora, al di là di tutto, ''Ladri di biciclette'' rimane un lavoro di bellezza assoluta, come manifesto sociale nel quadro del suo tempo, come opera cinematografica e come monumento della storia dell'arte generale. [...] In sostanza il film è davvero un mito generale, fa parte di tutte le memorie di comunicazione. Le scene da ricordare sono praticamente tutte quelle del film: dalla ricerca fra migliaia di biciclette di Porta Portese, al pasto di padre e figlio nella trattoria fino alla sequenza finale del bambino che tiene la mano del padre. (''[[Ladri di biciclette]]'', p. 1078) *Grosso successo commerciale (dovuto più che altro alle esibizioni dei giovani protagonisti in costume adamitico). (''[[Laguna blu]]'', p. 1082) *{{NDR|[[Zhāng Yìmóu]]}} Un regista [...] che può essere confrontato, pur non essendo giapponese, al grande [[Akira Kurosawa]]. [...] Il film è da ritenersi un capolavoro soprattutto formale. Le riprese sono simmetriche, secondo lo stile dei grandi fotografi, quale, appunto, il regista è stato. (''[[Lanterne rosse]]'', p. 1085) *Ispirato a [[Jonathan Swift|Swift]] e a [[Jules Verne|Verne]], il primo lungometraggio prodotto dallo [[Studio Ghibli]] (nato per volontà dello stesso [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] e punto di riferimento per tutti gli appassionati di animazione del mondo) narra la vicenda di due ragazzi (Pazu e Sheeta) e della loro ricerca dell'isola/fortezza volante di Laputa. [...] Nonostante l'ambientazione tecnologica e avventurosa, anche in Laputa il tema ambientalista è dominante: la fortezza resta disabitata e accoglie al suo interno una natura selvaggia e incontaminata ed i cattivi di turno fanno una brutta fine. Come in tutti i film del regista colpisce l'approfondimento psicologico dei personaggi, la sublime tecnica realizzativa e l'abilità di Miyazaki nell'alternare scene drammatiche e momenti leggeri e divertenti. Il protagonista maschile è ricalcato sia nei tratti somatici che in quelli caratteriali sull'immagine di un altro eroe miyazakiano, Conan [...]. (''[[Laputa - Castello nel cielo]]'', pp. 1085-1086) *[[Peter O'Toole]], attore inglese sconosciuto, fu una straordinaria rivelazione nel ruolo di Lawrence. Le immagini di grandissimo impatto servite da una fotografia perfetta, certe sequenze del deserto (la rincorsa dei cammelli mentre il sole tramonta), i rapporti dell'inglese coi vari capi arabi (impersonati da [[Omar Sharif|Sharif]], [[Anthony Quinn|Quinn]] e [[Alec Guinness|Guinness]]) sono scene indimenticabili, grazie anche alla musica di Jarre decisamente ispirato. Peter O'Toole col turbante, gli intensi occhi azzurri e il volto seminascosto secondo l'usanza araba è un altro dei "segni" precisi e indiscutibili del cinema del mondo. [[David Lean]], forse il massimo regista inglese, dopo essersi affermato con ''[[Breve incontro]]'' nel 1946, un altro cult popolarissimo, si era specializzato in produzioni capaci di coniugare il grande "budget" con la grana sottile dei contenuti, lo spettacolo con la qualità. Le sue misure in questo senso sono praticamente esclusive. Basti pensare a titoli come ''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'', ''[[Il dottor Živago|Zivago]]'', ''[[La figlia di Ryan]]'', ''[[Passaggio in India]]''. Una misura che gli ha permesso di raccogliere una messe di Oscar (sette per ''Il ponte'' e altrettanti per ''Lawrence''). I film di Lean son fra i pochi che hanno sempre messo d'accordo critica e pubblico. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'', p. 1090) *C'era una volta [[Stephen Frears]], regista capace di raccontare in modo scanzonato, ma mai banale, le vicende di nuclei familiari un po' ''sui generis''. La vita, insomma. Si ha l'impressione che si sia perso un talento e sia rimasto solo un professionista di qualità. (''[[Liam]]'', p. 1106) *Con ''La lingua del santo'' [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] ci dimostra come si possa fare cinema in Italia a partire dalla tradizione ma guardando in avanti. La commedia? C'è: sia nel ritratto della provincia veneta, che nei volti dei due protagonisti, Willy/[[Fabrizio Bentivoglio]] e Antonio/[[Antonio Albanese]]. La comicità amara di tanto cinema italiano passato? C'è pure quella: in Italia non siamo mai riusciti a riderci addosso senza (anche) piangerci addosso. Il tutto si fonde bene perché ci sono due nuovi elementi, sempre più presenti nel (futuro del) cinema italiano d'oggi: il gusto del grottesco e la voglia di comunicare sentimenti autentici, senza più nascondersi dietro le maschere di tanti passati cliché. Ed allora il ''road-car&bike-movie'' che i due protagonisti effettuano a partire dalla città di Padova, per poi finire nella collina veneta, ed infine nella laguna veneziana ci racconta sia il contesto fuori che quello dentro. Che è condensato nei volti di due simpatici falliti che, fra un furtarello e l'altro, un giorno si trovano quasi per caso a rubare un'importante reliquia, la lingua del santo. (''[[La lingua del santo]]'', pp. 1110-1111) *Il romanzo di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]] ridotto in immagini sontuose, ma non sempre ispirate, da [[Stanley Kubrick]]. È forse l'opera meno interessante dell'autore di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001 Odissea nello spazio]]'', ridotto a fare l'illustratore, ancorché prestigioso. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'', p. 1115) ===M=== *Il film racconta la storia di quattro giovani vittime e sono, purtroppo, storie vere. [[Peter Mullan]], dopo un film sopra le righe come ''[[Orphans]]'', sceglie un registro molto più realistico e ci parla di ognuna di loro con lo stile di una camera a mano che rende ogni inquadratura cruda e dolorosa. Lo fa con la sensibilità e la partecipazione a un destino segnato dalle convenzioni sociali e morali che negano il rispetto, la fede e la libertà. (''[[Magdalene]]'', p. 1143) *Adattamento del romanzo di [[Antonio Fogazzaro]] con un cast di eccezione e una misurata e sapiente regia dello scrittore torinese [[Mario Soldati]]. Soldati riesce a ricreare magistralmente il crepuscolarismo di Fogazzaro tingendolo di sfumature surreali che imprimono al film un misterioso incanto, determinato anche dalla continue citazioni alla figurazione impressionista e macchiaola. Vetta indiscussa del cinema di Soldati che reinterpeta il grande cinema europeo di [[Jacques Feyder|Feyder]]. (''[[Malombra (film 1942)|Malombra]]'', p. 1156) *Rappresentava una svolta del cinema americano, attento a un certo realismo e a una fascia popolare e piccolo borghese fino allora tagliata fuori dalle storie raccontate nei film. (''[[Marty, vita di un timido]]'', p. 1181) *È considerato uno dei capolavori western di [[John Ford|Ford]], superato forse soltanto da ''[[Ombre rosse]]'' e da ''[[Sfida infernale]]''. [[Henry Fonda]] fa il colonnello e toglie quasi tutto lo spazio a [[John Wayne|Wayne]], relegato in una parte quasi da caratterista. Ruolo determinante ha invece la famosa "Valle dei monumenti". (''[[Il massacro di Fort Apache]]'', p. 1186) *Chi ha più di trent'anni fatica ad entrare nella "logica" del film. Chi ne ha meno replica: «è la logica del computer». Inserita in un mixer abilmente shakerato di filosofia orientale e arti marziali, di mitologia e di ''science fiction'' in cui il percorso che condurrà "oltre lo specchio" vede in Neo (vistoso anagramma di One) la neo-Alice travestita da Ulisse. Chi non ama gli effetti speciali ne trova troppi in questo film. Cinema ''patchwork'' quello dei [[Wachowski]]? Forse. Ma anche cinema capace di rappresentare un futuro che è già presente nella sua mescolanza (che non è amalgama) di dati, di esperienza e di cultura lontanissimi tra loro. Con un solo difetto di fondo. L'inevitabile, annunciato seguito di un'opera che dovrebbe invece restare un ''unicum''. (''[[Matrix]]'', p. 1193) *Il regista [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] non era uno specialista del genere e infatti ''Mezzogiorno'' non è una normale storia di frontiera, la sua è una comunicazione (senza indiani, senza praterie, senza cavalli) che potremmo definire "intellettuale". (''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', p. 1211) *[[Sydney Pollack|Pollack]] ci offre l'immagine di un'Africa patinata e affascinante, pervasa da atmosfere d'epoca perfettamente ricostruite e splendidamente fotografata. Qualche lungaggine qua e là ma soprattutto una splendida prova di recitazione [...]. (''[[La mia Africa]]'', p. 1212) *Film determinante e riformatore: girava la pagina della guerra. Il problema dei reduci era colossale. I giovani tornavano dal Pacifico e dall'Europa e portavano cambiamenti. Avevano visto cose diverse e rientravano in un paese diverso. Il reinserimento era difficile, per i soldati e per chi era rimasto a casa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]], attentissimo ai grandi fatti, e il regista [[William Wyler]], la firma più sicura di Hollywood, affrontarono un tema davvero ricco: i milioni di storie individuali, vere e proprie sceneggiature bell'e pronte, e il grande desiderio di cambiamento che si porta una guerra. Lavorando febbrilmente per non farsi sorpassare dai fatti reali, e prendendo spunto da un libro di [[MacKinlay Kantor|Mackinley Kantor]] non eccelso, la produzione costruì un film che rappresentò quel problema come nessun altro titolo sarebbe mai riuscito a fare. [...] Il romanzo di Kantor non prevedeva il lieto fine e Wyler era orientato ad aderire allo storia originale, ma, come spesso accadeva, da Washington arrivò l'invito per il lieto fine: non era davvero il caso di demoralizzare ulteriormente tutti quei giovani già carichi di problemi. Inaspettatamente l'ottimista e spensierata Hollywood si trovava immersa in problemi veri e dolorosi. Il cinema stava per diventare qualcosa di più di una spensierata evasione. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]'', pp. 1219-1220) *Delicata storia di due poco più che adolescenti, raccontata con garbo da Pawlikovsky, senza smarrire una certa originalità né una controllata dose di "disturbo". Le due ragazze sono molto brave, mai eccessive, e tengono i ruoli-tipo: Tamsin è leggiadra menzogna, Mona è tragica verità. Possono davvero amarsi le due cose? Forse sì, o forse è tutta una finzione, che lascia dietro di sé il più innocente dei cadaveri: la giovinezza. (''[[My Summer of Love]]'', p. 1292) ===N=== *Sembra la favola di [[Cenerentola (personaggio)|Cenerentola]], ma il cosiddetto principe azzurro si rivela uno psicolabile. Per fortuna della sua signora, si toglie di mezzo da solo, facendosi schiacciare dal flipper. La vedova nel frattempo s'è già consolata con un dottore. [[Max Ophüls]], in esilio a Hollywood, si prende una piccola vendetta con il ''big'' che gli aveva rotto l'anima, [[Howard Hughes]] (a cui allude neanche troppo velatamente). (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]'', p. 1307) *Quando il cinema affronta la letteratura si espone a grossi pericoli, ma se la combinazione è condotta con intelligenza i due "valori" possono sommarsi e favorirsi reciprocamente. La voce fuori campo che legge l'incipit, e soprattutto la visione del Kilimangiaro fotografato con le sue nebbie e le sue nevi, sono un importante rilancio di suggestione rispetto alla pura parola. In questo caso la connessione funziona, in assenza cioè di introspezione. Poi naturalmente c'è Hollywood con le sue esigenze. Dunque ecco prevalere il versante ''mèlo'' e una certa contaminazione della parola tesa all'effetto. Ma il risultato può essere quello di una rappresentazione nell'insieme positiva ed efficace della storia e del suo "messaggio". Le corride, i caffè parigini di quella fantastica stagione, le favolose cacce nel Kenya, le ville dorate della Costa Azzurra formano la cultura e la memoria della cultura in modo efficace e spesso non deteriore rispetto alla nobiltà della letteratura. Infine, la forza comunicativa e il ''sex appeal'' dei divi [[Gregory Peck]] e [[Ava Gardner]] non devono essere considerati valori tolti al romanzo, ma valori aggiunti. (''[[Le nevi del Chilimangiaro|Le nevi del Kilimangiaro]]'', p. 1317) *Si tratta di un film molto importante e molto mirato. Hollywood accoglieva spesso le direttive di propaganda governative e quelli erano gli anni del terrore del comunismo. L'America era letteralmente invasa dalla sindrome della rivoluzione. [[Greta Garbo]] col suo immenso ''appeal'' fu efficacissima in quel senso. ''Ninotchka'' che beve champagne e si prova un incredibile cappellino, e poi, tornata a Mosca, divide casa (e gabinetto) con altre due famiglie, valeva molto più dei discorsi dei politici e dei proclami dell'intelligenza schierata. Il comunismo veniva ridicolizzato, e anche esorcizzato. Far politica divertendo, secondo quel genio di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. Un'altra possibilità del cinema. La propaganda ebbe ancora bisogno di ''Ninotchka'' quando, esplosa la guerra fredda fra la fine degli anni Quaranta e l'inizio dei Cinquanta, si trattò di dare una rispolverata all'immagine povera, cattiva e prepotente del comunismo. Il film era sempre vedibile. E lo è ancora. E... non c'è più il comunismo. (''[[Ninotchka]]'', p. 1327) *Seguito di un famoso horror degli anni Settanta, con troppi urli ed effettacci per riuscire veramente terrificante. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2|Non aprite quella porta - Parte II]]'', p. 1334) *Un film patinato, raffinato e furbetto, da gustare e rivivere a casa: sono entrate nella leggenda, ormai, le sequenze del ghiaccio, delle ciliegie, del miele e dello spogliarello di [[Kim Basinger]] in contro luce al suono della voce roca di [[Joe Cocker]]. Perfettamente in ruolo i due protagonisti, ottima la scelta delle musiche che ne ritmano e sottolineano le fatiche, splendida (e un po' ruffiana) la fotografia. (''[[9 settimane e ½]]'', p. 1363) ===O=== *Sequel di un successo di nicchia, questo film inutile racconta lo scontro tra due gang di tatuati in Nuova Zelanda. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]'', p. 1394) *Lo squallore di questo film è direttamente proporzionale alla sua inutilità. Eppure ha avuto un grande successo, specie in Italia, forse perché si tratta di una telenovela, ''hard-core'' ma non troppo, trasposta al cinema. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]'', p. 1405) *Tratto dal romanzo dell'americano [[James M. Cain|James Cain]], ripetutamente tradotto in film, è la prima opera di [[Luchino Visconti|Visconti]], da molti ritenuta la sua più importante e una delle maggiori del cinema italiano. Lavoro di straordinaria felicità a cominciare dalla secchezza dello stile, davvero inusitato allora, e dal realismo. Visconti, uomo di cultura, conoscenze e curiosità molto vaste, aveva appena finito la sua stagione di "apprendistato" presso [[Jean Renoir]], maestro francese, ed era anche grande appassionato di "americanismo". Dunque ''Ossessione'' arriva dalla cultura francese, intellettuale e non prevedibile, da quella americana efficace e senza fronzoli, unita a quella italiana mediatrice e "drammaticamente equilibrata". [[Massimo Girotti]], appena ventiquattrenne, e [[Clara Calamai]] (che sostituì all'ultimo momento [[Anna Magnani]] incinta) che camminano, scuri e infelici sulla riva del Po, fanno parte della liturgia del nostro cinema. (''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', p. 1417) *[[Nicole Kidman]] è ormai un'attrice per tutte le stagioni. Non c'è ruolo, non c'è film che non la vedano protagonista efficace e versatile, capace di reggere sceneggiature d'autore così come film commerciali. È il caso di quest'opera che vuole consolidare il suo status di [[Grace Kelly]] degli anni Novanta, tenendo presente il bisogno di non far adagiare troppo a lungo il pubblico in poltrona. Brividi e colpo di scena non mancano. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]'', p. 1419) *Gli episodi reali e quelli della memoria si alternano in una vetrina di caratteri che davvero non si possono dimenticare: il papà nel sogno, l'amico con l'amante giovane, la maga che gli legge nel pensiero la formula "Asa nisi masa". Infine ecco il grande girotondo da fiera, con tutti i personaggi che si tengono per mano, che gli girano intorno: tutto continua ed è vitale, ed è inutile drammatizzare sul grande palcoscenico della vita. ''8½'' è da molti ritenuto la più alta espressione di [[Federico Fellini|Fellini]], più ancora della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]''. Qui tutto si compie, tutti i misteri vengono identificati. Il mondo del regista si evolve da (più o meno) reale che era, sale di dimensione per diventare tutto. Tutto incredibilmente nella sua "prima persona", come una sorta di paradiso e inferno efficacissimi, onnicomprensivi: il cinema di Fellini è complice, misterioso e ruffiano, blasfemo e religioso, è puttaniere e crea disagio, è eroico e vigliacco, è uomo e donna, qualunquista, apolitico, periferico, olimpico e provinciale. Ma la soglia di fantasia, magia e sortilegio è altissima, raggiungibile solo da Fellini. (''[[8½]]'', p. 1421) ===P=== *Un film non-biografico, come il regista ha voluto che fosse, in perenne equilibrio tra l'aspirazione a focalizzare la parola come momento di riflessione e comprensione, la stessa cui è stata sottratta forza comunicativa, ed un'impostazione visiva da cui è bandita ogni superficiale ricostruzione d'epoca. ''Palavra e utopia'' è una sfida ulteriore nella carriera del regista portoghese che tenta qui di registrare il pensiero nell'istante in cui si forma e seguirlo nel suo sviluppo successivo. Il cinema di [[Manoel de Oliveira|de Oliveira]] è difficile, mai immediato ma neanche contorto né sterile. (''[[Parole e utopia]]'', p. 1446) *Il film di natale di Pieraccioni è l'ennesima variazione sul tema "coppia sì-coppia no", sul quale il comico toscano ha costruito la carriera. L'originalità, però, ormai latita. Unica nota positiva la presenza di [[Angie Cepeda]], star delle telenovelas colombiane, di buona caratura e di statuaria bellezza. (''[[Il paradiso all'improvviso]]'', p. 1439) *Il film di [[Pasquale Scimeca|Scimeca]] lascia perplessi per più motivi. Il primo di carattere più universale: la Chiesa ha più volte ammesso di recente le proprie colpe nei confronti degli Ebrei e quindi rappresentarle è ormai brandire un'arma spuntata. Secondariamente si ha un po' il sospetto che si voglia sfruttare l'onda lunga del caso ''[[La passione di Cristo|The Passion]]'' di [[Mel Gibson]]. In terzo luogo non convincono le lungaggini del viaggio degli ebrei (che non è necessario descrivere montagna dopo montagna per farne percepire la durezza) e l'assoluta inadeguatezza recitativa del protagonista che, continuamente a confronto con fior d'attori come la Bonaiuto e Bertorelli, naufraga disperatamente, aggrappandosi all'aspetto esteriore. Perché ''du rôle'' ha solo il ''physique''. (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]'', p. 1453) *Un gran bel film, tra le cose più intelligenti di fine secolo in Urss. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]'', p. 1472) [[File:PlanNine 07.jpg|thumb|Maila Nurmi in ''[[Plan 9 from Outer Space]]'']] *Uno degli anti-capolavori di [[Ed Wood]], il "peggior regista del mondo". Per utilizzare una breve sequenza con [[Bela Lugosi]], deceduto prima della lavorazione, ha fatto recitare una sua controfigura. È il suo film più famoso, anche se ''[[Glen or Glenda]]'' è il vero capolavoro della risata involontaria. Trash-cult. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', p. 1520) *{{NDR|I [[Pokémon]]}} Sono 150 personaggi, piccoli mostri, ciascuno con poteri particolari. [...] Sono aggressivi e sempre pronti ad attaccare. (''[[Pokémon il film - Mewtwo colpisce ancora|Pokémon]]'', p. 1523) *Contro il riduzionismo che colpisce tutto il cinema di animazione, definito sbrigativamente dai senza ''anima'' "cartoni animati", si leva in alto e sopra e sotto la superficie del mare ''Ponyo on the Cliff by the Sea'' di Hayao Miyazaki. Mai rassegnato all'impiego della tecnologia digitale, il regista nipponico "sospende" la ''computer graphic'' e restituisce la complessità salata del mare con la matita e settanta artisti che hanno realizzato a mano centosettantamila disegni. (''[[Ponyo sulla scogliera]]'', p. 1532) *Amore, umorismo, scene di volo spettacolari ed un pizzico di ''nonsense'' (in una scena di duello aereo due rivali, esauriti i proiettili, cominciano a tirarsi chiavi inglesi e altri oggetti da un aereo all'altro): ecco gli ingredienti del film di Miyazaki più divertente e spensierato. La cura maniacale messa da Miyazaki nella ricostruzione del territorio italiano è quasi fotorealistica e le scene di combattimento aereo lasciano senza fiato. Singolare a tal proposito il momento in cui Porco decolla col suo idrovolante dal naviglio grande di Milano. Osannato in Francia dove il famoso attore [[Jean Reno]] ha doppiato il protagonista, ''Porco Rosso'' è stato distribuito in tutto il mondo, ovviamente Italia esclusa. (''[[Porco Rosso]]'', p. 1533) *Dunque [[Hollywood]] come girone dell'inferno, tanto per cambiare. [[Kevin Spacey|Spacey]] sempre più cattivo. (''[[Il prezzo di Hollywood]]'', p. 1551) *Dopo i ''remake'' dei film francesi ora gli americani hanno deciso di metter mano anche alle sceneggiature italiane. Questo film è infatti tratto, come l'omonimo film di [[Dino Risi]], da ''Il buio e il miele'' di [[Giovanni Arpino]]. Solo che l'ambiente è New York. [...] E se nel film di Risi è l'amore che gli fa cambiare idea, qui è il senso di protezione per il ragazzo, che difende davanti al preside del college. Grande interpretazione di Pacino, anche se piuttosto marcata, premiato con l'Oscar. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Profumo di donna]]'', p. 1574) *La fantascienza fa ormai il verso a se stessa. Il genere deve "riposare", o reinventarsi. (''[[Punto di non ritorno (film)|Punto di non ritorno]]'', p. 1587) ===Q=== [[File:Peter Ustinov 2.jpg|thumb|[[Peter Ustinov]] nel ruolo di [[Nerone]] in ''[[Quo vadis (film 1951)|Quo vadis?]]'']] *Il film è stato sempre giudicato un polpettone ''colossal'' per il grande ''budget'', il colore, lo sfarzo, la ricostruzione spettacolare, i divi e i costumi. In realtà proprio per queste caratteristiche ''Quo Vadis?'', nel tempo, si è rivelato un capolavoro: da quando il cinema, appunto, ha messo a fuoco i suoi significati, liberandosi dall'obbligo di appartenenza alle arti nobili e privilegiando i valori spettacolari e di evasione per cui era nato. Aggiungiamo poi il grande successo di pubblico, la certosina ricerca storica (con interventi di grandi specialisti della romanità), la straordinaria colonna di [[Miklós Rózsa|Miklos Rozsa]] (che ha letteralmente inventato il "suono" della Roma antica, creando un precedente imprescindibile per tutti) ed ecco che il film può far parte a buon diritto della categoria dei titoli fondamentali nel filone avventura-storia. (''[[Quo vadis (film 1951)|Quo vadis?]]'', p. 1628) ===R=== *Film decisivo per la storia del cinema. Arrivò sconosciuto a Venezia e divenne subito leggenda. Aprì la via al cinema d'oriente fino a quel momento pressoché ignorato. E fece conoscere uno dei massimi maestri di ogni tempo. (''[[Rashomon]]'', p. 1659) *La vita di Gesù in una pellicola spettacolare e non priva di poesia. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'', p. 1665) *La più celebre e riuscita delle versioni del capolavoro di [[Lev Tolstoj|Tolstoj]]. [[Fredric March|March]] e la [[Anna Sten|Sten]] come Dimitri e Caterina erano pressoché perfetti. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; p. 1679) *Dignitosa ma scialba versione del romanzo tolstoiano. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; p. 1679) *[[Gabriele Muccino]] ricomincia dall'America, lasciando a casa il suo cinema d'interni, di famiglie borghesi in crisi e di dialoghi urlati, accelerati e quasi sempre travolti dalla musica. Il film promette all'inizio ma non mantiene cammin facendo. Ripetitivo e prevedibile. (''[[La ricerca della felicità]]'', p. 1685) *Esistono due tipi di [[sequel]]: quelli che hanno senso di esistere e quelli che non lo hanno. Visto il meritato successo del primo ''[[Ring (film 1998)|Ringu]]'' (condizione necessaria ma non sufficiente) prendiamo per buono che questo sequel abbia senso di esistere. Anche tra i sequel che hanno senso di esistere esistono due tipi di sequel: quelli che cercano di vivacchiare di rendita dall'episodio precedente e quelli che stanno in piedi da soli. ''Ringu 2'' appartiene alla prima categoria. Ma tra i sequel che provano a vivere di rendita esistono ancora altri due tipi di sequel: quelli che onestamente si limitano a vivere di rendita e quelli che cercano di non farsi "beccare". ''Ringu 2'' appartiene alla seconda categoria. (''[[Ring 2]]'', p. 1691) *Terzo film della ''Trilogia della cavalleria'' di [[John Ford|Ford]]. Nonostante alcuni lo ritengano il meno riuscito, costituisce un'indimenticabile rassegna di personaggi e un'ottima ricreazione dell'atmosfera militare come era stata dipinta dal pittore [[Frederic Remington]]. (''[[Rio Bravo]]'', p. 1692) *Roma era appena stata liberata e [[Roberto Rossellini]] diresse questo film con pochi mezzi. Il regista perfezionava il [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]], quel modo di narrare che doveva essere tanto vicino alla realtà da confondersi con essa. Nei contenuti e nelle immagini. I tedeschi che radunano i prigionieri, spingendoli coi fucili, la gente per strada, i gruppi di bambini, la scena della morte della [[Anna Magnani|Magnani]] sembrano istantanee della guerra. La drammaticità, la verità della ricostruzione hanno l'effetto di rilanciare il dramma e il coinvolgimento. Da questo film usciva un'immagine del popolo italiano ben diversa da quella accreditata fino ad allora: gente passiva, capace soltanto di obbedire allo scomodissimo alleato tedesco e di tradirlo al momento opportuno. Cinquant'anni dopo [[Steven Spielberg]] nel suo ''[[Schindler's List - La lista di Schindler|Schindler's List]]'' cerca di infondere nelle scene la drammaticità e la verità del realismo alla Rossellini. Gli è riuscita la drammaticità, non la verità. (''[[Roma città aperta]]'', p. 1717) *Dovrebbe essere una satira televisiva. Non merita altre parole questa fesseria con l'attore più "idiota" della storia del cinema. E gli hanno dato venti milioni di dollari per fare questo film. (''[[Il rompiscatole]]'', p. 1721) *Il sogno americano vince ancora una volta sullo schermo con un film sul mondo dello sport realizzato con attenzione ai particolari. (''[[Rudy - Il successo di un sogno]]'', p. 1730) ===S=== *Il primo capolavoro di [[Vittorio De Sica|De Sica]] divenuto successo oltre confine, premiato con un Oscar. Lo sguardo è per i ragazzi, un tema carissimo al regista che aveva già firmato ''[[I bambini ci guardano]]''. Nel 1948, con ''[[Ladri di biciclette]]'', De Sica finiva la sua trilogia dei bambini. Registriamo la magnifica performance di [[Franco Interlenghi]] che sarebbe diventato un volto indispensabile di quel cinema. ''Sciuscià'' è uno dei titoli che hanno costruito la leggenda del cinema italiano di quella stagione, leggenda per il mondo. Apriva una strada che sarebbe rimasta solo nostra. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]'', p. 1772) *[[Gus Van Sant]] mantiene fermo il proprio sguardo sugli individui al margine e sulle età di passaggio. Questa volta lo fa con alle spalle un produttore/attore decisamente straordinario: [[Sean Connery]]. Il regista non solo non esaspera i toni ma sottolinea la propria continuità autoriale con un cameo affidato a [[Matt Damon]]. (''[[Scoprendo Forrester]]'', p. 1776) *[[Sam Neill]] interpreta un tipico eroe [[John Carpenter|carpenteriano]], tormentato dal sospetto che tutto possa essere frutto di una sua allucinazione. (''[[Il seme della follia]]'', p. 1801) [[File:The searchers Ford Trailer screenshot (8-crop).jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[Sentieri selvaggi]]'']] *Nella più recente classifica stilata da critici di tutto il mondo ''Sentieri selvaggi'' è addirittura al quarto posto. In realtà [[John Ford|Ford]] aveva realizzato altri capolavori, più puliti e rigorosi, come ''[[Ombre rosse]]'' e ''[[Sfida infernale]]'', ma ''Sentieri selvaggi'' presenta un versante "intellettuale" e spurgato del mito che lo fa preferire (da "quella" critica appunto) ai precedenti titoli, più ingenui e aderenti a una morale più rassicurante e "bonariamente" manichea. Si tratta comunque di un grande film che dibatte i grandi temi fordiani e ne aggiunge altri. [[John Wayne|Wayne]] non era mai stato così negativo e isterico: l'attore si piacque tanto che diede a suo figlio, nato in quei giorni, il nome di Ethan. Wayne e il giovane compagno percorrono territori e stagioni, nel deserto, nella neve, fra gli indiani, i banditi, i piccoli e grandi paesi, guidati da una notizia, da un sentito dire. Ciclicamente tornano a casa, sempre più stanchi e delusi, ma ripartono e continuano a cercare la ragazza. Faticano a oltranza per la propria identità e coerenza. (''[[Sentieri selvaggi]]'', p. 1805) *Hollywood, che ne aveva costruito il personaggio con molta attenzione, nel 1940 attribuì a [[Gary Cooper]] (su precisa disposizione di Washington) un ruolo decisamente importante, quello del leggendario sergente [[Alvin York|Alvyn York]], che era stato il massimo eroe americano della prima guerra mondiale. Il fatto non era solo cinematografico, l'America era sul punto di entrare in guerra, ma una gran parte del governo premeva per il non intervento, la stessa opinione pubblica era confusa. La storia di York era straordinariamente esemplare: era un contadino del Tennessee che non voleva combattere per motivi religiosi. Lo fece soltanto quando capì che combattere avrebbe contribuito a salvare altre vite, e la libertà. Diretto da [[Howard Hawks|Hawks]], un grande autore, oltre che narratore, Cooper fu magnifico. Le sequenze in cui cattura un'intera compagnia, il suo dolore consapevole, il ritorno a casa, il matrimonio con la fidanzata che l'ha aspettato paziente contribuirono a convincere gli americani più di tutti i proclami e le propagande. La missione era dunque compiuta. Certo, il film aveva grandi qualità, con un'attenzione quasi europea al realismo e al rigore e diede modo a Cooper di vincere il suo primo Oscar. Un attore, dunque, può contribuire a vincere la guerra. Se è Gary Cooper. (''[[Il sergente York]]'', p. 1815) *[...] il film è assolutamente anomalo rispetto al cinema italiano, davvero qualcosa di esportabile, per il mondo. Una grande sorpresa Ward, che regge una storia tutta sulle sue spalle. Impressionante Alessandro Etrusco, il Gesù più "Gesù" del cinema. (''[[7 km da Gerusalemme]]'', p. 1823) *È un western molto bello, un classico e il più accorato di [[John Ford|Ford]]. I personaggi esprimono una sorta di "gentilezza dei prodi" e vivono nell'atmosfera d'una canzone di gesta carica di nostalgia. Ford è imbevuto dello spirito reale della vita di frontiera, riproduce fedelmente lo stile con cui cowboy e fuorilegge rischiavano l'esistenza in un crogiuolo arroventato come Tombstone. E il film è la più esatta – se non storicamente, come spirito – ricostruzione tra le molte che sono state fatte sull'episodio. [[Henry Fonda]] interpreta Wyatt Earp come un classico westerner onesto e crepuscolare: un personaggio quasi timido, il pistolero convertitosi in tutore della legge. La sua figura suggerisce i momenti più distesi del racconto: il riposo con un piede sulla seggiola inclinata e l'altro sulla balaustra della veranda, i colloqui intensi con Clementine, la memorabile scena del ballo. Ma la grande figura del film, un epico signore della frontiera degno di [[Bret Harte|Francis Bret Harte]], è "Doc" Holliday: un sorprendentemente bravo [[Victor Mature]], medico con vocazione alla pistola, tubercolotico come nella miglior tradizione romantica, poeta maledetto che sa a memoria [[William Shakespeare|Shakespeare]] e che completa il monologo dell{{'}}''[[Amleto]]'' azzoppato dal patetico vuoto di memoria del vecchio attore. E deliziose, anche se un po' in ombra, sono le figurine femminili: l'impetuosa, ardente Chihuahua di [[Linda Darnell]], una sanguemisto dalla scollatura densa di profumo, e la magica Clementine, preziosa nella sua sommessa malinconia, tutta giocata su toni grigi poetici. Come quasi sempre in Ford la leggenda del West approda alla poesia e sfavilla in momenti di grande forza, anche se l'azione spesso cede alla descrizione lirico-nostalgica. Tra la storia e la leggenda Ford anche questa volta ha stampato la leggenda. Ma il vigore del sentimento dei personaggi, i personaggi disegnati a tutto tondo, la ricchezza del racconto e la splendida descrizione dei paesaggi magistralmente fotografati nell'amata Monument Valley danno al film il tocco più prezioso dell'autenticità. (''[[Sfida infernale]]'', p. 1832) *Film minore di [[Orson Welles|Welles]], che forse aveva bisogno di soldi. Il sapore è quello del tradizionale noir con tanto di voce narrante in prima persona. Il regista era sposato con la [[Rita Hayworth|Hayworth]], ma il matrimonio aveva i giorni contati. Si dice che Welles, sadico e vendicativo, imbruttisse quanto più poteva la diva. Indimenticabile la sequenza finale dove si arriva alla resa dei conti, col famoso gioco di specchi che impedisce la visione della realtà. (''[[La signora di Shanghai]]'', p. 1848) *Il film è senza dubbio inferiore alla trilogia che [[John Ford|Ford]] dedicò alla cavalleria americana negli anni Quaranta-Cinquanta, ma contiene scene memorabili, quali l'assalto della fanteria sudista per le vie della città e, soprattutto, l'attacco dei giovanissimi allievi di una scuola militare di fronte al quale il colonnello preferisce fuggire. (''[[Soldati a cavallo]]'', p. 1879) *''Solo due ore'' è ricco di cliché e luoghi comuni, compreso un finale troppo dolciastro, ma la confezione è impeccabile, ci sono dei bei momenti di cinema (le sequenze all'interno dell'autobus; i duetti verbali tra il protagonista e il ciarliero [[Mos Def]], vera rivelazione del film) e [[Richard Donner|Donner]] aggiunge il suo innegabile talento e mestiere. (''[[Solo due ore]]'', p. 1885) *Si tratta di un autentico ''cult movie'', tra i pochi che può vantare il cinema italiano del dopoguerra. Un'intuizione geniale è all'origine del film, che può essere definito un ''road movie''; il confronto di due generazioni nel territorio neutro di una giornata di vacanza. La complementarietà dei caratteri dei due protagonisti è un supporto dalle solide basi. La sceneggiatura di [[Ettore Scola|Scola]], [[Dino Risi|Risi]] e [[Ruggero Maccari|Maccari]] è in perfetto equilibrio tra la commedia all'italiana e il dramma sociale, questo appena accennato con alcune allarmanti sequenze disseminate nel film e concluso nell'impietoso finale. Il cialtronesco [[Vittorio Gassman|Gassman]], finalmente libero, come lui stesso ammette, dai vincoli delle caratterizzazioni, dai ghigni classicheggianti, esprime in alcune sequenze la sua dirompente fisicità. Distrugge con l'intuizione del superficiale i luoghi comuni che lo studente [[Jean-Louis Trintignant|Trintignant]] si era costruito in un'intera vita, sui suoi parenti. Libera lo ''charme'' opaco di una zia del suo amico. In ogni spostamento, dalla Roma deserta del mattino di Ferragosto e lungo le strade della Versilia fino alla Costa Azzurra, si gioca la sua dignità e persino la figura di padre. La partita a ping-pong con [[Claudio Gora|Gora]] è al riguardo esemplare. L'attonito Trintignant in questa scuola dei dritti è infatti l'unico a soccombere, emblematicamente. Non pochi hanno lamentato il cambio di atmosfera dell'epilogo: un brusco risveglio dalla partitura scoppiettante di una pellicola che sembrava dover dispensare un eclettico piacere a fior di pelle. Come in ''[[La grande guerra]]'' e ''[[Una vita difficile]]'' il cinema italiano aveva trovato, se non un vero e proprio stile, un equilibrio basato su una precisa rappresentazione della società italiana, senza dover ricorrere ai macchiettoni che il depravato cinema d'oggi mostra con lugubre allegria. Il rimpianto di quel cinema è presente in ogni spettatore che abbia solo visto quei film pur non facendo parte di quella generazione. Ed ecco allora la Lancia Aurelia Sport diventare un oggetto mitico. Così come alcune battute di questi film vengono tramandate con puntuale approssimazione, ma con sincera partecipazione. ''Il sorpasso'', al suo apparire quasi snobbato dalla critica, si è ritagliato col tempo uno spazio che appartiene di diritto alle grandi memorie del cinema. (''[[Il sorpasso]]'', p. 1892) *[[Clint Eastwood]] continua il suo percorso di rivisitazione dei miti del cinema americano. La sua però non è l'opera di un iconoclasta. Clint ama ciò che fa e ama il western. Quando ci mostra i quattro vecchietti che si preparano ad andare nello spazio lo fa con grande ironia ma anche con grande affetto. La frontiera, il nemico da sconfiggere, stanno lassù? Ecco allora i Nostri pronti a partire, con quel mix di individualismo e di spirito di squadra che costituisce la formula vincente. Il finale celebra un sacrificio ma non cerca l'applauso. (''[[Space Cowboys]]'', p. 1904) *''Stealth'' fa parte di quella lunga fila di pellicole gradevoli solo se viste senza pretese, col cervello staccato, una gigantesca confezione di pop-corn in mano e una buona dose di autoironia. (''[[Stealth - Arma suprema]]'', p. 1937) *Film ipercitazionista che parla ai ragazzini con un linguaggio che ben conoscono. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]'', p. 1973) ===T=== *Grandi interpreti femminili per un difficile affresco storico. (''[[Un tè con Mussolini]]'', p. 1996) *Incastro di flashback uniti dall'ossessiva presenza del telefono, il film copre quasi puntualmente l'arco di novanta minuti in cui si svolge la trama. Nella sceneggiatura, l'autrice Lucille Fletcher sfrutta appieno la possibilità di abbinare immagini al proprio testo radiofonico: prendono vita non solo le sequenze retrospettive, ma anche gli ambienti che fanno da sfondo al disperato scambio di chiamate. La storia, venata di amara ironia, racconta di come una serie di messaggi vengano trascurati o fraintesi. L'impossibilità di comunicare resta il motore di un meccanismo che produce angoscia. Anche se fin dalle prime inquadrature la protagonista appare insopportabile ([[Barbara Stanwyck]] è perfetta in parti di questo genere), alla fine lo spettatore non può fare a meno di identificarsi con lei, trascinato da un crescendo di suspense abilmente orchestrato. (''[[Il terrore corre sul filo]]'', p. 2015) *Dopo ''[[Stigmate (film)|Stigmate]]'' di [[Rupert Wainwright]], film gnostico contro la Chiesa, la [[Agnieszka Holland|Holland]] accantona ogni effetto speciale, rinuncia ad esorcismi e a scene di possessione, per penetrare nel profondo dell'animo di un prete e restituirci il suo umano dramma interiore. Il film della Holland non manca di sollevare interrogativi inquietanti, inducendoci a riflettere sul concetto di santità e sul dogma della castità. (''[[Il terzo miracolo]]'', p. 2019) *Il richiamo è un po' quello della fuga e della ricerca. Un po' alla [[Gabriele Salvatores|Salvatores]] prima maniera. I due "figli di" ci riprovano e qualche bella suggestione, grazie alla location eccetera, ci scappa pure. (''[[Teste di cocco]]'', p. 2023) *La vigilia di Natale, un pugno di terroristi irrompe in un grattacielo, sede di una multinazionale, e prende in ostaggio trenta impiegati. Ma il marito di una dirigente, un poliziotto, sfugge alla cattura e inizia una sua guerriglia personale all'interno del grattacielo. Ottima suspense, efficacemente ambientato, con avvincenti scene d'azione. Funziona persino lo scialbo Bruce Willis. (''[[Trappola di cristallo]]'', p. 2061) *Un tale cerca di ritrovare, molti anni dopo, un amore, non consumato, del liceo. Lui è brutto e maldestro, lei è Cameron Diaz. Nel frattempo assistiamo a un pene che rimane incastrato in una lampo, a uno schizzo di sperma spalmato come un gel sui capelli. Si è cercato di far passare un film quasi inesistente per il nuovo manifesto giovanile, trasgressivo e liberatorio. Invece è solo banale e senza invenzioni. (''[[Tutti pazzi per Mary]]'', p. 2098) ===U=== *Un film interessante, non eccezionale; ma nient'affatto blasfemo, come vorrebbero i bigotti che hanno disturbato le proiezioni in Francia e Usa. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]'', p. 2121) *''The Last Samurai'' porta la firma di [[Tom Cruise]] più che del suo regista, [[Edward Zwick|Zwick]], che si conferma un discreto mestierante: la sua è una regia senza impennate né cadute, prevedibile ma godibilissima. Nel complesso il film è molto curato e la minuziosa rappresentazione di una cultura da noi così lontana tiene alta l'attenzione fino alla fine, nonostante le due ore e mezzo di durata complessiva. (''[[L'ultimo samurai]]'', p. 2112) *Uno dei più grandi film americani, intelligente, felicissimo e nostalgico. Un atto d'amore di [[John Ford|Ford]] verso la terra della sua famiglia. Lo straniero [[John Wayne|Wayne]], americano pragmatico, si scontra con la scomoda tradizione irlandese e scopre che, tutto sommato, la vita era bella anche se guidata da riti e condizionamenti a prima vista inutili. Un film perfetto in tutti gli aspetti, a cominciare da quello figurativo, grazie alla campagna irlandese, ai corsi d'acqua, ai ponti e alle case di mattoni. Ruolo determinante ha la colonna sonora (Young) ispirata ai canti popolari di quella terra. E Ford non perde di vista nemmeno i grandi temi, condotti con ironia e semplicità e proprio per questo ancora più efficaci, come quando la comunità cattolica si finge protestante per impedire che il pastore venga trasferito per mancanza di fedeli. Doverosa la citazione dei due grandi protagonisti, al meglio delle loro possibilità (Wayne amoroso era una sorpresa per tutti), ma anche quella dei caratteristi, indimenticabili: Barry Fitzgerald, Victor McLaglen e Word Bond. Tutti purissimi fordiani. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]'', p. 2155) ===V=== *Scritto e prodotto dai registi di ''[[Matrix]]'', ''V for vendetta'' è un cocktail "esplosivo" che unisce effetti speciali ad un ritmo incalzante non privo di efficacia. Come può accadere per i film tratti da opere letterarie e fumetti, resta il dubbio che il testo di partenza sia stato interpretato più o meno correttamente. Lasciamo agli esperti di fumetto l'ardua sentenza. (''[[V per Vendetta]]'', p. 2245) *Il ''Vangelo'' di Pasolini non intendeva mettere in discussione dogmatismi o miti, quanto far emergere l'idea della morte, uno dei temi fondamentali della sua poetica. Come negli altri film, il regista si affida a un linguaggio sonoro ricercato per didascalizzare alcune delle vicende più significative. Ecco dunque la ''Passione secondo Matteo'' di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] e soprattutto ''La musica funebre massonica'' di [[Wolfgang Amadeus Mozart|Mozart]] – che accompagna tutta la passione di Gesù – a suggellare la propria immagine della morte: un evento necessario, per niente eroico e soprattutto ineluttabile. Il ''Vangelo'', come quello di Matteo, disegna una figura di Cristo più umana che divina, un uomo con moltissimi tratti di dolcezza e mitezza, che però reagisce con rabbia all'ipocrisia e alla falsità. Si tratta di un Cristo motivato dalla volontà di redenzione per coloro che subiscono le conseguenze dell'istituzionalizzazione della religione operata dai farisei che ne hanno fatto uno strumento di dominio politico e sociale. È un Cristo rivoluzionario che è venuto a portare la spada piuttosto che la pace. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]'', p. 2173) *La presenza di [[Robert Redford|Redford]] divora quella della [[Jennifer Lopez|Lopez]], il cui successo è il più inspiegabile mistero del cinema moderno. Jennifer è sempre l'anello debole del film, insieme alle esplicite didascalie su temi come la morte, la solitudine, il perdono. (''[[Il vento del perdono]]'', p. 2189) *Spettacolarità e ottima recitazione. (''[[La via del West]]'', p. 2202) *Ambizioso film di [[Marco Bellocchio|Bellocchio]], pienamente risolto solo sul piano figurativo. (''[[La visione del sabba]]'', p. 2218) ===W=== *Il vecchio leone torna a graffiare. Alla faccia dei critici cipigliosi. Ecco l'ennesima prostituta, figura portante di un film. Per narrarci le sue disavventure [[Ken Russell]] la fa parlare direttamente con noi, stile [[Jean-Luc Godard|Godard]] o cinema verità. Ne vediamo di belle e di brutte e la protagonista rischia di finire male. Ma c'è un angelo custode di colore che veglia su di lei. [[Theresa Russell]] è brava a trasmettere la sua rassegnazione, ma anche la desolazione dell'ambiente in cui vive. Siamo abituati a vedere la vita di una prostituta cinematograficamente, ma anche se le situazioni sono sempre le stesse qui c'è qualcosa di più. C'è lo squallore della sopravvivenza. (''[[Whore (puttana)]]'', p. 2255) ==Bibliografia== *Pino e Rossella Farinotti, ''il Farinotti 2010: Dizionario di tutti i film'', con la collaborazione di Giancarlo Zappoli e Bartolomeo Corsini, Newton Compton editori, Roma, 2009. ISBN 978-88-541-1555-2 ==Voci correlate== *[[Il Mereghetti]] *[[il Morandini]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''il Farinotti''}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Farinotti]] p0iztzcv9u7fhwkzjotdseqej3avwfu Super Mario Bros. (film) 0 82594 1409419 1362653 2026-04-03T17:20:24Z ~2026-20542-36 106689 /* Dialoghi */ 1409419 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = Super Mario Bros. |immagine= |didascalia= |genere = azione/commedia/fantascienza |regista = [[Rocky Morton]], [[Annabel Jankel]] |sceneggiatore = [[Parker Bennet]], [[Terry Runte]], [[Ed Solomon]] |attori = * [[Bob Hoskins]]: [[Mario (personaggio)|Mario]] * [[John Leguizamo]]: [[Luigi (personaggio)|Luigi]] * [[Dennis Hopper]]: [[Bowser|Re Koopa]] * [[Samantha Mathis]]: Principessa Daisy * [[Fisher Stevens]]: Iggy * [[Richard Edson]]: Spike * [[Fiona Shaw]]: Lena * [[Dana Kaminski]]: Daniela * [[Gianni Russo]]: Anthony Scapelli * [[Don Lake]]: Sergente Simon |doppiatoriitaliani = * [[Michele Gammino]]: Mario * [[Sandro Acerbo]]: Luigi * [[Dario Penne]]: Re Koopa * [[Cristina Boraschi]]: Principessa Daisy * [[Lucio Saccone]]: Iggy * [[Francesco Pannofino]]: Spike * [[Vittoria Febbi]]: Lena * [[Serena Verdirosi]]: Daniela * [[Claudio Fattoretto]]: Scapelli * [[Sandro Iovino]]: Sergente Simon }} '''''Super Mario Bros.''''', film statunitense del 1993 con [[Bob Hoskins]], regia di [[Rocky Morton]] e [[Annabel Jankel]]. {{Tagline|Questo non è un gioco.}} ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} Tanto tempo fa la Terra era dominata dai [[dinosauria|dinosauri]]. Erano animali enormi e nessun uomo si sarebbe sognato di infastidirli, anche perché gli uomini ancora non esistevano, e per il pianeta giravano solo piccoli e inoffensivi mammiferi.<br /> Poi accadde qualcosa. Un meteorite gigante colpì la Terra, e addio dinosauri. E se non fossero stati distrutti tutti? Se l'impatto di quel meteorite avesse creato una dimensione parallela nella quale i dinosauri avevano continuato a evolversi in esseri intelligenti e aggressivi come noi? E soprattutto, se avessero trovato un modo per tornare sulla Terra? ('''voce narrante''') ==Frasi== {{cronologico}} *Tutto è possibile, Mario. Basta [[credere]]! ('''Luigi''') *''A bere l'acqua | ti becchi il tifo, | il cibo e l'aria | qui fanno schifo, | di questa vita | sono arcistufo, | se prendo Koopa | gli spacco il muso.'' ('''Toad''') {{NDR|[[Canzoni dai film|canzone]]}} *Sai perché mi piace il [[fango]]? Perché è pulito e sporco allo stesso tempo. ('''Re Koopa''' a Lena) *Io sono [[Vegetarianismo|vegetariana]]. Non mangio cose in cui scorre del sangue. ('''Principessa Daisy''') *Affidati al [[fungo]]! ('''Luigi''') ==Dialoghi== {{cronologico}} SIGNOR PRESIDENTE SCUSATE SONO ANNA COME POSSO FARE CHE STO MALISSIMO MI SENTO MORIRE LE GAMBE NN SI MUOVONO PER I DOLORI VADO GIU' UN PEZZO DI SANGUE TUTTA ARROSSATA LO DICO MA SEMPRE DROGATA NN SO PERCHE MI DROGANO ANCHE CHE LO DICO DI NN FARLO MA E INUTILE SEMPRE MI DROGA DIGLIELO VOI DI NN DROGARMI POI IERI PER 3 GIORNI NN MI CARICAVA IL TELEFONO PER FAVORE VOGLIO SOLO LE MIE IMMAGE CHE GLI ASPETTO DA 37 ANNI NN E UN GIORNO MI SCRIVONO SEMPRE CHE DEVO COMPARLI IO NN O SOLDI PER CURARMI CON TANTO CHE HO PRESO NN MI ANNO DATO NIENTE SIGNOR UNA BELLA VILLA AL MARE LA POTRESTI DARE VOI FAMMI QUESTO MIRACOLO POI I MIEI 6 BORGHI LI DEVO AVERE SUBITO IN PUGLIA 5 E 1 A PISA LA RINGRAZIO LA PREGO NN FARMI PIU DROGARE CHE STO MALISSIMO GRAZIE DI CUORE ANCHE SO SONO TUTTA MALATA *'''Iggy''': Vado a prenderla!<br />'''Spike''': Vado a prenderla io.<br />'''Iggy''': Un momento. La seguiamo e poi la prendiamo assieme.<br />'''Spike''': Buona idea. Io la bendo, tu la prendi.<br />'''Iggy''': No, io la prendo, tu la bendi.<br />'''Spike''': Quello che ho detto io.<br />'''Iggy''': Esatto! *{{NDR|Durante la fuga dal carcere, Mario e Luigi vengono scoperti dalle guardie}}<br>'''Luigi''': Ci hanno visto! E adesso come scappiamo?<br>'''Mario''': Numero uno, rubiamo questa macchina! {{NDR|una volante della polizia}}<br>'''Luigi''': Agli ordini! {{NDR|fa per salire dal lato guida ma Mario lo ferma}}<br>'''Mario''': Numero due, guido io!<br>'''Luigi''': Va bene, come vuoi! *{{NDR|Sull'auto della polizia}}<br />'''Computer''' {{NDR|voce femminile}}: Allarme servizio sorveglianza. Segue diffusione bollettino speciale. {{NDR|Compaiono le foto fatte a Mario e Luigi alla centrale}}<br />'''Luigi''': Mario, guarda! ...Sei venuto uno schifo!<br />'''Mario''': Sì, neanche tu sei un granché!<br />'''Computer''' {{NDR|voce maschile}}: Specie aliena fuggita dalla stazione di polizia.<br/>'''Luigi''': Alieni? Ci mancavano anche gli alieni?<br />'''Mario''': Luigi, siamo noi gli alieni!<br />'''Luigi''': Ah, sì? Wow, super! *'''Mario''': Ehi... poi prova a dire che non ho la guida sportiva! Usciamo di qui prima che questo mocciolone ci mangi vivi. <br />'''Luigi''': Ma questo mocciolone ci ha salvato!<br />'''Mario''': Ma dai! È la super guida di Super Mario che ci ha salvato!<br>'''Luigi''': Ma quale super guida! il tunnel è finito, noi siamo precipitati e questa caccola gigante ci ha frenato la caduta, è questo che ci ha salvato!<br>'''Mario''': Ma falla finita, andiamocene di qui! *'''Re Koopa''': Allora i Goomba si stanno allenando con i nuovi De-evolver a ripetizione... <br />'''Sergente Simon''': Affermativo, signore.<br /> '''Re Koopa''': Eccellente. Dopo la fusione sarà piacevole vedere gli umani de-evolversi, non è vero? Da cos'è che discendono? Lo dimentico sempre, dai topi, o mi sbaglio?<br />'''Sergente Simon''': Dalle scimmie, signore, dalle scimmie.<br />'''Re Koopa''': Oh... disgustosi mammiferi! *'''Luigi''': Scusa... secondo te non è un po' da femminucce?<br /> '''Iggy''': Che dici, è molto elegante! <br /> '''Mario''': E voi portate questa roba?<br /> '''Spike''': Certo, sono due modelli esclusivi! <br /> '''Mario''': Nel senso che ti escludono! ==Citazioni su ''Super Mario Bros.''== *Film ipercitazionista che parla ai ragazzini con un linguaggio che ben conoscono. (''[[Il Farinotti]]'') *Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[il Morandini]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia d'azione]] [[Categoria:Film commedia fantascientifica]] [[Categoria:Film di supereroi]] [[Categoria:Mario]] evppm1lbid597zz1duavfhvsr3i0hkn 1409420 1409419 2026-04-03T17:20:53Z Saroj 59938 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-20542-36|~2026-20542-36]] ([[User talk:~2026-20542-36|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Spinoziano|Spinoziano]] 1362653 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = Super Mario Bros. |immagine= |didascalia= |genere = azione/commedia/fantascienza |regista = [[Rocky Morton]], [[Annabel Jankel]] |sceneggiatore = [[Parker Bennet]], [[Terry Runte]], [[Ed Solomon]] |attori = * [[Bob Hoskins]]: [[Mario (personaggio)|Mario]] * [[John Leguizamo]]: [[Luigi (personaggio)|Luigi]] * [[Dennis Hopper]]: [[Bowser|Re Koopa]] * [[Samantha Mathis]]: Principessa Daisy * [[Fisher Stevens]]: Iggy * [[Richard Edson]]: Spike * [[Fiona Shaw]]: Lena * [[Dana Kaminski]]: Daniela * [[Gianni Russo]]: Anthony Scapelli * [[Don Lake]]: Sergente Simon |doppiatoriitaliani = * [[Michele Gammino]]: Mario * [[Sandro Acerbo]]: Luigi * [[Dario Penne]]: Re Koopa * [[Cristina Boraschi]]: Principessa Daisy * [[Lucio Saccone]]: Iggy * [[Francesco Pannofino]]: Spike * [[Vittoria Febbi]]: Lena * [[Serena Verdirosi]]: Daniela * [[Claudio Fattoretto]]: Scapelli * [[Sandro Iovino]]: Sergente Simon }} '''''Super Mario Bros.''''', film statunitense del 1993 con [[Bob Hoskins]], regia di [[Rocky Morton]] e [[Annabel Jankel]]. {{Tagline|Questo non è un gioco.}} ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} Tanto tempo fa la Terra era dominata dai [[dinosauria|dinosauri]]. Erano animali enormi e nessun uomo si sarebbe sognato di infastidirli, anche perché gli uomini ancora non esistevano, e per il pianeta giravano solo piccoli e inoffensivi mammiferi.<br /> Poi accadde qualcosa. Un meteorite gigante colpì la Terra, e addio dinosauri. E se non fossero stati distrutti tutti? Se l'impatto di quel meteorite avesse creato una dimensione parallela nella quale i dinosauri avevano continuato a evolversi in esseri intelligenti e aggressivi come noi? E soprattutto, se avessero trovato un modo per tornare sulla Terra? ('''voce narrante''') ==Frasi== {{cronologico}} *Tutto è possibile, Mario. Basta [[credere]]! ('''Luigi''') *''A bere l'acqua | ti becchi il tifo, | il cibo e l'aria | qui fanno schifo, | di questa vita | sono arcistufo, | se prendo Koopa | gli spacco il muso.'' ('''Toad''') {{NDR|[[Canzoni dai film|canzone]]}} *Sai perché mi piace il [[fango]]? Perché è pulito e sporco allo stesso tempo. ('''Re Koopa''' a Lena) *Io sono [[Vegetarianismo|vegetariana]]. Non mangio cose in cui scorre del sangue. ('''Principessa Daisy''') *Affidati al [[fungo]]! ('''Luigi''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Iggy''': Vado a prenderla!<br />'''Spike''': Vado a prenderla io.<br />'''Iggy''': Un momento. La seguiamo e poi la prendiamo assieme.<br />'''Spike''': Buona idea. Io la bendo, tu la prendi.<br />'''Iggy''': No, io la prendo, tu la bendi.<br />'''Spike''': Quello che ho detto io.<br />'''Iggy''': Esatto! *{{NDR|Durante la fuga dal carcere, Mario e Luigi vengono scoperti dalle guardie}}<br>'''Luigi''': Ci hanno visto! E adesso come scappiamo?<br>'''Mario''': Numero uno, rubiamo questa macchina! {{NDR|una volante della polizia}}<br>'''Luigi''': Agli ordini! {{NDR|fa per salire dal lato guida ma Mario lo ferma}}<br>'''Mario''': Numero due, guido io!<br>'''Luigi''': Va bene, come vuoi! *{{NDR|Sull'auto della polizia}}<br />'''Computer''' {{NDR|voce femminile}}: Allarme servizio sorveglianza. Segue diffusione bollettino speciale. {{NDR|Compaiono le foto fatte a Mario e Luigi alla centrale}}<br />'''Luigi''': Mario, guarda! ...Sei venuto uno schifo!<br />'''Mario''': Sì, neanche tu sei un granché!<br />'''Computer''' {{NDR|voce maschile}}: Specie aliena fuggita dalla stazione di polizia.<br/>'''Luigi''': Alieni? Ci mancavano anche gli alieni?<br />'''Mario''': Luigi, siamo noi gli alieni!<br />'''Luigi''': Ah, sì? Wow, super! *'''Mario''': Ehi... poi prova a dire che non ho la guida sportiva! Usciamo di qui prima che questo mocciolone ci mangi vivi. <br />'''Luigi''': Ma questo mocciolone ci ha salvato!<br />'''Mario''': Ma dai! È la super guida di Super Mario che ci ha salvato!<br>'''Luigi''': Ma quale super guida! il tunnel è finito, noi siamo precipitati e questa caccola gigante ci ha frenato la caduta, è questo che ci ha salvato!<br>'''Mario''': Ma falla finita, andiamocene di qui! *'''Re Koopa''': Allora i Goomba si stanno allenando con i nuovi De-evolver a ripetizione... <br />'''Sergente Simon''': Affermativo, signore.<br /> '''Re Koopa''': Eccellente. Dopo la fusione sarà piacevole vedere gli umani de-evolversi, non è vero? Da cos'è che discendono? Lo dimentico sempre, dai topi, o mi sbaglio?<br />'''Sergente Simon''': Dalle scimmie, signore, dalle scimmie.<br />'''Re Koopa''': Oh... disgustosi mammiferi! *'''Luigi''': Scusa... secondo te non è un po' da femminucce?<br /> '''Iggy''': Che dici, è molto elegante! <br /> '''Mario''': E voi portate questa roba?<br /> '''Spike''': Certo, sono due modelli esclusivi! <br /> '''Mario''': Nel senso che ti escludono! ==Citazioni su ''Super Mario Bros.''== *Film ipercitazionista che parla ai ragazzini con un linguaggio che ben conoscono. (''[[Il Farinotti]]'') *Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[il Morandini]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia d'azione]] [[Categoria:Film commedia fantascientifica]] [[Categoria:Film di supereroi]] [[Categoria:Mario]] 6mccqu82dazy6jn79ir7c1ekmhq3ryb Il Morandini 0 86658 1409431 1408651 2026-04-04T06:06:19Z Spinoziano 2297 /* B */ 1409431 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} '''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive. {{torna a|Morando Morandini}} ==Citazioni== ===Film=== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ====A==== *Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15) *Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16) *Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18) *Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18) *Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21) *Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28) *È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35) *Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31) *Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33) *1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. “Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''2001: Odissea nello spazio'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''” ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34) *Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33) *Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36) *Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37) *Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39) *Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40) *Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49) *Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48) *È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49) *La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49) *È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51) *Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52) *È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59) *Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60) *Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60) *Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64) *Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75) *È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72) *Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81) *Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81) *''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81) *Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84) *Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84) *Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84) [[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']] *L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86) *L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86) *In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91) *Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93) *Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93) *Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93) *Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94) *Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96) *Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97) *Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98) *Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122) *Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) [[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']] *1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2000, p. 127) *È il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2000, p. 127) *Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra Connery e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2000, p. 129) *Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|p. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130) *Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118) *[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118) *Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118) *Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120) *È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120) *È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127) *Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127) *La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127) *Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128) ====B==== *Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132) *Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132) *Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133) *Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133) *Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135) *Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135) *Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136) *Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138) *Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139) *Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142) *Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142) *Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145) *Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165) *Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170) *Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158) *Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158) *Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160) *La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161) *Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191) *Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164) *Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168) *1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169) *È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189) *Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171) *Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182) *Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183) *Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185) ====C==== *Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238) *Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199) *Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201) *È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228) *Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204) *[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204) *Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204) *Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213) *Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214) *Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216) *I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217) *Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221) *[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221) *[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254) *Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230) *[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258) *Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232) *Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259) *È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232) *Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232) *Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236) *Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236) [[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']] *Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238) *Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240) *[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241) *[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243) *Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248) *Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250) *Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251) *Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253) *2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291) *Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260) *[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260) *Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263) *Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263) *Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266) *Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273) *[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314) *Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277) *Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316) *Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280) [[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']] *1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282) *Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286) *Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286) *Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296) *[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299) *[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301) *Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302) *Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302) *Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340) *Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304) *Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309) *Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312) *Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312) *È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312) *È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316) *[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358) *Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319) *[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319) *Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321) *[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323) *[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325) [[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']] *Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326) ====D==== *Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331) *La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331) *Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333) *Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335) *[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336) *La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382) *Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337) *Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337) *Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340) *Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344) *Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349) *Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350) *Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351) *È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387) [[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']] *Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392) *[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392) *[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349) *Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353) *Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355) *[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358) *1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359) *{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362) *Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408) *Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363) *Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363) *2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369) *Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369) *Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370) *[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371) *Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372) *Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424) *Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376) *Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377) *Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377) *Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378) *Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380) *Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384) *Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384) *Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385) *Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387) *Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388) [[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']] *[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391) *[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392) *Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393) *Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398) *Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449) *È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449) *Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402) *Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449) *Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450) *Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405) *In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406) *Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409) *È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409) *Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461) *Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412) *Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412) *[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412) *Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415) ====E==== *Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419) *Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425) *2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485) *Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432) *Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434) *Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443) *Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444) [[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']] *Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446) *Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446) *La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505) ====F==== *Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460) *Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460) *Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462) *Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463) *Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463) *[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468) *Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468) *È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470) *[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534) *Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538) *[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476) *Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477) *Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478) *[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478) *È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480) *Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480) *Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482) *Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488) [[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']] *[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492) *L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494) *Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496) *Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497) *Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497) *Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499) *Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565) *Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566) *È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500) *Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500) *[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501) *Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568) *Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505) *2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508) *Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510) *Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579) *[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512) *Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513) *Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514) *[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514) *In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519) *2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520) *Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521) *È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521) ====G==== *Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525) *Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526) *L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529) *3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529) *Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533) *Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600) *[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538) *È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540) *Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541) *Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610) *Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544) *[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623) *La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560) *Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561) *Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569) *L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678) *Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679) *Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574) *Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574) *Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575) *Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576) *Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578) *Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579) *Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580) *[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581) *Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649) *Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581) *Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650) *Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584) *1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584) *Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585) *A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656) *C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656) *Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586) *Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589) *Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592) *Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593) ====H==== *[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599) *Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601) *O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607) *Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608) *Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614) ====I==== *[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621) *1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624) *[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626) *Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626) *Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626) *[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630) *Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633) *Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634) *Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635) *Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636) *[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640) *Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642) *È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646) *Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646) *Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780) *[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651) *Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655) *Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655) *Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657) *Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657) ====J==== *Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671) *La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763) *[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679) ====K==== *I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775) *[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778) *[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685) ====L==== *Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691) *Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691) *[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692) *Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692) *Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694) *Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694) *Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695) *Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700) *In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700) *Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702) *Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702) *Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703) *Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801) *Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709) *Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815) *[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718) *Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720) *2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723) *In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724) *È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724) *[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726) *Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726) *Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733) ====M==== *Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740) *[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738) *[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744) *[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749) *È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750) [[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']] *[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751) *È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751) *Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758) *Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758) *Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761) *È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764) *Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768) *Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769) *Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771) [[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']] *È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771) *Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772) *Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773) *Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776) *Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777) *[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780) [[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']] *Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782) *Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785) *Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786) *[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788) *Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789) *Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791) *[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791) *Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794) *Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798) *Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801) *Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804) [[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']] *C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806) *Diretto dal regista della ''Storia infinita'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 916) *È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807) *Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809) *Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809) *Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811) *Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811) *Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816) *[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826) *Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829) *[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832) *Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835) *Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837) *[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842) *Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952) ====N==== *77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852) *Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858) *Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860) *Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861) *[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862) *Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979) *Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865) *Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866) *È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983) *2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984) *Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868) *{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870) *Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877) [[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']] *[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877) *[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879) *Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879) *È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883) *Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888) *Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889) *[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889) *Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894) *[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012) *[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896) *Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899) ====O==== *Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906) *[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908) *Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914) *18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916) *È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917) *Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918) *È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921) *Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923) *[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923) [[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']] *Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049) *Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925) *Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926) *C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934) *L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059) *[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059) *Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060) ====P==== *Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943) *Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945) *Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069) *Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946) *Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075) *È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952) *Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954) *[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955) *Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082) *Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956) *Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086) *Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964) *[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964) *Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967) *Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968) [[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']] *Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969) *È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099) *Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975) *Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976) *[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978) *Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113) *Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986) *L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986) *Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989) *Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989) *Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991) *Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991) *Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992) *Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994) *[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995) *Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125) *Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003) *Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210) *Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013) *La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013) *È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014) *Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015) *[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016) *È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022) *Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025) *Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026) *[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159) *2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029) *[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037) *[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039) *Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044) *Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044) *1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047) ====Q==== *La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054) *Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065) [[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']] *Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198) *[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070) *[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202) *Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073) *Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073) *Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074) *Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075) *[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080) ====R==== [[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']] *Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090) *[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091) *Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098) *Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101) *È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105) *Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108) *Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108) *Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112) *2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113) *[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248) *Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113) *Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115) *È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115) *Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116) *Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120) *[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252) *Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257) *La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257) *Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121) *5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121) *Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122) *[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123) *Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124) *Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126) *Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129) *Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137) *Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138) [[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']] *Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138) *Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139) *Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141) *Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282) *È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148) ====S==== *Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151) *[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155) *Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300) *È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161) *Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166) *Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168) *[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169) *Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315) *Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175) *È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175) *Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177) [[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']] *Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179) *[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322) *[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180) *In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327) *I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183) *Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183) *È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185) *Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186) *Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187) *Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190) [[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']] *Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191) *Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416) *Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193) *È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341) *La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197) *Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201) *È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205) *3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210) *La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357) *Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211) *Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211) *2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359) *Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212) *Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213) [[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']] *3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214) *Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215) *L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217) *[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217) *La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220) *Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220) *Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221) *Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223) *Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224) *Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231) *Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233) *Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235) *È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235) *Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239) *Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395) *Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396) *Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246) *Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248) *Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248) *Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484) *Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249) *Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249) *Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254) *Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409) *La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258) *Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413) [[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']] *3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260) *È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261) *Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428) *Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428) *La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428) *Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428) *Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448) *Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429) *Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429) *Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275) *Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275) *Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275) *Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276) *Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280) *Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283) *Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287) *Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287) *Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287) *È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279) *Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539) *È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298) *Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301) *Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302) *Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303) *Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304) ====T==== *Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309) *Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316) *Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316) *Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317) *L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319) *5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483) *Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323) *Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323) *Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324) [[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']] *1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325) *3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327) *Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329) *Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329) *Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331) *È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334) *"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335) *Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337) *Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338) *È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339) *Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602) *Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351) *2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352) *Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352) *Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352) *Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354) *Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359) *[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361) *[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361) *Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364) *Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367) *Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540) *È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374) *''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381) *{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390) ====U==== *Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393) [[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']] *Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396) *È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396) *Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396) *Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569) *[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400) *[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400) *Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406) *Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670) *Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408) *Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409) *Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413) *Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417) *Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420) *Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426) *Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426) *Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426) *5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599) *[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429) [[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']] *Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427) *Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432) *[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432) *Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433) *Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609) ====V==== *Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il [[re Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 1679) *7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442) *Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442) *[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442) *Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619) *La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445) *Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450) *Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451) *[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628) *[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455) *L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457) *Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463) *Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464) *Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465) *Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468) *Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469) *Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473) *Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478) *Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479) *[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481) *6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481) *È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482) *Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484) *La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491) *Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496) ====W==== *Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498) *Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684) *Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499) *Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501) ====Y==== *Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719) ====Z==== [[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']] *Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701) ===Serie televisive=== *Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807) *La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808) *Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712) *Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811) *La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812) *La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813) *Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813) *Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815) *Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815) *Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819) *Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723) *La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816) *La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817) *Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818) *Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818) *La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819) *Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819) *Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819) *Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819) *La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820) *Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820) *Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740) *I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820) *Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820) *Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821) *Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823) *Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823) *Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824) *{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825) *Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828) *Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828) *Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825) *Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826) *Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827) *La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827) *Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828) *Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828) *Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829) *Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829) *La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829) *Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830) *Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771) *Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6 ==Voci correlate== *[[Morando Morandini]] *[[Il Mereghetti]] *[[il Farinotti]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]] 87ekywixfq0qseiacjdnzb1hjh6jnc8 Vaccino 0 91472 1409426 1280681 2026-04-04T04:30:09Z Codas 763 1409426 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Poster for vaccination against smallpox.jpg|thumb|Poster che esorta alla vaccinazione contro il [[vaiolo]]]] Citazioni sul '''vaccino'''. *Attenzione! Gli uomini vaccinati sono mortali per i bacilli del tifo. ([[Marcello Marchesi]]) *Chi si proponga di diffondere la [[salute]] su ampia scala eliminando dal mondo tutte le "malattie dell'infanzia" attraverso le vaccinazioni, otterrà bambini malaticci e cagionevoli anziché sani. Da tempo la medicina accademica ce ne fornisce riprova, benché le sfuggano le ammirevoli conseguenze delle sue azioni intese a fin di bene. Ancora una volta si dimostra illuminante la frase attribuita a [[Bertold Brecht]]: «L'opposto del bene è ciò che è inteso a fin di bene» – sempre la medesima esperienza della [[polarità]], già espresse nelle parole immortali di [[Mefistofele]]. Il [[male]] serve il [[bene]] e viceversa. Poiché entrambi i poli propendono intrinsecamente verso la riunificazione, non potremo mai eliminarne uno dal mondo; al contrario, la lotta contro uno dei due finisce per rafforzare anche l'altro. ([[Ruediger Dahlke]]) *Cinque vite salvate nel mondo ogni minuto, 7.200 ogni giorno, 25 milioni di morti evitati entro il 2020. I vaccini sono l'intervento medico a basso costo che più di tutti ha cambiato la nostra salute. ([[Alberto Mantovani (medico)|Alberto Mantovani]]) *E la [[vaccinazione]] antivaiolosa? Qui si è di fronte a una questione particolare. Se si vaccina qualcuno, e questi è un antroposofo o è stato educato in senso antroposofico, la vaccinazione non fa danni. La vaccinazione nuoce a chi coltiva in prevalenza pensieri materialistici. Allora la vaccinazione diviene una sorta di forza arimanica: la persona non riesce più a liberarsi da una certa mentalità materialistica. Ciò che inquieta della vaccinazione antivaiolosa, è che essa riveste la persona di una sorta di fantoma che gli impedisce di liberare il proprio organismo fisico dalle entità psichiche come nella coscienza normale. L'uomo diventa così costituzionalmente materialista e non è più in grado di innalzarsi allo spirito. Questo è il pericolo della vaccinazione. [...] La vaccinazione antivaiolosa è prima di tutto una questione psichica. [...] Se si sostituisse questa fede con qualcos'altro, se si educasse l'uomo secondo natura per renderlo recettivo a qualcos'altro che non sia la vaccinazione, in modo da riavvicinarlo allo spirito, lo si preserverebbe senz'altro da ciò che si insinua inconsciamente in lui: qui c'è un'epidemia di vaiolo! Si desterebbe in lui la consapevolezza che vi è un elemento spirituale, sebbene ingiustificato, dal quale salvaguardarsi. Si otterrebbero allora buoni risultati su come bisognerebbe rafforzare l'uomo a difendersi da tali influenze.<br>''Come bisogna comportarsi se l'influsso mediante l'educazione è molto difficile, come nelle nostre regioni?''<br>Allora bisogna vaccinare. Non c'è alternativa. Non sarò certo io a consigliare un'opposizione fanatica a queste cose, e non solo da un punto di vista medico ma antroposofico in generale. Noi non aspiriamo al fanatismo, ma a cambiare le cose in generale e con discernimento. ([[Rudolf Steiner]]) *Ho fatto il vaccino per la polio e gli orecchioni... E poi... vediamo... cos'ho fatto dopo? Ah, sì, poi ho fatto quello per la scarlattina, la pertosse e il morbillo... Poi sono caduto dalle scale! ([[Charles M. Schulz]]) *I vaccini proteggono quel diritto della sacralità della [[vita]], che tanto la [[destra]] ama sbandierare, quando si tratta di limitare i [[diritti delle donne]]. ([[Marco Furfaro]]) *Il migliore, in effetti l'unico, metodo di promuovere la salute pubblica e personale è quello di insegnare alla gente le leggi della natura e come conservare la loro salute. I programmi di immunizzazione sono futili e basati sull'assurda presunzione che la legge di causa ed effetto possa essere annullata. I vaccini e i sieri sono impiegati come sostituti di un vivere corretto e pretenderebbero sostituirsi all'obbedienza che si deve alle leggi della vita. ([[Herbert Shelton]]) *Il solo scopo di questa propaganda {{NDR|dei vaccini}} non è quello di rendere sicura la salute e il benessere dei bambini, ma garantire il regolare flusso di profitti ai medici e alle case farmaceutiche. ([[Herbert Shelton]]) *In virtù di una "sana concezione" si scoprirà un vaccino grazie al quale l’organismo, meglio se nella prima infanzia, meglio se è appena nato, sarai elaborato in modo che non arrivi a pensare che esistono un’anima e uno spirito. ([[Rudolf Steiner]]) *Quando i vaccini per la polio e il morbillo furono disponibili, i genitori si misero in fila per assicurarsi che i propri figli fossero protetti. Avevano vissuto in un mondo in cui le malattie infettive avevano distrutto il futuro dei bambini e volevano disperatamente lasciarsi quel mondo alle spalle. Questi vaccini funzionarono così bene che la memoria che noi abbiamo di queste malattie è svanita e l'importanza della vaccinazione è diventata meno ovvia. ([[Elizabeth Warren]]) *{{NDR|La famiglia Simpson non riesce a far quadrare i conti}}<br>– Siamo in guai seri. Non ci resta che dare un taglio alle cose superflue.<br>– Be', sai, compriamo sempre vaccini per Maggie per delle malattie che neanche ha... ([[I Simpson (terza stagione)|''I Simpson'']]) ==Voci correlate== *[[Antivaccinismo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Pratiche igieniche]] [[Categoria:Terapie non farmacologiche]] [[Categoria:Terminologia medica]] m9qfapu3w2jw5lbm04jeel28k1asqar Luther (serie televisiva) 0 99149 1409442 1337245 2026-04-04T06:54:24Z BetaKentauri2 106242 1409442 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |titoloitaliano= Luther |tipofiction= Serie TV |titolooriginale= Luther |immagine= |paese=Regno Unito |genere= poliziesco, drammatico, thriller |ideatore= [[Neil Cross]] |attori= *[[Idris Elba]]: John Luther *[[Ruth Wilson]]: Alice Morgan *[[Warren Brown]]: Justin Ripley *[[Dermot Crowley]]: Martin Schenk *[[Michael Smiley]]: Benny Silver *[[Nikki Amuka-Bird]]: Erin Gray *[[Sienna Guillory]]: Mary Day *[[David O'Hara]]: George Stark *[[Indira Varma]]: Zoe Luther *[[Steven Mackintosh]]: Ian Reed *[[Saskia Reeves]]: Rose Teller *[[Paul McGann]]: Mark North *[[Kierston Wareing]]: Caroline Jones *[[Aimee-Ffion Edwards]]: Jenny Jones *[[Pam Ferris]]: Baba *[[Alan Williams (attore)|Alan Williams]]: Frank Hodge *[[David Dawson]]: Toby Kent *[[Rose Leslie]]: Emma Lane |doppiatoriitaliani= *[[Roberto Draghetti]]: John Luther *[[Chiara Colizzi]]: Alice Morgan *[[Francesco Pezzulli]]: Justin Ripley *[[Oliviero Dinelli]]: Martin Schenk *[[Vladimiro Conti]]: Benny Silver *[[Emanuela Baroni]]: Erin Gray *[[Francesco Prando]]: George Stark *[[Francesca Fiorentini]]: Zoe Luther *[[Oreste Baldini]]: Ian Reed *[[Emanuela Rossi]]: Rose Teller *[[Massimo Lodolo]]: Mark North *[[Laura Boccanera]]: Caroline Jones *[[Domitilla D'Amico]]: Jenny Jones *[[Lorenza Biella]]: Baba *[[Marco Vivio]]: Toby Kent *[[Chiara Gioncardi]]: Emma Lane }} '''''Luther''''', serie televisiva britannica trasmessa dal 2010 al 2019. ==Stagione 1== ===Episodio 1=== *[[Regole dai film|Regola]] numero uno: non metterti mai più in una situazione del genere, il che significa osservare perfettamente il protocollo. Ogni minima strategia dovrà essere approvata da me, quello che non approvo non si fa. ('''Rose''') {{NDR|a Luther}} *A volte le camere separate possono salvare i matrimoni. ('''Justin''') *'''Luther''': Vedete? Non ha sbadigliato! Non è normale. Sbadigliare è contagioso. Se qualcuno sbadiglia, sbadigli anche tu. Visto? Basta parlarne, coinvolge la parte del cervello che processa l'empatia. Non ha sbadigliato, quindi è stata lei! <br>'''Rose''': Ben tornato John.<br>'''Justin''': Il senso di colpa del sopravvissuto è assente: perché a loro e non a me? *È il bello delle persone: trovano sempre il modo per sorprenderti. ('''Luther''') *Molto spesso accorciamo una delle gambe {{NDR|della sedia}} così i sospettati non possono stare comodi. Essendo sempre sbilanciati, non possono rilassarsi. ('''Luther''') *I bambini prodigio non si possono dire né adulti né bambini. Sono una specie di mostro. ('''Luther''') *'''Luther''': Alice, ha mai sentito parlare del rasoio di Occam?<br>'''Alice''': "Tra le possibili spiegazioni di un evento, la più semplice è la spiegazione migliore." *'''Luther''': Non c'erano tracce d'intrusione. <br>'''Alice''': Ma l'assenza di tracce non è una prova della sua assenza. *'''Alice''': Li odiavo? Assolutamente sì. Li ho uccisi io? No.<br>'''Luther''': Può provarlo?<br>'''Alice''': Non si può provare un negativo. È impossibile.<br>'''Luther''': L'innocenza è un negativo. È assenza di colpevolezza.<br>'''Alice''': Questo vuol dire che il peso della prova è interamente suo. Se pensa che sia stata io, è lei che deve dimostrare come e quando. *Quello è un buco nero. Consuma la materia. La risucchia nel suo interno e annulla l'esistenza. Quando lo scoperto ho pensato che fosse il male allo stato puro. Qualcosa che ti inghiotte, ti schiaccia, ti trasforma... in niente. ('''Alice''') ===Episodio 2=== *Non temi di essere dalla parte del Diavolo senza neanche saperlo? ('''Luther''') *Un giorno due alunne tornano dal catechismo domenicale. E una si rivolge all'altra e le domanda: "Tu ci credi al Diavolo?" L'altra dice: "Non essere sciocca, certo che no. Il diavolo è come Babbo Natale. È solo tuo padre. L'ho sempre trovata divertente. ('''Luther''') *Tutti i bambini venerano il proprio padre come un dio. Più è invisibile, più ricevono da lui punizioni e ricompense arbitrarie, più ne desiderano l'approvazione. ('''Luther''') ===Episodio 3=== *{{NDR|Scritta sul muro}} Non temere l'abisso, perché io sono l'abisso. E tu piangerai nel fervore dell'ebrezza del mio amore. ('''Luther''') *'''Luther''': Ho bisogno di prendere quell'uomo.<br>'''Alice''': Più di quanto vuoi prendere me?<br>'''Luther''': Al momento, sì. Sta scadendo il tempo.<br>'''Alice''': Perché se pensassi che stai perdendo interesse per me, sarei inconsolabile. *'''Alice''': Le regole del gioco puoi cambiarle.<br>'''Luther''': Sì, ma... con te ci ho provato e ho fallito.<br>'''Alice''': È stato un caso. ===Episodio 4=== *'''Justin''': Che stai facendo?<br>'''Luther''': Un collage, tecnica del cut-out. Prendi un testo, lo tagli in più parti, mescoli e crei un nuovo testo. Nuovi schemi.<br>'''Justin''': Dove l'hai imparato?<br>'''Luther''': [[David Bowie]]. Scriveva così le sue canzoni. *'''Rose''': Vuoi conoscere la vera tragedia del matrimonio?<br>'''Luther''': No, grazie.<br>'''Rose''': Le donne credono che gli uomini cambino, ma non lo fanno. Gli uomini che le donne non cambino, ma lo fanno. ===Episodio 5=== *Tutti conosciamo le regole: se rubi a un ladro denaro rubato, lui pensa che sia un rischio del mestiere. Non chiama la polizia. Nessuno si fa male. Nessuno innocente viene coinvolto. È così che funzionano le cose da quando sono un piedipiatti. ('''Ian''') ===Episodio 6=== *Nel 1988, due psicologi pubblicarono un articolo sostenendo che l'autoillusione positiva è una parte normale e conveniente della vita di molte persone. Venne fuori che le persone mentono a se stesse in merito a tre cose: hanno un'opinione positiva di se aldilà del plausibile; pensano di avere molto più controllo sulle proprie vite di quanto in effetti ne abbiano e credono che il futuro sarà migliore di quanto l'evidenza dei fatti nel presente possa giustificare. ('''Alice''') *Noi due siamo quello che siamo. Ma devi sapere che tra tutte le persone al mondo, io non ti tradirei mai. ('''Alice''') ==Stagione 2== ===Episodio 1=== *Le persone attorno a te sono vampiri. Ti prosciugheranno le vene e ti spezzeranno le ossa per succhiarne il midollo. Hai fatto abbastanza per quella gente. Trovati una vita che valga la pena vivere. ('''Alice''') *'''Luther''': Va bene, ho capito che non cambierai idea. Ma puoi chiamare tua madre e farle sentire la tua voce?<br>'''Jenny''': Non è la mia voce che vuole sentire. Lei è come gli schifosi che si masturbano con questi film. Non conta chi sono veramente, ma chi vorrebbero che fossi. ===Episodio 2=== *'''Schenk''': So che le piace giocare a carte.<br>'''Ronald''': Ogni tanto.<br>'''Schenk''': Ed è fortunato? <br>'''Ronald''': Abbastanza. <br>'''Schenk''': Perché ... deve lavorare un po' sulla sua faccia da poker. Non funziona. *Conosco gli uomini come lei, come lei conosce uomini come me. E so che non l'avrebbe fatto se avesse lontanamente pensato che c'era la minima chance di avere possibili problemi con noi. Be' sa una cosa? Il problema le si è ritorto contro, Ronald. E l'ha colpita come la mano di Dio. E le prossime parole che usciranno dalla bocca, determineranno il peso e la velocità della gigantesca e devastante montagna di letame che sta piombando dritta sopra la sua testa. ('''Schenk''') *Il contrario di una esplosione è un'implosione. Un buco nero. Un buco nero consuma la materia, la frantuma finché scompare. ('''Luther''') *Di cosa abbiamo più paura? Dell'ignoto, di perdere chi amiamo. E chi amiamo di più? Chi proteggiamo, chi difendiamo da tutto il male del mondo? A chi mentiamo, lasciandoli terrorizzati al buio. A chi diciamo che non esiste cose come l'uomo nero? ('''Luther''') ===Episodio 3=== *'''Erin''': C'è differenza tra lealtà e ingenuità.<br>'''Justin''': C'è anche differenza tra una persona corrotta e sporcarsi le mani. ===Episodio 4=== *I giapponesi hanno una parola bellissima ''hikikomori''. Descrive le persone che si vogliono isolare da questo mondo. ('''Luther''') *Potevo controllare le mie azioni, ma non le conseguenze delle mie azioni. Ha senso per te? Perché qualche settimana fa ho capito che mai nessuno al mondo può controllarle. Un'azione causa una reazione, che causa un'altra reazione e tutto si trasforma in un sistema caotico. ('''Luther''') ==Stagione 3== ===Episodio 2=== L'amore ha la capacità di tirare fuori il meglio di te, ma può anche tirare fuori il peggio. Tutte le tue paure, la rabbia, le insicurezze. Non prenderlo sotto gamba, potrebbe esploderti in faccia. ('''Luther''') ===Episodio 3=== *'''Luther''': Sai che non posso farlo, Tom.<br>'''Tom''': Sì, che puoi se scegli di farlo. *Non sono tuo amico. Non dimenticartelo. La tua vista mi fa venire voglia di lavarmi con la candeggina. ('''Luther''') *Se mai dovessi tradirlo di nuovo, ti ammazzo e ti mangio. ('''Alice''') *Bene, ho dei proiettili, ma niente pistola. Lo trovo molto zen. ('''Alice''') ==Stagione 4== ===Episodio 1=== *Non prendere mai scorciatoie, mai. Neanche se sei certa che nessun altro lo saprà, che nessun altro lo scoprirà. C'è una sola cosa giusta da fare e una scorciatoia non lo sarà mai. Mai. L'unica via che devi seguire è il rispetto delle regole. ('''Luther''') ===Episodio 2=== *Non si fermerà mai, continuerà a farlo e a rifarlo. Perché non avrà mai quello che ha perso. Nessuno di noi può. ('''Luther''') *'''Emma''': Niente chiacchiere, Rosso 2. Accelerare a velocità d'attacco.<br>'''Luther''': Cosa?<br>'''Emma''': Scusi... e che Theo, l'Ispettore Bloom, gli piacevano i riferimenti a ''[[Star Wars]]''. *'''Luther''': Noi siamo i morti<br>'''Schenk''': Come, scusa?<br>'''Luther''': Ê una malattia. ''La sindrome di Cotard'' Ok? Si tratta di un disturbo psichiatrico in cui il paziente crede di essere già morto e di decomporsi. *I morti non muoiono mai, Jin. ('''Sarah''') ==Stagione 5== ===Episodio 1=== *Non mostrarle come si fa. Mostrale come si dovrebbe fare. ('''Schenk''') *Non conosco nessuno senza un segreto sessuale. [...] Abbiamo tutti una fantasia, un feticcio. Tutti ci pentiamo per qualcosa che abbiamo fatto o che non abbiamo fatto. ('''Dottoressa Lake''') ===Episodio 3=== *Mio Dio, quanto è allegra, deve essere insopportabile. ('''Alice''') *Non mi dispiace per quello che è successo, ma per quello che succederà. ('''Alice''') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Serie televisive poliziesche]] abstpby1kb7t2fd7hgvx3d0j07bk75g Giuseppe Pitrè 0 104212 1409376 1409253 2026-04-03T12:42:49Z Gaux 18878 /* Nuovi profili biografici di contemporanei italiani */ Paolo Mercuri 1409376 wikitext text/x-wiki [[File:Giuseppe Pitre.jpg|thumb|Giuseppe Pitrè]] '''Giuseppe Pitrè''' o '''Pitré''' (1841 – 1916), scrittore, medico e antropologo italiano. ==Citazioni di Giuseppe Pitrè== *Il [[cicisbeo]] era sempre in pieno esercizio in molte case signorili, in quelle specialmente dove la cascaggine degli zerbinotti e le smancerie dei ganimedi si credevano così innocue da limitarsi a leziosi inchini, e, tutt'al più, a languide occhiate. Se qualche puritano ne faceva le meraviglie, c'erano i non puritani, persone di mondo, che trovavano opportuno lasciar fare.<br>Alla fin fine, che cosa e il cicisbeo se non un cavaliere della galanteria, che volontariamente si rassegna ai capricci d'una bella o duna brutta dama? Come ellera all'albero, così egli si attacca a lei; né l'abbandona mai quando ella esce per la messa, per le prediche, per le passeggiate; quando va al giuoco, ai ricevimenti, agli spettacoli. Ella non sa far nulla senza l'amico, e se deve vestirsi non manca dell'aiuto di lui, sollecito a legarle le scarpine, e ad affibbiarle o sfibbiarle le vesti.<ref>Da ''[https://archive.org/details/pitre-palermo-nel-settecento/mode/1up Palermo nel Settecento]]'', Remo Sandron - Editore, 1916, cap. XIV, pp. 263-264.</ref> *{{NDR|Su [[Pietro Fullone]]}} Il Fullone del popolo è un facilissimo improvvisatore, che manifesta in un verso solo ogni suo giudizio ed esaurisce in un'ottava interi concetti; l'altro un poeta di riflessione, che conosce e adopera come ogni altro letterato la forma nobile e dignitosa.<ref>Da ''Studi di poesia popolare'' (III vol. della ''Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane''), citato in Petru Fudduni, ''Puisì e Cuntrasti in Sicilianu'', Illustrazioni di Mario Viola, Antares Editrice, Palermo, 1995, p. 10. </ref> *La credenza del [[Licantropo|lupo mannaro]] è comunissima in Sicilia, e non v'è città o paesello che non parli di quest'essere soprannaturale e quasi misterioso.<ref>Da ''[https://ia801705.us.archive.org/19/items/operecompletedig17pitr/operecompletedig17pitr.pdf Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano]'', vol. IV, G. Barbèra Editore, Firenze, 1952, p. 239.</ref> *[...] più gradito di qualunque altro cibo carnevalesco è il ''[[cannolo siciliano|cannòlu]]'', boccone ghiotto di popolani, di borghesi e di nobili, desiderato da poveri e da ricchi. Il ''cannòlu'' è un cialdone pieno, una pasta dolciastra fritta e tenerissima, accartocciata a forma di grosso cannello o bocciuolo, che si riempie di una squisita crema di latte, zucchero o giulebbe, cioccolata, pistacchio ed altri simili ingredienti. Senza il ''cannòlu'' che cosa è il banchetto carnevalesco se non un mangiar senza bere, un murare a secco, lo stare al buio in una conversazione? [...] Il cannolo è l'ultima portata, è la corona del pranzo carnevalesco.<ref>Da ''Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano: {{small|raccolti e descritti da Giuseppe Pitrè}}'', vol. I, Libreria Pedone Lauriel, Palermo, 1889, [https://books.google.it/books?id=e2aBAAAAMAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA76#v=onepage&q&f=false p. 77].</ref> *{{NDR|A Francesco Paolo Frontini}} Tra gli artisti e compositori dell'Isola voi siete, se non il solo, uno dei pochissimi che comprendono la bellezza e la grazia delle melodie del popolo. Pur componendone di belle e di graziose, Voi sapete apprezzare queste vaghe e dolci reliquie d'un passato che non ebbe storia, e serbate a durevole monumento, delle note piene di sentimento squisito e di candore verginale. Altri non penserà neppure a ringraziarvi dell'opera patriottica da voi compiuta; io Vi ammiro. Parole, sentite e quasi solenni.<ref>Citato in ''[http://frontini.altervista.org/canti_siciliani.htm]''.</ref> ==''Profili biografici di contemporanei italiani''== *L'[[Aleardo Aleardi|Aleardi]] come poeta occupa un posto ben meritato nella lirica italiana; egli non rassomiglia ad altri che a sé stesso ed ha una scuola tutta propria.<br>Nei suoi versi, che sempre sono l'espressione del cuore, ha mostrato tanta fiducia che nessuno potrebbe averla maggiore. Si direbbe di lui quello che fu detto del Giovenale {{sic|Pesciatino}}, il quale «elevando la fede nella virtù, volle elevare gli uomini al culto dei nobili affetti e delle opere generose.» Virile e robusto com'è nella forma, colorito nelle immagini, non è però sempre nuovo e determinato nei suoi concetti, e talvolta pare riesca artificioso e spesso ritraente l'indole e la natura del seicento. (p. 10) *L'Aleardi per ridurre il tutto in poco, ha molto amato la poesia, la natura, gli uomini; ha molto patito per la causa della libertà; desidera il bene di tutti, e spera di morire netto di cupidigia e di altre viltà. L'Italia l'annovera tra' suoi più benemeriti figli. (pp. 10-11) *Uomo severo e quant'altri mai fedelissimo custode della dignità della vita che ha menato modesta e frugale per mantener libera, il [[Giuseppe Bianchetti|Bianchetti]] ha rinunziato ad ogni spettacolo per attendere nella sua romita stanza di [[Treviso]] ai dolci suoi studi e tenersi lontano dai rumori del mondo. Il Consiglio Comunale di quella città {{sic|elegendolo}} presidente della pubblica biblioteca provvedeva alla sua onorata sussistenza, ed innalzandogli un marmo, gli attestava la profonda gratitudine dei Trevisani. (p. 14) *Il desiderio dei viaggi non fu l'ultimo ad affacciarsi nel cuore del nostro [[Bartolomeo Borghesi|Borghesi]]; e lasciata la patria, corse l'Italia tutta, visitando musei, archivi, biblioteche, raccogliendo medaglie, libri, manoscritti ed entrando in corrispondenza col fiore degli scienziati del suo tempo. Roma, Milano, Torino, Firenze, Napoli e parecchie altre cospicue città dalla penisola lo videro più volte. Ma nel 1821 mal soffrendo il Borghesi le agitazioni politiche, né si {{sic|affacendo}} colla sua natura placida e quieta il rumore del mondo ritirar si vedea nella [[San Marino|Repubblica di S. Marino]], tenendosi occulto alle scienze per più di venti anni, nello studio della scomposta e disperala tela dei fasti della Romana Repubblica e dell'Impero. (p. 16) *In S. Marino, e propriamente sull'alto monte Titano Bartolomeo Borghesi, vero solitario della scienza, fissò l'attenzione di tutti i dotti d'Europa, i quali fecero a gara per portargli da ogni dove materie e documenti per la continuazione dei suoi ''nuovi frammenti di fasti consolari capitolini illustrati'', opera immensa, arricchita di monografie e di iscrizioni che gettano la più viva luce sopra molte epoche sconosciute della Storia Romana. Su quel monte, l'illustre Savignanese cominciò la sua estesissima corrispondenza coi primi numismatici della Francia, della Germania e di Europa tutta, e là ancora si vide circondato da allievi che da ogni parte convenivano a lui, e ripartivano col mandato di divulgare la scienza. Tutti gli si vantavano discepoli e tra essi l'epigrafista danese Olao Kelermann, [[Theodor Mommsen|Mommsen]], Hengen, des Vergers e il Renier i quali tenevano alla lor volta cattedra in Germania e in Francia. (pp. 16-17) *{{NDR|Bartolomeo Borghesi}} Questo rinomato ed insigne scrittore che tutti estimano a buon diritto il più grande [[Archeologia|archeologo]] dei tempi moderni, diede in moltissimi fogli d'Europa un'infinità di articoli di una critica impareggiabile, i quali riuniti in tanti volumi verrebbero per metà a formare il gran ''Corpus Universale inscriptionum latinarum'' che il Borghesi ebbe incarico di raccogliere e pel quale vari governi d'Europa gli diedero incoramenti, ma, a dir vero, pochissimi aiuti. (p. 17) *Gl'insulti scagliati dal [[Antonio Bresciani|Bresciani]] contro il partito garibaldino e repubblicano segnatamente, sono indegni di un uomo e più di un sacerdote, che si vuole ministro di pace e di mansuetudine, ed hanno perciò provocata l'ira di quanti amano di vero amore la patria. Il P. Bresciani da sé solo ha fatto più male all'Italia che non i più acerbi ed accaniti nemici di lei; imperocché quel suo incantevole modo di scrivere e quel vestire di una forma quasi divina le più nere menzogne, alletta, infiamma e trascina {{sic|nello errore}} i poco accorti leggitori. (p. 23) *{{NDR|Antonio Bresciani}} Se la penna di questo gesuita si fosse mostrata vera figlia d'Italia, difendendo una causa giusta, senza deridere la sventura, o, se per lo meno si fosse occupata meno della politica che delle lettere, essa rifulgerebbe di viva luce. (p. 24) *Come scrittore di Storie il [[Cesare Cantù|Cantù]] ha due requisiti: il senno storico nel giudicare, la fantasia storica nel rappresentare. Egli afferra il vero spirito di un'epoca, lo deduce dai fatti particolari e lo esprime in una forma rettamente pensata e spesso arguta; non inventa il passato, ma lo cerca con paziente studio e lo spiega quale lo concepisce; bellamente giunge l'evidenza del vero, ma talvolta non riesce preciso, determinato, compiuto, ché anzi lascia sempre qualcosa ad aspettare; nei suoi giudizi è severo, onde ben si appose chi disse che il Cantù ammira e discute, ma non è mai l'idolatra del suo eroe. (p. 31) *{{NDR|[[Giulio Carcano]]}} A 23 anni pubblicò un episodio patrio col titolo di ''Ida della Torre'', dove risplende vigoria, purezza e castità di stile, senza tener conto dell'affetto, della storia e dei principî nell'arte, che sono maestrevolmente trattati. In quest'episodio vi fu chi desiderò maggiore ispirazione e potenza poetica, più connessione nel racconto, più particolarità nella pittura dei caratteri e minor prolissità nelle descrizioni della natura. (p. 34) *Il [[Vincenzo Gioberti|Gioberti]] apprezzò grandemente l'ingegno del [[Silvestro Centofanti|Centofanti]] e nelle sue opere ricordollo con grande onore. Un giorno in cui il filosofo torinese percorrendo trionfalmente la Toscana riposava a Pisa, e il popolo accalcato sotto il suo albergo lo chiamava incessantemente alla ringhiera, egli conducendo per mano il Centofanti fuori il balcone, gridava: ''viva Silvestro Centofanti, onore e gloria della filosofia e della eloquenza italiana''. (pp. 54-55) *{{NDR|[[Eugenio de Riso]]}} Giunto a Parigi si volse tutto agli studi; e confortato dal [[Vincenzo Gioberti|Gioberti]] e dal [[Félicité de La Mennais|La Mennais]], mise mano a un'opera nella quale tolse a dimostrare che la civiltà presente non è che lo svolgimento dell'antica civiltà latina; e che come questa fondavasi sul principio assoluto di [[proprietà]] individuale, inviolabile e libera, cosi quella non possa avere altro fondamento che la proprietà medesima cogli stessi requisiti, perfezionati dal progresso del tempo. (p. 63) *Il [[Francesco Costantino Marmocchi|Marmocchi]] coi suoi molti e svariati lavori elevò la [[geografia]] a scienza ed a storia: egli seppe uscire dalla comune schiera e scrisse così altamente e nobilmente di quel ramo di scienze naturali che vinse a parere di chi di simili materie è giudice competente, lo stesso [[Adriano Balbi]]. Il geografo Toscano esaminò i costumi, le religioni, la politica, il commercio, le forme di governo e i principali monumenti di scienze, lettere e arti dei vari popoli e degli abitanti la terra; e sono così assennate le sue considerazioni, che tante opere chiare per ogni rispetto, valsero ad assicurargli «il primo posto fra i geografi italiani ed uno dei più segnalati nel mondo scientifico.» (p. 80) *Francesco Marmocchi [...] oltre di essersi reso benemerito dell'Italia colle opere dell'ingegno, che ebbe forte e robusto, è degno di ricordanza pei principi da lui professati in ogni tempo, per la parte che ebbe negli eventi che si svolsero in Italia, e per le catture politiche da lui sofferte. Giovane ardentissimo, pieno di odio per qualunque servitù, come per qualunque tirannide, desiderava al pari d'ogni altro buoni italiano di veder libera questa diletta patria. (p. 81) *Nelle sue principali opere [[Alessio Narbone]] {{sic|diè}} prova di zelo impareggiabile, di somma perseveranza e di erudizione quasi enciclopedica da trovar paragone in quella del [[Antonio Mongitore|Mongitore]] (parliamo di Siciliani). Se non che non sempre diè a divedere retto giudizio quando d'ogni cosa facendo fascio confondeva grandi ingegni e scrittorucci da gazzetta, opere insigni e carte imbrattate d'inchiostro, e quando con poco sano criterio affogava in un mare di erudizione i suoi lettori. (p. 90) *[...] nessuno oserà negare al Narbone profonda conoscenza della latina letteratura e della siciliana, e pazienza ineffabile nell'andare raccogliendo per le pubbliche e private biblioteche tutti i documenti dei quali arricchì le sue opere, lavoro ingrato e fastidioso che avrebbe {{sic|sgomentito}} ogni altro più pertinace ingegno. (p. 90) *Il Narbone fu professore per più di quarant'anni, e il suo particolare zelo gli procacciò la stima di quei giovani pei quali non risparmiò a cure assidue e a {{sic|sagrifici}} d'ogni maniera. Delle sue opinioni politiche non ne facciamo gran conto: chi appartiene a quella [[Compagnia di Gesù|compagnia]] non può desiderare la prosperità della patria e tanto più la sua libertà; il Narbone come rara eccezione, forse preoccupato dai suoi studî, non tolse sopra di sé gli impacci politici dei suoi confratelli. I Siciliani che non si credono a nessuno secondi nell'onorare i loro concittadini, solo perché gesuita, hanno dimenticato il Narbone. Ormai è tempo che si rendesse piena sebbene postuma giustizia alla memoria di tant'uomo!... (p. 91) *Il [[Atto Vannucci|Vannucci]] vive tranquillo lungi da ''ogni e qualunque'' fazione. Non chiese mai, non chiede nulla a nessuno. La sola cosa a cui aspiri con tutto l'ardore dell'anima è di vivere tanto da vedere questa diletta Italia ridotta in una sola famiglia libera e indipendente, senza croati e senza tiranni, e padrona di credere e governarsi come vorrà. (p. 153) *{{NDR|[[Valerio Villareale]]}} Egli è per avventura il più grande scultore di cui nell'età moderna possa andar superba la Sicilia. Uomo di un estro portentoso ma di un gusto raffinatissimo, seppe tanto alto levarsi che gli artisti suoi contemporanei poterono appena seguirlo da lontano. (p. 160) *{{NDR|Valerio Villareale}} Il [[Classicismo (arte)|classicismo]] vanta in lui uno dei più sviscerati cultori, e il [[Antonio Canova|Canova]], ci si perdoni la frase, la sua lancia spezzata [...]. (p. 160) *[...] se il Villareale non seppe dare una spinta all'arte, come con tanto senno e maestria fece il [[Lorenzo Bartolini|Bartolini]], non segui pedantescamente le orme dell'[[Antonio Canova|immortal Possagnese]], quando si mise ad ereditare da lui il ben inteso studio delle greche sculture. Senzaché avesse dato alle opere sue quelle forme estremamente rotondeggianti che sono dote tutta particolare del Canoviano scalpello, il Villareale si attenne più alla natura e al vero: ciò che fu merito sommo per lui che, vivendo in un secolo di decadenza dell'arte ebbe l'abilità di cooperare alla sua restaurazione, col rimettere in onore l'antico grecismo il quale, dopo d'avere informato il divin [[Michelangelo Buonarroti|Michelangiolo]], fu messo da canto per dar luogo al [[Barocco|barocchismo]] e ai deliri del seicento. (p. 160) *{{NDR|[[Ferdinando Zannetti]]}} Avvenuta la restaurazione fu uno dei pochi i quali, sdegnati contro la nuova tirannide e gli oppressori della giustizia e della ragion di libertà, si deponessero dalla carica, e protestassero contro l'invasione degli austriaci in [[Granducato di Toscana|Toscana]]. Quando [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo II]] a titolo di gratitudine conferì le insegne del merito di S. Giuseppe a quanti gli si erano conservati fedeli nell'avversa fortuna, egli sentendosi come contaminato da una onorificenza che gli fosse comune col D'Aspre, col Laugier e col Radetzky, si spogliava tosto delle decorazioni ricevute l'anno avanti qual benemerito della patria, e unitamente al dottor Barellai, rimandavale al Granduca: per tal atto era rimosso dalla cattedra, e diventava segno alle più abbiette persecuzioni del Governo. (pp. 164-165) *Nel 1862, quando [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] ferito veniva trasportato al Varignano<ref>Nell'ospedale della fortezza di Varignano, fu ospitato, nel 1862, Giuseppe Garibaldi ferito nello scontro con l'esercito piemontese all'Aspromonte.</ref>, il Zannetti, appena richiesto, accorreva a prestar le sue forze e il suo sapere alla cura di quel grande. Faceva parte di tutti i consulti medici tenuti al Varignano, alla Spezia e a Pisa ed il giorno 22 novembre estraeva egli stesso la palla incuneata nell'estremità inferiore della tibia, con una semplice ''pinzetta a medicatura''. (pp. 165-166) *Uomo onesto, integerrimo, filantropo, Ferdinando Zannetti può andar lieto della universale stima e simpatia. L'opera sua come medico e chirurgo è dispensata ai poveri con sentita e cristiana carità. La sua casa è aperta ogni giorno, e in tutte l'ore agli ammalati che riceve, cura e spesso soccorre gratuitamente, talvolta anche a scapito della sua salute e del suo interesse. (p. 167) *[[Antonio Mordini|Mordini]], come tutti gli uomini di provato patriottismo, è stato segno a vili ed ignobili calunnie. Vi fu chi osò scrivere ch'egli era per impazzar dalla gioia nel sentirsi nominare ministro nel Governo provvisorio, e che la sua amministrazione non era che una scuola di licenza e di obbrobriosa vanità. A noi sembra in vero cosa superflua il difendere qui il Mordini da cosi bassi attacchi. Il suo nome è oramai caro agli Italiani i quali riconoscono in lui uno dei più ardenti propugnatori dei sacri diritti della patria. (pp. 180-181) *Quando si sparse la nuova della miracolosa entrata di [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] in Palermo, Antonio Mordini partì per la Sicilia; solo e sotto nome finto sbarcò a Messina, ch'era tuttavia in potere dei {{sic|borboniani}}, e traversando l'isola, raggiunse a Palermo il Dittatore {{NDR|Garibaldi}}. Egli fu immediatamente<ref>Nel testo "immediatatamente".</ref> nominato col grado di colonnello, Presidente del Consiglio di Guerra, poi Auditor Generale dell'esercito meridionale; il dì 16 settembre accompagnò da Napoli a Palermo il Dittatore; il dì appresso fu nominato Prodittatore in Sicilia.<br>Nell'assumere sì grave incarico egli seppe con senno politico, e sentito il patriottismo, acquistarsi la simpatia della popolazione, e il dì 19 ottobre 1860 il Consiglio Comunale di Palermo gli conferì ad unanime voto la cittadinanza. Nullameno si rimproverarono al Mordini alcuni errori, tra' quali una soverchia facilità nel largire gl'impieghi; facilità da rimproverar meglio, crediamo, a qualcuno dei suoi consiglieri. (pp. 181-182) *{{NDR|[[Giuseppe Ricciardi]]}} Eletto nel 1861 deputato al Parlamento {{NDR|italiano}}, egli prese il posto nell'estrema sinistra. Ha insistito più volte per la traslocazione a [[Napoli]] della capitale provvisoria d'Italia. Ciò {{sic|ha}} spiaciuto a molti, e gli stessi suoi colleghi della sinistra non son mica tutti d'accordo con lui su tal riguardo. Nullameno nessuno ha osato accusare il Ricciardi di municipalismo; tutti conoscono le sue idee eminentemente unitarie. Egli appartiene a quel numero di uomini, nei quali è vecchia la fede unitaria, e che furono tacciati un tempo di utopisti da molti di quegli stessi che oggi siedono alla destra, e che si chiamano unitari. (pp. 188-189) ==''Nuovi profili biografici di contemporanei italiani''== *Come giornalista può il [[Ruggiero Bonghi|Bonghi]] essere stato poco simpatico a' retrogradi lettori del ''Nazionale'', da lui andato a fondare in Napoli prima che Garibaldi passasse sul Continente, per promuovere l'unità d'Italia ed aspettare la caduta del Borbone. Può esserlo stato agli oppositori della ''Stampa'' da lui diretta in Milano dal 1862 alla fine del 1864; come forse lo è a quelli della ''Perseveranza'', giornale che da un anno animosamente dirige. Ma come [[Ellenista (studioso)|grecista]] e come [[letterato]] non sappiamo chi possa dirne male o contrastarne i meriti non pochi. (p. 21) *''La Vita e i tempi di [[Valentino Pasini]]'' (Firenze, Barbera 1867) è l'ultimo libro di grossa mole dato in luce dal Bonghi, cui se osservazione alcuna potesse farsi non andrebbe taciuto che lo avere speso tante pagine per un personaggio che non è stato poi il più significante di questo secolo scema ad esse quel merito che intrinsecamente hanno e che darebbero a divedere se consacrate ad uomo più universalmente conosciuto, se non più degnamente apprezzato. Ciò nulla di meno, tale qual'è, la narrazione del Bonghi si fa leggere e gustare. È la storia veneta di questi ultimi trent'anni, vivace, caustica, spigliata amenamente scritta. I documenti ne sono d'un valore inestimabile, senza che per altro nell'aridità traducano la materia, non lontana forse come monografia, dal ritrarre i pregi e i difetti di questo genere di componimenti. Le cose d'Italia vi sono guardate dall'altezza non saputa raggiungere da certi pubblicisti d'oggi; e qualche ritratto di uomo più o meno politico mette in pensiero chi legge con particolare interesse. (p. 23) *Certo che se il Bonghi vedesse le cose nostre coll'occhio onde le vedono tanti altri, maggiore sarebbe la simpatia che godrebbe appo i liberali che a raggiungere la completa indipendenza della Penisola da lui proclamata e difesa mezzi differenti vorrebbero adoperati. (p. 24) *[[Guglielmo Gasparrini]] parve fatto per le scienze naturali, {{sic|impercioché}} cosi vi si sentisse trasportato, e con tale ardore vi attendesse che, molto prima di toccare il quarto lustro di sua età, conseguì laurea di medicina {{sic|veterenaria}} (1823); non senza aver sofferto, causa la partecipazione a' [[Moti del 1820-1821|rivolgimenti del 1820]], le molestie della polizia borbonica [...]. (p. 70) *I lavori del Gasparrini [...] rivelano il loro carattere della profondità, trasfusovi dallo ingegno del loro autore e dal lavoro diuturno e costante, figlio della profonda convinzione del vero e del genio. Ei non consacrava mai meno di cinque ore al giorno al microscopio: ed in quasi tutt'i giorni di sua vita. (p. 72) *Passeggiando pe' corsi più popolati di Roma, accade talvolta d'imbattersi in un vecchio dalla larga e spaziosa fronte, da' bianchi capelli, dagli occhi pieni d'amore il quale, paralizzato del lato destro, in compagnia d'una bambina, tratto tratto si fermi quando di fronte ad uno di quegli eterni monumenti, quando dinnanzi ad uno spaccio di fotografie a contemplare con estasi le copie de' capolavori antichi e moderni. Quel vecchio è oggi una gloria delle arti europee; che col Calamatta, altra gloria vivente, e col Mancion suoi contemporanei, concittadini, e forse condiscepoli, mantiene a Roma sopra ogni altra città il primato della incisione; è il cittadino onesto a tutta pruova, il maestro affettuoso, l'ottimo padre di famiglia, [[Paolo Mercuri]]. (p. 112) ==Citazioni su Giuseppe Pitrè== *Anche i palermitani non si sono mai considerati abitanti di una città. Giuseppe Pitrè nel 1904, in ''Palermo cento e più anni fa'', avendo colto questo, scriveva che [[Palermo]] era divisa in tanti quartieri, tutti fortemente caratterizzati; ognuno aveva il suo stemma, la sua santa patrona, prediligeva certe attività, esprimeva un certo comportamento; inoltre, in questi quartieri-paese era presente un campanilismo accentuato che sfociava spesso in violente risse. ([[Lillo Gullo e Tano Gullo]]) *Il Pitrè rimase legato e come rapito nello studio dell'anima popolare. E la memoria portentosa gli si venne a ora a ora popolando delle vive immagini della vita, in cui cotesta anima si riversa, pronte a risorgere nella fantasia, palpitanti della loro vita primitiva, oggetto di estetica contemplazione anzi che di analisi storica e di giudizio. Chi ha letto il suo studio sugli ''Esseri soprannaturali e maravigliosi'' nelle credenze popolari siciliane, ricorderà il vivo ritratto che vi si fa dello strano e pur tanto caratteristico culto per «le anime dei corpi decollati», ossia dei giustiziati, che diventano genii benefici, autori dei più generosi prodigi, e ricevono perciò preghiere di {{sic|divoti}}, offerte ed ''ex-voto''; e chiese speciali sono loro dedicate. ([[Giovanni Gentile]]) *Uno dei più belli studi del Pitrè è quello su ''Le tradizioni cavalleresche popolari in Sicilia'', pubblicato la prima volta nella ''Romania''; nel quale l'interesse storico e scientifico derivante dalla novità e copia delle notizie è singolarmente accresciuto dalla vivezza drammatica della vita popolare, in cui il Pitrè raccolse con laboriose indagini il suo materiale: in guisa che le tradizioni ci vengono rappresentate nel vivo contorno spirituale, nel quale esse fioriscono da secoli e si perpetuano; e quel [[Teatro di figura|teatro delle marionette]] (o ''opra di li pupi'', come lo dice il popolo di Sicilia), spregiato come luogo e spettacolo plebeo dai signori di Palermo, si illumina nelle pagine del Pitrè di una luce poetica. E in mezzo alla più schietta commozione di simpatia spunta appena qua e là un lieve e discreto accenno di umorismo. ([[Giovanni Gentile]]) ===[[Giuseppe Cocchiara]]=== *Convinto che il popolo non è né un mito né una chimera, perché esso è fatto di uomini che soffrono e che creano, di ingegni elementari ed ingenui ma poetici, il Pitrè, per la raccolta stessa del suo materiale, doveva necessariamente rivolgere il suo sguardo allo studio del [[dialetto]]. Gli aveva scritto il Müller che le novelle vanno raccolte con le ''ipsissima verba'' del narratore. E nel Müller c'era evidentemente una preoccupazione, peraltro giustificatissima, di carattere [[Filologia|filologico]]. Ma il Pitrè, pur avendo questa preoccupazione, non cercò pure di affrontare il problema estetico del linguaggio dialettale? E quale fu il metodo che egli seguì nella trascrizione dei testi?<br>Nella prima edizione dei ''Canti popolari'' egli non si pone ancora, con la dovuta chiarezza, questo problema, tanto è vero, e lo afferma egli stesso nella seconda edizione "la grafia allora non tutta esatta è adesso mirabilmente migliorata {{sic|conformente}} ai caratteri delle singole parlate per quanto queste siano rappresentabili con l'alfabeto ordinario". Ma, nel periodo che va dalla prima edizione dei ''Canti'' alla pubblicazione delle ''Fiabe'', la grafia del dialetto, o meglio delle varie parlate siciliane, costituì per lui, autodidatta com'era, un impegno che egli assunse con sé stesso. *Destinata soprattutto ad illustrare la storia della sua isola, l'opera del Pitrè è stata ed è spesso giudicata di un valore e di un significato limiti ai luoghi ove lo studioso visse ed operò. Sta di fatto che il Pitrè appartiene alla schiera di quegli Italiani (Bartoli, Carducci, D'Ancona, Comparetti, Rajna, Nigra ecc.) i quali seppero creare un movimento di studi che come è stato ben osservato "non aveva nulla di arbitrario, di occasionale, di regionale o municipalistico" ma che, anzi, si richiamava "a una comune missione nazionale ed europea". Era, precisamente, "tutta la filosofia del [[romanticismo]] che maturava in questo loro atteggiamento e in questi loro propositi nuovi di studi" <ref>L. Russo, ''Ritratti e disegni storici dal Machiavelli al Carducci'', Bari, 1937, p. 399. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. *Nessun'altra professione [...] era più adatta di quella del [[medico]] per conciliare le esigenze della sua vita materiale con la spirituale. Il medico è il confessore dei suoi pazienti. A lui si schiudono le porte delle case, si aprono le anime, si avvicinano i cuori. E al Pitrè interessava appunto questo contatto; con le anime, questo incontro con i cuori. Non ci fu casa, a Palermo o in provincia, da dove egli non sia uscito con un appunto riguardante la vita del popolo.<br>Nella professione di medico, il Pitrè rivelò un vivo senso di responsabilità e una vigile coscienza di studioso. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Giuseppe Pitrè, ''[https://archive.org/details/bub_gb_FvEBUyFKjGEC/page/n5/mode/1up Profili biografici di contemporanei italiani]'', Stabilimento tipografico di Francesco Lao, Palermo, 1864. *Giuseppe Pitrè, ''[https://archive.org/details/bub_gb_7n4OQCS5Y_0C/page/n7/mode/1up Nuovi profili biografici di contemporanei italiani]'', Tipografia A. Di Cristina, Palermo, 1868. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pitrè, Giuseppe}} [[Categoria:Antropologi italiani]] [[Categoria:Medici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] krs2r52anez5ayo57dauf81r80v9h3m 1409377 1409376 2026-04-03T12:44:39Z Gaux 18878 /* Nuovi profili biografici di contemporanei italiani */ wlink e sic 1409377 wikitext text/x-wiki [[File:Giuseppe Pitre.jpg|thumb|Giuseppe Pitrè]] '''Giuseppe Pitrè''' o '''Pitré''' (1841 – 1916), scrittore, medico e antropologo italiano. ==Citazioni di Giuseppe Pitrè== *Il [[cicisbeo]] era sempre in pieno esercizio in molte case signorili, in quelle specialmente dove la cascaggine degli zerbinotti e le smancerie dei ganimedi si credevano così innocue da limitarsi a leziosi inchini, e, tutt'al più, a languide occhiate. Se qualche puritano ne faceva le meraviglie, c'erano i non puritani, persone di mondo, che trovavano opportuno lasciar fare.<br>Alla fin fine, che cosa e il cicisbeo se non un cavaliere della galanteria, che volontariamente si rassegna ai capricci d'una bella o duna brutta dama? Come ellera all'albero, così egli si attacca a lei; né l'abbandona mai quando ella esce per la messa, per le prediche, per le passeggiate; quando va al giuoco, ai ricevimenti, agli spettacoli. Ella non sa far nulla senza l'amico, e se deve vestirsi non manca dell'aiuto di lui, sollecito a legarle le scarpine, e ad affibbiarle o sfibbiarle le vesti.<ref>Da ''[https://archive.org/details/pitre-palermo-nel-settecento/mode/1up Palermo nel Settecento]]'', Remo Sandron - Editore, 1916, cap. XIV, pp. 263-264.</ref> *{{NDR|Su [[Pietro Fullone]]}} Il Fullone del popolo è un facilissimo improvvisatore, che manifesta in un verso solo ogni suo giudizio ed esaurisce in un'ottava interi concetti; l'altro un poeta di riflessione, che conosce e adopera come ogni altro letterato la forma nobile e dignitosa.<ref>Da ''Studi di poesia popolare'' (III vol. della ''Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane''), citato in Petru Fudduni, ''Puisì e Cuntrasti in Sicilianu'', Illustrazioni di Mario Viola, Antares Editrice, Palermo, 1995, p. 10. </ref> *La credenza del [[Licantropo|lupo mannaro]] è comunissima in Sicilia, e non v'è città o paesello che non parli di quest'essere soprannaturale e quasi misterioso.<ref>Da ''[https://ia801705.us.archive.org/19/items/operecompletedig17pitr/operecompletedig17pitr.pdf Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano]'', vol. IV, G. Barbèra Editore, Firenze, 1952, p. 239.</ref> *[...] più gradito di qualunque altro cibo carnevalesco è il ''[[cannolo siciliano|cannòlu]]'', boccone ghiotto di popolani, di borghesi e di nobili, desiderato da poveri e da ricchi. Il ''cannòlu'' è un cialdone pieno, una pasta dolciastra fritta e tenerissima, accartocciata a forma di grosso cannello o bocciuolo, che si riempie di una squisita crema di latte, zucchero o giulebbe, cioccolata, pistacchio ed altri simili ingredienti. Senza il ''cannòlu'' che cosa è il banchetto carnevalesco se non un mangiar senza bere, un murare a secco, lo stare al buio in una conversazione? [...] Il cannolo è l'ultima portata, è la corona del pranzo carnevalesco.<ref>Da ''Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano: {{small|raccolti e descritti da Giuseppe Pitrè}}'', vol. I, Libreria Pedone Lauriel, Palermo, 1889, [https://books.google.it/books?id=e2aBAAAAMAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA76#v=onepage&q&f=false p. 77].</ref> *{{NDR|A Francesco Paolo Frontini}} Tra gli artisti e compositori dell'Isola voi siete, se non il solo, uno dei pochissimi che comprendono la bellezza e la grazia delle melodie del popolo. Pur componendone di belle e di graziose, Voi sapete apprezzare queste vaghe e dolci reliquie d'un passato che non ebbe storia, e serbate a durevole monumento, delle note piene di sentimento squisito e di candore verginale. Altri non penserà neppure a ringraziarvi dell'opera patriottica da voi compiuta; io Vi ammiro. Parole, sentite e quasi solenni.<ref>Citato in ''[http://frontini.altervista.org/canti_siciliani.htm]''.</ref> ==''Profili biografici di contemporanei italiani''== *L'[[Aleardo Aleardi|Aleardi]] come poeta occupa un posto ben meritato nella lirica italiana; egli non rassomiglia ad altri che a sé stesso ed ha una scuola tutta propria.<br>Nei suoi versi, che sempre sono l'espressione del cuore, ha mostrato tanta fiducia che nessuno potrebbe averla maggiore. Si direbbe di lui quello che fu detto del Giovenale {{sic|Pesciatino}}, il quale «elevando la fede nella virtù, volle elevare gli uomini al culto dei nobili affetti e delle opere generose.» Virile e robusto com'è nella forma, colorito nelle immagini, non è però sempre nuovo e determinato nei suoi concetti, e talvolta pare riesca artificioso e spesso ritraente l'indole e la natura del seicento. (p. 10) *L'Aleardi per ridurre il tutto in poco, ha molto amato la poesia, la natura, gli uomini; ha molto patito per la causa della libertà; desidera il bene di tutti, e spera di morire netto di cupidigia e di altre viltà. L'Italia l'annovera tra' suoi più benemeriti figli. (pp. 10-11) *Uomo severo e quant'altri mai fedelissimo custode della dignità della vita che ha menato modesta e frugale per mantener libera, il [[Giuseppe Bianchetti|Bianchetti]] ha rinunziato ad ogni spettacolo per attendere nella sua romita stanza di [[Treviso]] ai dolci suoi studi e tenersi lontano dai rumori del mondo. Il Consiglio Comunale di quella città {{sic|elegendolo}} presidente della pubblica biblioteca provvedeva alla sua onorata sussistenza, ed innalzandogli un marmo, gli attestava la profonda gratitudine dei Trevisani. (p. 14) *Il desiderio dei viaggi non fu l'ultimo ad affacciarsi nel cuore del nostro [[Bartolomeo Borghesi|Borghesi]]; e lasciata la patria, corse l'Italia tutta, visitando musei, archivi, biblioteche, raccogliendo medaglie, libri, manoscritti ed entrando in corrispondenza col fiore degli scienziati del suo tempo. Roma, Milano, Torino, Firenze, Napoli e parecchie altre cospicue città dalla penisola lo videro più volte. Ma nel 1821 mal soffrendo il Borghesi le agitazioni politiche, né si {{sic|affacendo}} colla sua natura placida e quieta il rumore del mondo ritirar si vedea nella [[San Marino|Repubblica di S. Marino]], tenendosi occulto alle scienze per più di venti anni, nello studio della scomposta e disperala tela dei fasti della Romana Repubblica e dell'Impero. (p. 16) *In S. Marino, e propriamente sull'alto monte Titano Bartolomeo Borghesi, vero solitario della scienza, fissò l'attenzione di tutti i dotti d'Europa, i quali fecero a gara per portargli da ogni dove materie e documenti per la continuazione dei suoi ''nuovi frammenti di fasti consolari capitolini illustrati'', opera immensa, arricchita di monografie e di iscrizioni che gettano la più viva luce sopra molte epoche sconosciute della Storia Romana. Su quel monte, l'illustre Savignanese cominciò la sua estesissima corrispondenza coi primi numismatici della Francia, della Germania e di Europa tutta, e là ancora si vide circondato da allievi che da ogni parte convenivano a lui, e ripartivano col mandato di divulgare la scienza. Tutti gli si vantavano discepoli e tra essi l'epigrafista danese Olao Kelermann, [[Theodor Mommsen|Mommsen]], Hengen, des Vergers e il Renier i quali tenevano alla lor volta cattedra in Germania e in Francia. (pp. 16-17) *{{NDR|Bartolomeo Borghesi}} Questo rinomato ed insigne scrittore che tutti estimano a buon diritto il più grande [[Archeologia|archeologo]] dei tempi moderni, diede in moltissimi fogli d'Europa un'infinità di articoli di una critica impareggiabile, i quali riuniti in tanti volumi verrebbero per metà a formare il gran ''Corpus Universale inscriptionum latinarum'' che il Borghesi ebbe incarico di raccogliere e pel quale vari governi d'Europa gli diedero incoramenti, ma, a dir vero, pochissimi aiuti. (p. 17) *Gl'insulti scagliati dal [[Antonio Bresciani|Bresciani]] contro il partito garibaldino e repubblicano segnatamente, sono indegni di un uomo e più di un sacerdote, che si vuole ministro di pace e di mansuetudine, ed hanno perciò provocata l'ira di quanti amano di vero amore la patria. Il P. Bresciani da sé solo ha fatto più male all'Italia che non i più acerbi ed accaniti nemici di lei; imperocché quel suo incantevole modo di scrivere e quel vestire di una forma quasi divina le più nere menzogne, alletta, infiamma e trascina {{sic|nello errore}} i poco accorti leggitori. (p. 23) *{{NDR|Antonio Bresciani}} Se la penna di questo gesuita si fosse mostrata vera figlia d'Italia, difendendo una causa giusta, senza deridere la sventura, o, se per lo meno si fosse occupata meno della politica che delle lettere, essa rifulgerebbe di viva luce. (p. 24) *Come scrittore di Storie il [[Cesare Cantù|Cantù]] ha due requisiti: il senno storico nel giudicare, la fantasia storica nel rappresentare. Egli afferra il vero spirito di un'epoca, lo deduce dai fatti particolari e lo esprime in una forma rettamente pensata e spesso arguta; non inventa il passato, ma lo cerca con paziente studio e lo spiega quale lo concepisce; bellamente giunge l'evidenza del vero, ma talvolta non riesce preciso, determinato, compiuto, ché anzi lascia sempre qualcosa ad aspettare; nei suoi giudizi è severo, onde ben si appose chi disse che il Cantù ammira e discute, ma non è mai l'idolatra del suo eroe. (p. 31) *{{NDR|[[Giulio Carcano]]}} A 23 anni pubblicò un episodio patrio col titolo di ''Ida della Torre'', dove risplende vigoria, purezza e castità di stile, senza tener conto dell'affetto, della storia e dei principî nell'arte, che sono maestrevolmente trattati. In quest'episodio vi fu chi desiderò maggiore ispirazione e potenza poetica, più connessione nel racconto, più particolarità nella pittura dei caratteri e minor prolissità nelle descrizioni della natura. (p. 34) *Il [[Vincenzo Gioberti|Gioberti]] apprezzò grandemente l'ingegno del [[Silvestro Centofanti|Centofanti]] e nelle sue opere ricordollo con grande onore. Un giorno in cui il filosofo torinese percorrendo trionfalmente la Toscana riposava a Pisa, e il popolo accalcato sotto il suo albergo lo chiamava incessantemente alla ringhiera, egli conducendo per mano il Centofanti fuori il balcone, gridava: ''viva Silvestro Centofanti, onore e gloria della filosofia e della eloquenza italiana''. (pp. 54-55) *{{NDR|[[Eugenio de Riso]]}} Giunto a Parigi si volse tutto agli studi; e confortato dal [[Vincenzo Gioberti|Gioberti]] e dal [[Félicité de La Mennais|La Mennais]], mise mano a un'opera nella quale tolse a dimostrare che la civiltà presente non è che lo svolgimento dell'antica civiltà latina; e che come questa fondavasi sul principio assoluto di [[proprietà]] individuale, inviolabile e libera, cosi quella non possa avere altro fondamento che la proprietà medesima cogli stessi requisiti, perfezionati dal progresso del tempo. (p. 63) *Il [[Francesco Costantino Marmocchi|Marmocchi]] coi suoi molti e svariati lavori elevò la [[geografia]] a scienza ed a storia: egli seppe uscire dalla comune schiera e scrisse così altamente e nobilmente di quel ramo di scienze naturali che vinse a parere di chi di simili materie è giudice competente, lo stesso [[Adriano Balbi]]. Il geografo Toscano esaminò i costumi, le religioni, la politica, il commercio, le forme di governo e i principali monumenti di scienze, lettere e arti dei vari popoli e degli abitanti la terra; e sono così assennate le sue considerazioni, che tante opere chiare per ogni rispetto, valsero ad assicurargli «il primo posto fra i geografi italiani ed uno dei più segnalati nel mondo scientifico.» (p. 80) *Francesco Marmocchi [...] oltre di essersi reso benemerito dell'Italia colle opere dell'ingegno, che ebbe forte e robusto, è degno di ricordanza pei principi da lui professati in ogni tempo, per la parte che ebbe negli eventi che si svolsero in Italia, e per le catture politiche da lui sofferte. Giovane ardentissimo, pieno di odio per qualunque servitù, come per qualunque tirannide, desiderava al pari d'ogni altro buoni italiano di veder libera questa diletta patria. (p. 81) *Nelle sue principali opere [[Alessio Narbone]] {{sic|diè}} prova di zelo impareggiabile, di somma perseveranza e di erudizione quasi enciclopedica da trovar paragone in quella del [[Antonio Mongitore|Mongitore]] (parliamo di Siciliani). Se non che non sempre diè a divedere retto giudizio quando d'ogni cosa facendo fascio confondeva grandi ingegni e scrittorucci da gazzetta, opere insigni e carte imbrattate d'inchiostro, e quando con poco sano criterio affogava in un mare di erudizione i suoi lettori. (p. 90) *[...] nessuno oserà negare al Narbone profonda conoscenza della latina letteratura e della siciliana, e pazienza ineffabile nell'andare raccogliendo per le pubbliche e private biblioteche tutti i documenti dei quali arricchì le sue opere, lavoro ingrato e fastidioso che avrebbe {{sic|sgomentito}} ogni altro più pertinace ingegno. (p. 90) *Il Narbone fu professore per più di quarant'anni, e il suo particolare zelo gli procacciò la stima di quei giovani pei quali non risparmiò a cure assidue e a {{sic|sagrifici}} d'ogni maniera. Delle sue opinioni politiche non ne facciamo gran conto: chi appartiene a quella [[Compagnia di Gesù|compagnia]] non può desiderare la prosperità della patria e tanto più la sua libertà; il Narbone come rara eccezione, forse preoccupato dai suoi studî, non tolse sopra di sé gli impacci politici dei suoi confratelli. I Siciliani che non si credono a nessuno secondi nell'onorare i loro concittadini, solo perché gesuita, hanno dimenticato il Narbone. Ormai è tempo che si rendesse piena sebbene postuma giustizia alla memoria di tant'uomo!... (p. 91) *Il [[Atto Vannucci|Vannucci]] vive tranquillo lungi da ''ogni e qualunque'' fazione. Non chiese mai, non chiede nulla a nessuno. La sola cosa a cui aspiri con tutto l'ardore dell'anima è di vivere tanto da vedere questa diletta Italia ridotta in una sola famiglia libera e indipendente, senza croati e senza tiranni, e padrona di credere e governarsi come vorrà. (p. 153) *{{NDR|[[Valerio Villareale]]}} Egli è per avventura il più grande scultore di cui nell'età moderna possa andar superba la Sicilia. Uomo di un estro portentoso ma di un gusto raffinatissimo, seppe tanto alto levarsi che gli artisti suoi contemporanei poterono appena seguirlo da lontano. (p. 160) *{{NDR|Valerio Villareale}} Il [[Classicismo (arte)|classicismo]] vanta in lui uno dei più sviscerati cultori, e il [[Antonio Canova|Canova]], ci si perdoni la frase, la sua lancia spezzata [...]. (p. 160) *[...] se il Villareale non seppe dare una spinta all'arte, come con tanto senno e maestria fece il [[Lorenzo Bartolini|Bartolini]], non segui pedantescamente le orme dell'[[Antonio Canova|immortal Possagnese]], quando si mise ad ereditare da lui il ben inteso studio delle greche sculture. Senzaché avesse dato alle opere sue quelle forme estremamente rotondeggianti che sono dote tutta particolare del Canoviano scalpello, il Villareale si attenne più alla natura e al vero: ciò che fu merito sommo per lui che, vivendo in un secolo di decadenza dell'arte ebbe l'abilità di cooperare alla sua restaurazione, col rimettere in onore l'antico grecismo il quale, dopo d'avere informato il divin [[Michelangelo Buonarroti|Michelangiolo]], fu messo da canto per dar luogo al [[Barocco|barocchismo]] e ai deliri del seicento. (p. 160) *{{NDR|[[Ferdinando Zannetti]]}} Avvenuta la restaurazione fu uno dei pochi i quali, sdegnati contro la nuova tirannide e gli oppressori della giustizia e della ragion di libertà, si deponessero dalla carica, e protestassero contro l'invasione degli austriaci in [[Granducato di Toscana|Toscana]]. Quando [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo II]] a titolo di gratitudine conferì le insegne del merito di S. Giuseppe a quanti gli si erano conservati fedeli nell'avversa fortuna, egli sentendosi come contaminato da una onorificenza che gli fosse comune col D'Aspre, col Laugier e col Radetzky, si spogliava tosto delle decorazioni ricevute l'anno avanti qual benemerito della patria, e unitamente al dottor Barellai, rimandavale al Granduca: per tal atto era rimosso dalla cattedra, e diventava segno alle più abbiette persecuzioni del Governo. (pp. 164-165) *Nel 1862, quando [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] ferito veniva trasportato al Varignano<ref>Nell'ospedale della fortezza di Varignano, fu ospitato, nel 1862, Giuseppe Garibaldi ferito nello scontro con l'esercito piemontese all'Aspromonte.</ref>, il Zannetti, appena richiesto, accorreva a prestar le sue forze e il suo sapere alla cura di quel grande. Faceva parte di tutti i consulti medici tenuti al Varignano, alla Spezia e a Pisa ed il giorno 22 novembre estraeva egli stesso la palla incuneata nell'estremità inferiore della tibia, con una semplice ''pinzetta a medicatura''. (pp. 165-166) *Uomo onesto, integerrimo, filantropo, Ferdinando Zannetti può andar lieto della universale stima e simpatia. L'opera sua come medico e chirurgo è dispensata ai poveri con sentita e cristiana carità. La sua casa è aperta ogni giorno, e in tutte l'ore agli ammalati che riceve, cura e spesso soccorre gratuitamente, talvolta anche a scapito della sua salute e del suo interesse. (p. 167) *[[Antonio Mordini|Mordini]], come tutti gli uomini di provato patriottismo, è stato segno a vili ed ignobili calunnie. Vi fu chi osò scrivere ch'egli era per impazzar dalla gioia nel sentirsi nominare ministro nel Governo provvisorio, e che la sua amministrazione non era che una scuola di licenza e di obbrobriosa vanità. A noi sembra in vero cosa superflua il difendere qui il Mordini da cosi bassi attacchi. Il suo nome è oramai caro agli Italiani i quali riconoscono in lui uno dei più ardenti propugnatori dei sacri diritti della patria. (pp. 180-181) *Quando si sparse la nuova della miracolosa entrata di [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] in Palermo, Antonio Mordini partì per la Sicilia; solo e sotto nome finto sbarcò a Messina, ch'era tuttavia in potere dei {{sic|borboniani}}, e traversando l'isola, raggiunse a Palermo il Dittatore {{NDR|Garibaldi}}. Egli fu immediatamente<ref>Nel testo "immediatatamente".</ref> nominato col grado di colonnello, Presidente del Consiglio di Guerra, poi Auditor Generale dell'esercito meridionale; il dì 16 settembre accompagnò da Napoli a Palermo il Dittatore; il dì appresso fu nominato Prodittatore in Sicilia.<br>Nell'assumere sì grave incarico egli seppe con senno politico, e sentito il patriottismo, acquistarsi la simpatia della popolazione, e il dì 19 ottobre 1860 il Consiglio Comunale di Palermo gli conferì ad unanime voto la cittadinanza. Nullameno si rimproverarono al Mordini alcuni errori, tra' quali una soverchia facilità nel largire gl'impieghi; facilità da rimproverar meglio, crediamo, a qualcuno dei suoi consiglieri. (pp. 181-182) *{{NDR|[[Giuseppe Ricciardi]]}} Eletto nel 1861 deputato al Parlamento {{NDR|italiano}}, egli prese il posto nell'estrema sinistra. Ha insistito più volte per la traslocazione a [[Napoli]] della capitale provvisoria d'Italia. Ciò {{sic|ha}} spiaciuto a molti, e gli stessi suoi colleghi della sinistra non son mica tutti d'accordo con lui su tal riguardo. Nullameno nessuno ha osato accusare il Ricciardi di municipalismo; tutti conoscono le sue idee eminentemente unitarie. Egli appartiene a quel numero di uomini, nei quali è vecchia la fede unitaria, e che furono tacciati un tempo di utopisti da molti di quegli stessi che oggi siedono alla destra, e che si chiamano unitari. (pp. 188-189) ==''Nuovi profili biografici di contemporanei italiani''== *Come giornalista può il [[Ruggiero Bonghi|Bonghi]] essere stato poco simpatico a' retrogradi lettori del ''Nazionale'', da lui andato a fondare in Napoli prima che Garibaldi passasse sul Continente, per promuovere l'unità d'Italia ed aspettare la caduta del Borbone. Può esserlo stato agli oppositori della ''Stampa'' da lui diretta in Milano dal 1862 alla fine del 1864; come forse lo è a quelli della ''Perseveranza'', giornale che da un anno animosamente dirige. Ma come [[Ellenista (studioso)|grecista]] e come [[letterato]] non sappiamo chi possa dirne male o contrastarne i meriti non pochi. (p. 21) *''La Vita e i tempi di [[Valentino Pasini]]'' (Firenze, Barbera 1867) è l'ultimo libro di grossa mole dato in luce dal Bonghi, cui se osservazione alcuna potesse farsi non andrebbe taciuto che lo avere speso tante pagine per un personaggio che non è stato poi il più significante di questo secolo scema ad esse quel merito che intrinsecamente hanno e che darebbero a divedere se consacrate ad uomo più universalmente conosciuto, se non più degnamente apprezzato. Ciò nulla di meno, tale qual'è, la narrazione del Bonghi si fa leggere e gustare. È la storia veneta di questi ultimi trent'anni, vivace, caustica, spigliata amenamente scritta. I documenti ne sono d'un valore inestimabile, senza che per altro nell'aridità traducano la materia, non lontana forse come monografia, dal ritrarre i pregi e i difetti di questo genere di componimenti. Le cose d'Italia vi sono guardate dall'altezza non saputa raggiungere da certi pubblicisti d'oggi; e qualche ritratto di uomo più o meno politico mette in pensiero chi legge con particolare interesse. (p. 23) *Certo che se il Bonghi vedesse le cose nostre coll'occhio onde le vedono tanti altri, maggiore sarebbe la simpatia che godrebbe appo i liberali che a raggiungere la completa indipendenza della Penisola da lui proclamata e difesa mezzi differenti vorrebbero adoperati. (p. 24) *[[Guglielmo Gasparrini]] parve fatto per le scienze naturali, {{sic|impercioché}} cosi vi si sentisse trasportato, e con tale ardore vi attendesse che, molto prima di toccare il quarto lustro di sua età, conseguì laurea di medicina {{sic|veterenaria}} (1823); non senza aver sofferto, causa la partecipazione a' [[Moti del 1820-1821|rivolgimenti del 1820]], le molestie della polizia borbonica [...]. (p. 70) *I lavori del Gasparrini [...] rivelano il loro carattere della profondità, trasfusovi dallo ingegno del loro autore e dal lavoro diuturno e costante, figlio della profonda convinzione del vero e del genio. Ei non consacrava mai meno di cinque ore al giorno al microscopio: ed in quasi tutt'i giorni di sua vita. (p. 72) *Passeggiando pe' corsi più popolati di Roma, accade talvolta d'imbattersi in un vecchio dalla larga e spaziosa fronte, da' bianchi capelli, dagli occhi pieni d'amore il quale, paralizzato del lato destro, in compagnia d'una bambina, tratto tratto si fermi quando di fronte ad uno di quegli eterni monumenti, quando dinnanzi ad uno spaccio di fotografie a contemplare con estasi le copie de' capolavori antichi e moderni. Quel vecchio è oggi una gloria delle arti europee; che col Calamatta, altra gloria vivente, e col Mancion suoi contemporanei, concittadini, e forse condiscepoli, mantiene a Roma sopra ogni altra città il primato della [[incisione]]; è il cittadino onesto a tutta {{sic|pruova}}, il maestro affettuoso, l'ottimo padre di famiglia, [[Paolo Mercuri]]. (p. 112) ==Citazioni su Giuseppe Pitrè== *Anche i palermitani non si sono mai considerati abitanti di una città. Giuseppe Pitrè nel 1904, in ''Palermo cento e più anni fa'', avendo colto questo, scriveva che [[Palermo]] era divisa in tanti quartieri, tutti fortemente caratterizzati; ognuno aveva il suo stemma, la sua santa patrona, prediligeva certe attività, esprimeva un certo comportamento; inoltre, in questi quartieri-paese era presente un campanilismo accentuato che sfociava spesso in violente risse. ([[Lillo Gullo e Tano Gullo]]) *Il Pitrè rimase legato e come rapito nello studio dell'anima popolare. E la memoria portentosa gli si venne a ora a ora popolando delle vive immagini della vita, in cui cotesta anima si riversa, pronte a risorgere nella fantasia, palpitanti della loro vita primitiva, oggetto di estetica contemplazione anzi che di analisi storica e di giudizio. Chi ha letto il suo studio sugli ''Esseri soprannaturali e maravigliosi'' nelle credenze popolari siciliane, ricorderà il vivo ritratto che vi si fa dello strano e pur tanto caratteristico culto per «le anime dei corpi decollati», ossia dei giustiziati, che diventano genii benefici, autori dei più generosi prodigi, e ricevono perciò preghiere di {{sic|divoti}}, offerte ed ''ex-voto''; e chiese speciali sono loro dedicate. ([[Giovanni Gentile]]) *Uno dei più belli studi del Pitrè è quello su ''Le tradizioni cavalleresche popolari in Sicilia'', pubblicato la prima volta nella ''Romania''; nel quale l'interesse storico e scientifico derivante dalla novità e copia delle notizie è singolarmente accresciuto dalla vivezza drammatica della vita popolare, in cui il Pitrè raccolse con laboriose indagini il suo materiale: in guisa che le tradizioni ci vengono rappresentate nel vivo contorno spirituale, nel quale esse fioriscono da secoli e si perpetuano; e quel [[Teatro di figura|teatro delle marionette]] (o ''opra di li pupi'', come lo dice il popolo di Sicilia), spregiato come luogo e spettacolo plebeo dai signori di Palermo, si illumina nelle pagine del Pitrè di una luce poetica. E in mezzo alla più schietta commozione di simpatia spunta appena qua e là un lieve e discreto accenno di umorismo. ([[Giovanni Gentile]]) ===[[Giuseppe Cocchiara]]=== *Convinto che il popolo non è né un mito né una chimera, perché esso è fatto di uomini che soffrono e che creano, di ingegni elementari ed ingenui ma poetici, il Pitrè, per la raccolta stessa del suo materiale, doveva necessariamente rivolgere il suo sguardo allo studio del [[dialetto]]. Gli aveva scritto il Müller che le novelle vanno raccolte con le ''ipsissima verba'' del narratore. E nel Müller c'era evidentemente una preoccupazione, peraltro giustificatissima, di carattere [[Filologia|filologico]]. Ma il Pitrè, pur avendo questa preoccupazione, non cercò pure di affrontare il problema estetico del linguaggio dialettale? E quale fu il metodo che egli seguì nella trascrizione dei testi?<br>Nella prima edizione dei ''Canti popolari'' egli non si pone ancora, con la dovuta chiarezza, questo problema, tanto è vero, e lo afferma egli stesso nella seconda edizione "la grafia allora non tutta esatta è adesso mirabilmente migliorata {{sic|conformente}} ai caratteri delle singole parlate per quanto queste siano rappresentabili con l'alfabeto ordinario". Ma, nel periodo che va dalla prima edizione dei ''Canti'' alla pubblicazione delle ''Fiabe'', la grafia del dialetto, o meglio delle varie parlate siciliane, costituì per lui, autodidatta com'era, un impegno che egli assunse con sé stesso. *Destinata soprattutto ad illustrare la storia della sua isola, l'opera del Pitrè è stata ed è spesso giudicata di un valore e di un significato limiti ai luoghi ove lo studioso visse ed operò. Sta di fatto che il Pitrè appartiene alla schiera di quegli Italiani (Bartoli, Carducci, D'Ancona, Comparetti, Rajna, Nigra ecc.) i quali seppero creare un movimento di studi che come è stato ben osservato "non aveva nulla di arbitrario, di occasionale, di regionale o municipalistico" ma che, anzi, si richiamava "a una comune missione nazionale ed europea". Era, precisamente, "tutta la filosofia del [[romanticismo]] che maturava in questo loro atteggiamento e in questi loro propositi nuovi di studi" <ref>L. Russo, ''Ritratti e disegni storici dal Machiavelli al Carducci'', Bari, 1937, p. 399. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. *Nessun'altra professione [...] era più adatta di quella del [[medico]] per conciliare le esigenze della sua vita materiale con la spirituale. Il medico è il confessore dei suoi pazienti. A lui si schiudono le porte delle case, si aprono le anime, si avvicinano i cuori. E al Pitrè interessava appunto questo contatto; con le anime, questo incontro con i cuori. Non ci fu casa, a Palermo o in provincia, da dove egli non sia uscito con un appunto riguardante la vita del popolo.<br>Nella professione di medico, il Pitrè rivelò un vivo senso di responsabilità e una vigile coscienza di studioso. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Giuseppe Pitrè, ''[https://archive.org/details/bub_gb_FvEBUyFKjGEC/page/n5/mode/1up Profili biografici di contemporanei italiani]'', Stabilimento tipografico di Francesco Lao, Palermo, 1864. *Giuseppe Pitrè, ''[https://archive.org/details/bub_gb_7n4OQCS5Y_0C/page/n7/mode/1up Nuovi profili biografici di contemporanei italiani]'', Tipografia A. Di Cristina, Palermo, 1868. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pitrè, Giuseppe}} [[Categoria:Antropologi italiani]] [[Categoria:Medici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] eu67wul78tojavmjravpyyx37x25w1x 1409378 1409377 2026-04-03T12:50:53Z Gaux 18878 /* Nuovi profili biografici di contemporanei italiani */ wlink 1409378 wikitext text/x-wiki [[File:Giuseppe Pitre.jpg|thumb|Giuseppe Pitrè]] '''Giuseppe Pitrè''' o '''Pitré''' (1841 – 1916), scrittore, medico e antropologo italiano. ==Citazioni di Giuseppe Pitrè== *Il [[cicisbeo]] era sempre in pieno esercizio in molte case signorili, in quelle specialmente dove la cascaggine degli zerbinotti e le smancerie dei ganimedi si credevano così innocue da limitarsi a leziosi inchini, e, tutt'al più, a languide occhiate. Se qualche puritano ne faceva le meraviglie, c'erano i non puritani, persone di mondo, che trovavano opportuno lasciar fare.<br>Alla fin fine, che cosa e il cicisbeo se non un cavaliere della galanteria, che volontariamente si rassegna ai capricci d'una bella o duna brutta dama? Come ellera all'albero, così egli si attacca a lei; né l'abbandona mai quando ella esce per la messa, per le prediche, per le passeggiate; quando va al giuoco, ai ricevimenti, agli spettacoli. Ella non sa far nulla senza l'amico, e se deve vestirsi non manca dell'aiuto di lui, sollecito a legarle le scarpine, e ad affibbiarle o sfibbiarle le vesti.<ref>Da ''[https://archive.org/details/pitre-palermo-nel-settecento/mode/1up Palermo nel Settecento]]'', Remo Sandron - Editore, 1916, cap. XIV, pp. 263-264.</ref> *{{NDR|Su [[Pietro Fullone]]}} Il Fullone del popolo è un facilissimo improvvisatore, che manifesta in un verso solo ogni suo giudizio ed esaurisce in un'ottava interi concetti; l'altro un poeta di riflessione, che conosce e adopera come ogni altro letterato la forma nobile e dignitosa.<ref>Da ''Studi di poesia popolare'' (III vol. della ''Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane''), citato in Petru Fudduni, ''Puisì e Cuntrasti in Sicilianu'', Illustrazioni di Mario Viola, Antares Editrice, Palermo, 1995, p. 10. </ref> *La credenza del [[Licantropo|lupo mannaro]] è comunissima in Sicilia, e non v'è città o paesello che non parli di quest'essere soprannaturale e quasi misterioso.<ref>Da ''[https://ia801705.us.archive.org/19/items/operecompletedig17pitr/operecompletedig17pitr.pdf Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano]'', vol. IV, G. Barbèra Editore, Firenze, 1952, p. 239.</ref> *[...] più gradito di qualunque altro cibo carnevalesco è il ''[[cannolo siciliano|cannòlu]]'', boccone ghiotto di popolani, di borghesi e di nobili, desiderato da poveri e da ricchi. Il ''cannòlu'' è un cialdone pieno, una pasta dolciastra fritta e tenerissima, accartocciata a forma di grosso cannello o bocciuolo, che si riempie di una squisita crema di latte, zucchero o giulebbe, cioccolata, pistacchio ed altri simili ingredienti. Senza il ''cannòlu'' che cosa è il banchetto carnevalesco se non un mangiar senza bere, un murare a secco, lo stare al buio in una conversazione? [...] Il cannolo è l'ultima portata, è la corona del pranzo carnevalesco.<ref>Da ''Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano: {{small|raccolti e descritti da Giuseppe Pitrè}}'', vol. I, Libreria Pedone Lauriel, Palermo, 1889, [https://books.google.it/books?id=e2aBAAAAMAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA76#v=onepage&q&f=false p. 77].</ref> *{{NDR|A Francesco Paolo Frontini}} Tra gli artisti e compositori dell'Isola voi siete, se non il solo, uno dei pochissimi che comprendono la bellezza e la grazia delle melodie del popolo. Pur componendone di belle e di graziose, Voi sapete apprezzare queste vaghe e dolci reliquie d'un passato che non ebbe storia, e serbate a durevole monumento, delle note piene di sentimento squisito e di candore verginale. Altri non penserà neppure a ringraziarvi dell'opera patriottica da voi compiuta; io Vi ammiro. Parole, sentite e quasi solenni.<ref>Citato in ''[http://frontini.altervista.org/canti_siciliani.htm]''.</ref> ==''Profili biografici di contemporanei italiani''== *L'[[Aleardo Aleardi|Aleardi]] come poeta occupa un posto ben meritato nella lirica italiana; egli non rassomiglia ad altri che a sé stesso ed ha una scuola tutta propria.<br>Nei suoi versi, che sempre sono l'espressione del cuore, ha mostrato tanta fiducia che nessuno potrebbe averla maggiore. Si direbbe di lui quello che fu detto del Giovenale {{sic|Pesciatino}}, il quale «elevando la fede nella virtù, volle elevare gli uomini al culto dei nobili affetti e delle opere generose.» Virile e robusto com'è nella forma, colorito nelle immagini, non è però sempre nuovo e determinato nei suoi concetti, e talvolta pare riesca artificioso e spesso ritraente l'indole e la natura del seicento. (p. 10) *L'Aleardi per ridurre il tutto in poco, ha molto amato la poesia, la natura, gli uomini; ha molto patito per la causa della libertà; desidera il bene di tutti, e spera di morire netto di cupidigia e di altre viltà. L'Italia l'annovera tra' suoi più benemeriti figli. (pp. 10-11) *Uomo severo e quant'altri mai fedelissimo custode della dignità della vita che ha menato modesta e frugale per mantener libera, il [[Giuseppe Bianchetti|Bianchetti]] ha rinunziato ad ogni spettacolo per attendere nella sua romita stanza di [[Treviso]] ai dolci suoi studi e tenersi lontano dai rumori del mondo. Il Consiglio Comunale di quella città {{sic|elegendolo}} presidente della pubblica biblioteca provvedeva alla sua onorata sussistenza, ed innalzandogli un marmo, gli attestava la profonda gratitudine dei Trevisani. (p. 14) *Il desiderio dei viaggi non fu l'ultimo ad affacciarsi nel cuore del nostro [[Bartolomeo Borghesi|Borghesi]]; e lasciata la patria, corse l'Italia tutta, visitando musei, archivi, biblioteche, raccogliendo medaglie, libri, manoscritti ed entrando in corrispondenza col fiore degli scienziati del suo tempo. Roma, Milano, Torino, Firenze, Napoli e parecchie altre cospicue città dalla penisola lo videro più volte. Ma nel 1821 mal soffrendo il Borghesi le agitazioni politiche, né si {{sic|affacendo}} colla sua natura placida e quieta il rumore del mondo ritirar si vedea nella [[San Marino|Repubblica di S. Marino]], tenendosi occulto alle scienze per più di venti anni, nello studio della scomposta e disperala tela dei fasti della Romana Repubblica e dell'Impero. (p. 16) *In S. Marino, e propriamente sull'alto monte Titano Bartolomeo Borghesi, vero solitario della scienza, fissò l'attenzione di tutti i dotti d'Europa, i quali fecero a gara per portargli da ogni dove materie e documenti per la continuazione dei suoi ''nuovi frammenti di fasti consolari capitolini illustrati'', opera immensa, arricchita di monografie e di iscrizioni che gettano la più viva luce sopra molte epoche sconosciute della Storia Romana. Su quel monte, l'illustre Savignanese cominciò la sua estesissima corrispondenza coi primi numismatici della Francia, della Germania e di Europa tutta, e là ancora si vide circondato da allievi che da ogni parte convenivano a lui, e ripartivano col mandato di divulgare la scienza. Tutti gli si vantavano discepoli e tra essi l'epigrafista danese Olao Kelermann, [[Theodor Mommsen|Mommsen]], Hengen, des Vergers e il Renier i quali tenevano alla lor volta cattedra in Germania e in Francia. (pp. 16-17) *{{NDR|Bartolomeo Borghesi}} Questo rinomato ed insigne scrittore che tutti estimano a buon diritto il più grande [[Archeologia|archeologo]] dei tempi moderni, diede in moltissimi fogli d'Europa un'infinità di articoli di una critica impareggiabile, i quali riuniti in tanti volumi verrebbero per metà a formare il gran ''Corpus Universale inscriptionum latinarum'' che il Borghesi ebbe incarico di raccogliere e pel quale vari governi d'Europa gli diedero incoramenti, ma, a dir vero, pochissimi aiuti. (p. 17) *Gl'insulti scagliati dal [[Antonio Bresciani|Bresciani]] contro il partito garibaldino e repubblicano segnatamente, sono indegni di un uomo e più di un sacerdote, che si vuole ministro di pace e di mansuetudine, ed hanno perciò provocata l'ira di quanti amano di vero amore la patria. Il P. Bresciani da sé solo ha fatto più male all'Italia che non i più acerbi ed accaniti nemici di lei; imperocché quel suo incantevole modo di scrivere e quel vestire di una forma quasi divina le più nere menzogne, alletta, infiamma e trascina {{sic|nello errore}} i poco accorti leggitori. (p. 23) *{{NDR|Antonio Bresciani}} Se la penna di questo gesuita si fosse mostrata vera figlia d'Italia, difendendo una causa giusta, senza deridere la sventura, o, se per lo meno si fosse occupata meno della politica che delle lettere, essa rifulgerebbe di viva luce. (p. 24) *Come scrittore di Storie il [[Cesare Cantù|Cantù]] ha due requisiti: il senno storico nel giudicare, la fantasia storica nel rappresentare. Egli afferra il vero spirito di un'epoca, lo deduce dai fatti particolari e lo esprime in una forma rettamente pensata e spesso arguta; non inventa il passato, ma lo cerca con paziente studio e lo spiega quale lo concepisce; bellamente giunge l'evidenza del vero, ma talvolta non riesce preciso, determinato, compiuto, ché anzi lascia sempre qualcosa ad aspettare; nei suoi giudizi è severo, onde ben si appose chi disse che il Cantù ammira e discute, ma non è mai l'idolatra del suo eroe. (p. 31) *{{NDR|[[Giulio Carcano]]}} A 23 anni pubblicò un episodio patrio col titolo di ''Ida della Torre'', dove risplende vigoria, purezza e castità di stile, senza tener conto dell'affetto, della storia e dei principî nell'arte, che sono maestrevolmente trattati. In quest'episodio vi fu chi desiderò maggiore ispirazione e potenza poetica, più connessione nel racconto, più particolarità nella pittura dei caratteri e minor prolissità nelle descrizioni della natura. (p. 34) *Il [[Vincenzo Gioberti|Gioberti]] apprezzò grandemente l'ingegno del [[Silvestro Centofanti|Centofanti]] e nelle sue opere ricordollo con grande onore. Un giorno in cui il filosofo torinese percorrendo trionfalmente la Toscana riposava a Pisa, e il popolo accalcato sotto il suo albergo lo chiamava incessantemente alla ringhiera, egli conducendo per mano il Centofanti fuori il balcone, gridava: ''viva Silvestro Centofanti, onore e gloria della filosofia e della eloquenza italiana''. (pp. 54-55) *{{NDR|[[Eugenio de Riso]]}} Giunto a Parigi si volse tutto agli studi; e confortato dal [[Vincenzo Gioberti|Gioberti]] e dal [[Félicité de La Mennais|La Mennais]], mise mano a un'opera nella quale tolse a dimostrare che la civiltà presente non è che lo svolgimento dell'antica civiltà latina; e che come questa fondavasi sul principio assoluto di [[proprietà]] individuale, inviolabile e libera, cosi quella non possa avere altro fondamento che la proprietà medesima cogli stessi requisiti, perfezionati dal progresso del tempo. (p. 63) *Il [[Francesco Costantino Marmocchi|Marmocchi]] coi suoi molti e svariati lavori elevò la [[geografia]] a scienza ed a storia: egli seppe uscire dalla comune schiera e scrisse così altamente e nobilmente di quel ramo di scienze naturali che vinse a parere di chi di simili materie è giudice competente, lo stesso [[Adriano Balbi]]. Il geografo Toscano esaminò i costumi, le religioni, la politica, il commercio, le forme di governo e i principali monumenti di scienze, lettere e arti dei vari popoli e degli abitanti la terra; e sono così assennate le sue considerazioni, che tante opere chiare per ogni rispetto, valsero ad assicurargli «il primo posto fra i geografi italiani ed uno dei più segnalati nel mondo scientifico.» (p. 80) *Francesco Marmocchi [...] oltre di essersi reso benemerito dell'Italia colle opere dell'ingegno, che ebbe forte e robusto, è degno di ricordanza pei principi da lui professati in ogni tempo, per la parte che ebbe negli eventi che si svolsero in Italia, e per le catture politiche da lui sofferte. Giovane ardentissimo, pieno di odio per qualunque servitù, come per qualunque tirannide, desiderava al pari d'ogni altro buoni italiano di veder libera questa diletta patria. (p. 81) *Nelle sue principali opere [[Alessio Narbone]] {{sic|diè}} prova di zelo impareggiabile, di somma perseveranza e di erudizione quasi enciclopedica da trovar paragone in quella del [[Antonio Mongitore|Mongitore]] (parliamo di Siciliani). Se non che non sempre diè a divedere retto giudizio quando d'ogni cosa facendo fascio confondeva grandi ingegni e scrittorucci da gazzetta, opere insigni e carte imbrattate d'inchiostro, e quando con poco sano criterio affogava in un mare di erudizione i suoi lettori. (p. 90) *[...] nessuno oserà negare al Narbone profonda conoscenza della latina letteratura e della siciliana, e pazienza ineffabile nell'andare raccogliendo per le pubbliche e private biblioteche tutti i documenti dei quali arricchì le sue opere, lavoro ingrato e fastidioso che avrebbe {{sic|sgomentito}} ogni altro più pertinace ingegno. (p. 90) *Il Narbone fu professore per più di quarant'anni, e il suo particolare zelo gli procacciò la stima di quei giovani pei quali non risparmiò a cure assidue e a {{sic|sagrifici}} d'ogni maniera. Delle sue opinioni politiche non ne facciamo gran conto: chi appartiene a quella [[Compagnia di Gesù|compagnia]] non può desiderare la prosperità della patria e tanto più la sua libertà; il Narbone come rara eccezione, forse preoccupato dai suoi studî, non tolse sopra di sé gli impacci politici dei suoi confratelli. I Siciliani che non si credono a nessuno secondi nell'onorare i loro concittadini, solo perché gesuita, hanno dimenticato il Narbone. Ormai è tempo che si rendesse piena sebbene postuma giustizia alla memoria di tant'uomo!... (p. 91) *Il [[Atto Vannucci|Vannucci]] vive tranquillo lungi da ''ogni e qualunque'' fazione. Non chiese mai, non chiede nulla a nessuno. La sola cosa a cui aspiri con tutto l'ardore dell'anima è di vivere tanto da vedere questa diletta Italia ridotta in una sola famiglia libera e indipendente, senza croati e senza tiranni, e padrona di credere e governarsi come vorrà. (p. 153) *{{NDR|[[Valerio Villareale]]}} Egli è per avventura il più grande scultore di cui nell'età moderna possa andar superba la Sicilia. Uomo di un estro portentoso ma di un gusto raffinatissimo, seppe tanto alto levarsi che gli artisti suoi contemporanei poterono appena seguirlo da lontano. (p. 160) *{{NDR|Valerio Villareale}} Il [[Classicismo (arte)|classicismo]] vanta in lui uno dei più sviscerati cultori, e il [[Antonio Canova|Canova]], ci si perdoni la frase, la sua lancia spezzata [...]. (p. 160) *[...] se il Villareale non seppe dare una spinta all'arte, come con tanto senno e maestria fece il [[Lorenzo Bartolini|Bartolini]], non segui pedantescamente le orme dell'[[Antonio Canova|immortal Possagnese]], quando si mise ad ereditare da lui il ben inteso studio delle greche sculture. Senzaché avesse dato alle opere sue quelle forme estremamente rotondeggianti che sono dote tutta particolare del Canoviano scalpello, il Villareale si attenne più alla natura e al vero: ciò che fu merito sommo per lui che, vivendo in un secolo di decadenza dell'arte ebbe l'abilità di cooperare alla sua restaurazione, col rimettere in onore l'antico grecismo il quale, dopo d'avere informato il divin [[Michelangelo Buonarroti|Michelangiolo]], fu messo da canto per dar luogo al [[Barocco|barocchismo]] e ai deliri del seicento. (p. 160) *{{NDR|[[Ferdinando Zannetti]]}} Avvenuta la restaurazione fu uno dei pochi i quali, sdegnati contro la nuova tirannide e gli oppressori della giustizia e della ragion di libertà, si deponessero dalla carica, e protestassero contro l'invasione degli austriaci in [[Granducato di Toscana|Toscana]]. Quando [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo II]] a titolo di gratitudine conferì le insegne del merito di S. Giuseppe a quanti gli si erano conservati fedeli nell'avversa fortuna, egli sentendosi come contaminato da una onorificenza che gli fosse comune col D'Aspre, col Laugier e col Radetzky, si spogliava tosto delle decorazioni ricevute l'anno avanti qual benemerito della patria, e unitamente al dottor Barellai, rimandavale al Granduca: per tal atto era rimosso dalla cattedra, e diventava segno alle più abbiette persecuzioni del Governo. (pp. 164-165) *Nel 1862, quando [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] ferito veniva trasportato al Varignano<ref>Nell'ospedale della fortezza di Varignano, fu ospitato, nel 1862, Giuseppe Garibaldi ferito nello scontro con l'esercito piemontese all'Aspromonte.</ref>, il Zannetti, appena richiesto, accorreva a prestar le sue forze e il suo sapere alla cura di quel grande. Faceva parte di tutti i consulti medici tenuti al Varignano, alla Spezia e a Pisa ed il giorno 22 novembre estraeva egli stesso la palla incuneata nell'estremità inferiore della tibia, con una semplice ''pinzetta a medicatura''. (pp. 165-166) *Uomo onesto, integerrimo, filantropo, Ferdinando Zannetti può andar lieto della universale stima e simpatia. L'opera sua come medico e chirurgo è dispensata ai poveri con sentita e cristiana carità. La sua casa è aperta ogni giorno, e in tutte l'ore agli ammalati che riceve, cura e spesso soccorre gratuitamente, talvolta anche a scapito della sua salute e del suo interesse. (p. 167) *[[Antonio Mordini|Mordini]], come tutti gli uomini di provato patriottismo, è stato segno a vili ed ignobili calunnie. Vi fu chi osò scrivere ch'egli era per impazzar dalla gioia nel sentirsi nominare ministro nel Governo provvisorio, e che la sua amministrazione non era che una scuola di licenza e di obbrobriosa vanità. A noi sembra in vero cosa superflua il difendere qui il Mordini da cosi bassi attacchi. Il suo nome è oramai caro agli Italiani i quali riconoscono in lui uno dei più ardenti propugnatori dei sacri diritti della patria. (pp. 180-181) *Quando si sparse la nuova della miracolosa entrata di [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] in Palermo, Antonio Mordini partì per la Sicilia; solo e sotto nome finto sbarcò a Messina, ch'era tuttavia in potere dei {{sic|borboniani}}, e traversando l'isola, raggiunse a Palermo il Dittatore {{NDR|Garibaldi}}. Egli fu immediatamente<ref>Nel testo "immediatatamente".</ref> nominato col grado di colonnello, Presidente del Consiglio di Guerra, poi Auditor Generale dell'esercito meridionale; il dì 16 settembre accompagnò da Napoli a Palermo il Dittatore; il dì appresso fu nominato Prodittatore in Sicilia.<br>Nell'assumere sì grave incarico egli seppe con senno politico, e sentito il patriottismo, acquistarsi la simpatia della popolazione, e il dì 19 ottobre 1860 il Consiglio Comunale di Palermo gli conferì ad unanime voto la cittadinanza. Nullameno si rimproverarono al Mordini alcuni errori, tra' quali una soverchia facilità nel largire gl'impieghi; facilità da rimproverar meglio, crediamo, a qualcuno dei suoi consiglieri. (pp. 181-182) *{{NDR|[[Giuseppe Ricciardi]]}} Eletto nel 1861 deputato al Parlamento {{NDR|italiano}}, egli prese il posto nell'estrema sinistra. Ha insistito più volte per la traslocazione a [[Napoli]] della capitale provvisoria d'Italia. Ciò {{sic|ha}} spiaciuto a molti, e gli stessi suoi colleghi della sinistra non son mica tutti d'accordo con lui su tal riguardo. Nullameno nessuno ha osato accusare il Ricciardi di municipalismo; tutti conoscono le sue idee eminentemente unitarie. Egli appartiene a quel numero di uomini, nei quali è vecchia la fede unitaria, e che furono tacciati un tempo di utopisti da molti di quegli stessi che oggi siedono alla destra, e che si chiamano unitari. (pp. 188-189) ==''Nuovi profili biografici di contemporanei italiani''== *Come giornalista può il [[Ruggiero Bonghi|Bonghi]] essere stato poco simpatico a' retrogradi lettori del ''Nazionale'', da lui andato a fondare in Napoli prima che Garibaldi passasse sul Continente, per promuovere l'unità d'Italia ed aspettare la caduta del Borbone. Può esserlo stato agli oppositori della ''Stampa'' da lui diretta in Milano dal 1862 alla fine del 1864; come forse lo è a quelli della ''Perseveranza'', giornale che da un anno animosamente dirige. Ma come [[Ellenista (studioso)|grecista]] e come [[letterato]] non sappiamo chi possa dirne male o contrastarne i meriti non pochi. (p. 21) *''La Vita e i tempi di [[Valentino Pasini]]'' (Firenze, Barbera 1867) è l'ultimo libro di grossa mole dato in luce dal Bonghi, cui se osservazione alcuna potesse farsi non andrebbe taciuto che lo avere speso tante pagine per un personaggio che non è stato poi il più significante di questo secolo scema ad esse quel merito che intrinsecamente hanno e che darebbero a divedere se consacrate ad uomo più universalmente conosciuto, se non più degnamente apprezzato. Ciò nulla di meno, tale qual'è, la narrazione del Bonghi si fa leggere e gustare. È la storia veneta di questi ultimi trent'anni, vivace, caustica, spigliata amenamente scritta. I documenti ne sono d'un valore inestimabile, senza che per altro nell'aridità traducano la materia, non lontana forse come monografia, dal ritrarre i pregi e i difetti di questo genere di componimenti. Le cose d'Italia vi sono guardate dall'altezza non saputa raggiungere da certi pubblicisti d'oggi; e qualche ritratto di uomo più o meno politico mette in pensiero chi legge con particolare interesse. (p. 23) *Certo che se il Bonghi vedesse le cose nostre coll'occhio onde le vedono tanti altri, maggiore sarebbe la simpatia che godrebbe appo i liberali che a raggiungere la completa indipendenza della Penisola da lui proclamata e difesa mezzi differenti vorrebbero adoperati. (p. 24) *[[Guglielmo Gasparrini]] parve fatto per le scienze naturali, {{sic|impercioché}} cosi vi si sentisse trasportato, e con tale ardore vi attendesse che, molto prima di toccare il quarto lustro di sua età, conseguì laurea di medicina {{sic|veterenaria}} (1823); non senza aver sofferto, causa la partecipazione a' [[Moti del 1820-1821|rivolgimenti del 1820]], le molestie della polizia borbonica [...]. (p. 70) *I lavori del Gasparrini [...] rivelano il loro carattere della profondità, trasfusovi dallo ingegno del loro autore e dal lavoro diuturno e costante, figlio della profonda convinzione del vero e del genio. Ei non consacrava mai meno di cinque ore al giorno al microscopio: ed in quasi tutt'i giorni di sua vita. (p. 72) *Passeggiando pe' corsi più popolati di Roma, accade talvolta d'imbattersi in un vecchio dalla larga e spaziosa fronte, da' bianchi capelli, dagli occhi pieni d'amore il quale, paralizzato del lato destro, in compagnia d'una bambina, tratto tratto si fermi quando di fronte ad uno di quegli eterni monumenti, quando dinnanzi ad uno spaccio di fotografie a contemplare con estasi le copie de' capolavori antichi e moderni. Quel vecchio è oggi una gloria delle arti europee; che col [[Luigi Calamatta|Calamatta]], altra gloria vivente, e col [[Pietro Mancion|Mancion]] suoi contemporanei, concittadini, e forse condiscepoli, mantiene a Roma sopra ogni altra città il primato della [[incisione]]; è il cittadino onesto a tutta {{sic|pruova}}, il maestro affettuoso, l'ottimo padre di famiglia, [[Paolo Mercuri]]. (p. 112) ==Citazioni su Giuseppe Pitrè== *Anche i palermitani non si sono mai considerati abitanti di una città. Giuseppe Pitrè nel 1904, in ''Palermo cento e più anni fa'', avendo colto questo, scriveva che [[Palermo]] era divisa in tanti quartieri, tutti fortemente caratterizzati; ognuno aveva il suo stemma, la sua santa patrona, prediligeva certe attività, esprimeva un certo comportamento; inoltre, in questi quartieri-paese era presente un campanilismo accentuato che sfociava spesso in violente risse. ([[Lillo Gullo e Tano Gullo]]) *Il Pitrè rimase legato e come rapito nello studio dell'anima popolare. E la memoria portentosa gli si venne a ora a ora popolando delle vive immagini della vita, in cui cotesta anima si riversa, pronte a risorgere nella fantasia, palpitanti della loro vita primitiva, oggetto di estetica contemplazione anzi che di analisi storica e di giudizio. Chi ha letto il suo studio sugli ''Esseri soprannaturali e maravigliosi'' nelle credenze popolari siciliane, ricorderà il vivo ritratto che vi si fa dello strano e pur tanto caratteristico culto per «le anime dei corpi decollati», ossia dei giustiziati, che diventano genii benefici, autori dei più generosi prodigi, e ricevono perciò preghiere di {{sic|divoti}}, offerte ed ''ex-voto''; e chiese speciali sono loro dedicate. ([[Giovanni Gentile]]) *Uno dei più belli studi del Pitrè è quello su ''Le tradizioni cavalleresche popolari in Sicilia'', pubblicato la prima volta nella ''Romania''; nel quale l'interesse storico e scientifico derivante dalla novità e copia delle notizie è singolarmente accresciuto dalla vivezza drammatica della vita popolare, in cui il Pitrè raccolse con laboriose indagini il suo materiale: in guisa che le tradizioni ci vengono rappresentate nel vivo contorno spirituale, nel quale esse fioriscono da secoli e si perpetuano; e quel [[Teatro di figura|teatro delle marionette]] (o ''opra di li pupi'', come lo dice il popolo di Sicilia), spregiato come luogo e spettacolo plebeo dai signori di Palermo, si illumina nelle pagine del Pitrè di una luce poetica. E in mezzo alla più schietta commozione di simpatia spunta appena qua e là un lieve e discreto accenno di umorismo. ([[Giovanni Gentile]]) ===[[Giuseppe Cocchiara]]=== *Convinto che il popolo non è né un mito né una chimera, perché esso è fatto di uomini che soffrono e che creano, di ingegni elementari ed ingenui ma poetici, il Pitrè, per la raccolta stessa del suo materiale, doveva necessariamente rivolgere il suo sguardo allo studio del [[dialetto]]. Gli aveva scritto il Müller che le novelle vanno raccolte con le ''ipsissima verba'' del narratore. E nel Müller c'era evidentemente una preoccupazione, peraltro giustificatissima, di carattere [[Filologia|filologico]]. Ma il Pitrè, pur avendo questa preoccupazione, non cercò pure di affrontare il problema estetico del linguaggio dialettale? E quale fu il metodo che egli seguì nella trascrizione dei testi?<br>Nella prima edizione dei ''Canti popolari'' egli non si pone ancora, con la dovuta chiarezza, questo problema, tanto è vero, e lo afferma egli stesso nella seconda edizione "la grafia allora non tutta esatta è adesso mirabilmente migliorata {{sic|conformente}} ai caratteri delle singole parlate per quanto queste siano rappresentabili con l'alfabeto ordinario". Ma, nel periodo che va dalla prima edizione dei ''Canti'' alla pubblicazione delle ''Fiabe'', la grafia del dialetto, o meglio delle varie parlate siciliane, costituì per lui, autodidatta com'era, un impegno che egli assunse con sé stesso. *Destinata soprattutto ad illustrare la storia della sua isola, l'opera del Pitrè è stata ed è spesso giudicata di un valore e di un significato limiti ai luoghi ove lo studioso visse ed operò. Sta di fatto che il Pitrè appartiene alla schiera di quegli Italiani (Bartoli, Carducci, D'Ancona, Comparetti, Rajna, Nigra ecc.) i quali seppero creare un movimento di studi che come è stato ben osservato "non aveva nulla di arbitrario, di occasionale, di regionale o municipalistico" ma che, anzi, si richiamava "a una comune missione nazionale ed europea". Era, precisamente, "tutta la filosofia del [[romanticismo]] che maturava in questo loro atteggiamento e in questi loro propositi nuovi di studi" <ref>L. Russo, ''Ritratti e disegni storici dal Machiavelli al Carducci'', Bari, 1937, p. 399. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. *Nessun'altra professione [...] era più adatta di quella del [[medico]] per conciliare le esigenze della sua vita materiale con la spirituale. Il medico è il confessore dei suoi pazienti. A lui si schiudono le porte delle case, si aprono le anime, si avvicinano i cuori. E al Pitrè interessava appunto questo contatto; con le anime, questo incontro con i cuori. Non ci fu casa, a Palermo o in provincia, da dove egli non sia uscito con un appunto riguardante la vita del popolo.<br>Nella professione di medico, il Pitrè rivelò un vivo senso di responsabilità e una vigile coscienza di studioso. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Giuseppe Pitrè, ''[https://archive.org/details/bub_gb_FvEBUyFKjGEC/page/n5/mode/1up Profili biografici di contemporanei italiani]'', Stabilimento tipografico di Francesco Lao, Palermo, 1864. *Giuseppe Pitrè, ''[https://archive.org/details/bub_gb_7n4OQCS5Y_0C/page/n7/mode/1up Nuovi profili biografici di contemporanei italiani]'', Tipografia A. Di Cristina, Palermo, 1868. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pitrè, Giuseppe}} [[Categoria:Antropologi italiani]] [[Categoria:Medici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 78czsg62v5tq1m6fe1fef5epcq37exy 1409384 1409378 2026-04-03T13:22:18Z Gaux 18878 /* Nuovi profili biografici di contemporanei italiani */ Mercuri: ritratto di padre da Capistrano 1409384 wikitext text/x-wiki [[File:Giuseppe Pitre.jpg|thumb|Giuseppe Pitrè]] '''Giuseppe Pitrè''' o '''Pitré''' (1841 – 1916), scrittore, medico e antropologo italiano. ==Citazioni di Giuseppe Pitrè== *Il [[cicisbeo]] era sempre in pieno esercizio in molte case signorili, in quelle specialmente dove la cascaggine degli zerbinotti e le smancerie dei ganimedi si credevano così innocue da limitarsi a leziosi inchini, e, tutt'al più, a languide occhiate. Se qualche puritano ne faceva le meraviglie, c'erano i non puritani, persone di mondo, che trovavano opportuno lasciar fare.<br>Alla fin fine, che cosa e il cicisbeo se non un cavaliere della galanteria, che volontariamente si rassegna ai capricci d'una bella o duna brutta dama? Come ellera all'albero, così egli si attacca a lei; né l'abbandona mai quando ella esce per la messa, per le prediche, per le passeggiate; quando va al giuoco, ai ricevimenti, agli spettacoli. Ella non sa far nulla senza l'amico, e se deve vestirsi non manca dell'aiuto di lui, sollecito a legarle le scarpine, e ad affibbiarle o sfibbiarle le vesti.<ref>Da ''[https://archive.org/details/pitre-palermo-nel-settecento/mode/1up Palermo nel Settecento]]'', Remo Sandron - Editore, 1916, cap. XIV, pp. 263-264.</ref> *{{NDR|Su [[Pietro Fullone]]}} Il Fullone del popolo è un facilissimo improvvisatore, che manifesta in un verso solo ogni suo giudizio ed esaurisce in un'ottava interi concetti; l'altro un poeta di riflessione, che conosce e adopera come ogni altro letterato la forma nobile e dignitosa.<ref>Da ''Studi di poesia popolare'' (III vol. della ''Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane''), citato in Petru Fudduni, ''Puisì e Cuntrasti in Sicilianu'', Illustrazioni di Mario Viola, Antares Editrice, Palermo, 1995, p. 10. </ref> *La credenza del [[Licantropo|lupo mannaro]] è comunissima in Sicilia, e non v'è città o paesello che non parli di quest'essere soprannaturale e quasi misterioso.<ref>Da ''[https://ia801705.us.archive.org/19/items/operecompletedig17pitr/operecompletedig17pitr.pdf Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano]'', vol. IV, G. Barbèra Editore, Firenze, 1952, p. 239.</ref> *[...] più gradito di qualunque altro cibo carnevalesco è il ''[[cannolo siciliano|cannòlu]]'', boccone ghiotto di popolani, di borghesi e di nobili, desiderato da poveri e da ricchi. Il ''cannòlu'' è un cialdone pieno, una pasta dolciastra fritta e tenerissima, accartocciata a forma di grosso cannello o bocciuolo, che si riempie di una squisita crema di latte, zucchero o giulebbe, cioccolata, pistacchio ed altri simili ingredienti. Senza il ''cannòlu'' che cosa è il banchetto carnevalesco se non un mangiar senza bere, un murare a secco, lo stare al buio in una conversazione? [...] Il cannolo è l'ultima portata, è la corona del pranzo carnevalesco.<ref>Da ''Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano: {{small|raccolti e descritti da Giuseppe Pitrè}}'', vol. I, Libreria Pedone Lauriel, Palermo, 1889, [https://books.google.it/books?id=e2aBAAAAMAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA76#v=onepage&q&f=false p. 77].</ref> *{{NDR|A Francesco Paolo Frontini}} Tra gli artisti e compositori dell'Isola voi siete, se non il solo, uno dei pochissimi che comprendono la bellezza e la grazia delle melodie del popolo. Pur componendone di belle e di graziose, Voi sapete apprezzare queste vaghe e dolci reliquie d'un passato che non ebbe storia, e serbate a durevole monumento, delle note piene di sentimento squisito e di candore verginale. Altri non penserà neppure a ringraziarvi dell'opera patriottica da voi compiuta; io Vi ammiro. Parole, sentite e quasi solenni.<ref>Citato in ''[http://frontini.altervista.org/canti_siciliani.htm]''.</ref> ==''Profili biografici di contemporanei italiani''== *L'[[Aleardo Aleardi|Aleardi]] come poeta occupa un posto ben meritato nella lirica italiana; egli non rassomiglia ad altri che a sé stesso ed ha una scuola tutta propria.<br>Nei suoi versi, che sempre sono l'espressione del cuore, ha mostrato tanta fiducia che nessuno potrebbe averla maggiore. Si direbbe di lui quello che fu detto del Giovenale {{sic|Pesciatino}}, il quale «elevando la fede nella virtù, volle elevare gli uomini al culto dei nobili affetti e delle opere generose.» Virile e robusto com'è nella forma, colorito nelle immagini, non è però sempre nuovo e determinato nei suoi concetti, e talvolta pare riesca artificioso e spesso ritraente l'indole e la natura del seicento. (p. 10) *L'Aleardi per ridurre il tutto in poco, ha molto amato la poesia, la natura, gli uomini; ha molto patito per la causa della libertà; desidera il bene di tutti, e spera di morire netto di cupidigia e di altre viltà. L'Italia l'annovera tra' suoi più benemeriti figli. (pp. 10-11) *Uomo severo e quant'altri mai fedelissimo custode della dignità della vita che ha menato modesta e frugale per mantener libera, il [[Giuseppe Bianchetti|Bianchetti]] ha rinunziato ad ogni spettacolo per attendere nella sua romita stanza di [[Treviso]] ai dolci suoi studi e tenersi lontano dai rumori del mondo. Il Consiglio Comunale di quella città {{sic|elegendolo}} presidente della pubblica biblioteca provvedeva alla sua onorata sussistenza, ed innalzandogli un marmo, gli attestava la profonda gratitudine dei Trevisani. (p. 14) *Il desiderio dei viaggi non fu l'ultimo ad affacciarsi nel cuore del nostro [[Bartolomeo Borghesi|Borghesi]]; e lasciata la patria, corse l'Italia tutta, visitando musei, archivi, biblioteche, raccogliendo medaglie, libri, manoscritti ed entrando in corrispondenza col fiore degli scienziati del suo tempo. Roma, Milano, Torino, Firenze, Napoli e parecchie altre cospicue città dalla penisola lo videro più volte. Ma nel 1821 mal soffrendo il Borghesi le agitazioni politiche, né si {{sic|affacendo}} colla sua natura placida e quieta il rumore del mondo ritirar si vedea nella [[San Marino|Repubblica di S. Marino]], tenendosi occulto alle scienze per più di venti anni, nello studio della scomposta e disperala tela dei fasti della Romana Repubblica e dell'Impero. (p. 16) *In S. Marino, e propriamente sull'alto monte Titano Bartolomeo Borghesi, vero solitario della scienza, fissò l'attenzione di tutti i dotti d'Europa, i quali fecero a gara per portargli da ogni dove materie e documenti per la continuazione dei suoi ''nuovi frammenti di fasti consolari capitolini illustrati'', opera immensa, arricchita di monografie e di iscrizioni che gettano la più viva luce sopra molte epoche sconosciute della Storia Romana. Su quel monte, l'illustre Savignanese cominciò la sua estesissima corrispondenza coi primi numismatici della Francia, della Germania e di Europa tutta, e là ancora si vide circondato da allievi che da ogni parte convenivano a lui, e ripartivano col mandato di divulgare la scienza. Tutti gli si vantavano discepoli e tra essi l'epigrafista danese Olao Kelermann, [[Theodor Mommsen|Mommsen]], Hengen, des Vergers e il Renier i quali tenevano alla lor volta cattedra in Germania e in Francia. (pp. 16-17) *{{NDR|Bartolomeo Borghesi}} Questo rinomato ed insigne scrittore che tutti estimano a buon diritto il più grande [[Archeologia|archeologo]] dei tempi moderni, diede in moltissimi fogli d'Europa un'infinità di articoli di una critica impareggiabile, i quali riuniti in tanti volumi verrebbero per metà a formare il gran ''Corpus Universale inscriptionum latinarum'' che il Borghesi ebbe incarico di raccogliere e pel quale vari governi d'Europa gli diedero incoramenti, ma, a dir vero, pochissimi aiuti. (p. 17) *Gl'insulti scagliati dal [[Antonio Bresciani|Bresciani]] contro il partito garibaldino e repubblicano segnatamente, sono indegni di un uomo e più di un sacerdote, che si vuole ministro di pace e di mansuetudine, ed hanno perciò provocata l'ira di quanti amano di vero amore la patria. Il P. Bresciani da sé solo ha fatto più male all'Italia che non i più acerbi ed accaniti nemici di lei; imperocché quel suo incantevole modo di scrivere e quel vestire di una forma quasi divina le più nere menzogne, alletta, infiamma e trascina {{sic|nello errore}} i poco accorti leggitori. (p. 23) *{{NDR|Antonio Bresciani}} Se la penna di questo gesuita si fosse mostrata vera figlia d'Italia, difendendo una causa giusta, senza deridere la sventura, o, se per lo meno si fosse occupata meno della politica che delle lettere, essa rifulgerebbe di viva luce. (p. 24) *Come scrittore di Storie il [[Cesare Cantù|Cantù]] ha due requisiti: il senno storico nel giudicare, la fantasia storica nel rappresentare. Egli afferra il vero spirito di un'epoca, lo deduce dai fatti particolari e lo esprime in una forma rettamente pensata e spesso arguta; non inventa il passato, ma lo cerca con paziente studio e lo spiega quale lo concepisce; bellamente giunge l'evidenza del vero, ma talvolta non riesce preciso, determinato, compiuto, ché anzi lascia sempre qualcosa ad aspettare; nei suoi giudizi è severo, onde ben si appose chi disse che il Cantù ammira e discute, ma non è mai l'idolatra del suo eroe. (p. 31) *{{NDR|[[Giulio Carcano]]}} A 23 anni pubblicò un episodio patrio col titolo di ''Ida della Torre'', dove risplende vigoria, purezza e castità di stile, senza tener conto dell'affetto, della storia e dei principî nell'arte, che sono maestrevolmente trattati. In quest'episodio vi fu chi desiderò maggiore ispirazione e potenza poetica, più connessione nel racconto, più particolarità nella pittura dei caratteri e minor prolissità nelle descrizioni della natura. (p. 34) *Il [[Vincenzo Gioberti|Gioberti]] apprezzò grandemente l'ingegno del [[Silvestro Centofanti|Centofanti]] e nelle sue opere ricordollo con grande onore. Un giorno in cui il filosofo torinese percorrendo trionfalmente la Toscana riposava a Pisa, e il popolo accalcato sotto il suo albergo lo chiamava incessantemente alla ringhiera, egli conducendo per mano il Centofanti fuori il balcone, gridava: ''viva Silvestro Centofanti, onore e gloria della filosofia e della eloquenza italiana''. (pp. 54-55) *{{NDR|[[Eugenio de Riso]]}} Giunto a Parigi si volse tutto agli studi; e confortato dal [[Vincenzo Gioberti|Gioberti]] e dal [[Félicité de La Mennais|La Mennais]], mise mano a un'opera nella quale tolse a dimostrare che la civiltà presente non è che lo svolgimento dell'antica civiltà latina; e che come questa fondavasi sul principio assoluto di [[proprietà]] individuale, inviolabile e libera, cosi quella non possa avere altro fondamento che la proprietà medesima cogli stessi requisiti, perfezionati dal progresso del tempo. (p. 63) *Il [[Francesco Costantino Marmocchi|Marmocchi]] coi suoi molti e svariati lavori elevò la [[geografia]] a scienza ed a storia: egli seppe uscire dalla comune schiera e scrisse così altamente e nobilmente di quel ramo di scienze naturali che vinse a parere di chi di simili materie è giudice competente, lo stesso [[Adriano Balbi]]. Il geografo Toscano esaminò i costumi, le religioni, la politica, il commercio, le forme di governo e i principali monumenti di scienze, lettere e arti dei vari popoli e degli abitanti la terra; e sono così assennate le sue considerazioni, che tante opere chiare per ogni rispetto, valsero ad assicurargli «il primo posto fra i geografi italiani ed uno dei più segnalati nel mondo scientifico.» (p. 80) *Francesco Marmocchi [...] oltre di essersi reso benemerito dell'Italia colle opere dell'ingegno, che ebbe forte e robusto, è degno di ricordanza pei principi da lui professati in ogni tempo, per la parte che ebbe negli eventi che si svolsero in Italia, e per le catture politiche da lui sofferte. Giovane ardentissimo, pieno di odio per qualunque servitù, come per qualunque tirannide, desiderava al pari d'ogni altro buoni italiano di veder libera questa diletta patria. (p. 81) *Nelle sue principali opere [[Alessio Narbone]] {{sic|diè}} prova di zelo impareggiabile, di somma perseveranza e di erudizione quasi enciclopedica da trovar paragone in quella del [[Antonio Mongitore|Mongitore]] (parliamo di Siciliani). Se non che non sempre diè a divedere retto giudizio quando d'ogni cosa facendo fascio confondeva grandi ingegni e scrittorucci da gazzetta, opere insigni e carte imbrattate d'inchiostro, e quando con poco sano criterio affogava in un mare di erudizione i suoi lettori. (p. 90) *[...] nessuno oserà negare al Narbone profonda conoscenza della latina letteratura e della siciliana, e pazienza ineffabile nell'andare raccogliendo per le pubbliche e private biblioteche tutti i documenti dei quali arricchì le sue opere, lavoro ingrato e fastidioso che avrebbe {{sic|sgomentito}} ogni altro più pertinace ingegno. (p. 90) *Il Narbone fu professore per più di quarant'anni, e il suo particolare zelo gli procacciò la stima di quei giovani pei quali non risparmiò a cure assidue e a {{sic|sagrifici}} d'ogni maniera. Delle sue opinioni politiche non ne facciamo gran conto: chi appartiene a quella [[Compagnia di Gesù|compagnia]] non può desiderare la prosperità della patria e tanto più la sua libertà; il Narbone come rara eccezione, forse preoccupato dai suoi studî, non tolse sopra di sé gli impacci politici dei suoi confratelli. I Siciliani che non si credono a nessuno secondi nell'onorare i loro concittadini, solo perché gesuita, hanno dimenticato il Narbone. Ormai è tempo che si rendesse piena sebbene postuma giustizia alla memoria di tant'uomo!... (p. 91) *Il [[Atto Vannucci|Vannucci]] vive tranquillo lungi da ''ogni e qualunque'' fazione. Non chiese mai, non chiede nulla a nessuno. La sola cosa a cui aspiri con tutto l'ardore dell'anima è di vivere tanto da vedere questa diletta Italia ridotta in una sola famiglia libera e indipendente, senza croati e senza tiranni, e padrona di credere e governarsi come vorrà. (p. 153) *{{NDR|[[Valerio Villareale]]}} Egli è per avventura il più grande scultore di cui nell'età moderna possa andar superba la Sicilia. Uomo di un estro portentoso ma di un gusto raffinatissimo, seppe tanto alto levarsi che gli artisti suoi contemporanei poterono appena seguirlo da lontano. (p. 160) *{{NDR|Valerio Villareale}} Il [[Classicismo (arte)|classicismo]] vanta in lui uno dei più sviscerati cultori, e il [[Antonio Canova|Canova]], ci si perdoni la frase, la sua lancia spezzata [...]. (p. 160) *[...] se il Villareale non seppe dare una spinta all'arte, come con tanto senno e maestria fece il [[Lorenzo Bartolini|Bartolini]], non segui pedantescamente le orme dell'[[Antonio Canova|immortal Possagnese]], quando si mise ad ereditare da lui il ben inteso studio delle greche sculture. Senzaché avesse dato alle opere sue quelle forme estremamente rotondeggianti che sono dote tutta particolare del Canoviano scalpello, il Villareale si attenne più alla natura e al vero: ciò che fu merito sommo per lui che, vivendo in un secolo di decadenza dell'arte ebbe l'abilità di cooperare alla sua restaurazione, col rimettere in onore l'antico grecismo il quale, dopo d'avere informato il divin [[Michelangelo Buonarroti|Michelangiolo]], fu messo da canto per dar luogo al [[Barocco|barocchismo]] e ai deliri del seicento. (p. 160) *{{NDR|[[Ferdinando Zannetti]]}} Avvenuta la restaurazione fu uno dei pochi i quali, sdegnati contro la nuova tirannide e gli oppressori della giustizia e della ragion di libertà, si deponessero dalla carica, e protestassero contro l'invasione degli austriaci in [[Granducato di Toscana|Toscana]]. Quando [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo II]] a titolo di gratitudine conferì le insegne del merito di S. Giuseppe a quanti gli si erano conservati fedeli nell'avversa fortuna, egli sentendosi come contaminato da una onorificenza che gli fosse comune col D'Aspre, col Laugier e col Radetzky, si spogliava tosto delle decorazioni ricevute l'anno avanti qual benemerito della patria, e unitamente al dottor Barellai, rimandavale al Granduca: per tal atto era rimosso dalla cattedra, e diventava segno alle più abbiette persecuzioni del Governo. (pp. 164-165) *Nel 1862, quando [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] ferito veniva trasportato al Varignano<ref>Nell'ospedale della fortezza di Varignano, fu ospitato, nel 1862, Giuseppe Garibaldi ferito nello scontro con l'esercito piemontese all'Aspromonte.</ref>, il Zannetti, appena richiesto, accorreva a prestar le sue forze e il suo sapere alla cura di quel grande. Faceva parte di tutti i consulti medici tenuti al Varignano, alla Spezia e a Pisa ed il giorno 22 novembre estraeva egli stesso la palla incuneata nell'estremità inferiore della tibia, con una semplice ''pinzetta a medicatura''. (pp. 165-166) *Uomo onesto, integerrimo, filantropo, Ferdinando Zannetti può andar lieto della universale stima e simpatia. L'opera sua come medico e chirurgo è dispensata ai poveri con sentita e cristiana carità. La sua casa è aperta ogni giorno, e in tutte l'ore agli ammalati che riceve, cura e spesso soccorre gratuitamente, talvolta anche a scapito della sua salute e del suo interesse. (p. 167) *[[Antonio Mordini|Mordini]], come tutti gli uomini di provato patriottismo, è stato segno a vili ed ignobili calunnie. Vi fu chi osò scrivere ch'egli era per impazzar dalla gioia nel sentirsi nominare ministro nel Governo provvisorio, e che la sua amministrazione non era che una scuola di licenza e di obbrobriosa vanità. A noi sembra in vero cosa superflua il difendere qui il Mordini da cosi bassi attacchi. Il suo nome è oramai caro agli Italiani i quali riconoscono in lui uno dei più ardenti propugnatori dei sacri diritti della patria. (pp. 180-181) *Quando si sparse la nuova della miracolosa entrata di [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] in Palermo, Antonio Mordini partì per la Sicilia; solo e sotto nome finto sbarcò a Messina, ch'era tuttavia in potere dei {{sic|borboniani}}, e traversando l'isola, raggiunse a Palermo il Dittatore {{NDR|Garibaldi}}. Egli fu immediatamente<ref>Nel testo "immediatatamente".</ref> nominato col grado di colonnello, Presidente del Consiglio di Guerra, poi Auditor Generale dell'esercito meridionale; il dì 16 settembre accompagnò da Napoli a Palermo il Dittatore; il dì appresso fu nominato Prodittatore in Sicilia.<br>Nell'assumere sì grave incarico egli seppe con senno politico, e sentito il patriottismo, acquistarsi la simpatia della popolazione, e il dì 19 ottobre 1860 il Consiglio Comunale di Palermo gli conferì ad unanime voto la cittadinanza. Nullameno si rimproverarono al Mordini alcuni errori, tra' quali una soverchia facilità nel largire gl'impieghi; facilità da rimproverar meglio, crediamo, a qualcuno dei suoi consiglieri. (pp. 181-182) *{{NDR|[[Giuseppe Ricciardi]]}} Eletto nel 1861 deputato al Parlamento {{NDR|italiano}}, egli prese il posto nell'estrema sinistra. Ha insistito più volte per la traslocazione a [[Napoli]] della capitale provvisoria d'Italia. Ciò {{sic|ha}} spiaciuto a molti, e gli stessi suoi colleghi della sinistra non son mica tutti d'accordo con lui su tal riguardo. Nullameno nessuno ha osato accusare il Ricciardi di municipalismo; tutti conoscono le sue idee eminentemente unitarie. Egli appartiene a quel numero di uomini, nei quali è vecchia la fede unitaria, e che furono tacciati un tempo di utopisti da molti di quegli stessi che oggi siedono alla destra, e che si chiamano unitari. (pp. 188-189) ==''Nuovi profili biografici di contemporanei italiani''== *Come giornalista può il [[Ruggiero Bonghi|Bonghi]] essere stato poco simpatico a' retrogradi lettori del ''Nazionale'', da lui andato a fondare in Napoli prima che Garibaldi passasse sul Continente, per promuovere l'unità d'Italia ed aspettare la caduta del Borbone. Può esserlo stato agli oppositori della ''Stampa'' da lui diretta in Milano dal 1862 alla fine del 1864; come forse lo è a quelli della ''Perseveranza'', giornale che da un anno animosamente dirige. Ma come [[Ellenista (studioso)|grecista]] e come [[letterato]] non sappiamo chi possa dirne male o contrastarne i meriti non pochi. (p. 21) *''La Vita e i tempi di [[Valentino Pasini]]'' (Firenze, Barbera 1867) è l'ultimo libro di grossa mole dato in luce dal Bonghi, cui se osservazione alcuna potesse farsi non andrebbe taciuto che lo avere speso tante pagine per un personaggio che non è stato poi il più significante di questo secolo scema ad esse quel merito che intrinsecamente hanno e che darebbero a divedere se consacrate ad uomo più universalmente conosciuto, se non più degnamente apprezzato. Ciò nulla di meno, tale qual'è, la narrazione del Bonghi si fa leggere e gustare. È la storia veneta di questi ultimi trent'anni, vivace, caustica, spigliata amenamente scritta. I documenti ne sono d'un valore inestimabile, senza che per altro nell'aridità traducano la materia, non lontana forse come monografia, dal ritrarre i pregi e i difetti di questo genere di componimenti. Le cose d'Italia vi sono guardate dall'altezza non saputa raggiungere da certi pubblicisti d'oggi; e qualche ritratto di uomo più o meno politico mette in pensiero chi legge con particolare interesse. (p. 23) *Certo che se il Bonghi vedesse le cose nostre coll'occhio onde le vedono tanti altri, maggiore sarebbe la simpatia che godrebbe appo i liberali che a raggiungere la completa indipendenza della Penisola da lui proclamata e difesa mezzi differenti vorrebbero adoperati. (p. 24) *[[Guglielmo Gasparrini]] parve fatto per le scienze naturali, {{sic|impercioché}} cosi vi si sentisse trasportato, e con tale ardore vi attendesse che, molto prima di toccare il quarto lustro di sua età, conseguì laurea di medicina {{sic|veterenaria}} (1823); non senza aver sofferto, causa la partecipazione a' [[Moti del 1820-1821|rivolgimenti del 1820]], le molestie della polizia borbonica [...]. (p. 70) *I lavori del Gasparrini [...] rivelano il loro carattere della profondità, trasfusovi dallo ingegno del loro autore e dal lavoro diuturno e costante, figlio della profonda convinzione del vero e del genio. Ei non consacrava mai meno di cinque ore al giorno al microscopio: ed in quasi tutt'i giorni di sua vita. (p. 72) *Passeggiando pe' corsi più popolati di Roma, accade talvolta d'imbattersi in un vecchio dalla larga e spaziosa fronte, da' bianchi capelli, dagli occhi pieni d'amore il quale, paralizzato del lato destro, in compagnia d'una bambina, tratto tratto si fermi quando di fronte ad uno di quegli eterni monumenti, quando dinnanzi ad uno spaccio di fotografie a contemplare con estasi le copie de' capolavori antichi e moderni. Quel vecchio è oggi una gloria delle arti europee; che col [[Luigi Calamatta|Calamatta]], altra gloria vivente, e col [[Pietro Mancion|Mancion]] suoi contemporanei, concittadini, e forse condiscepoli, mantiene a Roma sopra ogni altra città il primato della [[incisione]]; è il cittadino onesto a tutta {{sic|pruova}}, il maestro affettuoso, l'ottimo padre di famiglia, [[Paolo Mercuri]]. (p. 112) *{{NDR|Il ritratto di padre da Capistrano, generale dell'Ordine dei frati minori}} Pregevolissima com'è, questa incisione rivela pienamente l'arte del Mercuri che, stanco di vedere la meccanica incisione de' Volpato e de' Morghen, volle scuotere il letargo e riunire i pregi di Marcantonio e di Alberto Duro; laonde non più tagli metodici, non più convenzione, non più contorni arcuati e andanti, non più il macchinismo onde si era stati vittima, bensì arte nobile e degna di questo nome; e Mercuri col suo bulino ha disegnato con rara purezza e ricercatezza di forma; i suoi cartoni vengono dappertutto studiati come quelli che sono veri nervosi, se pur regge il vocabolo per indicare l'opposto del floscio e dell'insipido. (p. 113) ==Citazioni su Giuseppe Pitrè== *Anche i palermitani non si sono mai considerati abitanti di una città. Giuseppe Pitrè nel 1904, in ''Palermo cento e più anni fa'', avendo colto questo, scriveva che [[Palermo]] era divisa in tanti quartieri, tutti fortemente caratterizzati; ognuno aveva il suo stemma, la sua santa patrona, prediligeva certe attività, esprimeva un certo comportamento; inoltre, in questi quartieri-paese era presente un campanilismo accentuato che sfociava spesso in violente risse. ([[Lillo Gullo e Tano Gullo]]) *Il Pitrè rimase legato e come rapito nello studio dell'anima popolare. E la memoria portentosa gli si venne a ora a ora popolando delle vive immagini della vita, in cui cotesta anima si riversa, pronte a risorgere nella fantasia, palpitanti della loro vita primitiva, oggetto di estetica contemplazione anzi che di analisi storica e di giudizio. Chi ha letto il suo studio sugli ''Esseri soprannaturali e maravigliosi'' nelle credenze popolari siciliane, ricorderà il vivo ritratto che vi si fa dello strano e pur tanto caratteristico culto per «le anime dei corpi decollati», ossia dei giustiziati, che diventano genii benefici, autori dei più generosi prodigi, e ricevono perciò preghiere di {{sic|divoti}}, offerte ed ''ex-voto''; e chiese speciali sono loro dedicate. ([[Giovanni Gentile]]) *Uno dei più belli studi del Pitrè è quello su ''Le tradizioni cavalleresche popolari in Sicilia'', pubblicato la prima volta nella ''Romania''; nel quale l'interesse storico e scientifico derivante dalla novità e copia delle notizie è singolarmente accresciuto dalla vivezza drammatica della vita popolare, in cui il Pitrè raccolse con laboriose indagini il suo materiale: in guisa che le tradizioni ci vengono rappresentate nel vivo contorno spirituale, nel quale esse fioriscono da secoli e si perpetuano; e quel [[Teatro di figura|teatro delle marionette]] (o ''opra di li pupi'', come lo dice il popolo di Sicilia), spregiato come luogo e spettacolo plebeo dai signori di Palermo, si illumina nelle pagine del Pitrè di una luce poetica. E in mezzo alla più schietta commozione di simpatia spunta appena qua e là un lieve e discreto accenno di umorismo. ([[Giovanni Gentile]]) ===[[Giuseppe Cocchiara]]=== *Convinto che il popolo non è né un mito né una chimera, perché esso è fatto di uomini che soffrono e che creano, di ingegni elementari ed ingenui ma poetici, il Pitrè, per la raccolta stessa del suo materiale, doveva necessariamente rivolgere il suo sguardo allo studio del [[dialetto]]. Gli aveva scritto il Müller che le novelle vanno raccolte con le ''ipsissima verba'' del narratore. E nel Müller c'era evidentemente una preoccupazione, peraltro giustificatissima, di carattere [[Filologia|filologico]]. Ma il Pitrè, pur avendo questa preoccupazione, non cercò pure di affrontare il problema estetico del linguaggio dialettale? E quale fu il metodo che egli seguì nella trascrizione dei testi?<br>Nella prima edizione dei ''Canti popolari'' egli non si pone ancora, con la dovuta chiarezza, questo problema, tanto è vero, e lo afferma egli stesso nella seconda edizione "la grafia allora non tutta esatta è adesso mirabilmente migliorata {{sic|conformente}} ai caratteri delle singole parlate per quanto queste siano rappresentabili con l'alfabeto ordinario". Ma, nel periodo che va dalla prima edizione dei ''Canti'' alla pubblicazione delle ''Fiabe'', la grafia del dialetto, o meglio delle varie parlate siciliane, costituì per lui, autodidatta com'era, un impegno che egli assunse con sé stesso. *Destinata soprattutto ad illustrare la storia della sua isola, l'opera del Pitrè è stata ed è spesso giudicata di un valore e di un significato limiti ai luoghi ove lo studioso visse ed operò. Sta di fatto che il Pitrè appartiene alla schiera di quegli Italiani (Bartoli, Carducci, D'Ancona, Comparetti, Rajna, Nigra ecc.) i quali seppero creare un movimento di studi che come è stato ben osservato "non aveva nulla di arbitrario, di occasionale, di regionale o municipalistico" ma che, anzi, si richiamava "a una comune missione nazionale ed europea". Era, precisamente, "tutta la filosofia del [[romanticismo]] che maturava in questo loro atteggiamento e in questi loro propositi nuovi di studi" <ref>L. Russo, ''Ritratti e disegni storici dal Machiavelli al Carducci'', Bari, 1937, p. 399. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. *Nessun'altra professione [...] era più adatta di quella del [[medico]] per conciliare le esigenze della sua vita materiale con la spirituale. Il medico è il confessore dei suoi pazienti. A lui si schiudono le porte delle case, si aprono le anime, si avvicinano i cuori. E al Pitrè interessava appunto questo contatto; con le anime, questo incontro con i cuori. Non ci fu casa, a Palermo o in provincia, da dove egli non sia uscito con un appunto riguardante la vita del popolo.<br>Nella professione di medico, il Pitrè rivelò un vivo senso di responsabilità e una vigile coscienza di studioso. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Giuseppe Pitrè, ''[https://archive.org/details/bub_gb_FvEBUyFKjGEC/page/n5/mode/1up Profili biografici di contemporanei italiani]'', Stabilimento tipografico di Francesco Lao, Palermo, 1864. *Giuseppe Pitrè, ''[https://archive.org/details/bub_gb_7n4OQCS5Y_0C/page/n7/mode/1up Nuovi profili biografici di contemporanei italiani]'', Tipografia A. Di Cristina, Palermo, 1868. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pitrè, Giuseppe}} [[Categoria:Antropologi italiani]] [[Categoria:Medici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 9l770q1xagrztp48611fv0umrn4sb7o 1409385 1409384 2026-04-03T13:25:21Z Gaux 18878 /* Nuovi profili biografici di contemporanei italiani */ wlink 1409385 wikitext text/x-wiki [[File:Giuseppe Pitre.jpg|thumb|Giuseppe Pitrè]] '''Giuseppe Pitrè''' o '''Pitré''' (1841 – 1916), scrittore, medico e antropologo italiano. ==Citazioni di Giuseppe Pitrè== *Il [[cicisbeo]] era sempre in pieno esercizio in molte case signorili, in quelle specialmente dove la cascaggine degli zerbinotti e le smancerie dei ganimedi si credevano così innocue da limitarsi a leziosi inchini, e, tutt'al più, a languide occhiate. Se qualche puritano ne faceva le meraviglie, c'erano i non puritani, persone di mondo, che trovavano opportuno lasciar fare.<br>Alla fin fine, che cosa e il cicisbeo se non un cavaliere della galanteria, che volontariamente si rassegna ai capricci d'una bella o duna brutta dama? Come ellera all'albero, così egli si attacca a lei; né l'abbandona mai quando ella esce per la messa, per le prediche, per le passeggiate; quando va al giuoco, ai ricevimenti, agli spettacoli. Ella non sa far nulla senza l'amico, e se deve vestirsi non manca dell'aiuto di lui, sollecito a legarle le scarpine, e ad affibbiarle o sfibbiarle le vesti.<ref>Da ''[https://archive.org/details/pitre-palermo-nel-settecento/mode/1up Palermo nel Settecento]]'', Remo Sandron - Editore, 1916, cap. XIV, pp. 263-264.</ref> *{{NDR|Su [[Pietro Fullone]]}} Il Fullone del popolo è un facilissimo improvvisatore, che manifesta in un verso solo ogni suo giudizio ed esaurisce in un'ottava interi concetti; l'altro un poeta di riflessione, che conosce e adopera come ogni altro letterato la forma nobile e dignitosa.<ref>Da ''Studi di poesia popolare'' (III vol. della ''Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane''), citato in Petru Fudduni, ''Puisì e Cuntrasti in Sicilianu'', Illustrazioni di Mario Viola, Antares Editrice, Palermo, 1995, p. 10. </ref> *La credenza del [[Licantropo|lupo mannaro]] è comunissima in Sicilia, e non v'è città o paesello che non parli di quest'essere soprannaturale e quasi misterioso.<ref>Da ''[https://ia801705.us.archive.org/19/items/operecompletedig17pitr/operecompletedig17pitr.pdf Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano]'', vol. IV, G. Barbèra Editore, Firenze, 1952, p. 239.</ref> *[...] più gradito di qualunque altro cibo carnevalesco è il ''[[cannolo siciliano|cannòlu]]'', boccone ghiotto di popolani, di borghesi e di nobili, desiderato da poveri e da ricchi. Il ''cannòlu'' è un cialdone pieno, una pasta dolciastra fritta e tenerissima, accartocciata a forma di grosso cannello o bocciuolo, che si riempie di una squisita crema di latte, zucchero o giulebbe, cioccolata, pistacchio ed altri simili ingredienti. Senza il ''cannòlu'' che cosa è il banchetto carnevalesco se non un mangiar senza bere, un murare a secco, lo stare al buio in una conversazione? [...] Il cannolo è l'ultima portata, è la corona del pranzo carnevalesco.<ref>Da ''Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano: {{small|raccolti e descritti da Giuseppe Pitrè}}'', vol. I, Libreria Pedone Lauriel, Palermo, 1889, [https://books.google.it/books?id=e2aBAAAAMAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA76#v=onepage&q&f=false p. 77].</ref> *{{NDR|A Francesco Paolo Frontini}} Tra gli artisti e compositori dell'Isola voi siete, se non il solo, uno dei pochissimi che comprendono la bellezza e la grazia delle melodie del popolo. Pur componendone di belle e di graziose, Voi sapete apprezzare queste vaghe e dolci reliquie d'un passato che non ebbe storia, e serbate a durevole monumento, delle note piene di sentimento squisito e di candore verginale. Altri non penserà neppure a ringraziarvi dell'opera patriottica da voi compiuta; io Vi ammiro. Parole, sentite e quasi solenni.<ref>Citato in ''[http://frontini.altervista.org/canti_siciliani.htm]''.</ref> ==''Profili biografici di contemporanei italiani''== *L'[[Aleardo Aleardi|Aleardi]] come poeta occupa un posto ben meritato nella lirica italiana; egli non rassomiglia ad altri che a sé stesso ed ha una scuola tutta propria.<br>Nei suoi versi, che sempre sono l'espressione del cuore, ha mostrato tanta fiducia che nessuno potrebbe averla maggiore. Si direbbe di lui quello che fu detto del Giovenale {{sic|Pesciatino}}, il quale «elevando la fede nella virtù, volle elevare gli uomini al culto dei nobili affetti e delle opere generose.» Virile e robusto com'è nella forma, colorito nelle immagini, non è però sempre nuovo e determinato nei suoi concetti, e talvolta pare riesca artificioso e spesso ritraente l'indole e la natura del seicento. (p. 10) *L'Aleardi per ridurre il tutto in poco, ha molto amato la poesia, la natura, gli uomini; ha molto patito per la causa della libertà; desidera il bene di tutti, e spera di morire netto di cupidigia e di altre viltà. L'Italia l'annovera tra' suoi più benemeriti figli. (pp. 10-11) *Uomo severo e quant'altri mai fedelissimo custode della dignità della vita che ha menato modesta e frugale per mantener libera, il [[Giuseppe Bianchetti|Bianchetti]] ha rinunziato ad ogni spettacolo per attendere nella sua romita stanza di [[Treviso]] ai dolci suoi studi e tenersi lontano dai rumori del mondo. Il Consiglio Comunale di quella città {{sic|elegendolo}} presidente della pubblica biblioteca provvedeva alla sua onorata sussistenza, ed innalzandogli un marmo, gli attestava la profonda gratitudine dei Trevisani. (p. 14) *Il desiderio dei viaggi non fu l'ultimo ad affacciarsi nel cuore del nostro [[Bartolomeo Borghesi|Borghesi]]; e lasciata la patria, corse l'Italia tutta, visitando musei, archivi, biblioteche, raccogliendo medaglie, libri, manoscritti ed entrando in corrispondenza col fiore degli scienziati del suo tempo. Roma, Milano, Torino, Firenze, Napoli e parecchie altre cospicue città dalla penisola lo videro più volte. Ma nel 1821 mal soffrendo il Borghesi le agitazioni politiche, né si {{sic|affacendo}} colla sua natura placida e quieta il rumore del mondo ritirar si vedea nella [[San Marino|Repubblica di S. Marino]], tenendosi occulto alle scienze per più di venti anni, nello studio della scomposta e disperala tela dei fasti della Romana Repubblica e dell'Impero. (p. 16) *In S. Marino, e propriamente sull'alto monte Titano Bartolomeo Borghesi, vero solitario della scienza, fissò l'attenzione di tutti i dotti d'Europa, i quali fecero a gara per portargli da ogni dove materie e documenti per la continuazione dei suoi ''nuovi frammenti di fasti consolari capitolini illustrati'', opera immensa, arricchita di monografie e di iscrizioni che gettano la più viva luce sopra molte epoche sconosciute della Storia Romana. Su quel monte, l'illustre Savignanese cominciò la sua estesissima corrispondenza coi primi numismatici della Francia, della Germania e di Europa tutta, e là ancora si vide circondato da allievi che da ogni parte convenivano a lui, e ripartivano col mandato di divulgare la scienza. Tutti gli si vantavano discepoli e tra essi l'epigrafista danese Olao Kelermann, [[Theodor Mommsen|Mommsen]], Hengen, des Vergers e il Renier i quali tenevano alla lor volta cattedra in Germania e in Francia. (pp. 16-17) *{{NDR|Bartolomeo Borghesi}} Questo rinomato ed insigne scrittore che tutti estimano a buon diritto il più grande [[Archeologia|archeologo]] dei tempi moderni, diede in moltissimi fogli d'Europa un'infinità di articoli di una critica impareggiabile, i quali riuniti in tanti volumi verrebbero per metà a formare il gran ''Corpus Universale inscriptionum latinarum'' che il Borghesi ebbe incarico di raccogliere e pel quale vari governi d'Europa gli diedero incoramenti, ma, a dir vero, pochissimi aiuti. (p. 17) *Gl'insulti scagliati dal [[Antonio Bresciani|Bresciani]] contro il partito garibaldino e repubblicano segnatamente, sono indegni di un uomo e più di un sacerdote, che si vuole ministro di pace e di mansuetudine, ed hanno perciò provocata l'ira di quanti amano di vero amore la patria. Il P. Bresciani da sé solo ha fatto più male all'Italia che non i più acerbi ed accaniti nemici di lei; imperocché quel suo incantevole modo di scrivere e quel vestire di una forma quasi divina le più nere menzogne, alletta, infiamma e trascina {{sic|nello errore}} i poco accorti leggitori. (p. 23) *{{NDR|Antonio Bresciani}} Se la penna di questo gesuita si fosse mostrata vera figlia d'Italia, difendendo una causa giusta, senza deridere la sventura, o, se per lo meno si fosse occupata meno della politica che delle lettere, essa rifulgerebbe di viva luce. (p. 24) *Come scrittore di Storie il [[Cesare Cantù|Cantù]] ha due requisiti: il senno storico nel giudicare, la fantasia storica nel rappresentare. Egli afferra il vero spirito di un'epoca, lo deduce dai fatti particolari e lo esprime in una forma rettamente pensata e spesso arguta; non inventa il passato, ma lo cerca con paziente studio e lo spiega quale lo concepisce; bellamente giunge l'evidenza del vero, ma talvolta non riesce preciso, determinato, compiuto, ché anzi lascia sempre qualcosa ad aspettare; nei suoi giudizi è severo, onde ben si appose chi disse che il Cantù ammira e discute, ma non è mai l'idolatra del suo eroe. (p. 31) *{{NDR|[[Giulio Carcano]]}} A 23 anni pubblicò un episodio patrio col titolo di ''Ida della Torre'', dove risplende vigoria, purezza e castità di stile, senza tener conto dell'affetto, della storia e dei principî nell'arte, che sono maestrevolmente trattati. In quest'episodio vi fu chi desiderò maggiore ispirazione e potenza poetica, più connessione nel racconto, più particolarità nella pittura dei caratteri e minor prolissità nelle descrizioni della natura. (p. 34) *Il [[Vincenzo Gioberti|Gioberti]] apprezzò grandemente l'ingegno del [[Silvestro Centofanti|Centofanti]] e nelle sue opere ricordollo con grande onore. Un giorno in cui il filosofo torinese percorrendo trionfalmente la Toscana riposava a Pisa, e il popolo accalcato sotto il suo albergo lo chiamava incessantemente alla ringhiera, egli conducendo per mano il Centofanti fuori il balcone, gridava: ''viva Silvestro Centofanti, onore e gloria della filosofia e della eloquenza italiana''. (pp. 54-55) *{{NDR|[[Eugenio de Riso]]}} Giunto a Parigi si volse tutto agli studi; e confortato dal [[Vincenzo Gioberti|Gioberti]] e dal [[Félicité de La Mennais|La Mennais]], mise mano a un'opera nella quale tolse a dimostrare che la civiltà presente non è che lo svolgimento dell'antica civiltà latina; e che come questa fondavasi sul principio assoluto di [[proprietà]] individuale, inviolabile e libera, cosi quella non possa avere altro fondamento che la proprietà medesima cogli stessi requisiti, perfezionati dal progresso del tempo. (p. 63) *Il [[Francesco Costantino Marmocchi|Marmocchi]] coi suoi molti e svariati lavori elevò la [[geografia]] a scienza ed a storia: egli seppe uscire dalla comune schiera e scrisse così altamente e nobilmente di quel ramo di scienze naturali che vinse a parere di chi di simili materie è giudice competente, lo stesso [[Adriano Balbi]]. Il geografo Toscano esaminò i costumi, le religioni, la politica, il commercio, le forme di governo e i principali monumenti di scienze, lettere e arti dei vari popoli e degli abitanti la terra; e sono così assennate le sue considerazioni, che tante opere chiare per ogni rispetto, valsero ad assicurargli «il primo posto fra i geografi italiani ed uno dei più segnalati nel mondo scientifico.» (p. 80) *Francesco Marmocchi [...] oltre di essersi reso benemerito dell'Italia colle opere dell'ingegno, che ebbe forte e robusto, è degno di ricordanza pei principi da lui professati in ogni tempo, per la parte che ebbe negli eventi che si svolsero in Italia, e per le catture politiche da lui sofferte. Giovane ardentissimo, pieno di odio per qualunque servitù, come per qualunque tirannide, desiderava al pari d'ogni altro buoni italiano di veder libera questa diletta patria. (p. 81) *Nelle sue principali opere [[Alessio Narbone]] {{sic|diè}} prova di zelo impareggiabile, di somma perseveranza e di erudizione quasi enciclopedica da trovar paragone in quella del [[Antonio Mongitore|Mongitore]] (parliamo di Siciliani). Se non che non sempre diè a divedere retto giudizio quando d'ogni cosa facendo fascio confondeva grandi ingegni e scrittorucci da gazzetta, opere insigni e carte imbrattate d'inchiostro, e quando con poco sano criterio affogava in un mare di erudizione i suoi lettori. (p. 90) *[...] nessuno oserà negare al Narbone profonda conoscenza della latina letteratura e della siciliana, e pazienza ineffabile nell'andare raccogliendo per le pubbliche e private biblioteche tutti i documenti dei quali arricchì le sue opere, lavoro ingrato e fastidioso che avrebbe {{sic|sgomentito}} ogni altro più pertinace ingegno. (p. 90) *Il Narbone fu professore per più di quarant'anni, e il suo particolare zelo gli procacciò la stima di quei giovani pei quali non risparmiò a cure assidue e a {{sic|sagrifici}} d'ogni maniera. Delle sue opinioni politiche non ne facciamo gran conto: chi appartiene a quella [[Compagnia di Gesù|compagnia]] non può desiderare la prosperità della patria e tanto più la sua libertà; il Narbone come rara eccezione, forse preoccupato dai suoi studî, non tolse sopra di sé gli impacci politici dei suoi confratelli. I Siciliani che non si credono a nessuno secondi nell'onorare i loro concittadini, solo perché gesuita, hanno dimenticato il Narbone. Ormai è tempo che si rendesse piena sebbene postuma giustizia alla memoria di tant'uomo!... (p. 91) *Il [[Atto Vannucci|Vannucci]] vive tranquillo lungi da ''ogni e qualunque'' fazione. Non chiese mai, non chiede nulla a nessuno. La sola cosa a cui aspiri con tutto l'ardore dell'anima è di vivere tanto da vedere questa diletta Italia ridotta in una sola famiglia libera e indipendente, senza croati e senza tiranni, e padrona di credere e governarsi come vorrà. (p. 153) *{{NDR|[[Valerio Villareale]]}} Egli è per avventura il più grande scultore di cui nell'età moderna possa andar superba la Sicilia. Uomo di un estro portentoso ma di un gusto raffinatissimo, seppe tanto alto levarsi che gli artisti suoi contemporanei poterono appena seguirlo da lontano. (p. 160) *{{NDR|Valerio Villareale}} Il [[Classicismo (arte)|classicismo]] vanta in lui uno dei più sviscerati cultori, e il [[Antonio Canova|Canova]], ci si perdoni la frase, la sua lancia spezzata [...]. (p. 160) *[...] se il Villareale non seppe dare una spinta all'arte, come con tanto senno e maestria fece il [[Lorenzo Bartolini|Bartolini]], non segui pedantescamente le orme dell'[[Antonio Canova|immortal Possagnese]], quando si mise ad ereditare da lui il ben inteso studio delle greche sculture. Senzaché avesse dato alle opere sue quelle forme estremamente rotondeggianti che sono dote tutta particolare del Canoviano scalpello, il Villareale si attenne più alla natura e al vero: ciò che fu merito sommo per lui che, vivendo in un secolo di decadenza dell'arte ebbe l'abilità di cooperare alla sua restaurazione, col rimettere in onore l'antico grecismo il quale, dopo d'avere informato il divin [[Michelangelo Buonarroti|Michelangiolo]], fu messo da canto per dar luogo al [[Barocco|barocchismo]] e ai deliri del seicento. (p. 160) *{{NDR|[[Ferdinando Zannetti]]}} Avvenuta la restaurazione fu uno dei pochi i quali, sdegnati contro la nuova tirannide e gli oppressori della giustizia e della ragion di libertà, si deponessero dalla carica, e protestassero contro l'invasione degli austriaci in [[Granducato di Toscana|Toscana]]. Quando [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo II]] a titolo di gratitudine conferì le insegne del merito di S. Giuseppe a quanti gli si erano conservati fedeli nell'avversa fortuna, egli sentendosi come contaminato da una onorificenza che gli fosse comune col D'Aspre, col Laugier e col Radetzky, si spogliava tosto delle decorazioni ricevute l'anno avanti qual benemerito della patria, e unitamente al dottor Barellai, rimandavale al Granduca: per tal atto era rimosso dalla cattedra, e diventava segno alle più abbiette persecuzioni del Governo. (pp. 164-165) *Nel 1862, quando [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] ferito veniva trasportato al Varignano<ref>Nell'ospedale della fortezza di Varignano, fu ospitato, nel 1862, Giuseppe Garibaldi ferito nello scontro con l'esercito piemontese all'Aspromonte.</ref>, il Zannetti, appena richiesto, accorreva a prestar le sue forze e il suo sapere alla cura di quel grande. Faceva parte di tutti i consulti medici tenuti al Varignano, alla Spezia e a Pisa ed il giorno 22 novembre estraeva egli stesso la palla incuneata nell'estremità inferiore della tibia, con una semplice ''pinzetta a medicatura''. (pp. 165-166) *Uomo onesto, integerrimo, filantropo, Ferdinando Zannetti può andar lieto della universale stima e simpatia. L'opera sua come medico e chirurgo è dispensata ai poveri con sentita e cristiana carità. La sua casa è aperta ogni giorno, e in tutte l'ore agli ammalati che riceve, cura e spesso soccorre gratuitamente, talvolta anche a scapito della sua salute e del suo interesse. (p. 167) *[[Antonio Mordini|Mordini]], come tutti gli uomini di provato patriottismo, è stato segno a vili ed ignobili calunnie. Vi fu chi osò scrivere ch'egli era per impazzar dalla gioia nel sentirsi nominare ministro nel Governo provvisorio, e che la sua amministrazione non era che una scuola di licenza e di obbrobriosa vanità. A noi sembra in vero cosa superflua il difendere qui il Mordini da cosi bassi attacchi. Il suo nome è oramai caro agli Italiani i quali riconoscono in lui uno dei più ardenti propugnatori dei sacri diritti della patria. (pp. 180-181) *Quando si sparse la nuova della miracolosa entrata di [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] in Palermo, Antonio Mordini partì per la Sicilia; solo e sotto nome finto sbarcò a Messina, ch'era tuttavia in potere dei {{sic|borboniani}}, e traversando l'isola, raggiunse a Palermo il Dittatore {{NDR|Garibaldi}}. Egli fu immediatamente<ref>Nel testo "immediatatamente".</ref> nominato col grado di colonnello, Presidente del Consiglio di Guerra, poi Auditor Generale dell'esercito meridionale; il dì 16 settembre accompagnò da Napoli a Palermo il Dittatore; il dì appresso fu nominato Prodittatore in Sicilia.<br>Nell'assumere sì grave incarico egli seppe con senno politico, e sentito il patriottismo, acquistarsi la simpatia della popolazione, e il dì 19 ottobre 1860 il Consiglio Comunale di Palermo gli conferì ad unanime voto la cittadinanza. Nullameno si rimproverarono al Mordini alcuni errori, tra' quali una soverchia facilità nel largire gl'impieghi; facilità da rimproverar meglio, crediamo, a qualcuno dei suoi consiglieri. (pp. 181-182) *{{NDR|[[Giuseppe Ricciardi]]}} Eletto nel 1861 deputato al Parlamento {{NDR|italiano}}, egli prese il posto nell'estrema sinistra. Ha insistito più volte per la traslocazione a [[Napoli]] della capitale provvisoria d'Italia. Ciò {{sic|ha}} spiaciuto a molti, e gli stessi suoi colleghi della sinistra non son mica tutti d'accordo con lui su tal riguardo. Nullameno nessuno ha osato accusare il Ricciardi di municipalismo; tutti conoscono le sue idee eminentemente unitarie. Egli appartiene a quel numero di uomini, nei quali è vecchia la fede unitaria, e che furono tacciati un tempo di utopisti da molti di quegli stessi che oggi siedono alla destra, e che si chiamano unitari. (pp. 188-189) ==''Nuovi profili biografici di contemporanei italiani''== *Come giornalista può il [[Ruggiero Bonghi|Bonghi]] essere stato poco simpatico a' retrogradi lettori del ''Nazionale'', da lui andato a fondare in Napoli prima che Garibaldi passasse sul Continente, per promuovere l'unità d'Italia ed aspettare la caduta del Borbone. Può esserlo stato agli oppositori della ''Stampa'' da lui diretta in Milano dal 1862 alla fine del 1864; come forse lo è a quelli della ''Perseveranza'', giornale che da un anno animosamente dirige. Ma come [[Ellenista (studioso)|grecista]] e come [[letterato]] non sappiamo chi possa dirne male o contrastarne i meriti non pochi. (p. 21) *''La Vita e i tempi di [[Valentino Pasini]]'' (Firenze, Barbera 1867) è l'ultimo libro di grossa mole dato in luce dal Bonghi, cui se osservazione alcuna potesse farsi non andrebbe taciuto che lo avere speso tante pagine per un personaggio che non è stato poi il più significante di questo secolo scema ad esse quel merito che intrinsecamente hanno e che darebbero a divedere se consacrate ad uomo più universalmente conosciuto, se non più degnamente apprezzato. Ciò nulla di meno, tale qual'è, la narrazione del Bonghi si fa leggere e gustare. È la storia veneta di questi ultimi trent'anni, vivace, caustica, spigliata amenamente scritta. I documenti ne sono d'un valore inestimabile, senza che per altro nell'aridità traducano la materia, non lontana forse come monografia, dal ritrarre i pregi e i difetti di questo genere di componimenti. Le cose d'Italia vi sono guardate dall'altezza non saputa raggiungere da certi pubblicisti d'oggi; e qualche ritratto di uomo più o meno politico mette in pensiero chi legge con particolare interesse. (p. 23) *Certo che se il Bonghi vedesse le cose nostre coll'occhio onde le vedono tanti altri, maggiore sarebbe la simpatia che godrebbe appo i liberali che a raggiungere la completa indipendenza della Penisola da lui proclamata e difesa mezzi differenti vorrebbero adoperati. (p. 24) *[[Guglielmo Gasparrini]] parve fatto per le scienze naturali, {{sic|impercioché}} cosi vi si sentisse trasportato, e con tale ardore vi attendesse che, molto prima di toccare il quarto lustro di sua età, conseguì laurea di medicina {{sic|veterenaria}} (1823); non senza aver sofferto, causa la partecipazione a' [[Moti del 1820-1821|rivolgimenti del 1820]], le molestie della polizia borbonica [...]. (p. 70) *I lavori del Gasparrini [...] rivelano il loro carattere della profondità, trasfusovi dallo ingegno del loro autore e dal lavoro diuturno e costante, figlio della profonda convinzione del vero e del genio. Ei non consacrava mai meno di cinque ore al giorno al microscopio: ed in quasi tutt'i giorni di sua vita. (p. 72) *Passeggiando pe' corsi più popolati di Roma, accade talvolta d'imbattersi in un vecchio dalla larga e spaziosa fronte, da' bianchi capelli, dagli occhi pieni d'amore il quale, paralizzato del lato destro, in compagnia d'una bambina, tratto tratto si fermi quando di fronte ad uno di quegli eterni monumenti, quando dinnanzi ad uno spaccio di fotografie a contemplare con estasi le copie de' capolavori antichi e moderni. Quel vecchio è oggi una gloria delle arti europee; che col [[Luigi Calamatta|Calamatta]], altra gloria vivente, e col [[Pietro Mancion|Mancion]] suoi contemporanei, concittadini, e forse condiscepoli, mantiene a Roma sopra ogni altra città il primato della [[incisione]]; è il cittadino onesto a tutta {{sic|pruova}}, il maestro affettuoso, l'ottimo padre di famiglia, [[Paolo Mercuri]]. (p. 112) *{{NDR|Il ritratto di padre da Capistrano, generale dell'Ordine dei frati minori}} Pregevolissima com'è, questa incisione rivela pienamente l'arte del Mercuri che, stanco di vedere la meccanica incisione de' Volpato e de' Morghen, volle scuotere il letargo e riunire i pregi di Marcantonio e di Alberto Duro<ref>Italianizzazione di [[Albrecht Dürer]].</ref>; laonde non più tagli metodici, non più convenzione, non più contorni arcuati e andanti, non più il macchinismo onde si era stati vittima, bensì arte nobile e degna di questo nome; e Mercuri col suo bulino ha disegnato con rara purezza e ricercatezza di forma; i suoi cartoni vengono dappertutto studiati come quelli che sono ''veri nervosi'', se pur regge il vocabolo per indicare l'opposto del floscio e dell'insipido. (p. 113) ==Citazioni su Giuseppe Pitrè== *Anche i palermitani non si sono mai considerati abitanti di una città. Giuseppe Pitrè nel 1904, in ''Palermo cento e più anni fa'', avendo colto questo, scriveva che [[Palermo]] era divisa in tanti quartieri, tutti fortemente caratterizzati; ognuno aveva il suo stemma, la sua santa patrona, prediligeva certe attività, esprimeva un certo comportamento; inoltre, in questi quartieri-paese era presente un campanilismo accentuato che sfociava spesso in violente risse. ([[Lillo Gullo e Tano Gullo]]) *Il Pitrè rimase legato e come rapito nello studio dell'anima popolare. E la memoria portentosa gli si venne a ora a ora popolando delle vive immagini della vita, in cui cotesta anima si riversa, pronte a risorgere nella fantasia, palpitanti della loro vita primitiva, oggetto di estetica contemplazione anzi che di analisi storica e di giudizio. Chi ha letto il suo studio sugli ''Esseri soprannaturali e maravigliosi'' nelle credenze popolari siciliane, ricorderà il vivo ritratto che vi si fa dello strano e pur tanto caratteristico culto per «le anime dei corpi decollati», ossia dei giustiziati, che diventano genii benefici, autori dei più generosi prodigi, e ricevono perciò preghiere di {{sic|divoti}}, offerte ed ''ex-voto''; e chiese speciali sono loro dedicate. ([[Giovanni Gentile]]) *Uno dei più belli studi del Pitrè è quello su ''Le tradizioni cavalleresche popolari in Sicilia'', pubblicato la prima volta nella ''Romania''; nel quale l'interesse storico e scientifico derivante dalla novità e copia delle notizie è singolarmente accresciuto dalla vivezza drammatica della vita popolare, in cui il Pitrè raccolse con laboriose indagini il suo materiale: in guisa che le tradizioni ci vengono rappresentate nel vivo contorno spirituale, nel quale esse fioriscono da secoli e si perpetuano; e quel [[Teatro di figura|teatro delle marionette]] (o ''opra di li pupi'', come lo dice il popolo di Sicilia), spregiato come luogo e spettacolo plebeo dai signori di Palermo, si illumina nelle pagine del Pitrè di una luce poetica. E in mezzo alla più schietta commozione di simpatia spunta appena qua e là un lieve e discreto accenno di umorismo. ([[Giovanni Gentile]]) ===[[Giuseppe Cocchiara]]=== *Convinto che il popolo non è né un mito né una chimera, perché esso è fatto di uomini che soffrono e che creano, di ingegni elementari ed ingenui ma poetici, il Pitrè, per la raccolta stessa del suo materiale, doveva necessariamente rivolgere il suo sguardo allo studio del [[dialetto]]. Gli aveva scritto il Müller che le novelle vanno raccolte con le ''ipsissima verba'' del narratore. E nel Müller c'era evidentemente una preoccupazione, peraltro giustificatissima, di carattere [[Filologia|filologico]]. Ma il Pitrè, pur avendo questa preoccupazione, non cercò pure di affrontare il problema estetico del linguaggio dialettale? E quale fu il metodo che egli seguì nella trascrizione dei testi?<br>Nella prima edizione dei ''Canti popolari'' egli non si pone ancora, con la dovuta chiarezza, questo problema, tanto è vero, e lo afferma egli stesso nella seconda edizione "la grafia allora non tutta esatta è adesso mirabilmente migliorata {{sic|conformente}} ai caratteri delle singole parlate per quanto queste siano rappresentabili con l'alfabeto ordinario". Ma, nel periodo che va dalla prima edizione dei ''Canti'' alla pubblicazione delle ''Fiabe'', la grafia del dialetto, o meglio delle varie parlate siciliane, costituì per lui, autodidatta com'era, un impegno che egli assunse con sé stesso. *Destinata soprattutto ad illustrare la storia della sua isola, l'opera del Pitrè è stata ed è spesso giudicata di un valore e di un significato limiti ai luoghi ove lo studioso visse ed operò. Sta di fatto che il Pitrè appartiene alla schiera di quegli Italiani (Bartoli, Carducci, D'Ancona, Comparetti, Rajna, Nigra ecc.) i quali seppero creare un movimento di studi che come è stato ben osservato "non aveva nulla di arbitrario, di occasionale, di regionale o municipalistico" ma che, anzi, si richiamava "a una comune missione nazionale ed europea". Era, precisamente, "tutta la filosofia del [[romanticismo]] che maturava in questo loro atteggiamento e in questi loro propositi nuovi di studi" <ref>L. Russo, ''Ritratti e disegni storici dal Machiavelli al Carducci'', Bari, 1937, p. 399. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. *Nessun'altra professione [...] era più adatta di quella del [[medico]] per conciliare le esigenze della sua vita materiale con la spirituale. Il medico è il confessore dei suoi pazienti. A lui si schiudono le porte delle case, si aprono le anime, si avvicinano i cuori. E al Pitrè interessava appunto questo contatto; con le anime, questo incontro con i cuori. Non ci fu casa, a Palermo o in provincia, da dove egli non sia uscito con un appunto riguardante la vita del popolo.<br>Nella professione di medico, il Pitrè rivelò un vivo senso di responsabilità e una vigile coscienza di studioso. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Giuseppe Pitrè, ''[https://archive.org/details/bub_gb_FvEBUyFKjGEC/page/n5/mode/1up Profili biografici di contemporanei italiani]'', Stabilimento tipografico di Francesco Lao, Palermo, 1864. *Giuseppe Pitrè, ''[https://archive.org/details/bub_gb_7n4OQCS5Y_0C/page/n7/mode/1up Nuovi profili biografici di contemporanei italiani]'', Tipografia A. Di Cristina, Palermo, 1868. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pitrè, Giuseppe}} [[Categoria:Antropologi italiani]] [[Categoria:Medici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] ohjduuk4vvjrchigz4g6dg1un7opony 1409386 1409385 2026-04-03T13:27:50Z Gaux 18878 /* Nuovi profili biografici di contemporanei italiani */ ampliamento 1409386 wikitext text/x-wiki [[File:Giuseppe Pitre.jpg|thumb|Giuseppe Pitrè]] '''Giuseppe Pitrè''' o '''Pitré''' (1841 – 1916), scrittore, medico e antropologo italiano. ==Citazioni di Giuseppe Pitrè== *Il [[cicisbeo]] era sempre in pieno esercizio in molte case signorili, in quelle specialmente dove la cascaggine degli zerbinotti e le smancerie dei ganimedi si credevano così innocue da limitarsi a leziosi inchini, e, tutt'al più, a languide occhiate. Se qualche puritano ne faceva le meraviglie, c'erano i non puritani, persone di mondo, che trovavano opportuno lasciar fare.<br>Alla fin fine, che cosa e il cicisbeo se non un cavaliere della galanteria, che volontariamente si rassegna ai capricci d'una bella o duna brutta dama? Come ellera all'albero, così egli si attacca a lei; né l'abbandona mai quando ella esce per la messa, per le prediche, per le passeggiate; quando va al giuoco, ai ricevimenti, agli spettacoli. Ella non sa far nulla senza l'amico, e se deve vestirsi non manca dell'aiuto di lui, sollecito a legarle le scarpine, e ad affibbiarle o sfibbiarle le vesti.<ref>Da ''[https://archive.org/details/pitre-palermo-nel-settecento/mode/1up Palermo nel Settecento]]'', Remo Sandron - Editore, 1916, cap. XIV, pp. 263-264.</ref> *{{NDR|Su [[Pietro Fullone]]}} Il Fullone del popolo è un facilissimo improvvisatore, che manifesta in un verso solo ogni suo giudizio ed esaurisce in un'ottava interi concetti; l'altro un poeta di riflessione, che conosce e adopera come ogni altro letterato la forma nobile e dignitosa.<ref>Da ''Studi di poesia popolare'' (III vol. della ''Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane''), citato in Petru Fudduni, ''Puisì e Cuntrasti in Sicilianu'', Illustrazioni di Mario Viola, Antares Editrice, Palermo, 1995, p. 10. </ref> *La credenza del [[Licantropo|lupo mannaro]] è comunissima in Sicilia, e non v'è città o paesello che non parli di quest'essere soprannaturale e quasi misterioso.<ref>Da ''[https://ia801705.us.archive.org/19/items/operecompletedig17pitr/operecompletedig17pitr.pdf Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano]'', vol. IV, G. Barbèra Editore, Firenze, 1952, p. 239.</ref> *[...] più gradito di qualunque altro cibo carnevalesco è il ''[[cannolo siciliano|cannòlu]]'', boccone ghiotto di popolani, di borghesi e di nobili, desiderato da poveri e da ricchi. Il ''cannòlu'' è un cialdone pieno, una pasta dolciastra fritta e tenerissima, accartocciata a forma di grosso cannello o bocciuolo, che si riempie di una squisita crema di latte, zucchero o giulebbe, cioccolata, pistacchio ed altri simili ingredienti. Senza il ''cannòlu'' che cosa è il banchetto carnevalesco se non un mangiar senza bere, un murare a secco, lo stare al buio in una conversazione? [...] Il cannolo è l'ultima portata, è la corona del pranzo carnevalesco.<ref>Da ''Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano: {{small|raccolti e descritti da Giuseppe Pitrè}}'', vol. I, Libreria Pedone Lauriel, Palermo, 1889, [https://books.google.it/books?id=e2aBAAAAMAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA76#v=onepage&q&f=false p. 77].</ref> *{{NDR|A Francesco Paolo Frontini}} Tra gli artisti e compositori dell'Isola voi siete, se non il solo, uno dei pochissimi che comprendono la bellezza e la grazia delle melodie del popolo. Pur componendone di belle e di graziose, Voi sapete apprezzare queste vaghe e dolci reliquie d'un passato che non ebbe storia, e serbate a durevole monumento, delle note piene di sentimento squisito e di candore verginale. Altri non penserà neppure a ringraziarvi dell'opera patriottica da voi compiuta; io Vi ammiro. Parole, sentite e quasi solenni.<ref>Citato in ''[http://frontini.altervista.org/canti_siciliani.htm]''.</ref> ==''Profili biografici di contemporanei italiani''== *L'[[Aleardo Aleardi|Aleardi]] come poeta occupa un posto ben meritato nella lirica italiana; egli non rassomiglia ad altri che a sé stesso ed ha una scuola tutta propria.<br>Nei suoi versi, che sempre sono l'espressione del cuore, ha mostrato tanta fiducia che nessuno potrebbe averla maggiore. Si direbbe di lui quello che fu detto del Giovenale {{sic|Pesciatino}}, il quale «elevando la fede nella virtù, volle elevare gli uomini al culto dei nobili affetti e delle opere generose.» Virile e robusto com'è nella forma, colorito nelle immagini, non è però sempre nuovo e determinato nei suoi concetti, e talvolta pare riesca artificioso e spesso ritraente l'indole e la natura del seicento. (p. 10) *L'Aleardi per ridurre il tutto in poco, ha molto amato la poesia, la natura, gli uomini; ha molto patito per la causa della libertà; desidera il bene di tutti, e spera di morire netto di cupidigia e di altre viltà. L'Italia l'annovera tra' suoi più benemeriti figli. (pp. 10-11) *Uomo severo e quant'altri mai fedelissimo custode della dignità della vita che ha menato modesta e frugale per mantener libera, il [[Giuseppe Bianchetti|Bianchetti]] ha rinunziato ad ogni spettacolo per attendere nella sua romita stanza di [[Treviso]] ai dolci suoi studi e tenersi lontano dai rumori del mondo. Il Consiglio Comunale di quella città {{sic|elegendolo}} presidente della pubblica biblioteca provvedeva alla sua onorata sussistenza, ed innalzandogli un marmo, gli attestava la profonda gratitudine dei Trevisani. (p. 14) *Il desiderio dei viaggi non fu l'ultimo ad affacciarsi nel cuore del nostro [[Bartolomeo Borghesi|Borghesi]]; e lasciata la patria, corse l'Italia tutta, visitando musei, archivi, biblioteche, raccogliendo medaglie, libri, manoscritti ed entrando in corrispondenza col fiore degli scienziati del suo tempo. Roma, Milano, Torino, Firenze, Napoli e parecchie altre cospicue città dalla penisola lo videro più volte. Ma nel 1821 mal soffrendo il Borghesi le agitazioni politiche, né si {{sic|affacendo}} colla sua natura placida e quieta il rumore del mondo ritirar si vedea nella [[San Marino|Repubblica di S. Marino]], tenendosi occulto alle scienze per più di venti anni, nello studio della scomposta e disperala tela dei fasti della Romana Repubblica e dell'Impero. (p. 16) *In S. Marino, e propriamente sull'alto monte Titano Bartolomeo Borghesi, vero solitario della scienza, fissò l'attenzione di tutti i dotti d'Europa, i quali fecero a gara per portargli da ogni dove materie e documenti per la continuazione dei suoi ''nuovi frammenti di fasti consolari capitolini illustrati'', opera immensa, arricchita di monografie e di iscrizioni che gettano la più viva luce sopra molte epoche sconosciute della Storia Romana. Su quel monte, l'illustre Savignanese cominciò la sua estesissima corrispondenza coi primi numismatici della Francia, della Germania e di Europa tutta, e là ancora si vide circondato da allievi che da ogni parte convenivano a lui, e ripartivano col mandato di divulgare la scienza. Tutti gli si vantavano discepoli e tra essi l'epigrafista danese Olao Kelermann, [[Theodor Mommsen|Mommsen]], Hengen, des Vergers e il Renier i quali tenevano alla lor volta cattedra in Germania e in Francia. (pp. 16-17) *{{NDR|Bartolomeo Borghesi}} Questo rinomato ed insigne scrittore che tutti estimano a buon diritto il più grande [[Archeologia|archeologo]] dei tempi moderni, diede in moltissimi fogli d'Europa un'infinità di articoli di una critica impareggiabile, i quali riuniti in tanti volumi verrebbero per metà a formare il gran ''Corpus Universale inscriptionum latinarum'' che il Borghesi ebbe incarico di raccogliere e pel quale vari governi d'Europa gli diedero incoramenti, ma, a dir vero, pochissimi aiuti. (p. 17) *Gl'insulti scagliati dal [[Antonio Bresciani|Bresciani]] contro il partito garibaldino e repubblicano segnatamente, sono indegni di un uomo e più di un sacerdote, che si vuole ministro di pace e di mansuetudine, ed hanno perciò provocata l'ira di quanti amano di vero amore la patria. Il P. Bresciani da sé solo ha fatto più male all'Italia che non i più acerbi ed accaniti nemici di lei; imperocché quel suo incantevole modo di scrivere e quel vestire di una forma quasi divina le più nere menzogne, alletta, infiamma e trascina {{sic|nello errore}} i poco accorti leggitori. (p. 23) *{{NDR|Antonio Bresciani}} Se la penna di questo gesuita si fosse mostrata vera figlia d'Italia, difendendo una causa giusta, senza deridere la sventura, o, se per lo meno si fosse occupata meno della politica che delle lettere, essa rifulgerebbe di viva luce. (p. 24) *Come scrittore di Storie il [[Cesare Cantù|Cantù]] ha due requisiti: il senno storico nel giudicare, la fantasia storica nel rappresentare. Egli afferra il vero spirito di un'epoca, lo deduce dai fatti particolari e lo esprime in una forma rettamente pensata e spesso arguta; non inventa il passato, ma lo cerca con paziente studio e lo spiega quale lo concepisce; bellamente giunge l'evidenza del vero, ma talvolta non riesce preciso, determinato, compiuto, ché anzi lascia sempre qualcosa ad aspettare; nei suoi giudizi è severo, onde ben si appose chi disse che il Cantù ammira e discute, ma non è mai l'idolatra del suo eroe. (p. 31) *{{NDR|[[Giulio Carcano]]}} A 23 anni pubblicò un episodio patrio col titolo di ''Ida della Torre'', dove risplende vigoria, purezza e castità di stile, senza tener conto dell'affetto, della storia e dei principî nell'arte, che sono maestrevolmente trattati. In quest'episodio vi fu chi desiderò maggiore ispirazione e potenza poetica, più connessione nel racconto, più particolarità nella pittura dei caratteri e minor prolissità nelle descrizioni della natura. (p. 34) *Il [[Vincenzo Gioberti|Gioberti]] apprezzò grandemente l'ingegno del [[Silvestro Centofanti|Centofanti]] e nelle sue opere ricordollo con grande onore. Un giorno in cui il filosofo torinese percorrendo trionfalmente la Toscana riposava a Pisa, e il popolo accalcato sotto il suo albergo lo chiamava incessantemente alla ringhiera, egli conducendo per mano il Centofanti fuori il balcone, gridava: ''viva Silvestro Centofanti, onore e gloria della filosofia e della eloquenza italiana''. (pp. 54-55) *{{NDR|[[Eugenio de Riso]]}} Giunto a Parigi si volse tutto agli studi; e confortato dal [[Vincenzo Gioberti|Gioberti]] e dal [[Félicité de La Mennais|La Mennais]], mise mano a un'opera nella quale tolse a dimostrare che la civiltà presente non è che lo svolgimento dell'antica civiltà latina; e che come questa fondavasi sul principio assoluto di [[proprietà]] individuale, inviolabile e libera, cosi quella non possa avere altro fondamento che la proprietà medesima cogli stessi requisiti, perfezionati dal progresso del tempo. (p. 63) *Il [[Francesco Costantino Marmocchi|Marmocchi]] coi suoi molti e svariati lavori elevò la [[geografia]] a scienza ed a storia: egli seppe uscire dalla comune schiera e scrisse così altamente e nobilmente di quel ramo di scienze naturali che vinse a parere di chi di simili materie è giudice competente, lo stesso [[Adriano Balbi]]. Il geografo Toscano esaminò i costumi, le religioni, la politica, il commercio, le forme di governo e i principali monumenti di scienze, lettere e arti dei vari popoli e degli abitanti la terra; e sono così assennate le sue considerazioni, che tante opere chiare per ogni rispetto, valsero ad assicurargli «il primo posto fra i geografi italiani ed uno dei più segnalati nel mondo scientifico.» (p. 80) *Francesco Marmocchi [...] oltre di essersi reso benemerito dell'Italia colle opere dell'ingegno, che ebbe forte e robusto, è degno di ricordanza pei principi da lui professati in ogni tempo, per la parte che ebbe negli eventi che si svolsero in Italia, e per le catture politiche da lui sofferte. Giovane ardentissimo, pieno di odio per qualunque servitù, come per qualunque tirannide, desiderava al pari d'ogni altro buoni italiano di veder libera questa diletta patria. (p. 81) *Nelle sue principali opere [[Alessio Narbone]] {{sic|diè}} prova di zelo impareggiabile, di somma perseveranza e di erudizione quasi enciclopedica da trovar paragone in quella del [[Antonio Mongitore|Mongitore]] (parliamo di Siciliani). Se non che non sempre diè a divedere retto giudizio quando d'ogni cosa facendo fascio confondeva grandi ingegni e scrittorucci da gazzetta, opere insigni e carte imbrattate d'inchiostro, e quando con poco sano criterio affogava in un mare di erudizione i suoi lettori. (p. 90) *[...] nessuno oserà negare al Narbone profonda conoscenza della latina letteratura e della siciliana, e pazienza ineffabile nell'andare raccogliendo per le pubbliche e private biblioteche tutti i documenti dei quali arricchì le sue opere, lavoro ingrato e fastidioso che avrebbe {{sic|sgomentito}} ogni altro più pertinace ingegno. (p. 90) *Il Narbone fu professore per più di quarant'anni, e il suo particolare zelo gli procacciò la stima di quei giovani pei quali non risparmiò a cure assidue e a {{sic|sagrifici}} d'ogni maniera. Delle sue opinioni politiche non ne facciamo gran conto: chi appartiene a quella [[Compagnia di Gesù|compagnia]] non può desiderare la prosperità della patria e tanto più la sua libertà; il Narbone come rara eccezione, forse preoccupato dai suoi studî, non tolse sopra di sé gli impacci politici dei suoi confratelli. I Siciliani che non si credono a nessuno secondi nell'onorare i loro concittadini, solo perché gesuita, hanno dimenticato il Narbone. Ormai è tempo che si rendesse piena sebbene postuma giustizia alla memoria di tant'uomo!... (p. 91) *Il [[Atto Vannucci|Vannucci]] vive tranquillo lungi da ''ogni e qualunque'' fazione. Non chiese mai, non chiede nulla a nessuno. La sola cosa a cui aspiri con tutto l'ardore dell'anima è di vivere tanto da vedere questa diletta Italia ridotta in una sola famiglia libera e indipendente, senza croati e senza tiranni, e padrona di credere e governarsi come vorrà. (p. 153) *{{NDR|[[Valerio Villareale]]}} Egli è per avventura il più grande scultore di cui nell'età moderna possa andar superba la Sicilia. Uomo di un estro portentoso ma di un gusto raffinatissimo, seppe tanto alto levarsi che gli artisti suoi contemporanei poterono appena seguirlo da lontano. (p. 160) *{{NDR|Valerio Villareale}} Il [[Classicismo (arte)|classicismo]] vanta in lui uno dei più sviscerati cultori, e il [[Antonio Canova|Canova]], ci si perdoni la frase, la sua lancia spezzata [...]. (p. 160) *[...] se il Villareale non seppe dare una spinta all'arte, come con tanto senno e maestria fece il [[Lorenzo Bartolini|Bartolini]], non segui pedantescamente le orme dell'[[Antonio Canova|immortal Possagnese]], quando si mise ad ereditare da lui il ben inteso studio delle greche sculture. Senzaché avesse dato alle opere sue quelle forme estremamente rotondeggianti che sono dote tutta particolare del Canoviano scalpello, il Villareale si attenne più alla natura e al vero: ciò che fu merito sommo per lui che, vivendo in un secolo di decadenza dell'arte ebbe l'abilità di cooperare alla sua restaurazione, col rimettere in onore l'antico grecismo il quale, dopo d'avere informato il divin [[Michelangelo Buonarroti|Michelangiolo]], fu messo da canto per dar luogo al [[Barocco|barocchismo]] e ai deliri del seicento. (p. 160) *{{NDR|[[Ferdinando Zannetti]]}} Avvenuta la restaurazione fu uno dei pochi i quali, sdegnati contro la nuova tirannide e gli oppressori della giustizia e della ragion di libertà, si deponessero dalla carica, e protestassero contro l'invasione degli austriaci in [[Granducato di Toscana|Toscana]]. Quando [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo II]] a titolo di gratitudine conferì le insegne del merito di S. Giuseppe a quanti gli si erano conservati fedeli nell'avversa fortuna, egli sentendosi come contaminato da una onorificenza che gli fosse comune col D'Aspre, col Laugier e col Radetzky, si spogliava tosto delle decorazioni ricevute l'anno avanti qual benemerito della patria, e unitamente al dottor Barellai, rimandavale al Granduca: per tal atto era rimosso dalla cattedra, e diventava segno alle più abbiette persecuzioni del Governo. (pp. 164-165) *Nel 1862, quando [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] ferito veniva trasportato al Varignano<ref>Nell'ospedale della fortezza di Varignano, fu ospitato, nel 1862, Giuseppe Garibaldi ferito nello scontro con l'esercito piemontese all'Aspromonte.</ref>, il Zannetti, appena richiesto, accorreva a prestar le sue forze e il suo sapere alla cura di quel grande. Faceva parte di tutti i consulti medici tenuti al Varignano, alla Spezia e a Pisa ed il giorno 22 novembre estraeva egli stesso la palla incuneata nell'estremità inferiore della tibia, con una semplice ''pinzetta a medicatura''. (pp. 165-166) *Uomo onesto, integerrimo, filantropo, Ferdinando Zannetti può andar lieto della universale stima e simpatia. L'opera sua come medico e chirurgo è dispensata ai poveri con sentita e cristiana carità. La sua casa è aperta ogni giorno, e in tutte l'ore agli ammalati che riceve, cura e spesso soccorre gratuitamente, talvolta anche a scapito della sua salute e del suo interesse. (p. 167) *[[Antonio Mordini|Mordini]], come tutti gli uomini di provato patriottismo, è stato segno a vili ed ignobili calunnie. Vi fu chi osò scrivere ch'egli era per impazzar dalla gioia nel sentirsi nominare ministro nel Governo provvisorio, e che la sua amministrazione non era che una scuola di licenza e di obbrobriosa vanità. A noi sembra in vero cosa superflua il difendere qui il Mordini da cosi bassi attacchi. Il suo nome è oramai caro agli Italiani i quali riconoscono in lui uno dei più ardenti propugnatori dei sacri diritti della patria. (pp. 180-181) *Quando si sparse la nuova della miracolosa entrata di [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] in Palermo, Antonio Mordini partì per la Sicilia; solo e sotto nome finto sbarcò a Messina, ch'era tuttavia in potere dei {{sic|borboniani}}, e traversando l'isola, raggiunse a Palermo il Dittatore {{NDR|Garibaldi}}. Egli fu immediatamente<ref>Nel testo "immediatatamente".</ref> nominato col grado di colonnello, Presidente del Consiglio di Guerra, poi Auditor Generale dell'esercito meridionale; il dì 16 settembre accompagnò da Napoli a Palermo il Dittatore; il dì appresso fu nominato Prodittatore in Sicilia.<br>Nell'assumere sì grave incarico egli seppe con senno politico, e sentito il patriottismo, acquistarsi la simpatia della popolazione, e il dì 19 ottobre 1860 il Consiglio Comunale di Palermo gli conferì ad unanime voto la cittadinanza. Nullameno si rimproverarono al Mordini alcuni errori, tra' quali una soverchia facilità nel largire gl'impieghi; facilità da rimproverar meglio, crediamo, a qualcuno dei suoi consiglieri. (pp. 181-182) *{{NDR|[[Giuseppe Ricciardi]]}} Eletto nel 1861 deputato al Parlamento {{NDR|italiano}}, egli prese il posto nell'estrema sinistra. Ha insistito più volte per la traslocazione a [[Napoli]] della capitale provvisoria d'Italia. Ciò {{sic|ha}} spiaciuto a molti, e gli stessi suoi colleghi della sinistra non son mica tutti d'accordo con lui su tal riguardo. Nullameno nessuno ha osato accusare il Ricciardi di municipalismo; tutti conoscono le sue idee eminentemente unitarie. Egli appartiene a quel numero di uomini, nei quali è vecchia la fede unitaria, e che furono tacciati un tempo di utopisti da molti di quegli stessi che oggi siedono alla destra, e che si chiamano unitari. (pp. 188-189) ==''Nuovi profili biografici di contemporanei italiani''== *Come giornalista può il [[Ruggiero Bonghi|Bonghi]] essere stato poco simpatico a' retrogradi lettori del ''Nazionale'', da lui andato a fondare in Napoli prima che Garibaldi passasse sul Continente, per promuovere l'unità d'Italia ed aspettare la caduta del Borbone. Può esserlo stato agli oppositori della ''Stampa'' da lui diretta in Milano dal 1862 alla fine del 1864; come forse lo è a quelli della ''Perseveranza'', giornale che da un anno animosamente dirige. Ma come [[Ellenista (studioso)|grecista]] e come [[letterato]] non sappiamo chi possa dirne male o contrastarne i meriti non pochi. (p. 21) *''La Vita e i tempi di [[Valentino Pasini]]'' (Firenze, Barbera 1867) è l'ultimo libro di grossa mole dato in luce dal Bonghi, cui se osservazione alcuna potesse farsi non andrebbe taciuto che lo avere speso tante pagine per un personaggio che non è stato poi il più significante di questo secolo scema ad esse quel merito che intrinsecamente hanno e che darebbero a divedere se consacrate ad uomo più universalmente conosciuto, se non più degnamente apprezzato. Ciò nulla di meno, tale qual'è, la narrazione del Bonghi si fa leggere e gustare. È la storia veneta di questi ultimi trent'anni, vivace, caustica, spigliata amenamente scritta. I documenti ne sono d'un valore inestimabile, senza che per altro nell'aridità traducano la materia, non lontana forse come monografia, dal ritrarre i pregi e i difetti di questo genere di componimenti. Le cose d'Italia vi sono guardate dall'altezza non saputa raggiungere da certi pubblicisti d'oggi; e qualche ritratto di uomo più o meno politico mette in pensiero chi legge con particolare interesse. (p. 23) *Certo che se il Bonghi vedesse le cose nostre coll'occhio onde le vedono tanti altri, maggiore sarebbe la simpatia che godrebbe appo i liberali che a raggiungere la completa indipendenza della Penisola da lui proclamata e difesa mezzi differenti vorrebbero adoperati. (p. 24) *[[Guglielmo Gasparrini]] parve fatto per le scienze naturali, {{sic|impercioché}} cosi vi si sentisse trasportato, e con tale ardore vi attendesse che, molto prima di toccare il quarto lustro di sua età, conseguì laurea di medicina {{sic|veterenaria}} (1823); non senza aver sofferto, causa la partecipazione a' [[Moti del 1820-1821|rivolgimenti del 1820]], le molestie della polizia borbonica [...]. (p. 70) *I lavori del Gasparrini [...] rivelano il loro carattere della profondità, trasfusovi dallo ingegno del loro autore e dal lavoro diuturno e costante, figlio della profonda convinzione del vero e del genio. Ei non consacrava mai meno di cinque ore al giorno al microscopio: ed in quasi tutt'i giorni di sua vita. (p. 72) *Passeggiando pe' corsi più popolati di Roma, accade talvolta d'imbattersi in un vecchio dalla larga e spaziosa fronte, da' bianchi capelli, dagli occhi pieni d'amore il quale, paralizzato del lato destro, in compagnia d'una bambina, tratto tratto si fermi quando di fronte ad uno di quegli eterni monumenti, quando dinnanzi ad uno spaccio di fotografie a contemplare con estasi le copie de' capolavori antichi e moderni. Quel vecchio è oggi una gloria delle arti europee; che col [[Luigi Calamatta|Calamatta]], altra gloria vivente, e col [[Pietro Mancion|Mancion]] suoi contemporanei, concittadini, e forse condiscepoli, mantiene a Roma sopra ogni altra città il primato della [[incisione]]; è il cittadino onesto a tutta {{sic|pruova}}, il maestro affettuoso, l'ottimo padre di famiglia, [[Paolo Mercuri]]. (p. 112) *{{NDR|Il ritratto di padre da Capistrano, generale dell'Ordine dei frati minori}} Pregevolissima com'è, questa incisione rivela pienamente l'arte del Mercuri che, stanco di vedere la meccanica incisione de' Volpato e de' Morghen, volle scuotere il letargo e riunire i pregi di Marcantonio e di Alberto Duro<ref>Italianizzazione di [[Albrecht Dürer]].</ref>; laonde non più tagli metodici, non più convenzione, non più contorni arcuati e andanti, non più il macchinismo onde si era stati vittima, bensì arte nobile e degna di questo nome; e Mercuri col suo bulino ha disegnato con rara purezza e ricercatezza di forma; i suoi cartoni vengono dappertutto studiati come quelli che sono ''veri nervosi'', se pur regge il vocabolo per indicare l'opposto del floscio e dell'insipido.<br>Ecco adunque manifestarsi quel Mercuri che divenne più tardi il vero riformatore dell'incisione, l'artista felicemente eclettico , che ha saputo maravigliosamente riunire i pregi di tutti e formare un'arte tutta sua, talmente originale che direbbesi quasi inimitabile. (p. 113) ==Citazioni su Giuseppe Pitrè== *Anche i palermitani non si sono mai considerati abitanti di una città. Giuseppe Pitrè nel 1904, in ''Palermo cento e più anni fa'', avendo colto questo, scriveva che [[Palermo]] era divisa in tanti quartieri, tutti fortemente caratterizzati; ognuno aveva il suo stemma, la sua santa patrona, prediligeva certe attività, esprimeva un certo comportamento; inoltre, in questi quartieri-paese era presente un campanilismo accentuato che sfociava spesso in violente risse. ([[Lillo Gullo e Tano Gullo]]) *Il Pitrè rimase legato e come rapito nello studio dell'anima popolare. E la memoria portentosa gli si venne a ora a ora popolando delle vive immagini della vita, in cui cotesta anima si riversa, pronte a risorgere nella fantasia, palpitanti della loro vita primitiva, oggetto di estetica contemplazione anzi che di analisi storica e di giudizio. Chi ha letto il suo studio sugli ''Esseri soprannaturali e maravigliosi'' nelle credenze popolari siciliane, ricorderà il vivo ritratto che vi si fa dello strano e pur tanto caratteristico culto per «le anime dei corpi decollati», ossia dei giustiziati, che diventano genii benefici, autori dei più generosi prodigi, e ricevono perciò preghiere di {{sic|divoti}}, offerte ed ''ex-voto''; e chiese speciali sono loro dedicate. ([[Giovanni Gentile]]) *Uno dei più belli studi del Pitrè è quello su ''Le tradizioni cavalleresche popolari in Sicilia'', pubblicato la prima volta nella ''Romania''; nel quale l'interesse storico e scientifico derivante dalla novità e copia delle notizie è singolarmente accresciuto dalla vivezza drammatica della vita popolare, in cui il Pitrè raccolse con laboriose indagini il suo materiale: in guisa che le tradizioni ci vengono rappresentate nel vivo contorno spirituale, nel quale esse fioriscono da secoli e si perpetuano; e quel [[Teatro di figura|teatro delle marionette]] (o ''opra di li pupi'', come lo dice il popolo di Sicilia), spregiato come luogo e spettacolo plebeo dai signori di Palermo, si illumina nelle pagine del Pitrè di una luce poetica. E in mezzo alla più schietta commozione di simpatia spunta appena qua e là un lieve e discreto accenno di umorismo. ([[Giovanni Gentile]]) ===[[Giuseppe Cocchiara]]=== *Convinto che il popolo non è né un mito né una chimera, perché esso è fatto di uomini che soffrono e che creano, di ingegni elementari ed ingenui ma poetici, il Pitrè, per la raccolta stessa del suo materiale, doveva necessariamente rivolgere il suo sguardo allo studio del [[dialetto]]. Gli aveva scritto il Müller che le novelle vanno raccolte con le ''ipsissima verba'' del narratore. E nel Müller c'era evidentemente una preoccupazione, peraltro giustificatissima, di carattere [[Filologia|filologico]]. Ma il Pitrè, pur avendo questa preoccupazione, non cercò pure di affrontare il problema estetico del linguaggio dialettale? E quale fu il metodo che egli seguì nella trascrizione dei testi?<br>Nella prima edizione dei ''Canti popolari'' egli non si pone ancora, con la dovuta chiarezza, questo problema, tanto è vero, e lo afferma egli stesso nella seconda edizione "la grafia allora non tutta esatta è adesso mirabilmente migliorata {{sic|conformente}} ai caratteri delle singole parlate per quanto queste siano rappresentabili con l'alfabeto ordinario". Ma, nel periodo che va dalla prima edizione dei ''Canti'' alla pubblicazione delle ''Fiabe'', la grafia del dialetto, o meglio delle varie parlate siciliane, costituì per lui, autodidatta com'era, un impegno che egli assunse con sé stesso. *Destinata soprattutto ad illustrare la storia della sua isola, l'opera del Pitrè è stata ed è spesso giudicata di un valore e di un significato limiti ai luoghi ove lo studioso visse ed operò. Sta di fatto che il Pitrè appartiene alla schiera di quegli Italiani (Bartoli, Carducci, D'Ancona, Comparetti, Rajna, Nigra ecc.) i quali seppero creare un movimento di studi che come è stato ben osservato "non aveva nulla di arbitrario, di occasionale, di regionale o municipalistico" ma che, anzi, si richiamava "a una comune missione nazionale ed europea". Era, precisamente, "tutta la filosofia del [[romanticismo]] che maturava in questo loro atteggiamento e in questi loro propositi nuovi di studi" <ref>L. Russo, ''Ritratti e disegni storici dal Machiavelli al Carducci'', Bari, 1937, p. 399. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. *Nessun'altra professione [...] era più adatta di quella del [[medico]] per conciliare le esigenze della sua vita materiale con la spirituale. Il medico è il confessore dei suoi pazienti. A lui si schiudono le porte delle case, si aprono le anime, si avvicinano i cuori. E al Pitrè interessava appunto questo contatto; con le anime, questo incontro con i cuori. Non ci fu casa, a Palermo o in provincia, da dove egli non sia uscito con un appunto riguardante la vita del popolo.<br>Nella professione di medico, il Pitrè rivelò un vivo senso di responsabilità e una vigile coscienza di studioso. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Giuseppe Pitrè, ''[https://archive.org/details/bub_gb_FvEBUyFKjGEC/page/n5/mode/1up Profili biografici di contemporanei italiani]'', Stabilimento tipografico di Francesco Lao, Palermo, 1864. *Giuseppe Pitrè, ''[https://archive.org/details/bub_gb_7n4OQCS5Y_0C/page/n7/mode/1up Nuovi profili biografici di contemporanei italiani]'', Tipografia A. Di Cristina, Palermo, 1868. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pitrè, Giuseppe}} [[Categoria:Antropologi italiani]] [[Categoria:Medici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] d2t095bfmkacd2h0z59z13xz4sfpkzh Kwame Nkrumah 0 138986 1409422 1281042 2026-04-04T02:26:40Z CommonsDelinker 1592 Replacing 1989_CPA_6101.jpg with [[File:Kwame_Nkrumah_on_a_Soviet_stamp_(80th_anniversary_of_his_birth)_1989_CPA_6101.jpg]] (by [[:c:User:CommonsDelinker|CommonsDelinker]] because: [[:c:COM:FR|File renamed]]:). 1409422 wikitext text/x-wiki [[File:Kwame Nkrumah 1961-03-08.jpg|thumb|Kwame Nkrumah (1961)]] '''Kwame Nkrumah''' (1909 – 1972), politico ghanese. ==Citazioni di Kwame Nkrumah== *Vi sono stati, in questo continente africano, diversi grandi imperi. Quando noi saremo tutti nuovamente liberi, la nostra personalità africana fornirà ancora una volta tutto il suo contributo alla somma delle conoscenze e della cultura umana.<ref>Citato in [https://avanti.senato.it/avanti/js/pdfjs-dist/web/viewer.html?file=/avanti/files/Avanti%201896-1993%20PDF/Avanti-Lotto2/CFI0422392_19581209_291.pdf#search=nkrumah&page=1 ''I popoli africani sono pronti all'attacco finale al colonialismo''], ''Avanti!'', 9 dicembre 1958</ref> *Noi siamo infatti decisamente allineati con tutte le forze del mondo che operano sinceramente per la pace.<ref>Citato in [https://avanti.senato.it/avanti/js/pdfjs-dist/web/viewer.html?file=/avanti/files/Avanti%201896-1993%20PDF/Avanti-Lotto2/CFI0422392_19580919_223.pdf#search=nkrumah&page=8 ''Il Ghana, l'Africa e l'Occidente''], ''Avanti!'', 19 settembre 1958</ref> *L'Africa ha davanti a sé due strade. La prima è quella dell'unificazione ''graduale''. Ci sentiamo continuamente raccomandare di avvicinarci all'unità in modo graduale, un passo dopo l'altro. Chi esprime questo auspicio considera l'Africa come un essere statico, che si porta addosso una serie di problemi congelati, da eliminare uno dopo l'altro; dopo di che, fatta piazza pulita, ci si riunisce insieme e si dice: 'adesso che tutto è a posto, possiamo unirci'. È una visione che non tiene conto né delle pressioni esterne, né del fatto che ogni rinvio serve solo ad aumentare le nostre difficoltà, a dividerci e a spingerci tutti insieme nelle reti del neocolonialismo. [...] In sostanza, che cosa vogliamo per l'Africa? Una Carta modellata sull'esempio dell'ONU? Un'organizzazione tipo l'ONU, in cui si creino dei gruppi che esercitino pressioni conformi ai loro personali interessi? Vogliamo trasformare l'Africa in una duttile organizzazione di Stati sul modello degli Stati americani, in cui il più debole diventi vittima del vicino politicamente ed economicamente più forte e tutti insieme dipendano dalla buona grazia di una, o più, potenze straniere? (dal discorso all'Oua, 22 maggio, 1963)<ref name="setuttalafrica">Citato in Ryszard Kapuściński, Se tutta l'Africa, traduzione di Vera Verdiani, Feltrinelli, Milano, 2018, pp. 64-65, ISBN 978-88-07-89097-0</ref> *I nostri popoli ci hanno sostenuto nella lotta per l'indipendenza perché erano convinti che i governi africani sarebbero stati in grado di eliminare i mali del passato in un modo che non sarebbe mai stato possibile sotto il dominio coloniale. Se oggi, conquistata l'indipendenza, lasciamo permanere le stesse condizioni di prima, tutto l'odio che ha portato all'abbattimento del colonialismo si volgerà contro di noi. [...] Finché il potenziale economico dell'Africa non si troverà nelle nostre mani, le masse non potranno provare una reale preoccupazione e un sincero interesse nel difendere la propria sicurezza, nel mantenere stabili i nostri governi e nell'organizzare gli sforzi necessari a raggiungere le mete da noi prefissate. (dal discorso all'Oua, 22 maggio, 1963)<ref name="setuttalafrica"/> *Molti Stati africani indipendenti sono legati da trattati militari alle ex potenze coloniali. La stabilità e la sicurezza che questo genere di patti tenta di stabilire sono illusorie, perché le potenze occidentali non mancano l'opportunità di sostenere il loro controllo neocolonialistico attraverso il coinvolgimento militare diretto. Abbiamo visto come i neocolonialisti usano le loro basi per radicarsi e anche per sferrare attacchi contro i vicini Stati indipendenti. Queste basi costituiscono centri di tensione e potenziali punti di rischio di conflitti armati. (dal discorso all'Oua, 25 maggio 1963) :''Many independent African states are involved by military pacts with the former colonial powers. The stability and security, which such devices seek to establish, are illusory, for the metropolitan powers seize the opportunity to support their neocolonialist controls by direct military involvement. We have seen how the neocolonialists use their bases to entrench themselves and even to attack neighboring independent states. Such bases are centers of tension and potential danger spots of military conflict.''<ref name="oau">{{en}} Citato in ''Nkrumah Nyerere Senghor: African Visionaires'', CreateSpace, 2016.</ref> *Come possiamo sperare di fare dell'Africa una zona denuclearizzata e indipendente dalla pressione della guerra fredda con un tale coinvolgimento militare nel nostro continente? Solo contrapponendo una forza comune di difesa, ispirata dal desiderio unitario di un'Africa libera dall'influenza straniera e dalla presenza militare e nucleare. Ciò richiederà la costituzione di un Alto Comando di tutti gli Stati africani, soprattutto laddove si debbono revocare i patti militari con gli imperialisti. È l'unico modo in cui possiamo spezzare questi legami diretti fra il colonialismo del passato e il neocolonialismo che sconvolge il nostro presente. (dal discorso all'Oua, 25 maggio 1963) :''How can we hope to make Africa a nuclear-free zone and independent of cold war pressure with such military involvement on our continent? Only by counter-balancing a common defense force with a common desire for an Africa untrammeled by foreign dictation or military and nuclear presence. This will require an all-embracing African High Command, especially if the military pacts with the imperialists are to be renounced. It is the only way we can break these direct links between the colonialism of the past and the neocolonialism which disrupts us today.''<ref name="oau"/> {{Int|Da ''Ghana is free forever''|Discorso alla vigilia dell'indipendenza del Ghana, 6 marzo 1957; riportato in [http://www.bbc.co.uk/worldservice/focusonafrica/news/story/2007/02/070129_ghana50_independence_speech.shtml ''BBC.co.uk''], 2 marzo 2007}} *Finalmente, la battaglia è finita! E dunque il [[Ghana]], il vostro beneamato paese, è libero per sempre. :''At long last, the battle has ended! And thus Ghana, your beloved country is free forever.'' *Ho chiarito in modo inequivocabile che d'ora in poi – oggi stesso – dobbiamo cambiare i nostri atteggiamenti, le nostri idee, dobbiamo renderci conto che d'ora in avanti non siamo più un popolo coloniale, ma un popolo libero e indipendente. Ma anche, come ho già sottolineato, che questo comporta un lavoro duro. :''I made it quite clear that from now on – today – we must change our attitudes, our minds, we must realise that from now on, we are no more a colonial but a free and independent people. But also, as I pointed out, that also entails hard work.'' *Conto sui milioni di abitanti del paese, sia sui capi che sul popolo, perché mi aiutino a rifoggiare il destino di questo paese. Siamo pronti a sollevarlo e a farne una nazione che sarà rispettata da ogni paese del mondo. :''I am depending upon the millions of the country, and the chiefs and people, to help me to reshape the destiny of this country. We are prepared to pick it up and make it a nation that will be respected by every nation in the world.'' *Ci siamo risvegliati. Non dormiremo più. Oggi, d'ora in poi, c'è un nuovo africano nel mondo! Questo nuovo africano è pronto a combattere le proprie battaglie e a dimostrare che, a conti fatti, l'uomo nero è in grado di gestire da sé i propri affari. :''We have awakened. We will not sleep anymore. Today, from now on, there is a new African in the world! That new African is ready to fight his own battles and show that after all, the black man is capable of managing his own affairs.'' *Mi sia permesso di rivolgere a tutti voi l'invito, in questo grande giorno, a ricordare noi tutti che niente al mondo può avverarsi senza l'appoggio e il sostegno di [[Dio]]. :''May I call upon you all - that on this great day, let us all remember that nothing in the world can be done unless it's had the purport and support of God.'' *La nostra indipendenza non ha alcun senso, se non è congiunta alla totale liberazione dell'[[Africa]]. :''Our independence is meaningless unless it is linked up with the total liberation of Africa.'' ==''The Specter of Black Power''== *L'Organizzazione per l'Unità Africana è stata resa di fatto inutile a causa delle macchinazioni dei neocolonialisti e dei loro fantocci. Viene tuttavia preservata la sua esistenza, relegandola ad un ruolo di organizzazione innocua, nella speranza che ciò possa ritardare la formazione di un'organizzazione panafricana realmente efficace e che conduca a una reale unificazione politica. Viene incoraggiata la formazione di organizzazioni economiche regionali africane, nella consapevolezza che senza coesione politica saranno inefficaci e serviranno a rafforzare, e non indebolire, lo sfruttamento e il dominio neocolonialista. :''The Organization of African Unity has been rendered virtually useless as a result of the machinations of neocolonialists and their puppets. Yet it is being preserved as an innocuous organization in the hope that it may delay the formation of a really effective Pan-African organization, which will lead to genuine political unification. Encouragement is being given to the formation of African regional economic organizations in the knowledge that without political cohesion they will be ineffective and serve to strengthen, not weaken, neocolonialist exploitation and domination.'' *Il Panafricanismo trae le sue origini nella lotta di liberazione degli afroamericani, espressione delle aspirazioni dei popoli africani e della loro discendenza. Dalla prima Conferenza Panafricana, tenutasi a Londra nel 1900, fino alla quinta e ultima Conferenza Panafricana svoltasi a Manchester (Regno Unito) nel 1945, gli afroamericani sono stati la principale forza motrice del movimento. Il Panafricanismo si è poi spostato in Africa, sua dimora naturale, con l'organizzazione della Prima Conferenza degli Stati africani indipendenti di Accra (Ghana) nel mese di aprile 1958, e la Conferenza di tutti i Popoli Africani del dicembre dello stesso anno. :''Pan-Africanism has its beginnings in the liberation struggle of African-Americans, expressing the aspirations of Africans and people of African descent. From the first Pan-African Conference, held in London in 1900, until the fifth and last Pan-African Conference held in Manchester (UK) in 1945, African-Americans provided the main driving power of the movement. Pan-Africanism then moved to Africa, its true home, with the holding of the First Conference of Independent African States in Accra (Ghana) in April 1958, and the All-African People’s Conference in December of the same year.'' *Il lavoro dei primi pionieri del Panafricanismo, Sylvester Williams, Dr. W.E.B. Dubois, Marcus Garvey e George Padmore, nessuno dei quali nato nel continente nero, ha valore inestimabile nella storia dell'Africa. È significativo che due di loro, il Dr. Dubois e George Padmore, si stabilirono su mio invito in Ghana. Il Dr.Dubois morì, secondo il suo stesso desiderio, in terra africana, mentre lavorava ad Accra all'Enciclopedia Africana. George Padmore è diventato il mio consigliere per gli affari africani, e ha trascorso gli ultimi anni della sua vita in Ghana, offrendo il suo contributo alla lotta rivoluzionaria per l'unità africana e il socialismo. :''The work of the early pioneers of Pan-Africanism such as Sylvester Williams, Dr. W.E.B. DuBois, Marcus Garvey, and George Padmore, none of whom were born in Africa, has become a treasured part of Africa’s history. It is significant that two of them, Dr. DuBois and George Padmore, came to live in Ghana at my invitation. Dr. DuBois died, as he wished, on African soil, while working in Accra on the Encyclopedia Africana. George Padmore became my Adviser on African Affairs, and spent the last years of his life in Ghana, helping in the revolutionary struggle for African unity and socialism.'' ==''Tribute to the late President Kennedy''== [[File:President John F. Kennedy Meets with the President of the Republic of Ghana, Osagyefo Dr. Kwame Nkrumah (JFKWHP-AR6409-B).jpg|thumb|Kwame Nkrumah con [[John Fitzgerald Kennedy]] nel 1961]] *Malgrado il suo breve mandato, il [[John Fitzgerald Kennedy|Presidente Kennedy]] ha lasciato un'impronta indelebile nella storia contemporanea. Verrà ricordato come un insigne campione della pace e dei diritti dell'uomo. :''In spite of his brief term of office, President Kennedy has made an indelible mark on the history of our time. He will be remembered as a distinguished champion for peace and the rights of man.'' (p. 2) *I successi di John Kennedy negli affari internazionali sono stati rilevanti. Noi in Africa lo ricorderemo, soprattutto, per la sua opposizione inflessibile al fanatismo razziale e religioso, all'intolleranza e all'ingiustizia. :''John Kennedy's achievements in international affairs have been remarkable. We in Africa will remember him, above all, for his uncompromising stand against racial and religious bigotry, intolerance and injustice.'' (p. 2) *Nato nella ricchezza, era tuttavia profondamente sensibile ai problemi e alle speranze dell'uomo comune e degli svantaggiati. Questo aspetto del suo carattere si rispecchiò sia nelle sua politica interna che in quella internazionale. :''Born to wealth, he was yet deeply sensitive to the problems and hopes of the common man and of the underprivileged. This aspect of his character was reflected both in his domestic and international policies.'' (p. 2) *Con un autentico senso della storia, John Kennedy mise in atto, nel modo più incisivo, ciò a cui [[Abraham Lincoln]] diede avvio cento anni fa. Come avvenne per Lincoln, fu il proiettile di un assassino ad impedirgli di realizzare i suoi progetti ai grandi livelli che si era prefisso. Da uomo dotato di grande calore umano, il suo rapporto con le persone fu sempre amichevole e sincero. :''With a true sense of history, John Kennedy carried on, in a most dramatic manner, what Abraham Lincoln began one hundred years ago; like Lincoln, he was prevented from carrying his endeavours to the great heights he had set for himself, by an assassin's bullet. As a man endowed with great human warmth, his relationship with people was always friendly and sincere'' (p. 3) ==''Africa Must Unite''== [[File:Kwame Nkrumah on a Soviet stamp (80th anniversary of his birth) 1989 CPA 6101.jpg|thumb|Nkrumah rappresentato su un francobollo sovietico]] ===[[Incipit]]=== ''Libertà! Hedsole! Sawaba! Uhuru!''<br>Uomini, donne e bambini da un capo all'altro dell'Africa ripetono gli slogan del nazionalismo africano, il più grande fenomeno politico dell'ultimo scorcio del XX secolo.<br>Mai prima nella storia un anelito così ardente alla libertà aveva trovato espressione in grandi movimenti di massa, che stanno abbattendo i baluardi dell'impero. Questo vento di cambiamento che soffia sull'Africa, come ho detto poc'anzi, non è un vento ordinario. È un ciclone impetuoso che il vecchio ordine non è in grado di arrestare. ===Citazioni=== *Il [[colonialismo]] e le sue tendenze sono duri a morire, così come la tendenza all'asservimento, i cui strascichi continuano a influenzare la condotta di alcune aree dell'emisfero occidentale. (p. 31) *È un dato di fatto che le origini della cultura europea affondino le proprie radici nelle antiche civiltà della valle del Nilo. I geografi e i cronisti antichi parlano di Stati e imperi africani ben organizzati su entrambe le sponde del continente. (p. 33) *Con l'epicentro collocato a duecento miglia circa a nord dello spartiacque tra i fiumi Senegal e Niger, fu uno dei primi regni dell'Africa occidentale. Sebbene il Ghana uscì gravemente indebolito dall'invasione degli Almoravidi nell'XI secolo, le sue tradizionali forme di governo e impero non perirono. (p. 33) *Invocando la responsabilità cristiana di redimere l'Africa dalle tenebre della barbarie, si dimenticarono gli orrori della tratta europea degli schiavi, come furono ignorate le atrocità della conquista europea. Le mappe disegnate in Europa che riportavano i nomi di Mali e Songhai andarono perdute. I documenti relativi agli imperi africani furono lasciati a prendere polvere e a marcire. I risultati ottenuti da paesi che erano stati produttori di ferro e di oro e che avevano condotto redditizi commerci internazionali furono banditi dalla memoria. (p. 36) *Il commercio degli schiavi ha dominato per trecento anni la storia dell'Africa e, di fatto, la sua influenza si fa sentire ancora oggi, con una popolazione ridotta nel numero con gli effetti di imbarbarimento e ritardo prodotti nel nostro ordine socio-economico. Non serve una mente eccezionalmente perspicace per giudicare le disastrose conseguenze che ha provocato sullo sviluppo africano. In molte occasioni interi villaggi si svuotarono dei loro abitanti, che vennero catturati o si diedero alla fuga. Il numero di abitanti sottratti al continente africano come schiavi è stato alternativamente fissato tra i venti e i cinquanta milioni. (pp. 36-37) *Esattamente com'era accaduto quando le colonie furono occupate per la prima volta, i diritti delle popolazioni indigene vennero completamente ignorati. I confini territoriali furono confermati o ridisegnati in rispondenza alla nuova "ripartizione", secondo principì alquanto arbitrari. Non si tenne conto delle realtà etniche. In molti casi i confini tagliavano a metà le tribù e persino i villaggi. I problemi derivanti dalla cinica lottizzazione dell'Africa pesano tutt'oggi, e potranno risolversi solo con l'unione continentale. (pp. 39-40) *Le ragioni che condussero le nazioni europee a cercare delle colonie sono state illustrate, con diversa enfasi, da molti storici. La maggior parte di loro sembra concordare sul fatto che le potenze coloniali furono mosse principalmente da considerazioni economiche, politiche e militari, presumibilmente in quest'ordine di successione. Sebbene alcuni singoli individui giunsero forse in Africa spinti da intenti puramente altruistici, i concetti generali della "missione civilizzatrice" dell'Europa e del "fardello dell'uomo bianco" sono stati ormai largamente abbandonati, anche dagli imperialisti più convinti. (p. 40) *La [[Francia]], la forza coloniale che governò sulla più vasta area territoriale in Africa, seguì una politica di assimilazione, tesa a produrre una classe d'élite. Introdusse la classe privilegiata degli africani alla cultura e alla civiltà francesi e la innalzò allo status dei francesi, nella speranza di scongiurare la nascita del nazionalismo africano nei territori sotto il suo controllo. L'élite, tuttavia, rimase sempre relativamente piccola, mentre fuori la grande massa degli africani restava "soggetta", pronta a essere sfruttata e maltrattata a bella posta dai francesi che risiedevano in loco, non importa se altolocati o meno. (p. 42) *Io ho dichiarato pubblicamente quale fosse la posizione del Ghana nei confronti dell'Algeria. Abbiamo sostenuto apertamente i nazionalisti algerini. Il fatto che i coloni europei avessero fatto dell'Algeria la loro seconda casa e si considerassero algerini a tutti gli effetti è un argomento irrilevante. Se fossero stati degli algerini davvero patriotici non si sarebbero opposti ai nazionalisti algerini, non avrebbero ucciso e sparso terrore, né avrebbero violato gli articoli degli accordi di pace tra Francia e Algeria. Agli occhi degli africani, il colono europeo, che viva in Sudafrica, in Kenia, in Angola o in qualunque altra parte dell'Africa, è un intruso, uno straniero che si è appropriato della terra africana. Si può discutere all'infinito sui cosiddetti benefici del dominio europeo senza che questo alteri il diritto fondamentale degli africani a occuparsi dei propri affari. (p. 43) *Non vi è alcuna logica, se non quella del diritto del più forte, che possa giustificare il Governo antidemocratico di una minoranza su di una maggioranza. Il gruppo razziale predominante deve provvedere al Governo del paese, e non mancherà di farlo. La razza maggioritaria è proprietaria delle terre che occupa, a prescindere dalle annessioni operate da una minoranza di coloni. Va da sé che il malcontento, la tensione e la paura finiscono per prevalere quando un gruppo minoritario di coloni tenta di prendere possesso della terra o di imporsi sulla maggioranza, come è accaduto in Sudafrica, Algeria, Kenia o nella Federazione Centrafricana. (pp. 43-44) *Anche il [[Portogallo]], come la Francia, perseguì una politica coloniale di assimilazione nei suoi territori africani, seppure di natura alquanto distinta. Il Mozambico e l'Angola sono considerati parte integrante del Portogallo, amministrati dal ministério do Ultramar di Lisbona. La stampa è sottoposta a censura e tutti i movimenti nazionali sono stati proscritti. Il Mozambico, dove i portoghesi sono rimasti per oltre quattrocentocinquant'anni, ha un Consiglio del governatore generale con un numero uguale di membri ufficiali e non ufficiali, e possiede due seggi nel parlamento di Lisbona. Ma i portoghesi non hanno mai dato segni di voler assecondare un processo che si muova nella direzione dell'autogoverno. Così pure in Angola, dove tutto è controllato da Lisbona.<br>Il Portogallo al suo interno è retto da un'oligarchia dispotica e antiquata, che è salita al potere e vi è rimasta nell'interesse di un ristretto gruppo di famiglie estremamente facoltose. È anche uno dei paesi più poveri dell'Europa. Il Portogallo quindi vive al suo interno una situazione potenzialmente rivoluzionaria. (p. 44) *Le misure tardive adottate dai belgi, che indissero elezioni municipali circoscritte e sottoposte a stretto controllo per impedire che il crescente sentimento nazionale nel [[Repubblica Democratica del Congo|Congo]] sfociasse nella violenza, non produssero risultati. Il Congo ottenne l'indipendenza nel giugno del 1960 e i tragici eventi che seguirono mostrarono come i belgi non avessero mai abbracciato l'idea che, di fatto, l'indipendenza congolese divenisse effettiva. Nella pratica, non vi era alcun politico o funzionario congolese con una qualche esperienza, e non c'erano ufficiali africani nella ''force publique''. Così, l'insistenza con cui i ragguardevoli interessi commerciali del Belgio andavano a interferire con la politica congolese finì per complicare una situazione già estremamente difficile.<br>In [[Sudafrica]] sussiste uno stato di cose diverso, ma non meno pericoloso. Lì la linea governativa si può riassumere in una parola, [[apartheid]], che presuppone la segregazione sociale, politica ed economica in ragione dell'appartenenza di razza. (p. 47) *Il problema in Sudafrica è sostanzialmente lo stesso presente in altri territori colonizzati dell'Africa. In questi paesi c'è una minoranza europea, stanziata da un considerevole periodo di tempo, che reclama per ragioni di razza il proprio diritto a regnare per sempre sulla maggioranza degli abitanti. La classe dirigente in Sudafrica è composta da circa tre milioni di persone di discendenza europea. Questa classe dirigente controlla le forze militari, che sono armate e addestrate appositamente per far fronte ai disordini civili. Gli oppositori, i restanti dodici milioni di abitanti del Sudafrica, sono disarmati e privi dell'elaborata organizzazione politica ed economica costruita dalla classe dirigente. È per questo motivo che la classe dirigente si considera al sicuro e ritiene di poter continuare indefinitamente a perseguire la sua politica di apartheid. (pp. 47-48) *Il Sudafrica è un paese sul punto di esplodere, come Haiti prima della sua rivolta, e per gli stessi motivi: tirannia razziale e paura. (p. 49) *Gli inglesi, sebbene amino farsi passare per idealisti sognatori che distrattamente hanno conquistato un impero, sono nella mia esperienza i più irriducibili dei pragmatisti. Sanno che l'Africa deve necessariamente essere governata dagli africani e vogliono uscire dalla faccenda nel miglior modo possibile. (pp. 50-51) *A differenza della Francia, l'Inghilterra non considerò le sue colonie alla stregua di una propaggine della madre patria. (p. 51) *Non conosco alcun caso in cui l'autogoverno sia stato offerto su di un piatto d'argento a un popolo colonizzato e oppresso. La spinta al cambiamento è sempre venuta dalla popolazione. In Africa si scherza spesso sul fatto che quando gli inglesi iniziano ad arrestare, l'indipendenza è dietro l'angolo. (p. 53) *Il mio impegno nella completa abolizione del colonialismo in ogni sua forma m'impedisce di tollerare qualsiasi Governo coloniale, quale che sia il suo modello. Inglesi, francesi, portoghesi, belgi, spagnoli, tedeschi, italiani, ognuno di loro a un certo punto ha dominato su una parte dell'Africa, o continua a farlo. I loro metodi possono essere stati diversi, ma l'intento fu il medesimo: arricchirsi alle spese delle loro rispettive colonie. (pp. 54-55) *Molti hanno sostenuto che le risorse dell'Africa non portarono alcun beneficio alle popolazioni native sino a quando non vennero sfruttate, e che non avrebbero potuto essere sfruttate senza i capitali e l'esperienza europei. Si è detto anche che «l'investitore europeo, a prescindere dai propri interessi personali, agiva nel bene dell'Africa». Argomenti del genere mi fanno pensare alla storia di quell'uomo che, avendo trovato un tesoro sepolto nel giardino del vicino, lo prese e poi disse al vicino che non gli aveva recato alcun danno, dato che sino a quel momento era stato all'oscuro della sua esistenza. E ad ogni modo, non possedeva una vanga. Se si guarda con obbiettività ai fatti, appare con tutta chiarezza che l'occupazione dell'Africa ad opera degli europei fu portata a compimento nell'interesse degli europei. L'attenzione al benessere dei popoli africani non fu mai al centro della questione. (p. 57) *Buona parte della grande ricchezza mineraria africana, che sarebbe dovuta restare in Africa per svilupparvi le industrie di base, è stata sistematicamente portata altrove. È un processo tuttora in atto, anche nei paesi indipendenti. C'è chi afferma che le condizioni e le risorse dell'Africa mal si prestano all'industrializzazione. Così facendo, si cerca di giustificare la politica economica delle potenze coloniali e di legittimare l'infiltrazione del neocolonialismo. (pp. 61-62) *Qui in Africa abbiamo tutto ciò che serve per diventare un continente forte, moderno e industrializzato. Gli investigatori delle Nazioni Unite hanno messo in luce di recente come l'Africa, lungi dal disporre di risorse inadeguate, ha più di qualsiasi altra regione del mondo tutto ciò che occorre per intraprendere un processo d'industrializzazione. Le nostre potenziali riserve di minerale di ferro, ad esempio, potrebbero durare su per giù duemila anni. Si calcola che i depositi di carbone raggiungano i quattromilacinquecento milioni di tonnellate. Sembra che le riserve di petrolio del Sahara siano pari a quelle della penisola arabica. Il gas naturale abbonda nelle viscere del Sahara. È noto che i depositi di vanadio della Rodesia del Nord sono i secondi al mondo per grandezza. Non ci sono limiti all'energia idroelettrica che si potrebbe produrre. In Ghana abbiamo giacimenti di bauxite da duecento milioni di tonnellate. Ho citato solo alcune delle nostre risorse naturali; si potrebbero aggiungere molti altri dati, non meno impressionanti. Una volta che l'intero continente sarà stato sottoposto a rilevamenti geologici, si scoprirà senz'altro una gran quantità di nuove ricchezze.<br>La vera ragione della lentezza dello sviluppo industriale in Africa risiede nelle politiche del periodo coloniale. In pratica tutte le nostre risorse naturali, per non parlare del commercio, dei traffici marittimi, dell'attività bancaria, delle opere di costruzione e così via, sono cadute in mano di stranieri interessati ad arricchire investitori di altri paesi e a frenare l'iniziativa economica locale, e vi rimangono ancora oggi. (p. 62) *Ovviamente, in Africa c'è bisogno dell'investimento di capitali provenienti dall'estero. Ma solo in presenza di una reale indipendenza politica, i profitti derivanti dall'investimento di questi capitali possono essere distribuiti in una proporzione che risulti equa sia per l'investitore straniero, sia per il popolo del paese in cui viene fatto l'investimento. (p. 63) *Sotto il dominio coloniale, i monopoli stranieri avevano completamente piegato ai loro interessi la nostra intera economia. In un paese che era il primo produttore di cacao al mondo, non c'era una singola industria del cioccolato. Sebbene producessimo le materie prime per la fabbricazione del sapone, dell'olio edibile e dei derivati della palma, l'industria per la lavorazione di questi prodotti fu scoraggiata. Le compagnie inglesi che possiedono piantagioni di lime, da noi come nelle Indie Occidentali, di fatto, estraggono il succo dal frutto per poi trasportarlo in blocco nel Regno Unito e rispedirlo imbottigliato ai nostri negozi dove è venduto al minuto a prezzi elevati. Sebbene disponiamo delle materie prime necessarie alla loro fabbricazione, ogni singola bottiglia in uso in questo paese è stata importata. Simili fatti sono contraddistinti da un'assurdità degna di ''Alice nel paese delle meraviglie'', che molti faticheranno ad accettare. Ma sono anche impliciti nel concetto generale e nella politica del colonialismo. L'iniziativa locale, laddove avrebbe potuto minacciare gli interessi della potenza coloniale, fu soffocata sul nascere. (pp. 66-67) *Non mi spiego perché nel [[Regno Unito]] così tante persone si rifiutino ancora di riconoscere che l'industria locale delle colonie venne deliberatamente scoraggiata. Dopotutto, a scuola studiano sui loro libri di storia che nel XVIII secolo uno stato di cose analogo aveva provocato il malcontento degli americani. Anche a loro era stato fatto divieto di confezionare qualsiasi prodotto potesse entrare in competizione con le industrie della casa madre. Se i coloni americani avevano ottimi motivi per protestare, perché non dovremmo averne noi? Perché non l'Africa? (p. 67) *Ci sono vaste savane nel nord del paese, ideali, con la giusta irrigazione, per la coltivazione del cotone. Eppure per molti anni abbiamo speso milioni di sterline per importare dall'estero abiti di costosa fattura. (p. 71) *Gli effetti sociali del colonialismo sono più insidiosi di quelli politici ed economici. Perché si insinuano profondamente nella mente delle persone e sono quindi più difficili da sradicare. Gli europei ci hanno relegati in una posizione di inferiorità in ogni ambito della nostra vita quotidiana. Molti dei nostri giunsero ad accettare l'idea che fossimo un popolo inferiore. Fu solo quando la legittimità di quella concezione fu messa in discussione che si accese la scintilla della rivolta e l'intera struttura del domino coloniale fu presa d'assalto.<br>Ci fu un periodo in cui era possibile vedere cartelli che recavano scritto «ingresso vietato agli africani» o «riservato agli europei» quasi in ogni punto dell'Africa. Ora stanno scomparendo rapidamente, sebbene siano ancora molto diffusi nella Repubblica del Sudafrica e nella Rodesia del Sud. Posso facilmente immaginare quale sarebbe la reazione di un cittadino inglese se si trovasse di fronte un cartello che intimasse "vietato l'ingresso ai britannici" in una qualunque parte d'Europa, o anche in uno degli Stati africani divenuti di recente indipendenti. Dagli africani, tuttavia, ci si aspettava che sopportassero vita natural durante un simile trattamento nella terra che li aveva visti nascere. (pp. 73-74) *È vero che in un clima tropicale gli alloggi costituiscono un problema meno urgente di quanto non lo siano in un clima rigido o temperato. Ed è vero anche che gli africani vivono in case improvvisate. Questi, in definitiva, erano i termini della question abitativa nella Costa d'Oro sotto l'amministrazione coloniale. Ma gli africani non vivevano in baracche e capanne fatte con il fango perché le preferissero alle case in piena regola. Non avevano scelta. I lavori che svolgevano e le risorse di cui disponevano non erano tali da metterli in grado di costruirle. E l'amministrazione non pensò mai di fare ciò che nei paesi avanzati viene erogato come un servizio automatico, di intraprendere cioè un programma che prevedesse alloggi popolari per le persone. Né c'erano società di costruzione disposte ad aiutare a comprare casa persone che non disponevano di capitale liquido. Così la gente di questo paese visse alla maniera in cui aveva sempre vissuto, stipata in catapecchie e lontana dal sogno di abitare in una casa di tre stanze, provvista di tutti i normali servizi, quanto un fattorino di Londra potrebbe esserlo dal sogno di possedere Buckingham Palace. (p. 75) *Per tutti gli anni in cui l'ufficio coloniale britannico amministrò questo paese non fu presa alcuna seria iniziativa per dotare le aree rurali di un sistema idrico. È difficile dare un'idea della situazione al lettore che ha la certezza di dover solo aprire un rubinetto per ottenere una fornitura immediata di acqua potabile di buona qualità. (p. 76) *L'africano, così si diceva, non apprezzerebbe condizioni migliori. Non è in grado di spingersi oltre certi limiti nell'apprendimento, non saprebbe come rispondere agli incentivi di un livello di vita qualitativamente più alto. Si è dimostrato ormai come tutti questi argomenti, riproposti senza sosta nel passato, non siano che menzogne e calunnie. (p. 79) *Si è sostenuto che gli africani sono poveri perché non producono abbastanza. Ma la loro ''attitudine'' al lavoro merita di essere esaminata. Tutti convengono ormai sul fatto che la malnutrizione endemica sia una delle cause principali dell'affaticamento africano. (p. 80) *Che incentivi poteva avere un lavoratore africano sotto il dominio coloniale, quando tutti i suoi sforzi servivano solo ad arricchire i non africani? (pp. 80-81) *Nel Sudafrica, sotto il disumano ordinamento dell'apartheid, il lavoratore africano è perseguitato e ridotto a una condizione di schiavitù. Per quanto deplorevoli siano queste condizioni, quelle degli africani nei territori portoghesi sono probabilmente anche peggiori, sebbene non abbiano ricevuto sinora altrettanta attenzione da parte degli studiosi. (p. 81) *La lotta per l'indipendenza nelle colonie portoghesi si è accesa piuttosto tardi, in parte a causa delle condizioni critiche in cui versava l'istruzione al loro interno. (p. 88) *I funzionari portoghesi si vantavano del fatto che il dominio bianco fosse destinato a durare più a lungo nei loro territori coloniali grazie a una calcolata soppressione dell'educazione. (p. 88) *La storia del progresso umano dimostra che quando un'intellighenzia prende coscienza di sé ed emerge da un popolo assoggettato, diviene l'avanguardia della lotta contro il dominio straniero. (p. 89) *L'entusiasmo incontenibile che l'istruzione suscita in Africa non finisce mai di impressionare i visitatori. (p. 89) *Il desiderio ardente di studiare diffuso sia tra i bambini che tra gli adulti è stato ben poco incoraggiato dalle potenze coloniali, e uno dei peggiori retaggi del colonialismo è stata l'assenza di un corpo di tecnici e amministratori africani preparati. (pp. 89-90) *Ci hanno educati a essere copie inferiori degli inglesi, caricature da deridere con le nostre false arie da alta borghesia britannica, le nostre sgrammaticature e i nostri modelli distorti pronti a tradirci ad ogni passo. Non eravamo né carne né pesce. Non ci fu concesso di conoscere il nostro passato africano e ci fu fatto sapere che non avevamo un presente. Quale futuro potevamo aspettarci? Ci insegnarono a giudicare barbare e primitive la nostra cultura e le nostre tradizioni. I nostri libri scolastici erano libri inglesi, che ci parlavano della storia inglese, della geografia inglese, degli stili di vita inglesi, delle consuetudini inglesi, delle idee inglesi, del clima inglese. Molti di questi manuali non venivano aggiornati dal 1895.<br>Tutto questo deve cambiare. Ed è un compito quanto mai arduo. (pp. 97-98) *È mia profonda convinzione che tutti i popoli desiderino essere liberi e che l'aspirazione alla libertà sia radicata nell'animo di ognuno di noi. Un popolo con una lunga storia di soggezione a una dominazione straniera, tuttavia, non sempre trova facile tradurre questo desiderio in azione. Sotto una dominazione arbitraria, le persone tendono a diventare passive, i loro sensi si intorpidiscono. La paura diviene la forza dominante della loro vita; paura di infrangere la legge, paura delle misure punitive che potrebbero seguire a un tentativo fallito di spezzare le catene. Coloro che guidano la lotta per la libertà devono debellare l'apatia e la paura. Devono dare espressione pratica all'universale anelito alla libertà. Devono rafforzare la fiducia dei popoli in se stessi e incoraggiarli a prendere parte alla lotta per la libertà. Soprattutto, devono dichiarare i loro intenti in maniera aperta e inequivocabile e indirizzare il popolo al raggiungimento dell'obbiettivo dell'autogoverno. (p. 99) *La battaglia dovrà proseguire fino a quando non ci sarà più neanche un metro di terra africana soggetta a una dominazione straniera. (p. 102) *I ritmi di sviluppo diseguali all'interno dell'Africa, sia sul versante politico che su quello economico, rappresentano un problema molto serio. In alcuni paesi scarseggiano le risorse naturali, in altri abbondano. Alcuni hanno raggiunto l'indipendenza con relativa facilità e in maniera pacifica, altri stanno ancora lottando. L'ovvia soluzione è data all'unità, in modo tale che il progresso possa essere pianificato con spirito di coerenza e di coesione. (p. 103) *È un fatto ormai assodato che le potenze coloniali stentino a cedere il controllo politico su qualsiasi loro territorio. Prima di andarsene, compiono sforzi sovrumani per suscitare scismi e rivalità che sperano di sfruttare una volta lontane. L'India, con la sua frattura in due parti distinte, il suo triste strascico di faziosità e conflitti religiosi, ne è l'esempio più lampante. Ma le divisioni interne in Birmania, Sri Lanka, Camerun, Vietnam, lo smembramento delle due federazioni dell'Africa occidentale francese e dell'Africa equatoriale francese in Stati separati della Comunità francese, sono tutti fatti che testimoniano eloquentemente la diffusione di questa politica del "dividi e regna". Lo stesso dicasi della divisione federale della Nigeria in tre Regioni, laddove l'amministrazione inglese si era impegnata in passato a dare una forma di governo unitaria al vasto agglomerato di popolazioni diverse.<br>A uno sguardo superficiale, è difficile cogliere la strategia delle potenze coloniali. Non si rassegnano a ritirarsi dall'Africa, anche quando riconoscono che tentare di eludere la liquidazione totale e definitiva del sistema coloniale equivale a combattere una battaglia persa in partenza. Si comportano come se avessero ancora il diritto di intromettersi negli affari interni dei nuovi Stati emergenti e pretendono addirittura di stabilire cosa è giusto e cosa sbagliato nelle azioni che intraprendiamo. Osservate da vicino, queste manovre si rivelano una componente della strategia del "dividi e regna" condotta a distanza. (pp. 109-110) *Nella nostra battaglia per la libertà, la democrazia parlamentare rappresentava un obiettivo vitale quanto lo era l'indipendenza. Le due cose erano inseparabili. Non era nostra intenzione liberare il paese dal regime coloniale per sostituirlo con una tirannia africana. Volevamo affrancare il nostro popolo da un dominio arbitrario e offrirgli la libertà di scegliere la forma di governo che credeva più adatta a servire i suoi interessi e ad accrescere il suo benessere. Ci battemmo perché la nostra gente potesse essere libera di professare la religione che preferiva, libera di creare le associazioni che voleva, perché vigesse un clima in cui tutti potessero parlare, scrivere e pensare liberamente, a patto di non recare danno ai propri simili e di non mettere a repentaglio la sicurezza dello Stato. (p. 121) *C'è la tendenza di dimenticare che il processo che ha condotto il Regno Unito alla democrazia non è stato affatto pacifico. Sono passati poco più di tre secoli da quando tagliarono la testa a un re, fecero la loro rivoluzione borghese e proclamarono Cromwell loro dittatore. Ma i vincoli feudali non erano stati tutti spezzati e, a distanza di oltre due secoli, fu necessaria un'altra rivoluzione, con i suoi conseguenti contraccolpi sociali, per consolidare la base di quella democrazia parlamentare che oggi il popolo inglese considera erroneamente come un merito congenito al proprio carattere nazionale. Gli Stati americani combatterono una guerra civile più dura, il cui ricordo condiziona ancora oggi gli atteggiamenti e la mentalità, per vedere riconosciuta la propria unione. La loro Costituzione, fondata sull'affermazione dell'uguaglianza di tutti gli uomini, impiegò diversi anni per trovare un pieno consenso, e ancora oggi i suoi princìpi sono disattesi in molte parti del paese. L'America fatica ancora ad applicare i concetti essenziali della democrazia a tutti i suoi membri.<br>Le attuali condizioni del Ghana sono paragonabili a quelle che prevalsero in Inghilterra, Francia o America al tempo delle loro lotte per la conquista di una forma di governo libera, più che a quelle attualmente in vigore in quei paesi. Sarebbe più giusto, allora, domandarsi quale fosse la natura del regime cui sottostavano a quell'epoca, e stabilire le debite proporzioni della diffusione delle idee liberali nel mondo a partire da allora. La condizione economica del nostro popolo non è migliore di quella degli operai inglesi che vissero uno stadio di progresso sociale e politico simile al nostro; forse, sotto alcuni aspetti, un po' peggiore. I loro servizi sociali erano altrettanto primitivi, il livello dell'istruzione all'interno del paese altrettanto basso. Credo che nessuno possa negare che, in una situazione analoga alla nostra, il mantenimento della democrazia per le popolazioni europee e americane sarebbe stato un compito immane. Eppure è il compito che abbiamo affrontato in Ghana quando abbiamo ottenuto l'indipendenza. (pp. 122-123) *In un paese appena emerso dal dominio coloniale, ci sono molti torti da riparare, molti problemi da risolvere. Per far loro fronte, servono tempo, denaro ed esperienza comprovata. La fine dell'amministrazione coloniale in Ghana, oltretutto, ci lasciò con un basso livello d'istruzione tra la massa della popolazione e senza un sistema scolastico uniforme. Una società di questo tipo cade facilmente preda dei politici privi di scrupoli. Si lascia incantare dalla demagogia e manipolare dall'eloquenza che fa appello alle emozioni più che dalla ragione. In simili condizioni, non fu difficile per l'opposizione individuare terreni in cui covava l'insoddisfazione e piantarvi e coltivarvi i semi del risentimento e della rivendicazione. (pp. 131-132) *Il Ghana, nel bene e nel male, era al centro dell'attenzione di tutti. Nella nostra capitale era presente la stampa di tutto il mondo e, se le sfuggiva qualcosa, l'opposizione lo portava alla sua attenzione accompagnando le notizie con le proprie spiegazioni. Nessun fatto, nessun evento era troppo piccolo da non poter essere usato per screditare sia il Ghana che il Governo agli occhi del mondo e per ridurre l'alto prestigio che la nostra lotta e la conquista della libertà ci avevano procurato. Di sicuro, non si è vista spesso un'opposizione così impegnata a sacrificare gli interessi del suo paese per servire i propri scopi, così incurante di distruggere la fondamentale unità della nazione. (p. 132) *Nel corso della lotta per l'indipendenza, avevamo posto l'accento sulla necessità dell'unità nazionale in previsione della conquista della libertà e delle enormi responsabilità di cui ci saremmo dovuti fare carico in quanto Stato. Responsabilità che esigevano il massimo dell'impegno da parte di ogni cittadino. Come poteva il nostro popolo fare la sua parte con zelo e dedizione se gli veniva inculcata senza sosta l'idea che il suo Governo fosse disonesto, incapace e corrotto, che i suoi leader fossero privi di scrupoli e assetati di potere e che il sostegno della nazione fosse invocato non per la gloria del Ghana ma per la gloria personale di Kwame Nkrumah? Questa non era libertà d'espressione. Era un abuso di libertà irresponsabile, e se nessuno gli avesse posto freno, avrebbe potuto mettere a repentaglio il nostro Stato, la nostra indipendenza e la fiducia delle persone in se stesse e nelle proprie capacità. (pp. 136-137) *Accogliamo di buon grado le critiche ma non siamo disposti a tollerare attività sovversive e terroristiche ai danni dello Stato, né atti illegali intesi a promuovere il tornaconto egoistico di una minoranza dissidente, sostenuta da interessi stranieri. (p. 140) *C'è un certo alone mistico che circonda la monarchia inglese, la cui influenza, per quanto intangibile, è molto concreta. Oserei dire che in Inghilterra si stenti a trovare anche un solo vero antimonarchico. Sembra che non vedano alcunché di incoerente in una democrazia estremamente avanzata che conserva una monarchia ereditaria. Se fossi un inglese residente nel Regno Unito, forse la penserei alla stessa maniera.<br>Però sono un africano, membro di un paese che solo di recente ha spezzato le catene che lo vincolavano all'Inghilterra. Ciononostante, abbiamo mantenuto il vincolo che ci legava alla monarchia, sebbene il nostro orientamento verso il continente africano lo abbia reso un anacronismo. (p. 143) *Non è per mancare di rispetto alla regina [[Elisabetta II del Regno Unito|Elisabetta II]] che io e il mio popolo, nel giurarle fedeltà, solleviamo le stesse obiezioni di coscienza che solleveremmo se dovessimo prestare giuramento di lealtà al presidente degli Stati Uniti o a quello dell'Unione Sovietica. (p. 144) *In una democrazia, il vero capo della nazione è l'uomo che è stato democraticamente eletto a capo del partito che dispone di una maggioranza in parlamento, maggioranza che a sua volta è stata eletta democraticamente dalla cittadinanza. Perché dunque non dovrebbe conciliare i poteri governativi con i cerimoniali che competono alla presidenza dello Stato? Nel nostro contesto e nelle nostre condizioni attuali, il popolo associa il primato al potere. Faticherebbe a comprendere la posizione di un presidente onorario che si limiti a firmare atti del parlamento sui quali non ha alcuna influenza. In realtà, fatica a capirlo anche lo studente di scienze politiche, perché è un artificio senza senso, privo di contenuto. (p. 145) *Non nasconderò il fatto che divento impaziente quando il discorso cade sulla costruzione del Ghana. Dobbiamo portare avanti la nostra opera con risolutezza. Ogni ministro deve considerarsi alla stregua di un direttore esecutivo e portare a termine il proprio specifico lavoro con buoni risultati e nei tempi previsti. Deve sapere che un fallimento ingiustificato potrebbe obbligarlo a farsi da parte per dare la possibilità a qualcun altro di dimostrare le proprie capacità. (p. 146) *Una delle cose peggiori che possa capitare ai paesi meno avanzati e in via di sviluppo è ricevere aiuti stranieri condizionati da vincoli politici ed economici. Simili aiuti sono presentati molto spesso in termini finanziari di difficile interpretazione. (p. 173) *Bisogna dichiarare guerra all'analfabetismo; e bisogna stabilire un programma di sviluppo della comunità autogestito ed esteso a tutto il paese, volto a promuovere la costruzione di scuole, strade, acquedotti, cliniche, uffici postali, case e strutture pubbliche. (p. 176) *Io ritengo che non ci sia un paradigma universale per l'industrializzazione che possa fungere da modello assoluto per le nuove nazioni che stanno uscendo dal colonialismo. Se ci guardiamo intorno, non troviamo esempi identici tra loro. I paesi europei hanno portato a termine la loro industrializzazione in tempi molto lunghi e in un'epoca che, dal punto di vista economico, scientifico e sociale, era molto diversa dalla nostra. Gli Stati Uniti hanno diboscato terre vergini e sfruttano il lavoro degli schiavi per accumulare le loro ricchezze iniziali. Hanno a loro disposizione una varietà geografica che ha reso possibile una rapida espansione industriale e una produzione manifatturiera su larga scala. L'Unione Sovietica, partendo pressoché dal nulla, ma occupando un vasto territorio ricco di risorse, ha spazzato via la burocrazia di un tempo e ha fatto ricorso a una dittatura autoritaria per raggiungere il proprio scopo. (pp. 197-198) *La produzione tesa al profitto privato nega a una larga porzione della popolazione l'accesso ai beni e ai servizi erogati. Pertanto, se vogliamo tenere fede alla promessa fatta al nostro popolo e realizzare il programma esposto poc'anzi, la nostra unica possibilità è il [[socialismo]]. Perché il socialismo prevede la proprietà pubblica dei mezzi di produzione, della terra e delle sue risorse, e l'utilizzo di questi mezzi per sopperire ai bisogni della gente. (p. 199) *L'obbiettivo socialista mira al bene universale della nazione e, nell'interesse di quell'obbiettivo, ognuno di noi dovrà rinunciare a qualche suo desiderio personale nell'immediato, in vista di un maggiore benessere nel prossimo futuro. L'accelerazione dello sviluppo generata dai surplus, o l'estensione dei servizi sociali a tutta la comunità, recano vantaggio a un maggior numero di persone rispetto all'incremento dei salari destinati a determinate categorie di lavoratori. (pp. 204-205) *C'è chi sostiene che l'Africa non possa unificarsi perché le mancano i tre ingredienti necessari all'unità: una razza, una cultura e una lingua comuni. È vero che per secoli siamo stati divisi. Le barriere territoriali che ci dividono furono innalzate molto tempo fa, spesso in maniera totalmente arbitraria, dalle potenze coloniali. Alcuni di noi sono musulmani, altri cristiani, molti credono nelle tradizionali divinità tribali. Alcuni di noi parlano francese, altri inglese, altri ancora portoghese, per non parlare dei milioni di persone che si esprimono esclusivamente in uno dei cento e più dialetti africani. Abbiamo sviluppato differenze culturali che influenzano il nostro modo di vedere le cose e e condizionano il nostro progresso politico.<br>Tutto ciò è inevitabile, considerato il nostro retroterra storico. Eppure, malgrado tutto, sono convinto che le forze che puntano all'unità superino di gran lunga quelle che ci dividono. Ogni volta che incontro amici africani provenienti da una qualunque parte del continente, mi stupisce riconoscere quante cose abbiamo in comune. Non si tratta solo del nostro passato coloniale, o del fatto che abbiamo obiettivi analoghi, è qualcosa di molto più profondo. Lo descriverei come un senso di unità generato dal nostro essere ''africani''. (p. 217) *{{NDR|Sulla [[Crisi del Congo]]}} Gli unici a trarre vantaggio dalla situazione furono i neocolonialisti e i loro alleati del Sudafrica e della Rodesia, che strumentalizzarono i disordini del Congo per denunciare l'incapacità degli africani di gestire i propri affari. (p. 225) *Forse non è privo di significato il fatto che Monrovia, da cui ha preso nome il gruppo che dà priorità alle manovre associative economiche, sia la capitale dell'unico paese del continente africano che non ha dovuto combattere una battaglia per affermare la sua sovranità politica. Ciò nonostante, la Liberia ha dovuto lottare duramente per difendere la propria integrità e ricchezza nazionale contro l'invasione territoriale ed economica messa in atto da potenze straniere nel corso di tutta la sua storia, tutt'altro che lineare, e più di una volta deve aver sperato in un aiuto che i suoi vicini colonizzati non erano in condizione di darle. (p. 237) *In un mondo diviso tra fronti contrapposti e fazioni in guerra, se l'Africa è disunita non potrà che soccombere. [[Patrice Lumumba]], che aveva visto e vissuto sulla propria pelle i mali generati dalla disunione in Congo, sostenne con grande convinzione questo punto di vista quando venne ad Accra, nell'agosto 1960. Forse non tutti sanno che in quell'occasione si disse pronto a lavorare nella più stretta collaborazione possibile con gli altri Stati africani indipendenti per la costituzione di un'Unione degli Stati Africani.<br>Non mancheranno le differenze tra gli Stati africani indipendenti. Abbiamo contese di confine e una moltitudine di altri problemi interterritoriali che possono trovare soluzione solo nel contesto di un'unità africana. (p. 238) *L'Africa ha il più grande potenziale energetico di acqua al mondo. (p. 243) *Soltanto la [[Cina]], con la sua enorme popolazione e la sua estensione territoriale, sommate a un regime economico non competitivo e a un sistema di produzione e distribuzione regolato dal centro, segna un indice di produttività che potrebbe consentirle di reggere il confronto con le uniche due potenze che contino davvero qualcosa nel mondo di oggi. (p. 260) *L'America è il maggiore sostenitore della libera impresa, svincolata dalle restrizioni di una pianificazione centrale. La sua società è segnata da profonde diseguaglianze sociali, dai mezzadri di colore che vivono al limite o al di sotto della soglia di sopravvivenza, fino ai magnati del petrolio che ammassano fortune astronomiche, passando per tutti i possibili gradi di ricchezza e povertà che li separano. (p. 262) *A dispetto di tutte le contrarietà, della palese ostilità e delle macchinazioni che minavano il suo successo, e malgrado la spaventosa devastazione e le perdite materiali e umane provocate della Seconda guerra mondiale, l'[[Unione Sovietica]] è riuscita in poco più di trenta anni a costruire una macchina industriale così potente e avanzata da consentire il lancio dello Sputnik e, a distanza di breve tempo, il primo volo dell'uomo nello spazio. Non si può ignorare il fatto che imprese di questa portata siano state rese possibili da un sistema di pianificazione continentale, sostenuto da programmi d'ispirazione socialista chiaramente definiti, ed è un dato che porto a esempio di ciò che un programma economico integrato potrebbe rappresentare per l'Africa. (p. 263) *{{NDR|Sulla [[Crisi del Congo]]}} Il Congo offre forse l'esempio più eclatante di come le divisioni tribali e l'arrivismo politico possano essere strumentalizzati per frammentare territori uniti ed esacerbare i contrasti. (p. 295) *Sebbene la fiducia nelle [[Organizzazione delle Nazioni Unite|Nazioni Unite]] abbia subito duri colpi nel periodo successivo alla loro fondazione, e ancor più negli ultimi tempi, in rapporto alla [[crisi del Congo]], resta l'unica organizzazione internazionale in cui i numerosi problemi del mondo hanno una possibilità di giungere a una soluzione ragionevole. (p. 301) *Il colonialismo in Africa ha i giorni contati, a prescindere dai rinforzi militari che il Portogallo ha inviato in fretta e furia in Angola e dalle trame imperialistiche e della Guerra fredda in Congo, a prescindere dalla recente repressione del movimento nazionalista in Rodesia, dalla logorante imposizione dell'apartheid in Sudafrica e dalle instancabili manovre del neocolonialismo in Africa. Prima o poi, e ritengo che avverrà molto prima di quanto il mondo non creda, tutti questi frenetici tentativi di salvare l'imperialismo in Africa finiranno nel novero dei detriti della storia. (pp. 308-309) *La forza dell'Unione Sovietica è stata messa alla prova con la guerra. Anche sotto l'impatto della barbarie fascista, è riuscita a non crollare. (p. 322) *Pochi avrebbero creduto che popoli così distanti tra loro, che presentavano diversi livelli di sviluppo sociale, politico ed economico, avrebbero potuto convivere sotto l'egida della grande potenza che l'Unione Sovietica è diventata in un arco di tempo relativamente breve. (p. 319) *Mentre qui in Africa, dove l'obbiettivo dell'unità è inderogabile, stiamo facendo del nostro meglio per concentrare i nostri sforzi in questa direzione, i neocolonialisti ricorrono a qualunque mezzo pur di vanificarli, incoraggiando la formazione di comunità basate sull'identità linguistica dei loro ex colonizzatori. Non possiamo permetterci di essere così disorganizzati e divisi. Il fatto che io parli inglese non mi rende cittadino inglese. Allo stesso modo, il fatto che alcuni di noi parlino francese o portoghese non li rende cittadini francesi o portoghesi. Noi siamo africani, punto e basta; e come africani, i nostri più alti interessi possono essere favoriti solo dalla nostra unione in una comunità africana, di cui né il Commonwealth, né una comunità franco-africana possono fare le veci.<br>Per noi, l'Africa e le sue isole costituiscono un tutt'uno. Respingiamo l'idea di qualsiasi suddivisione. Da Tangeri o Il Cairo nel nord, a Città del Capo nel sud, da Capo Guardafui a est, alle isole di Capo Verde nell'ovest, l'Africa è una e indivisibile. (p. 328) *Noi, che in Africa stiamo lottando per l'unità, siamo profondamente consapevoli della bontà dei nostri propositi. Ci occorre la forza complessiva delle nostre popolazioni e delle nostre risorse per metterci al riparo dal pericolo incombente di un ritorno del colonialismo sotto false spoglie. Ci occorre questa forza per combattere i poteri radicati che dividono il nostro continente e continuano a tenere soggiogati milioni di nostri fratelli. Ci occorre questa forza per decretare la liberazione totale dell'Africa e per portare avanti la costruzione di un sistema socioeconomico che consenta alla grande massa della nostra popolazione, in costante aumento, di raggiunger dei livelli di vita paragonabili a quelli dei paesi più avanzati. (p. 329) ==Citazioni su Kwame Nkruma== *Ho ripetutamente provato a parlare con Nkruma'h della situazione ghanese, ma ogni volta è stato impossibile: parlava sempre di tutta l'Africa, si occupava di tutta l'Africa. ([[Gamal Abd el-Nasser]]) *Il presidente Kwame Nkrumah era considerato un eroe in un territorio che si estendeva dal Senegal al Mozambico. Era l'incarnazione del panafricanismo, il sogno di un'Africa libera, pacifica e solidale, e fu per questa ragione che radunò ad Accra leader e pensatori dall'intero continente. ([[David Van Reybrouck]]) *Il suo è un progetto definito rivoluzionario. Ma quale rivoluzionarismo può esserci in un progetto fuori dalla realtà? ([[Julius Nyerere]]) *La posizione della Guinea non mira a mantenere a qualunque costo N'Krumah alla testa dello stato del Ghana. All'uomo facciamo totale fiducia per l'opera panafricanista e progressista che ha svolto, ma ciò che soprattutto ci interessa è la sorte del popolo del Ghana e degli altri popoli africani di fronte alle difficoltà create dall'imperialismo e dal colonialismo. Appoggiamo senza riserve il popolo del Ghana e fino a quando l'illegalità e la forza militare si imporranno al paese, riconosceremo un solo capo di quello stato: N'Krumah. ([[Ahmed Sékou Touré]]) ===[[Ryszard Kapuściński]]=== *Lo scopo che si è prefisso fin da ragazzo è la liberazione del Ghana. Per raggiungerlo, però, bisogna prima diventare qualcuno. Essere qualcuno: ecco il primo obiettivo. A quel tempo il Ghana è una colonia. Un nero non ha possibilità di fare carriera. *Nkrumah è patetico, raccolto, con uno stile da predicatore che gli è rimasto addosso dai tempi dei suoi sermoni nelle chiese dei neri d'America. *Nkruma'h è un personaggio straordinario, un uomo fuori del comune, ma purtroppo è innamorato della propria grandezza e questo l'ha accecato portandolo alla rovina. Si considerava il Messia di tutta l'Africa, vedeva se stesso come presidente non solo del Ghana, ma di tutta l'Africa. *Nkruma'h ha condotto una politica interna impossibile, nel senso che ha voluto costruire il socialismo in un paese le cui effettiva classe dominante è la borghesia. Il Ghana si è sempre distinto dalle altre colonie africane per il fatto di essere un paese ricco in cui la borghesia, i commercianti e i coltivatori di cacao rappresentavano da tempo una classe forte, abbiente e influente. *Parlava in tono fermo, chiaro e uniforme. Nkrumah è un oratore eccellente, da gestire parco ma incisivo. Perfino gli inglesi dicono che ascoltarlo è un piacere. È un uomo di media statura, ben fatto e gradevole. Ha un viso intelligente, la fronte alta e lo sguardo profondo e triste. Uno sguardo che rimane triste anche quando Nkrumah sorride. *Pensai che il modo migliore di raccontare l'Africa fosse quello di parlare di colui che in quel periodo fu la figura più significativa del continente, un uomo politico, un visionario, un tribuno e uno stregone: Nkrumah. *Quando il premier va nei villaggi, dorme nelle capanne. A volte si trattiene per strada a chiacchierare fino a tarda notte. In quei casi non rientra in città e si ferma a dormire in una casa qualunque. Questo gli procura le simpatie generali. Così passa il suo tempo. ===[[Martin Luther King]]=== *Era un agitatore, giudicato colpevole di sedizione: ma la sua attività aveva ispirato altri, che erano in libertà. Queste persone riuscirono a coalizzarsi, e quando Nkrumah aveva scontato soltanto pochi mesi di carcere, lo elessero primo ministro. Così l'impero britannico capì che era meglio farlo uscire: la sua condanna era a quindici anni, ma in realtà scontò soltanto otto-nove mesi. E quando uscì, era il capo del governo della Costa d'Oro. *Nkrumah era partito da un inizio modesto: i suoi genitori non avevano istruzione, non erano capotribù, erano gente umile. *Nkrumah sapeva da sempre che il colonialismo era nato per il dominio e lo sfruttamento; che era stato inventato per tenere sotto un determinato gruppo e sfruttarlo, così da assicurare un vantaggio economico al gruppo dominante. *Spesso mi torna alla mente una frase di Nkrumah: «Preferisco l'autogoverno nel rischio alla servitù nella tranquillità». Credo che sia un grande pensiero. Quindi, Nkrumah e i suoi erano pronti ad affrontare i rischi e i problemi; ma secondo me il Ghana avrebbe saputo trarre profitto dagli errori commessi da altre nazioni che erano nate tanti anni prima, e sarebbe diventato un grande paese. ===[[Richard Nixon]]=== *Come insegna la tragedia di Nkrumah, i requisiti indispensabili per il progresso sono innanzitutto la stabilità economica e la libertà di impresa. *In un certo senso il Ghana rappresenta la tragedia delle "buone intenzione". Nel suo zelo per l'ottenimento dell'indipendenza è possibile che Nkrumah si sia convinto di poter fare dei miracoli. Una volta al potere venne consumato dalla megalomania. Quelli che in Occidente premevano per la decolonizzazione lo facevano per idealismo. In retrospettiva si può dire che i più cauti di allora fossero anche i più realisti. *La paranoia anti-occidentale di Nkrumah e la sua militanza panafricana crebbero a dismisura proprio nel periodo in cui il suo paese avrebbe potuto largamente beneficiare da una stretta collaborazione. *Purtroppo oggi il Ghana è una nazione economicamente disastrata e politicamente instabile. E la responsabilità ricade in buona parte proprio sulle spalle di Kwame Nkrumah. Egli è stato prototipo del capo rivoluzionario che, confrontato con la necessità di costruire una nazione indipendente, fallisce nel suo compito. *Sin dalla sua giovinezza, Nkrumah si era rivelato un abile oratore. Con la voce profonda e l'aspetto brillante, egli aveva la capacità di "intrappolare" le folle. [...] In privato egli usava una loquela modesta e misurata. In mezzo alla folla, cambiava completamente. Bastavano poche parole da lui pronunciate per eccitare al parossismo l'emotività dell'auditorio. ===[[Samia Nkrumah]]=== [[File:Samia Nkrumah 2014-02-25.jpg|thumb|[[Samia Nkrumah]]]] *Ci sono voluti molti anni di vita e di lavoro, gli ultimi dieci trascorsi in Italia, per realizzare che il progetto panafricano sognato da mio padre Kwame è ancora oggi la migliore risposta alle sfide che ha di fronte l'Africa. *Fu la Cia a volere il colpo di Stato militare con cui mio padre venne deposto, nel febbraio del 1966. Quello stesso giorno lasciammo il Paese e raggiungemmo Il Cairo, la città di mia madre Fathia. Poi ci spostammo ancora. Da allora mio padre non l'ho più rivisto: visse in Guinea, in esilio, fino alla morte, avvenuta nel 1972. Noi invece tornammo in Ghana, nel 1975. *Il messaggio di nostro padre Kwame è eterno. *Il progetto di mio padre era profondamente culturale. Ora tocca a me portarlo avanti. *Le sue idee sono ancora valide, e io voglio fare la mia parte. *Mi ha insegnato a vedere oltre me stessa, a non discriminare nessuno. Per questo ho voluto incontrare alcuni dei suoi attentatori. Puoi farlo soltanto se sei convinto di avere una missione. E mi ha insegnato l'importanza di fare pace con il proprio mondo interiore. *Nkrumah commise forse degli errori politici (il ''Deportation Act'', che permetteva di espellere dal Paese i cittadini stranieri che sostenessero e finanziassero le opposizioni, e il ''Preventive Detention Act'', che permetteva di incarcerare per un periodo non superiore a cinque anni, sulla base di semplici sospetti, chi fosse accusato di azioni contro la sicurezza nazionale), ma non bisogna dimenticare gli attentati organizzati contro di lui con l'aiuto della Cia, come dimostrano documenti declassificati solo da pochi anni. Nkrumah fu un accentratore, è vero, ma non abusò mai del suo potere, né intascò un solo centesimo del patrimonio nazionale, fatto più unico che raro, nel panorama continentale. Nkrumah vedeva nella federazione dell'Africa l'unico modo per il continente di emanciparsi realmente e di ritagliarsi uno spazio nell'epoca dei blocchi contrapposti: era favorevole a una politica di "neutralismo attivo" rispetto alla guerra fredda, anche se era un sostenitore del socialismo africano. Ovvio che gli americani non lo considerassero un amico. *Noi dobbiamo essere orgogliosi di chi siamo, del nostro cibo, delle nostre tradizioni. E dovremo essere capaci creare la nostra propria economia, senza più attendere soltanto gli aiuti dell' occidente. Proprio come voleva mio padre. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *{{en}} Kwame Nkrumah, ''The Specter of Black Power'', A Panaf pamphlet, 1968. *{{en}} Kwame Nkrumah, ''Tribute to the late President Kennedy'', Ministry of Information and Broadcasting, 25 novembre 1963. *Kwame Nkrumah, ''Africa Must Unite'', traduzione di Roberta Arrigoni, Editori internazionali riunti, 2011. ISBN 978-88-359-9066-6 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nkrumah, Kwame}} [[Categoria:Personalità del panafricanismo]] [[Categoria:Politici ghanesi]] [[Categoria:Rivoluzionari]] pjz84q3vo8ezrs1bzattr49ufkd0kid Pirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar 0 139358 1409379 1296547 2026-04-03T12:56:39Z BetaKentauri2 106242 1409379 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Pirati dei Caraibi<br /><small>La vendetta di Salazar</small> |titolooriginale= Pirates of the Caribbean: Dead Men Tell No Tales |paese= USA |anno= 2017 |genere= commedia, avventura, fantastico |regista= [[Joachim Rønning]], [[Espen Sandberg]] |soggetto= [[Terry Rossio]], [[Jeff Nathanson]] |sceneggiatore= Ted Elliott, Jeff Nathanson |attori= *[[Johnny Depp]]: Jack Sparrow *[[Javier Bardem]]: Armando Salazar *[[Geoffrey Rush]]: Hector Barbossa *[[Brenton Thwaites]]: Henry Turner *[[Kaya Scodelario]]: Carina Smyth *[[Kevin McNally]]: Joshamee Gibbs |doppiatoriitaliani= *[[Fabio Boccanera]]: Jack Sparrow *[[Roberto Pedicini]]: Armando Salazar *[[Pietro Ubaldi]]: Hector Barbossa *[[Flavio Aquilone]]: Henry Turner *[[Rossa Caputo]]: Carina Smyth *[[Saverio Indrio]]: Joshamee Gibbs |note= *Musiche: [[Geoff Zanelli]] }} '''''Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar''''', film statunitense del 2017 con [[Johnny Depp]], [[Javier Bardem]] e [[Geoffrey Rush]], regia di [[Joachim Rønning]] e [[Espen Sandberg]]. == [[Incipit]] == '''Giovane Henry''': Padre?<br />'''Will''': Henry, che cosa hai fatto?<br />'''Giovane Henry''': Ti ho trovato, hai visto?<br />'''Will''' {{NDR|gli mostra il suo aspetto di un mostro}}: Guardami, figlio.<br />'''Giovane Henry''': Non m'importa.<br />'''Will''': L'''Olandese'' non è posto per te. {{NDR|sente le voci della ciurma}} Sanno che sei qui. Ritorna da tua madre.<br />'''Giovane Henry''': No!<br />'''Will''' {{NDR|taglia la corda con il sacco di pietre legato al piede di Henry}}: Va' ora! Prima che sia tardi!<br />'''Giovane Henry''': Non voglio! Non mi arrenderò. E se anche mi cacci ora, non ti libererai di me.<br />'''Will''': Una maledizione mi lega a questa nave.<br />'''Giovane Henry''': Perciò sono qui. So come spezzare questa maledizione. Come liberarti dall'Olandese.<br />'''Will''': Henry, no.<br />'''Giovane Henry''': Ho letto di un tesoro. Un tesoro che contiene tutto il potere del mare. Il tridente di Poseidone ti libererà, lo so.<br />'''Will''' {{NDR|abbraccia Henry}}: Henry, il tridente non verrà mai trovato.<br />'''Giovane Henry''': Ho trovato te.<br />'''Will''': È solo una storia.<br />'''Giovane Henry''': Come quelle su te e Capitan Jack Sparrow? Mi aiuterà lui a trovare il tridente.<br />'''Will''': Sta' lontano da Jack! Lascia il mare per sempre. Smettila di comportarti come...<br />'''Giovane Henry''': Un pirata?! No, non la smetterò. Voglio che torni a casa. {{NDR|l'Olandese comincia ad inabissarsi}}<br />'''Will''': Henry... mi dispiace. La maledizione non si può spezzare. È il mio fato. {{NDR|gli consegna la sua collana}} Devi lasciarmi andare. {{NDR|accarezzando delicatamente il viso di Henry}} Ti voglio bene, figlio. ==Frasi== *Mi volete buttare a mare, eh?! Io non tocco acqua da anni. ('''Jack''') *Luce... Luce!... Siamo liberi!!! Ora è l'ora di dare la caccia a un pirata. ('''Salazar''') *Vita da pirata. ('''Jack''') *{{NDR|Fa per bere una bottiglia di rum}} Vieni da papino. ('''Jack''') *{{NDR|Quando uno dei personaggi lo definiscono così, a causa della sua astronomia}} Non sono una strega! ('''Carina''') *"Per liberare il potere del mare, si deve dividere". È un'isola. Le stelle conducono a un'isola. ('''Carina''') *{{NDR|Rivolta alla folla, sulla forca}} Le ultime parole di Carina Smith. Zitti!!! Le ultime parole di Carina Smith. Signori, non sono una strega, ma perdono la carenza intellettiva che vi accomuna tutti. Tradotto: penso che abbiate un cervello da capra. ('''Carina''') *{{NDR|Rivolto a Jack}} Il giovane Turner ci ha dato 10 pezzi per salvarti il collo! ('''Gibbs''') *{{NDR|Rivolto a Henry e Carina}} Bene, guarda qui. Se ora uccido il codardo, la strega penzola. Due al prezzo di uno. ('''Scarfield''') *{{NDR|Alla sua ciurma, parlando davanti Henry e Carina}} Signori miei, questi due prigionieri ci condurranno al tridente. ('''Jack''') *''Capitàn'' Salazar, sento dire che cercate Jack Sparrow! ('''Barbossa''') *{{NDR|Rivolto a Salazar, nel flashback}} Ehi! Aspetta, ''Capitàn''! È una bella giornata per navigare, no?! Per come la vedo, siamo rimasti noi due. Arrendenti a me ora e ti lascio vivere! Semplice. Intesi. Tu ti arrendi a me ora e ti lascio vivere. E ti lascio vivere! ('''Giovane Jack''') *{{NDR|Rivolto alla ciurma di Barbossa}} Siamo al sicuro solo in terraferma! Perché lasciamo la terraferma?! Chi lo sa?! Chi lo sa?! Chi lo sa?! ('''Jack''') *Arriva da tribordo! Venderemo cara la pelle! La ''Perla'' non mi verrà sottratta nuovamente! ('''Barbossa''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Solo l'Impero Britannico avrà il potere del mare! ('''Scarfield''') *Jack Sparrow! Jack Sparrow. Devi pagare al conto al macellaio. ('''Salazar''') *{{NDR|Dentro nel corpo di Henry}} Se ferisci me, ferisci il ragazzo, Jack. ('''Salazar''') *''Hola'', Sparrow! ('''Salazar''') *Ti odio, Sparrow, muori, Sparrow! ('''Salazar''') *{{NDR|Dopo la rottura del Tridente di Poseidone che ha spezzato tutte le maledizioni}} Siamo carne e sangue! ('''Salazar''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Jack! ('''Salazar''') *{{NDR|Dopo la morte definitiva di Barbossa}} Vita da pirata, Hector. ('''Jack''') ==Dialoghi== *'''Toms''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Cosa sei tu?!<br />'''Salazar''' {{NDR|lo prende per il collo e lo solleva}}: Morte! {{NDR|lo getta nel fuoco, uccidendolo}} *'''Salazar''': Jack Sparrow! Conosci questo pirata? <br/>'''Henry''': Solo di nome. <br/>'''Salazar''': Lo stai cercando? Questo era un "sì"? <br />'''Henry''': Sì.<br />'''Salazar''': Ah, y per troppi anni il triangolo ci ha maledetti... condannandoci a questo inferno in terra, la chiave per scappare è Jack Sparrow e la bussola in suo possesso. No, no, no. Non devi temere, ragazzo, io lascio sempre un uomo vivo per raccontarla. Trova Sparrow per me, e dagli un messaggio dal Capitan Salazar... Salazar... digli che io rivedrò la luce del giorno, e che quel giorno... {{NDR|digrignando i denti sporchi di sangue nero}} la... morte verrà prenderlo! Glielo andrai a riferire? Ti prego!<br />'''Henry''': Sì...<br />'''Salazar''': Glielo direi io stesso ma... i morti non parlano. *'''Lesaro''': ''Capitán'', che succede?<br />'''Salazar''': Jack Sparrow... Jack Sparrow ha dato via la bussola. *'''Jack''' {{NDR|strangolando Henry per il collo dentro la prigione}}: Dammi la spada!<br />'''Henry''': Non ce l'ho la spada!<br />'''Jack''': Come, un soldato senza un'arma?!<br />'''Henry''': Sono ricercato per tradimento.<br />'''Jack''': Senza un'arma è ricercato.<br />'''Henry''': Sto cercando un pirata. Il Capitan Jack Sparrow.<br />'''Jack''' {{NDR|lo lascia andare}}: Beh, è il tuo giorno fortunato. Perché si dà il caso che sia io il Capitan... Jack... Sparrow.<br />'''Henry''' {{NDR|visibilmente confuso}}: No, non può essere. Ho passato anni in cerca di... questo? Il grande Jack Sparrow non è un ubriaco in una cella. Almeno avete una nave? Una ciurma? {{NDR|vedendo che Jack non ha i pantaloni}} Pantaloni?!<br />'''Jack''': Un grande pirata non ha bisogno di certe complessità.<br />'''Henry''': Sapete da quanto attendo questo momento? I rischi che ho corso per essere qui?! Sicuro di essere quel Jack Sparrow?<br />'''Jack''': La vera domanda è: chi sei tu?<br />'''Henry''': Il mio nome è Henry Turner, figlio di Will Turner e di Elizabeth Swann.<br />'''Jack''' {{NDR|molto sorpreso}}: Ughh! Sei la vile progenie dei due?! La mamma non ti ha mai chiesto di me?<br /> '''Henry''': No.<br />'''Jack''': Oh, figurati. Nel sonno invoca il mio nome?<br />'''Henry''': Non ha mai parlato di voi.<br />'''Jack''': Sei sicuro che parliamo delle stesse persone?! {{NDR|riferito a Will}} Lui è un maledetto eunuco. {{NDR|riferito a Elizabeth}} Lei ha cappelli d'oro, testarda, labbra imbronciate. Collo di una giraffa. E due meravigliose...<br />'''Henry''': Sì! Sì, è lei! Mi devi ascoltare, Jack, perché, al momento, ho solo te. Ho trovato il modo di salvare mio padre. C'è una cosa che può spezzare la maledizione e liberarlo dall'Olandese. Il tridente di Poseidone.<br />'''Jack''': Ah, il tesoro da trovare con ''La mappa che nessuno sa leggere''. Mai sentito.<br />'''Henry''' {{NDR|riferito a Carina}}: C'è una ragazza in questa prigione, Jack, che ha quella mappa. La luna si è cambiata in sangue, il tridente sarà trovato, e tu sarai il dominatore del mare e ridiventerai ciò che una volta eri. Il grande... {{NDR|Jack si mette a dormire in piedi}} Jack!<br />'''Jack''': Scusa tanto. Dicevi qualcosa? Devo essermi appisolato.<br />'''Henry''': Un'altra cosa. Un messaggio di uno che conosci, si chiama Capitan Salazar.<br />'''Jack''': Conoscevo uno Spagnolo... con un nome spagnolo.<br />'''Henry''': ''El Matador Del Mar'', il Macellaio del Mare?<br />'''Jack''': Lui?! No, no. È felicemente morto. Molto, molto morto. Affondato.<br />'''Henry''': Sì, nel Triangolo. Sta arrivando, Jack, cerca vendetta, stavolta i morti hanno parlato.<br />'''Jack''': Non ti credo. Che cosa ha detto?<br />'''Henry''': Che la tua bussola è la chiave per scappare. Un esercito di morti sta venendo da te, Jack. Il tridente di Poseidone è la tua sola speranza. Abbiamo un accordo? *'''Mullroy''': Io non ci vado lì dentro a dirglielo.<br />'''Murtogg''': È stata una tua idea!<br />'''Mullroy''': No, la mia idea era che tu glielo dicessi.<br />'''Murtogg''': Ma gli stai più simpatico tu!<br />'''Mullroy''': A lui nessuno è simpatico. *'''Mullroy''': Chiedo scusa. Sappiamo che non volete che vi si disturbi.<br />'''Murtogg''': O che sia qui senza un buon motivo.<br />'''Mullroy''': O che si parli senza prima... <br />'''Murtogg''': Esserci chiesti...<br />'''Mullroy''': Se il nostro parere è assolutamente necessario.<br />'''Murtogg''': Come la volta dell'incendio sulla nave. E questo è buon esempio di parere necessario.<br />'''Mullroy''': Con l'occasione, ci scusiamo ancora per averlo appiccato.<br />'''Barbossa''' {{NDR|spara vicino ai musicisti per farli uscire dalla cabina}}: Parlate!<br />'''Murtogg''': Le vostre navi, signore.<br />'''Mullroy''': Sono state attaccate da un nemico che non cerca ricchezze.<br />'''Murtogg''': Che uccide non provocato.<br />'''Barbossa''': Le mie navi?! Non possibile.<br />'''Mullroy''': Tre già sono colate a picco, signore. Affondate dal Capitano Salamander.<br />'''Murtogg''': Samovar.<br />'''Barbossa''' {{NDR|visibilmente terrorizzato e confuso}}: Salazar...<br />'''Mullroy''': Sì, vostra ''signorità''. Ha lasciato in vita un uomo per vascello per raccontarla. L'intera flotta è mezza affondata... e noi presto moriremo.<br />'''Murtogg''': E con ogni probabilità chiuderemo i battenti. *'''Shansa''': Ti stavo aspettando, capitano. Ti va una tazza di tè?<br />'''Barbossa''' {{NDR|ironicamente disgustato}}: Non disturbarti. Grazie tante.<br />'''Shansa''': Il prezzo per chi bussa alla mia porta è sangue, capitano.<br />'''Barbossa''': Questo spiega perché fuori non c'è la fila.<br />'''Shansa''': Pagano tutti prima o poi.<br />'''Barbossa''': Shansa, noi abbiamo stretto un patto tempo fa. Ti ho salvata dalla forca, o mi sbaglio?!<br />'''Shansa''': E io ho maledetto i tuoi nemici! Ma ora tu vieni da me impaurito, perché i morti hanno preso il comando del mare.<br />'''Barbossa''': E questi morti che vogliono da me?<br />'''Shansa''': Non da te, capitano. Stanno cercando un passero.<br />'''Barbossa''': Jack?<br />'''Shansa''': Jack salperà per il tridente... con una bella e una ''Perla''.<br />'''Barbossa''': Il Tridente non può essere trovato.<br />'''Shansa''': Il Tridente è la sola speranza di Jack. I morti conquistano il mare senza poter scendere in terraferma. Puoi sempre ritirarti a vivere in campagna.<br />'''Barbossa''': In mezzo all'erba?! In una fattoria?! A mungere latte da mucche cornute, mentre affondano il mio tesoro?!?<br />'''Shansa''': Chiediti questo, capitano. È questo un tesoro per cui valga la pena di morire?!<br />'''Barbossa''': Sono un pirata. Sempre lo sarò. Quindi come salvo ciò che è mio?<br />'''Shansa''': Jack aveva una bussola che punta verso la cosa che vuoi più al mondo. Ma prova a tradire la bussola, e libererà la tua più grande paura.<br />'''Barbossa''': Per un pirata la più grande paura è Salazar, giusto? {{NDR|Shansa gli mostra la bussola di Jack}} Come l'hai avuta?!<br />'''Shansa''': Ho i miei metodi. Guidali da Jack prima che trovi il tridente... e il tuo tesoro tornerà da te.<br />'''Barbossa''' {{NDR|prendendo la bussola di Jack}}: È ora di fare un patto con i morti. *'''Henry''': Da questo momento saremo alleati!<br />'''Carina''': Considerato dove hai la mano direi più che alleati! *'''Barbossa''': Il mio nome è Capitano Barbossa, e vengo al vostro cospetto con intenzioni cordiali.<br />'''Salazar''' {{NDR|ridacchiando}}: Intenzioni cordiali. {{NDR|ai suoi uomini}} Sentito? Questo pirata vuol essere cordiale! {{NDR|rivolto a Barbossa}} Adesso ti mostro la mia di cordialità, ''hombre''. Ogni volta che batto la spada, un tuo uomo morirà. Quindi è meglio che parli in fretta. {{NDR|batte la sua spada per terra, ordinando di uccidere uno degli uomini di Barbossa}} Vogliamo andare più veloce, ''Capitán''? {{NDR|batte due volte la sua spada, ordinando di uccidere un altro uomo}} Dov'è Jack Sparrow?<br />'''Barbossa''': Jack fa vela verso il tridente. <br />'''Salazar''': No, il mare appartiene ai morti.<br />'''Barbossa''': Il Tridente controlla il mare.<br />'''Salazar''': No!! Nooo!!! Non c'è tesoro!! Non c'è tesoro che possa salvarlo!!! Morirà, ma prima tu! {{NDR|puntandogli la sua spada sulla gola di Barbossa}}<br />'''Barbossa''': Io sono l'unico che può guidarti da lui! Io dichiaro che avrai la vita di Jack prima del sorgere del sole o in cambio prenderai me. Ora abbiamo un accordo?<br />'''Salazar''': Eheh... Portami da lui e vivrai per raccontarla. <br />'''Barbossa''': Hai la mia parola. E grazie da parte della mia ciurma.<br />'''Salazar''' {{NDR|batte sul pavimento la spada cinque volte, ordinando così la morte di altri cinque pirati}}: Ehi, prendi ciò che resta di loro. I vivi salgono a bordo! *'''Salazar''': Il sole è sorto, e tu sei morto! {{NDR|sbatte la spada sul ponte, ordinando di uccidere Barbossa}}<br />'''Barbossa''': Non per contraddire, ma il termine del nostro accordo era sorgere del sole! Questa è la prima luce, mai che prima il sole sorga alto! E io so che tu sei un uomo d'onore.<br />'''Salazar''': Onore?! Tu non sai niente di me.<br />'''Barbossa''': So che vuol dire avere la peggio con Jack Sparrow. È nostro nemico...<br />'''Salazar''' {{NDR|avvicinando minacciosamente in faccia}}: Tu non sai io chi sono!<br />'''Barbossa''': Io so storie di un tremendo capitano spagnolo, ''El Matador Del Mar''... che flagellava il mare, che ha stanato e ucciso centinaia di uomini...<br />'''Salazar''': No no no... uomini no... no no no... pirati, eh? Pirati... I pirati infettavano i mari da generazioni. Tolsero la vita a mio padre e a suo padre prima di lui. Così giurai di porre fine a questa piaga, una volta per tutte. Ed è quello che ho fatto. Ho distrutto dozzine di navi. Gli ultimi si coalizzarono tentando di sconfiggermi! Ma presto capirono che era impossibile. Niente poteva fermare la ''Silent Mary''. [...] Il mare infine era... puro. Quelle vili bandiere non macchiavano più le acque. [...] ''Adiós''... [...] L'ultima delle loro navi... bruciava sotto i miei occhi. E fu in quel momento di ... vittoria... che lo udii. Una nave tentava la fuga nel fumo. E là, sulla coffa... c'era quel giovane pirata. Un ragazzo! Stava lassù, appollaiato come un passero, eh? E fu allora si guadagnò il nome che mi avrebbe perseguitato per il resto dei miei giorni... Sparrow. Quel ragazzo si faceva beffe del mio potere, così lo inseguii... Sapendo che gli avrei tagliato la gola col mio coltello e una volta morto, l'avrei fatta finita con quella vita da pirata! [...] Mi ha portato via tutto... e mi ha riempito de... rabbia. E dolore. E questa è la fine della storia. {{NDR|si accinge ad uccidere Barbossa}}<br />'''Barbossa''': Non ancora, ''capitán''. Là! Trovato come promesso. *{{NDR|Nel flashback}}<br />'''Lesaro''' {{NDR|riferendosi ai pirati nel mare con le navi distrutte}}: Stanno implorando pietà.<br />'''Salazar''': Pietà? Pietà?! Non c'è pietà. {{NDR|mangia una mela e fa il cenno di proseguire a uccidere tutto il resto dei pirati}}<br />'''Lesaro''' {{NDR|ai soldati}}: Puntante... fuoco!! *'''Henry''': Ora che fai?<br />'''Carina''': Quelli della nave cercano Jack, Jack è su questa barca. Quindi me la faccio a nuoto.<br />'''Jack''': Come osi fare esattamente ciò che farei io al posto tuo?!<br />'''Henry''' {{NDR|vedendo che Carina si sta togliendo il vestito per nuotare meglio}}: Carina, basta.<br />'''Jack''': No, no, no. Che basta.<br />'''Henry''': Così è già sufficiente.<br />'''Jack''': No, ancora un po'. {{NDR|rivolto a Carina}} Non starlo a sentire. Continua. Continua. {{NDR|Carina si tuffa in acqua, stressata, lasciando Jack ed Henry da soli}} Perché?! Aveva quasi finito.<br />'''Henry''': Le ho visto le caviglie.<br />'''Jack''': Altro che caviglie, se ti fossi stato zitto. *'''Salazar''': Jack Sparrow... Jack il passero!<br />'''Jack''': Spagnolo!... {{NDR|uno dei marinai fantasma si dissolve toccando la terraferma}}<br />'''Carina''' {{NDR|con aria incredula e terrorizzata}}: Siete fantasmi!<br />'''Jack''': Ah, non possono scendere a terra! Lo sapevo!<br />'''Carina''' {{NDR|sempre più terrorizzata}}: Fantasmi!!! {{NDR|scappa via urlando dal panico}}<br />'''Henry''': Carina!<br />'''Salazar''' {{NDR|rivolto a Jack}}: Adesso pagherai per ciò che hai fatto a me!<br />'''Jack''': No, no, no, no... Guarda, no, non ti devi disturbare.<br />'''Henry''': Carina!<br />'''Jack''': Farei anche quattro chiacchiere, {{NDR|riferendosi ad Henry e Carina}} però la mia mappa sta scappando.<br />'''Salazar''': Tanto ti aspetto! Va' pure!<br />'''Jack''' {{NDR|andandosene}}: Ma perché devi aspettarmi?! Ma perché deve aspettarmi?! *'''Salazar''': In nome del re, io vi condanno tutti a morte! {{NDR|comincia a uccidere alcuni uomini di Barbossa}}<br />'''Mullroy''' {{NDR|appeso a testa in giù}}: Stavo pensando... dovremmo dirci a vicenda dove abbiamo sepolto i tesori... giusto in caso uno dei due sopravvivesse.<br />'''Murtogg''' {{NDR|appeso a testa in giù}}: Oh, buona idea.<br />'''Mullroy''': Comincia tu.<br />'''Murtogg''': Il mio tesoro è sepolto fra due grosse palme in una tomba anonima ad Aruba. Dov'è il tuo?<br />'''Mullroy''': Io non ce l'ho.<br />'''Salazar''' {{NDR|rivolto a Barbossa, continuando a uccidere furiosamente i suoi uomini}}: Mi hai promesso il sangue de Jack!<br />'''Barbossa''' {{NDR|appeso a testa in giù}}: Ma Jack è in trappola! Non riuscirà mai a scappare dall'isola!<br />'''Salazar''': È in terraferma!!! *'''Barbossa''': Ho rispettato il patto. Io e i miei uomini andremo a riva. Il vile traditore sarà tuo... sul mio onore.<br />'''Salazar''': Onore?! Quale onore, ''hombre''?! Quale onore?! Tu neanche sai cos'è l'onore!<br />'''Barbossa''': Risparmiami la vita e ti porterò il passero. ''Tenemos un acuerdo?'' Un accordo? *{{NDR|Barbossa spara sopra con fucile, interrompendo l'assurdo matrimonio di Sparrow con la brutale Beatrice per conto di suo fratello Pig Kelly}}<br />'''Barbossa''': Jack, ci si rivede!<br/>'''Jack''' {{NDR|nervosamente sarcastico}}: Hector! È il più migliore amico che ho al mondo.<br />'''Barbossa''': Che gioia vederti sistemato alla fine.<br/>'''Jack''': Mi hai portato un regalo?! {{NDR|Barbossa uccide Pig Kelly, sparandolo, e tutte le persone dell'isola scappano terrorizzati}} Più o meno. Stai benissimo. Cammini a un metro da terra. Ti è ricresciuta la gamba?<br />'''Mullroy''' {{NDR|a Barbossa}}: Eh, capitano non dovremmo riportare a Salazar, il cui presente Sparrow in cambio delle nostre vite?<br/>'''Barbossa''': Certo, potremmo, ma sono qui per il Tridente di Poseidone.<br />'''Murtogg''': Volete imbrogliare i morti?!<br />'''Mullroy''': L'avete promesso.<br/>'''Barbossa''': E con esso squarterò chi mi ha rubato il comando del mare.<br/>'''Jack''': Per quanto ami questo piano, non c'è vascello che possa mai competere con quel relitto di nave.<br />'''Barbossa''' {{NDR|tirando fuori la spada di Barbanera}}: Ma ce n'è una, Jack, di nave più veloce, la ''Perla''... {{NDR|indica la bottiglia di vetro dentro la tuta di Jack}} intrappolata in quella bottiglia da Barbanera da cinque inverni or sono. Per il potere della spada della sovrana canaglia, io qui consegno la ''Perla Nera'' alla sua antica e legittima gloria! {{NDR|colpisce la bottiglia di vetro per liberare la ''Perla Nera''}} *'''Barbossa''' {{NDR|punta la pistola a Jack}}: C'è posto solo per un capitano. {{NDR|compare la sua scimmietta Jack}}<br/>'''Jack''' {{NDR|rivolto alla scimmia Jack}}: Oooh, sudicia bestia.<br />'''Barbossa''': È ora di sfidare i morti! *'''Lesaro''': ''Capitán'', conoscete il pericolo. Non fatelo.<br />'''Moss''': Non ha altra scelta. Jack è a terra e sta andando al Tridente.<br />'''Lesaro''': ''Capitán'', dev'esserci un altro modo. Una volta posseduto un vivo non si torna indietro. Sarete intrappolato nel suo corpo per sempre.<br />'''Salazar''': El tridente mi libererà. {{NDR|cominciando entrare nel corpo di Henry}} È ora di uccidere un Passero.<br />'''Henry''': No! *'''Jack''': Come ti ho già detto una volta: "arrenditi a me ora, e io ti lascio... vivere"! <br />'''Salazar''': Eh, y tu vuoi che io mi arrenda?<br />'''Jack''': Più o meno.<br />'''Salazar''': E questa è la fine de la estoria! *'''Carina''': Chi sono io per te?<br />'''Barbossa''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Un tesoro! Tieniti! <br />'''Jack''': Hector! *'''Will''': Henry...<br />'''Henry''': Sì, padre. {{NDR|si abbracciano}}<br />'''Will''': Lasciati guardare, figlio. {{NDR|lui ed Henry ridono di gioia}} Come hai fatto? Hai spezzato la maledizione?<br />'''Henry''': Ti racconterò una storia. La storia del più grande tesoro che l'uomo abbia.<br />'''Will''': Non vedo l'ora di sentirla! ==[[Explicit]]== {{explicit film}} {{NDR|Nuovamente sulla ''Perla Nera''}}<br />'''Jack''' {{NDR|riferendosi al ritorno della vecchia coppia: Will ed Elizabeth, commosso ma fingendosi disgustato per l'orgoglio}}: Che vista davvero rivoltante!<br />'''Gibbs''': Fate largo! Capitan Jack Sparrow è in coperta!<br />'''Jack''': Infatti!<br />'''Uomo''': Bentornato capitano!<br />'''Jack''': Oh grazie... Grazie molte. Permesso... <br />'''Scrum''': Capitano!<br />'''Jack''': Grazie. {{NDR|a Marty}} Oh, mi ricordo di te. Signori. Grazie. Oh, guarda, mastro Gibbs.<br />'''Gibbs''': La nave è vostra, capitano.<br />'''Jack''': Ah, grazie. {{NDR|appare la scimmia Jack}} Aah, scimmia! {{NDR|Jack gli consegna la sua bussola}} Grazie...<br />'''Gibbs''': Qual è la rotta, capitano?<br />'''Jack''': Seguiremo le stelle, mastro Gibbs!<br />'''Gibbs''': Agli ordini, capitano! <br />'''Jack''' {{NDR|aprendo la sua bussola}}: Ho un appuntamento oltre il mio... amato orizzonte. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Pirati dei Caraibi}} [[Categoria:Film commedia d'avventura]] [[Categoria:Film fantasy]] ja8olb4szoraapcylkd8q3i14422rln Template:Lingue/Dati 10 148341 1409421 1409303 2026-04-03T21:58:17Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1409421 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 65123 |lingua2 = it |voci2 = 54835 |lingua3 = pl |voci3 = 31710 |lingua4 = ru |voci4 = 17853 |lingua5 = cs |voci5 = 15436 |lingua6 = et |voci6 = 13688 |lingua7 = uk |voci7 = 12182 |lingua8 = pt |voci8 = 12056 }} 3b69a9wbtig6vnu7fn5fcugieclxzu2 Romano Fenati 0 154544 1409416 1221792 2026-04-03T15:55:02Z Danyele 19198 fix di stile 1409416 wikitext text/x-wiki [[File:Romano Fenati Montmelo 2013 (cropped).jpg|thumb|Romano Fenati nel 2013]] '''Romano Fenati''' (1996 – vivente), pilota motociclistico italiano. ==Citazioni di Romano Fenati== *{{NDR|«Quando hai fatto la tua prima impennata?»}} A due anni, ma era una bicicletta!<ref>Da Sky Italia; citato in Duccio Fumero, ''[https://www.motoblog.it/post/310675/intervista-romano-fenati-un-titolo-mondiale-no-ne-voglio-vincere-di-piu Intervista Romano Fenati "Un titolo mondiale? No, ne voglio vincere di più"]'', ''motoblog.it'', 7 maggio 2014.</ref> *Corro da quando ho quattro anni per passione. Mi piace spingermi oltre il limite, sempre. Cerco la sfida, di misurarmi con la velocità in qualsiasi cosa, a motore o no. Per me è nato tutto per gioco ed è rimasto un gioco. Perché se lo vedo come un lavoro è stressante. Preferisco prenderlo alla leggera, per quanto posso.<ref name="Micalizzi"/> *[...] "Fenati se la tira" non fa proprio parte del mio dna, te lo posso assicurare. Dal venerdì, nel paddock, si inizia ad assaporare il clima gara e, fino alla domenica, è un crescendo di tensione e adrenalina, io almeno lo vivo cosí. In tutta onestà, preferisco stare tra i bulloni e l'odore dell'olio del motore ma capisco che dall'altra parte del televisore ci sono tanti appassionati che vogliono vedere e sentire i protagonisti. Penso di essermi reso sempre disponibile per interviste, foto, ecc. Se a qualcuno ho detto no semplicemente non era il momento giusto, ma non certo perché me la tiro.<ref>Da ''[http://www.motoemozione.it/index.php?option=com_content&view=article&id=366:intervista-a-romano-fenati-tra-passato-e-futuro&catid=16:interviste&Itemid=127 Intervista a Romano Fenati - Tra passato e futuro]'', ''motoemozione.it''.</ref> *{{NDR|«Lei è famoso per avere un carattere sanguigno»}} Non esiste chi riesce sempre a mantenere la calma, chi non fa mai qualcosa di stupido, sarebbe un super buono. E se così fosse, non avrei corso in motocicletta ma sarei entrato nel clero.<ref>Dall'intervista di Paolo Ianieri, ''[https://www.gazzetta.it/Moto/moto-2/11-09-2018/moto2-fenati-ho-perso-testa-ma-non-volevo-fargli-male-futuro-magari-non-torno-290904888142.shtml Fenati: "Ho perso la testa ma non volevo fargli male. Futuro? Finisco gli studi"]'', ''gazzetta.it'', 11 settembre 2018.</ref> *{{NDR|«Cosa sono per te le corse?»}} Sono la normalità, ho bisogno di questo. È da quando ho quattro anni che lo faccio, è la mia vita. È come respirare, camminare. Devo andare in moto, o comunque stare su un mezzo a motore, smontare, rimontare...<ref>Da ''[https://www.insella.it/news/moto3-intervista-romano-fenati-il-mugello-e-la-gara-piu-spettacolare-al-mondo-140714 Moto3, intervista a Romano Fenati: "Il Mugello è la gara più spettacolare al mondo"]'', ''insella.it'', 22 maggio 2017.</ref> *{{NDR|Sugli eventi seguenti la "pinzata" nel Gran Premio di San Marino e Riviera di Rimini 2018}} Sono stato sentito in direzione gara, con Manzi, e tutto sembrava tranquillo. Ci siamo spiegati e stretti la mano, ho chiesto scusa perché il mio, a differenza dei suoi, è stato un gesto plateale. Ho preso due gare di squalifica, che nel [[Calcio (sport)|calcio]] sono poche ma nelle moto sono tantissime. Pensavo fosse finita lì. {{NDR|«E poi cosa è accaduto?»}} Che tutto il resto, dal togliermi la licenza al licenziamento, come in un domino lo hanno scatenato i [[Social network|social]]. Sono una Corte vera e propria, che ha emesso un giudizio molto più velocemente dei tribunali normali e mi ha condannato senza appello. Mi avevano già costruito la bara. [...] Ammetto le mie colpe, con l'attenuante dell'[[adrenalina]], ma chi minaccia di [[morte]] dal divano non ha adrenalina. Era diventato di moda insultarmi.<ref name="Micalizzi">Dall'intervista di Gabriele Micalizzi, ''In pista nessuno è un santo'', ''SportWeek'' nº 6 (923), 9 febbraio 2019, pp. 42-47.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Fenati, Romano}} [[Categoria:Piloti motociclistici italiani]] 40q5qo8gb8jzjscc2vxrzzuq278bopx Andreina Pagnani 0 173209 1409437 1393296 2026-04-04T06:45:19Z Spinoziano 2297 /* Doppiatrice */ 1409437 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Andreina Pagnani 1972.jpg|miniatura|Andreina Pagnani]] '''Andreina Pagnani''' (1906 – 1981), attrice e doppiatrice italiana. ==Citazioni su Andreina Pagnani== *Andreina era stata una prediletta di [[Luchino Visconti|Visconti]], finché una certa sera, mentre preparavano ''Il candeliere'' di [[Alfred de Musset]], ci fu un incidente. In scena c'era un velario dietro al quale si intravedevano delle ombre. Durante le prove, Visconti aveva sempre immaginato che lì dietro, attraverso quel gioco di chiaroscuri, si assistesse a una specie di spogliarello. A un certo punto, mentre Andreina saliva la scaletta che la portava dietro al velario, Visconti le disse: «Quando arrivi lassù, dietro al velario, Andreina, tu ti spogli».<br> E lei rispose: «No».<br>Luchino, facendo finta di non aver sentito, insistette: «Quando arrivi lì, ti spogli...».<br>E lei, imperiale: «No!».<br>«Tu adesso vai lì e ti spogli!»<br>«No!»<br>Luchino, che non accettava i capricci di un'attrice, fosse pure la grande Pagnani, ripeté: «Andreina, tu vai là e ti spogli!».<br>«No!»<br>Quel piccolo «no» era molto più che un «no». Luchino era il regista e quindi aveva il potere di dare ordini, ma Andreina era un'attrice di prim'ordine, amata e apprezzata da tutti. Quindi era una lotta di poteri. Non si poteva deflettere, ne andava di mezzo la dignità dei due ruoli. Fu la fine. Il sodalizio più importante del teatro italiano si infranse su quel no. Da allora cambiò tutto. Luchino abbandonò il teatro dicendo: «Chi mi ama mi segua». ([[Lina Wertmüller]]) *La mia grande protettrice diventò la divina Andreina Pagnani, la più grande attrice del nostro teatro, di gran lunga la più brava, e poi Sarah Ferrati, Rina Morelli e tutte le altre primedonne di quei tempi. In realtà, io avevo conquistato la simpatia di Andreina con «i giochetti», le scenette che facevamo di sera, di casa in casa, dopo lo spettacolo. Era molto bella, con i suoi straordinari occhi azzurri e con quella voce che ha incantato tutti gli italiani. Non solo a teatro, ma anche con i suoi indimenticabili doppiaggi. Tutte le prime donne dei film di Hollywood le doppiava lei. Era spiritosa e amava i giovani. ([[Lina Wertmüller]]) *Lei aveva avuto un grande amore giovanile. Come accadeva per la trama dei romanzi di [[Liala]], si trattava di un pilota, era caduto con l'aereo, ma Andreina gli era rimasta fedele. ([[Lina Wertmüller]]) ==Filmografia== ===Attrice=== {{div col}} *''[[Apparizione (film)|Apparizione]]'' (1943) *''[[I miserabili (film 1948)|I miserabili]]'' (1948) *''[[Il giudizio universale]]'' (1961) *''[[Il comandante]]'' (1963) *''[[Le inchieste del commissario Maigret]]'' (1964-1972) {{div col end}} ===Doppiatrice=== {{div col|strette}} *''[[Venere bionda]]'' (1935) *''[[Il giardino di Allah]]'' (1936) *''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) *''[[Il conte di Essex]]'' (1939) *''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]'' (1939) *''[[Ninotchka]]'' (1939) *''[[Ombre malesi]]'' (1940) *''[[I misteri di Shanghai]]'' (1941) *''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]'' (1941) *''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]'' (1943) *''[[Prigionieri dell'oceano]]'' (1944) *''[[Amanti perduti]]'' (1945) *''[[Breve incontro]]'' (1945) *''[[Settimo velo]]'' (1945) *''[[Il filo del rasoio (film 1946)|Il filo del rasoio]]'' (1946) *''[[La vita è meravigliosa]]'' (1946) *''[[Dietro la porta chiusa]]'' (1947) *''[[Il cavaliere misterioso]]'' (1948) *''[[Il terrore corre sul filo]]'' (1948) *''[[Scandalo internazionale]]'' (1948) *''[[Campane a martello]]'' (1949) *''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]'' (1949) *''[[Domenica d'agosto]]'' (1950) *''[[Viale del tramonto]]'' (1950) *''[[Chi è senza peccato...]]'' (1952) *''[[La regina di Saba]]'' (1952) *''[[Le nevi del Chilimangiaro]]'' (1952) *''[[Lo sceicco bianco]]'' (1952) *''[[Perdonami!]]'' (1953) *''[[Attila (film 1954)|Attila]]'' (1954) *''[[Fronte del porto]]'' (1954) *''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]'' (1954) *''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954) *''[[La bestia umana]]'' (1954) *''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]'' (1957) *''[[L'infernale Quinlan]]'' (1958) *''[[Hiroshima mon amour]]'' (1959) *''[[Estasi (film 1960)|Estasi]]'' (1960) *''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961) *''[[La notte]]'' (1961) *''[[La viaccia]]'' (1961) *''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]'' (1962) *''[[Giacobbe, l'uomo che lottò con Dio]]'' (1963) *''[[McLintock!]]'' (1963) *''[[La nave dei folli]]'' (1965) *''[[Tutti insieme appassionatamente]]'' (1965) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pagnani, Andreina}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] grzms7k2ruem0qdeeu9ma391e4pzlor Tina Lattanzi 0 188911 1409439 1407102 2026-04-04T06:46:17Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1409439 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Tina Lattanzi 021930.jpg|miniatura|Tina Lattanzi nel 1930]] '''Tina Lattanzi''', all'anagrafe '''Annunziata Concetta Costantini''' (1897 – 1997), attrice e doppiatrice italiana. ==Citazioni di Tina Lattanzi== *Io penso che anche la gavetta del palcoscenico voglia dire molto. Oggi un'attrice in dieci anni reciterà sì o no dieci parti, perché una commedia la portano in giro un anno o due. Allora no. Allora c'era il repertorio. L'attrice recitava quindici, venti commedie in una stagione e cambiava, cambiava, cambiava personaggi, cambiava caratteri e si formava, si formava l'attrice.<ref name= Lattuada/> *{{NDR|Ho amato}} La [[Greta Garbo]], per me straordinaria, sublime. Era superiore a tutte e credo che mai ci sarà un'attrice che possa uguagliarla. L'ho doppiata, diciamo, con venerazione perché veramente la sentivo superiore, superiore a tutte e aveva una voce grave, piuttosto roca però sensualissima. A me piaceva ma non riuscivo mai a trovare la tonalità così grave.<ref>Dall'intervista di Luciana Corda, ''Pezzi da 90'', 15 aprile 2015. [https://www.raiplayradio.it/audio/2015/04/Pezzi-da-90-EXTRA---Tina-Lattanzi-la-voce-di-Greta-Garbo-d2156864-9719-432b-bd9c-abbe5bcbba52.html Audio] disponibile su ''raiplayradio.it''.</ref> *Per me la [[Paola Borboni|Borboni]] è sempre in trono e io non la posso giudicare tanto perche io sono... sono invece una donna sdraio, sul divano.. <ref name= Lattuada>Dall'intervista di Laura Lattuada per ''Al calar del sipario'', ''Doppiaggio&Cinema'', anni '80. [https://www.youtube.com/watch?v=GiCHPHjUULY Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Attrice=== {{div col}} *''[[Scarpe grosse]]'' (1940) *''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]'' (1941) *''[[Stasera niente di nuovo]]'' (1942) *''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]'' (1943) *''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' (1950) *''[[La donna della domenica]]'' (1975) {{div col end}} ===Doppiaggio=== ====Film==== {{div col|strette}} *''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]'' (1930) *''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]'' (1931) *''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]'' (1931) *''[[Shanghai Express]]'' (1932) *''[[Venere bionda]]'' (1932) *''[[L'imperatrice Caterina]]'' (1934) *''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936) *''[[Margherita Gauthier]]'' (1936) *''[[Alba di gloria]]'' (1939) *''[[La grande pioggia]]'' (1939) *''[[Ombre rosse]]'' (1939) *''[[Angeli del peccato]]'' (1940) *''[[La signora del venerdì]]'' (1940) *''[[La taverna dei sette peccati]]'' (1940) *''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca, la prima moglie]]'' (1940) *''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]'' (1941) *''[[I cacciatori dell'oro]]'' (1942) *''[[La signora Miniver]]'' (1942) *''[[Un colpo di pistola]]'' (1942) *''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]'' (1943) *''[[Terra nera]]'' (1943) *''[[Fiori d'arancio]]'' (1944) *''[[Breve incontro]]'' (1945) *''[[Il romanzo di Mildred]]'' (1945) *''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]'' (1945) *''[[Gilda (film)|Gilda]]'' (1946) *''[[I racconti dello zio Tom]]'' (1946) *''[[La signora di Shanghai]]'' (1947) *''[[Monsieur Verdoux]]'' (1947) *''[[Amanti senza amore]]'' (1948) *''[[Il cavaliere misterioso]]'' (1948) *''[[Macbeth (film 1948)|Macbeth]]'' (1948) *''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'' (1949) *''[[Tutti gli uomini del re (film 1949)|Tutti gli uomini del re]]'' (1949) *''[[Viale Flamingo]]'' (1949) *''[[Domenica d'agosto]]'' (1950) *''[[Donne e briganti]]'' (1950) *''[[Margherita da Cortona (film)|Margherita da Cortona]]'' (1950) *''[[Paura in palcoscenico]]'' (1950) *''[[Sorrisi di una notte d'estate]]'' (1950) *''[[Anna (film 1951)|Anna]]'' (1951) *''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) *''[[La paura fa 90]]'' (1951) *''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]'' (1951) *''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]'' (1952) *''[[Gli innocenti pagano]]'' (1952) *''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'' (1952) *''[[La regina di Saba]]'' (1952) *''[[Lo sceicco bianco]]'' (1952) *''[[Rancho Notorious]]'' (1952) *''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]'' (1952) *''[[Il grande caldo]]'' (1953) *''[[Salomè (film 1953)|Salomè]]'' (1953) *''[[Titanic (film 1953)|Titanic]]'' (1953) *''[[Vacanze romane]]'' (1953) *''[[Caccia al ladro]]'' (1955) *''[[Sorrisi di una notte d'estate]]'' (1955) *''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'' (1956) *''[[Il gigante]]'' (1956) *''[[L'uomo che sapeva troppo (film 1956)|L'uomo che sapeva troppo]]'' (1956) *''[[Il posto delle fragole]]'' (1957) *''[[Resurrezione (film 1958)|Resurrezione]]'' (1958) *''[[La storia di una monaca]]'' (1959) *''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]'' (1969) {{div col end}} ====Film d'animazione==== {{div col}} *''[[Biancaneve e i sette nani (film 1937)|Biancaneve e i sette nani]]'' (1937) *''[[La bella e la bestia (film 1946)|La bella e la bestia]]'' (1946) *''[[Cenerentola (film 1950)|Cenerentola]]'' (1950) *''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]'' (1951) *''[[Lilli e il vagabondo]]'' (1955) *''[[La bella addormentata nel bosco]]'' (1959) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Lattanzi, Tina }} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] aoh1m3scbgf1wjleaa3e6qsazkcdw6l Enrico Filippini 0 190443 1409458 1387265 2026-04-04T09:35:01Z Spinoziano 2297 wlink 1409458 wikitext text/x-wiki '''Enrico Filippini''' (1932 – 1988), giornalista e traduttore svizzero-italiano. ==''L'ultimo viaggio''== *Alla frontiera di [[Brissago]] è stata sgridata dal doganiere, perché è arrivata lì troppo veloce. Io ero assorto e non mi sono ricordato di dirle che stavamo arrivando. Abbiamo riso.<br>Così eravamo in [[Svizzera]]. Non si è presentata in me quella sensazione di amore deluso e di disprezzo, e di claustrofobia, e di desiderio di fuga che la Svizzera in me suscita facilmente. Ero immensamente felice che tutto fosse stato com'era stato, infanzia, giovinezza, matrimonio, fuga, ritorni, amore, letture; ed ero molto felice di mostrare, o di donare a Elena qualche cosa che per me era stato così impregnante. Di lasciarlo a lei, o di informarla di un mio segreto. (pp. 21-22) *A [[Ponte Brolla]], abbiamo svoltato. Ho indicato a Elena la gola, detta Orrido, scavata dal fiume Maggia nella roccia. Iniziava [[Vallemaggia|la valle]]. E all'inizio della valle s'è presentata l'ombra, la grande ombra che occupa la valle nell'inverno. Immediatamente ho pensato alla grande malinconia di mia madre, ai lunghi inverni in cui deve aver pianto sulla sua vita e sul suo destino. E ho sentito l'enorme silenzio che grava su quelle eternità delle montagne. Però: se la Svizzera mi è estranea e odiosa, la Valle è al riparo. Più di ogni altra volta ho sentito che sono nato lì; e che quell'ombra è mia, e quel silenzio mio, e che sono entrambi qualche cosa di benefico e di rivelativo; nonché un senso del tempo e dell'importanza unica della nostra vita. Ho anche pensato, ma senza angoscia, all'inabissamento del tempo: ho rivisto il padre nel trenino che non c'è più, ho risentito l'odore di sigaro, così odioso che forse per causa sua fumo tutte queste tremende sigarette (come per cacciarlo via), ho rivisto la casuccia della nonna, ora ridipinta di giallo-arancione, ho rivisto le cave: nulla era perduto. (pp. 22-23) *A Elena ho mostrato la mia casa (ora vuota e chiusa), la piazza di [[Cevio]], la scuola, la pretura, poi il cimitero.<br>Il cimitero era bello, allegro, pieno di fiori. La tomba dei miei genitori sempre lì, tranquilla. Li ho pensati per un attimo con calma, e con un senso preciso di realtà. Come la nonna, dunque, c'erano stati davvero.<br>Nel cimitero, tutti i vasi erano stati rovesciati dal vento. Io ho raccolto quello dei genitori, Elena si è messa a raddrizzare gli altri. Ho sentito in questo gesto un'infinita gentilezza, e per un attimo ho temuto che li avrebbe raddrizzati tutti. Se fosse stato possibile, gliene sarei stato grato. (p. 23) *Io credo che qualcosa ho raccolto e percepito, come tu, a Cevio, hai percepito con mio grande stupore, il rombo che usciva dalle montagne. Io avevo sempre pensato che fosse una mia allucinazione, e forse per questo, per sgomento, quando tu me ne hai parlato, mi sono precipitato a spiegarti che era forse il frastuono del vento che entrava con violenza nei crepacci della roccia. Ero sbalordito e intimorito, come appena nato. (p. 49) *Elena, il tempo non è infinito, purtroppo. Ma l'unica maniera di viverlo è di assecondarlo con attenzione e con intelligenza. Noi dobbiamo essere intelligenti, non stupidi, ma giusti. Perché sia "giusto" ci occorre un ''weilen'', un indugio ricettivo, un rifiuto del vizio, o dei vizi, un'attesa attenta, un'albore di libertà.<br>Elena, mi ricordo che nel quaderno tu dici che se ho vinto è contro di te. Ma non è così. Se ho vinto, ho vinto contro di me. Non sono mai stato capace, non mi sarei mai creduto capace di questo ''weilen'', di questa passione, di questa attenzione, per quel poco che vale. Tu, qualcosa di te, un suono dentro di te, una forma di te, una latenza di te, un "tu" seminascosto mi hanno trattenuto nella mia corsa precipitosa. Mi sono dovuto fermare, vincere la mia impazienza. [...] Quello che posso dirti è che fino a qualche tempo fa la tua assenza era veramente un ''fort''<ref>Lontano.</ref>, ieri e oggi mi sono reso conto che è già un ''da''<ref>Qui.</ref>, anche se naturalmente preferisco la tua presenza, che per me è una forma sconosciuta di rapimento e di timidezza. (pp. 49-50) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Enrico Filippini, ''[https://books.google.it/books?id=EILhQdEXVk4C&pg=PA0 L'ultimo viaggio]'', Feltrinelli, Milano, 1991. ISBN 88-07-05081-1 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Filippini, Enrico}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti svizzeri]] [[Categoria:Traduttori italiani]] [[Categoria:Traduttori svizzeri]] eswgvc2jv3zun6swu4z4ew7inkn4h2i Vallemaggia 0 190444 1409450 1380388 2026-04-04T09:13:43Z Spinoziano 2297 semplifico intro, +1 1409450 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Maggia fg04.jpg|miniatura|Vallemaggia]] Citazioni sulla '''Vallemaggia'''. *A Ponte Brolla, abbiamo svoltato. Ho indicato a Elena la gola, detta Orrido, scavata dal fiume Maggia nella roccia. Iniziava la valle. E all'inizio della valle s'è presentata l'ombra, la grande ombra che occupa la valle nell'inverno. Immediatamente ho pensato alla grande malinconia di mia madre, ai lunghi inverni in cui deve aver pianto sulla sua vita e sul suo destino. E ho sentito l'enorme silenzio che grava su quelle eternità delle montagne. Però: se la Svizzera mi è estranea e odiosa, la Valle è al riparo. Più di ogni altra volta ho sentito che sono nato lì; e che quell'ombra è mia, e quel silenzio mio, e che sono entrambi qualche cosa di benefico e di rivelativo; nonché un senso del tempo e dell'importanza unica della nostra vita. Ho anche pensato, ma senza angoscia, all'inabissamento del tempo: ho rivisto il padre nel trenino che non c'è più, ho risentito l'odore di sigaro, così odioso che forse per causa sua fumo tutte queste tremende sigarette (come per cacciarlo via), ho rivisto la casuccia della nonna, ora ridipinta di giallo-arancione, ho rivisto le cave: nulla era perduto. ([[Enrico Filippini]]) *C'era più pietra che legno nella regione, o comunque le pietre dovevano essere rimosse o cavate fuori dalla terra prima di poter fare qualsiasi cosa, perciò le case erano di pietra, non di legno. Lastre di granito tagliate a mano messe una sull'altra formavano le pareti, i tetti erano eretti su travi di castagno tenute assieme da incastri, a volte da pioli, quasi mai da chiodi. Altre lastre di granito venivano poggiate sopra; il tetto doveva essere a punta per lasciar scendere l'acqua e la neve. ([[Patricia Highsmith]]) *La Valmaggia è tra le più ampie valli del Ticino, come conferma una probabile etimologia, "valle maggiore". Una vallata che si ramifica e si divide e suddivide come una mano: val di Campo e val di Bosco, val Bavona, val Lavizzara e val di Peccia: una gran mano dalle dita strambe e contorte, corse dalle vene azzurre dell'acqua che nasce sotto i passi alpini e le montagne che delimitano esattamente la Valmaggia e la congiungono con le valli finitime: Onsernone, Formazza, Bedretto, Leventina e Verzasca. Un solo fiume, la Rovana, porta le sue infidissime acque d'oltre confine. ([[Piero Bianconi]]) ==Voci correlate== *[[Maggia (fiume)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Valli della Svizzera|Maggia]] sxugvht3alunuasqpg1iy2sjyzxa832 1409455 1409450 2026-04-04T09:20:22Z Spinoziano 2297 /* Voci correlate */ 1409455 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Maggia fg04.jpg|miniatura|Vallemaggia]] Citazioni sulla '''Vallemaggia'''. *A Ponte Brolla, abbiamo svoltato. Ho indicato a Elena la gola, detta Orrido, scavata dal fiume Maggia nella roccia. Iniziava la valle. E all'inizio della valle s'è presentata l'ombra, la grande ombra che occupa la valle nell'inverno. Immediatamente ho pensato alla grande malinconia di mia madre, ai lunghi inverni in cui deve aver pianto sulla sua vita e sul suo destino. E ho sentito l'enorme silenzio che grava su quelle eternità delle montagne. Però: se la Svizzera mi è estranea e odiosa, la Valle è al riparo. Più di ogni altra volta ho sentito che sono nato lì; e che quell'ombra è mia, e quel silenzio mio, e che sono entrambi qualche cosa di benefico e di rivelativo; nonché un senso del tempo e dell'importanza unica della nostra vita. Ho anche pensato, ma senza angoscia, all'inabissamento del tempo: ho rivisto il padre nel trenino che non c'è più, ho risentito l'odore di sigaro, così odioso che forse per causa sua fumo tutte queste tremende sigarette (come per cacciarlo via), ho rivisto la casuccia della nonna, ora ridipinta di giallo-arancione, ho rivisto le cave: nulla era perduto. ([[Enrico Filippini]]) *C'era più pietra che legno nella regione, o comunque le pietre dovevano essere rimosse o cavate fuori dalla terra prima di poter fare qualsiasi cosa, perciò le case erano di pietra, non di legno. Lastre di granito tagliate a mano messe una sull'altra formavano le pareti, i tetti erano eretti su travi di castagno tenute assieme da incastri, a volte da pioli, quasi mai da chiodi. Altre lastre di granito venivano poggiate sopra; il tetto doveva essere a punta per lasciar scendere l'acqua e la neve. ([[Patricia Highsmith]]) *La Valmaggia è tra le più ampie valli del Ticino, come conferma una probabile etimologia, "valle maggiore". Una vallata che si ramifica e si divide e suddivide come una mano: val di Campo e val di Bosco, val Bavona, val Lavizzara e val di Peccia: una gran mano dalle dita strambe e contorte, corse dalle vene azzurre dell'acqua che nasce sotto i passi alpini e le montagne che delimitano esattamente la Valmaggia e la congiungono con le valli finitime: Onsernone, Formazza, Bedretto, Leventina e Verzasca. Un solo fiume, la Rovana, porta le sue infidissime acque d'oltre confine. ([[Piero Bianconi]]) ==Voci correlate== *[[Canton Ticino]] *[[Maggia (fiume)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Valli della Svizzera|Maggia]] mas9s096iktvuwe0fzo5tq0ns44nkm0 Emilio Mantelli 0 191320 1409389 1195603 2026-04-03T13:34:56Z Gaux 18878 formattazione standard 1409389 wikitext text/x-wiki '''Emilio Mantelli''' (1884 – 1918), pittore e incisore italiano. ==Citazioni su Emilio Mantelli== *Visse [[Parigi|là]] d'ogni stento due anni: combattè duramente per il pane giorno per giorno, umiliandosi a dipingere e vendere alla spicciola le sue impressioni e i suoi ricordi del Golfo della Spezia; ma s'imbevè tutto, con una voluttà profonda, delle luci, dell'arte moderna, delle musiche, dei mirabili sinfonisti della pittura contemporanea.<ref>Da ''[http://emeroteca.braidense.it/eva/sfoglia_articolo.php?IDTestata=422&CodScheda=0ATA&PageRec=tutti&PageSel=1&CodVolume=2899&CodFascicolo=19639&CodArticolo=350033 Gli artisti morti in guerra: I. - I pittori]'', in ''Vita d'arte'', maggio-giugno 1919, Volume 18, Fascicolo 137-138.</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Mantelli, Emilio}} [[Categoria:Pittori italiani]] [[Categoria:Incisori italiani‎]] 0slvxzup0i9q9u40rwf3e9uag8zh583 1409390 1409389 2026-04-03T13:40:09Z Gaux 18878 immagine 1409390 wikitext text/x-wiki [[File:Lorenzo Viani - Ritratto di Emilio Mantelli (1910-1915).png|thumb|Emilio Mantelli in un ritratto di Lorenzo Viani]] '''Emilio Mantelli''' (1884 – 1918), pittore e incisore italiano. ==Citazioni su Emilio Mantelli== *Visse [[Parigi|là]] d'ogni stento due anni: combattè duramente per il pane giorno per giorno, umiliandosi a dipingere e vendere alla spicciola le sue impressioni e i suoi ricordi del Golfo della Spezia; ma s'imbevè tutto, con una voluttà profonda, delle luci, dell'arte moderna, delle musiche, dei mirabili sinfonisti della pittura contemporanea.<ref>Da ''[http://emeroteca.braidense.it/eva/sfoglia_articolo.php?IDTestata=422&CodScheda=0ATA&PageRec=tutti&PageSel=1&CodVolume=2899&CodFascicolo=19639&CodArticolo=350033 Gli artisti morti in guerra: I. - I pittori]'', in ''Vita d'arte'', maggio-giugno 1919, Volume 18, Fascicolo 137-138.</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Mantelli, Emilio}} [[Categoria:Pittori italiani]] [[Categoria:Incisori italiani‎]] f8ykvmmtqwpqrdb88b1fpzk3z5bnwzb Tiberio Fiorilli 0 199007 1409401 1241295 2026-04-03T14:47:33Z Gaux 18878 /* Citazioni su Tiberio Fiorilli */ Ignazio Ciampi 1409401 wikitext text/x-wiki [[File:Pietro Paolini - Portrait of Tiberio Fiorilli as Scaramouche.jpg|thumb|upright=1.2|Tiberio Fiorilli come ''Scaramouche'', in un dipinto da Pietro Paolini (1630 circa)]] '''Tiberio Fiorilli''', o '''Fiorillo''' (1608 – 1694), attore teatrale italiano, creatore della famosa maschera ''Scaramouche'' (o Scaramuccia). ==Citazioni su Tiberio Fiorilli== *Il più forte, il più completo, il più celebre artista italiano del secolo XVII, che tenne per circa cinquant'anni sotto il nome di ''Scaramuccia'' lo scettro dell'arte comica in Francia. ([[Luigi Rasi]]) *Io vi parlerò di Scaramuccia, di quello che ha saputo lasciare, morendo, centomila scudi nell'arca. Orsù, ditemi, chi non parlerebbe volentieri di un uomo che seppe farsi sì ricco ancorché non fosse stato quel valente attore che fu? Egli fu una buona lana, che si chiamò in verità Tiberio Fiorilli: un vagabondo, un poltrone, che avea in corpo, senza nulla saperne, ''la favilla del genio: la favilla del genio'' una volta rarissima, ma oggidì, per grazia del cielo, riscaldante qualunque o gorgheggi o gesticoli o stringa una penna tra i polpastrelli delle dita. ([[Ignazio Ciampi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Fiorilli, Tiberio}} [[Categoria:Attori italiani]] f7h05czzh0n55uj9jhns3tzmuxp0vuy 1409404 1409401 2026-04-03T15:11:43Z Gaux 18878 Fiorilli e Luigi XIV 1409404 wikitext text/x-wiki [[File:Pietro Paolini - Portrait of Tiberio Fiorilli as Scaramouche.jpg|thumb|upright=1.2|Tiberio Fiorilli come ''Scaramouche'', in un dipinto da Pietro Paolini (1630 circa)]] '''Tiberio Fiorilli''', o '''Fiorillo''' (1608 – 1694), attore teatrale italiano, creatore della famosa maschera ''Scaramouche'' (o Scaramuccia). ==Citazioni su Tiberio Fiorilli== *Il più forte, il più completo, il più celebre artista italiano del secolo XVII, che tenne per circa cinquant'anni sotto il nome di ''Scaramuccia'' lo scettro dell'arte comica in Francia. ([[Luigi Rasi]]) *Io vi parlerò di Scaramuccia, di quello che ha saputo lasciare, morendo, centomila scudi nell'arca. Orsù, ditemi, chi non parlerebbe volentieri di un uomo che seppe farsi sì ricco ancorché non fosse stato quel valente attore che fu? Egli fu una buona lana, che si chiamò in verità Tiberio Fiorilli: un vagabondo, un poltrone, che avea in corpo, senza nulla saperne, ''la favilla del genio: la favilla del genio'' una volta rarissima, ma oggidì, per grazia del cielo, riscaldante qualunque o gorgheggi o gesticoli o stringa una penna tra i polpastrelli delle dita. ([[Ignazio Ciampi]]) *Nell'anno 1660 Tiberio passò le nevi de' monti delle Alpi, i quali fecero tremar di paura la ingenua Marinetta {{NDR|sua moglie}}, e dopo faticoso viaggio toccò le porte della beata Parigi. E siccome era uopo recar meraviglia per acquistare benevolenza; cosi pensò bene di presentarsi a [[Luigi XIV di Francia|Luigi XIV]] coll'abito da teatro in dosso ed accompagnato dal cane e dal pappagallo, fedelissime bestie. Le quali si graziosamente coll'abbaiamento e coll'eco seguirono il suono della sua chitarra e il canto della sua voce: che il re ne fu preso di amore grandissimo e per esse forse, più che per altro, mise Scaramuccia in sua grazia. ([[Ignazio Ciampi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Fiorilli, Tiberio}} [[Categoria:Attori italiani]] pv0uyegkqaf5zuhaujun6a8ckodrxws 1409405 1409404 2026-04-03T15:12:20Z Gaux 18878 no stub 1409405 wikitext text/x-wiki [[File:Pietro Paolini - Portrait of Tiberio Fiorilli as Scaramouche.jpg|thumb|upright=1.2|Tiberio Fiorilli come ''Scaramouche'', in un dipinto da Pietro Paolini (1630 circa)]] '''Tiberio Fiorilli''', o '''Fiorillo''' (1608 – 1694), attore teatrale italiano, creatore della famosa maschera ''Scaramouche'' (o Scaramuccia). ==Citazioni su Tiberio Fiorilli== *Il più forte, il più completo, il più celebre artista italiano del secolo XVII, che tenne per circa cinquant'anni sotto il nome di ''Scaramuccia'' lo scettro dell'arte comica in Francia. ([[Luigi Rasi]]) *Io vi parlerò di Scaramuccia, di quello che ha saputo lasciare, morendo, centomila scudi nell'arca. Orsù, ditemi, chi non parlerebbe volentieri di un uomo che seppe farsi sì ricco ancorché non fosse stato quel valente attore che fu? Egli fu una buona lana, che si chiamò in verità Tiberio Fiorilli: un vagabondo, un poltrone, che avea in corpo, senza nulla saperne, ''la favilla del genio: la favilla del genio'' una volta rarissima, ma oggidì, per grazia del cielo, riscaldante qualunque o gorgheggi o gesticoli o stringa una penna tra i polpastrelli delle dita. ([[Ignazio Ciampi]]) *Nell'anno 1660 Tiberio passò le nevi de' monti delle Alpi, i quali fecero tremar di paura la ingenua Marinetta {{NDR|sua moglie}}, e dopo faticoso viaggio toccò le porte della beata Parigi. E siccome era uopo recar meraviglia per acquistare benevolenza; cosi pensò bene di presentarsi a [[Luigi XIV di Francia|Luigi XIV]] coll'abito da teatro in dosso ed accompagnato dal cane e dal pappagallo, fedelissime bestie. Le quali si graziosamente coll'abbaiamento e coll'eco seguirono il suono della sua chitarra e il canto della sua voce: che il re ne fu preso di amore grandissimo e per esse forse, più che per altro, mise Scaramuccia in sua grazia. ([[Ignazio Ciampi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Fiorilli, Tiberio}} [[Categoria:Attori italiani]] hql8sihamldsouvoxpp6j42ez6x49ys 1409413 1409405 2026-04-03T15:42:50Z Gaux 18878 /* Citazioni su Tiberio Fiorilli */ ([[Ignazio Ciampi]]) 1409413 wikitext text/x-wiki [[File:Pietro Paolini - Portrait of Tiberio Fiorilli as Scaramouche.jpg|thumb|upright=1.2|Tiberio Fiorilli come ''Scaramouche'', in un dipinto da Pietro Paolini (1630 circa)]] '''Tiberio Fiorilli''', o '''Fiorillo''' (1608 – 1694), attore teatrale italiano, creatore della famosa maschera ''Scaramouche'' (o Scaramuccia). ==Citazioni su Tiberio Fiorilli== *Il più forte, il più completo, il più celebre artista italiano del secolo XVII, che tenne per circa cinquant'anni sotto il nome di ''Scaramuccia'' lo scettro dell'arte comica in Francia. ([[Luigi Rasi]]) *Io vi parlerò di Scaramuccia, di quello che ha saputo lasciare, morendo, centomila scudi nell'arca. Orsù, ditemi, chi non parlerebbe volentieri di un uomo che seppe farsi sì ricco ancorché non fosse stato quel valente attore che fu? Egli fu una buona lana, che si chiamò in verità Tiberio Fiorilli: un vagabondo, un poltrone, che avea in corpo, senza nulla saperne, ''la favilla del genio: la favilla del genio'' una volta rarissima, ma oggidì, per grazia del cielo, riscaldante qualunque o gorgheggi o gesticoli o stringa una penna tra i polpastrelli delle dita. ([[Ignazio Ciampi]]) *Nell'anno 1660 Tiberio passò le nevi de' monti delle Alpi, i quali fecero tremar di paura la ingenua Marinetta {{NDR|sua moglie}}, e dopo faticoso viaggio toccò le porte della beata Parigi. E siccome era uopo recar meraviglia per acquistare benevolenza; cosi pensò bene di presentarsi a [[Luigi XIV di Francia|Luigi XIV]] coll'abito da teatro in dosso ed accompagnato dal cane e dal pappagallo, fedelissime bestie. Le quali si graziosamente coll'abbaiamento e coll'eco seguirono il suono della sua chitarra e il canto della sua voce: che il re ne fu preso di amore grandissimo e per esse forse, più che per altro, mise Scaramuccia in sua grazia. ([[Ignazio Ciampi]]) *Ritornando a Scaramuccia, benché egli avesse di che lodarsi del paese {{NDR|la Francia}} e del re {{NDR|Luigi XIV}}; pure, sorpreso dal male della patria, volle un tratto ritornarsene in Italia, ove poco prima s'era portata la sua Marinetta. E per non mancare al proprio ingegno, chiese a ciascun gentiluomo un paio di stivali, e tanti n'ebbe da poterne fornire uno squadrone di cavalleria. Vendutili, se ne fece un bel paio, e giunse a Firenze, dove abbracciò la moglie, cui l'aria più mite non avea guarita dal fantastico umore. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Fiorilli, Tiberio}} [[Categoria:Attori italiani]] jjinmzfdj1myag4pip449exd8pyhcf7 1409414 1409413 2026-04-03T15:43:49Z Gaux 18878 nuova sezione 1409414 wikitext text/x-wiki [[File:Pietro Paolini - Portrait of Tiberio Fiorilli as Scaramouche.jpg|thumb|upright=1.2|Tiberio Fiorilli come ''Scaramouche'', in un dipinto da Pietro Paolini (1630 circa)]] '''Tiberio Fiorilli''', o '''Fiorillo''' (1608 – 1694), attore teatrale italiano, creatore della famosa maschera ''Scaramouche'' (o Scaramuccia). ==Citazioni su Tiberio Fiorilli== *Il più forte, il più completo, il più celebre artista italiano del secolo XVII, che tenne per circa cinquant'anni sotto il nome di ''Scaramuccia'' lo scettro dell'arte comica in Francia. ([[Luigi Rasi]]) ==[[Ignazio Ciampi]]== *Io vi parlerò di Scaramuccia, di quello che ha saputo lasciare, morendo, centomila scudi nell'arca. Orsù, ditemi, chi non parlerebbe volentieri di un uomo che seppe farsi sì ricco ancorché non fosse stato quel valente attore che fu? Egli fu una buona lana, che si chiamò in verità Tiberio Fiorilli: un vagabondo, un poltrone, che avea in corpo, senza nulla saperne, ''la favilla del genio: la favilla del genio'' una volta rarissima, ma oggidì, per grazia del cielo, riscaldante qualunque o gorgheggi o gesticoli o stringa una penna tra i polpastrelli delle dita. *Nell'anno 1660 Tiberio passò le nevi de' monti delle Alpi, i quali fecero tremar di paura la ingenua Marinetta {{NDR|sua moglie}}, e dopo faticoso viaggio toccò le porte della beata Parigi. E siccome era uopo recar meraviglia per acquistare benevolenza; cosi pensò bene di presentarsi a [[Luigi XIV di Francia|Luigi XIV]] coll'abito da teatro in dosso ed accompagnato dal cane e dal pappagallo, fedelissime bestie. Le quali si graziosamente coll'abbaiamento e coll'eco seguirono il suono della sua chitarra e il canto della sua voce: che il re ne fu preso di amore grandissimo e per esse forse, più che per altro, mise Scaramuccia in sua grazia. *Ritornando a Scaramuccia, benché egli avesse di che lodarsi del paese {{NDR|la Francia}} e del re {{NDR|Luigi XIV}}; pure, sorpreso dal male della patria, volle un tratto ritornarsene in Italia, ove poco prima s'era portata la sua Marinetta. E per non mancare al proprio ingegno, chiese a ciascun gentiluomo un paio di stivali, e tanti n'ebbe da poterne fornire uno squadrone di cavalleria. Vendutili, se ne fece un bel paio, e giunse a Firenze, dove abbracciò la moglie, cui l'aria più mite non avea guarita dal fantastico umore. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Fiorilli, Tiberio}} [[Categoria:Attori italiani]] 0au1xa0k7i91i5xxrwzjdin3zdsd89u Mario Ferrari 0 209103 1409440 1310949 2026-04-04T06:47:41Z Spinoziano 2297 /* Doppiatore */ 1409440 wikitext text/x-wiki [[File:Ettore Fieramosca (film 1938) Mario Ferrari (2) (cropped).jpg|thumb|Mario Ferrari nel film ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'' (1938)]] '''Mario Ferrari''' (1894 – 1974), attore e doppiatore italiano. ==Citazioni su Mario Ferrari== *{{NDR|Su ''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''}} Abbiamo lasciato per ultimo il Ferrari; perché, fra gli interpreti, è la rivelazione del film. Al rivederlo, al riascoltarlo, l'impressione veneziana non muta. Quanti attori saprebbero giungere a questa pacata, ferma virilità? Sobrio, misurato, sempre consapevole, questo suo Ponza non lo dimenticheremo facilmente, rende legittima ogni speranza nei confronti dell'intelligente interprete. ([[Mario Gromo]]) ==Filmografia== ===Attore=== {{div col}} *''[[La signora di tutti]]'' (1934) *''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]'' (1936) *''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'' (1938) *''[[Luciano Serra pilota]]'' (1938) *''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'' (1940) *''[[Giarabub (film)|Giarabub]]'' (1942) *''[[Quelli della montagna]]'' (1943) *''[[Chi è senza peccato...]]'' (1952) *''[[La regina di Saba]]'' (1952) *''[[Menzogna (film)|Menzogna]]'' (1952) *''[[Noi peccatori]]'' (1953) *''[[Mosè (miniserie televisiva 1974)|Mosè]]'' (1974) {{div col end}} ===Doppiatore=== {{div col}} *''[[La mummia (film 1932)|La mummia]]'' (1932) *''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]'' (1943) *''[[Breve incontro]]'' (1945) *''[[Il terzo uomo]]'' (1949) *''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'' (1955) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Ferrari, Mario}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] nakpzgbx7yqphhyphf9o084pg73a39f Sandro Ruffini 0 216804 1409438 1398460 2026-04-04T06:45:48Z Spinoziano 2297 /* Doppiatore */ 1409438 wikitext text/x-wiki [[File:Sandro Ruffini.jpg|thumb|Sandro Ruffini]] '''Sandro Ruffini''' (1889 – 1954), attore e doppiatore italiano. ==Citazioni su Sandro Ruffini== *{{NDR|In ''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''}} L'interpretazione è veramente eccellente da parte di Sandro Ruffini, che presta la propria maschera severa e volitiva al personaggio del marito. ([[Dino Falconi]]) ==Filmografia== ===Attore=== {{div col}} *''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]'' (1933) *''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]'' (1941) *''[[Ore 9: lezione di chimica]]'' (1941) *''[[La fortuna viene dal cielo]]'' (1942) *''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]'' (1942) *''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]'' (1945) *''[[Gli uomini non guardano il cielo]]'' (1951) {{div col end}} ===Doppiatore=== {{div col|strette}} *''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]'' (1930) *''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]'' (1936) *''[[Alba tragica]]'' (1939) *''[[Il conte di Essex]]'' (1939) *''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]'' (1939) *''[[Via col vento]]'' (1939) *''[[Furore (film)|Furore]]'' (1940) *''[[I pascoli dell'odio]]'' (1940) *''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'' (1942) *''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'' (1944) *''[[Breve incontro]]'' (1945) *''[[Io ti salverò]]'' (1945) *''[[La vita è meravigliosa]]'' (1946) *''[[Sangue all'alba]]'' (1946) *''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]'' (1947) *''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]'' (1947) *''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]'' (1948) *''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]'' (1948) *''[[Fabiola (film 1949)|Fabiola]]'' (1949) *''[[Gli amanti della città sepolta]]'' (1949) *''[[I cavalieri del Nord Ovest]]'' (1949) *''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]'' (1949) *''[[Il segreto di una donna]]'' (1949) *''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'' (1949) *''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]'' (1949) *''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]'' (1949) *''[[Tutti gli uomini del re (film 1949)|Tutti gli uomini del re]]'' (1949) *''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]'' (1950) *''[[Minaccia atomica]]'' (1950) *''[[Napoli milionaria]]'' (1950) *''[[L'asso nella manica]]'' (1951) *''[[La cosa da un altro mondo]]'' (1951) *''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'' (1952) *''[[Luci della ribalta]]'' (1952) *''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]'' (1952) *''[[Rancho Notorious]]'' (1952) *''[[So che mi ucciderai]]'' (1952) *''[[Io confesso]]'' (1953) *''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]'' (1953) *''[[Titanic (film 1953)|Titanic]]'' (1953) *''[[Attila (film 1954)|Attila]]'' (1954) *''[[Magnifica ossessione]]'' (1954) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Ruffini, Sandro}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] 09e5bmio0bi50qfk4ildknanhu3rscu Wikiquote:GLAM/Mappe letterarie Libervie/Voci 4 219244 1409375 1409260 2026-04-03T12:24:36Z Spinoziano 2297 1409375 wikitext text/x-wiki __NOTOC__ ==Voci create o ampliate nell'ambito del progetto Mappe letterarie== {{vedi anche|m:Mappe letterarie}} Totale provvisorio: '''150''' voci create e '''34''' ampliate. {{MultiCol}} ===Persone=== ====Create==== #[[Alfredo Pioda]] - <small>2025-05-29</small> #[[Felice Menghini]] - <small>2025-05-29</small> #[[Giorgio Orelli]] - <small>2025-05-29</small> #[[Vittore Frigerio]] - <small>2025-05-30</small> #[[Dante Bertolini]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Orelli]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Bonalumi]] - <small>2025-05-30</small> #[[Karl Viktor von Bonstetten]] - <small>2025-06-05</small> #[[Douglas William Freshfield]] - <small>2025-06-05</small> #[[Plinio Martini]] - <small>2025-06-07</small> #[[Giuseppe Zoppi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Piero Bianconi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Angelo Casè]] - <small>2025-06-10</small> #[[Stefano Franscini]] - <small>2025-06-12</small> #[[Mario Medici]] - <small>2025-06-13</small> #[[Hermann Burger]] - <small>2025-06-19</small> #[[Gerhart Hauptmann]] - <small>2025-06-23</small> #[[Giuseppe Curti]] - <small>2025-06-23</small> #[[Gaspero Barbera]] - <small>2025-06-23</small> #[[Alexandre Cingria]] - <small>2025-06-23</small> #[[Emil Balmer]] - <small>2025-06-24</small> #[[Maurice Chappaz]] - <small>2025-06-26</small> #[[Carl Spitteler]] - <small>2025-06-30</small> #[[Klaus Schädelin]] - <small>2025-06-30</small> #[[Eyvind Johnson]] - <small>2025-06-30</small> #[[Guido Calgari]] - <small>2025-08-23</small> #[[Elena Bonzanigo]] - <small>2025-08-23</small> #[[Oskar Keller]] - <small>2025-08-30</small> #[[Franco Beltrametti]] - <small>2025-09-05</small> #[[Gonzague de Reynold]] - <small>2025-09-05</small> #[[Rainis]] - <small>2025-09-12</small> #[[Pietro Peri]] - <small>2025-09-13</small> #[[Mario Agliati]] - <small>2025-09-13</small> #[[Benito Mazzi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Siro Borrani]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giovanni Laini]] - <small>2025-10-02</small> #[[Jean Alexandre Buchon]] - <small>2025-10-08</small> #[[Friedrich von Matthisson]] - <small>2025-10-08</small> #[[Gabriele Alberto Quadri]] - <small>2025-10-09</small> #[[Giovanni Anastasi (giornalista)]] - <small>2025-10-13</small> #[[Albert Dauzat]] - <small>2025-10-27</small> #[[S. Corinna Bille]] - <small>2025-11-06</small> #[[Arnold Büchli]] - <small>2025-11-12</small> #[[Virgilio Chiesa]] - <small>2025-11-21</small> #[[Georg Leonhardi]] - <small>2025-12-01</small> #[[Felice Filippini]] - <small>2025-12-10</small> #[[Hans Rudolf Schinz]] - <small>2026-01-09</small> ====Ampliate==== #[[William Carlos Williams]] - <small>2025-05-29</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=William_Carlos_Williams&diff=1377660&oldid=1263203 +1] #[[Antonio Caccianiga]] - <small>2025-05-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Antonio_Caccianiga&diff=prev&oldid=1377817 +1] #[[Erich Mühsam]] - <small>2025-06-03</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Erich_M%C3%BChsam&diff=1378318&oldid=783695 +1] #[[Enrico Filippini]] - <small>2025-06-05</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Enrico_Filippini&diff=1387265&oldid=1190828 +3] #[[Maria Savi-Lopez]] - <small>2025-06-07</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Maria_Savi-Lopez&diff=prev&oldid=1378869 +1] #[[Samuel Butler]] - <small>2025-06-10/09-03</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Samuel_Butler&diff=1387546&oldid=1350767 +8] #[[Giovanni Battista Angioletti]] - <small>2025-06-13/2026-03-25</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giovanni_Battista_Angioletti&diff=1408293&oldid=1279447 +4] #[[Patricia Highsmith]] - <small>2025-06-20</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Patricia_Highsmith&diff=prev&oldid=1380386 +4] #[[Filippo Sacchi]] - <small>2025-06-20/11-06</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Filippo_Sacchi&diff=1394050&oldid=1321732 +4] #[[Giosuè Carducci]] - <small>2025-06-23</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giosu%C3%A8_Carducci&diff=1380830&oldid=1378905 +1] #[[Dario Fo]] - <small>2025-06-23</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Dario_Fo&diff=prev&oldid=1380859 +2] #[[Joseph Victor Widmann]] - <small>2025-06-24</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Joseph_Victor_Widmann&diff=1381194&oldid=1353343 +1] #[[Ernest Hemingway]] - <small>2025-06-24</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Ernest_Hemingway&diff=prev&oldid=1381195 +1] #[[Luigi Pirandello]] - <small>2025-08-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Luigi_Pirandello&diff=prev&oldid=1386708 +1] #[[Friedrich Glauser]] - <small>2025-08-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Friedrich_Glauser&diff=prev&oldid=1386711 +1] #[[Eugenio Montale]] - <small>2025-08-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Eugenio_Montale&diff=prev&oldid=1386712 +1] #[[Max Frisch]] - <small>2025-08-23/09-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Max_Frisch&diff=1389740&oldid=1309202 +3] #[[Piero Chiara]] - <small>2025-08-23/2026-01-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Piero_Chiara&diff=1399972&oldid=1343130 +7] #[[Günter Grass]] - <small>2025-10-02</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=G%C3%BCnter_Grass&diff=1390762&oldid=1353436 +1] #[[Paolo Buzzi]] - <small>2025-10-13</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Paolo_Buzzi&diff=1391714&oldid=1255270 +1] #[[Giuseppe Antonio Borgese]] - <small>2025-10-20</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giuseppe_Antonio_Borgese&diff=1392429&oldid=1372072 +1] #[[Giorgio Scerbanenco]] - <small>2025-10-28</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giorgio_Scerbanenco&diff=1393195&oldid=1325784 +1] #[[Emilio Comba]] - <small>2025-10-31</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Emilio_Comba&diff=1393527&oldid=1092758 +2] #[[Mario Soldati]] - <small>2025-12-01</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Mario_Soldati&diff=prev&oldid=1396275 +1] #[[Delio Tessa]] - <small>2026-01-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Delio_Tessa&diff=1399964&oldid=1267375 +4] #[[David Herbert Lawrence]] - <small>2026-01-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=David_Herbert_Lawrence&diff=1399970&oldid=1253939 +1] #[[Alberto Arbasino]] - <small>2026-01-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Alberto_Arbasino&diff=1399976&oldid=1383380 +1] #[[Anonimo]] - <small>2026-03-26</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Anonimo&diff=1408413&oldid=1343155 +1] #[[Riccardo Bacchelli]] - <small>2026-03-28</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Riccardo_Bacchelli&diff=1408645&oldid=1372502 +2] #[[Brenno Bertoni]] - <small>2026-04-01</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Brenno_Bertoni&diff=prev&oldid=1409068 +1] {{ColBreak}} ===Tematiche=== ====Create==== #[[Fusio]] - <small>2025-05-29</small> #[[Val Poschiavo]] - <small>2025-05-29</small> #[[Chiesa dei Santi Fedele e Simone]] - <small>2025-05-29</small> #[[Lago di Lugano]] - <small>2025-05-30</small> #[[Ascona]] - <small>2025-06-03</small> #[[Valle Verzasca]] - <small>2025-06-05</small> #[[Val Bavona]] - <small>2025-06-05</small> #[[Basòdino]] - <small>2025-06-05</small> #[[Cevio]] - <small>2025-06-05</small> #[[Prato (Lavizzara)]] - <small>2025-06-07</small> #[[Cavergno]] - <small>2025-06-07</small> #[[Mendrisio]] - <small>2025-06-10</small> #[[Verdabbio]] - <small>2025-06-10</small> #[[Pian San Giacomo]] - <small>2025-06-10</small> #[[San Bernardino (Mesocco)]] - <small>2025-06-10</small> #[[Passo del San Gottardo]] - <small>2025-06-10</small> #[[Locarno]] - <small>2025-06-10</small> #[[Stadio del Lido]] - <small>2025-06-10</small> #[[Maggia (fiume)]] - <small>2025-06-11</small> #[[Bedretto]] - <small>2025-06-12</small> #[[Riva San Vitale]] - <small>2025-06-13</small> #[[Chiesa di San Vitale (Riva San Vitale)]] - <small>2025-06-13</small> #[[Battistero di San Giovanni (Riva San Vitale)]] - <small>2025-06-13</small> #[[Canton Ticino]] - <small>2025-06-20</small> #[[Terre di Pedemonte]] - <small>2025-06-20</small> #[[Ponte Brolla]] - <small>2025-06-20</small> #[[Passo del Bernina]] - <small>2025-06-23</small> #[[Monte Generoso]] - <small>2025-06-23</small> #[[Brissago]] - <small>2025-06-23</small> #[[Arcegno]] - <small>2025-06-24</small> #[[Brione Verzasca]] - <small>2025-06-26</small> #[[Passo di Redorta]] - <small>2025-06-26</small> #[[Passo del San Bernardino]] - <small>2025-06-30</small> #[[Mergoscia]] - <small>2025-08-22</small> #[[Monte Verità]] - <small>2025-08-22</small> #[[Spruga]] - <small>2025-08-23</small> #[[Casa Serodine]] - 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<small>2025-05-29</small> #[[Felice Menghini]] - <small>2025-05-29</small> #[[Giorgio Orelli]] - <small>2025-05-29</small> #[[Vittore Frigerio]] - <small>2025-05-30</small> #[[Dante Bertolini]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Orelli]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Bonalumi]] - <small>2025-05-30</small> #[[Karl Viktor von Bonstetten]] - <small>2025-06-05</small> #[[Douglas William Freshfield]] - <small>2025-06-05</small> #[[Plinio Martini]] - <small>2025-06-07</small> #[[Giuseppe Zoppi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Piero Bianconi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Angelo Casè]] - <small>2025-06-10</small> #[[Stefano Franscini]] - <small>2025-06-12</small> #[[Mario Medici]] - <small>2025-06-13</small> #[[Hermann Burger]] - <small>2025-06-19</small> #[[Gerhart Hauptmann]] - <small>2025-06-23</small> #[[Giuseppe Curti]] - <small>2025-06-23</small> #[[Gaspero Barbera]] - <small>2025-06-23</small> #[[Alexandre Cingria]] - <small>2025-06-23</small> #[[Emil Balmer]] - <small>2025-06-24</small> #[[Maurice Chappaz]] - 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Corinna Bille]] - <small>2025-11-06</small> #[[Arnold Büchli]] - <small>2025-11-12</small> #[[Virgilio Chiesa]] - <small>2025-11-21</small> #[[Georg Leonhardi]] - <small>2025-12-01</small> #[[Felice Filippini]] - <small>2025-12-10</small> #[[Hans Rudolf Schinz]] - <small>2026-01-09</small> ====Ampliate==== #[[William Carlos Williams]] - <small>2025-05-29</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=William_Carlos_Williams&diff=1377660&oldid=1263203 +1] #[[Antonio Caccianiga]] - <small>2025-05-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Antonio_Caccianiga&diff=prev&oldid=1377817 +1] #[[Erich Mühsam]] - <small>2025-06-03</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Erich_M%C3%BChsam&diff=1378318&oldid=783695 +1] #[[Enrico Filippini]] - <small>2025-06-05</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Enrico_Filippini&diff=1387265&oldid=1190828 +3] #[[Maria Savi-Lopez]] - <small>2025-06-07</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Maria_Savi-Lopez&diff=prev&oldid=1378869 +1] #[[Samuel Butler]] - <small>2025-06-10/09-03</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Samuel_Butler&diff=1387546&oldid=1350767 +8] #[[Giovanni Battista Angioletti]] - <small>2025-06-13/2026-03-25</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giovanni_Battista_Angioletti&diff=1408293&oldid=1279447 +4] #[[Patricia Highsmith]] - <small>2025-06-20</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Patricia_Highsmith&diff=prev&oldid=1380386 +4] #[[Filippo Sacchi]] - <small>2025-06-20/11-06</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Filippo_Sacchi&diff=1394050&oldid=1321732 +4] #[[Giosuè Carducci]] - <small>2025-06-23</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giosu%C3%A8_Carducci&diff=1380830&oldid=1378905 +1] #[[Dario Fo]] - <small>2025-06-23</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Dario_Fo&diff=prev&oldid=1380859 +2] #[[Joseph Victor Widmann]] - <small>2025-06-24</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Joseph_Victor_Widmann&diff=1381194&oldid=1353343 +1] #[[Ernest Hemingway]] - <small>2025-06-24</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Ernest_Hemingway&diff=prev&oldid=1381195 +1] #[[Luigi Pirandello]] - <small>2025-08-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Luigi_Pirandello&diff=prev&oldid=1386708 +1] #[[Friedrich Glauser]] - <small>2025-08-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Friedrich_Glauser&diff=prev&oldid=1386711 +1] #[[Eugenio Montale]] - <small>2025-08-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Eugenio_Montale&diff=prev&oldid=1386712 +1] #[[Max Frisch]] - <small>2025-08-23/09-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Max_Frisch&diff=1389740&oldid=1309202 +3] #[[Piero Chiara]] - <small>2025-08-23/2026-01-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Piero_Chiara&diff=1399972&oldid=1343130 +7] #[[Günter Grass]] - <small>2025-10-02</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=G%C3%BCnter_Grass&diff=1390762&oldid=1353436 +1] #[[Paolo Buzzi]] - <small>2025-10-13</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Paolo_Buzzi&diff=1391714&oldid=1255270 +1] #[[Giuseppe Antonio Borgese]] - <small>2025-10-20</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giuseppe_Antonio_Borgese&diff=1392429&oldid=1372072 +1] #[[Giorgio Scerbanenco]] - <small>2025-10-28</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giorgio_Scerbanenco&diff=1393195&oldid=1325784 +1] #[[Emilio Comba]] - <small>2025-10-31</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Emilio_Comba&diff=1393527&oldid=1092758 +2] #[[Mario Soldati]] - <small>2025-12-01</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Mario_Soldati&diff=prev&oldid=1396275 +1] #[[Delio Tessa]] - <small>2026-01-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Delio_Tessa&diff=1399964&oldid=1267375 +4] #[[David Herbert Lawrence]] - <small>2026-01-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=David_Herbert_Lawrence&diff=1399970&oldid=1253939 +1] #[[Alberto Arbasino]] - <small>2026-01-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Alberto_Arbasino&diff=1399976&oldid=1383380 +1] #[[Anonimo]] - <small>2026-03-26</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Anonimo&diff=1408413&oldid=1343155 +1] #[[Riccardo Bacchelli]] - <small>2026-03-28</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Riccardo_Bacchelli&diff=1408645&oldid=1372502 +2] #[[Brenno Bertoni]] - <small>2026-04-01</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Brenno_Bertoni&diff=prev&oldid=1409068 +1] {{ColBreak}} ===Tematiche=== ====Create==== #[[Fusio]] - <small>2025-05-29</small> #[[Val Poschiavo]] - <small>2025-05-29</small> #[[Chiesa dei Santi Fedele e Simone]] - <small>2025-05-29</small> #[[Lago di Lugano]] - <small>2025-05-30</small> #[[Ascona]] - <small>2025-06-03</small> #[[Valle Verzasca]] - <small>2025-06-05</small> #[[Val Bavona]] - <small>2025-06-05</small> #[[Basòdino]] - <small>2025-06-05</small> #[[Cevio]] - <small>2025-06-05</small> #[[Prato (Lavizzara)]] - <small>2025-06-07</small> #[[Cavergno]] - <small>2025-06-07</small> #[[Mendrisio]] - <small>2025-06-10</small> #[[Verdabbio]] - <small>2025-06-10</small> #[[Pian San Giacomo]] - <small>2025-06-10</small> #[[San Bernardino (Mesocco)]] - <small>2025-06-10</small> #[[Passo del San Gottardo]] - 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<small>2025-08-23</small> #[[Chiesa della Santissima Trinità dei Monti]] - <small>2025-08-24</small> #[[Casa Rusca]] - <small>2025-08-24</small> #[[Castello Visconteo (Locarno)]] - <small>2025-08-24</small> #[[Chiesa dei Santi Abbondio e Andrea]] - <small>2025-08-30</small> #[[Sant'Abbondio (Gambarogno)]] - <small>2025-08-30</small> #[[Indemini]] - <small>2025-08-30</small> #[[Monte Tamaro]] - <small>2025-08-30</small> #[[Monte Gradiccioli]] - <small>2025-08-30</small> #[[Dirinella]] - <small>2025-08-30</small> #[[Stazione di Bellinzona]] - <small>2025-08-30</small> #[[Santuario della Madonna del Sasso (Orselina)]] - <small>2025-09-03</small> #[[Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Locarno)]] - <small>2025-09-04</small> #[[Chiesa di San Quirico (Minusio)]] - <small>2025-09-06</small> #[[Castagnola-Cassarate-Ruvigliana]] - <small>2025-09-13</small> #[[Intragna (Centovalli)]] - <small>2025-09-22</small> #[[Valle Onsernone]] - <small>2025-09-22</small> #[[Auressio]] - <small>2025-09-22</small> #[[Monte Limidario]] - <small>2025-09-23</small> #[[Golino (Centovalli)]] - <small>2025-09-24</small> #[[Isola di Sant'Apollinare]] - <small>2025-10-02</small> #[[Cima di Medeglia]] - <small>2025-10-08</small> #[[Monte Ceneri]] - <small>2025-10-08</small> #[[Gambarogno]] - <small>2025-10-09</small> #[[Magadino]] - <small>2025-10-09</small> #[[Canobbio]] - <small>2025-10-09</small> #[[Paradiso (Svizzera)]] - <small>2025-10-13</small> #[[Val Fedoz]] - <small>2025-10-20</small> #[[San Carlo (Cevio)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Poschiavo]] - <small>2025-10-27</small> #[[Casaccia (Bregaglia)]] - <small>2025-10-31</small> #[[Campo (Svizzera)]] - <small>2025-11-04</small> #[[Niva (Campo)]] - <small>2025-11-04</small> #[[Linescio]] - <small>2025-11-06</small> #[[Rovana]] - <small>2025-11-06</small> #[[Cerentino]] - <small>2025-11-06</small> #[[Boschetto (Cevio)]] - <small>2025-11-06</small> #[[Monastero di Santa Maria Assunta (Bellinzona)]] - <small>2025-11-12</small> #[[Gordevio]] - <small>2025-11-24</small> #[[Brusio]] - 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aerial view (March 2001).jpg|thumb|upright|Il World Trade Center nel marzo 2001]] Citazioni sul '''World Trade Center''' e sulle '''Torri gemelle'''. ==Citazioni== *Chi ogni giorno andava a lavorare nel World Trade Center se ne vantava, era orgoglioso: le torri, al momento della costruzione, erano i grattacieli più alti di New York, 410 metri. Battevano il record dell'Empire State Building, 381 metri, fino a quel momento l'edificio più famoso e ammirato. Avevano letteralmente modificato, stravolto il profilo della città. Per chi arrivava dal mare, in transatlantico, da turista di lusso o sul ferry boat da pendolare, lo sguardo si posava subito con ammirazione sulle due torri. Costruirle, era stata un'impresa titanica, che aveva suscitato anche molte polemiche. ([[Alberto Angela]]) *Ci sono alcuni edifici che non possono essere ricostruiti, né imitati, e che al contrario continuano a vivere nella loro assenza. Le Torri Gemelle sono tra questi. Quei due edifici privi di dettagli di qualità si imposero fin da subito per la loro forza. Non solo: riuscivano a giocare molto bene con la prospettiva, a dialogare con il resto degli edifici, rappresentavano uno strumento di orientamento da qualsiasi parte della città. ([[Stefano Boeri]]) *Erano una parte centrale dell'identità di Manhattan. Quando guardavi Tony Soprano uscire dall'Holland Tunnel poteva vedere le torri direttamente nel suo specchietto retrovisore. Sembravano così forti. ([[Bjarke Ingels]]) *''Hai presente le stelle, le torri gemelle? | Quelle che non esistono più | quelle che non esistono più''. ([[Lorenzo Fragola]]) *{{NDR|Nel 1970, durante la sua costruzione}} Il World Trade Center dell'Autorità Portuale di New York, alto 110 piani, è il classico esempio di inutile gigantismo ed esibizionismo tecnologico che sta eviscerando il tessuto vivente di ogni grande città [...]. i Dinosauri erano penalizzati dall'assenza di cervelli, e il World Trade Center è solamente un altro Dinosauro. ([[Lewis Mumford]]) *Il World Trade Center è come un computer illuminato, con le sue due torri simili a lunghi amplificatori visivi. ([[Philippe Sollers]]) *Il World Trade Center è il simbolo della libertà internazionale dei commerci, una bandiera sulla linea d'orizzonte di una delle città più libere e operose del mondo: essere stati costretti ad assistere al crollo delle Torri Gemelle è tremendo, una battaglia perduta la cui eco rimbomberà per una o due generazioni. ([[Silvio Berlusconi]]) *Le torri gemelle erano obiettivi legittimi, esse sostenevano il potere economico degli Stati Uniti. ([[Osama Bin Laden]]) *Le torri non piacevano ai critici di architettura: si scherzava dicendo "Benvenuti a New York, dimora di bellissimi edifici come l’Empire State Building, il Chrysler Building e le scatole dentro cui sono arrivati". Tuttavia, col tempo, le torri iniziarono a piacere. Nei giorni infrasettimanali potevano anche esserci 70-80 mila persone solo in quei sei ettari e mezzo, era una città dentro una città. (''[[Turning Point: l’11 settembre e la guerra al terrorismo]]'') *Quarantatremila e seicento finestre; questo è il totale delle due torri. Cioè, poco meno di ventiduemila finestre ciascuna, tutte larghe cinquanta centimetri. Un dato da tener presente, perché ci aiuta a comprendere la struttura delle torri e anche la dinamica del crollo. I grattacieli tradizionali, infatti, hanno una struttura portante all'interno e le pareti sottilissime. Le torri di New York invece, erano sostenute da un'intelaiatura esterna, da sottili nervature d'acciaio distanti tra loro appunto cinquanta centimetri, cioè la larghezza delle finestre. Insomma, erano come dei parallelepipedi vuoti. La maggiore difficoltà per le due torri era il vento: infatti, in questo punto di Manhattan a questa quota, il vento può soffiare fino a duecentoventi chilometri orari e quando questo avveniva le torri si piegavano ed erano in grado di oscillare persino di un metro. Le torri erano diventate un simbolo e proprio per questo, un gruppo di fanatici decise di attaccarle già nel 1993. ([[Alberto Angela]]) *Voi ragazzi le ammirerete solamente in fotografia: oppure le rivedrete nei film girati prima dell'11 settembre 2001. Se ne stavano l'una accanto all'altra, come due sentinelle silenziose. E spesso ci affascinavano, ci intimorivano e ci incuriosivano: ma dietro quei cristalli scintillanti alti 110 piani, brulicavano di affari e di vita. Le Torri Gemelle erano l'anima della Grande Mela. ([[Sergio Zavoli]]) ===[[Donald Trump]]=== [[File:Model of Gardner WTC design.jpg|thumb|upright|Modello delle Torri Gemelle II, progetto ideato da Donald Trump per la ricostruzione del sito e mai realizzato.]] *Il World Trade Center era sempre stato considerato un edificio molto, molto solido [...]. Voglio dire, era un edificio incredibilmente potente. Se non si pensa alla struttura, è stato uno dei primi edifici costruiti dall'esterno in acciaio. Il motivo per cui il World Trade Center aveva finestre così strette è che tra tutte le finestre c'era l'acciaio all'esterno e l'acciaio all'esterno dell'edificio [...]. ricordate la larghezza delle finestre del World Trade Center, penso che sappiate che se siete mai stati lassù erano piuttosto strette e in mezzo c'era solo acciaio pesante. Mi sono chiesto come potesse entrarci un aereo, anche un 767 o un 747 o qualsiasi altro tipo di aereo. *Molte aziende avevano tutti i loro uffici nel World Trade Center. Si trattava di otto milioni di piedi quadri, ovvero la superficie di alcune città. Avevamo otto milioni di piedi quadri, quattro milioni in ogni edificio. Erano edifici enormi non solo in altezza, ma anche in superficie, con ogni piano che misurava 50.000 piedi. C'erano molti piani. Ogni piano era quasi una città a sé stante e gli edifici ne avevano circa 110. *Penso che una delle cose più tristi sarà quando guarderete lo skyline di New York, che è diventato così radicato nella vostra memoria, e vedete questi edifici, questi due edifici, che vi piacciano o meno, che facevano parte dello skyline. E poi, quando lo guarderete dopo il 2001 e lo vedrete senza di loro, capirete cosa è successo. La gente non ci crederà. ==Voci correlate== *[[Attentati dell'11 settembre 2001]] *[[Teorie del complotto sugli attentati dell'11 settembre 2001]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul}} [[Categoria:Palazzi degli Stati Uniti d'America]] [[Categoria:New York]] rtqfwxiwywh147yur9ull8rjuqb1w5y Valle Verzasca 0 219386 1409372 1409364 2026-04-03T12:15:31Z Spinoziano 2297 /* Voci correlate */ 1409372 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Ponte dei Salti DSC 0328 (4622162182).jpg|thumb|Valle Verzasca]] Citazioni sulla '''Valle Verzasca'''. *In tempi remoti i nativi di questa stretta valle godevano di cattiva nomea [...] e la reputazione di primitività così remotamente acquisita rimane loro ancora appiccicata. Si dice che i pugnali siano più spesso estratti fra loro, e con peggiori conseguenze, che non in qualsiasi altro distretto del Ticino. Ma non si ricorda uno straniero che abbia dovuto mai soffrire di questa tendenza a sparger sangue, e la cattiva reputazione di questa valle può difficilmente esser resa responsabile del suo oblio presso i viaggiatori. ([[Douglas William Freshfield]]) *​La loquace folla componeva una scena pittoresca, tutto un brusio di allegri colori in quello scenario di tono alquanto livido, rocce a strapiombo e ripide pietraie e neve che aspetta il sole agostano per scomparire nello scuro laghetto d'Efra sopra Frasco in Verzasca. Una piccola folla variopinta e assai varia, dai bambinelli portati su a cavalluccio, o diciamo meglio "in giòla", ai vegliardi che incautamente avevano affrontato e finalmente vinta la lunga e spesso malagevole salita. ([[Piero Bianconi]]) *Quasi ovunque, in queste valli della Svizzera italiana, a causa della durezza del lavoro, le donne appassiscono già durante l'infanzia. Sono loro le vere bestie da soma della regione. Gli uomini della Verzasca sono vendicativi e irascibili: in nessun paese più che in questa valle sono comuni gli assassinamenti; ognuno porta dietro, appeso alla cintola, una sorta di coltello acuminato lungo un piede, affilato in punta, detto falce: e con quest'ultima ci si uccide. ([[Karl Viktor von Bonstetten]]) *Questa gola rocciosa, lunghissima, è tanto manifestamente squarciata, e gli spigoli delle rocce combaciano ovunque tanto bene l'uno con l'altro, che non sussiste alcun dubbio sul fatto che questa scogliera lunga sei ore non possa non essere stata spaccata da una scossa venuta dal basso. ([[Karl Viktor von Bonstetten]]) *Valle scabra e dura la Verzasca... E se volessimo paragonare il Ticino a un frutto succoso, la Verzasca uscirebbe scabra e dura dal paragone, perché di quel frutto sarebbe il nòcciolo. Infatti è chiusa proprio nel cuore del Ticino, tra confini ticinesi. Da tutte le altre valli nostrane toccate, di qua o di là, per questo o quel passo, terra forestiera, non ticinese; in Verzasca invece, scavalcate pure tutte le montagne, sempre vi affacciate a un'altra valle nostrana, la Valmaggia o la Lavizzara a ponente, la Riviera o la Leventina a levante o a settentrione. ([[Piero Bianconi]]) ==Voci correlate== *[[Canton Ticino]] *[[Mergoscia]] *[[Verzasca (fiume)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Valli della Svizzera|Verzasca]] tefb6n3karcbrnojxsos01ql847gx33 1409449 1409372 2026-04-04T09:13:09Z Spinoziano 2297 +1; Bianconi in sezione; voce correl. 1409449 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Ponte dei Salti DSC 0328 (4622162182).jpg|thumb|Valle Verzasca]] Citazioni sulla '''Valle Verzasca'''. ==Citazioni== *In tempi remoti i nativi di questa stretta valle godevano di cattiva nomea [...] e la reputazione di primitività così remotamente acquisita rimane loro ancora appiccicata. Si dice che i pugnali siano più spesso estratti fra loro, e con peggiori conseguenze, che non in qualsiasi altro distretto del Ticino. Ma non si ricorda uno straniero che abbia dovuto mai soffrire di questa tendenza a sparger sangue, e la cattiva reputazione di questa valle può difficilmente esser resa responsabile del suo oblio presso i viaggiatori. ([[Douglas William Freshfield]]) *Quasi ovunque, in queste valli della Svizzera italiana, a causa della durezza del lavoro, le donne appassiscono già durante l'infanzia. Sono loro le vere bestie da soma della regione. Gli uomini della Verzasca sono vendicativi e irascibili: in nessun paese più che in questa valle sono comuni gli assassinamenti; ognuno porta dietro, appeso alla cintola, una sorta di coltello acuminato lungo un piede, affilato in punta, detto falce: e con quest'ultima ci si uccide. ([[Karl Viktor von Bonstetten]]) *Questa gola rocciosa, lunghissima, è tanto manifestamente squarciata, e gli spigoli delle rocce combaciano ovunque tanto bene l'uno con l'altro, che non sussiste alcun dubbio sul fatto che questa scogliera lunga sei ore non possa non essere stata spaccata da una scossa venuta dal basso. ([[Karl Viktor von Bonstetten]]) ===[[Piero Bianconi]]=== *Bisogna salire sui monti e sugli alpi della Verzasca per sentire anche la più scabra forza e la solenne grandezza della valle: sull'alpe di Giove, sopra Brione, sul passo d'Eva che mette a Maggia (strana presenza di vallette mitologiche). Le vallette son chiuse da vasti sassosi anfiteatri, le cascatelle disegnan raggi concentrici, vene bianche disposte a stecche di ventaglio, un ventaglio d'avorio sulla nuda pietra. *​La loquace folla componeva una scena pittoresca, tutto un brusio di allegri colori in quello scenario di tono alquanto livido, rocce a strapiombo e ripide pietraie e neve che aspetta il sole agostano per scomparire nello scuro laghetto d'Efra sopra Frasco in Verzasca. Una piccola folla variopinta e assai varia, dai bambinelli portati su a cavalluccio, o diciamo meglio "in giòla", ai vegliardi che incautamente avevano affrontato e finalmente vinta la lunga e spesso malagevole salita. *Valle scabra e dura la Verzasca... E se volessimo paragonare il Ticino a un frutto succoso, la Verzasca uscirebbe scabra e dura dal paragone, perché di quel frutto sarebbe il nòcciolo. Infatti è chiusa proprio nel cuore del Ticino, tra confini ticinesi. Da tutte le altre valli nostrane toccate, di qua o di là, per questo o quel passo, terra forestiera, non ticinese; in Verzasca invece, scavalcate pure tutte le montagne, sempre vi affacciate a un'altra valle nostrana, la Valmaggia o la Lavizzara a ponente, la Riviera o la Leventina a levante o a settentrione. ==Voci correlate== *[[Brione Verzasca]] *[[Canton Ticino]] *[[Mergoscia]] *[[Verzasca (fiume)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Valli della Svizzera|Verzasca]] kds430chn75swl4tqv6sl35avxf4i19 Val Bavona 0 219391 1409454 1408304 2026-04-04T09:19:58Z Spinoziano 2297 +1, voce correl. 1409454 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Bavona.jpg|thumb|Val Bavona]] Citazioni sulla '''Val Bavona'''. *Da Sabbione a Ritorto a Frodone, quei due chilometri di largo fondovalle nostro nonno diceva che ai suoi tempi erano campagna, la più bella della Val Bavona; la strada passava tra i fieni e i campi di segale, campi di qua e di là, le vacche tentavano di scavalcare il muro. E l'alluvione del sessantotto ha portato via tutto. Pensa i nostri vecchi che tornato il sole vanno a vedere il disastro, le loro facce lunghe che guardano la ghiaia al posto dove prima avevano vangato e letamato: neanche più i termini hanno trovato; ad alcuni restava di tornare a casa a preparare il fagotto. E così a Roseto, a Sonlerto, alla Bolla; persino di Gannariente dicono che una volta era una bella terra.​ ([[Plinio Martini]]) *''Fra i nembi eccelsa, nera la cervice, | sopra gli omeri stesa ampia corona | di ghiacci eterni, candida nutrice | bella glauca Bavona.'' ([[Alfredo Pioda]]) *La Bavona è bellissima valle, che ripete in piccolo la [[Vallemaggia|Valmaggia]]: piatta e lunga come quella, tutta un succedersi di montagne disposte a quinte, e come quella sottomessa al fiume prepotente che scorrazza sul fondo seminato di sassi franati; e le ripide rupi inargentate di cascate e cascatelle: un alternarsi incessante di idilliaca pace e di spettacoli di violenza, col [[Basòdino|Basodino]] che sempre torreggia in fondo. ([[Piero Bianconi]]) *Poi sono disceso per la selvaggia e romantica Val Bavona – e forse la più bella valle alpestre! Attorno a me, alte fino al cielo, le pareti rocciose – a destra la potente cascata di Foroglio – adesso viene il sentiero lastricato – la prima cappella – una rustica casetta grigia, un giardinetto pieno di girasoli – il primo castagno rattrappito – in lontananza un profilo azzurro ondeggiante di montagne – si sente il lago vicino, il Ticino dolce! ([[Emil Balmer]]) ==Voci correlate== *[[Bavona]] *[[Canton Ticino]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Valli della Svizzera|Bavona]] enc54sy6fm9ngnnw226o1docl9wzcdn Piero Bianconi 0 219427 1409368 1409362 2026-04-03T12:02:11Z Spinoziano 2297 amplio 1409368 wikitext text/x-wiki '''Piero Bianconi''' (1899 – 1984), docente, scrittore e storico dell'arte svizzero. ==Citazioni di Piero Bianconi== *A [[Riva San Vitale]], quando il riflesso bruno e corroso delle case s'impiglia e perde nei canneti della riva, quando il lago lascia posto a un ispido corridoio verde e un po' squallido (abitato com'è da remote storie brigantesche), uno capisce che s'entra in una specie d'atrio o d'anticamera, avverte un mutamento nella luce.​<ref>Da ''Il Mendrisiotto''; citato in Osservatorio culturale del Cantone Ticino, ''[https://map.geo.ti.ch/s/guida_letteraria Guida letteraria della Svizzera italiana]'', ''ti.ch''.</ref> *Su a Dunzio, su quell'aprico balcone che domina la bassa Valmaggia: bellissimo posto, ma (strano!) acquitrinoso, non solo in questa stagione che la cosa che meno manca è l'acqua; tanto che i piedi poco stanno asciutti, dopo qualche incauto passo.<ref>Da ''Diario del rimorso: 1975-1977''; citato in Osservatorio culturale del Cantone Ticino, ''[https://map.geo.ti.ch/s/guida_letteraria Guida letteraria della Svizzera italiana]'', ''ti.ch''.</ref> ==''Albero genealogico''== *Per vedere bene [[Mergoscia]] bisogna andarci dalla strada sua, dalla strada che è soltanto e tutta sua e si ferma sul sacrato gentile: dalla strada il villaggio appare tutto spiegato nelle sparse frazioni, nei casolari dispersi: tutto un formicolio di case e stalle sventagliate e distese come un lenzuolo grigio macchiato di chiaro sulla spalla del monte; un formicolio di case e casette, logge e altane, e le finestrelle che guardano curiose, orlate di bianco sul grigio scabro dei muri a secco: un villaggio curioso e curiosamente occhiuto, da sentirsi quasi impacciati sotto tanti occhi. (p. 15) *Mia madre mi portava spesso nel parlatorio del [[Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Locarno)|convento di Santa Caterina]] dove stava la zia e dove studiavano le mie due sorelle; era una stanza scura, i muri e le piastrelle del pavimento trasudavano umidità, c'era una enorme grata di ferro, doppia, che teneva quasi tutta una parete e dietro si intravvedeva una monaca nera, come un fantasma: erano lunghe conversazioni bisbigliate fitte fitte, intramezzate di sospiri e giaculatorie, mia madre stanca su una seggiola e dietro la grata non si vedeva che il bianco del soggòlo e delle mani della monaca.<br>Il portone dell'atrio non si apriva mai, si tirava un campanello e di lì a poco s'apriva lo sportello dietro un disco di latta a minuti forellini (come nei confessionali), dallo spioncino uscivano bisbigli e giaculatorie: «Sia lodato Gesù Cristo», diceva una voce attraverso i forellini; «E sempre sia lodato», rispondeva mia madre. Accanto alla porta c'era la ruota, un misterioso cilindro di legno lustro nel muro, girava su di sé, a un tratto s'apriva un vuoto, come un armadio scuro, se ne tiravano fuori maestà pagliettate d'oro, e agnus dei, e biscotti duri come sassi, pane di san Nicola; ma era più la roba che ci entrava, frutta per lo più, pesche e uva, il cilindro silenziosamente girava e la roba spariva, «Sia lodato Gesù Cristo...». (p. 95) *{{NDR|Sull'Istituto Sant'Eugenio}} Ma dei pochi ricordi di quello scuro e un po' tetro convento cappuccinesco, alcuni sono assai belli, ricordo con affetto l'insegnante di canto, si chiamava Gherardini, ci contagiava del suo generoso entusiasmo lirico, ci faceva cantare il ''Nabucco'', diceva che bisognava tirar dentro un metro cubo d'aria per allungare al massimo il patire: «che ne infonda al patiiiiiire al patire virtù...»: e noi ce la mettevamo tutta, beati. E così vari altri insegnanti, laici o clericali, e le suore: delle quali meglio mi si impresse nella memoria la mastodontica cuoca, che in caso di bisogno ci somministrava l'olio di ricino, panacea di tutti i mali: con una autorità tale che non ci dava nemmeno il tempo di ribellarci... (p. 130) ==''C'è un solo villaggio nostro''== *​Nato e cresciuto a [[Minusio]]; però fuori, in una zona appartata, remota, in una splendida plaga dove le poche case sparpagliate nel verde allora si potevano contare tutte sulle dita d'una mano, in vista del lago: per intenderci, sull'insenatura o diciamo golfo in cima al lago, vicino a Mappo. Una zona deserta, riparata, tiepida, ho sentito ripetere spesso che i geografi la considerano il posto più caldo della Svizzera: e infatti si specchiano in quel golfo alcune ville signorili, la Verbanella, la Roccabella, la [[La Baronata|Baronata]]... (p. 30) *​Nessuno allora abitava la Verbanella, coronata dai suoi merli neogotici e dall'arioso loggiato, come l'aveva fatta costruire [[Angelo Brofferio]] (in capo al lago mezzo elvetico mezzo piemontese); ma poi fu dissennatamente scoronata e dimezzata e ridotta a un mozzicone insignificante. Si guardava con un certo brivido un buco nel muro, a forma di cuore, che lasciava intravvedere la faccia dolente di una Madonna: si diceva che il muratore non era riuscito a turare quel buco, i mattoni cadevano sempre: tanto che l'aveva dovuto lasciare aperto. (p. 32)  *​{{NDR|Sulla [[La Baronata|Baronata]]}} Ricordo che una ventina d'anni fa fu qui [[Riccardo Bacchelli]] per una conferenza; e volle vedere — non l'aveva mai visto, nemmeno in fotografia — quel parco e quella casa dove si svolge la prima parte del suo romanzo, «Il Diavolo al Pontelungo»: e andai io a fargli da guida. Girando per i viali e sotto i grandi alberi eravamo silenziosi e come sbigottiti tutti e due: lui di trovare così vasto dominio dove aveva immaginato cose assai più modeste; io di vedere quel parco, che nella memoria mi si era fatto sterminato, assai più ristretto nella realtà, ogni tanto si scorgeva tra il verde il muro che lo ricinge tutto: ingannati tutti e due, e delusi, lui dalla immaginazione, io dalla memoria: due «puissances trompeuses», a dirla con [[Blaise Pascal|Pascal]]... (p. 33) ==''Croci e rascane''== *Valle scabra e dura la [[Valle Verzasca|Verzasca]]... E se volessimo paragonare il Ticino a un frutto succoso, la Verzasca uscirebbe scabra e dura dal paragone, perché di quel frutto sarebbe il nòcciolo. Infatti è chiusa proprio nel cuore del Ticino, tra confini ticinesi. Da tutte le altre valli nostrane toccate, di qua o di là, per questo o quel passo, terra forestiera, non ticinese; in Verzasca invece, scavalcate pure tutte le montagne, sempre vi affacciate a un'altra valle nostrana, la Valmaggia o la Lavizzara a ponente, la Riviera o la Leventina a levante o a settentrione. (p. 27) *[[Mergoscia]]: altro problema. In bilico anche lui, questo villaggio, se appartenga alla Verzasca oppure no... Ci si arriva per una strada tutta sua, altissima sulla destra del fiume, una strada pittoresca e ardita, sospesa su precipizi burroni e spaccature vertiginose, stretta nella montagna, incisa nella viva roccia. Tutta per Mergoscia: dove termina, su [[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo|un sagrato]] che è una delle più care cose del nostro paese, così aperto intimo e solatio, d'una così piena e remota pace, d'una veduta così larga e raccolta! (p. 28) *Il campanile, – che portava, ancor non è molto, le bandiere della Svizzera e degli Stati Uniti, croce e stelle, a ricordare quanta gente è andata oltre Oceano a cercar fortuna – è legato alla chiesa {{NDR|[[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo|dei Santi Carpoforo e Gottardo]]}} da un portichetto gentile, la piazzetta è chiusa a monte dalla facciata celeste della canonica: si direbbe che il mondo finisca qui, in una pace stanca e felice. (p. 28) *Ma proprio allora, dalla strada che scende un poco, verdolina e fresca, appare in alto Mergoscia: un formicolio di case e stalle sventagliato e disteso come un lenzuolo grigio macchiato sulla vasta spalla del monte: un formicolio di casette grige e bianche, logge e altane, e le finestrelle col collarino bianco che guardano curiose, la chiesa e la canonica celeste intorno al sagrato alto come un balcone al sole; e, dietro la chiesa, il camposanto anche più pieno di pace, di stanchezza che finalmente riposa sotto le umili croci sbilenche. Certo Mergoscia fa parte della Verzasca [...]. (p. 29) *Passato il ponte della Porta, di [[Vogorno]] non si vedono che poche case: il grosso è più in alto, sui terrazzi del monte. È il primo villaggio della valle, ed è rimasto il più arcaico, per via appunto della sua situazione, lontano dalla strada e da frequenti contatti; e del resto Vogorno è tutto impigliato, con le sue vaste frazioni, fra il fitto reticolato dei vigneti, tutto il piede del Pizzo di Vogorno è vestito di verde, di campetti sostenuti da muri a secco, patate, granturco fagiuoli e viti. (p. 32) *Da Vogorno si comincia a scorgere, in cima a un cono sulla destra del fiume, il più gentile villaggio della Verzasca, [[Corippo]]: una cascatella triangolare di gremitissime case grigie e di tetti neri addosso alla chiesa, che contiene l'urto mettendosi di traverso. (p. 33) *Poco dopo Corippo, la valle muta aspetto, fin lì il fiume è invisibile, celato nelle gole profonde, nella stretta spaccatura che incide profondamente il fondo della valle; [[Verzasca (fiume)|il fiume]] non rappresenta nessuna parte nella vita dei paesani di Vogorno, contadini vignaiuoli ma non pescatori. Di qui innanzi invece il fiume affiora, s'accompagna alla strada, fruscia con le sue pulitissime acque sulla roccia pulita, scorre nelle lunghe cune parallele scavate nella vena della roccia che corre nel senso del fiume. Così lo si vede a Lavertezzo, sotto l'arco del vecchio ponte [...]. (p. 34) *A proposito della sullodata commissione, bastano pochi passi per incontrare una veramente inaspettata belluria, nata con l'attivo suo consenso: il bocciodromo di [[Cavergno]], lì candido e gonfio, come un paracadute venuto a posarsi accanto alle case con tutti i necessari crismi ufficiali. (''Lo strazio di Bignasco'')<ref name="Guida">Citato in Osservatorio culturale del Cantone Ticino, ''[https://map.geo.ti.ch/s/guida_letteraria Guida letteraria della Svizzera italiana]'', ''ti.ch''.</ref> *Anche il grotto Maimorire (bel nome per un posto così), ad Avegno, manda i suoi alberi fin sull'orlo della strada: in mezzo alle sue casupole, tra i tavoli, è venuto a piantarsi fieramente un macigno: l'han lasciato stare e gli han messo in groppo una cappellina deliziosa, tutta spirito e bei colori. (''La Valmaggia'')<ref name="Guida" /> *{{NDR|Su [[Terre di Pedemonte]]}} Sotto quelle rupestri montagne, – che devon caricarsi di calore e poi irradiarlo, come radiatori – i tre villaggi, Tegna, Verscio Cavigliano, sono amorosamente disposti e adagiati, davanti alla fertilissima campagna rigata di diritte strade e di lunghi filari di vigna, campagna che fu detta "armidica" da una poetessa danese del Settecento, e che merita bene, per la dolcezza dei suoi fichi settembrini e la bontà del vino, il nome gemello a quello del Piemonte. (''Centovalli e Onsernone'')<ref name="Guida" /> ==''Passeggiate locarnesi''== *A voler introdurre un ignaro alla conoscenza di [[Locarno]] e della [[Distretto di Locarno|sua regione]], sarebbe ottimo mezzo l'aeroplano: scavalcando da sud le montagne del Gambarogno, ecco che di colpo gli si spiegherebbe sotto gli occhi l'ampia conca dove posa la città, adagiata sulla sponda del lago e inerpicata sulla collina: gran sfascio bianco e rosa di case, con il polverio più rado che ramificandosi tra il verde la congiunge a borghi e villaggi circostanti. (p. 9) *​Ma sarebbero discorsi troppo lunghi, per farli su per aria; semmai si vorrebbero dipanare con agio seduti al tavolino d'un caffè in Piazza Grande: che è una delle belle invenzioni locarnesi, con la sua curva che rievoca la presenza dell'acqua dove le modeste e armoniose case vorrebbero ancora specchiarsi; spettacolo tanto più seducente in quanto minacciato da una fine ormai imminente: poiché s'è dileguata quell'amabile indolenza, quella ripostata pigrizia contemplativa che era uno degli aspetti più seducenti del carattere locarnese [...]. (p. 10) *{{NDR|Il [[lago Maggiore]]}} chi lo veda per la prima volta, non può sottrarsi al suo incanto, tra l'ampiezza della veduta e il giuoco delle montagne che si scostano e gli fanno largo perché possa allungarsi e distendere e correre verso la pianura, segnando il confine tra Lombardia e Piemonte; e davvero si direbbe che le montagne giuochino a strozzarlo e a fargli strada tra il lento [[Monte Tamaro|Tamaro]], il Gambarogno e il [[Monte Limidario|Ghiridone]] gobbo e roccioso, cariato come le rupi nei fondi di [[Leonardo da Vinci|Leonardo]]. (pp. 15-16) *​[...] il cuore si ferma più persuaso sul capo del lago, da sempre conosciuto e amato. Indugia sull'amabile strada che lo costeggia, da Locarno fino a Mappo, dal cittadino lungolago passando per Rivapiana e sotto le storiche ville ottocentesche, la Verbanella del [[Angelo Brofferio|Brofferio]], la [[La Baronata|Baronata]] del [[Riccardo Bacchelli|bacchelliano]] [[Michail Bakunin|Bakunin]].<br>Da quella stradetta si gode in tutta la sua bellezza la veduta del lago, in una sicura calma che solo qualche sperduta automobile o il campanello di una bicicletta per un attimo riescono a turbare. È una strada che segue il capriccio della riva, costeggia assidua l'acqua, senza rettifili, senza impazienze: come è giusto quando si va a far quattro passi, un'ora di distensione. (pp. 17-18) *Le vallate del Ticino superiore, giù dalla catena delle Alpi, scaricano le loro acque nel lago Maggiore; di questi corsi d'acqua il più violento, la [[Maggia (fiume)|Maggia]], nei millenni ha portato terra e sabbia abbastanza da formare un ampio delta: la lingua verde e piatta, che strozza il lago e definisce il quadrato golfo di Locarno. Oggi il delta è tagliato in due esattamente dagli argini che, diritti come un colpo di spada, imbrigliano i capricci dell'acqua (ormai innocuo ruscello, dopo che l'ingordigia di elettricità ne ha captato le alte sorgenti). (p. 19) *La Piazza di [[Ascona]] [...] allinea linearmente le sue colorite case a specchio dell'acqua, rivolte all'invito del lago [...] Ascona [...] è rivolta a ponente, al sole pomeridiano si scaldano come lucertole gli avventori dei tanti caffè che dilagano con i tavolini sulla piazza: quindi, se qui la gente si alza tardi, è verosimile che anche vada a letto meno presto... Il sole della sera, quando accende le facciate delle case di Ascona, sfiora di striscio i tetti di Locarno, il crepuscolo invade i portici della piazza, con il senso tranquillo della giornata finita. (p. 20) *Sopra Ascona affiorano le negre rocce del [[Monte Verità]], aridi dossi punteggiati dai tronchi d'argento delle betulle: luogo scelto, i primi del secolo, da alcuni naturisti che in quella solare solitudine intendevano vivere secondo la «loro» verità. (p. 21) *​Sopra Locarno, in bilico su un'erta rupe, sta un famoso santuario, la [[Santuario della Madonna del Sasso (Orselina)|Madonna del Sasso]], con il convento dei frati francescani: meta di devoti pellegrinaggi, e quasi segno di celeste assistenza sulla città. (p. 21) *A Roma pure si creò un grande pittore di Ascona, [[Giovanni Serodine]], forse il più alto seguace del [[Caravaggio]]; del padre suo, che a Roma era impresario, esiste accanto alla chiesa di Ascona [[Casa Serodine|la casa]], con la facciata stupendamente decorata di stucchi dal fratello del pittore; di questo nella chiesa si conservano tre bellissime tele. (p. 22) *[...] anche Ascona era difesa da ben quattro castelli, dei quali sopravvive poco più del nome; ma ancora sussiste l'absidiola romanica (con affreschi purtroppo ridipinti) della cappella del castello di San Materno. (p. 23) *La fama di [[Locarno]] ebbe un momento di intensità internazionale, quando nel 1925 i grandi di un'Europa stremata dalla grande guerra scelsero la regina del Verbano per sedersi attorno a un tavolo e trattare della sospirata pace suscitando luminose ma effimere speranze: Chamberlain Luther Vandevelde Benes Briand, in un clima di generale embrassons-nous, favorito da uno splendido sole autunnale: Locarno città della pace, il Patto di Locarno... Ma vedi caso, dopo una gita sul lago Briand e Stresemann si sedettero a berne un bicchiere e a ragionare da amici in un'osteria di Ascona. (p. 23) *Ma non soltanto artisti sono attirati da Ascona, molti ricchi industriali nordici vi posseggono ville quasi segrete, alle quali non si accede che per mezzo di ascensori nelle viscere della montagna: esposte al sole che raddoppia il calore riverberato dalle rocce; e Ascona possiede un piccolo aeroporto, dove si posano i velivoli privati di grandi industriali germanici, che qui vengono a distrarsi dalle fatiche e dagli affari, a distendersi al sole sulle terrazze dei tanti caffè della piazza. (p. 25) *Sopra Verdasio [...] un incantevole monte, Comino, ampio ondulato verde, costellato di stalle cascine casette, forse ci sta anche qualche vaccherella, ma non se ne sentiva il muggito, per il lieto fracasso della gente convenuta lassù per la Madonna di mezz'agosto. (p. 31) *Aurigeno: villaggio caro fra tutti, per esser patria del pittore [[Giovanni Antonio Vanoni|Vanoni]] e per i tanti ricordi di lui, per la bellezza della chiesa appartata {{NDR|[[Chiesa di San Bartolomeo (Maggia)|di San Bartolomeo]]}}, con i resti dell'ossario, la colonna di pietra in mezzo al sacrato, e la canonica, rosa sotto il nero tetto di piode: un complesso che al pittore [[Alexandre Cingria|Cingria]], che se ne intendeva, sembrava "le plus bel ensemble baroque" del nostro paese (cito a memoria); e su tutto la facciata della chiesa splendeva con il suo fondo rosa, le lesene chiare e i santi di stucco inseriti nelle nicchie. Come mi ricorda non la fragile memoria, ma un bel dipinto dell'amico Beretta, che mi diceva di averlo eseguito in compagnia del Cingria, appunto, nel lontano 1937. (p. 35) *​[...] a un certo punto, svoltando, ti scodella nell'ispida valletta dove nel Settecento spuntò un caro abbozzo, uno schizzo di [[Sacro Monte di Brissago|Sacro Monte]] al quale si giunge per un acciottolato punteggiato dalle cappelle della Via Crucis: una scena plastica, tre giudei e il Cristo portacroce fanno un balletto tondo in una cappelletta all'ombra di un gran campanile, poi la chiesa gentile, crema e rosa, e in fondo alla prospettiva un cappellone con i tre crocefissi: un impianto sapiente nella sua semplicità. Ma bisogna scoprirlo salendo dal basso, a rovescio non funziona. (p. 37) *​Festa sui monti di Lego, sole e allegria, polenta e stufato, canti e giuochi: effettivamente pareva di assistere alla fine di una civiltà [...]. Cos'era quel caro monte, proprio di questa stagione, che la gente ci veniva con le bestie scese dall'alpe e tutto era pieno di vita di gente e di vera e non clamorosa né effimera allegria, al delizioso sole di settembre. Allora tutto era pascolo e prato, attorno ai magri pianori dei casolari e sui pendii non un filo d'erba andava perduto e il bosco era rigorosamente costretto entro i suoi confini. Oggi sui prati di un tempo prosperano i roveti le felci le ginestre e le betulle, è un esercito che senza incontrar resistenza avanza e ne prende il posto. (pp. 38-39) *​Da Loco giù a Niva in fondo alla valle [...] ogni tanto il sentiero si slarga a dire che un tempo era importante strada, ingresso dell'[[Valle Onsernone|Onsernone]]. Quasi in fondo alla scesa, l'oratorio di San Giovanni Nepomuceno (che protegge dai pericoli dell'acqua, come rammentavano alcuni deliziosi quadrucci ex voto ormai scomparsi, disintegrati...). Impensata scoperta, lì accanto abita un eremita, un autentico anacoreta, un prete cattolico e zurighese intinto di orientalismi, ogni giorno celebra il rito ortodosso, nella chiesetta ha impiantato un'approssimativa iconostasi, tollerata dal mansueto curato [...]. (pp. 44-45) *{{NDR|Sul Bosco Isolino di Locarno}} Ma chi fa tanto di starci un poco e tranquillamente, godendo della frescura e alzando gli occhi dai neri tronchi alle chiome dei grandi alberi [...], – cari alberi generosi di pace, che frusciano a un fiato d'aria: ecco che il bosco gli apre suoi segreti incanti, tutto diventa bello e prezioso: la solitudine e il silenzio ventilato, le straducce sabbiose, quel tanto di affabile trascuratezza che induce alla confidenza, il senso di pace che gli alberi lascian cadere come un benefico dono. (p. 46) *Il villaggio di [[Indemini]], che si raggiunge dopo una discreta discesa, è singolarmente compatto e coerente, muri scabri di pietra rossiccia, un fitto groviglio di vicoletti androni portici e passaggi coperti, e infiniti ballatoi lobbie e balconi a godere il sole; il fondo delle straducce lastricate da sottili piode messe di taglio, non senza arte; e così le piode dei tetti, sfaldate e di poco spessore. Lo si direbbe un convento tibetano (a patto di non esser mai stati nel Tibet...), uno scenario traballante e pieno di sorprese, di mutamenti, fatto apposta per incantare gli stranieri amanti del Ticino pittoresco [...]. (pp. 48-49) *​Al monte di Calascio si arriva con meno di due ore sia dalla Pila che dalla Costa sopra Intragna: e merita ampiamente la poca fatica; sta sul colmo della montagna e concede la veduta dei primi villaggi, Auressio Loco Berzona, dell'Onsernone, e dietro le spoglie montagne, vaste nevi di misteriosi ghiacciai. Nell'aria vivace il profumo della polenta, rimestata con bel vigore da gente scamiciata, e un filo d'incenso dalla cappella dove la gente assiste alla messa.<br>Ci si arriva per antichi sentieri, passando per boschi monti e cascine, incontrando stalle che conoscono un opposto destino: alcune ormai sfasciate, tetti ridotti a fatiscenti travature, altre invece rinnovate e accuratamente rabberciate [...]. (pp. 50-51) *​La loquace folla componeva una scena pittoresca, tutto un brusio di allegri colori in quello scenario di tono alquanto livido, rocce a strapiombo e ripide pietraie e neve che aspetta il sole agostano per scomparire nello scuro laghetto d'Efra sopra Frasco in [[Valle Verzasca|Verzasca]]. Una piccola folla variopinta e assai varia, dai bambinelli portati su a cavalluccio, o diciamo meglio "in giòla", ai vegliardi che incautamente avevano affrontato e finalmente vinta la lunga e spesso malagevole salita. (p. 52) *​Così la sera, appena il sole s'è messo giù sotto la mansueta gobba del [[Monte Limidario|Ghiridone]]: quella vasta luce che si sventaglia e a poco a poco si rattrappisce, il cielo color carta da zucchero si fa a oriente di un giallo velato di verde, giallo limone, giallo affumicato, oro brunito, giù verso il fondo del lago è arancio intenso, tuorlo d'uovo. (p. 58) *​Le [[isole di Brissago]] nella nebbiolina cilestra d'un pomeriggio invernale, che strano effetto sorprenderle, romperne il silenzio sospeso. Già da lontano il profilo non è quello noto, gli alberi spogli e solenni, i grandi pioppi e tigli autoctoni, disegnano sul cielo pallido la minuta complicata ragna delle rame, trina infinitamente traforata, e il pallido sole la tinge di rosa, tiepido fiato che non tocca il cupo verde compatto delle piante troppo avare per spogliarsi del fogliame e quasi riescono troppo grevi in quel mondo scorporato, d'una lievità giapponese. (pp. 59-60) *​Dire [[Intragna (Centovalli)|Intragna]] è evocare di colpo l'immagine del campanile che corona così felicemente la brancatella di case nere in cima al greppo; un campanile meritatamente famoso, sia per l'altezza esorbitante che per l'eleganza delle forme che per la gloriosa ubicazione, alto nella luce a dominare il labirinto scuro delle viuzze che spartiscono appena le vecchie case strette insieme; e il campanile tira con sé l'idea del belvedere, dell'arioso e spazioso spettacolo che di lassù si potrebbe godere, l'incontro (sotto un groviglio di ponti antichi e moderni) della Melezza che scende dall'altipiano di Santa Maria Maggiore e dell'Isorno che sguscia fuori dalle cupe gole dell'Onsernone, e il loro placido ed errante cammino, per le feraci campagne pedemontane, verso la Maggia e la pace del lago. (p. 64) *​Ma in fatto di aerei punti di vista il campanile di Intragna ha trovato da qualche anno un temibile concorrente nella filovia che sale ripida verso le due frazioni della Pila e della Costa: una filovia che pur con tutte le possibili garanzie di solidità e di sicurezza ha il simpatico aspetto d'un impianto messo su da ragazzi ingegnosi; e salire non nella cabina di lusso, ma in quella delle merci e delle bestie, così bonaria e casereccia, dà l'impressione di un giuoco appunto, un giuoco appena un'ombra pericoloso: più che altro per insaporire meglio il piacere. Tutto si dimentica appena l'occhio, vincendo la lieve vertigine dell'altezza, spazia intorno, esplorando nella dondolante corsa la natura spalancata, libro aperto e illustrato di alberi cespugli greppi e del ghirigoro della viottola faticosa, costellata di cappelle; il borgo nero si stringe anche più intorno al campanile, si abbassa e sprofonda rapido, il campanile pare che si tiri dentro come le corna della chiocciola, umiliato e vinto. (pp. 64-65) *​Dopo una fuggevole volata sulle case della Pila che bevono il sole, sparse sul lene pendio tra prati e campetti, ecco che sotto l'occhio goloso si spalanca il valloncello che separa questa frazione da quella della Costa: una bellezza di forme minute tormentate capricciose, il lavoro immemoriale dei ghiacci e delle acque e la scalfittura superficiale dell'uomo che vi ha scritto i suoi sentieri erratici, e il mulino scoperchiato giù sull'acqua verde di cristallo e le cappelle colorate come code di gallo nell'ombra appena spolverata e schiarita di brina. (p. 65) *​La Costa offre subito il suo oratorio dalle forme gentilmente estrose con la incantevole collezione di ex voto popolareschi che rallegrano le pareti intorno alla porta, e l'ampia veduta: sia verso le Centovalli con le nere case di Rasa sul crinale nevato, sia verso oriente sul Pedemonte e il lago e la sagoma bianca e celeste del Camoghè; e un sole che fa cercare le viole ai piedi dei muretti a secco, e magari le chiocciole ben chiuse dietro la porta di calce. Scendendo a piedi si rivedono le cose di prima [...], si assapora passo passo la viottola costellata di cappelle che scendendo perde ogni gusto di fatica, semmai si insapora di un capriccio allegro rigirandosi come un serpe tra i cespugli e i vecchi castagni della china. (pp. 65-66) *​Il [[Gambarogno]], – per noi che lo vediamo da quest'altra sponda del lago, – è un paese remoto, silenzioso, quasi irreale. D'inverno nemmeno si può dire che lo vediamo, si vela e nasconde dietro una muraglia celestina di nebbia, come se andasse in letargo all'ombra della montagna; e solo di tanto in tanto, a dar segno di vita, su quell'ombra segreta si iscrive, candido e orizzontale, il pennacchio del trenino a vapore. Bisogna aspettare febbraio perché il sole alzandosi sfiori le rive, tocchi di striscio la punta d'un campanile, le case più accosto all'acqua, i terrazzi alti di Piazzogna e di Sant'Abbondio; mentre la luna alta d'inverno gli conferisce un aspetto misterioso, magicamente leggero, scorporato. (p. 69) *​Da ragazzi il Gambarogno ci stava sempre davanti agli occhi, nelle acquatiche giornate estive; e per me uno dei ricordi più vivi di quell'età è il colore della facciata della [[Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Gambarogno)|chiesa di Vira]]: rosea, d'un rosa caldo misto d'ocra, color polpa di melone, di pesca duracina stramatura. Rosea e barocca, la facciata di Vira era lì che si specchiava in bilico sull'orlo del lago; di sera, quando si faceva l'ultima nuotata e salici e pioppi si facevan neri e l'aria raffrescava, il sole di là batteva in pieno e cavava barbagli dalla facciata ritta come una favolosa conchiglia sull'acqua; le onde la rispecchiavano, blande, ce la portavano incontro [...]. (pp. 69-70) *​Ad [[Arcegno]], sui greppi e i prati già verdi e sbiancati dalle silenziose fiammelle dei crochi, casette e casucce son cresciute con l'improvvisa rapidità dei funghi a settembre; e anche tra le scure case antiche il progresso s'è insinuato con dolce prepotenza, tetti di tegole e intonaci civettuoli e tendine e scritte in dubitoso italiano. Ricordo una fotografia dall'aereo, di non tanti anni fa, di questo mirabile pugno di vecchie case: una meraviglia di ritmo, falde di piode disposte con giuoco esatto compatto attorno alla sottile spaccatura delle viuzze, di una stupenda autenticità e coerenza. (p. 72) *Il giorno che si allestirà il catalogo (non ufficiale) dei luoghi di casa nostra più favorevoli alla contemplazione, in capo alla lista bisognerà mettere il [[Chiesa dei Santi Abbondio e Andrea|sacrato di Sant'Abbondio]], che quella virtù possiede in grado eccellente. I vecchi ebbero mano assai felice scegliendo questo greppo, questo minimo poggio sul piede della montagna, a giusta distanza dal lago, per costruirvi la chiesa. (p. 78) *{{NDR|[[Mergoscia]]}} è villaggio infinitamente sparpagliato sulla spalla del monte che scende dal Madone, a vederlo da lontano è tutto un formicolio grigio di case casette casupole stalle logge altane, muri scabri e finestre orlate gentilmente di bianco, sbarrate come occhi curiosi; i muricciuoli assidui dei ronchi e dei campetti dicono che la fatica di chi lavora è molta, il sole batte forte su questa terra impennata e sassosa. La strada che conduce lassù è capricciosa, spericolata, o meglio ubbidisce docile alle pieghe della montagna, ponti arditi scavalcano precipizi che da ragazzi ci parevano senza fondo, si lasciavan cadere sassi contando i secondi, imbrogliandoci in calcoli che davano risultati vertiginosi [...]. (pp. 80-81) *{{NDR|Su Dunzio}} Ci si arriva da due parti, dal Pedemonte e dalla Valmaggia, e da entrambe le parti per solenni gradinate di pietra che alla romantica fantasia di [[Alexandre Cingria|Alessandro Cingria]] evocavano remote civiltà ciclopiche; e difatti un che di grandiosamente barbarico spira da queste opere che affermano l'autorità dell'uomo sulla natura. Sentimento che s'avverte con più energia quando il piede improvvisamente affonda nell'erba verdissima e fresca dei prati lassù, dove si perde la smilza traccia del sentiero: la natura si fa dolce, accoglie il viandante in un grembo materno, lo fascia di pace e di silenzio [...]. Eppure in quella compatta solitudine (non c'è camino che fumi, non campano di capra sperduta) si avverte con inquietudine che l'uomo è stranamente presente: tutto è netto preciso pulito, lustri i gradini delle viuzze tra i muretti a secco, le pergole grevi di ben formati grappoli, davanti alle case civili i cortiletti spazzati, i prati esattamente tosati [...]. (pp. 94-95) *​[...] poco ci vuole a raggiungere i millesettecento metri, a vincere cioè un dislivello di un chilometro e mezzo [...] così la rapidità dell'ascesa conferisce carattere quasi magico allo spalancarsi del mondo, al sorgere di quella stupefacente assemblea di montagne e picchi e vette che si alzano da tutte le parti, dalle rocce del Trosa lì da toccare allungando la mano, livide e scoscese, fino al candore del Basodino, al color di pesco del Monte Rosa [...]. Altro piacere, la facilità con cui ci si muove, da Colmanicchio alla Cimetta alla croce di [[Cardada]], dove meriggiano le bovine entro nuvole di mosche. (pp. 99-101) *​{{NDR|Sulle [[Centovalli (valle)|Centovalli]]}} Che proprio sian davvero cento, le valli e vallette, i burroni e le forre che solcano i due versanti di questa regione, non giurerei; ma parecchie sono certamente; e i greppi, le coste, i ripiani i promontori e le chine su cui si inerpicano o adagiano i villaggi e le frazioni: valle quanto mai accidentata e varia nel suo incessante giuocar di quinte alberate o scoscese, prati dirupi e selve, sia nel solco principale che nelle tante vallette che ricamano il versante meridionale, sotto le rocce imminenti del Ghiridone. (p. 102) *​[...] e quasi in cima all'ultima dura salita le case diroccate di Terra Vecchia, e le croci di ferro, nere sull'avorio abbagliante della chiesa: morte anche qui, ma tetra, di cose che non dovrebbero morire. (p. 103) *​Oppure da Palagnedra su verso la [[Rasa (Svizzera)|Rasa]], passando da quel pizzico di casette che è il casolare di Bordèi (e appena fuori l'abitato c'è un cimiterino d'una bellezza disarmata, commovente: un quadratino orlato d'un muretto a secco, un tavolo di pietra sbocconcellato, quattro croci di legno sepolte sotto l'erba alta, due lapidi moderne: una pace celeste, da far ambile la morte...). (p. 103) *​Su tra le solenni case della Rasa (grandiose addirittura, se si considera la posizione e la distanza e l'assenza di strade) l'odore non muta, anche se le case sono salde sotto i grandi tetti di piode. [...] ora la gente sarà attratta da quest'incantevole villaggio, adagiato con tanta grazia su una sella, con veduta da due parti, aperta luminosa ariosa. (pp. 103-104) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Piero Bianconi, ''Albero genealogico: cronache di emigranti'', Armando Dadò Editore, Locarno, 1985. *Piero Bianconi, ''Croci e rascane'', Armando Dadò Editore, Locarno, 1980 [1943]. *Piero Bianconi, ''Diario del rimorso: 1975-1977'', Armando Dadò Editore, Locarno, 1979. *Piero Bianconi, ''Il Mendrisiotto'', Società ticinese per la conservazione delle bellezze naturali ed artistiche, Lugano, 1946. *Piero Bianconi, ''Passeggiate locarnesi'', Pedrazzini editore, Locarno, 1979. *Piero Bianconi, ''Piero Bianconi'', in Pier Riccardo Frigeri (a cura di), ''C'è un solo villaggio nostro'', Edizioni Cenobio, Lugano, 1972. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bianconi, Piero}} [[Categoria:Insegnanti svizzeri]] [[Categoria:Scrittori svizzeri]] [[Categoria:Storici dell'arte svizzeri]] deld01b7s4fbuck00309ibt1mupk7q3 1409374 1409368 2026-04-03T12:19:19Z Spinoziano 2297 /* Croci e rascane */ 1409374 wikitext text/x-wiki '''Piero Bianconi''' (1899 – 1984), docente, scrittore e storico dell'arte svizzero. ==Citazioni di Piero Bianconi== *A [[Riva San Vitale]], quando il riflesso bruno e corroso delle case s'impiglia e perde nei canneti della riva, quando il lago lascia posto a un ispido corridoio verde e un po' squallido (abitato com'è da remote storie brigantesche), uno capisce che s'entra in una specie d'atrio o d'anticamera, avverte un mutamento nella luce.​<ref>Da ''Il Mendrisiotto''; citato in Osservatorio culturale del Cantone Ticino, ''[https://map.geo.ti.ch/s/guida_letteraria Guida letteraria della Svizzera italiana]'', ''ti.ch''.</ref> *Su a Dunzio, su quell'aprico balcone che domina la bassa Valmaggia: bellissimo posto, ma (strano!) acquitrinoso, non solo in questa stagione che la cosa che meno manca è l'acqua; tanto che i piedi poco stanno asciutti, dopo qualche incauto passo.<ref>Da ''Diario del rimorso: 1975-1977''; citato in Osservatorio culturale del Cantone Ticino, ''[https://map.geo.ti.ch/s/guida_letteraria Guida letteraria della Svizzera italiana]'', ''ti.ch''.</ref> ==''Albero genealogico''== *Per vedere bene [[Mergoscia]] bisogna andarci dalla strada sua, dalla strada che è soltanto e tutta sua e si ferma sul sacrato gentile: dalla strada il villaggio appare tutto spiegato nelle sparse frazioni, nei casolari dispersi: tutto un formicolio di case e stalle sventagliate e distese come un lenzuolo grigio macchiato di chiaro sulla spalla del monte; un formicolio di case e casette, logge e altane, e le finestrelle che guardano curiose, orlate di bianco sul grigio scabro dei muri a secco: un villaggio curioso e curiosamente occhiuto, da sentirsi quasi impacciati sotto tanti occhi. (p. 15) *Mia madre mi portava spesso nel parlatorio del [[Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Locarno)|convento di Santa Caterina]] dove stava la zia e dove studiavano le mie due sorelle; era una stanza scura, i muri e le piastrelle del pavimento trasudavano umidità, c'era una enorme grata di ferro, doppia, che teneva quasi tutta una parete e dietro si intravvedeva una monaca nera, come un fantasma: erano lunghe conversazioni bisbigliate fitte fitte, intramezzate di sospiri e giaculatorie, mia madre stanca su una seggiola e dietro la grata non si vedeva che il bianco del soggòlo e delle mani della monaca.<br>Il portone dell'atrio non si apriva mai, si tirava un campanello e di lì a poco s'apriva lo sportello dietro un disco di latta a minuti forellini (come nei confessionali), dallo spioncino uscivano bisbigli e giaculatorie: «Sia lodato Gesù Cristo», diceva una voce attraverso i forellini; «E sempre sia lodato», rispondeva mia madre. Accanto alla porta c'era la ruota, un misterioso cilindro di legno lustro nel muro, girava su di sé, a un tratto s'apriva un vuoto, come un armadio scuro, se ne tiravano fuori maestà pagliettate d'oro, e agnus dei, e biscotti duri come sassi, pane di san Nicola; ma era più la roba che ci entrava, frutta per lo più, pesche e uva, il cilindro silenziosamente girava e la roba spariva, «Sia lodato Gesù Cristo...». (p. 95) *{{NDR|Sull'Istituto Sant'Eugenio}} Ma dei pochi ricordi di quello scuro e un po' tetro convento cappuccinesco, alcuni sono assai belli, ricordo con affetto l'insegnante di canto, si chiamava Gherardini, ci contagiava del suo generoso entusiasmo lirico, ci faceva cantare il ''Nabucco'', diceva che bisognava tirar dentro un metro cubo d'aria per allungare al massimo il patire: «che ne infonda al patiiiiiire al patire virtù...»: e noi ce la mettevamo tutta, beati. E così vari altri insegnanti, laici o clericali, e le suore: delle quali meglio mi si impresse nella memoria la mastodontica cuoca, che in caso di bisogno ci somministrava l'olio di ricino, panacea di tutti i mali: con una autorità tale che non ci dava nemmeno il tempo di ribellarci... (p. 130) ==''C'è un solo villaggio nostro''== *​Nato e cresciuto a [[Minusio]]; però fuori, in una zona appartata, remota, in una splendida plaga dove le poche case sparpagliate nel verde allora si potevano contare tutte sulle dita d'una mano, in vista del lago: per intenderci, sull'insenatura o diciamo golfo in cima al lago, vicino a Mappo. Una zona deserta, riparata, tiepida, ho sentito ripetere spesso che i geografi la considerano il posto più caldo della Svizzera: e infatti si specchiano in quel golfo alcune ville signorili, la Verbanella, la Roccabella, la [[La Baronata|Baronata]]... (p. 30) *​Nessuno allora abitava la Verbanella, coronata dai suoi merli neogotici e dall'arioso loggiato, come l'aveva fatta costruire [[Angelo Brofferio]] (in capo al lago mezzo elvetico mezzo piemontese); ma poi fu dissennatamente scoronata e dimezzata e ridotta a un mozzicone insignificante. Si guardava con un certo brivido un buco nel muro, a forma di cuore, che lasciava intravvedere la faccia dolente di una Madonna: si diceva che il muratore non era riuscito a turare quel buco, i mattoni cadevano sempre: tanto che l'aveva dovuto lasciare aperto. (p. 32)  *​{{NDR|Sulla [[La Baronata|Baronata]]}} Ricordo che una ventina d'anni fa fu qui [[Riccardo Bacchelli]] per una conferenza; e volle vedere — non l'aveva mai visto, nemmeno in fotografia — quel parco e quella casa dove si svolge la prima parte del suo romanzo, «Il Diavolo al Pontelungo»: e andai io a fargli da guida. Girando per i viali e sotto i grandi alberi eravamo silenziosi e come sbigottiti tutti e due: lui di trovare così vasto dominio dove aveva immaginato cose assai più modeste; io di vedere quel parco, che nella memoria mi si era fatto sterminato, assai più ristretto nella realtà, ogni tanto si scorgeva tra il verde il muro che lo ricinge tutto: ingannati tutti e due, e delusi, lui dalla immaginazione, io dalla memoria: due «puissances trompeuses», a dirla con [[Blaise Pascal|Pascal]]... (p. 33) ==''Croci e rascane''== *Valle scabra e dura la [[Valle Verzasca|Verzasca]]... E se volessimo paragonare il Ticino a un frutto succoso, la Verzasca uscirebbe scabra e dura dal paragone, perché di quel frutto sarebbe il nòcciolo. Infatti è chiusa proprio nel cuore del Ticino, tra confini ticinesi. Da tutte le altre valli nostrane toccate, di qua o di là, per questo o quel passo, terra forestiera, non ticinese; in Verzasca invece, scavalcate pure tutte le montagne, sempre vi affacciate a un'altra valle nostrana, la Valmaggia o la Lavizzara a ponente, la Riviera o la Leventina a levante o a settentrione. (p. 27) *[[Mergoscia]]: altro problema. In bilico anche lui, questo villaggio, se appartenga alla Verzasca oppure no... Ci si arriva per una strada tutta sua, altissima sulla destra del fiume, una strada pittoresca e ardita, sospesa su precipizi burroni e spaccature vertiginose, stretta nella montagna, incisa nella viva roccia. Tutta per Mergoscia: dove termina, su [[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo|un sagrato]] che è una delle più care cose del nostro paese, così aperto intimo e solatio, d'una così piena e remota pace, d'una veduta così larga e raccolta! (p. 28) *Il campanile, – che portava, ancor non è molto, le bandiere della Svizzera e degli Stati Uniti, croce e stelle, a ricordare quanta gente è andata oltre Oceano a cercar fortuna – è legato alla chiesa {{NDR|[[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo|dei Santi Carpoforo e Gottardo]]}} da un portichetto gentile, la piazzetta è chiusa a monte dalla facciata celeste della canonica: si direbbe che il mondo finisca qui, in una pace stanca e felice. (p. 28) *Ma proprio allora, dalla strada che scende un poco, verdolina e fresca, appare in alto Mergoscia: un formicolio di case e stalle sventagliato e disteso come un lenzuolo grigio macchiato sulla vasta spalla del monte: un formicolio di casette grige e bianche, logge e altane, e le finestrelle col collarino bianco che guardano curiose, la chiesa e la canonica celeste intorno al sagrato alto come un balcone al sole; e, dietro la chiesa, il camposanto anche più pieno di pace, di stanchezza che finalmente riposa sotto le umili croci sbilenche. Certo Mergoscia fa parte della Verzasca [...]. (p. 29) *Passato il ponte della Porta, di [[Vogorno]] non si vedono che poche case: il grosso è più in alto, sui terrazzi del monte. È il primo villaggio della valle, ed è rimasto il più arcaico, per via appunto della sua situazione, lontano dalla strada e da frequenti contatti; e del resto Vogorno è tutto impigliato, con le sue vaste frazioni, fra il fitto reticolato dei vigneti, tutto il piede del Pizzo di Vogorno è vestito di verde, di campetti sostenuti da muri a secco, patate, granturco fagiuoli e viti. (p. 32) *Da Vogorno si comincia a scorgere, in cima a un cono sulla destra del fiume, il più gentile villaggio della Verzasca, [[Corippo]]: una cascatella triangolare di gremitissime case grigie e di tetti neri addosso alla chiesa, che contiene l'urto mettendosi di traverso. (p. 33) *Poco dopo Corippo, la valle muta aspetto, fin lì [[Verzasca (fiume)|il fiume]] è invisibile, celato nelle gole profonde, nella stretta spaccatura che incide profondamente il fondo della valle; il fiume non rappresenta nessuna parte nella vita dei paesani di Vogorno, contadini vignaiuoli ma non pescatori. Di qui innanzi invece il fiume affiora, s'accompagna alla strada, fruscia con le sue pulitissime acque sulla roccia pulita, scorre nelle lunghe cune parallele scavate nella vena della roccia che corre nel senso del fiume. Così lo si vede a Lavertezzo, sotto l'arco del vecchio ponte [...]. (p. 34) *A proposito della sullodata commissione, bastano pochi passi per incontrare una veramente inaspettata belluria, nata con l'attivo suo consenso: il bocciodromo di [[Cavergno]], lì candido e gonfio, come un paracadute venuto a posarsi accanto alle case con tutti i necessari crismi ufficiali. (''Lo strazio di Bignasco'')<ref name="Guida">Citato in Osservatorio culturale del Cantone Ticino, ''[https://map.geo.ti.ch/s/guida_letteraria Guida letteraria della Svizzera italiana]'', ''ti.ch''.</ref> *Anche il grotto Maimorire (bel nome per un posto così), ad Avegno, manda i suoi alberi fin sull'orlo della strada: in mezzo alle sue casupole, tra i tavoli, è venuto a piantarsi fieramente un macigno: l'han lasciato stare e gli han messo in groppo una cappellina deliziosa, tutta spirito e bei colori. (''La Valmaggia'')<ref name="Guida" /> *{{NDR|Su [[Terre di Pedemonte]]}} Sotto quelle rupestri montagne, – che devon caricarsi di calore e poi irradiarlo, come radiatori – i tre villaggi, Tegna, Verscio Cavigliano, sono amorosamente disposti e adagiati, davanti alla fertilissima campagna rigata di diritte strade e di lunghi filari di vigna, campagna che fu detta "armidica" da una poetessa danese del Settecento, e che merita bene, per la dolcezza dei suoi fichi settembrini e la bontà del vino, il nome gemello a quello del Piemonte. (''Centovalli e Onsernone'')<ref name="Guida" /> ==''Passeggiate locarnesi''== *A voler introdurre un ignaro alla conoscenza di [[Locarno]] e della [[Distretto di Locarno|sua regione]], sarebbe ottimo mezzo l'aeroplano: scavalcando da sud le montagne del Gambarogno, ecco che di colpo gli si spiegherebbe sotto gli occhi l'ampia conca dove posa la città, adagiata sulla sponda del lago e inerpicata sulla collina: gran sfascio bianco e rosa di case, con il polverio più rado che ramificandosi tra il verde la congiunge a borghi e villaggi circostanti. (p. 9) *​Ma sarebbero discorsi troppo lunghi, per farli su per aria; semmai si vorrebbero dipanare con agio seduti al tavolino d'un caffè in Piazza Grande: che è una delle belle invenzioni locarnesi, con la sua curva che rievoca la presenza dell'acqua dove le modeste e armoniose case vorrebbero ancora specchiarsi; spettacolo tanto più seducente in quanto minacciato da una fine ormai imminente: poiché s'è dileguata quell'amabile indolenza, quella ripostata pigrizia contemplativa che era uno degli aspetti più seducenti del carattere locarnese [...]. (p. 10) *{{NDR|Il [[lago Maggiore]]}} chi lo veda per la prima volta, non può sottrarsi al suo incanto, tra l'ampiezza della veduta e il giuoco delle montagne che si scostano e gli fanno largo perché possa allungarsi e distendere e correre verso la pianura, segnando il confine tra Lombardia e Piemonte; e davvero si direbbe che le montagne giuochino a strozzarlo e a fargli strada tra il lento [[Monte Tamaro|Tamaro]], il Gambarogno e il [[Monte Limidario|Ghiridone]] gobbo e roccioso, cariato come le rupi nei fondi di [[Leonardo da Vinci|Leonardo]]. (pp. 15-16) *​[...] il cuore si ferma più persuaso sul capo del lago, da sempre conosciuto e amato. Indugia sull'amabile strada che lo costeggia, da Locarno fino a Mappo, dal cittadino lungolago passando per Rivapiana e sotto le storiche ville ottocentesche, la Verbanella del [[Angelo Brofferio|Brofferio]], la [[La Baronata|Baronata]] del [[Riccardo Bacchelli|bacchelliano]] [[Michail Bakunin|Bakunin]].<br>Da quella stradetta si gode in tutta la sua bellezza la veduta del lago, in una sicura calma che solo qualche sperduta automobile o il campanello di una bicicletta per un attimo riescono a turbare. È una strada che segue il capriccio della riva, costeggia assidua l'acqua, senza rettifili, senza impazienze: come è giusto quando si va a far quattro passi, un'ora di distensione. (pp. 17-18) *Le vallate del Ticino superiore, giù dalla catena delle Alpi, scaricano le loro acque nel lago Maggiore; di questi corsi d'acqua il più violento, la [[Maggia (fiume)|Maggia]], nei millenni ha portato terra e sabbia abbastanza da formare un ampio delta: la lingua verde e piatta, che strozza il lago e definisce il quadrato golfo di Locarno. Oggi il delta è tagliato in due esattamente dagli argini che, diritti come un colpo di spada, imbrigliano i capricci dell'acqua (ormai innocuo ruscello, dopo che l'ingordigia di elettricità ne ha captato le alte sorgenti). (p. 19) *La Piazza di [[Ascona]] [...] allinea linearmente le sue colorite case a specchio dell'acqua, rivolte all'invito del lago [...] Ascona [...] è rivolta a ponente, al sole pomeridiano si scaldano come lucertole gli avventori dei tanti caffè che dilagano con i tavolini sulla piazza: quindi, se qui la gente si alza tardi, è verosimile che anche vada a letto meno presto... Il sole della sera, quando accende le facciate delle case di Ascona, sfiora di striscio i tetti di Locarno, il crepuscolo invade i portici della piazza, con il senso tranquillo della giornata finita. (p. 20) *Sopra Ascona affiorano le negre rocce del [[Monte Verità]], aridi dossi punteggiati dai tronchi d'argento delle betulle: luogo scelto, i primi del secolo, da alcuni naturisti che in quella solare solitudine intendevano vivere secondo la «loro» verità. (p. 21) *​Sopra Locarno, in bilico su un'erta rupe, sta un famoso santuario, la [[Santuario della Madonna del Sasso (Orselina)|Madonna del Sasso]], con il convento dei frati francescani: meta di devoti pellegrinaggi, e quasi segno di celeste assistenza sulla città. (p. 21) *A Roma pure si creò un grande pittore di Ascona, [[Giovanni Serodine]], forse il più alto seguace del [[Caravaggio]]; del padre suo, che a Roma era impresario, esiste accanto alla chiesa di Ascona [[Casa Serodine|la casa]], con la facciata stupendamente decorata di stucchi dal fratello del pittore; di questo nella chiesa si conservano tre bellissime tele. (p. 22) *[...] anche Ascona era difesa da ben quattro castelli, dei quali sopravvive poco più del nome; ma ancora sussiste l'absidiola romanica (con affreschi purtroppo ridipinti) della cappella del castello di San Materno. (p. 23) *La fama di [[Locarno]] ebbe un momento di intensità internazionale, quando nel 1925 i grandi di un'Europa stremata dalla grande guerra scelsero la regina del Verbano per sedersi attorno a un tavolo e trattare della sospirata pace suscitando luminose ma effimere speranze: Chamberlain Luther Vandevelde Benes Briand, in un clima di generale embrassons-nous, favorito da uno splendido sole autunnale: Locarno città della pace, il Patto di Locarno... Ma vedi caso, dopo una gita sul lago Briand e Stresemann si sedettero a berne un bicchiere e a ragionare da amici in un'osteria di Ascona. (p. 23) *Ma non soltanto artisti sono attirati da Ascona, molti ricchi industriali nordici vi posseggono ville quasi segrete, alle quali non si accede che per mezzo di ascensori nelle viscere della montagna: esposte al sole che raddoppia il calore riverberato dalle rocce; e Ascona possiede un piccolo aeroporto, dove si posano i velivoli privati di grandi industriali germanici, che qui vengono a distrarsi dalle fatiche e dagli affari, a distendersi al sole sulle terrazze dei tanti caffè della piazza. (p. 25) *Sopra Verdasio [...] un incantevole monte, Comino, ampio ondulato verde, costellato di stalle cascine casette, forse ci sta anche qualche vaccherella, ma non se ne sentiva il muggito, per il lieto fracasso della gente convenuta lassù per la Madonna di mezz'agosto. (p. 31) *Aurigeno: villaggio caro fra tutti, per esser patria del pittore [[Giovanni Antonio Vanoni|Vanoni]] e per i tanti ricordi di lui, per la bellezza della chiesa appartata {{NDR|[[Chiesa di San Bartolomeo (Maggia)|di San Bartolomeo]]}}, con i resti dell'ossario, la colonna di pietra in mezzo al sacrato, e la canonica, rosa sotto il nero tetto di piode: un complesso che al pittore [[Alexandre Cingria|Cingria]], che se ne intendeva, sembrava "le plus bel ensemble baroque" del nostro paese (cito a memoria); e su tutto la facciata della chiesa splendeva con il suo fondo rosa, le lesene chiare e i santi di stucco inseriti nelle nicchie. Come mi ricorda non la fragile memoria, ma un bel dipinto dell'amico Beretta, che mi diceva di averlo eseguito in compagnia del Cingria, appunto, nel lontano 1937. (p. 35) *​[...] a un certo punto, svoltando, ti scodella nell'ispida valletta dove nel Settecento spuntò un caro abbozzo, uno schizzo di [[Sacro Monte di Brissago|Sacro Monte]] al quale si giunge per un acciottolato punteggiato dalle cappelle della Via Crucis: una scena plastica, tre giudei e il Cristo portacroce fanno un balletto tondo in una cappelletta all'ombra di un gran campanile, poi la chiesa gentile, crema e rosa, e in fondo alla prospettiva un cappellone con i tre crocefissi: un impianto sapiente nella sua semplicità. Ma bisogna scoprirlo salendo dal basso, a rovescio non funziona. (p. 37) *​Festa sui monti di Lego, sole e allegria, polenta e stufato, canti e giuochi: effettivamente pareva di assistere alla fine di una civiltà [...]. Cos'era quel caro monte, proprio di questa stagione, che la gente ci veniva con le bestie scese dall'alpe e tutto era pieno di vita di gente e di vera e non clamorosa né effimera allegria, al delizioso sole di settembre. Allora tutto era pascolo e prato, attorno ai magri pianori dei casolari e sui pendii non un filo d'erba andava perduto e il bosco era rigorosamente costretto entro i suoi confini. Oggi sui prati di un tempo prosperano i roveti le felci le ginestre e le betulle, è un esercito che senza incontrar resistenza avanza e ne prende il posto. (pp. 38-39) *​Da Loco giù a Niva in fondo alla valle [...] ogni tanto il sentiero si slarga a dire che un tempo era importante strada, ingresso dell'[[Valle Onsernone|Onsernone]]. Quasi in fondo alla scesa, l'oratorio di San Giovanni Nepomuceno (che protegge dai pericoli dell'acqua, come rammentavano alcuni deliziosi quadrucci ex voto ormai scomparsi, disintegrati...). Impensata scoperta, lì accanto abita un eremita, un autentico anacoreta, un prete cattolico e zurighese intinto di orientalismi, ogni giorno celebra il rito ortodosso, nella chiesetta ha impiantato un'approssimativa iconostasi, tollerata dal mansueto curato [...]. (pp. 44-45) *{{NDR|Sul Bosco Isolino di Locarno}} Ma chi fa tanto di starci un poco e tranquillamente, godendo della frescura e alzando gli occhi dai neri tronchi alle chiome dei grandi alberi [...], – cari alberi generosi di pace, che frusciano a un fiato d'aria: ecco che il bosco gli apre suoi segreti incanti, tutto diventa bello e prezioso: la solitudine e il silenzio ventilato, le straducce sabbiose, quel tanto di affabile trascuratezza che induce alla confidenza, il senso di pace che gli alberi lascian cadere come un benefico dono. (p. 46) *Il villaggio di [[Indemini]], che si raggiunge dopo una discreta discesa, è singolarmente compatto e coerente, muri scabri di pietra rossiccia, un fitto groviglio di vicoletti androni portici e passaggi coperti, e infiniti ballatoi lobbie e balconi a godere il sole; il fondo delle straducce lastricate da sottili piode messe di taglio, non senza arte; e così le piode dei tetti, sfaldate e di poco spessore. Lo si direbbe un convento tibetano (a patto di non esser mai stati nel Tibet...), uno scenario traballante e pieno di sorprese, di mutamenti, fatto apposta per incantare gli stranieri amanti del Ticino pittoresco [...]. (pp. 48-49) *​Al monte di Calascio si arriva con meno di due ore sia dalla Pila che dalla Costa sopra Intragna: e merita ampiamente la poca fatica; sta sul colmo della montagna e concede la veduta dei primi villaggi, Auressio Loco Berzona, dell'Onsernone, e dietro le spoglie montagne, vaste nevi di misteriosi ghiacciai. Nell'aria vivace il profumo della polenta, rimestata con bel vigore da gente scamiciata, e un filo d'incenso dalla cappella dove la gente assiste alla messa.<br>Ci si arriva per antichi sentieri, passando per boschi monti e cascine, incontrando stalle che conoscono un opposto destino: alcune ormai sfasciate, tetti ridotti a fatiscenti travature, altre invece rinnovate e accuratamente rabberciate [...]. (pp. 50-51) *​La loquace folla componeva una scena pittoresca, tutto un brusio di allegri colori in quello scenario di tono alquanto livido, rocce a strapiombo e ripide pietraie e neve che aspetta il sole agostano per scomparire nello scuro laghetto d'Efra sopra Frasco in [[Valle Verzasca|Verzasca]]. Una piccola folla variopinta e assai varia, dai bambinelli portati su a cavalluccio, o diciamo meglio "in giòla", ai vegliardi che incautamente avevano affrontato e finalmente vinta la lunga e spesso malagevole salita. (p. 52) *​Così la sera, appena il sole s'è messo giù sotto la mansueta gobba del [[Monte Limidario|Ghiridone]]: quella vasta luce che si sventaglia e a poco a poco si rattrappisce, il cielo color carta da zucchero si fa a oriente di un giallo velato di verde, giallo limone, giallo affumicato, oro brunito, giù verso il fondo del lago è arancio intenso, tuorlo d'uovo. (p. 58) *​Le [[isole di Brissago]] nella nebbiolina cilestra d'un pomeriggio invernale, che strano effetto sorprenderle, romperne il silenzio sospeso. Già da lontano il profilo non è quello noto, gli alberi spogli e solenni, i grandi pioppi e tigli autoctoni, disegnano sul cielo pallido la minuta complicata ragna delle rame, trina infinitamente traforata, e il pallido sole la tinge di rosa, tiepido fiato che non tocca il cupo verde compatto delle piante troppo avare per spogliarsi del fogliame e quasi riescono troppo grevi in quel mondo scorporato, d'una lievità giapponese. (pp. 59-60) *​Dire [[Intragna (Centovalli)|Intragna]] è evocare di colpo l'immagine del campanile che corona così felicemente la brancatella di case nere in cima al greppo; un campanile meritatamente famoso, sia per l'altezza esorbitante che per l'eleganza delle forme che per la gloriosa ubicazione, alto nella luce a dominare il labirinto scuro delle viuzze che spartiscono appena le vecchie case strette insieme; e il campanile tira con sé l'idea del belvedere, dell'arioso e spazioso spettacolo che di lassù si potrebbe godere, l'incontro (sotto un groviglio di ponti antichi e moderni) della Melezza che scende dall'altipiano di Santa Maria Maggiore e dell'Isorno che sguscia fuori dalle cupe gole dell'Onsernone, e il loro placido ed errante cammino, per le feraci campagne pedemontane, verso la Maggia e la pace del lago. (p. 64) *​Ma in fatto di aerei punti di vista il campanile di Intragna ha trovato da qualche anno un temibile concorrente nella filovia che sale ripida verso le due frazioni della Pila e della Costa: una filovia che pur con tutte le possibili garanzie di solidità e di sicurezza ha il simpatico aspetto d'un impianto messo su da ragazzi ingegnosi; e salire non nella cabina di lusso, ma in quella delle merci e delle bestie, così bonaria e casereccia, dà l'impressione di un giuoco appunto, un giuoco appena un'ombra pericoloso: più che altro per insaporire meglio il piacere. Tutto si dimentica appena l'occhio, vincendo la lieve vertigine dell'altezza, spazia intorno, esplorando nella dondolante corsa la natura spalancata, libro aperto e illustrato di alberi cespugli greppi e del ghirigoro della viottola faticosa, costellata di cappelle; il borgo nero si stringe anche più intorno al campanile, si abbassa e sprofonda rapido, il campanile pare che si tiri dentro come le corna della chiocciola, umiliato e vinto. (pp. 64-65) *​Dopo una fuggevole volata sulle case della Pila che bevono il sole, sparse sul lene pendio tra prati e campetti, ecco che sotto l'occhio goloso si spalanca il valloncello che separa questa frazione da quella della Costa: una bellezza di forme minute tormentate capricciose, il lavoro immemoriale dei ghiacci e delle acque e la scalfittura superficiale dell'uomo che vi ha scritto i suoi sentieri erratici, e il mulino scoperchiato giù sull'acqua verde di cristallo e le cappelle colorate come code di gallo nell'ombra appena spolverata e schiarita di brina. (p. 65) *​La Costa offre subito il suo oratorio dalle forme gentilmente estrose con la incantevole collezione di ex voto popolareschi che rallegrano le pareti intorno alla porta, e l'ampia veduta: sia verso le Centovalli con le nere case di Rasa sul crinale nevato, sia verso oriente sul Pedemonte e il lago e la sagoma bianca e celeste del Camoghè; e un sole che fa cercare le viole ai piedi dei muretti a secco, e magari le chiocciole ben chiuse dietro la porta di calce. Scendendo a piedi si rivedono le cose di prima [...], si assapora passo passo la viottola costellata di cappelle che scendendo perde ogni gusto di fatica, semmai si insapora di un capriccio allegro rigirandosi come un serpe tra i cespugli e i vecchi castagni della china. (pp. 65-66) *​Il [[Gambarogno]], – per noi che lo vediamo da quest'altra sponda del lago, – è un paese remoto, silenzioso, quasi irreale. D'inverno nemmeno si può dire che lo vediamo, si vela e nasconde dietro una muraglia celestina di nebbia, come se andasse in letargo all'ombra della montagna; e solo di tanto in tanto, a dar segno di vita, su quell'ombra segreta si iscrive, candido e orizzontale, il pennacchio del trenino a vapore. Bisogna aspettare febbraio perché il sole alzandosi sfiori le rive, tocchi di striscio la punta d'un campanile, le case più accosto all'acqua, i terrazzi alti di Piazzogna e di Sant'Abbondio; mentre la luna alta d'inverno gli conferisce un aspetto misterioso, magicamente leggero, scorporato. (p. 69) *​Da ragazzi il Gambarogno ci stava sempre davanti agli occhi, nelle acquatiche giornate estive; e per me uno dei ricordi più vivi di quell'età è il colore della facciata della [[Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Gambarogno)|chiesa di Vira]]: rosea, d'un rosa caldo misto d'ocra, color polpa di melone, di pesca duracina stramatura. Rosea e barocca, la facciata di Vira era lì che si specchiava in bilico sull'orlo del lago; di sera, quando si faceva l'ultima nuotata e salici e pioppi si facevan neri e l'aria raffrescava, il sole di là batteva in pieno e cavava barbagli dalla facciata ritta come una favolosa conchiglia sull'acqua; le onde la rispecchiavano, blande, ce la portavano incontro [...]. (pp. 69-70) *​Ad [[Arcegno]], sui greppi e i prati già verdi e sbiancati dalle silenziose fiammelle dei crochi, casette e casucce son cresciute con l'improvvisa rapidità dei funghi a settembre; e anche tra le scure case antiche il progresso s'è insinuato con dolce prepotenza, tetti di tegole e intonaci civettuoli e tendine e scritte in dubitoso italiano. Ricordo una fotografia dall'aereo, di non tanti anni fa, di questo mirabile pugno di vecchie case: una meraviglia di ritmo, falde di piode disposte con giuoco esatto compatto attorno alla sottile spaccatura delle viuzze, di una stupenda autenticità e coerenza. (p. 72) *Il giorno che si allestirà il catalogo (non ufficiale) dei luoghi di casa nostra più favorevoli alla contemplazione, in capo alla lista bisognerà mettere il [[Chiesa dei Santi Abbondio e Andrea|sacrato di Sant'Abbondio]], che quella virtù possiede in grado eccellente. I vecchi ebbero mano assai felice scegliendo questo greppo, questo minimo poggio sul piede della montagna, a giusta distanza dal lago, per costruirvi la chiesa. (p. 78) *{{NDR|[[Mergoscia]]}} è villaggio infinitamente sparpagliato sulla spalla del monte che scende dal Madone, a vederlo da lontano è tutto un formicolio grigio di case casette casupole stalle logge altane, muri scabri e finestre orlate gentilmente di bianco, sbarrate come occhi curiosi; i muricciuoli assidui dei ronchi e dei campetti dicono che la fatica di chi lavora è molta, il sole batte forte su questa terra impennata e sassosa. La strada che conduce lassù è capricciosa, spericolata, o meglio ubbidisce docile alle pieghe della montagna, ponti arditi scavalcano precipizi che da ragazzi ci parevano senza fondo, si lasciavan cadere sassi contando i secondi, imbrogliandoci in calcoli che davano risultati vertiginosi [...]. (pp. 80-81) *{{NDR|Su Dunzio}} Ci si arriva da due parti, dal Pedemonte e dalla Valmaggia, e da entrambe le parti per solenni gradinate di pietra che alla romantica fantasia di [[Alexandre Cingria|Alessandro Cingria]] evocavano remote civiltà ciclopiche; e difatti un che di grandiosamente barbarico spira da queste opere che affermano l'autorità dell'uomo sulla natura. Sentimento che s'avverte con più energia quando il piede improvvisamente affonda nell'erba verdissima e fresca dei prati lassù, dove si perde la smilza traccia del sentiero: la natura si fa dolce, accoglie il viandante in un grembo materno, lo fascia di pace e di silenzio [...]. Eppure in quella compatta solitudine (non c'è camino che fumi, non campano di capra sperduta) si avverte con inquietudine che l'uomo è stranamente presente: tutto è netto preciso pulito, lustri i gradini delle viuzze tra i muretti a secco, le pergole grevi di ben formati grappoli, davanti alle case civili i cortiletti spazzati, i prati esattamente tosati [...]. (pp. 94-95) *​[...] poco ci vuole a raggiungere i millesettecento metri, a vincere cioè un dislivello di un chilometro e mezzo [...] così la rapidità dell'ascesa conferisce carattere quasi magico allo spalancarsi del mondo, al sorgere di quella stupefacente assemblea di montagne e picchi e vette che si alzano da tutte le parti, dalle rocce del Trosa lì da toccare allungando la mano, livide e scoscese, fino al candore del Basodino, al color di pesco del Monte Rosa [...]. Altro piacere, la facilità con cui ci si muove, da Colmanicchio alla Cimetta alla croce di [[Cardada]], dove meriggiano le bovine entro nuvole di mosche. (pp. 99-101) *​{{NDR|Sulle [[Centovalli (valle)|Centovalli]]}} Che proprio sian davvero cento, le valli e vallette, i burroni e le forre che solcano i due versanti di questa regione, non giurerei; ma parecchie sono certamente; e i greppi, le coste, i ripiani i promontori e le chine su cui si inerpicano o adagiano i villaggi e le frazioni: valle quanto mai accidentata e varia nel suo incessante giuocar di quinte alberate o scoscese, prati dirupi e selve, sia nel solco principale che nelle tante vallette che ricamano il versante meridionale, sotto le rocce imminenti del Ghiridone. (p. 102) *​[...] e quasi in cima all'ultima dura salita le case diroccate di Terra Vecchia, e le croci di ferro, nere sull'avorio abbagliante della chiesa: morte anche qui, ma tetra, di cose che non dovrebbero morire. (p. 103) *​Oppure da Palagnedra su verso la [[Rasa (Svizzera)|Rasa]], passando da quel pizzico di casette che è il casolare di Bordèi (e appena fuori l'abitato c'è un cimiterino d'una bellezza disarmata, commovente: un quadratino orlato d'un muretto a secco, un tavolo di pietra sbocconcellato, quattro croci di legno sepolte sotto l'erba alta, due lapidi moderne: una pace celeste, da far ambile la morte...). (p. 103) *​Su tra le solenni case della Rasa (grandiose addirittura, se si considera la posizione e la distanza e l'assenza di strade) l'odore non muta, anche se le case sono salde sotto i grandi tetti di piode. [...] ora la gente sarà attratta da quest'incantevole villaggio, adagiato con tanta grazia su una sella, con veduta da due parti, aperta luminosa ariosa. (pp. 103-104) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Piero Bianconi, ''Albero genealogico: cronache di emigranti'', Armando Dadò Editore, Locarno, 1985. *Piero Bianconi, ''Croci e rascane'', Armando Dadò Editore, Locarno, 1980 [1943]. *Piero Bianconi, ''Diario del rimorso: 1975-1977'', Armando Dadò Editore, Locarno, 1979. *Piero Bianconi, ''Il Mendrisiotto'', Società ticinese per la conservazione delle bellezze naturali ed artistiche, Lugano, 1946. *Piero Bianconi, ''Passeggiate locarnesi'', Pedrazzini editore, Locarno, 1979. *Piero Bianconi, ''Piero Bianconi'', in Pier Riccardo Frigeri (a cura di), ''C'è un solo villaggio nostro'', Edizioni Cenobio, Lugano, 1972. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bianconi, Piero}} [[Categoria:Insegnanti svizzeri]] [[Categoria:Scrittori svizzeri]] [[Categoria:Storici dell'arte svizzeri]] lyvvzza400ouwv4u3cjpbkhu24cmb1s 1409447 1409374 2026-04-04T09:11:41Z Spinoziano 2297 amplio e sistemo 1409447 wikitext text/x-wiki '''Piero Bianconi''' (1899 – 1984), docente, scrittore e storico dell'arte svizzero. ==Citazioni di Piero Bianconi== *A [[Riva San Vitale]], quando il riflesso bruno e corroso delle case s'impiglia e perde nei canneti della riva, quando il lago lascia posto a un ispido corridoio verde e un po' squallido (abitato com'è da remote storie brigantesche), uno capisce che s'entra in una specie d'atrio o d'anticamera, avverte un mutamento nella luce.​<ref>Da ''Il Mendrisiotto''; citato in Osservatorio culturale del Cantone Ticino, ''[https://map.geo.ti.ch/s/guida_letteraria Guida letteraria della Svizzera italiana]'', ''ti.ch''.</ref> *Su a Dunzio, su quell'aprico balcone che domina la bassa Valmaggia: bellissimo posto, ma (strano!) acquitrinoso, non solo in questa stagione che la cosa che meno manca è l'acqua; tanto che i piedi poco stanno asciutti, dopo qualche incauto passo.<ref>Da ''Diario del rimorso: 1975-1977''; citato in Osservatorio culturale del Cantone Ticino, ''[https://map.geo.ti.ch/s/guida_letteraria Guida letteraria della Svizzera italiana]'', ''ti.ch''.</ref> ==''Albero genealogico''== *Per vedere bene [[Mergoscia]] bisogna andarci dalla strada sua, dalla strada che è soltanto e tutta sua e si ferma sul sacrato gentile: dalla strada il villaggio appare tutto spiegato nelle sparse frazioni, nei casolari dispersi: tutto un formicolio di case e stalle sventagliate e distese come un lenzuolo grigio macchiato di chiaro sulla spalla del monte; un formicolio di case e casette, logge e altane, e le finestrelle che guardano curiose, orlate di bianco sul grigio scabro dei muri a secco: un villaggio curioso e curiosamente occhiuto, da sentirsi quasi impacciati sotto tanti occhi. (p. 15) *Mia madre mi portava spesso nel parlatorio del [[Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Locarno)|convento di Santa Caterina]] dove stava la zia e dove studiavano le mie due sorelle; era una stanza scura, i muri e le piastrelle del pavimento trasudavano umidità, c'era una enorme grata di ferro, doppia, che teneva quasi tutta una parete e dietro si intravvedeva una monaca nera, come un fantasma: erano lunghe conversazioni bisbigliate fitte fitte, intramezzate di sospiri e giaculatorie, mia madre stanca su una seggiola e dietro la grata non si vedeva che il bianco del soggòlo e delle mani della monaca.<br>Il portone dell'atrio non si apriva mai, si tirava un campanello e di lì a poco s'apriva lo sportello dietro un disco di latta a minuti forellini (come nei confessionali), dallo spioncino uscivano bisbigli e giaculatorie: «Sia lodato Gesù Cristo», diceva una voce attraverso i forellini; «E sempre sia lodato», rispondeva mia madre. Accanto alla porta c'era la ruota, un misterioso cilindro di legno lustro nel muro, girava su di sé, a un tratto s'apriva un vuoto, come un armadio scuro, se ne tiravano fuori maestà pagliettate d'oro, e agnus dei, e biscotti duri come sassi, pane di san Nicola; ma era più la roba che ci entrava, frutta per lo più, pesche e uva, il cilindro silenziosamente girava e la roba spariva, «Sia lodato Gesù Cristo...». (p. 95) *{{NDR|Sull'Istituto Sant'Eugenio}} Ma dei pochi ricordi di quello scuro e un po' tetro convento cappuccinesco, alcuni sono assai belli, ricordo con affetto l'insegnante di canto, si chiamava Gherardini, ci contagiava del suo generoso entusiasmo lirico, ci faceva cantare il ''Nabucco'', diceva che bisognava tirar dentro un metro cubo d'aria per allungare al massimo il patire: «che ne infonda al patiiiiiire al patire virtù...»: e noi ce la mettevamo tutta, beati. E così vari altri insegnanti, laici o clericali, e le suore: delle quali meglio mi si impresse nella memoria la mastodontica cuoca, che in caso di bisogno ci somministrava l'olio di ricino, panacea di tutti i mali: con una autorità tale che non ci dava nemmeno il tempo di ribellarci... (p. 130) ==''C'è un solo villaggio nostro''== *​Nato e cresciuto a [[Minusio]]; però fuori, in una zona appartata, remota, in una splendida plaga dove le poche case sparpagliate nel verde allora si potevano contare tutte sulle dita d'una mano, in vista del lago: per intenderci, sull'insenatura o diciamo golfo in cima al lago, vicino a Mappo. Una zona deserta, riparata, tiepida, ho sentito ripetere spesso che i geografi la considerano il posto più caldo della Svizzera: e infatti si specchiano in quel golfo alcune ville signorili, la Verbanella, la Roccabella, la [[La Baronata|Baronata]]... (p. 30) *​Nessuno allora abitava la Verbanella, coronata dai suoi merli neogotici e dall'arioso loggiato, come l'aveva fatta costruire [[Angelo Brofferio]] (in capo al lago mezzo elvetico mezzo piemontese); ma poi fu dissennatamente scoronata e dimezzata e ridotta a un mozzicone insignificante. Si guardava con un certo brivido un buco nel muro, a forma di cuore, che lasciava intravvedere la faccia dolente di una Madonna: si diceva che il muratore non era riuscito a turare quel buco, i mattoni cadevano sempre: tanto che l'aveva dovuto lasciare aperto. (p. 32)  *​{{NDR|Sulla [[La Baronata|Baronata]]}} Ricordo che una ventina d'anni fa fu qui [[Riccardo Bacchelli]] per una conferenza; e volle vedere — non l'aveva mai visto, nemmeno in fotografia — quel parco e quella casa dove si svolge la prima parte del suo romanzo, «Il Diavolo al Pontelungo»: e andai io a fargli da guida. Girando per i viali e sotto i grandi alberi eravamo silenziosi e come sbigottiti tutti e due: lui di trovare così vasto dominio dove aveva immaginato cose assai più modeste; io di vedere quel parco, che nella memoria mi si era fatto sterminato, assai più ristretto nella realtà, ogni tanto si scorgeva tra il verde il muro che lo ricinge tutto: ingannati tutti e due, e delusi, lui dalla immaginazione, io dalla memoria: due «puissances trompeuses», a dirla con [[Blaise Pascal|Pascal]]... (p. 33) ==''Croci e rascane''== *Valle scabra e dura la [[Valle Verzasca|Verzasca]]... E se volessimo paragonare il Ticino a un frutto succoso, la Verzasca uscirebbe scabra e dura dal paragone, perché di quel frutto sarebbe il nòcciolo. Infatti è chiusa proprio nel cuore del Ticino, tra confini ticinesi. Da tutte le altre valli nostrane toccate, di qua o di là, per questo o quel passo, terra forestiera, non ticinese; in Verzasca invece, scavalcate pure tutte le montagne, sempre vi affacciate a un'altra valle nostrana, la Valmaggia o la Lavizzara a ponente, la Riviera o la Leventina a levante o a settentrione. (p. 27) *[[Mergoscia]]: altro problema. In bilico anche lui, questo villaggio, se appartenga alla Verzasca oppure no... Ci si arriva per una strada tutta sua, altissima sulla destra del fiume, una strada pittoresca e ardita, sospesa su precipizi burroni e spaccature vertiginose, stretta nella montagna, incisa nella viva roccia. Tutta per Mergoscia: dove termina, su [[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo|un sagrato]] che è una delle più care cose del nostro paese, così aperto intimo e solatio, d'una così piena e remota pace, d'una veduta così larga e raccolta! (p. 28) *Il campanile, – che portava, ancor non è molto, le bandiere della Svizzera e degli Stati Uniti, croce e stelle, a ricordare quanta gente è andata oltre Oceano a cercar fortuna – è legato alla chiesa {{NDR|[[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo|dei Santi Carpoforo e Gottardo]]}} da un portichetto gentile, la piazzetta è chiusa a monte dalla facciata celeste della canonica: si direbbe che il mondo finisca qui, in una pace stanca e felice. (p. 28) *Ma proprio allora, dalla strada che scende un poco, verdolina e fresca, appare in alto Mergoscia: un formicolio di case e stalle sventagliato e disteso come un lenzuolo grigio macchiato sulla vasta spalla del monte: un formicolio di casette grige e bianche, logge e altane, e le finestrelle col collarino bianco che guardano curiose, la chiesa e la canonica celeste intorno al sagrato alto come un balcone al sole; e, dietro la chiesa, il camposanto anche più pieno di pace, di stanchezza che finalmente riposa sotto le umili croci sbilenche. Certo Mergoscia fa parte della Verzasca [...]. (p. 29) *Passato il ponte della Porta, di [[Vogorno]] non si vedono che poche case: il grosso è più in alto, sui terrazzi del monte. È il primo villaggio della valle, ed è rimasto il più arcaico, per via appunto della sua situazione, lontano dalla strada e da frequenti contatti; e del resto Vogorno è tutto impigliato, con le sue vaste frazioni, fra il fitto reticolato dei vigneti, tutto il piede del Pizzo di Vogorno è vestito di verde, di campetti sostenuti da muri a secco, patate, granturco fagiuoli e viti. (p. 32) *Da Vogorno si comincia a scorgere, in cima a un cono sulla destra del fiume, il più gentile villaggio della Verzasca, [[Corippo]]: una cascatella triangolare di gremitissime case grigie e di tetti neri addosso alla chiesa, che contiene l'urto mettendosi di traverso. (p. 33) *Poco dopo Corippo, la valle muta aspetto, fin lì [[Verzasca (fiume)|il fiume]] è invisibile, celato nelle gole profonde, nella stretta spaccatura che incide profondamente il fondo della valle; il fiume non rappresenta nessuna parte nella vita dei paesani di Vogorno, contadini vignaiuoli ma non pescatori. Di qui innanzi invece il fiume affiora, s'accompagna alla strada, fruscia con le sue pulitissime acque sulla roccia pulita, scorre nelle lunghe cune parallele scavate nella vena della roccia che corre nel senso del fiume. Così lo si vede a Lavertezzo, sotto l'arco del vecchio ponte [...]. (p. 34) *Vinta la salita, appare [[Brione Verzasca|Brione]], alla confluenza dell'Osola con la Verzasca. Quello che subito colpisce è il bianco vasto greto del fiume: non più incanalato nella roccia, ma capriccioso e prepotente tra i candidi ciottoli levigati. Il villaggio è rannicchiato, coi suoi prati e campi, nel triangolo tra le due acque, sotto il monte ripidissimo che torreggia: come se cercasse scampo dal fiume insidioso. Il monte, lacerato ai piedi dalle vaste ferite delle cave di granito, è così erto che impressiona; e si dice che la domestica di un curato, venuta qui dalle facili colline del Mendrisiotto, non osava entrare nella canonica, non poteva persuadersi che fosse possibile dormire sotto così minaccioso strapiombo di roccia. (p. 35) *Bisogna salire sui monti e sugli alpi della Verzasca per sentire anche la più scabra forza e la solenne grandezza della valle: sull'alpe di Giove, sopra Brione, sul passo d'Eva che mette a Maggia (strana presenza di vallette mitologiche). Le vallette son chiuse da vasti sassosi anfiteatri, le cascatelle disegnan raggi concentrici, vene bianche disposte a stecche di ventaglio, un ventaglio d'avorio sulla nuda pietra. (p. 35) *Sotto il passo c'è il laghetto d'Eva, occhio celeste orlato di verde e di fiori, di grigi massi e di cascine simili ai massi, che ripete i lenti taciti giuochi delle nubi estive e dorme lunghi sonni appannati dal gelo invernale. (p. 35) *La [[Vallemaggia|Valmaggia]] è tra le più ampie valli del Ticino, come conferma una probabile etimologia, "valle maggiore". Una vallata che si ramifica e si divide e suddivide come una mano: val di Campo e val di Bosco, val Bavona, val Lavizzara e val di Peccia: una gran mano dalle dita strambe e contorte, corse dalle vene azzurre dell'acqua che nasce sotto i passi alpini e le montagne che delimitano esattamente la Valmaggia e la congiungono con le valli finitime: Onsernone, Formazza, Bedretto, Leventina e Verzasca. Un solo fiume, la [[Rovana]], porta le sue infidissime acque d'oltre confine. (p. 39) *Esattamente chiusa nella sua vasta cerchia di alte montagne, la Valmaggia è chiusa anche allo sbocco: esce da una strozzatura fra due monti a [[Ponte Brolla|Pontebrolla]]. Porta stretta, avara, tanto che appena vi passi la strada: il fiume è costretto a nascondersi ancora una volta entro profonde gole, che l'infinita pazienza delle acque ha corroso bucate levigate ridotte a spugne cavernose e lisce. Rocce pallide, rocce dorate come il miele, striate di rosso: l'acqua vi ritrova il verde e l'azzurro intensissimo, la vaga trasparenza della nascita. (p. 40) *Spettacolo che si gode, sempre nuovo, lungo tutta la valle. Chi voglia goderlo anche meglio, piuttosto che da Pontebrolla, entri in valle dal monte di Dunzio, al quale si giunge salendo dalle terre di Pedemonte: balcone che sporge sulla valle, di faccia ad Avegno e Gordevio, incantevole belvedere. È bellissimo monte, casette linde sotto neri castagni, viottole limitate da infiniti muretti, e vigneti dappertutto, a pergolati, a toppie sui tetti delle stalle, a filari sui pendii: su tutto una pace celeste, un silenzio da favola. (p. 43) *Anche il grotto Maimorire (bel nome per un posto così), ad Avegno, manda i suoi alberi fin sull'orlo della strada: in mezzo alle sue casupole, tra i tavoli, è venuto a piantarsi fieramente un macigno: l'han lasciato stare e gli han messo in groppo una cappellina deliziosa, tutta spirito e bei colori. (p. 46) *La [[Val Bavona|Bavona]] è bellissima valle, che ripete in piccolo la Valmaggia: piatta e lunga come quella, tutta un succedersi di montagne disposte a quinte, e come quella sottomessa al fiume prepotente che scorrazza sul fondo seminato di sassi franati; e le ripide rupi inargentate di cascate e cascatelle: un alternarsi incessante di idilliaca pace e di spettacoli di violenza, col [[Basòdino|Basodino]] che sempre torreggia in fondo. (p. 47) *{{NDR|Su [[Terre di Pedemonte]]}} Sotto quelle rupestri montagne, – che devon caricarsi di calore e poi irradiarlo, come radiatori – i tre villaggi, Tegna, Verscio Cavigliano, sono amorosamente disposti e adagiati, davanti alla fertilissima campagna rigata di diritte strade e di lunghi filari di vigna, campagna che fu detta "armidica" da una poetessa danese del Settecento, e che merita bene, per la dolcezza dei suoi fichi settembrini e la bontà del vino, il nome gemello a quello del Piemonte. (p. 63) *A proposito della sullodata commissione, bastano pochi passi per incontrare una veramente inaspettata belluria, nata con l'attivo suo consenso: il bocciodromo di [[Cavergno]], lì candido e gonfio, come un paracadute venuto a posarsi accanto alle case con tutti i necessari crismi ufficiali. (p. 145) ==''Passeggiate locarnesi''== *A voler introdurre un ignaro alla conoscenza di [[Locarno]] e della [[Distretto di Locarno|sua regione]], sarebbe ottimo mezzo l'aeroplano: scavalcando da sud le montagne del Gambarogno, ecco che di colpo gli si spiegherebbe sotto gli occhi l'ampia conca dove posa la città, adagiata sulla sponda del lago e inerpicata sulla collina: gran sfascio bianco e rosa di case, con il polverio più rado che ramificandosi tra il verde la congiunge a borghi e villaggi circostanti. (p. 9) *​Ma sarebbero discorsi troppo lunghi, per farli su per aria; semmai si vorrebbero dipanare con agio seduti al tavolino d'un caffè in Piazza Grande: che è una delle belle invenzioni locarnesi, con la sua curva che rievoca la presenza dell'acqua dove le modeste e armoniose case vorrebbero ancora specchiarsi; spettacolo tanto più seducente in quanto minacciato da una fine ormai imminente: poiché s'è dileguata quell'amabile indolenza, quella ripostata pigrizia contemplativa che era uno degli aspetti più seducenti del carattere locarnese [...]. (p. 10) *{{NDR|Il [[lago Maggiore]]}} chi lo veda per la prima volta, non può sottrarsi al suo incanto, tra l'ampiezza della veduta e il giuoco delle montagne che si scostano e gli fanno largo perché possa allungarsi e distendere e correre verso la pianura, segnando il confine tra Lombardia e Piemonte; e davvero si direbbe che le montagne giuochino a strozzarlo e a fargli strada tra il lento [[Monte Tamaro|Tamaro]], il Gambarogno e il [[Monte Limidario|Ghiridone]] gobbo e roccioso, cariato come le rupi nei fondi di [[Leonardo da Vinci|Leonardo]]. (pp. 15-16) *​[...] il cuore si ferma più persuaso sul capo del lago, da sempre conosciuto e amato. Indugia sull'amabile strada che lo costeggia, da Locarno fino a Mappo, dal cittadino lungolago passando per Rivapiana e sotto le storiche ville ottocentesche, la Verbanella del [[Angelo Brofferio|Brofferio]], la [[La Baronata|Baronata]] del [[Riccardo Bacchelli|bacchelliano]] [[Michail Bakunin|Bakunin]].<br>Da quella stradetta si gode in tutta la sua bellezza la veduta del lago, in una sicura calma che solo qualche sperduta automobile o il campanello di una bicicletta per un attimo riescono a turbare. È una strada che segue il capriccio della riva, costeggia assidua l'acqua, senza rettifili, senza impazienze: come è giusto quando si va a far quattro passi, un'ora di distensione. (pp. 17-18) *Le vallate del Ticino superiore, giù dalla catena delle Alpi, scaricano le loro acque nel lago Maggiore; di questi corsi d'acqua il più violento, la [[Maggia (fiume)|Maggia]], nei millenni ha portato terra e sabbia abbastanza da formare un ampio delta: la lingua verde e piatta, che strozza il lago e definisce il quadrato golfo di Locarno. Oggi il delta è tagliato in due esattamente dagli argini che, diritti come un colpo di spada, imbrigliano i capricci dell'acqua (ormai innocuo ruscello, dopo che l'ingordigia di elettricità ne ha captato le alte sorgenti). (p. 19) *La Piazza di [[Ascona]] [...] allinea linearmente le sue colorite case a specchio dell'acqua, rivolte all'invito del lago [...] Ascona [...] è rivolta a ponente, al sole pomeridiano si scaldano come lucertole gli avventori dei tanti caffè che dilagano con i tavolini sulla piazza: quindi, se qui la gente si alza tardi, è verosimile che anche vada a letto meno presto... Il sole della sera, quando accende le facciate delle case di Ascona, sfiora di striscio i tetti di Locarno, il crepuscolo invade i portici della piazza, con il senso tranquillo della giornata finita. (p. 20) *Sopra Ascona affiorano le negre rocce del [[Monte Verità]], aridi dossi punteggiati dai tronchi d'argento delle betulle: luogo scelto, i primi del secolo, da alcuni naturisti che in quella solare solitudine intendevano vivere secondo la «loro» verità. (p. 21) *​Sopra Locarno, in bilico su un'erta rupe, sta un famoso santuario, la [[Santuario della Madonna del Sasso (Orselina)|Madonna del Sasso]], con il convento dei frati francescani: meta di devoti pellegrinaggi, e quasi segno di celeste assistenza sulla città. (p. 21) *A Roma pure si creò un grande pittore di Ascona, [[Giovanni Serodine]], forse il più alto seguace del [[Caravaggio]]; del padre suo, che a Roma era impresario, esiste accanto alla chiesa di Ascona [[Casa Serodine|la casa]], con la facciata stupendamente decorata di stucchi dal fratello del pittore; di questo nella chiesa si conservano tre bellissime tele. (p. 22) *[...] anche Ascona era difesa da ben quattro castelli, dei quali sopravvive poco più del nome; ma ancora sussiste l'absidiola romanica (con affreschi purtroppo ridipinti) della cappella del castello di San Materno. (p. 23) *La fama di [[Locarno]] ebbe un momento di intensità internazionale, quando nel 1925 i grandi di un'Europa stremata dalla grande guerra scelsero la regina del Verbano per sedersi attorno a un tavolo e trattare della sospirata pace suscitando luminose ma effimere speranze: Chamberlain Luther Vandevelde Benes Briand, in un clima di generale embrassons-nous, favorito da uno splendido sole autunnale: Locarno città della pace, il Patto di Locarno... Ma vedi caso, dopo una gita sul lago Briand e Stresemann si sedettero a berne un bicchiere e a ragionare da amici in un'osteria di Ascona. (p. 23) *Ma non soltanto artisti sono attirati da Ascona, molti ricchi industriali nordici vi posseggono ville quasi segrete, alle quali non si accede che per mezzo di ascensori nelle viscere della montagna: esposte al sole che raddoppia il calore riverberato dalle rocce; e Ascona possiede un piccolo aeroporto, dove si posano i velivoli privati di grandi industriali germanici, che qui vengono a distrarsi dalle fatiche e dagli affari, a distendersi al sole sulle terrazze dei tanti caffè della piazza. (p. 25) *Sopra Verdasio [...] un incantevole monte, Comino, ampio ondulato verde, costellato di stalle cascine casette, forse ci sta anche qualche vaccherella, ma non se ne sentiva il muggito, per il lieto fracasso della gente convenuta lassù per la Madonna di mezz'agosto. (p. 31) *Aurigeno: villaggio caro fra tutti, per esser patria del pittore [[Giovanni Antonio Vanoni|Vanoni]] e per i tanti ricordi di lui, per la bellezza della chiesa appartata {{NDR|[[Chiesa di San Bartolomeo (Maggia)|di San Bartolomeo]]}}, con i resti dell'ossario, la colonna di pietra in mezzo al sacrato, e la canonica, rosa sotto il nero tetto di piode: un complesso che al pittore [[Alexandre Cingria|Cingria]], che se ne intendeva, sembrava "le plus bel ensemble baroque" del nostro paese (cito a memoria); e su tutto la facciata della chiesa splendeva con il suo fondo rosa, le lesene chiare e i santi di stucco inseriti nelle nicchie. Come mi ricorda non la fragile memoria, ma un bel dipinto dell'amico Beretta, che mi diceva di averlo eseguito in compagnia del Cingria, appunto, nel lontano 1937. (p. 35) *​[...] a un certo punto, svoltando, ti scodella nell'ispida valletta dove nel Settecento spuntò un caro abbozzo, uno schizzo di [[Sacro Monte di Brissago|Sacro Monte]] al quale si giunge per un acciottolato punteggiato dalle cappelle della Via Crucis: una scena plastica, tre giudei e il Cristo portacroce fanno un balletto tondo in una cappelletta all'ombra di un gran campanile, poi la chiesa gentile, crema e rosa, e in fondo alla prospettiva un cappellone con i tre crocefissi: un impianto sapiente nella sua semplicità. Ma bisogna scoprirlo salendo dal basso, a rovescio non funziona. (p. 37) *​Festa sui monti di Lego, sole e allegria, polenta e stufato, canti e giuochi: effettivamente pareva di assistere alla fine di una civiltà [...]. Cos'era quel caro monte, proprio di questa stagione, che la gente ci veniva con le bestie scese dall'alpe e tutto era pieno di vita di gente e di vera e non clamorosa né effimera allegria, al delizioso sole di settembre. Allora tutto era pascolo e prato, attorno ai magri pianori dei casolari e sui pendii non un filo d'erba andava perduto e il bosco era rigorosamente costretto entro i suoi confini. Oggi sui prati di un tempo prosperano i roveti le felci le ginestre e le betulle, è un esercito che senza incontrar resistenza avanza e ne prende il posto. (pp. 38-39) *​Da Loco giù a Niva in fondo alla valle [...] ogni tanto il sentiero si slarga a dire che un tempo era importante strada, ingresso dell'[[Valle Onsernone|Onsernone]]. Quasi in fondo alla scesa, l'oratorio di San Giovanni Nepomuceno (che protegge dai pericoli dell'acqua, come rammentavano alcuni deliziosi quadrucci ex voto ormai scomparsi, disintegrati...). Impensata scoperta, lì accanto abita un eremita, un autentico anacoreta, un prete cattolico e zurighese intinto di orientalismi, ogni giorno celebra il rito ortodosso, nella chiesetta ha impiantato un'approssimativa iconostasi, tollerata dal mansueto curato [...]. (pp. 44-45) *{{NDR|Sul Bosco Isolino di Locarno}} Ma chi fa tanto di starci un poco e tranquillamente, godendo della frescura e alzando gli occhi dai neri tronchi alle chiome dei grandi alberi [...], – cari alberi generosi di pace, che frusciano a un fiato d'aria: ecco che il bosco gli apre suoi segreti incanti, tutto diventa bello e prezioso: la solitudine e il silenzio ventilato, le straducce sabbiose, quel tanto di affabile trascuratezza che induce alla confidenza, il senso di pace che gli alberi lascian cadere come un benefico dono. (p. 46) *Il villaggio di [[Indemini]], che si raggiunge dopo una discreta discesa, è singolarmente compatto e coerente, muri scabri di pietra rossiccia, un fitto groviglio di vicoletti androni portici e passaggi coperti, e infiniti ballatoi lobbie e balconi a godere il sole; il fondo delle straducce lastricate da sottili piode messe di taglio, non senza arte; e così le piode dei tetti, sfaldate e di poco spessore. Lo si direbbe un convento tibetano (a patto di non esser mai stati nel Tibet...), uno scenario traballante e pieno di sorprese, di mutamenti, fatto apposta per incantare gli stranieri amanti del Ticino pittoresco [...]. (pp. 48-49) *​Al monte di Calascio si arriva con meno di due ore sia dalla Pila che dalla Costa sopra Intragna: e merita ampiamente la poca fatica; sta sul colmo della montagna e concede la veduta dei primi villaggi, Auressio Loco Berzona, dell'Onsernone, e dietro le spoglie montagne, vaste nevi di misteriosi ghiacciai. Nell'aria vivace il profumo della polenta, rimestata con bel vigore da gente scamiciata, e un filo d'incenso dalla cappella dove la gente assiste alla messa.<br>Ci si arriva per antichi sentieri, passando per boschi monti e cascine, incontrando stalle che conoscono un opposto destino: alcune ormai sfasciate, tetti ridotti a fatiscenti travature, altre invece rinnovate e accuratamente rabberciate [...]. (pp. 50-51) *​La loquace folla componeva una scena pittoresca, tutto un brusio di allegri colori in quello scenario di tono alquanto livido, rocce a strapiombo e ripide pietraie e neve che aspetta il sole agostano per scomparire nello scuro laghetto d'Efra sopra Frasco in [[Valle Verzasca|Verzasca]]. Una piccola folla variopinta e assai varia, dai bambinelli portati su a cavalluccio, o diciamo meglio "in giòla", ai vegliardi che incautamente avevano affrontato e finalmente vinta la lunga e spesso malagevole salita. (p. 52) *​Così la sera, appena il sole s'è messo giù sotto la mansueta gobba del [[Monte Limidario|Ghiridone]]: quella vasta luce che si sventaglia e a poco a poco si rattrappisce, il cielo color carta da zucchero si fa a oriente di un giallo velato di verde, giallo limone, giallo affumicato, oro brunito, giù verso il fondo del lago è arancio intenso, tuorlo d'uovo. (p. 58) *​Le [[isole di Brissago]] nella nebbiolina cilestra d'un pomeriggio invernale, che strano effetto sorprenderle, romperne il silenzio sospeso. Già da lontano il profilo non è quello noto, gli alberi spogli e solenni, i grandi pioppi e tigli autoctoni, disegnano sul cielo pallido la minuta complicata ragna delle rame, trina infinitamente traforata, e il pallido sole la tinge di rosa, tiepido fiato che non tocca il cupo verde compatto delle piante troppo avare per spogliarsi del fogliame e quasi riescono troppo grevi in quel mondo scorporato, d'una lievità giapponese. (pp. 59-60) *​Dire [[Intragna (Centovalli)|Intragna]] è evocare di colpo l'immagine del campanile che corona così felicemente la brancatella di case nere in cima al greppo; un campanile meritatamente famoso, sia per l'altezza esorbitante che per l'eleganza delle forme che per la gloriosa ubicazione, alto nella luce a dominare il labirinto scuro delle viuzze che spartiscono appena le vecchie case strette insieme; e il campanile tira con sé l'idea del belvedere, dell'arioso e spazioso spettacolo che di lassù si potrebbe godere, l'incontro (sotto un groviglio di ponti antichi e moderni) della Melezza che scende dall'altipiano di Santa Maria Maggiore e dell'Isorno che sguscia fuori dalle cupe gole dell'Onsernone, e il loro placido ed errante cammino, per le feraci campagne pedemontane, verso la Maggia e la pace del lago. (p. 64) *​Ma in fatto di aerei punti di vista il campanile di Intragna ha trovato da qualche anno un temibile concorrente nella filovia che sale ripida verso le due frazioni della Pila e della Costa: una filovia che pur con tutte le possibili garanzie di solidità e di sicurezza ha il simpatico aspetto d'un impianto messo su da ragazzi ingegnosi; e salire non nella cabina di lusso, ma in quella delle merci e delle bestie, così bonaria e casereccia, dà l'impressione di un giuoco appunto, un giuoco appena un'ombra pericoloso: più che altro per insaporire meglio il piacere. Tutto si dimentica appena l'occhio, vincendo la lieve vertigine dell'altezza, spazia intorno, esplorando nella dondolante corsa la natura spalancata, libro aperto e illustrato di alberi cespugli greppi e del ghirigoro della viottola faticosa, costellata di cappelle; il borgo nero si stringe anche più intorno al campanile, si abbassa e sprofonda rapido, il campanile pare che si tiri dentro come le corna della chiocciola, umiliato e vinto. (pp. 64-65) *​Dopo una fuggevole volata sulle case della Pila che bevono il sole, sparse sul lene pendio tra prati e campetti, ecco che sotto l'occhio goloso si spalanca il valloncello che separa questa frazione da quella della Costa: una bellezza di forme minute tormentate capricciose, il lavoro immemoriale dei ghiacci e delle acque e la scalfittura superficiale dell'uomo che vi ha scritto i suoi sentieri erratici, e il mulino scoperchiato giù sull'acqua verde di cristallo e le cappelle colorate come code di gallo nell'ombra appena spolverata e schiarita di brina. (p. 65) *​La Costa offre subito il suo oratorio dalle forme gentilmente estrose con la incantevole collezione di ex voto popolareschi che rallegrano le pareti intorno alla porta, e l'ampia veduta: sia verso le Centovalli con le nere case di Rasa sul crinale nevato, sia verso oriente sul Pedemonte e il lago e la sagoma bianca e celeste del Camoghè; e un sole che fa cercare le viole ai piedi dei muretti a secco, e magari le chiocciole ben chiuse dietro la porta di calce. Scendendo a piedi si rivedono le cose di prima [...], si assapora passo passo la viottola costellata di cappelle che scendendo perde ogni gusto di fatica, semmai si insapora di un capriccio allegro rigirandosi come un serpe tra i cespugli e i vecchi castagni della china. (pp. 65-66) *​Il [[Gambarogno]], – per noi che lo vediamo da quest'altra sponda del lago, – è un paese remoto, silenzioso, quasi irreale. D'inverno nemmeno si può dire che lo vediamo, si vela e nasconde dietro una muraglia celestina di nebbia, come se andasse in letargo all'ombra della montagna; e solo di tanto in tanto, a dar segno di vita, su quell'ombra segreta si iscrive, candido e orizzontale, il pennacchio del trenino a vapore. Bisogna aspettare febbraio perché il sole alzandosi sfiori le rive, tocchi di striscio la punta d'un campanile, le case più accosto all'acqua, i terrazzi alti di Piazzogna e di Sant'Abbondio; mentre la luna alta d'inverno gli conferisce un aspetto misterioso, magicamente leggero, scorporato. (p. 69) *​Da ragazzi il Gambarogno ci stava sempre davanti agli occhi, nelle acquatiche giornate estive; e per me uno dei ricordi più vivi di quell'età è il colore della facciata della [[Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Gambarogno)|chiesa di Vira]]: rosea, d'un rosa caldo misto d'ocra, color polpa di melone, di pesca duracina stramatura. Rosea e barocca, la facciata di Vira era lì che si specchiava in bilico sull'orlo del lago; di sera, quando si faceva l'ultima nuotata e salici e pioppi si facevan neri e l'aria raffrescava, il sole di là batteva in pieno e cavava barbagli dalla facciata ritta come una favolosa conchiglia sull'acqua; le onde la rispecchiavano, blande, ce la portavano incontro [...]. (pp. 69-70) *​Ad [[Arcegno]], sui greppi e i prati già verdi e sbiancati dalle silenziose fiammelle dei crochi, casette e casucce son cresciute con l'improvvisa rapidità dei funghi a settembre; e anche tra le scure case antiche il progresso s'è insinuato con dolce prepotenza, tetti di tegole e intonaci civettuoli e tendine e scritte in dubitoso italiano. Ricordo una fotografia dall'aereo, di non tanti anni fa, di questo mirabile pugno di vecchie case: una meraviglia di ritmo, falde di piode disposte con giuoco esatto compatto attorno alla sottile spaccatura delle viuzze, di una stupenda autenticità e coerenza. (p. 72) *Il giorno che si allestirà il catalogo (non ufficiale) dei luoghi di casa nostra più favorevoli alla contemplazione, in capo alla lista bisognerà mettere il [[Chiesa dei Santi Abbondio e Andrea|sacrato di Sant'Abbondio]], che quella virtù possiede in grado eccellente. I vecchi ebbero mano assai felice scegliendo questo greppo, questo minimo poggio sul piede della montagna, a giusta distanza dal lago, per costruirvi la chiesa. (p. 78) *{{NDR|[[Mergoscia]]}} è villaggio infinitamente sparpagliato sulla spalla del monte che scende dal Madone, a vederlo da lontano è tutto un formicolio grigio di case casette casupole stalle logge altane, muri scabri e finestre orlate gentilmente di bianco, sbarrate come occhi curiosi; i muricciuoli assidui dei ronchi e dei campetti dicono che la fatica di chi lavora è molta, il sole batte forte su questa terra impennata e sassosa. La strada che conduce lassù è capricciosa, spericolata, o meglio ubbidisce docile alle pieghe della montagna, ponti arditi scavalcano precipizi che da ragazzi ci parevano senza fondo, si lasciavan cadere sassi contando i secondi, imbrogliandoci in calcoli che davano risultati vertiginosi [...]. (pp. 80-81) *{{NDR|Su Dunzio}} Ci si arriva da due parti, dal Pedemonte e dalla Valmaggia, e da entrambe le parti per solenni gradinate di pietra che alla romantica fantasia di [[Alexandre Cingria|Alessandro Cingria]] evocavano remote civiltà ciclopiche; e difatti un che di grandiosamente barbarico spira da queste opere che affermano l'autorità dell'uomo sulla natura. Sentimento che s'avverte con più energia quando il piede improvvisamente affonda nell'erba verdissima e fresca dei prati lassù, dove si perde la smilza traccia del sentiero: la natura si fa dolce, accoglie il viandante in un grembo materno, lo fascia di pace e di silenzio [...]. Eppure in quella compatta solitudine (non c'è camino che fumi, non campano di capra sperduta) si avverte con inquietudine che l'uomo è stranamente presente: tutto è netto preciso pulito, lustri i gradini delle viuzze tra i muretti a secco, le pergole grevi di ben formati grappoli, davanti alle case civili i cortiletti spazzati, i prati esattamente tosati [...]. (pp. 94-95) *​[...] poco ci vuole a raggiungere i millesettecento metri, a vincere cioè un dislivello di un chilometro e mezzo [...] così la rapidità dell'ascesa conferisce carattere quasi magico allo spalancarsi del mondo, al sorgere di quella stupefacente assemblea di montagne e picchi e vette che si alzano da tutte le parti, dalle rocce del Trosa lì da toccare allungando la mano, livide e scoscese, fino al candore del Basodino, al color di pesco del Monte Rosa [...]. Altro piacere, la facilità con cui ci si muove, da Colmanicchio alla Cimetta alla croce di [[Cardada]], dove meriggiano le bovine entro nuvole di mosche. (pp. 99-101) *​{{NDR|Sulle [[Centovalli (valle)|Centovalli]]}} Che proprio sian davvero cento, le valli e vallette, i burroni e le forre che solcano i due versanti di questa regione, non giurerei; ma parecchie sono certamente; e i greppi, le coste, i ripiani i promontori e le chine su cui si inerpicano o adagiano i villaggi e le frazioni: valle quanto mai accidentata e varia nel suo incessante giuocar di quinte alberate o scoscese, prati dirupi e selve, sia nel solco principale che nelle tante vallette che ricamano il versante meridionale, sotto le rocce imminenti del Ghiridone. (p. 102) *​[...] e quasi in cima all'ultima dura salita le case diroccate di Terra Vecchia, e le croci di ferro, nere sull'avorio abbagliante della chiesa: morte anche qui, ma tetra, di cose che non dovrebbero morire. (p. 103) *​Oppure da Palagnedra su verso la [[Rasa (Svizzera)|Rasa]], passando da quel pizzico di casette che è il casolare di Bordèi (e appena fuori l'abitato c'è un cimiterino d'una bellezza disarmata, commovente: un quadratino orlato d'un muretto a secco, un tavolo di pietra sbocconcellato, quattro croci di legno sepolte sotto l'erba alta, due lapidi moderne: una pace celeste, da far ambile la morte...). (p. 103) *​Su tra le solenni case della Rasa (grandiose addirittura, se si considera la posizione e la distanza e l'assenza di strade) l'odore non muta, anche se le case sono salde sotto i grandi tetti di piode. [...] ora la gente sarà attratta da quest'incantevole villaggio, adagiato con tanta grazia su una sella, con veduta da due parti, aperta luminosa ariosa. (pp. 103-104) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Piero Bianconi, ''Albero genealogico: cronache di emigranti'', Armando Dadò Editore, Locarno, 1985. *Piero Bianconi, ''Croci e rascane'', Armando Dadò Editore, Locarno, 1980 [1943]. *Piero Bianconi, ''Diario del rimorso: 1975-1977'', Armando Dadò Editore, Locarno, 1979. *Piero Bianconi, ''Il Mendrisiotto'', Società ticinese per la conservazione delle bellezze naturali ed artistiche, Lugano, 1946. *Piero Bianconi, ''Passeggiate locarnesi'', Pedrazzini editore, Locarno, 1979. *Piero Bianconi, ''Piero Bianconi'', in Pier Riccardo Frigeri (a cura di), ''C'è un solo villaggio nostro'', Edizioni Cenobio, Lugano, 1972. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bianconi, Piero}} [[Categoria:Insegnanti svizzeri]] [[Categoria:Scrittori svizzeri]] [[Categoria:Storici dell'arte svizzeri]] ahfsh5hqrlirox6r6yc252wig7jvsp3 1409468 1409447 2026-04-04T11:48:04Z Spinoziano 2297 amplio 1409468 wikitext text/x-wiki '''Piero Bianconi''' (1899 – 1984), docente, scrittore e storico dell'arte svizzero. ==Citazioni di Piero Bianconi== *A [[Riva San Vitale]], quando il riflesso bruno e corroso delle case s'impiglia e perde nei canneti della riva, quando il lago lascia posto a un ispido corridoio verde e un po' squallido (abitato com'è da remote storie brigantesche), uno capisce che s'entra in una specie d'atrio o d'anticamera, avverte un mutamento nella luce.​<ref>Da ''Il Mendrisiotto''; citato in Osservatorio culturale del Cantone Ticino, ''[https://map.geo.ti.ch/s/guida_letteraria Guida letteraria della Svizzera italiana]'', ''ti.ch''.</ref> *Su a Dunzio, su quell'aprico balcone che domina la bassa Valmaggia: bellissimo posto, ma (strano!) acquitrinoso, non solo in questa stagione che la cosa che meno manca è l'acqua; tanto che i piedi poco stanno asciutti, dopo qualche incauto passo.<ref>Da ''Diario del rimorso: 1975-1977''; citato in Osservatorio culturale del Cantone Ticino, ''[https://map.geo.ti.ch/s/guida_letteraria Guida letteraria della Svizzera italiana]'', ''ti.ch''.</ref> ==''Albero genealogico''== *Per vedere bene [[Mergoscia]] bisogna andarci dalla strada sua, dalla strada che è soltanto e tutta sua e si ferma sul sacrato gentile: dalla strada il villaggio appare tutto spiegato nelle sparse frazioni, nei casolari dispersi: tutto un formicolio di case e stalle sventagliate e distese come un lenzuolo grigio macchiato di chiaro sulla spalla del monte; un formicolio di case e casette, logge e altane, e le finestrelle che guardano curiose, orlate di bianco sul grigio scabro dei muri a secco: un villaggio curioso e curiosamente occhiuto, da sentirsi quasi impacciati sotto tanti occhi. (p. 15) *Mia madre mi portava spesso nel parlatorio del [[Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Locarno)|convento di Santa Caterina]] dove stava la zia e dove studiavano le mie due sorelle; era una stanza scura, i muri e le piastrelle del pavimento trasudavano umidità, c'era una enorme grata di ferro, doppia, che teneva quasi tutta una parete e dietro si intravvedeva una monaca nera, come un fantasma: erano lunghe conversazioni bisbigliate fitte fitte, intramezzate di sospiri e giaculatorie, mia madre stanca su una seggiola e dietro la grata non si vedeva che il bianco del soggòlo e delle mani della monaca.<br>Il portone dell'atrio non si apriva mai, si tirava un campanello e di lì a poco s'apriva lo sportello dietro un disco di latta a minuti forellini (come nei confessionali), dallo spioncino uscivano bisbigli e giaculatorie: «Sia lodato Gesù Cristo», diceva una voce attraverso i forellini; «E sempre sia lodato», rispondeva mia madre. Accanto alla porta c'era la ruota, un misterioso cilindro di legno lustro nel muro, girava su di sé, a un tratto s'apriva un vuoto, come un armadio scuro, se ne tiravano fuori maestà pagliettate d'oro, e agnus dei, e biscotti duri come sassi, pane di san Nicola; ma era più la roba che ci entrava, frutta per lo più, pesche e uva, il cilindro silenziosamente girava e la roba spariva, «Sia lodato Gesù Cristo...». (p. 95) *{{NDR|Sull'Istituto Sant'Eugenio}} Ma dei pochi ricordi di quello scuro e un po' tetro convento cappuccinesco, alcuni sono assai belli, ricordo con affetto l'insegnante di canto, si chiamava Gherardini, ci contagiava del suo generoso entusiasmo lirico, ci faceva cantare il ''Nabucco'', diceva che bisognava tirar dentro un metro cubo d'aria per allungare al massimo il patire: «che ne infonda al patiiiiiire al patire virtù...»: e noi ce la mettevamo tutta, beati. E così vari altri insegnanti, laici o clericali, e le suore: delle quali meglio mi si impresse nella memoria la mastodontica cuoca, che in caso di bisogno ci somministrava l'olio di ricino, panacea di tutti i mali: con una autorità tale che non ci dava nemmeno il tempo di ribellarci... (p. 130) ==''C'è un solo villaggio nostro''== *​Nato e cresciuto a [[Minusio]]; però fuori, in una zona appartata, remota, in una splendida plaga dove le poche case sparpagliate nel verde allora si potevano contare tutte sulle dita d'una mano, in vista del lago: per intenderci, sull'insenatura o diciamo golfo in cima al lago, vicino a Mappo. Una zona deserta, riparata, tiepida, ho sentito ripetere spesso che i geografi la considerano il posto più caldo della Svizzera: e infatti si specchiano in quel golfo alcune ville signorili, la Verbanella, la Roccabella, la [[La Baronata|Baronata]]... (p. 30) *​Nessuno allora abitava la Verbanella, coronata dai suoi merli neogotici e dall'arioso loggiato, come l'aveva fatta costruire [[Angelo Brofferio]] (in capo al lago mezzo elvetico mezzo piemontese); ma poi fu dissennatamente scoronata e dimezzata e ridotta a un mozzicone insignificante. Si guardava con un certo brivido un buco nel muro, a forma di cuore, che lasciava intravvedere la faccia dolente di una Madonna: si diceva che il muratore non era riuscito a turare quel buco, i mattoni cadevano sempre: tanto che l'aveva dovuto lasciare aperto. (p. 32)  *​{{NDR|Sulla [[La Baronata|Baronata]]}} Ricordo che una ventina d'anni fa fu qui [[Riccardo Bacchelli]] per una conferenza; e volle vedere — non l'aveva mai visto, nemmeno in fotografia — quel parco e quella casa dove si svolge la prima parte del suo romanzo, «Il Diavolo al Pontelungo»: e andai io a fargli da guida. Girando per i viali e sotto i grandi alberi eravamo silenziosi e come sbigottiti tutti e due: lui di trovare così vasto dominio dove aveva immaginato cose assai più modeste; io di vedere quel parco, che nella memoria mi si era fatto sterminato, assai più ristretto nella realtà, ogni tanto si scorgeva tra il verde il muro che lo ricinge tutto: ingannati tutti e due, e delusi, lui dalla immaginazione, io dalla memoria: due «puissances trompeuses», a dirla con [[Blaise Pascal|Pascal]]... (p. 33) ==''Croci e rascane''== *Valle scabra e dura la [[Valle Verzasca|Verzasca]]... E se volessimo paragonare il Ticino a un frutto succoso, la Verzasca uscirebbe scabra e dura dal paragone, perché di quel frutto sarebbe il nòcciolo. Infatti è chiusa proprio nel cuore del Ticino, tra confini ticinesi. Da tutte le altre valli nostrane toccate, di qua o di là, per questo o quel passo, terra forestiera, non ticinese; in Verzasca invece, scavalcate pure tutte le montagne, sempre vi affacciate a un'altra valle nostrana, la Valmaggia o la Lavizzara a ponente, la Riviera o la Leventina a levante o a settentrione. (p. 27) *[[Mergoscia]]: altro problema. In bilico anche lui, questo villaggio, se appartenga alla Verzasca oppure no... Ci si arriva per una strada tutta sua, altissima sulla destra del fiume, una strada pittoresca e ardita, sospesa su precipizi burroni e spaccature vertiginose, stretta nella montagna, incisa nella viva roccia. Tutta per Mergoscia: dove termina, su [[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo|un sagrato]] che è una delle più care cose del nostro paese, così aperto intimo e solatio, d'una così piena e remota pace, d'una veduta così larga e raccolta! (p. 28) *Il campanile, – che portava, ancor non è molto, le bandiere della Svizzera e degli Stati Uniti, croce e stelle, a ricordare quanta gente è andata oltre Oceano a cercar fortuna – è legato alla chiesa {{NDR|[[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo|dei Santi Carpoforo e Gottardo]]}} da un portichetto gentile, la piazzetta è chiusa a monte dalla facciata celeste della canonica: si direbbe che il mondo finisca qui, in una pace stanca e felice. (p. 28) *Ma proprio allora, dalla strada che scende un poco, verdolina e fresca, appare in alto Mergoscia: un formicolio di case e stalle sventagliato e disteso come un lenzuolo grigio macchiato sulla vasta spalla del monte: un formicolio di casette grige e bianche, logge e altane, e le finestrelle col collarino bianco che guardano curiose, la chiesa e la canonica celeste intorno al sagrato alto come un balcone al sole; e, dietro la chiesa, il camposanto anche più pieno di pace, di stanchezza che finalmente riposa sotto le umili croci sbilenche. Certo Mergoscia fa parte della Verzasca [...]. (p. 29) *Passato il ponte della Porta, di [[Vogorno]] non si vedono che poche case: il grosso è più in alto, sui terrazzi del monte. È il primo villaggio della valle, ed è rimasto il più arcaico, per via appunto della sua situazione, lontano dalla strada e da frequenti contatti; e del resto Vogorno è tutto impigliato, con le sue vaste frazioni, fra il fitto reticolato dei vigneti, tutto il piede del Pizzo di Vogorno è vestito di verde, di campetti sostenuti da muri a secco, patate, granturco fagiuoli e viti. (p. 32) *Da Vogorno si comincia a scorgere, in cima a un cono sulla destra del fiume, il più gentile villaggio della Verzasca, [[Corippo]]: una cascatella triangolare di gremitissime case grigie e di tetti neri addosso alla chiesa, che contiene l'urto mettendosi di traverso. (p. 33) *Poco dopo Corippo, la valle muta aspetto, fin lì [[Verzasca (fiume)|il fiume]] è invisibile, celato nelle gole profonde, nella stretta spaccatura che incide profondamente il fondo della valle; il fiume non rappresenta nessuna parte nella vita dei paesani di Vogorno, contadini vignaiuoli ma non pescatori. Di qui innanzi invece il fiume affiora, s'accompagna alla strada, fruscia con le sue pulitissime acque sulla roccia pulita, scorre nelle lunghe cune parallele scavate nella vena della roccia che corre nel senso del fiume. Così lo si vede a Lavertezzo, sotto l'arco del vecchio ponte [...]. (p. 34) *Vinta la salita, appare [[Brione Verzasca|Brione]], alla confluenza dell'Osola con la Verzasca. Quello che subito colpisce è il bianco vasto greto del fiume: non più incanalato nella roccia, ma capriccioso e prepotente tra i candidi ciottoli levigati. Il villaggio è rannicchiato, coi suoi prati e campi, nel triangolo tra le due acque, sotto il monte ripidissimo che torreggia: come se cercasse scampo dal fiume insidioso. Il monte, lacerato ai piedi dalle vaste ferite delle cave di granito, è così erto che impressiona; e si dice che la domestica di un curato, venuta qui dalle facili colline del Mendrisiotto, non osava entrare nella canonica, non poteva persuadersi che fosse possibile dormire sotto così minaccioso strapiombo di roccia. (p. 35) *Bisogna salire sui monti e sugli alpi della Verzasca per sentire anche la più scabra forza e la solenne grandezza della valle: sull'alpe di Giove, sopra Brione, sul passo d'Eva che mette a Maggia (strana presenza di vallette mitologiche). Le vallette son chiuse da vasti sassosi anfiteatri, le cascatelle disegnan raggi concentrici, vene bianche disposte a stecche di ventaglio, un ventaglio d'avorio sulla nuda pietra. (p. 35) *Sotto il passo c'è il laghetto d'Eva, occhio celeste orlato di verde e di fiori, di grigi massi e di cascine simili ai massi, che ripete i lenti taciti giuochi delle nubi estive e dorme lunghi sonni appannati dal gelo invernale. (p. 35) *La [[Vallemaggia|Valmaggia]] è tra le più ampie valli del Ticino, come conferma una probabile etimologia, "valle maggiore". Una vallata che si ramifica e si divide e suddivide come una mano: val di Campo e val di Bosco, val Bavona, val Lavizzara e val di Peccia: una gran mano dalle dita strambe e contorte, corse dalle vene azzurre dell'acqua che nasce sotto i passi alpini e le montagne che delimitano esattamente la Valmaggia e la congiungono con le valli finitime: Onsernone, Formazza, Bedretto, Leventina e Verzasca. Un solo fiume, la [[Rovana]], porta le sue infidissime acque d'oltre confine. (p. 39) *Esattamente chiusa nella sua vasta cerchia di alte montagne, la Valmaggia è chiusa anche allo sbocco: esce da una strozzatura fra due monti a [[Ponte Brolla|Pontebrolla]]. Porta stretta, avara, tanto che appena vi passi la strada: il fiume è costretto a nascondersi ancora una volta entro profonde gole, che l'infinita pazienza delle acque ha corroso bucate levigate ridotte a spugne cavernose e lisce. Rocce pallide, rocce dorate come il miele, striate di rosso: l'acqua vi ritrova il verde e l'azzurro intensissimo, la vaga trasparenza della nascita. (p. 40) *Spettacolo che si gode, sempre nuovo, lungo tutta la valle. Chi voglia goderlo anche meglio, piuttosto che da Pontebrolla, entri in valle dal monte di Dunzio, al quale si giunge salendo dalle terre di Pedemonte: balcone che sporge sulla valle, di faccia ad Avegno e Gordevio, incantevole belvedere. È bellissimo monte, casette linde sotto neri castagni, viottole limitate da infiniti muretti, e vigneti dappertutto, a pergolati, a toppie sui tetti delle stalle, a filari sui pendii: su tutto una pace celeste, un silenzio da favola. (p. 43) *Anche il grotto Maimorire (bel nome per un posto così), ad Avegno, manda i suoi alberi fin sull'orlo della strada: in mezzo alle sue casupole, tra i tavoli, è venuto a piantarsi fieramente un macigno: l'han lasciato stare e gli han messo in groppo una cappellina deliziosa, tutta spirito e bei colori. (p. 46) *La [[Val Bavona|Bavona]] è bellissima valle, che ripete in piccolo la Valmaggia: piatta e lunga come quella, tutta un succedersi di montagne disposte a quinte, e come quella sottomessa al fiume prepotente che scorrazza sul fondo seminato di sassi franati; e le ripide rupi inargentate di cascate e cascatelle: un alternarsi incessante di idilliaca pace e di spettacoli di violenza, col [[Basòdino|Basodino]] che sempre torreggia in fondo. (p. 47) *Sotto l'altissima assistenza del campanile d'[[Intragna (Centovalli)|Intragna]], e con uno spettacoloso sfoggio di ponti, due fiumi alpestri di non grande conto e di non lungo corso, uniscono le loro acque: la Melezza che scende dalle Centovalli e l'Isorno che sbuca dall'Onsernone; e da quella confluenza che lo abbraccia da tre parti par che ripeta il nome il forte borgo asserragliato con le sue case intorno al campanile, alto nella luce in cima al greppo: Intragna da "inter amnia"... (p. 53) *Per convincere basta entrare in quella valle da [[Verdasio]], per il passo della Segna: conservando negli occhi il carattere rupestre, da fortilizio, delle case di Verdasio, la visione dei tetti che si gode salendo, quei tetti chiari qua e là incupiti di muschi, gremitissimi e irti di comignoli, messi per diritto e per traverso: secondo un ordine segreto. (p. 62)  *{{NDR|Su [[Terre di Pedemonte]]}} Sotto quelle rupestri montagne, – che devon caricarsi di calore e poi irradiarlo, come radiatori – i tre villaggi, Tegna, Verscio Cavigliano, sono amorosamente disposti e adagiati, davanti alla fertilissima campagna rigata di diritte strade e di lunghi filari di vigna, campagna che fu detta "armidica" da una poetessa danese del Settecento, e che merita bene, per la dolcezza dei suoi fichi settembrini e la bontà del vino, il nome gemello a quello del Piemonte. (p. 63) *Il grosso villaggio di [[Losone]] è un bell'esempio di fedeltà alla tradizione: a pochi passi da Locarno, conserva imperterrito usi e costumi di un tempo [...]. È acquattato sotto una lunga corona di poggetti e di montagnole dai profili incostanti e asimmetrici; le sue campagne, che vanno sempre più guadagnando sulle sterili "gerre" del fiume, di primavera son velate dal rosa dei peschi: belle campagne placide, che conoscon presto l'umida frescure dell'autunno; e i tanti alberi lo nascondono alla vista, non fosse la punta rossa del campanile di San Lorenzo, che svetta gloriosa come una bandiera. (p. 65)  *A proposito della sullodata commissione, bastano pochi passi per incontrare una veramente inaspettata belluria, nata con l'attivo suo consenso: il bocciodromo di [[Cavergno]], lì candido e gonfio, come un paracadute venuto a posarsi accanto alle case con tutti i necessari crismi ufficiali. (p. 145) ==''Passeggiate locarnesi''== *A voler introdurre un ignaro alla conoscenza di [[Locarno]] e della [[Distretto di Locarno|sua regione]], sarebbe ottimo mezzo l'aeroplano: scavalcando da sud le montagne del Gambarogno, ecco che di colpo gli si spiegherebbe sotto gli occhi l'ampia conca dove posa la città, adagiata sulla sponda del lago e inerpicata sulla collina: gran sfascio bianco e rosa di case, con il polverio più rado che ramificandosi tra il verde la congiunge a borghi e villaggi circostanti. (p. 9) *​Ma sarebbero discorsi troppo lunghi, per farli su per aria; semmai si vorrebbero dipanare con agio seduti al tavolino d'un caffè in Piazza Grande: che è una delle belle invenzioni locarnesi, con la sua curva che rievoca la presenza dell'acqua dove le modeste e armoniose case vorrebbero ancora specchiarsi; spettacolo tanto più seducente in quanto minacciato da una fine ormai imminente: poiché s'è dileguata quell'amabile indolenza, quella ripostata pigrizia contemplativa che era uno degli aspetti più seducenti del carattere locarnese [...]. (p. 10) *{{NDR|Il [[lago Maggiore]]}} chi lo veda per la prima volta, non può sottrarsi al suo incanto, tra l'ampiezza della veduta e il giuoco delle montagne che si scostano e gli fanno largo perché possa allungarsi e distendere e correre verso la pianura, segnando il confine tra Lombardia e Piemonte; e davvero si direbbe che le montagne giuochino a strozzarlo e a fargli strada tra il lento [[Monte Tamaro|Tamaro]], il Gambarogno e il [[Monte Limidario|Ghiridone]] gobbo e roccioso, cariato come le rupi nei fondi di [[Leonardo da Vinci|Leonardo]]. (pp. 15-16) *​[...] il cuore si ferma più persuaso sul capo del lago, da sempre conosciuto e amato. Indugia sull'amabile strada che lo costeggia, da Locarno fino a Mappo, dal cittadino lungolago passando per Rivapiana e sotto le storiche ville ottocentesche, la Verbanella del [[Angelo Brofferio|Brofferio]], la [[La Baronata|Baronata]] del [[Riccardo Bacchelli|bacchelliano]] [[Michail Bakunin|Bakunin]].<br>Da quella stradetta si gode in tutta la sua bellezza la veduta del lago, in una sicura calma che solo qualche sperduta automobile o il campanello di una bicicletta per un attimo riescono a turbare. È una strada che segue il capriccio della riva, costeggia assidua l'acqua, senza rettifili, senza impazienze: come è giusto quando si va a far quattro passi, un'ora di distensione. (pp. 17-18) *Le vallate del Ticino superiore, giù dalla catena delle Alpi, scaricano le loro acque nel lago Maggiore; di questi corsi d'acqua il più violento, la [[Maggia (fiume)|Maggia]], nei millenni ha portato terra e sabbia abbastanza da formare un ampio delta: la lingua verde e piatta, che strozza il lago e definisce il quadrato golfo di Locarno. Oggi il delta è tagliato in due esattamente dagli argini che, diritti come un colpo di spada, imbrigliano i capricci dell'acqua (ormai innocuo ruscello, dopo che l'ingordigia di elettricità ne ha captato le alte sorgenti). (p. 19) *La Piazza di [[Ascona]] [...] allinea linearmente le sue colorite case a specchio dell'acqua, rivolte all'invito del lago [...] Ascona [...] è rivolta a ponente, al sole pomeridiano si scaldano come lucertole gli avventori dei tanti caffè che dilagano con i tavolini sulla piazza: quindi, se qui la gente si alza tardi, è verosimile che anche vada a letto meno presto... Il sole della sera, quando accende le facciate delle case di Ascona, sfiora di striscio i tetti di Locarno, il crepuscolo invade i portici della piazza, con il senso tranquillo della giornata finita. (p. 20) *Sopra Ascona affiorano le negre rocce del [[Monte Verità]], aridi dossi punteggiati dai tronchi d'argento delle betulle: luogo scelto, i primi del secolo, da alcuni naturisti che in quella solare solitudine intendevano vivere secondo la «loro» verità. (p. 21) *​Sopra Locarno, in bilico su un'erta rupe, sta un famoso santuario, la [[Santuario della Madonna del Sasso (Orselina)|Madonna del Sasso]], con il convento dei frati francescani: meta di devoti pellegrinaggi, e quasi segno di celeste assistenza sulla città. (p. 21) *A Roma pure si creò un grande pittore di Ascona, [[Giovanni Serodine]], forse il più alto seguace del [[Caravaggio]]; del padre suo, che a Roma era impresario, esiste accanto alla chiesa di Ascona [[Casa Serodine|la casa]], con la facciata stupendamente decorata di stucchi dal fratello del pittore; di questo nella chiesa si conservano tre bellissime tele. (p. 22) *[...] anche Ascona era difesa da ben quattro castelli, dei quali sopravvive poco più del nome; ma ancora sussiste l'absidiola romanica (con affreschi purtroppo ridipinti) della cappella del castello di San Materno. (p. 23) *La fama di [[Locarno]] ebbe un momento di intensità internazionale, quando nel 1925 i grandi di un'Europa stremata dalla grande guerra scelsero la regina del Verbano per sedersi attorno a un tavolo e trattare della sospirata pace suscitando luminose ma effimere speranze: Chamberlain Luther Vandevelde Benes Briand, in un clima di generale embrassons-nous, favorito da uno splendido sole autunnale: Locarno città della pace, il Patto di Locarno... Ma vedi caso, dopo una gita sul lago Briand e Stresemann si sedettero a berne un bicchiere e a ragionare da amici in un'osteria di Ascona. (p. 23) *Ma non soltanto artisti sono attirati da Ascona, molti ricchi industriali nordici vi posseggono ville quasi segrete, alle quali non si accede che per mezzo di ascensori nelle viscere della montagna: esposte al sole che raddoppia il calore riverberato dalle rocce; e Ascona possiede un piccolo aeroporto, dove si posano i velivoli privati di grandi industriali germanici, che qui vengono a distrarsi dalle fatiche e dagli affari, a distendersi al sole sulle terrazze dei tanti caffè della piazza. (p. 25) *Sopra [[Verdasio]] [...] un incantevole monte, Comino, ampio ondulato verde, costellato di stalle cascine casette, forse ci sta anche qualche vaccherella, ma non se ne sentiva il muggito, per il lieto fracasso della gente convenuta lassù per la Madonna di mezz'agosto. (p. 31) *Aurigeno: villaggio caro fra tutti, per esser patria del pittore [[Giovanni Antonio Vanoni|Vanoni]] e per i tanti ricordi di lui, per la bellezza della chiesa appartata {{NDR|[[Chiesa di San Bartolomeo (Maggia)|di San Bartolomeo]]}}, con i resti dell'ossario, la colonna di pietra in mezzo al sacrato, e la canonica, rosa sotto il nero tetto di piode: un complesso che al pittore [[Alexandre Cingria|Cingria]], che se ne intendeva, sembrava "le plus bel ensemble baroque" del nostro paese (cito a memoria); e su tutto la facciata della chiesa splendeva con il suo fondo rosa, le lesene chiare e i santi di stucco inseriti nelle nicchie. Come mi ricorda non la fragile memoria, ma un bel dipinto dell'amico Beretta, che mi diceva di averlo eseguito in compagnia del Cingria, appunto, nel lontano 1937. (p. 35) *​[...] a un certo punto, svoltando, ti scodella nell'ispida valletta dove nel Settecento spuntò un caro abbozzo, uno schizzo di [[Sacro Monte di Brissago|Sacro Monte]] al quale si giunge per un acciottolato punteggiato dalle cappelle della Via Crucis: una scena plastica, tre giudei e il Cristo portacroce fanno un balletto tondo in una cappelletta all'ombra di un gran campanile, poi la chiesa gentile, crema e rosa, e in fondo alla prospettiva un cappellone con i tre crocefissi: un impianto sapiente nella sua semplicità. Ma bisogna scoprirlo salendo dal basso, a rovescio non funziona. (p. 37) *​Festa sui monti di Lego, sole e allegria, polenta e stufato, canti e giuochi: effettivamente pareva di assistere alla fine di una civiltà [...]. Cos'era quel caro monte, proprio di questa stagione, che la gente ci veniva con le bestie scese dall'alpe e tutto era pieno di vita di gente e di vera e non clamorosa né effimera allegria, al delizioso sole di settembre. Allora tutto era pascolo e prato, attorno ai magri pianori dei casolari e sui pendii non un filo d'erba andava perduto e il bosco era rigorosamente costretto entro i suoi confini. Oggi sui prati di un tempo prosperano i roveti le felci le ginestre e le betulle, è un esercito che senza incontrar resistenza avanza e ne prende il posto. (pp. 38-39) *​Da Loco giù a Niva in fondo alla valle [...] ogni tanto il sentiero si slarga a dire che un tempo era importante strada, ingresso dell'[[Valle Onsernone|Onsernone]]. Quasi in fondo alla scesa, l'oratorio di San Giovanni Nepomuceno (che protegge dai pericoli dell'acqua, come rammentavano alcuni deliziosi quadrucci ex voto ormai scomparsi, disintegrati...). Impensata scoperta, lì accanto abita un eremita, un autentico anacoreta, un prete cattolico e zurighese intinto di orientalismi, ogni giorno celebra il rito ortodosso, nella chiesetta ha impiantato un'approssimativa iconostasi, tollerata dal mansueto curato [...]. (pp. 44-45) *{{NDR|Sul Bosco Isolino di Locarno}} Ma chi fa tanto di starci un poco e tranquillamente, godendo della frescura e alzando gli occhi dai neri tronchi alle chiome dei grandi alberi [...], – cari alberi generosi di pace, che frusciano a un fiato d'aria: ecco che il bosco gli apre suoi segreti incanti, tutto diventa bello e prezioso: la solitudine e il silenzio ventilato, le straducce sabbiose, quel tanto di affabile trascuratezza che induce alla confidenza, il senso di pace che gli alberi lascian cadere come un benefico dono. (p. 46) *Il villaggio di [[Indemini]], che si raggiunge dopo una discreta discesa, è singolarmente compatto e coerente, muri scabri di pietra rossiccia, un fitto groviglio di vicoletti androni portici e passaggi coperti, e infiniti ballatoi lobbie e balconi a godere il sole; il fondo delle straducce lastricate da sottili piode messe di taglio, non senza arte; e così le piode dei tetti, sfaldate e di poco spessore. Lo si direbbe un convento tibetano (a patto di non esser mai stati nel Tibet...), uno scenario traballante e pieno di sorprese, di mutamenti, fatto apposta per incantare gli stranieri amanti del Ticino pittoresco [...]. (pp. 48-49) *​Al monte di Calascio si arriva con meno di due ore sia dalla Pila che dalla Costa sopra Intragna: e merita ampiamente la poca fatica; sta sul colmo della montagna e concede la veduta dei primi villaggi, Auressio Loco Berzona, dell'Onsernone, e dietro le spoglie montagne, vaste nevi di misteriosi ghiacciai. Nell'aria vivace il profumo della polenta, rimestata con bel vigore da gente scamiciata, e un filo d'incenso dalla cappella dove la gente assiste alla messa.<br>Ci si arriva per antichi sentieri, passando per boschi monti e cascine, incontrando stalle che conoscono un opposto destino: alcune ormai sfasciate, tetti ridotti a fatiscenti travature, altre invece rinnovate e accuratamente rabberciate [...]. (pp. 50-51) *​La loquace folla componeva una scena pittoresca, tutto un brusio di allegri colori in quello scenario di tono alquanto livido, rocce a strapiombo e ripide pietraie e neve che aspetta il sole agostano per scomparire nello scuro laghetto d'Efra sopra Frasco in [[Valle Verzasca|Verzasca]]. Una piccola folla variopinta e assai varia, dai bambinelli portati su a cavalluccio, o diciamo meglio "in giòla", ai vegliardi che incautamente avevano affrontato e finalmente vinta la lunga e spesso malagevole salita. (p. 52) *​Così la sera, appena il sole s'è messo giù sotto la mansueta gobba del [[Monte Limidario|Ghiridone]]: quella vasta luce che si sventaglia e a poco a poco si rattrappisce, il cielo color carta da zucchero si fa a oriente di un giallo velato di verde, giallo limone, giallo affumicato, oro brunito, giù verso il fondo del lago è arancio intenso, tuorlo d'uovo. (p. 58) *​Le [[isole di Brissago]] nella nebbiolina cilestra d'un pomeriggio invernale, che strano effetto sorprenderle, romperne il silenzio sospeso. Già da lontano il profilo non è quello noto, gli alberi spogli e solenni, i grandi pioppi e tigli autoctoni, disegnano sul cielo pallido la minuta complicata ragna delle rame, trina infinitamente traforata, e il pallido sole la tinge di rosa, tiepido fiato che non tocca il cupo verde compatto delle piante troppo avare per spogliarsi del fogliame e quasi riescono troppo grevi in quel mondo scorporato, d'una lievità giapponese. (pp. 59-60) *​Dire [[Intragna (Centovalli)|Intragna]] è evocare di colpo l'immagine del campanile che corona così felicemente la brancatella di case nere in cima al greppo; un campanile meritatamente famoso, sia per l'altezza esorbitante che per l'eleganza delle forme che per la gloriosa ubicazione, alto nella luce a dominare il labirinto scuro delle viuzze che spartiscono appena le vecchie case strette insieme; e il campanile tira con sé l'idea del belvedere, dell'arioso e spazioso spettacolo che di lassù si potrebbe godere, l'incontro (sotto un groviglio di ponti antichi e moderni) della Melezza che scende dall'altipiano di Santa Maria Maggiore e dell'Isorno che sguscia fuori dalle cupe gole dell'Onsernone, e il loro placido ed errante cammino, per le feraci campagne pedemontane, verso la Maggia e la pace del lago. (p. 64) *​Ma in fatto di aerei punti di vista il campanile di Intragna ha trovato da qualche anno un temibile concorrente nella filovia che sale ripida verso le due frazioni della Pila e della Costa: una filovia che pur con tutte le possibili garanzie di solidità e di sicurezza ha il simpatico aspetto d'un impianto messo su da ragazzi ingegnosi; e salire non nella cabina di lusso, ma in quella delle merci e delle bestie, così bonaria e casereccia, dà l'impressione di un giuoco appunto, un giuoco appena un'ombra pericoloso: più che altro per insaporire meglio il piacere. Tutto si dimentica appena l'occhio, vincendo la lieve vertigine dell'altezza, spazia intorno, esplorando nella dondolante corsa la natura spalancata, libro aperto e illustrato di alberi cespugli greppi e del ghirigoro della viottola faticosa, costellata di cappelle; il borgo nero si stringe anche più intorno al campanile, si abbassa e sprofonda rapido, il campanile pare che si tiri dentro come le corna della chiocciola, umiliato e vinto. (pp. 64-65) *​Dopo una fuggevole volata sulle case della Pila che bevono il sole, sparse sul lene pendio tra prati e campetti, ecco che sotto l'occhio goloso si spalanca il valloncello che separa questa frazione da quella della Costa: una bellezza di forme minute tormentate capricciose, il lavoro immemoriale dei ghiacci e delle acque e la scalfittura superficiale dell'uomo che vi ha scritto i suoi sentieri erratici, e il mulino scoperchiato giù sull'acqua verde di cristallo e le cappelle colorate come code di gallo nell'ombra appena spolverata e schiarita di brina. (p. 65) *​La Costa offre subito il suo oratorio dalle forme gentilmente estrose con la incantevole collezione di ex voto popolareschi che rallegrano le pareti intorno alla porta, e l'ampia veduta: sia verso le Centovalli con le nere case di Rasa sul crinale nevato, sia verso oriente sul Pedemonte e il lago e la sagoma bianca e celeste del Camoghè; e un sole che fa cercare le viole ai piedi dei muretti a secco, e magari le chiocciole ben chiuse dietro la porta di calce. Scendendo a piedi si rivedono le cose di prima [...], si assapora passo passo la viottola costellata di cappelle che scendendo perde ogni gusto di fatica, semmai si insapora di un capriccio allegro rigirandosi come un serpe tra i cespugli e i vecchi castagni della china. (pp. 65-66) *​Il [[Gambarogno]], – per noi che lo vediamo da quest'altra sponda del lago, – è un paese remoto, silenzioso, quasi irreale. D'inverno nemmeno si può dire che lo vediamo, si vela e nasconde dietro una muraglia celestina di nebbia, come se andasse in letargo all'ombra della montagna; e solo di tanto in tanto, a dar segno di vita, su quell'ombra segreta si iscrive, candido e orizzontale, il pennacchio del trenino a vapore. Bisogna aspettare febbraio perché il sole alzandosi sfiori le rive, tocchi di striscio la punta d'un campanile, le case più accosto all'acqua, i terrazzi alti di Piazzogna e di Sant'Abbondio; mentre la luna alta d'inverno gli conferisce un aspetto misterioso, magicamente leggero, scorporato. (p. 69) *​Da ragazzi il Gambarogno ci stava sempre davanti agli occhi, nelle acquatiche giornate estive; e per me uno dei ricordi più vivi di quell'età è il colore della facciata della [[Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Gambarogno)|chiesa di Vira]]: rosea, d'un rosa caldo misto d'ocra, color polpa di melone, di pesca duracina stramatura. Rosea e barocca, la facciata di Vira era lì che si specchiava in bilico sull'orlo del lago; di sera, quando si faceva l'ultima nuotata e salici e pioppi si facevan neri e l'aria raffrescava, il sole di là batteva in pieno e cavava barbagli dalla facciata ritta come una favolosa conchiglia sull'acqua; le onde la rispecchiavano, blande, ce la portavano incontro [...]. (pp. 69-70) *​Ad [[Arcegno]], sui greppi e i prati già verdi e sbiancati dalle silenziose fiammelle dei crochi, casette e casucce son cresciute con l'improvvisa rapidità dei funghi a settembre; e anche tra le scure case antiche il progresso s'è insinuato con dolce prepotenza, tetti di tegole e intonaci civettuoli e tendine e scritte in dubitoso italiano. Ricordo una fotografia dall'aereo, di non tanti anni fa, di questo mirabile pugno di vecchie case: una meraviglia di ritmo, falde di piode disposte con giuoco esatto compatto attorno alla sottile spaccatura delle viuzze, di una stupenda autenticità e coerenza. (p. 72) *Il giorno che si allestirà il catalogo (non ufficiale) dei luoghi di casa nostra più favorevoli alla contemplazione, in capo alla lista bisognerà mettere il [[Chiesa dei Santi Abbondio e Andrea|sacrato di Sant'Abbondio]], che quella virtù possiede in grado eccellente. I vecchi ebbero mano assai felice scegliendo questo greppo, questo minimo poggio sul piede della montagna, a giusta distanza dal lago, per costruirvi la chiesa. (p. 78) *{{NDR|[[Mergoscia]]}} è villaggio infinitamente sparpagliato sulla spalla del monte che scende dal Madone, a vederlo da lontano è tutto un formicolio grigio di case casette casupole stalle logge altane, muri scabri e finestre orlate gentilmente di bianco, sbarrate come occhi curiosi; i muricciuoli assidui dei ronchi e dei campetti dicono che la fatica di chi lavora è molta, il sole batte forte su questa terra impennata e sassosa. La strada che conduce lassù è capricciosa, spericolata, o meglio ubbidisce docile alle pieghe della montagna, ponti arditi scavalcano precipizi che da ragazzi ci parevano senza fondo, si lasciavan cadere sassi contando i secondi, imbrogliandoci in calcoli che davano risultati vertiginosi [...]. (pp. 80-81) *{{NDR|Su Dunzio}} Ci si arriva da due parti, dal Pedemonte e dalla Valmaggia, e da entrambe le parti per solenni gradinate di pietra che alla romantica fantasia di [[Alexandre Cingria|Alessandro Cingria]] evocavano remote civiltà ciclopiche; e difatti un che di grandiosamente barbarico spira da queste opere che affermano l'autorità dell'uomo sulla natura. Sentimento che s'avverte con più energia quando il piede improvvisamente affonda nell'erba verdissima e fresca dei prati lassù, dove si perde la smilza traccia del sentiero: la natura si fa dolce, accoglie il viandante in un grembo materno, lo fascia di pace e di silenzio [...]. Eppure in quella compatta solitudine (non c'è camino che fumi, non campano di capra sperduta) si avverte con inquietudine che l'uomo è stranamente presente: tutto è netto preciso pulito, lustri i gradini delle viuzze tra i muretti a secco, le pergole grevi di ben formati grappoli, davanti alle case civili i cortiletti spazzati, i prati esattamente tosati [...]. (pp. 94-95) *​[...] poco ci vuole a raggiungere i millesettecento metri, a vincere cioè un dislivello di un chilometro e mezzo [...] così la rapidità dell'ascesa conferisce carattere quasi magico allo spalancarsi del mondo, al sorgere di quella stupefacente assemblea di montagne e picchi e vette che si alzano da tutte le parti, dalle rocce del Trosa lì da toccare allungando la mano, livide e scoscese, fino al candore del Basodino, al color di pesco del Monte Rosa [...]. Altro piacere, la facilità con cui ci si muove, da Colmanicchio alla Cimetta alla croce di [[Cardada]], dove meriggiano le bovine entro nuvole di mosche. (pp. 99-101) *​{{NDR|Sulle [[Centovalli (valle)|Centovalli]]}} Che proprio sian davvero cento, le valli e vallette, i burroni e le forre che solcano i due versanti di questa regione, non giurerei; ma parecchie sono certamente; e i greppi, le coste, i ripiani i promontori e le chine su cui si inerpicano o adagiano i villaggi e le frazioni: valle quanto mai accidentata e varia nel suo incessante giuocar di quinte alberate o scoscese, prati dirupi e selve, sia nel solco principale che nelle tante vallette che ricamano il versante meridionale, sotto le rocce imminenti del Ghiridone. (p. 102) *​[...] e quasi in cima all'ultima dura salita le case diroccate di Terra Vecchia, e le croci di ferro, nere sull'avorio abbagliante della chiesa: morte anche qui, ma tetra, di cose che non dovrebbero morire. (p. 103) *​Oppure da Palagnedra su verso la [[Rasa (Svizzera)|Rasa]], passando da quel pizzico di casette che è il casolare di Bordèi (e appena fuori l'abitato c'è un cimiterino d'una bellezza disarmata, commovente: un quadratino orlato d'un muretto a secco, un tavolo di pietra sbocconcellato, quattro croci di legno sepolte sotto l'erba alta, due lapidi moderne: una pace celeste, da far ambile la morte...). (p. 103) *​Su tra le solenni case della Rasa (grandiose addirittura, se si considera la posizione e la distanza e l'assenza di strade) l'odore non muta, anche se le case sono salde sotto i grandi tetti di piode. [...] ora la gente sarà attratta da quest'incantevole villaggio, adagiato con tanta grazia su una sella, con veduta da due parti, aperta luminosa ariosa. (pp. 103-104) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Piero Bianconi, ''Albero genealogico: cronache di emigranti'', Armando Dadò Editore, Locarno, 1985. *Piero Bianconi, ''Croci e rascane'', Armando Dadò Editore, Locarno, 1980 [1943]. *Piero Bianconi, ''Diario del rimorso: 1975-1977'', Armando Dadò Editore, Locarno, 1979. *Piero Bianconi, ''Il Mendrisiotto'', Società ticinese per la conservazione delle bellezze naturali ed artistiche, Lugano, 1946. *Piero Bianconi, ''Passeggiate locarnesi'', Pedrazzini editore, Locarno, 1979. *Piero Bianconi, ''Piero Bianconi'', in Pier Riccardo Frigeri (a cura di), ''C'è un solo villaggio nostro'', Edizioni Cenobio, Lugano, 1972. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bianconi, Piero}} [[Categoria:Insegnanti svizzeri]] [[Categoria:Scrittori svizzeri]] [[Categoria:Storici dell'arte svizzeri]] i5mx3zve9dg3j7ornf341melbi4tunu Kenshiro 0 219498 1409446 1409361 2026-04-04T08:51:42Z Mariomassone 17056 /* Serie tv */ 1409446 wikitext text/x-wiki {{Personaggio |nocat = nocat <!-- disabilito la categorizzazione automatica --> |medium = anime e manga |immagine = |larghezza immagine = |didascalia = |universo = [[Ken il guerriero]] |autore = [[Buronson]]<br>[[Tetsuo Hara]] |lingua originale = giapponese |paese = Giappone |nome = ケンシロウ |nome traslitterato = Kenshirō |soprannome = Ken<br>Uomo dalle sette stelle<br>Uomo dalle sette ferite<br>Il salvatore<br>Sterminatore di lupi |relazioni = [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]] (fratello adottivo) |attore = [[Gary Daniels]] <small>(''[[Il ritorno di Kenshiro]]'')</small> |doppiatore = [[Akira Kamiya]] <small>([[Ken il guerriero#Anime|serie tv]] e [[Ken il guerriero (film)|film 1986]])</small><br>[[Takehito Koyasu]] <small>(''[[Ken il guerriero - La trilogia]]'')</small><br>[[Hiroshi Abe]] <small>(''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]'', ''[[Ken il guerriero - La leggenda di Julia]]'', ''[[Ken il guerriero - La leggenda di Raoul]]'', ''[[Ken il guerriero - La leggenda di Toki]]'' e ''[[Ken il guerriero - La leggenda del vero salvatore]]'')</small> |doppiatore italiano = [[Alessio Cigliano]] <small>([[Ken il guerriero#Anime|serie tv]] e ridopp. [[Ken il guerriero (film)|film 1986]])</small><br>[[Sergio Luzi]] <small>(film 1986)</small><br>[[Andrea Mete]] <small>(''[[Il ritorno di Kenshiro]]'')</small><br>[[Massimo De Ambrosis]] <small>(''[[Ken il guerriero - La trilogia]]'')</small><br>[[Lorenzo Scattorin]] <small>(''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]'', ''[[Ken il guerriero - La leggenda di Julia]]'', ''[[Ken il guerriero - La leggenda di Raoul]]'', ''[[Ken il guerriero - La leggenda di Toki]]'' e ''[[Ken il guerriero - La leggenda del vero salvatore]]'')</small> }} '''Kenshiro''', personaggio immaginario della serie di manga ed anime ''[[Ken il guerriero]]'', scritto da [[Buronson]] e disegnato da [[Tetsuo Hara]]. ==Citazioni di Kenshiro== ===''[[Ken il guerriero]]''=== ====Manga==== *Tu sei già morto. ([[Ken il guerriero#Volume 1|Volume 1]]) *Dinnanzi alla Divina scuola di Hokuto, la tecnica assassina definitiva tramandata esclusivamente a un unico successore, una freccia non è nulla di più di un bastoncino immobile. ([[Ken il guerriero#Volume 1|Volume 1]]) *Gli esseri umani usano solo il 30% della loro reale forza. Grazie agli insegnamenti della Divina scuola di Hokuto, io posso accedere al restante 70%. ([[Ken il guerriero#Volume 1|Volume 1]]) *Ho colpito i tōi, due punti dei 708 punti segreti di pressione. Quando estrarrò i miei pollici, ti rimarranno tre secondi di vita. Approfitta di quei tre secondi per pentirti dei tuoi crimini. ([[Ken il guerriero#Volume 1|Volume 1]]) *Sei così lento da farmi sbadigliare. ([[Ken il guerriero#Volume 1|Volume 1]]) *La Divina scuola di Hokuto è un'arte marziale assassina. È proprio col favore delle tenebre che esprime al meglio le sue potenzialità. ([[Ken il guerriero#Volume 1|Volume 1]]) *Ciò che mi ha cambiato è l'ossessione che tu mi hai insegnato! ([[Ken il guerriero#Volume 1|Volume 1]]) *Hai forse scordato che sono un esperto dell'assassinio? Non basta certo avvicinarsi silenziosamente per prendermi alle spalle. ([[Ken il guerriero#Volume 1|Volume 1]]) *È stata la rabbia a sconfiggere le tue tecniche segrete. La mia rabbia più grande di qualunque ossessione! ([[Ken il guerriero#Volume 1|Volume 1]]) *Se non volete morire, fatevi da parte. Fra me e voi c'è un abisso. [...] Pare che solo morendo riuscirete ad afferrare il concetto. ([[Ken il guerriero#Volume 2|Volume 2]]) *Per me i Berretti rossi non sono che dei bambini. ([[Ken il guerriero#Volume 2|Volume 2]]) *Pensavi davvero che avrei lasciato in vita feccia come te?! ([[Ken il guerriero#Volume 2|Volume 2]]) *Nessuna delle mie prede era mai riuscita ad avvicinarsi così tanto che me ne accorgessi. ([[Ken il guerriero#Volume 2|Volume 2]]) *Io non ho più alcuna motivazione. Sono un uomo che ha perso tutto! Però... Le lacrime versate dai bambini che sono diventati le vittime di fanatici come voi... La loro tristezza... Ecco cosa mi ha portato ad affrontarti. La tua delirante ambizione finisce qui! ([[Ken il guerriero#Volume 2|Volume 2]]) *Ammetto che sei dotato di capacità straordinarie, che però in fin dei conti sono solo il risultato di venti o trenta anni di allenamento. Invece nelle mie vene scorre il sangue di un assassino, avendo appreso la Divina scuola di Hokuto e i suoi insegnamenti che vengono tramandati a un unico successore da 1800 anni. Io sono sempre stato un assassino, fin dal momento in cui sono nato. ([[Ken il guerriero#Volume 2|Volume 2]]) *Sono sordo alle suppliche dei malvagi. ([[Ken il guerriero#Volume 2|Volume 2]]) *Gli occhi innocenti dei [[Bambino|bambini]] distinguono meglio di tutti il [[Bene e male|bene dal male]]! ([[Ken il guerriero#Volume 3|Volume 3]]) *Un tempo anch'io vivevo solo per una donna... Yuria... Lei era la mia fidanzata... ma un uomo la rapì! Così andai avanti unicamente per riaverla... Ma Yuria era già morta. E dopo che uccisi quell'uomo... l'unica cosa che provai fu una solitudine indescrivibile... ([[Ken il guerriero#Volume 3|Volume 3]]) *Avrei preferito non usare i miei pugni su un buono a nulla come te, ma non ho altra scelta! ([[Ken il guerriero#Volume 3|Volume 3]]) *Scegli un posto! Ma decidilo con cura, perché quello sarà il luogo dove morirai! ([[Ken il guerriero#Volume 4|Volume 4]]) *Ora rimpiango la mia ingenuità per averti permesso di vivere tutto questo tempo! Rimedierò al mio errore, qui e ora! ([[Ken il guerriero#Volume 4|Volume 4]]) *In tutti questi anni ho versato il sangue di innumerevoli avversari... rivali che consideravo miei amici. È stata la morte di quei formidabili rivali e amici a cambiarmi! ([[Ken il guerriero#Volume 4|Volume 4]]) *Hai dimenticato persino l'essenza della Divina scuola di Hokuto?! La [[rabbia]] rende il corpo resistente come l'acciaio! ([[Ken il guerriero#Volume 4|Volume 4]]) *Ti si addice una morte così orrenda! Fra pochi secondi il tuo corpo sparirà dalla faccia della Terra. Quest'incubo è finalmente finito! ([[Ken il guerriero#Volume 4|Volume 4]]) *Prima di [[Provocazione|provocare]] qualcuno, dovresti valutare meglio la sua forza... ([[Ken il guerriero#Volume 4|Volume 4]]) *Ti ho colpito il punto segreto di pressione Shitsugen! Le tue gambe cammineranno all'indietro indipendentemente dalla tua volontà! Fatti una bella passeggiata fino all'Inferno! ([[Ken il guerriero#Volume 4|Volume 4]]) *Toki... è colui che sarebbe dovuto divenire il successore della Divina scuola di Hokuto. [...] La precisione dei suoi colpi, la velocità e la fluidità dei suoi movimenti, lo spirito, le tecniche e persino le sue qualità fisiche erano strabilianti. Toki era impeccabile sotto ogni aspetto. ([[Ken il guerriero#Volume 4|Volume 4]]) *Niente di ciò che faccio potrà mai definirsi incauto. ([[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]]) *Sarebbe questa la paura di cui blateravi tanto...? Se è così, allora lascia che ti insegni io cos'è il vero terrore! ([[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]]) *Le mie dita possono squarciare anche l'acciaio! ([[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]]) *I [[Malvagità|malvagi]] non meritano [[Lapide|lapidi]]! ([[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]]) *Chi subisce i colpi dell'Hokuto Shinken di Toki, prova un'estasi paradisiaca in punto di morte. ([[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]]) *[[Raoul (Ken il guerriero)|Raoh]]... era veramente forte... Forse troppo forte. Così come lo era la sua ambizione. Non ha mai mostrato alcuna considerazione verso i precetti assassini stabiliti da 1800 anni per i praticanti della Divina scuola di Hokuto... Era l'uomo smarrito di Hokuto... ([[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]]) *Se proprio ti piace così tanto mascherarti, avresti fatto meglio a vestirti da grossa vacca. ([[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]]) *Sono sopravvissuto fino a oggi trasformando ogni goccia del mio sangue in forza combattiva! Questo sangue non conosce la paura! Capirai a tue spese che io non sono più quello di un tempo! Il mio sangue spezzerà la tua aura! ([[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]]) *Sarai testimone dei miei progressi con la tua stessa morte! ([[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]]) *Anche se avessi il 99% di probabilità di essere sconfitto... in qualità di successore della Divina scuola di Hokuto... è scritto nel mio destino che io combatta per quell'1%! ([[Ken il guerriero#Volume 6|Volume 6]]) *Raoh! Non sarà il cielo ciò che stringerai tra le tue mani, ma la stella messaggera di morte! ([[Ken il guerriero#Volume 6|Volume 6]]) *Non ho nome da rivelare a chi è condannato a morte! ([[Ken il guerriero#Volume 6|Volume 6]]) *Rei... Non ti dimenticherò. Anche tu, come il mio rivale e amico Shin, continuerai a vivere dentro di me. ([[Ken il guerriero#Volume 7|Volume 7]]) *A chiunque abbia l'ardire di provare a sconfiggermi, io rispondo con questi miei pugni. ([[Ken il guerriero#Volume 7|Volume 7]]) *Io non morirò. Ho fatto una promessa a un uomo! Gli ho giurato che sarei sopravvissuto a quest'epoca e che avrei riportato la luce in questa oscura fine di secolo! ([[Ken il guerriero#Volume 7|Volume 7]]) *L'Hokuto Shinken mi permette di assimilare le tecniche dei miei avversari anche solo dopo un singolo combattimento! ([[Ken il guerriero#Volume 7|Volume 7]]) *L'[[amore]] non potrà mai essere annientato! ([[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]]) *Tramite unicamente l'utilizzo dello spirito combattivo, la tecnica segreta del Tenha Kassatsu mi permette di colpire i punti di pressione dell'avversario senza neanche toccarli! ([[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]]) *Le correnti dell'energia vitale sono legate alla circolazione sanguigna e al sistema nervoso. I punti segreti di pressione sono i centri fondamentali di quelle correnti! ([[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]]) *{{NDR|Su Souther}} Che uomo triste. E tutto a causa dell'intensità del suo amore. ([[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]]) *{{NDR|Sul duello tra Raoh e Toki}} Movimento contro stasi... Irruenza contro calma... È proprio come se gli stili combattivi di entrambi rispecchiassero il loro modo di essere e vivere. ([[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]]) *Musō Insatsu, l'ombra assassina libera da ogni pensiero! Rilasciato istintivamente e con la mente libera da pensieri, è un colpo midiciale con cui si riesce a percepire la presenza dell'avversario, comprendendone la distanza tramite l'aura omicida da questi emanata! ([[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]]) *Il talento innato di Toki ha evocato la stella messaggera di morte su Raoh! Nemmeno Dio può presagire l'esito di questo duello voluto dal destino! Nella storia lunga 2000 anni di Hokuto esiste una profezia tramandata di generazione in generazione. "Quando due grandi guerrieri dotati di tecniche equivalenti si scontreranno, la stella messaggera di morte spenderà su entrambi!" ([[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]]) *Nei 2000 anni di storia di Hokuto, Toki è l'uomo che è riuscito a sviluppare le tecniche più eleganti della nostra arte! Ed è proprio negli scontri aerei che riesce a esprimere al meglio la loro quintessenza! ([[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]]) *I punti Sekkatsu. Se attivati, permettono di acquisire una potenza straordinaria, anche se solo per un periodo limitatissimo. Tuttavia, allo stesso tempo, privano inesorabilmente della vita chi ricorre al loro potere... Sono dei punti di pressione terribili! ([[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]]) *Il... Taizan Tenrō Ken, la tecnica del lupo del cielo del Monte Tai! Si dice che i suoi colpi siano talmente veloci che chi ne viene colpito prova una sensazione di freddo e muore prima ancora di avere il tempo di sanguinare! ([[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]]) *Non ho interesse in un [[futuro]] raggiunto per mezzo del sangue e delle lacrime delle persone! ([[Ken il guerriero#Volume 9|Volume 9]]) *Il dolore di queste ferite è durato un attimo... Ma il dolore per la tua morte sarebbe rimasto dentro di me per tutta la vita. ([[Ken il guerriero#Volume 9|Volume 9]]) *Non posso ancora vedere Yuria! [...] Finché ci sarà Raoh, Yuria sarà in pericolo di vita! Ed è proprio per questo che non mi rimane altra scelta se non affrontarlo ora! ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]]) *In piedi, Raoh! È tempo che tu faccia ritorno in cielo! ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]]) *Ora Raoh è simile a un leone ferito! Se non lo sconfiggo al più presto, si trasformerà nella folle stella della violenza selvaggia che devasta qualunque cosa si trovi sul suo cammino! ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]]) *Raoh, tu non stringerai mai il cielo nel tuo pugno! Giacerai qui assieme alle tue ambizioni! ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]]) *Dinnanzi alla suprema tecnica segreta dell'Hokuto Shinken, il Musō Tensei, la Rinascita libera da ogni pensiero, vi è soltanto la morte! ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]]) *Probabilmente il prossimo colpo costituirà il nostro ultimo addio. Grande Raoh... Fratello mio. Sia io che Toki abbiamo sempre ambito a poterti raggiungere! Anche adesso quel tuo ricordo non sparisce dal mio cuore... Anzi, continua ad ardere senza sosta dentro di me! ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]]) *Il tuo cuore batte da solo. Mentre dentro di me pulsano intensamente i sentimenti per te e quelli per Yuria. La tua tecnica possente, in grado di spezzare la terra e i cieli, non ha potuto nemmeno salfire l'amore che io provo per voi! ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]]) *Raoh. Sei stato il mio più formidabile rivale e il mio più grande amico. ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]]) *Raoh. Riposa in pace assieme a Toki. Io terrò stretto al mio petto il tuo esempio di vita, e proseguirò il mio cammino in qualità di successore della Divina scuola di Hokuto! ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]]) *{{NDR|«Dimmi il tuo nome.»}} Anche se tu lo sapessi, non avresti modo di dirlo a nessuno... ([[Ken il guerriero#Volume 11|Volume 11]]) *Vedo che con quella protesi non riesci a penetrare la mia difesa in maniera adeguata. [...] Mi sono colpito il punto di pressione Jōketsukai! Ora nemmeno io potrò muovere la gamba destra! [...] Se ti uccidessi approfittando del tuo svantaggio, Raoh ne rimarrebbe sicuramente deluso! ([[Ken il guerriero#Volume 12|Volume 12]]) *Sulla [[scacchiera]] del tuo destino, l'unica mossa che ti rimane è rinunciare alla vita! ([[Ken il guerriero#Volume 13|Volume 13]]) *Se tu riesci a penetrare la mia [[difesa]]... significa che anch'io posso penetrare la tua! ([[Ken il guerriero#Volume 13|Volume 13]]) *Sento il mio sangue ribollire! Proprio quando ho combattuto contro Raoh... Sento un destino di sangue provenire da questa terra. M-ma perché?! ([[Ken il guerriero#Volume 14|Volume 14]]) *Ormai non ho altra strada davanti a me! Sarò io a realizzare la leggenda di Raoh! ([[Ken il guerriero#Volume 14|Volume 14]]) *La Divina scuola di Hokuto non conosce disperazione! ([[Ken il guerriero#Volume 14|Volume 14]]) *Se {{NDR|Hyoh}} è mio fratello di sangue, a maggior ragione devo essere io a sconfiggerlo! ([[Ken il guerriero#Volume 15|Volume 15]]) *È giunta l'ora che i demoni onnipotenti sprofondino all'inferno! ([[Ken il guerriero#Volume 15|Volume 15]]) *Sembra proprio che avrei dovuto colpirti con più forza... dato che sei ancora qui a blaterare! ([[Ken il guerriero#Volume 15|Volume 15]]) *Se non posso colpirti nei punti di pressione, mi basterà ridurre quel tuo corpo in poltiglia! ([[Ken il guerriero#Volume 15|Volume 15]]) *Per ogni ferita di cui mi sono fatto carico, io ho anche accolto in me i sentimenti dei miei rivali! Persino Raoh ha lasciato il suo cuore dentro di me! ([[Ken il guerriero#Volume 15|Volume 15]]) *Prima che tu possa infangare il tuo nome, divenendo in tutto e per tutto un re demoniaco... io ti giuro, Kaioh, che farò in modo che tu muoia come un eroe per mano mia! ([[Ken il guerriero#Volume 16|Volume 16]]) *Circa duemila anni or sono, la dinastia principale di Hokuto dominava il mondo, fungendo da scudo eretto a difesa dell'incolumità dell'Imperatore del cielo. Tuttavia, ciò che ancora oggi rimane motivo di grande rammarico è che, a quel tempo, la suprema arte marziale assassina, la Divina scuola di Hokuto, non era ancora nata! Fu per questo che, una volta venuto a mancare l'imperatore, il mondo precipitò in un'epoca di guerre intestine e di grandi disordini! I sommi sacerdoti incaricati di tutelare la dinastia principale di Hokuto erano profondamente turbati! [...] Il dominatore che i sacerdoti desideravano doveva aver ereditato in sé il sangue della dinastia principale di Hokuto ed essere un individuo capace di creare una nuova, invincibile arte marziale assassina! Solamente un uomo del genere sarebbe potuto divenire il vero salvatore! Tuttavia, nonostante le loro preghiere accorate, la dinastia principale non diede alla luce un discendente maschio. A ereditarne il sangue furono solamente due giovani e splendide sorelle! E per uno scherzo del fato, entrambe quelle fanciulle partorirono i tanto attesi discendenti maschi... nello stesso, tragico giorno! [...] Così pensando, i sommi sacerdoti della dinastia principale di Hokuto, tormentati dalla decisione su chi sarebbe dovuto diventare il successore, decisero di abbandonare i due infanti presso il Kōtendai, l'altare della discesa celeste, alla mercé di lupi famelici... Tutto, pur di riuscire a udire la voce del cielo! [...] In seguito, quella stessa notte, Shume, la sorella minore, scomparve. Accecata dall'amore, corse a salvare il proprio figlio Shuken! [...] Testimoni del sacrificio di Ohka {{NDR|per salvare Shume e suo figlio}}, i sacerdoti tutelari rimasero profondamente colpiti dall'intensità del suo amore misericordioso. [...] E fu così che, in quel preciso istante, sorse il fondatore della Divina scuola di Hokuto... Shuken! Egli non dimenticò mai, neanche per un momento, l'amore di quelle donne che considerava entrambe come sue madri e portò a compimento la creazione dell'Hokuto Shinken, quale pugno più potente al mondo. Ma per via delle sue caratteristiche tanto eccezionali quanto tragiche, nonché della dolorosa vicenda occorsa in passato al momento della scelta dell'erede, stabilì anche che essere tramandante unicamente a un singolo successore per ogni generazione. In seguito, per onorare l'anima di Ohka, i sacerdoti tutelari eressero una statua di donna su cui vennero incisi i dettagli di quei tragici avvennimenti. Kaioh... Si dice che anche Ryoh, il figlio di Ohka, avesse una voglia a forma di sette stelle. Capisci cosa intendo? Quella voglia è la prova della gloriosa discendenza da Ohka! ([[Ken il guerriero#Volume 16|Volume 16]]) *A ben pensarci, anche Raoh e Toki sono andati ricercando l'amore per tutta la loro vita... Kaioh! Se intendi infangare oltre quel glorioso sangue... allora sconfiggerti sarà un atto d'amore! ([[Ken il guerriero#Volume 16|Volume 16]]) *Se provi odio, colpisci pure il mio corpo quanto vuoi! Ma ciò che non posso perdonarti... è il tuo essere così snaturato e corrotto! ([[Ken il guerriero#Volume 16|Volume 16]]) *L'Hokuto Ryūken fa uso dello spirito combattivo demoniaco per disorientare il nemico. Esso è stato sviluppato con l'unico obiettivo di sopraffare le difese avversarie. Tuttavia l'Hokuto Shinken è il pugno dei campi di battaglia. E proprio il fatto che si sia formato attraverso un'infinità varietà di scontri, è ciò che ha reso possibile lo sviluppo di tutta la sua vasta gamma di tecniche segrete! ([[Ken il guerriero#Volume 16|Volume 16]]) *Durante un combattimento, è il momento stesso in cui si rilascia il colpo quello in cui la guardia si abbassa maggiormente. ([[Ken il guerriero#Volume 16|Volume 16]]) *Purtroppo per te, finora sei sempre stato come una rana in fondo a un pozzo, ignara dell'immensità dell'oceano! Non hai mai affrontato un avversario più forte di te! Io, al contrario, sono sopravvissuto a campi di battaglia popolati da uomini ben più potenti di me! ([[Ken il guerriero#Volume 16|Volume 16]]) *{{NDR|Rivolto a Kaioh}} Anche tu sei stato, senza ombra di dubbio, un formidabile rivale e amico! ([[Ken il guerriero#Volume 16|Volume 16]]) *Rin ha sempre vissuto combattendo, fino a oggi. Tutto per riuscire a guidare Hokuto e dar vita a un salvatore. Ma ormai non è più necessario. Il suo compito è finito... Non occorre nemmeno che recuperi la memoria. È giunto il momento che lei viva pensando unicamente alla propria felicità! ([[Ken il guerriero#Volume 16|Volume 16]]) *{{NDR|Su Raoh}} Lui era grande, sì... Ma soprattutto era grande il suo ardente cuore! ([[Ken il guerriero#Volume 16|Volume 16]]) *Il sangue di Raoh non si lascia sopraffare dai cambiamenti di quest'epoca. Lo spirito dei lupi è ancora vivo! ([[Ken il guerriero#Volume 16|Volume 16]]) *La fine del topo di fogna ti si addice proprio. ([[Ken il guerriero#Volume 17|Volume 17]]) *Questo è un viaggio senza meta. Serve solo per metterci alla prova... E quando questo viaggio si sarà concluso, comprenderai cosa dovrai fare... Ma ricordati che il viaggio si interromperà se mai tu decidessi di arrenderti. ([[Ken il guerriero#Volume 17|Volume 17]]) *Il mio pugno sceglie con precisione gli avversari da abbattere. ([[Ken il guerriero#Volume 17|Volume 17]]) *Come può diventare re qualcuno inconsapevole della grandezza che lo circonda? Qualcuno che non ha esperienza del mondo, che non comprende il proprio popolo e che, soprattutto, ignora i sentimenti di un padre... ([[Ken il guerriero#Volume 17|Volume 17]]) *Il tuo pugno non è nulla se paragonato a quello di Raoh! [...] Era l'uomo più forte al mondo e la profondità del suo amore non aveva paragoni... Ma la sua brama di conquista nei confronti del cielo ne corruppe l'animo! ([[Ken il guerriero#Volume 18|Volume 18]]) *Nemmeno Raoh, che mi era superiore in abilità marziale, è riuscito a superare Dio. [...] ([[Ken il guerriero#Volume 18|Volume 18]]) *Raoh l'aveva capito. Alla fine ciò che dà la salvezza alle persone non è la violenza, ma l'amore. Ma ormai... era incapace di interrompere quella sua furiosa corsa. Co... Così, pur di riuscire ad arrestarla... Volle il mio pugno! Volle che fossi io a fermarlo! ([[Ken il guerriero#Volume 18|Volume 18]]) *Ryu! A dispetto della tua giovane età, il tuo cuore è già stato segnato dalla coscienza della tristezza. Ormai non ho più nulla da insegnarti. D'ora in poi sarà il sangue che hai ereditato da Raoh a guidarti lungo il cammino. ([[Ken il guerriero#Volume 18|Volume 18]]) *Io ho troppi ricordi... Dentro di me, si affollano le anime dei miei formidabili rivali e amici caduti in battaglia. ([[Ken il guerriero#Volume 18|Volume 18]]) *Non osare farti vedere mai più, nemmeno all'inferno. ([[Ken il guerriero#Volume 18|Volume 18]]) *Sulla mia tomba non occorrerà alcun nome! Se dovrò morire, sarà nel deserto, in mezzo alle battaglie! ([[Ken il guerriero#Volume 18|Volume 18]]) ====Serie tv==== *Hai davanti a te il predestinato della costellazione dell'Orsa Maggiore, e la tua freccia non può procurarmi alcun danno. Non riuscirai mai ad uccidermi. ([[Ken il guerriero#Episodio 2, Fante di Picche|Episodio 2, ''Fante di Picche'']]) *Voglio offrirti un'altra opportunità, ma mira meglio. Attento, se sbagli perderai l'occhio destro. ([[Ken il guerriero#Episodio 2, Fante di Picche|Episodio 2, ''Fante di Picche'']]) *Ascolta il tuo cuore. Non senti dei bambini che piangono? [...] Le loro povere madri non hanno né latte né pane da dargli. Sono tutti affamati. ([[Ken il guerriero#Episodio 2, Fante di Picche|Episodio 2, ''Fante di Picche'']]) *Le persone di solito usano circa il 30% della propria energia. Il segreto dei predestinati dall'Orsa Maggiore è che loro sono in grado di usare anche il restante 70%. ([[Ken il guerriero#Episodio 2, Fante di Picche|Episodio 2, ''Fante di Picche'']]) *Questo è un colpo ad effetto ritardato. Quando toglierò i pollici dalle tue terminazioni nervose ti rimarranno solo sette secondi di vita. ([[Ken il guerriero#Episodio 3, L'artiglio|Episodio 3, ''L'artiglio'']]) *Il [[silenzio]] è d'oro. Questa è una norma che dovresti imparare. ([[Ken il guerriero#Episodio 3, L'artiglio|Episodio 3, ''L'artiglio'']]) *Non ti sei reso conto di essere già morto? ([[Ken il guerriero#Episodio 3, L'artiglio|Episodio 3, ''L'artiglio'']]) *È uno dei miei colpi speciali. Colpisce un centro vitale. Tu morirai nel giro di trenta secondi. [...] La tua spina dorsale si spezzerà in due. Hai ancora venti secondi di tempo, perciò rassegnati. ([[Ken il guerriero#Episodio 3, L'artiglio|Episodio 3, ''L'artiglio'']]) *Non sei mai appartenuto alla razza umana. Sei solo un maiale. ([[Ken il guerriero#Episodio 4, Il gigante|Episodio 4, ''Il gigante'']]) *La mia abilità non conosce avversari. ([[Ken il guerriero#Episodio 4, Il gigante|Episodio 4, ''Il gigante'']]) *Shin, io ti conosco bene. Sono ritornato dall'inferno solo per batterti. Non hai scampo. Ti inseguirò ovunque tu vada. ([[Ken il guerriero#Episodio 4, Il gigante|Episodio 4, ''Il gigante'']]) *Non posso sporcarmi le mani con delle pappamolle come voi. ([[Ken il guerriero#Episodio 5, Ritorno dall'inferno|Episodio 5, ''Ritorno dall'inferno'']]) *Sono riuscito a salvarmi dalle fiamme dell'inferno. Adesso, Shin, sarà la tua fine! Julia, amore, ammazzerò chi ti ha tenuta prigioniera per tanto tempo e ti porterò con me. ([[Ken il guerriero#Episodio 5, Ritorno dall'inferno|Episodio 5, ''Ritorno dall'inferno'']]) *Gente come voi non mi ha mai fatto paura. Ve ne approfittate dei più deboli, e questo non è coraggio. ([[Ken il guerriero#Episodio 6, Berretti rossi|Episodio 6, ''Berretti rossi'']]) *Purtroppo devo dirti che io sarò anche l'ultimo uomo che vedrai prima di andare all'inferno. ([[Ken il guerriero#Episodio 6, Berretti rossi|Episodio 6, ''Berretti rossi'']]) *La tecnica della gamba è uno dei segreti del colpo dell'Orsa, Maggiore. Ho cambiato tutto il ritmo del tuo organismo e adesso posso fare di te quello che voglio. ([[Ken il guerriero#Episodio 6, Berretti rossi|Episodio 6, ''Berretti rossi'']]) *Non disperarti. All'[[inferno]] starai bene. ([[Ken il guerriero#Episodio 6, Berretti rossi|Episodio 6, ''Berretti rossi'']]) *Non posso permettere che resti impunito un uomo che ha ucciso a sangue freddo delle persone innocenti e indifese. Anche lui deve morire, e morirà subito. ([[Ken il guerriero#Episodio 7, L'armata di Dio|Episodio 7, ''L'armata di Dio'']]) *I predestinati dall'Orsa sanno usare al 100% le proprie capacità e la loro resistenza al veleno è superiore al normale. ([[Ken il guerriero#Episodio 7, L'armata di Dio|Episodio 7, ''L'armata di Dio'']]) *Paragonati a me, gli uomini dell'Armata di Dio sono poco più che degli scolaretti. ([[Ken il guerriero#Episodio 7, L'armata di Dio|Episodio 7, ''L'armata di Dio'']]) *L'Armata di Dio! Come osano definirsi così questi criminali? Ma finalmente è giunta l'ora che siano puniti per i loro efferati delitti, e la punizione sarà la morte. ([[Ken il guerriero#Episodio 8, Il colonnello|Episodio 8, ''Il colonnello'']]) *L'Orsa Maggiore mi rende invincibile. ([[Ken il guerriero#Episodio 8, Il colonnello|Episodio 8, ''Il colonnello'']]) *Tra i poteri che mi ha concesso l'Orsa Maggiore c'è anche quello di chiudere la mia mente ad ogni interferenza esterna. ([[Ken il guerriero#Episodio 8, Il colonnello|Episodio 8, ''Il colonnello'']]) *Intuivi i miei movimenti dagli occhi e dalle vibrazioni dei muscoli. Tenendo gli occhi chiusi e spostandomi lentamente, non potrai più anticiparmi. ([[Ken il guerriero#Episodio 8, Il colonnello|Episodio 8, ''Il colonnello'']]) *La tua tecnica di combattimento è una pallida imitazione della mia. Io la conosco istintivamente fin dalla nascita. Il mio corpo è il risultato di duemila anni di esperienze. Non saresti mai riuscito a battermi. ([[Ken il guerriero#Episodio 8, Il colonnello|Episodio 8, ''Il colonnello'']]) *Pagherai per i crimini commessi in nome del tuo Dio! ([[Ken il guerriero#Episodio 8, Il colonnello|Episodio 8, ''Il colonnello'']]) *A meno che non abbiate intenzione di morire presto, non usate più questi arnesi. ([[Ken il guerriero#Episodio 9, La montagna magica|Episodio 9, ''La montagna magica'']]) *Keiraku Hikō, ossia, frantumazione del nucleo. Fra un po' la vostra colonna vertebrale andrà in pezzi e i muscoli saranno distrutti. Siete già morti, ma ancora non lo sapete. ([[Ken il guerriero#Episodio 9, La montagna magica|Episodio 9, ''La montagna magica'']]) *Ti ho colpito in un punto segreto, uno stoma dei muscoli. Non potrai mai più usare entrambe le braccia da adesso in poi. ([[Ken il guerriero#Episodio 10, L'uomo di fuoco|Episodio 10, ''L'uomo di fuoco'']]) *Siete dei succhiasangue. Non avete diritto di vivere, e mi incaricherò subito di questa missione. ([[Ken il guerriero#Episodio 10, L'uomo di fuoco|Episodio 10, L'uomo di fuoco]]) *Queste sono le tue ultime parole. Le tramanderò alla storia. ([[Ken il guerriero#Episodio 10, L'uomo di fuoco|Episodio 10, ''L'uomo di fuoco'']]) *Hai sempre vissuto come un essere immondo. Adesso almeno affronta la tua morte da uomo. ([[Ken il guerriero#Episodio 12, L'inseguimento|Episodio 12, ''L'inseguimento'']]) *Se il colpo di Arhat Deva appartiene solo al figlio del diavolo, vi mostrerò che il Colpo Sacro dell'Orsa è l'incarnazione di Indra, il dio della lotta. ([[Ken il guerriero#Episodio 13, Un colpo micidiale|Episodio 13, ''Un colpo micidiale'']]) *Mi è stato insegnato il segreto della respirazione del drago quando si passa dal silenzio all'azione. Purtroppo devo dirvi che chiunque ha visto questo segreto deve morire. È il destino. ([[Ken il guerriero#Episodio 13, Un colpo micidiale|Episodio 13, ''Un colpo micidiale'']]) *La tua vigliaccheria ti acceca! ([[Ken il guerriero#Episodio 14, Un uomo giusto|Episodio 14, ''Un uomo giusto'']]) *Abbiamo perso un uomo giusto. Adesso non ci rimane che pregare per la sua anima. ([[Ken il guerriero#Episodio 14, Un uomo giusto|Episodio 14, ''Un uomo giusto'']]) *Questa è la posizione dei muscoli liberi. Ho colpito dei centri nervosi che li comandano. Adesso non potrete più muovervi e rimarrete legati l'un l'altro fino alla morte. Per poco formerete una bella coppia! ([[Ken il guerriero#Episodio 16, Serpenti e scorpioni|Episodio 16, Serpenti e scorpioni]]) *Io sono un esperto dell'arte Hokuto e tu di quella Nanto, e non è possibile confrontare due tecniche tanto differenti. ([[Ken il guerriero#Episodio 17, L'adunata|Episodio 17, ''L'adunata'']]) *Sei finito! Le vibrazioni che hai subito ti saranno fatali. Comunque la pressione che ti sto impremendo adesso con le mie dita ti darà il colpo di grazia. [...] Scomparirai dalla terra con il tuo sepolcro d'acciaio. Addio! ([[Ken il guerriero#Episodio 18, Attacco generale|Episodio 18, ''Attacco generale'']]) *Grazie alla pressione che ho esercitato sulle tue tempie, adesso sono solo io che decide i tuoi movimenti. ([[Ken il guerriero#Episodio 19, Il sacrificio|Episodio 19, ''Il sacrificio'']]) *La [[fuga]] è inutile. Morirai ugualmente. ([[Ken il guerriero#Episodio 20, La Croce del Sud|Episodio 20, ''La Croce del Sud'']]) *Hai mai ascoltato le suppliche che ti rivolgevano le tue vittime innocenti? E tu certo non sei stato altrettanto innocente. ([[Ken il guerriero#Episodio 20, La Croce del Sud|Episodio 20, ''La Croce del Sud'']]) *Shin, sono riuscito a sopravvivere alle fiamme dell'inferno solo per poterti affrontare! ([[Ken il guerriero#Episodio 22, Duello finale|Episodio 22, ''Duello finale'']]) *Adesso ho il carattere e la cattiveria che mi mancavano, grazie a te, Shin! ([[Ken il guerriero#Episodio 22, Duello finale|Episodio 22, ''Duello finale'']]) *Ho capito che cosa mi mancava rispetto a te: la rabbia. La rabbia per la morte di Julia mi ha dato la vittoria. ([[Ken il guerriero#Episodio 22, Duello finale|Episodio 22, ''Duello finale'']]) *{{NDR|Su Shin}} Eravamo nemici solo perché amavamo la stessa donna. ([[Ken il guerriero#Episodio 22, Duello finale|Episodio 22, ''Duello finale'']]) *Se volete l'acqua, dovete cercare il vostro ruscello. Se volete cibo, dovete arare i vostri campi. Voi invece rubate queste cose alla gente indifesa. Vigliacchi! [...] Vi consiglio di arrendervi, altrimenti vi ucciderò in massa. Chiaro? ([[Ken il guerriero#Episodio 23, Guerra!|Episodio 23, ''Guerra!'']]) *Allora, chi si candida a morire? Si faccia avanti, lo aspetto. ([[Ken il guerriero#Episodio 24, L'uccello d'acqua|Episodio 24, ''L'uccello d'acqua'']]) *La tecnica di combattimento Hokuto esiste da più di duemila anni. Grazie a lei, sono in grado di annientare qualsiasi avversario. ([[Ken il guerriero#Episodio 27, All'inseguimento dei Cobra|Episodio 27, ''All'inseguimento dei Cobra'']]) *Ho già dovuto affrontare un mio amico una volta. Vedi, questa persona si prese con la forza la mia fidanzata Julia, e d'allora ho vissuto soltanto per cercare di riaverla al mio fianco. [...] Così, Julia ha preferito togliersi la vita. Io ho ucciso un uomo, ma non sono riuscito a riaverla. E quell'uomo mi era stato amico, Rei. ([[Ken il guerriero#Episodio 28, Il combattimento|Episodio 28, ''Il combattimento'']]) *Ho promesso che vi avrei eliminati e di solito mantengo sempre le promesse. ([[Ken il guerriero#Episodio 29, Vivere o morire|Episodio 29, ''Vivere o morire'']]) *Devi sapere che ho altri tre fratelli. Mio padre, Ryuken, che non ebbe la benedizione del Signore per avere bambini, ci adottò. Ma, nella storia, la Sacra scuola di Hokuto può avere un unico successore. Solo uno di noi poteva essere iniziato ai suoi principi segreti. Iniziò così la tragica disputa nella quale hanno perso la vita molte persone. Ma adesso è arrivato il tempo di porre fine a queste tragiche avventure. Sinceramente, devo confessarvi che non so se questa volta riuscirò a sopravvivere. ([[Ken il guerriero#Episodio 30, Combattimento fatale|Episodio 30, ''Combattimento fatale'']]) *Volevi che [[Decapitazione|decapitassi]] qualcuno, no? [...] Non te? Ma la tua testa mi piace di più. ([[Ken il guerriero#Episodio 30, Combattimento fatale|Episodio 30, ''Combattimento fatale'']]) *La Sacra scuola di Hokuto non si può apprendere così facilmente. I suoi misteri sono stati tramandati dagli avi da duemila anni. ([[Ken il guerriero#Episodio 30, Combattimento fatale|Episodio 30, ''Combattimento fatale'']]) *Per te non esiste una condanna adeguata! Non meriti neanche l'inferno! ([[Ken il guerriero#Episodio 31, Cercando Jagger|Episodio 31, ''Cercando Jagger'']]) *Come aveva predetto mio padre, tutte queste disgrazie arrivano per colpa della mia clemenza. ([[Ken il guerriero#Episodio 31, Cercando Jagger|Episodio 31, ''Cercando Jagger'']]) *Forza, attaccatemi! La quantità non mi fa paura. Vi ammazzerò come un branco di pecore! ([[Ken il guerriero#Episodio 31, Cercando Jagger|Episodio 31, ''Cercando Jagger'']]) *Scegli un posto, Jagger! Sarà il posto dove lascerai il tuo corpo. ([[Ken il guerriero#Episodio 31, Cercando Jagger|Episodio 31, ''Cercando Jagger'']]) *Mi puoi spiegare che cosa significa questa freccia? Hai fatto del male anche a due poveri bambini per indurli ad uccidermi. È davvero una vergogna per un essere umano! Questa freccia è un simbolo: rappresenta la loro rabbia e la loro pena. Guardala bene! Ricordatela anche all'inferno! ([[Ken il guerriero#Episodio 32, Aspetta all'inferno Jagger|Episodio 32, ''Aspetta all'inferno Jagger'']]) *Ho combattuto centinaia e centinaia di battaglie e ho visto sanguinare migliaia di persone. Mi sarebbe piaciuto chiamarli amici, ma sono diventati rivali. È stato il sangue di questi rivali amici che mi ha cambiato, Jagger. ([[Ken il guerriero#Episodio 32, Aspetta all'inferno Jagger|Episodio 32, ''Aspetta all'inferno Jagger'']]) *Jagger, devo dirti che hai dimenticato perfino l'essenziale della tecnica di Hokuto: la rabbia trasforma il corpo in acciaio, e questo colpo era praticamente inutile. ([[Ken il guerriero#Episodio 32, Aspetta all'inferno Jagger|Episodio 32, ''Aspetta all'inferno Jagger'']]) *Una morte così atroce ti si addice come a nessun altro! ([[Ken il guerriero#Episodio 32, Aspetta all'inferno Jagger|Episodio 32, ''Aspetta all'inferno Jagger'']]) *Non puoi affrontare un gran maestro Hokuto. Sei sconfitto in partenza. ([[Ken il guerriero#Episodio 33, Il salvatore diabolico|Episodio 33, ''Il salvatore diabolico'']]) *Deve ancora nascere l'uomo che possa darmi un ordine. ([[Ken il guerriero#Episodio 34, Il cacciatore di cavie|Episodio 34, ''Il cacciatore di cavie'']]) *Io vorrei poter sfuggire al mio destino, ma questo non mi è consentito. Purtroppo sono costretto a farlo. Non soltanto Jagger, anche un altro mio fratello dovrò uccidere. ([[Ken il guerriero#Episodio 35, Il cambiamento di Toki|Episodio 35, ''Il cambiamento di Toki'']]) *La riconoscenza che provavo è cancellata dai lamenti che mi risuonano nelle orecchie delle decine e decine di persone che sono morte a causa tua. ([[Ken il guerriero#Episodio 36, Scambio di persona|Episodio 36, ''Scambio di persona'']]) *Quello che ho appena toccato ti costringerà a camminare per sempre all'indietro. E vedrai che prima o poi arriverai all'inferno, Amiba. ([[Ken il guerriero#Episodio 36, Scambio di persona|Episodio 36, ''Scambio di persona'']]) *Toki... Vi sembrerà abbastanza strano, ma doveva essere lui il fortunato successore della Sacra scuola di Hokuto. [...] Ogni suo movimento era elegante, perfetto. Il suo stile era unico, la sua grazia quasi divina. Perfino Jagger era un suo ammiratore. Ma poi, quel giorno... [...] Ha dato la vita per me e Julia, e per salvare quei poveri bambini innocenti. ([[Ken il guerriero#Episodio 37, Non amarmi Mamiya|Episodio 37, ''Non amarmi Mamiya'']]) *Niente paura amici. Lo so che nei vostri cuori è più grande la tristezza per il sangue versato che l'ostilità verso di me. ([[Ken il guerriero#Episodio 39, La porta di Cassandra|Episodio 39, ''La porta di Cassandra'']]) *Sei proprio sicuro che quella tomba sia abbastanza grande, capo? [...] Cercherò di fare in modo che tu possa entrarci. ([[Ken il guerriero#Episodio 40, La vita trionfa sulla morte|Episodio 40, ''La vita trionfa sulla morte'']]) *Tutta la desolazione, l'orrore, la disperazione legati alla tua leggenda oggi io li distruggerò con queste mie mani! ([[Ken il guerriero#Episodio 40, La vita trionfa sulla morte|Episodio 40, ''La vita trionfa sulla morte'']]) *Collegati al vostro carcere e tremanti di paura, io mi domando se siete ancora degli uomini. Un uomo non è tale quando vende la sua anima al diavolo! Ditemi un po': siete contenti di voi stessi ora? Un vero uomo combatte per difendere i propri principi! ([[Ken il guerriero#Episodio 42, Un incontro difficile|Episodio 42, ''Un incontro difficile'']]) *Raoul! È sempre stato molto molto forte e anche molto molto ambizioso. Era uno dei migliori allievi della scuola di Hokuto, ma era sempre stato insofferente alle leggi divine che governano l'Hokuto da più di duemila anni, finché un giorno abbandonò la scuola e di lui si perse ogni traccia. ([[Ken il guerriero#Episodio 43, La nuova leggenda|Episodio 43, ''La nuova leggenda'']]) *Siete crudeli e sanguinari! Non avete più nessun diritto di vivere! Morte! Morte agli assassini! ([[Ken il guerriero#Episodio 43, La nuova leggenda|Episodio 43, ''La nuova leggenda'']]) *Nelle viscere della terra, le fiamme dell'inferno ti divoreranno senza pietà! ([[Ken il guerriero#Episodio 43, La nuova leggenda|Episodio 43, ''La nuova leggenda'']]) *Non riusciresti mai ad ingannare nessuno. Si capisce lontano un miglio che sei assetato di sangue. Davvero eri convinto di riuscire ad imbrogliarmi con questo ridicolo travestimento?! [...] Non si è mai vista al mondo una vecchia con una faccia come la tua, soprattutto una vecchia con quei magnifici baffi neri! ([[Ken il guerriero#Episodio 46, La rivolta|Episodio 46, ''La rivolta'']]) *Ascoltami bene: Non sono più quello di un tempo. Adesso il [[sangue]] non mi fa più paura. Anzi, direi che è la mia forza vitale. Vedi come il tempo riesce a cambiare le persone? ([[Ken il guerriero#Episodio 47, La leggenda della paura|Episodio 47, ''La leggenda della paura'']]) *Non è stata la mia forza a liberarmi, ma il cuore di una tenera bambina, una bambina che è costretta a lottare perché al mondo esistono esseri violenti come te. ([[Ken il guerriero#Episodio 49, Lotta all'ultimo sangue|Episodio 49, ''Lotta all'ultimo sangue'']]) *Che vi succede? Sembrate spaventati. Vi ho solo dato una piccola dimostrazione della mia tecnica di lotta. ([[Ken il guerriero#Episodio 58, L'esercito di Sauzer|Episodio 58, ''L'esercito di Sauzer'']]) *Vivrò solo ed esclusivamente per portare un po' di luce in questo oscuro e tetro pianeta. ([[Ken il guerriero#Episodio 59, Il tempio del potere|Episodio 59, ''Il tempio del potere'']]) *Noi maestri di Hokuto siamo in grado di ripetere esattamente le tecniche dei nostri nemici, anche le più difficili. ([[Ken il guerriero#Episodio 59, Il tempio del potere|Episodio 59, ''Il tempio del potere'']]) *Manda questo messaggio a Sauzer: Se davvero vuole costruirsi un monumento, lo deve fare con le sue mani. I bambini sono delle creature libere e tali devono rimanere. ([[Ken il guerriero#Episodio 60, Sperare nel domani|Episodio 60, ''Sperare nel domani'']]) *Voglio dare una nuova luce a questa terra. ([[Ken il guerriero#Episodio 61, La luce della vita|Episodio 61, ''La luce della vita'']]) *Sauzer! Non lascerò integro neanche un tuo capello! Ti annienterò, Sauzer! Non resterà nulla di te! ([[Ken il guerriero#Episodio 66, Il futuro ti appartiene|Episodio 66, ''Il futuro ti appartiene'']]) *Sauzer, le pietre della tua piramide sono imbevute del sangue di Shu. Sali quei gradini e cerca di ricordare i peccati che hai commesso, tutte quelle persone innocenti che hai ammazzato. Rifletti, Sauzer! ([[Ken il guerriero#Episodio 67, Una vittima dell'amore|Episodio 67, ''Una vittima dell'amore'']]) *Ho sempre combattuto e combatterò per [[amore]]. ([[Ken il guerriero#Episodio 67, Una vittima dell'amore|Episodio 67, ''Una vittima dell'amore'']]) *L'amore non ha mai ucciso nessuno. ([[Ken il guerriero#Episodio 67, Una vittima dell'amore|Episodio 67, ''Una vittima dell'amore'']]) *Hai il cuore dall'altra parte, Sauzer. E di conseguenza anche tutti i punti segreti sono invertiti. È questo il tuo segreto. Come vedi, non sei invincibile. ([[Ken il guerriero#Episodio 68, L'ultimo volo della fenice|Episodio 68, ''L'ultimo volo della fenice'']]) *Duemila anni di storia di Hokuto hanno decretato la vittoria dello spirito sulla materia. Ecco perché posso colpirti senza neanche sfiorare il tuo corpo. ([[Ken il guerriero#Episodio 68, L'ultimo volo della fenice|Episodio 68, ''L'ultimo volo della fenice'']]) *I punti segreti di un corpo umano sono i centri nervosi più importanti e vitali, ed è il sangue stesso ad indicarne il posto. Come vedi, una volta scoperto il segreto del tuo corpo e dei tuoi centri nervosi, tu sei un uomo normale. ([[Ken il guerriero#Episodio 68, L'ultimo volo della fenice|Episodio 68, ''L'ultimo volo della fenice'']]) *La fenice di Nanto non volerà mai più. Ormai ha perduto le sue ali grandiose. ([[Ken il guerriero#Episodio 68, L'ultimo volo della fenice|Episodio 68, ''L'ultimo volo della fenice'']]) *L'amore non è sofferenza. Ricordati che ti ha aiutato anche in questo momento così tragico. ([[Ken il guerriero#Episodio 68, L'ultimo volo della fenice|Episodio 68, ''L'ultimo volo della fenice'']]) *La storia di Sauzer è veramente triste. Aveva un disperato bisogno di amore. ([[Ken il guerriero#Episodio 68, L'ultimo volo della fenice|Episodio 68, ''L'ultimo volo della fenice'']]) *Toki, il mio caro fratello. Ha una tecnica veloce e una stupenda esecuzione dei colpi. Sarebbe stato lui il giusto e degno successore della Sacra scuola di Hokuto, ma la guerra nucleare ha cambiato e stravolto il suo destino. Sono sicuro che se non ci fosse stata quella terribile guerra, sarebbe stato lui il re del mondo. [...] Rimase esposto alle radiazioni per due settimane. Fu terribile. Da allora, abbandonò le tecniche di lotta e intraprese la via della medicina. ([[Ken il guerriero#Episodio 69, Sete di dominio|Episodio 69, ''Sete di dominio'']]) *Un'antica leggenda della Sacra scuola di Hokuto dice che quando si incontrano due avversari di pari valore, la stella della morte brilla su entrambi i loro destini. Chi vincerà? L'uomo dal cuore calmo come l'acqua immota o l'uomo che credeva di conquistare il mondo? ([[Ken il guerriero#Episodio 71, La morte è di scena|Episodio 71, ''La morte è di scena'']]) *Colpo segreto della Divina scuola di Hokuto, tecnica del respiro tokei. "Tokei" vuol dire "acciaio" e "potenza condensata". Inspirando si concentra tutta la potenza del corpo ed espirando la si concentra nel colpo. È la respirazione segreta del colpo duro. ([[Ken il guerriero#Episodio 72, Le ultime lacrime|Episodio 72, ''Le ultime lacrime'']]) *Il colpo della grande montagna e del lupo del cielo! È un colpo così veloce e preciso che ti si ghiaccia il sangue e cominci subito a tremare dal freddo. ([[Ken il guerriero#Episodio 73, L'uomo di Sirio|Episodio 73, ''L'uomo di Sirio'']]) *{{NDR|Su [[Sirio]]}} Sarà forse questa stella la regina di questa nostra era? ([[Ken il guerriero#Episodio 73, L'uomo di Sirio|Episodio 73, ''L'uomo di Sirio'']]) *Chi ruba il [[pane]] alla povera gente fa una brutta fine. Non ha nessun diritto di vivere. ([[Ken il guerriero#Episodio 75, Occhi di ghiaccio|Episodio 75, ''Occhi di ghiaccio'']]) *Ryuga, uomo di Sirio, i tuoi occhi sembrano freddi come il ghiaccio, ma se li guardo attentamente scorgo una luce calda e umana. ([[Ken il guerriero#Episodio 75, Occhi di ghiaccio|Episodio 75, ''Occhi di ghiaccio'']]) *Trasformerò le [[Lacrima|lacrime]] in sorrisi. ([[Ken il guerriero#Episodio 77, Il sacrificio|Episodio 77, ''Il sacrificio'']]) *Shin, l'uomo che volle affrontarmi per amore. Amavamo entrambi Julia, una donna eccezionale. [...] Shin, un uomo assetato di potere. Conquistò innumerevoli territori, proclamandosi il re del mondo. [...] Shin, povero illuso. Non potevi conquistare Julia regalandole soltanto ricchezza. Ma, in fondo, era l'unico modo in cui sapevi dimostrarle il tuo amore. Forse, però, dopo l'hai capito. [...] Quando i tuoi subalterni si sono ribellati e la Croce del Sud è andata a fuoco, è bastato un momento, un solo momento e il tuo regno è stato distrutto. Povero Shin. Dopo questa catastrofe, hai anche dovuto combattere con me. [...] Era il suo destino. Ha sacrificato la sua vita perché amava troppo la sua Julia. Shin, spero che tu abbia ritrovato la tua donna in cielo. ([[Ken il guerriero#Episodio 78, Amore impossibile|Episodio 78, ''Amore impossibile'']]) *Rei, il primo uomo che ho potuto chiamare amico. [...] Rei, l'uomo protetto dalla stella del dovere. Hai lottato per salvare la vita di tua sorella Airy. [...] Dopo aver salvato sua sorella, Rei continuò a vivere per proteggere Mamiya, Bart, Lynn e anche me. Rimase sempre legato al suo destino e si prodigò continuamente per aiutare gli altri. Ma poi, in un maledettissimo giorno, vide la stella della morte, e si dice che chi la vede debba morire entro l'anno. [...] Tornando al villaggio dove aveva lasciato i suoi amici, Rei vide uno spettacolo deprimente. Qualcuno aveva di nuovo agito con la violenza e aveva sparso morte e terrore fra la gente. [...] Aveva preso la grande decisione. Adesso si trovava faccia a faccia col suo destino. [...] Fu terribile. Raoul non si limitò soltanto ad uccidere Rei, ma gli inflisse... gli inflisse una pena troppo pesante da sopportare. [...] Rei, l'unico uomo che ho potuto chiamare veramente amico, ha sempre rispettato gli altri e combattuto lealmente. Il suo viso e la sua forza rimarranno per sempre nel mio cuore. Rei, cerca di proteggermi nel duro cammino che dovrò compiere per arrivare alla meta finale. Sei stato il mio più grande amico. ([[Ken il guerriero#Episodio 79, L'amicizia|Episodio 79, ''L'amicizia'']]) *Rei e Yuda, i due guerrieri Nanto, furono destinati ad incontrarsi in un duro combattimento. [...] Rei e Yuda avevano combattuto quando erano entrambi ancora molto giovani. [...] Il colpo di Toki gli provocò un dolore insopportabile, ma aveva ancora solo poche ore da vivere. Si fece coraggio ed andò ad affrontare Yuda. Si preparò alla battaglia come un vero guerriero. Solo un uomo con quello spirito sarebbe riuscito a fare quello che stava facendo Rei. [...] Rei, la tua leggenda vivrà in eterno. L'umanità aveva bisogno di te e di questa tua lezione di vita. ([[Ken il guerriero#Episodio 80, Eterna leggenda|Episodio 80, ''Eterna leggenda'']]) *Uno di questi sei guerrieri {{NDR|di Nanto}} è stato l'eroe dei nostri tempi: Shu. Ha lottato duramente contro Sauzer, il temibile colonnello, contro l'uomo che voleva conquistare il mondo. [...] Sauzer era un uomo ambizioso e senza scrupoli. Il suo obiettivo era quello di conquistare il mondo. Voleva inoltre edificare una piramide, e per fare questo sfruttava il lavoro dei bambini. [...] E poi, quando venni catturato, Shiba, il figlio di Shu, mi aiutò a fuggire. [...] Shu, la stella della benevolenza continuerà a vivere. Giuro che vendicherò le tue lacrime, Shu, e non lascerò che i bambini continuino a piangere in silenzio. ([[Ken il guerriero#Episodio 81, Il grande cieco|Episodio 81, ''Il grande cieco'']]) *{{NDR|Su Sauzer}} Nel profondo del suo cuore, si nascondeva un bambino indifeso. ([[Ken il guerriero#Episodio 82, Il dittatore|Episodio 82, ''Il dittatore'']]) *Shin, la stella del sacrificio; Rei, la stella del dovere; Yuda, la stella del tradimento; Shu, la stella della benevolenza; Sauzer, la stella della dittatura. Ma all'appello manca ancora una stella, l'ultima. ([[Ken il guerriero#Episodio 82, Il dittatore|Episodio 82, ''Il dittatore'']]) *Lo [[spirito]] riesce a scoprire quello che gli occhi non possono vedere. ([[Ken il guerriero#Episodio 83, Tortura disumana|Episodio 83, ''Tortura disumana'']]) *Sei stato costruito solo ed esclusivamente per servire David, non è vero? Ma potresti ribellarti al suo volere e non ammazzare più nessuno. [...] Promettimi che inizierai una nuova vita, libera dall'influenza di David e di chiunque altro. [...] Va! Cerca di vivere come fa qualsiasi uomo libero. ([[Ken il guerriero#Episodio 84, La brigata del vento|Episodio 84, ''La brigata del vento'']]) *Gli uomini del grande re di Hokuto sono legati al suo potere solo dalla paura di essere ammazzati, e tale legame è molto labile mi sembra. ([[Ken il guerriero#Episodio 84, La brigata del vento|Episodio 84, ''La brigata del vento'']]) *Devo continuare, portare avanti la mia lotta per difendere il mondo. Percorrerò il mio cammino solo se il dio di Hokuto mi aiuterà. È questa la mia speranza. ([[Ken il guerriero#Episodio 85, La notte degli echi|Episodio 85, ''La notte degli echi'']]) *Vi auguro sogni d'oro, ma attenzione, perché potreste svegliarvi e ritrovarvi in un'inferno di fuoco, nell'inferno maledetto. ([[Ken il guerriero#Episodio 88, La giusta condanna|Episodio 88, ''La giusta condanna'']]) *Sicuramente meritavi una morte peggiore di questa, ma ogni tanto io sono clemente con i farabutti. ([[Ken il guerriero#Episodio 88, La giusta condanna|Episodio 88, ''La giusta condanna'']]) *Io non sono il salvatore del mondo, Fudo. Voglio solo sconfiggere Raoul perché ha rotto l'equilibrio che esisteva da secoli tra la scuola di Hokuto e quella di Nanto. ([[Ken il guerriero#Episodio 89, I briganti del re|Episodio 89, ''I briganti del re'']]) *È facile per te parlare di [[lealtà]] e di [[giustizia]] davanti alle persone se poi il tuo complice li minacciava alle spalle. ([[Ken il guerriero#Episodio 91, La legge è uguale per tutti|Episodio 91, ''La legge è uguale per tutti'']]) *Il mio [[futuro]] non ha nessuna importanza se questo significa spargere sangue. ([[Ken il guerriero#Episodio 95, Due sguardi innocenti|Episodio 95, ''Due sguardi innocenti'']]) *È come se ti fossi ucciso con le tue stesse mani. La tua vigliaccheria ha accecato la tua anima. ([[Ken il guerriero#Episodio 95, Due sguardi innocenti|Episodio 95, Due sguardi innocenti]]) *La mia prestigiosa scuola mi ha insegnato molte cose, e la prima cosa che ho imparato è usare la mente come antidoto per i veleni. ([[Ken il guerriero#Episodio 99, La figlia del mare|Episodio 99, ''La figlia del mare'']]) *Non posso incontrare Julia adesso. Julia non ha nessuna possibilità di salvarsi se Raoul vivrà. Il sedicente re di Hokuto cercherà in tutti i modi di conquistare l'ultimo guerriero di Nanto per ottenere il dominio su tutto il mondo. Per questo ho deciso di affrontarlo, per la vita di Julia stessa. ([[Ken il guerriero#Episodio 100, L'ultimo segreto|Episodio 100, ''L'ultimo segreto'']]) *Raoul è come un leone ferito. Se non lo abbatto adesso, spaccherà tutto quello che gli capiterà a tiro. È un pazzo furioso. ([[Ken il guerriero#Episodio 101, Una lotta interminabile|Episodio 101, ''Una lotta interminabile'']]) *{{NDR|Su Shu}} C'era una volta un uomo che riusciva a combattere senza essere in grado di vedere. Lo spirito di questo formidabile combattente è tuttore vivo dentro di me. ([[Ken il guerriero#Episodio 102, Il gigante indeciso|Episodio 102, ''Il gigante indeciso'']]) *Rimarrai in questa posizione finché non ti saranno passati i cattivi pensieri. Se provi a muoverti, scoppierai. ([[Ken il guerriero#Episodio 102, Il gigante indeciso|Episodio 102, ''Il gigante indeciso'']]) *Amici che avete donato la vostra vita, vi ringrazio. Sarete per sempre nel mio cuore, mi darete la forza per vincere e salvare Julia. ([[Ken il guerriero#Episodio 105, Stelle per sempre|Episodio 105, ''Stelle per sempre'']]) *Il luogo per la preparazione ai combattimenti, punto d'incontro dell'educazione di duemila anni di storia di Hokuto. Per secoli le dispute per la successione al trono della scuola si sono svolte qui tra queste macerie. ([[Ken il guerriero#Episodio 106, Vivrai per sempre nel mio cuore|Episodio 106, ''Vivrai per sempre nel mio cuore'']]) *Raoul, sei troppo ambizioso e l'ambizione porta unicamente alla distruzione, mio caro. Mettitelo in testa! ([[Ken il guerriero#Episodio 107, Nessuno li fermerà|Episodio 107, ''Nessuno li fermerà'']]) *Raoul, Toki ed io ammiravamo tutto quello che facevi quando anni fa studiavamo l'Hokuto e, proprio per l'ammirazione che ho perso di te, non sono mai riuscito a fermarti. ([[Ken il guerriero#Episodio 107, Nessuno li fermerà|Episodio 107, ''Nessuno li fermerà'']]) *Tu sei un uomo vuoto, Raoul. Invece, dentro di me, è molto forte il pensiero di te e Julia. Sentimenti, Raoul. Questi sono i sentimenti e tu non potrai mai cancellare queste mie sensazioni perché non sei mai stato in grado di provarle. ([[Ken il guerriero#Episodio 108, La stella della morte|Episodio 108, ''La stella della morte'']]) *Addio. Riposa in pace con Toki. Sei stato un grande maestro della Divina scuola di Hokuto. Il tuo ricordo e la tua forza vivranno con me per sempre. ([[Ken il guerriero#Episodio 108, La stella della morte|Episodio 108, ''La stella della morte'']]) ====[[Ken il guerriero (film)|Film]]==== *Sei morto, però ancora non lo sai. *Jagi, come potevi pretendere che io ti rispettassi? Non lo vedi? Anche in questo momento hai un'arma puntata contro un ostaggio inerme di cui ti fai scudo. Non hai il coraggio di affrontarmi da solo con le tue mani. *Sono tornato dal regno dei morti soltanto per ucciderti, Shin. {{NDR|«E dove sei riuscito a trovare tutta questa forza?»}} In me. Il desiderio di raggiungere uno scopo me lo hai insegnato tu. Non te lo ricordi? ===''[[Il ritorno di Kenshiro]]''=== *Io ti ho già ucciso. *Il mio destino è odio e vendetta. *Faresti prima a tagliarti le vene! [...] Sarebbe anche meno doloroso. *Va! Dì a Shin che la bandiera dell'Orsa Maggiore sventola su Paradise Valley! *{{NDR|«Come mai da queste parti?»}} Voglio rovinare i tuoi piani. *Ti è sempre piaciuto ascoltarti mentre parli, non è vero, Shin? *Mi hai rovinato la vita, Shin. Hai rovinato le vite di tutti noi. ===''Ken il guerriero - La leggenda''=== ====''[[Ken il guerriero - La leggenda di Raoul]]''==== *{{NDR|«Come faremo a ringraziarti per il tuo aiuto?»}} Non è necessario. La donna che amavo mi venne portata via e poi uccisa. Non me la sono sentita di abbandonarvi, tutto qui. *Chi riesce a guardare avanti di dieci anni pianta un albero. Chi guarda avanti di cento invece dà vita e cresce altre persone. *Raoul, il tuo cuore batte da solo. Ma quello che provo per te e per Toki e per Julia continuerà a vivere dentro di me in eterno. Il pugno che frantuma il mondo non è stato abbastanza forte da spezzare il cuore di queste persone. ====''[[Ken il guerriero - La leggenda di Toki]]''==== *Tutti i colpi {{NDR|di Toki}} premono con assoluta precisione i punti segreti di pressione come fossero lame di ghiaccio. *{{NDR|«Se nostro padre facesse il tuo nome...»}} Rifiuterei! E se non potessi rifiutare, allora farei subito il tuo nome. Ti nominerei il mio prossimo successore. Anche nostro padre Ryuken ha ottenuto la successione da suo fratello maggiore, quindi la successione tra fratelli dovrebbe essere concessa. Fratello, anche tu ne sei consapevole. Per Raoul, l'Hokuto Shinken è soltanto un mezzo per conquistare il potere, e ciò va contro i principi della Divina scuola di Hokuto. Toki, per questo tu sei il candidato più adatto alla successione. *Fratello, ti giuro che sarò io ad onorare la tua promessa. Sarà il mio destino di successore della Divina scuola di Hokuto. ====''[[Ken il guerriero - La leggenda del vero salvatore]]''==== *Julia, credimi, se servissi a combattere la tua malattia, sarei pronto a sacrificare la mia vita. *Chi non può difendersi diventa uno schiavo. *Tu dici d'aver ucciso un [[orso]] a mani nude? Beh, se è vero si trattava sicuramente di un cucciolo. *Sacre stelle di Hokuto, vi chiedo perdono. Soltanto adesso ho compreso quale sia il destino di Hokuto e dunque quale sia il mio destino di successore. So per cosa pregano i derilitti di questo mondo. *Dan, voi mi avete indicato il destino da seguire. Grazie a voi, ho finalmente capito per cosa prega l'umanità. *Io sarò per sempre dalla vostra parte e combatterò per voi, perché questa è il volere del cielo. *Non avrà ascolto la voce degli stolti. *La [[Bramosia|brama]] che induce a soggiogare gli altri non può che sfociare nel nulla. Di conseguenza, essa non potrà mai e poi mai condurre un uomo sul cammino della felicità. ===''[[Ken il guerriero - La trilogia]]''=== *Ryu, ormai non ho più nulla da insegnarti. Il resto dovrai impararlo da solo durante i veri combattimenti. Alla fine sarà il sangue di tuo padre Raoul a indicarti la strada da percorrere. Quando ci rincontreremo, sarà il momento dell'Isshi Soden, così continuerà la tradizione della Divina scuola di Hokuto. Addio, Ryu. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#La citta stregata|La citta stregata]]'') *I guerrieri valorosi tornano sempre da chi crede in loro. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#La citta stregata|La citta stregata]]'') *La Divina scuola di Hokuto prevede l'Isshi Soden, l'insegnamento dei segreti ultimi a un unico erede. Per questo nascono contrasti tra parenti estinti poi con il sangue e agli allievi sconfitti negli scontri per l'eredità viene negata la possibilità di esercitare con un sigillo. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#La citta stregata|La citta stregata]]'') *Nella volta celeste, la stella che presagisce la tua morte ora sta brillando. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#La citta stregata|La citta stregata]]'') *Ti getterò nel luogo in cui sprofondano i vili. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#La citta stregata|La citta stregata]]'') *Non esiste alcun dio che sia disposto a salvare te! (''[[Ken il guerriero - La trilogia#La citta stregata|La citta stregata]]'') *Non possiamo che servirci ancora della figura del dio. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#La tecnica proibita|La tecnica proibita]]'') *La Divina scuola di Hokuto prevede l'Isshi Soden. Anche se il tuo kenpō è una disciplina derivata, devo comunque sigillarlo. È il compito dell'erede. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#Quando un uomo si fa carico della tristezza|Quando un uomo si fa carico della tristezza]]'') *La mia tecnica di difesa è nel contempo un attacco ai tuoi [[tsubo]]. In definitiva, incrociare i pugni con me significa morte per l'avversario. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#Quando un uomo si fa carico della tristezza|Quando un uomo si fa carico della tristezza]]'') *Non l'ambizione dà forza al proprio pugno, ma la tristezza di cui un uomo si fa carico. È essa a forgiare il vero pugno. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#Quando un uomo si fa carico della tristezza|Quando un uomo si fa carico della tristezza]]'') *Il cuore di coloro che ti amano ti ha fatto riacquistare il cuore di un essere umano. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#Quando un uomo si fa carico della tristezza|Quando un uomo si fa carico della tristezza]]'') *Hokuto chiama Hokuto, e ciò si trasformerà nuovamente in una tragedia. È il destino di Hokuto e io non posso sottrarmi a esso. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#Quando un uomo si fa carico della tristezza|Quando un uomo si fa carico della tristezza]]'') *Il sangue versato qui ha segnato a fondo il cuore delle persone, ma le ha anche risvegliate. E, di certo, ora il vero salvatore apparirà. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#Quando un uomo si fa carico della tristezza|Quando un uomo si fa carico della tristezza]]'') ==Citazioni su Kenshiro== *Durante il suo cammino Kenshiro diviene sempre più taciturno perché deve addossarsi tante responsabilità e assomiglia sempre più all'attore Ken Takakura. D'altronde non ha bisogno di parole per combattere e anche in quest'aspetto vediamo la sua crescita. ([[Buronson]]) *In estrema sintesi Kenshiro combatte i cattivi, cioè delinquenti isolati come Zed ma anche gruppi criminali più organizzati come il Clan della Zanna, fanatici come i Golan, dittatori e popoli cattivissimi e violenti. E lo fa grazie ai segreti della Divina Scuola di Hokuto, che consistono nella conoscenza perfetta dei 708 tsubo, cioè punti del corpo umano che se colpiti in un certo modo consentono di battere qualsiasi avversario, costringendolo a fare cose contro la sua volontà oppure a ucciderlo causando una specie di esplosione interna. Queste tecniche sono conosciute o comunque praticate da un solo maestro alla volta e come tutti i fedeli di Kenshiro sanno non si tratta soltanto di violenza, ma di una filosofia particolarissima e affascinante, che trasforma il dolore e la tristezza per le ingiustizie del mondo in rabbia, da canalizzare tramite l'arte marziale. ([[Stefano Olivari]]) *Magari fossi Kenshiro e potessi eliminare prepotenza e ingiustizia nel mondo!!! ([[Lorenzo Scattorin]]) *Mi ricordo quando mi affidarono il ruolo di Ken nel primo film della pentalogia, ''La leggenda di Hokuto'', ero emozionato ma tranquillo, pian piano però, riflettendo nei giorni immediatamente precedenti alla lavorazione, ho cominciato ad avere una grande confusione in testa. Ken è un simbolo per tantissimi appassionati, come approciare? Seguire la vecchia strada del doppiaggio originale? Crearne una tutta mia? Fondere insieme le due cose? Sapevo che comunque non sarei potuto piacere a tutti, ma essendo Ken, per l'appunto, un personaggio tanto amato, non volevo deludere le aspettative di nessuno. Quindi... stress!!!!!! ([[Lorenzo Scattorin]]) *Perché è vivo Kenshiro? Una volta, da bambino, è stato salvato da Shu, in seguito è stato salvato da Toki. Questo è farsi carico di qualcosa. Sopravvivere e diventare più forte. In poche parole lui deve vivere, non può morire. [...] Del resto, quante persone sono morte per Kenshiro? Per questo Ken non può morire, proprio perché è stato aiutato da altri a sopravvivere. ([[Buronson]]) *{{NDR|«Quanto si sente legato a Kenshiro come carattere, cioè quanto il nostro paladino ha preso da Lei e dal suo modo di essere?»}} Poco, direi! Siamo molto diversi. È questo il bello del doppiaggio e della recitazione in generale: puoi calarti nei panni di gente totalmente diversa da te! Il traguardo finale è rendere credibile il personaggio alle orecchie del pubblico, e nonostante fossi molto giovane all'epoca, credo di esserci riuscito. ([[Alessio Cigliano]]) ===[[Tetsuo Hara]]=== *È soprattutto [...] un eroe, [...] un salvatore che arriva a sconfiggere dei cattivi molto cattivi. Non c'è altra soluzione possibile che uccidere questi criminali e la serie è famosa per queste scene, perchè l'eroe fa quello che è necessario fare. *Senza dubbio Kenshiro è un eroe violento, ma soprattutto, e questo credo anche che sia uno dei motivi principali del suo successo, è un personaggio in cui tutti tendono ad identificarsi. ''Hokuto no Ken'', più che un opera che inciti alla violenza, mi sembra al contrario un fumetto che la previene, offrendo al pubblico una valvola di sfogo dallo stress e dai soprusi di tutti i giorni. *[[Sylvester Stallone|Stallone]] è uno dei riferimenti per la creazione di Kenshiro ma anche [[Bruce Lee]] e [[Yûsaku Matsuda]]. All'inizio della mia carriera avevo pubblicato un manga sul motocross, non andò molto bene e per il mio progetto successivo volevo rendere omaggio a quei due attori, volevo creare un protagonista che avesse le caratteristiche di entrambi, che li facesse in qualche modo rivivere su carta. ===''[[Ken il guerriero]]''=== ====Manga==== *Anche se impossibilitato a muoversi, quest'uomo è stato in grado di continuare a combattere attraverso la propria anima! ([[Ken il guerriero#Volume 14|Volume 14]]) *– E dimmi, Rin, perché viaggi con quel tipo sinistro?<br>– Parli di Ken?! Perché ha un cuore d'oro. ([[Ken il guerriero#Volume 2|Volume 2]]) *È l'ossessione che rende un uomo forte. E tu non ne hai. ([[Ken il guerriero#Volume 1|Volume 1]]) *È stato Ken a insegnarmi che sottomettersi ai demoni... significa perdere la propria umanità. ([[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]]) *Finché ci sarà Yuria nel suo cuore, nessun'altra donna potrà farvi breccia! ([[Ken il guerriero#Volume 4|Volume 4]]) *Finora io ho vissuto aspettandolo. Continuare a farlo è il mio destino, nonché la promessa che ci siamo scambiati! Rimarrò in attesa finché la sua battaglia con Raoh non si sarà conclusa. Non importa quanto a lungo dovrò attendere. ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]]) *Ken. Tu devi continuare a vivere. Non puoi morire. Quest'epoca ha bisogno della Divina scuola di Hokuto per trasformare le lacrime in sorrisi! ([[Ken il guerriero#Volume 7|Volume 7]]) *Ken ha dovuto sopportare un'altra sofferenza... Però... ciò che lo rende sempre più forte, è proprio farsi carico di tutta quella tristezza. ([[Ken il guerriero#Volume 9|Volume 9]]) *Ken, non ridere di me... ma tu hai sempre avuto la mia ammirazione... La prima volta che ho visto la tua potenza... dallo spavento, le gambe mi hanno ceduto e me la sono fatta addosso... E... E poi la tua gentilezza... Quando è morta l'unica donna che avevo mai considerato una madre... c'eri tu a sostenermi con forza... [...] Ken! Per me sei stato come un fratello maggiore! ([[Ken il guerriero#Volume 18|Volume 18]]) *– Kenshiro sta di nuovo provando compassione per gli altri? Che sprovveduto. I sentimenti non fanno altro che annebbiare il proprio pugno.<br>– No... È possibile che Kenshiro diventi il più forte di tutti noi. Il maestro Ryuken ha detto che gli uomini capaci di comprendere il dolore altrui sono in grado di trasformare quella tristezza in forza. E io penso la medesima cosa. ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]]) *La quintessenza dell'Hokuto Shinken è la rabbia. Senza rabbia, Kenshiro non potrà dare il meglio di sé! ([[Ken il guerriero#Volume8|Volume 8]]) *La... La tecnica di Ken si nutre di rabbia e tristezza... M-Ma quella di Kaioh è alimentata unicamente dall'odio! ([[Ken il guerriero#Volume 15|Volume 15]]) *Lui è nostro fratello minore! Inoltre è il più inesperto! Non siete infuriati che ci abbia soffiato il titolo che ci spettava?! [...] Ma io non lo accetto! Io non ci sto! Kenshiro è inferiore a me! Non permetterò che mi distrugga i pugni! ([[Ken il guerriero#Volume 4|Volume 4]]) *Nemmeno con i miei sempre attenti occhi ero riuscito a scorgere l'incommensurabile valore del Signor Kenshiro! ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]]) *Non credevo possibile... che gli occhi del lupo del cielo non potessero scorgere il valore di uomo tanto grande. Ma ora ne sono certo... Quest'epoca non ha bisogno di Raoh... ma di Kenshiro. ([[Ken il guerriero#Volume 9|Volume 9]]) *Più l'avversario è forte, più Ken diventa potente. Colui che erediterà la leggenda di Raoh... sarà Kenshiro! ([[Ken il guerriero#Volume 14|Volume 14]]) *Ri... Riesco a vederlo... Il sangue che gli uomini prescelti hanno versato nelle battaglie contro il Signor Kenshiro scorre ora nelle sue vene! La tristezza scaturita da tali scontri ha impresso nel suo essere tutte le loro tecniche segrete... e più quel dolore era grande, più in profondità esse venivano incise in lui! ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]]) *Raoh incute terrore nei bambini e li incita a combattere, mentre Kenshiro ne attira il cuore innocente. ([[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]]) *Senza di te, la nostra piccola, flebile luce di speranza sparirà! Tu sei l'unico che può impedire che si spengaaa! ([[Ken il guerriero#Volume 6|Volume 6]]) *Solamente un discendente della vostra stirpe, venuto al mondo con un'innata predisposizione per la lotta, può apprendere l'arcano colpo capace di sigillare la Risplendente scuola! E quel discendente è Kenshiro! ([[Ken il guerriero#Volume 14|Volume 14]]) ====Serie tv==== =====''Ken il guerriero''===== *– Perché stai andando via, Ken?<br>– Perché l'uomo dalle sette stelle deve andare dove c'è bisogno di lui, a portare la luce dell'Orsa Maggiore di villaggio in villaggio. Ora capisci perché se n'è andato, Lynn? Per portare la luce. ([[Ken il guerriero#Episodio 1, Sotto il segno dell'Orsa Maggiore|Episodio 1, ''Sotto il segno dell'Orsa Maggiore'']]) *Fra noi due c'è una differenza fondamentale. Si tratta del carattere, perché è questo che rende un uomo potente. E tu non ne hai, Kenshiro. ([[Ken il guerriero#Episodio 17|Episodio 17, ''L'adunata'']]) *In lui è ancora vivo il ricordo di Julia. Non smetterà mai di combattere finché lei sarà nel suo cuore. ([[Ken il guerriero#Episodio 30, Combattimento fatale|Episodio 30, ''Combattimento fatale'']]) *Il tuo cuore è troppo sensibile, e questa tua bontà un giorno ti procurerà dei dispiaceri. ([[Ken il guerriero#Episodio 30, Combattimento fatale|Episodio 30, ''Combattimento fatale'']]) *Nonostante la tua debolezza, sei sempre stato un sentimentale. E vedi i tipi come te che fine fanno? ([[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]], [[Ken il guerriero#Episodio 47, La leggenda della paura|Episodio 47, ''La leggenda della paura'']]) *Hai lo sguardo quasi minaccioso, sai Ken? Ma i tuoi occhi continuano ad essere troppo languidi. Non ce la farai. ([[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]], [[Ken il guerriero#Episodio 47, La leggenda della paura|Episodio 47, ''La leggenda della paura'']]) *Raoul possiede senz'altro piu tecnica di Ken, ma non possiede lo spirito e l'energia interiore che è prerogativa solo di Ken. ([[Ken il guerriero#Episodio 49, Lotta all'ultimo sangue|Episodio 49, ''Lotta all'ultimo sangue'']]) *Uomini come Ken e Raoul non avranno mai pace. Continueranno a lottare e la loro lotta sarà per il dominio dell'universo. ([[Ken il guerriero#Episodio 49, Lotta all'ultimo sangue|Episodio 49, ''Lotta all'ultimo sangue'']]) *Odiavo il mondo e non nutrivo nessuna fiducia negli altri uomini. Ma poi ho incontrato te, la piccola Lynn, Bart e Mamiya. Voi mi avete aiutato a ritrovare la speranza perduta. ([[Ken il guerriero#Episodio 50, Cani sacri|Episodio 50, ''Cani sacri'']]) *Raoul insegna ai bambini cos'è l'odio e la paura. Ken invece mostra loro le qualità più nobili dell'uomo. ([[Ken il guerriero#Episodio 74, Alla ricerca di un nuovo eroe|Episodio 74, ''Alla ricerca di un nuovo eroe'']]) *Julia, perché hai amato tanto Ken? Non capisci che quell'uomo sta sbagliando tutto? Non capisci che il suo modo d'agire fa solo del male all'umanità? Abbiamo bisogno di un uomo forte, di un condottiero che non si lascia impietosire da nessuno. ([[Ken il guerriero#Episodio 76, Chi sarà il re del mondo?|Episodio 76, ''Chi sarà il re del mondo?'']]) *Ho visto centinaia di persone che soffrivano e altrettante che abusavano del proprio potere. Gli uomini chiamati "capi" pensano soltanto al loro interesse privato. In questo tormentato periodo abbiamo bisogno di un condottiero che sappia ridare al mondo pace e giustizia, ed io ero convinto che... che Raoul fosse la persona giusta, il vero salvatore. Basta! I bambini non devono più piangere la morte dei loro genitori. [...] Questa era la mia idea, ma adesso ho incontrato un uomo che possiede un grande spirito e quell'uomo sei tu. Sei tu, Ken! ([[Ken il guerriero#Episodio 77, Il sacrificio|Episodio 77, ''Il sacrificio'']]) *Questo grande uomo ha imparato il segreto dal dolore causato dagli scontro con i vari personaggi delle altre scuole. Più è profondo il dolore, più il suo corpo si fortifica. È questo il suo grande segreto. ([[Ken il guerriero#Episodio 101, Una lotta interminabile|Episodio 101, ''Una lotta interminabile'']]) *Ken non ha mai rinunciato a combattere contro di te, Raoul. Hai visto il suo spirito combattivo? Continua a migliorare di giorno in giorno, ed è molto tenace. Il tuo pugno lo dovrebbe sapere meglio di chiunque altro. Stai addestrando alla lotta quello che un domani sarà il tuo peggior rivale, fratello Raoul. Non sto scherzando. Lui diventerà un temibile combattente, credimi. Ma sembra che questo ti faccia piacere. Anzi, non vedi l'ora che accada. È molto strano. Il tuo comportamento, Raoul, è inaudito. Non ti capisco più. ([[Ken il guerriero#Episodio 102, Il gigante indeciso|Episodio 102, ''Il gigante indeciso'']]) *Gli occhi di Kenshiro mi hanno dominato per la prima volta, e la seconda volta ho indietreggiato davanti agli occhi dei bambini. Da quando sento lo spettro del timore ho perso totalmente fiducia in me stesso. Kenshiro e Fudo hanno abbattuto la mia sicurezza attraverso la loro tristezza. Ma perché? Ken ama Julia più di ogni altra donna e Fudo amava quei bambini più di sé stesso. Può l'amore avere la forza di annullare il potenziale psichico? ([[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]], [[Ken il guerriero#Episodio 106, Vivrai per sempre nel mio cuore|Episodio 106, ''Vivrai per sempre nel mio cuore'']]) *Non ho bisogno di fama né di gloria. Voglio soltanto distruggerti, Kenshiro! E quando l'avrò fatto, sarò l'uomo più potente del mondo. ([[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]], [[Ken il guerriero#Episodio 107, Nessuno li fermerà|Episodio 107, ''Nessuno li fermerà'']]) =====''Ken il guerriero 2''===== *Noi non dobbiamo arrenderci! Anche se Kenshiro è morto, non possiamo smettere di combattere, altrimenti faremo solo il gioco dell'imperatore. ([[Ken il guerriero#Episodio 1, ...e la vita continua|Episodio 1, ''...e la vita continua'']]) *– Combattiamo nel nome di colui che avrebbe sacrificato la sua vita per la pace.<br>– Da quest'uomo abbiamo appreso il significato di amore e coraggio. ([[Ken il guerriero#Episodio 1, ...e la vita continua|Episodio 1, ''...e la vita continua'']]) *Kenshiro, puoi vederci? Quei due ragazzi combattono sotto il segno dell'Orsa. Aspettano con ansia il tuo ritorno più di quanto loro stessi se ne rendano conto. "Se Kenshiro fosse qui...". Questa speranza è sempre presente nelle loro menti, ma cercano di metterla da parte e continuano a lottare. Se tu riesci a sentire la disperazione di queste piccole anime, ti prego, vieni! Abbiamo bisogno di te, della luce di Hokuto, che dia ancora pace a tutti gli uomini che vivono in questa era disastrata. ([[Ken il guerriero#Episodio 1, ...e la vita continua|Episodio 1, ''...e la vita continua'']]) ===''Ken il guerriero - La leggenda''=== *In molti sono convinti che Kenshiro sia troppo buono, ma tale bontà nasce dal fatto che non è mosso dall'istinto di sopravvivenza ma dalla costante ricerca del senso della vita, e questo è anche il concetto che descrive l'essere umano. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Toki]]'') *Kenshiro, divenuto il successore, venne costretto a far fronte ad innumerevoli tristezze. Fu però in grado di trasformarle in forza e queste lo resero l'uomo ideale per ricoprire il ruolo di successore della Divina scuola di Hokuto. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]'') *Kenshiro ha sfidato da solo Sauzer, un uomo che ha saputo farsi temere addirittura da Raoul, e ha ottenuto la vittoria. [...] È stato un combattimento eccellente. Kenshiro ha accolto in sé la tristezza mantenendo un cuore integro. Adesso è consapevole del destino del successore. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Toki]]'') ====''[[Ken il guerriero - La leggenda di Julia]]''==== *Kenshiro, adesso so chiaramente che cosa vi fu percepito in te quando ero ancora una bambina. È la strada del salvatore quella su cui ti sei incamminato, e io cammino al tuo fianco lungo quella stessa strada. Sono nata per proteggere la tua vita, abbandonando tutto il resto alle mie spalle. *– Non percepisco niente, né speranza, né sogni, né amore, un'oscura tenebra in cui tutto è andato perduto. Vedo soltanto questo.<br>– E in essa non vedi, per quanto debole, una luce?<br>– Non vedo niente. La sola cosa che percepisco fievole è il volto di un uomo.<br>– E il nome di quest'uomo?<br>– Si chiama Kenshiro ed è l'unico uomo che io abbia mai amato. *– Perché hanno quella benda bianca sul braccio?<br>– Sembra sia il loro modo per onorare le gesta di Kenshiro. Kenshiro ha salvato molte vite, lasciando dietro di sé la leggenda dei suoi combattimenti. Per quelle persone, Kenshiro è il simbolo del coraggio. Rappresenta il vero salvatore. *– Starò al fianco di Kenshiro.<br>– Scegli dunque la strada colma di avversità?<br>– Sì, come mi ha ordinato la voce del cielo. ====''[[Ken il guerriero - La leggenda di Raoul]]''==== *Egli, continuando a combattere con la forza dei suoi pugni a difesa dei più deboli, è diventato il simbolo della speranza di pace della gente che ha iniziato a definirlo "il salvatore". *– Soltanto quanti imprimono l'amore nel proprio cuore e continuano a farsi carico dell'altruì tristezza diventano gli uomini più potenti.<br>– Quindi Kenshiro sarebbe uno di loro? Stando così le cose, c'è soltanto una via da seguire: da questo momento il mio unico desiderio è sconfiggere il mio fratello minore Kenshiro! *Sono stato io ad insegnarti come combattere. È naturale che io ti sia superiore nella lotta. Non posso che essere molto grato agli dei per avere posto sul mio cammino un uomo dalle notevoli capacità come te, Kenshiro. ([[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]]) ====''[[Ken il guerriero - La leggenda del vero salvatore]]''==== *Era da tempo che non incontravo una persona che non avesse ancora perduto la propria umanità. *Essere il dio della morte e continuare a mantenere la propria umanità porta una grande sofferenza, e tu sei l'unico in grado di sopportare un tale carico di dolore. *Kenshiro, tu sei irrimediabilmente umano nei pregi e nei difetti che possiedi, e questo ti fa peccare d'ingenuità. Io, Ryuken, stento ad accettare la tua natura. Tuttavia, è una buona cosa. *Neppure un esercito composto da migliaia di unità potrebbe avere una qualche possibilità contro di lui. Kenshiro è l'uomo che diverrà il nostro salvatore. *Non avverto in te alcun sentore di malvagità. No, l'odore che tu emani ricorda quasi quella di un'epoca lontana, un passato in cui si poteva essere felici. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Ken il guerriero]] [[Categoria:Personaggi di anime e manga]] 7gouh6ae381xah9u56ossr3f44usa4f Terre di Pedemonte 0 219636 1409453 1380416 2026-04-04T09:17:11Z Spinoziano 2297 + voce correl. 1409453 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Tegna Verscio Cavigliano 250915.jpg|thumb|Terre di Pedemonte]] Citazioni su '''Terre di Pedemonte'''. *Sotto quelle rupestri montagne, – che devon caricarsi di calore e poi irradiarlo, come radiatori – i tre villaggi, Tegna, Verscio Cavigliano, sono amorosamente disposti e adagiati, davanti alla fertilissima campagna rigata di diritte strade e di lunghi filari di vigna, campagna che fu detta "armidica" da una poetessa danese del Settecento, e che merita bene, per la dolcezza dei suoi fichi settembrini e la bontà del vino, il nome gemello a quello del Piemonte.​ ([[Piero Bianconi]]) ==Voci correlate== *[[Ponte Brolla]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] 0707yvshuhbh6okav3fca38pefhxnut Ponte Brolla 0 219637 1409452 1381435 2026-04-04T09:16:20Z Spinoziano 2297 +2, piccoli fix 1409452 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:ETH-BIB LBS L1-880166 Ponte Brolla 060988.jpg|thumb|Ponte Brolla]] Citazioni su '''Ponte Brolla''', frazione di [[Terre di Pedemonte]]. *Alla sera castagnata a Ponte Brolla, nel grotto del Gilà. Il fianco della valle è premuto in quel punto da una barriera di enormi massi, prodotti dall'antico franamento della rupe sovrastante. Fratture e interstizi rimasti tra quei massi formano come una rete di sotterranee spelonche, dalle quali si sprigionano gelidi soffi che gli abitanti, sin dall'antico, hanno immaginato di utilizzare, costruendo all'uscita di queste spaccature delle piccole cantine, quasi ripostigli, ottimi da conservarvi il vino. Lì, presso un piazzaletto rustico, o secondo i casi un tinellino al coperto, offrono alla scampagnata della famiglia un tavolo nelle sere d'estate, e un focolare in autunno. Sono in tutto circa sessanta grotti, uno arrampicato sull'altro e collegati insieme da un inverosimile meandro di scalette, passaggi e ballatoi, come uno strano villaggio rupestre e pensile.​ ([[Filippo Sacchi]]) *Dai tetti di [[Golino (Centovalli)|Golino]] [...] dirompendo attraverso la gola di Pontebrolla — già si scorgeva in fondo uno spicchio rosato di lago — il sole avrebbe toccato l'alpe. ([[Giovanni Bonalumi]]) *Esattamente chiusa nella sua vasta cerchia di alte montagne, la [[Vallemaggia|Valmaggia]] è chiusa anche allo sbocco: esce da una strozzatura fra due monti a Pontebrolla. Porta stretta, avara, tanto che appena vi passi la strada: il fiume è costretto a nascondersi ancora una volta entro profonde gole, che l'infinita pazienza delle acque ha corroso bucate levigate ridotte a spugne cavernose e lisce. Rocce pallide, rocce dorate come il miele, striate di rosso: l'acqua vi ritrova il verde e l'azzurro intensissimo, la vaga trasparenza della nascita. ([[Piero Bianconi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=de}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] 4h6swt0yns01m9owcax5xy29b72mhvx 1409456 1409452 2026-04-04T09:29:06Z Spinoziano 2297 +1 1409456 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:ETH-BIB LBS L1-880166 Ponte Brolla 060988.jpg|thumb|Ponte Brolla]] Citazioni su '''Ponte Brolla''', frazione di [[Terre di Pedemonte]]. *A Ponte Brolla, abbiamo svoltato. Ho indicato a Elena la gola, detta Orrido, scavata dal fiume Maggia nella roccia. Iniziava [[Vallemaggia|la valle]]. ([[Enrico Filippini]]) *Alla sera castagnata a Ponte Brolla, nel grotto del Gilà. Il fianco della valle è premuto in quel punto da una barriera di enormi massi, prodotti dall'antico franamento della rupe sovrastante. Fratture e interstizi rimasti tra quei massi formano come una rete di sotterranee spelonche, dalle quali si sprigionano gelidi soffi che gli abitanti, sin dall'antico, hanno immaginato di utilizzare, costruendo all'uscita di queste spaccature delle piccole cantine, quasi ripostigli, ottimi da conservarvi il vino. Lì, presso un piazzaletto rustico, o secondo i casi un tinellino al coperto, offrono alla scampagnata della famiglia un tavolo nelle sere d'estate, e un focolare in autunno. Sono in tutto circa sessanta grotti, uno arrampicato sull'altro e collegati insieme da un inverosimile meandro di scalette, passaggi e ballatoi, come uno strano villaggio rupestre e pensile.​ ([[Filippo Sacchi]]) *Dai tetti di [[Golino (Centovalli)|Golino]] [...] dirompendo attraverso la gola di Pontebrolla — già si scorgeva in fondo uno spicchio rosato di lago — il sole avrebbe toccato l'alpe. ([[Giovanni Bonalumi]]) *Esattamente chiusa nella sua vasta cerchia di alte montagne, la [[Vallemaggia|Valmaggia]] è chiusa anche allo sbocco: esce da una strozzatura fra due monti a Pontebrolla. Porta stretta, avara, tanto che appena vi passi la strada: il fiume è costretto a nascondersi ancora una volta entro profonde gole, che l'infinita pazienza delle acque ha corroso bucate levigate ridotte a spugne cavernose e lisce. Rocce pallide, rocce dorate come il miele, striate di rosso: l'acqua vi ritrova il verde e l'azzurro intensissimo, la vaga trasparenza della nascita. ([[Piero Bianconi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=de}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] edm249m4itx79xvef4q4k80h9ftr2xm Arcegno 0 219732 1409472 1409219 2026-04-04T11:57:15Z Spinoziano 2297 1409472 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Arcegno - panoramio.jpg|thumb|Arcegno]] Citazioni su '''Arcegno''', frazione di [[Losone]]. *​Ad Arcegno, sui greppi e i prati già verdi e sbiancati dalle silenziose fiammelle dei crochi, casette e casucce son cresciute con l'improvvisa rapidità dei funghi a settembre; e anche tra le scure case antiche il progresso s'è insinuato con dolce prepotenza, tetti di tegole e intonaci civettuoli e tendine e scritte in dubitoso italiano. Ricordo una fotografia dall'aereo, di non tanti anni fa, di questo mirabile pugno di vecchie case: una meraviglia di ritmo, falde di piode disposte con giuoco esatto compatto attorno alla sottile spaccatura delle viuzze, di una stupenda autenticità e coerenza. ([[Piero Bianconi]]) *Un muricciolo bianco circonda il breve sacro recinto; le croci nere sporgono dal verde folto dell'erba e sopra ogni tomba fioriscono le gialle calendule, null'altro che le cappuccine fiorarancio! Nessuna fredda pietra, nessuna lapide presuntuosa in mezzo all'umile folla delle croci nere. Una uniforme semplicità che commuova. Si direbbe un cimitero di soldati. Quelli di Arcegno vogliono essere uguali nella vita e nella morte! ([[Emil Balmer]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] qbo05dj5z0c1nxw9ajdb6sdq5mibcwn Brione Verzasca 0 219745 1409448 1381441 2026-04-04T09:12:38Z Spinoziano 2297 +1, voce correl. 1409448 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:VVBrione1.jpg|thumb|Brione Verzasca]] Citazioni su '''Brione Verzasca'''. *In estate, la gente di Brione si sparpagliava tutta, come usa ancora oggi, su per i monti e gli alpi. Sull'alpe di Òsola, che si trova proprio in fondo alla valle dello stesso nome, venivano a trovarsi insieme tutta la prepotente tribù dei Pagani, ricca di numeroso e bellissimo gregge, e due sole famiglie di Cristiani, poverissime, con tre o quattro vaccherelle in tutto, e un branchetto di pecore e capre. Le capanne degli Infedeli, sulla riva destra del fiumicello che taglia in due quell'estremo cantuccio di mondo, erano ampie e comode; quelle dei Cristiani, sulla riva sinistra, piccole e povere. Quegli uomini senza legge né fede, trovandosi così a un tratto superiori di numero e di forza, ne approfittavano senza misura, con selvaggia baldanza e crudeltà. ([[Giuseppe Zoppi]]) *Soltanto a Brione, piccola terra situata circa a metà valle, proprio dove si apre una valletta laterale detta Òsola, una tribù di Pagani, nove o dieci famiglie in tutto, resistevano tanto più ostinatamente alla nuova fede quanto più, intorno, le conversioni erano edificanti, e la virtù, conforme alla parola del Vangelo. ([[Giuseppe Zoppi]]) *Vinta la salita, appare Brione, alla confluenza dell'Osola con la Verzasca. Quello che subito colpisce è il bianco vasto greto del fiume: non più incanalato nella roccia, ma capriccioso e prepotente tra i candidi ciottoli levigati. Il villaggio è rannicchiato, coi suoi prati e campi, nel triangolo tra le due acque, sotto il monte ripidissimo che torreggia: come se cercasse scampo dal fiume insidioso. Il monte, lacerato ai piedi dalle vaste ferite delle cave di granito, è così erto che impressiona; e si dice che la domestica di un curato, venuta qui dalle facili colline del Mendrisiotto, non osava entrare nella canonica, non poteva persuadersi che fosse possibile dormire sotto così minaccioso strapiombo di roccia. ([[Piero Bianconi]]) ==Voci correlate== *[[Valle Verzasca]] *[[Verzasca (fiume)]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] bvx8rnmug8q77661qrhvz5yuv3lzzur Intragna (Centovalli) 0 220995 1409469 1409357 2026-04-04T11:48:42Z Spinoziano 2297 +1; Bianconi in sezione; voce correl. 1409469 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Intragna.jpg|thumb|Intragna]] Citazioni su '''Intragna''', frazione di Centovalli. ==Citazioni== *Il campanile d'Intragna è abbastanza alto: venendo da Pedemonte, ancor oggi fa impressione quel pilastro di granito, che cresce dal verdazzurro della montagna e s'alza verso il cielo. ([[Emil Balmer]]) *​La fontana grande d'Intragna si trova in una piccola conca ombrosa. Lì non si riuniscono soltanto tutti gli scoli del paese, lì si fa anche la cronaca. Guai a chi forma l'oggetto di quei discorsi – egli vien spelato e spennato, fin che non gli resta più niente addosso. Accade come quando le donne maciullano la canapa! Se si domanda: chi ha detto questo? – la risposta è sempre: l'hanno detto alla fontana grande! [...] Un allegro loquace torrente saltella nel breve avvallamento. In primavera esso porta una buona quantità d'acqua e fa molto rumore – ma non riesce a superare il cicaleccio delle lavandaie. Per fortuna i grandi castagni che sono lì attorno coprono in parte quello schiamazzo. ([[Emil Balmer]]) *Uno di questi paesi è la bella Intragna dall'alto campanile, dai tetti neri, dai leggeri balconi di ferro e dalle botteghe buie e sonore. Un paese di nuda pietra, ma che non esclude la grazia, anzi la comporta: entrando in qualche casa a volte si scoprono vividi affreschi, simili ai fiori nati sui rami rugosi, lampi di luce, violenze di colori, dolcezze sacre di forme. E di tanto in tanto ai davanzali, qualche fiore vivo, un geranio, o la testa incuriosita di un ragazzo dagli occhi neri e lucenti. Un paese puro, testimone di un'antica fedeltà. Lo vidi una domenica con amici che da anni lo avevano scoperto e che pure lo miravano da innamorati, come se anche loro quella purezza avesse per la prima volta incantato. ([[Giovanni Battista Angioletti]]) ===[[Piero Bianconi]]=== *​Dire Intragna è evocare di colpo l'immagine del campanile che corona così felicemente la brancatella di case nere in cima al greppo; un campanile meritatamente famoso, sia per l'altezza esorbitante che per l'eleganza delle forme che per la gloriosa ubicazione, alto nella luce a dominare il labirinto scuro delle viuzze che spartiscono appena le vecchie case strette insieme; e il campanile tira con sé l'idea del belvedere, dell'arioso e spazioso spettacolo che di lassù si potrebbe godere, l'incontro (sotto un groviglio di ponti antichi e moderni) della Melezza che scende dall'altipiano di Santa Maria Maggiore e dell'Isorno che sguscia fuori dalle cupe gole dell'Onsernone, e il loro placido ed errante cammino, per le feraci campagne pedemontane, verso la Maggia e la pace del lago. *Ma in fatto di aerei punti di vista il campanile di Intragna ha trovato da qualche anno un temibile concorrente nella filovia che sale ripida verso le due frazioni della Pila e della Costa: una filovia che pur con tutte le possibili garanzie di solidità e di sicurezza ha il simpatico aspetto d'un impianto messo su da ragazzi ingegnosi; e salire non nella cabina di lusso, ma in quella delle merci e delle bestie, così bonaria e casereccia, dà l'impressione di un giuoco appunto, un giuoco appena un'ombra pericoloso: più che altro per insaporire meglio il piacere. Tutto si dimentica appena l'occhio, vincendo la lieve vertigine dell'altezza, spazia intorno, esplorando nella dondolante corsa la natura spalancata, libro aperto e illustrato di alberi cespugli greppi e del ghirigoro della viottola faticosa, costellata di cappelle; il borgo nero si stringe anche più intorno al campanile, si abbassa e sprofonda rapido, il campanile pare che si tiri dentro come le corna della chiocciola, umiliato e vinto. *Sotto l'altissima assistenza del campanile d'Intragna, e con uno spettacoloso sfoggio di ponti, due fiumi alpestri di non grande conto e di non lungo corso, uniscono le loro acque: la Melezza che scende dalle Centovalli e l'Isorno che sbuca dall'Onsernone; e da quella confluenza che lo abbraccia da tre parti par che ripeta il nome il forte borgo asserragliato con le sue case intorno al campanile, alto nella luce in cima al greppo: Intragna da "inter amnia"... ==Voci correlate== *[[Centovalli (valle)]] *[[Golino (Centovalli)|Golino]] *[[Rasa (Svizzera)|Rasa]] *[[Verdasio]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] cnje5q7k3oia1d9aho40ok1wh8vpg9x Rovana 0 221765 1409451 1394052 2026-04-04T09:15:45Z Spinoziano 2297 +1 1409451 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Valmaggia 06 giu 2016 4330.jpg|thumb|upright=1.2|Fiume Rovana]] Citazioni sulla '''Rovana'''. *Nel pomeriggio a Cevio con Roby Sciaroni. Mentre egli opera, io vado a passeggio nei dintorni, e così a casaccio uscendo da una frazione in un valloncello, scopro quello che poi mi dicono chiamarsi la Rovana, un orrido e pittoresco recesso, dove scroscia e si ingorga un torrente di verde argento, frammezzo a incombenti rupi e lisciate pietraie. ([[Filippo Sacchi]]) *{{NDR|Nella [[Vallemaggia]]}} Un solo fiume, la Rovana, porta le sue infidissime acque d'oltre confine. ([[Piero Bianconi]]) ==Voci correlate== *[[Cevio]] *[[Linescio]] *[[Maggia (fiume)|Maggia]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Fiumi della Svizzera]] ld8yl6ha61t62pa4fn7koylwml2qne9 Template:SelezioneAmpliate 10 223803 1409406 1409274 2026-04-03T15:15:35Z Gaux 18878 Tiberio Fiorilli destub 1409406 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 25 (magari col tempo lo aumenteremo). Le voci ammesse sono: - recenti destub con aggiunta di almeno due citazioni, nel caso di voci create recentemente la voce può rientrare in [[Template:SelezioneNuove]]; - voci recentemente wikificate; - voci recentemente ampliate mediante aggiunte di ricche sezioni (dedicate ad esempio a libri specifici) AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Tiberio Fiorilli]]{{,}} [[Ruggiero Bonghi]]{{,}} [[Ciro Trabalza]]{{,}} [[Claudio Treves]]{{,}} [[Adolfo Venturi (storico dell'arte)]]{{,}} [[Roberto Papini]]{{,}} [[Lawrence d'Arabia (film)]]{{,}} [[Walter Verini]]{{,}} [[Gruppo C]]{{,}} [[Jean-Marie Balestre]]{{,}} [[La casa stregata]]{{,}} [[Costantino Maes]]{{,}} [[Giuseppe De Lorenzo]]{{,}} [[Gaetano Catanoso]]{{,}} [[Sumatra]]{{,}} [[Colin MacInnes]]{{,}} [[Giuseppe Mercalli]]{{,}} [[Michael Cunningham]]{{,}} [[Friederich Münter]]{{,}} [[Enrico Mauceri]]{{,}} [[Papa Simmaco]]{{,}} [[Dominique Sanda]]{{,}} [[Olly (cantante 2001)]]{{,}} [[Pietro Martini]]{{,}} [[Sacra di San Michele]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> ohy4kx7b50rjp8cuf3cx4k57qzq53l3 Giuria 0 224096 1409407 1409342 2026-04-03T15:30:08Z Danyele 19198 fix 1409407 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:The Jury by John Morgan.jpg|thumb|upright=1.5|''La giuria'' (J. Morgan, 1861)]] Citazioni sulla '''giuria'''. ==Citazioni== *Dodici perfetti estranei che vi faranno vincere o perdere il caso prima di aver cominciato il vostro discorso introduttivo. (''[[Le regole del delitto perfetto]]'') *Dodici persone chiuse in una stanza. Dodici cuori diversi. Dodici cervelli. Dodici modi diversi di vivere. Dodici modi diversi di vedere, di sentire, di pensare. E queste dodici persone devono giudicare un uomo tanto diverso da ognuno di loro, come ognuno di loro è diverso dagli altri. Però il loro giudizio deve essere unico, unanime. È un miracolo della mente disordinata dell'uomo che possano riuscirci. E spesso ci riescono bene. Che Dio possa illuminarli. (''[[Anatomia di un omicidio]]'') *I processi sono troppo importanti... per lasciarli in mano alle giurie. (''[[La giuria]]'') *In Inghilterra, in una giuria, non sono ammessi né [[macellaio|macellai]], né [[chirurgia|chirurghi]], né [[medico|medici]], per la loro insensibilità verso la morte. ([[Immanuel Kant]]) *La prima selezione della giuria è interessante. Non ho mai, mai in vita mia guardato alla razza. Ora sono nella posizione di sedermi nella stanza della giuria e contare i neri presenti. Non ho mai notato quanti neri c'erano in una stanza. E adesso sto contando i neri nella stanza. Sto contando gli asiatici nella stanza. Tutto ad un tratto il sistema mi ha costretto a guardare le cose dal punto di vista razziale. ([[O. J. Simpson]]) *Volete vincere? Prendete una penna. Io vivo di tre semplici [[Regole dalle serie televisive|regole]]. Lo chiamo ''Il Manifesto del Tagliagole''. Queste regole guidano ogni singola decisione che io prendo in ogni singolo caso. Regola numero uno: il [[processo (diritto)|processo]] è guerra, o vinci o sei morto. Regola numero due: la verità è relativa, prendetene una che funzioni. Regola numero tre: in un processo con giuria ci sono solo dodici opinioni determinanti e, signorina Troy, la sua non è tra quelle... nel modo più assoluto. Quindi voglio che da oggi ogni caso sia "Davide contro Golia", con la fionda in mano vostra. (''[[Shark - Giustizia a tutti i costi]]'') ===[[Robert J. Sawyer]]=== *Credimi, Frank in una causa importante non usare un consulente per la giuria equivale a una negligenza. *In Inghilterra i processi iniziano quando la selezione della giuria è finita. Qui negli USA una volta finita la selezione della giuria, è finito anche il processo. *Ringrazio Dio per le giurie. ==Voci correlate== *[[Avvocato]] *[[Giudice]] *[[Processo (diritto)|Processo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Storia del diritto]] nt68yjzv4dvwzqm0jpir8nwq372jq3t Vogorno 0 224101 1409369 2026-04-03T12:02:23Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Vogorno - panoramio.jpg|thumb|upright=1.4|Vogorno]] Citazioni su '''Vogorno'''. *Passato il ponte della Porta, di Vogorno non si vedono che poche case: il grosso è più in alto, sui terrazzi del monte. È il primo villaggio della valle, ed è rimasto il più arcaico, per via appunto della sua situazione, lontano dalla strada e da frequenti contatti; e del resto Vogorno è tutto impigliato, con le sue vaste frazioni, fra il fitto reticolato dei..." 1409369 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Vogorno - panoramio.jpg|thumb|upright=1.4|Vogorno]] Citazioni su '''Vogorno'''. *Passato il ponte della Porta, di Vogorno non si vedono che poche case: il grosso è più in alto, sui terrazzi del monte. È il primo villaggio della valle, ed è rimasto il più arcaico, per via appunto della sua situazione, lontano dalla strada e da frequenti contatti; e del resto Vogorno è tutto impigliato, con le sue vaste frazioni, fra il fitto reticolato dei vigneti, tutto il piede del Pizzo di Vogorno è vestito di verde, di campetti sostenuti da muri a secco, patate, granturco fagiuoli e viti. ([[Piero Bianconi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] lsay05w76j8i2o6ixwrlrib42ex4al3 Verzasca (fiume) 0 224102 1409370 2026-04-03T12:14:02Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Lavertezzo river 2.jpg|thumb|upright=1.2|La Verzasca a Lavertezzo]] Citazioni sulla '''Verzasca'''. *Poco dopo [[Corippo]], la valle muta aspetto, fin lì il fiume è invisibile, celato nelle gole profonde, nella stretta spaccatura che incide profondamente il fondo della valle; il fiume non rappresenta nessuna parte nella vita dei paesani di [[Vogorno]], contadini vignaiuoli ma non pescatori. Di qui innanzi invece il fiume affiora, s'accompagna..." 1409370 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Lavertezzo river 2.jpg|thumb|upright=1.2|La Verzasca a Lavertezzo]] Citazioni sulla '''Verzasca'''. *Poco dopo [[Corippo]], la valle muta aspetto, fin lì il fiume è invisibile, celato nelle gole profonde, nella stretta spaccatura che incide profondamente il fondo della valle; il fiume non rappresenta nessuna parte nella vita dei paesani di [[Vogorno]], contadini vignaiuoli ma non pescatori. Di qui innanzi invece il fiume affiora, s'accompagna alla strada, fruscia con le sue pulitissime acque sulla roccia pulita, scorre nelle lunghe cune parallele scavate nella vena della roccia che corre nel senso del fiume. Così lo si vede a Lavertezzo, sotto l'arco del vecchio ponte. ([[Piero Bianconi]]) ==Voci correlate== *[[Valle Verzasca]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Fiumi della Svizzera]] 84nks5yvbnm1ciahx4benx28phzq7ua Fiume Verzasca 0 224103 1409371 2026-04-03T12:14:54Z Spinoziano 2297 Redirect alla pagina [[Verzasca (fiume)]] 1409371 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Verzasca (fiume)]] nsk1fgv84lssdj7q5uqssc1dt7oryea Corippo 0 224104 1409373 2026-04-03T12:17:17Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:PaesaggioCorippo.jpg|thumb|Corippo]] Citazioni su '''Corippo'''. *Da [[Vogorno]] si comincia a scorgere, in cima a un cono sulla destra del fiume, il più gentile villaggio della Verzasca, Corippo: una cascatella triangolare di gremitissime case grigie e di tetti neri addosso alla chiesa, che contiene l'urto mettendosi di traverso. ([[Piero Bianconi]]) ==Voci correlate== *[[Valle Verzasca]] *[[Verzasca (fiume)]] ==Altri progetti== {{interproge..." 1409373 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:PaesaggioCorippo.jpg|thumb|Corippo]] Citazioni su '''Corippo'''. *Da [[Vogorno]] si comincia a scorgere, in cima a un cono sulla destra del fiume, il più gentile villaggio della Verzasca, Corippo: una cascatella triangolare di gremitissime case grigie e di tetti neri addosso alla chiesa, che contiene l'urto mettendosi di traverso. ([[Piero Bianconi]]) ==Voci correlate== *[[Valle Verzasca]] *[[Verzasca (fiume)]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] j656jhk0lrekao896yx9o3hf2ilny7c Paolo Mercuri 0 224105 1409380 2026-04-03T12:56:40Z Gaux 18878 Paolo Mercuri 1409380 wikitext text/x-wiki '''Paolo Baldassarre Mercuri''' (1804 – 1884), incisore italiano. ==Citazioni su Paolo Mercuri== *Passeggiando pe' corsi più popolati di Roma, accade talvolta d'imbattersi in un vecchio dalla larga e spaziosa fronte, da' bianchi capelli, dagli occhi pieni d'amore il quale, paralizzato del lato destro, in compagnia d'una bambina, tratto tratto si fermi quando di fronte ad uno di quegli eterni monumenti, quando dinnanzi ad uno spaccio di fotografie a contemplare con estasi le copie de' capolavori antichi e moderni. Quel vecchio è oggi una gloria delle arti europee; che col [[Luigi Calamatta|Calamatta]], altra gloria vivente, e col [[Pietro Mancion|Mancion]] suoi contemporanei, concittadini, e forse condiscepoli, mantiene a Roma sopra ogni altra città il primato della [[incisione]]; è il cittadino onesto a tutta {{sic|pruova}}, il maestro affettuoso, l'ottimo padre di famiglia, Paolo Mercuri. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Mercuri, Paolo Baldassarre}} [[Categoria:Incisori italiani]] 44cxzalteg60hf7hv2j17atpij3ntkn 1409381 1409380 2026-04-03T13:01:01Z Gaux 18878 immagine 1409381 wikitext text/x-wiki [[File:Calamatta-Mercuri.jpg|thumb|Paolo Mercuri in un'incisione di Luigi Calamatta]] '''Paolo Baldassarre Mercuri''' (1804 – 1884), incisore italiano. ==Citazioni su Paolo Mercuri== *Passeggiando pe' corsi più popolati di Roma, accade talvolta d'imbattersi in un vecchio dalla larga e spaziosa fronte, da' bianchi capelli, dagli occhi pieni d'amore il quale, paralizzato del lato destro, in compagnia d'una bambina, tratto tratto si fermi quando di fronte ad uno di quegli eterni monumenti, quando dinnanzi ad uno spaccio di fotografie a contemplare con estasi le copie de' capolavori antichi e moderni. Quel vecchio è oggi una gloria delle arti europee; che col [[Luigi Calamatta|Calamatta]], altra gloria vivente, e col [[Pietro Mancion|Mancion]] suoi contemporanei, concittadini, e forse condiscepoli, mantiene a Roma sopra ogni altra città il primato della [[incisione]]; è il cittadino onesto a tutta {{sic|pruova}}, il maestro affettuoso, l'ottimo padre di famiglia, Paolo Mercuri. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Mercuri, Paolo Baldassarre}} [[Categoria:Incisori italiani]] e6d61vfm8zm0rhb0x24b9f9fehm3ofi 1409382 1409381 2026-04-03T13:01:41Z Gaux 18878 didascalia 1409382 wikitext text/x-wiki [[File:Calamatta-Mercuri.jpg|thumb|Paolo Mercuri in un'incisione di Luigi Calamatta (1840)]] '''Paolo Baldassarre Mercuri''' (1804 – 1884), incisore italiano. ==Citazioni su Paolo Mercuri== *Passeggiando pe' corsi più popolati di Roma, accade talvolta d'imbattersi in un vecchio dalla larga e spaziosa fronte, da' bianchi capelli, dagli occhi pieni d'amore il quale, paralizzato del lato destro, in compagnia d'una bambina, tratto tratto si fermi quando di fronte ad uno di quegli eterni monumenti, quando dinnanzi ad uno spaccio di fotografie a contemplare con estasi le copie de' capolavori antichi e moderni. Quel vecchio è oggi una gloria delle arti europee; che col [[Luigi Calamatta|Calamatta]], altra gloria vivente, e col [[Pietro Mancion|Mancion]] suoi contemporanei, concittadini, e forse condiscepoli, mantiene a Roma sopra ogni altra città il primato della [[incisione]]; è il cittadino onesto a tutta {{sic|pruova}}, il maestro affettuoso, l'ottimo padre di famiglia, Paolo Mercuri. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Mercuri, Paolo Baldassarre}} [[Categoria:Incisori italiani]] k7o93m44x3oc2dnxkmevy22b90u8h0x 1409383 1409382 2026-04-03T13:08:10Z Gaux 18878 /* Citazioni su Paolo Mercuri */ autore 1409383 wikitext text/x-wiki [[File:Calamatta-Mercuri.jpg|thumb|Paolo Mercuri in un'incisione di Luigi Calamatta (1840)]] '''Paolo Baldassarre Mercuri''' (1804 – 1884), incisore italiano. ==Citazioni su Paolo Mercuri== *Passeggiando pe' corsi più popolati di Roma, accade talvolta d'imbattersi in un vecchio dalla larga e spaziosa fronte, da' bianchi capelli, dagli occhi pieni d'amore il quale, paralizzato del lato destro, in compagnia d'una bambina, tratto tratto si fermi quando di fronte ad uno di quegli eterni monumenti, quando dinnanzi ad uno spaccio di fotografie a contemplare con estasi le copie de' capolavori antichi e moderni. Quel vecchio è oggi una gloria delle arti europee; che col [[Luigi Calamatta|Calamatta]], altra gloria vivente, e col [[Pietro Mancion|Mancion]] suoi contemporanei, concittadini, e forse condiscepoli, mantiene a Roma sopra ogni altra città il primato della [[incisione]]; è il cittadino onesto a tutta {{sic|pruova}}, il maestro affettuoso, l'ottimo padre di famiglia, Paolo Mercuri. ([[Giuseppe Pitrè]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Mercuri, Paolo Baldassarre}} [[Categoria:Incisori italiani]] fin2z99sfh281sfy9z0dirfcr8kvnmw 1409387 1409383 2026-04-03T13:30:18Z Gaux 18878 /* Citazioni su Paolo Mercuri */ ritratto di padre da Capistrano 1409387 wikitext text/x-wiki [[File:Calamatta-Mercuri.jpg|thumb|Paolo Mercuri in un'incisione di Luigi Calamatta (1840)]] '''Paolo Baldassarre Mercuri''' (1804 – 1884), incisore italiano. ==Citazioni su Paolo Mercuri== *{{NDR|Il ritratto di padre da Capistrano, generale dell'Ordine dei frati minori}} Pregevolissima com'è, questa incisione rivela pienamente l'arte del Mercuri che, stanco di vedere la meccanica incisione de' Volpato e de' Morghen, volle scuotere il letargo e riunire i pregi di Marcantonio e di Alberto Duro<ref>Italianizzazione di [[Albrecht Dürer]].</ref>; laonde non più tagli metodici, non più convenzione, non più contorni arcuati e andanti, non più il macchinismo onde si era stati vittima, bensì arte nobile e degna di questo nome; e Mercuri col suo bulino ha disegnato con rara purezza e ricercatezza di forma; i suoi cartoni vengono dappertutto studiati come quelli che sono ''veri nervosi'', se pur regge il vocabolo per indicare l'opposto del floscio e dell'insipido.<br>Ecco adunque manifestarsi quel Mercuri che divenne più tardi il vero riformatore dell'incisione, l'artista felicemente eclettico , che ha saputo maravigliosamente riunire i pregi di tutti e formare un'arte tutta sua, talmente originale che direbbesi quasi inimitabile. ([[Giuseppe Pitrè]]) *Passeggiando pe' corsi più popolati di Roma, accade talvolta d'imbattersi in un vecchio dalla larga e spaziosa fronte, da' bianchi capelli, dagli occhi pieni d'amore il quale, paralizzato del lato destro, in compagnia d'una bambina, tratto tratto si fermi quando di fronte ad uno di quegli eterni monumenti, quando dinnanzi ad uno spaccio di fotografie a contemplare con estasi le copie de' capolavori antichi e moderni. Quel vecchio è oggi una gloria delle arti europee; che col [[Luigi Calamatta|Calamatta]], altra gloria vivente, e col [[Pietro Mancion|Mancion]] suoi contemporanei, concittadini, e forse condiscepoli, mantiene a Roma sopra ogni altra città il primato della [[incisione]]; è il cittadino onesto a tutta {{sic|pruova}}, il maestro affettuoso, l'ottimo padre di famiglia, Paolo Mercuri. ([[Giuseppe Pitrè]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Mercuri, Paolo Baldassarre}} [[Categoria:Incisori italiani]] ivz9f3q4q3l50j4qnjy8v8slrya505m 1409388 1409387 2026-04-03T13:31:21Z Gaux 18878 sezione Note 1409388 wikitext text/x-wiki [[File:Calamatta-Mercuri.jpg|thumb|Paolo Mercuri in un'incisione di Luigi Calamatta (1840)]] '''Paolo Baldassarre Mercuri''' (1804 – 1884), incisore italiano. ==Citazioni su Paolo Mercuri== *{{NDR|Il ritratto di padre da Capistrano, generale dell'Ordine dei frati minori}} Pregevolissima com'è, questa incisione rivela pienamente l'arte del Mercuri che, stanco di vedere la meccanica incisione de' Volpato e de' Morghen, volle scuotere il letargo e riunire i pregi di Marcantonio e di Alberto Duro<ref>Italianizzazione di [[Albrecht Dürer]].</ref>; laonde non più tagli metodici, non più convenzione, non più contorni arcuati e andanti, non più il macchinismo onde si era stati vittima, bensì arte nobile e degna di questo nome; e Mercuri col suo bulino ha disegnato con rara purezza e ricercatezza di forma; i suoi cartoni vengono dappertutto studiati come quelli che sono ''veri nervosi'', se pur regge il vocabolo per indicare l'opposto del floscio e dell'insipido.<br>Ecco adunque manifestarsi quel Mercuri che divenne più tardi il vero riformatore dell'incisione, l'artista felicemente eclettico , che ha saputo maravigliosamente riunire i pregi di tutti e formare un'arte tutta sua, talmente originale che direbbesi quasi inimitabile. ([[Giuseppe Pitrè]]) *Passeggiando pe' corsi più popolati di Roma, accade talvolta d'imbattersi in un vecchio dalla larga e spaziosa fronte, da' bianchi capelli, dagli occhi pieni d'amore il quale, paralizzato del lato destro, in compagnia d'una bambina, tratto tratto si fermi quando di fronte ad uno di quegli eterni monumenti, quando dinnanzi ad uno spaccio di fotografie a contemplare con estasi le copie de' capolavori antichi e moderni. Quel vecchio è oggi una gloria delle arti europee; che col [[Luigi Calamatta|Calamatta]], altra gloria vivente, e col [[Pietro Mancion|Mancion]] suoi contemporanei, concittadini, e forse condiscepoli, mantiene a Roma sopra ogni altra città il primato della [[incisione]]; è il cittadino onesto a tutta {{sic|pruova}}, il maestro affettuoso, l'ottimo padre di famiglia, Paolo Mercuri. ([[Giuseppe Pitrè]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Mercuri, Paolo Baldassarre}} [[Categoria:Incisori italiani]] tpc2gy8aomuq29rl1spgdiiewpwwmjs 1409393 1409388 2026-04-03T14:11:31Z Gaux 18878 /* Citazioni su Paolo Mercuri */ Ignazio Ciampi 1409393 wikitext text/x-wiki [[File:Calamatta-Mercuri.jpg|thumb|Paolo Mercuri in un'incisione di Luigi Calamatta (1840)]] '''Paolo Baldassarre Mercuri''' (1804 – 1884), incisore italiano. ==Citazioni su Paolo Mercuri== *{{NDR|Il ritratto di padre da Capistrano, generale dell'Ordine dei frati minori}} Pregevolissima com'è, questa incisione rivela pienamente l'arte del Mercuri che, stanco di vedere la meccanica incisione de' Volpato e de' Morghen, volle scuotere il letargo e riunire i pregi di Marcantonio e di Alberto Duro<ref>Italianizzazione di [[Albrecht Dürer]].</ref>; laonde non più tagli metodici, non più convenzione, non più contorni arcuati e andanti, non più il macchinismo onde si era stati vittima, bensì arte nobile e degna di questo nome; e Mercuri col suo bulino ha disegnato con rara purezza e ricercatezza di forma; i suoi cartoni vengono dappertutto studiati come quelli che sono ''veri nervosi'', se pur regge il vocabolo per indicare l'opposto del floscio e dell'insipido.<br>Ecco adunque manifestarsi quel Mercuri che divenne più tardi il vero riformatore dell'incisione, l'artista felicemente eclettico , che ha saputo maravigliosamente riunire i pregi di tutti e formare un'arte tutta sua, talmente originale che direbbesi quasi inimitabile. ([[Giuseppe Pitrè]]) *Passeggiando pe' corsi più popolati di Roma, accade talvolta d'imbattersi in un vecchio dalla larga e spaziosa fronte, da' bianchi capelli, dagli occhi pieni d'amore il quale, paralizzato del lato destro, in compagnia d'una bambina, tratto tratto si fermi quando di fronte ad uno di quegli eterni monumenti, quando dinnanzi ad uno spaccio di fotografie a contemplare con estasi le copie de' capolavori antichi e moderni. Quel vecchio è oggi una gloria delle arti europee; che col [[Luigi Calamatta|Calamatta]], altra gloria vivente, e col [[Pietro Mancion|Mancion]] suoi contemporanei, concittadini, e forse condiscepoli, mantiene a Roma sopra ogni altra città il primato della [[incisione]]; è il cittadino onesto a tutta {{sic|pruova}}, il maestro affettuoso, l'ottimo padre di famiglia, Paolo Mercuri. ([[Giuseppe Pitrè]]) *Veramente il Mercuri poteva essere un gran pittore, e non gli si può perdonare di non esser giunto a ciò, che per la gloria acquistata sopra tutti nell'incisione, onde meritò che in Francia gli dicessero, allorché espose la ''Sant'Amelia'': «Egli scrive sotto i suoi rami: Mercuri pittore. O signor Mercuri! Voi dovete essere davvero un gran pittore: ma per l'avvenire dell'incisione, per l'amore di quest'arte, ve ne preghiamo, restate incisore!». ([[Ignazio Ciampi]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Mercuri, Paolo Baldassarre}} [[Categoria:Incisori italiani]] 47o3tw0wqt1ltpek43vegbnzh34jx9q 1409394 1409393 2026-04-03T14:12:36Z Gaux 18878 no stub 1409394 wikitext text/x-wiki [[File:Calamatta-Mercuri.jpg|thumb|Paolo Mercuri in un'incisione di Luigi Calamatta (1840)]] '''Paolo Baldassarre Mercuri''' (1804 – 1884), incisore italiano. ==Citazioni su Paolo Mercuri== *{{NDR|Il ritratto di padre da Capistrano, generale dell'Ordine dei frati minori}} Pregevolissima com'è, questa incisione rivela pienamente l'arte del Mercuri che, stanco di vedere la meccanica incisione de' Volpato e de' Morghen, volle scuotere il letargo e riunire i pregi di Marcantonio e di Alberto Duro<ref>Italianizzazione di [[Albrecht Dürer]].</ref>; laonde non più tagli metodici, non più convenzione, non più contorni arcuati e andanti, non più il macchinismo onde si era stati vittima, bensì arte nobile e degna di questo nome; e Mercuri col suo bulino ha disegnato con rara purezza e ricercatezza di forma; i suoi cartoni vengono dappertutto studiati come quelli che sono ''veri nervosi'', se pur regge il vocabolo per indicare l'opposto del floscio e dell'insipido.<br>Ecco adunque manifestarsi quel Mercuri che divenne più tardi il vero riformatore dell'incisione, l'artista felicemente eclettico , che ha saputo maravigliosamente riunire i pregi di tutti e formare un'arte tutta sua, talmente originale che direbbesi quasi inimitabile. ([[Giuseppe Pitrè]]) *Passeggiando pe' corsi più popolati di Roma, accade talvolta d'imbattersi in un vecchio dalla larga e spaziosa fronte, da' bianchi capelli, dagli occhi pieni d'amore il quale, paralizzato del lato destro, in compagnia d'una bambina, tratto tratto si fermi quando di fronte ad uno di quegli eterni monumenti, quando dinnanzi ad uno spaccio di fotografie a contemplare con estasi le copie de' capolavori antichi e moderni. Quel vecchio è oggi una gloria delle arti europee; che col [[Luigi Calamatta|Calamatta]], altra gloria vivente, e col [[Pietro Mancion|Mancion]] suoi contemporanei, concittadini, e forse condiscepoli, mantiene a Roma sopra ogni altra città il primato della [[incisione]]; è il cittadino onesto a tutta {{sic|pruova}}, il maestro affettuoso, l'ottimo padre di famiglia, Paolo Mercuri. ([[Giuseppe Pitrè]]) *Veramente il Mercuri poteva essere un gran pittore, e non gli si può perdonare di non esser giunto a ciò, che per la gloria acquistata sopra tutti nell'incisione, onde meritò che in Francia gli dicessero, allorché espose la ''Sant'Amelia'': «Egli scrive sotto i suoi rami: Mercuri pittore. O signor Mercuri! Voi dovete essere davvero un gran pittore: ma per l'avvenire dell'incisione, per l'amore di quest'arte, ve ne preghiamo, restate incisore!». ([[Ignazio Ciampi]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Mercuri, Paolo Baldassarre}} [[Categoria:Incisori italiani]] 3qcwuyd7x23n8oukfy5okw08gn7ceme Ignazio Ciampi 0 224106 1409391 2026-04-03T14:03:03Z Gaux 18878 Ignazio Ciampi 1409391 wikitext text/x-wiki '''Ignazio Ciampi''' (1824 – 1880), avvocato, storico e poeta italiano. ==Citazioni di Ignazio Ciampi== *Veramente il [[Paolo Mercuri|Mercuri]] poteva essere un gran pittore, e non gli si può perdonare di non esser giunto a ciò, che per la gloria acquistata sopra tutti nell'incisione, onde meritò che in Francia gli dicessero, allorché espose la ''Sant'Amelia'': «Egli scrive sotto i suoi rami: Mercuri pittore. O signor Mercuri! Voi dovete essere davvero un gran pittore: ma per l'avvenire dell'incisione, per l'amore di quest'arte, ve ne preghiamo, restate incisore!».<ref>Da ''Vita di Paolo Mercuri incisore'', pp. 22-23.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Ciampi, Ignazio}} [[Categoria:Avvocati italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 23q0vqofq4o9mo6trj3gm7erzcxf46k 1409392 1409391 2026-04-03T14:05:47Z Gaux 18878 riferimenti bibliografici 1409392 wikitext text/x-wiki '''Ignazio Ciampi''' (1824 – 1880), avvocato, storico e poeta italiano. ==Citazioni di Ignazio Ciampi== *Veramente il [[Paolo Mercuri|Mercuri]] poteva essere un gran pittore, e non gli si può perdonare di non esser giunto a ciò, che per la gloria acquistata sopra tutti nell'incisione, onde meritò che in Francia gli dicessero, allorché espose la ''Sant'Amelia'': «Egli scrive sotto i suoi rami: Mercuri pittore. O signor Mercuri! Voi dovete essere davvero un gran pittore: ma per l'avvenire dell'incisione, per l'amore di quest'arte, ve ne preghiamo, restate incisore!».<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitadipaolomercu00ciam/page/n8/mode/1up Vita di Paolo Mercuri incisore]'', Vincenzo Salviucci editore, Roma, 1879, pp. 22-23.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Ciampi, Ignazio}} [[Categoria:Avvocati italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] lr5kuc9ho488lp6mu06l3dfvff3p07v 1409396 1409392 2026-04-03T14:17:31Z Gaux 18878 /* Citazioni di Ignazio Ciampi */ wlink 1409396 wikitext text/x-wiki '''Ignazio Ciampi''' (1824 – 1880), avvocato, storico e poeta italiano. ==Citazioni di Ignazio Ciampi== *Veramente il [[Paolo Mercuri|Mercuri]] poteva essere un gran pittore, e non gli si può perdonare di non esser giunto a ciò, che per la gloria acquistata sopra tutti nell'[[incisione]], onde meritò che in Francia gli dicessero, allorché espose la ''Sant'Amelia'': «Egli scrive sotto i suoi rami: Mercuri pittore. O signor Mercuri! Voi dovete essere davvero un gran pittore: ma per l'avvenire dell'incisione, per l'amore di quest'arte, ve ne preghiamo, restate incisore!».<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitadipaolomercu00ciam/page/n8/mode/1up Vita di Paolo Mercuri incisore]'', Vincenzo Salviucci editore, Roma, 1879, pp. 22-23.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Ciampi, Ignazio}} [[Categoria:Avvocati italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] iw678qlp4erfnam7blw67j0w91uwp82 1409397 1409396 2026-04-03T14:22:26Z Gaux 18878 /* Citazioni di Ignazio Ciampi */ capitolo 1409397 wikitext text/x-wiki '''Ignazio Ciampi''' (1824 – 1880), avvocato, storico e poeta italiano. ==Citazioni di Ignazio Ciampi== *Veramente il [[Paolo Mercuri|Mercuri]] poteva essere un gran pittore, e non gli si può perdonare di non esser giunto a ciò, che per la gloria acquistata sopra tutti nell'[[incisione]], onde meritò che in Francia gli dicessero, allorché espose la ''Sant'Amelia'': «Egli scrive sotto i suoi rami: Mercuri pittore. O signor Mercuri! Voi dovete essere davvero un gran pittore: ma per l'avvenire dell'incisione, per l'amore di quest'arte, ve ne preghiamo, restate incisore!».<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitadipaolomercu00ciam/page/n8/mode/1up Vita di Paolo Mercuri incisore]'', Vincenzo Salviucci editore, Roma, 1879, cap. II, pp. 22-23.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Ciampi, Ignazio}} [[Categoria:Avvocati italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 1ofjfnz5tn7e1srtsnkh42wuooywecc 1409398 1409397 2026-04-03T14:39:32Z Gaux 18878 /* Citazioni di Ignazio Ciampi */ Tiberio Fiorilli (Scaramuccia) 1409398 wikitext text/x-wiki '''Ignazio Ciampi''' (1824 – 1880), avvocato, storico e poeta italiano. ==Citazioni di Ignazio Ciampi== *[...] io vi parlerò di Scaramuccia, di quello che ha saputo lasciare, morendo, centomila scudi nell'arca. Orsù, ditemi, chi non parlerebbe volentieri di un uomo che seppe farsi sì ricco ancorché non fosse stato quel valente attore che fu? Egli fu una buona lana, che si chiamò in verità [[Tiberio Fiorilli]]: un vagabondo, un poltrone, che avea in corpo, senza nulla saperne, la favilla del genio: la favilla del genio una volta rarissima, ma oggidì, per grazia del cielo, riscaldante qualunque o gorgheggi o gesticoli o stringa una penna tra i polpastrelli delle dita.<ref>Da ''La commedia italiana'', p. 319.</ref> *Veramente il [[Paolo Mercuri|Mercuri]] poteva essere un gran pittore, e non gli si può perdonare di non esser giunto a ciò, che per la gloria acquistata sopra tutti nell'[[incisione]], onde meritò che in Francia gli dicessero, allorché espose la ''Sant'Amelia'': «Egli scrive sotto i suoi rami: Mercuri pittore. O signor Mercuri! Voi dovete essere davvero un gran pittore: ma per l'avvenire dell'incisione, per l'amore di quest'arte, ve ne preghiamo, restate incisore!».<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitadipaolomercu00ciam/page/n8/mode/1up Vita di Paolo Mercuri incisore]'', Vincenzo Salviucci editore, Roma, 1879, cap. II, pp. 22-23.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Ciampi, Ignazio}} [[Categoria:Avvocati italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 6twn4f2ethu9qipscur8701bgts11ps 1409399 1409398 2026-04-03T14:41:39Z Gaux 18878 /* Citazioni di Ignazio Ciampi */ corsivo 1409399 wikitext text/x-wiki '''Ignazio Ciampi''' (1824 – 1880), avvocato, storico e poeta italiano. ==Citazioni di Ignazio Ciampi== *[...] io vi parlerò di Scaramuccia, di quello che ha saputo lasciare, morendo, centomila scudi nell'arca. Orsù, ditemi, chi non parlerebbe volentieri di un uomo che seppe farsi sì ricco ancorché non fosse stato quel valente attore che fu? Egli fu una buona lana, che si chiamò in verità [[Tiberio Fiorilli]]: un vagabondo, un poltrone, che avea in corpo, senza nulla saperne, ''la favilla del genio: la favilla del genio'' una volta rarissima, ma oggidì, per grazia del cielo, riscaldante qualunque o gorgheggi o gesticoli o stringa una penna tra i polpastrelli delle dita.<ref>Da ''La commedia italiana'', p. 319.</ref> *Veramente il [[Paolo Mercuri|Mercuri]] poteva essere un gran pittore, e non gli si può perdonare di non esser giunto a ciò, che per la gloria acquistata sopra tutti nell'[[incisione]], onde meritò che in Francia gli dicessero, allorché espose la ''Sant'Amelia'': «Egli scrive sotto i suoi rami: Mercuri pittore. O signor Mercuri! Voi dovete essere davvero un gran pittore: ma per l'avvenire dell'incisione, per l'amore di quest'arte, ve ne preghiamo, restate incisore!».<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitadipaolomercu00ciam/page/n8/mode/1up Vita di Paolo Mercuri incisore]'', Vincenzo Salviucci editore, Roma, 1879, cap. II, pp. 22-23.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Ciampi, Ignazio}} [[Categoria:Avvocati italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] iqrovgkiw10o10afrlvxhcxk1hd602m 1409400 1409399 2026-04-03T14:45:30Z Gaux 18878 /* Citazioni di Ignazio Ciampi */ riferimenti bibliografici 1409400 wikitext text/x-wiki '''Ignazio Ciampi''' (1824 – 1880), avvocato, storico e poeta italiano. ==Citazioni di Ignazio Ciampi== *[...] io vi parlerò di Scaramuccia, di quello che ha saputo lasciare, morendo, centomila scudi nell'arca. Orsù, ditemi, chi non parlerebbe volentieri di un uomo che seppe farsi sì ricco ancorché non fosse stato quel valente attore che fu? Egli fu una buona lana, che si chiamò in verità [[Tiberio Fiorilli]]: un vagabondo, un poltrone, che avea in corpo, senza nulla saperne, ''la favilla del genio: la favilla del genio'' una volta rarissima, ma oggidì, per grazia del cielo, riscaldante qualunque o gorgheggi o gesticoli o stringa una penna tra i polpastrelli delle dita.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lacommediaitali01ciamgoog/page/n7/mode/1up La commedia italiana]'', coi tipi dei Galeati in Imola, Roma, 1880, p. 319.</ref> *Veramente il [[Paolo Mercuri|Mercuri]] poteva essere un gran pittore, e non gli si può perdonare di non esser giunto a ciò, che per la gloria acquistata sopra tutti nell'[[incisione]], onde meritò che in Francia gli dicessero, allorché espose la ''Sant'Amelia'': «Egli scrive sotto i suoi rami: Mercuri pittore. O signor Mercuri! Voi dovete essere davvero un gran pittore: ma per l'avvenire dell'incisione, per l'amore di quest'arte, ve ne preghiamo, restate incisore!».<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitadipaolomercu00ciam/page/n8/mode/1up Vita di Paolo Mercuri incisore]'', Vincenzo Salviucci editore, Roma, 1879, cap. II, pp. 22-23.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Ciampi, Ignazio}} [[Categoria:Avvocati italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] jggbkvzm26egrz0ed7s9rvrk59c5vvw 1409402 1409400 2026-04-03T15:07:38Z Gaux 18878 /* Citazioni di Ignazio Ciampi */ Fiorilli e Luigi XIV 1409402 wikitext text/x-wiki '''Ignazio Ciampi''' (1824 – 1880), avvocato, storico e poeta italiano. ==Citazioni di Ignazio Ciampi== *[...] io vi parlerò di Scaramuccia, di quello che ha saputo lasciare, morendo, centomila scudi nell'arca. Orsù, ditemi, chi non parlerebbe volentieri di un uomo che seppe farsi sì ricco ancorché non fosse stato quel valente attore che fu? Egli fu una buona lana, che si chiamò in verità [[Tiberio Fiorilli]]: un vagabondo, un poltrone, che avea in corpo, senza nulla saperne, ''la favilla del genio: la favilla del genio'' una volta rarissima, ma oggidì, per grazia del cielo, riscaldante qualunque o gorgheggi o gesticoli o stringa una penna tra i polpastrelli delle dita.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lacommediaitali01ciamgoog/page/n7/mode/1up La commedia italiana]'', coi tipi dei Galeati in Imola, Roma, 1880, p. 319.</ref> *Nell'anno 1660 Tiberio {{NDR|Fiorilli}} passò le nevi de' monti delle Alpi, i quali fecero tremar di paura la ingenua Marinetta {{NDR|sua moglie}}, e dopo faticoso viaggio toccò le porte della beata Parigi. E siccome era uopo recar meraviglia per acquistare benevolenza; cosi pensò bene di presentarsi a [[Luigi XIV di Francia|Luigi XIV]] coll'abito da teatro in dosso ed accompagnato dal cane e dal pappagallo, fedelissime bestie. Le quali si graziosamente coll'abbaiamento e coll'eco seguirono il suono della sua chitarra e il canto della sua voce: che il re ne fu preso di amore grandissimo e per esse forse, più che per altro, mise Scaramuccia in sua grazia.<ref>Da ''La commedia italiana'', coi tipi dei Galeati in Imola, Roma, 1880, p. 325.</ref> *Veramente il [[Paolo Mercuri|Mercuri]] poteva essere un gran pittore, e non gli si può perdonare di non esser giunto a ciò, che per la gloria acquistata sopra tutti nell'[[incisione]], onde meritò che in Francia gli dicessero, allorché espose la ''Sant'Amelia'': «Egli scrive sotto i suoi rami: Mercuri pittore. O signor Mercuri! Voi dovete essere davvero un gran pittore: ma per l'avvenire dell'incisione, per l'amore di quest'arte, ve ne preghiamo, restate incisore!».<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitadipaolomercu00ciam/page/n8/mode/1up Vita di Paolo Mercuri incisore]'', Vincenzo Salviucci editore, Roma, 1879, cap. II, pp. 22-23.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Ciampi, Ignazio}} [[Categoria:Avvocati italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] d9a1w9f19r00uhpqxccqs2v6nhxjxln 1409403 1409402 2026-04-03T15:09:44Z Gaux 18878 no stub 1409403 wikitext text/x-wiki '''Ignazio Ciampi''' (1824 – 1880), avvocato, storico e poeta italiano. ==Citazioni di Ignazio Ciampi== *[...] io vi parlerò di Scaramuccia, di quello che ha saputo lasciare, morendo, centomila scudi nell'arca. Orsù, ditemi, chi non parlerebbe volentieri di un uomo che seppe farsi sì ricco ancorché non fosse stato quel valente attore che fu? Egli fu una buona lana, che si chiamò in verità [[Tiberio Fiorilli]]: un vagabondo, un poltrone, che avea in corpo, senza nulla saperne, ''la favilla del genio: la favilla del genio'' una volta rarissima, ma oggidì, per grazia del cielo, riscaldante qualunque o gorgheggi o gesticoli o stringa una penna tra i polpastrelli delle dita.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lacommediaitali01ciamgoog/page/n7/mode/1up La commedia italiana]'', coi tipi dei Galeati in Imola, Roma, 1880, p. 319.</ref> *Nell'anno 1660 Tiberio {{NDR|Fiorilli}} passò le nevi de' monti delle Alpi, i quali fecero tremar di paura la ingenua Marinetta {{NDR|sua moglie}}, e dopo faticoso viaggio toccò le porte della beata Parigi. E siccome era uopo recar meraviglia per acquistare benevolenza; cosi pensò bene di presentarsi a [[Luigi XIV di Francia|Luigi XIV]] coll'abito da teatro in dosso ed accompagnato dal cane e dal pappagallo, fedelissime bestie. Le quali si graziosamente coll'abbaiamento e coll'eco seguirono il suono della sua chitarra e il canto della sua voce: che il re ne fu preso di amore grandissimo e per esse forse, più che per altro, mise Scaramuccia in sua grazia.<ref>Da ''La commedia italiana'', coi tipi dei Galeati in Imola, Roma, 1880, p. 325.</ref> *Veramente il [[Paolo Mercuri|Mercuri]] poteva essere un gran pittore, e non gli si può perdonare di non esser giunto a ciò, che per la gloria acquistata sopra tutti nell'[[incisione]], onde meritò che in Francia gli dicessero, allorché espose la ''Sant'Amelia'': «Egli scrive sotto i suoi rami: Mercuri pittore. O signor Mercuri! Voi dovete essere davvero un gran pittore: ma per l'avvenire dell'incisione, per l'amore di quest'arte, ve ne preghiamo, restate incisore!».<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitadipaolomercu00ciam/page/n8/mode/1up Vita di Paolo Mercuri incisore]'', Vincenzo Salviucci editore, Roma, 1879, cap. II, pp. 22-23.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ciampi, Ignazio}} [[Categoria:Avvocati italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 3bd0v29ga6stz0wbgboczwdiuvkqv9p 1409408 1409403 2026-04-03T15:30:46Z Gaux 18878 /* Citazioni di Ignazio Ciampi */ Scaramuccia torna in Italia 1409408 wikitext text/x-wiki '''Ignazio Ciampi''' (1824 – 1880), avvocato, storico e poeta italiano. ==Citazioni di Ignazio Ciampi== *[...] io vi parlerò di Scaramuccia, di quello che ha saputo lasciare, morendo, centomila scudi nell'arca. Orsù, ditemi, chi non parlerebbe volentieri di un uomo che seppe farsi sì ricco ancorché non fosse stato quel valente attore che fu? Egli fu una buona lana, che si chiamò in verità [[Tiberio Fiorilli]]: un vagabondo, un poltrone, che avea in corpo, senza nulla saperne, ''la favilla del genio: la favilla del genio'' una volta rarissima, ma oggidì, per grazia del cielo, riscaldante qualunque o gorgheggi o gesticoli o stringa una penna tra i polpastrelli delle dita.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lacommediaitali01ciamgoog/page/n7/mode/1up La commedia italiana]'', coi tipi dei Galeati in Imola, Roma, 1880, p. 319.</ref> *Nell'anno 1660 Tiberio {{NDR|Fiorilli}} passò le nevi de' monti delle Alpi, i quali fecero tremar di paura la ingenua Marinetta {{NDR|sua moglie}}, e dopo faticoso viaggio toccò le porte della beata Parigi. E siccome era uopo recar meraviglia per acquistare benevolenza; cosi pensò bene di presentarsi a [[Luigi XIV di Francia|Luigi XIV]] coll'abito da teatro in dosso ed accompagnato dal cane e dal pappagallo, fedelissime bestie. Le quali si graziosamente coll'abbaiamento e coll'eco seguirono il suono della sua chitarra e il canto della sua voce: che il re ne fu preso di amore grandissimo e per esse forse, più che per altro, mise Scaramuccia in sua grazia.<ref>Da ''La commedia italiana'', coi tipi dei Galeati in Imola, Roma, 1880, p. 325.</ref> *[...] ritornando a Scaramuccia, benché egli avesse di che lodarsi del paese e del re; pure, sorpreso dal male della patria, volle un tratto ritornarsene in Italia, ove poco prima s'era portata la sua Marinetta. E per non mancare al proprio ingegno, chiese a ciascun gentiluomo un paio di stivali, e tanti n'ebbe da poterne fornire uno squadrone di cavalleria. Vendutili, se ne fece un bel paio, e giunse a Firenze, dove abbracciò la moglie, cui l'aria più mite non avea guarita dal fantastico umore.<ref>Da ''La commedia italiana'', coi tipi dei Galeati in Imola, Roma, 1880, p. 328.</ref> *Veramente il [[Paolo Mercuri|Mercuri]] poteva essere un gran pittore, e non gli si può perdonare di non esser giunto a ciò, che per la gloria acquistata sopra tutti nell'[[incisione]], onde meritò che in Francia gli dicessero, allorché espose la ''Sant'Amelia'': «Egli scrive sotto i suoi rami: Mercuri pittore. O signor Mercuri! Voi dovete essere davvero un gran pittore: ma per l'avvenire dell'incisione, per l'amore di quest'arte, ve ne preghiamo, restate incisore!».<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitadipaolomercu00ciam/page/n8/mode/1up Vita di Paolo Mercuri incisore]'', Vincenzo Salviucci editore, Roma, 1879, cap. II, pp. 22-23.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ciampi, Ignazio}} [[Categoria:Avvocati italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 76p1o9ia9uz7hfnhuow5f4mdxmnrr0z 1409409 1409408 2026-04-03T15:33:02Z Gaux 18878 /* Citazioni di Ignazio Ciampi */ NDR 1409409 wikitext text/x-wiki '''Ignazio Ciampi''' (1824 – 1880), avvocato, storico e poeta italiano. ==Citazioni di Ignazio Ciampi== *[...] io vi parlerò di Scaramuccia, di quello che ha saputo lasciare, morendo, centomila scudi nell'arca. Orsù, ditemi, chi non parlerebbe volentieri di un uomo che seppe farsi sì ricco ancorché non fosse stato quel valente attore che fu? Egli fu una buona lana, che si chiamò in verità [[Tiberio Fiorilli]]: un vagabondo, un poltrone, che avea in corpo, senza nulla saperne, ''la favilla del genio: la favilla del genio'' una volta rarissima, ma oggidì, per grazia del cielo, riscaldante qualunque o gorgheggi o gesticoli o stringa una penna tra i polpastrelli delle dita.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lacommediaitali01ciamgoog/page/n7/mode/1up La commedia italiana]'', coi tipi dei Galeati in Imola, Roma, 1880, p. 319.</ref> *Nell'anno 1660 Tiberio {{NDR|Fiorilli}} passò le nevi de' monti delle Alpi, i quali fecero tremar di paura la ingenua Marinetta {{NDR|sua moglie}}, e dopo faticoso viaggio toccò le porte della beata Parigi. E siccome era uopo recar meraviglia per acquistare benevolenza; cosi pensò bene di presentarsi a [[Luigi XIV di Francia|Luigi XIV]] coll'abito da teatro in dosso ed accompagnato dal cane e dal pappagallo, fedelissime bestie. Le quali si graziosamente coll'abbaiamento e coll'eco seguirono il suono della sua chitarra e il canto della sua voce: che il re ne fu preso di amore grandissimo e per esse forse, più che per altro, mise Scaramuccia in sua grazia.<ref>Da ''La commedia italiana'', coi tipi dei Galeati in Imola, Roma, 1880, p. 325.</ref> *[...] ritornando a Scaramuccia, benché egli avesse di che lodarsi del paese {{NDR|di Francia}} e del re {{NDR|Luigi XIV}}; pure, sorpreso dal male della patria, volle un tratto ritornarsene in Italia, ove poco prima s'era portata la sua Marinetta. E per non mancare al proprio ingegno, chiese a ciascun gentiluomo un paio di stivali, e tanti n'ebbe da poterne fornire uno squadrone di cavalleria. Vendutili, se ne fece un bel paio, e giunse a Firenze, dove abbracciò la moglie, cui l'aria più mite non avea guarita dal fantastico umore.<ref>Da ''La commedia italiana'', coi tipi dei Galeati in Imola, Roma, 1880, p. 328.</ref> *Veramente il [[Paolo Mercuri|Mercuri]] poteva essere un gran pittore, e non gli si può perdonare di non esser giunto a ciò, che per la gloria acquistata sopra tutti nell'[[incisione]], onde meritò che in Francia gli dicessero, allorché espose la ''Sant'Amelia'': «Egli scrive sotto i suoi rami: Mercuri pittore. O signor Mercuri! Voi dovete essere davvero un gran pittore: ma per l'avvenire dell'incisione, per l'amore di quest'arte, ve ne preghiamo, restate incisore!».<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitadipaolomercu00ciam/page/n8/mode/1up Vita di Paolo Mercuri incisore]'', Vincenzo Salviucci editore, Roma, 1879, cap. II, pp. 22-23.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ciampi, Ignazio}} [[Categoria:Avvocati italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 4ctmk6dxwvlqh9ttqbhz9z13oda1akc 1409410 1409409 2026-04-03T15:33:59Z Gaux 18878 /* Citazioni di Ignazio Ciampi */ typo 1409410 wikitext text/x-wiki '''Ignazio Ciampi''' (1824 – 1880), avvocato, storico e poeta italiano. ==Citazioni di Ignazio Ciampi== *[...] io vi parlerò di Scaramuccia, di quello che ha saputo lasciare, morendo, centomila scudi nell'arca. Orsù, ditemi, chi non parlerebbe volentieri di un uomo che seppe farsi sì ricco ancorché non fosse stato quel valente attore che fu? Egli fu una buona lana, che si chiamò in verità [[Tiberio Fiorilli]]: un vagabondo, un poltrone, che avea in corpo, senza nulla saperne, ''la favilla del genio: la favilla del genio'' una volta rarissima, ma oggidì, per grazia del cielo, riscaldante qualunque o gorgheggi o gesticoli o stringa una penna tra i polpastrelli delle dita.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lacommediaitali01ciamgoog/page/n7/mode/1up La commedia italiana]'', coi tipi dei Galeati in Imola, Roma, 1880, p. 319.</ref> *Nell'anno 1660 Tiberio {{NDR|Fiorilli}} passò le nevi de' monti delle Alpi, i quali fecero tremar di paura la ingenua Marinetta {{NDR|sua moglie}}, e dopo faticoso viaggio toccò le porte della beata Parigi. E siccome era uopo recar meraviglia per acquistare benevolenza; cosi pensò bene di presentarsi a [[Luigi XIV di Francia|Luigi XIV]] coll'abito da teatro in dosso ed accompagnato dal cane e dal pappagallo, fedelissime bestie. Le quali si graziosamente coll'abbaiamento e coll'eco seguirono il suono della sua chitarra e il canto della sua voce: che il re ne fu preso di amore grandissimo e per esse forse, più che per altro, mise Scaramuccia in sua grazia.<ref>Da ''La commedia italiana'', coi tipi dei Galeati in Imola, Roma, 1880, p. 325.</ref> *[...] ritornando a Scaramuccia, benché egli avesse di che lodarsi del paese {{NDR|la Francia}} e del re {{NDR|Luigi XIV}}; pure, sorpreso dal male della patria, volle un tratto ritornarsene in Italia, ove poco prima s'era portata la sua Marinetta. E per non mancare al proprio ingegno, chiese a ciascun gentiluomo un paio di stivali, e tanti n'ebbe da poterne fornire uno squadrone di cavalleria. Vendutili, se ne fece un bel paio, e giunse a Firenze, dove abbracciò la moglie, cui l'aria più mite non avea guarita dal fantastico umore.<ref>Da ''La commedia italiana'', coi tipi dei Galeati in Imola, Roma, 1880, p. 328.</ref> *Veramente il [[Paolo Mercuri|Mercuri]] poteva essere un gran pittore, e non gli si può perdonare di non esser giunto a ciò, che per la gloria acquistata sopra tutti nell'[[incisione]], onde meritò che in Francia gli dicessero, allorché espose la ''Sant'Amelia'': «Egli scrive sotto i suoi rami: Mercuri pittore. O signor Mercuri! Voi dovete essere davvero un gran pittore: ma per l'avvenire dell'incisione, per l'amore di quest'arte, ve ne preghiamo, restate incisore!».<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitadipaolomercu00ciam/page/n8/mode/1up Vita di Paolo Mercuri incisore]'', Vincenzo Salviucci editore, Roma, 1879, cap. II, pp. 22-23.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ciampi, Ignazio}} [[Categoria:Avvocati italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] jksysmvuacavzkbrdoa5hjfcbcakf2r 1409411 1409410 2026-04-03T15:38:47Z Gaux 18878 sistemo nuova sezione 1409411 wikitext text/x-wiki '''Ignazio Ciampi''' (1824 – 1880), avvocato, storico e poeta italiano. ==Citazioni di Ignazio Ciampi== *Veramente il [[Paolo Mercuri|Mercuri]] poteva essere un gran pittore, e non gli si può perdonare di non esser giunto a ciò, che per la gloria acquistata sopra tutti nell'[[incisione]], onde meritò che in Francia gli dicessero, allorché espose la ''Sant'Amelia'': «Egli scrive sotto i suoi rami: Mercuri pittore. O signor Mercuri! Voi dovete essere davvero un gran pittore: ma per l'avvenire dell'incisione, per l'amore di quest'arte, ve ne preghiamo, restate incisore!».<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitadipaolomercu00ciam/page/n8/mode/1up Vita di Paolo Mercuri incisore]'', Vincenzo Salviucci editore, Roma, 1879, cap. II, pp. 22-23.</ref> ==''La commedia italiana''== *[...] io vi parlerò di Scaramuccia, di quello che ha saputo lasciare, morendo, centomila scudi nell'arca. Orsù, ditemi, chi non parlerebbe volentieri di un uomo che seppe farsi sì ricco ancorché non fosse stato quel valente attore che fu? Egli fu una buona lana, che si chiamò in verità [[Tiberio Fiorilli]]: un vagabondo, un poltrone, che avea in corpo, senza nulla saperne, ''la favilla del genio: la favilla del genio'' una volta rarissima, ma oggidì, per grazia del cielo, riscaldante qualunque o gorgheggi o gesticoli o stringa una penna tra i polpastrelli delle dita. (p. 319) *Nell'anno 1660 Tiberio {{NDR|Fiorilli}} passò le nevi de' monti delle Alpi, i quali fecero tremar di paura la ingenua Marinetta {{NDR|sua moglie}}, e dopo faticoso viaggio toccò le porte della beata Parigi. E siccome era uopo recar meraviglia per acquistare benevolenza; cosi pensò bene di presentarsi a [[Luigi XIV di Francia|Luigi XIV]] coll'abito da teatro in dosso ed accompagnato dal cane e dal pappagallo, fedelissime bestie. Le quali si graziosamente coll'abbaiamento e coll'eco seguirono il suono della sua chitarra e il canto della sua voce: che il re ne fu preso di amore grandissimo e per esse forse, più che per altro, mise Scaramuccia in sua grazia. (p. 325) *[...] ritornando a Scaramuccia, benché egli avesse di che lodarsi del paese {{NDR|la Francia}} e del re {{NDR|Luigi XIV}}; pure, sorpreso dal male della patria, volle un tratto ritornarsene in Italia, ove poco prima s'era portata la sua Marinetta. E per non mancare al proprio ingegno, chiese a ciascun gentiluomo un paio di stivali, e tanti n'ebbe da poterne fornire uno squadrone di cavalleria. Vendutili, se ne fece un bel paio, e giunse a Firenze, dove abbracciò la moglie, cui l'aria più mite non avea guarita dal fantastico umore. (p. 328) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Ignazio Ciampi, ''[https://archive.org/details/lacommediaitali01ciamgoog/page/n7/mode/1up La commedia italiana]'', coi tipi dei Galeati in Imola, Roma, 1880. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ciampi, Ignazio}} [[Categoria:Avvocati italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 0vwxdtyw42v6dc7rp2gxgegmvl905pm 1409415 1409411 2026-04-03T15:46:35Z Gaux 18878 /* Bibliografia */ sottotitolo 1409415 wikitext text/x-wiki '''Ignazio Ciampi''' (1824 – 1880), avvocato, storico e poeta italiano. ==Citazioni di Ignazio Ciampi== *Veramente il [[Paolo Mercuri|Mercuri]] poteva essere un gran pittore, e non gli si può perdonare di non esser giunto a ciò, che per la gloria acquistata sopra tutti nell'[[incisione]], onde meritò che in Francia gli dicessero, allorché espose la ''Sant'Amelia'': «Egli scrive sotto i suoi rami: Mercuri pittore. O signor Mercuri! Voi dovete essere davvero un gran pittore: ma per l'avvenire dell'incisione, per l'amore di quest'arte, ve ne preghiamo, restate incisore!».<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitadipaolomercu00ciam/page/n8/mode/1up Vita di Paolo Mercuri incisore]'', Vincenzo Salviucci editore, Roma, 1879, cap. II, pp. 22-23.</ref> ==''La commedia italiana''== *[...] io vi parlerò di Scaramuccia, di quello che ha saputo lasciare, morendo, centomila scudi nell'arca. Orsù, ditemi, chi non parlerebbe volentieri di un uomo che seppe farsi sì ricco ancorché non fosse stato quel valente attore che fu? Egli fu una buona lana, che si chiamò in verità [[Tiberio Fiorilli]]: un vagabondo, un poltrone, che avea in corpo, senza nulla saperne, ''la favilla del genio: la favilla del genio'' una volta rarissima, ma oggidì, per grazia del cielo, riscaldante qualunque o gorgheggi o gesticoli o stringa una penna tra i polpastrelli delle dita. (p. 319) *Nell'anno 1660 Tiberio {{NDR|Fiorilli}} passò le nevi de' monti delle Alpi, i quali fecero tremar di paura la ingenua Marinetta {{NDR|sua moglie}}, e dopo faticoso viaggio toccò le porte della beata Parigi. E siccome era uopo recar meraviglia per acquistare benevolenza; cosi pensò bene di presentarsi a [[Luigi XIV di Francia|Luigi XIV]] coll'abito da teatro in dosso ed accompagnato dal cane e dal pappagallo, fedelissime bestie. Le quali si graziosamente coll'abbaiamento e coll'eco seguirono il suono della sua chitarra e il canto della sua voce: che il re ne fu preso di amore grandissimo e per esse forse, più che per altro, mise Scaramuccia in sua grazia. (p. 325) *[...] ritornando a Scaramuccia, benché egli avesse di che lodarsi del paese {{NDR|la Francia}} e del re {{NDR|Luigi XIV}}; pure, sorpreso dal male della patria, volle un tratto ritornarsene in Italia, ove poco prima s'era portata la sua Marinetta. E per non mancare al proprio ingegno, chiese a ciascun gentiluomo un paio di stivali, e tanti n'ebbe da poterne fornire uno squadrone di cavalleria. Vendutili, se ne fece un bel paio, e giunse a Firenze, dove abbracciò la moglie, cui l'aria più mite non avea guarita dal fantastico umore. (p. 328) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Ignazio Ciampi, ''[https://archive.org/details/lacommediaitali01ciamgoog/page/n7/mode/1up La commedia italiana. {{small|Studi storici, estetici e biografici}}]'', coi tipi dei Galeati in Imola, Roma, 1880. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ciampi, Ignazio}} [[Categoria:Avvocati italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] iiaii6uzcky8e2hoonfh3lkgksw36bc 1409427 1409415 2026-04-04T05:49:38Z Gaux 18878 /* La commedia italiana */ Eugène Scribe 1409427 wikitext text/x-wiki '''Ignazio Ciampi''' (1824 – 1880), avvocato, storico e poeta italiano. ==Citazioni di Ignazio Ciampi== *Veramente il [[Paolo Mercuri|Mercuri]] poteva essere un gran pittore, e non gli si può perdonare di non esser giunto a ciò, che per la gloria acquistata sopra tutti nell'[[incisione]], onde meritò che in Francia gli dicessero, allorché espose la ''Sant'Amelia'': «Egli scrive sotto i suoi rami: Mercuri pittore. O signor Mercuri! Voi dovete essere davvero un gran pittore: ma per l'avvenire dell'incisione, per l'amore di quest'arte, ve ne preghiamo, restate incisore!».<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitadipaolomercu00ciam/page/n8/mode/1up Vita di Paolo Mercuri incisore]'', Vincenzo Salviucci editore, Roma, 1879, cap. II, pp. 22-23.</ref> ==''La commedia italiana''== *[...] io vi parlerò di Scaramuccia, di quello che ha saputo lasciare, morendo, centomila scudi nell'arca. Orsù, ditemi, chi non parlerebbe volentieri di un uomo che seppe farsi sì ricco ancorché non fosse stato quel valente attore che fu? Egli fu una buona lana, che si chiamò in verità [[Tiberio Fiorilli]]: un vagabondo, un poltrone, che avea in corpo, senza nulla saperne, ''la favilla del genio: la favilla del genio'' una volta rarissima, ma oggidì, per grazia del cielo, riscaldante qualunque o gorgheggi o gesticoli o stringa una penna tra i polpastrelli delle dita. (p. 319) *Nell'anno 1660 Tiberio {{NDR|Fiorilli}} passò le nevi de' monti delle Alpi, i quali fecero tremar di paura la ingenua Marinetta {{NDR|sua moglie}}, e dopo faticoso viaggio toccò le porte della beata Parigi. E siccome era uopo recar meraviglia per acquistare benevolenza; cosi pensò bene di presentarsi a [[Luigi XIV di Francia|Luigi XIV]] coll'abito da teatro in dosso ed accompagnato dal cane e dal pappagallo, fedelissime bestie. Le quali si graziosamente coll'abbaiamento e coll'eco seguirono il suono della sua chitarra e il canto della sua voce: che il re ne fu preso di amore grandissimo e per esse forse, più che per altro, mise Scaramuccia in sua grazia. (p. 325) *[...] ritornando a Scaramuccia, benché egli avesse di che lodarsi del paese {{NDR|la Francia}} e del re {{NDR|Luigi XIV}}; pure, sorpreso dal male della patria, volle un tratto ritornarsene in Italia, ove poco prima s'era portata la sua Marinetta. E per non mancare al proprio ingegno, chiese a ciascun gentiluomo un paio di stivali, e tanti n'ebbe da poterne fornire uno squadrone di cavalleria. Vendutili, se ne fece un bel paio, e giunse a Firenze, dove abbracciò la moglie, cui l'aria più mite non avea guarita dal fantastico umore. (p. 328) *{{NDR|[[Eugène Scribe]]}} Sin da fanciullo la Musa parve invitarlo, ma non già quella Musa ch'era venuta un secolo prima accanto a Molière, il cui riso sereno, largo e profondo faceva correre col pensiero alla licenza della commedia antica, ma bensì una sorella più giovane, più leggiera e più dolce, che si potrebbe piuttosto chiamare la Musa del sorriso. (p. 344) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Ignazio Ciampi, ''[https://archive.org/details/lacommediaitali01ciamgoog/page/n7/mode/1up La commedia italiana. {{small|Studi storici, estetici e biografici}}]'', coi tipi dei Galeati in Imola, Roma, 1880. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ciampi, Ignazio}} [[Categoria:Avvocati italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] gdy9znnjga9n797x36bwy7swllnpean 1409428 1409427 2026-04-04T05:50:52Z Gaux 18878 /* La commedia italiana */ wlink 1409428 wikitext text/x-wiki '''Ignazio Ciampi''' (1824 – 1880), avvocato, storico e poeta italiano. ==Citazioni di Ignazio Ciampi== *Veramente il [[Paolo Mercuri|Mercuri]] poteva essere un gran pittore, e non gli si può perdonare di non esser giunto a ciò, che per la gloria acquistata sopra tutti nell'[[incisione]], onde meritò che in Francia gli dicessero, allorché espose la ''Sant'Amelia'': «Egli scrive sotto i suoi rami: Mercuri pittore. O signor Mercuri! Voi dovete essere davvero un gran pittore: ma per l'avvenire dell'incisione, per l'amore di quest'arte, ve ne preghiamo, restate incisore!».<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitadipaolomercu00ciam/page/n8/mode/1up Vita di Paolo Mercuri incisore]'', Vincenzo Salviucci editore, Roma, 1879, cap. II, pp. 22-23.</ref> ==''La commedia italiana''== *[...] io vi parlerò di Scaramuccia, di quello che ha saputo lasciare, morendo, centomila scudi nell'arca. Orsù, ditemi, chi non parlerebbe volentieri di un uomo che seppe farsi sì ricco ancorché non fosse stato quel valente attore che fu? Egli fu una buona lana, che si chiamò in verità [[Tiberio Fiorilli]]: un vagabondo, un poltrone, che avea in corpo, senza nulla saperne, ''la favilla del genio: la favilla del genio'' una volta rarissima, ma oggidì, per grazia del cielo, riscaldante qualunque o gorgheggi o gesticoli o stringa una penna tra i polpastrelli delle dita. (p. 319) *Nell'anno 1660 Tiberio {{NDR|Fiorilli}} passò le nevi de' monti delle Alpi, i quali fecero tremar di paura la ingenua Marinetta {{NDR|sua moglie}}, e dopo faticoso viaggio toccò le porte della beata Parigi. E siccome era uopo recar meraviglia per acquistare benevolenza; cosi pensò bene di presentarsi a [[Luigi XIV di Francia|Luigi XIV]] coll'abito da teatro in dosso ed accompagnato dal cane e dal pappagallo, fedelissime bestie. Le quali si graziosamente coll'abbaiamento e coll'eco seguirono il suono della sua chitarra e il canto della sua voce: che il re ne fu preso di amore grandissimo e per esse forse, più che per altro, mise Scaramuccia in sua grazia. (p. 325) *[...] ritornando a Scaramuccia, benché egli avesse di che lodarsi del paese {{NDR|la Francia}} e del re {{NDR|Luigi XIV}}; pure, sorpreso dal male della patria, volle un tratto ritornarsene in Italia, ove poco prima s'era portata la sua Marinetta. E per non mancare al proprio ingegno, chiese a ciascun gentiluomo un paio di stivali, e tanti n'ebbe da poterne fornire uno squadrone di cavalleria. Vendutili, se ne fece un bel paio, e giunse a Firenze, dove abbracciò la moglie, cui l'aria più mite non avea guarita dal fantastico umore. (p. 328) *{{NDR|[[Eugène Scribe]]}} Sin da fanciullo la Musa parve invitarlo, ma non già quella Musa ch'era venuta un secolo prima accanto a [[Molière]], il cui riso sereno, largo e profondo faceva correre col pensiero alla licenza della commedia antica, ma bensì una sorella più giovane, più leggiera e più dolce, che si potrebbe piuttosto chiamare la Musa del sorriso. (p. 344) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Ignazio Ciampi, ''[https://archive.org/details/lacommediaitali01ciamgoog/page/n7/mode/1up La commedia italiana. {{small|Studi storici, estetici e biografici}}]'', coi tipi dei Galeati in Imola, Roma, 1880. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ciampi, Ignazio}} [[Categoria:Avvocati italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] ij5lrwvtb2ggle8xaz5ld8ekwn9eila 1409432 1409428 2026-04-04T06:12:58Z Gaux 18878 /* La commedia italiana */ il vaudeville 1409432 wikitext text/x-wiki '''Ignazio Ciampi''' (1824 – 1880), avvocato, storico e poeta italiano. ==Citazioni di Ignazio Ciampi== *Veramente il [[Paolo Mercuri|Mercuri]] poteva essere un gran pittore, e non gli si può perdonare di non esser giunto a ciò, che per la gloria acquistata sopra tutti nell'[[incisione]], onde meritò che in Francia gli dicessero, allorché espose la ''Sant'Amelia'': «Egli scrive sotto i suoi rami: Mercuri pittore. O signor Mercuri! Voi dovete essere davvero un gran pittore: ma per l'avvenire dell'incisione, per l'amore di quest'arte, ve ne preghiamo, restate incisore!».<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitadipaolomercu00ciam/page/n8/mode/1up Vita di Paolo Mercuri incisore]'', Vincenzo Salviucci editore, Roma, 1879, cap. II, pp. 22-23.</ref> ==''La commedia italiana''== *[...] io vi parlerò di Scaramuccia, di quello che ha saputo lasciare, morendo, centomila scudi nell'arca. Orsù, ditemi, chi non parlerebbe volentieri di un uomo che seppe farsi sì ricco ancorché non fosse stato quel valente attore che fu? Egli fu una buona lana, che si chiamò in verità [[Tiberio Fiorilli]]: un vagabondo, un poltrone, che avea in corpo, senza nulla saperne, ''la favilla del genio: la favilla del genio'' una volta rarissima, ma oggidì, per grazia del cielo, riscaldante qualunque o gorgheggi o gesticoli o stringa una penna tra i polpastrelli delle dita. (p. 319) *Nell'anno 1660 Tiberio {{NDR|Fiorilli}} passò le nevi de' monti delle Alpi, i quali fecero tremar di paura la ingenua Marinetta {{NDR|sua moglie}}, e dopo faticoso viaggio toccò le porte della beata Parigi. E siccome era uopo recar meraviglia per acquistare benevolenza; cosi pensò bene di presentarsi a [[Luigi XIV di Francia|Luigi XIV]] coll'abito da teatro in dosso ed accompagnato dal cane e dal pappagallo, fedelissime bestie. Le quali si graziosamente coll'abbaiamento e coll'eco seguirono il suono della sua chitarra e il canto della sua voce: che il re ne fu preso di amore grandissimo e per esse forse, più che per altro, mise Scaramuccia in sua grazia. (p. 325) *[...] ritornando a Scaramuccia, benché egli avesse di che lodarsi del paese {{NDR|la Francia}} e del re {{NDR|Luigi XIV}}; pure, sorpreso dal male della patria, volle un tratto ritornarsene in Italia, ove poco prima s'era portata la sua Marinetta. E per non mancare al proprio ingegno, chiese a ciascun gentiluomo un paio di stivali, e tanti n'ebbe da poterne fornire uno squadrone di cavalleria. Vendutili, se ne fece un bel paio, e giunse a Firenze, dove abbracciò la moglie, cui l'aria più mite non avea guarita dal fantastico umore. (p. 328) *{{NDR|[[Eugène Scribe]]}} Sin da fanciullo la Musa parve invitarlo, ma non già quella Musa ch'era venuta un secolo prima accanto a [[Molière]], il cui riso sereno, largo e profondo faceva correre col pensiero alla licenza della commedia antica, ma bensì una sorella più giovane, più leggiera e più dolce, che si potrebbe piuttosto chiamare la Musa del sorriso. (p. 344) * I ''Due precettori'', la ''Sonnambula'', ''Michele e Cristina'', l'''Interno di un banco'' venian fuori a mano a mano come principio di quella serie di commedie leggiere mescolate di canzonette, che dovevano render popolare nell'intiera Europa il nome e le grazie di una forma drammatica, nata sotto il cielo di Francia, ossia il ''[[Vaudeville]]''. Non sarebbe rendere degna lode allo Scribe ove non si facesse diligente menzione di questo primo esplicarsi del suo ingegno, di questa fase, che potrebbe chiamarsi la primavera della sua vita letteraria. (p. 348) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Ignazio Ciampi, ''[https://archive.org/details/lacommediaitali01ciamgoog/page/n7/mode/1up La commedia italiana. {{small|Studi storici, estetici e biografici}}]'', coi tipi dei Galeati in Imola, Roma, 1880. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ciampi, Ignazio}} [[Categoria:Avvocati italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] cck2f6619ain7vdzedkr7v68b9ph6ve Utente:Salusdominiest 2 224107 1409423 2026-04-04T02:28:51Z Salusdominiest 106679 Creo 1409423 wikitext text/x-wiki {| width="100%" align="center" style="text-align:center; border:1px #aaaaaa solid; background-color:#FFFFDD; color: #000000; margin-top:15px; margin-bottom: 15px; padding: 1px;" |- | align="left" rowspan="2" style="padding:0 9px 3px 5px;" | [[Image:Wikimedia-logo.svg|75px|none|Wikimedia Foundation]] |style="font-size: 95%; Height: 20px; padding-left: 10px; background: #FFC488; color:#000000;"|'''Questa è una pagina personale di un utente registrato su Wikipedia.''' |- | style="font-size: 90%; color:#3d354d; text-align: center;" | Se trovate un'altra pagina utente simile su un sito diverso da questo non si tratta subito di un clone. 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In questo caso la pagina potrebbe essere poco aggiornata e l'autore potrebbe non riconoscersi più nei suoi contenuti né desiderare o gradire alcuna affiliazione con il sito che state consultando. iw82069rpyyn5bkdn7t8h1nx353vhr9 1409424 1409423 2026-04-04T02:30:09Z Salusdominiest 106679 Correggo 1409424 wikitext text/x-wiki {| width="100%" align="center" style="text-align:center; border:1px #aaaaaa solid; background-color:#FFFFDD; color: #000000; margin-top:15px; margin-bottom: 15px; padding: 1px;" |- | align="left" rowspan="2" style="padding:0 9px 3px 5px;" | [[Image:Wikimedia-logo.svg|75px|none|Wikimedia Foundation]] |style="font-size: 95%; Height: 20px; padding-left: 10px; background: #FFC488; color:#000000;"|'''Questa è una pagina personale di un utente registrato su Wikipedia.''' |- | style="font-size: 90%; color:#3d354d; text-align: center;" | Se trovate un'altra pagina utente simile su un sito diverso da questo non si tratta subito di un clone. 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In questo caso la pagina potrebbe essere poco aggiornata e l'autore potrebbe non riconoscersi più nei suoi contenuti né desiderare o gradire alcuna affiliazione con il sito che state consultando. 7u26wlb76rvesrrg5lzh84fdveg9dm6 Breve incontro 0 224108 1409434 2026-04-04T06:37:54Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = Breve incontro |genere = drammatico/sentimentale |regista = [[David Lean]] |soggetto = [[Noël Coward]] ''(pièce)'' |sceneggiatore = [[Anthony Havelock-Allan]], David Lean, [[Ronald Neame]] |produttore = Noël Coward |attori = *[[Celia Johnson]]: Laura Jesson *[[Trevor Howard]]: Alec Harvey *[[Stanley Holloway]]: Albert Godby *[[Joyce Carey]]: Myrtle Bagot *[[Cyril Raymond]]: Fred Jesson *[[Everley Gregg]]: Dolly Messiter *[[Marjorie Mars]]: M..." 1409434 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Breve incontro |genere = drammatico/sentimentale |regista = [[David Lean]] |soggetto = [[Noël Coward]] ''(pièce)'' |sceneggiatore = [[Anthony Havelock-Allan]], David Lean, [[Ronald Neame]] |produttore = Noël Coward |attori = *[[Celia Johnson]]: Laura Jesson *[[Trevor Howard]]: Alec Harvey *[[Stanley Holloway]]: Albert Godby *[[Joyce Carey]]: Myrtle Bagot *[[Cyril Raymond]]: Fred Jesson *[[Everley Gregg]]: Dolly Messiter *[[Marjorie Mars]]: Mary Norton *[[Margaret Barton]]: Beryl Walters |doppiatori italiani = *[[Andreina Pagnani]]: Laura Jesson *[[Sandro Ruffini]]: Alec Harvey *[[Amilcare Pettinelli]]: Albert Godby *[[Tina Lattanzi]]: Myrtle Bagot *[[Mario Ferrari]]: Fred Jesson *[[Wanda Tettoni]]: Dolly Messiter }} '''''Breve incontro''''', film britannico del 1945 con [[Celia Johnson]] e [[Trevor Howard]], regia di [[David Lean]]. ==Frasi== *Preferisco l'odore di una [[drogheria]] a quello d'ogni altra bottega. Un misto di roba buona: erbe, profumi, spezie. ('''Laura''') ==Citazioni su ''Breve incontro''== *Il film romantico per eccellenza degli anni Quaranta, ma non zuccheroso, non fumettistico, anzi realistico e spesso sgradevole nella descrizione dei personaggi e della loro timida passione. Robert Krasker si rivelò il fotografo più prestigioso del cinema britannico; la musica di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninov]] avvinse tutte le casalinghe dalle velleità extraconiugali. Esemplare la prova di Celia Johnson e di Trevor Howard, due innamorati "non giovani e non belli" come erano descritti nell'originale teatrale (un atto unico di Noel Coward). Ma grande specialmente il regista. (''[[il Farinotti]]'') *Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di Rachmaninoff, nettezza di particolari. (''[[il Morandini]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film drammatici]] [[Categoria:Film sentimentali]] 94s8k2ybjdsn0anlp6mfzstxshdckiv Brief Encounter 0 224109 1409441 2026-04-04T06:53:52Z Spinoziano 2297 Redirect alla pagina [[Breve incontro]] 1409441 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Breve incontro]] 78irwxzaej53rzm6cq0f8482pha0br7 Drogheria 0 224110 1409443 2026-04-04T07:09:01Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Tienda de ultramarinos.jpg|thumb|Una drogheria]] Citazioni sulla '''drogheria'''. *Preferisco l'odore di una drogheria a quello d'ogni altra bottega. Un misto di roba buona: erbe, profumi, spezie. (''[[Breve incontro]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Esercizi commerciali]]" 1409443 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Tienda de ultramarinos.jpg|thumb|Una drogheria]] Citazioni sulla '''drogheria'''. *Preferisco l'odore di una drogheria a quello d'ogni altra bottega. Un misto di roba buona: erbe, profumi, spezie. (''[[Breve incontro]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Esercizi commerciali]] gbgvoexmhed9tkgbotcylsjamncmbh8 Pontebrolla 0 224111 1409444 2026-04-04T08:23:36Z Spinoziano 2297 Redirect alla pagina [[Ponte Brolla]] 1409444 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Ponte Brolla]] f3uui5jis0fbdbnfw36wrys1ghuy4yw Turning Point: l’11 settembre e la guerra al terrorismo 0 224112 1409461 2026-04-04T11:02:54Z SirPsych0 33615 Creata pagina con "'''Turing Point: l’11 settembre e la guerra al terrorismo''', docuserie statunitense creata e diretta da [[Brian Knappenberger]]. ==Frasi== *Le [[World Trade Ceneter|torri]] non piacevano ai critici di architettura: si scherzava dicendo “Benvenuti a New York, dimora di bellissimi edifici come l’Empire State Building, il Chrysler Building e le scatole dentro cui sono arrivati”. Tuttavia, col tempo, le torri iniziarono a piacere. Nei giorni infrasettimanali poteva..." 1409461 wikitext text/x-wiki '''Turing Point: l’11 settembre e la guerra al terrorismo''', docuserie statunitense creata e diretta da [[Brian Knappenberger]]. ==Frasi== *Le [[World Trade Ceneter|torri]] non piacevano ai critici di architettura: si scherzava dicendo “Benvenuti a New York, dimora di bellissimi edifici come l’Empire State Building, il Chrysler Building e le scatole dentro cui sono arrivati”. Tuttavia, col tempo, le torri iniziarono a piacere. Nei giorni infrasettimanali potevano anche esserci 70-80 mila persone solo in quei sei ettari e mezzo, era una città dentro una città. ('''Stephen Kern''') 9aoh86bad3rji071zvd91yfujbv51w0 1409462 1409461 2026-04-04T11:03:18Z SirPsych0 33615 /* Frasi */ 1409462 wikitext text/x-wiki '''Turing Point: l’11 settembre e la guerra al terrorismo''', docuserie statunitense creata e diretta da [[Brian Knappenberger]]. ==Frasi== *Le [[World Trade Center|torri]] non piacevano ai critici di architettura: si scherzava dicendo “Benvenuti a New York, dimora di bellissimi edifici come l’Empire State Building, il Chrysler Building e le scatole dentro cui sono arrivati”. Tuttavia, col tempo, le torri iniziarono a piacere. Nei giorni infrasettimanali potevano anche esserci 70-80 mila persone solo in quei sei ettari e mezzo, era una città dentro una città. ('''Stephen Kern''') 6cby8ul43ewnij2rzdc6g7yq5mta4xo 1409463 1409462 2026-04-04T11:07:57Z SirPsych0 33615 /* Frasi */ 1409463 wikitext text/x-wiki '''Turing Point: l’11 settembre e la guerra al terrorismo''', docuserie statunitense creata e diretta da [[Brian Knappenberger]]. ==Frasi== *Le [[World Trade Center|torri]] non piacevano ai critici di architettura: si scherzava dicendo “Benvenuti a New York, dimora di bellissimi edifici come l’Empire State Building, il Chrysler Building e le scatole dentro cui sono arrivati”. Tuttavia, col tempo, le torri iniziarono a piacere. Nei giorni infrasettimanali potevano anche esserci 70-80 mila persone solo in quei sei ettari e mezzo, era una città dentro una città. ('''Stephen Kern''') ==Altri progetti== {{interprogetto|w= Turning Point: 9/11 and the War on Terror |w_site=en|w_preposizione=su|preposizione=su}} jnxz8egej8netnr532v8zxxlz9m9nwl 1409464 1409463 2026-04-04T11:08:43Z SirPsych0 33615 1409464 wikitext text/x-wiki '''Turing Point: l’11 settembre e la guerra al terrorismo''', docuserie statunitense trasmessa su [[Netflix]] nel 2021, creata e diretta da [[Brian Knappenberger]]. ==Frasi== *Le [[World Trade Center|torri]] non piacevano ai critici di architettura: si scherzava dicendo “Benvenuti a New York, dimora di bellissimi edifici come l’Empire State Building, il Chrysler Building e le scatole dentro cui sono arrivati”. Tuttavia, col tempo, le torri iniziarono a piacere. Nei giorni infrasettimanali potevano anche esserci 70-80 mila persone solo in quei sei ettari e mezzo, era una città dentro una città. ('''Stephen Kern''') ==Altri progetti== {{interprogetto|w= Turning Point: 9/11 and the War on Terror |w_site=en|w_preposizione=su|preposizione=su}} 1cj2orxwnjo8j60l0f31ykfkpcoxwcp 1409465 1409464 2026-04-04T11:13:14Z SirPsych0 33615 1409465 wikitext text/x-wiki '''Turing Point: l'11 settembre e la guerra al terrorismo''', docuserie statunitense trasmessa su [[Netflix]] nel 2021, creata e diretta da [[Brian Knappenberger]]. ==Frasi== *Le [[World Trade Center|torri]] non piacevano ai critici di architettura: si scherzava dicendo “Benvenuti a New York, dimora di bellissimi edifici come l’Empire State Building, il Chrysler Building e le scatole dentro cui sono arrivati”. Tuttavia, col tempo, le torri iniziarono a piacere. Nei giorni infrasettimanali potevano anche esserci 70-80 mila persone solo in quei sei ettari e mezzo, era una città dentro una città. ('''Stephen Kern''') ==Altri progetti== {{interprogetto|w= Turning Point: 9/11 and the War on Terror |w_site=en|w_preposizione=su|preposizione=su}} e22y2rdfuioqp5bs4e1j1g8lm42b6qr 1409466 1409465 2026-04-04T11:13:36Z SirPsych0 33615 /* Frasi */ 1409466 wikitext text/x-wiki '''Turing Point: l'11 settembre e la guerra al terrorismo''', docuserie statunitense trasmessa su [[Netflix]] nel 2021, creata e diretta da [[Brian Knappenberger]]. ==Frasi== *Le [[World Trade Center|torri]] non piacevano ai critici di architettura: si scherzava dicendo "Benvenuti a New York, dimora di bellissimi edifici come l’Empire State Building, il Chrysler Building e le scatole dentro cui sono arrivati". Tuttavia, col tempo, le torri iniziarono a piacere. Nei giorni infrasettimanali potevano anche esserci 70-80 mila persone solo in quei sei ettari e mezzo, era una città dentro una città. ('''Stephen Kern''') ==Altri progetti== {{interprogetto|w= Turning Point: 9/11 and the War on Terror |w_site=en|w_preposizione=su|preposizione=su}} ayt3kf096qj66tiet59hignhujkx4rn Verdasio 0 224113 1409470 2026-04-04T11:49:40Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Verdasio.JPG|thumb|Verdasio]] Citazioni su '''Verdasio''', frazione di Centovalli. *Per convincere basta entrare in quella valle da Verdasio, per il passo della Segna: conservando negli occhi il carattere rupestre, da fortilizio, delle case di Verdasio, la visione dei tetti che si gode salendo, quei tetti chiari qua e là incupiti di muschi, gremitissimi e irti di comignoli, messi per diritto e per traverso: secondo un ordine segreto. (Piero B..." 1409470 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Verdasio.JPG|thumb|Verdasio]] Citazioni su '''Verdasio''', frazione di Centovalli. *Per convincere basta entrare in quella valle da Verdasio, per il passo della Segna: conservando negli occhi il carattere rupestre, da fortilizio, delle case di Verdasio, la visione dei tetti che si gode salendo, quei tetti chiari qua e là incupiti di muschi, gremitissimi e irti di comignoli, messi per diritto e per traverso: secondo un ordine segreto. ([[Piero Bianconi]]) *Sopra Verdasio [...] un incantevole monte, Comino, ampio ondulato verde, costellato di stalle cascine casette, forse ci sta anche qualche vaccherella, ma non se ne sentiva il muggito, per il lieto fracasso della gente convenuta lassù per la Madonna di mezz'agosto. ([[Piero Bianconi]]) ==Voci correlate== *[[Centovalli (valle)]] *[[Golino (Centovalli)|Golino]] *[[Intragna (Centovalli)|Intragna]] *[[Rasa (Svizzera)|Rasa]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] oy55cr7rye260kbscg3kg82o8xyicp5 Losone 0 224114 1409471 2026-04-04T11:55:17Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Losone 260513.jpg|thumb|Losone]] Citazioni su '''Losone'''. *Il grosso villaggio di Losone è un bell'esempio di fedeltà alla tradizione: a pochi passi da Locarno, conserva imperterrito usi e costumi di un tempo [...]. È acquattato sotto una lunga corona di poggetti e di montagnole dai profili incostanti e asimmetrici; le sue campagne, che vanno sempre più guadagnando sulle sterili "gerre" del fiume, di primavera son velate dal rosa dei pesch..." 1409471 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Losone 260513.jpg|thumb|Losone]] Citazioni su '''Losone'''. *Il grosso villaggio di Losone è un bell'esempio di fedeltà alla tradizione: a pochi passi da Locarno, conserva imperterrito usi e costumi di un tempo [...]. È acquattato sotto una lunga corona di poggetti e di montagnole dai profili incostanti e asimmetrici; le sue campagne, che vanno sempre più guadagnando sulle sterili "gerre" del fiume, di primavera son velate dal rosa dei peschi: belle campagne placide, che conoscon presto l'umida frescure dell'autunno; e i tanti alberi lo nascondono alla vista, non fosse la punta rossa del campanile di San Lorenzo, che svetta gloriosa come una bandiera. ([[Piero Bianconi]]) ==Voci correlate== *[[Arcegno]] *[[Locarno]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] 24f17v673szcujdkp7eyv5q5leyj1js