Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.46.0-wmf.23 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Zdeněk Zeman 0 1765 1409994 1396117 2026-04-10T08:12:16Z SirPsych0 33615 /* Citazioni su Zdeněk Zeman */ 1409994 wikitext text/x-wiki [[File:Zdenek Zeman.JPG|thumb|Zdeněk Zeman (2006)]] '''Zdeněk Zeman''' (1947 – vivente), allenatore di calcio ceco naturalizzato italiano. ==Citazioni di Zdeněk Zeman== {{cronologico}} *Sempre detto: se la gente non si diverte, crolla tutto in un mare di tristezza. E io [...] sono per lo spettacolo, anche se a certi livelli riducono tutto al risultato. {{NDR|«Beh, non è quello che conta?»}} Sì, ma a volte basta un palo o un piede storto per perdere una partita. E allora è lo spettacolo che rimane, l'immagine che una squadra sa dare di sé.<ref group="fonte" name="Dalla Vite">Dall'intervista di Matteo Dalla Vite, ''Siamo i più forti'', ''Guerin Sportivo'' n. 31 (1157), 31 luglio – 6 agosto 1997, pp. 22-23.</ref> *{{NDR|«Dia un giudizio sulle due facce del tifo di Roma»}} È numeroso e passionale. Ma passionale, a volte, può anche non essere un vantaggio.<ref group="fonte" name="Dalla Vite" /> *Le esplosioni muscolari di alcuni calciatori? È uno sbalordimento che comincia con [[Gianluca Vialli]] e arriva fino ad [[Alessandro Del Piero]]. Io che ho praticato diversi sport pensavo che certi risultati si potessero ottenere soltanto con il culturismo, dopo anni e anni di lavoro specifico. Sono convinto che il calcio sia tutto un altro tipo di attività, almeno il mio, che in una sola parola definirei positivo.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.repubblica.it/online/sport/zeman/doping/doping.html Zeman: "Il calcio è in mano ai farmacisti"]'', ''repubblica.it'', 6 agosto 1998.</ref> *{{NDR|A proposito del suo licenziamento dalla Roma}} Io non ho divorziato da [[Franco Sensi|Sensi]], è lui che ha divorziato da me.<ref group="fonte">Da un'intervista, ''[//www.zeman.org/zeman-pag.php?PagID=8 Zeman.org]'', 28 marzo 2000.</ref> *Io alleno, ma non posso scendere in campo e giocare.<ref group="fonte" name="D'Antonio">Citato in Daniela D'Antonio, ''[//ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/10/24/wwwzemanorg-il-verbo-433.html Www.zeman.org 'Il verbo è 433']'', ''la Repubblica'', 24 ottobre 2000.</ref> *Talvolta i perdenti hanno insegnato più dei vincenti. Penso di aver dato qualcosa di più e di diverso alla gente.<ref group="fonte" name="D'Antonio"/> *{{NDR|Nel 2004}} Nel '98 Vialli mi diede del terrorista, ora ammette che le mie parole sono servite a qualcosa. Purtroppo non cambia niente, vedo che oggi al processo sul doping i giocatori della Juventus non sono sinceri.<ref group="fonte">Citato in Corrado Zunino, ''[//www.repubblica.it/2004/a/sezioni/sport/calcio/doping1/doping1/doping1.html Dopo Galeone parla Agroppi "Negli anni '60, calcio e pasticche"]'', ''repubblica.it'', 11 gennaio 2004.</ref> *Raramente mi capita di dire una [[bugia]]. Per questo mi sento solo. È un [[mondo]], il nostro, in cui se ne dicono tante.<ref group="fonte">Citato in [[Roberto Perrone]], ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2004/novembre/14/ancora_ostacolo_Zeman_sulla_strada_co_9_041114124.shtml C'è ancora l'ostacolo Zeman sulla strada della Juve in fuga]'', ''Corriere della Sera'', 14 novembre 2004.</ref> *{{NDR|Alla domanda, qual è l'allenatore moderno?}} Si deve cercare di mantenere la passione dei tifosi e dare, cercare di giocare per i tifosi. Dare spettacolo. Io penso che non basta [[vittoria|vincere]] 1 a 0 per essere felici e contenti se non si è dato niente alla gente. Penso che la gente debba tornare a casa contenta... Che ha visto qualche cosa, e si è divertita.<ref group="fonte">Dall'intervista a ''V-ictory'', LA7, 7 aprile 2008.</ref> *Non è giusto che, a pagare per l'eliminazione azzurra in Austria e Svizzera, sia [[Roberto Donadoni|Donadoni]], ma evidentemente è questa la politica federale. La causa di questo insuccesso è da ricondurre al fatto che molti giocatori non si sono presentati in forma.<ref group="fonte">Citato in Aldo Cangemi, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2008/06_Giugno/25/zeman.shtml Zeman: "Donadoni? Sbagliato esonerarlo"]'', ''gazzetta.it'', 25 giugno 2008.</ref> *{{NDR|Su Lecce-Parma 3-3, ultima giornata della Serie A 2004-2005}} Ma queste partite io penso che, specialmente quell'annata dove erano invischiate nella retrocessione 8-9 squadre, penso che tutte le partite si sono giocate in questo modo. Nel senso per non farsi male.<ref group="fonte">Dalla deposizione di Zeman davanti al Tribunale di Napoli nel corso del processo Calciopoli, 20 novembre 2009; citato in Giovanni Capuano, ''[//sport.panorama.it/calcioscommesse/Quando-Zeman-disse-A-fine-stagione-non-ci-si-fa-male-E-volto-le-spalle-a-Lecce-Parma Quando Zeman disse: "A fine stagione non ci si fa male". E voltò le spalle a Lecce-Parma]'', ''panorama.it'', 14 agosto 2012.</ref> *[[Calciopoli]] era una cosa, un sistema dominante guidato dagli attuali imputati di Napoli. Gli altri hanno cercato solo di difendersi, ma lo hanno fatto in modo sbagliato.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/calcio/201004articoli/26334girata.asp Calciopoli, Zeman torna all'attacco: sistema gestito da imputati di Napoli]'', ''lastampa.it'', 14 aprile 2010.</ref> *{{NDR|Rispondendo a "Chi sono i 5 migliori giocatori italiani?"}} Totti, Totti, Totti, Totti e Totti.<ref group="fonte" name="Totti">Citato in ''[//www.asromalive.com/intervista-zeman/38706/ Zeman: "Totti è ancora il numero 1. Ranieri? È nato difensore… Mourinho? Qualche interista si è vergognato…"]'', ''asromalive.com'', 25 luglio 2010.</ref> *{{NDR|Su [[José Mourinho]]}} Un fenomeno mediatico. Dopo tanti anni ha dato la Champions all'Inter, ma il modo in cui ha vinto non è piaciuto a tutti. Ci sono molti interisti che si vergognano. Non si tratta degli arbitri, ma dell'atteggiamento della squadra: un allenatore dovrebbe dare un gioco...<ref group="fonte" name="Totti"/> *Il risultato è casuale, la prestazione no.<ref group="fonte">Da un'intervista a ''Report'', Rai 3, 21 novembre 2010; [//www.report.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2afe4e64-8599-4ef2-98dc-0ce727a79ab8.html video] disponibile su ''report.rai.it''.</ref> *{{NDR|Sugli effetti della creatina}} Se un portiere di 28 anni dovette cambiare misura dei guanti perché gli erano cresciute le mani, vuol dire che c'era qualcosa che non era normale.<ref group="fonte">Citato in Tancredi Palmeri, ''[//www.gazzetta.it/Calcio/22-11-2010/-blob-settimana-711900197322.shtml Il blob della settimana: Balotelli, i razzisti e Cassano]'', ''gazzetta.it'', 22 novembre 2010.</ref> *Alcuni giocatori si lamentano che faccio correre troppo? A Pescara vivo sul lungomare, e ogni mattina vedo un sacco di persone che corrono. E non li paga nessuno loro.<ref group="fonte">Dall'intervista di [[Fabio Fazio]] a ''Che tempo che fa'', Rai 3, 23 ottobre 2011; [http://www.youtube.com/watch?v=axUOM-oLLhY video] disponibile su ''youtube.com''.</ref> *Siete voi giornalisti che le chiamate grandi e fate delle distinzioni che io invece non faccio. Rispetto al passato oggi a certe squadre non danno 20 rigori a stagione.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.corrieredellosport.it/calcio/serie_b/pescara/2012/02/17-221990/Zeman%3A+%C2%ABRigori+alla+Juve%3F+C'era+solo+su+Giovinco%C2%BB Zeman: «Rigori alla Juve? C'era solo su Giovinco»]'', ''corrieredellosport.it'', 17 febbraio 2012.</ref> *[[modulo (calcio)|Modulo]] e sistemi di allenamento non li cambierò mai. Per coprire il campo non esiste un modulo migliore del 4-3-3.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.repubblica.it/2006/06/sezioni/sport/calcio/serie_b/zeman-torna/zeman-torna/zeman-torna.html Zeman ritorna a Lecce, in B Già in festa i tifosi giallorossi]'', ''repubblica.it'', 21 giugno 2006.</ref> *Moggi è un nemico del calcio, è nemico di tutti quelli che non l'hanno seguito e non la pensano come lui. Me compreso quindi.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.goal.com/it/news/240/calciopoli/2012/02/22/2921684/zeman-vs-moggi-la-sfida-infinita-il-boemo-tira-lennesima Zeman vs Moggi: la sfida infinita! Il boemo tira l'ennesima frecciata allo juventino: "Lui è un nemico del calcio"]'', ''goal.com'', 22 febbraio 2012.</ref> *{{NDR|Dopo le dichiarazioni di [[Gianluigi Buffon]] sul gol fantasma di Muntari, in Milan-Juventus 1-1 del 25 febbraio 2012}} Di solito durante una partita nessuno direbbe se il pallone è entrato in porta o no, dopo la gara però si deve ammetterlo. E chi lo fa è solo onesto. Buffon è anche capitano e portiere della Nazionale: credo che debba dare l'esempio e dimostrare onestà.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.corriere.it/sport/12_febbraio_27/buffon-nicchi-thiago_e8040652-6130-11e1-8325-a685c67602ce.shtml Nicchi-Buffon, lite sul gol non visto «Brutto esempio» «Retorica stucchevole»]'', ''corriere.it'', 27 febbraio 2012.</ref> *{{NDR|Sull'inclusione degli scudetti 2004-05 e 2005-06 nel palmarès della Juventus}} Se gli juventini si sentono così, io di scudetti ne scriverei magari ventidue, ventitré. Ognuno si può mettere quello che vuole.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.corriere.it/sport/12_maggio_11/zeman-scudetti-juve_b354bad2-9b82-11e1-81bc-34fceaba092f.shtml «Gli scudetti della Juve? Al massimo sono 23»]'', ''corriere.it'', 11 maggio 2012.</ref> *Capisco che il calcio possa anche essere fonte di stress. In alcune piazze ci sono pressioni. Io però non sono stressato. Il calcio sotto questo aspetto non mi ha mai dato problemi. Io alleno anche perché mi diverto. Se fosse per me continuerei ad allenare fino ad 80 anni, ma lo so che non sarebbe possibile e non me lo permetterebbero.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.gazzetta.it/Calcio/14-05-2012/zeman-ma-quale-stress-allenerei-fino-80-anni--911224819696.shtml Zeman, ma quale stress "Allenerei fino a 80 anni"]'', ''gazzetta.it'', 14 maggio 2012.</ref> *{{NDR|Dopo i complimenti di Moggi sulla sua stagione a Pescara}} Mi chiedete dei complimenti di Moggi? Io non mi voglio rovinare la giornata.<ref group="fonte">Citato in ''[//it.eurosport.yahoo.com/notizie/zeman-vs-moggi-sono-ancora-201734770.html Zeman vs Moggi, sono ancora scintille]'', ''eurosport.yahoo.com'', 23 maggio 2012.</ref> *{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva se il suo atteggiamento difensivo fosse cambiato, alla luce dei pochi gol subiti dal Pescara}} Mi sa che mi conviene dire che sono cambiato. Per me è uguale. È chiaro rischiare qualcosa, ma se fai 90 gol non ti preoccupi di quanti ne prendi. La fase difensiva si faceva sempre, penso che anche per i giocatori è più soddisfacente costruire piuttosto che distruggere. E per distruggere devi usare le maniere forti: e io sono un uomo di pace. In generale vorrei che la mia squadra riuscisse ad avvicinare la gente e dare delle emozioni. Queste ultime possono essere di due tipi, ma si tratta sempre di emozioni.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/05-06-2012/zeman-voglio-emozionare-avevo-promesso-tornare-911443864324.shtml Zeman: "Voglio emozionare. Avevo promesso di tornare"]'', ''gazzetta.it'', 5 giugno 2012.</ref> *{{NDR|Su [[Ciro Immobile]]}} Penso che quell'anno a Pescara gli sia servito molto perché arrivava da esperienze non positive anche in B dove non giocava. Gli abbiamo dato l'opportunità di far vedere le sue doti e ha dimostrato di averne. Ha fatto bene ad andare in Germania perché è giovane e ha ancora tanto da imparare.<ref group="fonte" name=tuttosport/> *Per me [[Daniele De Rossi|Daniele]] non è un regista alla [[Andrea Pirlo|Pirlo]], ma è un centro mediano che può dare equilibrio alla squadra. Poi che possa giocare in tutti i tre ruoli del centrocampo è un altro discorso, dipende sicuramente da quello che serve alla squadra.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/notizie/08-06-2012/zeman-totti-piu-forte-911476624988.shtml Zeman: "Totti il più forte"]'', ''gazzetta.it'', 8 giugno 2012.</ref> *{{NDR|Sullo scandalo del calcioscommesse del 2011}} Questo discorso nasce da un problema di fondo nel senso che il calcio per molti è diventato solo un grande business. Di queste cose se ne è parlato a lungo, mi auguro che per una volta si decida di intervenire per fare un calcio diverso. Mi sorprende un po' che calciatori di primo piano si ritrovino in mezzo, perché capisco che il giocatore di Serie C, che non riceve da mesi lo stipendio, possa avere delle tentazioni... Sia chiaro non lo giustifico, anzi lo condanno, ma almeno lo capisco. Chi proprio non riesco a capire sono i giocatori famosi e ben pagati. Io ai ragazzi dico sempre "''continuate a fare calcio per passione, anche ad alto livello, non mettendo sempre il guadagno in primo piano''". È il mio modesto contributo per provare a cambiare la mentalità.<ref group="fonte" name="critica">Da un'intervista a ''France Football''; citato in ''[//www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/notizie/19-06-2012/zeman-critica-matteo-mourinho-non-mi-piace-chi-distrugge-gioco-911578641821.shtml Zeman critica Di Matteo e Mourinho "Non mi piace chi distrugge gioco"]'', ''gazzetta.it'', 19 giugno 2012.</ref> *{{NDR|Su [[Francesco Totti]]}} Un esempio di giocatore che ha sempre vissuto il calcio allo stesso modo: quando era un giovane sconosciuto ed oggi che è il fuoriclasse che conosciamo.<ref group="fonte" name="critica"/> *Sull'idea di mettere la terza stella sulla maglia della Juventus ho gia' dato la mia opinione: per me gli scudetti sono tanti quanti sono stati assegnati. Certo, se mi leggo qualche dichiarazione e qualche libro, penso che gia' 28 siano troppi...<ref group="fonte">Citato in ''[//www.corrieredellosport.it/calcio/2012/07/07-250645/Zeman,+scudetti+Juve%3F+Troppi+gia'+28... Zeman, scudetti Juve? Troppi già 28...]'', ''corrieredellosport.it'', 7 luglio 2012.</ref> *{{NDR|Riguardo alla sua preparazione}} Voi dite che stiamo facendo lavoro duro, ma per me sono sciocchezze. Per me sono solo lunghe passeggiate nei boschi. Ma per me la preparazione è essenziale: è la base su cui costruire la stagione. Siamo qua in ritiro per lavorare, per prepararci per la stagione, è normale che si fatica. Se fossimo andati in un villaggio Valtur sarebbe stato diverso.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/07-07-2012/zeman-competere-il-massimo-lavoro-duro-solo-sciocchezze--911762874676.shtml Zeman, ma quale stress Zeman: "Competere per il massimo Scudetti Juve? Troppi anche 28"]'', ''gazzetta.it'', 7 luglio 2012.</ref> *{{NDR|Rispondendo a Moggi, che lo aveva definito «un buon allenatore che purtroppo si distrae sempre e perde l'essenza del calcio»}} Se l'essenza del calcio è il [[doping]] o il comprare gli arbitri allora io sono molto lontano da questo.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.ilmessaggero.it/sport/asroma/moggi_vs_zeman_il_boemo_risponde_il_suo_calcio_era_doping_e_comprare_arbitri/notizie/208184.shtml Moggi vs Zeman, il boemo risponde: il suo calcio era doping e comprare arbitri]'', ''ilmessaggero.it'', 13 luglio 2012.</ref> *{{NDR|Sulle squalifiche degli allenatori per lo scandalo del calcioscommesse del 2011}} Anche un giocatore squalificato si può allenare, però penso che se c'è una squalifica lunga un allenatore non possa allenare. Quanto lunga? Sopra i tre mesi.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/roma/2012/08/12/news/zeman_scommesse_conte-40827438/ Zeman: Conte squalificato? Non dovrebbe allenare]'', ''repubblica.it'', 12 agosto 2012.</ref> *{{NDR|Sulle quotazioni delle società di calcio in Borsa}} Non dovrebbero essere quotate in Borsa. I risultati mi danno ragione. Il calcio deve stare fuori dalla finanza e dalla politica.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.tuttosport.com/calcio/serie_a/roma/2012/09/12-212180/Zeman+attacca+Abete%3A+%C2%ABE%27+nemico+del+calcio%C2%BB Zeman attacca Abete: «È nemico del calcio»]'', ''tuttosport.com'', 12 settembre 2012.</ref> *{{NDR|Alla domanda su un'eventuale cena con un nemico; magari il presidente della FIGC, [[Giancarlo Abete]]}} Perché no? Abete non è mio nemico ma nemico del calcio.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/roma/articoli/89328/zeman-abete-e-nemico-del-calcio.shtml Zeman: "Abete è nemico del calcio"]'', ''sportmediaset.mediaset.it'', 12 settembre 2012.</ref> *Vialli mi dà del paraculo perché combatto le battaglie che mi convengono? Sbaglia, pensavo avesse smesso con i farmaci. Io per le mie convinzioni sono rimasto fuori dal grande giro per più di dieci anni.<ref group="fonte">Citato in ''[//www3.lastampa.it/sport/sezioni/calcio/lstp/468751/ Zeman: "Vialli? Pensavo avesse smesso di prendere farmaci..."]'', ''lastampa.it'', 16 settembre 2012.</ref> *{{NDR|Su [[Marco Verratti]]}} Quando sono arrivato a Pescara doveva giocare mezzapunta, ma io l'ho trasformato in regista e mi ha dato grosse soddisfazioni. Il ragazzo è del '92 ha 20 anni con poca esperienza, può crescere tanto e diventare uno dei più grandi registi in Europa.<ref group="fonte">Citato in "[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/roma/2012/09/22-214097/Zeman%3A+%C2%ABVerratti%3F+Tra+i+migliori+registi+in+Europa%C2%BB «Zeman: Verratti? Tra i migliori registi in Europa»]", ''tuttosport.com'', 22 settembre 2012.</ref> *Stringere la mano a [[Ciro Ferrara|Ferrara]]? Io la stringo a tutti. Non devo chiudere nessuna polemica con lui, sono i tribunali che per 10 anni si sono occupati di quei problemi. Non sono fatti miei.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/25-09-2012/zeman-ferrara-stringo-mano-tutti-certe-cose-si-occupano-tribunali-912716949030.shtml Zeman: "Ferrara? Stringo la mano a tutti. Di certe cose si occupano i tribunali"]'', ''gazzetta.it'', 25 settembre 2012.</ref> *{{NDR|Su [[Antonio Conte]]}} [...] mi piaceva già da giocatore, tanto che lo volevo comprare ai tempi del Foggia, e mi piace adesso da allenatore, perché dove è andato è sempre riuscito a trasmettere una forte mentalità abbinata a una precisa cultura del gioco.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.lastampa.it/2012/09/29/sport/zdenek-un-assist-a-conte-mi-piaceva-gia-da-giocatore-UuRXFSQ5BgzYQjpsS6icGI/index.html Zeman, un assist a Conte "Mi piaceva già da giocatore"]'', ''lastampa.it'', 29 settembre 2012.</ref> *{{NDR|Dopo la conferenza stampa previa all'incontro Juventus-Roma del 29 settembre 2012}} Un pronostico per la partita? Non so, chiedetelo a [[Gianluigi Buffon|Buffon]]: io vado solo in tabaccheria, è lui quello che passa in ricevitoria.<ref group="fonte">Citato in Manuela Mangione, ''[//www.retestadio.it/?action=read&idnotizia=8885 Juve - Roma: ecco l'anticipo della 6^ giornata di campionato]'', ''retestadio.it'', 29 settembre 2012</ref><ref>Non si fa attendere la risposta dell'ex presidente della [[Juventus Football Club|Juventus]], [[Giovanni Cobolli Gigli]]: «Sono dell'idea che le persone quando arrivano a una certa età diventano vecchie, e i vecchi devono uscire dalla scena, ritirarsi, chiacchierando con gli amici del bar dello sport, fumandosi una sigaretta o un sigaro come faccio io. Evitando di fare un mestiere, l'allenatore, che non è per vecchi».</ref> *{{NDR|Sulle dichiarazioni di Andrea Agnelli, che aveva auspicato una riforma strutturale del calcio italiano}} Penso che abbia ragione, ci vogliono riforme e si deve migliorare. Lo dicono tutti, non solo lui. Però hanno avuto il calcio in mano per vent'anni, c'era tutto il tempo per fare le migliorie...<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/27-10-2012/zeman--913032413798.shtml Zeman stuzzica Agnelli Recupera Totti e chiama Dodò]'', ''gazzetta.it'', 27 ottobre 2012.</ref> *{{NDR|Su [[Mario Balotelli]]}} Il suo caso è strano, non se la prendono sempre con lui perché di colore diverso, è che con i suoi atteggiamenti attira qualcosa. [...] Il problema non è il razzismo, ma il comportamento, se uno si comporta bene non succede niente. [...] Purtroppo oggi si gioca sul colore della pelle, ma il problema sono i comportamenti dei giocatori.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/calcio/articoli/105397/balotelli-zeman-il-problema-non-e-il-razzismo-la-colpa-e-sua-.shtml Balotelli, Zeman: "Il problema non è il razzismo, la colpa è sua"]'', ''sportmediaset.mediaset.it'', 16 maggio 2013.</ref> *Io non sono cieco, io non ce l'avrò mai con la Juventus visto che dormivo con la maglia della Juventus, visto che mio zio ha vinto due Scudetti.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.tuttojuve.com/altre-notizie/zeman-alla-ds-dormivo-con-la-maglia-bianconera-juve-un-esempio-nel-mondo-ma-bisogna-essere-ciechi-per-negare-i-farmaci-e-calciopoli-206449 Zeman alla DS: "Dormivo con la maglia bianconera. Juve un esempio nel mondo, ma bisogna essere ciechi per negare i farmaci e calciopoli"]'', ''tuttojuve.com'', 29 settembre 2014.</ref> *A me non piace il [[tiki-taka]] perché ho un'altra visione sul calcio però non è detto che non renda. [[Josep Guardiola|Guardiola]], che reputo oggi il miglior allenatore al mondo, ha vinto tanto giocando in questo modo. Il problema è piuttosto chi lo vuole scimmiottare non avendo i giocatori che c'erano in quel Barcellona.<ref group="fonte" name=tuttosport>Da un'intervista a ''Tuttosport''; citato in ''[http://www.goal.com/it/news/2/serie-a/2014/11/01/5682471/zeman-ne-ha-per-tutti-garcia-mi-annoia-thohir-allinter-per-soldi-?ICID=HP_BN_11 Zeman ne ha per tutti: "Garcia mi annoia, Thohir all'Inter per soldi. E che errore la Juventus con Immobile... "]'', ''goal.com'', 1º novembre 2014.</ref> *Ho vinto poco in carriera? La vittoria non è la cosa più importante, un tecnico deve migliorare i calciatori a propria disposizione. Mi interessa molto la loro salute, credo che ancora oggi nel calcio si faccia uso di sostanze dopanti e ci sono calciatori che sono morti per vincere solamente una partita in più. Chi è responsabile di questo non ha certo aiutato il calcio a crescere.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.tuttojuve.com/altre-notizie/zeman-il-barcellona-mi-cerco-il-doping-esiste-ancora-210807 Zeman: "Il Barcellona mi cercò. Il doping? Esiste ancora"]'', ''tuttojuve.com'', 5 novembre 2014.</ref> *Se c'è un cambio di panchina di solito c'è una reazione positiva o negativa, io spero nella prima.<ref group="fonte">Catato in ''[http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-02-17/pescara-riecco-zeman-salvezza-difficile-ma-non-voglio-fare-figuracce-204134.shtml?uuid=AEitu8X Pescara, riecco Zeman: "Salvezza difficile, ma non voglio fare figuracce"]'', ''ilsole24ore.com'', 17 febbraio 2017.</ref> *{{NDR|Sul divario tra calcio maschile e [[Calcio femminile|femminile]]}} Se è una questione di cultura? Anche, di solito in Italia le donne sono in cucina. Se è una cosa gravissima? Non lo so, certo anche gli uomini devono mangiare.<ref group="fonte">Da un'intervista a margine della cerimonia di premiazione della Panchina d'oro; citato in ''[https://www.goal.com/it/notizie/zeman-calcio-femminile-di-solito-in-italia-donne-stanno-in/xoymrmauiwf1urv1nm34cdmz Zeman sul calcio femminile: "Di solito in Italia le donne stanno in cucina"]'', ''goal.com'', 3 febbraio 2020.</ref> {{Int|''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2001/aprile/25/Questo_scandalo_doping_mia_sconfitta_co_0_010425324.shtml «Questo scandalo doping è la mia sconfitta»]''|Intervista di Stefano Petrucci, ''Corriere della Sera'', 25 aprile 2001, p. 38.}} *Il [[Calcio (sport)|calcio]] deve uscire dalle farmacie, nel nostro ambiente girano troppi farmaci. *Io senza calcio non sto bene. Fosse per me arriverei a morire in tuta, a novant'anni, all'aria aperta, a insegnare pallone a qualche ragazzo che avesse ancora voglia di starmi a sentire. *Quello che dovevo dire sul doping l'ho detto nel '98. E, tornassi indietro, lo rifarei. Non mi interessano rivincite, non mi fa né caldo né freddo sentirmi ripetere intorno "avevi ragione". Mi avvilisce, piuttosto, accorgermi di come tanti non abbiano capito, oggi come allora, che quello era un allarme lanciato per il bene di chi fa sport, per la salute di tanti giovani. {{Int|''[//archiviostorico.gazzetta.it/2004/novembre/13/Fahrenheit_11_sw_0_0411131260.shtml Fahrenheit 14/11]''|''SportWeek'', La Gazzetta dello Sport, 13 novembre 2004.}} *Il calcio, oggi, è sempre più un'industria e sempre meno un gioco. *La grande popolarità che ha il calcio nel mondo non è dovuta alle farmacie o agli uffici finanziari, bensì al fatto che in ogni piazza, in ogni angolo del mondo, c'è un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi. *Non c'è nulla di disonorevole nell'essere ultimi. Meglio ultimi che senza dignità. *Non è vero che non mi piace vincere: mi piace vincere rispettando le regole. *Non importa quanto corri, ma dove corri e perché corri. {{Int|''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Altro_Calcio/Primo_Piano/2008/12/03/zeman.shtml Zeman, anima da Mourinho: "Diciamo ciò che pensiamo"]''|Citato in ''gazzetta.it'', 3 dicembre 2008.}} *[[José Mourinho|Mourinho]] come me? Lui è uno dei pochi che dice quello che pensa e io ho sempre cercato di dire quello che pensavo. Forse poi lui se lo può permettere, e io no: ma questo è un discorso diverso. *A parte il fatto che a voi dell'Inter io piaccio perché contro di voi ho sempre fatto pochissimi risultati, credo che Mourinho sia uno dei pochi che dice quello che pensa. Sul piano tattico non credo che abbia portato grosse novità, sicuramente ha a disposizione una rosa di calciatori molto importante, e quindi ha grande scelta. Poi, per quanto riguarda la gestione del gruppo, credo che la sappia fare con grande personalità. Certo, usa il bastone per quelli che segnano e la carota per quelli che non fanno gol e, a volte, si potrebbe anche fare il contrario. *{{NDR|Su [[Francesco Totti]]}} Su di lui non si può fare un discorso di discesa e salita di rendimento. Totti è uno dei più grandi talenti del calcio, ma è normale che si possano avere dei periodi negativi. Nel suo caso però dipendono solo dagli infortuni. Un giocatore come lui non si può mettere in discussione. *{{NDR|Su [[Alessandro Del Piero]]}} Sono tanti 250 gol con la maglia della Juventus, anche se sono tanti anni che gioca a Torino. Sicuramente anche lui è un grande talento del calcio italiano. *{{NDR|Su [[Cristiano Ronaldo]]}} Per quanto fatto nella passata stagione credo che sia stato giusto dare il Pallone d'oro a lui. Ha fatto un gradissimo campionato col Manchester e ha fatto bene anche con la nazionale. E poi, visto che è giovane, penso ne vincerà anche altri. {{Int|''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2010/agosto/08/Zeman_Anche_gli_altri_non_co_9_100808039.shtml Zeman: «Anche gli altri non hanno vinto nulla, io lancio i giovani»]''|Citato in Franco Fiocchini, ''Corriere della Sera'', 8 agosto 2010, pp. 44-45.}} *Dicono di me: parla, parla, ma non ha mai vinto niente. Me l'ha ripetuto pure uno degli avvocati della difesa al processo di Napoli. Bene: cosa hanno vinto, a parte Benitez, quelli che allenano in A in questa stagione? Ho valorizzato e mandato in nazionale più di 20 giocatori: quanti allenatori possono dire la stessa cosa? *Da noi conta solo vincere, non importa come. Gli allenatori sono schiavi dei presidenti: io non l'ho mai fatto, e non lo farò mai. *{{NDR|Parlando dei presidenti}} Li vedo stressati, ricattati dagli ultrà: non hanno progetti né idee. Quasi tutti hanno in mente solo il business che, però, ha altre regole rispetto allo sport. Ora vogliono stadi nuovi e di proprietà dei club per riempirli di centri commerciali e ristoranti, che non hanno niente a che fare col calcio. I tifosi rinunciano ad andare allo stadio perché manca lo spettacolo e non si divertono più. Gli ultrà si accontentano del risultato, gli sportivi si divertono solo se vedono giocar bene le squadre. Sbaglia chi è convinto che la gente non vada più alle partite perché i nostri stadi sono obsoleti. *{{NDR|Su José Mourinho}} Solo uno da prima pagina. Dicono sia stato bravo a convincere Eto'o a fare il terzino, ma è normale che un allenatore faccia fare ai giocatori in campo quello che vuole lui. Anche se ha vinto tutto non mi piace il suo modo di affrontare le partite: a Barcellona ha fatto catenaccio peggio di [[Nereo Rocco]]. La mentalità a una squadra la dà sempre l'allenatore: non se la scelgono i giocatori. *{{NDR|Rispondendo a "Quanto ha pagato per quella sua denuncia del 1998?"}} Niente... Mi hanno sempre pagato per fare calcio. Certo la mia carriera sarebbe stata diversa. Allenavo la Roma e nel febbraio del '99 mi cercarono prima il Real Madrid, poi il Barcellona. Ne parlai subito con Franco Sensi che mi disse: poche storie, tu da qui non ti muovi. A maggio intimarono al presidente: o cacci Zeman o non vincerai mai lo scudetto. E lui fu costretto a esonerarmi. {{Int|''[//www.gazzetta.it/Calcio/12-07-2011/zeman-scudetto-2006-801995265669.shtml Zeman: "Scudetto 2006? Giusto toglierlo all'Inter"]''|Citato in ''gazzetta.it'', 12 luglio 2011.}} *{{NDR|Riferendosi al titolo di campione d'Italia 2005-06 assegnato all'[[Football Club Internazionale Milano|Internazionale]]}} Credo che sia giusto revocarlo. Sono i fatti a dirlo. Io non conosco le ultime intercettazioni, ma credo che questo passo andrebbe fatto, anche perché secondo me diverse società avrebbero titolo a rivendicarlo. *Che ci sia un rapporto fra i dirigenti e i designatori non sarebbe un problema di per sé. Bisognerebbe però capire e vedere che tipo di rapporto c'è stato e c'è ancora. Sapere cosa si dicono i designatori e i dirigenti. *{{NDR|Su [[Giacinto Facchetti]]}} È stata una grande figura del calcio italiano. Ci sono però alcune intercettazioni che ho letto sui giornali che dicono che probabilmente qualcosa c'è stato. Non sono io a dover giudicare, ma probabilmente sarebbe giusto per il bene del calcio e dei diretti protagonisti fare chiarezza una volta per tutte. *Io oggi passo per nemico dei bianconeri, ma 30 anni fa ero tifoso della [[Juventus]]. Per me quella bianconera è una formazione storica del campionato italiano. Il problema è che qualche volta con la Juve hanno lavorato dirigenti che hanno fatto fare brutte figure alla società. *{{NDR|Su [[Luciano Moggi]]}} Io oggi ufficialmente sono un allenatore di calcio. Lui invece ufficialmente è fuori dal calcio. Il suo nome lo leggo solo sui giornali e qualche volta lo vedo solo nelle trasmissioni televisive, non sui campi di calcio. {{Int|''[//www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/28-09-2012/zeman-mai-danneggiato-juve-se-prendano-qualcun-altro-912745064751.shtml Zeman: "Mai danneggiato la Juve. Se la prendano con qualcun altro"]''|Citato in ''gazzetta.it'', 28 settembre 2012.}} *Qualche Juventus-Roma l'ho già fatto. Sono due squadre che fanno sempre incontri importanti che richiamano sempre tanta attenzione. È una gara stimolante per entrambe: loro stanno rendendo bene, noi vogliamo dimostrare di poterli mettere in difficoltà. È come il derby, ci sono tre punti e voglio giocare per quelli. *Calcio e politica attirano disaffezione, ma c'è crisi su tutti i campi e si riflette anche nel calci. *{{NDR|Su [[Alessandro Del Piero]] dopo la scadenza del suo contratto con la Juventus}} Non so è la prima sfida Juve-Roma senza di lui, forse qualche volta era infortunato. Se manca, manca alla Juve, non a me. *L'ultima volta a casa della Juve l'accoglienza non era stata molto carina, l'ho segnalato anche, perché dopo 90' di offese non è successo niente, ma se uno fa 'buuu' è razzismo. I danni alla Juve non li ho fatti io, i tifosi se la dovrebbero prendere con qualcun altro. *[[Massimo Carrera|Carrera]] ha declinato la conferenza pre Juve e ci ha mandato l'allenatore dei portieri, [[Claudio Filippi|Filippi]]? Questione di stile: credo che la gente voglia sempre sentire qualcuno direttamente interessato. E sarebbe stato meglio anche per voi giornalisti. {{Int|''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/26-10-2012/zeman-voglio-ragazzi-motivare-anche-un-esclusione-913029673212.shtml Zeman: "Voglio ragazzi da motivare. Anche con un'esclusione..."]''|Dal convegno "Oltre l'Ego - L'etica della moltitudine: dalla squadra all'orchestra"; citato in ''gazzetta.it'', 26 ottobre 2012.}} *Cosa porterei dal mondo del calcio a quello della [[politica]]? Comincerei col portare le regole, noi in campo le abbiamo e le dobbiamo rispettare. E poi bisognerebbe trovare persone che non dicono "vorrei ma non posso'" ma che invece dicono "io voglio e lo faccio". *Come [[allenatore]] ho la responsabilità per quello che si fa in campo ma anche fuori, per questo cerco di conquistarmi il ruolo di leader, per farmi seguire. Si dice che io incuta timore, ma per imporsi non ci sono spartiti precisi, bisogna cercare di farsi seguire, col buon esempio, attraverso il comportamento personale. *Si vorrebbero sempre ragazzi bravi, belli, forti, ma non sempre ci si riesce. Ma a me piace lavorare più con quelli con cui c'è da fare, da discutere. Con questi si comincia con le buone, poi si finisce con le cattive, magari con qualche esclusione dalla squadra ma a me piace la gente che bisogna motivare, cui bisogna insegnare qualcosa. *Il [[talento]] conta tantissimo, è più facile, si è avvantaggiati, ma anche senza si riesce ad andare avanti. Chi tratta meglio il pallone si chiama artista, ma non è detto che 11 artisti battano 11 artigiani. Bisogna formare una miscela tra queste due categorie. E poi chi ha talento non deve accontentarsi, adagiarsi su quello che gli ha dato madre natura, ma lavorare ogni giorno per migliorarsi. {{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/22_novembre_13/zdenek-zeman-intervista2-abd8c900-62c9-11ed-b76c-5099773a656c.shtml Zdenek Zeman si confessa: «Ho odiato i comunisti, tifo Juve da sempre»]''|Intervista di [[Aldo Cazzullo]], ''corriere.it'', 13 novembre 2022.}} *{{NDR|Su [[Roma]]}} È una splendida città antica, e una metropoli moderna piena di problemi che nessuno affronta. {{NDR|Perchè?}} Perché gli italiani rimandano sempre tutto a domani. *{{NDR|La [[Juventus]]}} Era la squadra di mio zio Cestmir Vycpálek: il più grande talento del calcio cecoslovacco prima di [[Pavel Nedved]], che portai in Italia. La differenza è che Nedved, lavoratore maniacale, voleva allenarsi pure il giorno di Natale; mio zio invece amava le gioie della vita. Era stato a [[Dachau]], e il [[lager]] l'aveva segnato. Ma mi dicono fosse birichino anche prima. *Pesavo i giocatori ogni mattina. Più si allenavano, più la partita diventava un divertimento. A fine stagione le altre squadre erano stanche; le mie correvano più di prima. *{{NDR|[[Pasquale Casillo]] finì in carcere}} E io andai all'uscita ad aspettarlo. Sapevo che era innocente. L'hanno riconosciuto dopo tredici anni. *{{NDR|Al Foggia}} Avevamo un terzino sinistro velocissimo, [[Maurizio Codispoti|Codispoti]], che al momento del cross combinava di tutto, con i piedi che aveva. Allora [[Pasquale Casillo|Casillo]] gli mise centomila lire nella scarpa: se non sbagliava poteva tenersele. *{{NDR|Come fu l'esordio in serie A?}} Pareggiammo 1 a 1 a [[Stadio Giuseppe Meazza|San Siro]] con l'Inter. Dissi a [[Salvatore Matrecano|Matrecano]], che avevo preso dalla [[Turris]], C2, per 25 milioni di lire: "Tu marchi [[Jürgen Klinsmann|Klinsmann]]". Klinsmann non toccò palla. Quando tornammo a San Siro con il Milan, dissi a Matrecano: "Tu marchi [[Marco van Basten|Van Basten]]". Van Basten fece tre gol. *La Lazio mi aveva esonerato. Suona il telefono: “Sono il presidente [[Franco Sensi|Sensi]]”. Buttai giù: “E io sono [[Napoleone]]”. Era Sensi per davvero». *Scoppiò lo scandalo del [[nandrolone]]. Giocatori trovati positivi inventarono scuse puerili. [[Fernando Couto|Couto]] del Parma, che era un capellone, diede la colpa a uno shampoo. Un altro, che era stempiato, a una lozione contro la caduta. [[Cristian Bucchi|Bucchi]] e [[Salvatore Monaco|Monaco]] del Perugia alla carne di cinghiale. Ci finirono dentro pure [[Edgar Davids|Davids]] e [[Josep Guardiola|Guardiola]]. E io pagai un prezzo altissimo {{NDR|per aver denunciato}} *Il [[Serie A 1998-1999|campionato 1998-1999]] fu un calvario di torti arbitrali, che costarono alla mia Roma almeno 21 punti. A Udine ci inventarono un rigore contro. Avevamo un attaccante, [[Fábio Júnior|Fabio Junior]], immeritatamente detto l'Uragano blu, che non segnava mai; quando finalmente fece un gol, glielo annullarono, non si è mai capito perché. Episodi assurdi. I calciatori videro che i loro sforzi erano inutili, e qualcuno mollò. La quartultima giornata perdemmo 4 a 5 con l'Inter all'Olimpico. Si disse che l'Inter avesse contattato tre dei miei in vista dell'anno successivo. Ebbi l'impressione che alcuni fossero distratti, c'erano difensori che facevano i centravanti... Così con Sensi decidemmo di fare nuovi acquisti *[[Ciro Immobile|Immobile]] aveva fame. [[Lorenzo Insigne|Insigne]] aveva talento. [[Marco Verratti|Verratti]] aveva bisogno di trovare la posizione giusta. Faceva il trequartista o la mezzala; lo impostai da regista davanti alla difesa. Dove gioca ancora adesso, nel [[Paris Saint-Germain Football Club|Psg]] e in [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] *{{NDR|Il giocatore più forte che ha mai avuto?}} [[Francesco Totti|Totti]]. Pareva avesse quattro occhi, due davanti e due dietro. Gli ho visto fare cose che sorprendevano tutti, anche me dalla panchina. Un'intelligenza calcistica prodigiosa. L'ho allenato due volte, quando aveva ventun anni e quando ne aveva trentasei, al mio ritorno alla Roma. Mi ha sempre seguito. E non abbiamo mai litigato *Sono amico di [[Alessandro Di Battista]]. Mi ha anche proposto un seggio al Senato; ma la politica non fa per me, e forse neanche per lui. *L'[[Giochi olimpici|Olimpiade]] è nella migliore delle ipotesi uno spreco, nella peggiore un'occasione per rubare. Come lo fu [[Campionato mondiale di calcio 1990|Italia '90]]. Come temo saranno i [[XXV Giochi olimpici invernali|Giochi invernali di Milano e Cortina]]. ===Citazioni non datate=== *Gli altri lavorano in base ai soldi, noi in base alle [[idea|idee]].<ref group="fonte">Citato in Marco Sappino (a cura di), ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2112 p. 2112]. ISBN 8880898620</ref> *Non conto mai le [[sigaretta|sigarette]] che fumo ogni giorno, altrimenti mi innervosirei e [[tabagismo|fumerei]] di più.<ref group="fonte">Da un'intervista; citato in Aiello Stefano, ''Zdenek Zeman: un allenatore senza frontiere'' e nel suo [http://www.zeman.org/zeman-pag.php?PagID=4 sito ufficiale].</ref> *[[Franco Sensi|Sensi]]? Bravissimo ma non ho capito perché mi ha rinnovato il contratto.<ref group="fonte">Citato in Marco Sappino (a cura di), ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books? id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2116 p. 2116]. ISBN 8880898620</ref> ==Citazioni su Zdeněk Zeman== *Chiacchierato, odiato o amato senza via di mezzo: questo è Zdenek Zeman, l'allenatore che ha fatto discutere molto per alcune [[Presunto abuso di farmaci della Juventus F.C.|esternazioni extracalcistiche]]. Zeman non sfugge alla regola: o lo accetti, in tutto e per tutto, oppure lo detesti senza pensarci su un attimo. ([[Alfredo Pedullà]]) *Ci sono solo due cose che non tollera: che qualcuno passi la palla indietro o che vada verso la bandierina del calcio d'angolo. Guarda che la porta è dall'altra parte, ti segnala calmo. ([[Giuseppe Signori]]) *Come il comunismo, Zeman vuole il riscatto dei perdenti e dei (presunti) derelitti, sempre demagogicamente considerati la parte buona da contrapporre a quella, ignobile, dei vincenti. Come il comunismo, Zeman ha il suo nemico giurato, la Juventus (identificata con il grande capitale e le sue losche manovre), che è anche un poderoso alibi per giustificare le sconfitte, il comodo bersaglio grosso da colpire ogni volta che gli eventi prendono una brutta piega. ([[Giuseppe Pollicelli]]) *Da Zeman non sono mai stato allenato anche se a Roma mi scelse, le sue idee possono essere discutibili, ma spesso si rivelano anche efficaci. ([[Vincenzo Montella]]) *Dopo le panchine di Salerno, [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]] e Avellino ti rimane solo quella del lungomare.<ref>Striscione dei tifosi salernitani esposto in un Salernitana-Avellino della stagione 2003-04. Lo striscione è rivolto a Zeman, a quel tempo allenatore avellinese ma già tecnico del Napoli e della Salernitana in passato.</ref> ([[striscioni del calcio|striscione]]) *{{NDR|nel 1998}} [Zeman] è il nipote di Vycpalek. Vycpalek noi l'abbiamo salvato dalla Cecoslovacchia comunista e l'abbiamo riportato in Italia. Quindi anche il nipote ci dovrebbe avere la gratitudine. Zeman? No [lo prenderebbe come allenatore], perché non mi piace il suo modo di allenare la squadra. ([[Gianni Agnelli]]) *È l'uomo del calcio pulito, del calcio in cui vince chi gioca meglio e non chi usa altri mezzi. Suscita tanto interesse proprio per questo. [[Adriano Celentano|Celentano]] con le sue uscite fa tanto clamore un po' come Zeman. Non so chi dei due abbia preso dall'altro! Comunque sì, sono due personaggi che si possono accostare, due persone fuori dal coro, difficili da imitare e da eguagliare. Mi fa piacere il ritorno di Zeman in Serie A, fa un bel calcio: pensare che qualche anno fa lo volevano anche per la panchina del Bologna, poi però non se ne fece nulla. ([[Gianni Morandi]]) *È semplicemente il miglior allenatore che abbia avuto nella mia carriera. Con lui feci 3 anni importantissimi, tirò fuori il meglio di me, insegnandomi tanto sia a livello calcistico che tattico. ([[Pierluigi Casiraghi]]) *È senz'altro un grande allenatore, ma posso avere una buona considerazione di lui come tecnico, non certo come persona visto che è un piccolo uomo. Mi danno fastidio i suoi attacchi alla Juve per partito preso e non dimentico nemmeno che nel 1994, prima che arrivassi a Torino con Moggi, non mi volle alla Lazio. ([[Ciro Ferrara]]) *È un allenatore straordinario e credo che ogni giocatore debba sperare di essere allenato da lui perché ti migliora; lui insegna il calcio e credo che sia il più bravo in questo. ([[Alessandro Nesta]]) *È una persona che vuole dimostrare di essere diverso. ([[Claudio Lotito]]) *Fra Zeman e [[Sven-Göran Eriksson|Eriksson]], scelgo quest'ultimo: umanamente vince dieci a zero. [...] Il mister giallorosso non mi piace, ha infangato giocatori di grande valore come [[Ciro Ferrara|Ferrara]] e [[Gianluca Vialli|Vialli]] senza averne le prove. E poi, scusatemi, lui non vive di calcio? E allora perché sputare nel piatto dove mangi? ([[Diego Armando Maradona]]) *Grande allenatore ma anche un impagabile cabarettista quando si tratta di lanciare veleno anti-Juve. ([[Giampiero Mughini]]) *Il suo modo di vedere il calcio mi ha molto aiutato. Con Zeman, nonostante le grandi fatiche del ritiro, mi sono divertito soprattutto per la mentalità offensiva. Poi ho cercato di integrare ai suoi insegnamenti anche l'importanza della fase difensiva. Resta comunque l'allenatore che mi ha ispirato più di tutti. ([[Eusebio Di Francesco]]) *{{NDR|Riferendosi alle polemiche di Zeman}} Io non ho mai vinto una partita chiacchierando, e penso che Zeman non abbia più niente da dire. Non so se ha un debito con la Juve, ma ormai è maggiorenne e potrebbe smetterla. Le polemiche caricano di più la Juventus, perché ultimamente gliene stanno facendo talmente tante... diciamo che più rompono le palle e più la Juventus diventa forte. ([[Stefano Tacconi]]) *In questo calcio avvolto da continui misteri c'è ancora bisogno di uomini veri! Forza Zeman.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria della Cavese nel corso della gara di Serie D contro il Trastevere del 25 febbraio 2024 e dedicato al tecnico boemo, che aveva da poco lasciato la guida tecnica del Pescara per motivi di salute.</ref> ([[Striscioni del calcio|striscione]]) *Io non ho nulla contro Zeman, anzi, se devo essere sincero, lo stimo. Fa un gioco offensivo ideale per gli attaccanti. Un giorno mi piacerebbe essere allenato da lui. Nella vita mai dire mai. ([[Fabio Quagliarella]]) *Io ricordo anche un episodio avvenuto nel maggio 2005 durante un Lecce-Parma 3-3, quando Zeman abbandonò la panchina della sua squadra a 10' dalla fine e non si è mai capito il perché. Magari dovrebbe darci spiegazioni di questo e non su cose che non lo riguardano. ([[Giuseppe Marotta]]) *La cosa interessante è che [Massimo] Carrera in una partita ha vinto più di Zeman in tutta la sua carriera. ([[John Elkann]]) *{{ndr|Nel 1999}} Le dichiarazioni di Zeman sul [[doping]]? Coglionate di un [[terrorista]]. ([[Gianluca Vialli]]) *Lui è un grande. Simpaticissimo: durante gli allenamenti cantava sempre. Anche inventandosi le parole. L'ho risentito recentemente. È un maestro. ([[Ciro Immobile]]) *Non è Zeman che fa le battaglie. È Zeman a essere cercato perché possa dire qualcosa che somigli a un grido di battaglia. ([[Franco Baldini]]) *{{NDR|Riferendosi agli abusi di farmaci nel calcio degli anni novanta del XX secolo}} Non voglio attribuire a Zeman più meriti di quanti possa avere, ma certo è stato lui a stimolare questa inchiesta. ([[Ugo Longo]]) *Per me è stato un po' maestro e un po' papà. Mi ha dato fiducia e consapevolezza dei miei mezzi, mi ha dato il ritmo e i tempi del gioco. Poi è uno che ti fa lavorare in maniera pazzesca: durante il primo ritiro non riuscivo neanche a salire le scale, alla sera. Ci faceva mangiare per tre o quattro giorni le patate, per depurarci, e in allenamento dovevi fare dieci chilometri, con l'ultimo che lui chiamava quello del carattere. Ma tutto questo lavoro aveva uno scopo e tu, da giocatore, lo capivi: molti teorizzano la sofferenza, per far crescere, ma con Zeman tutto questo aveva anche un obiettivo. Soffrivi e soffrivi, ma poi quando finalmente la squadra riusciva a giocare come lui insegnava, beh, allora, era un piacere. E ti divertivi. Il suo calcio è uno sballo, se fai la punta. ([[Giuseppe Signori]]) *Rigido negli schemi, ma faceva anche tante battute, persino troppe, al punto che a volte mi giravano le scatole. Il primo anno io ero un po' spaesato e trovo due insegnanti fantastici per conoscere Roma: Aron Winter e Roberto Di Matteo. Che serate, ragazzi. Solo che al mattino Zeman ci sottoponeva al rito del peso, e per me erano guai. Winter e Di Matteo salivano prima sulla bilancia, raccontavano al mister le nostre avventure della sera prima e insomma, per così dire, mi sputtanavano... così arrivavo io, la lancetta segnava qualche etto di troppo e Zeman, subito: "Che ti sei mangiato insieme a tuoi amici, pietre?". Io ribattevo che non poteva sgridare solo me, ma anche loro, e lui: "Loro possono, perché giocano nazionale... tu non giochi nazionale e non puoi mangiare così". ([[Guerino Gottardi]]) *– Sa, da giovane a Palermo ero presidente di una piccola squadra di calcio, la Bacigalupo: e serviva un allenatore. Presi questo boemo sconosciuto, che scappava dai comunisti.<br />– Zeman.<br />– Zeman: e guardi adesso il suo Foggia dei miracoli. Il suo 4-3-3 è un'idea rivoluzionaria (''[[1992 (serie televisiva)|1992]]'') *Sarei un mediocre? Rispetto le opinioni di tutti, anche quelle di Zeman. Scusi, ma dove gioca questo Zeman? Ah, è un allenatore; della Roma. Non lo sapevo... Ora che sono in vacanza ho un sacco di tempo libero, mi informerò su Google cosa ha fatto e cosa ha vinto... ([[José Mourinho]]) *Se avete problemi a prendere sonno vi consiglio la conferenza stampa di Zeman in versione integrale. ([[Valentino Rossi]]) *Se penso alla persona, ironia e senso dell'umorismo. Se penso all'allenatore, ho ricordi molto positivi. Nella concezione del suo calcio, gli attaccanti trovano spessissimo la via del gol. E poi i tagli che chiedeva, a me riuscivano bene. Grazie a lui, chiusi per due anni in doppia cifra e mi affermai in Nazionale. ([[Pierluigi Casiraghi]]) *Segnai, presi una traversa e creai qualche altra occasione. I giornali elogiarono la mia prestazione. Tutti parlarono bene di me, tranne uno... {{NDR|«Chi?»}} Zeman, il mio allenatore. Mi prese da parte e mi disse che non era contento della prova, nonostante avessi fatto gol. Mi invitò a partecipare di più al gioco di squadra e ad entrare maggiormente nei suoi schemi offensivi. Io ero un attaccante di movimento, dribblavo, non davo punti di riferimento. Il sistema, invece, prevedeva meno tocchi e più profondità. Avessi trovato maggior sintonia con lui... ([[Gustavo Bartelt]]) *''Sono quattro anni che ti amo | e non ti ho mai | parlato di Zeman | così ti sei scordata che giochiamo | con la palla | e non con la catena.'' ([[Lo Stato Sociale]]) *Sono un partigiano di Zeman. La sua è una figura che divide, di forte personalità, uno che ama il bel calcio. ([[Massimo D'Alema]]) *{{NDR|Sul venire allenato da Zeman}} Ti divertivi come un matto, per lui esisteva solo la fase offensiva. Tu preoccupati solo di attaccare, mi diceva. [...] [Mi consigliava] di giocare come se fossi in strada e di divertirmi. Tattica con lui, zero... Ci preoccupavamo solo di attaccare. ([[Lorenzo Insigne]]) *Tu sei unico ed inimitabile, semplicemente tu sei il calcio. ([[Francesco Totti]]) *Un allenatore appassionante anche se un po' estremo. ([[Alviero Chiorri]]) *Un allenatore molto simpatico e di compagnia, sembrava burbero ma è tutt'altro. Ricordo Di Biagio che ci scherzava, era il suo figlioccio. Lui stava allo scherzo, era molto divertente. Sul lavoro era molto esigente, faceva provare e riprovare gli schemi, poi c'era quella dose di lavoro atletico che ti levava la voglia di fare altro. ([[Marco Delvecchio]]) *Una Ferrari minore, costruita all'Est con materiale deperibile. Dura un tempo: poi si ferma e imbarca gol. [...] passa per un genio ma non vince da una vita. ([[Massimo Gramellini]]) *Zdenek Zeman, quando si poteva ancora, vestiva di [[Tabagismo|fumo]] in panchina. Nuvole come fumetti di un grande pensatore che ha ridisegnato le linee di gioco in campo, con [[Attaccante|attaccanti]] che correvano come nei cartoni animati, ma fumo anche come [[metafora]] dell'inconsistenza delle sue difese che troppo spesso si squagliavano nell'aria. ([[Luigi Garlando]]) *Zeman? Dice cose che tutti pensano, ma pochi hanno il coraggio di dire. ([[Gianni Petrucci]]) *Zeman è un allenatore di calcio quindi dovrebbe occuparsi di campo più che di altre cose. Il boemo è comunque un paraculo che si è parato poco, per cui credo vada stimato. Sicuramente ha pagato per le battaglie che ha fatto. ([[Urbano Cairo]]) *Zeman è un allenatore speciale, uno che crea entusiasmo. Ha un gioco aperto, veloce e vuole del buon calcio. ([[Marco Tronchetti Provera]]) *Zeman è una fede. Ma gli atei, calcisticamente parlando, sono in aumento. ([[Filippo Grassia]]) *Zeman è una persona molto intelligente ma è anche un grandissimo paraculo, combatte le battaglie che gli convengono e le altre se le dimentica. Io, tra l'altro, non l'ho mai perdonato quando ha gettato un'ombra sulla carriera mia e di Del Piero e non mi ha ancora chiesto scusa. ([[Gianluca Vialli]]) *Zeman è Zeman. È un precursore di un modo di fare calcio. Lo ammiro tantissimo. Lui, comunque, non si può imitare. Perché è lui. Propone un suo calcio, è "integralista" ed è convinto del suo gioco e del suo credo. ([[Andrea Stramaccioni]]) *Zeman mi sembra che sia un po' deconcentrato, inseguendo sempre le polemiche. Non lo fischierei come ha detto [[Mirko Vučinić|Vucinic]], ma per partito preso non fischio nessuno. Rispetto l'allenatore Zeman ma non ho nessuna simpatia per lui. ([[Giovanni Cobolli Gigli]]) *Zeman sarebbe perfetto come preparatore atletico del Catania. Bravissimo nella preparazione fisica, ottimo intenditore di calcio, non riesce mai a trasformare la sua teoria in pratica. I calciatori, sempre più esasperati dai suoi metodi, non lo seguono e per i presidenti è diventata una scommessa troppo pericolosa. Le società sono aziende e affidarle a Zeman significa rischiare il fallimento. ([[Michele Criscitiello]]) *Zeman se si avventura su campi diversi rischia di andare in fuorigioco. ([[Maurizio Paniz]]) ===[[Roberto Beccantini]]=== {{cronologico}} *Zeman, il mio Zeman, è un paradosso, un ossimoro: banale trasgressione, trasgressiva banalità. Da presidente, non gli affiderei la mai la mia squadra. Da spettatore, correrei sempre a vedere le sue. Mi manca la sua "follia", censurabile ma ribalda, ripetitiva ma effervescente. Viceversa, non mi manca quel suo voler indossare sempre lo stesso saio tattico, che non è coerenza ma stravaganza. Capace di scalare l'Everest e di scivolare da un gradino. Piromane e pompiere. Papa e anti-Cristo. Fedele, nei secoli, a un progetto che, strada facendo, è diventato moda, routine, gabbia. Ha vinto partite che sembravano perse. Ha perso partite che sembravano vinte. Si piace così, Zeman. Nel timore di peggiorarsi, non è mai migliorato. Si è chiuso in se stesso, ha cavalcato l'ippogrifo dell'utopia, ha costruito, nel bene e nel male, un demagogico termine di paragone. *Non è stato scomodo. Al contrario, comodissimo: sai che coraggio, in un Paese come il nostro, gettare fango contro la Juventus. Lo fanno tutti, un rigore sì e un rigore no. *Ha vinto, Zeman, per l'insistenza con la quale, in assenza di successi plausibili, parliamo di lui, per quell'aureola di santità che lo scorta. [...] La sua forza era (è) il suo limite, i suoi limiti erano (sono) la sua forza. Ha perso, Zeman, per la cocciutaggine che lo ha bloccato e impantanato a metà del guado, impedendogli di correggere la rotta; un atteggiamento, questo, troppo ordinario per trovare cittadinanza nella testa, e nell'anima, di un assemblatore che ha confuso la flessibilità e l'eclettismo con il più perverso dei vizi: l'incoerenza. E così, le sue squadre sono sempre andate incontro allo stesso destino: memorabili impennate, madornali sbandate. [...] dubito che sia stato il Palazzo a impedirgli di ascendere al trono di un club grande come Juventus, Inter o Milan. Lo ha frenato quel suo modo, smaccatamente manicheo, di vivere il calcio. Per non vendersi, si è venduto sin troppo bene, sempre, però, al prezzo, esagerato, di schemi goderecci ma scolpiti nel marmo e, di conseguenza, ossessivi e ossessionanti. *[...] ci ha stregati e spappolati, ignorando che non si può vivere di una rivoluzione al giorno, ma che la gente, una volta "liberata" dal giogo del calcio all'italiana, ammesso che fosse un giogo, e non un gioco, aveva, e ha, bisogno di supporti tradizionali come la luce, l'acqua, un buon frigorifero: fuor di metafora, non è umano, e neppure consigliabile, prendere gli avversari sempre di petto, qualche volta è sufficiente, e più fruttifero, attenderli al varco. Non si vive di solo caviale. Ogni tanto, si ha voglia di pane e salame. Dicono: non sarebbe stato Zeman. Dico: sarebbe stato uno Zeman ancora più completo e brillante. [...] Zeman è questo, mai si piegherà al compromesso, termine vago e infido. Lo facesse, tradirebbe coloro che si cibano di luoghi comuni spacciati per verità supreme, inscindibili. Sin dall'epopea del Licata, ha precorso i tempi, salvo venirne imprigionato. Lascia un'impronta, lascia una coda di duellanti in suo onore; Cervantes ne avrebbe tratto un Don Chisciotte ancora più romanzesco dell'originale: e i mulini a vento? *Sono pochi i vinti che riescono a tenere alta l'audience. Zeman è uno di questi. Ma per carità, non evochiamo sinistri complotti e stupide congiure. Così ha voluto, così ha deciso, e non certo per un tozzo di pane. ha sempre calcolato tutto, entrate ed uscite. Ha preferito la tana (il 4-3-3, comunque e contro chiunque) all'avventura. [...] Avanti tutta, sia che in campo scendano i titolari sia che ci vadano le riserve. [...] Non ha mai lottato per lo scudetto, non si è mai nascosto, non si è mai aggiornato. Attacchi scoppiettanti, difese inguardabili, ecco il suo marchio. *"Zemaniano" è entrato nel lessico del Nuovo testamento, si dice di una partita gonfia di gol e di scarabocchi, quasi fosse il rimorchio di un Tir senza freni. Divertente, per usare un aggettivo di largo consumo. Senonché divertire non basta, a volte, per far quadrare i bilanci e realizzare i sogni. ===[[Italo Cucci]]=== *Mi auguro di vedere Zeman nei panni del vincitore: perché è sicuramente un allenatore capace, un tecnico impegnato, uno studioso di calcio, un appassionato del campo, e la sua fatica – vera – meriterebbe di essere premiata. Tuttavia, certe manie tattiche – fra l'altro superate – lo rendono perdente: i suoi metodi di lavoro, accettati con spirito professionale dai calciatori, sono da questi sopportabili quando sfociano in risultati positivi; nelle sconfitte, creano malumori e spaccature violente nella squadra, soprattutto fra "italiani" e "brasiliani". [...] difesa alta e fuorigioco al novantunesimo, gol in contropiede, roba da esami di riparazione. *Molto presente nella Cronaca, assente dalla Storia. *Probabilmente l'allenatore boemo non si è accorto che alcuni giornalisti lo aiutano a diventare la nuova "suocera del regime" che tutto commenta, tutto sa, tutto critica. Non era un gran simpaticone prima, sta diventando decisamente antipatico. [...] quando non serve, taccia. E goda, se può. ===[[Josep Guardiola]]=== *Da quando ha iniziato fino ad oggi ha sempre visto il calcio alla stessa maniera, lui è uno che va avanti, trovare gente così è una cosa che fa molto bene al calcio. *Lui ha già allenato grandi squadre come la Roma, mi sembra un allenatore preparatissimo, non lo conosco personalmente ma magari in futuro avrò la fortuna di scambiare qualche opinione con lui. Tutti i giocatori che l'hanno avuto parlano in maniera eccezionale di Zeman e questa è una cosa importantissima. *Stiamo parlando di una persona che ha grande coraggio, uno che ha denunciato le cose che non andavano bene nel calcio italiano. Ha ancora grande entusiasmo, le sue squadre sono belle da vedere, attaccano contro tutti, senza pensare a chi è l'avversario, corrono come matti, sono un suo grande ammiratore. ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Voci correlate== *[[Čestmír Vycpálek]] – zio ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Zeman, Zdenek}} [[Categoria:Allenatori di calcio italiani]] [[Categoria:Cechi]] j7b9mg54qnpmerte6tz4khc3g7yp458 Morte 0 1828 1409989 1406001 2026-04-10T06:41:05Z Spinoziano 2297 +1 1409989 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:William-Adolphe Bouguereau (1825-1905) - The Day of the Dead (1859).jpg|thumb|upright=1.6|''Il giorno della morte'' (W. Bouguereau, 1859)]] Citazioni sulla '''morte'''. ==Citazioni== [[File:Kuoleman Puutarha by Hugo Simberg.jpg|thumb|upright=1.3|''Il giardino della morte'' (H. Simberg, 1906)]] *A molti morire fa solo bene. ([[Giordano Bruno Guerri]]) *''<nowiki>'</nowiki>A morte 'o ssaje ched'è?... è una livella.'' ([[Totò]]) *A tutto si rimedia, meno che alla morte. (''[[Ladri di biciclette]]'') *Adunque con buona ragione ancora noi abbiamo detto non altro essere le morti, sì dei congiunti e degli amici, e sì le nostre proprie, se non peregrinazioni della più degna parte dell'uomo ad un qualunque luogo a lei accomodato, e separazioni degli uni dagli altri per alcun tempo solamente, e non già in perpetuo. ([[Giorgio Gemisto Pletone]]) *Al mondo non esiste cosa più imparziale della morte. Ogni essere vivente riceverà la sua visita. Oltre a essere imparziale, la morte è una realtà innegabile, e si trova sempre al nostro fianco. Ma gli uomini, armati di ingegno e saggezza, lottano, scalpitano e si aggrappano alla vita fino all'ultimo. (''[[Made in Abyss]]'') *Anche nei miei pezzi è sempre presente la morte: non vuol dire raccontare la fine di qualcosa, ma un altro modo di vivere, che non riguarda la nostra realtà. ([[John Frusciante]]) *Anche se non hanno voce, i morti vivono. Non esiste la morte di un individuo. La morte è una cosa universale. Anche dopo morti dobbiamo sempre rimanere desti, dobbiamo giorno per giorno prendere le nostre decisioni. ([[Shōhei Ōoka]]) *''Aviene a un disperato spesso, | che da lontan brama e disia la morte, | e l'odia poi che se la vede appresso, | tanto gli pare il passo acerbo e forte.'' ([[Ludovico Ariosto]]) *Bisogna fare una distinzione tra il morire e la morte. Non è tutto un morire ininterrotto. Se si è sani e ci si sente benissimo, è un morire invisibile. La fine, che è una certezza, non dev'essere per forza annunciata con spavalderia. ([[Philip Roth]]) *Bisogna morire molte volte per imparare a vivere. ([[Alessandro Ruspoli, IX principe di Cerveteri]]) *Bisogna, quaggiù, che i fiori muoiano ed il loro profumo svanisca perché diventino frutto e nutrimento. [[Paradiso|Lassù]], respireremo un fiore eterno. Ed il suo profumo ci nutrirà. Solo ciò che muore si riproduce. La fecondità è un perpetuo compromesso tra l'essere ed il nulla. L'eternità è sterile: dove i fiori non appassiscono, i semi sono inutili. ([[Gustave Thibon]]) *C'è una fine per tutto... E non è detto che sia sempre la morte. ([[Giorgio Gaber]]) *''Cara, bella morte! Gioiello dei Giusti, | che non risplendi se non nel buio; | che misteri giacciono al di là della tua polvere; | potesse l'uomo vedere oltre quel segno!'' ([[Henry Vaughan]]) *Certamente si deve morire, ma la morte viene associata a una "vecchiaia" vissuta come un evento molto lontano che non ci riguarda da vicino. ([[Sabino Acquaviva]]) *Che cosa è la morte per me? Un grado di più nella calma, e forse due nel silenzio. ([[Alexandre Dumas padre]]) *Che senso ha il tempo per chi non conosce la morte? (''[[Nosferatu a Venezia]]'') *Che vecchia, vecchia usanza! Quella che viene di moda con i nostri primi vestiti, e durerà immutata finché la nostra razza avrà compiuto il suo cammino, e l'immenso firmamento si ritrarrà come una pergamena che si arrotola.<ref>{{cfr}} ''[[Apocalisse di Giovanni]]''. 6, 14 {{NDR|N.d.T.}}.</ref> Che vecchia, vecchia usanza... la Morte! ([[Charles Dickens]]) *Che zitella divento, se mi manca il coraggio di amare la morte! ([[Arthur Rimbaud]]) *Chi sa morire, non ha più padrone. ([[Sully Prudhomme]]) *Chi se ne frega di morire? Alla morte, padron mio, presto o tardi s'arriva per forza. Ed essere impiccato per una buona causa è un bel morire, si dice, sebbene non mi risulti che qualcuno sia mai tornato in terra a confermarcelo. ([[Robert Louis Stevenson]]) *– Chou, tu lo sai cosa succede alle persone quando muoiono?<br>– Prima pensano di stare solo dormendo serenamente, senza sapere di essere morti. Dormono per tre giorni interi, e poi alla fine del terzo giorno si risvegliano, e di lì che capiscono di essere morti. Camminano verso un fiume molto grande. Si tolgono tutta la sporcizia dai loro corpi e cominciano il loro lungo viaggio verso il paradiso per reincarnarsi. (''[[Per primo hanno ucciso mio padre]]'') *Ciò che però aveva reso così terribile nel cimitero il pensiero della morte era l'immagine del ''piccolo'', che, non appena si fece dominante, produsse nel suo spirito un ''vuoto'' terribile, che alla fine gli era diventato insopportabile. – Il ''piccolo'' si avvicina allo scomparire, all'annientamento – è l'idea del ''piccolo'' che produce ''sofferenza, vuoto e tristezza'' – la tomba è ''l'angusta casa'', la bara è un appartamento ''silenzioso, freddo e piccolo'' – ''la piccolezza'' provoca ''vuotezza'', ''la vuotezza'' provoca ''tristezza'' – ''la tristezza'' è il principio dell'annientamento – l'annientamento è vuoto infinito. ([[Karl Philipp Moritz]]) *Colui che da una diversa visione della cosa più è commosso, non teme le angustie della morte. ([[Giordano Bruno]]) *Colui il quale ha sentito il soffio della Morte alitare presso il suo volto, guarda la Vita con occhi diversi. ([[Carlo Maria Franzero]]) *''Con vent'anni nel core | pare un sogno la morte, eppur si muore''. ([[Teobaldo Ciconi]]) *Confidenza toglie reverenza. Se trascorri abbastanza tempo vicino alla morte, smetti di averne paura e inizi a odiarla. ([[Micah Nathan]]) *Considero la morte un dovere e un imperativo biologico. Fin da ragazzo ho pensato che la vita deve finire e non ha alcuna dimensione metafisica. Chi crede nella finitezza assoluta della vita è sempre pronto a morire. Non c'è da perdonare né da chiedere perdono dei peccati o redimersi per garantirsi un buon soggiorno nell'aldilà. Se le nostre idee sono la nostra immortalità, con la nostra vita di pensiero, ogni giorno ci prepariamo a morire. ([[Umberto Veronesi]]) *Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della morte. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. ([[Giuseppe Pecchio]]) *Da quel che ho visto, morire è come un taglio in asse nel montaggio di un film. Solo che dopo il taglio, l'inquadratura precedente non ritorna. ([[Rudy Rucker]]) *Devo dire sereno: anche se mi dicono che sono giovane – non sempre mi sento tale... – ho già avuto diversi incontri ravvicinati con la morte. Ci sono scesa a patti: ho capito che fa parte del processo della vita e mi piace pensare che possa esistere una continua rinascita dopo la nostra fine. ([[Simona Tabasco]]) *Dicono che tutta la vita ti passa davanti agli occhi prima di morire. Forse questo è vero se sei un malato terminale o se non ti si apre il paracadute. Ma se la morte ti coglie di sorpresa, l'unica cosa che hai tempo di pensare è: «Oh, merda!». (''[[Dead Like Me]]'') *Don Fabrizio si guardò nello specchio dell'armadio: riconobbe più il proprio vestito che sé stesso: altissimo, allampanato, con le guance infossate, la barba lunga di tre giorni; sembrava uno di quegli inglesi maniaci che deambulano nelle vignette dei libri di Verne che per Natale regalava a Fabrizietto, un Gattopardo in pessima forma. Perché mai Dio voleva che nessuno morisse con la propria faccia? Perché a tutti succede così: si muore con una maschera sul volto; anche i giovani; anche quel soldato col viso imbrattato; anche Paolo quando lo avevano rialzato dal marciapiede con la faccia contratta e spiegazzata mentre la gente rincorreva nella polvere il cavallo che lo aveva sbattuto giù. E se in lui, vecchio, il fragore della vita in fuga era tanto potente, quale mai doveva essere stato il tumulto di quei serbatoi ancora colmi che si svuotavano in un attimo da quei poveri corpi giovani? ([[Giuseppe Tomasi di Lampedusa]]) *Dopo la morte, per gli scettici c'è il nulla. Per le anime religiose, dopo la morte c'è Dio, ossia il tutto. Ma sparire nel nulla o nel tutto, non è la stessa cosa? ([[Guido Morselli]]) *Dopo pochi giorni di sofferenza e molti altri di sogni deliranti pieni di estasi, le cui manifestazioni esteriori tu scambiasti erroneamente per dolore ed io ero impotente a disingannarti –, dopo alcuni giorni caddi, come tu hai detto, preda di uno stato di torpore senza respiro né movimento, e questo fu definito ''Morte'', da quelli che erano intorno a me.<br>Le parole sono cose vaghe. Il mio stato non mi impediva di sentire. Mi sembrò non molto dissimile dallo stato di estrema quiete di chi, avendo dormito a lungo e profondamente, disteso immobile e completamente prostrato in un meriggio di mezza estate, comincia lentamente a riprendere conoscenza semplicemente perché ha dormito a sufficienza e senza essere svegliato da interventi esterni.<br>Non respiravo più, il polso era immobile, il cuore non batteva più. La volontà non mi aveva abbandonato, ma era senza potere. I sensi erano insolitamente attivi, sebbene in modo eccentrico – assumendo a caso ciascuno di essi la funzione di un altro. ([[Edgar Allan Poe]]) *''Dove ci incontreremo dopo la morte? | Dove andremo a passeggio? | E il nostro consueto giretto serale? | E i rammarichi per i capricci dei figli? | Dove trovarti, quando avrò desiderio di te, dei tuoi occhi smeraldi, | quando avrò bisogno delle tue parole? | Dio esige l'impossibile, | Dio ci obbliga a morire. | E che sarà di tutto questo garbuglio di affetto, | di questo furore? Sin d'ora promettimi | di cercarmi nello sterminato paesaggio di sterro e di cenere, | sui legni carichi di mercanzie sepolcrali, | in quel teatro spilorcio, in quel vortice | e magma di larve ahimè tutte uguali, | fra quei lugubri volti. Saprai riconoscermi?'' ([[Angelo Maria Ripellino]]) *Due morti hanno plasmato in gran parte la sensibilità occidentale. Due casi di pena capitale, di omicidio giudiziario determinano i nostri riflessi religiosi, filosofici e politici. Sono due morti a governare la percezione metafisica e politica che abbiamo noi stessi: quella di Socrate e quella di Cristo. Siamo tuttora figli di quelle morti. ([[George Steiner]]) *È difficilissimo morire per un amico, ma morire per dei nemici è ancora più difficile. Cristo però è morto per noi quando noi eravamo ancora suoi nemici. Dio ci rimane sempre accanto, è la costanza dell'amore fino all'estremo limite, anzi senza limiti. Ecco il motivo della nostra gioia. ([[Pino Puglisi]]) *E infatti i [[cristiano (religione)|cristiani]] non sanno morire. Basti in proposito un confronto tra la morte di [[Socrate]] e la morte di [[Gesù]]. [...] A differenza di Socrate, Gesù ha paura, non degli uomini che lo uccideranno, né dei dolori che precederanno la morte, Gesù ha paura della morte in sé, e perciò trema davvero dinanzi alla "grande nemica di Dio" e non ha nulla della serenità di Socrate che con calma va incontro alla "grande amica". ([[Umberto Galimberti]]) *È meglio morire di [[Alcolismo|bevute]] che morire di sete. ([[John Fante]]) *È più facile sopportare la morte senza pensarci che il pensiero della morte senza pericolo. ([[Blaise Pascal]]) *È ridicolo insistere su ciò che resta di voi dopo la morte. È come se un bambino dicesse: «Sto crescendo, ma non voglio cambiare le idee che ho adesso.» ([[Jane Roberts]]) *''E s'al mesto pensier chiuder le porte | col chiuder gli occhi io cerco, il cieco orrore | contemplo allor de la mia propria morte''. ([[Celio Magno]]) *Ė prima di morire che rischiamo di essere morti, se rifiutiamo per l'appunto di fare della nostra vita una creazione continua di grazia e di bellezza. ([[Maurice Zundel]]) *È strano come a volte il ricordo della morte sopravviva molto più a lungo della vita che essa ha rubato. ([[Arundhati Roy]]) *E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire. (''[[Blade Runner]]'') *È una delle tante assurdità dell'essere che non solo il vivere ma anche il morire debba essere ugualmente, e spesso ancor più, guadagnato. Sarebbe giusto che dal mondo si potesse almeno andarsene con passo leggero... ([[Mario Andrea Rigoni]]) *Eccola lì la morte paziente. Sono abituato a quella feroce, che ti prende di colpo con un coltello o un proiettile. O a quella crudele, che ti lascia sanguinare sul pavimento. So come trattarla, a cosa pensare quando mi chino su un cadavere. Quella lenta, che ti scava dall'interno, mi incute timore. Non è un incidente di percorso che si possa scansare stando attenti. È il destino inevitabile, il saldo del conto. ([[Sandrone Dazieri]]) *Emarginato e inesaudito in [[ospedale]], chi muore non è meno solo e incompreso in [[famiglia]], nella realtà spesso ostile di oggi. ([[Giorgio Cosmacini]]) *Entra infine nel Mio Essere chi, al momento del trapasso, quando abbandona il corpo, pensa soltanto a Me. Questo è vero al di là di ogni dubbio. (''[[Bhagavadgītā]]'') *Esiste un unico Dio e il suo nome è Morte. E c'è soltanto un'unica cosa che puoi dire alla morte: "non oggi." (''[[Il Trono di Spade (prima stagione)|Il Trono di Spade]]'') *Finché io non sarò morto, nessuno potrà garantire di conoscermi veramente, cioè di potere dare un senso alla mia azione, che dunque, in quanto momento linguistico, è mal decifrabile.<br>È dunque assolutamente necessario morire, ''perché, finché siamo vivi, manchiamo di senso'', e il linguaggio della nostra vita (con cui ci esprimiamo, e a cui dunque attribuiamo la massima importanza) è intraducibile: un caos di possibilità, una ricerca di relazioni e di significati senza soluzione di continuità. ''La morte compie un fulmineo montaggio della nostra vita'': ossia sceglie i suoi momenti veramente significativi (e non più ormai modificabili da altri possibili momenti contrari o incoerenti), e li mette in successione, facendo del nostro presente, infinito, instabile e incerto, e dunque linguisticamente non descrivibile, un passato chiaro, stabile, certo, e dunque linguisticamente ben descrivibile... ''Solo grazie alla morte, la nostra vita ci serve ad esprimerci''.<br>Il montaggio opera dunque sul materiale del film (che è costituito da frammenti, lunghissimi o infinitesimali, di tanti piani-sequenza come possibili soggettive infinite) quello che la morte opera sulla vita. ([[Pier Paolo Pasolini]]) *Finirà il giorno e Febo si tufferà nelle profondità del mare con i suoi cavalli stanchi, prima che io riesca a elencare con la parola tutte le cose che assumono un nuovo aspetto. Così vediamo che le epoche cambiano e che là dei popoli diventano potenti, qua decadono. ([[Ovidio]]) *Gli uomini che sono morti li aspettano cose che non sperano né immaginano. ([[Eraclito]]) *«Gli uomini possono immaginare la propria morte, possono vederla arrivare, e il solo pensiero della morte incombente funziona da afrodisiaco. Un cane o un coniglio non si comportano così. Prendi gli uccelli: in una stagione di magra riducono il numero di uova, o non si accoppiano affatto. Concentrano le energie sul mantenersi in vita fino a tempi migliori. Invese gli esseri umani sperano di poter infilare la loro anima in qualcun altro, qualche nuova versione di se stessi, e di vivere in eterno».<br>«Allora, come specie siamo condannati dalla speranza?»<br>«Chiamala pure speranza. O disperazione». ([[Margaret Atwood]]) *''I defunti, che pietosi e cari | vengon ne' sogni a favellar con noi | d'un'armonia migliore''. ([[Giovanni Prati]]) *I morti che ci hanno fatto del bene, si ricompensano guardando in faccia i vivi. ([[Vasco Pratolini]]) *''I morti non è quel che di giorno | in giorno va sprecato, ma quelle | toppe d'inesistenza, calce o cenere | pronte a farsi movimento e luce.'' ([[Vittorio Sereni]]) *I morti non muoiono: controllano e proteggono. (''[[Minority Report]]'') *I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi. (''[[Full Metal Jacket]]'') *I nostri morti ci attendono come le stelle del cielo attendono che passino la notte e la nostra incapacità di vederle se non al buio. Siamo destinati a una Gioia più intensa di quella che le religioni e le sapienze di questo mondo promettono. Il mendicante è il nostro essere convinti, per esempio, che io stia farneticando, perché le cose reali sono questo mondo, l'Europa, l'Italia, i rapporti economici, giuridici, sessuali. Mentre il fondo dell'uomo consiste nella sua permanenza assoluta. Con la morte noi superiamo lo stato di mendicità: la morte ci consente di oltrepassare il senso del nulla. ([[Emanuele Severino]]) *Il [[corpo]] e la sua morte restano i più grandi pensatori. ([[Eugenio Mazzarella]]) *''Il corpo parla: che dovrai morire. | {{sic|non}} dice a te: che non lo puoi sentire. | Al corpo dici: ancora non morire. | Non sa che parli: non ti può sentire.'' ([[Pietro Cimatti]]) *Il pensiero della morte è realmente la nera pietra di paragone a cui si provano tutte le convinzioni soddisfacenti e riposanti, è il terreno su cui le edificate dimore crollano. Tutti i nostri pensieri resistono alla sua comparsa solo se sentono con umiltà e nell'umiltà il proprio valore. Solo se i pensieri stessi sentono di poter accettare, senza disonore, la ''propria'' morte. ([[Andrea Emo]]) *Il tabù morte ha già steso i suoi tentacoli alla [[malattia]] ed anche si sospetti di malattia, ed è rafforzato dal silenzio sulle realtà eterne. ([[Maurizio di Gesù Bambino]]) *In fin dei conti, per una mente ben organizzata, la morte non è che una nuova, grande avventura. ([[J. K. Rowling]]) *In viva morte morta vita vivo! ([[Giordano Bruno]]) *Io considero la morte parte della vita ed è per questo che, parlando della vita, mi viene da parlare anche della morte. Personalmente, l'esperienza che fino a oggi ho avuto della morte riguarda quella degli animali che tenevo con me. [...] Non riuscivo ad accettarlo: mi domandavo perché gli esseri viventi dovessero morire. E poi, poco a poco, ritorna la calma. Perché il cervello umano (come forse quello degli animali) ha anche la capacità di dimenticare. Allora ci si può nuovamente dire che ciò che è importante è vivere, che il nostro è un tempo prezioso. Credo che la morte insegni a vivere, e che la facoltà di dimenticare sia un elemento importante in questo meccanismo. ([[Jirō Taniguchi]]) *Io devo vivere in compagnia della morte. La destesto, naturalmente, ma non la temo. Se la temessi non varrei nulla come medico. Dovrei temerla? ([[Alistair MacLean]]) *''Io muoio. Tu muori. Egli muore | è molto più grave, se un'intera botte va a male.'' ([[Joachim Ringelnatz]]) *Io non lo so se sono [[ateismo|ateo]], però son sicuro che se [[dio]] esiste è un grandissimo figlio di puttana o un pazzo paranoico tipo film americano. Però a me la morte non è mai arrivata vicina, nel senso che non è mai morto qualcuno a cui voglio bene veramente, e se capitasse non so come reagirei. Magari finirei col pensare che è la volontà di Dio e che va bene così. Certo diventerei una persona diversa, non sarei più quello di adesso. Secondo me dopo che hai conosciuto quella cosa lì sei proprio un altro. Forse è così che si diventa grandi. (''[[Porci con le ali]]'') *Io non prego mai per i morti, io prego ''i'' morti. L'infinita sapienza e clemenza dei loro volti – come si può pensare che abbiano ancora bisogno di noi? – Ad ogni amico che se ne va io racconto di un amico che resta; a quella infinita cortesia senza rughe ricordo un volto di quaggiù, torturato, oscillante. ([[Cristina Campo]]) *Io non temo la morte, sa, non la temo assolutamente, perché so che essa è soltanto un passaggio. Verso Dio, la gioia senza fine. ([[Elio Fiore]]) *''Io chiamo, io prego, io lusingo la morte | come divota, cara e dolce amica, | che non mi sia nemica | ma vegna a me come a sua propria cosa.'' ([[Fazio degli Uberti]]) *L'angostura, la goccia di amaro, il catalizzatore di tutto il resto. Poche chiacchiere: una gran fregatura. Un errore di calcolo del Padre Eterno. ([[Vittorio Gassman]]) *''L'è mort? l'è propri mort? Cossa voeur dì | sta gran parola che fa tant spavent?'' ([[Tommaso Grossi]]) *L'importante non è morire, né a che età si muore, l'importante è quello che si fa al momento di morire. ([[Muriel Barbery]]) *''L'ora presente è in vano, non fa che percuotere e fugge, | sol nel passato è il bello, sol ne la morte è il vero.'' ([[Giosuè Carducci]]) *L'uomo non ha in fondo all'anima nessuna avversione alla morte; vi è perfino del piacere a morire. La lampada che si spegne non soffre. ([[François-René de Chateaubriand]]) *La base sopra la quale ergendosi questo colosso del mondo palesa la sua bellezza è la morte. Ella è la parte più grave del concerto ove stanno appoggiate tutte le consonanze dell'universo. Che cosa sarebbe egli, dopo la perdita della giustizia originale, se non si morisse? [...] Chi levasse la morte, leverebbe dalla fabbrica del mondo la pietra angolare, leverebbe l'armonia, l'ordine, né vi lascerebbe altro che dissonanze e confusioni [...] La morte non può essere cattiva né con dolore, se è vero che sia naturale il morire, perché le cose naturali son buone. ([[Virgilio Malvezzi]]) *''La memoria dei morti serve loro come una seconda vita.'' ([[Jean Bertaut]]) *La morte capita una volta sola e si fa sentire in tutti i momenti della vita: è più doloroso averne conoscenza che subirla. ([[Jean de La Bruyère]]) *La morte, che da natura è a tutti sorte comune, si distingue presso i posteri in gloria e in oblio; e se una medesima sorte attende il buono e il reo, tocca ai coraggiosi morir per un fine. ([[Publio Cornelio Tacito]]) *''La morte ci rende angeli | e ci mette ali | dove avevamo spalle, | lisce come artigli di corvo.'' ([[The Doors]]) *La morte con tutta probabilità è la più grande invenzione della vita. [...] Spazza via il vecchio per far spazio al nuovo. ([[Steve Jobs]]) *La morte dei giovani è un naufragio, quella dei vecchi un approdare al porto. ([[Plutarco]]) *La morte è come il sesso al liceo: se sapessi quante volte ci sei andato vicino, ti prenderebbe un colpo! (''[[Dead Like Me]]'') *La morte è il fallimento assoluto, non va cercata mai. (''[[Bakuretsu Hunter]]'') *La morte è il muro di cinta di ogni vita. ([[Jacques Ellul]]) *La morte è innaturale. La morte è uno scherzo crudele. La morte diride la vita. (''[[Dark Crystal - La resistenza]]'') *La morte è l'assentarsi dell'eterno. ([[Emanuele Severino]]) *La morte è l'interlocutrice che nobilita la mia sopravvivenza. ([[Fausto Gianfranceschi]]) *La morte è l'unica cosa che mi terrorizza. La odio. [...] Perché, [...] oggi a tutto si può sopravvivere fuorché a questo. La morte e la volgarità, nel diciannovesimo secolo, sono gli unici due fenomeni che non si riescono a spiegare. ([[Oscar Wilde]], ''[[Il ritratto di Dorian Gray]]'') *La morte è l'unico sintomo certo della vita. ([[Giorgio Manganelli]]) *La morte è la porta che tutti noi dobbiamo attraversare, ed è questo nostro io spirituale che, abbandonato il [[corpo]] fisico, ci farà continuare a vivere, a imparare e a crescere mentre proseguiamo. ([[Rosemary Altea]]) *La morte è migliore, è un destino più dolce che la tirannia. ([[Eschilo]]) *La morte è parte naturale della vita. Gioisci per coloro che intorno a te si trasformano nella Forza. Dolore non avere; rimpianto non avere. L'attaccamento conduce alla gelosia; l'ombra della bramosia essa è. ([[Yoda]], ''[[Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith]]'') *La morte è pietosa, perché da essa non c'è ritorno, mentre per colui che è uscito dalle più profonde camere della notte, consapevole e stravolto, non c'è più pace. ([[Howard Phillips Lovecraft]]) *La morte è più forte dell'amore, è una sfida all'esistenza. ([[Émile Zola]]) *La morte è sempre e dovunque terribile per una creatura che è nata e che non ha vissuto. Che non ha vissuto affatto: capisci, che non ha vissuto! ([[Maria Kuncewiczowa]]) *La morte è sempre la stessa, ma ogni uomo muore a suo modo. ([[Carson McCullers]]) *La morte è spaventosa, ma ancor più spaventosa sarebbe la coscienza di vivere in eterno e di non poter morire mai. ([[Anton Cechov]]) *La morte è un'amante da temere ed esisteva un modo soltanto per superare tale paura: diventando il suo giustiziere. (''[[Il labirinto del fauno (romanzo)|Il labirinto del fauno]]'') *La morte è un'usanza che tutti, prima o poi, dobbiamo rispettare. ([[Jorge Luis Borges]]) *La morte è un supplizio nella misura in cui non è semplice privazione del diritto di vivere, ma occasione di calcolate sofferenze. ([[Michel Foucault]]) *''La Morte favorisce chi favorisce la Morte.'' ([[Nick Cave]]) *La morte, fino a oggi, è sempre stata un evento naturale e gli eventi naturali, si sa, non hanno bisogno di una rielaborazione etica. La pioggia, i fulmini: quando vengono, vengono. Per la morte non è più così. Ora c'è la possibilità di scelta e quando si può scegliere, c'è sempre il bisogno assordante di un'etica. ([[Aldo Schiavone]]) *La morte ha cercato di colpirmi undici volte, ma non è mai riuscita ad arrivarmi, perché sono stato io più forte della morte [...]. La morte ci cammina dietro, vero? Mi cammini dietro, piccolina? Eh? Mi cammini dietro? Lo sai che mi sembri una micetta a volte? E tu... E tu vuoi ostacolarmi, tu vuoi mettermi delle sbarre davanti, vuoi mettermi delle prove, ma è molto difficile con me, lo sai, perché io sono più forte. ([[Richard Benson]]) *La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c'è, i morti non sono più. ([[Epicuro]]) *La morte, in generale, non mi ha mai fatto piangere. È così incipiente. È un incipit. ([[Carmelo Bene]]) *La morte insegna a vivere agli incorreggibili. ([[Xavier Forneret]]) *La morte non aspetterà che tu sia pronto. La morte non ha riguardi, non è leale! (''[[Batman Begins]]'') *La morte non è altro che il sonno del bambino che si addormenta sul cuore della mamma. Finalmente la notte dell'esilio sarà tramontata per sempre, ed entreremo nel possesso dell'eredità dei Santi nella luce. ([[Elisabetta della Trinità]]) *La morte non è mai banale: è solennità, è mistero. ([[Remo Bodei]]) *''La morte non è | nel non poter comunicare | ma nel non poter più essere compresi.'' ([[Pier Paolo Pasolini]]) *La morte non è priva del morire, ma è ricca della possibilità del dono di sé, totale ed irrevocabile. ([[Maurizio di Gesù Bambino]]) *La morte non è una prigione per coloro che hanno affidato le loro anime al principe delle tenebre. (''[[I satanici riti di Dracula]]'') *La morte non ha sempre le orecchie aperte ai voti e alle preghiere dei singoli eredi; e si ha il tempo di fare i denti lunghi, quando, per vivere, s'aspetta la morte di qualcuno. ([[Molière]]) *La morte non pare tremenda. È il più puro dei nostri atti; è la liberazione, il ritorno alla [[terra]]; una carezza e una benedizione. ([[Frederic Prokosch]]) *La morte non vuole gli stupidi. ([[Anton Cechov]]) *''La morte per me è solo una parola che provoca paura''. ([[John Frusciante]]) *La morte (o la sua allusione) rende preziosi e patetici gli uomini. ([[Jorge Luis Borges]]) *La morte, raggiungila con tutti i tuoi appetiti, e il tuo egoismo e tutti i peccati capitali. ([[Arthur Rimbaud]]) *La Morte sospirò. Era abituata a sentire gli uomini implorare di dare loro qualche altro anno o mese, a volte persino qualche ora. C'era sempre qualcosa di inconcluso, di non fatto, di non vissuto. I mortali non capiscono che la vita non è un libro che si chiude dopo averlo letto fino all'ultima pagina. Non esiste un'ultima pagina nel Libro della Vita, perché l'ultima è sempre la prima di una nuova storia. (''[[Il labirinto del fauno (romanzo)|Il labirinto del fauno]]'') *La morte – trafficante di sabbia nello spazio angusto della clessidra. ([[Ionuț Caragea]]) *La morte vera è la separazione da Dio e questa è intollerabile; la morte vera è la non fede, la non speranza, il non amore. ([[Carlo Carretto]]) *La morte viene silenziosa come un alce, dai vivi ci separa con il taglio di una falce. ([[Elio e le Storie Tese]]) *La protesta per il passo della morte è più religiosa che la sua accettazione. ([[Aldo Capitini]]) *La radice di qualsiasi schiavitù è la morte. ([[Olivier Clément]]) *La santa chiesa ritiene che ognuno può offrire oblazioni per i suoi morti veramente cristiani e il presbitero ne può fare memoria. E sebbene noi tutti soggiaciamo ai peccati, è appropriato che il sacerdote faccia memoria e interceda per i cattolici defunti. ([[Papa Gregorio III]]) *La severa uguaglianza della morte ridarà a ciascuno il suo: la codardia della attossicata calunnia compagna infesta della vita rifugge dalla maestà dei sepolcri. ([[Franco Mistrali]]) *La vita è piacevole, la morte è pacifica. È la transizione che crea dei problemi. ([[Isaac Asimov]]) *La vita è una grande sorpresa. Non vedo perché la morte non potrebbe esserne una anche più grande. ([[Vladimir Vladimirovič Nabokov]]) *La vita stanca, ma la morte fa rabbrividire. Meglio un giorno da pecora che una vita da sonnambulo. (''attribuita a [[Jim Morrison]]'') *''Lassù fra Dio e | gli uomini giostra spavalda | la morte | la vita. | Dove regna il sole | non c'è schiavitù''. ([[Carlo Perasso]]) *Laudato si', mi' Signore, per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no 'l farrà male. Laudate et benedicete mi' Signore' et ringratiate et serviateli cum grande humilitate. ([[Francesco d'Assisi]]) *Le moribonde parole dello Incas. Secondo cui la morte arriva per nulla, circonfusa di silenzio, come una tacita, ultima combinazione del pensiero. ([[Carlo Emilio Gadda]]) *Lo straniero conosce "in vita" l’esperienza della morte. Si muore a degli affetti, a dei paesaggi, dei pensieri, per rinascere ad altri affetti, altri paesaggi, altri pensieri. ([[Tahar Lamri]]) *Ma non muori perché sei malato, muori perché sei vivo. La morte ti uccide pure senza l'aiuto della malattia. ([[Michel de Montaigne]]) *Ma pròvati a negare la morte. Essa nega me, e basta! ([[Ivan Sergeevič Turgenev]]) *''Ma se in noi destano un simbolo, i morti senza mai fine | ai penduli amenti del vuoto avellano | essi accennano, o forse alla pioggia | che nella terra buia precipita di primavera. || E noi, che pensiamo a una felicità ''saliente'', | il tremito commoverebbe, | che quasi ci abbatte, | se ''cade'' un evento felice.'' ([[Rainer Maria Rilke]]) *Malinconica e triste che possa sembrare la morte, sono troppo filosofo per non vedere chiaramente che il terribile sarebbe che l'uomo non potesse morire mai, chiuso nel carcere che è la vita, a ripetere sempre lo stesso ritmo vitale che egli come individuo possiede solo nei confronti della sua individualità a cui è assegnato un compito che si esaurisce.<br>Ma altri crede che in un tempo della vita questo pensiero della morte debba regolare quel che rimane della vita, che diventa così una preparazione alla morte. Ora, la vita intera è preparazione alla morte, e non c'è da fare altro sino alla fine che continuarla, attendendo con zelo e devozione a tutti i doveri che ci spettano. La morte sopravverrà a metterci a riposo, a toglierci dalle mani il compito a cui attendevamo; ma essa non può far altro che così interromperci, come noi non possiamo fare altro che lasciarci interrompere, perché in ozio stupido essa non ci può trovare.<br>Vero è che questa preparazione alla morte è intesa da taluni come un necessario raccoglimento della nostra anima in Dio; ma anche qui occorre osservare che con Dio siamo e dobbiamo essere a contatto tutta la vita e niente di straordinario ora accade che ci imponga una pratica inconsueta. Le anime pie di solito non la pensano così e si affannano a propiziarsi Dio con una serie di atti che dovrebbero correggere l'ordinario egoismo della loro vita precedente e che invece sono l'espressione intima di questo egoismo. ([[Benedetto Croce]]) *Mentirei se dicessi che mi lascia indifferente. Ho oltre 70 anni ed è come sentissi alle mie spalle il rumore di passi pesanti. Incalzano e indicano la fine. [...] In realtà forse preoccupa più gli uomini delle donne. Loro vivono più a lungo, con grazia. Noi uomini? Direi più isterici. Anche piagnoni. Un po’ come me. ([[Michail Baryšnikov]]) *''Meravigliosamente ti ridà forza | il parlare coi morti | quando incapaci d'infonderne | sono i rimasti in vita.'' ([[Giorgos Seferis]]) *Mi accompagna da sempre e mi fa compagnia anche adesso. So che la vita non durerà all'infinito. Come ai tropici, verrà buio tutto di un colpo. Morire è una cosa che ha fatto Leonardo. Quindi nessun problema per Biagi. ([[Enzo Biagi]]) *Mi è stato insegnato ad affrontare ciò che non posso evitare. La morte è una di quelle cose. Vivere nella società tentando di non guardare la morte è stupido perché guardarla ci fa ritornare alla vita con maggior vigore ed energia. Il fatto che i fiori non durino per sempre è ciò che li rende belli. ([[Damien Hirst]]) *Mi sono sempre proibita di pensare a una vita futura, ma ho sempre creduto che l'istante della morte sia la norma e lo [[Senso della vita|scopo della vita]]. Pensavo che per quanti vivono come si conviene, sia l'istante in cui per una frazione infinitesimale di tempo penetra nell'anima la verità pura, nuda, certa, eterna. Posso dire di non avere mai desiderato per me altro bene. ([[Simone Weil]]) *Morire è come aprire una porta e chiudersela dietro: chi è senza chiave non entra. ([[Gianni Mura]]) *Morire è così semplice per quelli che credono in qualcosa, per coloro che sostengono che la morte non sia la fine di tutto. Quelli per cui esiste solo il bianco e il nero, che sanno esattamente cosa devono fare e perché, che sventolano lo stendardo di un'idea, o di ciò in cui credono: lo trattengono nelle loro mani e tutto ciò che vedono ne è illuminato. Coloro che non hanno dubbi o rimpianti. Per loro morire deve essere facile. Se ne vanno con il sorriso sulle labbra. ([[Dmitrij Gluchovskij]]) *Morire è la condizione stessa dell'esistenza. In ciò mi rifaccio a tutti coloro che hanno detto che è la morte a dar senso alla vita, proprio sottraendole tale senso. Essa è il non-senso che dà un senso negando questo senso. ([[Vladimir Jankélévitch]]) *''Morire | è un'arte, come ogni altra cosa. | Io lo faccio in un modo eccezionale. | Io lo faccio che sembra come inferno. | Io lo faccio che sembra reale. | Ammetterete che ho la vocazione.'' ([[Sylvia Plath]]) *Morire è una cosa tremenda, ma ancora sopportabile; è il far morire che, per un cristiano, il quale come il Cristo ha per missione di dar vita, è il colmo dell'atrocità! ([[Primo Mazzolari]]) *Morire non mi piace per niente. È l'ultima cosa che farò. ([[Roberto Benigni]]) *Morire sarà una splendida avventura. ([[James Matthew Barrie]]) *Morire vent'anni prima o vent'anni dopo poco importa. <br /> Quel che importa è morir bene. <br /> Soltanto allora inizia la vita. ([[Léon Degrelle]]) *''Morte, che se' tu dunque? Un'ombra oscura, | un bene, un male, che diversa prende | dagli affetti dell'uom forma e natura.'' ([[Vincenzo Monti]]) *Morte e [[Risurrezione|resurrezione]] son un atto solo, un solo mistero. ([[Divo Barsotti]]) *''Morte, muta parola, | sabbia deposta come un letto | dal sangue, | ti odo cantare come una cicala | nella rosa abbrunata dei riflessi.'' ([[Giuseppe Ungaretti]]) *''Morte, sorella mia | nata il giorno ch'io nacqui, | remota e accanto mi sei | come un miraggio. | Lampada fu il tuo volto alla mia culla. | sulla tua veste d'ombra | quante notti dormii. | Lieve mi condurrai | tenendomi per mano | lungo l'aria serena di luna | fino al grande diorama.'' ([[Renato Mucci]]) *Né il sole né la morte si possono guardare fissamente. ([[François de La Rochefoucauld]]) *Nel lungo termine siamo tutti morti. ([[John Maynard Keynes]]) *Nessun uomo è padrone del suo soffio vitale tanto da trattenerlo, né alcuno ha potere sul giorno della sua morte, né c'è scampo dalla lotta; l'iniquità non salva colui che la compie. (''[[Qoelet]]'') *Nessuno ha compiuto tanti peccati in vita per meritare di morire due volte. ([[José Saramago]]) *Niente è morto finché non è sepolto. (''[[Sorvegliato speciale]]'') *Noi tutti, ricchi e poveri, bianchi e neri, di qualunque terra e di qualunque religione, dotti o ignoranti, santi o delinquenti, per quanto divisi da usi, pensieri, costumi di vita, siamo tuttavia uniti da una sola realtà: la realtà della morte.<br>Diversi in tutto gli uni dagli altri, siamo uguali in questa certezza: l'Imperatore d'Inghilterra nel Buckingham<ref>Nel testo "Bucingham".</ref> Palace e il boscimano nella capanna di paglia e di sterco.<br>Tutti sanno di dover morire, ma nessuno ci crede. La sola realtà sulla quale non è possibile nessuna discussione, è anche la sola realtà dalla quale tutti distolgono gli occhi e la mente.<br>È questa una nostra demenza o una provvidenza della natura?<br>Sia come si voglia, è certo che la vita è possibile solo a patto che ci si dimentichi della morte, solo a patto che si viva come se fossimo immortali. ([[Nicola Moscardelli]]) *Non appena qualcuno muore, l'immagine che che gli altri conservano di lui subisce una sorta di trasfigurazione. Si solidifica – e sarà poi difficile rompere quella crosta – in una forma idealizzata e non verosimigliante. Questo accade a causa della pietà, dell'affetto, e magari del senso di colpa. ([[Stefano Brusadelli]]) *''Non c'è dignità nella morte | per vendere al mondo il tuo ultimo respiro.'' ([[Robbie Williams]]) *''Non c'è morte | ch'io possa indossare | quando penso | che dopo di me | nulla è niente.'' ([[Riccardo Mannerini]]) *Non c'è nulla che possa sostituire l'assenza di una persona a noi cara. Non c'è alcun tentativo da fare: bisogna semplicemente tenere duro e sopportare.<br>Ciò può sembrare a prima vista molto difficile, ma è al tempo stesso una grande consolazione, perché finché il vuoto resta aperto si rimane legati l'un l'altro per suo mezzo.<br>È falso dire che Dio riempie il vuoto. Egli non lo riempie affatto ma lo tiene espressamente aperto, aiutandoci in tal modo a conservare la nostra antica reciproca comunione, sia pure nel dolore. Ma la gratitudine trasforma il tormento del ricordo in una gioia silenziosa. I bei tempi passati si portano in sé non come una spina, ma come un dono prezioso.<br>Bisogna evitare di avvoltolarsi nei ricordi, di consegnarci ad essi, così come non si resta a contemplare di continuo un dono prezioso, ma lo si osserva in momenti particolari e per il resto lo si conserva come un tesoro nascosto di cui si ha la certezza.<br>Allora sì che dal passato emanano una gioia e una forza durevoli. ([[Dietrich Bonhoeffer]]) *Non c'è pena più profonda che quella di riconoscere i segni dell'ultima separazione. La morte ci ferisce a morte. ([[Maurice Toesca]]) *Non credevo che facesse quest'effetto trovarsi di fronte alla morte: il mio cervello lavora molto più velocemente, come per mettersi in pari di tutto il tempo che ha perduto. (''[[Il viaggio indimenticabile]]'') *Non devi temere la morte, è un'insonne compagna che non tradisce. Nel momento in cui si avvicina, quando al suo cospetto il sangue gela nelle vene, sappi che essa non fa altro che proteggerti dolcemente. (''[[Cowboy Bebop]]'') *Non è che ho paura di morire. È che non vorrei essere lì quando succede. ([[Woody Allen]]) *Non è morire in sé stesso che importa: è morire fallito che ti lascia la bocca amara. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]'') *''Non è ver che sia la morte | il peggior di tutti i mali; | è un sollievo de' mortali | che son stanchi di soffrir''. ([[Pietro Metastasio]]) *Non esiste miglior prova che la morte sia temibile, della pena che i filosofi si prendono per convincere che bisogna disprezzarla. ([[François de La Rochefoucauld]]) *''Non ha sofferto'', le dissero. ''Anzi, non ha provato niente''. Questo la fece piangere ancor di più, e più forte. La morte è la sola cosa nella vita di cui sia necessario essere coscienti mentre accade. ([[Jonathan Safran Foer]]) *Non ho paura di morire, ripeto, non me ne importa. Morire è normale, finire è normale, tutto muore a questo mondo, tutto finisce, allora perché averne paura? Mica che mi dispiaccia stare al mondo, intendiamoci, io son contentissima d'essere al mondo, però più di quel tanto non ci si può stare e così accetto la legge. ([[Virna Lisi]]) *Non importa quanto duramente tu possa tentare di vivere fino alla tua morte, alla fine morirai. (''[[Fullmetal Alchemist]]'') *''Non lodarmi la morte, splendido Odisseo. | Vorrei esser bifolco, servire un padrone, | un diseredato, che non avesse ricchezza, | piuttosto che dominare su tutte l'ombre consunte.'' ([[Achille]], [[Omero]], ''[[Odissea]]'') *Non penso alla morte, ma accetto il fatto che sia parte del gioco. ([[Gilles Villeneuve]]) *Non posso rinascere se prima non muoio, e la morte mi ripugna. ([[Jean Cardonnel]]) *Non potendo parlare sempre della morte, tutti i nostri discorsi sono banali. ([[Nicolás Gómez Dávila]]) *''Non si può ancora morire | mentre ti agiti inerte. | Aggrappati all'ultima azione | che ancora puoi fare: | non devi fallire la morte''. ([[Giorgio Gaber]]) *Non si può ingannare la morte. (''[[Final Destination 2]]'') *Non sopporterei di morire due volte. È una cosa così noiosa. ([[Richard Feynman]]) *Non temer né affrettare il dì supremo. ([[Marco Valerio Marziale]]) *Non temiamo la morte, ma il pensiero della morte. ([[Lucio Anneo Seneca]]) *– Non vorrai morire così?<br />– Non lo so, io non sono mai morto prima. (''[[Solo due ore]]'') *Norbert de Varenne riprese: «No, voi non mi capite, oggi, ma ricorderete più avanti quello che vi dico in questo momento. Capita un giorno, vedete, e per molti capita presto, in cui si smette di ridere, come si suol dire, perché dietro a tutto ciò che si guarda, si vede la morte... Oh! voi non comprendete neanche questa parola: la morte. Alla vostra età non significa nulla. Alla mia età è terribile. Si comprende di colpo, e non si sa perché, né per quale motivo, e allora tutto muta aspetto, nella vita. Io, da quindici anni, la sento che mi rode, come se portassi in me una bestia. L'ho sentita a poco a poco, mese per mese, ora per ora, devastarmi come una casa che sta per crollare. Mi ha talmente trasformato che non mi riconosco più. Non v'è più nulla in me dell'uomo raggiante, fresco e forte che ero a trent'anni. L'ho vista tingere di bianco i miei capelli neri, e con quale lentezza sapiente e cattiva! Mi ha preso la pelle soda, i muscoli, i denti, tutto il mio corpo di un tempo, per lasciarmi soltanto un'anima disperata, e ruberà tra breve anche quella... Sì, mi ha ridotto a pezzi, la sgualdrina, lentamente, terribilmente ha compiuto la lunga distruzione del mio essere, momento per momento. E adesso mi accorgo di morire in ogni cosa che faccio. Ogni passo mi avvicina a lei, ogni movimento, ogni respiro, affretta il suo odioso lavoro. [...] Adesso, la vedo tanto da vicino, che spesso ho voglia di allungare le braccia per respingerla. Copre la terra, riempie lo spazio. La riconosco dappertutto. Le bestioline schiacciate per la strada, le foglie che cadono, i peli bianchi nella barba di un amico, mi straziano il cuore e mi gridano: Eccola! Mi rovina tutto quello che faccio, tutto quello che vedo, che mangio, che bevo, che amo, il chiaro di luna, il sorgere del sole, il mare aperto, i bei fiumi e l'aria delle sere d'estate, così dolce a respirare!» ([[Guy de Maupassant]]) *''O morte io son quel cervo | che divorano i cani | La morte eiacula sangue.'' ([[Georges Bataille]]) *''O Morte, vecchio capitano, è tempo, leviamo l'ancora. Questa terra ci annoia, Morte. Salpiamo.'' ([[Charles Baudelaire]]) *''Oh Morte! oh Morte! Eppur terribil tanto | non sei qual sembri. Tu sugli occhi adesso | mi chiami, in vece di spavento, il pianto. || Dunque più non fuggir, vienmi dappresso. | Ah, perché tremo ancor? Vieni, ch'io voglio | ne' tuoi sembianti contemplar me stesso''. ([[Vincenzo Monti]]) *Ogni danno lascia dispiacere nella ricordazione, salvo che 'l sommo danno, cioè la morte che uccide essa ricordazione insieme colla vita. ([[Leonardo da Vinci]]) *Ogni [[paura]] è fondamentalmente orientata verso la morte. Qualunque sia la sua forma, la sua modalità, qualunque sia il suo aspetto, il suo nome, ogni paura è orientata verso la morte. Se vai in profondità, scoprirai di aver paura della morte. ([[Osho Rajneesh]]) *Ogni tradizione spirituale suggerisce lo stesso: mantieni vicino il pensiero della morte. Non fuggirlo... La negazione della morte ingigantisce l'ego, mentre vivendo in sua presenza lo spirito si rafforza e s'ingentilisce. ([[Sam Keen]]) *Ogni volta che muore qualcuno che abbiamo conosciuto ed amato ritornano tutti i soliti confusi pensieri sulla morte, il mistero che incombe su tutti i nostri atti, pensieri, cose. Grandioso, solenne, terribile e semplicissimo episodio della natura che ci rilancia nell'infinito sconosciuto e inconoscibile. Ma non provo terrore. Sono stato due volte in rischio serio di morire e non ho avuto paura. Solo uno struggimento, una commozione al pensiero di non vedere fisicamente le persone, i luoghi, le cose care. La cosa più dura è la fine della percezione fisica, il grande distacco dai sensi: ma l'infinito ci attira, ci risucchia, ci avvolge, ci fa rinascere. ([[Michele Valori]]) *Ogni volta che trascorro del tempo con una persona che sta morendo trovo in effetti una persona che vive. Morire è il processo che inizia pochi minuti prima della morte, quando il cervello viene privato dell'ossigeno; tutto il resto è vivere. ([[Patch Adams]]) *Penso spesso alla morte, sperando che lei non pensi a me. ([[Patrick Tambay]]) *Per conoscere la morte, Otto, devi fottere la vita fino alle budella. ([[Victor Frankenstein|Barone Frankenstein]], ''[[Il mostro è in tavola... barone Frankenstein]]'') *''Per monti e per abissi ella correa, | a la mia pace, all'amor mio rubella, | femmina ad altri, a me regina e dea, | ingannatrice sempre e sempre bella.'' ([[Mario Rapisardi]]) *Per loro {{NDR|i morti}} noi siamo in una tomba angusta mentre la loro anima può spostarsi fino all'estremità di spiagge eteree, di orizzonti infiniti. ([[Teresa di Lisieux]]) *Perché si parla tanto di fisico, di bellezza, e molto meno o non tanto del fatto che tutti moriamo, che la morte può sorprenderti da un momento all'altro? Perché ci comportiamo, almeno io, come se la morte non esistesse, come se non ti toccasse. Quando tutto ha una fine e bisogna prepararsi, ma non se ne parla. ([[Verónica Echegui]]) *Predicare agli uomini la morte, con le parole o con l'esempio è stato e sarà sempre invano. Si può riconoscere il male, ma esso è tale e tanto, che non si lascia vincere. I saggi indiani hanno predicato l'astinenza e decantato il Nirvana: a che pro? Il più coraggioso rivelatore del dolore e del male ha concepito il suicidio della Terra; con quale effetto? Dove sono le opere, le azioni, i tentativi, un principio di esecuzione? ([[Federico De Roberto]]) *– Professo', voi che sapete tutto, mi sapete dire com'è quando si muore?<br>– Anie', ognuno di noi è come una goccia d'acqua, che prima o poi cade nel mare. E quando questa goccia si scioglie, quell'acqua diventa mare. (''[[Giuseppe Moscati - L'amore che guarisce]]'') *''Pur tu permani, o morte, e tu m'attendi | o sano o tristo, ferma ed immutata, | morte benevolo porto sicuro. | Che ai vivi morti quando pur sia vano | quanto la vita il pallido tuo aspetto | e se morir non sia che continuar | la nebbia maledetta | e l'affanno agli schiavi della vita – | – purché alla mia pupilla questa luce | che pur guarda la tenebra si spenga | e più non sappia questo ch'ora soffro | vano tormento senza via né speme, | tu mi sei cara mille volte, o morte, | che il sonno verserai senza risveglio | su quest'occhio che sa di non vedere, | sì che l'oscurità per me sia spenta.'' ([[Carlo Michelstaedter]]) *''Qual di famosi ingegni è maggior gloria, | ebrei, greci, latini, arabi e persi, | di lingue e stil diversi, | quanti l'antique carte fan memoria, | te han scritta e desiata. | Felice disse alcun chi mòre in fasce; | altri, quando la vita più diletta; | chi, quando men s'aspetta. | Molti beato disser chi non nasce: | molti con forte man t'han cerco e tolta, | grave turba e non stolta! | Tu breve, tu comune e iusta e grata, | tu facil, natural, pronta, che sèpre | il bel fior da la vepre: | nostre calamità prego che ammorte, | benigna e valorosa, optata Morte.'' ([[Pandolfo Collenuccio]]) *Quand'ero ragazzo temevo che la morte fosse la fine di tutto. Più tardi ho sperato che fosse la fine di tutto. Oggi non so più nemmeno io che cosa temo e spero, dato che la mia paura si è insieme svuotata e diffusa, si è trasformata in angoscia, in uno spavento senza oggetto perché comprende tutti gli oggetti. ([[Mario Andrea Rigoni]]) *Quando abbiamo imparato a vivere, moriamo. ([[Lalla Romano]]) *Quando abbiamo la sensazione che l'essenza di noi sopravviverà, se non altro nel ricordo delle persone care, la morte non fa più paura. ([[Marie de Hennezel]]) *Quando abbiamo superato una certa età, l'anima del bambino che siamo stati e l'anima dei morti da cui siamo usciti vengono a gettarci a piene mani le loro ricchezze e i loro sortilegi, chiedendo di cooperare ai nuovi sentimenti che proviamo e nei quali, cancellando la loro antica effigie, li rifondiamo in una creazione originale. [...] Dobbiamo ricevere, dopo una certa ora, tutti i nostri parenti arrivati da tanto lontano e radunatisi intorno a noi. ([[Marcel Proust]]) *''Quando la morte | mi attraversa | strappo il suo grido | allo sparviero | e lo integro | al mio vocabolario''. ([[Anise Koltz]]) *Quando la morte s'abbatte sugli innocenti e i giovani, per ogni fragile forma dalla quale scioglie lo spirito anelante, si levano centinaia di virtù in forma di grazia, di carità e d'amore, e vanno per il mondo, versando benedizioni. Dalle lagrime che i mortali addolorati versano sulle tombe precoci, nasce qualche bene, qualche più soave natura sorge. Sotto i passi della distruttrice balzano radiose creazioni che sfidano la sua potenza, e il suo triste cammino si muta in una via luminosa che conduce al cielo. ([[Charles Dickens]]) *Quando la morte si presenta nella sua vera faccia scarna e truculenta, non la si considera senza timore. Ma quando essa, per burlarsi degli uomini che si vantano di burlarsi di lei, si avanza camuffata, quando soltanto la nostra meditazione riesce a vedere che, sotto le spoglie di quella sconosciuta, la cui dolcezza c'incanta e la cui gioia ci rapisce nell'impeto selvaggio del piacere, c'è la morte — allora siamo presi da un terrore senza fondo. ([[Søren Kierkegaard]]) *Quando la vita biografica sia impedita da una malattia tormentosa, inguaribile e ingravescente (come nel caso di [[Piergiorgio Welby|Welby]]) o da un'irreversibile perdita di coscienza (come nel caso di [[Eluana Englaro|Eluana]]), la vita biologica può essere interrotta da una ''pietas'' che è il rispetto dell'altrui identità ed è l'unica manifestazione autentica della «proprietà riflessiva» dell'amore che lega chi vive a chi muore. ([[Giorgio Cosmacini]]) *''Quando Morte tra noi disciolse il nodo, | che prima avvinse il Ciel, Natura e Amore, | tolse agli occhi l' oggetto, il cibo al core, | l'alme congiunse in più congiunto modo''. ([[Vittoria Colonna]]) *'''I.''': Quando muore un uomo comune, che cosa gli accade?<br>'''M.''': Dipende da ciò in cui ha creduto. La vita è immaginazione, prima e dopo. Il sogno continua.<br>'''I.''': E che cosa accade al realizzato?<br>'''M.''': Non muore perché non è mai nato. ([[Nisargadatta Maharaj]]) *Quando pensi alla persona morta, con la quale hai vissuto per anni, i tuoi pensieri non devono essere rivolti soltanto al passato. Chiedi anche alla persona defunta che cosa vorrebbe dirti oggi, pregala di indirizzarti verso ciò che è veramente importante per la tua vita. ([[Anselm Grün]]) *''Ridicola Umanità, la Morte t'ammira in ogni clima, | sotto ogni sole, con tutte le tue contorsioni, | e spesso, profumandosi di mirra come te, | mischia la sua ironia alla tua insania!'' ([[Charles Baudelaire]]) *Riguardatevi sempre, mi raccomando, dalla morte, ché già dai tempi antichi la morte fu giudicata cosa antipatica. ([[Ubayde Zākāni]]) *''S'i' fosse morte, andarei da mio padre; | s'i' fosse vita fuggirei da lui: | similmente faria da mia madre''. ([[Cecco Angiolieri]]) *Se ci fu mai tempo in cui il pensiero della morte ebbe poco o nessun peso sulle preoccupazioni dei viventi, è certo il tempo in cui viviamo: questo è un fatto che nessuno contesta. Ma come e perché ci si è arrivati? ([[Adriano Tilgher]]) *Se, come ci assicurano, è prevista la vita eterna, perché deve esserci la morte? ([[Nando Tonon]]) *Se improvvisa, la visita del Cupo Mietitore non può essere sgradita. ([[Fausto Cercignani]]) *Se la morte è il fine necessario della vita, tutta la [[saggezza]] consiste nell'affrettarne il conseguimento. ([[Federico De Roberto]]) *Se muore lei, per me tutta questa messa in scena del mondo che gira, possono anche smontare, portare via, schiodare tutto, arrotolare tutto il cielo e caricarlo su un camion col rimorchio, possiamo spegnere questa luce bellissima del sole che mi piace tanto... ma tanto... lo sai perché mi piace tanto? Perché mi piace lei illuminata dalla luce del sole, tanto... portar via tutto questo tappeto, queste colonne, questo palazzo... la sabbia, il vento, le rane, i cocomeri maturi, la grandine, le 7 del pomeriggio, maggio, giugno, luglio, il basilico, le api, il mare, le zucchine... le zucchine... (''[[La tigre e la neve]]'') *Se non sapete morire, non preoccupatevene, la natura vi istruirà sul momento, in modo completo e sufficiente: compirà a puntino questa operazione per voi, non datevene la briga. ([[Michel de Montaigne]]) *''Se potessi vorrei | morire in primavera | all'ombra dei fiori | nella stagione del [[plenilunio]] | nel mese delle gemme.'' ([[Saigyō]]) *Se una pianta non può vivere secondo la propria natura, muore, e allo stesso modo un uomo. ([[Henry David Thoreau]]) *Secondo alcuni la morte è un fenomeno naturale, come il vento e le stelle. Altri ritengono che dipenda da un dio, se non addirittura da più dei. Ma qualunque sia la nostra convinzione, quello che succede quando finisce la vita è un mistero su cui l'uomo si interroga da migliaia di anni. ([[Eirik Newth]]) *Senza [[fede]] non potremmo accettare né concepire la morte. ([[Sophia Loren]]) *Si dovrebbe, per amore della ''vita'' – volere una morte diversa, libera, consapevole, senza accidenti, senza incidenti... ([[Friedrich Nietzsche]]) *Si muore perché il corpo muore, non l'anima. La morte è un fatto fisico, non dello spirito. L'organismo perisce sia perché decade con l'età sia per malattie, ma lo spirito gli sopravvive. Perciò se io riesco a trasferire l'anima in questo impianto, a risanare il corpo e a ridargli l'anima, ho vinto la morte. ([[Victor Frankenstein|Barone Frankenstein]], ''[[La maledizione dei Frankenstein]]'') *''Si nasce | per far guerra alla morte | ed esserne sconfitti. | Da giovani | il nemico è lontano | muoiono quelli più avanti. | Oh bellezza | delle retrovie! | Qualche tiro lungo | uccide un giovanissimo, qua e là | ma pochi | e tu procedi, giochi, | vivi, ami e dimentichi | la battaglia che non ci sarà. | Poi | la morte aggiusta il tiro. | Te ne accorgi | quando colpisce | o i tuoi amici in giro | o qualche scheggia di malattia | ti scalfisce. | Poi tocca a te. | Prima di morire | si passa la bandiera ai figli. | Ma anche loro | non vinceranno.'' ([[Marcello Marchesi]]) *«Siamo nati per morire.» Se l'avessi saputo prima! ([[Roberto Gervaso]]) *Solo da morti, [[scrittore]] e asino, trovano la loro glorificazione. ([[Giorgio Saviane]]) *''Solo davanti la morte fa paura. | Di dietro | è tutto bello innocente all'improvviso. | Maschera di carnevale, nella quale, | dopo la mezzanotte acqua raccogli | per bere o, sudato, lavarti.'' ([[Milan Rúfus]]) *''Solo un fumo torbido è il sogno della morte, | e il fuoco della vita sotto vi arde''. ([[Herman Hesse]]) *Solo dopo la morte siamo fuori tempo massimo. (''[[L'ultimo bacio]]'') *Sono eroi i combattenti che affrontano la morte in guerra. Siamo eroi anche noi vecchi che affrontiamo la morte senza bombe e senza assalti, senza fracasso e senza gloria. ([[Fausto Gianfranceschi]]) *Sono i morti che governano. Guarda, amico, come ci impongono la loro volontà! Chi ha fatto le leggi? I morti! Chi ha fatto le usanze a cui obbediamo e che modellano le nostre vite? I morti! E i diritti di proprietà sulle nostre terre? Non sono forse i morti che li hanno inventati? Se un geometra traccia una riga, comincia da un angolo che è stato fissato dai morti, e se andiamo in tribunale per una controversia, il giudice si mette a compulsare i suoi libri, finché non trova il modo in cui i morti l'hanno risolta, e si conforma alla loro decisione. E tutti gli scrittori, quando vogliono dare peso e autorevolezza alle loro opinioni, citano i morti, e i predicatori e i conferenzieri non hanno forse la bocca piena di parole che sono state già pronunciate dai morti? Caro mio, le nostre vite seguono i solchi che i morti hanno tracciato con l'unghia dei loro pollici! ([[Melville Davisson Post]]) *– Sono sempre i più meglio che se ne vanno!<br />– È la vita, oggi a te domani a lui! (''[[I soliti ignoti]]'') *Spesso sono i giovani ad avere le idee necessarie affinché la [[società]] progredisca. Però i vecchi non sempre sono disposti a cedere loro il posto: in questo caso la morte è utile alla società. ([[Eirik Newth]]) *Talvolta non è giusto che qualcuno possa svignarsela semplicemente morendo. ([[Friedrich Dürrenmatt]]) *''Trovo, dovunque io giro 'l guardo intento, | trista imagin di morte. Ecc'ora il giorno | da l'oriente uscir di luce adorno, | eccol tosto a l'occaso oscuro e spento''. ([[Celio Magno]]) *Tu conosci, o Morte, il fuoco che conduce al cielo. Dichiaralo a me che son degno di fede: come partecipano dell'immortalità gli abitanti del cielo? (''[[Kaṭha Upaniṣad]]'') *– Tu non hai paura della morte, è questo che vorresti far credere a tutti.<br />– È davvero così. Arriva per tutti prima o poi, perché temerla?<br />– Perché tu finirai nel più profondo dei Sette Inferi se gli Dèi sono giusti! (''[[Il Trono di Spade (prima stagione)|Il Trono di Spade]]'') *Tutti devono morire, ma non tutte le morti hanno uguale valore. [...] La morte di chi si sacrifica per gli interessi del popolo ha più peso del Monte Tai, ma la morte di chi serve i fascisti, di chi serve gli sfruttatori e gli oppressori, è più leggera di una piuma. ([[Mao Zedong]]) *Tutti dobbiamo morire un giorno. E tuttavia, di tutte le verità che ci diciamo, è forse quella, perlomeno fino alla vecchiaia, che ci ripetiamo con meno convinzione. ([[Albert Samain]]) *Tutti i morti sono maggiori di noi. Un ragazzo di dieci anni che muore è maggiore di me, per il fatto che lui sa. ([[Julien Green]]) *Tutti un giorno, dobbiamo morire. Non possiamo esser certi di ciò che ci attende dopo morti, ma pensate che stupende possibilità vi sono! Può darsi, come disse [[Socrate]], che la morte sia soltanto un sonno tranquillo. Personalmente, sento che la morte sarà la grande rinascita. Perciò avviamoci alla morte come il bimbo va nel suo letto. Accogliamo tranquillamente quest'ora di coricarsi e diciamo che la vita è stata un bene. ([[Leo Baeck]]) *Un [[confessione|confessore]] si recò da un moribondo e gli disse: «Vengo a esortarvi a morire in pace». L'altro rispose: «E io vi esorto a lasciarmi morire in pace». ([[Nicolas Chamfort]]) *Un male non può essere glorioso; ma esiste una morte gloriosa; dunque la morte non è un male. ([[Zenone di Cizio]]) *Un morto non ha età. ([[Fëdor Dostoevskij]], ''[[L'idiota]]'') *''Un sillogismo:'' sono gli altri a morire; ma io | non sono un altro; quindi non morirò''.'' ([[Vladimir Nabokov]]) *Un uomo non è nato del tutto finché non è morto. Perché allora dobbiamo rattristarci che un nuovo nato abbia preso posto tra gli'immortali? Noi siamo spiriti. Che ci venga prestato un corpo anche se questo ci dà piacere, ci assiste nell'acquistare conoscenze o nel fare del bene ai nostri simili, è un atto generoso e benevolo del Signore. Quando il corpo non serve più a questi scopi e ci dà dolore invece che piacere, quando diventa un ingombro invece di un aiuto, è non meno generoso e benevolo che ci sia dato il modo di liberarcene. La morte è proprio questo.<br>Il nostro amico e noi siamo stati invitati a un viaggio di piacere che durerà in eterno. Il suo seggio era pronto per primo ed egli è partito prima di noi. Non potevamo logicamente partire tutti insieme: e perché tu e io dovremmo rattristarcene, giacché presto dovremo seguirlo e sappiamo dove trovarlo? ([[Benjamin Franklin]]) *Una cosa che ho imparato riguardo alla morte è che sono chiamato a morire per gli altri. È fin troppo evidente che il modo in cui muoio influisce su molte persone. ([[Henri Nouwen]]) *''Una donna stende il bucato | nel silenzio. | La morte è senza vento.'' ([[Tomas Tranströmer]]) *Una maniera del tutto nuova di morire è comparsa nel corso del secolo XX in alcune delle regioni più industrializzate, più urbanizzate, più tecnicamente avanzate del mondo occidentale e senza dubbio siamo ancora agli inizi.<br>Salta agli occhi del meno attento degli osservatori la sua novità, il suo contrasto con tutto ciò che era prima, di cui costituisce l'immagine rovesciata in negativo: la società ha espulso la morte, eccetto quella degli uomini di Stato.<br />Niente più nella città avverte che qualcosa è accaduto: il vecchio carro funebre nero e argento è diventato una banale automobile grigia che si perde nel flusso della circolazione.<br />La società non segna nessuna pausa: la scomparsa di un individuo non intacca più la sua continuità. In città tutto si svolge come se nessuno più morisse. [...] Il modello della morte capovolta ha certo una preistoria nella città borghese, europea e cosmopolita della fine dell'Ottocento [...] ma assume la consistenza attuale negli Stati Uniti e nell'Inghilterra del secolo XX. È là che mette radici perché vi ha trovato le condizioni di sviluppo più favorevoli. ([[Philippe Ariès]]) * Una morte onesta è meglio di una vita vergognosa. ([[Slogan comunisti|slogan comunista]]) *''Veder la china, il baratro profondo, | la via senza ritorno, ultima via... | Triste non è il tramonto, amica mia, | triste è dover assistere al tramonto!''. ([[Nicola Lisi]]) *Veronica, guarda che la morte non esiste. La gente muore solo quando viene dimenticata. (''[[1992 (serie televisiva)|1992]]'') *''Verrà la morte e a te che non sei niente | porgerà la mano, in mezzo all'altra gente, | e tu sarai il primo, come vorrà la sorte, | a danzare con lei la danza della morte. | La morte bizzarra, la morte normale.'' ([[Tiziano Sclavi]]) *Vista in positivo, la morte è una delle poche cose che si possono fare facilmente stando distesi. ([[Woody Allen]]) *''Vogl' i ncampagna c' 'a Morte! | M' a faccio assettà a tavula cu' mmico. | Mangio! Ch'è, nun mangiavo? I', benedico, | tengo nu stommaco forte! || 'O vermiciello, 'o crapetto, | 'o fritto 'e pesce... e doppo – addo' ce azzecca''<ref>Dove ci sta bene.</ref> ''| 'o bicchierello – 'a noce e 'a ficusecca... | Se n'ha da i' nu peretto!''<ref>Peretto: Vaso di vetro in forma di pera.</ref> ''|| Voglio sta allero e cuntento, | ca nun ce abbado si mangiammo 'nzieme. | Le voglio fà avvedè ca nun me preme | ch'è tutt'essa a 'stu mumento! || 'A voglio ridere 'nfaccia! | 'A voglio fa stunà 'cu suone cante... | E quanno 'arcìule 'e vino so' vacante, | me l'astregno forte 'mbraccia... || E strillo: "– S'è 'mbrïacata! | Gente, vedite d' 'a putè fa' scema... | Vedimmo si se scioglie 'stu prublema | Si vene st'ora aspettata! " || E nun 'mporta – 'o bbenedico! – | Si doppo, quanno ha alliggeruto o vino, | me dice a me, truvannome vicino: | "– Mo' vienetenne cu' mmico!"'' ([[Rocco Galdieri]]) *''Voi morti non ci date mai quiete | e forse è vostro | il gemito che va tra le foglie | nell'ora che s'annuvola il Signore.'' ([[Vittorio Sereni]]) *Voltati. Vedrai una compagna che ti segue costantemente. In mancanza di un nome migliore chiamala Morte. È la tua Morte. Puoi averne paura, oppure servirtene a tuo vantaggio. Sta a te la scelta. ([[Wayne Walter Dyer]]) ===''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959)|Ai confini della realtà]]''=== *È la morte che dà un senso a questo mondo. Amiamo una rosa proprio per la sua caducità. Chi ha amato una pietra? ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (prima stagione)|prima stagione]]) *In questa casa si aggira la morte, l'attrice che entra in scena al terzo e ultimo atto della vita di ognuno di noi. ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (seconda stagione)|seconda stagione]]) *– Io non sapevo che esistessero una bella morte e una brutta morte.<br>– Mh-mh. Una bella morte è una morte artistica, una brutta è una morte da macellai. Lei, Boris, è un macellaio, io sono un artista. Stasera avrà il suo morto, Boris entro poche ore. Ma uccideremo con modalità artistiche, non con una mannaia o una pallottola esplosiva o altri mezzi da macelleria. No, no! Questa morte sarà come un balletto! ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quinta stagione)|quinta stagione]]) *La morte deve essere così: niente orrore, niente paura, solamente pace. ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quinta stagione)|quinta stagione]]) *Secondo un detto, ogni uomo viene al mondo condannato a morte. L'ora e il modo dell'esecuzione sono sconosciuti. ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (prima stagione)|prima stagione]]) ===[[Marco Aurelio]]=== *La morte, la vita, la fama, l'infamia, il dolore, il piacere, la ricchezza, la povertà, tutto ciò tocca ugualmente a buoni e cattivi, non essendo queste cose né belle né brutte; e, dunque, neppure beni o mali. *Non disprezzare la morte ma accoglila di buon grado perché anch'essa è un ente tra quelli che natura vuole. *Sulla morte: o dispersione, se ci sono gli atomi; se invece c'è l'unità, o spegnimento o trasferimento. ===[[Clive Barker]]=== *I morti hanno vie di comunicazione.<br>Percorrono le ignote distese dietro la nostra vita, animate dal traffico interminabile di anime dipartite, nell'infallibile procedere di treni fantasma, di vagoni di sogno. Capita di udire le vibrazioni e il tumulto del loro passaggio nei punti di rottura del mondo, attraverso le crepe aperte da atti di crudeltà, violenza e depravazione. Si può scorgere il carico di quei convogli, i morti vaganti, quando il cuore è vicino a scoppiare e si manifestano allora visioni che meglio sarebbe tenere celate.<br>Ci sono autostrade con tanto di segnaletica, viadotti e piazzole di sosta. Ci sono caselli e svincoli.<br>È in corrispondenza di queste intersezioni, dove si incrociano e si mescolano le folle dei morti, che propaggini di questi itinerari segreti tracimano talvolta nel nostro mondo. Il traffico è intenso ai crocicchi, dove più stridule risuonano le voci dei morti. Lì le barriere che separano una realtà da quella attigua si sono assottigliate per il passaggio di innumerevoli piedi *La morte, aveva compreso, era uno specchio di dolore a due facce: quella dei viventi, ciechi e convinti di aver perso i loro cari per sempre; e quella dei morti, che li vedevano soffrire e soffrivano accanto a loro, senza poter offrire una singola sillaba di conforto. *Sapevano sempre molte cose, i morti. Quante volte aveva detto a Harry che erano la più grande risorsa mai sfruttata? Era vero. Tutto quello che avevano visto e sofferto restava sconosciuto a un mondo che invece aveva tanto bisogno di un po' di saggezza. Solo perché, a un certo punto dell'evoluzione della specie, nel cuore dell'uomo si era radicata la profonda e superstiziosa convinzione che i morti fossero una fonte di terrore, invece che di illuminazione. *Tutto è morte, donna. Tutto è dolore. L'amore porta con sé soltanto la perdita. La solitudine conduce al dolore. Non importa cosa facciamo, saremo comunque sconfitti. La nostra unica, vera eredità è la morte. E il nostro unico lascito, la polvere. ([[Pinhead (personaggio)|Pinhead]]) ===''[[Beowulf]]''=== [[File:Siegfried, the hero of the North, and Beowulf, the hero of the Anglo-Saxons (1909) (14566833957).jpg|thumb|La morte di Beowulf]] *Il Fato salva spesso un uomo non destinato ancora a morire, quando il valore non lo abbandona. *Nel tempo fissato, per ognuno di noi verrà il termine della vita nel mondo; e chi può, si conquisti la fama prima della morte. Nulla di più alto può lasciare dietro di sé, quando muore, un cavaliere valoroso. ([[Beowulf (personaggio)|Beowulf]]) *Per l'uomo di valore è più dolce la morte di una vita d'onta! *Per un poco, adesso, è in fiore il tuo valore ma presto accadrà che della tua potenza ti depredino la malattia o la spada o l'abbraccio del fuoco o l'onda dell'acqua o il morso della spada o il volo della lancia, o la vecchiezza tremenda; e allora il lampo che ti arde negli occhi si offuscherà e si spegnerà, e presto accadrà, fiero cavaliere, che la morte ti abbatterà. ([[Hroðgar]]) *Tale sarà sempre la fede d'un uomo, quand'egli pensa di conquistarsi una gloria imperitura nella guerra: per nulla lo turberà il pensiero della morte. ===''[[Bibbia]]''=== *''Alla morte di un uomo si rivelano le sue opere. | Prima della fine non chiamare nessuno beato; | un uomo si conosce veramente alla fine.'' (''[[Siracide]]'') *''Gli empi invocano su di sé la morte | con gesti e con parole, | ritenendola amica si consumano per essa | e con essa concludono alleanza, | perché son degni di appartenerle.'' (''[[Libro della Sapienza]]'') *In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Giovanni]]'') *L'ultimo nemico che sarà distrutto sarà la morte. Difatti, Dio ''ha posto ogni cosa sotto i suoi piedi''. ([[Paolo di Tarso]], ''[[Prima lettera ai Corinzi]]'') *''La morte è stata ingoiata per la vittoria. | Dov'è, o morte, la tua vittoria? | Dov'è, o morte, il tuo pungiglione?'' Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge. Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! ([[Paolo di Tarso]], ''[[Prima lettera ai Corinzi]]'') *''Non ci sarà più la morte, | né lutto, né lamento, né affanno, | perché le cose di prima sono passate.'' (''[[Apocalisse di Giovanni]]'') *''O morte, come è amaro il tuo pensiero | per l'uomo che vive sereno nella sua agiatezza, | per l'uomo senza assilli e fortunato in tutto, | ancora in grado di gustare il cibo! | O morte, è gradita la tua sentenza | all'uomo indigente e privo di forze, | vecchio decrepito e preoccupato di tutto, | al ribelle che ha perduto la pazienza!'' (''[[Siracide]]'') *''Sì, Dio ha creato l'uomo per l'immortalità; | lo fece a immagine della propria natura. | Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; | e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono.'' (''[[Libro della Sapienza]]'') ===[[Napoleone Bonaparte]]=== *Ci sono ferite alle quali sarebbe preferibile la morte. Ma sono poche. Al momento di abbandonare la vita, ci si aggrappa ad essa con tutte le forze. *La morte può essere l'espiazione delle colpe, ma non può mai ripararle. *La morte sola può rescindere l'unione formata dalla simpatia, dal sentimento e dall'amore. ===[[Eugenio Borgna]]=== *In fondo, e in sintesi estrema, è per sfuggire alla morte che ci siamo inventati il linguaggio, l'arte, la filosofia, la politica. *L'immagine che vive in noi è legata alla concezione che abbiamo della vita e anche alla differenza che mettiamo tra il morire e la morte. *Nel termine morire rimane "vivo" anche il vivere; nella parola morte la vita scompare. ===[[Louis Bromfield]]=== *Ci sono persone che hanno vissuto con ritmo, che hanno completato il ciclo dell'esistenza passando dall'infuriare della giovinezza alle solide conquiste della maturità e al quieto e pacifico declino verso la morte. La gente di questo genere non teme la morte né lotta per sfuggirla giacché la vita è sempre stata completa, realizzata come un'opera d'arte. Non hanno mai temuto né negato la vita. Non accettano la morte per stanchezza o disperazione ma l'accettano perché hanno compiuto il ciclo con compiuta soddisfazione. Quanti ne sono rimasti al giorno d'oggi? *La morte del corpo non è la fine dello spirito, ma solo una tappa del viaggio, come quando nei tempi andati si cambiava diligenza. *La morte è una cosa rapida, chiara, che non ammette compromessi. ===[[Gesualdo Bufalino]]=== *E se Dio avesse inventato la morte per farsi perdonare la vita? *I fatti sono cocciuti, la morte è il più cocciuto dei fatti. *La morte è uno sverginamento. Portasse anche a una gravidanza! *Pochi si rendono conto che la loro morte coinciderà con la fine dell'universo. *Morire è facile, prima o poi ci riescono tutti. *Morire è un'inciviltà di cui, se potesse, il defunto arrossirebbe. *Morire. Non fosse che per fregare l'insonnia. *Morire sarà, su per giù, come quando su una vetrina una saracinesca s'abbassa. ===[[Charles Bukowski]]=== *La maggior parte delle persone non è preparata alla morte, la propria o quella di chiunque altro. Li sciocca, li terrorizza. È come se fosse una grossa sorpresa. Diavolo, non dovrebbe mia esserlo. Porto la morte nel taschino a sinistra. A volte la tiro fuori e le parlo: "Ciao, bellezza, come va? Quando vieni a prendermi? Sarò pronto".<br />Non c'è da piangere per la morte più di quanto non ci sia da piangere per la crescita di un fiore. Ciò che è terribile non è la morte in sé, ma le esistenze che la gente vive o non vive fino al momento della morte. Non onora la propria vita, piscia sulla propria vita. La caga via. Stolti cazzoni. Si concentrano troppo sullo scopare, sui film, sul denaro, sulla famiglia, sul fottere. Hanno la menti gonfie di ovatta. Inghiottono Dio senza pensare, inghiottono la patria senza pensare. Ben presto si dimenticano come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello gonfi di ovatta. Sono brutti, dicono cose brutte, camminano in modo brutto. Suonagli la grande musica dei secoli e loro non riusciranno a sentirla. La morte di quasi tutte le persone è una farsa. Non c'è rimasto più niente da uccidere. *La morte era così noiosa. E questa era la cosa peggiore della morte. Che era di una noia mortale. Una volta che si presentava non avevi più scampo. Non potevi giocarci a tennis o trasformarla in una scatola di boeri. Se ne stava lì e basta, come una gomma bucata. La morte era stupida. *"La morte non puzza", disse la donna, "solo i vivi puzzano, quelli che stanno per morire puzzano, solo quelli in decomposizione puzzano. La morte non puzza." *Mentre aspettavo ammazzai quattro mosche. Accidenti, la morte era dappertutto. Uomini, uccelli, belve, rettili, roditori, insetti, pesci, nessuno aveva la minima probabilità di sfuggirle. Li sistemava tutti. Non sapevo che cosa fare, al riguardo. Mi venne la depressione. *Non possiamo ingannare la morte ma possiamo farle fare così tanta fatica che quando arriverà a prenderci saprà di avere ottenuto una vittoria altrettanto perfetta della nostra. ===[[Samuel Butler]]=== *E ciò che noi chiamiamo morte non è altro che una scossa abbastanza forte da distruggere il passato e il presente come affini tra loro. In altre parole, la morte non è che la constatazione che la differenza tra il passato e il presente è maggiore della somiglianza, sì che non è più possibile chiamare la seconda fase una continuazione della prima e ci costa meno fatica crederla qualcosa che decidiamo di considerare nuova. *Il tormento della morte sta nella conoscenza di quando e come verrà. *La morte, non è né una fine né un inizio definitivo. Così colui che perde la propria anima la può ritrovare, e colui che la trova potrebbe perderla. *Morire è soltanto cessare di morire e sbrigare la cosa una volta per tutte. *Non c'è nulla che allo stesso tempo abbia così tanta e così poca influenza su un uomo quanto la sua morte. *Tutta la vita di certa gente è una sorta di morte parziale – una lunga, estenuante agonia, per così dire, di immobilismo e di inesistenza cui la morte fa solo da sigillo o da firma solenne: la rinuncia a ogni ulteriore azione o operato da parte del firmatario. La morte sottrae a questi individui quella piccola forza che sembravano avere e non concede loro niente tranne il riposo. *Una morte fatta con stile, in modo lussuoso, è una delle cose più dispendiose a cui un uomo possa indulgere. Morire con tutti i confort costa un sacco di soldi a meno che uno non si spenga alla svelta. ===[[Elias Canetti]]=== *Io posso essere amico solo di spiriti che conoscono la morte. Certo, mi rendono felice se gli riesce di tacere della morte: perché io non posso. *L'esistenza di molte popolazioni è interamente colmata da riti che si riferiscono ai morti. […] L'invidia dei morti è ciò che i vivi temono di più. […] Ogni morto è dunque colui cui altri sopravvivono. *La morte come desiderio si trova davvero ovunque, e non è necessario scavare molto nell'uomo per trarla alla luce. *La morte è una battaglia sempre perduta. ===[[Caparezza]]=== *''Altro giro di lancetta, | io matura, io l'acerba, | mi hanno dato tanti appellativi, | ma tu chiamami "La Certa".'' *È stata rappresentata in molteplici modi, ma io ho scelto di raccontarla come una figura positiva, senza la quale la nostra vita diventerebbe il trionfo dell'apatia e della depressione. Una sorta di motivatrice che ci spinge a dare il meglio di noi durante il tempo limitato che abbiamo a disposizione. *''Mi vedi come la cattiva, la tenebra, la maldita, la dea che fa la bandita, | ma voglio solo schiodarti dalla panchina, | voglio vederti giocare la tua partita, | ringraziami, | che se fossi svanita come una dedica incisa nella battigia | avresti l'anima spenta, l'anima grigia | come la cenere di una cicca nella lattina, | ho dato io il tuo senso a tutto | e sono vera e senza trucco, | anche se non lo ammetti è a me che va il pensiero | più che al cielo del Nabucco.'' *''Non chiamarmi prostituta | perché tutti giacciono con me, | da chi va nei posti in tuta | a chi ha diamanti nei collier.'' *''Smettila di mandarmi fiori | tanto mi azzanneresti come i cani fuori, | piuttosto leggimi dentro come i grandi tomi | perché la vita è un lampo e tu ci arriverai in ritardo come fanno i tuoni. | Io sono il tuo futuro, chiama i testimoni, | non puoi mandare i piani in fumo come gli estintori.'' *''Quando stai male sono la tua litania, | ma quando il male passa divento una tassa, una tirannia.'' *''Ti immagini non ci fossi? | Di sicuro non avresti combinato la metà di niente. | Sono anni che ti sprono a dare il meglio, | ma tu vivi nelle ombre degli inganni. | Forse quando partiremo sarai vecchio | con le tue valigie colme di rimpianti. | Non puoi comprarmi | nemmeno con tutti gli ori dei Nibelunghi: | di sicuro sarai mio, sì, puoi contarci, | quel giorno sarai migliore, quasi per tutti.'' ===[[Miguel de Cervantes]]=== *La morte che ci coglie a un tratto fa subito finire il dolore, ma quella che si prolunga nei tormenti uccide di continuo senza spegner la vita. *Orbene, a tutto c'è rimedio meno che alla morte, sotto il giogo della quale tutti si deve passare, per quanto, quando la vita finisce, ci dispiaccia. *Tuttavia, ti faccio osservare, fratel mio Panza — replicò don Chisciotte — che non c'è ricordo cui il tempo non cancelli, né dolore a cui la morte non metta fine. ===[[Emil Cioran]]=== *La morte è ciò che la vita ha sinora inventato di più solido e sicuro. *Morire a sessanta o a ottant'anni è più duro che a dieci o a trenta. L'assuefazione alla vita, ecco la difficoltà. Perché la vita è un vizio. Il più grande che ci sia. Il che spiega perché si faccia tanta fatica a sbarazzarsene. *Se la morte non fosse una forma di soluzione, i viventi avrebbero già trovato un modo qualsiasi di aggirarla. ===[[Fabrizio De André]]=== *''Cari fratelli dell'altra sponda | cantammo in coro giù sulla terra, | amammo in cento l'identica donna, | partimmo in mille per la stessa guerra, | questo ricordo non vi consoli, | quando si muore, si muore soli.'' *''La morte verrà all'improvviso | avrà le tue labbra e i tuoi occhi | ti coprirà di un velo bianco | addormentandosi al tuo fianco.'' *''Sappiate che la morte vi sorveglia, | gioir nei prati o fra i muri di calce, | come crescere il gran guarda il villano | finché non sia maturo per la falce.'' ===[[Don DeLillo]]=== *È così, dunque: una cosa improvvisa, perentoria? La morte, pensai, non dovrebbe essere invece come l'immersione del cigno, ali bianche, levigato, che lascia la superficie intatta? *È un timore che informa da lungo tempo i miei rapporti con i medici, quello che perdano interesse nei miei confronti, che ordinino all'infermiera di far passare altri prima di me, che diano per scontata la mia morte. *La maggior parte di noi ha probabilmente visto la propria morte, ma non sapeva come far affiorare questa visione. Forse, quando moriremo, la prima cosa che diremo sarà: «Questa sensazione la conosco. Qui ci sono già stato». *La questione del morire si fa saggio strumento di memoria. Ci guarisce della nostra innocenza nei confronti del futuro. Le cose semplici sono fatali, o è una superstizione? *I tibetani cercano di vedere la morte per ciò che essa è. Ovvero la fine dell'attaccamento alle cose. Una verità semplice ma difficile da capire. Tuttavia, una volta che si sia smesso di negare la morte, si può procedere tranquillamente a morire e poi ad affrontare l'esperienza della rinascita uterina, o l'aldilà giudaico-cristiano, o l'esperienza extracorporea, o un viaggio su un Ufo, o come che lo si voglia chiamare. E possiamo farlo con chiarezza di visione, senza timore riverenziale o terrore. Non dobbiamo aggrapparci artificialmente alla vita, e neanche alla morte. Non si fa altro che procedere verso le porte scorrevoli. Onde e radiazioni. Guarda come è tutto ben illuminato. Questo posto è sigillato, conchiuso in sé. E senza tempo. Un altro motivo per cui penso al Tibet. Morire, in Tibet è un'arte. Arriva un sacerdote, si siede, dice ai parenti in lacrime di andarsene e fa sigillare la stanza. Porte e finestre, tutte sigillate. Ha cose serie da fare. Salmodie, numerologia, oroscopi, recitazioni. *Nelle città nessuno più nota la specificità del morire. Il morire è una componente dell'aria. Si trova ovunque e in nessun luogo. Morendo gli uomini gridano, per farsi notare, per farsi ricordare per un paio di secondi. Morire in un appartamento di città può deprimere l'anima, penso, per diverse vite a venire. Nelle cittadine di provincia invece ci sono le villette, le piante nei bovindi. La gente nota di più la morte. I morti hanno volti, automobili. Se non si sa un nome, si sa però quello di una strada, di un cane. «Aveva una Mazda arancione». Di una persona si sanno un paio di cose inutili che diventano importanti elementi di identificazione e collocazione cosmica, nel caso in cui essa muoia all'improvviso, dopo una breve malattia, nel proprio letto, con trapunta e cuscini rivestiti uguali, in un mercoledì pomeriggio piovoso, febbricitante, un po' congestionata nei seni nasali e al petto, pensando alla lavatura a secco. ===[[Angelo di Costanzo]]=== *''Il primo annunzio di mia cruda morte, | se a chi muor per [[Amore|amor]] tanto è concesso, | vo' che tra il sonno l'ombra mia t'apporte''. *''Lasciando con la [[patria]] ogni conforto, | ove più l'Appennin la neve agghiaccia, | carco n'andrò di così gravi some, | chiamando morte, e te sola per nome''. *''Poi c'hai del sangue mio sete si ardente, | e perchi'io mora, o Morte acerba e ria, | sei mossa per ferir la donna mia, | col velenoso stral fiero e pungente''. *''Quand'un [[Anima|alma]] gentil, credo dal cielo | discesa, ad onorar quel chiaro giorno, | però che tal nascer non suole in terra, | vidi tra molte stelle a par d'un sole | con raggi fiammeggiar, da far in vita | tornar quanti mai spense avara morte''. ===[[Philip K. Dick]]=== *Che stronza [[Emily Dickinson]], quando cinguettava della "dolce Morte". L'idea che la morte sia dolce è abominevole. La Dickinson non ha mai visto un groviglio di sei o sette automobili sulla Easthore Freeway. *È sorprendente: il potere della morte umana di far rinsavire. Ha più peso di ogni parola, di ogni argomento: è la forza ultima. Si impossessa della tua attenzione e del tuo tempo. E ti lascia cambiato. *Quando un certo errore comincia a essere commesso da un bel po' di persone, allora diviene un errore sociale, uno [[stile di vita]]. E in questo particolare stile di vita il motto è: "Sii felice oggi perché domani morirai"; ma s'incomincia a morire ben presto e la felicità è solo un ricordo. ===[[Emily Dickinson]]=== *Ho notato che la Morte fa frequenti visite, dove si è già presentata, rendendo desiderabile prevenire i suoi approcci. *Morire prima di aver paura di morire può essere un dono. *Non pensiamo abbastanza ai Morti come fonte di ebbrezza – Essi non dissuadono ma Adescano – Custodi di quella grande Avventura ancora preclusa a noi – mentre agogniamo (invidiamo) la loro saggezza lamentiamo il loro silenzio. *Non ti sembra terribile l'[[Eternità]]? Ci penso spesso e mi sembra così buia che quasi desidererei che non ci fosse Eternità. Credere che dobbiamo vivere per sempre e non cessare mai di esistere. Sembra come se la Morte di cui tutti hanno paura perché ci lancia in un mondo sconosciuto sia un sollievo rispetto a uno stato di esistenza così interminabile. Non so perché ma mi sembra di non dover mai cessare di vivere sulla terra – non riesco a immaginare con la mia immaginazione più fervida la scena della mia morte – Mi sembra di non dover mai chiudere gli occhi nella morte. Non riesco a rendermi conto che la tomba sarà la mia ultima dimora – che gli amici piangeranno sulla mia bara, che il mio nome sarà menzionato, come uno di quelli che ha cessato di essere fra i rifugi dei viventi, e ci si chiederà dove è volato il mio spirito disincarnato. *''Poiché non potevo fermarmi per la Morte – | lei gentilmente si fermò per me.'' *''Polvere è l'unico Segreto – | Morte, l'unica Creatura | di cui non si può scoprire nulla | nella sua "città natale". || Nessuno conobbe "suo Padre" – | non fu mai Fanciulla – | non ebbe compagni di gioco, | o "storia di Inizi" – | Operosa! Laconica! | Puntuale! Pacata! | Spavalda come un Brigante! | più silenziosa di una Flotta! || Costruisce, come un Uccello, anche! | Cristo deruba il Nido – | Pettirosso dopo Pettirosso | di contrabbando al Riposo!'' *Se i morenti potessero aver fiducia della Morte, non ci sarebbero Morti. ===[[John Donne]]=== *''Morte, non andar fiera se anche t'hanno chiamata | possente e orrenda. Non lo sei. | Coloro che tu pensi rovesciare non muoiono, | povera morte, e non mi puoi uccidere.'' *Nessun uomo è un'isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l'Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell'umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te. *''Un breve sonno e ci destiamo eterni. | Non vi sarà più morte. E tu, morte, morrai.'' ===''[[Dr. House - Medical Division]]''=== *La morte non è interessante. Per te conta solo ciò che è interessante: rompicapo, idee, analisi... La morte è il contrario di un bel rompicapo. La morte è un eterno nulla. ([[Dr. House - Medical Division (ottava stagione)|ottava stagione]]) *– Non voglio che le diate farmaci che danneggino il suo organismo...<br/>– Lo sa cos'altro danneggia un organismo? La morte! ([[Dr. House - Medical Division (terza stagione)|terza stagione]]) *Quasi morire non cambia niente, è la morte che cambia tutto quanto. ([[Dr. House - Medical Division (quinta stagione)|quinta stagione]]) ===[[Dracula (romanzo)|''Dracula'' (romanzo)]]=== *Dicono che coloro i quali sono in punto di morte, per lo più rendano l'anima nei momenti di transizione, all'alba e al mutare della marea; e chiunque abbia sperimentato, quando sia stanco, e come incollato al suo posto, quella trasformazione che ha luogo nell'atmosfera, non faticherà a credermi. ([[Jonathan Harker]]) *La vita in fondo cos'è? Solo l'attesa di qualcosa altro, no? E la morte l'unica cosa che possiamo essere sicuri che viene. *Sono troppo infelice, troppo giù di morale, troppo nauseato del mondo e di tutto quel che c'è dentro, vita compresa, e non mi importerebbe niente di sentire in questo momento il batter d'ali dell'Angelo della Morte. ([[John Seward]]) ===[[Dracula (miniserie televisiva)|''Dracula'' (miniserie)]]=== *La fine è una benedizione. Morire ti da la prospettiva. È la cima della montagna da cui tutta la tua vita è finalmente visibile dall'inizio alla fine. La morte ti completa. *La morte è l'unico atto che sa ancora di novità. Ogni altra esperienza umana è catalogata da qualche parte nelle vostre infinite biblioteche digitali. Non c'è nulla di nuovo. Ogni istante di vita è deteriorato e di seconda mano, tranne quell'unico momento dell'esistenza che nessuno è mai stato in grado di raccontare. In un mondo di strade già percorse, la morte è l'unica neve ancora immacolata. *Perché il trapasso arriva sempre come un tale shock per voi mortali? ===''[[Dylan Dog]]''=== *''Chi è colui così gagliardo e forte che possa vivere senza poi morire? E da colei ch'è tutto, Madonna Morte, l'anima sua possa far fuggire? La Morte schifosa, la Morte lasciva! La Morte! La Morte! La Morte che arriva! La Morte, la Morte, dolcissima e amara, la Morte che avanza nella notte chiara. La Morte di pietra, la Morte di neve, la Morte che arriva con passo lieve. La Morte che dona, la Morte che prende, la Morte che ruba, la Morte che rende, la Morte che passa, la Morte che sta, la Morte che viene, la Morte che va. La Morte che arriva con il suo dolore, e avvolge ogni cosa con il suo fulgore. La Morte regina senza scettro e corona, La Morte! La Morte! La Morte in persona! La Morte! La Morte! La Morte furiosa, la Morte maligna, la Morte pietosa, la Morte sicura, la Morte carogna, la Morte che ha il muso di un topo di fogna. Verrà la Morte, e i tuoi occhi avrà | e la bellezza tua, vanità di vanità... | Verrà la Morte e porterà con sé | tutto il tuo impero, tutto, insieme a te... | Verrà la Morte e taglierà il legame | così sottile e forte, così bello e infame... | Verrà la Morte, sarà la tua coscienza, | è stata tua compagna in tutta l'esistenza... | Verrà la Morte, e a te che non sei niente | porgerà la mano, in mezzo all'altra gente... | ...e tu sarai il primo, come vorrà la sorte, | a danzare con lei la danza della Morte! | [...] la Morte ha danzato, la Morte tua sposa, | la Morte maligna, la Morte pietosa.'' *''In principio erano le tenebre, e sulle tenebre regnava la madre, regina degli orrori della nostra umanità, sovrana della notte eterna, madre sterile di infiniti figli, ignota a tutti e da tutti conosciuta, perché il suo nome è Morte!'' *Io sono colei che tutto spiega e che nessuno può spiegare... io sono l'immagine allo specchio, sono il mistero che è al di là della vita... sono il sonno senza sogni, sono il pensiero che vola via, la grande consolatrice... io sono... la Morte! *''La Morte che uccide, la Morte che piange | la Morte che ha lacrime fatte di sangue | La Morte stanca, la Morte triste, | la Morte che ha visto cose mai viste.'' *''La Morte di vetro, metallo, lamiera, | la Morte che viene di giorno e di sera | La Morte di schianto, di colpo, improvvisa, | la Morte temuta, la Morte derisa | La Morte gloriosa, la Morte banale, | la Morte al disopra del bene e del male!'' *''La Morte! La Morte! La Morte che ha fretta! | La Morte che arriva e nessuno l'aspetta! | La Morte nel ventre, la Morte nel cuore, | la Morte che arriva con tutto il suo orrore!'' *La morte non è una condanna. È l'unica certezza che ci resta. Volevo vedere il futuro e non ho visto che polvere... è tempo che la polvere torni alla polvere. *Se la morte giungesse solo a chi se l'aspetta, finirebbe con il diventare noiosa. ===[[Umberto Eco]] === *Io ho il diritto di scegliere la mia morte per il bene degli altri. *La prima qualità di un onest'uomo è il disprezzo della religione, che ci vuole timorosi della cosa più naturale del mondo, che è la morte, odiatori dell'unica cosa bella che il destino ci ha dato, che è la vita, e aspiranti a un cielo dove di eterna beatitudine vivono solo i pianeti, che non godono né di premi né di condanne, ma del loro moto eterno, nelle braccia del vuoto. Siate forte come i saggi dell'antica Grecia e guardate alla morte con occhio fermo e senza paura. *Voglio [...] parlare della mia morte, e ammetterete che in questo caso ho qualche diritto all'esternazione. ===[[Albert Einstein]]=== *A chi è piegato dall'età, la morte verrà come un sollievo. Lo sento molto fortemente ora che sono arrivato io stesso alla vecchiaia, e a considerare la morte come un vecchio debito che è giunto il momento di pagare. Ma istintivamente, facciamo di tutto per ritardare quest'ultimo adempimento. Così la natura si diverte a giocare con noi. *La nostra morte non è una fine se possiamo vivere nei nostri figli e nella giovane generazione. Perché essi sono noi: i nostri corpi non sono che le foglie appassite sull'albero della vita. *Non voglio e non posso figurarmi un individuo che sopravviva alla sua morte corporale: quante anime deboli, per paura e per egoismo ridicolo, si nutrono di simili idee! ===[[Ugo Foscolo]]=== *''A' generosi | giusta di gloria dispensiera è morte.'' *''All'ombra de' cipressi e dentro l'urne | confortate di pianto è forse il sonno | della morte men duro?'' *''Gli occhi dell'uom cercan morendo | il [[Sole]]: e tutti l'ultimo sospiro | mandano i petti alla fuggente luce.'' *La sola morte, a cui è commesso il sacro cangiamento delle cose, promette pace. *Se gli uomini si conducessero sempre al fianco la morte, non servirebbero sì vilmente. ===[[Fausto Gianfranceschi]]=== *Da giovani la morte è una commedia scritta da altri per altri attori. *La morte è un mistero che promette di risolversi quando accadrà. *Ogni morte è un sacrificio che tiene in vita il mondo. *Sono eroi i combattenti che affrontano la morte in guerra. Siamo eroi anche noi vecchi che affrontiamo la morte senza bombe e senza assalti, senza fracasso e senza gloria. ===''[[Epopea di Gilgamesh]]''=== *Fin dai tempi antichi, nulla permane. Dormienti e morti, quanto sono simili: sono come morte dipinta. Che cosa divide padrone e servo quando entrambi hanno compiuto il proprio destino? Quando gli Anunnakkū, i giudici, si radunano e anche Mammetun madre dei destini, assieme decretano i fati degli uomini. Vita e morte assegnano, ma non rivelano il giorno della morte. *La morte abita nella mia camera; ovunque si posi il mio piede, lì trovo la morte. *Quando gli dèi crearono l'uomo, gli diedero in fato la morte, ma tennero la vita per sé. ===''[[Grey's Anatomy]]''=== *Dicono che la morte sia più dura per chi sopravvive. È difficile dire addio, a volte è impossibile. In realtà non smetti mai di sentire la perdita. È questo che rende tutto agrodolce. Lasciamo dei pezzetti di noi alle nostre spalle, piccoli ricordi. Una vita di ricordi, fotografie, gingilli. Cose per cui saremo ricordati, anche quando non ci saremo più. ([[Grey's Anatomy (nona stagione)|nona stagione]]) *La morte cambia tutto. C'è il crollo emotivo, certo, ma ci sono anche le cose pratiche. Chi farà il tuo lavoro? Chi si prenderà cura della tua famiglia? L'unica cosa positiva per te, è che non devi preoccupartene tu. Gente che non hai mai visto abiterà in casa tua, prenderà il tuo posto. Il mondo andrà avanti, senza di te. ([[Grey's Anatomy (nona stagione)|nona stagione]]) *Se sei una persona normale, una delle poche cose su cui puoi contare nella vita è la morte. Ma, se sei un chirurgo, anche quel conforto ti viene negato. Noi chirurghi inganniamo la morte, la prolunghiamo, la neghiamo. Ci fermiamo e, con sfida, mostriamo il dito medio alla morte. ([[Grey's Anatomy (quinta stagione)|quinta stagione]]) ===[[Ernst Jünger]]=== *La mente può sviluppare i nessi logici solo fino a un determinato punto, raggiunto il quale la prova deve cedere il passo all'evidenza. Lì occorre compiere il salto oppure ritirarsi.<br>Il punto di rottura in questione indica un mistero del tempo. I punti di rottura sono luoghi di ritrovamenti. Anche la morte è un punto di rottura, non una fine; ed è questo l'orizzonte della parola «origine» *Nell'uomo sono sopite anche qualità che solo la morte porterà a dispiegare. Allora la metamorfosi avrà luogo non più negli strati, bensì nella pienezza.<br>Grandi avventurieri – questa sarà per voi l'ultima e suprema avventura. *Nessuno può sottrarsi all'ultimo incontro, quello con la morte. Qui ognuno si espone in modo assoluto. La potenza della morte si sottrae al tempo e al numero, diventa immaginaria. *O [[ricordo]], chiave d'accesso al nucleo più intimo degli esseri umani e delle esperienze vissute! Sono certo che tu sei racchiuso anche nel vino cupo, amaro e inebriante della morte come l'ultimo e decisivo trionfo dell'essere sull'esistenza. *Spesso ho come l'impressione che i morti diventino più maturi e più miti; crescono dentro di noi con radici postume – siamo <nowiki>''</nowiki>noi<nowiki>''</nowiki> il vero camposanto, la vera terra consacrata del cimitero. Essi vogliono essere seppelliti nel nostro cuore. Ce ne sono grati, e questo vincolo dà alle famiglie e ai popoli la forza di trasformarsi nel tempo. *Vi sono degli incontri totali che mettono in questione il corpo e la vita; essi inaugurano un vasto campo che si estende tra l'intelligenza politica e la disciplina etica.<br/>Nessuno può sottrarsi all'ultimo incontro, quello con la morte. Qui ognuno si espone in modo assoluto. La potenza della morte si sottrae al tempo e al numero, diventa immaginaria. Se inseriamo per il singolo, come per colui che è sconosciuto a sé, in numero base X, egli sarà esposto infinitamente:<br />{{centrato|'''X'''<sup>∞</sup>}}<br />Solo così l'individuo diventa «indivisibile», come esprime il suo nome. Il fatto che la sua potenza superi qualsiasi misura e valutazione, include una speranza che oltrepassa quella del Paradiso. L'arte e i culti circondano e ornano il muro del tempo; ognuno celebra da solo il sacramento della morte. Nella morte di Ivan Ilijc, [[Lev Tolstoj|Tolstoj]] descrive il passaggio durante il quale l'esistenza non viene tolta, ma l'individuo rinuncia ad essa. <br/> A questo proposito [[Martin Heidegger|Heidegger]] scrive: «La rinuncia non toglie. La rinuncia dona. Dona la forza inesauribile dell'infinito». ===[[Stanisław Jerzy Lec]]=== *Da secoli continuiamo a cambiare abiti, ma la morte ci ritrova sempre. *Il tacito orgoglio dell'uomo: la morte si difende da noi, ma alla fine soccombe. *La clientela della morte non si estingue mai. *La morte è il deus ex machina della tragedia umana. *La prima condizione dell'[[immortalità]] è la morte. *Per ogni cadavere ascriviamo alla morte un "più" con una croce al cimitero. *Se si potesse scontare la morte dormendola a rate! ===[[Giacomo Leopardi]]=== *''Che sia questo morir, questo supremo | scolorar del sembiante, | e perir della terra, e venir meno | ad ogni usata, amante compagnia.'' *La morte non è male: perché libera l'uomo da tutti i mali, e insieme coi beni gli toglie i desiderii. La vecchiezza è male sommo: perché priva l'uomo di tutti i piaceri, lasciandogliene gli appetiti; e porta seco tutti i dolori. Nondimeno gli uomini temono la morte, e desiderano la vecchiezza. *La natura ci destinò per medicina di tutti i mali la morte. (''[[Operette morali]]'') *Nemica capitale della memoria. (''[[Operette morali]]'') *Non era naturale all'uomo da principio il procacciarsi la morte volontariamente: ma né anco era naturale il desiderarla. Oggi e questa cosa e quella sono naturali; cioè conformi alla nostra natura nuova: la quale, tendendo essa ancora e movendosi necessariamente come l'antica, verso ciò che apparisce essere il nostro meglio; fa che noi molte volte desideriamo e cerchiamo quello che veramente è il maggior bene dell'uomo, cioè la morte. (''[[Operette morali]]'') *Se mi fosse proposta da un lato la fortuna e la fama di Cesare o di Alessandro netta da ogni macchia, dall'altro di morir oggi, e che dovessi scegliere, io direi, morir oggi, e non vorrei tempo a risolvermi. (''[[Operette morali]]'') *''Sola nel mondo eterna, a cui si volve | ogni creata cosa, | in te, morte, si posa | nostra ignuda natura; | lieta no, ma sicura | dall'antico dolor.'' (''[[Operette morali]]'') *Troppo sono maturo alla morte, troppo mi pare assurdo e incredibile di dovere [...] durare ancora quaranta o cinquant'anni, quanti mi sono minacciati dalla natura. Al solo pensiero di questa cosa io rabbrividisco. [...] Oggi non invidio più né stolti né savi, né grandi né piccoli, né deboli né potenti. Invidio i morti, e solamente con loro mi cambierei. (''[[Operette morali]]'') ===[[Philipp Mainländer]]=== *Come le ossa bianche indicano le vie attraverso il deserto, così i monumenti segnano i regni culturali decaduti, rendendo nota la morte di milioni, come binari della civiltà. *E poi la silenziosa notte della morte assoluta inabisserà tutti. Come tutti nel momento del trapasso trepideranno beati: sono redenti, redenti per sempre! *L'animale non conosce la morte e la teme solo in modo istintivo, percependola come un pericolo. L'uomo, al contrario, conosce la morte e sa che cosa essa significa. [...] L'amore per la vita viene aumentato: l'animale segue soprattutto i suoi istinti, che si limitano a soddisfare la fame, la sete ed il bisogno di riposo. Esso vive in un ristretto ciclo vitale. Invece, nei confronti dell'uomo, e per mezzo della sua ragione, la vita si presenta sotto forma di ricchezza, di donne, di onore, di potere, di fama, ecc... che suscitano la sua brama di vita e la volontà di vita. [...] Nell'uomo, di conseguenza, la volontà di morte, istinto della sua natura più recondita, non viene semplicemente più celato dalla volontà di vita, come nell'animale, ma scompare completamente nel profondo, dove solamente di tanto in tanto si mostra come struggimento profondo di tranquillità. *La speranza di condurre una lunga vita, di continuare ad esistere sino alla mia morte naturale: questo per me è inconcepibile. *Però il filosofo immanente vede in fondo nell'intero universo nient'altro che il profondo desiderio di annichilimento assoluto, ed in lui è come se ascoltasse parlare chiaramente una voce che attraversa tutte le sfere del cielo, e dice: ''Redenzione! Redenzione! Morte alla nostra vita!'' – e pronunciare la rispettiva confortante risposta: ''troverete tutti la fine e sarete redenti.'' ===[[Thomas Mann]]=== *Di fatto il nostro morire riguarda più i sopravvissuti che noi stessi. *Il rispetto degli altri per le nostre sofferenze ce lo procura soltanto la morte, che nobilita anche le sofferenze più meschine. *La morte era una felicità così grande che solo nei momenti di grazia, come quello, la si poteva misurare. Era il ritorno da uno sviamento indicibilmente penoso, la correzione di un gravissimo errore, la liberazione dai più spregevoli legami, dalle più odiose barriere... il risarcimento di una lacrimevole sciagura. ===[[Sándor Márai]]=== *Arriviamo a comprendere fino in fondo gli esseri umani ai quali siamo uniti da un vincolo indissolubile soltanto nell'attimo della loro morte. *Il grande esame da superare nella vita non è la morte, bensì il morire. Ma la malattia e la morte hanno un che di osceno. Questo rovescio dell'esistenza corporea è al tempo stesso orrido e lubrico. *La via di ritorno dalla vita alla morte è oscura, brancolo dal nulla verso il nulla e lungo il percorso, ogni tanto, una parola, un concetto risplendono come lucciole nella buia foresta. *Le tante menzogne che si raccontano sulla morte mi fanno venire la nausea. La vita eterna. Vita oltre la morte. Giudizio, sfere, paradiso e inferno. Sono sempre menzogne piagnucolose, insulse, ripugnanti. La realtà è oscena e sogghignante, è la morte. *Ottantacinque anni fa venni alla luce su questo pianeta. In un giorno simile, il mortale pensa alla morte in maniera diversa dagli ottantacinque anni precedenti. L'uomo è sempre cosciente della morte, la considera un naturale compimento del difficile e incomprensibile corso dell'esistenza, tuttavia si limita ad «averne coscienza», l'accetta. Arriva in fine il tempo in cui l'uomo acconsente a morire. Non è una sensazione tragica. Piuttosto un senso di sollievo, come quando, dopo aver lungamente riflettuto, si comprende qualcosa di incomprensibile. *Sono in molti a comprendere soltanto tardi che il mistero più grande, nella vita, non è la morte, bensì il morire. E ogni ars moriendi è pura fantasticheria, un'arte simile non esiste. ===[[Henry de Montherlant]]=== *Beati coloro che muoiono senza pettegolezzi e senza lamenti, nella santa solitudine in cui muoiono le bestie e i soldati in fondo a una buca scavata da una granata. *Ciò che bisognerebbe riuscire a fare, è morire col sorriso sulle labbra. *Non occuparsi di quel che sarà dopo la morte, né sul piano metafisico, che sarebbe tempo perso dato che non possiamo saperne nulla; né sul piano concreto poiché delle nostre ultime volontà nulla sarà fatto. *Quando morirò, si troveranno ancora delle ragioni per mostrare che non sono morto come era opportuno. ===''[[Nosferatu, il principe della notte]]''=== *Chi dice che la morte è crudele sono solo gli inconsapevoli. Ma la morte non è che un taglio netto. È molto più crudele non essere capaci di morire. ([[Conte Dracula]]) *La morte non è il peggio: ci sono cose molto più orribili della morte. Riesce a immaginarlo? Durare attraverso i secoli, sperimentando ogni giorno le stesse futili cose. ([[Conte Dracula]]) *La morte è inevitabile. Alla fine saremo tutti soli. Le stelle ci vengono incontro confusamente. Il tempo scorre. I fiumi scorrono senza di noi. Solo la morte è crudelmente certa. ([[Lucy Westenra|Lucy Harker]]) ===[[Quinto Orazio Flacco]]=== *''L'estremo limite di tutto, | la morte.'' *La pallida morte batte ugualmente al tugurio del povero come al castello dei re. *''Persegue anche chi l'evita | la Morte.'' ===[[Chuck Palahniuk]]=== *Con la gente famosa è così, quando tirano le cuoia la loro cerchia di amici intimi si ingigantisce. Un morto famoso non può girare per strada senza incontrare un milione di migliori amici che nella vita vera non ha mai conosciuto. *Il [[dolore]] e l'[[odio]] e l'[[amore]] e la [[gioia]] e la [[guerra]] esistono perché siamo noi a volerli. E vogliamo che tutto sia così drammatico per prepararci alla prova finale che ci aspetta: affrontare la morte. *Io e la morte, separati alla nascita. ===[[Cesare Pavese]]=== *La morte, ch'era il vostro coraggio, può esservi tolta come un bene. *Ma morire è proprio questo – non più sapere che sei morta. *Non sarebbero uomini, se non fossero tristi. La loro vita deve pur morire. Tutta la loro ricchezza è la morte, che li costringe industriarsi, a ricordare e prevedere. *Tu non sai quanto la morte li attiri. Morire è sì un destino per loro, una ripetizione, una cosa saputa, ma s'illudono che cambi qualcosa. *''Verrà la morte e avrà i tuoi occhi | questa morte che ci accompagna | dal mattino alla sera, insonne, | sorda, come un vecchio rimorso | o un vizio assurdo''. ===[[Mariano José Pereira da Fonseca]]=== *La morte aggiusta e salda molti conti nei contrasti fra uomini. *La morte distrugge in ogni uomo un originale che non avrà altro uguale per tutta l'eternità. *La morte è il termine del primo tirocinio del nostro spirito in questo mondo, è una promozione intellettuale per un nuovo e più vasto sistema e ordine di cose e idee. *Siamo maturi per la morte quando arriviamo a disincantarci del mondo e della vita umana. ===[[Fernando Pessoa]]=== *Guardando un cadavere, la morte mi sembra una partenza. Il cadavere mi dà l'impressione di un vestito smesso. Qualcuno se n'è andato e non ha avuto bisogno di portare con sé quell'unico vestito che indossava. *''La morte è la curva della strada | morire è solo non essere visto. | Se ascolto, sento i tuoi passi | esistere come io esisto.'' *Tutto è aver speranze o è morte. ===[[Francesco Petrarca]]=== *''Che altro ch'un sospir breve è la morte?'' *''Degna | di poema chiarissimo e d'istoria.'' *''La morte è fin d'una pregione oscura | a l'anime gentili; a l'altre è noia, | ch'hanno posto nel fango ogni lor cura.'' *''Morte fura | prima i migliori, e lascia star i rei.'' *''O ciechi, il tanto affaticar che giova? | Tutti torniamo a la grande madre antica, | e il nome nostro a pena si ritrova''. *''Un bel morir tutta la vita honora.'' ===[[Luigi Pirandello]]=== *Ah, che vuol dir morire! Nessuno, nessuno si ricordava più di me, come se non fossi mai esistito... *Mi accorsi tutt'a un tratto che dovevo proprio morire ancora: ecco il male! Chi se ne ricordava più? Dopo il mio suicidio alla ''Stia'', io naturalmente non avevo veduto più altro, innanzi a me, che la vita. Ed ecco qua, ora: il signor Anselmo Paleari mi metteva innanzi di continuo l'ombra della morte. *Morto? Peggio che morto; me l'ha ricordato il signor Anselmo: i morti non debbono, più morire, e io sì: io sono ancora vivo per la morte e morto per la vita. Che vita infatti può esser più la mia? La noja di prima, la solitudine, la compagnia di me stesso? ===[[Jules Renard]]=== *Il mistero della morte è più che sufficiente. Tutto quello che vi si ricollega non è che un enorme intreccio da teatro. *La morte potrebbe essere il sogno se, tratto tratto, si potesse aprire un occhio. *Non si muore. La morte è una specie di vita covata. *Quando si comincia a guardarla bene in faccia la morte è facile da capire. *Quando si sta per morire, si sa di pesce. *Quelli che hanno parlato meglio della morte sono tutti morti. ===[[Giuseppe Rensi]]=== *Ciò che principalmente ti affligge nella morte altrui è la rinnovata visione della certezza della tua. *"L'essere", questo è ciò che senz'altro è per sé stesso il male e il delitto. Esso non può reggersi se non mediante l'uccisione, la distruzione, l'incorporazione di altro essere, cioè di altri esseri (il nutrirsi, il nascere). Giusto è perciò morire, la morte è la giusta e meritata pena inflitta a quel delitto che è l'essere e nello stesso tempo è l'uscita da esso, cioè, la liberazione e la purgazione da esso. il vero e unico Σοτήρ, la vera e unica Σοτήρία. *Sei annoiato degli avvenimenti della vita, sempre gli stessi? Vuoi una novità? Una vera novità? Di tutto hai fatto l'esperimento, tutto più o meno conosci. Una sola cosa v'è di cui non hai alcuna idea come di cosa veramente vissuta ed esperimentata, che nella tua vita non hai mai provato, che non riesci nei particolari nemmeno ad immaginare. Questa sarà la genuina, la grande novità, il fatto veramente e sostanzialmente diverso da tutti gli altri che ti sono accaduti, l'avventura straordinaria, nulla di simile alla quale hai mai conosciuto. Non senti mai la curiosità di sapere come sarà? Cos'è? La morte. ===[[José Revueltas]]=== *Bisogna salvarsi per poter morire, perché la morte non sopraggiunga senza coscienza, ma chiara, precisa, limpida. *Che rabbia che la morte forse non avesse confini, fosse grande come un muscolo di Dio! *La morte non è il morire, ma ciò che avviene prima di morire, immediatamente prima, quando non ha ancora penetrato il corpo, e se ne sta immobile, bianca, nera, viola, livida, seduta sulla sedia più vicina. *Qualche volta si scopre che la morte è molto posteriore alla vera morte, come la vita, a sua volta, anteriore alla coscienza della vita. *Un uomo muore in così larga misura, quando il suo cervello è remoto e offuscato! Muore perché deve morire sul suo corpo, dove viaggiano gli enigmi, ed è al tempo stesso facile e difficile liberarsi della vita, così potente e debole, demoniaca e celeste, vicina, vecchia ed estranea. ===[[Rainer Maria Rilke]]=== *Mi è sempre parso strano, fin da quando ero bambino, che gli uomini parlino della morte in modo diverso da quello usato per le altre cose, e questo soltanto perché nessuno ha mai rivelato quello che gli è accaduto dopo. Ma in che modo un morto può distinguersi da un uomo che diventa serio, che rinuncia al tempo e si chiude in sé, per riflettere calmo su un problema, la cui soluzione da tempo lo tormenta? Quando si sta in mezzo alla gente, non ci si rammenta neppure del Paternostro; come dunque è possibile ricordare un altro rapporto più oscuro, che forse trova la sua ragione non in parole ma in eventi? Bisogna appartarsi in un silenzio inaccessibile: e forse i morti sono coloro che si sono così isolati per meditare sulla vita. *Oggi chi dà ancora valore a una morte ben fatta? Nessuno. *Una volta si sapeva (o si sospettava, forse) di avere ''in'' sé la morte come il frutto ha il nocciolo. I bambini ne avevano una piccola in sé e gli adulti una grossa. Le donne l'avevano nel grembo e gli uomini nel petto. La si ''aveva'', e questo dava a ciascuno una speciale dignità e un silenzioso orgoglio. ===[[Salvator Rosa]]=== *Il peggiore accidente dell'esser nostro è il morire. *La Morte è l'ultimo dei mali. *La Morte è l'unico fine delli tormenti di questa vita, il sovrano bene della Natura, il solo appoggio della nostra libertà, il comune e pronto ricetto a tutti i mali. *La Morte non si sente se non per il discorso, con ciò sia che ella sia il movimento d'un istante. ===[[Carlos Ruiz Zafón]]=== *A quell'epoca, la morte non viveva ancora nell'anonimato e la si poteva vedere e annusare dappertutto mentre divorava anime che ancora non avevano avuto nemmeno il tempo di peccare. *Davanti a un feretro ci ricordiamo solo le cose buone e vediamo solo ciò che ci garba. *Non posso morire, dottore. Non ancora. Ho delle cose da fare. Poi avrò tutta la vita per morire. *Non si capisce niente della vita finché non si comprende la morte. ===''[[Shāh-Nāmeh]]''=== *''Allora | Che morte alcun non divorasse, ingombra | Sarìa la terra e di vecchi e d'infanti | In ogni loco.'' *''Che se tu sei lieto, | Siede la morte con aguzzi artigli | E all'agguato si sta quel fera belva | Bramosa di giostrar.'' *''Dall'artiglio della morte alcuno | Scampo non trova! Ell'è come d'autunno | Il freddo vento, e siamo noi le foglie | Che il vento caccia.'' *''Oh! con la morte, [...] | Mai non ritorna all'uopo | Umana prece! A che l'aguzzo artiglio | Del fero drago d'evitar desii? | S'anche di ferro fossi tu, da quello | Non avrai scampo, e se qui resta a lungo | Giovinetto garzon, dal dì fatale | Della vecchiezza scampo ei non ritrova.'' ===[[William Shakespeare]]=== *''Di morte mangerai, che mangia gli uomini, | e il morir finirà, morta la morte.'' *I [[coraggio e paura|paurosi]] muoiono mille volte prima della loro morte, ma l'uomo di [[coraggio e paura|coraggio]] non assapora la morte che una volta. La morte è conclusione necessaria: verrà quando vorrà. (''[[Giulio Cesare (Shakespeare)|Giulio Cesare]]'') *Il pensiero della morte è come uno specchio, in cui la vita è apparenza, breve come un sospiro. Fidarsene è errore. *Oh, [[sintomo|sintomi]] vani e incannatori! I mali, allorché divengono estremi, non sono più sentiti: la morte, dopo aver manomesso il di fuori, lo abbandona, e fatta invisibile investe l'anima e l'assedia e l'opprime con legioni di fantasime e di larve, che affollandosi si conseguono confuse e senza interruzione. *Tutto che vive deve morire, passando dalla natura all'eternità. (''[[Amleto]]'') ===[[Socrate]]=== *La morte, come mi sembra, altro non è che la separazione di due cose, l'anima e il corpo, l'una dall'altra. *La morte difatti nessuno sa neppur se non sia per l'uomo il maggiore di tutti i beni; e gli uomini la temono quasi sapessero di certo ch'è il maggiore dei mali. *Né in tribunale né in guerra non è lecito, né a me né ad altri, di ricorrere a qualunque mezzo per scampare ad ogni costo alla morte. ===[[Sofocle]]=== *''Al giorno estremo | però guati il mortale; e mai felice | non tenga l'uom, pria che d'affanni scevro | tocco non abbia della vita il fine''. *''Il peggio non è morire, ma dover desiderare | la morte e non riuscire ad ottenerla''. *La morte è l'ultimo medico delle malattie. ===[[Adrienne von Speyr]]=== *Esisteva dunque lei, la morte, ed era veramente in mezzo ai viventi, tra di noi, tra coloro che amavo e in me. Ma non era libera, si trovava nelle mani di Dio, apparteneva alla sua potenza; Dio vi si rivelava; era un segno. Un segno per i viventi. Bisognava dedicarsi ai viventi, amarli, per comprendere la morte, per comprendere Dio. *Questa era dunque la morte: lasciarsi dietro questo corpo malato e apparire davanti a Dio con la propria anima, che d'altro più non si occupa che della conoscenza di Dio. *Tutte le oscurità della morte si risolvono nella chiarezza suprema della vita eterna. ===''[[Star Trek: Deep Space Nine]]''=== *Oggi è un buon giorno per morire. ([[Worf]], ''[[Star Trek: Deep Space Nine#Episodio 15, Alla luce dell'inferno|Alla luce dell'inferno]]'') *Quando riesci a guarire qualcuno, senti di aver vinto la tua battaglia contro la morte. ([[Julian Bashir]], ''[[Star Trek: Deep Space Nine#Episodio 24, La calamità|La calamità]]'') *Voi [[klingon]] prendete la morte troppo alla leggera. La trattate come se fosse un amante. (''[[Star Trek: Deep Space Nine#Episodio 19, Patto di sangue|Patto di sangue]]'') *Un vero klingon si compiace della morte dei suoi nemici, vecchi, giovani, armati, disarmati. Ciò che conta per lui è la vittoria. (''[[Star Trek: Deep Space Nine#Episodio 18, Le regole del combattimento|Le regole del combattimento]]'') ===''[[Star Trek: The Next Generation]]''=== *Alcuni sono convinti che sia un cambiamento in una forma indistruttibile, immutabile per sempre; insomma credono che lo scopo di tutto l'universo sia di mantenere quella forma in un giardino simile al terrestre che darà delizie e piaceri per l'eternità. Dall'altra parte ci sono coloro che sostengono l'idea che dopo la morte si precipiti nel nulla. Con tutte le proprie esperienze, le speranze e i sogni, semplicemente un'illusione. ([[Jean-Luc Picard]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 2, Dove regna il silenzio|Dove regna il silenzio]]'') *Fa parte del nostro ciclo vitale accettare la morte di coloro che amiamo. ([[Jean-Luc Picard]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 5, Il Vincolo|Il Vincolo]]'') *La morte è quello stato in cui una persona vive nel ricordo degli altri, ecco perché non è la fine. Nessun addio – solo dei bei ricordi. ([[Tasha Yar]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 23, La pelle del male|La pelle del male]]'') *Noi siamo mortali. Il nostro tempo nell'universo è limitato. E questo è una verità che ogni essere umano deve imparare ad accettare. ([[Jean-Luc Picard]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 5, Il Vincolo|Il Vincolo]]'') ===''[[Star Trek: Voyager]]''=== *– Gli atteggiamenti umani riguardo la morte mi lasciano perplessa.<br>– In che senso?<br>– Le viene attribuita troppa importanza. Sembra ci siano infiniti rituali e credenze destinati ad alleviare la loro paura di una semplice biologica verità. Tutti gli organismi alla fine periscono.<br>– Ne deduco che i [[Borg (Star Trek)|borg]] non hanno paura di questa verità biologica?<br>– Nessuna. Quando un drone è danneggiato irreparabilmente, è scartato, ma i suoi ricordi esistono ancora dentro la coscienza della collettività. Per usare un termine umano, i borg sono in effetti immortali.<br>– Lei non fa più parte della collettività. Lei è mortale ora, come tutti noi. Questo la disturba?<br>– Le mie connessioni con i borg sono state recise, ma la collettività resta in possesso dei miei ricordi, delle mie esperienze. Esisterò per sempre, in un certo senso. (''[[Star Trek: Voyager#Episodio 12, Spiro mortale|Spiro mortale]]'') *Parlando della morte, quello che ignoriamo è tanto tanto di più di quello che conosciamo. ([[Kathryn Janeway]], ''[[Star Trek: Voyager#Episodio 9, Post mortem|Post mortem]]'') *Per i [[vulcaniani]], la morte è il completamento di un lungo viaggio. Non c'è nulla da temere. ([[Tuvok]], ''[[Star Trek: Voyager#Episodio 22, Il ciclo della vita|Il ciclo della vita]]'') ===[[Italo Svevo]]=== *L'immagine della morte è bastevole ad occupare tutto un intelletto. Gli sforzi per trattenerla o per respingerla sono titanici, perché ogni nostra fibra terrorizzata la ricorda dopo averla sentita vicina, ogni nostra molecola la respinge nell'atto stesso di conservare e produrre la vita. Il pensiero di lei è come una qualità, una malattia dell'organismo. La volontà non lo chiama né lo respinge. *La morte è l'ammirevole liquidazione della vita. Quando il filosofo amaro ghigna che il suicidio non è altro che un palliativo, come tutti coloro che per vedere meglio s'innalzarono di troppo. Vedono il paese, non l'albero, non la casetta. Il destino del singolo è piccolo anche dinanzi alla morte. Per la morte il piccolo singolo rientra privo di ogni responsabilità nella vita generale e vi si annulla. Come non riconoscere che la morte cancella ogni dolore per le nostre sventure, per le nostre debolezze e per i nostri errori? La debolezza è memoria. *Quando si muore si ha ben altro da fare che di pensare alla morte. ===[[Torquato Tasso]]=== *''Conosco l'arti del fellone ignote, | ma ben può nulla chi morir non pote''. *''La morte non è pena de i rei, ma fine de la pena.'' *''Muoiono le città, muoiono i regni, | copre i fasti e le pompe arena ed erba, | e l'uom d'esser mortal par che si sdegni: | oh nostra mente cupida e superba!'' *''Tosto s'opprime chi di sonno è carco, | ché dal sonno a la morte è un picciol varco.'' ===[[Lev Tolstoj]]=== *È sufficiente che l'[[uomo]] riconosca la propria vita non già nel bene della sua persona animale ma nel bene degli altri esseri, e lo spauracchio della morte scompare per sempre ai suoi occhi.<br />Giacché il terrore della morte deriva soltanto dal terrore di perdere, morendo nel corpo, il bene della vita. Se invece l'uomo potesse scorgere il proprio bene nel bene degli altri esseri, se cioè egli amasse loro più di sé stesso, allora la morte non gli apparirebbe come una cessazione del bene e della vita, così come essa appare bensì all'uomo che vive solamente per sé stesso. (''[[Della vita]]'') *In che consiste la vera condizione dell'uomo sulla terra e in che consiste quell'inganno che rende l'uomo infelice? L'inganno consiste nel fatto che gli uomini si dimenticano della morte, dimenticano che essi in questo mondo non vivono, ma passano. *L'uomo che si ricorda della morte, non può più vivere per il bene del suo io separato. L'unico senso che può attribuire alla sua vita, chi non dimentica la sua caducità, è quello che egli non è un essere a sé stante, ma solo uno strumento della volontà di Dio. *La morte è orribile solo per colui che non crede in [[Dio]], oppure crede in un Dio malvagio, il che è la stessa cosa. Per colui che crede in Dio, nella sua bontà e vive in questa vita secondo la sua legge ed ha sperimentato questa sua bontà, per costui la morte è solo un passaggio. ===[[Paul Valéry]]=== *L'uomo porta su di sé la propria morte come un segreto, un tesoro nascosto, un pegno certo della fine di ogni cosa – un nulla, che riassume il tutto. *L'uomo sta addossato alla sua morte, come chi conversa al camino. *La morte è scrutata solo da occhi viventi. *La morte è una sorpresa che l'inconcepibile fa al concepibile. ===[[Walt Whitman]]=== *''Alcuno ha mai ritenuto che il nascere sia una fortuna? | M'affretto a informarlo che uguale fortuna è morire, come io ben so.'' *''E mostrerò che nulla può accadere che sia più bello della morte.'' *''Oh, adesso vedo che la vita non può rivelarmi tutto, come non lo può il giorno, | vedo che devo attendere ciò che la morte mi rivelerà.'' ==Proverbi== [[File:JPaul Laurens The Death of Tiberius.jpg|thumb|''La morte di Tiberio'' (Jean-Paul Laurens, 1864)]] *A gavé 'n mort d'an ca ai van quat përso-ne.<ref>«Per togliere un morto di casa ci vogliono quattro persone.»</ref> ([[Proverbi piemontesi|piemontese]]) *Pò(g)uere kìe ze more, ke kìe rèste ze kuènzole. ([[Proverbi molisani|molisano]]) *Quando la casa è terminata, viene la morte. ([[Proverbi turchi|turco]]) ===[[Proverbi italiani|Italiani]]=== *Altro è parlar di morte, altro è morire. *Anche la morte non si ha gratis: ci costa la vita. *[[Campana|Campane]] ed ore, qualcun che muore. *Chi gode muore e chi patisce stenta a morire. *Chi muore esce d'affanni, ma tutti si vuol viver cent'anni. *Chi male vive, male muore. *Chi muore giace, chi vive si dà pace. *Chi non muore si rivede. *Chi pensa ogni giorno di dover morire, non può mai fallire. *Di giovani ne muore qualcuno, ma di vecchi non ne scampa nessuno. *Dopo la morte, tutti si puzza a un solo modo. *Facendo il male, sperando il bene, il tempo passa e la morte viene. *Fino alla morte non si sa qual è la sorte. *Gesù, Gesù, chi muore non c'è più. *I morti aprono gli occhi ai vivi. *I vecchi portano la morte davanti e i giovani dietro. *Il tempo passa e la morte viene, guai a chi non ha fatto il bene. *L'uguaglianza e misurar tutti con la stessa spanna, è la legge della morte. *La morte ci rende uguali nella sepoltura, disuguali nell'eternità. *La morte è il sonno dei buoni, il terror dei ricchi, il ricovero dei poveri e la consolazione dei tribolati. *La morte è un debito comune. *La morte guarisce tutti i mali. *La morte non guarda soltanto nel libro dei vecchi. *La morte non prende all'uomo che la vita. *La morte non si deve né desiderare, né temere. *La morte paga i debiti, e l'anima li purga. *La morte pareggia tutte le partite. *La morte, non perdona al forte. *Migliore diventerai, se alla morte penserai. *Morendo ci si libera di tutti i fastidi. *Morire e pagare sono le ultime cose. *Morte desiderata, cent'anni per la casa. *Morto un papa se ne fa un altro. *Muore il ricco, gli fanno il funerale; muore il povero, nessuno gli dice: vale. *Né all'assente, né al morto non si deve fare torto. *Non ogni salmo termina col gloria, il fine è un ''requiem'' dell'umana boria. *Oggi fresco e forte, domani nella morte. *Pianto per morto, pianto corto. *Povero chi desidera la morte, più povero chi la teme. *Povero è chi muore e questo mondo lascia, perché chi resta, fra male e bene se la passa. *Prima della morte non chiamare nessuno felice. *Quando si tratta della morte, anche il diavolo impara a pregare. *Quegli tiene gran prudenza che alla morte sempre pensa. *Si muore giovani per disgrazia, e vecchi per dovere. *Sulla bara si cantano le esequie. *Temer la morte è peggio che morire. *Temi i vivi e rispetta i morti. *Tre cose simili: prete, avvocato e morte. Il prete toglie dal vivo e dal morto; l'avvocato vuol del diritto e del torto; e la morte vuole il debole e il forte. *Tutte le morti hanno la loro scusa. *Tutto muore al mondo, tranne la morte. *Uomo morto non fa più guerra. *Va' dove ti pare, la morte ti scoverà. ====[[Proverbi toscani|Toscani]]==== *A mal mortale né [[medico]], né [[medicina]] vale. *A tutto c'è rimedio fuorché alla morte. *Al mazzier di Cristo non si tien mai porta. *Alla morte e al pagamento indugia quanto puoi. *Bello, sano, in corte; ed eccoti la morte. *Chi muore, esce d'affanni. *Chi se ne piglia, muore. *Co' morti non combattano se non gli spiriti. *[[Corte]] e morte, e morte e corte, fu tutt' una. *Dopo morti, tutti si puzza a un modo. *È meglio morir con onore, che vivere con vergogna. *È meglio viver piccolo che morir grande. *Il viaggio alla morte è più aspro che la morte. *L'ultima cosa che si ha da fare, è il morire. *La morte, altri acconcia, altri disconcia. *La morte de' [[lupo|lupi]] è la salute delle [[pecora|pecore]]. *La morte è di casa Nonsisà. *La morte non perdona al forte. *La morte non sparagna re di Francia né di Spagna. *La morte non vuol colpa. *La morte paga i debiti, e l'anima li purga. *La morte pareggia tutti. *La morte viene, quando meno s'aspetta. *Non v'è termine più certo e meno intenso della morte. *Ogni cosa è meglio della morte. *Tanto è morir di male, quanto d'amore. *Tutto è meglio della morte. ===[[Proverbi napoletani|Napoletani]]=== *A chiàgnere nu muorto so' làcreme perze. *A morte è 'na pazzia: stiénne 'e ccosce e t'arrecrìe. *‘A morte nun tene crianza. *A morte va ascianne 'a ccasione. ==Modi di dire== *Pensare a una cosa come alla morte: alla propria naturalmente. ([[Modi di dire tedeschi|tedesco]]) ===[[modi di dire napoletani|Napoletani]]=== *Madama senza naso. *Puozze murì c'u fieto d'i cravune.<ref>''Che tu possa crepare con il "''fetore''" (in realtà il [[w:|monossido di carbonio]], gas velenoso, asfissiante, è del tutto inodore ed insapore, e ciò lo rende estremamente insidioso) dei carboni (asfissiato dalle esalazioni di una stufa, di un braciere a carboni).''</ref> *T'hê 'a sèntere 'na messa a panza all'aria.<ref>Devi sentirti una messa a pancia all'aria. Si augura allo sventurato di presenziare ad una messa – l'ultima – in posizione orizzontale, con il ventre rivolto al soffitto del luogo di culto; vale a dire composto in rigido decubito supino all'interno di una cassa realizzata all'uopo per la solenne occasione.</ref> *Vede' 'a morte cu' ll'uocchie. ==Note== <references /> ==Voci correlate== {{div col|3}} *[[Amore e morte]] *[[Assassino]] *[[Cadavere]] *[[Cimitero]] *[[Eutanasia]] *[[Funerale]] *[[Lutto]] *[[Mortalità]] *[[Morte cerebrale]] *[[Nascita e morte]] *[[Necrofilia]] *[[Necroforo]] *[[Necrologio]] *[[Omicidio]] *[[Pena di morte]] *[[Suicidio]] *[[Tanatofobia]] *[[Tomba]] *[[Vita]] *[[Vita e morte]] {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{vetrina|27|10|2025|argomenti}} [[Categoria:Escatologia]] [[Categoria:Età (biologia)]] [[Categoria:Morte| ]] [[Categoria:Processi fisiologici]] tnnfqslomcstdhplk8u95fpzd4vhot4 Template:SelezioneNuove 10 4465 1409972 1409919 2026-04-09T15:33:21Z Gaux 18878 Khayr al-Dīn Barbarossa 1409972 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. 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Crow *[[Daniel London]]: Wally *[[Neal McDonough]]: ufficiale Gordon Fletcher *[[Jessica Capshaw]]: Evanna *[[Patrick Kilpatrick]]: ufficiale Jeff Knott *[[Jessica Harper]]: Anne Lively *[[Ashley Crow]]: Sarah Marks *[[Arye Gross]]: Howard Marks |doppiatori italiani= *[[Roberto Chevalier]]: Detective John Anderton *[[Fabio Boccanera]]: Detective Danny Witwer *[[Gianni Musy]]: Direttore Lamar Burgess *[[Dario Penne]]: Dr. Solomon Eddie *[[Pino Ammendola]]: Gideon *[[Claudio Fattoretto]]: Jad *[[Nino Prester]]: ufficiale Jeff Knott |note= *Tratto da un racconto di [[Philip K. Dick]] }} '''''Minority Report''''', film statunitense del 2002 con [[Tom Cruise]], [[Colin Farrell]], [[Samantha Morton]] e [[Max von Sydow]], regia di [[Steven Spielberg]]. == [[Incipit]] == {{incipit film}} {{NDR|Visione di un duplice omicidio}}<br>'''Howard Marks''': Sai quanto sono cieco senza metterli. {{NDR|si mette gli occhiali}}<br>'''Sarah Marks''': Howard, non piangere... {{NDR|Howard Marks la trafigge con delle forbici}}<br>'''Agatha''': Omicidio... ==Frasi== {{cronologico}} *Signor Marks, in nome della sezione Precrimine di Washington D.C. la dichiaro in arresto per il futuro omicidio di Sarah Marks e Donald Dubin che avrebbe dovuto avere luogo oggi 22 aprile alle ore 8 e 04 minuti. ('''Anderton''') *Immaginate un mondo senza omicidi. ('''[[pubblicità dai film|Slogan]] del Dipartimento Precrimine''') *Nel paese degli uomini [[cecità|ciechi]], colui che ha un occhio solamente è re! ('''Spacciatore cieco''') {{NDR|[[Proverbi dai film|proverbio]]}} *Il potere non è mai stato dell'oracolo. Il potere è sempre stato dei preti, anche se hanno dovuto inventare l'oracolo. ('''Danny Witwer''') *Riesci... a... vedere? Riesci? ('''Agatha''') {{NDR|ad Anderton}} *Li guardi! Guardi come sembrano tranquilli, ma dentro... casino casino casino! ('''Gideon''') {{NDR|ad Anderton, parlando dei criminali aureolati}} *Stia attento capo, chi scava nel passato si ritrova pieno di schifezze. ('''Gideon''') *Mi ricordo una frase di mio padre: "Non scegli tu le cose in cui [[credere]]. Sappi che loro scelgono te." ('''Lamar''') [[File:- Flickr - Moto@Club4AG (1).jpg|thumb|Una Lexus 2054, progettata appositamente per lo scenario futuristico del film]] *Una strada si biforca nel deserto. Lexus. La strada su cui viaggi, John Anderton, è quella meno percorsa. ('''[[Pubblicità dai film|Pubblicità]] personalizzata''') *Tutti quanti scappano. ('''Anderton''') {{NDR|frase ricorrente}} *Se le conseguenze involontarie di una serie di errori genetici unite alla scienza che s'è impazzita si possono chiamare invenzione, allora sì, ho inventato la Precrimine. ('''Iris Hineman''') *Io dico che è un dono, per loro era più uno scherzo cosmico. ('''Iris Hineman''') {{NDR|parlando dei bambini Precog}} *Per poter abbracciare la [[Luce e oscurità|luce]], ci sono delle volte in cui occorre rischiare l'[[Luce e oscurità|oscurità]]. ('''Iris Hineman''') *Che strano, tutti gli organismi viventi sono uguali. Quando i giochi sono ormai fatti, quando la pressione sta salendo, ogni creatura sulla faccia della terra è interessata a una cosa sola e solo a quella: la [[sopravvivenza]]. ('''Iris Hineman''') *Non si preoccupi, potrei squarciarle il torace e cucirle dentro un gatto morto senza farle avere infezioni! ('''Dr. Solomon''') {{NDR|pulendosi il muco con la mano prima di operare Anderton}} *La reclusione mi ha insegnato molto. Mi ha davvero lasciato... con gli occhi aperti. Insomma, per raggiungere l'illuminazione non c'è niente di meglio, diciamo... di farsi una doccia mentre un grosso criminale con un caratterino che non abbatti neanche con un martello ti sussurra: "Oh Nancy, oh Nancy"... Quello sì che è stato uno spasso... La ringrazio di cuore per avermi messo là dentro e avermi dato la possibilità di conoscermi molto meglio. E ora contraccambierò il favore. ('''Dr. Solomon''') {{NDR|ad Anderton, prima del trapianto di occhi}} *Sono stanca del futuro. ('''Agatha''') *Tu puoi scegliere. ('''Agatha''') {{NDR|ad Anderton, frase ricorrente}} *In questi sei anni ho pensato solamente a due cose. La prima è che aspetta avrebbe mio figlio se oggi fosse vivo, se lo riconoscerei vedendolo camminare per la strada. E la seconda è cosa farei all'uomo che l'ha portato via. ('''Anderton''') *Sa cosa sento? Niente. Nessun passo per le scale, nessuna navetta alla finestra e nessun clicchettìo di ragnetti spie. Sa perché non sento nessuna di queste cose, Danny? Perché al momento i Precog non riescono a vedere. ('''Lamar''') {{NDR|sparando a Danny}} *La dottoressa Hineman ha detto: "I [[Morte|morti]] non muoiono: controllano e proteggono." ('''Agatha''') *Fai parte della mia flotta adesso, John. ('''Gideon''') {{NDR|ad Anderton dopo che è stato aureolato}} *Salve, Lamar. Volevo solo congratularmi con lei. Ce l'ha fatta: ha creato un mondo senza omicidi. E in fondo ha ucciso solo qualcuno per riuscirci. ('''Anderton''') {{NDR|a Lamar, chiamata telefonica}} ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Witwer''': Non sto con l'unione per i diritti civili, Jeff, ma non prendiamoci in giro: arrestiamo gente che non ha infranto alcuna legge.<br />'''Jad''': Ma lo farà!<br />'''Fletcher''': La stessa esecuzione del crimine è metafisica. I Precog vedono il futuro e non sbagliano mai.<br />'''Witwer''': Ma non è il futuro se lo fermate. Non è un [[paradossi dai film|paradosso]] fondamentale? {{NDR|entra Anderton}}<br />'''Anderton''': Sì, lo è! {{NDR|Fletcher gli lancia una palla}} Parlavate di predeterminazione, una cosa che succede continuamente. {{NDR|lascia rotolare la palla su un piano leggermente inclinato, Witwer l'afferra prima che cada}} Perché l'ha presa?<br />'''Witwer''': Perché stava per cadere!<br />'''Anderton''': Ne è sicuro?<br />'''Witwer''': Sì!<br />'''Anderton''': Ma non è caduta, l'ha presa! Il fatto che ha evitato che cadesse non cambia il fatto che sarebbe caduta comunque!<br />'''Witwer''': Ricevete mai dei falsi positivi? Qualcuno vorrà uccidere il suo capo o sua moglie ma non va fino in fondo, come fanno i Precog a distinguere?<br />'''Anderton''': I Precog non vedono quello che vuoi fare, vedono quello che farai.<br />'''Witwer''': E perché non vedono gli stupri o le aggressioni o i suicidi?<br />'''Fletcher''': Per la natura dell'[[omicidio]]. Niente è più distruttivo per la struttura metafisica che ci unisce, dell'omicidio intempestivo di un uomo commesso da un altro uomo.<br />'''Witwer''': Oh, qualcosa mi dice che non è [[Walt Whitman]]!<br />'''Anderton''': È Iris Hineman, ha ideato i Precog, progettato il sistema e introdotto l'interfaccia. *'''Witwer''': Mi scusi, vecchia abitudine. Ho fatto tre anni di teologia prima di diventare poliziotto. Mio padre ne era molto fiero.<br />'''Anderton''': E che ne pensa del campo di cui si occupa ora?<br />'''Witwer''': Non lo so: gli hanno sparato sulla gradinata della nostra chiesa a Dublino. So che si prova nel perdere una persona cara. Certo, niente come perdere un figlio. Io non ho figli, posso solamente immaginare quello che deve aver provato... nel perdere suo figlio, in un luogo pubblico come quello. Almeno adesso io e lei possiamo fare in modo che cose del genere non capitino ad altri.<br />'''Andereton''': Eviti le smancerie, caro Danny, mi dica esattamente cosa cerca.<br />'''Witwer''': Difetti!<br />'''Anderton''': Non c'è un omicidio da sei anni, non c'è niente che non va nel sistema, è...<br />'''Witwer''': Perfetto! Sono d'accordo. Se c'è un difetto è umano. È sempre così, John... *'''Iris Hineman''': I Precog non sbagliano mai. Be', può capitare che siano in disaccordo.<br />'''Anderton''': Cosa?<br />'''Iris Hineman''': La maggior parte delle volte i tre Precognitivi vedono un evento nello stesso modo, ma, ecco, ogni tanto uno vede le cose diversamente dagli altri due.<br />'''Anderton''': Che cosa? Perché non ne ero informato?<br />'''Iris Hineman''': Perché i rapporti di minoranza vengono distrutti appena si presentano.<br />'''Anderton''': Perché?<br />'''Iris Hineman''': È ovvio, perché la Precrimine funzioni non devono esistere condizioni di fallibilità. Un sistema giudiziario che infonde il dubbio non lo vuole nessuno. Anche se è ragionevole, è pur sempre un dubbio, è chiaro. *'''Anderton''': Come faccio a sapere chi ce l'ha?<br />'''Iris Hineman''': È sempre in quello più dotato dei tre.<br />'''Anderton''': E qual è il più dotato?<br />'''Iris Hineman''': È la femmina! *'''Anderton''': Davi fuoco ai tuoi pazienti. Li bruciavi.<br/>'''Dr. Solomon''': No! Io li spegnevo! Alcuni non così in fretta quanto gli altri. ==[[Explicit]]== {{explicit film}} Nel 2054 l'esperimento della Precrimine durato sei anni fu abbandonato. Tutti i prigionieri furono graziati senza condizioni e rilasciati, nonostante i dipartimenti di polizia sorvegliassero molti di loro per anni. Agatha e i gemelli furono trasferiti in un luogo segreto, un luogo in cui poter trovare sollievo dal proprio dono, un luogo in cui poter vivere la loro vita in pace. ('''Anderton''') {{NDR|voce fuori campo}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film di fantascienza]] [[Categoria:Film thriller d'azione]] b9d6exapbr4179jwa6wev56h1w59h3k Henry Morton Stanley 0 12123 1409950 1193438 2026-04-09T13:52:52Z Marcella Medici (BEIC) 84396 aggiunta citazione 1409950 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Henry Morton Stanley.jpg|thumb|Henry Morton Stanley]] '''Henry Morton Stanley''', pseudonimo di '''John Rowlands''' (1841 – 1904), giornalista ed esploratore di nazionalità statunitense ma gallese di nascita. ==Citazioni di Henry Morton Stanley== *A circa cinque miglia dal campo Nsabé, mentre guardavo distrattamente verso Sud-Est, meditando sugli eventi dell'ultimo mese, un servo richiamò la mia attenzione ad una montagna che si diceva coperta di sale, e vidi una nube di forma particolare, di un magnifico colore argenteo, cheassumeva le proporzioni e l'apparenza di una grande montagna coperta di neve. Seguendone le forme in basso, fui colpito dal colore cupo azzurro-nero della sua base, e pensai che potesse significare l'approssimarsi di un altro temporale; ma poi, come lo sguardo discese allo spazio fra gli altipiani orientale ed occidentale, divenni cosciente per la prima volta di avere dinanzi agli occhi non una immagine, ma un reale vasto monte, colla sua vetta coperta di neve.<ref>Citato in Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7203615 Il Ruwenzori: viaggio di esplorazione e prime ascensioni delle più alte vette nella catena nevosa situata fra i più grandi laghi equatoriali dell'Africa centrale]'', relazione del dott. [[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo de Filippi]], Ulrico Hoepli, Milano, 1908, pp.1-2.</ref> *{{NDR|[[Tippo Tip]]}} Era alto, dalla pelle nera, dall'aspetto negroide, dritto di portamento e rapido nelle sue mosse, rivelava energia e forza. Aveva il volto distinto, socchiudeva gli occhi nervosamente e possedeva denti perfetti. Aveva l'aria di un arabo di buona razza. Giunsi alla conclusione che fosse un uomo rimarchevole, il più importante che io incontrai tra gli arabi. Era pulito; i suoi indumenti erano candidi, il suo fez nuovo, la sua vita appariva circondata da una ricca cintura che reggeva la sua daga splendida, di una cesellatura di argento.<ref name=monti>Citato in [[Mario Monti (scrittore)|Mario Monti]], ''Gli esploratori'', Longanesi & C., 1970.</ref> *Forse non mi conoscete per nome, giustappunto aggiungo che io sono la persona che scoprì [[David Livingstone|Livingstone]] nel 1871.<ref>Da una lettera di aiuto, Villaggio di Nsanda, 4 agosto 1877.</ref> *Il dottor Livingston, suppongo. :Stanley avrebbe pronunciato questa frase incontrando Livingston in mezzo al deserto dopo lunghe ricerche; è diventata il simbolo dell'imperturbabilità ed eccentricità [[Inghilterra|inglese]], ma è falsa. Tim Jeal ha dimostrato che Stanley la inventò nello scrivere la propria biografia: nel suo diario le pagine relative al fatto sono strappate, mentre in precedenza Stanley riportò di aver trovato particolarmente divertente una storiella simile che gli avevano raccontato, e inoltre Livingston raccontò che a vederlo per primo fu un servitore che disse «Signore, sta arrivando un altro inglese».<ref>Studio citato in Enrico Franceschini, ''«Il dottor Livingston, suppongo»: un falso'', in ''la Repubblica'' del 5 febbraio 2007.</ref> *Il grande mistero che per tutti questi secoli la natura ha tenuto nascosto al mondo della scienza, aspettava di essere scoperto. Ora davanti a me scorreva il superbo fiume {{NDR|Congo}}! Il mio compito era seguirlo sino all'oceano.<ref name=monti/> ==''Come ritrovai Livingstone''== *Le sue maniere {{NDR|[[David Livingstone]]}}, si adattavano alla mia natura più di quelle d'ogni uomo che io potevo rammentare. Forse dovrei descriverle meglio come benevolmente paterne... *Mentre avanzavo lentamente verso di lui, notai che era pallido, con l'aria stanca e una lunga barba grigia; aveva in capo un berretto azzurro con un gallone d'oro stinto, indossava una giacca rossa e un paio di calzoni ''tweed'' grigio. Avrei voluto corrergli incontro, ma mi sentii intimidito dalla presenza di tanta folla; avrei voluto abbracciarlo, ma era un inglese e non sapevo come avrebbe accolto il mio gesto. Feci dunque ciò che l'imbarazzo e il rispetto umano mi suggerivano: mi avvicinai con passo fermo, mi levai il casco e dissi: 'Il dottor [[David Livingstone|Livingstone]], suppongo!' 'Sì', egli rispose con un sorriso gentile, alzando leggermente il berretto. *Quanto io già soffersi nella maledetta [[Africa]] assomma a zero nella stima degli uomini. Sicuramente se io posso risolvere uno dei problemi che tali viaggiatori, quali il dottor [[David Livingstone|Livingstone]], i capitani [[Richard Francis Burton|Burton]], [[John Hanning Speke|Speke]] e [[Samuel Baker|Sir Samuel Baker]] non hanno completato, la gente dovrà per forza credere che io scopersi Livingstone. (da ''Come ritrovai Livingstone''; citato in [[Mario Monti (scrittore)]], ''Gli esploratori'', Longanesi & C., 1970) {{NDR|Henry Morton Stanley, ''Come ritrovai Livingstone''; citato in [[Mario Monti (scrittore)]], ''Gli esploratori'', Longanesi & C., 1970}} ==Citazioni su Henry Morton Stanley== *{{NDR|a}} Henry M. Stanley Esquire, ovunque lo si possa trovare: «Vorrei saperti dire qualcosa di meglio che il proverbio scozzese 'Affronta con [[cuore]] deciso la salita più dura', perché so che tu lo farai; ringrazio il Signore che, prima di andartene, la febbre si è mutata nella forma intermittente e cioè non pericolosa. Non ti avrei lasciato partire se non con grande preoccupazione, fossi tu stato ancora soggetto a febbri continue. Mi sento confortato dall'affidarti alla custodia del buon Signore e Padre di tutti. Il tuo grato, David Livingstone». ([[David Livingstone]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Stanley, Henry Morton}} [[Categoria:Giornalisti britannici]] [[Categoria:Giornalisti statunitensi]] 8gss7mb98ixa7gtme4d6p0zsr58da80 1409959 1409950 2026-04-09T14:12:04Z Spinoziano 2297 fix ultimo ins. 1409959 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Henry Morton Stanley.jpg|thumb|Henry Morton Stanley]] '''Henry Morton Stanley''', pseudonimo di '''John Rowlands''' (1841 – 1904), giornalista ed esploratore di nazionalità statunitense ma gallese di nascita. ==Citazioni di Henry Morton Stanley== *{{NDR|Sul [[Ruwenzori]]}} A circa cinque miglia dal campo Nsabé, mentre guardavo distrattamente verso Sud-Est, meditando sugli eventi dell'ultimo mese, un servo richiamò la mia attenzione ad una montagna che si diceva coperta di sale, e vidi una nube di forma particolare, di un magnifico colore argenteo, che assumeva le proporzioni e l'apparenza di una grande montagna coperta di neve. Seguendone le forme in basso, fui colpito dal colore cupo azzurro-nero della sua base, e pensai che potesse significare l'approssimarsi di un altro temporale; ma poi, come lo sguardo discese allo spazio fra gli altipiani orientale ed occidentale, divenni cosciente per la prima volta di avere dinanzi agli occhi non una immagine, ma un reale vasto monte, colla sua vetta coperta di neve.<ref>Citato in [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]], ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7203615 Il Ruwenzori: viaggio di esplorazione e prime ascensioni delle più alte vette nella catena nevosa situata fra i più grandi laghi equatoriali dell'Africa centrale]'', relazione del dott. [[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo de Filippi]], Ulrico Hoepli, Milano, 1908, pp. 1-2.</ref> *{{NDR|[[Tippo Tip]]}} Era alto, dalla pelle nera, dall'aspetto negroide, dritto di portamento e rapido nelle sue mosse, rivelava energia e forza. Aveva il volto distinto, socchiudeva gli occhi nervosamente e possedeva denti perfetti. Aveva l'aria di un arabo di buona razza. Giunsi alla conclusione che fosse un uomo rimarchevole, il più importante che io incontrai tra gli arabi. Era pulito; i suoi indumenti erano candidi, il suo fez nuovo, la sua vita appariva circondata da una ricca cintura che reggeva la sua daga splendida, di una cesellatura di argento.<ref name=monti>Citato in [[Mario Monti (scrittore)|Mario Monti]], ''Gli esploratori'', Longanesi & C., 1970.</ref> *Forse non mi conoscete per nome, giustappunto aggiungo che io sono la persona che scoprì [[David Livingstone|Livingstone]] nel 1871.<ref>Da una lettera di aiuto, Villaggio di Nsanda, 4 agosto 1877.</ref> *Il dottor Livingston, suppongo. :Stanley avrebbe pronunciato questa frase incontrando Livingston in mezzo al deserto dopo lunghe ricerche; è diventata il simbolo dell'imperturbabilità ed eccentricità [[Inghilterra|inglese]], ma è falsa. Tim Jeal ha dimostrato che Stanley la inventò nello scrivere la propria biografia: nel suo diario le pagine relative al fatto sono strappate, mentre in precedenza Stanley riportò di aver trovato particolarmente divertente una storiella simile che gli avevano raccontato, e inoltre Livingston raccontò che a vederlo per primo fu un servitore che disse «Signore, sta arrivando un altro inglese».<ref>Studio citato in Enrico Franceschini, ''«Il dottor Livingston, suppongo»: un falso'', in ''la Repubblica'' del 5 febbraio 2007.</ref> *Il grande mistero che per tutti questi secoli la natura ha tenuto nascosto al mondo della scienza, aspettava di essere scoperto. Ora davanti a me scorreva il superbo fiume {{NDR|Congo}}! Il mio compito era seguirlo sino all'oceano.<ref name=monti/> ==''Come ritrovai Livingstone''== *Le sue maniere {{NDR|[[David Livingstone]]}}, si adattavano alla mia natura più di quelle d'ogni uomo che io potevo rammentare. Forse dovrei descriverle meglio come benevolmente paterne... *Mentre avanzavo lentamente verso di lui, notai che era pallido, con l'aria stanca e una lunga barba grigia; aveva in capo un berretto azzurro con un gallone d'oro stinto, indossava una giacca rossa e un paio di calzoni ''tweed'' grigio. Avrei voluto corrergli incontro, ma mi sentii intimidito dalla presenza di tanta folla; avrei voluto abbracciarlo, ma era un inglese e non sapevo come avrebbe accolto il mio gesto. Feci dunque ciò che l'imbarazzo e il rispetto umano mi suggerivano: mi avvicinai con passo fermo, mi levai il casco e dissi: 'Il dottor [[David Livingstone|Livingstone]], suppongo!' 'Sì', egli rispose con un sorriso gentile, alzando leggermente il berretto. *Quanto io già soffersi nella maledetta [[Africa]] assomma a zero nella stima degli uomini. Sicuramente se io posso risolvere uno dei problemi che tali viaggiatori, quali il dottor [[David Livingstone|Livingstone]], i capitani [[Richard Francis Burton|Burton]], [[John Hanning Speke|Speke]] e [[Samuel Baker|Sir Samuel Baker]] non hanno completato, la gente dovrà per forza credere che io scopersi Livingstone. (da ''Come ritrovai Livingstone''; citato in [[Mario Monti (scrittore)]], ''Gli esploratori'', Longanesi & C., 1970) {{NDR|Henry Morton Stanley, ''Come ritrovai Livingstone''; citato in [[Mario Monti (scrittore)]], ''Gli esploratori'', Longanesi & C., 1970}} ==Citazioni su Henry Morton Stanley== *{{NDR|a}} Henry M. Stanley Esquire, ovunque lo si possa trovare: «Vorrei saperti dire qualcosa di meglio che il proverbio scozzese 'Affronta con [[cuore]] deciso la salita più dura', perché so che tu lo farai; ringrazio il Signore che, prima di andartene, la febbre si è mutata nella forma intermittente e cioè non pericolosa. Non ti avrei lasciato partire se non con grande preoccupazione, fossi tu stato ancora soggetto a febbri continue. Mi sento confortato dall'affidarti alla custodia del buon Signore e Padre di tutti. Il tuo grato, David Livingstone». ([[David Livingstone]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Stanley, Henry Morton}} [[Categoria:Giornalisti britannici]] [[Categoria:Giornalisti statunitensi]] 22il89oygeivqwoqot5k6zdx1kjvdrx Anna Stepanovna Politkovskaja 0 26174 1409997 1406008 2026-04-10T11:01:35Z Emme17 40346 corretto errore di battitura 1409997 wikitext text/x-wiki [[File:Anna Politkovskaja im Gespräch mit Christhard Läpple.jpg|thumb|Anna Politkovskaja nel 2005]] '''Anna Stepanovna Politkovskaja''' (1958 – 2006), giornalista russa. ==Citazioni di Anna Politkovskaja== ===2001=== {{Int|1=Da ''Agli ufficiali anonimi dello Stato Maggiore del 68mo Corpo d'Armata, partecipanti all'operazione antiterrorismo''|2=Lettera aperta pubblicata ne ''La Regione'', 13 aprile 2001; citato in Anna Politkovskaja (2003), ''Cecenia. Il disonore russo'', Fandango tascabili, 2009, pp. 57-60. ISBN 978-88-6044-105-8|h=4}} *Non firmo mai con pseudonimi e non nascondo il mio nome, contrariamente agli ufficiali russi di stanza in Cecenia che, nascondendo il volto in calze nere munite di buchi per gli occhi, le orecchie e la bocca, e tacciono sul loro grado, la loro funzione e il loro nome. Secondo me, chi si sente nel giusto non ha bisogno dell'[[anonimato]]. *I [[giornalista|giornalisti]] non "sfidano" l'ordine costituito, non è questo il loro ruolo. Descrivono soltanto quello di cui sono testimoni. È il loro dovere, così come è dovere di un medico curare un malato e dovere di un ufficiale difendere la patria. È molto semplice: la deontologia giornalistica ci vieta di abbellire la realtà. *Sono nemica di un esercito immorale e depravato. Sono nemica delle menzogne sulla Cecenia, nemica dei miti e delle leggende fabbricate dai propagandisti dell'esercito, nemica dei vigliacchi anonimi che osano portare le spalline. {{Int|1=Da ''[https://cpj.org/2001/11/cpj-releases-exclusive-interview-with-exiled-journ/ CPJ releases exclusive interview with exiled journalist]''|2=Intervista di ''Committee to Protect Journalists'', ''cpj.org'', 13 novembre 2001|h=4}} *{{NDR|Sull'abbattimento dell'Mil Mi-8 in Groznyj del 2001}} La versione ufficiale è che un combattente ceceno l'ha abbattuto con un missile Stinger. Sapevo che semplicemente non era possibile che un combattente ceceno fosse in strada: niente si sarebbe potuto muovere quel giorno senza essere notato. Naturalmente ho scritto un articolo in cui affermavo che era impossibile per chiunque lanciare un missile senza l'esplicito permesso delle stesse forze armate russe. :''The official version was that a Chechen fighter shot it down with a Stinger missile. I knew there was simply no way a Chechen fighter could be out on the streets— nothing could have moved that day without being spotted. Naturally, I wrote an article saying that it was impossible for anyone to fire a missile without the express permission of the Russian military itself.'' *La maggior parte dei mass media ha scelto di coprire questa guerra senza lasciare Mosca. Se andassero in Cecenia, sarebbe solo per recarsi alla base militare russa. Tutte le visite in Cecenia erano controllate dai militari e nessuno poteva trasgredire. Molti dei miei colleghi hanno accettato subito questa situazione e la maggior parte di loro ha pensato che fosse giusto, che si trattasse di giornalismo patriottico. :''Most of the mass media chose to cover this war without leaving Moscow. If they did go to Chechnya it would be only to travel to the Russian military base. All visits to Chechnya were controlled by the military, and no one could step out of line. Many of my colleagues accepted this situation straight away, and most of them thought that it was right, that this was patriotic journalism.'' *{{NDR|Sulle [[bombe nei palazzi in Russia]]}} C'era una forte [[Propaganda nella Federazione Russa|propaganda]], soprattutto in televisione, che diceva che i ceceni erano colpevoli, anche se non c'era alcuna prova. Nei mass media cominciò a diffondersi l'idea che un intero popolo dovesse assumersi la responsabilità collettiva delle azioni di una persona o di un gruppo. Questa è un’idea che semplicemente non posso accettare. :''There was strong propaganda, especially on the TV, saying the Chechens were guilty, even though there was no evidence at all. The idea began to spread throughout the mass media that an entire people must accept collective responsibility for the actions of one person or one group. That is an idea that I simply cannot accept.'' *La maggior parte dei giornalisti russi che lavorano oggi hanno studiato e hanno iniziato a lavorare durante l’era sovietica, un’epoca in cui i giornalisti erano propagandisti. La propaganda era la base del giornalismo e tutti sapevano come funzionava il sistema. Quindi gli anni del giornalismo libero furono molto duri per molti. Quando si presentò l’opportunità di tornare alla propaganda, alcune persone furono più che felici di farlo. È molto meno lavoro. Stai semplicemente seduto a Mosca, non esci a cercare informazioni. Scrivi semplicemente di quanto siano malvagi i ceceni senza muoverti dal tuo posto. :''Most Russian journalists who are working today were educated and started to work during the Soviet era—a time when journalists were propagandists. Propaganda was the basis of journalism, and everyone knew how the system worked. So the years of free journalism were very hard for many. When the opportunity came to return to propaganda, some people were more than happy to do so. It’s far less work. You just sit in Moscow, don’t go out looking for information. You just write about how evil the Chechens are without moving from your seat.'' *Mi considero un canale di informazioni da un luogo all'altro, un mezzo per mostrare ai russi cosa sta realmente accadendo in Cecenia in modo che non credano erroneamente che l'azione militare stia creando ordine. :''I see myself as a conduit of information from one place to another, a means of showing Russians what is really happening in Chechnya so they do not mistakenly believe that the military action is creating order.'' ===2002=== {{Int|1=Da ''[https://www.internazionale.it/opinione/anna-politkovskaja/2002/11/01/buio-in-sala Buio in sala]''|2=Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]], ''Internazionale.it'', n. 461, 1 novembre 2002|h=4}} *"Veniamo al dunque?".<br>"D'accordo".<br>"Innanzitutto i bambini più grandi. Bisogna liberarli, sono bambini". È il primo problema che Sergej Jastrzhembskij, collaboratore del presidente russo, mi ha chiesto di affrontare con "loro".<br>"Bambini? Qui non ci sono bambini. Nei rastrellamenti prendete i nostri bambini quando hanno dodici anni, e noi qui ci terremo i vostri".<br>"Per vendicarvi?".<br>"Per farvi capire cosa si prova". *Sono tornata molte altre volte sui bambini, pregandoli di fare delle concessioni. Per esempio portargli del cibo. Ma le risposte sono sempre state categoriche. "Ai nostri bambini durante i rastrellamenti non danno da mangiare, devono resistere anche i vostri". *Comincio a chiedere cosa vogliono. Ma politicamente Bakar è in difficoltà. Lui è "soltanto un soldato" e nient'altro. Spiega a lungo e confusamente a che serve questa azione, e si possono trovare quattro punti. Primo, Putin deve "dire una parola": annunciare la fine della guerra. Secondo: entro ventiquattr'ore deve dimostrare che non sono solo parole, per esempio deve ritirare le truppe da una regione. *Continuo a impuntarmi sulle parole. Il mio cervello si scontra con un problema superiore alle sue forze: cercare di salvare gli ostaggi, dato che hanno accettato di parlare con me, e allo stesso tempo non perdere la dignità. Ma purtroppo non riesco a venirne a capo. Sempre più spesso non so cosa dire, e blatero delle sciocchezze, purché Bakar non dica: "Basta!", e io non debba andarmene a mani vuote, senza aver ottenuto niente. *Si tratta di uno dei reparti che in Cecenia fanno tutto da soli. Hanno una loro guerra autonoma, ed è assolutamente radicale. E se ne infischiano di Maskhadov: perché non è un estremista. *Questa giornata di storia è finita. Poi c'è stato l'attacco. E io continuo a chiedermi: abbiamo fatto tutto il possibile per contribuire a evitare che ci fossero vittime? È stata davvero una grande "vittoria"? E io personalmente sono servita a qualcuno con i miei succhi e i miei tentativi sull'orlo del baratro?<br>La mia risposta è sì, sono servita. Ma non abbiamo fatto tutto il possibile. Perché abbiamo ancora molto davanti a noi, anche se alle nostre spalle c'è già troppo. La tragedia del Nord-Ost non è nata dal nulla e non segna la fine. Adesso vivremo nel terrore costante vedendo uscire di casa i bambini e gli anziani: li rivedremo di nuovo? Proprio come ha vissuto in questi ultimi anni la gente in Cecenia. {{Int|1=Da ''[https://journals.sagepub.com/doi/pdf/10.1080/03064220208537009 Standing Alone]''|2=''Index on Censorship'', vol. 31, n. 1, novembre 2002|h=4}} *{{NDR|Sull'abbattimento dell'Mil Mi-8 in Groznyj del 2001}} Solo un'ora prima che l'elicottero venisse abbattuto, {{NDR|Anatolij Pozdnjakov}} mi ha detto che il compito della sua commissione era quello di raccogliere dati sui crimini commessi dai militari, analizzare i risultati, metterli in un certo ordine e sottoporre le informazioni all'esame del presidente. Niente del genere era stato fatto prima. Il loro elicottero è stato abbattuto quasi esattamente sopra il centro della città. Tutti i membri della commissione morirono e, poiché erano già in viaggio verso la base aerea di Chankala per prendere l'aereo per tornare a Mosca, perirono anche tutti i materiali che avevano raccolto. :''Only an hour before the helicopter was shot down, he told me the task of his commission was to gather data on crimes committed by the military, analyse their findings, put them in some order and submit the information for the president's consideration. Nothing of the kind had been done before. Their helicopter was shot down almost exactly over the city centre. All the members of the commission perished and, since they were already on their way to Khankala airbase to take a plane back to Moscow, so did all the material they had collected.'' *Non posso rispondere per il presidente ceceno Maschadov, ma offrirò una breve analisi delle sue azioni. Secondo me non sta facendo assolutamente nulla. Si è ritirato nel suo guscio e pensa, escludendo tutto il resto, al proprio futuro immediato: ha dimenticato la nazione cecena. Proprio come le autorità federali di Mosca hanno abbandonato i ceceni, così fa ora anche l'altra parte. La nazione deve badare a se stessa, senza leadership o protezione. Sopravvive come può. Se le persone avranno bisogno di vendicarsi per i loro parenti torturati e assassinati, lo faranno. Se non hanno bisogno di dire nulla, terranno la bocca chiusa. In tali circostanze, che equivalgono ad una guerra civile, e sotto la continua pressione delle forze federali, nessuno oggi può dire per chi voterebbe il popolo ceceno se si tenessero le elezioni. Nessuno ormai ha idea di chi eleggeranno e sotto questo aspetto tutti hanno commesso lo stesso enorme errore. :''I can't answer for Chechen President Maskhadov, but will offer a brief analysis of his actions. In my view, he is doing nothing whatsoever. He has retreated into his shell and is thinking, to the exclusion of all else, about his own immediate future — he's forgotten the Chechen nation. Just as the federal authorities in Moscow have abandoned the Chechens, so now have the other side. The nation has to fend for itself, with no leadership or protection. It survives as best it can. If people need to take revenge for their tortured and murdered relatives, they will. If they need to say nothing, they'll keep their mouths shut. In such circumstances, which are the equivalent of a civil war, and under continuing pressure from the federal forces, no one today can say whom the Chechen nation would vote for if elections were held. No one now has any idea whom they'd elect and in that respect everyone has committed the same enormous mistake.'' *Maschadov è stato ovviamente messo all'angolo. Ma la lotta per l'indipendenza è diventata per lui un'ossessione: non sentirà parlare d'altro. Non capisco davvero a che cosa gli sarà utile l'indipendenza, quando lui, [[Šamil' Salmanovič Basaev|Šamil Basaev]] e la sua guardia del corpo personale saranno tutto ciò che resta. Il primo dovere di un presidente è lottare per il benessere della sua nazione. Ho il mio presidente e non fa differenza che io personalmente non abbia votato per Putin. :''Maskhadov has obviously been driven into a corner. But the struggle for independence has become an obsession with him: he will hear of nothing else. I don't really understand what use independence will be to him, when he, Shamil Basayev and his immediate bodyguard are all that's left. The first duty of a president is to fight for the well-being of his nation. I have my own president and it makes no difference that I personally did not vote for Putin.'' *Se le persone nel mio paese non hanno protezione da questo regime senza legge, ciò significa che sopravvivo qui mentre altri muoiono. Nell'ultimo anno mi sono trovata in quella posizione troppo spesso. Persone che erano miei testimoni e informatori in Cecenia sono morte per questo motivo, e solo per questo motivo, non appena ho lasciato le loro case. Se ciò dovesse accadere ancora una volta, come posso continuare a vivere all'estero mentre altri muoiono al mio posto? :''If people in my country have no protection from this lawless regime, that means I survive here while others are dying. Over the last year I've been in that position too often. People who were my witnesses and informants in Chechnya have died for that reason, and that reason alone, as soon as I left their homes. If it again proves the case, then how can I go on living abroad while others are dying in my place?'' ===2003=== {{Int|1=Da [https://www.internazionale.it/opinione/anna-politkovskaja/2003/01/16/cecenia-abbandonata ''Cecenia abbandonata'']|2=''Internazionale.it'', n. 471, 16 gennaio 2003|h=4}} *L'Europa è strisciata via vigliaccamente da un luogo dove bisognava lottare e insistere sulle proprie posizioni. Così ha firmato la condanna dei ceceni a non essere più considerati europei, uguali agli altri e degni di tutti i diritti universalmente riconosciuti, rifiutandogli anche il diritto a un controllo formale dell'Europa sull'andamento della guerra. Giudicate voi stessi. *Perché l'Europa ha assegnato alla Cecenia dei rappresentanti a cui non importa assolutamente niente di niente? Perché si sprecano risorse enormi per mantenerli in Cecenia a spese dell'erario europeo? Perché gli hanno ordinato di tacere? Per tutte le domande difficili c'è sempre una risposta molto semplice. Per la situazione cecena è questa: il silenzio fa comodo. *In Cecenia sono stati traditi i mandati europei. Così ha ordinato il Cremlino, e l'Europa ha ubbidito docilmente, distruggendo tutti i valori che il nostro continente difendeva dalla fine della seconda guerra mondiale e che si sono sbriciolati scontrandosi con la tragedia chiamata seconda guerra cecena. *L'Europa ha profanato se stessa. Prima limitandosi a osservare il massacro che si consumava in Cecenia. E ora rinunciando persino a questo, dopo aver dimostrato che non esiste più l'Europa che per tanto tempo abbiamo considerato il baluardo dei diritti dell'uomo e la speranza di tutti gli umiliati e gli oppressi. Fine. È calato il sipario. {{Int|1=Da [https://www.internazionale.it/opinione/anna-politkovskaja/2003/07/03/donne-usa-e-getta ''Donne usa e getta'']|2=''Internazionale.it'', n. 495, 3 luglio 2003|h=4}} *La donna cecena oggi è veramente uno zombie: lo è diventata grazie ai lunghi anni di sofferenza continua e quotidiana. Lo è diventata per la situazione in cui vive la sua famiglia. È stata addestrata al martirio dai metodi usati con la popolazione civile da entrambe le parti combattenti. *{{NDR|Sulla donna cecena}} La sua educazione tradizionale è assolutamente ascetica. Il suo dovere è farsi carico di tutto. Non deve parlare delle sue sofferenze personali. La sua virtù è la riservatezza, la capacità di nascondere i sentimenti dentro di sé e non lasciarli mai trapelare, non soltanto in pubblico ma anche in casa, davanti ai parenti maschi, persino i più stretti. Le sue tempeste, quindi, sono interiori. Quanto durerà? *Il vulcano ha cominciato a eruttare. La giustizia personale è diventata l'unica risposta efficace all'arbitrio: la donna ha cominciato a difendersi, attuando un programma di vendetta personale contro quelli che considera assassini. Il sogno delle cecene è diventato quello di morire, pur di non vivere come ora – senza riuscire a difendere i figli, i fratelli, i mariti. *Lo status politico della futura Cecenia? Certo, verrà, con il tempo. Ma dopo, tutto verrà dopo. Prima bisogna sopravvivere. Nessuno lo nega: bisogna essere degli eroi per sbrogliare questa spaventosa matassa. Ed eroi non ce ne sono. Ma noi abbiamo il dovere di trovarne uno. Perché tutte le altre strade per la sopravvivenza ce le siamo già giocate. {{Int|1=Da [https://www.giorgiofornoni.com/index.php/personaggi/anna-politkovskaja ''Mosca, l'occidente e la guerra Cecena. Il j'accuse di Anna'']|2=Intervista di [[Giorgio Fornoni]] sulla [[seconda guerra cecena]], ''Giorgiofornoni.com'', agosto 2003|h=4}} [[File:Fosse commune de Saadi-Kotar.jpg|thumb|Soldato russo sopra una fossa comune]] *Ci sono varie tecniche di pulizia etnica, che in sostanza sono operazioni punitive contro villaggi interi. Viene circondato un villaggio, vengono portati via tutti gli uomini, e non tutti vi fanno ritorno. Dicono che viene controllato che fra loro non ci sia nessuno che abbia preso parte ai combattimenti, invece vengono pestati da qualche parte, vengono portati via e dichiarati scomparsi. La violenza di massa sulla popolazione maschile è un fatto perché rientra nella mentalità dei nostri soldati. Vengono portati via dai villaggi tutti gli uomini alti, forti, e vengono lasciati i vecchi e i drogati. In genere dipende tutto dal comandante della divisione. Questa non è una guerra di generali, ma di colonnelli: la sorte della persone dipende dall'ufficiale che comanda la divisione, che di fatto ha potere di vita e di morte. *Per prima cosa ci sono due tipi di donne kamikaze. Ci sono quelle della djamahat, le comunità religiose che ritengono tutto ciò un loro dovere verso Allah. La maggior parte sono persone portate alla disperazione da tutto ciò che ho raccontato prima. Madri, sorelle di scomparsi che hanno bussato alle porte di tutte le sezioni di polizia ricevendo sempre la stessa risposta: «Non ci sono più, sono scomparsi, rassegnatevi». *Ho visto con i miei occhi le tombe degli arabi che hanno combattuto qui nella seconda guerra cecena, ma non so se fossero membri di al Qaeda. Credo che al Qaeda sia un paravento dei nostri potenti per nascondere i propri errori quando non riescono a fronteggiare gli attacchi terroristici. È come una nuova alleanza dopo la guerra fredda. *Personalmente non è che non mi piaccia Putin, è che non mi piace ciò che sta facendo. Lui deve mantenere la pace, è un suo dovere costituzionale. Invece continua la guerra nel Caucaso, con migliaia di morti non solo ceceni, ma anche russi. Gli attentati non possono cessare. Putin deve smetterla con questa guerra suicida e mettersi a trattare anche con quelle persone che non gli piacciono. *{{NDR|«Perché Mosca non vuole osservatori internazionali in Cecenia?»}}<br>È chiaro che non li vogliono perché sono stati commessi molto delitti. Gli osservatori vedrebbero i cadaveri, le donne violentate e capirebbero chi è stato. Per questo l'accesso è limitato al massimo. Non vogliono testimoni. *Non ho una buona opinione della società occidentale. Non siamo nel 2000, quando c'erano grandi speranze che raccontando ciò che stava accadendo l'Occidente avrebbe fatto qualcosa per aiutarci. So da tempo che l'Occidente non si interessa di questi problemi, ha tradito queste persone che pure vivono in Europa. La Cecenia tra l'altro fa parte dell'Europa, geograficamente. Per questo non mi metterò a solleticare i nervi con racconti di come hanno ucciso, tolto scalpi e tagliato nasi e orecchie. Capitemi bene, non è quello lo scopo del mio lavoro, ma prevenire atrocità di questo genere in futuro. *Tutti hanno paura ora, e anch'io sono una parte del tutto. Anch'io ho paura, ma questa è la mia professione e avere paura è una cosa tua, personale. La professione esige che si lavori e si parli di quello che è il fatto principale nel Paese e la guerra che continua è il fatto principale. Perché lì muore la nostra gente. E avere paura o non averne è il rischio di questa professione. {{Int|1=Da [https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/11/07/provi-lui-vivere-in-quell-inferno.html ''Provi lui a vivere in quell'inferno'']|2=Intervista di Fiammetta Cucurnia su [[Silvio Berlusconi]], ''La Repubblica'', 7 novembre 2003|h=4}} [[File:Vladimir Putin 3 April 2002-1.jpg|thumb|[[Silvio Berlusconi]] e [[Vladimir Putin]]]] *Non so come si possa dire che sulla Cecenia si diffondono leggende. Evidentemente, il vostro Presidente del Consiglio non è mai stato, laggiù. Perché non di leggenda si tratta, ma dell'inferno. *Credo che se Berlusconi si trovasse per un momento nelle condizioni in cui da anni vivono circa 600mila persone in Cecenia, beh, non parlerebbe così. Non m' importa come sia chiamata: seconda guerra cecena, come diciamo noi, o operazione antiterroristica, come dice Putin. Quel che m' importa sono i metodi crudeli che vengono utilizzati per piegare la popolazione. *Solo per Berlusconi {{NDR|le vittime cecene}} sono leggende. Per me sono uomini, donne, ragazzi, con le loro facce e le loro storie drammatiche. Persone che ormai sono a un passo dal trasformarsi in bombe umane. ===2004=== *Quanto ci interessano le torture dei carcerieri americani sui detenuti iracheni, e quanto ce ne infischiamo invece delle torture inflitte dagli aguzzini russi ai combattenti ceceni prigionieri. Vorrei chiarire di cosa sto parlando. I soldati federali in Cecenia, come gli americani in Iraq, girano spesso dei video – per se stessi e per i loro familiari. È una tradizione.<ref group="fonte">Da [https://www.internazionale.it/opinione/anna-politkovskaja/2004/06/02/laltra-abu-ghraib ''L'altra Abu Ghraib''], ''Internazionale.it'', n. 542, 2 giugno 2004.</ref> {{Int|1=Da [https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/05/10/basta-sangue-sulla-cecenia-europa-fermi.html ''Basta sangue sulla Cecenia'']|2=Intervista di Giampaolo Visetti, ''La Repubblica'', 10 maggio 2004|h=4}} *[[Achmat Kadyrov|Kadyrov]] ormai non andava bene più a nessuno. Irritava Mosca parlando dei civili spariti, non arginando il terrorismo e non riuscendo a uccidere i leader indipendentisti. Umiliava i ceceni con crudeltà inaudite. Si era messo contro l'[[Forze terrestri russe|esercito]] affidando tutto il potere alla guardia comandata dal figlio. Era molto attivo solo nel settore del petrolio. La sua morte colpisce il suo clan, ma è un messaggio diretto al Cremlino: le scelte di Putin si confermano sbagliate e ora la situazione diventa incontrollabile. *L'eliminazione di Kadyrov apre un sacco di partite: quella tra i clan per l'enorme business della guerra, quella della vendetta dei parenti delle vittime del presidente, quella per il potere in Cecenia, quella politica a Mosca. Tra tutti però, è vero, chi oggi esce a pezzi è Putin. [...] Putin ha puntato tutto sul leader unico e ha perso, ma adesso non ha alternative a Kadyrov, non ci sono personaggi di livello simile, né Gantamirov, né Jamadajev. Chi ha agito lo ha fatto per interessi propri: ma la Russia finisce nelle sabbie mobili della lotta islamico-cecena. *L'Occidente finge di non vedere che in Cecenia è molto peggio che in Iraq, o nei Balcani. Ogni giorno la gente sparisce e muore, si scoprono cadaveri di bambini e fosse comuni. Le torture della soldatessa Usa sui prigionieri iracheni, sono nulla rispetto ai supplizi inferti in Cecenia. Tutti documentati e denunciati, ma inascoltati. L'Europa non deve perdere la possibilità di pretendere di esaminare la situazione assieme a Putin: è l'ultima occasione, risponderebbe della sua consapevole e calcolata indifferenza. {{Int|1=Da [https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/08/29/la-popolazione-vive-nell-angoscia-il-futuro.html ''La popolazione vive nell'angoscia'']|2=Intervista di Giampaolo Visetti, ''La Repubblica'', 29 agosto 2004|h=4}} *La scelta di Putin di mantenere la linea di Akhmad Kadyrov ha fatto risorgere la resistenza armata. In Cecenia resta solo apatia, la gente è abbandonata a saccheggi, rapine, omicidi. Ma il Cremlino, azzerando la speranza della popolazione, ha decretato la propria sconfitta. *La popolazione ormai è indifferente ad ogni scelta del Cremlino. Vive nel terrore dei sicari di [[Ramzan Kadyrov]] e delle violenze dei federali. Nei villaggi si scavano rifugi sotto le case in vista della terza guerra. Tutti dicono la stessa cosa: Ramzan ha i giorni contati, Alkhanov le settimane. Poi restano solo le bombe. *{{NDR|Su [[Alu Alchanov]]}} Un uomo moralmente debole. I ceceni lo definiscono una ridicola nullità. Per loro c'è un solo spartiacque: o hai qualcosa da contrapporre a Ramzan Kadyrov e a Vladimir Putin, o non sei nessuno. *Alkhanov è stato capo della polizia quando i suoi uomini, mascherati e ubriachi, schiacciavano i contadini sotto i camion, uccidevano a cinghiate i vecchi, violentavano le donne. *Solo l'Europa, dando vita ad un protettorato internazionale, può aiutare Russia e Cecenia a fermarsi prima del baratro. Putin, prima o poi, dovrà discuterne: se l'Occidente starà a guardare vorrà dire che il petrolio è il suo unico e ultimo dio. {{Int|1=Da [https://www.internazionale.it/opinione/anna-politkovskaja/2004/09/09/la-maledizione-della-cecenia ''La maledizione della Cecenia'']|2=''Internazionale.it'', n. 556, 9 settembre 2004|h=4}} *{{NDR|Sulla [[Seconda guerra cecena]]}} In Russia è in corso una guerra: sono ormai cinque anni che va avanti, e per lunghezza batte già la seconda guerra mondiale. Eppure, la campagna elettorale per la duma (il parlamento russo) alla fine del 2003 non ha mai affrontato questa domanda: perché la guerra non è ancora finita? *Per i russi, ormai, la Cecenia è una cancrena, un vicolo cieco; ma è anche un punto di riferimento nella Russia di Putin. Con la guerra è stato facile tornare al passato e mettere a dura prova la trasformazione del paese in uno stato non sovietico: la proprietà privata è stata accompagnata da un'unica ideologia dominante, dall'affermazione di una leadership personale incontrollata, dal disprezzo dei diritti umani e dall'idea, diffusa con la propaganda, che è necessario subordinare gli interessi individuali a quelli dello stato. *La guerra è stata chiamata ufficialmente "operazione antiterrorista nel Caucaso del nord" – in altre parole, lotta contro il terrorismo – mentre tutti i ceceni, per volontà del Cremlino, sono stati dichiarati indistintamente banditi e terroristi e obbligati ad addossarsi collettivamente la responsabilità delle azioni criminali di alcuni loro concittadini. *Il Cremlino ha risposto con uno stratagemma tipico del Kgb: ha cominciato ad arruolare per la Cecenia dei soldati scelti tra chi aveva passato l'infanzia in un orfanotrofio. Soldati orfani: nessuno si preoccupa per loro, non ci sono madri che ne piangono la scomparsa, che chiedono risarcimenti per la loro morte, che gridano, organizzano manifestazioni o addirittura parlano con la stampa. Oggi gli orfani sono la categoria di soldato più diffusa. *La Cecenia è lo strumento con cui Putin ha conquistato il Cremlino e che lo ha spinto a cercare di soffocare la società civile e la libertà di espressione. *E così dalla seconda guerra cecena è nata la nuova Russia del dopo Eltsin, postdemocratica e non sovietica, dove l'importante – come ai tempi del comunismo – non è ciò che succede in realtà, ma come fare il lavaggio del cervello alla gente. Nel caso della Cecenia, il potere ha adottato una tattica tipicamente sovietica: nascondere la verità dietro una montagna di menzogne. *Essere una persona in Cecenia non ha lo stesso significato che in occidente. Una persona in Cecenia è un soggetto biologico privo di qualsiasi diritto e della possibilità di contare sulle strutture dello stato. *Con Putin la Russia sta recuperando i peggiori valori sovietici, come il brutale fondamentalismo stalinista. *La Russia sta per precipitare in un abisso, scavato da Putin e dalla sua miopia politica. {{Int|1=Da [https://www.theguardian.com/world/2004/sep/09/russia.media ''Poisoned by Putin'']|2=''Theguardian.com'', 9 settembre 2004|h=4}} [[File:Beslan foto pogibshih.jpg|thumb|Fotografie delle vittime della [[strage di Beslan]]]] *L'aereo decolla. Chiedo un tè. Sono molte ore di strada da Rostov a [[Strage di Beslan|Beslan]], e la guerra mi ha insegnato che è meglio non mangiare. Alle 21:50 lo bevo. Alle 22:00 mi rendo conto che devo chiamare la hostess perché sto rapidamente perdendo conoscenza. Gli altri miei ricordi sono frammentari: la hostess piange e grida: "Stiamo atterrando, tieni duro!"<br>"Bentornata", ha detto una donna chinata su di me nell'ospedale regionale di Rostov. L'infermiera mi dice che quando mi hanno portato dentro ero "quasi senza speranza". Poi sussurra: "Mio cara, hanno cercato di avvelenarti". Tutti gli esami effettuati all'aeroporto sono stati distrutti – per ordine "dall'alto", dicono i medici. :''The plane takes off. I ask for a tea. It is many hours by road from Rostov to Beslan and war has taught me that it's better not to eat. At 21:50 I drink it. At 22:00 I realise that I have to call the air stewardess as I am rapidly losing consciousness. My other memories are scrappy: the stewardess weeps and shouts: "We're landing, hold on!"<br>"Welcome back," said a woman bending over me in Rostov regional hospital. The nurse tells me that when they brought me in I was "almost hopeless". Then she whispers: "My dear, they tried to poison you." All the tests taken at the airport have been destroyed – on orders "from on high", say the doctors.'' *Si dice che Ruslan Aušev, l'ex presidente dell'Inguscezia, rifiutato dalle autorità per aver sostenuto una soluzione della crisi cecena, sia improvvisamente entrato in trattative con i terroristi a Beslan. È entrato da solo perché per 36 ore gli uomini del quartier generale dei servizi speciali responsabili delle trattative non sono riusciti a mettersi d'accordo tra loro su chi sarebbe andato per primo. I militanti danno tre bambini ad Aušev e poi rilasciano altri 26 ragazzi e le loro madri. Ma i media cercano di mettere a tacere il coraggioso comportamento di Aušev: nessuna trattativa, nessuno è entrato. :''Word comes that Ruslan Aushev, the former president of Ingushetia, rejected by the authorities for advocating a settlement of the Chechen crisis, suddenly walked into negotiations with the terrorists in Beslan. He walked in alone because the people at the special services headquarters responsible for the negotiations were unable for 36 hours to agree among themselves who would go first. The militants give three babies to Aushev and then release 26 more kids and their mothers. But the media try to hush up Aushev's courageous behaviour: no negotiations, nobody has gone inside.'' *Il 3 settembre le famiglie degli ostaggi si trovano in un totale blackout di notizie. Sono disperati; tutti ricordano l'esperienza dell'assedio del teatro di Dubrovka in cui morirono 129 persone quando i servizi speciali rilasciarono gas nell'edificio, ponendo fine alla situazione di stallo. Ricordano come il governo ha mentito. :''By September 3, the families of hostages are in a total news blackout. They are desperate; they all remember the experience of the Dubrovka theatre siege in which 129 people died when the special services released gas into the building, ending the stand-off. They remember how the government lied.'' *Questo è stato un problema costante negli ultimi cinque anni della seconda guerra in Cecenia: le persone hanno perso ogni speranza di ottenere protezione da parte dello Stato e non si aspettano altro che esecuzioni extragiudiziali da parte dei servizi speciali. Quindi cercano di difendere se stessi e i loro cari. L'autodifesa, naturalmente, porta al linciaggio. Non potrebbe essere altrimenti. Dopo l'assedio del teatro del 2002, gli ostaggi fecero questa straziante scoperta: salva te stesso, perché lo Stato può solo aiutarti a distruggerti. :''This has been a constant issue during the past five years of the second war in Chechnya: people have lost all hope of getting any protection from the state and they expect nothing but extra-judicial executions from the special services. So they try to defend themselves and their loved ones. Self-defence, naturally, leads to lynching. It couldn't be otherwise. After the theatre siege in 2002, the hostages made this harrowing discovery: save yourself, because the state can only help to destroy you.'' *La notizia più importante è che Putin vola a Beslan di notte. Ci viene mostrato Putin che ringrazia i servizi speciali; vediamo il presidente [[Aleksandr Dzasochov|Dzasochov]], ma non viene detta una parola su Aušev. È un ex presidente caduto in disgrazia, caduto in disgrazia perché ha esortato le autorità a non prolungare la crisi cecena, a non portare le cose al punto di una tragedia che lo Stato non sarebbe stato in grado di gestire. Putin non menziona l'eroismo di Aušev, quindi i media tacciono. :''The top news story is Putin flying into Beslan at night. We are shown Putin thanking the special services; we see President Dzasokhov, but not a word is said about Aushev. He is a disgraced former president, disgraced because he urged the authorities not to prolong the Chechen crisis, not to bring things to the point of a tragedy that the state could not handle. Putin does not mention Aushev's heroism, so the media are silent.'' *Gli avvenimenti di Beslan hanno dimostrato che le conseguenze di un vuoto informativo sono disastrose. Le persone respingono lo stato che le ha lasciate in asso e cercano di agire da sole, cercano di salvare i propri cari e di esigere la propria giustizia sui colpevoli. Successivamente Putin ha dichiarato che la tragedia di Beslan non aveva nulla a che fare con la crisi cecena, quindi i media hanno smesso di occuparsi dell'argomento. Quindi Beslan è come l'11 settembre: tutta una questione di Al-Qaeda. Non si parla più della guerra cecena, di cui questo mese ricorre il quinto anniversario. Questa è una sciocchezza, ma non era la stessa cosa in epoca sovietica, quando tutti sapevano che le autorità dicevano sciocchezze ma facevano finta che l'imperatore fosse vestito? :''The events in Beslan have shown that the consequences of an information vacuum are disastrous. People dismiss the state that has left them in the lurch and try to act on their own, try to rescue their loved ones themselves, and to exact their own justice on the culprits. Later, Putin declared that the Beslan tragedy had nothing to do with the Chechen crisis, so the media stopped covering the topic. So Beslan is like September 11: all about al-Qaida. There is no more mention of the Chechen war, whose fifth anniversary falls this month. This is nonsense, but wasn't it the same in Soviet times when everyone knew the authorities were talking rubbish but pretended the emperor had his clothes on?'' *Stiamo precipitando di nuovo in un'abisso sovietico, in un vuoto di informazioni che significa morte a causa della nostra stessa ignoranza. Tutto ciò che ci resta è Internet, dove le informazioni sono ancora liberamente disponibili. Del resto, se vuoi continuare a fare il giornalista, è un servilismo totale nei confronti di Putin. Altrimenti può trattarsi della morte, della pallottola, del veleno o del processo – qualunque cosa i nostri servizi speciali, i mastini di Putin, ritengano opportuno. :''We are hurtling back into a Soviet abyss, into an information vacuum that spells death from our own ignorance. All we have left is the internet, where information is still freely available. For the rest, if you want to go on working as a journalist, it's total servility to Putin. Otherwise, it can be death, the bullet, poison, or trial – whatever our special services, Putin's guard dogs, see fit.'' {{Int|1=Da [https://www.internazionale.it/opinione/anna-politkovskaja/2004/09/16/come-salvare-la-cecenia ''Come salvare la Cecenia'']|2=''Internazionale.it'', n. 557, 16 settembre 2004|h=4}} *Sono indispensabili trattative politiche con il leader indipendentista Aslan Maskhadov, anche se la maggior parte della popolazione non lo rispetta. Ma è comunque necessario passare attraverso queste trattative. *Bisogna imporre l'obbligo di smilitarizzare il territorio. È la condizione principale per una soluzione politica impossibile senza il ritiro delle forze armate. I soldati potranno restare solo nelle caserme e nelle basi militari e per un periodo di tempo transitorio rigorosamente definito. Questo periodo dovrà essere comunicato pubblicamente, così come le condizioni in base alle quali si effettuerà il ritiro. Le eventuali violazioni della smilitarizzazione saranno punite. *[...] lasciare un qualsiasi ruolo a Ramzan Kadyrov è assolutamente impossibile, poiché il capo delle forze di sicurezza di Grozny, accusato di molte atrocità, è una figura che scatena solo ostilità. {{Int|1=Da [https://www.theguardian.com/world/2004/oct/15/gender.uk ''Dispatches from a savage war'']|2=Intervista di James Meek, ''Theguardian.com'', 15 ottobre 2004|h=4}} *{{NDR|Sulla sua carriera giornalistica durante la perestrojka}} Ogni giornalista riceveva un biglietto gratuito tutto l'anno; potevi andare su qualsiasi aereo e volare dove volevi. Grazie a questo ho visto tutto il nostro vasto paese. Ero una ragazza di famiglia diplomatica, lettrice, un po' secchiona; non conoscevo affatto la vita. :''Every journalist got a free ticket all year round; you could go on any plane and fly wherever you wanted. Thanks to this I saw the whole of our huge country. I was a girl from a diplomatic family, a reader, a bit of a swot; I didn't know life at all.'' *{{NDR|Sugli anni novanta}} Da un punto di vista economico la vita divenne molto difficile, [...] ma politicamente non fu affatto scioccante. Era pura felicità, poter leggere, pensare e scrivere quello che volevi. È stata una gioia. Bisogna essere disposti a sopportare molto, anche in termini di difficoltà economica, per amore della [[libertà]]. :''From an economic point of view, life became very difficult,'' [...] ''but politically it wasn't shocking at all. It was simple happiness, that you could read and think and write whatever you wanted. It was a joy. You need to endure a great deal in the way of economic hardship for the sake of freedom.'' *Ancora oggi in ogni filiale dell'Fsb in Cecenia si pratica la tortura, come il cosiddetto "telefono", dove viene fatta passare una corrente elettrica attraverso il corpo di una persona. Ho visto centinaia di persone che hanno subito questa tortura. Alcuni sono stati torturati in modo così intricato che mi è difficile credere che ciò sia stato fatto da persone che hanno frequentato il mio stesso tipo di scuole e che hanno letto gli stessi libri di testo. :''To this day there's torture in any FSB branch in Chechnya, like the so-called "telephone", where they pass an electric current through a person's body. I've seen hundreds of people who've been through this torture. Some have been tortured in such an intricate way that it's hard for me to believe that it was done by people who went to the same sort of schools that I did, who read the same textbooks.'' *{{NDR|Sui leaders occidentali}} La maggior parte delle volte dimenticano la parola Cecenia. Se ne ricordano solo quando c'è un atto terroristico. E poi è "Oh!", e ricominciano la loro copertura completa. Ma praticamente nessuno racconta cosa sta realmente accadendo in quella zona, in Cecenia, e sulla crescita del terrorismo. La verità è che i metodi impiegati nell'operazione antiterroristica di Putin stanno generando un'ondata di terrorismo come non abbiamo mai sperimentato. :''Most of the time they forget the word Chechnya. They only remember it when there's a terrorist act. And then it's, "Oh!" And they start their full coverage up again. But virtually nobody reports on what is really going on in that zone, in Chechnya, and the growth of terrorism. The truth is that the methods employed in Putin's anti-terrorist operation are generating a wave of terrorism the like of which we have never experienced.'' *{{NDR|Sullo [[scandalo di Abu Ghraib]]}} In Russia si sente la gente parlarne con orgoglio: "Noi abbiamo trattato i neri<ref>Epiteto spregiativo per i ceceni.</ref> così prima degli americani, e avevamo ragione, perché sono terroristi internazionali". :''In Russia you hear people talking about it with pride: that, "We treated the blacks like this before the Americans did, and we were right, because they are international terrorists."'' *Putin ha iniziato a provare a dimostrare sulla scena mondiale che anche lui combatte i terroristi internazionali, che è solo un partecipante di questa guerra alla moda. E ha avuto successo. Per un po' è stato il migliore amico di [[Tony Blair|Blair]]. Quando, dopo Beslan, ha cominciato ad affermare che stavamo praticamente vedendo la mano di [[Bin Laden]], è stato spaventoso. Cosa c'entra Bin Laden con tutto questo? Il governo russo ha creato queste bestie, le ha allevate, si sono recate a Beslan e si sono comportate proprio come bestie. :''Putin's begun to try to prove on the world stage that he's also fighting international terrorists, that he's just a part of this fashionable war. And he's been successful. He was Blair's best friend for a while. When, after Beslan, he began to state that we were seeing virtually the hand of Bin Laden, it was appalling. What's Bin Laden got to do with it? The Russian government created these beasts, brought them up, and they came to Beslan and behaved like beasts.'' *È impossibile parlare da un lato dell'elevato numero di vittime in Cecenia e dello sviluppo del terrorismo per poi stendere il tappeto rosso, abbracciare Putin e dirgli: "Siamo con te, sei il migliore". Questo non dovrebbe succedere. Capisco, il nostro Paese è un grande mercato, è molto attraente. Lo capisco molto bene. Ma non siamo persone di seconda classe, siamo persone come te, e vogliamo vivere. :''It's impossible to talk on the one hand about the monstrous scale of victims in Chechnya and the spawning of terrorism and then lay out the red carpet, embrace Putin and tell him: "We're with you, you're the best." That shouldn't be happening. I understand, our country's a big market, it's very attractive. I understand it very well. But we're not second-class people, we're people like you, and we want to live.'' {{Int|1=Da [https://www.independent.co.uk/news/world/europe/anna-politkovskaya-putin-poison-and-my-struggle-for-freedom-535250.html ''Anna Politkovskaya: Putin, poison and my struggle for freedom'']|2=Intervista di Andrew Osborn, ''Independent.co.uk'', 15 ottobre 2004|h=4}} *Con il presidente Putin non saremo in grado di forgiare la democrazia in Russia e torneremo solo al passato. Non sono ottimista a questo riguardo e quindi il mio libro è pessimista. Non ho più speranza nella mia anima. Solo un cambio di leadership mi permetterebbe di avere speranza, ma è un inverno politico. Il Cremlino sta riportando il Paese al suo passato sovietico. :''Under President Putin we won't be able to forge democracy in Russia and will only turn back to the past. I am not an optimist in this regard and so my book is pessimistic. I have no hope left in my soul. Only a change of leadership would allow me to have hope but it's a political winter. The Kremlin is turning the country back to its Soviet past.'' *I miei eroi sono quelle persone che vogliono essere individui ma sono costretti a tornare ad essere ingranaggi. [...] In un impero ci sono solo ingranaggi. :''My heroes are those people who want to be individuals but are being forced to be cogs again.'' [...] ''In an Empire there are only cogs.'' *Ci sono molte persone in Russia che sarebbero leader forti. [...] Potresti pensare che abbiano i loro difetti ma niente potrebbe essere peggio di Putin. :''There are many people in Russia who would be strong leaders.'' [...] ''You might think they have their faults but nothing could be worse than Putin.'' *[...] Putin, un prodotto del più oscuro servizio di intelligence del paese, non è riuscito a trascendere le sue origini e a smettere di comportarsi come un tenente colonnello del KGB. È ancora impegnato a sistemare i suoi connazionali amanti della libertà; persiste nel schiacciare la libertà proprio come ha fatto all'inizio della sua carriera. :[...] ''Putin, a product of the country's murkiest intelligence service, has failed to transcend his origins and stop behaving like a lieutenant-colonel in the KGB. He is still busy sorting out his freedom-loving fellow countrymen; he persists in crushing liberty just as he did earlier in his career.'' *Putin è come Akakij Akakievič di [[Nikolaj Vasil'evič Gogol'|Gogol']]. È una persona piccola e grigia che vuole davvero non essere grigia. Putin ha avuto un'occasione storica per essere grande e non essere grigio, ma è pur sempre grigio. :''Putin is like Gogol's Akaky Akakievich. He is a small grey person who really wants not to be grey. Putin had a historic chance to be great and not to be grey but he is still grey.'' *Durante la campagna pre-elettorale presidenziale (quest'anno) si è comportato esattamente come Stalin. Ha distrutto l'[[Opposizione a Vladimir Putin in Russia|opposizione]] democratica, ha gettato fumo negli occhi della gente, ha rifiutato persino il dibattito e ha costantemente mentito sulla Cecenia e sulle riforme sociali. Dicono che abbiamo un Paese felice ma non è così. È un paese povero. Putin non rispetta le persone e la repressione seguirà proprio come accadde con Stalin. :''During the presidential pre-election campaign (this year) he behaved exactly like Stalin. He destroyed the democratic opposition, pulled the wool over people's eyes, refused to even debate and constantly lied about Chechnya and about social reforms. They say we have a happy country but we do not. It is a poor country. Putin doesn't respect people and repression will follow just as it did with Stalin.'' *{{NDR|Su [[Šamil' Salmanovič Basaev]]}} Mi ha chiesto di venire a intervistarlo una volta ma ho rifiutato. Dopo Budennovsk pensavo che non ci fosse più niente di cui parlare. In Cecenia non ci sono né eroi né angeli. La guerra lì va avanti da così tanto tempo che ci sono solo persone interessate a continuarla... E poi ci sono le persone, bloccate nel mezzo. :''He asked me to come and interview him once but I refused. After Budennovsk I thought there was nothing to talk about. There are no heroes and no angels in Chechnya. The war there has been going on for so long that there are only people who are interested in continuing it... And then there are the people, stuck in the middle.'' ===2005=== *Certe volte le persone pagano con la vita il fatto di dire ad alta voce ciò che pensano. Infatti, una persona può perfino essere uccisa semplicemente per avermi dato una informazione. Non sono la sola ad essere in pericolo e ho esempi che lo possono provare. (da una conferenza a Vienna sulla libertà di stampa, dicembre 2005)<ref group="fonte">Citato in ''[https://pochestorie.corriere.it/2018/07/17/anna-politkovskaia-la-corte-strasburgo-condanna-la-russia/ Omicidio Anna Politkovskaia, la Corte di Strasburgo condanna la Russia]'', ''pochestorie.corriere.it'', 17 luglio 2018.</ref> {{Int|1=Da [https://www.internazionale.it/opinione/anna-politkovskaja/2005/03/17/non-resta-che-combattere ''Non resta che combattere'']|2=''Internazionale.it'', n. 582, 17 marzo 2005|h=4}} [[File:Shamil Basaev2.jpg|thumb|[[Šamil' Salmanovič Basaev]]]] *[[Aslan Maschadov|Aslan Maskhadov]] è morto, come migliaia di altri uomini e donne ceceni, a causa della delazione di altri ceceni. Una delazione avvenuta in seguito a torture, cioè al metodo per ottenere informazioni e condurre indagini usato sia durante la prima sia durante la seconda guerra cecena. Ciò fa di Maskhadov un uomo che ha condiviso le sorti del suo popolo, come vorrebbe fare ogni vero leader. E questo significa che con ogni probabilità resterà nella memoria dei ceceni come un grande martire, indipendentemente da quanto ha fatto in passato. *Maskhadov è morto durante la lunga tregua unilaterale da lui stesso dichiarata il 14 gennaio. Una tregua che, anche se non ha avuto un grande successo, resta comunque l'unica nella storia della seconda guerra cecena; era una mano tesa verso il Cremlino per l'avvio di trattative sul cessate il fuoco, la demilitarizzazione e la reciproca consegna dei criminali di guerra.<br>L'uccisione di Maskhadov significa che la tregua è terminata. Scordatevela, completamente. Non ci saranno trattative. Non ci sarà più bisogno del comitato delle madri dei soldati russi, che aveva cercato di negoziare con gli uomini di Maskhadov. Non ci sarà bisogno di nessuna madre. Solo di guerre. *Dietro a Kadyrov c'è Putin. Chi c'è invece dietro a Basaev? Gli "arabi", come piace dire ai federali russi in Cecenia? [...] Dietro a Basaev c'è una resistenza che si sta radicalizzando sempre di più. Le sue fila sono alimentate soprattutto dalla gioventù cecena, che non sa vivere in altro modo se non prendendo parte ad azioni in cui muoiono martiri innocenti per sfuggire alle umiliazioni a cui è sottoposta di continuo dai federali russi. *La morte di Maskhadov, ucciso a Tolstoj-Yurt, è per Basaev la migliore conferma del suo slogan: con la Russia non si può trattare, con la Russia si può solo combattere. Con ogni mezzo. {{Int|1=Da [https://www.micromega.net/anna-politkovskaja-anniversario/ ''I nuovi dissidenti'']|2=Intervento al Festival della letteratura di Mantova, 11 settembre 2005; ''Micromega.net'', 7 ottobre 2022|h=4}} *In effetti, mi reputo una giornalista, forse anche una fanatica del giornalismo; e ritengo, per questo, semplicemente di svolgere il mio dovere e di lavorare di conseguenza. *Quello del [[Jurij Dmitrievič Budanov|colonnello Budanov]] è rimasto l'unico caso di ufficiale punito severamente per aver compiuto un delitto. Nel corso degli ultimi due anni c'è stato un altro caso analogo: l'indagine su un gruppo di ufficiali della direzione dei servizi segreti militari, comandati da un certo Ulman, che, sempre in Cecenia, avevano ucciso sei civili e poi ne aveva bruciato i corpi. I militari «credevano» – credevano soltanto! – che quelle persone fossero dei guerriglieri, sebbene si trattasse di vecchi e di donne. La sentenza del tribunale ha riconosciuto che sì, i civili erano stati uccisi e bruciati, ma non ha ammesso la colpevolezza degli imputati in quanto costoro non avrebbero fatto altro che compiere il loro dovere. Ci si domanda, allora, in cosa consista questo «dovere»: tra gli uccisi c'era il direttore di una scuola, il suo vice, un guardiaboschi, una donna incinta con altri otto figli a casa da accudire. Che «dovere» è? *Il problema è che nella Russia di oggi assistiamo alla coesistenza di due verità, che tra loro non si sfiorano neppure. La prima è quella della gente che vorrebbe vivere come ai tempi dell'Unione Sovietica, mettendosi al servizio dell'ideologia e non della legge; sono persone che negano le leggi pur di essere al servizio di qualche ideologia politica di nuova invenzione. In questo ritengono consista il loro dovere. C'è poi un'altra parte della popolazione, che concepisce il dovere nel senso di osservare onestamente quanto avviene nel paese, agendo in modo tale che la legge stia al di sopra di tutto, permettendo così il prevalere dei principî democratici. *La seconda guerra cecena è cominciata nel 1999. La si può considerare come una rivalsa da parte delle truppe federali per essere state costrette a firmare la pace che aveva posto fine alla prima guerra cecena, nel 1996. A quell'epoca, in Cecenia, la vita della gente era molto penosa, perché effettivamente esistevano numerosi gruppi di banditi e di fanatici religiosi. All'epoca, molte persone con le quali parlai, mi dissero che la guerra sarebbe probabilmente durata poco e che, una volta ripristinata la legalità, la vita sarebbe migliorata per tutti. Alcune persone mettevano in relazione la guerra con la risoluzione dei problemi interni. Ma i metodi applicati dall'esercito federale sono stati tali da non lasciare scelta: hanno colpito chiunque, indipendentemente dalle opinioni, indipendentemente dalla legge. Hanno ucciso sulla base dell'esclusivo «diritto» di avere un'arma in mano. *L'evoluzione verificatasi negli ultimi anni nel Caucaso settentrionale ha molto poco a che fare con ciò che si usa chiamare al-Qaida: è qualcosa che abbiamo creato noi stessi e che produce il terrorismo interno. Putin va in giro a dire che questa gente vuole instaurare uno Stato islamico unitario, un califfato; ma nessun terrorista ha mai avanzato una simile rivendicazione. Ciò che chiedono, invece, è di porre fine alla guerra. *Non so su cosa si basi la grande amicizia esistente tra Putin e Berlusconi. So solo che i mass media ufficiali russi ripetono continuamente che Berlusconi è il maggior avvocato europeo di Putin nella sfera di quelli che contano e che hanno potere. *Contrariamente a quanto avveniva in epoca sovietica, infatti, la politica di Putin è del tutto antisociale. È una politica che dice alla gente di allontanarsi dallo Stato, di pagarsi le cure mediche coi propri soldi, che l'istruzione è solo per le famiglie ricche. I poveri devono essere estromessi dall'assistenza sanitaria e da un'istruzione decente. Dal 1° gennaio è entrata in vigore la legge 122, che è di grande importanza per noi. In virtù di questa legge si è ridotta ancora di più la partecipazione dello Stato alla politica sociale in favore dei propri cittadini, soprattutto della parte più povera della popolazione, che nel nostro paese rappresenta un terzo dei cittadini. Putin è a favore del capitalismo, e in questo è senza dubbio simile a Berlusconi; ma il suo è un capitalismo oligarchico, burocratico: i ricchi da noi non sono più quelli che riuscirono a creare la propria ricchezza ai tempi disonesti di Eltsin. I ricchi di oggi siedono, per così dire, sul fiume delle risorse di bilancio. *Nel nostro paese oggi non esiste alcuna televisione indipendente, non esiste alcun talkshow indipendente dove i politici possano discutere dei problemi più importanti. L'ultimo talkshow politico è stato interrotto all'incirca un anno fa, si chiamava ''Libertà di parola''. Putin ha detto di non vederne l'utilità visto che vi si raccoglievano solo i politici falliti. Adesso è stato ripreso e viene trasmesso a Kiev, in Ucraina. Da noi esiste, oltre a un numero assolutamente limitato di quotidiani che non segue la linea ufficiale, una sola stazione radio indipendente al 50 per cento, dove di tanto in tanto si riesce a discutere in diretta di quanto avviene nel paese. *I motivi per i quali siamo stati dichiarati dei nemici sono tanti: il fatto di avere chiesto, insieme agli abitanti di Beslan, un'inchiesta indipendente sull'attacco terroristico e di starne conducendo anche una nostra; il fatto di aver appoggiato la protesta popolare contro la legge 122; l'esserci fermamente espressi contro la distruzione della Jukos – un'enorme industria petrolifera che finanziava parte dei partiti di opposizione e un importantissimo istituto della società civile come quello delle organizzazioni di difesa dei diritti della popolazione; abbiamo poi sostenuto coerentemente, nel corso degli ultimi sei anni, una posizione contraria ai metodi impiegati in Cecenia, spiegando che l'esplosione del terrorismo nel paese, compresa la tragedia di Beslan, è una conseguenza diretta di quanto accade in Cecenia; abbiamo inoltre condotto inchieste sulla [[Corruzione in Russia|corruzione]] diffusa a causa delle quali due nostri giornalisti sono stati uccisi. Nessun altro giornale ha subìto perdite tanto gravi; uno di questi colleghi è stato ucciso vicino alla propria abitazione, un altro è stato avvelenato. Questa è la libertà di parola, secondo Putin. *Posso dire che gli strati più poveri della popolazione nel nostro paese, che sono costituiti da milioni di persone, oggi sono contagiati dal nazionalismo e da idee antidemocratiche. [...] Noi li chiamiamo i «rosso-bruni»: è povera gente che ritiene colpevoli di tutto i «negri» – scusate se uso questo termine – e, naturalmente, come sempre, gli ebrei. È un'idea politica che al momento si sta effettivamente diffondendo, perché la maggior parte dei nuovi russi è costituita da ebrei che, dopo il crollo dell'Unione Sovietica, sono riusciti a mettere assieme il loro smisurato capitale in tempi prodigiosamente brevi. Poi è cominciata la guerra in Cecenia e, in generale, nel Caucaso, che ha portato a forti sentimenti anticaucasici. Gli abitanti del Caucaso vengono chiamati «i nostri negri». Oggi in provincia gode di estrema popolarità il movimento nazional-bolscevico. [...] Penso che se in Russia si arriverà a una rivoluzione, non sarà come quella delle [[Rivoluzione delle rose|rose in Georgia]], o come quella dei tulipani in Kirghizistan o come quella [[Rivoluzione arancione|arancione in Ucraina]]: da noi ci sarà una rivoluzione sanguinosa. *[...] malgrado tutta l'ambiguità della sua figura politica, [[Boris Nikolaevič El'cin|Eltsin]] è riuscito a fermare la prima guerra cecena, a fermare lo spargimento di sangue e a salvare la vita a molta gente. Con Eltsin noi lavoravamo in piena libertà, per questo potevamo informare su quanto avveniva in Cecenia durante la guerra e il risultato è che si arrivò alla decisione politica di fermare la guerra. Eltsin stesso capiva che nel paese esistevano milioni di indigenti che andavano sostenuti, e che senza il sostegno dello Stato non potevano fornire un'istruzione ai propri figli o curarsi della propria salute. Oggi, con Putin, di questo ci si è dimenticati. *A volte sento dire che adesso il paese è più sicuro. Non è assolutamente così. La quantità di attentati terroristici verificatisi sotto Putin non ha precedenti nell'epoca di Eltsin. Mi si obietta che lui trattò con Maskhadov e Basaev, però all'epoca non ci furono episodi come Beslan e per me questa è la cosa più importante. *Io ritengo che dopo Putin saranno senz'altro i nazionalisti ad andare al potere. Tuttavia, il successo del nazionalismo è di fatto, e paradossalmente, indotto proprio dall'amministrazione Putin. L'amministrazione non svolge affatto un ruolo di consolidamento della società, ma al contrario alimenta la guerra civile. In agosto, l'amministrazione Putin ha dato vita a un movimento chiamato [[Naši|Nashe]] (Il nostro). Gli «altri» non sono «dei nostri». Non è un segreto che siano stati invitati a far parte di questo movimento anche organizzazioni di tifosi di calcio in qualità di gruppi d'assalto. A carico di molti di questi facinorosi pendono condanne per rissa, atti di teppismo eccetera. Si tratta di piccoli, e a volte anche grandi delinquenti; di hooligan particolarmente aggressivi. Ora, tutti i procedimenti penali a loro carico sono stati sospesi ed è stato loro promesso che tali rimarranno finché militeranno nel movimento Nashe. Si tratta di un fatto catastrofico, perché questi tifosi scalmanati, che adesso sono diventati «nostri», sono continuamente coinvolti in risse, e non in risse innocue da adolescenti, ma in risse dalle pesanti conseguenze, con teste rotte, braccia e gambe fratturate e così via. Le vittime sono appositamente scelte tra coloro che aderiscono al fronte contro Putin. È una politica molto vile, perché può portare direttamente a una rivoluzione. Personalmente sono contraria alla rivoluzione. *Quanto al fenomeno [...] definito «[[Rascismo|russismo]]», senza dubbio è forte il razzismo nei confronti di coloro che arrivano da altri paesi, particolarmente dai paesi dell'Asia centrale. Ed è forte non solo a Mosca o a San Pietroburgo, ma anche in città molto piccole. Io ho scritto di numerosi casi in cui degli adolescenti hanno ucciso dei loro coetanei proprio in piccole città. A Mosca e San Pietroburgo, almeno, simili casi approdano in tribunale; nel resto di questo sterminato paese questo, invece, non succede facilmente. Si tratta in effetti di un nazionalismo molto strano perché non è raro che ne siano vittime addirittura persone etnicamente russe. È il caso di quelle persone che, per esempio, lasciano le zone del Caucaso, dove oggi, non senza sforzi del potere, si stanno creando delle repubbliche e dei territori di fatto monoetnici in cui ai russi è assai difficile vivere, e che perciò si trasferiscono in regioni e città russe. Un esempio è la stessa Cecenia o il Daghestan. Ora, le discriminazioni nazionalistiche riguardano appunto anche questi «russi impuri», malgrado siano completamente russi. Penso che le vere cause di ciò siano sempre le stesse: la povertà contro la quale non si riesce a far nulla, la corruzione che non consente alla povera gente, indipendentemente da dove proviene, di regolarizzare la propria posizione, perché la politica delle autorità consente la regolarizzazione solo a chi ha denaro, e chi non ha soldi diventa clandestino, infine la nascita di una forte delinquenza minorile, nazionalista e ignorante. {{Int|1=Da [https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/10/15/se-putin-non-ferma-le-repressioni-gli.html ''Se Putin non ferma le repressioni gli attentati si moltiplicheranno'']|2=Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''La Repubblica'', 15 ottobre 2005|h=4}} *Quel che sta accadendo nel Caucaso è il frutto della politica di Putin. Una politica miope di repressione e di violenza senza prospettive, che sta spingendo i musulmani del Caucaso nella clandestinità. Sbaglia chi dice che Putin non ha scelta: se non è capace di trovare una soluzione per la Cecenia e il Caucaso, si faccia da parte. *Dopo la [[strage di Beslan]] Mosca ha dato il via a una campagna di repressione nel Caucaso che sta spingendo sempre più giovani nella rete clandestina. Questa diventa sempre più attiva e capillare e, evidentemente, crea una riserva di giovani braccia per le squadre di Basaev. *Nel Caucaso, come ai tempi sovietici, il potere perseguita i Mufti: a Nalcik è stata chiusa perfino la moschea. Il risultato è che la gente, i giovani in particolare, si nasconde, entra in clandestinità: magari, all inizio, solo per pregare. Ma col tempo cova risentimento e giura vendetta. La politica del Cremlino ha creato materialmente l'underground musulmano, anche dove non c'era. *Io mi sono occupata negli ultimi mesi dei numerosissimi processi contro i terroristi musulmani: la stragrande maggioranza di questi è fabbricata di sana pianta, con presunti complici condannati a vent' anni senza uno straccio di prova. Questo succede in tutte le repubbliche del Caucaso. {{Int|1=Da [https://journals.sagepub.com/doi/pdf/10.1080/03064220500416855 ''Into the future'']|2=''Index on Censorship'', novembre 2005|h=4}} *Gli stati dell’Asia centrale un tempo erano sovietici, ma ora, quando non apprezzano la politica della Russia, si rivolgono alla Cina, che è una potenza economica, situata nelle vicinanze e pronta a rivendicare il territorio che considera suo. La nostra influenza diminuirà se non perseguiamo una politica intelligente e flessibile. Ma non lo facciamo. Abbiamo esperti di livello mondiale in questo campo ma non vengono consultati. Viviamo in uno zarismo, dove lo zar decide tutto. E i suoi consiglieri non sono esperti, sono solo persone di cui si fida. :''The central Asian states were once Soviet, but now, when they dislike Russia’s policy they turn to China, which is an economic power-house, lying nearby and ready to re-claim territory it considers its own. Our influence will decline if we do not pursue an intelligent, flexible policy. And we don’t. We have world-class experts in this field but they are not consulted. We live in a tsardom, where the tsar decides all. And his advisors are not expert, they are just people he trusts.'' *Più la [[Chiesa ortodossa russa]] si è consolidata, meno è rimasta spirituale. Ormai è di moda che gli studenti diventino musulmani, e se la Chiesa non cambia, o non trova un linguaggio comune con il Vaticano, continuerà a perdere terreno rispetto all'Islam, che è più giovane e dinamico. L'alcol e la droga stanno distruggendo la Russia, ma la Chiesa non si è mai occupata seriamente di questi problemi. L’Islam mette immediatamente le persone nella posizione di poter dire: “Non bevo e non mi drogo”, e questo continuerà ad attrarre seguaci. :''The more established the Russian Orthodox Church has become, the less spiritual it is. It is the fashion now for students to become Muslim, and if the Church does not change, or find a common language with the Vatican, it will continue to lose ground to Islam, which is younger and more dynamic. Drink and drugs are destroying Russia but the Church has never seriously addressed them. Islam immediately puts people in a position where they can say, "I don’t drink and I don’t take drugs," and that will continue to attract followers.'' *In Russia, qualcuno può entrare al Cremlino e arricchirsi sottraendo risorse nazionali. Non abbiamo filantropi e l’incarcerazione di Chodorkovskij è un avvertimento per gli altri. Ha creato la fondazione Open Russia e ha finanziato partiti di opposizione, organizzazioni ambientaliste e per i diritti umani. Vladimir Putin ha affermato che la Russia non permetterà agli stranieri di finanziare la nostra società civile, ma ora non abbiamo investitori nazionali per farlo, il che è una tragedia. Se continuiamo così, tra 100 anni non ci sarà più una società civile in Russia. :''In Russia, someone can enter the Kremlin and make a killing, siphoning off national resources. We have no philanthropists and Khodorkovsky’s imprisonment is a warning to others. He set up the Open Russia Foundation and financed opposition parties, environmental organisations and human rights. Vladimir Putin has said that Russia will not allow foreigners to finance our civil society, but now we have no domestic investors to do it, which is a tragedy. If we continue like this, 100 years years from now there will be no civil society in Russia.'' ===2006=== {{Int|1=Da [https://www.peacelink.it/conflitti/a/19108.html ''L'ultimo discorso pubblico di Anna Politkovskaya'']|2=Dibattito con Elena Rykovzeva, ''Radio Svoboda'', 5 ottobre 2006; citato e tradotto in ''PeaceLink'', 9 ottobre 2006|h=4}} *Sto conducendo un'inchiesta. Riguarda le torture effettuate nelle prigioni segrete di Kadyrov oggi e in passato. Persone che sono state sequestrate dagli uomini di Kadyrov per un motivo del tutto incomprensibile. Sono sparite semplicemente perché organizzavano public relations. *I giornalisti, che non conoscono questa regione, dicono che Kadyrov faccia rinascere le tradizioni cecene. Sono tutte fesserie. Lui le distrugge. Non sono certo sostenitrice dell'istituto della vendetta trasversale, ma fatto sta che per lunghi anni tale tradizione aveva mantenuto una certa stabilità nella regione. Ma Ramzan è intervenuto anche in questo campo distruggendola. *Il mio sogno personale nel giorno del compleanno di Kadyrov riguarda soltanto un fatto. Parlo di questo in modo assolutamente serio. Sogno che lui sieda sul banco degli imputati. E che l'indagine su tutti i suoi delitti segua la procedura giuridica più severa, con un'elencazione di tutti i reati. {{Int|1=Da [https://web.archive.org/web/20070212170026/https://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200610articoli/11794girata.asp ''L'ultima intervista di Anna Politkovskaja'']|2=Intervista di Natalia Mozgovaja, ''lastampa.it'', 9 ottobre 2006|h=4}} [[File:Рамзан Кадыров (13-03-2023).jpg|thumb|[[Ramzan Kadyrov]]]] *{{NDR|Su [[Ramzan Kadyrov]]}} Non gli piace che io lo ritenga un bandito di Stato, che lo consideri uno degli errori tragici di Putin. [...] Lui è pazzo, un idiota assoluto. [...] Come un bambino terribile, dice e fa ciò che vuole. Uccide molte persone, laggiù. *La gente legge, poi ne parla con gli amici. Ne ho parlato con i difensori dei diritti umani, siamo stati costretti ad ammettere che non esiste una quantità di sangue sufficiente a portare i russi in piazza. Se scrivessi che ieri sono morti 200 mila ceceni direbbero, sì, in effetti sono tanti. Tutto qui. Nemmeno se morissero 200 mila abitanti di una città russa. La società oggi è molto crudele. *Una volta la gente parlava. Oggi, se vado a fare la spesa, incontro sicuramente qualcuno che mi dice qualcosa, ma solo in un orecchio. Penso che sia perché nelle posizioni chiave ci sono gli uomini del Kgb. Nel dna della nostra gente c'è il ricordo che a "questi" non ci si oppone. Gli unici che hanno il coraggio di alzare la voce sono i nazionalisti, i fascisti. *{{NDR|«Lei non aveva mai fatto la corrispondente di guerra. Poi è finita in una fossa, prigioniera dei russi.»}} È stato disgustoso. Continuavo a dire: vi sbagliate. Non ne avete il diritto, è illegale. Mi rispondevano che stavano lottando con il terrorismo e io ero una serpe che stava con i guerriglieri, che sarebbe stato giusto ammazzarmi, ma si sarebbero limitati a rendermi innocua. Secondo loro, se non consideravo i ceceni degli animali ero dalla loro parte. *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} La sera prima del blitz si sperava ancora in un accordo. Le loro richieste erano primitive, ma avevano una logica: Putin doveva almeno far vedere di voler fermare la guerra. Dirlo in tv, ritirare le truppe da un distretto ceceno. Non chiedevano né treni, né aerei, né soldi, né droga. Avevo trasmesso le loro richieste dopo essere uscita. Poi è successo quello che è successo. Probabilmente, se avessi saputo come sarebbe andata a finire, non sarei entrata per il negoziato. Avevo capito che le cose stavano andando male alle due di notte: dovevo rientrare nel teatro, invece aveva vinto l'idea dei servizi, niente più trattative. Era chiaro che ci sarebbe stato l'assalto. Ma non potevo immaginare che avrebbero usato il gas, anche se li vedevo scavare passaggi. *Putin è stato messo lì da [[Boris Abramovič Berezovskij|Berezovskij]], ma non ha più importanza. All'inizio era mite, non si faceva notare. Poi ha deciso di diventare imperatore. È stato educato così. Ma a me questo ordine non piace. Piace al 51% della popolazione? E il rimanente 49%? È una minoranza che non si può nemmeno chiamarla tale, perché non ha diritto a dibattere con la maggioranza. *Per quanto riguarda mio marito, il giornalista [[Aleksandr Politkovskij]], sono contenta che ci siamo lasciati. Era vittima della propaganda ufficiale, beveva e mi diceva che mi ero venduta ai ceceni. Vivere insieme, dopo 22 anni, è diventato impossibile. *I giornalisti maschi qualche volta giocano alla guerra. Io la odio. È orrenda. Quando ero prigioniera nella fossa era terribile, sporcizia, puzza, senza bagno, acqua, cibo. Mi avevano tolto anche i bottoni, temevano che dentro ci fossero microfoni, mi avevano lasciato solo il burro di cacao e poi uno mi ha rotto pure quel tubetto, cercava i microfoni. *Prima si poteva sperare che Putin avesse una strategia. Ma l'unica idea è restare al potere e prendere più soldi che puoi. Chi sono gli oligarchi? Gli uomini dell'amministrazione presidenziale. [...] Ultimamente negli ambienti della gente ricca si dice che lui finirà come [[Nicolae Ceaușescu|Ceaucescu]]. {{Int|1=Da [https://www.internazionale.it/opinione/anna-politkovskaja/2006/10/12/una-donna-sola ''Una donna sola'']|2=''Internazionale.it'' n. 662-663, 12 ottobre 2006|h=4}} *Vivere senza un cane era come vivere senza una capsula dell'amore ad azione continua impiantata sotto pelle. *Gli psicologi più economici costano 1.300 rubli a visita. Per questa somma danno consigli di questo tenore: andare in vacanza, passare più tempo all'aria aperta, riposarsi, cambiare casa, ambiente, città, paese... Ma non li danno tutti insieme. *In una grande città il destino di un cane malato, se il suo padrone non ha i mezzi per curarlo e mantenerlo, è essere soppresso. Il mondo, che è diventato crudele con tutte le persone in difficoltà (disabili, orfani, malati), è diventato altrettanto crudele con gli animali. È naturale, non potrebbe essere diversamente. Per capire fino a che punto l'odore dei soldi ci rende feroci basta portare a spasso un cane malato. *Non appartengo alla tribù degli animalisti folli, quelli che amano i cani più degli uomini. Io gli uomini li amo più dei cani. Ma non sono capace di tradire. Soprattutto se so che quell'essere vivente non sopravviverebbe a un altro abbandono: morirebbe senza di me. *Questa casta sempre più numerosa dei cani abbandonati [...] è stata generata dal mondo dei ricchi. Li comprano come se fossero un giocattolo – ci si divertono un po', si stufano, gli mollano un calcio.<br>Ignorano il valore dei soldi proprio come ignorano il valore di un essere vivente che ti è fedele fino alla fine. So bene cosa mi si potrebbe obiettare: non tutti i ricchi sono così cattivi, non tutti i veterinari sono degli squartatori. Certo. Ma allora perché da noi si vedono branchi di cani di razza che cercano rifugio negli androni? *Tutti ti piantano, tutti si stancano di te – il cane non smette mai di amarti. {{Int|1=Da [https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/10/12/orrore-in-cecenia.html ''L'orrore in Cecenia'']|2=''La Repubblica'', 12 ottobre 2006|h=4}} *Ogni giorno, di fronte a me, ci sono decine di cartelle. Sono atti di pratiche penali contro persone incarcerate per "terrorismo", o ancora sotto inchiesta. Perché uso la parola terrorismo tra virgolette? Perché queste persone sono terroristi solo di nome. Nel 2006 la prassi di "nominare i terroristi" non solo ha eliminato qualsiasi vera lotta antiterrorismo, ma ha cominciato a moltiplicare quelli che vogliono vendicarsi, cioè i potenziali terroristi. *Quando la procura e i tribunali russi lavorano non in nome di legge, per punire i colpevoli, ma per ordine politico e per presentare al Cremlino statistiche antiterroristiche positive, le cause si fanno in fretta. *In sostanza questi istituti di penitenza si sono trasformati in campi di concentramento per i condannati ceceni. Essi vengono sottoposti a discriminazione per motivi etnici. Non vengono lasciati uscire dalle celle. La maggioranza, quasi tutti, sono stai condannati in base a cause falsificate, senza prove. Trovandosi in condizioni tragiche, sottoposti a umiliazioni della dignità umana, in loro si genera odio per tutto. {{Int|1=Da [https://www.internazionale.it/opinione/anna-politkovskaja/2006/10/26/il-mio-lavoro-a-ogni-costo ''Il mio lavoro a ogni costo'']|2=''Internazionale.it'', n. 665, 26 ottobre 2006|h=4}} *Sono una reietta. È questo il risultato principale del mio lavoro di giornalista in Cecenia e della pubblicazione all'estero dei miei libri sulla vita in Russia e sul conflitto ceceno. A Mosca non mi invitano alle conferenze stampa né alle iniziative in cui è prevista la partecipazione di funzionari del Cremlino: gli organizzatori non vogliono essere sospettati di avere delle simpatie per me.<br>Eppure tutti i più alti funzionari accettano d'incontrarmi quando sto scrivendo un articolo o sto conducendo un'indagine. Ma lo fanno di nascosto, in posti dove non possono essere visti, all'aria aperta, in piazza o in luoghi segreti che raggiungiamo seguendo strade diverse, quasi fossimo delle spie. Sono felici di parlare con me. Mi danno informazioni, chiedono il mio parere e mi raccontano cosa succede ai vertici. Ma sempre in segreto.<br>È una situazione a cui non ti abitui, ma impari a conviverci: erano queste le condizioni in cui lavoravo durante la seconda guerra in Cecenia, scoppiata nel 1999. *{{NDR|Su [[Ramzan Kadyrov]]}} Tutte mi hanno ricordato che il premier aveva giurato pubblicamente di uccidermi. Era successo durante una riunione dell'esecutivo: Kadyrov aveva dichiarato di averne abbastanza e aveva aggiunto che Anna Politkovskaja era una donna spacciata. Me lo hanno raccontato alcuni membri del governo. Perché tanto odio? Forse non gli piacevano i miei articoli? *Qualche tempo fa [[Vladislav Surkov]], viceresponsabile dell'amministrazione presidenziale, ha spiegato che alcuni nemici si possono far ragionare, altri invece sono incorreggibili: con loro il dialogo è impossibile. La politica, secondo Surkov, dev'essere "ripulita" da questi personaggi. Ed è proprio quello che stanno facendo, non solo con me. *"È talmente stupida che non conosce neanche il valore dei soldi. Le ho offerto del denaro ma non lo ha accettato", ha detto Kadyrov a un mio vecchio conoscente, un ufficiale delle forze speciali della milizia. *Perché Kadyrov vuole uccidermi? Una volta l'ho intervistato e ho pubblicato le sue risposte senza cambiare una virgola, rispettando tutta la loro incredibile stupidità e ignoranza. Kadyrov era convinto che avrei riscritto completamente l'intervista, per farlo apparire più intelligente. In fondo oggi la maggior parte dei giornalisti, quelli che fanno parte "dei nostri", si comporta così. *Non sono un vero animale politico. Non ho aderito a nessun partito perché lo considero un errore per un giornalista, almeno in Russia. E non ho mai sentito la necessità di difendere la duma, anche se ci sono stati anni in cui mi hanno chiesto di farlo. Quale crimine ho commesso per essere bollata come "una contro di noi"? Mi sono limitata a riferire i fatti di cui sono stata testimone. Ho scritto e, più raramente, ho parlato. *[...] impedire a una persona che fa il suo lavoro con passione di raccontare il mondo che la circonda è un'impresa impossibile. La mia vita è difficile, certo, ma soprattutto umiliante. A 47 anni non ho più l'età per scontrarmi con l'ostilità e avere il marchio della reietta stampato sulla fronte. [...] Naturalmente gli articoli che mi presentano come la pazza di Mosca non mi fanno piacere. Vivere così è orribile. Vorrei un po' di comprensione. Ma la cosa più importante è continuare a fare il mio lavoro, raccontare quello che vedo. ==''Cecenia''== ===[[Incipit]]=== Sul tavolo un orologio meccanico scandisce il suo tic-tac. È carico, conta solo le ore a venire. L'uomo, comprendendo le regole che governano l'orologio, lo carica ogni mattina, in modo che il tempo non si fermi mai.<br>Ma l'uomo è un essere strano. Si preoccupa molto delle lancette che gli indicano l'ora, ma riflette poco sul tempo.<br>Nel settembre del 1999 [[Vladimir Putin]], dopo aver "ricaricato" un po' l'orologio e aver recitato con la gente la parte dell'antiterrorista, scatena in Russia la [[seconda guerra cecena]].<br>È così che Putin è riuscito a mandare indietro il tempo. Ben presto, insieme alla seconda guerra cecena, si è scatenata in Russia una nuova guerra, questa volta intestina.<br>Oggi le nostre lancette girano solo all'indietro. La nuova guerra civile non è stata dichiarata contro un unico popolo del territorio russo, ma contro tutti. ===Citazioni=== *Chi siamo noi, cittadini russi dell'inizio del ventunesimo secolo?<br>Noi? Noi siamo pronti a scannarci per ogni parola che non ci piace. Siamo intolleranti e intransigenti.<br>Noi? Noi, molto semplicemente, abbiamo ricominciato a mettere in circolazione concetti gravi come quello di "nemico del popolo", e affibbiamo questa etichetta a tutti quelli che non la pensano come la maggioranza, senza alcuna distinzione.<br>Noi? Noi abbiamo riconosciuto che una pallottola in testa è il mezzo più semplice e più naturale per risolvere qualunque conflitto, per minimo che sia. Noi? Noi, inariditi dalla guerra, odiamo più spesso di quanto non amiamo. L'odio è la nostra preghiera. Stringiamo i pugni volentieri, ma abbiamo difficoltà a riaprire le mani. E ancora una volta, invece di respirare l'aria a pieni polmoni, ci nutriamo del sangue dei nostri compatrioti senza battere ciglio.<br>Non è forse guerra civile, questa? (pp. 25-26) *Contrariamente a quanto affermano i medici, neurologi e psichiatri sulle nostre infinite possibilità, ogni uomo dispone di una resistenza morale limitata al di là della quale si apre il suo abisso personale. Non è necessariamente la morte. Ci possono essere situazioni peggiori, ad esempio la perdita totale della propria umanità, come unica risposta alle innumerevoli nefandezze della vita. Nessuno può sapere ciò di cui sarebbe capace in guerra. (p. 27) [[File:Russian Army soldiers in Khankala, Chechnya.jpg|thumb|Soldati russi durante la seconda guerra cecena]] *Mandano qui ragazzi di diciotto o diciannove anni completamente ignoranti, grazie allo sfacelo totale del sistema scolastico degli anni Novanta. A cosa serviranno queste lezioni impartite nella primavera della loro vita? E gli ufficiali? Come potranno, dopo, tornare alle proprie famiglie e crescere i loro figli? (pp. 28-29) *I sociologi hanno stabilito che la guerra provoca una degenerazione. Ma in questo posto avanza troppo in fretta. È una degenerazione fulminante. Più la guerra va avanti, accompagnata dall'inqualificabile slogan del "tutto è permesso", più il degrado di migliaia di nuove reclute è rapido. Sono spesso stata costretta a indietreggiare davanti all'orrore di soldati che non sono in grado di giustificare le loro azioni! Quando ci provano, si accontentano quasi sempre di testimoniare la decadenza dovuta a una guerra la cui logica è stata dimenticata da tempo e proprio da coloro che l'hanno scatenata. Questa guerra (definita con l'espressione preferita di Putin "operazione antiterrorismo", che irrita e fa ridere chi si trova nel pantano ceceno) non ha obiettivi chiari. In questo conflitto, l'unico obiettivo di ognuno è sopravvivere con qualsiasi mezzo; ecco perché sono tutti moralmente fragili di fronte a un massacro iniquo, fuori controllo, dove il giudizio arbitrario diventa legge. Senza riflettere né preoccuparsi di eventuali punizioni, i soldati applicano alla popolazione civile i metodi più violenti e barbari. Nel cuore di questi giovani, facilmente influenzabili, una guerra del genere cancella completamente ogni traccia di ciò che avrebbero potuto leggere prima in qualche buon libro, o vedere in un buon film. Al contrario, dopo una tale orgia di crudeltà gratuita, i soldati conserveranno, radicata nel profondo, un'incapacità totale a mettersi nei panni del prossimo, un'indifferenza gelida alle sofferenze altrui e un odio tenace. (pp. 33-34) *Se una russa, un ucraina o un'armena è in grado di sopravvivere a una violenza carnale, di imparare nuovamente a vivere e persino a sorridere dopo un trauma tanto doloroso e pesante, per una cecena la violenza significa quasi sicuramente la morte. A maggior ragione se ci sono testimoni o se gli uomini della famiglia hanno saputo dell'accaduto. Poco importa che la donna non abbia colpa, quello che conta è che sia stata violentata. Così vuole la tradizione, salvo rare eccezioni, ma non se ne parla, ed è proprio questo silenzio che rende possibili gli stupri. (p. 37) *In Cecenia decidere di violentare o di avere pietà di una donna dipende unicamente dalle qualità personali e dai desideri dell'uomo in divisa. I militari sanno perfettamente che una violenza non avrà conseguenze giudiziarie e che quindi non rischiano niente. Del resto, la maggior parte dei militari che prestano servizio in Cecenia non credono di avere alcuna responsabilità nei confronti delle donne cecene: ai loro occhi sono "niente", e di conseguenza con loro "tutto è permesso". (pp. 38-39) *Giunta al suo terzo anno, la guerra ha partorito un'idra mostruosa: le brigate criminali russo-cecene. Queste brigate riuniscono militari, o ex militari russi, e ceceni, ex della resistenza o altro, quasi a dimostrare che il conflitto non ha alcun fondamento morale. Queste bande, che saccheggiano e uccidono, violentano e torturano, se ne fregano altamente delle controversie ideologiche, religiose e nazionali tra Russia e Cecenia di cui, invece, si nutrono politici e politologi di Mosca. In questo "ambiente" davvero internazionale (che non ha niente a che vedere con il presunto terrorismo internazionale), conta solo il saccheggio e la razzia. Questo "ambiente" è molto più potente degli stati maggiori dell'esercito o della milizia, incapaci di fermare il sanguinario rullo compressore. (pp. 40-41) *La guerra ha pervertito i deboli. Ma si può davvero chiedere a tutti di essere forti? Le rovine dove vive questa povera gente sono invase dalla criminalità notturna. E questa criminalità è provocata e controllata dai federali: senza il loro appoggio nessuna banda potrebbe scorrazzare impunemente per le vie di Grozny durante un coprifuoco a cui gli stessi criminali ceceni prendono parte attiva. Il cocktail criminale russo-ceceno è l'apoteosi di questa guerra immorale. Gli abitanti di Grozny, anticamente la più bella città del Caucaso del nord, hanno ribattezzato la loro città, tanto amata in passato, ''Griazny Grozny'', un soprannome che riflette il dolore causato dalla distruzione totale della città, ridotta in rovine e polvere, ma anche l'orrore di fronte a un banditismo peggiore della barbarie. (p. 42) *[...] niente potrà togliermi il senso di colpa che ho nei confronti di coloro che hanno sacrificato la vita per il mio lavoro, per la mia resistenza al tipo di giornalismo che si sta instaurando in Russia grazie alla guerra "alla Putin". Parlo di un giornalismo ideologico senza accesso all'informazione, senza incontri né conversazioni con le fonti, senza verifiche dei fatti. Come ad esempio quello dei miei colleghi, che seduti dietro tre barriere di filo spinato nelle basi militari russe, riferiscono a Mosca del "miglioramento quotidiano" dei villaggi ceceni. Quel tipo di lavoro, che io credevo morto insieme al comunismo, da noi è ormai considerato la norma, e inoltre è riconosciuto e lodato dalle autorità. Quanto all'altro tipo di giornalismo, quello che comporta uno sguardo diretto su ciò che succede, non solo viene perseguitato, ma si rischia addirittura la vita. Un salto indietro di dieci anni, dopo la caduta dell'URSS! (pp. 46-47) *In Cecenia ci si abitua alla depressione che regna sovrana, raramente si sente qualcuno ridere e si è persa, ormai, l'abitudine di ridere di se stessi. (p. 48) *La Russia neosovietica plasmata dalla macchina statale putiniana ha deciso di creare sul proprio territorio ''un'enclave di assenza di diritti civili''. Possiamo anche chiamarla ''zona di residenza'', o ghetto per ceceni.<br>È fondamentale capire questo punto. Il paese, che ha vissuto settant'anni sotto il socialismo e ballato il valzer democratico per una decina d'anni, è pronto a ritornare, per una nuova tappa della sua storia, alla brutta tradizione dell'epoca zarista.<br>Abbiamo forse dimenticato la nostra storia, per voler tornare indietro in questo modo?<br>Diamo uno sguardo alla Russia zarista della fine del diciannovesimo secolo e inizio del ventesimo. Vi regnava un eccesso di patriottismo beatamente entusiasta e un antisemitismo di stato non molto diverso dalla retorica anticecena di oggi (all'epoca si diceva che era "tutta colpa degli ebrei", oggi i capri espiatori sono i ceceni). Nella zona di residenza in cui erano confinati gli ebrei, la gioventù cresceva convinta di essere relegata alla condizione di paria: in effetti non avevano diritto di abitare o lavorare fuori dalla zona, salvo rare eccezioni; e l'accesso ai licei e alle università era limitato da un ''numerus clausus''. Non era una situazione molto diversa da quella dei ceceni di oggi.<br>Via via che i pogrom aumentavano d'intensità, molti giovani ebrei cominciarono a vivere la propria sorte da martiri, impadronendosi dell'ideologia della lotta di classe e trasformandosi in fanatici pronti a vendicare i loro cari e a battersi per un futuro migliore. Conosciamo i risultati: i numerosi capi bolscevichi, dai nomi conosciuti in tutto il mondo, che fecero il colpo di stato nell'ottobre del 1917 chiamando il popolo alla rivoluzione socialista, venivano da quel gruppo di giovani ebrei e dalla "zona". Morivano dalla voglia di vendicarsi dell'umiliazione subita dal potere. La rivoluzione fece la sua marcia trionfale: i bolscevichi fucilarono la famiglia dello zar, liquidarono gran parte dell'intellighenzia, perseguitarono i preti di ogni religione, mandarono milioni di persone nei gulag, e non aggiungo altro.<br>È strano che da noi si sia dimenticato tutto questo. (pp. 49-50) *Sono pochi i risultati positivi della [[Russia sotto Vladimir Putin|Russia di Putin]]: l'economia è ancora controllata dagli [[Oligarchi russi|oligarchi]], l'assistenza sociale è inesistente. E allora, su quale base è possibile costruire una politica interna? Sulla [[nostalgia per l'Unione Sovietica|nostalgia della grande Unione Sovietica]] e su quella dell'Impero, perché abbiamo sempre tanta voglia di sentirci "grandi". (p. 51) *La gioia orgasmica di sentirsi una [[grande potenza]] si nutre dell'oppressione e dell'umiliazione di un altro che si può calpestare impunemente. (pp. 51-52) *{{NDR|Su [[Vladimir Putin]]}} La favola della sua intelligenza diabolica è destinata solo alla campagna pubblicitaria per l'Occidente. E immagino che l'Europa e gli Stati Uniti lo corteggino non tanto per la sua intelligenza e pervicacia, quanto per la sua capacità di "contenere la Russia" nei limiti consentiti, senza preoccuparsi troppo dei mezzi che il potere russo utilizza per farlo. (p. 52) *A due anni dall'inizio della seconda guerra di Cecenia, non c'era più niente da rubare ai ceceni. Quelli che si erano assuefatti a questa "droga" cominciarono a depredare i loro simili. (p. 66) *I crimini di guerra e i crimini contro l'umanità in Cecenia vengono commessi principalmente grazie alla copertura fornita dal diritto a nascondere il proprio nome, diritto concesso dalla più alta autorità del paese ai militari "affinché i ''boieviki'' non si vendichino sulle loro famiglie". Questo diritto si è insinuato pian piano nella vita russa. Tornando a casa dopo la Cecenia, questi "sconosciuti" graduati non vogliono più avere un'identità precisa. Si sono abituati alla comodità dell'anonimato e non vogliono più tornare indietro. (pp. 74-75) *Gli ufficiali e i mercenari (che percepiscono una paga più alta degli ufficiali e, a volte, degli stessi generali) stanno tre mesi in Cecenia. Finito il periodo devono tornare a casa. Anche tenendo conto del fatto che alcuni partecipano a due o più missioni, si può calcolare che siano centinaia di migliaia di persone passate dalla Cecenia, zona di combattimento e di repressione. Con le leggi attuali, non dispongono di alcun aiuto psicologico dopo aver partecipato alla guerra. Uomini che sono stati assassini e carnefici vivono in mezzo a noi, ovunque, e le loro reazioni sono imprevedibili. In realtà, siamo tutti in pericolo. (p. 75) *Questa sporca guerra ha creato, poco a poco, un'onnipresente atmosfera bellicosa nella quale gli argomenti normali non sono più in voga. Abbiamo preso l'abitudine di parlarci con intolleranza, [...] senza più traccia della nostra benevolenza naturale, della nostra pazienza, della tendenza a perdonare, insomma di tutto quello che rappresenta tradizionalmente il carattere russo. La gente, anche se non ha niente a che vedere con la Cecenia, è diventata dura, caustica, aggressiva, violenta. (p. 77) [[File:Aslan Maskhadov.jpg|thumb|[[Aslan Maschadov]]]] *Evidentemente [[Aslan Maschadov|Maskhadov]] preferisce non vedere e non sentire quello che subisce il suo popolo. Tace. Sempre. Anche nei momenti più difficili, quando un cenno del leader della nazione sarebbe di fondamentale importanza. (p. 79) *Nella Cecenia di oggi i parenti e gli amici di [[Achmat Kadyrov|Kadyrov]] sono più protetti del Papa. Vivono circondati da truppe speciali i cui metodi sono tristemente famosi. I loro uomini hanno l'abitudine di occupare le foreste e le radure intorno al posto dove si trova la persona che devono proteggere ed eliminare tutti quelli che vi si trovano. Fanno sistematicamente sparire tutti i sostenitori di Maskhadov. (p. 80) *Maskhadov parlò a lungo della "vittoria sulla Russia", della sua natura imperialista, della crudeltà e dei crimini dell'esercito federale. Tutto questo era vero, indubbiamente. Ma il popolo non si aspettava certo dal suo capo quella retorica antirussa così comune in Cecenia. Il popolo aveva bisogno della parola di un uomo. (p. 81) *Nel corso del terzo anno di guerra, Maskhadov ha smesso definitivamente di essere il comandante in capo delle truppe indipendentiste. È pur sempre un presidente legittimamente eletto, ma senza poteri reali. Il titolo non è che una pagliacciata, checché se ne dica. Maskhadov lo sa perfettamente. Allora, di cosa potrebbe parlare? Della sua solitudine? Del fatto che non può più avere alcun ruolo? Forse dovrebbe confessare che nei negoziati organizzati dai russi tra i "rappresentanti di Maskhadov" e i "rappresentanti di Putin" si parlerà più del suo futuro personale che di quello della Cecenia. (p. 82) *[[Šamil' Salmanovič Basaev|Bassaiev]] aveva bisogno dei soldi arabi di [[Ibn al-Khattab|Khattab]] e Khattab, da parte sua, contava su Basaiev per rinforzare la sua legittimità nei ranghi della resistenza. (p. 83) *Nel giro di un anno, l'inetta politica del Cremlino nel Caucaso e la sua guerra contro la popolazione civile, lungi dallo sradicare il terrorismo, li ha spinti a entrare nella resistenza. I metodi usati dall'esercito russo, omicidi, stupri, sequestri per ottenere riscatti, saccheggi, umiliazioni, hanno portato queste persone a prendere le armi per combattere contro l'anarchia e l'arbitrio. Secondo il codice d'onore ceceno, avevano un'unica scelta: vendicare i parenti assassinati o dati per dispersi. (p. 87) *Tutti i servizi segreti del pianeta sanno, come un assioma, che far eliminare un nemico da qualcun altro è meglio che farlo personalmente. (p. 89) *Un giorno la pace verrà ristabilita. Ma la martellante e virulenta propaganda anticecena che va avanti da anni non faciliterà le cose. Dopo le terribili umiliazioni, dopo la morte violenta di migliaia di persone da entrambe le parti, dovremo vivere insieme. Anche se la Cecenia raccogliesse le forze e diventasse un giorno uno stato indipendente, cosa che oggi sembra poco probabile visto quanto la popolazione è sfibrata dalla guerra, il paese resterebbe comunque un'enclave della Russia, con le repubbliche caucasiche autonome alla quali è legata da stretti vincoli come vicini. La sua indipendenza sarebbe molto limitata. Sarebbe quella di un territorio accerchiato dal suo peggior nemico, non quella di un lontano paese la cui esistenza può essere dimenticata dall'antico padrone. (p. 92) *In Cecenia la gente è abituata a vivere cose che il resto del mondo ha cercato di dimenticare dopo la Seconda guerra mondiale, sicuri che non sarebbero mai più avvenute. (p. 97) *Non c'è niente di peggio che una [[menzogna]] prolungata. Il malcapitato che si trova vittima di una menzogna del genere sembra una mosca prigioniera della ragnatela, che si dibatte, sola, davanti allo sguardo divertito di chi l'ha catturata. Dall'inizio della seconda guerra cecena, moltissimi carnefici si sono esercitati in questo tipo di supplizio. Quasi tremila famiglie in Cecenia, cioè venticinquemila tra bambini, vecchi e donne, continuano a non avere notizie dei loro cari, ''rapiti dai militari russi''. Il loro destino è di non avere alcuna informazione. Giorno e notte queste famiglie cercano segni, seguono tracce, interpretano notizie parziali lasciate trapelare dagli inquirenti, si nutrono di leggende e pettegolezzi. I supplizi descritti nei romanzi gialli sono poca cosa in confronto alla tortura di non sapere niente. Nessuno chiede riscatti, nessuno prova a mettersi in contatto con le famiglie, nessuno fa indagini o si interessa di questi casi. Il sistema giudiziario si accontenta di dire che non ne sa niente. Cosa fare, allora? Come vivere? Come agire? (p. 113) *{{NDR|Sul [[Glavnoe razvedyvatel'noe upravlenie|Gru]]}} In linea generale questi agenti hanno carta bianca: hanno licenza di uccidere, a condizione di non lasciare tracce. Eliminano quelli che sospettano di wahabismo, banditismo, terrorismo o altri misfatti. Sono altamente specializzati e agiscono come vogliono, pur se finanziati dalle casse dello Stato. Non riconoscono che un dio sopra di loro: il capo supremo dell'esercito Vladimir Putin. (p. 129) *Il nostro paese ha tradizioni storiche molo particolari. Per decenni abbiamo vissuto sotto un regime in cui le provocazioni più vili erano l'essenza stessa della vita politica. Poco importa in nome di quali "grandi idee" quelle azioni venissero commesse. Quel che conta è che erano una realtà. Ed ecco che dopo gli anni tumultuosi della [[Perestrojka|perestroika]] e il regno burlesco di [[Boris Nikolaevič El'cin|Boris Eltsin]], il paese ha affidato il suo destino a rappresentanti di questo passato che non riescono a pensarla diversamente. È la loro natura profonda che non si può cambiare. (pp. 130-131) *I nostri killer di stato non hanno ancora eliminato i numerosi capobanda e capi guerrieri ceceni. In compenso si sono affrettati a bruciare i corpi di una donna incinta e di altri civili innocenti e a far esplodere un camion con a bordo i migliori ragazzi del distretto di Shatoi. In Cecenia siamo caduti in un buco nero, abbiamo allevato una tale quantità di assassini cinici da coprire l'intero fabbisogno di killer a pagamento del pianeta. Mi assumo la responsabilità delle mie parole: a dir poco una persona su due uccisa in Cecenia è un civile abbattuto in condizioni di giustizia sommaria. Ciò significa che migliaia di militari che hanno prestato servizio in Cecenia sono in realtà dei boia sistematici. (p. 132) *La violenza si è scatenata in misura molto maggiore della [[Prima guerra cecena|prima guerra]], e in questo contesto è cresciuta tutta una generazione di ragazzi e ragazze che non hanno mai visto Babbo Natale e non hanno paura di morire. I ragazzi sono diventati adolescenti vedendo seppellire i loro fratelli maggiori, e non ammirando Kadyrov o Maskhadov, ma le fanciulle kamikaze del ''[[Crisi del teatro Dubrovka|Nord-Ost]]'' e il commando suicida che si era fatto esplodere contro l'edificio del governo ceceno. Cosa ci resta, oltre che sbattere la testa al muro? (pp. 138-139) *Lo stile e la buona educazione non sono mai state prerogative del [[Cremlino di Mosca|Cremlino]]. (p. 160) *Non c'è popolazione meno sicura di sé dei cittadini russi. Dubitano di tutto, anche se non c'è ragione di dubitare. (p. 161) *[...] da noi il "cittadino" non vale niente, è un grumo di polvere, un granello di sabbia, un seme di papavero, non ha diritto neanche a essere protetto dal proprio governo. Bisogna essere un Putin per sentirsi cittadini. (p. 161) *La maggior parte degli abitanti della Cecenia si sente in un vicolo cieco. Quando dei figli, dei padri, dei fratelli vengono portati verso una destinazione sconosciuta senza che si sappia perché, le autorità militari e civili dicono alle loro famiglie: "Basta. Smettetela. Non li cercate più. Sono in gioco gli interessi supremi della lotta antiterrorista". E questi funzionari e militari scoppiano di rabbia quando le madri affrante esigono di sapere perché i loro figli sono stati uccisi.<br>La schiacciante maggioranza guardava con indifferenza alla Cecenia, fino a che non è successo il fatto del ''Nord-Ost''. Il potere ha applicato la stessa logica alle vittime dell'azione terrorista e alle loro famiglie. È come se avessero detto loro: Smettetela. Dimenticate. Bisognava farlo. Gli interessi superiori hanno la precedenza sulle vostre vite individuali". Con le vittime del ''Nord-Ost'', le autorità si sono comportate alla stessa maniera che nei confronti della popolazione cecena durante questi tre anni e mezzo di guerra, anche si qui, alla fine, hanno dovuto pagare delle indennità seppure irrisorie, dai cinquantamila ai centomila rubli. In Cecenia, ovviamente, di indennizzi non se ne parla. (p. 162) *Per me Putin è una funzione, non una persona. Riguardo a questa funzione ho delle esigenze molto semplici: un presidente deve operare per far diventare il suo paese migliore e più prospero. Ma da noi non è successo niente del genere. Moralmente, la Russia di Putin è ancora più sporca di quella di Eltsin, è una discarica di immondizia coperta di rovi. (p. 164) *In Russia, Putin e il suo popolo hanno dato la loro benedizione a qualcosa che nessun paese, che non sia totalitarista, può approvare: una corruzione fondata sul sangue, migliaia di vittime che non suscitano stupore né protesta, un esercito corroso dall'anarchia militare, uno spirito sciovinista in seno all'apparato di governo spacciato per patriottismo, una retorica sfrenata dello stato forte, un razzismo anticeceno ufficiale e popolare con metastasi che si estendono ad altri popoli della Russia. (p. 164) *Le autorità carezzano i media e l'intellighenzia nel senso del pelo e distribuiscono loro allori, premi e altre "carote" per ricompensarli delle loro prese di posizione anticecene e anticaucasiche. E se una personalità, un giornale, un canale televisivo esce dal coro, viene violentemente richiamato all'ordine dal Cremlino, con tutte le conseguenze che ciò comporta. (p. 168) [[File:Ba-yavlinsky-g-a-1999-june (sq).jpg|thumb|[[Grigorij Javlinskij]]]] *Cos'è che Putin non perdona a [[Grigorij Javlinskij|Yavlinski]]? Le sue critiche sul comportamento dell'armata federale in Cecenia. Il suo sostegno ai rifugiati ceceni. Il suo rifiuto di dividere la Russia in cittadini di serie A e cittadini di serie B. Il suo rifiuto verso la politica dello stato forte e del razzismo. (p. 168) *{{NDR|Su [[Grigorij Javlinskij]]}} Non appare assolutamente sui media, come se non esistesse. Il paese non lo vede e crede che abbia abbandonato la scena politica (alcune lettere dei nostri lettori lo testimoniano). Solo i più curiosi lo sentono qualche volta alla radio o lo leggono su certi periodici che si permettono ancora qualche velleità di indipendenza. (p. 168) *In Europa il razzismo trova terreno fertile nelle categorie svantaggiate. In Russia, dove la maggioranza della popolazione ha perso i suoi punti di riferimento ed è immersa nella miseria, il razzismo ha un'eco fantastica e ciò fa magnificamente al caso di Putin, aiutandolo a mantenersi si un trono al quale è giunto quasi per caso. (pp. 170-171) *Dopo una guerra, ogni società si preoccupa della reconciliazione nazionale, è una questione di sopravvivenza. Vi si è impegnata la Germania posthitleriana, e ora vi sta lavorando la ex Jugoslavia. [...] Da noi, niente del genere. Menati per il naso da Putin, facciamo di tutto per organizzare una separazione interetnica. Facciamo di tutto, e ne siamo coscienti, perché il fossato tra le diverse componenti della popolazione si ingrandisca, si allarghi fino a diventare invalicabile. Voglio sottolinearlo: lo fanno ''apposta''. A tutt'oggi la Russia non ha un solo centro di riabilitazione. Né per i militari che hanno combattuto in Cecenia né per la popolazione civile che è sopravvissuta ai combattimenti. Al contrario! Oggi lo stato spende milioni di rubli per diffondere propaganda sciovinista attraverso i media che controlla (e che beneficiano delle sovvenzioni del governo e dell'amministrazione presidenziale, mentre i media d'opposizione vengono privati di licenze, strangolati dal fisco, ecc.). Inoltre lo stato si serve di vettori particolari per la sua propaganda, come i telefilm dove le parti principali sono interpretate dagli attori preferiti dei giovani (e quindi più "cari") o la produzione ex novo di successi musicali efficaci con promozione martellante. (pp. 171-172) *{{NDR|Sulla [[nostalgia per l'Unione Sovietica]]}} Come è noto, alla fine del periodo eltsiniano la maggior parte dei cittadini russi ripensava all'epoca sovietica come a un periodo felice. Ricordavano l'URSS come un gigantesco impero che faceva paura a tutto il mondo, dove la popolazione era sicura del domani. Non sapendo come gestire il nuovo corso economico, la maggioranza della gente, invece di rimboccarsi le maniche e mettersi a costruire una società democratica, era divenuta nostalgica di quella comoda epoca dove non eravamo responsabili di quasi niente, dove quasi non lavoravamo ma avevamo comunque pane e salame assicurato: una nostalgia battezzata "salame da due rubli e venti", dal nome dell'indigesto prodotto dell'epoca sovietica alla portata di tutti. (p. 179) *Il nostro paese ha un passato segnato da un profondo servilismo, tutti hanno l'abitudine di allinearsi allo zar, il nostro grande padre. Tutto ciò che dice, fa o sottintende il capo serve da punto di riferimento quanto a comportamento da adottare, a idoli da adorare. Basta che dica: "Salva la Russia: uccidi un giudeo", e cominceranno persecuzioni antisemite. Se dice: "Amo gli ebrei, i colpevoli di tutto sono i caucasici", noi lasceremo tranquilli gli ebrei, il Cremlino si riempirà di rabbini che si estasieranno per l'estirpazione totale dell'antisemitismo (come è successo nella primavera del 2002) e noi cominceremo a trovare nuovi capri espiatori nella persona dei nativi del Caucaso, distruggeremo i loro negozi, i loro chioschi, i loro mercati. E la milizia si guarderà bene dal reagire a questi abusi. Così è il nostro paese. Il nostro destino è la schiavitù. E anche il nostro feticcio, perché ci piace essere schiavi. È il sogno della "schiacciante maggioranza", che la vede come la forma più comoda di esistenza. (p. 180) *Un tempo non riuscivo a capire come facessero i medici legali a fare tranquillamente colazione accanto a un tavolo di dissezione. Ora lo capisco. Sono diventata anch'io capace di bere un tè accanto a un cadavere, sicura che "lui" mi perdonerà: "lui" è originario di questi luoghi e sa perfettamente che se uno non coglie al volo l'occasione di fare colazione (cosa che già di per sé è una chance inaudita), è possibile che non se ne presentino altre. O che la prossima si presenti tra vari giorni. (p. 184) *In qualsiasi albergo del mondo, vado subito in bagno per controllare se c'è acqua. In realtà corro, mi precipito, spinta dai miei riflessi "ceceni". Mi rendo conto che è totalmente stupido verificare se nei bagni del Waldorf Astoria c'è l'acqua, ma non posso farci niente. Dopo aver controllato i rubinetti mi calmo. Ma non completamente. Il mio sperimentato sguardo "militare" si fissa su una mensola. Tra una moltitudine di piccoli flaconi profumati, individuo subito un collutorio per la bocca. Mi illumino: "O felicità! O fortuna pazzesca!". Prendo la bottiglia e faccio degli sciacqui. Praticamente il nirvana. (p. 189) *Lo ammetto. Sono stata picchiata all'inizio della guerra. E anche dopo, in occasione di un arresto e in occasione di un tentativo di fare luce sulle circostanze dell'assassinio di un abitante di Grozny. Sono stata picchiata esclusivamente perché facevo il mio lavoro di giornalista, che consiste nel raccogliere informazioni. E sempre mi veniva contestata la stessa accusa: "Sei dalla loro parte". (p. 198) *{{NDR|Sulla [[condizione della donna in Russia]]}} La società russa continua a essere patriarcale e conservatrice. Rispetto a leggi fatte per gli uomini, che tutto comandano, la donna è sempre colpevole di tutto. Se ci aggiungiamo l'odio generalizzato per la Cecenia e il rifiuto di sapere cosa sta davvero succedendo laggiù... (pp. 198-199) *Chi sono io? Una giornalista che descrive quello cha ha visto e sentito. Prima del mio arresto, avevo sentito molti racconti di gente che era stata arrestata e sottoposta a interrogatori, e spesso alla tortura, dai militari. Ma onestamente avevo avuto qualche difficoltà a credere a tutto ciò che dicevano, era probabile che quei disgraziati tendessero a esagerare le atrocità dei federali... Oggi credo loro al cento percento. (p. 204) *Malgrado lo shock nervoso, di un grado tale che ancora oggi ho problemi a parlare di alcuni particolari del mio arresto, non rimpiango niente. Perché ho potuto constatare di persona che i miei personaggi, gli eroi dei miei reportage, non mi hanno mentito. Nessuno potrà venirmi a dire che racconto storie inventate, dopo averne fatto io stessa l'esperienza. Con una differenza: io sono rimasta in vita, sono stata risparmiata, la morte mi si è avvicinata molto ma poi ha avuto pietà dei miei figli. La maggior parte di coloro che hanno subito torture e trattamenti sadici è morta. Per loro, l'esecuzione non è stata una farsa. E ormai io vivo per loro. (p. 204) *Il giornalista deve produrre reportage, servizi, interviste. E le lacrime che versa nell'una o nell'altra occasione non interessano, in fondo, nessuno. Descrivi quello che vedi, metti insieme dei fatti e analizzali. Punto e basta. (p. 205) *Mese dopo mese e anno dopo anno, da quasi dieci anni, su questo territorio disgraziato centinaia di migliaia di persone vivono in condizioni disumane. Ma, come tutti noi, questa gente vive, ama, spera. Loro siamo noi. Nessuno è al riparo quando i nostri uomini politici agitano le loro spade, nessuno può escludere di trovarsi un giorno, a sua volta, vittima delle loro ambizioni, come i civili ceceni. (p. 205) ===[[Explicit]]=== Un proverbio russo dice che il sazio e l'affamato non potranno mai andare d'accordo. Neanche chi è stato picchiato e chi non lo è stato. Non escludo che un giorno il mio caporedattore, che mi ha incaricata di coprire questa guerra, non sappia più cosa farsene di me, come di un vecchio articolo non pubblicato al momento giusto che viene buttato nel cestino. ==''Un piccolo angolo d'inferno''== ===[[Incipit]]=== Chi sono io? E perché scrivo della [[Seconda guerra cecena]]?<br />Sono una giornalista, un'inviata speciale del quotidiano moscovita «Novaja Gazeta», e questa è l'unica ragione per cui ho visto la guerra in Cecenia: sono stata mandata sul campo. E non perché fossi una corrispondente di guerra o conoscessi bene questo conflitto, ma al contrario, perché ero solo una «civile». L'idea del direttore della «Novaja Gazeta» era semplice: il mero fatto che io fossi una civile mi avrebbe permesso di comprendere l'esperienza della guerra più a fondo di chi, vivendo nelle città e nei villaggi ceceni, la subiva giorno dopo giorno. Tutto qui. E così sono tornata in Cecenia ogni mese, a partire dal luglio 1999, quando l'offensiva di [[Šamil' Salmanovič Basaev|Basaev]] nel [[Guerra del Daghestan|Daghestan]] ha spinto fiumi di profughi via dai loro villaggi montani, scatenando il conflitto.<br />Ho viaggiato in lungo e in largo per tutto il Paese e visto tanta sofferenza; la cosa peggiore è che molte delle persone di cui ho scritto negli ultimi due anni e mezzo ora sono morte. È una guerra terribile; medievale, letteralmente, anche se la si combatte mentre il Ventesimo secolo scivola nel Ventunesimo, per giunta in Europa. ===Citazioni=== *Ovunque mi invitano a parlare della «situazione cecena», ma senza che ciò porti a qualche risultato concreto. Dico: «Ricordate, in Cecenia la gente continua a morire ''ogni giorno''. Anche ora». In tutta risposta ottengo solo compìti applausi occidentali. Si tratta di una chiara, evidente e inconcepibile violazione mondiale dei valori umanitari. La Dichiarazione universale dei diritti umani, vecchia solo poco più di mezzo secolo, è morta con la Seconda guerra cecena. (p. 9) *Il fatto è che quando ci si trova in una situazione di [[pericolo]] per troppo tempo, tutto finisce per apparire insignificante e noioso. (p. 18) *Una pioggia di razzi sa trasformarti in una bestia che ha imparato a gioire della sfortuna del suo prossimo. (p. 19) *È impossibile non notare fino a che punto la tradizionale mentalità cecena sia stata annientata, qui, tra questa gente rovinata e corrotta dalla guerra e dalla fame. Osservandoli e mischiandomi a loro, non riesco a ritrovare nemmeno un briciolo della loro leggendaria forza d'animo, della loro certezza di sopravvivere anche nei momenti più difficili. Nessun uomo d'affari ceceno, per quanto ricco che sia, darebbe un decimo della sua fortuna per salvare la sua gente. I ceceni poveri – e chiunque in questo campo profughi è povero – sono soli con la loro miseria, la loro mancanza di speranza e i loro G-1, G-2, G-3, G-4... (p. 26) *La guerra non ha solo danneggiato la terra cecena, ha anche lasciato un segno nell'anima di questa gente. Centinaia di migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case, finendo nei campi profughi, nelle campagne o nel bel mezzo di niente, e si sono ritrovate a dover adottare nuove regole di vita: quelle dei campi profughi. Apparentemente uniti, i ceceni in realtà sono ormai tragicamente divisi. Le spie sono dappertutto, e il loro unico scopo è quello di sopravvivere, anche al prezzo della vita altrui. Un popolo arrivato a questo punto, è praticamente morto. (p. 30) *In Cecenia le violenze e i furti, mascherati da spedizioni per stanare i miliziani, sono all'ordine del giorno. In questa seconda guerra, l'unica cosa che è cambiata è chi commette i crimini; tutte quelle attività che l'operazione antiterrorismo doveva sradicare – rapimenti, schiavitù, ricatti – sono ora specialità dei nuovi padroni: i soldati. (p. 35) *Questo è uno dei problemi principali della Cecenia: non la forza dei miliziani e delle loro armi, o la provenienza straniera dei loro lancia-razzi, ma il tradimento da parte degli stessi difensori del Paese; chi tra loro vuole che la guerra vada avanti è capace di qualunque cosa. (pp. 51-52) *Si sente raramente piangere a Grozny. Hanno tutti finito le lacrime da un pezzo. Se una donna piange, significa che è tornata da poco da un campo profughi. (p. 60) *Nella vita, lottiamo tutti per raggiungere la [[verità]] sotto la superficie. Eccolo, pensi, proprio dietro l'angolo... E invece no, sei stato di nuovo sfortunato, era solo un miraggio. Allora pensi che se scavi più a fondo in te stesso, lo troverai. Ma la verità è vanità e sei di nuovo al punto di partenza, correndo in cerchio dietro a sensazioni e impressioni sempre nuove, sempre vivide, solo per affrontare di nuovo la sconfitta. (p. 65) *Nessuno direbbe che la [[massacro di Katyn'|strage di Chatyn']] è stata più importante dell'[[Bombardamento di Guernica|orrore di Guernica]]. Non ci sono scale o graduatorie per misurare la [[sofferenza]]. Tutti hanno il proprio dolore e questo dolore è sempre il peggiore per chi lo vive. La Seconda guerra cecena ha aggiunto nuove pagine alla storia del Paese, paragonabili a Guernica come a Chatyn' in termini di numero delle vittime, macerie, sangue versato e conseguenze per il mondo intero. E non importa affatto che nessuno l'abbia ancora riconosciuto; verrà il momento in cui tutti ne parleranno. (p. 66) *La più giovane generazione di ceceni, diplomati o laureati, è la più scaltra che sia mai vissuta qui: l'indipendenza in stile [[Džochar Dudaev|Dudaev]]? L'hanno vista. La [[Prima guerra cecena|prima guerra]]? Le sono sopravvissuti. La seconda guerra? Ci stanno passando adesso. Cadaveri? Più di quanti se ne possano tollerare. Il loro scopo in vita? Nascondersi dal tizio col kalašnikov in tempo. Il valore di una vita umana? L'hanno visto scendere fino allo zero. (p. 71) *La guerra ha corrotto gli animi di quelli che non erano abbastanza forti. I criminali della notte attaccano le case devastate di persone già ridotte alla miseria. Da un lato, la criminalità è incoraggiata dai Servizi federali: senza il loro consenso e il loro supporto, oggi nessuno sarebbe in grado di girare per le strade durante il coprifuoco, figurarsi di sparare, rubare o stuprare. D'altro canto, quest'orrore richiede anche la partecipazione attiva dei ceceni. Dall'inizio del terzo anno di guerra, è emerso che le bande che ripuliscono le case distrutte durante la notte fanno parte di un'associazione criminale che conta tra le sue fila sia ceceni che federali. E a questa gente non importa proprio niente delle differenze ideologiche e nazionali né del fatto di appartenere a fazioni opposte. Sono sicura che se annunciassero domani la fine della guerra e il ritiro delle truppe, Grozny resterebbe in pugno a questi criminali e chissà quando riuscirebbe a sbarazzarsene. È facile cominciare una [[guerra]], quasi impossibile eliminare tutti i mostri che ha creato. (pp. 76-77) *Ecco un pezzetto di storia nazionale: alla fine dell'Ottocento e all'inizio del Novecento un'ondata di antisemitismo incoraggiato dal Governo ha invaso la Russia, proprio come ora è avvenuto con la dilagante mentalità anticecena. Erano state pianificate delle zone d'insediamento: i bambini ebrei sono cresciuti sapendo di non potersi muovere senza il permesso della polizia e di non poter studiare in molti istituti scolastici. Questo ha generato prima un complesso d'inferiorità e poi l'elezione di molti giovani ebrei quali martiri: erano pronti a vendicare la propria infanzia rovinata, perché non volevano che gli anni di vita futura fossero devastati nello stesso modo, com'era accaduto ai loro genitori e ai loro nonni.<br>Il mondo intero conosce il risultato. Molti dei famosi bolscevichi che hanno guidato la rivoluzione d'Ottobre erano ebrei. Non volevano solo smettere di vivere come degli emarginati, ma anche vendicarsi dei loro prevaricatori. È strano come oggi abbiamo di nuovo dimenticato quel che non dovremmo mai e a nessun costo dimenticare. (pp. 78-79) *Viviamo in un'epoca oscura. L'aria è avvelenata dalle bugie dei militari d'alto rango, dall'anarchia dei loro sottoposti e dal puzzo del denaro che i soldati ottengono come ricompensa per il tradimento dei loro capi. È così che funziona il sistema ceceno. (p. 97) *La maggior parte dei ceceni sopravvissuti fino a oggi è disperata. Vivono immersi in questa disperazione, in un inferno senza grazia, in un'eterna notte senza stelle. È questo il risultato principale della totale assenza di legge, che grava sulla popolazione nel corso della Seconda guerra cecena. Uscire dal villaggio o anche solo andare a fare un giro, significa rischiare la vita. Si può venire arrestati con qualsiasi pretesto. Il braccio dei federali afferra i giovani e li fa scomparire ogni giorno. Andare fino a Urus-Martan è fuori questione: la strada è piena di posti di blocco e ognuno può diventare l'ultimo. Gli esempi abbondano. (p. 111) *[...] i militari non solo stanno alimentando la discordia internazionale – reato che di per sé implicherebbe una punizione esemplare –, ma anche istradando il Paese sulla via della monoetnicità, vale a dire della sua prossima disintegrazione in blocchi regionali nazionalisti. (p. 124) *Il diritto dei soldati a nascondere il loro vero cognome, «così che i miliziani non si possano vendicare sulle loro famiglie», è diventato uno dei principali incentivi dei crimini e delle mostruosità compiute in Cecenia. (p. 130) *Il circolo vizioso di bugie a tutto spiano è stato alimentato da uomini che si definiscono ufficiali e che, dopo questo delirio d'anarchia senza freni, se ne sono tornati a casa, sparpagliandosi per il Paese. C'è un modo di pensare, sentire, agire, che si sta diffondendo con la fatale rapidità di cellule cancerogene e si sta trasformando in una tragedia di portata nazionale, che infetta ogni strato della società. (p. 131) *L'operazione speciale «Cecenia» ha infettato l'intero paese, abbrutendolo sempre più e facendolo degenerare. Il valore della vita umana, che in Russia era già molto basso, ora corrisponde quasi a zero. Abbiamo tutti toccato il fondo, come lo sfortunato [[Incidente del K-141 Kursk|sottomarino Kursk]]. Ma non arrivano ordini che cerchino di portarci in salvo. (p. 133) [[File:Evstafiev-chechnya-iternal-praying.jpg|thumb|Guerriglieri ceceni in preghiera]] *L'islam ceceno è molto giovane. Gli studiosi sono in disaccordo sulla data esatta dell'islamizzazione delle tribù Vajnach. La cosa più probabile è che sia diventato la religione ufficiale del Paese nella prima metà del Settecento. Comunque, resta un intricato misto di tradizioni musulmane e antiche usanze che governavano la vita cecena nel periodo preislamico, tendenti a onorare la famiglia, il buon vicinato e i valori comunitari. (p. 135) *Il potere sovietico ha confinato il giovane islam ceceno nella clandestinità. Una volta tornati i religiosi deportati dal 1944 al 1957, venne loro proibito di erigere moschee, diversamente da quel che accadeva in altre zone del Caucaso occidentale. Così si è arrivati al punto che in Cecenia non c'era nessun clero da far controllare al Kgb. E questo si è rivelato un vantaggio, perché le comunità spontanee di musulmani sono emerse liberamente. Se in un villaggio c'era un mullah, era soltanto un abitante come gli altri, che aveva raggiunto da sé la sua posizione, rispondeva al villaggio e da questo era scelto. Se non c'era un mullah, andava bene comunque. I più anziani venivano rispettati molto di più e i vird<ref>Clan famigliari ceceni.</ref> garantivano comunque una forma di aggregazione della comunità. Per questo i ceceni hanno reagito al successivo stabilirsi di un muftiato o con indifferenza. («continueremo a vivere come prima») o con fastidio («sono legati al Kgb»).<br>Il risultato è stato che in Cecenia, a partire dalla fine dell'era sovietica, è nato un islam del tutto peculiare: libero, con milti vird sufi in competizione tra di loro per le diverse interpretazioni della religione. Tutti erano liberi di scegliere anche in materia di fede. (pp. 136-137) *Da un lato, è cresciuto il numero dei musulmani credenti: i giovani hanno preso a frequentare la moschea e molti hanno cominciato a pregare. Dall'altro lato però, i problemi dell'islam ceceno sono diventati più seri. Innanzitutto il cosiddetto kadyrovismo (che prende il nome da [[Achmat Kadyrov|Achmad-Chaži Kadyrov]]) ha portato una ventata di discordia nella comunità. In secondo luogo, la Cecenia è stata invasa dal wahhabismo saudita, una corrente religiosa dell'islam sunnita, i cui seguaci sostengono che il loro è il «puro» islam e che tutti gli altri non sono degni, sufismo compreso. Una scisma religioso ha cominciato a dividere le famiglie stesse in un modo fino ad allora impensabile: i padri hanno ripudiato i figli seguaci del wahhabismo, e i figli hanno rinnegato i padri per il loro islam impuro e non wahhabita. (pp. 137-138) [[File:Akhmad Kadyrov crop.png|thumb|[[Achmat Kadyrov]]]] *{{NDR|Su [[Achmat Kadyrov]]}} Aveva organizzato il primo pellegrinaggio ceceno alla Mecca, approfittandone per rubare alla sua gente. Il re dell'Arabia Saudita aveva finanziato questo primo pellegrinaggio e Kadyrov non aveva mai restituito i soldi che tanti poveri ceceni gli avevano affidato per vivere un'esperienza che capita una sola volta nella vita. (p. 138) *{{NDR|Su Achmat Kadyrov}} Non ho mai incontrato un solo ceceno che direbbe: «Io rispetto Kadyrov». È sorprendente e spaventoso che il capo di una repubblica abbia zero autorità. (p. 138) *Il mio incontro con Kadyrov nel suo ufficio, nell'aprile del 2002, è stato fastidioso. Mi guardava in cagnesco, e parlava tantissimo di se stesso, definendosi il mentore spirituale di Maschadov, e sostenendo di averlo formato in quanto essere umano e in quanto leader di una nazione responsabile del destino della sua gente. Si è definito un fiero oppositore a ogni trattativa di pace con i suoi ex compagni d'armi e ha detto che sperava di riportare in voga i metodi notturni dell'Nkdv per distruggere i nemici in Cecenia. (p. 139) *Gli wahhabiti sono molto impopolari, e sarebbe un errore ipotizzare che abbiano una qualche vera influenza o giochino un qualche ruolo in Cecenia. Il loro ruolo e la loro influenza al momento dipendono unicamente dal fatto che possiedono delle armi. Sono spaventati, proprio come i federali, che pure possono contare solo sulla forza bruta. Ma come insegna la storia, tutte le conquiste prima o poi finiscono. (p. 141) *Ci siamo accorti tutti che la parola «pietà» è stata cancellata dal vocabolario del Governo. Il Governo oggi fa affidamento sulla crudeltà dei propri cittadini: la distruzione è incoraggiata, la logica dell'omicidio seguita e diffusa. In un contesto simile, ''per diventare un eroe devi uccidere''. (p. 147) *Questa è l'ideologia di Putin: quando i capitalisti non ce la fanno, i compagni d'armi riprendono il sopravvento; e sappiamo molto bene che questi ultimi non dimenticano mai di far quadrare i conti. È così che stanno le cose: alla fine del settimo anno di guerra, durante il terzo anno della seconda campagna, la Cecenia è diventata una vera e propria vacca da mungere per chi intende approfittarne. Qui, i militari vengono formati in fretta e fanno strada velocemente; si compilano lunghi elenchi di premi; ranghi e titoli vengono elargiti prima del tempo. Tutto quel che bisogna fare per ottenerli è uccidere un ceceno e presentarne il cadavere. (p. 147) *Un Paese dove il numero degli eroi di Stato è un'informazione riservata, «per solo uso ufficiale» dei burocrati che hanno maneggiato i premi, mentre i veri eroi non ricevono alcun riconoscimento, è un Paese senza speranza. Perderà tutte le guerre, perché non incoraggia mai le persone giuste. (p. 149) *{{NDR|Su [[Jurij Dmitrievič Budanov]]}} Secondo molta gente è un combattente e un martire perseguitato per le sue «convinzioni patriottiche». Dal punto di vista di una minoranza, invece, è un assassino, un ladro, un rapitore e un violentatore. In ogni caso, il processo al colonnello Budanov ha scioccato l'intero Paese, fornendo un vivido ritratto degli aspetti peggiori della nostra società, spaccata in due dal conflitto e distrutta dall'incredibile cinismo e dalle bugie della burocrazia di Putin, dall'assurda sudditanza del sistema giudiziario al Cremlino e, cosa più importante, dall'inquietante rinascita di tendenze neosovietiche. (p. 154) *Il caso rimane farraginoso e in parte illogico. Gli ufficiali di servizio in Cecenia, dal grado più alto a quello più basso, hanno difeso Budanov compatti ma con questa riserva, che ho sentito spesso in Cecenia: «Che l'abbia uccisa lo capiamo... Era una cecena, quindi una miliziana... Ma perché si sarebbe "sporcato" stuprandola?». Budanov ha capito molto bene questa mentalità. Nel corso dell'intero processo, per «salvarsi la faccia» ha negato categoricamente di aver disonorato la ragazza prima di ucciderla. Ma è qui che le cose si complicano: il rapporto della prima perizia medica, fatto in seguito alla riesumazione del corpo, dichiarava che c'erano evidenti segni di uno stupro, avvenuto subito prima o subito dopo la morte della ragazza. Non era chiaro che cosa fosse «meglio» per l'immagine dell'ufficiale: dichiararsi uno stupratore o un [[necrofilia|necrofilo]]. (p. 157) *Ad alcuni potrà sembrare strano, ma conti fatti la Seconda guerra cecena si è dimostrata redditizia per tutti i partecipanti. Ognuno ha trovato una nicchia in cui arricchirsi: i mercenari ai posti di blocco hanno guadagnato i loro dieci o venti rubli illegali l'ora, i generali di Mosca e di Chankala hanno usato i fondi pubblici a scopo personale, gli ufficiali di rango medio si sono fatti pagare profumatamente per restituire ostaggi e cadaveri, i loro sottoposti si sono divertiti a depredare i civili durante le operazioni punitive. E tutti insieme, i soldati e alcuni miliziani, hanno partecipato al traffico clandestino di petrolio e di armi.<br>Per non dire di promozioni, premi, scatti di carriera... (p. 163) *La guerra continua e i miliziani incendiano strutture di nuovissima costruzione perché è incredibilmente vantaggioso sia per gli oligarchi sia per i generali d'élite dell'edilizia militare. Per qualcosa di tanto redditizio, combatteranno il più a lungo possibile in Cecenia, fino al collasso economico dello Stato. (pp. 167-168) *La Cecenia è coinvolta in una lotta continua e sanguinosa per i pozzi di petrolio e i campi miracolosi, che però non frutta alla repubblica nemmeno una copeca. Mancano i soldi per tutto: per ristrutturare le fabbriche come per costruire nuove case sulle macerie. Il petrolio ceceno serve a tutti tranne che al Paese. La crisi è ancor più grave dal momento che il caos economico in Cecenia è stato creato artificialmente ed è incoraggiato per vie traverse dalla stessa Mosca. Nella repubblica non ci sono ancora banche commerciali, e nessuna fonte legale di finanziamenti. Tutti i proventi del petrolio vengono conservati nei materassi o fuori dalla Cecenia. Gli sforzi per far nascere un sistema finanziario legale sono vanificati dal sabotaggio operato dai più alti ufficiali federali. È nell'interesse di Mosca che le banche, le ispezioni fiscali, i tribunali funzionanti e gli uffici del procuratore restino assenti in Cecenia il più a lungo possibile. Al Cremlino vogliono che i dividendi del petrolio vadano nella direzione più conveniente per loro; è per questo che nessuna barriera doganale ostacola la strada fino alle casse della federazione. (pp. 176-177) *[[Ibn al-Khattab|Khattab]] è semplicemente un barbaro, e questo è tutto. Di [[Šamil' Salmanovič Basaev|Basaev]], invece posso dire che per i soldi sarebbe disposto a fare qualsiasi cosa; non è mai stato un segreto per nessuno, né per quelli del suo entourage né per tutti gli altri. (p. 185) *[[Kofi Annan|Annan]] ha ignorato la situazione cecena e il rapporto dell'Hrw<ref>{{Cfr}} [[w:Human Rights Watch|Human Rights Watch]] su Wikipedia.</ref>. Quelli con cui ho parlato erano diplomatici che lavorano direttamente per lui e mi hanno assicurato che anche ora non gli importa niente di chi soffre e per quali motivi in quel remoto angolo del pianeta, dal momento che l'angolo in questione si trova sul territorio della Federazione russa. La cosa più importante per lui è di venire rieletto per un secondo mandato, non importa a quale costo. E in questo caso il prezzo è la Cecenia. (pp. 193-194) *Putin è felice che il mansueto Annan si tenga il suo posto di segretario generale delle Nazioni Unite perché fintanto che resterà lì, la Russia non dovrà preoccuparsi di eventuali pressioni in merito alla questione cecena, e Annan ha bisogno del voto di Putin per essere rieletto. (p. 194) *[[Achmed Zakaev|Zakaev]] non può scendere dalla macchina. È altamente sconsigliabile per lui andare in un caffè di Londra, perché le autorità inglesi temono che la Sicurezza federale russa lo rapisca. È proprio come nei film sulle spie sovietiche: ecco come è tornato a essere. Terribile. In che cosa ci siamo trasformati? Cos'è successo al Paese che Putin ha mandato alla guerra, che poi è rimasto scioccato dalla [[crisi del teatro Dubrovka|tragedia del ''Nord-Ost'']] e che oggi ha così poche speranze di una vita normale? (p. 226) *Credo meno che mai al metodo convenzionale di misurare il tempo. Sempre di più, invece, mi sembra che ognuno di noi abbia il proprio calendario e che viviamo tutti secondo quella personale scansione del tempo che non va da gennaio a febbraio a marzo, ma tiene il passo delle circostanze in cui ci troviamo, o che abbiamo scelto. Io ho un calendario così per l'anno del ''Nord-Ost'', che è passato molto in fretta, e per l'inizio del successivo 2003. Questo calendario non è affatto oggettivo, non è altro che una collezione di immagini tenute insieme dalla logica dei sentimenti generati da una tragedia simile. (p. 226) *Kadyrov non perdona chi è amato dalla gente, perché la gente odia lui. (p. 235) ===[[Explicit]]=== Sopravviveremo al 2003?<br>Non posso dire con certezza di sì. In questo sta l'intera tragedia. ==''La Russia di Putin''== ===[[Incipit]]=== Questo libro parla di un argomento che non è molto in voga in Occidente: parla di Putin senza toni ammirati.<br>A scanso di equivoci, spiego subito perché tale ammirazione (di stampo prettamente occidentale e quanto mai relativa in Russia, dato che è sulla nostra pelle che si sta giocando la partita) faccia qui difetto. Il motivo è semplice: diventato presidente, Putin – figlio del più nefasto tra i servizi segreti del Paese – non ha saputo estirpare il tenente colonnello del KGB che vive in lui, e pertanto insiste nel voler raddrizzare i propri connazionali amanti della libertà. E la soffoca, ogni forma di libertà, come ha sempre fatto nel corso della sua precedente professione. ===Citazioni=== *In Russia, cioè, manca il benché minimo controllo della società civile sull'operato dei militari. I soldati semplici – lo scalino più basso della gerarchia – non sono nessuno. Al di là dei muri di cemento di una caserma, un ufficiale può fare a un soldato quello che vuole, quello che gli passa per la testa in un determinato momento. Analogamente, quello stesso ufficiale può trattare come più gli piace un collega di grado inferiore. (pp. 15-16) *Quando si delineò all'orizzonte politico russo in veste di probabile capo di Stato più che di impopolare direttore dell'universalmente inviso ex KGB (ora [[Federal'naja služba bezopasnosti|FSB]]), Putin esordì affermando che l'esercito screditato da El'cin (e intendeva con ciò gli esangui tentativi di porre un freno all'anarchia interna) sarebbe rinato a nuova vita. Quel che ci voleva per una rinascita completa e definitiva era una guerra, la seconda guerra cecena... La cronaca successiva degli eventi nel Caucaso Settentrionale è la conseguenza di questa premessa. (pp. 16-17) *La guerra in atto è assai utile e redditizia per l'[[Forze terrestri russe|esercito]], fonte di promozioni lampo e di un gran numero di medaglie, fucina di carriere fulminee per i giovani generali "combattenti" che gettano le basi per future scalate politiche e finiscono catapultati nell'élite di Stato. Putin, intanto, martella il Paese con i suoi slogan: la rinascita dell'esercito è un dato di fatto e lui solo, Putin, ne è l'artefice perché ha rimesso in piedi un esercito umiliato (da El'cin) e offeso (nella prima guerra cecena). (p. 17) *Vorreste vivere in un Paese in cui le tasse che pagate vanno a foraggiare una simile istituzione? Come vi sentireste con un figlio diciottenne precettato quale «materiale umano», come lo si definisce qui da noi? Che ne dite di un esercito da cui i soldati disertano in massa ogni settimana (e solo per avere salva la vita), talvolta in intere squadre o compagnie? Che cosa pensereste di Forze Armate che in un solo anno, il 2002, hanno perso più di cinquecento uomini – un intero battaglione – non in guerra, ma per le percosse subite? Un esercito in cui gli ufficiali rubano di tutto: ai soldati i dieci rubli mandati dai genitori, e allo Stato intere colonne di carri armati? In cui gli ufficiali odiano e picchiano a loro discrezione i sottufficiali? In cui questi ultimi sfogano sui soldati semplici l'odio che provano per i superiori? In cui ufficiali e sottufficiali sono accomunati dall'odio per le madri dei soldati, colpevoli di protestare occasionalmente – vivono nel terrore e lo fanno solo quando le circostanze di una morte sono troppo scandalose – e di chiedere giustizia?... (pp. 17-18) *La linea politica attuale è prettamente neosovietica: non uomini, ma ingranaggi costretti a realizzare incondizionatamente gli azzardi politici di chi ha preso il potere. Ingranaggi senza alcun diritto, nemmeno quello a una morte dignitosa. (pp. 30-31) *Nulla è cambiato, nell'esercito, compreso il concetto perverso dell'«onore d'ufficiale» da difendere sempre e comunque, e che conta più della vita e della dignità dei soldati. (p. 39) *In Russia l'esercito – uno dei pilastri istituzionali dello Stato – continua a essere un campo di concentramento per i giovani che finiscono dietro il suo filo spinato. Un campo con relative norme di convivenza paracarcerarie imposte dagli ufficiali. Un luogo in cui il primo metodo educativo è quello di «stanarli e ammazzarli fin nel cesso» (il primo slogan che il neoeletto Putin ha usato per scandire la sua lotta con i nemici all'interno della Russia).<br>È probabile che ciò aggradi al nostro attuale presidente, con le sue mostrine da tenente colonnello e con due figlie che non dovranno fare il servizio militare. A noialtri, invece (eccezion fatta per la casta degli ufficiali, perfettamente a loro agio nel ruolo dei fuorilegge impuniti), certe cose fanno soffrire. Soprattutto a chi ha dei figli maschi. E tanto più a chi li ha in età di leva, e dunque non ha tempo di aspettare quelle riforme dell'esercito promesse da tempo, ma che finiranno immancabilmente insabbiate. (pp. 47-48) *Al momento in Russia ci sono due tipi di criminali di guerra. [...] Il primo tipo di criminali comprende coloro che in guerra ci sono effettivamente stati e hanno combattuto. Essi sono, da un lato, i militari russi che hanno partecipato alle cosiddette «operazioni antiterrorismo» in Cecenia, e dall'altro i guerriglieri ceceni sul fronte opposto. I primi hanno visto cancellati i propri misfatti. I secondi si vedono affibbiare ogni sorta di crimini. I primi vengono assolti dal sistema giudiziario anche in presenza di prove certe (e pure questo è un fatto raro, in quanto la procura si preoccupa raramente di raccogliere le prove della loro colpevolezza). I secondi ricevono condanne severissime. (pp. 49-50) *La prima categoria di criminali di guerra, dunque, russi o ceceni che fossero, non ha mai avuto un processo degno di questo nome. E la conseguenza principale è che, emesso il verdetto, i combattenti ceceni non sopravvissero a lungo in colonie o prigioni lontane. Morirono tutti in circostanze poco chiare, «tolti di mezzo» per espresso desiderio del potere. [...] La seconda categoria di criminali di guerra è costituita da coloro che erano nel posto sbagliato al momento sbagliato. Persone finite tra gli ingranaggi della storia. Uomini e donne che non hanno mai combattuto, ma che sono nati ceceni e che perciò vanno condannati. (p. 51) *Tutti cercavamo di rispondere a una domanda: i soldati e gli ufficiali che ogni giorno, in Cecenia, uccidono, saccheggiano, torturano e stuprano, sono dei criminali comuni o dei criminali di guerra? O sono, piuttosto, paladini inflessibili autorizzati all'uso di qualunque mezzo in una guerra globale al terrorismo, dove il fine della salvezza del genere umano giustifica i mezzi a cui si ricorre? La conseguenza fu che il caso [[Jurij Dmitrievič Budanov|Budanov]] divenne un caso politico su scala nazionale, un'icona della nostra epoca. (p. 70) *È un caso che ha portato allo scoperto tutti i nostri problemi, la nostra vita ai margini della seconda guerra cecena, la nostra condotta irrazionale riguardo alla guerra e al governo Putin, il nostro modo di distinguere tra colpevoli e innocenti nel Caucaso Settentrionale e, soprattutto, le alterazioni morbose subite dal nostro sistema giudiziario con Putin al governo e la guerra sullo sfondo. (p. 71) *L'uomo russo di oggi, l'uomo dell'era Putin, ha il cervello offuscato dalla propaganda e per buona parte è tornato a pensare da bolscevico. Ma non ha disimparato del tutto a pensare con la propria testa, come era autorizzato a fare con il presidente El'cin. Oggi un russo non avrà fretta di rispondere alla domanda se un processo debba per forza essere politico o se debba, invece, fare i conti solo con la legge. Anzi, è molto probabile che chieda del tempo per rifletterci... (p. 71) *La base ideologica per l'"assoluzione" di Budanov fu la seguente: aveva ucciso, certo, ma ''aveva il diritto di farlo'', di comportarsi con El'za Kungaeva come aveva fatto in quanto – ritenendola un cecchino responsabile della morte di alcuni ufficiali del reggimento nel febbraio del 2000, durante i violenti scontri nella Gola di Argun – si stava vendicando di un nemico. Come fu spiegato al processo, vendicarsi dei «nemici» – e i ceceni lo sono – è cosa buona e giusta... (p. 99) *Il Cremlino si stava disamorando dei giochi alla democrazia e alla «dittatura della legge». Di conseguenza, tutti coloro che combattevano in Cecenia erano «eroi» indipendentemente da quello che facevano, e il presidente cominciò a distribuire gradi e onorificenze a piene mani, rassicurando tutti quanti che lo Stato non li avrebbe mai «traditi». Una parola che nel lessico del potere significa molto: il potere, cioè, aveva tutte le intenzioni di essere indulgente fino all'assoluzione nei confronti dei criminali della guerra cecena, e le procure che avevano intentato delle cause penali contro i militari della Federazione accusati di crimini ai danni della popolazione civile andavano messe a tacere... (p. 113) *Nessuno metteva ormai in dubbio, almeno in televisione, che la diciottenne cecena di Tangi-Ču fosse una cecchina e una guerrigliera, e nessuno ricordava che né l'istruttoria né i difensori di Budanov erano riusciti a trovare una prova – per quanto indiretta – del coinvolgimento della ragazza con la guerriglia.<br>La politica aveva ordinato di lavare il cervello alla popolazione, e questo era quel che si stava facendo a spron battuto in attesa di una sentenza assolutoria. (p. 114) *Così vanno le cose in Russia: per stilare perizie legali non sono i fatti che contano, ma chi li manipola. Il risultato di una perizia dipende da chi la effettua. (p. 126) *È mia opinione che in questa storia non ci sia nulla di casuale. Perché in Russia non può essere altrimenti. E perché così è stato sin dai tempi dell'Unione Sovietica. Speravamo tutti che certe cose fossero ormai svanite nel Lete, speravamo di essercene liberati, che i fantasmi di un orrendo passato non si ripresentassero più...<br>Invece no. Quando ce n'è bisogno, quando e dove più aggrada ai vertici del Paese, gli spettri del comunismo tornano al nostro fianco. E sono sempre gli spettri peggiori. (pp. 126-127) *Come il cancro, la storia tende a essere recidivante. E la cura è una sola: una chemioterapia tempestiva contro le cellule portatrici di morte. Così non è stato, e nel passaggio dall'URSS alla nuova Russia ci siamo trascinati dietro tutti i nostri pidocchi sovietici. (p. 136) *Siamo, dunque, circondati da gente di cui Putin e i suoi si fidano. Da un lato è normale. Dall'altro si è scoperto che questa gente si fida (e si fidava) solo dei propri "simili", e che i loro "simili" hanno tutti un passato nel KGB. Quindi le strutture di potere e di semipotere della "nuova Russia" sono state inondate da cittadini con determinate tradizioni alle spalle, con una mentalità educata alla repressione, con un certo modo di risolvere le questioni di Stato... (p. 137) *Nei tre anni del caso Budanov il comportamento delle donne russe mi ha lasciato, francamente, senza parole... Le donne sono più della metà dell'intera nostra popolazione, e almeno quella metà era tenuta a disprezzare gli stupratori.<br>Invece no.<br>Decine di milioni di uomini russi, inoltre, hanno figlie femmine. Una ragione sufficiente, a mio modo di vedere, per capire e comprendere, da genitori, il dolore della famiglia Kungaev.<br>E invece no.<br>La televisione ha trasmesso le interviste alla moglie di Budanov, che ha farfugliato qualcosa sul suo povero marito che doveva sopportare perizie e processi, e sulla loro povera figlioletta stanca di aspettare che il papà tornasse a casa. E il Paese si è schierato con lei, l'ha compatita. Mentre non ha compatito i Kungaev, che non l'avrebbero più vista tornare a casa, la loro El'za...<br>E chi più ne ha più ne metta. L'assoluzione medico-scientifica di Budanov (il fatto che fosse incapace di intendere e di volere nel brevissimo lasso di tempo in cui aveva commesso il crimine) e la circostanza che il reato di stupro fosse stato stralciato, non ha generato alcun moto di indignazione. Non c'è stata una sola dimostrazione di protesta organizzata dalle associazioni femminili e femministe. Non sono scesi in strada nemmeno gli attivisti per i diritti umani. La Russia ha pensato che quanto successo fosse giusto: Budanov aveva strangolato la ragazza vendicandosi su di lei, magari ingiustamente, dei guerriglieri ceceni... I rapimenti erano ammessi... Era ammesso infierire su un cadavere... E la conseguenza era che il criminale restava libero.<br>Viviamo in un Paese tremendo. Le gesta del colonnello Budanov sono la norma per la maggioranza schiacciante dei russi.<br>È un'aberrazione che si riscontra in un Paese in cui l'impunità è divenuta legge. In cui sono tutti impazziti. Dal primo all'ultimo, dalle alte sfere ai bassi ranghi. (pp. 143-144) *Per tutto il 2002 le epurazioni in Cecenia sono continuate su una scala e con una brutalità mai viste, accompagnate dalla voce monotona del giudice Kostin e dei suoi verdetti "assolutori". Interi villaggi sono stati circondati: le donne stuprate, gli uomini portati via. Molti vengono uccisi, molti altri spariscono senza lasciare traccia. La vendetta è assurta a giustificazione dell'omicidio commesso per una «giusta causa»; i pubblici ministeri, di fatto, sono riusciti a legalizzare il primato della vendetta sul diritto. La giustizia sommaria – occhio per occhio, dente per dente – è stata incoraggiata dal Cremlino stesso. Ci siamo dunque ritrovati nel Medioevo o in un bolscevismo a noi ideologicamente più vicino. Non eravamo dove credevamo di essere a arrivati plaudendo a Gorbačëv e scendendo in piazza con El'cin, ma a metà strada tra Stalin e Brežnev. Il nostro cammino va a ritroso: dalla stagnazione di Brežnev verso il «tutto è permesso» di Stalin. Terribile... Terribile perché questa è la gente che ci governa e terribile perché siamo come siamo. O forse è questo il governo che ci meritiamo. (p. 145) *Come già accaduto agli Stati Uniti del dopo-Vietnam, anche la Russia deve rispondere a una domanda: chi sono i soldati e gli ufficiali che ogni giorno, in Cecenia, uccidono, saccheggiano, torturano e stuprano? Sono criminali di guerra? O sono combattenti inflessibili e crudeli di una guerra globale al terrorismo internazionale in cui ogni mezzo è lecito e la salvezza del genere umano è il fine che giustifica i mezzi a cui si ricorre? E la posta ideologica in gioco in questa guerra moderna è talmente alta da indurre a ignorare ogni altra cosa?<br>Al momento la Russia non ha una risposta da dare. Un occidentale risponderà, spero, che spetta al tribunale trovare le prove e mettere ogni cosa al suo posto.<br>L'uomo russo di oggi, l'uomo dell'era Putin, ha il cervello offuscato dalla propaganda, ma non ha ancora disimparato del tutto a pensare con la propria testa.<br>Oggi, con alle spalle i cinque anni dell'efferata seconda guerra cecena, il milione e più di soldati e ufficiali che l'hanno combattuta e la stanno ancora combattendo, è avvelenato da quell'esperienza; e continua a esserlo anche dopo, a casa propria. Quei soldati e ufficiali sono diventati un serio problema per la vita di una società civile, un problema che non si può più eludere, a cominciare dalla domanda: ma per che cosa hanno combattuto? (p. 155) *Fu subito chiaro, inoltre, che un vecchio ceto stava rinascendo a nuova vita: la ''nomenklatura'', l'élite di governo, un anello fortissimo della catena di potere dell'era sovietica che stava marciando sui binari di un'economia a cui aveva saputo adattarsi in un batter d'occhio. I rappresentanti di questa ''nomenklatura'' hanno tutte le intenzioni di vivere nell'agio quanto i «nuovi russi», ma ufficialmente ricevono stipendi ridicoli. Non ritornerebbero mai indietro ai vecchi tempi sovietici, ma nemmeno i nuovi soddisfano del tutto il loro desiderio di ordine e legalità (che la società chiede con sempre maggior insistenza). Perciò perdono molto del proprio tempo ad aggirare la legalità e l'ordine costituito in favore del proprio arricchimento personale. La conseguenza è una rinascita assai rigogliosa della corruzione, che con la nuova-vecchia ''nomenklatura'' putiniana ha raggiunto vette inattingibili per i comunisti o per El'cin e compagni, una corruzione che stritola le piccole e medie imprese (e la classe media con loro) e sostiene («fa fiorire», cioè predilige quali erogatori di tangenti) i grandi e i grandissimi gruppi e i monopoli paragovernativi, che sono quelli che portano alla Russia le entrate maggiori, le più stabili, e non solo ai manager e ai padroni del vapore, ma anche a chi, nello Stato, offre loro protezione (e in Russia non si fanno grossi affari senza sponsor nel governo). Sullo sfondo di tale e tanto sfacelo – che nulla ha a che spartire con il mercato – la nostra nuova «''nomenklatura'' di partito» (hanno ricominciato a chiamarla così, come in epoca sovietica) è rosa da una forte [[nostalgia per l'Unione Sovietica|nostalgia per l'URSS]], per i suoi miti e i suoi fantasmi. (pp. 158-159) *Verso la metà degli anni Novanta la Russia ha assistito a un boom di tossicodipendenti tra i ragazzi dai quindici ai diciotto anni. La mattina, uscendo di casa, ci trovavamo spesso a camminare su un tappeto di siringhe. Erano i figli delle donne che correvano al mercato per guadagnare qualcosa, figli che non avevano più nessuno che li tenesse d'occhio, senza più scuole (che di fatto non funzionavano), abbandonati a se stessi da genitori in cerca di soldi facili... Il numero delle donne tra i quaranta e i cinquant'anni che hanno perso uno o più figli, oggi, è altissimo. È stato calcolato che quasi il cinquanta per cento dei ragazzi e delle ragazze nati tra il 1978 e il 1982 siano morti di overdose a metà degli anni Novanta. (p. 169) *C'è stato un momento, in Russia, gli ultimi anni di El'cin, in cui avevamo tutti un gran da fare a procurarci di che vivere, tempi in cui non ci si telefonava per anni, vergognandosi chi della propria povertà, chi della propria ricchezza, tempi in cui molti sono partiti per sempre e altri si sono sparati una pallottola in fronte perché nessuno si curava più di loro; in cui si tirava cocaina perché schifati dalle proprie azioni... (p. 173) *Lo Stato continua a mandare gente in guerra, gente che vive per anni in quelle condizioni e che quando torna a casa non è in grado di capire la vita normale, di comprendere le leggi e le norme che la regolano. Molti allora si attaccano alla bottiglia o vanno a fare i sicari per la malavita. I nuovi datori di lavoro li pagano più che bene e riescono persino a convincerli che stanno facendo fuori gente che nuoce agli interessi dello Stato...<br>E lo Stato che cosa fa, intanto? Se ne frega. Putin e i suoi hanno praticamente smesso di occuparsi degli ufficiali che hanno combattuto in guerre ormai lontane. E paiono quasi interessati a che la malavita possa disporre di killer competenti. (p. 189) *Oggigiorno gli ufficiali si dividono in due categorie tutt'altro che paritarie. La prima è quella di coloro che hanno combattuto, che hanno rischiato la vita arrampicandosi sulle montagne e sprofondando nella neve e nel fango per giorni e giorni, che hanno il corpo segnato dalle ferite. Per loro si può provare solo una grande pena. Stentano a riciclarsi nella vita di tutti i giorni, una vita che per noi è normale e per loro assurda. Dove bisogna sapersi muovere e dove non basta prendere il mitra in mano. Parlano una lingua diversa da quella degli ufficiali dell'altro gruppo, che sono stati anche loro in Cecenia, ma dietro una scrivania. E allora si ribellano, si attaccano alla bottiglia, soffrono, e gli «stanziali» ne fanno quel che vogliono: se ne lamentano con i superiori, li denunciano, brigano... Basta poco, e i più caparbi finiscono espulsi dall'esercito. Per che cosa? Per essere stati se stessi. Ricordando con ciò agli ufficiali da scrivania l'effettivo stato delle cose. Giorno dopo giorno. (pp. 193-194) *È una peculiarità del nostro Paese: se il sogno di ogni soldato è di diventare generale, quello di ogni criminale russo è di fare soldi legalmente. (p. 202) *Così vanno le cose in Russia: se ammazzi qualcuno sei degno di rispetto. (p. 205) *Quando l'autonomia dei giudici è stata brutalmente soffocata per anni a vantaggio del loro più completo asservimento (che i più anziani già dovevano alle corti sovietiche), come si può sperare in giudizi equi e coraggiosi?<br>Chi ha voluto opporsi e dire «no» non è più al suo posto da un pezzo. Mentre coloro che alla richiesta di servire l'illegalità sono scattati sull'attenti lavorano tranquilli e avanzano sereni lungo la scala gerarchica. (p. 239) *Putin ha scelto di fondare il proprio potere su piedi d'argilla, gli oligarchi, cassando dal suo schema la gente comune. Putin lega con i miliardari che si sono spartiti le riserve di petrolio e di gas e dichiara guerra al resto della popolazione, che non conta nulla. Mosca e le province sono come il Sole e la Terra. Il Sole significa calore, luce, vita. La Terra gira attorno al Sole. Orbite diverse, diversi percorsi. (pp. 258-259) *La [[Kamčatka]] è un buon posto per capire quanto lontana sia la provincia dalla capitale. E non c'entrano le distanze. La provincia vive in modo diverso, respira in modo diverso. Ma la Russia vera è lì. (p. 259) *La Kamčatka è all'altro capo del mondo e dell'insensibilità dello Stato: da un lato le tecniche più perfezionate di distruzione umana, e dall'altra un livello di vita da cavernicoli per chi le gestisce. Tutto si fonda sull'entusiasmo dei singoli e sull'amore per la Patria. Niente soldi, niente gloria, niente futuro. (p. 261) *È curioso. Passano gli anni, il Partito comunista non c'è più da un pezzo, ma alcune peculiarità del passato restano immutate. Come la patologica mancanza di rispetto per le persone in generale e, in particolare, per chi, nonostante tutto, lavora con dedizione e sacrificio. Per chi ama la causa che serve. Il potere non ha ancora imparato a ringraziare chi gli dimostra fedeltà. Lavori duro? Bravo, continua fino a che non crepi o fino a che non ne puoi più di sopportare. Il potere si fa di giorno in giorno più spudorato nel voler annientare i nostri migliori concittadini e nel puntare sui peggiori con la pervicacia di un maniaco.<br>Non c'è dubbio che il comunismo sia stato un danno tremendo per il nostro Paese. Ma quel che sta accadendo oggi è ancora peggio. (p. 269) *Le nostre foreste migliori vengono abbattute per soddisfare gli interessi degli oligarchi e dei loro accoliti. Interessi per i quali si promulgano decreti, si viola la legge e si assoldano i migliori avvocati del Paese. (pp. 281-282) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} Proviamo a vedere come vivono coloro ai quali la tragedia di ''Nord-Ost'' non ha fatto guadagnare «in pathos», ma che, anzi, ne sono usciti a pezzi. Proviamo a guardare il loro prima e il loro dopo. Le esistenze, uniche e irripetibili, che sono state spezzate. Le vittime che la macchina dello Stato sta cercando di dimenticare, inducendo noialtri a fare lo stesso. Le pulizie etniche che sono seguite al massacro. La nuova ideologia di Stato, letale per l'individuo. Putin l'ha illustrata più volte. E suona all'incirca così: «Non aspettatevi che le perdite ci frenino. Non lo faranno. Nemmeno se dovessero essere altissime». (p. 289) *I nostri tribunali non sono mai stati un esempio di autonomia, come ci si potrebbe aspettare leggendo la Costituzione. Tuttavia, la giustizia odierna si sta sottomettendo allegramente al potere esecutivo, e raggiunge l'apogeo in ciò che definiamo ''pozvonočnost''', «giustizia da telefono», un fenomeno che vede un giudice emettere la propria sentenza a seconda della telefonata che riceve dai rappresentanti del governo e della pubblica amministrazione. Si tratta di un fenomeno consueto, in Russia, per cui quando un giudice dà prova di un'inattesa autonomia di giudizio, la nostra coscienza collettiva non può non considerarlo un gesto eroico. (p. 303) *Questa è la nuova ideologia russa. L'ideologia di Putin. Testata sul campo in Cecenia. È stato allora, con l'ascesa al trono del Cremlino di Vladimir Putin e il fragore delle bombe all'inizio della seconda guerra cecena, che la Russia ha commesso il suo primo errore, tragico e immorale, da imputare alla sua patologica incapacità di riflettere. La Russia ha ignorato che cosa stava davvero accadendo in Cecenia: bombardamenti su città e villaggi e non sugli accampamenti dei terroristi, centinaia di vittime innocenti. È stato allora che buona parte di coloro che in Cecenia ci vivevano ha sentito (e sente tutt'oggi) di non avere la benché minima speranza. «Basta piangere. Rassegnatevi: sono le ragioni della guerra al terrorismo» veniva (e viene) loro propinato dalle autorità militari e civili che gli portano via figli, padri e fratelli senza spiegazioni di sorta, e che si infuriano quando le madri disperate a cui hanno ucciso i figli pretendono di conoscere le ragioni di quelle morti. (p. 308-309) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Come ha reagito l'opinione pubblica, la gente? Nessuna compassione per le vittime. Per lo meno nessuna compassione organizzata in reazione sociale e pubblica che le autorità non potessero ignorare. Anzi. La nostra società traviata vuole quiete e agio anche a prezzo della vita altrui. E passa oltre la tragedia di ''Nord-Ost'', fidandosi del (comodo) lavaggio del cervello messo in atto dallo Stato più che della realtà dei fatti o delle parole di un vicino coinvolto in prima persona. (pp. 309-310) *Negli ultimi anni siamo diventati molto più rozzi. E molto più vili. È una tendenza evidente, e lo diventa sempre più man mano che la guerra nel Caucaso continua, trasformando vecchi tabù in abitudini consolidate. Omicidi? Roba di tutti i giorni... Furti? Che c'è di male! Sciacallaggio? È la norma. I crimini non trovano una condanna non solo in un'aula di tribunale, ma nemmeno nell'opinione pubblica. Quel che prima era vietato, ora è lecito... (p. 314) *Solo un pazzo potrebbe invidiare i ceceni che vivono in Russia. La loro vita non è mai stata rose e fiori neanche in passato, ma dopo il caso ''Nord-Ost'' la macchina della vendetta etnica di Stato ha ingranato la velocità massima. Attacchi razzisti e purghe sotto l'egida della polizia sono diventati routine. Basta un attimo per perdere la vita, la casa, il lavoro, la terra sotto i piedi... E la ragione è una sola: sono ceceni. Per loro la vita a Mosca e in molte altre città non solo è impossibile, con gente che pur di sbatterti qualche anno in galera ti infila della droga in tasca e delle pallottole in mano; la realtà è diventata un incubo, un vicolo cieco, un muro di gomma senza uscita per chi viene considerato apertamente un paria. Un tipo di vita a cui non sfugge nessuno, bambini e vecchi inclusi. (p. 318) *La depressione è un male comune per i ceceni che vivono accanto a noi. Non ci sono ottimisti, tra loro: né tra i giovani, né tra gli anziani. Nemmeno uno. Sono tutti apatici, si aspettano tutti il peggio. Sognano di fuggire all'estero per confondersi nella folla eterogenea e cosmopolita con il loro segreto, la loro nazionalità. Come ci siamo ridotti... (p. 331) *I russi condividono per buona parte la xenofobia di Stato e non le rispondono con dimostrazioni antirazzismo. Perché? La propaganda ufficiale è molto efficace, e la maggioranza crede con Putin che i ceceni siano responsabili come popolo dei crimini commessi da singoli loro connazionali. Idee rozze e primitive che trovano terreno fertile.<br>Ma, nonostante una guerra che dura da anni, gli attentati terroristici, le tragedie e le fiumane di profughi, in Russia non si è ancora capito che cosa vogliano le autorità dai ceceni. Vogliono che restino nella Federazione Russa o no? (p. 332) *Il nostro ex KGBista non ha trovato inciampi sul suo cammino. Né in Occidente, né in un'opposizione seria all'interno del Paese. Per tutta la sua cosiddetta campagna elettorale – dal 7 dicembre del 2003 al 14 marzo 2004 – Putin si è fatto beffe del suo elettorato.<br>In primo luogo perché si è rifiutato di discutere alcunché con chiunque. Non ha mai ritenuto opportuno fornire spiegazioni riguardo a qualsiasi punto del suo programma per i quattro anni precedenti. Ha mostrato disprezzo non solo per i rappresentanti dell'opposizione, ma per l'opposizione in quanto tale. Non ha fatto promesse. Non ha fatto appelli. Come in era sovietica, la televisione lo mostrava quotidianamente in tutte le sue ipostasi politiche: per esempio mentre riceveva i più alti funzionari nel suo ufficio del Cremlino e forniva loro consigli preziosi su come gestire il ministero o l'ente di loro competenza. (p. 342) *I putiniani – quelli che l'hanno messo dov'è, che volevano che salisse al trono una prima volta, quelli che ora siedono nell'ufficio del presidente e di fatto guidano il Paese (non il governo, che esegue le volontà del presidente, e non il Parlamento, che ratifica le leggi che il presidente vuole) – seguono con grande attenzione le reazioni dell'opinione pubblica. Non è vero che se ne infischiano. E ciò significa una cosa importantissima: i veri responsabili di quanto sta accadendo siamo noi. Noi, e non Putin. Il fatto che la nostra reazione a lui e alle sue ciniche manipolazioni si sia limitata a sparuti borbottii da cucina gli ha garantito l'impunità nei primi quattro anni di mandato. La nostra apatia è stata senza confini e ha concesso a Putin l'indulgenza plenaria per i quattro anni a venire. Le nostre reazioni a quel che ha detto e fatto non sono state solo fiacche, ma impaurite. Abbiamo mostrato di aver paura dei [[Cekismo|čekisti]], inducendoli a perseverare nel trattarci da popolo bue. Il KGB rispetta solo i forti, i deboli li sbrana. E lo dovremmo sapere, ormai. Invece ci siamo scelti la parte dei deboli e siamo stati sbranati. La paura è pane per i denti di un čekista. Non c'è nulla di meglio, per lui, del sentire che la massa che vorrebbe sottomettere trema come una foglia. (pp. 343-344) *Putin ha dimostrato più volte di non comprendere il concetto stesso di dibattito. E tanto meno quello di «dibattito politico»: chi sta sopra non discute con chi sta sotto, e se chi sta sotto si permette di farlo diventa un nemico. Se Putin si comporta in questo modo non lo fa perché è un tiranno e un despota congenito, ma perché così gli è stato insegnato. Queste sono le categorie che gli ha inculcato il KGB e che lui stesso ritiene ideali, come ha più volte dichiarato. Perciò, non appena qualcuno dissente, Putin si limita a chiedergli di «piantarla con gli isterismi». Per questo rifiuta i dibattiti pre-elettorali: non sono il suo ambiente, non è capace di parteciparvi, non sa reggere un dialogo. La sua arte è quella del monologo, il suo schema quello militare: da basso rango ero costretto a non fiatare? Ora che sono in cima alla scala parlo, anzi monologo, e che gli altri fingano d'essere d'accordo con me. Un "nonnismo" ideologico che talvolta – come nel caso di Chodorkovskij – si risolve nell'allontanamento e nell'eliminazione dell'avversario. (pp. 347-348) *Perché ce l'ho tanto con Putin? Per tutto questo. Per una faciloneria che è peggio del ladrocinio. Per il cinismo. Per il razzismo. Per una guerra che non ha fine. Per le bugie. Per i gas nel teatro Dubrovka. Per i cadaveri dei morti innocenti che costellano il suo primo mandato. Cadaveri che potevano non esserci. Io la penso così. (p. 354) *Ci disprezza. Siamo solo un mezzo, per lui. Un mezzo per raggiungere il potere personale. Per questo dispone di noi come vuole. Può giocare con noi, se ne ha voglia. Può distruggerci, se lo desidera. Noi non siamo niente. Lui, finito dov'è per puro caso, è il dio e il re che dobbiamo temere e venerare. La Russia ha già avuto governanti di questa risma. Ed è finita in tragedia. In un bagno di sangue. In guerre civili. Io non voglio che accada di nuovo. Per questo ce l'ho con un tipico [[Cekismo|čekista]] sovietico che ascende al trono di Russia incedendo tronfio sul tappeto rosso del Cremlino. (pp. 355-356) *La Russia è un Paese stabile, come no. Ma di una stabilità mostruosa, nella quale nessuno chiede giustizia a tribunali di un asservimento e di una faziosità lampanti. Chiunque abbia un po' di cervello non cerca protezione presso le istituzioni intese a far rispettare la legge e a mantenere l'ordine, perché sa che sono corrotte fino al midollo. Il linciaggio è all'ordine del giorno, nelle azioni e nella coscienza della gente. Occhio per occhio, dente per dente. (pp. 357-358) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Il nocciolo della questione è il seguente: in quei giorni, a Beslan, i rappresentanti del governo si preoccupano più di intuire che cosa voglia Putin che di contrastare quanto sta accadendo dentro la scuola. E quando Putin parla, nessuno osa contraddirlo. (p. 363) *Dopo Beslan lo slogan di Putin è stato ''à la guerre comme à la guerre'', la verticale del potere va rafforzata. E lui l'ha resa completamente dipendente da un solo e unico uomo (se stesso), che sa meglio di chiunque altro come garantirci dagli attentati. (p. 365) *Dopo la tragedia del teatro Dubrovka le autorità non hanno fatto altro che assolversi, lodarsi, coccolarsi. E invece la seconda guerra cecena non solo non è finita, ma ha stretto ancora di più la sua morsa. È degenerata nell'annientamento e nella neutralizzazione di chiunque lavori per la pace e cerchi di impedire che la crisi cecena sfoci in nuovi atti di terrorismo quale unica risposta lecita al terrorismo di Stato in Cecenia e Inguscezia. È una tautologia: il «terrorismo antiterrorismo» russo è diventato il tratto distintivo della nostra vita da ''Nord-Ost'' a Beslan. Terrorismo e antiterrorismo, macine di uno stesso mulino che ci riduce in farina. Il numero degli attentati è cresciuto in progressione geometrica. La strada che da ''Nord-Ost'' porta a Beslan è sotto i nostri occhi. (p. 366) ===[[Explicit]]=== Un tempo si diceva che popolo e partito erano la stessa cosa. Oggi come oggi popolo e partito non sono mai stati così distanti nella vita reale e così vicini in televisione. L'''[[Homo Sovieticus|homo sovieticus]]'' si fa di giorno in giorno più forte e più sfrontato, e con lui incombe l'inverno della politica, una glaciazione che si annuncia perenne. Non ci sono segni di un rialzo termico. Ben ammaestrata dalle menzogne ufficiali sul teatro Dubrovka, la Russia non chiede giustizia nemmeno per Beslan. In questo senso la responsabilità di quanto accaduto è anche nostra. Dalla tragedia di ''Nord-Ost'' ai fatti di Beslan sono passati due anni, anni in cui abbiamo continuato a dormire pacificamente nelle nostre case o a ballare in discoteca, distraendoci da tali amene occupazioni solo per andare a votare Putin. La gente non si è data la pena di pretendere la verità su ''Nord-Ost'' o di curarsi del dolore delle vittime, ed è stato questo il momento cruciale: il potere ha capito di essere riuscito a piegare il proprio popolo. Su quest'onda è venuta Beslan.<br>Non possiamo tollerare altri decenni di glaciazione politica. Vorrei davvero essermeli lasciati alle spalle. Vorrei davvero che i nostri figli potessero essere liberi. E che i nostri nipoti ci nascessero, liberi. Per questo invoco il disgelo. Gli unici a poter cambiare il clima, però, siamo noi. E nessun altro. Aspettarcelo dal Cremlino, com'è accaduto con Gorbačëv, oggi è sciocco e irrealistico. Né ci potrà aiutare l'Occidente, che poco si cura della «politica antiterrorismo di Putin» e che invece mostra di gradire la vodka, il caviale, il gas, il petrolio, gli orsi e un certo tipo di persone... L'esotico mercato russo è attivo e reattivo, e l'Europa e il mondo non chiedono altro alla settima parte del globo terrestre, la nostra.<br>Tutto quel che sentiamo da voi è «al-Qaeda», «al-Qaeda»... Un maledetto mantra per scrollarsi di dosso la responsabilità di nuovi fatti di sangue, una rozza cantilena con cui cullare la coscienza di una società che altro non vuole se non essere cullata. ===Citazioni su ''La Russia di Putin''=== *I primi capitoli del libro di Anna Politkovskaja sono dedicati alle Forze Armate, descritte come un inferno dove le reclute sono sottoposte a umiliazioni crudeli, senza pietà. Le falsificazioni dei vari graduati sono comportamenti correnti; creazione di false prove e documenti, torture e processi che il più delle volte sono soltanto farse. La cronista dedica spazio al [[Jurij Dmitrievič Budanov|colonnello Budanov]], il quale violenta e uccide una ragazza cecena, e finisce con l'essere assolto. Lo stesso esercito combatte, distrugge, violenta adesso in Ucraina. ([[Bernardo Valli]]) *L'[[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|invasione dell'Ucraina]] ha ridato una straordinaria attualità al libro scritto quasi venti anni fa. Dalle prime righe emerge l'esercito russo d'oggi. Non è infatti cambiato. Anna ne fa il ritratto. Non è più quello - benché duro - di [[Vasilij Grossman]], impegnato nella Seconda guerra mondiale e descritto in ''Vita e Destino'' e in ''Stalingrado''. Quello degli anni Quaranta combatteva in patria contro l'invasore. Nella Germania appena occupata i comportamenti poi mutarono. L'esercito impegnato negli anni Duemila in cui Anna compie con onestà il suo lavoro di cronista a Mosca ma in particolare nella Cecenia insubordinata, è un «luogo chiuso, chiuso come una prigione». La vita del soldato semplice è quella di uno schiavo. L'esercito russo, a differenza degli altri, ha un rapporto peculiare con la popolazione. In patria manca qualunque controllo della società civile sull'operato dei militari. Al di là dei muri di una caserma un ufficiale può fare a un soldato quello che vuole, quello che gli passa per la mente. Può trattare come più gli piace un subalterno. ([[Bernardo Valli]]) ==''Diario russo''== ===[[Incipit]]=== Secondo i dati ufficiali del censimento dell'ottobre 2003 la popolazione in Russia ammonta a 145 milioni e 200 mila persone. Siamo il settimo paese più popoloso al mondo. Gli elettori sono 109 milioni. Al momento di dichiarare la propria nazionalità, il 79,8% dei censiti – circa 116 milioni di persone – si è detto «russo». ===Citazioni=== *{{NDR|Sulle [[elezioni parlamentari in Russia del 2003]]}} Stanco delle menzogne e della boria dei democratici, il paese si è arreso in silenzio a Putin e ha votato [[Russia Unita]], partito fantasma il cui unico programma consiste nell'appoggio incondizionato a Putin e il cui unico merito è l'aver riunito sotto la stessa bandiera e a un sol cenno i burocrati patri (ex funzionari sovietici del partito e del Komsomol, ora impiegati nella miriade di enti del nostro paese), che hanno disciplinatamente versato somme ingentissime per le menzogne preelettorali dei «russouniti». (p. 14) *{{NDR|Sulle elezioni parlamentari in Russia del 2003}} La locale commissione elettorale disponeva di una ''hot line'' per raccogliere notizie di irregolarità avvenute durante la campagna elettorale e il voto. Peccato che l'80% delle chiamate non riguardasse la politica, ma fosse un mero ricatto alle autorità cittadine (non c'è che dire, i russi sanno cavalcare l'onda politica per vili scopi privati). Se non mi riparate le tubature dell'acqua, dicevano, non ci vengo, a votare. Sistematemi il riscaldamento... (p. 15) *{{NDR|Sulle elezioni parlamentari in Russia del 2003}} [[Vjačeslav Volodin]], tra i maggiori esponenti di Russia Unita [...] ha stracciato gli avversari con l'82,9% delle preferenze. Un successo inaudito per un politico privo di carisma, che deve la sua notorietà ai farfugliamenti televisivi pro Putin e all'assoluta mancanza di un programma politico concreto. (p. 15) *{{NDR|Sulle elezioni parlamentari in Russia del 2003}} Il parlamento si ritrova privo, o quasi, di coloro che avrebbero potuto promuovere idee democratiche e formare un'opposizione costruttiva, intelligente, al Cremlino.<br>Tuttavia, che i burocrati di Russia Unita abbiano vinto non è ancora il male peggiore. A fine giornata, a computo ultimato o quasi, è stato chiaro che – per la prima volta dalla fine dell'URSS – le simpatie del paese sono andate al nazionalismo estremo e violento, a chi ha promesso pubblicamente di impiccare «tutti i nemici della Russia». (8 dicembre 2003; p. 18) *In un paese corrotto, il mondo degli affari si fa ancora meno scrupoli che là dove la corruzione sta sparendo, o per lo meno è ridotta a un minimo tollerabile e comunque osteggiato dall'opinione pubblica. (8 dicembre 2003; p. 19) *Per i nostri ricchi libertà significa belle vacanze. Più sei ricco e più puoi scordarti Antalya e andartene a Tahiti o ad Acapulco! Tutto qui. I nostri ricchi non ci pensano, alla verità vera. Per buona parte di loro libertà è lusso. E dunque per promuovere i propri interessi sono più utili partiti e movimenti pro Cremlino, molti dei quali corrotti a un livello terra-terra. (8 dicembre 2003; p. 19) *La corruzione è il fondamento della crescita e della baldanza dei liberal-democratici di [[Vladimir Žirinovskij|Žirinovskij]]. È la cosiddetta «opposizione populistica», che in realtà opposizione non è in quanto – nonostante urla e strepiti – sostiene sempre e comunque la linea del Cremlino. (8 dicembre 2003; p. 19) *Il «fattore russo» – e non filooccidentale – è dominante nel nuovo parlamento. Tutti i candidati e i partiti pro Putin vi hanno fatto ampio e proficuo ricorso. Russia Unita, per esempio, ha incoraggiato l'idea di un popolo russo «umiliato e offeso dall'Occidente», sfoderando cioè una propaganda dichiaratamente anticapitalistica e antioccidentale. Il lavaggio televisivo dei cervelli si è servito di parole come «lavoro», «concorrenza» o «iniziativa» solo in senso dispregiativo. Abusando, invece, di formule del tipo «...nell'autentica tradizione russa...». (8 dicembre 2003; p. 20) *{{NDR|Sulle elezioni parlamentari in Russia del 2003}} Il multipartitismo tanto auspicato dai democratici, e che [[Boris Nikolaevič El'cin|El'cin]] si era assunto come missione personale, è fallito. La composizione della Duma esclude qualunque discussione. Anzi, subito dopo le elezioni, lo stesso Putin si è detto soddisfatto che così fosse, comunicando testualmente al paese che il parlamento non è luogo per discutere, ma per legiferare. (8 dicembre 2003; p. 20) *Ho sempre guardato con sospetto a [[Vjačeslav Nikonov|Nikonov]] anche quando era un fervente democratico eltsiniano. C'era qualcosa, in lui, che non mi convinceva, compresi i suoi avi. Il nonno era quel [[Vjačeslav Michajlovič Molotov|Molotov]] – pezzo grosso del tritacarne staliniano – a cui Stalin aveva fatto imprigionare la moglie, «nemica del popolo», costringendo lui a mille salamelecchi. Che Molotov non gli lesinava. So che non è giusto giudicare qualcuno dal suo passato, ma ho sempre intuito in lui un uomo servile, pronto al compromesso e a cambiar bandiera a seconda delle circostanze. Mi sbaglierò, ma non posso farci niente: è un tarlo che ho dentro... (8 dicembre 2003; p. 23) *Nell'era di Putin la democrazia parlamentare è morta. E non perché [[Grigorij Javlinskij|Javlinskij]] è stato battuto. In primo luogo il ramo legislativo e quello esecutivo del potere sono confluiti in un unico assetto, come ha affermato con grande precisione Lilija Ševcova, la nostra migliore politologa. Un ''remake'' del sistema sovietico. Il risultato della fusione è che la Duma è diventata un semplice, scenografico paravento, buono solo a sfornare le decisioni di Putin.<br>In secondo luogo – e motivo principale per cui trattasi non di crisi, ma di morte vera – la gente ha dato il proprio consenso. Nessuno s'è alzato in piedi. Nessuna dimostrazione, niente proteste di massa o azioni di disobbedienza civile. La gente ha «mandato giù il rospo» e ha accettato di viverre non tanto senza Javlinskij, ma senza democrazia. Ha accettato di passare per idiota. (8 dicembre 2003; p. 30) *Il Consiglio della Federazione Russa ha annunciato la data della rielezione di Putin.<br>E lui si è subito dato da fare, attingendo ad anniversari e ricorrenze per presentarsi al paese e al mondo quale unico esperto di ciò che nel tal giorno si celebra. Alla festa degli allevatori è l'allevatore più blasonato. A quella dell'edilizia è il perfetto manovale. Sarà ridicolo, ma si comportava così anche Stalin. (10 dicembre 2003; p. 31) *Putin è un camaleonte. Se gli torna utile sarà dei vostri, altrimenti vi darà battaglia. Sa mettersi nei panni di chiunque, e molti ci cascano. Persino una parte di quegli onestissimi attivisti si è bevuta il suo trasformismo e, nonostante un approccio diametralmente opposto alla realtà, si è sciolta al suo cospetto. (10 dicembre 2003; pp. 34-35) [[File:Интервью Владимира Путина ВГТРК 02.jpeg|thumb|[[Vladimir Solov'ëv (giornalista)|Vladimir Solov'ëv]]]] *{{NDR|Su [[Vladimir Solov'ëv (giornalista)|Vladimir Solov'ëv]]}} Il giornalista spavaldo, ben informato e democratico che [...] aveva attaccato le autorità sull'uso dei gas alla Dubrovka, è diventato un aperto sostenitore di Putin e dello Stato.<br>Com'è potuto succedere? Lo hanno portato al Cremlino e lo hanno riempito di premure. E lui è cambiato. È il solito problema dei russi: la vicinanza al potere li rende meno schizzinosi e più restii a pronunciare la parola «no». E il Cremlino lo sa. Quanti ne ha già addomesticati al silenzio in questo modo! Gli basta stringerseli un po' al petto. I più recalcitranti non si comprano coi soldi, ma accogliendoli tra le braccia del potere. E anche loro sciolgono. (10 dicembre 2003; p. 37) *A sentire i sondaggi, solo il 2% dei russi ha idea di che cosa sia scritto nella [[Costituzione della Federazione Russa|Costituzione]]. Il 45% ha dichiarato che il diritto più importante è quello al lavoro; solo il 6% ha menzionato la libertà di parola quale cardine della propria esistenza. (12 dicembre 2003; p. 40) *Oggi festeggiamo i [[Cekismo|čekisti]]. Gli ottantasei anni di onorato servizio di OGPU-VČK-MGB-KGB-FSB. È la notizia di apertura di tutti i telegiornali. Che orrore. Per di più il tono dei servizi è pacato, come se questa istituzione sporca di sangue non ci fosse costata milioni di vite umane. Ma può essere altrimenti in un paese in cui il capo di Stato dichiara pubblicamente e senza timori di essersi messo «in congedo operato dell'ufficio» per fare il presidente? (19 dicembre 2003; p. 52) *In Russia, oggi, i veri democratici sono quelli che votano «nessuno». È gente che va a votare – dunque cittadini consapevoli –, che pensa, ma è disgustata da chi è al potere. (19 dicembre 2003; p. 54) *È per abitudine che ascolto quel che dice Javlinskij. Gli altri lo ignorano. (24 dicembre 2003; p. 58) *Per il vocabolario di [[Boris Vyačeslavovič Gryzlov|Gryzlov]] «costruttivo» è sinonimo di «senza discussioni». (24 dicembre 2003; p. 59) *«A cuccia» ci è stato detto. Il candidato numero uno sa meglio di chiunque altro che cosa è bene per voi. È talmente arrogante da disprezzare consigli. E nessuno può fargli abbassare la cresta. La Russia non era mai caduta tanto in basso. (26 dicembre 2003; p. 60) [[File:2011-08-23 Владислав Сурков.jpeg|thumb|[[Vladislav Surkov]]]] *{{NDR|Su [[Vladislav Surkov]]}} Uno stratega. Un bugiardo pericoloso. (29 dicembre 2003; p. 61) *L'addio al 2003 è mesto. Le elezioni politiche sono state il trionfo dell'assolutismo di Putin, ma quanto si può andare avanti a costruire imperi? [[Impero]] significa repressioni e, in ultima istanza, stagnazione. Che è giusto dove stiamo andando. Ma chi si opporrà affinché ciò non accada? I russi sono stremati dagli esperimenti di politica economica condotti sulla loro pelle, vogliono vivere meglio ma non vogliono battersi per questo. Aspettano che qualcosa cali loro dall'alto, e se dall'alto li schiacciano, abbassando la testa. La battuta più popolare, su Internet, è «In Russia è sera. I nani hanno ombre di giganti». (31 dicembre 2003; pp. 62-63) *Perché tanta gente fugge dalla Russia? In un anno le richieste di espatrio verso l'Occidente sono aumentate del 56%. La Russia è passata al primo posto nel mondo per numero di cittadini che riparano all'estero (dati dell'Alto Commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite). (31 dicembre 2003; p. 63) *In [[Georgia]] la [[Rivoluzione delle rose]] si è conclusa e [[Mikheil Saak'ashvili|Saakašvili]] festeggia. I risultati parziali gli attribuiscono l'85% dei consensi. I georgiani non dubitano che sarà il loro presidente. La sua vittoria è una sveglia per le altre repubbliche della Confederazione di Stati Indipendenti. E gli astanti lo hanno capito. C'è un limite a tutto, e quando la gente vuole che qualcosa cambi, niente può fermarla. Forse è di questo che hanno paura. (5 gennaio 2004; p. 64) *In Russia il tripudio della beneficenza si è interrotto nel 2002, quando il governo Putin ha abrogato le detrazioni fiscali connesse. Fino a quel momento i nostri orfani avevano ogni ben di Dio e a Natale ricevevano montagne di regali. Ora, invece, i ricchi non portano più doni. Sono i pensionati a regalare agli orfanotrofi vestiti vecchi di vent'anni. O a chiedere che passino a prendersi le loro vecchie pianole, usandoli, cioè, come facchini. Altro che standard americani! In America, la domenica, gli orfani pranzano al ristorante con le famiglie ospiti. E sempre in America c'è un apposito programma statale chiamato «Da' lavoro a un orfano». Noi niente. Anzi, se qualcuno adotta un bambino, viene persino guardato con sospetto. Perché lo fa? Cosa ci guadagna? si chiedono i vicini. Sono gli stessi orfani a preoccuparsi dei propri simili. (6 gennaio 2004; p. 69) *La tragedia della seconda guerra cecena è stata il trampolino di lancio per la carriera di chiunque la combattesse al fianco del presidente. Gli stessi che oggi si fanno carico delle «responsabilità del paese». E quanto più sangue hanno versato, tanto più rapida è stata l'ascesa. (14 gennaio 2004; p. 84) *A Mosca è scoppiato lo scandalo dei nuovi libri di storia. I «vincitori» (Russia Unita) pretendono che Putin vi faccia inserire l'«orgoglio» per la guerra di Finlandia del 1939 e per la collettivizzazione di Stalin. Insistono affinché ai ragazzi venga riproposta la trattazione «sovietica» della seconda guerra mondiale, la «Grande guerra patriottica», vogliono che si studi il ruolo positivo di Stalin. E Putin li accontenta. L<nowiki>'</nowiki>''[[Homo Sovieticus|homo sovieticus]]'' è tornato ad alitarci sul collo. Allo stesso tempo è stato vietato un manuale in cui l'accademico Janov afferma che la Russia minaccia di diventare un paese nazional-socialista con un arsenale atomico. (15 gennaio 2004; p. 88) *La nostra democrazia continua ad agonizzare. Ormai nulla dipende dalla gente. E tutto dipende da Putin. Iperaccentramento del potere più iperabulia dei burocrati. Putin è riuscito a resuscitare un antichissimo modello comportamentale: «aspettiamo il padrone: ci dirà lui cosa fare». E ai russi piace, diciamolo chiaramente. Dunque se la toglierà la maschera. E presto. Non ha motivo di tenersela. (16 gennaio 2004; p. 93) *{{NDR|Su [[Russia Unita]]}} È sempre più evidente che all'interno del partito vige una rigorosa disciplina militare. Nessun deputato può rilasciare interviste o votare di propria iniziativa. A oggi Russia Unita vanta trecentodieci seggi. Grazie ai transfughi. È un continuo presentarsi e giurare fedeltà... (17 gennaio 2004; p. 94) *In occasione dei sessant'anni dalla fine dell'assedio di Leningrado i sopravvissuti ricevono medaglie e sussidi in denaro, dai 450 ai 900 rubli [13-26 euro]. A Pietroburgo, per incassarli, la gente è rimasta in coda per giorni. Sono poveri, i sopravvissuti. Circa trecentomila persone avevano diritto a riscuotere quella miseria. Solo quindicimila ce l'hanno fatta. Le medaglia non sono piaciute affatto, invece. Insieme alla scritta «Abitante nella Leningrado assediata» o «Per la difesa di Leningrado», vi compare la riproduzione della fortezza di San Pietro e Paolo vista da una prospettiva assurda e con sul lungofiume barriere di filo spinato che non si sono mai viste. Alla sovietica.<br>Non vi piace? Chissenefrega. (21 gennaio 2004; p. 96) *[[Dmitrij Nikolaevič Kozak|Kozak]] ha fama di essere la persona più intelligente del governo Putin. Dopo Putin, è ovvio. (4 febbraio 2004; p. 101) *C'è gente carica di esplosivo che gira indisturbata per Mosca. L'FSB e la polizia hanno poteri eccezionali, inauditi, ma che fanno?<br>Intanto i russi continuano a sostenere Putin. Nonostante le decine di attentati kamikaze dell'ultimo anno, nessuno pensa che sia il caso di cambiare la nostra politica in Cecenia. (6 febbraio; p. 110) *In che cosa consiste la campagna elettorale del presidente? Su che cosa si concentra? Su niente. I pretendenti non hanno premura di candidarsi. I candidati non hanno premura di diventare presidenti. E nessuno – pretendenti, candidati e sostenitori – si lamenta. Intanto il candidato numero uno non si preoccupa di combattere, vincere e convincere. (6 febbraio 2004; p. 112) *Noi russi amiamo pensare che tutti congiurino contro di noi, ma è soprattutto l'indolenza che abbiamo nel DNA. Non finiamo mai quel che cominciamo. Lasciamo tutto al caso. (7 febbraio 2004; p. 113) [[File:Putin Patrushev.jpg|thumb|[[Nikolaj Patrušev]] e [[Vladimir Putin]]]] *Putin non ha sollevato dall'incarico il direttore dell'FSB, [[Nikolaj Patrušev|Patrušev]]. È un suo carissimo amico. Quanti altri attentati, quante altre vite ci vorranno perché capisca che un amico non è necessariamente un bravo professionista? (7 febbraio 2004; p. 114) *Ventimila ragazzi di Pietroburgo appartengono a formazioni giovanili fasciste o razziste non autorizzate. Gli skinhead pietroburghesi sono tra i più attivi del paese. Non fanno che picchiare azerbajdžani, cinesi, africani... A tutt'oggi nessuno è mai stato condannato. Perché nella polizia il razzismo è una tara diffusa. Basta spegnere il registratore per sentirli dire che le capiscono, le teste rasate, perché quei «negri lì»... Il fascismo è di moda, fra i tutori dell'ordine. (10 febbraio 2004; p. 119) *Perché nessuno ha ancora rivendicato l'esplosione del 6 febbraio? I casi sono due. O c'entrano i servizi speciali, che l'hanno ideata affidando l'esecuzione a non so e non importa chi. Oppure è stato qualche «cane sciolto», terroristi che volevano vendicare la morte dei loro cari, l'onore ferito o la patria offesa. Le due teorie sono una più ripugnante e avvilente dell'altra. (11 febbraio 2004; pp. 123-124) *Perché in Russia è così facile liquidare l'opposizione democratica? Perché è così facile annullarla quale fattore della vita politica reale? Non è merito di un antagonista troppo forte (ma da tenere comunque in conto). È colpa di un'opposizione inconsistente, poco determinata e poco onesta. (12 febbraio 2004; p. 124) *[[Boris Abramovič Berezovskij|Berezovskij]] è un giocatore, non un combattente. E non combatte nemmeno chi sta al suo fianco. Nemcov giochicchia, mentre Javlinskij fa sempre e solo l'offeso. (12 febbraio 2004; p. 124) *Oggi sono quindici anni che ci siamo ritirati dall'Afghanistan. Il 1989 sarà anche finita la [[Guerra in Afghanistan (1979-1989)|guerra afghana]], ma è soprattutto iniziato il terrorismo. In Afghanistan abbiamo gettato le basi del suo sviluppo futuro. Come gli americani con [[Osama bin Laden|Bin Laden]]. E se Bin Laden è quel che è, lo dobbiamo allo stato in cui abbiamo lasciato l'Afghanistan quindici anni fa. (15 febbraio 2004; p. 132) *[[Michail Efimovič Fradkov|Fredkov]] è un mero esecutore sempre pronto a obbedire alle richieste del partito. E basta. (5 marzo 2004; p. 142) [[File:Zyazikov Murat Magometovitch ex-president of Ingushetia republic of Russia (cropped).jpg|thumb|[[Murat Magometovič Zjazikov]]]] *Mi chiedo [...] perché [[Murat Magometovič Zjazikov|Zjazikov]] (e Putin con lui, dato che Zjazikov è solo un suo clone) non riesca a fare niente di buono. Come democrazia comanda. Come la gente comanda. Perché devono sempre mentire, ricorrere a mille espedienti, sostenere funzionari corrotti, sfuggire la gente, nascondersi, avere paura del proprio popolo e, in fin dei conti, non rispettarlo?<br>L'errore strategico è che questa gente non era preparata al ruolo che ricopre. Sono presidenti per caso, alla sovietica. Il partito chiama e i giovani comunisti rispondono. Sono sicura che apprezzino molto il fatto di essere presidenti, questo sì, ma una volta spentasi l'eco delle fanfare, di cerimonie di insediamento e feste connesse, e iniziata una routine a base di programmazione economica, acquedotti, strade, terroristi, guerre e ladrocini, si scopre che non sanno fare altro che aggrottare le sopracciglia in espressioni torve o fingersi Talleyrand, tacendo per buona parte del tempo, vedendo nemici ovunque, in agguato dietro a ogni cespuglio, e attribuendo loro i propri fiaschi. (5 aprile 2004; p. 160) *È una vecchia, deplorabile abitudine sovietica: stattene buono, non muovere un dito e aspetta che dall'alto cali una vita migliore.<br>Siamo fatti così. (5 aprile 2004; p. 162) *Un tale sistema – giudici corrotti, elezioni falsate, presidenti che se ne fregano spudoratamente dei cittadini – può esistere solo se la gente non protesta. È su questo che conta il Cremlino: oggi come oggi (è tutta qui, la «genialità» di mister Surkov) ciò che non deve mai mancare in Russia è l'apatia, radicata nella convinzione quasi unanime che il potere «sistemerà» comunque tutto a proprio vantaggio. Elezioni comprese. E più si vota, più la gente se ne convince. Più se ne convince, più se ne frega di tutto e di tutti. Più se ne frega, più è indifesa e muta. Più è indifesa, più il potere se ne approfitta. Non solo in materia di elezioni, ma anche nella vita di tutti i giorni. È un circolo vizioso. Ma pare che alla maggioranza il vizio non dispiaccia. La gente ha un fremito solo e soltanto quando è coinvolta in prima persona. (5 aprile 2004; p. 163) *[...] di notte a [[Mosca (Russia)|Mosca]] non si può fare niente. Le televisioni non trasmettono, i giornalisti delle agenzie di stampa sono tornati a casa. I tutori dell'ordine hanno spento i cellulari e dormono. È un periodo morto che può diventare mortifero. Ammazza e ruba quanto vuoi, tanto nessun generale si muoverà prima dell'alba. (21-22 giugno 2004; p. 182) *I nostri soldati muoiono per le ragioni più diverse: l'[[Forze terrestri russe|esercito]] è terreno fertile per la morte. Puoi desiderare ardentemente di fare il militare, puoi partire anche prima del tempo [...], ma non servirà a salvarti la pelle. Si troveranno comunque dei bastardi a cui non piaci tu, non piace quanto sei alto o non piacciono i tuoi piedi grandi o piccoli. E addio per sempre. (9 luglio 2004; pp. 188-189) *L'idea dell'oligarchia di Stato è un parto di Putin e di una ristretta cerchia di persone attorno a lui. Il concetto è il seguente: le entrate principali della Russia si devono all'esportazione di materie prime, dunque lo Stato deve averne il controllo totale. E nella mente di Putin e della sua amministrazione, lo Stato sono loro. Dunque loro devono controllare il grosso delle entrate, perché sono i più intelligenti e sanno meglio di chiunque altro di che cosa ha bisogno la gente e come gestire i flussi di capitale provenienti dal commercio delle materie prime. [...] Non c'è bisogno di dire che sul trono dei supermonopoli siedono ex čekisti (KGB) diventati oligarchi. Putin si fida esclusivamente di loro (sarà perché vengono dallo stesso mazzo?) e della loro capacità di capire che cosa serva ai russi. Per l'amministrazione del presidente ciò significa che soltanto loro sanno distribuire «equamente» il sovraprofitto delle materie prime. Tradotto: tutto deve passare per le loro mani. (27 luglio 2004; p. 198) *Migliaia di persone vengono umiliate e maltrattate, e nessuno fiata. Quello che si spaccia per un popolo eletto da Dio e che di Dio è latore, un popolo che si crede una superpotenza (ed è stuzzicando questi sentimenti che Putin ha portato avanti la sua politica), si è rivelato fatto di omuncoli, sottoproletari, filistei corrotti, spregevoli borghesucci dissoluti che non vedono oltre il proprio naso. Che si oppongono e dissentono solo di fronte a un piatto vuoto o perché lo Stato ha tolto LORO qualcosa. Perché se la togliesse al vicino, non starebbero certo a sindacare. (27 luglio 2004; p. 201) *Un atteggiamento tipicamente russo. Non guardare in faccia la realtà per non preoccuparsi, per non pensare al peggio, alla tempesta che incombe. Non analizzare la realtà, non entrarci nemmeno in contatto. Fino al primo colpo. Fino al primo orrore. (2 agosto 2004; p. 207) *È allarmante che alcuni attivisti ritengano che Putin sia mal consigliato, che non sappia le cose. Insomma, lo zar è buono, i cattivi sono i bojari. La solita vecchia solfa russa. (9 agosto 2004; pp. 208-209) *Queste sono le nostre regole. Se non sei cittadino russo addio pensione, anche se te la saresti guadagnata lavorando tutta la vita per l'URSS. (9 agosto 2004; p. 212) *Putin scimmiotta Bush in modo ridicolo: Cremlino e Casa Bianca fianco a fianco nella lotta al terrorismo internazionale... Ma finisce qui. I nostri capi copiano solo quel che può tornare utile, quel che può dar loro lustro. Il resto lo facciamo alla russa: mandiamo a morire i nostri ragazzi, li seppelliamo in pompa magna, li copriamo di onorificenze, poi li dimentichiamo. Non onoriamo mai i nostri debiti. È una nostra prerogativa. Putin non ha mai pensato – o per lo meno non l'ha mai detto apertamente – di dover rispondere di coloro che hanno pagato con la vita la sua decisione di iniziare la seconda guerra cecena. (9 agosto 2004; p. 213) *Quante altre tombe ci vorranno? Quanti altri storpi senza braccia e senza gambe? Perché per ogni morto o invalido che si aggiunge, la seconda guerra cecena scarica sullo Stato una responsabilità a cui esso non è più in grado di far fronte. Non avendo ancora finito di gestire le precedenti. E allora, come un qualunque bancarottiere, lo Stato comincia a non pagare i debiti, cancellandone ogni traccia con mille sotterfugi, come nel caso della maledetta «riforma federale dei sussidi sociali». Che toglie agli invalidi, ai «ceceni» o alle madri dei caduti, quel poco con cui li ripagava del proprio azzardo nel Caucaso. (9 agosto 2004; p. 215) *Tipico dei russi. Per firmare una protesta c'è sempre tempo. Per protestare in prima persona non ce n'è mai. (9 agosto 2004; p. 216) *{{NDR|Su [[Ramzan Kadyrov]]}} È privo della benché minima istruzione, Però ha i gradi di capitano di polizia, che non si sa come gli siano stati conferiti, non essendo Ramzan né poliziotto, né diplomatico (requisito necessario per i graduati). Inoltre, pur essendo capitano è autorizzato a comandare colonnelli e generali. E quelli gli obbediscono. Perché? Perché sanno che è il favorito di Putin. (29 agosto 2004; pp. 216-217) *Gli uomini di Kadyrov partecipano agli scontri a fuoco come se fossero soldati del ministero della Difesa. Arrestano e interrogano come se fossero uomini del ministero degli Interni. E torturano come banditi nelle cantine di Centoroj che hanno adibito a prigioni.<br>Ma non c'è procuratore che intervenga. Nessuno fiata. Nessuno si immischia. A Centoraj la legge non vale. Così ha deciso Putin: le leggi degli altri non valgono per Ramzan, a cui tutto è permesso e che ha metodi suoi per combattere i terroristi. (29 agosto 2004; p. 217) *Di fatto Ramzan non combatte un bel niente: ruba e ricatta, e lo fa passare per «lotta al terrorismo». (29 agosto 2004; p. 218) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} La censura e l'autocensura dei mass media sono ai massimi storici, il che aumenta le possibilità che centinaia di adulti e bambini nella scuola occupata vengano uccisi. (1 settembre 2004; p. 227) *Ormai è una prassi consolidata: i favori di Putin traviano le persone e le rendono incivili. Kadyrov senior era crudele, ma il figlio [...] lo ha surclassato. A suo tempo il poliziotto ferroviario [[Alu Alchanov|Alchanov]] era una brava persona, come ricorda che l'ha conosciuto. Adesso è un mostro. Pare che [[Sergej Abramov (politico)|Abramov]] venga da una buona famiglia, che fosse una persona modesta e istruita. Ma quel che il Cremlino tocca diventa merda. (13 settembre 2004; pp. 233-234) *Una delle cause della profonda depressione sociale russa è il cinismo bieco della realtà che ci viene offerta. E i russi non sanno reagire al cinismo, si rinchiudono nel proprio guscio, abbassano ogni difesa, perdono la favela, si bloccano.<br>Putin lo sa. E sfrutta il cinismo quale efficacissima leva antirivoluzionaria. (13 settembre 2004; p. 234) *Putin ha detto di aver abolito l'elezione diretta dei governatori per l'incombente minaccia terroristica. Usare l'incubo di Beslan per questioni di bassa politica è troppo persino per un cinico come lui...<br>Ma la gente l'ha bevuta. (13 settembre 2004; pp. 234-235) *Il potere di Putin si regge sulla mancanza di alternative alla sua persona, in un entourage che lui stesso ha voluto scialbo e anonimo. Non ha nessuno accanto, è la «solitudine del leader», come la definiscono i suoi fan... Nella sua squadra nessuno potrebbe sostituirlo in caso di emergenza: né [[Igor' Sečin|Sečin]] [...], né [[Dmitrij Medvedev|Medvedev]] [...], né il primo ministro Fradkov, né Gryzlov [...], né Mironov [...]. Sono pesci piccoli con il complesso di Napoleone. E nemmeno tutti quanti. (27 settembre 2004; pp. 237-238) *Alchanov ha mostrato a tutta la Cecenia che ha una gran paura di morire. Dunque come politico è finito. D'ora in avanti nessuno lo terrà più in considerazione. (5 ottobre 2004; p. 239) *L'esercito rimane un posto in cui qualunque persona normale ha paura di finire. Oggi come oggi è un luogo di morte per i giovani, altro che dovere verso la patria. In Russia la chiamata alla leva cade nel mese di ottobre. E la verità è che ogni anno in ottobre migliaia di famiglie si danno alla macchia. Per sopravvivere. Per mantenere una propria dignità. (7 ottobre 2004; p. 246) *Non solo Ramzan è privo del benché minimo barlume di attività cerebrale, ma è soprattutto uomo di guerra e di terrore. Senza i quali, e senza il caos che lo accompagna, non ha niente da fare. L'illegalità è il suo pane. (20 ottobre 2004; p. 247) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} Nei due anni successivi all'attacco con i gas il potere non ha avuto alcuna pietà per le vittime. L'indagine è degenerata in un'azione politica mirata a scagionare i colpevoli, e in ultima istanza è stata insabbiata. Le vittime della tragedia, si sostiene ufficiosamente, sono morte a causa degli innumerevoli disturbi legati alla disidratazione e allo stress, e solo in minima parte per effetto di una «sostanza chimica non identificata».<br>In due anni non sono riusciti a identificarla. (26 ottobre 2004; p. 252) *Non voglio rivoluzioni, è ovvio, non le auguro né al mio paese né a me stessa. Le nostre rivoluzioni finiscono sempre male, non sono mai rivoluzioni di velluto o di rose. A noi toccano sempre le spine. Però non posso nemmeno tollerare altri decenni di inverno politico. Vorrei tanto poter vivere. E vorrei tanto che i nostri figli fossero liberi. E che libero nascessero i nostri nipoti. (26 ottobre 2004; p. 254) *Ma il paese capisce che ora, sotto il nostro naso, questo «1937 alla cecena» sta degenerando in un 1937 di tutta la Russia? Con o senza dimostrazioni attorno al nuovo monumento alle isole Solovki? Perché oggi come oggi ognuno di noi può uscire a comprare il pane e non tornare più. O può ricomparire una ventina d'anni dopo. Come in Cecenia, dove prima di andare al mercato ci si è abituati a dire addio alle persone più care. Non si può mai sapere, in zona di «operazioni antiterrorismo». (29 ottobre 2004; p. 258) *Il Consiglio Federale ha comprovato la revoca dell'elezione diretta dei governatori.<br>La gente tace. Dunque se lo merita. (3 novembre 2004; p. 258) *Ci hanno sempre detto che in politica quel che conta è il cervello, che un bravo politico è un politico scaltro. S'è scoperto che non è vero. Cervello e scaltrezza non suscitano in noi alcuna reazione. Né lo fa un cuore duro. Siamo così, noi. Noi seguiamo la passione sostenuta da una mente lucida e onesta. Mai l'inverso. (6 novembre; p. 264) *La gente non si fida più di niente e di nessuno. E il potere non se la passa granché bene. Se [[Mustafa Batdyyev|Batdyev]] venisse deposto, potrebbe esserci una reazione a catena. Il successivo potrebbe essere Murat Zjazikov, presidente dell'Inguscezia, noto codardo nonché generale dell'FSB, che per quest'ultimo requisito gode dei favori di Putin. Se cercassero di occupargli l'ufficio, Zjazikov scapperebbe a gambe levate come una donnicciola. (11 novembre 2004; p. 266) *Gli uomini scelti e controllati dal Cremlino non sanno governare e non sanno assumersi le proprie responsabilità. Fuggono al primo segnale di pericolo. (11 novembre 2004; p. 266) *Dissidenti e democratici hanno ingannato la gente troppo a lungo, facendole credere che El'cin fosse democratico fino al midollo. E ci avevano creduto in molti. Poi, però, la verità era venuta a galla, e la favoletta di El'cin aveva screditare i democratici. Che sono diventati «merdocratici» non solo per i comunisti e gli stalinisti più accessi, ma anche per buona parte della popolazione. «Democratico» è diventato un insulto. Perché gli unici risultati che hanno ottenuto sono stati un'inflazione da record, i risparmi sovietici andati in fumo, la guerra in Cecenia, la crisi economica. (12 dicembre 2004; pp. 280-281) *Ripensiamo all'elezione di El'cin, nel 1996. Non è stato votato perché era intelligente o per il suo programma di sviluppo del paese, ma perché era il male minore. Per paura che tornassero i comunisti. E per eleggerlo sono stati stanziati fondi statali e mobilitate tutte le televisioni di Stato, trasformate nel suo staff elettorale. (12 dicembre 2004; p. 281) *{{NDR|Sulla [[rivoluzione arancione]]}} Quanto accaduto in Ucraina in coda al 2004 ha segnato la fine della Grande Depressione politica russa: è storia. L'opinione pubblica si è risvegliata dal torpore e ha invidiato con tutte le forze la piazza di Kiev, Majdan Nezaležnosti [piazza dell'Indipendenza]. «Perché non facciamo come loro, accidenti?» ci si ripeteva l'un l'altro. «Siamo così simili, eppure...». (Gennaio 2005; p. 285) *La riforma dei sussidi statali è la goccia che ha fatto traboccare il vaso della sfiducia e della diffidenza (verso il governo, il presidente e i deputati) di tutti coloro ai quali certi benefici erano dovuti da un potere che aveva spezzato la loro vita sul nascere. Digerire anche quest'ultima porcheria, dicono molti «ceceni», sarà davvero difficile. (Gennaio 2005; p. 292) *La selezione naturale pilotata dallo Stato riguarda i reduci, ma anche le famiglie dei militari caduti. La legge del più forte esclude anche loro. Che sono deboli, vulnerabili, sfortunati, e non possono sperare di sopravvivere con le loro sole forze. O i reduci della seconda guerra mondiale, vecchi e malati. Sono stati forti, a tempo debito, ma la loro forza è acqua passata. Ora possono soltanto sperare di ottenere l'attenzione dello Stato. E di gioire se non viene meno.<br>Invece succede l'esatto contrario: con le nuove leggi i genitori dei «ceceni» caduti e i reduci della seconda guerra mondiale, come tutti gli altri vecchi, diventano sempre più poveri, mentre le casse dello Stato continuano a rimpinguarsi. (Gennaio 2005; pp. 295-296) *{{NDR|Su [[Vladimir Žirinovskij]]}} [...] furbo giullare della politica che ha saputo arricchirsi cavalcando la nostalgia dei più poveri per la cara, vecchia Unione Sovietica. (Gennaio 2005; p. 296) *Un paese che non si cura dei propri cittadini e li spedisce in guerra è destinato a morire per mano di chi voleva mandare a morte. E quanto più un paese è demoralizzato, tanto più si rivolge all'estremismo pseudopatriottico. (Gennaio 2005; p. 299) *{{NDR|Su [[Aslan Maschadov]]}} Non è un segreto che il suo nome induca molti a una semplice alzata di spalle. Maschadov chi? C'è ancora qualcuno che gli obbedisce? È tutto un bluff, lui, i suoi ordini... (14 gennaio 2005; p. 301) *Maschadov è alla macchia più macchia che ci sia, sono anni che non accetta di parlare con i giornalisti, temendo di finire come [[Aḥmad Shāh Masʿūd|Achmed-shah Masud]], il leone del Panshir, fatto saltare in aria da giornalisti assoldati all'occorrenza. (14 gennaio 2005; p. 301) *E ci spacciamo per [[superpotenza]]? Una superpotenza non approfitta di coloro che difendono i suoi interessi per poi dimenticarsene. Chi lo fa è letame, scarto di lavorazione e non legno massello. (15 gennaio 2005; p. 303) *Per i russi la speranza è sempre l'ultima a morire. Siamo stati educati a vivere di sogni e a rincorrerli. (28 gennaio 2005; p. 314) *L'islamofobia ha generato le repressioni contro l'Islam, l'Islam ha risposto dandosi alla macchia. È chiaro a tutti che urge un accordo con i musulmani, ma nessuno dei nostri è disposto a fare il primo passo. Si preferisce la via sovietica: se non puoi eliminare il Corano, almeno controllalo, fa' che non ci siano ''jamaat'' e se, con venti milioni di musulmani, i muftì e gli emiri sono inevitabili, che almeno siano «buoni». Quanto agli altri: via, rifiutàti. Sappiate come regolarvi. (2 febbraio 2005; p. 320) *Le persecuzioni ai leader ufficiosi {{NDR|islamici}} rinfocolano le passioni dei giovani credenti. E la passione più forte è il rifiuto dello Stato-persecutore. Oggi le comunità musulmane sono sistemi sempre più chiusi al mondo esterno e che il mondo esterno fa sempre più fatica a comprendere. Ci sbattono la porta in faccia. (2 febbraio 2005; p. 322) *I «[[Naši|nostri]]» sono quelli a favore della «nostra democrazia», della «democrazia per tradizione». Gli «altrui» sono i nemici, i fan delle democrazie all'europea e dei loro valori. (23 febbraio 2005; p. 328) *{{NDR|Su [[Naši]]}} Va detto che non ci vorrà molto perché la gente li ribattezzi «nascisti», amalgamandoli con i nazisti. Ed è vero, perché i «nascisti» si comportano da nazisti. Sono aggressivi, arrabbiati, attaccabrighe. L'amministrazione vi ha radunato gli ultrà degli stadi (i più cattivi, tra l'altro, quelli con la fedina penale sporca), i sostenitori dello Spartak e del CSKA. (23 febbraio 2005; p. 328) *La riconquista delle libertà democratiche perdute è solo affar nostro, dipende dalle qualità del nostro popolo e non può essere frutto di pressioni esterne. (24 febbraio 2005; p. 329) *È colpa della miseria se non siamo in grado di lottare per la democrazia. Finché non avremo tutti la pancia piena (e non l'abbiamo), la democrazia ce la possiamo scordare. D'altro canto, però, è difficile riempirsi la pancia in un sistema sociale non democratico. Ma nessuno lo capisce. (26 febbraio 2005; p. 330) *Maschadov era pressoché l'unico che riusciva a trattenere – a stento, con le ultime forze che gli restavano – gli estremisti più radicali, convinti che la Russia vada combattuta con ogni possibile mezzo, compresa Beslan. (8 marzo 2005; p. 332) *{{NDR|Su [[Šamil' Salmanovič Basaev]]}} Sarà lui il nuovo «Maschadov», ma sempre solo tra virgolette. Perché se Maschadov si batteva per avere un posto al tavolo dei negoziati, Basaev se lo conquisterà da solo, quel posto. E senza nemmeno negoziare. (8 marzo 2005; p. 332) *Siamo fatti così. Sappiamo per cosa si deve lottare, ma non abbiamo la tenacia per farlo. Siamo inerti e apatici, le braccia ci cadono ancor prima di averle alzate. Passiamo la vita ad aspettare che quel che vogliamo ci piova dall'alto. (25 marzo 2005; p. 341) *Le [[Rivoluzione|rivoluzioni]] scoppiano dove si ruba. (28 marzo 2005; p. 347) *Tenete conto che la minuscola Inguscezia è persino più piccola della limitrofa Cecenia. Ma in un anno e mezzo Zjazikov e i suoi hanno già sottratto milioni di rubli... Come ci sono riusciti? (28 marzo 2005; p. 348) *{{NDR|[[Nikolaj Ivanovič Ryžkov]]}} Per quanto intelligente, ha poco carisma. Purtroppo. (23-24 aprile 2005; p. 354) [[File:Путин В.В. и Дзасохов А.С.jpg|thumb|[[Aleksandr Dzasochov]] e [[Vladimir Putin]]]] *Il presidente [[Aleksandr Dzasochov]] – che nessuno più sopporta e su cui grava la responsabilità di Beslan e della morte di centinaia di adulti e bambini – è stato fatto senatore e membro del Consiglio Federale (mentre invece sarebbe dovuto finire sotto processo... Ma sono cose che Putin ha in serbo per gli uomini «altrui», non per i propri).<br>Al suo posto Putin ha eletto [[Tajmuraz Mamsurov|Tejmuraz Mamsurov]] (altra nomina «antiterroristica»). Mamsurov era a capo del parlamento dell'Ossezia del Nord, due dei suoi figli erano nella scuola di Beslan, ma si sono salvati. Lui, però, ha sempre giustificato le scelte delle autorità.<br>Accomodandosi sul trono, Mamsurov si è così pronunciato di fronte ai deputati del parlamento: «Cercherò di meritarmi la fiducia del presidente».<br>Di quella del popolo non si preoccupa nessuno. (7 giugno 2005; p. 371) *Se il Cremlino riuscisse a vedere anche solo mezzo centimetro oltre il proprio naso, o se almeno leggesse qualche buon libro, saprebbe che non è il caso di ridurre i giovani come pentole a pressione tappate. È pericoloso, molto pericoloso. (30 giugno 2005; p. 384) *Cosa succede ai russi? Per gioire delle disgrazie altrui basta tanto così. Per la bontà, invece, non c'è mai tempo. Mentre il mondo intero ci ritiene un popolo buono e giusto. Io non lo credo affatto. (7 luglio 2005; p. 391) *Perché una superpotenza non può avere vedove di Eroi ridotte in miseria. (12 luglio 2005; p. 401) *Per legge le vedove degli Eroi non hanno alcuna integrazione pensionistica. È uno dei modi in cui uno Stato corrotto fino al midollo e con funzionari ricchi sfondati fa economia sui fondi di bilancio. Il sussidio statale alle vedove degli Eroi è tale che è meglio non farci conto, rifiutarlo e preferirgli la normale pensione di anzianità. (12 luglio 2005; p. 401) *Nemmeno gli Eroi che scioperano rimpiangono il proprio passato. I rimpianti sono per il presente, mentre per il futuro c'è soltanto paura. (12 luglio 2005; p. 405) *La nostra non è una società. È un'accolta di cellule di cemento non collegate tra loro. In una c'è un Eroe. In un'altra un sostenitore di Jabloko. In una terza [[Gennadij Zjuganov|Zjuganov]], il leader dei comunisti. Eccetera eccetera. Insieme, a migliaia, potrebbero formare un popolo. Invece sono impermeabili ai sentimenti. Quando una sta male, si strugge perché nessuno le offre una spalla su cui piangere. E se proprio le altre cellule le rivolgono un pensiero, è solo superficiale. Ci pensano qualche attimo in più solo quando anche loro si ritrovano a stare malissimo.<br>Il potere mira a rendere le cellule ancora più impermeabili, a separare le persone, ad aizzarle le une contro le altre: ''divide et impera''... E la gente lascia fare. Questo è il problema. Ecco perché la rivoluzione russa è tremenda quando scoppia: le cellule si disgregano solo quando il livello delle emozioni negative diventa intollerabile. (12 luglio 2005; pp. 405-406) *C'è chi ci definisce una società con milioni di schiavi e una manciata di padroni, sostenendo che così sarà nei secoli dei secoli: nella «Russia libera» la schiavitù sarà sempre attuale. (13 luglio 2005; p. 410) *I russi si svegliano solamente quando li toccano sul vivo. E il vivo è il portafoglio, per esempio. Ma prima?<br>No, pare proprio che la passione rivoluzionaria si accenda solo grazie ai soldi. (15 luglio 2005; p. 411) *Così funziona la dottrina giudiziaria in Russia. Sei un criminale comune? Prego, sei libero. Sei un politico? Per te ci sono catene, gabbie e galera. Il potere è amico dei criminali comuni. E distrugge qualunque cosa abbia un vago sentore politico. Punta sui criminali per mantenersi al potere. Le parole non contano. A parole Putin è bravissimo, cita continuamente la Costituzione. (28 luglio 2005; p. 439) *La distinzione criminali buoni-politici cattivi ha radici storiche profonde nella nostra giustizia e nella nostra politica. Non è facile sradicarla. Ma rassegnarsi alla sua esistenza è una viltà. (28 luglio 2005; p. 440) *È assai raro che qualcuno acconsenta e testimoniare contro la malavita organizzata; la vendetta può essere efferata e la protezione inesistente, perché la corruzione – che con Putin è ancora più brutale – protegge solo chi paga. E se non paghi, addio. (12 agosto 2005; p. 452) *Putin e i suoi combattono la corruzione solo per gettare una cortina di fumo, solo per i media. In realtà la corruzione è un vantaggio, ha una grossa funzione didattica. Finché resiste e fiorisce rigogliosa, nessuno oserà fiatare. Finché i tribunali sono manovrabili su entrambi i fronti – criminalità e politica – il potere non ha nulla da temere. (12 agosto 2005; pp. 455-456) *Nel carattere della maggior parte dei russi è insito il desiderio di passare inosservati, cosa quanto mai evidente negli ultimi tempi. Di non finire nel campo visivo degli organi di repressione. Di restare nell'ombra. Che cosa fare nell'ombra, poi, dipende dall'indole di ognuno. Molti ci restano sempre e comunque. Certo, desideriamo anche migliorarci, ma la voglia d'ombra è molto più forte. Soprattutto dopo quanto è successo anche solo nel XX secolo. (12 agosto 2005; p. 457) *I poveri della sinistra sono il potenziale rivoluzionario della Russia. Il ceto medio non la fa, la rivoluzione. Il ceto medio fatica a testa bassa per raggiungere uno stile di vita borghese che non può permettersi. (16 agosto 2005; p. 459) *La domanda resta aperta: da dove arriverà la morte per il regime? Come crollerà? L'opposizione è troppo debole per abbatterlo e non ha la passione necessaria per farlo. Ancor più impossibile è che lo rovesci una protesta dal basso. (18 agosto 2005; p. 460) *Un'eventualità è che, se Putin insiste a creare un sistema neosovietico, il collasso possa venire da un'economia inefficiente. Com'è noto, il marchio dell'amministrazione Putin è la nascita di un capitalismo di Stato, di un'oligarchia di burocrati fedeli (per buona parte ex uomini dell'amministrazione e vicepremier) chiamati a controllare direttamente i maggiori flussi di denaro. Per riportare nel grembo dello Stato (deprivatizzandoli o statalizzandoli) i bocconi più ghiotti e trasformarli in gruppi finanziario-industriali o holding. (18 agosto 2005; p. 460) *La realtà russa è questa: so tutto, capisco tutto, io per prima non credo che quel che faccio sia giusto, però lo faccio lo stesso... La nostra è una società in cui ognuno ha dentro di sé due morali che si escludono a vicenda. Su questo si basa il regime di Putin, che fiorisce rigoglioso senza che nessuno gli si opponga seriamente. (19 agosto 2005; p. 468) *Sono state rese note le statistiche ufficiali. Il 58% dei russi è convinto che «la Russia debba essere soltanto dei russi». Alla domanda: Cosa farebbe se disponesse di una somma ingente di denaro, sempre il 58% ha risposto che comprerebbe una casa all'estero e se ne andrebbe.<br>È una sentenza di condanna per la Russia libera e per il partito omonimo. Credo io. E la risposta alla domanda sul perché non riusciamo a fare la rivoluzione.<br>Perché non vogliamo. Preferiamo fuggire e aspettare che la faccia qualcun altro al posto nostro. (21 agosto 2005; p. 470) *«Per combattere il terrorismo» ora Putin nomina personalmente i governatori, ha abolito l'elezione diretta dei capi delle repubbliche. Nomina coloro di cui «si fida personalmente» (come ha annunciato in via ufficiale), non coloro di cui si fida la gente. Nell'anno seguìto alla tragedia di Beslan la legislazione elettorale – sempre e solo «per combattere il terrorismo» – è stata modificata così che alla Duma non si possono più eleggere deputati indipendenti ma solo affiliati ai partiti maggiori. Un ''remake'' sovietico. (24 agosto 2005; p. 475) *È evidente che Mamsurov non alzerà mai barricate contro Putin per strappargli la verità sull'attentato. Sarebbe un suicidio politico. (31 agosto 2005; p. 482) *Se fossimo la Spagna – dove c'è un Comitato delle madri che hanno perso i figli nell'attentato alla stazione madrilena di Atocha –, il 2 settembre avremmo formato una catena umana dalla statale per Kiev fino al Cremlino, lungo il percorso che dall'aeroporto conduce al palazzo di Putin. E saremmo rimasti lì, in silenzio, solo perché vedessero che eravamo con loro. E ci saremmo rimasti tutto il tempo necessario, fino a che quelle madri non fossero tornate a Vnukovo. Non ci sarebbe stato bisogno di parlare; sarebbe bastato che ci vedessero...<br>Ma non c'è stata nessuna catena umana...<br>Se fossimo l'America – dove c'è un Comitato delle madri che hanno perso i figli alle Torri Gemelle –, l'ordine dei giornalisti (unioni e sindacati della stampa) avrebbe dimostrato per tutto il 1° settembre pretendendo la diretta televisiva a reti unificate dell'incontro tra le madri e il presidente. Perché tutto il paese sapesse che cosa si erano detti. Perché tutto il paese deve sapere che cosa chiedono da una parte e che cosa promettono dall'altra.<br>Ma noi non siamo l'America e non siamo la Spagna. Noi mandiamo giù l'edizione serale del TG e le notizie di NTV e poi ce ne andiamo tranquilli e sereni a dormire. Dimenticandoci delle donne in nero fino alla puntata seguente del serial «Madri di Beslan». (31 agosto 2005; p. 485) *Se mai faremo la rivoluzione, sarà una rivoluzione rossa. Perché i comunisti sono i più «democratici» del paese. E perché il rosso è il colore del sangue. (31 agosto 2005; p. 487) *Vedo tutto, io. È questo, il mio problema. Vedo le cose belle e vedo le brutte. Vedo che le persone vogliono cambiare la propria vita per il meglio ma che non sono in grado di farlo, e che per darsi un contegno continuano a mentire a se stesse per prime, concentrandosi sulle cose positive e facendo finta che le negative non esistano. (p. 489) ===[[Explicit]]=== Se qualcuno ha la forza di godersi la previsione «ottimistica», faccia pure. È certamente la via più semplice. Ma è anche una condanna a morte per i nostri nipoti. ==''Per questo''== ===[[Incipit]]=== «Mattaccino», da «matto», è una vecchia parola per dire pagliaccio. Solo più precisa. Il mattaccino si presentava sulla pista del circo e doveva far ridere. Il suo compito era divertire, sempre e comunque. Perché se non riusciva a strappare qualche risata al pubblico dei suoi padroni e veniva fischiato, lo sbattevano fuori seduta stante.<br>Mattaccini sono quasi tutti i giornalisti russi dell'ultima generazione e i mass media odierni. Un bel circo di mattaccini e buffoni. Il loro compito è divertire il pubblico, e se proprio devono scrivere di cose serie, l'argomento è uno solo: com'è bella la «verticale del potere» in tutte le sue ipostasi. ===Citazioni=== *[[Ramzan Kadyrov]] {{NDR|è}} il favorito ceceno del presidente Putin, da lui nominato premier chiudendo entrambi gli occhi sul fatto che è un idiota senza cervello, senza istruzione e senza dote alcuna, al di fuori di una spiccata predisposizione al crimine e al ladrocinio. (26 ottobre 2006; p. 18) *Ho scritto ciò di cui sono stata testimone. E basta. Sorvolo espressamente sulle altre «gioie» della strada che mi sono scelta. Il veleno nel tè. Gli arresti. Le lettere minatorie. Le minacce via internet e le telefonate in cui mi avvertono che mi faranno fuori. Quisquilie. L'importante è avere l'opportunità di fare qualcosa di necessario. Descrivere la vita, parlare con chi ogni giorno viene a cercarmi in redazione e che non saprebbe a chi altro rivolgersi. Dalle autorità ricevono solo porte in faccia: per l'ideologia al potere le loro disgrazie non esistono, di conseguenza neanche la storia delle loro sventure può trovare spazio sulle pagine dei giornali. (26 ottobre 2006; pp. 19-20) *Odio i quadri che raffigurano grandi scene di guerra. Nella vita ciò che conta sono i dettagli. Sono loro la cartina di tornasole della nostra umanità. La [[tragedia]] di un singolo uomo e quella di un intero popolo dovrebbero scatenare la stessa reazione. Non è il numero a fare la differenza. (31 gennaio 2000; p. 36) *In Cecenia si usa così: il dolore non si nasconde, si insegna a essere coraggiosi anche quando a doverlo imparare per il resto della vita è una bambina. (31 gennaio 2000; p. 38) *«Perché ti preoccupi per certa gente?» mi chiedono sempre i militari quando cerco di capire chi risponderà con protesi e cure ai misfatti compiuti contro la popolazione civile. «Non sono esseri umani, sono bestie. E le bestie figliano altre bestie...» (31 gennaio 2000; p. 41) *Quando quest'incubo è cominciato, in settembre, nei recessi della coscienza ci restava un filo di speranza: forse avrebbero davvero catturato i terroristi evitando di usare le armi contro i civili... Non è stato così. Non è stato affatto così. È evidente, ormai: il loro unico obiettivo era il [[genocidio]]. E il genocidio di un popolo porta al genocidio di un altro popolo: è un assioma confermato dai secoli e da generazioni di occupanti e occupati. Per un impero totalitario come quello che si va costruendo sotto i nostri occhi le spedizioni punitive sono la norma, l'essenza. Oggi sulla ghigliottina ci finisce Tizio, domani Caio, dopodomani tocca alla piccola Liana. Poi verrà il nostro turno. Poco ma sicuro. (31 gennaio 2000; p. 42) *Se ci si trova a parlare del perché si combatte in Cecenia, la maggioranza dirà che è per il petrolio. Lo confermano anche i sondaggi. Sua maestà imperiale l'Oleodotto ceceno e le Loro Altezze imperiali i Pozzi petroliferi manovrano a proprio piacimento la vita di centinaia di migliaia di persone da una decina d'anni, ormai. Se hai un pezzo, in Cecenia hai sempre ragione. Chi ha combattuto con Dudaev ha ricevuto in dono i pozzi di Dudaev. Chi ha giurato fedeltà a Maschadov s'è visto offrire i pozzi di Maschadov. E chi combatte adesso? (31 luglio 2000; p. 44) *Qual è la differenza fra le torture inflitte ai soldati e ai ceceni? I soldati vengono torturati perché imparino a fare i soldati, i ceceni vengono uccisi perché un bravo ceceno è un ceceno morto. Una battuta che chiunque abbia avuto a che fare con i militari in Caucaso ha sentito ripetere. (12 marzo 2001; p. 54) *Il riscatto è il fondamento della guerra in corso; ormai potrebbe entrare a pieno diritto nei regolamenti militari. In una Cecenia che pretendevamo di liberare da schiavitù e sequestri, ora «pagano» tutti. Chi sta sotto a chi sta sopra. I soldati semplici agli ufficiali. I ceceni ai soldati e agli ufficiali. Questa guerra ha un ostinato retrogusto di compravendita, a qualunque livello. Se all'inizio del conflitto erano i ceceni ricchi a pagare i russi (perché «sbagliassero bersaglio» e non colpissero le loro case, per passare i posti di blocco, per raggiungere gli ospedali dopo il coprifuoco e via dicendo), col tempo il sistema ha preso piede anche negli scambi fra militari. Poteva essere altrimenti? La [[ruggine]] fa danno perché non resta in superficie, ma corrode in profondità. Oggi i soldati pagano per una maggiore indulgenza o per evitare i turni di guardia. Ma al peggio non c'è mai fine... (12 marzo 2001; p. 55) *Quando procura e tribunali non servono la legge e non mirano a punire i colpevoli, ma lavorano su mandato politico e per una contabilità antiterroristica che aggrada dal Cremlino, i processi spuntano come funghi. (12 ottobre 2006; p. 93) *Dopo ogni viaggio in Cecenia ho nuovi indirizzi a cui spedire telegrammi che dicono più o meno: «XY, sua zia (zio, sorella, madre...) è viva e si trova a Groznyj. Vive in condizioni tremende. La prego di contattare con urgenza la redazione...». La conseguenza è che ora ho una «mia» mappa della Russia, una mappa di cuori vuoti. Perché so dove abitano coloro che hanno abbandonato i propri cari alla disperazione. È una mappa scritta col sangue, con le vite di altri esseri umani, e nessuno può negarlo: molti dei vecchi che a un anno dall'attacco erano ancora vivi, poi si sono spenti senza una risposta... (3 settembre 2001; pp. 123-124) *Tra le montagne del Dagestan la casa è un feticcio, non averne una è la sventura più grande, e un uomo che non ha dove far vivere moglie e figli non è un uomo. (6 settembre 1999; p. 130) *La [[Guerra del Daghestan|tragedia del Dagestan]] ci ha mostrato per l'ennesima volta che la gente comune è trenta volte più onesta e migliore di chi ha in mano le redini del potere... (6 settembre 1999; p. 135) *Nessuna organizzazione in difesa dei diritti umani della capitale (né quelle, potentissime, di assistenza ai profughi) si è data il disturbo di aiutare questi disgraziati come aveva fatto durante la guerra in Cecenia. Oggi come oggi in Dagestan si aiutano soltanto fra di loro, e le conseguenze possono essere nefaste. (6 settembre 1999; p. 135) *Nei sette mesi e mezzo di questa guerra la Russia è diventata un paese che se ne frega altamente delle sofferenze del prossimo, se il prossimo suddetto non appartiene all'etnia che gli sta più a cuore. Per questo la posizione dei rifugiati – per buona parte ceceni – non solo non è migliorata, ma è persino peggiorata negli ultimi tempi. Nelle tendopoli, in fattorie tirate su per metà, in pollai e garage distrutti, nelle guardiole dei cimiteri o nelle cabine dei trasformatori, nei reparti di quelle che erano delle fabbriche o nelle cantine dell'Inguscezia e della Cecenia, ovunque ci si possa infilare per trovare scampo alle bombe, con l'arrivo della primavera non ci sono persone sane. E non ci sono nemmeno denaro, cibo e speranze. (10 aprile 2000; p. 137) *Come si fa a vivere se un potere bugiardo – con la convivenza di cittadini indifferenti o pusillanimi – ha deciso che devi morire? Le strade sono due. La prima è incrociare le braccia e lasciarsi andare. L'hanno scelta in molti, e per tutto l'inverno e tutta la primavera la gente è morta, nei campi profughi. La seconda è tirare avanti nonostante tutto e tutti, nei modi più impensabili. (10 aprile 2000; p. 141) *Ogni epoca ha i suoi cosiddetti nei. Quello di Brežnev era il cinismo. Con El'tsin sono stati lo scaricabarile e un piglia piglia diffuso. Quella di Putin è un'epoca di vigliacchi. (13 settembre 2004; p. 156) *In questi due anni di governo [[Murat Magometovič Zjazikov|Zjazikov]] i servizi segreti si sono scatenati, infischiandosene della Costituzione; l'FSB e gli squadroni della morte continuano a sequestrare le persone, spingono i giovani sulle montagne e fanno sì che il numero degli attentati terroristici cresca vertiginosamente. E cosa fa Zjiazikov? Questo fantoccio a capo della commissione antiterrorismo inguscia? Continua a sedere sulla sua poltrona, da bravo – imperturbabile – uomo del KGB. (13 settembre 2004; pp. 156-157) *La notte in cui decine di suoi connazionali sono morti, Zjazikov è rimasto rintanato in una cantina in attesa dell'epilogo, salvando così la propria altopapaveresca vita. Non si discute: un presidente è persona importante e preziosa. Ma non più di chiunque altro... (13 settembre 2004; p. 157) *Belve feroci rivestono di mine dei bambini e pretendono che la guerra in Cecenia abbia fine. Zjazikov, Alchanov e Kadyrov – i responsabili dell'attività antiterroristica sul territorio, coloro che avevano garantito a Putin: «''no pasaran''» – avrebbero dovuto essere dentro la scuola dal 1° settembre (così come Maschadov, nel cui nome quelle belve agivano) a fare di tutto per convincere le belve che avevano allevato a rilasciare i bambini (senza sconti alla propria incolumità), per poi – solo poi – capire chi aveva ragione e chi torto.<br>E invece? Nessuno di loro – Zjazikov, Alchanov, Kadyrov, Maschadov – si è fatto vedere. Hanno avuto paura, hanno stimato che la loro vita valesse più di quella di centinaia di bambini. Nella mia mente banditi e vigliacchi si equivalgono. Per ciò a cui hanno portato le azioni degli uni e degli altri. (13 settembre 2004; pp. 157-158) *Nonostante buona parte dei ceceni non lo rispetti, è necessario trattare con Maschadov. È imprescendibile. Perché? Per dargli modo di scusarsi con il suo popolo e di scegliere se andarsene o rispondere di fronte alla legge dell'accaduto. Ed è importante non tanto per Maschadov, ma per coloro che – a suo tempo – lo hanno eletto. Per molti sarà una specie di punto di partenza di un reale processo politico verso la normalizzazione. (13 settembre 2004; p. 161) *Oggi come oggi Aslan Maschadov è un uomo virtuale. C'è e non c'è. La società non lo vede e non lo sente da un pezzo. Perciò quando il presidente dell'Ičkerija indipendente si mostra e dice qualcosa, la maggioranza non gradisce. [...] Oggi è un vecchio ufficiale stanco, stremato e costretto alle corde, che molto capisce ma poco può fare. È tagliato fuori da una piena informazione sui fatti e le sue deduzioni sono approssimative. Cerca di mantenere un ruolo nella storia del suo popolo ma – tragicamente – non sa come fare. È in fuga. Da se stesso. (28 maggio 2001; p. 164) *Dato che nessuno sa dove sia la tomba di [[Džochar Dudaev|Dudaev]] e nessuno l'ha mai visto cadavere, a tutt'oggi in Cecenia trovi chi ti dice che Džochar Dudaev è vivo e tornerà «al momento opportuno», o che è vivo ma ha tolto il disturbo d'accordo con le forze speciali, oppure che è morto, ma non per colpa del famoso razzo... (13 luglio 2006; p. 195) *Una delle componenti essenziali della politica russa nel Caucaso è la vendetta di sangue. Un uso che è ben lungi dall'essere dimenticato nella società cecena e che a tutt'oggi ha un ruolo stabilizzante. Non tutti i criminali sono anche assassini, ma chi è colpevole di una morte che non gli è stata perdonata ha i giorni contati. L'unica via di scampo è la fuga. Nei periodi in cui lo Stato era più debole, costoro si riunivano in bande e premevano sui propri persecutori da una posizione di forza. (28 settembre 2006; p. 198) *Viene da pensare che la vera sostanza della cecenizzazione sia questa, che sin dall'inizio si volessero mettere i ceceni gli uni contro gli altri per evitare che le faide interne si sopissero, per esasperarle al limite della guerra civile. E se la via politica è questa, la scelta migliore è affidarsi a coloro che, una volta commesso un crimine, sono in grado di reiterarlo senza problemi. Nulla viene fatto per fermare le faide, che possono durare anni, decenni, e che legano questa gente al potere centrale più di qualunque ideologia condivisa. (28 settembre 2006; p. 200) *La cecenizzazione non è un passaggio di poteri alla popolazione locale, ma la promozione, la legittimazione di chi è disposto a partecipare a spedizioni punitive contro i propri compatrioti. La cecenizzazione mira a prolungare ed estendere la guerra. Il risultato di questo tipo di politica è che l'originario genocidio della popolazione indigena per mano russa è rimpiazzato, oggi dal regime di terrore instaurato dalle bande criminali (o paracriminali) che godono dell'appoggio di Mosca e obbediscono alle sue direttive. (28 settembre 2006; p. 201) *{{NDR|Su [[Achmat Kadyrov]]}} Non esce mai. Né serve a nulla fargli domande di carattere economico. Non sa rispondere nemmeno alle più elementari, tipo quante imprese ci sono in Cecenia e quante di esse sono ancora funzionanti. La politica di Kadyrov è fatta di grida, di odio per Maschadov, di voglia di dimostrargli che è più bravo di lui e chi gli ha portato via i migliori comandanti. E della fatale assenza di idee su quello che più conta: come riportare a una vita pacifica la sua repubblica. (24 luglio 2000; p. 215) *{{NDR|Sui [[Kadyrovcy]]}} Da principio le cose sembravano partite bene, dato che gli uomini incaricati di salvaguardare l'incolumità di Kadyrov erano stati scelti soprattutto fra i suoi parenti. Ma poi tutto è cambiato, degenerando in una miscela esplosiva fra la guardia zarista e l'NKVD-KGB sovietico... Dio solo sa che cosa ne è uscito. (16 settembre 2002; p. 218) *Com'è noto, una delle tragedie peggiori di quei luoghi è che la gente sparisce. In massa. A oggi gli scomparsi sono quasi tremila; nessuno è in grado di stabilirne il numero preciso... Sono i parenti a cercare i propri cari sopra e sotto terra, a chiedere notizie agli «amici» (i ceceni) e ai «nemici» (russi)... Quando la guerra finirà – e lo dico senza esitazioni – se vorrete dei bravi detective cercateli fra i parenti dei rapiti. (16 settembre 2002; p. 218) *Mi è capitato più volte di parlare della banda di Kadyrov con i funzionari della procura cecena. Erano perfettamente al corrente dei fatti e, com'è ovvio, avevano provato a contrastare un tale arbitrio. Quegli stessi funzionari, tuttavia, mi hanno confermato che la guardia del presidente può agire come fa solo perché in sostanza, dati i suoi intrallazzi con le autorità russe, Kadyrov è al di là della legge. (16 settembre 2002; p. 221) *L'ex muftì smania per essere eletto «a suffragio universale»: costi quel che costi, vuole essere come Maschadov, pretende la sua stessa legittimità d'azione. Perché al momento Kadyrov è, sì, a capo della Cecenia, ma esclusivamente per nomina putiniana. Ha poco potere, Kadyrov, mentre lo vorrebbe tutto, e tutto per sé. Una follia sfrenata che non lascia spazio al buonsenso. (23 settembre 2002; pp. 222-223) *Agli uomini di Kadyrov tutto è permesso, anche di violare consuetudini e tradizioni. Vivono come se ogni giorno fosse l'ultimo. Disprezzando le leggi, scritte e non scritte. Se Ramzan vuole un pezzo di terra a Gudermes per piazzarci, mettiamo, una pompa di benzina, se la prende e basta... Senza nemmeno farlo presente – per continuare l'esempio – al ministero dell'Istruzione, legittimo proprietario dell'istituto magistrale che c'è sopra... E al momento Gudermes non ha più un istituto magistrale, ma ha il distributore di benzina di Ramzan: «Leader», si chiama... In questo caso c'entrano gli affari, i soldi... Ma col sangue, coi fiumi di sangue che colano dalle mani degli uomini di Kadyrov, funziona allo stesso modo. (16 giugno 2003; p. 233) *In Cecenia lo sanno tutti: se ti vuoi vendicare, fatti assumere da Ramzan. Ti arruolano, ti mettono in mano un'arma e benedicono la tua vendetta: è questo il loro mestiere. Perché lo fanno? Per rafforzare il proprio potere: quando non hai autorità, l'unico cemento in grado di tenere insieme il piedistallo del trono sono sangue e paura... (16 giugno 2003; p. 234) *Perché la criminalità – feccia priva di confini nazionali – si sente tanto a proprio agio in Cecenia e fuori? Non sarà perché fa affidamento sulle nostre – radicatissime – baruffe interetniche, su fortissimi umori anticaucasici a Mosca e (per converso) antirussi nel Caucaso che logorano il cuore di milioni di persone? Perché è la furia razzista a far chiudere gli occhi a buona parte di noi, è l'odio a tapparci le orecchie... (25 ottobre 1999; p. 265) *Il ventesimo secolo sovietico irrompe a passo deciso nel ventunesimo secolo russo. Addio signore e signori – è durata poco. Bentornati compagni. (5 febbraio 2001; p. 274) *Nel nostro paese i casi di cosiddetto «terrorismo internazionale» si sfornano come ciambelle: più sono, meglio è, è questo il principio, e chi se ne importa se alla fine dei conti non si capisce chi ha ragione a chi ha torto... (8 settembre 2005; p. 275) *Due anni e mezzo fa l'espressione «palestinizzazione del conflitto ceceno» – coniata dal nostro giornale – aveva suscitato violente reazioni di protesta anche fra chi, in Russia, era ancora in grado di pensare con la propria testa.<br>Oggi la palestinizzazione è compiuta. Ci manca ancora un [[Yasser Arafat|Arafat]]. E Basaev non aspira a diventarlo. Ma forse siamo noi a non sapere che già esiste: siamo abituati a rifiutare ciò che, molto più semplicemente, non vogliamo sapere... (20 ottobre 2005; p. 341) *Le possibilità sono due. Due sole.<br>La prima. Renderci finalmente conto che la violenza esasperata, il sangue, le vittime, i rapiti e gli umiliati non fanno che aumentare il numero di coloro che vorranno vendetta a ogni costo. E che per vendicarsi saranno disposti a morire.<br>E poiché sarà una guerra che non si combatterà sul campo di battaglia, ma accanto a noi, e di cui noi – io e voi – saremo parte integrante nonostante non ci abbiamo nulla a che spartire, dobbiamo essere pronti a un nuovo ''Nord-Ost'', dobbiamo abituarci a non sentirci al sicuro da nessuna parte, per strada come a casa nostra. Perché chi viene messo alle corde troverà metodi sempre più astuti per vendicarsi.<br>La seconda. Difficile, complessa, ma con qualche speranza di miglioramento: è tempo di parlare con chi è appeso all'ultimo filo del suo potere, ossia con Maschadov. Altrimenti le uniche trattative a cui siamo condannati sono quelle ''à la «Nord-Ost»'', dettate dalla disperazione. In cui la posta in gioco è la vita di persone innocenti. (28 ottobre 2002; pp. 373-374) *Nel paese (il nostro) del capitalismo trionfante tutto si paga. Secondo le norme vigenti, un militare in cura in un ospedale non militare deve pagare ogni giorno di ricovero a prezzo pieno. Un soldato non ha diritti, dunque. Non è un cittadino come gli altri. (30 gennaio 2006; p. 432) *Oggi come oggi il problema principale delle organizzazioni che in Russia difendono i diritti umani non è di ricevere sovvenzioni da elementi sgraditi al Cremlino, e non è nemmeno la legge sulle onlus che pretende una contabilità precisissima e mira al controllo della società civile. Il problema vero è che solo un cinque-dieci per cento della popolazione è in grado di battersi per i propri diritti.<br>Me ne accorgo continuamente. C'è gente che si presenta in redazione (o scrive) e ci spiega di avere pensato che esagerassimo, con le nostre storie. Per questo non avevano mai manifestato. Leggevano e basta. Poi, però, era capitato a loro, avevano finalmente capito e adeso avevano BISOGNO D'AIUTO.<br>Il nostro è il regno dell'eccezione: di una società eccezionalmente meschina. Del vuoto assoluto, purché non ci tocchino il portafogli. Per questo i vertici possono agire indisturbati. Non ce l'abbiamo, noi, un re che si cuce una stella di David sul petto per solidarietà con i suoi sudditi. E non abbiamo nemmeno le migliaia di sudditi che si ribellano grazie al suo gesto. (4 maggio 2006; p. 457) *Una politica che umilia e distrugge prospera solo se alimentata dal [[menefreghismo]]. (4 maggio 2006; p. 458) *Alziamo la voce solo quando siamo noi a stare male, per questo la macchina dello Stato ci chiede sempre e solo rassegnazione e ubbidienza. E nella stragrande maggioranza dei casi le ottiene. (27 febbraio 2006; p. 480) *Le madri di figli gravemente malati sono una categoria a parte dei nostri compatrioti. Di norma non lavorano, non possono. E hanno già venduto tutto ciò che possedevano. La loro vita dipende solo da Sua Maestà l'«elenco»: l'elenco dei medicinali gratuiti che spettano agli invalidi. Che cambia periodicamente: ogni tanto ne depennano uno. E loro, le madri, sono sempre sul ci va là, in attesa di una tragedia incombente. Perché in caso di cancellazione dalla lista dovranno trovare i soldi per comprare i medicinali a mezzo prezzo... (31 luglio 2006; p. 483) *Da noi funziona così. Da una parte ci sono progetti nazionali strabilianti, dall'altra la realtà della nostra sanità pubblica, dove puoi sperare di sopravvivere solo se hai dei parenti o – soprattutto – una madre. Altrimenti sei spacciato. Eppure non siamo cattiva gente, siamo anche capaci di cedere la nostra camicia al prossima. Ma non sempre.<br>Perciò se ti capita un qualche guaio serio, è meglio crepare. (31 luglio 2006; p. 485) *L'Europa non desidera battersi contro la guerra in Cecenia e ha un suo doppio metro nell'intendere i diritti umani. Uno – distillato, bello, decoroso, civile e comprensibile – è per se stessa. L'altro – non troppo pulito e non troppo distillato – per la Russia, dove la democrazia ha solo un decennio di vita. Per la Cecenia, poi, l'enclave in rivolta, c'è il vuoto, il metro scompare del tutto. Di fatto l'Europa si è rassegnata all'esistenza di un territorio in cui si può fare ciò che si vuole impunemente. E la guerra che vi si combatte non sembra toccare gli europei. Niente proteste, niente boicottaggi nei confronti dei leader russi e – inconcepibile riguardo al resto d'Europa – tolleranza per omicidi, linciaggi, persecuzioni e, soprattutto, per la sanzione della responsabilità collettiva di un gruppo etnico rispetto a quanto compiuto da alcuni suoi membri... (16 agosto 2001; pp. 493-494) *Un singolo individuo con qualche problema mentale aveva deciso che il suo popolo era forte e altri un po' meno, per non parlare di altri ancora che, invece, meritavano di essere sterminati... Non è la stessa cosa, direte voi. Perché ogni tanto il Cremlino concede onorificenze e medaglie anche ai ceceni e ne ammette qualcuno in posti di spicco...<br>Lo faceva anche Hitler. Era una cortina di fumo per l'Europa. Anche Hitler aveva «ebrei buoni» e «zingari onesti», e persino qualche «slavo civilizzato»... Per non dare troppi pensieri all'Europa, per non spaventarla troppo, e l'Europa l'ha bevuta... E chi ha rimesso molte vite di uomini, donne e bambini caduti per mano dei «grandi di questo mondo»... (16 agosto 2001; p. 494) *L'''alma mater'' politica di [[Lionel Jospin|Jospin]] è il trockismo estremo. Per quasi vent'anni della sua età matura (dai trenta ai cinquanta) ha fatto parte di una setta politica trockista clandestina che aveva per capisaldi: rivoluzione permanente, uguaglianza per tutti, togliere ai ricchi per dare ai poveri. Oggi, in piena campagna elettorale, Jospin cerca in ogni modo di prendere le distanze da quegli anni, e quando gli chiedono del suo passato mente, dice che è una falsità, che il nome sulla lista è di suo fratello... (15 aprile 2002; p. 502) *Se esistesse un Guinness dei primati per esperti di demagogia, il record assoluto spetterebbe sicuramente a Jospin. (15 aprile 2002; p. 504) [[File:Mikhail Saakashvili, Davos (cropped).jpg|thumb|[[Mikheil Saak'ashvili]]]] *[[Mikheil Saak'ashvili|Saakašvili]] è un bravo ragazzo. Per di più è anche bello ed è il pupillo dei giornalisti di mezzo mondo. E Putin ha fatto sparire da un pezzo tutti i belli, bravi e simpatici-ai-giornalisti. (p. 510) *La Georgia di Saakašvili è l'anti-Bisanzio. L'anti-burocrazia. L'anti-gerarchia. L'anti-colonia che nega l'esistenza della metropoli. Mentre il Cremlino è l'esatto contrario. Una Bisanzio neosovietica. Ultragerarchizzata. Con nostalgie imperialiste che veleggiano molto concretamente verso la sottomissione e l'annessione delle colonie (l'ultimo esempio: un regalo da ottocento milioni di dollari in tasse a Ucraina e Bielorussia per ringraziarle della «collaborazione»). Una politica fatta di provocazioni. (p. 511) *{{NDR|Su Mikheil Saak'ashvili}} Mi è parso innamorato del suo popolo. Mi ha parlato della recente morte dei sedici militari georgiani come di una catastrofe. [...] Sono uscita sbalordita... Sbalordita dal contrasto: da noi possono morire sedicimila senza che nulla induca il presidente a mettere in salvo gli altri... E non è una questione di proporzioni: la colpa non è dei milioni di russi, ma dei milligrammi di coscienza di chi ci governa. E l'amore di Saakašvili per la sua gente è anche il problema principale di Putin, che si è messo in testa di ricostruire l'impero e non si cura di quante vite potrà costargli. Perché se mira all'impero, le colonie devono abbassare la cresta. E chi non è con noi è contro di noi... È questo il motivo – irrazionale – del pugno di ferro che il Cremlino usa con Tbilisi. (20 settembre 2004; p. 513) *{{NDR|Sull'Ossezia del Sud e l'Abcasia}} Che se ne fa, il Cremlino, di questi «buchi neri»? Gli servono per uso interno, prima di tutto. Per scaricare senza grossi problemi il denaro sporco, per i piani più loschi. Perché in Russia ci si batte solo a parole affinché la legge trionfi. La realtà è fatta di una politica di sostegno a territori che possono essere utilizzati in qualunque momento come luogo dove riversare – o pompare – ingenti somme di denaro sporco. Zone per operazioni e incarichi segreti dove non c'è bisogno di rendere conto a nessuno o di fermare chissà quali scartoffie. (20 settembre 2004; p. 514) *La politica russa è, come sempre, una politica di fondi neri. Senza i quali nulla si crea e nulla si distrugge. Il denaro sporco è il principio secondo il quale si formano tutti i rami del nostro sistema di potere. Che per sopravvivere non ha bisogno di ordine e di norme ben delineate, ma di un caos fomentato artificialmente. (20 settembre 2004; p. 514) *Il gioco dei nostri leader russi esige che il presidente filo-occidentale Saakašvili, che guarda agli Stati Uniti e risponde a furia di «fuck you» alle velleità imperialiste della Russia, venga severamente punito a suon di bombe. La conseguenza è che noi russi perdiamo un buon vicino, la Georgia. Giorno dopo giorno, ora dopo ora. Mentre ci interesserebbe mantenere rapporti cordiali. (20 settembre 2004; p. 515) ===[[Explicit]]=== Un ultimo appunto. Sull'amore. Nel ventunesimo secolo le persone intelligenti non costringono i propri concittadini a un bagno di sangue. È quando non si vuole bene alla propria gente che cominciano le disgrazie.<br>Peccato che, come sempre, il potere sia in mano ai mediocri, mediocri cronici.<br>{{destra|20 settembre 2004}} ==''Proibito parlare''== ===[[Incipit]]=== <br>{{destra|''5 febbraio 2004''}}<br>Esattamente quattro anni fa, il 5 febbraio del 2000, alla vigilia del primo mandato del presidente Putin, nel villaggio ceceno di Novye Aldy è avvenuta un'esecuzione di massa: in poche ore, i soldati federali appartenenti al ministero della Difesa e a quello degli Affari interni hanno barbaramente ucciso cinquantacinque persone. Civili pacifici, per lo più anziani. Questa carneficina è stata la pagina più tragica della seconda guerra cecena. Eppure, nessuno ha pagato per quel che è successo. L'inchiesta, alla cui apertura si è giunti a stento, è stata messa a tacere. Gli assassini sono ancora in libertà. I testimoni rimasti vivi per miracolo e le famiglie delle vittime sono oggetto di intimidazioni e soprusi. La società civile tace. ===Citazioni=== *I federali di solito non consegnano i corpi; i ''[[kadyrovcy]]'', invece, conoscendo le rigide regole cecene secondo le quali la colpa degli assassini si moltiplica se non si riconsegna almeno il corpo, cercano di lasciare i cadaveri "in luoghi visibili". Così le famiglie si convincono che se hanno gettato il loro caro da qualche parte, si tratta di ''kadyrovcy''. È questo il nuovo tipo di sequestro "alla cecena". (16 febbraio 2004; p. 19) *Uno degli stereotipi più tenaci della seconda guerra cecena è che i profughi siano dei nemici. Non persone costrette ad abitare nelle tende invece che al caldo nelle proprie case bombardate. Non individui privati dei propri diritti. Non colpevoli senza colpa.<br>Semplicemente nemici, che devono essere annientati. Come parte degli uomini di Maschadov e gli altri complici del "terrorismo internazionale", contro il quale Putin ha lottato, lotta e continuerà a lottare per i prossimi quattro anni. A sentire i militari e i funzionari, i profughi si ostinerebbero a non voler tornare in Cecenia soltanto per poter continuare a manifestare lo scontento nei confronti della politica di Putin davanti ai giornalisti e alle organizzazioni straniere per i diritti umani, che hanno meno difficoltà a entrare in Inguscezia che nella zona proibita cecena.<br>Così è nata l'ideologia sul problema profughi, che ora ha raggiunto la sua apoteosi: sconfiggerli a ogni costo. Nessuna trattativa o comprensione. Basta tagliare acqua e gas, e rimandarli là dove ci sono guerra e rastrellamenti. Non vi siete sottomessi, prendetevela con voi stessi. Non si fanno complimenti con il nemico. (16 febbraio 2004; p. 31) *Il carro della repressione avanza veloce sulla nostra terra. Da un lato spazza via tutto ciò che incontra sul proprio cammino, dall'altro crea opposizione. Come per dispetto. Ma contro chi? Solamente contro i profughi? Contro tutti noi. Nella storia i bambini delle riserve non hanno mai perdonato la loro infanzia umiliante ai bambini vissuti nel tepore di una casa. (16 febbraio 2004; pp. 31-32) *Una volta restituito ai parenti il corpo di Timur, è venuto fuori che i segni di un'acuta insufficienza cardiaca in realtà erano: ossa di gambe e braccia rotte, ferite di coltello su tutto il corpo, numerose bruciature di sigaretta sulla pelle, segni di numerosi morsi di cani, dita di mani e piedi schiacciate e tumefatte, unghie strappate, orecchie forate in più punti, un buco nel fegato, ossa temporali frantumate, zona inguinale violacea, la parte bassa della schiena nera per le percosse... [...] Aminat ha richiesto una perizia medica. Gliel'hanno negata, rifilandole in cambio i risultati della perizia ufficiale del medico legale, secondo la quale la morte era avvenuta per arresto cardiaco e sul corpo non c'era "nemmeno un graffio". (5 luglio 2004; pp. 56-57) *Una linea politica umiliante e spietata, dura a morire, trova terreno fertile solo fra le fila ben nutrite dei menefreghisti. (4 maggio 2006; p. 108) *Non si può negare che [[Ramzan Kadyrov|Kadyrov]] figlio abbia talento: ha imparato subito dai suoi compagni di Mosca, presidente della Federazione Russa compreso. Quel che conta non è fare qualcosa, ma dire che l'hai fatto: ecco la lezione più importante che gli hanno insegnato. (5 giugno 2006; p. 110) *Non c'è nulla di peggio del destino di un [[mezzosangue]] in tempo di guerra, soprattutto se il tuo sangue appartiene a entrambe le fazioni che si contrappongono. Per sopravvivere devi dimostrare qualcosa in più. (17 agosto 2006; pp. 125-126) *Il mondo teme una reazione nucleare incontrollata, io temo l'odio. Si accumula sempre di più ed è fuori controllo. Il mondo, per lo meno, ha escogitato su quali leve giocare per avere la meglio sui capi dell'Irak e della Corea del Nord, ma nessuno potrà mai scoprire i percorsi della vendetta personale. Davanti a questo il mondo è del tutto indifeso. (11 settembre 2006; p. 131) *Ogni violenza porta a conseguenze pesantissime. Chi è veramente colpevole ha sempre la possibilità di riscattarsi denunciando di essere stato sottoposto a un giudizio parziale e non ci sarà modo di farlo stare al suo posto... Chi è condannato ingiustamente, invece, impazzisce. (11 settembre 2006; p. 135) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} Gli ultimi giorni sono passati nel delirio più completo. Mosca seppellisce gli ostaggi. Oggi, ieri, domani. È insopportabile... I defunti hanno volti tranquilli, per nulla deformati dalla morte, come se fossero addormentati; in effetti li hanno addormentati: la nostra nazione ha soltanto calcolato male la dose... (4 novembre 2002; p. 141) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Non mi è assolutamente piaciuto il comportamento tenuto dalla maggior parte dei ceceni importanti in quelle cinquantasette ore, quando tutto era appeso a un filo, l'intero Dubrovka poteva saltare per aria da un momento all'altro, e una loro parola agli uomini guidati da [[Movsar Baraev|Baraev]] il giovane poteva avere un peso maggiore che quella di chiunque altro. Io, almeno, ne ero convinta. Ma quelle parole non sono arrivate. Non è successo nulla. Hanno deluso le aspettative. E ora questo appartiene alla storia. (4 novembre 2002; p. 145) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} I terroristi avevano invitato Kadyrov – tra tutti i possibili negoziatori proprio lui, il capo della Cecenia, il prescelto di Putin – e in cambio avrebbero ridato la libertà a cinquanta ostaggi. Ma Kadyrov non ci è andato, spiegando in seguito che non lo «avevano avvertito»... (4 novembre 2002; p. 146) *Ormai sono rimasti in pochi a dubitare che il paese sia cambiato dopo l'attentato terroristico del 23 ottobre scorso a Mosca. Sono diversi l'ideologia, lo spirito e i nostri umori. Molti ex putiniani convinti hanno cominciato a chiedersi: ma avrà senso la politica di terra bruciata che il presidente porta avanti nel Caucaso? Una parte dell'opinione pubblica, invece, ha radicalizzato le proprie posizioni antimusulmane. (13 febbraio 2003; p. 162) *Dall'inizio della guerra molti uomini in Cecenia si sono sentiti delle nullità. Erano oggetto di umiliazioni, offese, vessazioni e, cosa ancor più importante, si riconoscevano incapaci di cambiare il corso delle cose. Erano le donne ad andare ai posti di blocco, al mercato, ai cancelli delle postazioni militari; loro a recarsi a riprendere gli uomini arrestati illegalmente, a nasconderli con il proprio corpo sugli autobus... La maggior parte degli uomini, invece, rimaneva a casa perché bastava aprissero bocca e li portavano via. Di conseguenza restavano loro solo due soluzioni: impugnare le armi in montagna, e così realizzarsi, anche se per l'ultima volta, o seppellirsi tra quattro mura, tra la cucina e una baracca, maledicendo la propria debolezza e aspettando il prossimo "rastrellamento", senza mai spogliarsi, neanche di notte. (13 febbraio 2003; p. 168) *La Russia è un paese di gente particolare: siamo temprati come nessuno nella lotta contro un potere che ci calpesta di continuo. Ma ogni tanto, quando le forze per lottare si esauriscono, il potere ne approfitta e ti divora. (11 agosto 2003; p. 173) *In molti certificati di morte non sono indicati né il luogo né l'ora del decesso, e neppure se abbiano ricevuto soccorso medico. Inoltre, spesso le cause del decesso riportate ufficialmente sono al limite dell'inverosimile. Come si può credere che alcuni ostaggi siano morti per l'aggravarsi di malattie croniche preesistenti, quando le famiglie sostengono che non ne fossero per niente affetti?<br>Il gas, quel maledetto gas segreto: è questa la causa per cui l'inchiesta (di competenza della procura della città di Mosca) continua a farfugliare risposte senza senso e a non fornire nulla di preciso. L'indagine per tutti questi tre anni si è "seduta" sul segreto del gas e come su un baule con le valchirie e con devozione ha protetto questo strumento militare da chiunque.<br>Naturalmente, in tre anni d'indagini il gas non è mai stato identificato ufficialmente. L'attività investigativa aveva tutt'altro obiettivo: giustificare tutte le azioni delle forze speciali e della struttura governativa. (24 ottobre 2005; p. 193) *Una macchina statale che crea per i propri cittadini scenari così terribili non è degna di alcun rispetto: prima il ''Nord-Ost'', poi [[Strage di Beslan|Beslan]]. Dunque, cosa ci avete preparato per oggi? Un momento, non è giusto scaricare ogni responsabilità sullo Stato! Non hanno forse permesso le riesumazioni? Lasciate che riparino almeno nei confronti di quelli a cui sta andando peggio. Siamo bravi a mettere le famiglie di quelli già seppelliti contro quelle dei non seppelliti, ma a chiedere spiegazioni davanti a Putin e a Dzasochov non ci va nessuno. Quanto tempo lasceremo ancora passare prima di pretendere la verità? E fino ad allora? (23 settembre 2004; pp. 233-234) *Quando le madri dei bambini uccisi si rivoltano contro gli insegnanti sopravvissuti, è impossibile prendere le parti di qualcuno, perché nessuno può essere riconosciuto innocente o colpevole. L'unica cosa che si può constatare è che a Beslan l'istruzione è caduta in un profondissimo abisso. Una gola di Karmadon senza valanga. I genitori delle vittime se la prendono con gli insegnanti per non aver vigilato al loro posto, ma in realtà confondono l'odio con il proprio senso di colpa per non aver saputo proteggere i figli. Gli insegnanti accusano i genitori rimasti fuori dalla palestra di non aver fatto tutto quello che potevano per salvare chi era dentro.<br>E i terroristi?<br>Molto strano, ma di loro si parla pochissimo. Ovviamente li si maledice, ma sempre meno di quanto non si faccia con gli insegnanti sopravvissuti. Anche la polizia viene lasciata in pace, benché l'attacco terroristico sia stato una provocazione nei suoi confronti: la scuola n. 1 è vicinissima al distretto di polizia, a piedi distano un minuto. E Dzasochov? Anche di lui si parla poco. E Putin? Non se ne parla proprio. (9 dicembre 2004; pp. 239-240) *Ovvio, da noi il potere è meschino. Cosa dovevamo aspettarci, quando si ha come forza motrice la guerra e il terrorismo, e non la pace e la tranquillità? Questo è quanto accaduto sullo sfondo di Beslan, e lo squallore è stato visto anche da coloro che prima erano ciechi. Pur di autopreservarsi, il potere si è spinto oltre: si è impegnato a sostituire le tesi, a rimescolare le carte. E così lo squallore si è trasformato in vigliaccheria: colpiscono chi ha sofferto usando quanti hanno provato lo stesso tormento. E, aizzando gli uni contro gli altri, fanno uscire dal gioco le domande sulla vera identità dei colpevoli. (9 dicembre 2004; pp. 242-243) *Dal punto di vista giuridico il problema degli anziani russi profughi dalla Cecenia sta in questi termini: per legge sono "sfollati interni", uno status che da noi vale soltanto per cinque anni, ma che consente di girare liberamente per Mosca e farsi curare gratuitamente. Una parte delle vecchiette lo ha ottenuto per qualche tempo lottando contro il Servizio migrazioni, che in questi dieci anni si è riorganizzato alcune volte. Ma un'altra parte non ne ha mai beneficiato: i funzionari di quell'ufficio si ostinano a non concederlo nonostante si parli di colpevoli senza colpa.<br>Ed ecco che, passati i cinque anni, le persone con lo status di "sfollati interni" si ritrovano allo stesso livello di quelle che vivevano nell'assoluta illegalità, il tutto con il benestare del Servizio migrazioni. Il problema è che cinque anni sono, per legge, il periodo entro il quale lo Stato dovrebbe adempiere ai propri obblighi nei confronti dei cittadini rimasti privi di tutto proprio per sua responsabilità. In questi cinque anni lo Stato, dunque, ha il dovere di riorganizzare i suoi "sfollati interni" fornendo loro una casa, un sussidio, un assicurazione. Deve far sì che i cittadini danneggiati ottengano, in cambio di ciò che hanno irrimediabilmente perduto, una base dalla quale ricominciare a vivere.<br>Il nostro Stato, invece, ha ingannato i suoi "sfollati interni" arrivati dalla Cecenia. Il Servizio migrazioni, infatti, ha lasciato passare cinque anni senza dar loro niente, e ora declina ogni responsabilità: ai profughi, in fondo, è stato concesso tutto il tempo necessario perché trovassero da soli il modo di rifarsi una vita...<br>Chi lo mette in discussione? La regola dei cinque anni è accettabile per i giovani e per le persone di mezza età che possono lavorare e farcela da soli. Ma come si fa a settanta o ottant'anni? Come fanno gli invalidi? Loro come possono organizzarsi autonomamente?... (11 ottobre 2004; p. 262) *Urlare alle manifestazioni è diventato, in pratica, un inutile passatempo, un incontro fra amici: ti ascolta soltanto chi la pensa come te, e ne sa già abbastanza. A che scopo, dunque, insistere sull'argomento?... Partecipare ai picchetti non ha senso, serve solo a scaricarsi la coscienza: "Io vigilavo mentre gli altri si deprimevano in cucina". E scrivere libri perché si è finiti in carcere ingiustamente non apre nessuna prospettiva: tanto non verranno mai pubblicati in patria, e a leggerli saranno soltanto li stranieri, cui servirebbero ulteriori spiegazioni.<br>Così, nel 2005, in Russia, lo [[sciopero della fame]] è diventato un buon espediente per dichiarare ad alta voce cosa una pensa su un certo argomento, le ragioni della sua protesta. Inoltre, è un metodo universale praticabile da chiunque mangi. E oltretutto, molto comodo: non serve autorizzazione da parte degli organi di potere; la legge sulle manifestazioni e sui presidi non lo richiede.<br>Ed è la cosa più giusta da fare, anche per un altro motivo: in quest'atmosfera di esibizionismo generalizzato, da noi tutti si sospettano l'un l'altro. Ma non c'è esibizionismo in uno sciopera della fame: a spingere è la disperazione. Farlo per mettersi in mostra sarebbe stupido quasi come organizzare un attentato per togliersi la vita. (25 agosto 2005; p. 274) ===[[Explicit]]=== Gli immigranti ucraini vengono in [[Russia e Ucraina|Russia]] per trovare lavoro, mentre a valorizzare l'Ucraina ci pensano i dissidenti politici russi. ==Attribuite== *Io non lotto per nessuna causa, sono solo una [[giornalista]]. E il compito del giornalista è semplicemente di informare su quello che succede.<ref group="fonte">Citato in Valerij Jakov, '' La verità, tutta la verità'', ''Internazionale'', n. 662-663, 13 ottobre 2006, p. 24.</ref> *L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede.<ref group="fonte" name=Pansa>Citato in Francesca Pansa, ''Donne che odiano gli uomini'', Mondadori, Milano, 2011, [http://books.google.it/books?id=GJHqMxQ2mDwC&pg=PT151 p. 151]. ISBN 9788852019623</ref> ==Citazioni su Anna Politkovskaja== *A prima vista ho capito subito la sua determinazione, agiva come se non volesse perdere tempo. Da anni era la testimone più onesta e credibile sul fronte della guerra cecena. Non schierata politicamente, denunciava allo stesso modo i soprusi dei soldati russi e le violenze dei guerriglieri ceceni che continuano a fornire alibi alla repressione, attenta soprattutto a difendere la dignità dell’uomo e il rispetto per la vita. ([[Giorgio Fornoni]]) *Abbiamo dei sospetti, questo sì, largamente condivisi in tutto l'Occidente: sospetti di trame delle polizie segrete in un paese dove la maggioranza dei settanta-ottanta uomini più potenti della Russia d'oggi si sono formati nelle scuole del Kgb. E i quali, a differenza del personale politico nelle democrazie, hanno studiato lungamente come ordinare – e insieme mantenerla nel mistero – l'eliminazione fisica d'un avversario. Ma, vale la pena ripeterlo, certezze non ne abbiamo. ([[Sandro Viola]]) *Ahimé viene ricordata molto più da voi che in Russia. Per me Politkovskaja è stata un esempio geniale di come una donna esile possa essere più coraggiosa di centinaia di uomini. Lei è stata un eroe indifeso, molto intelligente, molto semplice, assolutamente priva di qualsiasi paternalismo. L'eredità più importante che ci ha lasciato è il suo esempio: il coraggio di una persona che non scende a compromessi anche quando si trova da sola contro uno Stato implacabile, spietato. ([[Zachar Prilepin]]) *Anna era una militante e partigiana almeno quanto era una giornalista, su questo non v'è dubbio, e non ne ha mai fatto mistero. La sua passione ha reso il suo lavoro ancor più prezioso e indimenticabile. ([[Garri Kasparov]]) *Anna ha lavorato durante la seconda guerra cecena e dopo, facendo 150 trasferte in pochi anni. Riceveva informazioni e le verificava; aveva intrapreso questo cammino pericoloso assieme a Natalia Estemirova, fonte di informazione per lei, guida e amica. Erano molto intime e dal punto di vista umano erano due personalità molto serie e inflessibili. Purtroppo in entrambi i casi abbiamo agito troppo tardi. ([[Dmitrij Muratov]]) *Anna ricorda l'omicidio Matteotti. [...] Ma almeno il duce non sequestrò i documenti privati di Matteotti. ([[Beppe Grillo]]) *Ci sono voluti quasi tutti questi dieci anni per arrivare a condannare l’esecutore, un ceceno, i suoi due fratelli, i complici, l’organizzatore. Niente invece sui veri mandanti dell’omicidio. Addirittura in un primo momento si cercò di accreditare l’idea che a volere Anna morta fosse stato Boris Berezovskij, l’ex magnate che aveva rotto con il presidente Vladimir Putin e che era scappato in Gran Bretagna. Per mettere in imbarazzo Vladimir Vladimirovich, si disse: l’uccisione avvenne proprio nel giorno del compleanno del presidente. Ma quello di Anna, in realtà, fu l’assassinio politico che aprì una stagione drammatica per la Russia, con oppositori, giornalisti, difensori dei diritti umani e semplici cittadini onesti ammazzati a decine. ([[Fabrizio Dragosei]]) *Con i capelli grigi e gli occhiali, madre di due ragazzi già grandi, non aveva proprio l'aspetto della giornalista d'assalto e dell'inviato di guerra, una cosa che probabilmente la salvò in molte occasioni. ([[Maša Gessen]]) *Da anni Anna Politkovskaja era la testimone più onesta e credibile sul fronte della guerra cecena: doveva gridare al mondo con la sua voce la tragedia dell'uomo che soffre, dei civili che, vittime senza colpa, hanno un unico torto se non quello di essere in Cecenia e di trovarsi a casa loro. ([[Giorgio Fornoni]]) *Due anni e mezzo dopo l'assassinio, un colpo di rivoltella alla nuca mentre la giornalista usciva dall'ascensore della sua abitazione, la giustizia russa ha quindi sentenziato che il caso Politkovskaja è chiuso. Chi fossero i mandanti, dove si trovi l'assassino (forse il terzo dei fratelli Makmudov), perché la giornalista sia stata uccisa: a queste domande il tribunale di Mosca non ha neppure tentato di dare risposta. Gli imputati sono già tutti a casa per non aver commesso il fatto, il mistero Politkvoskaja resta quello che era: il più fitto, il più torbido, il più indecente tra i molti misteri della Russia di Vladimir Putin. ([[Sandro Viola]]) *È stata la prima persona che ho incontrato nella redazione di ''Novaja Gazeta''. Era bellissima, i capelli bianchi, la schiena dritta. Camminava per un corridoio a passo veloce. Quasi volava. Veniva in redazione soltanto per lavorare. Non per mangiare a mensa o chiacchierare con gli altri colleghi. Non faceva altro che scrivere o accogliere gente. Capivi che era nel suo ufficio perché in corridoio si formava una fila di persone disparate. [...] Ho capito che non avrei mai avuto la possibilità di dirle quanto fosse stata importante per me e di ringraziarla. Che anche la gente per bene può essere uccisa. Ma è inutile ammazzarci o sbatterci in galera: se uno di noi viene ucciso un altro collega gli subentra e continua il suo lavoro. In Russia c'è una sorta di solidarietà giornalistica. ([[Elena Kostjučenko]]) *Ho conosciuto Anna Politkovskaja il giorno del suo assassinio. Ricordo di avere sentito la notizia in radio e di essere rimasta molto colpita e ciò mi ha spinta a cercare informazioni su di lei. Mi toglie il fiato. Credo che sia stata prima di tutto una giornalista che intendeva il suo lavoro non tanto come una missione ma come un qualcosa per dire quello che vedeva. Ascoltava la persone, le incontrava, non penso volesse diventare un'eroina. Pretendeva onestà. Questo per me non ha eguali. ([[Valentina Lodovini]]) *Le inchieste della Politkovskaja sulle atrocità in Cecenia di solito consistevano in conversazioni con le famiglie distrutte dalla guerra. La giornalista era anche una specie di confessore per i soldati russi, persino per alcuni ufficiali, che si vergognavano per quanto veniva fatto in Cecenia nel nome della Russia. Furono queste attività a fare di lei il nemico numero uno per parecchie persone e diversi gruppi di potere che avevano già dato prova svariate volte della loro spietatezza. ([[Garri Kasparov]]) *Lei era esperta del Caucaso del Nord. Lo scontro principale tra lei e la dittatura del clan di Kadyrov ha portato con ogni evidenza alla sua morte: deve essere avvenuto in quel punto in cui si è rivelata la non coincidenza dei valori del mondo dal quale lei proveniva con quello che si è vendicato su di lei per questo. Mettiamola così. ([[Oleg Kašin]]) *Ma perché la presenza a Beslan della Politkovskaja spaventava tanto i vertici russi da indurli a metterla fuori gioco, con l'aiuto dei servizi segreti, in modo così clamoroso? Se fossero stati davvero preoccupati della sorte degli ostaggi, avrebbero dovuto provare tutti i mezzi. La spiegazione non è tanto complicata. Come poi si è saputo, la Politkovskaja portava con sé a Beslan delle concrete proposte di pace da parte di Maschadov, uno dei capi della guerriglia cecena, dotato di effettiva autorità su quel difficile territorio, anche se non riconosciuto dal Cremlino come interlocutore rappresentativo. [...] Evidentemente Putin, venuto a conoscenza dell'iniziativa di pace di Maschadov, si è spaventato all'idea che la soluzione del sequestro e la salvezza degli ostaggi potessero avvenire grazie al capo ceceno, il che avrebbe avuto una grande risonanza in Occidente e di conseguenza avrebbe costretto il presidente russo a mettere da parte il suo orgoglio e a sedersi al tavolo della trattativa con i leader reali della guerriglia. ([[Elena Tregubova]]) *Mi addolora che oggi la mia lontana nipote Anna Politkovskaja, nipote di Kira, che era nipote di mio padre sia stata uccisa per il suo desiderio di scrivere liberamente. La Russia non è cambiata. ([[Svetlana Allilueva]]) *Nel 2001 Anna venne a Londra e Amnesty International mi chiese di intervistarla. Il mio documentario radiofonico per la BBC, "Victims of the Torture Train", aveva vinto un premio di Amnesty e pensavano che avremmo lavorato bene insieme. A dire il vero, non andò così. Anna in pubblico era austera, impassibile, per niente divertita dalle mie chiacchiere frivole. In situazioni un po' difficili di questo tipo divento una specie di [[Frankie Howerd]], tutto balbettii, e faccio una battuta infelice dopo l'altra. Non riuscimmo a trovare un'intesa. Soltanto qualche anno più tardi, dopo avere visto uno splendido documentario su Anna, "A Bitter Taste of Freedom", capii che aveva un magnifico senso dell'assurdo, che sapeva anche ridere a crepapelle, piegata in due dalle risate davanti all'umorismo nero della vita. ([[John Sweeney (giornalista)|John Sweeney]]) *Non eravamo amiche ma la conoscevo bene come collega: con lei ho seguito dei processi. Per me è l'esempio di come deve essere una vera giornalista che ha pagata con la vita per aver fatto bene il suo lavoro. E nel suo libro sul regime di Putin aveva previsto molte cose. Diceva: i soldati che hanno fatto la guerra in Cecenia rientrano in Russia e vivranno con la sindrome cecena, saranno molto feroci. ([[Zoja Svetova]]) *Non ero nel governo, ma in enti specifici per i diritti. [...] Ho dato le mie dimissioni subito dopo l'omicidio politico di Anna Politkovskaja. Putin a tale proposito ha pronunciato frasi assolutamente irripetibili è ho deciso di lasciare l'incarico. ([[Oleg Orlov]]) *Ogni numero aveva un suo articolo, spesso più d'uno. Non si tirava mai indietro, anzi: era una giornalista vera. Lei portò in salvo da una Groznyj ridotta in macerie gli ospiti di una casa di riposo dimenticata da tutti: novantuno vecchietti, donne e uomini. Lei raccolse gli effetti personali dei soldati uccisi in Cecenia e li restituì alle famiglie. Lei negoziò con i sequestratori del teatro Dubrovka di Mosca, lei portò l'acqua agli ostaggi. E sempre lei volò a Beslan per partecipare ai negoziati con i terroristi. La avvelenarono sull'aereo. Sapevamo quando era in redazione: davanti al suo ufficio c'era sempre una lunga fila di persone. Una fila molto silenziosa. ([[Elena Kostjučenko]]) *Perché avrei dovuto ucciderla? Scriveva cose negative su mio padre, e se avessi voluto avrei potuto farle qualcosa quella volta. Perché adesso? [...] Avrebbe fatto meglio a stare a casa e fare la casalinga. ([[Ramzan Kadyrov]]) *Politkovskaja poteva essere molto dura: il suo carattere appassionato ed estroverso aveva anche un altro lato, reagiva con cattiveria alla minima provocazione. Questa era una caratteristica pericolosa per una giornalista le cui fonti comprendevano spesso uomini bene armati, abituati alla violenza e per nulla disposti ad avere donne che li contraddicevano. ([[Maša Gessen]]) *Prima che Anna Politkovskaja venisse ammazzata sulle scale del palazzo in cui abitava, il 7 ottobre 2006, soltanto chi si interessava da vicino alle guerre cecene conosceva il nome di questa giornalista coraggiosa, dichiarata avversaria della politica di Vladimir Putin. Da un giorno all'altro, il suo volto dall'aria triste e decisa è diventato in Occidente un'icona della libertà d'espressione. ([[Emmanuel Carrère]]) *Putin ha detto che Anna era una donna la cui influenza era «decisamente irrilevante». La verità è che era decisamente rilevante, molto pericolosa per il mantenimento del suo potere. Nessun altro faceva le domande che faceva lei.<br>E poi la sua voce è stata messa a tacere. ([[John Sweeney (giornalista)|John Sweeney]]) *Scrisse per anni, svelando il genere di crimini che in qualsiasi Paese normale avrebbero costretto il governo a dimettersi, e li avrebbero portati in tribunale. Ma noi li abbiamo ancora. Scrisse e scrisse. E cosa è cambiato? Niente. Niente è cambiato. ([[Arkadij Babčenko]]) *Se il ''Time'' propone Putin {{NDR|come "Person of the Year"}}, questo blog premia come "Woman of the Year" Anna Politkovskaja, la giornalista uccisa a Mosca nell'ottobre del 2006. ([[Beppe Grillo]]) ===[[Nina Lvovna Chruščёva]]=== *È tempo di farla finita con la storia che la "dittatura della legge" di Putin avrebbe attenuato l'illegalità imperante della Russia postcomunista. L'omicidio di Anna Politkovskaja, una delle più coraggiose e brave giornaliste di Russia, una donna che ha osato portare allo scoperto i brutali omicidi commessi dai soldati russi in Cecenia, è la prova definitiva che quella che ha creato il presidente Putin è semplicemente una dittatura come le altre, con il consueto disprezzo per il diritto. *L'uccisione della Politkovskaja ha scatenato una lugubre sensazione di déjà vu: proprio come ai tempi d'oro del Kgb, la gente in Russia semplicemente scompare. *Non sto accusando il governo di Putin di aver commissionato l'omicidio della Politkovskaja. Dopo tutto, con il suo lavoro di giornalista investigativa aveva pestato i piedi a molte persone oltre a Putin, non ultimo l'attuale primo ministro ceceno, Ramzan Kadyrov, da lei accusato di condurre una politica di rapimenti a scopo di riscatto. Ma anche se i soci di Vladimir Putin non avessero niente a che vedere con chi ha ammazzato la Politkosvkaja in un ascensore del palazzo di appartamenti in cui viveva, nel centro di Mosca, è stato il suo disprezzo per la legge a creare il clima in cui questo omicidio è stato consumato. Come l'omicidio dell'arcivescovo [[Thomas Beckett]] nella sua cattedrale di Canterbury molti secoli fa, questo crimine è stato commesso nella chiara convinzione di fare cosa gradita al sovrano. ===[[Leonardo Coen]]=== *Anna incarnava il coraggio e l'indipendenza giornalistica. Ora è diventata l'emblema universale della lotta per la libertà d'opinione. Un'immagine insopportabile ed insostenibile per il Cremlino. *Anna non concedeva sconti al Potere. Era una giornalista straordinaria, brava e impietosa nelle sue inchieste sulla corruzione dei politici, sulle connivenze del Cremlino con l'illegalità, sui comportamenti violenti e disumani dell'esercito in Cecenia, sul massacro della scuola di Beslan, dove un gruppo di 32 terroristi fondamentalisti islamici sequestrò 1200 persone. *Gli strali della giornalista puntano spesso in alto, al Cremlino, al regime putiniano. È una spina nel fianco. Soprattutto perché macchia l'immagine che il presidente russo proietta nel resto del mondo e ne mina la statura di leader internazionale. *Parlare di Anna oggi in Russia è come inoltrarsi in un campo minato. ===[[Giulietto Chiesa]]=== *Anna avevo "offeso" molti, sicuramente troppi. Ma non mi pare probabile che l'abbiano ammazzata per vendetta. Perché nessuno leggeva le cose che lei scriveva. Salvo, appunto, quei pochi che avevano accesso alla sua nicchia di fatica e di caparbietà. *Chi ha ucciso Anna Politkovskaja non lo sappiamo. Sospetto che non lo sapremo mai. Non ho mai creduto, però, alla tesi più semplice, più banale, più ovvia: che il mandante fosse colui che tutte le persone normali penserebbero il più irritato per le puntigliose, sarcastiche rivelazioni di Anna. Ho imparato a tenere conto dell'astuzia, spesso davvero raffinata, degli specialisti in queste faccende. Sono dei professionisti, di regola di primo livello. Sanno calcolare gli effetti che producono; sanno perfettamente che l'opinione pubblica non è in grado di fare due passaggi logici. [...] Vladimir Putin ha dimostrato in questi anni di avere i nervi saldi. Gli si farebbe torto ritenendolo così ingenuo da fargli commissionare un assassinio che l'uomo della strada, perfino quello di Katmandu, gli avrebbe immediatamente attribuito. *L'assassinio di Anna Politkovskaja dice crudamente che il tempo della legge non è ancora arrivato a Mosca. È ancora guerra per bande, sicuramente non del tutto nuove, che tornano a mandare i sicari negli androni dei palazzi moscoviti – se si tratta dei meno abbienti – o agl'incroci delle grandi vie d'uscita dalla città verso le dacie lussuose immerse nei boschi tutto attorno, vigilate da alte mura di cemento, da telecamere sempre accese, da guardie del corpo numerose e bene armate. *La ricordo come una collega giovane, non appariscente, quasi dimessa, con la testa china sul suo taccuino di appunti. A ripensarci dopo tanti anni e, poi, dopo la sua morte, che carica oggi ogni suo ricordo di una valenza e di una profondità che allora non sarebbero state immaginabili, emerge l'impressione di una testarda tenacia in quel capo leggermente piegato di lato, in quella voce sottile con cui, qualche volta, poneva domande a quelli che stavano dall'altra parte del tavolo. Non li stimava, e quindi non poteva ammirarli. E si vedeva. Anzi, non mi pare facesse nulla perché non si vedesse. *Lei non aveva partecipato alla divisione del malloppo statale. Lei aveva raccontato come «quelli», dopo essersi scannati tra di loro, avevano organizzato le guerre di Cecenia, per far credere ai russi che tutelavano i loro interessi, che volevano ripristinare la grandezza perduta del Paese. Ma dire la verità sulla Cecenia, andare laggiù – come lei fece tante volte – per raccontare come i diritti umani di un popolo venivano schiacciati, era pericoloso. [...] I palazzi dei poteri, pubblici e privati, non gradiscono i ficcanaso che rovistano nei loro affari. *Perché ha rischiato oltre il limite? Perché non ha pensato alla sua famiglia, ai figli? Cosa spinge a rischiare coloro che il destino colloca su una strada pericolosa? Mi viene in mente una persona come [[Giovanni Falcone]]. Anche lui sapeva di rischiare e ha giocato la sua vita sapendolo. Forse perché si pensa sempre che "non toccherà a noi". Oppure, più semplicemente, si fa quello che si ritiene giusto fare. E, avendo scoperto la verità, la si dice perché non se ne può fare a meno, perché altrimenti sarebbe troppo difficile guardare in faccia i propri figli dopo avere taciuto. ===[[Viktor Vladimirovič Erofeev]]=== *L'assassinio arriva in un momento della storia russa in cui quanti sono al potere, avendo fatto così tanto negli ultimi sette anni per limitare le critiche nei confronti dell'autorità, si stanno finalmente godendo un tangibile trionfo: Anna Politkovskaja, specializzata nell'indagare sui reati politici in Russia, era una specie in pericolo. *La sua morte è coincisa con il compleanno di Putin e l'ufficiale esplosione del sentimento anti-georgiano che non può non spaventare le minoranze etniche in Russia. Putin, le cui politiche erano apertamente criticate da Anna Politkovskaja, aveva ragione quando dopo la sua morte ha detto che il suo impatto sulla politica russa era minimo. *Se in Russia ci fossero centinaia di giornalisti come lei, il suo omicidio non avrebbe avuto senso. *Sono convinto che il suo assassino è stato, soprattutto, la limitatezza delle libertà in Russia. La mancanza di libertà ha uccisola libertà. È questa la triste logica del suo omicidio a prescindere da chi c'è dietro. *Stalin ogni qual volta faceva eliminare un suo compagno aveva il vezzo di riservargli funerali in gran pompa. A questo funerale non ha partecipato nessuno degli attuali leader. C'erano, è vero, ex leader dell'epoca di Eltsin: quel che resta della democrazia russa. Mi sembrava di essere tornato in Unione Sovietica. Le centinaia di persone giunte a tributare l'estremo saluto ad Anna sembrano non solo affrante, ma inermi. Alle persone che partecipavano al funerale veniva indicato il loro posto, come gente senza diritti che può sapere solo quello che le autorità vogliono che sappia. Hanno sparato ad Anna, hanno colpito la Russia. Hanno sparato a una donna coraggiosa, madre di due figli; hanno ucciso molte delle speranze per il futuro del Paese. ===[[André Glucksmann]]=== *Era una donna assolutamente straordinaria. È andata cinquanta volte a Grozny e il viaggio di ritorno non era mai certo. È stata intimidita con una simulazione di esecuzione da parte dell'esercito, ha subito tentativi di stupro da parte di militari. Ma voleva sempre andarci, non voleva che altri colleghi andassero laggiù. Aveva accumulato una certa esperienza e temeva che gli altri non sapessero cavarsela. Si sentiva investita da una missione. Più volte, quando si trovava a Parigi, le ho detto di restare in Occidente per uno o due anni, anche solo per riposarsi. Le avevano proposto delle borse negli Stati Uniti, ma le ha sempre rifiutate. *Quando hanno assassinato [[Lev Trockij|Trotzkij]], avevano spiegato che dietro l'omicidio c'era una storia amorosa. Per Anna inventeranno uno scenario qualsiasi. Possono dire quel che vogliono: Putin ha preso il potere e si comporta come si comporta. Ma lei era una donna leale, sincera, integra. *Sentiva come una missione il dovere di salvare l'onore della Russia. Non era nazionalista, ma amava la grande cultura russa, i suoi scrittori, i suoi poeti. Pensava che la guerra fosse un'esperienza pedagogica: ogni volta che la Cecenia è presa di mira è un esempio mostrato alla popolazione russa. Un po' come dire al semplice cittadino: se non obbedisci, se sei insolente e fiero come sono sempre stati i ceceni, ecco cosa ti succederà. ===[[Michail Gorbačëv]]=== *Anna Politkovskaja era una giornalista scomoda e non aveva un solo nemico. La sua attività l'aveva portata a concentrare gli sforzi sulla Cecenia e, via via, sulla corruzione nell'esercito e nel paese. Bisogna indagare in questi due ambiti. Ho sentito che molti puntano il dito su Kadyrov, l'attuale leader ceceno. Nulla si può escludere, e poi Kadyrov non è certo un tipo delicato, anzi, è uno che, per così dire, ha fatto l'università nei boschi e nelle gole del Caucaso. Ma in questo momento, proprio mentre la situazione cecena fa meno parlare, non mi sembra nel suo interesse sollevare un tale polverone. D'altra parte, il momento è stato scelto con cura. Il sicario ha agito nello scenario migliore, nel giorno del compleanno di Putin, mentre Grozny era in festa e a Mosca c'è un clima teso, anche a causa della disputa con la Georgia. *Anna Politkovskaja era una giornalista speciale, direi meravigliosa. Una che non conosceva le mezze misure, che denunciava gli orrori di cui era testimone. E non si fermava di fronte a niente. Era la giornalista scomoda per eccellenza. Quella che mette insieme il cuore, la lealtà e anche grandi capacità professionali. Non c'era intimidazione che potesse fermarla, lei andava avanti per la sua strada, denuncia su denuncia: le torture, i soprusi, i bambini e via dicendo. È chiaro che volevano chiuderle la bocca. E lo hanno fatto. *Che sia maledetto chi ha ucciso Anna Politkovskaja. Questo è un vero omicidio politico. Una vendetta. Ed è un duro colpo per la libera stampa e per chi si batte per la democrazia nel nostro paese. *L'assassinio di Anna Politkovskaja è stato una cosa terribile, sporca. Io la conoscevo bene, le volevo bene. Quello sì che è stato un colpo alla democrazia. Ma anche per Putin è stato un colpo duro. Era il giorno del suo compleanno e io penso che qualcuno glielo volesse far ricordare. C'è chi ha interesse a spingere Putin con le spalle al muro e non perde occasione. Certo, lui non ha saputo reagire, è stato troppo a lungo in silenzio dopo l'omicidio, e quando ha parlato non l'ha fatto nel modo migliore. ===[[Paolo Guzzanti]]=== *Anna Politkovskaja è stata assassinata non soltanto perché criticava fortemente Putin sul terreno delle libertà e dei diritti civili, ma perché lo accusava, avvalendosi anche delle informazioni di Litvinenko, di aver creato e alimentato la guerra cecena per rafforzare il proprio potere. Secondo la Politkovskaja e Litvinenko esistono due terrorismi ceceni: uno vero e uno falso creato dai servizi segreti e attuato dai commandos degli "Spetznaz" russi, che avrebbero pianificato catene di feroci attentati per garantire mano libera al Cremlino nel mantenere la democrazia russa in un limbo chiuso dal filo spinato. *Quattro colpi di pistola nell'ascensore della sua casa a Mosca hanno chiuso la bocca di Anna Politkovskaja. E gli uomini di Putin hanno subito fatto sapere che secondo il presidente russo ad ucciderla sono stati i suoi nemici allo scopo di far cadere su di lui la colpa del delitto: una linea di condotta identica a quella usata da [[Benito Mussolini]] di fronte all'omicidio di [[Giacomo Matteotti]] quando sostenne che il deputato socialista era stato assassinato per danneggiare lui e il fascismo. *Vladimir Putin ha promesso a denti stretti, e soltanto perché dall'altra parte del telefono c'era il presidente Bush, che avrebbe "fatto il possibile" per trovare chi ha ucciso Anna Politkovskaja, la giornalista che rappresentava la voce della democrazia negata nella lugubre Russia di oggi. Una Russia che ha perso per ora le speranze di evoluzione verso la democrazia e che viaggia a marce forzate verso una dittatura mascherata. ===[[Nicolai Lilin]]=== {{cronologico}} *Politkovskaya, pace all'anima sua, era una brava giornalista, ma tendeva ad imputare troppe colpe alle persone che non meritano di portare tutto il peso della guerra sulle loro spalle. (20 settembre 2010) *Quando mi è giunta la notizia dell'aggressione che [[Oleg Kašin|Oleg Kashin]] ha subìto sotto casa, della brutalità e cattiveria con cui è stato assalito, mi sono sentito un'altra volta indignato, offeso, umiliato [...] come quando è stata assassinata nell'ascensore di casa sua Anna Politkovskaja, per le sue indagini che riguardavano la corruzione nell'esercito russo e gli abusi sui civili nell'operazione antiterroristica in Cecenia. (9 novembre 2010) *Quando parliamo di disinformazione la Politkovskaja è un esempio perfetto: lei è diventata una sorta di martire della libertà che gli occidentali spingono di brutto. Spesso qui leggo una frase stupida: "Putin ha ucciso la Politkovskaja". Punto. Come si fa a essere credibili se si scrivono cose del genere? Putin non ha ucciso nessuno. E il KGB non ha ucciso nessuno. Anche perché non esiste più il KGB ma altre strutture, come l'FSB, che è solo un'ala dell'ex KGB, quella politica: considera che solo l'FSB conta tre milioni e cinquecentomila agenti effettivi. Sai cosa vuol dire una cifra del genere? Vuol dire che non c'è niente che possa fermarli, né la CIA né il Mossad. Come si fa a pensare che una struttura così possa mandare due agenti a sparare in pancia alla Politkovskaja mentre sale a casa sua con i sacchi della spesa? Neanche i criminali ormai fanno cose del genere in Russia: hanno più gusto e più pietà. (11 dicembre 2014) *{{NDR|«[...] qual è la tua idea sull'omicidio della Politkovskaja?»}} Non è un'idea, è un fatto documentato: ci sono due delinquenti wahabiti (perché in Caucaso tutto viene dal wahhabismo), terroristi pagati dagli americani, che lo hanno fatto perché lei indagava sul legame tra alcuni militari russi e alcune fazioni wahabite. Il problema principale della Politkovskaja è che lei è comparsa sulla scena mediatica grazie al signor [[Boris Abramovič Berezovskij|Berezovsky]], che l'ha fatta diventare la "sua" giornalista: in poche parole l'ha comprata. [...] è questo il problema della Politkovskaja: i suoi legami con Berezovsky. La sua visione era molto facile: la guerra cecena? La colpa è dei russi. Ma io l'ho fatta la guerra in Cecenia, e non è affatto così. (11 dicembre 2014) ===[[Aleksandr Val'terovič Litvinenko]]=== *A tutti coloro che sulla tomba di Anna hanno giurato di trovare i suoi assassini o di morire, vorrei dare un consiglio professionale: non tormentatevi con dubbi inutili e cominciate a cercare gli assassini partendo da coloro che hanno avvelenato Anna negli ultimi anni della sua vita dandole la caccia incessantemente, spiando le sue conversazioni telefoniche, provocandola di continuo. *Anna è morta perché era una persona onesta e per bene, e per una persona del genere non c'è posto nella Russia di Putin. *Dall'animo forte, è stata del tutto indifesa dinanzi alla villania ed alla viltà. Sarebbe del tutto scorretto dire che Anna non temeva affatto i suoi carnefici, ma nonostante questo ha continuato a dire e a scrivere la verità. Probabilmente temeva più per gli altri che per sé stessa. Fa persino paura immaginare che cosa abbia provato negli ultimi secondi della sua vita, quando nel piccolo vano dell'ascensore ha incontrato faccia a faccia il proprio assassino. *Disprezzava Putin per le repressioni ai danni di [[Michail Trepaškin|Trepaškin]] e [[Michail Borisovič Chodorkovskij|Chodorkovskij]], lo disprezzava per i vergognosi processi penali contro [[Achmed Zakaev|Zakaev]] e [[Boris Abramovič Berezovskij|Berezovskij]]. Disprezzava Putin per Nord-Ost e per Beslan. Anna amava la gente e amava la vita. E proprio così resterà eternamente nei nostri cuori. *In alcuni campi tra noi sono sorte delle divergenze di opinioni, e allora discutevamo, argomentando le nostre ragioni. Ma in una cosa tra di noi vi era perfetta identità di vedute, entrambi ritenevamo che Putin sia un criminale militare, che sia colpevole del genocidio del popolo ceceno, e che per questo debba essere giudicato da un tribunale aperto e indipendente. Anna comprendeva che Putin avrebbe potuto ucciderla per le sue convinzioni, e per questo lei lo disprezzava. *Se ad uccidere Anna Politkovskaja è stato Putin, qual è il suo movente? Ed ecco che tutte le cose vanno al loro posto. Le autorità russe non hanno ucciso semplicemente una giornalista che si opponeva a loro, la cui influenza sulla vita politica nel Paese, secondo le parole stesse di Putin, era "del tutto trascurabile". I cechisti hanno ucciso una persona che aveva documentato in maniera molto dettagliata e provata le loro attività criminali nel territorio dell'Ičkerija. Anna Politkovskaja non era stata solamente testimone dei crimini di massa e del genocidio del popolo ceceno perpetrati dai vertici politici russi, Anna era un testimone vivo, un testimone a cui la gente credeva, e la cui voce veniva ascoltata da tutto il mondo! Con le sue pubblicazioni non danneggiava semplicemente la marionetta del Cremlino che nessuno conosce, [[Ramzan Kadyrov|Kadyrov]], ma con le sue pubblicazioni Anna rivelava al mondo la vera identità del Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin e di tutta la sua struttura verticale del potere. *Sono del tutto concorde con Putin quando afferma che l'influenza delle pubblicazioni di Anna Politkovskaja sulla vita politica del Paese fosse del tutto trascurabile, per una ragione molto semplice, ossia che nella Russia di Putin è assente tanto una vera e propria società, quanto una sua vita politica. È più semplice dire che non c'è nessuno che influisca, ma che non c'è nemmeno nulla su cui influire. Ma praticamente in tutto il mondo, eccezion fatta per la Russia sempre più atterrita dai cechisti, la voce di Anna Politkovskaja risuonava, e risuonava sempre più forte. E in buona parte grazie a lei, i suoi "amici" [[George W. Bush|Bush]] e [[Tony Blair|Blair]] ormai non guardavano più negli occhi i rettili del Cremlino tentando di cogliervi "un'anima umana". ===[[Francesca Mannocchi]]=== *Anna Politkovskaja arrivava dove gli altri si fermavano, continuava a partire quando per gli altri non c'era più nulla da dire, sfidava gli ostacoli del potere per concedere ai lettori il lusso e la responsabilità della verità. Lo ha fatto per anni, parlando con la lealtà ai civili e dei civili, ascoltando le vittime innocenti, ascoltando i sopravvissuti che timidi e impauriti chiedevano giustizia, lo ha fatto per anni parlando con la medesima lealtà con i leader politici, i signori della guerra, i portaborse di Putin in Cecenia. *Anna Politkovskaja conosceva la paura come la conoscono gli esseri umani coraggiosi, affrontandola con la solitudine cui spesso sono destinati mentre gli altri assistono in silenzio alla loro morte annunciata. *Ci ha detto che le responsabilità dei conflitti sono dei leader politici, che esiste un modello Putin e dobbiamo essere in grado di vederlo per poterlo prevedere, ma ci ha fatto anche delle domande. La prima: chi sono gli altri colpevoli? Solo i governi o anche l'inazione, il cinismo dell'opinione pubblica che non riesce più a sentire, davvero il dolore di un altro? *È questa parola, responsabilità, che ha inchiodato il destino di Anna Politkovskaja alla realtà, all'osservazione più nobile e partecipata del mestiere di giornalista, a un ascolto in purezza, senza pregiudizi, senza sentenze emesse in anticipo. *Molti hanno paragonato l'invasione russa dell'Ucraina alla seconda guerra cecena e in effetti le guerre in Cecenia raccontate da Anna Politkovskaja possono essere lette come l'avvertimento di quello che sarebbe accaduto altrove, l'allarme inascoltato di una Cassandra che tanto più denunciava e descriveva gli orrori che si consumavano nella piccola repubblica, quanto più sentiva allontanata, messa ai margini da una società che rifiutava di vedere. ===[[Andrej Nikolaevič Mironov]]=== *Le persone ricordano Anna per il suo valore umano, questo significa che in lei c'era qualcosa che andava anche oltre il giornalismo o che il giornalismo per lei era solo uno strumento. *Per lei i valori umani andavano prima di tutto, l'etica era sopra della politica. La personalità era sopra la collettività. Affermava la dignità umana e la difendeva, per questo anche ora è accettata al di là di ogni frontiera, come una figura universale. Possiamo dire che culturalmente appartiene ad altri mondi, non è solo russa. *Spesso la chiamavo per intervenire a difendere una persona, e se non bastava un articolo ne seguivano altri finché non era chiara la situazione. Il suo aiuto non è mai andato invano. ===[[Ottavia Piccolo]]=== *Anna Politkovskaja è la punta di un iceberg. Le donne sono vissute a lungo compresse, schiacciate nella loro possibilità di esprimersi. Ma secoli passati ad abbassare la testa hanno dato alle donne una forza sconosciuta agli uomini: quando si mettono in gioco, lo fanno senza paura. *Era una donna coraggiosa che non si considerava un'eroina. Voleva fare semplicemente il suo mestiere. [...] Una donna piccina, chiara, con due figli. Una che non se la tirava, che magari avrebbe detto: nelle mie condizioni anche voi avreste fatto la stessa cosa. *La sua etica era così forte che non aveva più paura. Diceva di essere stanca, di provare schifo per coloro che non le impedivano di fare il suo lavoro. Ma il suo era un impegno morale: "Io ho scritto", ripete nei suoi diari. Era la condizione che le avevano chiesto i testimoni dei massacri, poi uccisi. Lo sapevano loro di andare a morire, lo sapeva anche lei. ===[[Aleksandr Politkovskij]]=== {{cronologico}} *Con Anna ci siamo incontrati nel 1976 a una festa di studenti a casa sua. Io già frequentavo la facoltà di giornalismo, lei faceva ancora le superiori. Ero stato invitato da sua sorella, ma appena la vidi... Non potevamo essere più diversi, almeno per origine. Io di una famiglia modesta, un tipico prodotto della moskovskaja spanà, un ragazzo cresciuto sulla strada, un teppistello. Lei di una famiglia della nomenklatura sovietica: suo padre era un diplomatico e lei stessa era nata a New York, nella nursery dell'Onu. Quando ci sposammo, nel 1978, io arrivai alla cerimonia con un cappellaccio in testa e una bottiglia di vodka in mano, i suoi parenti erano eleganti, seri e compiti. Ma avevamo tanti interessi in comune, per esempio i libri. A quell'epoca leggevamo con furia la Achmatova e Pasternak, autori proibiti nell'Unione Sovietica. I libri ce li procurava dall'estero suo padre, che approfittava dello status di diplomatico, mettendo anche a rischio la carriera. Eravamo simili anche nel carattere: lei, così minuta e intellettuale, aveva un vulcano dentro e non aveva problemi a tenermi testa. *Fare solo la mamma non era da lei. Intendeva realizzarsi pure nel lavoro, ma per farlo voleva aspettare che Ilja e [[Vera Politkovskaja|Vera]] crescessero. Anche perché io, invece, ero sempre in giro, proiettato sulla carriera. E certo, sentivo anche che lei un po' mi invidiava. *Negli anni della [[perestrojka]] tutte le sere c'erano a casa nostra intellettuali, politici, giornalisti, le persone che frequentavo per lavoro o per amicizia. E lei era a pieno titolo parte di quell'ambiente. Convinta e battagliera come sempre. Ricordo che quando mi arrivava il "consiglio" di non andare a certe manifestazioni per non compromettermi, e succedeva spesso, io rispondevo sempre: "Tanto, se non vado io ci va mia moglie..." *Fu nel 1994, quando si occupò della lotta tra gli oligarchi Vladimir Potanin e [[Vladimir Gusinskij]] per il controllo di Norilsk Nickel, il più grande produttore mondiale di nickel, che doveva essere privatizzato. Vinse Potanin, ma a un certo punto Gusinskij chiamò Anna e le mostrò un dossier diffamatorio che aveva raccolto sulla nostra famiglia. Anna era spaventata, andai a prenderla e parlammo a lungo, seduti in macchina. Lì lei decise che sarebbe andata avanti comunque, anche se temeva il discredito anche più della morte. Lì nacque l'Anna che poi tutti hanno conosciuto. *Lei scriveva i suoi articoli per cambiare le cose. Ogni pezzo doveva aiutare qualcuno o contrastare un'ingiustizia. Doveva produrre qualcosa, anche poco, ma qualcosa. Senza la sua credibilità questo sarebbe diventato impossibile. La stessa cosa le successe, anni dopo, con [[Ramzan Kadyrov]], che minacciò di trascinarla in una sauna e farla fotografare in pose sconce con uomini nudi. *{{NDR|«Voi, i familiari, vi aspettavate quanto poi è successo?»}} Sì, certo. Ormai Anna aveva dato fastidio a troppi con il suo impegno. E poi era una specie di spirale senza fine. Lei non riusciva a passare accanto alla sofferenza altrui e girarsi dall'altra parte. Così, chi non aveva più speranza di trovare giustizia finiva da lei, che trovava altre storie, altre notizie. *Putin non c'entra e nemmeno Kadyrov: è un idiota e durerà poco, lo ammazzeranno presto come hanno fatto con il padre. Secondo me, le ipotesi più credibili sono due. Sono stati dei militari che lei aveva denunciato per le violenze in Cecenia: molti credevano di ottenere gloria e medaglie con quello che facevano, e si sono trovati in carcere o in congedo. Più facile per loro prendersela con Anna che con chi li aveva mandati allo sbaraglio in una guerra sbagliata. Oppure sono stati i nemici di Putin, che hanno voluto "avvertirlo". L'omicidio è avvenuto nel giorno del compleanno di Putin e tra poco più di un anno si vota per il nuovo presidente... ===[[Vladimir Putin]]=== *L'assassinio della signora Politkovskaja è un grave danno per la leadership russa e specialmente per quella cecena. Un danno molto più grave di qualsiasi articolo di giornale. *La giornalista Politkovskaja era una voce critica contro l'attuale equilibrio di potere. In generale questo è tipico dei media, ma lei aveva assunto posizioni radicali. Negli ultimi tempi si era dedicata alla critica del potere in Cecenia. Ma la sua influenza politica non era molto grande. *Le rivelazioni della signora non hanno né danneggiato la politica di [[Ramzan Kadyrov|Kadyrov]] né creato ostacoli alla sua carriera politica. Ramzan Kadyrov appartiene ai gruppi che un tempo hanno combattuto contro le truppe federali in Cecenia. Negli organi di sicurezza e nelle istituzioni cecene oggi possono lavorare tutti, a prescindere dalle loro opinioni o dal loro passato. I rapporti di forza politici in Cecenia sono complessi, ma questo non è un motivo per un omicidio. Forse c'è stato fastidio o collera per l'attività della giornalista, ma non posso immaginarmi che un esponente ufficiale possa pianificare un crimine così orribile. ===[[Roberto Saviano]]=== *A difenderla c'erano solo i suoi libri e i suoi articoli. I suoi libri sono immediati, veloci, hanno la potenza della scoperta, della novità, dell'informazione sconosciuta e resa nota. Ed è questo ciò che l'ha esposta. *L'assassinio a oggi non ha colpevoli né mandanti. Ma le sue parole continuano a essere spine ficcate sotto le unghie e nelle tempie stesse del potere russo. *Queste parole sono una preghiera, pronunciata con tutte le possibili fasi liturgiche, al lettore che ha deciso di spendere il suo tempo. Una preghiera perché non dimentichi il sacrificio di chi ha deciso di raccontare. Una preghiera affinché possa sentire sin dentro la carne ogni ora della vita di Anna Politkovskaja, una vita spesso passata sapendo di avere una scadenza, ma certa che quella scadenza avrebbe riguardato solo il proprio corpo e diffuso, come le costellazioni, le proprie storie depositandole in ogni lettore che le avesse incontrate. ===[[Adriano Sofri]]=== *Anna sta davvero all'altro capo del mondo in cui spadroneggia Putin, e, dopo essersi guadagnata l'onore di associare al proprio nome il nome di un popolo martoriato, sicché non si possa nominare la Cecenia senza pensare a lei, e lei senza pensare alla Cecenia, si è anche guadagnata, impresa assai più ardua e malvista, il titolo di rappresentante dell'altra Russia. Benché in una minoranza che si è fatta in certi momenti così esigua da metterne a repentaglio l'incolumità stessa, alcuni russi hanno continuato a capire che in Cecenia non si trattava solo di soccorrere un popolo schiacciato, ma di riscattare la buona anima della Russia. *Ci sarà, forse, un giorno, un tribunale anche per i crimini di guerra in Cecenia. Gli articoli di Anna ne formeranno gli atti, e anche la sua vita e la sua morte. *Conoscere Anna Politkovskaja voleva dire sapere che gli assassini la braccavano. Non importa da dove: dal Cremlino o dagli stati maggiori, dal despota fantoccio della Cecenia o dalla deriva di gruppi e agenti segreti a metà fra il servizio al capo e i lavori in proprio, o da quale altro covo di brava gente patriottica, razzista e gonfia di odio. *Non solo non sappiamo proteggerle, le persone sulla cui porta l'odio e la menzogna hanno tracciato un segnale per gli assassini, ma ridiamo di loro, o esitiamo a resistere a chi ne ridicolizza la voce. [...] quando Anna denunciò d'essere stata avvelenata, si scherzò sulla sua megalomania o sulla sua paranoia. Si dava delle arie. E poi, addirittura, il veleno, come nelle favole e nei romanzetti. Aveva bevuto un tè, aveva avuto un mal di pancia, magari aveva paura di andarci davvero, a Beslan, e si era inventata vittima di un torbido complotto. Oggi si ride a denti più stretti delle storie di avvelenamenti, dopo che il tallio e il cesio e ora, trionfo della chimica politica, il polonio, hanno dispiegato la loro compiaciuta efficienza con un capo di Stato come Yuschchenko o un ex membro della confraternita come Litvinenko. C'era stato in Cecenia, un vero temibile terrorista islamista arabo, Khattab, ucciso dai russi col mezzo fiabesco di una lettera avvelenata. L'antica Tredicesima Sezione del sovietico KGB, riconvertita nel russo FSB, ha sempre vantato un curriculum di efficienza e fantasia negli omicidi a distanza. Casomai, dopo il tè di Rostov, la piccola sporca sparatoria in ascensore aggiungeva una nota di impazienza e di disprezzo al disbrigo della pratica di Anna. *Nonostante un'emancipazione femminile così spinta nell'URSS, il maschilismo della leadership sovietica prima e russa poi è restato fortissimo. Se Eltsin si illustrò per episodi imbarazzanti di gallismo traballante, Putin ha portato nello stile presidenziale un madornale virilismo da caserma. È significativo che agli occhi del mondo l'intrepida opposizione al virilismo di Putin si sia incarnata in una donna minuta e inerme come Anna, e che a spegnerne la voce sia occorsa la viltà di un sicario. *Potete trovare in rete qualche sequenza del funerale. C'era un migliaio di persone. Nessun rappresentante del governo russo, nessuna pubblica autorità. Putin era andato a Dresda, e lì stava stringendo la mano alla signora Merkel, molto commosso, perché in quella città aveva avuto negli anni Ottanta il suo apprendistato estero di agente del KGB – Putin si commuove sempre al ricordo del KGB. Non un solo rappresentante dei governi europei, nemmeno a titolo personale, si è fatto vedere, tanto meno dell'Unione – tuttavia il Parlamento europeo in seduta plenaria ha tributato l'omaggio di un minuto di silenzio alla memoria di Anna Politkovskaja. Non c'erano picchetti d'onore, né musiche da requiem o cantate al nome di Giovanna d'Arco, non premi Nobel né scrittori internazionali né leader dei movimenti per la pace, né una qualunque segretaria del segretario dell'ONU. (C'era Marco Pannella, e vada detto a suo merito.) Le Madri di Beslan, le Madri cecene, le Madri di soldati russi – forse ce n'era qualcuna: col cuore dovevano esserci in tante. Uscendo dall'incontro con la Merkel, Putin ha poi avvertito che la giornalista assassinata «aveva un'influenza minima sulla vita politica russa», e che «il suo assassinio reca più danno alla Russia e alla Cecenia che qualunque dei suoi articoli». I telegiornali governativi russi non hanno parlato del funerale; il canale Rossija ha dedicato mezzo minuto a una notizia sullo stato delle indagini. *Questa è la cifra di Anna, testimone e partecipe dei disastri della guerra. [...] Conosce l'ignobiltà, la prepotenza, e comunque l'impotenza e l'infantilismo dei giochi dei guerrieri, li svela, li rivela, li mette a confronto e ne segnala il vicolo cieco, ma è con le persone, con le donne, coi bambini, coi vecchi dagli occhi arrossati, con le madri dell'una e dell'altra parte che sta. Trovate poche generalità nei suoi scritti, così ostinati e incalzanti: trovate invece le persone e le loro storie tenacemente, minuziosamente, prolissamente seguite in ogni dettaglio, con una pazienza deliberata sotto la quale ribolle lo sdegno e la compassione. *Spaventoso è il numero dei giornalisti ammazzati in Russia – tre, e dei più in vista, solo della «Novaja Gazeta», il giornale di Anna. Ma senza niente togliere al loro sacrificio, in Anna è stato colpito qualcosa di più della libertà di stampa. In un'occasione, Anna dichiarò di aver messo a frutto la professione di giornalista per stare dalla parte delle vittime, e, quando fosse possibile, per portare loro aiuto. Lo fece davvero, che si trattasse di tenere per mano i vecchi da evacuare dall'ospizio di Groznyj abbandonato sotto il bombardamento, o di rifocillare con qualche bevanda gli ostaggi del teatro di Mosca prima della mattanza. ===[[Elena Tregubova]]=== *È stata la critica più coerente e incorruttibile di Putin e del suo regime politico. *Penso che {{NDR|Putin}} abbia cercato di ritrarre l'omicidio della Politkovskaja come una coincidenza.<br>Ma come può essere una coincidenza quando Putin ha sistematicamente distrutto la libertà di stampa e l'opposizione fin dal primo giorno della sua presidenza? *Se solo avessimo resistito prima a Mosca. Se così fosse, sono sicuro che un'altra giornalista dissidente, Anna Politkovskaja, sarebbe ancora viva oggi. ===[[Bernardo Valli]]=== *Anna Politkovskaja parlava di quel che vedeva e toccava con mano. Era difficile per lei immaginare le azioni di Vladimir Putin. Ma lo giudicava capace di qualunque cosa. *Anna raccontava i fatti, analizzava quello che vedeva. Tratteggiava i ritratti dei protagonisti, ne elencava delitti e viltà con la precisione e l'asciuttezza di cui pochi reporter sono dotati. Con un'audacia senza retorica. Virtù rara nei suoi colleghi. *Non poteva prevedere l'invasione dell'Ucraina. Ma giudicava il regime russo capace di azioni di grande viltà. Anche su larga scala. Basta leggere le righe che ha dedicato a Vladimir Putin. ===[[Walter Veltroni]]=== *Ai funerali di Anna Politkovskaja non c'erano né capi di Stato, né premi Nobel, né picchetti d'onore. Di madri di Beslan, cecene e dei soldati russi sì, probabilmente ce n'erano. Di sicuro col pensiero e col cuore erano in tante, strette alle duemila persone raccolte a rendere omaggio a una persona che avevano sempre sentito vicina, alla quale volevano bene. *Anna Politkovskaja è stata una donna coraggiosa e soprattutto, ed era questa la cosa a cui più teneva, una giornalista. Una vera giornalista, libera e autorevole. *Era un particolare tipo di giornalista. Quelli che sentiva essere i suoi doveri di cronista, li rispettava con una precisione delle informazioni e una cura dei resoconti davvero uniche. Ma andare a vedere e scrivere diventavano tutt'uno, per lei, con lo stare dalla parte delle vittime, dei più deboli, degli oppressi e degli sfruttati, e per quel che poteva, con il portar loro un concreto sostegno. Era una testimone straordinaria perché partecipe, non spettatrice. ===[[Serena Vitale]]=== *Anche se racconta le teste mozzate, la Politkovskaja non dà mai l'impressione di una pornografia della violenza, e questa è la differenza rispetto a ciò che vediamo a volte in televisione. *Ha avuto un coraggio estremo, persino in guerre piuttosto pasticciate e indecifrabili come quella della Cecenia, dove è andata da sola in un periodo in cui c'erano fazioni di ogni tipo. Lei, russa, va a scoprire le magagne proprio lì, nel paese su cui tutti piangevamo... Si è battuta perché non ammazzassero i ceceni ma soprattutto per i giovani russi mandati a morire come carne da macello. *Mi chiedo come faceva questa donna che scriveva e pubblicava le sue inchieste su "Novaja Gazeta" a uscire di casa, andare a fare la spesa, andare a prendere i figli, proseguire diritta per la sua strada come se nulla fosse, senza temere. Io non ne avrei il coraggio, per me è un eroe ma i tempi che creano gli eroi sono tempi orrendi. ===[[Demetrio Volcic]]=== *Alla domanda se il mandante dell'omicidio della Politkovskaja possa essere stato un militare, la risposta è: in linea di principio è possibile. Alla domanda se può essere stata uccisa dai ceceni collaborazionisti, la risposta è: in linea di principio è possibile. Alla domanda se i servizi segreti abbiano approvato questo e altri gesti simili, la risposta è: in linea di principio è possibile. Alla domanda se la morte della giornalista abbia qualche legame con l'assassinio di Litvinenko a Londra, la risposta è: in linea di principio è possibile. Alla domandase queste cose succedano alla vigilia delle elezioni per squalificare Putin, la risposta è: in linea di principio è possibile.<br>Molta parte della storia recente russa ha come unica risposta credibile: ''v principe vožmožno'', in linea di principio è possibile. *Il procuratore accusa i terroristi ceceni ma fa cenno anche a contatti con alcuni agenti dei servizi speciali dell'Fsb. Senonché, a un'attenta lettura si scopre un fatto curioso: gli agenti in questione sono tutti in via di pensionamento e la loro incriminazione coincide con la fine del loro impiego. *Le inchieste della Politkovskaja riguardano molti aspetti della società russa: dalla guerra in Cecenia alla vicenda degli oligarchi, dalle prepotenze dell'esercito alla corruzione dei politici. Per questo è immaginabile che i suoi nemici siano dappertutto. ===[[Anna Zafesova]]=== *Anna Politkovskaya ha svolto il suo lavoro negli anni più bui della Russia post-comunista, combattendo contro l'indifferenza, il razzismo che da fenomeno di sottocultura di periferia diventava quasi una retorica ufficiale, la violenza e il conflitto come strumento di politica, mentre una dopo l'altra le voci del dissenso venivano fatte tacere o si tacitavano. *I quattro spari nell'ascensore del numero 8 di via Lesnaya hanno avuto un'eco molto più forte in Europa e nel resto del mondo, mentre in Russia il sesto anniversario dell'omicidio è stato segnato più modestamente dall'autorizzazione, da parte del comune di Mosca, di installare sulla sede della redazione della ''Novaya Gazeta'' una lapide in memoria di Anna. *Il nome di Politkovskaya in patria rimane largamente sconosciuto. In Europa la sua sorte, e quella dei suoi colleghi, è una delle prime domande che vengono rivolte a chi parla di Russia. Sembrava quasi che avesse ragione Vladimir Putin che, nel commentare la sua morte senza nemmeno esprimere il minimo di cordoglio richiesto dall'educazione, diceva che era "una sconosciuta", in un mondo dove i lettori e gli spettatori sembravano accontentarsi della propaganda governativa. *Quando Anna Politkovskaya venne uccisa, 10 anni fa, nel giorno del compleanno del presidente russo, Putin disse che era «poco conosciuta in patria». Era vero, ed è vero oggi. Dieci anni dopo, il paesaggio mediatico in cui l’inviata in Cecenia della Novaya Gazeta pagò il suo lavoro con la vita, appare un paradiso della libertà di stampa. Oggi le voci critiche sono quasi tutte esiliate nella Rete, e l’inviato del Primo canale tv dopo una conferenza stampa viene beccato (da un cronista della Novaya, guarda caso) a urlare al telefono con i suoi superiori: «Ditemi che linea ideologica devo prendere, porca p...!». *Quella di Anna Politovaskaja non è una morte misteriosa, ma un omicidio. Hanno fatto 40 processi, si sa perfettamente chi l'ha uccisa. Non abbiamo la conferma in sede giudiziaria di chi sia il mandante, ma non si può chiamarla "morte misteriosa". A parte che è stata uccisa in modo estremamente pubblico, è stata una esecuzione. Certo, se si fa una lista "come si muore sotto Putin" viene fuori un po' di tutto. Oppositori di Putin, oligarchi, ammazzatine criminali, gente che è morta perché ha deciso di buttarsi giù dalla finestra... ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Bibliografia== *Anna Politkovskaja (2003), ''Cecenia. {{small|Il disonore russo}}'', traduzione di Agnès Nobécourt e Alberto Bracci, Fandango tascabili, Roma, 2009. ISBN 978-88-6044-105-8. *Anna Politkovskaja, ''Un piccolo angolo d'inferno'' (2003), traduzione di Isabella Aguilar, Rizzoli, Milano, 2023. ISBN 978-88-17-18149-5. *Anna Politkovskaja, ''La Russia di Putin'' (2004), traduzione di Claudia Zonghetti, Adelphi Edizioni, Milano, 2005. ISBN 978-88-459-3692-0. *Anna Politkovskaja, ''Diario russo. {{small|2003-2005}}'' (2007), traduzione di Claudia Zonghetti, Adelphi Edizioni, Milano, 2022. ISBN 978-88-459-3711-8. *Anna Politkovskaja, ''Per questo. {{small|Alle radici di una morte annunciata. Articoli 1999-2006}}'' (2007), traduzione di Claudia Zonghetti, Adelphi Edizioni, Milano, 2022. ISBN 978-88-459-3710-1. *Anna Politkovskaja, ''Proibito parlare. {{small|Cecenia, Beslan, teatro di Dubrovka: Le verità scomode della Russia di Putin}}'' (2007), a cura di Erika Casali, Martina Cocchini e Davide Girelli, Mondadori Libri S.p.A., Milano, 2022. ISBN 978-88-04-75671-2. ==Voci correlate== *[[Aleksandr Politkovskij]], marito *[[Libertà dei media in Russia]] *[[Opposizione a Vladimir Putin in Russia]] *[[Russia sotto Vladimir Putin]] *[[Seconda guerra cecena]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{vetrina|19|marzo|2024|giornalisti}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Politkovskaja, Anna}} [[Categoria:Dissidenti russi]] [[Categoria:Giornalisti russi]] hf9kqxqrtidgjz5ydrbp7xd00hw4422 Vocazione 0 30695 1409946 1186293 2026-04-09T13:31:54Z Ziv 100779 ([[c:GR|GR]]) [[File:The Calling of Saint Matthew by Carvaggio.jpg]] → [[File:Caravaggio — The Calling of Saint Matthew.jpg]] → File replacement: Updating from a low-quality version to a higher-quality version ([[c:c:GR]]) 1409946 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Caravaggio — The Calling of Saint Matthew.jpg|thumb|right|Caravaggio, la chiamata di Matteo]] Citazioni sulla '''vocazione'''. *Dio ci ha creati, e a lui spetta di indicarci la nostra vocazione. Come fare a conoscere il suo pensiero? Ma! domandandolo a lui, nella preghiera; mentre le qualità di cui ci ha forniti, ci diranno anch'esse per dove bisogna andare. ([[Innocenzo Alfredo Russo]]) *Dio chiama a sé le anime attraverso molte vie: la vocazione religiosa nasce in un cuore talvolta improvvisamente, talvolta invece matura lentamente. ([[Antonio Ricciardi]]) *Dove c'è una vocazione occorre che ci sia una vittima. ([[Santina Campana]]) *Il cinema non è un dono, ma una vocazione. I registi sono i santi del nostro tempo: danno la loro vita affinché la verità sia detta su pellicola. ([[Yusuf Shahin]]) *Il dovere di promuovere le vocazioni sacerdotali spetta a tutta la comunità cristiana. (''[[Optatam Totius]]'') *Io sono mortificato, sono mortificato perché mi sono meritato l'epiteto: "Hitler della prima liceo". Sono mortificato perché ho mancato di darvi quello che è vostro diritto, domandare a me in quanto vostro maestro, comprensione, incoraggiamento, umanità. Ho degradato la vocazione più nobile che un uomo possa seguire: la cura e la formazione dei giovani. Quando sono arrivato in questa scuola ero ancora convinto che io avessi la vocazione di insegnare, sapevo quello che volevo fare, ciononostante non l'ho mai fatto. Non posso invocare scuse, io ho fallito e miseramente fallito, posso solo sperare che troverete nel vostro cuore, voi e gli innumerevoli altri che vi hanno preceduto la capacità di perdonarmi per avervi abbandonato. Non troverò facile riuscire a perdonare me stesso. È tutto. (''[[I ricordi di Abbey]]'') *Il Signore mi chiama oggi, non so se mi chiamerà domani. ([[Giuseppe Allamano]]) *L'[[amore]] è la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano. ([[Papa Giovanni Paolo II]]) *L'uomo è nato per creare. La vocazione umana è di immaginare, inventare, osare nuove imprese. ([[Michael Novak]]) *La mia vocazione missionaria credo che sia nata... insieme a me. ([[Magdeleine Hutin]]) *La ragione più alta della dignità dell'uomo consiste nella sua vocazione alla comunione con Dio. (''[[Gaudium et Spes]]'') *La vocazione alla religione è la maggior gratia che Dio possa fare a suoi eletti dopo il battesimo. ([[Maria Maddalena de' Pazzi]]) *La vocazione dell'uomo è di essere capo. [...] La vocazione della donna è invece di essere madre in senso pieno, nel corpo e nell'anima. ([[Henry Guiochet]]) *La vocazione non è frutto di un progetto umano o di un'abile strategia organizzativa. Nella sua realtà più profonda, è un dono di Dio, un'iniziativa misteriosa e ineffabile del Signore, che entra nella vita di una persona seducendola con la bellezza del suo amore, e suscitando di conseguenza un donarsi totale e definitivo a questo amore divino. ([[Papa Benedetto XVI]]) *La vocazione non la si trova semplicemente dopo aver riflettuto ed esaminato le varie strade: è una risposta che si ottiene con la preghiera. ([[Edith Stein]]) *La vocazione spirituale di ogni singolo uomo non può essere distrutta o assorbita da una ipotetica vocazione collettiva; non per il proletariato o per la razza o per lo Stato Dio mi ha messo al mondo, ma per sviluppare nella mia vita interiore e nella mia vita di relazione la chiamata santa alla verità ed al bene. ([[Giorgio La Pira]]) *Le vere vocazioni sono quelle in cui non dai mai per dato il tuo credo. Lo metti in crisi, lo frantumi e lo recuperi con lo stesso movimento che ha la vita. ([[Iaia Forte]]) *Lo studio, la possibilità di svolgere una professione che possa essere utile al riscatto dei poveri e degli ultimi, sono il terreno e gli strumenti per tener fede ai nostri sogni, alla nostra vocazione. ([[Paolo Giuntella]]) *Mi hanno detto che perfino in seminario ci sono dei ragazzi che si tormentano per trovare la loro vocazione. Se gli aveste detto fin dalle elementari che la vocazione l'abbiamo tutti eguale: fare il bene là dove siamo, non sciuperebbero gli anni migliori della loro vita a pensare a se stessi. (''[[Lettera a una professoressa]]'') *Molte volte avevo fantasticato sul mio futuro, avevo sognato ruoli che mi potevano essere destinati, poeta o profeta o pittore o qualcosa di simile. Niente di tutto ciò. Né io ero qui per fare il poeta, per predicare o dipingere, non ero qui per questo. Tutto ciò è secondario. La vera vocazione di ognuno è una sola, quella di conoscere se stessi. Uno può finire poeta o pazzo, profeta o delinquente, non è affar suo, e in fin dei conti è indifferente. Il problema è realizzare il suo proprio destino, non un destino qualunque, e viverlo tutto fino in fondo dentro di sé. ([[Hermann Hesse]]) *''Morire | È un'arte, come qualsiasi altra cosa. | Io lo faccio in un modo eccezionale | Io lo faccio che sembra un inferno | Io lo faccio che sembra reale. | Ammetterete che ho la vocazione''. ([[Sylvia Plath]]) *Nel rapporto con i genitori sta talora la radice di quelle paure vocazionali che spesso ci affliggono: la paura a decidersi, ad affidarsi. ([[Carlo Maria Martini]]) *Nella parrocchia tutta la pastorale dovrebbe essere attraversata dalla linea vocazionale insieme alla linea missionaria: "tutti chiamati, tutti mandati". ([[Pino Puglisi]]) *Noi non abbiamo il diritto di giudicare la vocazione del prossimo dal carattere della nostra. ([[Raïssa Maritain]]) *Non ha importanza la forma della chiamata. È una cosa tra Dio e me. Ciò che è importante è che Dio chiama ciascuno in modo differente. Noi non abbiamo alcun merito. L'importante è rispondere con gioia alla chiamata. ([[Madre Teresa di Calcutta]]) *Non si prega indipendentemente dalla vocazione ricevuta, ma, partendo da essa, ci si pone davanti al Signore quasi pregustando le dolcezze del ministero. ([[Mauro Piacenza]]) *Ogni [[sacerdote]] ha così la misura del fuoco che arde nella sua anima e la misura sono le vocazioni. ([[Fulton J. Sheen]]) *Ogni vocazione è una vocazione alla maternità: fisica, spirituale, morale, perché Dio ha posto in noi l'istinto della vita. Prepararsi alla propria vocazione è prepararsi a dare la vita. ([[Gianna Beretta Molla]]) *Questo, proprio questo il mistero della mia vocazione, della mia vita tutta, e in particolare il mistero dei privilegi di Gesù sull'anima mia. Gesù non chiama quelli che sono degni, bensì chi vuole lui. ([[Teresa di Lisieux]]) *Rimettersi completamente a Dio è trovare il cammino della libertà vera. Perché volgendosi a Dio, l'uomo diventa se stesso. Ritrova la sua vocazione originaria di persona creata a sua immagine e somiglianza. ([[Papa Benedetto XVI]]) *Se non conoscete nel profondo del cuore che Gesù ha sete di voi, non potete cominciare a conoscere ciò che egli vuole essere per voi, e ciò che egli vuole voi siate per lui. ([[Madre Teresa di Calcutta]]) *Tutte le pietre preziose, gettate nel miele, diventano più splendenti, ognuna secondo il proprio colore, così ogni persona si perfeziona nella sua vocazione, se l'unisce alla devozione. ([[Francesco di Sales]]) *Tutti i sacerdoti dimostrino il loro zelo apostolico soprattutto nel favorire le vocazioni. (''[[Optatam Totius]]'') *Una volta conosciuta, anche confusamente, la vocazione personale deve essere rispettata fedelmente e coerentemente obbedita. ([[Carlo Gnocchi]]) *Vivi gioisci e attua la costruzione del regno di Dio mediante la tua vocazione. ([[Oreste Benzi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=vocazione|w|w_preposizione=riguardante la|wikt=vocazione}} [[Categoria:Concetti del cristianesimo]] [[Categoria:Sociologia della religione]] kqlkuk18upnn16lvzl2pqrcf9yo3m6e Credere 0 48551 1409988 1301110 2026-04-10T06:40:42Z Spinoziano 2297 +1 1409988 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Knowledge and Belief.jpg|thumb|upright=1.5|''Conoscenza e credenza'' (A. Mironov, 2007)]] Citazioni sul '''credere'''. ==Citazioni== *A volte si finisce per credere una cosa semplicemente perché si vorrebbe che fosse vera. (''[[X-Files]]'') *Alcuni sostengono che ciò che si crede diventa vero, ma il povero malato che ha sperato invano non sarebbe certamente d'accordo. ([[Fausto Cercignani]]) *Bisogna essere sempre estremamente prudenti nel credere ai credenti. ([[Aldous Huxley]]) *Bisogna soprattutto preoccuparsi perché sia conservato ciò che in ogni luogo, sempre e da tutti è stato creduto. ([[Vincenzo di Lerino]]) *C'è molto a cui credere: alla forza dei valori umani che con i millenni il cervello ha elaborato progressivamente per raggiungere una coscienza etica. ([[Umberto Veronesi]]) *Certo è sbagliato non credere mai, ma è colpa ben più grave credere a tutto. ([[Fernando de Rojas]]) *Chi crede non vuole pensare, ma spostare montagne, diventare beato, avere molto: Dio, immortalità, felicità eterna. Forse è per questo che non vuole pensare? Forse non ne è affatto capace? In ogni caso non deve. Spesso non ne ha bisogno, perché altri se ne incaricano per lui. ([[Karlheinz Deschner]]) *Chi non crede in Dio non è vero che non crede in niente perché comincia a credere a tutto. (attribuita a [[Gilbert Keith Chesterton]]) *Ci sono due categorie di uomini: i giusti che si credono peccatori, e i [[peccato (religione)|peccatori]] che si credono giusti. ([[Blaise Pascal]]) *''Cred'io ch'ei credette ch'io credesse.'' ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'') *Credere + [[Dubitare]] = [[Saggezza]] ([[Barbara Kruger]]) *Credere significa liberare in se stessi l'indistruttibile, o meglio: liberarsi, o meglio ancora: essere. ([[Franz Kafka]]) *Credere una cosa perché si è udito dirla, e perché non si è avuta cura di esaminarla, fa torto all'intelletto dell'uomo. ([[Giacomo Leopardi]]) *Credi per [[comprendere]]: comprendi per credere. ([[Agostino d'Ippona]]) *"Credo, ma non sono praticante" che vuol dire? Io non ho mai incontrato un diavolo ateo, tutti i diavoli credono e non sono praticanti, perché hanno disubbidito a Dio. ([[Gabriele Amorth]]) *Credo perché è [[assurdo]]. (attribuita a [[Tertulliano]]) *Dalla vita di un uomo, dalle sue azioni, oggi come anche allora, non si può in alcun modo venire a sapere se egli è credente o no. [...] l'intelligenza, l'onestà, la rettitudine, la coscienza morale per lo più si incontravano in persone che si riconoscevano non credenti. ([[Lev Tolstoj]]) *Devi credere. Se il tuo cuore è puro, avrai successo. (''[[Metal Gear Solid]]'') *È molto difficile per un uomo credere abbastanza energicamente in qualcosa, in modo che ciò che crede significhi qualcosa, senza dare fastidio agli altri. ([[Ezra Pound]]) *È perfettamente possibile essere atei e credere nella credenza in Dio. Una simile persona non crede in Dio, ma pensa ciononostante che credere in Dio sarebbe una meravigliosa condizione mentale, se solo fosse possibile deciderlo. Le persone che credono nella credenza in Dio cercano di convincere gli altri a credere in Dio e, ogni volta che vedono affievolirsi la loro credenza in Dio, fanno il possibile per rinvigorirla. ([[Daniel Dennett]]) *È pericoloso credere e pericoloso non credere. ([[Fedro]]) *Gli argomenti speculativi non spingono gli uomini a credere in un Dio, molti vi credono solo perché non sanno liberarsi dagli insegnamenti appresi nell'infanzia: nell'uomo c'è il desiderio di credere in Dio per bisogno di sicurezza e di protezione. ([[Bertrand Russell]]) *Ho bisogno di credere perché – nonostante il mio peso – mi sento piccolo di fronte a quello che c'è intorno a me. Se non credo sono fregato. A una conferenza ho detto: "Non esiste al mondo un uomo o una donna che non ha bisogno di credere in qualche cosa". Un ragazzo si è alzato dicendo: "Io sono ateo!". "Bene", gli ho risposto, "lei allora crede che Dio non esiste, quindi crede in qualche cosa". ([[Bud Spencer]]) *''I credenti nelle chiese | si ubriacano di eternità. | Ma io do spallate al cielo | e rimescolo la tenebra''. ([[Sergej Aleksandrovič Esenin]]) *[''I'']''l miser suole | dar facile credenza a quel che vuole''. ([[Ludovico Ariosto]]) *L'[[Ateismo|ateo]] non ha alcuna predisposizione in più del credente per agire scorrettamente e, d'altro lato, le leggi divine non garantiscono affatto la buona condotta di chi crede in [[Dio]]. ([[Nando Tonon]]) *L'esigenza del credere è insopprimibile. Risponde a un bisogno di sicurezza quando a noi manca: e ciò capita spesso. ([[Nando Tonon]]) *La credenza in un potere invisibile ed intelligente è stata sempre diffusa largamente nella razza umana, in tutti i luoghi e in tutte le età, ma non è mai stata così universale da non ammettere eccezioni, né ha suggerito idee affatto uniformi. Si è scoperto qualche popolo privo di sentimenti religiosi, se c'è da credere a quel che dicono i viaggiatori e gli storici; ma non esistono due popoli, e neppure due uomini qualsiasi, che siano perfettamente convinti della medesima opinione. ([[David Hume]]) *Molti possono essere costretti ad affermare qualcosa, nessuno a credervi. ([[Francesco Petrarca]]) *Negare bene, credere bene, [[dubbio|dubitare]] bene sono per l'uomo quel che è il correre per il cavallo. ([[Blaise Pascal]]) *Non cerco infatti di comprendere per credere, ma credo per comprendere. Poiché credo anche questo: che "se non avrò creduto non potrò [[comprendere]]". ([[Anselmo d'Aosta]]) *Non credete a nulla di quanto sentite dire e non credete che alla metà di ciò che vedete. ([[Edgar Allan Poe]]) *Non importa ciò che credi; ciò che conta è perché lo credi, e quanto puoi mostrare che sia accurato ciò che credi. ([[Aron Ra]]) *Non scegli tu le cose in cui credere. Sappi che loro scelgono te. (''[[Minority Report]]'') *Non so perché la gente abbia bisogno di credere in qualcuno. O in qualcosa. Davvero, non lo so. Credetemi. (''[[Rat-Man]]'') *Non vi è nulla di più potente sull'anima. Una credenza è l'opera del nostro spirito; ma noi non siamo liberi di modificarla a piacere nostro. Essa è una nostra creazione; ma noi non lo sappiamo; è umana, e la crediamo un dio; è l'effetto della nostra potenza, ed è più forte di noi; è in noi; non ci abbandona mai; ci parla in tutti i momenti. Se essa ci dice di obbedire, obbediamo; se c'indica dei doveri, ci sottomettiamo. L'uomo può dominare, è vero, la natura, ma è soggetto al proprio [[pensiero]]. ([[Fustel de Coulanges]]) *Ogni uomo crede solo in ciò in cui s'imbatte. ([[Empedocle]]) *O credente, ammetto che hai un ideale, e il tuo lume nella tua foresta; pensi che io non abbia il mio? Ma mentre il tuo l'hai ricevuto e accettato senza quel severissimo esame che il problema merita, se ha qualche importanza; e mentre ti giunge dalla bocca altrui, bell'e fatto e articolato, il mio si forma nei miei tentativi − ed è inseparabile da essi, se addirittura non vi si confonde completamente. È la ricerca il mio espediente, e non potrei trovare niente che valga di più della propria ricerca, compreso l'ideale da assegnarsi. ([[Paul Valéry]]) *O si crede o non si crede. Il mistero rimane tale e forse un giorno, se esiste, lo sveleremo per intero. ''Post mortem''. ([[Nando Tonon]]) *Per credere, è d'uopo voler credere, è d'uopo amare fortemente il vero. ([[Silvio Pellico]]) *{{NDR|A [[Tommaso apostolo|Tommaso]]}} Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno! ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Giovanni]]'') *Quali terribili sofferenze mi è costata – e mi costa tuttora – questa sete di credere, che tanto più fortemente si fa sentire nella mia anima quanto più forti mi appaiono gli argomenti ad essa contrari! ([[Fëdor Dostoevskij]]) *Quando si crede bisognerebbe lottare per non ridurre Dio a un piccolo idolo domestico. ([[Fabrice Hadjadj]]) *Quel che conta è solo credere nella propria causa. E magari l'avversario crede nella causa opposta! ([[Elias Canetti]]) *Se credere è difficile, non credere è morte certa. ([[Carlo Carretto]]) *Se dunque qualcuno vuol conoscere quello che deve credere, deve rendersi conto che non potrà capire di più parlandone, che credendo. ([[Colombano di Bobbio]]) *Se un uomo crede in modo sufficientemente fervido, agli occhi di chi lo guarda diventa irreale. E più tenacemente crede, più ciò in cui crede diventa irreale quanto lui. Dice che tutto ciò è bellezza. Dice che questa è l'utile bellezza dell'uomo e del suo credo agli occhi di Dio e dell'Universo. ([[Maurizio Maggiani]]) *Si rischia egualmente sia a credere troppo, sia a credere troppo poco. ([[Denis Diderot]]) *Sono una credente, ma non in un dio specifico, non quello che ci hanno inculcato da bambini. Sento l'esistenza di qualcosa di grande da scoprire, forse la vita neppure ci basterà. È il fascino del mondo senza barriere. ([[Irma Testa]]) *Tutto è possibile per chi crede. ([[Gesù]]) *Una religione è viva soltanto prima che vengano elaborati i dogmi. Si crede davvero soltanto finché si ignora a che cosa esattamente si deve credere. ([[Emil Cioran]]) ===[[Stanisław Jerzy Lec]]=== *C'è chi vorrebbe capire ciò in cui crede, e chi vorrebbe credere in ciò che capisce. *Con lo stesso [[cervello]] posso pensare e credere? *Gli uni credono di credere, gli altri credono di non credere. *Se sono credente? Solo Iddio lo sa. ==Proverbi== ===[[Proverbi italiani|Italiani]]=== *A chi non vuol credere, poco valgono mille [[Testimonianza|testimoni]]. *A chi non vuol credere sono inutili tutte le [[Prova (diritto)|prove]]. *Triste e guai, chi crede troppo e chi non crede mai. ====[[Proverbi toscani|Toscani]]==== *A chi s'[[Amore|ama]] si crede. *Chi ama crede. *Chi è reo, e buono è tenuto, può fare il male che non è creduto. *Chi non crede alla buona [[madre]], crede poi alla mala matrigna. ==Voci correlate== *[[Fede]] *[[Incredulità]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Credenza|etichetta=credenza|preposizione=sulla|wikt|wikt_etichetta=credere}} [[Categoria:Azioni]] [[Categoria:Conoscenza]] [[Categoria:Percezioni]] [[Categoria:Posizioni e teorie filosofiche]] [[Categoria:Religione]] lmnoz73fdq3rsjblxl2augm81uknx3z Rush Hour 3 - Missione Parigi 0 81724 1409980 1409926 2026-04-09T20:51:04Z Udiki 86035 1409980 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = Rush Hour 3 - Missione Parigi |titolooriginale = Rush Hour 3 |immagine = |paese = Stati Uniti d'America / Germania |annouscita = 2007 |genere = commedia, azione |regista = [[Brett Ratner]] |soggetto = [[Ross LaManna]] |sceneggiatore = [[Jeff Nathanson]] |attori = * [[Jackie Chan]]: Detective Lee * [[Chris Tucker]]: Detective James Carter * [[Noémie Lenoir]]: Geneviève * [[Yvan Attal]]: George * [[Hiroyuki Sanada]]: Kenji * [[Max von Sydow]]: Reynard * [[Zhang Jingchu]]: Soo Yung * [[Tzi Ma]]: Ambasciatore Han * [[Youki Kudoh]]: Jasmine * [[Roman Polański]]: Detective Revi * [[Philip Baker Hall]]: Cap. Diel * [[Youki Kudoh]]: Lady Dragon * [[Dana Ivey]]: Suor Agnes * [[Julie Depardieu]]: Paulette |doppiatoriitaliani= * [[Angelo Maggi]]: Detective Lee * [[Nanni Baldini]]: Detective James Carter * [[Daniela Calò]]: Geneviève * [[Franco Mannella]]: George * [[Simone Mori]]: Kenji * [[Luciano De Ambrosis]]: Reynard * [[Beatrice Orlandini]]: Soo Yung * [[Pino Ammendola]]: Detective Revi * [[Bruno Alessandro]]: Cap. Diel * [[Alessandra Muccioli]]: Lady Dragon * [[Alina Moradei]]: Suor Agnes * [[Roberta Gasparetti]]: Paulette }} '''''Rush Hour 3 – Missione Parigi''''', film statunitense del 2007 con [[Jackie Chan]] e [[Chris Tucker]], regia di [[Brett Ratner]]. ==Frasi== *{{NDR|Origliando da dietro una porta i rumori della lotta di Lee e fraintendendo}} Questa è la versione porno de ''[[La tigre e il dragone]]''. ('''Carter''') *{{NDR|Riferendosi a Lee}} Una cosa ce l'ha! Ha me! Il suo fratellino cioccolatino! ('''Carter''') *{{NDR|Riferendosi a Soo Yung}} Liberala subito o faccio fuori te e i tuoi Take That asiatici. ('''Carter''') *Mi dispiace fratello, non sarei dovuto entrare in questa storia. Addio Lee. ('''Kenji''') {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}} ==Dialoghi== *'''Lei''': Posso aiutarvi?<br />'''Carter''': Qui le facciamo noi le domande, capito? Lei chi è?<br />'''Lei''': Lei.<br />'''Carter''': Non io, lei!<br />'''Lei''': Sì, io sono Lei.<br />'''Carter''': Risponda alla mia domanda, lei chi è?<br />'''Lei''': Gliel'ho già detto.<br />'''Carter''': Lei è sordo?<br />'''Lei''': No, Lei è cieco.<br />'''Carter''': Non sono cieco, lei è cieco.<br />'''Lei''': È quello che io ho appena detto.<br />'''Carter''': Ha appena detto cosa?<br />'''Lei''': Io no ho mai detto cosa, l'ha detto lei.<br />'''Carter''': Lo stavo domandando a lei.<br />'''Lei''': E Lei ha risposto.<br />'''Carter''': Zitto, basta, lei. {{NDR|rivolgendosi a Me}}<br />'''Lei''': Sì?<br />'''Carter''': Non lei, lui. Come si chiama?<br />'''Me''': Me.<br />'''Carter''': Sì, lei.<br />'''Me''': Io sono Me.<br />'''Lei''': Lui è Me e io sono Lei.<br />'''Carter''': E io prendo tutti a calci nel culo. Sono stanco di questi giochetti, lui, me, prendo tutti a calci nel culo qui. Lui lo prendo a calci nel culo. Mi avete rotto! *'''Carter'''{{NDR|A George riferendosi a Detective Revi}}: Ehi io e il mio amico siamo appena stati stuprati da un francese molto piccolo.<br />'''Lee''': Che portava un anello molto grande! *'''Geneviève''': Ti piaccio?<br />'''Carter''': Talmente tanto che ci saranno due torri Eiffel questa sera a Parigi! ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Rush Hour 3 - Missione Parigi''}} {{Rush Hour}} [[Categoria:Film commedia d'azione]] 4vxjyvahvtpkmhk9oicl6o2blcfh68d Red Hot Chili Peppers 0 94749 1409993 1409859 2026-04-10T08:07:15Z SirPsych0 33615 /* Citazioni sui Red Hot Chili Peppers */ 1409993 wikitext text/x-wiki [[File:RHCP Live in London 26 June 2022.jpg|miniatura|upright=1.4|I Red Hot Chili Peppers nel 2022]] '''Red Hot Chili Peppers''', gruppo rock statunitense attivo dal 1982. ==Citazioni tratte da canzoni== ===''The Red Hot Chili Peppers''=== '''Etichetta''': EMI, 1984, prodotto da Andy Gill. *''Bene, sto per cavalcare un cavallo dai denti a sciabola attraverso le colline di Hollywood | l'ovest più lontano, più remoto | si, è così che mi sento | Bene, scavo nella sporcizia e scavo nella polvere, arrostiscono i miei pasti''. :''Well, I'm gonna ride a saber tooth horse through the Hollywood hills | the farther west, the farther out | yeah, that's the way I feel | well, I dig the dirt an' I dig the dust I barbecue my meals''. (da ''True Men Don't Kill Coyotes'', n. 1)<ref name="sherman">Testi di Anthony Kiedis, Flea, Jack Sherman e Cliff Martinez.</ref> *''La passione sgocciola dagli occhi del [[coyote]] | riesce ad assaporare il suo sangue | e il sangue non mente mai, muori viso pallido! | i veri uomini non uccidono i coyote''. :''Passion dripping from the coyote's eyes | he can taste his blood | an' blood never lies pale face die | true men don't kill coyotes''. (da ''True Men Don't Kill Coyotes'', n. 1)<ref name="sherman"/> *''Per le strade della città, tenevo i dischi in tasca | farò sentire i Chili Peppers così il pubblico potrà scatenarsi | mi scusi signore, non sentirà il mio pensiero? | suono in un gruppo, sì, ci chiamiamo i Red Hot | mentre sono via, amico, non ho timore | non ho tempo per dare pacche sulle spalle e parlare''. :''On the city streets, I got the tunes in my pocket | I'll play the Chili Peppers so the public can rock | excuse me mister, won't you hear my thought? | I play in a band, yeah, we're called the Red Hots | while I'm away, boy, I'm afraid not | I've got no time to flick and talk''. (da ''Baby Appeal'', n. 2)<ref name="sherman"/> *''Quando stai solo fermo in piedi o seduto tranquillo | pensa alle [[rana|rane]] che traggono un gran piacere dal saltare, | prendi una piccola lezione dai [[canguro|canguri]], | non lo sai che stanno saltando come matti, salta tu!'' :'' When you're just standing or sitting still | think about the frogs gettin' a thrill, | take a little lesson from the kangaroos, | don't you know they're jumpin' foos, jump you!'' (da ''Get Up and Jump'', n. 4)<ref name="slovak">Testi di Anthony Kiedis, Flea, Hillel Slovak e Jack Irons.</ref> *''Siamo tutti un gruppo di fratelli che vivono in modo figo | insieme ad altri sei milioni in questo posto chiamato LA | LA è il posto giusto, mi dà fuoco in fiamme | per me, è una corsa attraverso un labirinto di raccolta del cotone | la città mi fa saltare, ha un sacco di ragazze cattive | beh, certo, ci sono alcuni imbecilli, ma ho ancora i miei calci''. :''We're all a bunch of brothers living in a cool way | along with six million others in this place called LA | LA is the place, sets my mind ablaze | for me, it's a race through a cotton-picking maze | the town makes me jump, it's got a bunch of bad chicks | well sure, it's got some chumps, but I still get my kicks''. (da ''Out in L.A.'', n. 8)<ref name="slovak"/> *''L'[[elicottero]] della polizia passò velocemente in cielo, | l'elicottero della polizia che atterra sul mio occhio.'' :'' Police helicopter shot the sky | police helicopter landin' on my eye.'' (da ''Police Helicopter'', n. 9)<ref name="slovak"/> ====Citazioni su ''The Red Hot Chili Peppers''==== *All'inizio eravamo un band esplosiva, però il nostro primo album non era affatto un disco esplosivo. ([[Flea]]) *In via del tutto teorica, l'omonimo debutto dei Red Hot Chili Peppers è un capolavoro del rock. Peccato che sia un disco brutto. Tuttavia, a livello filosofico rimane rivoluzionario: quasi nessuno con la pelle bianca prima di questi sei ragazzi [...] aveva contaminato in modo così assurdo e scanzonato il rock con il funky e il rap. Naturalmente, tradurre il pensiero in un'azione compiuta è un percorso impegnativo, ecco perché le dieci canzoni di The Red Hot Chili Peppers [...] sono musica che raramente prende consistenza. Ma sotto lo slappare del basso maniacale di Flea, sotto il cantare acerbo e talvolta sfiatato di Kiedis e sotto il tambureggiare di Martinez, c'è l'istinto degli occhi della tigre [...]. Ecco, su quest'esordio manca quell'irresistibile arroganza che li renderà appunto i Red Hot Chili Peppers. ([[Gianni Della Cioppa]]) *''Mommy Where's Daddy'' ha diversi elementi che la rendono speciale. Flea, Cliff e io componemmo la musica con naturalezza e facilità e rapidamente ne facemmo una prova poi tutti assieme. Il suo essere più funky e groovy la rendeva diversa dal restante materiale che virava dal punk intenso fino all'hard rock. Poi quando l'andammo a registrare come demo, fu la prima del cd. Sentii il timbro vocale e il testo. Ne fui veramente colpito e dissi a Anthony quanto rendesse efficace il tutto. Il testo faceva venire la pelle d'oca anche se non era perfetto. Flea decise di interpretare la parte della bimba come fosse un dialogo tra padre e figlia e la cosa era veramente divertente [...]. Mi piace molto anche ''Green Heaven'' perché è tra le più naturali nel cd. Per farti capire, quel solo venne registrato tutto in presa diretta in un canale a sé [...]. Mi piace molto ottenere tutti i tipi di suoni diversi e approcciare in stili e ho avuto modo di dare il mio contributo a quel disco. ''Grandpappy Du Plenty'' fu divertente, creare tutto quel sound bizzarro. E Dave Jerden mi disse [...] dopo aver registrato Baby Appeal, che non riusciva a togliersi dalla testa quel riff di chitarra. ([[Jack Sherman]]) *Per quanto riguarda l'aspetto giullaresco, questa è roba di buon cuore (e come giullaresca, dovrebbe esserlo). Il motivo per cui non è del tutto convincente non è nemmeno il fatto che sia di buon cuore: la band è abbastanza oltraggiosa, anche se probabilmente non nel modo in cui pensa di esserlo. Forse c'è un indizio in questa misteriosa osservazione del portavoce Flea: 'Grandmaster Flash e Kurtis Blow hanno grandi 'rap', ma non una musica così grande che li accompagni.' In un bassista, questa è una seria delusione . ([[Robert Christgau]]) ===''Freaky Styley''=== '''Etichetta''': EMI, 1985, prodotto da George Clinton. [[File:HillelSlovak1983 (cropped).jpg|thumb|Hillel Slovak, fondatore e chitarrista originario della band, morì nel 1988 in seguito ad un'overdose di eroina: «ho sempre avuto un profondo legame con Hillel. Aveva la capacità di far superare alle persone le barriere che erigevano per non rivelare più di tanto agli altri». ([[Anthony Kiedis]])]] *''Sono un uomo della [[giungla]], | sono un uomo della giungla, | sono un uomo della giungla, | riesco ad avere tutti i cespugli che posso.'' :''I am a jungle man, | I am a jungle man, | I am a jungle man, | I get all the bush I can.'' (da ''Jungle Man'', Side 1, n. 1)<ref name="martinez">Testo scritto da Anthony Kiedis, Flea, Hillel Slovak e Cliff Martinez.</ref> *''Oh, dammi una casa | dove vaga il bufalo | e dove la morte di una razza è un gioco, | dove raramente si sente | una parola di pace, | pronunciata dal bianco povero | che uccise appena vennero loro, | benché queste parole scavino a fondo | non offrono nessun sollievo.'' :''Oh give me a home | where the buffalo roam | and the death of a race is a game, | where seldom is heard | a peacable word, | from the white trash | who killed as they came, | though these words dig deep | they offer no relief.'' (da ''American Ghost Dance'', Side 1, n. 3)<ref name="martinez"/> *''Non ci importa delle band inglesi | non ci importa dei Synth Funk | non ci importa dei Wham Wham | non ci importa dei Duran Duran | perché noi siamo | i Red Hot Chili Peppers!'' :''Nevermind the British bands | nevermind the Synth Funk bands | nevermind the Wham Wham band | nevermind Duran Duran | cause we're | The Red Hot Chili Peppers!'' (da ''Nevermind'', Side 1, n. 5)<ref name="slovak"/> *''Li fotto, solo per vedere l'espressione della loro faccia | lo dico ad alta voce | sono stravagante | e sono orgoglioso''. :''I fuck 'em, just to see the look on their face | I say it out loud | I'm freaky styley | and I'm proud''. (da ''Freaky Styley'', Side 2, n. 1)<ref name="martinez"/> *''Amando e baciando e | masturbando e strusciando e | accarezzando e seducendo e | essere fatti e venendo | ti stringerò per una vita | ti stringerò per sempre | faccio di te mia moglie e | non ti dimenticherò mai''. :''Loving and kissing and | rubbing and scrubbing and | styling and slumming an | rolling and cumming | I'll hold you a lifetime | I'll love you forever | I'll make you my wife and | I'll never forget you''. (da ''Lovin' and Touchin'', Side 2, n. 5)<ref name="martinez"/> *''Dalla croce lei ha alzato la testa, | questo è quello che ha detto la suora, | non date amore finché non sarete sposate, | non vivete nessuna vita finché non sarete morte.'' :''From the cross she's raised her head, | this is what the sister said, | give no love until you're wed, | live no life until you're dead.'' (da ''Catholic School Girls Rule'', Side 2, n. 6) <ref>Testo di Anthony Kiedis, Flea e Cliff Martinez.</ref> ====Citazioni su ''Freaky Stylely''==== *So che la musica di questo album era troppo insolita e tetra per essere in grado di piacere al pubblico, ma ha saputo anticipare molte tendenze musicali di quel periodo, in modo definitivo e sostanziale. Molte nostre registrazioni di allora furono considerate "troppo funk per il pubblico bianco, troppo punk per quello di colore." Di sicuro i brani erano ancora lontani dalle connotazioni pop dei lavori successivi, e non credo che avesse contribuito qualche forma di segregazione al loro mancato successo. ([[Flea]]) ===''The Uplift Mofo Party Plan''=== '''Etichetta''': EMI, 1987, prodotto da Michael Beinhorn. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[Hillel Slovak]] e [[Jack Irons]] (eccetto ''Behind the Sun'', composta anche da [[Michael Beinhorn]]). *''Combatti come un impavido, | non essere [[schiavitù|schiavo]], | nessuno può dirti | che devi essere spaventato.'' :''Fight like a brave | don't be a slave | no one can tell you | you've got to be afraid.'' (da ''Fight Like a Brave'', n. 1) *''In mezzo a questi versi d'amicizia, | devo cantare un attimo qualcosa | che non ho provato, | riguarda | il mio amico | e il suo nome è [[Hillel Slovak|Hillel]], | verso il quale il mio amore | è sacro come quello di un fratello, | prendilo, brufoloso | ragazzo smilzo, prendilo.'' :''In this friendly verse | I've got to sing a little something | that I haven't rehearsed | it's about | my man | and his name is Hillel | for who my love | is woul brother sacred | take it hickleberry | slim boy take it.'' (da ''Me & My Friends'', n. 3) *''Ah, qualcuno versò sangue molti anni fa | qualcuno versò sangue ma non lo sapevi | che dalle boscaglie in cui crebbe Chuck Berry | arrivano i tuoi alti longilinei padri del rock and roll | oh no | portami nella tua boscaglia adesso''. :''Ah, someone spilled blood many years ago | Ow! | someone spilled blood, but do you know | that from the backwoods where the Chuck Berries grow | come your long tall daddies of a rock and roll | oh no | take me to your backwoods now''. (da ''Backwoods'', n. 4) *''Un giorno mentre facevo il bagno nel mare | il mio [[delfino]] parlante mi parlò, | mi parlava in sinfonia | dalla pace di libertà sotto il mare, | mi guardò, gli occhi pieni d'amore, | disse: sì, viviamo dietro il sole.'' :''One day while bathing in the sea | my talking dolphin spoke to me | he spoke to me in symphony | from freedom's peace beneath the sea | he looked to me eyes full of love | said yes we live behind the sun.'' (da ''Behind the Sun'', n. 6) *''Salta indietro per l’amore sciocco | tu non tornerai per riparare | ma no, no, no, no, no | io non sono un idiota schiavo dell'amore | non vogliamo idioti schiavi dell'amore''. :''Jump back for chump love | you won't be back for cover | but no no no no | I'm no chump love sucker | no chump love sucker''. (da ''No Chump Love Sucker'', n. 9) *''Ho pensato che il tuo amore | fosse una faccenda seria | ma ho perso il mio orgoglio | quando ho capito che | il sapore nella mia borsa | e la mia mazza da baseball | era tutto quello che ti interessava''. :''I thought that your love | was a matter of fact | but I lost my pride | when I realized that | the smack in my bag | and my baseball bat | was all you were after''. (da ''No Chump Love Sucker'', n. 9). *''Rappresentiamo i figli di Hollywood | Hollywood è dove viviamo | rappresentiamo il meglio di Hollywood | la band Organic Anti-Beat Box''. :''We represent the hollywood kids | hollywood is where we live | we represent the hollywood jam | organic anti-beat box band''. (da ''Organic Anti-Beat Box Band'', n. 12) ====Citazioni su ''The Uplift Mofo Party Plan''==== *A conti fatti, ''Uplift'' è probabilmente il disco più potente che abbiamo fatto. Non dico il migliore, anche se per qualcuno potrebbe esserlo, ma sicuramente il più diretto, nel senso di suonare a manetta senza pensare a un cazzo, e fare arte. Quel disco mette insieme rock, funk e arte esattamente come volevamo noi all'epoca. Eravamo matti come cavalli e sulla via della perdizione, ma ce l'abbiamo fatta, abbiamo fatto un disco di cui siamo fieri. ([[Flea]]) * Fight Like a Brave è considerata a tutti gli effetti un manifesto del riscatto, sia dal punto di vista personale di Kiedis, sia da quello musicale della band. Il brano rappresenta un potente messaggio di rinascita: celebra la decisione di combattere la dipendenza e la voglia di tornare a vivere, incoraggia a non essere schiavi delle proprie paure o delle aspettative altrui, invita a lottare con coraggio. Il brano è diventato un inno alla resilienza, una metafora per invitare a rialzarsi chiunque si senta senza speranza o "nel fango della vita". ([[Ivan Zazzaroni]]) *Mi piace tutto il disco. Ma è stata anche la prima volta che ho cominciato davvero a sentirmi in forma come produttore, come arrangiatore/compositore e come musicista. Nel complesso l'esperienza è stata sfiancante e logorante, ma quando lo ascolto è veramente un gran bel disco. Mi fa ricordare benissimo quel periodo, i posti dove siamo stati mentre lo facevamo, le persone coinvolte e ogni minima cosa che è successa. C'è un forte senso di libertà e di leggerezza in quel disco, ed è bellissimo. ([[Michael Beinhorn]]) *''The Uplift'' è stata l'emozione del ritorno insieme dei quattro membri originari [...]. Con ''Uplift'', abbiamo trascorso molto tempo in pre-produzione. Stavamo lavorando con Michael Beinhorn. Abbiamo trascorso un mese in pre-produzione. Poi siamo andati ai Capitol Studios. È stato davvero emozionante. Non credo che nessuno di noi fosse mai stato in un vero studio ufficiale come quello. ([[Jack Irons]]) ===''Mother's Milk''=== '''Etichetta''': EMI, 1989, prodotto da Michael Beinhorn. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]]. [[Immagine:RedHotChiliPeppersAdam1989.jpg|thumb|Il cantante [[Anthony Kiedis]] e il bassista [[Flea]] durante un concerto ad Amsterdam nel 1989: «siamo come due strani fratelli. Siamo competitivi, però ci adoriamo. Siamo uno lo specchio dell'altro. Se sto bene con me stesso, sto bene con Flea e viceversa».]] *''Può sembrare davvero che abbiamo strani modi di fare | ma lo facciamo con compassione e non crediamo nell'età | viaggiamo per il mondo andando nudi sul palco | cacciando fuori la gente dalla loro gabbia quotidiana | ci piace pensare che rendiamo felici chi è triste | e ci piace rendere orgogliosi la nostra mamma e il nostro papà''. :''Indeed it may seem that we have strange ways | but we do it with compassion and don't believe in age | travel round the world gettin naked on the stage | bustin' people out of their everyday cage | we like to think we make a sad man happy | and we like to make proud our mammy and our pappy''. (da ''Good Time Boys'', n. 1) *''[[Magic Johnson|M-a-g-i-c]] ci vediamo in campo | il ragazzone nero è venuto per giocare a modo suo | e il suo gioco è ostacolare | M-a-g-i-c magia di ragazzone nero, | altre squadre pregano e sognano, | ma a lui non gliene frega un cazzo.'' :''M-a-g-i-c see you on the court | buck has come to play his way and his way is to thwart | M-a-g-i-c magic of the buck | other teams pray for dreams | but he don't give a fuck.'' (da ''Magic Johson'', n. 4) *''Strappami gli slip | santifica la mia anima | sono capriccioso di natura | cammina totem | guarda e vedi penso, che tu sia d'accordo | nessuno è strano come me''. :''Bust my britches | bless my soul | i'm a freak of nature | walking totem pole | look and see I think you'll agree | nobody weird like me''. (da ''Nobody Weird Like Me'', n. 5) *''Se mi vedi esagerare, | se mi vedi sballare, | dammi una calmata, | non sono più grande della vita.'' :''If you see me getting mighty | if you see me getting high | knock me down | I'm not bigger than life.'' (da ''Knock Me Down'', n. 6) *''Vattene e assapora la [[sofferenza]], | ritorna in qualche altro giorno, | non sei lieta che non eri dispiaciuta? | Divertente come il prezzo che viene pagato.'' :''Walk away and taste the pain | come again some other day | aren't you glad you weren't afraid | funny how the price gets paid.'' (da ''Taste the Pain'', n. 7) *''Capelli così lisci, neri come il carbone | aw baby il modo in cui ondeggi | tu indossi un vestito così blu | che porti i miei jeans via | lei viene e va ed io lo so | lei cumina almeno una volta al giorno | non posso resistere, bacio le tue labbra | tu sei la mia cameriera messicana sexy''. :''Hair so smooth, black as coal | aw baby the way you sway | you wear the dress so very blue | that you take my blues away | she comes and goes that I know | she cums at least once a day | I can't resist I kiss you lips | you're my sexy mexican maid''. (da ''Sexy Mexican Maid'', n. 12) ====Citazioni su ''Mother's Milk''==== *È stato un album difficile da realizzare per me, non sapevo nulla del lavoro in studio di registrazione e gran parte del mio lavoro è consistito in me che suonavo con Michael Beinhorn seduto vicino ed io ero completamente all'oscuro di ciò che lui potesse considerare una buona registrazione o cosa non lo fosse. Sì, ho avuto un sacco di difficoltà a registrare quel disco per questa ragione, per quel periodo quella era una visione innovativa che influenzò molte persone in molti modi e lui aveva questa visione così chiara da farmi sentire che io non avessi alcuna voce in capitolo o uno spazio per adattarmi a ciò che lui voleva in un modo che mi risultasse confortevole. Lui aveva preso anche il controllo del processo di mixaggio e nessuno di noi era presente o ha avuto una versione finale del disco, non lo abbiamo nemmeno ascoltato. Le canzoni sono state ri-editate in modo totalmente differente da come le avevamo scritte e cose del genere... sì, è stata un'esperienza molto intensa. ([[John Frusciante]]) * È stato un grande cambiamento rispetto al sound dei RHCP fino a quel momento [...]. Per quanto riguarda la reazione della band al prodotto finale... beh... non ho mai scoperto cosa ne pensassero del mix finale. Tuttavia, quando finalmente ho fatto ascoltare ad Anthony le tracce con le chitarre finite per la prima volta (fino ad allora non era stato presente a nessuna delle sessioni), ha dato di matto, e non in senso positivo. Penso che la band abbia in qualche modo rinnegato il disco per questo motivo. ([[Michael Beinhorn]]) *Ecco il passo epocale per la band: la tragica scomparsa di Hillel Slovak porta a un radicale cambiamento di formazione e a Kiedis e Flea si affiancano i John Frusciante e Chad Smith. Il risultato è pura eccellenza: nuove energie, freschezza, urgenza e qualità si condensano in quello che può essere tranquillamente considerato come tra i migliori episodi della loro carriera. Il sound si definisce sempre di più, anche se sono evidenti tracce del momento di transizione [...], ma la definizione che ne dà il quotidiano ''Boston Globe'' ("an high octane fusion of metal, funk and rap") è quella che probabilmente fotografa al meglio il clima dell'album. Sorprende la quantità d'influenze elaborate nei tredici brani, ricchi anche di citazioni e di rimandi [...]. Mother's Milk diede il successo alla band, che si affacciò per la prima volta in classifica e sorpassò le 500.000 copie vendute, per arrivare poi negli anni a superare il milione di unità. ([[Antonio Bacciocchi]]) *I punk che amavano Hendrix e i P-Funk tanto tempo fa, stanno finalmente monetizzando il loro buon gusto, e sebbene i non credenti ne disconoscano la sincerità, il problema è l'esecuzione. Allora non erano tecnicamente dotati, e ora spingendo la chitarra in primo piano suonano anche più grezzi. Ma sono bravissime persone, davvero: menzionano la 'compassione' proprio nella prima strofa. ([[Robert Christgau]]) *''Mother's Milk'' è fondamentale per il loro percorso artistico ed è con quest'album che si consacrano come importante gruppo rock. Penso che questo disco abbia anche mostrato l'ampia gamma di stili di cui il gruppo era capace, rivelando una maggiore maturità. ([[Camilla Pia]]) ===''Blood Sugar Sex Magik''=== '''Etichetta''': Warner Bros., 1991, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]]. *''Giusta o sbagliata, la mia canzone è forte | se non ti piace, passa oltre | dico quel che voglio, faccio quel che posso | morte al messaggio del [[Ku Klux Klan]].'' :''Right or wrong, my song is strong | you don't like it, get along | say what I want, do what I can | death to the message of the Ku Klux Klan.'' (da ''The Power of Equality'', n. 1) *''La [[Bianco e nero (antropologia)|rabbia più nera, la paura più bianca]] | mi sentite, sono chiaro? | pace è il mio nome, questo è il mio momento | posso prendermi un pò di potere?'' :''Blackest anger, whitest fear | can you hear me, am I clear? | my name is peace, this is my hour | can I get just a little bit of power?'' (da ''The Power of Equality'', n. 1) *''Voglio essere un [[gangster]], | penso che lui sia un ragazzo saggio | svaligiare un'altra banca, | lui è uno che tira pugni in faccia | testa dura, | un tipo alla Bonnie e Clyde | guardalo negli occhi, | lui non è il mio tipo.'' :''A wanna be gangster | thinkin' he's a wise guy | rob another bank | he's a sock 'em in the eye guy | tank head | Mr. Bonnie and | Clyde guy | look him in the eye | he's not my kinda guy.'' (da ''If You Have to Ask'', n. 2) *''Se devi chiedere, | mai potrai sapere | che ai bastardi [[funk|funky]] | non si gli sarà detto di andarsene.'' :''If you have to ask | you'll never know | funky motherfuckers | will not be told to go.'' (da ''If You Have to Ask'', n. 2) *''Cresciuto da mio padre | ragazza del giorno | lui era il mio uomo | questo era il modo | lei era la ragazza | lasciata sola | sentendo il bisogno | di fare di me la sua casa | non so cosa quando o perché | il tramonto dell'amore era arrivato''. :''Raised by my dad | girl of the day | he was my man | that was the way | she was the girl | left alone | feeling the need | to make me her home | I don't know what when or why | the twilight of love had arrived''. (da ''Breaking the Girl'', n. 3) *''Gira e rigira | ti senti bruciare, | stai spezzando il cuore alla [[ragazzo|ragazza]], | lei non voleva farti male | pensi di essere così intelligente, | ma ora devi piantarla | stai spezzando il cuore alla ragazza, | lui non ama nessun'altra.'' :''Twisting and turning | your feelings are burning | you're breaking the girl | she meant you no harm | think you're so clever | but now you must sever | you're breaking the girl | he loves no one else.'' (da ''Breaking the Girl'', n. 3) *''Guardami, non vedi | che tutto ciò che voglio davvero essere | è esser libero da un mondo | che mi ferisce | ho bisogno di sollievo | ragazza, vuoi che sia | il tuo ladro?'' :''Look at me cant you see | all I really want to be | ss free from a world | that hurts me | I need relief | do you want me girl| to be your thief''. (da ''Suck My Kiss'', n. 5) *''Donami dolci e sacre benedizioni | la tua bocca è stata fatta per succhiare il mio [[bacio]].'' :''Give to me sweet sacred bliss | your mouth was made to suck my kiss.'' (da ''Suck My Kiss'', n. 5) *''Posso aver mentito, sono proprio uno stupido, | i miei occhi non potranno mai mai mai | mantenere la loro freddezza | li ho fatti vedere a lei e le ho spiegato come | mi avesse colpito, ma sono fottuto adesso.'' :''I could have lied I'm such a fool | my eyes could never never never | keep their cool | showed her and I told her how | she struck me but I'm fucked up now.'' (da ''I Could Have Lied'', n. 6) *''[[Bob Marley]] poeta e profeta, | Bob Marley mi ha insegnato come arrendersi, | Bob Marley fa quello che dice, | mio Dio, non vedi che lo sto tossendo?'' :''Bob Marley poet and a prophet | Bob Marley taught how to off it | Bob Marley walkin like he talk it | Goodness me cant you see I'm gonna cough it.'' (da ''Give It Away'', n. 9) *''Amo mia madre perchè lei ama me | è passato ormai il tempo in cui mi puliva | Sento perfettamente mio fratello che mi sta abbracciando | bevi il mio succo giovane amore sputa e succhiami'' :''My mom I love her cause she love me | long gone are the times when she scrub me | feelin' good my brother gonna hug me | drink my juice young love chug-a-lug me''. (da ''Give It Away'', n. 9) *''Sangue, zucchero, pesce remora | nel mio piatto | quante porzioni ne vorresti? | entro nel paradiso | dove mi alleo dalla parte dell'anima | ragazza dammi piacere | sii la mia anima gemella.'' :''Blood sugar sucker fish | in my dish | how many pieces | do you wish | step into a heaven | where I keep it on the soul side | girl please me | be my soul bride.'' (da ''Blood Sugar Sex Magik'', n. 10) *''Note incontrollabili | dalla sua gola di Biancaneve | riempiono lo spazio | in cui due corpi fluttuano | guidati da una voce | fanatico per scelta | il fiore è aromatico | lei deve essere umida.'' :''Uncontrollable notes | from her snowwhite throat | fill a space | in which two bodies float | operatic by voice | fanatic by choice | aromatic is the flower | she must be moist.'' (da ''Blood Sugar Sex Magik'', n. 10) *''Guido sulle sue strade ''{{NDR|riferito a [[Los Angeles]]}}'' | perché lei è la mia compagna, | cammino per le sue colline | perché lei mi conosce davvero, | lei vede le mie buone azioni | e mi bacia con la brezza, | non sono mai preoccupato, | ora questa è una bugia.'' :''I drive on her streets | 'cause she's my companion | I walk through her hills | 'cause she knows who I am | she sees my good deeds | and she kisses me windy | I never worry | now that is a lie.'' (da ''Under the Bridge'', n. 11) *''Sotto il [[ponte]] in centro | è dove ho versato sangue, | sotto il ponte in centro | non mi bastava mai, | sotto il ponte in centro | ho dimenticato il mio amore, | sotto il ponte in centro | ho buttato la mia vita.'' :''Under the bridge downtown | is where I drew some blood | under the bridge downtown | I could not get enough | under the bridge downtown | forgot about my love | under the bridge downtown | I gave my life away''. (da ''Under the Bridge'', n. 11) *''Tanto tanto tempo fa | prima del vento e della neve | viveva un uomo, viveva un uomo che conosco | uno scherzo della natura chiamato Signor Psycho | Signor Psycho eccomi sono io | qualche volta scopro di aver bisogno di urlare.'' :''A long, long, long, long time ago | before the wind, before the snow | lived a man, lived a man I know | lived a freak of nature named Sir Psycho | Sir Psycho Sexy that is me | sometimes I find I need to scream.'' (da ''Sir Psycho Sexy'', n. 16) *''Sono stato fermato da una poliziotta | nella mia auto | disse esci e allarga le gambe | e poi cercò di palparmi | la poliziotta | era tutta vestita in blu | era carina? Ragazzo ti sto raccontando | mi colpì il culo con il suo grosso manganello nero | dissi "che succede?" ora succhiami il cazzo.'' :''I got stopped by a lady cop | in my automobile | she said get out and spead your legs | and then she tried to cop a feel | that cop she was all dressed in blue | was she pretty? Boy I'm tellin' you | she stuck my butt with her big black stick | I said "what's up?" now suck my dick''. (da ''Sir Psycho Sexy'', n. 16) ====Citazioni su ''Blood Sugar Sex Magik''==== *Abbiamo raggiunto un picco creativo, molto alto, secondo me registrando il disco ''Blood Sugar''! Le sensazioni erano veramente intense. Eravamo rimasti ad un livello medio di popolarità, lavorando e facendo tour per anni, e con quel disco siamo diventati una rock band importantissima. ([[Flea]]) *"Blood Sugar Sex Magik" sono quattro parole che abbiamo scelto perché suonavano bene insieme. Quattro termini il cui significato lega e si inserisce ottimamente nella natura e nell'essere dei Red Hot. Inoltre, in questo mondo che si avvicina al 2000, governato da computer, media sempre più sofisticati, ci si allontana purtroppo da ciò che riguarda lo spirito, avvicinandosi invece ad aspetti meno legati al nostro essere. Perciò abbiamo tirato in ballo il sangue, il sesso, la magia: quasi in contraddizione con i dettami dell'odierna way of life. La magia fa parte del lato spirituale dell'uomo e i Red Hot sono un mezzo per far passare tale fluido nell'universo. ([[Anthony Kiedis]]) *È un cocktail tipico dei Chili. In ''Mother's Milk'' del 1989 il gruppo aveva messo a punto una miscela di hard rock, funk e canzoni efficaci. Serviva solo un successo. E arrivò con "Under The Bridge", il peana all'eroina di Anthony Kiedis animato dalla chitarra straziante di John Frusciante. Fruttò all'album sette milioni di copie vendute negli Stati Uniti [...]. Altrove ci sono pensieri incentrati perlopiù sul sesso, rafforzati dal basso rimbombante di Flea e dalla batteria inarrestabile di Chad Smith. Tra i pezzi di spicco, la viziosa "Suck My Kiss" e "My Lovely Man", tributo allo scomparso predecessore di Frusciante Hillel Slovak. Rubin chiese anche una canzone su "ragazze e auto". Pur disprezzata da Kiedis, "The Greeting Song" è una delle diciassette ragioni per salire sulla giostra di ''Blood Sugar Sex Magik''. Fatelo subito. (''[[1001 album]]'') *Il disco non aveva obiettivi, né intellettuali né verbali. Ci svegliavamo al mattino e suonavamo come ci sentivamo di fare... componevamo musica con la stessa naturalezza con cui un fiore cresce. Eravamo in una dimensione tutta nostra. Il resto del mondo non esisteva e noi vivevamo in un universo d'immaginazione scatenata. ([[John Frusciante]]) ===''One Hot Minute''=== '''Etichetta''': Warner Bros., 1995, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[Dave Navarro]] e [[Chad Smith]]. [[Immagine:Dave Navarro, Santa Barbara Bowl, 2008.jpg|thumb|Il chitarrista [[Dave Navarro]] militò nella band dal 1993 al 1998, incidendovi l'album ''One Hot Minute'': «a volte vorrei non essere mai entrato nei Chili Peppers, ma credo che questo dipenda dal mio carattere difficile».]] *''La mia tendenza | alla dipendenza | mi offende, | mi stravolge | fingo di vedermi forte e libero | dalla mia dipendenza | mi sto rovinando.'' :''My tendency | for dependency| is offending me | it's upending me | I'm pretending see | to be strong and free | from my dependency | it's warping me.'' (da ''Warped'', n. 1) *''Adoro il [[piacere e dolore|piacere con punte di dolore]], | la [[musica]] è il mio aeroplano, | è il mio aeroplano | dolce usignolo e Jane la acida, | la musica è il mio aeroplano, | è il mio aeroplano.'' :''I like pleasure spiked with pain | and music is my aeroplane, | it's my aeroplane,| songbird sweet and sour Jane | and music is my aeroplane, | it's my aeroplane.'' (da ''Aeroplane'', n. 2) *''Iniziò quando eravamo ragazzini | spiriti liberi ma già tormentati | dalle nostre stesse mani dateci dai nostri genitori | stavamo assieme e scrivevamo sui banchi | e dormivamo nelle lavanderie vicino alle montagne nevose.'' :''Free spirits but already tormented | by our own hands given to us by our parents | we got together and wrote on desks | and slept in laundry rooms near snowy mountains | e dormivamo nelle lavanderie vicino alle montagne nevose.'' (da ''Deep Kick'', n. 3) *''I miei amici sono così depressi, | capisco il problema | della vostra solitudine | confidatevi... vi sarò sempre vicino | sapete che lo sarò, sapete che lo sarò.'' :''My friends are so depressed | I feel the question | of your loneliness | confide...'cause I'll be on your side | you know I will, you know I will.'' (da ''My Friends'', n. 4) *''Vediamoci al Coffee Shop, | possiamo ballare come [[Iggy Pop]] | un altro inizio nel parcheggio | idiota la guancia sul tuo punto debole.'' :''Meet me at the Coffee Shop | we can dance like Iggy Pop | another go in the parking lot | frewak the cheek on your hot spot.'' (da ''Coffee Shop'', n. 5) *''Penso che farò una passeggiata | e scoprirò di cosa si tratta | e non è difficile | solo io e i miei due piedi | al caldo, mi sono riuscito a incontrare.'' :''I think I'll go on a walkabout | and find out what it's all about | and that ain't hard | just me and my own two feet | in the heat, I got myself to meet.'' (da ''Walkabout'', n. 8) *''Mi piacevano i tuoi baffetti, {{NDR|riferito a [[Kurt Cobain]]}} | e mi piaceva la fossetta sul mento, | i tuoi occhi celesti. | Dipingevi quadri, | perché colui che ti fa stare male, | può dare veramente tanto, | e tu me lo hai dato.'' :''I liked your whiskers, | and I liked the dimple in your chin, | your pale blue eyes. | You painted pictures, | 'cause the one who hurts, | can give so much, | you gave me such.'' (da ''Tearjerker'', n. 9) *''Seduto nel fuoco | andate d'accordo e divertiteci | galleggiando per essere più alto | forse sono il tuo speciale testimone silenzioso | respira la luna | è mangia il sole | seduto nel fuoco.'' :''Sitting in the fire | get along and have some fun | floating to be higher | maybe I'm your special one | silent testifier | breathe the moon | and eat the sun | sitting in the fire.'' (da ''One Hot Minute'', n. 10) *''Non mi brucerai mai, | non mi brucerai mai, | sarò il tuo eretico, | non puoi reprimermi, | sono il libero potere, | la [[verità]] appartiene a tutti.'' :''You'll never burn me | you'll never burn me | I will be your hereticy | you can't contain me | I am the power free | truth belongs to everybody.'' (da ''Shallow Be Thy Game'', n. 12) *{{NDR|Riferito a River Phoenix}} ''Sei il mio dio, sei il mio cane | mi hai tenuto vicino, l'amore non ha mai perso | ti ho chiamato hippie, hai detto vaffanculo | hai detto che tuo fratello è un vero punk rocker | qualcosa accadrà | qualcosa molto presto | trascendere la carne potrebbe essere una brezza | mandami oh oltre la luna.'' :'' You are my God, you are my dog | you kept me close, love never lost | I called you hippie, you said fuck off | said your brother’s a real punk rocker | something gonna happen | something very soon | transcending flesh could be a breeze | sending me oh over the moon.'' (da ''Transcending'', n. 13) ====Citazioni su ''One Hot Minute''==== *A molte persone non frega granché di quell'album! Sai, musicalmente parlando i nostri precedenti erano così incredibilmente differenti da venire in un certo senso a galla in quel disco. Ne ho ascoltato un po' di recente ed ero tipo "wow, alcuni di questi pezzi sono proprio fighi!" [...] non fu ben accolto ma è questo ciò che ottieni quando prendi un tizio da una band che ha un sound distinto e lo incastri in una band che ha un altro sound distinto: è normale che ci si scontri un po'! ([[Dave Navarro]]) *Dio benedica Dave Navarro, è stato un grande, ma non ci ha messo il cuore. Fare quel disco è stato come farsi cavare uno a uno tutti i fottuti denti che abbiamo in bocca... ([[Flea]]) *È un disco davvero triste e depresso, ma d'altronde il vero significato di tutto il lavoro è quello di passare attraverso periodi oscuri, tragici e funesti per uscire all'altro capo, dove c'è la luce. Quindi, anche se le persone diranno che è un disco scuro, anche se noi stessi diciamo che lo è, il vero feeling che emerge da questo è che bisogna vivere e imparare da queste esperienze. Essere vivi per poterle raccontare, avere la fortuna di farne un disco. ([[Anthony Kiedis]]) *Oggi è reputato una pagina secondaria nella produzione della band californiana, come dimostra il fatto che ben pochi dei suoi tredici episodi [...] siano stati eseguiti dal vivo nell'ultimo paio di decenni. L'anello debole della catena, insomma? Legittimo, ma anche ingeneroso, considerando che One Hot Minute ha al suo arco molte frecce acuminate. Sicuramente, è un capitolo anomalo della saga dei RHCP, in virtù di un sound definibile in estrema sintesi come "meno funk e più hard", e al di là del valore di molti suoi brani, risulta proprio per questo più meritevole di altri dischi ben più celebrati e fortunati dal punto di vista commerciale. La sua sintesi più aggressiva e nervosa ben si addice al mood piuttosto cupo dei testi [...]. Ecco, forse la chiave migliore per inquadrare One Hot Minute è vederlo come un assaggio di quello che l'ensemble avrebbe potuto diventare: probabilmente meno da stadio/radio e più, come dire?, "interessante". ([[Federico Guglielmi]]) *Per me è un album molto dark, anche se la gente a volte non lo considera tale, per me, farlo mi ha intristito molto. E anche averlo finito è stato molto triste! ([[Flea]]) ===''Californication''=== '''Etichetta''': Warner Bros., 1999, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]]. *''In giro per il mondo | potremmo recuperare del tempo | schiamazzando sbattendo i piedi | perché mi sento al massimo | Nato al nord | e ho giurato di farvi divertire | perché sto venendo verso | lo stato della Pennsylvania.'' :''All around the world | we could make time | rompin' and a stompin' | 'cause I'm in my prime | born in the north | and sworn to entertain ya | 'cause I'm down for | the state of Pennsylvania.'' (da ''Around the World'', n. 1) *''Madre [[Russia]] non soffrire, | so che sei abbastanza coraggiosa | sono stato in giro per il mondo | ed ho visto il tuo amore.'' :''Mother Russia do not suffer | I know you're bold enough | I've been around the world | and I have seen your love.'' (da ''Around the World'', n. 1) *''Nella profondità | di un universo parallelo | sta diventando sempre più duro | dire ciò che viene prima | sotto l'acqua dove i pensieri | ossono respirare facilmente | lontano tu eri stato creato dal mare | proprio come me.'' :''Deep inside of a parallel universe | it's getting harder and harder | to tell what came first | under water where thoughts can breathe easily | far away you were made in a sea | just like me.'' (da ''Parallel Universe *''Cristo io sono la chiave dell'orologio | sono un re della California | lo giuro è ovunque | è ogni cosa.'' :''Christ I'm a sidewinder I'm a | California King | I swear it's everywhere | it's everything.'' (da ''Parallel Universe'', n. 2) *''Una cicatrice nella carne che avrei voluto tu vedessi | un uomo sarcastico lo sa | chiudi gli occhi e io ti darò un bacio perché, | con gli uccelli condividerò | con gli [[uccello|uccelli]] condividerò | questa vista solitaria | con gli uccelli condividerò | questa vista solitaria.'' :''Scar tissue that I wish you saw | sarcastic mister know it all | close your eyes and I'll kiss you 'cause | with the birds I'll share | with the birds I'll share | this lonely view | with the birds I'll share | this lonely view.'' (da ''Scar Tissue'', n. 3) *''Quanto tempo, quanto tempo scivolerò? | Separato dalla mia parte, io non | io non credo sia male | taglia la mia gola, è tutto ciò che ho sempre... | ho sentito la tua voce attraverso una foto | ci ho pensato su e il passato è tornato indietro | quando sai che non puoi mai tornare indietro | devo portarla dall'altro lato''. :''How long how long will I slide? | Separate my side, I don't | I don't believe it's bad | slit my throat, it's all I ever... | I heard your voice through a photograph | I thought it up and brought up the past | once you know you can never go back | I've got to take it on the otherside''. (da ''Otherside'', n. 4) *''Una stellina [[Scarlatto|scarlatta]] e lei è nel mio letto | una candidata per la mia anima gemella ha sanguinato | premi il grilletto e tira il filo, | devo portarla da un'altra parte.'' :''Scarlet starlet and she's in my bed | a candidate for my soul mate bled | push the trigger and pull the thread | I've got to take it on the otherside | take it on the otherside.'' (da ''Otherside'', n. 4) *''Il [[sole]] può sorgere pure a est, | ma almeno si stabilisce nella posizione finale | è chiaro che [[Hollywood]] | vende la californicazione.'' :''The sun may rise in the East | at least it settles in the final location | It's understood that Hollywood | sells Californication.'' (da ''Californication'', n. 6) *''Paghi il tuo chirurgo molto bene | per rompere l'incantesimo dell'età | la pelle delle celebrità, è questo il tuo tarlo | oppure questa è una guerra che stai combattendo?'' :''Pay your surgeon very well to break the spell of aging | celebrity skin, is this your chin | or is that war you're waging?'' (da ''Californication'', n. 6) *''L'animale della California è un orso | losangelino, ma al diavolo potrebbe interessare | l'estate per parlare e giurare | forse più tardi potremmo prendere una boccata d'aria | ti porterò nei cinema della zona | potremmo fare una passeggiata a Leicester Square | cosa può esserci di più umido | di una ragazza inglese ed un uomo americano?'' :''The California animal is a bear | angeleno but the Devil may care | summer time to talk and swear | later maybe we could share some air | I'll take you to the movies there | we could walk through Leicester Square | what could be wetter than | an english girl, american man?'' (da ''Emit Remmus'', n. 9) *''I tuoi occhi solari non assomigliano a niente che io abbia mai visto | qualcuno di caro che può vedere fino in fondo | mi prenderei le tue colpe, sai che farei qualunque cosa | lo farò per te.'' :''Your solar eyes are like nothing I have ever seen | somebody close that can see right through | I'd take a fall and you know that I'd do anything | I will for you.'' (da ''This Velvet Glove'', n. 11) *''Camminando per la strada | con i miei due alleati preferiti | completamente ubriachi, | prendiamo snacks e rifornimenti | è giunto il momento di fuggire | andiamo a perderci | in qualsiasi posto negli U.S.A.'' :''Road trippin' | with my two favorite allies | fully loaded, | we got snacks and supplies | It's time to leave this town | it's time to steal away | let's go get lost | anywhere in the U.S.A.'' (da ''Road Trippin''', n. 15) ====Citazioni su ''Californication''==== *Californication era fantastico su molti livelli e per molte ragioni. Avere di nuovo John era una cosa grossa per noi. Ci sentivamo come se fossimo una nuova band [...]. Non c'era alcuna atmosfera alla "Woo-hoo! John Frusciante è tornato, le vendite andranno di nuovo alle stelle!", nessuna pressione – questa volta più che mai, non stavamo inseguendo nessun grande disco [...]. Di nuovo, si trattava semplicemente di scrivere canzoni, come per Blood Sugar. Noi 4 in una stanza a fare un mucchio di canzoni veloci e semplici. È così che nascono i buoni album. La canzone più ostica fu Californication. Anthony aveva scritto il testo da tempo. Di solito noi scriviamo la musica e le melodie e lui ci scrive su, ma al tempo aveva viaggiato tanto e vide che il mondo si era "californizzato" – vide l'influenza globale che Hollywood ha sul mondo. Provammo a ricamarci sopra la musica, ma semplicemente non funzionava – niente funzionava finché non andammo in studio e un giorno John ne creò una parte. Le altre parti si incastrarono molto rapidamente dopo di essa – e il resto erano tutte queste altre canzoni che avevamo realizzato [...]. Ma eravamo preparati, davvero preparati, e terminammo tutto molto velocemente. L'album fu ultimato in sei settimane, o forse due mesi, qualcosa del genere. Fu un periodo divertente e fresco, avevamo tutti le batterie ricaricate ed eravamo eccitati dalla musica. ([[Chad Smith]]) *Credo che abbiamo fatto un buon lavoro, abbiamo fatto buona musica, curando ogni singola nota, ci siamo spesi completamente, per un tempo molto lungo e sono molto orgoglioso del disco che ne è venuto fuori. ([[Flea]]) *Fu una grande confluenza di eventi essenziali, che ci permise di nuovo di esistere come band e di fare musica per nessun'altra ragione all'infuori dell'esprimere il nostro spirito creativo. Creò per noi uno spazio in cui lavorare senza alcun tipo di aspettativa. Ce la stavamo godendo. Stavamo ancora combattendo con i nostri personali demoni, io stavo ancora alternando momenti in cui ero pulito e momenti in cui facevo uso di droghe. Fare quel disco fu davvero l'esperienza di una vita. Chi l'avrebbe detto che sarebbe stato l'album più popolare della nostra carriera? Non era a questo che puntavamo. Stiamo attraversando un periodo caldo nel quale i dischi si vendono ancora come negli anni '80 e '90, anche se credo che uscì nel '99. ([[Anthony Kiedis]]) *Mentre il sound rimaneva legato al loro distintivo stile funk, ''Californication'' rivelava un aspetto più melodico e serio della band. Con la maggior parte dei "peperoncini" che viaggiava ormai verso i quaranta, i riferimenti a matrimonio e figli riflettono un cambiamento delle priorità. La title track getta uno sguardo impietoso su Hollywood e sul mondo uniformato dell'arte e della cultura in California. Dal punto di vista musicale, l'album include più canzoni vicine alla ballata, come "Porcelain" e "Road Trippin'", sature di chitarre, benché la band non disconosca le proprie origini funk/punk in tracce più movimentate come "I Like Dirt" e "Get On Top". ''Californication'' svela anche nuovi aspetti del talento vocale di Anthony Kiedis. ''Californication'' restituì ai Red Hot Chili Peppers molti dei loro vecchi fan grazie a un notevole miglioramento della forma, mentre al contempo attirava a sé un'intera generazione di nuovi ammiratori. (''[[1001 album]]'') *Non è tutto sulla California. Lo è e non lo è. Quindi la risposta è si ed allo stesso tempo no. Ci sono molte idee, colori, emozioni e cose caratteristiche della California. Storie e immagini che ti fanno pensare alla California, ma anche a come il resto del mondo immagina la California. ([[Anthony Kiedis]]) *Si può dire che ''Californication'' è l'album a cui hanno lavorato per tutta la carriera. È davvero un disco fantastico. È quello dove Frusciante ha ormai accumulato l'esperienza giusta per avere una posizione di leader musicale al fianco di Flea e Anthony Kiedis. E poiché la sua è una personalità particolarmente ispirata, all'età tra il magico e il creativo, ne consegue che anche il disco assuma connotazioni magiche. ([[John Aizlewood]]) ===''By the Way''=== '''Etichetta''': Warner Bros., 2002, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]]. *''Sono in piedi in coda | per vedere il concerto di stasera | e c'è una luce accesa | che manda un grande bagliore, | a proposito, cercavo di dire | che sarei rimasto lì ad aspettare | Dani la ragazza mi sta cantando delle canzoni, | sotto il tendone pieno.'' :''Standing in line to | see the show tonight | and there's a light on | heavy glow, | by the way I tried to say| I'd be there waiting for | Dani the girl is singing songs to me | beneath the marquee overload.'' (da ''By the Way'', n. 1) *''Ho visto il tuo viso, | elegante e stanco, | fatto a pezzi dalla caccia, | ancora io lo ammiro | il tuo sorriso iniettato di sangue, | delicato e selvaggio, | dammi lo stile della lupa, | squarciami bene da cima a fondo.'' :''I saw your face, | elegant and tired, | cut up from the chase, | still I so admired | bloodshot your smile, | delicate and wild, | give me shewolf style, | rip right thru me.'' (da ''Universally Speaking'', n. 2) *''Lassù sulla montagna dove lei è morta | tutto ciò che ho sempre voluto era la tua vita. | Nel profondo canyon non riesco a nascondermi | tutto ciò che ho sempre voluto era la tua vita.'' :''Way upon the mountain, where she died | all I ever wanted was your life. | Deep inside the canyon, I can't hide | all I ever wanted was your life.'' (da ''Dosed'', n. 4) *''Vola via sul mio zefiro, | lo sento più che mai | e con questo tempo perfetto, | troveremo un posto insieme, | vola sulla mia mente.'' :'' Fly away on my zephyr, | I feel it more than ever | and in this perfect weather, | we'll find a place together, | fly on my wind.'' (da ''The Zephyr Song'', n. 6) *''Il mondo che amo, | le lacrime che verso | per essere parte | dell'onda che non si può fermare | mi chiedo sempre se tutto ciò sia per te.'' :''The world I love | the tears I drop| to be part of | the wave can't stop | ever wonder if it's all for you.'' (da ''Can't Stop'', n. 7) *''Non puoi fermare gli spiriti quando han bisogno di te | cime di spazzolone contente quando ti nutrono | J. Butterfly è sulla cima dell'albero | uccelli che cantano il significato in un bebop.'' :''Can't stop the spirits when they need you | mop tops are happy when they feed you | J. butterfly is in the treetop | birds that blow the meaning into bebop.'' (da ''Can't Stop'', n. 7) *''Qualcosa nelle carte | so che è giusto | non voler vivere | la vita di qualcun'altro | questo é quello che voglio | e questo è quello che ti do | perché l'ho ottenuto gratis | lei sorride mentre faccio le mie cose.'' :''Something inside the cards | I know is right | don't want to live | somebody elses life | this is what I wanna be | and this is what I give to you | because I get it free | she smiles while I do my time.'' (da ''I Could Die for You'', n. 8) *''Al di sopra delle leggi della luce | sopra la luna di mezzanotte | facciamolo per tutto questo tempo | tutti desiderano che ce ne andiamo.'' :''Over the lawns of light | over the moon by midnight | let's do it all this time | everyone wishing well we go.'' (da ''Midnight'', n. 9) *''Butta via la tua [[televisione]], | è tempo di prendere questa sana decisione, | il maestro attende, è uno scontro ora, | è una ripetizione di una storia già raccontata, | è una ripetizione e sta diventando vecchia.'' :''Throw away your television, | time to make this clean decision, | master waits for it's collision now, | it's a repeat of a story told, | it's a repeat and it's getting old.'' (da ''Throw Away Your Television'', n. 10) *''Tutti vogliamo dirglielo, dille che la amiamo | Venice diventa una regina, la migliore che abbia mai visto | vogliamo tutti baciarla, dille che ci manca | Venice diventa una regina, la migliore che abbia mai visto.'' :''We all want to tell her, tell her that we love her | Venice gets a queen, best I've ever seen | we all want to kiss her, tell her that we miss her | Venice gets a queen, best I've ever.'' *''So che hai detto che non credi in Dio | non eravamo d'accordo | ora che è tempo che te ne vada | G-L-O-R-I-A | è amore, amica mia'' :''I know you said you don't believe | in God, do you still disagree | now that it's time for you to leave | G-L-O-R-I-A | is love, my friend | my friend, my friend.'' (da ''Venice Queen'', n. 16) ====Citazioni su ''By the Way''==== *Credo che la maggior parte dei testi siano canzoni d'amore, ma l'idea generale della musica, invece, descrive esattamente chi siamo come persone e deve avere, quindi, una gamma molto ampia di cose diverse. ([[Flea]]) *Devo ammettere che ho provato un senso di apertura molto forte nello scrivere la maggior parte di queste canzoni, mi sono sentito fortemente vicino all'universo in alcuni giorni, tutto aveva un senso e tutto era perfetto e ho sentito tutto questo amore che mi scuoteva. ([[Anthony Kiedis]]) *È il disco più emozionante che ho realizzato in vita mia. Se m'immagino sessantenne a ripensare alla mia opera, questo è un album del quale andare fieri, il più perfetto. Il fatto che Anthony abbia attraversato un periodo piuttosto difficile durante la registrazione del disco, ha prodotto stupende canzoni d'amore. Cantarle con la certezza di non poter mai più rivedere la sua ragazza ha caricato le interpretazioni di un pathos unico. ([[John Frusciante]]) *L'album ''By the Way'' è musica sincera, rozza, viscerale. È un disco dinamico, ricco e sfarzoso. Probabilmente è la migliore raccolta di canzoni dei Chili Peppers. ([[Chad Smith]]) *Quanto sono disperati i critici alla ricerca di spettacoli di qualità da parte di band con qualsiasi residuo di peso commerciale. Questo disco a rilento, non è terribile a meno che tu non ti aspetti il 'funk' per eccellenza, ma sebbene sia stato osannato in un mese privo di notizie, è di certo un paio di giri più fiacco di Californication. Quando sei una band esplosiva, la saggezza non ha importanza. Ma melodie, armonie e tutto il resto dovrebbero trascinare con sé del contenuto spirituale. Non è sufficiente che Anthony Kiedis diventi tutto ad un tratto maturo: si suppone che dica qualcosa di interessante sulla maturità. E non ha mai avuto assolutamente nulla da dire su nient'altro. ([[Robert Christgau]]) *Un disco pieno di belle canzoni e belle melodie. La compattezza della band è arricchita da altri elementi: cori, inserimenti di elettronica, tastiere, orchestra. Diciamo che è un album più libero rispetto ai precedenti. Per quanto mi riguarda mi sono ispirato moltissimo ai Beatles di Sgt. Pepper. E per la prima volta mi sono divertito in sala di registrazione. ([[John Frusciante]]) ===''Stadium Arcadium''=== [[File:Rhcp-live-pinkpop05.jpg|thumb|I Red Hot Chili Peppers in concerto al Pinkpop Festival nel 2006: «siamo una band che c'è da veramente tanto tempo, e che ha vissuto tante cose. Cose belle e cose tragiche e drammatiche, feriti, ma in pace con noi stessi». ([[Flea]])]] '''Etichetta''': Warner Bros, 2006, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]]. *''Nata nello stato del Mississippi | suo padre era un poliziotto e sua madre una hippy | lei dondolerebbe un martello in Alabama | è il prezzo che devi pagare quando esci dal panorama | lei non aveva mai saputo che | ci fosse dell’altro, ancora peggio | la tua compagnia mi ha preso per far cosa nel mondo?'' :''Getting born in the state of Mississippi | poppa was a Copper and Momma was a Hippy | n Alabama she would swing a hammer | price you gotta pay when you break the Panorama | she never knew that there was anything more than poor | what in the World does your Company take me for?'' (da ''Dani California'', disco 1, n.1) *''[[California]], riposa in pace, | sollievo simultaneo, | California, mostra i denti, | lei è la mia sacerdotessa, io sono il tuo sacerdote.'' :''California, rest in peace, | simultaneous release, | California, show your teeth | she's my priestess, I'm your priest.'' (da ''Dani California'', disco 1, n. 1) *''Sono giunto alla decisione che le cose che ho provato | erano, nella mia vita, solo per arrivare in alto | quando mi siedo, e sono solo, penso a quel che già so | ma ho bisogno di più di me stesso, questa volta | un legame dalla strada al mare al cielo | e così credo a ciò su cui facciamo affidamento | quando mi do da fare | mi metto a suonare | tutta la mia vita per sacrificio.'' :''Come to decide that the things that I tried | were, in my life just to get high on | when I sit alone come get a little known | but I need more than myself this time | strip from the road to the sea to the sky | and I do believe what we rely on | when I lay it on | come get to play it on | all my life to sacrifice.'' (da ''Snow (Hey Oh)'', disco 1, n. 2) *''Lo stadio d'arcadia | un riflesso della luna | sto prendendo forma, mi sto scaldando | stato dell'arte | finché le nuvole si scontreranno | cose molto strane sono successe | sia prima che dopo mezzogiorno | sto prendendo forma, mi sto scaldando | mi sto spronando | e no non mi importa di chiedere ora.'' :''The Stadium Arcadium | a mirror to the moon | well I'm forming and I'm warming | state of the art | until the clouds come crashing | stranger things have happened | both before and after noon | well I'm forming and I'm warming | pushing myself | and no I don't mind asking now.'' (da ''Stadium Arcadium'', disco 1, n. 4) *''40 investigatori questa settimana | 40 investigatori forti | stanno passeggiando lungo la strada dell'amore, | passeggiare questo è molto sbagliato, | posso avere il mio co-imputato.'' :''40 detectives this week | 40 detectives strong | takin' a stroll down love street, | strollin' is that so wrong, | can I get my co-defendant.'' (da ''Hump de Bump'', disco 1, n. 5) *''Ha solo 18 anni | non le piacciono i [[Rolling Stones]] | ha preso la via più breve | per diventare grande | ha quell’anello dell'umore | una sorellina cresciuta |l'odore di Springsteen | un paio di collant''. :''She's only 18 | don't like the Rolling Stones | she took a short cut | to being fully grown | she's got that mood ring | a little sister rose | the smell of Springsteen | a pair of pantyhose.'' (da ''She's Only 18, disco 1, n. 6) *''Conosco una ragazza che ha lavorato in un negozio | sapeva poco della vita | conosceva a malapena il suo nome | hanno provato a dirle che non sarebbe mai diventata | felice come quelle ragazze nelle riviste | che lei ha comprato con i suoi stipendi.'' :''I know a girl she worked in a store | she knew not what her life was for | she barely knew her name | they tried to tell her she would never be | as happy as the girl In the magazine | she bought it with her pay.'' (da ''Sloow Ceetah'', disco 1, n. 7) *''Il mio lato oscuro è così amplificato | conversazioni che ritornano per soddisfare | un semplice figlio ma è così | i miei affari d'amore con ognuno | erano innocenti perché ti preoccupi | qualcuno avvii la macchina | è ora di andare | sei la migliore cosa che conosco.'' :''My shadows side so amplified | keeps coming back to satisfy | elementary son but it's so | my love affair with everywhere | was innocent why do you care | someone start the car | time to go... You're the best I Know.'' (da ''Wet Sand, disco 1, n. 13) *''Sono abituato ad essere così sicuro di me | sono abituato a sapere solo cio' che voglio | e dove andare | piu' di tutto potrei usare una coincidenza | ma ora cammino da solo | e parlo di lei quando me la sento.'' :''I used to be so full of my confidence | I used to know just what I wanted and just where to go | more than ever I could use a coincidence | but now I walk alone and talk about it, when I know.'' (da ''Hey'', disco 1, n. 14) *''Mai nel posto sbagliato, al momento sbagliato | la profanazione è il sorriso sul mio viso |l'amore che ho fatto è una forma del mio spazio | il mio viso, il mio viso.'' :''Never in the wrong time or the wrong place | desecration is the smile on my face | the love I made is the shape of my space | my face my face.'' (da ''Desecration Smile'', disco 2, n. 1) *''Potremmo tutti andarcene a Malibu a fare casino, | la [[Coca-Cola]] non fa la giustizia | che si gode, | potremmo tutti venir fuori con | qualcosa di nuovo da distruggere, | potremmo tutti finire in basso.'' :''We could all go down to Malibu and make some noise, | Coca-Cola doesn't do the justice | she enjoys, | we could all come up with | something new to be destroyed, | we could all go down.'' (da ''Desecration Smile'', disco 2, n. 1) *''Dimmi baby, qual è la tua storia? Da dove vieni | e dove vuoi andare questa volta? | Dimmi, amore, sei sola? | Quello di cui abbiamo bisogno non è mai tutto quello che è difficile da trovare.'' :''Tell me baby what's your story, where you come from | And where you wanna go this time? | Tell me lover are you lonely? | The thing we need is never all that hard to find on.'' (da ''Tell Me Baby'', disco 2, n. 2) *''Tutto ciò che voglio è che tu sia felice | cogliere questo momento per fare di te la mia famiglia | alla fine hai trovato qualcosa di perfetto e | alla fine hai trovato.'' :''All I want is for you to be happy and | take this moment to make you my family and | finally you have found something perfect and | finally you have found.'' (da'' Hard to Concentrate'', disco 2, n. 3) *''Perso nella valle | senza i miei cavalli | nessuno può dirmi | quale è il mio rimorso | Dio ha fatto questa donna | che sta di fronte a me | lei ha bisogno di qualcuno da abbracciare.'' :''Lost in the valley | without my horses |no one can tell me | what my remorse is | God made this lady | that stands before me | she need somebody to hold.'' (da ''She Looks to Me'', disco 2, n. 5) *''Qualcosa oltre qui | dove l'amore è il tuo unico amico e | noi siamo i soli | che ti faranno stare meglio e qualcuno da evitare | quando l'amore è l'unica fine e | noi siamo i soli | che ti faranno stare meglio.'' :''Something out there | where love is your only friend and | we are the ones | that will make you feel better and | someone to spare | when love is the only end and | we are the ones | that will make you feel better.'' (da ''Make You Feel Better'', disco 2, n. 8) ====Citazioni su ''Stadium Arcadium''==== *Così come ''Blood Sugar'' fu il punto di svolta quando i vinili cedettero il passo ai CD, ''Stadium Arcadium'' potrebbe essere visto come il momento in cui gli album furono considerati una raccolta di playlist digitali [...]. questo è un album progettato per essere mixato e abbinato, per creare la propria playlist, per essere masterizzato da solo. È progettato per farti sequenziare le sue 28 canzoni in modo coerente, dato che la band non si è presa la briga di farlo; è il primo album importante di una band importante che ha tanto senso in modalità casuale quanto nella sua sequenza corretta. [...] Dopo di che, è un lungo e tortuoso percorso di pop alternativamente spaziale e solare, ballate e qualche incursione funk che un tempo era il marchio di fabbrica dei Chili Peppers, ma ora funge da modo per spezzare la monotonia. E ci vuole qualcosa per spezzare la monotonia, non perché la musica sia brutta, ma perché esiste tutta allo stesso livello e le viene data una produzione piatta e incolore che è diventata la firma di Rick Rubin ultimamente. [...] E mentre quei fan accaniti potrebbero certamente apprezzare lo spirito da "crea la tua avventura" di ''Stadium Arcadium'', è difficile non pensare che sia responsabilità della band il fatto che questo sia un album ripetitivo, ma molto buono, e modellarlo in qualcosa di più incisivo ed efficace. Chiamatela la versione rock del King Kong di Peter Jackson: c'è qualcosa di davvero grandioso e asciutto sepolto sotto l'eccesso, ma è così indulgente che è un'opera che solo un fanboy potrebbe davvero amare. ([[Stephen Thomas Erlewine]]) *Il processo è stato di iniziare a scrivere, e di essere abbastanza intelligenti da permettere a questa musica di fluire attraverso di noi. L'abbiamo scritto e inciso nel miglior modo di cui siamo capaci [...]. Sì, volevamo pubblicare 3 dischi, a sei mesi di distanza l'uno dall'altro; abbiamo deciso di non farlo, perché sarebbe stato strano e avrebbe generato confusione nella gente, che non avrebbe saputo quale scegliere. Una trilogia: sarebbe sembrata una fottuta cosa epica [...]. Circa un anno e mezzo fa ci siamo ritrovati, ci siamo rinchiusi in una stanza per 4 giorni alla settimana per sei mesi, e abbiamo composto il materiale. Alla fine avevamo 38 canzoni, le abbiamo registrate tutte, e 28 sono finite sul disco. ([[Flea]]) *In questo disco ho inevitabilmente rigurgitato i miei miti, Hendrix, Jimmy Page, i Grand Funk, ma mai deliberatamente ho rubato una sola nota a uno di loro. Con gli anni abbiamo imparato a capitalizzare le energie e a neutralizzare le debolezze che hanno rischiato di ucciderci. ([[John Frusciante]]) *La prima volta che ho sentito la base della canzone che sarebbe poi diventata "Dani California", qualcosa di quella base mi ha fatto pensare "Oh, questa è la storia che deve accadere" e una volta scritta metà della storia sembrava che la persona di cui stavo scrivendo fosse Dani della canzone "By the Way" e quindi ho attinto da lì. ([[Anthony Kiedis]]) *Questo disco, Stadium Arcadium, è la nostra grande affermazione, ed è il meglio che possiamo fare, il massimo di cui siamo capaci e se non vi piace questo disco, non vi piacciono i Red Hot Chili Peppers, punto. ([[Flea]]) *Solo la ben nota storia del loro premio ai Grammy rende vagamente interessante la solita storia del loro doppio album che avrebbe dovuto essere uno solo. Un tempo erano la band del bassista, ora del chitarrista, sono soprattutto una band degli anni '80; il loro nucleo spirituale, per quanto esista, è radicato nell'agonia e nell'estasi dell'eroina e della cocaina. Almeno quando comandava il bassista ravvivavano queste dinamiche troppo sfruttate con ritmi più vivi. Ora le appesantiscono con le melodie, almeno quando sono in forma, come nel brano sulla relazione senza uscita "Desecration Smile" e nella proposta di matrimonio "Hard to Concentrate". ([[Robert Christgau]]) *Una delle cose di maggior ispirazione che stava succedendo quando abbiamo iniziato a scrivere questo disco era che ogni singolo elemento della band ed il nostro produttore Rick Rubin si erano innamorati di recente ed io pensavo che non ne avrei avuto neanche il tempo, ma in retrospettiva, quando sento le emozioni e tutti i tasti che vengono premuti quando riascolto quelle canzoni, diventa ovvio che ogni giorno in cui entravamo nella stanza, c'erano quattro ragazzi che in qualche modo erano molto felici ed innamorati, esplodendo per l'emozione di questa nuova relazione. ([[Anthony Kiedis]]) ===''I'm with You''=== '''Etichetta''': Warner Bros., 2011, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[Josh Klinghoffer]] e [[Chad Smith]]. *''Molti dei miei migliori amici indossano | i colori della corona, | e Mary vuole rafforzarla, | e Sherri vuole demolire tutto, ragazza, | il salvatore della tua luce. | la monarchia delle rose, | la monarchia delle rose stasera.'' :''Several of my best friends wear, the colors of the crown | and Mary wants to build it up, and Sherri wants to tear it all back down, girl, | the saviour of your light. | The monarchy of roses | the monarchy of roses tonight.'' (da ''Monarchy of Roses'', n. 1) *''Come ho detto, | sai che sono quasi morto, | sai che sono quasi andato | e quando il batterista suona, | sta per eseguire la mia canzone | per portarmi via.'' :''Like I said, | you know I'm almost dead, | you know I'm almost gone | and when the drummer drums, | he's gonna play my song | to carry me along.'' (da ''Brendan's Death Song'', n. 3) *''Bastone rigido, | è la mia natura, | amore su misura | è la nomenclatura, | piegati, | confusione di massa, | iniziamo un viaggio | perché continuiamo a navigare.'' :''Stiff club, | it's my nature, | custom love | is the nomenclature, | turn down, | mass confusion, | Hitt the road | 'cause we just keep cruisin'.'' (da ''Look Around'', n. 6) *''Ehi ora, | dobbiamo far piovere in qualche modo, | lei mi ha detto | e mostrato cosa fare, | la nostra Maggie lo fa in una nuvola.'' :''Hey now, | we've got to make it rain somehow, | she told me to | and showed me what to do, | our Maggie makes it in a cloud.'' (da ''The Adventures of Rain Dance Maggie'', n. 7) *''Questa indecisione, | mi costringe a rannicchiarmi, | non riesco a resistere all'odore | della tua seduzione | ti ho fatto sapere? | Vorresti andare? | scartare la tua confezione, | senza molta persuasione.'' :''This indecision, | has got me cringing, | I can't resist the smell | of your seduction | did I let you know? | Would you like to go? | Unwrap the package | without much persuasion.'' (da ''Did I let You Know'', n. 8) *''Ti ho visto alla stazione di polizia | e mi si spezza il cuore nel dirlo | i tuoi occhi si erano allontanati | a qualcosa di lontano, freddo e grigio | immagino che non l'avessi previsto | qualcuno si è abituato ai bassifondi | sognando gli anni d'oro.'' :''I saw you at the police station | and it breaks my heart to say | your eyes had wandered off | to something distant, cold and grey | I guess you didn't see it coming | someone's gotten used to slumming | dreaming of the golden years.'' (da ''Police Station'', n. 11) *''Per favore non chiedermi chi | o chi pensi che io sia | potrei vivere senza quello | sono solo un uomo modesto | incontrami all'angolo e | dimmi cosa fare | perché ho fatto un casino con te | e non so cosa fare adesso | mi sto chiedendo in che modo procedere ora.'' :''Please don't ask me who | who you think I am | I could live without that | I'm just a modest man | meet me at the corner and | tell me what to do | 'cause I'm messed up on you | and had I known all that I do now | I'm guessing we're through now.'' (da ''Meet Me at the Corner'', n. 13) ====Citazioni su ''I'm with You''==== *''I'm with you'' è l'album dei nuovi Red Hot Chili Peppers e la presenza di un ragazzo di talento, pieno di idee, con un'ottima tecnica chitarristica e soprattutto con la voglia di essere un RHCP al cento per cento ha chiuso il cerchio. Siamo soddisfatti del lavoro che abbiamo fatto e pur rimanendo attaccati ai nostri suoni, che non abbandoneremo mai, grazie a Josh si è fatto un passo avanti, siamo andati incontro al rinnovamento che molti fan ci chiedevano a gran voce. ([[Anthony Kiedis]]) ===''The Getaway''=== '''Etichetta''': Warner Bros., 2016, prodotto da Danger Mouse. [[File:2016 RiP Red Hot Chili Peppers - Josh Klinghoffer - by 2eight - DSC0296.jpg|thumb|Il chitarrista Josh Klinghoffer militò nella band negli anni 2010, incidendovi gli album ''I'm with You'' e ''The Getaway'': «solo il fatto di essere in una stanza con questi ragazzi è un onore, per non parlare del poter creare musica con loro […]. Non avrei potuto chiedere un gruppo più accogliente di persone o una migliore situazione».]] *''Non conosci il mio pensiero, | non conosci quelli come me, | le necessità oscure fanno parte del mio progetto. | Di' al mondo che sto cadendo dal cielo, | le necessità oscure fanno parte del mio progetto.'' :''You don't know my mind, | you don't know my kind, | dark necessities are part of my design. | Tell the world that I'm falling from the sky, | dark necessities are part of my design.'' (da ''Dark Necessities''<ref name="burton">Testo di Anthony Kiedis, Flea, Josh Klinghoffer, Chad Smith e Brian Burton.</ref>, n. 2) *''Forse sono quello giusto, | forse quello sbagliato | un'altra commedia: il pirata e il papillon | è ora di smetterla | forse sei il mio ultimo amore, | forse sei il primo | solo un altro modo per giocare all'interno di questo universo | adesso so come mai siamo venuti al mondo.'' :''Maybe I'm the right one, maybe I'm the wrong | just another play, the pirate, and the Papillon | time to call it a day | maybe you're my last love, maybe you're my first | just another way to play inside the universe | now I know why we came.'' (da ''The Longest Wave''<ref name=thegetaway/>, n. 4) *''Dici addio al mio amore, | lo vedo nella tua anima, | dici addio al mio amore, | pensavo che avrei potuto fare tutto, | lascia che il tuo amante navighi, | la morte è stata fatta per fallire.'' :''Say goodbye my love, | I can see it in your soul, | say goodbye my love, | thought that I could make you whole, | let your lover sail, | death was made to fail.'' (da '' Goodbye Angels''<ref name=thegetaway>Testo di Anthony Kiedis, Flea, Josh Klinghoffer e Chad Smith.</ref>, n. 5) *''I fiumi si uniscono in maniera più violenta, | di quanto ci si aspetti, bene, | l'amore malato arriva per spazzarci via. | Prigionieri dei nostri punti di vista, | di come la nostra visuale venga corretta e, | l'amore malato è il mio nuovo stereotipo.'' :''Rivers get connected so much stronger, | than expected, well, | sick love comes to wash us away. | Prisons of perspective, | how your vision gets corrected and, | sick love is my modern cliché.'' (da ''Sick Love''<ref>Testo di Anthony Kiedis, Flea, Josh Klinghoffer, Chad Smith, [[Elton John]] e [[Bernie Taupin]].</ref>, n. 6) *''Vorrei ringraziarti e sculacciarti, | sulla tua pelle argentea, | ai [[robot|robots]] non importa dove sono stato. | Devi averlo scelto per usarlo, | quindi fammelo collegare, | i robots sono i miei prossimi simili.'' :''I want to thank you and spank you, | upon your silver skin, | robots don't care where I've been. | You've got to choose it to use it, | so let me plug it in | robots are my next of kin.'' (da ''Go Robot''<ref name=thegetaway/>, n. 7) *''Anche se mi hai cresciuto, non sarò mai tuo padre | re di ogni Sunset Marquis | anche se sei pazzo, non sarai mai fastidioso | sei il mio vecchio uomo del mare.'' :''Even though you raised me I will never be your father | king of each and every Sunset Marquis | even though you're crazy you will never be a bother | you're my Old Man In the Sea.''<ref>La canzone venne scritta da Anthony Kiedis come dedica a suo padre, l'ex attore conosciuto nel mondo del cinema con lo pseudonimo Blackie Dammett, all'epoca malato di demenza senile. La prima strofa del ritornello è un riferimento ad una vecchia intervista in cui Dammett, ricordando l'adolescenza di Kiedis, disse che suo figlio aveva acquisito una maturità tale da poter fare in modo che i due ruoli si invertissero. La seconda strofa è invece un riferimento al romanzo ''Il vecchio e il mare'' di [[Ernest Hemingway]], uno tra gli autori preferiti da Dammett.</ref> (da ''The Hunter''<ref name="burton"/>, n. 12) ====Citazioni su ''The Getaway''==== *È stato difficile far nascere questo album, perché eravamo alla costante ricerca delle canzoni giuste. Alcuni pezzi sono stati scritti due anni fa qua a Malibu, altri sono più recenti come ''Dark Necessities'' e ''The Getaway''. Io ho scritto almeno 10 canzoni che non sono entrate in questo lavoro, perché non adatte allo stile Chili Peppers. ([[Josh Klinghoffer]]) *È stato faticoso. Quando abbiamo chiesto a Brian<ref>Vero nome di Danger Mouse, produttore del disco.</ref> di produrci avevamo già pronti 20 brani che per noi erano buoni, ma a lui non sono piaciuti. È stato uno shock: quando lavori a un brano a lungo, ti affezioni, perdi lucidità e non capisci più se funziona. Brian però voleva qualcosa di diverso, così ci siamo detti: se lavoriamo con lui, dobbiamo seguirlo. Ci siamo affidati al suo metodo che consiste nel comporre ogni giorno, in studio, musica nuova. ([[Anthony Kiedis]]) *In tante canzoni si riflette sulla vita personale di Anthony, in altre, invece, su noi come band, tipo in ''The Longest Wave'': surfare le onde diventa una metafora di vita, dove i fallimenti sono momenti temporanei che ti permettono di migliorare e raggiungere gli obiettivi che ti eri prefisso. ([[Chad Smith]]) *{{NDR|«Avete scritto le canzoni in studio?»}} Ne avevamo già composte molte ma Brian il produttore ci ha chiesto di scriverne di nuove in studio. Io ero molto scettico, mi sono detto che se nella prima settimana non veniva fuori grande musica era meglio mollare subito e tornare a Rick. Invece è andata bene dal primo giorno. Suonavo il piano, poi Brian diceva "Josh, prova ad aggiungere la chitarra", poi "Flea, il basso", insomma abbiamo creato canzoni per livelli successivi, in studio. Mai fatto prima. ([[Flea]]) ===''Unlimited Love''=== '''Etichetta''': Warner Bros., 2022, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]]. *{{NDR|Riferendosi agli [[incendi in Australia del 2019-2020]]}}<ref>La stagione degli incendi che colpirono il paese venne infatti ribattezzata come "Black Summer". {{cfr}} [[https://recovery.preventionweb.net/collections/recovery-collection-australia-black-summer-bushfires-2019-2020 vedi qui]].</ref> ''Sono una pioggia pigra | i cieli si rifiutano di piangere | la cremazione prende la sua parte della tua scorta. | La notte è vestita come il mezzogiorno | un marinaio ha parlato troppo presto | e la Cina è sul lato oscuro della luna''. :''A lazy rain am I | the skies refuse to cry | cremation takes its piece of your supply | The night is dressed like noon | a sailor spoke too soon | and China's on the dark side of the moon''. (da ''Black Summer'', n. 1) *''Di ornitorinchi ce ne sono pochi | la vita segreta del canguro | una personalità che non ho mai conosciuto [...] | La mia Greta pesa una tonnellata | l'arciere sta scappando | e nessuno sta da solo dietro al sole''. :''Platypus are a few |the secret life of Roo | a personality I never knew [...] | My Greta weighs a ton | the archer's on the run | and no one stands alone behind the sun''. (da ''Black Summer'', n. 1) *''Non sembro me stesso nelle fotografie | i lunghi giorni del tempo sono stati ingenerosi | mi manca quella te, quella che mi fa venir voglia di ridefinirmi | non sono quello di cui ti sei innamorata | non sono quello giusto, quello giusto per te''. :''I don't look like mysеlf in photographs | long days of time have been unkind | I miss the you, the one that makes me want to redefine | I'm not the one you fell into | I'm not the one, the one for you''. (da ''Not the One'', n. 4) *''Questi sono i modi quando vieni dall'America | le viste, i suoni, gli odori | questi sono i modi quando vieni dall' America | non voglio morire e lei si prenderà cura di te | voglio solo prosperare e ci sarà dell'isteria''. :''These are the ways when you come from America | the sights, the sounds, the smells | these are the ways when you come from America | I don't want to die and she's gonna take good care of ya | I just want to thrive and there's gonna be hystеria''. (da ''These Are the Ways'', n. 9) *''Quando sono con te | mi sento me stesso | non uno sconosciuto, né l'ombra | di qualcuno altro | quando ti sento | stringere la mia mano | mi commuovo | non è grandiosa questa vita?'' : ''When I'm with you | I feel like myself | no stranger, the shadow | of somebody else | when I feel you | holdin' my hand | I get touched | ain't this life grand?'' (da ''Tangelo'', n. 17) *''Ma la forma di una vita | è lunga, senza fine | e l'odore del tuo saluto | lo conosco | e il sorriso di un coltello | raramente è amichevole | e l'odore del [[Citrus × tangelo|tangelo]] | Lo conosco''. :''But the form of a life | is long, never-ending | and the smell of your hello | I know | and the smile of a knife | is seldom befriending | and the smell of tangelo | I know''. (da ''Tangelo'', n. 17) ====Citazioni su ''Unlimited Love''==== *Desideriamo con tutto il cuore essere una luce nel mondo, per elevare, connettere e riunire le persone. Ogni brano del nostro nuovo album Unlimited Love, è una sfaccettatura di noi, che riflette la nostra visione dell'universo. Questa è la missione della nostra vita. Lavoriamo, ci concentriamo e ci prepariamo, così che quando arriva l'onda più grande, siamo pronti a cavalcarla. L'oceano ci ha regalato un'onda potente e questo album è la cavalcata che è la somma delle nostre vite. :''We yearn to shine a light in the world, to uplift, connect, and bring people together. Each of the songs on our new album Unlimited Love, is a facet of us, reflecting our view of the universe. This is our life's mission. We work, focus, and prepare, so that when the biggest wave comes, we are ready to ride it. The ocean has gifted us a mighty wave and this record is the ride that is the sum of our lives''.<ref group="fonte">{{en}} Da un [https://www.instagram.com/chilipeppers/p/CZivvI_oXyv/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 4 febbraio 2022.</ref> *Fin dalla prima nota si è capito come i RHCP volessero innanzitutto tornare al suono "LArough" che li ha fatti esplodere in tutto il mondo. Tra l'altro non è un caso che "Unlimited Love" riprenda la partnership di tre decenni con Rick Rubin che ha firmato per loro gli storici "Blood Sugar Sex Magik" del '91, "Californication" del '99, "By The Way" del 2002 e "Stadium Arcadium" del 2006. Tra i pezzi più belli del disco, e ce ne sono parecchi, "Here ever After", "Not The One", il funkettone "Poster Child" e "She's A Lover" che sfocia in un coro da ricantare al volo. Colpisce "Let 'Em Cry" dove la tromba scandisce lo slancio prima di raggiungere l'apice sull'assolo di chitarra. Il finale, la diciassettesima traccia è intitolata "Tangelo" e la chitarra delicata trasforma tutto in una ninna nanna da applausi [...]. "Unlimited Love" è l'album perfetto per inaugurare una nuova era della band che non è mai stata così eccitata come di questi tempi per l'uscita di un disco. Fresco, senza paura e, naturalmente, funky, l'album ha ogni filo dei Red Hot Chili Peppers che scorre nel suo DNA e questo per chiunque li abbia amati è una garanzia. Uno dei dischi rock più forti dell'anno senza dubbio. ([[Luca Dondoni]]) *Non stavamo facendo nessuna registrazione, stavamo solo scrivendo. Tutti si sono sentiti a proprio agio, ed è stato proprio quello che facciamo normalmente: improvvisiamo alcune idee e le canzoni vengono fuori in questo modo, che sia una linea di basso, un riff di chitarra, un ritmo di batteria o altro. Poi gli strumenti melodici arrivavano con alcune idee. Io avevo delle cose a cui stavo lavorando da casa, John portava parti di canzoni e riff, Flea arrivava con una linea di basso o una cosa di piano e ci lavoravamo sopra, e rientravamo nel nostro solito processo creativo. Questo sembrava buono e familiare. ([[Chad Smith]]) *Quando abbiamo iniziato a scrivere materiale, abbiamo iniziato suonando vecchi brani di artisti come Johnny "Guitar" Watson, The Kinks, The New York Dolls, Richard Barrett e altri. Così in modo graduale, abbiamo iniziato a portare nuove idee e trasformare le jam sessions in canzoni, e dopo un paio di mesi quello che stavamo suonando era il nuovo materiale. La sensazione di divertimento senza sforzo che provavamo quando suonavamo le canzoni di altre persone è rimasta con noi per tutto il tempo in cui scrivevamo. Per me, questo album rappresenta il nostro amore e la fiducia reciproca. ([[John Frusciante]]) *Un "ritorno al futuro" più evidente di questo non poteva esserci: i Red Hot Chili Peppers hanno ritrovato John Frusciante, che ha ripreso il posto che era stato "momentaneamente" occupato da Josh Klinghoffer, e Rick Rubin, nonostante il buon lavoro di Danger Mouse nel precedente The Getaway e con loro hanno realizzato un nuovo album dopo sei anni di "silenzio". Sono passati venti anni da By the Way, ultimo grande capolavoro della band californiana, e se per molti versi questo tempo è servito alla band per trovare una sorta di "stabilità", di equilibrio, che ha consentito di frequentare aree musicali diverse, tendenzialmente più pop, senza perdere l'anima, d'altro canto è anche vero che da quel 2002 a oggi di brani davvero memorabili il gruppo ne ha realizzati pochi, con o senza Frusciante e Rubin. Certo, la squadra al completo è meglio, ma non tutti i diciassette brani dell'album hanno una vera ragione d'essere. Molti sono esercizi di stile (sempre uno stile superiore, d’accordo), altri sono rifrullamenti, canzoni gradevoli e basta, brani riconoscibilmente "Peppers", ma niente che valga veramente la pena. Brutto? No, francamente no, anzi ci sono anche momenti di piacevole entusiasmo, ma tutto troppo diluito in un'ora e 13 minuti. Se è vero, come dice Anthony Kiedis che "Per qualche ragione l'universo ha voluto iniettarci un’altra grande dose di plasma", allora la trasfusione ha avuto effetti moderati. ([[Ernesto Assante]]) ===''Return of the Dream Canteen''=== '''Etichetta''': Warner Bros., 2022, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]]. [[File:RHChiliPeppersSpurs210723 (9 of 90) (53065669750) (cropped).jpg|thumb|John Frusciante, storico chitarrista della band, rientrò per la seconda volta nel gruppo nel 2019, dopo avervi già suonato dal 1988 al 1992 e dal 1998 al 2009: «il bello di suonare con questa band è che noi davvero amiamo ascoltarci a vicenda. Amo il modo in cui loro mi fanno suonare. Abbiamo reazioni chimiche l'uno con l'altro. Portiamo fuori cose dall'altro che non riusciamo a fare su noi stessi».]] *''Sai, sono un animale | qualcosa tipo un cannibale | sono parecchio infiammabile | e parzialmente programmabile''. :''Well, I'm an animal | somethin' like a cannibal | I'm very flammable | and partially programmable''. (da ''Tippa my Tongue'', n. 1) *''Vi prego non ricordatemi | per ciò che ho fatto la scorsa notte, oh | vi prego non ricordatemi | signore ascoltami ora | vi prego non ricordatemi | è solo il 1980... | È solo il 1983''. :''Please don't remember me | for what I did last night, oh | please don't remember me | listen Lord, now | please don't remember me | It's only 1980...| It's only 1983''. (da ''Eddie'', n. 4) *''Esprimiamo un desiderio mentre entriamo in ascensore | perché il sistema è una discreta noia | il batterista si sta sporgendo senza alcun obiettivo | fuori dal Club Troubadour | io non ti conosco e non so più cosa è vero''. :''Let's make a wish as we enter the lift | 'cause the system's a relative bore | the drummer is leaning without any meaning | outside of the Club Troubadour | I don't know you and I don't know what's true anymore''. (da ''The Drummer'', n. 12) *''Soldati di celluloide, entrate a ripararvi dalla pioggia | uccidete il mio sorriso ma per favore, lasciatemi il mio dolore | tutte quelle brave persone non ci provano neanche | rubando la verità mentre pagano per la tua bugia''. :''Celluloid soldiers come in from the rain | murder my smile but please leave me my pain | all those good people they don't even try | stealing the truth while they pay for your lie''. (da ''Carry Me Home'', n. 16) ====Citazioni su ''Return of the Dream Canteen''==== *A soli sei mesi dalla pubblicazione di "Unlimited Love" i Red Hot Chili Peppers mantengono la promessa ed escono con "Return of the Dream Canteen", un altro doppio album che impreziosisce con nuove perle la produzione ricca di soddisfazioni della band losangelina. In poche parole, si tratta di Red Hot Chili Peppers in purezza [...]. I ragazzi hanno scritto e registrato "Return of the Dream Canteen" durante le stesse sessioni di "Unlimited Love" quando furono di nuovo raggiunti dal chitarrista John Frusciante dopo un'assenza di dieci anni. Alla recording session sono arrivati con 50 pezzi e per colpa di un Rubin che vorrebbe sempre togliere e mai aggiungere, l'ingegnere del suono Ryan Hewitt ha dovuto fare i salti mortali per tenere tutto. Alla fine la decisione: «faremo due album doppi»! ([[Luca Dondoni]]) *Per come sono andate le cose, sento ''Return Of The Dream Canteen'' come un disco più divertente, e credo che tocchi vette più estreme. Quest'ultimo ha qualcosa di più colorato, in un certo senso luminoso. Non che non abbia sezioni oscure. Però, a me sembra più oscuro ''Unlimited Love''. Il nuovo album ha forse anche più elementi sorprendenti. Ce ne sono un po' anche nel primo, ma soprattutto nella seconda metà del secondo, ci sono probabilmente più sintetizzatori e drum machine e cose del genere di quanto le persone potevano aspettarsi da noi. E sembra anche più estemporaneo e spontaneo. C'è una certa qual sensazione di rilassatezza e distensione che distingue ''Return Of The Dream Canteen'' da ''Unlimited Love''. ([[John Frusciante]]) *Quando ho ascoltato il loro ultimo disco, sono rimasto shockato. Per me è dura, principalmente perché penso che quando c'ero io facevamo musica molto più figa [...]. Ho provato ad ascoltare il secondo disco prima di prendere un volo e sono arrivato, forse, fino alla nona canzone. Non credo di essere nemmeno riuscito ad ascoltarlo tutto. ([[Josh Klinghoffer]]) *Questo è il disco che mi ha portato nei luoghi più onirici rispetto ai viaggi che mi hanno fatto fare i Red Hot. È un trip, ma non è allucinante, è un sogno lucido. Non so cosa succederà, ma so che è tutto sotto controllo. È bellissimo. Qui ci sono quattro persone che si divertono a fare quello che fanno meglio. Anche Anthony ha fatto tanti flow diversi tra loro. E per me, da ex musicista, è bello sentire una band che suona, che ti fa fare un viaggio musicale. E questa è una cosa non scontata. ([[Gianluca Fru]]) *Registriamo sempre più di ciò che esce su un disco, ma spesso queste tracce vengono lasciate nel caveau, o incompiute, o cose così. Ma stavolta le abbiamo finite tutte. Ci sentivamo come se avessimo troppe buone canzoni per non far uscire un altro disco. Non si tratta di un disco di b-sides o roba del genere. Sembrava tutto buono e giusto, quindi si, è tutto buono [...]. Ha un po' di tutto. Ha sicuramente dei gusti diversi rispetto ad Unlimited Love, e viceversa. Penso che sia una buona cosa. ([[Chad Smith]]) *Siamo andati alla ricerca di noi stessi, come abbiamo sempre fatto. Solo per il gusto di farlo, abbiamo suonato e imparato alcune vecchie canzoni. In breve tempo abbiamo iniziato il misterioso processo di costruzione delle novità. Un bel po' di chimica che ha fatto amicizia con noi centinaia di volte lungo la strada e ha aiutato. Una volta trovato quel flusso di suoni e visioni, abbiamo continuato a estrarre dalla miniera delle nostre menti e con il tempo abbiamo trovato gemme come "Tippa", "Peace and love" ma anche "Reach Out" o "My cigarette", "Shoot me a smile" e "Carry me home" che amo. Non avevamo motivo di smettere di scrivere e di fare rock. Ci sembrava un sogno. Il nostro pazzo amore l'uno per l'altro e la magia della musica ci avevano dato più canzoni di quante ne sapessimo fare. Due album doppi pubblicati uno di seguito all'altro e il secondo è significativo quanto il primo. "Return of the Dream Canteen" è tutto ciò che siamo e abbiamo sempre sognato di essere. È pieno di roba. Realizzato con il sangue dei nostri cuori. ([[Anthony Kiedis]]) ==Altre canzoni== *''In un mondo che può essere così malsano | non credo sia molto strano | per me essere innamorato di te | voglio conoscere di più della tua testa.'' :''In a world that can be so insane | I don't think it's very strange | for me to be in love with you | I wanna know more than your brain.'' (da ''Show Me Your Soul''<ref name=testo/>, 1990) *''Ho una brutta malattia, | nel mio cervello è dove sanguino | sembra pazzia, | mi possiede spremendomi l'anima.'' :''I've got a bad disease | from my brain is where I bleed | insanity it seems | it's got me by my soul to squeeze.'' (da ''Soul To Squeeze''<ref name=testo>Testo di Anthony Kiedis, Flea, John Frusciante e Chad Smith.</ref>, 1993) *''Come potrei dimenticare di dire | che la [[bicicletta]] è una grande invenzione? | seduto qui in un film muto | di fianco alla sola ragazza che mi abbia mai conosciuto veramente.'' :''How could I forget to mention | the bicycle is a good invention? | sitting there in a silent movie | beside the only girl who really ever knew me.'' (da ''Bycicle Song''<ref name=testo/>, 2002) *''Dicono che negli [[scacchi]], bisogna uccidere la [[donna (scacchi)|regina]] | e poi la accoppi | oh io, e tu? | una cosa buffa, il re che si fa assassinare | hey ora, ogni volta che perdo | altezza.'' :''They say in chess, you gotta kill the queen | and then you mate it | oh I, do you? | a funny thing, the king who gets himself assassinated | hey now, every time i lose | altitude .'' (da ''Fortune Faded''<ref name=testo/>, 2003) ==Citazioni sui Red Hot Chili Peppers== [[File:RHCP Logo.svg|thumb|Il logo della band]] *{{NDR|«Ma a te piacciono i Red Hot Chili Peppers?»}} A me di brutto, sin dai tempi di Mother's Milk, perché capivo che erano... erano sì grezzi, nudi, però erano molto raffinati, soprattutto negli ascolti [...]. Poi loro suonano Sly & the Family Stone, Stevie Wonder, si sente che hanno una cultura. ([[Morgan (cantante)|Morgan]]) *A proposito, diffidate anche da chi ascolta i Red Hot. Sono persone che nascondono qualcosa, come gli astemi e le mani di Silvan. I Red Hot sono tutto o niente, né rock né pop, cerchiobottisti: insidiosissimi, perché melliflui e finto rivoluzionari. ([[Andrea Scanzi]]) *[[Bob Marley]], i [[Black Sabbath]] e [[Bart Simpson]]? Metteteli insieme e forse otterrete i Red Hot Chili Peppers. (''[[1001 album]]'') *Certamente i gruppi che sono nati verso la fine del ventesimo secolo, sono stati fortemente influenzati dai Red Hot Chili Peppers. Da quel tipo di mix in stile funk, ma anche dalle chitarre heavy metal e dall'energia che emanavano. Di sicuro, gruppi come i [[Rage Against the Machine]] hanno una connessione davvero molto forte con i Red Hot Chili Peppers. ([[Hamish MacBain]]) *{{NDR|Nel 1987}} Ci sono band sottovalutate che tra qualche anno saranno ampiamente affermate. Nell'industria discografica lo dimenticano sempre. E ho questa sensazione per un gruppo come i Red Hot Chili Peppers. Per me, probabilmente sono la miglior live band degli Stati Uniti in questo momento. ([[Michael Beinhorn]]) *E in principio c'era il fango, poi Lui lo prese e ne fece una rock band vera. Quel Lui è il tempo, un produttore discografico o chi volete voi. Ma è bene sapere che i Red Hot degli esordi erano fango, una massa informe che voleva costruire qualcosa senza riuscirvi. ([[Gianni Della Cioppa]]) *– Ehm, sentite ragazzi, il network ha qualche problema con alcuni dei vostri testi, vi dispiace cambiarli per lo show?<br />– Scordatelo clown!<br />– I nostri testi sono come i nostri figli, amico, niente da fare!<br />– Beh, d'accordo, ma almeno invece di "quel che io ho tu devi avere e mettertelo dentro",<ref>Riferendosi a una strofa del brano ''Give It Away''.</ref> che ne dite di "quello che vorrei è abbracciarti e baciarti?" (''[[I Simpson (quarta stagione)]]'') *I ragazzi sono i Red Hot Chili Peppers, la foto decora un CD singolo intitolato, naturalmente, The Abbey Road EP, e quel calzino pendulo immortala la gag più famosa del complesso, un trucco inventato agli inizi della carriera. Tutto nasce in un club di spogliarello di Los Angeles, il Kit Kat, un giorno del 1983 [...]. La notizia si sparge e quella performance di rock "nudi con il calzino" diventa un classico della banda, che la riproporrà più volte nel corso degli anni [...]. Non sono maliziosi i Peppers, han solo voglia di "casino e cose strane" come la generazione a cui si rivolgono; e questo gusto si riflette nella loro musica, che pretende di essere psico selvaggia come un vecchio album di George Clinton e isterica, amfetaminata, speedy come quella delle nuove bande hardcore. Un turbolento mix in precario stato d'equilibrio. Non a caso la banda si spingerà fino ai vertici delle classifiche ma si perderà subito dopo in un vortice di sfortunati casi personali e scelte stilistiche sbagliate. ([[Riccardo Bertoncelli]]) *I Red Hot Chili Peppers, con le loro hit, fanno parte della cultura pop pur creando pezzi di alto livello. È musica che appartiene alla coscienza collettiva, al movimento globale del patrimonio culturale. Son cresciuto guardandoli in tv, hanno influenzato in modo netto le mie linee melodiche. ([[Tedua]]) *I Red Hot Chili Peppers sono gli esponenti di un mondo rock che negli ultimi anni '80 è cresciuto con impeto. ([[Riccardo Bertoncelli]]) *Il problema dei Peppers è che devi solo farli suonare come i Peppers. Si chiama letteralmente "Togliti dal cazzo". ([[Ryan Hewitt]]) *Io avevo un'idea stereotipata dei Chili Peppers: credevo che fossero funky, eccentrici, leziosi... E sono stato a disagio per parecchio tempo, perché la band suonava un genere che non era il mio. ([[Dave Navarro]]) *La prima volta che li ho ascoltati ho pensato: finalmente una rock band con delle linee di basso interessanti. Il lavoro di sottrazione ma allo stesso tempo virtuosistico di tutti i musicisti, soprattutto Flea e Frusciante, è stato una grande ispirazione per me, per lo studio del mio strumento [...]. E per un bassista che deve fare pratica i Red Hot Chili Peppers sono la band migliore. ([[Gianluca Fru]]) *Le loro variegate personalità, la spavalderia californiana, l'assunzione di droghe pesanti, il pentimento, il rammarico... e poi il punk, il rap, il funk. È difficile immaginare come altri possano riuscire a fare quello che hanno fatto loro. ([[John Aizlewood]]) *Li conobbi con "By the Way", la svolta pop. Andando a ritroso scoprii il loro rock funkadelico che all'inizio mi turbava ma in cui imparai a vedere la loro storia, i loro travagli. E anche nell'ultimo "The Getaway" vedo dei 50enni davanti all'Oceano che fanno il bilancio della vita. Coerenti. ([[Francesca Michielin]]) *Li ho sempre trovati unici e divertentissimi, ma la cosa più figa dei Chili Peppers è che sanno chi sono, sanno qual è il loro DNA. È fondamentale per una band. ([[Gene Simmons]]) *Non è una sciocchezza... ma i Red Hot Chili Peppers possono essere considerati come il miglior gruppo dell'epoca moderna. Ovviamente i The Beatles e i Rolling Stones sono meglio. Ma nessuno... e intendo NESSUNO raggiunge i Red Hot Chili Peppers del periodo '88-2022 per quanto riguarda la pura qualità. Diversità e genio album dopo album. ([[Chris Jericho]]) *{{NDR|Nel 1999}} Non stiamo osannando un quartetto di sfigati che solo due anni fa sembrava non dovesse più dar fastidio. Qui si parla di quattro ex junkies capaci di rinnovarsi al punto da realizzare con l'ultimo disco "Californication" il successo di una carriera. ([[Luca Dondoni]]) *– Non ti sembra di imitare un po' troppo il bassista dei Red Hot Chili Peppers?<br />– Io non imito nessuno!<br />– A chi pensi quando suoni?<br />– Ai Peppers... (''[[Bandslam - High School Band]]'') *Parlando delle canzoni, hanno un metodo cantautorale ormai consolidato: scrivono molto, è sempre stato cosi, fino ad arrivare all'eccesso. Se nell'album trovi venti canzoni, vuol dire che loro ne han scritte cinquanta... o magari cento, per arrivare a quelle venti. ([[Rick Rubin]]) *Penso che abbiano creato un mondo tutto loro. Si sono inventati questo nuovo tipo di musica e ci si sono buttati dentro. Sono veramente unici. ([[Camilla Pia]]) *Per capirli è importante subito iniziare con una parola chiave e cioè crossover: la commistione tra generi musicali diametralmente opposti [...]. Loro hanno saputo rappresentare benissimo, come mai nessuno è riuscito a fare, la scena alternativa losangelina e hanno saputo infondere alla rabbia del punk quel funk animalesco e viscerale e peraltro con un'adrenalina veramente incredibile. ([[Paola Maugeri]]) *Quando Flea, John e Chad sono assieme in una stanza suonando assieme, c'è una sensazione trascendente. Poi, quando Anthony canta, diventano i Peppers [...]. La loro capacità di canalizzare i picchi musicali su una base semplice è qualcosa di ultraterreno, davvero un caso in cui gli ingredienti confluiscono in qualcosa che va oltre la somma dei singoli. E le parti sono buone così come vengono. ([[Rick Rubin]]) *Quando li conobbi avevo 17 anni. Erano la nave pirata, il gruppo perfetto. Avevano appena realizzato ''Blood Sugar Sex Magik''. Con loro c'era un produttore come Rick Rubin. Fu "il disco" da ascoltare per un sacco di tempo. Poi è arrivato ''One Hot Minute'', un album per niente riuscito. Fu la caduta dei miei eroi. Doveva per forza ritornare nel gruppo uno come Frusciante per ristabilire le sorti della band. E così è stato. Grazie a Frusciante, sono riusciti a tirarsi fuori da una situazione stagnante, in cui ormai erano gonfi di stile. Oggi, quindi, sono entrati a tutti gli effetti nella lista dei gruppi che rispetto, insieme a gente come i Beastie Boys, i Sonic Youth e i Jane's Addiction. Sono arrivati in un posto preciso, quello in cui tocchi il successo, e hanno deciso di restarci nel modo adatto, rinnovandosi, diventando rabdomanti e sensitivi. ([[Enrico Brizzi]]) *Quando sento un brano alla radio e mi chiedo "cos'è questa schifezza?", la risposta è sempre la stessa: "È dei Red Hot Chili Peppers". ([[Nick Cave]]) *{{NDR|«In Rock & Resilienza rivela che una volta ricevette una proposta indecente dai Red Hot Chili Peppers».}} "Sei venuta a farci un pompino?", mi chiesero. Ma ebbi la prontezza di rispondere: "C'mon guys, di femmine disposte a farvi un pompino sono pieni gli stadi, lasciate che vi possa fare piuttosto un’intervista godibile e appassionata. Proprio come se vi stessi succhiando. E me ne andrò in pace come sono venuta." {{NDR|«Si parla molto di molestie. Questa lo è stata? »}} Ma no, a gioco ho risposto con gioco. Quasi da maschio, come non si aspettavano. Ma salvaguardando il giardino segreto. "Facciamo finta che vi sto succhiando, vi va?" ([[Paola Maugeri]]) *Si può dire che alcuni loro tratti musicali attuali ricordano i miei tentativi di render la musica un po' più "colorata" e "gustosa" nonostante il loro stile non coincidesse con quella visione di musica che avevo. Nonostante certi brani "punkizzati" tiratissimi siano divertenti, molto. Ma sì, qui [...] abbiamo tutti i loro dischi e nonostante non li ascolto proprio tutti i giorni, li preferisco come sono attualmente soft. Mi è sempre piaciuta questa tipologia di musica "graziosa". ([[Jack Sherman]]) *Sono sicura che ancora oggi lavorino allo stesso modo, cambiando qualcosa da canzone a canzone. Lavorano individualmente all'inizio del processo creativo, utilizzando pezzi che assemblano durante i momenti di pausa. Poi, quando è il momento, li tirano fuori e decidono quale sviluppare. Si scambiano i pezzi iniziali, poi si impegnano a scrivere il testo; normalmente Anthony fa il lavoro maggiore sul testo, ma non è una regola. Alla fine ogni membro contribuisce in qualche modo a ogni singolo pezzo attraverso le proprie scelte musicali. Durante il periodo di Mother's Milk la band era molto unita e i ragazzi si stringevano gli uni agli altri dopo la tragica perdita del loro amico e collega Hillel. Prima di ogni concerto ci univamo nel "cerchio delle anime " per sintonizzarci l'uno con l'altro. I ragazzi mi dissero poi che nei tour successivi non fecero più quel rituale e non passarono più molto tempo assieme al di fuori del tour [...]. Ora la meditazione, la dieta e le persone giuste sono (e sono state) una parte fondamentale per un grande show. ([[Kristen Vigard]]) *Stiamo raccontando la storia della ''Californication'' dei Red Hot Chili Peppers: una terra che non è solo la California, lo stato in cui si trova Los Angeles, ma qualcosa di diverso. Un luogo, una nazione quasi, in cui valgono altre regole e altre leggi: un altro pianeta, dove quello che sulla Terra viene considerato trasgressione, bé, nella ''Californication'' è la norma. Creatività, stranezze, sesso, arte, musica – va bene – però anche droga e tanta. È questa la vita parallela che accompagna i Red Hot Chili Peppers da quando nascono [...] fino ad oggi. ([[Carlo Lucarelli]]) *{{NDR|Invocando i Red Hot Chili Peppers prima di una loro performance al bar di Boe}} Vogliamo Chilly Willy! Vogliamo Chilly Willy! (''[[I Simpson (quarta stagione)|I Simpson]]'') ===[[Flea]]=== *All'inizio, quando abbiamo messo su il gruppo, c'era un'energia incontrollabile, non riuscivamo a controllarla neanche noi, era molto più grande della somma delle sue parti. Eravamo come in cima ad un vulcano che ci scagliava nell'aria. Ho delle immagini di momenti in cui non riuscivamo a controllarci. *Anche noi amiamo ballare e probabilmente questo è il segreto... Ma vedi, se un segreto deve essere "top secret" è giusto che resti così altrimenti chiunque potrebbe fare le cose che facciamo noi. Fondamentalmente il nostro segreto è l'amore... E trovarsi in una stanza a scrivere, a lavorare insieme... *Chi viene a vederci suonare sa che noi siamo esattamente in quel modo, quattro musicisti che si identificano nella propria musica, è una faccenda spirituale se devo dire la verità. *Essere nei RHCP vuol dire essere liberi, non essere costretto a fare nulla o cercare di rientrare in alcun modello, stile o categoria. E... per quanto riguarda lo stile di vita, che poi influenza il tuo modo di apparire, di parlare, di comportarsi, chiunque applichi qualsiasi tipo di cliché rock 'n roll alla propria vita ovviamente non sarebbe adatto a stare nei RHCP. *Finché la longevità della band continuerà e noi staremo insieme come persone e come musicisti, continueremo a migliorare e credo che la gente apprezzerà. E finché staremo insieme e continueremo ad amarci e ad amare la musica, non c'è possibilità di fallimento. *Finché questa band esisterà, l'unica ragione d'esistere sarà il movimento, avanzare, espandersi, crescere, imparare, suonare, migliorare in quel che facciamo. Crescendo impariamo a conoscere la vita e ci concentriamo sempre di più sulla musica. Ed è meglio così, perché imparando non perdiamo nulla del nostro bagaglio, ma lo accresciamo. *Il punto di partenza dei RHCP è lo stretto rapporto che c'è fra sesso e musica, e il rapporto, ancora più stretto, che c'è tra sesso e musica funk. Negare questo collegamento sarebbe assurdo. *{{NDR|Nel 2019}} Se non fossero stati i poteri divini ad architettare tutto, la band non sarebbe durata quasi quarant'anni. La sua essenza e la capacità di saper entrare in contatto con la gente sono direttamente collegate al modo in cui è nata. Eravamo lontani dalla natura venale e competitiva del mondo, e avevamo accettato di vivere autentiche vite da artisti. Non avevamo un "piano B". *Siamo dei giullari, scherziamo sempre, la vita è divertimento, la gioia è divertimento, ma abbiamo sempre cercato di fare dell'arte, abbiamo sempre voluto far cose che fossero oneste nei confronti di tutti, senza conformarci a codici, anche se di moda, senza nessun tipo di look che fosse trendy. *Siamo persone molto diverse, abbiamo emozioni diverse, che vengono unite e ci rendono una band. Ci danno uno stile unico, è molto al di là di quanto ognuno di noi sia capace di dare da solo ed è davvero...magia! Odio dirlo, ma non è nient'altro che magia. *Siamo una band che c'è da veramente tanto tempo, e che ha vissuto tante cose. Cose belle e cose tragiche e drammatiche, feriti, ma in pace con noi stessi. ===[[John Frusciante]]=== *Abbiamo un rapporto speciale perché siamo passati dall'essere una band da club a una band da arena insieme. Ad esempio, quando ero agli inizi nella band, abbiamo fatto degli spettacoli pessimi. Non sempre, ma c'erano spettacoli in cui non si presentava nessuno, o spettacoli in cui sentivamo che il pubblico non era così entusiasta come lo era prima che io entrassi nel gruppo. Così abbiamo dovuto costruire la nostra energia insieme per creare qualcosa di nuovo nella band. E questo lo abbiamo tirato fuori l'uno dall'altro. È una connessione che condividiamo e che nessun altro può condividere con noi, poiché solo noi quattro abbiamo vissuto quell'esperienza. *Il bello di suonare con questa band è che noi davvero amiamo ascoltarci a vicenda. Amo il modo in cui loro mi fanno suonare. Abbiamo reazioni chimiche l'uno con l'altro. Portiamo fuori cose dall'altro che non riusciamo a fare su noi stessi. Il mio modo di suonare la chitarra con loro è uno stile che non ho quando suono da solo *La mia esperienza è che loro erano il mio gruppo preferito e ho passato ore ed ore ad esercitarmi alla chitarra in camera, e invece di ingaggiarmi e darmi uno stipendio mi hanno fatto entrare nel gruppo, mi hanno fatto diventare un membro del gruppo, dove tutti guadagnano le stesse somme di denaro, scriviamo le canzoni insieme e abbiamo uguali diritti e copyright. *So solo che se non fossi nella band, amerei i Red Hot per via dell'interazione tra i musicisti. Vedere gente che suona insieme e si coordina, come facciamo noi, è eccitante. *Solo quando li ho visti dal vivo sono diventati la mia band preferita. Questo è successo quando la band originale, con Jack e Hillel, era tornata insieme, non avevo mai visto niente del genere. L'energia era incredibile. Ho saltato per tutto lo spettacolo, e tutto sembrava una sfocatura psichedelica. Tutti erano davvero felici, e non sembrava che la band e il pubblico fossero separati. Quindi, se mi chiedi cosa ho amato di loro, è questo: quell'energia magica. *Suonare insieme sul palco è bellissimo. Quando suono con questa band sento di fare la cosa per cui sono nato. Sento che queste sono le persone con cui avrei voluto suonare, le persone di cui condividevo gli intenti. Sono persone diverse con diversi motivi per suonare, che messi insieme formano una forza più grande di ciascuno di noi. ===[[Anthony Kiedis]]=== *Adoro il fatto che ci teniamo ancora e ammiro davvero i miei compagni di band con tutto il cuore perché hanno ancora la loro energia creativa per suonare musica con l'entusiasmo di un bambino e gli occhi aperti sul mondo. E, sai, è davvero la chimica di tutte queste persone che si incontrano. Questa è la miscela che crea i Chili Peppers. Quindi sono fortunato e apprezzo questi musicisti che ci tengono così tanto. John Frusciante ci tiene tantissimo. Chad Smith ci tiene tantissimo. Flea ci tiene tantissimo. Lavorano sodo, suonano i loro strumenti. Ascoltano la vita. Ed io posso solo ringraziare di far parte di tutto questo. *C'è qualcosa di incredibile nella fortuna che abbiamo avuto nel momento in cui abbiamo iniziato a far musica, cioè abbiamo dimenticato il passato. Non abbiamo aspettative, pressioni, consapevolezza. Tutto ciò scompare quando ci mettiamo a suonare. Non so come mai, sarà per come Chad suoni la batteria o per come John si perda nel cosmo, o per come Flea ci dia il ritmo, ma credo che quello che facciamo è abbandonarci a qualcosa di spirituale e suonare giusto per il gusto di suonare. *Essere uno dei Chili Peppers vuol dire avere due valori: il funk e l'amicizia. Far parte di questa band è come essere sposato con quattro persone e devi amarle tutte la maggior parte del tempo. *Noi siamo stati i giovani energetici di Hollywood ai quali piacevano molti stili di musica e non avevamo paura di unirli. Non abbiamo amalgamato due stili musicali volutamente, abbiamo suonato quello che sentivamo di suonare e molto era funk perché era la musica che ci ispirava, quello che ci colpiva proprio qui quando l'ascoltavamo, volevamo fare questo tipo di musica perché ci piaceva, l'abbiamo fatta e abbiamo iniziato un nuovo genere e siamo stati seguiti da altre bands, bands che poi non mi interessano più di tanto. *I Red Hot Chili Peppers non sono sposati con nessuno stile. Le uniche cose con cui siamo sposati nella musica sono la sincerità e l'onestà. *Non c'è una gerarchia perché siamo una squadra, lavoriamo come una squadra di basket sin dal primo giorno dei Red Hot Chili Peppers non c'è mai stato un capo, siamo per la totale eguaglianza. Ci dividiamo sempre in parti uguali il credito per le composizioni e il resto. Siamo come un puzzle a quattro pezzi che funziona alla perfezione solo quando ognuno dà il suo input. Questo è uno dei motivi che ci tiene uniti e forti, il fatto che non si tratta di una sola visione o di una sola persona, ma di quattro che si uniscono per fare un insieme migliore. Come per una squadra, non si può vincere un campionato con un solo buon giocatore. *Non siamo mai stati confusi sul fatto che tutto sarebbe dovuto essere uguale: la condivisione del lavoro, la condivisione del denaro, della gioia, del dolore. Si è trattato per noi del grande passo verso la giusta direzione per avere il potenziale per la longevità, perché molte band litigano dicendo "Hey, quello l'ho scritto io!" Noi ci amiamo e ci rispettiamo; litighiamo regolarmente. Le nostre attitudini, i nostri modi, e i nostri ego si scontrano, ma siamo in grado di farcela. Siamo stati capaci di fare a pugni. *Non so se sia un segreto, ma sin dall'inizio abbiamo deciso di condividere tutti i nostri guadagni in parti uguali. Nessuno prende di più o di meno. Non importa se Chad non scrive i testi, o se la canzone che abbiamo scelto ha il 40% di Josh e il 60% di Flea. "We don't give a fuck". Siamo tutti uguali, ognuno a suo modo fa la sua parte, mai litigato per i soldi. L'aspetto monetario uccide tante band. Siamo tutti molto creativi e ognuno di noi ha la propria personalità. Litighiamo e spesso ci mandiamo a fare in culo, ma troviamo sempre una soluzione per risolvere i problemi. Siamo tutti egocentrici, ma siamo anche persone oneste, siamo loving people. Non siamo cattivi, non abbiamo secondi fini. Stronzi sì, ma anche capaci di dimenticare i momenti negativi e andare oltre. Siamo fratelli. Arriviamo sempre a un compromesso. Siamo sempre sinceri uno con l'altro. E poi, quando suoniamo insieme, ci divertiamo ancora tantissimo. E questa è la cosa più importante. *Non suoniamo necessariamente da bianchi o da neri. Suoniamo come persone connesse a un'energia universale, ispirate a suonare una musica che non conosce colore. *Penso che se noi abbiamo questa forte sessualità nella nostra musica e nelle nostre performance, nei nostri testi, nel basso che ti vibra in faccia è in correlazione al fatto che noi siamo liberi in ogni cosa che facciamo. Lasciamo uscire il nostro lato sessuale. Che appartiene un po' a tutti i ragazzi della nostra età che suonano musica. È che noi non abbiamo limitazioni riguardanti la nostra musica. Non abbiamo timori di essere completamente onesti sulla nostra sessualità. Noi non proviamo a nasconderla. È solo mostrarsi per come si è, nella maniera più naturale possibile. *"Red Hot Chili Peppers" è un nome che deriva dalla storia del blues e del jazz. C'era Louis Armstrong con i suoi Hot Five, poi c'erano il gruppo inglese dei Chilly Willy e i Red Hot Peppers (che poi ci avrebbero accusato di avergli rubato il nome). Però nessuno era mai stato Red Hot Chili Peppers, un nome che per noi sarebbe stato una benedizione e una maledizione. *Sai, non ho mai pensato che avremmo fatto sempre questo, infatti ci sono state diverse volte in cui abbiamo provato a separarci, provato a divertirci, alcuni sono stati licenziati, altri hanno provato ad andarsene, altri sono morti, altri ancora crollavano. Abbiamo fatto davvero del nostro meglio per far sciogliere questa band, e c'era questo strano magnete cosmico che continuava a farci tornare insieme. Siamo stati un fallimento nello sciogliere questa band. *Siamo diventati i Red Hot Chili Peppers perché amavamo la vita amavamo la musica e amavamo abbattere le barriere della mediocrità tradizionalista. ===[[Josh Klinghoffer]]=== *Ai RHCP non manca materiale, perché scriviamo tutti tantissimo. Il compito di ogni album è creare sempre qualcosa di nuovo, quel qualcosa che mantiene un gruppo attuale, fresh, ma senza comprometterne lo stile, rimanendo coerenti con un suono stabilito da decenni. *La magia dei Chili Peppers è che si tratta di quattro tizi in una stanza, una rarità di questi tempi, che suonano e vengono registrati praticamente live. *Solo il fatto di essere in una stanza con questi ragazzi è un onore, per non parlare del poter creare musica con loro. Ciascuno di loro ha una storia personale ed un legame con l'altro. Non avrei potuto chiedere un gruppo più accogliente di persone o una migliore situazione. Queste sono tre persone che meritano di fare musica e di crearla con gente che ama farlo come loro. ===[[Brendan Mullen]]=== *I Chili Peppers anticiparono e aiutarono a pavimentare la superstrada per l'eventuale crossover del nuovo hip hop dalla realtà del Bronx meridionale verso il pubblico tradizionale del rock/metal duro suburbano — una folla mista di frat boys, punker, surfer e ragazzi alternativi, molti dei quali furono introdotti per la prima volta almeno all'idea di musica "urbana" nei primi anni '80. I Peppers introdussero la musica rap alla folla dei fratelli con il portafoglio a catena e lo skate, e catturarono il nervo nazionale degli adolescenti estraniati dal rock "hair band" corporativo come diffuso dalla radio FM e da MTV. Rese possibile che i Beasties ricevessero trasmissioni radio quando Licensed to Ill uscì e che i Faith No More avessero i loro quindici minuti di celebrità — e aiutarono a presentare George Clinton a una generazione di ragazzi bianchi. I Peppers furono una delle prime band a essere presentate su 120 Minutes, il che aiutò a preparare il terreno per i preferiti dai critici rock, i Nirvana e il successivo boom "alternative". *I RHCP (e anche i Bad Brains e i Fishbone) hanno totalmente ridefinito il livello della musicalità metal-punk-dub-che-sia. Anche nel thrash — punk o metal — dovevi ora essere veramente capace di suonare. Il touring incessante ha aperto la strada a tutto. I Chili Peppers sono instancabili cani da strada internazionali, musicisti-attori spettacolari. L'intensità folle dei salti in giro dei Peppers durante i loro concerti dal vivo li ha portati attraverso i tempi di magra fino a quando "Higher Ground", una cover di Stevie Wonder dall'album Mother's Milk, non è esplosa su MTV nel 1989. *In breve, i Red Hot Chili Peppers aiutarono a dare forma alla direzione che il rock moderno futuro avrebbe preso a livello mondiale. Anche se non sembrava che sarebbe andata a finire così. Nonostante le enormi difficoltà iniziali — cambi di personale, problemi di droga, vendite deludenti, mancanza di un'ampia diffusione radio FM — i Peps hanno prevalso. *Proprio come i Rolling Stones, che iniziarono nei primi anni '60 come seri missionari del blues, così i Chili Peppers inizialmente salirono sul palco come entusiasti evangelisti del funk. I Peps provenivano anche da una linea musicale che risale ai Germs, agli X e, ovviamente, ai Fear, in cui Flea suonò per un breve periodo. I Peppers fusero tutto in un vaudeville sferzante di punk, funk e rap. ===[[Andrea Pezzi]]=== *A differenza di altre band della nostra generazione, che sono la testimonianza del Rock degli anni '90 e 2000, loro non si sono "youtubeizzati", non sono entrati in un mondo così largo come invece altri hanno fatto. Sono bravissimi, ma non hanno fatto quell'opera di "democratizzazione" del rock che è tipica di chi ha fatto epoca [...]. I Red Hot non hanno avuto il carisma di un leader come Bono: [...] li ho visti come un gruppo di amici, tutti uguali, nessuno che se la tirava più degli altri. Non c'era un leader vero. Credo che forse da qualche parte John Frusciante fosse veramente il leader, ma era un leader diverso, rivolto alla purezza della musica, non al mondo. E questo può essere un "pro" fino ad un certo punto, ma può essere un "contro" se devi fare quel salto di qualità che di solito nasce dall'ambizione individuale. Per questo non hanno saputo entrare dentro il tempo della storia, e quando il Rock non entra dentro la storia inevitabilmente diventa una parabola che punta verso il basso. *Con Californication, [...] stavano facendo un bel salto in avanti. Guardando indietro certamente c'era una discografia rilevante, però personalmente li ho vissuti con particolare attenzione dalla nuova band in poi. Non ho avuto un effetto nostalgico, forse perché ho iniziato ad amarli proprio con questo album. Io sono per questa "seconda stagione": non che la prima non mi piacesse, ma con Californication sono diventati molto più rilevanti dal punto di vista della cultura pop. Hanno portato il rock in un luogo diverso. Non sarebbero mai stati i Red Hot Chili Peppers, secondo me, senza questo passaggio di allargamento. *Mi ricordo benissimo la dinamica di gruppo dei Red Hot Chili Peppers, questo gruppo di ragazzi che assomigliava molto a un normale gruppo di amici. Erano molto "sani", molto più sani di quanto mi aspettassi [...]. Erano ordinati e disciplinati, dei professionisti veri, erano rockstar ma non nell'accezione che questo termine poteva avere negli anni '60 e '70, alla Frank Zappa per intenderci: non erano affatto sregolati o al di fuori da qualsiasi concetto di socialità, anzi. Loro sono stati, secondo me, negli anni '90, in assoluto, IL gruppo degli anni '90, così come lo erano stati gli U2 a cavallo fra gli '80 e i '90. Hanno traghettato il rock verso il nuovo millennio. ===[[Chad Smith]]=== [[File:2016 RiP Red Hot Chili Peppers - Chad Smith - by 2eight - DSC0184.jpg|thumb|Il batterista Chad Smith entrò nella band nel 1988, divenendo subito uno dei pilastri della formazione: «nel terzo millennio un fenomeno come quello dei Chili Peppers è impensabile: se anche nascesse una band di quel genere, la caccerebbero via a calci nel culo dopo il primo disco... Cazzo, che tristezza!»]] *Avere successo facendo musica onesta: questa è la fortuna che abbiamo e che ogni giorno apprezzo di più. Lo facciamo per noi e so che questo può sembrare egoista, ma la verità è che il giorno in cui non ci sentiremo più così smetteremo. Non continueremo a suonare soltanto perché la gente compra i nostri dischi, questo è sicuro. *Crescendo e invecchiando, siamo diventati persone diverse e la musica che facciamo è inevitabilmente ispirata dalla nostra vita. Credo che l'onestà dei Peppers stia proprio in questo: non pretendiamo di fare le stesse cose di dieci o venti anni fa. Sarebbe patetico... *I Chili Peppers non sono mai stati una band in cui c'è chi dice: "Ehi, ho questa demo completata o una parte di drum machine che voglio che tu faccia". Ognuno ha il proprio contributo creativo, che è gran parte del motivo per cui suoniamo nel modo in cui lo facciamo. Sono anche le forti personalità dei loro strumenti e la chimica che li unisce a creare il loro suono. *La gente è legata alla nostra musica perché è vera e onesta, è emozionante ed abbiamo scritto pezzi rock, pezzi più lenti, pezzi più ritmati, copriamo una gamma piuttosto vasta. *Nel terzo millennio un fenomeno come quello dei Chili Peppers è impensabile: se anche nascesse una band di quel genere, la caccerebbero via a calci nel culo dopo il primo disco... Cazzo, che tristezza! *Noi non siamo i fottuti Eagles, che nella vita neanche si rivolgono la parola; noi siamo una banda, una tribù, una grande famiglia, un circolo esclusivo. Siamo diversi e facciamo cose diverse, a volte ci diamo sui nervi, e magari litighiamo, ma prima di tutto tra noi c'è sempre stato un fondo di rispetto. *Quando suoniamo, in realtà, siamo degli attori, vogliamo che le persone che vengono a vederci si divertano. Ci divertiamo molto anche noi e continuerà ad essere così. ===[[Claudio Todesco]]=== *{{NDR|Nel 2023}} Avranno anche esaurito da tempo la loro, diciamo così, funzione storica, ma restano le canzoni e bastano e avanzano. Sono dei sopravvissuti e non è un modo di dire. [...] sono sempre in bilico tra trionfo e disfatta, e questo elemento di umanità, anche di fragilità li distingue da altri. E sono cambiati. C'è una cosa che Kiedis ha detto a proposito del senso ultimo della sua autobiografia che credo riassuma bene anche l'esperienza dei Peppers e la loro transizione da gang psico-sessuale a dispensatori di buone vibrazioni, e cioè che «va bene lottare e fallire miseramente, e comunque uscirne più o meno sani mentalmente e amando la vita». *I Peppers sono Hollywood e i bassifondi, il culto del fisico e i morti, il successo e la droga, ''Playboy'' e i giornali controculturali, la stramberia e il commercio, le visioni psichedeliche e le fantasie sessuali, siringhe e manuali di autoaiuto, Ornette Coleman e i Lakers, la freakness e l'estasi. *Sono strambi e assieme fighi. Anzi, hanno costruito il loro piccolo impero sull'eccentricità e sull'ostentazione della stupidità. Hanno legittimato il nonsense e le pulsioni sessuali nel rock alternativo, hanno mescolato i generi in un periodo in cui farlo non era scontato, hanno ribadito per una generazione che rischiava di scordarlo che la musica rock passa anche attraverso i corpi e la loro espressività. *Sono una di quelle band in cui il cantante fatica a star dietro ai musicisti. È una questione di ritmo, elasticità, espressività, intonazione. Loro suonano fantasmagorici e lui a volte un po' piatto. In certi frangenti, la performance vocale non eccellente di Anthony Kiedis conta poco, specie quando ci sono decine di migliaia di persone che cantano assieme a lui. *Un concerto dei Peppers è sempre inevitabilmente anche una storia di fratellanza e di dialogo fra i musicisti. L'immagine che meglio lo riassume è questa: Flea e Frusciante che suonano uno di fronte all'altro nelle loro brevi jam. Molto si basa sul loro interplay, ma a volte sembra che il bassista dialoghi col suo strumento con Smith lasciando a Frusciante lo spazio per divagare [...]. Finché riusciranno a tirare fuori questo suono plastico, questa materia sonora cangiante e instabile, questa miscela basso-chitarra-batteria che sta tra rock e funk e colpisce allo stomaco, i Red Hot avranno vita. ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Voci correlate== *[[Anthony Kiedis]], cantante della band. *[[Flea]], bassista della band. *[[John Frusciante]], chitarrista della band. *[[Chad Smith]], batterista della band *[[Josh Klinghoffer]], ex chitarrista della band. *[[Hillel Slovak]], ex chitarrista della band. *[[Dave Navarro]], ex chitarrista della band. *[[Jack Sherman]], ex chitarrista della band. *[[Jack Irons]], ex batterista della band. *[[Cliff Martinez]], ex batterista della band. *[[Rick Rubin]], produttore della band. *[[Michael Beinhorn]], ex produttore della band. ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante i|preposizione=sui}} ===Opere=== {{Pedia|The Red Hot Chili Peppers||(1984)}} {{Pedia|Freaky Styley||(1985)}} {{Pedia|The Uplift Mofo Party Plan||(1987)}} {{Pedia|Mother's Milk||(1989)}} {{Pedia|Blood Sugar Sex Magik||(1991)}} {{Pedia|One Hot Minute||(1995)}} {{Pedia|Californication (album)|''Californication''|(1999)}} {{Pedia|By the Way (album Red Hot Chili Peppers)|''By the Way''|(2002)}} {{Pedia|Stadium Arcadium||(2006)}} {{Pedia|I'm with You (Red Hot Chili Peppers)|''I'm with You''|(2011)}} {{Pedia|The Getaway (Red Hot Chili Peppers)|''The Getaway''|(2016)}} {{Pedia|Unlimited Love||(2022)}} {{Pedia|Return of the Dream Canteen||(2022)}} {{Red Hot Chili Peppers}} ==Collegamenti esterni== *[http://www.redhotchilipeppers.it/testi/ Testi delle canzoni], ''Redhotchilipeppers.it''. *[http://www.redhotchilipeppers.it/traduzioni/ Traduzioni dei testi delle canzoni], ''Redhotchilipeppers.it''. *[http://www.venicequeen.it/cms/Table/Testi-/-Traduzioni/ Testi e traduzioni delle canzoni], ''Venicequeen.it'' [[Categoria:Gruppi musicali statunitensi]] ehokxlzdxgilqjonfqxyiyegjgimd8n 1992 (serie televisiva) 0 111615 1409991 1402809 2026-04-10T08:03:40Z SirPsych0 33615 /* Episodio 2 */ +1 1409991 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |titolooriginale = 1992 |immagine=1992 (TV series) logo.jpg |paese = Italia |annoprimatv = 2015 |tipofiction = serie TV |genere = drammatico, storico |stagioni = 1 |episodi= 10 |linguaoriginale = italiano |attori = *[[Stefano Accorsi]]: Leonardo Notte *[[Guido Caprino]]: Pietro Bosco *[[Miriam Leone]]: Veronica Castello *[[Domenico Diele]]: Luca Pastore *[[Tea Falco]]: Beatrice Mainaghi *[[Alessandro Roja]]: Rocco Venturi *[[Vincenzo Schettini]]: [[Silvio Berlusconi]] *[[Fabrizio Contri]]: [[Marcello Dell'Utri]] *[[Antonio Gerardi]]: [[Antonio Di Pietro]] *[[Giuseppe Cederna]]: [[Francesco Saverio Borrelli]] *[[Pietro Ragusa]]: [[Gherardo Colombo]] *[[Natalino Balasso]]: [[Piercamillo Davigo]] *[[Valerio Binasco]]: [[Mario Chiesa]] *[[Guido Buttarelli]]: [[Umberto Bossi]] *[[Massimo Wertmuller]]: [[Mario Segni]] |ideatore = [[Stefano Accorsi]] <small>(da un'idea di)</small><br />[[Alessandro Fabbri]], [[Ludovica Rampoldi]], [[Stefano Sardo]] <small>(soggetto)</small> |regista = [[Giuseppe Gagliardi]] |produttore = [[Mario Gianani]], [[Lorenzo Mieli]] |sceneggiatore = [[Alessandro Fabbri]], [[Ludovica Rampoldi]], [[Stefano Sardo]] |dataavvio-trasmissioneoriginale= 21 aprile 2015 |datafine-trasmissioneoriginale= in corso |reteoriginale= [[Sky Atlantic (Italia)|Sky Atlantic]]<br />[[Sky Cinema#Sky Cinema 1 HD|Sky Cinema 1]] |dataavvio-trasmissioneitalia= |datafine-trasmissioneitalia= |reteitalia= }} '''''1992''''', serie televisiva italiana creata da [[Alessandro Fabbri]], [[Ludovica Rampoldi]] e [[Stefano Sardo]] da un'idea di [[Stefano Accorsi]]. ==[[Incipit]]== {{Incipit serie televisive}} Anche se ispirate a fatti realmente accaduti le storie narrate sono frutto della fantasia degli autori.<br>Il ruolo dei personaggi, delle società, nonché delle organizzazioni esistenti, dunque, è stato liberamente rielaborato o romanzato, così come la loro partecipazione alle vicende immaginarie dei personaggi, inventati dagli autori.<br>Qualsiasi collegamento con persone vissute o viventi, non esplicitamente individuate, perciò è puramente casuale. ('''Disclaimer iniziale''') ==Stagione 1== ===Episodio 1=== {{cronologico}} *'''Rocco Venturi''': Fumi?<br>'''Luca Pastore''': No.<br>'''Rocco Venturi''': Fumerai! *'''Leonardo Notte''': Lo so a cosa pensate tutti, gli anni Ottanta sono finiti. Bei momenti, tutto era possibile. Fatturato alle stelle, ci siamo divertiti, siamo andati a letto tardi. Oggi c'è la crisi è vero e qui a Publitalia la raccolta pubblicitaria è in calo. Ma gli anni Ottanta sono uno stato mentale, possono tornare e durare per sempre, dipende solo da voi. La crisi per voi è un'opportunità. Niente più a cena fuori, niente cinema, niente weekend al mare: la gente resterà a casa... a guardare la tv. "Grande è la confusione sotto il cielo: la situazione è eccellente."<br>'''Marcello Dell'Utri''': Lei è comunista, Notte? Visto che citava [[Mao Tse-tung]].<br>'''Leonardo Notte''': Mi piaceva come slogan. *Veronica, guarda che la [[morte]] non esiste. La gente muore solo quando viene dimenticata. ('''Michele Mainaghi''') *Ho ucciso io Laura Palmer.<ref>Riferimento alla serie televisiva ''[[I segreti di Twin Peaks]]''. La t-shirt appare anche nel quarto episodio.</ref> ('''Scritta sulla t-shirt di Leonardo Notte''') *'''Leonardo Notte''': Devo conquistare un cliente. Cosa piace a un vecchio industriale lombardo?<br>'''Veronica Castello''': Io! *Sai com'è nata ''[[Domenica in]]''? Per la crisi petrolifera. Invece di andare in gita al mare in macchina la gente doveva stare a casa. ('''Leonardo Notte''') *Ci stiamo allenando ai canti di chiesa. Ma [[Mario Chiesa|Chiesa]] non canta per ora. ('''[[Antonio Di Pietro]]''') *Mamma era così: bella e fragile. Era una luce che nessuno poteva trattenersi dal guardare. Forse per questo non siamo in molti qui oggi. Nessuno vuole scoprire davvero che quella luce si è spenta. Ciao, mamma. ('''Giulia Castello''') {{NDR|[[Elegie funebri dalle serie televisive|Elegia funebre]]}} *{{NDR|Sorprendendola mentre balla e canta davanti al televisore}}<br>'''Leonardo Notte''': Guardi ''Non è la RAI''?<br>'''Viola''': Sì... ma con spirito critico. *Ritratto di famiglia con punkabbestia. ('''Zeno Mainaghi''') {{NDR|Durante un servizio fotografico su Michele Mainaghi e la sua famiglia}} *{{NDR|Leonardo Notte mostra a un possibile sponsor ''Non è la RAI'' come esempio di programma in cui verranno mandate in onda gli spot pubblicitari dei suoi prodotti}}<br>'''Sponsor''': Potrà pur piacere a mia figlia, ma i miei clienti cosa gliene frega, scusate eh?<br>'''Leonardo Notte''': Lo vuole sapere un segreto? La gente lì fuori è orribile. Non io, eh. Non lei. Gli altri. Sognano cose indicibili. Le guardi. Sono tutte magre, taglia 38, poco seno: bambine. Non è quello che fanno tutte le bambine? Giocano a fare le grandi con i vestiti delle mamme. Ma quando il papà torna a casa e trova le amichette della figlia che ballano tutte insieme ridendo, vogliono che lui le sculacci perché sono state molto molto cattive. Sono loro che lo vogliono, capisce?<br>'''Sponsor''': Non... Questo suo discorso non mi piace...<br>'''Leonardo Notte''': Stiamo parlando dei suoi clienti. Non di lei, non di me. Di tutti quei compratori di roncole che mentre le amiche delle figlie imparano le canzoncine, provano i balletti e sognano di diventare famose osservano quei giovani corpi che si muovono, le gambe nude, le gonne che nella piroetta si alzano a mostrare un lembo di mutandina e sentono una voce subliminale, irresistibile "Ehi, tu. Tu che sei un uomo insegnami come si fa". *'''[[Marcello Dell'Utri]]''': Ha presente Chiquita? La banana 10 e lode, ha presente? Be', un tempo si chiamava United Fruit Company. Avevano enormi piantagioni in Guatemala e controllavano il governo con dittatori compiacenti. Per questo la chiamavano la [[Repubblica delle banane]]. Ma poi nel '51 ci furono le libere elezioni e divenne presidente il colonnello [[Jacobo Arbenz Guzmán|Arbenz]] e la prima cosa che fece fu sequestrare i terreni alla United e nazionalizzarli. Un vero disastro per la compagnia. Be', allora sa che fecero? Ingaggiarono un pubblicitario. Lui pose il problema in modo diverso: non era in ballo il profitto di una multinazionale, era in ballo la libertà dell'America. Organizzò finte manifestazioni antiamericane a Città del Guatemala, aprì un ufficio stampa e cominciò a tempestare i quotidiani con la notizia che Arbenz era al soldo di Mosca e che dal Guatemala sarebbe partita l'invasione per gli Stati Uniti. Dopo pochi mesi gli Stati Uniti bombardarono Città del Guatemala spacciandola per una guerra di liberazione e restituirono i terreni alla United Fruit.<br>'''Leonardo Notte''': Sì. Sì, è una bella storia. Ma io cosa centro?<br>'''[[Marcello Dell'Utri]]''': Dobbiamo salvare la Repubblica delle Banane. ===Episodio 2=== {{cronologico}} *Punto uno: limitare il potere di tassazione dello Stato e degli enti locali. Punto due: riconoscere nella Costituzione l'impresa e tutelarla. Punto tre: limitare la presenza dello Stato nell'economia. ('''Bortolotti''') {{NDR|illustrando il programma a Pietro}} *Non sono in casa. Lasciate un messaggio. ('''[[Segreterie telefoniche dalle serie televisive|Segreteria telefonica]] di Luca Pastore''') *'''[[Marcello Dell'Utri]]''': Sa, da giovane a Palermo ero presidente di una piccola squadra di calcio, la Bacigalupo: e serviva un allenatore. Presi questo boemo sconosciuto, che scappava dai comunisti<br>'''Leonardo Notte''': Zeman.<br>'''Marcello Dell'Utri''': Zeman: e guardi adesso il suo Foggia dei miracoli. Il suo 4-3-3 è un'idea rivoluzionaria *{{NDR|Messaggio nella segreteria di Luca Pastore}} Oggi sono un po' giù. Forse perché è [[domenica]]. Per me la domenica è un giorno un po' cretino. Mi ricorda quando mi sono svegliata all'ospedale. La sera prima nessuno si era accorto che stavo male. Mio fratello era uscito, i miei erano andati a teatro... Anzi, no. Lo sai cosa aveva fatto mio padre? Era tornato indietro e m'ha detto "Perché non esci? Vai a divertirti, dai." E m'ha dato centomila lire. Lo sai cos'ho fatto dopo? Mi sono tagliata le vene. M'ha salvata il cameriere. Comunque l'altra sera... è strano, lo so, però ho sentito che senza conoscermi tu sapevi un sacco di cose di me. Tu te ne saresti accorto. ('''Bibi''') *'''Viola''': Che poi lo devo ancora capire che lavoro fai.<br>'''Leonardo Notte''': Mi scusi...<br>'''Passante''': Sì?<br>'''Leonardo Notte''': Mi scusi, lei per chi vota?<br>'''Passante''': [[Moana Pozzi|Moana]].<br>'''Leonardo Notte''': E perché?<br>'''Passante''': Io la amo.<br>'''Leonardo Notte''': Ecco il mio lavoro: cerco di capire cosa fa la gente e perché.<br>'''Viola''': Ti pagano, pure? *Alle occasioni perdute. ('''Luca Pastore''') {{NDR|[[Brindisi dalle serie televisive|Brindando]] con Giulia Castello}} *Lo sa cosa si dice nell'ambiente della televisione? Che lo [[spettatore]] è come un ragazzino di terza media non particolarmente dotato e seduto all'ultimo banco. ('''Leonardo Notte''') *{{NDR|Ai provini per ''[[Domenica in]]''}}<br>'''Veronica''': [...] Ma ci sono tante altre cose che posso fare meglio di quanto ballo. E ti assicuro che ballo molto bene.<br>'''Membro del casting''': Guarda che non serve. Ti hanno già presa. Vuol dire che quello che ti dovevi scopare te lo sei già scopato. *Allora è tutta la vita che mi dicono che non c'ho un cazzo da dire, che devo stare zitto, che non valgo niente, cazzo. Poi vai a scoprire che quelli che ti dicono che non vali un cazzo son gli stessi che han mandato tutto in malora, che han ridotto 'sto paese così, han mandato tutto in vacca, cazzo! Ora basta farsi comandare, oh! Basta farsi mettere le mani in faccia, cazzo! Ora tocca a noi! Tocca a quelli che non valgon niente! Va bene? Ora andiamo a riprenderci questo paese, cazzo! Li mandiamo tutti a casa! Una volta per tutte! Tutti a casa, cazzo! Tutti a casa! Via! Via, cazzo! ('''Pietro Bosco''') {{NDR|Discorso alla folla}} ===Episodio 3=== {{cronologico}} *Veronica ciao, sono Davide Minnello <!--Audio non comprensibile--> della RAI. Senti, è inutile che ci giro intorno. C'ho brutte notizie: purtroppo la cosa è saltata, niente ''Domenica In''. Vedrai che al prossimo giro tocca a te. La ruota gira. ('''Davide''') {{NDR|Messaggio in segreteria}} *La [[politica]] non si impara sui libri, si impara sul campo [...] ('''Gianni Bortolotti''') *Qua facciamo la storia e abbiamo bisogno di uomini con le palle. Signori, rock 'n' roll! ('''[[Antonio Di Pietro]]''') *La gente guarda [[Milano]] e pensa: il lavoro, la moda, la [[Università commerciale Luigi Bocconi|Bocconi]]. Io qua vedo solo soldi sporchi. So' i soldi sporchi che tengono insieme i mattoni di questa città. 'na mazzetta, è 'na malattia. È un virus, capisci? ('''[[Antonio Di Pietro]]''') *Perché investire sul [[futuro]] se puoi far rendere il [[presente]]? ('''Luca Magni''') *Le [[famiglia|famiglie]] felici servono solo a vendere [[biscotto|biscotti]]. ('''Leonardo Notte''') *Cazzo fa? Mica l'ho ucciso io Gesù! ('''Pietro Bosco''') {{NDR|A una suora che gli chiude la porta in faccia}} *{{NDR|Su [[Bettino Craxi]]}} Nessuno ha il coraggio di scrivere quel nome in un articolo su Mani pulite. ('''Giulia''') *Sei come quel quadro tu: elegante, freddo, ferito. ('''Veronica''') {{NDR|A Leonardo, riferendosi a un'opera di [[Lucio Fontana]]}} *'''Leonardo Notte''': È questo che vuole la gente: sbattere tutti in cella. Guardi, sono su tutte le bancarelle di Milano. {{NDR|Mostra una t-shirt stampata e del merchandising}} "[[Antonio Di Pietro|Di Pietro]] come [[Che Guevara]]", "Milano ladrona, Di Pietro non perdona", saponi "Mani pulite", le spille, i gadget... Il gioco di Tangentopoli l'ha visto? Vogliono le manette, vogliono gridare "in galera" a chi li ha governati, godono nel vedere ricchi industriali che dormono su un materasso duro e lercio dietro le sbarre di San Vittore. È una pulsione morbosa, meravigliosa, irrefrenabile.<br>'''[[Marcello Dell'Utri]]''': {{NDR|Leggendo un [[Menù dalle serie televisive|menù]] a tema Tangentopoli}} "Spaghetti dell'Inquisitore", "riso freddo alla San Vittore"...<br>'''Leonardo Notte''': I tedeschi hanno un termine: "[[schadenfreude]]".<ref>{{Cfr}} [[:w:schadenfreude|schadenfreude]]</ref> È l'eccitazione che si prova di fronte alle disgrazie altrui. In questo momento l'Italia è attraversata da un'onda inarrestabile di schadenfreude.<br>'''[[Marcello Dell'Utri]]''': Sta suggerendo di arrendersi all'onda?<br>'''Leonardo Notte''': No. Di cavalcarla.<br>'''[[Marcello Dell'Utri]]''': Ma non dettiamo noi la linea di Fininvest.<br>'''Leonardo Notte''': Lo so, ma lei può far capire a RTI, ai TG, ai giornali che è questo che vuole la pancia del paese, che se parlano continuamente di Di Pietro moltiplicano gli ascolti e le vendite. E noi gli ascolti pubblicitari.<br>'''[[Marcello Dell'Utri]]''': Schadenfrois...? {{NDR|sic}} ===Episodio 4=== {{cronologico}} *'''Michele Mainaghi''': Ne ho visti molti di sguardi come il suo lì a San Vittore. Rabbia, invidia...<br>'''Luca Pastore''': Io non la invidio affatto. Lei senza i soldi di sua moglie che cos'era? Un imprenditorino con l'aziendina sull'orlo del fallimento. Tanta ambizione e nessuno scrupolo. Si sposa la donna giusta, lecca il culo ai socialisti e si sistema. Si fa il jet privato, le ville, tutte quelle aziende col suo nome sopra. Ma secondo me lei in fondo lo sa che non vale un cazzo.<br>'''Michele Mainaghi''': Lei ferisce la mia autostima, sa? {{NDR|Ride sotto i baffi}}<br>'''Luca Pastore''': Mi chiedo se ogni tanto pensa alle persone che ha ucciso.<br>'''Michele Mainaghi''': Addirittura?<br>'''Luca Pastore''': Dicono che la Zenit ha venduto sangue infetto. Molta gente si è ammalata, è morta. Di epatite, di AIDS...<br>'''Michele Mainaghi''': Ho sbagliato: la sua non è invidia, è ossessione. Il termine medico per l'ossessione deriva da "destino". Si vede che io ero il suo destino.<br>'''Luca Pastore''': E forse io sono il suo. *'''Leonardo Notte''': Due mesi fa ho fatto un sondaggio nella classe di mia figlia su chi era il personaggio più amato. Mi sono incuriosito e ho allargato il campione e il risultato è lo stesso: è [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] il più amato.<br>'''[[Marcello Dell'Utri]]''': Al secondo posto c'è [[Cossiga]].<br>'''Leonardo Notte''': Perché piccona. È pazzo, divertente, accende l'immaginario.<br>'''[[Marcello Dell'Utri]]''': Al terzo [[Arnold Schwarzenegger|Schwarzenegger]]. Quindi secondo la sua teoria [[Terminator]] potrebbe fare politica. È questo che ha fatto? Un sondaggio tra i 9 e i 13 anni, gente che nemmeno vota?<br>'''Leonardo Notte''': No. Per adesso ancora no. *Siete tutti così irruenti voi leghisti. Cioè, non tutti. Veramente [[Umberto Bossi|Bossi]] è un furbacchione travestito da irruento. "Irruento" o "irruente"? Non so mai come si dice... ('''Gaetano Nobile''') *'''Gaetano Nobile''': Lo sa che in Israele hanno scoperto che esiste un gene della generosità. Cioè la maggioranza della popolazione è genericamente avara e poi c'è una minoranza che c'ha questo gene. È una specie di anomalia, una mutazione. Come avere undici dita dei piedi, per esempio. Lei è fortunato Bosco perché io appartengo a quella minoranza genetica.<br>'''Pietro Bosco''': Ha undici dita? *Caro Bosco, il [[parlamento]] è come una scacchiera. Lei deve decidere se muoversi da pedone o da re prima che lo decidano gli altri. ('''Gaetano Nobile''') *[...] la democrazia parlamentare non si fonda sulla competenza, si fonda sulla rappresentanza. ('''Gaetano Nobile''') *Credete che le tangenti smetteranno di circolare? [[Antonio Di Pietro|Di Pietro]] era povero, ha fatto una vita dura per questo ce l'ha tanto con chi ha i soldi. Questa è vendetta, non è mica giustizia. ('''Dott. Morese''') *'''Moglie di Mainaghi''': Innocenti e colpevoli, buoni e cattivi, giusti e peccatori, tutti fanno la stessa fine, per tutti c'è uno stesso destino.<br>'''Zeno''': L'amore, l'odio e le passioni umane finiscono con la morte perciò godi la vita, mangia serenamente il tuo pane e bevi con gioia il tuo vino. Godi la vita con la donna che ami per questi vuoti e brevi anni che Dio ti lascia vivere.<br>'''Bibi''': Sii felice finché sei ancora giovane. Fa tutto quello che ti piace e segui i desideri del tuo cuore. La vita finirà. Tutto è come un soffio di vento. Vanità. Vanità. Tutto è vanità. {{NDR|[[Elegie funebri dalle serie televisive|Elegia funebre]] citando il [[Qoelet]]}} *'''Leonardo Notte''': Io vengo dalla pubblicità.<br>'''Politico moderato''': E che centra con la politica?<br>'''Leonardo Notte''': Be', entrambe si basano su promesse non mantenute. *'''Prostituta russa''': Conosci inno russo?<br>'''Leonardo Notte''': Simpatizzavo un tempo.<br>'''Prostituta russa''': E adesso?<br>'''Leonardo Notte''': E adesso faccio la puttana anch'io! Lo sai cosa si dice sul comunismo, no? Era una buona idea, ma non ha funzionato. Lo sai perché? Perché ci sono gli uomini e come sono gli uomini lo sapete meglio di me. [...] Ognuno pensa ai cazzi suoi. L'uomo vuole mangiare, scopare e fare soldi. *La mia vita si può riassumere in tre parole: illusione, delusione e collusione. ('''Leonardo Notte''') *Ma non capite? L'elettorato non è moderato! È smodato, arrapato! Va dove gli tira l'uccello! ('''Leonardo Notte''') *Egregio dottor Di Pietro, mi perdoni, ma sono fortemente prostrato e consapevole dell'errore commesso e del disonore che ne è derivato alla mia famiglia. Le riconosco e la ringrazio per la sensibilità, pur nella rigorisità giusta delle sue funzioni, che mi ha dimostrato. A mia moglie, che era all'oscuro, e alla quale ho rivelato i fatti confessati ho anche detto dell'impegno di restituire quanto sarà dovuto e necessario e stia certo che farà di tutto per onorare una promessa. Ho pregato il mio avvocato di aiutarla per quanto necessario. Per proposito sono a pregarla vivamente. Lo consideri l'ultimo desiderio per lei e per i miei figli di non attuare pignoramenti e sequestri perché possano realizzare il massimo e poter così sperare che rimanga qualcosa per andare avanti e far studiare i miei figli. Io con quello che è successo non sono più in grado di farlo, me ne pento ed è giusto che paghi. Non mi consideri peggio di come già mi sento. Un saluto, Renato Amorese. ('''[[Ultime parole dalle serie televisive|Lettera di suicidio]] di Renato Amorese''') {{NDR|Voce fuori campo}} ===Episodio 5=== {{cronologico}} *Grandissimo Leonardo! Ho saputo che sei di nuovo su piazza. Ma perché non torni con noi? Dai, che ne avremmo un bisogno! Domani c'abbiamo un cliente delicato, ci serve un fuori classe. Fatti vivo, su! Ciao. ('''Messaggio nella segreteria di Leonardo Notte''') *'''Bibi''': Non ce la fai a lasciarmi in pace, vero?<br>'''Attilio Arnaldi''': Ho bisogno di una risposta, Bibi.<br>'''Bibi''': "Astronauta", ti piace come risposta?<br>'''Attilio Arnaldi''': Brava, continua così. C'è un'azienda ferma, i lavoratori non sanno cosa fare e io cosa gli dico? Che una bambina viziata non ha ancora deciso cosa fare da grande! Complimenti. Bibi, hai deluso tuo padre quand'era vivo. Cerca di non farlo adesso che è morto. *'''Rocco Venturi''': Mi ricordo un tuo comizio. Eri bravo. Avevi questo sguardo così acceso...<br>'''Leonardo Notte''': Il segreto è far finta di crederci. Funziona sempre. Anche quando vendi i tortellini.<br>'''Rocco Venturi''': No, secondo me ci credevi davvero. Che c'è ti manca la politica?<br>'''Leonardo Notte''': Mi sembra di essere dall'analista.<br>'''Rocco Venturi''': Allora la prossima volta ti faccio pagare le sedute.<br>'''Leonardo Notte''': Sempre ai soldi pensi tu!<br>'''Rocco Venturi''': Ha parlato il comunista! Quanto hai fatturato 'sto mese?<br>'''Leonardo Notte''': Il modo migliore per difendersi dal [[denaro]] è possederne. Tanto.<br>'''Rocco Venturi''': Però, se non mi ricordo male il tuo comizio era sulla ridistribuzione della ricchezza. Bizzarro, no? *Risponde la segreteria del dottor [[Dell'Utri]]. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico. ('''[[Segreterie telefoniche dalle serie televisive|Segreteria telefonica]] di Dell'Utri''') *Questa è la [[politica]]: fare promesse! Non mantenerle! ('''Gaetano Nobile''') *La vita è troppo breve per bere [[Prosecco (vino)|prosecco]]. [[Champagne]] ci vuole! ('''Gaetano Nobile''') *'''Veronica Castello''': Be', però tu sei cambiato.<br>'''Pietro Bosco''': Sono un deputato ora. Va' che è vero. Lega Nord.<br>'''Veronica Castello''': E come ci saresti riuscito?<br>'''Pietro Bosco''': Eh, ho fatto a botte. *Luca, sono io. Ho pensato a tutto quello che mi hai detto. Mi dispiace così tanto. Mi dispiace da morire. Forse se non fosse successo quello che ti è successo e se io non fossi stata la figlia di mio padre, forse io e te... Non lo so... Non lo sapremo mai... ('''Bibi''') {{NDR|Messaggio nella segreteria di Luca Pastore}} *'''[[Antonio Di Pietro]]''': Pastore ma non ti eri dimesso?<br>'''Luca Pastore''': Ci ho ripensato.<br>'''[[Antonio Di Pietro]]''': Qua non abbiamo le porte girevoli, dove entri e esci quando ti pare...<br>'''Luca Pastore''': Un tizio in televisione ha detto che tutto il sistema è criminale.<ref>In riferimento al discorso che [[Bettino Craxi]] ha pronunciato il 3 luglio 1992 in Parlamento.</ref> E allora qualcuno dovrà pur combatterlo questo sistema. *La [[Nazionale di calcio della Danimarca|Danimarca]] ha vinto gli europei, lo sapevi? [...] Vuol dire che può farcela chiunque, anche chi non conta niente. ('''Pietro Bosco''') *Sveglia, ragazzi, stiamo rompendo il cazzo agli uomini più ricchi d'Italia! Secondo voi quanto ci mettono a comprarsi qualcuno? Ve lo dico io: niente! Io non mi fido più di nessuno, neanche di voi! ('''[[Antonio Di Pietro]]''') *Per molto tempo ho pensato che avrei ucciso tuo padre e poi mi sarei ucciso. Poi tuo padre mi ha anticipato. Rovina sempre tutto. Poi però ho capito un'altra cosa ancora. Finché non rimuovi il male alla radice, tornerà. ('''Luca Pastore''') {{NDR|A Bibi}} *L'ho letto poi il suo libro sui samurai e dice che le grandi imprese non si compiono da sobri. Ecco io non sono molto sobrio al momento, ma non è questo il punto. La verità è che mi manca appartenere a qualcosa [...] ('''Messaggio di Leonardo Notte nella segreteria di Dell'Utri''') ===Episodio 6=== {{cronologico}} *'''Luca Pastore''': L'orologio che ha regalato a Ligresti...<br>'''Antonio Di Pietro''': Falso! <br>'''Luca Pastore''': Ah!<br>'''Antonio Di Pietro''': Sequestrati una cinquantina sei mesi fa... * Niente rossetto! Sembri Jessica Rabbit nana... ('''Leonardo Notte''') {{NDR|alla giovane figlia Viola}} *'''Viola''': Dove l'hai conosciuta Amanda? <br>'''Leonardo Notte''': È stata mia cliente anni fa [...]<br>'''Viola''': Un po' rifatta, no? <br>'''Leonardo Notte''': Invecchiare fa schifo! *'''Leonardo Notte''': La vita dopo i vent'anni non è altro che un continuo prepararsi alla morte. Per questo bisogna impegnarsi a dare e ricevere più piacere possibile.<br/>'''Viola''': I papà delle mie amiche non fanno questi discorsi!<br/>'''Leonardo Notte''': I papà delle tue amiche non capiscono un cazzo allora. ===Episodio 7=== {{cronologico}} * Questo facciamo noi uomini con le donne: le deludiamo! ('''Gaetano Nobile''') *'''Leonardo Notte''': Come sapevi che ero qui? <br>'''Bibi''': Oggi nella hall mi sembrava di stare in un quadro di Magritte. Poi il concierge mi ha detto che c'era una convention di Publitalia. * '''Bibi''': Penso che stanotte non dormirò. <br>'''Leonardo Notte''': Dormiremo da vecchi. ===Episodio 8=== {{cronologico}} *Andava bene a scuola, studiava, faceva scherma, leggeva [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]! Ieri ho trovato un biglietto che ha scritto a un suo compagno in cui scriveva "T.V.B."! ('''Marina''') *Tre mesi fa giravi strafatta per centri sociali, adesso sembri [[Beautiful|Sally Spectra]]. Si diventa quello che si fa? ('''Leonardo Notte''') ===Episodio 9=== {{cronologico}} *'''Leonardo Notte''': Che ne pensi di questi? <br />'''Collega di Notte''': Ah, io me li farei tutti! <br />'''Leonardo Notte''': Tutti?<br />'''Collega di Notte''': Sì, sono tutti più o meno il mio tipo.<br />'''Leonardo Notte''': E com'è il tuo tipo?<br />'''Collega di Notte''': Il mio tipo ha la faccia da bravo ragazzo... ma con un gigantesco lato oscuro...<br />'''Leonardo Notte''': Quando hai detto gigantesco pensavo che alludessi a qualcos'altro! ===Episodio 10=== {{cronologico}} *'''Ragazza in discoteca''': ''What's the matter with you?''<br />'''Leonardo Notte''': Ho ucciso un uomo... <br />'''Ragazza in discoteca''': ''What?'' <br />'''Leonardo Notte''': ...a colpi di cric, gli ho sfondato la faccia. <br />'''Ragazza in discoteca''': ''I can't hear you.''<br />'''Leonardo Notte''' {{NDR|urlando}}: Ho ucciso un uomo... *'''Antonio Di Pietro''': Pastore, hai perso la scommessa! Mille lire! <br /> '''Luca Pastore''' {{NDR|gli consegna una banconota}}: Mille lire! {{NDR|ai colleghi}} Siamo arrivati a Craxi! ==Citazioni su ''1992''== ===Frasi promozionali=== *Destini incrociati nell'anno che ha cambiato per sempre il nostro paese.<ref name="spot">Dallo spot promozionale di Sky. {{Cfr}} [http://www.mymovies.it/film/2015/1992/trailer/ ''Trailer 1992''], ''MYmovies.it''</ref> *La storia non è ancora stata scritta. :''Hystory has not been written yet.''<ref>Dal poster promozionale in inglese. {{Cfr}} [http://www.mymovies.it/film/2015/1992/poster/ ''Poster 1992''], ''MYmovies.it''</ref> *Il futuro non è ancora stato scritto.<ref name="spot"/> ==Voci correlate== *''[[1993 (serie televisiva)|1993]]'' – sequel ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Serie televisive storiche]] qfl71errv3c4i5f737kf6f75j7oe8r1 1409992 1409991 2026-04-10T08:04:34Z SirPsych0 33615 /* Episodio 2 */ + wlink 1409992 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |titolooriginale = 1992 |immagine=1992 (TV series) logo.jpg |paese = Italia |annoprimatv = 2015 |tipofiction = serie TV |genere = drammatico, storico |stagioni = 1 |episodi= 10 |linguaoriginale = italiano |attori = *[[Stefano Accorsi]]: Leonardo Notte *[[Guido Caprino]]: Pietro Bosco *[[Miriam Leone]]: Veronica Castello *[[Domenico Diele]]: Luca Pastore *[[Tea Falco]]: Beatrice Mainaghi *[[Alessandro Roja]]: Rocco Venturi *[[Vincenzo Schettini]]: [[Silvio Berlusconi]] *[[Fabrizio Contri]]: [[Marcello Dell'Utri]] *[[Antonio Gerardi]]: [[Antonio Di Pietro]] *[[Giuseppe Cederna]]: [[Francesco Saverio Borrelli]] *[[Pietro Ragusa]]: [[Gherardo Colombo]] *[[Natalino Balasso]]: [[Piercamillo Davigo]] *[[Valerio Binasco]]: [[Mario Chiesa]] *[[Guido Buttarelli]]: [[Umberto Bossi]] *[[Massimo Wertmuller]]: [[Mario Segni]] |ideatore = [[Stefano Accorsi]] <small>(da un'idea di)</small><br />[[Alessandro Fabbri]], [[Ludovica Rampoldi]], [[Stefano Sardo]] <small>(soggetto)</small> |regista = [[Giuseppe Gagliardi]] |produttore = [[Mario Gianani]], [[Lorenzo Mieli]] |sceneggiatore = [[Alessandro Fabbri]], [[Ludovica Rampoldi]], [[Stefano Sardo]] |dataavvio-trasmissioneoriginale= 21 aprile 2015 |datafine-trasmissioneoriginale= in corso |reteoriginale= [[Sky Atlantic (Italia)|Sky Atlantic]]<br />[[Sky Cinema#Sky Cinema 1 HD|Sky Cinema 1]] |dataavvio-trasmissioneitalia= |datafine-trasmissioneitalia= |reteitalia= }} '''''1992''''', serie televisiva italiana creata da [[Alessandro Fabbri]], [[Ludovica Rampoldi]] e [[Stefano Sardo]] da un'idea di [[Stefano Accorsi]]. ==[[Incipit]]== {{Incipit serie televisive}} Anche se ispirate a fatti realmente accaduti le storie narrate sono frutto della fantasia degli autori.<br>Il ruolo dei personaggi, delle società, nonché delle organizzazioni esistenti, dunque, è stato liberamente rielaborato o romanzato, così come la loro partecipazione alle vicende immaginarie dei personaggi, inventati dagli autori.<br>Qualsiasi collegamento con persone vissute o viventi, non esplicitamente individuate, perciò è puramente casuale. ('''Disclaimer iniziale''') ==Stagione 1== ===Episodio 1=== {{cronologico}} *'''Rocco Venturi''': Fumi?<br>'''Luca Pastore''': No.<br>'''Rocco Venturi''': Fumerai! *'''Leonardo Notte''': Lo so a cosa pensate tutti, gli anni Ottanta sono finiti. Bei momenti, tutto era possibile. Fatturato alle stelle, ci siamo divertiti, siamo andati a letto tardi. Oggi c'è la crisi è vero e qui a Publitalia la raccolta pubblicitaria è in calo. Ma gli anni Ottanta sono uno stato mentale, possono tornare e durare per sempre, dipende solo da voi. La crisi per voi è un'opportunità. Niente più a cena fuori, niente cinema, niente weekend al mare: la gente resterà a casa... a guardare la tv. "Grande è la confusione sotto il cielo: la situazione è eccellente."<br>'''Marcello Dell'Utri''': Lei è comunista, Notte? Visto che citava [[Mao Tse-tung]].<br>'''Leonardo Notte''': Mi piaceva come slogan. *Veronica, guarda che la [[morte]] non esiste. La gente muore solo quando viene dimenticata. ('''Michele Mainaghi''') *Ho ucciso io Laura Palmer.<ref>Riferimento alla serie televisiva ''[[I segreti di Twin Peaks]]''. La t-shirt appare anche nel quarto episodio.</ref> ('''Scritta sulla t-shirt di Leonardo Notte''') *'''Leonardo Notte''': Devo conquistare un cliente. Cosa piace a un vecchio industriale lombardo?<br>'''Veronica Castello''': Io! *Sai com'è nata ''[[Domenica in]]''? Per la crisi petrolifera. Invece di andare in gita al mare in macchina la gente doveva stare a casa. ('''Leonardo Notte''') *Ci stiamo allenando ai canti di chiesa. Ma [[Mario Chiesa|Chiesa]] non canta per ora. ('''[[Antonio Di Pietro]]''') *Mamma era così: bella e fragile. Era una luce che nessuno poteva trattenersi dal guardare. Forse per questo non siamo in molti qui oggi. Nessuno vuole scoprire davvero che quella luce si è spenta. Ciao, mamma. ('''Giulia Castello''') {{NDR|[[Elegie funebri dalle serie televisive|Elegia funebre]]}} *{{NDR|Sorprendendola mentre balla e canta davanti al televisore}}<br>'''Leonardo Notte''': Guardi ''Non è la RAI''?<br>'''Viola''': Sì... ma con spirito critico. *Ritratto di famiglia con punkabbestia. ('''Zeno Mainaghi''') {{NDR|Durante un servizio fotografico su Michele Mainaghi e la sua famiglia}} *{{NDR|Leonardo Notte mostra a un possibile sponsor ''Non è la RAI'' come esempio di programma in cui verranno mandate in onda gli spot pubblicitari dei suoi prodotti}}<br>'''Sponsor''': Potrà pur piacere a mia figlia, ma i miei clienti cosa gliene frega, scusate eh?<br>'''Leonardo Notte''': Lo vuole sapere un segreto? La gente lì fuori è orribile. Non io, eh. Non lei. Gli altri. Sognano cose indicibili. Le guardi. Sono tutte magre, taglia 38, poco seno: bambine. Non è quello che fanno tutte le bambine? Giocano a fare le grandi con i vestiti delle mamme. Ma quando il papà torna a casa e trova le amichette della figlia che ballano tutte insieme ridendo, vogliono che lui le sculacci perché sono state molto molto cattive. Sono loro che lo vogliono, capisce?<br>'''Sponsor''': Non... Questo suo discorso non mi piace...<br>'''Leonardo Notte''': Stiamo parlando dei suoi clienti. Non di lei, non di me. Di tutti quei compratori di roncole che mentre le amiche delle figlie imparano le canzoncine, provano i balletti e sognano di diventare famose osservano quei giovani corpi che si muovono, le gambe nude, le gonne che nella piroetta si alzano a mostrare un lembo di mutandina e sentono una voce subliminale, irresistibile "Ehi, tu. Tu che sei un uomo insegnami come si fa". *'''[[Marcello Dell'Utri]]''': Ha presente Chiquita? La banana 10 e lode, ha presente? Be', un tempo si chiamava United Fruit Company. Avevano enormi piantagioni in Guatemala e controllavano il governo con dittatori compiacenti. Per questo la chiamavano la [[Repubblica delle banane]]. Ma poi nel '51 ci furono le libere elezioni e divenne presidente il colonnello [[Jacobo Arbenz Guzmán|Arbenz]] e la prima cosa che fece fu sequestrare i terreni alla United e nazionalizzarli. Un vero disastro per la compagnia. Be', allora sa che fecero? Ingaggiarono un pubblicitario. Lui pose il problema in modo diverso: non era in ballo il profitto di una multinazionale, era in ballo la libertà dell'America. Organizzò finte manifestazioni antiamericane a Città del Guatemala, aprì un ufficio stampa e cominciò a tempestare i quotidiani con la notizia che Arbenz era al soldo di Mosca e che dal Guatemala sarebbe partita l'invasione per gli Stati Uniti. Dopo pochi mesi gli Stati Uniti bombardarono Città del Guatemala spacciandola per una guerra di liberazione e restituirono i terreni alla United Fruit.<br>'''Leonardo Notte''': Sì. Sì, è una bella storia. Ma io cosa centro?<br>'''[[Marcello Dell'Utri]]''': Dobbiamo salvare la Repubblica delle Banane. ===Episodio 2=== {{cronologico}} *Punto uno: limitare il potere di tassazione dello Stato e degli enti locali. Punto due: riconoscere nella Costituzione l'impresa e tutelarla. Punto tre: limitare la presenza dello Stato nell'economia. ('''Bortolotti''') {{NDR|illustrando il programma a Pietro}} *Non sono in casa. Lasciate un messaggio. ('''[[Segreterie telefoniche dalle serie televisive|Segreteria telefonica]] di Luca Pastore''') *'''[[Marcello Dell'Utri]]''': Sa, da giovane a Palermo ero presidente di una piccola squadra di calcio, la Bacigalupo: e serviva un allenatore. Presi questo boemo sconosciuto, che scappava dai comunisti<br>'''Leonardo Notte''': [[Zdeněk Zeman|Zeman]].<br>'''Marcello Dell'Utri''': Zeman: e guardi adesso il suo Foggia dei miracoli. Il suo 4-3-3 è un'idea rivoluzionaria *{{NDR|Messaggio nella segreteria di Luca Pastore}} Oggi sono un po' giù. Forse perché è [[domenica]]. Per me la domenica è un giorno un po' cretino. Mi ricorda quando mi sono svegliata all'ospedale. La sera prima nessuno si era accorto che stavo male. Mio fratello era uscito, i miei erano andati a teatro... Anzi, no. Lo sai cosa aveva fatto mio padre? Era tornato indietro e m'ha detto "Perché non esci? Vai a divertirti, dai." E m'ha dato centomila lire. Lo sai cos'ho fatto dopo? Mi sono tagliata le vene. M'ha salvata il cameriere. Comunque l'altra sera... è strano, lo so, però ho sentito che senza conoscermi tu sapevi un sacco di cose di me. Tu te ne saresti accorto. ('''Bibi''') *'''Viola''': Che poi lo devo ancora capire che lavoro fai.<br>'''Leonardo Notte''': Mi scusi...<br>'''Passante''': Sì?<br>'''Leonardo Notte''': Mi scusi, lei per chi vota?<br>'''Passante''': [[Moana Pozzi|Moana]].<br>'''Leonardo Notte''': E perché?<br>'''Passante''': Io la amo.<br>'''Leonardo Notte''': Ecco il mio lavoro: cerco di capire cosa fa la gente e perché.<br>'''Viola''': Ti pagano, pure? *Alle occasioni perdute. ('''Luca Pastore''') {{NDR|[[Brindisi dalle serie televisive|Brindando]] con Giulia Castello}} *Lo sa cosa si dice nell'ambiente della televisione? Che lo [[spettatore]] è come un ragazzino di terza media non particolarmente dotato e seduto all'ultimo banco. ('''Leonardo Notte''') *{{NDR|Ai provini per ''[[Domenica in]]''}}<br>'''Veronica''': [...] Ma ci sono tante altre cose che posso fare meglio di quanto ballo. E ti assicuro che ballo molto bene.<br>'''Membro del casting''': Guarda che non serve. Ti hanno già presa. Vuol dire che quello che ti dovevi scopare te lo sei già scopato. *Allora è tutta la vita che mi dicono che non c'ho un cazzo da dire, che devo stare zitto, che non valgo niente, cazzo. Poi vai a scoprire che quelli che ti dicono che non vali un cazzo son gli stessi che han mandato tutto in malora, che han ridotto 'sto paese così, han mandato tutto in vacca, cazzo! Ora basta farsi comandare, oh! Basta farsi mettere le mani in faccia, cazzo! Ora tocca a noi! Tocca a quelli che non valgon niente! Va bene? Ora andiamo a riprenderci questo paese, cazzo! Li mandiamo tutti a casa! Una volta per tutte! Tutti a casa, cazzo! Tutti a casa! Via! Via, cazzo! ('''Pietro Bosco''') {{NDR|Discorso alla folla}} ===Episodio 3=== {{cronologico}} *Veronica ciao, sono Davide Minnello <!--Audio non comprensibile--> della RAI. Senti, è inutile che ci giro intorno. C'ho brutte notizie: purtroppo la cosa è saltata, niente ''Domenica In''. Vedrai che al prossimo giro tocca a te. La ruota gira. ('''Davide''') {{NDR|Messaggio in segreteria}} *La [[politica]] non si impara sui libri, si impara sul campo [...] ('''Gianni Bortolotti''') *Qua facciamo la storia e abbiamo bisogno di uomini con le palle. Signori, rock 'n' roll! ('''[[Antonio Di Pietro]]''') *La gente guarda [[Milano]] e pensa: il lavoro, la moda, la [[Università commerciale Luigi Bocconi|Bocconi]]. Io qua vedo solo soldi sporchi. So' i soldi sporchi che tengono insieme i mattoni di questa città. 'na mazzetta, è 'na malattia. È un virus, capisci? ('''[[Antonio Di Pietro]]''') *Perché investire sul [[futuro]] se puoi far rendere il [[presente]]? ('''Luca Magni''') *Le [[famiglia|famiglie]] felici servono solo a vendere [[biscotto|biscotti]]. ('''Leonardo Notte''') *Cazzo fa? Mica l'ho ucciso io Gesù! ('''Pietro Bosco''') {{NDR|A una suora che gli chiude la porta in faccia}} *{{NDR|Su [[Bettino Craxi]]}} Nessuno ha il coraggio di scrivere quel nome in un articolo su Mani pulite. ('''Giulia''') *Sei come quel quadro tu: elegante, freddo, ferito. ('''Veronica''') {{NDR|A Leonardo, riferendosi a un'opera di [[Lucio Fontana]]}} *'''Leonardo Notte''': È questo che vuole la gente: sbattere tutti in cella. Guardi, sono su tutte le bancarelle di Milano. {{NDR|Mostra una t-shirt stampata e del merchandising}} "[[Antonio Di Pietro|Di Pietro]] come [[Che Guevara]]", "Milano ladrona, Di Pietro non perdona", saponi "Mani pulite", le spille, i gadget... Il gioco di Tangentopoli l'ha visto? Vogliono le manette, vogliono gridare "in galera" a chi li ha governati, godono nel vedere ricchi industriali che dormono su un materasso duro e lercio dietro le sbarre di San Vittore. È una pulsione morbosa, meravigliosa, irrefrenabile.<br>'''[[Marcello Dell'Utri]]''': {{NDR|Leggendo un [[Menù dalle serie televisive|menù]] a tema Tangentopoli}} "Spaghetti dell'Inquisitore", "riso freddo alla San Vittore"...<br>'''Leonardo Notte''': I tedeschi hanno un termine: "[[schadenfreude]]".<ref>{{Cfr}} [[:w:schadenfreude|schadenfreude]]</ref> È l'eccitazione che si prova di fronte alle disgrazie altrui. In questo momento l'Italia è attraversata da un'onda inarrestabile di schadenfreude.<br>'''[[Marcello Dell'Utri]]''': Sta suggerendo di arrendersi all'onda?<br>'''Leonardo Notte''': No. Di cavalcarla.<br>'''[[Marcello Dell'Utri]]''': Ma non dettiamo noi la linea di Fininvest.<br>'''Leonardo Notte''': Lo so, ma lei può far capire a RTI, ai TG, ai giornali che è questo che vuole la pancia del paese, che se parlano continuamente di Di Pietro moltiplicano gli ascolti e le vendite. E noi gli ascolti pubblicitari.<br>'''[[Marcello Dell'Utri]]''': Schadenfrois...? {{NDR|sic}} ===Episodio 4=== {{cronologico}} *'''Michele Mainaghi''': Ne ho visti molti di sguardi come il suo lì a San Vittore. Rabbia, invidia...<br>'''Luca Pastore''': Io non la invidio affatto. Lei senza i soldi di sua moglie che cos'era? Un imprenditorino con l'aziendina sull'orlo del fallimento. Tanta ambizione e nessuno scrupolo. Si sposa la donna giusta, lecca il culo ai socialisti e si sistema. Si fa il jet privato, le ville, tutte quelle aziende col suo nome sopra. Ma secondo me lei in fondo lo sa che non vale un cazzo.<br>'''Michele Mainaghi''': Lei ferisce la mia autostima, sa? {{NDR|Ride sotto i baffi}}<br>'''Luca Pastore''': Mi chiedo se ogni tanto pensa alle persone che ha ucciso.<br>'''Michele Mainaghi''': Addirittura?<br>'''Luca Pastore''': Dicono che la Zenit ha venduto sangue infetto. Molta gente si è ammalata, è morta. Di epatite, di AIDS...<br>'''Michele Mainaghi''': Ho sbagliato: la sua non è invidia, è ossessione. Il termine medico per l'ossessione deriva da "destino". Si vede che io ero il suo destino.<br>'''Luca Pastore''': E forse io sono il suo. *'''Leonardo Notte''': Due mesi fa ho fatto un sondaggio nella classe di mia figlia su chi era il personaggio più amato. Mi sono incuriosito e ho allargato il campione e il risultato è lo stesso: è [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] il più amato.<br>'''[[Marcello Dell'Utri]]''': Al secondo posto c'è [[Cossiga]].<br>'''Leonardo Notte''': Perché piccona. È pazzo, divertente, accende l'immaginario.<br>'''[[Marcello Dell'Utri]]''': Al terzo [[Arnold Schwarzenegger|Schwarzenegger]]. Quindi secondo la sua teoria [[Terminator]] potrebbe fare politica. È questo che ha fatto? Un sondaggio tra i 9 e i 13 anni, gente che nemmeno vota?<br>'''Leonardo Notte''': No. Per adesso ancora no. *Siete tutti così irruenti voi leghisti. Cioè, non tutti. Veramente [[Umberto Bossi|Bossi]] è un furbacchione travestito da irruento. "Irruento" o "irruente"? Non so mai come si dice... ('''Gaetano Nobile''') *'''Gaetano Nobile''': Lo sa che in Israele hanno scoperto che esiste un gene della generosità. Cioè la maggioranza della popolazione è genericamente avara e poi c'è una minoranza che c'ha questo gene. È una specie di anomalia, una mutazione. Come avere undici dita dei piedi, per esempio. Lei è fortunato Bosco perché io appartengo a quella minoranza genetica.<br>'''Pietro Bosco''': Ha undici dita? *Caro Bosco, il [[parlamento]] è come una scacchiera. Lei deve decidere se muoversi da pedone o da re prima che lo decidano gli altri. ('''Gaetano Nobile''') *[...] la democrazia parlamentare non si fonda sulla competenza, si fonda sulla rappresentanza. ('''Gaetano Nobile''') *Credete che le tangenti smetteranno di circolare? [[Antonio Di Pietro|Di Pietro]] era povero, ha fatto una vita dura per questo ce l'ha tanto con chi ha i soldi. Questa è vendetta, non è mica giustizia. ('''Dott. Morese''') *'''Moglie di Mainaghi''': Innocenti e colpevoli, buoni e cattivi, giusti e peccatori, tutti fanno la stessa fine, per tutti c'è uno stesso destino.<br>'''Zeno''': L'amore, l'odio e le passioni umane finiscono con la morte perciò godi la vita, mangia serenamente il tuo pane e bevi con gioia il tuo vino. Godi la vita con la donna che ami per questi vuoti e brevi anni che Dio ti lascia vivere.<br>'''Bibi''': Sii felice finché sei ancora giovane. Fa tutto quello che ti piace e segui i desideri del tuo cuore. La vita finirà. Tutto è come un soffio di vento. Vanità. Vanità. Tutto è vanità. {{NDR|[[Elegie funebri dalle serie televisive|Elegia funebre]] citando il [[Qoelet]]}} *'''Leonardo Notte''': Io vengo dalla pubblicità.<br>'''Politico moderato''': E che centra con la politica?<br>'''Leonardo Notte''': Be', entrambe si basano su promesse non mantenute. *'''Prostituta russa''': Conosci inno russo?<br>'''Leonardo Notte''': Simpatizzavo un tempo.<br>'''Prostituta russa''': E adesso?<br>'''Leonardo Notte''': E adesso faccio la puttana anch'io! Lo sai cosa si dice sul comunismo, no? Era una buona idea, ma non ha funzionato. Lo sai perché? Perché ci sono gli uomini e come sono gli uomini lo sapete meglio di me. [...] Ognuno pensa ai cazzi suoi. L'uomo vuole mangiare, scopare e fare soldi. *La mia vita si può riassumere in tre parole: illusione, delusione e collusione. ('''Leonardo Notte''') *Ma non capite? L'elettorato non è moderato! È smodato, arrapato! Va dove gli tira l'uccello! ('''Leonardo Notte''') *Egregio dottor Di Pietro, mi perdoni, ma sono fortemente prostrato e consapevole dell'errore commesso e del disonore che ne è derivato alla mia famiglia. Le riconosco e la ringrazio per la sensibilità, pur nella rigorisità giusta delle sue funzioni, che mi ha dimostrato. A mia moglie, che era all'oscuro, e alla quale ho rivelato i fatti confessati ho anche detto dell'impegno di restituire quanto sarà dovuto e necessario e stia certo che farà di tutto per onorare una promessa. Ho pregato il mio avvocato di aiutarla per quanto necessario. Per proposito sono a pregarla vivamente. Lo consideri l'ultimo desiderio per lei e per i miei figli di non attuare pignoramenti e sequestri perché possano realizzare il massimo e poter così sperare che rimanga qualcosa per andare avanti e far studiare i miei figli. Io con quello che è successo non sono più in grado di farlo, me ne pento ed è giusto che paghi. Non mi consideri peggio di come già mi sento. Un saluto, Renato Amorese. ('''[[Ultime parole dalle serie televisive|Lettera di suicidio]] di Renato Amorese''') {{NDR|Voce fuori campo}} ===Episodio 5=== {{cronologico}} *Grandissimo Leonardo! Ho saputo che sei di nuovo su piazza. Ma perché non torni con noi? Dai, che ne avremmo un bisogno! Domani c'abbiamo un cliente delicato, ci serve un fuori classe. Fatti vivo, su! Ciao. ('''Messaggio nella segreteria di Leonardo Notte''') *'''Bibi''': Non ce la fai a lasciarmi in pace, vero?<br>'''Attilio Arnaldi''': Ho bisogno di una risposta, Bibi.<br>'''Bibi''': "Astronauta", ti piace come risposta?<br>'''Attilio Arnaldi''': Brava, continua così. C'è un'azienda ferma, i lavoratori non sanno cosa fare e io cosa gli dico? Che una bambina viziata non ha ancora deciso cosa fare da grande! Complimenti. Bibi, hai deluso tuo padre quand'era vivo. Cerca di non farlo adesso che è morto. *'''Rocco Venturi''': Mi ricordo un tuo comizio. Eri bravo. Avevi questo sguardo così acceso...<br>'''Leonardo Notte''': Il segreto è far finta di crederci. Funziona sempre. Anche quando vendi i tortellini.<br>'''Rocco Venturi''': No, secondo me ci credevi davvero. Che c'è ti manca la politica?<br>'''Leonardo Notte''': Mi sembra di essere dall'analista.<br>'''Rocco Venturi''': Allora la prossima volta ti faccio pagare le sedute.<br>'''Leonardo Notte''': Sempre ai soldi pensi tu!<br>'''Rocco Venturi''': Ha parlato il comunista! Quanto hai fatturato 'sto mese?<br>'''Leonardo Notte''': Il modo migliore per difendersi dal [[denaro]] è possederne. Tanto.<br>'''Rocco Venturi''': Però, se non mi ricordo male il tuo comizio era sulla ridistribuzione della ricchezza. Bizzarro, no? *Risponde la segreteria del dottor [[Dell'Utri]]. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico. ('''[[Segreterie telefoniche dalle serie televisive|Segreteria telefonica]] di Dell'Utri''') *Questa è la [[politica]]: fare promesse! Non mantenerle! ('''Gaetano Nobile''') *La vita è troppo breve per bere [[Prosecco (vino)|prosecco]]. [[Champagne]] ci vuole! ('''Gaetano Nobile''') *'''Veronica Castello''': Be', però tu sei cambiato.<br>'''Pietro Bosco''': Sono un deputato ora. Va' che è vero. Lega Nord.<br>'''Veronica Castello''': E come ci saresti riuscito?<br>'''Pietro Bosco''': Eh, ho fatto a botte. *Luca, sono io. Ho pensato a tutto quello che mi hai detto. Mi dispiace così tanto. Mi dispiace da morire. Forse se non fosse successo quello che ti è successo e se io non fossi stata la figlia di mio padre, forse io e te... Non lo so... Non lo sapremo mai... ('''Bibi''') {{NDR|Messaggio nella segreteria di Luca Pastore}} *'''[[Antonio Di Pietro]]''': Pastore ma non ti eri dimesso?<br>'''Luca Pastore''': Ci ho ripensato.<br>'''[[Antonio Di Pietro]]''': Qua non abbiamo le porte girevoli, dove entri e esci quando ti pare...<br>'''Luca Pastore''': Un tizio in televisione ha detto che tutto il sistema è criminale.<ref>In riferimento al discorso che [[Bettino Craxi]] ha pronunciato il 3 luglio 1992 in Parlamento.</ref> E allora qualcuno dovrà pur combatterlo questo sistema. *La [[Nazionale di calcio della Danimarca|Danimarca]] ha vinto gli europei, lo sapevi? [...] Vuol dire che può farcela chiunque, anche chi non conta niente. ('''Pietro Bosco''') *Sveglia, ragazzi, stiamo rompendo il cazzo agli uomini più ricchi d'Italia! Secondo voi quanto ci mettono a comprarsi qualcuno? Ve lo dico io: niente! Io non mi fido più di nessuno, neanche di voi! ('''[[Antonio Di Pietro]]''') *Per molto tempo ho pensato che avrei ucciso tuo padre e poi mi sarei ucciso. Poi tuo padre mi ha anticipato. Rovina sempre tutto. Poi però ho capito un'altra cosa ancora. Finché non rimuovi il male alla radice, tornerà. ('''Luca Pastore''') {{NDR|A Bibi}} *L'ho letto poi il suo libro sui samurai e dice che le grandi imprese non si compiono da sobri. Ecco io non sono molto sobrio al momento, ma non è questo il punto. La verità è che mi manca appartenere a qualcosa [...] ('''Messaggio di Leonardo Notte nella segreteria di Dell'Utri''') ===Episodio 6=== {{cronologico}} *'''Luca Pastore''': L'orologio che ha regalato a Ligresti...<br>'''Antonio Di Pietro''': Falso! <br>'''Luca Pastore''': Ah!<br>'''Antonio Di Pietro''': Sequestrati una cinquantina sei mesi fa... * Niente rossetto! Sembri Jessica Rabbit nana... ('''Leonardo Notte''') {{NDR|alla giovane figlia Viola}} *'''Viola''': Dove l'hai conosciuta Amanda? <br>'''Leonardo Notte''': È stata mia cliente anni fa [...]<br>'''Viola''': Un po' rifatta, no? <br>'''Leonardo Notte''': Invecchiare fa schifo! *'''Leonardo Notte''': La vita dopo i vent'anni non è altro che un continuo prepararsi alla morte. Per questo bisogna impegnarsi a dare e ricevere più piacere possibile.<br/>'''Viola''': I papà delle mie amiche non fanno questi discorsi!<br/>'''Leonardo Notte''': I papà delle tue amiche non capiscono un cazzo allora. ===Episodio 7=== {{cronologico}} * Questo facciamo noi uomini con le donne: le deludiamo! ('''Gaetano Nobile''') *'''Leonardo Notte''': Come sapevi che ero qui? <br>'''Bibi''': Oggi nella hall mi sembrava di stare in un quadro di Magritte. Poi il concierge mi ha detto che c'era una convention di Publitalia. * '''Bibi''': Penso che stanotte non dormirò. <br>'''Leonardo Notte''': Dormiremo da vecchi. ===Episodio 8=== {{cronologico}} *Andava bene a scuola, studiava, faceva scherma, leggeva [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]! Ieri ho trovato un biglietto che ha scritto a un suo compagno in cui scriveva "T.V.B."! ('''Marina''') *Tre mesi fa giravi strafatta per centri sociali, adesso sembri [[Beautiful|Sally Spectra]]. Si diventa quello che si fa? ('''Leonardo Notte''') ===Episodio 9=== {{cronologico}} *'''Leonardo Notte''': Che ne pensi di questi? <br />'''Collega di Notte''': Ah, io me li farei tutti! <br />'''Leonardo Notte''': Tutti?<br />'''Collega di Notte''': Sì, sono tutti più o meno il mio tipo.<br />'''Leonardo Notte''': E com'è il tuo tipo?<br />'''Collega di Notte''': Il mio tipo ha la faccia da bravo ragazzo... ma con un gigantesco lato oscuro...<br />'''Leonardo Notte''': Quando hai detto gigantesco pensavo che alludessi a qualcos'altro! ===Episodio 10=== {{cronologico}} *'''Ragazza in discoteca''': ''What's the matter with you?''<br />'''Leonardo Notte''': Ho ucciso un uomo... <br />'''Ragazza in discoteca''': ''What?'' <br />'''Leonardo Notte''': ...a colpi di cric, gli ho sfondato la faccia. <br />'''Ragazza in discoteca''': ''I can't hear you.''<br />'''Leonardo Notte''' {{NDR|urlando}}: Ho ucciso un uomo... *'''Antonio Di Pietro''': Pastore, hai perso la scommessa! Mille lire! <br /> '''Luca Pastore''' {{NDR|gli consegna una banconota}}: Mille lire! {{NDR|ai colleghi}} Siamo arrivati a Craxi! ==Citazioni su ''1992''== ===Frasi promozionali=== *Destini incrociati nell'anno che ha cambiato per sempre il nostro paese.<ref name="spot">Dallo spot promozionale di Sky. {{Cfr}} [http://www.mymovies.it/film/2015/1992/trailer/ ''Trailer 1992''], ''MYmovies.it''</ref> *La storia non è ancora stata scritta. :''Hystory has not been written yet.''<ref>Dal poster promozionale in inglese. {{Cfr}} [http://www.mymovies.it/film/2015/1992/poster/ ''Poster 1992''], ''MYmovies.it''</ref> *Il futuro non è ancora stato scritto.<ref name="spot"/> ==Voci correlate== *''[[1993 (serie televisiva)|1993]]'' – sequel ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Serie televisive storiche]] cxugrng21v7rqt02nz09ngf5srdrb95 Reza Pahlavi (principe) 0 141028 1409979 1409936 2026-04-09T18:37:13Z Mariomassone 17056 1409979 wikitext text/x-wiki [[File:رضا پهلوی در گفتگو با سیامک دهقانپور از صدای آمریکا، تیر ۱۴۰۳ 02 (cropped).jpg|thumb|Reza Pahlavi nel 2024]] '''Reza Pahlavi''' (1960 – vivente), principe ereditario dell'Iran. ==Citazioni di Reza Pahlavi== {{cronologico}} ===1980=== *Succedendo a mio padre non faccio che il mio dovere: non voglio sottrarmi alle mie responsabilità.<ref name="pahlavijr">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,1066_01_1980_0240_0004_15419853/ ''Reza Pahlavi jr imperatore dell'Iran''], ''La Stampa'', 31 ottobre 1980</ref> *L'Iran ritroverà la sua età dell'oro, il popolo iraniano spazzerà l'attuale regime senza legge. Gli oppositori al regime di Khomeini sono in continuo aumento.<ref name="pahlavijr"/> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Sono l'anarchia, lo sfacelo economico e il declino del nostro prestigio internazionale che hanno generato la violazione della nostra integrità territoriale attraverso un'aggressione esterna che noi condanniamo.<ref name="rezaii">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,1067_01_1980_0241_0004_18934649/ ''Reza II in esilio si proclama Scià''], ''La Stampa'', 1 novembre 1980</ref> *So perfettamente che nessuno di voi ha voluto un simile disastro. Ma so anche che voi avete, nel profondo dei vostri cuori, la ferma convinzione che la nostra storia millenaria si ripeterà e che l'incubo prenderà fine. La luce succederà all'oscurità: forti delle nostre amare esperienze, noi intraprenderemo tutti insieme, in un grande slancio nazionale, la ricostruzione del nostro Paese.<ref name="rezaii"/> ===1986=== *Per me il [[matrimonio]] è un'esperienza molto positiva. Un sostegno emotivo, morale e umano di grande importanza.<ref name="khomeinidirei">Dall'intervista di Rafael Fraguas, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,5/articleid,0994_01_1986_0190_0005_13695923/ Reza Ciro: a Khomeini direi...]'', ''La Stampa'', 14 agosto 1986.</ref> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Penso che Iran e Iraq siano vittime di un confronto personale fra Khomeini e Saddam. Khomeini ha interesse a continuare la guerra per sopravvivere politicamente, dal momento che la contesa è un modo per tenere le forze armate sui confini.<ref name="khomeinidirei"/> *Il regime islamico ha diffuso versioni fantasiose sulla ricchezza della mia famiglia, su fortune nascoste, eccetera. Questo fa parte di una campagna propagandistica avviata sei anni fa. Nessuna di queste fantasie è mai stata dimostrata.<ref name="khomeinidirei"/> *Se si domanda a un uomo onesto che cosa pensa della politica, dal profondo del cuore dirà che questa «non ha padre né madre». È una parola che fa paura alle persone semplici, perché l'uomo della strada crede che la politica serva ai politici per giocarci. Questo tipo di politica non mi sembra pura né sincera. Se invece si guarda la politica come una cosa necessaria per governare un Paese, e se gli uomini che la praticano sono retti e sinceri, il suo significato cambia. Un Paese che abbia buoni politici non correrà mai alla rovina: da politici che valgano poco e manchino di statura ci si può aspettare invece il peggio.<ref name="khomeinidirei"/> *Il politico può cambiare idea, ma il simbolo della monarchia, il [[re]], deve rimanere imparziale. La persona del re appartiene a tutti i cittadini di tutti i gradini sociali. Deve essere al di sopra della politica.<ref name="khomeinidirei"/> *Sua Maestà il re Juan Carlos ha vigilato sull'applicazione della Costituzione senza interferire negli affari del governo, né in quelli dei partiti. Questo è il motivo per il quale la monarchia spagnola rimane un'istituzione che protegge e garantisce il gioco politico. In Spagna c'è un primo ministro socialista: è significativo. Penso che in Iran dobbiamo fare esattamente quello che ha fatto la Spagna.<ref name="khomeinidirei"/> *Né l'Urss, né gli Stati Uniti hanno da preoccuparsi di una restaurazione monarchica costituzionale nel mio Paese: il nostro regime democratico non andrà contro gli interessi sovietici né americani. Lo stesso Paese può mantenere alleanze diverse, in virtù dei suoi interessi.<ref name="khomeinidirei"/> *{{NDR|Su [[Ruhollah Khomeyni]]}} Che cosa si può dire a un uomo come lui? È una persona che non capisce nulla, o non vuole capire nulla. Gli direi: lei non può gestire il Paese così come sta facendo: se sa quello che fa non può continuare a farlo, e non può continuare neppure se non lo sa: il mio Paese va verso la distruzione, se ne vada prima che sia troppo tardi.<ref name="khomeinidirei"/> *{{NDR|Sulla [[Rivoluzione iraniana]]}} Non fu un'insurrezione contro la monarchia, ma un movimento in favore dell'applicazione della Costituzione democratica del 1906. Khomeini ha commesso un grave errore non andarsene dopo il trionfo della rivoluzione. Fu l'inizio della fine: pensò che l'Iran si potesse governare come un paesino di 500 abitanti nel X secolo, e questo è impossibile. Per questo governa solo grazie alla coercizione, alla repressione e alla violenza.<ref name="khomeinidirei"/> ===1989=== *{{NDR|Su ''[[L'ultimo imperatore]]''}} Il film l'ho visto, è un capolavoro, ma non mi ci riconosco per niente, io il potere non l'ho perso, non l'ho avuto neanche per un istante, l'ho solo atteso invano.<ref name="oradelcambiamento">Dall'intervista di [[Enrico Franceschini]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/06/06/si-avvicina-teheran-ora-del-cambiamento.html "Si avvicina a Teheran l'ora del cambiamento"]'', ''la Repubblica'', 6 giugno 1989.</ref> *Mio padre non era un tiranno, nel senso che non credeva nel dispotismo, e voleva portare l'Iran verso la democrazia. Non penso che fosse isolato dalla gente, o che non conoscesse la realtà del suo paese. Certo, ha commesso degli errori, il più grave è stato quello di svolgere un ruolo politicamente attivo, che istituzionalmente non gli spettava. Quanto alla [[SAVAK|Savak]], è indubbio che vi furono casi di violenza, ma la violenza non fu mai una politica di Stato. I prigionieri politici? La maggioranza erano il tipo di gente che ha poi preso in ostaggio gli americani all'ambasciata di Teheran, che ha fatto saltare la caserma dei marines in Libano, o dirottato il jet della Twa.<ref name="oradelcambiamento"/> *Non era perfetto, mio padre, ma era un nazionalista, amava l'Iran, e credo che sia più popolare oggi, nel suo paese, di quando lo lasciò.<ref name="oradelcambiamento"/> *Dal primo giorno del suo potere, [[Ruhollah Khomeyni|Khomeini]] ha ripetuto che l'Iran per lui non voleva dire nulla, non gli interessava. Come poteva amarla? Per Khomeini l'Iran era la piattaforma di lancio di una crociata per trasformare il mondo. Se avesse amato l'Iran, non avremmo avuto una lunga guerra, né, per fare un esempio recente, la polemica sul libro di Rushdie. Sto leggendo ''I versi satanici'': certo mi offende, perché sono un musulmano, ma ciò non vuol dire che l'autore vada condannato a morte. Khomeini diceva che chiunque si convertiva all'Islam, e poi cambiava religione, andava ucciso. Il Profeta non l'ha mai detto, ma Khomeini diceva che le opere del Profeta sono incomplete e stava a lui completarle. Khomeini era l'opposto della santità, era blasfemo. Per me, era lui l'Anticristo.<ref name="oradelcambiamento"/> *{{NDR|Su [[Ruhollah Khomeyni]]}} Lo ho odiato per quel che ha fatto all'Iran, per la sua opposizione di principio ad ogni diritto umano, per come ha indebolito il paese allo scopo di esportare la rivoluzione e il terrorismo nel mondo.<ref name="oradelcambiamento"/> *Nel mio paese la monarchia era un'istituzione al di sopra di qualsiasi ideologia, e il monarca, come io lo intendo, non deve fare politica, è un capo di Stato, non di governo. Ma poi, in definitiva, dovrà essere il popolo a decidere cosa vuole, e a scegliere le sue leggi, non il re, e tantomeno un libro caduto dal cielo, come il Corano. La Chiesa va separata dallo Stato, specie in un paese come l'Iran, così pieno di razze, culti, genti diverse.<ref name="oradelcambiamento"/> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Finché c'è stata la guerra era impossibile pensare alla lotta alla dittatura di Khomeini, l'unica priorità era la difesa nazionale: anche per questo l'ayatollah ha prolungato il conflitto il più possibile. Ora, senza la guerra e senza Khomeini, potrà venire alla luce il vasto scontento che esiste in ogni settore sociale, anche nel clero, mi creda.<ref name="oradelcambiamento"/> *Certo sia io che mia madre e i miei fratelli, che vivono tra New York e Parigi, stiamo bene. Ma non siamo dei Marcos. Faccio una vita molto semplice, la sera sto in casa a leggere o a guardare la tivù con mia moglie, una ragazza iraniana che ho sposato nel 1986, e che oggi ha 20 anni.<ref name="oradelcambiamento"/> ===1999=== *La democrazia fu allora ed è oggi al centro delle aspirazioni della società iraniana, ed è chiaro che la teocrazia non può essere la risposta a questa esigenza.<ref name="chiededemocrazia">Dall'intervista di Andrea Tarquini, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/07/14/come-ai-tempi-di-mio-padre.html Come ai tempi di mio padre l'Iran chiede democrazia]'', ''la Repubblica'', 14 luglio 1999.</ref> *{{NDR|Su [[Mohammad Khatami]]}} In un certo modo non è diverso da [[Michail Gorbačëv|Gorbaciov]]. Può tentare una perestrojka iraniana. Ma come può un regime basato sulla legge divina e non sulla volontà popolare trovare risposte adeguate alla società civile?<ref name="chiededemocrazia"/> *{{NDR|Su [[Mohammad Reza Pahlavi]]}} Sotto di lui il paese compì grandi balzi in avanti, ma le riforme politiche non arrivarono a tempo.<ref name="chiededemocrazia"/> *Guardi, mio padre è oggi popolare in Iran come non lo è mai stato finché fu al potere o in vita. Lui e mio nonno furono i grandi modernizzatori. Mio nonno agì con durezza: non poteva certo permettersi referendum sulla modernizzazione. Mio padre seppe portare l'Iran all'avanguardia nella regione e tra gli attori della scena internazionale. Ma troppo tardi capì l'importanza della partecipazione popolare.<ref name="chiededemocrazia"/> *Io, come pretendente, rappresento la monarchia costituzionale, che resta un'alternativa politica per il futuro. Non ho mai rotto i ponti col mio paese, e in me la nostalgia di casa non è mai morta. Ma quello che io voglio per me è un ruolo di unificatore, di garante del pluralismo e della riconciliazione nazionale. Voglio solo aiutare il popolo iraniano a riconquistare l'autodeterminazione.<ref name="chiededemocrazia"/> *Non dimentichi che mio padre agiva in un mondo diverso da quello di oggi, un mondo diviso in blocchi: la contrapposizione est-ovest fece porre in secondo piano in molte parti del mondo i valori della democrazia e dei diritti umani.<ref name="chiededemocrazia"/> *La monarchia costituzionale è un'opzione per il futuro, ma quel che conta è e sarà la fede nel [[secolarismo]], la separazione tra Religione e Stato. Potremo cominciare un esperimento affascinante: diventare il primo paese islamico incamminato sulla via della democratizzazione.<ref name="chiededemocrazia"/> *Sa, nella sua storia millenaria l'Iran è stato invaso, occupato, sconfitto, ed è sempre sopravvissuto. La teocrazia è il primo problema solo interno della nostra storia. Ma ogni paese impara dalle sue epoche: anche l'Inquisizione o Cromwell sono state esperienze. Toccherà ai quarantenni come me guidare i più giovani con l'esperienza.<ref name="chiededemocrazia"/> ===2001=== *Il problema non è [[Mohammad Khatami|Khatami]] come persona, così come nella vecchia Urss non lo erano i vari Andropov e Gorbaciov. Quando un sistema politico è in un vicolo cieco, come la Repubblica Islamica oggi, le persone contano poco. Il leader spirituale Ali Khamenei controlla tutte le leve del potere. Il Presidente, il parlamento e qualsiasi altra istituzione possono approvare anche le leggi più giuste e più democratiche, ma fin quando Khamenei avrà il diritto di veto, nulla potrà cambiare. Non voglio mettere in dubbio Khatami e le sue buone intenzioni. La domanda da porsi è come, in un paese dove altri controllano la radio e la tv di Stato, l' esercito e le forze dell' ordine, il sistema giudiziario, la politica estera e i servizi segreti, il Presidente possa realizzare la promessa di ripristinare la legalità e devolvere il potere alla società civile. In Iran Khatami non è riuscito a proteggere nemmeno i giornali e i giornalisti che lo sostenevano, figuriamoci se può farsi carico delle richieste di maggiore libertà e di democrazia dei nostri giovani.<ref name="finchepotere">Intervista di Nima Rafat, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/06/07/finche-il-potere-resta-ai-mullah-in.html Finché il potere resta ai mullah in Iran non cambierà niente]'', ''la Repubblica'', 7 giugno 2001.</ref> *Questo regime è ormai logorato e la carta Khatamiriforme non è riuscita a fermare l' onda delle proteste. Insisto: la soluzione è in un referendum per scegliere il futuro. A esso si può giungere attraverso il logoramento e senza ricorso alla violenza di piazza, o attraverso lo scontro diretto. Io sono per la via non violenta, ma chi ha il potere sceglierà di che morte morire.<ref name="finchepotere"/> *{{NDR|Su [[Mohammad Khatami]]}} Alla minima scossa si è sempre allineato al regime.<ref name="ingannando">Dall'intervista di Afsané Bassir Pour, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,9/articleid,0390_01_2001_0155_0009_4081526/ L'erede al trono: il regime sta ingannando il mondo]'', ''La Stampa'', 7 giugno 2001.</ref> *Sono in contatto permanente con molte persone, gente anche all'interno del regime, pasdaran, guardiani della rivoluzione, ufficiali, religiosi, ai quali dico: non siete obbligati a rovesciarvi insieme a questa barca che fa acqua.<ref name="ingannando"/> *Ciò che conta per me è il contenuto del regime, i principi democratici. La forma è secondaria.<ref name="ingannando"/> ===2003=== *Molti credenti, molti importanti uomini di fede hanno compreso che la sovrapposizione tra potere e religione è di fatto un tradimento della religione stessa, un elemento di corruzione; che la visione piramide di un gruppo di ayatollah che si sentono incaricati da Dio di dominare crudelmente il popolo, di dirgli cosa leggere, coa dire, come vestirsi pena la morte o la prigione, non ha niente ha che vedere con la vera fede.<ref name="cambiamento">Dall'intervista di [[Fiamma Nirenstein]], ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,5/articleid,0160_01_2003_0131_0005_1080718/ Reza Pahlavi: «Anche per l'Iran è l'ora del cambiamento»]'', ''La Stampa'', 14 maggio 2003.</ref> *Il fallimento morale di questo governo si misura sulle oltre 600 mila persone nelle carceri, sulla tortura, sulla chiusura di tutte le testate giornalistiche anche appena vagamente dissidenti. Sono a conoscenza di orrori indicibili: mi dicono che le ragazze dissenzienti vengono violate in carcere perché altrimenti la verginità consentirebbe loro di andare in paradiso.<ref name="cambiamento"/> *Anche la rivoluzione sovietica a suo tempo fu accolta con gioia.<ref name="cambiamento"/> *La mia strategia consiste in una linea chiara: la disobbedienza civile, possibilmente priva di violenza, compiuta attraverso la mobilitazione di tutte le componenti sociali. Gli studenti, i lavoratori, le donne dovrebbero impegnarsi in interruzioni del lavore, marce pacifiche, cercando di non ingaggiare mai scontri con le forze di polizia e con le varie milizie.<ref name="cambiamento"/> *Penso a [[Slobodan Milošević|Milosevic]], a [[Nicolae Ceaușescu|Ceausescu]], a [[Saddam Hussein|Saddam]], alla [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|caduta dell'impero sovietico]]... Quando i [[Tiranno|tiranni]] cadono, e l'Iran è veramente una terribile tirannia, pare sempre un miracolo; ma la volontà interna e internazionale quando si incontrano riescono a compiere questo miracolo, a sferrare il colpo decisivo.<ref name="cambiamento"/> *La sofferenza era grande. Ma la dignità e l'orgoglio di mio padre ci hanno sempre tenuti vivi.<ref name="cambiamento"/> *La cosa migliore è che il popolo iraniano si liberi da solo, senza interventi esterni come quelli che hanno posto fine alle dittature in Afghanistan e in Iraq. E quanto a me, niente speculazioni: considererò la mia missione compiuta nel giorno in cui si terrà il primo voto libero degli iraniani sul loro futuro, sono pronto ad aiutare in ogni modo per questo obiettivo.<ref name="rivolta">Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/06/17/io-figlio-dello-scia-fianco-della-rivolta.html Io, figlio dello scià a fianco della rivolta]'', ''la Repubblica'', 17 giugno 2003.</ref> *Lo scenario in Iran è molto diverso da quello dei nostri vicini. Nel nostro caso nessuno sarebbe capace di svolgere il lavoro di portare la democrazia meglio del popolo iraniano stesso. Senza bisogno di un intervento militare straniero. Il modo migliore di avere una svolta è attraverso la lotta del popolo iraniano. Ma bisogna anche sottolineare che vista la natura del sistema il miglior modo per aiutare gli iraniani a liberarsi è mostrare e dare un fortissimo appoggio della comunità internazionale alla lotta per la democrazia: un segnale che la comunità internazionale è per il popolo e non contro il popolo, che non è disposta a fare affari a ogni costo col regime sulla testa della gente.<ref name="rivolta"/> *Il mondo non può fidarsi di un regime del genere che tenga un dito sul grilletto. Ci vogliono garanzie anche per la stabilità internazionale. Occorre l'abbandono di dubbi e ambigui programmi nucleari e di ogni piano di armi di distruzione di massa, e l'unica garanzia in questo senso è la democratizzazione. Un regime come quello attuale non esiterebbe a usare senza scrupoli armi del genere.<ref name="rivolta"/> ===2005=== *Questo regime interpreta la legge divina come vuole e le elezioni come si faceva in Unione Sovietica o nel regime di Saddam Hussein. Tutto questo per farci credere che hanno una vera legittimità.<ref name="mascherata">Dall'intervista di Michel Bôle-Richard, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,7/articleid,0231_01_2005_0166_0007_1797212/ Il figlio dello shah: questo voto è una mascherata]'', ''La Stampa'', 19 giugno 2005.</ref> *Io credo che il regime sia sempre meno in condizioni di minacciare gli iraniani. I timori e le paure si dissipano sempre di più. Si propaga un movimento collettivo sempre più profondo. E non è solo composto di un'élite intellettuale, ma è sempre più radicato nel popolo.<ref name="mascherata"/> *Il mondo deve giocare la carta iraniana, ma deve parlare al popolo prigioniero e non ai suoi carcerieri.<ref name="mascherata"/> *Se il campione delle riforme, [[Mohammad Khatami|Mohammed Khatami]] non ha potuto fare nulla, non sarà certo [[Ali Akbar Hashemi Rafsanjani|Ali Akbar Rafsanjani]], il più detestato e il più corrotto del paese, che potrà cambiare le cose.<ref name="mascherata"/> ===2006=== *Bisogna abbandonare questa impostazione mentale per cui o si tratta per vie diplomatiche o si parla di interventi militari. Né l'una né l'altra cosa possono risolvere la situazione. La cosa migliore da fare è investire sugli iraniani stessi, perché è fra loro che possiamo trovare l'alleato più naturale.<ref name="nienteguerra">Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/08/28/niente-guerra-il-popolo-si-ribelli.html Niente guerra, il popolo si ribelli l'appello del figlio dell'ultimo scià]'', ''la Repubblica'', 28 agosto 2006.</ref> *L'idea delle riforme è stata screditata, e ormai è definitivamente finita in un vicolo cieco. Era impensabile che questo regime potesse essere in grado di riformare se stesso. Dall'interno non può venire nessun processo di cambiamento.<ref name="nienteguerra"/> *Il regime è in totale contrasto con quello che vuole il popolo iraniano. C'è una fuga di capitali dall'Iran, e il popolo iraniano, che ha un'ottica generale, vede chiaramente le conseguenze. Il nostro Paese sta andando a fondo e tutte le nostre risorse sono gestite in modo inefficiente da funzionari corrotti. Il regime non sopravviverà, non ho dubbi al riguardo, ma dovrà cadere per mano del popolo iraniano, e non per un intervento esterno. In questo momento, dobbiamo aiutare il popolo ad aiutare se stesso.<ref name="nienteguerra"/> *Quello che abbiamo sotto gli occhi oggi è un chiaro esempio di quello che succede quando la religione è direttamente coinvolta nel governo. Ma non bisogna confondere la laicità con l'opposizione alla religione. è nell' interesse di tutti avere una chiara linea di separazione.<ref name="nienteguerra"/> ===2008=== {{Int|Da ''[http://archivio.panorama.it/archivio/Cosi-rovesceremo-gli-ayatollah?s&#61pahlavi&submit&#61Cerca "Così rovesceremo gli ayatollah"]''|''Panorama.it'', 2008.|h=4}} *Stiamo lottando contro il tempo. I dittatori corrono per procurarsi la bomba e la prospettiva di un intervento militare per fermarli si fa sempre più concreta. Ma il cambiamento, ora, deve venire dagli iraniani: il regime non è mai stato tanto vulnerabile. *C'è la possibilità di un cambiamento non violento, bisogna che la comunità internazionale trovi una terza via tra l'interventismo militare Usa e l'approccio diplomatico imperfetto degli europei. *Si stringono accordi commerciali in cambio della sospensione delle attività di arricchimento dell'uranio, ma questo non impedisce al regime di continuare a lavorare su altre componenti necessarie a costruire la bomba atomica. Soprattutto si manda alla popolazione un messaggio confuso, come se l'unica priorità degli europei fosse proteggersi dalla minaccia nucleare continuando però a tutelare i propri interessi economici. *Gli europei si comportano come se volessero dare al regime la possibilità di dimostrare che sa comportarsi bene. È assurdo: sono 25 anni che dimostra il contrario. Non facendo chiarezza su questo gli europei incoraggiano gli americani ad azioni unilaterali. *È sempre difficile prevedere la reazione della gente a un attacco straniero. Gli iraniani sono un popolo orgoglioso che vuole il cambiamento, ma non a un prezzo tanto alto. Soprattutto vogliono fare la storia da soli, non attraverso un intervento esterno. *Per anni il regime ha guadagnato tempo inscenando questo gioco delle parti che vedeva da una parte i conservatori e dall'altra i riformisti, ma ora è chiaro che il presidente Khatami non ha nulla di diverso da Khomeini: la sua funzione è quella di preservare la repubblica islamica. Di recente gli studenti lo hanno accolto urlandogli dietro: «Vergogna!». È stato uno spettacolo commovente. *Guardi cosa è successo in Cecoslovacchia o Iugoslavia: militari e paramilitari alla fine non sono intervenuti contro la popolazione. E lo stesso accadrebbe in Iran: i militari non vogliono fare la fine dei tiranni ma sopravvivere e avere un futuro politico. E un Iran liberato aprirebbe scenari impensabili. Porterebbe stabilità in Iraq eliminando il punto di riferimento che oggi hanno i ribelli. Il terrorismo internazionale non potrebbe più contare su una delle sue principali centrali. E se la Turchia fosse integrata nell'Unione, all'improvviso gli iraniani avrebbero l'Europa alle porte. *La mia missione finisce il giorno in cui gli iraniani possono tornare a votare liberamente. Se poi vorranno assegnarmi un ruolo, lo accetterò. Perché il mio unico obiettivo è servire il mio paese. In quale veste, non dipende da me. ===2014=== {{Int|Da ''[http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2014/10/23/iran-figlio-dell-ultimo-scia-persia-con-rohani-nulla-cambiato-lavoro-per-democrazia_HhL5tSH2WiShwGtZI37qAI.html?refresh_ce Iran, il figlio dell'ultimo Scià di Persia: "Con Rohani nulla è cambiato, lavoro per la democrazia"]''|''Adnkronos.com'', 23 ottobre 2014.|h=4}} *Il regime ha spesso ingannato l'Occidente dando un'immagine di moderazione, come accaduto durante l'era Khatami (l'ex presidente riformista 1989-1997). L'obiettivo era prendere tempo. Oggi accade lo stesso con Rohani, che ancora una volta ha la stessa agenda, ovvero guadagnare tempo - anzi io dico perdere tempo - durante i negoziati sul nucleare. *È facile comprendere i motivi per cui il regime necessita della bomba atomica. *Senza deterrenza nucleare, il regime non sarebbe in grado di alzare o abbassare il livello della tensione militare nella regione. In caso di confronto tra forze armate convenzionali, infatti, verrebbe sconfitto dalla superiorità delle forze alleate. Con la bomba, invece, il regime sarebbe in grado di imporre la sua egemonia a livello regionale e garantirsi la sopravvivenza. *Nel 1979 Khomeini fondò una teocrazia moderna di tipo sciita. Il suo regime costantemente minacciò i vicini provando a esportare la sua ideologia. Il campo sunnita non è rimasto in silenzio. Ora vediamo la rappresaglia, stavolta sotto l'insegna dell'ideologia radicale sunnita. *Il regime dei mullah a Teheran ha beneficiato dalla crisi regionale. Infatti ha provato a destabilizzare i paesi più vicini in uno scellerato gioco di sopravvivenza e ha represso i suoi cittadini. *L'Occidente ha sottovalutato la minaccia in Medio Oriente, che ora è degenerata. Il gioco è andato fuori controllo e al momento né il regime clericale né l'Occidente possono cambiare le cose. A mio modo di vedere esiste un'unica soluzione: la democratizzazione perché la mancanza di libertà e di opportunità economiche sono alla radice dell'estremismo nella regione. Il mondo libero deve prendere una decisione chiave una volta e per tutte: aiutare la gente della regione, permettendo loro di liberarsi dei regimi indesiderati. Se si manterrà lo status quo, c'è il rischio potenziale di una terza guerra mondiale. ===2016=== {{Int|Da ''[http://www.corriere.it/esteri/16_agosto_18/figlio-ultimo-scia-raid-russi-iran-regime-che-dipende-mosca-b1fda900-64b4-11e6-8281-0851fdf23454.shtml Il figlio dell'ultimo Scià «I raid russi? Iran regime che dipende da Mosca»]''|''Corriere.it'', 17 agosto 2016.|h=4}} *La Russia flette i muscoli di nuovo e l'Iran si presta, perché dipende militarmente da Mosca e perché continua a essere paranoico verso l'Occidente. L'Iran e la Russia dicono di combattere l'Isis ma in realtà bombardano chi vuole rovesciare Assad. *Quando hai personaggi non eletti, dalla Guida suprema in giù, che controllano ogni aspetto della società, come puoi cambiare la Costituzione? Questo regime teocratico non è democratico né può riformare se stesso. C'è il principio del rappresentante di Dio sulla terra, il [[Velayat-e faqih|velayat e-faqih]], e tutto quello che dice è definitivo. Perciò dobbiamo cambiare il regime. *Ogni volta che gli iraniani hanno tentato di cambiare, c'è stata una repressione brutale e non sono stati appoggiati. *Se ci sono azioni ingiustificate e contro i diritti umani, sotto regimi precedenti, attuali o futuri, le condannerò. *Lei si scuserebbe per qualcosa che hanno fatto i suoi genitori? Se fosse qualcosa di orrendo... Ma non vedo niente di orrendo, sono orgoglioso dei risultati di [[Mohammad Reza Pahlavi|mio padre]] e [[Reza Pahlavi|mio nonno]], penso che abbiano portato l'Iran fuori dall'oscurità alla modernità. ===2022=== *Miei compatrioti in questi 40 giorni siete stati epici. Onorando [[Ciro II di Persia|Ciro il Grande]], prestiamo giuramento con la nostra nazione e il suo brillante futuro che l'Iran sarà ancora una volta un esportatore dei principi dei diritti umani e un esempio per tutto il mondo. (da un Tweet durante le [[proteste per la morte di Mahsa Amini]], 27 ottobre 2022)<ref>Citato in ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/10/iran-a-zahedan-al-confine-col-pakistan-una-manifestazione-soffocata-nel-sangue-11264342-f0ff-41c8-87fc-a58e91d96ba2.html Iran: a Zahedan una manifestazione soffocata nel sangue. Un ragazzo sarebbe rimasto ucciso]'', ''Rainews.it'', 28 ottobre 2022.</ref> ===2025=== {{Int|Da ''[https://www.ilmessaggero.it/video/mondo/iran_pahlavi_il_regime_sta_crollando_e_il_momento_di_riprenderci_il_paese-8905347.html Iran, Pahlavi: «Il regime sta crollando, è il momento di riprenderci il Paese»]''|''Ilmessaggero.it'', giugno 2025.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra Iran-Israele]]}} *La Repubblica Islamica è giunta al termine e sta crollando. Khamenei, come un topo spaventato, si è nascosto sottoterra e ha perso il controllo della situazione. Quello che è iniziato è irreversibile. Il futuro è luminoso, e insieme supereremo questa svolta della storia. *La fine della Repubblica Islamica segnerà la fine della sua guerra di 46 anni contro il popolo iraniano. L'apparato repressivo del regime è in fase di collasso. Basta una sollevazione collettiva per porre fine a questo incubo per sempre. Ora è il momento di alzarsi. È il momento di riprenderci l'Iran. *Abbiamo un piano per il futuro dell'Iran e per la sua rinascita. Siamo pronti per i primi cento giorni dopo la caduta, per una transizione e l'istituzione di un governo nazionale e democratico, per e da parte del popolo iraniano. *Un messaggio alle forze armate, di sicurezza e agli apparati statali, molti dei quali in questi giorni mi inviano messaggi: non opponetevi al popolo iraniano per difendere un regime ormai al tramonto. Non sacrificatevi per un sistema corrotto e decadente. Salvate voi stessi schierandovi con il popolo. Abbiate un ruolo storico nella transizione della Repubblica Islamica e partecipate alla costruzione del futuro dell'Iran. Un Iran libero e prospero ci aspetta. Che io possa presto essere di nuovo tra voi. *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Israele]]}} Questo è il nostro momento del muro di Berlino, ma come tutti i momenti di grande cambiamento è pieno di pericoli. Siamo a un bivio. Una strada porta a spargimenti di sangue e caos, l'altra a una transizione democratica.<ref>Citato in ''[https://www.cdt.ch/news/reza-pahlavi-e-lora-del-nostro-muro-di-berlino-397914 Reza Pahlavi: «È l'ora del nostro muro di Berlino»]'', ''cdt.ch'', 23 giugno 2025.</ref> ===2026=== *{{NDR|Sulle [[proteste in Iran del 2025-2026]]}} Il regime cadrà e io tornerò. Sta già cadendo, è solo questione di tempo. Se la comunità globale ci aiuterà, finirà prima e moriranno meno persone. Se lo farà, andremo comunque avanti.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/01/17/news/reza_pahlavi_ritorno_iran_washington-425100138/ Reza Pahlavi: “Pronto a tornare a Teheran”]'', ''Repubblica.it'', 17 gennaio 2026.</ref> *{{NDR|Su [[Ali Khamenei]]}} Con la sua morte, la Repubblica islamica è di fatto giunta al termine e sarà presto relegata nella pattumiera della storia.<ref>Citato in ''[https://tg24.sky.it/mondo/2026/02/28/pahlavi-morte-khamenei Pahlavi: "Con morte Khamenei Repubblica islamica in pattumiera Storia"]'', ''Tg24.sky.it'', 28 febbraio 2026.</ref> {{Int|Da ''[https://www.corriere.it/esteri/26_gennaio_13/reza-pahlavi-iran-intervista-f24b2d57-66d2-4d5d-96c1-b9bd91f68xlk.shtml Reza Pahlavi: «Gli iraniani vogliono un Paese libero in pace con Usa e Israele. Ritorno alla monarchia? Deciderà il popolo»]''|Intervista di Greta Privitera, ''Corriere.it'', 13 gennaio 2026.|h=4}} {{NDR|Sulle [[proteste in Iran del 2025-2026]]}} *Migliaia di persone hanno risposto al mio appello e sono scese in strada. Ora si entra in una nuova fase, quella in cui gli iraniani reclamano le loro strade, i loro quartieri. Mentre le folle crescono, la capacità del regime di reprimere si indebolisce, e sempre più membri delle forze di sicurezza e delle istituzioni sceglieranno di stare con il popolo. *Le parole di sostegno di Trump al popolo iraniano contano. Hanno dato coraggio a chi rischia la vita per la libertà. Questo momento non esisterebbe senza la pressione sul regime islamico. Gli ayatollah gridano “Morte all’America”. Gli iraniani invece vogliono un Paese libero in pace anche con Usa e Israele. *Il regime ha ucciso migliaia di civili. Per noi, il sostegno degli Usa per difendere i civili e neutralizzare la macchina repressiva è benvenuto. Non servono stivali stranieri sul campo, ma azioni che impediscano ai pasdaran e alle forze di sicurezza di continuare la violenza contro il popolo. Negoziare con la dittatura non porterà la pace. *La Repubblica islamica è al suo punto più debole. Per la prima volta in 46 anni, la richiesta è chiara e nazionale: la fine di questo regime criminale. *Sono immensamente grato ai miei compatrioti che gridano il mio nome. Per me, non si tratta di cercare il potere, ma di servire la mia nazione e il mio popolo. Il loro sostegno schiacciante pone una responsabilità sulle mie spalle. Per questo mi sono fatto avanti per guidare questo movimento e questa transizione, su loro chiamata. *L’ambiente internazionale è cambiato. In passato, gli iraniani chiedevano sostegno e trovavano esitazione o silenzio. Oggi, cresce il riconoscimento che questo regime è irrecuperabile. *{{NDR|«Qual è la sua paura?»}} Che la sofferenza del mio popolo continui. Che le generazioni future non siano libere. Ma sento che il cambiamento sta arrivando. Per questo mi faccio avanti per guidare. Chiediamo al mondo di stare in modo chiaro con il mio popolo. {{Int|Da ''[https://www.agi.it/estero/news/2026-02-28/reza-pahlavi-iran-attacco-35852188/ Reza Pahlavi: "La Repubblica Islamica sta crollando"]''|Citato in ''Agi.it'', 28 febbraio 2026.|h=4}} {{NDR|Sull'[[attacco israelo-statunitense all'Iran del 2026]]}} *Si tratta di un intervento umanitario, e il suo obiettivo è la Repubblica Islamica, il suo apparato repressivo e la sua macchina di morte; non il grande Paese e la nazione iraniana. Ma, nonostante questo aiuto, la vittoria finale sarà comunque nostra. Saremo noi, il popolo iraniano, a portare a termine questa battaglia finale. Il momento di tornare in piazza è vicino. *Ora che la Repubblica Islamica sta crollando, il mio messaggio all'esercito, alla polizia e alle forze di sicurezza del paese è chiaro: Hai giurato di essere il protettore dell'Iran e della nazione iraniana, non il protettore della Repubblica Islamica e dei suoi leader. Il tuo dovere è difendere il popolo, non difendere il regime che ha preso in ostaggio la nostra patria attraverso la repressione e il crimine. Unisciti alla nazione e contribuisci a una transizione stabile e sicura. Altrimenti, verrai annegato dalla nave naufragata di Khamenei e del suo regime. *La nobile nazione iraniana, nonostante la brutale repressione e le uccisioni del regime, si è opposta coraggiosamente per quasi due mesi. Ora vi esorto a prendere le più grandi precauzioni possibili per proteggere la vita dei civili e dei miei connazionali. Il popolo iraniano è il tuo alleato naturale e il mondo libero, e non dimenticheranno il tuo aiuto durante il periodo più difficile della storia moderna dell'Iran. *Miei cari compatrioti in Iran. In queste ore e giorni critici, più che mai, dobbiamo rimanere concentrati sul nostro obiettivo finale: riconquistare l'Iran. Vi esorto a restare nelle vostre case per ora e a restare calmi e al sicuro. Siate vigili e pronti a tornare in strada al momento opportuno, che vi informerò in dettaglio per l'azione finale. {{Int|Da ''[https://www.corriere.it/cronache/26_marzo_03/reza-pahlavi-la-dittatura-muore-tornero-a-teheran-per-la-sollevazione-e-le-elezioni-libere-3a4d63b5-4aeb-41a8-a95e-0df9b1bb6xlk.shtml Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià: «In Iran la dittatura muore. Tornerò a Teheran per la sollevazione e le elezioni libere»]''|Intervista di Greta Privitera, ''Corriere.it'', 3 marzo 2026.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} *Questo regime ha ucciso oltre 43.000 cittadini, ne ha feriti oltre 330.000 e ne ha arrestati decine di migliaia negli ultimi due mesi. Il mondo non poteva più continuare a guardare. *Ciò che vediamo, gli scatti rabbiosi, i lanci di missili contro più Paesi, sono gli atti disperati di una dittatura morente nel suo capitolo finale. È esattamente per questo che l'azione internazionale era necessaria ora, prima che diventassero ancora più pericolosi. *Anche con l'aiuto che il presidente Trump ha fornito, la vittoria finale sarà forgiata dalle mani del popolo. Voglio essere al loro fianco il prima possibile. *{{NDR|«Tornerà in Iran?»}} Il prima possibile. Potrei tornare persino prima che il regime collassi completamente. La missione della mia vita è aiutare gli iraniani a stabilire un governo secolare e democratico. Sono pronto a guidare la transizione. *[...] decine di migliaia di persone hanno già segnalato la volontà di disertare. [...] Con il regime ora sotto pressione militare, l'incentivo a disertare non è mai stato più forte. *La morte del criminale [[Ali Khamenei|Khamenei]], sebbene non ripaghi il sangue versato, può calmare i cuori feriti di padri e madri in lutto, coniugi e figli, sorelle e fratelli. Qualsiasi tentativo del regime di nominare un successore è destinato a fallire. Chiunque metteranno al suo posto non avrà né legittimità né longevità. *La mia campagna di liberazione è indipendente da qualsiasi governo. Ho solo un capo: il popolo. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/dossier/lena/2026/03/08/news/reza_pahlavi_caduta_regime_iran_possibile_continental_breakfast-425204860/ Reza Pahlavi: "La caduta del regime iraniano è a portata di mano"]''|Intervista di Cyrille Louis, ''Repubblica.it'', 8 marzo 2026.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} *È un evento molto importante, nella misura in cui Khamenei incarnava questo regime terrorista. Il popolo iraniano ha accolto la sua scomparsa con una reazione di gioia e soddisfazione senza precedenti. Al di là della sua persona, percepisce infatti che la caduta del regime è ormai a portata di mano. *Dal punto di vista americano e israeliano, questi attacchi mirano a creare le condizioni perché una rivolta popolare possa scuotere il potere. *I miei compatrioti sono persone intelligenti, istruite e molto coraggiose. Sono pronti a sacrificare la loro vita — e lo hanno già fatto — non solo per la nostra sovranità e le nostre libertà, ma anche per un mondo migliore. Qual è d'altronde l'alternativa? Dopo essere rimasti così a lungo sotto il giogo di un regime che perseguita il proprio popolo, minaccia i suoi vicini e destabilizza la regione, non è forse tempo di cambiare la situazione? *{{NDR|«Nell'ipotesi che i bombardamenti non bastino a rovesciare il regime, le sembrerebbe auspicabile il dispiegamento di truppe americane sul terreno?»}} Non accadrà, perché il presidente Trump ha chiaramente fatto sapere che non vuole inviare forze terrestri. Ho sempre detto all'amministrazione e al Congresso che neppure noi lo desideriamo. Le nostre forze terrestri sono i milioni di iraniani decisi a cacciare il regime, così come i numerosi militari, paramilitari e civili pronti a disertare. *Circolano molte voci {{NDR|sulle forze curde sul punto di entrare in Iran con sostegno statunitense}} ma non ho conferma di un simile progetto. Devo anche dire che la maggioranza delle organizzazioni che rappresentano i gruppi etnici del nostro paese — curdi, azeri o baluci — è in larga misura molto nazionalista. Tuttavia non è impossibile che alcuni elementi separatisti cerchino di approfittare delle circostanze per portare avanti le loro ambizioni sinistre e mettere in discussione l'integrità territoriale del nostro paese. Questa sarebbe una linea rossa che non potremmo tollerare. Se qualcuno pensa di sostenere questi piccoli gruppi minoritari, commette un errore di calcolo estremamente pericoloso che rischia di trascinare l'Iran in una direzione molto negativa. Una simile iniziativa contribuirebbe infatti a ridare legittimità al regime, che ha sempre sostenuto: “se ce ne andiamo, il paese andrà in pezzi”. Per quanto mi riguarda, ricordo che il nostro progetto di transizione prevede di garantire la completa uguaglianza di tutti i cittadini iraniani, qualunque sia la loro etnia. *Nessuno si rallegra nel vedere vittime civili. Purtroppo il regime utilizza le stesse tattiche impiegate da Hamas a Gaza, nascondendo i propri miliziani nelle scuole, accanto agli ospedali o sotto edifici pubblici. Ho persino visto video nei quali trasferiscono i nostri prigionieri politici in siti suscettibili di essere colpiti per usarli come scudi umani. La responsabilità delle vittime civili ricade quindi innanzitutto sul regime. *[...] l'opzione militare è stata presa in considerazione solo come ultima risorsa. Prima di questo, il presidente Trump ha fatto di tutto per negoziare una soluzione diplomatica. Ma il regime non gli ha lasciato scelta. ==Citazioni su Reza Pahlavi== *Appartenere alla famiglia dello scià non è un crimine. Non mi risulta ad esempio che il figlio Reza si sia macchiato di colpe verso il popolo, quindi non ho nulla contro di lui. Può rientrare in Persia quando vuole e viverci come un normale cittadino. Che venga. ([[Ruhollah Khomeyni]]) *Ha un aspetto piuttosto occidentale questo quarantatreenne con la cravatta rossa, assertivo e tecnico, dal linguaggio tutto derivato dalla laurea in Scienze politiche: potrebbe divenire, se non il leader, almeno il simbolo unitario di una rivolta iraniana prossima ventura. ([[Fiamma Nirenstein]]) *Ha unito una parte significativa del popolo iraniano, è l’unico che sta provando a esercitare una leadership e si è assunto la responsabilità di guidare una transizione, anche per il fatto che non c’è concordia nelle varie anime dell’opposizione. Non esiste al momento un’altra alternativa. ([[Mahsa Mohebali]]) *Non capisco perché il figlio di un ex dittatore cacciato da una rivoluzione dovrebbe essere una soluzione. Per me è importante capire cosa vogliono gli iraniani. Però è vero che nella diaspora, tradizionalmente spaccata, c’è una convergenza sul suo nome. Anche grazie a un generale spostamento a destra. Però io penso che bisognerà ascoltare gli iraniani. Se è quello che vogliono, lo accetterò. Ma diffido di un uomo solo al comando che dice "sono il garante della democrazia". ([[Shida Bazyar]]) *Sono lieta che lo Scià sia riuscito finalmente a coronare il suo più ambito desiderio, quello di avere un principe ereditario. Sono felice di quanto avvenuto anche per il mio Paese e il mio popolo. ([[Soraya Esfandiary Bakhtiari]]) ===[[Farah Pahlavi]]=== *Il nome Pahlavi in Iran è intrecciato al secolarismo. Mio figlio, il principe Reza, ha portato avanti questa tradizione. Per oltre quattro decenni, in qualità di erede della corona Pahlavi, ha fatto della lotta per la democrazia laica la sua missione: un governo in cui la prima e l'ultima parola spetta allo Stato di diritto, derivato dalla volontà del popolo espressa alle urne. Ha anche insistito sulla sostituzione della forma di governo monocentrica con quella basata sulle istituzioni. Insieme al resto della Casa Pahlavi, condivido la sua visione e le sue speranze. *Mio figlio Ciro, che negli ultimi anni viene sempre più richiamato in Iran, è per la libertà e la democrazia. È convinto che in Iran la religione debba essere staccata dallo Stato, anche per rispetto alla religione e religiosi, la Repubblica Islamica non ama l'Islam. Reza sostiene che ci vuole la libertà come in Europa, non è che in Francia o in Italia non esistano dei buoni cattolici. *Mio figlio, il Principe Reza, che ha veramente dedicato la sua vita all'Iran per trent'anni, che è in contatto con gli iraniani attraverso i social media, crede a una democrazia laica, ai diritti dell'uomo, della donna, alla libertà di religione e all'integrità territoriale dell'Iran. *Reza si batte perché vinca la libertà: se il popolo vuole la monarchia, lui accetta di tornare. Se si vuole la repubblica, accetterà ugualmente, ma nel rispetto delle libertà. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Farah Pahlavi]], madre *[[Mohammad Reza Pahlavi]], padre ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pahlavi, Reza Ciro}} [[Categoria:Politici iraniani]] [[Categoria:Sovrani di Persia]] 5s5l7cuhku7iiibwntenol3izuqrn3v Template:Lingue/Dati 10 148341 1409981 1409931 2026-04-09T21:58:18Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1409981 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 65214 |lingua2 = it |voci2 = 54870 |lingua3 = pl |voci3 = 31721 |lingua4 = ru |voci4 = 17861 |lingua5 = cs |voci5 = 15441 |lingua6 = et |voci6 = 13689 |lingua7 = uk |voci7 = 12190 |lingua8 = pt |voci8 = 12056 }} 4btmq2kv1dsf7hujxficli600pvkcrn Pubblicano 0 164267 1409952 1274427 2026-04-09T13:53:14Z Ziv 100779 ([[c:GR|GR]]) [[File:Calling-of-st-matthew.jpg]] → [[File:Caravaggio — The Calling of Saint Matthew.jpg]] → File replacement: Updating from an old and lower-quality version to a newer version with better quality ([[c:c:GR]]) 1409952 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Caravaggio — The Calling of Saint Matthew.jpg|miniatura|upright=1.2|La ''Vocazione di san Matteo'' di [[Caravaggio]]. Al momento della chiamata di [[Gesù]] all'apostolato, [[Matteo apostolo ed evangelista|Matteo]] esercitava la funzione di pubblicano]] Citazioni sul '''pubblicano'''. ==Citazioni== *Li Publicani, de' quali spesso si fa mentione nell'historia Evangelica, erano gli esattori delle pubbliche gabelle, li quali erano grandemente odiati dagli Ebrei, che li stimavano peccatori; e professori di ufficio infame. ([[Giovanni Stefano Menochio]]) *[[Plutarco]] ancora nella via di Lucullo, dice, che egli cacciò dall'Asia li Publicani, come Harpie, che delle facoltà de' paesani honestamente guadagnare, e possedute fecero preda. Hor questi Publicani, come detto habbiamo, particolarmente odiati dagli Ebrei, e l'Abulense sopra 'l prologo di [[San Girolamo|S. Girolamo]] in Evangelia, dice, che la causa di ciò era, perche l'ufficio di Publicano difficilmente poteva esercitarsi senza peccato. Il Giansenio nel capo 13. della sua concordia Evangelica, perche erano avari, ingiusti, e rapaci. Il Cardinal Baronio nel tomo primo de' suoi annali all'anno di Christo trent'uno, perche gli Ebrei stimavano di dovere essere esenti da' tributi, contributioni, e gabelle, le quali erano da' Publicani riscosse. ([[Giovanni Stefano Menochio]]) ===''[[Nuovo Testamento]]''=== {{cronologico}} *Se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? ([[Gesù]], ''[[Discorso della Montagna]]'') *In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel [[Regno dei cieli|regno di Dio]]. È venuto a voi [[Giovanni Battista|Giovanni]] nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Matteo]]'') *Vennero {{NDR|da [[Giovanni Battista|Giovanni]]}} anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: "Maestro, che dobbiamo fare?". Ed egli disse loro: "Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato". (''[[Vangelo secondo Luca]]'') *Tutto il popolo che lo ha ascoltato, e anche i pubblicani, hanno riconosciuto la giustizia di Dio ricevendo il battesimo di Giovanni. ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Luca]]'') ==Voci correlate== *[[Zaccheo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul}} [[Categoria:Figure bibliche]] [[Categoria:Professioni antiche]] [[Categoria:Storia del cristianesimo]] ew3mazaphxkcn75um2opxf7lsfxrwq0 Wikiquote:GLAM/BEIC/Voci 4 185964 1409958 1409861 2026-04-09T14:07:38Z Marcella Medici (BEIC) 84396 1409958 wikitext text/x-wiki ==Voci create nell'ambito del progetto BEIC== {{vedi anche|w:Progetto:GLAM/BEIC}} Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''837 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->. {{div col}} ===Persone=== #[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small> #[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small> #[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small> #[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small> #[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small> #[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small> #[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small> #[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small> #[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small> #[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small> #[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small> #[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small> #[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small> #[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small> #[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small> #[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small> #[[Auguste Marmont‎]] - <small>2021-10-11</small> #[[Giovanni Biagio Amico‎]] - <small>2021-10-11</small> #[[Stefano degli Angeli]] - <small>2021-10-12</small> #[[Benedetto degli Alessandri]] - <small>2021-10-14</small> #[[Angelo da Vallombrosa]] - <small>2021-10-14</small> #[[Domenico Benivieni]] - <small>2021-10-14</small> #[[Pietro di Fabrizio Accolti]] - <small>2021-10-15</small> #[[Antonio Adamucci]] - <small>2021-10-15</small> #[[Bernardino Baldi]] - <small>2021-10-15</small> #[[Cosimo Bartoli]] - <small>2021-10-15</small> #[[Giusto Bellavitis]] - <small>2021-10-15</small> #[[Silvio Belli]] - <small>2021-10-15</small> #[[Abū-Ṭālib Ḫān]] - <small>2021-10-15</small> #[[Antonio Maria Bordoni]] - <small>2021-10-18</small> #[[Francesco Saverio Brunetti]] - <small>2021-10-18</small> #[[Filippo Calandri]] - <small>2021-10-18</small> #[[Stanislao Canovai]] - <small>2021-10-18</small> #[[Sigismondo Alberghetti]] - <small>2021-10-18</small> #[[Giuseppe Antonio Alberti]] - <small>2021-10-18</small> #[[Giuseppe Averani]] - 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<small>2024-03-18</small> #[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small> #[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small> #[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small> #[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small> #[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small> #[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small> #[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small> #[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small> #[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small> #[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small> #[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small> #[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small> #[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small> #[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small> #[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small> #[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small> #[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small> #[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small> #[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small> #[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small> #[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small> #[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small> #[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small> #[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small> #[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small> #[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small> #[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small> #[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small> #[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small> #[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small> #[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small> #[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small> #[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small> #[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small> #[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small> #[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small> #[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small> #[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small> #[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small> #[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small> #[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small> #[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small> #[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small> #[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small> #[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small> #[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small> #[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small> #[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small> #[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small> #[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small> #[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small> #[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small> #[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small> #[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small> #[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small> #[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small> #[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small> #[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small> #[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small> #[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small> #[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small> #[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small> #[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small> #[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small> #[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small> #[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small> #[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small> #[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small> #[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small> #[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small> #[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small> #[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small> #[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small> #[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small> #[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small> #[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small> #[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small> #[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small> #[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small> #[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small> #[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small> #[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small> #[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small> #[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small> #[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small> #[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small> #[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small> #[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small> #[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small> #[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small> #[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small> #[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small> #[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small> #[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small> #[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small> #[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small> #[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small> #[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small> #[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small> #[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small> #[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small> #[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small> #[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small> #[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small> #[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small> #[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small> #[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small> #[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small> #[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small> #[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small> #[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small> #[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small> #[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small> #[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small> #[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small> #[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small> #[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small> #[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small> #[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small> #[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small> #[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small> #[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small> #[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small> #[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small> #[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small> #[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small> #[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small> #[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small> #[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small> #[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small> #[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small> #[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small> #[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small> #[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small> #[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small> #[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small> #[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small> #[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small> #[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small> #[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small> #[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small> #[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small> #[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small> #[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small> #[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small> #[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small> #[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small> #[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small> #[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small> #[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small> #[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small> #[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small> #[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small> #[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small> #[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small> #[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small> #[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small> #[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small> #[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small> #[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small> #[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small> #[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small> #[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small> #[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small> #[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small> #[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small> #[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small> #[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small> #[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small> #[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small> #[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small> #[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small> #[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small> #[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small> #[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small> #[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small> #[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small> #[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small> #[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small> #[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small> #[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small> #[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small> #[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small> #[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small> #[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small> #[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small> #[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small> #[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small> #[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small> #[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small> #[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small> #[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small> #[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small> #[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small> #[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small> #[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small> #[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small> #[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small> #[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small> #[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small> #[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small> #[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small> #[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small> #[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small> #[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small> #[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small> #[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small> #[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small> #[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small> #[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small> #[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small> #[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small> #[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small> #[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small> #[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small> #[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small> #[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small> #[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small> #[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small> #[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small> #[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small> #[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small> #[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small> #[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small> #[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small> #[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small> #[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small> #[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small> #[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small> #[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small> #[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small> #[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small> #[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small> #[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small> #[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small> #[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small> #[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small> #[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small> #[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small> #[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small> #[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small> #[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small> #[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small> #[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small> #[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small> #[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small> #[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small> #[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small> #[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small> #[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small> #[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small> #[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small> #[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small> #[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small> #[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small> #[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small> #[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small> #[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small> #[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small> #[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small> #[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small> #[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small> #[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small> #[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small> #[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small> #[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small> #[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small> #[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small> #[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small> #[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small> #[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small> #[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small> #[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small> #[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small> #[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small> #[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small> #[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small> #[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small> #[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small> #[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small> #[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small> #[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small> #[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small> #[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small> #[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small> #[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small> #[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small> #[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small> #[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small> #[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small> #[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small> #[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small> #[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small> #[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small> #[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small> #[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small> #[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small> #[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small> #[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small> #[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small> #[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small> #[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small> #[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small> #[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small> #[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small> #[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small> #[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small> #[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small> #[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small> #[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small> #[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small> #[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small> #[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small> #[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small> #[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small> #[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small> #[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small> #[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small> #[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small> #[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small> #[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small> #[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small> #[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small> #[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small> #[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small> #[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small> #[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small> #[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small> #[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small> #[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small> #[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small> #[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small> #[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small> #[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small> #[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small> #[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small> #[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small> #[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small> #[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small> #[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small> #[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small> #[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small> #[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small> #[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small> #[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small> #[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small> #[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small> #[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small> #[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small> #[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small> #[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small> #[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small> #[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small> #[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small> #[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small> #[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small> #[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small> #[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small> #[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small> #[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small> ===Tematiche=== #[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small> #[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small> #[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small> #[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small> #[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small> #[[Palma]] - <small>2021-10-21</small> #[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small> #[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small> #[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small> #[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small> #[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small> #[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small> #[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small> #[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small> #[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small> #[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small> #[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small> #[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small> #[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small> #[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small> #[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small> #[[Eclettismo]] - <small>2023-05-02</small> #[[Maccabei]] - <small>2023-05-04</small> #[[Palla (sport)]] - <small>2023-05-12</small> #[[Solfeggio]] - <small>2023-08-02</small> #[[Tarantismo]] - <small>2023-08-08</small> #[[Tarantola]] - <small>2023-08-08</small> #[[Lenticchia d'acqua]] - <small>2023-10-01</small> #[[Lenticchia di palude]] - <small>2023-10-01</small> #[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small> #[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small> #[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small> #[[Fortezza]] - <small>2024-03-08</small> #[[Animosità]] - <small>2024-03-13</small> #[[Traci]] - <small>2024-06-25</small> #[[Finanza pubblica]] - <small>2024-11-14</small> #[[Tufo]] - <small>2024-11-14</small> #[[Seghedino]] - <small>2025-01-10</small> #[[Nervo]] - <small>2025-02-28</small> #[[Valore (economia)]] - <small>2025-03-13</small> #[[Induzione elettrostatica]] - <small>2025-04-08</small> #[[Salmonide]] - <small>2025-04-11</small> #[[Basalto]] - <small>2025-04-23</small> #[[Pomice]] - <small>2025-04-24</small> #[[Feldspato]] - <small>2025-04-24</small> #[[Grotta del Cane]] - <small>2025-04-28</small> #[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small> #[[Zeolite]] - <small>2025-05-15</small> #[[Vulcano (vulcano)]] - <small>2025-06-12</small> #[[Vulcanello]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Panarea]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Basiluzzo]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Salina]] - <small>2025-06-17</small> #[[Isola di Stromboli]] - <small>2025-06-17</small> #[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small> #[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small> #[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small> #[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small> #[[Isola Filicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Isola Alicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Reno (Italia)]] - <small>2025-07-17</small> #[[Cerchia dei Navigli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Bevera (affluente dell'Olona)]] - <small>2025-07-23</small> #[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small> #[[Cremasco]] - <small>2025-07-24</small> #[[Quattro elementi]] - <small>2025-07-31</small> #[[Candia]] - <small>2025-09-02</small> #[[Malvasia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Cocciniglia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Rondine riparia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Domodossola]] - <small>2025-09-11</small> #[[Scilla (Italia)]] - <small>2025-09-11</small> #[[Medusa luminosa]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ascidie]] - <small>2025-09-23</small> #[[Polipo (zoologia)]] - <small>2025-09-23</small> #[[Flora]] - <small>2025-09-24</small> #[[Vegetazione]] - <small>2025-09-24</small> #[[Legge del taglione]] - <small>2025-09-25</small> #[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small> #[[Fanano]] - <small>2025-10-03</small> #[[Val di Chiana]] - <small>2025-10-03</small> #[[Pila di Volta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Lampreda]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carcere minorile]] - <small>2025-11-05</small> #[[Enfiteusi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Duomo di Como]] - <small>2025-12-18</small> #[[Ambra]] - 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<small>2021-09-30</small> #[[:fr:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:la:Athanasius Kircherus]] - <small>2021-10-13</small> {{div col end}} 4oqn7tbwtdu1g93s1fn99hnzohkfdim Valentina Romani 0 195073 1409982 1301907 2026-04-09T23:40:30Z Danyele 19198 +immagine / fix minori 1409982 wikitext text/x-wiki [[File:Valentina Romani Funweek.it 2024.png|thumb|Valentina Romani nel 2024]] '''Valentina Romani''' (1996 – vivente), attrice italiana. ==Citazioni di Valentina Romani== {{cronologico}} *Se mi metto in testa di fare una cosa deve venire al 100%, sia che sia un lavoro o una torta da preparare. Se le cose non vanno come speravo naturalmente lo accetto, magari mi sento un po' frustrata, ma non demordo mai.<ref name="Manca">Dall'intervista di Mario Manca, ''[https://www.vanityfair.it/show/tv/2020/11/12/valentina-romani-intervista-mare-fuori-carriera-attrice Valentina Romani: «Senza l'ascolto non siamo niente»]'', ''vanityfair.it'', 12 novembre 2020.</ref> *{{NDR|«Qual è, secondo lei, il suo più grande talento?»}} Ascoltare gli altri, mettermi da parte se qualcuno ha bisogno di dirmi qualcosa. Oggi è difficile farlo. Siamo figli della generazione di Instagram, quella dove si guarda e non si legge, ma senza l'ascolto non siamo niente.<ref name="Manca"/> *Io prediligo la bellezza. Se un progetto è bello e il personaggio è giusto alla fine sposi ciò che per te è vincente e quindi la vita del personaggio stesso. Il modo in cui lo racconti, che poi sia su un palcoscenico o dietro la macchina da presa, in un certo senso passa in secondo piano. Ogni ruolo mi ha lasciato qualcosa. I personaggi a cui dai vita scavano dentro di te senza che tu te ne renda conto.<ref>Da Eleonora Gasparini, ''[https://www.comingsoon.it/tv/gossip/amici-il-duro-sfogo-social-di-sangiovanni-non-denigrate-la-mia-arte/n143313/ Mare Fuori, Intervista esclusiva a Valentina Romani: "Amo la fragilità e il coraggio di Naditza"]'', ''comingsoon.it'', 24 novembre 2021.</ref> *Qualcuno ha detto che il [[successo]] appartiene già al passato, dunque non è da prendere troppo sul serio. Bisogna stare la gioco. È come se le persone si fidassero di te anche senza conoscerti, e questo è un vantaggio. Lo svantaggio è quando non rispettano certi momenti intimi tuoi [...]<ref name="Serra">Dall'intervista di Elvira Serra a ''7'', Corriere della Sera; citato in ''[https://www.corriere.it/sette/attualita/23_gennaio_21/imparare-liberta-romani-crescentini-cosa-abbiamo-capito-vivendo-dentro-carcere-minorile-19838504-94f6-11ed-8a68-b6ce8abd8069.shtml Imparare la libertà. Romani e Crescentini: «Cosa abbiamo capito vivendo dentro un carcere minorile»]'', ''corriere.it'' 21 gennaio 2023.</ref> *{{NDR|Sul [[Gianicolo]]}} Io ci andavo quando bigiavo a scuola. Lì è come se tutto si fermasse, anche la città che non si ferma mai.<ref name="Serra"/> {{Int|''[https://www.vanityfair.it/article/valentina-romani-i-rischi-mi-tengono-viva-intervista-mare-fuori Valentina Romani: «I rischi mi tengono viva»]''|Intervista di Mario Manca, ''vanityfair.it'', 24 novembre 2021.}} *Quando ero piccola ero [...] irrefrenabile. {{NDR|«Poi cosa è successo?»}} Sono cresciuta, e ho capito che non potevo fare tutto quello che volevo. Un conto, però, è l'incoscienza, un altro l'impulsività. Crescendo ti rendi conto che sei portato a guardarti da fuori e a darti dei paletti. *Prendo le cose di petto, non mi piace rimandare: se non riesco a trovare una soluzione, lascio andare la cosa che mi ossessiona. *{{NDR|«È sempre stata curiosa?»}} Sempre. Da bambina mi bruciavo le mani sulle piastre bollenti perché avevo bisogno di sentire sulla mia pelle qualsiasi cosa. *I [[giovani]] hanno in mano il futuro: se non gli viene data fiducia adesso, è difficile che gli venga data dopo. Il giovane ha bisogno di fiducia per crescere, e credo che i ragazzi di oggi abbiano bisogno di essere ascoltati e di raccontarsi. Siamo una generazione affidabile, ma abbiamo bisogno che qualcuno creda in noi. Quindi, veniteci incontro. {{Int|''[https://www.theitalianreve.com/it/intervista-con-valentina-romani-a-caccia-di-sentimenti-ed-emozioni/ Intervista con Valentina Romani: "A caccia di sentimenti ed emozioni"]''|Maria Luisa Fasano, ''theitalianreve.com'', 17 dicembre 2021.}} *A volte dobbiamo accettare che i personaggi a cui diamo vita non si muovono nel mondo esattamente come faremmo noi e probabilmente questo è uno dei lati più belli del mestiere. *Il cinema, come la televisione e il teatro sono delle potentissime forme di comunicazione. È difficile riuscire a scegliere il campo migliore, alla fine ciò che conta è quello che hai da dire, le storie che racconti. Se un personaggio è bello e lo senti su misura per te, che sia cinema teatro o tv, lo sposi. *{{NDR|«Un epic fail sul set?»}} Uno dei più divertenti riguarda uno dei primi progetti a cui presi parte [...] ricordo che in una scena entrai con il pettine incastrato tra i capelli senza accorgermene! {{Int|''[https://www.vanityfair.it/article/valentina-romani-intervista-mare-fuori-amore Valentina Romani: «Chiedimi se sono felice»]''|Intervista di Mario Manca, ''vanityfair.it'', 17 febbraio 2023.}} *Sono un po' fifona, il coraggio non è la mia prima caratteristica, ma per le cose importanti lo trovo. Le cose che mi fanno paura oggi sono le perdite, ma non la solitudine. Sono affascinata da quello che mi riserva la vita, ma ho anche paura di perdere quello che ho conquistato negli anni: le amiche, le conquiste lavorative. {{NDR|«Paura di perdere il successo?»}} Qualcuno diceva: mi sono preparata tutta la vita al dopo-successo. Essere pronti al successo è molto più facile, bisogna tenere d'occhio il dopo. Una volta che arriva, il successo può andare via in qualsiasi momento: non bisogna dimenticarselo, altrimenti si soffre più del dovuto. *{{NDR|«[...] ha mai paura di essere troppo legata al suo [[Personaggio immaginario|personaggio]]?»}} È un rischio [...] ma bisogna saper stare al gioco anche su questo. Poi deve essere bravo tu a dimostrare che hai tanto altro da offrire. Personalmente è più fastidioso quando mi chiamano "Valeria" anziché "Valentina". A parte questo l'importante è che sia io a scindere la Valentina persona dalla Valentina attrice: il mio è un mestiere spinoso che ti coinvolge tanto, ed è per questo che devi sempre tenerti stretta una fetta di realtà e di identità molto integra. {{NDR|«Le è mai capitato di portarsi un personaggio a casa?»}} Quando succede, non te ne rendi conto. È difficile essere lucidi in questo senso [...] *{{NDR|«Cos'è la [[felicità]]?»}} Tante cose. Credo che siano dei momenti molto alti in cui senti che tutto è possibile, ma anche delle cose semplici: non avere bisogno di tanto e riconoscere quello che si ha. *Oggi mi sento una donna, ma non del tutto: mi tengo stretta la mia parte bambina che mi aiuta a meravigliarmi davanti alle cose, a gioire per dei successi anche in modo esagerato. Il bambino che è in noi è quello che ci intenerisce e ci porta a vedere le cose con grande stupore, allenandoci non all'abitudine, ma alla meraviglia. {{Int|''[https://www.cosmopolitan.com/it/star/televisione/a43174574/valentina-romani-mare-fuori-intervista-film/ Valentina Romani: «Il mio mare fuori»]''|Intervista di Stefania Saltalamacchia, ''cosmopolitan.com'', 3 marzo 2023.}} *{{NDR|«Recitare è davvero quello che volevi fare da bambina?»}} È molto diverso da come me lo immaginavo quando avevo sei anni, ma questo non mi ha mai fatto cambiare idea. Ovviamente è un mestiere e come tutti i mestieri è richiesta massima serietà però ci vuole anche, come in tutte le cose, un pizzico di divertimento. E io finché mi diverto e mi sento al mio posto vorrò continuare a farlo. Forse quando capirò che non mi diverto più, non sarà più il mio posto, ma per il momento sì. È proprio il mio luogo, il mio habitat. *Il momento più divertente, ma anche più delicato, è la parte di approccio al [[Personaggio immaginario|personaggio]], quando leggi per la prima volta la sceneggiatura, quando incontri il regista, gli altri attori, quando cominci a dare un volto alle battute. È il momento in cui cominci a capire cosa può raccontarti il personaggio, e cosa puoi dare tu in prestito. È come quando conosci una persona nuova e sei mosso dalla curiosità di conoscere la sua storia. *[...] della mia adolescenza e soprattutto della mia infanzia conservo lo stupore e la meraviglia. Uno dei motivi per cui faccio questo mestiere è perché mi piace godermi le cose come fosse sempre la prima volta. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Romani, Valentina}} [[Categoria:Attori italiani]] d8y2vhotxg53ecv7rxsr7vj71v6cls8 Peacemaker (serie televisiva) 0 200522 1409983 1407673 2026-04-10T01:14:22Z BetaKentauri2 106242 1409983 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |titoloitaliano= Peacemaker |titolooriginale= Peacemaker |paese= Stati Uniti d'America |annoprimatv= 2022 |tipofiction= serie |genere= azione, commedia nera, drammatico, thriller |stagioni= 1 |episodi= 8 |linguaoriginale= Inglese |ideatore= [[James Gunn]] |attori= *[[John Cena]]: Christopher "Chris" Smith/Peacemaker *[[Danielle Brooks]]: Leota Adebayo *[[Freddie Storma]]: Adrian Chase/Vigilante *[[Chuckwudi Iwuji]]: Ik Nobe llok/Clemson Murn *[[jennifer Holland]]: Emilia Harcourt *[[Steve Agee]]: John Economos *[[Robert Patrick]]: August "Auggie" Smith/Drago Bianco |doppiatorioriginali= |doppiatoriitaliani= *[[Massimo Bitossi]]: Christopher "Chris" Smith/Peacemaker *[[Benedetta Degli Innocenti]]: Leota Adebayo *[[Flavio Aquilone]]: Adrian Chase/Vigilante *[[Alessandro Capra]]: Ik Nobe Llok/Clemson Murn *[[Valentina Favazza]]: Emilia Harcourt *[[Stefano Alessandroni]]: John Economos *[[Stefano De Sando]]: August "Auggie" Smith/Drago Bianco }} '''''Peacemaker''''', serie televisiva statunitense del 2022, spin off del film ''[[The Suicide Squad - Missione suicida]]''. == Episodio 1, ''Altro giro, altra corsa'' == *'''Dottoressa Alandy'''{{NDR|Osservando le radiografie di Peacemaker}}: Ti sparano, un palazzo ti crolla addosso, e va solo sostituita una clavicola? Sei l'uomo più fortunato del mondo! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Senta, ho una domanda. <br/>'''Dottoressa Alandy''': Certo! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Può aumentare il contrasto per far vedere meglio la definizione dei muscoli? Così sembro uno di quelli che si allenano solo per la massa. Ci passo tanto tempo sui piccoli muscoli, e guardando questa...Tempo sprecato. <br/>'''Dottoressa Alandy'''{{NDR|Sospirando}}: Non serve per il profilo Tinder, Chris. *'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Chiamando l'inserviente del corridoio}}: Ps, Jamil! <br/>'''Jamil'''{{NDR|Sospirando}}: Non ho erba con me, bello, è stato un caso. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''':No, non cerco erba! Dicono che me ne posso andare. <br/>'''Jamil''': Tanti auguri, allora? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Guardandolo circospetto}}: Jamil, tu sei a posto? <br/>'''Jamil''': "A posto"? Che vuol dire? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Mi posso fidare di te? <br/>'''Jamil''': No. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': No?! <br/>'''Jamil''': Non ti conosco, bello! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Ma cerco qualcuno di cui potermi fidare... <br/>'''Jamil''': Non ti fidare di me! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Fumiamo erba insieme! Ero su una sedia a rotelle! <br/>'''Jamil''': Non nego che sia stato un bel momento, ma questo non mi rende affidabile, non lo sono per un cazzo! Secondo te perché lavo i pavimenti? Ho studiato all'MIT, ma non voglio responsabilità. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Cavolo, ma...Eri all'MTI? <br/>'''Jamil''': Eh, si! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': E che ci fai qui? <br/>'''Jamil''': È quello che ti sto spiegando! Tu non mi stai a sentire! *'''Jamil''': Quale supereroe sei? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Peacemaker. <br/>'''Jamil''': Ha ha ha! Non ci credo! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Sei un fan? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Ma che cazzo dici? Non c'è un supereroe che si chiama "Peace-Maker"! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Guarda che sono famoso! <br/>'''Jamil''': Non sei famoso: Aquaman è famoso. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Fanculo Aquaman! <br/>'''Jamil'''{{NDR|Puntandogli il dito contro}}: No, bello, non dire così! Perché dici così? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Si sbatte le ragazze? Buon per lui. Si scopa i ragazzi? Non è un problema. Cominci a scoparti i pesci? Stai esagerando, bellezza! <br/>'''Jamil''': Aquaman si scopa i pesci?! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Si! <br/>'''Jamil''': No, è una bugia... <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Uno su twitter lavora all'acquario e per cinquanta dollari gli fa fare i comodi suoi con uno storione! <br/>'''Jamil''': Mi rifiuto di crederci! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': E io mi rifiuto di credere che "Pepelarana89" mi dica bugie senza motivo! <br/>'''Jamil''': Va bene. Se sei un supereroe, perchè eri al fresco? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Per coerenza. Io cerco solo la pace. Non importa se per averla devo uccidere. <br/>'''Jamil''': Oh! Peacemaker! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Sì! <br/>'''Jamil''': Il supereroe razzista, ecco chi sei! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': No! <br/>'''Jamil''': Tu uccidi solo minoranze, bello! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Ho ucciso anche un mucchio di [[bianco (antropologia)|bianchi]], sai? <br/>'''Jamil''': La proporzione è sospetta, che ti devo dire? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Se una persona commette un reato... <br/>'''Jamil''': Sì? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Per te dovrei controllare prima la sua etnia? <br/>'''Jamil''': No! Ma devi guardare i bianchi con la stessa attenzione con cui guardi i neri, così ne vedi di più commettere dei crimini! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Va bene, è una buona osservazione. Mi fiderò molto meno dei bianchi in futuro, e ne ucciderò molti di più. Sei soddisfatto? <br/>'''Jamil''': Sì. Grazie. *{{NDR|Dovendo pagarsi il taxi}} Senti, io ho questi: è moneta di Corto Maltese, ma non ho idea di quanto sia. Avanti, sembri uno da "gratta e vinci"! Scommettici, portalo in banca! Senti quanto valgono: magari cinquanta centesimi, ma magari un milione! ('''Christopher "Chris" Smith/Peacemaker''') *{{NDR|Messaggio telefonico}} Peacemaker! Bello, sono Vigilante, come butta? Ah, volevo sapere se ti va un lavoro di gruppo stasera...{{NDR|Peacemaker cambia messaggio}} Peacemaker! Sono il tuo M.A., Vigilante! Come andiamo, bello? Ti va di fare una serata "furti-escort", a seconda di cosa ci capita prima? Ah, M.A. sta per "migliore amico"...{{NDR|Peacemaker cambia messaggio}} P, sono V! Stai guardando la partita, amico mio? È una cosa...{{NDR|Peacemaker cambia messaggio, sempre più infastidito}} Ehm, bello, mi sono reso conto che nello scorso messaggio ho chiamato te P e me V, come se tu fossi un pene e io una vagina! Scusa, non era assolutamente mia intenzione. {{NDR|Disgustato, Peacemaker cambia messaggio}} Peacemaker, sono Vigilante! Ho avuto una grossa soffiata su un carico di eroina in arrivo stanotte! Andiamo lì e facciamogli il culo a strisce a quei bastardi! ('''Vigilante''') *'''Clemson Murn''': Hai scontato solo quattro dei tuoi anni di condanna: pensavi che ti avremmo lasciato andare libero e bello? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Si: ho ucciso Rick Flag per voi! <br/>'''Emilia Harcourt''': Nessuno ti ha mai detto di uccidere Flag. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Waller voleva che non facessi trapelare i file del Progetto Starfish. Non avevo altra scelta. <br/>'''Emilia Harcourt''': Per voi non avere scelta significa sempre uccidere, che strano. *'''Clemson Murn''': Hai dimostrato di essere leale, sei un killer con competenze con qualsiasi arma nota all'umanità, e hai avuto alle spalle missioni segrete in tutto il mondo. Perciò, ti dò la possibilità di non tornare in galera, e lavorare per me. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': E tu sei...? <br/>'''Clemson Murn''': Mi chiamo Murn. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Clemson Murn? <br/>'''Clemson Murn''': Indovinato: alle dipendenze dirette di Amanda Waller. Lei è Harcourt, che forse hai visto col team di Waller a Belle Reeve. {{NDR|Chris prova a salutarla e lei gli fa il medio}} È il tuo supervisore sul campo. John Economos, conosci anche lui: tecnologia e tattica. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Vedendo Economos mentre mangia delle olive}} Ehi, ciccio, quelle sono da quattro anni nel mio frigo! {{NDR|Economos le sputa disgustato}} <br/>'''Clemson Murn''': E lei è la nuova recluta, Leota Adebayo. Il che vuol dire che lei farà tutto il resto. <br/>'''Leota Adebayo''': Felice di farne parte! Sono pronta a spaccare i culi e...Si, non vedo l'ora di conoscere tutti voi! Perfino te, Peacemaker, anche se non sei la persona migliore del mondo. E tu, Economos, sembri uno con cui si parla facilmente, perciò sono felice di lavorare con te. {{NDR|Economos ride e scuote la testa}} Harcourt, penso che siccome siamo le uniche donne qui ci dobbiamo spalleggiare a vicenda: qualunque cosa ti serva, io ci sono! {{NDR|Harcourt la guarda male}} E lei, signor Murn...Lo devo dire, lei si veste molto bene! Sono felicissima di essere qui e le prometto che...Che non se ne pentirà. {{NDR|Si accorge che tutti la guardano male}} Io lo so, lo so nella mia testa che non dovrei fare discorsi, ma certe volte la mia bocca fa tutto quello che vuole, perciò...Chiudo la bocca e mi mordo la lingua. Basta chiacchiere, ok...Ho finito di parlare. *'''Christopher Smith/Peacemaker''': Missione? <br/>'''Clemson Murn''': Una faccenda interna, nota come "Progetto Butterfly". <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Non siete particolarmente creativi con i nomi delle missioni. Il Progetto Starfish era una stella marina, e stavolta? Combattiamo una falena? {{NDR|Nota che tutti si lanciano delle occhiate}}...Davvero?! Combatto una falena?! E con cosa la combatto?! <br/>'''Clemson Murn''': Non è una falena... <br/>'''Clemson Murn''': Mi date uno Zaino-Jet?! <br/>'''Clemson Murn''': No. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Come la combatto una cazzo di falena senza uno Zaino-Jet?! <br/>'''Clemson Murn''': Non è una falena, Smith. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Si, ma ora voglio uno Zaino-Jet! Mi sono già abituato all'idea! *'''Christopher Smith/Peacemaker''': Buon appetito, Barba Tinta! <br/>'''John Economos''': Guarda che non è tinta! <br/>'''Christoper Smith/Peacemaker''': Si, certo: due toni di grigio e uno di marrone, è naturale! *'''Vicino di Auggie''': Tu sei Peacemaker, vero? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Si... <br/>'''Vicino di Auggie''': Il malvagio super cattivo! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Non sono un super cattivo! È un pregiudizio, sono un supereroe. <br/>'''Vicino di Auggie''': Eh eh eh! Batman, quello è un supereroe! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Ah, si? Anche "Joe Baccalà Salato" è uno che cura il suo giardino del cazzo! <br/>'''Vicino di Auggie''': Joe chi? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Insomma, se c'è un altro coglione in giardino che pota le rose non vuol dire che non possa farlo anche tu, no? <br/>'''Vicino di Auggie''':...Se ti devi inventare una persona perché inventarla con un cognome così del cavolo? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Oh, scusami tanto! Non passo il mio tempo a inventare cognomi che suonino realistici! *'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Osservando una lampada in casa di suo padre}}: È nuova? <br/>'''Auggie Smith''': Cosa? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': La lampada, è nuova? <br/>'''Auggie Smith''': no, ce l'ho da tre mesi. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Sospirando}}: Papà, sono stato in prigione per quattro anni... <br/>'''Auggie Smith''': Non la rende più nuova. *'''Emilia Harcourt''': Non so perché Amanda Waller ce l'abbia con te, ma lo sta mettendo in quel posto a me e a John con questa missione. Mi ripeti da che agenzia ti hanno trasferito? <br/>'''Leota Adebayo''': Mettendo in quel posto? <br/>'''Emilia Harcourt''': Abbiamo aiutato la Task Force X nel Progetto Starfish e questo è il suo modo di vendicarsi. <br/>'''Leota Adebayo''': Ma no, non credo. <br/>'''Emilia Harcourt'''{{NDR|Sorridendo sarcastica}}: Hai visto, John? La novellina è un esperta! <br/>'''John Economos''': Però ha diritto ad avere un'opinione. <br/>'''Leota Adebayo''': Grazie! <br/>'''John Economos''': Una stupida opinione di merda. *'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Rivolto al padre}}: Ti faccio fare una risata. Uno con cui lavoravo, Bloodsport, era forte: un mercenario bastardo pieno di armi. Eppure aveva paura dei ratti. E non era una semplice fobia, era puro terrore. Urlava come una ragazzina. E invece un'altra del team, Ratcatcher, quella controllava i ratti! Papà, sai come gli è venuta la fobia? <br/>'''Auggie Smith'''{{NDR|Scocciato}}: Ovvio che non lo so come gli è venuta! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Lo torturavano! Pensa che suo padre lo torturava rinchiudendolo in baule, per ventiquattr'ore, con un mucchio di ratti affamati! {{NDR|Auggie, fino a quel momento impassibile, scoppia a ridere}} Forte, eh? Poi aveva delle orribili cicatrici in faccia! <br/>'''Auggie Smith''': Cicatrici, ha ha ha ha! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Erano morsi di ratto! Quei ratti gli avevano rosicchiato tutta la faccia quando era ragazzo! Fa ridere, vero? È forte, eh? {{NDR|Auggie inizia a soffocare per le risate}} Papà? Aspetta, ti prendo dell'acqua! {{NDR|Riempie un bicchiere e glielo porge}} Su, bevi. <br/>'''Auggie Smith''': Quel finocchio con la paura dei ratti... <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Si? <br/>'''Auggie Smith''': Ti prego, dimmi che non è stato lui quello che ti ha sparato. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Imbarazzato}}: Quello che è successo a Corto Maltese è confidenziale. <br/>'''Auggie Smith''':...Come ha fatto il mio cazzo di sperma a far nascere una femminuccia come te? *Non ho avuto un solo pensiero per te quando eri dentro. ('''Auggie Smith''') *'''John Economos'''{{NDR|Vedendo Peacemaker avvicinarsi con il suo costume}}: Uh uh uh, quel coglione vuole veramente venire qui vestito come se fosse un Cosplay? <br/>'''Emilia Harcourt''': Questo è l'aiuto che Waller ci ha prestato?! Ve l'ho detto che ci sta fottendo! <br/>'''Clemson Murn''': Non ci sta fottendo. <br/>'''Leota Adebayo''': È un'acquila quella sui sedili di dietro? <br/>'''Clemson Murn''':...Ci sta fottendo. *'''Emilia Harcourt''': Perché ti sei messo il tuo costume? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Costume...Questa è una divisa, ed è nuova di zecca, quindi la devo allargare prima di andare in missione. <br/>'''John Economos''': Forse sarò stupido, ma perché ti metti una cosa del genere in una missione? Una maglia rossa e dei pantaloni bianchi non sono utilissimi per nascondersi nell'ombra. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Le persone vedono questa divisa e provano terrore! <br/>'''Emilia Harcourt''': Quali persone? Gli scartati ai provini per i Village People? {{NDR|Economos ride}} <br/>'''Clemson Murn''': Scusa, perché porti un aquila in macchina? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': È Eagly! Avete già ordinato? <br/>'''John Economos''': "Eagly"? L'hai chiamata "Aquilotta"? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Si. <br/>'''Emilia Harcourt''': E il tuo cane si chiama "Cagnotto"? <br/>'''Clemson Murn''': Basta, dai... <br/>'''John Economos''': E tua figlia si chiama "Figliotta"?! *Puoi anche non essere contento della missione, ma devi trattare i tuoi compagni con rispetto. ('''Clemson Murn''') *'''Adrian Chase'''{{NDR|Esultando euforico dopo aver visto Peacemaker}}: Evvai! Bello, Peacemaker è tornato! {{NDR|Inizia a ballare}} Twerko, e twerko, ma che bel culettino! Chiappe in movimento, movimento, movimento! {{NDR|Taylor arriva alle sue spalle}} Chiappe in movime-Oh, ciao! <br/>'''Taylor'''{{NDR|Scuotendo la testa}}: Come va, Adrian? <br/>'''Adrian Chase''': Eh, sono contento per un motivo normale, ehm...Ho scoperto che la ragazza con cui mi vedo...Si, è incinta, ecco! <br/>'''Taylor''': Tu hai una ragazza? <br/>'''Adrian Chase''': Si, si chiama Sharon...Osbourne. Ehm, non quella della TV, è...Un'altra, è diversa. <br/>'''Taylor''': Perché allora mi hai chiesto di uscire con mia cugina? <br/>'''Adrian Chase''': Ma, sai, non la definirei una storia seria, no! <br/>'''Taylor''': Però sei felice che sia incinta? <br/>'''Adrian Chase''': Si...Perché abbiamo deciso di organizzare un aborto! <br/>'''Taylor'''{{NDR|Allontanandosi}}:...Buona fortuna. <br/>'''Adrian Chase''': Grazie! Si...Ehi, sei invitato se vuoi venire... <br/>'''Taylor''': No! Non voglio venire al tuo aborto, grazie! {{NDR|Se ne va}} <br/>'''Adrian Chase''': Va bene... {{NDR|Esulta nuovamente}} Evvai! Peacemaker, grande! *'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Mostrando Eagly ad Adebayo}}: Oggi era così contenta di vedermi che mi ha abbracciato. <br/>'''Leota Adebayo''': Un'aquila ti ha abbracciato? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Oh, si! <br/>'''Leota Adebayo''': Dico che è una bella stronzata! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Se non vuoi credere ai miracoli fa pure! Sei nuova, eh? <br/>'''Leota Adebayo''': Si, e ci so fare, non preoccuparti: ho fatto un sacco di...Cose di livello. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Sei troppo vaga! <br/>'''Leota Adebayo''': Perché se ti dico di più poi devo...Lo sai...{{NDR|Mima il gesto della pistola}} "Pew"! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Uccidermi? <br/>'''Leota Adebayo''': Si! {{NDR|Scoppiano entrambi a ridere}} *Anche a me piacciono le cose all'antica: statuine in ceramica, pena capitale,...Figurine degli Sgorbions, anche! ('''Christopher Smith/Peacemaker''') *'''Christopher Smith/Peacemaker''': Qual'è il tuo nome? <br/>'''Emilia Harcourt''': Perché? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Beh, sono curioso, è normale! Tu puoi anche non chiamarmi Peacemaker: chiamami Chris. <br/>'''Emilia Harcourt''': Io ti chiamo Peacemaker e tu mi chiami Harcourt. Che te ne pare? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''':...Va bene. *'''Emilia Harcourt''': Ti ho visto passare davanti a me e poi fare un'inversione per venire qui... <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Andiamo! Messa così sembro quasi uno stalker... <br/>'''Emilia Harcourt''': No, messa come l'hai fatta sembri uno stalker! Io l'ho descritta e basta. Non ho alcun interesse se non per la tua capacità di batterti per noi, e solo perché sei bello non vuol dire che tu non sia un assassino pezzo di merda! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Per te sono bello?! <br/>'''Emilia Harcourt''': O mio Dio! Ti prego, vaffanculo, va bene? {{NDR|Beve un pò di birra}} <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Senti, va bene...Sono stato in prigione, gli ultimi quattro anni, e per questo non sono stato con nessuno...Cioè, non sto con una donna da un sacco di tempo! Non sto cercando niente di emotivo, voglio solo divertirmi un pò! Contatto genitali-genitali, oltre qua non si tocca...No, facciamo fino a qui {{NDR|Si tocca il mento}}, ti devo toccare le tette, scusa. Cerco solo...Non lo so, di sfogare lo stress di questi ultimi anni! Che ho fatto? <br/>'''Emilia Harcourt''': Oh, perché no, certo! Io cerco solo di farmi una cazzo di birra, ma o arrivano quelle merde {{NDR|Riferita a dei molestatori}} o arrivi tu, quindi è una cosa che io non riesco a fare nella mia vita, perché...Non lo so, perché mi trucco, magari?! {{NDR|Paga il conto}} Senti, va a farti fottere, "Chris"! *'''Amanda Waller''': Com'è il team? <br/>'''Leota Adebayo''': A posto, dire. Murn, lui pare che non sia una gran persona... <br/>'''Amanda Waller''': Non mi interessa la qualità del coltello, ma che la lama sia affilata. <br/>'''Leota Adebayo''': John sembra a posto. <br/>'''Amanda Waller''': È a posto. <br/>'''Leota Adebayo''': Harcourt...È tosta. <br/>'''Amanda Waller''': Barbie è ambiziosa, stacci attenta. <br/>'''Leota Adebayo''': Non è meglio se li mettiamo a corrente del piano? <br/>'''Amanda Waller''': No: sei i miei occhi e le mie orecchie mentre sei lì, e l'unica per cui mi fidi per questo obbiettivo. Il contraffattore ti ha portato il diario? <br/>'''Leota Adebayo'''{{NDR|Mostrandogli un finto diario di Peacemaker}} Questa roba da idioti? Seh. <br/>'''Amanda Waller''': Nascondilo nella sua roulotte appena puoi, in un posto dove non può trovarlo. Come sta Peacemaker? <br/>'''Leota Adebayo''': Ehm, si, è...Fatto a modo suo. È sessista... <br/>'''Amanda Waller''': Si. <br/>'''Leota Adebayo''': Probabilmente razzista. <br/>'''Amanda Waller''': Oh, tu sai chi è suo padre... <br/>'''Leota Adebayo''': Oh, si. Però io ci vedo qualcosa in più. Lo vedo... <br/>'''Amanda Waller''': Come? <br/>'''Leota Adebayo''': ...Triste. <br/>'''Amanda Waller''': Empatia? In questo lavoro, Leota, l'empatia ti condanna a morte. <br/>'''Leota Adebayo''': Capisco, ma tanto non ha importanza. A me fa piacere lavorare, ma alla fine di questa missione io e Keya ci saremo rimesse in piedi, e io troverò un lavoro che realmente mi piace! <br/>'''Amanda Waller''': Certo. Ignora il talento naturale che Dio ti ha dato. <br/>'''Leota Adebayo''': Sai, non credo che sia così...Io non sono come queste persone... <br/>'''Amanda Waller''': Va bene. Domani mi sveglio presto. Notte, piccola mia. <br/>'''Leota Adebayo''': Notte, mamma. *{{NDR|Riferendosi alle band anni ottanta}} All'epoca gli uomini erano uomini veri, non temevano di essere donne! ('''Christopher Smith/Peacemaker''') *{{NDR|Rivolto ad Annie Sterphausen}} Ti devo ringraziare per stasera: ho avuto una giornata di merda, ma quando stavo nella tua fica, prima, ho provato...Non lo so, speranza, cazzo! ('''Christopher Smith/Peacemaker''') == Episodio 2, ''Migliori amici per mai'' == *'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Scappando dalla polizia dopo aver ucciso Annie Sterphausen}}: Che cazzo è il Progetto Butterfly?! <br/>'''Emilia Harcourt''': Perché? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Abbiamo un problemino qui! <br/>'''Emilia Harcourt''': Ovvero? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Ho rimorchiato una, e non lo dico per farti ingelosire: lo dico perché era una meta-umana che mi ha pestato come una bimba incazzata con la sorellina che le ha toccato le bambole! <br/>'''Emilia Harcourt'''{{NDR|Iniziando a vestirsi}}: Oh, merda! Dov'è adesso? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Uno spezzatino qui nel parcheggio! Mi serve una macchina, la mia è a pezzi! <br/>'''Emilia Harcourt''': Stai correndo? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Recupero la mia roba nell'appartamento! <br/>'''Emilia Harcourt''': Oh, cazzo...Va bene, arrivo subito. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Non sai l'indirizzo! <br/>'''Emilia Harcourt''': Ti posso rintracciare con il chip che hai in testa. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Aspetta: mi puoi vedere anche mentre mi masturbo? <br/>'''Emilia Harcourt''': Quel coso è dentro al tuo cazzo di cranio! Come faccio a...Argh! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Che ne so, la tecnologia è potente! Ma se vuoi vedere mentre me lo strofino devi solo chiedere... *{{NDR|Svegliando Adebayo}} Novellina, al volante: Peacemaker ha appena ucciso una farfalla, cazzo! ('''Emilia Harcourt''') *'''Peggy Sacks'''{{NDR|Perquisendo la scena del crimine trova uno strano oggetto}}: E questa cos'é? Pizza? <br/>'''Sophie Song''': Agente, la rimetta a terra! <br/>'''Peggy Sacks''': Perchè? <br/>'''Sophie Song''': Perché credo sia una faccia. <br/>'''Peggy Sacks''': Una cosa? <br/>'''Sophie Song''': Una faccia, di un essere umano! *'''Emilia Harcourt''': Ci pensi che l'idiota si è scopato una farfalla? <br/>'''Leota Adebayo''': Per forza: quello è stato in galera per quattro anni, si scoperebbe qualsiasi cosa! Una scodella di cereali, un pompelmo...Un pò di yogurt...Uhm, sto morendo di fame! *'''Leota Adebayo''': Senti, so che non mi credi, ma ad Emerson piace veramente mettersi quei vestiti: se non gli metto qualcosa di nuova alla mattina quello piange finché non lo faccio! <br/>'''Emilia Harcourt''': Tu gli fai le carezze quando è tanto carino con quei vestiti? <br/>'''Leota Adebayo''': Direi. <br/>'''Emilia Harcourt''': Lui non li vuole mettere quei vestiti, è solo disposto ad umiliarsi in quel modo per il tuo amore. <br/>'''Leota Adebayo''': ...Secondo me a lui piace essere alla moda... *{{NDR|Canticchiando in ascensore}} Si! "Io lo vado a beccar, ta ta ta!" ('''Agente Johnson''') *'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Facendosi aprire da Evan Calcaterra}}: Ciao bello, tutto a posto? Freddie c'è? <br/>'''Evan Calcaterra''': Freddie chi? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Freddie Mal...Malmilimini! <br/>'''Evan Calcaterra''': No, non c'è nessuno... <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|In preda al panico}}: No, voi avete il salumificio, no? Sono iscritto alla newsletter, mi avete mandato un Wonder Flinder Glinder Tinder...{{NDR|Vede i poliziotti arrivare dal corridoio}} Oh, cazzo! *'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Legando lei e suo marito}}: Ti faccio male? <br/>'''Amber Calcaterra'''{{NDR|Osservandolo sognante}} No, per niente! <br/>'''CHristopher Smith/Peacemaker''': Bel negligè! <br/>'''Amber Calcaterra''': Davvero? Evan dice che mi ingrassa! <br/>'''Evan Calcaterra''': Hai dei pigiami migliori, ho solo detto questo! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Beh, non vedo come sia possibile... <br/>'''Amber Calcaterra''': Grazie! È carino essere apprezzati... <br/>'''Evan Calcaterra'''{{NDR|Guardandola male}}: Mi spieghi che cazzo fai, Amber?! <br/>'''Amber Calcaterra''': Perché? <br/>'''Evan Calcaterra''': Cioè, stai cercando di convincerlo a scoparti in un momento così?! <br/>'''Amber Calcaterra''': Ma no, ho solo detto che era carino! Inoltre a quanto pare abbiamo tanto in comune! <br/>'''Evan Calcaterra''': Tipo cosa?! <br/>'''Amber Calcaterra'''{{NDR|Guardandolo sarcastica}}: Oh, tipo che ci piacciono i Cinderella! <br/>'''Evan Calcaterra''': In sette anni nemmeno una volta hai nominato i Cinderella! <br/>'''Amber Calcaterra''': Io parlo dei Cinderella almeno una volta alla settimana, Evan! Solo che tu non mi stai mai a sentire, perchè ti riempi la bocca di Cold Play e altri gruppi di merda! {{NDR|Peacemaker li guarda confuso}} <br/>'''Evan Calcaterra''': Oh, ora disprezzi i miei gusti musicali? Sei pessima, lo sai?! <br/>'''Amber Calcaterra''': "Pumped Up Kicks", Evan?! Lo sai di cosa parla quella canzone?! Di omicidio! Tu sei un omicida! Tu stai assassinando il mio spirito! *'''Evan Calcaterra'''{{NDR|Mentre viene liberato dai poliziotti}}: Mia moglie è una cogliona! Sei proprio una cogliona! <br>'''Amber Calcaterra''': Perché tu i coglioni non ce li hai! *'''Sophie Song''': August Ransom Smith? <br/>'''Auggie Smith''': Si...Perché? <br/>'''Sophie Song''': Siamo qui perché avremmo alcune domande da rivolgerle, se non le dispiace. <br/>'''Auggie Smith''': Si, mi dispiace! Più per lei che per lui. <br/>'''Sophie Song''': Perché più per me? <br/>'''Auggie Smith''': Beh, diciamo che...Gli involtini primavera non sono la mia passione! <br/>'''Sophie Song'''{{NDR|A Fitzgibbon}}: Sentito? Lo scroto ambulante non ama gli involtini primavera. <br/>'''Larry Fitzgibbon''': Me lo appunto da qualche parte. <br/>'''Sophie Song''': Allora, dov'era la scorsa notte tra mezzanotte e le due? <br/>'''Auggie Smith''': Ero qui a casa, e non sono tenuto a rispondervi. {{NDR|Fa per chiudere la porta}} <br/>'''Larry Fitzgibbon'''{{NDR|Bloccando la porta}}: Ehi, ma che cazzo di problema hai?! Fai di nuovo lo spaccone?! <br/>'''Auggie Smith'''{{NDR|Avvicinandosi minaccioso}}: Oh, ti converrebbe che fossi solo uno spaccone... <br/>'''Larry Fitzgibbon''': Che fai, minacci? <br/>'''Auggie Smith''': No, io non minaccio: io agisco! Adesso levate il culo da casa mia! <br/>'''Sophie Song''': Forse ci sa dire perché una Ford Comet del settantasei registrata a suo nome è stata abbandonata al Wild State Apartment Complex. <br/>'''Auggie Smith'''{{NDR|Dopo averli squadrati fa per tornare in casa}}: Non è mia la Comet. È di mio figlio. <br/>'''Sophie Song''': Suo figlio Christopher Smith? Peacemaker? <br/>'''Auggie Smith'''{{NDR|Chiudendole la porta in faccia}}: Arrestami o levati dalle palle, "bacchette"! <br/>'''Sophie Song''': Tanto ci rivediamo, "forchetta"! *'''Larry Fitzgibbon'''{{NDR|Allontanandosi insieme a Sophie dalla scena}}: "Forchetta"? Perché non "cucchiaio"? <br/>'''Sophie Song''': Perché il cucchiaio si usa in tutto il mondo. <br/>'''Larry Fitzgibbon''': Si, ma questo stronzo non lo sa! <br/>'''Sophie Song''': Ah, vero... <br/>'''Larry Fitzgibbon''': E "cucchiaio" sarebbe stato più umiliante! <br/>'''Sophie Song''': Si... <br/>'''Larry Fitzgibbon''': Tipo una roba per bambini. I bambini usano il cucchiaio! <br/>'''Sophie Song''': Lo usano anche gli adulti, ma ho capito. *'''Clemson Murn''': Potevi scegliere chiunque e hai messo il libretto di circolazione a nome del padre di Peacemaker?! <br/>'''John Economos''': Dovevo fare in fretta: lei era in bagno e non sapevo se faceva la pipì o la cacca! <br/>'''Clemson Murn''': Ti devo mandare un messaggio quando vado a cagare, John?! <br/>'''John Economos''': Si, va bene, allora dovrò indovinare cosa succede ogni volta che andrà lì! <br/>'''Clemson Murn''': Dobbiamo portarlo dalla nostra parte e secondo te il modo per farlo è fottere suo padre?! <br/>'''John Economos''': Senta, io non voglio passare per insubordinato, ma io qui ho fatto una magia vera e propria, e invece sento che lei è arrabbiato con me! <br/>'''Clemson Murn'''{{NDR|In tono sarcastico}}: Oh, non sono arrabbiato con te, John. Ma comincio a pensare che tu sia un idiota! *'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Mentre Economos gli sistema le ferite}}: Sei bravo. Mi ripeti perché "Farfalle"? <br/>'''John Economos''': Ripeti? Non te l'ho mai detto. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Ok, Barba Tinta! <br/>'''John Economos'''{{NDR|Gettando via gli strumenti da chirurgo}}: Sai che c'è? Ho finito! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Guardando le sue ferite}}: Ma non hai finito! <br/>'''John Economos''': Non ti ricucio se mi chiami ancora con quel nome. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Quale nome? <br/>'''John Economos''': Sai benissimo che non è vero! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Cioè dico falsità? <br/>'''John Economos''': Non lo so, però so solo che sei un gran bastardo! Preferirei stare con Harley Quinn piuttosto; preferirei stare con Weasel, pensa! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': L'unica cosa falsa qui è la tua barba... <br/>'''John Economos''': Preferirei stare persino con Bat-Mito piuttosto che con te! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''':...Chi è Bat-Mito? <br/>'''John Economos''': È un folletto interdimensionale di mezzo metro che imita Batman. Preferirei stare con lui! *'''Clemson Murn''': Dal primo momento ho tenuto questa operazione fuori dai Radar. Come faceva questa...Come si chiama la donna morta? <br/>'''Leota Adebayo''': Annie Sturphausen. <br/>'''Clemson Murn''': Come faceva questa Annie Sturphausen a sapere di Peacemaker? <br/>'''Emilia Harcourt''': Forse c'è chi trasmette informazioni alle farfalle. <br/>'''Leota Adebayo''': Chi? <br/>'''Emilia Harcourt''': Waller. <br/>'''Leota Adebayo''': Non è lei. <br/>'''Clemson Murn''': Neanch'io penso sia lei. <br/>'''Emilia Harcourt''': Non la conosce quanto me: ho visto Waller sacrificare consapevolmente soldati, tra cui un colonnello dell'esercito, pur di raggiungere il suo obbiettivo! Potremmo essere un diversivo per chiunque altro abbia avuto l'incarico di distruggere le farfalle! <br/>'''Clemson Murn''': Non sarebbe un motivo per abbandonarci... <br/>'''Emilia Harcourt''': Noi quattro e Waller siamo i soli a sapere di questa storia. Lei è quello che ci ha segnalato le farfalle, per cui non può essere lei, e io nemmeno, perché ho appena rischiato il culo per salvare "muscoli d'oro", e non è muscoli d'oro perché per poco non ci restava secco. Perciò, se non è Waller e non siamo noi...Forse è lei. <br/>'''Leota Adebayo''': Io?! <br/>'''EMilia Harcourt''': Qualcuno qui sa come ci è entrata in questa missione? <br/>'''Leota Adebayo''': Per le mie capacità: ho preso l'abilitazione al combattimento strategico Bings-Fendelmayer a quattordici anni. <br/>'''Emilia Harcourt''': Il Bings-Fendelmayer è roba da asilo nido! Dopo di quello che hai fatto? Al momento quali sarebbero i tuoi requisiti? E come faccio a sapere che non sei una di loro? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Non è lei. Io mi fido, perché piace ad Eagly. <br/>'''Leota Adebayo''': Ha cercato di beccarmi... <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Si, ma non forte come fa con gli altri. *'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Ipotizzando chi sia la talpa}}: È ovviamente...{{NDR|Fa segno per indicare Economos}} <br/>'''John Economos''':...Economos, vaffanculo! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Perché avete tutti dei cognomi così strani?! <br/>'''Emilia Harcourt''': Non è stato John. <br/>'''John Economos''': Grazie! <br/>'''Emilia Harcourt''': È troppo femminuccia per tradirci. <br/>'''John Economos''': Lo sapevo... <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Non di proposito, ma seguitemi...Allora, lui va in giro magari per farsi di Phentonil con una prostituta nel retro di uno Strip Club, si innamora perché è la prima volta che mette le palle in bocca a qualcuno e allora comincia a parlare troppo, a fare lo sbruffone. "Sono in squadra con il famoso Peacemaker, e dobbiamo distruggere le farfalle! Ah, e la mia barba è vera!" <br/>'''John Economos''': Senti, ma sei stupido per caso?! <br/>'''Clemson Murn''': Sembra più plausibile di quanto vorrei, sai? <br/>'''John Economos''': Cosa?! Ma...Guarda che a me manco mi piace quando le mie palle sono nella bocca di qualcuno, chiaro?! Mi dà brividi del tipo sbagliato, e non riesco a pensare ad altro che quanto tempo è passato dal mio ultimo controllo per il tumore ai testicoli...Troppo! È chiaro?! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Sei adorabile quando ti arrabbi, Barba Tinta. <br/>'''John Economos''': Non chiamarmi così! *'''Christopher Smith/Peacemaker''': {{NDR|Ad Economos}} Secondo te quella mi ha attaccato una qualche sifilide dei mostri? Forse la "farfalla" è una malattia venerea di qualche tipo! Divento come loro? Mi hanno trasformato in un cazzo mannaro?! [...] Dimmi la verità, sono un cazzo mannaro? <br/>'''John Economos''': No, non sei un cazzo mannaro: sei solo un cazzone! *{{NDR|Scoppiando a piangere e a picchiarsi da solo}} Bello, no! Sei una merda perché ti odiano! E Barba Tinta ti poteva essere amico, ma tu lo fai allontanare come fai allontanare gli altri perché sei una merda! Hai ucciso Rick Flag! Flag aveva ragione! "Peacemaker"...Che coglione! ('''Christopher Smith/Peacemaker''') *'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Vedendo Vigilante fuori dalla finestra}}: Fanculo, ma che cazzo fai?! Fai lo stalker?! <br/>'''Vigilante''': Amico, ti senti bene? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Porca troia! Ma che...Che stai facendo?! Mi guardi mentre ti fai una sega?1 Hai il cazzo fuori?! <br/>'''Vigilante''': Cosa? No no bello, guarda! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Scordatelo, non ci casco! È il trucco più vecchio del mondo: io guardo e tu hai l'uccello di marmo e mi lanci lo sperma in faccia! Te lo puoi scordare! <br/>'''Vigilante''': Cosa? No, bello, non ho il cazzo fuori! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': È questo che ti arrapa? Che ti guardi quello schifo di uccello? <br/>'''Vigilante''': No! Chi cazzo è che lo dice? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': [[Louis C.K.]], pezzo di merda! <br/>'''Vigilante''': Louis C.K. ha detto così? Lo ammazzo quello stronzo! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Non lo ha detto: tu sei come Louis C.K.! <br/>'''Vigilante''': Perché sono comico? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Comico? Ma che...No! Tu fai vedere il cazzo! <br/>'''Vigilante''': E questo che c'entra con gli spettacoli di Louis C.K.? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Io non ho parlato degli spettacoli, ma che dici? Louis C.K. faceva vedere l'uccello, hai capito? <br/>'''Vigilante''': Perché...È un pò finocchio? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Ma che cosa...Come?! <br/>'''Vigilante''': Ma che cazzo ne so, sto solo cercando di capire il nesso! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Senti, Louis C.K. tirava fuori il cazzo! <br/>'''Vigilante''': Davvero?! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Cristo, ma non li leggi i giornali? <br/>'''Vigilante''': No, perché dovrei? Mi deprimono. *'''Vigilante''': Perché piangi? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Non sto piangendo! Faccio...Ginnastica per i muscoli facciali: esercizi per i muscoli della faccia, per averla...Più muscolosa! Si vede che sotto la maschera hai la faccia magra, perché non fai questi esercizi! Sembra che io pianga, ma non piango. *'''Leota Adebayo'''{{NDR|Aspettando che i Calcaterra escano dal loro appartamento}}: "Salve signori Calcaterra, devo farvi qualche domanda. E si, questo è un distintivo vero." {{NDR|I Calcaterra aprono la porta}} Oh, cazzo! <br/>'''Amber Calcaterra''': Evan, guarda che la so aprire la porta. <br>'''Evan Calcaterra''': Volevo essere gentile, pezzo di stronza! <br/>'''Amber Calcaterra''': Coglione! <br/>'''Leota Adebayo''': Salve, i signori Calcaterra? <br/>'''Amber Calcaterra''': Si. <br/>'''Leota Adebayo''': Ehm, volevo sapere se poteste...Rispondere a qualche mia domanda. {{NDR|Mostra un finto distintivo}} <br/>'''Amber Calcaterra''': Stiamo andando alla centrale a vedere le foto segnaletiche. <br/>'''Leota Adebayo''': Si, è proprio di questo che volevo parlarvi. Prima cosa: volevo sapere se avete visto nell'appartamento il tipo che pensate di aver visto o se avete visto un tipo che invece non avete visto. {{NDR|Evan e Amber si guardano perplessi}} Seconda cosa: vi hanno mai offerto un viaggio All Inclusive al lago Tahoe in Nevada? <br/>'''Evan Calcaterra''': Sta cercando di corromperci per caso? <br/>'''leota Adebayo''': No! <br/>'''Evan Calcaterra''': Oh. Speravo volesse corromperci... <br/>'''Leota Adebayo''': Si si, voglio corrompervi! *'''Vigilante''': Senti, come hai fatto ad uscire? Non ti avevano dato l'ergastolo? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': È un segreto. <br/>'''Vigilante''': Dai, sono il tuo migliore amico! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Non è vero! <br/>'''Vigilante'''{{NDR|Dopo essere rimasto in silenzio per un attimo}}: E allora chi è il tuo migliore amico? L'hai incontrato in carcere, lo sapevo! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Dai...È Eagly ovviamente! <br/>'''Vigilante''': Va bene, e tra le persone? Chi è il tuo migliore amico? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Non so neanche la tua identità. <br/>'''Vigilante''': Si, e non ti dico la mia vera identità per il tuo bene! Non voglio far puntare il mirino su di te, la gente ti userebbe per arrivare a me! {{NDR|Prendendo una cassetta da terra}} Dove va questo? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Con le altre cassette. Cioè torturerebbero me per la tua identità segreta? <br/>'''Vigilante''': Io sono attento in tutte le mie imprese eroiche, e questo è probabilmente il motivo per cui, e non voglio fare lo stronzo, tu sei andato in galera e io no. {{NDR|Prendendo un CD}} Questo dove? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Nel porta CD. <br/>'''Vigilante''': Vedi, quando metteranno la mia foto segnaletica alle poste sarà solo un cerchio con una visiera rossa, e dovranno scoprire che aspetto avrà la mia testa basandosi sulla forma. Lo so che ho una faccia ossuta perché non faccio ginnastica facciale, ma non è che questo riduce di molto i sospettati! *'''Vigilante''': Insomma, com'è che sei uscito? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Lavoro per il governo. <br/>'''Vigilante''': Alle poste? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Mi fanno uscire di galera per consegnare la posta?! <br/>'''Vigilante''': Che ne so? È il primo impiego statale a cui ho pensato! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Ciccio, uccido per loro, è chiaro?! L'ho già fatto a Corto Maltese, e ora devo farlo ad Evergreen. È per questo che mi hanno fatto uscire. <br/>'''Vigilante''': Ah, figo. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Pensavo che Dio mi avesse messo qui per un motivo...Per la Pace. Ho sempre detto che avrei torturato e ucciso per la pace, ma... Adesso penso che sono un cazzo di maniaco. Non lo so, provo...Provo sensazioni che... <br/>'''Vigilante''': Oook. {{NDR|Si siede accanto a lui}} Secondo te io mi sento bene quando c'è qualcuno che ha commesso qualche gesto atroce e lo devo uccidere? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Non lo so, è... <br/>'''Vigilante''': Quando scopro che qualcuno ha ucciso una persona innocente, o ha venduto eroina ad un tipo, o ha fatto qualche graffito, e io uccido quel qualcuno, e lo uccido a mani nude, con gli occhi che gli schizzano fuori dal cranio, secondo te questo a me dà piacere? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': No... <br/>'''Vigilante'''{{NDR|Ridendo}}:Invece si, eh eh eh! E da piacere anche a te, Peacemaker, perché noi siamo assassini nati. Quello che ci differenzia dagli altri assassini è che noi uccidiamo solo i cattivi...Di solito. A meno che non ci sbagliamo. Ora, secondo te io sembro un maniaco del cazzo? {{NDR|Peacemaker lo guarda sconvolto}} *{{NDR|Vedendo Peacemaker e Amber fumare insieme marijuana}} Tre anni fa avrei sparato in faccia ad entrambi per questo! ('''Vigilante''') *'''Auggie Smith'''{{NDR|Avvicinandosi alla panchina del carcere dove è seduto un detenuto}}: Tra le cinque e le sette quello è il mio posto durante l'inverno. <br/>'''Detenuto di colore''': Tsk, ma di che cazzo stai parlando, vecchio? <br/>'''Auggie Smith''': Al tramonto la luce entra da quella finestra, e a me piace la sensazione che mi dà sulla pelle. Quindi spostati, merda. <br/>'''Detenuto di colore''': Seh...E se non mi sposto? <br/>'''Auggie Smith''': Indovina. {{NDR|Tutti i detenuti dell'Impero Ariano si avvicinano a loro}} <br/>'''Detenuto di colore'''{{NDR|Alzandosi}}: Fanculo! Accomodati, non muoio per un posto. *{{NDR|Inneggiando ad Auggie insieme agli altri ariani}} Ave a te, o Drago Bianco! Ave, ave, ave! ('''Steve''') == Episodio 3, ''Goff deve morire'' == *Omuncoli alleati con troie palestrate che vogliono controllarci! È questo il progetto Butterfly? ('''Christopher Smith/Peacemaker''') *'''Leota Adebayo'''{{NDR|Notando Vigilante dietro ad un cassonetto}}: Ma... chi è quel tizio che ci spia da dietro il cassonetto? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Cazzo, è...È Vigilante. Vuole solo dare una mano. <br/>'''Emilia Harcourt''': Ehi, va via da qui! <br/>'''Vigilante'''{{NDR|Uscendo allo scoperto}}: Perché? Sto solo guardando da dietro un cassonetto! È una cosa normale. <br/>'''Emilia Harcourt''': No, non lo è affatto! <br/>'''Vigilante''': Cosa sei, una psichiatra? <br/>'''Emilia Harcourt''': Che c'entra?! <br/>'''Vigilante''': E allora non dirmi cosa è normale! Forse la mia identità segreta è quella di uno psichiatra e so cosa è normale. <br/>'''EMilia Harcourt''': Se uno svitato come te è uno psichiatra siamo fregati! {{NDR|Vigilante fa per andare via}} Levati di torno! <br/>'''Vigilante'''{{NDR|Tornando sui suoi passi}}: Sai, me ne stavo andando, ma poi hai detto quella cosa: ora accondiscendere sarebbe sminuirmi ai vostri occhi! *{{NDR|A Peacemaker, indicando Adebayo}} Se devi scegliere un migliore amico forse ti converrebbe scegliere lei, perché girano certe voci che sei razzista, e a dire il vero questo mi crea un certo imbarazzo. Sai, per me è come diventare razzista per osmosi, anche se uccido soprattutto bianchi! ('''Vigilante''') *{{NDR|Ordinando alla squadra di non inseguire Vigilante}} Abbiamo cose più urgenti, dobbiamo assassinare un senatore degli Stati Uniti entro stasera! ('''Clemson Murn''') == Episodio 4, ''La strada meno battuta'' == *'''Vicino di Auggie''': [[Batman]] ha una cerchia di supercriminali: [[Joker]], l'Enigmista, il Cappellaio Matto,... <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': E allora? <br/>'''Vicino di Auggie''': Mi hai detto di essere un supereroe, proprio come Batman. Hai una cerchia di supercriminali? <br/>'''Vigilante''': No, non ce l'ha! <br/>'''Vicino di Auggie''': Allora forse non è vero che sei un supereroe! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Torna verso il vecchietto}} Sai perché non ho una cerchia di supercriminali? <br/>'''Vicino di Auggie''': Perché? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Perché li ho già spediti tutti due metri sotto terra! <br/>'''Vicino di Auggie''': Appunto, Batman non uccide le persone! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Perché è una femminuccia! <br/>'''Vicino di Auggie''': È l'oscura creatura della notte! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': È solo un coglione che cattura assassini vestiti da clown e li getta in prigione, così possono evadere e uccidere altre persone! Quanta gente credi che abbia ucciso indirettamente Batman perché lui è troppo smidollato per uccidere quegli svitati che invece dovrebbero sparire, faccia da Sharpey con la demenza senile?! Dimmelo! <br/>'''Vicino di Auggie''': Gesù...Era solo per fare conversazione... *So chi sei: hai il classico atteggiamento del supercriminale! ('''Vicino di Auggie''') == Episodio 7, ''La lotta continua'' == *Quarant'anni fa, Dio mi ha messo alla prova, come fece con Abramo. Ma io ero troppo debole per ascoltare. Ebbene, adesso non lo sono più! [...] Quando sei nato ho capito subito che eri impuro. E ne ho avuto la certezza quando hai ucciso tuo fratello. [...] Ti odiavo quando ascoltavi la tua musica diabolica! Ti odiavo quando ti depilavi il corpo come una donna! Ti odiavo quando andavi a letto con puttane dal sangue corrotto, e con uomini! Ma ancora di più ti ho odiato quando hai iniziato a cospirare con le forze di Baphomet contro gli Stati Uniti d'America! E adesso ragazzo donerò la tua vita a Dio! ('''Auggie Smith/Drago Bianco''') *{{NDR|Sconfiggendo Drago Bianco}} Ci sono punti deboli nell'armatura! ('''Adrian Chase/Vigilante''') *{{NDR|Picchiando suo padre}} Tu hai ucciso mio fratello! Tu hai ucciso Keith! Forse su una cosa hai ragione: io sono un pezzo di merda! Sono un pezzo di merda perché ti ho ascoltato tutti questi anni! Sono un pezzo di merda perché avrei dovuto ucciderti nel sonno! ('''Christopher Smith/Peacemaker''') == Episodio 8, ''O mucca o morte!'' == *{{NDR|Salvando Chris da Fitzgibbon}} Toglitelo dalla testa, amico! ('''Adrian Chase/Vigilante''') *Dopo il nostro arrivo ci siamo resi conto che la gente della Terra rischiava di seguire il destino del nostro popolo: ignorando la scienza e dando credito a chi dice che le inondazioni e gli incendi e le malattie non sono legate alle vostre azioni; lodando il profitto a discapito della sopravvivenza; trattando le piccole rinuncie come un'attentato alla libertà. Quindi abbiamo fatto un giuramento: fare tutto il possibile per cambiare il vostro futuro. Abbiamo giurato che avremmo fatto le scelte giuste, quelle che voi umani non siete stati capaci di fare, per salvare il vostro mondo e il vostro popolo a costo di sacrificare delle vite. Murn non approvava i nostri metodi: lui non voleva che imponessimo la nostra volontà. Ma tu sei uno di noi, Christopher Smith. ('''Eak Stack Ik Ik''') *{{NDR|[[Preghiere dalle serie televisive|Pregando]] in flashback}} Ti prego, Dio. Ti giuro che da ora in poi farò tutto quello che vuoi... Per la pace! ('''Cristopher Smith''') ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DC Extended Universe}} g6aa6ynwrncg5pl4v2yazxkjvmqdjj9 Esselunga 0 207705 1409990 1301993 2026-04-10T07:12:36Z ~2026-22128-65 106765 1409990 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Torino 07-2012 - panoramio (22).jpg|thumb|Supermercato Esselunga di Corso Traiano, Torino (2012).]] Citazioni su '''Esselunga'''. *''Io che perdo la pazienza all'Esselunga | mentre mangio dal sacchetto all'ora di punta.'' ([[Annalisa (cantante)|Annalisa]]) *{{NDR|Dal testamento, sul futuro di Esselunga, 2014}} È diventata attrattiva [...] però è a rischio. È troppo pesante condurla, pesantissimo "possederla": questo paese cattolico non tollera il successo. ([[Bernardo Caprotti]]) *{{NDR|Nel 2011, «ha costruito un'azienda gioiello ed è riuscito nell'impresa di non cedere ai ricatti di un certo sistema che in molti altri casi si è rivelato e si rivela mortale per la produttività e la competitività (quando non per la stessa sopravvivenza) di un'impresa italiana. [...] come ha fatto?»}} Lo dico onestamente: è stato proprio facile. Uno tira fuori i coglioni, se li ha, e si oppone. Punto. Si oppone. Sa, i sindacati sono stati una cosa bellissima, però quando sono diventati solo un sistema di potere – e le assicuro, mi spiace doverlo dire – hanno prodotto solo guai. Hanno disfatto Alitalia, il porto di Genova, la Magneti Marelli, la Ciga, la Compagnia italiana grandi alberghi... e adesso volevano disfare pure Esselunga. Eh, no, questo non gliel'ho permesso. All'ultimo sciopero che mi han fatto in azienda ha aderito il 4 per cento. Siamo 17 mila, faccia un po' lei i conti. Se altri in questo paese avessero reagito in modo un po' diverso, forse non saremmo qui a piangere sulle rovine dell'Italia. ([[Bernardo Caprotti]]) ==Voci correlate== *[[Bernardo Caprotti]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sull'|w_preposizione=riguardante l'}} [[Categoria:Aziende italiane]] 7f71blk11gavf7jjguz9oc2prhk116o Discussioni utente:Federico cefalu 3 209383 1409977 1312676 2026-04-09T17:01:02Z Micione 5365 /* Alberto Grandi */ nuova sezione 1409977 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 09:41, 29 dic 2023 (CET)}} == Alberto Grandi == {{vandalismo}}-- [[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 19:01, 9 apr 2026 (CEST) 7d9dv7206rsn23s4thie1f00j90lum7 Alberto Grandi 0 211897 1409974 1328899 2026-04-09T15:48:12Z Federico cefalu 97356 Pagina svuotata 1409974 wikitext text/x-wiki phoiac9h4m842xq45sp7s6u21eteeq1 1409976 1409974 2026-04-09T16:59:54Z Micione 5365 Annullata la modifica [[Special:Diff/1409974|1409974]] di [[Special:Contributions/Federico cefalu|Federico cefalu]] ([[User talk:Federico cefalu|discussione]]) 1409976 wikitext text/x-wiki '''Alberto Grandi''' (1967 – vivente), storico italiano. ==Citazioni di Alberto Grandi== {{cronologico}} *[...] la [[Cucina italiana|nostra cucina]] oggi ha una identità e una riconoscibilità, un apprezzamento e un prestigio internazionale fortissimi, ma fino a sessant'anni fa gli italiani erano additati come quelli che mangiavano la pasta e il pane. Questa era la nostra cucina riconosciuta in giro per il mondo, non c'era questo grande prestigio e questa gara e non c'era nemmeno questo grande orgoglio nazionale rispetto alla cucina. Noi ce lo siamo costruito in poco tempo. Abbiamo costruito davvero un grande modello alimentare e secondo me questa è la strada da continuare a percorrere in una continua ricerca che porti anche a cambiamenti. Forse potremmo anche essere più intransigenti, ma sugli ingredienti più che sulle preparazioni.<ref name="Febo">Da Andrea Febo (a cura di), ''[https://www.gamberorosso.it/notizie/cucina-italiana-e-unesco-parla-il-professore-alberto-grandi-meritiamo-il-riconoscimento-ma-per-altri-motivi/ Cucina italiana e Unesco, parla il professore Alberto Grandi: meritiamo il riconoscimento, ma per altri motivi]'', ''gamberorosso.it'', 31 marzo 2023.</ref> *Quando racconto il contributo degli americani alla cucina italiana vengo additato come il traditore, ma in realtà sto anche in qualche modo rendendo giustizia a questi milioni di italiani che se ne sono andati per fame, senza raccontarci la storia che sono andati in giro per il mondo a insegnare a far da mangiare. Quegli italiani se ne sono andati perché avevano fame, non perché avessero qualcosa, se avessero avuto maccheroni e pizza sarebbero rimasti qui, non andavano in America e questa è la questione fondamentale. Io vorrei che questo venisse in qualche modo rivendicato e venisse anche evidenziato perché altrimenti non si capisce su cosa è stata orgogliosamente forte l'Italia.<ref name="Febo"/> *{{NDR|«Allora non è vero che prima si mangiava meglio?»}} Ma no, era una cucina squilibrata, in cui mancavano molte cose, oggi è molto più varia e controllata, i mercati si sono integrati, mangiamo cose che i nostri nonni non conoscevano e lo sviluppo tecnologico ha portato grandi miglioramenti. Nelle case si cucinava con la sugna, altro che olio di oliva, quello costava troppo.<ref name="De Santis">Da Antonella De Santis (a cura di), ''[https://www.gamberorosso.it/notizie/intervista-alberto-grandi-libro/ "Mario Soldati ha detto un sacco di balle, la tv è la mamma della cucina italiana". Intervista irriverente allo storico Alberto Grandi]'', ''gamberorosso.it'', 20 aprile 2024.</ref> *Credo che turismo e agroalimentare possano rappresentare voci importanti dell'economia, ma l'idea che questo paese possa campare di turismo e ristoranti questo no: solo il 10% del nostro Pil è legato al turismo, sono più interessato al restante 90%. Tutte cose che un paese sviluppato ha e che noi stiamo perdendo senza dispiacere, mentre se si perde una caciotta apriti cielo. Ma cosa ce ne facciamo di ingegneri se il nostro futuro è fatto solo di ristoranti e agricoltura? L'Italia è un paese industriale e moderno che ha la sua base in questi settori, poi è anche un paese bello dove si sta bene e si mangia bene, e dove c'è turismo, ma il turismo ha un costo ambientale, quello con numeri bassi o di elite è l'unico che non impatta, ma non conviene mica.<ref name="De Santis"/> *{{NDR|Sulla [[pizza Rossini]]}} [Un tipico caso di] invenzione della tradizione [...]. Legare la pizza al nome di uno dei più celebri esponenti della cultura locale è un buon modo per renderla riconoscibile. In questo caso ancora di più, perché da ciò che sappiamo Rossini era un amante della cucina e del buon cibo. L'ipotesi che Rossini abbia portato la maionese nella sua città natale dopo un concerto all'estero è molto suggestiva, ma ovviamente non abbiamo elementi per confermarla.<ref>Citato in ''[https://www.ilpost.it/2024/05/02/pizza-rossini/ A Pesaro è LA pizza, nel resto d'Italia un abominio]'', ''ilpost.it'', 2 maggio 2024.</ref> {{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/22_aprile_02/alberto-grandi-carbonara-inventata-americani-intervista-7aaee608-b1f7-11ec-bf42-d3b8a3bcc2c5.shtml Alberto Grandi: «La carbonara? Creata dagli americani. Tortellini e pizza, quanti miti fasulli in tavola»]''|Intervista di Stefano Lorenzetto, ''corriere.it'', 2 aprile 2022.}} *{{NDR|Sulla [[pasta alla carbonara]]}} Fino al 1953 non ne parlava nessun ricettario. Gli ingredienti furono portati nel secondo dopoguerra dalle truppe americane. A bacon e uova, la loro colazione, aggiunsero la pasta. Il gastronomo Luigi Carnacina se ne attribuiva la paternità. Il collega Luigi Veronelli gli chiese: "Ma perché le hai dato questo nome?". La risposta fu: "Non me lo ricordo". *{{NDR|Sulla [[cucina italiana]]}} L'Italia da un bel po' non crede più al futuro, così ha inventato un fastoso passato. La verità è che eravamo morti di fame. Mangiavamo poco e male. Poi abbiamo cominciato a mangiare tanto e male. Alla fine ci siamo raccontati di aver sempre mangiato tanto e bene. *{{NDR|«Quando finì la fame italica?»}} All'inizio del XX secolo, con l'avvento della meccanica e della chimica in agricoltura. Dal 1876 al 1915 ben 20 milioni di italiani vanno a cercarsi il cibo all'estero. Un contadino veneto su tre soffriva di pellagra [...]. I medici americani la paragonavano a una peste portata dai nostri connazionali, abituati a consumare 3 chili di polenta pro capite al giorno. Si toglievano la fame, ma si ammalavano. Cesare Lombroso studiò per primo la patologia. Giunse a una conclusione sballata: ritenne che a causarla fosse la cattiva conservazione del mais, non la dieta monotona. È in tal modo che nacquero i granai pubblici. Un bel caso di eterogenesi dei fini. *{{NDR|«Secondo un [...] disciplinare camerale, il mitico [[Ragù bolognese|ragù alla bolognese]] prevede il latte. Nessuno se n'è mai lamentato»}} Sì, ma risale al 1982, quando era in auge la panna da cucina. Questo per dire l'artificiosità di certe operazioni. *Mi hanno crocifisso per aver scritto che le pizzerie nacquero in America, eppure fu là che si cominciò a mangiare la [[pizza]] stando seduti. Nel nostro Sud era un cibo di strada. Bravo il napoletano Raffaele Esposito a inventarsi nel 1889 d'aver ideato la Margherita in onore della regina d'Italia, giunta a Capodimonte con Umberto I. Negli Usa era un cibo per disperati, vivamente sconsigliato dai medici, al pari dei maccheroni. *{{NDR|«Ma lei attribuisce agli yankee persino il [[Parmigiano Reggiano|Parmigiano]], si rende conto?»}} No, io dico che piaceva già a Boccaccio e che Napoleone mandò Gaspard Monge a Parma, affinché indagasse su un formaggio che si conservava bene. Solo che in questa città non c'erano le vacche da latte, per cui fu mandato a Lodi, da dove inviò all'imperatore un rapporto sul "fromage Lodezan dit aussi Parmezan". C'è un buco di 150 anni, dal 1700 al 1850, nella storia di questo eccelso prodotto. Oggi si fa un gran parlare del parmigiano contraffatto, però fu alla fine del XIX secolo che comparve nel Wisconsin il tanto deprecato Parmesan, in forme di circa 20 chili e con la crosta nera. Chi lo produceva? Qualche casaro italiano emigrato là. Ne cito uno solo: Magnani. Un cognome molto diffuso fra Parma e Mantova. Soltanto nel 1938 spunta il primo consorzio di tutela del Parmigiano reggiano. *{{NDR|«E quella degli spaghetti che sarebbero nati in Africa che storia è?»}} Oggi la pasta si fa con il frumento Creso, in commercio dal 1974, che ha soppiantato il famoso Senatore Cappelli. C'entra la "battaglia del grano" intrapresa da Benito Mussolini, giacché un terzo della materia prima per il pane dipendeva dalle importazioni, con pesanti ricadute sulla bilancia commerciale. In soccorso del Duce venne il genetista Nazareno Strampelli. Fu lui a inventare il grano duro dedicato al senatore Raffaele Cappelli, che per primo aveva finanziato le sue ricerche. Attraverso pazienti incroci, l'agronomo marchigiano creò una varietà assai produttiva e resistente alle malattie: il grano Ardito. Ma ci arrivò utilizzando una varietà trovata in Tunisia. *{{NDR|«Ma a chi dovrebbe importare se un cibo è nato davvero in Italia o altrove?»}} Certo non a me. Basta che sia buono e non faccia male. Tuttavia detesto la mistica del made in Italy: puro marketing. {{Int|''[https://www.repubblica.it/il-gusto/2023/03/27/news/il_professor_grandi_e_la_cucina_italiana_ricostruisco_la_storia_non_metto_in_dubbio_la_qualita_dei_piatti-393844169/ Il professor Grandi e la cucina italiana: "Attenti a non confondere le radici con l'identità"]''|Intervista di Lara Loreti, ''repubblica.it'', 27 marzo 2023.}} {{NDR|Sulla [[cucina italiana]]}} *Il punto è che confondiamo l'identità con le radici, che sono incrocio, contaminazione. Si parla a torto di identità: la cucina cambia, continuamente. Noi italiani siamo i primi consumatori di sushi in Europa, se avessimo davvero un gusto così italiano come ce la raccontano non ne mangeremmo così tanto. Ci sono kebab che fanno le pizze e viceversa, questa è la storia del mondo del cibo. Tirare fuori che dai tempi di Boccaccio in Italia si fa quello o quell'altro piatto è una sciocchezza, se volessimo assaggiare il [[Parmigiano Reggiano]] come lo mangiavano i nostri nonni dovremmo andare nel Wisconsin e non a Parma. Il nostro Parmigiano ovviamente è migliore del Parmesan, in termini storici però il Parmigiano dei nonni è più simile al Parmesan che al Parmigiano. *Cristallizzare la nostra identità fa un danno, così la uccidiamo, finirà che non se ne parlerà più. In che modo la storia dovrebbe legittimare la qualità? [...] Non è che se prendo un cavallino rampante e lo metto su una Panda questa diventa una Ferrari, non è la storia che legittima l'attualità. [...] le ricette cambiano. I gusti cambiano, qualcosa sta già cambiando. Tutta la retorica dei prodotti italiani sta già segnando il passo, ha rotto le scatole in parole povere. *Si dice che in Italia preparare il pasto per la famiglia vuol dire prendersi cura, nei ristoranti c’è cura per il cliente, invece negli Usa nelle famiglie che succede? E in Olanda nei locali ti prendono a schiaffi?? A parte che spesso succede che in Italia ti trattano anche male nei ristoranti ma lasciamo stare... in Asia si mangia benissimo e c'è profondità culturale esattamente come in Italia, qui però c'è provincialismo bieco, questa è una bandierina che ci permetterà di continuare a menarcela... {{Int|''[https://www.corriere.it/cook/news/23_marzo_28/financial-times-replica-alberto-grandi-la-storia-non-marketing-cc9880c6-cd28-11ed-ab8e-1e4a885c119f.shtml Replica di Alberto Grandi dopo l'intervista al Financial Times: «La pizza a Napoli? Era uno schifo, è migliorata in Usa. La storia non è marketing»]''|Giovanni Vigna, ''corriere.it'', 28 marzo 2023.}} *La [[cucina italiana]], come la conosciamo oggi, è frutto di contaminazioni e del fatto che milioni di italiani sono andati in giro per il mondo e hanno imparato a cucinare scoprendo ingredienti nuovi. *Finché è rimasta a Napoli la [[pizza]] è stata una grandissima schifezza. Ma quando è arrivata a New York si è riempita di prodotti nuovi e, in particolare, della salsa di pomodoro diventando la meraviglia che conosciamo oggi. Senza il viaggio degli italiani in America sono convinto che questa specialità sarebbe scomparsa. *Una volta le cose si facevano grosso modo, c'era chi apprezzava la pancetta, chi il guanciale. Adesso se usi la pancetta nell'[[amatriciana]] sei un reietto. {{Int|''[https://www.rollingstone.it/alfredo/prodotti/alberto-grandi-i-primi-a-non-amare-la-cucina-italiana-sono-gli-italiani-stessi/730225/ Alberto Grandi: «I primi a non amare la cucina italiana sono gli italiani stessi»]''|Intervista di Alessandro Mannucci, ''rollingstone.it'', 31 marzo 2023.}} {{NDR|Sulla [[cucina italiana]]}} *{{NDR|«Cosa c'è secondo te all'origine dell'ossessione italiana della purezza della tradizione?»}} [...] C'è una ricerca di identità nazionale che ha avuto un andamento abbastanza ondivago, non lineare, in relazione anche all'andamento economico. Oggi questa identità nazionale si è largamente perduta e quindi la purezza enogastronomica è quella che io definisco "l'ultimo baluardo" e quindi si è intransigenti rispetto a questa cosa. Noi siamo quelli che fanno la cacio e pepe e le lasagne, se smettiamo o le facciamo diverse non siamo più niente, nonostante io creda ci sia molto di più. Chiedo sempre ai miei studenti di Storia dell'Alimentazione chi è Giulio Natta: nessuno lo sa. Eppure [...] è italiano e ha inventato una cosa che ha cambiato il mondo: la plastica. Nessuno se lo ricorda però ci ricordiamo tutti quant'è buona la caciotta di pienza. Questo per me è il segnale di un paese che ha un po' perso i suoi punti di riferimento. *C'è questa grande rimozione, per cui si raccontano sempre gli emigrati come di eroi, cavalieri che hanno portato la civiltà gastronomica italiana nel mondo. La realtà è molto diversa: i nostri avi emigrati erano poverissimi, affamati, poco istruiti e a volte tendenti alla delinquenza. *{{NDR|«Perché il mito delle origini alimentari è così importante per noi?»}} C'è una sorta di glorificazione, la consapevolezza che la nostra cucina nasce povera e la si voglia nobilitare fin dall'inizio. In questa storia c'è forse un punto di partenza, ossia quando, nel 1961, a Mantova si fa un grande pranzo in occasione della mostra del Mantegna, ci si inventa un sacco di ricette e a tutte si attribuisce un'origine medievale. Giorgio Gioco (Chef dei 12 Apostoli di Verona), si inventa "gli anolini alla Isabella d'Este", "il consommé Barbara di Brandeburgo"... cose che oggi non sono rimaste a parte "Il Cappone alla Stefani" proposto in tutti i ristoranti Mantovani, e un metodo: quando si inventa un piatto, bisogna dargli un'origine che non ha. [...] Forse soffriamo di sudditanza psicologica, soprattutto nei confronti della Francia. *Noi spesso confondiamo l'identità con le radici. Un prodotto è buonissimo? E allora è sempre stato buonissimo e così com'è oggi. Oltretutto c'è una grande rimozione della memoria: nessuno sembra ricordarsi di quando la carbonara aveva l'uovo stracciato e non c'era niente di male in questo. L'identità di un piatto ha molto a che fare la storia nel senso di evoluzione: una ricetta che ci piace oggi è frutto di un'evoluzione e un adattamento progressivo ai gusti che cambiano. Domani potrebbe piacerci altro. Confondere i diversi piani è pericoloso perché ci porta a cristallizzare la cucina e ucciderla: se non si evolve, muore. *Non si può dire di no a una cosa solo perché è nuova, è un atteggiamento tipico del Medioevo, che noi europei abbiamo applicato alla [[patata]], dicendo che portava la lebbra e privandoci per duecento anni di questo fondamentale alimento. {{Int|''[https://www.huffingtonpost.it/blog/2023/05/06/news/cibo_alimentazione_ecologia-12027790/ Alberto Grandi: "Il paradosso del sovranismo alimentare: la mistica del cibo e della cucina indebolisce l'Italia"]''|Intervista di Riccardo Maggiolo, ''huffingtonpost.it'', 6 maggio 2023.}} *[...] noto un tentativo di "musealizzare" le nostre tradizioni. E non parlo solo del cibo: è come se considerassimo le nostre città, le nostre opere d'arte, le nostre tradizioni già perfette, intoccabili. Quasi che alterarle sia sacrilego. Il che è paradossale dal momento che proprio queste cose che amiamo tanto sono quasi sempre il risultato di profonde mescolanze e alterazioni. {{NDR|«E perché secondo lei tutto questo è preoccupante?»}} Mi sembra un tentativo di alterare il nostro modello di sviluppo; di fare dell'Italia una specie di Disneyland del turismo, e quindi di renderla magari attraente, ma allo stesso tempo artificiale, morta. La cosa peggiore, però, è che veicola l'idea che i nostri giorni migliori siano dietro di noi; che ogni innovazione non possa che essere in fondo un peggioramento. Questo nazionalismo, questo orgoglio per le nostre tradizioni, rischia di diventare una fossilizzazione; di imbalsamare e rendere quasi macchiettistica l'Italia invece di renderla forte e vitale. *{{NDR|Sulla [[cucina italiana]]}} Fino alla fine dell'800 in Italia oltre l'80% della popolazione era impegnato nell'agricoltura: oggi siamo intorno al 2%. Di conseguenza oggi quasi nessuno sa cosa vuol dire produrre cibo: quanto può essere difficile, dispendioso, impattante da un punto di vista ecologico, economico e sociale. Questo genera da una parte diffidenza verso gli alimenti che si conoscono poco per via del fatto che "non sia sa da dove vengono" o come vengono prodotti; dall'altra, invece, induce una sorta di sacralizzazione dei cibi che ci sono cari, i cui processi di produzione ci sono spesso altrettanto sconosciuti ma che difendiamo comunque a spada tratta. {{NDR|«Da qui anche una certa mitizzazione del mondo agricolo»}} Esatto. La civiltà contadina è una civiltà tipicamente violenta, povera, piena di fatica e di stenti. Non a caso i nostri nonni hanno cercato in ogni modo di affrancarsene, spingendo i figli – cioè noi – a un posto in banca, o comunque in ufficio, lontano dai campi, dal mare, dai pascoli. Invece noi ora abbiamo questo immaginario bucolico tanto forte quanto irrealistico. *{{NDR|Sulla cucina italiana}} So che può sembrare strano a dirsi, ma come popolazione non solo abbiamo smesso di produrre cibo, ma in parte anche di cucinarlo. Io ho una certa età, e ricordo che ai miei tempi andare a mangiare fuori, al ristorante, era un evento eccezionale, che accadeva pochissime volte l'anno. Il cibo era quasi sempre cucinato in casa. Oggi invece si esce a mangiare anche più volte a settimana, e altrettanto spesso ci si fa portare il cibo a casa. Così gli chef vengono mitizzati, perché non si è più molto in grado di decifrare la loro tecnica. *I piatti dell'alta cucina oggi sono fatti più per stupire che per sfamare; per essere ammirati più che mangiati. È esattamente quello che facevano i cuochi nelle corti rinascimentali: cucinavano piatti per dare un'impressione di potere, di ricchezza. Però loro erano pochi e avevano gran signori a sostenerli. Oggi invece gli chef sono tanti e devono stare in piedi grazie al mercato, e ovviamente non è facile. *Spesso si pensa che "naturale" voglia dire "buono", e "artificiale" o "industriale" invece "cattivo": ma in realtà né l'uno né l'altro sono buoni o cattivi per definizione. Un fungo velenoso è naturale, ma non è "buono"; allo stesso tempo pesticidi come il DDT sono "cattivi", ma non vuol dire che per esempio gli OGM facciano male. Invece noi arriviamo persino a rifiutare certi alimenti [...] prima ancora che arrivino sulle nostre tavole. [...] Un'assurdità vera e propria. {{Int|''[https://www.intravino.com/primo-piano/intervista-ad-alberto-grandi-linvenzione-della-tradizione-del-vino-e-del-cibo/ Intervista ad Alberto Grandi {{!}} L'invenzione della tradizione del vino e del cibo]''|Jacopo Manni, ''intravino.com'', 14 luglio 2023.}} {{NDR|Sulla [[cucina italiana]]}} *{{NDR|«Nel racconto del cibo e del vino, quando e come è successo che "l'identità si è impossessata delle radici e della storia e di conseguenza si è trasformata in un eterno presente senza passato e senza futuro?"»}} Credo che in Italia questo processo sia iniziato già in pieno boom economico, a cavallo tra gli anni '50 e '60. Del resto, l'industrializzazione italiana fu un fenomeno talmente repentino da travolgere per forza ogni elemento identitario precedente; anzi, quello che avvenne fu proprio un rigetto di tutto ciò che in qualche modo poteva ricordare un passato fatto di povertà, emigrazione e assenza di prospettive. Ecco, in questo contesto, alcuni osservatori e alcuni critici della nuova società dei consumi iniziarono un'opera di conservazione della memoria che poteva essere meritoria, ma che molto spesso si trasformò in una vera e propria reinvenzione del passato. [...] Se volessi ribaltare un famoso modo di dire, potrei affermare che per salvare il bambino si conservò anche l'acqua sporca, dicendo che era pure pulita. Quando negli anni '70 il modello di sviluppo industriale cominciò a segnare il passo, la ricostruzione del passato era già pronta e confezionata, andava solo rafforzata e così, dal punto di vista identitario, l'industrializzazione italiana divenne solo una sorta di parentesi che nulla aveva a che fare con l'anima profonda del Paese. [...] negli anni '70 l'Italia è finita tutta in un film di Alberto Sordi e da quel momento è stata contenta di starci. *{{NDR|«Perché ha funzionato e continua a funzionare così tanto questo racconto mistico e forse falso, o quantomeno alterato, delle origini?»}} Perché è comodo e rassicurante. Perché ci permette di credere che l'Italia avrà comunque il suo ruolo centrale nel mondo, senza fare sforzi, soltanto in virtù del suo passato e delle sue tradizioni, cucinando la carbonara senza la panna e raccontando favole sulla sua storia gastronomica. Ma il passaggio da maestri di cucina a macchiette può essere velocissimo e probabilmente è già avvenuto. *Che [[Luigi Veronelli|Veronelli]] sia stato un genio della comunicazione non devo certo essere io a ribadirlo. Veronelli era un uomo dalla cultura sconfinata perfettamente a suo agio nel mondo dei mass-media, il che ne faceva automaticamente un intellettuale del tutto sui generis nel panorama italiano. È evidente che una figura così ingombrante non possa essere tolta di mezzo tanto facilmente. Era e rimane un punto di riferimento quando si parla di storia del vino in Italia. Il problema è che Veronelli è morto [...] e nel frattempo il mondo del vino è cambiato in maniera radicale. Ad esempio, se è vero che fu proprio Veronelli a sdoganare i Supertuscan [...], siamo sicuri che di fronte all'evoluzione di quei vini e di quei territori mostrerebbe oggi lo stesso atteggiamento? Io credo che gli idoli vadano uccisi per rispetto nei loro confronti, non farlo significa non averne appreso l'insegnamento e questo vale ancor di più nel caso di Veronelli che era dichiaratamente anarchico e ha sempre spronato tutti a studiare e a nutrire dubbi su ogni aspetto della vita. *Oggi in Italia quando si parla di cibo, ma anche di politica e di cultura, tendiamo ad applicare la stessa logica del calcio, per cui pochi giocano e tutti gli altri si limitano a collezionare figurine... {{Int|''[https://www.linkiesta.it/2024/03/la-cucina-italiana-non-esiste/ La cucina italiana esiste, ma non è come la pensiamo]''|Intervista di Giulia Salis, ''linkiesta.it'', 28 marzo 2024.}} {{NDR|Sulla [[cucina italiana]]}} *[...] nascere a Messina o a Modena non fa automaticamente di questa persona uno geneticamente predisposto a cucinare, rispetto a un altro nato a Philadelphia o a Edimburgo. Noi insistiamo che le nostre nonne cucinavano bene, ma il problema è che i piatti della tradizione erano tre, che di solito si preparavano per le feste, a Natale o a Pasqua. Quando l'Italia era un un Paese povero, magari a Natale si mangiava qualcosa di diverso e c'era la nonna che lo faceva bene, così come c'era la nonna che lo faceva male. Ma oltre a quei tre piatti, poi non c'era nient’altro. Però come sempre la gioventù viene enfatizzata nel ricordo e mitizzata. Io me li ricordo, però, i miei pranzi domenicali, fatti con il riso con pomodoro o riso in brodo perché da noi quello si mangiava. *Noi abbiamo retrodatato il primato gastronomico che l'Italia ha indiscutibilmente raggiunto in questi ultimi decenni e l'abbiamo spostato indietro. Tutti i nostri chef fanno una cucina che con la tradizione non ha nulla a che fare. *Il mitomane è colui che non sa distinguere tra la realtà e le balle che racconta, ed è anche quello che ha bisogno di raccontarsi bugie, perché la vita che gli si presenta ogni giorno non gli piace. Ecco, l'Italia sta lì, è entrata in questa patologia. Quello che abbiamo voluto spiegare è che forse ci raccontiamo questa storia, perché nemmeno siamo noi a non essere così convinti della qualità della nostra cucina e quindi ce la dobbiamo raccontare, dobbiamo convincerci e dobbiamo convincere gli altri, come se avessimo paura che il mondo esterno non ci riconosca più. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Alberto Grandi|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Grandi, Alberto}} [[Categoria:Accademici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] frcd1p4ckvm4w4lsvk3zhxe21ble4wv Joshua (cantante) 0 222219 1409984 1396541 2026-04-10T04:41:42Z ~2026-22111-55 106764 1409984 wikitext text/x-wiki [[File:Joshua singer (Feb 2025).jpg|thumb|upright=1.1|Joshua nel 2025]] '''Joshua''', pseudonimo di '''Joshua Bale''' (1995 – vivente), cantautore italiano. ==Citazioni di Joshua== *{{NDR|Sull'esperienza al [[Festival di Sanremo 2025]]}} Molte cose da turista non le vedevi. È una cosa inspiegabile, sono tante emozioni messe insieme. Parti dall'ansia, dalla paura, perché comunque è un palco importante, un palco con una storia, e quella storia si sente. Ti arriva come uno schiaffo da dietro, neanche da davanti che te ne accorgi. Sono tanti stati d'animo messi insieme, è una cosa che se non sei sul palco è inspiegabile. Poi arrivano il coraggio, il gaso, ti dici che devi spaccare tutto. Non fai neanche in tempo a distinguerle.<ref>Da Tommaso Naccari, ''[https://www.gqitalia.it/article/joshua-sanremo-2025-prima-intervista La prima intervista di Joshua a Sanremo]'', ''gqitalia.it'', 10 febbraio 2025.</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{stub}} {{DEFAULTSORT:Joshua}} [[Categoria:Cantautori italiani]] 0euahp23v7xarm1egtsa2do5g2awy1l Discussioni utente:Dorine Barth (WMCH) 3 224177 1409942 1409846 2026-04-09T13:03:38Z Dorine Barth (WMCH) 106729 Risposta 1409942 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:00, 8 apr 2026 (CEST)}} :Grazie mille! [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] ([[Discussioni utente:Dorine Barth (WMCH)|scrivimi]]) 15:03, 9 apr 2026 (CEST) qb5pgvqpcuqo49tm9rjipl95x4xl263 Bruto Amante 0 224190 1409943 1409910 2026-04-09T13:22:03Z Gaux 18878 Khayr al-Dīn Barbarossa (Ariadeno Barbarossa) 1409943 wikitext text/x-wiki '''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano. ==Citazioni di Bruto Amante== *Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di [[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]], il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di pirateria. Il Giovio ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto».<ref>Da ''Giulia Gonzaga contessa di Fondi'', p. 121.</ref> ==''La Romania illustrata''== *Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3) *[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58) *Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62) ==Bibliografia== *Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Amante, Bruto}} [[Categoria:Scrittori italiani]] d9msi8o2aewkc1irfvp4czk2djefghe 1409944 1409943 2026-04-09T13:22:40Z Gaux 18878 sezione Note 1409944 wikitext text/x-wiki '''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano. ==Citazioni di Bruto Amante== *Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di [[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]], il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di pirateria. Il Giovio ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto».<ref>Da ''Giulia Gonzaga contessa di Fondi'', p. 121.</ref> ==''La Romania illustrata''== *Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3) *[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58) *Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Amante, Bruto}} [[Categoria:Scrittori italiani]] tafh5dwh6d6yyvny0cxx5oaetyhjjdf 1409945 1409944 2026-04-09T13:30:48Z Gaux 18878 /* Citazioni di Bruto Amante */ wlink 1409945 wikitext text/x-wiki '''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano. ==Citazioni di Bruto Amante== *Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di [[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]], il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di pirateria. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]].</ref> del presente capitolo, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto».<ref>Da ''Giulia Gonzaga contessa di Fondi'', p. 121.</ref> ==''La Romania illustrata''== *Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3) *[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58) *Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Amante, Bruto}} [[Categoria:Scrittori italiani]] 4bywkfht7f8ia2ebmd6efylo85u854f 1409947 1409945 2026-04-09T13:33:25Z Gaux 18878 /* Citazioni di Bruto Amante */ riferimenti bibliografici 1409947 wikitext text/x-wiki '''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano. ==Citazioni di Bruto Amante== *Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di [[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]], il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di pirateria. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]].</ref> del presente capitolo, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto».<ref>Da ''[https://archive.org/details/giuliagonzagacon00amanuoft/page/n6/mode/1up Giulia Gonzaga contessa di Fondi]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1896, cap. VI, p. 121.</ref> ==''La Romania illustrata''== *Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3) *[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58) *Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Amante, Bruto}} [[Categoria:Scrittori italiani]] 5fy2v1jalcm4y8ao5g37utl94w7xu3a 1409948 1409947 2026-04-09T13:41:33Z Gaux 18878 /* Citazioni di Bruto Amante */ wlink 1409948 wikitext text/x-wiki '''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano. ==Citazioni di Bruto Amante== *Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di [[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]], il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]].</ref> del presente capitolo, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto».<ref>Da ''[https://archive.org/details/giuliagonzagacon00amanuoft/page/n6/mode/1up Giulia Gonzaga contessa di Fondi]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1896, cap. VI, p. 121.</ref> ==''La Romania illustrata''== *Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3) *[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58) *Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Amante, Bruto}} [[Categoria:Scrittori italiani]] joz1r5styql1it0fu9upt04tcryphzi 1409956 1409948 2026-04-09T14:06:09Z Gaux 18878 /* Citazioni di Bruto Amante */ nota 1409956 wikitext text/x-wiki '''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano. ==Citazioni di Bruto Amante== *Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di [[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]], il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]] del 1534.</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto».<ref>Da ''[https://archive.org/details/giuliagonzagacon00amanuoft/page/n6/mode/1up Giulia Gonzaga contessa di Fondi]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1896, cap. VI, p. 121.</ref> ==''La Romania illustrata''== *Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3) *[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58) *Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Amante, Bruto}} [[Categoria:Scrittori italiani]] ontp1izfq4poa4tf3xyb76rpk9nd07v 1409968 1409956 2026-04-09T15:26:16Z Gaux 18878 /* Citazioni di Bruto Amante */ altra su Ariadeno 1409968 wikitext text/x-wiki '''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano. ==Citazioni di Bruto Amante== *Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di [[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]], il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]] del 1534.</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto».<ref>Da ''[https://archive.org/details/giuliagonzagacon00amanuoft/page/n6/mode/1up Giulia Gonzaga contessa di Fondi]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1896, cap. VI, p. 121.</ref> *{{NDR|Ariadeno Barbarossa}} Si pose in mare nel 1534 colla formidabile flotta di 80 galee, e si dice che promettesse anche a Solimano di devastare non solo le coste d'Italia, ma di offrirgli un dono molto gradito, arricchendo il serraglio del suo padrone colla cattura della dama italiana, maggiormente celebrata per bellezza, [[Giulia Gonzaga]]!<ref>Da ''Giulia Gonzaga contessa di Fondi'', cit., cap. VI, p. 122.</ref> ==''La Romania illustrata''== *Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3) *[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58) *Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Amante, Bruto}} [[Categoria:Scrittori italiani]] 92kug5em4404fqxnwqkdb9auwz7981s Khayr al-Dīn Barbarossa 0 224200 1409949 2026-04-09T13:51:53Z Gaux 18878 Khayr al-Dīn Barbarossa 1409949 wikitext text/x-wiki '''Khayr al-Dīn Barbarossa''', detto '''Ariadeno Barbarossa''' (1478 – 1546), corsaro e ammiraglio ottomano. ==Citazioni su Khayr al-Dīn Barbarossa== *Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di Ariadeno Barbarossa, il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]].</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto». ([[Bruto Amante]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Barbarossa, Khayr al-Dīn}} [[Categoria:Corsari]] [[Categoria:Ottomani]] 378dx4ijfe6o4b6alkq97u8l9zv2hmy 1409951 1409949 2026-04-09T13:52:52Z Gaux 18878 Categoria:Ammiragli 1409951 wikitext text/x-wiki '''Khayr al-Dīn Barbarossa''', detto '''Ariadeno Barbarossa''' (1478 – 1546), corsaro e ammiraglio ottomano. ==Citazioni su Khayr al-Dīn Barbarossa== *Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di Ariadeno Barbarossa, il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]].</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto». ([[Bruto Amante]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Barbarossa, Khayr al-Dīn}} [[Categoria:Ammiragli]] [[Categoria:Corsari]] [[Categoria:Ottomani]] 0lcqakwgdt51pzv62n75iupry0bn7ba 1409953 1409951 2026-04-09T13:54:07Z Gaux 18878 sezione Note 1409953 wikitext text/x-wiki '''Khayr al-Dīn Barbarossa''', detto '''Ariadeno Barbarossa''' (1478 – 1546), corsaro e ammiraglio ottomano. ==Citazioni su Khayr al-Dīn Barbarossa== *Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di Ariadeno Barbarossa, il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]].</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto». ([[Bruto Amante]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Barbarossa, Khayr al-Dīn}} [[Categoria:Ammiragli]] [[Categoria:Corsari]] [[Categoria:Ottomani]] 1ohwjx4q64q3lcsrmzyaqrpow46v959 1409954 1409953 2026-04-09T14:01:03Z Gaux 18878 immagine 1409954 wikitext text/x-wiki [[File:Hayreddin Barbarossa.jpg|thumb|Ariadeno Barbarossa in un ritratto di Anonimo del XVI sec.]] '''Khayr al-Dīn Barbarossa''', detto '''Ariadeno Barbarossa''' (1478 – 1546), corsaro e ammiraglio ottomano. ==Citazioni su Khayr al-Dīn Barbarossa== *Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di Ariadeno Barbarossa, il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]].</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto». ([[Bruto Amante]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Barbarossa, Khayr al-Dīn}} [[Categoria:Ammiragli]] [[Categoria:Corsari]] [[Categoria:Ottomani]] id7ed3zibholk6xztf7uhhf59qe9nmz 1409955 1409954 2026-04-09T14:05:07Z Gaux 18878 anno del tentativo di ratto 1409955 wikitext text/x-wiki [[File:Hayreddin Barbarossa.jpg|thumb|Ariadeno Barbarossa in un ritratto di Anonimo del XVI sec.]] '''Khayr al-Dīn Barbarossa''', detto '''Ariadeno Barbarossa''' (1478 – 1546), corsaro e ammiraglio ottomano. ==Citazioni su Khayr al-Dīn Barbarossa== *Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di Ariadeno Barbarossa, il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]] del 1534.</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto». 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Mandò pertanto a chiamarlo col consiglio de' suoi [[Pascià|bascià]]<ref>Variante arcaica o desueta di ''pascià''.</ref>. Ed Ariadeno volentieri accettò l'invito, e con quaranta galee, entrato ne' nostri mari, pose nell'Elba nel passare, e saccheggiò il castello del Rio con gran perdita d'anime, e passò dipoi in [[Costantinopoli]]. Dove ricevuto con grande allegrezza e con assai onore, fu dai bassà introdotto al signore, col quale discorrendo delle cose de' cristiani, venne in tanto favore, che come avviene nelle corti tra' grandi, l'invidia gli fu addosso, ed impedì che per allora ei non fosse fatto ammiraglio, come era stato disegnato. ([[Bernardo Segni]]) *Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di Ariadeno Barbarossa, il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]] del 1534.</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto». ([[Bruto Amante]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Barbarossa, Khayr al-Dīn}} [[Categoria:Ammiragli]] [[Categoria:Corsari]] [[Categoria:Ottomani]] dztoi0t64ar0z7xis6nl84vn6nnvi9i 1409969 1409967 2026-04-09T15:28:50Z Gaux 18878 /* Citazioni su Khayr al-Dīn Barbarossa */ altra di Amante 1409969 wikitext text/x-wiki [[File:Hayreddin Barbarossa.jpg|thumb|Ariadeno Barbarossa in un ritratto di Anonimo del XVI sec.]] '''Khayr al-Dīn Barbarossa''', detto '''Ariadeno Barbarossa''' (1478 – 1546), corsaro e ammiraglio ottomano. ==Citazioni su Khayr al-Dīn Barbarossa== *La riputazione d'Ariadeno per l'acquisto del regno {{NDR|di Algeri}} crebbe in tanta fama, che [[Solimano il Magnifico|Solimano]], veduta la gagliardia dell'armata cristiana che gli aveva tolto Corone<ref>Corone o Korone, località del Peloponneso.</ref>, non pensò d'esser bastante a resistere a quella forza senza un capitano grande, quale fu giudicato da lui Barbarossa. Mandò pertanto a chiamarlo col consiglio de' suoi [[Pascià|bascià]]<ref>Variante arcaica o desueta di ''pascià''.</ref>. Ed Ariadeno volentieri accettò l'invito, e con quaranta galee, entrato ne' nostri mari, pose nell'Elba nel passare, e saccheggiò il castello del Rio con gran perdita d'anime, e passò dipoi in [[Costantinopoli]]. Dove ricevuto con grande allegrezza e con assai onore, fu dai bassà introdotto al signore, col quale discorrendo delle cose de' cristiani, venne in tanto favore, che come avviene nelle corti tra' grandi, l'invidia gli fu addosso, ed impedì che per allora ei non fosse fatto ammiraglio, come era stato disegnato. ([[Bernardo Segni]]) *{{NDR|Ariadeno Barbarossa}} Si pose in mare nel 1534 colla formidabile flotta di 80 galee, e si dice che promettesse anche a Solimano di devastare non solo le coste d'Italia, ma di offrirgli un dono molto gradito, arricchendo il serraglio del suo padrone colla cattura della dama italiana, maggiormente celebrata per bellezza, [[Giulia Gonzaga]]! ([[Bruto Amante]]) *Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di Ariadeno Barbarossa, il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]] del 1534.</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto». ([[Bruto Amante]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Barbarossa, Khayr al-Dīn}} [[Categoria:Ammiragli]] [[Categoria:Corsari]] [[Categoria:Ottomani]] jmzie44farlsupylcohkrm3p9kf3p0h 1409970 1409969 2026-04-09T15:29:38Z Gaux 18878 wlink ripetuto 1409970 wikitext text/x-wiki [[File:Hayreddin Barbarossa.jpg|thumb|Ariadeno Barbarossa in un ritratto di Anonimo del XVI sec.]] '''Khayr al-Dīn Barbarossa''', detto '''Ariadeno Barbarossa''' (1478 – 1546), corsaro e ammiraglio ottomano. ==Citazioni su Khayr al-Dīn Barbarossa== *La riputazione d'Ariadeno per l'acquisto del regno {{NDR|di Algeri}} crebbe in tanta fama, che [[Solimano il Magnifico|Solimano]], veduta la gagliardia dell'armata cristiana che gli aveva tolto Corone<ref>Corone o Korone, località del Peloponneso.</ref>, non pensò d'esser bastante a resistere a quella forza senza un capitano grande, quale fu giudicato da lui Barbarossa. Mandò pertanto a chiamarlo col consiglio de' suoi [[Pascià|bascià]]<ref>Variante arcaica o desueta di ''pascià''.</ref>. Ed Ariadeno volentieri accettò l'invito, e con quaranta galee, entrato ne' nostri mari, pose nell'Elba nel passare, e saccheggiò il castello del Rio con gran perdita d'anime, e passò dipoi in [[Costantinopoli]]. Dove ricevuto con grande allegrezza e con assai onore, fu dai bassà introdotto al signore, col quale discorrendo delle cose de' cristiani, venne in tanto favore, che come avviene nelle corti tra' grandi, l'invidia gli fu addosso, ed impedì che per allora ei non fosse fatto ammiraglio, come era stato disegnato. ([[Bernardo Segni]]) *{{NDR|Ariadeno Barbarossa}} Si pose in mare nel 1534 colla formidabile flotta di 80 galee, e si dice che promettesse anche a Solimano di devastare non solo le coste d'Italia, ma di offrirgli un dono molto gradito, arricchendo il serraglio del suo padrone colla cattura della dama italiana, maggiormente celebrata per bellezza, [[Giulia Gonzaga]]! ([[Bruto Amante]]) *Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di Ariadeno Barbarossa, il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di Giulia Gonzaga del 1534.</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto». 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Mandò pertanto a chiamarlo col consiglio de' suoi [[Pascià|bascià]]<ref>Variante arcaica o desueta di ''pascià''.</ref>. Ed Ariadeno volentieri accettò l'invito, e con quaranta galee, entrato ne' nostri mari, pose nell'Elba nel passare, e saccheggiò il castello del Rio con gran perdita d'anime, e passò dipoi in [[Costantinopoli]]. Dove ricevuto con grande allegrezza e con assai onore, fu dai bassà introdotto al signore, col quale discorrendo delle cose de' cristiani, venne in tanto favore, che come avviene nelle corti tra' grandi, l'invidia gli fu addosso, ed impedì che per allora ei non fosse fatto ammiraglio, come era stato disegnato. 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Seguendone le forme in basso, fui colpito dal colore cupo azzurro-nero della sua base, e pensai che potesse significare l'approssimarsi di un altro temporale; ma poi, come lo sguardo discese allo spazio fra gli altipiani orientale ed occidentale, divenni cosciente per la prima volta di avere dinanzi agli occhi non una immagine, ma un reale vasto monte, colla sua vetta coperta di neve. ([[Henry Morton Stanley]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Luoghi dell'Africa]] rm3zbxq98r6n4vis3i6b1m0xg5tnuex 1409960 1409957 2026-04-09T14:14:51Z Marcella Medici (BEIC) 84396 1409960 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Les neiges éternelles, Ruwenzori, Parc national des Virungas, 2004 - 4442805377.jpg|thumb|Il Ruwenzori]] Citazioni sul '''Ruwenzori'''. *A circa cinque miglia dal campo Nsabé, mentre guardavo distrattamente verso Sud-Est, meditando sugli eventi dell'ultimo mese, un servo richiamò la mia attenzione ad una montagna che si diceva coperta di sale, e vidi una nube di forma particolare, di un magnifico colore argenteo, cheassumeva le proporzioni e l'apparenza di una grande montagna coperta di neve. 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([[Henry Morton Stanley]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Catene montuose]] [[Categoria:Luoghi dell'Uganda]] [[Categoria:Luoghi della Repubblica Democratica del Congo]] 7mkixbia79aokd5yezco9qqbb0riwun 1409962 1409961 2026-04-09T14:18:29Z Spinoziano 2297 /* Altri progetti */ 1409962 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Les neiges éternelles, Ruwenzori, Parc national des Virungas, 2004 - 4442805377.jpg|thumb|Il Ruwenzori]] Citazioni sul '''Ruwenzori'''. *A circa cinque miglia dal campo Nsabé, mentre guardavo distrattamente verso Sud-Est, meditando sugli eventi dell'ultimo mese, un servo richiamò la mia attenzione ad una montagna che si diceva coperta di sale, e vidi una nube di forma particolare, di un magnifico colore argenteo, che assumeva le proporzioni e l'apparenza di una grande montagna coperta di neve. Seguendone le forme in basso, fui colpito dal colore cupo azzurro-nero della sua base, e pensai che potesse significare l'approssimarsi di un altro temporale; ma poi, come lo sguardo discese allo spazio fra gli altipiani orientale ed occidentale, divenni cosciente per la prima volta di avere dinanzi agli occhi non una immagine, ma un reale vasto monte, colla sua vetta coperta di neve. ([[Henry Morton Stanley]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Catene montuose]] [[Categoria:Luoghi dell'Uganda]] [[Categoria:Luoghi della Repubblica Democratica del Congo]] 35ggmtrf36bb10ctv1e59d4c4bayobp Bernardo Segni 0 224202 1409963 2026-04-09T14:33:02Z Gaux 18878 Bernardo Segni 1409963 wikitext text/x-wiki '''Bernardo Segni''' (1504 – 1558), storico italiano. ==Citazioni di Bernardo Segni== *La riputazione d'[[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno]] per l'acquisto del regno crebbe in tanta fama, che Solimano, veduta la gagliardia dell'armata cristiana che gli aveva tolto Corone, non pensò d'esser bastante a resistere a quella forza senza un capitano grande, quale fu giudicato da lui Barbarossa. Mandò pertanto a chiamarlo col consiglio de' suoi bascià. Ed Ariadeno volentieri accettò l'invito, e con quaranta galee, entrato ne' nostri mari, pose nell'Elba nel passare, e saccheggiò il castello del Rio con gran perdita d'anime, e passò dipoi in Costantinopoli. Dove ricevuto con grande allegrezza e con assai onore, fu dai bassà introdotto al signore, col quale discorrendo delle cose de' cristiani, venne in tanto favore, che come avviene nelle corti tra' grandi, l'invidia gli fu addosso, ed impedì che per allora ei non fosse fatto ammiraglio, come era stato disegnato [...].<ref>Da ''Storie fiorentine, II vol., p. 394.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Segni, Benardo}} [[Categoria:Storici italiani]] 4q792sx5b2ke6ckoeihhhef6no3benx 1409964 1409963 2026-04-09T14:36:26Z Gaux 18878 immagine 1409964 wikitext text/x-wiki [[File:Portret van Bernardo Segni, RP-P-1909-6119.jpg|thumb|Bernardo Segni]] '''Bernardo Segni''' (1504 – 1558), storico italiano. ==Citazioni di Bernardo Segni== *La riputazione d'[[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno]] per l'acquisto del regno crebbe in tanta fama, che Solimano, veduta la gagliardia dell'armata cristiana che gli aveva tolto Corone, non pensò d'esser bastante a resistere a quella forza senza un capitano grande, quale fu giudicato da lui Barbarossa. Mandò pertanto a chiamarlo col consiglio de' suoi bascià. Ed Ariadeno volentieri accettò l'invito, e con quaranta galee, entrato ne' nostri mari, pose nell'Elba nel passare, e saccheggiò il castello del Rio con gran perdita d'anime, e passò dipoi in Costantinopoli. Dove ricevuto con grande allegrezza e con assai onore, fu dai bassà introdotto al signore, col quale discorrendo delle cose de' cristiani, venne in tanto favore, che come avviene nelle corti tra' grandi, l'invidia gli fu addosso, ed impedì che per allora ei non fosse fatto ammiraglio, come era stato disegnato [...].<ref>Da ''Storie fiorentine, II vol., p. 394.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Segni, Benardo}} [[Categoria:Storici italiani]] amgmlyuh50rg6r4ewe6kvxbzqe9ck6r 1409965 1409964 2026-04-09T14:46:25Z Gaux 18878 /* Citazioni di Bernardo Segni */ wlink e note 1409965 wikitext text/x-wiki [[File:Portret van Bernardo Segni, RP-P-1909-6119.jpg|thumb|Bernardo Segni]] '''Bernardo Segni''' (1504 – 1558), storico italiano. ==Citazioni di Bernardo Segni== *La riputazione d'[[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno]] per l'acquisto del regno {{NDR|di Algeri}} crebbe in tanta fama, che [[Solimano il Magnifico|Solimano]], veduta la gagliardia dell'armata cristiana che gli aveva tolto Corone, non pensò d'esser bastante a resistere a quella forza senza un capitano grande, quale fu giudicato da lui Barbarossa. Mandò pertanto a chiamarlo col consiglio de' suoi [[Pascià|bascià]]<ref>Variante arcaica o desueta di ''pascià''.</ref>. Ed Ariadeno volentieri accettò l'invito, e con quaranta galee, entrato ne' nostri mari, pose nell'Elba nel passare, e saccheggiò il castello del Rio con gran perdita d'anime, e passò dipoi in [[Costantinopoli]]. Dove ricevuto con grande allegrezza e con assai onore, fu dai bassà introdotto al signore, col quale discorrendo delle cose de' cristiani, venne in tanto favore, che come avviene nelle corti tra' grandi, l'invidia gli fu addosso, ed impedì che per allora ei non fosse fatto ammiraglio, come era stato disegnato [...].<ref>Da ''Storie fiorentine, II vol., p. 394.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Segni, Benardo}} [[Categoria:Storici italiani]] sk3syeq71jop7ce9g37f16slfldldot 1409966 1409965 2026-04-09T14:49:58Z Gaux 18878 /* Citazioni di Bernardo Segni */ Corone 1409966 wikitext text/x-wiki [[File:Portret van Bernardo Segni, RP-P-1909-6119.jpg|thumb|Bernardo Segni]] '''Bernardo Segni''' (1504 – 1558), storico italiano. ==Citazioni di Bernardo Segni== *La riputazione d'[[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno]] per l'acquisto del regno {{NDR|di Algeri}} crebbe in tanta fama, che [[Solimano il Magnifico|Solimano]], veduta la gagliardia dell'armata cristiana che gli aveva tolto Corone<ref>Corone o Korone, località del Peloponneso.</ref>, non pensò d'esser bastante a resistere a quella forza senza un capitano grande, quale fu giudicato da lui Barbarossa. Mandò pertanto a chiamarlo col consiglio de' suoi [[Pascià|bascià]]<ref>Variante arcaica o desueta di ''pascià''.</ref>. Ed Ariadeno volentieri accettò l'invito, e con quaranta galee, entrato ne' nostri mari, pose nell'Elba nel passare, e saccheggiò il castello del Rio con gran perdita d'anime, e passò dipoi in [[Costantinopoli]]. Dove ricevuto con grande allegrezza e con assai onore, fu dai bassà introdotto al signore, col quale discorrendo delle cose de' cristiani, venne in tanto favore, che come avviene nelle corti tra' grandi, l'invidia gli fu addosso, ed impedì che per allora ei non fosse fatto ammiraglio, come era stato disegnato [...].<ref>Da ''Storie fiorentine, II vol., p. 394.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Segni, Benardo}} [[Categoria:Storici italiani]] okt2x7euz3oxswp4w00e5eubsy0zuf9 Discussioni utente:Shinzo hoshino 3 224203 1409973 2026-04-09T15:40:35Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1409973 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 17:40, 9 apr 2026 (CEST)}} 6ddgtyxbkrdilq7m0te0onze6p8v65z Ariadeno Barbarossa 0 224204 1409975 2026-04-09T15:58:57Z Gaux 18878 variante usata in Italia 1409975 wikitext text/x-wiki #RINVIA[[Khayr al-Dīn Barbarossa]] r6yfujojs79yrgtl3s36twez9nknpt1 Discussioni utente:Riccardo Moroni 3 224205 1409978 2026-04-09T18:05:01Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1409978 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:05, 9 apr 2026 (CEST)}} ofdqfvdaqfhfr4g2npwkqqnw1nyzhky Luigi Amedeo di Savoia 0 224206 1409985 2026-04-10T05:54:56Z Spinoziano 2297 Redirect alla pagina [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] 1409985 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] h6w68dhvest5qr7c4uq99qkb8w7ifrc Discussioni utente:Umberto Rega 3 224207 1409986 2026-04-10T06:00:10Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1409986 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:00, 10 apr 2026 (CEST)}} fxsuldc8njb3w1d6v1psok6ewshfhln Discussioni utente:Gzanag 3 224208 1409995 2026-04-10T09:05:29Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1409995 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 11:05, 10 apr 2026 (CEST)}} kl1oafyem8qwytl8f9p7tjlq3vvz5w8 Discussioni utente:AerreDG 3 224209 1409996 2026-04-10T10:35:32Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1409996 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:35, 10 apr 2026 (CEST)}} owe0qcppjjcim25d7udyxyst4b9kop0 Discussioni utente:P5858 3 224210 1409998 2026-04-10T11:15:04Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1409998 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 13:15, 10 apr 2026 (CEST)}} jb8qf8uni5mt2c59pmq38f49lraliuh