Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.46.0-wmf.23 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Ken il guerriero 0 49 1409935 1409847 2026-04-09T05:38:27Z Mariomassone 17056 /* Episodio 2, Ritorno di fiamma */ 1409935 wikitext text/x-wiki [[File:Hokuto no ken logo.png|right|400 px]] '''''Ken il guerriero''''', manga scritto da [[Buronson]] e disegnato da [[Tetsuo Hara]], diventato poi una serie televisiva anime. ==Manga== {{fumetto |immagine= Manga di Kenshiro 03.JPG |tipo = manga |titolo = Ken il guerriero |titolo originale = 北斗の拳 |titolo traslitterato = Hokuto no Ken |lingua originale = giapponese |paese = Giappone |genere = |target = shōnen |autore = [[Buronson]] |editore = Shūeisha |pubblicazione = 1983 – 1988 |editoreitaliano = Granata Press |pubblicazioneitaliana = 1990 – 1994 }} ===Volume 1=== *Alla fine del XX secolo, il mondo venne avvolto dalle fiamme atomiche! I mari si prosciugarono, la terra si spezzò... e sembrò che ogni forma di vita si fosse estinta. Eppure... La razza umana era sopravvissuta! *In quest'epoca non ci si può permettere di avere il cuore tenero! ('''Bat''') *Ormai l'acqua e il cibo sono i beni più preziosi, e solo i più forti riescono a sopravvivere. È la legge della giungla. ('''Bat''') *Di questi tempi i bambini non servono a nulla. ('''Bat''') *Secondo la leggenda, molto tempo fa in Cina esisteva una temibile arte marziale assassina chiamata Divina scuola di Hokuto. Chi la praticava, poteva concentrare tutta la propria energia in un singolo pugno prima di colpire i punti di pressione del corpo, infliggendo danni interni tali da causare morte certa! ('''Anziano''') *Tu sei già morto. ('''Kenshiro''') *Dinnanzi alla Divina scuola di Hokuto, la tecnica assassina definitiva tramandata esclusivamente a un unico successore, una freccia non è nulla di più di un bastoncino immobile. ('''Kenshiro''') *Il [[domani]] è più importante del presente. ('''Sig. Misumi''') *Gli esseri umani usano solo il 30% della loro reale forza. Grazie agli insegnamenti della Divina scuola di Hokuto, io posso accedere al restante 70%. ('''Kenshiro''') *Ho colpito i tōi, due punti dei 708 punti segreti di pressione. Quando estrarrò i miei pollici, ti rimarranno tre secondi di vita. Approfitta di quei tre secondi per pentirti dei tuoi crimini. ('''Kenshiro''') *Sei così lento da farmi sbadigliare. ('''Kenshiro''') *La Divina scuola di Hokuto è un'arte marziale assassina. È proprio col favore delle tenebre che esprime al meglio le sue potenzialità. ('''Kenshiro''') *Il firmamento ha due poli: nord e sud, Hokuto e Nanto. Ogni cosa del creato condivide un opposto polare. Uomo e donna, ombra e luce, yin e yang... persino i guardiani niō. Lo stesso vale per le tecniche assassine, con la Divina scuola di Hokuto e la Sacra scuola di Nanto! La Divina scuola di Hokuto è capace di causare un esplosione dall'interno colpendo i punti segreti di pressione del corpo, ed è quindi yin, l'ombra... mentre la Sacra scuola di Nanto, il pugno che distrugge i suoi avversari con colpi esterni, è yang, la luce! ('''Shin''') *La [[forza]] è [[giustizia]]. Che grande epoca che è quella in cui viviamo! Chi è forte può impossessarsi di tutto ciò che vuole senza farsi scrupoli! ('''Shin''') *La Divina scuola di Hokuto e la Sacra scuola di Nanto sono due facce della stessa medaglia. Non devono combattersi, ma collaborare per tramandare le loro discipline alle generazioni future. ('''Ryuken''') *Uno come te non potrà mai battermi! Tra noi due c'è una differenza fatale... l'ambizione e l'ossessione! È l'[[ossessione]] che rende un uomo forte. E tu non ne hai. ('''Shin''') *Terribile quanto il cuore delle [[Donna|donne]] sia volubile, eh?! ('''Shin''') *'''Shin''': T... tu non sei davvero più il Kenshiro di una volta... Come è possibile...?<br>'''Kenshiro''': L'ossessione! Ciò che mi ha cambiato è l'ossessione che tu mi hai insegnato! *Hai forse scordato che sono un esperto dell'assassinio? Non basta certo avvicinarsi silenziosamente per prendermi alle spalle. ('''Kenshiro''') *È stata la rabbia a sconfiggere le tue tecniche segrete. La mia rabbia più grande di qualunque ossessione! ('''Kenshiro''') *Per la prima volta in vita mia, piansi. Nonostante tutti gli sforzi, fino all'ultimo momento, non sono riuscito a conquistare il suo cuore... e tutto perché nel suo animo ci sei sempre stato tu. ('''Shin''') *'''Bat''': Perché hai scavato una tomba per un simile uomo?!<br>'''Kenshiro''': Perché amavamo la stessa donna. ===Volume 2=== *Se non volete morire, fatevi da parte. Fra me e voi c'è un abisso. [...] Pare che solo morendo riuscirete ad afferrare il concetto. ('''Kenshiro''') *Per me i Berretti rossi non sono che dei bambini. ('''Kenshiro''') *Pensavi davvero che avrei lasciato in vita feccia come te?! ('''Kenshiro''') *Si dice che i cacciatori provetti siano in grado di percepire le prede anche solo dal movimento dell'aria. ('''Colonnello''') *Nessuna delle mie prede era mai riuscita ad avvicinarsi così tanto che me ne accorgessi. ('''Kenshiro''') *'''Colonnello''': I Berretti rossi... Precise macchine da guerra e valorosi soldati. Ma più di ogni cosa, erano uomini motivati da una fede cieca! La lealtà verso il loro paese! Però un giorno... quando andai al palazzo del generale per fare rapporto, trovai tutti completamente ubriachi... [...] In quella stanza c'erano le alte sfere di governo e i proprietari di grosse aziende... Quelle erano le persone che governavano il paese... Rimasi scioccato nello scoprire che genere di uomini fossero quelli che davano ordini a noi militari! Non ci eravamo addestrati rischiando la vita per giurare fedeltà a quei porci corrotti! E poi un giorno, quei maiali disgustosi scelsero il sistema più stupido per assicurarsi di conservare i propri interessi! Desiderosi di risolvere in fetta il conflitto, decisero di premere il pulsante che nessuno avrebbe mai dovuto premere. E fu la fine di tutto. Quei maledetti porci si seppellirono con le proprie mani, mentre noi sopravvivemmo grazie ai nostri corpi fortificati! Dio ci ha scelto! Ora hai capito? Non permetterò che quella follia si ripeta! E perché ciò avvenga, è necessaria la creazione di un popolo straordinario, unito dalla stessa ideologia.<br>'''Kenshiro''': Non ti rendi conto che anche la tua soluzione è folle?! *'''Colonnello''': Dimmi perché. Perché sei così motivato a sconfiggermi? Cos'è che ti spinge ad affrontare un simile rischio?!<br>'''Kenshiro''': Io non ho più alcuna motivazione. Sono un uomo che ha perso tutto! Però... Le lacrime versate dai bambini che sono diventati le vittime di fanatici come voi... La loro tristezza... Ecco cosa mi ha portato ad affrontarti. La tua delirante ambizione finisce qui! *Ammetto che sei dotato di capacità straordinarie, che però in fin dei conti sono solo il risultato di venti o trenta anni di allenamento. Invece nelle mie vene scorre il sangue di un assassino, avendo appreso la Divina scuola di Hokuto e i suoi insegnamenti che vengono tramandati a un unico successore da 1800 anni. Io sono sempre stato un assassino, fin dal momento in cui sono nato. ('''Kenshiro''') *La [[pietà]] è fatale per un [[guerriero]]. Provando pietà si annullano le proprie abilità combattive, e le tue sono svanite per salvare quella marmocchia! ('''Colonnello''') *Non serve rischiare la vita per sconfiggere un [[elefante]]! Basta riuscire a mangiarne la carne prima o poi... ('''Jackal''') *Sono sordo alle suppliche dei malvagi. ('''Kenshiro''') *Basta camuffarsi un pochino da donna per far uscire allo scoperto vermi come voi! ('''Rei''') *'''Rei''': Quello è... il Nanto Suichō Ken, la tecnica dell'uccello d'acqua di Nanto!<br>'''Predone''': Sì, non mi sbaglio! È una branca del Nanto Seiken, la Sacra scuola di Nanto! Si dice che chi la conosce sia in grado di muoversi con la stessa eleganza degli uccelli d'acqua, e questo nonostante le sue tecniche abbiano una potenza e una crudeltà senza uguali! *I miei movimenti sono così veloci che l'occhio umano non può distinguerli! ('''Rei''') *Fin quando non scoverò e ammazzerò l'uomo con le sette cicatrici sul petto... farò di tutto per sopravvivere, dovessi nutrirmi anche di fango! ('''Rei''') *'''Mamiya''': E dimmi, Rin, perché viaggi con quel tipo sinistro?<br>'''Rin''': Parli di Ken?! Perché ha un cuore d'oro. ===Volume 3=== *In questo mondo è naturale che siano i più deboli a morire per primi! ('''Rei''') *Questo non è il momento di piangere, perché io ho il dovere di proteggere le vite dei nostri compagni. ('''Mamiya''') *Credevo di essermi abituata ai drammi di quest'epoca, invece... Non ero pronta a sopportare il dolore di rimanere sola... ('''Mamiya''') *Di fronte alla mia Sacra scuola di Nanto, voi non siete altro che spazzatura! Senza contare che oggi mi è venuta una gran voglia di farvi a fette... ('''Rei''') *I [[Lupo|lupi]] cacciano in branco in maniera metodica. Per quanto forte, nessuna preda può scappare a un branco di lupi! ('''Membro del Clan delle zanne''') *'''Kenshiro''': Ma tu perché sei qui...?!<br>'''Rei''': Pff! Probabilmente per la tua stessa ragione. Pare che siamo entrambi sensibili alle lacrima di una donna... *La scuola di Nanto è uno stile yang... poiché è una disciplina di luce, i suoi numerosi stili si sono rifratti e diffusi in tutto il mondo... Mentre la scuola di Hokuto è un'arte trasmessa a un solo successore, quindi non ci sono altre diramazioni... Tale è il destino di Nanto e Hokuto... ('''Rei''') *In quest'epoca di barbarie, più una donna è bella, più è alto il prezzo a cui può essere venduta! ('''Rei''') *Ne ho incontrati a bizzeffe di uomini malvagi durante il mio viaggio. Mi basta guardare uno negli occhi per capire che tipo è. ('''Rei''') *Gli occhi innocenti dei [[Bambino|bambini]] distinguono meglio di tutti il bene dal male! ('''Kenshiro''') *Se non sei una donna, non dovresti aver bisogno di nasconderti il petto! ('''Rei''') *Quando la Divina scuola di Hokuto e la Sacra scuola di Nanto si affrontano usando le loro tecniche segrete, nessuno ne esce vivo! ('''Capobranco del Clan delle zanne''') *Un tempo anch'io vivevo solo per una donna... Yuria... Lei era la mia fidanzata... ma un uomo la rapì! Così andai avanti unicamente per riaverla... Ma Yuria era già morta. E dopo che uccisi quell'uomo... l'unica cosa che provai fu una solitudine indescrivibile... ('''Kenshiro''') *Avrei preferito non usare i miei pugni su un buono a nulla come te, ma non ho altra scelta! ('''Kenshiro''') *Di' il mio nome! ('''Jagi''') *Non esistono fratelli minori migliori di quelli maggiori! ('''Jagi''') ===Volume 4=== *Kenshiro è ancora un bamboccio! Non potrà mai ereditare la conduzione della Divina scuola di Hokuto! ('''Jagi''') *Kenshiro, perché hai finto di perdere? Perché è tuo fratello maggiore...? Sappi che un giorno questa tua bontà d'animo ti si ritorcerà contro con conseguenze disastrose! Specialmente con un tipo come Jagi... ('''Ryuken''') *Scegli un posto! Ma decidilo con cura, perché quello sarà il luogo dove morirai! ('''Kenshiro''') *Fratelli...! Perché non protestate?! Lui è nostro fratello minore! Inoltre è il più inesperto! Non siete infuriati che ci abbia soffiato il titolo che ci spettava?! Grrr! Ma lo capite che significa?! L'Hokuto Shinken, la Divina scuola di Hokuto, prevede un unico successore! Io so che fine fanno coloro che non vengono scelti come successori! Gli viene proibito di praticare le tecniche della scuola e persino di definirsi esponenti della stessa! Per far rispettare questa regola, ad alcuni vengono distrutti i pugni e ad altri vengono cancellati i ricordi! Sono 1800 anni che un simile destino attende coloro che non sono riusciti a conquistare il titolo di legittimo successore della Divina scuola di Hokuto! [...] Vi siete forse rammolliti?! Ma io non lo accetto! Io non ci sto! Kenshiro è inferiore a me! Non permetterò che mi distrugga i pugni! ('''Jagi''') *Jagi non può sconfiggere Kenshiro...! Ma Kenshiro non avrà il coraggio di uccidere Jagi. Nostro padre ha sbagliato nella scelta del successore. [...] La Divina scuola di Hokuto ha i giorni contati! ('''Raoh''') *Ascolta, Kenshiro. La Divina scuola di Hokuto prevede un unico successore poiché è un'arte assassina senza eguali... Non deve essere usata in modo errato. Se un uomo corrotto diventasse il successore, il mondo cadrebbe in rovina... ('''Ryuken''') *'''Kenshiro''': Perché usi aghi e fucili? Perché non combatti affidandoti solo ai tuoi pugni?<br>'''Jagi''': Non rompere! Per me le arti marziali non sono tutto! Basta essere i più forti! L'importante è vincere, non importa come! *'''Jagi''': Ho vissuto fino a oggi bruciando d'odio nei tuoi confronti...! Un risentimento che alimenta sempre più intensamente ogni volta che queste ferite mi causano dolore! Preparati, perché ora ridurrò la tua faccia come la mia! Quella volta hai vinto solo perché sono inciampato, ma stavolta non sarai così fortunato...<br>'''Kenshiro''': Ancora non l'hai capito? Quella volta non sei inciampato. Prima che tu mi attaccassi ti avevo colpito in un punto segreto di pressione, condizionando i movimenti delle tue gambe!<br>'''Jagi''': Cosa?!<br>'''Kenshiro''': Ma ora rimpiango la mia ingenuità per averti permesso di vivere tutto questo tempo! Rimedierò al mio errore, qui e ora! *'''Jagi''': Sei... spietato e aggressivo... Stento a riconoscerti... Cos'è che ti ha trasformato...?!<br>'''Kenshiro''': In tutti questi anni ho versato il sangue di innumerevoli avversari... rivali che consideravo miei amici. È stata la morte di quei formidabili rivali e amici a cambiarmi! *'''Jagi''': Hai presente Shin, colui che consideravi un rivale e amico?! Ebbene, sono stato io a fargli vendere... l'anima al diavolo!<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Jagi''': Ti odiavo non solo perché eri divenuto il successore della Divina scuola di Hokuto, ma anche perché eri riuscito a conquistare Yuria! Così puntai su Shin, che sapevo amava Yuria nonostante tutto! Non feci altro che rinvigorire quel fuoco di speranza che stava languendo dentro di lui! *Questa è un'era dove i diavoli la fanno da padrone! ('''Jagi''') *Hai dimenticato persino l'essenza della Divina scuola di Hokuto?! La rabbia rende il corpo resistente come l'acciaio! ('''Kenshiro''') *'''Kenshiro''': Ti si addice una morte così orrenda! Fra pochi secondi il tuo corpo sparirà dalla faccia della Terra. Quest'incubo è finalmente finito!<br>'''Jagi''': Finito?! Che idiota! Questo è solo l'inizio del tuo viaggio verso l'inferno! Hai scordato che hai ancora due fratelli?! Me lo vedo già il tuo inferno...! *Sotto la guida delle sette stelle che si susseguono nella volta celeste e senza interruzione per 1800 anni, l'arcana arte dell'Hokuto Shinken, la Divina scuola di Hokuto, è stata tramandata di generazione in generazione a un unico successore... Tuttavia Ryuken, il precedente maestro, non ricevette dal cielo la benedizione di un erede. Fu per questo che Ryuken... Adottò quattro bambini, con l'intenzione di nominare uno di loro come suo successore. Il più anziano, [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoh]], il secondo figlio, Toki, il terzo, Jagi, e per finire il più giovane, Kenshiro. Questo è tutto quello sono riuscito a scoprire sulla Divina scuola di Hokuto. Non so cosa sia successo all'interno della famiglia al momento della nomina... Ma alla fine è stato Kenshiro, il più giovane dei quattro, a essere scelto come legittimo successore. ('''Rei''') *Io ho un sogno, Kenshiro. Al mondo ci sono migliaia di persone malate. Vorrei sfruttare le tecniche della Divina scuola di Hokuto per finalità mediche piuttosto che per combattere. ('''Toki''') *In un [[combattimento]], farsi prendere alle spalle o permettere all'avversario di trovarsi più in alto significa perdere! ('''Habu''') *Prima di provocare qualcuno, dovresti valutare meglio la sua forza... ('''Kenshiro''') *Io non sono cambiato! Sono i tempi che sono diversi! In quest'epoca è più utile la violenza della medicina! ('''Amiba''') *Non è la rabbia che rende più forti, ma l'ambizione! ('''Amiba''') *Non so chi tu sia, ma ti consiglio di non servirti di conoscenze approssimative! ('''Toki''') *Ti ho colpito il punto segreto di pressione Shitsugen! Le tue gambe cammineranno all'indietro indipendentemente dalla tua volontà! Fatti una bella passeggiata fino all'Inferno! ('''Kenshiro''') *Finché ci sarà Yuria nel suo cuore, nessun'altra donna potrà farvi breccia! ('''Rei''') *Una volta rinchiusi là dentro, è impossibile uscirne vivi. È una prigione mortale, isolata dal resto del mondo! Si dice che persino i criminali più spietati, un tempo temuti e disprezzati come demoni, supplichino in lacrime il proprio rilascio! Questa è Cassandra! ('''Mamiya''') *'''Rei''': Che tipo di persona è questo Toki che vuoi rivedere così tanto...?<br>'''Kenshiro''': Toki... è colui che sarebbe dovuto divenire il successore della Divina scuola di Hokuto.<br>'''Rei''': Cosa?!<br>'''Mamiya''': Eh?!<br>'''Kenshiro''': La precisione dei suoi colpi, la velocità e la fluidità dei suoi movimenti, lo spirito, le tecniche e persino le sue qualità fisiche erano strabilianti. Toki era impeccabile sotto ogni aspetto. *Kenshiro, d'ora in avanti vivrò per salvare la vita della gente... A breve morirò, ma durante il tempo che mi rimane voglio aiutare quante più persone mi sarà possibile. È questa la traccia che desidero lasciare del mio passaggio su questo mondo! ('''Toki''') ===Volume 5=== *Niente di ciò che faccio potrà mai definirsi incauto. ('''Kenshiro''') *Non c'è gusto a uccidere un detenuto disposto a morire! ('''Uighur''') *Gustatevi la vostra speranza che lentamente si tramuta in disperazione! ('''Uighur''') *Sarebbe questa la paura di cui blateravi tanto...? Se è così, allora lascia che ti insegni io cos'è il vero terrore! ('''Kenshiro''') *Trasmessa tra i miei antenati fin dall'antichità, la Via del dominio assoluto della Mongolia è una tecnica di lotta che mi permette di trasformare il mio corpo in un'invincibile arma da sfondamento! Grazie a essa, posso abbattere ogni avversario scagliandomici contro con tutta la forza di cui dispongo! In passato, quando soggiogammo completamente tutto il continente asiatico, questa era l'arma più potente del nostro arsenale... La più inarrestabile tecnica del glorioso popolo della Mongolia! ('''Uighur''') *Le mie dita possono squarciare anche l'acciaio! ('''Kenshiro''') *I malvagi non meritano lapidi! ('''Kenshiro''') *'''Rei''': Chi sarebbe questo Ken-Oh?<br>'''Raiga e Fūga''': Il... Il re di tutti gli stili di lotta mortali... Si fa chiamare anche il Dominatore di fine secolo. È un terrificante tiranno, la cui identità è avvolta nel mistero. Anche Cassandra non è altro che una città prigione costruita con l'unico scopo di condannare chiunque si opponga a lui! *Che voi possiate perlomeno morire serenamente, senza provare dolore alcuno... ('''Toki''') *Chi subisce i colpi dell'Hokuto Shinken di Toki, prova un'estasi paradisiaca in punto di morte. ('''Kenshiro''') *Liberare quel bambino equivarrebbe a liberare futuro odio nei miei confronti. Per quanto piccoli, i problemi vanno estirpati alla radice. È questo il modo di vivere! ('''Raoh''') *Per Ken-Oh non esistono né predecessori né successori! È convinto di essere l'unica persona che conti a questo mondo! È questa la folle ambizione del Dominatore di fine secolo! ('''Toki''') *'''Rei''': Dimmi... che uomo era questo Raoh?<br>'''Kenshiro''': Raoh... era veramente forte... Forse troppo forte. Così come lo era la sua ambizione. Non ha mai mostrato alcuna considerazione verso i precetti assassini stabiliti da 1800 anni per i praticanti della Divina scuola di Hokuto... Era l'uomo smarrito di Hokuto... *'''Ryuken''': Raoh, come pensi di impiegare l'Hokuto Shinken?<br>'''Raoh''': Mpf... Che domande. Per me stesso, ovviamente!<br>'''Ryuken''': Per te stesso?! E a cosa punti, dunque?!<br>'''Raoh''': Al cielo...!<br>'''Ryuken''': Intendi dire che vuoi ergerti nel cielo per poi sederti sul trono del potere?!<br>'''Raoh''': Dal momento stesso che il mio essere ha ricevuto il dono della vita, era scritto che io stringessi tutto il mondo in questo pugno!<br>'''Ryuken''': Dio non te lo permetterà mai!<br>'''Raoh''': Allora combatterò anche contro Dio! *'''Rei''': Che uomo sprezzante... Pur di soddisfare la propria ambizione, è disposto a sfidare persino Dio...<br>'''Kenshiro''': Poi scoppiò la guerra. Ora nel mondo vige la legge del più forte... Proprio ciò che desiderava Raoh! *'''Mamiya''': Davvero somiglio così tanto a Yuria...? E che tipo era Yuria?<br>'''Toki''': Mpf... È l'unica donna che io abbia amato.<br>'''Mamiya''': Eh?! Ma Yuria era la fidanzata di Ken!<br>'''Toki''': Eppure non ero il solo a esserne innamorato. Anche Raoh l'amava...<br>'''Mamiya''': Eh?! Pe... persino Raoh?!<br>'''Toki''': Per noi tutti, Yuria ha sempre rappresentato i nostri ricordi di gioventù. E forse è proprio questo il motivo per cui, fin dal primo momento in cui l'hanno incontrata, era già scritto nel fato di Kenshiro e Raoh che si sarebbero dovuti affrontare... *[[Alcor]], la stella ausiliaria... L'astro che brilla con luce fioca di fianco alle sette stelle di Hokuto. È anche conosciuta come la stella messaggera di morte. Si dice che chi la scorge morirà entro l'anno... È quindi giunta la mia ora... ('''Toki''') *È facile sorprendere un uomo che ha la mente annebbiata da una donna. ('''Toki''') *C'è chi per amore... desidera in silenzio la felicità dell'amata. ('''Toki''') *Cosa accadrebbe se rinunciassimo alla [[speranza]]?! La speranza è l'unica cosa che abbiamo! [...] Dobbiamo credere che prima o poi giungerà un futuro luminoso... Siamo sopravvissute fino a oggi credendo e pregando! Non possiamo arrenderci proprio ora! ('''Rin''') *È stato Ken a insegnarmi che sottomettersi ai demoni... significa perdere la propria umanità. ('''Rin''') *Di che colore è il vostro sporco sangue?! ('''Rei''') *Se proprio ti piace così tanto mascherarti, avresti fatto meglio a vestirti da grossa vacca. ('''Kenshiro''') *Ormai non ho più punti deboli. Airi è divenuta indipendente. È in grado di decidere come vivere e morire. ('''Rei''') *'''Rei''': Non smonti da cavallo...?!<br>'''Raoh''': Uhuhuh... Pensavi davvero che un guerriero con le tue capacità fosse in grado di farmi posare piede a terra?! Non esiste uomo a questo mondo che sia degno di farmi abbassare al suo stesso livello!<br>'''Rei''': Allora morirai in sella insieme al tuo cavallo! *'''Rei''': Ma... Ma che cosa?...! Non è possibile! Impugna ancora le briglie. Q-Quindi non si è mosso. Ma allora... cos'è che ho visto?! Cos'era quell'attacco formato da un'infinità di colpi insidiosi?!<br>'''Raoh''': Mpf... Solo coloro che sono riusciti ad acquisire i segreti ultimi delle tecniche assassine, arrivando a comprendere la loro quintessenza, possono generare un'aura attorno al proprio corpo. Ciò che hai visto era il mio spirito combattivo... La mia aura!<br>'''Rei''': L'aura?!<br>'''Raoh''': E questo significa che tu non puoi nemmeno avvicinarti a me! *Anche a costo di distruggere il mio stesso corpo, ho il dovere di liberare il mondo dalla tua presenza! ('''Rei''') *Sono sopravvissuto fino a oggi trasformando ogni goccia del mio sangue in forza combattiva! Questo sangue non conosce la paura! Capirai a tue spese che io non sono più quello di un tempo! Il mio sangue spezzerà la tua aura! ('''Kenshiro''') *Sarai testimone dei miei progressi con la tua stessa morte! ('''Kenshiro''') *Se ora fosse notte, vedresti chiaramente la stella messaggera di morte! ('''Raoh''') *Io non uccido mai subito gli esperti di arti marziali che si oppongono a me...! E sai perché...? Perché se li uccidessi immediatamente, il mio terrore non si propagherebbe. Invece le persone a cui rimangono tre giorni di vita cadono in preda alla paura della morte... e urlano in lacrime travolti dalla tristezza! [...] Quel terrore diviene infine leggenda... rendendo indiscutibile il mio titolo di re delle techniche assassine... il titolo di Ken-Oh! ('''Raoh''') ===Volume 6=== *Io temo solamente una cosa a questo mondo... La tecnica di Toki! ('''Raoh''') *Solo l'acqua calma può domare una corrente violenta... Se due flutti impetuosi si scontrassero, finirebbero solo per travolgersi l'un l'altro per poi annientarsi inesorabilmente! ('''Toki''') *La tua aura omicida è decisamente potente... ma mosse mediocri come le tue non potranno mai abbattermi. [...] Il tuo padrone ti sta usando solo per tenermi qui e guadagnare tempo. Rinuncia alla lotta. ('''Toki''') *Se ci si oppone a una corrente violenta, si finisce per esserne inghiottiti. Bisogna invece abbandonarsi completamente a essa per divenire un tutt'uno. ('''Toki''') *Sia la tecnica di Raoh che quella di Ken sono correnti violente! Entrambi utilizzano quella che viene definita una "tecnica possente", ovvero un impetuoso stile di lotta che sprigiona completamente lo spirito combattivo di chi ne fa uso! Ecco il motivo per cui Kenshiro non può ancora sconfiggere Raoh. ('''Toki''') *'''Rei''': Tu devi vivere! Anche se riuscissi a sconfiggerlo sacrificando la tua vita, sarebbe comunque una sconfitta! Quest'epoca ha bisogna di te! Devi sopravvivere per Rin, Bat e tutte le persone indifese come loro!<br>'''Kenshiro''': Anche se avessi il 99% di probabilità di essere sconfitto... in qualità di successore della Divina scuola di Hokuto... è scritto nel mio destino che io combatta per quell'1%! *La [[vita]] non è un qualcosa da gettare via in maniera sconsiderata! ('''Toki''') *'''Toki''': Kenshiro... Rei si preoccupa per te dimenticandosi persino del fatto che la sua morte è imminente. Lui ti ha affidato tutti i suoi sogni. Non vanificare le sue speranze! Tu devi sopravvivere e dedicarti al futuro di quest'epoca!<br>'''Kenshiro''': Anche se avessi il 99% di probabilità di essere sconfitto, io...<br>'''Toki''': No... Ora non hai nemmeno l'1% di probabilità di vittoria.<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Raoh''': Mpf... Quindi l'hai capito.<br>'''Toki''': Kenshiro... {{NDR|indica Rin}} Potresti uccidere quella bambina?!<br>'''Kenshiro''': R-Rin?! Perché me lo chiedi...?<br>'''Toki''': Perché se tu fossi in grado di ucciderla, allora avresti una possibilità di battere Raoh. *'''Ryuken''': Sei dunque davvero intenzionato ad andartene...? Raoh!<br>'''Raoh''': Che senso avrebbe per me rimanere qui ora che hai scelto Kenshiro come successore?<br>'''Ryuken''': Allora dovrai rinunciare all'Hokuto Shinken. Ti è proibito farne uso ancora in futuro!<br>'''Raoh''': Te l'ho già detto! Io stringerò il cielo nel mio pugno! Mpf... Se avessi avuto intenzione di rinunciare all'Hokuto Shinken, non sarei mai diventato tuo figlio adottivo! Io non prendo ordini da nessuno! Nemmeno da Dio!<br>'''Ryuken''': Vedo che sei pronto ad affrontare le conseguenze della tua scelta! La legge della Divina scuola di Hokuto prevede che essa sia tramandata unicamente a un unico successore per ogni generazione. Mi costringi a sigillare i tuoi pugni e con essi le tecniche che hai appreso!<br>'''Raoh''': Mpf... Allora ti sconfiggerò qui e ora così da diventare l'uomo più potente al mondo!<br>'''Ryuken''': Che uomo terribile! Ho allevato una tale terribile serpe in seno! *Lascia che ti spieghi perché si dice che Hokuto sia la costellazione che presiede la morte. I movimenti degli esseri umani hanno sette punti ciechi. Seguendo tali punti, essi assumono la forma delle sette stelle di Hokuto! In altre parole, Hokuto funge da indicazione per condurre a morte certa l'avversario! ('''Ryuken''') *Adesso che è giunto Toki... mi vedo costretto a scendere al vostro stesso livello! E per voi non ci sarà nient'altro che la morte! ('''Raoh''') *La Divina scuola di Hokuto proibisce di combattere in due contro un singolo avversario. Una vittoria ottenuta in quel modo non avrebbe valore. ('''Toki''') *Non sono più Raoh! Chiamami Ken-Oh, il re delle tecniche assassine! E ora ti mostrerò la mia tecnica...! La tecnica dell'uomo che ambisce al cielo! ('''Raoh''') *Nelle arti marziali, soprattutto fra esperti, è necessaria una tremenda quantità di energia anche solo per restare di fronte all'avversario... Persino il minimo turbamento nell'animo può costare la vita. ('''Rei''') *È ammirevole volersi sacrificare per un ideale... Ma in fondo a che serve?! La morte vanifica qualsiasi cosa. La tua morte avrà lo stesso valore di quella di un cane randagio! ('''Raoh''') *Ken, muoviti! Senza di te... Senza di te, la nostra piccola, flebile luce di speranza sparirà! Tu sei l'unico che può impedire che si spengaaa! ('''Rin''') *'''Raoh''': Hai distrutto le catene imposte al tuo punto segreto di pressione dalla tecnica di Toki?! [...]<br>'''Kenshiro''': Non è stato il mio corpo a distruggerle, ma un cuore giovane e puro che tenta di vivere come un essere umano nonostante tutto... È stato quel cuore a infrangere l'effeto del punto di pressione! Raoh! Non sarà il cielo ciò che stringerai tra le tue mani, ma la stella messaggera di morte! *Kenshiro, una nullità come te non potrà mai battere il re delle tecniche assassine! In questo luogo seppellirò i 1800 anni di storia della Divina scuola di Hokuto! ('''Raoh''') *[...] in un combattimento tra esperti è impossibile evitare completamente le tecniche dell'avversario. L'unica possibilità di vincere è rinunciare alla propria incolumità per distruggere il corpo nemico! ('''Rei''') *Io sono Ken-Oh! E Ken-Oh non si inginocchierà mai a terra! ('''Raoh''') *'''Rin''': Bat... Dimmi perché devono ferirsi a quel modo... e spargere tutto quel sangue?!<br>'''Bat''': È inevitabile. Quello è il nostro sangue... Loro sanguinano al nostro posto. *'''Kenshiro''': Perdonami... Ti ho coinvolto nella mia battaglia.<br>'''Rei''': Pff... Non ti preoccupare... Non rimpiango ciò che ho fatto. Anzi, ti ringrazio... Avevo rigettato la mia umanità. Vivevo solo per salvare mia sorella! Odiavo il mondo e avevo maledetto quest'epoca! Ma poi ho incontrato te. E Toki, Rin, Bat, Mamiya... Ero come un lupo affamato e assetato, ma voi avete placato la mia anima... permettendomi di tornare umano. *Sappiate che i [[Cane|cani]] sono le creature più nobili al mondo! Sono affettuosi, fedeli e non mentono mai! Sono gli unici amici di cui mi posso fidare! ('''Garf''') *Non ho nome da rivelare a chi è condannato a morte! ('''Kenshiro''') *'''Yuda''': Ditemi. Pensate che io sia bello?<br>'''Concubine''': Sì, Signor Yuda.<br>'''Yuda''': Ben detto. Io sono l'essere più forte a questo mondo... Nonché il più bello! *Io sono l'uomo che Dio ha creato in qualità d'incarnazione suprema di bellezza e forza in questo mondo! Quindi solo gli esseri caratterizzati da una bellezza perfetta hanno il diritto di amarmi! ('''Yuda''') *Per quanto la lavi, questa cicatrice non andrà mai via. E anche se riuscissi a far sparire questo marchio, me ne rimarrà per sempre uno nell'anima. ('''Mamiya''') *'''Kenshiro''': Quindi sei intenzionato a sconfiggere Yuda?<br>'''Rei''': Sì... Io... Io lo conosco... Appartiene anche lui a Nanto.<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Rei''': Oltre a me e al tuo rivale e amico Shin, vi sono altri quattro uomini che hanno raggiunto i massimi livelli nella Sacra scuola di Nanto! Veniamo chiamati i Nanto Rokuseiken, i Sei sacri pugni di Nanto... E anche Yuda ne fa parte! *In quest'era la vita di un uomo è breve... ma una donna mette al mondo dei figli... e tramanda il passato raccontando loro delle storie... Storie di uomini che combattono! ('''Rei''') *Non è tradimento questo... È tattica! Ognuna delle sei stelle di Nanto porta con sé un differente destino! Quella di Shin è la stella del sacrificio, che lo ha destinato a sacrificarsi per amore! Quella di Rei è la stella della giustizia, che lo ha destinato a vivere per il prossimo! Mentre la mia è la stella più bella e splendente di tutte... La stella della malìa! La gente la chiama la stella del tradimento, ma non è affatto così! La stella della malìa è capace di smuovere persino il cielo, in quanto espressione ultima di bellezza e tattica! ('''Yuda''') *La gru rossa... si abbellisce tingendosi del sangue di coloro che le si avventano contro! ('''Yuda''') *La stella della giustizia non è altro che la stella di un buffone! È un astro minore che serve solo a far risaltare la stella della malìa! ('''Yuda''') *Un tempo anche chiamati i comandanti a guardia dei sei cancelli imperiali, i Sei sacri pugni di Nanto erano i guerrieri che avevano il compito di difendere il palazzo dell'imperatore... in quanto all'apice dei 108 stili che compongono la Sacra scuola di Nanto. Tuttavia, dopo la guerra, noi Sei sacri pugni di Nanto ci dividemmo in due fazioni: una che anelava la pace, e l'altra che, invece, bramava la conquista del potere! Fu allora che Yuda ci tradì! Resosi conto che la fazione pacifista era la più forte delle due, Yuda, insieme alle 23 branche di Nanto subordinate alla sua tecnica, decise di allearsi con il temibile re delle tecniche assssine, lo spietato Ken-Oh! Caduta una stella... anche le rimanenti cinque precipitarono nel caos, spargendo semi di grande tragedia in tutto il mondo! Ricorda queste mie parole, Kenshiro... Il mio triste destino e quello di Shin della stella del sacrificio sono solo il preludio a disgrazie ancora più grandi! ('''Rei''') *'''Yuda''': Co... Cos'è che ti rende così forte?!<br>'''Rei''': Pff... Tu che non sai cos'è l'amore, non potrai mai capirlo. *Yuda! Il trucco te lo rifarai, sì, ma col tuo stesso sangue! ('''Rei''') ===Volume 7=== *Io divento inerme dinnanzi a ciò che reputo bello con tutto il cuore. ('''Yuda''') *Dal momento stesso in cui la stella della malìa è rimasta affascinata dalla stella della giustizia, era destino che la luce del mio astro venisse spenta dal tuo. ('''Yuda''') *Rei... Sei l'unico uomo al mondo che io abbia mai ammirato... Perlomeno lascia che io spiri fra queste tue braccia... ('''Yuda''') *Yuda, anche tu sei rimasto solo! Ma presto... ti raggiungerò anch'io... ('''Rei''') *Per colpa di qualche misero dissapore, gli uomini sono costretti a combattere tra loro... arrivando a tramutare amicizie in efferati spargimenti di sangue... Non è giusto... ('''Rin''') *Mamiya... ascoltami bene. Fin quando la stella messaggera di morte non cadrà su di te, vivi intensamente ogni singolo giorno della tua vita! E anche se fosse per un solo secondo, vivi come una donna! E cerca la tua felicità in quanto tale! ('''Rei''') *Ken. Tu devi continuare a vivere. Non puoi morire. Quest'epoca ha bisogno della Divina scuola di Hokuto per trasformare le lacrime in sorrisi! ('''Rei''') *Rei... Non ti dimenticherò. Anche tu, come il mio rivale e amico Shin, continuerai a vivere dentro di me. ('''Kenshiro''') *Il Sacro imperatore è l'uomo che perfino il famoso re delle tecniche assassine, il cosiddetto Dominatore di fine secolo, si è rifiutato di affrontare! Proprio a causa della forza del nostro imperatore, Ken-Oh ha fallito nel suo tentativo di stringere il cielo nel proprio pugno! Il suo nome è Souther, e sarà lui a divenire il vero dominatore di questo mondo! ('''Comandante''') *'''Kenshiro''': Ma... tu sei cieco.<br>'''Shu''': Ciononostante, gli occhi della mia anima sono ben schiusi! *'''Shu''': Quando Nanto è nel caos, Hokuto fa la sua comparsa. Da quando le sei stelle sono in tumulto, era destino che io e te ci affrontassimo, Kenshiro!<br>'''Kenshiro''': A chiunque abbia l'ardire di provare a sconfiggermi, io rispondo con questi miei pugni. *La paura rivela la presenza di un guerriero, permettendo al suo nemico di studiarne la distanza e contrattaccarlo con facilità. ('''Shu''') *'''Kenshiro''': Io non morirò. Ho fatto una promessa a un uomo! Gli ho giurato che sarei sopravvissuto a quest'epoca e che avrei riportato la luce in questa oscura fine di secolo!<br>'''Shu''': Ti riferisci a Rei...? Anche lui era uno di quelli che avrebbe voluto salvare il mondo dall'oscurità... Ma quella luce non tornerà mai... A meno che tu non riesca a sconfiggermi! *L'Hokuto Shinken mi permette di assimilare le tecniche dei miei avversari anche solo dopo un singolo combattimento! ('''Kenshiro''') *Non permetterò a nessuno di rubare dai bambini... la loro luce in procinto di brillare! ('''Shu''') *Quando gli occhi mi si sono chiusi per sempre, il mio cuore si è aperto. ('''Shu''') *'''Shu''': Devo assolutamente parlarti del Sacro imperatore. La rovina dei Sei sacri pugni di Nanto è iniziata a causa dell'ambizione di Yuda della stella della malìa, ma è stato Souther a spingerlo all'azione! Souther non aspettava altro che cavalcare gli sconvolgimenti nel mondo in questa fine di secolo! La sua è la stella polare. Il centro di tutti gli astri di Nanto... La stella della croce del sud! È anche conosciuta come stella della sovranità, vale a dire la stella di un tiranno! Lui non ha né famigliari, né amici. E nemmeno pietà... L'unica cosa che possiede e se stesso e la stella dell'imperatore sotto cui è nato!<br>'''Kenshiro''': Dell'imperatore...?<br>'''Shu''': Esatto. Le altre cinque stelle sono solo satelliti sudditi della stella della sovranità! *Avranno anche perso la luce, ma questi miei inutili occhi... non riescono a smettere di piangere! ('''Shu''') *'''Souther''': Io padroneggio il Nanto Hō-ō Ken, la tecnica della fenice di Nanto, la più forte fra gli stili del Nanto Seiken... e nel mio corpo scorre il sangue di un imperatore! Fatti sotto come preferisci!<br>'''Kenshiro''': Perché non ti metti in guardia?!<br>'''Souther''': Perché la tecnica della fenice di Nanto non prevede guardie! La guardia è una forma di difesa, mentre il mio pugno contempla unicamente l'avanzata schiacciante! *I morti non sono un granché come vittime sacrificali. ('''Guardia''') *Non capisco i movimenti dei miei nemici con la vista e nemmeno con l'udito. È con l'anima che anticipo le loro mosse! ('''Shu''') *Non permetto nemmeno a una formica di opporsi a me! Un imperatore non è mosso dalla pietà, ma unicamente dal sangue sacrificale di coloro che gli si rivoltano contro! ('''Souther''') *A causa dell'amore le persone sono costrette a soffrire! A causa dell'amore le persone sono costrette a rattristarsi! ('''Souther''') ===Volume 8=== *'''Souther''': Puoi provarci quanto vuoi, ma con la tua Divina scuola di Hokuto non riuscirai mai a battermi! Di fronte al corpo che Dio ha donato al Sacro imperatore Souther, sei destinato unicamente alla sconfitta! Ti annienterò insieme all'amore!<br>'''Kenshiro''': L'amore non potrà mai essere annientato! *Questo mausoleo a croce rappresenta il mio ultimo atto di umanità verso il mio venerabile maestro! E sarà anche la tomba del mio amore e dei miei sentimenti! ('''Souther''') *Quando Nanto è nel caos, Hokuto fa la sua comparsa. I miei predecessori di Nanto sono stati costretti a una vita di paura e soprusi all'ombra di Hokuto. Però, oggi anche questa umiliazione avrà fine! Esiste un'unica stella polare! L'astro dell'imperaore del cielo che brillerà nel firmamento sarà la croce del sud... Sarà la stella della sovranità del Sacro imperatore Souther! ('''Souther''') *Tramite unicamente l'utilizzo dello spirito combattivo, la tecnica segreta del Tenha Kassatsu mi permette di colpire i punti di pressione dell'avversario senza neanche toccarli! ('''Kenshiro''') *Le correnti dell'energia vitale sono legate alla circolazione sanguigna e al sistema nervoso. I punti segreti di pressione sono i centri fondamentali di quelle correnti! ('''Kenshiro''') *'''Souther''': L'amore e i sentimenti portano con loro solo tristezza... Allora perché sei disposto a sopportare tale dolore? Perché ti vuoi fare carico di così tanta sofferenza?<br>'''Kenshiro''': Non portano solo tristezza e sofferenza. Sono sicuro che anche tu ricordi il calore dell'affetto. *'''Souther''': M-Maestro... [...] Mi... Mi faccia sentire ancora una volta quel calore... proprio come un tempo...<br>'''Kenshiro''': Che uomo triste. E tutto a causa dell'intensità del suo amore. *Toki, prima o poi dovrò combattere anche contro di te! Finché non avrò sconfitto sia te che Kenshiro, i miei più temibili avversari, non potrò stringere il cielo nel mio pugno! ('''Raoh''') *'''Toki''': Shin... Rei, Yuda, Shu... e infine Souther... Dei sei sacri pugni di Nanto ne sono già caduti cinque! Presto giungerà per te il momento in cui dovrai combattere anche contro l'ultimo di loro... Vai Kenshiro. È il destino a chiamarti.<br>'''Kenshiro''': E tu, Toki...?<br>'''Toki''': Anch'io... vivrò attenendomi al mio destino. La Divina scuola di Hokuto prevede un solo successore! *C... Che beffa del destino... Raoh, Toki e Kenshiro... Grazie a questi tre fratelli, la storia lunga 1800 anni della Divina scuola di Hokuto sta ora vivendo la sua epoca più gloriosa! Perché Dio ha inviato nella stessa era tre uomini così straordinari?! Ognuno di loro sarebbe potuto divenire un degno successore... ('''Koryu''') *La mia morte è vicina! Anch'io desidero terminare la mia vita come un guerriero. ('''Toki''') *'''Toki''': Avrei preferito concludere la mia vita in questo modo, aiutando i bambini e le persone malate...<br>'''Kenshiro''': E allora... perché?<br>'''Toki''': Il mio istinto... Quell'istinto che in passato mi ha portato a perseguire la via delle arti marziali, si è infine risvegliato! Ma più di ogni altra cosa, esiste per me un destino dal quale non potrò mai fuggire...<br>'''Kenshiro''': La battaglia contro Raoh... *'''Zengyo''': I palmi dell'ascesa al cielo di Hokuto... un gesto cerimoniale tramite il quale si giura che, anche se per errore l'avversario dovesse ucciderci, faremmo ritorno in cielo senza rancore o rimpianti!<br>'''Bat''': M... Ma allora hanno intenzione di...!<br>'''Zengyo''': Tutti gli uomini desiderano confrontarsi sempre con chi è più forte di loro... così da puntare alla supremazia! A maggior ragione se si tratta di maestri d'arti marziali... Anche se solo per un istante, combatteranno puntando il tutto per tutto! *'''Toki''': Probabilmente questa sarà la prima e ultima volta che io e te combatteremo... Ho sempre desiderato affrontarti. Lasciami sperimentare pienamente le tecniche del successore della Divina scuola di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': Toki... L'uomo che ho sempre ammirato e a cui ho continuato a guardare come esempio... Colui che ha saputo padroneggiare le tecniche più aggraziate ed eleganti di tutti i 1800 anni di storia dell'Hokuto Shinken. *'''Kenshiro''': Toki, se solo tu non fossi stato afflitto dalla malattia...<br>'''Toki''': Era destino che io combattessi alla pari con te! Quello stesso destino che ancora non mi abbatte, ma che, anzi, sostiene e spingo questo mio corpo malato! *Kenshiro... Ti affido la mia anima. Mentre il mio corpo lo immolerò nel duello mortale con Raoh! ('''Toki''') *Se percorrerete la stessa strada, dovrete farvi carico dello stesso destino! Se siete fratelli, fareste meglio a scegliere cammini differenti. ('''Raoh''') *Stai venendo da me, Toki?! Dal giorno stesso in cui Ryuken ci adottò e cominciammo a muovere i primi passi nell'apprendimento della Divina scuola di Hokuto... il nostro destino era già segnato! ('''Raoh''') *Questo è il mio villaggio natio. È qui che sono nato e cresciuto. E una volta morto, è qui che tornerò. ('''Toki''') *Raoh... sei divenuto troppo forte, superando anche le aspettative del nostro maestro Ryuken! E di pari passo, è cresciuta in maniera spropositata anche la tua ambizione! ('''Toki''') *Movimento contro stasi... Irruenza contro calma... È proprio come se gli stili combattivi di entrambi rispecchiassero il loro modo di essere e vivere. ('''Kenshiro''') *'''Raoh''': Bene, non scorgo incertezze in te! E nemmeno timori! La morte imminente deve aver elevato la tua tecnica!<br>'''Toki''': Non è stato l'avvicinarsi della morte a elevare la mia tecnica! È stata la tua stessa esistenza, Raoh! *{{NDR|Flashback}}<br>Ascoltami, Toki. Se un giorno io dovessi perdere la retta via... voglio che sia tu stesso a sigillare il mio pugno! ('''Raoh''') *Toki... L'uomo che, dietro l'apparenza mansueta, nasconde nella profondità del suo animo un fuoco ardente! ('''Raoh''') *È giunto il momento che io onori la promessa! Oggi io ti supererò! ('''Toki''') *Musō Insatsu, l'ombra assassina libera da ogni pensiero! Rilasciato istintivamente e con la mente libera da pensieri, è un colpo midiciale con cui si riesce a percepire la presenza dell'avversario, comprendendone la distanza tramite l'aura omicida da questi emanata! ('''Kenshiro''') *'''Raoh''': Il timore della morte ti impedisce di trovare la giusta distanza per sferrare un colpo mortale. Contrariamente al tuo stile, la mia tecnica istintiva e scevra da pensieri rende la mia difesa impenetrabile, in quanto priva di ogni vulnerabilità!<br>'''Toki''': Di questo passo, non ho possibilità...<br>'''Kenshiro''': Con la sua tecnica flessibile, che sfrutta gli istanti in cui il nemico è più vulnerabile, Toki non può vincere contro la tecnica possente di Raoh... Inoltre, Toki è malato...<br>'''Raoh''': Toki! Se volevi davvero raggiungermi, perché non hai appreso la spietata tecnica possente?! La potenza equivale alla morte! La flessibilità alla compassione! Quella bontà d'animo che in passato non ti ha fatto perseguire la strada della forza, ti sarà ora fatale! *'''Toki''': Raoh, lo hai forse scordato?! Io volevo raggiungerti in tutto ciò che sei! [...] È stato il tuo stesso sangue che caldo mi scorre nelle vene a permettermi di padroneggiare il tuo stile di combattimento!<br>'''Raoh''': Tu hai acquisito la mia tecnica possente!<br>'''Toki''': Te l'ho già detto! Io volevo raggiungerti in tutto ciò che sei! [...] Avevo giurato a me stesso che non avrei usato questa tecnica... se non nel mio ultimo combattimento, ovvero quando ti avrei affrontato! Guarda il cielo! Dovresti scorgerla anche tu...! La stella messaggera di morte!<br>'''Raoh''': C... Cosa?! Su di me brilla la stella messaggera di morte!<br>[...]<br>'''Toki''': Avanti, Raoh! Caliamo il sipario sul nostro destino! *Il talento innato di Toki ha evocato la stella messaggera di morte su Raoh! Nemmeno Dio può presagire l'esito di questo duello voluto dal destino! Nella storia lunga 2000 anni di Hokuto esiste una profezia tramandata di generazione in generazione. "Quando due grandi guerrieri dotati di tecniche equivalenti si scontreranno, la stella messaggera di morte splenderà su entrambi!" ('''Kenshiro''') *Toki! L'uomo che ha sempre vissuto unicamente per il prossimo! Ma oggi, per la prima volta, questo stesso uomo ha deciso di combattere per realizzare le proprie aspirazioni! E sia! Prova pure a superarmi e a distruggere le ambizioni del grande Ken-Oh! ('''Raoh''') *Nei 2000 anni di storia di Hokuto, Toki è l'uomo che è riuscito a sviluppare le tecniche più eleganti della nostra arte! Ed è proprio negli scontri aerei che riesce a esprimere al meglio la loro quintessenza! ('''Kenshiro''') *'''Raoh''': La Divina scuola di Hokuto costituiva solo il primo passo verso la conquista del cielo. Non intendo fermarmi qui!<br>'''Toki''': Allora dovrò sigillare il tuo pugno!<br>'''Raoh''': Non ho scordato la nostra promessa. Sarai tu a impedirmi di usare le mie tecniche! Vieni e prova a sigillare i miei pugni quando preferisci. Uhuh...<br>'''Toki''': Raoh, fratello mio. Il più forte esponente dell'Hokuto Shinken. Se solo non fossi consumato da quella perversa ambizione, sia io che Kenshiro avremmo rinunciato volentieri alla disputa per la successione in tuo favore... *Credi che non mi sia accorto del segreto della tua tecnica possente?! Se solo tu non fossi stato malato, forse con la tua tecnica flessibile saresti riuscito a battermi! [...] Povero Toki... Il mio giovane fratello che, fin da piccolo, ha continuato a seguire i miei passi, mentre viveva un'esistenza segnata da un destino crudele! ('''Raoh''') *I punti Sekkatsu. Se attivati, permettono di acquisire una potenza straordinaria, anche se solo per un periodo limitatissimo. Tuttavia, allo stesso tempo, privano inesorabilmente della vita chi ricorre al loro potere... Sono dei punti di pressione terribili! ('''Kenshiro''') *Toki, non sono stato io a privarti della vita. La tua malattia lo sta già facendo al posto mio! Che assurdità che un uomo di Hokuto dalle straordinarie abilità come te debba perdere tutto a causa di un male tanto indegno...! ('''Raoh''') *Perché piangi, Raoh...? Proprio tu che hai trasformato le lacrime in ambizione e nella tua stessa tecnica possente... ('''Toki''') *Toki... Quel tuo grande cuore è rimasto lo stesso di un tempo. Quel tuo grande e triste cuore che, anche in punto di morte, desidera ostinatamente raggiungermi... È stato quel tuo cuore a far riaffiorare in me le lacrime che da tempo si erano seccate! ('''Raoh''') *Questo sangue sono le mie lacrime! Considera questo colpo come l'odio che tuo fratello maggiore prova nei confronti del tuo triste destino! [...] Adesso Toki, l'uomo che mirava a raggiungere il re delle tecniche assassine, è morto! Davanti a me cìè solo un uomo che lotta contro la propria malattia! Vivi serenamente il resto della tua vita. Se vuoi piangere, fai pure. Non ti rimprovererò più. ('''Raoh''') *Kenshiro! La leggenda del terrore di Ken-Oh ha ora inizio. Se desideri porre fine alla mia vita, vieni pure a sfidarmi quando vuoi! ('''Raoh''') *Mi domando chi, in questo mondo caotico... riuscirà mai a stringere nel proprio pugno quell'arcobaleno di speranza... ('''Ryuga''') *Il... Taizan Tenrō Ken, la tecnica del lupo del cielo del Monte Tai! Si dice che i suoi colpi siano talmente veloci che chi ne viene colpito prova una sensazione di freddo e muore prima ancora di avere il tempo di sanguinare! ('''Kenshiro''') *Il mio astro è [[Sirio]], la stella del lupo del cielo! La stella del lupo del cielo... l'astro che brilla con più intensità nella volta celeste, proprio come l'occhio di un lupo... Una stella indipendente che, senza schierarsi con alcuna divinità, ha scelto di divenire un lupo solitario che corre isolato nel firmamento! ('''Ryuga''') *Un singolo ramo marcio può logorare anche un grande albero! ('''Ryuga''') *Se hai paura, ribellati! Prova a sfuggirmi strappandomi il braccio a morsi, se necessario! Se non combatti, non smetterai mai di tremare! [...] Chi abbandona la propria volontà non è un essere umano! Non c'è nulla di umano nel passare la propria vita unicamente a sorridere e prosternarsi! ('''Raoh''') *Contro Ken-Oh, la resistenza passiva è un'arma del tutto vana! ('''Raoh''') *Ho appena compreso che la stella del lupo del cielo non diverrà mai un polo celeste. Quest'epoca non invoca il mio astro, ma Hokuto... ('''Ryuga''') *Raoh incute terrore nei bambini e li incita a combattere, mentre Kenshiro ne attira il cuore innocente. Non capisco... quale dei due alberi quest'epoca aneli. Quest'era brutale deve terminare. Perdonami, Yuria, mia amata sorella! Ma senza un grande e potente albero, questo mondo non potrà mai essere sanato! E perché ciò accada, mi trasformerò volentieri in un lupo demoniaco assetato di sangue! ('''Ryuga''') *'''Toki''': Perché vuoi uccidermi?<br>'''Ryuga''': La quintessenza dell'Hokuto Shinken è la rabbia. Senza rabbia, Kenshiro non potrà dare il meglio di sé!<br>'''Toki''': K... Kenshiro? V-Vuoi dire che con i tuoi occhi sei riuscito a scorgere il futuro di quest'epoca?! Ma tu hai scelto Raoh...<br>'''Ryuga''': Se Kenshiro dovesse uscire sconfitto dal duello con me... allora significherebbe che quest'epoca non ha bisogno di lui.<br>'''Toki''': Tutte quelle macchie di sangue sul tuo corpo... sembrano le tue lacrime!<br>'''Ryuga''': Dunque hai già capito tutto... Mi sono trasformato in un lupo demoniaco... per riuscire a scaraventare Kenshiro in un abisso di tristezza. E ho bisogno della tua morte per far sì che ciò accada. Lui non conosce ancora la vera tristezza. La tua morte metterà in moto il cambiamento di Kenshiro... Anzi, di questa intera epoca!<br>'''Toki''': Pff... Capisco. E allora uccidimi. Se la mia vita contribuirà alla nascita di una nuova epoca, divenendone le fondamenta, te la offro volentieri. ===Volume 9=== *'''Ryuga''': Non credevo possibile... che gli occhi del lupo del cielo non potessero scorgere il valore di uomo tanto grande. Ma ora ne sono certo... Quest'epoca non ha bisogno di Raoh... ma di Kenshiro.<br>'''Toki''': È il destino del lupo del cielo. Quando il mondo riversa nel caos, esso diviene messaggero dell'imperatore del cielo per invitare Hokuto sul campo di battaglia. *Non rattristarti, Kenshiro! Vivi trasformando la tristezza in rabbia! Ken-Oh intende governare per mezzo del terrore! Ma sarà tuo il compito di riportare la pace in questo mondo! ('''Toki''') *Andiamo, Ryuga! Uniamoci a coloro che si sono sacrificati dopo aver vissuto in quest'epoca preda del caos. Anche noi diverremo stelle e veglieremo su Kenshiro assieme a quegli uomini valorosi! Addio, Kenshiro! ('''Toki''') *Ken ha dovuto sopportare un'altra sofferenza... Però... ciò che lo rende sempre più forte, è proprio farsi carico di tutta quella tristezza. ('''Rin''') *La mia tecnica fa del vento un alleato, permettendomi di creare il vuoto al suo interno. E la forza di quei vuoti d'aria è tale da tagliare persino l'acciaio! ('''Hyui''') *'''Raoh''': Sentiamo il nome di questo stolto.<br>'''Hyui''': Io sono uno dei Goshasei, i cinque astri in cerchio! Hyui del vento!<br>'''Raoh''': Cosa?! Quindi...!<br>'''Hyui''': Mpf... Proprio così! Noi tutti assolviamo al compito di stelle protettrici dell'astro polare di Nanto! Sappi che non sarà Hokuto a conquistare il cielo! Colui che riuscirà a governare la volta celeste sarà il nostro astro... l'ultimo condottiero dei sei sacri pugni di Nanto! *N-Non smentisci la fama della tua terrificante potenza, Raoh! Ma il tuo fato è segnato! Ti aspetterò all'inferno! ('''Hyui''') *Dovresti sapere bene... che Nanto e Hokuto sono due facce della stessa medaglia. La vera pace tornerà a regnare soltanto quando questi due poli opposti si congiungeranno in uno solo! ('''Shuren''') *'''Shuren''': Gli uomini di Ken-Oh sono solo dei farabutti che hanno giurato fedeltà al loro signore perché mossi dalla paura! Se Ken-Oh verrà sconfitto, si disperderanno come scarafaggi!<br>'''Raoh''': Ooh... Se la pensi così, mettili pure alla prova! Capirai da te la potenza di questi miei uomini, stretti dalla morsa del terrore! [...] Tu ignori la forza di chi viene spinto unicamente dalla paura! Questi uomini non possono ritirarsi. L'unica cosa che li aspetta se lo facessero sarebbe morte certa per mano mia! Per riuscire a sopravvivere, non possono fare altro che avanzare! *'''Kenshiro''': Perché... l'ultimo condottiero di Nanto vorrebbe incontrarmi?!<br>'''Fudo''': Il mio signore... è per noi una luce eterna... Per tale luce, noi tutti solchiamo incessantemente i cieli e avanziamo instancabili lungo la terra. Per il bene del nostro condottiero, noi cinque astri... siamo disposti perfino a capitolare fino a ridurci in polvere, se ciò dovesse arrecargli anche il minimo beneficio! *'''Raoh''': Shuren... qual è l'origine di tanta ossessione?<br>'''Shuren''': Per il mio condottiero... Per la sua luce eterna! Q... Quella luce brillerà ancor di più grazie a Kenshiro... Invece se tu, Ken-Oh, ti frapponessi di fronte a essa, sommergeresti l'astro del nostro condottiero unicamente di lacrime! [...] E... E io non posso permetterlo! Non posso assolutamente permettere che ciò accada!<br>[...]<br>'''Raoh''': Capisco. Ma fiamme così tiepide non potranno mai ridurre in cenere la mia ambizione! *Ultimo condottiero di Nanto... aspetta e vedrai. Sommergerò di lacrime il tuo astro! ('''Raoh''') *Juza è il solo in grado di arrestare Ken-Oh... Cercate Juza! Juza delle nuvole è l'unico che può fermare la marcia di Ken-Oh! Fate in modo che le nuvole si destino! ('''Fudo''') *Vedo che ho pisciato sopra un rospaccio. ('''Juza''') *'''Juza''': Sappiate che ora queste donne sono proprietà mia... di Juza!<br>'''Scagnozzo #1''': Ha... Ha detto Juza?!<br>'''Scagnozzo #2''': È davvero lui...?!<br>'''Scagnozzo #3''': A... Altro che le donne! Dicono che dove passa lui non cresca più un filo d'erba!<br>'''Juza''': Ma dai? Mi conoscete? Ma vi siete dimenticati la cosa più importante. Ovvero che sono un figo da paura! *Col cavolo! Io non ho padroni e non prendo ordini da nessuno! Faccio come mi pare! Mangio quando ho fame e bevo quando ho sete! [...] Io vivo la mia esistenza in piena libertà... proprio come quelle nuvole. ('''Juza''') *Juza è l'uomo che ha rigettato la propria anima e rinnegato persino questo stesso mondo! ('''Raoh''') *La mia è una tecnica del tutto personale. E in quanto tale, è libera da ogni forma prestabilita! E proprio perché non ha forma, nessuno è in grado di anticiparla! ('''Juza''') *La potenza di una tecnica dipende dal talento naturale! Senza il talento, non è possibile perfezionare il proprio pugno! E il talento di Juza è decisamente temibile! Nemmeno io che sono il re delle tecniche assassine potrei sconfiggerlo facilmente! ('''Raoh''') *'''Yuria''': Anche Juza si è infine destato... Ma mi chiedo se sia giusto versare altro sangue...<br>'''Rihaku''': Non si lasci intaccare da simili dubbi. Guardi la popolazione di questa città! Qui vige libertà e uguaglianza! E la fama di questo luogo sta attirando altre persone! Quelle stesse persone che stavano per dimenticare l'importanza della pace e la luce della speranza!<br>'''Toh''': Tutto questo è unicamente merito del suo potere, mio condottiero!<br>'''Rihaku''': Lei è l'astro necessario a questo mondo sprofondato nel caos! Deve brillare per sempre con forza e intensità!<br>'''Toh''': ... E Kenshiro è necessario affinché lei possa continuare a farlo! *'''Raoh''': Juza!<br>'''Juza''': Chi non muore si rivede, Raoh!<br>'''Raoh''': Quindi il fantomatico "Juza delle nuvole" eri davvero tu! Ma dimmi, perché sei entrato in azione? Proprio tu che avevi scelto una vita solitaria dopo aver rigettato il tuo animo guerriero!<br>'''Juza''': Consideralo pure un capriccio delle nuvole. *Io non intendo ancora morire! Vivere è troppo divertente! Raoh! Mi puoi baciare il culo! Ahahah! ('''Juza''') *Come potrei lasciare al loro triste destino dei bambini che sono stati già abbandonati dal loro stesso padre?! ('''Fudo''') *Non ho interesse in un futuro raggiunto per mezzo del sangue e delle lacrime delle persone! ('''Kenshiro''') *Il dolore di queste ferite è durato un attimo... Ma il dolore per la tua morte sarebbe rimasto dentro di me per tutta la vita. ('''Kenshiro''') *'''Raoh''': E così sei tornato solo per gettare via la tua vita?!<br>'''Juza''': Non ho la minima intenzione di gettarla via. Ma lo sai come sono fatto, no? Odio la solitudine... quindi tu mi farai compagnia nel mio viaggio all'inferno! *'''Juza''': La quintessenza della mia tecnica risiede nel trovarmi con l'acqua alla gola, portandomi a combattere fino all'ultima resistenza possibile! Avere protezioni addosso mi renderebbe solamente imprudente! Raoh... capirai a tue spese quanto è potente chi combatte fino all'ultima resistenza che il suo corpo ha da offrire... La forza della tecnica di chi, di fronte a sé, ha solo la scelta tra la vita e la morte!<br>'''Raoh''': Juza, sembri proprio un topo in trappola che rischia il tutto per tutto pur di salvarsi la vita! Ma un topo non potrà mai sconfiggere un leone! *Il corpo di Ken-Oh è indistruttibile, incrollabile e incorruttibile! ('''Raoh''') *'''Fudo''': S... Signor Shin... Ha forse intenzione di sobbarcarsi l'infamia di aver ucciso la Signorina Yuria...?<br>'''Shin''': Proteggetela a ogni costo. Dal canto mio, mi macchierò ben volentieri di tale onta se questo le permetterà di vivere! Anzi, sarà la scusa perfetta per concludere il mio duello con Kenshiro! Un giorno, uno tra noi due... uno tra me e Kenshiro si presenterà nuovamente al cospetto di Yuria... Quindi fate in modo che lei non muoia fino ad allora! *Io ho finalmente stretto il cielo nel mio pugno! E tu sei la donna ideale per un uomo della mia levatura! Sono venuto a prenderti, Yuria! ('''Raoh''') *'''Toh''': Non esiste davvero un modo per farti rinunciare alla Signorina Yuria? Eppure dovresti sapere che il suo cuore appartiene al Signor Kenshiro!<br>'''Raoh''': È irrilevante! Non importa chi ami o quanto sia impura...! Ciò che conta è solo che alla fine lei sia al mio fianco!<br>'''Toh''': Uh... A... A tal punto... C... Come pensavo... Tu vedi in lei la figura di una madre!<br>'''Raoh''': Cosa?!<br>'''Toh''': La maternità rappresenta la caratteristica fondamentale di una donna... Per di più l'astro della Signorina Yuria, l'ultimo condottiero dei Nanto Rokuseiken, è la stella dell'amore materno! Proprio come Toki, il tuo cuore è stato rapito da lei perché entrambi voi fratelli siete cresciuti senza conoscere vostra madre... ===Volume 10=== *Non posso ancora vedere Yuria! [...] Finché ci sarà Raoh, Yuria sarà in pericolo di vita! Ed è proprio per questo che non mi rimane altra scelta se non affrontarlo ora! ('''Kenshiro''') *Finora io ho vissuto aspettandolo. Continuare a farlo è il mio destino, nonché la promessa che ci siamo scambiati! Rimarrò in attesa finché la sua battaglia con Raoh non si sarà conclusa. Non importa quanto a lungo dovrò attendere. ('''Yuria''') *Nemmeno con i miei sempre attenti occhi ero riuscito a scorgere l'incommensurabile valore del Signor Kenshiro! ('''Rihaku''') *In piedi, Raoh! È tempo che tu faccia ritorno in cielo! ('''Kenshiro''') *Potrai anche credere di essere diventato incredibilmente forte, Kenshiro, ma non riuscirai mai a sconfiggermi! Di fronte a Ken-Oh, l'indiscusso dominatore del cielo, tu non sei altro che un infante! ('''Raoh''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoh''': Ryuken, maestro, voglio chiederti un'ultima cosa. Ho saputo che nella Divina scuola di Hokuto esiste una suprema tecnica segreta chiamata la Rinascita libera da ogni pensiero. Di cosa si tratta?<br>'''Ryuken''': Mpf... Nemmeno io potrei insegnarti tale tecnica. Nei 2000 anni di storia di Hokuto, nessuno è mai riuscito ad acquisirla.<br>'''Raoh''': Cosa?!<br>'''Ryuken''': Il nulla è una forza invincibile... Tramite il nulla, attraverso una mente libera, trasmutare assenza in esistenza, e dunque rinascere... È questo il Musō Tensei, la Rinascita libera da ogni pensiero. R... Raoh... Per quanto tu possa diventare potente, non potrai mai apprendere questa tecnica segreta! E... E questo perché tu... a causa delle tue ambizioni smisurate ignori cosa sia la tristezza. So... Solo un individuo che si fa carico della tristezza può... *Ri... Riesco a vederlo... Il sangue che gli uomini prescelti hanno versato nelle battaglie contro il Signor Kenshiro scorre ora nelle sue vene! La tristezza scaturita da tali scontri ha impresso nel suo essere tutte le loro tecniche segrete... e più quel dolore era grande, più in profondità esse venivano incise in lui! ('''Rihaku''') *'''Raoh''': È... assurdo... Io, il grande Raoh... sto tremando...?<br>'''Kenshiro''': Quello che stai provando ora, è ciò che viene chiamato terrore, Raoh! *'''Raoh''': Kenshiro sta di nuovo provando compassione per gli altri? Che sprovveduto. I sentimenti non fanno altro che annebbiare il proprio pugno.<br>'''Toki''': No... È possibile che Kenshiro diventi il più forte di tutti noi. Il maestro Ryuken ha detto che gli uomini capaci di comprendere il dolore altrui sono in grado di trasformare quella tristezza in forza. E io penso la medesima cosa.<br>'''Raoh''': Pff... Uahahahaaah! Sciocchezze! Ascoltami bene, Toki! Se ci si pone come obiettivo di vivere unicamente per le arti marziali e di diventare i dominatori assoluti, non può esistere nel proprio cuore posto per qualcosa di effimero come i sentimenti! Ricorda queste mie parole! Il cielo premierà la mia concezione della vita, non quella di Kenshiro! *Cavami gli occhi! Rompimi le braccia! Ma non sfuggirai comunque alla morte! ('''Raoh''') *Ora Raoh è simile a un leone ferito! Se non lo sconfiggo al più presto, si trasformerà nella folle stella della violenza selvaggia che devasta qualunque cosa si trovi sul suo cammino! ('''Kenshiro''') *Essere compatiti dalla donna che si desidera è la più grande delle umiliazioni per un uomo! ('''Raoh''') *A me, Raoh, non serve più il titolo di re delle tecniche assassine! Diventerò il re demoniaco che distruggerà Kenshiro fino a farlo affogare in un mare di sangue! ('''Raoh''') *Fudo! Non è necessario che tu ti metta in cammino! Ti ho fatto la cortesia di venire io da te! Per estirpare la paura e divenire re demoniaco, ho bisogno del tuo pugno e della tua vita! ('''Raoh''') *'''Raoh''': Fudo il giusto, amato da tutti... Però, ciò di cui necessito adesso è il sangue di demone che è dentro di te! Per quanto ti ostini a indossare la maschera del virtuoso, in quel tuo corpo continua a scorrere sangue di demone. E è proprio di quello che ho bisogno ora!<br>'''Fudo''': E per quale ragione brami quel sangue? Sei forse impaurito prima dello scontro finale con Kenshiro?!<br>'''Raoh''': Fudo! Diventa un demonio e combatti contro di me! Altrimenti truciderò tutti i bambini! *[...] la paura per un guerriero è fonte di vulnerabilità e conduce il corpo alla rovina. L'unico modo che ho per liberarmi del terrore che ora avverto attorno alla figura di Kenshiro, è di assorbire lo spirito demoniaco di Fudo! ('''Raoh''') *Inghiotterò il terrore che mi attanaglia assieme al tuo sangue! ('''Raoh''') *Se io, Raoh, dovessi fare anche un solo passo indietro oltre questa linea, non abbiate pietà! Trafiggetemi la schiena con tutte le frecce a disposizione! [...] Se dovessi indietreggiare, meriterei di morire! Perché dimostrerei solamente di essere un fratello maggiore incapace, a cui mancano i requisiti fondamentali per vincere contro il proprio fratello minore! ('''Raoh''') *'''Raoh''': Il tuo corpo avrebbe dovuto essere già stato abbattuto ormai! Cosa lo sostiene a tal punto?!<br>'''Fudo''': Tu non potrai mai capire. Continuerei a combattere anche se del mio corpo rimanesse solo un brandello... Anzi, una semplice goccia di sangue!<br>'''Raoh''': Sei un uomo davvero sciocco! E va bene! Prova a farmi indietreggiare, così che io venga trafitto dalle frecce!<br>'''Fudo''': Tu non riesci davvero a comprendere. [...] Sono le anime di questi bambini che mi permettono di compiere ogni mio passo... Sei in grado di vederla? Riesci a scorgere la forza che alberga in questi sguardi tristi?! *Non ci sarà mai vittoria per un uomo che non conosce la tristezza! ('''Fudo''') *Non sarei mai voluto sopravvivere portandomi addosso l'onta della sconfitta! ('''Raoh''') *Il mio corpo è ineguagliabile e invincibile! E nonostante questo, la tristezza sarebbe in grado di vincere la potenza? ('''Raoh''') *Io, Raoh... poiché non conosco l'amore, non riesco a scorgere la tristezza. Cos'è l'amore...? Cos'è la tristezza?! Per comprendere ogni cosa non mi rimane che un'unica via! Yuria! Dammi la tua vita! ('''Raoh''') *'''Kenshiro''': Raoh, tu non stringerai mai il cielo nel tuo pugno! Giacerai qui assieme alle tue ambizioni!<br>'''Raoh''': Oramai per me il cielo non ha più la benché minima importanza! Anzi...! Forse il cielo che ho bramato per tutta le mia vita sei sempre stato tu! [...] Kenshiro. Il nome di colui che seppellirà il più potente successore di Hokuto sarà Raoh! Grazie a me, comincerà un nuovo corso della storia in cui solo chi è davvero forte vivrà! Kenshiro! Ti ridurrò in polvere! *Dinnanzi alla suprema tecnica segreta dell'Hokuto Shinken, il Musō Tensei, la Rinascita libera da ogni pensiero, vi è soltanto la morte! ('''Kenshiro''') *'''Raoh''': Io non conosco ancora il sentimento chiamato amore. Perdendoti, sarò probabilmente in grado di comprendere. Adesso io non riesco a vedere altri se non Kenshiro. Per me è lui l'unica cosa che conta a questo mondo!<br>'''Yuria''': Raoh...<br>'''Raoh''': Yuria, odiami pure. *L'unica cosa che posso fare per gli uomini che vanno implacabilmente combattendo... è lasciarli liberi di partire senza alcuna preoccupazione. Sarebbe difficile per te colpirmi se continuassi a guardarti negli occhi. Anch'io farò ritorno in cielo. ('''Yuria''') *Perdonami, Yuria! Continua a vivere dentro di me divenendo tristezza! ('''Raoh''') *Raoh ha rivolto il proprio pugno verso colei che amava... in lacrime... Osservando quella scena, tutti hanno compreso la crudeltà della guerra... e la forza dell'amore! E così hanno scelto l'affetto dei propri cari invece della spietatezza della battaglia. ('''Rihaku''') *Non mi serve la fama! Non mi serve la gloria! Ciò che desidero è solo la vittoria per mezzo del mio pugno! ('''Raoh''') *Ora che entrambi abbiamo raggiunto il nulla tramite la suprema tecnica segreta della Rinascita libera da ogni pensiero, le altre tecniche non sono più di alcuna utilità! In altre parole, è questo il vero nulla! Siamo tornati allo zero! Ciò significa che d'ora innanzi la nostra battaglia non sarà altro che la lotta di due neonati! ('''Raoh''') *C... Che strano... Sia in Raoh che in Ken non avverto traccia d'odio... A-Al contrario... Sembra no quasi... emanare purezza... ('''Rin''') *Probabilmente il prossimo colpo costituirà il nostro ultimo addio. Grande Raoh... Fratello mio. Sia io che Toki abbiamo sempre ambito a poterti raggiungere! Anche adesso quel tuo ricordo non sparisce dal mio cuore... Anzi, continua ad ardere senza sosta dentro di me! ('''Kenshiro''') *Guarda! Lo spirito combattivo di Raoh si sta disperdendo! Il turbamento dello spirito combattivo lascia all'avversario l'occasione giusta per attaccare! Di fronte alla tecnica libera da ogni pensiero di Ken, che non concede la minima incertezza allo spirito combattivo nemico, Raoh è spacciato! ('''Bat''') *K... Ken sta combattendo questa battaglia insieme alla tua anima. Sii testimone anche tu del momento che sta per giungere. Quello in cui la loro lunga battaglia volgerà finalmente al termine... e in cui le anime di entrambi troveranno per sempre la pace! ('''Rin''') *Il tuo cuore batte da solo. Mentre dentro di me pulsano intensamente i sentimenti per te e quelli per Yuria. La tua tecnica possente, in grado di spezzare la terra e i cieli, non ha potuto nemmeno salfire l'amore che io provo per voi! ('''Kenshiro''') *'''Toki''': Raoh... Ormai puoi dirlo... Perché non lo ammetti...? Confessa che non hai mai rinunciato all'amore! Confessa che anche tu hai impresso nel cuore quel sentimento!<br>'''Raoh''': Non posso! Non lo ammetterei nemmeno morto! Sarebbe un'umiliazione troppo grande per il mio pugno riconoscere di essere pervaso dall'amore! *Se con la mia vita sarà possibile riportare la luce in questo mondo... allora, ti prego. Fammi raggiungere il cielo per mano tua. ('''Yuria''') *Ora tutto mi è finalmente chiaro! Tu hai vissuto fino a oggi guardando costantemente la morte negli occhi. E questo perché tu, nei violenti scontri con i tuoi straordinari rivali e amici, sei sempre riuscito ad avanzare lungo l'insidioso confine che separa la vita dalla morte! ('''Raoh''') *Addio, Kenshiro. È tempo che io faccia ritorno in cielo... e che mi ricongiunga finalmente con Toki! Io, Raoh, non chiedo aiuto nemmeno per ascendere al cielo! ('''Raoh''') *Della vita che ho vissuto, non ho alcun rimpianto! ('''Raoh''') *Guardate. Nel mondo è tornato a splendere la luce. Tuttavia, se non fosse stato per Raoh, Kenshiro e la Signorina Yuria... il mondo sarebbe rimasto avvolto dalle tenebre per sempre. ('''Rihaku''') *Raoh. Sei stato il mio più formidabile rivale e il mio più grande amico. ('''Kenshiro''') *Per riuscire a governare su questo deserto di violenza, non esisteva altra via se non ricorrere al terrore. Tuttavia un dominio basato sulla paura non può condurre alla vera pace. Dopo aver completato la sua opera di unificazione, forse Raoh desiderava essere sconfitto da qualcuno che portava in sé il sentimento dell'amore... ('''Yuria''') *Raoh. Riposa in pace assieme a Toki. Io terrò stretto al mio petto il tuo esempio di vita, e proseguirò il mio cammino in qualità di successore della Divina scuola di Hokuto! ('''Kenshiro''') ===Volume 11=== *Ci fu un tempo in cui degli uomini combatterono... per lasciare in dono al mondo una pace momentanea, prima di scomparire tra cielo e terra. Però, col trascorrere dei giorni, il ricordo delle loro battaglie finì per essere sepolto dalla sabbia... svanendo inesorabilmente dalla memoria della gente..! [...] Con il passare degli anni, la pace generò una marcata divisione tra le classi sociali... mentre il mondo procedeva di nuovo verso un'epoca di grandi disordini. *'''Joe''': Ci stanno ingannando! Le leggi che hanno creato sono a loro esclusivo beneficio! Volete continuare a vivere così?! Io dico che è giunto il momento di ribellarci...!<br>[...]<br>'''Boia imperiale''': Che peccato... Pare proprio che nessuno voglia ascoltare i deliri di chi trama contro la legge...<br>'''Joe''': Gh... Ma quale legge?! Sono solo delle regole che ci avete imposto arbitrariamente!<br>'''Boia imperiale''': Ovvio. Perché siamo noi la legge. *Kenshiro, li sta osservando? Scorge anche lei questi due giovani che combattono mentre fieri sventolano il vessillo di Hokuto?! Li vede mentre sopportano innumerevoli ferite rimanendo stoicamente in attesa del suo ritorno?! Riesce a distinguere le loro figure che continuano a lottare trattenendo in loro il rimpianto di non averla al proprio fianco?! Se sente l'urlo straziante delle anime di questi giovani, allora la prego di apparire! Noi adesso necessitiamo ancora una vola della sua forza... Abbiamo disperatamente bisogno della luce di Hokuto capace di squarciare le tenebre di questo mondo sprofondato nel caos! ('''Rihaku''') *Non mi interessa chi viene giustiziato. [...] Ogni esecuzione servirà a far capire sempre di più al popolo che qualunque tentativo di ribellione è assolutamente inutile! Io, Bask, eliminerò chiunque andrà proclamando idee di rivolta...! Fin quando l'intera popolazione non si prostrerà ai nostri piedi! ('''Bask''') *'''Bask''': Dimmi il tuo nome.<br>'''Kenshiro''': Anche se tu lo sapessi, non avresti modo di dirlo a nessuno... *'''Ain''': Il mio nome è Ain. Non ho nulla contro di te, ma mi prenderò la tua testa.<br>'''Kenshiro''': E perché?<br>'''Ain''': Per la mia donna! *'''Ain''': Dimmi un po'. Tu ce l'hai una donna?!<br>'''Kenshiro''': No.<br>'''Ain''': Ma dai... Eppure hai la faccia di uno che ha successo con le ragazze... Pff... Be', meglio così. Almeno potrò massacrarti di botte senza farmi troppi problemi. *Che tipo... Pff... Ma pensa te... Me le ha proprio suonate... Chissà che lavata di capo mi farà la mia donna...? ('''Ain''') *Ormai siamo in ballo! Il fuoco della nostra ribellione non può essere spento! ('''Bat''') *'''Ain''': Io davvero non ti capisco... Si può sapere perché fai tutto questo?<br>'''Bat''': E tu? Perché fai il cacciatore di taglie?<br>'''Ain''': Mica lo faccio perché mi piace. Io devo occuparmi della mia amata figlia. Ecco perché!<br>'''Bat''': Però, vedi... la figlia di un cacciatore di taglie sarà per sempre la figlia di un cacciatore di taglie... e lo stesso vale per la figlia di uno schiavo! E io questo non lo sopporto! Vivere o morire al giorno d'oggi non fa molta differenza. E noi, prima o poi, creperemo tutti comunque. Quindi, tanto vale... provare a cambiare il mondo per le persone a cui teniamo. *Non avrei mai pensato che essere un ricercato fosse più eccitante che fare il cacciatore di taglieee! ('''Ain''') *Come il sole sorge riversando su di noi i suoi caldi raggi... allo stesso modo, vorrei che gli uomini del nostro tempo unissero le loro forze per dare vita all'alba di una nuova era... ('''Rihaku''') *Il capo rappresenta la volontà della sua gente! Se si sconfigge il capo, allora scompare anche la volontà di coloro che lo seguivano. ('''Falco''') *D'ora in poi vi è proibito tramandare la storia di Hokuto e Nanto! Non avrò pietà nemmeno per donne o anziani, se questi si rivelassero essere a capo di gruppi ribelli! A brillare nel firmamento sarà unicamente la stella madre dell'imperatore del cielo... La stella polare dell'origine suprema! Gli astri di Hokuto sono da sempre il carro da guerra dell'imperatore... Essi non sono mai stati altro che guerrieri al suo servizio! Che proprio Hokuto abbia osato innalzare il suo vessillo contro il nostro imperatore è un crimine d'inaudita gravità! Eliminare Hokuto è un editto imperiale! Da questo momento ha inizio l'era dell'imperatore del cielo! L'era del Gento Kōken, l'Imperiale scuola di Gento... ovvero la scuola della stella primigenia! ('''Falco''') *Alla fin fine, quella di Hokuto è una costellazione che brilla solo di notte! È impotente dinnanzi al Gento Kōken, l'Imperiale scuola di Gento! ('''Falco''') ===Volume 12=== *'''Buzz''': Hokuto e Nanto sono le uniche forze al mondo in grado di sconfiggere l'imperatore del cielo! Ora che il fuoco della ribellione di Hokuto si è innalzato, anche Nanto è entrato in azione!<br>'''Gill''': L'unica ragione per cui freneticamente ti ostini a voler annientare Hokuto e Nanto, è perché temi l'unione delle nostre scuole in una sola! *'''Rihaku''': Q-Quindi l'imperatore del cielo avrebbe iniziato la sua marcia contro di noi?!<br>'''Soldato''': Sì, signore!<br>'''Rihaku''': Allora ciò che dobbiamo temere adesso è il Gento Kōken, l'imperiale scuola di Gento!<br>'''Soldato''': L'imperiale scuola di Gento?<br>'''Rihaku''': Esatto... Sia la natura dell'Hokuto Shinken che del Gento Kōken è quella di essere i pugni a difesa dell'imperatore del cielo! Ma se la quintessenza dell'Hokuto Shinken risiede nella distruzione del corpo umano dall'interno, quella del Gento Kōken prevede unicamente l'annientamento totale del nemico! In altre parole, essa è una tecnica capace di tramutare lo spirito combattivo generato nel profondo del corpo in lame che recidono istantaneamente le cellule dell'avversario fino a distruggerle! Coloro che sono riusciti a perfezionarne i segreti vengono chiamati "gli uomini dalle mani splendenti"... In passato quest'arte marziale era considerata superiore perfino alla Divina scuola di Hokuto stessa! *C-Complimenti... Quindi è questo il potere della Divina scuola di Hokuto... Ma sappi che Falco è la luce che scuote i nostri cuori! E per tale luce, io ho il dovere di abbatterti qui... anche a costo di sacrificare la mia stessa vita! ('''Soria''') *Nessuno al mondo è in grado di scalfire neanche un lembo della mia pelle! ('''Falco''') *'''Soldato''': N... Noi tutti siamo disposti a sacrificare la vita per il nostro generale!<br>'''Ain''': C-Che assurdità! Falco non prova niente per voi! Non ha versato neppure una singola lacrima!<br>'''Soldato''': No... Il generale... Il generale Falco ha già pianto tutto il proprio dolore per noi soldati... Ormai le sue lacrime si sono tutte completamente prosciugate... *Sei stato bravo a schivarlo! Ti faccio i miei complimenti! Ma sappi che il Gento Kōken è l'arte marziale capace di annientare completamente le cellule del corpo umano! Essa tramuta lo spirito combattivo dentro di noi in lame che, con fendenti attacchi, sono in grado di dissolvere il nemico come vapore, o di congelarlo come ghiaccio! ('''Soria''') *Io, Soria della luce purpurea, non ho perso contro di te! Ho solo offerto la mia vita al mio generale, il grande Falco della luce d'orooo! ('''Soria''') *'''Raoh''': Sei tu Falco del Gento Kōken?!<br>'''Falco''': Sì!<br>'''Raoh''': Intendi combattere o ti sottometterai a me?! Scegli!<br>'''Falco''': Nessuna delle due scelte. Voglio che tu proceda ignorando questo villaggio!<br>'''Raoh''': Mmh?!<br>'''Soldato''': Falco, perché non lotti?<br>'''Falco''': Se lo affrontassi, forse potrei uccidere Raoh, ma probabilmente perirei anch'io. Inoltre, una volta morto Raoh, gli abitanti del nostro villaggio sarebbero tutti sicuramente uccisi dai suoi soldati! Liberi dal giogo del terrore, quei maledetti si trasformerebbero in una folla selvaggia impossibile da controllare!<br>'''Raoh''': Mpf... Che perspicacia...<br>'''Falco''': Ma non ti chiedo di rinunciare ai tuoi piani di conquista... senza offrirti nulla in cambio! Avrai una gamba dell'uomo che si fregia del titolo di più potente esponente dell'Imperiale scuola di Gento! {{NDR|Si amputa la gamba destra}} Non permetterò che venga versata nemmeno una goccia del sangue degli abitanti di questo villaggio! *'''Bat''': E quindi si è mozzato la gamba destra per salvare la sua gente?!<br>'''Rihaku''': Sì. Ora probabilmente porta una protesi!<br>'''Bat''': Ma... Ma allora perché un uomo così generoso è servo dell'imperatore del cielo...?! Dovrebbe odiarne la tirannia più di chiunque altro!<br>'''Ain''': Ben detto! Perché uno come lui non ammazza e basta l'imperatore?!<br>'''Rihaku''': Perché non può farlo! È una regola che si è imposto lui stesso! *Accetto la tua gamba. Essa non vale soltanto un villaggio, ma un'intera nazione! ('''Raoh''') *Ora che ci rifletto... il caos di cui oggi siamo testimoni è stato causato interamente dalla mia ingenuità. Vi chiedo perdono, avi di Gento! Forse i duemila anni di storia dell'Imperiale scuola di Gento termineranno con me. Se solo quella volta avessi ascoltato Raoh {{NDR|ed ucciso Jako}}... [...] Vedere mia madre, ormai anziana, pregare in lacrime mi impedì di ucciderlo. Quando mia madre morì, lui prese in ostaggio l'imperatore del cielo per garantire la propria incolumità! E spacciando il proprio volere per quello dell'imperatore, ha edificato la capitale. La mia mancanza di fermezza ha causato questa situazione! ('''Falco''') *Tutto ha avuto inizio a causa mia. Quindi se dovessi morire, farò in modo che tutto venga in cielo con me! ('''Falco''') *Non posso esimermi! È questo il fato di Gento! ('''Falco''') *'''Kenshiro''': Riconosco che il tuo spirito combattivo è privo di qualsivoglia offuscamento o incertezza!<br>'''Falco''': Io, Falco, non sto affrontando questa battaglia nella speranza di sopravvivere! Considerami l'ultimo cancello per riuscire a entrare nella città capitale!<br>'''Kenshiro''': Allora ti valicherò per il bene dei miei amici! Non esistono altre strade per me! *'''Kenshiro''': Vedo che con quella protesi non riesci a penetrare la mia difesa in maniera adeguata.<br>'''Falco''': Mmh?!<br>'''Kenshiro''': Mi sono colpito il punto di pressione Jōketsukai! Ora nemmeno io potrò muovere la gamba destra!<br>'''Falco''': Cosa...?!<br>[...]<br>'''Kenshiro''': Per un atto di altruismo, hai offerto quella gamba a Raoh senza opporre resistenza. Se ti uccidessi approfittando del tuo svantaggio, Raoh ne rimarrebbe sicuramente deluso!<br>'''Falco''': Non vuoi essere in debito, dunque?<br>'''Kenshiro''': No. Semplicemente è così che combattono i guerrieri della Divina scuola di Hokuto!<br>'''Falco''': Complimenti, uomo di Hokuto. Hai scelto una morte estremamente onorevole! *'''Kenshiro''': Rispondi solo a una domanda, Falco! Chi è l'imperatore del cielo?! Chi è davvero questa persona che stai proteggendo a ogni costo?!<br>'''Falco''': Vi sono due cieli! Anche tra le vostre fila c'è un imperatore!<br>'''Kenshiro''': Che... cosaaa?! *Può esserci un solo imperatore del cielo! Lo dice la legge, Falco! Il cielo è uno solo! Se si lasciassero crescere due stelle gemelle, il firmamento si scinderebbe sicuramente a metà! Le stelle gemelle sono fonte di sventura per la volta celeste! ('''Jako''') *Anche se perdessi il 99% del mio corpo, mi basterebbe un solo dito per eliminare un miserabile come te. ('''Falco''') ===Volume 13=== *'''Myu''': Cosa c'è oltre queste acque?<br>'''Falco''': Una terra che dà alla luce demoniaci guerrieri votati unicamente alla lotta! A governare tale luogo sono le leggi marziali! Si dice, intoltre, che lì esista un'arte con 4000 anni di tradizione alle spalle, da cui avrebbero avuto origine le tecniche di Hokuto, Gento e Nanto! Laggiù soltanto l'1% dei maschi sopravvive! È una terra spietata, dove solo chi riesce a vincere cento combattimenti all'ultimo sangue entro i quindici anni ha il diritto alla vita! *Il luogo verso cui ti stai dirigendo è l'inferno! Quella terra è impregnata del sangue versato da terrificanti uomini che, fin dalla nascita, hanno dedicato le loro vite unicamente alla lotta. Gli Shura! ('''Akashachi''') *Vi sono nemici che io devo affrontare e persone che io devo salvare... E anche se il mio corpo non dovesse più muoversi, anche se la mia anima si dovesse consumare, io ho il dovere di proseguire lungo il cammino tracciato per me. ('''Falco''') *La morte si addice... a chi infanga l'[[onore]] di un uomo! ('''Kenshiro''') *'''Kenshiro''': Qual è il tuo nome?<br>'''Guerriero Shura''': Mpf... Non mi è stato ancora concesso di avere un nome! Sono solo uno dei tanti Shura! Ma tu ignori completamente che... per acquisire anche solo il titolo di Shura, bisogna lasciare dietro di sé i corpi di centinaia di avversari! *'''Shachi''': La Divina scuola di Hokuto... Capisco... Quindi anche tu padroneggi una branca della scuola di Hokuto...<br>'''Kenshiro''': Una branca?! L'Hokuto Shinken non ha suddivisioni! L'unico pugno di Hokuto è quella della Divina scuola!<br>'''Shachi''': Uihih! Eh, no...! Ti sbagli, invece! Io so che in questa terra esiste una scuola di arti marziali che porta il nome di Hokuto e da cui discende la tua.<br>'''Kenshiro''': E tu conosci chi la pratica?<br>'''Shachi''': Sì! C'è una sola persona! Eeeheheh! Si tratta di uno Shura straordinario. *'''Shachi''': Quell'uomo è forte! Scommetto che sconfiggerà molti altri Shura e metterà in grande crisi queste terre! Però lui è solo un uragano scarlatto che va spargendo sangue dei propri avversari! Un giorno scomparirà anche lui insieme a tutti gli Shura!<br>'''Rin''': E... E cosa succederà dopo...?<br>'''Shachi''': Splenderà un altro Hokuto! *'''Guerriero Shura''': L-L'Hokuto Ryūken...?!<br>'''Shachi''': La più forte fra tutte le arti marziali! Così ineguagliabile che risplende intensa e suprema al di sopra di ogni tecnica assassina come una gemma lucente! Per questa ragione il suo nome è Hokuto Ryūken, ovvero la Risplendente scuola di Hokuto! *Gli uomini non vivono unicamente per se stessi! ('''Shachi''') *L'obiettivo degli uomini di questa terra è uno solo: vincere in battaglia. Gli Shura che affollano questi luoghi si divorano l'un l'altro. Tutto per loro dipende unicamente da quante persone riescono a uccidere... e da quanto forti riescono a diventare. Ma c'è qualcosa di sbagliato in questo. Hanno dimenticato qualcosa di importante. Anchio faticavo... a ricordarlo. Ma mia sorella sa di cosa si tratta. ('''Tao''') *'''Bambino''': Che cos'è l'[[amore]]? Non avevo mai sentito questa parola.<br>'''Reia''': Se una persona che vi piace o un vostro amico morisse, vi sentireste tristi, vero?<br>'''Bambino''': Sì.<br>'''Reia''': Quello è un sentimento che nessuno vi ha insegnato a provare. Anzi, è un'emozione innata impossibile da perdere. Per quanto funestate da violenze e tradimenti... l'amore è il luogo dove le persone possono trovare finalmente pace. *L'Hokuto Ryūken, la risplendente scuola di Hokuto, è un'arte marziale letale... È la tecnica più malvagia al mondo! Grazie a essa, Shachi potrebbe conquistare questa terra. Ma se ci riuscisse, le conseguenze sarebbero ancora più tragiche di quelle attuali! ('''Reia''') *Mai abbassare la [[Riguardi|guardia]] credendo di aver battuto un avversario se prima non si è riusciti effettivamente a ucciderlo! ('''Shachi''') *Quando la guardia viene a mancare, la posizione di difesa si trasforma inevitabilmente in un'apertura completamente esposta agli attacchi improvvisi del nemico! ('''Shachi''') *All'[[inferno]] avrai tempo per maledire la tua ingenuità! ('''Shachi''') *'''Kaiser''': Vuoi forse continuare a divorare Shura per divenire un dio?<br>'''Shachi''': Voglio diventare molto di più! Dio sarà mio servitore.<br>'''Kaiser''': Pfff... Stolto. Ti esalti tanto solo per avermi battuto?! Persino tu dovresti sapere che in questa terra vi sono tre comandanti supremi venerati come divinità della guerra! L-la cicatrice che ho sul petto me la inferse molto tempo fa uno di loro, Han! Già a quel tempo non fui in grado di distinguere nemmeno uno dei suoi colpi... *'''Reia''': Si dice che l'Hokuto Ryūken sia in grado di divorare persino dio... e che corrompa tutti i suoi praticanti, al punto da tingere ogni goccia del loro sangue con gli oscuri colori dell'ambizione. Proprio come è accaduto a Shachi, dopo essere divenuto uno dei successori.<br>'''Kenshiro''': Uno dei successori?!<br>'''Reia''': Anche Han, il terzo comandante supremo degli Shura, è maestro della Risplendente scuola di Hokuto! *Sulla [[scacchiera]] del tuo destino, l'unica mossa che ti rimane è rinunciare alla vita! ('''Kenshiro''') *Se tu riesci a penetrare la mia [[difesa]]... significa che anch'io posso penetrare la tua! ('''Kenshiro''') *I giochi più divertenti al mondo sono quelli in cui si mette in palio la propria vita! ('''Han''') *'''Shachi''': Devi sapere che... da tempo ormai si narra della venuta di un salvatore in queste terre... La leggenda di un uomo... che non è Kenshiro! [...]. Non potevo aspettare quell'uomo che tutti consideravano il salvatore...<br>'''Rin''': E... E come si chiama quell'uomo?<br>'''Shachi''': Il suo nome è Raoh! ===Volume 14=== *{{NDR|Flashback}}<br>Esistono ancora stolti che ignorano la mia potenza. ('''Raoh''') *{{NDR|Su Raoh}} Era un dio della guerra... un autentico e inarrestabile dio combattente! ('''Shachi''') *Più l'avversario è forte, più Ken diventa potente. Colui che erediterà la leggenda di Raoh... sarà Kenshiro! ('''Rin''') *'''Jukei''': La Risplendente scuola di Hokuto è un arte proibita! Ma io ho trasgredito al divieto insegnandola a tre uomini... vale a dire i tre comandanti supremi!<br>'''Reia''': M-Ma perché erano tutti certi che Raoh sarebbe arrivato? Perché il popolo, gli Shura e persino i comandanti supremi hanno sempre continuato a credere nella leggenda di Raoh...?<br>'''Jukei''': Perché questa è la terra natale dell'Hokuto Shinken e dello stesso Raoh! E ogni uomo è destinato a tornare nel proprio luogo d'origine! *'''Han''': È accaduto tutto più di 20 anni fa... quando il mondo si stava inesorabilmente dirigendo verso il conflitto finale. La nostra terra, vessata dall'invasione di una potente nazione militare, stava per essere completamente annientata. E così, comprendendo che la civiltà si sarebbe estinta facendo ripiombare l'umanità a uno stato primitivo... Jukei, il maestro dell'Hokuto Ryūken, fece salpare tre bambini da questa terra. [...] Quando una civiltà riparte dal nulla, è la violenza a regnare! Il potere marziale! E fu proprio questo il motivo per cui Jukei inviò voi tre presso il successore dell'Hokuto Shinken!<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Han''': Esatto... sto parlando di te e dei tuoi due fratelli, Raoh e Toki. *'''Jukei''': Mandai quei tre da Ryuken. Eppure la mia inquietudine non si dissipò. Dovevo assicurarmi che al mondo ci fosse una tecnica in grado di governare su quest'epoca in balìa della violenza! Ma fu un errore tremendo! L'atrocità dell'Hokuto Ryūken corruppe le anime di Han, Hyoh e Kaioh! Il pensiero mi perseguitò a tal punto che decisi contemporaneamente di insegnare a tre ragazzi originari di questa terra la Risplendente scuola di Hokuto! Tuttavia adesso anche questo avrà fine. Raoh risolverà ogni cosa.<br>'''Tao''': P-però è strano. L... La persona che sta combattendo contro Han non è Raoh...<br>'''Jukei''': Cosa?!<br>'''Reia''': M-Mi pare di ricordare che il suo nome fosse Kenshiro.<br>'''Jukei''': C... Come hai detto?! *'''Han''': Sei davvero forte. Non a caso hai battuto Raoh... Ma non potrai mai sconfiggere Hyoh, il secondo comandante supremo!<br>'''Kenshiro''': Cosa?! Che intendi dire?<br>'''Han''': Per quanto tu possa essere più forte persino di Raoh... solo Raoh avrebbe potuto sconfiggere il comandante supremo Hyoh! Ti attende un cammino più spaventoso persino dell'inferno stesso! *Sento il mio sangue ribollire! Proprio quando ho combattuto contro Raoh... Sento un destino di sangue provenire da questa terra. M-Ma perché?! ('''Kenshiro''') *Ormai non ho altra strada davanti a me! Sarò io a realizzare la leggenda di Raoh! ('''Kenshiro''') *'''Reia''': [...] anche Kenshiro è molto forte. Forse potrebbe fare le veci di Raoh e liberare questa terra.<br>'''Jukei''': Non succederà! Anche se fosse più forte di Raoh, c'è una ragione per cui Kenshiro non potrà mai battere il secondo comandante supremo!<br>[...]<br>'''Reia''': E... E perché?! Per quale motivo Kenshiro non può battere Hyoh...?<br>'''Jukei''': Perché Hyoh... è il fratello maggiore di Kenshiro! Loro due condividono lo stesso sangue e gli stessi genitori! [...] Non riesco ancora a dimenticare quel giorno. Sebbene agii in nome di una nuova era, fui io colui che li separò! [...] Hyoh ha sempre avuto un cuore d'oro! Ma la bontà è inutile lungo la via del pugno! E fu proprio questo il pensiero che mi portò a decidere di cancellargli tutti i ricordi passati... [...] Nel momento in cui lo istruii nell'arte dell'Hokuto Ryūken, lo privai della memoria con queste stesse mani! Ma anche se i suoi ricordi sono stati sottratti, il suo onorevole animo non è mutato! Hyoh adesso considera come suoi veri fratelli i suoi compagni della Risplendente scuola di Hokuto... Han e Kaioh! *L'ombra di Kaioh non è umana...! Un'oscurità demoniaca accompagna sempre il suo passaggio! ('''Tao''') *Durante i 4000 anni di storia di questa nostra terra... sono state tramandate molte altre leggende, ben prima di quella di Raoh! Esse narravano di come, quando in passato questa terra era ormai prossima al tracollo, fossero apparsi degli straordinari salvatori! La loro forza era tale da consumare i malvagi in un istante. E poiché il loro intervento non poteva che essere un prodigio ultraterreno, il popolo finì per venerarli alla stregua di divinità! Quegli uomini erano i successori dell'Hokuto Shinken, la Divina scuola di Hokuto! [...] Tuttavia, pur possedendo la medesima forza, la Risplendente scuola di Hokuto è stata cancellata dalla storia! Per ben 1800 anni è stata disprezzata e perseguitata perché reputata un'arte demoniaca! Ma la nostra umiliazione terminerà con la mia generazione! E questo perché io, Kaioh dell'Hokuto Ryūken... diventerò l'artefice di una nuova era! Rin! Figlia dell'Imperatore del Cielo! Tu sarai testimone all'annientamento dell'Hokuto Shinken! ('''Kaioh''') *Ciò che devo colpire è la maschera di menzogne che indossi! ('''Jukei''') *'''Hyoh''': Cosa c'è di tanto importante... in questi miei ricordi?!<br>'''Jukei''': L'unico metodo per sconfiggere Kaioh! In te è celata la chiave per rimuovere il sigillo imposto sul vero potere di Hokuto! *L'Hokuto Ryūken non genera altro che demoni. E ora il comandante supremo Kaioh è divenuto il colossale e onnipotente demonio che regna incontrastato sul regno demoniaco! L'armatura che Kaioh indossa non serve a proteggerlo! Essa ha il compito di sigillarne lo spirito combattivo demoniaco che fuoriesce da tutto il suo corpo persino quando egli è immobile! E quando quell'armatura sarà completamente distrutta, accadrà qualcosa d'inimmaginabile! ('''Jukei''') *Il mio spirito combattivo è disperatamente assetato di sangue...! Del sangue della Divina scuola di Hokuto! ('''Kaioh''') *'''Jukei''': Ascoltami bene, Hyoh! Tu e Kenshiro siete fratelli! In voi scorre il sangue della dinastia principale di Hokuto!<br>'''Hyoh''': Che... Che cosaaa?!<br>'''Jukei''': Ed è proprio il pugno della dinastia principale di Hokuto che ha dato origine alla Divina scuola e alla Risplendente scuola!<br>'''Hyoh''': La dinastia principale di Hokuto...?<br>'''Jukei''': Esatto. Solamente un discendente della vostra stirpe, venuto al mondo con un'innata predisposizione per la lotta, può apprendere l'arcano colpo capace di sigillare la Risplendente scuola! E quel discendente è Kenshiro! *Non crucciarti cercando di capire! Sappi solo che tu morirai! ('''Kaioh''') *Stolti! Stolti tutti coloro che in questa nostra terra attendono un salvatore dalla Divina scuola di Hokuto, continuando a sperare nella leggenda di Raoh! Il salvatore è già qui! Io sono il salvatore di questo mondo! ('''Kaioh''') *La terra degli Shura è un paradiso terrestre! E in questa nostra terra utopica, ai deboli non deve spettare altro che la morte! ('''Kaioh''') *La Divina scuola di Hokuto non conosce disperazione! ('''Kenshiro''') *Per quanto riguarda la manipolazione dello spirito combattivo, l'Hokuto Shinken non è minimamente all'altezza dell'Hokuto Ryūken! Prima che i tuoi colpi possano raggiungermi, il mio spirito combattivo demoniaco li annulla, assorbendo tutta l'aura combattiva che li avvolge! ('''Kaioh''') *Detesto il sangue dell'Hokuto Ryūken che scorre nelle mie vene! Lo stesso sangue che per ben 1800 anni è stato disprezzato e rimosso dalla storia perché ritenuto linfa vitale putrida, volta alla creazione di un'arte demoniaca! Ma esiste un modo per scampare al destino della mia stirpe dannata! Purificare il mio sangue maledetto mischiandolo a quello dell'Imperatore del cielo! [...] Rin, tu darai alla luce la mia progenie! Così che possa avere inizio un nuovo corso della storia fondato sulla leggenda dei salvatori dell'Hokuto Ryūken! ('''Kaioh''') *Non posso competere con Kaioh! Ma posso almeno sacrificare la vita per permettere a Kenshiro di salvarsi! ('''Shachi''') *Altruismo, rettitudine e lealtà... Tutte queste tue caratteristiche sono semplicemente disgustose! Le detesto dal profondo del cuore! Nella mia nuova era non c'è posto per sentimenti simili! ('''Kaioh''') *Si dice che la quintessenza dell'Hokuto Shinken risieda nella rabbia e nella tristezza. E tale quintessenza è stata in grado di atterrire persino lo spirito combattivo di Kaioh. Anche se impossibilitato a muoversi, quest'uomo {{NDR|Kenshiro}} è stato in grado di continuare a combattere attraverso la propria anima! ('''Shachi''') ===Volume 15=== *Ora avrai compreso cosa rappresenta per me la dinastia principale di Hokuto. Nonostante io abbia in me il sangue di un demone onnipotente, da esso non potrà mai nascere nulla! Non finché al mondo esisterà il sangue della dinastia principale di Hokuto! Per quanto io, Kaioh, mi affatichi a diventare ancora più potente, sarò sempre sopraffatto da quel sangue! Tremante di fronte alle sue infinite possibilità! Io devo annientarlo! Anche a costo di divorare Dio stesso, finché quella linfa vitale non sarà estinta, non potrà mai giungere la mia era! ('''Kaioh''') *La... La tecnica di Ken si nutre di rabbia e tristezza... M-Ma quella di Kaioh è alimentata unicamente dall'odio! ('''Rin''') *Ogni cosa al mondo nasce solo in funzione di Kaioh! ('''Kaioh''') *'''Hyoh''': Sei ridicolo! Quale uomo diviene triste combattendo?!<br>'''Nagato''': Un tempo anche la vostra anima versava lacrime durante le battaglieee! *Nemmeno rivoltando il mio corpo da cima a fondo trovereste una singola lacrima! ('''Hyoh''') *'''Shachi''': Kenshiro, sei davvero deciso ad affrontare Hyoh?!<br>'''Kenshiro''': Se è mio fratello di sangue, a maggior ragione devo essere io a sconfiggerlo! *È giunta l'ora che i demoni onnipotenti sprofondino all'inferno! ('''Kenshiro''') *Sembra proprio che avrei dovuto colpirti con più forza... dato che sei ancora qui a blaterare! ('''Kenshiro''') *Se non posso colpirti nei punti di pressione, mi basterà ridurre quel tuo corpo in poltiglia! ('''Kenshiro''') *'''Kaioh''': Quel debole di Raoh, il miserabile che si è fatto contagiare dai sentimenti, venendo così sconfitto da una nullità come Kenshiro... era mio fratello minore!<br>'''Rin''': F-Fratello minore?! Ma allora...!<br>'''Kaioh''': Mpf... Rin... Adesso capisci perché finora ho tenuto celato il mio volto con un elmo?!<br>'''Rin''': Ah... Perché se si fosse saputo che tu e Raoh eravate fratelli...<br>'''Kaioh''': Pff... Esatto. La leggenda di Raoh non avrebbe mai preso piede se si fosse venuto a sapere che esisteva un suo familiare così simile a lui.<br>'''Rin''': Ma... Ma allora la leggenda di Raoh...<br>'''Kaioh''': Uuuhuhu! Sono stato io a originarla! Io ho creato e alimentato quella leggenda! Sì! *'''Kaioh''': I sentimenti... l'amore... essi non sono che il marchio che contraddistingue gli stolti! È naturale che quello sciocco di mio fratello minore sia morto!<br>'''Rin''': Eppure tu non saresti mai riuscito a battere Raoh. Se vi foste sfidati, sono certa che tu avresti perso.<br>'''Kaioh''': Cosa?!<br>'''Rin''': Sì, perché i veri vincitori sono proprio coloro che vivono per quella futile cosa chiamata amore!<br>[...]<br>'''Kaioh''': Vaneggi, fose, Rin?! Fatico a credere che tu possa realmente pensare che i veri vincitori siano gli stolti che credono nell'amore!<br>'''Rin''': E... allora secondo te chi sono i veri vincitori?!<br>'''Kaioh''': Che domande! Ciò che trionfa alla fine è sempre e solo... il [[male]]! *Che senso ha essere condizionati dalla compassione e morire per amore? I sentimenti controllano e limitano gli esseri umani! Mentre il male non impone alcuna restrizione! ('''Kaioh''') *Io non rimpiango di aver vissuto per amore... per un amore così intenso da sembrare persino sciocco. ('''Hyoh''') *Si dice che gli uomini della dinastia principale di Hokuto, compreso nostro padre... abbiano tutti vissuto per l'amore di una donna. ('''Hyoh''') *Possibile che l'arcano colpo della dinastia principale consista proprio nell'amore...?! ('''Rin''') *Per ogni ferita di cui mi sono fatto carico, io ho anche accolto in me i sentimenti dei miei rivali! Persino Raoh ha lasciato il suo cuore dentro di me! ('''Kenshiro''') ===Volume 16=== *{{NDR|Flashback}}<br>'''Kaioh''': Raoh... Per quale ragione sei tornato?<br>'''Raoh''': Ho sentito le voci che circolano a proposito di questa terra... e ho deciso di appurarne la veridicità!<br>'''Kaioh''': E dunque...?!<br>'''Raoh''': Se trasformerai questo luogo in una terra abitata unicamente da spietati Shura... sta' pur certo che un giorno verrò a reclamarla per poi farla mia!<br>'''Kaioh''': Oooh... E perché non ci provi subito?<br>'''Raoh''': Non è il momento. Mi rimangono ancora molte cose da fare. Ma ricorda! Una volta sconfitto Kenshiro, ti giuro che tornerò! Con il tuo modo di agire, non stringerai mai il cielo nel tuo pugno! In questo mondo, può esistere un unico dominatore! *Sono stato la rovina di un uomo che sarebbe potuto divenire un eroe senza precedenti! Non morirò prima di rimediare alla mia colpa! ('''Hyoh''') *{{NDR|Flashback}}<br>Non te ne avevo mai parlato, ma ora voglio che tu sappia che ho un fratello maggiore dal quale sono stato separato quand'ero giovane. Adesso che sei divenuto il successore, significa che prima o poi saremo costretti a incrociare i nostri pugni. E se in quel frangente dovessi perdere, voglio che tu dica a mio fratello... che io sono conscio della sua profonda tristezza e che lo stimo più di chiunque altro! ('''Raoh''') *Raoh mi stimava? Pff... Uhuhuh... Uahah! Mio fratello era veramente uno smidollato! Allora quando lo raggiungerai all'inferno, digli anche che... l'unica ragione per cui è stato battuto da un guerriero del tuo livello è solo a causa del suo cuore troppo tenero! ('''Kaioh''') *Anche sfuttare metodi di combattimento per lottare senza respirare fa parte delle mie tecniche segrete! Io faccio ricorso a qualsiasi mezzo pur di vincere! ('''Kaioh''') *Io sarei forte?! Forse è questa l'impressione che do alla gente come te... Tuttavia...! Io sono sempre stato troppo debole per essere il primogenito della dinastia principale di Hokuto! Se io... Se solo io fossi stato più forte, allora l'animo di Kaioh non si sarebbe corrotto! ('''Hyoh''') *Hai capito, Kenshiro?! Chi rinuncia al proprio cuore vince, mentre chi coltiva sentimenti è destinato a morire! ('''Kaioh''') *Prima che tu possa infangare il tuo nome, divenendo in tutto e per tutto un re demoniaco... io ti giuro, Kaioh, che farò in modo che tu muoia come un eroe per mano mia! ('''Kenshiro''') *{{NDR|Flashback}}<br>Se mio fratello Kaioh dovesse smarrire la retta via, uccidilo con le tue mani! Perché nel profondo del mio cuore, io desidero che il ricordo che ho di lui resti per sempre quello di un eroe! ('''Raoh''') *[[Eroe]] è una parola priva di senso per chi come me ha intrapreso la via del male! ('''Kaioh''') *Circa duemila anni or sono, la dinastia principale di Hokuto dominava il mondo, fungendo da scudo eretto a difesa dell'incolumità dell'Imperatore del cielo. Tuttavia, ciò che ancora oggi rimane motivo di grande rammarico è che, a quel tempo, la suprema arte marziale assassina, la Divina scuola di Hokuto, non era ancora nata! Fu per questo che, una volta venuto a mancare l'imperatore, il mondo precipitò in un'epoca di guerre intestine e di grandi disordini! I sommi sacerdoti incaricati di tutelare la dinastia principale di Hokuto erano profondamente turbati! [...] Il dominatore che i sacerdoti desideravano doveva aver ereditato in sé il sangue della dinastia principale di Hokuto ed essere un individuo capace di creare una nuova, invincibile arte marziale assassina! Solamente un uomo del genere sarebbe potuto divenire il vero salvatore! Tuttavia, nonostante le loro preghiere accorate, la dinastia principale non diede alla luce un discendente maschio. A ereditarne il sangue furono solamente due giovani e splendide sorelle {{NDR|Ohka e Shume}}! E per uno scherzo del fato, entrambe quelle fanciulle partorirono i tanto attesi discendenti maschi{{NDR|, Ryoh e Shuken}}... nello stesso, tragico giorno! [...] Così pensando, i sommi sacerdoti della dinastia principale di Hokuto, tormentati dalla decisione su chi sarebbe dovuto diventare il successore, decisero di abbandonare i due infanti presso il Kōtendai, l'altare della discesa celeste, alla mercé di lupi famelici... Tutto, pur di riuscire a udire la voce del cielo! [...] In seguito, quella stessa notte, Shume, la sorella minore, scomparve. Accecata dall'amore, corse a salvare il proprio figlio Shuken! [...] Testimoni del sacrificio di Ohka {{NDR|per salvare Shume e Shuken}}, i sacerdoti tutelari rimasero profondamente colpiti dall'intensità del suo amore misericordioso. [...] E fu così che, in quel preciso istante, sorse il fondatore della Divina scuola di Hokuto... Shuken! Egli non dimenticò mai, neanche per un momento, l'amore di quelle donne che considerava entrambe come sue madri e portò a compimento la creazione dell'Hokuto Shinken, quale pugno più potente al mondo. Ma per via delle sue caratteristiche tanto eccezionali quanto tragiche, nonché della dolorosa vicenda occorsa in passato al momento della scelta dell'erede, stabilì anche che essere tramandante unicamente a un singolo successore per ogni generazione. In seguito, per onorare l'anima di Ohka, i sacerdoti tutelari eressero una statua di donna su cui vennero incisi i dettagli di quei tragici avvennimenti. Kaioh... Si dice che anche Ryoh, il figlio di Ohka, avesse una voglia a forma di sette stelle. Capisci cosa intendo? Quella voglia è la prova della gloriosa discendenza da Ohka! ('''Kenshiro''') *{{NDR|Flashback}}<br>Ascoltatemi bene, figli miei. I discendenti di Ryoh, abbandonato dalla madre, perderanno a loro volta l'amore e ne andranno alla perenne ricerca. Dunque qualcuno... Qualcuno dovrà insegnare loro cos'è l'amore. Ed è proprio questo il destino dei successori della Divina scuola di Hokuto. ('''Shuken''') *A ben pensarci, anche Raoh e Toki sono andati ricercando l'amore per tutta la loro vita... Kaioh! Se intendi infangare oltre quel glorioso sangue... allora sconfiggerti sarà un atto d'amore! ('''Kenshiro''') *Se provi odio, colpisci pure il mio corpo quanto vuoi! Ma ciò che non posso perdonarti... è il tuo essere così snaturato e corrotto! ('''Kenshiro''') *L'Hokuto Ryūken fa uso dello spirito combattivo demoniaco per disorientare il nemico. Esso è stato sviluppato con l'unico obiettivo di sopraffare le difese avversarie. Tuttavia l'Hokuto Shinken è il pugno dei campi di battaglia. E proprio il fatto che si sia formato attraverso un'infinità varietà di scontri, è ciò che ha reso possibile lo sviluppo di tutta la sua vasta gamma di tecniche segrete! ('''Kenshiro''') *Durante un combattimento, è il momento stesso in cui si rilascia il colpo quello in cui la guardia si abbassa maggiormente. ('''Kenshiro''') *Purtroppo per te, finora sei sempre stato come una rana in fondo a un pozzo, ignara dell'immensità dell'oceano! Non hai mai affrontato un avversario più forte di te! Io, al contrario, sono sopravvissuto a campi di battaglia popolati da uomini ben più potenti di me! ('''Kenshiro''') *Anche se non sono altro che una stella negletta e ripudiata... ho in me ancora l'orgoglio! Lo stesso che mi ha portato ad aspirare al cielo! Io non posso fare altro se non proseguire lungo la strada del dominatore! ('''Kaioh''') *{{NDR|Rivolto a Kaioh}} Anche tu sei stato, senza ombra di dubbio, un formidabile rivale e amico! ('''Kenshiro''') *'''Kaioh''': Sono stato testimone della potenza dell'Hokuto Shinken, la tecnica assassina più forte al mondo. Per la prima volta, io ho perso... Ma dimmi una cosa. C... Come sarebbe finita se io avessi appreso la Divina scuola di Hokuto?<br>'''Kenshiro''': Probabilmente sarei io quello riverso a terra adesso.<br>'''Kaioh''': [...] No... Non sarebbe cambiato nulla. Sarei stato comunque sconfitto da te. E questo perché io non provo compassione per i perdenti... [...] Ora che ci penso, anche io non sono stato altro che un debole... E proprio perché debole, ho vissuto tingendo la mia anima delle tinte oscure del male... Tutto nel tentativo di dar vita a una nuova era... Ma quello non si è rivelato altro che un sogno effimero... [...] Se solo ti avessi incontrato prima... Forse... Forse avrei accettato serenamente il mio destino... *'''Kaioh''': I... Io sono colui che ha trucidato la donna che amavi e che ti ha spinto nel regno demoniaco! So bene che il rancore che nutri nei miei confronti è così profondo che nemmeno la vendetta più feroce potrebbe estinguerlooo!<br>'''Hyoh''': No... Non sono venuto per attaccarti... I-Io volevo solo dirti una cosa. O-Ovvero che se io fossi stato più forte... se io fossi stato un degno primogenito della dinastia principale di Hokuto... tu non avresti smarrito la retta via... È tutto accaduto a causa mia... Perdonami!<br>'''Kaioh''': E-E tu saresti venuto fin qui solo per dirmi questo...?! Hyoh! Ti scongiuro, torniamo quei bambini di un tempo... e giochiamo ancora insieme! *Qui riposa mia madre! Avevo già stabilito da tempo che questo sarebbe stato anche il luogo della mia morte! [...] Addio, Kenshiro! ('''Kaioh''') *'''Kenshiro''': Rin ha sempre vissuto combattendo, fino a oggi. Tutto per riuscire a guidare Hokuto e dar vita a un salvatore. Ma ormai non è più necessario. Il suo compito è finito... Non occorre nemmeno che recuperi la memoria. È giunto il momento che lei viva pensando unicamente alla propria felicità!<br>'''Bat''': K-Ken!<br>'''Kenshiro''': Tu sei l'unico in grado di ricambiare l'amore di Rin!<br>'''Bat''': K... Ken, aspetta!<br>'''Kenshiro''': Bat... Ti auguro di essere felice insieme a lei! Addio! *{{NDR|Su Raoh}} Lui era grande, sì... Ma soprattutto era grande il suo ardente cuore! ('''Kenshiro''') *'''Kenshiro''': Odi i colpevoli?! Vuoi affrontarli?!<br>'''Ryu''': S-Sì!<br>'''Kenshiro''': Allora fallo con il tuo pugno e col sangue ardente che hai ereditato da Raoh! *Se lo si rimpinza a dovere, anche un [[lupo]] diventa inoffensivo come un maiale! ('''Koketsu''') *Sono finiti i tempi in cui i lupi vivevano come dei lupi. È arrivato il momento di allevarli come cani da guardia. ('''Koketsu''') *È l'[[onore]] a rendere gli uomini forti! ('''Ryu''') *Ormai sono solo un lupo a cui sono state strappate le zanne e che ha perso la propria forza! ('''Barga''') *Il sangue di Raoh non si lascia sopraffare dai cambiamenti di quest'epoca. Lo spirito dei lupi è ancora vivo! ('''Kenshiro''') *{{NDR|Flashback}}<br>Perché mi lecchi i piedi?! [...] Io ho bisogno di guerrieri! L'[[adulazione]] non è necessaria nella vita di un uomo! ('''Raoh''') ===Volume 17=== *La fine del topo di fogna ti si addice proprio. ('''Kenshiro''') *'''Ryu''': Ken... E ora dove andremo?<br>'''Kenshiro''': Questo è un viaggio senza meta. Serve solo per metterci alla prova... E quando questo viaggio si sarà concluso, comprenderai cosa dovrai fare... Ma ricordati che il viaggio si interromperà se mai tu decidessi di arrenderti. *Questo regno poggia le sue fondamenta su di me. Se io cadessi, anch'esso crollerebbe con me. ('''Asam''') *È solo affrontandolo con i propri [[Pugno|pugni]] che si può stabilire la tempra di un [[uomo]]! ('''Asam''') *'''Asam''': D-Dimmi, perché non mi hai finito?! Ero spacciato, ormai! Spiegami, ti scongiuro!<br>'''Kenshiro''': Il mio pugno sceglie con precisione gli avversari da abbattere. *Hokuto è la costellazione che presiede la morte. Quando Hokuto apparirà, bisognerà rivelare la propria tristezza e aprire il proprio cuore. E nel momento in cui una luce azzurra scuoterà la costellazione di Hokuto, la retta via ci verrà rivelata! ('''Asam''') *Anche se sono un re, rimango pur sempre un padre! ('''Asam''') *È dall'incontro con quell'oracolo che temo che il regno si divida! Per questo ho allevato i miei tre figli con imparzialità. Ero convinto che una qualsiasi disuguaglianza li avrebbe portati all'inimicizia. Ho dato loro la stessa istruzione, lo stesso insegnamento marziale e gli ho dedicato persino la stessa quantità del mio tempo. Anche i dolci li dividevo in tre parti uguali. [...] E ho sbagliato! Avrei dovuto lasciare che crescessero naturalmente, invece li ho costretti alla parità... Fu per questo che crebbero senza imparare a cedere. ('''Asam''') *Come può diventare re qualcuno inconsapevole della grandezza che lo circonda? Qualcuno che non ha esperienza del mondo, che non comprende il proprio popolo e che, soprattutto, ignora i sentimenti di un padre... ('''Kenshiro''') *Mai una supplica a Dio ha dischiuso il cammino della salvezza umana. Non sai, forse, che fra tutti gli essere viventi, l'uomo è il più inviso a Dio? ('''Baran''') ===Volume 18=== *Cosa può mai fare Dio per noi?! Pensi forse che ci salverà tendendoci la mano?! Ma non farmi ridere! Dio... non è altro che un ingannooo! In questo mondo non esistono né emissari né salvatori! ('''Baran''') *'''Satora''': Nessun uomo... si è mai sostituito a Dio!<br>'''Baran''': No! Uno c'è stato!<br>'''Satora''': Cosa?!<br>'''Baran''': Un uomo che tentò di stringere il cielo nel proprio pugno! Un titano! Si faceva chiamare Ken-Oh, il re delle techniche assassine! *'''Kenshiro''': Il tuo pugno non è nulla se paragonato a quello di Raoh!<br>'''Baran''': Co... Cosa?! Tu conosci Raoh?!<br>'''Kenshiro''': Era l'uomo più forte al mondo e la profondità del suo amore non aveva paragoni... Ma la sua brama di conquista nei confronti del cielo ne corruppe l'animo! *'''Kenshiro''': Ascolta, Baran. Nemmeno Raoh, che mi era superiore in abilità marziale, è riuscito a superare Dio.<br>'''Baran''': Pe... Perché?<br>'''Kenshiro''': Raoh l'aveva capito. Alla fine ciò che dà la salvezza alle persone non è la violenza, ma l'amore. Ma ormai... era incapace di interrompere quella sua furiosa corsa. Co... Così, pur di riuscire ad arrestarla... Volle il mio pugno! Volle che fossi io a fermarlo! *{{NDR|Flashback}}<br>Senza rinunciare ai sentimenti, non riuscirai mai a vendicarti di Dio! ('''Raoh''') *Ryu! A dispetto della tua giovane età, il tuo cuore è già stato segnato dalla coscienza della tristezza. Ormai non ho più nulla da insegnarti. D'ora in poi sarà il sangue che hai ereditato da Raoh a guidarti lungo il cammino. ('''Kenshiro''') *Ho capito, Ken. Non dimenticherò mai i giorni passati insieme a te. E... E un giorno, quando sarò diventato molto, molto più grande... proverò anche a superare mio padre Raoh! Ken! Te lo giuro! ('''Ryu''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Yuria''': P... Pare sia giunto per me il momento di tornare in cielo...<br>'''Kenshiro''': Y-Yuria!<br>'''Yuria''': Il... breve tempo che abbiamo vissuto qui, insieme... è stato così sereno... Mi è sembrato di vivere un sogno... K... Ken... P-Per questo adesso... voglio che tu mi dimentichi...<br>'''Kenshiro''': C... Che vuoi dire?!<br>'''Yuria''': Tu... non devi più pensare... a me... D'ora in poi c'è Rin...<br>'''Kenshiro''': R-Rin?!<br>'''Yuria''': Ti prego... Io l'ho capito. Rin ti ama profondamente. D'ora in poi... la stessa felicità che hai donato a me, finora... donala a Rin...<br>'''Kenshiro''': Y-Yuria!<br>'''Yuria''': È... il mio unico desiderio... Ti... supplico...<br>'''Kenshiro''': D'accordo.<br>'''Yuria''': Bene... *Io ho troppi ricordi... Dentro di me, si affollano le anime dei miei formidabili rivali e amici caduti in battaglia. ('''Kenshiro''') *Un vero uomo desidera sempre la felicità della donna amata! ('''Bat''') *Anche un esperto di arti marziali potrebbe essere colto di sorpresa di fronte a uno stile di lotta sconosciuto e per di più non convenzionale! ('''Bat''') *Ken, non ridere di me... ma tu hai sempre avuto la mia ammirazione... La prima volta che ho visto la tua potenza... dallo spavento, le gambe mi hanno ceduto e me la sono fatta addosso... E... E poi la tua gentilezza... Quando è morta l'unica donna che avevo mai considerato una madre... c'eri tu a sostenermi con forza... [...] Ken! Per me sei stato come un fratello maggiore! ('''Bat''') *Non osare farti vedere mai più, nemmeno all'inferno. ('''Kenshiro''') *Sulla mia tomba non occorrerà alcun nome! Se dovrò morire, sarà nel deserto, in mezzo alle battaglie! ('''Kenshiro''') ==Anime== ===''Ken il guerriero''=== {{FictionTV |titoloitaliano= Ken il guerriero |tipofiction= Serie anime |immagine= Hokuto No Ken tv series logo.png |didascalia= Logo della serie |dimensioneimmagine= |titolooriginale= 北斗の拳 |paese= Giappone |anno= 1984 – 1987 |genere= anime |stagioni= |episodi= 109 |regista= [[Toyoo Ashida]] |ideatore= [[Buronson]] e [[Tetsuo Hara]] |doppiatorioriginali=*[[Akira Kamiya]]: [[Kenshiro]] *[[Mie Suzuki]]: Bart *[[Tomiko Suzuki]]: Lynn *[[Toshio Furukawa]]: Shin *[[Yuriko Yamamoto]]: Julia *[[Kaneto Shiozawa]]: Rei *[[Toshiko Fujita]]: Mamiya *[[Takaya Hashi]]: Toki *[[Kenji Utsumi]]: [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]] *[[Norio Wakamoto]]: Raoul (ep. 32)/Shuren *[[Ryuji Saikachi]]: Ryuken *[[Junji Chiba]]: Ryuken (ep. 5) *[[Kouji Totani]]: Jagger *[[Arisa Andou]]: Airy *[[Bin Shimada]]: Yuda *[[Katsuji Mori]]: Shu *[[Banjo Ginga]]: Souther *[[Hideyuki Hori]]: Ryuga *[[Takeshi Aono]]: Rihaku *[[Kazuyuki Sogabe]]: Wein *[[Shozo Iizuka]]: Fudo *[[Yoshito Yasuhara]]: Juza *[[Mika Doi]]: Tou |doppiatoriitaliani=*[[Alessio Cigliano]]: [[Kenshiro]]/Shuren (ep. 105) *[[Graziella Polesinanti]]: Bart/Airy/Tou (ep. 92, 95-99) *[[Daniela Caroli]]: Lynn/Julia/Mamiya/Tou (ep. 83-91) *[[Bruno Cattaneo]]: Shin/Rei/Toki (ep. 76-109)/Ryuken/Shu/Rihaku (ep. 86, 92, 101-102)/Fudo *[[Wladimiro Grana]]: Toki (ep. 33-46) *[[Norman Mozzato]]: [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]]/Rihaku (ep. 91) *[[Sergio Antonica]]: Ryuken (ep. 98)/Souther/Rihaku (ep. 99-100)/Juza (ep. 97) *[[Giorgio Giuliano]]: Jagger (ep. 102)/Yuda/Rihaku (ep. 83-85) *[[Francesco Caruso Cardelli]]: Souther (ep. 109)/Wein (ep. 105) *[[Marco Mete]]: Toki (ep. 47-72)/Ryuga/Shuren/Juza *[[Sandro Dori]]: Rihaku (ep. 87-89, 93-95) *[[Ambrogio Colombo]]: Rihaku (ep. 96-98) *[[Marcello Mandò]]: Rihaku (ep. 105-109) *[[Massimo Pizzirani]]: Juza (ep. 105) *[[Stefanella Marrama]]: Tou (ep. 93) |note= }} ====[[Incipit]] della serie televisiva==== {{Incipit serie televisive}} Siamo alla fine del XX secolo: il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche, sulla faccia della terra gli oceani erano scomparsi e le pianure avevano l'aspetto di desolati deserti; tuttavia la razza umana era sopravvissuta. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} ====Capitolo 1==== =====Episodio 1, ''Sotto il segno dell'Orsa Maggiore''===== *La guerra nucleare ha distrutto ogni forma di società civile. Il pianeta Terra oggi è tornato ad essere dominato dalla violenza e dalla barbarie. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *La costellazione dell'Orsa Maggiore: il potere che essa conferisce a chi nasce sotto il suo segno è terrificante. Dicono che con la sola forza della mente si possa concentrare tutta l'energia circostante in un unico punto all'interno del corpo dei propri nemici e poi liberarla con effetti devastanti; e solo chi ha le sette stelle sul petto è capace di farlo. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *'''Lynn''': Perché stai andando via, Ken?<br>'''Anziano''': Perché l'uomo dalle sette stelle deve andare dove c'è bisogno di lui, a portare la luce dell'Orsa Maggiore di villaggio in villaggio. Ora capisci perché se n'è andato, Lynn? Per portare la luce. =====Episodio 2, ''Fante di Picche''===== *'''Fante di Picche''': Chi sei tu per dare degli ordini?<br>'''Kenshiro''': È molto semplice: hai davanti a te il predestinato della costellazione dell'Orsa Maggiore, e la tua freccia non può procurarmi alcun danno. Non riuscirai mai ad uccidermi. *Voglio offrirti un'altra opportunità, ma mira meglio. Attento, se sbagli perderai l'occhio destro. ('''Kenshiro''') *In questi tempi di barbarie la vita è così difficile. Bisogna combattere per un tozzo di pane e per un sorso d'acqua. Quando ero giovane, il grano copriva i campi, i papaveri sbocciavano fra le nessi, gli uccelli cinguettavano sugli alberi da frutta e i pesci sguazzavano nei torrenti. Adesso invece è più prezioso un sacchetto di semi che la vita di un uomo. ('''Smith''') *'''Kenshiro''': Metti in moto.<br>'''Bart''': Come "metti in moto"? Proprio adesso che posso soddisfare il mio stomaco? Dopo tutta la fatica che ho fatto vorresti privarmi della giusta ricompensa? Io non mi muovo di qui.<br>'''Kenshiro''': Ascolta il tuo cuore. Non senti dei bambini che piangono?<br>'''Bart''': Sento solo il mio stomaco.<br>'''Kenshiro''': Le loro povere madri non hanno né latte né pane da dargli. Sono tutti affamati.<br>'''Bart''': E va bene, andiamo! *'''Fante di Picche''': Ora non ti rimane che implorare pietà.<br>'''Kenshiro''': Invece sei tu che dovresti supplicarmi per aver salva la vita. *Le persone di solito usano circa il 30% della propria energia. Il segreto dei predestinati dall'Orsa Maggiore è che loro sono in grado di usare anche il restante 70%.('''Kenshiro''') *Questo è un colpo ad effetto ritardato. Quando toglierò i pollici dalle tue terminazioni nervose ti rimarranno solo sette secondi di vita. ('''Kenshiro''') =====Episodio 3, ''L'artiglio''===== *Mentre anche le persone più ordinarie possono apprezzare la buona musica, solo pochi uomini privilegiati sono in grado di apprezzare il fascino del [[Malignità|maligno]]. ('''Shin''') *L'uomo che ha il coraggio di affrontare il suo [[Dio]] con ferrea volontà e che riesce a sconfiggerlo, ebbene sarà l'abitante di questo paradiso con tutte le sue bellezze. ('''Shin''') *Il silenzio è d'oro. Questa è una norma che dovresti imparare. ('''Kenshiro''') *Non ti sei reso conto di essere già morto? ('''Kenshiro''') *L'ho colpito in un punto particolare, paralizzandogli i centri nervosi. È una mossa che si chiama "Colpo alle tempie". ('''Kenshiro''') *È uno dei miei colpi speciali. Colpisce un centro vitale. Tu morirai nel giro di trenta secondi. [...] La tua spina dorsale si spezzerà in due. Hai ancora venti secondi di tempo, perciò rassegnati. ('''Kenshiro''') *Chi ha paura in battaglia merita di morire, subito. ('''Shin''') =====Episodio 4, ''Il gigante''===== *'''Shin''': Osserva che brillantezza e che luce hanno questi gioielli. Io sono l'unico uomo al mondo a cui è giusto che essi appartengano e che possa permettersi una simile bellezza, però me ne privo per cederli a te.<br>'''Julia''': Io non li voglio, e posso anche spiegarti il perché: mi domando quante persone siano state uccise per ottenere quei gioielli.<br>'''Shin''': Non mi sembri affatto lusingata, Julia.<br>'''Julia''': Non riesco a scorgervi tutta quella bellezza di cui stai parlando. In quei gioielli io vedo soltanto gente che soffre, dolore, ansia, afflizzione e tristezza.<br>'''Shin''': Il potere è la giustizia stessa. Guarda! Posso frantumare un diamante stringendolo fra le dita. Sono forte e invincibile, Julia. Soltanto con te non ho avuto successo. *Non sei mai appartenuto alla razza umana. Sei solo un maiale. ('''Kenshiro''') *E adesso, disintegratevi! ('''Kenshiro''') *Nell'universo esistono la stella del Nord e la stella del Sud. Tutto quanto è eguale: uomini e donne, oscurità e chiarore. Nel karate, esiste la stessa cosa: esiste il karate della stella del Nord e il karate della stella del Sud. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *La mia abilità non conosce avversari. ('''Kenshiro''') *Shin, io ti conosco bene. Sono ritornato dall'inferno solo per batterti. Non hai scampo. Ti inseguirò ovunque tu vada. ('''Kenshiro''') =====Episodio 5, ''Ritorno dall'inferno''===== *La mia nuova città è quasi finita. Risplende nella sua bellezza. È grande, è la città dei nostri sogni, è la città dove ogni uomo vorrebbe abitare. Julia, dedicherò questo paradiso a te. L'intera città ormai ti appartiene, è tua. ('''Shin''') *{{NDR|Flashback}}<br>Chi ha il [[potere]] decide le [[Legge|leggi]] da solo. È un'epoca in cui i potenti possono fare quello che vogliono e io sono fra questi. Mi dispiace per voi! Shin rappresenta il potere e impersona la legge. ('''Shin''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Kenshiro''': Che cosa vuoi da me, Shin? Abbiamo studiato insieme il karate, e questo dovrebbe unirci per superare le tante difficoltà che incontreremo nel nostro cammino.<br>'''Shin''': Voglio solo dirti che amo Julia da molto tempo.<br>'''Yulia''': Spero che tu stia scherzando. Non ho mai provato niente per te, Shin.<br>'''Shin''': Mi piaci quando fai la dura. Io amo le donne che hanno carattere, soprattutto se sono molto carine come te. Ken, Julia è la mia donna.<br>'''Kenshiro''': Tu sei pazzo! Lei mi ama, è la mia donna. Sono stato chiaro, Shin?<br>'''Shin''': Non avrai pensato di portarmela via? Prendi questo! {{NDR|Colpisce Kenshiro}}<br>'''Kenshiro''': Ti prego, non farlo, Shin! Hai dimenticato gli insegnamenti del maestro?<br>'''Ryuken''': {{NDR|Voce fuori campo}} "La stazione della stella del Nord e quella della stella del Sud non saranno mai nemiche e si rispetteranno vicendevolmente. Entrambe dovranno cooperare per tramandare le antiche tradizioni di questo paese alle generazioni future".<br>'''Shin''': Avevo dimenticato quello che il vecchio maestro diceva, ma adesso ricordo tutto. {{NDR|Distrugge la lapide di Ryuken}} *I [[Prepotenza|prepotenti]] credono di essere i padroni del mondo, ma prima o poi soccomberanno. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *{{NDR|Flashback}}<br>C'è una differenza fondamentale tra te e me. Quello che mi spinge a fare questo è un sentimento puro e, soprattutto, molto nobile: si chiama [[ambizione]]. Un uomo ambizioso vince qualsiasi battaglia che è costretto ad affrontare. ('''Shin''') *{{NDR|Flashback}}<br>Vuoi un consiglio? Non fidarti mai delle [[Donna|donne]]. ('''Shin''') *Non posso sporcarmi le mani con delle pappamolle come voi. ('''Kenshiro''') *Sono riuscito a salvarmi dalle fiamme dell'inferno. Adesso, Shin, sarà la tua fine! Julia, amore, ammazzerò chi ti ha tenuta prigioniera per tanto tempo e ti porterò con me. ('''Kenshiro''') =====Episodio 6, ''Berretti rossi''===== *'''Shin''': Guarda, Julia! Questa è la splendida Stella del Sud, la città eterna. L'erba, gli alberi e tutte le meraviglie che vedi appartengono a te.<br>'''Julia''': Shin, ma non capisci che non è questo quello che desidero? Io amo soprattutto la dolcezza e la gentilezza in un uomo. Mi commuovo davanti a uno sguardo dolce e indifeso, capisci? Non è la potenza che mi piace, ma l'innocenza. *Maledetto bastardo! Comunque sono sicuro che questa volta non mi sfuggirà. Lui è niente rispetto alla mia grandezza. Io ho il potere, nessuno è mai riuscito a battermi. Il mondo mi appartiene! Guarda, piccolo Ken, che cosa sono riuscito a costruire mentre tu navigavi nell'inferno: una città splendente! Basterà un minimo cenno e mille uomini ti attaccheranno. Il tuo corpo diventerà polvere e la tua anima vagherà nell'oscurità. ('''Shin''') *Il [[cibo]] è cibo, e nutre anche se è stato rubato. ('''Johnny''') *Gente come voi non mi ha mai fatto paura. Ve ne approfittate dei più deboli, e questo non è coraggio. ('''Kenshiro''') *È davvero una fatica inutile combattere con dei dilettanti. ('''Maggiore''') *'''Maggiore''': Complimenti! Erano anni che non incontravo un ragazzo spiritoso come te.<br>'''Kenshiro''': Purtroppo devo dirti che io sarò anche l'ultimo uomo che vedrai prima di andare all'inferno. *La tecnica della gamba è uno dei segreti del colpo dell'Orsa, Maggiore. Ho cambiato tutto il ritmo del tuo organismo e adesso posso fare di te quello che voglio. ('''Kenshiro''') *Non disperarti. All'inferno starai bene. ('''Kenshiro''') *Viviamo in un'era sfortunata. ('''Kenshiro''') =====Episodio 7, ''L'armata di Dio''===== *Il [[formaggio]] serve solo ad attirare il topo. ('''Capitano''') *Quando arriva il topo, le esche non servono più. ('''Capitano''') *Non posso permettere che resti impunito un uomo che ha ucciso a sangue freddo delle persone innocenti e indifese. Anche lui deve morire, e morirà subito. ('''Kenshiro''') *La prima regola della guerra è distrarre il nemico prima del colpo decisivo. ('''Mad''') *La prima regola della guerra è di prendere il nemico di sorpresa, dico bene sergente Mad? ('''Kenshiro''') *I predestinati dall'Orsa sanno usare al 100% le proprie capacità e la loro resistenza al veleno è superiore al normale. ('''Kenshiro''') *Paragonati a me, gli uomini dell'Armata di Dio sono poco più che degli scolaretti. ('''Kenshiro''') =====Episodio 8, ''Il colonnello''===== *L'Armata di Dio! Come osano definirsi così questi criminali? Ma finalmente è giunta l'ora che siano puniti per i loro efferati delitti, e la punizione sarà la morte. ('''Kenshiro''') *L'Orsa Maggiore mi rende invincibile. ('''Kenshiro''') *Tra i poteri che mi ha concesso l'Orsa Maggiore c'è anche quello di chiudere la mia mente ad ogni interferenza esterna. ('''Kenshiro''') *Non sperare di essermi superiore perché sei un predestinato, uomo dalle sette stelle. Ciò che tu hai come dono, io l'ho raggiunto con l'esercizio. ('''Colonnello''') *Intuivi i miei movimenti dagli occhi e dalle vibrazioni dei muscoli. Tenendo gli occhi chiusi e spostandomi lentamente, non potrai più anticiparmi. ('''Kenshiro''') *La tua tecnica di combattimento è una pallida imitazione della mia. Io la conosco istintivamente fin dalla nascita. Il mio corpo è il risultato di duemila anni di esperienze. Non saresti mai riuscito a battermi. ('''Kenshiro''') *Pagherai per i crimini commessi in nome del tuo Dio! ('''Kenshiro''') *{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Pietà, non uccidermi, ti prego! Passerò al tuo servizio, sei molto più potente del mio dio. Sarò un tuo servo fedele, ti prego, salvami! Io ucciderò e torturerò chiunque tu mi ordinerai...! ('''Colonnello''') =====Episodio 9, ''La montagna magica''===== *A meno che non abbiate intenzione di morire presto, non usate più questi arnesi. ('''Kenshiro''') *Keiraku Hikō, ossia, frantumazione del nucleo. Fra un po' la vostra colonna vertebrale andrà in pezzi e i muscoli saranno distrutti. Siete già morti, ma ancora non lo sapete. ('''Kenshiro''') =====Episodio 10, ''L'uomo di fuoco''===== *Ti ho colpito in un punto segreto, uno stoma dei muscoli. Non potrai mai più usare entrambe le braccia da adesso in poi. ('''Kenshiro''') *Non bisogna mai fidarsi delle sottorazze. ('''Dragon''') *'''Kenshiro''': Rispondi! Julia è qui?<br>'''Dragon''': No. La ragazza è restata in questa casa soltanto per dieci giorni. Era venuta insieme a Shin e si è trattenuta per un breve periodo. Shin era contento ma lei è l'immagine della tristezza, una ragazza estremamente bella. Ma sfortunatamente niente sembra poterla sottrarre alla sua perenne afflizione.<br>'''Kenshiro''': E Shin dov'è?<br>'''Dragon''': Si trova alla Croce del Sud, un posto estremamente lontano e difficile da raggiungere.<br>'''Kenshiro''': Quella città leggendaria...<br>'''Dragon''': Posso comprendere i tuoi sentimenti. Tu devi odiare Shin, colui che si è presa Julia, la donna che amavi. *'''Kenshiro''': Questo vino è sangue degli abitanti del villaggio. I loro figli e le loro figlie sono stati portati via e non se ne sa più niente.<br>'''Dragon''': Nel nostro universo vige da sempre la legge del più forte. È una regola elementare di vita. *Siete dei succhiasangue. Non avete diritto di vivere, e mi incaricherò subito di questa missione. ('''Kenshiro''') *Queste sono le tue ultime parole. Le tramanderò alla storia. ('''Kenshiro''') *Posso udire il vento tra gli alberi che intona una melodia. Lo sento. È una melodia di vita. Sì, è una melodia di speranza, una melodia di passato e futuro. Ken sta tornando da me. ('''Julia''') =====Episodio 11, ''I guerrieri''===== *Gli [[Sciacallo|sciacalli]] combattono soltanto quando è necessario. Adesso mi sembra che non lo sia affatto. ('''Sciacallo''') =====Episodio 12, ''L'inseguimento''===== *Hai sempre vissuto come un essere immondo. Adesso almeno affronta la tua morte da uomo. ('''Kenshiro''') =====Episodio 13, ''Un colpo micidiale''===== *Il colpo di Arhat Deva è una tecnica per uccidere originaria dell'antichità con una storia di 5.000 anni. Il suo potere distruttivo era incommensurabile. Pertanto, data la terribile crudeltà, fu proibito ai guerrieri di quel tempo. Per questo, si pensava che nessuno sarebbe riuscito a tramandarne la tecnica. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *Se il colpo di Arhat Deva appartiene solo al figlio del diavolo, vi mostrerò che il Colpo Sacro dell'Orsa è l'incarnazione di [[Indra]], il dio della lotta. ('''Kenshiro''') *Mi è stato insegnato il segreto della respirazione del drago quando si passa dal silenzio all'azione. Purtroppo devo dirvi che chiunque ha visto questo segreto deve morire. È il destino. ('''Kenshiro''') =====Episodio 14, ''Un uomo giusto''===== *'''Shin''': È davvero una delle città più belle che io abbia mai visto. Ho girato quasi tutto il mondo, ma ti assicuro che non ho mai visto una città splendida come questa, una città sublime! Julia, amore, guarda! Anche il sole sembra fatto a posta per riscaldare le sue mura.<br>'''Julia''': Io vedo solo rovine. Vedo solo una città morta.<br>'''Shin''': Julia, perché ti ostini a essere quella che non sei? Perché volti le spalle alle cose belle che la vita ti sta regalando? Perché rifiuti la felicità che ti sto offrendo?<br>'''Julia''': E invece tu perché non ti accorgi che le tue mani sono lorde di sangue? *La tua vigliaccheria ti acceca! ('''Kenshiro''') *Abbiamo perso un uomo giusto. Adesso non ci rimane che pregare per la sua anima. ('''Kenshiro''') =====Episodio 15, ''Il villaggio degli zombi''===== *Svegliatevi, uomini! Uscite dal vostro letargo! È Zaria che ve lo ordina! Uccidete l'uomo dalle sette stelle! Uccidete l'uomo dalle sette stelle! Alzatevi dai vostri giacigli e uccidete l'uomo dalle sette stelle! ('''Zaria''') *Hai ridotto questa gente in un popolo di zombi, e io non te lo perdonerò! ('''Kenshiro''') =====Episodio 16, ''Serpenti e scorpioni''===== *I serpenti sono animali vendicativi. Non potrei mai morire prima di aver affondato le dita nel tuo collo. ('''Junk''') *Questa è la posizione dei muscoli liberi. Ho colpito dei centri nervosi che li comandano. Adesso non potrete più muovervi e rimarrete legati l'un l'altro fino alla morte. Per poco formerete una bella coppia! ('''Kenshiro''') *Julia, devo avere il tuo amore! Ma per riuscirce a ottenere questo, so e ho sempre saputo che Kenshiro... deve morire! ('''Shin''') =====Episodio 17, ''L'adunata''===== *La tecnica di offesa usata più spessa dal nostro nemico si chiama Hokuto Ken. Consiste nel coinvogliare grazie a un processo mentale l'energia all'interno del corpo dell'avversario e poi provocarne l'esplosione. ('''Balcom''') *Ci sono due grandi stelle nel firmamento: una è Hokuto e l'altra Nanto. Questi astri sono incompatibili fra loro. Voi dovrete fare in modo che sia Nanto l'unica stella a brillare nel cielo! ('''Shin''') *'''Julia''': Tu per caso sai che cos'è tutto questo rumore che proviene dal salone?<br>'''Saki''': Certo. Laggiù si sono riuniti tutti i soldati del regno, e stanno discutendo su... su come uccidere un certo uomo dalle sette stelle.<br>'''Julia''': Chi?! Saki, sei sicura che parlassero di lui?<br>'''Saki''': Perché? Per caso, è qualcuno che lei conosce, Signorina Julia?<br>'''Julia''': Ken...<br>'''Saki''': Ma chi sarebbe? Chi è questo Ken?<br>'''Julia''': Il nome esatto è Kenshiro, ed è stato il mio fidanzato.<br>'''Saki''': Eh?!<br>'''Julia''': Per me lui è più importante della mia stessa vita. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': È la forza che rende una persona più potente di un'altra, e in questo momento il più forte tra noi due sono senz'altro io, Kenshiro. Perciò posso prendere tutto ciò che desidero.<br>'''Kenshiro''': Ma che significa, Shin? Io sono un esperto dell'arte Hokuto e tu di quella Nanto, e non è possibile confrontare due tecniche tanto differenti. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': Io ora desidero Julia e me la prenderò.<br>'''Julia''': Ma che cosa dici?! Io non voglio! Anzi, sono terrorizzata dall'idea!<br>'''Shin''': I tuoi sentimenti non hanno importanza. Semmai, la tua ritrosia non fa altro che aumentare la brama che ho di conquistarti. *{{NDR|Flashback}}<br>Fra noi due c'è una differenza fondamentale. Si tratta del [[carattere]], perché è questo che rende un uomo potente. E tu non ne hai, Kenshiro. Vedi, io sono disposto a tutto pur di ottenere quello che desidero. ('''Shin''') *{{NDR|Flashback}}<br>Questa è la tecnica di offesa che usiamo noi Nanto. Alle persone normali basta un solo colpo per morire. Ma credo che Kenshiro ne sopporterà ancora un altro. ('''Shin''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Kenshiro''': Shin, non perdere il tuo tempo. Uccidimi piuttosto!<br>'''Shin''': Ha! Senz'altro, ma lentamente. *{{NDR|Flashback}}<br>Non trovi che le donne cambino idea un po' troppo facilmente? ('''Shin''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': Andiamo, Julia!<br>'''Julia''': Dove?<br>'''Shin''': Nel giardino fiorito del piacere! *Shin desiderava sempre più potere e combatteva per espandere i suoi territori. [...] Poiché i suoi territori continuavano ad aumentare, Shin si è autoproclamato re. Io ho dovuto mantenere il giuramento che mi aveva strappato, ma solo fisicamente sono rimasta accanto a lui. ('''Julia''') *Ho vinto un'altra volta. Sono uscito vittorioso da tutte le battaglia che ho affrontato. Ma ho conquistato il tuo cuore...? ('''Shin''') *Avrò pazienza, Julia. Col tempo ti conquisterò, ne sono sicuro. Questa città è tua, le terre che la circondano sono tue, sei regina di migliaia di persone che si prostrano ai tuoi piedi. Prima o poi apprezzerai tutto questo e non vorrai rinunciarvi. ('''Shin''') *'''Shin''': Guarda, Julia! Guarda la città! Ci appartiene. Vorrei viverci insieme a te e non solo averti passivamente al mio fianco.<br>'''Julia''': Shin, sto cercando di mantenere la mia promessa. Ma per quanto mi sforzi, non riesco a provare amore per te. Il ricordo di Kenshiro è troppo presente nella mia mente. Io continuo a vivere solo perché lui me lo ha chiesto. *Questa non è vita. È una sofferenza terribile. Ma continuo a sentire la voce di Ken che mi implora. [...] Ed è quello che faccio, ma non m'interessa nient'altro. ('''Julia''') =====Episodio 18, ''Attacco generale''===== *Kenshiro, per te è arrivata la fine! Presto vedrò il tuo corpo senza vita e la tua anima vagherà nelle tenebre. ('''Shin''') *Quelle che pronuncerai saranno le tue ultime parole! ('''Kenshiro''') *Sei finito! Le vibrazioni che hai subito ti saranno fatali. Comunque la pressione che ti sto impremendo adesso con le mie dita ti darà il colpo di grazia. [...] Scomparirai dalla terra con il tuo sepolcro d'acciaio. Addio! ('''Kenshiro''') =====Episodio 19, ''Il sacrificio''===== *'''Scagnozzo''': Uomini, all'attacco!<br>'''Scagnozzi''': Sìsignore!<br>'''Garekki''': Un momento!<br>'''Scagnozzo''': Sì?<br>'''Garekki''': Hm, è giusto ora di pranzo. [...] State pronti ad attaccare fra tre ore. Adesso portatemi da mangiare!<br>'''Scagnozzo''': Ma c'è tempo per il pranzo! Se il generale Balcom lo venisse a sapere...<br>'''Garekki''': Che cosa?! {{NDR|Uccide lo scagnozzo}} È solo il grande Garekki che decide se c'è tempo o no per qualcosa. Ora preparatemi il pranzo!<br>'''Scagnozzi''': Sìsignore!<br>'''Garekki''': Per primo, voglio una minestra. E alla fine non dimenticate il caffè! *Grazie alla pressione che ho esercitato sulle tue tempie, adesso sono solo io che decide i tuoi movimenti. ('''Kenshiro''') =====Episodio 20, ''La Croce del Sud''===== *La [[fuga]] è inutile. Morirai ugualmente. ('''Kenshiro''') *'''Toda''': Ti prego, non uccidermi, uomo dalle sette stelle!<br>'''Kenshiro''': Hai mai ascoltato le suppliche che ti rivolgevano le tue vittime innocenti? E tu certo non sei stato altrettanto innocente. =====Episodio 21, ''Il complotto''===== *Quel tempo è giunto. Un mondo in cui l'uomo tortura e uccide l'uomo non è più un mondo per l'umanità, ma un mondo per le bestie. La Croce del Sud, l'Occhio del Diavolo, è ora coperta dall'ombra della morte. Fra le persone che non sfuggiranno al loro destino di essere torturate o uccise, forse esiste ancora la speranza che qualcosa possa cambiare in un prossimo futuro. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *Ken, ho mantenuto la mia promessa. Qualunque cosa succeda, io non getterò mai la spugna e continuerò a vivere. ('''Julia''') *'''Balcom''': Signori, vi ho riuniti tutti intorno a questo tavolo per discutere del nostro re.<br>'''Comandante #1''': A proposito, generale, che mi puoi dire della nostra ricompensa?<br>'''Balcom''': Il re pensa che non sia il momento di parlarne.<br>'''Comandante #2''': E perché no? La missione è compiuta. L'uomo dalle sette stelle è stato distrutto.<br>'''Comandante #3''': Però abbiamo perso quasi tutti i nostri soldati. Allora, vi chiedo, si può definire un successo?!<br>'''Comandante #4''': Niente violenza, niente saccheggi! Ecco che dice il re! Quella ragazza lo sta facendo rammollire a poco poco.<br>'''Comandante #5''': Ogni desiderio della Signorina Julia è un ordine. Adesso si è messo in testa di proteggere gli schiavi e noi non possiamo comportarci come vorremmo!<br>'''Balcom''': Per concludere, voi pensate che Shin merita ancora di essere il nostro re?<br>'''Comandante #1''': No! Nella maniera più assoluta, no! *'''Nariman''': Compagni d'armi, dovreste saperlo bene. Chi è stato a conquistare e a tenere in piedi un territorio enorme come questo?<br>'''Comandante #1''': Noi, certo! Potevamo essere soltanto noi, naturalmente!<br>'''Nariman''': Esattamente, potevamo essere solo noi. Ma che cosa pensate che faremo quando avremo rovesciato il nostro re?<br>'''Comandante #1''': Beh, veramente...<br>'''Nariman''': Ve lo dirò io. Noi ''gnegnegnegnegnegne'', ''gnegnegnegnegnegne''! Finiremo per mangiarci l'un l'altro.<br>'''Comandante #2''': È possibile... Sì, è un ipotesi plausibile!<br>'''Nariman''': Confesso che neanche a me piace che il nostro re sia plagiato da quella donna, ma è sempre meglio che tornare ai tempi dell'anarchia. Perciò vi prego di tenermi fuori dal complotto. *'''Shin''': Julia, hai gradito questa sorpresa? Ho voluto che fosse eretta una statua in omaggio alla tua bellezza. Ora è solo un'immagine di pietra, ma presto sarà ornata con oro e gemme preziose provenienti da tutto il mondo. D'ora in avanti tu verrai identificata come la dea della bellezza.<br>'''Julia''': Hai intenzione di combattere all'infinito, Shin?<br>'''Shin''': Certo! Combatterò per dimostrare quanto sono forte e per far sapere a tutto l'universo quanto sei meravigliosa.<br>'''Julia''': Il sangue continuerà a scorrere. Altre persone innocenti verranno torturate... *'''Balcom''': Dovresti averlo imparato, Shin! Non puoi farmi niente. Il mio corpo ha la tempra dell'acciaio.<br>'''Shin''': Mai visto un acciaio così maleabile. *È inutile confidare nei tuoi muscoli! Il Nanto Ken può distruggere con i suoi poteri qualsiasi sostanza che si trovi nel corpo. [...] Hai equivocato sulla reale potenza della tua forza, e ora non puoi fare altro che censurare il tuo orgoglio. ('''Shin''') *Shin, perdonami. Non potrai mai capire. Tu sei un soldato in grado di costruire un vasto impero, ma ciò che io desidero di più è una tenerezza profonda quanto il mare e un cuore caldo quanto il sole, e l'emozione della brezza in un prato erboso. ('''Julia''') =====Episodio 22, ''Duello finale''===== *Ciò che si costruisce con la violenza e la tirannia crolla molto rapidamente. ('''Lynn''') *Julia, noi ricominceremo da capo. In poco tempo io farò costruire un'altra città ancora più bella e grande della Croce del Sud. Posso farlo, ne sono sicuro. Posso farlo se tu rimarrai accanto a me. Sì, ci riuscirò. {{NDR|Julia non le risponde}} Julia, tu non puoi continuare a rispondermi come al solito! Tu non puoi tenere chiuso il tuo cuore, Julia! ('''Shin''') *Shin, sono riuscito a sopravvivere alle fiamme dell'inferno solo per poterti affrontare! ('''Kenshiro''') *'''Shin''': Vedo che la tua tecnica di combattimento è migliorata ultimamente, Kenshiro. Ma quanto?<br>'''Kenshiro''': Il carattere. Adesso ho il carattere e la cattiveria che mi mancavano, grazie a te, Shin! *Ora puoi anche uccidermi, ma non riavrai mai Julia! Come vedi, sopravvivere alle fiamme dell'inferno non ti è servito a nulla! ('''Shin''') *'''Shin''': Hai... Hai vinto...<br>'''Kenshiro''': Ho capito che cosa mi mancava rispetto a te: la rabbia. La rabbia per la morte di Julia mi ha dato la vittoria. *'''Shin''': Non avrei mai potuto ucciderla, stupido!<br>'''Kenshiro''': Dimmi dove si trova Julia! Shin!<br>'''Shin''': Non c'è più. Julia non sarà più fra noi. Questo combattimento è stato inutile, Kenshiro. Nessuno di noi potrà averla, perché Julia ormai è morta. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': La Croce del Sud sta bruciando. La nostra città sarà distrutta dalle fiamme. Non rimarrà nulla, né un fiore, né un filo d'erba, né un solo abitante in questa città. Il fuoco consumerà tutto, Julia, alla stessa maniera a cui ha consumato Kenshiro. La Croce del Sud non c'è più, ma costruirò un'altra magnifica città ancora più bella, ancora più grande, della quale sarai regina, Julia. Posso fare qualsiasi cosa con te al mio fianco.<br>'''Julia''': Certo. Sono sicura che farai moltissime cose ancora, Shin, sempre più crudeli. Continuerai ad uccidere delle persone innocenti ed altrettante ne ridurrai in schiavitù, facendoti obbedire con la violenza e con il terrore come hai sempre fatto, Shin. Non sopporto più di essere complice di tanta crudeltà, Shin. Basta! Perdonami, Shin. Non manterrò la mia promessa.<br>'''Shin''': Che?! Julia, ma che dici?<br>'''Julia''': {{NDR|Si butta dal precipizio}} Ken... Non potevo più vivere senza di te, Ken... *{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Ho pianto, Kenshiro. Per la prima volta in vita mia ho pianto, ed è anche l'ultima, perché la morte di Julia mi ha reso completamente indifferente a tutto quello che mi circonda, Kenshiro. Non mi interessa più vivere. Anzi, la morte sarà un sollievo. Questa città... Questa città che avevo costruito per Julia è andata distrutta. La Croce del Sud non esiste più. Julia doveva esserne la regina, e invece l'ha scelta come tomba. Ora la Croce del Sud è solo una tomba! Speravo di conquistare il suo cuore, ma ho fallito. Io sono riuscito solo ad ucciderla! Perché non mi hai amato neppure per un istante, ''Julia''! {{NDR|Gli esplode il petto}} Bene, finalmente è arrivato anche per me il momento di morire. Ma ciò avverrà per mia scelta, non per tua mano, Kenshiro! Addio... ('''Shin''') *'''Bart''': Scusa, Ken. Perché ti prendi il disturbo di seppellire il tuo peggior nemico?<br>'''Kenshiro''': Eravamo nemici solo perché amavamo la stessa donna. ====Capitolo 2==== =====Episodio 23, ''Guerra!''===== *Che strano. Come mai hanno pensato di piantare i fiori? Non sono mica commestibili. ('''Bart''') *Se volete l'acqua, dovete cercare il vostro ruscello. Se volete cibo, dovete arare i vostri campi. Voi invece rubate queste cose alla gente indifesa. Vigliacchi! [...] Vi consiglio di arrendervi, altrimenti vi ucciderò in massa. Chiaro? ('''Kenshiro''') *Il sacro colpo dell'Orsa non perdona gli ingiusti. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *'''Mamiya''': Resta con noi, Ken! Noi abbiamo bisogno di un uomo come te, un uomo che sia pronto a battersi per il nostro villaggio.<br>'''Bart''': Mi scusi, signorina, mi scusi, ma se vuole che il mio amico Ken diventi la vostra guardia deve prima parlare con me. Sono il suo agente. Ah, per prima cosa dovete sfamarci, d'accordo? *Io mi travesto da donna e dei luridi uomini come voi mi importunano continuamente! Ma c'è una cosa positiva in questo: almeno mi date da mangiare. ('''Rei''') *L'uccello d'acqua del Santo Nanto. I suoi movimenti sono eleganti come quelli di un gabbiano che plana sull'acqua, ma la sua potenza è così grande e crudele che niente si può paragonare ad essa. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *'''Rei''': Sembrate piuttosto abili nell'usare le armi. Forse lottate spesso?<br>'''Brigante''': Certamente! Questa non è un'epoca molto tranquilla. Bisogna stare attenti ad essere pronti ad attaccare sempre. Se non lottiamo, dobbiamo soccombere ai potenti.<br>'''Rei''': E siccome io sono un potente, bisogna che ti dia da fare! =====Episodio 24, ''L'uccello d'acqua''===== *Sopravviverò finché non avrò sconfitto l'uomo dalle sette stelle. Prima o poi lo troverò. L'unico obiettivo della mia esistenza e l'eliminazione del mio nemico! ('''Rei''') *'''Mamiya''': Quando guardi quei fiori, sembri su un altro pianeta. [...] Con questi meravigliosi fiori, il tuo futuro sarà molto radioso. Sarai sempre felice.<br>'''Lynn''': Come?<br>'''Mamiya''': Questi preziosi gioielli naturali fioriranno dappertutto. Un bel giorno, tutti i bambini come te sorrideranno. *Quella ragazza è forse la tua fidanzata? Se le cose stanno così, attento, perché potrei portartela via. Sono stato chiaro, amico mio? ('''Rei''') *'''Kenshiro''': Allora, chi si candida a morire? Si faccia avanti, lo aspetto.<br>'''Membro della famiglia Cobra''': Ma... Ma quest'uomo è un mostro! *'''Kenshiro''': Perché mai li hai traditi?<br>'''Rei''': Vedi, ho capito subito chi avrebbe vinto, e siccome sono abituato ad allearmi con i più forti... Ma questo non ha nessuna importanza. La mia sopravvivenza è legata all'uccisione dell'uomo dalle sette stelle.<br>'''Kenshiro''': Che cosa?<br>'''Rei''': Sì. Ormai questa è l'unica ragione della mia vita. Per questo motivo ho tradito molte persone, ammazzato molti uomini e sono sopravvissuto fino ad oggi. =====Episodio 25, ''I lamponi''===== *'''Kenshiro''': Come mai sei venuto qui?<br>'''Rei''': Per lo stesso motivo che ha condotto qui te, suppongo. Credo che nessuno di noi due possa rimanere insensibile davanti al pianto di una donna. *'''Kenshiro''': È da tempo che desidero parlarti. Che cosa significa il velo insanguinato? E per quale motivo dicono che cerchi l'uomo dalle sette stelle?<br>'''Rei''': Ecco il velo insanguinato. Apparteneva a mia sorella Airy, e doveva indossarlo il giorno del suo matrimonio. Una sera, io ero assente da casa e il velo lo stava provando. [...] La rapirono e ferirono a morte i miei genitori. E ora questo velo rosso del loro sangue è tutto ciò che mi rimane della mia famiglia. [...] Tutto ciò che mio padre riuscì a dirmi è che il uomo mascherato che la rapì aveva sette cicatrici a forma di stella sul petto. Forse mia sorella è stata uccisa. Ma no, non riesco a crederci. Mi sembra di sentire la sua voce che mi chiama. Sento le sue grida disperate che invocano il mio aiuto. Per questo motivo cerco l'uomo dalle sette stelle, per poterlo uccidere. =====Episodio 26, ''La vendetta dei Cobra''===== *'''Bart''': Ehi, accidenti, quant'è carina Mamiya!<br>'''Lynn''': Sì, però il suo sguardo è tanto triste. Sembra così forte e non ha nessuno che le faccia coraggio.<br>'''Bart''': Hm? Tu certe volte dici delle cose veramente incomprensibili, Lynn! *'''Rei''': Non voglio che tu partecipi alla battaglia.<br>'''Mamiya''': Perché mai?<br>'''Rei''': Perché sei una donna, Mamiya.<br>'''Mamiya''': Una donna, dici? È già da molto tempo che non mi sento più una donna, Rei. Chi è di fronte a te in questo momento non è una donna, ma un soldato che deve combattere per la libertà del suo villaggio, nient'altro che un soldato. {{NDR|Rei le strappa la camicia}}<br>'''Rei''': Non hai nessun bisogno di nascondere il tuo seno, visto che non ti consideri una donna! Accetta un consiglio, Mamiya: una donna non deve pensare alla guerra, ma solo alla propria felicità. Non sono abiti da combattimento quelli che vorrei vederti addosso. {{NDR|produce una stoffa}} Questo è il velo che Airy doveva portare il giorno delle sue nozze. Spero che il tuo sarà candido e non rosso di sangue. =====Episodio 27, ''All'inseguimento dei Cobra''===== *La tecnica di combattimento Hokuto esiste da più di duemila anni. Grazie a lei, sono in grado di annientare qualsiasi avversario. ('''Kenshiro''') *La disperazione è stata la mia unica compagna. Tante volte ho cercato di trovare la pace nella morte, ma sono riuscita solo a non vedere più gli orrori che mi circondavano. ('''Airy''') =====Episodio 28, ''Il combattimento''===== *'''Rei''': Perché non combatti? Non hai fatto altro che difenderti, Ken.<br>'''Kenshiro''': Io non voglio.<br>'''Rei''': Perché, Ken?<br>'''Kenshiro''': Ho già dovuto affrontare un mio amico una volta. Vedi, questa persona si prese con la forza la mia fidanzata Julia, e d'allora ho vissuto soltanto per cercare di riaverla al mio fianco. [...] Così, Julia ha preferito togliersi la vita. Io ho ucciso un uomo, ma non sono riuscito a riaverla. E quell'uomo mi era stato amico, Rei. [...]<br>'''Rei''': Perché mi hai raccontato tutto questo?<br>'''Kenshiro''': Perché io non ho nessuna intenzione di combattere contro di te. *Sono un discepolo della Sacra scuola Nanto. Non posso uccidere un uomo che si rifiuta di combattere. ('''Rei''') =====Episodio 29, ''Vivere o morire''===== *Ho promesso che vi avrei eliminati e di solito mantengo sempre le promesse. ('''Kenshiro''') *Dite il mio nome! Forza, dite il mio nome! ('''Jagger''') =====Episodio 30, ''Combattimento fatale''===== *'''Kenshiro''': Questa volta il nemico sarà la mia stessa famiglia. Sarà una lotta in seno alla grande scuola dell'Hokuto.<br>'''Rei''': Ma come? Tu sei l'unico successore della grande tradizione di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': Devi sapere che ho altri tre fratelli. Mio padre, Ryuken, che non ebbe la benedizione del Signore per avere bambini, ci adottò. Ma, nella storia, la Sacra scuola di Hokuto può avere un unico successore. Solo uno di noi poteva essere iniziato ai suoi principi segreti. Iniziò così la tragica disputa nella quale hanno perso la vita molte persone. Ma adesso è arrivato il tempo di porre fine a queste tragiche avventure. Sinceramente, devo confessarvi che non so se questa volta riuscirò a sopravvivere. *Non c'è ragione di seguirlo. Ken non ha battuto ciglio quando mi ha vista con questo vestito. No, lui non mi ama. Sono io che mi sono illusa. In lui è ancora vivo il ricordo di Julia. Non smetterà mai di combattere finché lei sarà nel suo cuore. ('''Mamiya''') *'''Kenshiro''': Volevi che decapitassi qualcuno, no?<br>'''Scagnozzo''': Sì, ma non me, disgraziato!<br>'''Kenshiro''': Non te? Ma la tua testa mi piace di più. *{{NDR|Flashback}}<br>Kenshiro, perché lo hai risparmiato? Forse perché lui è... perché lui {{NDR|Jagger}} è il tuo fratello maggiore? Il tuo cuore è troppo sensibile, e questa tua bontà un giorno ti procurerà dei dispiaceri. Ricorda sempre quello che ti ho detto: figlio mio, attento ai disonesti. ('''Ryuken''') *La Sacra scuola di Hokuto non si può apprendere così facilmente. I suoi misteri sono stati tramandati dagli avi da duemila anni. ('''Kenshiro''') *Il fratello maggiore è sempre più forte del fratello minore. Ce lo insegna la storia. ('''Jagger''') =====Episodio 31, ''Cercando Jagger''===== *Sei un fratello responsabile, vero? Tutti i fratelli responsabili prima o poi devono morire! ('''Jagger''') *La tua faccia non mi piace. Hai l'aria di un santino. ('''Jagger''') *Ho sempre detestato i martiri. ('''Jagger''') *Per te non esiste una condanna adeguata! Non meriti neanche l'inferno! ('''Kenshiro''') *Come aveva predetto mio padre, tutte queste disgrazie arrivano per colpa della mia clemenza. ('''Kenshiro''') *Forza, attaccatemi! La quantità non mi fa paura. Vi ammazzerò come un branco di pecore! ('''Kenshiro''') *Ti ha fatto così tanta paura la mia faccia, bastardo? Chi ha avuto il piacere di vedere la mia faccia non può rimanere vivo! ('''Jagger''') *Devo questa faccia all'odio che provo per mio fratello Ken, l'odio che mi ha permesso di vivere fino a questo momento. ('''Jagger''') *Scegli un posto, Jagger! Sarà il posto dove lascerai il tuo corpo. ('''Kenshiro''') =====Episodio 32, ''Aspetta all'inferno Jagger''===== *{{NDR|Flashback}}<br>Perché?! Perché avete acconsentito a una tale decisione? Lui è il mio fratello minore, non può competere con me! È più giovane, non ha nessuna esperienza! È una vergogna che il maestro della Sacra scuola di Hokuto sia così giovane. È una vera vergogna! State bene attenti a quello che sto per dirvi: ricordate che esiste una sola persona al mondo che può rappresentare la Sacra scuola di Hokuto. Le persone che non sono in grado di tenere il potere di Hokuto sono solo dei miserabili assassini. Queste persone hanno commesso crimini inutili con la sacra tecnica. Hanno strappato con la violenza le braccia a uomini innocenti, hanno colpito le tempie per far perdere la memoria. Non possiamo rinnegare il duro lavoro dei successori della Sacra scuola. Ci sono voluti duemila anni per raggiungere la perfezione della lotta e adesso buttiamo tutto all'aria! È un vero reato! ('''Jagger''') *{{NDR|Flashback}}<br>No, Jagger non riuscirà mai a battere Ken. Ma, d'altra parte, non credo neanche che Ken potrebbe uccidere lui. La decisione di nostro padre è sbagliata. È assurdo permettere la distruzione di una tradizione cha ha duemila anni. ('''Raoul''') *{{NDR|Flashback}}<br>Ascoltami bene, Kenshiro: la ragione per cui può esistere un solo maestro della scuola di Hokuto è che questa scuola ha un invincibile tecnica per uccidere. Non la devi usare nel modo sbagliato. Se il maestro non è la persona adatta, il mondo potrebbe essere distrutto. ('''Ryuken''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Kenshiro''': Perché usi sempre pistole e fucili, Jagger? Non sai combattere senza armi, non è vero?<br>'''Jagger''': Sta zitto! In fondo, io non credo che la scuola di Hokuto sia tutto al mondo, soprattutto in questo momento di perdizione. È colpa tua, maledetto! È tutta colpa tua! Se fossi io il maestro, le cose andrebbero meglio e raggiungerei la perfezione assoluta! *'''Kenshiro''': Mi puoi spiegare che cosa significa questa freccia? Hai fatto del male anche a due poveri bambini per indurli ad uccidermi. È davvero una vergogna per un essere umano! Questa freccia è un simbolo: rappresenta la loro rabbia e la loro pena. Guardala bene! Ricordatela anche all'inferno!<br>'''Jagger''': Heh, sei ancora troppo gentile. Sì, ho fatto del male a quei bambini, ma non è cambiato niente. Mi davano fastidio e non li sopportavo. Questo però non ha influenzato minimamente la mia vita.<br>'''Kenshiro''': Tu non sei un uomo! *Non importa cosa uso. La persona che vince ha sempre ragione. ('''Jagger''') *'''Jagger''': Come sei violento! Non sei più quello di una volta. Cosa ti ha fatto diventare così? Sei un bruto! Sei una bestia!<br>'''Kenshiro''': Ho combattuto centinaia e centinaia di battaglie e ho visto sanguinare migliaia di persone. Mi sarebbe piaciuto chiamarli amici, ma sono diventati rivali. È stato il sangue di questi rivali amici che mi ha cambiato, Jagger.<br>'''Jagger''': Amici? Hai detto amici? Shin! Ti riferisci a Shin, vero? [...] Shin era tuo amico. Così lo chiamavi un tempo. Ma poi c'è stata una persona che lo ha cambiato.<br>'''Kenshiro''': Cosa?! [...] Tu avevi convinto Shin!<br>'''Jagger''': Esatto! È stata una bella mossa, non credi?<br>'''Kenshiro''': È stata tutta colpa tua!<br>'''Jagger''': Forza, Ken! Grida il mio nome vittorioso d'alta voce! *{{NDR|Flashback}}<br>{{NDR|Rivolto a Shin}} Perché diavolo vuoi desistere? Devi convincerti che Ken è molto debole. Non potrà sopravvivere in un mondo così severo. Questo significa che il destino di Julia è molto incerto e molto probabilmente farà una brutta fine. Dovrai rubarla se vuoi salvarla! Solo le persone coraggiose avranno il potere. ('''Jagger''') *Jagger, devo dirti che hai dimenticato perfino l'essenziale della tecnica di Hokuto: la rabbia trasforma il corpo in acciaio, e questo colpo era praticamente inutile. ('''Kenshiro''') *Una morte così atroce ti si addice come a nessun altro! ('''Kenshiro''') *'''Kenshiro''': Non esisterà più l'incubo di Jagger e delle sue violenze. Adesso è la fine!<br>'''Jagger''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: La fine, hai detto? Come sei stupido! Non avrai pace finché vivrai su questa terra, è una promessa, Ken! Hai forse dimenticato di avere due fratelli maggiori? Ti spediranno loro all'inferno! Non avrai un attimo di pace! La tua vita sarà un travaglio! =====Episodio 33, ''Il salvatore diabolico''===== *Dev'esserci un solo gran maestro Hokuto. Uno. L'ultimo, Ryuken, non aveva figli. Adottò quattro ragazzi e cominciò ad insegnare ad ognuno di loro la sacra tecnica Hokuto, riservandosi di scegliere poi il suo successore. Il maggiore era Raoul, il secondo Toki, il terzo Jagger, e il più giovane si chiamava Kenshiro. Però uno solo sarebbe stato il grande maestro. Chi non era considerato degno di approfondire la sacra tecnica Hokuto veniva allontanato e si cancellava dalla sua memoria ciò che aveva appreso. Ma il fato volle che ciò non avvenisse con i figli di Ryuken. ('''Rei''') {{NDR|voce fuori campo}} *{{NDR|Flashback}}<br>Esistono milioni di persone che ancora non possono venire curate dalla moderna scienza medica. A tutt'oggi, il corpo umano è un grande mistero. Noi sappiamo che la degenerazione dei tessuti interni può provocare gravi danni, ma né con medicine né con interventi siamo in grado di intervenire su queste cellule impazzite. Ma grazie alla tecnica Hokuto, sono capace di convogliare energia all'interno del corpo. [...] Questo è il mio sogno: applicare la tecnica Hokuto alla medicina. ('''Toki''') *Non puoi affrontare un gran maestro Hokuto. Sei sconfitto in partenza. ('''Kenshiro''') =====Episodio 34, ''Il cacciatore di cavie''===== *Deve ancora nascere l'uomo che possa darmi un ordine. ('''Kenshiro''') =====Episodio 35, ''Il cambiamento di Toki''===== *Non ti sei ancora accorto che in questa epoca è più importante la violenza che la medicina? Vedi, Kenshiro, oggi è la violenza che regna. ('''Amiba''') *Io vorrei poter sfuggire al mio destino, ma questo non mi è consentito. Purtroppo sono costretto a farlo. Non soltanto Jagger, anche un altro mio fratello dovrò uccidere. ('''Kenshiro''') =====Episodio 36, ''Scambio di persona''===== *'''Amiba''': Tu mi hai colpito! Ma come hai potuto? Hai dimenticato quello che ho fatto per te?<br>'''Kenshiro''': No. Ma la riconoscenza che provavo è cancellata dai lamenti che mi risuonano nelle orecchie delle decine e decine di persone che sono morte a causa tua.<br>'''Amiba''': {{NDR|Ride}} Che cosa vuoi che contino quei pezzenti in confronto al perfezionamento della tecnica Hokuto? In questo modo, almeno la loro vita è servita a qualcosa, no? Kenshiro, ricordati che i buoni sentimenti non valgono niente di questi tempi, solo la violenza. Solo con la violenza si arriva al potere. *Devi sapere che ormai io non uccido più per rabbia, ma perché lo desidero. Mi da piacere farlo. Grazie a me, la tecnica Hokuto è diventata una perfetta arma di morte, e io sono il solo e legittimo rappresentante di quella scuola. ('''Amiba''') *'''Amiba''': Ma che succede? Le mie gambe si muovono da sole!<br>'''Kenshiro''': Anch'io conosco dei punti segreti di pressione. Quello che ho appena toccato ti costringerà a camminare per sempre all'indietro. E vedrai che prima o poi arriverai all'inferno, Amiba. *'''Kenshiro''': Re di Hokuto?<br>'''Rei''': Ne ho già sentito parlare. Così chiamavano un uomo che tentò di dominare tutto il mondo parecchi anni fa, ma chi fosse in realtà è sempre stato un mistero. =====Episodio 37, ''Non amarmi Mamiya''===== *'''Rei''': Ken, raccontaci. Parlaci di Toki. Sai, sono davvero molto ansioso di incontrarlo, di conoscerlo di persona.<br>'''Kenshiro''': Toki... Vi sembrerà abbastanza strano, ma doveva essere lui il fortunato successore della Sacra scuola di Hokuto.<br>'''Rei''': Davvero?<br>'''Mamiya''': Cosa?!<br>'''Kenshiro''': Ogni suo movimento era elegante, perfetto. Il suo stile era unico, la sua grazia quasi divina. Perfino Jagger era un suo ammiratore. Ma poi, quel giorno... [...] Ha dato la vita per me e Julia, e per salvare quei poveri bambini innocenti. Ricordo ancora le sue parole: "Senti, Ken, il mio unico obiettivo è quello di difendere i più deboli. Sento che la mia morte è vicina, ma cercherò di fare ugualmente tutto quello che posso. La mia vita non avrebbe importanza senza questo mio impegno". *Non puoi opporti al [[fato]] e neanche puoi lottare contro di esso. È già scritto tutto sul tuo destino. Perfino il destino delle stelle che controllano tutta la natura è immutabile: una vecchia stella muore, una nuova ne nasce. ('''Veggente''') *Quando ascolterai il pianto disperato dei demoni, la tua morte sarà più dolce. ('''Wiggle''') =====Episodio 38, ''La tragedia di Bella''===== *'''Mamiya''': Rei, descrivimi questo posto chiamato Cassandra, dove dicono che Toki sia tenuto prigioniero.<br>'''Rei''': A dire la verità, non è che abbia delle informazioni precise in proposito. Però so che è una prigione fatta costruire dal re di Hokuto per punire i maestri delle arti marziali. Questo è tutto, Mamiya. Non so altro.<br>'''Mamiya''': I maestri di arti marziali?<br>'''Rei''': Sì, è così. Il re fece arrestare moltissimi uomini che praticavano le più svariate tecniche di arti marziali e si appropriò dei loro segreti con un'inaudita violenza e senza farsi troppi scrupoli. Così, nacque la prigione di Cassandra. Una volta entrato lì, non hai nessunissima possibilità di uscirne vivo. È, come si dice, una prigione mortale.<br>'''Mamiya''': È terribile! Una prigione mortale?!<br>'''Rei''': Gli uomini che una volta venivano chiamati demoni o che avevano tentato disperatamente di difendere le loro tecniche e i loro segreti, sono morti lì dentro e non hanno avuto la forza di ribellarsi al potere del re di Hokuto. Le loro urla di agonia e di morte sembravano eccheggiare simili ad urla di demoni. =====Episodio 39, ''La porta di Cassandra''===== *Niente paura amici. Lo so che nei vostri cuori è più grande la tristezza per il sangue versato che l'ostilità verso di me. ('''Kenshiro''') *Benvenuto nella mia città, Kenshiro. Varcare quella porta non è certo un'impresa facile, quindi sono pronto a darti il mio riconoscimento, amico. Però, con quell'assurda idea del liberatore vi consiglierei di andarci cauti, sapete? Potrei anche, sì, divertirmi a tramutare il vostro riso in pianto. ('''Wiggle''') =====Episodio 40, ''La vita trionfa sulla morte''===== *'''Wiggle''': Quelle tombe sono il più bel momumento all'immortale gloria di Cassandra. Maggiore sarà il loro numero e maggiore sarà la mia gloria e quella del mio regno. E tu, Kenshiro, sappi che la tua tomba è già pronta, sciocco ragazzo! Dunque, ora puoi anche morire in pace, amico mio.<br>'''Kenshiro''': Sei proprio sicuro che quella tomba sia abbastanza grande, capo?<br>'''Wiggle''': Hm? Certo, credo di sì. Perché me lo chiedi?<br>'''Kenshiro''': Bene. Cercherò di fare in modo che tu possa entrarci. *È molto più divertente scommettere sulla vita di chi ha paura di morire. ('''Wiggle''') *Tutta la desolazione, l'orrore, la disperazione legati alla tua leggenda oggi io li distruggerò con queste mie mani! ('''Kenshiro''') =====Episodio 41, ''Uno scontro di 2000 anni''===== *Da quando sono stata rapita, la vita è diventata un vero inferno per me. Cielo! Quali altre efferatezze commetterà oggi? Ogni giorno al mio risveglio mi domando cosa devo aspettarmi: se le cose terribili di ieri o altre ancora peggiori. E mentre io piango, un mucchio di persone innocenti continua a morire. Cielo! Non ce la faccio più! Non posso più resistere così! ('''Julia''') *Ce l'hai fatta, Kenshiro. Ma questa, purtroppo, non è che una parte infinitesimale dell'inferno. ('''Ryuken''') {{NDR|voce fuori campo}} =====Episodio 42, ''Un incontro difficile''===== *'''Rei''': Chi diavolo è mai questo re di Hokuto?<br>'''Fuga''': Il re! Il re di Hokuto è un tremendo e potente capo che domina la fine di questo secolo. Nessuno sa chi sia.<br>'''Raiga''': Avete visto Cassandra? È la terribile fortezza da lui voluta per coloro che non rispettano i suoi ordini.<br>'''Fuga''': Lo stesso Wiggle non era che il guardiano di questa prigione. *Collegati al vostro carcere e tremanti di paura, io mi domando se siete ancora degli uomini. Un uomo non è tale quando vende la sua anima al diavolo! Ditemi un po': siete contenti di voi stessi ora? Un vero uomo combatte per difendere i propri principi! ('''Kenshiro''') =====Episodio 43, ''La nuova leggenda''===== *Una morte senza dolore è tutto quello che posso fare per voi. ('''Toki''') *'''Toki''': Questo che ora vedete, amici, è il sangue di tutti coloro che sono stati uccisi dal crudele re di Hokuto, centinaia e centinaia di vite umane sacrificate alla sua sete di potere e di ricchezza.<br>'''Rei''': Una tragedia così grande per l'ambizione di un uomo senza scrupoli.<br>'''Toki''': È riuscito a tenere nascosta la sua vera identità facendosi chiamare re di Hokuto<br>'''Rei''': Che vuoi dire?<br>'''Toki''': L'uomo che si è reso responsabile di tanti efferati e vergognosi delitti in realtà ha un nome: si chiama Raoul.<br>'''Kenshiro''': Raoul!<br>'''Rei''': Toki, ma Raoul non è il vostro fratello maggiore?<br>'''Toki''': Sì, Rei. È proprio lui.<br>'''Kenshiro''': Raoul! È sempre stato molto molto forte e anche molto molto ambizioso. Era uno dei migliori allievi della scuola di Hokuto, ma era sempre stato insofferente alle leggi divine che governano l'Hokuto da più di duemila anni, finché un giorno abbandonò la scuola e di lui si perse ogni traccia. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Ryuken''': Raoul, dimmi che uso farai della divina arte dell'Hokuto!<br>'''Raoul''': L'uso più conveniente. L'userò per me stesso.<br>'''Ryuken''': Per te stesso, hai detto?! Che significa? Qual è il tuo scopo?<br>'''Raoul''': Il mondo!<br>'''Ryuken''': Vuoi dire che intendi servirti di quello che hai imparato per conquistare il mondo?<br>'''Raoul''': Userò la mia forza e la mia potenza per sottomettere e conquistare. Il mondo, con tutte le sue ricchezze e i suoi tesori, dovrà essere ai miei piedi.<br>'''Ryuken''': Tutto questo è contro le leggi divine! *Siete crudeli e sanguinari! Non avete più nessun diritto di vivere! Morte! Morte agli assassini! ('''Kenshiro''') *Nelle viscere della terra, le fiamme dell'inferno ti divoreranno senza pietà! ('''Kenshiro''') *Il destino è nelle stelle. Loro mi guideranno. Da loro avrò il fatale messaggio. Scruterò il cielo alla ricerca delle due stelle. Quando mi appariranno, saprò che ricomincerà la battaglia. ('''Raoul''') =====Episodio 44, ''La stella della morte''===== *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Kenshiro, la tigre ha capito subito che ero io il più forte e il nemico da battere. Tu non sei degno di competere con me per divenire il successore del grande maestro della Divina scuola di Hokuto!<br>'''Ryuken''': Ti sbagli, Raoul. Kenshiro possiede una grande tecnica. La tigre era pronta a combattere con lui una battaglia leale. Tu, invece, l'hai terrorizzata. L'animale ha capito che tu possiedi una forza negativa e che sei il più crudele, non il più potente dei due. Questi tuoi malefici poteri mi spaventano, Raoul. Tu non puoi essere il mio successore. *Eccola! È apparsa la stella della morte, la grande stella che brilla accanto all'Orsa Maggiore. È simbolo di morte e distruzione. La leggenda dice che chiunque veda brillare quella stella perderà la vita entro breve tempo. Ho sempre pensato che a me non sarebbe mai successo. ('''Toki''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Non ti ho sentito arrivare, Toki. È incredibile! Come hai fatto a sorprendermi alle spalle?<br>'''Toki''': Può capitare anche ad un uomo astuto e forte come te quando è distratto dall'amore per una donna. =====Episodio 45, ''Il coraggio della piccola Lynn''===== *'''Lynn''': Airy, finiscila! Finiscila di disperarti così! Noi non ci arrenderemo. Non dobbiamo perdere le speranze, non dobbiamo arrenderci. Dobbiamo continuare a lottare con tutte le nostre forze. E poi, ci sono Ken e Rei.<br>'''Airy''': Cosa dici, Lynn?<br>'''Lynn''': Sono sicura che Ken e Rei verranno ad aiutarci. Ho tanta fiducia in loro e questo pensiero mi fa sentire molto meglio. Mi da una gran forza. Presto saranno qui e noi saremo di nuovo felici insieme come una volta. Sforzati anche tu di pensare a questo, Airy. Prova! Ti sentirai subito molto meglio, vedrai. *Non voglio giurare fedeltà! Io non sarò mai la schiava di un re crudele e sanguinario che uccide uomini e donne innocenti senza pietà. Uccidetemi! Uccidetemi pure! Io non giurerò mai! ('''Lynn''') =====Episodio 46, ''La rivolta''===== *'''Kenshiro''': Non riusciresti mai ad ingannare nessuno. Si capisce lontano un miglio che sei assetato di sangue. Davvero eri convinto di riuscire ad imbrogliarmi con questo ridicolo travestimento?!<br>'''Vecchia gigante''': Vorresti farmi credere di aver capito tutto fino dall'inizio?<br>'''Kenshiro''': Certo che l'avevo capito! Non si è mai vista al mondo una vecchia con una faccia come la tua, soprattutto una vecchia con quei magnifici baffi neri! *'''Rei''': Non ti riconosco più. Dov'è la ragazza debole e insicura che si è sempre arresa senza mai ribellarsi?<br>'''Airy''': Io non sono più quella di una volta. Lynn mi ha insegnata a credere in me stessa e a combattere. =====Episodio 47, ''La leggenda della paura''===== *'''Bart''': Che ti succede, Lynn? Perché stai tremando?<br>'''Airy''': Cos'hai, Lynn?<br>'''Lynn''': {{NDR|Su Raoul}} Non lo so, non lo so... Non so come dirvelo, ma ho cominciato a tremare non appena ho visto quegli occhi. *'''Raoul''': Prego, lascio a te l'onore di scegliere il tipo di combattimento.<br>'''Rei''': D'accordo: scendi dal cavallo!<br>'''Raoul''': Non ti preoccupare. Non userò il mio migliore amico per combattere con un pivello come te, caro Rei. Nessuno al mondo meriterebbe tanto onore. *Se Ken fosse al mio posto, sono sicuro che non si tirerebbe indietro. ('''Rei''') *Ho vagato per il mondo, ho anche odiato il tempo per riuscire a salvarti, Airy. Ma la mia battaglia, come vedi, non è ancora finita. Devo continuare! Devo continuare a lottare! Non ho paura. Sono sicuro che Dio mi aiuterà. Devo proteggere. Devo proteggere Toki e Mamiya, Lynn, Bart e la mia piccola e dolce Airy. [...] Voi siete il simbolo della pace, rappresentate il più puro e nobile sentimento umano. Siete voi la mia vita. ('''Rei''') *Combattere è l'unico modo per dimostrare a Ken la mia profonda gratitudine. ('''Rei''') *Che strana, la vita. Sei riuscito a sopravvivere nonostante tutto quanto, Ken. Nonostante la tua debolezza, sei sempre stato un sentimentale. E vedi i tipi come te che fine fanno? ('''Raoul''') *Hai lo sguardo quasi minaccioso, sai Ken? Ma i tuoi occhi continuano ad essere troppo languidi. Non ce la farai. ('''Raoul''') *Ascoltami bene: Non sono più quello di un tempo. Adesso il sangue non mi fa più paura. Anzi, direi che è la mia forza vitale. Vedi come il tempo riesce a cambiare le persone? ('''Kenshiro''') *'''Kenshiro''': Che diavolo sta succedendo {{NDR|a Rei}}?<br>'''Raoul''': È il mio passatempo preferito. Gli ho dato tre giorni di vita.<br>'''Kenshiro''': No, non è possibile!<br>'''Raoul''': I maestri che hanno lottato contro di me non muoiono subito. E puoi indovinarne tu stesso la ragione se conosci le leggi della scuola di Hokuto. In questi tre giorni, si disperderanno e piangeranno perché hanno conosciuto il re di Hokuto, che rappresenta la paura della vita e, di conseguenza, la paura di se stessi. Ho colpito il suo punto segreto e il corso del suo destino è ormai irreversibile. Non c'è più niente da fare. Morirà soffocato dal suo stesso sangue che sprizzerà fuori da tutto il suo corpo in tre lunghi giorni, tre giorni di paura e di morte! Tre giorni per conoscere la leggenda della paura del grande re di Hokuto. *Non sei ancora abbastanza forte per affrontare me e la mia tecnica sovrana. Non esiste nessuno in grado di sconfiggermi e di carpire il mio segreto. È arrivata la tua ora, Ken. Hai vissuto abbastanza, nonostante i tuoi occhi così sdolcinati! ('''Raoul''') =====Episodio 48, ''La mossa segreta''===== *'''Toki''': Dobbiamo muoverci, Mamiya. Ken sta per affrontare Raoul, e sarà un combattimento senza speranza.<br>'''Mamiya''': Cosa?!<br>'''Toki''': Solo l'acqua calma arresta la furia della tempesta.<br>'''Mamiya''': L'acqua calma?<br>'''Toki''': Esattamente. Devi capire, Mamiya, che se oppone un'ondata burrascosa un'ondata altrettanto violenta in genere succede che si incrementa la forza distruttiva della tempesta. Sono l'unico al mondo che può aiutare Ken. *Se vai incontro al mare in tempesta, rischi di annegare. È meglio arrendersi in tempo che morire inutilmente. ('''Toki''') *Acqua calma per arrestare la buia tempesta. Devi imparare a controllarti perché con la sola violenza non riuscirai ad ottenere niente. ('''Toki''') *È inutile combattere se sai che il nemico usa le tue stesse armi. Nella storia, le battaglie senza vincitore non sono mai servite a niente. ('''Rei''') *Che delusione! Non sei cambiato, Toki. Hai ancora quella maledetta luce negli occhi. Non mi è mai piaciuta. ('''Raoul''') *'''Toki''': Ascoltami, Ken. Non sei ancora pronto per affrontare Raoul. Dammi retta!<br>'''Kenshiro''': Perché dici questo?<br>[...]<br>'''Toki''': Potresti uccidere quella bambina?<br>'''Kenshiro''': Non capisco, Toki.<br>'''Toki''': Se tu avessi il coraggio di farlo, molto probabilmente potresti uccidere Raoul. Non devi sorprenderti. Alcune facoltà della scuola di Hokuto si acquistano solamente dopo aver combattuto sanguinose battaglie. È evidente che anche tu hai acquistato una forza non indifferente combattendo contro Shin o contro i nemici più resistenti. [...] Però Raoul è molto più freddo di te. Ha molte più energie distruttive. Lo dimostra il fatto che ha ammazzato a sangue freddo il nostro caro padre Ryuken. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Ryuken''': Non userai più la tecnica della Divina scuola!<br>'''Raoul''': È invece sarò io il padrone del mondo. Hai avuto fiducia in me e da ora in poi deterrò io il potere.<br>'''Ryuken''': Ho detto che non sei ancora abbastanza preparato, Raoul. Ho scelto Ken e non cambierò la mia decisione.<br>'''Raoul''': Hm, Ken non ha una tecnica. Sarò io l'unico successore della Sacra scuola di Hokuto! Affronterò il mondo per sconfiggerlo e poi dominarlo. Sarò il padrone assoluto della Terra! Nessuno oserà affrontarmi in battaglia. Ammazzerò anche gli innocenti se questo sarà necessario!<br>'''Ryuken''': Ti ripeto, Raoul, non cambierò la mia decisione. A questo punto, sono costretto ad usare le maniere forti. Dimentica gli insegnamenti della Sacra scuola di Hokuto!<br>'''Raoul''': Hm, bene! Anch'io sarò drastico. Ti ucciderò! Ucciderò il venerabile maestro Ryuken e diventerò il re del mondo!<br>'''Ryuken''': Raoul... Che miserabile uomo ho creato. No, lui non può essere mio figlio. *{{NDR|Flashback}}<br>Adesso ti dirò la ragione per la quale le sette stelle di Hokuto sono chiamate stelle che governano la morte: Ogni uomo ha sette angoli ciechi nei suoi movimenti e questi angoli possono essere tracciati nella forma delle sette stelle di Hokuto. Questi impediscono all'avversario di agire e lo condannano alla morte. ('''Ryuken''') *A volte anche guardare è un modo di combattere. Dall'esempio di nostro padre, ho imparato che non bisogna assolutamente rischiare in un combattimento se altra gente ha bisogno di te in futuro. ('''Toki''') *L'energia di Raoul non ha perso la sua efficacia. Toki, con la sua concentrazione, la sta facendo passare invece di contrastarla. Sta basando la sua tecnica sulla difesa. Raoul è troppo forte. Non ce la farà. È come l'acqua placida che arresta la tempesta. ('''Rei''') *Santo cielo, è incredibile! È un combattimento tra maestri che richiede un notevole dispendio di energie. Anche il solo fatto di fissare gli occhi dell'avversario fa parte della lotta. Mi chiedo fino a quando la calma di Toki riuscirà a placare l'animo infuriato di Raoul. ('''Rei''') =====Episodio 49, ''Lotta all'ultimo sangue''===== *Non ho mai conosciuto avversari in grado di battermi, perché i miei colpi nascondono mille segreti e la mia tecnica è perfetta. ('''Raoul''') *Io voglio morire perché tu possa ispirarti a me. ('''Toki''') *Ognuno è libero di morire per il proprio ideale, ma che significato avrebbe la tua morte? Per me uccidere te o un cane è esattamente la stessa cosa. ('''Raoul''') *Forza Ken, resisti! Tra qualche istante, io non ci sarò più. [...] Nella storia della Divina scuola ci sono sempre stati dei sacrifici umani. Grazie ad essi, la tradizione si è perpetuata. Tu sarai il mio unico successore e la mia morte ti darà la forza per lottare. ('''Toki''') *Non è stata la mia forza a liberarmi, ma il cuore di una tenera bambina, una bambina che è costretta a lottare perché al mondo esistono esseri violenti come te. ('''Kenshiro''') *Ken, in questo posto si decreterà la fine di duemila anni di storia della scuola di Hokuto! ('''Raoul''') *Raoul possiede senz'altro piu tecnica di Ken, ma non possiede lo spirito e l'energia interiore che è prerogativa solo di Ken. Ce la farà. ('''Rei''') *È lo spirito che controlla i movimenti del corpo. Questo è il grande segreto della Divina scuola di Hokuto. ('''Toki''') *Rassegnati a morire! Sofrirai di meno. ('''Raoul''') *In un combattimento tra maestri, si ha la facoltà di prevedere quello che succederà nella lotta. Si ha come una visione. È il miracolo della concentrazione. Ma sia ben chiaro che tramite questa visione, nessuno dei due riesce a conoscere completamente la tecnica dell'avversario. ('''Rei''') *Un re non s'inginocchia mai. Vedrete! Mi vendicherò e la mia sarà una vendetta dura e atroce. ('''Raoul''') *Uomini come Ken e Raoul non avranno mai pace. Continueranno a lottare e la loro lotta sarà per il dominio dell'universo. ('''Toki''') =====Episodio 50, ''Cani sacri''===== *'''Kenshiro''': È colpa mia.<br>'''Rei''': Non dirlo neanche per scherzo!<br>'''Kenshiro''': Sono stato io a coinvolgerti in questa lotta sanguinosa.<br>'''Rei''': Tu non c'entri, Ken. Non rimpiango nulla. Anzi, io ti sono infinitamente grato per l'amicizia che mi hai dimostrato. Odiavo il mondo e non nutrivo nessuna fiducia negli altri uomini. Ma poi ho incontrato te, la piccola Lynn, Bart e Mamiya. Voi mi avete aiutato a ritrovare la speranza perduta. Con voi ho trascorso dei momenti felici, i momenti più belli della mia vita. Credimi, Ken. Non sto scherzando.<br>'''Kenshiro''': Sei un vero uomo.<br>'''Rei''': Adesso la morte... Adesso la morte non mi fa più paura, ti assicuro. Ho vissuto dei momenti felici. =====Episodio 51, ''Sacrificio d'amore''===== *Il sangue di un cane è molto più importante di quello umano. È la legge che regola Medicine City. Sono i doni più preziosi che la natura ci ha regalato. Al contrario degli uomini, loro non mentono mai. ('''Gulf''') *Non potrò mai essere una donna normale. Sì, perché esiste una ragione per cui continuare a lottare. Combatterò fino alla morte. ('''Mamiya''') *{{NDR|Su Yuda}} Quell'uomo ha segnato il mio destino. Da quando l'ho conosciuto non sono più la stessa. Non sono più la ragazza spensierata che ero prima. Purtroppo quella cicatrice mi accompagnerà fino alla morte, capisci? E nella mia mente c'è un'altra cicatrice molto più profonda, ti assicuro. ('''Mamiya''') *'''Yuda''': Allora, ragazze. Come mi trovate oggi? Non sono bello?<br>'''Concubine''': Sì, sei bellissimo, Yuda! La tua bellezza da tutti i pori trasuda!<br>'''Yuda''': Eccomi! Ammirate! Sono più bello e affascinante di [[Adone]]! Sono vostro e voi mi appartenete. ('''Yuda''') =====Episodio 52, ''Bellezza crudele''===== *'''Yuda''': Posso sapere perché hai questa pettinatura?<br>'''Concubina''': Ho pensato che le sarebbe piaciuta, allora ho deciso di...<br>'''Yuda''': Basta! Non voglio neanche ascoltarti. Questa tua trascuratezza rappresenta un'offesa alla mia bellezza. Vi ho sempre detto che non potete cambiare pettinatura senza il mio permesso. Il vostro ''charme'' dipende dalla mia sensibilità, è chiaro? Solo una donna che possiede una perfetta bellezza può essere amata e voi siete le mie amanti.<br>'''Concubina''': Oh signore, mi lasci per favore?<br>'''Yuda''': Sei detestabile quando urli in questa maniera! Andrai via per sempre dal mio castello! [...] Sei brutta, piccola mia. Il deserto è l'unico posto per le donne sciatte come te. *'''Mamiya''': Guarda il mio braccio, Lynn. Sta diventando forte come quello di un uomo, non ti sembra? Tra un po' sarò forte come un uomo. Come un uomo!<br>'''Lynn''': Non ti capisco.<br>'''Mamiya''': Non si cancelleranno mai! Non ho nessuna speranza. Rimarrò così per tutta la vita. Ma la cosa peggiore è che dalla mia mente le ferite non si rimargineranno mai, Lynn. *'''Rei''': Conosco molto bene Yuda. Ricordo ancora la sua faccia. Eravamo nella stessa scuola di Nanto, sai Ken?<br>'''Kenshiro''': Cos'hai detto?!<br>'''Rei''': Sì, e devo dire che era anche un ottimo allievo. Eravamo in sei e il nostro maestro ci considerava i migliori tecnici della scuola Nanto. Oltre a me c'era anche Shin, che possedeva un'ottima tecnica. E poi, a mio fianco, molto spavaldamente c'era Yuda. Anche lui era molto bravo. *Gli uomini non vivono a lungo, ma hanno una grande speranza nel cuore. Questa speranza è rappresentata dal fatto che esisterà sempre una loro madre che racconterà il destino degli uomini coraggiosi ai propri figli. ('''Rei''') *Un giorno la ferita che hai nella tua mente si rimarginerà. Devi solo aver fiducia. Per fortuna al mondo esistono anche delle belle storie e soprattutto esistono uomini coraggiosi come Ken e Rei. ('''Elder''') *Su Yuda splende una stella maligna che è una delle sei stelle di Nanto. [...] Sì, ognuno di noi aveva una stella sulla quale era scritto il nostro destino, capisci? La stella di Shin era quella del sacrificio. Lui si è sacrificato per amore. La mia era quella del dovere. Dedico la mia vita a qualcuno. E invece la stella di Yuda ha dei poteri negativi. È anche definita la stella del traditore. ('''Rei''') *Nel mio spirito la mia stella splende meravigliosamente e si chiama stella del tradimento. È una definizione sbagliata perché in questo caso il tradimento simboleggia la bellezza assoluta che un giorno governerà l'intero universo. E la mia stella brillerà ancora di più quando avrò bevuto il sangue di Rei e quello di Ken. Nessuno riuscirà ad opporsi al mio destino. ('''Yuda''') =====Episodio 53, ''Le donne rapite''===== *Mio fratello era un tipo piuttosto scontroso e non era assolutamente capace di credere nell'amicizia. Ma poi, da quando ha incontrato voi, il suo atteggiamento è cambiato e ha aperto il suo cuore. Mamiya le ha insegnato ad avere fiducia negli uomini e a guardarli dritti negli occhi. Sono sicura che non è la morte a spaventare mio fratello, perché questa servirà da esempio per l'umanità intera. Lui rimarrà per sempre nel cuore di Mamiya, e questo le servirà da conforto per le sue ultime ore. ('''Airy''') *'''Dagar''': Lei mi ha usato, non è vero? Mi ha usato! Sono sempre stato un suo fedele servitore.<br>'''Yuda''': No, non ti ho tradito, Dagar. Faceva parte di una strategia ben precisa. Tutti gli uomini prima o poi cadono in questo maledetto equivoco. La mia stella si chiama tradimento, ma non quello che intendi tu. È il simbolo della bellezza e dell'intelligenza. E ora, grazie a queste doti, potrò governare il mondo. Questa terra mi appartiene e farò di tutto per conquistarla. =====Episodio 54, ''La grande prova''===== *Rei, l'uomo protetto dalla stella del dovere, hai sempre vissuto per gli altri e solo adesso ti rendi conto che la tua è la stella dei vinti! ('''Yuda''') *Energia mentale uguale forza. ('''Toki''') *Povera piccola Mamiya, molto probabilmente tu sei nata sotto la stella della tristezza. ('''Rei''') =====Episodio 55, ''Il volo dell'uccello bianco''===== *Il tuo sangue tingerà il mio corpo. Proverò una sensazione meravigliosa. ('''Yuda''') *'''Yuda''': Sei sempre stato un ingenuo, Rei. Che stupido! Hai sempre lottato e vagato per il mondo, e adesso sacrifichi la tua vita per una semplice donna, una donna che porta ancora il mio marchio sulla spalla, una donna che ha visto la stella della morte e che non ha futuro davanti a sé. {{NDR|Ride}}<br>'''Rei''': È questo tutto quello che hai da dire? Anche se il suo destino fosse già stato segnato io non cambierei idea, Yuda. Tu non puoi capire. Lei è tutta la mia vita. Mamiya, il tuo cuore ha sempre pianto di dolore. Meriti di avere un uomo che sia felice di morire per te. Spero che questo cambierà la tua vita. *La stella del dovere è la stella degli uomini deboli. Vive di luce riflessa, perché il suo sole si chiama stella del tradimento. ('''Yuda''') *'''Yuda''': Qual è il tuo segreto?!<br>'''Rei''': Non ci sono segreti. È l'amore per Mamiya che mi rende così forte. Tu non potrai mai capirlo perché non sai cos'è l'amore. Hai sempre solo amato te stesso. =====Episodio 56, ''Un uomo solo''===== *Nanto uguale morte! ('''Yuda''') *'''Yuda''': Come tanto tempo fa sono rimasto di nuovo affascinato dalla tua tecnica, Rei. Era perfetta. Però... Però... Però non sei riuscito ad uccidermi. Uno come me non può morire. Ascolta, Rei! Sei sempre... Sei sempre stato più forte di me. {{NDR|costringe le mani di Rei a traviggerlo}}<br>'''Rei''': Yuda!<br>[...]<br>'''Yuda''': Rei, io ti ho sempre considerato un mio rivale perché riconoscevo la tua superiorità. Ero affascinato... Ero affascinato dalla tua tecnica, la tua perfetta tecnica dell'uccello d'acqua di Nanto, e io non ho mai potuto raggiungere questa perfezione. Ho sempre desiderato di volare come fai tu, ma era solo illusione perché non possiedo la tua potenza, il tuo coraggio. E io non posso nulla contro un uomo da cui sono affascinato. Non so se capisci. Mi rendo conto adesso che questa è la mia vera debolezza. Sei grande, sei sempre stato il migliore. Dal momento in cui... Dal momento in cui sono rimasto affascinato dalla tua perfezione, il mio destino era per sempre segnato e la mia stella era destinata a spegnersi, Rei.<br>'''Rei''': Yuda...<br>'''Yuda''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Ascoltami! Ti ho sempre considerato l'uomo più... l'uomo più bello e affascinante che abbia mai incontrato, il più coraggioso. Sono contento di morire tra le tue braccia.<br>[...]<br>'''Rei''': Yuda, non lo avevo capito, ma anche tu eri solo. Aspettami. Ti raggiungerò. Aspettami. A presto, Yuda. A presto, l'uomo dal colpo della gru rossa di Nanto. *Ascolta, Mamiya. Mi raccomando, vivi! Vivi fino a quando la stella della morte non sarà caduta su di te. E vivi, vivi come una donna, perché tu ''sei'' una donna. Insegui la felicità e non lasciarla scappare. Ti amo, Mamiya. ('''Rei''') *Ken, non arrenderti mai! Continua a lottare! Il mondo ha bisogno di te. Sei l'unico in grado di trasformare il pianto in riso. Sarai il portavoce dei più deboli. ('''Rei''') *Lynn, Bart, mi raccomando. Siete la speranza del mondo. ('''Rei''') =====Episodio 57, ''La storia dell'uomo immortale''===== * {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Ho cercato di fare del mio meglio. Ho sempre rispettato la Sacra scuola di Nanto. Ho vissuto per gli altri e adesso muoio per gli altri, ma non rimpiango niente. Ken, Lynn, Bart, Toki, Airy, Mamiya... ('''Rei''') ====Capitolo 3==== =====Episodio 58, ''L'esercito di Sauzer''===== *'''Toki''': Allora, Ken. Hai deciso? Te ne vai?<br>'''Kenshiro''': Sì, Toki. Qualcosa... Qualcosa mi spinge a farlo.<br>'''Toki''': Capisco, e questa forza si chiama destino.<br>'''Kenshiro''': Destino, hai detto?<br>'''Toki''': Già. È il destino dell'uomo che guida la Divina scuola di Hokuto. Se la scuola di Nanto cade, appare la scuola di Hokuto. Guarda il destino di Shin, quello di Rei che ha dedicato la vita a Mamiya, e quello di Yuda. Ma esiste anche quello di altri tre allievi. Devi sapere che tanto tempo fa questi sei allievi erano chiamati i comandanti dei sei cancelli che proteggevano il castello imperiale, ed erano a capo di un gruppo di centotto persone sacre a Nanto, ma la Divina scuola di Hokuto è la più forte, ed era quest'ultima che decideva le sorti dei sei comandanti dei cancelli. Successe poi che dopo la terribile catastrofe, dopo la guerra nucleare, la Sacra scuola di Nanto si divise, e Yuda non perse l'occasione per tradirla. Prese con sé ventitre persone del sacro gruppo, li costrinse a seguirlo e raggiunse il terribile Raoul. Così cadde la prima delle sei stelle di Nanto, ma anche le altre cinque caddero nella più completa confusione, ed è questa la causa della tragedia odierna. La morte di Shin, il crudele destino di Rei, sono solo l'inizio di un dramma universale. Ma Shin, Rei e Yuda sono già morti e rimangono gli altri tre allievi. È giunto il momento che tu li combatta. Coraggio, Kenshiro! Vai e lotta per la giustizia. Sei predestinato a salvare l'umanità. *Ho in mano il potere. Alla fine del secolo l'intero pianeta sarà sotto il mio dominio. Conquisterò anche il più piccolo villaggio. Sarò io il padrone del mondo. Sono il colonnello Sauzer. Perfino Raoul ha evitato di battersi con me. ('''Sauzer''') *Che vi succede? Sembrate spaventati. Vi ho solo dato una piccola dimostrazione della mia tecnica di lotta. ('''Kenshiro''') *Io sono uno dei sei allievi di Nanto. Sono nato per dominare il mondo e nel mio destino è scritto che vincerò sempre. Per questo non ho bisogno d'amore e tantomeno di affetto. ('''Sauzer''') =====Episodio 59, ''Il tempio del potere''===== *Io non vedo, ma riesco a percepire i tuoi pensieri. Non ho paura del tuo colpo, Kenshiro. E se un uomo non ha paura del proprio nemico, farà in modo che il nemico stesso non riesca a capire la sua tattica. ('''Shu''') *Vivrò solo ed esclusivamente per portare un po' di luce in questo oscuro e tetro pianeta. ('''Kenshiro''') *Noi maestri di Hokuto siamo in grado di ripetere esattamente le tecniche dei nostri nemici, anche le più difficili. ('''Kenshiro''') =====Episodio 60, ''Sperare nel domani''===== *{{NDR|Su Sauzer}} Quell'uomo è pieno di ambizione e vuole costruire un monumento a forma di croce che sarà il simbolo della sua potenza. Per la costruzione di questo monumento fa rapire i bambini e li costringe a lavorare. ('''Shu''') *Manda questo messaggio a Sauzer: Se davvero vuole costruirsi un monumento, lo deve fare con le sue mani. I bambini sono delle creature libere e tali devono rimanere. ('''Kenshiro''') *Quando i miei occhi si sono chiusi, il mio cuore si è aperto. ('''Shu''') =====Episodio 61, ''La luce della vita''===== *Non dobbiamo perdere il senso del viviere civile. Per questo ho deciso di combattere Sauzer. Questi bambini hanno bisogno di crescere in una società normale. ('''Shu''') *'''Garzus''': Come hai fatto a capire che stavo mentendo, eh?<br>'''Kenshiro''': Se ti fossi guardato allo specchio lo avresti capito anche tu. *Voglio dare una nuova luce a questa terra. ('''Kenshiro''') =====Episodio 62, ''Il re del mondo''===== *Credo sia giunto il momento di raccontarvi la storia del re di Nanto. La decadenza della scuola delle sei stelle Nanto iniziò con l'ambizione di Yuda, ma fu Sauzer a portarla a termine. [...] Nel suo cuore è sempre esistita la sete di potere. La sua stella è chiamata "Croce di Nanto" o la stella della dittatura. Per questo non ha mai avuto famiglia o amici. È fondamentalmente un uomo solo, un uomo che ha diviso con se stesso le proprie vittorie. Le altre cinque stelle sono solo satelliti ed è impossibile, Ken, battere Sauzer con la sacra tecnica di Nato. L'unico mezzo per riuscire ad affrontarlo è sempre stata la guerriglia organizzata. ('''Shu''') *Queste sono le tombe dei bambini quello stesso maledetto uomo ha ucciso. Non vedo più. I miei occhi non possono più vedere, ma sono ancora in grado di piangere. Il re di Nanto uccide tutti coloro che lo impediscano di realizzare il suo progetto, che è quello di governare il mondo. Non ha pietà, neanche per bambini innocenti. ('''Shu''') *'''Sauzer''': Come mai sei venuto da queste parti, Kenshiro?<br>'''Kenshiro''': Per fermare la tua marcia verso la distruzione del mondo.<br>'''Sauzer''': Hm, complimenti! Adesso parli proprio come un adulto, Kenshiro. *'''Sauzer''': Io sono il più forte degli allievi della scuola di Nanto ed è per questo che sono diventato il re assoluto. Fin dalla nascita ero predestinato a governare il mondo ed eccomi qui, pronto a sconfiggere il mondo perché sono superiore a qualsiasi tecnica. Sono solo per mia scelta.<br>'''Kenshiro''': Perché non ti prepari a combattere?<br>'''Sauzer''': Non devo prepararmi. Il re di Nanto non ha bisogno di nessuna preparazione e, inoltre, non sono abituato a prendere posizioni difensive. Io attacco e avanzo. Il tuo metodo è quello dei perdenti, Kenshiro. *È vero che Ken possiede la facoltà di imparare subito la tecnica dell'avversario, ma non riuscirà lo stesso a battere Sauzer perché non ha ancora scoperto il suo segreto. Anch'io quando ho lottato con Sauzer ero sicuro di batterlo, ma poi ho dovuto arrendermi. Ormai è diventata la mia ragione di vita: Sconfiggere Sauzer per ottenere il suo potere. ('''Raoul''') =====Episodio 63, ''Due destini simili''===== *Nelle mie vene scorre sangue d'imperatore, sangue di chi è abituato a vincere. ('''Sauzer''') *'''Shu''': Shiba, io sono l'unico successore della scuola dell'airone d'acqua di Nanto e non ti ho mai insegnato nessuna delle mie tecniche. Ti sei mai chiesto il perché?<br>'''Shiba''': No, papà.<br>'''Shu''': La ragione, in effetti, è molto semplice e te la spiego subito. Non volevo che tu portassi il peso del mio destino.<br>'''Shiba''': Ma papà, non capisco.<br>'''Shu''': Potrebbe sembrare una decisione assurda per un padre, ma ti assicuro che non lo è. Io sono destinato a vivere una vita dura e solitaria per seguire la mia stella e credo che se anche tu fossi protetto dalla mia stella, avresti il mio stesso destino. *Ascoltate! Se il mondo fosse afflitto da una carestia, il nostro re non morirebbe di fame. Questo significa detenere il potere. ('''Uomo di Sauzer''') =====Episodio 64, ''La stella di Shu''===== *Ormai non mi oriento più né con la vista né con l'udito. La mia mente vede e sente ciò che mi circonda. ('''Shu''') *Un grande uomo non deve mai provare pietà per nessuno. Non perdonerei neanche una formica se mi opponesse. È la mia legge uccidere tutti quelli che sono contro di me. Ehi, Shu! Anche se la tua stella brillasse in eterno, non ce la faresti mai a salvare il mondo con la sola bontà. ('''Sauzer''') =====Episodio 65, ''La piramide della croce''===== *Quando le stelle di Nanto si dividono come adesso, quelle di Hokuto si uniscono saldamente. E quando le stelle di Nanto sono in dissidio, quelle di Hokuto appaiono. ('''Toki''') *'''Uomo di Sauzer''': Perché diavolo sei venuto qui?!<br>'''Toki''': Perché sono stato guidato dalla mia stella. E mi ha anche detto di preparare la via a Ken, perché sta per affrontare Sauzer. *Non siete dei buoni combattenti neanche quando sono convalescente! ('''Raoul''') =====Episodio 66, ''Il futuro ti appartiene''===== *'''Shu''': Sono felice. Dio ha voluto esaudire il mio più grande desiderio e adesso riesco a vederti, Ken. Sei cresciuto, Ken. Ma i tuoi occhi sono sempre gli stessi e mi ricordano... mi ricordano mio figlio Shiba. Un'ultima cosa, Ken: Non ho nessun rimpianto. Sono contento perché lo splendore della mia stella continua ad essere della stessa intensità.<br>'''Kenshiro''': Sei grande, Shu...<br>'''Shu''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Adesso va. Va, Kenshiro! Va! Il futuro ti appartiene. Credo in te e ti proteggerò sempre. Piccolo Shiba, aspettami! Sto arrivando! Addio, Ken. Non arrenderti mai. Io sarò sempre con te, Ken. *Sauzer! Non lascerò integro neanche un tuo capello! Ti annienterò, Sauzer! Non resterà nulla di te! ('''Kenshiro''') =====Episodio 67, ''Una vittima dell'amore''===== *'''Sauzer''': Quando Nanto inizia ad esercitare il suo potere, arriva Hokuto. Come vedi, era mio destino che io mi battessi con te. È il momento di porre fine alle umiliazioni che Nanto ha subito in questi anni. Mi batterò fino alla fine, fino a quando non ti avrò ammazzato, Ken. Sarai seppellito nella mia piramide prima dei tuoi fratelli.<br>'''Kenshiro''': Sauzer, le pietre della tua piramide sono imbevute del sangue di Shu. Sali quei gradini e cerca di ricordare i peccati che hai commesso, tutte quelle persone innocenti che hai ammazzato. Rifletti, Sauzer! *La gente si fa uccidere per amore, si fa torturare per amore, piange e soffre in nome dell'amore! ('''Sauzer''') *'''Sauzer''': I miei genitori morirono e fui educato da un anziano e saggio maestro della scuola di Nanto. Si chiamava Ogai. Ogai non aveva figli e così decise di prendermi e di adottarmi. [...] L'addestramento quotidiano era davvero molto duro, ma non mi pesava per niente. Anzi... [...] Non mi lamentavo della dura vita che facevo perché alla fine sapevo che avrei ricevuto una carezza, un gesto di affetto che mi riempiva il cuore di gioia e mi faceva sentire amato e accettato. [...] Ma poi, un giorno, il giorno del mio quindicesimo compleanno... [...] È vero, da quel giorno non ho più pensato all'amore, anche perché è stata la luce della mia stella a convincermi. Un vero re non ha bisogno dell'amore degli altri. Ucciderò senza pietà chiunque si opporrà al mio potere!<br>'''Kenshiro''': Io non sono come te. Ho sempre combattuto e combatterò per amore. *{{NDR|Flashback}}<br>Non voglio più essere amato, perché l'amore fa solo soffrire. Non voglio più essere amato, no, non voglio, non voglio più essere amato! ('''Sauzer''') *'''Sauzer''': Io, re di Nanto, ti ucciderò. Tu sarai solo una vittima di quello stupido sentimento chiamato amore! Come puoi capire, il vero assassino non sono io, ma l'amore in cui hai sempre creduto.<br>'''Kenshiro''': L'amore non ha mai ucciso nessuno. =====Episodio 68, ''L'ultimo volo della fenice''===== *Hai il cuore dall'altra parte, Sauzer. E di conseguenza anche tutti i punti segreti sono invertiti. È questo il tuo segreto. Come vedi, non sei invincibile. ('''Kenshiro''') *Questa è la tecnica segreta del colpo della fenice di Nanto, il volo a croce della fenice. È il colpo micidiale di fronte al quale ogni avversario s'inginocchia. Ma se il nemico che si affronta è di pare valore, anche il più grande maestro di lotta deve essere pronto a batterlo senza lasciare niente al caso, combattendo fino alla fine. Ma attenzione! La tecnica del volo della fenice è sempre risultata vittoriosa. ('''Sauzer''') *'''Raoul''': Accidenti! {{NDR|Kenshiro}} sta eseguendo la tecnica segreta della scuola di Hokuto in maniera perfetta.<br>'''Toki''': È una delle tecniche più pericolose. Si chiama "colpo della distruzione dell'universo". È uno degli ultimi segreti della nostra scuola. Un solo errore nell'esecuzione sarebbe fatale per l'intero universo. *Non c'è posto per due grandi stelle nel cielo! ('''Sauzer''') *Duemila anni di storia di Hokuto hanno decretato la vittoria dello spirito sulla materia. Ecco perché posso colpirti senza neanche sfiorare il tuo corpo. ('''Kenshiro''') *I punti segreti di un corpo umano sono i centri nervosi più importanti e vitali, ed è il sangue stesso ad indicarne il posto. Come vedi, una volta scoperto il segreto del tuo corpo e dei tuoi centri nervosi, tu sei un uomo normale. ('''Kenshiro''') *La fenice di Nanto non volerà mai più. Ormai ha perduto le sue ali grandiose. ('''Kenshiro''') *'''Sauzer''': Hai usato il colpo della sentenza finale. È un colpo che non provoca dolore, così sei in pace anche con la tua coscienza. Mi spedisci all'inferno senza farmi soffrire. Il sogno della fenice, la mia illusione, si è conclusa. Ma credo sia durata abbastanza. Aspetta, voglio chiederti una cosa, un'ultima cosa, ti prego. Poi tanto morirò. L'affetto e l'amore hanno sempre reso l'uomo infelice, giusto? Perché allora ti ostini a crederci? Perché? Spiegami, non capisco. È come autodistruggersi, non ti pare?<br>'''Kenshiro''': No, Sauzer. La tua premessa è sbagliata. L'amore non è sofferenza. Ricordati che ti ha aiutato anche in questo momento così tragico.<br>'''Sauzer''': Mi ha aiutato? {{NDR|Comincia a ricordarsi dell'infanzia passata con Ogai}}<br>'''Kenshiro''': Sei giunto alla tua ultima ora. Puoi scegliere tu il posto dove andare a morire.<br>'''Sauzer''': Già, è vero. Sono giunto alla mia ultima ora. Sono stato sconfitto dal grande maestro di Hokuto. In fondo, non potevo scegliere un avversario migliore, vero? *{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Eccomi qui, maestro Ogai. Mi accarezzi? Mi accarezzi, la prego, maestro. Mi accarezzi come faceva quando ero piccolo. ('''Sauzer''') *La storia di Sauzer è veramente triste. Aveva un disperato bisogno di amore. ('''Kenshiro''') *Toki, in futuro dovremo affrontarci in un duro combattimento. Tu e Ken siete i miei rivali e se non vi uccido non avrò mai il potere assoluto. Come vedi, è quasi un dovere. ('''Raoul''') =====Episodio 69, ''Sete di dominio''===== *Toki, il mio caro fratello. Ha una tecnica veloce e una stupenda esecuzione dei colpi. Sarebbe stato lui il giusto e degno successore della Sacra scuola di Hokuto, ma la guerra nucleare ha cambiato e stravolto il suo destino. Sono sicuro che se non ci fosse stata quella terribile guerra, sarebbe stato lui il re del mondo. [...] Rimase esposto alle radiazioni per due settimane. Fu terribile. Da allora, abbandonò le tecniche di lotta e intraprese la via della medicina. ('''Kenshiro''') *Voglio dirti una cosa, Ken. Il mio sogno è sempre stato quello di dedicare la mia vita alla medicina. [...] Ma dopo quelle terribili radiazioni, persi tutti gli entusiasmi e le speranze, e vagai da un posto all'altro come chi aspetta di morire. Fu un periodo terribile. Poi, un giorno, giunsi in uno strano villaggio. Si chiamava Miracle Village, il villaggio dei miracoli. Lì, ti giuro, ho ritrovato tutte le mie speranze. Era un posto deprimente. Le persone aspettavano solo di morire perché la morte rappresentava una liberazione. Così, decisi di passare il resto della mia vita a cercare di aiutarli. E invece quell'uomo distrusse il villaggio! [...] Era un subordinato del re di Hokuto, un certo Amiba. In poco tempo, ricreò il clima di morte nel villaggio dei miracoli. Poi, un giorno, mi catturarono. Mentre ero rinchiuso nella prigione di Cassandra, scoprì un segreto di Raoul in quella terribile prigione dove piangono anche i demoni. [...] Volevo dedicare la mia vita a soccorrere i bisognosi e i bambini malati. Era questo il mio unico desiderio. Ma adesso non lo è più. Non meravigliarti, Ken. Sei stato proprio tu a farmi cambiare idea quando ti ho visto combattere. Ho provato un emozione grandissima, intensa. Da piccolo scelsi la lotta e seguì la scuola di Hokuto, già. Adesso ho deciso di ricominciare tutto da capo seguendo la mia vecchia scelta. [...] Viviamo in tempi di cambiamenti. Cinque stelle tra le sei di Nanto sono già scomparse: Shin, Rei, Yuda, Shu e Sauzer. È arrivato il momento in cui tutti insieme dovremo combattere l'ultima stella, la più splendente. È il destino del successore della Divina scuola di Hokuto, il destino che lo porterà inevitabilmente alla lotta. [...] Ho deciso da tempo: Vivrò seguendo il corso del mio destino, e invece esiste un uomo che lo sta ostacolando. Devo sconfiggere quell'uomo, altrimenti non ho più ragione d'esistere. È sempre stato il mio rivale. Sì, il suo nome è Raoul. ('''Toki''') *Una volta ho anche combattuto contro Ryuken per ottenere la successione della Sacra scuola di Hokuto. [...] Dopo quell'incontro, decisi di lasciare il potere a Ryuken. Misi da parte le mie velleità perché sapevo che di maestro poteva esisterne uno solo nella Sacra scuola. Perciò, Raoul, posso comprendere più di chiunque altro il tuo risentimento e la tua rabbia. Ma inutile insistere. Non puoi usare la tua tecnica per ottenere un potere che non ti spetta. ('''Koryu''') =====Episodio 70, ''Un re solitario''===== *'''Raoul''': Mi dispiace, Koryu, ma sono venuto per ucciderti. [...] Sei l'uomo che ha combattuto contro il mio maestro Ryuken per la successione della scuola di Hokuto. Spero vivamente che tu sia forte come un tempo.<br>'''Koryu''': La tua non è solo voglia di misurare le tue capacità, non è vero, Raoul? Non vuoi confrontarti con me solo per questo.<br>'''Raoul''': Vedo che sei piuttosto perspicace. [...] Ho avuto la sfortuna di essere ferito gravemente e ho deciso di venire qui per vedere fino a che punto la mia inattività mi ha indebolito. Voglio battermi con te.<br>'''Koryu''': È incredibile! Non hai ancora capito che devi abbandonare le tecniche della tua scuola?!<br>'''Raoul''': Sono io il re della scuola di Hokuto. Mi manca pochissimo per conquistare definitivamente il mondo.<br>'''Koryu''': Bene, possiamo iniziare. Tanti allievi sono morti per la successione. La tradizione è sempre stata segnata dal sangue dei suoi seguaci. Anche tu, Raoul, anche tu morrai per aver preteso di governare il mondo. *'''Koryu''': Raoul, non sarò io ad ammazzarti, ma i duemila anni di storia Hokuto.<br>'''Raoul''': Staremo a vedere. Io sono abituato a sfruttare questi duemila anni di storia e non potranno uccidermi.<br>'''Koryu''': Non hai scrupoli!<br>'''Raoul''': Sono il re di Hokuto! *{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Sei davvero forte, Raoul, e i tuoi colpi potenti. Raoul, Toki, Ken, con voi la scuola di Hokuto sarà invincibile. Gli dèi hanno mandato tre eroi nella stessa epoca. Sono sicuro che se foste nati in epoche diverse ognuno di voi sarebbe stato un maestro. Sì è vero, la ricostruzione del mondo spetta a voi, a Raoul e le sue ambizioni, a Toki con la sua bontà, e a Ken con la sua forza di spirito. ('''Koryu''') *'''Toki''': Sei stato magnifico, Ken. Sei tu il vero successore della Sacra scuola di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': No, Toki. Se tu non avessi avuto l'handicap della malattia, sono sicuro...<br>'''Toki''': Sono stato un tuo avversario e questo mi da materialmente la forza per concludere degnamente la mia vita, sì, perché ti ho dato la mia anima, Ken, con questo nostro combattimento. Il mio spirito adesso appartiene a te, ma il mio corpo si consumerà nell'offrire la mia morte a Raoul. È questo il mio destino e lo seguirò fino alla fine. *Se seguirete la stessa strada avrete lo stesso destino, potete giurarci. Se volete un consiglio sincero, cambiate strade e la fortuna vi assisterà sempre. ('''Raoul''') =====Episodio 71, ''La morte è di scena''===== *'''Toki''': Sì, Raoul, come vedi il tuo sogno si è realizzato. Sei diventato l'uomo più forte e coraggioso del mondo intero. Ma sei anche diventato troppo ambizioso.<br>[...]<br>'''Raoul''': Invece tu sei un perdente, un uomo vinto.<br>'''Toki''': Evidentemente era scritto nel mio destino. Ma adesso basta! Non perdiamoci in chiacchiere.<br>'''Raoul''': Così mi piaci. La determinazione è una delle più grosse doti che un uomo debba possedere. *Ascolta, Toki! Se avevi intenzione di diventare un grande maestro di lotta perché non hai imparato anche le posizioni attive? Vedi, la calma e la rilassatezza dei tuoi movimenti ti hanno impedito di sconfiggermi. Sono io il più forte, Toki! ('''Raoul''') *'''Toki''': Vuoi sapere perché sono stato capace di difendermi dal tuo attacco? Perché io e te abbiamo lo stesso sangue.<br>'''Raoul''': E hai imparato anche i miei attacchi attivi?<br>'''Toki''': Te l'ho già detto, Raoul. Volevo diventare come te e allora ti imitavo! *Un'antica leggenda della Sacra scuola di Hokuto dice che quando si incontrano due avversari di pari valore, la stella della morte brilla su entrambi i loro destini. Chi vincerà? L'uomo dal cuore calmo come l'acqua immota o l'uomo che credeva di conquistare il mondo? ('''Kenshiro''') *È il momento di aprire il sipario sul fato, Raoul! ('''Toki''') =====Episodio 72, ''Le ultime lacrime''===== *Hai sempre combattuto per difendere gli altri, Toki. Adesso è arrivato il momento di combattere per la tua dignità e per salvare la tua vita, naturalmente. ('''Raoul''') *Colpo segreto della Divina scuola di Hokuto, tecnica del respiro tokei. "Tokei" vuol dire "acciaio" e "potenza condensata". Inspirando si concentra tutta la potenza del corpo ed espirando la si concentra nel colpo. È la respirazione segreta del colpo duro. ('''Kenshiro''') *Ascoltami, Raoul! Adesso puoi ammetterlo tranquillamente: Hai sbagliato tutto nella tua vita. Sei sempre stato l'uomo più forte della Sacra scuola di Hokuto. Se fossi stato meno ambizioso e avessi creduto di più negli altri, io e Ken ti avremmo lasciato il potere senza problemi. Saresti diventato tu il successore della scuola. ('''Toki''') *Credi davvero che non abbia ancora capito il segreto del tuo micidiale colpo, eh Toki? Mi avresti potuto uccidere col colpo del fulmine volante se non fossi stato malato. Povero Toki, il mio dolce e saggio fratello, sei vissuto fino a questo momento solo per incontrarmi nella nostra terribile lotta finale. Addio Toki... La stella della morte risplende su di te adesso! ('''Raoul''') *'''Raoul''': Toki, quelle maledette radiazioni hanno fatto di te un uomo malato e debole. Ti hanno reso incapace di lottare come sai fare realmente. Toki, non sono stato io, ma è la tua malattia che ti sta uccidendo lentamente.<br>'''Toki''': Anche la mia malattia evidentemente fa parte del mio destino come il fatto di voler continuare a combattere fino alla fine. Non so se puoi capire, Raoul.<br>'''Raoul''': Toki... Toki...<br>'''Toki''': Perché adesso piangi, Raoul? Che senso ha? La tua ambizione non ti ha mai permesso di piangere in questi anni. *'''Raoul''': Perché hai usato il tuo colpo segreto se sapevi di non farcela? Forse lo hai fatto per imitarmi, è così, giusto? Oh, povero Toki! Non sei cambiato affatto. Anche da piccolo mi seguivi e cercavi di imitare ogni mia mossa. E adesso, anche a costo di morire, non hai voluto essere da meno alla mia forza. Oh Toki! Toki, il mio dolce e saggio fratello, hai fatto risvegliare in me nuovi sentimenti. Ho ricordato cose dimenticate, sepolte nella mia memoria. Guarda adesso come piango! Il tuo cuore ha risvegliato le mie lacrime e mi fa sentire un uomo finalmente. Toki...<br>'''Toki''': Non rimpiango nulla, Raoul. Possiamo chiudere il sipario del fato adesso.<br>'''Raoul''': Ken, guardaci! Ti sembra giusto il nostro destino?! Due fratelli crescono e imparano insieme una stessa disciplina, vogliono diventare i due fratelli più forti del mondo, ma ad un certo punto questo loro desiderio li divide e li separa definitivamente. Ti sembra giusto, Ken?! Ascolta, Toki. Ti prometto che queste saranno le mie ultime lacrime, le ultime lacrime della mia vita. Addio, mio amatissimo fratello. Addio, fedele compagno di vita. Questo è il mio colpo, il colpo al quale ai sempre aspirato, il colpo che ti ha permesso di andare avanti nonostante la tua malattia. Guardami per l'ultima volta e poi vola in cielo! {{NDR|Colpisce il suolo}}<br>[...]<br>'''Toki''': Ma... Ma perché?<br>'''Raoul''': Questo colpo non l'ho inferto a te, ma al tuo crudele destino. Sono tuo fratello e ho voluto vendicare la tua sfortunata vita, Toki!<br>'''Toki''': Raoul...<br>'''Raoul''': In questo colpo c'era il tuo desiderio mai realizzato di diventare il successore della nostra scuola, c'era un uomo che ha combattuto da solo la sua malattia. Ti auguro di vivere in pace per il resto dei tuoi giorni, fratello. Sì, adesso puoi piangere, Toki. Ti assicuro che non ti rimprovererò.<br>'''Toki''': Fratello mio...<br>'''Raoul''': Ti ho sempre voluto bene, Toki. *Il mio dolce e saggio fratello Toki è morto, e anch'io. Ascolta, Ken! La leggenda dell'orrore del re di Hokuto inizia adesso. Aspetto con anzia il momento di potermi battere con te. ('''Raoul''') =====Episodio 73, ''L'uomo di Sirio''===== *'''Ryuga''': Questa è la Croce del Sud, vero?<br>'''Saki''': Sì. Una volta era una città prosperosa e adesso è ridotta a come vede. Di tanto in tanto, vengo qui a pulire le tombe. Quella è la tomba del Signor Shin e questa invece è la tomba della mia amica Julia. {{NDR|Ryuga pone un fiore sulla tomba di Julia e monta sul suo cavallo}} No, aspetti! Lei chi è?<br>'''Ryuga''': Sono il lupo solitario. Mi raccomando, continua a prenderti cura di quelle tombe. *Il colpo della grande montagna e del lupo del cielo! È un colpo così veloce e preciso che ti si ghiaccia il sangue e cominci subito a tremare dal freddo. ('''Kenshiro''') *Sì, il mio nome è Ryuga, e la mia stella del destino si chiama [[Sirio]]. Da millenni brilla splendente nel cielo. Sirio, la stella solitaria, la stella che assomiglia al lupo della steppa. La sua luce brilla senza alcuna ombra e il suo destino è caratterizzato dall'indipendenza dagli altri astri. ('''Ryuga''') *{{NDR|Su Sirio}} Sarà forse questa stella la regina di questa nostra era? ('''Kenshiro''') *Un ramo malato può far morire l'intero albero. [...] Un ramo malato deve essere sempre tagliato. [...] Non devi giudicarmi un uomo brutale. Quello di cui abbiamo bisogno in un'era come la nostra è di un albero forte e sicuro che abbia potere assoluto su tutto il pianeta. ('''Ryuga''') *'''Raoul''': Voglio premiarti, Ryuga. Esprimi un desiderio.<br>'''Ryuga''': Se sua maestà mi da il permesso, vorrei lottare con Kenshiro.<br>'''Raoul''': E per quale motivo?<br>'''Ryuga''': Perché è scritto nel mio destino. È scritto nel destino della mia stella.<br>'''Raoul''': Ti capisco, Ryuga. Sì, daccordo, puoi andare. Non ho nessuna ragione per fermarti, Ryuga.<br>'''Ryuga''': Grazie. Kenshiro, sto arrivando! L'uomo di Sirio segnerà definitivamente il tuo destino. =====Episodio 74, ''Alla ricerca di un nuovo eroe''===== *La solitudine di Sirio ebbe inizio dopo la scissione della galassia in due gruppi: quello delle sette stelle di Nanto e quello di Hokuto. Da quel giorno, Sirio conquistò la sua indipendenza assoluta e continuò a brillare da sola nell'universo. ('''Ryuga''') *Ricchezza, potere e violenza. Che epoca terribile. [...] Mi domando quanto potrà durare questo triste periodo. [...] Quest'epoca così confusa ha bisogno di un grande capo, di un grande condottiero. ('''Ryuga''') *'''Raoul''': Parla sinceramente, Ryuga. Non hai mai sperato di prendere il potere durante la mia assenza?<br>'''Ryuga''': Sirio non è una stella destinata a prendere il potere, maestà. La mia è una stella solitaria che ama l'indipendenza e non vuole regnare. Seguirò fino in fondo il destino della mia stella. *'''Raoul''': Perché sorridi, bambino? Non hai paura di morire, eh?<br>'''Bambino''': Sì, io ho tanta paura, ma mi hanno insegnato a sorridere per non mostrare i miei sentimenti, signore.<br>'''Raoul''': Incredibile! Sta a sentire, se hai paura devi reagire, hai capito, bambino? Devi combattere, se no non smetterai mai di tremare. Hai capito? *Un uomo che non ha la forza di mostrare i propri sentimenti non è un uomo. Come puoi continuare a sorridere e a chiedere clemenza ai tuoi nemici? ('''Raoul''') *Raoul insegna ai bambini cos'è l'odio e la paura. Ken invece mostra loro le qualità più nobili dell'uomo. ('''Ryuga''') *Non c'è tempo, bisogna fare in fretta. Sirio sarà contento di diventare un lupo affamato e inferocito per placare le ribellioni di questa epoca. ('''Ryuga''') =====Episodio 75, ''Occhi di ghiaccio''===== *Chi riuscirà a conquistare l'arcobaleno della vittoria? ('''Ryuga''') *A morte gli incapaci! Le vostre tecniche sono antiquate. ('''Ryuga''') *Se potessi rinascere, mi piacerebbe vivere in un mondo dove la gente si prende per la mano. ('''Mami''') *Chi ruba il pane alla povera gente fa una brutta fine. Non ha nessun diritto di vivere. ('''Kenshiro''') *Quella gente ha riacquistato la felicità. È meraviglioso. Ho combattuto centinaia di battaglie con Raoul e abbiamo conquistato terre e villaggi. Ma lui ha sempre terrorizzato la gente e ha preso il potere con la forza. Ha creato panico e smarrimento nei suoi territori, così quelle persone hanno imparato a non reagire. Invece, sulle loro facce c'è la felicità e la gioia di vivere. ('''Ryuga''') *'''Ryuga''': C'è qualcosa che non va, Kenshiro? Perché non combatti da vero uomo?<br>'''Kenshiro''': Ryuga, uomo di Sirio, i tuoi occhi sembrano freddi come il ghiaccio, ma se li guardo attentamente scorgo una luce calda e umana. =====Episodio 76, ''Chi sarà il re del mondo?''===== *Julia, perché hai amato tanto Ken? Non capisci che quell'uomo sta sbagliando tutto? Non capisci che il suo modo d'agire fa solo del male all'umanità? Abbiamo bisogno di un uomo forte, di un condottiero che non si lascia impietosire da nessuno. Mi spiace, Julia, ma dovrò uccidere il tuo Ken. Da ora in poi mi comporterà da lupo inferocito. È l'unico modo per salvare il mondo. ('''Ryuga''') *'''Toki''': Hai sempre agito alle dipendenze di Raoul e hai fatto stragi di innocenti. Ma, alla fine, che cos'hai trovato in questo mondo di sangue?<br>'''Ryuga''': Ho trovato due uomini potenti, Toki.<br>'''Toki''': Ti riferisci a Raoul e a Ken, forse?<br>'''Ryuga''': Questo mondo sarà redento solo da uomini forti e coraggiosi. Se Ken non riuscirà... non riuscirà a sconfiggermi, vuol dire che la sua presenza è inutile su questa terra.<br>'''Toki''': Ascolta, Ryuga! Quelle macchie di sangue sparse per tutto il tuo corpo sembrano... sembrano le tue lacrime.<br>'''Ryuga''': Ha ragione... Basta! Devo assolutamente sconfiggere Ken ed è per questo motivo che ho bisogno della tua morte, Toki. La vendetta fa parte del gioco della scuola di Hokuto. La tua morte sarà per lui motivo di vendetta e comincerà ad agire contro di me. Coraggio, Toki! È giunta la tua ora.<br>[...]<br>'''Toki''': Sì, uccidimi. Uccidimi, fai di me quello che vuoi, Ryuga. Spero che dopo la mia morte tu capisca come dovrebbe andare il mondo e con quale spirito dovrebbe essere governato. =====Episodio 77, ''Il sacrificio''===== *'''Kenshiro''': Ryuga, non capisco. Perché? Perché hai deciso di morire?<br>'''Ryuga''': Perché volevo... volevo scoprire la vera natura della nostra realtà. Ho visto... Ho visto centinaia di persone che soffrivano e altrettante che abusavano del proprio potere. Gli uomini chiamati "capi" pensano soltanto al loro interesse privato. In questo tormentato periodo abbiamo bisogno di un condottiero che sappia ridare al mondo pace e giustizia, ed io ero convinto che... che Raoul fosse la persona giusta, il vero salvatore. Basta! I bambini non devono più piangere la morte dei loro genitori. [...] Questa era la mia idea, ma adesso ho incontrato un uomo che possiede un grande spirito e quell'uomo sei tu. Sei tu, Ken! [...] Cerca di perdonarmi, Ken. Allora non mi ero ancora reso conto che la tua forza era l'unica salvezza, l'unico mezzo per redimere il mondo dalla brutalità della violenza, ma adesso ne sono pienamente convinto. Il destino ha scelto te, Ken. Devi combattere contro la sete di potere di Raoul!<br>'''Toki''': È la tua stella. È la stella del lupo che ti ha fatto scoprire la verità. Sirio è in grado di prevedere i mutamenti del mondo e di proteggere l'Hokuto nella sua opera di ricostruzione del mondo stesso. Il tuo destino, purtroppo, ti ha anche condannato alla morte, Ryuga.<br>'''Ryuga''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Kenshiro! Mia sorella aveva ragione nell'ammirare il tuo coraggio. Julia ti amava e ti assicuro che non ho mai visto una donna amare a quel modo. *'''Toki''': Ryuga ha voluto dimostrarti che sei tu il vero salvatore. Raoul sta conquistando il mondo grazie al clima di terrore che ha instaurato tra la gente, e questo... questo non deve minimamente influire sull'impresa che devi compiere, Ken.<br>'''Kenshiro''': Trasformerò le lacrime in sorrisi, Toki.<br>'''Toki''': Vieni, Ryuga. Andremo tra gli uomini che hanno dedicato la loro vita al proprio ideale e che hanno combattuto per la giustizia. Anche noi diventeremo delle stelle e cercheremo di proteggere Ken nel suo lungo e non poco tormentato cammino.<br>'''Kenshiro''': Toki...<br>'''Toki''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: La stella della morte... Addio. Addio Ken. La mia anima rimane con te. ====Riepilogo==== =====Episodio 78, ''Amore impossibile''===== *Shin, l'uomo che volle affrontarmi per amore. Amavamo entrambi Julia, una donna eccezionale. [...] Shin, un uomo assetato di potere. Conquistò innumerevoli territori, proclamandosi il re del mondo. [...] Shin, povero illuso. Non potevi conquistare Julia regalandole soltanto ricchezza. Ma, in fondo, era l'unico modo in cui sapevi dimostrarle il tuo amore. Forse, però, dopo l'hai capito. [...] Quando i tuoi subalterni si sono ribellati e la Croce del Sud è andata a fuoco, è bastato un momento, un solo momento e il tuo regno è stato distrutto. Povero Shin. Dopo questa catastrofe, hai anche dovuto combattere con me. [...] Era il suo destino. Ha sacrificato la sua vita perché amava troppo la sua Julia. Shin, spero che tu abbia ritrovato la tua donna in cielo. ('''Kenshiro''') =====Episodio 79, ''L'amicizia''===== *Rei, il primo uomo che ho potuto chiamare amico. [...] Rei, l'uomo protetto dalla stella del dovere. Hai lottato per salvare la vita di tua sorella Airy. [...] Dopo aver salvato sua sorella, Rei continuò a vivere per proteggere Mamiya, Bart, Lynn e anche me. Rimase sempre legato al suo destino e si prodigò continuamente per aiutare gli altri. Ma poi, in un maledettissimo giorno, vide la stella della morte, e si dice che chi la vede debba morire entro l'anno. [...] Tornando al villaggio dove aveva lasciato i suoi amici, Rei vide uno spettacolo deprimente. Qualcuno aveva di nuovo agito con la violenza e aveva sparso morte e terrore fra la gente. [...] Aveva preso la grande decisione. Adesso si trovava faccia a faccia col suo destino. [...] Fu terribile. Raoul non si limitò soltanto ad uccidere Rei, ma gli inflisse... gli inflisse una pena troppo pesante da sopportare. [...] Rei, l'unico uomo che ho potuto chiamare veramente amico, ha sempre rispettato gli altri e combattuto lealmente. Il suo viso e la sua forza rimarranno per sempre nel mio cuore. Rei, cerca di proteggermi nel duro cammino che dovrò compiere per arrivare alla meta finale. Sei stato il mio più grande amico. ('''Kenshiro''') =====Episodio 80, ''Eterna leggenda''===== *Rei e Yuda, i due guerrieri Nanto, furono destinati ad incontrarsi in un duro combattimento. [...] Rei e Yuda avevano combattuto quando erano entrambi ancora molto giovani. [...] Il colpo di Toki gli provocò un dolore insopportabile, ma aveva ancora solo poche ore da vivere. Si fece coraggio ed andò ad affrontare Yuda. Si preparò alla battaglia come un vero guerriero. Solo un uomo con quello spirito sarebbe riuscito a fare quello che stava facendo Rei. [...] Rei, la tua leggenda vivrà in eterno. L'umanità aveva bisogno di te e di questa tua lezione di vita. ('''Kenshiro''') =====Episodio 81, ''Il grande cieco''===== *Uno di questi sei guerrieri {{NDR|di Nanto}} è stato l'eroe dei nostri tempi: Shu. Ha lottato duramente contro Sauzer, il temibile colonnello, contro l'uomo che voleva conquistare il mondo. [...] Sauzer era un uomo ambizioso e senza scrupoli. Il suo obiettivo era quello di conquistare il mondo. Voleva inoltre edificare una piramide, e per fare questo sfruttava il lavoro dei bambini. [...] E poi, quando venni catturato, Shiba, il figlio di Shu, mi aiutò a fuggire. [...] Shu, la stella della benevolenza continuerà a vivere. Giuro che vendicherò le tue lacrime, Shu, e non lascerò che i bambini continuino a piangere in silenzio. ('''Kenshiro''') =====Episodio 82, ''Il dittatore''===== *{{NDR|Su Sauzer}} Nel profondo del suo cuore, si nascondeva un bambino indifeso. ('''Kenshiro''') *Shin, la stella del sacrificio; Rei, la stella del dovere; Yuda, la stella del tradimento; Shu, la stella della benevolenza; Sauzer, la stella della dittatura. Ma all'appello manca ancora una stella, l'ultima. ('''Kenshiro''') ====Capitolo 4==== =====Episodio 83, ''Tortura disumana''===== *Mi piace essere pulito e se sarà necessario farò anche cento bagni al giorno e nessuno dovrà criticarmi! ('''Bugal''') *Lo spirito riesce a scoprire quello che gli occhi non possono vedere. ('''Kenshiro''') =====Episodio 84, ''La brigata del vento''===== *Io sono Wein, figlio del vento. [...] Il [[vento]] è l'ispiratore della mia tecnica. La sua potenza riesce a disintegrare persino l'acciaio e non conosce limiti di velocità. ('''Wein''') *'''Kenshiro''': Il tuo padrone ti ha progettato per combattere, non è vero? E adesso, visto che non hai più forza, è meglio che tu muoia!<br>'''Glen''': Sì, hai ragione. So solo combattere, non so fare altro. Mio padre David mi ha insegnato solo a sconfiggere il mio nemico e io ho sempre eseguito alla lettera i suoi ordini. Uccidimi, ti prego. L'hai detto anche tu prima: Se non ho più la forza di combattere, la mia esistenza è praticamente inutile.<br>'''Kenshiro''': Queste tue parole mi commuovono. Sei stato costruito solo ed esclusivamente per servire David, non è vero? Ma potresti ribellarti al suo volere e non ammazzare più nessuno.<br>'''Glen''': Che cosa?!<br>'''Kenshiro''': Promettimi che inizierai una nuova vita, libera dall'influenza di David e di chiunque altro.<br>'''Glen''': Kenshiro, tu saresti disposto ad aiutarmi?<br>'''Kenshiro''': Va! Cerca di vivere come fa qualsiasi uomo libero. *Gli uomini del grande re di Hokuto sono legati al suo potere solo dalla paura di essere ammazzati, e tale legame è molto labile mi sembra. ('''Kenshiro''') =====Episodio 85, ''La notte degli echi''===== *Il vento è in grado di percorrere mille miglia in una notte e di uccidere il nemico in un batterdocchi, e non lascia nemmeno una traccia di se stesso. ('''Wein''') *'''Scagnozzo''': Tu appartieni alla scuola di Hokuto, vero? Ora me lo puoi anche dire.<br>'''Kenshiro''': Anche se fosse, tu che faresti?<br>'''Scagnozzo''': Niente, niente. Scappooo! *'''Donna''': È sempre più difficile incontrare uomini come lei. Lei sarà il salvatore di questo nostro secolo. Darà una nuova luce al mondo.<br>'''Kenshiro''': Devo continuare, portare avanti la mia lotta per difendere il mondo. Percorrerò il mio cammino solo se il dio di Hokuto mi aiuterà. È questa la mia speranza. *'''Wein''': Io sono una delle cinque forze di Nanto. Sono Wein, figlio del vento.<br>'''Raoul''': Cosa? Le cinque forze di Nanto?! Ma allora tu sei...<br>'''Wein''': Vedo che hai già capito tutto. Le cinque forze di Nanto hanno il compito di proteggere l'ultimo guerriero rimasto. La scuola di Hokuto non può governare il mondo. Il potere lo deterrà l'ultimo guerriero di Nanto. Per questo sono venuto a combattere con te e a ucciderti. *{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Sei grande, Raoul. La tua tecnica è eccezionale ma non avrai lunga vita, perché le altre forze di Nanto continueranno a combatterti inesorabilmente. Governerai il mondo ancora per poco, spero quindi di rivederti all'inferno. Arrivederci, grande re della Divina scuola di Hokuto. ('''Wein''') =====Episodio 86, ''L'armata delle fiamme rosse''===== *Il vento alimenterà la fiamma dello spirito di Shuren che sta avanzando imperterrito. Il [[fuoco]] crea solo distruzione e morte: Alberi, città, montagne e fiori, non esisteranno più. La terra bruciata dalle fiamme di Shuren è solo cenere, e cenere rimarrà fino alla fine dei giorni. Raoul sarà ucciso dalla rabbia dell'uomo delle fiamme. ('''Rihaku''') *Ken non è l'unico. Non è l'unico uomo che cerca avversare il mio destino. Anche l'ultimo guerriero di Nanto ha deciso di farmi fuori. Mi domando che influenza potrà avere questa decisione sul mio cammino. Le cinque forze di Nanto sono caratterizzate dal vento, dalla polvere, dal fuoco, dalla montagna e dal mare. Chi sarà tra questi il mio prossimo avversario? La roccia o il fuoco? O forse, più semplicemente, sarà Ken? ('''Raoul''') *'''Lynn''': Che strano, è così desolata. Sembra una città morta.<br>'''Kenshiro''': Le città e i territori occupati da Raoul hanno tutti lo stesso aspetto. *Paragonata al mio Bolide, la vostra vita assomiglia a un bidone di rifiuti. ('''Morgan''') *Raoul, voglio ricordarti un'insegnamento della natura: Più forte è il vento, più il fuoco si alimenta. Io, Shuren l'uomo delle fiamme, ti ucciderò. Brucerai nelle fiamme della mia collera e in quella del mio fratello Wein. ('''Shuren''') =====Episodio 87, ''Il mostro della montagna''===== *'''Shuren''': Non tirate {{NDR|le frecce}}, non ne vale la pena. Sono solo dei vigliacchi che seguono il loro re perché hanno paura. E appena il loro capo sarà in difficoltà scapperanno, vedrete.<br>'''Raoul''': Bravo! È vero, loro sono i miei seguaci perché hanno paura e sanno che se scappano io li faccio fuori tutti in un solo colpo. *'''Raoul''': Shuren, non capisco. Speri ancora di potermi sconfiggere? Sei ridicolo!<br>'''Shuren''': La mia vita non avrebbe più senso se mi arrendessi proprio ora. Il grande guerriero di Nanto ha bisogno di noi e della nostra forza. Lo proteggerò fino alla morte, puoi giurarci!<br>'''Raoul''': Che cosa?!<br>'''Shuren''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Hai capito bene. Proteggerò il mio guerriero fino alla morte.<br>'''Raoul''': Sei più piccolo di un granello di sabbia! Mi dispiace, figlio del fuoco, ma la tua fiamma è troppo debole per sconfiggere il grande re di Hokuto e la sua ambizione. *Shuren, figlio del fuoco, ti ammiro perché sei rimasto fedele al tuo intento: Proteggere l'ultimo dei sei guerrieri di Nanto. Ma la mia forza non ti ha permesso di uccidermi e di portare a termine il tuo piano. ('''Raoul''') =====Episodio 88, ''La giusta condanna''===== *Nessuno spegnerà la fiamma della mia ambizione! Sono Raoul, il re di Hokuto. Otterrò il potere annientando il nemico. ('''Raoul''') *Vi auguro sogni d'oro, ma attenzione, perché potreste svegliarvi e ritrovarvi in un'inferno di fuoco, nell'inferno maledetto. ('''Kenshiro''') *Sicuramente meritavi una morte peggiore di questa, ma ogni tanto io sono clemente con i farabutti. ('''Kenshiro''') *'''Jira''': Perché questa dura condanna? In fondo, abbiamo solo ucciso uno stupido bifolco.<br>'''Guzuri''': È vero! Non è un reato molto grave, no?<br>'''Kenshiro''': La vita di quell'uomo era più importante della vostra. Voi l'avete distrutta e non avevate nessun diritto di farlo! Siete soltanto dei vigliacchi, e questa è la giusta condanna per uomini come voi. *Io sono un uomo libero. Il sangue e la lotta non m'interessano proprio. Possiedo tutto. Io sono una nuvola e vago libero per il cielo. Certe questioni non m'interessano assolutamente. ('''Juza''') =====Episodio 89, ''I briganti del re''===== *'''Fudo''': Le cinque forze di Nanto proteggono e sorvegliano l'ultimo grande guerriero. Il vento, il fuoco, la nuvola, la montagna, il mare. Wein del vento ha già combattuto la sua battaglia. Shuren del fuoco lo ha seguito. E poi ci sono io, la montagna. Obbedirò e difenderò l'ultimo guerriero della Sacra scuola di Nanto. È questo il mio unico obiettivo e lo seguirò fino alla fine dei miei giorni, puoi giurarci. Adesso, mi dispiace, ma devo obbligarti ad andare al castello di Nanto per incontrare il mio generale. Ti sta aspettando da tempo. È una questione della massima importanza. Non so se capisci.<br>'''Kenshiro''': No, non capisco quale motivo possa avere il tuo generale per incontrarmi.<br>'''Fudo''': La Sacra scuola di Nanto e quella di Hokuto sono in dissidio da anni e sappiamo che se non c'è pace tra di loro, non ci sarà neanche sulla Terra. Il generale preferisce incontrare te come mediatore e non Raoul, anche se appartenete alla stessa scuola. Sì, ha scelto te come salvatore della fine del secolo, Kenshiro.<br>'''Kenshiro''': No, io non sono il salvatore del mondo, Fudo. Voglio solo sconfiggere Raoul perché ha rotto l'equilibrio che esisteva da secoli tra la scuola di Hokuto e quella di Nanto. *'''Brigante #1''': Quello è Juza delle nuvole!<br>'''Brigante #2''': Sì, è lui, maledizione!<br>'''Brigante #3''': È Juza delle cinque forze Nanto, meglio conosciuto come un famoso donnaiolo!<br>'''Brigante #4''': Non solo prende le donne, ma qualsiasi cosa incontra sul suo cammino diventa inevitabilmente suo!<br>'''Juza''': Ah, vedo che mi conoscete bene! Ma avete dimenticato la cosa più importante: Il mio fascino e la mia irresistibile bellezza.<br>'''Daruka''': Togli subito i piedi dalla mia faccia, bastardo! *'''Juza''': Non ho capito. Hai detto che avete tutte marito e figli?!<br>'''Donna #1''': Per queste le chiediamo di lasciarci tornare al villaggio. I nostri figli piangeranno e non potranno crescere senza le loro madri.<br>'''Donna #2''': Signore, la supplico!<br>'''Juza''': Ehm, non volevo farvi del male. Volevo soltanto divertirmi un po' con voi. *Ho sempre odiato gli ordini e le restrizioni in generale. Voglio decidere io quando mangiare e quando bere. ('''Juza''') =====Episodio 90, ''L'ultimo guerriero''===== *Juza delle nuvole?! Se è lo stesso Juza che conosco io, allora non obbedirà agli ordini di Rihaku. Juza non abbandonerà il suo regno. ('''Raoul''') *'''Uomo di Rihaku #1''': Signor Juza!<br>'''Juza''': Adesso sono stufo! Che altro volete, si può sapere?!<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Lei deve aiutarci! Non può sottrarsi dai suoi doveri in questa maniera. Il Signor Rihaku le ha dato un ordine preciso e lei deve rispettarlo.<br>'''Uomo di Rihaku #2''': Sicuramente a quest'ora Raoul starà avanzando verso la città di Nanto e lei è l'unico in grado di fermarlo, lo sa.<br>'''Uomo di Rihaku #1''': La preghiamo, Signor Juza.<br>'''Juza''': Basta! E secondo voi, perché dovrei correre un simile rischio per una faccenda che non mi coinvolge minimamente, eh?! Guardate quante splendide donne ho a mia disposizione. Le ho rubate a dei banditi che volevano far loro del male e adesso amano me. Qui hanno tutto quello che vogliono e possono soddisfare qualsiasi desiderio. Conducono una vita da sogno. Io ho sempre amato divertirmi.<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Un'ultima cosa, signore. Mi scusi una domanda un po' indiscreta, ma lei pensa ancora a ''quella'' donna?<br>'''Juza''': Che vuoi dire?<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Ci sembra che lei faccia tutto questo solo per riuscire a dimenticare quella ragazza. Il suo comportamento è irrazionale: Cerca di divertirsi e di ridere solo per non pensare all'amore che ancora prova per lei.<br>'''Juza''': Sta zitto, stupido! Andate via di qui e non fatevi più rivedere, altrimenti vi ridurrò a pezzettini!<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Sta sbagliando, signore. *'''Bart''': Ma che vi prende? Noi siamo solo dei bambini. Non c'entriamo niente in questa faccenda.<br>'''Uomo di Jacob #1''': Non importa! Se vi uccideremo, vinceremo dei pezzi di ricambio per le nostre moto!<br>'''Uomo di Jacob #2''': Non chiediamo molto. In fondo, ci accontentiamo di poco. Mi serve solo un nuovo filo dell'accelleratore.<br>'''Bart''': Ma-Ma è ridicolo! Perché non lavorate da persone oneste e vi comprate tutti gli accessori per le vostre moto?<br>'''Uomo di Jacob #1''': Questo concetto è molto discutibile.<br>'''Uomo di Jacob #2''': Forza, adesso sacrificati per i nostri bisogni e sta zitto! =====Episodio 91, ''La legge è uguale per tutti''===== *È Juza l'unico uomo capace di affrontarmi, ma la sua pigrizia e il suo modo di essere non gli permettono di muoversi. Ormai ha perso il suo spirito, lo spirito del combattente. ('''Raoul''') *'''Dolphy''': Dovete capire che la gente è il nostro capitale ed è per questo che va trattata con le dovute cautele. [...] Ascoltate attentamente! Sono diverso dai comandanti che hai conosciuto finora. Vi aiuterò personalmente a costruire questo villaggio. Io sono una persona molto democratica.<br>'''Paesano''': Lei che cosa ne pensa?<br>'''Anziano''': Se quello che dice, figliolo, corrisponde a verità, allora siamo salvi. Avremo la possibilità di essere liberi.<br>'''Dolphy''': Siate sinceri, se avete dei problemi tirateli fuori e ne discuteremo insieme. Ho sempre odiato collaborare con persone insoddisfatte. Capite?<br>'''Paesano''': Lei è il più anziano.<br>'''Anziano''': Mi scusi signore, noi siamo... {{NDR|Zenda lo afferra dietro le spalle minacciosamente}}<br>'''Zenda''': Voi non avete nessun problema, non è vero, bel vecchietto?<br>'''Dolphy''': Allora tu sei un uomo insoddisfatto?<br>'''Anziano''': Non solo io, ma tutta questa gente. Sì, gli abitanti di questo villaggio soffrono.<br>'''Dolphy''': Sciocchezze! Avete tutto quello che volete. Gli altri vi invidiano perché siete sotto la protezione di sua maestà. Tutti quelli che contribuiscono alla costruzione dell'impero del re di Hokuto sono felici. *Bastardi maledetti, è inutile usare la legge! Avete solo bisogno di essere picchiati! ('''Dolphy''') *È facile per te parlare di lealtà e di giustizia davanti alle persone se poi il tuo complice li minacciava alle spalle. ('''Kenshiro''') *Ho un grosso difetto: Sono sensibile alle belle donne. Quando le vedo, comincio ad avere le idee un po' confuse. ('''Juza''') =====Episodio 92, ''Nessuno fermerà Juza''===== *'''Kenshiro''': Non ti sembra che gli abitanti del tuo villaggio conducano una vita da animali?<br>'''Baruda''': Non c'è niente di strano, perché loro ''sono'' degli animali. *'''Juza''': Salve, Raoul! Era un pezzo che non ci si vedeva.<br>'''Raoul''': Sì, a dire la verità non è che ci tenessi tanto. Tu sei Juza delle nuvole, non è vero? Ma perché sei venuto? Perché hai deciso di morire così giovane? Non capisco.<br>'''Juza''': Volevo divertirmi un po' con te, Raoul. Sta attento! Sono un uomo pericoloso.<br>'''Raoul''': Mi dispiace contraddirti, ma i tuoi colpi sono una nullità rispetto ai miei. Non hai scampo adesso, Juza! La tua vita è appesa a un filo!<br>'''Juza''': Prima di parlare sarebbe meglio combattere. Hai un grosso difetto, Raoul: Sei presuntuoso! *'''Raoul''': La nostra sarà una vera lotta. Dovrò scendere in campo, maledizione! Come mai hai deciso di affrontarmi? Perché combatti con questo nuovo spirito? Dev'esserci un motivo molto importante alla base di questa tua decisione.<br>'''Juza''': Raoul, hai evitato la potenza dei miei colpi come un grande lottatore, ma ora ascolta! Ho deciso di affrontarti per difendere l'ultimo grande guerriero di Nanto. Queste montagne saranno la tua tomba. =====Episodio 93, ''Due giorni di attesa''===== *'''Julia''': Juza proverà a fronteggiarlo, ma mi chiedo... mi chiedo se sia giusto che la nostra gente assista alla loro lotta.<br>'''Rihaku''': No, se fosse gente debole. Guardi! Guardi il viso degli abitanti di questa città. Qui sono felici, hanno la loro libertà e i loro diritti. Sono sicuro che non abbandonerebbero per nessuna ragione al mondo il loro villaggio. La pace e la libertà sono tesori a cui nessuno vuole rinunciare.<br>'''Tou''': Ed è stata lei con il suo coraggio a dare a loro questo tesoro.<br>'''Rihaku''': In quest'epoca di confusione e di violenza, la gente ha bisogno di un capo come lei. Non abbandoni mai questa gente, non deludi i loro ideali.<br>'''Tou''': Abbiamo anche bisogno di Ken, perché solo insieme a lui riusciremo a dare la libertà al mondo. *'''Raoul''': Non ti darò tregua, Juza delle nuvole!<br>'''Juza''': Non sembrerebbe. Ti vedo piuttosto indeciso, Raoul.<br>'''Raoul''': D'accordo, sei impaziente di morire! *'''Raoul''': In genere, un grande lottatore si ferma quando ha paura. Spero solo non sia il tuo caso, vero, Juza?<br>'''Juza''': Io devo crearmi da sola la mia tecnica, per cui devo concentrarmi completamente sul colpo, e non ho il tempo materiale per aver paura. *'''Raoul''': Nessuno prima d'ora mi aveva fatto cadere in ginocchia. Te la farò pagare!<br>'''Juza''': Perché dici questo? Dovresti essere contento. Di solito tutti i miei avversari dopo questo primo colpo sono sempre morti. =====Episodio 94, ''La grande forza dell'amore''===== *Io ho sempre viaggiato sul mio cavallo, sul mio amico Re Nero, e non voglio la macchina! ('''Raoul''') *'''Kenshiro''': Non capisco, Fudo. Perché vuoi che veda l'ultimo guerriero di Nanto? Perché tutta questa fretta?<br>'''Fudo''': Te l'ho già detto: Per rischiarare di luce il nostro ultimo guerriero e per difenderlo da qualsiasi attacco nemico. Sono sicuro che la tua presenza gli farà nascere un sorriso che da tempo non appare sul suo volto. La sua espressione ormai è come rassegnata ed è per questo motivo che noi, le cinque forze di Nanto, non abbiamo paura della morte. Il giorno in cui incontrerai il nostro guerriero, il corso del tuo destino cambierà e non dovrai temere più nulla. =====Episodio 95, ''Due sguardi innocenti''===== *Il mio futuro non ha nessuna importanza se questo significa spargere sangue. ('''Kenshiro''') *È come se ti fossi ucciso con le tue stesse mani. La tua vigliaccheria ha accecato la tua anima. ('''Kenshiro''') =====Episodio 96, ''La grande vallata''===== *'''Raoul''': Questo tuo ritorno equivale ad un suicidio, Juza.<br>'''Juza''': Sì, può darsi, Raoul. Ma mi dispiacerebbe morire da solo, ed è per questo che ti porterò insieme a me nell'aldilà.<br>'''Raoul''': Ha! Se mi permetti, Juza, devo decidere io con chi morire. [...] Era molto tempo che non provavo questa eccitazione. Juza, spero che tu sia pronto ad affrontare la mia tecnica. Non deludermi! Ho voglia di combattere. Sono felice di affrontare il tuo colpo segreto.<br>'''Juza''': Nessuno dei miei avversari è mai riuscito a carpire l'essenza del mio colpo segreto. Spero che almeno tu riesca ad apprezzare la bellezza della mia tecnica. {{NDR|Si toglie l'armatura}} [...] Il segreto di un lottatore che ha imparato a combattere da solo è di escludere ogni via di fuga e ogni tentazione di cedimento. Sono del parere che quando non hai più difesa, non dipendi più da nessuno. Ascolta, Raoul! Consiglio anche a te di fare la stessa cosa.<br>'''Raoul''': {{NDR|Ride}} Credi forse che un coniglio braccato possa trasformarsi in un leone?! La tua è una situazione disperata e cerchi di esorcizzarla in questo modo. Mi fai quasi pena, Juza. Forza, combatti, Juza! Morirai per mano del re di Hokuto. Dovresti esserne contento. *'''Raoul''': Il tuo coraggio è addirittura sconvolgente! Chi ti da tutta questa forza, Juza?<br>'''Juza''': Vorresti saperlo? È l'ultimo guerriero delle sei stelle di Nanto, Raoul.<br>'''Raoul''': Capisco, ma chi è l'ultimo guerriero di Nanto?<br>'''Juza''': Non te lo dirò. Non posso correre un simile rischio. Devo proteggere il mio ultimo guerriero. E un'ultima cosa, Raoul: Non potrai governare il mondo ancora per molto, perché qualcuno te lo impedirà. =====Episodio 97, ''Corsa verso la libertà''===== *{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': E tu chi sei?<br>'''Rihaku''': Io sono Rihaku delle cinque forze di Nanto, il salvatore di Julia.<br>'''Tou''': E io sono sua figlia Tou.<br>'''Fudo''': Io sono Fudo della montagna.<br>'''Shin''': Le cinque forze di Nanto avete detto?<br>'''Tou''': Sì, i protettori dell'ultimo guerriero di Nanto, Signor Shin.<br>'''Rihaku''': Sì, e siamo venuti alla Croce del Sud per prendere la Signorina Julia.<br>'''Shin''': Che cosa?! Julia non si muoverà di qui!<br>'''Rihaku''': La Signorina Julia è destinata ad essere l'ultimo guerriero di Nanto ed è nostro preciso dovere proteggerla fintanto che il mondo riacquisti pace e libertà. È lei la nostra unica speranza.<br>'''Shin''': Julia appartiene a me e non lascerà mai questa città. È chiaro?<br>'''Rihaku''': Lei non appartiene a nessuno e tu non puoi opporti al volere delle stelle. Non sfidarci, ti conviene! La tua stella questa volta non ti proteggerà, Shin.<br>'''Shin''': Eh?! Che cosa?<br>{{NDR|Arrivano Wein e Shuren}}<br>'''Shuren''': Signor Rihaku!<br>'''Wein''': Sta arrivando.<br>'''Rihaku''': Ha già passato il fiume col suo esercito?<br>'''Wein''': Sì, signore. Il suo esercito è alle porte della città.<br>'''Shuren''': Raoul sa già che Shin e Ken si affronteranno e aggirà solo quando la loro battaglia sarà conclusa, Signor Rihaku.<br>'''Fudo''': È molto saggio quello che ha detto Shuren. Raoul si è autoproclamato re del mondo. Vorrà impossessarsi di tutto, persino della Signorina Julia e vuole aspettare il momento propizio per agire.<br>'''Rihaku''': Shin o Ken, chiunque sia il vincitore, sarà sempre molto difficile riuscire a battere Raoul e la sua magnifica tecnica di lotta Hokuto. Sappiamo tutti che razza di uomo è quel Raoul. Adesso ha deciso di impossessarsi di Julia. E se lei si opponesse al suo volere, la ucciderebbe senza scrupoli. Bisogna fare qualcosa, ragazzi, pensare ad una strategia. Guardate! Si sta svegliando.<br>'''Julia''': Ken... Ken...<br>'''Shin''': Portala via!<br>'''Rihaku''': Shin, che vuoi?<br>'''Shin''': Basta, fate in fretta! Raoul non prenderebbe mai il corpo senza vita di Julia.<br>'''Fudo''': Ma signore, lei...<br>'''Shin''': Julia deve vivere per la salvezza dell'umanità. Dirò a Raoul di avere ammazzato Julia, e questo rappresenterà anche un valido motivo per affrontare Ken della scuola di Hokuto. L'importante è che un giorno io e Ken la rivedremo di nuovo viva. Rivedremo il suo sorriso. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Rihaku''': {{NDR|Su Shin}} Julia è tutta la sua vita.<br>'''Fudo''': Dietro quel viso crudele e spietato si nasconde il cuore di un uomo innamorato. *'''Juza''': Se credi di essere onnipotente, ti sbagli, Raoul. Hai, sì, un grosso potere, ma non funziona per tutto. {{NDR|Mostra a Raoul il dito medio}} Sì, ricordati Raoul che soccomberai di fronte ad un altro grande guerriero, un uomo che conosci molto bene: Ken di Hokuto.<br>'''Raoul''': Sei pazzo! Adesso sono stufo. Va all'inferno! *{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Sono Juza delle nuvole. Sono un uomo libero, libero come le nuvole nel cielo sospinte lievemente dal vento. ('''Juza''') *{{NDR|Su Juza}} È stato davvero un grande guerriero, un uomo che ha saputo battersi per i suoi ideali. Lo ricorderemo sempre. ('''Raoul''') *Wein del vento, Shuren delle fiamme e Juza delle nuvole. Questi uomini hanno dedicato la vita a te, ultimo guerriero di Nanto. Conosco il tuo viso adesso, Julia! Nanto e Hokuto dovrebbero rappresentare un solo potere. Le mie ambizioni sarebbero soddisfatte se riuscissi a conquistare Julia e il suo cuore. Julia, sarai la mia signora e la mia dolce schiava. Sto arrivando. Sto arrivando, aspettami! *'''Tou''': Signorina Julia, finalmente il nostro grande giorno è arrivato.<br>'''Julia''': Ho aspettato Ken per tutto questo tempo e adesso è arrivato il momento, il momento di rivederlo.<br>'''Tou''': Cosa? Ma il suo compito non è solo quello di rimanere fedele a Ken. Lei ha un potere che nessuno di noi possiede. Il nostro popolo l'ha sempre seguita per il suo charisma. Grazie a lei, il mondo riacquisterà la pace e l'armonia che da tempo ha perso, perché lei è l'unica che potrà ristabilire l'unione tra Hokuto e Nanto. Il giorno della riconciliazione è arrivato. =====Episodio 98, ''I due fratelli''===== *'''Tou''': Non capisco perché Raoul e Ken debbano... debbano battersi. Sono fratelli, no?<br>'''Rihaku''': È come una predestinazione. Sono loro che devono salvare le sorti di Hokuto, la grande scuola con duemila anni di storia.<br>'''Tou''': Capisco. Ma uno di loro sicuramente soccomberà in questa inutile lotta per il potere. Non è vero, padre?<br>'''Rihaku''': Il potere non c'entra in questo caso, figliola. Hokuto ha bisogno di un unico successore e, soprattutto, di un grande condottiero. *Raoul è stato il primo dopo duemila anni a creare confusione e odio tra gli allievi in seno alla scuola di Hokuto. Il suo obiettivo è di raggiungere il potere assoluto e di regnare su tutta la Terra. È un uomo senza scrupoli ed è accecato dalla sua ambizione. Userà qualsiasi mezzo per realizzare il suo sogno, che equivale alla distruzione dell'umanità intera. ('''Rihaku''') =====Episodio 99, ''La figlia del mare''===== *'''Julia''': Cosa ti succede, Tou? Ti vedo un po' strana oggi. Come mai?<br>'''Tou''': È vero. Hai ragione, Julia. Sono preoccupata. Raoul è arrivato. Cosa succederà? Oh Julia, se tu fossi... se tu fossi presa da Raoul, cosa faresti?<br>'''Julia''': Niente. Aspetterei. Aspetterei Ken. Lui verrebbe a salvarmi. Purtroppo, sono nata per combattere contro il mio crudele destino ed è questo, forse, che mi ha reso forte e coraggiosa. *La mia prestigiosa scuola mi ha insegnato molte cose, e la prima cosa che ho imparato è usare la mente come antidoto per i veleni. ('''Kenshiro''') *'''Tou''': Grande Raoul, ami così tanto Julia?<br>'''Raoul''': Tu sei la figlia di Rihaku del mare, uno delle cinque forze. Ti sei sostituita a Julia per proteggerla, non è vero?<br>'''Tou''': Non è solo per questo. Volevo parlarti di una questione faccia a faccia, Raoul. È molto importante.<br>'''Raoul''': Ma che dici?!<br>'''Tou''': Queste sono lacrime del destino delle cinque forze di Nanto, lacrime che mi costringono a proteggere l'ultimo guerriero di Nanto Julia e ad ammazzarti, Raoul. Oh mio dio, non avrei voluto rivederti in una situazione come questa. Io... Io ti ho... Io ti ho sempre pensato in tutti questi anni. Ti desiderai dalla prima volta che ti vidi. Ero solo una bambina, ma ti amavo e sapevo che non avrei potuto amare nessun altro, Raoul. [...] Sapevo che la tua mente era occupata da Julia e che esisteva solo lei nel tuo cuore. Ma Julia... Julia, anche allora, amava Ken. Raoul, perché non la lasci stare? Perché non cerchi di dimenticare quella donna?<br>'''Raoul''': La mia strada al trono sarà completamente aperta quando avrò conquistato l'ultimo guerriero.<br>'''Tou''': Julia ama Ken e, nonostante questo, tu ti ostini al tuo comportamento ridicolo!<br>'''Raoul''': Questo non ha nessuna importanza! Anche se lei non mi ama, col tempo capirà. Julia sarà al mio fianco per tutta la vita. Hai capito, Tou?<br>'''Tou''': L'ami così tanto Raoul? Proprio come pensavo. Tu vedi in Julia la figura di tua madre.<br>'''Raoul''': Che cosa?!<br>'''Tou''': La natura della donna è condizionata dalla maternità. La donna è soprattutto madre e Julia, l'ultima delle sei stelle Nanto, è protetta dalla stella dell'amore materno che è il simbolo dell'amore universale, dell'affetto e della comprensione. Purtoppo, tu hai perso la madre da piccolo e cerchi in Julia quell'amore che ti è sempre mancato.<br>'''Raoul''': Smettila, per favore. Non dire idiozie!<br>'''Tou''': No, è la verità. Non posso competere con lei, non posso.<br>'''Raoul''': Adesso basta! Dimmi dov'è Julia!<br>'''Tou''': {{NDR|Afferrà il pugnale di Raoul}} Devo combattere con te perché sono figlia di Rihaku del mare, uno delle cinque forze Nanto.<br>'''Raoul''': Avanti allora, prova a sconfiggermi se hai il coraggio! Un'arma così piccola non funziona con me. Forza! Che aspetti? Colpiscimi! Ammazzami! {{NDR|Tou si pugnala}}<br>'''Tou''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Il mio amore me lo impedisce. È meglio che io muoia. Spero solo che... Spero solo che nel tuo cuore rimanga sempre il mio ricordo, Raoul. Raoul, ho amato solo te nella mia vita. Ricordalo. Continuerò ad amarti anche nell'aldilà.<br>'''Raoul''': Sei stata una pazza. Perché non hai ucciso me, visto che non accettavo l'amore che mi avevi offerto, eh?! Se tu mi avessi ammazzato, non avrei potuto essere di nessun'altra. Perché non l'hai fatto?! Eri così giovane, avevi tutta la vita davanti. Julia! Se rifiuterai il mio amore, giuro che ti ammazzerò! Tou, con il suo gesto, mi ha dato una grossa lezione. [...] Julia, l'ultimo guerriero di Nanto, sottomissione o morte: Lascio a te la decisione. =====Episodio 100, ''L'ultimo segreto''===== *Non posso incontrare Julia adesso. Julia non ha nessuna possibilità di salvarsi se Raoul vivrà. Il sedicente re di Hokuto cercherà in tutti i modi di conquistare l'ultimo guerriero di Nanto per ottenere il dominio su tutto il mondo. Per questo ho deciso di affrontarlo, per la vita di Julia stessa. ('''Kenshiro''') *'''Uomo di Rihaku #1''': Siamo ancora in tempo, Signorina Julia. Riuscirà a fermarlo.<br>'''Uomo di Rihaku #2''': Sì, ma sbrighiamoci!<br>'''Julia''': No. Sento la sua voce. Mi dice di non andare. Tornerà non appena avrà battuto Raoul. Lo aspetterò in questa stanza. E sì, ho deciso. Farò quello che lui vuole. Lo aspetterò qui. In fondo, l'ho aspettato fino a questo momento. Sono sicura che lui tornerà a prendermi vittorioso e allora finalmente potremo essere felici. Questo scontro con Raoul era scritto nel suo destino, e Ken sa quello che fa. Ho sempre avuto fiducia in lui. *Ricorda che sono sempre io il re di Hokuto e soprattutto detengo il potere assoluto nel mondo. Non illuderti! La tua tecnica non è ancora perfetta e non riuscirai a sconfiggermi. Più forte è il mio avversario e più i miei colpi micidiali divengono potenti. In tutti questi anni, nessuno è mai riuscito a battermi. Devo ammettere che hai fatto notevoli progressi, però resto sempre io il più forte. Apri bene gli occhi, e vedrai come si combatte! ('''Raoul''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Ryuken, mio grande maestro, voglio chiederle una cosa. Ho sentito parlare dell'ultimo segreto della nostra scuola chiamata "trasmigrazione attraverso [[Satori]]". In che cosa consiste precisamente?<br>'''Ryuken''': Mi dispiace, ma non posso ancora spiegartelo, Raoul. Nessuno è mai riuscito ad acquisire quella tecnica nei duemila anni di tradizione Hokuto.<br>'''Raoul''': Che cosa?!<br>'''Ryuken''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Ovviamente, chi raggiunge tale tecnica è la persona più forte del mondo. La vera vita si ottiene attraverso Satori, che è lo sdoppiamento della vita stessa. È questa la trasmigrazione. Solo l'uomo che ha toccato da vicino le piaghe del dolore può padroneggiare questa tecnica. Solo attraverso il dolore la vita di un essere umano può trasmigrare in un'altra. La forza fisica non ha nessuna importanza. Solo l'esperienza e il dolore insegnano i segreti di questa tecnica. =====Episodio 101, ''Una lotta interminabile''===== *Mi sembra di rivedere le varie lotte tra gli uomini eletti e il sangue che scorre sui loro corpi. Questi ricordi sono evocati dalla figura e dalla tecnica di lotta di Ken. Questo grande uomo ha imparato il segreto dal dolore causato dagli scontro con i vari personaggi delle altre scuole. Più è profondo il dolore, più il suo corpo si fortifica. È questo il suo grande segreto. ('''Rihaku''') *'''Kenshiro''': Raoul, Toki ti sta aspettando.<br>'''Raoul''': Allora mi confermi il fatto che tu sei l'uomo più potente di Hokuto? {{NDR|Ride}} Sei ridicolo! Sei il mio fratello minore! No, non è possibile, non sei tu l'uomo più forte di Hokuto. Non lo ammetterei mai, neanche se lo dicesse tutto il mondo e lo gridasse a squarciagola! {{NDR|Ride ancora}} Attenzione, Ken! Ti spedirò dritto dritto tra le fiamme dell'inferno! {{NDR|Si accorge che gli tremano le gambe}} Che... Che diavolo mi sta succedendo? Non può essere! Non posso crederci... Non posso crederci! Ma perché sto tremando?! Non riesco a capire.<br>'''Kenshiro''': È semplice, Raoul. Questo ti succede perché hai paura. Hai paura di me.<br>'''Raoul''': Cosa?!<br>'''Rihaku''': È incredibile! Raoul ha paura. È la prima volta che gli succede. La sua mente forse non ha ancora capito, ma il suo corpo sì, e ha reagito. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Ken sta ancora provando pietà per qualcuno, vero?<br>'''Toki''': Raoul?<br>'''Raoul''': È una pazzia. La pietà non fa che indebolire i suoi colpi.<br>'''Toki''': Non è vero. Lui può diventare il più forte. Me l'ha detto il nostro maestro Ryuken. Un grande [[eroe]] può anche provare pietà e soprattutto è capace di tramutare la tristezza e la delusione in forza vera e propria. Sembra strano, ma storicamente è sempre avvenuta così e io alla storia ci credo, Raoul.<br>'''Raoul''': {{NDR|Ride}} Che stupido! Ascoltami, Toki! Non devi mai provare pietà per gli altri se vuoi diventare il capo di questo mondo. Sono sicuro che Dio apprezzerà molto di più la mia vita che quella di Ken. *La paura non si prende dagli altri, la si incute. Io sono il più anziano dei fratelli della Sacra scuola e il re di Hokuto, che è il signore della fine del secolo! Non tornerò mai indietro, sono stato abituato ad andare avanti! ('''Raoul''') *Vuoi cavare questi occhi e spezzare le mie braccia, Kenshiro? Ma non puoi! Non puoi evitare la tua morte, Kenshiro! ('''Raoul''') *Il cielo sta dalla mia parte! Dio è con me, mi vuole al suo fianco per governare il mondo! ('''Raoul''') *Raoul è come un leone ferito. Se non lo abbatto adesso, spaccherà tutto quello che gli capiterà a tiro. È un pazzo furioso. ('''Kenshiro''') =====Episodio 102, ''Il gigante indeciso''===== *Non è possibile che il grande Raoul abbia paura dei sogni! ('''Raoul''') *'''Julia''': Vai di nuovo a combattere, Raoul? Non devi farlo! Hai già perso. Ormai non hai più la forza. Sei stato ferito brutalmente. {{NDR|Si allontana}}<br>'''Raoul''': Ehi, Julia! Ma che dici? Ti faccio persino pena adesso?! Rispondi! La stella Nanto della pietà splende su di me...<br>'''Usa''': {{NDR|Ride}} Questo dimostra che la signorina s'interessa a lei. Che strane creature le donne. Le loro parole hanno sempre un significato nascosto. Non bisogna mai soffermarsi alle apparenze, maestà. *Quando un uomo è oggetto di pietà da parte della donna alla quale è interessato, è la più grande delle umiliazioni. Quale umiliazione! Quale mortificazione! Mi vergogno di me stesso, non come re, ma come diavolo. Farò precipitare Ken in un mare di sangue, e lì affogherà per andare all'inferno dove non troverà mai pace, mai più pace! ('''Raoul''') *{{NDR|Su Shu}} C'era una volta un uomo che riusciva a combattere senza essere in grado di vedere. Lo spirito di questo formidabile combattente è tuttore vivo dentro di me. ('''Kenshiro''') *Rimarrai in questa posizione finché non ti saranno passati i cattivi pensieri. Se provi a muoverti, scoppierai. ('''Kenshiro''') *{{NDR|Flashback}}<br>Ken, dove sei? Dove ti trovi? Ti ho aspettato per tutta la vita, amore. È questo il mio destino e la nostra promessa. Ti aspetterò fino al tuo duello con Raoul, amore mio. Sei sempre presente nei miei pensieri e nel mio cuore. Ti amo, amore mio. Ti amo tanto, Ken. ('''Julia''') *{{NDR|Flashback}}<br>Ken non ha mai rinunciato a combattere contro di te, Raoul. Hai visto il suo spirito combattivo? Continua a migliorare di giorno in giorno, ed è molto tenace. Il tuo pugno lo dovrebbe sapere meglio di chiunque altro. Stai addestrando alla lotta quello che un domani sarà il tuo peggior rivale, fratello Raoul. Non sto scherzando. Lui diventerà un temibile combattente, credimi. Ma sembra che questo ti faccia piacere. Anzi, non vedi l'ora che accada. È molto strano. Il tuo comportamento, Raoul, è inaudito. Non ti capisco più. ('''Toki''') *{{NDR|A Fudo}} Per togliere questa paura dal mio corpo e diventare Satana, ho bisogno che il tuo sangue di diavolo scorra nelle mie vene. ('''Raoul''') =====Episodio 103, ''I dolci occhi del diavolo''===== *'''Fudo''': Perché? Perché sei venuto qui, Raoul?<br>'''Raoul''': Voglio acquisire la tua tecnica e prendere la tua vita. Ho bisogno del sangue di diavolo che scorre nelle tue vene. E quando il grande Raoul desidera una cosa, la ottiene.<br>'''Lynn''': Che cosa?<br>'''Bart''': Sangue di diavolo?!<br>'''Raoul''': Tutti credono che tu sia un brav'uomo, un benefattore, un'altruista, ma non sanno che... non sanno che sotto quella tua pelle scorre un sangue malefico, un sangue di diavolo. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Ryuken''': Tu sei Fudo, non è vero? Io sono Ryuken, uno dei successori della scuola di Hokuto. Voglio farti una domanda: Che cosa rappresenta per te la vita di un essere umano?<br>'''Fudo''': La vita di un essere umano? Niente! Per me non ha nessun valore. Spero di essere stato chiaro.<br>'''Ryuken''': Sei un fallito. Mi fai pena. *In quel periodo irrompevo nei villaggi per rubare cibo e bevande alla povera gente. La mia era una vita da diavolo. [...] Sono cresciuto senza padre né madre. Per questo pensavo che la vita fosse come una piccola mosca, senza nessuna importanza. Ma quei cuccioli appena nati mi confusero le idee. E poi, soprattutto negli occhi di Julia, di quella piccola bambina, vidi finalmente la luce della vita. Quel giorno, mi strappai la maschera del diavolo, giurai di vivere come l'uomo dalle cinque stelle di Nanto seguendo la stella della generosità, e divenni così Fudo della montagna, l'uomo silenzioso. Ma adesso è il momento di rimettermi quella maschera. Mi perdoni, Signorina Julia. Fudo diverrà di nuovo diavolo e combatterà per i suoi bambini. ('''Fudo''') *'''Uomo di Rihaku''': Signor Rihaku, come sapeva che Raoul avrebbe attaccato proprio questo villaggio?<br>'''Rihaku''': Perché in questo momento lui sta combattendo contro la sua paura.<br>'''Uomo di Rihaku''': Come?!<br>'''Rihaku''': Sì, è proprio così. È stato spaventato dal colpo segreto di Ken, dal colpo della Trasmissione attraverso Satori. [...] Fino ad allora, aveva combattuto incutendo paura agli altri, e questo suo potere lo ha perso nel momento in cui lui stesso ha avuto paura. Per riconquistarlo, deve sconfiggere Fudo e la sua forza. È strano, ma vincere Fudo significa poter di nuovo affrontare Ken. È questa l'unica maniera per riuscire a riacquistare la forza e a vincere la paura del suo grande rivale Ken di Hokuto. *Ascoltate attentamente! Mi raccomando, se indietreggio di un solo centimetro oltre questa linea scagliate tutte le vostre frecce contro la mia schiena, d'accordo? [...] Se faccio un passo falso, la morte mi accoglierà tra le sue lunghe e possenti braccia. Sarò semplicemente un uomo indegno battuto dal suo fratello minore. ('''Raoul''') *La bontà non fa che rendere gli uomini più deboli. ('''Raoul''') =====Episodio 104, ''Bambini del futuro''===== *Non potrai mai capire la mia forza. Continuerò a combattere fino a che l'ultimo pezzo della mia carne e l'ultima goccia del mio sangue non saranno stati sconfitti, Raoul. [...] Sono questi bambini che mi spingono avanti. Sono loro che mi danno il coraggio e la forza per continuare a combattere. Non vedi il potere nei loro occhi? Non vedi che spirito ho acquistato stando insieme a loro? ('''Fudo''') *Tu hai visto la potenza di Ken negli occhi dei miei bambini e nei miei colpi. Per questo motivo hai avuto paura e hai indietreggiato. Hai perso con me e perderai anche con Ken. È la fine per le tue ambizioni! Le genti di tutto il mondo sono state liberate dalle grinfie di un tiranno e di uno sporco assassino chiamato Raoul! Muori, maledetto! È la rivolta di tutte le lacrime che hai fatto versare! ('''Fudo''') *Anche se sto morendo, avrai sempre paura. E finché proverai timore, non sarai in grado di battere il grande Ken. È questa la più grande vittoria che ho ottenuto nella mia vita. ('''Fudo''') *Raoul, ascolta! Uomini che non... Uomini che non sanno cosa sia il dolore non saranno mai in grado di vincere, Raoul. ('''Fudo''') *Non avete ancora capito che la mia vita non vale un soldo bucato se perdo?! ('''Raoul''') *{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Ken, Kenshiro, amico mio, aiuta... aiuta i miei bambini... No, aiuta tutti i bambini del mondo. Sono loro che costruiranno il futuro. Sono loro che detteranno nuove regole e nuove leggi. Dovrai... Dovrai educarli e insegnare loro a rispettare i più deboli. Ken... Addio Ken. Addio bambini miei. ('''Fudo''') =====Episodio 105, ''Stelle per sempre''===== *{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': Chi siete?<br>'''Rihaku''': Sono Rihaku del mare, una delle cinque stelle di Nanto, servo di Julia.<br>'''Tou''': Io sono Tou, sua figlia.<br>'''Fudo''': Fudo della montagna.<br>'''Shin''': Le cinque stelle di Nanto?!<br>'''Tou''': Sì, Signor Shin. E siamo qui per un motivo preciso.<br>'''Rihaku''': È vero. Abbiamo l'incarico di portare via con noi la Signorina Julia.<br>'''Shin''': Incarico?! E chi ve lo avrebbe dato?<br>'''Rihaku''': Il fato ha deciso che la Signorina Julia debba diventare il sesto ed ultimo guerriero di Nanto. È nostro dovere proteggerla dalla morte ed istruirla perché possa salvare il mondo.<br>{{NDR|Arrivano Wein e Shuren}}<br>'''Shuren''': Rihaku!<br>'''Wein''': Rihaku!<br>'''Rihaku''': Allora, dov'è Raoul? Si sta avvicinando?<br>'''Wein''': Proprio così, signore. Dobbiamo stringere i tempi.<br>'''Shuren''': Raoul è fermo nella valle in attesa del combattimento fra Ken e Shin. Si muoverà soltanto dopo che questo sarà terminato.<br>'''Fudo''': Raoul crede di essere il re di Hokuto ed è divorato dall'ambizione di conquistare la fine di questo secolo per sottomettere tutti alla sua volontà. Ma per farlo ha bisogno della Signorina Julia.<br>'''Rihaku''': Ora mia sembra abbastanza chiaro che qualunque sia l'esito della battaglia, il vincitore non avrà forza sufficiente per fronteggiare anche Raoul. Ecco spiegato perché non posso lasciare qui Julia. Non la potreste difendere. Raoul se la prenderebbe e se poi Julia, svegliandosi, si ribellasse a lui, beh, non posso prevedere la reazione, ma sarebbe spietata.<br>'''Shin''': Portatela via!<br>'''Rihaku''': Shin!<br>'''Shin''': Andate! Raoul saprà che Julia è morta.<br>'''Fudo''': Addio.<br>'''Shin''': Addio, e non lasciate che lei muoia. Io farò in modo di spargere la voce che Julia è morta per mano mia. *'''Rihaku''': Wein figlio del vento, Shuren del fuoco, Juza delle nuvole, Fudo della montagna, e mia figlia Tou. Con loro è morta un'era. Sono l'unico ad essere sopravvissuto. Il compito di proteggere la Signorina Julia è ora tutto nelle mie mani e nelle tue. Kenshiro, ormai lo scontro finale è vicino. Devi vincere perché l'umanità intera abbia un seguito.<br>'''Kenshiro''': Amici che avete donato la vostra vita, vi ringrazio. Sarete per sempre nel mio cuore, mi darete la forza per vincere e salvare Julia. =====Episodio 106, ''Vivrai per sempre nel mio cuore''===== *'''Julia''': Quell'uomo che dite pazzo, Raoul, è uno dei più grandi maestri della scuola di Hokuto. Unico scopo della sua vita è combattere, ed è per questo che prima o poi dovrà incontrare Ken. Il loro destino è segnato.<br>'''Uomo di Raoul''': Ma come fate? Come potete non odiarlo? È per ordine suo se siete prigioniera. Ora dispone della vostra vita.<br>'''Julia''': Vi prego, provate a capire il suo cuore.<br>'''Uomo di Raoul''': Allora è questa la carità di Nanto. Attraverso la luce della carità, ci avvolge uno a uno, donandoci serenità e pace, la carità di Nanto, la carità universale. *Neanche il calore più intenso e le fiamme possono intaccare il mio corpo. Sì, ne ho la certezza. Sono eterno. Ma nonostante tutto, per due volte sono stato dominato dal terrore. Gli occhi di Kenshiro mi hanno dominato per la prima volta, e la seconda volta ho indietreggiato davanti agli occhi dei bambini. Da quando sento lo spettro del timore ho perso totalmente fiducia in me stesso. Kenshiro e Fudo hanno abbattuto la mia sicurezza attraverso la loro tristezza. Ma perché? Ken ama Julia più di ogni altra donna e Fudo amava quei bambini più di sé stesso. Può l'amore avere la forza di annullare il potenziale psichico? Cos'è? Cos'è l'amore? [...] E l'amore può coincidere con la tristezza? ('''Raoul''') *'''Julia''': Perché vuoi uccidermi?<br>'''Raoul''': Devo vincere, e per farlo ho bisogno della tua morte. Il destino mi ha già preparato l'incontro con Ken. Il mio corpo, la mia tecnica e le mie capacità non sono differenti dalle sue, eccetto che io non so che cosa siano amore e tristezza. Ma una cosa è certa: L'amore è causa di tristezza. E questa, per esistere, ha bisogno dell'amore, e purtroppo io potrò capire che cosa siano amore e tristezza solo perdendoti, Julia.<br>'''Julia''': Raoul...<br>'''Raoul''': Julia, consegna al re di Hokuto la tua vita! {{NDR|Viene colpito alla gamba da una freccia}} Siete impazziti?!<br>'''Uomo di Raoul''': Sire, la scongiuro: Non la uccidete! Il mondo ha bisogno di lei per capire. Lasciate stare, sire, per favore. Siamo disposti a sacrificare la vita in cambio della sua. La nostra esistenza non vale nulla rapportata alla sua.<br>'''Raoul''': {{NDR|Si toglie la freccia}} Tutti quanti?! Siete stati avvolti dalla luce della carità tutti quanti? No, non è possibile.<br>'''Uomo di Raoul''': Non fatelo, sire!<br>'''Raoul''': Julia, non m'importa se tu mi odierai. {{NDR|Julia si strappa un brandello di abito e comincia a bendare la ferita di Raoul}} Allontanati subito!<br>'''Julia''': Non potrai dare il meglio di te stesso contro Ken se lascio aperta la ferita, Raoul.<br>'''Raoul''': Non provare a infondermi la carità!<br>'''Julia''': C'è una sola cosa che io devo fare prima che tu vada incontro al tuo destino: Eliminare tutte le preoccupazioni dalla tua mente. {{NDR|Si volta}} Sarebbe molto difficile per te toccarmi se io continuassi a guardarti, ma non lo farò. Questo è il momento per uccidermi.<br>[...]<br>'''Raoul''': Sei disposta a sacrificare la tua vita? Perché?<br>'''Julia''': Per far nascere qualcosa di nuovo. Riesco a vedere un'era piena di sole che illumini immenso questa nostra epoca. Alberi verdi, uccelli che cinguettano, il mormorare di un piccolo ruscello, il profumo dei campi in fiore, tutta la Terra risplenderà di luce propria. E perché tutto questo possa diventare realtà, per dare vita a questa nuova era, è necessario che tu e Ken vi battiate. Ora sono pronta a sacrificare me stessa per dare inizio alla vita.<br>'''Raoul''': Sto tremando. Il mio cuore batte più veloce e ho freddo, tanto freddo. Ma che diavolo succede?! [...] {{NDR|Comincia a piangere}} Ma cosa...? No, sono... lacrime. È questo? È questo l'amore di cui parlavi, Toki? Era questo il sentimento che mi faceva desiderare Julia? Era questo? {{NDR|Si prepara ad uccidere Julia, ma si blocca}} No, non devo! L'amore non esiste per me, non ''deve'' esistere! Voglio vincere! Voglio distruggere Ken, e c'è un solo modo per riuscirci. Dimenticami, Julia! Tu sarai la mia tristezza e non abbandonerai mai il mio cuore! *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Lei è una delle poche cose a cui tengo veramente.<br>'''Toki''': Attento, Raoul. Julia non è una cosa. In lei c'è molto di più. C'è l'amore.<br>'''Raoul''': Amore?! Non dire eresie! Che cos'è l'amore? Un'invenzione paranoica per i mortali.<br>'''Toki''': Dici così perché non capisci. Ma ricorda: Un giorno il tuo viso verrà rigato dalle lacrime, e in quel momento il tuo scetticismo svanirà. Soltanto allora la tua mente si aprirà e potrai comprendere l'amore insieme alla tristezza. *Il luogo per la preparazione ai combattimenti, punto d'incontro dell'educazione di duemila anni di storia di Hokuto. Per secoli le dispute per la successione al trono della scuola si sono svolte qui tra queste macerie. ('''Kenshiro''') =====Episodio 107, ''Nessuno li fermerà''===== *'''Kenshiro''': Non hai assolutamente gusto estetico, morire tra le macerie.<br>'''Raoul''': Molto spiritoso! Questo è il posto più adatto dove seppellire il tuo corpo e con te mettere un punto sui duemila anni della storia di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': Raoul, sei troppo ambizioso e l'ambizione porta unicamente alla distruzione, mio caro. Mettitelo in testa! *'''Uomo di Raoul''': Comandante Rihaku, solo adesso abbiamo capito quanto questa guerra sia vana, ed è stato solo merito di Julia. Attraverso la grande carità di Nanto, che solo lei ha potuto infonderci, ci ha donato la forza di capire quanto fosse stato falso continuare a combattere ed uccidere per soddisfare le ambizioni di Raoul. Abbiamo capito cosa fosse la compassione, ma ormai... Era troppo tardi.<br>'''Rihaku''': Ora anche Raoul sa cosa siano compassione e tristezza, perché ha ucciso il suo più grande amore, e spero che lo stesso esempio sia d'aiuto per tutti gli uomini. Dimenticate la guerra e riscoprite l'amore! È l'amore la base della vita, e grazie alla carità di Nanto ce ne siamo resi conto. Osservaci dal cielo, Julia. Da oggi sarai ricordata per sempre, perché anche se non siamo riusciti a salvarti, il tuo grande sacrificio e l'esempio di carità che ci hai mostrato rimarranno eternamente nei nostri cuori. *Allora, hai capito? Non ho bisogno di fama né di gloria. Voglio soltanto distruggerti, Kenshiro! E quando l'avrò fatto, sarò l'uomo più potente del mondo. ('''Raoul''') *Sì, mi piace! Mi piace sentire tanto dolore dentro di me. Da quanto tempo sogniamo tutti e due questo momento, fratellino? Entrambi siamo in grado di applicare senza paura il colpo finale della scuola di Hokuto: Sdoppiamento delle immagini. Ma uno di noi deve morire. E vuoi sapere una cosa? Non può esiste colpo migliore per ammazzarti, Ken. Sei morto! ('''Raoul''') *'''Bart''': Combattono ad oltranza senza difendersi. E poi non sembra che si odiano. Combattono e basta.<br>'''Lynn''': Non esiste odio in loro. Non devono. Mio dio, io riesco a vederli da bambini! *Raoul, Toki ed io ammiravamo tutto quello che facevi quando anni fa studiavamo l'Hokuto e, proprio per l'ammirazione che ho perso di te, non sono mai riuscito a fermarti. ('''Kenshiro''') *Verrà presto il tempo in cui questo loro combattere, che ormai dura da tempo, avrà perso. E allora, finalmente, le loro anime saranno liberate. ('''Julia''') =====Episodio 108, ''La stella della morte''===== *Tu sei un uomo vuoto, Raoul. Invece, dentro di me, è molto forte il pensiero di te e Julia. Sentimenti, Raoul. Questi sono i sentimenti e tu non potrai mai cancellare queste mie sensazioni perché non sei mai stato in grado di provarle. ('''Kenshiro''') *'''Raoul''': Toki...?<br>'''Toki''': Raoul, perché non vuoi ammetterlo? Perché? Tu puoi capire cos'è l'amore. Il tuo cuore ne è pieno, Raoul.<br>'''Raoul''': No, non è vero! Non può essere vero!<br>'''Toki''': Guarda in alto. La stella della morte sta brillando per te. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Julia? Quello è sangue. Tu... Tu sei malata, non è vero? Ecco spiegato il tuo pallore. Deve essere grave.<br>'''Julia''': È così. Ho ancora pochi mesi di vita.<br>'''Raoul''': Da quando stai così?<br>'''Julia''': Da quando sono stata rapita da Shin. Mi sono ammalata quasi subito e da allora i miei giorni sono contati. Aspettavo con ansia l'arrivo di questo momento. Ora finalmente potrò liberarmi dal mio fardello. Nel grande libro del destino è scritto che arriverà una nuova era. Ma perché questo si realizzi, è necessario che tu e Ken vi battiate e che io muoia.<br>'''Raoul''': Pazza! Saresti pronta a morire? Pronta a sacrificare la tua giovinezza? Qual è il motivo di tanta determinazione?<br>'''Julia''': Prati verdi, alberi in fiore, tutti gli uomini del mondo torneranno a sorridere di nuovo. La mia vita in cambio di gioia e serenità.<br>'''Raoul''': No, non può essere! Sto piangendo. Devo reagire! Il re di Hokuto non deve assolutamente conoscere la tristezza, non deve! Julia, il tuo ricordo vivrà per sempre nel mio cuore. *'''Raoul''': Toki, stai cercando di farmi capire che Raoul ama Julia? Ma se le cose stanno così, Ken e io nutriamo entrambi gli stessi sentimenti.<br>'''Toki''': Ci sei arrivato. Il gioco è finito.<br>'''Raoul''': No, non è vero! Il re di Hokuto deve essere fiero di se stesso, anche se muore. *Kenshiro, io e te nutriamo gli stessi sentimenti, siamo nella stessa situazione. E allora cosa mi impedisce di batterti? {{NDR|Si prepara a colpire Ken, ma si blocca}} Evidentemente tu lo sapevi. Eri sicuro al cento per cento che non sarei mai riuscito neppure a sfiorarti. Non ho forse ragione, Kenshiro? [...] Ormai conosco tutto. Avevi già deciso di sacrificare la tua vita da molto tempo, non è vero? Era tutto stabilito. Sapevi perfettamente che avresti potuto morire, che questo combattimento sarebbe potuto essere l'ultimo per te. ('''Raoul''') *Amici! Non ho mai voluto avere amici nella vita, tranne Toki. È stata l'unica persona che mi ha capito. ('''Raoul''') *Ti prego, mostrami la faccia di chi ha sconfitto Raoul. Tu sei il mio fratello. ('''Raoul''') *'''Raoul''': Julia, puoi vivere ancora qualche anno. Per quale motivo potrei impedirti di farlo felicemente accanto all'uomo che rappresenta tutta la tua esistenza?<br>[...]<br>'''Kenshiro''': Raoul, ora ho capito. Hai donato a Julia la tua anima, non è vero?<br>'''Raoul''': Addio, Kenshiro. Toki mi sta aspettando da qualche parte in cielo.<br>'''Kenshiro''': Raoul...<br>'''Raoul''': Non ti avvicinare! Non ti azzardare a fare un altro passo, Ken! È stato il destino a decidere che voi due viviate e che io muoia. E mettiti in testa una cosa: Raoul non ha bisogno dell'aiuto di nessuno, neppure per morire. {{NDR|Viene avvolto da una luce accecante}}<br>'''Julia''': Mai visto niente di simile!<br>'''Bart''': Il corpo di Raoul sta diventando bianco!<br>'''Raoul''': {{NDR|Si trafigge i punti di pressione}} Voglio dirti un'ultima cosa, Ken. {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Il re di Hokuto non ha nessun rimpianto. *È finita, e il cielo si sta già aprendo per lasciar passare la luce del sole. Se Raoul, Kenshiro e Julia non fossero stati qui, il mondo intero sarebbe vissuto nel buio per molti anni ancora. ('''Rihaku''') *Addio. Riposa in pace con Toki. Sei stato un grande maestro della Divina scuola di Hokuto. Il tuo ricordo e la tua forza vivranno con me per sempre. ('''Kenshiro''') =====Episodio 109, ''Promemoria''===== *La tecnica leggendaria del soffio, famosa per la sua enorme potenza, è stata tramandata segretamente per duemila anni da maestri della Divina scuola di Hokuto ad uno solo dei loro figli. Attraverso questa tecnica, è possibile distruggere il corpo dall'interno attaccando una parte precisa detta "punto segreto di pressione". Solo gli allievi di Hokuto, potendo utilizzare le loro capacità cerebrali al settanta per cento, contro i dieci usato in generale dagli uomini, sono in grado di eseguirla. Il penultimo successore, Ryuken, aveva adottato quattro bambini: Raoul, Toki, Jagger, Kenshiro. Un giorno, una bambina fu portata alla scuola di Hokuto durante un'allenamento. [...] Poco dopo, un'esplosione nucleare devastò totalmente la vita sul pianeta. Come risultato, si ebbe l'estinzione di molte speci animali, il prosciugamento delle acque e l'inaridimento delle terre. Naturalmente, il fenomeno interessò tutto il globo. Però una delle poche speci a non estinguersi fu quella umana. [...] Tutto il mondo era sotto il dominio della violenza e della paura, e già si aspettava l'arrivo di un uomo che potesse sconfiggerli. [...] È lui l'eroe dei nostri giorni. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}} *La lotta {{NDR|tra Kenshiro e Shin}} era stata totalmente inutile. Kenshiro riprende nuovamente il suo cammino, durante il quale incontrerà molti combattenti che diverranno suoi grandi amici. Ma dovrà sopportare anche il dolore di vederli morire dinanzi ai suoi occhi: [...] Rei, l'uccello d'acqua di Nanto sotto la stella della giustizia; [...] Yuda, la gru rossa di Nanto, l'uomo della tentazione; [...] Shu, l'airone bianco di Nanto, l'uomo della lealtà; [...] Sauzer, la fenice di Nanto, l'uomo del comando. [...] Quanto dolore per il secondo dei quattro fratelli, Toki. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}} *L'ultimo successore della Divina scuola di Hokuto di duemila anni di tradizioni è Kenshiro. E dopo aver sconfitto Raoul, ha deciso di andare via con la sua donna Julia, lasciando anche Bart e Lynn, i suoi più cari amici. Nessuno sa dove siano andati. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}} ====[[Explicit]] della serie televisiva==== {{Explicit serie televisive}} Presto, molto presto lo vedremo tornare da dietro quelle colline. Ne sono sicura. ('''Lynn''') ===''Ken il guerriero 2''=== {{FictionTV |titoloitaliano= Ken il guerriero 2 |tipofiction= Serie anime |immagine= Hokuto No Ken 2 tv series logo.png |didascalia= Logo della serie |dimensioneimmagine= |titolooriginale= 北斗の拳 2 |paese= Giappone |anno= 1987 – 1988 |genere= anime |stagioni= |episodi= 43 |regista= [[Toyoo Ashida]] |ideatore= [[Buronson]] e [[Tetsuo Hara]] |doppiatorioriginali=*[[Akira Kamiya]]: [[Kenshiro]] *[[Keiichi Nanba]]: Bart *[[Miina Tominaga]]: Lynn *[[Takeshi Aono]]: Rihaku *[[Kenji Utsumi]]: [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]] *[[Ken Yamaguchi]]: Ain *[[Hideyuki Tanaka]]: Falco *[[Michihiro Ikemizu]]: Soria *[[Tessho Genda]]: Shoky *[[Masaharu Sato]]: Tige *[[Yousuke Akimoto]]: Borz *[[Kuniko Koguchi]]: Muh *[[Daisuke Gori]]: Pirata rosso *[[Masako Katsuki]]: Laya *[[Kohei Miyauchi]]: Jukei *[[Hirotaka Sukuoki]]: Ork il rosso *[[Kouji Totani]]: Ronn *[[Shinji Ogawa]]: Hyo *[[Kenji Utsumi]]: Kaio *[[Shingeru Chiba]]: Yasha Nero *[[Gara Takashima]]: Sayaka |doppiatoriitaliani=*[[Alessio Cigliano]]: [[Kenshiro]]/Bart/Tige (ep. 7) *[[Massimo Milazzo]]: Bart (ep. 42-43)/Shoky (ep. 9-10)/Tige (ep. 9-14)/Jukei (ep. 35, 40)/Ork il rosso (ep. 17-43)/Hyo (ep. 31-43)/Yasha Nero (ep. 39-42) *[[Daniela Caroli]]: Lynn/Muh (ep. 9-10)/Laya (ep. 29, 34) *[[Marcello Mandò]]: Rihaku/Borz (ep. 9-10)/Ronn (ep. 17-18)/Kaio (ep. 31-32) *[[Ambrogio Colombo]]: Raoul/Hyo (ep. 22-30)/Kaio/Yasha Nero (ep. 31-38) *[[Marco Mete]]: Ain/Soria/Shoky (ep. 6) *[[Bruno Cattaneo]]: Jako/Falco (ep. 6-7, 21)/Pirata rosso (ep. 19-26, 29)/Jukei (ep. 30)/Ronn (ep. 21)/Yasha Nero (ep. 30)/Ork il rosso (ep. 15-16) *[[Massimo Pizzirani]]: Falco (ep. 8-15)/Jukei (ep. 39) *[[Stefanella Marrama]]: Louise/Muh (ep. 11-15) *[[Gabriele Carrara]]: Ronn (ep. 19-20)/Kaio (ep. 36-37) *[[Francesco Caruso Cardelli]]: Rock *[[Monica Ward]]: Sayaka |note= }} ====Episodio 1, ''...e la vita continua''==== *Non è giusto che le lacrime dei nostri bambini siano formate da fango putrido. ('''Paesano''') *La pace ha creato una differenziazione tra ricchi e poveri. Si sta velocemente riaffacciando un periodo di confusione. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}} *Il mondo sta perdendo la luce un'altra volta. L'unico che può spazzare via le nuvole dov'è? ('''Anziano''') *È un grande onore lavorare al servizio dell'imperatore... finché morirete. ('''Comandante imperiale''') *Sì, luce! Dev'essere illuminata tutta la nostra capitale. Qui il buio non esiste. Dev'essere il centro della luce di tutto mondo. Deve risplendere nel buio della notte così come la luna risplende nel cielo. Questo è un ordine di Jako il governatore generale. E siccome i miei poteri discendono dall'imperatore questo è un suo ordine. ('''Jako''') *Il dominio dell'imperatore si estende su tutto il pianeta. Hokuto e Nanto possono molto poco contro di lui e, per di più, è ormai vicino a raggiungere la supremazia totale. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}} *Noi non dobbiamo arrenderci! Anche se Kenshiro è morto, non possiamo smettere di combattere, altrimenti faremo solo il gioco dell'imperatore. È arrivato il momento di rimboccarci le maniche e lottare per arginare la sete di conquista dell'imperatore. Anche se dispone di molta più forza di noi, non dobbiamo permettergli di approfittare della nostra debolezza e di renderci schiavi della sua follia! ('''Joe''') *'''Bart''': Combattiamo nel nome di colui che avrebbe sacrificato la sua vita per la pace.<br>'''Lynn''': Da quest'uomo abbiamo appreso il significato di amore e coraggio. *Kenshiro, puoi vederci? Quei due ragazzi combattono sotto il segno dell'Orsa. Aspettano con ansia il tuo ritorno più di quanto loro stessi se ne rendano conto. "Se Kenshiro fosse qui...". Questa speranza è sempre presente nelle loro menti, ma cercano di metterla da parte e continuano a lottare. Se tu riesci a sentire la disperazione di queste piccole anime, ti prego, vieni! Abbiamo bisogno di te, della luce di Hokuto, che dia ancora pace a tutti gli uomini che vivono in questa era disastrata. ('''Rihaku''') ====Episodio 2, ''Ritorno di fiamma''==== *'''Gronko''': Non credere di cavartela!<br>'''Kenshiro''': Tremo tutto. {{NDR|colpisce Gronko}}<br>'''Gronko''': Imbecille! Hai giocato col fuoco e ti sei scottato. L'imperatore ti scoverà, dovunque tu ti nasconda.<br>'''Kenshiro''': Facciamo un giochino. -3, -2, -1...<br>'''Gronko''': Adesso perché conti?! {{NDR|gli esplode la testa}} ====Episodio 3, ''La Salvezza Viene dal Nord''==== *'''Bart''': Ormai la mia vita non mi appartiene più. Ho rinunciato ad essa da quando ho iniziato a combattere sotto il nome dell'Hokuto.<br>'''Lynn''': La stessa cosa vale per me. È tanto ormai che ho deciso di combattere. So che se il destino vorrà potrò perdere la vita, ma questo non mi spaventa. Anzi, sarei felice di morire per salvare la vita di persone innocenti. *Vengo dal nord unicamente per consegnarti la tua condanna a morte. ('''Kenshiro''') *'''Bask''': Voglio sapere il tuo nome.<br>'''Kenshiro''': È completamente inutile che te lo dica. Quando uno muore i suoi ricordi svaniscono. ==Citazioni su ''Ken il guerriero''== *Io e il Signor Hara stavamo cercando di creare un nuovo fumetto sulle arti marziali. Ero convinto che il suo disegno vigoroso sarebbe stato ideale per un'opera di combattimento. Tuttavia, per rendere il fumetto interessante e originale, mancava una trovata, una qualche tecnica mortale che caratterizzasse il protagonista. [...] Un giorno mentre passeggiavo a Tokyo nel quartiere di Jinbocho, entrai in una libreria in viale Suzuran specializzata in autori cinesi. [...] Trovai un libro dalla copertina rossa e cominciai a sfogliarlo. Non che il libro in sé fosse particolarmente interessante, ma a un certo punto parlava di uno studente cinese di medicina appassionato di agopuntura, che sperimentò su di sé un punto di pressione per migliorare la vista ma che, avendo esagerato, ottenne l'effetto contrario e la sua vista peggiorò. Nel libro l'episodio veniva raccontato come il gesto coraggioso di un appassionato studioso. Inizialmente mi sembrò una barzelletta, ma un secondo dopo venni folgorato da un'intuizione e capii che era proprio quello l'espediente che cercavo per il nostro fumetto. L'idea che un colpo sui punti di pressione sarebbe stato in grado di distruggere il corpo umano era perfetta per un fumetto per ragazzi, perché tale tecnica avrebbe permesso anche a un uomo debole di sconfiggere avversari molto più forti. ([[Nobuhiko Horie]]) *Un'opera che ha segnato la crescita di intere generazioni di italiani, diventando parte dell’immaginario collettivo della nostra Nazione. ([[Giorgia Meloni]]) ===[[Buronson]]=== *Ho pensato, dopo aver letto e riletto tante volte, che è assurdo che tutti amino Julia. *In poche parole {{NDR|i nuovi manga}} si sono limitati a scimmiottare la violenza di ''Hokuto No Ken'' ma non hanno capito che le cose da "rubare" erano altre. [...] non è il modo di uccidere, lo ripeto da tanto tempo, ma è come si muore. Gli autori che hanno travisato quest’aspetto non hanno ottenuto il succeso sperato. *In realtà, la storia è veramente un susseguirsi di aggiunte fatte in seguito. So che la cosa può suonare male, ma non è che non avessi pensato allo sviluppo generale della trama, più che altro non avevo margini di tempo per elaborare meglio perché avevamo scadenze settimanali. [...] Quindi, quando il maestro Hara veniva a chiedermi "Come dobbiamo andare avanti?", io rispondevo "Non lo so neanch'io!". Insomma, se non pensavo io non si poteva procedere. *Inizialmente si trattava di una storia ambientata ai giorni nostri... era in un riformatorio mi pare, no!? La struttura del racconto ruotava attorno a questo liceale, Kenshiro, che fugge da lì. Insomma, sembrava un moderno giustiziere. *Le caratteristiche dei cattivi sono dovute cambiare col tempo. Non potevo proporre sempre cattivi in stile {{NDR|il colonnello}} o Jagi, altrimenti la saga sarebbe diventata noiosa, e Kenshiro avrebbe affrontato sempre nemici di basso livello spirituale, senza poter diventare davvero più forte. Per questo è venuto fuori Souther, il nemico più forte di Hokuto. Meglio presentare i cattivi con le loro convinzioni e ambizioni, che avevano alle spalle un passato particolare. Anche Kaioh ne è un esempio. *Molti mi chiedono come abbia ideato il mondo di ''Ken il guerriero'' e penso che, per me, sia stata fondamentale l'esperienza che ho avuto in Cambogia. Un anno prima che mi venisse richiesto di scrivere la sceneggiatura di ''Hokuto No Ken'', infatti, ebbi l'occasione di visitare appunto la Cambogia, dove all'epoca erano ancora evidenti le tracce del [[Genocidio cambogiano|genocidio]] di tre milioni di civili a opera di [[Pol Pot]]. Ovunque era pieno di mine e di ossa. Lì ho visto più resti umani di quanti ne avrei mai voluti vedere in tutta la mia vita. [...] L'aver visto tali atrocità in prima persona mi ha permesso, in seguito, di collocare Kenshiro in un'ambientazione simile. [...] In un mondo del genere, la giustizia non esiste e prevale unicamente la "forza". Per questo mi sembrò naturale che, in un'epoca come quella di ''Ken il guerriero'', Raoh dovesse esercitare il governo attraverso la violenza. Se non esiste alcuna legge, l'unico modo per imporsi è il potere. Ed è proprio questo il principio che ha guidato Raoh. *Non ho creato ''Hokuto No Ken'' ritenendo che l'essere umano dovesse essere in questa maniera o pensando a qualcosa in particolare, semplicemente è un manga che ho realizzato con l’intento di creare una bella opera, tutto qua. Ovviamente, questo non significa che lo ritengo solo un manga interessante e basta, sono infatti ben contento se riesce a trasmettere qualcosa. Ad esempio, leggendolo, magari c'è chi ne trae delle sensazioni positive e chi impara che l'amicizia sia una cosa meravigliosa. In definitiva, dopo ben trent'anni, il fatto che venga ancora letto mi rende profondamente felice e, comunque sia, tu sei davvero ben informato, ne sai anche più di me. *Per le tecniche ci siamo serviti di un dizionario di arti marziali antiche, ma non abbiamo ripreso i nomi fedelmente, ne abbiamo fatto un mix. *Volevamo creare una saga in cui uomini in carne e ossa facessero da protagonisti, quale idea migliore di farne maestri di arti marziali? ===[[Alessio Cigliano]]=== *All'inizio essere ricordato solo per Kenshiro mi seccava un po', proprio per le tante opere su cui avevo lavorato. Poi però mi sono accorto che è un personaggio iconico, che comunque fa parte della mia vita e del mio percorso artistico e ho imparato ad apprezzarlo e a tenerlo nel bagaglio della mia esperienza. È un personaggio che ha lasciato una traccia importante in tutti coloro che l'hanno visto e apprezzato, e in parte questa grande popolarità è dovuta anche alla mia interpretazione; quindi mi fa piacere aver contribuito alla riuscita di una serie che è rimasta ben salda nell'immaginario collettivo. *La serie era particolare, anticonformista rispetto agli anime che io conoscevo come spettatore e che avevo doppiato fino ad allora. Sinceramente, credevo che sarebbe stata vista da poche persone. Non ne comprendevo la portata. Il personaggio era più grande di me e io avevo una voce più leggera, quindi ho sempre fatto molta fatica a interpretarlo. Ma ho cercato comunque di dare il massimo per ottenere un risultato quantomeno accettabile. *{{NDR|«Quanto si sente legato a Kenshiro come carattere, cioè quanto il nostro paladino ha preso da Lei e dal suo modo di essere?»}} Poco, direi! Siamo molto diversi. È questo il bello del doppiaggio e della recitazione in generale: puoi calarti nei panni di gente totalmente diversa da te! Il traguardo finale è rendere credibile il personaggio alle orecchie del pubblico, e nonostante fossi molto giovane all'epoca, credo di esserci riuscito. *Sinceramente, mentre la doppiavo non credevo che diventasse così famosa! Parliamo di oltre 15 anni fa, e all'epoca ne doppiavo tante. Poi col tempo, e soprattutto con l'avvento di Internet, mi sono reso conto che spesso venivo citato più per Ken che per altri personaggi che sono stati sicuramente più impegnativi, e l'ho trovato divertente. *Trovavo l'atmosfera troppo cupa, e spesso gratuitamente violenta. Comunque sempre meglio di certe ambientazioni sdolcinate e buoniste! Se devo dargli un voto, direi che rasenta la sufficienza. *Tutto avrei pensato tranne che potesse diventare qualcosa di "cult". Sono contento, l'ho fatto quando ero molto piccolo e mi è piaciuto tanto farlo. ===[[Tetsuo Hara]]=== *A differenza di altri lavori precedenti, Buronson, il mio sceneggiatore, mi ha lasciato grandi spazi per muovermi nel mondo che aveva ideato e nella caratterizzazione dei suoi personaggi. Per questa ragione c'è molto anche di mio in Kenshiro sebbene non sia una creazione mia. *Durante la pubblicazione di ''Don Quijote'' ci siamo resi conto abbastanza rapidamente che la serie non aveva il successo che desideravamo. Alla quarta settimana di pubblicazione, il Signor Horie venne una sera nel mio studio, e dopo che il sake ebbe fatto il suo effetto eravamo tutti e due un po' brilli. A quel punto mi ha lanciato un libro dicendomi: "Tieni, sono andato a fare un giro nel quartiere dei venditori di libri a Tokyo e ho trovato questo. Non ti va di fare una storia sulle arti marziali cinesi? Questo è sui punti di pressione del corpo umano, dovremmo farne una storia dove i personaggi esplodono quanto vengono premuti, sarebbe geniale!" Ero abbastanza sconvolto: mi aveva chiesto di disegnare sul motocross, e mi ci ero impegnato senza troppo riflettere, e di punto in bianco mi si propose un altro genere! Ma non vi nascondo che all'inizio l'idea mi attirava. Sono sempre stato un fan delle arti marziali e dei personaggi come Bruce Lee. Poiché non ero tanto soddisfatto del manga a cui stavo lavorando ho preso al volo quest’occasione, e lanciammo questo nuovo progetto parallelamente alla conclusione del precedente. In quel momento ha avuto inizio ''Hokuto no Ken''. Ma non vorrei vi faceste un'idea sbagliata su di me, non sono solito bere così tanto! *''Hokuto no Ken'' è soprattutto la storia di un eroe, di un salvatore che arriva a sconfiggere dei cattivi molto cattivi. Non c'è altra soluzione possibile che uccidere questi criminali e la serie è famosa per queste scene, perché l'eroe fa quello che è necessario fare. Per smorzare un po' questa violenza abbiamo creato una base di onomatopee e suoni grotteschi, ma apparentemente questi non sono stati utilizzati nella traduzione francese. Certe di queste onomatopee sono poi diventate parole molto famose in Giappone: tutti conoscono infatti la parola "Shibebu" che non vuol dire niente in particolare, ma che abbiamo inventato per indicare un'esplosione. Ha anche finito per entrare a far parte del linguaggio comune, e i giapponesi lo usano fra di loro scherzosamente quasi per dire "stai per esplodere", sia tra adulti che tra bambini. Oltre alla sdrammatizzazione offerta, queste parole hanno permesso a Hokuto no Ken di essere apprezzato per la sua storia, ma anche per i suoi aspetti comici che hanno attirato un pubblico più vasto. Cosa che ci ha anche permesso di controbilanciare la serietà e la violenza dell'opera, permettendo che fosse presa per quello che realmente è, e apprezzata per questo. Tuttavia, ho sentito dire che la versione animata francese ha comunque subito un'edulcorazione attraverso il doppiaggio. Che fosse una cosa voluta o meno, è una cosa comunque successa, e il risultato finale non è pessimo. Aldilà dell'aspetto comico sdrammatizzante, volevamo anche sviluppare i numerosi aspetti della trama: le storie d'amore e di fratellanza, il percorso di sofferenza di Ken... Erano questi per tutti noi i temi principali di questa serie, non la violenza che allontanava parecchia gente. Anche in Giappone, comunque, abbiamo dovuto far fronte a gruppi di persone che si opponevano alla nostra serie, chiedendone un'interruzione prematura. Ma si tratta comunque di poca cosa rispetto a quanto è accaduto in Francia. *''Hokuto no Ken'', più che un opera che inciti alla violenza, mi sembra al contrario un fumetto che la previene, offrendo al pubblico una valvola di sfogo dallo stress e dai soprusi di tutti i giorni. *''Hokuto no Ken'' rappresenta tutto quello che avevo voglia di disegnare da giovane: uomini forti, combattenti carismatici, eroi nei quali vorremmo identificarci e assomigliare. Avevo cominciato da poco la mia carriera da professionista che già disegnavo il genere che desideravo. Come potete immaginare, dopo cinque anni passati su questa serie, ero talmente soddisfatto che non sapevo proprio cos'altro poter fare. Mi dissi che avevo già guadagnato molto denaro che mi sarebbe potuto bastare fino alla fine dei miei giorni. Poi, a un certo punto sono tornato alla realtà, e data la necessità di pagare le tasse dovevo continuare a lavorare! *In ''Ken il Guerriero'' ho voluto rappresentare la virilità dei combattimenti. Tra i personaggi prediligo Shu perché non è bello come tutti gli altri personaggi della storia, mentre la tecnica di combattimento che più mi ha affascinato è quella di Rey, ossia il colpo dell'Uccello d'Acqua di Nanto. La scena che mi è rimasta più impressa nella mente è senza dubbio quella con Shin, al termine del decimo episodio: forse perché chiude il primo capitolo delle avventure del maestro di Hokuto. *In passato, ero un grande fan di [[Bruce Lee]] da giovane, guardavo continuamente i suoi film. Avevo circa quindici anni quando è morto, e l'annuncio mi ha profondamente sconvolto. Mancava qualcosa nella mia vita e avevo un irrefrenabile bisogno di rilanciarmi in questo genere, per ritrovare lo stesso brivido e la stessa passione. Non trovando in alcun modo persone capaci di riempire questo vuoto mi sono detto che era mio compito farlo, ma non con un film, bensì con un manga. Quando divenni un professionista qualche anno dopo mi venne infine offerta questa possibilità. Bruce Lee fu promotore di un successo globale del genere dei film di arti marziali, ma come tutti i successi improvvisi era destinato a vedere scemare l'entusiasmo. Per me non poteva finire tutto in questo modo, e non ero il solo ad avere questo genere di sensazioni dopo la sua scomparsa; credo, che gran parte del pubblico ha compreso quello che volevo comunicare, si è rivisto nelle mie motivazioni, ed è questo a spiegare il successo di ''Hokuto no Ken''. *Purtroppo da giovane ho visto situazioni di bullismo a scuola, non hanno riguardato me personalmente ma è da lì che ho preso ispirazione, ad esempio, per personaggi come Zeed: nel manga volevo una rivincita sconfiggendo quei prepotenti che nella vita facevano soffrire gli altri. *Sono molto onorato di sapere che la mia opera ha avuto successo in Italia. Non saprei individuare un chiaro motivo, ma forse c'entra il fatto che in questo lavoro sono stati inseriti degli elementi che piacciono al pubblico italiano. Per esempio, l'influenza degli spaghetti western che guardavo insieme a mio padre quando ero piccolo. E poi mi piacevano gli attori di origine italiana come Al Pacino, Robert De Niro e Sylvester Stallone. Gli atteggiamenti di questi grandi attori o le loro espressioni facciali potrebbero essersi riflesse nei personaggi della mia opera. ===[[Stefano Olivari]]=== *L'aspetto commerciale e ludico non ha mai superato i valori del personaggio e della storia: onore, giustizia, integrità, un senso quasi messianico della propria missione sulla Terra. Il tutto da difendere con la forza, perché certe cose i cattivi non le capiscono e allora bisogna fargliele capire. *L'attualità di ''Ken il guerriero'' discende anche dal dibattito che generò negli Ottanta e Novanta, con un esercito di giornalisti, psicologi e sociologi a spiegare i pericoli che quella violenza avrebbe creato nelle menti di bambini e adolescenti. Al traino molti politici, di destra e di sinistra [...]. Siccome non risulta che l'Europa e il Giappone si siano riempiti di serial killer, mentre la violenza giovanile è molto superiore oggi, nel 2024 si può dire che quei dibattiti fossero infondati. [...] Il problema con Ken, alla radice poi anche del suo successo, è che fu preso come emblema della violenza dei buoni, giustificata da quella precedente dei cattivi. E del resto Buronson per il suo nickname si era ispirato all'idolo Charles Bronson: insomma, un po' Giustiziere della notte, un po' depositario delle tradizioni dell'antico Giappone, Kenshiro più che appassionati ha tifosi. *Quello che per noi sarà per sempre ''Ken il guerriero'', in giapponese ''Hokuto no Ken'', è un purissimo prodotto della cultura anni Ottanta, ma discendente diretto dei valori del Giappone tradizionale. ==Bibliografia== *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 1, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 978-8828784104 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 2, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 978-8828787150 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 3, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 978-8828796848 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 4, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 979-1221900606 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 5, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 979-1221902150 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 6, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 979-1221903690 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 7, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221908275 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 8, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221910476 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 9, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221913149 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 10, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221915204 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 11, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221918267 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 12, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221920543 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 13, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221922974 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 14, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221926972 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 15, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221927221 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 16, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221929102 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 17, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221931105 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 18, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221938289 ==Voci correlate== *''[[Ken il guerriero (film)|Ken il guerriero]]'' (film) *''[[Il ritorno di Kenshiro]]'' *''[[Ken il guerriero - La trilogia]]'' *''Ken il guerriero - La leggenda'' **''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]'' **''[[Ken il guerriero - La leggenda di Julia]]'' **''[[Ken il guerriero - La leggenda di Raoul]]'' **''[[Ken il guerriero - La leggenda di Toki]]'' **''[[Ken il guerriero - La leggenda del vero salvatore]]'' *''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]'' ==Altri progetti== {{interprogetto}} :{{Pedia|Episodi di Ken il guerriero|}} :{{Pedia|Episodi di Ken il guerriero 2|}} [[Categoria:Ken il guerriero]] [[Categoria:Manga]] [[Categoria:Serie televisive anime]] krd39o19324ldxy265xrdomv5n52kf5 Template:SelezioneNuove 10 4465 1409911 1409744 2026-04-08T16:57:59Z Gaux 18878 Bruto Amante 1409911 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. 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La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. 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ISBN 88-86158-09-2</ref> [[File:Fortunato Depero - Autoritratto su un albero (1915).jpg|thumb|left|Fortunato Depero, ''Autoritratto su un albero'', 1915.]] ==Citazioni di Fortunato Depero== *L'arte della pubblicità è un'arte decisamente colorata, obbligata alla sintesi. Arte fascinatrice che arditamente si piazzò sui muri, sulle facciate dei palazzi, nelle vetrine, nei treni, sui pavimenti delle strade, dappertutto. Si tentò perfino di proiettarla sulle nubi. È insomma un'arte viva che penetra e si diffonde ovunque, moltiplicata all'infinito e che non rimane sepolta nei musei. Arte libera da ogni vincolo accademico. Arte gioconda, spavalda, esilarante, ottimistica. Arte di difficile sintesi, dove l'artista è alle prese con la creazione ad ogni costo. Il cartello è l'immagine simbolica di un prodotto, è la geniale trovata plastica e pittorica necessaria per esaltarlo e interessarlo. Esaltando con ingegno i nostri prodotti, le nostre imprese (cioè i fattori e l'essenza della nostra vita), non facciamo che dell'arte sinceramente moderna. L'arte pubblicitaria poi offre temi e campo di ispirazione inesplorati. Essa è fatalmente necessaria, attuale e rapidamente pagata. Sono persuaso che un solo industriale dà maggiore incremento all'arte nuova e alla sua evoluzione, più di cento critici o di cento collezionisti passatisti.<ref>Da ''Fortunato Depero nelle Opere e nella Vita'', Trento, 1940, pp. 221-223; Citato in ''Visitate il Trentino'', a cura di Roberto Festi, Qm Servizi Editoriali, Trento, 1988, p. 203.</ref> *un solo industriale è più utile all'arte moderna ed alla nazione che 100 critici, che 1000 inutili passatisti – i futuristi furono i primi pittori, poeti ed architetti che esaltarono con la loro arte l'opera moderna – dipinsero automobili in velocità – dipinsero lampade scoppianti di luce – dipinsero locomotive sbuffanti e ciclisti veloci – i futuristi stilizzarono le loro composizioni con uno stile violentemente colorato; con una plastica riassuntiva e geometrica moltiplicarono e scomposero i ritmi degli oggetti e dei paesaggi per accrescere la dinamicità e per rendere efficace la loro idea veloce, il loro stato d'animo e la loro concezione – a contatto continuo con il paesaggio d'acciaio, di luce e di cemento dei nostri tempi –<ref>Da ''Manifesto dell'arte pubblicitaria futurista''; Citato in ''Depero'', Mostra a cura di [[Gabriella Belli]], Catalogo a cura di [[Maurizio Fagiolo dell'Arco]], Museo Provinciale d'Arte Sezione Contemporanea, Trento, Electa, Milano, 1988, p. 171.</ref> *Le dolomiti dei grattacieli tacciono la loro imponente altezza. I veli bigi e violenti di alta fuliggine sfumano gradualmente i piani e le rupi squadrate che salgono. Lassù guizzano gli aculei d'argento e irradiano le cupole dorate mentre garriscono le bandiere punteggiate di stelle e strapiombano gli spigoli dei verticali macigni abitati, degli alveari a picco. I sentieri per salire le babeliche montagne sono ardui e spinosi. I viottoli che portano agli uffici sono scoscesi: visi duri, porte ermetiche, abitanti inospitali, risposte pungenti, conversazioni amare e fatiche inconcludenti. Il paesaggio interno è monotono: cartame a mucchi, ticchettio permanente della gragnuola dattilografica. Fruscìo e sventate degli ascensori che aspirano e immergono come potenti stantuffi la nera marea umana. È una marea di milioni di insetti che brulicano, mordono, penetrano, vanno e vengono a processioni, si arrampicano, sostano e indietreggiano. Fuggono di casa in casa, cadono e si rialzano, combattono, assalgono affamati ed assetati di luce, di pane e di un pezzo d'oro che splende lassù fra le vette dell'ingannevole paradiso terrestre. L'ascesa dà la vertigine. Una misteriosa febbre spinge l'uomo-animale alla conquista di quelle fragili guglie. Sale sfiorando gli abissi, cammina per svolte a precipizio, prosegue fra lo sgretolarsi delle valanghe e il boato dei crolli. [...] Il povero e misero mulo, quasi accecato, passa attraverso le cortine di fumo, zoppica, fra il ringhiare delle macchine, fra le tempeste e gli uragani delle genti. E sale ancora duramente per una manciata di confortevole altitudine, per un fascio di autentico sole, per un lembo di cielo, per un guscio di pace e un meritato pugno di stelle. (Da ''Il mulo metropolitano'', citato in ''Fortunato Depero nelle opere e nella vita'', Edizione a cura della legione Trentina, Trento, 1940, pp. 292-293) *Per liberarmi da tutto quello che fu tecnica ed espressione impressionista, vaga, sensuale, sparpagliata, m'imposi uno stile piatto, semplice, geometrico, meccanico. Linea precisa, forma chiara e colore complementare, piatto o a curvature sfumate, sferiche e cilindriche. Ritorno ad una severa prospettiva di corpo inteso e non veduto, considerazione profonda fino a scrupoloso e freddo calcolo dei valori intuiti. Rapporti ritmici e organici dei minimi dettagli con le maggiori masse, fra fiorellini invisibili di prato e gigantesche flore tropicali; massicce pesanti geometrie di palazzi, torri, castelli; larghe vie di duro asfalto e nuvole grasse e tonde; fumi, profumi, fili e nastri di trasparenze e infiniti, tipici ghirigori di nuvole al vento. I più semplici profili di ordigni casalinghi e utensili; animali e fiori, tutto in sintetici rapporti lineari-architettonici, fino alle più libere, astratte combinazioni grafiche. Non solo gamma coloristica, rapporti plastici, ma una libertà di linea che fonde e regge i più disparati elementi strutturali in un unico assieme.<ref>Da ''Mondo e teatro plastico'', ''In Penombra'', aprile-maggio 1919, pp. 20-22; Citato in ''Depero'', Mostra a cura di [[Gabriella Belli]], Catalogo a cura di [[Maurizio Fagiolo dell'Arco]], Museo Provinciale d'Arte Sezione Contemporanea, Trento, Electa, Milano, 1988, p. 104.</ref> *Rosetta intenta al telaio a imbastire e cucire i primi arazzi..., [e io che] saltello di gioia, sprizzo di allegria, persuaso di avere trovato la pratica soluzione di un insospettato avvenire redditizio. Mi rivolgo verso l'ampio azzurro mediterraneo e tirando un grande sospiro... prometto profeticamente di saper trasformare in avvenire le pezzuole degli scampoli policromi in seducenti banconote da cento e da mille.<ref>Da ''Fortunato Depero nelle Opere e nella Vita'', Trento, 1940, p. 148; Citato in [[Gabriella Belli]], ''La Casa del Mago <small>Le Arti applicate nell'opera di Fortunato Depero 1920-1942</small>'', Catalogo Mostra, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Edizioni Charta, Milano-Firenze, 1992, p. 24. ISBN 88-86158-09-2</ref> *{{NDR|Su [[Remo Wolf]]}} Si chiama Remo Wolf. Incisore in legno, astuto chiaroscurista, tormentato da un suo mondo interiore letterario e filosofico. È legato al libro per la sua specifica tecnica del bulino. I suoi soggetti sono disparati e contrastanti, tendenti ad una sconfinata e libera fantasia. [...] Ha qualche passaggio più borghese, più addomesticato, magari, sicuramente più vendibile. Ma dove l'inquietudine si rivela maggiormente apprezzabile e la sua maestria inconfutabile è nelle luci autonome. La sua abilità specifica risulta nei bagliori improvvisi, nelle ombre illogiche ed a sorpresa, nelle assurde prospettive, antivere, ma taglientemente evidenti, dimostrative che rilevano la figura e la scena; sia essa mistica, letteraria, biblica, satirica o fiabesca. [...] Ha un pizzo che sembra un bulino. Ha un naso che sembra un raschiatoio. Ha l'occhio basso indagatore penetrante, quasi poliziesco. Fuma impenitentemente la pipa – quindi vede la realtà attraverso le pieghe del suo sogno fumante. Ha uno studio che sembra un baule volante. Sotto il tetto zeppo di libri, di carte, di Album, di piccoli quadri strani, di molti disegni. Ad un filo di traverso pende una verde lanterna. Sembra l'astro magico d'un alchimista. In un angolo: corde – picozze e chiodi di rocciatore. Quindi da bravo trentino non arrampica solo con la fantasia inquieta sulle pareti di fumo involuto e seducente, ma con coraggio fisico e sano ordinamento, anche sulle pareti alte del nostro imponente e formidabile gruppo Brenta – meraviglia del Mondo.<ref>Da ''Discorso per l'inaugurazione della personale di Gino Pancheri, Guido Polo e Remo Wolf alla Galleria A.I.V'', Trento, 18 dicembre 1936; Citato in ''«La mia arte io la chiamo mestiere», Remo Wolf uomo e artista del '900'', a cura di Domenica Primerano e Riccarda Turrina, Comune di Trento e Museo Diocesano Tridentino, Tipografia Editrice Temi, 2010, p. 332. ISBN 978-88-89706-82-4 </ref> ==Citazioni su Fortunato Depero== [[File:Fortunato Depero Il motociclista.jpg|thumb|Fortunato Depero, ''Il motociclista'', 1918.]] [[File:Fortunato depero, marionette dei balli plastici, 1918, 03 gatto.jpg|thumb|left| Fortunato Depero, Marionette dei Balli Plastici, 1918.]] *A proposito di Depero il discorso si arricchisce poi di altre valenze: e sono quelle legate all'utilizzo che egli fa, nella sua [[Casa d'arte futurista Depero|Casa d'arte roveretana]], di tematiche, iconografie, cadenze e modi formali provenienti dal [[Trentino|folclore trentino]]. L'uso di repertori locali, in quanto singolarità etniche, era stato teorizzato già da Modernismo, cioè dalla serie di atteggiamenti di tipo [[Art Nouveau]]; si trattava della volontà di mantenere caratterizzata e differenziata una produzione che l'aspetto internazionale dell'ideologia ad essa sottesa rischiava di rendere uniforme, e di salvare in questo modo scuole, laboratori, tradizioni locali contro un'ipotesi di standardizzazione totale – che avrebbe oltre tutto spazzato via dal mercato appunto i prodotti delle piccole imprese. ([[Rossana Bossaglia]]) *All'esposizione di Parigi l'estrema punta dell'avanguardia artistica era rappresentata dal padiglione dei Soviet e dalla sezione futurista italiana. Vi figuravano le concezioni d'insieme architettoniche e i progetti di decorazione e di scenari per teatro di Enrico Prampolini e [[Giacomo Balla]], e i pannelli di Fortunato Depero, dai vivacissimi colori, dalle figure ricamate e sovrapposto in panno sul panno, di perfetta esecuzione e di finissimo gusto, con una composizione stilizzata in maniera schematica e talvolta caricaturale. Anche alcuni tra i suoi fantocci in legno dipinto attestano con i volumi sommari e la ricerca di ritmi curiosi ed efficaci, uno sforzo d'invenzione spesso felice. ([[Margherita Sarfatti]]) *Attiva con alterne vicende per oltre vent'anni la [[Casa d'arte futurista Depero|Casa d'Arte Futurista Depero]] inizia la sua attività nell'autunno del 1919 a [[Rovereto]], in un piccolo locale di via Vicenza. La notizia relativa all'apertura era stata data alla stampa dallo stesso Depero. Il 5 giugno infatti, nel n. 12 di «Cronache d'Attualità» si legge: "Il pittore Depero sta per fondare un grande stabilimento per mobili e oggetti d'arte decorativa nel Trentino". Il progetto della Casa d'Arte ha però origini più lontane e può essere agevolmente fatto risalire ancora all'estate del 1917. Fu proprio in quell'anno che Depero, nel clima incantato di Capri, vicino all'amico Gilbert Clavel, iniziò a sperimentare i primi quadri di stoffa "cuciti". ([[Gabriella Belli]]) * Certo è che pure in [[Giacomo Balla|Balla]] e in Depero le sagome si fanno esatte, plastiche, volumetriche, conciliate col piacere della decorazione. De resto Depero non è alieno dallo sfruttare anche lui il tema della maschera, seppure sotto la forma, più consona al credo [[Futurismo|futurista]], del robot: e dunque si tratta di una maschera, di un burattino confacente al clima dell'industrialismo; così come il sostanziale realismo magico-incantato di Dottori cerca la legittimazione nell'Aeropittura. Ma sono alibi, giusto per non tradire la fede nel progresso, quando in realtà essa vacilla ed è scossa dal dubbio. ([[Renato Barilli]]) *ha una consumata perizia tecnica che gli permette di ricavare effetti coloristici grati agli occhi dei profani e ce lo mostra pittore a prima vista. I ''Pappagalli'' e la ''Tarantella'' (solo per citare due opere) in panni colorati (pazientemente cuciti dalle mani gentili della moglie dell'artista<ref>Rosetta Amadori Depero (Rovereto 1893-1976). Le nozze furono celebrate il 23 giugno 1919.</ref>) rappresenterebbero il più delizioso e raro ornamento di un chiaro e squisito salone moderno. ([[Filippo de Pisis]]) *L'attenzione di Depero] per una rivisitazione globale del fare artistico-artigianale, che interessava soprattutto il settore dei manufatti realizzati nella [[Casa d'arte futurista Depero|Casa d'arte roveretana]] si colora proprio in quegli anni di un portato ideologico che, di fatto, trasferisce il contenuto del quadro e, più in generale delle sue opere, dal contesto del mito a quello del folclore. [...] Dunque, non è un caso che Depero fosse nato austriaco e che la sua formazione scolastica fosse orientata in senso tecnico-artigianale dall'insegnamento presso la [[Scuola Reale Elisabettina|Scuola Elisabettiana]] di [[Rovereto]], scuola sorta nel panorama di un progetto didattico delle scienze e delle arti applicate, diffuso in tutto l'Impero. ([[Rossana Bossaglia]]) *La configurazione dell'esperienza di Depero "astrattista futurista", secondo l'organigramma proposto nell'invito alla mostra romana del 1916 si realizza dunque nei "complessi plastici motorumoristici", nel "dramma pitto-plastico" costituito dalla pittura, nell'enunciazione dell'"architettura dinamica" della "città aerea", e nelle "parole in libertà". Non vi ha ancora voce in capitolo autonoma l'impegno progettuale per la scena, tuttavia presente con i bozzetti di costumi plastici per ''Minismagia''. Completa comunque il ventaglio di soluzioni in linguaggio analogico astratto. ([[Enrico Crispolti]]) *Sappiamo del resto dallo stesso Depero che nell'autunno del 1919, rientrato definitivamente a [[Rovereto]], aveva ottenuto da Umberto Notari l'incarico di eseguire due grandi arazzi in panno colorato per decorare le pareti della sala da fumo della sua villa a Monza. Venivano così realizzati ''Cavalcata fantastica'' e ''Il corteo della Gran Bambola'', due arazzi di grandissime dimensioni cuciti in pochi mesi, straordinario atto di nascita della [[Casa d'arte futurista Depero|Casa d'Arte Futurista Depero]]. Nell'agosto del 1920, grazie anche alle prospettive aperte da queste prime importanti commissioni, la Casa d'Arte viene trasferita nei grandi saloni di casa Keppel in via 2 Novembre a Rovereto e in questo nuovo spazio si assiste allo sviluppo e all'incremento massimo del suo programma di produzione. In questi ampi locali Depero si prepara per l'esposizione del 1921, ma anche per quelle ben più importanti del 1923 a Monza e del 1925 a Parigi. Da qui escono anche i progetti esecutivi del primo allestimento d'interni a lui affidato, quello del Cabaret del Diavolo a Roma (1921-1922). ([[Gabriella Belli]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Casa d'arte futurista Depero]] *[[Futurismo]] *[[Pubblicità]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Depero, Fortunato}} [[Categoria:Cartellonisti pubblicitari]] [[Categoria:Designer italiani]] [[Categoria:Pittori italiani]] [[Categoria:Scenografi italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Scultori italiani]] 7hrkrtnscjw4vddf64i4phkt19k9lia Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951) 0 8101 1409923 1380345 2026-04-08T20:15:03Z ~2026-19343-40 106748 /* Frasi */ 1409923 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Alice nel Paese delle Meraviglie |immagine=Alice in wonderland 1951.jpg |genere=animazione |regista=[[Clyde Geronimi]], [[Wilfred Jackson]], [[Hamilton Luske]] |soggetto= [[Lewis Carroll]] |sceneggiatore=[[Aldous Huxley]] |doppiatorioriginali= *[[Kathryn Beaumont]]: Alice *[[Ed Wynn]]: Cappellaio matto *[[Richard Haydn]]: Brucaliffo *[[Sterling Holloway]]: Stregatto *[[Jerry Colonna]]: Leprotto bisestile *[[Verna Felton]]: Regina di Cuori *[[Bill Thompson]]: Bianconiglio / Capitan Libeccio *[[Heather Angel]]: sorella di Alice |doppiatoriitaliani = *[[Vittoria Febbi]]: Alice *[[Carlo Romano]]: Cappellaio matto *[[Gaetano Verna]]: Brucaliffo *[[Stefano Sibaldi]]: Stregatto *[[Mauro Zambuto]]: Leprotto bisestile *[[Tina Lattanzi]]: Regina di Cuori *[[Lauro Gazzolo]]: Bianconiglio *[[Aldo Silvani]]: Capitan Libeccio *[[Dhia Cristiani]]: sorella di Alice |note= }} '''''Alice nel Paese delle Meraviglie''''', film d'animazione statunitense del 1951, regia di [[Clyde Geronimi]], [[Wilfred Jackson]] e [[Hamilton Luske]]. ==Frasi== *Song in ritardo! In arciritardissimo! ('''Coniglio Felice''') *Che Tipo Di Geni Mi Succede Dimmi Dimmi Dimmi! ('''Coniglio Felice''') *Perch i tramonti son pupazzi da levare? ('''Jack''') *Tagliatelle la testa! ('''Nonna''') *Qualche testa rotolerà per queso! LA TUA! ('''Nonna''') *Qualche testa rotolerà per queso! ('''Nonna''') *Tagliatelle... eh? ('''Nonna''') *Tagliatelle... ('''Nonna''') *Tagliatelle la...! ('''Nonna''') *Decapitalela! ('''Nonna''') *Tagliatele la testa! Decapitatela! ('''Nonna''') *Tagliatele la testa! ('''Nonna''') *Se Non Dici Niente! ('''Bonnie''') *Lucero! ('''Larry''') *Chicken Essex turn? ('''Brucaliffo''') *Cost Essex turn? ('''Brucaliffo''') *Ione Essex although estate vole net Otto Nicolai centimeters even trio Arte union India bile alternative! ('''Brucaliffo''') *I Burattinai Sono Entrati E Hanno Un Sacco Di Idee Pacifiche Di Dover Rimpiangere Quindi Il Burattino Sembra Un Burattino Delle Dimensioni Di Un Pupazzo! ('''Cammelliere''') *{{NDR|Mentre scompare}} Stai Cambiando! ('''Lucifero Il Gatto Duro''') *Stiamo Andando Su Marte Stiamo Andando Su Marte! ('''Harry Lepre''') *Because'! Natural check TJ since interesting rite! Queso chi poll one {{NDR|L'orologio}} every estaminet duel Igor is indictor! ('''Jack''') * {{NDR|Parlando della foresta di Tulgey}} Safe be purple bellow see, unable voltage tango, qu Alcoa’s quick a essential unfortunately sensory... ('''Bonnie''') * {{NDR|Riferito alla Regina di cuori}} Andrea Matt and perfect tw! David Semple cements Matt! ('''Lucifero Il Gatto Duro''') *None Calle state if pal piedmont. ('''Bonnie''') *''Poi impair are tantrum cost daily Florida!'' ('''Fiori''') *"Poi impair are moles cost daily Florida"... Trove check pot rebbe ro I’m parade lord unfortunately poor' did education! ('''Bonnie''') *Sir pour David Semple Avery pink did nineteen. ('''Jack''') *Leggi le direttive e verrai diretta dritta dritta nella diritta direzione. ('''Serratura''') ==Dialoghi== *'''Sorella di Alice''': Alice, vuoi essere così gentile {{sic|di}} seguire la lezione di storia?<br>'''Alice''': Scusami, sai, ma come si fa a interessarsi a un [[libro]] in cui non vi è neanche una figura?<br>'''Sorella di Alice''': Mia cara bambina, ci sono tanti libri interessanti anche senza figure, a questo mondo.<br>'''Alice''': A questo mondo, forse. Ma nel mio mondo, i libri sarebbero fatti solo di figure. *'''Bianconiglio''': Oh, poffarre, poffardissimo! E' tardi, è tardi, è tardi! <br/> '''Alice''': Questo sì che è buffo. Perché mai dovrebbe essere tardi per un coniglio? Mi scusi? Signore! <br/> '''Bianconiglio''': Macchè, Macchè, non aspettano che me! In ritardo sono già! Non mi posso trattener! <br/> '''Alice''': Dev'essere qualcosa di importante. Forse un ricevimento. Signor Bianconiglio! Aspetti! <br/>'''Bianconiglio''': No, no, no, no, no, no, no! È tardi, è tardi, sai! Io son già in mezzo ai guai! Neppur posso dirti ciao! Ho fretta, fretta, sai! *'''Serratura''': Oh, mi dispiace, sei troppo grossa, proprio ''impassabile''. <br/> '''Alice''': Vuoi dire impossibile. <br/> '''Serratura''': No, impassabile. Nulla è impossibile. *'''Serratura''': Piangere non serve a nulla. <br/> '''Alice''': Lo so, ma non mi riesce di smettere. *'''Alice''': Ma lei è un gatto? <br/> '''Stregatto''': No, uno Stregatto astratto. *'''Capitan Libeccio''': Per spazzarlo via, ci vuole... Ah! Lo spazzacamino con una scala.<br/> '''Bianconiglio''': Oh, Biagio! Biagio, ci occorre uno spazzacamino con una scala! Puoi aiutarci?<br/> '''Biagio''': Lucerto, eccellenza.<br/> '''Capitan Libeccio''': Biagio, ragazzo mio, sei mai sceso in un camino?<br/> '''Biagio''': Lucerto, eccellenza. Sono sceso in più camini io... <br/> '''Capitan Libeccio''': Magnifico, magnifico, allora infilati dentro a quello e tira fuori quel mostro.<br/> '''Biagio''': Agli ordini, capo. Mostro? Aiuto! {{NDR|Biagio cerca di scappare}}<br/> '''Capitan Libeccio''': Aah, lah, così va meglio. Senti Biagio, tu sei un eroe, un vero eroe.<br/> '''Biagio''': Sul serio? <br/> '''Capitan Libeccio''': Diventerai famoso. <br/> '''Biagio''': Sul serio? <br/> '''Capitan Libeccio''': Lucerto. Questo sì che è fegato. Adesso calati giù. Roba da ragazzi, vecchio mio. Non hai che da avvolgere la coda al collo del mostro ed estirparlo.<br/> '''Biagio''': Ma capitano.<br/> '''Capitan Libeccio''': In bocca al lupo, Biagio. *'''Alice''': Oh, che strane farfalle.<br/>'''Rosa''': Vuoi dire pan-farfalle.<br/> '''Alice''': Oh, sì, certo. Che? Chi può essere stato a... Oh, una libellulla. Voglio dire una... una caval-libellula.<br/> '''Rosa''': Una dondo-libellula.<br/> '''Alice''': Domando scusa, ma era... ha detto... oh, ma è assurdo. I fiori non parlano.<br/> '''Rosa''': Ma certo che parliamo, mia cara.<br/> '''Iris''': Se c'è qualcuno a cui valga la pena di parlare. *'''Margherita''': Da che giardino vieni? <br/>'''Alice''': Oh, io non vengo da nessun giardino.<br/>'''Margherita''': Credete che sia un fiore selvatico?<br/>'''Alice''': Oh, no. Non sono un fiore selvatico.<br/>'''Rosa''': Beh e a quale specie, o vogliamo dire genere, appartieni, cara.<br/>'''Alice''': Eh suppongo che mi chiamereste genere umano. Alice.<br/>'''Margherita''': Hai mai visto un'Alice con un bocciolo come quello?<br/>'''Iris''': Ora che ci penso, hai mai visto un'Alice?<br/>'''Margherita''': Già. Hai notato i suoi petali? Che strano colore.<br/>'''Iris''': E nessun profumo.<br/>'''Margherita''': Ahahah guarda un po' quegli steli. <br/>'''Iris''': Quegli stecchi, vuoi dire.<br/>'''Bambocciolo''': Io la trovo carina.<br/>'''Rosa''': Piegati, Bambocciolo.<br/>'''Alice''': Ma io non sono un fiore.<br/>'''Iris''': Ah, lo sospettavo. Nient'altro che comunissima ''mobile vulgaris''.<br/>'''Alice''': Comunissima cosa?<br/>'''Iris''': In parole povere: erbaccia. *'''Alice''': Volevo soltanto chiederle che strada devo prendere!<br/> '''Stregatto''': Be', tutto dipende da dove vuoi andare!<br/>'''Alice''': Oh, veramente importa poco purché io riesca...<br/> '''Stregatto''': Be', allora importa poco che strada prendi! A proposito, se vuoi proprio saperlo, è andato da quella parte.<br/> '''Alice''': Chi?<br/> '''Stregatto''': Il Bianconiglio.<br/> '''Alice''': Davvero?<br/> '''Stregatto''': Davvero cosa?<br/> '''Alice''': E' andato di là?<br/> '''Stregatto''': Ma chi?<br/> '''Alice''': Oh, il coniglio bianco.<br/> '''Stregatto''': Quale coniglio?<br/> '''Alice''': Ma non l'ha detto lei poco fa? Oh, cielo. *'''Stregatto''': Sai stare dritta sulla testa tu? Comunque: se io cercassi il Bianconiglio, lo chiederei al Cappellaio Matto!<br/> '''Alice''': Al Cappellaio Matto? Oh, no, no! Io no.<br/> '''Stregatto''': Oppure al Leprotto Bisestile, in quella direzione!<br/> '''Alice''': Oh, grazie! Credo che lo chiederò a lui!<br/> '''Stregatto''': Però guarda che gli mancan diversi venerdì!<br/> '''Alice''': Oh, ma io non voglio andare in mezzo ai matti!<br/> '''Stregatto''': Oh, non puoi farci niente! Sono quasi tutti matti, qui! *'''Leprotto Bisestile''': Comincia dal principio!<br/> '''Cappellaio Matto''': Sì! E quando arrivi alla fine, fermati! *'''Regina di cuori''': Fa' la riverenza quando pensi! Risparmierai tempo!<br/> '''Alice''': Sì, maestade! *'''Regina di cuori''': Guarda in su. Appropinquati. E non intrecciare le dita! Raddrizza quei piedi. Riverenza! Apri la bocca un po' di più e di' sempre: «Sì, maestade».<br>'''Alice''': Sì, maestade.<br>'''Regina di cuori''': E ora... da dove vieni e dove sei diretta?<br>'''Alice''': Cercavo di ritrovare la mia strada.<br>'''Regina di cuori''': {{NDR|urlando}} La tua strada!? Tutte le strade qui sono mie! *'''Bianconiglio''': Maestade, membri della giuria, leali sudditi, nonché re: l'imputata è accusata di aver spinto sua Maestade, la Regina di cuori, a una partita a croquet e quindi possa di aver urgentemente con malizia premeditato, stuzzicato, tormentato e annoiato la nostra ben... <br/> '''Regina di cuori''': Sorvola queste fanfalucche! Vieni al punto in cui io perdo le staffe. <br/> '''Bianconiglio''': Po-po... c-c-causando quindi alla Regina la perdita delle staffe. <br/> '''Regina di cuori''': Dunque... sei pronta per l'esecuzione? <br/>'''Alice''': Esecuzione?!? Oh, ma dovrà essercila sentenza, prima...<br/> '''Regina di cuori''': Esecuzione primo! Sentenza poi! <br/>'''Alice''': Ma questo è parer mio...? <br/> '''Regina di cuori''': Tutti i pareri qui sono... <br/>'''Alice''': Vostri, maestade. <br/> '''Regina di cuori''': Sì, bambina... TAGLIATELE... Eh? <br/> '''Re di cuori''': Ma considera, mia cara, non l'abbiamo chiamata testimone, non è che potremmo ascoltarne almeno uno o due? Eh? Potremmo?? <br/> '''Regina di cuori''': Oh... e va bene: MA, FACCIAMO PRESTO!!!! <br/> '''Re di cuori''': Primo testimone! Primo testimone! Araldo chiama primo testimone! <br/> '''Bianconiglio''': Il Leprotto Bisestile! <br/> '''Re di cuori''': Che cosa ne sai tu di questa disgraziata faccenda? <br/> '''Leprotto Bisestile''': Niente. <br/> '''Regina di cuori''': NIENTE DI NIENTE??? <br/> '''Leprotto Bisestile''': Niente di niente! <br/> '''Regina di cuori''': Ciò è davvero rilevante! Giuria, mettete a verbale. {{NDR|La giuria scrive}} <br/>'''Alice''': Irrilevante voleva dire, forse, vostra maestà. <br>'''Regina di cuori''': {{NDR|urlando}} SILENZIO! Secondo testimonio. {{NDR|Le guardie arrivano con il Toperchio}} <br>'''Regina di cuori''': {{NDR|urlando}} BENE... {{NDR|Le guardie dicono alla Regina di far piano}} Tu cos'hai da dire in merito...?? <br>'''Toperchio''': Zicchi zucchi pif e paf... <br/> '''Regina di cuori''': Questa è la testimonianza più importante che abbiamo mai udito fin ora... {{NDR|urlando}} A VERBALE!!!!! {{NDR|La giuria scrive}} <br/>'''Alice''': Zicchi zucchi... E adesso?? {{NDR|Le guardie arrivano con il Cappellaio Matto}} <br/> '''Regina di cuori''': TOGLIETEVI IL CAPPELLO! <br/> '''Re di cuori''': E tu dov'eri quando questo terribile delitto fu commesso? <br/> '''Cappellaio Matto''': Ero a casa a prendermi il tè. Oggi, sapete, è il mio non-compleanno! <br/> '''Re di cuori''': Ma, mia cara, oggi è anche il TUO non-compleanno! <br/> '''Regina di cuori''': Davvero?!? <br/> '''Leprotto Bisestile e Cappellaio Matto''': DAVVERO?!? ==Canzoni== *'''Nel mio mondo''':<br/> Le bestiole<br/>anche lor vivrebbero in casette<br/>ben vestite in guanti con scarpette<br/>nel mio mondo ideal<br/>ogni fiore<br/>se io fossi un po' di malumore<br/>per distrarmi passerebbe l'ore<br/>chiacchierando nel mio mondo ideal<br/>gli uccellini<br/>sempre allegri affabili e carini<br/>canterebber l'arie di Puccini<br/>in quel mio mondo ideal<br/>se un ruscello<br/>odi mormorar<br/>potrai capir di cosa vuol parlar<br/>che bellezza<br/>se sapessi che<br/>quel mondo delle meraviglie c'è. *'''Capitan Libeccio''':<br/> Oohh che bella vita fa il marinar,<br/>sempre a navigar quando infuria il mar,<br/>me ne infischio se nevischia<br/>se c'è nebbia o il vento fischia<br/>perché il tempo se ne infischia pure lui di mee..<br/>Oh che bella vita fa il marinar,<br/>tira e salpa là, issa e molla qua..<br/> *'''Maratonda''':<br/> Girotondo, sempre in tondo, asciugati anche tuu,<br/>niente è più seccante di una corsa in su e giù..<br/>Maramaratonda testa in basso e gambe in suu,<br/>non c'è stato inizio e non ci fermeremo più<br/>di correr di saltar calciar di qua e di làà,<br/>cominciò domani, l'altroieri finirà..<br/>Gira gira in tondo c'è più gusto e sai perché?<br/>Non c'è mai nessuno che stia avanti o che stia indietro<br/>avanti gira in tondo provaci anche tuu,<br/>niente secca meglio di una corsa in su e giù<br/>mara...<br/> *'''Capitan Libeccio''':<br/> Lo voglio affumicar<br/>Così dovrà sloggiar<br/>Un po' di legna prenderò<br/>Con questi il fuoco accenderò<br/>Faremo un bel falò<br/>E il mostro scaccerò<br/>Il naso gli bruciam<br/>I piedi gli arrostiam <br/>e lì per lì gli dimostriam <br/>che mostri qui non tolleriam <br/>Noi non avrem pietà <br/>col fuoco sloggerà. *'''Nel meriggio d'oro''':<br/> Là che i panfarfalle e i bei tulipani<br/>Scambian baci sotto i girasol<br/>Suonan le campanule al risveglio<br/>Nel bel bel meriggio d'or<br/>Nelle nuvole son già gli [[asfodelo|asfodeli]]<br/>E le viole cantano di cuor<br/>Bocca bocca di leone e i gigli <br/>Sboccian nel meriggio d'or<br/>Sono i bruchi cane e gatto<br/>Han la [[gotta]] i millepiè<br/>Ma le margherite per amor si lasciano sfogliar<br/>Imparar puoi tante cose dai fiori<br/>Che di grazia sempre ricchi son<br/>Son felici in primavera i cuori<br/>Lieti nel bel meriggio d'or<br/>Imparar puoi tante cose dai fiori<br/>Che di grazia sempre ricchi son<br/>Son felici in primavera i cuori<br/>Lieti nel bel meriggio d'or<br/> *'''Un buon non compleanno''':<br/> Noi tutti abbiam un compleanno ogni anno<br/>Ed uno solo all'anno, ahimè, ce n'è<br/>Ah, ma ci son trecensessantaquattro non compleanni<br/>E quelli preferiamo festeggiar<br/>Ma allora oggi è anche il mio non compleanno!<br/>Davvero?! Com'è piccolo il mondo!<br/>In tal caso... Un buon non compleanno A me? A te!<br/>Un buon non compleanno A me? A te!<br/>Or spegni le candele e rallegrati perché...<br/>... un buon non compleanno aaaaaaaaaaaaa te!!! ==Citazioni su ''Alice nel Paese delle Meraviglie''== *[[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Il Mereghetti]]'') *La forza del film è nei personaggi strampalati e nel gusto per le cose folli. Carroll descrive un mondo tanto eccentrico e privo di logica quanto divertente e ameno. Ma è un mondo che non può funzionare proprio per la mancanza completa di logica. Nel film questo messaggio risulta un po' sfocato ma alcuni dei personaggi che compaiono sono talmente indovinati da far dimenticare l'originale: un numero enorme di figure sfilano durante la visione e nessuna, in fondo, ha una vera storia da raccontare. Alla sua uscita il film lasciò perplessi per la struttura anarcoide che lo rende frammentario e quasi privo di trama. La follia elevata a protagonista non riesce sempre ad essere convincente. In fondo il personaggio di Alice non ha la forza innata comune alla eroine disneyane, la loro credibilità, la loro vita. Alla fine degli anni Sessanta questo film fantastico e strampalato fu amato moltissimo dalla generazione dei "figli dei fiori", che nelle gag, nel ritmo indiavolato e proprio nell'illogico che impregna il film trovarono il loro mondo ideale. (''[[il Farinotti]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Alice nel Paese delle Meraviglie''}} {{alice}} {{disney}} [[Categoria:Classici Disney]] 2d2ezrvay4nw8rqppnkjz6k78kd74tp 1409924 1409923 2026-04-08T20:22:40Z Udiki 86035 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-19343-40|~2026-19343-40]] ([[User talk:~2026-19343-40|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:~2025-51405|~2025-51405]] 1380345 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Alice nel Paese delle Meraviglie |immagine=Alice in wonderland 1951.jpg |genere=animazione |regista=[[Clyde Geronimi]], [[Wilfred Jackson]], [[Hamilton Luske]] |soggetto= [[Lewis Carroll]] |sceneggiatore=[[Aldous Huxley]] |doppiatorioriginali= *[[Kathryn Beaumont]]: Alice *[[Ed Wynn]]: Cappellaio matto *[[Richard Haydn]]: Brucaliffo *[[Sterling Holloway]]: Stregatto *[[Jerry Colonna]]: Leprotto bisestile *[[Verna Felton]]: Regina di Cuori *[[Bill Thompson]]: Bianconiglio / Capitan Libeccio *[[Heather Angel]]: sorella di Alice |doppiatoriitaliani = *[[Vittoria Febbi]]: Alice *[[Carlo Romano]]: Cappellaio matto *[[Gaetano Verna]]: Brucaliffo *[[Stefano Sibaldi]]: Stregatto *[[Mauro Zambuto]]: Leprotto bisestile *[[Tina Lattanzi]]: Regina di Cuori *[[Lauro Gazzolo]]: Bianconiglio *[[Aldo Silvani]]: Capitan Libeccio *[[Dhia Cristiani]]: sorella di Alice |note= }} '''''Alice nel Paese delle Meraviglie''''', film d'animazione statunitense del 1951, regia di [[Clyde Geronimi]], [[Wilfred Jackson]] e [[Hamilton Luske]]. ==Frasi== *Sono in ritardo! In arciritardissimo! ('''Bianconiglio''') *Marianna! Mariannissima! Va' a prendermi i guanti! ('''Bianconiglio''') *Perché i tramonti son pupazzi da levare? ('''Cappellaio Matto''') *Tagliatele la testa! ('''Regina di cuori''') *Qualche testa rotolerà per questo! LA TUA! ('''Regina di cuori''') *Qualche testa rotolerà per questo! ('''Regina di cuori''') *Tagliatele... eh? ('''Regina di cuori''') *Tagliatele... ('''Regina di cuori''') *Tagliatele la...! ('''Regina di cuori''') *Decapitalela! ('''Regina di cuori''') *Tagliatele la testa! Decapitatela! ('''Regina di cuori''') *Tagliatele la testa! ('''Regina di cuori''') *S'io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com'è, perché tutto sarebbe come non'è, e viceversa! Ciò che è non sarebbe e ciò che non'è sarebbe! ('''Alice''') *LuCerto! ('''Biagio ''') *Chi esser tu? ('''Brucaliffo''') *Cosa esser tu? ('''Brucaliffo''') *Io essere alto esattevolmente otto centimetri e trovare un'invidiabile altezza! ('''Brucaliffo''') *Se ci credi [[burattino|burattini]] dovresti pagare per vederci! E se ci credi persone viventi dovresti salutarci! ('''Panco pinco e Pinco panco''') *{{NDR|Mentre scompare}} E ti sarai accorta che in fondo sono mezzo svanito anch'io! ('''Stregatto''') *Ė molto semplice. Dunque: trenta giorni conta novem... no! Né di Venere né di Marte non si spo... Se tu hai un compleanno, hai anche... {{NDR|Ride}} Non sa cos'è un non compleanno! ('''Leprotto Bisestile''') *Be'! Naturale che tu sia in ritardo! Questo cipollone {{NDR|L'orologio}} è esattamente due giorni indietro! ('''Cappellaio Matto''') * {{NDR|Parlando della foresta di Tulgey}} Sarebbe pur bello se, una volta tanto, qualcosa qui avesse un senso... ('''Alice''') * {{NDR|Riferito alla Regina di cuori}} Andrà matta per te! Semplicemente matta! ('''Stregatto''') *Non calpestate i palmipedoni. ('''Cartello nella foresta''') *''Puoi imparare tante cose dai fiori!'' ('''Fiori''') *"Puoi imparare molte cose dai fiori"... Trovo che potrebbero imparare loro un po' di educazione! ('''Alice''') *Si può sempre averne più di niente. ('''Cappellaio Matto''') *Leggi le direttive e verrai diretta dritta dritta nella diritta direzione. ('''Serratura''') ==Dialoghi== *'''Sorella di Alice''': Alice, vuoi essere così gentile {{sic|di}} seguire la lezione di storia?<br>'''Alice''': Scusami, sai, ma come si fa a interessarsi a un [[libro]] in cui non vi è neanche una figura?<br>'''Sorella di Alice''': Mia cara bambina, ci sono tanti libri interessanti anche senza figure, a questo mondo.<br>'''Alice''': A questo mondo, forse. Ma nel mio mondo, i libri sarebbero fatti solo di figure. *'''Bianconiglio''': Oh, poffarre, poffardissimo! E' tardi, è tardi, è tardi! <br/> '''Alice''': Questo sì che è buffo. Perché mai dovrebbe essere tardi per un coniglio? Mi scusi? Signore! <br/> '''Bianconiglio''': Macchè, Macchè, non aspettano che me! In ritardo sono già! Non mi posso trattener! <br/> '''Alice''': Dev'essere qualcosa di importante. Forse un ricevimento. Signor Bianconiglio! Aspetti! <br/>'''Bianconiglio''': No, no, no, no, no, no, no! È tardi, è tardi, sai! Io son già in mezzo ai guai! Neppur posso dirti ciao! Ho fretta, fretta, sai! *'''Serratura''': Oh, mi dispiace, sei troppo grossa, proprio ''impassabile''. <br/> '''Alice''': Vuoi dire impossibile. <br/> '''Serratura''': No, impassabile. Nulla è impossibile. *'''Serratura''': Piangere non serve a nulla. <br/> '''Alice''': Lo so, ma non mi riesce di smettere. *'''Alice''': Ma lei è un gatto? <br/> '''Stregatto''': No, uno Stregatto astratto. *'''Capitan Libeccio''': Per spazzarlo via, ci vuole... Ah! Lo spazzacamino con una scala.<br/> '''Bianconiglio''': Oh, Biagio! Biagio, ci occorre uno spazzacamino con una scala! Puoi aiutarci?<br/> '''Biagio''': Lucerto, eccellenza.<br/> '''Capitan Libeccio''': Biagio, ragazzo mio, sei mai sceso in un camino?<br/> '''Biagio''': Lucerto, eccellenza. Sono sceso in più camini io... <br/> '''Capitan Libeccio''': Magnifico, magnifico, allora infilati dentro a quello e tira fuori quel mostro.<br/> '''Biagio''': Agli ordini, capo. Mostro? Aiuto! {{NDR|Biagio cerca di scappare}}<br/> '''Capitan Libeccio''': Aah, lah, così va meglio. Senti Biagio, tu sei un eroe, un vero eroe.<br/> '''Biagio''': Sul serio? <br/> '''Capitan Libeccio''': Diventerai famoso. <br/> '''Biagio''': Sul serio? <br/> '''Capitan Libeccio''': Lucerto. Questo sì che è fegato. Adesso calati giù. Roba da ragazzi, vecchio mio. Non hai che da avvolgere la coda al collo del mostro ed estirparlo.<br/> '''Biagio''': Ma capitano.<br/> '''Capitan Libeccio''': In bocca al lupo, Biagio. *'''Alice''': Oh, che strane farfalle.<br/>'''Rosa''': Vuoi dire pan-farfalle.<br/> '''Alice''': Oh, sì, certo. Che? Chi può essere stato a... Oh, una libellulla. Voglio dire una... una caval-libellula.<br/> '''Rosa''': Una dondo-libellula.<br/> '''Alice''': Domando scusa, ma era... ha detto... oh, ma è assurdo. I fiori non parlano.<br/> '''Rosa''': Ma certo che parliamo, mia cara.<br/> '''Iris''': Se c'è qualcuno a cui valga la pena di parlare. *'''Margherita''': Da che giardino vieni? <br/>'''Alice''': Oh, io non vengo da nessun giardino.<br/>'''Margherita''': Credete che sia un fiore selvatico?<br/>'''Alice''': Oh, no. Non sono un fiore selvatico.<br/>'''Rosa''': Beh e a quale specie, o vogliamo dire genere, appartieni, cara.<br/>'''Alice''': Eh suppongo che mi chiamereste genere umano. Alice.<br/>'''Margherita''': Hai mai visto un'Alice con un bocciolo come quello?<br/>'''Iris''': Ora che ci penso, hai mai visto un'Alice?<br/>'''Margherita''': Già. Hai notato i suoi petali? Che strano colore.<br/>'''Iris''': E nessun profumo.<br/>'''Margherita''': Ahahah guarda un po' quegli steli. <br/>'''Iris''': Quegli stecchi, vuoi dire.<br/>'''Bambocciolo''': Io la trovo carina.<br/>'''Rosa''': Piegati, Bambocciolo.<br/>'''Alice''': Ma io non sono un fiore.<br/>'''Iris''': Ah, lo sospettavo. Nient'altro che comunissima ''mobile vulgaris''.<br/>'''Alice''': Comunissima cosa?<br/>'''Iris''': In parole povere: erbaccia. *'''Alice''': Volevo soltanto chiederle che strada devo prendere!<br/> '''Stregatto''': Be', tutto dipende da dove vuoi andare!<br/>'''Alice''': Oh, veramente importa poco purché io riesca...<br/> '''Stregatto''': Be', allora importa poco che strada prendi! A proposito, se vuoi proprio saperlo, è andato da quella parte.<br/> '''Alice''': Chi?<br/> '''Stregatto''': Il Bianconiglio.<br/> '''Alice''': Davvero?<br/> '''Stregatto''': Davvero cosa?<br/> '''Alice''': E' andato di là?<br/> '''Stregatto''': Ma chi?<br/> '''Alice''': Oh, il coniglio bianco.<br/> '''Stregatto''': Quale coniglio?<br/> '''Alice''': Ma non l'ha detto lei poco fa? Oh, cielo. *'''Stregatto''': Sai stare dritta sulla testa tu? Comunque: se io cercassi il Bianconiglio, lo chiederei al Cappellaio Matto!<br/> '''Alice''': Al Cappellaio Matto? Oh, no, no! Io no.<br/> '''Stregatto''': Oppure al Leprotto Bisestile, in quella direzione!<br/> '''Alice''': Oh, grazie! Credo che lo chiederò a lui!<br/> '''Stregatto''': Però guarda che gli mancan diversi venerdì!<br/> '''Alice''': Oh, ma io non voglio andare in mezzo ai matti!<br/> '''Stregatto''': Oh, non puoi farci niente! Sono quasi tutti matti, qui! *'''Leprotto Bisestile''': Comincia dal principio!<br/> '''Cappellaio Matto''': Sì! E quando arrivi alla fine, fermati! *'''Regina di cuori''': Fa' la riverenza quando pensi! Risparmierai tempo!<br/> '''Alice''': Sì, maestade! *'''Regina di cuori''': Guarda in su. Appropinquati. E non intrecciare le dita! Raddrizza quei piedi. Riverenza! Apri la bocca un po' di più e di' sempre: «Sì, maestade».<br>'''Alice''': Sì, maestade.<br>'''Regina di cuori''': E ora... da dove vieni e dove sei diretta?<br>'''Alice''': Cercavo di ritrovare la mia strada.<br>'''Regina di cuori''': {{NDR|urlando}} La tua strada!? Tutte le strade qui sono mie! *'''Bianconiglio''': Maestade, membri della giuria, leali sudditi, nonché re: l'imputata è accusata di aver spinto sua Maestade, la Regina di cuori, a una partita a croquet e quindi possa di aver urgentemente con malizia premeditato, stuzzicato, tormentato e annoiato la nostra ben... <br/> '''Regina di cuori''': Sorvola queste fanfalucche! Vieni al punto in cui io perdo le staffe. <br/> '''Bianconiglio''': Po-po... c-c-causando quindi alla Regina la perdita delle staffe. <br/> '''Regina di cuori''': Dunque... sei pronta per l'esecuzione? <br/>'''Alice''': Esecuzione?!? Oh, ma dovrà essercila sentenza, prima...<br/> '''Regina di cuori''': Esecuzione primo! Sentenza poi! <br/>'''Alice''': Ma questo è parer mio...? <br/> '''Regina di cuori''': Tutti i pareri qui sono... <br/>'''Alice''': Vostri, maestade. <br/> '''Regina di cuori''': Sì, bambina... TAGLIATELE... Eh? <br/> '''Re di cuori''': Ma considera, mia cara, non l'abbiamo chiamata testimone, non è che potremmo ascoltarne almeno uno o due? Eh? Potremmo?? <br/> '''Regina di cuori''': Oh... e va bene: MA, FACCIAMO PRESTO!!!! <br/> '''Re di cuori''': Primo testimone! Primo testimone! Araldo chiama primo testimone! <br/> '''Bianconiglio''': Il Leprotto Bisestile! <br/> '''Re di cuori''': Che cosa ne sai tu di questa disgraziata faccenda? <br/> '''Leprotto Bisestile''': Niente. <br/> '''Regina di cuori''': NIENTE DI NIENTE??? <br/> '''Leprotto Bisestile''': Niente di niente! <br/> '''Regina di cuori''': Ciò è davvero rilevante! Giuria, mettete a verbale. {{NDR|La giuria scrive}} <br/>'''Alice''': Irrilevante voleva dire, forse, vostra maestà. <br>'''Regina di cuori''': {{NDR|urlando}} SILENZIO! Secondo testimonio. {{NDR|Le guardie arrivano con il Toperchio}} <br>'''Regina di cuori''': {{NDR|urlando}} BENE... {{NDR|Le guardie dicono alla Regina di far piano}} Tu cos'hai da dire in merito...?? <br>'''Toperchio''': Zicchi zucchi pif e paf... <br/> '''Regina di cuori''': Questa è la testimonianza più importante che abbiamo mai udito fin ora... {{NDR|urlando}} A VERBALE!!!!! {{NDR|La giuria scrive}} <br/>'''Alice''': Zicchi zucchi... E adesso?? {{NDR|Le guardie arrivano con il Cappellaio Matto}} <br/> '''Regina di cuori''': TOGLIETEVI IL CAPPELLO! <br/> '''Re di cuori''': E tu dov'eri quando questo terribile delitto fu commesso? <br/> '''Cappellaio Matto''': Ero a casa a prendermi il tè. Oggi, sapete, è il mio non-compleanno! <br/> '''Re di cuori''': Ma, mia cara, oggi è anche il TUO non-compleanno! <br/> '''Regina di cuori''': Davvero?!? <br/> '''Leprotto Bisestile e Cappellaio Matto''': DAVVERO?!? ==Canzoni== *'''Nel mio mondo''':<br/> Le bestiole<br/>anche lor vivrebbero in casette<br/>ben vestite in guanti con scarpette<br/>nel mio mondo ideal<br/>ogni fiore<br/>se io fossi un po' di malumore<br/>per distrarmi passerebbe l'ore<br/>chiacchierando nel mio mondo ideal<br/>gli uccellini<br/>sempre allegri affabili e carini<br/>canterebber l'arie di Puccini<br/>in quel mio mondo ideal<br/>se un ruscello<br/>odi mormorar<br/>potrai capir di cosa vuol parlar<br/>che bellezza<br/>se sapessi che<br/>quel mondo delle meraviglie c'è. *'''Capitan Libeccio''':<br/> Oohh che bella vita fa il marinar,<br/>sempre a navigar quando infuria il mar,<br/>me ne infischio se nevischia<br/>se c'è nebbia o il vento fischia<br/>perché il tempo se ne infischia pure lui di mee..<br/>Oh che bella vita fa il marinar,<br/>tira e salpa là, issa e molla qua..<br/> *'''Maratonda''':<br/> Girotondo, sempre in tondo, asciugati anche tuu,<br/>niente è più seccante di una corsa in su e giù..<br/>Maramaratonda testa in basso e gambe in suu,<br/>non c'è stato inizio e non ci fermeremo più<br/>di correr di saltar calciar di qua e di làà,<br/>cominciò domani, l'altroieri finirà..<br/>Gira gira in tondo c'è più gusto e sai perché?<br/>Non c'è mai nessuno che stia avanti o che stia indietro<br/>avanti gira in tondo provaci anche tuu,<br/>niente secca meglio di una corsa in su e giù<br/>mara...<br/> *'''Capitan Libeccio''':<br/> Lo voglio affumicar<br/>Così dovrà sloggiar<br/>Un po' di legna prenderò<br/>Con questi il fuoco accenderò<br/>Faremo un bel falò<br/>E il mostro scaccerò<br/>Il naso gli bruciam<br/>I piedi gli arrostiam <br/>e lì per lì gli dimostriam <br/>che mostri qui non tolleriam <br/>Noi non avrem pietà <br/>col fuoco sloggerà. *'''Nel meriggio d'oro''':<br/> Là che i panfarfalle e i bei tulipani<br/>Scambian baci sotto i girasol<br/>Suonan le campanule al risveglio<br/>Nel bel bel meriggio d'or<br/>Nelle nuvole son già gli [[asfodelo|asfodeli]]<br/>E le viole cantano di cuor<br/>Bocca bocca di leone e i gigli <br/>Sboccian nel meriggio d'or<br/>Sono i bruchi cane e gatto<br/>Han la [[gotta]] i millepiè<br/>Ma le margherite per amor si lasciano sfogliar<br/>Imparar puoi tante cose dai fiori<br/>Che di grazia sempre ricchi son<br/>Son felici in primavera i cuori<br/>Lieti nel bel meriggio d'or<br/>Imparar puoi tante cose dai fiori<br/>Che di grazia sempre ricchi son<br/>Son felici in primavera i cuori<br/>Lieti nel bel meriggio d'or<br/> *'''Un buon non compleanno''':<br/> Noi tutti abbiam un compleanno ogni anno<br/>Ed uno solo all'anno, ahimè, ce n'è<br/>Ah, ma ci son trecensessantaquattro non compleanni<br/>E quelli preferiamo festeggiar<br/>Ma allora oggi è anche il mio non compleanno!<br/>Davvero?! Com'è piccolo il mondo!<br/>In tal caso... Un buon non compleanno A me? A te!<br/>Un buon non compleanno A me? A te!<br/>Or spegni le candele e rallegrati perché...<br/>... un buon non compleanno aaaaaaaaaaaaa te!!! ==Citazioni su ''Alice nel Paese delle Meraviglie''== *[[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Il Mereghetti]]'') *La forza del film è nei personaggi strampalati e nel gusto per le cose folli. Carroll descrive un mondo tanto eccentrico e privo di logica quanto divertente e ameno. Ma è un mondo che non può funzionare proprio per la mancanza completa di logica. Nel film questo messaggio risulta un po' sfocato ma alcuni dei personaggi che compaiono sono talmente indovinati da far dimenticare l'originale: un numero enorme di figure sfilano durante la visione e nessuna, in fondo, ha una vera storia da raccontare. Alla sua uscita il film lasciò perplessi per la struttura anarcoide che lo rende frammentario e quasi privo di trama. La follia elevata a protagonista non riesce sempre ad essere convincente. In fondo il personaggio di Alice non ha la forza innata comune alla eroine disneyane, la loro credibilità, la loro vita. Alla fine degli anni Sessanta questo film fantastico e strampalato fu amato moltissimo dalla generazione dei "figli dei fiori", che nelle gag, nel ritmo indiavolato e proprio nell'illogico che impregna il film trovarono il loro mondo ideale. (''[[il Farinotti]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Alice nel Paese delle Meraviglie''}} {{alice}} {{disney}} [[Categoria:Classici Disney]] jyi5r86sq117ne47rvvcd1jsmorj0dq Jean Alesi 0 9173 1409889 1363915 2026-04-08T16:05:54Z Danyele 19198 /* Citazioni su Jean Alesi */ +1 1409889 wikitext text/x-wiki [[File:Jean_Alesi_2001.jpg|right|thumb|Jean Alesi (2001)]] '''Giovanni Roberto Alesi''' (1964 – vivente), pilota automobilistico francese. ==Citazioni di Jean Alesi== {{cronologico}} *Io guido all'attacco. È il mio modo di concepire questo sport. Se c'è un varco ragionevole, mi infilo.<ref name="Chiavegato">Citato in Cristiano Chiavegato, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,35/articleid,0915_01_1990_0219_0032_12588437/ «La Ferrari è una febbre» ]'', ''La Stampa'', 20 settembre 1990, p. 35.</ref> *{{NDR|Nel 1990}} [...] mi accorsi definitivamente che il mio destino si doveva incrociare con quello della [[Scuderia Ferrari|scuderia di Maranello]]. L'attenzione dei tifosi, quella atmosfera speciale che ti circonda, il senso di entrare a far parte della storia dell'automobile mi presero come una malattia, una febbre che saliva di giorno in giorno.<ref name="Chiavegato"/> *{{NDR|Sulla stagione 2011 di [[Formula 1]]}} Oltre che a [[Sebastian Vettel|Vettel]], autore di una sequenza straordinaria, il massimo riconoscimento dovrebbe andare a [[Jenson Button|Button]]. Non mi hanno sorpreso le sue punte prestazionali, perché è stato campione del mondo, ma il modo in cui è riuscito a tenersi al vertice per tutto il tempo, anche quando era alle prese con set-up e situazioni non proprio ottimali. La sua costanza è stata eccezionale. Ha pure fatto dei grandi sorpassi, dimostrando di sapersi adattare alle situazioni: aggressivo o pulito in base alle circostanze.<ref>Citato in Rosario Scelsi, ''[https://web.archive.org/web/20120128161937/https://www.motorsportblog.it/post/16361/f1-alesi-button-merita-il-titolo-di-pilota-dellanno F1, Alesi: "Button merita il titolo di pilota dell'anno"]'', ''motorsportblog.it'', 30 novembre 2011.</ref> *{{NDR|Sulla [[Ferrari F92A]]}} Il motore soffriva di blow-by, vale a dire c'era un trafilaggio di olio dalle fasce elastiche in camera di combustione che faceva perdere 40-50 cavalli, ma nella tradizione del Cavallino non si poteva dire che era il 12 cilindri a non andare e le colpe di un'annata storta erano state attribuite solo alla macchina. È stato un peccato perché il concetto era interessante.<ref>Dalla video-intervista ''[https://www.youtube.com/watch?v=mFfmfbBHmuk Jean Alesi: "Il motorsport è marcio"]'', '''Motorsport Italia'', 10 aprile 2020; citato in Franco Nugnes e [[Giorgio Piola]], ''[https://it.motorsport.com/f1/news/f1-retroscena-ferrari-f92-a-il-doppio-fondo-non-era-sbagliato/4780326/ Retroscena Ferrari F92 A: il doppio fondo non era sbagliato]'', ''motorsport.com'', 14 aprile 2020.</ref> *Io ho avuto la possibilità di esprimermi in questo mondo che è la Formula 1, che è tutta la mia passione e la mia vita, tutto gira intorno a questo. La più grande fortuna e i più bei momenti della mia vita sono arrivati guidando la rossa [...] L'affetto dei tifosi? Fa davvero onore e piacere, perché io ho fatto questo mestiere non tanto per avere un lavoro, ma proprio per realizzare una passione che avevo da bambino. Piano piano sono salito di livello e cresciuto nelle formule minori, come la Formula Renault, la F3, la Formula 3000 e mi sono trovato in F1. Ma davvero, non era qualcosa di pianificato, come invece possono fare adesso i giovani, che è anche bello. Io l'ho fatto in un modo diverso e in tempi anche molto diversi. Io mi sono goduto questo momento della mia vita.<ref>Da un'intervista a Sky Sport; citato in Matteo Senatore, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/alesi-ferrari-la-mia-fortuna-f1-1995-maranello Alesi: "Ferrari, la mia fortuna"]'', ''formulapassion.it'', 19 aprile 2020.</ref> *[[Gran Premio di Monaco 1996]]? Quello che ha vinto Olivier {{NDR|Panis}}? Ah, ora ricordo! Partimmo con la pioggia, e mi ritrovai appena dietro Michael Schumacher al Loews. A [[Circuito di Monte Carlo|Monaco]] hai sempre la sensazione di essere dentro la macchina davanti. Lo vidi tagliare sul cordolo interno prima del Portier, e pensai che stava forzando. Infatti la Ferrari finì dritta sul guardrail opposto. Lo evitai miracolosamente, e mi spaventai un po'. Poi mi misi tranquillo dietro Damon Hill, perché con una pista così scivolosa la mia strategia era di rimanere sull'unica linea possibile per evitare errori. In queste condizioni a Monaco bisogna sempre anticipare: se si frena bloccando le gomme, è impossibile recuperare l'errore e si va a sbattere senza poter fare nulla. A un certo punto percepii nel tunnel l'odore del motore rotto di Damon Hill, e mi ritrovai in testa. Misi le gomme da asciutto, e con 30 secondi di vantaggio decisi di guidare tranquillamente. Ma si ruppe un elemento della sospensione. A Monaco le compressioni della pista sono maggiori, e dunque le componenti devono sopportare maggiori carichi verticali. Con la pioggia decidemmo di alleggerire le sospensioni, e così una barra di torsione si ruppe. Era già successo nelle prove libere, per altro. [...] Tutte le volte che ho dovuto ritirarmi quando ero in testa a un Gran Premio non ho mai pensato che il pilota vincente si meritasse la gara perché mi stava simpatico. Ma quel giorno, in quella gara caotica, Olivier fu senza dubbio il migliore, la meritò. Dopo un po' di tempo, ovviamente, sono stato felice per lui!<ref>Da un'intervista a ''L'Équipe''; citato in ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/jean-alesi-monaco-1996-gran-premio-olivier-panis-racconto-ricordo F1 {{!}} Alesi: "Panis si è meritato la vittoria di Monaco"]'', ''formulapassion.it'', 3 maggio 2020.</ref> *{{NDR|Sul [[Gran Premio di Spagna 1996]]}} Oggi la Formula 1 di fronte a tanta acqua non partirebbe neanche. Erano altri tempi. Durante il Gran Premio passai Villeneuve, ricordo che non si vedeva nulla. Era impossibile tenere giù l'acceleratore anche nel rettilineo più corto, quello dietro ai box, perché finivi in testa coda, una cosa pazzesca. Questa, tra l'altro, fu la mia sfortuna, perché l'ingegnere di pista di Michael {{NDR|Schumacher}} era Ignazio Lunetta, lo stesso che l'anno prima si occupava di me. Un grande: quando pioveva forte, lui regolava la macchina più alta. In questo modo aumentava la velocità in rettilineo e diminuiva quella in curva, dove comunque eravamo costretti ad andare molto piano. Io chiesi ai miei tecnici di fare lo stesso, ma ero da poco alla Benetton e non mi diedero retta. [...] Michael mi superò senza dover lottare in fondo al rettifilo, dove io ero in crisi. Arrivai secondo davanti a Villeneuve. In pista alla fine eravamo soltanto in sei. In Spagna vinse una gara esaltante in condizioni difficilissime. Schumi è un caro amico ma in quel momento avrei solo detto parolacce.<ref name="Schumi">Da un'intervista a ''La Stampa''; citato in ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/f1-gp-spagna-1996-prima-vittoria-schumacher-barcellona-raccontata-alesi F1 / La prima impresa rossa di Schumi, vista da Alesi]'', ''formulapassion.it'', 7 maggio 2021.</ref> *{{NDR|Parlando della Scuderia Ferrari}} È la squadra più prestigiosa del mondo, Schumacher a quell'epoca era il pilota più blasonato e con il futuro più promettente, dunque dovevano prenderlo per forza. Io a Maranello ci sarei stato tutta la vita, ma nel contratto di Michael non c'era posto per me.<ref name="Schumi"/> *[[Autodromo Enzo e Dino Ferrari|Imola]], nella tradizione Ferrari è il luogo dell'appuntamento con il popolo rosso, la curva Sud del tifo, mentre Monza è da sempre la curva Nord [...] appena esci dai box ti trovi in mezzo agli alberi, come correre in un bosco. Ma appena dopo, alla Tosa, è come entrare in uno stadio pieno. Senti le urla che arrivano dalla collina mentre guidi, le sentivo con il 12 cilindri, figuriamoci adesso con queste macchine meno rumorose. Un boato a ogni giro. Alla Rivazza, ancora meglio. Mentre scendi dalla Variante Alta, vedi case, finestre e balconi e ti sembra di essere in un posto strano, in mezzo a una città. Poi, quando vai dentro la Rivazza 2 vedi la collina strapiena e capisci che Imola è unica.<ref>Da un articolo per il ''Corriere della Sera''; citato in ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/alesi-imola-ferrari-tifo-curva-sud-tosa-rivazza-612981.html Alesi: "Imola è la curva Sud del tifo Ferrari"]'', ''formulapassion.it'', 12 aprile 2022.</ref> *Per me [[Gran Premio d'Italia 1993|Monza 1993]] è stato un weekend indimenticabile. Andare sul podio con una Ferrari nella gara di casa è qualcosa di speciale. Ricordo soprattutto il grande affetto dei tifosi e il bandierone che uno di loro mi aveva dato in pista subito dopo la fine della gara. Sono rientrato ai box con questa bandiera, che poi è diventata un simbolo per i dipendenti Ferrari. Infatti in fabbrica quando siamo rientrati ho trovato un poster con quella immagine. Sono davvero felice di aver vissuto questa cosa, [...] per me Monza 1993 resta indimenticabile.<ref>Citato in Andrea Ettori, ''[https://www.p300.it/jean-alesi-la-bandiera-e-la-monza-rossa-del-1993/ Jean Alesi, la bandiera e la "Monza rossa" del 1993]'', ''p300.it'', 11 settembre 2022.</ref> *{{NDR|Sul [[Gran Premio d'Europa 1993]]}} Può essere considerato un giorno clamoroso nella storia dei Gp per almeno tre aspetti. Punto uno, la F.1 iridata andava a Donington per la prima volta e tutti avevano poca conoscenza della pista. Punto due, Senna si trovava in una chiara situazione d'inferiorità tecnica, perché la sua McLaren-Ford in condizioni normali di certo non poteva valere la competitività delle Williams di Prost e Hill. Punto tre, l'arrivo della pioggia per la gara fu un potente fattore destabilizzante, che finì per cambiare le carte in tavola, sconvolgendo completamente la scala dei valori e concedendo così al brasiliano di metterci tanto del suo, sovvertendo i pronostici. [...] Non è che ci fosse una pioggia pazzesca, questo no. C'era una pioggerellina all'inglese, bella fitta e costante ma non certo un acquazzone. Il problema vero era un altro: Donington è una pista molto bella che presenta alcuni dislivelli. In altre parole, questi rendevano il terreno fertile all'insorgere di rigagnoli tali da dar vita in gara a piccoli fiumiciattoli, che qua e là attraversavano l'asfalto, con grande pericolo di aquaplaning. In altre parole, delle vere e proprie trappole, in grado di rovinare la gara di un pilota. Ecco, la grandezza dell'impresa di Ayrton sta anche in questo, ovvero nella capacità di guidare sul bagnato e con quelle insidie, con la stessa sicurezza e padronanza che si hanno sull'asciutto.<ref>Da un'intervista ad ''Autosprint''; citato in Giuseppe Canetti, ''[https://www.formula1.it/news/14109/1/donington-93-alesi-gp-storico-per-tre-aspetti-ma-l-impresa-piu-grande-di-senna-e-stata-un-altra Donington '93, Alesi: «GP storico per tre aspetti. Ma l'impresa più grande di Senna è stata un'altra»]'', ''formula1.it'', 11 aprile 2023.</ref> *{{NDR|Su [[Michael Schumacher]]}} Più che ammirato, io l'ho rispettato: sono due cose diverse. Lavorava più degli altri, aveva la capacità di imporre i suoi uomini dentro la squadra, al suo servizio. [...] Come pilota era fortissimo, tenace, impegnato, non regalava nulla: i suoi risultati lasciano a bocca aperta.<ref>Dall'intervista di Pino Allievi, ''[https://www.cdt.ch/sport/jean-alesi-schumi-la-vita-talvolta-e-crudele-ma-spero-sempre-in-un-miracolo-338372 Jean Alesi: «Schumi? La vita talvolta è crudele, ma spero sempre in un miracolo»]'', ''cdt.ch'', 29 dicembre 2023.</ref> {{Int|''La Gazzetta dello Sport Magazine'', 29 febbraio 1996}} *Io so cosa si aspetta la gente da me e cerco sempre di darglielo. *Non ho mai buttato via i [[soldi]]. Sin da quando ero bambino ho avuto davanti agli occhi i sacrifici che ha fatto mio padre per garantirsi e garantirci un certo livello di benessere. *Non rivedo mai i gran premi in [[Televisione|Tv]], altrimenti mi spavento. {{Int|''[https://www.corriere.it/sport/formula-1/24_giugno_11/jean-alesi-intervista-56befcd7-ace0-48fb-9048-42f4498c5xlk.shtml Jean Alesi: «A 7 anni rubai la macchina a mia madre e la sfasciai. Guidavo la Ferrari F1 e avevo i brividi»]''|Intervista di Daniele Sparisci, ''corriere.it'', 11 giugno 2024.}} *Mi sono sempre sentito e mi sento ancora un privilegiato ad aver fatto il pilota. Non dimentico da dove vengono i miei genitori, il modo in cui mi hanno cresciuto. Sorrido e mi godo la vita per questo motivo, mi viene naturale essere felice. {{NDR|«Papà carrozziere emigrato in Francia dalla Sicilia, non vivevate nell'oro»}} Direi proprio di no. Da Alcamo papà è salito nel 1959 in treno insieme a quattro amici. Ha aperto una carrozzeria alla quale oggi lavorano 75 persone. A 84 anni è ancora il primo ad aprirla la mattina, mi ha inculcato il rispetto del lavoro e la serietà professionale. Non ha mai smesso di lavorare un solo giorno, è un esempio. *{{NDR|«Qual è la prima macchina che ha guidato?»}} La Simca 1000 di mia madre, di nascosto. Avevo capito come schiacciare acceleratore e frizione ma non sapevo frenare. Sono finito contro l'auto del vicino di casa... [...] Quando lei mi portava a scuola, l'unica cosa che guardavo era come la metteva in moto. E dentro di me dicevo: "Un giorno ci provo io". E poi quel giorno è arrivato. Sono riuscito a farla partire ma non riuscivo a frenare. {{NDR|«7 anni si rende conto? Suo papà cosa ha fatto?»}} Ricordo ancora una mano sulla spalla che mi scaraventa fuori dal posto di guida. *Gerhard {{NDR|Berger}} era molto "politico". Aveva ottenuto di provare per primo la nuova Ferrari F1 [la 412T, ''ndr''] a Fiorano, un privilegio. Io mi ero un po' offeso e per principio ero rimasto a Maranello dentro alla Gestione Sportiva. È successo qualcosa per cui dovevano intervenire sulla monoposto, quindi Gerhard è rientrato in ufficio. Lo vedo e mi fa: "Dopo mi porti in pista?" Gli dico ok ma non avevo un'auto. [...] Prendo la macchina di Todt, una Y10. Lui si siede accanto e reclina completamente il sedile. "Puoi andare forte, tanto non ho paura". Già ero arrabbiato per il test, poi questo mi provoca pure... Pensavo: "Vediamo se davvero non ha paura". Quando arrivavamo a Fiorano, a quei tempi, c'era un codice fra noi piloti e la portineria: suonavamo il clacson da lontano e il custode apriva il cancello automatico. Che era lento. {{NDR|«Funzionava?»}} In genere sì, noi siamo passati che ancora non era completamente aperto, abbiamo girato a sinistra davanti alla casa di Enzo Ferrari e lì Gerhard ha tirato il freno a mano: finiamo su due ruote. Non dicevo nulla. Quando siamo arrivati vicino al garage, sterzo e lui alza ancora la leva. Solo che stavolta anche io stavo frenando e la macchina è partita completamente. Siamo finiti a testa in giù, il volante toccava il tetto. Ci hanno tirato fuori dal bagagliaio i meccanici: l'unica porta che si poteva aprire. Gerhard non si era fatto nulla, io invece avevo un taglio in testa. {{NDR|«E Todt?»}} Era inc... Non era una mica una normale Y10: aveva chiesto il colore personalizzato, gli interni in cuoio speciale... *{{NDR|«Francese di nascita, italiano dentro»}} Sono il vostro miglior ambasciatore nel mondo. I figli degli emigrati sono così. ==Citazioni su Jean Alesi== *Jean dovrebbe odiarmi: l'ho strappato alla Williams, dopo tre mesi ho lasciato la Ferrari e la Williams ha vinto tre Mondiali. ([[Cesare Fiorio]]) *Jean era veloce in pista e scaltro nelle pubbliche relazioni. ([[Ivan Capelli]]) *Lo sguardo da discolo, un sorriso ironico, perennemente pronto. [...] Veloce sempre, fortunato pochissimo, una sola vittoria, Canada 1995, che vale premio minimo per 241 Gran Premi disputati, 32 podi conquistati, per sei anni a brigare guidando Ferrari raramente in palla (1991-1995). Un po' poco, ecco, considerando un esordio strepitoso, con la Tyrrell, da far sudare addirittura Ayrton Senna, Phoenix 1990, secondo sul traguardo, dopo battaglia memorabile. Di Jean ricorderemo l'ira di fronte ai suoi guai, il carattere dimostrato nei momenti in cui chi ha le palle parla, chi non le ha tace, il suo rapporto con Gerhard Berger, compagno, complice, specchio. [...] Jean resta un ragazzo appassionato, pronto sempre a guidare, a divertirsi, a rischiare. [...] chissenefrega dei Gran Premi vinti. I campioni si vedono quando i riflettori sono spenti. ([[Giorgio Terruzzi]]) *Tutti conoscono i limiti e le virtù di Alesi. [...] Lui non si fa passare facilmente, lui si esalta nella lotta, lui ama la pioggia, il fondo infido, la sfida al limite perché quando è sotto pressione sbaglia pochissimo. I suoi limiti sono ben altri: messa a punto, strategia, anche a volte la semplice tattica. [...] una gara da affrontare all'arma bianca, il suo terreno di lotta ideale. Se fosse stato un pirata, si sarebbe messo il coltello tra i denti e sarebbe partito all'assalto. Ma è un pilota e anziché il coltello tra i denti gli serve un'auto sotto il sedere. Questa [...] gli manca. ([[Carlo Cavicchi]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Piloti di Formula 1 francesi|Alesi, Jean]] l68uztsqe8nl9h9iprbrwggvbh5wj82 1409890 1409889 2026-04-08T16:06:48Z Danyele 19198 /* Citazioni di Jean Alesi */ typo 1409890 wikitext text/x-wiki [[File:Jean_Alesi_2001.jpg|right|thumb|Jean Alesi (2001)]] '''Giovanni Roberto Alesi''' (1964 – vivente), pilota automobilistico francese. ==Citazioni di Jean Alesi== {{cronologico}} *Io guido all'attacco. È il mio modo di concepire questo sport. Se c'è un varco ragionevole, mi infilo.<ref name="Chiavegato">Citato in Cristiano Chiavegato, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,35/articleid,0915_01_1990_0219_0032_12588437/ «La Ferrari è una febbre» ]'', ''La Stampa'', 20 settembre 1990, p. 35.</ref> *{{NDR|Nel 1990}} [...] mi accorsi definitivamente che il mio destino si doveva incrociare con quello della [[Scuderia Ferrari|scuderia di Maranello]]. L'attenzione dei tifosi, quella atmosfera speciale che ti circonda, il senso di entrare a far parte della storia dell'automobile mi presero come una malattia, una febbre che saliva di giorno in giorno.<ref name="Chiavegato"/> *{{NDR|Sulla stagione 2011 di [[Formula 1]]}} Oltre che a [[Sebastian Vettel|Vettel]], autore di una sequenza straordinaria, il massimo riconoscimento dovrebbe andare a [[Jenson Button|Button]]. Non mi hanno sorpreso le sue punte prestazionali, perché è stato campione del mondo, ma il modo in cui è riuscito a tenersi al vertice per tutto il tempo, anche quando era alle prese con set-up e situazioni non proprio ottimali. La sua costanza è stata eccezionale. Ha pure fatto dei grandi sorpassi, dimostrando di sapersi adattare alle situazioni: aggressivo o pulito in base alle circostanze.<ref>Citato in Rosario Scelsi, ''[https://web.archive.org/web/20120128161937/https://www.motorsportblog.it/post/16361/f1-alesi-button-merita-il-titolo-di-pilota-dellanno F1, Alesi: "Button merita il titolo di pilota dell'anno"]'', ''motorsportblog.it'', 30 novembre 2011.</ref> *{{NDR|Sulla [[Ferrari F92A]]}} Il motore soffriva di blow-by, vale a dire c'era un trafilaggio di olio dalle fasce elastiche in camera di combustione che faceva perdere 40-50 cavalli, ma nella tradizione del Cavallino non si poteva dire che era il 12 cilindri a non andare e le colpe di un'annata storta erano state attribuite solo alla macchina. È stato un peccato perché il concetto era interessante.<ref>Dalla video-intervista ''[https://www.youtube.com/watch?v=mFfmfbBHmuk Jean Alesi: "Il motorsport è marcio"]'', ''Motorsport Italia'', 10 aprile 2020; citato in Franco Nugnes e [[Giorgio Piola]], ''[https://it.motorsport.com/f1/news/f1-retroscena-ferrari-f92-a-il-doppio-fondo-non-era-sbagliato/4780326/ Retroscena Ferrari F92 A: il doppio fondo non era sbagliato]'', ''motorsport.com'', 14 aprile 2020.</ref> *Io ho avuto la possibilità di esprimermi in questo mondo che è la Formula 1, che è tutta la mia passione e la mia vita, tutto gira intorno a questo. La più grande fortuna e i più bei momenti della mia vita sono arrivati guidando la rossa [...] L'affetto dei tifosi? Fa davvero onore e piacere, perché io ho fatto questo mestiere non tanto per avere un lavoro, ma proprio per realizzare una passione che avevo da bambino. Piano piano sono salito di livello e cresciuto nelle formule minori, come la Formula Renault, la F3, la Formula 3000 e mi sono trovato in F1. Ma davvero, non era qualcosa di pianificato, come invece possono fare adesso i giovani, che è anche bello. Io l'ho fatto in un modo diverso e in tempi anche molto diversi. Io mi sono goduto questo momento della mia vita.<ref>Da un'intervista a Sky Sport; citato in Matteo Senatore, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/alesi-ferrari-la-mia-fortuna-f1-1995-maranello Alesi: "Ferrari, la mia fortuna"]'', ''formulapassion.it'', 19 aprile 2020.</ref> *[[Gran Premio di Monaco 1996]]? Quello che ha vinto Olivier {{NDR|Panis}}? Ah, ora ricordo! Partimmo con la pioggia, e mi ritrovai appena dietro Michael Schumacher al Loews. A [[Circuito di Monte Carlo|Monaco]] hai sempre la sensazione di essere dentro la macchina davanti. Lo vidi tagliare sul cordolo interno prima del Portier, e pensai che stava forzando. Infatti la Ferrari finì dritta sul guardrail opposto. Lo evitai miracolosamente, e mi spaventai un po'. Poi mi misi tranquillo dietro Damon Hill, perché con una pista così scivolosa la mia strategia era di rimanere sull'unica linea possibile per evitare errori. In queste condizioni a Monaco bisogna sempre anticipare: se si frena bloccando le gomme, è impossibile recuperare l'errore e si va a sbattere senza poter fare nulla. A un certo punto percepii nel tunnel l'odore del motore rotto di Damon Hill, e mi ritrovai in testa. Misi le gomme da asciutto, e con 30 secondi di vantaggio decisi di guidare tranquillamente. Ma si ruppe un elemento della sospensione. A Monaco le compressioni della pista sono maggiori, e dunque le componenti devono sopportare maggiori carichi verticali. Con la pioggia decidemmo di alleggerire le sospensioni, e così una barra di torsione si ruppe. Era già successo nelle prove libere, per altro. [...] Tutte le volte che ho dovuto ritirarmi quando ero in testa a un Gran Premio non ho mai pensato che il pilota vincente si meritasse la gara perché mi stava simpatico. Ma quel giorno, in quella gara caotica, Olivier fu senza dubbio il migliore, la meritò. Dopo un po' di tempo, ovviamente, sono stato felice per lui!<ref>Da un'intervista a ''L'Équipe''; citato in ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/jean-alesi-monaco-1996-gran-premio-olivier-panis-racconto-ricordo F1 {{!}} Alesi: "Panis si è meritato la vittoria di Monaco"]'', ''formulapassion.it'', 3 maggio 2020.</ref> *{{NDR|Sul [[Gran Premio di Spagna 1996]]}} Oggi la Formula 1 di fronte a tanta acqua non partirebbe neanche. Erano altri tempi. Durante il Gran Premio passai Villeneuve, ricordo che non si vedeva nulla. Era impossibile tenere giù l'acceleratore anche nel rettilineo più corto, quello dietro ai box, perché finivi in testa coda, una cosa pazzesca. Questa, tra l'altro, fu la mia sfortuna, perché l'ingegnere di pista di Michael {{NDR|Schumacher}} era Ignazio Lunetta, lo stesso che l'anno prima si occupava di me. Un grande: quando pioveva forte, lui regolava la macchina più alta. In questo modo aumentava la velocità in rettilineo e diminuiva quella in curva, dove comunque eravamo costretti ad andare molto piano. Io chiesi ai miei tecnici di fare lo stesso, ma ero da poco alla Benetton e non mi diedero retta. [...] Michael mi superò senza dover lottare in fondo al rettifilo, dove io ero in crisi. Arrivai secondo davanti a Villeneuve. In pista alla fine eravamo soltanto in sei. In Spagna vinse una gara esaltante in condizioni difficilissime. Schumi è un caro amico ma in quel momento avrei solo detto parolacce.<ref name="Schumi">Da un'intervista a ''La Stampa''; citato in ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/f1-gp-spagna-1996-prima-vittoria-schumacher-barcellona-raccontata-alesi F1 / La prima impresa rossa di Schumi, vista da Alesi]'', ''formulapassion.it'', 7 maggio 2021.</ref> *{{NDR|Parlando della Scuderia Ferrari}} È la squadra più prestigiosa del mondo, Schumacher a quell'epoca era il pilota più blasonato e con il futuro più promettente, dunque dovevano prenderlo per forza. Io a Maranello ci sarei stato tutta la vita, ma nel contratto di Michael non c'era posto per me.<ref name="Schumi"/> *[[Autodromo Enzo e Dino Ferrari|Imola]], nella tradizione Ferrari è il luogo dell'appuntamento con il popolo rosso, la curva Sud del tifo, mentre Monza è da sempre la curva Nord [...] appena esci dai box ti trovi in mezzo agli alberi, come correre in un bosco. Ma appena dopo, alla Tosa, è come entrare in uno stadio pieno. Senti le urla che arrivano dalla collina mentre guidi, le sentivo con il 12 cilindri, figuriamoci adesso con queste macchine meno rumorose. Un boato a ogni giro. Alla Rivazza, ancora meglio. Mentre scendi dalla Variante Alta, vedi case, finestre e balconi e ti sembra di essere in un posto strano, in mezzo a una città. Poi, quando vai dentro la Rivazza 2 vedi la collina strapiena e capisci che Imola è unica.<ref>Da un articolo per il ''Corriere della Sera''; citato in ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/alesi-imola-ferrari-tifo-curva-sud-tosa-rivazza-612981.html Alesi: "Imola è la curva Sud del tifo Ferrari"]'', ''formulapassion.it'', 12 aprile 2022.</ref> *Per me [[Gran Premio d'Italia 1993|Monza 1993]] è stato un weekend indimenticabile. Andare sul podio con una Ferrari nella gara di casa è qualcosa di speciale. Ricordo soprattutto il grande affetto dei tifosi e il bandierone che uno di loro mi aveva dato in pista subito dopo la fine della gara. Sono rientrato ai box con questa bandiera, che poi è diventata un simbolo per i dipendenti Ferrari. Infatti in fabbrica quando siamo rientrati ho trovato un poster con quella immagine. Sono davvero felice di aver vissuto questa cosa, [...] per me Monza 1993 resta indimenticabile.<ref>Citato in Andrea Ettori, ''[https://www.p300.it/jean-alesi-la-bandiera-e-la-monza-rossa-del-1993/ Jean Alesi, la bandiera e la "Monza rossa" del 1993]'', ''p300.it'', 11 settembre 2022.</ref> *{{NDR|Sul [[Gran Premio d'Europa 1993]]}} Può essere considerato un giorno clamoroso nella storia dei Gp per almeno tre aspetti. Punto uno, la F.1 iridata andava a Donington per la prima volta e tutti avevano poca conoscenza della pista. Punto due, Senna si trovava in una chiara situazione d'inferiorità tecnica, perché la sua McLaren-Ford in condizioni normali di certo non poteva valere la competitività delle Williams di Prost e Hill. Punto tre, l'arrivo della pioggia per la gara fu un potente fattore destabilizzante, che finì per cambiare le carte in tavola, sconvolgendo completamente la scala dei valori e concedendo così al brasiliano di metterci tanto del suo, sovvertendo i pronostici. [...] Non è che ci fosse una pioggia pazzesca, questo no. C'era una pioggerellina all'inglese, bella fitta e costante ma non certo un acquazzone. Il problema vero era un altro: Donington è una pista molto bella che presenta alcuni dislivelli. In altre parole, questi rendevano il terreno fertile all'insorgere di rigagnoli tali da dar vita in gara a piccoli fiumiciattoli, che qua e là attraversavano l'asfalto, con grande pericolo di aquaplaning. In altre parole, delle vere e proprie trappole, in grado di rovinare la gara di un pilota. Ecco, la grandezza dell'impresa di Ayrton sta anche in questo, ovvero nella capacità di guidare sul bagnato e con quelle insidie, con la stessa sicurezza e padronanza che si hanno sull'asciutto.<ref>Da un'intervista ad ''Autosprint''; citato in Giuseppe Canetti, ''[https://www.formula1.it/news/14109/1/donington-93-alesi-gp-storico-per-tre-aspetti-ma-l-impresa-piu-grande-di-senna-e-stata-un-altra Donington '93, Alesi: «GP storico per tre aspetti. Ma l'impresa più grande di Senna è stata un'altra»]'', ''formula1.it'', 11 aprile 2023.</ref> *{{NDR|Su [[Michael Schumacher]]}} Più che ammirato, io l'ho rispettato: sono due cose diverse. Lavorava più degli altri, aveva la capacità di imporre i suoi uomini dentro la squadra, al suo servizio. [...] Come pilota era fortissimo, tenace, impegnato, non regalava nulla: i suoi risultati lasciano a bocca aperta.<ref>Dall'intervista di Pino Allievi, ''[https://www.cdt.ch/sport/jean-alesi-schumi-la-vita-talvolta-e-crudele-ma-spero-sempre-in-un-miracolo-338372 Jean Alesi: «Schumi? La vita talvolta è crudele, ma spero sempre in un miracolo»]'', ''cdt.ch'', 29 dicembre 2023.</ref> {{Int|''La Gazzetta dello Sport Magazine'', 29 febbraio 1996}} *Io so cosa si aspetta la gente da me e cerco sempre di darglielo. *Non ho mai buttato via i [[soldi]]. Sin da quando ero bambino ho avuto davanti agli occhi i sacrifici che ha fatto mio padre per garantirsi e garantirci un certo livello di benessere. *Non rivedo mai i gran premi in [[Televisione|Tv]], altrimenti mi spavento. {{Int|''[https://www.corriere.it/sport/formula-1/24_giugno_11/jean-alesi-intervista-56befcd7-ace0-48fb-9048-42f4498c5xlk.shtml Jean Alesi: «A 7 anni rubai la macchina a mia madre e la sfasciai. Guidavo la Ferrari F1 e avevo i brividi»]''|Intervista di Daniele Sparisci, ''corriere.it'', 11 giugno 2024.}} *Mi sono sempre sentito e mi sento ancora un privilegiato ad aver fatto il pilota. Non dimentico da dove vengono i miei genitori, il modo in cui mi hanno cresciuto. Sorrido e mi godo la vita per questo motivo, mi viene naturale essere felice. {{NDR|«Papà carrozziere emigrato in Francia dalla Sicilia, non vivevate nell'oro»}} Direi proprio di no. Da Alcamo papà è salito nel 1959 in treno insieme a quattro amici. Ha aperto una carrozzeria alla quale oggi lavorano 75 persone. A 84 anni è ancora il primo ad aprirla la mattina, mi ha inculcato il rispetto del lavoro e la serietà professionale. Non ha mai smesso di lavorare un solo giorno, è un esempio. *{{NDR|«Qual è la prima macchina che ha guidato?»}} La Simca 1000 di mia madre, di nascosto. Avevo capito come schiacciare acceleratore e frizione ma non sapevo frenare. Sono finito contro l'auto del vicino di casa... [...] Quando lei mi portava a scuola, l'unica cosa che guardavo era come la metteva in moto. E dentro di me dicevo: "Un giorno ci provo io". E poi quel giorno è arrivato. Sono riuscito a farla partire ma non riuscivo a frenare. {{NDR|«7 anni si rende conto? Suo papà cosa ha fatto?»}} Ricordo ancora una mano sulla spalla che mi scaraventa fuori dal posto di guida. *Gerhard {{NDR|Berger}} era molto "politico". Aveva ottenuto di provare per primo la nuova Ferrari F1 [la 412T, ''ndr''] a Fiorano, un privilegio. Io mi ero un po' offeso e per principio ero rimasto a Maranello dentro alla Gestione Sportiva. È successo qualcosa per cui dovevano intervenire sulla monoposto, quindi Gerhard è rientrato in ufficio. Lo vedo e mi fa: "Dopo mi porti in pista?" Gli dico ok ma non avevo un'auto. [...] Prendo la macchina di Todt, una Y10. Lui si siede accanto e reclina completamente il sedile. "Puoi andare forte, tanto non ho paura". Già ero arrabbiato per il test, poi questo mi provoca pure... Pensavo: "Vediamo se davvero non ha paura". Quando arrivavamo a Fiorano, a quei tempi, c'era un codice fra noi piloti e la portineria: suonavamo il clacson da lontano e il custode apriva il cancello automatico. Che era lento. {{NDR|«Funzionava?»}} In genere sì, noi siamo passati che ancora non era completamente aperto, abbiamo girato a sinistra davanti alla casa di Enzo Ferrari e lì Gerhard ha tirato il freno a mano: finiamo su due ruote. Non dicevo nulla. Quando siamo arrivati vicino al garage, sterzo e lui alza ancora la leva. Solo che stavolta anche io stavo frenando e la macchina è partita completamente. Siamo finiti a testa in giù, il volante toccava il tetto. Ci hanno tirato fuori dal bagagliaio i meccanici: l'unica porta che si poteva aprire. Gerhard non si era fatto nulla, io invece avevo un taglio in testa. {{NDR|«E Todt?»}} Era inc... Non era una mica una normale Y10: aveva chiesto il colore personalizzato, gli interni in cuoio speciale... *{{NDR|«Francese di nascita, italiano dentro»}} Sono il vostro miglior ambasciatore nel mondo. I figli degli emigrati sono così. ==Citazioni su Jean Alesi== *Jean dovrebbe odiarmi: l'ho strappato alla Williams, dopo tre mesi ho lasciato la Ferrari e la Williams ha vinto tre Mondiali. ([[Cesare Fiorio]]) *Jean era veloce in pista e scaltro nelle pubbliche relazioni. ([[Ivan Capelli]]) *Lo sguardo da discolo, un sorriso ironico, perennemente pronto. [...] Veloce sempre, fortunato pochissimo, una sola vittoria, Canada 1995, che vale premio minimo per 241 Gran Premi disputati, 32 podi conquistati, per sei anni a brigare guidando Ferrari raramente in palla (1991-1995). Un po' poco, ecco, considerando un esordio strepitoso, con la Tyrrell, da far sudare addirittura Ayrton Senna, Phoenix 1990, secondo sul traguardo, dopo battaglia memorabile. Di Jean ricorderemo l'ira di fronte ai suoi guai, il carattere dimostrato nei momenti in cui chi ha le palle parla, chi non le ha tace, il suo rapporto con Gerhard Berger, compagno, complice, specchio. [...] Jean resta un ragazzo appassionato, pronto sempre a guidare, a divertirsi, a rischiare. [...] chissenefrega dei Gran Premi vinti. I campioni si vedono quando i riflettori sono spenti. ([[Giorgio Terruzzi]]) *Tutti conoscono i limiti e le virtù di Alesi. [...] Lui non si fa passare facilmente, lui si esalta nella lotta, lui ama la pioggia, il fondo infido, la sfida al limite perché quando è sotto pressione sbaglia pochissimo. I suoi limiti sono ben altri: messa a punto, strategia, anche a volte la semplice tattica. [...] una gara da affrontare all'arma bianca, il suo terreno di lotta ideale. Se fosse stato un pirata, si sarebbe messo il coltello tra i denti e sarebbe partito all'assalto. Ma è un pilota e anziché il coltello tra i denti gli serve un'auto sotto il sedere. Questa [...] gli manca. ([[Carlo Cavicchi]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Piloti di Formula 1 francesi|Alesi, Jean]] ot7ngbbzknhqrgtsdwyls4h5uau9v07 1409891 1409890 2026-04-08T16:08:18Z Danyele 19198 fix di stile 1409891 wikitext text/x-wiki [[File:Jean Alesi, GIMS 2019, Le Grand-Saconnex (GIMS0047).jpg|thumb|Jean Alesi nel 2019]] '''Giovanni Roberto Alesi''' (1964 – vivente), ex pilota automobilistico francese. ==Citazioni di Jean Alesi== {{cronologico}} *Io guido all'attacco. È il mio modo di concepire questo sport. Se c'è un varco ragionevole, mi infilo.<ref name="Chiavegato">Citato in Cristiano Chiavegato, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,35/articleid,0915_01_1990_0219_0032_12588437/ «La Ferrari è una febbre» ]'', ''La Stampa'', 20 settembre 1990, p. 35.</ref> *{{NDR|Nel 1990}} [...] mi accorsi definitivamente che il mio destino si doveva incrociare con quello della [[Scuderia Ferrari|scuderia di Maranello]]. L'attenzione dei tifosi, quella atmosfera speciale che ti circonda, il senso di entrare a far parte della storia dell'automobile mi presero come una malattia, una febbre che saliva di giorno in giorno.<ref name="Chiavegato"/> *{{NDR|Sulla stagione 2011 di [[Formula 1]]}} Oltre che a [[Sebastian Vettel|Vettel]], autore di una sequenza straordinaria, il massimo riconoscimento dovrebbe andare a [[Jenson Button|Button]]. Non mi hanno sorpreso le sue punte prestazionali, perché è stato campione del mondo, ma il modo in cui è riuscito a tenersi al vertice per tutto il tempo, anche quando era alle prese con set-up e situazioni non proprio ottimali. La sua costanza è stata eccezionale. Ha pure fatto dei grandi sorpassi, dimostrando di sapersi adattare alle situazioni: aggressivo o pulito in base alle circostanze.<ref>Citato in Rosario Scelsi, ''[https://web.archive.org/web/20120128161937/https://www.motorsportblog.it/post/16361/f1-alesi-button-merita-il-titolo-di-pilota-dellanno F1, Alesi: "Button merita il titolo di pilota dell'anno"]'', ''motorsportblog.it'', 30 novembre 2011.</ref> *{{NDR|Sulla [[Ferrari F92A]]}} Il motore soffriva di blow-by, vale a dire c'era un trafilaggio di olio dalle fasce elastiche in camera di combustione che faceva perdere 40-50 cavalli, ma nella tradizione del Cavallino non si poteva dire che era il 12 cilindri a non andare e le colpe di un'annata storta erano state attribuite solo alla macchina. È stato un peccato perché il concetto era interessante.<ref>Dalla video-intervista ''[https://www.youtube.com/watch?v=mFfmfbBHmuk Jean Alesi: "Il motorsport è marcio"]'', ''Motorsport Italia'', 10 aprile 2020; citato in Franco Nugnes e [[Giorgio Piola]], ''[https://it.motorsport.com/f1/news/f1-retroscena-ferrari-f92-a-il-doppio-fondo-non-era-sbagliato/4780326/ Retroscena Ferrari F92 A: il doppio fondo non era sbagliato]'', ''motorsport.com'', 14 aprile 2020.</ref> *Io ho avuto la possibilità di esprimermi in questo mondo che è la Formula 1, che è tutta la mia passione e la mia vita, tutto gira intorno a questo. La più grande fortuna e i più bei momenti della mia vita sono arrivati guidando la rossa [...] L'affetto dei tifosi? Fa davvero onore e piacere, perché io ho fatto questo mestiere non tanto per avere un lavoro, ma proprio per realizzare una passione che avevo da bambino. Piano piano sono salito di livello e cresciuto nelle formule minori, come la Formula Renault, la F3, la Formula 3000 e mi sono trovato in F1. Ma davvero, non era qualcosa di pianificato, come invece possono fare adesso i giovani, che è anche bello. Io l'ho fatto in un modo diverso e in tempi anche molto diversi. Io mi sono goduto questo momento della mia vita.<ref>Da un'intervista a Sky Sport; citato in Matteo Senatore, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/alesi-ferrari-la-mia-fortuna-f1-1995-maranello Alesi: "Ferrari, la mia fortuna"]'', ''formulapassion.it'', 19 aprile 2020.</ref> *[[Gran Premio di Monaco 1996]]? Quello che ha vinto Olivier {{NDR|Panis}}? Ah, ora ricordo! Partimmo con la pioggia, e mi ritrovai appena dietro Michael Schumacher al Loews. A [[Circuito di Monte Carlo|Monaco]] hai sempre la sensazione di essere dentro la macchina davanti. Lo vidi tagliare sul cordolo interno prima del Portier, e pensai che stava forzando. Infatti la Ferrari finì dritta sul guardrail opposto. Lo evitai miracolosamente, e mi spaventai un po'. Poi mi misi tranquillo dietro Damon Hill, perché con una pista così scivolosa la mia strategia era di rimanere sull'unica linea possibile per evitare errori. In queste condizioni a Monaco bisogna sempre anticipare: se si frena bloccando le gomme, è impossibile recuperare l'errore e si va a sbattere senza poter fare nulla. A un certo punto percepii nel tunnel l'odore del motore rotto di Damon Hill, e mi ritrovai in testa. Misi le gomme da asciutto, e con 30 secondi di vantaggio decisi di guidare tranquillamente. Ma si ruppe un elemento della sospensione. A Monaco le compressioni della pista sono maggiori, e dunque le componenti devono sopportare maggiori carichi verticali. Con la pioggia decidemmo di alleggerire le sospensioni, e così una barra di torsione si ruppe. Era già successo nelle prove libere, per altro. [...] Tutte le volte che ho dovuto ritirarmi quando ero in testa a un Gran Premio non ho mai pensato che il pilota vincente si meritasse la gara perché mi stava simpatico. Ma quel giorno, in quella gara caotica, Olivier fu senza dubbio il migliore, la meritò. Dopo un po' di tempo, ovviamente, sono stato felice per lui!<ref>Da un'intervista a ''L'Équipe''; citato in ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/jean-alesi-monaco-1996-gran-premio-olivier-panis-racconto-ricordo F1 {{!}} Alesi: "Panis si è meritato la vittoria di Monaco"]'', ''formulapassion.it'', 3 maggio 2020.</ref> *{{NDR|Sul [[Gran Premio di Spagna 1996]]}} Oggi la Formula 1 di fronte a tanta acqua non partirebbe neanche. Erano altri tempi. Durante il Gran Premio passai Villeneuve, ricordo che non si vedeva nulla. Era impossibile tenere giù l'acceleratore anche nel rettilineo più corto, quello dietro ai box, perché finivi in testa coda, una cosa pazzesca. Questa, tra l'altro, fu la mia sfortuna, perché l'ingegnere di pista di Michael {{NDR|Schumacher}} era Ignazio Lunetta, lo stesso che l'anno prima si occupava di me. Un grande: quando pioveva forte, lui regolava la macchina più alta. In questo modo aumentava la velocità in rettilineo e diminuiva quella in curva, dove comunque eravamo costretti ad andare molto piano. Io chiesi ai miei tecnici di fare lo stesso, ma ero da poco alla Benetton e non mi diedero retta. [...] Michael mi superò senza dover lottare in fondo al rettifilo, dove io ero in crisi. Arrivai secondo davanti a Villeneuve. In pista alla fine eravamo soltanto in sei. In Spagna vinse una gara esaltante in condizioni difficilissime. Schumi è un caro amico ma in quel momento avrei solo detto parolacce.<ref name="Schumi">Da un'intervista a ''La Stampa''; citato in ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/f1-gp-spagna-1996-prima-vittoria-schumacher-barcellona-raccontata-alesi F1 / La prima impresa rossa di Schumi, vista da Alesi]'', ''formulapassion.it'', 7 maggio 2021.</ref> *{{NDR|Parlando della Scuderia Ferrari}} È la squadra più prestigiosa del mondo, Schumacher a quell'epoca era il pilota più blasonato e con il futuro più promettente, dunque dovevano prenderlo per forza. Io a Maranello ci sarei stato tutta la vita, ma nel contratto di Michael non c'era posto per me.<ref name="Schumi"/> *[[Autodromo Enzo e Dino Ferrari|Imola]], nella tradizione Ferrari è il luogo dell'appuntamento con il popolo rosso, la curva Sud del tifo, mentre Monza è da sempre la curva Nord [...] appena esci dai box ti trovi in mezzo agli alberi, come correre in un bosco. Ma appena dopo, alla Tosa, è come entrare in uno stadio pieno. Senti le urla che arrivano dalla collina mentre guidi, le sentivo con il 12 cilindri, figuriamoci adesso con queste macchine meno rumorose. Un boato a ogni giro. Alla Rivazza, ancora meglio. Mentre scendi dalla Variante Alta, vedi case, finestre e balconi e ti sembra di essere in un posto strano, in mezzo a una città. Poi, quando vai dentro la Rivazza 2 vedi la collina strapiena e capisci che Imola è unica.<ref>Da un articolo per il ''Corriere della Sera''; citato in ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/alesi-imola-ferrari-tifo-curva-sud-tosa-rivazza-612981.html Alesi: "Imola è la curva Sud del tifo Ferrari"]'', ''formulapassion.it'', 12 aprile 2022.</ref> *Per me [[Gran Premio d'Italia 1993|Monza 1993]] è stato un weekend indimenticabile. Andare sul podio con una Ferrari nella gara di casa è qualcosa di speciale. Ricordo soprattutto il grande affetto dei tifosi e il bandierone che uno di loro mi aveva dato in pista subito dopo la fine della gara. Sono rientrato ai box con questa bandiera, che poi è diventata un simbolo per i dipendenti Ferrari. Infatti in fabbrica quando siamo rientrati ho trovato un poster con quella immagine. Sono davvero felice di aver vissuto questa cosa, [...] per me Monza 1993 resta indimenticabile.<ref>Citato in Andrea Ettori, ''[https://www.p300.it/jean-alesi-la-bandiera-e-la-monza-rossa-del-1993/ Jean Alesi, la bandiera e la "Monza rossa" del 1993]'', ''p300.it'', 11 settembre 2022.</ref> *{{NDR|Sul [[Gran Premio d'Europa 1993]]}} Può essere considerato un giorno clamoroso nella storia dei Gp per almeno tre aspetti. Punto uno, la F.1 iridata andava a Donington per la prima volta e tutti avevano poca conoscenza della pista. Punto due, Senna si trovava in una chiara situazione d'inferiorità tecnica, perché la sua McLaren-Ford in condizioni normali di certo non poteva valere la competitività delle Williams di Prost e Hill. Punto tre, l'arrivo della pioggia per la gara fu un potente fattore destabilizzante, che finì per cambiare le carte in tavola, sconvolgendo completamente la scala dei valori e concedendo così al brasiliano di metterci tanto del suo, sovvertendo i pronostici. [...] Non è che ci fosse una pioggia pazzesca, questo no. C'era una pioggerellina all'inglese, bella fitta e costante ma non certo un acquazzone. Il problema vero era un altro: Donington è una pista molto bella che presenta alcuni dislivelli. In altre parole, questi rendevano il terreno fertile all'insorgere di rigagnoli tali da dar vita in gara a piccoli fiumiciattoli, che qua e là attraversavano l'asfalto, con grande pericolo di aquaplaning. In altre parole, delle vere e proprie trappole, in grado di rovinare la gara di un pilota. Ecco, la grandezza dell'impresa di Ayrton sta anche in questo, ovvero nella capacità di guidare sul bagnato e con quelle insidie, con la stessa sicurezza e padronanza che si hanno sull'asciutto.<ref>Da un'intervista ad ''Autosprint''; citato in Giuseppe Canetti, ''[https://www.formula1.it/news/14109/1/donington-93-alesi-gp-storico-per-tre-aspetti-ma-l-impresa-piu-grande-di-senna-e-stata-un-altra Donington '93, Alesi: «GP storico per tre aspetti. Ma l'impresa più grande di Senna è stata un'altra»]'', ''formula1.it'', 11 aprile 2023.</ref> *{{NDR|Su [[Michael Schumacher]]}} Più che ammirato, io l'ho rispettato: sono due cose diverse. Lavorava più degli altri, aveva la capacità di imporre i suoi uomini dentro la squadra, al suo servizio. [...] Come pilota era fortissimo, tenace, impegnato, non regalava nulla: i suoi risultati lasciano a bocca aperta.<ref>Dall'intervista di Pino Allievi, ''[https://www.cdt.ch/sport/jean-alesi-schumi-la-vita-talvolta-e-crudele-ma-spero-sempre-in-un-miracolo-338372 Jean Alesi: «Schumi? La vita talvolta è crudele, ma spero sempre in un miracolo»]'', ''cdt.ch'', 29 dicembre 2023.</ref> {{Int|''La Gazzetta dello Sport Magazine'', 29 febbraio 1996}} *Io so cosa si aspetta la gente da me e cerco sempre di darglielo. *Non ho mai buttato via i [[soldi]]. Sin da quando ero bambino ho avuto davanti agli occhi i sacrifici che ha fatto mio padre per garantirsi e garantirci un certo livello di benessere. *Non rivedo mai i gran premi in [[Televisione|Tv]], altrimenti mi spavento. {{Int|''[https://www.corriere.it/sport/formula-1/24_giugno_11/jean-alesi-intervista-56befcd7-ace0-48fb-9048-42f4498c5xlk.shtml Jean Alesi: «A 7 anni rubai la macchina a mia madre e la sfasciai. Guidavo la Ferrari F1 e avevo i brividi»]''|Intervista di Daniele Sparisci, ''corriere.it'', 11 giugno 2024.}} *Mi sono sempre sentito e mi sento ancora un privilegiato ad aver fatto il pilota. Non dimentico da dove vengono i miei genitori, il modo in cui mi hanno cresciuto. Sorrido e mi godo la vita per questo motivo, mi viene naturale essere felice. {{NDR|«Papà carrozziere emigrato in Francia dalla Sicilia, non vivevate nell'oro»}} Direi proprio di no. Da Alcamo papà è salito nel 1959 in treno insieme a quattro amici. Ha aperto una carrozzeria alla quale oggi lavorano 75 persone. A 84 anni è ancora il primo ad aprirla la mattina, mi ha inculcato il rispetto del lavoro e la serietà professionale. Non ha mai smesso di lavorare un solo giorno, è un esempio. *{{NDR|«Qual è la prima macchina che ha guidato?»}} La Simca 1000 di mia madre, di nascosto. Avevo capito come schiacciare acceleratore e frizione ma non sapevo frenare. Sono finito contro l'auto del vicino di casa... [...] Quando lei mi portava a scuola, l'unica cosa che guardavo era come la metteva in moto. E dentro di me dicevo: "Un giorno ci provo io". E poi quel giorno è arrivato. Sono riuscito a farla partire ma non riuscivo a frenare. {{NDR|«7 anni si rende conto? Suo papà cosa ha fatto?»}} Ricordo ancora una mano sulla spalla che mi scaraventa fuori dal posto di guida. *Gerhard {{NDR|Berger}} era molto "politico". Aveva ottenuto di provare per primo la nuova Ferrari F1 [la 412T, ''ndr''] a Fiorano, un privilegio. Io mi ero un po' offeso e per principio ero rimasto a Maranello dentro alla Gestione Sportiva. È successo qualcosa per cui dovevano intervenire sulla monoposto, quindi Gerhard è rientrato in ufficio. Lo vedo e mi fa: "Dopo mi porti in pista?" Gli dico ok ma non avevo un'auto. [...] Prendo la macchina di Todt, una Y10. Lui si siede accanto e reclina completamente il sedile. "Puoi andare forte, tanto non ho paura". Già ero arrabbiato per il test, poi questo mi provoca pure... Pensavo: "Vediamo se davvero non ha paura". Quando arrivavamo a Fiorano, a quei tempi, c'era un codice fra noi piloti e la portineria: suonavamo il clacson da lontano e il custode apriva il cancello automatico. Che era lento. {{NDR|«Funzionava?»}} In genere sì, noi siamo passati che ancora non era completamente aperto, abbiamo girato a sinistra davanti alla casa di Enzo Ferrari e lì Gerhard ha tirato il freno a mano: finiamo su due ruote. Non dicevo nulla. Quando siamo arrivati vicino al garage, sterzo e lui alza ancora la leva. Solo che stavolta anche io stavo frenando e la macchina è partita completamente. Siamo finiti a testa in giù, il volante toccava il tetto. Ci hanno tirato fuori dal bagagliaio i meccanici: l'unica porta che si poteva aprire. Gerhard non si era fatto nulla, io invece avevo un taglio in testa. {{NDR|«E Todt?»}} Era inc... Non era una mica una normale Y10: aveva chiesto il colore personalizzato, gli interni in cuoio speciale... *{{NDR|«Francese di nascita, italiano dentro»}} Sono il vostro miglior ambasciatore nel mondo. I figli degli emigrati sono così. ==Citazioni su Jean Alesi== *Jean dovrebbe odiarmi: l'ho strappato alla Williams, dopo tre mesi ho lasciato la Ferrari e la Williams ha vinto tre Mondiali. ([[Cesare Fiorio]]) *Jean era veloce in pista e scaltro nelle pubbliche relazioni. ([[Ivan Capelli]]) *Lo sguardo da discolo, un sorriso ironico, perennemente pronto. [...] Veloce sempre, fortunato pochissimo, una sola vittoria, Canada 1995, che vale premio minimo per 241 Gran Premi disputati, 32 podi conquistati, per sei anni a brigare guidando Ferrari raramente in palla (1991-1995). Un po' poco, ecco, considerando un esordio strepitoso, con la Tyrrell, da far sudare addirittura Ayrton Senna, Phoenix 1990, secondo sul traguardo, dopo battaglia memorabile. Di Jean ricorderemo l'ira di fronte ai suoi guai, il carattere dimostrato nei momenti in cui chi ha le palle parla, chi non le ha tace, il suo rapporto con Gerhard Berger, compagno, complice, specchio. [...] Jean resta un ragazzo appassionato, pronto sempre a guidare, a divertirsi, a rischiare. [...] chissenefrega dei Gran Premi vinti. I campioni si vedono quando i riflettori sono spenti. ([[Giorgio Terruzzi]]) *Tutti conoscono i limiti e le virtù di Alesi. [...] Lui non si fa passare facilmente, lui si esalta nella lotta, lui ama la pioggia, il fondo infido, la sfida al limite perché quando è sotto pressione sbaglia pochissimo. I suoi limiti sono ben altri: messa a punto, strategia, anche a volte la semplice tattica. [...] una gara da affrontare all'arma bianca, il suo terreno di lotta ideale. Se fosse stato un pirata, si sarebbe messo il coltello tra i denti e sarebbe partito all'assalto. Ma è un pilota e anziché il coltello tra i denti gli serve un'auto sotto il sedere. Questa [...] gli manca. ([[Carlo Cavicchi]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Alesi, Jean}} [[Categoria:Piloti di Formula 1 francesi]] pz9gztmktqxgnzo5egsq6gyrtmfxat3 Incipit/S 0 17344 1409862 1409622 2026-04-08T12:28:57Z Spinoziano (BEIC) 86405 /* S */ 1409862 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{incipit|lettera=S}}</noinclude> ==S== <span id="Sa"></span> *'''[[Aline B. Saarinen]]''' **C'est mon plaisir *'''[[Umberto Saba]]''' **Ernesto *'''[[Rafael Sabatini]]''' **I ribelli della Carolina **Il capitano Blood **Il cigno nero **La giustizia del duca *'''[[Ernesto Sabato]]''' **Il tunnel *'''[[Dario Sabbatucci]]''' **Il misticismo eleusino *'''[[Fred Saberhagen]]''' **Berserker! **Berserker: la morte azzurra **I Berserker uccidono **Il mondo dei Berserker **Il pianeta Berserker **Il trono dei Berserker **L'uomo Berserker **La furia dei Berserker **La nave fortezza **Le ali nere del tempo **Le guerre dei Berserker ***L'elmo alato ***La ballata delle stelle ***Ultimi avvenimenti al radiante dei Templari ***Ali nell'oscurità ***Il sorriso **Lo spazio in faccia *'''[[Roxana Saberi]]''' **Prigioniera in Iran *'''[[Franco Sacchetti]]''' **La battaglia delle belle donne di Firenze colle vecchie *'''[[Roberto Sacchetti]]''' **Entusiasmi **Vecchio guscio *'''[[Defendente Sacchi]]''' **La pianta dei sospiri *'''[[Giovenale Sacchi]]''' **Del numero e delle misure delle corde musiche e loro corrispondenze **Della divisione del tempo nella musica nel ballo e nella poesia *'''[[Italo Mario Sacco]]''' **Statuti di Savigliano *'''[[Leopold von Sacher-Masoch]]''' **L'amore crudele *'''[[Oliver Sacks]]''' **L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello **Risvegli *'''[[Vita Sackville-West]]''' **Grand Canyon **La signora scostumata **Ogni passione spenta *'''[[Anwar al-Sadat]]''' **In cerca di una identità *'''[[Nawāl al-Saʿdāwī]]''' **Firdaus. Storia di una donna egiziana *'''[[Donatien Alphonse François de Sade]]''' **La filosofia nel boudoir **La nuova Justine **Le 120 giornate di Sodoma *'''[[Mihail Sadoveanu]]''' **L'osteria di Ancutza *'''[[Carl Safina]]''' **Il viaggio della tartaruga **Un mare in fiamme *'''[[Saffo]]''' **Frammenti ***Frammento d'un inno a Venere ***Delle colombe impaurite ***Ad una femmina ricca e ignorante ***Di amore ***Contro Andromeda ***A Venere ***Alla sua bambina ***Della cicala ***Risposta alla proposta d'Alceo ***Ad un giovine di famosa bellezza ***Venere ad Amore ***Enigma **Odi ***A Venere ***All'amata *'''[[Carl Sagan]]''' **Contact *'''[[Françoise Sagan]]''' **Bonjour tristesse **Le piace Brahms? **Tra un mese, tra un anno *'''[[Angie Sage]]''' **Alkymia **Magya **Volo *'''[[Agostino Sagredo]]''' **Sommario della storia della Repubblica di Venezia **Sulle consorterie delle arti edificative in Venezia *'''[[Ihara Saikaku]]''' **Cinque donne amorose ***Seijuro e di una bella di Himeji ***Storia della passione amorosa di un bottaio ***Storia dell'editore d'almanacchi letta nella parte di mezzo ***Storia del negozio di verdure e dei fasci d'erbe amorose ***Storia di Gengobei: una montagna d'amore *'''[[Charles de Marguetel de Saint-Denis de Saint-Evremond]]''' **Opere slegate *'''[[Antoine de Saint-Exupéry]]''' **Il piccolo principe **Terra degli uomini *'''[[Louis de Rouvroy de Saint-Simon]]''' (Saint-Simon) **La Corte del Re Sole *'''[[Ango Sakaguchi]]''' **Sotto la foresta di ciliegi in fiore *'''[[Saki]]''' **L'anima di Laploshka **L'insopportabile Bassington *'''[[Alberico Sala]]''' **I vizi naturali *'''[[Antonio Salas]]''' **L'infiltrato *'''[[Tayeb Salih]]''' **La stagione della migrazione al nord *'''[[Louis Salleron]]''' **...Quel che il mistero è per l'intelligenza *'''[[Sally Salminen]]''' **Mariana *'''[[Angelo Salmoiraghi]]''' **Istrumenti e metodi moderni di geometria applicata *'''[[Henry Stephens Salt]]''' **Henry David Thoreau **I diritti degli animali **L'etica vegetariana *'''[[Felix Salten]]''' **Bambi **Josefine Mutzenbacher *'''[[Antonio Salvagnoli Marchetti]]''' **Relazione della visita fatta nell'aprile 1871 dell'Agro Romano *'''[[Gaetano Salvemini]]''' **Il ministro della mala vita *'''[[Francesco Saverio Salfi]]''' **Il general Colli in Roma *'''[[Emilio Salgari]]''' **Alla conquista della luna **Alla conquista di un impero **Attraverso l'Atlantico in pallone **Capitan Tempesta **Gli ultimi filibustieri **I Corsari delle Bermude **I figli dell'aria **I minatori dell'Alaska **I misteri della jungla nera **I pescatori di balene **I pirati della Malesia **I predoni del Sahara **Il boa delle caverne **Il Bramino dell'Assam **Il brick maledetto **Il Corsaro Nero **Il figlio del Corsaro Rosso **Il re del mare **Il tesoro della montagna azzurra **Jolanda, la figlia del Corsaro Nero **La caduta di un impero **La città del Re lebbroso **La crociera della Tuonante **La favorita del Mahdi **La perla sanguinosa **La regina dei Caraibi **La riconquista di Mompracem **La rivincita di Yanez **La tigre della Malesia **Le due tigri **Le figlie dei Faraoni **Le meraviglie del Duemila **Le novelle marinaresche di mastro Catrame ***Un lupo di mare ***Il vascello maledetto ***Il passaggio della linea ***La campana dell'inglese ***La croce di Salomone ***I fantasmi dei mari del Nord ***I fuochi misteriosi ***Il vascello dei topi ***Le sirene ***Il serpente marino ***Le murene ***La nave-feretro sul mare ardente ***L'apparizione del naufrago **Le stragi delle Filippine **Le tigri di Mompracem **Straordinarie avventure di Testa di Pietra *'''[[J. D. Salinger]]''' **Il giovane Holden **Un giorno ideale per i pescibanana *'''[[Sallustio]]''' **La congiura di Catilina **La guerra giugurtina *'''[[Michail Evgrafovič Saltykov-Ščedrin]]''' **I signori Golovlëv *'''[[Diodata Roero Saluzzo]]''' **Ipazia ovvero delle filosofie *'''[[Nantas Salvalaggio]]''' **Italia come non detto **Malpaga **Villa Mimosa *'''[[Nino Salvaneschi]]''' **Breviario della felicità **Consolazioni **Contemplazioni del mattino e della sera **Il tormento di Chopin **Saper amare *'''[[Robert Anthony Salvatore]]''' **L'antico *'''[[Luigi Salvatorelli]]''' **La Chiesa e il mondo **Storia del Novecento *'''[[Dario Salvatori]]''' **Pop Story 1900-1909. L'alba della musica pop *'''[[Carmelo Samonà]]''' **Fratelli *'''[[Clara Sánchez]]''' **La forza imprevedibile delle parole **L'amante silenzioso **L'estate dell'innocenza **Lo stupore di una notte di luce *'''[[Julian Sanchez]]''' **L'antiquario *'''[[Rafael Sánchez Ferlosio]]''' **Sulle origini del cane *'''[[George Sand]]''' **Indiana **Lo stagno del diavolo **Lucrezia Floriani *'''[[Brandon Sanderson]]''' **Giuramento **Il conciliatore **La via dei Re **Mistborn: Il Campione delle Ere **Mistborn: Il Pozzo dell'Ascensione **Mistborn: L'Ultimo Impero **Parole di Luce *'''[[Roberto Sanesi]]''' **T. S. Eliot *'''[[Giuseppe Manuel di San Giovanni]]''' **Notizie e documenti riguardanti la chiesa e propositura di S. Maria di Vezzolano *'''[[Antonio Sangiovanni]]''' **Seconda squara mobile, et aritmetica *'''[[Edoardo Sanguineti]]''' **Capriccio italiano **Genova per me *'''[[Jacopo Sannazaro]]''' **Arcadia *'''[[Alfonso Sanseverino Vimercati]]''' **Brevi cenni intorno alla estrazione delle acque sotterranee secondo il sistema Calandra *'''[[C. J. Sansom]]''' **I sette calici dell'eresia **L'enigma del gallo nero *'''[[Isabella Santacroce]]''' **Fluo *'''[[Nicola Santamaria]]''' **Atlantide *'''[[Enzo Santarelli]]''' **Storia del fascismo *'''[[José Rodrigues dos Santos]]''' **Vaticanum. Il manoscritto esoterico *'''[[Marin Sanudo il Giovane]]''' **I Diarii *'''[[Federico Sanvitale]]''' **Elementi di architettura civile *'''[[Goliarda Sapienza]]''' **L'arte della gioia *'''[[Michele Saponaro]]''' **Peccato *'''[[Francesco Sapori]]''' **La chimera *'''[[Chiara Saraceno]]''' **Cittadini a metà **Modelli di famiglia *'''[[Vittorio Saraceno]]''' **Trattato aritmetico-pratico o sia conti fatti *'''[[José Saramago]]''' **Caino **Cecità **Il racconto dell'isola sconosciuta **Il vangelo secondo Gesù Cristo **Il viaggio dell'elefante **L'anno della morte di Ricardo Reis **L'uomo duplicato **La caverna **Le intermittenze della morte **Memoriale del convento **Saggio sulla lucidità **Storia dell'assedio di Lisbona **Tutti i nomi **Una terra chiamata Alentejo *'''[[William Saroyan]]''' **La belva bianca **La commedia umana **La tigre di Tracy **Ti voglio bene, mamma! *'''[[Paolo Sarpi]]''' **Discorso dell'origine, forma, leggi, ed vso dell'Vfficio dell'Inquisitione nella Citta, e Dominio di Venetia **Historia particolare delle cose passate trà il Sommo Pontefice Paolo V. E la Serenissima Republica di Venetia **Istoria del Concilio Tridentino **Scritti filosofici e teologici *'''[[Al Sarrantonio]]''' **Testa di zucca *'''[[Albertine Sarrazin]]''' **L'astragalo *'''[[Giovanni Sartori]]''' **Democrazia: cosa è *'''[[Joachim Sartorius]]''' **Alessandria *'''[[Jean-Paul Sartre]]''' **Erostrato **Il muro **La morte nell'anima **La nausea **Le parole *'''[[Panfilo Sasso]]''' **Disperata contro l'amore *'''[[Salvatore Satta]]''' **Il giorno del giudizio *'''[[George Saunders]]''' **Lincoln nel Bardo *'''[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]]''' **Due dissertazioni fisico-mediche *'''[[Sam Savage]]''' **Firmino **Il lamento del bradipo *'''[[Nino Savarese]]''' **Gatteria **La massaria *'''[[Fernando Savater]]''' **Etica per un figlio *'''[[Alexandre Savérien]]''' **Vita di Renato Cartesio celebre filosofo *'''[[Giorgio Saviane]]''' **Diario intimo di un cattivo **Getsèmani **Il mare verticale **Il papa **Il tesoro dei Pellizzari **In attesa di lei **L'inquisito **La donna di legno *'''[[Sergio Saviane]]''' **Dietro il video *'''[[Roberto Saviano]]''' **Gomorra **La paranza dei bambini **La parola contro la camorra *'''[[Boris Savinkov]]''' **Cavallo pallido *'''[[Francesco Savio]]''' **Ma l'amore no *'''[[Ludovico Savioli]]''' **Amori *'''[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]]''' **Il Ruwenzori *'''[[Girolamo Savonarola]]''' **Trattato sul governo di Firenze *'''[[Robert J. Sawyer]]''' **Apocalisse su Argo **Processo alieno **Flashforward – Avanti nel tempo **L'equazione di Dio **La genesi della specie *'''[[Jean-Baptiste Say]]''' **Sul bilancio delle consumazioni colle produzioni *'''[[Dorothy L. Sayers]]''' **L'uomo che sapeva come **Veleno mortale *'''[[Alberto Savinio]]''' **Ascolto il tuo cuore, città **Dico a te, Clio **Infanzia di Nivasio Dolcemare **L'Utopia e la «Città del Sole» di Tommaso Campanella **La casa ispirata **La nostra anima **Tragedia dell'infanzia <span id="Sb"></span> *'''[[Pietro Sbarbaro]]''' **Della libertà **Delle società di mutuo soccorso **Sulla filosofia della ricchezza **Sulle opinioni di Vincenzo Gioberti intorno all'economia politica e alla questione sociale *'''[[Cristina Sborgi]]''' **L'identità rubata <span id="Sc"></span> *'''[[Francesco Scaduto]]''' **Guarentigie pontificie e relazioni tra Stato e Chiesa *'''[[Filiberto Gherardo Scaglia]]''' **Avvertimenti politici per quelli che vogliono entrare in corte del signor conte di Verrua *'''[[Franco Scaglia]]''' **Il custode dell'acqua **Luce degli occhi miei *'''[[André Scala]]''' **I silenzi di Federer *'''[[Eugenio Scalfari]]''' **Il labirinto **L'uomo che non credeva in Dio *'''[[Ivan Scalfarotto]]''' **In nessun Paese *'''[[John Scalzi]]''' **Il collasso dell'impero **L'ultima imperatrice **Lo stallo dell'impero *'''[[Piero Scanziani]]''' **Entronauti *'''[[Elizabeth Ann Scarborough]]''' **Non uscire con la biancheria intima bucata *'''[[Edoardo Scarfoglio]]''' **Ponte Galera *'''[[Tiziano Scarpa]]''' **L'incontro **Le cose fondamentali **Occhi sulla graticola **Stabat mater *'''[[Eduardo Scarpetta]]''' **'A Cammarera nova **'A Nanassa **Amore e polenta: 'na paglia 'e Firenze **Cane e gatte **Duje chiapparielle **Duje marite 'mbrugliune **È buscìa o verità **Gelusia ovvero Amore sposalizio e gelusia **Il debutto di Gemma **Il non plus ultra della disperazione ovvero La bottiglieria del Rigoletto **Il romanzo d'un farmacista povero **L'Albergo del Silenzio **L'amico 'e papà **La Bohéme **La Casa vecchia **La collana d'oro o i cinque talismani **La nutriccia **La Pupa movibile **Li nipute de lu sinneco **Lo Scarfalietto **Lu Café chantant **Lu curaggio de nu pumpiero napulitano **Lu marito de Nannina **Lu Pagnottino **Madama Sangenella **Mettiteve a fa l'ammore cu me **Miseria e nobiltà **'Na Bona guagliona **'Na Commedia 'e tre atte **'Na figliola romantica **'Na matassa mbrugliata **'Na Santarella **'Na società 'e marite **Nina Boné **'No pasticcio **'Nu brutto difetto **'Nu frongillo cecato **'Nu Ministro mmiezo a li guaje **'Nu Turco napulitano **Nun la trovo a mmaretà **Pazzie di Carnevale **Persicone mio figlio **Quinnice solde so chiù assaie de seimila lire **Tetillo **Tetillo 'nzurato **Tre cazune furtunate **Tre pecore viziose *'''[[Simon Scarrow]]''' **Il gladiatore **La legione **La spada di Roma **Roma alla conquista del mondo *'''[[Gasparo Scaruffi]]''' **L'Alitinonfo *'''[[Giorgio Scerbanenco]]''' **Venere privata *'''[[Frank Schätzing]]''' **Il diavolo nella cattedrale **Il quinto giorno **Limit **Silenzio assoluto *'''[[Paul Scheerbart]]''' **Lesabéndio *'''[[Christoph Scheiner]]''' **Prattica del parallelogrammo da disegnare *'''[[Friedrich Schelling]]''' **Le età del mondo *'''[[Gianna Schelotto]]''' **Ti ricordi, papà? **Un uomo purché sia *'''[[Hilbert Schenck]]''' **Mentre l'Atlantico muore *'''[[Arthur van Schendel]]''' **Jan Compagnie *'''[[Giovanni Schiaparelli]]''' **La vita sul pianeta Marte **Le stelle cadenti: tre letture **Notizie sull'osservatorio di Brera in Milano **Scritti sulla storia della astronomia antica **Topografia e clima di Milano *'''[[Schiavo di Bari]]''' **Proverbi *'''[[Friedrich Schiller]]''' **Amalia **Il visionario, ossiano Memorie del Conte*** **L'infanticida **La flotta invincibile **Maria Stuarda *'''[[Antonio Schinella Conti]]''' **Riflessioni su l'aurora boreale *'''[[Dieter Schlesak]]''' **Il farmacista di Auschwitz *'''[[Bernhard Schlink]]''' **A voce alta – The Reader *'''[[Arno Schmidt]]''' **Gadir ovvero conosci te stesso *'''[[Christoph von Schmid]]''' **Il paggio del Re **Le novelline ***Le mele ***Non ti scordar di me ***L'uomo nero ***L'asino dell'ortolano ***Al lupo| al lupo! ***Il vestito nuovo ***Roba rubata non fa buon pro ***I tre ladroni ***La scimmia e l'avaro *'''[[James H. 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Scortia]]''' **Pesce-giuda *'''[[Manuel Scorza]]''' **La vampata **Rulli di tamburo per Rancas *'''[[Manda Scott]]''' **Il teschio di cristallo *'''[[Walter Scott]]''' **I puritani di Scozia **Ivanhoe **La Promessa Sposa di Lammermoor **L'orso mannaro *'''[[Michael Scott Rohan]]''' **I segreti di Nicholas Flamel l'immortale. Il mago **I segreti di Nicholas Flamel l'immortale. L'alchimista *'''[[Lisa Scottoline]]''' **Colpevole o innocente **Condotta indecente **Fino a prova contraria **Giustizia sommaria **Il momento della verità **Il prezzo del silenzio **L'angolo del diavolo **La morte del cliente **Legittima vendetta **Processo alla difesa <span id="Sd"></span> <span id="Se"></span> *'''[[William Seabrook]]''' **La vendetta della Strega *'''[[Sara Seale]]''' **La casa nella brughiera *'''[[W.G. Sebald]]''' **Austerlitz *'''[[Alice Sebold]]''' **Amabili resti *'''[[Angelo Secchi]]''' **Le stelle **Sui recenti progressi della meteorologia *'''[[John H. Secondari]]''' **Tre soldi nella fontana *'''[[David Sedaris]]''' **Diario di un fumatore **Esploriamo il diabete con i gufi *'''[[René Sédillot]]''' **La storia del mondo in 300 minuti *'''[[Anna Seghers]]''' **La settima croce *'''[[Hubert Selby]]''' **Canto della neve silenziosa *'''[[Will Self]]''' **Grandi scimmie **Una sfortunata mattina di mezza estate *'''[[Quintino Sella]]''' **Una salita al Monviso *'''[[David Seltzer]]''' **Profezia *'''[[Lorenzo Selva]]''' **Esposizione delle comuni, e nuove spezie di cannocchiali, telescopi, microscopi, ed altri istrumenti diottrici, catottrici, e catodiottrici *'''[[Shyam Selvadurai]]''' **I giardini di Ceylon *'''[[Étienne Pivert de Senancour]]''' **Oberman *'''[[Ramón J. Sender]]''' **Cronaca dell'alba *'''[[Lucio Anneo Seneca]]''' **Apokolokyntosis **De beneficiis **De constantia sapientis **De otio **De tranquillitate animi **Epistulae morales ad Lucilium **Hercules furens *'''[[Carmine Senise]]''' **Quando ero Capo della Polizia *'''[[Senofane]]''' **Frammento autobiografico *'''[[Senofonte]]''' **Anabasi **Cyri testamentum **Elleniche **Ercole *'''[[Sipho Sepamla]]''' **Soweto *'''[[Luis Sepúlveda]]''' **Diario di un killer sentimentale **Il vecchio che leggeva romanzi d'amore **La lampada di Aladino **Patagonia Express **Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico **Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare **Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza **Un nome da torero *'''[[Paul Sérant]]''' **Romanticismo fascista *'''[[Matilde Serao]]''' **Addio, Amore! **All'erta, sentinella **Castigo **Cuore infermo **Dal vero **Ella non rispose **Fantasia **Fior di passione **Gli amanti: pastelli **I capelli di Sansone **Il paese di cuccagna **Il romanzo della fanciulla **Il ventre di Napoli **L'infedele **La ballerina **La mano tagliata **La moglie di un grand'uomo **La virtù di Checchina **Le amanti ***La grande fiamma ***Tramontando il sole ***L'amante sciocca ***Sogno di una notte d'estate **Leggende napoletane **Nel paese di Gesù **O Giovannino, o la morte **Pagina azzurra **Piccole anime ***Una fioraia ***Giuochi ***Canituccia ***Profili ***Alla scuola ***Nebulose ***La moda ***Perdizione ***Gli spostati ***Salvazione **Storia di due anime *'''[[Giovanni Sercambi]]''' **Novelle *'''[[Augusto Serena]]''' **La cultura umanistica a Treviso nel secolo decimoquinto *'''[[Giuseppe Sergi]]''' **La vita animale e vegetale. Origine ed evoluzione *'''[[Girolamo Seripando]]''' **Voti e lettere inedite riguardanti il periodo del Concilio sotto Paolo III *'''[[Rod Serling]]''' **Ai confini della realtà ***Tutta la verità ***Il rifugio ***Resa dei conti per Rance McGrew ***La notte degli umili ***Il sole di mezzanotte ***Un salto alla Rip Van Winkle **L'odissea del Volo 33 ***Il solitario ***Quell'energumeno del signor Dingle ***A proposito di macchine... ***Un desiderio grande grande ***Fermata a Willoughby ***L'odissea del Volo 33 ***Polvere **L'umanità è scomparsa ***Il grande Casey ***Clausola di annullamento ***Solo una passeggiata ***Febbre ***L'umanità è scomparsa ***Arrivano i mostri in Via degli Aceri *'''[[Enzo Sermasi]]''' **Il giallo biancorossoverde *'''[[Ramón Gómez de la Serna]]''' **Il torero Caracho **L'incongruo **Seni *'''[[Berta Serra Manzanares]]''' **Gli occhi dell'uragano *'''[[Achille Serra]]''' **La legalità raccontata ai ragazzi *'''[[Michele Serra]]''' **Breviario comico **Gli sdraiati **Il ragazzo mucca **Le cose che bruciano **Ognuno potrebbe **Tutti i santi giorni *'''[[Renato Serra]]''' **Esame di coscienza di un letterato **Il senso del silenzio *'''[[Marcela Serrano]]''' **L'albergo delle donne tristi **Noi che ci vogliamo così bene **Quel che c'è nel mio cuore *'''[[Michel Serres]]''' **Genesi *'''[[Luigi Serristori]]''' **Le rovine di Lizzano **Sopra le macchine a vapore *'''[[Jean-Jacques Servan-Schreiber]]''' **La sfida americana *'''[[Robert Service]]''' **Compagni **Storia della Russia nel XX secolo *'''[[Bartolomeo Sestini]]''' **La Pia de' Tolomei: leggenda romantica *'''[[Vikram Seth]]''' **Il ragazzo giusto *'''[[Ernest Thompson Seton]]''' **La gatta dei bassifondi *'''[[Luigi Settembrini]]''' **Ricordanze della mia vita *'''[[Beppe Severgnini]]''' **Interismi **L'inglese **La pancia degli italiani **Un italiano in America *'''[[Tim Severin]]''' **La vendetta del vichingo <span id="Sf"></span> *'''[[Joann Sfar]]''' **Il piccolo principe **L'eterno *'''[[Giovanni Sfortunati]]''' **Nuovo lume <span id="Sg"></span> *'''[[Carlo Sgorlon]]''' **Gli dèi torneranno **I sette veli **Il trono di legno **L'armata dei fiumi perduti <span id="Sh"></span> *'''[[Yaakov Shabtai]]''' **Lo zio Perez spicca il volo *'''[[Anthony Shadid]]''' **La casa di pietra *'''[[Elif Shafak]]''' **Le quaranta porte *'''[[Bina Shah]]''' **La bambina che non poteva sognare *'''[[Sonia Shah]]''' **Cacciatori di corpi *'''[[Nicholas Shakespeare]]''' **Danza di sangue *'''[[William Shakespeare]]''' **Amleto **Antonio e Cleopatra **Cimbelino **Come vi piace **Coriolano **Enrico IV **Enrico V **Enrico VI **Enrico VIII **Giulio Cesare **I due gentiluomini di Verona **Il mercante di Venezia **Il racconto d'inverno **Il re Giovanni **La bisbetica domata **La commedia degli errori **La dodicesima notte **La tempesta **Le allegre comari di Windsor **Macbeth **Misura per misura **Molto rumore per nulla **Otello **Pene d'amor perdute **Pericle, principe di Tiro **Re Lear **Riccardo III **Romeo e Giulietta **Sogno di una notte di mezza estate **Timone d'Atene **Tito Andronico **Troilo e Cressida **Tutto è bene quel che finisce bene **Vita e morte di Re Riccardo II *'''[[Siba Shakib]]''' **Il sussurro della montagna proibita *'''[[Meir Shalev]]''' **Per amore di una donna *'''[[Zeruya Shalev]]''' **Una relazione intima *'''[[Shan Sa]]''' **La porta della Pace Celeste *'''[[Susan Shapiro]]''' **La terapia dei dolci *'''[[Margery Sharp]]''' **Il gatto di ametista *'''[[Tom Sharpe]]''' **Eva, una bambola e il professore *'''[[Stephanie Shaver]]''' **Una promessa è una promessa *'''[[Bob Shaw]]''' **Antigravitazione per tutti **Autocombustione umana **Cosmo selvaggio **Cronomoto **Scegliete il mondo che fa per voi **Una Magnum per Billy Gregg ***Una Magnum per Billy Gregg ***Il segreto dell'Everest ***Fumetto Horror Story ***Socio simbiotico ***Jumbo ***Luce dei giorni passati ***Replay ***Secondo voi che tempo è? **Una vergogna per l'Italia ***Una vergogna per l'Italia ***La casa dei Guthrie ***Caduta libera 2001 ***Il solo effetto ***Il club dei «P» ***Volo di notte ***Valzer degli ultracorpi ***Rapporto ***Telemporio Tre **Uomo al piano zero *'''[[George Bernard Shaw]]''' **Ginevra **Guida della donna intelligente **Le case del vedovo **Uno sprazzo di realtà *'''[[Irwin Shaw]]''' **Lavoro di notte **L'amico di famiglia *'''[[Robert Shaw]]''' **Situazione disperata ma non seria *'''[[Michael Shea]]''' **L'autopsia **La leggenda di Nifft *'''[[Robert Sheckley]]''' **Mai toccato da mani umane ***Mai toccato da mani umane ***Pellegrinaggio alla Terra ***La montagna senza nome **Opzioni **Scambio mentale **Scarpe *'''[[Patrick Augustine Sheehan]]''' **Il mio nuovo cappellano *'''[[Fulton J. Sheen]]''' **Tre per sposarsi *'''[[Charles Sheffield]]''' **Punto di convergenza **Le sfere del cielo *'''[[Percy Bysshe Shelley]]''' **Adone **La necessità dell'ateismo *'''[[Lucius Shepard]]''' **La resa **Occhi verdi **Solitaire Station *'''[[Sam Shepard]]''' **Attraverso il paradiso *'''[[Sara Shepard]]''' **Giovani, carine, bugiarde **Giovani, carine e bugiarde. Divine *'''[[Peter Sheridan]]''' **Nato a Dublino *'''[[Josepha Sherman]]''' **Le mamme la sanno lunga *'''[[Michael Shermer]]''' **Homo credens *'''[[Murasaki Shikibu]]''' **Storia di Genji il principe splendente *'''[[Matthew Phipps Shiel]]''' **Il principe Zaleski **La nube purpurea **La promessa sposa **La storia di Henry e Rowena *'''[[Lewis Shiner]]''' **Il cerchio *'''[[John Shirley]]''' **Bioshock: Rapture **Doom **Jodie a Annie alla tv **La maschera sul sole **La musica della città vivente *'''[[Sei Shōnagon]]''' **Note del guanciale *'''[[Gary Shteyngart]]''' **Il manuale del debuttante russo *'''[[Susan Shwartz]]''' **Il fuoco della vendetta <span id="Si"></span> *'''[[Luigi Siciliani]]''' **Alla bellezza **Vinto **Differ quaerelas **Morticino **Il Natale in un poeta classico **L'oleandro **La bontà dei baci **Acquaforte **Una riflessione *'''[[Harry Sidebottom]]''' **Il guerriero di Roma. Il re dei re **Il guerriero di Roma. Sole bianco *'''[[Bapsi Sidhwa]]''' **La spartizione del cuore *'''[[Henryk Sienkiewicz]]''' **Il diluvio **Quo vadis? *'''[[Javier Sierra]]''' **Lo specchio oscuro *'''[[Scipio Sighele]]''' **Eva moderna **Il nazionalismo e i partiti politici **La delinquenza settaria *'''[[Yrsa Sigurðardóttir]]''' **Guardami **Il cacciatore di orfani **Il cerchio del male **Il tempo della vendetta *'''[[Ignazio Silone]]''' **Fontamara **Il pane di casa **Il segreto di Luca **Il seme sotto la neve **Una manciata di more **Vino e pane *'''[[Robert Silverberg]]''' **Ali della notte **Chiprunner **Dormire... forse dimenticare **Entra un soldato. Più tardi: ne entra un altro **Gilgamesh **Gli osservatori **Il settimo santuario **Il vento e la pioggia **Invasori silenziosi **L'arca delle stelle **L'elezione **L'inferno com'è? **L'ora del passaggio **L'uomo che non sapeva dimenticare **L'uomo nel labirinto **L'uomo stocastico **La strada del crepuscolo **Le maschere del tempo **Monade 116 **Multipli **Mutazione **Nero è bello **Quellen, guarda il passato! **Saltatore **Shadrach nella fornace **Torre di cristallo **Vacanze nel deserto *'''[[Clifford Simak]]''' **Camminavano come noi **City **Dal cronosentiero di domani **Fuga dal futuro **I visitatori **Il pianeta di Shakespeare **Il villaggio dei fiori purpurei **L'ospite del senatore Horton **La compagnia del talismano **La strada dell'eternità **Oltre l'invisibile **Pescatore di stelle *'''[[Georges Simenon]]''' **Bergelon **Hôtel del ritorno alla natura **Il cane giallo **Il ranch della giumenta perduta **L'uomo che guardava passare i treni **La finestra dei Rouet **La neve era sporca **Le campane di Bicêtre **Lettera al mio giudice **Maigret al night club **Maigret e il pazzo di Bergerac **Maigret e l'affare Nahour *'''[[Georg Simmel]]''' **Le metropoli e la vita dello spirito *'''[[Johannes Mario Simmel]]''' **La trama dei sogni *'''[[Dan Simmons]]''' **Drood **Endymion **Flashback **Gli uomini vuoti **Hard as nails. Un caso d'acciaio **Hardcase. Un caso difficile **Hyperion **Il grande amante ***Mezzanotte nel letto dell'entropia ***Morire a Bangkok ***Donne con i denti ***Flashback ***Il grande amante **Il risveglio di Endymion **Ilium. La rivolta **L'estate della paura **L'inverno della paura **La caduta di Hyperion **La scomparsa dell'Erebus **Nefasto gioco di morte **Vulcano *'''[[Ted Simon]]''' **I viaggi di Jupiter. Il giro del mondo in motocicletta **Sognando Jupiter *'''[[Vincenzo Simoncelli]]''' **Della enfiteusi *'''[[Marcello Simoni]]''' **Il labirinto ai confini del mondo **Il marchio dell'inquisitore **Il mercante di libri maledetti **L'isola dei monaci senza nome **La biblioteca perduta dell’alchimista *'''[[Louis Laurent Simonin]]''' **Un'escursione nei quartieri poveri di Londra *'''[[Simonide]]''' **Perseo **Sulla battaglia navale dell'Artemisio *'''[[George Gaylord Simpson]]''' **Evoluzione una visione del mondo *'''[[Upton Sinclair]]''' **Fra due mondi **La messe del drago *'''[[Isaac Bashevis Singer]]''' **Il re di campi **La famiglia Moskat **Nemici. Una storia d'amore **Nuove storie dalla corte di mio padre **Ombre sull'Hudson **Racconti **Satana a Goray **Shosha **Vecchio amore *'''[[Israel Joshua Singer]]''' **Yoshe Kalb e le tentazioni *'''[[Paolo Siniscalco]]''' **Il cammino di Cristo nell'Impero romano *'''[[Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi]]''' **Storia delle repubbliche Italiane dei secoli di mezzo *'''[[Zecharia Sitchin]]''' **Guerre atomiche al tempo degli dei **Il codice del cosmo **Il giorno degli dei **Il pianeta degli dei **L'ultima profezia **La Bibbia degli dei **Le astronavi del Sinai *'''[[Walter Siti]]''' **Bontà **Un dolore normale <span id="Sj"></span> <span id="Sk"></span> *'''[[Antonio Skármeta]]''' **Il postino di Neruda *'''[[Desmond Skirrow]]''' **Morte ad alta tensione *'''[[Josef Škvorecký]]''' **Il sax basso *'''[[Kathleen Sky]]''' **La principessa di Englene **Spock, il vulcaniano <span id="Sl"></span> *'''[[John Sladek]]''' **Forza bruta **Il volto *'''[[Slash]]''' **Slash *'''[[Scipio Slataper]]''' **Ibsen **Il mio Carso *'''[[Frank G. Slaughter]]''' **Codice cinque *'''[[Karin Slaughter]]''' **Genesi **L'ombra della verità **Mente criminale **Tra due fuochi **Tre giorni per morire *'''[[Jan Jacob Slauerhoff]]''' **La rivolta di Guadalajara *'''[[Henry Slesar]]''' **Bionde dallo spazio **Quarto Reich *'''[[William Milligan Sloane III]]''' **Selena *'''[[Hillel Slovak]]''' **Behind The Sun:Il diario di Hillel Slovak <span id="Sm"></span> *'''[[Madison Smartt Bell]]''' **Quando le anime si sollevano *'''[[Massimiliano Smeriglio]]''' **Suk Ovest. Banditi a Roma *'''[[A. C. H. Smith]]''' **Dark Crystal **Labyrinth *'''[[Adam Smith]]''' **La ricchezza delle nazioni *'''[[Betty Smith]]''' **Al mattino viene la gioia **Un albero cresce a Brooklin *'''[[Bobbi Smith]]''' **Tentazione in Arizona *'''[[Clark Ashton Smith]]''' **Colui che cammina nelle tenebre **Il Colosso di Ylourgne **L'adoratore del demonio **La Strega di Sylaire **Sirene floreali *'''[[E. E. Smith]]''' **La nemesi dei Robot *'''[[Lillian Smith]]''' **Gli assassini del sogno *'''[[Lisa J. Smith]]''' **Dark visions. Il dono **Dark visions. Il vampiro della mente **Dark visions. La passione **I diari delle streghe. Il potere **I diari delle streghe. L'iniziazione **I diari delle streghe. La prigioniera **Il diario del vampiro. Il ritorno **Il diario del vampiro. L'anima nera **Il diario del vampiro. La furia **Il diario del vampiro. La genesi **Il diario del vampiro. La messa nera **Il diario del vampiro. Mezzanotte **Il diario del vampiro. Scende la notte **Il diario del vampiro. Sete di sangue **Il diario del vampiro. Strane creature **Il gioco proibito. L'inseguimento **Il gioco proibito. L'ultima mossa **Il gioco proibito. La casa degli orrori **La notte del solstizio **La setta dei vampiri. Il segreto **La setta dei vampiri. L'alba oscura **La setta dei vampiri. L'angelo nero **La setta dei vampiri. L'anima gemella **La setta dei vampiri. L'incantesimo **La setta dei vampiri. La cacciatrice **La setta dei vampiri. La prescelta *'''[[Martin Cruz Smith]]''' **Gorky Park **Havana **Il fantasma di Stalin **L'ala della notte **La rosa nera **Lupo mangia cane **Red Square **Stella Polare **Tokyo Station *'''[[Robert Rowland Smith]]''' **Colazione da Socrate *'''[[Tom Rob Smith]]''' **Bambino 44 *'''[[Wilbur Smith]]''' **Alle fonti del Nilo **Cacciatori di diamanti **Ci rivedremo all'inferno **Come il mare **Dove finisce l'arcobaleno **Figli del Nilo **Gli angeli piangono **Gli eredi dell'Eden **I fuochi dell'ira **Il canto dell'elefante **Il destino del cacciatore **Il destino del leone **Il dio del fiume **Il potere della spada **Il settimo papiro **Il trionfo del sole **L'ombra del sole **L'orma del Califfo **L'uccello del sole **La legge del deserto **La notte del leopardo **La spiaggia infuocata **La voce del tuono **La volpe dorata **Monsone **Orizzonte **Quando vola il falco **Stirpe di uomini **Sulla rotta degli squali **Uccelli da preda **Un'aquila nel cielo **Una vena d'odio *'''[[Zadie Smith]]''' **Denti bianchi <span id="Sn"></span> *'''[[Anja Snellman]]''' **La verità della notte *'''[[Snoopy]]''' **Era una notte buia e tempestosa *'''[[Edgar Snow]]''' **Stella rossa sulla Cina *'''[[Laura J. Snyder]]''' **Il club dei filosofi che volevano cambiare il mondo <span id="So"></span> *'''[[Jô Soares]]''' **L'uomo che uccise Getúlio Vargas *'''[[Ascanio Sobrero]]''' **Analisi delle calamine **Baroscopio o prenunziatore del tempo **Della cagione della malattia del baco da seta **Pensieri agronomici *'''[[Ardengo Soffici]]''' **Kobilek *'''[[Sofocle]]''' **Aiace **Antigone **Edipo a Colono **Edipo Re **Filottete **Elettra **Trachinie *'''[[Adriano Sofri]]''' **Memoria *'''[[Luca Sofri]]''' **Notizie che non lo erano **Playlist *'''[[Jerry Sohl]]''' **Compatibilità biologica **L'anomalia **Pionieri dell'infinito *'''[[Steve Sohmer]]''' **Gli ultimi nove giorni *'''[[Saša Sokolov]]''' **La scuola per gli stupidi *'''[[Valerie Solanas]]''' **S.C.U.M. *'''[[Clemente Solaro della Margarita]]''' **Avvedimenti politici **L'uomo di Stato indirizzato al governo della cosa pubblica **Memorandum storico politico **Sguardo politico sulla convenzione italo-franca del 15 settembre 1864 *'''[[Mario Soldati]]''' **La contessa dell'isola **La moglie americana **Le lettere da Capri *'''[[Nicola Sole]]''' **Canti ***Al mare Jonio ***I Siciliani ***La Guerra ***Pel tremuoto in Lucania. (Salmo) ***La storia di una perla ***La tomba del poeta ai mani di Giulio Genoino ***La donna e l'amore. (Sull'urna d'una straniera) ***A Psiche ***Le due madri. (Idillio) ***Al sepolcro di un amico ***Pensieri poetici sulla eloquenza del foro penale. (Epistola a Federico Castriota Scanderberg) ***Addio a Giuseppe Verdi ***Rivederla! ***A G.S.V. avventurata e cortese educatrice di rosignuoli ***Ad un illustre ecclesiastico nell'offerirgli un esemplare del Cantico dei Cantici recato in versi italiani ***La fanciulla e l'artista. (Idillio) ***Selim-Bey. (Novella) ***Il viggianese. (A Marc-Monnier) ***Pel filo elettrico dei due mondi (cantico) ***Al rosignuolo ***La vita. (Ad un bambino) ***Le nozze e la tomba ***A S. Luigi Gonzaga ***L'orfano e il cielo. (Alla memoria di un trovatello) ***Un'ora ***Torre del Greco. (La notte dal 22 ai 23 settembre 1859) ***Sorrento o Torquato Tasso ***Il negro ***Ad una stella ***Il menestrello ***Il primo cadavere. (Sopra un cartone di Michele De Napoli) ***Al mio salice ***Epistola a Giuseppe De Blasiis ***Il fiore. (Canto nuziale) ***Ad Emma ***Ad una gentile giovinetta nel giorno delle sue nozze ***A Montecassino ***Il cocchio. (Ottave improvvisate) ***La pescatrice. (Per musica) ***Il moretto. (Improvviso) ***La preghiera del poeta ***La neve ***Romanza ***Sulla tomba di Alessandro Poerio ***Il Cantico dei Cantici recato in versi ****A Maria immacolata ****Il Cantico de' Cantici di Salomone ***Il Carmelo *'''[[Margit Lindegård Solem]]''' **Sono una donna norvegese *'''[[Temistocle Solera]]''' **Nabucodonosor *'''[[Arrigo Solmi]]''' **Il pensiero politico di Dante **Storia del diritto italiano *'''[[Michail Aleksandrovič Šolochov]]''' **Il placido Don *'''[[Leonid Vasil'evich Solov'ev]]''' **Il perturbatore della quiete *'''[[Aleksandr Isaevič Solženicyn]]''' **Arcipelago Gulag **Come ricostruire la nostra Russia? **Il primo cerchio **Padiglione cancro **Un giorno nella vita di Ivan Denisovič *'''[[Somānanda]]''' **Śivaḍṛṣti *'''[[Luca Sommi]]''' **Solo amore *'''[[Stefano Sommier]]''' **Note volanti sui Karaciai **Un'estate in Siberia *'''[[Jordan Sonnenblick]]''' **L'arte di sparare balle *'''[[Susan Sontag]]''' **Io, eccetera *'''[[Tony Soper]]''' **La gabbia senza sbarre *'''[[Albano Sorbelli]] **Carducci e Oberdan *'''[[Osvaldo Soriano]]''' **Futbol **La resa del leone **Mai più pene né oblio **Quartieri d'inverno **Triste, solitario y final **Un'ombra ben presto sarai *'''[[Flavio Soriga]]''' **Il cuore dei briganti *'''[[Paolo Sorrentino]]''' **Hanno tutti ragione *'''[[Ersi Sotiropoulos]]''' **Il sentiero nascosto delle arance *'''[[Robert Southey]]''' **Il funerale del povero *'''[[Massimo Sozzi]]''' **Mascalzone. Giochi di guerra. Niccioleta 1944 **Nero Fidelia <span id="Sp"></span> *'''[[Martin Spahn]] **La lotta per la scuola in Francia ed in Germania *'''[[Lazzaro Spallanzani]]''' **Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino *'''[[Piero Spalletti]]''' **Esame di riparazione *'''[[Vincenzo Spampanato]]''' **Vita di Giordano Bruno: con documenti editi e inediti *'''[[Nicholas Sparks]]''' **Le pagine della nostra vita **Le parole che non ti ho detto *'''[[Bertrando Spaventa]]''' **La filosofia italiana nelle sue relazioni con la filosofia europea *'''[[Silvio Spaventa Filippi]]''' **Carlo Dickens **Jerome *'''[[Eugenio Spedicato]]''' **La strana creatura del caos: idee e figure del male nel pensiero della modernità *'''[[Jonathan Spence]]''' **Imperatore della Cina *'''[[Sperone Speroni]]''' **Dialogo delle lingue *'''[[Adrienne von Speyr]]''' **Dalla mia vita **Esperienza di preghiera **Il mistero della morte **Il Verbo si fa carne **L'ancella del Signore **La confessione **La luce e le immagini **La missione dei profeti **Le parabole del Signore **Maria nella redenzione *'''[[Steven Spielberg]]''' **Incontri ravvicinati del terzo tipo *'''[[John Spike]]''' **Il giovane Michelangelo *'''[[Mickey Spillane]]''' **Il borsaiolo **L'uomo che uccide **La vendetta è mia *'''[[Vittorio Spinazzola]]''' **Dalla narrativa d'appendice al premio Nobel **Il libro per tutti: saggio sui "Promessi Sposi" **Il romanzo antistorico **Pinocchio & C, *'''[[Erica Spindler]]''' **Il giustiziere *'''[[Domenico Spinelli]]''' ** Sulla impropria denominazione Aes Grave data a tutta la moneta fusa *'''[[Gastone Silvano Spinetti]]''' **Civiltà in crisi *'''[[Antonio Spinosa]]''' **Starace *'''[[Baruch Spinoza]]''' **Trattato sull'emendazione dell'intelletto **Breve trattato su Dio, l'uomo e il suo bene **Principi della filosofia di Cartesio **Riflessioni metafisiche **Trattato teologico-politico **[[Ethica]] **Trattato politico **Epistolario **Lettere sugli spiriti *'''[[Norman Spinrad]]''' **Un oggetto di pregio *'''[[Lorenzo Spirito Gualtieri]]''' **Altro Marte **Libro delle sorti *'''[[Heinz Sponsel]]''' **Una traccia di 100.000 anni *'''[[L. Sprague de Camp]]''' **Le pietre di Nomuru **Serpenti per posta *'''[[Howard Spring]]''' **Figlio, figlio mio *'''[[Anton Springer]]''' **Manuale di storia dell'arte *'''[[Nancy Springer]]''' **Non guardarti indietro *'''[[Bruce Springsteen]]''' **[[Born to Run (autobiografia)|Born to Run]] *'''[[Johanna Spyri]]''' **Heidi <span id="Sq"></span> <span id="Sr"></span> <span id="Ss"></span> <span id="St"></span> *'''[[Edward St Aubyn]]''' **I Melrose *'''[[Margaret St. Clair]]''' **I danzatori di Noyo **I dolori delle streghe **La famiglia **La perfezionista *'''[[Lili St. Crow]]''' **Il diario degli angeli *'''[[Brian Stableford]]''' **Il proiettile magico *'''[[Henry De Vere Stacpoole]]''' **La laguna azzurra *'''[[Madame de Staël]]''' **Sulla maniera e la utilità delle Traduzioni *'''[[Jean Stafford]]''' **Il puma *'''[[Friedrich Julius Stahl]]''' **Storia della filosofia del diritto *'''[[Hermann Stahl]]''' **Emanuela *'''[[Christopher Stasheff]]''' **Torna con la tua tuta spaziale... o su di essa *'''[[Fabio Stassi]]''' **L'ultimo ballo di Charlot *'''[[Karl Georg Christian von Staudt]]''' **Geometria di posizione *'''[[Publio Papinio Stazio]]''' **La Tebaide *'''[[Danielle Steel]]''' **Fulmini **Una perfetta sconosciuta **Una preghiera esaudita *'''[[Antonio Steffenoni]]''' **Inseguendo le note di un tango **Meglio andare lontano **Ragazze **Vietato giocare con la palla *'''[[Garth Stein]]''' **Corvo rubò la luna **L'arte di correre sotto la pioggia *'''[[Gertrude Stein]]''' **Autobiografia di tutti **La buona Anna *'''[[John Steinbeck]]''' **Al Dio sconosciuto **Furore **L'inverno del nostro scontento **La luna è tramontata **La valle dell'Eden **Le gesta di re Artù **Pian della Tortilla **Red Pony **Vicolo Cannery *'''[[George Steiner]]''' **Il correttore **Una certa idea di Europa *'''[[Rudolf Steiner]]''' **Considerazioni esoteriche su nessi karmici **Gerarchie spirituali **L'iniziazione **La filosofia della Libertà **La saggezza dei Rosacroce **Le opere scientifiche di Goethe **Teosofia *'''[[Gian Antonio Stella]]''' **La casta (con Sergio Rizzo) **Negri froci giudei & Co. *'''[[Stendhal]]''' **I Cenci **Il rosso e il nero **La badessa di Castro **La Certosa di Parma **La duchessa di Paliano **Lucien Leuwen **Roma, Napoli e Firenze **San Francesco a Ripa **Vanina Vanini **Vita di Rossini **Vittoria Accoramboni *'''[[James Stephens]]''' **I semidei *'''[[Neal Stephenson]]''' **Argento vivo **Snow Crash *'''[[Bruce Sterling]]''' **Cronache del Basso Futuro ***La nostra Chernobyl neurale ***Il Compassionevole, il Digitale ***Jim e Irene ***La spada di Damocle ***Le guerre del Golfo ***Le rive della Boemia ***Il proiettile morale ***L'Impensabile ***Vediamo le cose in maniera diversa ***Hollywood Cremlino ***Siete a favore o contro la 486? **La matrice spezzata *'''[[Chevy Stevens]]''' **Scomparsa *'''[[Shane Stevens]]''' **Io ti troverò *'''[[Robert Louis Stevenson]]''' **Catriona **Elogio dell'ozio **Emigrante per diletto **Gli accampati di Silverado **Gli allegri compari **Il diavolo nella bottiglia **Il ladro di cadaveri **Il Master di Ballantrae **Il padiglione sulle dune **Il Principe Otto **Il sire della porta di Malétroit **Janet la storta **L'isola del tesoro **La freccia nera **La Provvidenza e la chitarra **La spiaggia di Falesà **Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde **Markheim **Nei mari del Sud **Olalla **Rapito **Un alloggio per la notte **Viaggi con un asino nelle Cévennes **Weir di Hermiston *'''[[Ian Stewart]]''' **Come tagliare una torta *'''[[Maggie Stiefvater]]''' **Destiny **Whisper *'''[[Adalbert Stifter]]''' **Abdia *'''[[Ljudmil Stojanov]]''' **Colera **Mehmed Sinap *'''[[Bram Stoker]]''' **Dracula **Il gioiello delle Sette Stelle **Il paese del tramonto **Il segreto dei capelli d'oro **L'ospite di Dracula *'''[[Leopold Stokowski]]''' **La musica per tutti *'''[[Irving Stone]]''' **Brama di vivere *'''[[Theodor Storm]]''' **La città sul mare **Mio cugino Cristiano *'''[[Rebecca Stott]]''' **Il codice di Newton *'''[[Rex Stout]]''' **Abbiamo trasmesso **La guardia al toro **Sei per uno **Vicolo cieco *'''[[Harriet Beecher Stowe]]''' **La capanna dello zio Tom *'''[[Lytton Strachey]]''' **La regina Vittoria *'''[[Giovanni Francesco Straparola]]''' **Le piacevoli notti *'''[[Peter Straub]]''' **Il regno dei cieli **Rosa azzurra *'''[[Craig Strete]]''' **Madre di stoffa, cuore di orologio *'''[[Enzo Striano]]''' **Il resto di niente *'''[[Brad Strickland]]''' **Le ombre *'''[[Whitley Strieber]]''' **Billy **Fuoco impuro **L'ombra del gatto **Majestic **Wolfen *'''[[August Strindberg]]''' **Gli isolani di Hemsö **La sala rossa **Solo *'''[[Charles Stross]]''' **Palinsesto *'''[[Jonathan Stroud]]''' **L'anello di Salomone *'''[[Elizabeth Strout]]''' **Le dodici tribù di Hattie **Mi chiamo Lucy Barton **'Olive, ancora lei **Olive Kitteridge **Tutto è possibile *'''[[Julian Stryjkowski]]''' **Il sogno di Asril *'''[[Theodore Sturgeon]]''' **Cristalli sognanti **E pluribus unicorn ***La Sorgente dell'Unicorno ***Parsifal ***Tiny e il Mostro ***Non era Syzygy ***Unisci e impera ***La musica ***Cicatrici ***La bambola ***La Bestia che ride ***Compagno di cella ***L'altro sesso ***I fantasmi di Grove Street ***Cambiapelle ***Procedimento Artnaer **La parentesi felice **Le mani di Bianca ***Fluffy ***L'orsacchiotto del Professore ***Muori, Maestro, muori! ***Il tuono e le rose ***Gli inseparabili ***Come uccidere la zietta ***La danza del cactus ***Un piatto di solitudine ***Così bello! ***I figli dei commedianti ***Le mani di Bianca **Luci e nebbie ***Unirsi e vincere ***L'ultima risata ***Il giocattolo di Mewhu ***Uragano ***L'hurkle è un animale felice ***Il tuono e le rose ***Chi? ***Tiny e il mostro ***Via di casa **Medusa, e altri dèi ***Piccolo grande dio ***Medusa ***Presenza di spirito ***Colabrodo ***Bambino prodigio ***Un'ombra sul muro ***Twink ***Frammento luminoso **Nascita del superuomo **Nonnina non fa la calza **Orbite perdute ***Estrapolazione ***Il prezzo dell'amore ***Fate spazio ***Il cuore ***Mondo d'incubi **Venere più X *'''[[Jacques Charles François Sturm]]''' **Corso di meccanica <span id="Su"></span> *'''[[Fiorentino Sullo]]''' **Il tempo storico della costituente *'''[[Giorgio Summaripa]]''' **Martirio di Simone da Trento **Processo contro il re di Francia **Sentenza contra gli hebrei *'''[[Anthony Summers]]''' **La vita segreta di J. Edgar Hoover *'''[[Sun Tzu]]''' **L'arte della guerra *'''[[Carola Susani]]''' **Rospo *'''[[Patrick Süskind]]''' **Il profumo **Ossessioni ***L'assillo della profondità ***Una sfida ***Il testamento di Maître Mussard ***''Amnesia in litteris'' *'''[[Leonard Susskind]]''' **La guerra dei buchi neri *'''[[Martin Suter]]''' **Com'è piccolo il mondo! *'''[[Kōji Suzuki]]''' **Dark water ***Prologo ***Corpi galleggianti ***Isola solitaria ***L'abbraccio ***Una crociera da sogno ***Alla deriva ***Acquerelli ***La foresta in fondo al mare ***Epilogo **Loop **Ring **Spiral <span id="Sv"></span> *'''[[Svetonio]]''' **Cesare *'''[[Italo Svevo]]''' **Argo e il suo padrone **Commedie ***Le ire di Giuliano ***Le teorie del conte Alberto ***Il ladro in casa ***Una commedia inedita ***Prima del ballo ***La verità ***Terzetto spezzato ***Atto unico ***Un marito ***L'avventura di Maria ***Inferiorità ***Con la penna d'oro ***La rigenerazione **Corto viaggio sentimentale **I racconti ***La tribù ***Il malocchio ***La buonissima madre ***La madre ***Orazio Cima ***Giacomo ***Marianno ***Cimutti ***In serenella ***L'avvenire dei ricordi ***Incontro di vecchi amici ***La morte ***Proditoriamente ***Un contratto ***Le confessioni del vegliardo ***Umbertino ***Il mio ozio **L'assassinio di Via Belpoggio **La coscienza di Zeno **La novella del buon vecchio e della bella fanciulla **Senilità **Una burla riuscita **Una vita <span id="Sw"></span> *'''[[Leonie Swann]]''' **Il lupo Garou *'''[[Peter Swanson]]''' **Quelli che meritano di essere uccisi *'''[[Michael Swanwick]]''' **Il margine del mondo *'''[[Vikas Swarup]]''' **Le dodici domande *'''[[Jonathan Swift]]''' **I viaggi di Gulliver **Istruzioni alla servitù <span id="Sx"></span> <span id="Sy"></span> *'''[[Philip Sydney]]''' **Sleep *'''[[Paolo Sylos Labini]]''' **La crisi italiana **Le classi sociali negli anni '80 **Saggio sulle classi sociali <span id="Sz"></span> *'''[[Magda Szabó]]''' ** L'altra Ester ** La Porta *'''[[Wisława Szymborska]]''' **25 poesie pi1k4ww0u7pjl5rc850906ybjj48uqh Romania 0 20596 1409895 1276824 2026-04-08T16:14:37Z Gaux 18878 /* Citazioni */ Bruto Amante 1409895 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Flag of Romania.svg|thumb|Bandiera romena]] Citazioni sulla '''Romania''' e sui '''romeni'''. ==Citazioni== *Antichi e profondi legami uniscono i nostri due popoli. La nostra comune origine latina, le profonde affinità di cultura e di lingua esistenti fra di noi, le tradizioni stabilitesi nel passato, e specie nel secolo scorso, allorché le due nazioni riacquistarono la loro indipendenza attraverso vicende che presentano punti di analogia: sono questi fattori che danno un continuo alimento all'amicizia ed alla cooperazione fra i due paesi e di due Stati. ([[Giovanni Leone]]) *Ciò che ho amato innanzitutto della Romania è stato il suo lato estremamente primitivo. Non mancavano, certo, persone civilizzate, ma io preferivo gli illetterati, gli analfabeti. ([[Emil Cioran]]) *Da venti secoli sentinella della latinità e della civiltà ad oriente. ([[Ion Antonescu]]) *I Romeni, col loro combattimento permanente agli estremi di una situazione-limite biologica e spirituale, resero possibile l'arte gotica, Il Rinascimento, il tomismo e tutto quanto in Occidente è costruito sulla roccia, tutta la continuità e la calma ''intra muros. Extra muros'' vi fu una zona incerta situata fra la cattedrale e il deserto dei tartari; qui, nel suo seno nacque la filosofia del contadino del Danubio. ([[Vintilă Horia]]) *Il popolo rumeno, curiosamente, è il popolo più fatalista del mondo. ([[Emil Cioran]]) *Non riesco ad immaginare un'Europa piena, libera e sicura senza una Romania. ([[Joe Biden]]) *Più [[Civiltà romana|romana]] dell'[[Italia]] stessa, la Romania meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' ([[Bruto Amante]]) *Talvolta creo uno choc quando dico che la democrazia non è ancora tornata in Romania. Nessuno ha spiegato come funziona la democrazia e che non è facile da conquistare. Ci vuole una giusta informazione, un'educazione. Come votate, chiedo loro? Votate come viene, nel vento. Quali le vostre convinzioni? e le risposte vengono dopo un lungo silenzio. So che la democrazia è libertà, un modo di vivere, di comportarsi, di considerare gli altri, i propri vicini. ([[Michele I di Romania]]) ===[[Nicolae Ceaușescu]]=== *Come è noto, il popolo romeno ha una lunga storia, essendo nato dalla fusione dei daci con i romani, due grandi popoli dell'antichità, i cui esponenti simbolici sono due eminenti personalità dell'epoca: [[Decebalo]] e [[Traiano]]. Nato in condizioni storiche complesse, il popolo romeno ha conservato e ha sviluppato le grandi virtù ereditate dai suoi avi, conferendo loro nuove dimensioni, durante il suo sviluppo storico-sociale. *Il fatto che sul territorio della Romania abitino anche magiari, tedeschi ed altre nazionalità, è un risultato dello sviluppo storico. Da molti secoli queste nazionalità hanno lavorato e vissuto assieme al popolo romeno. Parlare di uno Stato multinazionale in Romania significherebbe presupporre l'unione di varie nazioni, ciò che non è stato e non è il caso della Romania. *Il nostro popolo ha sempre coltivato – in momenti sia difficili che buoni – l'amore per il bello, ha cantato sia quando era infelice, che quando era contento. D'altronde è una caratteristica del nostro popolo esprimere nella musica, nella danza, nei giochi i suoi sentimenti, la sua volontà di superare qualsiasi difficoltà, di assicurarsi un posto sempre più degno nel mondo. *Il popolo romeno ha vissuto per secoli sotto il giogo straniero, ha condotto dure lotte e, attraverso sacrifici, è riuscito a conservare la sua entità nazionale. La storia ha dimostrato più di una volta, e non solo per Romania, che non esistono ostacoli insormontabili nella lotta per lo sviluppo e l'affermazione dell'essere nazionale dei popoli. ===[[Emil Constantinescu]]=== *Il nostro Paese ha grandi risorse naturali e umane, ma è stato governato da incompetenti. *La Romania è stata per secoli un ponte fra le civiltà, un punto d'incontro delle grandi culture europee, creando una sintesi unica. Il messaggio specifico che la Romania può portare all'Europa è la necessità di superare ogni sorta di differenza di tipo economico, politico o religioso. L'Europa di domani sarà senza dubbio una civiltà di sintesi. La Romania può offrire la sua capacità di sintesi culturale, una tradizione di tolleranza e un patrimonio di cultura che non sfigura accanto al ricco tesoro delle altre nazioni europee. *Molti in Occidente guardano solo i dati economici, e considerano la Romania alla stregua dei Paesi sottosviluppati. Ma noi abbiamo una cultura plurisecolare, che la dittatura comunista non è riuscita a distruggere. Siamo un Paese cristiano fin dalle origini, dalla predicazione di Sant'Andrea. La Chiesa romena ha custodito per secoli la nostra identità linguistica e spirituale dall'imperialismo turco e da quello russo. ===[[Klaus Iohannis]]=== *In Europa la Romania si sente a casa. Ma c'è sempre spazio per delle partnership ancora più stringenti a vantaggio reciproco. *In Romania [...] la fiducia dei cittadini nel progetto europeo si è sempre mantenuta molto alta e non abbiamo dovuto affrontare derive euroscettiche significative, con carattere estremista o xenofobo. *La Romania ha comunque dimostrato di essere non solo un partner affidabile nell'Unione europea e nella Nato, bensì una democrazia dalle solide radici. [...] Abbiamo completato la transizione, ci siamo guadagnati un posto tra le democrazie occidentali. *Per la Romania, l'adesione alla Ue nel 2007 ha avuto effetti benefici evidenti per l'intera società: l'ammodernamento delle amministrazioni, il progresso economico, lo sviluppo sociale. Adesso è il momento di agire insieme per il rilancio del progetto europeo, per riconquistare la fiducia dei cittadini europei nella costruzione dell'Europa, che deve portare risultati tangibili per ognuno di noi. ===[[Norman Manea]]=== *E pensare che con tanta fiducia avevo goduto dell'ingresso in Europa delle nazioni dell'Est, in particolare della Romania. Non so se sia stato un bene per l'Europa, questo allargamento a Paesi non abituati alle regole democratiche, ma per la Romania è stato l'avveramento di un sogno. Noi ci siamo sempre sentiti i latini dell’Est, sia come lingua che come cultura, la nostra capitale morale era Parigi. *La Romania è diversa. Lì tutto si basa su relazioni personali, la verità, come si dice in rumeno "non è sul tavolo, ma sotto il tavolo", ovvero è negoziabile di nascosto, e da lì viene adattata, mitigata, amplificata. *La Romania ha una lunga tradizione di sottomissione, opportunismo, compromessi. È un paese che manca di carattere. *La storia della Romania non è stata tragica, ma tragicomica. ===[[Simion Mehedinți]]=== *Chi cancellasse dalla carta geografica i fiumi della [[Transilvania]] farebbe dell'idrografia romena un'assurdità: lascerebbe quasi tutti i fiumi senza sorgenti. *Come la Svizzera è «la casa delle acque» d'Europa; così la Transilvania è la casa delle acque della Romania. *Giustamente la Romania è stata detta «la porta delle invasioni» e un cronista romeno ne ha caratterizzato così la posizione geografica: la terra romena è stata situata sulla «via delle sciagure». ===[[Ion Heliade Rădulescu]]=== *Ancora fino ad oggi i Rumeni non si sono lasciati né si lasciano governare così facilmente da chiunque. L'origine del Rumeno sin dal principio lo rese pretensioso e le sue pretensioni giunsero anche in proverbio: ''Puoi portare il Rumeno tutta la giornata in sue spalle, e ancor si lagnerà di dolor di piedi''. Vuol dire dunque che lo si deve portare anni ed anni in sulle spalle affinché egli riconoscesse il servizio fattogli. *Dal fondo degli altari la voce della Chiesa penetra nei vostri animi, o Rumeni, e vi mostra chiaro che nelle vostre vene scorre sangue di Apostoli, di Martiri e di grandi predicatori; sangue di eroi che difesero continuamente la loro legge e la Patria. La terra della Rumenia è impregnata e fecondata dal più sacro sangue dei vostri antenati. *I Rumeni sostennero la religione ortodossa non solamente colle braccia e col sangue, ma anche cogli averi fondando monasteri e lasciando i figli e i discendenti in povertà. I Rumeni diedero asilo ai Greci dopo la presa di Costantinopoli dai Turchi, ed in Rumenia fu inalberato il primo stendardo della libertà greca. I Rumeni si diedero come modello per la rigenerazione dei popoli vicini d'Oriente. Ecco quale fu la loro missione: da repubblicani divennero cristiani, e cristianizzarono tante nazioni; conservarono il Cristianesimo primitivo, cioè la religione ortodossa, la difesero e la sostennero. Essere tutti ortodossi vuol dire essere forti per unione tra di loro e coi popoli d'Oriente oppressi. Coloro che li vogliono dividere per mezzo dell'unione col papa, non fanno che seminare la discordia e preparare la rovina. I Rumeni compirono la loro missione in 17 secoli, e se vi esiste una Porvvidenza, il loro avvenire sarà degno della loro alta missione che hanno esercitato per tanto tempo e con tanti sagrifizi. *La Grecia ha la sua storia, perché i suoi avvenimenti furono scritti dai poeti e dagli storici; per la stessa ragione anche Roma ha la sua storia, e se la Chiesa ha scritto le biografie dei più grandi e santi uomini della Rumenia, persisteremo noi a dire che il principio della nostra storia è oscuro e sconosciuto? *La storia ci dice che da [[Traiano]] fino a [[Radu I of Wallachia|Radu-Negru]] e fino a più tardi ancora i Rumeni non ebbero più pace, ma dovettero sempre soffrire le incursioni di tante genti, e per mantenersi indipendenti cercarono sempre o di sconfiggere o di convertire i Barbari. Per conseguenza le loro braccia e le loro armi si lasciarono sempre condurre dalla mente, e la loro mente fu sostenuta dalle armi. *Molti vogliono dimostrare che i [[Daci]] erano di stirpe slava, e che i Rumeni di oggi sono popoli prodotti dal miscuglio dei Romani coi Daci; e che per conseguenza noi siamo Romano-Slavi. Ma i Rumeni sono romani quali sono gl'Italiani, quantunque questi si fossero mischiati ad altre genti vicine, come i Greci sono Elleni, come gli Ungheri sono Magiari, quantunque si fossero essi uniti co'Germani, con gli Slavi e co'Rumeni. ==Voci correlate== *[[Lingua romena]] *[[Regno di Romania]] *[[Repubblica Socialista di Romania]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt=Romania}} [[Categoria:Luoghi della Romania| ]] trst6hh3x1m35sl30h5jr400y86tlw5 Correggio 0 68497 1409875 1286234 2026-04-08T14:24:33Z Gaux 18878 /* Citazioni su Correggio */ Alfredo Melani 1409875 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Correggio self portrait.jpg|thumb|Correggio, autoritratto, 1510]] '''Antonio Allegri''' detto il '''Correggio''' (1489 – 1534), pittore italiano. ==Citazioni di Correggio== *Anch'io sono pittore.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 244.</ref> ==Citazioni su Correggio== *Correggio malgrado qualche scorrezioncella possedeva tal varietà, eleganza, e Grazia, che fa dimenticar quel difetto; e con questi pregj ha prodotto un Gusto particolare di Disegno, che sarebbe il più nobile, e il più bello, se non peccasse un poco d'uniforme. ([[Anton Raphael Mengs]]) *Egli è fuor d'ogni dubbio, che tra' Pittori più insigni, che la nostra Italia illustrarono, dopo l'impareggiabil {{sic|Rafaello}} non conosciam per secondo, che l'esimio {{maiuscoletto|Antonio de Allegris}} soprannomato il {{maiuscoletto|Da Correggio}}. ([[Carlo Giuseppe Ratti]]) *Il Correggio, o come a lui garbava talvolta chiamarsi, Antonio Lieto da Correggio, non ha rivali nel magistero del [[chiaroscuro]] a cui seppe dare fluidità e vaghezza meravigliose. Sta in questo la importanza dell'opera pittorica correggesca. Il passaggio dalla luce all'ombra nelle pitture dell'Allegri è insensibile; accanto al bianco è un grigio leggero e accanto allo scuro, viceversa, è un grigio robusto: per la qual cosa il passaggio fra il nero e il bianco non vi è mai ardito, ma moderato dalla mezza tinta; alla quale l'Allegri doveva non solo il rilievo delle figure ma la pastosità della pittura. ([[Alfredo Melani]]) *Il genio del Correggio ha saputo interpretare i miti della Grecia con tutta la libertà del suo eccelso intelletto. Da questo lato Antonio Allegri è il solo fra i maestri italiani che abbia saputo risuscitare in tutta la loro bellezza le poetiche leggende e le più vaghe immagini dell'antichità greca. Ei le fa risplendere di tutta la luce che informava il suo spirito, e le rianima al soffio di una ricca e sorridente natura, quale era quella dei poeti che le {{sic|aveano}} create. ([[Margarita Miniati]]) *Oggi Vedremo un quadro del Correggio che è in vendita: non è perfettamente conservato, ma tuttavia reca in modo indelebile il marchio felice della grazia. Rappresenta una ''Madonna con Bambino''<ref>Di cui non si hanno notizie certe.</ref>, nell'istante in cui il bambino esita fra il seno materno e alcune pere che un angioletto gli porge: un [[Cristo]] svezzato, insomma. L'idea mi sembra piena di tenerezza, la composizione mossa, naturale e indovinata, l'esecuzione affascinante. Fa subito pensare allo ''Sposalizio di santa Caterina''<ref>Questo quadro è attualmente esposto alla Pinacoteca di Capodimonte</ref>, e non ho dubbi che sia di mano del Correggio. ([[Wolfgang Goethe]], ''[[Viaggio in Italia (saggio)|Viaggio in Italia]]'') *Senza l'appoggio delle autentiche prove addotte finora difficilmente potrebbe taluno farsi a credere, che il {{maiuscoletto|Da Correggio}} uom fosse da povertà stretto, sol che si faccia a riflettere su i di lui dipinti, ne' quali si scorge un animo veramente splendido, ed una nobil signoria ne' colori, e nelle tinte adoprate senza alcun risparmio di finezza, e di profusione, come sovente si pratica da' Pittori o poveri, o troppo avidi di guadagnare. Le sue Opere sono per la maggior parte dipinte su tavole di noce ben levigate, ed unite con accuratissimi incastri, ad oggetto che abbiano tutta la durevolezza possibile; altre condotte su tele finissime, o su rami<ref>Su lamine di rame.</ref> con tutta la maggiore diligenza preparati, e taluna ve n'ha ancora su lamina d'argento. Nessun altro pittore vi fu mai più di lui in questo preciso, né adoprò in maggior copia l'azzurro di {{sic|lapislazzoli}}, avendolo con gran profusione impiegato nelle arie, nei panni, e ne' campi ancora de' suoi dipinti<ref>Per intelligenza maggiore di chi legge si avvisa che questo colore vale fino a 40 e 50 scudi l'oncia. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ([[Carlo Giuseppe Ratti]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Cristo giovane nel Tempio||(1513 circa), National Gallery of Art, Washington}} {{Pedia|Madonna col Bambino e san Giovannino (Correggio Madrid)|''Madonna col Bambino e san Giovannino''|(1518 circa), Museo del Prado, Madrid}} {{Pedia|Noli me tangere (Correggio)|''Noli me tangere''|(1523-1524 circa), Museo del Prado, Madrid}} {{Pedia|Adorazione dei pastori (Correggio)|''Adorazione dei pastori''|( 1525-1530 circa), Gemäldegalerie, Dresda}} {{Pedia|Leda (Correggio)|''Leda''|(1530-1531 circa), Gemäldegalerie, Berlino}} {{Pedia|Danae (Correggio)|''Danae''|(1531-1532 circa), Galleria Borghese, Roma}} {{Pedia|Giove e Io||(1532-1533 circa), Kunsthistorisches Museum, Vienna}} [[Categoria:Pittori italiani]] tw29wcyc0vz7ho7msls8do17edqosxb 1409880 1409875 2026-04-08T14:35:17Z Gaux 18878 /* Citazioni su Correggio */ Alfredo Melani: le pitture del duomo di Parma 1409880 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Correggio self portrait.jpg|thumb|Correggio, autoritratto, 1510]] '''Antonio Allegri''' detto il '''Correggio''' (1489 – 1534), pittore italiano. ==Citazioni di Correggio== *Anch'io sono pittore.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 244.</ref> ==Citazioni su Correggio== *Correggio malgrado qualche scorrezioncella possedeva tal varietà, eleganza, e Grazia, che fa dimenticar quel difetto; e con questi pregj ha prodotto un Gusto particolare di Disegno, che sarebbe il più nobile, e il più bello, se non peccasse un poco d'uniforme. ([[Anton Raphael Mengs]]) *Davanti alle pitture dell'Allegri si prova un'emozione dolcissima. La prima volta che vedemmo le pitture del [[Duomo di Parma]] restammo così impressionati da quella vista che ci parve che il Correggio avesse certe attrattive che non ha Raffaello. La pittura correggesca è esempio parlante di quanto possa infonder vita a un'opera d'arte la poesia di un cuore gentile. ([[Alfredo Melani]]) *Egli è fuor d'ogni dubbio, che tra' Pittori più insigni, che la nostra Italia illustrarono, dopo l'impareggiabil {{sic|Rafaello}} non conosciam per secondo, che l'esimio {{maiuscoletto|Antonio de Allegris}} soprannomato il {{maiuscoletto|Da Correggio}}. ([[Carlo Giuseppe Ratti]]) *Il Correggio, o come a lui garbava talvolta chiamarsi, Antonio Lieto da Correggio, non ha rivali nel magistero del [[chiaroscuro]] a cui seppe dare fluidità e vaghezza meravigliose. Sta in questo la importanza dell'opera pittorica correggesca. Il passaggio dalla luce all'ombra nelle pitture dell'Allegri è insensibile; accanto al bianco è un grigio leggero e accanto allo scuro, viceversa, è un grigio robusto: per la qual cosa il passaggio fra il nero e il bianco non vi è mai ardito, ma moderato dalla mezza tinta; alla quale l'Allegri doveva non solo il rilievo delle figure ma la pastosità della pittura. ([[Alfredo Melani]]) *Il genio del Correggio ha saputo interpretare i miti della Grecia con tutta la libertà del suo eccelso intelletto. Da questo lato Antonio Allegri è il solo fra i maestri italiani che abbia saputo risuscitare in tutta la loro bellezza le poetiche leggende e le più vaghe immagini dell'antichità greca. Ei le fa risplendere di tutta la luce che informava il suo spirito, e le rianima al soffio di una ricca e sorridente natura, quale era quella dei poeti che le {{sic|aveano}} create. ([[Margarita Miniati]]) *Oggi Vedremo un quadro del Correggio che è in vendita: non è perfettamente conservato, ma tuttavia reca in modo indelebile il marchio felice della grazia. Rappresenta una ''Madonna con Bambino''<ref>Di cui non si hanno notizie certe.</ref>, nell'istante in cui il bambino esita fra il seno materno e alcune pere che un angioletto gli porge: un [[Cristo]] svezzato, insomma. L'idea mi sembra piena di tenerezza, la composizione mossa, naturale e indovinata, l'esecuzione affascinante. Fa subito pensare allo ''Sposalizio di santa Caterina''<ref>Questo quadro è attualmente esposto alla Pinacoteca di Capodimonte</ref>, e non ho dubbi che sia di mano del Correggio. ([[Wolfgang Goethe]], ''[[Viaggio in Italia (saggio)|Viaggio in Italia]]'') *Senza l'appoggio delle autentiche prove addotte finora difficilmente potrebbe taluno farsi a credere, che il {{maiuscoletto|Da Correggio}} uom fosse da povertà stretto, sol che si faccia a riflettere su i di lui dipinti, ne' quali si scorge un animo veramente splendido, ed una nobil signoria ne' colori, e nelle tinte adoprate senza alcun risparmio di finezza, e di profusione, come sovente si pratica da' Pittori o poveri, o troppo avidi di guadagnare. Le sue Opere sono per la maggior parte dipinte su tavole di noce ben levigate, ed unite con accuratissimi incastri, ad oggetto che abbiano tutta la durevolezza possibile; altre condotte su tele finissime, o su rami<ref>Su lamine di rame.</ref> con tutta la maggiore diligenza preparati, e taluna ve n'ha ancora su lamina d'argento. Nessun altro pittore vi fu mai più di lui in questo preciso, né adoprò in maggior copia l'azzurro di {{sic|lapislazzoli}}, avendolo con gran profusione impiegato nelle arie, nei panni, e ne' campi ancora de' suoi dipinti<ref>Per intelligenza maggiore di chi legge si avvisa che questo colore vale fino a 40 e 50 scudi l'oncia. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ([[Carlo Giuseppe Ratti]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Cristo giovane nel Tempio||(1513 circa), National Gallery of Art, Washington}} {{Pedia|Madonna col Bambino e san Giovannino (Correggio Madrid)|''Madonna col Bambino e san Giovannino''|(1518 circa), Museo del Prado, Madrid}} {{Pedia|Noli me tangere (Correggio)|''Noli me tangere''|(1523-1524 circa), Museo del Prado, Madrid}} {{Pedia|Adorazione dei pastori (Correggio)|''Adorazione dei pastori''|( 1525-1530 circa), Gemäldegalerie, Dresda}} {{Pedia|Leda (Correggio)|''Leda''|(1530-1531 circa), Gemäldegalerie, Berlino}} {{Pedia|Danae (Correggio)|''Danae''|(1531-1532 circa), Galleria Borghese, Roma}} {{Pedia|Giove e Io||(1532-1533 circa), Kunsthistorisches Museum, Vienna}} [[Categoria:Pittori italiani]] 91gikd85abeb0fcnhhtuhqx31el0v61 1409881 1409880 2026-04-08T14:35:43Z Gaux 18878 /* Citazioni su Correggio */ wlink 1409881 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Correggio self portrait.jpg|thumb|Correggio, autoritratto, 1510]] '''Antonio Allegri''' detto il '''Correggio''' (1489 – 1534), pittore italiano. ==Citazioni di Correggio== *Anch'io sono pittore.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 244.</ref> ==Citazioni su Correggio== *Correggio malgrado qualche scorrezioncella possedeva tal varietà, eleganza, e Grazia, che fa dimenticar quel difetto; e con questi pregj ha prodotto un Gusto particolare di Disegno, che sarebbe il più nobile, e il più bello, se non peccasse un poco d'uniforme. ([[Anton Raphael Mengs]]) *Davanti alle pitture dell'Allegri si prova un'emozione dolcissima. La prima volta che vedemmo le pitture del [[Duomo di Parma]] restammo così impressionati da quella vista che ci parve che il Correggio avesse certe attrattive che non ha [[Raffaello Sanzio|Raffaello]]. La pittura correggesca è esempio parlante di quanto possa infonder vita a un'opera d'arte la poesia di un cuore gentile. ([[Alfredo Melani]]) *Egli è fuor d'ogni dubbio, che tra' Pittori più insigni, che la nostra Italia illustrarono, dopo l'impareggiabil {{sic|Rafaello}} non conosciam per secondo, che l'esimio {{maiuscoletto|Antonio de Allegris}} soprannomato il {{maiuscoletto|Da Correggio}}. ([[Carlo Giuseppe Ratti]]) *Il Correggio, o come a lui garbava talvolta chiamarsi, Antonio Lieto da Correggio, non ha rivali nel magistero del [[chiaroscuro]] a cui seppe dare fluidità e vaghezza meravigliose. Sta in questo la importanza dell'opera pittorica correggesca. Il passaggio dalla luce all'ombra nelle pitture dell'Allegri è insensibile; accanto al bianco è un grigio leggero e accanto allo scuro, viceversa, è un grigio robusto: per la qual cosa il passaggio fra il nero e il bianco non vi è mai ardito, ma moderato dalla mezza tinta; alla quale l'Allegri doveva non solo il rilievo delle figure ma la pastosità della pittura. ([[Alfredo Melani]]) *Il genio del Correggio ha saputo interpretare i miti della Grecia con tutta la libertà del suo eccelso intelletto. Da questo lato Antonio Allegri è il solo fra i maestri italiani che abbia saputo risuscitare in tutta la loro bellezza le poetiche leggende e le più vaghe immagini dell'antichità greca. Ei le fa risplendere di tutta la luce che informava il suo spirito, e le rianima al soffio di una ricca e sorridente natura, quale era quella dei poeti che le {{sic|aveano}} create. ([[Margarita Miniati]]) *Oggi Vedremo un quadro del Correggio che è in vendita: non è perfettamente conservato, ma tuttavia reca in modo indelebile il marchio felice della grazia. Rappresenta una ''Madonna con Bambino''<ref>Di cui non si hanno notizie certe.</ref>, nell'istante in cui il bambino esita fra il seno materno e alcune pere che un angioletto gli porge: un [[Cristo]] svezzato, insomma. L'idea mi sembra piena di tenerezza, la composizione mossa, naturale e indovinata, l'esecuzione affascinante. Fa subito pensare allo ''Sposalizio di santa Caterina''<ref>Questo quadro è attualmente esposto alla Pinacoteca di Capodimonte</ref>, e non ho dubbi che sia di mano del Correggio. ([[Wolfgang Goethe]], ''[[Viaggio in Italia (saggio)|Viaggio in Italia]]'') *Senza l'appoggio delle autentiche prove addotte finora difficilmente potrebbe taluno farsi a credere, che il {{maiuscoletto|Da Correggio}} uom fosse da povertà stretto, sol che si faccia a riflettere su i di lui dipinti, ne' quali si scorge un animo veramente splendido, ed una nobil signoria ne' colori, e nelle tinte adoprate senza alcun risparmio di finezza, e di profusione, come sovente si pratica da' Pittori o poveri, o troppo avidi di guadagnare. Le sue Opere sono per la maggior parte dipinte su tavole di noce ben levigate, ed unite con accuratissimi incastri, ad oggetto che abbiano tutta la durevolezza possibile; altre condotte su tele finissime, o su rami<ref>Su lamine di rame.</ref> con tutta la maggiore diligenza preparati, e taluna ve n'ha ancora su lamina d'argento. Nessun altro pittore vi fu mai più di lui in questo preciso, né adoprò in maggior copia l'azzurro di {{sic|lapislazzoli}}, avendolo con gran profusione impiegato nelle arie, nei panni, e ne' campi ancora de' suoi dipinti<ref>Per intelligenza maggiore di chi legge si avvisa che questo colore vale fino a 40 e 50 scudi l'oncia. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ([[Carlo Giuseppe Ratti]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Cristo giovane nel Tempio||(1513 circa), National Gallery of Art, Washington}} {{Pedia|Madonna col Bambino e san Giovannino (Correggio Madrid)|''Madonna col Bambino e san Giovannino''|(1518 circa), Museo del Prado, Madrid}} {{Pedia|Noli me tangere (Correggio)|''Noli me tangere''|(1523-1524 circa), Museo del Prado, Madrid}} {{Pedia|Adorazione dei pastori (Correggio)|''Adorazione dei pastori''|( 1525-1530 circa), Gemäldegalerie, Dresda}} {{Pedia|Leda (Correggio)|''Leda''|(1530-1531 circa), Gemäldegalerie, Berlino}} {{Pedia|Danae (Correggio)|''Danae''|(1531-1532 circa), Galleria Borghese, Roma}} {{Pedia|Giove e Io||(1532-1533 circa), Kunsthistorisches Museum, Vienna}} [[Categoria:Pittori italiani]] i5ck39p9ut0yd753yqnqk231dmjwqhx Rush Hour 3 - Missione Parigi 0 81724 1409925 1394860 2026-04-08T20:23:12Z ~2026-21705-83 106750 /* Dialoghi */ Quella citazione era durante un dialogo nella scena della camera dell'hotel a Parigi tra Geneviève e Carter (dopo che lei si era cambiata)... Nell'originale in inglese, Carter diceva "No wonder Lance Armstrong came all the way here to ride a bike!" 1409925 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = Rush Hour 3 - Missione Parigi |titolooriginale = Rush Hour 3 |immagine = |paese = Stati Uniti d'America / Germania |annouscita = 2007 |genere = commedia, azione |regista = [[Brett Ratner]] |soggetto = [[Ross LaManna]] |sceneggiatore = [[Jeff Nathanson]] |attori = * [[Jackie Chan]]: Detective Lee * [[Chris Tucker]]: Detective James Carter * [[Noémie Lenoir]]: Geneviève * [[Yvan Attal]]: George * [[Hiroyuki Sanada]]: Kenji * [[Max von Sydow]]: Reynard * [[Zhang Jingchu]]: Soo Yung * [[Tzi Ma]]: Ambasciatore Han * [[Youki Kudoh]]: Jasmine * [[Roman Polański]]: Detective Revi * [[Philip Baker Hall]]: Cap. Diel * [[Youki Kudoh]]: Lady Dragon * [[Dana Ivey]]: Suor Agnes * [[Julie Depardieu]]: Paulette |doppiatoriitaliani= * [[Angelo Maggi]]: Detective Lee * [[Nanni Baldini]]: Detective James Carter * [[Daniela Calò]]: Geneviève * [[Franco Mannella]]: George * [[Simone Mori]]: Kenji * [[Luciano De Ambrosis]]: Reynard * [[Beatrice Orlandini]]: Soo Yung * [[Pino Ammendola]]: Detective Revi * [[Bruno Alessandro]]: Cap. Diel * [[Alessandra Muccioli]]: Lady Dragon * [[Alina Moradei]]: Suor Agnes * [[Roberta Gasparetti]]: Paulette }} '''''Rush Hour 3 – Missione Parigi''''', film statunitense del 2007 con [[Jackie Chan]] e [[Chris Tucker]], regia di [[Brett Ratner]]. ==Frasi== *{{NDR|Origliando da dietro una porta i rumori della lotta di Lee e fraintendendo}} Questa è la versione porno de ''[[La tigre e il dragone]]''. ('''Carter''') *{{NDR|Riferendosi a Lee}} Una cosa ce l'ha! Ha me! Il suo fratellino cioccolatino! ('''Carter''') *{{NDR|Riferendosi a Soo Yung}} Liberala subito o faccio fuori te e i tuoi Take That asiatici. ('''Carter''') *Mi dispiace fratello, non sarei dovuto entrare in questa storia. Addio Lee. ('''Kenji''') {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} ==Dialoghi== *'''Lei''': Posso aiutarvi?<br />'''Carter''': Qui le facciamo noi le domande, capito? Lei chi è?<br />'''Lei''': Lei.<br />'''Carter''': Non io, lei!<br />'''Lei''': Sì, io sono Lei.<br />'''Carter''': Risponda alla mia domanda, lei chi è?<br />'''Lei''': Gliel'ho già detto.<br />'''Carter''': Lei è sordo?<br />'''Lei''': No, Lei è cieco.<br />'''Carter''': Non sono cieco, lei è cieco.<br />'''Lei''': È quello che io ho appena detto.<br />'''Carter''': Ha appena detto cosa?<br />'''Lei''': Io no ho mai detto cosa, l'ha detto lei.<br />'''Carter''': Lo stavo domandando a lei.<br />'''Lei''': E Lei ha risposto.<br />'''Carter''': Zitto, basta, lei. {{NDR|rivolgendosi a Me}}<br />'''Lei''': Sì?<br />'''Carter''': Non lei, lui. Come si chiama?<br />'''Me''': Me.<br />'''Carter''': Sì, lei.<br />'''Me''': Io sono Me.<br />'''Lei''': Lui è Me e io sono Lei.<br />'''Carter''': E io prendo tutti a calci nel culo. Sono stanco di questi giochetti, lui, me, prendo tutti a calci nel culo qui. Lui lo prendo a calci nel culo. Mi avete rotto! *'''Carter''':{{NDR|A George riferendosi a Detective Revi}} Ehi io e il mio amico siamo appena stati stuprati da un francese molto piccolo.<br />'''Lee''': Che portava un anello molto grande! **''Geneviève'':{{NDR|A Carter dopo essersi cambiata nel bagno della camera dell'hotel}} Ti piaccio?<br />'''Carter: Talmente tanto che ci saranno due Torri Eiffel a questa sera a Parigi! ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Rush Hour 3 - Missione Parigi''}} {{Rush Hour}} [[Categoria:Film commedia d'azione]] 1dh7rfgpuxie64cjpnytuehoqap1cjb 1409926 1409925 2026-04-08T20:23:32Z ~2026-21705-83 106750 /* Dialoghi */ 1409926 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = Rush Hour 3 - Missione Parigi |titolooriginale = Rush Hour 3 |immagine = |paese = Stati Uniti d'America / Germania |annouscita = 2007 |genere = commedia, azione |regista = [[Brett Ratner]] |soggetto = [[Ross LaManna]] |sceneggiatore = [[Jeff Nathanson]] |attori = * [[Jackie Chan]]: Detective Lee * [[Chris Tucker]]: Detective James Carter * [[Noémie Lenoir]]: Geneviève * [[Yvan Attal]]: George * [[Hiroyuki Sanada]]: Kenji * [[Max von Sydow]]: Reynard * [[Zhang Jingchu]]: Soo Yung * [[Tzi Ma]]: Ambasciatore Han * [[Youki Kudoh]]: Jasmine * [[Roman Polański]]: Detective Revi * [[Philip Baker Hall]]: Cap. Diel * [[Youki Kudoh]]: Lady Dragon * [[Dana Ivey]]: Suor Agnes * [[Julie Depardieu]]: Paulette |doppiatoriitaliani= * [[Angelo Maggi]]: Detective Lee * [[Nanni Baldini]]: Detective James Carter * [[Daniela Calò]]: Geneviève * [[Franco Mannella]]: George * [[Simone Mori]]: Kenji * [[Luciano De Ambrosis]]: Reynard * [[Beatrice Orlandini]]: Soo Yung * [[Pino Ammendola]]: Detective Revi * [[Bruno Alessandro]]: Cap. Diel * [[Alessandra Muccioli]]: Lady Dragon * [[Alina Moradei]]: Suor Agnes * [[Roberta Gasparetti]]: Paulette }} '''''Rush Hour 3 – Missione Parigi''''', film statunitense del 2007 con [[Jackie Chan]] e [[Chris Tucker]], regia di [[Brett Ratner]]. ==Frasi== *{{NDR|Origliando da dietro una porta i rumori della lotta di Lee e fraintendendo}} Questa è la versione porno de ''[[La tigre e il dragone]]''. ('''Carter''') *{{NDR|Riferendosi a Lee}} Una cosa ce l'ha! Ha me! Il suo fratellino cioccolatino! ('''Carter''') *{{NDR|Riferendosi a Soo Yung}} Liberala subito o faccio fuori te e i tuoi Take That asiatici. ('''Carter''') *Mi dispiace fratello, non sarei dovuto entrare in questa storia. Addio Lee. ('''Kenji''') {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} ==Dialoghi== *'''Lei''': Posso aiutarvi?<br />'''Carter''': Qui le facciamo noi le domande, capito? Lei chi è?<br />'''Lei''': Lei.<br />'''Carter''': Non io, lei!<br />'''Lei''': Sì, io sono Lei.<br />'''Carter''': Risponda alla mia domanda, lei chi è?<br />'''Lei''': Gliel'ho già detto.<br />'''Carter''': Lei è sordo?<br />'''Lei''': No, Lei è cieco.<br />'''Carter''': Non sono cieco, lei è cieco.<br />'''Lei''': È quello che io ho appena detto.<br />'''Carter''': Ha appena detto cosa?<br />'''Lei''': Io no ho mai detto cosa, l'ha detto lei.<br />'''Carter''': Lo stavo domandando a lei.<br />'''Lei''': E Lei ha risposto.<br />'''Carter''': Zitto, basta, lei. {{NDR|rivolgendosi a Me}}<br />'''Lei''': Sì?<br />'''Carter''': Non lei, lui. Come si chiama?<br />'''Me''': Me.<br />'''Carter''': Sì, lei.<br />'''Me''': Io sono Me.<br />'''Lei''': Lui è Me e io sono Lei.<br />'''Carter''': E io prendo tutti a calci nel culo. Sono stanco di questi giochetti, lui, me, prendo tutti a calci nel culo qui. Lui lo prendo a calci nel culo. Mi avete rotto! *'''Carter''':{{NDR|A George riferendosi a Detective Revi}} Ehi io e il mio amico siamo appena stati stuprati da un francese molto piccolo.<br />'''Lee''': Che portava un anello molto grande! **'''Geneviève''':{{NDR|A Carter dopo essersi cambiata nel bagno della camera dell'hotel}} Ti piaccio?<br />'''Carter: Talmente tanto che ci saranno due Torri Eiffel a questa sera a Parigi! ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Rush Hour 3 - Missione Parigi''}} {{Rush Hour}} [[Categoria:Film commedia d'azione]] p0ebnkm5e3do1ym04b2upyh4zxwxu7h Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1 0 99198 1409927 1367739 2026-04-08T20:25:30Z CommonsDelinker 1592 Rimuovo l'immagine "Golden_snitch_(cropped).jpg", cancellata in Commons da [[commons:User:Infrogmation|Infrogmation]] perché per [[:c:Commons:Deletion requests/File:Golden snitch (cropped).jpg|]]. 1409927 wikitext text/x-wiki {{Film |immagine = |didascalia = «Mi apro alla chiusura». |attori= *[[Daniel Radcliffe]]: [[Harry Potter (personaggio)|Harry Potter]] *[[Rupert Grint]]: [[Ron Weasley]] *[[Emma Watson]]: [[Hermione Granger]] *[[Ralph Fiennes]]: [[Lord Voldemort]] *[[Helena Bonham Carter]]: [[Bellatrix Lestrange]] *[[Tom Felton]]: [[Draco Malfoy]] *[[Jason Isaacs]]: [[Mangiamorte#Lucius Malfoy|Lucius Malfoy]] *[[Helen McCrory]]: [[Personaggi minori di Harry Potter#Narcissa Malfoy|Narcissa Malfoy]] *[[Rhys Ifans]]: [[Xenophilius Lovegood]] *[[Evanna Lynch]]: [[Luna Lovegood]] *[[James Phelps]]: [[Fred e George Weasley|Fred Weasley]] *[[Oliver Phelps]]: [[Fred e George Weasley|George Weasley]] *[[Mark Williams (attore)|Mark Williams]]: [[Weasley (famiglia)#Arthur Weasley|Arthur Weasley]] *[[Julie Walters]]: [[Weasley (famiglia)#Molly Prewett in Weasley|Molly Weasley]] *[[Bonnie Wright]]: [[Ginny Weasley]] *[[Robbie Coltrane]]: [[Rubeus Hagrid]] *[[Domhnall Gleeson]]: [[Weasley (famiglia)#William Arthur Weasley (detto Bill)|Bill Weasley]] *[[Clémence Poésy]]: [[Fleur Delacour]] *[[Brendan Gleeson]]: [[Alastor Moody]] *[[David Thewlis]]: [[Remus Lupin]] *[[Natalia Tena]]: [[Ninfadora Tonks]] *[[George Harris]]: [[Ordine della Fenice#Kingsley Shacklebolt|Kingsley Shacklebolt]] *[[Andy Linden (attore)|Andy Linden]]: [[Ordine della Fenice#Mundungus Fletcher|Mundungus Fletcher]] *[[Alan Rickman]]: [[Severus Piton]] *[[Peter Mullan]]: [[Yaxley]] *[[Bill Nighy]]: [[Rufus Scrimgeour]] *[[Guy Henry]]: [[Pius O'Tusoe]] *[[Imelda Staunton]]: [[Dolores Umbridge]] *[[Timothy Spall]]: [[Peter Minus]] *[[John Hurt]]: [[Olivander]] *[[Matthew David Lewis|Matthew Lewis]]: [[Neville Paciock]] *[[Warwick Davis]]: [[Unci-Unci]] *[[Miranda Richardson]]: [[Rita Skeeter]] *[[Nick Moran]]: [[Scabior]] *[[David O'Hara]]: [[Albert Runcorn]] *[[Steffan Rhodri]]: [[Personaggi minori di Harry Potter#Reg Cattermole|Reg Cattermole]] *[[Sophie Thompson]]: [[Mafalda Hopkirk]] *[[Arben Bajraktaraj]]: [[Antonin Dolohov]] *[[Rod Hunt]]: [[Thorfinn Rowle]] *[[Hazel Douglas]]: [[Bathilda Bath]] *[[Michael Byrne]]: [[Personaggi minori di Harry Potter#Gellert Grindelwald|Gellert Grindelwald]] da anziano *[[Jamie Campbell Bower]]: [[Personaggi minori di Harry Potter#Gellert Grindelwald|Gellert Grindelwald]] da giovane *[[Carolyn Pickles]]: [[Charity Burbage]] *[[Frances de la Tour]]: [[Olympe Maxime]] *[[Devon Murray]]: [[Seamus Finnigan]] *[[Rade Serbedzija]]: [[Gregorovitch]] *[[David Ryall]]: [[Elphias Doge]] *[[Freddie Stroma]]: [[Cormac McLaggen]] *[[Dave Legeno]]: [[Fenrir Greyback]] *[[Richard Griffiths]]: [[Vernon Dursley]] *[[Fiona Shaw]]: [[Petunia Dursley]] *[[Harry Melling]]: [[Dudley Dursley]] *[[Michael Gambon]]: [[Albus Silente]] *[[Jim Broadbent]]: [[Horace Lumacorno]] |doppiatorioriginali= *[[Toby Jones]]: [[Personaggi minori di Harry Potter#Dobby|Dobby]] *[[Simon McBurney]]: [[Personaggi minori di Harry Potter#Kreacher|Kreacher]] |doppiatoriitaliani= *[[Alessio Puccio]]: Harry Potter *[[Giulio Renzi Ricci]]: Ron Weasley *[[Letizia Ciampa]]: Hermione Granger *[[Massimo Popolizio]]: Lord Voldemort *[[Laura Boccanera]]: Bellatrix Lestrange *[[Flavio Aquilone]]: Draco Malfoy *[[Massimo Lodolo]]: Lucius Malfoy *[[Franca D'Amato]]: Narcissa Malfoy *[[Gianluca Tusco]]: Xenophilius Lovegood *[[Veronica Puccio]]: Luna Lovegood *[[Lorenzo De Angelis]]: Fred e George Weasley *[[Mino Caprio]]: Arthur Weasley *[[Anna Rita Pasanisi]]: Molly Weasley *[[Erica Necci]]: Ginny Weasley *[[Francesco Pannofino]]: Rubeus Hagrid *[[Paolo Vivio]]: Bill Weasley *[[Paolo Buglioni]]: Alastor Moody *[[Danilo De Girolamo]]: Remus Lupin *[[Domitilla D'Amico]]: Ninfadora Tonks *[[Fabrizio Pucci]]: Kingsley Shacklebolt *[[Renzo Stacchi]]: Mundungus Fletcher *[[Francesco Vairano]]: Severus Piton *[[Massimo Corvo]]: Yaxley *[[Ennio Coltorti]]: Rufus Scrimgeour *[[Massimo Rossi (doppiatore)|Massimo Rossi]]: Pius O'Tusoe *[[Ida Sansone]]: Dolores Umbridge *[[Roberto Stocchi]]: Peter Minus *[[Giorgio Lopez]]: Olivander *[[Gabriele Patriarca]]: Neville Paciock *[[Mario Scaletta]]: Unci-Unci *[[Francesco Sechi]]: Scabior *[[Sergio Graziani]]: Gellert Grindelwald *[[Sergio Di Giulio]]: Gregorovitch *[[Dante Biagioni]]: Elphias Doge *[[Lorenzo Accolla]]: Cormac McLaggen *[[Paolo Lombardi]]: Vernon Dursley *[[Fabrizio De Flaviis]]: Dudley Dursley *[[Gianni Musy]]: Albus Silente *[[Carlo Valli]]: Horace Lumacorno *[[Nanni Baldini]]: Dobby *[[Franco Zucca]]: Kreacher }} '''''Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1''''', film statunitense del 2010 diretto da [[David Yates]]. ==[[Incipit]]== Questi sono tempi duri, non lo si può negare. Forse il nostro mondo non ha mai affrontato una minaccia come quella di oggi. Ma io dico questo a tutta la cittadinanza: noi, sempre vostri servitori, continueremo a difendere la vostra libertà e a respingere le forze che tentano di portarvela via. Il vostro Ministero rimane forte. ('''Rufus Scrimgeour''') ==Frasi== {{cronologico}} *Nagini, la cena. ('''Lord Voldemort''') *{{NDR|Leggendo le Fiabe di Beda il Bardo}} C'erano una volta tre fratelli che viaggiavano lungo una strada tortuosa e solitaria al calar del sole. Dopo un po' i fratelli giunsero a un fiume troppo pericoloso da attraversare. Essendo versati nelle arti magiche, ai tre fratelli bastò agitare le [[Bacchetta magica|bacchette]] per costruire un ponte. Ma prima di poterlo attraversare trovarono il passo sbarrato da una figura incappucciata: era la Morte. Si sentiva imbrogliata perché di solito i viaggiatori annegavano nel fiume. Ma la Morte era astuta: finse di congratularsi con i tre fratelli per la loro magia, e disse che meritavano un premio per la loro abilità a sfuggirle. Il maggiore chiese una bacchetta più potente di qualsiasi altra al mondo, così la Morte gliene fece una da un albero di Sambuco che era nelle vicinanze. Il secondo fratello decise di voler umiliare la Morte ancora di più, e chiese il potere di richiamare i propri cari dalla tomba, così la Morte raccolse una pietra dal fiume e gliela offrì. Infine la Morte si rivolse al terzo fratello, un uomo umile. Lui chiese qualcosa che gli permettesse di andarsene da quel posto senza essere seguito dalla Morte, e così la Morte, con riluttanza, gli consegnò il proprio Mantello dell'Invisibilità. Il primo fratello raggiunse un lontano villaggio armato della Bacchetta di Sambuco, e uccise un mago con cui in passato aveva litigato. Inebriato dal potere che la Bacchetta di Sambuco gli aveva dato si vantò della sua invincibilità. Ma quella notte un altro mago rubò la Bacchetta, e per buona misura gli tagliò la gola, e così la Morte chiamò a sé il primo fratello. Il secondo fratello tornò a casa, tirò fuori la Pietra e la girò tre volte nella mano. Con sua gioia la ragazza che aveva sperato di sposare prima della di lei morte prematura gli apparve. Ma presto ella divenne triste e fredda perché non apparteneva al mondo dei mortali. Reso folle dal suo desiderio il secondo fratello si tolse la vita per unirsi a lei, e così la Morte si prese il secondo fratello. Riguardo al terzo fratello, la Morte lo cercò per molti anni ma non fu mai in grado di trovarlo. Solo quando ebbe raggiunto una veneranda età il fratello più giovane si tolse il Mantello dell'Invisibilità e lo donò a suo figlio. Poi salutò la Morte come una vecchia amica e andò lieto con lei, congedandosi da questa vita da pari a pari. ('''Hermione''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Un bellissimo posto dove stare con gli amici! Dobby è felice di stare con il suo amico Harry Potter! ('''Dobby''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Harry''': Pensi che siano lì dentro Hermione, mamma e papà?<br />'''Hermione''': Sì, io penso di sì. *'''Ron''': {{NDR|dopo essere tornato}} Ehi.<br />'''Hermione''': {{NDR|lo spinge, gli toglie lo zaino di mano e lo colpisce con delle foglie a ogni parola in preda alla rabbia}} Sei... un vero... '''DEFICIENTE''', Ronald Weasley! Ti rifai vivo dopo settimane, e dici ''Ehi''?! {{NDR|si gira verso Harry}} Dov'è la mia bacchetta, Harry? Dov'è la mia bacchetta? <br/>'''Harry''': Non lo so.<br/>'''Hermione''': Harry Potter, dammi la mia bacchetta!<br/>'''Harry''': Non ce l'ho!<br/>'''Ron''': Come mai ha la tua bacchetta? <br/>'''Hermione''': {{NDR|si rivolge di nuovo a Ron}} Lascia perdere perché ha la mia bacchetta! {{NDR|nota il Medaglione di Serpeverde distrutto da Ron e la Spada di Godric Grifondoro tra le sue mani}} Quello cos'é? Lo hai distrutto. E come mai tu, guarda caso, hai la spada di Grifondoro?<br/>'''Harry''': È una lunga storia. <br/>'''Hermione''': Non credere che questo cambi qualcosa. <br/>'''Ron''': Certo che no! Ho solo distrutto un maledetto Horcrux, perché dovrebbe cambiare qualcosa? Senti, volevo tornare non appena me ne sono andato, ma non sapevo come trovarvi. <br/>'''Harry''': Sì, come ci hai trovati? <br/>'''Ron''': {{NDR|tira fuori il Deluminatore}} Con questo. Non spegne solo le luci. Non so come funziona, ma-ma la mattina di Natale, dormivo in un piccolo pub, alla larga dai Ghermidori. E l'ho sentita.<br/>'''Harry''': Cosa?<br/>'''Ron''': Una voce. La tua voce, Hermione. Veniva da qui.<br />'''Hermione''': Esattamente cosa ho detto, posso saperlo?<br />'''Ron''': Il mio nome, solo il mio nome. Come un bisbiglio. Così l'ho preso, l'ho fatto scattare, ed è comparsa questa pallina di luce... e ho capito. E infatti ha galleggiato verso di me la palla di luce, mi è entrata nel petto ed è finita qui... proprio qui. E ho capito che mi avrebbe portato dove dovevo andare, così mi sono smaterializzato e sono sbucato su questa collina. Era buio non sapevo dove fossi, speravo solo che uno di voi si sarebbe mostrato... e così è stato. *'''Ron''': {{NDR|Xenophilius Lovegood aveva tentato di consegnare il trio ai Mangiamorte per riavere Luna, rapita da loro}} Quello spregevole traditore! Non possiamo fidarci di nessuno! <br/>'''Harry''': L'hanno rapita perché lui mi appoggiava. Era solo disperato. <br/>'''Ron''': Io faccio un incantesimo. {{NDR|All'improvviso arrivano i Ghermidori}} <br/>'''Scabior''': {{NDR|a Hermione}} Ciao, bellezza! {{NDR|il trio tenta di scappare}} Be', non statevene lì impalati, prendeteli! {{NDR|i Ghermidori inseguono il trio, prendono Ron e Hermione lancia un incantesimo su Harry per renderlo irriconoscibile}} *'''Ron''': {{NDR|Uno dei Ghermidori afferra Hermione}} No, non la toccare! {{NDR|un altro afferra Ron}} <br/>'''Hermione''': Lascialo! Non mi toccare! <br/>'''Scabior''': Il tuo ragazzo si beccherà molto di peggio se lui non impara a comportarsi come si deve. {{NDR|a Harry, sfigurato}} Che ti è successo, mostro? {{NDR|Harry e il Ghermidore che l'ha afferrato si voltano verso di lui}} No, non tu! {{NDR|di nuovo a Harry}} Come ti chiami? <br/>'''Harry''': Dudley! Vernon Dudley! <br/>'''Scabior''': {{NDR|al Ghermidore che tiene Harry}} Controlla! {{NDR|a Hermione}} E tu, bella mia, come ti chiamano? <br/>'''Hermione''': Mi chiamo Penelope Light, mezzosangue. <br/>'''Ghermidore 1''': {{NDR|controllando la carta d'identità}} Non c'è un Vernon Dudley, qui! <br/>'''Ghermidore 2''': Sentito, mostro? La lista dice che menti! Come mai non vuoi farci sapere chi sei? <br/>'''Harry''': La lista si sbaglia, vi ho detto chi sono. <br/>'''Scabior''': {{NDR|dopo averlo guardato bene}} Cambio di piano: questi non li portiamo al Ministero. ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1''}} {{Harry Potter}} [[Categoria:Film fantasy]] [[Categoria:Harry Potter]] [[Categoria:Film con incipit]] rpgvwpca91q1vjaugicnfhnbaz6i5jt Trasporto aereo 0 138259 1409876 923214 2026-04-08T14:26:11Z CommonsDelinker 1592 Rimuovo l'immagine "Austrian_Airlines_flight_attendant_and_passenger.jpg", cancellata in Commons da [[commons:User:DerHexer|DerHexer]] perché per [[:c:Commons:Deletion requests/Austrian Airlines stock photos|]]. 1409876 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sul '''trasporto aereo''' e il '''viaggio aereo'''. *Ma ogni volta, ogni singola volta, l'avviamento del motore segna l'inizio del viaggio. Se volete farvi un'idea dell'avventura del volo, aspettate il momento in cui i motori cominciano a girare. ([[Richard Bach]]) *– Non le piace volare, o sbaglio?<br />– Come le viene quest'idea?<br />– Vuole sapere il segreto per sopravvivere ai viaggi in aereo? Quando è arrivato sano e salvo si tolga scarpe e calze e cammini per un po' a piedi nudi sulla moquette stringendo a pugno le dita dei piedi.<br />– A pugno le dita dei piedi?<br />– Sì... Sì, lo so, sembra una scemenza... ma mi creda, sono nove anni che io lo faccio. È molto meglio di una doccia o di una tazza di caffè. (''[[Trappola di cristallo]]'') *Se voi viaggiaste tanto quanto noi, apprezzereste le migliorie nel design degli aerei per quanto riguarda la diminuzione del rumore e del comfort. A meno che voi non viaggiate in quella chiamata economy class, che sembra terrificante. ([[Filippo di Edimburgo]]) *Spero che questo piccolo incidente non le abbia fatto passare la voglia di volare! Statisticamente parlando, è ancora il mezzo più sicuro per viaggiare, lo sapeva? (''[[Superman (film)|Superman]]'') ==Voci correlate== *[[Aeroplano]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Aviazione]] 7koq9dm4angqp0g1fqb1qc43h949wd5 Reza Pahlavi (principe) 0 141028 1409936 1407308 2026-04-09T06:00:43Z Mariomassone 17056 /* 2025 */ 1409936 wikitext text/x-wiki [[File:رضا پهلوی در گفتگو با سیامک دهقانپور از صدای آمریکا، تیر ۱۴۰۳ 02 (cropped).jpg|thumb|Reza Pahlavi nel 2024]] '''Reza Pahlavi''' (1960 – vivente), principe ereditario dell'Iran. ==Citazioni di Reza Pahlavi== {{cronologico}} ===1980=== *Succedendo a mio padre non faccio che il mio dovere: non voglio sottrarmi alle mie responsabilità.<ref name="pahlavijr">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,1066_01_1980_0240_0004_15419853/ ''Reza Pahlavi jr imperatore dell'Iran''], ''La Stampa'', 31 ottobre 1980</ref> *L'Iran ritroverà la sua età dell'oro, il popolo iraniano spazzerà l'attuale regime senza legge. Gli oppositori al regime di Khomeini sono in continuo aumento.<ref name="pahlavijr"/> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Sono l'anarchia, lo sfacelo economico e il declino del nostro prestigio internazionale che hanno generato la violazione della nostra integrità territoriale attraverso un'aggressione esterna che noi condanniamo.<ref name="rezaii">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,1067_01_1980_0241_0004_18934649/ ''Reza II in esilio si proclama Scià''], ''La Stampa'', 1 novembre 1980</ref> *So perfettamente che nessuno di voi ha voluto un simile disastro. Ma so anche che voi avete, nel profondo dei vostri cuori, la ferma convinzione che la nostra storia millenaria si ripeterà e che l'incubo prenderà fine. La luce succederà all'oscurità: forti delle nostre amare esperienze, noi intraprenderemo tutti insieme, in un grande slancio nazionale, la ricostruzione del nostro Paese.<ref name="rezaii"/> ===1986=== *Per me il [[matrimonio]] è un'esperienza molto positiva. Un sostegno emotivo, morale e umano di grande importanza.<ref name="khomeinidirei">Dall'intervista di Rafael Fraguas, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,5/articleid,0994_01_1986_0190_0005_13695923/ Reza Ciro: a Khomeini direi...]'', ''La Stampa'', 14 agosto 1986.</ref> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Penso che Iran e Iraq siano vittime di un confronto personale fra Khomeini e Saddam. Khomeini ha interesse a continuare la guerra per sopravvivere politicamente, dal momento che la contesa è un modo per tenere le forze armate sui confini.<ref name="khomeinidirei"/> *Il regime islamico ha diffuso versioni fantasiose sulla ricchezza della mia famiglia, su fortune nascoste, eccetera. Questo fa parte di una campagna propagandistica avviata sei anni fa. Nessuna di queste fantasie è mai stata dimostrata.<ref name="khomeinidirei"/> *Se si domanda a un uomo onesto che cosa pensa della politica, dal profondo del cuore dirà che questa «non ha padre né madre». È una parola che fa paura alle persone semplici, perché l'uomo della strada crede che la politica serva ai politici per giocarci. Questo tipo di politica non mi sembra pura né sincera. Se invece si guarda la politica come una cosa necessaria per governare un Paese, e se gli uomini che la praticano sono retti e sinceri, il suo significato cambia. Un Paese che abbia buoni politici non correrà mai alla rovina: da politici che valgano poco e manchino di statura ci si può aspettare invece il peggio.<ref name="khomeinidirei"/> *Il politico può cambiare idea, ma il simbolo della monarchia, il [[re]], deve rimanere imparziale. La persona del re appartiene a tutti i cittadini di tutti i gradini sociali. Deve essere al di sopra della politica.<ref name="khomeinidirei"/> *Sua Maestà il re Juan Carlos ha vigilato sull'applicazione della Costituzione senza interferire negli affari del governo, né in quelli dei partiti. Questo è il motivo per il quale la monarchia spagnola rimane un'istituzione che protegge e garantisce il gioco politico. In Spagna c'è un primo ministro socialista: è significativo. Penso che in Iran dobbiamo fare esattamente quello che ha fatto la Spagna.<ref name="khomeinidirei"/> *Né l'Urss, né gli Stati Uniti hanno da preoccuparsi di una restaurazione monarchica costituzionale nel mio Paese: il nostro regime democratico non andrà contro gli interessi sovietici né americani. Lo stesso Paese può mantenere alleanze diverse, in virtù dei suoi interessi.<ref name="khomeinidirei"/> *{{NDR|Su [[Ruhollah Khomeyni]]}} Che cosa si può dire a un uomo come lui? È una persona che non capisce nulla, o non vuole capire nulla. Gli direi: lei non può gestire il Paese così come sta facendo: se sa quello che fa non può continuare a farlo, e non può continuare neppure se non lo sa: il mio Paese va verso la distruzione, se ne vada prima che sia troppo tardi.<ref name="khomeinidirei"/> *{{NDR|Sulla [[Rivoluzione iraniana]]}} Non fu un'insurrezione contro la monarchia, ma un movimento in favore dell'applicazione della Costituzione democratica del 1906. Khomeini ha commesso un grave errore non andarsene dopo il trionfo della rivoluzione. Fu l'inizio della fine: pensò che l'Iran si potesse governare come un paesino di 500 abitanti nel X secolo, e questo è impossibile. Per questo governa solo grazie alla coercizione, alla repressione e alla violenza.<ref name="khomeinidirei"/> ===1989=== *{{NDR|Su ''[[L'ultimo imperatore]]''}} Il film l'ho visto, è un capolavoro, ma non mi ci riconosco per niente, io il potere non l'ho perso, non l'ho avuto neanche per un istante, l'ho solo atteso invano.<ref name="oradelcambiamento">Dall'intervista di [[Enrico Franceschini]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/06/06/si-avvicina-teheran-ora-del-cambiamento.html "Si avvicina a Teheran l'ora del cambiamento"]'', ''la Repubblica'', 6 giugno 1989.</ref> *Mio padre non era un tiranno, nel senso che non credeva nel dispotismo, e voleva portare l'Iran verso la democrazia. Non penso che fosse isolato dalla gente, o che non conoscesse la realtà del suo paese. Certo, ha commesso degli errori, il più grave è stato quello di svolgere un ruolo politicamente attivo, che istituzionalmente non gli spettava. Quanto alla [[SAVAK|Savak]], è indubbio che vi furono casi di violenza, ma la violenza non fu mai una politica di Stato. I prigionieri politici? La maggioranza erano il tipo di gente che ha poi preso in ostaggio gli americani all'ambasciata di Teheran, che ha fatto saltare la caserma dei marines in Libano, o dirottato il jet della Twa.<ref name="oradelcambiamento"/> *Non era perfetto, mio padre, ma era un nazionalista, amava l'Iran, e credo che sia più popolare oggi, nel suo paese, di quando lo lasciò.<ref name="oradelcambiamento"/> *Dal primo giorno del suo potere, [[Ruhollah Khomeyni|Khomeini]] ha ripetuto che l'Iran per lui non voleva dire nulla, non gli interessava. Come poteva amarla? Per Khomeini l'Iran era la piattaforma di lancio di una crociata per trasformare il mondo. Se avesse amato l'Iran, non avremmo avuto una lunga guerra, né, per fare un esempio recente, la polemica sul libro di Rushdie. Sto leggendo ''I versi satanici'': certo mi offende, perché sono un musulmano, ma ciò non vuol dire che l'autore vada condannato a morte. Khomeini diceva che chiunque si convertiva all'Islam, e poi cambiava religione, andava ucciso. Il Profeta non l'ha mai detto, ma Khomeini diceva che le opere del Profeta sono incomplete e stava a lui completarle. Khomeini era l'opposto della santità, era blasfemo. Per me, era lui l'Anticristo.<ref name="oradelcambiamento"/> *{{NDR|Su [[Ruhollah Khomeyni]]}} Lo ho odiato per quel che ha fatto all'Iran, per la sua opposizione di principio ad ogni diritto umano, per come ha indebolito il paese allo scopo di esportare la rivoluzione e il terrorismo nel mondo.<ref name="oradelcambiamento"/> *Nel mio paese la monarchia era un'istituzione al di sopra di qualsiasi ideologia, e il monarca, come io lo intendo, non deve fare politica, è un capo di Stato, non di governo. Ma poi, in definitiva, dovrà essere il popolo a decidere cosa vuole, e a scegliere le sue leggi, non il re, e tantomeno un libro caduto dal cielo, come il Corano. La Chiesa va separata dallo Stato, specie in un paese come l'Iran, così pieno di razze, culti, genti diverse.<ref name="oradelcambiamento"/> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Finché c'è stata la guerra era impossibile pensare alla lotta alla dittatura di Khomeini, l'unica priorità era la difesa nazionale: anche per questo l'ayatollah ha prolungato il conflitto il più possibile. Ora, senza la guerra e senza Khomeini, potrà venire alla luce il vasto scontento che esiste in ogni settore sociale, anche nel clero, mi creda.<ref name="oradelcambiamento"/> *Certo sia io che mia madre e i miei fratelli, che vivono tra New York e Parigi, stiamo bene. Ma non siamo dei Marcos. Faccio una vita molto semplice, la sera sto in casa a leggere o a guardare la tivù con mia moglie, una ragazza iraniana che ho sposato nel 1986, e che oggi ha 20 anni.<ref name="oradelcambiamento"/> ===1999=== *La democrazia fu allora ed è oggi al centro delle aspirazioni della società iraniana, ed è chiaro che la teocrazia non può essere la risposta a questa esigenza.<ref name="chiededemocrazia">Dall'intervista di Andrea Tarquini, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/07/14/come-ai-tempi-di-mio-padre.html Come ai tempi di mio padre l'Iran chiede democrazia]'', ''la Repubblica'', 14 luglio 1999.</ref> *{{NDR|Su [[Mohammad Khatami]]}} In un certo modo non è diverso da [[Michail Gorbačëv|Gorbaciov]]. Può tentare una perestrojka iraniana. Ma come può un regime basato sulla legge divina e non sulla volontà popolare trovare risposte adeguate alla società civile?<ref name="chiededemocrazia"/> *{{NDR|Su [[Mohammad Reza Pahlavi]]}} Sotto di lui il paese compì grandi balzi in avanti, ma le riforme politiche non arrivarono a tempo.<ref name="chiededemocrazia"/> *Guardi, mio padre è oggi popolare in Iran come non lo è mai stato finché fu al potere o in vita. Lui e mio nonno furono i grandi modernizzatori. Mio nonno agì con durezza: non poteva certo permettersi referendum sulla modernizzazione. Mio padre seppe portare l'Iran all'avanguardia nella regione e tra gli attori della scena internazionale. Ma troppo tardi capì l'importanza della partecipazione popolare.<ref name="chiededemocrazia"/> *Io, come pretendente, rappresento la monarchia costituzionale, che resta un'alternativa politica per il futuro. Non ho mai rotto i ponti col mio paese, e in me la nostalgia di casa non è mai morta. Ma quello che io voglio per me è un ruolo di unificatore, di garante del pluralismo e della riconciliazione nazionale. Voglio solo aiutare il popolo iraniano a riconquistare l'autodeterminazione.<ref name="chiededemocrazia"/> *Non dimentichi che mio padre agiva in un mondo diverso da quello di oggi, un mondo diviso in blocchi: la contrapposizione est-ovest fece porre in secondo piano in molte parti del mondo i valori della democrazia e dei diritti umani.<ref name="chiededemocrazia"/> *La monarchia costituzionale è un'opzione per il futuro, ma quel che conta è e sarà la fede nel [[secolarismo]], la separazione tra Religione e Stato. Potremo cominciare un esperimento affascinante: diventare il primo paese islamico incamminato sulla via della democratizzazione.<ref name="chiededemocrazia"/> *Sa, nella sua storia millenaria l'Iran è stato invaso, occupato, sconfitto, ed è sempre sopravvissuto. La teocrazia è il primo problema solo interno della nostra storia. Ma ogni paese impara dalle sue epoche: anche l'Inquisizione o Cromwell sono state esperienze. Toccherà ai quarantenni come me guidare i più giovani con l'esperienza.<ref name="chiededemocrazia"/> ===2001=== *Il problema non è [[Mohammad Khatami|Khatami]] come persona, così come nella vecchia Urss non lo erano i vari Andropov e Gorbaciov. Quando un sistema politico è in un vicolo cieco, come la Repubblica Islamica oggi, le persone contano poco. Il leader spirituale Ali Khamenei controlla tutte le leve del potere. Il Presidente, il parlamento e qualsiasi altra istituzione possono approvare anche le leggi più giuste e più democratiche, ma fin quando Khamenei avrà il diritto di veto, nulla potrà cambiare. Non voglio mettere in dubbio Khatami e le sue buone intenzioni. La domanda da porsi è come, in un paese dove altri controllano la radio e la tv di Stato, l' esercito e le forze dell' ordine, il sistema giudiziario, la politica estera e i servizi segreti, il Presidente possa realizzare la promessa di ripristinare la legalità e devolvere il potere alla società civile. In Iran Khatami non è riuscito a proteggere nemmeno i giornali e i giornalisti che lo sostenevano, figuriamoci se può farsi carico delle richieste di maggiore libertà e di democrazia dei nostri giovani.<ref name="finchepotere">Intervista di Nima Rafat, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/06/07/finche-il-potere-resta-ai-mullah-in.html Finché il potere resta ai mullah in Iran non cambierà niente]'', ''la Repubblica'', 7 giugno 2001.</ref> *Questo regime è ormai logorato e la carta Khatamiriforme non è riuscita a fermare l' onda delle proteste. Insisto: la soluzione è in un referendum per scegliere il futuro. A esso si può giungere attraverso il logoramento e senza ricorso alla violenza di piazza, o attraverso lo scontro diretto. Io sono per la via non violenta, ma chi ha il potere sceglierà di che morte morire.<ref name="finchepotere"/> *{{NDR|Su [[Mohammad Khatami]]}} Alla minima scossa si è sempre allineato al regime.<ref name="ingannando">Dall'intervista di Afsané Bassir Pour, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,9/articleid,0390_01_2001_0155_0009_4081526/ L'erede al trono: il regime sta ingannando il mondo]'', ''La Stampa'', 7 giugno 2001.</ref> *Sono in contatto permanente con molte persone, gente anche all'interno del regime, pasdaran, guardiani della rivoluzione, ufficiali, religiosi, ai quali dico: non siete obbligati a rovesciarvi insieme a questa barca che fa acqua.<ref name="ingannando"/> *Ciò che conta per me è il contenuto del regime, i principi democratici. La forma è secondaria.<ref name="ingannando"/> ===2003=== {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,5/articleid,0160_01_2003_0131_0005_1080718/ Reza Pahlavi: «Anche per l'Iran è l'ora del cambiamento»]''|Intervista di [[Fiamma Nirenstein]], ''La Stampa'', 14 maggio 2003.|h=4}} *Molti credenti, molti importanti uomini di fede hanno compreso che la sovrapposizione tra potere e religione è di fatto un tradimento della religione stessa, un elemento di corruzione; che la visione piramide di un gruppo di ayatollah che si sentono incaricati da Dio di dominare crudelmente il popolo, di dirgli cosa leggere, coa dire, come vestirsi pena la morte o la prigione, non ha niente ha che vedere con la vera fede. *Il fallimento morale di questo governo si misura sulle oltre 600 mila persone nelle carceri, sulla tortura, sulla chiusura di tutte le testate giornalistiche anche appena vagamente dissidenti. Sono a conoscenza di orrori indicibili: mi dicono che le ragazze dissenzienti vengono violate in carcere perché altrimenti la verginità consentirebbe loro di andare in paradiso. *Anche la rivoluzione sovietica a suo tempo fu accolta con gioia. *La mia strategia consiste in una linea chiara: la disobbedienza civile, possibilmente priva di violenza, compiuta attraverso la mobilitazione di tutte le componenti sociali. Gli studenti, i lavoratori, le donne dovrebbero impegnarsi in interruzioni del lavore, marce pacifiche, cercando di non ingaggiare mai scontri con le forze di polizia e con le varie milizie. *Penso a [[Slobodan Milošević|Milosevic]], a [[Nicolae Ceaușescu|Ceausescu]], a [[Saddam Hussein|Saddam]], alla [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|caduta dell'impero sovietico]]... Quando i [[Tiranno|tiranni]] cadono, e l'Iran è veramente una terribile tirannia, pare sempre un miracolo; ma la volontà interna e internazionale quando si incontrano riescono a compiere questo miracolo, a sferrare il colpo decisivo. *La sofferenza era grande. Ma la dignità e l'orgoglio di mio padre ci hanno sempre tenuti vivi. {{Int|Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/06/17/io-figlio-dello-scia-fianco-della-rivolta.html Io, figlio dello scià a fianco della rivolta]''|''la Repubblica'', 17 giugno 2003.|h=4}} *La cosa migliore è che il popolo iraniano si liberi da solo, senza interventi esterni come quelli che hanno posto fine alle dittature in Afghanistan e in Iraq. E quanto a me, niente speculazioni: considererò la mia missione compiuta nel giorno in cui si terrà il primo voto libero degli iraniani sul loro futuro, sono pronto ad aiutare in ogni modo per questo obiettivo. *Lo scenario in Iran è molto diverso da quello dei nostri vicini. Nel nostro caso nessuno sarebbe capace di svolgere il lavoro di portare la democrazia meglio del popolo iraniano stesso. Senza bisogno di un intervento militare straniero. Il modo migliore di avere una svolta è attraverso la lotta del popolo iraniano. Ma bisogna anche sottolineare che vista la natura del sistema il miglior modo per aiutare gli iraniani a liberarsi è mostrare e dare un fortissimo appoggio della comunità internazionale alla lotta per la democrazia: un segnale che la comunità internazionale è per il popolo e non contro il popolo, che non è disposta a fare affari a ogni costo col regime sulla testa della gente. *Il mondo non può fidarsi di un regime del genere che tenga un dito sul grilletto. Ci vogliono garanzie anche per la stabilità internazionale. Occorre l'abbandono di dubbi e ambigui programmi nucleari e di ogni piano di armi di distruzione di massa, e l'unica garanzia in questo senso è la democratizzazione. Un regime come quello attuale non esiterebbe a usare senza scrupoli armi del genere. ===2005=== {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,7/articleid,0231_01_2005_0166_0007_1797212/ Il figlio dello shah: questo voto è una mascherata]''|Intervista di Michel Bôle-Richard, ''La Stampa'', 19 giugno 2005.|h=4}} *Questo regime interpreta la legge divina come vuole e le elezioni come si faceva in Unione Sovietica o nel regime di Saddam Hussein. Tutto questo per farci credere che hanno una vera legittimità. *Io credo che il regime sia sempre meno in condizioni di minacciare gli iraniani. I timori e le paure si dissipano sempre di più. Si propaga un movimento collettivo sempre più profondo. E non è solo composto di un'élite intellettuale, ma è sempre più radicato nel popolo. *Il mondo deve giocare la carta iraniana, ma deve parlare al popolo prigioniero e non ai suoi carcerieri. *Se il campione delle riforme, [[Mohammad Khatami|Mohammed Khatami]] non ha potuto fare nulla, non sarà certo [[Ali Akbar Hashemi Rafsanjani|Ali Akbar Rafsanjani]], il più detestato e il più corrotto del paese, che potrà cambiare le cose. ===2006=== {{Int|Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/08/28/niente-guerra-il-popolo-si-ribelli.html Niente guerra, il popolo si ribelli l' appello del figlio dell' ultimo scià]''|''la Repubblica'', 28 agosto 2006.|h=4}} *Bisogna abbandonare questa impostazione mentale per cui o si tratta per vie diplomatiche o si parla di interventi militari. Né l'una né l'altra cosa possono risolvere la situazione. La cosa migliore da fare è investire sugli iraniani stessi, perché è fra loro che possiamo trovare l'alleato più naturale. *L'idea delle riforme è stata screditata, e ormai è definitivamente finita in un vicolo cieco. Era impensabile che questo regime potesse essere in grado di riformare se stesso. Dall'interno non può venire nessun processo di cambiamento. *Il regime è in totale contrasto con quello che vuole il popolo iraniano. C'è una fuga di capitali dall'Iran, e il popolo iraniano, che ha un'ottica generale, vede chiaramente le conseguenze. Il nostro Paese sta andando a fondo e tutte le nostre risorse sono gestite in modo inefficiente da funzionari corrotti. Il regime non sopravviverà, non ho dubbi al riguardo, ma dovrà cadere per mano del popolo iraniano, e non per un intervento esterno. In questo momento, dobbiamo aiutare il popolo ad aiutare se stesso. *Quello che abbiamo sotto gli occhi oggi è un chiaro esempio di quello che succede quando la religione è direttamente coinvolta nel governo. Ma non bisogna confondere la laicità con l' opposizione alla religione. è nell' interesse di tutti avere una chiara linea di separazione. ===2008=== {{Int|Da ''[http://archivio.panorama.it/archivio/Cosi-rovesceremo-gli-ayatollah?s&#61pahlavi&submit&#61Cerca "Così rovesceremo gli ayatollah"]''|''Panorama.it'', 2008.|h=4}} *Stiamo lottando contro il tempo. I dittatori corrono per procurarsi la bomba e la prospettiva di un intervento militare per fermarli si fa sempre più concreta. Ma il cambiamento, ora, deve venire dagli iraniani: il regime non è mai stato tanto vulnerabile. *C'è la possibilità di un cambiamento non violento, bisogna che la comunità internazionale trovi una terza via tra l'interventismo militare Usa e l'approccio diplomatico imperfetto degli europei. *Si stringono accordi commerciali in cambio della sospensione delle attività di arricchimento dell'uranio, ma questo non impedisce al regime di continuare a lavorare su altre componenti necessarie a costruire la bomba atomica. Soprattutto si manda alla popolazione un messaggio confuso, come se l'unica priorità degli europei fosse proteggersi dalla minaccia nucleare continuando però a tutelare i propri interessi economici. *Gli europei si comportano come se volessero dare al regime la possibilità di dimostrare che sa comportarsi bene. È assurdo: sono 25 anni che dimostra il contrario. Non facendo chiarezza su questo gli europei incoraggiano gli americani ad azioni unilaterali. *È sempre difficile prevedere la reazione della gente a un attacco straniero. Gli iraniani sono un popolo orgoglioso che vuole il cambiamento, ma non a un prezzo tanto alto. Soprattutto vogliono fare la storia da soli, non attraverso un intervento esterno. *Per anni il regime ha guadagnato tempo inscenando questo gioco delle parti che vedeva da una parte i conservatori e dall'altra i riformisti, ma ora è chiaro che il presidente Khatami non ha nulla di diverso da Khomeini: la sua funzione è quella di preservare la repubblica islamica. Di recente gli studenti lo hanno accolto urlandogli dietro: «Vergogna!». È stato uno spettacolo commovente. *Guardi cosa è successo in Cecoslovacchia o Iugoslavia: militari e paramilitari alla fine non sono intervenuti contro la popolazione. E lo stesso accadrebbe in Iran: i militari non vogliono fare la fine dei tiranni ma sopravvivere e avere un futuro politico. E un Iran liberato aprirebbe scenari impensabili. Porterebbe stabilità in Iraq eliminando il punto di riferimento che oggi hanno i ribelli. Il terrorismo internazionale non potrebbe più contare su una delle sue principali centrali. E se la Turchia fosse integrata nell'Unione, all'improvviso gli iraniani avrebbero l'Europa alle porte. *La mia missione finisce il giorno in cui gli iraniani possono tornare a votare liberamente. Se poi vorranno assegnarmi un ruolo, lo accetterò. Perché il mio unico obiettivo è servire il mio paese. In quale veste, non dipende da me. ===2014=== {{Int|Da ''[http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2014/10/23/iran-figlio-dell-ultimo-scia-persia-con-rohani-nulla-cambiato-lavoro-per-democrazia_HhL5tSH2WiShwGtZI37qAI.html?refresh_ce Iran, il figlio dell'ultimo Scià di Persia: "Con Rohani nulla è cambiato, lavoro per la democrazia"]''|''Adnkronos.com'', 23 ottobre 2014.|h=4}} *Il regime ha spesso ingannato l'Occidente dando un'immagine di moderazione, come accaduto durante l'era Khatami (l'ex presidente riformista 1989-1997). L'obiettivo era prendere tempo. Oggi accade lo stesso con Rohani, che ancora una volta ha la stessa agenda, ovvero guadagnare tempo - anzi io dico perdere tempo - durante i negoziati sul nucleare. *È facile comprendere i motivi per cui il regime necessita della bomba atomica. *Senza deterrenza nucleare, il regime non sarebbe in grado di alzare o abbassare il livello della tensione militare nella regione. In caso di confronto tra forze armate convenzionali, infatti, verrebbe sconfitto dalla superiorità delle forze alleate. Con la bomba, invece, il regime sarebbe in grado di imporre la sua egemonia a livello regionale e garantirsi la sopravvivenza. *Nel 1979 Khomeini fondò una teocrazia moderna di tipo sciita. Il suo regime costantemente minacciò i vicini provando a esportare la sua ideologia. Il campo sunnita non è rimasto in silenzio. Ora vediamo la rappresaglia, stavolta sotto l'insegna dell'ideologia radicale sunnita. *Il regime dei mullah a Teheran ha beneficiato dalla crisi regionale. Infatti ha provato a destabilizzare i paesi più vicini in uno scellerato gioco di sopravvivenza e ha represso i suoi cittadini. *L'Occidente ha sottovalutato la minaccia in Medio Oriente, che ora è degenerata. Il gioco è andato fuori controllo e al momento né il regime clericale né l'Occidente possono cambiare le cose. A mio modo di vedere esiste un'unica soluzione: la democratizzazione perché la mancanza di libertà e di opportunità economiche sono alla radice dell'estremismo nella regione. Il mondo libero deve prendere una decisione chiave una volta e per tutte: aiutare la gente della regione, permettendo loro di liberarsi dei regimi indesiderati. Se si manterrà lo status quo, c'è il rischio potenziale di una terza guerra mondiale. ===2016=== {{Int|Da ''[http://www.corriere.it/esteri/16_agosto_18/figlio-ultimo-scia-raid-russi-iran-regime-che-dipende-mosca-b1fda900-64b4-11e6-8281-0851fdf23454.shtml Il figlio dell'ultimo Scià «I raid russi? Iran regime che dipende da Mosca»]''|''Corriere.it'', 17 agosto 2016.|h=4}} *La Russia flette i muscoli di nuovo e l'Iran si presta, perché dipende militarmente da Mosca e perché continua a essere paranoico verso l'Occidente. L'Iran e la Russia dicono di combattere l'Isis ma in realtà bombardano chi vuole rovesciare Assad. *Quando hai personaggi non eletti, dalla Guida suprema in giù, che controllano ogni aspetto della società, come puoi cambiare la Costituzione? Questo regime teocratico non è democratico né può riformare se stesso. C'è il principio del rappresentante di Dio sulla terra, il [[Velayat-e faqih|velayat e-faqih]], e tutto quello che dice è definitivo. Perciò dobbiamo cambiare il regime. *Ogni volta che gli iraniani hanno tentato di cambiare, c'è stata una repressione brutale e non sono stati appoggiati. *Se ci sono azioni ingiustificate e contro i diritti umani, sotto regimi precedenti, attuali o futuri, le condannerò. *Lei si scuserebbe per qualcosa che hanno fatto i suoi genitori? Se fosse qualcosa di orrendo... Ma non vedo niente di orrendo, sono orgoglioso dei risultati di [[Mohammad Reza Pahlavi|mio padre]] e [[Reza Pahlavi|mio nonno]], penso che abbiano portato l'Iran fuori dall'oscurità alla modernità. ===2022=== *Miei compatrioti in questi 40 giorni siete stati epici. Onorando [[Ciro II di Persia|Ciro il Grande]], prestiamo giuramento con la nostra nazione e il suo brillante futuro che l'Iran sarà ancora una volta un esportatore dei principi dei diritti umani e un esempio per tutto il mondo. (da un Tweet durante le [[proteste per la morte di Mahsa Amini]], 27 ottobre 2022)<ref>Citato in ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/10/iran-a-zahedan-al-confine-col-pakistan-una-manifestazione-soffocata-nel-sangue-11264342-f0ff-41c8-87fc-a58e91d96ba2.html Iran: a Zahedan una manifestazione soffocata nel sangue. Un ragazzo sarebbe rimasto ucciso]'', ''Rainews.it'', 28 ottobre 2022.</ref> ===2025=== {{Int|Da ''[https://www.ilmessaggero.it/video/mondo/iran_pahlavi_il_regime_sta_crollando_e_il_momento_di_riprenderci_il_paese-8905347.html Iran, Pahlavi: «Il regime sta crollando, è il momento di riprenderci il Paese»]''|''Ilmessaggero.it'', giugno 2025.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra Iran-Israele]]}} *La Repubblica Islamica è giunta al termine e sta crollando. Khamenei, come un topo spaventato, si è nascosto sottoterra e ha perso il controllo della situazione. Quello che è iniziato è irreversibile. Il futuro è luminoso, e insieme supereremo questa svolta della storia. *La fine della Repubblica Islamica segnerà la fine della sua guerra di 46 anni contro il popolo iraniano. L'apparato repressivo del regime è in fase di collasso. Basta una sollevazione collettiva per porre fine a questo incubo per sempre. Ora è il momento di alzarsi. È il momento di riprenderci l'Iran. *Abbiamo un piano per il futuro dell'Iran e per la sua rinascita. Siamo pronti per i primi cento giorni dopo la caduta, per una transizione e l'istituzione di un governo nazionale e democratico, per e da parte del popolo iraniano. *Un messaggio alle forze armate, di sicurezza e agli apparati statali, molti dei quali in questi giorni mi inviano messaggi: non opponetevi al popolo iraniano per difendere un regime ormai al tramonto. Non sacrificatevi per un sistema corrotto e decadente. Salvate voi stessi schierandovi con il popolo. Abbiate un ruolo storico nella transizione della Repubblica Islamica e partecipate alla costruzione del futuro dell'Iran. Un Iran libero e prospero ci aspetta. Che io possa presto essere di nuovo tra voi. *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Israele]]}} Questo è il nostro momento del muro di Berlino, ma come tutti i momenti di grande cambiamento è pieno di pericoli. Siamo a un bivio. Una strada porta a spargimenti di sangue e caos, l'altra a una transizione democratica.<ref>Citato in ''[https://www.cdt.ch/news/reza-pahlavi-e-lora-del-nostro-muro-di-berlino-397914 Reza Pahlavi: «È l'ora del nostro muro di Berlino»]'', ''cdt.ch'', 23 giugno 2025.</ref> ===2026=== *{{NDR|Sulle [[proteste in Iran del 2025-2026]]}} Il regime cadrà e io tornerò. Sta già cadendo, è solo questione di tempo. Se la comunità globale ci aiuterà, finirà prima e moriranno meno persone. Se lo farà, andremo comunque avanti.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/01/17/news/reza_pahlavi_ritorno_iran_washington-425100138/ Reza Pahlavi: “Pronto a tornare a Teheran”]'', ''Repubblica.it'', 17 gennaio 2026.</ref> *{{NDR|Su [[Ali Khamenei]]}} Con la sua morte, la Repubblica islamica è di fatto giunta al termine e sarà presto relegata nella pattumiera della storia.<ref>Citato in ''[https://tg24.sky.it/mondo/2026/02/28/pahlavi-morte-khamenei Pahlavi: "Con morte Khamenei Repubblica islamica in pattumiera Storia"]'', ''Tg24.sky.it'', 28 febbraio 2026.</ref> {{Int|Da ''[https://www.corriere.it/esteri/26_gennaio_13/reza-pahlavi-iran-intervista-f24b2d57-66d2-4d5d-96c1-b9bd91f68xlk.shtml Reza Pahlavi: «Gli iraniani vogliono un Paese libero in pace con Usa e Israele. Ritorno alla monarchia? Deciderà il popolo»]''|Intervista di Greta Privitera, ''Corriere.it'', 13 gennaio 2026.|h=4}} {{NDR|Sulle [[proteste in Iran del 2025-2026]]}} *Migliaia di persone hanno risposto al mio appello e sono scese in strada. Ora si entra in una nuova fase, quella in cui gli iraniani reclamano le loro strade, i loro quartieri. Mentre le folle crescono, la capacità del regime di reprimere si indebolisce, e sempre più membri delle forze di sicurezza e delle istituzioni sceglieranno di stare con il popolo. *Le parole di sostegno di Trump al popolo iraniano contano. Hanno dato coraggio a chi rischia la vita per la libertà. Questo momento non esisterebbe senza la pressione sul regime islamico. Gli ayatollah gridano “Morte all’America”. Gli iraniani invece vogliono un Paese libero in pace anche con Usa e Israele. *Il regime ha ucciso migliaia di civili. Per noi, il sostegno degli Usa per difendere i civili e neutralizzare la macchina repressiva è benvenuto. Non servono stivali stranieri sul campo, ma azioni che impediscano ai pasdaran e alle forze di sicurezza di continuare la violenza contro il popolo. Negoziare con la dittatura non porterà la pace. *La Repubblica islamica è al suo punto più debole. Per la prima volta in 46 anni, la richiesta è chiara e nazionale: la fine di questo regime criminale. *Sono immensamente grato ai miei compatrioti che gridano il mio nome. Per me, non si tratta di cercare il potere, ma di servire la mia nazione e il mio popolo. Il loro sostegno schiacciante pone una responsabilità sulle mie spalle. Per questo mi sono fatto avanti per guidare questo movimento e questa transizione, su loro chiamata. *L’ambiente internazionale è cambiato. In passato, gli iraniani chiedevano sostegno e trovavano esitazione o silenzio. Oggi, cresce il riconoscimento che questo regime è irrecuperabile. *{{NDR|«Qual è la sua paura?»}} Che la sofferenza del mio popolo continui. Che le generazioni future non siano libere. Ma sento che il cambiamento sta arrivando. Per questo mi faccio avanti per guidare. Chiediamo al mondo di stare in modo chiaro con il mio popolo. {{Int|Da ''[https://www.agi.it/estero/news/2026-02-28/reza-pahlavi-iran-attacco-35852188/ Reza Pahlavi: "La Repubblica Islamica sta crollando"]''|Citato in ''Agi.it'', 28 febbraio 2026.|h=4}} {{NDR|Sull'[[attacco israelo-statunitense all'Iran del 2026]]}} *Si tratta di un intervento umanitario, e il suo obiettivo è la Repubblica Islamica, il suo apparato repressivo e la sua macchina di morte; non il grande Paese e la nazione iraniana. Ma, nonostante questo aiuto, la vittoria finale sarà comunque nostra. Saremo noi, il popolo iraniano, a portare a termine questa battaglia finale. Il momento di tornare in piazza è vicino. *Ora che la Repubblica Islamica sta crollando, il mio messaggio all'esercito, alla polizia e alle forze di sicurezza del paese è chiaro: Hai giurato di essere il protettore dell'Iran e della nazione iraniana, non il protettore della Repubblica Islamica e dei suoi leader. Il tuo dovere è difendere il popolo, non difendere il regime che ha preso in ostaggio la nostra patria attraverso la repressione e il crimine. Unisciti alla nazione e contribuisci a una transizione stabile e sicura. Altrimenti, verrai annegato dalla nave naufragata di Khamenei e del suo regime. *La nobile nazione iraniana, nonostante la brutale repressione e le uccisioni del regime, si è opposta coraggiosamente per quasi due mesi. Ora vi esorto a prendere le più grandi precauzioni possibili per proteggere la vita dei civili e dei miei connazionali. Il popolo iraniano è il tuo alleato naturale e il mondo libero, e non dimenticheranno il tuo aiuto durante il periodo più difficile della storia moderna dell'Iran. *Miei cari compatrioti in Iran. In queste ore e giorni critici, più che mai, dobbiamo rimanere concentrati sul nostro obiettivo finale: riconquistare l'Iran. Vi esorto a restare nelle vostre case per ora e a restare calmi e al sicuro. Siate vigili e pronti a tornare in strada al momento opportuno, che vi informerò in dettaglio per l'azione finale. {{Int|Da ''[https://www.corriere.it/cronache/26_marzo_03/reza-pahlavi-la-dittatura-muore-tornero-a-teheran-per-la-sollevazione-e-le-elezioni-libere-3a4d63b5-4aeb-41a8-a95e-0df9b1bb6xlk.shtml Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià: «In Iran la dittatura muore. Tornerò a Teheran per la sollevazione e le elezioni libere»]''|Intervista di Greta Privitera, ''Corriere.it'', 3 marzo 2026.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} *Questo regime ha ucciso oltre 43.000 cittadini, ne ha feriti oltre 330.000 e ne ha arrestati decine di migliaia negli ultimi due mesi. Il mondo non poteva più continuare a guardare. *Ciò che vediamo, gli scatti rabbiosi, i lanci di missili contro più Paesi, sono gli atti disperati di una dittatura morente nel suo capitolo finale. È esattamente per questo che l'azione internazionale era necessaria ora, prima che diventassero ancora più pericolosi. *Anche con l'aiuto che il presidente Trump ha fornito, la vittoria finale sarà forgiata dalle mani del popolo. Voglio essere al loro fianco il prima possibile. *{{NDR|«Tornerà in Iran?»}} Il prima possibile. Potrei tornare persino prima che il regime collassi completamente. La missione della mia vita è aiutare gli iraniani a stabilire un governo secolare e democratico. Sono pronto a guidare la transizione. *[...] decine di migliaia di persone hanno già segnalato la volontà di disertare. [...] Con il regime ora sotto pressione militare, l'incentivo a disertare non è mai stato più forte. *La morte del criminale [[Ali Khamenei|Khamenei]], sebbene non ripaghi il sangue versato, può calmare i cuori feriti di padri e madri in lutto, coniugi e figli, sorelle e fratelli. Qualsiasi tentativo del regime di nominare un successore è destinato a fallire. Chiunque metteranno al suo posto non avrà né legittimità né longevità. *La mia campagna di liberazione è indipendente da qualsiasi governo. Ho solo un capo: il popolo. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/dossier/lena/2026/03/08/news/reza_pahlavi_caduta_regime_iran_possibile_continental_breakfast-425204860/ Reza Pahlavi: "La caduta del regime iraniano è a portata di mano"]''|Intervista di Cyrille Louis, ''Repubblica.it'', 8 marzo 2026.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} *È un evento molto importante, nella misura in cui Khamenei incarnava questo regime terrorista. Il popolo iraniano ha accolto la sua scomparsa con una reazione di gioia e soddisfazione senza precedenti. Al di là della sua persona, percepisce infatti che la caduta del regime è ormai a portata di mano. *Dal punto di vista americano e israeliano, questi attacchi mirano a creare le condizioni perché una rivolta popolare possa scuotere il potere. *I miei compatrioti sono persone intelligenti, istruite e molto coraggiose. Sono pronti a sacrificare la loro vita — e lo hanno già fatto — non solo per la nostra sovranità e le nostre libertà, ma anche per un mondo migliore. Qual è d'altronde l'alternativa? Dopo essere rimasti così a lungo sotto il giogo di un regime che perseguita il proprio popolo, minaccia i suoi vicini e destabilizza la regione, non è forse tempo di cambiare la situazione? *{{NDR|«Nell'ipotesi che i bombardamenti non bastino a rovesciare il regime, le sembrerebbe auspicabile il dispiegamento di truppe americane sul terreno?»}} Non accadrà, perché il presidente Trump ha chiaramente fatto sapere che non vuole inviare forze terrestri. Ho sempre detto all'amministrazione e al Congresso che neppure noi lo desideriamo. Le nostre forze terrestri sono i milioni di iraniani decisi a cacciare il regime, così come i numerosi militari, paramilitari e civili pronti a disertare. *Circolano molte voci {{NDR|sulle forze curde sul punto di entrare in Iran con sostegno statunitense}} ma non ho conferma di un simile progetto. Devo anche dire che la maggioranza delle organizzazioni che rappresentano i gruppi etnici del nostro paese — curdi, azeri o baluci — è in larga misura molto nazionalista. Tuttavia non è impossibile che alcuni elementi separatisti cerchino di approfittare delle circostanze per portare avanti le loro ambizioni sinistre e mettere in discussione l'integrità territoriale del nostro paese. Questa sarebbe una linea rossa che non potremmo tollerare. Se qualcuno pensa di sostenere questi piccoli gruppi minoritari, commette un errore di calcolo estremamente pericoloso che rischia di trascinare l'Iran in una direzione molto negativa. Una simile iniziativa contribuirebbe infatti a ridare legittimità al regime, che ha sempre sostenuto: “se ce ne andiamo, il paese andrà in pezzi”. Per quanto mi riguarda, ricordo che il nostro progetto di transizione prevede di garantire la completa uguaglianza di tutti i cittadini iraniani, qualunque sia la loro etnia. *Nessuno si rallegra nel vedere vittime civili. Purtroppo il regime utilizza le stesse tattiche impiegate da Hamas a Gaza, nascondendo i propri miliziani nelle scuole, accanto agli ospedali o sotto edifici pubblici. Ho persino visto video nei quali trasferiscono i nostri prigionieri politici in siti suscettibili di essere colpiti per usarli come scudi umani. La responsabilità delle vittime civili ricade quindi innanzitutto sul regime. *[...] l'opzione militare è stata presa in considerazione solo come ultima risorsa. Prima di questo, il presidente Trump ha fatto di tutto per negoziare una soluzione diplomatica. Ma il regime non gli ha lasciato scelta. ==Citazioni su Reza Pahlavi== *Appartenere alla famiglia dello scià non è un crimine. Non mi risulta ad esempio che il figlio Reza si sia macchiato di colpe verso il popolo, quindi non ho nulla contro di lui. Può rientrare in Persia quando vuole e viverci come un normale cittadino. Che venga. ([[Ruhollah Khomeyni]]) *Ha un aspetto piuttosto occidentale questo quarantatreenne con la cravatta rossa, assertivo e tecnico, dal linguaggio tutto derivato dalla laurea in Scienze politiche: potrebbe divenire, se non il leader, almeno il simbolo unitario di una rivolta iraniana prossima ventura. ([[Fiamma Nirenstein]]) *Ha unito una parte significativa del popolo iraniano, è l’unico che sta provando a esercitare una leadership e si è assunto la responsabilità di guidare una transizione, anche per il fatto che non c’è concordia nelle varie anime dell’opposizione. Non esiste al momento un’altra alternativa. ([[Mahsa Mohebali]]) *Non capisco perché il figlio di un ex dittatore cacciato da una rivoluzione dovrebbe essere una soluzione. Per me è importante capire cosa vogliono gli iraniani. Però è vero che nella diaspora, tradizionalmente spaccata, c’è una convergenza sul suo nome. Anche grazie a un generale spostamento a destra. Però io penso che bisognerà ascoltare gli iraniani. Se è quello che vogliono, lo accetterò. Ma diffido di un uomo solo al comando che dice "sono il garante della democrazia". ([[Shida Bazyar]]) *Sono lieta che lo Scià sia riuscito finalmente a coronare il suo più ambito desiderio, quello di avere un principe ereditario. Sono felice di quanto avvenuto anche per il mio Paese e il mio popolo. ([[Soraya Esfandiary Bakhtiari]]) ===[[Farah Pahlavi]]=== *Il nome Pahlavi in Iran è intrecciato al secolarismo. Mio figlio, il principe Reza, ha portato avanti questa tradizione. Per oltre quattro decenni, in qualità di erede della corona Pahlavi, ha fatto della lotta per la democrazia laica la sua missione: un governo in cui la prima e l'ultima parola spetta allo Stato di diritto, derivato dalla volontà del popolo espressa alle urne. Ha anche insistito sulla sostituzione della forma di governo monocentrica con quella basata sulle istituzioni. Insieme al resto della Casa Pahlavi, condivido la sua visione e le sue speranze. *Mio figlio Ciro, che negli ultimi anni viene sempre più richiamato in Iran, è per la libertà e la democrazia. È convinto che in Iran la religione debba essere staccata dallo Stato, anche per rispetto alla religione e religiosi, la Repubblica Islamica non ama l'Islam. Reza sostiene che ci vuole la libertà come in Europa, non è che in Francia o in Italia non esistano dei buoni cattolici. *Mio figlio, il Principe Reza, che ha veramente dedicato la sua vita all'Iran per trent'anni, che è in contatto con gli iraniani attraverso i social media, crede a una democrazia laica, ai diritti dell'uomo, della donna, alla libertà di religione e all'integrità territoriale dell'Iran. *Reza si batte perché vinca la libertà: se il popolo vuole la monarchia, lui accetta di tornare. Se si vuole la repubblica, accetterà ugualmente, ma nel rispetto delle libertà. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Farah Pahlavi]], madre *[[Mohammad Reza Pahlavi]], padre ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pahlavi, Reza Ciro}} [[Categoria:Politici iraniani]] [[Categoria:Sovrani di Persia]] b5046qda83qzpb3bh4ztmoqwrszfbaf Mario Adorf 0 143711 1409938 1387165 2026-04-09T08:44:54Z ~2026-21771-97 106755 1409938 wikitext text/x-wiki [[File:Mario Adorf (Berlin Film Festival 2011).jpg|miniatura|Mario Adorf]] '''Mario Adorf''' (1930 – 2026), attore tedesco. {{Int|''[https://pardo.ch/it/pardo/pardo-live/today-at-festival/2016/day-5/5q-mario-adorf.html Intervista a Mario Adorf Pardo alla carriera]''|Lorenzo Buccella, ''pardo.ch'', 7 agosto 2016. {{collegamento interrotto}}|h=2}} *La fortuna per un attore che si è formato a teatro è proprio quella di essere spronato a cimentarsi in ruoli sempre diversi, a differenza di quanto succede al cinema e ancor più nella televisione di oggi, dove invece molto spesso si è chiamati a ricoprire delle tipologie fisse. *Non penso che uno cambi il proprio modo di recitare a seconda delle categorie in cui viene impiegato. *Non mi sento di appartenere a quella categoria di attori che si identificano in modo totale con il loro personaggio. Con i miei personaggi ho sempre mantenuto una distanza controllata in senso brechtiano. *Aver lavorato con [[Sam Peckinpah]] in ''Major Dundee'' è stata un'esperienza drammatica che mi ha fatto capire come l'America non potesse essere una delle mie terre più amate. *Mi sembrava assolutamente improbabile, se non addirittura impossibile, che dopo l'esperienza terribile del nazionalsocialismo in Germania potesse tornare a esistere ancora qualcosa di simile ai neonazisti. ==Filmografia== *''[[La visita (film 1963)|La visita]]'' (1963) *''[[Io la conoscevo bene]]'' (1965) *''[[Operazione San Gennaro]]'' (1966) *''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]'' (1970) *''[[Le avventure di Pinocchio (sceneggiato televisivo)|Le avventure di Pinocchio]]'' (1972) *''[[State buoni se potete]]'' (1983) *''[[Momo (film)|Momo]]'' (1986) *''[[Francesco (film)|Francesco]]'' (1989) *''[[Fantaghirò]]'' (1991) *''[[Fantaghirò 2]]'' (1992) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Adorf, Mario}} [[Categoria:Attori tedeschi]] 1xyw6yoyqsi41nlpkuelpjp1izxq5df Nicola Gratteri 0 144550 1409917 1313661 2026-04-08T19:17:40Z Vivaldi2025 104357 Cancello sezione ripetuta 1409917 wikitext text/x-wiki [[File:Nicola Gratteri.jpg|thumb|Nicola Gratteri]] '''Nicola Gratteri''' (1958 – vivente), magistrato e saggista italiano. ==Citazioni di Nicola Gratteri== *{{NDR|[[Bruno Vespa]]: Che cos’è oggi la [[‘ndrangheta]]?}} E’ l’unica delle mafie presente in tutti i continenti ed è l’unica che può andare nella foresta Amazzonica e comprare un chilo di cocaina con un principio attivo del 98-99% a mille euro mentre le altre mafie lo comprano a duemila o duemila e cinquecento euro. E’ un discorso di credibilità che il brand ‘ndrangheta ha nei confronti delle altre mafie. Se alla ‘ndrangheta viene sequestrata al porto di Gioia Tauro duemila chili di cocaina e la ‘ndrangheta va con il verbale di sequestro, i cartelli colombiani gli danno altri duemila chili senza pagarli.<ref>Citato in ''[https://www.citynow.it/gratteri-procuratore-ndrangheta-porta-a-porta/#google_vignette Gratteri a Porta a Porta: 'Ndrangheta, unica mafia presente in tutti i continenti. La più pericolosa e ricca']'', 30 novembre 2023</ref> *Ho più facilità a collaborare con la [[Colombia]] e col [[Perù]] che con [[Malta]]. Se Malta decide di non collaborare con l'Italia, o risponde con sei mesi o un anno di ritardo, l'indagine sarà inutile.<ref>Citato in Cecilia Anesi e Matteo Civillini, ''[http://www.repubblica.it/esteri/2018/05/10/news/tra_mafia_e_scommesse_perche_malta_e_la_nuova_isola_del_tesoro-196034095/ Tra mafia e scommesse, perché Malta è la nuova isola del tesoro]'', ''Repubblica.it'', 10 maggio 2018.</ref> *Non ho sentito [[Matteo Salvini|Salvini]] parlare di mafie, ma solo di immigrazione. Il problema non si combatte creando un tappo sulle coste libiche. Bisogna andare in Centro Africa, mandando i servizi segreti (AISE) che il 95% sta dentro il raccordo anulare di Roma, a capire chi organizza l’attraversamento del deserto. Poi andare lì a costruire infrastrutture e attività per rendere vivibile il Centro Africa e poi occuparsi dei clandestini in Italia. Ma senza accordi bilaterali, come si possono rimpatriare?<ref>http://www.antimafiaduemila.com/home/primo-piano/72140-nicola-gratteri-la-politica-ha-utilizzato-la-mafia-per-fare-i-propri-interessi.html</ref> *La Santa è lo spartiacque tra la vecchia e la nuova ‘ndrangheta. Nata nel ’69-’70, consente la doppia affiliazione di un ‘ndranghetista, cioè far parte della ‘ndrangheta e partecipare ad una loggia massonica deviata. Quindi vuol dire che entrando in una loggia massonica, un ‘ndranghetista è in grado di avere contatti diretti con i quadri della pubblica amministrazione. Ricordo che anni fa un collaboratore di giustizia mi ha detto che all’orecchio del Gran maestro c’erano tre incappucciati e tra questi c’erano anche dei magistrati. Quindi voi capite il grande salto di qualità della ‘ndrangheta, cioè cosa voleva dire essere santista.<ref>https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/03/08/la-confessione-gomez-a-gratteri-su-nove-cose-la-santa-salto-di-qualita-della-ndrangheta-verso-il-potere-reale/5016366/</ref> {{Int|Da ''[http://www.giannibarbacetto.it/2017/11/20/gratteri/ Gratteri: "Ora sono i politici che cercano i mafiosi"]''|Intervista di [[Gianni Barbacetto]], ''Il Fatto quotidiano'', citato in ''Giannibarbacetto.it'', 20 novembre 2017.}} *Con i soldi dei sequestri gli [['Ndrangheta|'ndranghetisti]] sono entrati nel business dell'edilizia e degli appalti pubblici. *Il narcotraffico è diventato il grande business della 'ndrangheta, la quale ha mandato i suoi uomini in Sudamerica a comprare cocaina al prezzo più basso. *La 'ndrangheta vende cocaina all'ingrosso a Cosa nostra e alla Camorra, oltre a distribuirla in proprio in centro e nord Italia. *{{NDR|Sulla 'Ndrangheta}} In Calabria restano solo le briciole: lì non è conveniente investire e renderebbe visibile una ricchezza sospetta. Compra da Roma in su. Ed è presente in tanti Paesi d'Europa, dalla Germania alla Svizzera, e all'estero, in Canada, in Australia. *Oggi ormai sono i politici che cercano gli 'ndranghetisti e non viceversa. Per ottenere voti in cambio di appalti. ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Fratelli di sangue (saggio)}} ==Note== <references /> {{DEFAULTSORT:Gratteri, Nicola}} [[Categoria:Magistrati italiani]] [[Categoria:Saggisti italiani]] 8b9uupm8vw2awiz6njv041fp9cusf5b 1409922 1409917 2026-04-08T20:12:38Z Udiki 86035 Sistemo 1409922 wikitext text/x-wiki [[File:Nicola Gratteri.jpg|thumb|Nicola Gratteri]] '''Nicola Gratteri''' (1958 – vivente), magistrato e saggista italiano. ==Citazioni di Nicola Gratteri== *{{NDR|Sulla [['ndrangheta]]}} È l'unica delle mafie presente in tutti i continenti ed è l'unica che può andare nella foresta Amazzonica e comprare un chilo di cocaina con un principio attivo del 98-99% a mille euro mentre le altre mafie lo comprano a duemila o duemila e cinquecento euro. È un discorso di credibilità che il brand 'ndrangheta ha nei confronti delle altre mafie. Se alla 'ndrangheta viene sequestrata al porto di Gioia Tauro duemila chili di cocaina e la 'ndrangheta va con il verbale di sequestro, i cartelli colombiani gli danno altri duemila chili senza pagarli.<ref>Citato in ''[https://www.citynow.it/gratteri-procuratore-ndrangheta-porta-a-porta/#google_vignette Gratteri a Porta a Porta: 'Ndrangheta, unica mafia presente in tutti i continenti. La più pericolosa e ricca']'', ''citynow.it'', 30 novembre 2023.</ref> *Ho più facilità a collaborare con la [[Colombia]] e col [[Perù]] che con [[Malta]]. Se Malta decide di non collaborare con l'Italia, o risponde con sei mesi o un anno di ritardo, l'indagine sarà inutile.<ref>Citato in Cecilia Anesi e Matteo Civillini, ''[http://www.repubblica.it/esteri/2018/05/10/news/tra_mafia_e_scommesse_perche_malta_e_la_nuova_isola_del_tesoro-196034095/ Tra mafia e scommesse, perché Malta è la nuova isola del tesoro]'', ''repubblica.it'', 10 maggio 2018.</ref> *Non ho sentito [[Matteo Salvini|Salvini]] parlare di mafie, ma solo di immigrazione. Il problema non si combatte creando un tappo sulle coste libiche. Bisogna andare in Centro Africa, mandando i servizi segreti (AISE) che il 95% sta dentro il raccordo anulare di Roma, a capire chi organizza l'attraversamento del deserto. Poi andare lì a costruire infrastrutture e attività per rendere vivibile il Centro Africa e poi occuparsi dei clandestini in Italia. Ma senza accordi bilaterali, come si possono rimpatriare?<ref>Dal programma televisivo ''Otto e mezzo''; citato in Davide de Bari, ''[http://www.antimafiaduemila.com/home/primo-piano/72140-nicola-gratteri-la-politica-ha-utilizzato-la-mafia-per-fare-i-propri-interessi.html Nicola Gratteri: "La politica ha utilizzato la mafia per fare i propri interessi"]'', ''antimafiaduemila.com'', 30 Ottobre 2018.</ref> *La Santa è lo spartiacque tra la vecchia e la nuova 'ndrangheta. Nata nel '69-'70, consente la doppia affiliazione di un 'ndranghetista, cioè far parte della 'ndrangheta e partecipare ad una loggia massonica deviata. Quindi vuol dire che entrando in una loggia massonica, un 'ndranghetista è in grado di avere contatti diretti con i quadri della pubblica amministrazione. Ricordo che anni fa un collaboratore di giustizia mi ha detto che all'orecchio del Gran maestro c'erano tre incappucciati e tra questi c'erano anche dei magistrati. Quindi voi capite il grande salto di qualità della 'ndrangheta, cioè cosa voleva dire essere santista.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/03/08/la-confessione-gomez-a-gratteri-su-nove-cose-la-santa-salto-di-qualita-della-ndrangheta-verso-il-potere-reale/5016366/ La Confessione, Gomez a Gratteri su Nove: "Cos'è la 'Santa'?". "Salto di qualità della 'ndrangheta verso potere reale"]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 8 marzo 2019.</ref> {{Int|Da ''[http://www.giannibarbacetto.it/2017/11/20/gratteri/ Gratteri: "Ora sono i politici che cercano i mafiosi"]''|Intervista di [[Gianni Barbacetto]], ''Il Fatto quotidiano''; citato in ''giannibarbacetto.it'', 20 novembre 2017.}} *Con i soldi dei sequestri gli [['Ndrangheta|'ndranghetisti]] sono entrati nel business dell'edilizia e degli appalti pubblici. *Il narcotraffico è diventato il grande business della 'ndrangheta, la quale ha mandato i suoi uomini in Sudamerica a comprare cocaina al prezzo più basso. *La 'ndrangheta vende cocaina all'ingrosso a Cosa nostra e alla Camorra, oltre a distribuirla in proprio in centro e nord Italia. *{{NDR|Sulla 'Ndrangheta}} In Calabria restano solo le briciole: lì non è conveniente investire e renderebbe visibile una ricchezza sospetta. Compra da Roma in su. Ed è presente in tanti Paesi d'Europa, dalla Germania alla Svizzera, e all'estero, in Canada, in Australia. *Oggi ormai sono i politici che cercano gli 'ndranghetisti e non viceversa. Per ottenere voti in cambio di appalti. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Gratteri, Nicola}} [[Categoria:Magistrati italiani]] [[Categoria:Saggisti italiani]] 3jj54cr1ronlvkga0m30klnnekobxzw Template:Lingue/Dati 10 148341 1409931 1409811 2026-04-08T21:58:18Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1409931 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 65200 |lingua2 = it |voci2 = 54866 |lingua3 = pl |voci3 = 31713 |lingua4 = ru |voci4 = 17860 |lingua5 = cs |voci5 = 15441 |lingua6 = et |voci6 = 13689 |lingua7 = uk |voci7 = 12189 |lingua8 = pt |voci8 = 12056 }} meir7h25gy1h356ts8q5x8o4g9tz88j Andrea Sabatini 0 148737 1409884 943613 2026-04-08T14:52:06Z Gaux 18878 /* Citazioni su Andrea Sabatini */ Alfredo Melani: il Raffaello napoletano 1409884 wikitext text/x-wiki [[File:Adorazione dei Magi, Andrea Sabatini 001.JPG|thumb|upright=1.2|Andrea Sabatini: ''Adorazione dei Magi'', Quadreria dei Girolamini di Napoli]] '''Andrea Sabatini''' (1480 – 1545), pittore italiano. ==Citazioni su Andrea Sabatini== *Andrea Sabatini più di ogni altro esplica nell'operato suo certe qualità veramente meridionali; in ispecie un modo spontaneo e facile di esprimere i concetti pittorici che lo qualifica per un vero improvvisatore dotato di un naturale senso artistico e capace di felici ispirazioni, alle quali egli sa dar corpo con grazia non comune, mentre in complesso poco si cura del finito e del corretto nella esecuzione. ([[Gustavo Frizzoni]]) *{{NDR|Esaminando l'''Adorazione dei Magi'' nella chiesa dei Gerolamini di Napoli}} Composta con elementare semplicità: Madonna e Bambino sopra un banco di pietra, davanti a una nicchia, San Giuseppe in piedi, con le mani incrociate sul bastone e sulle mani poggiata la testa, i re Magi e un paggio dei re. Qualche eco umbro raffaellesca risuona nelle figure giovanili, ma forse traverso [[Cesare da Sesto]]; e la Vergine e Gesù con i tondi lineamenti ristampano in forme pedestri i moduli di Leonardo, da cui deriva anche il moto istantaneo del bimbo. L'insieme è fiacco, stentato, meschino: le dinoccolate figure dei giovani, mascherette di grazia, la Vergine, sciatta e sonnolenta, contrastano col grottesco San Giuseppe, che nello sforzo d'irrigidirsi e far da pilastro tende una gamba, e guata bieco dall'alto in posa da tiranno da marionette. ([[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|Adolfo Venturi]]) *Il {{sic|Sabbatini}} o Andrea da Salerno fu [...] valoroso pittore sì da esser detto da taluno il [[Raffaello Sanzio|Raffaello]] napoletano. ([[Alfredo Melani]]) *Se gli storici dell'arte napoletana ci presentano il loro più valente pittore del XVI secolo, Andrea Sabatini da Salerno, come diretto allievo del divino urbinate<ref>[[Raffaello Sanzio]].</ref>, i criterii e gli argomenti loro, come già altre volte vedemmo, non sono tanto stringenti e sicuri da non aver a soffrire eccezione e da escludere in noi l'opinione che le relazioni sue col Sanzio siano piuttosto da attribuire alla mediazione del versatile ed elegante lombardo Cesare da Sesto. ([[Gustavo Frizzoni]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Sabatini, Andrea}} [[Categoria:Pittori italiani]] g2rer56t6frjprzdhp9lu79f0gfptj4 Alfredo Melani 0 175370 1409864 1409751 2026-04-08T13:34:46Z Gaux 18878 /* {{sic|Scoltura}} italiana */ Luca Della Robbia 1409864 wikitext text/x-wiki [[File:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896 (page 7 crop).jpg|thumb|Alfredo Melani, ''Manuale dell'ornatista'', 1896]] '''Alfredo Melani''' (1859 – 1928), architetto e critico d'arte italiano. ==''Architettura italiana''== ===Parte prima=== *Che l'[[Arte etrusca|arte degli Etruschi]] sia stata influenzala prima da quella [[Arte orientale|orientale]] e poi da quella [[Arte greca|greca]] non vi è alcuno che oggi lo nega. Negandolo, come si potrebbe spiegare il perché si trovi in Etruria l'istesso genere di sepolture che nell'Asia Minore; il perché il sistema delle vòlte, che è affatto orientale, non si trovi in tutto il bacino del Mediterraneo, se non presso gli Etruschi; il perché nel vestire avessero gli Etruschi costumi quasi identici a quelli degli orientali? ecc. Circa la influenza greca poi, non c'è tanto dà disputare; il difficile sta piuttosto nello stabilire giustamente il grado di questa influenza; perché vi sono di quelli che la spingono a tal segno da far credere che l'arte etrusca altro non sia che un'arte arcaica greca; e questo, ci pare, è un andar troppo in là. Comunque sia nell'arte degli Etruschi dapprima sono elementi orientali e in seguito elementi greci. (parte prima, cap. II, pp. 8-9) *La più interessante proprietà dell'architettura etrusca è l'impiego delle [[Volta (architettura)|vòlte]] fatte con pietre tagliate a cuneo e chiuse con serraglia. Molti si domandano: ma sarà veramente esatto che gli Etruschi furono primi ad usare di questo elemento costruttivo? [[Diodoro Siculo]] osa affermare di sì: ma anche lui ebbe questa notizia, come tante altre, dalla tradizione e le tradizioni ingannano talvolta.<br>Certo la posizione geologica dell' Etruria si prestava immensamente alla costruzione a vòlta. Gli Etruschi non avevano i graniti dell'Egitto ne i marmi della Grecia, perciò non potevano {{sic|costrurre}} soffitti monolitici di ampiezza considerevole. Da ciò la vòlta a vari pezzi (cunei) reggentisi fra loro mutuamente, usatissima in Etruria, la cui origine non è etrusca ma orientale. Agli Etruschi si appartiene dunque la gloria di avere utilizzato in Europa, prima d'ogni altro popolo, il sistema delle vòlte a cunei il quale era pertanto assai familiare agli antichi architetti dell'Egitto e della Caldea. (parte prima, cap. II, p. 13) *Ma è proprio accertato che è costruzione etrusca l'[[Arco Etrusco|Arco di Perugia]]? Non sono pochi gli archeologi i quali riflettendo seriamente sulle parole incise sulla cornice dell'Arco – ''Colon Vib'' – cioè Colonia Vibia, sospettarono che l'Arco di Perugia fosse lavoro romano dovuto ad [[Augusto]]. Tale opinione verrebbe afforzata dal fatto sicuro che il primo dei Cesari fece riedificare le mura di questa città stata una delle dodici lucumonie etrusche. Ma altri osservano acutamente se l'Arco di Perugia, così come è oggi, non sia piuttosto di due epoche differenti. La prima (alla quale apparterrebbe la involtatura dell'arco) etrusca; la seconda (a cui si riferirebbero gli ornamenti e particolarmente certi pilastrini con capitelli ionici che coronano la porta medesima) romana.<br>A nostro remissivo parere, questa seconda è la versione più logica che si possa dare dell'Arco di Perugia. (parte prima, cap. II, p. 28) *La perizia costruttiva degli Etruschi [...] in nessun'altra fabbrica si palesa evidente quanto nella famosa [[Cloaca Massima]] a Roma. L'elogio più grande che possa farsi di questa costruzione si è quello di dire che dopo tanto volger di secoli serve ancora allo scopo per il quale venne ordinata. (parte prima, cap. II, p. 30) *Cominciata da [[Tarquinio Prisco]], la Cloaca Massima, venne tirata su tutta quanta a secco. Può ognuno formarsi idea della vigorosissima costruzione guardandone dal Tevere l'arcata maggiore composta di tre ordini di cunei di travertino uniti tra loro senza cemento. (parte prima, cap. II, p. 30) *Chi ha capito bene il carattere dei [[Civiltà romana|Romani]] non può meravigliarsi a vedere, specialmente in Roma, tanti [[Arco trionfale|Archi di Trionfo]] e colonne onorarie erette a gloria dei guerrieri che combatterono per far grande la patria. Gli Archi di Trionfo sono monumenti affatto romani (si rammenti bene) e vennero decorati con le maggiori pompe dell'arte. Sotto i Cesari il loro carattere è pertanto sobrio e elegante, ma mano mano che si va in là si fa gonfio e pesante. Ai tempi di [[Settimio Severo]] e di [[Costantino I|Costantino]] la antica sobrietà si trova sacrificata ai particolari che si moltiplicano per ragione di lusso e in danno dell'arte. (parte prima, cap. IV, pp. 151-154) *I Romani hanno tramandato ai posteri la gloria dei loro guerrieri anche col mezzo di Colonne Onorarie. Questa forma artistica, applicata nel modo che la applicarono gli architetti romani, è completamente romana. Nessun popolo avanti il romano {{sic|imaginò}} le Colonne Onorarie. La prima colonna onoraria che sorse a Roma fu quella destinata a [[Gaio Duilio|Duilio]] e ricordante la prima vittoria navale dei Romani sui Cartaginesi (260 av. G. C). In seguito si eresse la Antonina, dedicata a [[Marco Aurelio]] e la [[Colonna Traiana|Traiana]] (che i Francesi vollero imitare con quella Vendôme) [...]. (parte prima, cap. IV, p. 154) *Col tempo le case {{NDR|di [[Pompei]]}} diventarono<ref>Nel testo "doventarono".</ref> comode e splendide; anzi se si deve rilevare dalla loro sontuosità bisogna dire che in Pompei doveva esservi molta gente ricca o per lo meno agiata. Tutti gli studi che sono stati fatti su Pompei mostrano che le fortune vi dovevano essere spartite molto bene. Il Nissen<ref>Heinrich Nissen (1839-1912), storico tedesco, autore di ''Pompeianische Studien'', Lipsia 1877.</ref> constata che a Pompei il gusto del lusso andò sempre crescendo dall'Impero in là. Si verificò a Pompei in quei tempi quello che oggi si verifica da noi; accanto all'antica nobiltà ingoffita, sorse una borghesia ricca, ambiziosa, petulante che amava il fasto, voleva viver bene e amava godere tutte le gioie le quali furono privilegio delle grandi famiglie. Ecco perché a Pompei si esumarono tante belle case, ecco la ragione di tanta sontuosità decorativa che se non era quella dei Crassi, degli Scauri, dei Luculli, rivelava nei Pompeiani sentimento delicato e agiatezza. (parte prima, cap. IV, p. 177) *[...] [[Marco Vitruvio Pollione]], vissuto ai tempi di [[Augusto]], acquistò tanta {{sic|riputazione}} da morto che, si ha ragione di supporre, altrettanta non ebbe da vivo. Difatti non si sa capire come mai l'imperatore Augusto, il quale durante il suo governo fe' costruire tante fabbriche pubbliche, non siasi mai rivolto a Vitruvio Pollione. Bisogna proprio credere o che Vitruvio fosse in uggia all'imperatore (gli uomini sono sempre gli stessi) o sia vero che egli fosse soltanto un teorico. (parte prima, appendice, p. 190) *[[Adriano]], uomo vanitoso se mai ve ne fu, volle dare i piani e dirigere la costruzione del [[Tempio di Venere e Roma|tempio di Venere]] a Roma. Compiuto che fu il tempio domandò ad [[Apollodoro di Damasco|Apollodoro]] il suo giudizio persuaso di averlo favorevole e Apollodoro disse franco il suo parere sulla costruzione dell'imperatore; il fatto è che Adriano fece uccidere Apollodoro, dopo poco, sotto un pretesto frivolissimo. (parte prima, appendice, pp. 195-196) ===Parte seconda=== *È certo che senza l'ardente iniziativa degli uomini di genio sorti in Firenze negli ultimi anni del XIV secolo, la rivoluziono che doveva, nel campo dell' arte, rinnovare le fonti dell'ispirazione e nel campo dei costumi, sostituire la civiltà moderna alla {{sic|medieva}}, si sarebbe fatta aspettare ancora un po'. Il [[Filippo Brunelleschi|Brunelleschi]] e l'[[Leon Battista Alberti|Alberti]] intesero a paganizzare l'architettura per la ragione che la società si paganizzava. Se non ci fosse stato il mutamento nelle idee sociali del XV secolo il seme gettato dal Brunelleschi e dall'Alberti non avrebbe dato alcun frutto: – un arte non ha vita duratura se non è l'{{sic|imagine}} dell'ambiente entro il quale deve svolgersi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Ouesta [[Cappella Pazzi|Cappella {{NDR|dei Pazzi di Firenze}}]] corretta nei profili, armonica nelle proporzioni, equilibrata negli effetti di chiaroscuro, aggraziata nei particolari ornamentali, è uno dei più interessanti fra i primi lavori del Brunelleschi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Il [[Baldassare Longhena|Longhena]] si distinse eziandio nella costruzione del Palazzo Rezzonico il cui basamento spartito a bugne, e la scala e l'atrio sono veramente da studiarsi. Ma è singolare questo architetto! Nell'Ospedaletto lo troviamo eccessivamente barocco, nel monumento Pesaro, nel palazzo Capovilla si mostra pure un nervoso manipolator di volute e di cartocci, ma che è che non è, la sua mano abituata a segnar curve stravaganti, pare senta il bisogno d'un po' di riposo; e segna sulla carta motivi semplici e freddi di una freddezza palladiana. Chi mai direbbe che il palazzo Giustinian Lolin sul Canal Grande, è disegnato dall'immaginoso Longhena? (parte seconda, cap. V, p. 233-234) ==''L'arte di distinguere gli stili''== *L'[[Arte egizia|architettura egizia]] orizzontale e simmetrica, si assimila alla greca; architettura calma, massiccia nel complesso dei muri rivestiti da intagli e da colori. Caratteristica immancabile: la rastremazione, cioè i muri esterni inclinati. Così tutto in Egitto ha tendenza piramidale nell'assoluto rispetto all'orizzontale; le piramidi che lo personificano intonano ogni architettura sia tomba sia tempio, e gli obelischi che ugualmente personificano la terra de' Faraoni, hanno tendenza piramidale pur contradicendo il principio dell'orizzontale trionfante; ma gli obelischi sono monumenti decorativi. (prima parte, cap. I, pp. 35-36) *Ho detto altrove che bisogna esser più misurati e meno assoluti; l'[[arte greca]], l'architettura, ha le sue imperfezioni, e il creare un'arte greca senza macchia, insuperata e insuperabile, è morbosità, tormento, allucinazione.<br>Volfango Goethe avrebbe dato il [[Partenone]] per tutte le cattedrali gotiche. Se lo poteva pigliare. (seconda parte, cap. I, p. 107) *L'ellenismo etrusco è preceduto da una plastica di sapore acutamente arcaico molto gustoso, e si raccoglie sulle urne che dimostrano l'attività realistica dei nostri plastici minuti, ostinati nella modellazione, duri, rozzi, ineleganti nel linguaggio d'arte. Bellissime antefisse con testa nel mezzo, ornamenti intorno sbalzati, al solito, dal colore; qui, nel verismo dei ritratti, nell'arcaismo delle forme, vibra lo [[Arte etrusca|stile etrusco]], vibra nei soggetti demoniaci che celebrano certe superstizioni diffuse nel popolo e si umilia, si spegne all'immigrazione greca che vince l'anima etrusca; – forma e soggetti. (seconda parte, cap. II, pp. 158-159) *[...] l'arco, la {{sic|vòlta}}, la cupola costituiscono l'[[architettura romana]], lo stile romano, cioè lo stile imperiale di Roma, l'Urbe nel periodo del suo dominio, il dominio romano che paralizza ogni sogno che dovesse tramutarsi in realtà. (seconda parte, cap. III, p. 164) *Eccellenti mattoni, eccellente cemento, eccellente {{sic|manualanza}}, ottimi costruttori: questo il trionfo tecnico dell'architettura romana, all'apogèo che segna il vero stile romano e questo il segreto della sua esistenza. Vastità e sontuosità, ordini architettonici sovrapposti, l'arco, la vòlta e la cupola sviluppatissime: questo il trionfo estetico della nostra architettura, del nostro stile, influenzato dall'Etruria, dalla Grecia, dallo stile ellenico e ellenistico, audace e gagliardo, imponente e fastoso. Il genio italico diè ad esso il suo tono, diè il suo accento che riassume e glorifica: riassume le architetture anteriori di cui l'architettura romana è, infatti, la sintesi e il téma finale. Dopo, il Medioevo: – contando poco, architettonicamente, lo stile paleo-cristiano. (seconda parte, cap. III, pp. 165-166) *Impressionante a Roma la sovrapposizione degli ordini che la Grecia adottò timidamente anche nel periodo ellenistico rispetto a Roma, che lo svolse quanto più poté negli edifici pubblici e nei privati, comprese le case che salirono alte per necessità di spazio, insegna Vitruvio. Un ordine sopra l'altro dunque; archi, vòlte, colonne, trabeazioni producevano uno spettacolo quasi nuovo e un'imponenza quasi miracolosa, e questo spettacolo e questa imponenza è lo stile romano, assieme che offusca quando non ingombra colla ricchezza. (seconda parte, cap. III, p. 183) *Lo [[Arte bizantina|stile {{sic|bisantino}}]] è lo stile delle cupole, il cui sviluppo si può assegnare al regno di [[Giustiniano I|Giustiniano]] – stile definitivo evocante l'insigne mecenate dell'architettura bisantina, la cui azione provocò utili sforzi come Pericle a Atene, Augusto a Roma. S. Sofia vicino al Partenone: lo stile architravato nel suo trionfo, lo stile voltato nei monumenti romani sovrattutto termali [...]. (terza parte, cap. I, p. 237) *[[Santa Sofia (Istanbul)|S. Sofia di Costantinopoli]] è sempre il faro, il monumento sublime che esemplifica: studiato, riprodotto, illustrato è il pilota dello stile {{sic|bisantino}}: – la pianta concentrica, la cupola immensa, le cupole secondarie leggiere, ariose, i capitelli pulvinati, fioriti, la interminabile veste musiva, il tono e la sostanza fastosa, le dimensioni corrispondenti a questo tono e a questa sostanza. Tuttociò ammaestra e in un solo libro monumentale riassume e commenta lo stile, tutto lo stile bisantino nel suo organismo compiuto, nel suo equilibrio statico ed estetico. (terza parte, cap. I, p. 238) *Lo stile {{sic|bisantino}} è dedito alla pittura non alla scultura e adopra lo {{sic|scarpello}} avaramente in statue e bassorilievi, {{sic|cuoprendo}} cupole, pareti, archi e sott'archi col {{sic|musaico}}. Perciò a conoscere lo stile bisantino, anche nella scultura, aiuta il mosaico nei suoi pittori bisantini e italo-bisantini contro i pittori classici e romani che offrono utili comparazioni. (terza parte, cap. I, p. 240) *Sontuosità, gemme saettanti, cumulo di smalti policromi: ecco lo stile {{sic|bisantino}} il quale esulta agli ori composti da' cordoni perlati, amico delle perle benché non scintillino e non parlino rumoreggiando. E le perle circondate da filigrane, associate agli smalti in un tumulto di colori, a parte la carezza formale, i ceselli ornativi e figurativi sullo stile della scultura lapidea, sono spesso negli ori. Frenesia di contrasti, accordo di ricchezze colpiscono le facoltà sensitive a svelare un'intima psicologia ardente, pulsante, irresistibile. Il primo organo rivelatore, appunto, è la sontuosità. (terza parte, cap. I, p. 246) *Il riposo, l'abbandono dei problemi complicati, ecco {{NDR|dopo il gotico}} il nuovo stile. Infatti il [[rinascimento]] è ritorno, amore alla serenità greca, alla regolarità romana, alla tradizione greco-latina i cui primi interpreti sono stati i fiorentini. (quarta parte, cap. I, p. 403) *[[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], forza suprema, energia multipla, inestinguibile. Si elevò qualche protesta contro l'erettore della cupola di S. Pietro, quasi avesse profanato il titolo d'architetto; Michelangelo reazionario, nel nome della libertà, suscitatore di ispirazioni nuove, consola invece il periodo finale del rinascimento. Un «contaminato», il padre dei contaminati, secondo l'''Jus'' dei parrucconi i quali {{sic|sobbillano}} chi non specula sopra i timidi e non glorifica il plagio. E, Michelangelo, esaurito il programma brunelleschiano e bramantesco, emanava la sua legge da cui sorse la scuola che da lui ha nome, la quale non s'infrena al romanismo e rompe la tradizione con un sistema non ancor tentato. (quarta parte, cap. II, p. 450) *La biblioteca [[Biblioteca Medicea Laurenziana|Mediceo-Laurenziana-Delciana]] a Firenze, insegna che il gusto rettilineo può sostituirsi al gusto curvilineo, insegna che i frontoni possono profilarsi nei risalti e le cornici possono spezzarsi al buon nome dell'architettura. (quarta parte, cap. II, p. 451) *Da Firenze a Roma, a Genova, a Milano la scuola michelangiolesca chiama a raccolta i maggiori, i quali si ascrivono volentieri esultando alla vivezza intellettuale contro la pigrizia e addomesticando al barocco di cui, cronologicamente e stilisticamente, la scuola michelangiolesca rappresenta la anticamera.<br>Sulla via barocca: e nessuno oggi si vergogna a dirlo. – Assalto al bigottismo lanciato dall'impalcatura della Sistina, ove il pennello dell'architetto, scultore e pittore onora la bellezza personale e subbiettiva e fonde l'architettura alle altre arti; architettura pittoresca nell'innesto magnifico della scultura applicata. La retta non teme la curva, la curva si assimila alla retta nella scuola michelangiolesca e le figure che s'inarcano e si avvoltolano, non soffrono più il digiuno a cui si sottoposero da rettilinei i quali mancarono del senso pittorico (Bramante). (quarta parte, cap. II, p. 451) *Stile della ricchezza, della maestà pomposa, il [[barocco]]; e stile dell'amabilità elegante il [[Rococò|{{sic|roccoccò}}]], il {{sic|Secento}} e il Settecento. Essi non vantano un organismo statico proprio come il greco o il gotico, e prolungano il rinascimento {{sic|cuoprendolo}} di curve, spezzando le cornici, tagliando i frontoni in una gioia di linee irrefrenabile e dilagano, stimolando, la libera fantasia. Stile decorativo, il barocco e il roccoccò, intende a meravigliare, a sbalordire. (quarta parte, cap. II, p. 481) *Complessivamente il barocco trasforma in un'immensa gloria di curve il {{sic|Secento}}, e il {{sic|roccoccò}} chiama a avvolgimenti leggiadri e scherzosi il Settecento. E il barocco, perché sia veramente tale, bisogna che innalzi<ref>Nel testo "inalzi".</ref> la ricchezza qualche volta ammucchiata {{sic|piucché}} odinata; bisogna che la innalzi alla maggiore potenza la quale si sostiene e si coordina ed appaga l'occhio in un effetto generale. Come se un grande decoratore vedesse tutto, dirigesse tutto ad onorare la sua dote più alta: la inesauribilità. (quarta parte, cap. II, p. 483) *{{NDR|Sul [[Vittoriano]]}} Lo Stato, vittima dell'eclettismo, nel suo passivo più lacerante ha il «Monumentissimo» di Roma, la Mole sacconiana che ingoia milioni dal 1885, eroismo degli antiquari, degli orecchianti e della burocrazia italica. Oggi non sono pochi a convenire sulla miseria di quelle pietre lavorate; ma quando io investii il «Monumentissimo», vivente il povero Giuseppe Sacconi, mi trovai solo, in un piacevole isolamento. A rigore il «Monumentissimo» potrebbe ispirare qualche indulgenza guardando il tempo in cui se ne aperse il concorso, però è insopportabile che vi si possa vedere il genio d'un architetto. (Appendice, p. 575) *In sott'ordine, rispetto al «Monumentissimo» {{NDR|il Vittoriano di Roma}}, fra molti {{NDR|edifici in stile eclettico del XIX secolo}}, cibreo<ref>Intingolo, miscuglio mal combinato.</ref> disgustoso il [[Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia|palazzo della Cassa di Risparmio a Pistoia]]. Costato quasi un milione (il concorso fu bandito sulla somma di 300.000 lire) quella città toscana ha veduto sorgere, questi ultimi anni, un ampio dado di cui tutte le parti, dalle grandi alle piccole, sono copiate. Il basamento è copiato dal banco di giustizia nel Palazzo Pretorio della città, l'ingresso sulla facciata principale è copiato dalla porta di Leon Battista Alberti sulla facciata di S. Maria Novella a Firenze con squallide alterazioni (il dorico sostituito al corinzio), la imposta è copiata sotto il portico degli Uffizi a Firenze, i ferri sono copiati in un palazzo a Lucca e male applicati (troppo triti); e, nell'interno, le finestre dell'atrio appartengono alla facciata del palazzo della Cancelleria a Roma, e a Pistoia ingenuamente non si tolsero le rosette, sul fregio, emblema del cardinale Raffaello Riario che ordinò il celebre palazzo. Né curo i piccoli balaustri copiati dalla scala del palazzo Gondi a Firenze e il resto. Ma, almeno, il palazzo fosse comodo! (Appendice, pp. 575-576) ==''Pittura italiana''== *Per quanto si sa questo popolo {{NDR|gli [[Etruschi]]}} esercitò con certa larghezza la pittura, ma difficilmente la sollevò a arte indipendente, vale a dire a pura espressione d'un concetto estetico; e si può dire che si limitò invece a servirsene come mezzo di decorazione; nel modo stesso che sì usò in Oriente, da ove anzi si vuole precisamente derivato il primo stile etrusco detto per ciò, ''orientalizzante''.<br>Gli Etruschi sentirono la compiacenza che deriva dalla vivacità dei colori nello stesso modo che la sentirono i popoli primitivi e la sentono tuttora i selvaggi d'Africa e d'Oceania. (Parte prima, cap. II, pp. 15-16) *Le [[Pittura etrusca|pitture etrusche]] in generale sono a tinte intere e mancanti di chiaro scuro, e corrispondono, come si è detto, a delle convenzioni talvolta ragionevoli. Così il rosso e il color carne servono per indicare la carnagione degli uomini, il roseo quello delle donne; il {{sic|pavonazzo}} è per colorire i vasetti, il bigio poi ed il turchino sono destinati alla colorazione degli animali e ai demoni. Talune volte s'incontrano figure e animali coloriti {{sic|bizzaramente}} come, ad esempio, cavalli rossi con criniera azzurra, o cavalli interamente azzurri con unghie rosse e verdi.<br>Il valore dunque di queste pitture sta tutto quanto nel disegno del contorno il quale se dapprima è alquanto impacciato dipoi si slancia ed è galante e distinto. (Parte prima, cap. II, pp. 16-17) *[...] notiamo ancora un fatto singolare che riguarda non la tecnica pittorica, ma il contenuto della pittura etrusca. I soggetti che solitamente svolgeva il pittore etrusco, per quanto fossero destinati all'ornamento di una [[tomba]] – perché si tenga bene in mente che le pitture murali delle tombe sono quelle che ci hanno dato qualche lume intorno alla pittura degli Etruschi – sono tutt'altro che mortuari; i soggetti lugubri sono rari, e abbondano invece soggetti gai come banchetti, {{sic|caccie}}, danze, ecc. E ciò è logico. Perocché le feste in occasione di [[Funerale|funerali]] si credevano un modo di propiziazione per l'estinto affinché diventasse un essere divinizzato; così come il cristiano colle preghiere e colle funzioni pei defunti ha la fede di contribuire pietosamente alla loro eterna beatitudine. (Parte prima, cap. II, p. 22) *La [[Pittura romana|pittura]] storico-figurativa ebbe a Roma un considerevole impulso allorché sorse nel desiderio dell'imperatori e dei magnati di far dipingere su grandi pareti gli episodi più cospicui delle vittorie romane.<br>Osserva il [[Désiré-Raoul Rochette|Raoul Rochette]] che l'uso delle feste trionfali dette vigoroso impulso alla pittura su tavola, la quale, lo stesso Autore riferendosi a un passo dello storico Appiano, afferma che doveva essere familiarissima a Roma. Se ciò è vero bisogna dire che gli storici dell'arte in generale sono censurabili in questa parte, perché di tale specie di pittura han tenuto ben poco conto. (Parte prima, cap. IV, pp. 55-56) *Si suole ritenere [[Cimabue]] per fondatore dell'arte nova del dipingere, ma è più corretto dire che Cimabue favorì il rinascimento della pittura italiana promosso da [[Giotto]].<br>Difatti in Cimabue «che dette i primi lumi all'arte della pittura» come scrive esattamente il [[Giorgio Vasari|Vasari]] (''Le vite'', ecc.) c'è l'artista il quale tenta di ribellarsi alle pratiche cosiddette {{sic|bisantine}} o greche; ma non ancora disposto l'ambiente a accettar novità è naturale che l'arte di Cimabue abbia sempre l'impronta della maniera antica; mentre nell'opera pittorica di Giotto quest'impronta è addirittura scomparsa [...]. L'arte di Cimabue rappresenta per noi l'arte di transizione fra la così detta greca e quella italica risorta con Giotto. (Parte prima, cap. VII, pp. 150-151) *[[Giunta Pisano|Giunta]] [...] ebbe l'ambizione di sollevarsi un po' dalla maniera dura dell'arte del suo tempo [...]; si è detto perfino che Giunta fu maestro di Cimabue: in tal caso lo scolaro avrebbe sopravanzato il maestro come risulta dalle pitture che maestro e scolaro fecero in Assisi. (Parte prima, cap. VII, p. 153) *Giunta Pisano il quale visse al tempo della canonizzazione di [[Francesco d'Assisi|San Francesco]] dipinse molto a [[Assisi]] e la sua arte, come si è scritto partecipa dei modi così detti bisantini. Figure stecchite e dure spiranti una certa aria mansueta e pia, la quale impressiona. Quelle figure non impressionano, badisi, per la fattura; imperocché se pur si voglia dire che Giunta Pisano tentò di spastoiarsi dalle norme dell'arte coeva, i suoi sforzi restarono umili tentativi. (Parte prima, cap. VII, p. 155) *Si tiene in molto conto il ritratto di S. Francesco attribuito a Giunta Pisano perché non è impossibile che riproduca l'effigie vera del Serafico d'Assisi che Giunta può aver conosciuto. (Parte prima, cap. VII, p. 157) *Le pitture che [[Giotto]] eseguì a Assisi vicino a quelle del maestro Cimabue mostrano quanto questi sia stato {{sic|sopravvanzato}} dallo scolaro. Chi guarda attentamente le varie istorie di Giotto nota che a misura l'opera va innanzi ivi crescono i pregi; e verso la fine le storie sono più vaghe e più vivaci, le figure sono più franche nel disegno delle estremità, le mosse sono più variate, il paese è più naturale. (Parte seconda, cap. I, p. 7) ==''{{sic|Scoltura}} italiana''== *Qualunque sia il posto che il popolo romano si merita nella storia dell'arte in generale, in particolare rapporto alla [[Scultura romana|{{sic|scoltura}}]], lo ha considerevole, a pensare che il romano col suo temperamento positivista dette impulso grandissimo a una specie d'imitazione {{sic|scultorica}} che non è più né quella simbolica degli Egizi, né la imitazione dei Greci innalzata alla bellezza tipica, ma è una imitazione la quale ha per base il ''carattere''. Da ciò scaturì il ritratto. (cap. IV, pp. 43-44) *I [[Civiltà romana|Romani]] furono un popolo positivo e perciò poco inclinato all'arte. Perché gli uomini che si dicono positivi sono quelli i quali non hanno immaginazione e giudicano il mondo nella nuda {{sic|realità}}, nel modo che si presenta ai loro sensi; perciò non potranno essere artisti perché oltre a un fondo di buon senso, l'artista bisogna che sia sensitivo e possegga immaginazione infiammabile. Viceversa i Greci possedendo in grado eminente questa immaginazione, che dicemmo infiammabile, furono un popolo artista per eccellenza; e col sorriso dell'arte conquistò l'affetto dei popoli, mentre i Romani conquistarono i popoli colla forza prepotente. (cap. IV, p. 47) *[...] ai tempi di Commodo era venuto così in voga l'uso dei busti-ritratti che si tagliavano le teste delle statue per sostituirvi effigi note; e si trovò il modo di fare i busti colorati per potere a piacimento cambiar di essi la testa; e si giunse, in quel tempo, perfino a far ritratti di donna colla pettinatura posticcia (di marmo o di bronzo, s'intende) per poterla cavare e cambiare onde seguire la volubilità della moda; per modo che la effigiata trovavasi sempre con la testa acconciata secondo il costume del giorno. (cap. IV, p. 53) *La {{sic|scoltura}} romana essendo espressiva per eccellenza salì molto più insù nell'arte del ritratto di quello che salisse la scoltura dei Greci. Nei ritratti greci trovi sempre bellezza lieta e non mai scopri la indagine ferma e sicura del carattere del ritrattato. (cap. IV, p. 55) *Ecco come [[Luca Della Robbia]] oltre a aver portato nella scoltura i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli scultori avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. (cap. VII, p. 134) *[[Cristoforo Solari]] esimio fra tutti gli egregi che ornarono di loro opere quel cospicuo tempio del Rinascimento {{NDR|la [[Certosa di Pavia]]}}, Cristoforo Solari notissimo pel soprannome di Gobbo e del quale si narra che allorquando fu collocata in S. Pietro di Roma la Pietà del [[Michelangelo Buonarroti|Buonarroti]] alcuni Milanesi asserirono che era lavoro suo (tantoché {{sic|Michelangiolo}} si determinò di incidervi il proprio nome perché si dileguasse questa voce che pare potesse prendere consistenza<ref>Nel testo "consisistenza".</ref>) Cristoforo Solari (se è vero che sono tutte sue le {{sic|scolture}} cosi della Certosa di Pavia come quelle del [[Duomo di Milano]], che gli si attribuiscono) bisogna notarlo fra gli eminenti scultori del secolo il quale ora c'interessa studiare. (cap. VII, pp. 141-142) *Non scopriamo nell'arte del Solari né la ingenuità carezzevole dell'arte di [[Donatello]], né la vigorosità fantasiosa di quella del [[Lorenzo Ghiberti|Ghiberti]], né vi sappiamo scorgere la semplicità della scoltura di [[Luca della Robbia]], nondimeno è tale la verità dello scolture solariane che acconsentiamo a scrivere nel libro dei più ragguardevoli scultori del secolo XVI, Cristoforo Solari. (cap. VII, p. 142) *[...] dopo Michelangelo la {{sic|scoltura}}, per dir come dicono tutti, si [[Barocco|imbarocchisce]], cioè non cerca più il bello, ma il bizzarro, lo stravagante: – i muscoli delle figure si gonfiano, i manti onde sono vestite si avvolgono, si ripiegano goffamente; la personalità soverchia s'impone alla riproduzione del vero. (cap. VIII, p. 160) *Se parlando di oreficeria del periodo artistico fra Michelangelo e Canova s'impone il Cellini, discorrendo d'intaglio del legno s'impone alla mente [[Andrea Brustolon]] di Belluno le cui cornici a fogliami arricciati e ornati di putti ridenti sono esempi di gusto singolare e libero e di difficoltà tecniche superate con disinvoltura ammirabile. Ma in questo tempo {{NDR|il Seicento}} le difficoltà materiali non {{sic|faceano}} indietreggiar gli esecutori; il marmo allora si lavorava come se fosse stato legno e il legno si accartocciava in mille guise come se fosse stato carta. (cap. VIII, p. 181) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/architetturaita01melagoog/page/n5/mode/1up Architettura italiana]'', parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/gri_33125015056232/page/n4/mode/1up Architettura italiana]'', parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/lartedidistingue00mela_0/mode/1up L'arte di distinguere gli stili]'', Ulrico Hoepli editore, Milano, 1918. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/pitturaitaliana01mela/page/n8/mode/1up Pittura italiana]'', Parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1885. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_B-KzsqAUBnsC/page/n6/mode/1up Pittura italiana]'', Parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1886. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_M2sC3cInwMcC/page/n4/mode/1up {{sic|Scoltura}} italiana. Parte prima e seconda: statuaria e scoltura ornamentale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Melani, Alfredo}} [[Categoria:Architetti italiani]] [[Categoria:Critici d'arte italiani]] qnl8ly52inqh568e93zn7b4vkx67znr 1409865 1409864 2026-04-08T13:35:40Z Gaux 18878 /* {{sic|Scoltura}} italiana */ wlink ripetuto 1409865 wikitext text/x-wiki [[File:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896 (page 7 crop).jpg|thumb|Alfredo Melani, ''Manuale dell'ornatista'', 1896]] '''Alfredo Melani''' (1859 – 1928), architetto e critico d'arte italiano. ==''Architettura italiana''== ===Parte prima=== *Che l'[[Arte etrusca|arte degli Etruschi]] sia stata influenzala prima da quella [[Arte orientale|orientale]] e poi da quella [[Arte greca|greca]] non vi è alcuno che oggi lo nega. Negandolo, come si potrebbe spiegare il perché si trovi in Etruria l'istesso genere di sepolture che nell'Asia Minore; il perché il sistema delle vòlte, che è affatto orientale, non si trovi in tutto il bacino del Mediterraneo, se non presso gli Etruschi; il perché nel vestire avessero gli Etruschi costumi quasi identici a quelli degli orientali? ecc. Circa la influenza greca poi, non c'è tanto dà disputare; il difficile sta piuttosto nello stabilire giustamente il grado di questa influenza; perché vi sono di quelli che la spingono a tal segno da far credere che l'arte etrusca altro non sia che un'arte arcaica greca; e questo, ci pare, è un andar troppo in là. Comunque sia nell'arte degli Etruschi dapprima sono elementi orientali e in seguito elementi greci. (parte prima, cap. II, pp. 8-9) *La più interessante proprietà dell'architettura etrusca è l'impiego delle [[Volta (architettura)|vòlte]] fatte con pietre tagliate a cuneo e chiuse con serraglia. Molti si domandano: ma sarà veramente esatto che gli Etruschi furono primi ad usare di questo elemento costruttivo? [[Diodoro Siculo]] osa affermare di sì: ma anche lui ebbe questa notizia, come tante altre, dalla tradizione e le tradizioni ingannano talvolta.<br>Certo la posizione geologica dell' Etruria si prestava immensamente alla costruzione a vòlta. Gli Etruschi non avevano i graniti dell'Egitto ne i marmi della Grecia, perciò non potevano {{sic|costrurre}} soffitti monolitici di ampiezza considerevole. Da ciò la vòlta a vari pezzi (cunei) reggentisi fra loro mutuamente, usatissima in Etruria, la cui origine non è etrusca ma orientale. Agli Etruschi si appartiene dunque la gloria di avere utilizzato in Europa, prima d'ogni altro popolo, il sistema delle vòlte a cunei il quale era pertanto assai familiare agli antichi architetti dell'Egitto e della Caldea. (parte prima, cap. II, p. 13) *Ma è proprio accertato che è costruzione etrusca l'[[Arco Etrusco|Arco di Perugia]]? Non sono pochi gli archeologi i quali riflettendo seriamente sulle parole incise sulla cornice dell'Arco – ''Colon Vib'' – cioè Colonia Vibia, sospettarono che l'Arco di Perugia fosse lavoro romano dovuto ad [[Augusto]]. Tale opinione verrebbe afforzata dal fatto sicuro che il primo dei Cesari fece riedificare le mura di questa città stata una delle dodici lucumonie etrusche. Ma altri osservano acutamente se l'Arco di Perugia, così come è oggi, non sia piuttosto di due epoche differenti. La prima (alla quale apparterrebbe la involtatura dell'arco) etrusca; la seconda (a cui si riferirebbero gli ornamenti e particolarmente certi pilastrini con capitelli ionici che coronano la porta medesima) romana.<br>A nostro remissivo parere, questa seconda è la versione più logica che si possa dare dell'Arco di Perugia. (parte prima, cap. II, p. 28) *La perizia costruttiva degli Etruschi [...] in nessun'altra fabbrica si palesa evidente quanto nella famosa [[Cloaca Massima]] a Roma. L'elogio più grande che possa farsi di questa costruzione si è quello di dire che dopo tanto volger di secoli serve ancora allo scopo per il quale venne ordinata. (parte prima, cap. II, p. 30) *Cominciata da [[Tarquinio Prisco]], la Cloaca Massima, venne tirata su tutta quanta a secco. Può ognuno formarsi idea della vigorosissima costruzione guardandone dal Tevere l'arcata maggiore composta di tre ordini di cunei di travertino uniti tra loro senza cemento. (parte prima, cap. II, p. 30) *Chi ha capito bene il carattere dei [[Civiltà romana|Romani]] non può meravigliarsi a vedere, specialmente in Roma, tanti [[Arco trionfale|Archi di Trionfo]] e colonne onorarie erette a gloria dei guerrieri che combatterono per far grande la patria. Gli Archi di Trionfo sono monumenti affatto romani (si rammenti bene) e vennero decorati con le maggiori pompe dell'arte. Sotto i Cesari il loro carattere è pertanto sobrio e elegante, ma mano mano che si va in là si fa gonfio e pesante. Ai tempi di [[Settimio Severo]] e di [[Costantino I|Costantino]] la antica sobrietà si trova sacrificata ai particolari che si moltiplicano per ragione di lusso e in danno dell'arte. (parte prima, cap. IV, pp. 151-154) *I Romani hanno tramandato ai posteri la gloria dei loro guerrieri anche col mezzo di Colonne Onorarie. Questa forma artistica, applicata nel modo che la applicarono gli architetti romani, è completamente romana. Nessun popolo avanti il romano {{sic|imaginò}} le Colonne Onorarie. La prima colonna onoraria che sorse a Roma fu quella destinata a [[Gaio Duilio|Duilio]] e ricordante la prima vittoria navale dei Romani sui Cartaginesi (260 av. G. C). In seguito si eresse la Antonina, dedicata a [[Marco Aurelio]] e la [[Colonna Traiana|Traiana]] (che i Francesi vollero imitare con quella Vendôme) [...]. (parte prima, cap. IV, p. 154) *Col tempo le case {{NDR|di [[Pompei]]}} diventarono<ref>Nel testo "doventarono".</ref> comode e splendide; anzi se si deve rilevare dalla loro sontuosità bisogna dire che in Pompei doveva esservi molta gente ricca o per lo meno agiata. Tutti gli studi che sono stati fatti su Pompei mostrano che le fortune vi dovevano essere spartite molto bene. Il Nissen<ref>Heinrich Nissen (1839-1912), storico tedesco, autore di ''Pompeianische Studien'', Lipsia 1877.</ref> constata che a Pompei il gusto del lusso andò sempre crescendo dall'Impero in là. Si verificò a Pompei in quei tempi quello che oggi si verifica da noi; accanto all'antica nobiltà ingoffita, sorse una borghesia ricca, ambiziosa, petulante che amava il fasto, voleva viver bene e amava godere tutte le gioie le quali furono privilegio delle grandi famiglie. Ecco perché a Pompei si esumarono tante belle case, ecco la ragione di tanta sontuosità decorativa che se non era quella dei Crassi, degli Scauri, dei Luculli, rivelava nei Pompeiani sentimento delicato e agiatezza. (parte prima, cap. IV, p. 177) *[...] [[Marco Vitruvio Pollione]], vissuto ai tempi di [[Augusto]], acquistò tanta {{sic|riputazione}} da morto che, si ha ragione di supporre, altrettanta non ebbe da vivo. Difatti non si sa capire come mai l'imperatore Augusto, il quale durante il suo governo fe' costruire tante fabbriche pubbliche, non siasi mai rivolto a Vitruvio Pollione. Bisogna proprio credere o che Vitruvio fosse in uggia all'imperatore (gli uomini sono sempre gli stessi) o sia vero che egli fosse soltanto un teorico. (parte prima, appendice, p. 190) *[[Adriano]], uomo vanitoso se mai ve ne fu, volle dare i piani e dirigere la costruzione del [[Tempio di Venere e Roma|tempio di Venere]] a Roma. Compiuto che fu il tempio domandò ad [[Apollodoro di Damasco|Apollodoro]] il suo giudizio persuaso di averlo favorevole e Apollodoro disse franco il suo parere sulla costruzione dell'imperatore; il fatto è che Adriano fece uccidere Apollodoro, dopo poco, sotto un pretesto frivolissimo. (parte prima, appendice, pp. 195-196) ===Parte seconda=== *È certo che senza l'ardente iniziativa degli uomini di genio sorti in Firenze negli ultimi anni del XIV secolo, la rivoluziono che doveva, nel campo dell' arte, rinnovare le fonti dell'ispirazione e nel campo dei costumi, sostituire la civiltà moderna alla {{sic|medieva}}, si sarebbe fatta aspettare ancora un po'. Il [[Filippo Brunelleschi|Brunelleschi]] e l'[[Leon Battista Alberti|Alberti]] intesero a paganizzare l'architettura per la ragione che la società si paganizzava. Se non ci fosse stato il mutamento nelle idee sociali del XV secolo il seme gettato dal Brunelleschi e dall'Alberti non avrebbe dato alcun frutto: – un arte non ha vita duratura se non è l'{{sic|imagine}} dell'ambiente entro il quale deve svolgersi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Ouesta [[Cappella Pazzi|Cappella {{NDR|dei Pazzi di Firenze}}]] corretta nei profili, armonica nelle proporzioni, equilibrata negli effetti di chiaroscuro, aggraziata nei particolari ornamentali, è uno dei più interessanti fra i primi lavori del Brunelleschi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Il [[Baldassare Longhena|Longhena]] si distinse eziandio nella costruzione del Palazzo Rezzonico il cui basamento spartito a bugne, e la scala e l'atrio sono veramente da studiarsi. Ma è singolare questo architetto! Nell'Ospedaletto lo troviamo eccessivamente barocco, nel monumento Pesaro, nel palazzo Capovilla si mostra pure un nervoso manipolator di volute e di cartocci, ma che è che non è, la sua mano abituata a segnar curve stravaganti, pare senta il bisogno d'un po' di riposo; e segna sulla carta motivi semplici e freddi di una freddezza palladiana. Chi mai direbbe che il palazzo Giustinian Lolin sul Canal Grande, è disegnato dall'immaginoso Longhena? (parte seconda, cap. V, p. 233-234) ==''L'arte di distinguere gli stili''== *L'[[Arte egizia|architettura egizia]] orizzontale e simmetrica, si assimila alla greca; architettura calma, massiccia nel complesso dei muri rivestiti da intagli e da colori. Caratteristica immancabile: la rastremazione, cioè i muri esterni inclinati. Così tutto in Egitto ha tendenza piramidale nell'assoluto rispetto all'orizzontale; le piramidi che lo personificano intonano ogni architettura sia tomba sia tempio, e gli obelischi che ugualmente personificano la terra de' Faraoni, hanno tendenza piramidale pur contradicendo il principio dell'orizzontale trionfante; ma gli obelischi sono monumenti decorativi. (prima parte, cap. I, pp. 35-36) *Ho detto altrove che bisogna esser più misurati e meno assoluti; l'[[arte greca]], l'architettura, ha le sue imperfezioni, e il creare un'arte greca senza macchia, insuperata e insuperabile, è morbosità, tormento, allucinazione.<br>Volfango Goethe avrebbe dato il [[Partenone]] per tutte le cattedrali gotiche. Se lo poteva pigliare. (seconda parte, cap. I, p. 107) *L'ellenismo etrusco è preceduto da una plastica di sapore acutamente arcaico molto gustoso, e si raccoglie sulle urne che dimostrano l'attività realistica dei nostri plastici minuti, ostinati nella modellazione, duri, rozzi, ineleganti nel linguaggio d'arte. Bellissime antefisse con testa nel mezzo, ornamenti intorno sbalzati, al solito, dal colore; qui, nel verismo dei ritratti, nell'arcaismo delle forme, vibra lo [[Arte etrusca|stile etrusco]], vibra nei soggetti demoniaci che celebrano certe superstizioni diffuse nel popolo e si umilia, si spegne all'immigrazione greca che vince l'anima etrusca; – forma e soggetti. (seconda parte, cap. II, pp. 158-159) *[...] l'arco, la {{sic|vòlta}}, la cupola costituiscono l'[[architettura romana]], lo stile romano, cioè lo stile imperiale di Roma, l'Urbe nel periodo del suo dominio, il dominio romano che paralizza ogni sogno che dovesse tramutarsi in realtà. (seconda parte, cap. III, p. 164) *Eccellenti mattoni, eccellente cemento, eccellente {{sic|manualanza}}, ottimi costruttori: questo il trionfo tecnico dell'architettura romana, all'apogèo che segna il vero stile romano e questo il segreto della sua esistenza. Vastità e sontuosità, ordini architettonici sovrapposti, l'arco, la vòlta e la cupola sviluppatissime: questo il trionfo estetico della nostra architettura, del nostro stile, influenzato dall'Etruria, dalla Grecia, dallo stile ellenico e ellenistico, audace e gagliardo, imponente e fastoso. Il genio italico diè ad esso il suo tono, diè il suo accento che riassume e glorifica: riassume le architetture anteriori di cui l'architettura romana è, infatti, la sintesi e il téma finale. Dopo, il Medioevo: – contando poco, architettonicamente, lo stile paleo-cristiano. (seconda parte, cap. III, pp. 165-166) *Impressionante a Roma la sovrapposizione degli ordini che la Grecia adottò timidamente anche nel periodo ellenistico rispetto a Roma, che lo svolse quanto più poté negli edifici pubblici e nei privati, comprese le case che salirono alte per necessità di spazio, insegna Vitruvio. Un ordine sopra l'altro dunque; archi, vòlte, colonne, trabeazioni producevano uno spettacolo quasi nuovo e un'imponenza quasi miracolosa, e questo spettacolo e questa imponenza è lo stile romano, assieme che offusca quando non ingombra colla ricchezza. (seconda parte, cap. III, p. 183) *Lo [[Arte bizantina|stile {{sic|bisantino}}]] è lo stile delle cupole, il cui sviluppo si può assegnare al regno di [[Giustiniano I|Giustiniano]] – stile definitivo evocante l'insigne mecenate dell'architettura bisantina, la cui azione provocò utili sforzi come Pericle a Atene, Augusto a Roma. S. Sofia vicino al Partenone: lo stile architravato nel suo trionfo, lo stile voltato nei monumenti romani sovrattutto termali [...]. (terza parte, cap. I, p. 237) *[[Santa Sofia (Istanbul)|S. Sofia di Costantinopoli]] è sempre il faro, il monumento sublime che esemplifica: studiato, riprodotto, illustrato è il pilota dello stile {{sic|bisantino}}: – la pianta concentrica, la cupola immensa, le cupole secondarie leggiere, ariose, i capitelli pulvinati, fioriti, la interminabile veste musiva, il tono e la sostanza fastosa, le dimensioni corrispondenti a questo tono e a questa sostanza. Tuttociò ammaestra e in un solo libro monumentale riassume e commenta lo stile, tutto lo stile bisantino nel suo organismo compiuto, nel suo equilibrio statico ed estetico. (terza parte, cap. I, p. 238) *Lo stile {{sic|bisantino}} è dedito alla pittura non alla scultura e adopra lo {{sic|scarpello}} avaramente in statue e bassorilievi, {{sic|cuoprendo}} cupole, pareti, archi e sott'archi col {{sic|musaico}}. Perciò a conoscere lo stile bisantino, anche nella scultura, aiuta il mosaico nei suoi pittori bisantini e italo-bisantini contro i pittori classici e romani che offrono utili comparazioni. (terza parte, cap. I, p. 240) *Sontuosità, gemme saettanti, cumulo di smalti policromi: ecco lo stile {{sic|bisantino}} il quale esulta agli ori composti da' cordoni perlati, amico delle perle benché non scintillino e non parlino rumoreggiando. E le perle circondate da filigrane, associate agli smalti in un tumulto di colori, a parte la carezza formale, i ceselli ornativi e figurativi sullo stile della scultura lapidea, sono spesso negli ori. Frenesia di contrasti, accordo di ricchezze colpiscono le facoltà sensitive a svelare un'intima psicologia ardente, pulsante, irresistibile. Il primo organo rivelatore, appunto, è la sontuosità. (terza parte, cap. I, p. 246) *Il riposo, l'abbandono dei problemi complicati, ecco {{NDR|dopo il gotico}} il nuovo stile. Infatti il [[rinascimento]] è ritorno, amore alla serenità greca, alla regolarità romana, alla tradizione greco-latina i cui primi interpreti sono stati i fiorentini. (quarta parte, cap. I, p. 403) *[[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], forza suprema, energia multipla, inestinguibile. Si elevò qualche protesta contro l'erettore della cupola di S. Pietro, quasi avesse profanato il titolo d'architetto; Michelangelo reazionario, nel nome della libertà, suscitatore di ispirazioni nuove, consola invece il periodo finale del rinascimento. Un «contaminato», il padre dei contaminati, secondo l'''Jus'' dei parrucconi i quali {{sic|sobbillano}} chi non specula sopra i timidi e non glorifica il plagio. E, Michelangelo, esaurito il programma brunelleschiano e bramantesco, emanava la sua legge da cui sorse la scuola che da lui ha nome, la quale non s'infrena al romanismo e rompe la tradizione con un sistema non ancor tentato. (quarta parte, cap. II, p. 450) *La biblioteca [[Biblioteca Medicea Laurenziana|Mediceo-Laurenziana-Delciana]] a Firenze, insegna che il gusto rettilineo può sostituirsi al gusto curvilineo, insegna che i frontoni possono profilarsi nei risalti e le cornici possono spezzarsi al buon nome dell'architettura. (quarta parte, cap. II, p. 451) *Da Firenze a Roma, a Genova, a Milano la scuola michelangiolesca chiama a raccolta i maggiori, i quali si ascrivono volentieri esultando alla vivezza intellettuale contro la pigrizia e addomesticando al barocco di cui, cronologicamente e stilisticamente, la scuola michelangiolesca rappresenta la anticamera.<br>Sulla via barocca: e nessuno oggi si vergogna a dirlo. – Assalto al bigottismo lanciato dall'impalcatura della Sistina, ove il pennello dell'architetto, scultore e pittore onora la bellezza personale e subbiettiva e fonde l'architettura alle altre arti; architettura pittoresca nell'innesto magnifico della scultura applicata. La retta non teme la curva, la curva si assimila alla retta nella scuola michelangiolesca e le figure che s'inarcano e si avvoltolano, non soffrono più il digiuno a cui si sottoposero da rettilinei i quali mancarono del senso pittorico (Bramante). (quarta parte, cap. II, p. 451) *Stile della ricchezza, della maestà pomposa, il [[barocco]]; e stile dell'amabilità elegante il [[Rococò|{{sic|roccoccò}}]], il {{sic|Secento}} e il Settecento. Essi non vantano un organismo statico proprio come il greco o il gotico, e prolungano il rinascimento {{sic|cuoprendolo}} di curve, spezzando le cornici, tagliando i frontoni in una gioia di linee irrefrenabile e dilagano, stimolando, la libera fantasia. Stile decorativo, il barocco e il roccoccò, intende a meravigliare, a sbalordire. (quarta parte, cap. II, p. 481) *Complessivamente il barocco trasforma in un'immensa gloria di curve il {{sic|Secento}}, e il {{sic|roccoccò}} chiama a avvolgimenti leggiadri e scherzosi il Settecento. E il barocco, perché sia veramente tale, bisogna che innalzi<ref>Nel testo "inalzi".</ref> la ricchezza qualche volta ammucchiata {{sic|piucché}} odinata; bisogna che la innalzi alla maggiore potenza la quale si sostiene e si coordina ed appaga l'occhio in un effetto generale. Come se un grande decoratore vedesse tutto, dirigesse tutto ad onorare la sua dote più alta: la inesauribilità. (quarta parte, cap. II, p. 483) *{{NDR|Sul [[Vittoriano]]}} Lo Stato, vittima dell'eclettismo, nel suo passivo più lacerante ha il «Monumentissimo» di Roma, la Mole sacconiana che ingoia milioni dal 1885, eroismo degli antiquari, degli orecchianti e della burocrazia italica. Oggi non sono pochi a convenire sulla miseria di quelle pietre lavorate; ma quando io investii il «Monumentissimo», vivente il povero Giuseppe Sacconi, mi trovai solo, in un piacevole isolamento. A rigore il «Monumentissimo» potrebbe ispirare qualche indulgenza guardando il tempo in cui se ne aperse il concorso, però è insopportabile che vi si possa vedere il genio d'un architetto. (Appendice, p. 575) *In sott'ordine, rispetto al «Monumentissimo» {{NDR|il Vittoriano di Roma}}, fra molti {{NDR|edifici in stile eclettico del XIX secolo}}, cibreo<ref>Intingolo, miscuglio mal combinato.</ref> disgustoso il [[Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia|palazzo della Cassa di Risparmio a Pistoia]]. Costato quasi un milione (il concorso fu bandito sulla somma di 300.000 lire) quella città toscana ha veduto sorgere, questi ultimi anni, un ampio dado di cui tutte le parti, dalle grandi alle piccole, sono copiate. Il basamento è copiato dal banco di giustizia nel Palazzo Pretorio della città, l'ingresso sulla facciata principale è copiato dalla porta di Leon Battista Alberti sulla facciata di S. Maria Novella a Firenze con squallide alterazioni (il dorico sostituito al corinzio), la imposta è copiata sotto il portico degli Uffizi a Firenze, i ferri sono copiati in un palazzo a Lucca e male applicati (troppo triti); e, nell'interno, le finestre dell'atrio appartengono alla facciata del palazzo della Cancelleria a Roma, e a Pistoia ingenuamente non si tolsero le rosette, sul fregio, emblema del cardinale Raffaello Riario che ordinò il celebre palazzo. Né curo i piccoli balaustri copiati dalla scala del palazzo Gondi a Firenze e il resto. Ma, almeno, il palazzo fosse comodo! (Appendice, pp. 575-576) ==''Pittura italiana''== *Per quanto si sa questo popolo {{NDR|gli [[Etruschi]]}} esercitò con certa larghezza la pittura, ma difficilmente la sollevò a arte indipendente, vale a dire a pura espressione d'un concetto estetico; e si può dire che si limitò invece a servirsene come mezzo di decorazione; nel modo stesso che sì usò in Oriente, da ove anzi si vuole precisamente derivato il primo stile etrusco detto per ciò, ''orientalizzante''.<br>Gli Etruschi sentirono la compiacenza che deriva dalla vivacità dei colori nello stesso modo che la sentirono i popoli primitivi e la sentono tuttora i selvaggi d'Africa e d'Oceania. (Parte prima, cap. II, pp. 15-16) *Le [[Pittura etrusca|pitture etrusche]] in generale sono a tinte intere e mancanti di chiaro scuro, e corrispondono, come si è detto, a delle convenzioni talvolta ragionevoli. Così il rosso e il color carne servono per indicare la carnagione degli uomini, il roseo quello delle donne; il {{sic|pavonazzo}} è per colorire i vasetti, il bigio poi ed il turchino sono destinati alla colorazione degli animali e ai demoni. Talune volte s'incontrano figure e animali coloriti {{sic|bizzaramente}} come, ad esempio, cavalli rossi con criniera azzurra, o cavalli interamente azzurri con unghie rosse e verdi.<br>Il valore dunque di queste pitture sta tutto quanto nel disegno del contorno il quale se dapprima è alquanto impacciato dipoi si slancia ed è galante e distinto. (Parte prima, cap. II, pp. 16-17) *[...] notiamo ancora un fatto singolare che riguarda non la tecnica pittorica, ma il contenuto della pittura etrusca. I soggetti che solitamente svolgeva il pittore etrusco, per quanto fossero destinati all'ornamento di una [[tomba]] – perché si tenga bene in mente che le pitture murali delle tombe sono quelle che ci hanno dato qualche lume intorno alla pittura degli Etruschi – sono tutt'altro che mortuari; i soggetti lugubri sono rari, e abbondano invece soggetti gai come banchetti, {{sic|caccie}}, danze, ecc. E ciò è logico. Perocché le feste in occasione di [[Funerale|funerali]] si credevano un modo di propiziazione per l'estinto affinché diventasse un essere divinizzato; così come il cristiano colle preghiere e colle funzioni pei defunti ha la fede di contribuire pietosamente alla loro eterna beatitudine. (Parte prima, cap. II, p. 22) *La [[Pittura romana|pittura]] storico-figurativa ebbe a Roma un considerevole impulso allorché sorse nel desiderio dell'imperatori e dei magnati di far dipingere su grandi pareti gli episodi più cospicui delle vittorie romane.<br>Osserva il [[Désiré-Raoul Rochette|Raoul Rochette]] che l'uso delle feste trionfali dette vigoroso impulso alla pittura su tavola, la quale, lo stesso Autore riferendosi a un passo dello storico Appiano, afferma che doveva essere familiarissima a Roma. Se ciò è vero bisogna dire che gli storici dell'arte in generale sono censurabili in questa parte, perché di tale specie di pittura han tenuto ben poco conto. (Parte prima, cap. IV, pp. 55-56) *Si suole ritenere [[Cimabue]] per fondatore dell'arte nova del dipingere, ma è più corretto dire che Cimabue favorì il rinascimento della pittura italiana promosso da [[Giotto]].<br>Difatti in Cimabue «che dette i primi lumi all'arte della pittura» come scrive esattamente il [[Giorgio Vasari|Vasari]] (''Le vite'', ecc.) c'è l'artista il quale tenta di ribellarsi alle pratiche cosiddette {{sic|bisantine}} o greche; ma non ancora disposto l'ambiente a accettar novità è naturale che l'arte di Cimabue abbia sempre l'impronta della maniera antica; mentre nell'opera pittorica di Giotto quest'impronta è addirittura scomparsa [...]. L'arte di Cimabue rappresenta per noi l'arte di transizione fra la così detta greca e quella italica risorta con Giotto. (Parte prima, cap. VII, pp. 150-151) *[[Giunta Pisano|Giunta]] [...] ebbe l'ambizione di sollevarsi un po' dalla maniera dura dell'arte del suo tempo [...]; si è detto perfino che Giunta fu maestro di Cimabue: in tal caso lo scolaro avrebbe sopravanzato il maestro come risulta dalle pitture che maestro e scolaro fecero in Assisi. (Parte prima, cap. VII, p. 153) *Giunta Pisano il quale visse al tempo della canonizzazione di [[Francesco d'Assisi|San Francesco]] dipinse molto a [[Assisi]] e la sua arte, come si è scritto partecipa dei modi così detti bisantini. Figure stecchite e dure spiranti una certa aria mansueta e pia, la quale impressiona. Quelle figure non impressionano, badisi, per la fattura; imperocché se pur si voglia dire che Giunta Pisano tentò di spastoiarsi dalle norme dell'arte coeva, i suoi sforzi restarono umili tentativi. (Parte prima, cap. VII, p. 155) *Si tiene in molto conto il ritratto di S. Francesco attribuito a Giunta Pisano perché non è impossibile che riproduca l'effigie vera del Serafico d'Assisi che Giunta può aver conosciuto. (Parte prima, cap. VII, p. 157) *Le pitture che [[Giotto]] eseguì a Assisi vicino a quelle del maestro Cimabue mostrano quanto questi sia stato {{sic|sopravvanzato}} dallo scolaro. Chi guarda attentamente le varie istorie di Giotto nota che a misura l'opera va innanzi ivi crescono i pregi; e verso la fine le storie sono più vaghe e più vivaci, le figure sono più franche nel disegno delle estremità, le mosse sono più variate, il paese è più naturale. (Parte seconda, cap. I, p. 7) ==''{{sic|Scoltura}} italiana''== *Qualunque sia il posto che il popolo romano si merita nella storia dell'arte in generale, in particolare rapporto alla [[Scultura romana|{{sic|scoltura}}]], lo ha considerevole, a pensare che il romano col suo temperamento positivista dette impulso grandissimo a una specie d'imitazione {{sic|scultorica}} che non è più né quella simbolica degli Egizi, né la imitazione dei Greci innalzata alla bellezza tipica, ma è una imitazione la quale ha per base il ''carattere''. Da ciò scaturì il ritratto. (cap. IV, pp. 43-44) *I [[Civiltà romana|Romani]] furono un popolo positivo e perciò poco inclinato all'arte. Perché gli uomini che si dicono positivi sono quelli i quali non hanno immaginazione e giudicano il mondo nella nuda {{sic|realità}}, nel modo che si presenta ai loro sensi; perciò non potranno essere artisti perché oltre a un fondo di buon senso, l'artista bisogna che sia sensitivo e possegga immaginazione infiammabile. Viceversa i Greci possedendo in grado eminente questa immaginazione, che dicemmo infiammabile, furono un popolo artista per eccellenza; e col sorriso dell'arte conquistò l'affetto dei popoli, mentre i Romani conquistarono i popoli colla forza prepotente. (cap. IV, p. 47) *[...] ai tempi di Commodo era venuto così in voga l'uso dei busti-ritratti che si tagliavano le teste delle statue per sostituirvi effigi note; e si trovò il modo di fare i busti colorati per potere a piacimento cambiar di essi la testa; e si giunse, in quel tempo, perfino a far ritratti di donna colla pettinatura posticcia (di marmo o di bronzo, s'intende) per poterla cavare e cambiare onde seguire la volubilità della moda; per modo che la effigiata trovavasi sempre con la testa acconciata secondo il costume del giorno. (cap. IV, p. 53) *La {{sic|scoltura}} romana essendo espressiva per eccellenza salì molto più insù nell'arte del ritratto di quello che salisse la scoltura dei Greci. Nei ritratti greci trovi sempre bellezza lieta e non mai scopri la indagine ferma e sicura del carattere del ritrattato. (cap. IV, p. 55) *Ecco come [[Luca Della Robbia]] oltre a aver portato nella scoltura i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli scultori avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. (cap. VII, p. 134) *[[Cristoforo Solari]] esimio fra tutti gli egregi che ornarono di loro opere quel cospicuo tempio del Rinascimento {{NDR|la [[Certosa di Pavia]]}}, Cristoforo Solari notissimo pel soprannome di Gobbo e del quale si narra che allorquando fu collocata in S. Pietro di Roma la Pietà del [[Michelangelo Buonarroti|Buonarroti]] alcuni Milanesi asserirono che era lavoro suo (tantoché {{sic|Michelangiolo}} si determinò di incidervi il proprio nome perché si dileguasse questa voce che pare potesse prendere consistenza<ref>Nel testo "consisistenza".</ref>) Cristoforo Solari (se è vero che sono tutte sue le {{sic|scolture}} cosi della Certosa di Pavia come quelle del [[Duomo di Milano]], che gli si attribuiscono) bisogna notarlo fra gli eminenti scultori del secolo il quale ora c'interessa studiare. (cap. VII, pp. 141-142) *Non scopriamo nell'arte del Solari né la ingenuità carezzevole dell'arte di [[Donatello]], né la vigorosità fantasiosa di quella del [[Lorenzo Ghiberti|Ghiberti]], né vi sappiamo scorgere la semplicità della scoltura di Luca della Robbia, nondimeno è tale la verità dello scolture solariane che acconsentiamo a scrivere nel libro dei più ragguardevoli scultori del secolo XVI, Cristoforo Solari. (cap. VII, p. 142) *[...] dopo Michelangelo la {{sic|scoltura}}, per dir come dicono tutti, si [[Barocco|imbarocchisce]], cioè non cerca più il bello, ma il bizzarro, lo stravagante: – i muscoli delle figure si gonfiano, i manti onde sono vestite si avvolgono, si ripiegano goffamente; la personalità soverchia s'impone alla riproduzione del vero. (cap. VIII, p. 160) *Se parlando di oreficeria del periodo artistico fra Michelangelo e Canova s'impone il Cellini, discorrendo d'intaglio del legno s'impone alla mente [[Andrea Brustolon]] di Belluno le cui cornici a fogliami arricciati e ornati di putti ridenti sono esempi di gusto singolare e libero e di difficoltà tecniche superate con disinvoltura ammirabile. Ma in questo tempo {{NDR|il Seicento}} le difficoltà materiali non {{sic|faceano}} indietreggiar gli esecutori; il marmo allora si lavorava come se fosse stato legno e il legno si accartocciava in mille guise come se fosse stato carta. (cap. VIII, p. 181) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/architetturaita01melagoog/page/n5/mode/1up Architettura italiana]'', parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/gri_33125015056232/page/n4/mode/1up Architettura italiana]'', parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/lartedidistingue00mela_0/mode/1up L'arte di distinguere gli stili]'', Ulrico Hoepli editore, Milano, 1918. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/pitturaitaliana01mela/page/n8/mode/1up Pittura italiana]'', Parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1885. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_B-KzsqAUBnsC/page/n6/mode/1up Pittura italiana]'', Parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1886. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_M2sC3cInwMcC/page/n4/mode/1up {{sic|Scoltura}} italiana. Parte prima e seconda: statuaria e scoltura ornamentale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Melani, Alfredo}} [[Categoria:Architetti italiani]] [[Categoria:Critici d'arte italiani]] p62izuajdudzu59je44yempb4gzauhq 1409870 1409865 2026-04-08T14:00:25Z Gaux 18878 /* {{sic|Scoltura}} italiana */ giudizio de Vasari 1409870 wikitext text/x-wiki [[File:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896 (page 7 crop).jpg|thumb|Alfredo Melani, ''Manuale dell'ornatista'', 1896]] '''Alfredo Melani''' (1859 – 1928), architetto e critico d'arte italiano. ==''Architettura italiana''== ===Parte prima=== *Che l'[[Arte etrusca|arte degli Etruschi]] sia stata influenzala prima da quella [[Arte orientale|orientale]] e poi da quella [[Arte greca|greca]] non vi è alcuno che oggi lo nega. Negandolo, come si potrebbe spiegare il perché si trovi in Etruria l'istesso genere di sepolture che nell'Asia Minore; il perché il sistema delle vòlte, che è affatto orientale, non si trovi in tutto il bacino del Mediterraneo, se non presso gli Etruschi; il perché nel vestire avessero gli Etruschi costumi quasi identici a quelli degli orientali? ecc. Circa la influenza greca poi, non c'è tanto dà disputare; il difficile sta piuttosto nello stabilire giustamente il grado di questa influenza; perché vi sono di quelli che la spingono a tal segno da far credere che l'arte etrusca altro non sia che un'arte arcaica greca; e questo, ci pare, è un andar troppo in là. Comunque sia nell'arte degli Etruschi dapprima sono elementi orientali e in seguito elementi greci. (parte prima, cap. II, pp. 8-9) *La più interessante proprietà dell'architettura etrusca è l'impiego delle [[Volta (architettura)|vòlte]] fatte con pietre tagliate a cuneo e chiuse con serraglia. Molti si domandano: ma sarà veramente esatto che gli Etruschi furono primi ad usare di questo elemento costruttivo? [[Diodoro Siculo]] osa affermare di sì: ma anche lui ebbe questa notizia, come tante altre, dalla tradizione e le tradizioni ingannano talvolta.<br>Certo la posizione geologica dell' Etruria si prestava immensamente alla costruzione a vòlta. Gli Etruschi non avevano i graniti dell'Egitto ne i marmi della Grecia, perciò non potevano {{sic|costrurre}} soffitti monolitici di ampiezza considerevole. Da ciò la vòlta a vari pezzi (cunei) reggentisi fra loro mutuamente, usatissima in Etruria, la cui origine non è etrusca ma orientale. Agli Etruschi si appartiene dunque la gloria di avere utilizzato in Europa, prima d'ogni altro popolo, il sistema delle vòlte a cunei il quale era pertanto assai familiare agli antichi architetti dell'Egitto e della Caldea. (parte prima, cap. II, p. 13) *Ma è proprio accertato che è costruzione etrusca l'[[Arco Etrusco|Arco di Perugia]]? Non sono pochi gli archeologi i quali riflettendo seriamente sulle parole incise sulla cornice dell'Arco – ''Colon Vib'' – cioè Colonia Vibia, sospettarono che l'Arco di Perugia fosse lavoro romano dovuto ad [[Augusto]]. Tale opinione verrebbe afforzata dal fatto sicuro che il primo dei Cesari fece riedificare le mura di questa città stata una delle dodici lucumonie etrusche. Ma altri osservano acutamente se l'Arco di Perugia, così come è oggi, non sia piuttosto di due epoche differenti. La prima (alla quale apparterrebbe la involtatura dell'arco) etrusca; la seconda (a cui si riferirebbero gli ornamenti e particolarmente certi pilastrini con capitelli ionici che coronano la porta medesima) romana.<br>A nostro remissivo parere, questa seconda è la versione più logica che si possa dare dell'Arco di Perugia. (parte prima, cap. II, p. 28) *La perizia costruttiva degli Etruschi [...] in nessun'altra fabbrica si palesa evidente quanto nella famosa [[Cloaca Massima]] a Roma. L'elogio più grande che possa farsi di questa costruzione si è quello di dire che dopo tanto volger di secoli serve ancora allo scopo per il quale venne ordinata. (parte prima, cap. II, p. 30) *Cominciata da [[Tarquinio Prisco]], la Cloaca Massima, venne tirata su tutta quanta a secco. Può ognuno formarsi idea della vigorosissima costruzione guardandone dal Tevere l'arcata maggiore composta di tre ordini di cunei di travertino uniti tra loro senza cemento. (parte prima, cap. II, p. 30) *Chi ha capito bene il carattere dei [[Civiltà romana|Romani]] non può meravigliarsi a vedere, specialmente in Roma, tanti [[Arco trionfale|Archi di Trionfo]] e colonne onorarie erette a gloria dei guerrieri che combatterono per far grande la patria. Gli Archi di Trionfo sono monumenti affatto romani (si rammenti bene) e vennero decorati con le maggiori pompe dell'arte. Sotto i Cesari il loro carattere è pertanto sobrio e elegante, ma mano mano che si va in là si fa gonfio e pesante. Ai tempi di [[Settimio Severo]] e di [[Costantino I|Costantino]] la antica sobrietà si trova sacrificata ai particolari che si moltiplicano per ragione di lusso e in danno dell'arte. (parte prima, cap. IV, pp. 151-154) *I Romani hanno tramandato ai posteri la gloria dei loro guerrieri anche col mezzo di Colonne Onorarie. Questa forma artistica, applicata nel modo che la applicarono gli architetti romani, è completamente romana. Nessun popolo avanti il romano {{sic|imaginò}} le Colonne Onorarie. La prima colonna onoraria che sorse a Roma fu quella destinata a [[Gaio Duilio|Duilio]] e ricordante la prima vittoria navale dei Romani sui Cartaginesi (260 av. G. C). In seguito si eresse la Antonina, dedicata a [[Marco Aurelio]] e la [[Colonna Traiana|Traiana]] (che i Francesi vollero imitare con quella Vendôme) [...]. (parte prima, cap. IV, p. 154) *Col tempo le case {{NDR|di [[Pompei]]}} diventarono<ref>Nel testo "doventarono".</ref> comode e splendide; anzi se si deve rilevare dalla loro sontuosità bisogna dire che in Pompei doveva esservi molta gente ricca o per lo meno agiata. Tutti gli studi che sono stati fatti su Pompei mostrano che le fortune vi dovevano essere spartite molto bene. Il Nissen<ref>Heinrich Nissen (1839-1912), storico tedesco, autore di ''Pompeianische Studien'', Lipsia 1877.</ref> constata che a Pompei il gusto del lusso andò sempre crescendo dall'Impero in là. Si verificò a Pompei in quei tempi quello che oggi si verifica da noi; accanto all'antica nobiltà ingoffita, sorse una borghesia ricca, ambiziosa, petulante che amava il fasto, voleva viver bene e amava godere tutte le gioie le quali furono privilegio delle grandi famiglie. Ecco perché a Pompei si esumarono tante belle case, ecco la ragione di tanta sontuosità decorativa che se non era quella dei Crassi, degli Scauri, dei Luculli, rivelava nei Pompeiani sentimento delicato e agiatezza. (parte prima, cap. IV, p. 177) *[...] [[Marco Vitruvio Pollione]], vissuto ai tempi di [[Augusto]], acquistò tanta {{sic|riputazione}} da morto che, si ha ragione di supporre, altrettanta non ebbe da vivo. Difatti non si sa capire come mai l'imperatore Augusto, il quale durante il suo governo fe' costruire tante fabbriche pubbliche, non siasi mai rivolto a Vitruvio Pollione. Bisogna proprio credere o che Vitruvio fosse in uggia all'imperatore (gli uomini sono sempre gli stessi) o sia vero che egli fosse soltanto un teorico. (parte prima, appendice, p. 190) *[[Adriano]], uomo vanitoso se mai ve ne fu, volle dare i piani e dirigere la costruzione del [[Tempio di Venere e Roma|tempio di Venere]] a Roma. Compiuto che fu il tempio domandò ad [[Apollodoro di Damasco|Apollodoro]] il suo giudizio persuaso di averlo favorevole e Apollodoro disse franco il suo parere sulla costruzione dell'imperatore; il fatto è che Adriano fece uccidere Apollodoro, dopo poco, sotto un pretesto frivolissimo. (parte prima, appendice, pp. 195-196) ===Parte seconda=== *È certo che senza l'ardente iniziativa degli uomini di genio sorti in Firenze negli ultimi anni del XIV secolo, la rivoluziono che doveva, nel campo dell' arte, rinnovare le fonti dell'ispirazione e nel campo dei costumi, sostituire la civiltà moderna alla {{sic|medieva}}, si sarebbe fatta aspettare ancora un po'. Il [[Filippo Brunelleschi|Brunelleschi]] e l'[[Leon Battista Alberti|Alberti]] intesero a paganizzare l'architettura per la ragione che la società si paganizzava. Se non ci fosse stato il mutamento nelle idee sociali del XV secolo il seme gettato dal Brunelleschi e dall'Alberti non avrebbe dato alcun frutto: – un arte non ha vita duratura se non è l'{{sic|imagine}} dell'ambiente entro il quale deve svolgersi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Ouesta [[Cappella Pazzi|Cappella {{NDR|dei Pazzi di Firenze}}]] corretta nei profili, armonica nelle proporzioni, equilibrata negli effetti di chiaroscuro, aggraziata nei particolari ornamentali, è uno dei più interessanti fra i primi lavori del Brunelleschi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Il [[Baldassare Longhena|Longhena]] si distinse eziandio nella costruzione del Palazzo Rezzonico il cui basamento spartito a bugne, e la scala e l'atrio sono veramente da studiarsi. Ma è singolare questo architetto! Nell'Ospedaletto lo troviamo eccessivamente barocco, nel monumento Pesaro, nel palazzo Capovilla si mostra pure un nervoso manipolator di volute e di cartocci, ma che è che non è, la sua mano abituata a segnar curve stravaganti, pare senta il bisogno d'un po' di riposo; e segna sulla carta motivi semplici e freddi di una freddezza palladiana. Chi mai direbbe che il palazzo Giustinian Lolin sul Canal Grande, è disegnato dall'immaginoso Longhena? (parte seconda, cap. V, p. 233-234) ==''L'arte di distinguere gli stili''== *L'[[Arte egizia|architettura egizia]] orizzontale e simmetrica, si assimila alla greca; architettura calma, massiccia nel complesso dei muri rivestiti da intagli e da colori. Caratteristica immancabile: la rastremazione, cioè i muri esterni inclinati. Così tutto in Egitto ha tendenza piramidale nell'assoluto rispetto all'orizzontale; le piramidi che lo personificano intonano ogni architettura sia tomba sia tempio, e gli obelischi che ugualmente personificano la terra de' Faraoni, hanno tendenza piramidale pur contradicendo il principio dell'orizzontale trionfante; ma gli obelischi sono monumenti decorativi. (prima parte, cap. I, pp. 35-36) *Ho detto altrove che bisogna esser più misurati e meno assoluti; l'[[arte greca]], l'architettura, ha le sue imperfezioni, e il creare un'arte greca senza macchia, insuperata e insuperabile, è morbosità, tormento, allucinazione.<br>Volfango Goethe avrebbe dato il [[Partenone]] per tutte le cattedrali gotiche. Se lo poteva pigliare. (seconda parte, cap. I, p. 107) *L'ellenismo etrusco è preceduto da una plastica di sapore acutamente arcaico molto gustoso, e si raccoglie sulle urne che dimostrano l'attività realistica dei nostri plastici minuti, ostinati nella modellazione, duri, rozzi, ineleganti nel linguaggio d'arte. Bellissime antefisse con testa nel mezzo, ornamenti intorno sbalzati, al solito, dal colore; qui, nel verismo dei ritratti, nell'arcaismo delle forme, vibra lo [[Arte etrusca|stile etrusco]], vibra nei soggetti demoniaci che celebrano certe superstizioni diffuse nel popolo e si umilia, si spegne all'immigrazione greca che vince l'anima etrusca; – forma e soggetti. (seconda parte, cap. II, pp. 158-159) *[...] l'arco, la {{sic|vòlta}}, la cupola costituiscono l'[[architettura romana]], lo stile romano, cioè lo stile imperiale di Roma, l'Urbe nel periodo del suo dominio, il dominio romano che paralizza ogni sogno che dovesse tramutarsi in realtà. (seconda parte, cap. III, p. 164) *Eccellenti mattoni, eccellente cemento, eccellente {{sic|manualanza}}, ottimi costruttori: questo il trionfo tecnico dell'architettura romana, all'apogèo che segna il vero stile romano e questo il segreto della sua esistenza. Vastità e sontuosità, ordini architettonici sovrapposti, l'arco, la vòlta e la cupola sviluppatissime: questo il trionfo estetico della nostra architettura, del nostro stile, influenzato dall'Etruria, dalla Grecia, dallo stile ellenico e ellenistico, audace e gagliardo, imponente e fastoso. Il genio italico diè ad esso il suo tono, diè il suo accento che riassume e glorifica: riassume le architetture anteriori di cui l'architettura romana è, infatti, la sintesi e il téma finale. Dopo, il Medioevo: – contando poco, architettonicamente, lo stile paleo-cristiano. (seconda parte, cap. III, pp. 165-166) *Impressionante a Roma la sovrapposizione degli ordini che la Grecia adottò timidamente anche nel periodo ellenistico rispetto a Roma, che lo svolse quanto più poté negli edifici pubblici e nei privati, comprese le case che salirono alte per necessità di spazio, insegna Vitruvio. Un ordine sopra l'altro dunque; archi, vòlte, colonne, trabeazioni producevano uno spettacolo quasi nuovo e un'imponenza quasi miracolosa, e questo spettacolo e questa imponenza è lo stile romano, assieme che offusca quando non ingombra colla ricchezza. (seconda parte, cap. III, p. 183) *Lo [[Arte bizantina|stile {{sic|bisantino}}]] è lo stile delle cupole, il cui sviluppo si può assegnare al regno di [[Giustiniano I|Giustiniano]] – stile definitivo evocante l'insigne mecenate dell'architettura bisantina, la cui azione provocò utili sforzi come Pericle a Atene, Augusto a Roma. S. Sofia vicino al Partenone: lo stile architravato nel suo trionfo, lo stile voltato nei monumenti romani sovrattutto termali [...]. (terza parte, cap. I, p. 237) *[[Santa Sofia (Istanbul)|S. Sofia di Costantinopoli]] è sempre il faro, il monumento sublime che esemplifica: studiato, riprodotto, illustrato è il pilota dello stile {{sic|bisantino}}: – la pianta concentrica, la cupola immensa, le cupole secondarie leggiere, ariose, i capitelli pulvinati, fioriti, la interminabile veste musiva, il tono e la sostanza fastosa, le dimensioni corrispondenti a questo tono e a questa sostanza. Tuttociò ammaestra e in un solo libro monumentale riassume e commenta lo stile, tutto lo stile bisantino nel suo organismo compiuto, nel suo equilibrio statico ed estetico. (terza parte, cap. I, p. 238) *Lo stile {{sic|bisantino}} è dedito alla pittura non alla scultura e adopra lo {{sic|scarpello}} avaramente in statue e bassorilievi, {{sic|cuoprendo}} cupole, pareti, archi e sott'archi col {{sic|musaico}}. Perciò a conoscere lo stile bisantino, anche nella scultura, aiuta il mosaico nei suoi pittori bisantini e italo-bisantini contro i pittori classici e romani che offrono utili comparazioni. (terza parte, cap. I, p. 240) *Sontuosità, gemme saettanti, cumulo di smalti policromi: ecco lo stile {{sic|bisantino}} il quale esulta agli ori composti da' cordoni perlati, amico delle perle benché non scintillino e non parlino rumoreggiando. E le perle circondate da filigrane, associate agli smalti in un tumulto di colori, a parte la carezza formale, i ceselli ornativi e figurativi sullo stile della scultura lapidea, sono spesso negli ori. Frenesia di contrasti, accordo di ricchezze colpiscono le facoltà sensitive a svelare un'intima psicologia ardente, pulsante, irresistibile. Il primo organo rivelatore, appunto, è la sontuosità. (terza parte, cap. I, p. 246) *Il riposo, l'abbandono dei problemi complicati, ecco {{NDR|dopo il gotico}} il nuovo stile. Infatti il [[rinascimento]] è ritorno, amore alla serenità greca, alla regolarità romana, alla tradizione greco-latina i cui primi interpreti sono stati i fiorentini. (quarta parte, cap. I, p. 403) *[[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], forza suprema, energia multipla, inestinguibile. Si elevò qualche protesta contro l'erettore della cupola di S. Pietro, quasi avesse profanato il titolo d'architetto; Michelangelo reazionario, nel nome della libertà, suscitatore di ispirazioni nuove, consola invece il periodo finale del rinascimento. Un «contaminato», il padre dei contaminati, secondo l'''Jus'' dei parrucconi i quali {{sic|sobbillano}} chi non specula sopra i timidi e non glorifica il plagio. E, Michelangelo, esaurito il programma brunelleschiano e bramantesco, emanava la sua legge da cui sorse la scuola che da lui ha nome, la quale non s'infrena al romanismo e rompe la tradizione con un sistema non ancor tentato. (quarta parte, cap. II, p. 450) *La biblioteca [[Biblioteca Medicea Laurenziana|Mediceo-Laurenziana-Delciana]] a Firenze, insegna che il gusto rettilineo può sostituirsi al gusto curvilineo, insegna che i frontoni possono profilarsi nei risalti e le cornici possono spezzarsi al buon nome dell'architettura. (quarta parte, cap. II, p. 451) *Da Firenze a Roma, a Genova, a Milano la scuola michelangiolesca chiama a raccolta i maggiori, i quali si ascrivono volentieri esultando alla vivezza intellettuale contro la pigrizia e addomesticando al barocco di cui, cronologicamente e stilisticamente, la scuola michelangiolesca rappresenta la anticamera.<br>Sulla via barocca: e nessuno oggi si vergogna a dirlo. – Assalto al bigottismo lanciato dall'impalcatura della Sistina, ove il pennello dell'architetto, scultore e pittore onora la bellezza personale e subbiettiva e fonde l'architettura alle altre arti; architettura pittoresca nell'innesto magnifico della scultura applicata. La retta non teme la curva, la curva si assimila alla retta nella scuola michelangiolesca e le figure che s'inarcano e si avvoltolano, non soffrono più il digiuno a cui si sottoposero da rettilinei i quali mancarono del senso pittorico (Bramante). (quarta parte, cap. II, p. 451) *Stile della ricchezza, della maestà pomposa, il [[barocco]]; e stile dell'amabilità elegante il [[Rococò|{{sic|roccoccò}}]], il {{sic|Secento}} e il Settecento. Essi non vantano un organismo statico proprio come il greco o il gotico, e prolungano il rinascimento {{sic|cuoprendolo}} di curve, spezzando le cornici, tagliando i frontoni in una gioia di linee irrefrenabile e dilagano, stimolando, la libera fantasia. Stile decorativo, il barocco e il roccoccò, intende a meravigliare, a sbalordire. (quarta parte, cap. II, p. 481) *Complessivamente il barocco trasforma in un'immensa gloria di curve il {{sic|Secento}}, e il {{sic|roccoccò}} chiama a avvolgimenti leggiadri e scherzosi il Settecento. E il barocco, perché sia veramente tale, bisogna che innalzi<ref>Nel testo "inalzi".</ref> la ricchezza qualche volta ammucchiata {{sic|piucché}} odinata; bisogna che la innalzi alla maggiore potenza la quale si sostiene e si coordina ed appaga l'occhio in un effetto generale. Come se un grande decoratore vedesse tutto, dirigesse tutto ad onorare la sua dote più alta: la inesauribilità. (quarta parte, cap. II, p. 483) *{{NDR|Sul [[Vittoriano]]}} Lo Stato, vittima dell'eclettismo, nel suo passivo più lacerante ha il «Monumentissimo» di Roma, la Mole sacconiana che ingoia milioni dal 1885, eroismo degli antiquari, degli orecchianti e della burocrazia italica. Oggi non sono pochi a convenire sulla miseria di quelle pietre lavorate; ma quando io investii il «Monumentissimo», vivente il povero Giuseppe Sacconi, mi trovai solo, in un piacevole isolamento. A rigore il «Monumentissimo» potrebbe ispirare qualche indulgenza guardando il tempo in cui se ne aperse il concorso, però è insopportabile che vi si possa vedere il genio d'un architetto. (Appendice, p. 575) *In sott'ordine, rispetto al «Monumentissimo» {{NDR|il Vittoriano di Roma}}, fra molti {{NDR|edifici in stile eclettico del XIX secolo}}, cibreo<ref>Intingolo, miscuglio mal combinato.</ref> disgustoso il [[Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia|palazzo della Cassa di Risparmio a Pistoia]]. Costato quasi un milione (il concorso fu bandito sulla somma di 300.000 lire) quella città toscana ha veduto sorgere, questi ultimi anni, un ampio dado di cui tutte le parti, dalle grandi alle piccole, sono copiate. Il basamento è copiato dal banco di giustizia nel Palazzo Pretorio della città, l'ingresso sulla facciata principale è copiato dalla porta di Leon Battista Alberti sulla facciata di S. Maria Novella a Firenze con squallide alterazioni (il dorico sostituito al corinzio), la imposta è copiata sotto il portico degli Uffizi a Firenze, i ferri sono copiati in un palazzo a Lucca e male applicati (troppo triti); e, nell'interno, le finestre dell'atrio appartengono alla facciata del palazzo della Cancelleria a Roma, e a Pistoia ingenuamente non si tolsero le rosette, sul fregio, emblema del cardinale Raffaello Riario che ordinò il celebre palazzo. Né curo i piccoli balaustri copiati dalla scala del palazzo Gondi a Firenze e il resto. Ma, almeno, il palazzo fosse comodo! (Appendice, pp. 575-576) ==''Pittura italiana''== *Per quanto si sa questo popolo {{NDR|gli [[Etruschi]]}} esercitò con certa larghezza la pittura, ma difficilmente la sollevò a arte indipendente, vale a dire a pura espressione d'un concetto estetico; e si può dire che si limitò invece a servirsene come mezzo di decorazione; nel modo stesso che sì usò in Oriente, da ove anzi si vuole precisamente derivato il primo stile etrusco detto per ciò, ''orientalizzante''.<br>Gli Etruschi sentirono la compiacenza che deriva dalla vivacità dei colori nello stesso modo che la sentirono i popoli primitivi e la sentono tuttora i selvaggi d'Africa e d'Oceania. (Parte prima, cap. II, pp. 15-16) *Le [[Pittura etrusca|pitture etrusche]] in generale sono a tinte intere e mancanti di chiaro scuro, e corrispondono, come si è detto, a delle convenzioni talvolta ragionevoli. Così il rosso e il color carne servono per indicare la carnagione degli uomini, il roseo quello delle donne; il {{sic|pavonazzo}} è per colorire i vasetti, il bigio poi ed il turchino sono destinati alla colorazione degli animali e ai demoni. Talune volte s'incontrano figure e animali coloriti {{sic|bizzaramente}} come, ad esempio, cavalli rossi con criniera azzurra, o cavalli interamente azzurri con unghie rosse e verdi.<br>Il valore dunque di queste pitture sta tutto quanto nel disegno del contorno il quale se dapprima è alquanto impacciato dipoi si slancia ed è galante e distinto. (Parte prima, cap. II, pp. 16-17) *[...] notiamo ancora un fatto singolare che riguarda non la tecnica pittorica, ma il contenuto della pittura etrusca. I soggetti che solitamente svolgeva il pittore etrusco, per quanto fossero destinati all'ornamento di una [[tomba]] – perché si tenga bene in mente che le pitture murali delle tombe sono quelle che ci hanno dato qualche lume intorno alla pittura degli Etruschi – sono tutt'altro che mortuari; i soggetti lugubri sono rari, e abbondano invece soggetti gai come banchetti, {{sic|caccie}}, danze, ecc. E ciò è logico. Perocché le feste in occasione di [[Funerale|funerali]] si credevano un modo di propiziazione per l'estinto affinché diventasse un essere divinizzato; così come il cristiano colle preghiere e colle funzioni pei defunti ha la fede di contribuire pietosamente alla loro eterna beatitudine. (Parte prima, cap. II, p. 22) *La [[Pittura romana|pittura]] storico-figurativa ebbe a Roma un considerevole impulso allorché sorse nel desiderio dell'imperatori e dei magnati di far dipingere su grandi pareti gli episodi più cospicui delle vittorie romane.<br>Osserva il [[Désiré-Raoul Rochette|Raoul Rochette]] che l'uso delle feste trionfali dette vigoroso impulso alla pittura su tavola, la quale, lo stesso Autore riferendosi a un passo dello storico Appiano, afferma che doveva essere familiarissima a Roma. Se ciò è vero bisogna dire che gli storici dell'arte in generale sono censurabili in questa parte, perché di tale specie di pittura han tenuto ben poco conto. (Parte prima, cap. IV, pp. 55-56) *Si suole ritenere [[Cimabue]] per fondatore dell'arte nova del dipingere, ma è più corretto dire che Cimabue favorì il rinascimento della pittura italiana promosso da [[Giotto]].<br>Difatti in Cimabue «che dette i primi lumi all'arte della pittura» come scrive esattamente il [[Giorgio Vasari|Vasari]] (''Le vite'', ecc.) c'è l'artista il quale tenta di ribellarsi alle pratiche cosiddette {{sic|bisantine}} o greche; ma non ancora disposto l'ambiente a accettar novità è naturale che l'arte di Cimabue abbia sempre l'impronta della maniera antica; mentre nell'opera pittorica di Giotto quest'impronta è addirittura scomparsa [...]. L'arte di Cimabue rappresenta per noi l'arte di transizione fra la così detta greca e quella italica risorta con Giotto. (Parte prima, cap. VII, pp. 150-151) *[[Giunta Pisano|Giunta]] [...] ebbe l'ambizione di sollevarsi un po' dalla maniera dura dell'arte del suo tempo [...]; si è detto perfino che Giunta fu maestro di Cimabue: in tal caso lo scolaro avrebbe sopravanzato il maestro come risulta dalle pitture che maestro e scolaro fecero in Assisi. (Parte prima, cap. VII, p. 153) *Giunta Pisano il quale visse al tempo della canonizzazione di [[Francesco d'Assisi|San Francesco]] dipinse molto a [[Assisi]] e la sua arte, come si è scritto partecipa dei modi così detti bisantini. Figure stecchite e dure spiranti una certa aria mansueta e pia, la quale impressiona. Quelle figure non impressionano, badisi, per la fattura; imperocché se pur si voglia dire che Giunta Pisano tentò di spastoiarsi dalle norme dell'arte coeva, i suoi sforzi restarono umili tentativi. (Parte prima, cap. VII, p. 155) *Si tiene in molto conto il ritratto di S. Francesco attribuito a Giunta Pisano perché non è impossibile che riproduca l'effigie vera del Serafico d'Assisi che Giunta può aver conosciuto. (Parte prima, cap. VII, p. 157) *Le pitture che [[Giotto]] eseguì a Assisi vicino a quelle del maestro Cimabue mostrano quanto questi sia stato {{sic|sopravvanzato}} dallo scolaro. Chi guarda attentamente le varie istorie di Giotto nota che a misura l'opera va innanzi ivi crescono i pregi; e verso la fine le storie sono più vaghe e più vivaci, le figure sono più franche nel disegno delle estremità, le mosse sono più variate, il paese è più naturale. (Parte seconda, cap. I, p. 7) ==''{{sic|Scoltura}} italiana''== *Qualunque sia il posto che il popolo romano si merita nella storia dell'arte in generale, in particolare rapporto alla [[Scultura romana|{{sic|scoltura}}]], lo ha considerevole, a pensare che il romano col suo temperamento positivista dette impulso grandissimo a una specie d'imitazione {{sic|scultorica}} che non è più né quella simbolica degli Egizi, né la imitazione dei Greci innalzata alla bellezza tipica, ma è una imitazione la quale ha per base il ''carattere''. Da ciò scaturì il ritratto. (cap. IV, pp. 43-44) *I [[Civiltà romana|Romani]] furono un popolo positivo e perciò poco inclinato all'arte. Perché gli uomini che si dicono positivi sono quelli i quali non hanno immaginazione e giudicano il mondo nella nuda {{sic|realità}}, nel modo che si presenta ai loro sensi; perciò non potranno essere artisti perché oltre a un fondo di buon senso, l'artista bisogna che sia sensitivo e possegga immaginazione infiammabile. Viceversa i Greci possedendo in grado eminente questa immaginazione, che dicemmo infiammabile, furono un popolo artista per eccellenza; e col sorriso dell'arte conquistò l'affetto dei popoli, mentre i Romani conquistarono i popoli colla forza prepotente. (cap. IV, p. 47) *[...] ai tempi di Commodo era venuto così in voga l'uso dei busti-ritratti che si tagliavano le teste delle statue per sostituirvi effigi note; e si trovò il modo di fare i busti colorati per potere a piacimento cambiar di essi la testa; e si giunse, in quel tempo, perfino a far ritratti di donna colla pettinatura posticcia (di marmo o di bronzo, s'intende) per poterla cavare e cambiare onde seguire la volubilità della moda; per modo che la effigiata trovavasi sempre con la testa acconciata secondo il costume del giorno. (cap. IV, p. 53) *La {{sic|scoltura}} romana essendo espressiva per eccellenza salì molto più insù nell'arte del ritratto di quello che salisse la scoltura dei Greci. Nei ritratti greci trovi sempre bellezza lieta e non mai scopri la indagine ferma e sicura del carattere del ritrattato. (cap. IV, p. 55) *Ecco come [[Luca Della Robbia]] oltre a aver portato nella scoltura i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli scultori avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. Luca Della Robbia che morì vecchissimo lavorò pure moltissimo. Per la qual cosa ben disse il [[Giorgio Vasari|Vasari]] nel discorrere della vita di Luca: «Onde ne venne arricchito il mondo (si capisce delle scolture a smalto di Luca) e l'arte del disegno di un'arte nuova utile e bellissima; ed egli (cioè Luca) di gloria e lode immortale e perpetua.» (cap. VII, p. 134) *[[Cristoforo Solari]] esimio fra tutti gli egregi che ornarono di loro opere quel cospicuo tempio del Rinascimento {{NDR|la [[Certosa di Pavia]]}}, Cristoforo Solari notissimo pel soprannome di Gobbo e del quale si narra che allorquando fu collocata in S. Pietro di Roma la Pietà del [[Michelangelo Buonarroti|Buonarroti]] alcuni Milanesi asserirono che era lavoro suo (tantoché {{sic|Michelangiolo}} si determinò di incidervi il proprio nome perché si dileguasse questa voce che pare potesse prendere consistenza<ref>Nel testo "consisistenza".</ref>) Cristoforo Solari (se è vero che sono tutte sue le {{sic|scolture}} cosi della Certosa di Pavia come quelle del [[Duomo di Milano]], che gli si attribuiscono) bisogna notarlo fra gli eminenti scultori del secolo il quale ora c'interessa studiare. (cap. VII, pp. 141-142) *Non scopriamo nell'arte del Solari né la ingenuità carezzevole dell'arte di [[Donatello]], né la vigorosità fantasiosa di quella del [[Lorenzo Ghiberti|Ghiberti]], né vi sappiamo scorgere la semplicità della scoltura di Luca della Robbia, nondimeno è tale la verità dello scolture solariane che acconsentiamo a scrivere nel libro dei più ragguardevoli scultori del secolo XVI, Cristoforo Solari. (cap. VII, p. 142) *[...] dopo Michelangelo la {{sic|scoltura}}, per dir come dicono tutti, si [[Barocco|imbarocchisce]], cioè non cerca più il bello, ma il bizzarro, lo stravagante: – i muscoli delle figure si gonfiano, i manti onde sono vestite si avvolgono, si ripiegano goffamente; la personalità soverchia s'impone alla riproduzione del vero. (cap. VIII, p. 160) *Se parlando di oreficeria del periodo artistico fra Michelangelo e Canova s'impone il Cellini, discorrendo d'intaglio del legno s'impone alla mente [[Andrea Brustolon]] di Belluno le cui cornici a fogliami arricciati e ornati di putti ridenti sono esempi di gusto singolare e libero e di difficoltà tecniche superate con disinvoltura ammirabile. Ma in questo tempo {{NDR|il Seicento}} le difficoltà materiali non {{sic|faceano}} indietreggiar gli esecutori; il marmo allora si lavorava come se fosse stato legno e il legno si accartocciava in mille guise come se fosse stato carta. (cap. VIII, p. 181) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/architetturaita01melagoog/page/n5/mode/1up Architettura italiana]'', parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/gri_33125015056232/page/n4/mode/1up Architettura italiana]'', parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/lartedidistingue00mela_0/mode/1up L'arte di distinguere gli stili]'', Ulrico Hoepli editore, Milano, 1918. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/pitturaitaliana01mela/page/n8/mode/1up Pittura italiana]'', Parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1885. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_B-KzsqAUBnsC/page/n6/mode/1up Pittura italiana]'', Parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1886. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_M2sC3cInwMcC/page/n4/mode/1up {{sic|Scoltura}} italiana. Parte prima e seconda: statuaria e scoltura ornamentale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Melani, Alfredo}} [[Categoria:Architetti italiani]] [[Categoria:Critici d'arte italiani]] 0ll06vmyacs0iyblxri5yrdnxpyoe86 1409873 1409870 2026-04-08T14:20:55Z Gaux 18878 /* Pittura italiana */ Correggio: magistero del chiaroscuro 1409873 wikitext text/x-wiki [[File:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896 (page 7 crop).jpg|thumb|Alfredo Melani, ''Manuale dell'ornatista'', 1896]] '''Alfredo Melani''' (1859 – 1928), architetto e critico d'arte italiano. ==''Architettura italiana''== ===Parte prima=== *Che l'[[Arte etrusca|arte degli Etruschi]] sia stata influenzala prima da quella [[Arte orientale|orientale]] e poi da quella [[Arte greca|greca]] non vi è alcuno che oggi lo nega. Negandolo, come si potrebbe spiegare il perché si trovi in Etruria l'istesso genere di sepolture che nell'Asia Minore; il perché il sistema delle vòlte, che è affatto orientale, non si trovi in tutto il bacino del Mediterraneo, se non presso gli Etruschi; il perché nel vestire avessero gli Etruschi costumi quasi identici a quelli degli orientali? ecc. Circa la influenza greca poi, non c'è tanto dà disputare; il difficile sta piuttosto nello stabilire giustamente il grado di questa influenza; perché vi sono di quelli che la spingono a tal segno da far credere che l'arte etrusca altro non sia che un'arte arcaica greca; e questo, ci pare, è un andar troppo in là. Comunque sia nell'arte degli Etruschi dapprima sono elementi orientali e in seguito elementi greci. (parte prima, cap. II, pp. 8-9) *La più interessante proprietà dell'architettura etrusca è l'impiego delle [[Volta (architettura)|vòlte]] fatte con pietre tagliate a cuneo e chiuse con serraglia. Molti si domandano: ma sarà veramente esatto che gli Etruschi furono primi ad usare di questo elemento costruttivo? [[Diodoro Siculo]] osa affermare di sì: ma anche lui ebbe questa notizia, come tante altre, dalla tradizione e le tradizioni ingannano talvolta.<br>Certo la posizione geologica dell' Etruria si prestava immensamente alla costruzione a vòlta. Gli Etruschi non avevano i graniti dell'Egitto ne i marmi della Grecia, perciò non potevano {{sic|costrurre}} soffitti monolitici di ampiezza considerevole. Da ciò la vòlta a vari pezzi (cunei) reggentisi fra loro mutuamente, usatissima in Etruria, la cui origine non è etrusca ma orientale. Agli Etruschi si appartiene dunque la gloria di avere utilizzato in Europa, prima d'ogni altro popolo, il sistema delle vòlte a cunei il quale era pertanto assai familiare agli antichi architetti dell'Egitto e della Caldea. (parte prima, cap. II, p. 13) *Ma è proprio accertato che è costruzione etrusca l'[[Arco Etrusco|Arco di Perugia]]? Non sono pochi gli archeologi i quali riflettendo seriamente sulle parole incise sulla cornice dell'Arco – ''Colon Vib'' – cioè Colonia Vibia, sospettarono che l'Arco di Perugia fosse lavoro romano dovuto ad [[Augusto]]. Tale opinione verrebbe afforzata dal fatto sicuro che il primo dei Cesari fece riedificare le mura di questa città stata una delle dodici lucumonie etrusche. Ma altri osservano acutamente se l'Arco di Perugia, così come è oggi, non sia piuttosto di due epoche differenti. La prima (alla quale apparterrebbe la involtatura dell'arco) etrusca; la seconda (a cui si riferirebbero gli ornamenti e particolarmente certi pilastrini con capitelli ionici che coronano la porta medesima) romana.<br>A nostro remissivo parere, questa seconda è la versione più logica che si possa dare dell'Arco di Perugia. (parte prima, cap. II, p. 28) *La perizia costruttiva degli Etruschi [...] in nessun'altra fabbrica si palesa evidente quanto nella famosa [[Cloaca Massima]] a Roma. L'elogio più grande che possa farsi di questa costruzione si è quello di dire che dopo tanto volger di secoli serve ancora allo scopo per il quale venne ordinata. (parte prima, cap. II, p. 30) *Cominciata da [[Tarquinio Prisco]], la Cloaca Massima, venne tirata su tutta quanta a secco. Può ognuno formarsi idea della vigorosissima costruzione guardandone dal Tevere l'arcata maggiore composta di tre ordini di cunei di travertino uniti tra loro senza cemento. (parte prima, cap. II, p. 30) *Chi ha capito bene il carattere dei [[Civiltà romana|Romani]] non può meravigliarsi a vedere, specialmente in Roma, tanti [[Arco trionfale|Archi di Trionfo]] e colonne onorarie erette a gloria dei guerrieri che combatterono per far grande la patria. Gli Archi di Trionfo sono monumenti affatto romani (si rammenti bene) e vennero decorati con le maggiori pompe dell'arte. Sotto i Cesari il loro carattere è pertanto sobrio e elegante, ma mano mano che si va in là si fa gonfio e pesante. Ai tempi di [[Settimio Severo]] e di [[Costantino I|Costantino]] la antica sobrietà si trova sacrificata ai particolari che si moltiplicano per ragione di lusso e in danno dell'arte. (parte prima, cap. IV, pp. 151-154) *I Romani hanno tramandato ai posteri la gloria dei loro guerrieri anche col mezzo di Colonne Onorarie. Questa forma artistica, applicata nel modo che la applicarono gli architetti romani, è completamente romana. Nessun popolo avanti il romano {{sic|imaginò}} le Colonne Onorarie. La prima colonna onoraria che sorse a Roma fu quella destinata a [[Gaio Duilio|Duilio]] e ricordante la prima vittoria navale dei Romani sui Cartaginesi (260 av. G. C). In seguito si eresse la Antonina, dedicata a [[Marco Aurelio]] e la [[Colonna Traiana|Traiana]] (che i Francesi vollero imitare con quella Vendôme) [...]. (parte prima, cap. IV, p. 154) *Col tempo le case {{NDR|di [[Pompei]]}} diventarono<ref>Nel testo "doventarono".</ref> comode e splendide; anzi se si deve rilevare dalla loro sontuosità bisogna dire che in Pompei doveva esservi molta gente ricca o per lo meno agiata. Tutti gli studi che sono stati fatti su Pompei mostrano che le fortune vi dovevano essere spartite molto bene. Il Nissen<ref>Heinrich Nissen (1839-1912), storico tedesco, autore di ''Pompeianische Studien'', Lipsia 1877.</ref> constata che a Pompei il gusto del lusso andò sempre crescendo dall'Impero in là. Si verificò a Pompei in quei tempi quello che oggi si verifica da noi; accanto all'antica nobiltà ingoffita, sorse una borghesia ricca, ambiziosa, petulante che amava il fasto, voleva viver bene e amava godere tutte le gioie le quali furono privilegio delle grandi famiglie. Ecco perché a Pompei si esumarono tante belle case, ecco la ragione di tanta sontuosità decorativa che se non era quella dei Crassi, degli Scauri, dei Luculli, rivelava nei Pompeiani sentimento delicato e agiatezza. (parte prima, cap. IV, p. 177) *[...] [[Marco Vitruvio Pollione]], vissuto ai tempi di [[Augusto]], acquistò tanta {{sic|riputazione}} da morto che, si ha ragione di supporre, altrettanta non ebbe da vivo. Difatti non si sa capire come mai l'imperatore Augusto, il quale durante il suo governo fe' costruire tante fabbriche pubbliche, non siasi mai rivolto a Vitruvio Pollione. Bisogna proprio credere o che Vitruvio fosse in uggia all'imperatore (gli uomini sono sempre gli stessi) o sia vero che egli fosse soltanto un teorico. (parte prima, appendice, p. 190) *[[Adriano]], uomo vanitoso se mai ve ne fu, volle dare i piani e dirigere la costruzione del [[Tempio di Venere e Roma|tempio di Venere]] a Roma. Compiuto che fu il tempio domandò ad [[Apollodoro di Damasco|Apollodoro]] il suo giudizio persuaso di averlo favorevole e Apollodoro disse franco il suo parere sulla costruzione dell'imperatore; il fatto è che Adriano fece uccidere Apollodoro, dopo poco, sotto un pretesto frivolissimo. (parte prima, appendice, pp. 195-196) ===Parte seconda=== *È certo che senza l'ardente iniziativa degli uomini di genio sorti in Firenze negli ultimi anni del XIV secolo, la rivoluziono che doveva, nel campo dell' arte, rinnovare le fonti dell'ispirazione e nel campo dei costumi, sostituire la civiltà moderna alla {{sic|medieva}}, si sarebbe fatta aspettare ancora un po'. Il [[Filippo Brunelleschi|Brunelleschi]] e l'[[Leon Battista Alberti|Alberti]] intesero a paganizzare l'architettura per la ragione che la società si paganizzava. Se non ci fosse stato il mutamento nelle idee sociali del XV secolo il seme gettato dal Brunelleschi e dall'Alberti non avrebbe dato alcun frutto: – un arte non ha vita duratura se non è l'{{sic|imagine}} dell'ambiente entro il quale deve svolgersi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Ouesta [[Cappella Pazzi|Cappella {{NDR|dei Pazzi di Firenze}}]] corretta nei profili, armonica nelle proporzioni, equilibrata negli effetti di chiaroscuro, aggraziata nei particolari ornamentali, è uno dei più interessanti fra i primi lavori del Brunelleschi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Il [[Baldassare Longhena|Longhena]] si distinse eziandio nella costruzione del Palazzo Rezzonico il cui basamento spartito a bugne, e la scala e l'atrio sono veramente da studiarsi. Ma è singolare questo architetto! Nell'Ospedaletto lo troviamo eccessivamente barocco, nel monumento Pesaro, nel palazzo Capovilla si mostra pure un nervoso manipolator di volute e di cartocci, ma che è che non è, la sua mano abituata a segnar curve stravaganti, pare senta il bisogno d'un po' di riposo; e segna sulla carta motivi semplici e freddi di una freddezza palladiana. Chi mai direbbe che il palazzo Giustinian Lolin sul Canal Grande, è disegnato dall'immaginoso Longhena? (parte seconda, cap. V, p. 233-234) ==''L'arte di distinguere gli stili''== *L'[[Arte egizia|architettura egizia]] orizzontale e simmetrica, si assimila alla greca; architettura calma, massiccia nel complesso dei muri rivestiti da intagli e da colori. Caratteristica immancabile: la rastremazione, cioè i muri esterni inclinati. Così tutto in Egitto ha tendenza piramidale nell'assoluto rispetto all'orizzontale; le piramidi che lo personificano intonano ogni architettura sia tomba sia tempio, e gli obelischi che ugualmente personificano la terra de' Faraoni, hanno tendenza piramidale pur contradicendo il principio dell'orizzontale trionfante; ma gli obelischi sono monumenti decorativi. (prima parte, cap. I, pp. 35-36) *Ho detto altrove che bisogna esser più misurati e meno assoluti; l'[[arte greca]], l'architettura, ha le sue imperfezioni, e il creare un'arte greca senza macchia, insuperata e insuperabile, è morbosità, tormento, allucinazione.<br>Volfango Goethe avrebbe dato il [[Partenone]] per tutte le cattedrali gotiche. Se lo poteva pigliare. (seconda parte, cap. I, p. 107) *L'ellenismo etrusco è preceduto da una plastica di sapore acutamente arcaico molto gustoso, e si raccoglie sulle urne che dimostrano l'attività realistica dei nostri plastici minuti, ostinati nella modellazione, duri, rozzi, ineleganti nel linguaggio d'arte. Bellissime antefisse con testa nel mezzo, ornamenti intorno sbalzati, al solito, dal colore; qui, nel verismo dei ritratti, nell'arcaismo delle forme, vibra lo [[Arte etrusca|stile etrusco]], vibra nei soggetti demoniaci che celebrano certe superstizioni diffuse nel popolo e si umilia, si spegne all'immigrazione greca che vince l'anima etrusca; – forma e soggetti. (seconda parte, cap. II, pp. 158-159) *[...] l'arco, la {{sic|vòlta}}, la cupola costituiscono l'[[architettura romana]], lo stile romano, cioè lo stile imperiale di Roma, l'Urbe nel periodo del suo dominio, il dominio romano che paralizza ogni sogno che dovesse tramutarsi in realtà. (seconda parte, cap. III, p. 164) *Eccellenti mattoni, eccellente cemento, eccellente {{sic|manualanza}}, ottimi costruttori: questo il trionfo tecnico dell'architettura romana, all'apogèo che segna il vero stile romano e questo il segreto della sua esistenza. Vastità e sontuosità, ordini architettonici sovrapposti, l'arco, la vòlta e la cupola sviluppatissime: questo il trionfo estetico della nostra architettura, del nostro stile, influenzato dall'Etruria, dalla Grecia, dallo stile ellenico e ellenistico, audace e gagliardo, imponente e fastoso. Il genio italico diè ad esso il suo tono, diè il suo accento che riassume e glorifica: riassume le architetture anteriori di cui l'architettura romana è, infatti, la sintesi e il téma finale. Dopo, il Medioevo: – contando poco, architettonicamente, lo stile paleo-cristiano. (seconda parte, cap. III, pp. 165-166) *Impressionante a Roma la sovrapposizione degli ordini che la Grecia adottò timidamente anche nel periodo ellenistico rispetto a Roma, che lo svolse quanto più poté negli edifici pubblici e nei privati, comprese le case che salirono alte per necessità di spazio, insegna Vitruvio. Un ordine sopra l'altro dunque; archi, vòlte, colonne, trabeazioni producevano uno spettacolo quasi nuovo e un'imponenza quasi miracolosa, e questo spettacolo e questa imponenza è lo stile romano, assieme che offusca quando non ingombra colla ricchezza. (seconda parte, cap. III, p. 183) *Lo [[Arte bizantina|stile {{sic|bisantino}}]] è lo stile delle cupole, il cui sviluppo si può assegnare al regno di [[Giustiniano I|Giustiniano]] – stile definitivo evocante l'insigne mecenate dell'architettura bisantina, la cui azione provocò utili sforzi come Pericle a Atene, Augusto a Roma. S. Sofia vicino al Partenone: lo stile architravato nel suo trionfo, lo stile voltato nei monumenti romani sovrattutto termali [...]. (terza parte, cap. I, p. 237) *[[Santa Sofia (Istanbul)|S. Sofia di Costantinopoli]] è sempre il faro, il monumento sublime che esemplifica: studiato, riprodotto, illustrato è il pilota dello stile {{sic|bisantino}}: – la pianta concentrica, la cupola immensa, le cupole secondarie leggiere, ariose, i capitelli pulvinati, fioriti, la interminabile veste musiva, il tono e la sostanza fastosa, le dimensioni corrispondenti a questo tono e a questa sostanza. Tuttociò ammaestra e in un solo libro monumentale riassume e commenta lo stile, tutto lo stile bisantino nel suo organismo compiuto, nel suo equilibrio statico ed estetico. (terza parte, cap. I, p. 238) *Lo stile {{sic|bisantino}} è dedito alla pittura non alla scultura e adopra lo {{sic|scarpello}} avaramente in statue e bassorilievi, {{sic|cuoprendo}} cupole, pareti, archi e sott'archi col {{sic|musaico}}. Perciò a conoscere lo stile bisantino, anche nella scultura, aiuta il mosaico nei suoi pittori bisantini e italo-bisantini contro i pittori classici e romani che offrono utili comparazioni. (terza parte, cap. I, p. 240) *Sontuosità, gemme saettanti, cumulo di smalti policromi: ecco lo stile {{sic|bisantino}} il quale esulta agli ori composti da' cordoni perlati, amico delle perle benché non scintillino e non parlino rumoreggiando. E le perle circondate da filigrane, associate agli smalti in un tumulto di colori, a parte la carezza formale, i ceselli ornativi e figurativi sullo stile della scultura lapidea, sono spesso negli ori. Frenesia di contrasti, accordo di ricchezze colpiscono le facoltà sensitive a svelare un'intima psicologia ardente, pulsante, irresistibile. Il primo organo rivelatore, appunto, è la sontuosità. (terza parte, cap. I, p. 246) *Il riposo, l'abbandono dei problemi complicati, ecco {{NDR|dopo il gotico}} il nuovo stile. Infatti il [[rinascimento]] è ritorno, amore alla serenità greca, alla regolarità romana, alla tradizione greco-latina i cui primi interpreti sono stati i fiorentini. (quarta parte, cap. I, p. 403) *[[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], forza suprema, energia multipla, inestinguibile. Si elevò qualche protesta contro l'erettore della cupola di S. Pietro, quasi avesse profanato il titolo d'architetto; Michelangelo reazionario, nel nome della libertà, suscitatore di ispirazioni nuove, consola invece il periodo finale del rinascimento. Un «contaminato», il padre dei contaminati, secondo l'''Jus'' dei parrucconi i quali {{sic|sobbillano}} chi non specula sopra i timidi e non glorifica il plagio. E, Michelangelo, esaurito il programma brunelleschiano e bramantesco, emanava la sua legge da cui sorse la scuola che da lui ha nome, la quale non s'infrena al romanismo e rompe la tradizione con un sistema non ancor tentato. (quarta parte, cap. II, p. 450) *La biblioteca [[Biblioteca Medicea Laurenziana|Mediceo-Laurenziana-Delciana]] a Firenze, insegna che il gusto rettilineo può sostituirsi al gusto curvilineo, insegna che i frontoni possono profilarsi nei risalti e le cornici possono spezzarsi al buon nome dell'architettura. (quarta parte, cap. II, p. 451) *Da Firenze a Roma, a Genova, a Milano la scuola michelangiolesca chiama a raccolta i maggiori, i quali si ascrivono volentieri esultando alla vivezza intellettuale contro la pigrizia e addomesticando al barocco di cui, cronologicamente e stilisticamente, la scuola michelangiolesca rappresenta la anticamera.<br>Sulla via barocca: e nessuno oggi si vergogna a dirlo. – Assalto al bigottismo lanciato dall'impalcatura della Sistina, ove il pennello dell'architetto, scultore e pittore onora la bellezza personale e subbiettiva e fonde l'architettura alle altre arti; architettura pittoresca nell'innesto magnifico della scultura applicata. La retta non teme la curva, la curva si assimila alla retta nella scuola michelangiolesca e le figure che s'inarcano e si avvoltolano, non soffrono più il digiuno a cui si sottoposero da rettilinei i quali mancarono del senso pittorico (Bramante). (quarta parte, cap. II, p. 451) *Stile della ricchezza, della maestà pomposa, il [[barocco]]; e stile dell'amabilità elegante il [[Rococò|{{sic|roccoccò}}]], il {{sic|Secento}} e il Settecento. Essi non vantano un organismo statico proprio come il greco o il gotico, e prolungano il rinascimento {{sic|cuoprendolo}} di curve, spezzando le cornici, tagliando i frontoni in una gioia di linee irrefrenabile e dilagano, stimolando, la libera fantasia. Stile decorativo, il barocco e il roccoccò, intende a meravigliare, a sbalordire. (quarta parte, cap. II, p. 481) *Complessivamente il barocco trasforma in un'immensa gloria di curve il {{sic|Secento}}, e il {{sic|roccoccò}} chiama a avvolgimenti leggiadri e scherzosi il Settecento. E il barocco, perché sia veramente tale, bisogna che innalzi<ref>Nel testo "inalzi".</ref> la ricchezza qualche volta ammucchiata {{sic|piucché}} odinata; bisogna che la innalzi alla maggiore potenza la quale si sostiene e si coordina ed appaga l'occhio in un effetto generale. Come se un grande decoratore vedesse tutto, dirigesse tutto ad onorare la sua dote più alta: la inesauribilità. (quarta parte, cap. II, p. 483) *{{NDR|Sul [[Vittoriano]]}} Lo Stato, vittima dell'eclettismo, nel suo passivo più lacerante ha il «Monumentissimo» di Roma, la Mole sacconiana che ingoia milioni dal 1885, eroismo degli antiquari, degli orecchianti e della burocrazia italica. Oggi non sono pochi a convenire sulla miseria di quelle pietre lavorate; ma quando io investii il «Monumentissimo», vivente il povero Giuseppe Sacconi, mi trovai solo, in un piacevole isolamento. A rigore il «Monumentissimo» potrebbe ispirare qualche indulgenza guardando il tempo in cui se ne aperse il concorso, però è insopportabile che vi si possa vedere il genio d'un architetto. (Appendice, p. 575) *In sott'ordine, rispetto al «Monumentissimo» {{NDR|il Vittoriano di Roma}}, fra molti {{NDR|edifici in stile eclettico del XIX secolo}}, cibreo<ref>Intingolo, miscuglio mal combinato.</ref> disgustoso il [[Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia|palazzo della Cassa di Risparmio a Pistoia]]. Costato quasi un milione (il concorso fu bandito sulla somma di 300.000 lire) quella città toscana ha veduto sorgere, questi ultimi anni, un ampio dado di cui tutte le parti, dalle grandi alle piccole, sono copiate. Il basamento è copiato dal banco di giustizia nel Palazzo Pretorio della città, l'ingresso sulla facciata principale è copiato dalla porta di Leon Battista Alberti sulla facciata di S. Maria Novella a Firenze con squallide alterazioni (il dorico sostituito al corinzio), la imposta è copiata sotto il portico degli Uffizi a Firenze, i ferri sono copiati in un palazzo a Lucca e male applicati (troppo triti); e, nell'interno, le finestre dell'atrio appartengono alla facciata del palazzo della Cancelleria a Roma, e a Pistoia ingenuamente non si tolsero le rosette, sul fregio, emblema del cardinale Raffaello Riario che ordinò il celebre palazzo. Né curo i piccoli balaustri copiati dalla scala del palazzo Gondi a Firenze e il resto. Ma, almeno, il palazzo fosse comodo! (Appendice, pp. 575-576) ==''Pittura italiana''== *Per quanto si sa questo popolo {{NDR|gli [[Etruschi]]}} esercitò con certa larghezza la pittura, ma difficilmente la sollevò a arte indipendente, vale a dire a pura espressione d'un concetto estetico; e si può dire che si limitò invece a servirsene come mezzo di decorazione; nel modo stesso che sì usò in Oriente, da ove anzi si vuole precisamente derivato il primo stile etrusco detto per ciò, ''orientalizzante''.<br>Gli Etruschi sentirono la compiacenza che deriva dalla vivacità dei colori nello stesso modo che la sentirono i popoli primitivi e la sentono tuttora i selvaggi d'Africa e d'Oceania. (Parte prima, cap. II, pp. 15-16) *Le [[Pittura etrusca|pitture etrusche]] in generale sono a tinte intere e mancanti di chiaro scuro, e corrispondono, come si è detto, a delle convenzioni talvolta ragionevoli. Così il rosso e il color carne servono per indicare la carnagione degli uomini, il roseo quello delle donne; il {{sic|pavonazzo}} è per colorire i vasetti, il bigio poi ed il turchino sono destinati alla colorazione degli animali e ai demoni. Talune volte s'incontrano figure e animali coloriti {{sic|bizzaramente}} come, ad esempio, cavalli rossi con criniera azzurra, o cavalli interamente azzurri con unghie rosse e verdi.<br>Il valore dunque di queste pitture sta tutto quanto nel disegno del contorno il quale se dapprima è alquanto impacciato dipoi si slancia ed è galante e distinto. (Parte prima, cap. II, pp. 16-17) *[...] notiamo ancora un fatto singolare che riguarda non la tecnica pittorica, ma il contenuto della pittura etrusca. I soggetti che solitamente svolgeva il pittore etrusco, per quanto fossero destinati all'ornamento di una [[tomba]] – perché si tenga bene in mente che le pitture murali delle tombe sono quelle che ci hanno dato qualche lume intorno alla pittura degli Etruschi – sono tutt'altro che mortuari; i soggetti lugubri sono rari, e abbondano invece soggetti gai come banchetti, {{sic|caccie}}, danze, ecc. E ciò è logico. Perocché le feste in occasione di [[Funerale|funerali]] si credevano un modo di propiziazione per l'estinto affinché diventasse un essere divinizzato; così come il cristiano colle preghiere e colle funzioni pei defunti ha la fede di contribuire pietosamente alla loro eterna beatitudine. (Parte prima, cap. II, p. 22) *La [[Pittura romana|pittura]] storico-figurativa ebbe a Roma un considerevole impulso allorché sorse nel desiderio dell'imperatori e dei magnati di far dipingere su grandi pareti gli episodi più cospicui delle vittorie romane.<br>Osserva il [[Désiré-Raoul Rochette|Raoul Rochette]] che l'uso delle feste trionfali dette vigoroso impulso alla pittura su tavola, la quale, lo stesso Autore riferendosi a un passo dello storico Appiano, afferma che doveva essere familiarissima a Roma. Se ciò è vero bisogna dire che gli storici dell'arte in generale sono censurabili in questa parte, perché di tale specie di pittura han tenuto ben poco conto. (Parte prima, cap. IV, pp. 55-56) *Si suole ritenere [[Cimabue]] per fondatore dell'arte nova del dipingere, ma è più corretto dire che Cimabue favorì il rinascimento della pittura italiana promosso da [[Giotto]].<br>Difatti in Cimabue «che dette i primi lumi all'arte della pittura» come scrive esattamente il [[Giorgio Vasari|Vasari]] (''Le vite'', ecc.) c'è l'artista il quale tenta di ribellarsi alle pratiche cosiddette {{sic|bisantine}} o greche; ma non ancora disposto l'ambiente a accettar novità è naturale che l'arte di Cimabue abbia sempre l'impronta della maniera antica; mentre nell'opera pittorica di Giotto quest'impronta è addirittura scomparsa [...]. L'arte di Cimabue rappresenta per noi l'arte di transizione fra la così detta greca e quella italica risorta con Giotto. (Parte prima, cap. VII, pp. 150-151) *[[Giunta Pisano|Giunta]] [...] ebbe l'ambizione di sollevarsi un po' dalla maniera dura dell'arte del suo tempo [...]; si è detto perfino che Giunta fu maestro di Cimabue: in tal caso lo scolaro avrebbe sopravanzato il maestro come risulta dalle pitture che maestro e scolaro fecero in Assisi. (Parte prima, cap. VII, p. 153) *Giunta Pisano il quale visse al tempo della canonizzazione di [[Francesco d'Assisi|San Francesco]] dipinse molto a [[Assisi]] e la sua arte, come si è scritto partecipa dei modi così detti bisantini. Figure stecchite e dure spiranti una certa aria mansueta e pia, la quale impressiona. Quelle figure non impressionano, badisi, per la fattura; imperocché se pur si voglia dire che Giunta Pisano tentò di spastoiarsi dalle norme dell'arte coeva, i suoi sforzi restarono umili tentativi. (Parte prima, cap. VII, p. 155) *Si tiene in molto conto il ritratto di S. Francesco attribuito a Giunta Pisano perché non è impossibile che riproduca l'effigie vera del Serafico d'Assisi che Giunta può aver conosciuto. (Parte prima, cap. VII, p. 157) *Le pitture che [[Giotto]] eseguì a Assisi vicino a quelle del maestro Cimabue mostrano quanto questi sia stato {{sic|sopravvanzato}} dallo scolaro. Chi guarda attentamente le varie istorie di Giotto nota che a misura l'opera va innanzi ivi crescono i pregi; e verso la fine le storie sono più vaghe e più vivaci, le figure sono più franche nel disegno delle estremità, le mosse sono più variate, il paese è più naturale. (Parte seconda, cap. I, p. 7) *Il [[Correggio]], o come a lui garbava talvolta chiamarsi, Antonio Lieto da Correggio, non ha rivali nel magistero del chiaroscuro a cui seppe dare fluidità e vaghezza meravigliose. Sta in questo la importanza dell'opera pittorica correggesca. Il passaggio dalla luce all'ombra nelle pitture dell'Allegri è insensibile; accanto al bianco è un grigio leggero e accanto allo scuro, viceversa, è un grigio robusto: per la qual cosa il passaggio fra il nero e il bianco non vi è mai ardito, ma moderato dalla mezza tinta; alla quale l'Allegri doveva non solo il rilievo delle figure ma la pastosità della pittura. (Parte seconda, cap. III, p. 163) ==''{{sic|Scoltura}} italiana''== *Qualunque sia il posto che il popolo romano si merita nella storia dell'arte in generale, in particolare rapporto alla [[Scultura romana|{{sic|scoltura}}]], lo ha considerevole, a pensare che il romano col suo temperamento positivista dette impulso grandissimo a una specie d'imitazione {{sic|scultorica}} che non è più né quella simbolica degli Egizi, né la imitazione dei Greci innalzata alla bellezza tipica, ma è una imitazione la quale ha per base il ''carattere''. Da ciò scaturì il ritratto. (cap. IV, pp. 43-44) *I [[Civiltà romana|Romani]] furono un popolo positivo e perciò poco inclinato all'arte. Perché gli uomini che si dicono positivi sono quelli i quali non hanno immaginazione e giudicano il mondo nella nuda {{sic|realità}}, nel modo che si presenta ai loro sensi; perciò non potranno essere artisti perché oltre a un fondo di buon senso, l'artista bisogna che sia sensitivo e possegga immaginazione infiammabile. Viceversa i Greci possedendo in grado eminente questa immaginazione, che dicemmo infiammabile, furono un popolo artista per eccellenza; e col sorriso dell'arte conquistò l'affetto dei popoli, mentre i Romani conquistarono i popoli colla forza prepotente. (cap. IV, p. 47) *[...] ai tempi di Commodo era venuto così in voga l'uso dei busti-ritratti che si tagliavano le teste delle statue per sostituirvi effigi note; e si trovò il modo di fare i busti colorati per potere a piacimento cambiar di essi la testa; e si giunse, in quel tempo, perfino a far ritratti di donna colla pettinatura posticcia (di marmo o di bronzo, s'intende) per poterla cavare e cambiare onde seguire la volubilità della moda; per modo che la effigiata trovavasi sempre con la testa acconciata secondo il costume del giorno. (cap. IV, p. 53) *La {{sic|scoltura}} romana essendo espressiva per eccellenza salì molto più insù nell'arte del ritratto di quello che salisse la scoltura dei Greci. Nei ritratti greci trovi sempre bellezza lieta e non mai scopri la indagine ferma e sicura del carattere del ritrattato. (cap. IV, p. 55) *Ecco come [[Luca Della Robbia]] oltre a aver portato nella scoltura i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli scultori avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. Luca Della Robbia che morì vecchissimo lavorò pure moltissimo. Per la qual cosa ben disse il [[Giorgio Vasari|Vasari]] nel discorrere della vita di Luca: «Onde ne venne arricchito il mondo (si capisce delle scolture a smalto di Luca) e l'arte del disegno di un'arte nuova utile e bellissima; ed egli (cioè Luca) di gloria e lode immortale e perpetua.» (cap. VII, p. 134) *[[Cristoforo Solari]] esimio fra tutti gli egregi che ornarono di loro opere quel cospicuo tempio del Rinascimento {{NDR|la [[Certosa di Pavia]]}}, Cristoforo Solari notissimo pel soprannome di Gobbo e del quale si narra che allorquando fu collocata in S. Pietro di Roma la Pietà del [[Michelangelo Buonarroti|Buonarroti]] alcuni Milanesi asserirono che era lavoro suo (tantoché {{sic|Michelangiolo}} si determinò di incidervi il proprio nome perché si dileguasse questa voce che pare potesse prendere consistenza<ref>Nel testo "consisistenza".</ref>) Cristoforo Solari (se è vero che sono tutte sue le {{sic|scolture}} cosi della Certosa di Pavia come quelle del [[Duomo di Milano]], che gli si attribuiscono) bisogna notarlo fra gli eminenti scultori del secolo il quale ora c'interessa studiare. (cap. VII, pp. 141-142) *Non scopriamo nell'arte del Solari né la ingenuità carezzevole dell'arte di [[Donatello]], né la vigorosità fantasiosa di quella del [[Lorenzo Ghiberti|Ghiberti]], né vi sappiamo scorgere la semplicità della scoltura di Luca della Robbia, nondimeno è tale la verità dello scolture solariane che acconsentiamo a scrivere nel libro dei più ragguardevoli scultori del secolo XVI, Cristoforo Solari. (cap. VII, p. 142) *[...] dopo Michelangelo la {{sic|scoltura}}, per dir come dicono tutti, si [[Barocco|imbarocchisce]], cioè non cerca più il bello, ma il bizzarro, lo stravagante: – i muscoli delle figure si gonfiano, i manti onde sono vestite si avvolgono, si ripiegano goffamente; la personalità soverchia s'impone alla riproduzione del vero. (cap. VIII, p. 160) *Se parlando di oreficeria del periodo artistico fra Michelangelo e Canova s'impone il Cellini, discorrendo d'intaglio del legno s'impone alla mente [[Andrea Brustolon]] di Belluno le cui cornici a fogliami arricciati e ornati di putti ridenti sono esempi di gusto singolare e libero e di difficoltà tecniche superate con disinvoltura ammirabile. Ma in questo tempo {{NDR|il Seicento}} le difficoltà materiali non {{sic|faceano}} indietreggiar gli esecutori; il marmo allora si lavorava come se fosse stato legno e il legno si accartocciava in mille guise come se fosse stato carta. (cap. VIII, p. 181) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/architetturaita01melagoog/page/n5/mode/1up Architettura italiana]'', parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/gri_33125015056232/page/n4/mode/1up Architettura italiana]'', parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/lartedidistingue00mela_0/mode/1up L'arte di distinguere gli stili]'', Ulrico Hoepli editore, Milano, 1918. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/pitturaitaliana01mela/page/n8/mode/1up Pittura italiana]'', Parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1885. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_B-KzsqAUBnsC/page/n6/mode/1up Pittura italiana]'', Parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1886. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_M2sC3cInwMcC/page/n4/mode/1up {{sic|Scoltura}} italiana. Parte prima e seconda: statuaria e scoltura ornamentale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Melani, Alfredo}} [[Categoria:Architetti italiani]] [[Categoria:Critici d'arte italiani]] bb04nuo4p2w58ywtu8cyqwqqazckmku 1409874 1409873 2026-04-08T14:22:17Z Gaux 18878 /* Pittura italiana */ wlink 1409874 wikitext text/x-wiki [[File:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896 (page 7 crop).jpg|thumb|Alfredo Melani, ''Manuale dell'ornatista'', 1896]] '''Alfredo Melani''' (1859 – 1928), architetto e critico d'arte italiano. ==''Architettura italiana''== ===Parte prima=== *Che l'[[Arte etrusca|arte degli Etruschi]] sia stata influenzala prima da quella [[Arte orientale|orientale]] e poi da quella [[Arte greca|greca]] non vi è alcuno che oggi lo nega. Negandolo, come si potrebbe spiegare il perché si trovi in Etruria l'istesso genere di sepolture che nell'Asia Minore; il perché il sistema delle vòlte, che è affatto orientale, non si trovi in tutto il bacino del Mediterraneo, se non presso gli Etruschi; il perché nel vestire avessero gli Etruschi costumi quasi identici a quelli degli orientali? ecc. Circa la influenza greca poi, non c'è tanto dà disputare; il difficile sta piuttosto nello stabilire giustamente il grado di questa influenza; perché vi sono di quelli che la spingono a tal segno da far credere che l'arte etrusca altro non sia che un'arte arcaica greca; e questo, ci pare, è un andar troppo in là. Comunque sia nell'arte degli Etruschi dapprima sono elementi orientali e in seguito elementi greci. (parte prima, cap. II, pp. 8-9) *La più interessante proprietà dell'architettura etrusca è l'impiego delle [[Volta (architettura)|vòlte]] fatte con pietre tagliate a cuneo e chiuse con serraglia. Molti si domandano: ma sarà veramente esatto che gli Etruschi furono primi ad usare di questo elemento costruttivo? [[Diodoro Siculo]] osa affermare di sì: ma anche lui ebbe questa notizia, come tante altre, dalla tradizione e le tradizioni ingannano talvolta.<br>Certo la posizione geologica dell' Etruria si prestava immensamente alla costruzione a vòlta. Gli Etruschi non avevano i graniti dell'Egitto ne i marmi della Grecia, perciò non potevano {{sic|costrurre}} soffitti monolitici di ampiezza considerevole. Da ciò la vòlta a vari pezzi (cunei) reggentisi fra loro mutuamente, usatissima in Etruria, la cui origine non è etrusca ma orientale. Agli Etruschi si appartiene dunque la gloria di avere utilizzato in Europa, prima d'ogni altro popolo, il sistema delle vòlte a cunei il quale era pertanto assai familiare agli antichi architetti dell'Egitto e della Caldea. (parte prima, cap. II, p. 13) *Ma è proprio accertato che è costruzione etrusca l'[[Arco Etrusco|Arco di Perugia]]? Non sono pochi gli archeologi i quali riflettendo seriamente sulle parole incise sulla cornice dell'Arco – ''Colon Vib'' – cioè Colonia Vibia, sospettarono che l'Arco di Perugia fosse lavoro romano dovuto ad [[Augusto]]. Tale opinione verrebbe afforzata dal fatto sicuro che il primo dei Cesari fece riedificare le mura di questa città stata una delle dodici lucumonie etrusche. Ma altri osservano acutamente se l'Arco di Perugia, così come è oggi, non sia piuttosto di due epoche differenti. La prima (alla quale apparterrebbe la involtatura dell'arco) etrusca; la seconda (a cui si riferirebbero gli ornamenti e particolarmente certi pilastrini con capitelli ionici che coronano la porta medesima) romana.<br>A nostro remissivo parere, questa seconda è la versione più logica che si possa dare dell'Arco di Perugia. (parte prima, cap. II, p. 28) *La perizia costruttiva degli Etruschi [...] in nessun'altra fabbrica si palesa evidente quanto nella famosa [[Cloaca Massima]] a Roma. L'elogio più grande che possa farsi di questa costruzione si è quello di dire che dopo tanto volger di secoli serve ancora allo scopo per il quale venne ordinata. (parte prima, cap. II, p. 30) *Cominciata da [[Tarquinio Prisco]], la Cloaca Massima, venne tirata su tutta quanta a secco. Può ognuno formarsi idea della vigorosissima costruzione guardandone dal Tevere l'arcata maggiore composta di tre ordini di cunei di travertino uniti tra loro senza cemento. (parte prima, cap. II, p. 30) *Chi ha capito bene il carattere dei [[Civiltà romana|Romani]] non può meravigliarsi a vedere, specialmente in Roma, tanti [[Arco trionfale|Archi di Trionfo]] e colonne onorarie erette a gloria dei guerrieri che combatterono per far grande la patria. Gli Archi di Trionfo sono monumenti affatto romani (si rammenti bene) e vennero decorati con le maggiori pompe dell'arte. Sotto i Cesari il loro carattere è pertanto sobrio e elegante, ma mano mano che si va in là si fa gonfio e pesante. Ai tempi di [[Settimio Severo]] e di [[Costantino I|Costantino]] la antica sobrietà si trova sacrificata ai particolari che si moltiplicano per ragione di lusso e in danno dell'arte. (parte prima, cap. IV, pp. 151-154) *I Romani hanno tramandato ai posteri la gloria dei loro guerrieri anche col mezzo di Colonne Onorarie. Questa forma artistica, applicata nel modo che la applicarono gli architetti romani, è completamente romana. Nessun popolo avanti il romano {{sic|imaginò}} le Colonne Onorarie. La prima colonna onoraria che sorse a Roma fu quella destinata a [[Gaio Duilio|Duilio]] e ricordante la prima vittoria navale dei Romani sui Cartaginesi (260 av. G. C). In seguito si eresse la Antonina, dedicata a [[Marco Aurelio]] e la [[Colonna Traiana|Traiana]] (che i Francesi vollero imitare con quella Vendôme) [...]. (parte prima, cap. IV, p. 154) *Col tempo le case {{NDR|di [[Pompei]]}} diventarono<ref>Nel testo "doventarono".</ref> comode e splendide; anzi se si deve rilevare dalla loro sontuosità bisogna dire che in Pompei doveva esservi molta gente ricca o per lo meno agiata. Tutti gli studi che sono stati fatti su Pompei mostrano che le fortune vi dovevano essere spartite molto bene. Il Nissen<ref>Heinrich Nissen (1839-1912), storico tedesco, autore di ''Pompeianische Studien'', Lipsia 1877.</ref> constata che a Pompei il gusto del lusso andò sempre crescendo dall'Impero in là. Si verificò a Pompei in quei tempi quello che oggi si verifica da noi; accanto all'antica nobiltà ingoffita, sorse una borghesia ricca, ambiziosa, petulante che amava il fasto, voleva viver bene e amava godere tutte le gioie le quali furono privilegio delle grandi famiglie. Ecco perché a Pompei si esumarono tante belle case, ecco la ragione di tanta sontuosità decorativa che se non era quella dei Crassi, degli Scauri, dei Luculli, rivelava nei Pompeiani sentimento delicato e agiatezza. (parte prima, cap. IV, p. 177) *[...] [[Marco Vitruvio Pollione]], vissuto ai tempi di [[Augusto]], acquistò tanta {{sic|riputazione}} da morto che, si ha ragione di supporre, altrettanta non ebbe da vivo. Difatti non si sa capire come mai l'imperatore Augusto, il quale durante il suo governo fe' costruire tante fabbriche pubbliche, non siasi mai rivolto a Vitruvio Pollione. Bisogna proprio credere o che Vitruvio fosse in uggia all'imperatore (gli uomini sono sempre gli stessi) o sia vero che egli fosse soltanto un teorico. (parte prima, appendice, p. 190) *[[Adriano]], uomo vanitoso se mai ve ne fu, volle dare i piani e dirigere la costruzione del [[Tempio di Venere e Roma|tempio di Venere]] a Roma. Compiuto che fu il tempio domandò ad [[Apollodoro di Damasco|Apollodoro]] il suo giudizio persuaso di averlo favorevole e Apollodoro disse franco il suo parere sulla costruzione dell'imperatore; il fatto è che Adriano fece uccidere Apollodoro, dopo poco, sotto un pretesto frivolissimo. (parte prima, appendice, pp. 195-196) ===Parte seconda=== *È certo che senza l'ardente iniziativa degli uomini di genio sorti in Firenze negli ultimi anni del XIV secolo, la rivoluziono che doveva, nel campo dell' arte, rinnovare le fonti dell'ispirazione e nel campo dei costumi, sostituire la civiltà moderna alla {{sic|medieva}}, si sarebbe fatta aspettare ancora un po'. Il [[Filippo Brunelleschi|Brunelleschi]] e l'[[Leon Battista Alberti|Alberti]] intesero a paganizzare l'architettura per la ragione che la società si paganizzava. Se non ci fosse stato il mutamento nelle idee sociali del XV secolo il seme gettato dal Brunelleschi e dall'Alberti non avrebbe dato alcun frutto: – un arte non ha vita duratura se non è l'{{sic|imagine}} dell'ambiente entro il quale deve svolgersi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Ouesta [[Cappella Pazzi|Cappella {{NDR|dei Pazzi di Firenze}}]] corretta nei profili, armonica nelle proporzioni, equilibrata negli effetti di chiaroscuro, aggraziata nei particolari ornamentali, è uno dei più interessanti fra i primi lavori del Brunelleschi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Il [[Baldassare Longhena|Longhena]] si distinse eziandio nella costruzione del Palazzo Rezzonico il cui basamento spartito a bugne, e la scala e l'atrio sono veramente da studiarsi. Ma è singolare questo architetto! Nell'Ospedaletto lo troviamo eccessivamente barocco, nel monumento Pesaro, nel palazzo Capovilla si mostra pure un nervoso manipolator di volute e di cartocci, ma che è che non è, la sua mano abituata a segnar curve stravaganti, pare senta il bisogno d'un po' di riposo; e segna sulla carta motivi semplici e freddi di una freddezza palladiana. Chi mai direbbe che il palazzo Giustinian Lolin sul Canal Grande, è disegnato dall'immaginoso Longhena? (parte seconda, cap. V, p. 233-234) ==''L'arte di distinguere gli stili''== *L'[[Arte egizia|architettura egizia]] orizzontale e simmetrica, si assimila alla greca; architettura calma, massiccia nel complesso dei muri rivestiti da intagli e da colori. Caratteristica immancabile: la rastremazione, cioè i muri esterni inclinati. Così tutto in Egitto ha tendenza piramidale nell'assoluto rispetto all'orizzontale; le piramidi che lo personificano intonano ogni architettura sia tomba sia tempio, e gli obelischi che ugualmente personificano la terra de' Faraoni, hanno tendenza piramidale pur contradicendo il principio dell'orizzontale trionfante; ma gli obelischi sono monumenti decorativi. (prima parte, cap. I, pp. 35-36) *Ho detto altrove che bisogna esser più misurati e meno assoluti; l'[[arte greca]], l'architettura, ha le sue imperfezioni, e il creare un'arte greca senza macchia, insuperata e insuperabile, è morbosità, tormento, allucinazione.<br>Volfango Goethe avrebbe dato il [[Partenone]] per tutte le cattedrali gotiche. Se lo poteva pigliare. (seconda parte, cap. I, p. 107) *L'ellenismo etrusco è preceduto da una plastica di sapore acutamente arcaico molto gustoso, e si raccoglie sulle urne che dimostrano l'attività realistica dei nostri plastici minuti, ostinati nella modellazione, duri, rozzi, ineleganti nel linguaggio d'arte. Bellissime antefisse con testa nel mezzo, ornamenti intorno sbalzati, al solito, dal colore; qui, nel verismo dei ritratti, nell'arcaismo delle forme, vibra lo [[Arte etrusca|stile etrusco]], vibra nei soggetti demoniaci che celebrano certe superstizioni diffuse nel popolo e si umilia, si spegne all'immigrazione greca che vince l'anima etrusca; – forma e soggetti. (seconda parte, cap. II, pp. 158-159) *[...] l'arco, la {{sic|vòlta}}, la cupola costituiscono l'[[architettura romana]], lo stile romano, cioè lo stile imperiale di Roma, l'Urbe nel periodo del suo dominio, il dominio romano che paralizza ogni sogno che dovesse tramutarsi in realtà. (seconda parte, cap. III, p. 164) *Eccellenti mattoni, eccellente cemento, eccellente {{sic|manualanza}}, ottimi costruttori: questo il trionfo tecnico dell'architettura romana, all'apogèo che segna il vero stile romano e questo il segreto della sua esistenza. Vastità e sontuosità, ordini architettonici sovrapposti, l'arco, la vòlta e la cupola sviluppatissime: questo il trionfo estetico della nostra architettura, del nostro stile, influenzato dall'Etruria, dalla Grecia, dallo stile ellenico e ellenistico, audace e gagliardo, imponente e fastoso. Il genio italico diè ad esso il suo tono, diè il suo accento che riassume e glorifica: riassume le architetture anteriori di cui l'architettura romana è, infatti, la sintesi e il téma finale. Dopo, il Medioevo: – contando poco, architettonicamente, lo stile paleo-cristiano. (seconda parte, cap. III, pp. 165-166) *Impressionante a Roma la sovrapposizione degli ordini che la Grecia adottò timidamente anche nel periodo ellenistico rispetto a Roma, che lo svolse quanto più poté negli edifici pubblici e nei privati, comprese le case che salirono alte per necessità di spazio, insegna Vitruvio. Un ordine sopra l'altro dunque; archi, vòlte, colonne, trabeazioni producevano uno spettacolo quasi nuovo e un'imponenza quasi miracolosa, e questo spettacolo e questa imponenza è lo stile romano, assieme che offusca quando non ingombra colla ricchezza. (seconda parte, cap. III, p. 183) *Lo [[Arte bizantina|stile {{sic|bisantino}}]] è lo stile delle cupole, il cui sviluppo si può assegnare al regno di [[Giustiniano I|Giustiniano]] – stile definitivo evocante l'insigne mecenate dell'architettura bisantina, la cui azione provocò utili sforzi come Pericle a Atene, Augusto a Roma. S. Sofia vicino al Partenone: lo stile architravato nel suo trionfo, lo stile voltato nei monumenti romani sovrattutto termali [...]. (terza parte, cap. I, p. 237) *[[Santa Sofia (Istanbul)|S. Sofia di Costantinopoli]] è sempre il faro, il monumento sublime che esemplifica: studiato, riprodotto, illustrato è il pilota dello stile {{sic|bisantino}}: – la pianta concentrica, la cupola immensa, le cupole secondarie leggiere, ariose, i capitelli pulvinati, fioriti, la interminabile veste musiva, il tono e la sostanza fastosa, le dimensioni corrispondenti a questo tono e a questa sostanza. Tuttociò ammaestra e in un solo libro monumentale riassume e commenta lo stile, tutto lo stile bisantino nel suo organismo compiuto, nel suo equilibrio statico ed estetico. (terza parte, cap. I, p. 238) *Lo stile {{sic|bisantino}} è dedito alla pittura non alla scultura e adopra lo {{sic|scarpello}} avaramente in statue e bassorilievi, {{sic|cuoprendo}} cupole, pareti, archi e sott'archi col {{sic|musaico}}. Perciò a conoscere lo stile bisantino, anche nella scultura, aiuta il mosaico nei suoi pittori bisantini e italo-bisantini contro i pittori classici e romani che offrono utili comparazioni. (terza parte, cap. I, p. 240) *Sontuosità, gemme saettanti, cumulo di smalti policromi: ecco lo stile {{sic|bisantino}} il quale esulta agli ori composti da' cordoni perlati, amico delle perle benché non scintillino e non parlino rumoreggiando. E le perle circondate da filigrane, associate agli smalti in un tumulto di colori, a parte la carezza formale, i ceselli ornativi e figurativi sullo stile della scultura lapidea, sono spesso negli ori. Frenesia di contrasti, accordo di ricchezze colpiscono le facoltà sensitive a svelare un'intima psicologia ardente, pulsante, irresistibile. Il primo organo rivelatore, appunto, è la sontuosità. (terza parte, cap. I, p. 246) *Il riposo, l'abbandono dei problemi complicati, ecco {{NDR|dopo il gotico}} il nuovo stile. Infatti il [[rinascimento]] è ritorno, amore alla serenità greca, alla regolarità romana, alla tradizione greco-latina i cui primi interpreti sono stati i fiorentini. (quarta parte, cap. I, p. 403) *[[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], forza suprema, energia multipla, inestinguibile. Si elevò qualche protesta contro l'erettore della cupola di S. Pietro, quasi avesse profanato il titolo d'architetto; Michelangelo reazionario, nel nome della libertà, suscitatore di ispirazioni nuove, consola invece il periodo finale del rinascimento. Un «contaminato», il padre dei contaminati, secondo l'''Jus'' dei parrucconi i quali {{sic|sobbillano}} chi non specula sopra i timidi e non glorifica il plagio. E, Michelangelo, esaurito il programma brunelleschiano e bramantesco, emanava la sua legge da cui sorse la scuola che da lui ha nome, la quale non s'infrena al romanismo e rompe la tradizione con un sistema non ancor tentato. (quarta parte, cap. II, p. 450) *La biblioteca [[Biblioteca Medicea Laurenziana|Mediceo-Laurenziana-Delciana]] a Firenze, insegna che il gusto rettilineo può sostituirsi al gusto curvilineo, insegna che i frontoni possono profilarsi nei risalti e le cornici possono spezzarsi al buon nome dell'architettura. (quarta parte, cap. II, p. 451) *Da Firenze a Roma, a Genova, a Milano la scuola michelangiolesca chiama a raccolta i maggiori, i quali si ascrivono volentieri esultando alla vivezza intellettuale contro la pigrizia e addomesticando al barocco di cui, cronologicamente e stilisticamente, la scuola michelangiolesca rappresenta la anticamera.<br>Sulla via barocca: e nessuno oggi si vergogna a dirlo. – Assalto al bigottismo lanciato dall'impalcatura della Sistina, ove il pennello dell'architetto, scultore e pittore onora la bellezza personale e subbiettiva e fonde l'architettura alle altre arti; architettura pittoresca nell'innesto magnifico della scultura applicata. La retta non teme la curva, la curva si assimila alla retta nella scuola michelangiolesca e le figure che s'inarcano e si avvoltolano, non soffrono più il digiuno a cui si sottoposero da rettilinei i quali mancarono del senso pittorico (Bramante). (quarta parte, cap. II, p. 451) *Stile della ricchezza, della maestà pomposa, il [[barocco]]; e stile dell'amabilità elegante il [[Rococò|{{sic|roccoccò}}]], il {{sic|Secento}} e il Settecento. Essi non vantano un organismo statico proprio come il greco o il gotico, e prolungano il rinascimento {{sic|cuoprendolo}} di curve, spezzando le cornici, tagliando i frontoni in una gioia di linee irrefrenabile e dilagano, stimolando, la libera fantasia. Stile decorativo, il barocco e il roccoccò, intende a meravigliare, a sbalordire. (quarta parte, cap. II, p. 481) *Complessivamente il barocco trasforma in un'immensa gloria di curve il {{sic|Secento}}, e il {{sic|roccoccò}} chiama a avvolgimenti leggiadri e scherzosi il Settecento. E il barocco, perché sia veramente tale, bisogna che innalzi<ref>Nel testo "inalzi".</ref> la ricchezza qualche volta ammucchiata {{sic|piucché}} odinata; bisogna che la innalzi alla maggiore potenza la quale si sostiene e si coordina ed appaga l'occhio in un effetto generale. Come se un grande decoratore vedesse tutto, dirigesse tutto ad onorare la sua dote più alta: la inesauribilità. (quarta parte, cap. II, p. 483) *{{NDR|Sul [[Vittoriano]]}} Lo Stato, vittima dell'eclettismo, nel suo passivo più lacerante ha il «Monumentissimo» di Roma, la Mole sacconiana che ingoia milioni dal 1885, eroismo degli antiquari, degli orecchianti e della burocrazia italica. Oggi non sono pochi a convenire sulla miseria di quelle pietre lavorate; ma quando io investii il «Monumentissimo», vivente il povero Giuseppe Sacconi, mi trovai solo, in un piacevole isolamento. A rigore il «Monumentissimo» potrebbe ispirare qualche indulgenza guardando il tempo in cui se ne aperse il concorso, però è insopportabile che vi si possa vedere il genio d'un architetto. (Appendice, p. 575) *In sott'ordine, rispetto al «Monumentissimo» {{NDR|il Vittoriano di Roma}}, fra molti {{NDR|edifici in stile eclettico del XIX secolo}}, cibreo<ref>Intingolo, miscuglio mal combinato.</ref> disgustoso il [[Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia|palazzo della Cassa di Risparmio a Pistoia]]. Costato quasi un milione (il concorso fu bandito sulla somma di 300.000 lire) quella città toscana ha veduto sorgere, questi ultimi anni, un ampio dado di cui tutte le parti, dalle grandi alle piccole, sono copiate. Il basamento è copiato dal banco di giustizia nel Palazzo Pretorio della città, l'ingresso sulla facciata principale è copiato dalla porta di Leon Battista Alberti sulla facciata di S. Maria Novella a Firenze con squallide alterazioni (il dorico sostituito al corinzio), la imposta è copiata sotto il portico degli Uffizi a Firenze, i ferri sono copiati in un palazzo a Lucca e male applicati (troppo triti); e, nell'interno, le finestre dell'atrio appartengono alla facciata del palazzo della Cancelleria a Roma, e a Pistoia ingenuamente non si tolsero le rosette, sul fregio, emblema del cardinale Raffaello Riario che ordinò il celebre palazzo. Né curo i piccoli balaustri copiati dalla scala del palazzo Gondi a Firenze e il resto. Ma, almeno, il palazzo fosse comodo! (Appendice, pp. 575-576) ==''Pittura italiana''== *Per quanto si sa questo popolo {{NDR|gli [[Etruschi]]}} esercitò con certa larghezza la pittura, ma difficilmente la sollevò a arte indipendente, vale a dire a pura espressione d'un concetto estetico; e si può dire che si limitò invece a servirsene come mezzo di decorazione; nel modo stesso che sì usò in Oriente, da ove anzi si vuole precisamente derivato il primo stile etrusco detto per ciò, ''orientalizzante''.<br>Gli Etruschi sentirono la compiacenza che deriva dalla vivacità dei colori nello stesso modo che la sentirono i popoli primitivi e la sentono tuttora i selvaggi d'Africa e d'Oceania. (Parte prima, cap. II, pp. 15-16) *Le [[Pittura etrusca|pitture etrusche]] in generale sono a tinte intere e mancanti di chiaro scuro, e corrispondono, come si è detto, a delle convenzioni talvolta ragionevoli. Così il rosso e il color carne servono per indicare la carnagione degli uomini, il roseo quello delle donne; il {{sic|pavonazzo}} è per colorire i vasetti, il bigio poi ed il turchino sono destinati alla colorazione degli animali e ai demoni. Talune volte s'incontrano figure e animali coloriti {{sic|bizzaramente}} come, ad esempio, cavalli rossi con criniera azzurra, o cavalli interamente azzurri con unghie rosse e verdi.<br>Il valore dunque di queste pitture sta tutto quanto nel disegno del contorno il quale se dapprima è alquanto impacciato dipoi si slancia ed è galante e distinto. (Parte prima, cap. II, pp. 16-17) *[...] notiamo ancora un fatto singolare che riguarda non la tecnica pittorica, ma il contenuto della pittura etrusca. I soggetti che solitamente svolgeva il pittore etrusco, per quanto fossero destinati all'ornamento di una [[tomba]] – perché si tenga bene in mente che le pitture murali delle tombe sono quelle che ci hanno dato qualche lume intorno alla pittura degli Etruschi – sono tutt'altro che mortuari; i soggetti lugubri sono rari, e abbondano invece soggetti gai come banchetti, {{sic|caccie}}, danze, ecc. E ciò è logico. Perocché le feste in occasione di [[Funerale|funerali]] si credevano un modo di propiziazione per l'estinto affinché diventasse un essere divinizzato; così come il cristiano colle preghiere e colle funzioni pei defunti ha la fede di contribuire pietosamente alla loro eterna beatitudine. (Parte prima, cap. II, p. 22) *La [[Pittura romana|pittura]] storico-figurativa ebbe a Roma un considerevole impulso allorché sorse nel desiderio dell'imperatori e dei magnati di far dipingere su grandi pareti gli episodi più cospicui delle vittorie romane.<br>Osserva il [[Désiré-Raoul Rochette|Raoul Rochette]] che l'uso delle feste trionfali dette vigoroso impulso alla pittura su tavola, la quale, lo stesso Autore riferendosi a un passo dello storico Appiano, afferma che doveva essere familiarissima a Roma. Se ciò è vero bisogna dire che gli storici dell'arte in generale sono censurabili in questa parte, perché di tale specie di pittura han tenuto ben poco conto. (Parte prima, cap. IV, pp. 55-56) *Si suole ritenere [[Cimabue]] per fondatore dell'arte nova del dipingere, ma è più corretto dire che Cimabue favorì il rinascimento della pittura italiana promosso da [[Giotto]].<br>Difatti in Cimabue «che dette i primi lumi all'arte della pittura» come scrive esattamente il [[Giorgio Vasari|Vasari]] (''Le vite'', ecc.) c'è l'artista il quale tenta di ribellarsi alle pratiche cosiddette {{sic|bisantine}} o greche; ma non ancora disposto l'ambiente a accettar novità è naturale che l'arte di Cimabue abbia sempre l'impronta della maniera antica; mentre nell'opera pittorica di Giotto quest'impronta è addirittura scomparsa [...]. L'arte di Cimabue rappresenta per noi l'arte di transizione fra la così detta greca e quella italica risorta con Giotto. (Parte prima, cap. VII, pp. 150-151) *[[Giunta Pisano|Giunta]] [...] ebbe l'ambizione di sollevarsi un po' dalla maniera dura dell'arte del suo tempo [...]; si è detto perfino che Giunta fu maestro di Cimabue: in tal caso lo scolaro avrebbe sopravanzato il maestro come risulta dalle pitture che maestro e scolaro fecero in Assisi. (Parte prima, cap. VII, p. 153) *Giunta Pisano il quale visse al tempo della canonizzazione di [[Francesco d'Assisi|San Francesco]] dipinse molto a [[Assisi]] e la sua arte, come si è scritto partecipa dei modi così detti bisantini. Figure stecchite e dure spiranti una certa aria mansueta e pia, la quale impressiona. Quelle figure non impressionano, badisi, per la fattura; imperocché se pur si voglia dire che Giunta Pisano tentò di spastoiarsi dalle norme dell'arte coeva, i suoi sforzi restarono umili tentativi. (Parte prima, cap. VII, p. 155) *Si tiene in molto conto il ritratto di S. Francesco attribuito a Giunta Pisano perché non è impossibile che riproduca l'effigie vera del Serafico d'Assisi che Giunta può aver conosciuto. (Parte prima, cap. VII, p. 157) *Le pitture che [[Giotto]] eseguì a Assisi vicino a quelle del maestro Cimabue mostrano quanto questi sia stato {{sic|sopravvanzato}} dallo scolaro. Chi guarda attentamente le varie istorie di Giotto nota che a misura l'opera va innanzi ivi crescono i pregi; e verso la fine le storie sono più vaghe e più vivaci, le figure sono più franche nel disegno delle estremità, le mosse sono più variate, il paese è più naturale. (Parte seconda, cap. I, p. 7) *Il [[Correggio]], o come a lui garbava talvolta chiamarsi, Antonio Lieto da Correggio, non ha rivali nel magistero del [[chiaroscuro]] a cui seppe dare fluidità e vaghezza meravigliose. Sta in questo la importanza dell'opera pittorica correggesca. Il passaggio dalla luce all'ombra nelle pitture dell'Allegri è insensibile; accanto al bianco è un grigio leggero e accanto allo scuro, viceversa, è un grigio robusto: per la qual cosa il passaggio fra il nero e il bianco non vi è mai ardito, ma moderato dalla mezza tinta; alla quale l'Allegri doveva non solo il rilievo delle figure ma la pastosità della pittura. (Parte seconda, cap. III, p. 163) ==''{{sic|Scoltura}} italiana''== *Qualunque sia il posto che il popolo romano si merita nella storia dell'arte in generale, in particolare rapporto alla [[Scultura romana|{{sic|scoltura}}]], lo ha considerevole, a pensare che il romano col suo temperamento positivista dette impulso grandissimo a una specie d'imitazione {{sic|scultorica}} che non è più né quella simbolica degli Egizi, né la imitazione dei Greci innalzata alla bellezza tipica, ma è una imitazione la quale ha per base il ''carattere''. Da ciò scaturì il ritratto. (cap. IV, pp. 43-44) *I [[Civiltà romana|Romani]] furono un popolo positivo e perciò poco inclinato all'arte. Perché gli uomini che si dicono positivi sono quelli i quali non hanno immaginazione e giudicano il mondo nella nuda {{sic|realità}}, nel modo che si presenta ai loro sensi; perciò non potranno essere artisti perché oltre a un fondo di buon senso, l'artista bisogna che sia sensitivo e possegga immaginazione infiammabile. Viceversa i Greci possedendo in grado eminente questa immaginazione, che dicemmo infiammabile, furono un popolo artista per eccellenza; e col sorriso dell'arte conquistò l'affetto dei popoli, mentre i Romani conquistarono i popoli colla forza prepotente. (cap. IV, p. 47) *[...] ai tempi di Commodo era venuto così in voga l'uso dei busti-ritratti che si tagliavano le teste delle statue per sostituirvi effigi note; e si trovò il modo di fare i busti colorati per potere a piacimento cambiar di essi la testa; e si giunse, in quel tempo, perfino a far ritratti di donna colla pettinatura posticcia (di marmo o di bronzo, s'intende) per poterla cavare e cambiare onde seguire la volubilità della moda; per modo che la effigiata trovavasi sempre con la testa acconciata secondo il costume del giorno. (cap. IV, p. 53) *La {{sic|scoltura}} romana essendo espressiva per eccellenza salì molto più insù nell'arte del ritratto di quello che salisse la scoltura dei Greci. Nei ritratti greci trovi sempre bellezza lieta e non mai scopri la indagine ferma e sicura del carattere del ritrattato. (cap. IV, p. 55) *Ecco come [[Luca Della Robbia]] oltre a aver portato nella scoltura i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli scultori avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. Luca Della Robbia che morì vecchissimo lavorò pure moltissimo. Per la qual cosa ben disse il [[Giorgio Vasari|Vasari]] nel discorrere della vita di Luca: «Onde ne venne arricchito il mondo (si capisce delle scolture a smalto di Luca) e l'arte del disegno di un'arte nuova utile e bellissima; ed egli (cioè Luca) di gloria e lode immortale e perpetua.» (cap. VII, p. 134) *[[Cristoforo Solari]] esimio fra tutti gli egregi che ornarono di loro opere quel cospicuo tempio del Rinascimento {{NDR|la [[Certosa di Pavia]]}}, Cristoforo Solari notissimo pel soprannome di Gobbo e del quale si narra che allorquando fu collocata in S. Pietro di Roma la Pietà del [[Michelangelo Buonarroti|Buonarroti]] alcuni Milanesi asserirono che era lavoro suo (tantoché {{sic|Michelangiolo}} si determinò di incidervi il proprio nome perché si dileguasse questa voce che pare potesse prendere consistenza<ref>Nel testo "consisistenza".</ref>) Cristoforo Solari (se è vero che sono tutte sue le {{sic|scolture}} cosi della Certosa di Pavia come quelle del [[Duomo di Milano]], che gli si attribuiscono) bisogna notarlo fra gli eminenti scultori del secolo il quale ora c'interessa studiare. (cap. VII, pp. 141-142) *Non scopriamo nell'arte del Solari né la ingenuità carezzevole dell'arte di [[Donatello]], né la vigorosità fantasiosa di quella del [[Lorenzo Ghiberti|Ghiberti]], né vi sappiamo scorgere la semplicità della scoltura di Luca della Robbia, nondimeno è tale la verità dello scolture solariane che acconsentiamo a scrivere nel libro dei più ragguardevoli scultori del secolo XVI, Cristoforo Solari. (cap. VII, p. 142) *[...] dopo Michelangelo la {{sic|scoltura}}, per dir come dicono tutti, si [[Barocco|imbarocchisce]], cioè non cerca più il bello, ma il bizzarro, lo stravagante: – i muscoli delle figure si gonfiano, i manti onde sono vestite si avvolgono, si ripiegano goffamente; la personalità soverchia s'impone alla riproduzione del vero. (cap. VIII, p. 160) *Se parlando di oreficeria del periodo artistico fra Michelangelo e Canova s'impone il Cellini, discorrendo d'intaglio del legno s'impone alla mente [[Andrea Brustolon]] di Belluno le cui cornici a fogliami arricciati e ornati di putti ridenti sono esempi di gusto singolare e libero e di difficoltà tecniche superate con disinvoltura ammirabile. Ma in questo tempo {{NDR|il Seicento}} le difficoltà materiali non {{sic|faceano}} indietreggiar gli esecutori; il marmo allora si lavorava come se fosse stato legno e il legno si accartocciava in mille guise come se fosse stato carta. (cap. VIII, p. 181) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/architetturaita01melagoog/page/n5/mode/1up Architettura italiana]'', parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/gri_33125015056232/page/n4/mode/1up Architettura italiana]'', parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/lartedidistingue00mela_0/mode/1up L'arte di distinguere gli stili]'', Ulrico Hoepli editore, Milano, 1918. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/pitturaitaliana01mela/page/n8/mode/1up Pittura italiana]'', Parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1885. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_B-KzsqAUBnsC/page/n6/mode/1up Pittura italiana]'', Parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1886. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_M2sC3cInwMcC/page/n4/mode/1up {{sic|Scoltura}} italiana. Parte prima e seconda: statuaria e scoltura ornamentale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Melani, Alfredo}} [[Categoria:Architetti italiani]] [[Categoria:Critici d'arte italiani]] hbkvacv99qddbgmn0i6mk6k1cwmes73 1409878 1409874 2026-04-08T14:31:50Z Gaux 18878 /* Pittura italiana */ le pitture del Duomo di Parma 1409878 wikitext text/x-wiki [[File:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896 (page 7 crop).jpg|thumb|Alfredo Melani, ''Manuale dell'ornatista'', 1896]] '''Alfredo Melani''' (1859 – 1928), architetto e critico d'arte italiano. ==''Architettura italiana''== ===Parte prima=== *Che l'[[Arte etrusca|arte degli Etruschi]] sia stata influenzala prima da quella [[Arte orientale|orientale]] e poi da quella [[Arte greca|greca]] non vi è alcuno che oggi lo nega. Negandolo, come si potrebbe spiegare il perché si trovi in Etruria l'istesso genere di sepolture che nell'Asia Minore; il perché il sistema delle vòlte, che è affatto orientale, non si trovi in tutto il bacino del Mediterraneo, se non presso gli Etruschi; il perché nel vestire avessero gli Etruschi costumi quasi identici a quelli degli orientali? ecc. Circa la influenza greca poi, non c'è tanto dà disputare; il difficile sta piuttosto nello stabilire giustamente il grado di questa influenza; perché vi sono di quelli che la spingono a tal segno da far credere che l'arte etrusca altro non sia che un'arte arcaica greca; e questo, ci pare, è un andar troppo in là. Comunque sia nell'arte degli Etruschi dapprima sono elementi orientali e in seguito elementi greci. (parte prima, cap. II, pp. 8-9) *La più interessante proprietà dell'architettura etrusca è l'impiego delle [[Volta (architettura)|vòlte]] fatte con pietre tagliate a cuneo e chiuse con serraglia. Molti si domandano: ma sarà veramente esatto che gli Etruschi furono primi ad usare di questo elemento costruttivo? [[Diodoro Siculo]] osa affermare di sì: ma anche lui ebbe questa notizia, come tante altre, dalla tradizione e le tradizioni ingannano talvolta.<br>Certo la posizione geologica dell' Etruria si prestava immensamente alla costruzione a vòlta. Gli Etruschi non avevano i graniti dell'Egitto ne i marmi della Grecia, perciò non potevano {{sic|costrurre}} soffitti monolitici di ampiezza considerevole. Da ciò la vòlta a vari pezzi (cunei) reggentisi fra loro mutuamente, usatissima in Etruria, la cui origine non è etrusca ma orientale. Agli Etruschi si appartiene dunque la gloria di avere utilizzato in Europa, prima d'ogni altro popolo, il sistema delle vòlte a cunei il quale era pertanto assai familiare agli antichi architetti dell'Egitto e della Caldea. (parte prima, cap. II, p. 13) *Ma è proprio accertato che è costruzione etrusca l'[[Arco Etrusco|Arco di Perugia]]? Non sono pochi gli archeologi i quali riflettendo seriamente sulle parole incise sulla cornice dell'Arco – ''Colon Vib'' – cioè Colonia Vibia, sospettarono che l'Arco di Perugia fosse lavoro romano dovuto ad [[Augusto]]. Tale opinione verrebbe afforzata dal fatto sicuro che il primo dei Cesari fece riedificare le mura di questa città stata una delle dodici lucumonie etrusche. Ma altri osservano acutamente se l'Arco di Perugia, così come è oggi, non sia piuttosto di due epoche differenti. La prima (alla quale apparterrebbe la involtatura dell'arco) etrusca; la seconda (a cui si riferirebbero gli ornamenti e particolarmente certi pilastrini con capitelli ionici che coronano la porta medesima) romana.<br>A nostro remissivo parere, questa seconda è la versione più logica che si possa dare dell'Arco di Perugia. (parte prima, cap. II, p. 28) *La perizia costruttiva degli Etruschi [...] in nessun'altra fabbrica si palesa evidente quanto nella famosa [[Cloaca Massima]] a Roma. L'elogio più grande che possa farsi di questa costruzione si è quello di dire che dopo tanto volger di secoli serve ancora allo scopo per il quale venne ordinata. (parte prima, cap. II, p. 30) *Cominciata da [[Tarquinio Prisco]], la Cloaca Massima, venne tirata su tutta quanta a secco. Può ognuno formarsi idea della vigorosissima costruzione guardandone dal Tevere l'arcata maggiore composta di tre ordini di cunei di travertino uniti tra loro senza cemento. (parte prima, cap. II, p. 30) *Chi ha capito bene il carattere dei [[Civiltà romana|Romani]] non può meravigliarsi a vedere, specialmente in Roma, tanti [[Arco trionfale|Archi di Trionfo]] e colonne onorarie erette a gloria dei guerrieri che combatterono per far grande la patria. Gli Archi di Trionfo sono monumenti affatto romani (si rammenti bene) e vennero decorati con le maggiori pompe dell'arte. Sotto i Cesari il loro carattere è pertanto sobrio e elegante, ma mano mano che si va in là si fa gonfio e pesante. Ai tempi di [[Settimio Severo]] e di [[Costantino I|Costantino]] la antica sobrietà si trova sacrificata ai particolari che si moltiplicano per ragione di lusso e in danno dell'arte. (parte prima, cap. IV, pp. 151-154) *I Romani hanno tramandato ai posteri la gloria dei loro guerrieri anche col mezzo di Colonne Onorarie. Questa forma artistica, applicata nel modo che la applicarono gli architetti romani, è completamente romana. Nessun popolo avanti il romano {{sic|imaginò}} le Colonne Onorarie. La prima colonna onoraria che sorse a Roma fu quella destinata a [[Gaio Duilio|Duilio]] e ricordante la prima vittoria navale dei Romani sui Cartaginesi (260 av. G. C). In seguito si eresse la Antonina, dedicata a [[Marco Aurelio]] e la [[Colonna Traiana|Traiana]] (che i Francesi vollero imitare con quella Vendôme) [...]. (parte prima, cap. IV, p. 154) *Col tempo le case {{NDR|di [[Pompei]]}} diventarono<ref>Nel testo "doventarono".</ref> comode e splendide; anzi se si deve rilevare dalla loro sontuosità bisogna dire che in Pompei doveva esservi molta gente ricca o per lo meno agiata. Tutti gli studi che sono stati fatti su Pompei mostrano che le fortune vi dovevano essere spartite molto bene. Il Nissen<ref>Heinrich Nissen (1839-1912), storico tedesco, autore di ''Pompeianische Studien'', Lipsia 1877.</ref> constata che a Pompei il gusto del lusso andò sempre crescendo dall'Impero in là. Si verificò a Pompei in quei tempi quello che oggi si verifica da noi; accanto all'antica nobiltà ingoffita, sorse una borghesia ricca, ambiziosa, petulante che amava il fasto, voleva viver bene e amava godere tutte le gioie le quali furono privilegio delle grandi famiglie. Ecco perché a Pompei si esumarono tante belle case, ecco la ragione di tanta sontuosità decorativa che se non era quella dei Crassi, degli Scauri, dei Luculli, rivelava nei Pompeiani sentimento delicato e agiatezza. (parte prima, cap. IV, p. 177) *[...] [[Marco Vitruvio Pollione]], vissuto ai tempi di [[Augusto]], acquistò tanta {{sic|riputazione}} da morto che, si ha ragione di supporre, altrettanta non ebbe da vivo. Difatti non si sa capire come mai l'imperatore Augusto, il quale durante il suo governo fe' costruire tante fabbriche pubbliche, non siasi mai rivolto a Vitruvio Pollione. Bisogna proprio credere o che Vitruvio fosse in uggia all'imperatore (gli uomini sono sempre gli stessi) o sia vero che egli fosse soltanto un teorico. (parte prima, appendice, p. 190) *[[Adriano]], uomo vanitoso se mai ve ne fu, volle dare i piani e dirigere la costruzione del [[Tempio di Venere e Roma|tempio di Venere]] a Roma. Compiuto che fu il tempio domandò ad [[Apollodoro di Damasco|Apollodoro]] il suo giudizio persuaso di averlo favorevole e Apollodoro disse franco il suo parere sulla costruzione dell'imperatore; il fatto è che Adriano fece uccidere Apollodoro, dopo poco, sotto un pretesto frivolissimo. (parte prima, appendice, pp. 195-196) ===Parte seconda=== *È certo che senza l'ardente iniziativa degli uomini di genio sorti in Firenze negli ultimi anni del XIV secolo, la rivoluziono che doveva, nel campo dell' arte, rinnovare le fonti dell'ispirazione e nel campo dei costumi, sostituire la civiltà moderna alla {{sic|medieva}}, si sarebbe fatta aspettare ancora un po'. Il [[Filippo Brunelleschi|Brunelleschi]] e l'[[Leon Battista Alberti|Alberti]] intesero a paganizzare l'architettura per la ragione che la società si paganizzava. Se non ci fosse stato il mutamento nelle idee sociali del XV secolo il seme gettato dal Brunelleschi e dall'Alberti non avrebbe dato alcun frutto: – un arte non ha vita duratura se non è l'{{sic|imagine}} dell'ambiente entro il quale deve svolgersi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Ouesta [[Cappella Pazzi|Cappella {{NDR|dei Pazzi di Firenze}}]] corretta nei profili, armonica nelle proporzioni, equilibrata negli effetti di chiaroscuro, aggraziata nei particolari ornamentali, è uno dei più interessanti fra i primi lavori del Brunelleschi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Il [[Baldassare Longhena|Longhena]] si distinse eziandio nella costruzione del Palazzo Rezzonico il cui basamento spartito a bugne, e la scala e l'atrio sono veramente da studiarsi. Ma è singolare questo architetto! Nell'Ospedaletto lo troviamo eccessivamente barocco, nel monumento Pesaro, nel palazzo Capovilla si mostra pure un nervoso manipolator di volute e di cartocci, ma che è che non è, la sua mano abituata a segnar curve stravaganti, pare senta il bisogno d'un po' di riposo; e segna sulla carta motivi semplici e freddi di una freddezza palladiana. Chi mai direbbe che il palazzo Giustinian Lolin sul Canal Grande, è disegnato dall'immaginoso Longhena? (parte seconda, cap. V, p. 233-234) ==''L'arte di distinguere gli stili''== *L'[[Arte egizia|architettura egizia]] orizzontale e simmetrica, si assimila alla greca; architettura calma, massiccia nel complesso dei muri rivestiti da intagli e da colori. Caratteristica immancabile: la rastremazione, cioè i muri esterni inclinati. Così tutto in Egitto ha tendenza piramidale nell'assoluto rispetto all'orizzontale; le piramidi che lo personificano intonano ogni architettura sia tomba sia tempio, e gli obelischi che ugualmente personificano la terra de' Faraoni, hanno tendenza piramidale pur contradicendo il principio dell'orizzontale trionfante; ma gli obelischi sono monumenti decorativi. (prima parte, cap. I, pp. 35-36) *Ho detto altrove che bisogna esser più misurati e meno assoluti; l'[[arte greca]], l'architettura, ha le sue imperfezioni, e il creare un'arte greca senza macchia, insuperata e insuperabile, è morbosità, tormento, allucinazione.<br>Volfango Goethe avrebbe dato il [[Partenone]] per tutte le cattedrali gotiche. Se lo poteva pigliare. (seconda parte, cap. I, p. 107) *L'ellenismo etrusco è preceduto da una plastica di sapore acutamente arcaico molto gustoso, e si raccoglie sulle urne che dimostrano l'attività realistica dei nostri plastici minuti, ostinati nella modellazione, duri, rozzi, ineleganti nel linguaggio d'arte. Bellissime antefisse con testa nel mezzo, ornamenti intorno sbalzati, al solito, dal colore; qui, nel verismo dei ritratti, nell'arcaismo delle forme, vibra lo [[Arte etrusca|stile etrusco]], vibra nei soggetti demoniaci che celebrano certe superstizioni diffuse nel popolo e si umilia, si spegne all'immigrazione greca che vince l'anima etrusca; – forma e soggetti. (seconda parte, cap. II, pp. 158-159) *[...] l'arco, la {{sic|vòlta}}, la cupola costituiscono l'[[architettura romana]], lo stile romano, cioè lo stile imperiale di Roma, l'Urbe nel periodo del suo dominio, il dominio romano che paralizza ogni sogno che dovesse tramutarsi in realtà. (seconda parte, cap. III, p. 164) *Eccellenti mattoni, eccellente cemento, eccellente {{sic|manualanza}}, ottimi costruttori: questo il trionfo tecnico dell'architettura romana, all'apogèo che segna il vero stile romano e questo il segreto della sua esistenza. Vastità e sontuosità, ordini architettonici sovrapposti, l'arco, la vòlta e la cupola sviluppatissime: questo il trionfo estetico della nostra architettura, del nostro stile, influenzato dall'Etruria, dalla Grecia, dallo stile ellenico e ellenistico, audace e gagliardo, imponente e fastoso. Il genio italico diè ad esso il suo tono, diè il suo accento che riassume e glorifica: riassume le architetture anteriori di cui l'architettura romana è, infatti, la sintesi e il téma finale. Dopo, il Medioevo: – contando poco, architettonicamente, lo stile paleo-cristiano. (seconda parte, cap. III, pp. 165-166) *Impressionante a Roma la sovrapposizione degli ordini che la Grecia adottò timidamente anche nel periodo ellenistico rispetto a Roma, che lo svolse quanto più poté negli edifici pubblici e nei privati, comprese le case che salirono alte per necessità di spazio, insegna Vitruvio. Un ordine sopra l'altro dunque; archi, vòlte, colonne, trabeazioni producevano uno spettacolo quasi nuovo e un'imponenza quasi miracolosa, e questo spettacolo e questa imponenza è lo stile romano, assieme che offusca quando non ingombra colla ricchezza. (seconda parte, cap. III, p. 183) *Lo [[Arte bizantina|stile {{sic|bisantino}}]] è lo stile delle cupole, il cui sviluppo si può assegnare al regno di [[Giustiniano I|Giustiniano]] – stile definitivo evocante l'insigne mecenate dell'architettura bisantina, la cui azione provocò utili sforzi come Pericle a Atene, Augusto a Roma. S. Sofia vicino al Partenone: lo stile architravato nel suo trionfo, lo stile voltato nei monumenti romani sovrattutto termali [...]. (terza parte, cap. I, p. 237) *[[Santa Sofia (Istanbul)|S. Sofia di Costantinopoli]] è sempre il faro, il monumento sublime che esemplifica: studiato, riprodotto, illustrato è il pilota dello stile {{sic|bisantino}}: – la pianta concentrica, la cupola immensa, le cupole secondarie leggiere, ariose, i capitelli pulvinati, fioriti, la interminabile veste musiva, il tono e la sostanza fastosa, le dimensioni corrispondenti a questo tono e a questa sostanza. Tuttociò ammaestra e in un solo libro monumentale riassume e commenta lo stile, tutto lo stile bisantino nel suo organismo compiuto, nel suo equilibrio statico ed estetico. (terza parte, cap. I, p. 238) *Lo stile {{sic|bisantino}} è dedito alla pittura non alla scultura e adopra lo {{sic|scarpello}} avaramente in statue e bassorilievi, {{sic|cuoprendo}} cupole, pareti, archi e sott'archi col {{sic|musaico}}. Perciò a conoscere lo stile bisantino, anche nella scultura, aiuta il mosaico nei suoi pittori bisantini e italo-bisantini contro i pittori classici e romani che offrono utili comparazioni. (terza parte, cap. I, p. 240) *Sontuosità, gemme saettanti, cumulo di smalti policromi: ecco lo stile {{sic|bisantino}} il quale esulta agli ori composti da' cordoni perlati, amico delle perle benché non scintillino e non parlino rumoreggiando. E le perle circondate da filigrane, associate agli smalti in un tumulto di colori, a parte la carezza formale, i ceselli ornativi e figurativi sullo stile della scultura lapidea, sono spesso negli ori. Frenesia di contrasti, accordo di ricchezze colpiscono le facoltà sensitive a svelare un'intima psicologia ardente, pulsante, irresistibile. Il primo organo rivelatore, appunto, è la sontuosità. (terza parte, cap. I, p. 246) *Il riposo, l'abbandono dei problemi complicati, ecco {{NDR|dopo il gotico}} il nuovo stile. Infatti il [[rinascimento]] è ritorno, amore alla serenità greca, alla regolarità romana, alla tradizione greco-latina i cui primi interpreti sono stati i fiorentini. (quarta parte, cap. I, p. 403) *[[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], forza suprema, energia multipla, inestinguibile. Si elevò qualche protesta contro l'erettore della cupola di S. Pietro, quasi avesse profanato il titolo d'architetto; Michelangelo reazionario, nel nome della libertà, suscitatore di ispirazioni nuove, consola invece il periodo finale del rinascimento. Un «contaminato», il padre dei contaminati, secondo l'''Jus'' dei parrucconi i quali {{sic|sobbillano}} chi non specula sopra i timidi e non glorifica il plagio. E, Michelangelo, esaurito il programma brunelleschiano e bramantesco, emanava la sua legge da cui sorse la scuola che da lui ha nome, la quale non s'infrena al romanismo e rompe la tradizione con un sistema non ancor tentato. (quarta parte, cap. II, p. 450) *La biblioteca [[Biblioteca Medicea Laurenziana|Mediceo-Laurenziana-Delciana]] a Firenze, insegna che il gusto rettilineo può sostituirsi al gusto curvilineo, insegna che i frontoni possono profilarsi nei risalti e le cornici possono spezzarsi al buon nome dell'architettura. (quarta parte, cap. II, p. 451) *Da Firenze a Roma, a Genova, a Milano la scuola michelangiolesca chiama a raccolta i maggiori, i quali si ascrivono volentieri esultando alla vivezza intellettuale contro la pigrizia e addomesticando al barocco di cui, cronologicamente e stilisticamente, la scuola michelangiolesca rappresenta la anticamera.<br>Sulla via barocca: e nessuno oggi si vergogna a dirlo. – Assalto al bigottismo lanciato dall'impalcatura della Sistina, ove il pennello dell'architetto, scultore e pittore onora la bellezza personale e subbiettiva e fonde l'architettura alle altre arti; architettura pittoresca nell'innesto magnifico della scultura applicata. La retta non teme la curva, la curva si assimila alla retta nella scuola michelangiolesca e le figure che s'inarcano e si avvoltolano, non soffrono più il digiuno a cui si sottoposero da rettilinei i quali mancarono del senso pittorico (Bramante). (quarta parte, cap. II, p. 451) *Stile della ricchezza, della maestà pomposa, il [[barocco]]; e stile dell'amabilità elegante il [[Rococò|{{sic|roccoccò}}]], il {{sic|Secento}} e il Settecento. Essi non vantano un organismo statico proprio come il greco o il gotico, e prolungano il rinascimento {{sic|cuoprendolo}} di curve, spezzando le cornici, tagliando i frontoni in una gioia di linee irrefrenabile e dilagano, stimolando, la libera fantasia. Stile decorativo, il barocco e il roccoccò, intende a meravigliare, a sbalordire. (quarta parte, cap. II, p. 481) *Complessivamente il barocco trasforma in un'immensa gloria di curve il {{sic|Secento}}, e il {{sic|roccoccò}} chiama a avvolgimenti leggiadri e scherzosi il Settecento. E il barocco, perché sia veramente tale, bisogna che innalzi<ref>Nel testo "inalzi".</ref> la ricchezza qualche volta ammucchiata {{sic|piucché}} odinata; bisogna che la innalzi alla maggiore potenza la quale si sostiene e si coordina ed appaga l'occhio in un effetto generale. Come se un grande decoratore vedesse tutto, dirigesse tutto ad onorare la sua dote più alta: la inesauribilità. (quarta parte, cap. II, p. 483) *{{NDR|Sul [[Vittoriano]]}} Lo Stato, vittima dell'eclettismo, nel suo passivo più lacerante ha il «Monumentissimo» di Roma, la Mole sacconiana che ingoia milioni dal 1885, eroismo degli antiquari, degli orecchianti e della burocrazia italica. Oggi non sono pochi a convenire sulla miseria di quelle pietre lavorate; ma quando io investii il «Monumentissimo», vivente il povero Giuseppe Sacconi, mi trovai solo, in un piacevole isolamento. A rigore il «Monumentissimo» potrebbe ispirare qualche indulgenza guardando il tempo in cui se ne aperse il concorso, però è insopportabile che vi si possa vedere il genio d'un architetto. (Appendice, p. 575) *In sott'ordine, rispetto al «Monumentissimo» {{NDR|il Vittoriano di Roma}}, fra molti {{NDR|edifici in stile eclettico del XIX secolo}}, cibreo<ref>Intingolo, miscuglio mal combinato.</ref> disgustoso il [[Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia|palazzo della Cassa di Risparmio a Pistoia]]. Costato quasi un milione (il concorso fu bandito sulla somma di 300.000 lire) quella città toscana ha veduto sorgere, questi ultimi anni, un ampio dado di cui tutte le parti, dalle grandi alle piccole, sono copiate. Il basamento è copiato dal banco di giustizia nel Palazzo Pretorio della città, l'ingresso sulla facciata principale è copiato dalla porta di Leon Battista Alberti sulla facciata di S. Maria Novella a Firenze con squallide alterazioni (il dorico sostituito al corinzio), la imposta è copiata sotto il portico degli Uffizi a Firenze, i ferri sono copiati in un palazzo a Lucca e male applicati (troppo triti); e, nell'interno, le finestre dell'atrio appartengono alla facciata del palazzo della Cancelleria a Roma, e a Pistoia ingenuamente non si tolsero le rosette, sul fregio, emblema del cardinale Raffaello Riario che ordinò il celebre palazzo. Né curo i piccoli balaustri copiati dalla scala del palazzo Gondi a Firenze e il resto. Ma, almeno, il palazzo fosse comodo! (Appendice, pp. 575-576) ==''Pittura italiana''== *Per quanto si sa questo popolo {{NDR|gli [[Etruschi]]}} esercitò con certa larghezza la pittura, ma difficilmente la sollevò a arte indipendente, vale a dire a pura espressione d'un concetto estetico; e si può dire che si limitò invece a servirsene come mezzo di decorazione; nel modo stesso che sì usò in Oriente, da ove anzi si vuole precisamente derivato il primo stile etrusco detto per ciò, ''orientalizzante''.<br>Gli Etruschi sentirono la compiacenza che deriva dalla vivacità dei colori nello stesso modo che la sentirono i popoli primitivi e la sentono tuttora i selvaggi d'Africa e d'Oceania. (Parte prima, cap. II, pp. 15-16) *Le [[Pittura etrusca|pitture etrusche]] in generale sono a tinte intere e mancanti di chiaro scuro, e corrispondono, come si è detto, a delle convenzioni talvolta ragionevoli. Così il rosso e il color carne servono per indicare la carnagione degli uomini, il roseo quello delle donne; il {{sic|pavonazzo}} è per colorire i vasetti, il bigio poi ed il turchino sono destinati alla colorazione degli animali e ai demoni. Talune volte s'incontrano figure e animali coloriti {{sic|bizzaramente}} come, ad esempio, cavalli rossi con criniera azzurra, o cavalli interamente azzurri con unghie rosse e verdi.<br>Il valore dunque di queste pitture sta tutto quanto nel disegno del contorno il quale se dapprima è alquanto impacciato dipoi si slancia ed è galante e distinto. (Parte prima, cap. II, pp. 16-17) *[...] notiamo ancora un fatto singolare che riguarda non la tecnica pittorica, ma il contenuto della pittura etrusca. I soggetti che solitamente svolgeva il pittore etrusco, per quanto fossero destinati all'ornamento di una [[tomba]] – perché si tenga bene in mente che le pitture murali delle tombe sono quelle che ci hanno dato qualche lume intorno alla pittura degli Etruschi – sono tutt'altro che mortuari; i soggetti lugubri sono rari, e abbondano invece soggetti gai come banchetti, {{sic|caccie}}, danze, ecc. E ciò è logico. Perocché le feste in occasione di [[Funerale|funerali]] si credevano un modo di propiziazione per l'estinto affinché diventasse un essere divinizzato; così come il cristiano colle preghiere e colle funzioni pei defunti ha la fede di contribuire pietosamente alla loro eterna beatitudine. (Parte prima, cap. II, p. 22) *La [[Pittura romana|pittura]] storico-figurativa ebbe a Roma un considerevole impulso allorché sorse nel desiderio dell'imperatori e dei magnati di far dipingere su grandi pareti gli episodi più cospicui delle vittorie romane.<br>Osserva il [[Désiré-Raoul Rochette|Raoul Rochette]] che l'uso delle feste trionfali dette vigoroso impulso alla pittura su tavola, la quale, lo stesso Autore riferendosi a un passo dello storico Appiano, afferma che doveva essere familiarissima a Roma. Se ciò è vero bisogna dire che gli storici dell'arte in generale sono censurabili in questa parte, perché di tale specie di pittura han tenuto ben poco conto. (Parte prima, cap. IV, pp. 55-56) *Si suole ritenere [[Cimabue]] per fondatore dell'arte nova del dipingere, ma è più corretto dire che Cimabue favorì il rinascimento della pittura italiana promosso da [[Giotto]].<br>Difatti in Cimabue «che dette i primi lumi all'arte della pittura» come scrive esattamente il [[Giorgio Vasari|Vasari]] (''Le vite'', ecc.) c'è l'artista il quale tenta di ribellarsi alle pratiche cosiddette {{sic|bisantine}} o greche; ma non ancora disposto l'ambiente a accettar novità è naturale che l'arte di Cimabue abbia sempre l'impronta della maniera antica; mentre nell'opera pittorica di Giotto quest'impronta è addirittura scomparsa [...]. L'arte di Cimabue rappresenta per noi l'arte di transizione fra la così detta greca e quella italica risorta con Giotto. (Parte prima, cap. VII, pp. 150-151) *[[Giunta Pisano|Giunta]] [...] ebbe l'ambizione di sollevarsi un po' dalla maniera dura dell'arte del suo tempo [...]; si è detto perfino che Giunta fu maestro di Cimabue: in tal caso lo scolaro avrebbe sopravanzato il maestro come risulta dalle pitture che maestro e scolaro fecero in Assisi. (Parte prima, cap. VII, p. 153) *Giunta Pisano il quale visse al tempo della canonizzazione di [[Francesco d'Assisi|San Francesco]] dipinse molto a [[Assisi]] e la sua arte, come si è scritto partecipa dei modi così detti bisantini. Figure stecchite e dure spiranti una certa aria mansueta e pia, la quale impressiona. Quelle figure non impressionano, badisi, per la fattura; imperocché se pur si voglia dire che Giunta Pisano tentò di spastoiarsi dalle norme dell'arte coeva, i suoi sforzi restarono umili tentativi. (Parte prima, cap. VII, p. 155) *Si tiene in molto conto il ritratto di S. Francesco attribuito a Giunta Pisano perché non è impossibile che riproduca l'effigie vera del Serafico d'Assisi che Giunta può aver conosciuto. (Parte prima, cap. VII, p. 157) *Le pitture che [[Giotto]] eseguì a Assisi vicino a quelle del maestro Cimabue mostrano quanto questi sia stato {{sic|sopravvanzato}} dallo scolaro. Chi guarda attentamente le varie istorie di Giotto nota che a misura l'opera va innanzi ivi crescono i pregi; e verso la fine le storie sono più vaghe e più vivaci, le figure sono più franche nel disegno delle estremità, le mosse sono più variate, il paese è più naturale. (Parte seconda, cap. I, p. 7) *Il [[Correggio]], o come a lui garbava talvolta chiamarsi, Antonio Lieto da Correggio, non ha rivali nel magistero del [[chiaroscuro]] a cui seppe dare fluidità e vaghezza meravigliose. Sta in questo la importanza dell'opera pittorica correggesca. Il passaggio dalla luce all'ombra nelle pitture dell'Allegri è insensibile; accanto al bianco è un grigio leggero e accanto allo scuro, viceversa, è un grigio robusto: per la qual cosa il passaggio fra il nero e il bianco non vi è mai ardito, ma moderato dalla mezza tinta; alla quale l'Allegri doveva non solo il rilievo delle figure ma la pastosità della pittura. (Parte seconda, cap. III, p. 163) *Davanti alle pitture dell'Allegri si prova un'emozione dolcissima. La prima volta che vedemmo le pitture del Duomo di Parma restammo così impressionati da quella vista che ci parve che il Correggio avesse certe attrattive che non ha Raffaello. La pittura correggesca è esempio parlante di quanto possa infonder vita a un'opera d'arte la poesia di un cuore gentile. (Parte seconda, cap. III, pp. 163-164) ==''{{sic|Scoltura}} italiana''== *Qualunque sia il posto che il popolo romano si merita nella storia dell'arte in generale, in particolare rapporto alla [[Scultura romana|{{sic|scoltura}}]], lo ha considerevole, a pensare che il romano col suo temperamento positivista dette impulso grandissimo a una specie d'imitazione {{sic|scultorica}} che non è più né quella simbolica degli Egizi, né la imitazione dei Greci innalzata alla bellezza tipica, ma è una imitazione la quale ha per base il ''carattere''. Da ciò scaturì il ritratto. (cap. IV, pp. 43-44) *I [[Civiltà romana|Romani]] furono un popolo positivo e perciò poco inclinato all'arte. Perché gli uomini che si dicono positivi sono quelli i quali non hanno immaginazione e giudicano il mondo nella nuda {{sic|realità}}, nel modo che si presenta ai loro sensi; perciò non potranno essere artisti perché oltre a un fondo di buon senso, l'artista bisogna che sia sensitivo e possegga immaginazione infiammabile. Viceversa i Greci possedendo in grado eminente questa immaginazione, che dicemmo infiammabile, furono un popolo artista per eccellenza; e col sorriso dell'arte conquistò l'affetto dei popoli, mentre i Romani conquistarono i popoli colla forza prepotente. (cap. IV, p. 47) *[...] ai tempi di Commodo era venuto così in voga l'uso dei busti-ritratti che si tagliavano le teste delle statue per sostituirvi effigi note; e si trovò il modo di fare i busti colorati per potere a piacimento cambiar di essi la testa; e si giunse, in quel tempo, perfino a far ritratti di donna colla pettinatura posticcia (di marmo o di bronzo, s'intende) per poterla cavare e cambiare onde seguire la volubilità della moda; per modo che la effigiata trovavasi sempre con la testa acconciata secondo il costume del giorno. (cap. IV, p. 53) *La {{sic|scoltura}} romana essendo espressiva per eccellenza salì molto più insù nell'arte del ritratto di quello che salisse la scoltura dei Greci. Nei ritratti greci trovi sempre bellezza lieta e non mai scopri la indagine ferma e sicura del carattere del ritrattato. (cap. IV, p. 55) *Ecco come [[Luca Della Robbia]] oltre a aver portato nella scoltura i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli scultori avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. Luca Della Robbia che morì vecchissimo lavorò pure moltissimo. Per la qual cosa ben disse il [[Giorgio Vasari|Vasari]] nel discorrere della vita di Luca: «Onde ne venne arricchito il mondo (si capisce delle scolture a smalto di Luca) e l'arte del disegno di un'arte nuova utile e bellissima; ed egli (cioè Luca) di gloria e lode immortale e perpetua.» (cap. VII, p. 134) *[[Cristoforo Solari]] esimio fra tutti gli egregi che ornarono di loro opere quel cospicuo tempio del Rinascimento {{NDR|la [[Certosa di Pavia]]}}, Cristoforo Solari notissimo pel soprannome di Gobbo e del quale si narra che allorquando fu collocata in S. Pietro di Roma la Pietà del [[Michelangelo Buonarroti|Buonarroti]] alcuni Milanesi asserirono che era lavoro suo (tantoché {{sic|Michelangiolo}} si determinò di incidervi il proprio nome perché si dileguasse questa voce che pare potesse prendere consistenza<ref>Nel testo "consisistenza".</ref>) Cristoforo Solari (se è vero che sono tutte sue le {{sic|scolture}} cosi della Certosa di Pavia come quelle del [[Duomo di Milano]], che gli si attribuiscono) bisogna notarlo fra gli eminenti scultori del secolo il quale ora c'interessa studiare. (cap. VII, pp. 141-142) *Non scopriamo nell'arte del Solari né la ingenuità carezzevole dell'arte di [[Donatello]], né la vigorosità fantasiosa di quella del [[Lorenzo Ghiberti|Ghiberti]], né vi sappiamo scorgere la semplicità della scoltura di Luca della Robbia, nondimeno è tale la verità dello scolture solariane che acconsentiamo a scrivere nel libro dei più ragguardevoli scultori del secolo XVI, Cristoforo Solari. (cap. VII, p. 142) *[...] dopo Michelangelo la {{sic|scoltura}}, per dir come dicono tutti, si [[Barocco|imbarocchisce]], cioè non cerca più il bello, ma il bizzarro, lo stravagante: – i muscoli delle figure si gonfiano, i manti onde sono vestite si avvolgono, si ripiegano goffamente; la personalità soverchia s'impone alla riproduzione del vero. (cap. VIII, p. 160) *Se parlando di oreficeria del periodo artistico fra Michelangelo e Canova s'impone il Cellini, discorrendo d'intaglio del legno s'impone alla mente [[Andrea Brustolon]] di Belluno le cui cornici a fogliami arricciati e ornati di putti ridenti sono esempi di gusto singolare e libero e di difficoltà tecniche superate con disinvoltura ammirabile. Ma in questo tempo {{NDR|il Seicento}} le difficoltà materiali non {{sic|faceano}} indietreggiar gli esecutori; il marmo allora si lavorava come se fosse stato legno e il legno si accartocciava in mille guise come se fosse stato carta. (cap. VIII, p. 181) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/architetturaita01melagoog/page/n5/mode/1up Architettura italiana]'', parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/gri_33125015056232/page/n4/mode/1up Architettura italiana]'', parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/lartedidistingue00mela_0/mode/1up L'arte di distinguere gli stili]'', Ulrico Hoepli editore, Milano, 1918. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/pitturaitaliana01mela/page/n8/mode/1up Pittura italiana]'', Parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1885. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_B-KzsqAUBnsC/page/n6/mode/1up Pittura italiana]'', Parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1886. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_M2sC3cInwMcC/page/n4/mode/1up {{sic|Scoltura}} italiana. Parte prima e seconda: statuaria e scoltura ornamentale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Melani, Alfredo}} [[Categoria:Architetti italiani]] [[Categoria:Critici d'arte italiani]] ikvt8xgek0o6ii8sroql5ljlbewyhr2 1409879 1409878 2026-04-08T14:33:34Z Gaux 18878 /* Pittura italiana */ wlink 1409879 wikitext text/x-wiki [[File:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896 (page 7 crop).jpg|thumb|Alfredo Melani, ''Manuale dell'ornatista'', 1896]] '''Alfredo Melani''' (1859 – 1928), architetto e critico d'arte italiano. ==''Architettura italiana''== ===Parte prima=== *Che l'[[Arte etrusca|arte degli Etruschi]] sia stata influenzala prima da quella [[Arte orientale|orientale]] e poi da quella [[Arte greca|greca]] non vi è alcuno che oggi lo nega. Negandolo, come si potrebbe spiegare il perché si trovi in Etruria l'istesso genere di sepolture che nell'Asia Minore; il perché il sistema delle vòlte, che è affatto orientale, non si trovi in tutto il bacino del Mediterraneo, se non presso gli Etruschi; il perché nel vestire avessero gli Etruschi costumi quasi identici a quelli degli orientali? ecc. Circa la influenza greca poi, non c'è tanto dà disputare; il difficile sta piuttosto nello stabilire giustamente il grado di questa influenza; perché vi sono di quelli che la spingono a tal segno da far credere che l'arte etrusca altro non sia che un'arte arcaica greca; e questo, ci pare, è un andar troppo in là. Comunque sia nell'arte degli Etruschi dapprima sono elementi orientali e in seguito elementi greci. (parte prima, cap. II, pp. 8-9) *La più interessante proprietà dell'architettura etrusca è l'impiego delle [[Volta (architettura)|vòlte]] fatte con pietre tagliate a cuneo e chiuse con serraglia. Molti si domandano: ma sarà veramente esatto che gli Etruschi furono primi ad usare di questo elemento costruttivo? [[Diodoro Siculo]] osa affermare di sì: ma anche lui ebbe questa notizia, come tante altre, dalla tradizione e le tradizioni ingannano talvolta.<br>Certo la posizione geologica dell' Etruria si prestava immensamente alla costruzione a vòlta. Gli Etruschi non avevano i graniti dell'Egitto ne i marmi della Grecia, perciò non potevano {{sic|costrurre}} soffitti monolitici di ampiezza considerevole. Da ciò la vòlta a vari pezzi (cunei) reggentisi fra loro mutuamente, usatissima in Etruria, la cui origine non è etrusca ma orientale. Agli Etruschi si appartiene dunque la gloria di avere utilizzato in Europa, prima d'ogni altro popolo, il sistema delle vòlte a cunei il quale era pertanto assai familiare agli antichi architetti dell'Egitto e della Caldea. (parte prima, cap. II, p. 13) *Ma è proprio accertato che è costruzione etrusca l'[[Arco Etrusco|Arco di Perugia]]? Non sono pochi gli archeologi i quali riflettendo seriamente sulle parole incise sulla cornice dell'Arco – ''Colon Vib'' – cioè Colonia Vibia, sospettarono che l'Arco di Perugia fosse lavoro romano dovuto ad [[Augusto]]. Tale opinione verrebbe afforzata dal fatto sicuro che il primo dei Cesari fece riedificare le mura di questa città stata una delle dodici lucumonie etrusche. Ma altri osservano acutamente se l'Arco di Perugia, così come è oggi, non sia piuttosto di due epoche differenti. La prima (alla quale apparterrebbe la involtatura dell'arco) etrusca; la seconda (a cui si riferirebbero gli ornamenti e particolarmente certi pilastrini con capitelli ionici che coronano la porta medesima) romana.<br>A nostro remissivo parere, questa seconda è la versione più logica che si possa dare dell'Arco di Perugia. (parte prima, cap. II, p. 28) *La perizia costruttiva degli Etruschi [...] in nessun'altra fabbrica si palesa evidente quanto nella famosa [[Cloaca Massima]] a Roma. L'elogio più grande che possa farsi di questa costruzione si è quello di dire che dopo tanto volger di secoli serve ancora allo scopo per il quale venne ordinata. (parte prima, cap. II, p. 30) *Cominciata da [[Tarquinio Prisco]], la Cloaca Massima, venne tirata su tutta quanta a secco. Può ognuno formarsi idea della vigorosissima costruzione guardandone dal Tevere l'arcata maggiore composta di tre ordini di cunei di travertino uniti tra loro senza cemento. (parte prima, cap. II, p. 30) *Chi ha capito bene il carattere dei [[Civiltà romana|Romani]] non può meravigliarsi a vedere, specialmente in Roma, tanti [[Arco trionfale|Archi di Trionfo]] e colonne onorarie erette a gloria dei guerrieri che combatterono per far grande la patria. Gli Archi di Trionfo sono monumenti affatto romani (si rammenti bene) e vennero decorati con le maggiori pompe dell'arte. Sotto i Cesari il loro carattere è pertanto sobrio e elegante, ma mano mano che si va in là si fa gonfio e pesante. Ai tempi di [[Settimio Severo]] e di [[Costantino I|Costantino]] la antica sobrietà si trova sacrificata ai particolari che si moltiplicano per ragione di lusso e in danno dell'arte. (parte prima, cap. IV, pp. 151-154) *I Romani hanno tramandato ai posteri la gloria dei loro guerrieri anche col mezzo di Colonne Onorarie. Questa forma artistica, applicata nel modo che la applicarono gli architetti romani, è completamente romana. Nessun popolo avanti il romano {{sic|imaginò}} le Colonne Onorarie. La prima colonna onoraria che sorse a Roma fu quella destinata a [[Gaio Duilio|Duilio]] e ricordante la prima vittoria navale dei Romani sui Cartaginesi (260 av. G. C). In seguito si eresse la Antonina, dedicata a [[Marco Aurelio]] e la [[Colonna Traiana|Traiana]] (che i Francesi vollero imitare con quella Vendôme) [...]. (parte prima, cap. IV, p. 154) *Col tempo le case {{NDR|di [[Pompei]]}} diventarono<ref>Nel testo "doventarono".</ref> comode e splendide; anzi se si deve rilevare dalla loro sontuosità bisogna dire che in Pompei doveva esservi molta gente ricca o per lo meno agiata. Tutti gli studi che sono stati fatti su Pompei mostrano che le fortune vi dovevano essere spartite molto bene. Il Nissen<ref>Heinrich Nissen (1839-1912), storico tedesco, autore di ''Pompeianische Studien'', Lipsia 1877.</ref> constata che a Pompei il gusto del lusso andò sempre crescendo dall'Impero in là. Si verificò a Pompei in quei tempi quello che oggi si verifica da noi; accanto all'antica nobiltà ingoffita, sorse una borghesia ricca, ambiziosa, petulante che amava il fasto, voleva viver bene e amava godere tutte le gioie le quali furono privilegio delle grandi famiglie. Ecco perché a Pompei si esumarono tante belle case, ecco la ragione di tanta sontuosità decorativa che se non era quella dei Crassi, degli Scauri, dei Luculli, rivelava nei Pompeiani sentimento delicato e agiatezza. (parte prima, cap. IV, p. 177) *[...] [[Marco Vitruvio Pollione]], vissuto ai tempi di [[Augusto]], acquistò tanta {{sic|riputazione}} da morto che, si ha ragione di supporre, altrettanta non ebbe da vivo. Difatti non si sa capire come mai l'imperatore Augusto, il quale durante il suo governo fe' costruire tante fabbriche pubbliche, non siasi mai rivolto a Vitruvio Pollione. Bisogna proprio credere o che Vitruvio fosse in uggia all'imperatore (gli uomini sono sempre gli stessi) o sia vero che egli fosse soltanto un teorico. (parte prima, appendice, p. 190) *[[Adriano]], uomo vanitoso se mai ve ne fu, volle dare i piani e dirigere la costruzione del [[Tempio di Venere e Roma|tempio di Venere]] a Roma. Compiuto che fu il tempio domandò ad [[Apollodoro di Damasco|Apollodoro]] il suo giudizio persuaso di averlo favorevole e Apollodoro disse franco il suo parere sulla costruzione dell'imperatore; il fatto è che Adriano fece uccidere Apollodoro, dopo poco, sotto un pretesto frivolissimo. (parte prima, appendice, pp. 195-196) ===Parte seconda=== *È certo che senza l'ardente iniziativa degli uomini di genio sorti in Firenze negli ultimi anni del XIV secolo, la rivoluziono che doveva, nel campo dell' arte, rinnovare le fonti dell'ispirazione e nel campo dei costumi, sostituire la civiltà moderna alla {{sic|medieva}}, si sarebbe fatta aspettare ancora un po'. Il [[Filippo Brunelleschi|Brunelleschi]] e l'[[Leon Battista Alberti|Alberti]] intesero a paganizzare l'architettura per la ragione che la società si paganizzava. Se non ci fosse stato il mutamento nelle idee sociali del XV secolo il seme gettato dal Brunelleschi e dall'Alberti non avrebbe dato alcun frutto: – un arte non ha vita duratura se non è l'{{sic|imagine}} dell'ambiente entro il quale deve svolgersi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Ouesta [[Cappella Pazzi|Cappella {{NDR|dei Pazzi di Firenze}}]] corretta nei profili, armonica nelle proporzioni, equilibrata negli effetti di chiaroscuro, aggraziata nei particolari ornamentali, è uno dei più interessanti fra i primi lavori del Brunelleschi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Il [[Baldassare Longhena|Longhena]] si distinse eziandio nella costruzione del Palazzo Rezzonico il cui basamento spartito a bugne, e la scala e l'atrio sono veramente da studiarsi. Ma è singolare questo architetto! Nell'Ospedaletto lo troviamo eccessivamente barocco, nel monumento Pesaro, nel palazzo Capovilla si mostra pure un nervoso manipolator di volute e di cartocci, ma che è che non è, la sua mano abituata a segnar curve stravaganti, pare senta il bisogno d'un po' di riposo; e segna sulla carta motivi semplici e freddi di una freddezza palladiana. Chi mai direbbe che il palazzo Giustinian Lolin sul Canal Grande, è disegnato dall'immaginoso Longhena? (parte seconda, cap. V, p. 233-234) ==''L'arte di distinguere gli stili''== *L'[[Arte egizia|architettura egizia]] orizzontale e simmetrica, si assimila alla greca; architettura calma, massiccia nel complesso dei muri rivestiti da intagli e da colori. Caratteristica immancabile: la rastremazione, cioè i muri esterni inclinati. Così tutto in Egitto ha tendenza piramidale nell'assoluto rispetto all'orizzontale; le piramidi che lo personificano intonano ogni architettura sia tomba sia tempio, e gli obelischi che ugualmente personificano la terra de' Faraoni, hanno tendenza piramidale pur contradicendo il principio dell'orizzontale trionfante; ma gli obelischi sono monumenti decorativi. (prima parte, cap. I, pp. 35-36) *Ho detto altrove che bisogna esser più misurati e meno assoluti; l'[[arte greca]], l'architettura, ha le sue imperfezioni, e il creare un'arte greca senza macchia, insuperata e insuperabile, è morbosità, tormento, allucinazione.<br>Volfango Goethe avrebbe dato il [[Partenone]] per tutte le cattedrali gotiche. Se lo poteva pigliare. (seconda parte, cap. I, p. 107) *L'ellenismo etrusco è preceduto da una plastica di sapore acutamente arcaico molto gustoso, e si raccoglie sulle urne che dimostrano l'attività realistica dei nostri plastici minuti, ostinati nella modellazione, duri, rozzi, ineleganti nel linguaggio d'arte. Bellissime antefisse con testa nel mezzo, ornamenti intorno sbalzati, al solito, dal colore; qui, nel verismo dei ritratti, nell'arcaismo delle forme, vibra lo [[Arte etrusca|stile etrusco]], vibra nei soggetti demoniaci che celebrano certe superstizioni diffuse nel popolo e si umilia, si spegne all'immigrazione greca che vince l'anima etrusca; – forma e soggetti. (seconda parte, cap. II, pp. 158-159) *[...] l'arco, la {{sic|vòlta}}, la cupola costituiscono l'[[architettura romana]], lo stile romano, cioè lo stile imperiale di Roma, l'Urbe nel periodo del suo dominio, il dominio romano che paralizza ogni sogno che dovesse tramutarsi in realtà. (seconda parte, cap. III, p. 164) *Eccellenti mattoni, eccellente cemento, eccellente {{sic|manualanza}}, ottimi costruttori: questo il trionfo tecnico dell'architettura romana, all'apogèo che segna il vero stile romano e questo il segreto della sua esistenza. Vastità e sontuosità, ordini architettonici sovrapposti, l'arco, la vòlta e la cupola sviluppatissime: questo il trionfo estetico della nostra architettura, del nostro stile, influenzato dall'Etruria, dalla Grecia, dallo stile ellenico e ellenistico, audace e gagliardo, imponente e fastoso. Il genio italico diè ad esso il suo tono, diè il suo accento che riassume e glorifica: riassume le architetture anteriori di cui l'architettura romana è, infatti, la sintesi e il téma finale. Dopo, il Medioevo: – contando poco, architettonicamente, lo stile paleo-cristiano. (seconda parte, cap. III, pp. 165-166) *Impressionante a Roma la sovrapposizione degli ordini che la Grecia adottò timidamente anche nel periodo ellenistico rispetto a Roma, che lo svolse quanto più poté negli edifici pubblici e nei privati, comprese le case che salirono alte per necessità di spazio, insegna Vitruvio. Un ordine sopra l'altro dunque; archi, vòlte, colonne, trabeazioni producevano uno spettacolo quasi nuovo e un'imponenza quasi miracolosa, e questo spettacolo e questa imponenza è lo stile romano, assieme che offusca quando non ingombra colla ricchezza. (seconda parte, cap. III, p. 183) *Lo [[Arte bizantina|stile {{sic|bisantino}}]] è lo stile delle cupole, il cui sviluppo si può assegnare al regno di [[Giustiniano I|Giustiniano]] – stile definitivo evocante l'insigne mecenate dell'architettura bisantina, la cui azione provocò utili sforzi come Pericle a Atene, Augusto a Roma. S. Sofia vicino al Partenone: lo stile architravato nel suo trionfo, lo stile voltato nei monumenti romani sovrattutto termali [...]. (terza parte, cap. I, p. 237) *[[Santa Sofia (Istanbul)|S. Sofia di Costantinopoli]] è sempre il faro, il monumento sublime che esemplifica: studiato, riprodotto, illustrato è il pilota dello stile {{sic|bisantino}}: – la pianta concentrica, la cupola immensa, le cupole secondarie leggiere, ariose, i capitelli pulvinati, fioriti, la interminabile veste musiva, il tono e la sostanza fastosa, le dimensioni corrispondenti a questo tono e a questa sostanza. Tuttociò ammaestra e in un solo libro monumentale riassume e commenta lo stile, tutto lo stile bisantino nel suo organismo compiuto, nel suo equilibrio statico ed estetico. (terza parte, cap. I, p. 238) *Lo stile {{sic|bisantino}} è dedito alla pittura non alla scultura e adopra lo {{sic|scarpello}} avaramente in statue e bassorilievi, {{sic|cuoprendo}} cupole, pareti, archi e sott'archi col {{sic|musaico}}. Perciò a conoscere lo stile bisantino, anche nella scultura, aiuta il mosaico nei suoi pittori bisantini e italo-bisantini contro i pittori classici e romani che offrono utili comparazioni. (terza parte, cap. I, p. 240) *Sontuosità, gemme saettanti, cumulo di smalti policromi: ecco lo stile {{sic|bisantino}} il quale esulta agli ori composti da' cordoni perlati, amico delle perle benché non scintillino e non parlino rumoreggiando. E le perle circondate da filigrane, associate agli smalti in un tumulto di colori, a parte la carezza formale, i ceselli ornativi e figurativi sullo stile della scultura lapidea, sono spesso negli ori. Frenesia di contrasti, accordo di ricchezze colpiscono le facoltà sensitive a svelare un'intima psicologia ardente, pulsante, irresistibile. Il primo organo rivelatore, appunto, è la sontuosità. (terza parte, cap. I, p. 246) *Il riposo, l'abbandono dei problemi complicati, ecco {{NDR|dopo il gotico}} il nuovo stile. Infatti il [[rinascimento]] è ritorno, amore alla serenità greca, alla regolarità romana, alla tradizione greco-latina i cui primi interpreti sono stati i fiorentini. (quarta parte, cap. I, p. 403) *[[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], forza suprema, energia multipla, inestinguibile. Si elevò qualche protesta contro l'erettore della cupola di S. Pietro, quasi avesse profanato il titolo d'architetto; Michelangelo reazionario, nel nome della libertà, suscitatore di ispirazioni nuove, consola invece il periodo finale del rinascimento. Un «contaminato», il padre dei contaminati, secondo l'''Jus'' dei parrucconi i quali {{sic|sobbillano}} chi non specula sopra i timidi e non glorifica il plagio. E, Michelangelo, esaurito il programma brunelleschiano e bramantesco, emanava la sua legge da cui sorse la scuola che da lui ha nome, la quale non s'infrena al romanismo e rompe la tradizione con un sistema non ancor tentato. (quarta parte, cap. II, p. 450) *La biblioteca [[Biblioteca Medicea Laurenziana|Mediceo-Laurenziana-Delciana]] a Firenze, insegna che il gusto rettilineo può sostituirsi al gusto curvilineo, insegna che i frontoni possono profilarsi nei risalti e le cornici possono spezzarsi al buon nome dell'architettura. (quarta parte, cap. II, p. 451) *Da Firenze a Roma, a Genova, a Milano la scuola michelangiolesca chiama a raccolta i maggiori, i quali si ascrivono volentieri esultando alla vivezza intellettuale contro la pigrizia e addomesticando al barocco di cui, cronologicamente e stilisticamente, la scuola michelangiolesca rappresenta la anticamera.<br>Sulla via barocca: e nessuno oggi si vergogna a dirlo. – Assalto al bigottismo lanciato dall'impalcatura della Sistina, ove il pennello dell'architetto, scultore e pittore onora la bellezza personale e subbiettiva e fonde l'architettura alle altre arti; architettura pittoresca nell'innesto magnifico della scultura applicata. La retta non teme la curva, la curva si assimila alla retta nella scuola michelangiolesca e le figure che s'inarcano e si avvoltolano, non soffrono più il digiuno a cui si sottoposero da rettilinei i quali mancarono del senso pittorico (Bramante). (quarta parte, cap. II, p. 451) *Stile della ricchezza, della maestà pomposa, il [[barocco]]; e stile dell'amabilità elegante il [[Rococò|{{sic|roccoccò}}]], il {{sic|Secento}} e il Settecento. Essi non vantano un organismo statico proprio come il greco o il gotico, e prolungano il rinascimento {{sic|cuoprendolo}} di curve, spezzando le cornici, tagliando i frontoni in una gioia di linee irrefrenabile e dilagano, stimolando, la libera fantasia. Stile decorativo, il barocco e il roccoccò, intende a meravigliare, a sbalordire. (quarta parte, cap. II, p. 481) *Complessivamente il barocco trasforma in un'immensa gloria di curve il {{sic|Secento}}, e il {{sic|roccoccò}} chiama a avvolgimenti leggiadri e scherzosi il Settecento. E il barocco, perché sia veramente tale, bisogna che innalzi<ref>Nel testo "inalzi".</ref> la ricchezza qualche volta ammucchiata {{sic|piucché}} odinata; bisogna che la innalzi alla maggiore potenza la quale si sostiene e si coordina ed appaga l'occhio in un effetto generale. Come se un grande decoratore vedesse tutto, dirigesse tutto ad onorare la sua dote più alta: la inesauribilità. (quarta parte, cap. II, p. 483) *{{NDR|Sul [[Vittoriano]]}} Lo Stato, vittima dell'eclettismo, nel suo passivo più lacerante ha il «Monumentissimo» di Roma, la Mole sacconiana che ingoia milioni dal 1885, eroismo degli antiquari, degli orecchianti e della burocrazia italica. Oggi non sono pochi a convenire sulla miseria di quelle pietre lavorate; ma quando io investii il «Monumentissimo», vivente il povero Giuseppe Sacconi, mi trovai solo, in un piacevole isolamento. A rigore il «Monumentissimo» potrebbe ispirare qualche indulgenza guardando il tempo in cui se ne aperse il concorso, però è insopportabile che vi si possa vedere il genio d'un architetto. (Appendice, p. 575) *In sott'ordine, rispetto al «Monumentissimo» {{NDR|il Vittoriano di Roma}}, fra molti {{NDR|edifici in stile eclettico del XIX secolo}}, cibreo<ref>Intingolo, miscuglio mal combinato.</ref> disgustoso il [[Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia|palazzo della Cassa di Risparmio a Pistoia]]. Costato quasi un milione (il concorso fu bandito sulla somma di 300.000 lire) quella città toscana ha veduto sorgere, questi ultimi anni, un ampio dado di cui tutte le parti, dalle grandi alle piccole, sono copiate. Il basamento è copiato dal banco di giustizia nel Palazzo Pretorio della città, l'ingresso sulla facciata principale è copiato dalla porta di Leon Battista Alberti sulla facciata di S. Maria Novella a Firenze con squallide alterazioni (il dorico sostituito al corinzio), la imposta è copiata sotto il portico degli Uffizi a Firenze, i ferri sono copiati in un palazzo a Lucca e male applicati (troppo triti); e, nell'interno, le finestre dell'atrio appartengono alla facciata del palazzo della Cancelleria a Roma, e a Pistoia ingenuamente non si tolsero le rosette, sul fregio, emblema del cardinale Raffaello Riario che ordinò il celebre palazzo. Né curo i piccoli balaustri copiati dalla scala del palazzo Gondi a Firenze e il resto. Ma, almeno, il palazzo fosse comodo! (Appendice, pp. 575-576) ==''Pittura italiana''== *Per quanto si sa questo popolo {{NDR|gli [[Etruschi]]}} esercitò con certa larghezza la pittura, ma difficilmente la sollevò a arte indipendente, vale a dire a pura espressione d'un concetto estetico; e si può dire che si limitò invece a servirsene come mezzo di decorazione; nel modo stesso che sì usò in Oriente, da ove anzi si vuole precisamente derivato il primo stile etrusco detto per ciò, ''orientalizzante''.<br>Gli Etruschi sentirono la compiacenza che deriva dalla vivacità dei colori nello stesso modo che la sentirono i popoli primitivi e la sentono tuttora i selvaggi d'Africa e d'Oceania. (Parte prima, cap. II, pp. 15-16) *Le [[Pittura etrusca|pitture etrusche]] in generale sono a tinte intere e mancanti di chiaro scuro, e corrispondono, come si è detto, a delle convenzioni talvolta ragionevoli. Così il rosso e il color carne servono per indicare la carnagione degli uomini, il roseo quello delle donne; il {{sic|pavonazzo}} è per colorire i vasetti, il bigio poi ed il turchino sono destinati alla colorazione degli animali e ai demoni. Talune volte s'incontrano figure e animali coloriti {{sic|bizzaramente}} come, ad esempio, cavalli rossi con criniera azzurra, o cavalli interamente azzurri con unghie rosse e verdi.<br>Il valore dunque di queste pitture sta tutto quanto nel disegno del contorno il quale se dapprima è alquanto impacciato dipoi si slancia ed è galante e distinto. (Parte prima, cap. II, pp. 16-17) *[...] notiamo ancora un fatto singolare che riguarda non la tecnica pittorica, ma il contenuto della pittura etrusca. I soggetti che solitamente svolgeva il pittore etrusco, per quanto fossero destinati all'ornamento di una [[tomba]] – perché si tenga bene in mente che le pitture murali delle tombe sono quelle che ci hanno dato qualche lume intorno alla pittura degli Etruschi – sono tutt'altro che mortuari; i soggetti lugubri sono rari, e abbondano invece soggetti gai come banchetti, {{sic|caccie}}, danze, ecc. E ciò è logico. Perocché le feste in occasione di [[Funerale|funerali]] si credevano un modo di propiziazione per l'estinto affinché diventasse un essere divinizzato; così come il cristiano colle preghiere e colle funzioni pei defunti ha la fede di contribuire pietosamente alla loro eterna beatitudine. (Parte prima, cap. II, p. 22) *La [[Pittura romana|pittura]] storico-figurativa ebbe a Roma un considerevole impulso allorché sorse nel desiderio dell'imperatori e dei magnati di far dipingere su grandi pareti gli episodi più cospicui delle vittorie romane.<br>Osserva il [[Désiré-Raoul Rochette|Raoul Rochette]] che l'uso delle feste trionfali dette vigoroso impulso alla pittura su tavola, la quale, lo stesso Autore riferendosi a un passo dello storico Appiano, afferma che doveva essere familiarissima a Roma. Se ciò è vero bisogna dire che gli storici dell'arte in generale sono censurabili in questa parte, perché di tale specie di pittura han tenuto ben poco conto. (Parte prima, cap. IV, pp. 55-56) *Si suole ritenere [[Cimabue]] per fondatore dell'arte nova del dipingere, ma è più corretto dire che Cimabue favorì il rinascimento della pittura italiana promosso da [[Giotto]].<br>Difatti in Cimabue «che dette i primi lumi all'arte della pittura» come scrive esattamente il [[Giorgio Vasari|Vasari]] (''Le vite'', ecc.) c'è l'artista il quale tenta di ribellarsi alle pratiche cosiddette {{sic|bisantine}} o greche; ma non ancora disposto l'ambiente a accettar novità è naturale che l'arte di Cimabue abbia sempre l'impronta della maniera antica; mentre nell'opera pittorica di Giotto quest'impronta è addirittura scomparsa [...]. L'arte di Cimabue rappresenta per noi l'arte di transizione fra la così detta greca e quella italica risorta con Giotto. (Parte prima, cap. VII, pp. 150-151) *[[Giunta Pisano|Giunta]] [...] ebbe l'ambizione di sollevarsi un po' dalla maniera dura dell'arte del suo tempo [...]; si è detto perfino che Giunta fu maestro di Cimabue: in tal caso lo scolaro avrebbe sopravanzato il maestro come risulta dalle pitture che maestro e scolaro fecero in Assisi. (Parte prima, cap. VII, p. 153) *Giunta Pisano il quale visse al tempo della canonizzazione di [[Francesco d'Assisi|San Francesco]] dipinse molto a [[Assisi]] e la sua arte, come si è scritto partecipa dei modi così detti bisantini. Figure stecchite e dure spiranti una certa aria mansueta e pia, la quale impressiona. Quelle figure non impressionano, badisi, per la fattura; imperocché se pur si voglia dire che Giunta Pisano tentò di spastoiarsi dalle norme dell'arte coeva, i suoi sforzi restarono umili tentativi. (Parte prima, cap. VII, p. 155) *Si tiene in molto conto il ritratto di S. Francesco attribuito a Giunta Pisano perché non è impossibile che riproduca l'effigie vera del Serafico d'Assisi che Giunta può aver conosciuto. (Parte prima, cap. VII, p. 157) *Le pitture che [[Giotto]] eseguì a Assisi vicino a quelle del maestro Cimabue mostrano quanto questi sia stato {{sic|sopravvanzato}} dallo scolaro. Chi guarda attentamente le varie istorie di Giotto nota che a misura l'opera va innanzi ivi crescono i pregi; e verso la fine le storie sono più vaghe e più vivaci, le figure sono più franche nel disegno delle estremità, le mosse sono più variate, il paese è più naturale. (Parte seconda, cap. I, p. 7) *Il [[Correggio]], o come a lui garbava talvolta chiamarsi, Antonio Lieto da Correggio, non ha rivali nel magistero del [[chiaroscuro]] a cui seppe dare fluidità e vaghezza meravigliose. Sta in questo la importanza dell'opera pittorica correggesca. Il passaggio dalla luce all'ombra nelle pitture dell'Allegri è insensibile; accanto al bianco è un grigio leggero e accanto allo scuro, viceversa, è un grigio robusto: per la qual cosa il passaggio fra il nero e il bianco non vi è mai ardito, ma moderato dalla mezza tinta; alla quale l'Allegri doveva non solo il rilievo delle figure ma la pastosità della pittura. (Parte seconda, cap. III, p. 163) *Davanti alle pitture dell'Allegri si prova un'emozione dolcissima. La prima volta che vedemmo le pitture del [[Duomo di Parma]] restammo così impressionati da quella vista che ci parve che il Correggio avesse certe attrattive che non ha Raffaello. La pittura correggesca è esempio parlante di quanto possa infonder vita a un'opera d'arte la poesia di un cuore gentile. (Parte seconda, cap. III, pp. 163-164) ==''{{sic|Scoltura}} italiana''== *Qualunque sia il posto che il popolo romano si merita nella storia dell'arte in generale, in particolare rapporto alla [[Scultura romana|{{sic|scoltura}}]], lo ha considerevole, a pensare che il romano col suo temperamento positivista dette impulso grandissimo a una specie d'imitazione {{sic|scultorica}} che non è più né quella simbolica degli Egizi, né la imitazione dei Greci innalzata alla bellezza tipica, ma è una imitazione la quale ha per base il ''carattere''. Da ciò scaturì il ritratto. (cap. IV, pp. 43-44) *I [[Civiltà romana|Romani]] furono un popolo positivo e perciò poco inclinato all'arte. Perché gli uomini che si dicono positivi sono quelli i quali non hanno immaginazione e giudicano il mondo nella nuda {{sic|realità}}, nel modo che si presenta ai loro sensi; perciò non potranno essere artisti perché oltre a un fondo di buon senso, l'artista bisogna che sia sensitivo e possegga immaginazione infiammabile. Viceversa i Greci possedendo in grado eminente questa immaginazione, che dicemmo infiammabile, furono un popolo artista per eccellenza; e col sorriso dell'arte conquistò l'affetto dei popoli, mentre i Romani conquistarono i popoli colla forza prepotente. (cap. IV, p. 47) *[...] ai tempi di Commodo era venuto così in voga l'uso dei busti-ritratti che si tagliavano le teste delle statue per sostituirvi effigi note; e si trovò il modo di fare i busti colorati per potere a piacimento cambiar di essi la testa; e si giunse, in quel tempo, perfino a far ritratti di donna colla pettinatura posticcia (di marmo o di bronzo, s'intende) per poterla cavare e cambiare onde seguire la volubilità della moda; per modo che la effigiata trovavasi sempre con la testa acconciata secondo il costume del giorno. (cap. IV, p. 53) *La {{sic|scoltura}} romana essendo espressiva per eccellenza salì molto più insù nell'arte del ritratto di quello che salisse la scoltura dei Greci. Nei ritratti greci trovi sempre bellezza lieta e non mai scopri la indagine ferma e sicura del carattere del ritrattato. (cap. IV, p. 55) *Ecco come [[Luca Della Robbia]] oltre a aver portato nella scoltura i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli scultori avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. Luca Della Robbia che morì vecchissimo lavorò pure moltissimo. Per la qual cosa ben disse il [[Giorgio Vasari|Vasari]] nel discorrere della vita di Luca: «Onde ne venne arricchito il mondo (si capisce delle scolture a smalto di Luca) e l'arte del disegno di un'arte nuova utile e bellissima; ed egli (cioè Luca) di gloria e lode immortale e perpetua.» (cap. VII, p. 134) *[[Cristoforo Solari]] esimio fra tutti gli egregi che ornarono di loro opere quel cospicuo tempio del Rinascimento {{NDR|la [[Certosa di Pavia]]}}, Cristoforo Solari notissimo pel soprannome di Gobbo e del quale si narra che allorquando fu collocata in S. Pietro di Roma la Pietà del [[Michelangelo Buonarroti|Buonarroti]] alcuni Milanesi asserirono che era lavoro suo (tantoché {{sic|Michelangiolo}} si determinò di incidervi il proprio nome perché si dileguasse questa voce che pare potesse prendere consistenza<ref>Nel testo "consisistenza".</ref>) Cristoforo Solari (se è vero che sono tutte sue le {{sic|scolture}} cosi della Certosa di Pavia come quelle del [[Duomo di Milano]], che gli si attribuiscono) bisogna notarlo fra gli eminenti scultori del secolo il quale ora c'interessa studiare. (cap. VII, pp. 141-142) *Non scopriamo nell'arte del Solari né la ingenuità carezzevole dell'arte di [[Donatello]], né la vigorosità fantasiosa di quella del [[Lorenzo Ghiberti|Ghiberti]], né vi sappiamo scorgere la semplicità della scoltura di Luca della Robbia, nondimeno è tale la verità dello scolture solariane che acconsentiamo a scrivere nel libro dei più ragguardevoli scultori del secolo XVI, Cristoforo Solari. (cap. VII, p. 142) *[...] dopo Michelangelo la {{sic|scoltura}}, per dir come dicono tutti, si [[Barocco|imbarocchisce]], cioè non cerca più il bello, ma il bizzarro, lo stravagante: – i muscoli delle figure si gonfiano, i manti onde sono vestite si avvolgono, si ripiegano goffamente; la personalità soverchia s'impone alla riproduzione del vero. (cap. VIII, p. 160) *Se parlando di oreficeria del periodo artistico fra Michelangelo e Canova s'impone il Cellini, discorrendo d'intaglio del legno s'impone alla mente [[Andrea Brustolon]] di Belluno le cui cornici a fogliami arricciati e ornati di putti ridenti sono esempi di gusto singolare e libero e di difficoltà tecniche superate con disinvoltura ammirabile. Ma in questo tempo {{NDR|il Seicento}} le difficoltà materiali non {{sic|faceano}} indietreggiar gli esecutori; il marmo allora si lavorava come se fosse stato legno e il legno si accartocciava in mille guise come se fosse stato carta. (cap. VIII, p. 181) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/architetturaita01melagoog/page/n5/mode/1up Architettura italiana]'', parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/gri_33125015056232/page/n4/mode/1up Architettura italiana]'', parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/lartedidistingue00mela_0/mode/1up L'arte di distinguere gli stili]'', Ulrico Hoepli editore, Milano, 1918. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/pitturaitaliana01mela/page/n8/mode/1up Pittura italiana]'', Parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1885. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_B-KzsqAUBnsC/page/n6/mode/1up Pittura italiana]'', Parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1886. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_M2sC3cInwMcC/page/n4/mode/1up {{sic|Scoltura}} italiana. Parte prima e seconda: statuaria e scoltura ornamentale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Melani, Alfredo}} [[Categoria:Architetti italiani]] [[Categoria:Critici d'arte italiani]] rpaii5or7s3rujye0guqsl2yhayh1nj 1409882 1409879 2026-04-08T14:46:26Z Gaux 18878 /* Pittura italiana */ Andrea Sabatini, il Raffaello napoletano 1409882 wikitext text/x-wiki [[File:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896 (page 7 crop).jpg|thumb|Alfredo Melani, ''Manuale dell'ornatista'', 1896]] '''Alfredo Melani''' (1859 – 1928), architetto e critico d'arte italiano. ==''Architettura italiana''== ===Parte prima=== *Che l'[[Arte etrusca|arte degli Etruschi]] sia stata influenzala prima da quella [[Arte orientale|orientale]] e poi da quella [[Arte greca|greca]] non vi è alcuno che oggi lo nega. Negandolo, come si potrebbe spiegare il perché si trovi in Etruria l'istesso genere di sepolture che nell'Asia Minore; il perché il sistema delle vòlte, che è affatto orientale, non si trovi in tutto il bacino del Mediterraneo, se non presso gli Etruschi; il perché nel vestire avessero gli Etruschi costumi quasi identici a quelli degli orientali? ecc. Circa la influenza greca poi, non c'è tanto dà disputare; il difficile sta piuttosto nello stabilire giustamente il grado di questa influenza; perché vi sono di quelli che la spingono a tal segno da far credere che l'arte etrusca altro non sia che un'arte arcaica greca; e questo, ci pare, è un andar troppo in là. Comunque sia nell'arte degli Etruschi dapprima sono elementi orientali e in seguito elementi greci. (parte prima, cap. II, pp. 8-9) *La più interessante proprietà dell'architettura etrusca è l'impiego delle [[Volta (architettura)|vòlte]] fatte con pietre tagliate a cuneo e chiuse con serraglia. Molti si domandano: ma sarà veramente esatto che gli Etruschi furono primi ad usare di questo elemento costruttivo? [[Diodoro Siculo]] osa affermare di sì: ma anche lui ebbe questa notizia, come tante altre, dalla tradizione e le tradizioni ingannano talvolta.<br>Certo la posizione geologica dell' Etruria si prestava immensamente alla costruzione a vòlta. Gli Etruschi non avevano i graniti dell'Egitto ne i marmi della Grecia, perciò non potevano {{sic|costrurre}} soffitti monolitici di ampiezza considerevole. Da ciò la vòlta a vari pezzi (cunei) reggentisi fra loro mutuamente, usatissima in Etruria, la cui origine non è etrusca ma orientale. Agli Etruschi si appartiene dunque la gloria di avere utilizzato in Europa, prima d'ogni altro popolo, il sistema delle vòlte a cunei il quale era pertanto assai familiare agli antichi architetti dell'Egitto e della Caldea. (parte prima, cap. II, p. 13) *Ma è proprio accertato che è costruzione etrusca l'[[Arco Etrusco|Arco di Perugia]]? Non sono pochi gli archeologi i quali riflettendo seriamente sulle parole incise sulla cornice dell'Arco – ''Colon Vib'' – cioè Colonia Vibia, sospettarono che l'Arco di Perugia fosse lavoro romano dovuto ad [[Augusto]]. Tale opinione verrebbe afforzata dal fatto sicuro che il primo dei Cesari fece riedificare le mura di questa città stata una delle dodici lucumonie etrusche. Ma altri osservano acutamente se l'Arco di Perugia, così come è oggi, non sia piuttosto di due epoche differenti. La prima (alla quale apparterrebbe la involtatura dell'arco) etrusca; la seconda (a cui si riferirebbero gli ornamenti e particolarmente certi pilastrini con capitelli ionici che coronano la porta medesima) romana.<br>A nostro remissivo parere, questa seconda è la versione più logica che si possa dare dell'Arco di Perugia. (parte prima, cap. II, p. 28) *La perizia costruttiva degli Etruschi [...] in nessun'altra fabbrica si palesa evidente quanto nella famosa [[Cloaca Massima]] a Roma. L'elogio più grande che possa farsi di questa costruzione si è quello di dire che dopo tanto volger di secoli serve ancora allo scopo per il quale venne ordinata. (parte prima, cap. II, p. 30) *Cominciata da [[Tarquinio Prisco]], la Cloaca Massima, venne tirata su tutta quanta a secco. Può ognuno formarsi idea della vigorosissima costruzione guardandone dal Tevere l'arcata maggiore composta di tre ordini di cunei di travertino uniti tra loro senza cemento. (parte prima, cap. II, p. 30) *Chi ha capito bene il carattere dei [[Civiltà romana|Romani]] non può meravigliarsi a vedere, specialmente in Roma, tanti [[Arco trionfale|Archi di Trionfo]] e colonne onorarie erette a gloria dei guerrieri che combatterono per far grande la patria. Gli Archi di Trionfo sono monumenti affatto romani (si rammenti bene) e vennero decorati con le maggiori pompe dell'arte. Sotto i Cesari il loro carattere è pertanto sobrio e elegante, ma mano mano che si va in là si fa gonfio e pesante. Ai tempi di [[Settimio Severo]] e di [[Costantino I|Costantino]] la antica sobrietà si trova sacrificata ai particolari che si moltiplicano per ragione di lusso e in danno dell'arte. (parte prima, cap. IV, pp. 151-154) *I Romani hanno tramandato ai posteri la gloria dei loro guerrieri anche col mezzo di Colonne Onorarie. Questa forma artistica, applicata nel modo che la applicarono gli architetti romani, è completamente romana. Nessun popolo avanti il romano {{sic|imaginò}} le Colonne Onorarie. La prima colonna onoraria che sorse a Roma fu quella destinata a [[Gaio Duilio|Duilio]] e ricordante la prima vittoria navale dei Romani sui Cartaginesi (260 av. G. C). In seguito si eresse la Antonina, dedicata a [[Marco Aurelio]] e la [[Colonna Traiana|Traiana]] (che i Francesi vollero imitare con quella Vendôme) [...]. (parte prima, cap. IV, p. 154) *Col tempo le case {{NDR|di [[Pompei]]}} diventarono<ref>Nel testo "doventarono".</ref> comode e splendide; anzi se si deve rilevare dalla loro sontuosità bisogna dire che in Pompei doveva esservi molta gente ricca o per lo meno agiata. Tutti gli studi che sono stati fatti su Pompei mostrano che le fortune vi dovevano essere spartite molto bene. Il Nissen<ref>Heinrich Nissen (1839-1912), storico tedesco, autore di ''Pompeianische Studien'', Lipsia 1877.</ref> constata che a Pompei il gusto del lusso andò sempre crescendo dall'Impero in là. Si verificò a Pompei in quei tempi quello che oggi si verifica da noi; accanto all'antica nobiltà ingoffita, sorse una borghesia ricca, ambiziosa, petulante che amava il fasto, voleva viver bene e amava godere tutte le gioie le quali furono privilegio delle grandi famiglie. Ecco perché a Pompei si esumarono tante belle case, ecco la ragione di tanta sontuosità decorativa che se non era quella dei Crassi, degli Scauri, dei Luculli, rivelava nei Pompeiani sentimento delicato e agiatezza. (parte prima, cap. IV, p. 177) *[...] [[Marco Vitruvio Pollione]], vissuto ai tempi di [[Augusto]], acquistò tanta {{sic|riputazione}} da morto che, si ha ragione di supporre, altrettanta non ebbe da vivo. Difatti non si sa capire come mai l'imperatore Augusto, il quale durante il suo governo fe' costruire tante fabbriche pubbliche, non siasi mai rivolto a Vitruvio Pollione. Bisogna proprio credere o che Vitruvio fosse in uggia all'imperatore (gli uomini sono sempre gli stessi) o sia vero che egli fosse soltanto un teorico. (parte prima, appendice, p. 190) *[[Adriano]], uomo vanitoso se mai ve ne fu, volle dare i piani e dirigere la costruzione del [[Tempio di Venere e Roma|tempio di Venere]] a Roma. Compiuto che fu il tempio domandò ad [[Apollodoro di Damasco|Apollodoro]] il suo giudizio persuaso di averlo favorevole e Apollodoro disse franco il suo parere sulla costruzione dell'imperatore; il fatto è che Adriano fece uccidere Apollodoro, dopo poco, sotto un pretesto frivolissimo. (parte prima, appendice, pp. 195-196) ===Parte seconda=== *È certo che senza l'ardente iniziativa degli uomini di genio sorti in Firenze negli ultimi anni del XIV secolo, la rivoluziono che doveva, nel campo dell' arte, rinnovare le fonti dell'ispirazione e nel campo dei costumi, sostituire la civiltà moderna alla {{sic|medieva}}, si sarebbe fatta aspettare ancora un po'. Il [[Filippo Brunelleschi|Brunelleschi]] e l'[[Leon Battista Alberti|Alberti]] intesero a paganizzare l'architettura per la ragione che la società si paganizzava. Se non ci fosse stato il mutamento nelle idee sociali del XV secolo il seme gettato dal Brunelleschi e dall'Alberti non avrebbe dato alcun frutto: – un arte non ha vita duratura se non è l'{{sic|imagine}} dell'ambiente entro il quale deve svolgersi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Ouesta [[Cappella Pazzi|Cappella {{NDR|dei Pazzi di Firenze}}]] corretta nei profili, armonica nelle proporzioni, equilibrata negli effetti di chiaroscuro, aggraziata nei particolari ornamentali, è uno dei più interessanti fra i primi lavori del Brunelleschi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Il [[Baldassare Longhena|Longhena]] si distinse eziandio nella costruzione del Palazzo Rezzonico il cui basamento spartito a bugne, e la scala e l'atrio sono veramente da studiarsi. Ma è singolare questo architetto! Nell'Ospedaletto lo troviamo eccessivamente barocco, nel monumento Pesaro, nel palazzo Capovilla si mostra pure un nervoso manipolator di volute e di cartocci, ma che è che non è, la sua mano abituata a segnar curve stravaganti, pare senta il bisogno d'un po' di riposo; e segna sulla carta motivi semplici e freddi di una freddezza palladiana. Chi mai direbbe che il palazzo Giustinian Lolin sul Canal Grande, è disegnato dall'immaginoso Longhena? (parte seconda, cap. V, p. 233-234) ==''L'arte di distinguere gli stili''== *L'[[Arte egizia|architettura egizia]] orizzontale e simmetrica, si assimila alla greca; architettura calma, massiccia nel complesso dei muri rivestiti da intagli e da colori. Caratteristica immancabile: la rastremazione, cioè i muri esterni inclinati. Così tutto in Egitto ha tendenza piramidale nell'assoluto rispetto all'orizzontale; le piramidi che lo personificano intonano ogni architettura sia tomba sia tempio, e gli obelischi che ugualmente personificano la terra de' Faraoni, hanno tendenza piramidale pur contradicendo il principio dell'orizzontale trionfante; ma gli obelischi sono monumenti decorativi. (prima parte, cap. I, pp. 35-36) *Ho detto altrove che bisogna esser più misurati e meno assoluti; l'[[arte greca]], l'architettura, ha le sue imperfezioni, e il creare un'arte greca senza macchia, insuperata e insuperabile, è morbosità, tormento, allucinazione.<br>Volfango Goethe avrebbe dato il [[Partenone]] per tutte le cattedrali gotiche. Se lo poteva pigliare. (seconda parte, cap. I, p. 107) *L'ellenismo etrusco è preceduto da una plastica di sapore acutamente arcaico molto gustoso, e si raccoglie sulle urne che dimostrano l'attività realistica dei nostri plastici minuti, ostinati nella modellazione, duri, rozzi, ineleganti nel linguaggio d'arte. Bellissime antefisse con testa nel mezzo, ornamenti intorno sbalzati, al solito, dal colore; qui, nel verismo dei ritratti, nell'arcaismo delle forme, vibra lo [[Arte etrusca|stile etrusco]], vibra nei soggetti demoniaci che celebrano certe superstizioni diffuse nel popolo e si umilia, si spegne all'immigrazione greca che vince l'anima etrusca; – forma e soggetti. (seconda parte, cap. II, pp. 158-159) *[...] l'arco, la {{sic|vòlta}}, la cupola costituiscono l'[[architettura romana]], lo stile romano, cioè lo stile imperiale di Roma, l'Urbe nel periodo del suo dominio, il dominio romano che paralizza ogni sogno che dovesse tramutarsi in realtà. (seconda parte, cap. III, p. 164) *Eccellenti mattoni, eccellente cemento, eccellente {{sic|manualanza}}, ottimi costruttori: questo il trionfo tecnico dell'architettura romana, all'apogèo che segna il vero stile romano e questo il segreto della sua esistenza. Vastità e sontuosità, ordini architettonici sovrapposti, l'arco, la vòlta e la cupola sviluppatissime: questo il trionfo estetico della nostra architettura, del nostro stile, influenzato dall'Etruria, dalla Grecia, dallo stile ellenico e ellenistico, audace e gagliardo, imponente e fastoso. Il genio italico diè ad esso il suo tono, diè il suo accento che riassume e glorifica: riassume le architetture anteriori di cui l'architettura romana è, infatti, la sintesi e il téma finale. Dopo, il Medioevo: – contando poco, architettonicamente, lo stile paleo-cristiano. (seconda parte, cap. III, pp. 165-166) *Impressionante a Roma la sovrapposizione degli ordini che la Grecia adottò timidamente anche nel periodo ellenistico rispetto a Roma, che lo svolse quanto più poté negli edifici pubblici e nei privati, comprese le case che salirono alte per necessità di spazio, insegna Vitruvio. Un ordine sopra l'altro dunque; archi, vòlte, colonne, trabeazioni producevano uno spettacolo quasi nuovo e un'imponenza quasi miracolosa, e questo spettacolo e questa imponenza è lo stile romano, assieme che offusca quando non ingombra colla ricchezza. (seconda parte, cap. III, p. 183) *Lo [[Arte bizantina|stile {{sic|bisantino}}]] è lo stile delle cupole, il cui sviluppo si può assegnare al regno di [[Giustiniano I|Giustiniano]] – stile definitivo evocante l'insigne mecenate dell'architettura bisantina, la cui azione provocò utili sforzi come Pericle a Atene, Augusto a Roma. S. Sofia vicino al Partenone: lo stile architravato nel suo trionfo, lo stile voltato nei monumenti romani sovrattutto termali [...]. (terza parte, cap. I, p. 237) *[[Santa Sofia (Istanbul)|S. Sofia di Costantinopoli]] è sempre il faro, il monumento sublime che esemplifica: studiato, riprodotto, illustrato è il pilota dello stile {{sic|bisantino}}: – la pianta concentrica, la cupola immensa, le cupole secondarie leggiere, ariose, i capitelli pulvinati, fioriti, la interminabile veste musiva, il tono e la sostanza fastosa, le dimensioni corrispondenti a questo tono e a questa sostanza. Tuttociò ammaestra e in un solo libro monumentale riassume e commenta lo stile, tutto lo stile bisantino nel suo organismo compiuto, nel suo equilibrio statico ed estetico. (terza parte, cap. I, p. 238) *Lo stile {{sic|bisantino}} è dedito alla pittura non alla scultura e adopra lo {{sic|scarpello}} avaramente in statue e bassorilievi, {{sic|cuoprendo}} cupole, pareti, archi e sott'archi col {{sic|musaico}}. Perciò a conoscere lo stile bisantino, anche nella scultura, aiuta il mosaico nei suoi pittori bisantini e italo-bisantini contro i pittori classici e romani che offrono utili comparazioni. (terza parte, cap. I, p. 240) *Sontuosità, gemme saettanti, cumulo di smalti policromi: ecco lo stile {{sic|bisantino}} il quale esulta agli ori composti da' cordoni perlati, amico delle perle benché non scintillino e non parlino rumoreggiando. E le perle circondate da filigrane, associate agli smalti in un tumulto di colori, a parte la carezza formale, i ceselli ornativi e figurativi sullo stile della scultura lapidea, sono spesso negli ori. Frenesia di contrasti, accordo di ricchezze colpiscono le facoltà sensitive a svelare un'intima psicologia ardente, pulsante, irresistibile. Il primo organo rivelatore, appunto, è la sontuosità. (terza parte, cap. I, p. 246) *Il riposo, l'abbandono dei problemi complicati, ecco {{NDR|dopo il gotico}} il nuovo stile. Infatti il [[rinascimento]] è ritorno, amore alla serenità greca, alla regolarità romana, alla tradizione greco-latina i cui primi interpreti sono stati i fiorentini. (quarta parte, cap. I, p. 403) *[[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], forza suprema, energia multipla, inestinguibile. Si elevò qualche protesta contro l'erettore della cupola di S. Pietro, quasi avesse profanato il titolo d'architetto; Michelangelo reazionario, nel nome della libertà, suscitatore di ispirazioni nuove, consola invece il periodo finale del rinascimento. Un «contaminato», il padre dei contaminati, secondo l'''Jus'' dei parrucconi i quali {{sic|sobbillano}} chi non specula sopra i timidi e non glorifica il plagio. E, Michelangelo, esaurito il programma brunelleschiano e bramantesco, emanava la sua legge da cui sorse la scuola che da lui ha nome, la quale non s'infrena al romanismo e rompe la tradizione con un sistema non ancor tentato. (quarta parte, cap. II, p. 450) *La biblioteca [[Biblioteca Medicea Laurenziana|Mediceo-Laurenziana-Delciana]] a Firenze, insegna che il gusto rettilineo può sostituirsi al gusto curvilineo, insegna che i frontoni possono profilarsi nei risalti e le cornici possono spezzarsi al buon nome dell'architettura. (quarta parte, cap. II, p. 451) *Da Firenze a Roma, a Genova, a Milano la scuola michelangiolesca chiama a raccolta i maggiori, i quali si ascrivono volentieri esultando alla vivezza intellettuale contro la pigrizia e addomesticando al barocco di cui, cronologicamente e stilisticamente, la scuola michelangiolesca rappresenta la anticamera.<br>Sulla via barocca: e nessuno oggi si vergogna a dirlo. – Assalto al bigottismo lanciato dall'impalcatura della Sistina, ove il pennello dell'architetto, scultore e pittore onora la bellezza personale e subbiettiva e fonde l'architettura alle altre arti; architettura pittoresca nell'innesto magnifico della scultura applicata. La retta non teme la curva, la curva si assimila alla retta nella scuola michelangiolesca e le figure che s'inarcano e si avvoltolano, non soffrono più il digiuno a cui si sottoposero da rettilinei i quali mancarono del senso pittorico (Bramante). (quarta parte, cap. II, p. 451) *Stile della ricchezza, della maestà pomposa, il [[barocco]]; e stile dell'amabilità elegante il [[Rococò|{{sic|roccoccò}}]], il {{sic|Secento}} e il Settecento. Essi non vantano un organismo statico proprio come il greco o il gotico, e prolungano il rinascimento {{sic|cuoprendolo}} di curve, spezzando le cornici, tagliando i frontoni in una gioia di linee irrefrenabile e dilagano, stimolando, la libera fantasia. Stile decorativo, il barocco e il roccoccò, intende a meravigliare, a sbalordire. (quarta parte, cap. II, p. 481) *Complessivamente il barocco trasforma in un'immensa gloria di curve il {{sic|Secento}}, e il {{sic|roccoccò}} chiama a avvolgimenti leggiadri e scherzosi il Settecento. E il barocco, perché sia veramente tale, bisogna che innalzi<ref>Nel testo "inalzi".</ref> la ricchezza qualche volta ammucchiata {{sic|piucché}} odinata; bisogna che la innalzi alla maggiore potenza la quale si sostiene e si coordina ed appaga l'occhio in un effetto generale. Come se un grande decoratore vedesse tutto, dirigesse tutto ad onorare la sua dote più alta: la inesauribilità. (quarta parte, cap. II, p. 483) *{{NDR|Sul [[Vittoriano]]}} Lo Stato, vittima dell'eclettismo, nel suo passivo più lacerante ha il «Monumentissimo» di Roma, la Mole sacconiana che ingoia milioni dal 1885, eroismo degli antiquari, degli orecchianti e della burocrazia italica. Oggi non sono pochi a convenire sulla miseria di quelle pietre lavorate; ma quando io investii il «Monumentissimo», vivente il povero Giuseppe Sacconi, mi trovai solo, in un piacevole isolamento. A rigore il «Monumentissimo» potrebbe ispirare qualche indulgenza guardando il tempo in cui se ne aperse il concorso, però è insopportabile che vi si possa vedere il genio d'un architetto. (Appendice, p. 575) *In sott'ordine, rispetto al «Monumentissimo» {{NDR|il Vittoriano di Roma}}, fra molti {{NDR|edifici in stile eclettico del XIX secolo}}, cibreo<ref>Intingolo, miscuglio mal combinato.</ref> disgustoso il [[Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia|palazzo della Cassa di Risparmio a Pistoia]]. Costato quasi un milione (il concorso fu bandito sulla somma di 300.000 lire) quella città toscana ha veduto sorgere, questi ultimi anni, un ampio dado di cui tutte le parti, dalle grandi alle piccole, sono copiate. Il basamento è copiato dal banco di giustizia nel Palazzo Pretorio della città, l'ingresso sulla facciata principale è copiato dalla porta di Leon Battista Alberti sulla facciata di S. Maria Novella a Firenze con squallide alterazioni (il dorico sostituito al corinzio), la imposta è copiata sotto il portico degli Uffizi a Firenze, i ferri sono copiati in un palazzo a Lucca e male applicati (troppo triti); e, nell'interno, le finestre dell'atrio appartengono alla facciata del palazzo della Cancelleria a Roma, e a Pistoia ingenuamente non si tolsero le rosette, sul fregio, emblema del cardinale Raffaello Riario che ordinò il celebre palazzo. Né curo i piccoli balaustri copiati dalla scala del palazzo Gondi a Firenze e il resto. Ma, almeno, il palazzo fosse comodo! (Appendice, pp. 575-576) ==''Pittura italiana''== *Per quanto si sa questo popolo {{NDR|gli [[Etruschi]]}} esercitò con certa larghezza la pittura, ma difficilmente la sollevò a arte indipendente, vale a dire a pura espressione d'un concetto estetico; e si può dire che si limitò invece a servirsene come mezzo di decorazione; nel modo stesso che sì usò in Oriente, da ove anzi si vuole precisamente derivato il primo stile etrusco detto per ciò, ''orientalizzante''.<br>Gli Etruschi sentirono la compiacenza che deriva dalla vivacità dei colori nello stesso modo che la sentirono i popoli primitivi e la sentono tuttora i selvaggi d'Africa e d'Oceania. (Parte prima, cap. II, pp. 15-16) *Le [[Pittura etrusca|pitture etrusche]] in generale sono a tinte intere e mancanti di chiaro scuro, e corrispondono, come si è detto, a delle convenzioni talvolta ragionevoli. Così il rosso e il color carne servono per indicare la carnagione degli uomini, il roseo quello delle donne; il {{sic|pavonazzo}} è per colorire i vasetti, il bigio poi ed il turchino sono destinati alla colorazione degli animali e ai demoni. Talune volte s'incontrano figure e animali coloriti {{sic|bizzaramente}} come, ad esempio, cavalli rossi con criniera azzurra, o cavalli interamente azzurri con unghie rosse e verdi.<br>Il valore dunque di queste pitture sta tutto quanto nel disegno del contorno il quale se dapprima è alquanto impacciato dipoi si slancia ed è galante e distinto. (Parte prima, cap. II, pp. 16-17) *[...] notiamo ancora un fatto singolare che riguarda non la tecnica pittorica, ma il contenuto della pittura etrusca. I soggetti che solitamente svolgeva il pittore etrusco, per quanto fossero destinati all'ornamento di una [[tomba]] – perché si tenga bene in mente che le pitture murali delle tombe sono quelle che ci hanno dato qualche lume intorno alla pittura degli Etruschi – sono tutt'altro che mortuari; i soggetti lugubri sono rari, e abbondano invece soggetti gai come banchetti, {{sic|caccie}}, danze, ecc. E ciò è logico. Perocché le feste in occasione di [[Funerale|funerali]] si credevano un modo di propiziazione per l'estinto affinché diventasse un essere divinizzato; così come il cristiano colle preghiere e colle funzioni pei defunti ha la fede di contribuire pietosamente alla loro eterna beatitudine. (Parte prima, cap. II, p. 22) *La [[Pittura romana|pittura]] storico-figurativa ebbe a Roma un considerevole impulso allorché sorse nel desiderio dell'imperatori e dei magnati di far dipingere su grandi pareti gli episodi più cospicui delle vittorie romane.<br>Osserva il [[Désiré-Raoul Rochette|Raoul Rochette]] che l'uso delle feste trionfali dette vigoroso impulso alla pittura su tavola, la quale, lo stesso Autore riferendosi a un passo dello storico Appiano, afferma che doveva essere familiarissima a Roma. Se ciò è vero bisogna dire che gli storici dell'arte in generale sono censurabili in questa parte, perché di tale specie di pittura han tenuto ben poco conto. (Parte prima, cap. IV, pp. 55-56) *Si suole ritenere [[Cimabue]] per fondatore dell'arte nova del dipingere, ma è più corretto dire che Cimabue favorì il rinascimento della pittura italiana promosso da [[Giotto]].<br>Difatti in Cimabue «che dette i primi lumi all'arte della pittura» come scrive esattamente il [[Giorgio Vasari|Vasari]] (''Le vite'', ecc.) c'è l'artista il quale tenta di ribellarsi alle pratiche cosiddette {{sic|bisantine}} o greche; ma non ancora disposto l'ambiente a accettar novità è naturale che l'arte di Cimabue abbia sempre l'impronta della maniera antica; mentre nell'opera pittorica di Giotto quest'impronta è addirittura scomparsa [...]. L'arte di Cimabue rappresenta per noi l'arte di transizione fra la così detta greca e quella italica risorta con Giotto. (Parte prima, cap. VII, pp. 150-151) *[[Giunta Pisano|Giunta]] [...] ebbe l'ambizione di sollevarsi un po' dalla maniera dura dell'arte del suo tempo [...]; si è detto perfino che Giunta fu maestro di Cimabue: in tal caso lo scolaro avrebbe sopravanzato il maestro come risulta dalle pitture che maestro e scolaro fecero in Assisi. (Parte prima, cap. VII, p. 153) *Giunta Pisano il quale visse al tempo della canonizzazione di [[Francesco d'Assisi|San Francesco]] dipinse molto a [[Assisi]] e la sua arte, come si è scritto partecipa dei modi così detti bisantini. Figure stecchite e dure spiranti una certa aria mansueta e pia, la quale impressiona. Quelle figure non impressionano, badisi, per la fattura; imperocché se pur si voglia dire che Giunta Pisano tentò di spastoiarsi dalle norme dell'arte coeva, i suoi sforzi restarono umili tentativi. (Parte prima, cap. VII, p. 155) *Si tiene in molto conto il ritratto di S. Francesco attribuito a Giunta Pisano perché non è impossibile che riproduca l'effigie vera del Serafico d'Assisi che Giunta può aver conosciuto. (Parte prima, cap. VII, p. 157) *Le pitture che [[Giotto]] eseguì a Assisi vicino a quelle del maestro Cimabue mostrano quanto questi sia stato {{sic|sopravvanzato}} dallo scolaro. Chi guarda attentamente le varie istorie di Giotto nota che a misura l'opera va innanzi ivi crescono i pregi; e verso la fine le storie sono più vaghe e più vivaci, le figure sono più franche nel disegno delle estremità, le mosse sono più variate, il paese è più naturale. (Parte seconda, cap. I, p. 7) *Il [[Correggio]], o come a lui garbava talvolta chiamarsi, Antonio Lieto da Correggio, non ha rivali nel magistero del [[chiaroscuro]] a cui seppe dare fluidità e vaghezza meravigliose. Sta in questo la importanza dell'opera pittorica correggesca. Il passaggio dalla luce all'ombra nelle pitture dell'Allegri è insensibile; accanto al bianco è un grigio leggero e accanto allo scuro, viceversa, è un grigio robusto: per la qual cosa il passaggio fra il nero e il bianco non vi è mai ardito, ma moderato dalla mezza tinta; alla quale l'Allegri doveva non solo il rilievo delle figure ma la pastosità della pittura. (Parte seconda, cap. III, p. 163) *Davanti alle pitture dell'Allegri si prova un'emozione dolcissima. La prima volta che vedemmo le pitture del [[Duomo di Parma]] restammo così impressionati da quella vista che ci parve che il Correggio avesse certe attrattive che non ha Raffaello. La pittura correggesca è esempio parlante di quanto possa infonder vita a un'opera d'arte la poesia di un cuore gentile. (Parte seconda, cap. III, pp. 163-164) Il [[Andrea Sabatini|{{sic|Sabbatini}}]] o Andrea da Salerno fu [...] valoroso pittore sì da esser detto da taluno il Raffaello napoletano. (Parte seconda, cap. III, p. 170) ==''{{sic|Scoltura}} italiana''== *Qualunque sia il posto che il popolo romano si merita nella storia dell'arte in generale, in particolare rapporto alla [[Scultura romana|{{sic|scoltura}}]], lo ha considerevole, a pensare che il romano col suo temperamento positivista dette impulso grandissimo a una specie d'imitazione {{sic|scultorica}} che non è più né quella simbolica degli Egizi, né la imitazione dei Greci innalzata alla bellezza tipica, ma è una imitazione la quale ha per base il ''carattere''. Da ciò scaturì il ritratto. (cap. IV, pp. 43-44) *I [[Civiltà romana|Romani]] furono un popolo positivo e perciò poco inclinato all'arte. Perché gli uomini che si dicono positivi sono quelli i quali non hanno immaginazione e giudicano il mondo nella nuda {{sic|realità}}, nel modo che si presenta ai loro sensi; perciò non potranno essere artisti perché oltre a un fondo di buon senso, l'artista bisogna che sia sensitivo e possegga immaginazione infiammabile. Viceversa i Greci possedendo in grado eminente questa immaginazione, che dicemmo infiammabile, furono un popolo artista per eccellenza; e col sorriso dell'arte conquistò l'affetto dei popoli, mentre i Romani conquistarono i popoli colla forza prepotente. (cap. IV, p. 47) *[...] ai tempi di Commodo era venuto così in voga l'uso dei busti-ritratti che si tagliavano le teste delle statue per sostituirvi effigi note; e si trovò il modo di fare i busti colorati per potere a piacimento cambiar di essi la testa; e si giunse, in quel tempo, perfino a far ritratti di donna colla pettinatura posticcia (di marmo o di bronzo, s'intende) per poterla cavare e cambiare onde seguire la volubilità della moda; per modo che la effigiata trovavasi sempre con la testa acconciata secondo il costume del giorno. (cap. IV, p. 53) *La {{sic|scoltura}} romana essendo espressiva per eccellenza salì molto più insù nell'arte del ritratto di quello che salisse la scoltura dei Greci. Nei ritratti greci trovi sempre bellezza lieta e non mai scopri la indagine ferma e sicura del carattere del ritrattato. (cap. IV, p. 55) *Ecco come [[Luca Della Robbia]] oltre a aver portato nella scoltura i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli scultori avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. Luca Della Robbia che morì vecchissimo lavorò pure moltissimo. Per la qual cosa ben disse il [[Giorgio Vasari|Vasari]] nel discorrere della vita di Luca: «Onde ne venne arricchito il mondo (si capisce delle scolture a smalto di Luca) e l'arte del disegno di un'arte nuova utile e bellissima; ed egli (cioè Luca) di gloria e lode immortale e perpetua.» (cap. VII, p. 134) *[[Cristoforo Solari]] esimio fra tutti gli egregi che ornarono di loro opere quel cospicuo tempio del Rinascimento {{NDR|la [[Certosa di Pavia]]}}, Cristoforo Solari notissimo pel soprannome di Gobbo e del quale si narra che allorquando fu collocata in S. Pietro di Roma la Pietà del [[Michelangelo Buonarroti|Buonarroti]] alcuni Milanesi asserirono che era lavoro suo (tantoché {{sic|Michelangiolo}} si determinò di incidervi il proprio nome perché si dileguasse questa voce che pare potesse prendere consistenza<ref>Nel testo "consisistenza".</ref>) Cristoforo Solari (se è vero che sono tutte sue le {{sic|scolture}} cosi della Certosa di Pavia come quelle del [[Duomo di Milano]], che gli si attribuiscono) bisogna notarlo fra gli eminenti scultori del secolo il quale ora c'interessa studiare. (cap. VII, pp. 141-142) *Non scopriamo nell'arte del Solari né la ingenuità carezzevole dell'arte di [[Donatello]], né la vigorosità fantasiosa di quella del [[Lorenzo Ghiberti|Ghiberti]], né vi sappiamo scorgere la semplicità della scoltura di Luca della Robbia, nondimeno è tale la verità dello scolture solariane che acconsentiamo a scrivere nel libro dei più ragguardevoli scultori del secolo XVI, Cristoforo Solari. (cap. VII, p. 142) *[...] dopo Michelangelo la {{sic|scoltura}}, per dir come dicono tutti, si [[Barocco|imbarocchisce]], cioè non cerca più il bello, ma il bizzarro, lo stravagante: – i muscoli delle figure si gonfiano, i manti onde sono vestite si avvolgono, si ripiegano goffamente; la personalità soverchia s'impone alla riproduzione del vero. (cap. VIII, p. 160) *Se parlando di oreficeria del periodo artistico fra Michelangelo e Canova s'impone il Cellini, discorrendo d'intaglio del legno s'impone alla mente [[Andrea Brustolon]] di Belluno le cui cornici a fogliami arricciati e ornati di putti ridenti sono esempi di gusto singolare e libero e di difficoltà tecniche superate con disinvoltura ammirabile. Ma in questo tempo {{NDR|il Seicento}} le difficoltà materiali non {{sic|faceano}} indietreggiar gli esecutori; il marmo allora si lavorava come se fosse stato legno e il legno si accartocciava in mille guise come se fosse stato carta. (cap. VIII, p. 181) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/architetturaita01melagoog/page/n5/mode/1up Architettura italiana]'', parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/gri_33125015056232/page/n4/mode/1up Architettura italiana]'', parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/lartedidistingue00mela_0/mode/1up L'arte di distinguere gli stili]'', Ulrico Hoepli editore, Milano, 1918. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/pitturaitaliana01mela/page/n8/mode/1up Pittura italiana]'', Parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1885. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_B-KzsqAUBnsC/page/n6/mode/1up Pittura italiana]'', Parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1886. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_M2sC3cInwMcC/page/n4/mode/1up {{sic|Scoltura}} italiana. Parte prima e seconda: statuaria e scoltura ornamentale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Melani, Alfredo}} [[Categoria:Architetti italiani]] [[Categoria:Critici d'arte italiani]] e6n5annwmc0fhsyzw83ufxibrzw2a36 1409883 1409882 2026-04-08T14:47:26Z Gaux 18878 /* Pittura italiana */ typo 1409883 wikitext text/x-wiki [[File:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896 (page 7 crop).jpg|thumb|Alfredo Melani, ''Manuale dell'ornatista'', 1896]] '''Alfredo Melani''' (1859 – 1928), architetto e critico d'arte italiano. ==''Architettura italiana''== ===Parte prima=== *Che l'[[Arte etrusca|arte degli Etruschi]] sia stata influenzala prima da quella [[Arte orientale|orientale]] e poi da quella [[Arte greca|greca]] non vi è alcuno che oggi lo nega. Negandolo, come si potrebbe spiegare il perché si trovi in Etruria l'istesso genere di sepolture che nell'Asia Minore; il perché il sistema delle vòlte, che è affatto orientale, non si trovi in tutto il bacino del Mediterraneo, se non presso gli Etruschi; il perché nel vestire avessero gli Etruschi costumi quasi identici a quelli degli orientali? ecc. Circa la influenza greca poi, non c'è tanto dà disputare; il difficile sta piuttosto nello stabilire giustamente il grado di questa influenza; perché vi sono di quelli che la spingono a tal segno da far credere che l'arte etrusca altro non sia che un'arte arcaica greca; e questo, ci pare, è un andar troppo in là. Comunque sia nell'arte degli Etruschi dapprima sono elementi orientali e in seguito elementi greci. (parte prima, cap. II, pp. 8-9) *La più interessante proprietà dell'architettura etrusca è l'impiego delle [[Volta (architettura)|vòlte]] fatte con pietre tagliate a cuneo e chiuse con serraglia. Molti si domandano: ma sarà veramente esatto che gli Etruschi furono primi ad usare di questo elemento costruttivo? [[Diodoro Siculo]] osa affermare di sì: ma anche lui ebbe questa notizia, come tante altre, dalla tradizione e le tradizioni ingannano talvolta.<br>Certo la posizione geologica dell' Etruria si prestava immensamente alla costruzione a vòlta. Gli Etruschi non avevano i graniti dell'Egitto ne i marmi della Grecia, perciò non potevano {{sic|costrurre}} soffitti monolitici di ampiezza considerevole. Da ciò la vòlta a vari pezzi (cunei) reggentisi fra loro mutuamente, usatissima in Etruria, la cui origine non è etrusca ma orientale. Agli Etruschi si appartiene dunque la gloria di avere utilizzato in Europa, prima d'ogni altro popolo, il sistema delle vòlte a cunei il quale era pertanto assai familiare agli antichi architetti dell'Egitto e della Caldea. (parte prima, cap. II, p. 13) *Ma è proprio accertato che è costruzione etrusca l'[[Arco Etrusco|Arco di Perugia]]? Non sono pochi gli archeologi i quali riflettendo seriamente sulle parole incise sulla cornice dell'Arco – ''Colon Vib'' – cioè Colonia Vibia, sospettarono che l'Arco di Perugia fosse lavoro romano dovuto ad [[Augusto]]. Tale opinione verrebbe afforzata dal fatto sicuro che il primo dei Cesari fece riedificare le mura di questa città stata una delle dodici lucumonie etrusche. Ma altri osservano acutamente se l'Arco di Perugia, così come è oggi, non sia piuttosto di due epoche differenti. La prima (alla quale apparterrebbe la involtatura dell'arco) etrusca; la seconda (a cui si riferirebbero gli ornamenti e particolarmente certi pilastrini con capitelli ionici che coronano la porta medesima) romana.<br>A nostro remissivo parere, questa seconda è la versione più logica che si possa dare dell'Arco di Perugia. (parte prima, cap. II, p. 28) *La perizia costruttiva degli Etruschi [...] in nessun'altra fabbrica si palesa evidente quanto nella famosa [[Cloaca Massima]] a Roma. L'elogio più grande che possa farsi di questa costruzione si è quello di dire che dopo tanto volger di secoli serve ancora allo scopo per il quale venne ordinata. (parte prima, cap. II, p. 30) *Cominciata da [[Tarquinio Prisco]], la Cloaca Massima, venne tirata su tutta quanta a secco. Può ognuno formarsi idea della vigorosissima costruzione guardandone dal Tevere l'arcata maggiore composta di tre ordini di cunei di travertino uniti tra loro senza cemento. (parte prima, cap. II, p. 30) *Chi ha capito bene il carattere dei [[Civiltà romana|Romani]] non può meravigliarsi a vedere, specialmente in Roma, tanti [[Arco trionfale|Archi di Trionfo]] e colonne onorarie erette a gloria dei guerrieri che combatterono per far grande la patria. Gli Archi di Trionfo sono monumenti affatto romani (si rammenti bene) e vennero decorati con le maggiori pompe dell'arte. Sotto i Cesari il loro carattere è pertanto sobrio e elegante, ma mano mano che si va in là si fa gonfio e pesante. Ai tempi di [[Settimio Severo]] e di [[Costantino I|Costantino]] la antica sobrietà si trova sacrificata ai particolari che si moltiplicano per ragione di lusso e in danno dell'arte. (parte prima, cap. IV, pp. 151-154) *I Romani hanno tramandato ai posteri la gloria dei loro guerrieri anche col mezzo di Colonne Onorarie. Questa forma artistica, applicata nel modo che la applicarono gli architetti romani, è completamente romana. Nessun popolo avanti il romano {{sic|imaginò}} le Colonne Onorarie. La prima colonna onoraria che sorse a Roma fu quella destinata a [[Gaio Duilio|Duilio]] e ricordante la prima vittoria navale dei Romani sui Cartaginesi (260 av. G. C). In seguito si eresse la Antonina, dedicata a [[Marco Aurelio]] e la [[Colonna Traiana|Traiana]] (che i Francesi vollero imitare con quella Vendôme) [...]. (parte prima, cap. IV, p. 154) *Col tempo le case {{NDR|di [[Pompei]]}} diventarono<ref>Nel testo "doventarono".</ref> comode e splendide; anzi se si deve rilevare dalla loro sontuosità bisogna dire che in Pompei doveva esservi molta gente ricca o per lo meno agiata. Tutti gli studi che sono stati fatti su Pompei mostrano che le fortune vi dovevano essere spartite molto bene. Il Nissen<ref>Heinrich Nissen (1839-1912), storico tedesco, autore di ''Pompeianische Studien'', Lipsia 1877.</ref> constata che a Pompei il gusto del lusso andò sempre crescendo dall'Impero in là. Si verificò a Pompei in quei tempi quello che oggi si verifica da noi; accanto all'antica nobiltà ingoffita, sorse una borghesia ricca, ambiziosa, petulante che amava il fasto, voleva viver bene e amava godere tutte le gioie le quali furono privilegio delle grandi famiglie. Ecco perché a Pompei si esumarono tante belle case, ecco la ragione di tanta sontuosità decorativa che se non era quella dei Crassi, degli Scauri, dei Luculli, rivelava nei Pompeiani sentimento delicato e agiatezza. (parte prima, cap. IV, p. 177) *[...] [[Marco Vitruvio Pollione]], vissuto ai tempi di [[Augusto]], acquistò tanta {{sic|riputazione}} da morto che, si ha ragione di supporre, altrettanta non ebbe da vivo. Difatti non si sa capire come mai l'imperatore Augusto, il quale durante il suo governo fe' costruire tante fabbriche pubbliche, non siasi mai rivolto a Vitruvio Pollione. Bisogna proprio credere o che Vitruvio fosse in uggia all'imperatore (gli uomini sono sempre gli stessi) o sia vero che egli fosse soltanto un teorico. (parte prima, appendice, p. 190) *[[Adriano]], uomo vanitoso se mai ve ne fu, volle dare i piani e dirigere la costruzione del [[Tempio di Venere e Roma|tempio di Venere]] a Roma. Compiuto che fu il tempio domandò ad [[Apollodoro di Damasco|Apollodoro]] il suo giudizio persuaso di averlo favorevole e Apollodoro disse franco il suo parere sulla costruzione dell'imperatore; il fatto è che Adriano fece uccidere Apollodoro, dopo poco, sotto un pretesto frivolissimo. (parte prima, appendice, pp. 195-196) ===Parte seconda=== *È certo che senza l'ardente iniziativa degli uomini di genio sorti in Firenze negli ultimi anni del XIV secolo, la rivoluziono che doveva, nel campo dell' arte, rinnovare le fonti dell'ispirazione e nel campo dei costumi, sostituire la civiltà moderna alla {{sic|medieva}}, si sarebbe fatta aspettare ancora un po'. Il [[Filippo Brunelleschi|Brunelleschi]] e l'[[Leon Battista Alberti|Alberti]] intesero a paganizzare l'architettura per la ragione che la società si paganizzava. Se non ci fosse stato il mutamento nelle idee sociali del XV secolo il seme gettato dal Brunelleschi e dall'Alberti non avrebbe dato alcun frutto: – un arte non ha vita duratura se non è l'{{sic|imagine}} dell'ambiente entro il quale deve svolgersi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Ouesta [[Cappella Pazzi|Cappella {{NDR|dei Pazzi di Firenze}}]] corretta nei profili, armonica nelle proporzioni, equilibrata negli effetti di chiaroscuro, aggraziata nei particolari ornamentali, è uno dei più interessanti fra i primi lavori del Brunelleschi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Il [[Baldassare Longhena|Longhena]] si distinse eziandio nella costruzione del Palazzo Rezzonico il cui basamento spartito a bugne, e la scala e l'atrio sono veramente da studiarsi. Ma è singolare questo architetto! Nell'Ospedaletto lo troviamo eccessivamente barocco, nel monumento Pesaro, nel palazzo Capovilla si mostra pure un nervoso manipolator di volute e di cartocci, ma che è che non è, la sua mano abituata a segnar curve stravaganti, pare senta il bisogno d'un po' di riposo; e segna sulla carta motivi semplici e freddi di una freddezza palladiana. Chi mai direbbe che il palazzo Giustinian Lolin sul Canal Grande, è disegnato dall'immaginoso Longhena? (parte seconda, cap. V, p. 233-234) ==''L'arte di distinguere gli stili''== *L'[[Arte egizia|architettura egizia]] orizzontale e simmetrica, si assimila alla greca; architettura calma, massiccia nel complesso dei muri rivestiti da intagli e da colori. Caratteristica immancabile: la rastremazione, cioè i muri esterni inclinati. Così tutto in Egitto ha tendenza piramidale nell'assoluto rispetto all'orizzontale; le piramidi che lo personificano intonano ogni architettura sia tomba sia tempio, e gli obelischi che ugualmente personificano la terra de' Faraoni, hanno tendenza piramidale pur contradicendo il principio dell'orizzontale trionfante; ma gli obelischi sono monumenti decorativi. (prima parte, cap. I, pp. 35-36) *Ho detto altrove che bisogna esser più misurati e meno assoluti; l'[[arte greca]], l'architettura, ha le sue imperfezioni, e il creare un'arte greca senza macchia, insuperata e insuperabile, è morbosità, tormento, allucinazione.<br>Volfango Goethe avrebbe dato il [[Partenone]] per tutte le cattedrali gotiche. Se lo poteva pigliare. (seconda parte, cap. I, p. 107) *L'ellenismo etrusco è preceduto da una plastica di sapore acutamente arcaico molto gustoso, e si raccoglie sulle urne che dimostrano l'attività realistica dei nostri plastici minuti, ostinati nella modellazione, duri, rozzi, ineleganti nel linguaggio d'arte. Bellissime antefisse con testa nel mezzo, ornamenti intorno sbalzati, al solito, dal colore; qui, nel verismo dei ritratti, nell'arcaismo delle forme, vibra lo [[Arte etrusca|stile etrusco]], vibra nei soggetti demoniaci che celebrano certe superstizioni diffuse nel popolo e si umilia, si spegne all'immigrazione greca che vince l'anima etrusca; – forma e soggetti. (seconda parte, cap. II, pp. 158-159) *[...] l'arco, la {{sic|vòlta}}, la cupola costituiscono l'[[architettura romana]], lo stile romano, cioè lo stile imperiale di Roma, l'Urbe nel periodo del suo dominio, il dominio romano che paralizza ogni sogno che dovesse tramutarsi in realtà. (seconda parte, cap. III, p. 164) *Eccellenti mattoni, eccellente cemento, eccellente {{sic|manualanza}}, ottimi costruttori: questo il trionfo tecnico dell'architettura romana, all'apogèo che segna il vero stile romano e questo il segreto della sua esistenza. Vastità e sontuosità, ordini architettonici sovrapposti, l'arco, la vòlta e la cupola sviluppatissime: questo il trionfo estetico della nostra architettura, del nostro stile, influenzato dall'Etruria, dalla Grecia, dallo stile ellenico e ellenistico, audace e gagliardo, imponente e fastoso. Il genio italico diè ad esso il suo tono, diè il suo accento che riassume e glorifica: riassume le architetture anteriori di cui l'architettura romana è, infatti, la sintesi e il téma finale. Dopo, il Medioevo: – contando poco, architettonicamente, lo stile paleo-cristiano. (seconda parte, cap. III, pp. 165-166) *Impressionante a Roma la sovrapposizione degli ordini che la Grecia adottò timidamente anche nel periodo ellenistico rispetto a Roma, che lo svolse quanto più poté negli edifici pubblici e nei privati, comprese le case che salirono alte per necessità di spazio, insegna Vitruvio. Un ordine sopra l'altro dunque; archi, vòlte, colonne, trabeazioni producevano uno spettacolo quasi nuovo e un'imponenza quasi miracolosa, e questo spettacolo e questa imponenza è lo stile romano, assieme che offusca quando non ingombra colla ricchezza. (seconda parte, cap. III, p. 183) *Lo [[Arte bizantina|stile {{sic|bisantino}}]] è lo stile delle cupole, il cui sviluppo si può assegnare al regno di [[Giustiniano I|Giustiniano]] – stile definitivo evocante l'insigne mecenate dell'architettura bisantina, la cui azione provocò utili sforzi come Pericle a Atene, Augusto a Roma. S. Sofia vicino al Partenone: lo stile architravato nel suo trionfo, lo stile voltato nei monumenti romani sovrattutto termali [...]. (terza parte, cap. I, p. 237) *[[Santa Sofia (Istanbul)|S. Sofia di Costantinopoli]] è sempre il faro, il monumento sublime che esemplifica: studiato, riprodotto, illustrato è il pilota dello stile {{sic|bisantino}}: – la pianta concentrica, la cupola immensa, le cupole secondarie leggiere, ariose, i capitelli pulvinati, fioriti, la interminabile veste musiva, il tono e la sostanza fastosa, le dimensioni corrispondenti a questo tono e a questa sostanza. Tuttociò ammaestra e in un solo libro monumentale riassume e commenta lo stile, tutto lo stile bisantino nel suo organismo compiuto, nel suo equilibrio statico ed estetico. (terza parte, cap. I, p. 238) *Lo stile {{sic|bisantino}} è dedito alla pittura non alla scultura e adopra lo {{sic|scarpello}} avaramente in statue e bassorilievi, {{sic|cuoprendo}} cupole, pareti, archi e sott'archi col {{sic|musaico}}. Perciò a conoscere lo stile bisantino, anche nella scultura, aiuta il mosaico nei suoi pittori bisantini e italo-bisantini contro i pittori classici e romani che offrono utili comparazioni. (terza parte, cap. I, p. 240) *Sontuosità, gemme saettanti, cumulo di smalti policromi: ecco lo stile {{sic|bisantino}} il quale esulta agli ori composti da' cordoni perlati, amico delle perle benché non scintillino e non parlino rumoreggiando. E le perle circondate da filigrane, associate agli smalti in un tumulto di colori, a parte la carezza formale, i ceselli ornativi e figurativi sullo stile della scultura lapidea, sono spesso negli ori. Frenesia di contrasti, accordo di ricchezze colpiscono le facoltà sensitive a svelare un'intima psicologia ardente, pulsante, irresistibile. Il primo organo rivelatore, appunto, è la sontuosità. (terza parte, cap. I, p. 246) *Il riposo, l'abbandono dei problemi complicati, ecco {{NDR|dopo il gotico}} il nuovo stile. Infatti il [[rinascimento]] è ritorno, amore alla serenità greca, alla regolarità romana, alla tradizione greco-latina i cui primi interpreti sono stati i fiorentini. (quarta parte, cap. I, p. 403) *[[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], forza suprema, energia multipla, inestinguibile. Si elevò qualche protesta contro l'erettore della cupola di S. Pietro, quasi avesse profanato il titolo d'architetto; Michelangelo reazionario, nel nome della libertà, suscitatore di ispirazioni nuove, consola invece il periodo finale del rinascimento. Un «contaminato», il padre dei contaminati, secondo l'''Jus'' dei parrucconi i quali {{sic|sobbillano}} chi non specula sopra i timidi e non glorifica il plagio. E, Michelangelo, esaurito il programma brunelleschiano e bramantesco, emanava la sua legge da cui sorse la scuola che da lui ha nome, la quale non s'infrena al romanismo e rompe la tradizione con un sistema non ancor tentato. (quarta parte, cap. II, p. 450) *La biblioteca [[Biblioteca Medicea Laurenziana|Mediceo-Laurenziana-Delciana]] a Firenze, insegna che il gusto rettilineo può sostituirsi al gusto curvilineo, insegna che i frontoni possono profilarsi nei risalti e le cornici possono spezzarsi al buon nome dell'architettura. (quarta parte, cap. II, p. 451) *Da Firenze a Roma, a Genova, a Milano la scuola michelangiolesca chiama a raccolta i maggiori, i quali si ascrivono volentieri esultando alla vivezza intellettuale contro la pigrizia e addomesticando al barocco di cui, cronologicamente e stilisticamente, la scuola michelangiolesca rappresenta la anticamera.<br>Sulla via barocca: e nessuno oggi si vergogna a dirlo. – Assalto al bigottismo lanciato dall'impalcatura della Sistina, ove il pennello dell'architetto, scultore e pittore onora la bellezza personale e subbiettiva e fonde l'architettura alle altre arti; architettura pittoresca nell'innesto magnifico della scultura applicata. La retta non teme la curva, la curva si assimila alla retta nella scuola michelangiolesca e le figure che s'inarcano e si avvoltolano, non soffrono più il digiuno a cui si sottoposero da rettilinei i quali mancarono del senso pittorico (Bramante). (quarta parte, cap. II, p. 451) *Stile della ricchezza, della maestà pomposa, il [[barocco]]; e stile dell'amabilità elegante il [[Rococò|{{sic|roccoccò}}]], il {{sic|Secento}} e il Settecento. Essi non vantano un organismo statico proprio come il greco o il gotico, e prolungano il rinascimento {{sic|cuoprendolo}} di curve, spezzando le cornici, tagliando i frontoni in una gioia di linee irrefrenabile e dilagano, stimolando, la libera fantasia. Stile decorativo, il barocco e il roccoccò, intende a meravigliare, a sbalordire. (quarta parte, cap. II, p. 481) *Complessivamente il barocco trasforma in un'immensa gloria di curve il {{sic|Secento}}, e il {{sic|roccoccò}} chiama a avvolgimenti leggiadri e scherzosi il Settecento. E il barocco, perché sia veramente tale, bisogna che innalzi<ref>Nel testo "inalzi".</ref> la ricchezza qualche volta ammucchiata {{sic|piucché}} odinata; bisogna che la innalzi alla maggiore potenza la quale si sostiene e si coordina ed appaga l'occhio in un effetto generale. Come se un grande decoratore vedesse tutto, dirigesse tutto ad onorare la sua dote più alta: la inesauribilità. (quarta parte, cap. II, p. 483) *{{NDR|Sul [[Vittoriano]]}} Lo Stato, vittima dell'eclettismo, nel suo passivo più lacerante ha il «Monumentissimo» di Roma, la Mole sacconiana che ingoia milioni dal 1885, eroismo degli antiquari, degli orecchianti e della burocrazia italica. Oggi non sono pochi a convenire sulla miseria di quelle pietre lavorate; ma quando io investii il «Monumentissimo», vivente il povero Giuseppe Sacconi, mi trovai solo, in un piacevole isolamento. A rigore il «Monumentissimo» potrebbe ispirare qualche indulgenza guardando il tempo in cui se ne aperse il concorso, però è insopportabile che vi si possa vedere il genio d'un architetto. (Appendice, p. 575) *In sott'ordine, rispetto al «Monumentissimo» {{NDR|il Vittoriano di Roma}}, fra molti {{NDR|edifici in stile eclettico del XIX secolo}}, cibreo<ref>Intingolo, miscuglio mal combinato.</ref> disgustoso il [[Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia|palazzo della Cassa di Risparmio a Pistoia]]. Costato quasi un milione (il concorso fu bandito sulla somma di 300.000 lire) quella città toscana ha veduto sorgere, questi ultimi anni, un ampio dado di cui tutte le parti, dalle grandi alle piccole, sono copiate. Il basamento è copiato dal banco di giustizia nel Palazzo Pretorio della città, l'ingresso sulla facciata principale è copiato dalla porta di Leon Battista Alberti sulla facciata di S. Maria Novella a Firenze con squallide alterazioni (il dorico sostituito al corinzio), la imposta è copiata sotto il portico degli Uffizi a Firenze, i ferri sono copiati in un palazzo a Lucca e male applicati (troppo triti); e, nell'interno, le finestre dell'atrio appartengono alla facciata del palazzo della Cancelleria a Roma, e a Pistoia ingenuamente non si tolsero le rosette, sul fregio, emblema del cardinale Raffaello Riario che ordinò il celebre palazzo. Né curo i piccoli balaustri copiati dalla scala del palazzo Gondi a Firenze e il resto. Ma, almeno, il palazzo fosse comodo! (Appendice, pp. 575-576) ==''Pittura italiana''== *Per quanto si sa questo popolo {{NDR|gli [[Etruschi]]}} esercitò con certa larghezza la pittura, ma difficilmente la sollevò a arte indipendente, vale a dire a pura espressione d'un concetto estetico; e si può dire che si limitò invece a servirsene come mezzo di decorazione; nel modo stesso che sì usò in Oriente, da ove anzi si vuole precisamente derivato il primo stile etrusco detto per ciò, ''orientalizzante''.<br>Gli Etruschi sentirono la compiacenza che deriva dalla vivacità dei colori nello stesso modo che la sentirono i popoli primitivi e la sentono tuttora i selvaggi d'Africa e d'Oceania. (Parte prima, cap. II, pp. 15-16) *Le [[Pittura etrusca|pitture etrusche]] in generale sono a tinte intere e mancanti di chiaro scuro, e corrispondono, come si è detto, a delle convenzioni talvolta ragionevoli. Così il rosso e il color carne servono per indicare la carnagione degli uomini, il roseo quello delle donne; il {{sic|pavonazzo}} è per colorire i vasetti, il bigio poi ed il turchino sono destinati alla colorazione degli animali e ai demoni. Talune volte s'incontrano figure e animali coloriti {{sic|bizzaramente}} come, ad esempio, cavalli rossi con criniera azzurra, o cavalli interamente azzurri con unghie rosse e verdi.<br>Il valore dunque di queste pitture sta tutto quanto nel disegno del contorno il quale se dapprima è alquanto impacciato dipoi si slancia ed è galante e distinto. (Parte prima, cap. II, pp. 16-17) *[...] notiamo ancora un fatto singolare che riguarda non la tecnica pittorica, ma il contenuto della pittura etrusca. I soggetti che solitamente svolgeva il pittore etrusco, per quanto fossero destinati all'ornamento di una [[tomba]] – perché si tenga bene in mente che le pitture murali delle tombe sono quelle che ci hanno dato qualche lume intorno alla pittura degli Etruschi – sono tutt'altro che mortuari; i soggetti lugubri sono rari, e abbondano invece soggetti gai come banchetti, {{sic|caccie}}, danze, ecc. E ciò è logico. Perocché le feste in occasione di [[Funerale|funerali]] si credevano un modo di propiziazione per l'estinto affinché diventasse un essere divinizzato; così come il cristiano colle preghiere e colle funzioni pei defunti ha la fede di contribuire pietosamente alla loro eterna beatitudine. (Parte prima, cap. II, p. 22) *La [[Pittura romana|pittura]] storico-figurativa ebbe a Roma un considerevole impulso allorché sorse nel desiderio dell'imperatori e dei magnati di far dipingere su grandi pareti gli episodi più cospicui delle vittorie romane.<br>Osserva il [[Désiré-Raoul Rochette|Raoul Rochette]] che l'uso delle feste trionfali dette vigoroso impulso alla pittura su tavola, la quale, lo stesso Autore riferendosi a un passo dello storico Appiano, afferma che doveva essere familiarissima a Roma. Se ciò è vero bisogna dire che gli storici dell'arte in generale sono censurabili in questa parte, perché di tale specie di pittura han tenuto ben poco conto. (Parte prima, cap. IV, pp. 55-56) *Si suole ritenere [[Cimabue]] per fondatore dell'arte nova del dipingere, ma è più corretto dire che Cimabue favorì il rinascimento della pittura italiana promosso da [[Giotto]].<br>Difatti in Cimabue «che dette i primi lumi all'arte della pittura» come scrive esattamente il [[Giorgio Vasari|Vasari]] (''Le vite'', ecc.) c'è l'artista il quale tenta di ribellarsi alle pratiche cosiddette {{sic|bisantine}} o greche; ma non ancora disposto l'ambiente a accettar novità è naturale che l'arte di Cimabue abbia sempre l'impronta della maniera antica; mentre nell'opera pittorica di Giotto quest'impronta è addirittura scomparsa [...]. L'arte di Cimabue rappresenta per noi l'arte di transizione fra la così detta greca e quella italica risorta con Giotto. (Parte prima, cap. VII, pp. 150-151) *[[Giunta Pisano|Giunta]] [...] ebbe l'ambizione di sollevarsi un po' dalla maniera dura dell'arte del suo tempo [...]; si è detto perfino che Giunta fu maestro di Cimabue: in tal caso lo scolaro avrebbe sopravanzato il maestro come risulta dalle pitture che maestro e scolaro fecero in Assisi. (Parte prima, cap. VII, p. 153) *Giunta Pisano il quale visse al tempo della canonizzazione di [[Francesco d'Assisi|San Francesco]] dipinse molto a [[Assisi]] e la sua arte, come si è scritto partecipa dei modi così detti bisantini. Figure stecchite e dure spiranti una certa aria mansueta e pia, la quale impressiona. Quelle figure non impressionano, badisi, per la fattura; imperocché se pur si voglia dire che Giunta Pisano tentò di spastoiarsi dalle norme dell'arte coeva, i suoi sforzi restarono umili tentativi. (Parte prima, cap. VII, p. 155) *Si tiene in molto conto il ritratto di S. Francesco attribuito a Giunta Pisano perché non è impossibile che riproduca l'effigie vera del Serafico d'Assisi che Giunta può aver conosciuto. (Parte prima, cap. VII, p. 157) *Le pitture che [[Giotto]] eseguì a Assisi vicino a quelle del maestro Cimabue mostrano quanto questi sia stato {{sic|sopravvanzato}} dallo scolaro. Chi guarda attentamente le varie istorie di Giotto nota che a misura l'opera va innanzi ivi crescono i pregi; e verso la fine le storie sono più vaghe e più vivaci, le figure sono più franche nel disegno delle estremità, le mosse sono più variate, il paese è più naturale. (Parte seconda, cap. I, p. 7) *Il [[Correggio]], o come a lui garbava talvolta chiamarsi, Antonio Lieto da Correggio, non ha rivali nel magistero del [[chiaroscuro]] a cui seppe dare fluidità e vaghezza meravigliose. Sta in questo la importanza dell'opera pittorica correggesca. Il passaggio dalla luce all'ombra nelle pitture dell'Allegri è insensibile; accanto al bianco è un grigio leggero e accanto allo scuro, viceversa, è un grigio robusto: per la qual cosa il passaggio fra il nero e il bianco non vi è mai ardito, ma moderato dalla mezza tinta; alla quale l'Allegri doveva non solo il rilievo delle figure ma la pastosità della pittura. (Parte seconda, cap. III, p. 163) *Davanti alle pitture dell'Allegri si prova un'emozione dolcissima. La prima volta che vedemmo le pitture del [[Duomo di Parma]] restammo così impressionati da quella vista che ci parve che il Correggio avesse certe attrattive che non ha Raffaello. La pittura correggesca è esempio parlante di quanto possa infonder vita a un'opera d'arte la poesia di un cuore gentile. (Parte seconda, cap. III, pp. 163-164) *Il [[Andrea Sabatini|{{sic|Sabbatini}}]] o Andrea da Salerno fu [...] valoroso pittore sì da esser detto da taluno il Raffaello napoletano. (Parte seconda, cap. III, p. 170) ==''{{sic|Scoltura}} italiana''== *Qualunque sia il posto che il popolo romano si merita nella storia dell'arte in generale, in particolare rapporto alla [[Scultura romana|{{sic|scoltura}}]], lo ha considerevole, a pensare che il romano col suo temperamento positivista dette impulso grandissimo a una specie d'imitazione {{sic|scultorica}} che non è più né quella simbolica degli Egizi, né la imitazione dei Greci innalzata alla bellezza tipica, ma è una imitazione la quale ha per base il ''carattere''. Da ciò scaturì il ritratto. (cap. IV, pp. 43-44) *I [[Civiltà romana|Romani]] furono un popolo positivo e perciò poco inclinato all'arte. Perché gli uomini che si dicono positivi sono quelli i quali non hanno immaginazione e giudicano il mondo nella nuda {{sic|realità}}, nel modo che si presenta ai loro sensi; perciò non potranno essere artisti perché oltre a un fondo di buon senso, l'artista bisogna che sia sensitivo e possegga immaginazione infiammabile. Viceversa i Greci possedendo in grado eminente questa immaginazione, che dicemmo infiammabile, furono un popolo artista per eccellenza; e col sorriso dell'arte conquistò l'affetto dei popoli, mentre i Romani conquistarono i popoli colla forza prepotente. (cap. IV, p. 47) *[...] ai tempi di Commodo era venuto così in voga l'uso dei busti-ritratti che si tagliavano le teste delle statue per sostituirvi effigi note; e si trovò il modo di fare i busti colorati per potere a piacimento cambiar di essi la testa; e si giunse, in quel tempo, perfino a far ritratti di donna colla pettinatura posticcia (di marmo o di bronzo, s'intende) per poterla cavare e cambiare onde seguire la volubilità della moda; per modo che la effigiata trovavasi sempre con la testa acconciata secondo il costume del giorno. (cap. IV, p. 53) *La {{sic|scoltura}} romana essendo espressiva per eccellenza salì molto più insù nell'arte del ritratto di quello che salisse la scoltura dei Greci. Nei ritratti greci trovi sempre bellezza lieta e non mai scopri la indagine ferma e sicura del carattere del ritrattato. (cap. IV, p. 55) *Ecco come [[Luca Della Robbia]] oltre a aver portato nella scoltura i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli scultori avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. Luca Della Robbia che morì vecchissimo lavorò pure moltissimo. Per la qual cosa ben disse il [[Giorgio Vasari|Vasari]] nel discorrere della vita di Luca: «Onde ne venne arricchito il mondo (si capisce delle scolture a smalto di Luca) e l'arte del disegno di un'arte nuova utile e bellissima; ed egli (cioè Luca) di gloria e lode immortale e perpetua.» (cap. VII, p. 134) *[[Cristoforo Solari]] esimio fra tutti gli egregi che ornarono di loro opere quel cospicuo tempio del Rinascimento {{NDR|la [[Certosa di Pavia]]}}, Cristoforo Solari notissimo pel soprannome di Gobbo e del quale si narra che allorquando fu collocata in S. Pietro di Roma la Pietà del [[Michelangelo Buonarroti|Buonarroti]] alcuni Milanesi asserirono che era lavoro suo (tantoché {{sic|Michelangiolo}} si determinò di incidervi il proprio nome perché si dileguasse questa voce che pare potesse prendere consistenza<ref>Nel testo "consisistenza".</ref>) Cristoforo Solari (se è vero che sono tutte sue le {{sic|scolture}} cosi della Certosa di Pavia come quelle del [[Duomo di Milano]], che gli si attribuiscono) bisogna notarlo fra gli eminenti scultori del secolo il quale ora c'interessa studiare. (cap. VII, pp. 141-142) *Non scopriamo nell'arte del Solari né la ingenuità carezzevole dell'arte di [[Donatello]], né la vigorosità fantasiosa di quella del [[Lorenzo Ghiberti|Ghiberti]], né vi sappiamo scorgere la semplicità della scoltura di Luca della Robbia, nondimeno è tale la verità dello scolture solariane che acconsentiamo a scrivere nel libro dei più ragguardevoli scultori del secolo XVI, Cristoforo Solari. (cap. VII, p. 142) *[...] dopo Michelangelo la {{sic|scoltura}}, per dir come dicono tutti, si [[Barocco|imbarocchisce]], cioè non cerca più il bello, ma il bizzarro, lo stravagante: – i muscoli delle figure si gonfiano, i manti onde sono vestite si avvolgono, si ripiegano goffamente; la personalità soverchia s'impone alla riproduzione del vero. (cap. VIII, p. 160) *Se parlando di oreficeria del periodo artistico fra Michelangelo e Canova s'impone il Cellini, discorrendo d'intaglio del legno s'impone alla mente [[Andrea Brustolon]] di Belluno le cui cornici a fogliami arricciati e ornati di putti ridenti sono esempi di gusto singolare e libero e di difficoltà tecniche superate con disinvoltura ammirabile. Ma in questo tempo {{NDR|il Seicento}} le difficoltà materiali non {{sic|faceano}} indietreggiar gli esecutori; il marmo allora si lavorava come se fosse stato legno e il legno si accartocciava in mille guise come se fosse stato carta. (cap. VIII, p. 181) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/architetturaita01melagoog/page/n5/mode/1up Architettura italiana]'', parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/gri_33125015056232/page/n4/mode/1up Architettura italiana]'', parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/lartedidistingue00mela_0/mode/1up L'arte di distinguere gli stili]'', Ulrico Hoepli editore, Milano, 1918. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/pitturaitaliana01mela/page/n8/mode/1up Pittura italiana]'', Parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1885. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_B-KzsqAUBnsC/page/n6/mode/1up Pittura italiana]'', Parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1886. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_M2sC3cInwMcC/page/n4/mode/1up {{sic|Scoltura}} italiana. Parte prima e seconda: statuaria e scoltura ornamentale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Melani, Alfredo}} [[Categoria:Architetti italiani]] [[Categoria:Critici d'arte italiani]] 2jdzjeb1xygmsvebkj4kzbgr0w7ulcd 1409885 1409883 2026-04-08T14:54:59Z Gaux 18878 /* Pittura italiana */ divisione in parti 1409885 wikitext text/x-wiki [[File:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896 (page 7 crop).jpg|thumb|Alfredo Melani, ''Manuale dell'ornatista'', 1896]] '''Alfredo Melani''' (1859 – 1928), architetto e critico d'arte italiano. ==''Architettura italiana''== ===Parte prima=== *Che l'[[Arte etrusca|arte degli Etruschi]] sia stata influenzala prima da quella [[Arte orientale|orientale]] e poi da quella [[Arte greca|greca]] non vi è alcuno che oggi lo nega. Negandolo, come si potrebbe spiegare il perché si trovi in Etruria l'istesso genere di sepolture che nell'Asia Minore; il perché il sistema delle vòlte, che è affatto orientale, non si trovi in tutto il bacino del Mediterraneo, se non presso gli Etruschi; il perché nel vestire avessero gli Etruschi costumi quasi identici a quelli degli orientali? ecc. Circa la influenza greca poi, non c'è tanto dà disputare; il difficile sta piuttosto nello stabilire giustamente il grado di questa influenza; perché vi sono di quelli che la spingono a tal segno da far credere che l'arte etrusca altro non sia che un'arte arcaica greca; e questo, ci pare, è un andar troppo in là. Comunque sia nell'arte degli Etruschi dapprima sono elementi orientali e in seguito elementi greci. (parte prima, cap. II, pp. 8-9) *La più interessante proprietà dell'architettura etrusca è l'impiego delle [[Volta (architettura)|vòlte]] fatte con pietre tagliate a cuneo e chiuse con serraglia. Molti si domandano: ma sarà veramente esatto che gli Etruschi furono primi ad usare di questo elemento costruttivo? [[Diodoro Siculo]] osa affermare di sì: ma anche lui ebbe questa notizia, come tante altre, dalla tradizione e le tradizioni ingannano talvolta.<br>Certo la posizione geologica dell' Etruria si prestava immensamente alla costruzione a vòlta. Gli Etruschi non avevano i graniti dell'Egitto ne i marmi della Grecia, perciò non potevano {{sic|costrurre}} soffitti monolitici di ampiezza considerevole. Da ciò la vòlta a vari pezzi (cunei) reggentisi fra loro mutuamente, usatissima in Etruria, la cui origine non è etrusca ma orientale. Agli Etruschi si appartiene dunque la gloria di avere utilizzato in Europa, prima d'ogni altro popolo, il sistema delle vòlte a cunei il quale era pertanto assai familiare agli antichi architetti dell'Egitto e della Caldea. (parte prima, cap. II, p. 13) *Ma è proprio accertato che è costruzione etrusca l'[[Arco Etrusco|Arco di Perugia]]? Non sono pochi gli archeologi i quali riflettendo seriamente sulle parole incise sulla cornice dell'Arco – ''Colon Vib'' – cioè Colonia Vibia, sospettarono che l'Arco di Perugia fosse lavoro romano dovuto ad [[Augusto]]. Tale opinione verrebbe afforzata dal fatto sicuro che il primo dei Cesari fece riedificare le mura di questa città stata una delle dodici lucumonie etrusche. Ma altri osservano acutamente se l'Arco di Perugia, così come è oggi, non sia piuttosto di due epoche differenti. La prima (alla quale apparterrebbe la involtatura dell'arco) etrusca; la seconda (a cui si riferirebbero gli ornamenti e particolarmente certi pilastrini con capitelli ionici che coronano la porta medesima) romana.<br>A nostro remissivo parere, questa seconda è la versione più logica che si possa dare dell'Arco di Perugia. (parte prima, cap. II, p. 28) *La perizia costruttiva degli Etruschi [...] in nessun'altra fabbrica si palesa evidente quanto nella famosa [[Cloaca Massima]] a Roma. L'elogio più grande che possa farsi di questa costruzione si è quello di dire che dopo tanto volger di secoli serve ancora allo scopo per il quale venne ordinata. (parte prima, cap. II, p. 30) *Cominciata da [[Tarquinio Prisco]], la Cloaca Massima, venne tirata su tutta quanta a secco. Può ognuno formarsi idea della vigorosissima costruzione guardandone dal Tevere l'arcata maggiore composta di tre ordini di cunei di travertino uniti tra loro senza cemento. (parte prima, cap. II, p. 30) *Chi ha capito bene il carattere dei [[Civiltà romana|Romani]] non può meravigliarsi a vedere, specialmente in Roma, tanti [[Arco trionfale|Archi di Trionfo]] e colonne onorarie erette a gloria dei guerrieri che combatterono per far grande la patria. Gli Archi di Trionfo sono monumenti affatto romani (si rammenti bene) e vennero decorati con le maggiori pompe dell'arte. Sotto i Cesari il loro carattere è pertanto sobrio e elegante, ma mano mano che si va in là si fa gonfio e pesante. Ai tempi di [[Settimio Severo]] e di [[Costantino I|Costantino]] la antica sobrietà si trova sacrificata ai particolari che si moltiplicano per ragione di lusso e in danno dell'arte. (parte prima, cap. IV, pp. 151-154) *I Romani hanno tramandato ai posteri la gloria dei loro guerrieri anche col mezzo di Colonne Onorarie. Questa forma artistica, applicata nel modo che la applicarono gli architetti romani, è completamente romana. Nessun popolo avanti il romano {{sic|imaginò}} le Colonne Onorarie. La prima colonna onoraria che sorse a Roma fu quella destinata a [[Gaio Duilio|Duilio]] e ricordante la prima vittoria navale dei Romani sui Cartaginesi (260 av. G. C). In seguito si eresse la Antonina, dedicata a [[Marco Aurelio]] e la [[Colonna Traiana|Traiana]] (che i Francesi vollero imitare con quella Vendôme) [...]. (parte prima, cap. IV, p. 154) *Col tempo le case {{NDR|di [[Pompei]]}} diventarono<ref>Nel testo "doventarono".</ref> comode e splendide; anzi se si deve rilevare dalla loro sontuosità bisogna dire che in Pompei doveva esservi molta gente ricca o per lo meno agiata. Tutti gli studi che sono stati fatti su Pompei mostrano che le fortune vi dovevano essere spartite molto bene. Il Nissen<ref>Heinrich Nissen (1839-1912), storico tedesco, autore di ''Pompeianische Studien'', Lipsia 1877.</ref> constata che a Pompei il gusto del lusso andò sempre crescendo dall'Impero in là. Si verificò a Pompei in quei tempi quello che oggi si verifica da noi; accanto all'antica nobiltà ingoffita, sorse una borghesia ricca, ambiziosa, petulante che amava il fasto, voleva viver bene e amava godere tutte le gioie le quali furono privilegio delle grandi famiglie. Ecco perché a Pompei si esumarono tante belle case, ecco la ragione di tanta sontuosità decorativa che se non era quella dei Crassi, degli Scauri, dei Luculli, rivelava nei Pompeiani sentimento delicato e agiatezza. (parte prima, cap. IV, p. 177) *[...] [[Marco Vitruvio Pollione]], vissuto ai tempi di [[Augusto]], acquistò tanta {{sic|riputazione}} da morto che, si ha ragione di supporre, altrettanta non ebbe da vivo. Difatti non si sa capire come mai l'imperatore Augusto, il quale durante il suo governo fe' costruire tante fabbriche pubbliche, non siasi mai rivolto a Vitruvio Pollione. Bisogna proprio credere o che Vitruvio fosse in uggia all'imperatore (gli uomini sono sempre gli stessi) o sia vero che egli fosse soltanto un teorico. (parte prima, appendice, p. 190) *[[Adriano]], uomo vanitoso se mai ve ne fu, volle dare i piani e dirigere la costruzione del [[Tempio di Venere e Roma|tempio di Venere]] a Roma. Compiuto che fu il tempio domandò ad [[Apollodoro di Damasco|Apollodoro]] il suo giudizio persuaso di averlo favorevole e Apollodoro disse franco il suo parere sulla costruzione dell'imperatore; il fatto è che Adriano fece uccidere Apollodoro, dopo poco, sotto un pretesto frivolissimo. (parte prima, appendice, pp. 195-196) ===Parte seconda=== *È certo che senza l'ardente iniziativa degli uomini di genio sorti in Firenze negli ultimi anni del XIV secolo, la rivoluziono che doveva, nel campo dell' arte, rinnovare le fonti dell'ispirazione e nel campo dei costumi, sostituire la civiltà moderna alla {{sic|medieva}}, si sarebbe fatta aspettare ancora un po'. Il [[Filippo Brunelleschi|Brunelleschi]] e l'[[Leon Battista Alberti|Alberti]] intesero a paganizzare l'architettura per la ragione che la società si paganizzava. Se non ci fosse stato il mutamento nelle idee sociali del XV secolo il seme gettato dal Brunelleschi e dall'Alberti non avrebbe dato alcun frutto: – un arte non ha vita duratura se non è l'{{sic|imagine}} dell'ambiente entro il quale deve svolgersi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Ouesta [[Cappella Pazzi|Cappella {{NDR|dei Pazzi di Firenze}}]] corretta nei profili, armonica nelle proporzioni, equilibrata negli effetti di chiaroscuro, aggraziata nei particolari ornamentali, è uno dei più interessanti fra i primi lavori del Brunelleschi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Il [[Baldassare Longhena|Longhena]] si distinse eziandio nella costruzione del Palazzo Rezzonico il cui basamento spartito a bugne, e la scala e l'atrio sono veramente da studiarsi. Ma è singolare questo architetto! Nell'Ospedaletto lo troviamo eccessivamente barocco, nel monumento Pesaro, nel palazzo Capovilla si mostra pure un nervoso manipolator di volute e di cartocci, ma che è che non è, la sua mano abituata a segnar curve stravaganti, pare senta il bisogno d'un po' di riposo; e segna sulla carta motivi semplici e freddi di una freddezza palladiana. Chi mai direbbe che il palazzo Giustinian Lolin sul Canal Grande, è disegnato dall'immaginoso Longhena? (parte seconda, cap. V, p. 233-234) ==''L'arte di distinguere gli stili''== *L'[[Arte egizia|architettura egizia]] orizzontale e simmetrica, si assimila alla greca; architettura calma, massiccia nel complesso dei muri rivestiti da intagli e da colori. Caratteristica immancabile: la rastremazione, cioè i muri esterni inclinati. Così tutto in Egitto ha tendenza piramidale nell'assoluto rispetto all'orizzontale; le piramidi che lo personificano intonano ogni architettura sia tomba sia tempio, e gli obelischi che ugualmente personificano la terra de' Faraoni, hanno tendenza piramidale pur contradicendo il principio dell'orizzontale trionfante; ma gli obelischi sono monumenti decorativi. (prima parte, cap. I, pp. 35-36) *Ho detto altrove che bisogna esser più misurati e meno assoluti; l'[[arte greca]], l'architettura, ha le sue imperfezioni, e il creare un'arte greca senza macchia, insuperata e insuperabile, è morbosità, tormento, allucinazione.<br>Volfango Goethe avrebbe dato il [[Partenone]] per tutte le cattedrali gotiche. Se lo poteva pigliare. (seconda parte, cap. I, p. 107) *L'ellenismo etrusco è preceduto da una plastica di sapore acutamente arcaico molto gustoso, e si raccoglie sulle urne che dimostrano l'attività realistica dei nostri plastici minuti, ostinati nella modellazione, duri, rozzi, ineleganti nel linguaggio d'arte. Bellissime antefisse con testa nel mezzo, ornamenti intorno sbalzati, al solito, dal colore; qui, nel verismo dei ritratti, nell'arcaismo delle forme, vibra lo [[Arte etrusca|stile etrusco]], vibra nei soggetti demoniaci che celebrano certe superstizioni diffuse nel popolo e si umilia, si spegne all'immigrazione greca che vince l'anima etrusca; – forma e soggetti. (seconda parte, cap. II, pp. 158-159) *[...] l'arco, la {{sic|vòlta}}, la cupola costituiscono l'[[architettura romana]], lo stile romano, cioè lo stile imperiale di Roma, l'Urbe nel periodo del suo dominio, il dominio romano che paralizza ogni sogno che dovesse tramutarsi in realtà. (seconda parte, cap. III, p. 164) *Eccellenti mattoni, eccellente cemento, eccellente {{sic|manualanza}}, ottimi costruttori: questo il trionfo tecnico dell'architettura romana, all'apogèo che segna il vero stile romano e questo il segreto della sua esistenza. Vastità e sontuosità, ordini architettonici sovrapposti, l'arco, la vòlta e la cupola sviluppatissime: questo il trionfo estetico della nostra architettura, del nostro stile, influenzato dall'Etruria, dalla Grecia, dallo stile ellenico e ellenistico, audace e gagliardo, imponente e fastoso. Il genio italico diè ad esso il suo tono, diè il suo accento che riassume e glorifica: riassume le architetture anteriori di cui l'architettura romana è, infatti, la sintesi e il téma finale. Dopo, il Medioevo: – contando poco, architettonicamente, lo stile paleo-cristiano. (seconda parte, cap. III, pp. 165-166) *Impressionante a Roma la sovrapposizione degli ordini che la Grecia adottò timidamente anche nel periodo ellenistico rispetto a Roma, che lo svolse quanto più poté negli edifici pubblici e nei privati, comprese le case che salirono alte per necessità di spazio, insegna Vitruvio. Un ordine sopra l'altro dunque; archi, vòlte, colonne, trabeazioni producevano uno spettacolo quasi nuovo e un'imponenza quasi miracolosa, e questo spettacolo e questa imponenza è lo stile romano, assieme che offusca quando non ingombra colla ricchezza. (seconda parte, cap. III, p. 183) *Lo [[Arte bizantina|stile {{sic|bisantino}}]] è lo stile delle cupole, il cui sviluppo si può assegnare al regno di [[Giustiniano I|Giustiniano]] – stile definitivo evocante l'insigne mecenate dell'architettura bisantina, la cui azione provocò utili sforzi come Pericle a Atene, Augusto a Roma. S. Sofia vicino al Partenone: lo stile architravato nel suo trionfo, lo stile voltato nei monumenti romani sovrattutto termali [...]. (terza parte, cap. I, p. 237) *[[Santa Sofia (Istanbul)|S. Sofia di Costantinopoli]] è sempre il faro, il monumento sublime che esemplifica: studiato, riprodotto, illustrato è il pilota dello stile {{sic|bisantino}}: – la pianta concentrica, la cupola immensa, le cupole secondarie leggiere, ariose, i capitelli pulvinati, fioriti, la interminabile veste musiva, il tono e la sostanza fastosa, le dimensioni corrispondenti a questo tono e a questa sostanza. Tuttociò ammaestra e in un solo libro monumentale riassume e commenta lo stile, tutto lo stile bisantino nel suo organismo compiuto, nel suo equilibrio statico ed estetico. (terza parte, cap. I, p. 238) *Lo stile {{sic|bisantino}} è dedito alla pittura non alla scultura e adopra lo {{sic|scarpello}} avaramente in statue e bassorilievi, {{sic|cuoprendo}} cupole, pareti, archi e sott'archi col {{sic|musaico}}. Perciò a conoscere lo stile bisantino, anche nella scultura, aiuta il mosaico nei suoi pittori bisantini e italo-bisantini contro i pittori classici e romani che offrono utili comparazioni. (terza parte, cap. I, p. 240) *Sontuosità, gemme saettanti, cumulo di smalti policromi: ecco lo stile {{sic|bisantino}} il quale esulta agli ori composti da' cordoni perlati, amico delle perle benché non scintillino e non parlino rumoreggiando. E le perle circondate da filigrane, associate agli smalti in un tumulto di colori, a parte la carezza formale, i ceselli ornativi e figurativi sullo stile della scultura lapidea, sono spesso negli ori. Frenesia di contrasti, accordo di ricchezze colpiscono le facoltà sensitive a svelare un'intima psicologia ardente, pulsante, irresistibile. Il primo organo rivelatore, appunto, è la sontuosità. (terza parte, cap. I, p. 246) *Il riposo, l'abbandono dei problemi complicati, ecco {{NDR|dopo il gotico}} il nuovo stile. Infatti il [[rinascimento]] è ritorno, amore alla serenità greca, alla regolarità romana, alla tradizione greco-latina i cui primi interpreti sono stati i fiorentini. (quarta parte, cap. I, p. 403) *[[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], forza suprema, energia multipla, inestinguibile. Si elevò qualche protesta contro l'erettore della cupola di S. Pietro, quasi avesse profanato il titolo d'architetto; Michelangelo reazionario, nel nome della libertà, suscitatore di ispirazioni nuove, consola invece il periodo finale del rinascimento. Un «contaminato», il padre dei contaminati, secondo l'''Jus'' dei parrucconi i quali {{sic|sobbillano}} chi non specula sopra i timidi e non glorifica il plagio. E, Michelangelo, esaurito il programma brunelleschiano e bramantesco, emanava la sua legge da cui sorse la scuola che da lui ha nome, la quale non s'infrena al romanismo e rompe la tradizione con un sistema non ancor tentato. (quarta parte, cap. II, p. 450) *La biblioteca [[Biblioteca Medicea Laurenziana|Mediceo-Laurenziana-Delciana]] a Firenze, insegna che il gusto rettilineo può sostituirsi al gusto curvilineo, insegna che i frontoni possono profilarsi nei risalti e le cornici possono spezzarsi al buon nome dell'architettura. (quarta parte, cap. II, p. 451) *Da Firenze a Roma, a Genova, a Milano la scuola michelangiolesca chiama a raccolta i maggiori, i quali si ascrivono volentieri esultando alla vivezza intellettuale contro la pigrizia e addomesticando al barocco di cui, cronologicamente e stilisticamente, la scuola michelangiolesca rappresenta la anticamera.<br>Sulla via barocca: e nessuno oggi si vergogna a dirlo. – Assalto al bigottismo lanciato dall'impalcatura della Sistina, ove il pennello dell'architetto, scultore e pittore onora la bellezza personale e subbiettiva e fonde l'architettura alle altre arti; architettura pittoresca nell'innesto magnifico della scultura applicata. La retta non teme la curva, la curva si assimila alla retta nella scuola michelangiolesca e le figure che s'inarcano e si avvoltolano, non soffrono più il digiuno a cui si sottoposero da rettilinei i quali mancarono del senso pittorico (Bramante). (quarta parte, cap. II, p. 451) *Stile della ricchezza, della maestà pomposa, il [[barocco]]; e stile dell'amabilità elegante il [[Rococò|{{sic|roccoccò}}]], il {{sic|Secento}} e il Settecento. Essi non vantano un organismo statico proprio come il greco o il gotico, e prolungano il rinascimento {{sic|cuoprendolo}} di curve, spezzando le cornici, tagliando i frontoni in una gioia di linee irrefrenabile e dilagano, stimolando, la libera fantasia. Stile decorativo, il barocco e il roccoccò, intende a meravigliare, a sbalordire. (quarta parte, cap. II, p. 481) *Complessivamente il barocco trasforma in un'immensa gloria di curve il {{sic|Secento}}, e il {{sic|roccoccò}} chiama a avvolgimenti leggiadri e scherzosi il Settecento. E il barocco, perché sia veramente tale, bisogna che innalzi<ref>Nel testo "inalzi".</ref> la ricchezza qualche volta ammucchiata {{sic|piucché}} odinata; bisogna che la innalzi alla maggiore potenza la quale si sostiene e si coordina ed appaga l'occhio in un effetto generale. Come se un grande decoratore vedesse tutto, dirigesse tutto ad onorare la sua dote più alta: la inesauribilità. (quarta parte, cap. II, p. 483) *{{NDR|Sul [[Vittoriano]]}} Lo Stato, vittima dell'eclettismo, nel suo passivo più lacerante ha il «Monumentissimo» di Roma, la Mole sacconiana che ingoia milioni dal 1885, eroismo degli antiquari, degli orecchianti e della burocrazia italica. Oggi non sono pochi a convenire sulla miseria di quelle pietre lavorate; ma quando io investii il «Monumentissimo», vivente il povero Giuseppe Sacconi, mi trovai solo, in un piacevole isolamento. A rigore il «Monumentissimo» potrebbe ispirare qualche indulgenza guardando il tempo in cui se ne aperse il concorso, però è insopportabile che vi si possa vedere il genio d'un architetto. (Appendice, p. 575) *In sott'ordine, rispetto al «Monumentissimo» {{NDR|il Vittoriano di Roma}}, fra molti {{NDR|edifici in stile eclettico del XIX secolo}}, cibreo<ref>Intingolo, miscuglio mal combinato.</ref> disgustoso il [[Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia|palazzo della Cassa di Risparmio a Pistoia]]. Costato quasi un milione (il concorso fu bandito sulla somma di 300.000 lire) quella città toscana ha veduto sorgere, questi ultimi anni, un ampio dado di cui tutte le parti, dalle grandi alle piccole, sono copiate. Il basamento è copiato dal banco di giustizia nel Palazzo Pretorio della città, l'ingresso sulla facciata principale è copiato dalla porta di Leon Battista Alberti sulla facciata di S. Maria Novella a Firenze con squallide alterazioni (il dorico sostituito al corinzio), la imposta è copiata sotto il portico degli Uffizi a Firenze, i ferri sono copiati in un palazzo a Lucca e male applicati (troppo triti); e, nell'interno, le finestre dell'atrio appartengono alla facciata del palazzo della Cancelleria a Roma, e a Pistoia ingenuamente non si tolsero le rosette, sul fregio, emblema del cardinale Raffaello Riario che ordinò il celebre palazzo. Né curo i piccoli balaustri copiati dalla scala del palazzo Gondi a Firenze e il resto. Ma, almeno, il palazzo fosse comodo! (Appendice, pp. 575-576) ==''Pittura italiana''== ===Parte prima=== *Per quanto si sa questo popolo {{NDR|gli [[Etruschi]]}} esercitò con certa larghezza la pittura, ma difficilmente la sollevò a arte indipendente, vale a dire a pura espressione d'un concetto estetico; e si può dire che si limitò invece a servirsene come mezzo di decorazione; nel modo stesso che sì usò in Oriente, da ove anzi si vuole precisamente derivato il primo stile etrusco detto per ciò, ''orientalizzante''.<br>Gli Etruschi sentirono la compiacenza che deriva dalla vivacità dei colori nello stesso modo che la sentirono i popoli primitivi e la sentono tuttora i selvaggi d'Africa e d'Oceania. (Parte prima, cap. II, pp. 15-16) *Le [[Pittura etrusca|pitture etrusche]] in generale sono a tinte intere e mancanti di chiaro scuro, e corrispondono, come si è detto, a delle convenzioni talvolta ragionevoli. Così il rosso e il color carne servono per indicare la carnagione degli uomini, il roseo quello delle donne; il {{sic|pavonazzo}} è per colorire i vasetti, il bigio poi ed il turchino sono destinati alla colorazione degli animali e ai demoni. Talune volte s'incontrano figure e animali coloriti {{sic|bizzaramente}} come, ad esempio, cavalli rossi con criniera azzurra, o cavalli interamente azzurri con unghie rosse e verdi.<br>Il valore dunque di queste pitture sta tutto quanto nel disegno del contorno il quale se dapprima è alquanto impacciato dipoi si slancia ed è galante e distinto. (Parte prima, cap. II, pp. 16-17) *[...] notiamo ancora un fatto singolare che riguarda non la tecnica pittorica, ma il contenuto della pittura etrusca. I soggetti che solitamente svolgeva il pittore etrusco, per quanto fossero destinati all'ornamento di una [[tomba]] – perché si tenga bene in mente che le pitture murali delle tombe sono quelle che ci hanno dato qualche lume intorno alla pittura degli Etruschi – sono tutt'altro che mortuari; i soggetti lugubri sono rari, e abbondano invece soggetti gai come banchetti, {{sic|caccie}}, danze, ecc. E ciò è logico. Perocché le feste in occasione di [[Funerale|funerali]] si credevano un modo di propiziazione per l'estinto affinché diventasse un essere divinizzato; così come il cristiano colle preghiere e colle funzioni pei defunti ha la fede di contribuire pietosamente alla loro eterna beatitudine. (Parte prima, cap. II, p. 22) *La [[Pittura romana|pittura]] storico-figurativa ebbe a Roma un considerevole impulso allorché sorse nel desiderio dell'imperatori e dei magnati di far dipingere su grandi pareti gli episodi più cospicui delle vittorie romane.<br>Osserva il [[Désiré-Raoul Rochette|Raoul Rochette]] che l'uso delle feste trionfali dette vigoroso impulso alla pittura su tavola, la quale, lo stesso Autore riferendosi a un passo dello storico Appiano, afferma che doveva essere familiarissima a Roma. Se ciò è vero bisogna dire che gli storici dell'arte in generale sono censurabili in questa parte, perché di tale specie di pittura han tenuto ben poco conto. (Parte prima, cap. IV, pp. 55-56) *Si suole ritenere [[Cimabue]] per fondatore dell'arte nova del dipingere, ma è più corretto dire che Cimabue favorì il rinascimento della pittura italiana promosso da [[Giotto]].<br>Difatti in Cimabue «che dette i primi lumi all'arte della pittura» come scrive esattamente il [[Giorgio Vasari|Vasari]] (''Le vite'', ecc.) c'è l'artista il quale tenta di ribellarsi alle pratiche cosiddette {{sic|bisantine}} o greche; ma non ancora disposto l'ambiente a accettar novità è naturale che l'arte di Cimabue abbia sempre l'impronta della maniera antica; mentre nell'opera pittorica di Giotto quest'impronta è addirittura scomparsa [...]. L'arte di Cimabue rappresenta per noi l'arte di transizione fra la così detta greca e quella italica risorta con Giotto. (Parte prima, cap. VII, pp. 150-151) *[[Giunta Pisano|Giunta]] [...] ebbe l'ambizione di sollevarsi un po' dalla maniera dura dell'arte del suo tempo [...]; si è detto perfino che Giunta fu maestro di Cimabue: in tal caso lo scolaro avrebbe sopravanzato il maestro come risulta dalle pitture che maestro e scolaro fecero in Assisi. (Parte prima, cap. VII, p. 153) *Giunta Pisano il quale visse al tempo della canonizzazione di [[Francesco d'Assisi|San Francesco]] dipinse molto a [[Assisi]] e la sua arte, come si è scritto partecipa dei modi così detti bisantini. Figure stecchite e dure spiranti una certa aria mansueta e pia, la quale impressiona. Quelle figure non impressionano, badisi, per la fattura; imperocché se pur si voglia dire che Giunta Pisano tentò di spastoiarsi dalle norme dell'arte coeva, i suoi sforzi restarono umili tentativi. (Parte prima, cap. VII, p. 155) *Si tiene in molto conto il ritratto di S. Francesco attribuito a Giunta Pisano perché non è impossibile che riproduca l'effigie vera del Serafico d'Assisi che Giunta può aver conosciuto. (Parte prima, cap. VII, p. 157) ===Parte seconda=== *Le pitture che [[Giotto]] eseguì a Assisi vicino a quelle del maestro Cimabue mostrano quanto questi sia stato {{sic|sopravvanzato}} dallo scolaro. Chi guarda attentamente le varie istorie di Giotto nota che a misura l'opera va innanzi ivi crescono i pregi; e verso la fine le storie sono più vaghe e più vivaci, le figure sono più franche nel disegno delle estremità, le mosse sono più variate, il paese è più naturale. (Parte seconda, cap. I, p. 7) *Il [[Correggio]], o come a lui garbava talvolta chiamarsi, Antonio Lieto da Correggio, non ha rivali nel magistero del [[chiaroscuro]] a cui seppe dare fluidità e vaghezza meravigliose. Sta in questo la importanza dell'opera pittorica correggesca. Il passaggio dalla luce all'ombra nelle pitture dell'Allegri è insensibile; accanto al bianco è un grigio leggero e accanto allo scuro, viceversa, è un grigio robusto: per la qual cosa il passaggio fra il nero e il bianco non vi è mai ardito, ma moderato dalla mezza tinta; alla quale l'Allegri doveva non solo il rilievo delle figure ma la pastosità della pittura. (Parte seconda, cap. III, p. 163) *Davanti alle pitture dell'Allegri si prova un'emozione dolcissima. La prima volta che vedemmo le pitture del [[Duomo di Parma]] restammo così impressionati da quella vista che ci parve che il Correggio avesse certe attrattive che non ha Raffaello. La pittura correggesca è esempio parlante di quanto possa infonder vita a un'opera d'arte la poesia di un cuore gentile. (Parte seconda, cap. III, pp. 163-164) *Il [[Andrea Sabatini|{{sic|Sabbatini}}]] o Andrea da Salerno fu [...] valoroso pittore sì da esser detto da taluno il Raffaello napoletano. (Parte seconda, cap. III, p. 170) ==''{{sic|Scoltura}} italiana''== *Qualunque sia il posto che il popolo romano si merita nella storia dell'arte in generale, in particolare rapporto alla [[Scultura romana|{{sic|scoltura}}]], lo ha considerevole, a pensare che il romano col suo temperamento positivista dette impulso grandissimo a una specie d'imitazione {{sic|scultorica}} che non è più né quella simbolica degli Egizi, né la imitazione dei Greci innalzata alla bellezza tipica, ma è una imitazione la quale ha per base il ''carattere''. Da ciò scaturì il ritratto. (cap. IV, pp. 43-44) *I [[Civiltà romana|Romani]] furono un popolo positivo e perciò poco inclinato all'arte. Perché gli uomini che si dicono positivi sono quelli i quali non hanno immaginazione e giudicano il mondo nella nuda {{sic|realità}}, nel modo che si presenta ai loro sensi; perciò non potranno essere artisti perché oltre a un fondo di buon senso, l'artista bisogna che sia sensitivo e possegga immaginazione infiammabile. Viceversa i Greci possedendo in grado eminente questa immaginazione, che dicemmo infiammabile, furono un popolo artista per eccellenza; e col sorriso dell'arte conquistò l'affetto dei popoli, mentre i Romani conquistarono i popoli colla forza prepotente. (cap. IV, p. 47) *[...] ai tempi di Commodo era venuto così in voga l'uso dei busti-ritratti che si tagliavano le teste delle statue per sostituirvi effigi note; e si trovò il modo di fare i busti colorati per potere a piacimento cambiar di essi la testa; e si giunse, in quel tempo, perfino a far ritratti di donna colla pettinatura posticcia (di marmo o di bronzo, s'intende) per poterla cavare e cambiare onde seguire la volubilità della moda; per modo che la effigiata trovavasi sempre con la testa acconciata secondo il costume del giorno. (cap. IV, p. 53) *La {{sic|scoltura}} romana essendo espressiva per eccellenza salì molto più insù nell'arte del ritratto di quello che salisse la scoltura dei Greci. Nei ritratti greci trovi sempre bellezza lieta e non mai scopri la indagine ferma e sicura del carattere del ritrattato. (cap. IV, p. 55) *Ecco come [[Luca Della Robbia]] oltre a aver portato nella scoltura i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli scultori avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. Luca Della Robbia che morì vecchissimo lavorò pure moltissimo. Per la qual cosa ben disse il [[Giorgio Vasari|Vasari]] nel discorrere della vita di Luca: «Onde ne venne arricchito il mondo (si capisce delle scolture a smalto di Luca) e l'arte del disegno di un'arte nuova utile e bellissima; ed egli (cioè Luca) di gloria e lode immortale e perpetua.» (cap. VII, p. 134) *[[Cristoforo Solari]] esimio fra tutti gli egregi che ornarono di loro opere quel cospicuo tempio del Rinascimento {{NDR|la [[Certosa di Pavia]]}}, Cristoforo Solari notissimo pel soprannome di Gobbo e del quale si narra che allorquando fu collocata in S. Pietro di Roma la Pietà del [[Michelangelo Buonarroti|Buonarroti]] alcuni Milanesi asserirono che era lavoro suo (tantoché {{sic|Michelangiolo}} si determinò di incidervi il proprio nome perché si dileguasse questa voce che pare potesse prendere consistenza<ref>Nel testo "consisistenza".</ref>) Cristoforo Solari (se è vero che sono tutte sue le {{sic|scolture}} cosi della Certosa di Pavia come quelle del [[Duomo di Milano]], che gli si attribuiscono) bisogna notarlo fra gli eminenti scultori del secolo il quale ora c'interessa studiare. (cap. VII, pp. 141-142) *Non scopriamo nell'arte del Solari né la ingenuità carezzevole dell'arte di [[Donatello]], né la vigorosità fantasiosa di quella del [[Lorenzo Ghiberti|Ghiberti]], né vi sappiamo scorgere la semplicità della scoltura di Luca della Robbia, nondimeno è tale la verità dello scolture solariane che acconsentiamo a scrivere nel libro dei più ragguardevoli scultori del secolo XVI, Cristoforo Solari. (cap. VII, p. 142) *[...] dopo Michelangelo la {{sic|scoltura}}, per dir come dicono tutti, si [[Barocco|imbarocchisce]], cioè non cerca più il bello, ma il bizzarro, lo stravagante: – i muscoli delle figure si gonfiano, i manti onde sono vestite si avvolgono, si ripiegano goffamente; la personalità soverchia s'impone alla riproduzione del vero. (cap. VIII, p. 160) *Se parlando di oreficeria del periodo artistico fra Michelangelo e Canova s'impone il Cellini, discorrendo d'intaglio del legno s'impone alla mente [[Andrea Brustolon]] di Belluno le cui cornici a fogliami arricciati e ornati di putti ridenti sono esempi di gusto singolare e libero e di difficoltà tecniche superate con disinvoltura ammirabile. Ma in questo tempo {{NDR|il Seicento}} le difficoltà materiali non {{sic|faceano}} indietreggiar gli esecutori; il marmo allora si lavorava come se fosse stato legno e il legno si accartocciava in mille guise come se fosse stato carta. (cap. VIII, p. 181) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/architetturaita01melagoog/page/n5/mode/1up Architettura italiana]'', parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/gri_33125015056232/page/n4/mode/1up Architettura italiana]'', parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/lartedidistingue00mela_0/mode/1up L'arte di distinguere gli stili]'', Ulrico Hoepli editore, Milano, 1918. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/pitturaitaliana01mela/page/n8/mode/1up Pittura italiana]'', Parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1885. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_B-KzsqAUBnsC/page/n6/mode/1up Pittura italiana]'', Parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1886. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_M2sC3cInwMcC/page/n4/mode/1up {{sic|Scoltura}} italiana. Parte prima e seconda: statuaria e scoltura ornamentale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Melani, Alfredo}} [[Categoria:Architetti italiani]] [[Categoria:Critici d'arte italiani]] oi1zqnqspjx5bamgrho01uyzomd851t IndyCar Series 0 177496 1409912 1402148 2026-04-08T17:11:53Z Danyele 19198 +1 1409912 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Close racing (46546588265).jpg|thumb|upright=1.2|Una gara delle IndyCar Series ad Austin, Texas, nel 2019]] Citazioni sulle '''IndyCar Series'''. *I piloti di Formula 1 sono abituati a un livello di sicurezza molto elevato e credo che vadano malvolentieri in IndyCar, per più motivi. Il primo è che c'è più pericolo di farsi male e il secondo è che sono molto meno pagati. I piloti IndyCar rischiano la pelle e guadagnano un quinto rispetto ai piloti di Formula 1, che fortunatamente la pelle la rischiano molto meno [...]. Il gioco non vale la candela. ([[Daniele Audetto]]) *{{NDR|Sulle differenze tra [[Formula 1]] e IndyCar Series}} La Formula non è un vero e proprio campionato piloti. Per me il fascino della F1 sta nell'importanza delle auto [...] quando penso alla F1, penso a un campionato costruttori. Si cercano di costruire le auto più veloci possibili all'interno di un budget che dovrei definire irragionevole. Questo è quello che è emozionante. Più divento vecchio [...] e trascorro del tempo nel mondo delle corse, guardando la Formula 1, e non so se sia un posto nel quale voglio davvero correre. [...] Penso che la IndyCar sia davvero l'ambito in cui si ha la maggiore competitività per un pilota. Quando sei un pilota di alto livello, vuoi avere l'opportunità di competere, di vincere il campionato e di vincere grandi gare indipendentemente dalla tua situazione. ([[Josef Newgarden]]) *{{NDR|Sulle differenze tra Formula 1 e IndyCar Series}} La Indy è più una lotta tra [[gladiatori]]. È la base delle corse: pilota contro pilota. A volte ti ritrovi con tutte e quattro le ruote che girano in aria. ([[Jacques Villeneuve]]) *Molti in Europa pensano che i piloti americani sono incapaci, ma si sbagliano. Vincere una gara di F. Indy non è certo più facile che vincere un Gp di F.1. ([[Al Unser Jr.]]) *{{NDR|Sulle differenze tra Formula 1 e IndyCar Series}} Sono due mondi completamente diversi, la F1 è l'apice della tecnologia, Indianapolis l'apice dello spettacolo. Diciamo che la percezione del pubblico americano è diversa da quella del pubblico europeo. Vedere vetture che vanno a quasi 400 all'ora per 500 Miglia è una cosa grandiosa, e diciamo la verità, lo è anche per gli incidenti che si verificano, i quali sono spettacolo puro visivamente parlando. In F1 oggi, e per fortuna dico perché non è che sono contrario, le misure di sicurezza, i disegni dei circuiti sono diversi, se c'è uno spigolo fuori norma fanno sciopero. È una filosofia diversa. Qui accettano molto di più il rischio, mentre la F1, giustamente perché i piloti hanno la loro pelle da salvare, è tutto molto più sicuro [...]. Certo che le Formula 1 come adesso, con tutti i crash test che ci sono, sono indistruttibili e le piste sono molto sicure, quindi lo spettacolo è più legato all'azione dei sorpassi. È la filosofia ad essere completamente diversa. Quindi direi che la tecnologia svetta in Europa e lo spettacolo in America. ([[Daniele Audetto]]) ==Voci correlate== *[[500 Miglia di Indianapolis]] *[[NASCAR Cup Series]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante le|preposizione=sulle}} [[Categoria:Competizioni sportive]] bnqu7chadnxp0efbltwjs2hfgd7vouo Carlo Cavicchi 0 178316 1409887 1409814 2026-04-08T16:04:37Z ~2026-21603-09 106743 /* Citazioni tratte da articoli */ +1 / creazione sottoparagrafo 1409887 wikitext text/x-wiki [[File:Carlo Cavicchi (2011).jpg|thumb|Carlo Cavicchi (2011)]] '''Carlo Cavicchi''' (1947 – vivente), giornalista e scrittore italiano. ==Citazioni di Carlo Cavicchi== *{{NDR|Su [[Daniele Audetto]]}} Il più grande attore che Hollywood si sia mai fatta scappare.<ref>Da ''Destra 3 lunga chiude. Quando i rally avevano un'anima'', Vimodrone, Giorgio Nada Editore, 2016, ISBN 9788879116664; citato in Lorenzo Rondelli, ''[https://www.automotivespace.it/destra-3-lunga-chiude/ Destra 3 lunga chiude]'', ''automotivespace.it'', 21 settembre 2020.</ref> *{{NDR|Sulla [[Citroën 2CV]]}} [...] sarei anche pronto a decantarne gli enormi meriti, il peso che questa geniale vettura ha avuto nel tessuto sociale di un Paese come la Francia, l'immagine sbarazzina che l'ha accompagnata per oltre quattro decenni, sempre attuale anche quando ormai la sua tecnologia faceva tenerezza. Non lo faccio perché altri lo faranno molto meglio di me. Mi limito però a sintetizzarne un pregio che è virtù di poche cose buone nel mondo: tutti, nessuno escluso, quando ne vedono passare una sorridono. È la prova di qualche cosa che prima che nel cervello ha saputo entrare nel cuore.<ref>Citato in Vincenzo Borgomeo, ''[https://books.google.it/books?id=eY89DQAAQBAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false 101 storie sulla Citroën 2CV che non ti hanno mai raccontato]'', Roma, Newton Compton Editori, 2016, ISBN 978-88-227-0148-0</ref> {{Int|''[https://www.forlitoday.it/sport/altro/carlo-cavicchi-racconta-automobilismo-ferrari-senna.html F1 tra passato e presente con Carlo Cavicchi: "La Ferrari con Marchionne sarebbe tornata al vertice. Senna? Poteva essere un grande giornalista"]''|Da un evento al Motoclub Paolo Tordi di Cesena; citato in Giovanni Petrillo, ''forlitoday.it'', 25 aprile 2023.}} *Ho mangiato pane e auto per tutta la vita. *Ho smesso di dirigere ''Autosprint'' nel 1999 [...] ma ricordo benissimo il [[Campionato mondiale di Formula 1 1988|1988]] quando la McLaren con Ayrton Senna e Alain Prost vinse quindici gran premi su sedici, ad eccezione del Gran Premio d'Italia a Monza, con un "miracolo" dal cielo a pochi giorni dalla scomparsa di Enzo Ferrari [vinse Gerhard Berger davanti a Michele Alboreto grazie ad un incidente di un Senna fin li dominatore della gara durante un doppiaggio, ''ndr'']. Da direttore mettere una McLaren sempre vincente in copertina era angosciante e dura. *Chi è senza peccato in [[Formula 1|F1]] non c'è. *{{NDR|Su [[Enzo Ferrari]]}} Era un genio, acuto, insomma unico. Gli davano fastidio i piloti che chiedevano soldi per correre con la Rossa. Lui voleva vedere vincere la Ferrari. ==Citazioni tratte da articoli== *Ha fatto tutto di corsa [...]. [[Mauro Forghieri]] è diventato leggenda prima ancora di diventare un uomo fatto e finito. Troppo giovane per arrivare tanto in alto, troppo vecchio per essere considerato ancora una mente pensante, di quelle che non smetti mai di ascoltare perché c'è sempre da imparare.<ref>Da ''[https://www.quattroruote.it/news/eventi/2022/11/02/mauro_forghieri_il_ricordo_di_carlo_cavicchi.html Il ricordo di Carlo Cavicchi]'', ''quattroruote.it'', 3 novembre 2022.</ref> ===''Autosprint''=== {{cronologico}} *[...] il [[Rally di Sanremo|Sanremo]] rientra tra quelle gare all'antica in cui vedere il traguardo è già una vittoria.<ref>Da ''Tony e... fulmini (inutili) di Rohrl'', ''Autosprint'', 1979.</ref> *[...] il signor [[Tom Walkinshaw]], uno che sullo stomaco ha tanto pelo da far concorrenza alla Lana Gatto. Quello stinco di santo che nel mondo delle corse tutti conoscono benissimo da anni e la cui immagine molti sub attaccano al petto per tener lontani i pescecani.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 27, 4-10 luglio 1995, p. 11.</ref> *Tutti conoscono i limiti e le virtù di [[Jean Alesi|Alesi]]. [...] Lui non si fa passare facilmente, lui si esalta nella lotta, lui ama la pioggia, il fondo infido, la sfida al limite perché quando è sotto pressione sbaglia pochissimo. I suoi limiti sono ben altri: messa a punto, strategia, anche a volte la semplice tattica. [...] una gara da affrontare all'arma bianca, il suo terreno di lotta ideale. Se fosse stato un pirata, si sarebbe messo il coltello tra i denti e sarebbe partito all'assalto. Ma è un pilota e anziché il coltello tra i denti gli serve un'auto sotto il sedere. Questa [...] gli manca.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 35, 29 agosto – 4 settembre 1995, p. 11.</ref> ===''la Repubblica''=== {{cronologico}} *Dovevate essere al Salone di Francoforte nelle giornate riservate agli addetti ai lavori, cioè a quella gente che con le auto ci ha a che fare tutti i giorni e oramai non si emoziona più per nulla. O quasi per nulla, perché erano tutti allo stand italiano dove faceva bella mostra il [[Lancia Fulvia Concept|prototipo Fulvia Coupé]], una stupenda rivisitazione dell'auto che ha emozionato la generazione che ha fatto prima il '68 e poi il diavolo a quattro per potersela permettere. Non si impazzisce per una vettura di trenta anni fa, per quanto ottimamente attualizzata, se dietro non c'è una storia con tanto di anima annessa.<ref name="Automotori">Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/20aucupea.html Lancia, finalmente rispunta l'orgoglio]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 20; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *[...] I [[Lancia (azienda)|lancisti]] sono un popolo educato e mite, che ne ha sopportate tante perché, prima, aveva goduto tanto sia nel lusso che nell'innovazione o nello sport.<ref name="Automotori"/> *Ci mancava solo l'autoalcova, così adesso noi vecchi delle quattro ruote possiamo dire di aver visto tutto. È arrivata con un nome riduttivo, [[Smart Forfour (W454)|Forfour]], che starebbe per quattro posti mentre in realtà ci si può stare anche in cinque senza incorrere in sanzioni, visto che ci sono cinque cinture di sicurezza a testimoniarlo. Beh, certo, vista da fuori questa microcar di poco più di tre metri e mezzo sembrerebbe fatta apposta per due, invece no, ti frega perché dentro è proprio grande al punto che ci si può stare persino distesi se non proprio sdraiati. La trovata, e da qui il concetto di vetturaalcova, è tutta nei sedili anteriori che si ripiegano in avanti e poi scorrono indietro allo stesso livello di quelli posteriori. Il risultato è una grande lettone dall'aspetto galeotto. Dai, l'occasione faceva l'uomo ladro anche quando non c'erano nemmeno i ribaltabili, figuriamoci con un metro quadro e mezzo.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/26ausmarti.html Forfour, l'auto alcova. E la Smart raddoppia]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *{{NDR|Nel 2003, sul futuro dello [[Progettazione di automobili|stile automobilistico]]}} [...] sembra che la traccia sia già netta: le auto di domani in gran parte saranno dolci da guidare e rotonde da ammirare. Tranne poche eccezioni, i più suggeriscono il rifiuto degli spigoli salvo che per una loro presenza furbetta proprio per accentuare l'armonia morbida dell'insieme. La ruga come il neo, insomma, per attirare l'attenzione e far apprezzare tutto il resto.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/32auconep.html Tonde al primo sguardo e così dolci da guidare]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 32; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *{{NDR|Sulla [[Renault Modus]]}} [...] la nipotina dell'Espace, o se si preferisce la figlia della Scenic, è un'auto che riesce sicuramente, a dispetto delle sue dimensioni da citycar nutrita ad estrogeni, a riproporre tutto quanto già c'è sulle progenitrici. Lo spazio, innanzitutto. [...] sembra impossibile che sia possibile trovare una volumetria così ben fruibile. Un miracolo anche perché la linea esterna non è condizionata dalla cubatura interna ma esprime una piacevolezza indiscutibile. [...] La francese Modus è infatti un'auto che strizza l'occhiolino, ammicca, seduce e [...] va diritta al cuore del cliente. Il porta biciclette opzionale è un tocco magico che affascina l'ambientalista, il portellone posteriore con doppia apertura per caricare roba anche con l'auto parcheggiata a filo tra due Tir è una furbata unica [...]. L'accerchiamento alle berline si fa insomma più stretto e convinto perché adesso l'attacco più serio parte proprio dal basso e per l'auto tradizionale è un po' come se cominciassero a crollare le fondamenta. Avevano cominciato le citycar utili, adesso, con la Modus stanno arrivando anche quelle più sfiziose, quelle che potrebbero fare anche moda. E per avere successo [...] non c'è davvero niente di meglio.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/26aupic3.html Quando lo spazio è un gioco provateci con la Modus]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *Incapace di invecchiare, la [[Renault Scénic|Scenic]] continua a piacere come se fosse la prima volta. Succede, va detto, e la storia dell'auto è ricca di esempi illustri, di modelli che sono stati bestseller per tempi lunghissimi. Ma la Scenic fa più impressione perché quando ha preso forma [...] nemmeno in Renault parevano crederci troppo. Era, per loro, soltanto una versione della Megane che doveva esplorare se mai fosse possibile ripetere in scala ridotta il successo dell'Espace, il primo minibus tascabile all'europea. Il successo fu travolgente ed è stato subito riprodotto da tutti i concorrenti, in certi casi con ancora più coraggio, in altri con maggiore fantasia. Eppure il mercato premia ostinatamente la Scenic a dispetto degli anni e dell'evoluzione [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/28aumnv2.html Fantasia Scenic, l'originale]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 28; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *Mistero della fede. O della moda. O della fantasia. Pensatela come volete ma se c'era bisogno di una riprova che le idee pagano basta guardare alla [[Citroën C3 Pluriel|Citroen Pluriel]], al suo incredibile successo [...]. Un po' berlina, un po' coupé, un po' cabrio. Volendo anche un po' roadster: è soltanto una questione di pazienza (e nemmeno troppa) e si può avere quello che si vuole. Basta togliere un pezzetto qua e poi un pezzetto là e il gioco è fatto. Un'auto perfetta per la generazione Lego, quella che è cresciuta con i pezzetti di plastica con cui si fabbricava tutto a patto di avere manualità e inventiva. Si parte da una berlina a tre porte che è una C3 appena un po' più sbarazzina e si può arrivare a quasi un dune buggy di vecchia memoria perché il tetto si ripiega nel bagagliaio, perché poi i vetri scendono (anche quelli dietro) e infine perché gli archi sopra le porte scompaiono. Zac! Avete comprato un'auto, ve ne ritrovate la metà e siete pure felici di sfoggiare la vostra mezza macchina. Il segreto sta tutto in questa mutazione, nell'effetto sorpresa. [...] la Pluriel si acquista per poter andare a passo di lumaca sul lungomare e poi vedere l'effetto che fa.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/33aucabrio2.html Dossier]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 33; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *{{NDR|Sulla [[Pininfarina]]}} C'è stato un momento [...] che dall'atelier torinese uscivano esclusivamente capolavori. Il mondo dell'auto era continuamente a bocca aperta e c’era la fila dei costruttori che sognavano di avere almeno una loro vettura disegnata, se non addirittura direttamente fabbricata, dalla carrozzeria torinese. Le [[Ferrari]] prima di tutto, ma non soltanto. Le spider [[Alfa Romeo]] Giulietta e la Duetto, le Fiat 124 spider e la Dino Spider, la Lancia Flavia Coupé oppure la strepitosa Peugeot 406 Coupé sono tra le figurine più belle dell'album, ma non le sole. Non importava il cliente, la soluzione era sempre magica.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/classic-cars/2020/01/28/news/pininfarina_90_anni_e_non_sentirli-246997482/ Pininfarina, 90 anni e non sentirli]'', ''repubblica.it'', 29 gennaio 2020.</ref> {{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20001216/10vichi.html Tecnica e cuore: imbattibili si torna]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 16 dicembre 2000, p. 10; ripubblicato in ''repubblica.it''.|h=4}} {{NDR|Sulla [[Ferrari F1-2000]]}} *Pochi lo ricordano, parlando della trionfale annata 2000, ma in tutti i 17 Gran Premi disputati, almeno una monoposto modenese è salita sul podio, una marcia trionfale che si spiega con la qualità di base di un'auto costruita pescando il meglio dentro e fuori dal Reparto Corse. Fuori? Ma come, la Ferrari non si fa tutto in casa? Un tempo, forse, e sicuramente quando perdeva. [...] Una stima, mai smentita, fissa nel 70 per cento la percentuale di particolari costruiti all'esterno e montati assieme per realizzare l'indistruttibile ed efficace F1-2000. L'elenco è lungo e noioso, anche perché i contributi tecnici arrivano da mezzo mondo, persino dagli Stati Uniti con i dischi freno e le pastiglie prodotte dalla CCR. Scelte che vengono custodite gelosamente anche se si tratta spesso di segreti di Pulcinella, restando tali per gli appassionati o per la stampa, ma ben note ai rivali sul campo [...]. Tutti sanno, per esempio, che nel motore i pistoni sono della tedesca Mahle, che le frizioni sono Sachs o Ap, che l'impianto frenante è della Brembo, che da industrie molto vicine a McLaren e Williams arrivano gli ingranaggi del cambio e molti particolari in carbonio delle sospensioni. Ma non bisogna scandalizzarsi, anzi. Nessuno può illudersi di essere all'avanguardia in tutto e ci vuole molta abilità nello scoprire in giro che cosa c'è e capire se potrà funzionare bene una volta montato con altri particolari esistenti. *[...] a creare quella meraviglia tecnica che è stata la F1- 2000, sempre competitiva e a volte persino più efficace della McLaren MP4-15 concepita dal geniale Adrian Newey, ci ha pensato una vera multinazionale di cervelli che a grandi linee comprende il sudafricano Rory Byrne che l'ha concepita, il britannico Ross Brown che ne ha coordinato la realizzazione [...], l'italiano Claudio Costa, che ha diretto tutto l'ufficio tecnico, e il greco Nick Tombasis che si è occupato della galleria del vento. Il loro lavoro ha prodotto una delle monoposto più innovative delle ultime stagioni, per quanto all'occhio sembri di fatto molto simile alla pur riuscita F399 dello scorso anno. Un'auto nata subito bene, tanto bene che non ha avuto nell'arco dell'anno grandi modifiche al di là delle normali evoluzioni normalmente preventivate in occasione dei Gran Premi di San Marino, prima gara europea dell'anno, Francia, metà stagione, e Monza, ultimo sviluppo in vista del rush finale. Proprio in Francia, in passato, si era sempre visto un grande cambiamento per correre dietro alle soluzioni degli avversari, quest'anno invece non è stato così e in quel momento si è capito davvero che erano gli altri, finalmente a inseguire. Lo sforzo grosso è stato fatto solo per Monza, quando è stato adottato un nuovo pacchetto aerodinamico che ha permesso il grande finale di stagione (solo vittorie di lì in avanti). *[...] in quali particolari la F1- 2000 è stata migliore della concorrenza? Nel suo complesso, sostengono a Maranello. Nata bene, molto leggera, ben 50 chili sotto peso e quindi zavorrata puntualmente dove serviva (soprattutto davanti allorché si è capito che le gomme morbide della Bridgestone non venivano sfruttate al meglio), non ha mai mostrato cedimenti o difetti irrimediabili. Piuttosto i problemi sono stati evidenti nell'elettronica applicata alla trazione, un campo minato e sempre al limite del regolamento. La fatica di Schumacher a partire alla pari delle McLaren è sempre stata evidente [...] dando vita alla favola del pilota incapace di rilasciare la frizione. Di lì i continui test a Fiorano dove il pilota non faceva scuola di partenze, bensì provava sistemi diversi di differenziali. Per tanta gente era uno scolaretto con le orecchie da asino, in realtà era un professore che si ingegnava a tenere il passo di colleghi forse soltanto più furbi. {{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20020622/27tratti.html Fenomeno Panda, l'immortale è qui ]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 22 giugno 2002, p. 27; citato in ''repubblica.it''.|h=4}} {{NDR|Sulla [[Fiat Panda (1980)]]}} *Da sempre, chi sospira guardando alla gloriosa storia del Gruppo automobilistico nazionale sospira pronunciando i nomi delle varie Balilla, Topolino, Seicento, Cinquecento. Icone di un passato lontano a cavallo della seconda guerra o del boom economico, simboli di successi duraturi in anni in cui si costruivano pochi modelli differenti, vetture longeve sia per merito che per necessità. La Panda invece no, non viene mai ricordata [...]; eppure è nata che lo yuppismo non esisteva ancora (mentre da un bel pezzo è finito), in grande anticipo su Mani Pulite e la Seconda Repubblica, ha attraversato tutto il grande digiuno Ferrari in F.1 [...]. È, e rimarrà , una delle più grandi parentesi della nostra vita. *Il lusso è come il profumo, evapora in fretta. Le cose essenziali, senza troppi fronzoli entrano invece nel sangue, diventano indispensabili. Come il pane appena sfornato, l'olio crudo, le lenzuola di lino. [...] per resistere nel tempo ci vuole una grande idea sposata a una realizzazione senza fronzoli. La Panda, quando nacque, aveva poco e niente di cui vantarsi: un retrotreno ad assale rigido con balestre a due foglie, una sorta di amaca per sedile posteriore, due sdraio per i passeggeri davanti e una mensola portaoggetti sotto una plancia appesa davanti al volante che era un incrocio tra il fai da te di un allievo della Scuola Radio Elettra e un videocitofono. Una vera miseria [...], però era un approccio simpatico ad un'automobile che prima di tutto voleva essere utile, economica, funzionale. *Davanti aveva una previsione di durata di un decennio che sembrava viziata da un incrollabile ottimismo, invece si è rivelata [...] uno dei rarissimi casi di vetture che vengono tolte dal mercato quando ancora le loro vendite tirano [...]. Un fenomeno che, senza farsene vanto, ha diffuso anche grande tecnologia. La sua versione 4x4 resta un vero gioiello che ha motorizzato tutto l'arco alpino. Indistruttibile e capace di scalare qualsiasi pendio, la "integrale" è entrata nel paesaggio montano come le mucche nei quadri dell'Ottocento. *Caso unico [...] di macchina che si è affrancata dalle etichette: non è mai stata né di sinistra né di destra, per mamme o per architetti, da ricchi o da poveri. È entrata in tutte le case, l'hanno venduta di tutti i colori, non è mai stata oggetto di culto e non ha mai corso in pista o nei rally. Una vita così apparentemente normale che di più non si può, proprio come quelle delle vecchiette ultracentenarie che però, puntualmente, finiscono celebrate sui giornali. {{Int|''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/prodotto/2022/07/06/news/lamborghini_la_carica_delle_112_countach-356850939/ Sorpresa Lamborghini, la carica delle 112 Countach]''|''repubblica.it'', 6 luglio 2022.|h=4}} *[...] di certo la [[Lamborghini Countach (2021)|Countach Lpi 800-4]] [...] tocca il cuore dei vecchi appassionati di automobili. Pensata per glorificare i 50 anni del modello più iconico della Casa di Sant'Agata [...] la Countach attuale è più un pezzo imperdibile per i collezionisti più accaniti piuttosto che per chi vuole un'auto con cui andare per strada. D'altronde il suo prezzo parla chiaro, due milioni di euro [...] tanto per far capire quanto esclusiva sia, e non sorprende nemmeno che i soli 112 esemplari siano già stati tutti venduti. *La Countach Lpi 800-4 è [...] ricca di fascino, frutto di un lavoro tutt'altro che semplice perché richiamare lo stile di una vettura di successo con già mezzo secolo sulle spalle è roba da mandare giù di testa chi deve disegnarla, con tutti i limiti che vengono dal cucire addosso un abito nuovo a una vettura che ha a sua volta storia e gloria [...]. Eppure la Countach piace da impazzire perché il design è tutto nuovo pur basandosi fortemente sulle caratteristiche distintive della Countach originale. *Il tema minimalista ha tenuto banco e si esalta nella linea continua del tetto e nelle prese d'aria del motore integrate nelle fiancate posteriori dell'auto. Anche i magnifici cerchi non danno una calcio alla tradizione perché ripropongono i cinque grandi fori tipici di tutte le Countach dalla LP 400 S in poi. Riuscitissima è poi la parte posteriore, con i sei proiettori singoli racchiusi da forme esagonali tipicamente Countach e con lo spettacolo estetico che viene dal diffusore e dai quattro terminali di carico centrali. [...] un'auto già di per sé sbalorditiva seppure, per via dei pochi esemplari in cui sarà prodotta, non destinata come la sua progenitrice a finire sui poster che non mancavano mai nelle camerette dei baby boomers. ==Interviste== {{cronologico}} *{{NDR|«Gli anni 70/80 sono stati probabilmente la Golden era dei [[Rally]] [...]»}} Gare lunghissime, una valanga di piloti professionisti al via, una grande varietà di vetture ufficiali, coupé, spider, berline grosse e piccole, motori a 2, 4, 6 e 8 cilindri, trazione anteriore, posteriore, integrale e gomme di tanti costruttori diversi; poi il giorno e la notte, vetture che si rompevano e pneumatici che si bucavano. Bisognava prima di tutto arrivare in fondo e dopo essere anche più veloci degli avversari. Erano corse più umane, pur nella loro disumanità di fondo.<ref name="Secchi">Da Alessandro Secchi, ''[https://www.p300.it/f1-intervista-a-carlo-cavicchi/ F1 {{!}} Intervista a Carlo Cavicchi]'', ''p300.it'', 19 febbraio 2016.</ref> *Sono stato molto fortunato e di momenti belli ne ho collezionati tanti. La chiamata alla direzione di ''Autosprint'' a soli 37 anni ne è un esempio. Non mi davano che 3 mesi di... vita sul ponte di comando, invece ci sono rimasto per 15 anni con risultati di vendite strepitosi pur con una Ferrari che le buscava sempre. Poi certo, la direzione di ''Quattroruote'' è stata la mia vera consacrazione professionale.<ref name="Secchi"/> *Gli appassionati di rally hanno anche una buona cultura del passato, quindi il ricordo di [[Henri Toivonen|Toivonen]] è ancora fulgido perché è un pilota che in tutta Europa ha impressionato come nessun altro per la sua velocità. [...] nell'età d'oro tra gli anni '60 e i primi anni '90 Henri è stato sicuramente il pilota più veloce tra quelli di alto livello. Aveva un rapporto davvero unico con la velocità e soprattutto è l'unico pilota che riusciva a superare la "paura" di guidare la [[Lancia Delta S4|Delta S4]], mentre altri grandi campioni erano terrorizzati all'idea di doverci salire. Lui riusciva a stupire tutti alla guida, quella macchina era difficilissima da gestire, non c'era elettronica...<ref name="Ettori">Dall'intervista di Andrea Ettori, ''[https://www.p300.it/corsica-nera-carlo-cavicchi-ci-racconta-henri-toivonen-sergio-cresto-e-attilio-bettega/ Corsica nera: Carlo Cavicchi ci racconta Henri Toivonen, Sergio Cresto e Attilio Bettega]'', ''p300.it'', 2 maggio 2020.</ref> *[[Attilio Bettega|Attilio]] andava fortissimo ma ha sempre corso in squadra con piloti straordinari. E soprattutto era una persona estremamente onesta, dal punto di vista intellettuale: ricordo che al termine di una prova speciale lunghissima, in Grecia, Markku Alén e Walter Röhrl fecero un tempo simile mentre Attilio si prese circa 10 secondi, su mezzora di tempo; [[Cesare Fiorio|Fiorio]] gli chiese cos'era successo e Bettega rispose che era andato semplicemente più piano. Fiorio, da lui, si aspettava le prestazioni di Röhrl e Alén. Generalmente sarebbe stata un'ottima prova, ma quelle parole erano indice sia della stima che Fiorio aveva per Bettega, sia dell'onestà di Attilio. Avrebbe potuto inventarsi qualsiasi scusa, ma era troppo onesto. Anche in quel Rally di Corsica che se lo portò via stava andando forte. Un grande dispiacere di Attilio, e ne parlammo all'inizio di quel 1985, era quello di non avere vinto nulla: è stato messo subito nella squadra ufficiale del mondiale, contro i numeri uno, dove vincere era molto faticoso, ma ad esempio non lo hanno mai fatto correre nel campionato italiano o nell'europeo, dove invece avrebbe stravinto come i vari Tabaton, Cerrato e Biasion. Proprio nel 1985 aveva iniziato anche l'europeo con il team Tre Gazzelle [...], con l'obiettivo di vincerlo. Lui era bravo, aveva fatto dei podi, lottava con i migliori del mondo, ma alla fine aveva vinto solo il Trofeo 112 Abarth nel 1977.<ref name="Ettori"/> {{Int|''[https://www.p300.it/intervista-a-carlo-cavicchi-tra-osca-giornalismo-f1-e-rally/ Intervista a Carlo Cavicchi: tra Osca, giornalismo, F1 e Rally]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 26 febbraio 2020.}} *La [[OSCA|Osca]] la gente l'ha dimenticata ma è stata una casa che in vent'anni ha vinto praticamente tutto; ci hanno corso piloti grandissimi, da Moss che ha vinto a Sebring a Castellotti, Scarfiotti, Behra, Farina, Chiron, Villoresi, Fagioli. Nonostante avessero motori piccolissimi battevano le Ferrari, le Maserati, le Aston Martin, le Connaught, insomma le grandi macchine dell'epoca. *{{NDR|«Lei fa parte dei grandi maestri che hanno raccontato la storia del motorsport, che consiglio darebbe ad un giovane che vuole intraprendere la carriera da giornalista nel mondo di oggi?»}} Oggi è veramente difficile perché il mondo è molto ''liquido''. Una volta un giornale era un punto di arrivo, un riferimento. Oggi abbiamo un'informazione che gira per mille canali, non sempre accurata ma comunque immediata. Questo ha portato a svilire il lavoro della ricerca: è difficile crescere la gente perché oggi basta dire, urlare, arrivare prima. Allora succede che i giornali, quelli più importanti, che ancora tengono un po' di testa, sono restii a prendere chi non sa, perché devono allevarlo e non c'è tempo di allevare la gente. Gli altri li sfruttano e spesso non li pagano. Il vero problema della ''vostra'' generazione, dei giovani, è che è arrivata l'era digitale. Che non è un male, anzi, per tanti aspetti è un bene; ma mentre prima il mestiere del giornalista ti assicurava una vita serena, una famiglia da tirare su – se eri bravo facevi carriera, se lo eri meno restavi con un livello economico che ti permetteva di vivere dignitosamente – l'era digitale ha sostituito il vecchio giornalismo ma non ne ha presi i vantaggi economici, uccidendolo. I ragazzi sono sfruttati nella maggioranza dei casi. La rete ha insegnato che deve essere tutto gratis per forza e quindi c'è tanta gente che si offre volontaria e va avanti così finché ce la fa; poi deve trovarsi un altro lavoro e lascia il posto ad altri volontari. Non c'è la scuola, non ci sono i passaggi: io scrivevo qualcosa, un altro me lo leggeva, poi c'era un capo servizio o un capo redattore che lo leggeva ancora e poi finiva in pagina. Adesso bisogna andare fuori subito, chi scrive va direttamente su un sito. La scuola non c'è più, in questo senso è finita. Onestamente non saprei consigliare, anzi, mi verrebbe da dire ''cambia lavoro'', che è brutto detto da chi ha fatto sempre questo. *[...] le macchine di oggi vanno più forte ma, parlando in generale, erano meno potenti in assoluto delle [[Gruppo B]]: quelle erano inguidabili perché non c'era l'elettronica, per cui i piloti avevano paura a guidare. Le reazioni erano lente, la potenza era esagerata, la macchina non aveva tutti quegli ausili che permettevano il controllo. A parte l'eccezione di [[Henri Toivonen|Toivonen]], che riusciva a guidare la [[Lancia Delta S4|S4]] in una maniera che agli altri, anche i grandi campioni, metteva terrore, oggi invece tutti guidano senza timore. *Quando tutti fanno lo stesso tempo chi è il più bravo? {{NDR|«Forse chi ha la macchina migliore»}} Ma è sempre così nelle corse. La macchina migliore è fondamentale perché se tu, la macchina migliore, non la dai al pilota migliore, è molto difficile che vinca. Poi capitano le eccezioni come Vettel a Monza, Damon Hill a Spa ma sono situazioni che rimangono nella memoria. Se Hamilton guida tutte le gare la Toro Rosso non vince. Potrebbe vincere delle gare ma mai un campionato. La macchina nelle corse c'è sempre stata, non lamentiamoci. Oggi le gare sono molto più vivaci di un tempo, un tempo erano molto più noiose ma è tutto annegato nelle emozioni. Una volta il pilota era il cavaliere del rischio. ==''Via Mazzocchi 2.0 – blog''== {{cronologico}} *Gli anni di [[Gilles Villeneuve|Gilles]] li ho vissuti davvero da vicino, [...] lavoravo ad ''Autosprint'' e poi a ''Rombo'' sempre con il grande Marcello Sabbatini come direttore che con Villeneuve aveva un rapporto unico e aveva contribuito tantissimo a costruirne il mito. Fu Sabbatini ad avere l'idea di promuovere la "febbre Villeneuve" oppure a imbastire la celebre sfida [[Formula 1|F.1]] contro aereo da caccia sulla pista d'atterraggio di Istrana. Erano anni in cui accadevano cose incredibili, ad esempio con la Polstrada che ti invitava a farti da parte, fermandoti magari sulla corsia d'emergenza, sulla Ventimiglia-Genova perché stavano per arrivare Villeneuve e Pironi in corsa ravvicinata per arrivare per primo a Maranello. All'epoca c'era anche il doppio casello a Piacenza ma lì, sempre avvisato via radio dalla Stradale, il mitico Pupillo (casellante con il Cavallino impresso sul cuore) dava ordine di alzare le sbarre per non fare perdere tempo a nessuno dei due contendenti... Robe che a raccontarle adesso nessuno ci crede. Ma a Villeneuve era concesso di tutto, e ci si aspettava da lui proprio di tutto. Mio padre, buonanima, anche se Gilles a due giri dal traguardo era staccato di un giro diceva: "cosa c'entra? Con quello lì può sempre succedere che vinca...". Ovviamente non era vero, però nell'immaginario collettivo era così.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/gilles-e-quella-prima-intervista/ Gilles e quella prima intervista...]'', ''blog.quattroruote.it'', 7 maggio 2012.</ref> *Sono un [[Lancia (azienda)|lancista]] di vecchissima data, uno di quelli che in gioventù si divideva in clan, quelli della Fulvia Coupé da una parte e quelli dell'Alfa Romeo Gt Junior dall'altra. Con la Lancia ho corso a lungo e mi sono divertito un sacco. E come tutti i lancisti di vecchia data ho visto sempre questo marchio glorioso soffrire (negli anni 50 ero troppo piccolo e prima della guerra non c'ero). Ricordo bene che ne parlai a lungo con [[Vittorio Ghidella]], probabilmente era il 1980, a un rally dei Mille Laghi in Finlandia dov’era venuto con la moglie. Proprio il manager forse più "automobilaro" della storia Fiat mi parlò preoccupato della difficoltà di imporre questo marchio al di fuori dei confini italiani. "Io ce la metterò tutta, può scommetterci – mi disse quasi a tranquillizzarmi, anche se non ero certamente io il suo problema – ma la Fiat deve pensare in grande e nel grande la Lancia farà sempre fatica". Io riportai su ''Autosprint'' quelle parole, con il mio indimenticato direttore, Marcello Sabbatini, che ci fece un titolo impietoso "Ghidella non vede un futuro per la Lancia". Allora arrivano molte lettere in redazione (le mail erano una cosa inimmaginabile) e in tutte c'era un livore incredibile contro in capo della Fiat che, peraltro, a breve andava sfornando il meglio del marchio, la Thema, la Delta e la Prisma. Riporto questo episodio per sottolineare come la Lancia sia stata sempre un cruccio per tutti gli uomini sul ponte di comando del Gruppo. Il suo limite stava sempre nell'inesistente penetrazione sui mercati esteri, e questo anche quando la Stratos e poi la Delta vincevano tutto nei rally.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/la-lancia-il-cuore-e-la-ragione/ La Lancia, il cuore e la ragione]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2012.</ref> *{{NDR|Nel 2013, sulla crisi del [[coupé]]}} [...] è proprio questa concezione di vettura ad essere uscita dagli schemi mentali dei nuovi automobilisti, che a parole sognano bolidi accessibili, ma nell'intimo privilegiano altre necessità. Se oggi si vendono soltanto [[Sport Utility Vehicle|SUV]] oppure, in minor quantità, le piccole monovolume, significa che a vincere sono esigenze pratiche. L'acquisto di un'auto comporta un impegnativo investimento di denaro ed è finita l'epoca del piacere emozionale che non è più la prima motivazione d'acquisto e nemmeno la seconda e probabilmente nemmeno la terza. I più avanti nell'età sognano sempre un ritorno delle Gta, delle Fulvia Coupé, delle Clio Williams, ma al dunque sono poi i primi a orientarsi su altri modelli, meno fascinosi ma più coerenti con gli odierni stili di vita. Un peccato, perché se uno si fa un giretto su una GT86 o su una BRZ poi non vorrebbe più scendere in quanto, anche andando pianissimo, si riscopre il gusto dell'adrenalina alle stelle. Però s'è definitivamente chiusa una porta, e probabilmente i costruttori non ci cascheranno più. Il tempo delle coupé dal prezzo abbordabile pare proprio finito.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/le-coupe-davvero-non-piacciono-piu/ Le coupé davvero non piacciono più]'', ''blog.quattroruote.it'', 30 luglio 2013.</ref> *Da quanto tempo non si vedeva [...] tanto entusiasmo per una vettura derivata dalle corse come la [[Toyota GR Yaris]] che tanto ricorda l'indimenticata Lancia Delta Integrale? Oggigiorno di solito le vetture "cattive" non suscitano più scalpore, non generano commenti entusiastici, scivolano via come l'acqua sulla pietra. Invece con la GR Yaris è successo il contrario: ne hanno parlato tutti [...]. Significa che in Toyota hanno colpito nel segno [...]. Sarà che la GR Yaris è piccola ma promette prestazioni esagerate, sarà che costa tutto sommato poco per quello che propone e per quello che lascia immaginare [...], sarà infine che un passaggio al contrario non si era preparati a vederlo (da un'auto da corsa a una di serie...) fatto sta che la scommessa dei giapponesi potrebbe aver centrato l'obiettivo vincendo anche lo scetticismo degli ultimi avversori del motore 3 cilindri. [...] Invidio chi, più giovane di me, potrà farci un pensiero. Soprattutto chi può vivere fuori dai grandi centri e magari vicino a colline e montagne [...]. Lontano dal traffico, guidarla promette un piacere assoluto, attaccandosi al cambio manuale come nel bel tempo che fu e godendo di reazioni cui non si è più abituati. Viene da una vettura che domina nel mondiale rally e già questo è un biglietto da visita niente male, se poi guidandola si potrà godere di prestazioni da vera supercar approfittando al contempo di dimensioni contenute e di un peso vettura attorno ai 1300 chili (anche qui come una volta, che bel passo indietro...) con un assetto rigido che ti fa credere di essere un pilota vero, bé c'è da brindare con bollicine di marca, altroché. Ma sì, una volta tanto, parliamo di adrenalina e non di infotainment, di differenziali autobloccanti e pure di sedili che ti stringono il bacino e ti obbligano a una postura vera: non eravamo più abituati a tanto ben di Dio!<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/lindimenticabile-delta-e-rinata-ma-e-una-toyota/ L'indimenticabile Delta è rinata, ma è una Toyota!]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 dicembre 2020.</ref> *{{NDR|Sulla [[Smart Fortwo (W450)]]}} Ricordo [...] le difficoltà degli inizi, con la voglia della Swatch di mettere per strada una vettura che fosse rivoluzionaria come lo erano i suoi orologi di plastica che stavano spopolando, irriverenti, sul mercato mondiale. Purtroppo [...] progettare una vettura è molto più complesso perché se da un lato ci può essere il rischio di sbagliare l'ora, con le auto si possono mettere a rischio delle vite. [...] ci volle l'alleanza con la Mercedes [...] per arrivare all'impertinente creazione comune con un nome facile da capire ma impossibile da brevettare perché smart è un aggettivo che può essere tradotto dall'inglese in rapido, veloce, abile, acuto, brillante, sveglio, intelligente, ma anche alla moda ed elegante. [...] Così nacque il simil acronimo S.M.art che stava per Swatch Mercedes Art, sintetizzando il concetto che era un colpo d'ingegno delle due case. L'oggetto che venne fuori fu un vero shock per un mondo bigotto quale è sempre stato quello dell'auto, e impiegò tanto tempo ad imporsi perché sì va bene la colorazione sempre esagerata, le prestazioni subito sorprendenti e la sicurezza della cellula che proteggeva gli occupanti, però era una cosetta così piccola e così strana che non si poteva digerire. In Italia ci volle l'intuito di un grande dirigente come Maurizio Alagna a segnarne il destino di successo. S'inventò mille trovate geniali tanto che [...] nessun mercato al mondo ha visto un successo paragonabile a quello italiano. A Roma, dove più che in qualsiasi altro posto le due posti tedesche sono finite nel traffico cittadino, la moda del parcheggio ortogonale rispetto al senso di marcia è diventata una regola.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/aiuto-dove-finita-la-smart-che-abbiamo-nel-cuore/ Aiuto! Dov'è finita la Smart che abbiamo nel cuore?]'', ''blog.quattroruote.it'', 6 maggio 2022.</ref> *{{NDR|Nel 2022}} È incredibile l'interesse che suscitano sempre le auto del biscione al di là di quelli che sono poi i dati di vendita. [...] È evidente che il marchio Alfa possiede ancora, e verrebbe da dire nonostante tutto, un fascino unico sulla gente, figlio di radici lontane che ci portiamo dentro magari senza nemmeno sapere bene perché. Il passato di storia e gloria è dimenticato da un pezzo, però il brand resta appiccicato addosso e si trasferisce di padre in figlio. Da mezzo secolo le Alfa Romeo sono vetture che faticano a imporsi sul mercato con poche eccezioni, [...] tanto che la frase "Le Alfa sono come la bella Cecilia: tutti le vogliono e nessuno le piglia" ha tenuto banco tra gli addetti ai lavori. Però il fascino resiste [...]<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-fascino-delle-alfa-sulla-gente-sorprende-sempre/ Il fascino delle Alfa sulla gente sorprende sempre]'', ''blog.quattroruote.it'', 3 giugno 2022.</ref> *{{NDR|Nel 2022}} In un mercato dove i listini, trainati dai costi all'acquisto delle [[Auto elettrica|vetture elettriche]], sono saliti alle stelle tanto tutti i costruttori li hanno alzati senza ritegno perché le auto tradizionali costano comunque poco rispetto alle vetture alla spina che dovrebbero essere il futuro imposto dai Governi, succede che anche le utilitarie diventano inaccessibili. [...] Questo ci deve far capire quello che succederà negli anni a venire quando l'imposizione forzata delle auto elettriche, i cui prezzi non caleranno troppo (meglio non farsi esagerate illusioni), vedrà un fiorire di oggetti di pseudo lusso pressoché inarrivabili, con la massa che allora troverà sfogo nell'arrivo di proposte cinesi queste sì con listini accettabili. Il mercato della Grande Muraglia già oggi è fitto di vetture a batteria che costano poco e quando si decideranno ad esportarle, dopo anni di esperienza in loco, lo faranno con listini aggressivi. Saranno vetture di bassa qualità, di scarse prestazioni e con una sicurezza molto elementare ma saranno alla portata di tante tasche altrimenti escluse dalla mobilità privata. I grandi marchi diventeranno di nicchia e noi regaleremo un secolo e passa di storia e di gloria ai nuovi invasori. Come la chiama [[Beppe Grillo|Grillo]]? La decrescita felice. Eccola alle porte.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-meritato-successo-della-dr-ci-fa-capire-che-futuro-ci-aspetta/ Il meritato successo della DR ci fa capire che futuro ci aspetta]'', ''blog.quattroruote.it'', 15 luglio 2022.</ref> *{{NDR|Nel 2022}} Voi da che parte state, siete per il lavoro o per l'ambiente? La domanda è in apparenza provocatoria, ma è quello che ha portato a sua giustificazione la Ford per mettere a casa tremila dipendenti al fine di ridistribuire le risorse e destinarle alla costosissima svolta elettrica. [...] Gli americani, sul lavoro, sono estremamente pragmatici, e questo modo di operare li ha sempre caratterizzati. Al contrario che in Europa, dove in genere gli Stati intervengono dando soldi per evitare i licenziamenti, negli States il Governo mette fuori i quattrini se il piano aziendale contempla sacrifici ma rimette a posto i conti di una azienda. [...] In sintesi Ford dice che i costi per sviluppare le nuove vetture elettriche sono enormi e ci vorrà molto tempo per avere un ritorno economico, quindi non ci sono alternative: se si vuole un mondo più pulito bisogna fare sacrifici. [...] Insomma, stiamo arrivando al nocciolo della questione elettrica: la transizione sarà molto crudele anche se per adesso tanti governanti non se ne stanno rendendo conto. I sindacati e le varie associazioni di categoria lo stanno denunciando da anni: in Italia sono a rischio almeno 70 mila posti, un'intera città di media grandezza. Ma la questione ambientale [...] viene sempre prima del lavoro, fa più effetto, piace di più ai giovani che sono già rassegnati a non trovarlo il lavoro. Il tema è invece centrale per quanto scomodo, si tratta di scegliere da che parte stare ed è una questione estremamente seria che potrebbe in fretta rivelarsi drammatica. Perché non la si affronta invece che far finta che il problema non sia a un passo dal materializzarsi?<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/ambiente-o-lavoro-scelta-drammatica/ Ambiente o lavoro, scelta drammatica]'', ''blog.quattroruote.it'', 26 agosto 2022.</ref> *Se un ubriaco va fuori strada e ammazza un povero innocente la prima reazione di chi amministra le città è di intervenire riducendo i [[Limite di velocità|limiti di velocità]] sulle strade e magari aumentando le sanzioni. Il problema è che la stragrande maggioranza degli automobilisti si muove usando la testa, ma sarà quella che ne pagherà direttamente le conseguenze: limiti di velocità a 30 all'ora in città [...], dissuasori sulla strada, autovelox [...], peso delle contravvenzioni aumentato. Tolleranza zero, insomma, così io che viaggio rispettando i limiti [...] dovrò sorbirmi la tortura di troppi dissuasori [...] per colpa di ubriacone se non peggio di un drogato. Probabilmente rischierò anche di essere multato per un eccesso di velocità minimo [...]. Il tutto senza arrivare alla soluzione perché quei delinquenti che guidano ubriachi, o peggio ancora impippati e spesso senza patente di guida, non si fermeranno certo se i limiti sono più bassi. Loro i limiti non li rispetteranno mai [...]. Il risultato è quello del vecchio cartello degli anni 50: per colpa di qualcuno non si farà più credito a nessuno. Finiremo incolonnati e viaggeremo come lumache col risultato che ci attaccheremo al più famoso apparecchio di distrazione di massa esistente, il telefonino, e peggioreremo ancora di più la situazione. Così dopo si stringeranno ancora di più i limiti fino a che non ci si potrà più spostare. Anzi no, i disgraziati non patentati ed ebbri o fatti continueranno a colpire vigliaccamente gli innocenti a bordo strada e chissà se allora si capirà che se al posto di vessare quelli ligi al codice della strada sarebbe stato meglio fermare quelli fuori regola. Non tutti, perché non è ovviamente possibile, ma un bel po' di più quello sì.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/per-colpa-di-qualcuno-pagheremo-tutti/ Per colpa di qualcuno pagheremo tutti]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2022.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Cavicchi, Carlo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] j6t349b86d4894abx9t9ivjgme0eupm 1409932 1409887 2026-04-09T01:25:26Z Danyele 19198 /* Autosprint */ +1 1409932 wikitext text/x-wiki [[File:Carlo Cavicchi (2011).jpg|thumb|Carlo Cavicchi (2011)]] '''Carlo Cavicchi''' (1947 – vivente), giornalista e scrittore italiano. ==Citazioni di Carlo Cavicchi== *{{NDR|Su [[Daniele Audetto]]}} Il più grande attore che Hollywood si sia mai fatta scappare.<ref>Da ''Destra 3 lunga chiude. Quando i rally avevano un'anima'', Vimodrone, Giorgio Nada Editore, 2016, ISBN 9788879116664; citato in Lorenzo Rondelli, ''[https://www.automotivespace.it/destra-3-lunga-chiude/ Destra 3 lunga chiude]'', ''automotivespace.it'', 21 settembre 2020.</ref> *{{NDR|Sulla [[Citroën 2CV]]}} [...] sarei anche pronto a decantarne gli enormi meriti, il peso che questa geniale vettura ha avuto nel tessuto sociale di un Paese come la Francia, l'immagine sbarazzina che l'ha accompagnata per oltre quattro decenni, sempre attuale anche quando ormai la sua tecnologia faceva tenerezza. Non lo faccio perché altri lo faranno molto meglio di me. Mi limito però a sintetizzarne un pregio che è virtù di poche cose buone nel mondo: tutti, nessuno escluso, quando ne vedono passare una sorridono. È la prova di qualche cosa che prima che nel cervello ha saputo entrare nel cuore.<ref>Citato in Vincenzo Borgomeo, ''[https://books.google.it/books?id=eY89DQAAQBAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false 101 storie sulla Citroën 2CV che non ti hanno mai raccontato]'', Roma, Newton Compton Editori, 2016, ISBN 978-88-227-0148-0</ref> {{Int|''[https://www.forlitoday.it/sport/altro/carlo-cavicchi-racconta-automobilismo-ferrari-senna.html F1 tra passato e presente con Carlo Cavicchi: "La Ferrari con Marchionne sarebbe tornata al vertice. Senna? Poteva essere un grande giornalista"]''|Da un evento al Motoclub Paolo Tordi di Cesena; citato in Giovanni Petrillo, ''forlitoday.it'', 25 aprile 2023.}} *Ho mangiato pane e auto per tutta la vita. *Ho smesso di dirigere ''Autosprint'' nel 1999 [...] ma ricordo benissimo il [[Campionato mondiale di Formula 1 1988|1988]] quando la McLaren con Ayrton Senna e Alain Prost vinse quindici gran premi su sedici, ad eccezione del Gran Premio d'Italia a Monza, con un "miracolo" dal cielo a pochi giorni dalla scomparsa di Enzo Ferrari [vinse Gerhard Berger davanti a Michele Alboreto grazie ad un incidente di un Senna fin li dominatore della gara durante un doppiaggio, ''ndr'']. Da direttore mettere una McLaren sempre vincente in copertina era angosciante e dura. *Chi è senza peccato in [[Formula 1|F1]] non c'è. *{{NDR|Su [[Enzo Ferrari]]}} Era un genio, acuto, insomma unico. Gli davano fastidio i piloti che chiedevano soldi per correre con la Rossa. Lui voleva vedere vincere la Ferrari. ==Citazioni tratte da articoli== *Ha fatto tutto di corsa [...]. [[Mauro Forghieri]] è diventato leggenda prima ancora di diventare un uomo fatto e finito. Troppo giovane per arrivare tanto in alto, troppo vecchio per essere considerato ancora una mente pensante, di quelle che non smetti mai di ascoltare perché c'è sempre da imparare.<ref>Da ''[https://www.quattroruote.it/news/eventi/2022/11/02/mauro_forghieri_il_ricordo_di_carlo_cavicchi.html Il ricordo di Carlo Cavicchi]'', ''quattroruote.it'', 3 novembre 2022.</ref> ===''Autosprint''=== {{cronologico}} *[...] il [[Rally di Sanremo|Sanremo]] rientra tra quelle gare all'antica in cui vedere il traguardo è già una vittoria.<ref>Da ''Tony e... fulmini (inutili) di Rohrl'', ''Autosprint'', 1979.</ref> *[...] il signor [[Tom Walkinshaw]], uno che sullo stomaco ha tanto pelo da far concorrenza alla Lana Gatto. Quello stinco di santo che nel mondo delle corse tutti conoscono benissimo da anni e la cui immagine molti sub attaccano al petto per tener lontani i pescecani.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 27, 4-10 luglio 1995, p. 11.</ref> *Tutti conoscono i limiti e le virtù di [[Jean Alesi|Alesi]]. [...] Lui non si fa passare facilmente, lui si esalta nella lotta, lui ama la pioggia, il fondo infido, la sfida al limite perché quando è sotto pressione sbaglia pochissimo. I suoi limiti sono ben altri: messa a punto, strategia, anche a volte la semplice tattica. [...] una gara da affrontare all'arma bianca, il suo terreno di lotta ideale. Se fosse stato un pirata, si sarebbe messo il coltello tra i denti e sarebbe partito all'assalto. Ma è un pilota e anziché il coltello tra i denti gli serve un'auto sotto il sedere. Questa [...] gli manca.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 35, 29 agosto – 4 settembre 1995, p. 11.</ref> *[[Damon Hill|Damon]], pilota sicuramente veloce e capace, ha mostrato [...] quelli che sono i suoi limiti [...]: proiettato nel firmamento della F.1 nell'era del dopo Senna, dopo Prost, dopo Mansell, dopo Piquet, ha avuto sulla sua strada un solo pilota da battere per vincere {{NDR|Schumacher}} e ha perso nettamente il confronto. [...] Ecco, probabilmente Hill con i [...] sopracitati campioni non ha nulla da spartire, pertanto non gli basta l'auto migliore per primeggiare [...]. Diciamola, allora, la verità: Hill, in questa F.1, pur guidando la Williams, è il numero due. Quando ha corso, sempre con la Williams tra le mani, con Senna e Prost [...] è stato il numero tre. E se avesse corso ancora prima, con Mansell, Senna, Prost e Piquet?<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 39, 26 settembre – 2 ottobre 1995, p. 11.</ref> ===''la Repubblica''=== {{cronologico}} *Dovevate essere al Salone di Francoforte nelle giornate riservate agli addetti ai lavori, cioè a quella gente che con le auto ci ha a che fare tutti i giorni e oramai non si emoziona più per nulla. O quasi per nulla, perché erano tutti allo stand italiano dove faceva bella mostra il [[Lancia Fulvia Concept|prototipo Fulvia Coupé]], una stupenda rivisitazione dell'auto che ha emozionato la generazione che ha fatto prima il '68 e poi il diavolo a quattro per potersela permettere. Non si impazzisce per una vettura di trenta anni fa, per quanto ottimamente attualizzata, se dietro non c'è una storia con tanto di anima annessa.<ref name="Automotori">Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/20aucupea.html Lancia, finalmente rispunta l'orgoglio]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 20; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *[...] I [[Lancia (azienda)|lancisti]] sono un popolo educato e mite, che ne ha sopportate tante perché, prima, aveva goduto tanto sia nel lusso che nell'innovazione o nello sport.<ref name="Automotori"/> *Ci mancava solo l'autoalcova, così adesso noi vecchi delle quattro ruote possiamo dire di aver visto tutto. È arrivata con un nome riduttivo, [[Smart Forfour (W454)|Forfour]], che starebbe per quattro posti mentre in realtà ci si può stare anche in cinque senza incorrere in sanzioni, visto che ci sono cinque cinture di sicurezza a testimoniarlo. Beh, certo, vista da fuori questa microcar di poco più di tre metri e mezzo sembrerebbe fatta apposta per due, invece no, ti frega perché dentro è proprio grande al punto che ci si può stare persino distesi se non proprio sdraiati. La trovata, e da qui il concetto di vetturaalcova, è tutta nei sedili anteriori che si ripiegano in avanti e poi scorrono indietro allo stesso livello di quelli posteriori. Il risultato è una grande lettone dall'aspetto galeotto. Dai, l'occasione faceva l'uomo ladro anche quando non c'erano nemmeno i ribaltabili, figuriamoci con un metro quadro e mezzo.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/26ausmarti.html Forfour, l'auto alcova. E la Smart raddoppia]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *{{NDR|Nel 2003, sul futuro dello [[Progettazione di automobili|stile automobilistico]]}} [...] sembra che la traccia sia già netta: le auto di domani in gran parte saranno dolci da guidare e rotonde da ammirare. Tranne poche eccezioni, i più suggeriscono il rifiuto degli spigoli salvo che per una loro presenza furbetta proprio per accentuare l'armonia morbida dell'insieme. La ruga come il neo, insomma, per attirare l'attenzione e far apprezzare tutto il resto.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/32auconep.html Tonde al primo sguardo e così dolci da guidare]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 32; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *{{NDR|Sulla [[Renault Modus]]}} [...] la nipotina dell'Espace, o se si preferisce la figlia della Scenic, è un'auto che riesce sicuramente, a dispetto delle sue dimensioni da citycar nutrita ad estrogeni, a riproporre tutto quanto già c'è sulle progenitrici. Lo spazio, innanzitutto. [...] sembra impossibile che sia possibile trovare una volumetria così ben fruibile. Un miracolo anche perché la linea esterna non è condizionata dalla cubatura interna ma esprime una piacevolezza indiscutibile. [...] La francese Modus è infatti un'auto che strizza l'occhiolino, ammicca, seduce e [...] va diritta al cuore del cliente. Il porta biciclette opzionale è un tocco magico che affascina l'ambientalista, il portellone posteriore con doppia apertura per caricare roba anche con l'auto parcheggiata a filo tra due Tir è una furbata unica [...]. L'accerchiamento alle berline si fa insomma più stretto e convinto perché adesso l'attacco più serio parte proprio dal basso e per l'auto tradizionale è un po' come se cominciassero a crollare le fondamenta. Avevano cominciato le citycar utili, adesso, con la Modus stanno arrivando anche quelle più sfiziose, quelle che potrebbero fare anche moda. E per avere successo [...] non c'è davvero niente di meglio.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/26aupic3.html Quando lo spazio è un gioco provateci con la Modus]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *Incapace di invecchiare, la [[Renault Scénic|Scenic]] continua a piacere come se fosse la prima volta. Succede, va detto, e la storia dell'auto è ricca di esempi illustri, di modelli che sono stati bestseller per tempi lunghissimi. Ma la Scenic fa più impressione perché quando ha preso forma [...] nemmeno in Renault parevano crederci troppo. Era, per loro, soltanto una versione della Megane che doveva esplorare se mai fosse possibile ripetere in scala ridotta il successo dell'Espace, il primo minibus tascabile all'europea. Il successo fu travolgente ed è stato subito riprodotto da tutti i concorrenti, in certi casi con ancora più coraggio, in altri con maggiore fantasia. Eppure il mercato premia ostinatamente la Scenic a dispetto degli anni e dell'evoluzione [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/28aumnv2.html Fantasia Scenic, l'originale]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 28; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *Mistero della fede. O della moda. O della fantasia. Pensatela come volete ma se c'era bisogno di una riprova che le idee pagano basta guardare alla [[Citroën C3 Pluriel|Citroen Pluriel]], al suo incredibile successo [...]. Un po' berlina, un po' coupé, un po' cabrio. Volendo anche un po' roadster: è soltanto una questione di pazienza (e nemmeno troppa) e si può avere quello che si vuole. Basta togliere un pezzetto qua e poi un pezzetto là e il gioco è fatto. Un'auto perfetta per la generazione Lego, quella che è cresciuta con i pezzetti di plastica con cui si fabbricava tutto a patto di avere manualità e inventiva. Si parte da una berlina a tre porte che è una C3 appena un po' più sbarazzina e si può arrivare a quasi un dune buggy di vecchia memoria perché il tetto si ripiega nel bagagliaio, perché poi i vetri scendono (anche quelli dietro) e infine perché gli archi sopra le porte scompaiono. Zac! Avete comprato un'auto, ve ne ritrovate la metà e siete pure felici di sfoggiare la vostra mezza macchina. Il segreto sta tutto in questa mutazione, nell'effetto sorpresa. [...] la Pluriel si acquista per poter andare a passo di lumaca sul lungomare e poi vedere l'effetto che fa.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/33aucabrio2.html Dossier]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 33; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *{{NDR|Sulla [[Pininfarina]]}} C'è stato un momento [...] che dall'atelier torinese uscivano esclusivamente capolavori. Il mondo dell'auto era continuamente a bocca aperta e c’era la fila dei costruttori che sognavano di avere almeno una loro vettura disegnata, se non addirittura direttamente fabbricata, dalla carrozzeria torinese. Le [[Ferrari]] prima di tutto, ma non soltanto. Le spider [[Alfa Romeo]] Giulietta e la Duetto, le Fiat 124 spider e la Dino Spider, la Lancia Flavia Coupé oppure la strepitosa Peugeot 406 Coupé sono tra le figurine più belle dell'album, ma non le sole. Non importava il cliente, la soluzione era sempre magica.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/classic-cars/2020/01/28/news/pininfarina_90_anni_e_non_sentirli-246997482/ Pininfarina, 90 anni e non sentirli]'', ''repubblica.it'', 29 gennaio 2020.</ref> {{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20001216/10vichi.html Tecnica e cuore: imbattibili si torna]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 16 dicembre 2000, p. 10; ripubblicato in ''repubblica.it''.|h=4}} {{NDR|Sulla [[Ferrari F1-2000]]}} *Pochi lo ricordano, parlando della trionfale annata 2000, ma in tutti i 17 Gran Premi disputati, almeno una monoposto modenese è salita sul podio, una marcia trionfale che si spiega con la qualità di base di un'auto costruita pescando il meglio dentro e fuori dal Reparto Corse. Fuori? Ma come, la Ferrari non si fa tutto in casa? Un tempo, forse, e sicuramente quando perdeva. [...] Una stima, mai smentita, fissa nel 70 per cento la percentuale di particolari costruiti all'esterno e montati assieme per realizzare l'indistruttibile ed efficace F1-2000. L'elenco è lungo e noioso, anche perché i contributi tecnici arrivano da mezzo mondo, persino dagli Stati Uniti con i dischi freno e le pastiglie prodotte dalla CCR. Scelte che vengono custodite gelosamente anche se si tratta spesso di segreti di Pulcinella, restando tali per gli appassionati o per la stampa, ma ben note ai rivali sul campo [...]. Tutti sanno, per esempio, che nel motore i pistoni sono della tedesca Mahle, che le frizioni sono Sachs o Ap, che l'impianto frenante è della Brembo, che da industrie molto vicine a McLaren e Williams arrivano gli ingranaggi del cambio e molti particolari in carbonio delle sospensioni. Ma non bisogna scandalizzarsi, anzi. Nessuno può illudersi di essere all'avanguardia in tutto e ci vuole molta abilità nello scoprire in giro che cosa c'è e capire se potrà funzionare bene una volta montato con altri particolari esistenti. *[...] a creare quella meraviglia tecnica che è stata la F1- 2000, sempre competitiva e a volte persino più efficace della McLaren MP4-15 concepita dal geniale Adrian Newey, ci ha pensato una vera multinazionale di cervelli che a grandi linee comprende il sudafricano Rory Byrne che l'ha concepita, il britannico Ross Brown che ne ha coordinato la realizzazione [...], l'italiano Claudio Costa, che ha diretto tutto l'ufficio tecnico, e il greco Nick Tombasis che si è occupato della galleria del vento. Il loro lavoro ha prodotto una delle monoposto più innovative delle ultime stagioni, per quanto all'occhio sembri di fatto molto simile alla pur riuscita F399 dello scorso anno. Un'auto nata subito bene, tanto bene che non ha avuto nell'arco dell'anno grandi modifiche al di là delle normali evoluzioni normalmente preventivate in occasione dei Gran Premi di San Marino, prima gara europea dell'anno, Francia, metà stagione, e Monza, ultimo sviluppo in vista del rush finale. Proprio in Francia, in passato, si era sempre visto un grande cambiamento per correre dietro alle soluzioni degli avversari, quest'anno invece non è stato così e in quel momento si è capito davvero che erano gli altri, finalmente a inseguire. Lo sforzo grosso è stato fatto solo per Monza, quando è stato adottato un nuovo pacchetto aerodinamico che ha permesso il grande finale di stagione (solo vittorie di lì in avanti). *[...] in quali particolari la F1- 2000 è stata migliore della concorrenza? Nel suo complesso, sostengono a Maranello. Nata bene, molto leggera, ben 50 chili sotto peso e quindi zavorrata puntualmente dove serviva (soprattutto davanti allorché si è capito che le gomme morbide della Bridgestone non venivano sfruttate al meglio), non ha mai mostrato cedimenti o difetti irrimediabili. Piuttosto i problemi sono stati evidenti nell'elettronica applicata alla trazione, un campo minato e sempre al limite del regolamento. La fatica di Schumacher a partire alla pari delle McLaren è sempre stata evidente [...] dando vita alla favola del pilota incapace di rilasciare la frizione. Di lì i continui test a Fiorano dove il pilota non faceva scuola di partenze, bensì provava sistemi diversi di differenziali. Per tanta gente era uno scolaretto con le orecchie da asino, in realtà era un professore che si ingegnava a tenere il passo di colleghi forse soltanto più furbi. {{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20020622/27tratti.html Fenomeno Panda, l'immortale è qui ]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 22 giugno 2002, p. 27; citato in ''repubblica.it''.|h=4}} {{NDR|Sulla [[Fiat Panda (1980)]]}} *Da sempre, chi sospira guardando alla gloriosa storia del Gruppo automobilistico nazionale sospira pronunciando i nomi delle varie Balilla, Topolino, Seicento, Cinquecento. Icone di un passato lontano a cavallo della seconda guerra o del boom economico, simboli di successi duraturi in anni in cui si costruivano pochi modelli differenti, vetture longeve sia per merito che per necessità. La Panda invece no, non viene mai ricordata [...]; eppure è nata che lo yuppismo non esisteva ancora (mentre da un bel pezzo è finito), in grande anticipo su Mani Pulite e la Seconda Repubblica, ha attraversato tutto il grande digiuno Ferrari in F.1 [...]. È, e rimarrà , una delle più grandi parentesi della nostra vita. *Il lusso è come il profumo, evapora in fretta. Le cose essenziali, senza troppi fronzoli entrano invece nel sangue, diventano indispensabili. Come il pane appena sfornato, l'olio crudo, le lenzuola di lino. [...] per resistere nel tempo ci vuole una grande idea sposata a una realizzazione senza fronzoli. La Panda, quando nacque, aveva poco e niente di cui vantarsi: un retrotreno ad assale rigido con balestre a due foglie, una sorta di amaca per sedile posteriore, due sdraio per i passeggeri davanti e una mensola portaoggetti sotto una plancia appesa davanti al volante che era un incrocio tra il fai da te di un allievo della Scuola Radio Elettra e un videocitofono. Una vera miseria [...], però era un approccio simpatico ad un'automobile che prima di tutto voleva essere utile, economica, funzionale. *Davanti aveva una previsione di durata di un decennio che sembrava viziata da un incrollabile ottimismo, invece si è rivelata [...] uno dei rarissimi casi di vetture che vengono tolte dal mercato quando ancora le loro vendite tirano [...]. Un fenomeno che, senza farsene vanto, ha diffuso anche grande tecnologia. La sua versione 4x4 resta un vero gioiello che ha motorizzato tutto l'arco alpino. Indistruttibile e capace di scalare qualsiasi pendio, la "integrale" è entrata nel paesaggio montano come le mucche nei quadri dell'Ottocento. *Caso unico [...] di macchina che si è affrancata dalle etichette: non è mai stata né di sinistra né di destra, per mamme o per architetti, da ricchi o da poveri. È entrata in tutte le case, l'hanno venduta di tutti i colori, non è mai stata oggetto di culto e non ha mai corso in pista o nei rally. Una vita così apparentemente normale che di più non si può, proprio come quelle delle vecchiette ultracentenarie che però, puntualmente, finiscono celebrate sui giornali. {{Int|''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/prodotto/2022/07/06/news/lamborghini_la_carica_delle_112_countach-356850939/ Sorpresa Lamborghini, la carica delle 112 Countach]''|''repubblica.it'', 6 luglio 2022.|h=4}} *[...] di certo la [[Lamborghini Countach (2021)|Countach Lpi 800-4]] [...] tocca il cuore dei vecchi appassionati di automobili. Pensata per glorificare i 50 anni del modello più iconico della Casa di Sant'Agata [...] la Countach attuale è più un pezzo imperdibile per i collezionisti più accaniti piuttosto che per chi vuole un'auto con cui andare per strada. D'altronde il suo prezzo parla chiaro, due milioni di euro [...] tanto per far capire quanto esclusiva sia, e non sorprende nemmeno che i soli 112 esemplari siano già stati tutti venduti. *La Countach Lpi 800-4 è [...] ricca di fascino, frutto di un lavoro tutt'altro che semplice perché richiamare lo stile di una vettura di successo con già mezzo secolo sulle spalle è roba da mandare giù di testa chi deve disegnarla, con tutti i limiti che vengono dal cucire addosso un abito nuovo a una vettura che ha a sua volta storia e gloria [...]. Eppure la Countach piace da impazzire perché il design è tutto nuovo pur basandosi fortemente sulle caratteristiche distintive della Countach originale. *Il tema minimalista ha tenuto banco e si esalta nella linea continua del tetto e nelle prese d'aria del motore integrate nelle fiancate posteriori dell'auto. Anche i magnifici cerchi non danno una calcio alla tradizione perché ripropongono i cinque grandi fori tipici di tutte le Countach dalla LP 400 S in poi. Riuscitissima è poi la parte posteriore, con i sei proiettori singoli racchiusi da forme esagonali tipicamente Countach e con lo spettacolo estetico che viene dal diffusore e dai quattro terminali di carico centrali. [...] un'auto già di per sé sbalorditiva seppure, per via dei pochi esemplari in cui sarà prodotta, non destinata come la sua progenitrice a finire sui poster che non mancavano mai nelle camerette dei baby boomers. ==Interviste== {{cronologico}} *{{NDR|«Gli anni 70/80 sono stati probabilmente la Golden era dei [[Rally]] [...]»}} Gare lunghissime, una valanga di piloti professionisti al via, una grande varietà di vetture ufficiali, coupé, spider, berline grosse e piccole, motori a 2, 4, 6 e 8 cilindri, trazione anteriore, posteriore, integrale e gomme di tanti costruttori diversi; poi il giorno e la notte, vetture che si rompevano e pneumatici che si bucavano. Bisognava prima di tutto arrivare in fondo e dopo essere anche più veloci degli avversari. Erano corse più umane, pur nella loro disumanità di fondo.<ref name="Secchi">Da Alessandro Secchi, ''[https://www.p300.it/f1-intervista-a-carlo-cavicchi/ F1 {{!}} Intervista a Carlo Cavicchi]'', ''p300.it'', 19 febbraio 2016.</ref> *Sono stato molto fortunato e di momenti belli ne ho collezionati tanti. La chiamata alla direzione di ''Autosprint'' a soli 37 anni ne è un esempio. Non mi davano che 3 mesi di... vita sul ponte di comando, invece ci sono rimasto per 15 anni con risultati di vendite strepitosi pur con una Ferrari che le buscava sempre. Poi certo, la direzione di ''Quattroruote'' è stata la mia vera consacrazione professionale.<ref name="Secchi"/> *Gli appassionati di rally hanno anche una buona cultura del passato, quindi il ricordo di [[Henri Toivonen|Toivonen]] è ancora fulgido perché è un pilota che in tutta Europa ha impressionato come nessun altro per la sua velocità. [...] nell'età d'oro tra gli anni '60 e i primi anni '90 Henri è stato sicuramente il pilota più veloce tra quelli di alto livello. Aveva un rapporto davvero unico con la velocità e soprattutto è l'unico pilota che riusciva a superare la "paura" di guidare la [[Lancia Delta S4|Delta S4]], mentre altri grandi campioni erano terrorizzati all'idea di doverci salire. Lui riusciva a stupire tutti alla guida, quella macchina era difficilissima da gestire, non c'era elettronica...<ref name="Ettori">Dall'intervista di Andrea Ettori, ''[https://www.p300.it/corsica-nera-carlo-cavicchi-ci-racconta-henri-toivonen-sergio-cresto-e-attilio-bettega/ Corsica nera: Carlo Cavicchi ci racconta Henri Toivonen, Sergio Cresto e Attilio Bettega]'', ''p300.it'', 2 maggio 2020.</ref> *[[Attilio Bettega|Attilio]] andava fortissimo ma ha sempre corso in squadra con piloti straordinari. E soprattutto era una persona estremamente onesta, dal punto di vista intellettuale: ricordo che al termine di una prova speciale lunghissima, in Grecia, Markku Alén e Walter Röhrl fecero un tempo simile mentre Attilio si prese circa 10 secondi, su mezzora di tempo; [[Cesare Fiorio|Fiorio]] gli chiese cos'era successo e Bettega rispose che era andato semplicemente più piano. Fiorio, da lui, si aspettava le prestazioni di Röhrl e Alén. Generalmente sarebbe stata un'ottima prova, ma quelle parole erano indice sia della stima che Fiorio aveva per Bettega, sia dell'onestà di Attilio. Avrebbe potuto inventarsi qualsiasi scusa, ma era troppo onesto. Anche in quel Rally di Corsica che se lo portò via stava andando forte. Un grande dispiacere di Attilio, e ne parlammo all'inizio di quel 1985, era quello di non avere vinto nulla: è stato messo subito nella squadra ufficiale del mondiale, contro i numeri uno, dove vincere era molto faticoso, ma ad esempio non lo hanno mai fatto correre nel campionato italiano o nell'europeo, dove invece avrebbe stravinto come i vari Tabaton, Cerrato e Biasion. Proprio nel 1985 aveva iniziato anche l'europeo con il team Tre Gazzelle [...], con l'obiettivo di vincerlo. Lui era bravo, aveva fatto dei podi, lottava con i migliori del mondo, ma alla fine aveva vinto solo il Trofeo 112 Abarth nel 1977.<ref name="Ettori"/> {{Int|''[https://www.p300.it/intervista-a-carlo-cavicchi-tra-osca-giornalismo-f1-e-rally/ Intervista a Carlo Cavicchi: tra Osca, giornalismo, F1 e Rally]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 26 febbraio 2020.}} *La [[OSCA|Osca]] la gente l'ha dimenticata ma è stata una casa che in vent'anni ha vinto praticamente tutto; ci hanno corso piloti grandissimi, da Moss che ha vinto a Sebring a Castellotti, Scarfiotti, Behra, Farina, Chiron, Villoresi, Fagioli. Nonostante avessero motori piccolissimi battevano le Ferrari, le Maserati, le Aston Martin, le Connaught, insomma le grandi macchine dell'epoca. *{{NDR|«Lei fa parte dei grandi maestri che hanno raccontato la storia del motorsport, che consiglio darebbe ad un giovane che vuole intraprendere la carriera da giornalista nel mondo di oggi?»}} Oggi è veramente difficile perché il mondo è molto ''liquido''. Una volta un giornale era un punto di arrivo, un riferimento. Oggi abbiamo un'informazione che gira per mille canali, non sempre accurata ma comunque immediata. Questo ha portato a svilire il lavoro della ricerca: è difficile crescere la gente perché oggi basta dire, urlare, arrivare prima. Allora succede che i giornali, quelli più importanti, che ancora tengono un po' di testa, sono restii a prendere chi non sa, perché devono allevarlo e non c'è tempo di allevare la gente. Gli altri li sfruttano e spesso non li pagano. Il vero problema della ''vostra'' generazione, dei giovani, è che è arrivata l'era digitale. Che non è un male, anzi, per tanti aspetti è un bene; ma mentre prima il mestiere del giornalista ti assicurava una vita serena, una famiglia da tirare su – se eri bravo facevi carriera, se lo eri meno restavi con un livello economico che ti permetteva di vivere dignitosamente – l'era digitale ha sostituito il vecchio giornalismo ma non ne ha presi i vantaggi economici, uccidendolo. I ragazzi sono sfruttati nella maggioranza dei casi. La rete ha insegnato che deve essere tutto gratis per forza e quindi c'è tanta gente che si offre volontaria e va avanti così finché ce la fa; poi deve trovarsi un altro lavoro e lascia il posto ad altri volontari. Non c'è la scuola, non ci sono i passaggi: io scrivevo qualcosa, un altro me lo leggeva, poi c'era un capo servizio o un capo redattore che lo leggeva ancora e poi finiva in pagina. Adesso bisogna andare fuori subito, chi scrive va direttamente su un sito. La scuola non c'è più, in questo senso è finita. Onestamente non saprei consigliare, anzi, mi verrebbe da dire ''cambia lavoro'', che è brutto detto da chi ha fatto sempre questo. *[...] le macchine di oggi vanno più forte ma, parlando in generale, erano meno potenti in assoluto delle [[Gruppo B]]: quelle erano inguidabili perché non c'era l'elettronica, per cui i piloti avevano paura a guidare. Le reazioni erano lente, la potenza era esagerata, la macchina non aveva tutti quegli ausili che permettevano il controllo. A parte l'eccezione di [[Henri Toivonen|Toivonen]], che riusciva a guidare la [[Lancia Delta S4|S4]] in una maniera che agli altri, anche i grandi campioni, metteva terrore, oggi invece tutti guidano senza timore. *Quando tutti fanno lo stesso tempo chi è il più bravo? {{NDR|«Forse chi ha la macchina migliore»}} Ma è sempre così nelle corse. La macchina migliore è fondamentale perché se tu, la macchina migliore, non la dai al pilota migliore, è molto difficile che vinca. Poi capitano le eccezioni come Vettel a Monza, Damon Hill a Spa ma sono situazioni che rimangono nella memoria. Se Hamilton guida tutte le gare la Toro Rosso non vince. Potrebbe vincere delle gare ma mai un campionato. La macchina nelle corse c'è sempre stata, non lamentiamoci. Oggi le gare sono molto più vivaci di un tempo, un tempo erano molto più noiose ma è tutto annegato nelle emozioni. Una volta il pilota era il cavaliere del rischio. ==''Via Mazzocchi 2.0 – blog''== {{cronologico}} *Gli anni di [[Gilles Villeneuve|Gilles]] li ho vissuti davvero da vicino, [...] lavoravo ad ''Autosprint'' e poi a ''Rombo'' sempre con il grande Marcello Sabbatini come direttore che con Villeneuve aveva un rapporto unico e aveva contribuito tantissimo a costruirne il mito. Fu Sabbatini ad avere l'idea di promuovere la "febbre Villeneuve" oppure a imbastire la celebre sfida [[Formula 1|F.1]] contro aereo da caccia sulla pista d'atterraggio di Istrana. Erano anni in cui accadevano cose incredibili, ad esempio con la Polstrada che ti invitava a farti da parte, fermandoti magari sulla corsia d'emergenza, sulla Ventimiglia-Genova perché stavano per arrivare Villeneuve e Pironi in corsa ravvicinata per arrivare per primo a Maranello. All'epoca c'era anche il doppio casello a Piacenza ma lì, sempre avvisato via radio dalla Stradale, il mitico Pupillo (casellante con il Cavallino impresso sul cuore) dava ordine di alzare le sbarre per non fare perdere tempo a nessuno dei due contendenti... Robe che a raccontarle adesso nessuno ci crede. Ma a Villeneuve era concesso di tutto, e ci si aspettava da lui proprio di tutto. Mio padre, buonanima, anche se Gilles a due giri dal traguardo era staccato di un giro diceva: "cosa c'entra? Con quello lì può sempre succedere che vinca...". Ovviamente non era vero, però nell'immaginario collettivo era così.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/gilles-e-quella-prima-intervista/ Gilles e quella prima intervista...]'', ''blog.quattroruote.it'', 7 maggio 2012.</ref> *Sono un [[Lancia (azienda)|lancista]] di vecchissima data, uno di quelli che in gioventù si divideva in clan, quelli della Fulvia Coupé da una parte e quelli dell'Alfa Romeo Gt Junior dall'altra. Con la Lancia ho corso a lungo e mi sono divertito un sacco. E come tutti i lancisti di vecchia data ho visto sempre questo marchio glorioso soffrire (negli anni 50 ero troppo piccolo e prima della guerra non c'ero). Ricordo bene che ne parlai a lungo con [[Vittorio Ghidella]], probabilmente era il 1980, a un rally dei Mille Laghi in Finlandia dov’era venuto con la moglie. Proprio il manager forse più "automobilaro" della storia Fiat mi parlò preoccupato della difficoltà di imporre questo marchio al di fuori dei confini italiani. "Io ce la metterò tutta, può scommetterci – mi disse quasi a tranquillizzarmi, anche se non ero certamente io il suo problema – ma la Fiat deve pensare in grande e nel grande la Lancia farà sempre fatica". Io riportai su ''Autosprint'' quelle parole, con il mio indimenticato direttore, Marcello Sabbatini, che ci fece un titolo impietoso "Ghidella non vede un futuro per la Lancia". Allora arrivano molte lettere in redazione (le mail erano una cosa inimmaginabile) e in tutte c'era un livore incredibile contro in capo della Fiat che, peraltro, a breve andava sfornando il meglio del marchio, la Thema, la Delta e la Prisma. Riporto questo episodio per sottolineare come la Lancia sia stata sempre un cruccio per tutti gli uomini sul ponte di comando del Gruppo. Il suo limite stava sempre nell'inesistente penetrazione sui mercati esteri, e questo anche quando la Stratos e poi la Delta vincevano tutto nei rally.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/la-lancia-il-cuore-e-la-ragione/ La Lancia, il cuore e la ragione]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2012.</ref> *{{NDR|Nel 2013, sulla crisi del [[coupé]]}} [...] è proprio questa concezione di vettura ad essere uscita dagli schemi mentali dei nuovi automobilisti, che a parole sognano bolidi accessibili, ma nell'intimo privilegiano altre necessità. Se oggi si vendono soltanto [[Sport Utility Vehicle|SUV]] oppure, in minor quantità, le piccole monovolume, significa che a vincere sono esigenze pratiche. L'acquisto di un'auto comporta un impegnativo investimento di denaro ed è finita l'epoca del piacere emozionale che non è più la prima motivazione d'acquisto e nemmeno la seconda e probabilmente nemmeno la terza. I più avanti nell'età sognano sempre un ritorno delle Gta, delle Fulvia Coupé, delle Clio Williams, ma al dunque sono poi i primi a orientarsi su altri modelli, meno fascinosi ma più coerenti con gli odierni stili di vita. Un peccato, perché se uno si fa un giretto su una GT86 o su una BRZ poi non vorrebbe più scendere in quanto, anche andando pianissimo, si riscopre il gusto dell'adrenalina alle stelle. Però s'è definitivamente chiusa una porta, e probabilmente i costruttori non ci cascheranno più. Il tempo delle coupé dal prezzo abbordabile pare proprio finito.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/le-coupe-davvero-non-piacciono-piu/ Le coupé davvero non piacciono più]'', ''blog.quattroruote.it'', 30 luglio 2013.</ref> *Da quanto tempo non si vedeva [...] tanto entusiasmo per una vettura derivata dalle corse come la [[Toyota GR Yaris]] che tanto ricorda l'indimenticata Lancia Delta Integrale? Oggigiorno di solito le vetture "cattive" non suscitano più scalpore, non generano commenti entusiastici, scivolano via come l'acqua sulla pietra. Invece con la GR Yaris è successo il contrario: ne hanno parlato tutti [...]. Significa che in Toyota hanno colpito nel segno [...]. Sarà che la GR Yaris è piccola ma promette prestazioni esagerate, sarà che costa tutto sommato poco per quello che propone e per quello che lascia immaginare [...], sarà infine che un passaggio al contrario non si era preparati a vederlo (da un'auto da corsa a una di serie...) fatto sta che la scommessa dei giapponesi potrebbe aver centrato l'obiettivo vincendo anche lo scetticismo degli ultimi avversori del motore 3 cilindri. [...] Invidio chi, più giovane di me, potrà farci un pensiero. Soprattutto chi può vivere fuori dai grandi centri e magari vicino a colline e montagne [...]. Lontano dal traffico, guidarla promette un piacere assoluto, attaccandosi al cambio manuale come nel bel tempo che fu e godendo di reazioni cui non si è più abituati. Viene da una vettura che domina nel mondiale rally e già questo è un biglietto da visita niente male, se poi guidandola si potrà godere di prestazioni da vera supercar approfittando al contempo di dimensioni contenute e di un peso vettura attorno ai 1300 chili (anche qui come una volta, che bel passo indietro...) con un assetto rigido che ti fa credere di essere un pilota vero, bé c'è da brindare con bollicine di marca, altroché. Ma sì, una volta tanto, parliamo di adrenalina e non di infotainment, di differenziali autobloccanti e pure di sedili che ti stringono il bacino e ti obbligano a una postura vera: non eravamo più abituati a tanto ben di Dio!<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/lindimenticabile-delta-e-rinata-ma-e-una-toyota/ L'indimenticabile Delta è rinata, ma è una Toyota!]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 dicembre 2020.</ref> *{{NDR|Sulla [[Smart Fortwo (W450)]]}} Ricordo [...] le difficoltà degli inizi, con la voglia della Swatch di mettere per strada una vettura che fosse rivoluzionaria come lo erano i suoi orologi di plastica che stavano spopolando, irriverenti, sul mercato mondiale. Purtroppo [...] progettare una vettura è molto più complesso perché se da un lato ci può essere il rischio di sbagliare l'ora, con le auto si possono mettere a rischio delle vite. [...] ci volle l'alleanza con la Mercedes [...] per arrivare all'impertinente creazione comune con un nome facile da capire ma impossibile da brevettare perché smart è un aggettivo che può essere tradotto dall'inglese in rapido, veloce, abile, acuto, brillante, sveglio, intelligente, ma anche alla moda ed elegante. [...] Così nacque il simil acronimo S.M.art che stava per Swatch Mercedes Art, sintetizzando il concetto che era un colpo d'ingegno delle due case. L'oggetto che venne fuori fu un vero shock per un mondo bigotto quale è sempre stato quello dell'auto, e impiegò tanto tempo ad imporsi perché sì va bene la colorazione sempre esagerata, le prestazioni subito sorprendenti e la sicurezza della cellula che proteggeva gli occupanti, però era una cosetta così piccola e così strana che non si poteva digerire. In Italia ci volle l'intuito di un grande dirigente come Maurizio Alagna a segnarne il destino di successo. S'inventò mille trovate geniali tanto che [...] nessun mercato al mondo ha visto un successo paragonabile a quello italiano. A Roma, dove più che in qualsiasi altro posto le due posti tedesche sono finite nel traffico cittadino, la moda del parcheggio ortogonale rispetto al senso di marcia è diventata una regola.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/aiuto-dove-finita-la-smart-che-abbiamo-nel-cuore/ Aiuto! Dov'è finita la Smart che abbiamo nel cuore?]'', ''blog.quattroruote.it'', 6 maggio 2022.</ref> *{{NDR|Nel 2022}} È incredibile l'interesse che suscitano sempre le auto del biscione al di là di quelli che sono poi i dati di vendita. [...] È evidente che il marchio Alfa possiede ancora, e verrebbe da dire nonostante tutto, un fascino unico sulla gente, figlio di radici lontane che ci portiamo dentro magari senza nemmeno sapere bene perché. Il passato di storia e gloria è dimenticato da un pezzo, però il brand resta appiccicato addosso e si trasferisce di padre in figlio. Da mezzo secolo le Alfa Romeo sono vetture che faticano a imporsi sul mercato con poche eccezioni, [...] tanto che la frase "Le Alfa sono come la bella Cecilia: tutti le vogliono e nessuno le piglia" ha tenuto banco tra gli addetti ai lavori. Però il fascino resiste [...]<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-fascino-delle-alfa-sulla-gente-sorprende-sempre/ Il fascino delle Alfa sulla gente sorprende sempre]'', ''blog.quattroruote.it'', 3 giugno 2022.</ref> *{{NDR|Nel 2022}} In un mercato dove i listini, trainati dai costi all'acquisto delle [[Auto elettrica|vetture elettriche]], sono saliti alle stelle tanto tutti i costruttori li hanno alzati senza ritegno perché le auto tradizionali costano comunque poco rispetto alle vetture alla spina che dovrebbero essere il futuro imposto dai Governi, succede che anche le utilitarie diventano inaccessibili. [...] Questo ci deve far capire quello che succederà negli anni a venire quando l'imposizione forzata delle auto elettriche, i cui prezzi non caleranno troppo (meglio non farsi esagerate illusioni), vedrà un fiorire di oggetti di pseudo lusso pressoché inarrivabili, con la massa che allora troverà sfogo nell'arrivo di proposte cinesi queste sì con listini accettabili. Il mercato della Grande Muraglia già oggi è fitto di vetture a batteria che costano poco e quando si decideranno ad esportarle, dopo anni di esperienza in loco, lo faranno con listini aggressivi. Saranno vetture di bassa qualità, di scarse prestazioni e con una sicurezza molto elementare ma saranno alla portata di tante tasche altrimenti escluse dalla mobilità privata. I grandi marchi diventeranno di nicchia e noi regaleremo un secolo e passa di storia e di gloria ai nuovi invasori. Come la chiama [[Beppe Grillo|Grillo]]? La decrescita felice. Eccola alle porte.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-meritato-successo-della-dr-ci-fa-capire-che-futuro-ci-aspetta/ Il meritato successo della DR ci fa capire che futuro ci aspetta]'', ''blog.quattroruote.it'', 15 luglio 2022.</ref> *{{NDR|Nel 2022}} Voi da che parte state, siete per il lavoro o per l'ambiente? La domanda è in apparenza provocatoria, ma è quello che ha portato a sua giustificazione la Ford per mettere a casa tremila dipendenti al fine di ridistribuire le risorse e destinarle alla costosissima svolta elettrica. [...] Gli americani, sul lavoro, sono estremamente pragmatici, e questo modo di operare li ha sempre caratterizzati. Al contrario che in Europa, dove in genere gli Stati intervengono dando soldi per evitare i licenziamenti, negli States il Governo mette fuori i quattrini se il piano aziendale contempla sacrifici ma rimette a posto i conti di una azienda. [...] In sintesi Ford dice che i costi per sviluppare le nuove vetture elettriche sono enormi e ci vorrà molto tempo per avere un ritorno economico, quindi non ci sono alternative: se si vuole un mondo più pulito bisogna fare sacrifici. [...] Insomma, stiamo arrivando al nocciolo della questione elettrica: la transizione sarà molto crudele anche se per adesso tanti governanti non se ne stanno rendendo conto. I sindacati e le varie associazioni di categoria lo stanno denunciando da anni: in Italia sono a rischio almeno 70 mila posti, un'intera città di media grandezza. Ma la questione ambientale [...] viene sempre prima del lavoro, fa più effetto, piace di più ai giovani che sono già rassegnati a non trovarlo il lavoro. Il tema è invece centrale per quanto scomodo, si tratta di scegliere da che parte stare ed è una questione estremamente seria che potrebbe in fretta rivelarsi drammatica. Perché non la si affronta invece che far finta che il problema non sia a un passo dal materializzarsi?<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/ambiente-o-lavoro-scelta-drammatica/ Ambiente o lavoro, scelta drammatica]'', ''blog.quattroruote.it'', 26 agosto 2022.</ref> *Se un ubriaco va fuori strada e ammazza un povero innocente la prima reazione di chi amministra le città è di intervenire riducendo i [[Limite di velocità|limiti di velocità]] sulle strade e magari aumentando le sanzioni. Il problema è che la stragrande maggioranza degli automobilisti si muove usando la testa, ma sarà quella che ne pagherà direttamente le conseguenze: limiti di velocità a 30 all'ora in città [...], dissuasori sulla strada, autovelox [...], peso delle contravvenzioni aumentato. Tolleranza zero, insomma, così io che viaggio rispettando i limiti [...] dovrò sorbirmi la tortura di troppi dissuasori [...] per colpa di ubriacone se non peggio di un drogato. Probabilmente rischierò anche di essere multato per un eccesso di velocità minimo [...]. Il tutto senza arrivare alla soluzione perché quei delinquenti che guidano ubriachi, o peggio ancora impippati e spesso senza patente di guida, non si fermeranno certo se i limiti sono più bassi. Loro i limiti non li rispetteranno mai [...]. Il risultato è quello del vecchio cartello degli anni 50: per colpa di qualcuno non si farà più credito a nessuno. Finiremo incolonnati e viaggeremo come lumache col risultato che ci attaccheremo al più famoso apparecchio di distrazione di massa esistente, il telefonino, e peggioreremo ancora di più la situazione. Così dopo si stringeranno ancora di più i limiti fino a che non ci si potrà più spostare. Anzi no, i disgraziati non patentati ed ebbri o fatti continueranno a colpire vigliaccamente gli innocenti a bordo strada e chissà se allora si capirà che se al posto di vessare quelli ligi al codice della strada sarebbe stato meglio fermare quelli fuori regola. Non tutti, perché non è ovviamente possibile, ma un bel po' di più quello sì.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/per-colpa-di-qualcuno-pagheremo-tutti/ Per colpa di qualcuno pagheremo tutti]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2022.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Cavicchi, Carlo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] d99fwzabmge55gt1dzhfvm9l9111i9y Sci 0 184849 1409914 1407626 2026-04-08T19:15:52Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1409914 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Steven Theolier FIS Slalom Hinterstoder 2010.jpg|thumb|Una gara di sci alpino (2010)]] Citazioni sullo '''sci''' e sugli '''sciatori'''. ==Citazioni== *{{NDR|Sulla pericolosità dello sci}} Il rischio zero non esiste, [...] la velocità, ingrediente dello show, è ciò che ci rende degli eroi. ([[Federica Brignone]]) *Lo sci è arrivato con massima naturalezza. Certo, mio padre è un allenatore e mia madre è un'amante dello sport, ma non hanno mai forzato le mie scelte. Sono cresciuta in Val Gerola, ho vissuto tutti i miei inverni in quel contesto, ricordo ancora il clacson suonato da mio padre nel cortile di casa, la spremuta della mamma e il mio eterno ritardo per andare allo Sci Club. Spesso mi raccontano che all'inizio non mi piaceva sciare, detestavo gli sci di plastica, poi mi hanno messo sugli sci veri ed è scoccata la scintilla. ([[Elena Curtoni]]) *Nel tennis, nel golf o ancora in F1, c'è solo un numero uno. Nello sci, al contrario, ne abbiamo uno in ogni disciplina. Ai quali vanno pure aggiunti i principali avversari. Ebbene: nessuno è in grado di ricordare i nomi di tutti i migliori sciatori, suddivisi per specialità. E, in termini di concorrenza con gli altri sport, questo è un grande problema d'immagine per lo sci alpino. ([[Marc Girardelli]]) *Nello sci se un atleta pensa: "Più veloce di così non posso andare", in quel momento molti lo supereranno. ([[Mikaela Shiffrin]]) *Non c'è nulla che possa regalare le stesse emozioni dello sci. Il bello è quando esci al mattino dopo una nevicata notturna, e sali sulla montagna e vai nella neve fresca. Sei a duemila metri e respiri l'aria pura, sei in mezzo alla natura. Non so dire, ma sento che ogni volta qualcosa mi rinasce dentro. ([[Alberto Tomba]]) *Non crediamo di sbagliarci dicendo che il significato più profondo dello sci è il seguente: la sensazione istintiva di paura fisica, col moto riflesso di un trarsi indietro o di aggrapparsi a qualcosa, che sorge nell'istante del cadere, viene vinta e trasformata in una sensazione di ebrezza, di piacere, e sviluppata nell'impulso a andare ancor più veloci e a giuocare in ogni modo con la velocità e l'accelerazione che ai corpi imprime la forza di gravità. Così lo sci, sotto questo aspetto, vorremmo proprio definirlo come ''una tecnica, un giuoco e una ebrezza della caduta''. Praticando questo sport si sviluppa di certo una forma di audacia o intrepidezza fisica, ma è una forma tutta speciale, ben distinta dall'audacia dell'alpinista, anzi ad essa opposta come significato: è una forma, diciamolo pure, «moderna». ([[Julius Evola]]) *Sciare? Io non pratico nessuno sport con delle ambulanze ai piedi della collina. ([[Erma Bombeck]]) *Sciare ad alto livello è molto impegnativo, con tanti viaggi e poco tempo a casa con gli amici. E poi sveglie molto presto al mattino. Ma è una scelta, la mia scelta, perché amo questa vita. ([[Lara Colturi]]) *Sciare è una specifica parte della mia vita e niente potrà mai sostituirlo. È un sentimento speciale [...]. Quando scio sento che ci sono infinite possibilità. ([[Lindsey Vonn]]) ===[[Lara Gut-Behrami]]=== *Il problema dello sci è che sei sempre in viaggio, e come donna più passano gli anni e più ti senti isolata. Vivi in un mondo illusorio, chiami amicizie quelle che non lo sono. E tendi a chiamare famiglia il mondo dello sci che di famiglia ha ben poco perché quando smetti nessuno si ricorda più di te, mentre la famiglia è lì dove puoi contare su qualcuno quando sei in crisi. Ci ho messo tanto a rendermene conto. *{{NDR|«Quando hai iniziato a sciare e perché?»}} Per il mio primo compleanno mia zia mi ha regalato un paio di piccoli sci in plastica. [...] Ho poi passato la mia estate in giro per il giardino con gli sci ai piedi e, arrivato l'inverno, era naturale che iniziassi ad usarli pure sulla neve. *Sono cresciuta sciando ed era una cosa normale per me, come il fatto di andare a scuola. Si faceva e basta. Non mi sono mai chiesta se fosse un dovere, un piacere, una passione. Sciavo, ridevo e tutto andava bene. ==Voci correlate== *[[Discesa libera]] *[[Slalom speciale]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|w_preposizione=riguardante lo|preposizione=sullo}} [[Categoria:Discipline sportive]] 50jbkmjgw54i66bk2rc1wn9xpwk52kx Wikiquote:GLAM/BEIC/Voci 4 185964 1409861 1409360 2026-04-08T12:26:34Z Spinoziano (BEIC) 86405 1409861 wikitext text/x-wiki ==Voci create nell'ambito del progetto BEIC== {{vedi anche|w:Progetto:GLAM/BEIC}} Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''836 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->. {{div col}} ===Persone=== #[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small> #[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small> #[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small> #[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small> #[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small> #[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small> #[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small> #[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small> #[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small> #[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small> #[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small> #[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small> #[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small> #[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small> #[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small> #[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small> #[[Auguste Marmont‎]] - 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<small>2025-02-18</small> #[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small> #[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small> #[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small> #[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small> #[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small> #[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small> #[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small> #[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small> #[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small> #[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small> #[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small> #[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small> #[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small> #[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small> #[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small> #[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small> #[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small> #[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small> #[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small> #[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small> #[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small> #[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small> #[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small> #[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small> #[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small> #[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small> #[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small> #[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small> #[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small> #[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small> #[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small> #[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small> #[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small> #[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small> #[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small> #[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small> #[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small> #[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small> #[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small> #[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small> #[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small> #[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small> #[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small> #[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small> #[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small> #[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small> #[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small> #[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small> #[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small> #[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small> #[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small> #[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small> #[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small> #[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small> #[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small> #[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small> #[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small> #[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small> #[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small> #[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small> #[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small> #[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small> #[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small> #[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small> #[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small> #[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small> #[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small> #[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small> #[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small> #[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small> #[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small> #[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small> #[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small> #[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small> #[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small> #[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small> #[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small> #[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small> #[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small> #[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small> #[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small> #[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small> #[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small> #[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small> #[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small> #[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small> #[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small> #[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small> #[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small> #[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small> #[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small> #[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small> #[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small> #[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small> #[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small> #[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small> #[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small> #[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small> #[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small> #[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small> #[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small> #[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small> #[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small> #[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small> #[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small> #[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small> #[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small> #[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small> #[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small> #[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small> #[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small> #[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small> #[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small> #[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small> #[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small> #[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small> #[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small> #[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small> #[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small> #[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small> #[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small> #[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small> #[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small> #[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small> #[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small> #[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small> #[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small> #[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small> #[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small> #[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small> #[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small> #[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small> #[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small> #[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small> #[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small> #[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small> #[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small> #[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small> #[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small> #[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small> #[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small> #[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small> #[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small> #[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small> #[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small> #[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small> #[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small> #[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small> #[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small> #[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small> #[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small> #[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small> #[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small> #[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small> #[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small> #[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small> #[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small> #[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small> #[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small> #[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small> #[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small> #[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small> #[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small> #[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small> #[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small> #[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small> #[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small> #[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small> #[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small> #[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small> #[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small> #[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small> #[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small> #[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small> #[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small> #[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small> #[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small> #[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small> #[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small> #[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small> #[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small> #[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small> #[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small> #[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small> #[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small> #[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small> #[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small> #[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small> #[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small> #[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small> #[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small> #[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small> #[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small> #[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small> #[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small> #[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small> #[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small> #[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small> #[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small> #[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small> #[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small> #[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small> #[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small> #[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small> #[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small> #[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small> #[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small> #[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small> #[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small> #[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small> #[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small> #[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small> #[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small> #[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small> #[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small> #[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small> #[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small> #[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small> #[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small> #[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small> #[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small> #[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small> #[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Oreste Ranelletti]] - 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<small>2025-12-09</small> #[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small> #[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small> #[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small> #[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small> #[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small> #[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small> #[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small> #[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small> #[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small> #[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small> #[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small> #[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small> #[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small> #[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small> #[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small> #[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small> #[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small> #[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small> #[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small> #[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small> #[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small> #[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small> #[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small> #[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small> #[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small> #[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small> #[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small> #[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small> #[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small> #[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small> #[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small> #[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small> #[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small> #[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small> #[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small> #[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small> #[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small> #[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small> #[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small> #[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small> #[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small> #[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small> #[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small> #[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small> #[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small> #[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small> #[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small> #[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small> #[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small> #[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small> #[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small> #[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small> #[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small> #[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small> #[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small> #[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small> #[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small> #[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small> #[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small> #[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small> #[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small> #[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small> #[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small> #[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small> #[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small> #[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small> #[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small> #[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small> #[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small> #[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small> #[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small> #[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small> #[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small> #[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small> ===Tematiche=== #[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small> #[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small> #[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small> #[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small> #[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small> #[[Palma]] - <small>2021-10-21</small> #[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small> #[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small> #[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small> #[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small> #[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small> #[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small> #[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small> #[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small> #[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small> #[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small> #[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small> #[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small> #[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small> #[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small> #[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small> #[[Eclettismo]] - <small>2023-05-02</small> #[[Maccabei]] - 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<small>2021-09-30</small> #[[:la:Athanasius Kircherus]] - <small>2021-10-13</small> {{div col end}} 713nx0kerxgjz1ix9cf5y20ikt81wun Wikiquote:GUS2Wiki 4 194895 1409915 1409093 2026-04-08T19:16:46Z Alexis Jazz 80744 Updating gadget usage statistics from [[Special:GadgetUsage]] ([[phab:T121049]]) 1409915 wikitext text/x-wiki {{#ifexist:Project:GUS2Wiki/top|{{/top}}|This page provides a historical record of [[Special:GadgetUsage]] through its page history. To get the data in CSV format, see wikitext. To customize this message or add categories, create [[/top]].}} I dati che seguono sono estratti da una copia ''cache'' del database, il cui ultimo aggiornamento risale al 2026-04-07T14:44:08Z. Un massimo di {{PLURAL:5000|un risultato è disponibile|5000 risultati è disponibile}} in cache. {| class="sortable wikitable" ! 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Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. ([[Bruto Amante]]) *Rammento la prima impressione che ebbi: se mi trovavo in una città dominata da una specie di cacofonia architettonica in cui labirinti di casamenti in stile comunista si trovavano fianco a fianco con grandi edifici di foggia parigina, a ville moderniste, o al fiabesco stile neorumeno, voleva dire che queste stratificazioni di stili e di tempi nascondevano delle storie che io volevo fare mie. Tutto è cominciato perciò dall'entusiasmo suscitato da un'architettura eccessiva, ibrida, impudica. Ad ogni passo c'era qualcosa di bello e qualcosa di sgradevole. Un po' come se [[Parigi]] avesse fatto una capriola su sé stessa. Bucarest era occidentale se paragonata al retaggio comunista che in qualche modo mi era familiare e al tempo stesso conservava innumerevoli tracce balcaniche, orientali, cose che viste dalla prospettiva dell'austerità di Varsavia mi davano un'impressione di esotismo. La città possedeva fantasia e sfrontatezza e io avevo 26 anni quando ho deciso di andarci ad abitare, ero avida di vita e volevo viverla lì, in mezzo a quella gente e ai suoi racconti, in mezzo a uno spazio urbano che formava una aggrovigliata narrazione composta di mille aneddoti paradossali. ([[Małgorzata Rejmer]]) ==Voci correlate== *[[Romania]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Romania]] 0rgn9js4vor8wtcascusbus4hxdp879 1409904 1409899 2026-04-08T16:42:00Z Gaux 18878 Bruto Amante 1409904 wikitext text/x-wiki [[File:Piata Universitatii - Targ de Craciun 2014.jpg|thumb|Piazza Università durante il periodo natalizio]] {{voce tematica}} Citazioni su '''Bucarest'''. *Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in italiano pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. ([[Bruto Amante]]) *Il panorama di Bucarest rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. ([[Bruto Amante]]) *Rammento la prima impressione che ebbi: se mi trovavo in una città dominata da una specie di cacofonia architettonica in cui labirinti di casamenti in stile comunista si trovavano fianco a fianco con grandi edifici di foggia parigina, a ville moderniste, o al fiabesco stile neorumeno, voleva dire che queste stratificazioni di stili e di tempi nascondevano delle storie che io volevo fare mie. Tutto è cominciato perciò dall'entusiasmo suscitato da un'architettura eccessiva, ibrida, impudica. Ad ogni passo c'era qualcosa di bello e qualcosa di sgradevole. Un po' come se [[Parigi]] avesse fatto una capriola su sé stessa. Bucarest era occidentale se paragonata al retaggio comunista che in qualche modo mi era familiare e al tempo stesso conservava innumerevoli tracce balcaniche, orientali, cose che viste dalla prospettiva dell'austerità di Varsavia mi davano un'impressione di esotismo. La città possedeva fantasia e sfrontatezza e io avevo 26 anni quando ho deciso di andarci ad abitare, ero avida di vita e volevo viverla lì, in mezzo a quella gente e ai suoi racconti, in mezzo a uno spazio urbano che formava una aggrovigliata narrazione composta di mille aneddoti paradossali. ([[Małgorzata Rejmer]]) ==Voci correlate== *[[Romania]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Romania]] nr1oqz6z7jbloakmo7efci6en38ctcq 1409905 1409904 2026-04-08T16:42:51Z Gaux 18878 no stub 1409905 wikitext text/x-wiki [[File:Piata Universitatii - Targ de Craciun 2014.jpg|thumb|Piazza Università durante il periodo natalizio]] {{voce tematica}} Citazioni su '''Bucarest'''. *Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in italiano pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. ([[Bruto Amante]]) *Il panorama di Bucarest rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. ([[Bruto Amante]]) *Rammento la prima impressione che ebbi: se mi trovavo in una città dominata da una specie di cacofonia architettonica in cui labirinti di casamenti in stile comunista si trovavano fianco a fianco con grandi edifici di foggia parigina, a ville moderniste, o al fiabesco stile neorumeno, voleva dire che queste stratificazioni di stili e di tempi nascondevano delle storie che io volevo fare mie. Tutto è cominciato perciò dall'entusiasmo suscitato da un'architettura eccessiva, ibrida, impudica. Ad ogni passo c'era qualcosa di bello e qualcosa di sgradevole. Un po' come se [[Parigi]] avesse fatto una capriola su sé stessa. Bucarest era occidentale se paragonata al retaggio comunista che in qualche modo mi era familiare e al tempo stesso conservava innumerevoli tracce balcaniche, orientali, cose che viste dalla prospettiva dell'austerità di Varsavia mi davano un'impressione di esotismo. La città possedeva fantasia e sfrontatezza e io avevo 26 anni quando ho deciso di andarci ad abitare, ero avida di vita e volevo viverla lì, in mezzo a quella gente e ai suoi racconti, in mezzo a uno spazio urbano che formava una aggrovigliata narrazione composta di mille aneddoti paradossali. ([[Małgorzata Rejmer]]) ==Voci correlate== *[[Romania]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Luoghi della Romania]] 5ya44yz64al4ozfezp98rlklsxwn5n1 1409906 1409905 2026-04-08T16:43:46Z Gaux 18878 wlink 1409906 wikitext text/x-wiki [[File:Piata Universitatii - Targ de Craciun 2014.jpg|thumb|Piazza Università durante il periodo natalizio]] {{voce tematica}} Citazioni su '''Bucarest'''. *Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. ([[Bruto Amante]]) *Il panorama di Bucarest rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. ([[Bruto Amante]]) *Rammento la prima impressione che ebbi: se mi trovavo in una città dominata da una specie di cacofonia architettonica in cui labirinti di casamenti in stile comunista si trovavano fianco a fianco con grandi edifici di foggia parigina, a ville moderniste, o al fiabesco stile neorumeno, voleva dire che queste stratificazioni di stili e di tempi nascondevano delle storie che io volevo fare mie. Tutto è cominciato perciò dall'entusiasmo suscitato da un'architettura eccessiva, ibrida, impudica. Ad ogni passo c'era qualcosa di bello e qualcosa di sgradevole. Un po' come se [[Parigi]] avesse fatto una capriola su sé stessa. Bucarest era occidentale se paragonata al retaggio comunista che in qualche modo mi era familiare e al tempo stesso conservava innumerevoli tracce balcaniche, orientali, cose che viste dalla prospettiva dell'austerità di Varsavia mi davano un'impressione di esotismo. La città possedeva fantasia e sfrontatezza e io avevo 26 anni quando ho deciso di andarci ad abitare, ero avida di vita e volevo viverla lì, in mezzo a quella gente e ai suoi racconti, in mezzo a uno spazio urbano che formava una aggrovigliata narrazione composta di mille aneddoti paradossali. ([[Małgorzata Rejmer]]) ==Voci correlate== *[[Romania]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Luoghi della Romania]] 1shwjvlksticsw3gcbrybntb8esvi8k Damon Hill 0 211950 1409933 1329202 2026-04-09T01:29:18Z Danyele 19198 +1 / fix di stile 1409933 wikitext text/x-wiki [[File:Damon Hill in the paddock before the 1993 British Grand Prix (32873541593) (cropped).jpg|thumb|Damon Hill nel 1993]] '''Damon Graham Devereux Hill''' (1960 – vivente), pilota automobilistico britannico. ==Citazioni di Damon Hill== {{cronologico}} *[[Michael Schumacher|Michael]], nell'arco della sua carriera, è stato in grado di andare oltre i limiti praticamente sempre. L'invidia è una brutta cosa, ma bisogna essere onesti quando incontri uno più forte di te. Bisogna cercare di migliorare, perché nello sport c'è sempre qualcuno migliore di te.<ref>Da un'intervista al ''Times of India''; citato in ''[http://www.blogf1.it/2014/01/18/hill-su-schumi-pochi-rapporti-tra-noi-ma-mi-spiace/ Hill su Schumacher: "Pochi rapporti tra noi, ma mi spiace"]'', ''blogf1.it'', 18 gennaio 2014.</ref> {{Int|''[https://motori.fanpage.it/cinque-cose-da-sapere-su-graham-e-damon-hill-una-famiglia-nella-storia-della-f1/ Cinque cose da sapere su Graham e Damon Hill, una famiglia nella storia della F1]''|Da ''Watching the Wheels: My Autobiography'', 2016; citato in Alessandro Mastroluca, ''motori.fanpage.it'', 31 gennaio 2017.}} *C'era un elemento di volontà di continuare questa missione. [...] [È stato difficile] separare il "puro me", il forgiare una mia autentica carriera, dal ragazzo ferito determinato a rivivere la vita del padre per esorcizzare quella perdita scioccante. Durante la mia carriera sono sempre stato confuso: non sapevo se ero davvero un pilota o qualcuno cui era stata affidata una missione da completare prima di poter diventare il mio vero io. *Molti pensano che io sia [[Formula 1|qui]] perché ho un bel sorriso e un cognome famoso. E la Williams è naturalmente più incline a dare fiducia a un pilota che ha già vinto, non a qualcuno che dice di poterlo fare. Il fatto che sono alla Williams è una misura della mia determinazione ad avere successo. *{{NDR|Dopo il ritiro}} Volevo andarmene. Sentivo che mi sarebbe successo quel che era accaduto a mio padre, che c'era un incidente ad aspettarmi dietro l'angolo. Pensavo che sarei morto di lì a poco. Volevo un'altra identità, o forse volevo indietro la mia, quella vera. {{Int|''[https://www.clubalfa.it/141892-damon-hill-e-la-rivalita-con-michael-schumacher Damon Hill e la rivalità con Michael Schumacher]''|Da un'intervista ad ''Auto Motor und Sport''; citato in Natale Li Vecchi, ''clubalfa.it'', 8 febbraio 2020.}} *Nel [[Campionato mondiale di Formula 1 1994|1994]] c'era un'attenzione politica enorme e una copertura globale impressionante dovuta anche alle tragedie che avevano caratterizzato quella stagione. Intervenne anche la FIA. Nel mezzo di tutto questo c'era un Campionato di Formula 1 combattuto da un ragazzo che tutti consideravano il numero due, contro Michael Schumacher che nessuno sapeva bene quanto fosse bravo. *{{NDR|Sul [[Gran Premio del Giappone 1994]]}} Sapevo che dovevo battere [[Michael Schumacher|Michael]] per mantenere vivo il campionato e quindi ero determinato a spingermi al massimo. A Suzuka le condizioni erano estreme e questo rendeva tutto ancora più impegnativo. Contro Michael sotto il diluvio, in battaglia per il Campionato del Mondo, su uno dei tracciati più difficili sento di aver guidato come chi è fuori di testa. [...] L'ultimo giro non ricordo nemmeno di essere riuscito ad avere il controllo della macchina, era quasi come se la farfalla fosse spalancata e stavo solo resistendo [...]. In realtà mi ha spaventato la situazione. Sono sceso dalla monoposto e sono rimasto davvero scioccato perché era quasi come se fossi diventato leggermente matto in macchina per andare così veloce [...]. Ero abbastanza sollevato di essere fuori dalla macchina. *{{NDR|Sul [[Gran Premio d'Australia 1994]]}} [...] non mi sarei aspettato che Schumacher mi avrebbe buttato fuori se fossi riuscito a superarlo. Tuttavia mi chiedo anche: cosa avrei fatto io nella sua posizione? *[...] per Michael diventare il migliore rappresentava una missione di vita e penso abbia completato questo obiettivo. {{Int|''[https://www.formulapassion.it/f1/f1-news/hill-senna-era-lachille-della-formula-1-la-sua-morte-diede-una-direzione-diversa-allo-sport Hill: "Senna era l'Achille della Formula 1. La sua morte diede una direzione diversa allo sport"]''|Da un commento al ''Telegraph''; citato in Valerio Barretta, ''formulapassion.it'', 1º maggio 2024.}} *{{NDR|Su [[Ayrton Senna]]}} Aveva solo 34 anni quando è morto. Non c'è età, in realtà, per le dimensioni della leggenda che aveva già creato. La sua morte e le circostanze che l'hanno accompagnata – il mistero, i processi, il funerale – hanno moltiplicato la sua leggenda in modo esponenziale, conferendo alla sua vita un'aura da mitologia greca. In fondo era l'Achille del nostro sport. Sembrava che fosse sempre in guerra, con qualcosa o qualcuno. C'era una furia nella sua guida e un conflitto nella sua anima che rendevano Ayrton un concorrente assolutamente affascinante, che incuteva timore e soggezione. *Se devo essere sincero, pur essendo stato suo compagno di squadra alla Williams all'epoca, non posso dire di averne conosciuto l'uomo. Ho avuto la possibilità di lavorare un po' con lui, cosa che considero un privilegio molto prezioso. Posso dire che era spaventosamente veloce, ma lo sapevamo tutti [...] * [...] la F1 ha preso una direzione diversa dopo quel weekend, anche perché doveva farlo o sarebbe stata punita. [[Gran Premio di San Marino 1994|Imola '94]] è stato il momento in cui, per necessità, la F1 è cresciuta. *Imola 1994 è stato un momento di svolta per la F1, perché ha trasmesso il lato oscuro di questo sport direttamente nei salotti degli spettatori in una giornata di primavera altrimenti perfetta. E in quel momento il nostro sport ha dovuto guardarsi allo specchio e decidere come proiettarsi in futuro: come uno sport spericolato, insensibile, che sacrifica le persone, o come uno sport adulto, responsabile, sofisticato e disciplinato. La morte di Roland ci ha sconvolto, ma non come l'incidente di Ayrton: lui era venerato come un Dio delle corse dalla maggior parte delle sue centinaia di migliaia, se non milioni, di fan. Oltre che dall'intero Brasile. ===Citazioni non datate=== *Di sicuro [[Michael Schumacher]] ha lasciato un segno indelebile nella storia della F.1, la maggior parte sulla mia carrozzeria.<ref>Citato in Paolo Ciccarone, ''[https://www.automoto.it/formula1/damon-hill-il-capitan-zero-della-formula-1.html Damon Hill, il Capitan Zero della Formula 1]'', ''automoto.it'', 9 ottobre 2015.</ref> ==Citazioni su Damon Hill== *Damon, pilota sicuramente veloce e capace, ha mostrato [...] quelli che sono i suoi limiti [...]: proiettato nel firmamento della F.1 nell'era del dopo Senna, dopo Prost, dopo Mansell, dopo Piquet, ha avuto sulla sua strada un solo pilota da battere per vincere {{NDR|Schumacher}} e ha perso nettamente il confronto. [...] Ecco, probabilmente Hill con i [...] sopracitati campioni non ha nulla da spartire, pertanto non gli basta l'auto migliore per primeggiare [...]. Diciamola, allora, la verità: Hill, in questa F.1, pur guidando la Williams, è il numero due. Quando ha corso, sempre con la Williams tra le mani, con Senna e Prost [...] è stato il numero tre. E se avesse corso ancora prima, con Mansell, Senna, Prost e Piquet? ([[Carlo Cavicchi]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Graham Hill]] – padre ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Hill, Damon}} [[Categoria:Piloti di Formula 1 britannici]] cotst9qgevr2okn6cwqasezzy56oq9v Discesa libera 0 216800 1409918 1409807 2026-04-08T19:17:58Z Danyele 19198 fix vari 1409918 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Klammer Franz 049.jpg|thumb|Esempio di discesa libera]] Citazioni sulla '''discesa libera''', specilità dello sci alpino. *{{NDR|Sulla velocità in discesa libera}} Che cazzo c’è da dire. Non si sente niente. [...] Dentro il casco si sente un rumore forte. In un certo senso io sto solo fermo sugli sci, ed è il terreno che si muove sotto di me [...] Il vento passa comunque attraverso la tuta, ma quando il battito è intorno ai 180, il freddo non si sente. ([[Elian Lehto]]) *Dobbiamo tutti renderci conto che la discesa libera è uno sport pericoloso, chi lo pratica considera una percentuale di rischio, come i piloti di [[Formula 1|Formula Uno]] o i [[pugilato|pugili]]. Fare discesa libera non è come andare a fare la spesa. ([[Paolo De Chiesa]]) ==Voci correlate== *[[Sci]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguadante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Sci alpino]] bv6csi5zu22p3ipogpt8g9aiwfb9tph Underdog (termine) 0 219257 1409913 1388938 2026-04-08T17:13:33Z Danyele 19198 +1 1409913 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Osmar Schindler David und Goliath.jpg|thumb|Nel racconto biblico di Davide contro Golia, Davide è un esempio di ''underdog''.]] Citazioni sull{{'}}'''''underdog''''' o '''sfavorito'''. *È tipico della mentalità americana. Fare il tifo per gli "under dog" ossia quelli che non se la stanno passando bene, che hanno dei problemi. ([[Al Unser Jr.]]) *Insomma, se sei un underdog, dover lavorare più duro, impegnarti di più, è il tuo unico destino? Certamente bisogna essere felici se i propri avversari sono difficili da battere: la loro qualità è il tesoro sul quale si è seduti. ([[Mauro Berruto]]) *Penso di aver sempre creduto di rappresentare gli underdog. [...] il tipo di persona che spesso non riesce a essere la protagonista di una storia. ([[Mindy Kaling]]) :''I guess I've always felt that I represent the underdog.'' [...] ''the kind of person who often does not get to be the lead of a story.'' *Quando parti da "sfavorito" hai due strade: o buttarsi giù, o dimostrare cosa si è in grado di fare. E questo per me è una benzina potentissima. [...] il partire sfavoriti può essere realmente un dono, nel senso che poi ti porta ad avere una soddisfazione impagabile quando raggiungi certi obiettivi. Tante volte gli sfavoriti hanno nuovi stimoli, una marcia in più, hanno dentro qualcosa. ([[Gianluca Gazzoli]]) *Sono il perdente, il ragazzo a cui nessuno presta molta attenzione finché non gli succede qualcosa. ([[Lou Costello]]) :''I'm the underdog, the guy nobody pays much attention to until something happens to him.'' ==Voci correlate== *[[Sport]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sull'|w_preposizione=riguardante l'}} [[Categoria:Terminologia sportiva]] t9dsdlwt1zonpjq0ivu3cilutdva9og World Trade Center 0 219382 1409941 1409851 2026-04-09T11:33:20Z ~2026-21928-52 106758 1409941 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:World Trade Center, New York City - aerial view (March 2001).jpg|thumb|Il World Trade Center nel marzo 2001]] Citazioni sul '''World Trade Center''' e sulle '''Torri gemelle'''. ==Citazioni== *Chi ogni giorno andava a lavorare nel World Trade Center se ne vantava, era orgoglioso: le torri, al momento della costruzione, erano i grattacieli più alti di New York, 410 metri. Battevano il record dell'Empire State Building, 381 metri, fino a quel momento l'edificio più famoso e ammirato. Avevano letteralmente modificato, stravolto il profilo della città. Per chi arrivava dal mare, in transatlantico, da turista di lusso o sul ferry boat da pendolare, lo sguardo si posava subito con ammirazione sulle due torri. Costruirle, era stata un'impresa titanica, che aveva suscitato anche molte polemiche. ([[Alberto Angela]]) *Ci sono alcuni edifici che non possono essere ricostruiti, né imitati, e che al contrario continuano a vivere nella loro assenza. Le Torri Gemelle sono tra questi. Quei due edifici privi di dettagli di qualità si imposero fin da subito per la loro forza. Non solo: riuscivano a giocare molto bene con la prospettiva, a dialogare con il resto degli edifici, rappresentavano uno strumento di orientamento da qualsiasi parte della città. ([[Stefano Boeri]]) *Erano una parte centrale dell'identità di Manhattan. Quando guardavi Tony Soprano uscire dall'Holland Tunnel poteva vedere le torri direttamente nel suo specchietto retrovisore. Sembravano così forti. ([[Bjarke Ingels]]) *''Hai presente le stelle, le torri gemelle? | Quelle che non esistono più | quelle che non esistono più''. ([[Lorenzo Fragola]]) *{{NDR|Nel 1970, durante la sua costruzione}} Il World Trade Center dell'Autorità Portuale di New York, alto 110 piani, è il classico esempio di inutile gigantismo ed esibizionismo tecnologico che sta eviscerando il tessuto vivente di ogni grande città [...]. i Dinosauri erano penalizzati dall'assenza di cervelli, e il World Trade Center è solamente un altro Dinosauro. ([[Lewis Mumford]]) *Il World Trade Center è come un computer illuminato, con le sue due torri simili a lunghi amplificatori visivi. ([[Philippe Sollers]]) *Il World Trade Center è il simbolo della libertà internazionale dei commerci, una bandiera sulla linea d'orizzonte di una delle città più libere e operose del mondo: essere stati costretti ad assistere al crollo delle Torri Gemelle è tremendo, una battaglia perduta la cui eco rimbomberà per una o due generazioni. ([[Silvio Berlusconi]]) *Le torri gemelle erano obiettivi legittimi, esse sostenevano il potere economico degli Stati Uniti. ([[Osama Bin Laden]]) *Le torri non piacevano ai critici di architettura: si scherzava dicendo "Benvenuti a New York, dimora di bellissimi edifici come l’Empire State Building, il Chrysler Building e le scatole dentro cui sono arrivati". Tuttavia, col tempo, le torri iniziarono a piacere. Nei giorni infrasettimanali potevano anche esserci 70-80 mila persone solo in quei sei ettari e mezzo, era una città dentro una città. (''[[Turning Point: l'11 settembre e la guerra al terrorismo]]'') *Quarantatremila e seicento finestre; questo è il totale delle due torri. Cioè, poco meno di ventiduemila finestre ciascuna, tutte larghe cinquanta centimetri. Un dato da tener presente, perché ci aiuta a comprendere la struttura delle torri e anche la dinamica del crollo. I grattacieli tradizionali, infatti, hanno una struttura portante all'interno e le pareti sottilissime. Le torri di New York invece, erano sostenute da un'intelaiatura esterna, da sottili nervature d'acciaio distanti tra loro appunto cinquanta centimetri, cioè la larghezza delle finestre. Insomma, erano come dei parallelepipedi vuoti. La maggiore difficoltà per le due torri era il vento: infatti, in questo punto di Manhattan a questa quota, il vento può soffiare fino a duecentoventi chilometri orari e quando questo avveniva le torri si piegavano ed erano in grado di oscillare persino di un metro. Le torri erano diventate un simbolo e proprio per questo, un gruppo di fanatici decise di attaccarle già nel 1993. ([[Alberto Angela]]) *Voi ragazzi le ammirerete solamente in fotografia: oppure le rivedrete nei film girati prima dell'11 settembre 2001. Se ne stavano l'una accanto all'altra, come due sentinelle silenziose. E spesso ci affascinavano, ci intimorivano e ci incuriosivano: ma dietro quei cristalli scintillanti alti 110 piani, brulicavano di affari e di vita. Le Torri Gemelle erano l'anima della Grande Mela. ([[Sergio Zavoli]]) ===[[Donald Trump]]=== [[File:Model of Gardner WTC design.jpg|thumb|upright|Modello delle Torri Gemelle II, progetto ideato da Donald Trump per la ricostruzione del sito e mai realizzato.]] *Il World Trade Center era sempre stato considerato un edificio molto, molto solido [...]. Voglio dire, era un edificio incredibilmente potente. Se non si pensa alla struttura, è stato uno dei primi edifici costruiti dall'esterno in acciaio. Il motivo per cui il World Trade Center aveva finestre così strette è che tra tutte le finestre c'era l'acciaio all'esterno e l'acciaio all'esterno dell'edificio [...]. ricordate la larghezza delle finestre del World Trade Center, penso che sappiate che se siete mai stati lassù erano piuttosto strette e in mezzo c'era solo acciaio pesante. Mi sono chiesto come potesse entrarci un aereo, anche un 767 o un 747 o qualsiasi altro tipo di aereo. *Molte aziende avevano tutti i loro uffici nel World Trade Center. Si trattava di otto milioni di piedi quadri, ovvero la superficie di alcune città. Avevamo otto milioni di piedi quadri, quattro milioni in ogni edificio. Erano edifici enormi non solo in altezza, ma anche in superficie, con ogni piano che misurava 50.000 piedi. C'erano molti piani. Ogni piano era quasi una città a sé stante e gli edifici ne avevano circa 110. *Penso che una delle cose più tristi sarà quando guarderete lo skyline di New York, che è diventato così radicato nella vostra memoria, e vedete questi edifici, questi due edifici, che vi piacciano o meno, che facevano parte dello skyline. E poi, quando lo guarderete dopo il 2001 e lo vedrete senza di loro, capirete cosa è successo. La gente non ci crederà. ==Voci correlate== *[[Attentati dell'11 settembre 2001]] *[[Teorie del complotto sugli attentati dell'11 settembre 2001]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul}} [[Categoria:Palazzi degli Stati Uniti d'America]] [[Categoria:New York]] 7yjldmfdflgt4s0hersbr3l55j5w8ft Slalom speciale 0 223687 1409916 1406200 2026-04-08T19:16:54Z Danyele 19198 fix / categorizzazione 1409916 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Tonje Sekse Norway 2011 Slalom.jpg|thumb|Esempio di slalom]] Citazioni sullo '''slalom speciale''', specialità dello sci alpino. *Lo slalom è bastardo. Puoi perdere tutto in un lampo. ([[Giuliano Razzoli]]) ==Voci correlate== *[[Sci]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante lo|preposizione=sullo}} {{S}} [[Categoria:Sci alpino]] tdsmglh57t1wdsvhi98zphtp3a20wd5 Template:SelezioneAmpliate 10 223803 1409907 1409755 2026-04-08T16:45:42Z Gaux 18878 Bucarest (destub) 1409907 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 25 (magari col tempo lo aumenteremo). 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[[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo de Filippi]], Ulrico Hoepli, Milano, 1908. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Alpinisti italiani|Savoia-Aosta, Luigi Amedeo di]] [[Categoria:Ammiragli italiani|Savoia-Aosta, Luigi Amedeo di]] [[Categoria:Casa Savoia|Luigi Amedeo]] [[Categoria:Esploratori italiani|Savoia-Aosta, Luigi Amedeo di]] [[Categoria:Nobili italiani|Savoia-Aosta, Luigi Amedeo di]] 4z3w6ydmfor92uy2jdpgzixdblmcha9 Discussioni utente:JoeMalva 3 224185 1409863 2026-04-08T13:30:58Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1409863 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 15:30, 8 apr 2026 (CEST)}} hwx5t8fbyubblwvj2wy0p2yh19kdgk6 Luca Della Robbia 0 224186 1409866 2026-04-08T13:43:04Z Gaux 18878 Luca della Robbia 1409866 wikitext text/x-wiki '''Luca della Robbia''' (1400 – 1482), scultore, ceramista e orafo italiano. ==Citazioni su Luca della Robbia== *Ecco come Luca Della Robbia oltre a aver portato nella scoltura i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli scultori avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. ([[Alfredo Melani]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Robbia, Luca della}} [[Categoria:Ceramisti italiani]] [[Categoria:Orafi italiani]] [[Categoria:Scultori italiani]] hqwhebjcntlo64kodzg15hhu158gln7 1409867 1409866 2026-04-08T13:45:29Z Gaux 18878 wlink e sic 1409867 wikitext text/x-wiki '''Luca della Robbia''' (1400 – 1482), scultore, ceramista e orafo italiano. ==Citazioni su Luca della Robbia== *Ecco come Luca {{sic|Della}} Robbia oltre a aver portato nella {{sic|scoltura}} i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli [[Scultura|scultori]] avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. ([[Alfredo Melani]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Robbia, Luca della}} [[Categoria:Ceramisti italiani]] [[Categoria:Orafi italiani]] [[Categoria:Scultori italiani]] 4675cep2bslf7k7tanlpw3jyz8625pi 1409868 1409867 2026-04-08T13:53:32Z Gaux 18878 Scusate il pasticcio 1409868 wikitext text/x-wiki #RINVIA[[Luca della Robbia]] d7o6zk1llwq74cmzav3mb63i96labtj Luca della Robbia 0 224187 1409869 2026-04-08T13:54:25Z Gaux 18878 Luca della Robbia 1409869 wikitext text/x-wiki '''Luca della Robbia''' (1400 – 1482), scultore, ceramista e orafo italiano. ==Citazioni su Luca della Robbia== *Ecco come Luca {{sic|Della}} Robbia oltre a aver portato nella {{sic|scoltura}} i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli [[Scultura|scultori]] avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. ([[Alfredo Melani]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Robbia, Luca della}} [[Categoria:Ceramisti italiani]] [[Categoria:Orafi italiani]] [[Categoria:Scultori italiani]] 4675cep2bslf7k7tanlpw3jyz8625pi 1409871 1409869 2026-04-08T14:01:26Z Gaux 18878 /* Citazioni su Luca della Robbia */ giudizio del Vasari 1409871 wikitext text/x-wiki '''Luca della Robbia''' (1400 – 1482), scultore, ceramista e orafo italiano. ==Citazioni su Luca della Robbia== *Ecco come Luca {{sic|Della}} Robbia oltre a aver portato nella {{sic|scoltura}} i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli [[Scultura|scultori]] avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. Per la qual cosa ben disse il [[Giorgio Vasari|Vasari]] nel discorrere della vita di Luca: «Onde ne venne arricchito il mondo (si capisce delle scolture a smalto di Luca) e l'arte del disegno di un'arte nuova utile e bellissima; ed egli (cioè Luca) di gloria e lode immortale e perpetua.» ([[Alfredo Melani]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Robbia, Luca della}} [[Categoria:Ceramisti italiani]] [[Categoria:Orafi italiani]] [[Categoria:Scultori italiani]] dbbjldg63uc8hj8r4jono9s462gf2ph 1409872 1409871 2026-04-08T14:05:48Z Gaux 18878 immagine 1409872 wikitext text/x-wiki [[File:Pincio - busti - Della Robbia 1270989.JPG|thumb|Busto di Luca nel Pincio di Roma]] '''Luca della Robbia''' (1400 – 1482), scultore, ceramista e orafo italiano. ==Citazioni su Luca della Robbia== *Ecco come Luca {{sic|Della}} Robbia oltre a aver portato nella {{sic|scoltura}} i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli [[Scultura|scultori]] avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. Per la qual cosa ben disse il [[Giorgio Vasari|Vasari]] nel discorrere della vita di Luca: «Onde ne venne arricchito il mondo (si capisce delle scolture a smalto di Luca) e l'arte del disegno di un'arte nuova utile e bellissima; ed egli (cioè Luca) di gloria e lode immortale e perpetua.» ([[Alfredo Melani]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Robbia, Luca della}} [[Categoria:Ceramisti italiani]] [[Categoria:Orafi italiani]] [[Categoria:Scultori italiani]] j2n4058e7od0makam9zt7pu1eoikmqz Discussioni utente:En-cor-Zenodoti 3 224188 1409877 2026-04-08T14:30:13Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1409877 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 16:30, 8 apr 2026 (CEST)}} kzyevw96aryvv9fhu2edrlv27nccriu Discussioni utente:Amante del Logos 3 224189 1409886 2026-04-08T14:55:00Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1409886 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 16:55, 8 apr 2026 (CEST)}} h5eq1ybhktkw58zn28ixetce8kqyktf Bruto Amante 0 224190 1409888 2026-04-08T16:05:17Z Gaux 18878 Bruto Amante 1409888 wikitext text/x-wiki '''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano. ==Citazioni di Bruto Amante== *Più romana dell'Italia stessa, la Romania meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e sopratutto ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: la coscienza d'una missione civilizzatrice!<ref>Da ''La Romania illustrata. Ricordi di viaggio'', p. 3.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Amante, Bruto}} [[Categoria:Scrittori italiani]] 62i4ct6f34d7rwwgme2y63axx3isi3e 1409892 1409888 2026-04-08T16:10:23Z Gaux 18878 /* Citazioni di Bruto Amante */ riferimenti bibliografici 1409892 wikitext text/x-wiki '''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano. ==Citazioni di Bruto Amante== *Più romana dell'Italia stessa, la Romania meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e sopratutto ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: la coscienza d'una missione civilizzatrice!<ref>Da ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888, p. 3.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Amante, Bruto}} [[Categoria:Scrittori italiani]] c15brfn96untkfgjs8mr6nfb8qykhpg 1409893 1409892 2026-04-08T16:12:01Z Gaux 18878 /* Citazioni di Bruto Amante */ wlink, sic e corsivo 1409893 wikitext text/x-wiki '''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano. ==Citazioni di Bruto Amante== *Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la Romania meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!''<ref>Da ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888, p. 3.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Amante, Bruto}} [[Categoria:Scrittori italiani]] 9tnvkq1x2setj5i3dr20gmxgl7kdejz 1409894 1409893 2026-04-08T16:12:32Z Gaux 18878 /* Citazioni di Bruto Amante */ wlink 1409894 wikitext text/x-wiki '''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano. ==Citazioni di Bruto Amante== *Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!''<ref>Da ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888, p. 3.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Amante, Bruto}} [[Categoria:Scrittori italiani]] 5mh5z4z4irq091h18gnchfebqx1ebct 1409896 1409894 2026-04-08T16:21:23Z Gaux 18878 /* Citazioni di Bruto Amante */ Bucarest 1409896 wikitext text/x-wiki '''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano. ==Citazioni di Bruto Amante== *Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!''<ref>Da ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888, p. 3.</ref> *[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima villeggiatura, col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le grassazioni a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine.<ref>Da ''La Romania illustrata'', cit., p. 58.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Amante, Bruto}} [[Categoria:Scrittori italiani]] l7f77dw8ui2iesck8fghx7ttcjrcw7l 1409897 1409896 2026-04-08T16:24:50Z Gaux 18878 /* Citazioni di Bruto Amante */ wlink 1409897 wikitext text/x-wiki '''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano. ==Citazioni di Bruto Amante== *Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!''<ref>Da ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888, p. 3.</ref> *[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima villeggiatura, col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine.<ref>Da ''La Romania illustrata'', cit., p. 58.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Amante, Bruto}} [[Categoria:Scrittori italiani]] 9p4iazqo2c7bskw3tyzbob84soo9ox9 1409898 1409897 2026-04-08T16:26:15Z Gaux 18878 /* Citazioni di Bruto Amante */ wlink 1409898 wikitext text/x-wiki '''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano. ==Citazioni di Bruto Amante== *Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!''<ref>Da ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888, p. 3.</ref> *[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine.<ref>Da ''La Romania illustrata'', cit., p. 58.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Amante, Bruto}} [[Categoria:Scrittori italiani]] mwyh0qi8a6lhwk0s66y0sgywme47xgm 1409900 1409898 2026-04-08T16:32:31Z Gaux 18878 /* Citazioni di Bruto Amante */ andando a zonzo per Bucarest 1409900 wikitext text/x-wiki '''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano. ==Citazioni di Bruto Amante== *Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!''<ref>Da ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888, p. 3.</ref> *[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine.<ref>Da ''La Romania illustrata'', cit., p. 58.</ref> *Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di Parigi: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La lingua francese è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in italiano pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e sopratutto il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a Napoli e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del no che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo.<ref>Da ''La Romania illustrata'', cit., pp. 61-62.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Amante, Bruto}} [[Categoria:Scrittori italiani]] n08f06annwmfj1o3st8wj3ct6vz2i3n 1409901 1409900 2026-04-08T16:34:36Z Gaux 18878 /* Citazioni di Bruto Amante */ wlink e sic 1409901 wikitext text/x-wiki '''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano. ==Citazioni di Bruto Amante== *Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!''<ref>Da ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888, p. 3.</ref> *[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine.<ref>Da ''La Romania illustrata'', cit., p. 58.</ref> *Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in italiano pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del no che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo.<ref>Da ''La Romania illustrata'', cit., pp. 61-62.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Amante, Bruto}} [[Categoria:Scrittori italiani]] mll3boybh7dalqqi2m5lsviksd1rekw 1409902 1409901 2026-04-08T16:37:54Z Gaux 18878 /* Citazioni di Bruto Amante */ wlink e sic 1409902 wikitext text/x-wiki '''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano. ==Citazioni di Bruto Amante== *Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!''<ref>Da ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888, p. 3.</ref> *[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine.<ref>Da ''La Romania illustrata'', cit., p. 58.</ref> *Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in italiano pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo.<ref>Da ''La Romania illustrata'', cit., pp. 60-62.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Amante, Bruto}} [[Categoria:Scrittori italiani]] rwox7i57bbjf73abxabs2l2yn8xyrd2 1409903 1409902 2026-04-08T16:40:52Z Gaux 18878 sistemo e tolgo stub 1409903 wikitext text/x-wiki '''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano. ==''La Romania illustrata''== *Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (p. 3) *[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (p. 58) *Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in italiano pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (pp. 60-62) ==Bibliografia== *Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Amante, Bruto}} [[Categoria:Scrittori italiani]] 82aeedf0fetb54dqlj45hoatlx751ov 1409908 1409903 2026-04-08T16:47:56Z Gaux 18878 /* La Romania illustrata */ capitoli 1409908 wikitext text/x-wiki '''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano. ==''La Romania illustrata''== *Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3) *[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58) *Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in italiano pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62) ==Bibliografia== *Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Amante, Bruto}} [[Categoria:Scrittori italiani]] c0mmxcii5qp2gc5vg3m12hw89ltqcdo 1409910 1409908 2026-04-08T16:55:44Z Gaux 18878 /* La Romania illustrata */ wlink 1409910 wikitext text/x-wiki '''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano. ==''La Romania illustrata''== *Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3) *[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58) *Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62) ==Bibliografia== *Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Amante, Bruto}} [[Categoria:Scrittori italiani]] iifkentkk39gct5oh2lni0x0b02k5ul Al Unser Jr. 0 224191 1409909 2026-04-08T16:53:30Z Danyele 19198 Creata pagina con "[[File:AlUnserJrMay2007Cropped.jpg|thumb|Al Unser Jr. nel 2007]] '''Alfred Unser Jr.''' (1962 – vivente), pilota automobilistico statunitense. {{Int|''Al punto di partenza''|Intervista di Cesare Maria Mannucci, ''Autosprint'' nº 35, 29 agosto – 4 settembre 1995, pp. 50-55.|h=2}} *Molti in Europa pensano che i piloti americani sono incapaci, ma si sbagliano. Vincere una gara di [[IndyCar Series|F. 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Se vinci troppo, dopo diventa molto difficile vincere ancora... *In America sei un pilota, in F.1, fondamentalmente, sei un numero. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Unser Jr., Al}} [[Categoria:Piloti automobilistici statunitensi]] byl1uabzt8w37dvsvuf2t6eqr79wm11 Discussioni utente:StudioRPC500 3 224192 1409920 2026-04-08T19:30:49Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1409920 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 21:30, 8 apr 2026 (CEST)}} nk788ml9d2weinlfgf8gmv967q17dut Discussioni utente:Quidam Sine Nomine 3 224193 1409921 2026-04-08T19:35:05Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1409921 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 21:35, 8 apr 2026 (CEST)}} flytr7ac8kzg96y1dzfol1nov9llmgr Discussioni utente:WIKIO243 3 224194 1409928 2026-04-08T20:45:33Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1409928 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 22:45, 8 apr 2026 (CEST)}} gkrdwhqgnxjptspn59can85eugf3acv Discussioni utente:AQFerrari 3 224195 1409929 2026-04-08T20:55:23Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1409929 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 22:55, 8 apr 2026 (CEST)}} 5zr2n82k1dmjyu9m57gqu44nxirqc9l Discussioni utente:Puteulum 3 224196 1409930 2026-04-08T21:40:22Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1409930 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 23:40, 8 apr 2026 (CEST)}} 1bvfgmqn644bfgks7xhc1d9o2rhfkfu Discussioni utente:Michelapag 3 224197 1409937 2026-04-09T07:25:32Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1409937 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 09:25, 9 apr 2026 (CEST)}} 24elxg7iczd0lfmgsz67eb3ynk3cxn2 Discussioni utente:Charlie Bersiker 3 224198 1409939 2026-04-09T09:50:22Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1409939 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 11:50, 9 apr 2026 (CEST)}} ps8quyst7u7p79b3pm7f9x9cu6xe52z Discussioni utente:Degani18 3 224199 1409940 2026-04-09T10:50:59Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1409940 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:50, 9 apr 2026 (CEST)}} 68ar7nleef711eeq15xef8zxg6w9zrg