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Jean-Jacques Rousseau
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[[File:Jean-Jacques Rousseau (painted portrait).jpg|thumb|Jean-Jacques Rousseau]]
'''Jean-Jacques Rousseau''' (1712 – 1778), filosofo, scrittore e musicista svizzero.
==Citazioni di Jean-Jacques Rousseau==
*Conosco troppo gli uomini per ignorare che spesso l'offeso [[perdono|perdona]], ma l'offensore non perdona mai.<ref>Da ''Correspondance''</ref><ref name=diz>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, Rizzoli, 2013.</ref>
*Dei bei [[Colore|colori]], ben sfumati, piacciono alla vista, ma questo piacere è puramente di sensazione. È il disegno, è l'imitazione che conferisce vita e anima a questi colori, sono le passioni che essi esprimono che riescono a muovere le nostre, sono gli oggetti che rappresentano che riescono a colpirci. L'interesse e il sentimento non derivano dai colori in sé; i tratti di un quadro che ci commuove, ci commuovono ancora in una stampa; togliete questi tratti nel quadro, i colori non avranno piu alcuna efficacia.<ref>Da ''Saggio sull'origine delle lingue'', p. 83.</ref>
*[[Francesco Durante|Durante]] è il più grande armonista dell'Italia, vale a dire, del mondo.<ref>Citato in [[Charles Burney]], ''Viaggio musicale in Italia, 1770'', traduzione di Virginia Attanasio, Remo Sandron Editore, 1921, [https://books.google.it/books?id=MCMsAQAAIAAJ&dq=&pg=PA199#v=onepage&q&f=false p. 199].</ref>
*La volontà generale dovrebbe provenire da tutti e applicarsi a tutti.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della filosofia'', traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 159. ISBN 9788858014165</ref>
*Nessuno, in alcuna lingua, ha scritto un romanzo che sia pari o almeno si avvicini a ''[[Samuel Richardson|Clarissa]]''.<ref>Da ''Lettr à [[Jean Baptiste Le Rond d'Alembert |d'Alembert]]''; citato in Ian Watt, ''Le origini del romanzo borghese'' (''The Rise Of The Novel''), traduzione di Luigi Del Grosso Destrieri, Bompiani, Milano, 1985.</ref>
*Nulla vi è di più dolce dell'uomo nel suo stato primitivo, quando posto dalla natura a uguale distanza dalla stupidità dei bruti e dai lumi funesti dell'uomo civile.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della politica'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2018, p. 103. ISBN 9788858019429</ref>
*Ognuno lavora per arrivare al riposo: è ancora la pigrizia che ci rende laboriosi.<ref>Da ''Saggio sull'origine delle lingue'', p. 59, nota.</ref>
*Si vive tranquilli anche nelle prigioni: questo è sufficiente per renderli luoghi desiderabili?<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della filosofia'', traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 158. ISBN 9788858014165</ref>
*'''Rousseau''': «Vi piacciono i [[Gatto|gatti]]?».<br>'''Boswell''': «No».<br>'''Rousseau''': «Ne ero sicuro. È un segno del carattere. In questo avete l'istinto umano del dispotismo. Agli uomini non piacciono i gatti perché il gatto è libero e non si adatterà mai a essere schiavo. Non fa nulla su vostro ordine, come fanno altri animali».<br>'''Boswell''': «Nemmeno una [[gallina]], obbedisce agli ordini».<br>'''Rousseau''': «Vi obbedirebbe, se sapeste farvi capire da essa. Un gatto vi capisce benissimo, ma non vi obbedisce».<ref>Citato in [[James Boswell]], ''Visita a Rosseau e a Voltaire'', traduzione di Bruno Fonzi, Adelphi Edizioni, 1993, pp. 72-73.</ref>
*Tutti, schiavi e vittime dell'[[amor proprio]], non vivono per vivere, ma per far credere di aver vissuto.<ref>Da ''Jean-Jacques giudice di Rousseau''.</ref>
==''Discorso sull'origine e i fondamenti della disuguaglianza''==
*Avrei voluto nascere sotto un governo democratico saggiamente temperato. (dedica alla Repubblica di Ginevra; 1994, p. 120)
*È manifestamente contro la legge di natura, in qualsiasi modo la si definisca, che un fanciullo comandi a un vecchio, che un imbecille conduca un uomo saggio, e che un pugno d'uomini rigurgiti di superfluità mentre la moltitudine affamata manca del necessario. (1972, p. 76)
*[...] poiché non è impresa da poco quella di sceverare ciò che vi è di originario da ciò che vi è di artificiale nella natura attuale dell’uomo, e di conoscere bene uno [[stato di natura|stato {{NDR|di natura}}]] che non esiste più, che forse non è affatto esistito e probabilmente non esisterà mai, e sul quale tuttavia è necessario avere delle idee giuste per giudicare bene intorno al nostro stato presente. (prefazione; 2004, p. 29)
*Infatti sembra che, se sono obbligato a non fare alcun male al mio simile, non è tanto perché esso è un essere ragionevole quanto perché è un essere sensibile – qualità che, essendo comune all'uomo e alla [[animale|bestia]], deve dare a questa almeno il [[diritti degli animali|diritto]] di non essere [[maltrattamento di animali|maltrattata]] inutilmente da quello. (prefazione; 2004, p. 32)
*II primo che, avendo cintato un terreno, pensò di dire "questo [[proprietà|è mio]]" e trovò delle persone abbastanza stupide da credergli, fu il vero fondatore della [[società]] civile. Quanti delitti, quante guerre, quanti assassinii, quante miserie ed errori avrebbe risparmiato al genere umano chi, strappando i piuoli o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili: "Guardatevi dal dare ascolto a questo impostore! Se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra non è di nessuno, siete perduti!" (parte II; 2004, p. 72)
*La [[volontà]] parla ancora quando la [[natura]] tace. (1972, p. 48)
*Oserei quasi assicurare che lo stato di [[riflessione]] è uno stato contro natura, e che l'uomo che medita è un animale depravato. (1972, p. 46)
*Parrebbe dunque che l'uomo, provvisto di denti e di intestini analoghi a quelli degli [[erbivoro|erbivori]], si debba naturalmente collocare in [[vegetarianismo|questa classe]], e tale opinione non solo è confermata dalle osservazioni anatomiche, ma trova largo appoggio nei monumenti dell'antichità. [...] Di qui si vede che tralascio molti elementi a favore che potrei far valere. Essendo infatti la preda quasi la sola causa di lotta fra i carnivori, e vivendo gli erbivori fra loro in una pace costante, se la specie umana fosse appartenuta a questo genere, evidentemente le sarebbe stato molto più facile sussistere nello stato di natura e il suo bisogno e le sue occasioni di uscirne sarebbero stati molto minori. (nota 5; 1971<ref>Citato in Gino Ditadi, ''I filosofi e gli animali'', vol. 2, Isonomia editrice, Este, 1994, p. 707. ISBN 88-85944-12-4</ref>)
==''Emilio o dell'educazione''==
==== [[Incipit]] ====
Tutte le cose sono create buone da Dio, tutte degenerano tra le mani dell'[[uomo]]. Egli costringe un terreno a nutrire i prodotti di un altro, un albero a portare frutti non suoi; mescola e confonde i climi, gli elementi, le stagioni; mutila il cane, il cavallo, lo schiavo; tutto sconvolge, tutto sfigura, ama la deformità, le anomalie; nulla accetta come [[natura]] lo ha fatto, neppure il suo simile: pretende ammaestrarlo per sé come cavallo da giostra, dargli una sagoma di suo gusto, come ad albero di giardino. <!--(p. 63)--><br />
{{NDR|Jean-Jacques Rousseau, ''Emilio o dell'educazione'', traduzione di Paolo Massimi, Armando editore, Roma, 1994. ISBN 88-7144-053-6}}
=== Citazioni ===
==== ''Libro primo'' ====
*Prima della vocazione dei parenti, la [[natura]] lo chiama alla vita umana. Vivere è il mestiere ch'io gli voglio insegnare. (I, I; 1942, p. 21)
*Si pensa soltanto a conservare il proprio [[bambino]]: non è sufficiente; occorre insegnargli a conservarsi da sé quando sarà adulto, a sopportare le percosse del destino, a sfidare l'opulenza e la miseria, a vivere, se necessario, tra i ghiacci dell'Islanda o tra le rocce infocate di Malta. Usate pure ogni possibile precauzione perché non muoia: dovrà ben morire una volta; e quand'anche la sua morte non fosse effetto delle troppe attenzioni, queste sarebbero pur sempre inopportune. Non importa tanto impedirgli di morire, quanto farlo vivere. E [[vivere]] non è respirare: è agire, è fare uso degli organi, dei sensi, delle facoltà, di tutte quelle parti di noi stessi per cui abbiamo il sentimento di esistere. (1994, pp. 71-72)
*Per parte mia, non so di che malattie ci guariscano i [[medico|medici]], ma so di certo che ce ne inoculano di assai funeste: la viltà, la pusillanimità, la credulità, il terrore della morte. Se guariscono il corpo, uccidono il coraggio. (1994, p. 89)
*Quando un [[animale]] è ammalato, soffre in silenzio e non dà in ismanie, né per questo si vedono le bestie patire più che gli uomini. Si obietterà che gli animali, vivendo in maniera più conforme a natura, debbono esser soggetti a minor numero di mali. Ebbene, proprio a questa maniera intendo far vivere il mio allievo; egli deve dunque trarne lo stesso profitto.<br />La sola parte utile della medicina è l'[[igiene]]; e anche l'igiene, del resto, più che una scienza è una virtù. La [[temperanza]] e il [[lavoro]] sono le due vere medicine dell'uomo: il lavoro stimola il suo appetito e la temperanza gl'impedisce di abusarne. (1994, p. 91)
*Le contadine mangiano meno carne e più legumi delle donne di città e questa dieta vegetale sembra più favorevole che contraria sia ad esse, che ai loro bambini. Ma quando [[allattamento|allattano]] bambini di città, si danno loro brodi ristretti e zuppe di [[carne]], nella convinzione che ne ricevano un nutrimento più sostanzioso e possano quindi fornire più latte. Io non sono affatto di questo avviso e ho in ciò il conforto dell'esperienza, che c'insegna come i bambini, allattati così vadano soggetti più degli altri alle coliche e ai vermi. (1994, p. 94)
*Un bambino che non sia [[svezzamento|svezzato]] prima del tempo o che sia svezzato solo per mezzo di alimenti vegetali, e la cui nutrice si cibi anch'ella di vegetali, credo che non possa mai essere soggetto ai vermi. (1994, p. 95)
*Coloro che vorranno discutere più a lungo i vantaggi e gli inconvenienti della [[vegetarianismo|dieta pitagorica]] potranno consultare i trattati che il dottor [[Antonio Cocchi|Cocchi]] e il suo avversario Bianchi hanno scritto su questo importante argomento. (1994, p. 96, nota)
*Anche gli animali apprendono molto. Hanno dei sensi e debbono imparare a farne uso; hanno dei bisogni e debbono imparare a soddisfarli; debbono imparare a mangiare, a camminare, a volare. (1994, p. 101)
*Più il corpo è debole e più comanda; più è forte e più obbedisce. (1972, p. 365)
==== ''Libro secondo'' ====
*Uomini, siate [[umanità (qualità)|umani]], è il vostro primo dovere; siate umani verso tutte le condizioni, verso tutte le età, verso tutto ciò che non è estraneo all'uomo. Quale saggezza può mai esistere fuori dell'umanità? Amate l'[[infanzia]]; favoritene i giuochi, le gioie, le amabili inclinazioni. Chi di voi non ha rimpianto talvolta questa età in cui il riso non si spegne mai sulle labbra e l'anima è sempre serena? (1994, p. 126)
*[...] la [[miseria]] non consiste nella privazione delle cose, ma nell'avvertirne il bisogno. Il mondo reale ha i suoi limiti, il mondo immaginario è infinito; non potendo ampliare l'uno, restringiamo l'altro, poiché solo dalla loro sproporzione nascono tutte le sofferenze che ci rendono davvero infelici. Ove si escludano la forza, la salute e la buona coscienza di sé, tutti gli altri beni di questa vita sono opinione; eccettuati i dolori del corpo e i rimorsi della coscienza, tutti i nostri mali sono immaginari. (1994, p. 129)
*Tutti gli animali hanno esattamente le facoltà necessarie per conservarsi. Solo l'uomo ne ha di superflue. Non è strano che proprio questa eccedenza sia lo strumento della sua infelicità? (1994, p. 130)
*La prima legge della [[rassegnazione]] ci viene dalla natura. I selvaggi, non diversamente dagli animali, si ribellano assai poco contro la [[morte]] e la sopportano quasi senza lamenti. (1994, p. 131)
*Fa veramente la propria [[volontà]] solo chi non ha bisogno, per farla, di accrescere la potenza del proprio braccio con quella del braccio altrui: ne consegue che il primo di tutti i beni non è l'[[autorità]], ma la [[libertà]]. (1994, p. 134)
*L'uomo è [[imitazione|imitatore]] e anche l'animale lo è; il gusto dell'imitazione è proprio della natura bene ordinata, ma degenera in vizio nella società. La [[scimmia]] imita l'uomo, di cui ha timore, e non imita gli animali che disprezza: giudica buono ciò che fa un essere migliore di lei. (1994, p. 166)
*Un selvaggio che assaggia il [[vino]] per la prima volta fa smorfie di disgusto e lo sputa; anche tra noi, chiunque abbia vissuto fino a vent'anni senza mai assaporare bevande fermentate, non può più abituarvisi: saremmo tutti astemi, se non ci venisse offerto del vino fin dalla tenera età. (1994, p. 239)
*Una delle prove che il gusto della carne non è naturale per l'uomo è l'indifferenza che i fanciulli hanno per questa vivanda, mentre tutti preferiscono alimenti vegetali, come i latticini, i farinacei, la frutta e così via. È soprattutto importante non snaturare questa primitiva inclinazione ed evitare in ogni modo di rendere i fanciulli carnivori, almeno per il loro carattere, se non per la loro salute, poiché, comunque si spieghi il fenomeno, è certo che i grandi mangiatori di carne sono in genere più crudeli e feroci degli altri uomini: è un fatto che viene osservato in tutti i luoghi e in tutti i tempi. (1994, pp. 242-243)
*I grandi criminali si incalliscono nel delitto abbeverandosi di sangue. [[Omero]] rappresenta i Ciclopi, mangiatori di carne, come uomini mostruosi, e i Lotofagi come un popolo così amabile che, chiunque aveva cominciato a conoscerli, dimenticava persino il proprio paese per vivere con loro. (1994, p. 243)
*Oserò esporre qui la più grande, la più importante, la più utile norma di tutta l'educazione? Non è guadagnare del tempo, ma perderne. (1972, p. 396)
*Ogni età, ogni stato della vita, ha la sua perfezione conveniente, la specie di maturità che gli è propria. (1972, p. 451)
====''Libro terzo''====
*Io odio i libri; essi non insegnano che a parlare di quello che non si sa. (1972, p. 472)
==== ''Libro quarto'' ====
*Chiunque arrossisce è già colpevole: la vera innocenza non ha [[vergogna]] di niente. (1994, p. 336)
*Noi [[nascere|nasciamo]], per così dire, due volte: l'una per esistere, l'altra per vivere; l'una per la specie, l'altra per il sesso. Coloro che considerano la [[donna]] come un uomo imperfetto hanno indubbiamente torto, ma l'analogia esteriore dà loro ragione. (1994, p. 327)
*Per concludere, insegnate al vostro allievo ad amare tutti gli uomini, anche quelli che disprezzano i loro simili; fate in modo che non si rinchiuda in nessuna classe sociale, ma si ritrovi in tutte; dinanzi a lui parlate del genere umano con tenerezza, con pietà, ma giammai con disprezzo. O uomo, non disonorare l'uomo. (1994, p. 349)
*L'uomo [[allegria|allegro]] è spesso soltanto uno sventurato, che cerca di trarre gli altri in inganno e di stordire se stesso. (1994, p. 355)
*Un uomo veramente [[felicità|felice]] non parla, non ride: la sua felicità, per così dire, se la stringe al cuore. La giocosità chiassosa, la gioia turbolenta nascondono il disgusto e la noia. (1994, p. 355)
*L'inquietudine dei desideri produce la [[curiosità]] e l'incostanza: il vuoto dei piaceri turbolenti genera la [[noia]]. Nessuno si annoia mai della sua condizione, quando non ne conosce di più piacevoli. Tra tutti gli uomini del mondo, i selvaggi sono i meno curiosi e i meno soggetti alla noia; tutto riesce loro indifferente: non è delle cose che gioiscono, bensì di se stessi; trascorrono la vita a non far nulla e non si annoiano mai. (1994, p. 355)
*Non vorrei mettere nelle mani di un giovane né [[Polibio]] né [[Sallustio]]; l'opera di [[Tacito]] è buona per uomini d'età provetta, i giovani non possono capirla: bisogna imparare a scorgere nelle azioni umane i primi lineamenti del cuore umano, prima di volerne sondare le profondità; bisogna saper leggere bene nei fatti prima di leggere nelle massime. (1994, p. 370)
*È [[Tucidide]], a parer mio, il vero modello degli storici. Riferisce i fatti senza giudicarli, ma insieme non omette alcuna circostanza che ci consenta di giudicarli noi stessi. Tutto ciò che racconta lo mette dinanzi agli occhi del lettore: invece d'interporsi tra il lettore e gli avvenimenti, si tiene in disparte e quasi non ci sembra più di leggere, ma di vedere. Purtroppo egli parla sempre di guerra e nelle sue narrazioni troviamo quasi esclusivamente quel che vi è di meno istruttivo al mondo: le battaglie. (1994, p. 370)
*Il buon [[Erodoto]], privo di ritratti e di massime, ma scorrevole, ingenuo, ricco di particolari capaci d'interessare e di piacere, sarebbe forse il migliore degli storici, se questi stessi particolari non degenerassero spesso in forme di puerile semplicità, più adatte a rovinare che a formare il gusto dei giovani: è già necessario un certo discernimento per leggerlo. Nulla dico di [[Tito Livio]]: il suo turno verrà; ma è politico, è oratorio, è tutto ciò che meno si addice a quest'età. (1994, p. 370)
*[[Plutarco]] {{NDR|nelle ''[[Vite parallele]]''}} eccelle proprio per quei particolari nei quali non osiamo più entrare. Ha una grazia inimitabile nel dipingere i grandi uomini nelle piccole cose; ed è così felice nella scelta delle sue notazioni, che spesso una parola, un sorriso, un gesto gli basta per caratterizzare il suo eroe. Con una battuta di spirito Annibale rassicura l'esercito spaventato e lo fa marciare ridendo verso la battaglia che lo rese padrone dell'Italia. Agesilao che si diverte a cavalcare un bastone mi fa amare il vincitore del grande re. Cesare, mentre chiacchiera con gli amici attraversando un piccolo villaggio, ci svela senza accorgersene quanta malizia fosse in lui, allorché affermava di voler essere soltanto eguale a Pompeo. Alessandro inghiotte un farmaco sospetto, senza dire una parola: è il più bel gesto della sua vita. Aristide scrive il suo nome sopra una conchiglia e giustifica così il suo soprannome. Filopemene, deposto il mantello, spacca la legna nella cucina del suo ospite. Questa è la vera arte del dipingere. (1994, p. 372)
*Uno dei più grandi uomini dell'ultimo secolo fu incontestabilmente il [[Henri de La Tour d'Auvergne, visconte di Turenne|Turenne]]. Vi è chi ha avuto il coraggio di rendere la sua vita interessante con piccoli particolari che lo fanno conoscere e amare. Ma quanti se ne sono dovuti sopprimere che l'avrebbero fatto conoscere ed amare di più! (1994, p. 372)
*Invano gli abissi dell'infinito sono aperti tutto attorno a noi: un fanciullo non ne può essere spaventato: i suoi occhi deboli non ne possono sondare la profondità. Se si parla ai fanciulli della potenza di [[Dio]], essi lo stimeranno quasi forte quanto loro padre. (IV, V; 1942, p. 86)
*Quantunque il [[pudore]] sia naturale alla specie umana, naturalmente i fanciulli non ne hanno punto. Il pudore non nasce che con la conoscenza del male. (1972, p. 498)
*Che ci guadagna [[Epitteto]] a prevedere che il suo padrone gli romperà la gamba? Gliela rompe meno per questo? Egli ha, oltre al suo male, il male della previdenza. (1972, p. 505)
*Non c'è pazzia dalla quale non si possa guarire un uomo che non è pazzo, all'infuori della [[vanità]]. (1972, p. 521)
*Ma a che servono allo scettico [[Montaigne]] i tormenti ch'egli si dà per dissotterrare in un angolo del mondo un costume opposto alle leggi di giustizia? A che gli serve di dare ai più sospetti viaggiatori l'autorità che rifiuta agli scrittori più celebri? Alcuni usi incerti e bizzarri, fondati su cause locali che ci sono sconosciute, distruggeranno l'induzione generale tratta dal concorso di tutti i popoli, opposti in tutto il resto, e d'accordo su questo solo punto? O Montaigne, tu che ti vanti di franchezza e di verità, sii sincero e veritiero, se un filosofo lo può essere, e dimmi se vi è qualche paese sulla terra in cui sia un delitto serbare la propria fede, l'essere clemente, benefico, generoso; in cui l'uomo dabbene sia spregevole e il perfido sia onorato. (1972, p. 557)
====''Libro quinto''====
*Dal momento che è dimostrato che l'uomo e la donna non sono né devono essere costituiti allo stesso modo, per il carattere e per il temperamento, ne risulta ch'essi non debbono avere la medesima educazione. (1972, p. 616)
*L'uomo dice ciò che sa, la donna dice ciò che piace. (1972, p. 626)
*L'abuso dei libri uccide la scienza. Credendo di sapere ciò che si è letto, ci si crede esentati dall'impararlo. La troppa lettura non serve che a fare dei presuntuosi ignoranti. (1972, p. 688)
===Citazioni sull'''Emilio''===
*L<nowiki>'</nowiki>''Emile'' soprattutto mi è sempre piaciuto per la giustezza delle idee e la forza della logica. ([[Camillo Benso, conte di Cavour]])
*Mi resi conto che i soli maestri di danza che io potessi avere erano il J. J. Rousseau dell'''Emile'', [[Walt Whitman]] e [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]]. ([[Isadora Duncan]])
*Nonostante i temi paradossali e stravaganti, l'''Emilio'' fu la più notevole opera educativa scritta nel XVIII secolo: a giudicare dagli effetti che ebbe sul pensiero e sull'azione può anzi essere definita, la più importante che sia stata mai scritta sull'educazione. ([[William Boyd]])
==''Giulia o la nuova Eloisa''==
===[[Incipit]]===
Sento ormai che vi debbo fuggire, signorina: avrei dovuto aspettare assai meno; o meglio, non avrei mai dovuto vedervi. Ma che fare, oggi? Come risolvermi? M'avete promesso amicizia; considerate le mie perplessità, consigliatemi.
===Citazioni===
*Il [[gusto]] è in certo modo il microscopio del giudizio. (p. 70)
*Odio le cattive [[massime]] più ancora che le cattive azioni. (p. 110)
*La pazienza è amara ma porta dolci frutti! (p. 140)
*L'arte di dar gusto ai [[Piacere|piaceri]] non è che quella di esserne avari. (p. 569)
*Per mutare uno spirito bisognerebbe cambiare l'organizzazione interna; per mutare un carattere bisognerebbe cambiare il temperamento dal quale dipende. Avete mai sentito dire che un collerico sia diventato flemmatico, e che uno spirito metodico e freddo sia diventato immaginoso? Quanto a me, mi parrebbe che sia egualmente facile fare un biondo d'un bruno, e d'uno sciocco un uomo intelligente. Quindi si pretenderebbe invano di rifondere i vari spiriti su un modello comune. Si possono costringere, ma non mutare; si può impedire agli uomini di mostrarsi come sono, ma non farli diventare altri; e se nel corso solito della vita sanno dissimulare, li vedrete în tutte le occasioni importanti riprendere il loro carattere originale, e abbandonarsi a quello tanto più sregolatamente in quanto non conoscon più regola abbandonandovisi. Torno a dire che non si tratta di cambiare il carattere e di piegare il naturale, bensì di spingerlo fin dove è possibile che giunga, di coltivarlo e di impedire che degeneri; perché in questo modo un uomo diventa ciò che è possibile che sia, e l'opera della natura è compiuta in lui dall'educazione. Ora, prima di coltivare il carattere bisogna studiarlo, aspettare tranquillamente che si sveli, fornirgli le occasioni di svelarsi, e sempre astenersi dal fare piuttosto che rischiar di far male. A questo genio bisogna fornire ali, a quest'altro pastoie; uno vuol essere spinto, l'altro trattenuto; uno vuol essere lusingato, l'altro intimidito; ora bisogna illuminare, ora spegnere. C'è chi è fatto per portare all'estremo le conoscenze umane; a un altro riesce nocivo persino saper leggere. Aspettiamo la prima scintilla della ragione; a quella tocca rivelare il carattere e dargli la sua vera forma; grazie a lei lo si coltiva, e prima della ragione non esiste vera educazione per l'uomo. (pp. 590-591)
*Se mai la [[vanità]] ha fatto felice qualcuno al mondo, sicuramente quel felice non era che uno sciocco. (p. 599, nota)
*Una grande passione infelice induce potentemente alla saggezza. (p. 703)
*Non sapete che la virtù è uno stato di guerra, e che per viverci sempre bisogna sostenere qualche battaglia contro di sé? (p. 708)
*Non so immaginare che un [[libro]] possa essere buono, se non fa diventare buoni i suoi [[lettore|lettori]].<ref>Citato in Fernando Palazzi, Silvio Spaventa Filippi, ''Il libro dei mille savi'', § 4062, Hoepli, Milano, 1927, p. 505.</ref> (II, 18)
==''Il contratto sociale''==
===[[Incipit]]===
L'uomo è nato libero e ovunque si trova in [[catena|catene]]. Anche chi si crede il padrone degli altri non è meno schiavo di loro. Come si è prodotto questo cambiamento? Lo ignoro. Cosa può renderlo legittimo? Credo di poter risolvere tale problema.<br>
Se non considerassi che la forza e l'effetto che ne deriva, direi: finché un Popolo è costretto a obbedire e obbedisce fa bene, appena può scuotere il giogo e lo scuote fa ancora meglio, giacché, recuperando la sua libertà per mezzo dello stesso diritto con cui gli è stata sottratta, o è autorizzato a riprendersela o nessuno lo era mai stato a togliergliela.<ref>È accennata la critica alla forza come criterio di legittimazione dell'ordine politico, che sarà argomentata poi nel capitolo 3 di questo Libro I. Vedi anche ''DIscours sul l'inégalité'', in ''O.C.'', III, p. 191: «il Despota è il Padrone solo finché è il più forte, e [...] appena si può cacciarlo, non è in condizione di reclamare nulla contro la violenza. La sommossa che finisce per strangolare o detronizzare un Sultano è un atto giuridico alla stessa stregua di quelli mediante i quali egli disponeva fino al giorno prima delle vite e dei beni dei suoi Sudditi».</ref> D'altra parte l'ordine sociale è un diritto sacro, che serve da base a tutti gli altri.
===Citazioni===
*La più antica tra le società, e la sola naturale, è la [[famiglia]]. Tuttavia i figli restano legati al padre solo per il periodo in cui hanno bisogno di lui per mantenersi in vita. Appena questo bisogno cessa, il legame naturale si scioglie. Una volta i figli esentati dall'obbedienza che dovranno al padre, e il padre esentato dalle cure che doveva ai figli, tutti rientrano egualmente nell'indipendenza. Se continuano a restare uniti, ciò non accade più naturalmente, ma volontariamente; e la famiglia stessa si conserva soltanto per convenzione. (I, 2)
*Rinunciare alla propria libertà significa rinunciare alla propria qualifica di uomo, ai diritti dell'umanità e anche ai propri doveri. (I, 4)
*Nella Volontà Generale [...] i membri sono una parte indivisibile dell'intero. (I, 6)<ref>Citato in ''Come funziona la filosofia'', a cura di Marcus Weeks, traduzione di Daniele Ballarini, Gribaudo, 2020, p. 206. ISBN 9788858025598</ref>
*L'impulso del solo appetito è schiavitù, e l'obbiedienza alla legge che noi stessi ci siamo dati è libertà.
:''L'impulsion du seul appétit est esclavage, et l'obéissance à la loi qu'on s'est prescrite est liberté''. (''Du contrat social'', éd. Marc-Michel Rey, 1762, parte I, cap. VIII ("De l'état civil"), p. 43)
*In uno stato ben governato vi sono poche punizioni, non perché si facciano molte grazie, ma perché vi sono pochi criminali: quando lo stato è in decadenza il gran numero dei crimini ne assicura l'impunità. (II, 5)
*Da solo il [[popolo]] vuole sempre il bene, ma non sempre, da solo, lo vede. La volontà generale è sempre retta, ma il giudizio che la guida non è sempre illuminato. Bisogna presentarle gli oggetti talvolta quali sono e talvolta quai debbono sembrare; bisogna mostrarle la buona strada che essa cerca, difendendola dalla seduzione delle volontà particolari, avvicinando ai suoi occhi i luoghi e i tempi, bilanciando l'attrattiva dei vantaggi immediati e sensibili, col pericolo dei mali lontani e nascosti. I singoli vedono il bene che rigettano, la collettività vuole il bene che non vede. Tutti hanno ugualmente bisogno di una guida: bisogna costringere gli uni ad adeguare la loro volontà alla ragione; bisogna insegnare al popolo a conoscere ciò che vuole. Allora dai pubblici lumi deriva l'unione dell'intelletto e della volontà nel corpo sociale; da questo verrà l'esatta partecipazione delle parti e infine la maggior forza del tutto. Ecco donde sorge la necessità di un legislatore. (II, 6)
*Per scoprire le migliori regole di società, quali possono convenire alle nazioni, sarebbe necessaria un'intelligenza superiore che vedesse tutte le passioni senza provarne alcuna, che non avesse alcun rapporto con la nostra natura pur conoscendola a fondo, che avesse, indipendentemente da noi, una propria felicità e che tuttavia volesse occuparsi della nostra, infine che, nello svolgersi dei tempi, potesse lavorare in un secolo e godere in un altro, preparandosi una gloria lontana. Sarebbero necessari degli dèi per dare delle leggi agli uomini. (II, 7)
*Popoli liberi, ricordatevi di questa massima: «La libertà si può conquistare, ma recuperare non si può mai». (II, 8)<ref>Da ''Del contratto sociale'', in ''Opere'', p. 298.</ref>
*Se ci fosse un popolo di dei, si governerebbe [[democrazia|democraticamente]]. Un governo così perfetto non è adatto agli uomini. (III, 4)
*Se anche [[Sparta]] e [[Roma]] sono perite, quale [[Stato]] può sperare di durare in eterno? (III, 11)
*Ricordatevi che le mura delle città si fanno con le macerie delle case di campagna. (III, 13).<ref name="sordi">Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, Rizzoli, 1992. ISBN 881714603X</ref>
*Appena il servizio pubblico cessi di essere la cura principale dei cittadini, ed essi preferiscano servire di loro borsa che di persona, lo Stato è già vicino alla rovina. (III, 15)<ref>Da ''Del contratto sociale'', in ''Opere'', p. 322.</ref>
*I depositari del potere esecutivo non sono i padroni del popolo, bensì i suoi [[Funzionario|funzionari]] [...]; esso può nominarli o destituirli quando gli piaccia. (III, 18)
*Costituisce una previdenza quanto mai necessaria quella di essere consapevoli che non si può prevedere tutto. (IV, 6)
==''Le confessioni''==
===[[Incipit]]===
''Intus et in cute''<ref>«[[:w:Dentro e sotto la pelle|Dentro e sotto la pelle]]» ([[Aulo Persio Flacco]], ''Satire'', III, 30).</ref><br>1. Mi accingo ad un'impresa che non ebbe mai esempio e la cui esecuzione non avrà imitatori. Voglio mostrare ai miei simili un uomo in tutta la verità della natura; e quest'uomo sarò io.<br>2. Io solo. Sento il mio cuore e conosco gli uomini. Non sono fatto come nessuno di quanti ho conosciuto; oso credere che non sono fatto come nessuno di quanti esistono. Se non valgo di più, almeno sono diverso. Si potrà giudicare se la natura abbia fatto bene o male a spezzare lo stampo nel quale mi ha foggiato soltanto dopo avermi letto.
{{NDR|Jean Jacques Rousseau, ''Le confessioni'', traduzione di Valentina Valente, EDIPEM, 1973.}}
===Citazioni===
*{{NDR|Le ''[[Vite parallele]]'' di [[Plutarco]]}} diventò la mia lettura preferita. Il piacere che prendevo a rileggerlo di continuo mi guarì un po' dai romanzi e, ben presto, preferii Agesilao, Bruto, Aristide a Orondate, Aliamene e Giuba. Da queste letture interessanti, dalle conversazioni cui davano origine tra me e mio padre derivò la formazione di quello spirito libero e repubblicano, di quel carattere indomabile e fiero, insofferente alle costrizioni e alla servitù, che mi ha tormentato per tutta la vita nelle situazioni meno propizie per svilupparlo. (parte I, lib. I<ref>Citato in Emma Nardi, ''Oltre l'Emilio: scritti di Rousseau sull'educazione'', FrancoAngeli, Milano, 2005, [https://books.google.it/books?id=ME9VM9DRh2cC&pg=PA67 p. 67]. ISBN 88-464-6331-5</ref>)
*Il [[denaro]] che si possiede è l'istrumento della [[libertà]]; quello cui si fa la caccia, è quello della servitù. (parte I, lib. I; ed. Sonzogno, p. 39)
*[...] il [[rimorso]] s'addormenta in un prospero destino, e s'inasprisce nell'avversità. (parte I, lib. II; ed. Sonzogno, p. 70)
*{{NDR|L'abate Jean-Claude Gaime (1692-1761)}} Mi fece comprendere che l'entusiasmo per le virtù sublimi era poco in uso nella società, che lanciandosi troppo in alto si era soggetti alle cadute, che la continuità dei piccoli doveri sempre bene adempiuti non richiedeva minore forza delle azioni eroiche, che essa era più utile all'onore e alla felicità, e che era infinitamente meglio avere sempre la stima degli uomini che qualche volta la loro ammirazione. (parte I, lib. III; 1972, p. 796)
*{{NDR|Sulla [[masturbazione]]}} Questo vizio, che la vergogna e la timidità trovano tanto comodo, ha di più una grande attrazione per le immaginazioni vivaci; è quella di disporre, per così dire, di tutto il sesso, e di far servire ai loro piaceri la beltà che le tenta, senza aver bisogno di ottenere la sua confessione. (parte I, lib. III; ed. Sonzogno, p. 85)
*Bisogna nondimeno render giustizia ai [[francesi]]: essi non si perdono poi, tanto quanto si dice, in proteste; e quelle che fanno sono quasi sempre sincere; ma hanno una maniera di mostrar d'interessarsi a noi, che v'inganna più delle parole. I grossi complimenti degli svizzeri, non possono imporre che agli sciocchi. Le maniere dei francesi sono più seducenti perciò appunto che sono più semplici; si crederebbe che essi non vi dicono tutto quel che vogliono fare, per sorprendervi più piacevolmente. Dirò di più: non sono falsi nelle loro dimostrazioni; sono naturalmente officiosi, umani, benevoli, ed anco, checché se ne dica, più veritieri che alcun'altra nazione; ma sono leggieri e incostanti. Hanno infatti il sentimento che vi esternano; ma questo sentimento se ne va com'è venuto. Parlandovi, sono pieni di voi; non vedendovi più, vi dimenticano. Nulla è permanente nel loro cuore; tutto è per loro l'opera d'un momento. (parte I, lib. IV; ed. Sonzogno, p. 119)
*Se voglio dipingere la primavera bisogna ch'io sia in [[inverno]]; se voglio descrivere un bel paesaggio bisogna ch'io sia tra quattro mura, e ho detto cento volte che se mai fossi messo alla Bastiglia, vi dipingerei il quadro della libertà. (parte I, lib. IV; 1973, p. 136)
*[...] la vera [[felicità]] non si descrive, si sente, e si sente tanto meglio quanto meno si può descrivere, perché non risulta da un complesso di fatti, ma da uno stato permanente. (parte I, lib. V; ed. Sonzogno, p. 168)
*Quando ero a Motiers andavo a fare stringhe dalle mie vicine; se ritornassi nel mondo terrei sempre un misirizzi nella mia tasca e ci giocherei tutto il giorno, per poter non parlare, quando non avessi niente da dire. Se ognuno facesse altrettanto, gli uomini diventerebbero meno cattivi, i loro rapporti più sicuri, e credo, più piacevoli. Insomma, ridano, se vogliono, i burloni, ma io sostengo che l'unica morale alla portata del secolo presente è quella del misirizzi. (libro V; 1972, p. 859)
*Tutti gli [[animali]] diffidano dell'uomo, e non hanno torto; ma non appena sono sicuri che egli non vuol nuocer loro, la loro confidenza diventa tanto grande, che bisogna esser più che barbari per abusarne. (parte I, lib. VI; ed. Sonzogno, p. 171)
*Gli amori di viaggio non son fatti per durare. (parte I, lib. VI; 1973, p. 194)
*Mi avevano detto di andare a vedere il [[Pont du Gard|ponte del Gard]], e non mancai d'andarvi. Era la prima opera dei Romani che avessi veduta. Mi aspettavo di vedere un monumento degno delle mani che lo avevano costruito. Debbo confessare che l'opera sorpassò la mia aspettativa e fu la sola volta in vita mia. Non era dato infatti che ai Romani di produrla. L'aspetto di quel semplice e nobile lavoro mi colpì, di tanto più che è in mezzo d'un deserto, ove il silenzio e la solitudine rendono il ponte più {{sic|maraviglioso}} e l'ammirazione più viva, perché questo preteso ponte non è che un acquedotto. Ci si {{sic|dimanda}} qual forza ha trasportato quelle pietre enormi, sì lontane da ogni cava, ed ha riunito le braccia di tante {{sic|migliaja}} d'uomini in un luogo ove non ne abita alcuno. Percorsi i tre piani di quel superbo {{sic|edifizio}}, che il rispetto m'impediva quasi di calpestare. Il rumore de' miei passi sotto quelle immense volte, mi faceva creder di udire la forte voce di coloro che l'avevan {{sic|costrutto}}. Mi perdevo come un insetto in quella immensità. Sentivo, pur facendomi piccin piccino, un non so che, che mi sollevava l'anima, e mi {{sic|diceva}} sospirando: {{sic|P}}erché non sono nato Romano? (parte I, lib. VI; ed. Sonzogno, p. 181)
*Diedero libera scelta ai passeggeri di trascorrerla {{NDR|la [[quarantena]]}} a bordo o nel [[Lazzaretto di Genova|lazzaretto]], nel quale ci prevenirono che non avremmo trovato altro che i quattro muri, poiché non s'era ancora avuto il tempo d'ammobiliarlo. Scelsero tutti la feluca. Il calore insopportabile, lo scarso spazio, l'impossibilità di camminare, gl'insetti mi fecero preferire il lazzaretto, a rischio di tutto, e venni condotto in un grande palazzo a due piani assolutamente nudo, dove non trovai né imposte né letto, né tavola né sedia, nemmeno uno sgabello per sedermi né un fascio di paglia per sdraiarmi. Mi portarono il mantello, il sacco da notte, le mie due {{sic|valige}}; mi rinchiusero con due grandi porte dalle serrature massicce, e rimasi là, padrone di passeggiare a mio agio di stanza in stanza e di piano in piano, trovando ovunque la stessa solitudine e la medesima nudità. [...] In breve, m'arrangiai così bene che, eccettuate le tende alle finestre, in quel lazzaretto assolutamente spoglio, stavo quasi tanto comodamente quanto in Via Verdelet. I pasti mi venivan serviti con molta pompa; due granatieri, baionetta in canna, li scortavano: la scala era la mia sala da pranzo; il pianerottolo, la tavola; lo scalino inferiore, la seggiola, e quando il pranzo era servito, ritirandosi suonavano una campanella per avvertirmi di mettermi a tavola. Fra i pasti, quando non leggevo né scrivevo, o non attendevo all'arredamento, andavo a passeggiare nel cimitero dei protestanti, che mi faceva da cortile, ove salivo in un lucernario che dava sul porto e donde potevo veder entrare e uscire le navi. (parte II, lib. VII; 1996, vol. II, pp. 329-330)
*È soprattutto nella [[solitudine]] che si sente il vantaggio di vivere con qualcuno che sappia pensare. (parte II, lib. IX; ed. Sonzogno, p. 286)
*Avevo sempre riso dell'ingenuità fittizia di [[Montaigne]], il quale, simulando di confessare i propri difetti, ha gran cura di attribuirsene solo di gradevoli; mentre io che mi ero sempre ritenuto, e che mi ritengo ancora, tutto sommato, il migliore degli uomini, sentivo che non esiste animo umano, per quanto puro, che non ricetti qualche odioso vizio. (parte II, lib. X, § II; 2006)
*{{NDR|Lettera a [[Voltaire]]}} Io non vi voglio affatto bene Signore; voi mi avete fatto i mali di cui potevo patire di più, a me, vostro discepolo e vostro fanatico partigiano. Avete rovinato Ginevra come prezzo dell'asilo che vi avete ricevuto; avete allontanato da me i miei concittadini come ricompensa degli applausi che vi ho prodigato fra di essi; siete voi a rendermi insopportabile il soggiorno nel mio paese; siete voi che mi farete morire in terra straniera, privo di tutte le consolazioni dei morenti, e gettato per unico onore in un deposito di rifiuti, mentre tutti gli onori che un uomo può aspettarsi vi accompagneranno nel mio paese. Vi odio, insomma, perché l'avete voluto; ma vi odio da uomo anche più degno di amarvi se voi l'aveste voluto. Di tutti i sentimenti di cui il mio cuore era compenetrato, vi resta solo l'ammirazione che non si può rifiutare per il vostro bel genio e l'amore per i vostri scritti. Se posso onorare in voi solo i vostri talenti, non è colpa mia. Non verrò mai meno al rispetto che è loro dovuto, né al modo di procedere che questo rispetto esige. (17 giugno 1760, libro X; 1990, p. 626)
*L'[[ozio]] che io amo non è quello di un fannullone che se ne sta colle braccia incrociate in una totale inazione, e non pensa più che non agisce. È al tempo stesso quello d'un fanciullo che è incessantemente in moto senza far nulla, è quello d'un insensato che batte la campagna, mentre le sue braccia sono in riposo. Preferisco occuparmi a far dei nonnulla, a cominciar cento cose e non finirne alcuna, ad andare e venire come la testa mi detta, a cambiare ad ogni istante di progetto, a seguire una mosca in tutte le sue mosse voler sradicare una rupe per veder cosa vi è sotto, a intraprendere con ardore un lavoro di dieci anni per abbandonarlo in capo a dieci minuti senza dispiacere, a perdere insomma tutta la giornata senza ordine e senza seguito, e a non seguire in ogni cosa che il capriccio del momento. (parte II, lib. XII; ed. Sonzogno, p. 427)
===Citazioni su ''Le confessioni''===
*Arrivando alla fine delle ''Confessioni'' di Rousseau, si ha la netta impressione di aver conosciuto un uomo alla ricerca di un abbraccio empatico oceanico, nonostante molti aspetti della sua vita fossero di tutt'altra natura. ([[Jeremy Rifkin]])
==''Le passeggiate solitarie''==
===[[Incipit]]===
====Beniamino Dal Fabbro====
E ora eccomi solo sulla terra, non avendo altro fratello, prossimo, amico, che me stesso. Socievolissimo e amorevolissimo tra gli uomini, io ne fui proscritto per unanime accordo; nella raffinatezza dell'odio, essi hanno cercato quale tormento potesse meglio incrudelire sulla mia sensibile anima, e hanno violentemente spezzato tutt'i legami che a loro mi tenevano. Li avrei amati a dispetto di loro stessi, gli uomini; non hanno potuto sottrarsi al mio affetto che rinunciando a esserlo. Ed eccoli stranieri, sconosciuti, nulli insomma per me; e per averlo voluto. Ma io, distaccato da loro e da tutto, io stesso che cosa sono? Ecco quello che mi resta da indagare. Sfortunatamente, questa ricerca dev'essere preceduta da uno sguardo sulla mia posizione: traverso quest'idea bisogna per forza che io passi, per giungere da loro sino a me.
====Zino Zini====
Eccomi dunque solo su questa terra, non ho più né fratelli, né parenti, né amici, né altra compagnia che quella di me stesso. Un accordo unanime ha messo al bando del genere umano appunto l'essere più socievole e più capace d'affetto. Gli uomini nel loro odio raffinato sono andati a cercare qual tormento potesse più crudelmente ferire la mia anima sensibile, ed hanno violentemente spezzato ogni vincolo che ad essi mi legava. Avrei amato gli uomini anche a loro dispetto. Soltanto rinunziando alla loro umanità si sono potuti sottrarre al mio amore. Eccoli {{sic|omai}} fatti stranieri, ignoti, diventati per me insomma un nulla, e questo perché l'hanno voluto. Ma io, staccato da loro e da tutto, che sono io stesso? Appunto questo mi rimane da cercare. Sventuratamente debbo far precedere una tal ricerca da un rapido esame della mia condizione. È un corso di pensieri che necessariamente devo seguire per giungere da loro sino a me.
{{NDR|Jean-Jacques Rousseau, ''Le passeggiate del pensatore solitario'', a cura di Zino Zini, UTET, 1939.}}
===Citazioni===
*[...] sentendo inutili tutt'i miei sforzi e tormentandomi in pura perdita, ho preso il solo partito che mi restava da prendere, ossia quello di sottomettermi alla mia sorte, senza recalcitrare oltre contro il destino. In questa rassegnazione ho trovato compenso a tutt'i miei mali, per la calma che mi procura, e che non potrebbe conciliarsi col travaglio continuo d'una resistenza penosa quanto sterile. (I; 1972, p. 1322)
*{{NDR|I miei persecutori}} hanno esaurito in anticipo tutte le loro risorse; non lasciandomi nulla, si sono tolti tutto da se stessi. (I; 1972, p. 1322)
*I veri mali hanno poca presa su di me; di quelli che provo, mi rassegno agevolmente, ma non di quelli che temo. La mia immaginazione scatenata li combina, li rivolge, li estende, li accresce. Attenderli, mi tormenta cento volte peggio che averli attuati; la minaccia mi riesce temibile peggio che il colpo. Non appena essi arrivano, il fatto, togliendogli tutto quanto avevano d'immaginario, li riduce alla loro giusta misura. Allora li trovo molto minori di quanto me li ero raffigurati, e persino nel mezzo della sofferenza non manco di sentirmi sollevato. (I; 1972, p. 1322)
*I privati periscono, ma i gruppi collettivi non muoiono; le medesime passioni vi si perpetuano, e il loro odio ardente, immortale come il demone che lo ispira, ha sempre la medesima virulenza. (I; 1972, p. 1323)
*Abbandoniamoci interamente alla dolcezza di conversare con la mia anima, la sola che gli uomini non possono sottrarmi. (I; 1972, p. 1323)
*Non potendo fare nessun bene che non si ritorca in male, non potendo agire senza nuocere ad altri o a me stesso, astenermi divenne il mio unico dovere [...]. (I; 1972, p. 1324)<ref>{{Cfr}} VI (1972, p. 1352): «[...] so come il solo bene che ormai resti in mio potere sia quello di astenermi dall'azione, per paura di fare il male senza volerlo.»</ref>
*[...] in questa disoccupazione del corpo, la mia anima agisce ancora, genera sentimenti, pensieri, e la sua vita intima e morale sembra essersi ancora accresciuta, a causa della morte d'ogni interesse terreno e precario. (I; 1972, p. 1324)
*Io compio la stessa impresa di [[Montaigne]], ma con uno scopo affatto contrario al suo: egli non scriveva i suoi ''Saggi'' che per il pubblico, e io non scrivo le mie fantasie che per me stesso. Se nei miei tardissimi giorni, all'avvicinarsi del trapasso, resterò, come spero, nella stessa situazione in cui sono, nel leggerle mi sovverranno le dolcezze che provo a scriverle; e in questo modo, facendo rinascere per me il tempo passato, la mia esistenza, direi quasi, ha da {{Sic|resultarne}} come raddoppiata. A dispetto degli uomini saprò provare ancora l'incanto della compagnia, vivendo decrepito con un me stesso diverso, come se vivessi con un amico meno vecchio. (I; 1972, p. 1324)
*Assuefacendomi a rientrare in me stesso, perdetti infine il sentimento e quasi il ricordo dei miei mali. E imparai per mia propria esperienza che la fonte della vera [[gioia]] sta in noi, e che non dipende dagli uomini di rendere veramente miserevole chi sa voler essere felice. (II; 1972, p. 1325)
*Grande maestra, senza dubbio, è la [[sfortuna]]; ma una maestra che fa pagar care le sue lezioni, e sovente il vantaggio che se ne ricava non vale il prezzo che ci costarono. D'altronde, prima che sia ottenuto interamente il frutto di queste lezioni sì tardive, l'occasione di servirsene passa. La gioventù, credo che sia il tempo di studiare la [[saggezza]]; la vecchiaia, il tempo di praticarla. (III; 1972, p. 1330)
*Non ho imparato a conoscere meglio gli uomini che per meglio sentire la miseria in cui mi hanno inoltrato, senza che tale conoscenza, scoprendomi tutte le loro insidie, me ne abbia potuto far evitare nessuna. (III; 1972, p. 1330)
*Noi entriamo in lizza con la [[nascita e morte|nascita]], ne usciamo con la [[nascita e morte|morte]]. (III; 1972, p. 1330)
*Tutt'i [[Giovinezza e senilità|vecchi]] tengono alla vita più dei fanciulli e n'escono con peggior grazia dei giovani. (III; 1972, p. 1330)
*[...] ho sempre creduto che prima d'istruire gli altri bisognava cominciare col sapere abbastanza per se stessi [...]. (III; 1972, p. 1331)
*Quello che si ha da fare dipende molto da quello che si ha da credere; e in tutto quello che non tocca ai bisogni primi della natura, le nostre [[Opinione|opinioni]] sono la regola delle nostre [[azioni]]. (III; 1972, p. 1331)
*La [[meditazione]] nel suo ritiro, lo studio della natura, la contemplazione dell'universo, costringono un solitario a slanciarsi incessantemente verso il Creatore delle cose, e a cercare con dolce inquietudine lo scopo di tutto che vede e la causa di tutto che sente. (III; 1972, p. 1331)
*[...] difficilmente ci si preserva dal credere quello che con tanto ardore si desidera. (III; 1972, p. 1333)
*[...] importa di avere un sentimento per se stessi, e di sceglierlo con tutta la maturità di giudizio che vi si possa mettere. Se malgrado questo cadiamo nell'errore, non ne sapremmo portare giustamente la pena, dato che non ne abbiamo la colpa. (III; 1972, p. 1334)
*[...] per essere dovuta, una cosa bisogna che sia o possa essere utile. (IV; 1972, p. 1339)
*[...] basta forse non essere mai ingiusto per essere sempre innocente? (IV; 1939, p. 90)
*Giudicare i discorsi degli uomini dagli effetti che producono, significa sovente apprezzarli male. Oltre che tali effetti non sono sempre sensibili e facili da conoscere, essi variano all'infinito come le circostanze nelle quali i discorsi sono stati fatti. Ma unicamente l'intenzione di chi li fa gli conferisce un valore, determina il loro grado di malizia o di bontà. (IV; 1972, p. 1340)
*Mentire a vantaggio proprio, è impostura; mentire a vantaggio altrui, è frode; mentire per nuocere è calunnia: la sorte peggiore di menzogna. Mentire senza vantaggio né pregiudizio proprio o d'altri, non si ritiene mentire; non è menzogna, ma finzione. (IV; 1972, p. 1340)
*[...] tutto quello che, contrario alla verità, lede la giustizia in qualsiasi maniera, è [[menzogna]]. (IV; 1972, p. 1341)
*Se bisogna essere giusti verso gli altri, bisogna essere veritieri verso se stessi, per l'omaggio che l'uomo onesto deve rendere alla propria dignità. (IV; 1972, p. 1345)
*[...] andavo volentieri a sedermi in riva al [[lago]], sul greto, in qualche asilo nascosto, dove lo strepito delle onde e l'agitazione delle acque, occupandomi i sensi e scacciando dall'anima ogni altra agitazione, la immergevano in deliziose fantasie, tra le quali la notte mi sorprendeva sovente senza che me ne fossi accorto. Il flusso e il riflusso delle acque, lo strepito continuo, ma accresciuto a intervalli, senza tregua impegnandomi gli occhi e gli orecchi supplivano ai moti intimi che in me spegneva la fantasticheria, e bastavano per farmi sentire il gusto dell'esistenza, senza darmi la pena di pensare. Di tanto in tanto nasceva qualche debole, breve riflessione sull'instabilità delle cose di questo mondo, di cui la superficie delle acque mi offriva l'immagine; ma sùbito queste leggere impressioni si scancellavano nell'uniformità del moto continuo che mi cullava, e che senza nessun attivo concorso dell'anima non lasciava d'incatenarmi al punto che, chiamato dall'ora e dal segnale convenuto, non potevo allontanarmi senza uno sforzo. (V; 1972, p. 1349)
*Il sentimento dell'[[esistenza]], spogliato d'ogni altro affetto, di per se stesso dona un prezioso stato d'appagamento e di pace, che basterebbe da solo a rendere cara e dolce l'esistenza, e che saprebbe scostare da sé tutte le impressioni sensuali e terrene che vengono senza tregua a distrarcene e a turbarcene, sulla terra, la dolcezza. (V; 1972, p. 1350)
*Senza moto, la vita diventa un letargo. Un moto ineguale o troppo forte tiene svegli, e richiamandoci agli oggetti circostanti distrugge l'incanto delle fantasie, ci strappa all'intimo di noi stessi per rimetterci istantaneamente sotto il giogo della fortuna e degli uomini, per renderci al sentimento delle nostre sventure. Un assoluto silenzio porta alla tristezza, offre immagine della morte: allora l'aiuto di un'immaginazione allegra si presenta necessariamente e naturalmente a quelli gratificatine dal Cielo. Il moto che non viene dal di fuori viene allora al didentro di noi: la quiete diminuisce, è vero, ma diventa assai piacevole quando leggere e dolci idee, senz'agitare il fondo dell'anima, non fanno, direi quasi, che sfiorarne la superficie. Questo basta per ricordarsi di se stessi, dimenticando tutt'i propri mali. Una tale sorta di fantasie possiamo gustarla dovunque si possa essere tranquilli, e io ho sovente pensato che alla Bastiglia, e persino in una segreta dove nessun oggetto avrebbe colpito la mia vista, avrei ancora potuto fantasticare piacevolmente. (V; 1972, p. 1350)
*Non abbiamo nessun moto involontario di cui non si possa trovare la causa nel nostro cuore, cercandovi bene. (VI; 1972, p. 1351)
*[...] tutte le inclinazioni naturali, non escludendone la stessa beneficenza, portate o seguìte nel mondo senza saggezza e senza discernimento, cambiano di natura e sovente diventano nocive quanto erano utili nei loro originari scopi. (VI; 1972, p. 1352)
*Ecco di che modificare molto l'opinione che a lungo ebbi della mia propria virtù; infatti, non ve ne ha affatto nel seguire le proprie inclinazioni e nel darci, quando esse vi ci portano, il piacere di fare il bene; ma consiste nel vincerle quando il dovere lo comanda, per fare quanto ci prescrive [...]. (VI; 1972, p. 1353)
*[...] la costrizione, se anche unita al mio desiderio, basta per annullarlo e cambiarlo in ripugnanza, persino in avversione, per poco che agisca troppo fortemente [...]. (VI; 1972, p. 1353)
*La forza e la libertà fanno gli eccellenti uomini; la debolezza e la schiavitù non hanno mai fatto che dei malvagi. (VI; 1972, p. 1355)
*Colui che mette la sua potenza al disopra dell'uomo ha da essere al disopra delle debolezze umane, altrimenti quell'eccesso di forza non serve effettivamente che a metterlo al di sotto degli altri e di quello che sarebbe stato egli stesso, rimasto un loro eguale. (VI; 1972, p. 1356)
*Non ho mai pensato che la libertà dell'uomo consista nel fare quello che vuole, ma piuttosto nel non fare mai quello che non vuole. (VI; 1972, p. 1356)
*La fantasticheria mi riposa e mi diverte, la riflessione mi affatica e rattrista. Pensare fu sempre per me un'occupazione penosa, senza incanto. Le mie fantasie finiscono talvolta con la meditazione, ma le mie meditazioni finiscono sovente con le fantasie; in questi smarrimenti la mia anima erra, vola, alta nell'universo, sulle ali dell'immaginazione, in estasi che superano ogni gioia. (VII; 1972, p. 1358)
*Gli alberi, gli arbusti, le piante, sono gli ornamenti, la veste della terra. Nulla è triste come l'aspetto d'una campagna nuda e brulla, che non offre ai nostri occhi se non pietre, mota e sabbia; ma ravvivata dalla natura e rivestita del suo abito nuziale, in mezzo ai corsi di acqua e al canto degli uccelli, la terra dona all'uomo, nell'armonia dei tre regni, uno spettacolo pieno di vita, d'interesse, d'incanto: il solo spettacolo al mondo di cui i suoi occhi e il suo cuore mai si stanchino. (VII; 1972, p. 1358)
*No, nulla di personale, nulla che tocchi l'interesse del mio corpo riesce veramente a occuparmi l'anima. Non medito, non sogno mai sì deliziosamente come quando dimentico me stesso. Provo estasi, rapimenti inesprimibili nel fondermi, direi quasi, col sistema degli esseri, nell'identificarmi con tutta la natura. (VII; 1972, p. 1360)
*La [[botanica]] è lo studio di un solitario pigro ed ozioso; qualcosa di aguzzo e un microscopio son tutti gli arnesi di cui ha bisogno per il suo esame. Egli passeggia, gira liberamente da una cosa all'altra, passa in rassegna ogni fiore con interesse e curiosità, e non appena incomincia ad afferrar le leggi della loro struttura, prova nell'osservarle, un piacere scevro di affanno, altrettanto vivo che se gliene costasse molto. C'è in questa occupazione inutile un fascino che noi possiamo provare soltanto quando le passioni tacciono completamente, ma che da solo basta per rendere la vita dolce e felice; ma appena vi si mescola un motivo d'interesse o di vanità, sia per occupar dei posti o per scrivere libri, appena si vuole imparare con l'unico scopo di istruire, o si erborizza per diventare autore o professore, si dilegua tutto quel dolce fascino; nelle piante non vediamo più che gli strumenti delle nostre passioni, nello studiarle non gustiamo più alcun piacere vero; non vogliamo più sapere, ma mostrare agli altri di sapere, e siamo nei boschi come alla ribalta del mondo, preoccupati di farci ammirare; oppure limitandoci tutt'al più alla botanica da gabinetto e da giardino, invece d'osservare i vegetali nella natura, non ci si occupa che di sistemi e di metodi, eterno argomento di discussione, che non fa conoscere una pianta di più, e non getta nessuna luce vera sulla storia naturale e il regno vegetale. (VII; 1939, p. 144)
*Salgo su per le rocce e le montagne, m'inoltro nelle valli, nei boschi, per sottrarmi, quanto possibile, al ricordo degli uomini e agli attacchi dei malvagi. Mi sembra che sotto le ombre d'una foresta io sono dimenticato, libero, tranquillo, come se non avessi nemici, o come se il fogliame dei boschi dovesse preservarmi dai loro attacchi come li allontana dal mio ricordo [...]. (VII; 1972, p. 1362)
*I diversi intervalli di brevi periodi prosperi non mi hanno lasciato quasi nessun piacevole ricordo della maniera intima e durevole con cui ne fui beneficiato, e all'incontrario, in tutte le miserie della vita mi sentivo costantemente pieno di sentimenti teneri, commossi, deliziosi, che versando un balsamo salutare sulle piaghe del mio cuore sembravano convertirne il dolore in gioia, e il cui gradito ricordo mi ritorna solo, sciolto da quello dei mali che pativo nello stesso tempo. (VIII; 1972, p. 1364)
*A questo ritorno su noi stessi ci costringe la sventura: il che forse la rende sì insopportabile alla maggior parte degli uomini. (VIII; 1972, p. 1365)
*Premuto da ogni parte, mi mantengo in equilibrio: non mi afferro a nulla, non mi appoggio che su me stesso. (VIII; 1972, p. 1366)
*Si vuole essere stimati dalla gente che si stima [...]. (VIII; 1972, p. 1366)
*Di tutt'i mali che ci accadono, noi consideriamo piuttosto le intenzioni che gli effetti: una tegola caduta da un tetto potrebbe causarci una ferita maggiore, ma non ci addolora quanto una pietra lanciata a bell'apposta da una mano malevola; talvolta il colpo va a vuoto, ma l'intenzione non manca mai il bersaglio. (VIII; 1972, p. 1367)
*[...] quando gli sventurati non sanno con chi prendersela per i loro mali, se la prendono col destino che personificano e a cui imprestano occhi e intelligenza per tormentarli a bell'apposta. (VIII; 1972, p. 1367)
*La stima di se stessi fa da massimo impulso alle anime fiere; l'amor proprio, fertile d'illusioni, si trucca e si fa passare per questa stima; ma quando infine la frode sia scoperta e l'amor proprio non possa nascondersi, allora non vi ha nulla da temere, e quantunque lo si soffochi con fatica, lo si soggioga almeno con agevolezza. (VIII; 1972, p. 1367)
*I mali non sono nulla per colui che non ci pensa. (VIII; 1972, p. 1368)
*I casi in cui il vero bisogno si fa sentire sono sempre rari: la previdenza e l'immaginazione li moltiplicano, e proprio per questa catena di sentimenti ci si preoccupa, ci si rende infelici. Per me, se anche sappia bene di dover soffrire domani, mi basta di non soffrire oggi per essere tranquillo; non mi affliggo del male che prevedo, ma soltanto di quello che sento, il che lo riduce a ben poca cosa. (VIII; 1972, p. 1368)
*Rendendomi insensibile alla sventura, {{NDR|i miei nemici}} mi hanno fatto un bene maggiore che se me ne avessero risparmiato gli attacchi; non provandola, potevo sempre temerla; e invece, avendola soggiogata, ormai non la temo. (VIII; 1972, p. 1368)
*[...] a ogni attacco, lascio che il sangue si accenda, che la collera e l'indignazione si impadroniscano dei miei sensi; cedo alla natura questa prima esplosione che tutte le mie forze non potrebbero né fermare né sospendere. [...] Ma dopo aver lasciato fare alla natura la prima esplosione, possiamo ridiventare padroni di noi stessi, riprendendo a poco a poco il dominio dei sensi [...]. (VIII; 1972, p. 1370)
*[...] la mia natura ardente mi agita, la mia natura indolente mi acquieta. (VIII; 1972, p. 1370)
*Non mi sembra che la felicità, stato durevole, sia fatta per l'uomo, sulla terra: qui, tutto si trova in un continuo flusso che non permette a nulla di assumervi una forma costante. Tutto cambia intorno a noi. Noi stessi mutiamo, e nessuno potrebbe essere sicuro di amare domani quello che oggi ama. Similmente, tutt'i nostri disegni di felicità per questa vita sono chimere. Approfittiamo della gioia dello spirito quando viene, evitiamo di allontanarla per colpa nostra, ma non facciamo disegni per incatenarla: tali disegni sono pure pazzie. (IX; 1972, p. 1370)
*A tutto vi ha compenso: se i miei piaceri sono rari e brevi, li gusto, quando vengono, con maggiore vivezza che se mi fossero familiari; li rumino, direi quasi, con frequenti ricordi, e per quanto rari siano, se fossero puri e incontaminati, sarei forse felice meglio che nei tempi prosperi. (IX; 1972, p. 1373)
*C'è da meravigliarsi se amo la solitudine? Sul volto degli uomini non scorgo che odio, mentre la natura mi sorride sempre. (IX; 1939, p. 175)
==Citazioni su Jean Jacques Rousseau==
*Ahi Rousseau, «di quanto mal fu madre» la tua conversione alla dea Natura! ([[Mario Praz]])
*Autore di una sconvolgente introduzione di errori. [...] Ispirarsi oggi a Rousseau può non essere culturalmente – per tanti versi – molto illuminante. ([[Giulio Andreotti]])
*C'è in Rousseau qualcosa di malsano, qualcosa che sa di dente marcio e latte inacidito. ([[Henry de Montherlant]])
*Dal momento in cui mi trovai in condizione di poter leggere da me stesso i libri di Rousseau, ho sentito per lui la più viva ammirazione. È a mio giudizio l'uomo che più ha cercato di rialzare la dignità umana, spesso avvilita nella società dei secoli trascorsi. La sua voce eloquente ha più di ogni altra contribuito a fissarmi nel partito del progresso e della emancipazione sociale. ([[Camillo Benso, conte di Cavour]])
*È stato soltanto dopo l'epoca di Rousseau, a partire dalla quale va fatto risalire il grande movimento umanitario del secolo passato, che il [[vegetarianismo]] ha cominciato a definirsi come sistema, come appello ragionato all'abbandono della carne come cibo. ([[Henry Stephens Salt]])
*Gian Giacomo Rousseau col suo modo di fare esasperato ed esasperante ha imposto il problema all'umanità. Il Rousseau alla domanda se il progresso delle arti e delle scienze contribuisce alla felicità umana, con logica stringente ed appassionata rispondeva di no. ([[Felice Momigliano]])
*Il rispetto altrui conosce un solo fondamento naturale [...] che Rousseau scorge, nell'uomo, in «una ripugnanza innata a veder soffrire il suo simile» [...]. Infatti l'unica speranza, per ognuno di noi, di non essere trattato da bestia dai suoi simili, sta nel fatto che tutti i suoi simili, e lui per primo, si colgano immediatamente come esseri sofferenti, e coltivino nell'intimo quella attitudine alla pietà che, nello stato di natura, tiene luogo «di legge, di costumi, e di virtù», e senza il cui esercizio cominciamo a capire che, nello stato di società, non può esserci né legge, né costumi, né virtù.<br />Lungi dall'offrirsi all'uomo come un nostalgico rifugio, l'identificazione a tutte le forme della vita, a cominciare dalle più umili, propone dunque all'umanità d'oggi, per bocca di Rousseau, il principio di ogni saggezza e di ogni azione collettiva. ([[Claude Lévi-Strauss]])
*Jean-Jacques diceva che entrava in un caffè non senza una certa emozione. Per una natura timida , un controllo dei biglietti a teatro somiglia un poco al tribunale degli Inferi. ([[Charles Baudelaire]])
*La bianca, e silenziosa neve, che ricoprendo le orride rupi di [[Meillerie]] nel più rigido inverno, accresceva il pacifico riposo della solitudine, ed il languido lume della fredda Luna sul placido Lago di Ginevra, animarono la fervida penna di Gian Giacomo, ond'egli scrivendo vivamente dipinse le passioni, e rappresentando la natura ne superò le bellezze. ([[Domenico Cirillo]])
*La enorme influenza e popolarità di Rousseau oltreché all'originalità del suo pensiero fu dovuta al profondo calore di sentimento che anima tutte le sue pagine. ([[Mario Bonfantini]])
*La grande sventura ha avuto inizio nel secolo scorso, principalmente per opera di Rousseau, con la sua teoria della bontà della natura umana. La plebe e gli intellettuali ne hanno distillato la dottrina di un'età dell'oro, che non avrebbe mancato di giungere, sol che si fosse lasciato dominare l'elemento nobile dell'umanità. Come sanno anche i bambini, la conseguenza fu una completa dissoluzione del concetto di autorità nelle menti dei comuni mortali, e si è periodicamente caduti preda della violenza pura. Negli strati intellettuali delle nazioni occidentali, frattanto, l'idea della bontà naturale si era trasformata in quella del progresso, ossia del guadagno e del comfort assoluto, pacificando la coscienza con la filantropia. ([[Jacob Burckhardt]])
*Lo scrittore del [[liberalismo]] nel senso eminente della parola è Rousseau. Per opera sua il principio dell'antico {{sic|Dritto}} naturale è stato logicamente sviluppato sino al punto, che ci dà per risultato la teoria compiuta della rivoluzione, e di niente altro più abbisognava se non se d'essere ridotto a realtà. Perciò egli precede la [[rivoluzione francese]], come la spiegazione del fisico precede l'esperimento. Pure egli sì mostrò un cattivo fisico; perciocché l'esperimento andò fallito. ([[Friedrich Julius Stahl]])
*Montaigne, un saggio, non ha avuto posterità; Rousseau, un isterico odioso, continua ad avere discepoli. ([[Emil Cioran]])
*Per contro, la mia motivazione trova in suo favore l'autorità del più grande moralista di tutta l'epoca moderna: poiché questo è senza alcun dubbio Jean-Jacques Rousseau, il profondo conoscitore del cuore umano, che attinse la sua sapienza non dai libri, ma dalla vita e destinò la sua dottrina non alla cattedra, bensì all'umanità, nemico com'era dei pregiudizi, alunno della natura che a lui solo conferì il dono di predicare la morale senza diventare noioso, perché colpiva la verità e toccava i cuori. ([[Arthur Schopenhauer]])
*Prima di Marx, Rousseau aveva argomentato l'idea che il cristiano fosse un cattivo cittadino, poiché, essendo ossessionato dall'idea dell'aldilà, era incline a disinteressarsi dell'organizzazione della società. Rousseau censurava tale atteggiamento poiché rafforzava l'ingiustizia esistente. ([[Luigi Fenizi]])
*Rousseau: adotta l'Umanità, abbandona i propri cinque figli all'orfanatrofio o brefotrofio di Parigi, anni dopo ribadisce con entusiasmo «lo rifarei»; e meno male, l'autore dell'''Emilio'' sarebbe stato, credo, un pessimo educatore. ([[Sergio Ricossa]])
*Rousseau, che è un [[Diogene di Sinope|Diogene]] raffinato, afferma anche che il nostro volere sarebbe buono per natura, ma che noi lo corromperemmo di continuo; che la natura ci avrebbe provvisto di tutto e che saremmo noi a crearci dei bisogni; egli richiede anche che l'educazione dei fanciulli sia soltanto negativa. ([[Immanuel Kant]])
*Rousseau, lo leggevo sonnecchiando, e io voglio sopprimere in me tutto ciò che di lui mi faceva sonnecchiare. ([[Jules Renard]])
*Secondo Rousseau gli esseri umani sono buoni per natura. Se fossimo lasciati a noi stessi nel mezzo di una foresta, non daremmo molti problemi. Se però veniamo sottratti allo stato di natura e portati nelle città, le cose prendono un'altra piega: iniziamo a desiderare di avere la meglio sugli altri e di attrarre la loro attenzione. Questo atteggiamento competitivo ha effetti psicologici terribili, e l'invenzione del denaro non può che peggiorare la situazione. ([[Nigel Warburton]])
*Se vi accontentate di cento, cominciate a insistere per avere mille; se comincerete col chiedere cento, otterrete soltanto dieci. Il povero Jean Jacques Rousseau si procurò tanti dolori proprio per non aver seguito questo semplice piano. Aveva stabilito che il massimo della felicità terrestre consisteva in un orticello, una donna amabile e una mucca, e non giunse mai nemmeno a sfiorarli. Arrivò fino all'orticello, ma la donna non era amabile e si portò dietro la propria madre: in compenso la mucca non c'era. ([[Jerome K. Jerome]])
*Tra i seguaci entusiasti di [[Samuel Auguste Tissot|Tissot]] incontriamo Rousseau e [[Immanuel Kant|Kant]], per i quali chi si [[masturbazione|masturba]] non è dissimile dal "suicida" che distrugge con un gesto la vita che il masturbatore sacrifica nel tempo. ([[Umberto Galimberti]])
*Un uomo o una donna che scrivessero la verità sulla propria vita farebbero una grande opera. Ma nessuno l'ha osato. Jean-Jacques Rousseau ha fatto per l'umanità questo supremo sacrificio; ha svelato il vero della propria anima, le sue azioni e i suoi pensieri più intimi. Il risultato ne fu un gran libro. ([[Isadora Duncan]])
*Una delle fallacità più pericolose che ha influenzato molti ragionamenti politici e filosofici è che l'[[uomo]] sia essenzialmente buono e che sia la società a renderlo cattivo. [...] Rousseau ha trasferito il peccato originale dall'uomo alla [[società]] e questa visione ha contribuito in modo rilevante a quella che io ritengo sia una premessa incorretta su cui basare una filosofia politica e morale. ([[Stanley Kubrick]])
*Uno dei fondamentali principî della educazione naturale è espresso, in Rousseau, dalla richiesta di porre attenzione massima alla differenza di sesso sin dalle prime età. La natura dei due sessi è sostanzialmente diversa e ciò rende necessaria una corrispondente differenziazione nell'educazione. ([[William Boyd]])
*Uomo destinato a errare nella procella e crear del dolore, in lotta aperta col suo secolo, Rousseau portava nel suo fatidico seno tutte le tempeste della imminente Rivoluzione, insieme alle tempeste del suo proprio cuore. La sua influenza è durata fino a oggi, e forse è interrotta, ma non cessata. Tutti, o quasi tutti i grandi scrittori, chi più, chi meno, ne hanno subito il magnetico incanto. ([[Enrico Nencioni]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Jean Jacques Rousseau, ''Confessioni'', traduzione di Felice Filippini, Rizzoli, 1996. ISBN 88-17-17123-9
*Jean Jacques Rousseau, ''Discorso sull'origine e i fondamenti della disuguaglianza'', in ''Scritti politici'', vol. 1, a cura di Maria Garin, Laterza, Bari, 1971.
*Jean Jacques Rousseau, ''Discorso sull'origine e i fondamenti della disuguaglianza'', in ''Scritti politici'', vol. 1, a cura di Maria Garin, Laterza, Bari, 1994. ISBN 88-420-4368-0
*Jean-Jacques Rousseau, ''Emilio'', a cura di Antonio Banfi, A. Mondadori, 1942.
*Jean-Jacques Rousseau, ''Emilio o dell'educazione'', traduzione di Paolo Massimi, Armando editore, Roma, 1994. ISBN 88-7144-053-6 ([http://books.google.it/books?id=Qa3Gsy-nWpoC&pg=PA0 Anteprima su Google Libri])
*Jean-Jacques Rousseau, ''Giulia o la nuova Eloisa'', traduzione di Piero Bianconi, Rizzoli, Milano, 1964.
*Jean Jacques Rousseau, ''Il contratto sociale'', a cura di Roberto Gatti, RCS Quotidiani, 2010.
*Gian Giacomo Rousseau, ''[https://books.google.it/books?id=0wdkAAAAMAAJ&pg=PA0 Le confessioni]'', prefazione di [[Olindo Guerrini]], Sonzogno, Milano, s.d.
*Jean Jacques Rousseau, ''Le confessioni'', traduzione di Giorgio Cesarano, Garzanti, 2006. ISBN 978-88-11-36154-1
*Jean Jacques Rousseau, ''Le confessioni'', traduzione di Valentina Valente, EDIPEM, 1973.
*Jean Jacques Rousseau, ''Le confessioni'', traduzione di Valentina Valente, Mondadori, 1990.
*Jean-Jacques Rousseau, ''[https://books.google.it/books?id=1CJvClccpfQC Le passeggiate del pensatore solitario]'', a cura di Zino Zini, UTET, 1939.
*Jean-Jacques Rousseau, ''Opere'', a cura di Paolo Rossi, Sansoni, 1972.
**''Discorso sull'origine e i fondamenti della disuguaglianza'', ''Del contratto sociale'', traduzione di Rodolfo Mondolfo.
**''Emilio'', traduzione di Luigi De Anna.
**''Le confessioni'', traduzione di V. Sottile Scaduto.
**''Le passeggiate solitarie'', traduzione di Beniamino Dal Fabbro.
*Jean Jacques Rousseau, ''[https://books.google.it/books?id=yv6iGDDjsVgC&pg=PA0 Origine della disuguaglianza]'', traduzione e cura di Giulio Preti, Feltrinelli, Milano, 2004. ISBN 88-07-82043-9
*Jean Jacques Rousseau, ''Saggio sull'origine delle lingue'', a cura di Paola Bora, Einaudi, Torino, 1989. ISBN 880611526X
==Altri progetti==
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===Opere===
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'''Jean-Jacques Rousseau''' (1712 – 1778), filosofo, scrittore e musicista svizzero.
==Citazioni di Jean-Jacques Rousseau==
*Conosco troppo gli uomini per ignorare che spesso l'offeso [[perdono|perdona]], ma l'offensore non perdona mai.<ref>Da ''Correspondance''</ref><ref name=diz>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, Rizzoli, 2013.</ref>
*Dei bei [[Colore|colori]], ben sfumati, piacciono alla vista, ma questo piacere è puramente di sensazione. È il disegno, è l'imitazione che conferisce vita e anima a questi colori, sono le passioni che essi esprimono che riescono a muovere le nostre, sono gli oggetti che rappresentano che riescono a colpirci. L'interesse e il sentimento non derivano dai colori in sé; i tratti di un quadro che ci commuove, ci commuovono ancora in una stampa; togliete questi tratti nel quadro, i colori non avranno piu alcuna efficacia.<ref>Da ''Saggio sull'origine delle lingue'', p. 83.</ref>
*[[Francesco Durante|Durante]] è il più grande armonista dell'Italia, vale a dire, del mondo.<ref>Citato in [[Charles Burney]], ''Viaggio musicale in Italia, 1770'', traduzione di Virginia Attanasio, Remo Sandron Editore, 1921, [https://books.google.it/books?id=MCMsAQAAIAAJ&dq=&pg=PA199#v=onepage&q&f=false p. 199].</ref>
*La volontà generale dovrebbe provenire da tutti e applicarsi a tutti.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della filosofia'', traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 159. ISBN 9788858014165</ref>
*Nessuno, in alcuna lingua, ha scritto un romanzo che sia pari o almeno si avvicini a ''[[Samuel Richardson|Clarissa]]''.<ref>Da ''Lettr à [[Jean Baptiste Le Rond d'Alembert |d'Alembert]]''; citato in Ian Watt, ''Le origini del romanzo borghese'' (''The Rise Of The Novel''), traduzione di Luigi Del Grosso Destrieri, Bompiani, Milano, 1985.</ref>
*Nulla vi è di più dolce dell'uomo nel suo stato primitivo, quando posto dalla natura a uguale distanza dalla stupidità dei bruti e dai lumi funesti dell'uomo civile.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della politica'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2018, p. 103. ISBN 9788858019429</ref>
*Ognuno lavora per arrivare al riposo: è ancora la pigrizia che ci rende laboriosi.<ref>Da ''Saggio sull'origine delle lingue'', p. 59, nota.</ref>
*Si vive tranquilli anche nelle prigioni: questo è sufficiente per renderli luoghi desiderabili?<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della filosofia'', traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 158. ISBN 9788858014165</ref>
*'''Rousseau''': «Vi piacciono i [[Gatto|gatti]]?».<br>'''Boswell''': «No».<br>'''Rousseau''': «Ne ero sicuro. È un segno del carattere. In questo avete l'istinto umano del dispotismo. Agli uomini non piacciono i gatti perché il gatto è libero e non si adatterà mai a essere schiavo. Non fa nulla su vostro ordine, come fanno altri animali».<br>'''Boswell''': «Nemmeno una [[gallina]], obbedisce agli ordini».<br>'''Rousseau''': «Vi obbedirebbe, se sapeste farvi capire da essa. Un gatto vi capisce benissimo, ma non vi obbedisce».<ref>Citato in [[James Boswell]], ''Visita a Rosseau e a Voltaire'', traduzione di Bruno Fonzi, Adelphi Edizioni, 1993, pp. 72-73.</ref>
*Tutti, schiavi e vittime dell'[[amor proprio]], non vivono per vivere, ma per far credere di aver vissuto.<ref>Da ''Jean-Jacques giudice di Rousseau''.</ref>
==''Discorso sull'origine e i fondamenti della disuguaglianza''==
*Avrei voluto nascere sotto un governo democratico saggiamente temperato. (dedica alla Repubblica di Ginevra; 1994, p. 120)
*È manifestamente contro la legge di natura, in qualsiasi modo la si definisca, che un fanciullo comandi a un vecchio, che un imbecille conduca un uomo saggio, e che un pugno d'uomini rigurgiti di superfluità mentre la moltitudine affamata manca del necessario. (1972, p. 76)
*[...] poiché non è impresa da poco quella di sceverare ciò che vi è di originario da ciò che vi è di artificiale nella natura attuale dell’uomo, e di conoscere bene uno [[stato di natura|stato {{NDR|di natura}}]] che non esiste più, che forse non è affatto esistito e probabilmente non esisterà mai, e sul quale tuttavia è necessario avere delle idee giuste per giudicare bene intorno al nostro stato presente. (prefazione; 2004, p. 29)
*Infatti sembra che, se sono obbligato a non fare alcun male al mio simile, non è tanto perché esso è un essere ragionevole quanto perché è un essere sensibile – qualità che, essendo comune all'uomo e alla [[animale|bestia]], deve dare a questa almeno il [[diritti degli animali|diritto]] di non essere [[maltrattamento di animali|maltrattata]] inutilmente da quello. (prefazione; 2004, p. 32)
*II primo che, avendo cintato un terreno, pensò di dire "questo [[proprietà|è mio]]" e trovò delle persone abbastanza stupide da credergli, fu il vero fondatore della [[società]] civile. Quanti delitti, quante guerre, quanti assassinii, quante miserie ed errori avrebbe risparmiato al genere umano chi, strappando i piuoli o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili: "Guardatevi dal dare ascolto a questo impostore! Se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra non è di nessuno, siete perduti!" (parte II; 2004, p. 72)
*La [[volontà]] parla ancora quando la [[natura]] tace. (1972, p. 48)
*Oserei quasi assicurare che lo stato di [[riflessione]] è uno stato contro natura, e che l'uomo che medita è un animale depravato. (1972, p. 46)
*Parrebbe dunque che l'uomo, provvisto di denti e di intestini analoghi a quelli degli [[erbivoro|erbivori]], si debba naturalmente collocare in [[vegetarianismo|questa classe]], e tale opinione non solo è confermata dalle osservazioni anatomiche, ma trova largo appoggio nei monumenti dell'antichità. [...] Di qui si vede che tralascio molti elementi a favore che potrei far valere. Essendo infatti la preda quasi la sola causa di lotta fra i carnivori, e vivendo gli erbivori fra loro in una pace costante, se la specie umana fosse appartenuta a questo genere, evidentemente le sarebbe stato molto più facile sussistere nello stato di natura e il suo bisogno e le sue occasioni di uscirne sarebbero stati molto minori. (nota 5; 1971<ref>Citato in Gino Ditadi, ''I filosofi e gli animali'', vol. 2, Isonomia editrice, Este, 1994, p. 707. ISBN 88-85944-12-4</ref>)
==''Emilio o dell'educazione''==
==== [[Incipit]] ====
Tutte le cose sono create buone da Dio, tutte degenerano tra le mani dell'[[uomo]]. Egli costringe un terreno a nutrire i prodotti di un altro, un albero a portare frutti non suoi; mescola e confonde i climi, gli elementi, le stagioni; mutila il cane, il cavallo, lo schiavo; tutto sconvolge, tutto sfigura, ama la deformità, le anomalie; nulla accetta come [[natura]] lo ha fatto, neppure il suo simile: pretende ammaestrarlo per sé come cavallo da giostra, dargli una sagoma di suo gusto, come ad albero di giardino. <!--(p. 63)--><br />
{{NDR|Jean-Jacques Rousseau, ''Emilio o dell'educazione'', traduzione di Paolo Massimi, Armando editore, Roma, 1994. ISBN 88-7144-053-6}}
=== Citazioni ===
==== ''Libro primo'' ====
*Prima della vocazione dei parenti, la [[natura]] lo chiama alla vita umana. Vivere è il mestiere ch'io gli voglio insegnare. (I, I; 1942, p. 21)
*Si pensa soltanto a conservare il proprio [[bambino]]: non è sufficiente; occorre insegnargli a conservarsi da sé quando sarà adulto, a sopportare le percosse del destino, a sfidare l'opulenza e la miseria, a vivere, se necessario, tra i ghiacci dell'Islanda o tra le rocce infocate di Malta. Usate pure ogni possibile precauzione perché non muoia: dovrà ben morire una volta; e quand'anche la sua morte non fosse effetto delle troppe attenzioni, queste sarebbero pur sempre inopportune. Non importa tanto impedirgli di morire, quanto farlo vivere. E [[vivere]] non è respirare: è agire, è fare uso degli organi, dei sensi, delle facoltà, di tutte quelle parti di noi stessi per cui abbiamo il sentimento di esistere. (1994, pp. 71-72)
*Per parte mia, non so di che malattie ci guariscano i [[medico|medici]], ma so di certo che ce ne inoculano di assai funeste: la viltà, la pusillanimità, la credulità, il terrore della morte. Se guariscono il corpo, uccidono il coraggio. (1994, p. 89)
*Quando un [[animale]] è ammalato, soffre in silenzio e non dà in ismanie, né per questo si vedono le bestie patire più che gli uomini. Si obietterà che gli animali, vivendo in maniera più conforme a natura, debbono esser soggetti a minor numero di mali. Ebbene, proprio a questa maniera intendo far vivere il mio allievo; egli deve dunque trarne lo stesso profitto.<br />La sola parte utile della medicina è l'[[igiene]]; e anche l'igiene, del resto, più che una scienza è una virtù. La [[temperanza]] e il [[lavoro]] sono le due vere medicine dell'uomo: il lavoro stimola il suo appetito e la temperanza gl'impedisce di abusarne. (1994, p. 91)
*Le contadine mangiano meno carne e più legumi delle donne di città e questa dieta vegetale sembra più favorevole che contraria sia ad esse, che ai loro bambini. Ma quando [[allattamento|allattano]] bambini di città, si danno loro brodi ristretti e zuppe di [[carne]], nella convinzione che ne ricevano un nutrimento più sostanzioso e possano quindi fornire più latte. Io non sono affatto di questo avviso e ho in ciò il conforto dell'esperienza, che c'insegna come i bambini, allattati così vadano soggetti più degli altri alle coliche e ai vermi. (1994, p. 94)
*Un bambino che non sia [[svezzamento|svezzato]] prima del tempo o che sia svezzato solo per mezzo di alimenti vegetali, e la cui nutrice si cibi anch'ella di vegetali, credo che non possa mai essere soggetto ai vermi. (1994, p. 95)
*Coloro che vorranno discutere più a lungo i vantaggi e gli inconvenienti della [[vegetarianismo|dieta pitagorica]] potranno consultare i trattati che il dottor [[Antonio Cocchi|Cocchi]] e il suo avversario Bianchi hanno scritto su questo importante argomento. (1994, p. 96, nota)
*Anche gli animali apprendono molto. Hanno dei sensi e debbono imparare a farne uso; hanno dei bisogni e debbono imparare a soddisfarli; debbono imparare a mangiare, a camminare, a volare. (1994, p. 101)
*Più il corpo è debole e più comanda; più è forte e più obbedisce. (1972, p. 365)
==== ''Libro secondo'' ====
*Uomini, siate [[umanità (qualità)|umani]], è il vostro primo dovere; siate umani verso tutte le condizioni, verso tutte le età, verso tutto ciò che non è estraneo all'uomo. Quale saggezza può mai esistere fuori dell'umanità? Amate l'[[infanzia]]; favoritene i giuochi, le gioie, le amabili inclinazioni. Chi di voi non ha rimpianto talvolta questa età in cui il riso non si spegne mai sulle labbra e l'anima è sempre serena? (1994, p. 126)
*[...] la [[miseria]] non consiste nella privazione delle cose, ma nell'avvertirne il bisogno. Il mondo reale ha i suoi limiti, il mondo immaginario è infinito; non potendo ampliare l'uno, restringiamo l'altro, poiché solo dalla loro sproporzione nascono tutte le sofferenze che ci rendono davvero infelici. Ove si escludano la forza, la salute e la buona coscienza di sé, tutti gli altri beni di questa vita sono opinione; eccettuati i dolori del corpo e i rimorsi della coscienza, tutti i nostri mali sono immaginari. (1994, p. 129)
*Tutti gli animali hanno esattamente le facoltà necessarie per conservarsi. Solo l'uomo ne ha di superflue. Non è strano che proprio questa eccedenza sia lo strumento della sua infelicità? (1994, p. 130)
*La prima legge della [[rassegnazione]] ci viene dalla natura. I selvaggi, non diversamente dagli animali, si ribellano assai poco contro la [[morte]] e la sopportano quasi senza lamenti. (1994, p. 131)
*Fa veramente la propria [[volontà]] solo chi non ha bisogno, per farla, di accrescere la potenza del proprio braccio con quella del braccio altrui: ne consegue che il primo di tutti i beni non è l'[[autorità]], ma la [[libertà]]. (1994, p. 134)
*L'uomo è [[imitazione|imitatore]] e anche l'animale lo è; il gusto dell'imitazione è proprio della natura bene ordinata, ma degenera in vizio nella società. La [[scimmia]] imita l'uomo, di cui ha timore, e non imita gli animali che disprezza: giudica buono ciò che fa un essere migliore di lei. (1994, p. 166)
*Un selvaggio che assaggia il [[vino]] per la prima volta fa smorfie di disgusto e lo sputa; anche tra noi, chiunque abbia vissuto fino a vent'anni senza mai assaporare bevande fermentate, non può più abituarvisi: saremmo tutti astemi, se non ci venisse offerto del vino fin dalla tenera età. (1994, p. 239)
*Una delle prove che il gusto della carne non è naturale per l'uomo è l'indifferenza che i fanciulli hanno per questa vivanda, mentre tutti preferiscono alimenti vegetali, come i latticini, i farinacei, la frutta e così via. È soprattutto importante non snaturare questa primitiva inclinazione ed evitare in ogni modo di rendere i fanciulli carnivori, almeno per il loro carattere, se non per la loro salute, poiché, comunque si spieghi il fenomeno, è certo che i grandi mangiatori di carne sono in genere più crudeli e feroci degli altri uomini: è un fatto che viene osservato in tutti i luoghi e in tutti i tempi. (1994, pp. 242-243)
*I grandi criminali si incalliscono nel delitto abbeverandosi di sangue. [[Omero]] rappresenta i Ciclopi, mangiatori di carne, come uomini mostruosi, e i Lotofagi come un popolo così amabile che, chiunque aveva cominciato a conoscerli, dimenticava persino il proprio paese per vivere con loro. (1994, p. 243)
*Oserò esporre qui la più grande, la più importante, la più utile norma di tutta l'educazione? Non è guadagnare del tempo, ma perderne. (1972, p. 396)
*Ogni età, ogni stato della vita, ha la sua perfezione conveniente, la specie di maturità che gli è propria. (1972, p. 451)
====''Libro terzo''====
*Io odio i libri; essi non insegnano che a parlare di quello che non si sa. (1972, p. 472)
==== ''Libro quarto'' ====
*Chiunque arrossisce è già colpevole: la vera innocenza non ha [[vergogna]] di niente. (1994, p. 336)
*Noi [[nascere|nasciamo]], per così dire, due volte: l'una per esistere, l'altra per vivere; l'una per la specie, l'altra per il sesso. Coloro che considerano la [[donna]] come un uomo imperfetto hanno indubbiamente torto, ma l'analogia esteriore dà loro ragione. (1994, p. 327)
*Per concludere, insegnate al vostro allievo ad amare tutti gli uomini, anche quelli che disprezzano i loro simili; fate in modo che non si rinchiuda in nessuna classe sociale, ma si ritrovi in tutte; dinanzi a lui parlate del genere umano con tenerezza, con pietà, ma giammai con disprezzo. O uomo, non disonorare l'uomo. (1994, p. 349)
*L'uomo [[allegria|allegro]] è spesso soltanto uno sventurato, che cerca di trarre gli altri in inganno e di stordire se stesso. (1994, p. 355)
*Un uomo veramente [[felicità|felice]] non parla, non ride: la sua felicità, per così dire, se la stringe al cuore. La giocosità chiassosa, la gioia turbolenta nascondono il disgusto e la noia. (1994, p. 355)
*L'inquietudine dei desideri produce la [[curiosità]] e l'incostanza: il vuoto dei piaceri turbolenti genera la [[noia]]. Nessuno si annoia mai della sua condizione, quando non ne conosce di più piacevoli. Tra tutti gli uomini del mondo, i selvaggi sono i meno curiosi e i meno soggetti alla noia; tutto riesce loro indifferente: non è delle cose che gioiscono, bensì di se stessi; trascorrono la vita a non far nulla e non si annoiano mai. (1994, p. 355)
*Non vorrei mettere nelle mani di un giovane né [[Polibio]] né [[Sallustio]]; l'opera di [[Tacito]] è buona per uomini d'età provetta, i giovani non possono capirla: bisogna imparare a scorgere nelle azioni umane i primi lineamenti del cuore umano, prima di volerne sondare le profondità; bisogna saper leggere bene nei fatti prima di leggere nelle massime. (1994, p. 370)
*È [[Tucidide]], a parer mio, il vero modello degli storici. Riferisce i fatti senza giudicarli, ma insieme non omette alcuna circostanza che ci consenta di giudicarli noi stessi. Tutto ciò che racconta lo mette dinanzi agli occhi del lettore: invece d'interporsi tra il lettore e gli avvenimenti, si tiene in disparte e quasi non ci sembra più di leggere, ma di vedere. Purtroppo egli parla sempre di guerra e nelle sue narrazioni troviamo quasi esclusivamente quel che vi è di meno istruttivo al mondo: le battaglie. (1994, p. 370)
*Il buon [[Erodoto]], privo di ritratti e di massime, ma scorrevole, ingenuo, ricco di particolari capaci d'interessare e di piacere, sarebbe forse il migliore degli storici, se questi stessi particolari non degenerassero spesso in forme di puerile semplicità, più adatte a rovinare che a formare il gusto dei giovani: è già necessario un certo discernimento per leggerlo. Nulla dico di [[Tito Livio]]: il suo turno verrà; ma è politico, è oratorio, è tutto ciò che meno si addice a quest'età. (1994, p. 370)
*[[Plutarco]] {{NDR|nelle ''[[Vite parallele]]''}} eccelle proprio per quei particolari nei quali non osiamo più entrare. Ha una grazia inimitabile nel dipingere i grandi uomini nelle piccole cose; ed è così felice nella scelta delle sue notazioni, che spesso una parola, un sorriso, un gesto gli basta per caratterizzare il suo eroe. Con una battuta di spirito Annibale rassicura l'esercito spaventato e lo fa marciare ridendo verso la battaglia che lo rese padrone dell'Italia. Agesilao che si diverte a cavalcare un bastone mi fa amare il vincitore del grande re. Cesare, mentre chiacchiera con gli amici attraversando un piccolo villaggio, ci svela senza accorgersene quanta malizia fosse in lui, allorché affermava di voler essere soltanto eguale a Pompeo. Alessandro inghiotte un farmaco sospetto, senza dire una parola: è il più bel gesto della sua vita. Aristide scrive il suo nome sopra una conchiglia e giustifica così il suo soprannome. Filopemene, deposto il mantello, spacca la legna nella cucina del suo ospite. Questa è la vera arte del dipingere. (1994, p. 372)
*Uno dei più grandi uomini dell'ultimo secolo fu incontestabilmente il [[Henri de La Tour d'Auvergne, visconte di Turenne|Turenne]]. Vi è chi ha avuto il coraggio di rendere la sua vita interessante con piccoli particolari che lo fanno conoscere e amare. Ma quanti se ne sono dovuti sopprimere che l'avrebbero fatto conoscere ed amare di più! (1994, p. 372)
*Invano gli abissi dell'infinito sono aperti tutto attorno a noi: un fanciullo non ne può essere spaventato: i suoi occhi deboli non ne possono sondare la profondità. Se si parla ai fanciulli della potenza di [[Dio]], essi lo stimeranno quasi forte quanto loro padre. (IV, V; 1942, p. 86)
*Quantunque il [[pudore]] sia naturale alla specie umana, naturalmente i fanciulli non ne hanno punto. Il pudore non nasce che con la conoscenza del male. (1972, p. 498)
*Che ci guadagna [[Epitteto]] a prevedere che il suo padrone gli romperà la gamba? Gliela rompe meno per questo? Egli ha, oltre al suo male, il male della previdenza. (1972, p. 505)
*Non c'è pazzia dalla quale non si possa guarire un uomo che non è pazzo, all'infuori della [[vanità]]. (1972, p. 521)
*Ma a che servono allo scettico [[Montaigne]] i tormenti ch'egli si dà per dissotterrare in un angolo del mondo un costume opposto alle leggi di giustizia? A che gli serve di dare ai più sospetti viaggiatori l'autorità che rifiuta agli scrittori più celebri? Alcuni usi incerti e bizzarri, fondati su cause locali che ci sono sconosciute, distruggeranno l'induzione generale tratta dal concorso di tutti i popoli, opposti in tutto il resto, e d'accordo su questo solo punto? O Montaigne, tu che ti vanti di franchezza e di verità, sii sincero e veritiero, se un filosofo lo può essere, e dimmi se vi è qualche paese sulla terra in cui sia un delitto serbare la propria fede, l'essere clemente, benefico, generoso; in cui l'uomo dabbene sia spregevole e il perfido sia onorato. (1972, p. 557)
====''Libro quinto''====
*Dal momento che è dimostrato che l'uomo e la donna non sono né devono essere costituiti allo stesso modo, per il carattere e per il temperamento, ne risulta ch'essi non debbono avere la medesima educazione. (1972, p. 616)
*L'uomo dice ciò che sa, la donna dice ciò che piace. (1972, p. 626)
*L'abuso dei libri uccide la scienza. Credendo di sapere ciò che si è letto, ci si crede esentati dall'impararlo. La troppa lettura non serve che a fare dei presuntuosi ignoranti. (1972, p. 688)
===Citazioni sull'''Emilio''===
*L<nowiki>'</nowiki>''Emile'' soprattutto mi è sempre piaciuto per la giustezza delle idee e la forza della logica. ([[Camillo Benso, conte di Cavour]])
*Mi resi conto che i soli maestri di danza che io potessi avere erano il J. J. Rousseau dell'''Emile'', [[Walt Whitman]] e [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]]. ([[Isadora Duncan]])
*Nonostante i temi paradossali e stravaganti, l'''Emilio'' fu la più notevole opera educativa scritta nel XVIII secolo: a giudicare dagli effetti che ebbe sul pensiero e sull'azione può anzi essere definita, la più importante che sia stata mai scritta sull'educazione. ([[William Boyd]])
==''Giulia o la nuova Eloisa''==
===[[Incipit]]===
Sento ormai che vi debbo fuggire, signorina: avrei dovuto aspettare assai meno; o meglio, non avrei mai dovuto vedervi. Ma che fare, oggi? Come risolvermi? M'avete promesso amicizia; considerate le mie perplessità, consigliatemi.
===Citazioni===
*Il [[gusto]] è in certo modo il microscopio del giudizio. (p. 70)
*Odio le cattive [[massime]] più ancora che le cattive azioni. (p. 110)
*La pazienza è amara ma porta dolci frutti! (p. 140)
*L'arte di dar gusto ai [[Piacere|piaceri]] non è che quella di esserne avari. (p. 569)
*Per mutare uno spirito bisognerebbe cambiare l'organizzazione interna; per mutare un carattere bisognerebbe cambiare il temperamento dal quale dipende. Avete mai sentito dire che un collerico sia diventato flemmatico, e che uno spirito metodico e freddo sia diventato immaginoso? Quanto a me, mi parrebbe che sia egualmente facile fare un biondo d'un bruno, e d'uno sciocco un uomo intelligente. Quindi si pretenderebbe invano di rifondere i vari spiriti su un modello comune. Si possono costringere, ma non mutare; si può impedire agli uomini di mostrarsi come sono, ma non farli diventare altri; e se nel corso solito della vita sanno dissimulare, li vedrete în tutte le occasioni importanti riprendere il loro carattere originale, e abbandonarsi a quello tanto più sregolatamente in quanto non conoscon più regola abbandonandovisi. Torno a dire che non si tratta di cambiare il carattere e di piegare il naturale, bensì di spingerlo fin dove è possibile che giunga, di coltivarlo e di impedire che degeneri; perché in questo modo un uomo diventa ciò che è possibile che sia, e l'opera della natura è compiuta in lui dall'educazione. Ora, prima di coltivare il carattere bisogna studiarlo, aspettare tranquillamente che si sveli, fornirgli le occasioni di svelarsi, e sempre astenersi dal fare piuttosto che rischiar di far male. A questo genio bisogna fornire ali, a quest'altro pastoie; uno vuol essere spinto, l'altro trattenuto; uno vuol essere lusingato, l'altro intimidito; ora bisogna illuminare, ora spegnere. C'è chi è fatto per portare all'estremo le conoscenze umane; a un altro riesce nocivo persino saper leggere. Aspettiamo la prima scintilla della ragione; a quella tocca rivelare il carattere e dargli la sua vera forma; grazie a lei lo si coltiva, e prima della ragione non esiste vera educazione per l'uomo. (pp. 590-591)
*Se mai la [[vanità]] ha fatto felice qualcuno al mondo, sicuramente quel felice non era che uno sciocco. (p. 599, nota)
*Una grande passione infelice induce potentemente alla saggezza. (p. 703)
*Non sapete che la virtù è uno stato di guerra, e che per viverci sempre bisogna sostenere qualche battaglia contro di sé? (p. 708)
*Non so immaginare che un [[libro]] possa essere buono, se non fa diventare buoni i suoi [[lettore|lettori]].<ref>Citato in Fernando Palazzi, Silvio Spaventa Filippi, ''Il libro dei mille savi'', § 4062, Hoepli, Milano, 1927, p. 505.</ref> (II, 18)
==''Il contratto sociale''==
===[[Incipit]]===
L'uomo è nato libero e ovunque si trova in [[catena|catene]]. Anche chi si crede il padrone degli altri non è meno schiavo di loro. Come si è prodotto questo cambiamento? Lo ignoro. Cosa può renderlo legittimo? Credo di poter risolvere tale problema.<br>
Se non considerassi che la forza e l'effetto che ne deriva, direi: finché un Popolo è costretto a obbedire e obbedisce fa bene, appena può scuotere il giogo e lo scuote fa ancora meglio, giacché, recuperando la sua libertà per mezzo dello stesso diritto con cui gli è stata sottratta, o è autorizzato a riprendersela o nessuno lo era mai stato a togliergliela.<ref>È accennata la critica alla forza come criterio di legittimazione dell'ordine politico, che sarà argomentata poi nel capitolo 3 di questo Libro I. Vedi anche ''DIscours sul l'inégalité'', in ''O.C.'', III, p. 191: «il Despota è il Padrone solo finché è il più forte, e [...] appena si può cacciarlo, non è in condizione di reclamare nulla contro la violenza. La sommossa che finisce per strangolare o detronizzare un Sultano è un atto giuridico alla stessa stregua di quelli mediante i quali egli disponeva fino al giorno prima delle vite e dei beni dei suoi Sudditi».</ref> D'altra parte l'ordine sociale è un diritto sacro, che serve da base a tutti gli altri.
===Citazioni===
*La più antica tra le società, e la sola naturale, è la [[famiglia]]. Tuttavia i figli restano legati al padre solo per il periodo in cui hanno bisogno di lui per mantenersi in vita. Appena questo bisogno cessa, il legame naturale si scioglie. Una volta i figli esentati dall'obbedienza che dovranno al padre, e il padre esentato dalle cure che doveva ai figli, tutti rientrano egualmente nell'indipendenza. Se continuano a restare uniti, ciò non accade più naturalmente, ma volontariamente; e la famiglia stessa si conserva soltanto per convenzione. (I, 2)
*Rinunciare alla propria libertà significa rinunciare alla propria qualifica di uomo, ai diritti dell'umanità e anche ai propri doveri. (I, 4)
*Nella Volontà Generale [...] i membri sono una parte indivisibile dell'intero. (I, 6)<ref>Citato in ''Come funziona la filosofia'', a cura di Marcus Weeks, traduzione di Daniele Ballarini, Gribaudo, 2020, p. 206. ISBN 9788858025598</ref>
*L'impulso del solo appetito è schiavitù, e l'obbiedienza alla legge che noi stessi ci siamo dati è libertà.
:''L'impulsion du seul appétit est esclavage, et l'obéissance à la loi qu'on s'est prescrite est liberté''. (''Du contrat social'', éd. Marc-Michel Rey, 1762, parte I, cap. VIII ("De l'état civil"), p. 43)
*In uno stato ben governato vi sono poche punizioni, non perché si facciano molte grazie, ma perché vi sono pochi criminali: quando lo stato è in decadenza il gran numero dei crimini ne assicura l'impunità. (II, 5)
*Da solo il [[popolo]] vuole sempre il bene, ma non sempre, da solo, lo vede. La volontà generale è sempre retta, ma il giudizio che la guida non è sempre illuminato. Bisogna presentarle gli oggetti talvolta quali sono e talvolta quai debbono sembrare; bisogna mostrarle la buona strada che essa cerca, difendendola dalla seduzione delle volontà particolari, avvicinando ai suoi occhi i luoghi e i tempi, bilanciando l'attrattiva dei vantaggi immediati e sensibili, col pericolo dei mali lontani e nascosti. I singoli vedono il bene che rigettano, la collettività vuole il bene che non vede. Tutti hanno ugualmente bisogno di una guida: bisogna costringere gli uni ad adeguare la loro volontà alla ragione; bisogna insegnare al popolo a conoscere ciò che vuole. Allora dai pubblici lumi deriva l'unione dell'intelletto e della volontà nel corpo sociale; da questo verrà l'esatta partecipazione delle parti e infine la maggior forza del tutto. Ecco donde sorge la necessità di un legislatore. (II, 6)
*Per scoprire le migliori regole di società, quali possono convenire alle nazioni, sarebbe necessaria un'intelligenza superiore che vedesse tutte le passioni senza provarne alcuna, che non avesse alcun rapporto con la nostra natura pur conoscendola a fondo, che avesse, indipendentemente da noi, una propria felicità e che tuttavia volesse occuparsi della nostra, infine che, nello svolgersi dei tempi, potesse lavorare in un secolo e godere in un altro, preparandosi una gloria lontana. Sarebbero necessari degli dèi per dare delle leggi agli uomini. (II, 7)
*Popoli liberi, ricordatevi di questa massima: «La libertà si può conquistare, ma recuperare non si può mai». (II, 8)<ref>Da ''Del contratto sociale'', in ''Opere'', p. 298.</ref>
*Se ci fosse un popolo di dei, si governerebbe [[democrazia|democraticamente]]. Un governo così perfetto non è adatto agli uomini. (III, 4)
*Se anche [[Sparta]] e [[Roma]] sono perite, quale [[Stato]] può sperare di durare in eterno? (III, 11)
*Ricordatevi che le mura delle città si fanno con le macerie delle case di campagna. (III, 13).<ref name="sordi">Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, Rizzoli, 1992. ISBN 881714603X</ref>
*Appena il servizio pubblico cessi di essere la cura principale dei cittadini, ed essi preferiscano servire di loro borsa che di persona, lo Stato è già vicino alla rovina. (III, 15)<ref>Da ''Del contratto sociale'', in ''Opere'', p. 322.</ref>
*I depositari del potere esecutivo non sono i padroni del popolo, bensì i suoi [[Funzionario|funzionari]] [...]; esso può nominarli o destituirli quando gli piaccia. (III, 18)
*Costituisce una previdenza quanto mai necessaria quella di essere consapevoli che non si può prevedere tutto. (IV, 6)
==''Le confessioni''==
===[[Incipit]]===
''Intus et in cute''<ref>«[[:w:Dentro e sotto la pelle|Dentro e sotto la pelle]]» ([[Aulo Persio Flacco]], ''Satire'', III, 30).</ref><br>1. Mi accingo ad un'impresa che non ebbe mai esempio e la cui esecuzione non avrà imitatori. Voglio mostrare ai miei simili un uomo in tutta la verità della natura; e quest'uomo sarò io.<br>2. Io solo. Sento il mio cuore e conosco gli uomini. Non sono fatto come nessuno di quanti ho conosciuto; oso credere che non sono fatto come nessuno di quanti esistono. Se non valgo di più, almeno sono diverso. Si potrà giudicare se la natura abbia fatto bene o male a spezzare lo stampo nel quale mi ha foggiato soltanto dopo avermi letto.
{{NDR|Jean Jacques Rousseau, ''Le confessioni'', traduzione di Valentina Valente, EDIPEM, 1973.}}
===Citazioni===
*{{NDR|Le ''[[Vite parallele]]'' di [[Plutarco]]}} diventò la mia lettura preferita. Il piacere che prendevo a rileggerlo di continuo mi guarì un po' dai romanzi e, ben presto, preferii Agesilao, Bruto, Aristide a Orondate, Aliamene e Giuba. Da queste letture interessanti, dalle conversazioni cui davano origine tra me e mio padre derivò la formazione di quello spirito libero e repubblicano, di quel carattere indomabile e fiero, insofferente alle costrizioni e alla servitù, che mi ha tormentato per tutta la vita nelle situazioni meno propizie per svilupparlo. (parte I, lib. I<ref>Citato in Emma Nardi, ''Oltre l'Emilio: scritti di Rousseau sull'educazione'', FrancoAngeli, Milano, 2005, [https://books.google.it/books?id=ME9VM9DRh2cC&pg=PA67 p. 67]. ISBN 88-464-6331-5</ref>)
*Il [[denaro]] che si possiede è l'istrumento della [[libertà]]; quello cui si fa la caccia, è quello della servitù. (parte I, lib. I; ed. Sonzogno, p. 39)
*[...] il [[rimorso]] s'addormenta in un prospero destino, e s'inasprisce nell'avversità. (parte I, lib. II; ed. Sonzogno, p. 70)
*{{NDR|L'abate Jean-Claude Gaime (1692-1761)}} Mi fece comprendere che l'entusiasmo per le virtù sublimi era poco in uso nella società, che lanciandosi troppo in alto si era soggetti alle cadute, che la continuità dei piccoli doveri sempre bene adempiuti non richiedeva minore forza delle azioni eroiche, che essa era più utile all'onore e alla felicità, e che era infinitamente meglio avere sempre la stima degli uomini che qualche volta la loro ammirazione. (parte I, lib. III; 1972, p. 796)
*{{NDR|Sulla [[masturbazione]]}} Questo vizio, che la vergogna e la timidità trovano tanto comodo, ha di più una grande attrazione per le immaginazioni vivaci; è quella di disporre, per così dire, di tutto il sesso, e di far servire ai loro piaceri la beltà che le tenta, senza aver bisogno di ottenere la sua confessione. (parte I, lib. III; ed. Sonzogno, p. 85)
*Bisogna nondimeno render giustizia ai [[francesi]]: essi non si perdono poi, tanto quanto si dice, in proteste; e quelle che fanno sono quasi sempre sincere; ma hanno una maniera di mostrar d'interessarsi a noi, che v'inganna più delle parole. I grossi complimenti degli svizzeri, non possono imporre che agli sciocchi. Le maniere dei francesi sono più seducenti perciò appunto che sono più semplici; si crederebbe che essi non vi dicono tutto quel che vogliono fare, per sorprendervi più piacevolmente. Dirò di più: non sono falsi nelle loro dimostrazioni; sono naturalmente officiosi, umani, benevoli, ed anco, checché se ne dica, più veritieri che alcun'altra nazione; ma sono leggieri e incostanti. Hanno infatti il sentimento che vi esternano; ma questo sentimento se ne va com'è venuto. Parlandovi, sono pieni di voi; non vedendovi più, vi dimenticano. Nulla è permanente nel loro cuore; tutto è per loro l'opera d'un momento. (parte I, lib. IV; ed. Sonzogno, p. 119)
*Se voglio dipingere la primavera bisogna ch'io sia in [[inverno]]; se voglio descrivere un bel paesaggio bisogna ch'io sia tra quattro mura, e ho detto cento volte che se mai fossi messo alla Bastiglia, vi dipingerei il quadro della libertà. (parte I, lib. IV; 1973, p. 136)
*[...] la vera [[felicità]] non si descrive, si sente, e si sente tanto meglio quanto meno si può descrivere, perché non risulta da un complesso di fatti, ma da uno stato permanente. (parte I, lib. V; ed. Sonzogno, p. 168)
*Quando ero a Motiers andavo a fare stringhe dalle mie vicine; se ritornassi nel mondo terrei sempre un misirizzi nella mia tasca e ci giocherei tutto il giorno, per poter non parlare, quando non avessi niente da dire. Se ognuno facesse altrettanto, gli uomini diventerebbero meno cattivi, i loro rapporti più sicuri, e credo, più piacevoli. Insomma, ridano, se vogliono, i burloni, ma io sostengo che l'unica morale alla portata del secolo presente è quella del misirizzi. (libro V; 1972, p. 859)
*Tutti gli [[animali]] diffidano dell'uomo, e non hanno torto; ma non appena sono sicuri che egli non vuol nuocer loro, la loro confidenza diventa tanto grande, che bisogna esser più che barbari per abusarne. (parte I, lib. VI; ed. Sonzogno, p. 171)
*Gli amori di viaggio non son fatti per durare. (parte I, lib. VI; 1973, p. 194)
*Mi avevano detto di andare a vedere il [[Pont du Gard|ponte del Gard]], e non mancai d'andarvi. Era la prima opera dei Romani che avessi veduta. Mi aspettavo di vedere un monumento degno delle mani che lo avevano costruito. Debbo confessare che l'opera sorpassò la mia aspettativa e fu la sola volta in vita mia. Non era dato infatti che ai Romani di produrla. L'aspetto di quel semplice e nobile lavoro mi colpì, di tanto più che è in mezzo d'un deserto, ove il silenzio e la solitudine rendono il ponte più {{sic|maraviglioso}} e l'ammirazione più viva, perché questo preteso ponte non è che un acquedotto. Ci si {{sic|dimanda}} qual forza ha trasportato quelle pietre enormi, sì lontane da ogni cava, ed ha riunito le braccia di tante {{sic|migliaja}} d'uomini in un luogo ove non ne abita alcuno. Percorsi i tre piani di quel superbo {{sic|edifizio}}, che il rispetto m'impediva quasi di calpestare. Il rumore de' miei passi sotto quelle immense volte, mi faceva creder di udire la forte voce di coloro che l'avevan {{sic|costrutto}}. Mi perdevo come un insetto in quella immensità. Sentivo, pur facendomi piccin piccino, un non so che, che mi sollevava l'anima, e mi {{sic|diceva}} sospirando: {{sic|P}}erché non sono nato Romano? (parte I, lib. VI; ed. Sonzogno, p. 181)
*Diedero libera scelta ai passeggeri di trascorrerla {{NDR|la [[quarantena]]}} a bordo o nel [[Lazzaretto di Genova|lazzaretto]], nel quale ci prevenirono che non avremmo trovato altro che i quattro muri, poiché non s'era ancora avuto il tempo d'ammobiliarlo. Scelsero tutti la feluca. Il calore insopportabile, lo scarso spazio, l'impossibilità di camminare, gl'insetti mi fecero preferire il lazzaretto, a rischio di tutto, e venni condotto in un grande palazzo a due piani assolutamente nudo, dove non trovai né imposte né letto, né tavola né sedia, nemmeno uno sgabello per sedermi né un fascio di paglia per sdraiarmi. Mi portarono il mantello, il sacco da notte, le mie due {{sic|valige}}; mi rinchiusero con due grandi porte dalle serrature massicce, e rimasi là, padrone di passeggiare a mio agio di stanza in stanza e di piano in piano, trovando ovunque la stessa solitudine e la medesima nudità. [...] In breve, m'arrangiai così bene che, eccettuate le tende alle finestre, in quel lazzaretto assolutamente spoglio, stavo quasi tanto comodamente quanto in Via Verdelet. I pasti mi venivan serviti con molta pompa; due granatieri, baionetta in canna, li scortavano: la scala era la mia sala da pranzo; il pianerottolo, la tavola; lo scalino inferiore, la seggiola, e quando il pranzo era servito, ritirandosi suonavano una campanella per avvertirmi di mettermi a tavola. Fra i pasti, quando non leggevo né scrivevo, o non attendevo all'arredamento, andavo a passeggiare nel cimitero dei protestanti, che mi faceva da cortile, ove salivo in un lucernario che dava sul porto e donde potevo veder entrare e uscire le navi. (parte II, lib. VII; 1996, vol. II, pp. 329-330)
*È soprattutto nella [[solitudine]] che si sente il vantaggio di vivere con qualcuno che sappia pensare. (parte II, lib. IX; ed. Sonzogno, p. 286)
*Avevo sempre riso dell'ingenuità fittizia di [[Montaigne]], il quale, simulando di confessare i propri difetti, ha gran cura di attribuirsene solo di gradevoli; mentre io che mi ero sempre ritenuto, e che mi ritengo ancora, tutto sommato, il migliore degli uomini, sentivo che non esiste animo umano, per quanto puro, che non ricetti qualche odioso vizio. (parte II, lib. X, § II; 2006)
*{{NDR|Lettera a [[Voltaire]]}} Io non vi voglio affatto bene Signore; voi mi avete fatto i mali di cui potevo patire di più, a me, vostro discepolo e vostro fanatico partigiano. Avete rovinato Ginevra come prezzo dell'asilo che vi avete ricevuto; avete allontanato da me i miei concittadini come ricompensa degli applausi che vi ho prodigato fra di essi; siete voi a rendermi insopportabile il soggiorno nel mio paese; siete voi che mi farete morire in terra straniera, privo di tutte le consolazioni dei morenti, e gettato per unico onore in un deposito di rifiuti, mentre tutti gli onori che un uomo può aspettarsi vi accompagneranno nel mio paese. Vi odio, insomma, perché l'avete voluto; ma vi odio da uomo anche più degno di amarvi se voi l'aveste voluto. Di tutti i sentimenti di cui il mio cuore era compenetrato, vi resta solo l'ammirazione che non si può rifiutare per il vostro bel genio e l'amore per i vostri scritti. Se posso onorare in voi solo i vostri talenti, non è colpa mia. Non verrò mai meno al rispetto che è loro dovuto, né al modo di procedere che questo rispetto esige. (17 giugno 1760, libro X; 1990, p. 626)
*L'[[ozio]] che io amo non è quello di un fannullone che se ne sta colle braccia incrociate in una totale inazione, e non pensa più che non agisce. È al tempo stesso quello d'un fanciullo che è incessantemente in moto senza far nulla, è quello d'un insensato che batte la campagna, mentre le sue braccia sono in riposo. Preferisco occuparmi a far dei nonnulla, a cominciar cento cose e non finirne alcuna, ad andare e venire come la testa mi detta, a cambiare ad ogni istante di progetto, a seguire una mosca in tutte le sue mosse voler sradicare una rupe per veder cosa vi è sotto, a intraprendere con ardore un lavoro di dieci anni per abbandonarlo in capo a dieci minuti senza dispiacere, a perdere insomma tutta la giornata senza ordine e senza seguito, e a non seguire in ogni cosa che il capriccio del momento. (parte II, lib. XII; ed. Sonzogno, p. 427)
===Citazioni su ''Le confessioni''===
*Arrivando alla fine delle ''Confessioni'' di Rousseau, si ha la netta impressione di aver conosciuto un uomo alla ricerca di un abbraccio empatico oceanico, nonostante molti aspetti della sua vita fossero di tutt'altra natura. ([[Jeremy Rifkin]])
==''Le passeggiate solitarie''==
===[[Incipit]]===
====Beniamino Dal Fabbro====
E ora eccomi solo sulla terra, non avendo altro fratello, prossimo, amico, che me stesso. Socievolissimo e amorevolissimo tra gli uomini, io ne fui proscritto per unanime accordo; nella raffinatezza dell'odio, essi hanno cercato quale tormento potesse meglio incrudelire sulla mia sensibile anima, e hanno violentemente spezzato tutt'i legami che a loro mi tenevano. Li avrei amati a dispetto di loro stessi, gli uomini; non hanno potuto sottrarsi al mio affetto che rinunciando a esserlo. Ed eccoli stranieri, sconosciuti, nulli insomma per me; e per averlo voluto. Ma io, distaccato da loro e da tutto, io stesso che cosa sono? Ecco quello che mi resta da indagare. Sfortunatamente, questa ricerca dev'essere preceduta da uno sguardo sulla mia posizione: traverso quest'idea bisogna per forza che io passi, per giungere da loro sino a me.
====Zino Zini====
Eccomi dunque solo su questa terra, non ho più né fratelli, né parenti, né amici, né altra compagnia che quella di me stesso. Un accordo unanime ha messo al bando del genere umano appunto l'essere più socievole e più capace d'affetto. Gli uomini nel loro odio raffinato sono andati a cercare qual tormento potesse più crudelmente ferire la mia anima sensibile, ed hanno violentemente spezzato ogni vincolo che ad essi mi legava. Avrei amato gli uomini anche a loro dispetto. Soltanto rinunziando alla loro umanità si sono potuti sottrarre al mio amore. Eccoli {{sic|omai}} fatti stranieri, ignoti, diventati per me insomma un nulla, e questo perché l'hanno voluto. Ma io, staccato da loro e da tutto, che sono io stesso? Appunto questo mi rimane da cercare. Sventuratamente debbo far precedere una tal ricerca da un rapido esame della mia condizione. È un corso di pensieri che necessariamente devo seguire per giungere da loro sino a me.
{{NDR|Jean-Jacques Rousseau, ''Le passeggiate del pensatore solitario'', a cura di Zino Zini, UTET, 1939.}}
===Citazioni===
*[...] sentendo inutili tutt'i miei sforzi e tormentandomi in pura perdita, ho preso il solo partito che mi restava da prendere, ossia quello di sottomettermi alla mia sorte, senza recalcitrare oltre contro il destino. In questa rassegnazione ho trovato compenso a tutt'i miei mali, per la calma che mi procura, e che non potrebbe conciliarsi col travaglio continuo d'una resistenza penosa quanto sterile. (I; 1972, p. 1322)
*{{NDR|I miei persecutori}} hanno esaurito in anticipo tutte le loro risorse; non lasciandomi nulla, si sono tolti tutto da se stessi. (I; 1972, p. 1322)
*I veri mali hanno poca presa su di me; di quelli che provo, mi rassegno agevolmente, ma non di quelli che temo. La mia immaginazione scatenata li combina, li rivolge, li estende, li accresce. Attenderli, mi tormenta cento volte peggio che averli attuati; la minaccia mi riesce temibile peggio che il colpo. Non appena essi arrivano, il fatto, togliendogli tutto quanto avevano d'immaginario, li riduce alla loro giusta misura. Allora li trovo molto minori di quanto me li ero raffigurati, e persino nel mezzo della sofferenza non manco di sentirmi sollevato. (I; 1972, p. 1322)
*I privati periscono, ma i gruppi collettivi non muoiono; le medesime passioni vi si perpetuano, e il loro odio ardente, immortale come il demone che lo ispira, ha sempre la medesima virulenza. (I; 1972, p. 1323)
*Abbandoniamoci interamente alla dolcezza di conversare con la mia anima, la sola che gli uomini non possono sottrarmi. (I; 1972, p. 1323)
*Non potendo fare nessun bene che non si ritorca in male, non potendo agire senza nuocere ad altri o a me stesso, astenermi divenne il mio unico dovere [...]. (I; 1972, p. 1324)<ref>{{Cfr}} VI (1972, p. 1352): «[...] so come il solo bene che ormai resti in mio potere sia quello di astenermi dall'azione, per paura di fare il male senza volerlo.»</ref>
*[...] in questa disoccupazione del corpo, la mia anima agisce ancora, genera sentimenti, pensieri, e la sua vita intima e morale sembra essersi ancora accresciuta, a causa della morte d'ogni interesse terreno e precario. (I; 1972, p. 1324)
*Io compio la stessa impresa di [[Montaigne]], ma con uno scopo affatto contrario al suo: egli non scriveva i suoi ''Saggi'' che per il pubblico, e io non scrivo le mie fantasie che per me stesso. Se nei miei tardissimi giorni, all'avvicinarsi del trapasso, resterò, come spero, nella stessa situazione in cui sono, nel leggerle mi sovverranno le dolcezze che provo a scriverle; e in questo modo, facendo rinascere per me il tempo passato, la mia esistenza, direi quasi, ha da {{Sic|resultarne}} come raddoppiata. A dispetto degli uomini saprò provare ancora l'incanto della compagnia, vivendo decrepito con un me stesso diverso, come se vivessi con un amico meno vecchio. (I; 1972, p. 1324)
*Assuefacendomi a rientrare in me stesso, perdetti infine il sentimento e quasi il ricordo dei miei mali. E imparai per mia propria esperienza che la fonte della vera [[gioia]] sta in noi, e che non dipende dagli uomini di rendere veramente miserevole chi sa voler essere felice. (II; 1972, p. 1325)
*Grande maestra, senza dubbio, è la [[sfortuna]]; ma una maestra che fa pagar care le sue lezioni, e sovente il vantaggio che se ne ricava non vale il prezzo che ci costarono. D'altronde, prima che sia ottenuto interamente il frutto di queste lezioni sì tardive, l'occasione di servirsene passa. La gioventù, credo che sia il tempo di studiare la [[saggezza]]; la vecchiaia, il tempo di praticarla. (III; 1972, p. 1330)
*Non ho imparato a conoscere meglio gli uomini che per meglio sentire la miseria in cui mi hanno inoltrato, senza che tale conoscenza, scoprendomi tutte le loro insidie, me ne abbia potuto far evitare nessuna. (III; 1972, p. 1330)
*Noi entriamo in lizza con la [[nascita e morte|nascita]], ne usciamo con la [[nascita e morte|morte]]. (III; 1972, p. 1330)
*Tutt'i [[Giovinezza e senilità|vecchi]] tengono alla vita più dei fanciulli e n'escono con peggior grazia dei giovani. (III; 1972, p. 1330)
*[...] ho sempre creduto che prima d'istruire gli altri bisognava cominciare col sapere abbastanza per se stessi [...]. (III; 1972, p. 1331)
*Quello che si ha da fare dipende molto da quello che si ha da credere; e in tutto quello che non tocca ai bisogni primi della natura, le nostre [[Opinione|opinioni]] sono la regola delle nostre [[azioni]]. (III; 1972, p. 1331)
*La [[meditazione]] nel suo ritiro, lo studio della natura, la contemplazione dell'universo, costringono un solitario a slanciarsi incessantemente verso il Creatore delle cose, e a cercare con dolce inquietudine lo scopo di tutto che vede e la causa di tutto che sente. (III; 1972, p. 1331)
*[...] difficilmente ci si preserva dal credere quello che con tanto ardore si desidera. (III; 1972, p. 1333)
*[...] importa di avere un sentimento per se stessi, e di sceglierlo con tutta la maturità di giudizio che vi si possa mettere. Se malgrado questo cadiamo nell'errore, non ne sapremmo portare giustamente la pena, dato che non ne abbiamo la colpa. (III; 1972, p. 1334)
*[...] per essere dovuta, una cosa bisogna che sia o possa essere utile. (IV; 1972, p. 1339)
*[...] basta forse non essere mai ingiusto per essere sempre innocente? (IV; 1939, p. 90)
*Giudicare i discorsi degli uomini dagli effetti che producono, significa sovente apprezzarli male. Oltre che tali effetti non sono sempre sensibili e facili da conoscere, essi variano all'infinito come le circostanze nelle quali i discorsi sono stati fatti. Ma unicamente l'intenzione di chi li fa gli conferisce un valore, determina il loro grado di malizia o di bontà. (IV; 1972, p. 1340)
*Mentire a vantaggio proprio, è impostura; mentire a vantaggio altrui, è frode; mentire per nuocere è calunnia: la sorte peggiore di menzogna. Mentire senza vantaggio né pregiudizio proprio o d'altri, non si ritiene mentire; non è menzogna, ma finzione. (IV; 1972, p. 1340)
*[...] tutto quello che, contrario alla verità, lede la giustizia in qualsiasi maniera, è [[menzogna]]. (IV; 1972, p. 1341)
*Se bisogna essere giusti verso gli altri, bisogna essere veritieri verso se stessi, per l'omaggio che l'uomo onesto deve rendere alla propria dignità. (IV; 1972, p. 1345)
*[...] andavo volentieri a sedermi in riva al [[lago]], sul greto, in qualche asilo nascosto, dove lo strepito delle onde e l'agitazione delle acque, occupandomi i sensi e scacciando dall'anima ogni altra agitazione, la immergevano in deliziose fantasie, tra le quali la notte mi sorprendeva sovente senza che me ne fossi accorto. Il flusso e il riflusso delle acque, lo strepito continuo, ma accresciuto a intervalli, senza tregua impegnandomi gli occhi e gli orecchi supplivano ai moti intimi che in me spegneva la fantasticheria, e bastavano per farmi sentire il gusto dell'esistenza, senza darmi la pena di pensare. Di tanto in tanto nasceva qualche debole, breve riflessione sull'instabilità delle cose di questo mondo, di cui la superficie delle acque mi offriva l'immagine; ma sùbito queste leggere impressioni si scancellavano nell'uniformità del moto continuo che mi cullava, e che senza nessun attivo concorso dell'anima non lasciava d'incatenarmi al punto che, chiamato dall'ora e dal segnale convenuto, non potevo allontanarmi senza uno sforzo. (V; 1972, p. 1349)
*Il sentimento dell'[[esistenza]], spogliato d'ogni altro affetto, di per se stesso dona un prezioso stato d'appagamento e di pace, che basterebbe da solo a rendere cara e dolce l'esistenza, e che saprebbe scostare da sé tutte le impressioni sensuali e terrene che vengono senza tregua a distrarcene e a turbarcene, sulla terra, la dolcezza. (V; 1972, p. 1350)
*Senza [[Moto (fisica)|moto]], la vita diventa un letargo. Un moto ineguale o troppo forte tiene svegli, e richiamandoci agli oggetti circostanti distrugge l'incanto delle fantasie, ci strappa all'intimo di noi stessi per rimetterci istantaneamente sotto il giogo della fortuna e degli uomini, per renderci al sentimento delle nostre sventure. Un assoluto [[silenzio]] porta alla tristezza, offre immagine della morte: allora l'aiuto di un'immaginazione allegra si presenta necessariamente e naturalmente a quelli gratificatine dal Cielo. Il moto che non viene dal di fuori viene allora al didentro di noi: la quiete diminuisce, è vero, ma diventa assai piacevole quando leggere e dolci idee, senz'agitare il fondo dell'anima, non fanno, direi quasi, che sfiorarne la superficie. Questo basta per ricordarsi di se stessi, dimenticando tutt'i propri mali. Una tale sorta di fantasie possiamo gustarla dovunque si possa essere tranquilli, e io ho sovente pensato che alla Bastiglia, e persino in una segreta dove nessun oggetto avrebbe colpito la mia vista, avrei ancora potuto fantasticare piacevolmente. (V; 1972, p. 1350)
*Non abbiamo nessun moto involontario di cui non si possa trovare la causa nel nostro cuore, cercandovi bene. (VI; 1972, p. 1351)
*[...] tutte le inclinazioni naturali, non escludendone la stessa beneficenza, portate o seguìte nel mondo senza saggezza e senza discernimento, cambiano di natura e sovente diventano nocive quanto erano utili nei loro originari scopi. (VI; 1972, p. 1352)
*Ecco di che modificare molto l'opinione che a lungo ebbi della mia propria virtù; infatti, non ve ne ha affatto nel seguire le proprie inclinazioni e nel darci, quando esse vi ci portano, il piacere di fare il bene; ma consiste nel vincerle quando il dovere lo comanda, per fare quanto ci prescrive [...]. (VI; 1972, p. 1353)
*[...] la costrizione, se anche unita al mio desiderio, basta per annullarlo e cambiarlo in ripugnanza, persino in avversione, per poco che agisca troppo fortemente [...]. (VI; 1972, p. 1353)
*La forza e la libertà fanno gli eccellenti uomini; la debolezza e la schiavitù non hanno mai fatto che dei malvagi. (VI; 1972, p. 1355)
*Colui che mette la sua potenza al disopra dell'uomo ha da essere al disopra delle debolezze umane, altrimenti quell'eccesso di forza non serve effettivamente che a metterlo al di sotto degli altri e di quello che sarebbe stato egli stesso, rimasto un loro eguale. (VI; 1972, p. 1356)
*Non ho mai pensato che la libertà dell'uomo consista nel fare quello che vuole, ma piuttosto nel non fare mai quello che non vuole. (VI; 1972, p. 1356)
*La fantasticheria mi riposa e mi diverte, la riflessione mi affatica e rattrista. Pensare fu sempre per me un'occupazione penosa, senza incanto. Le mie fantasie finiscono talvolta con la meditazione, ma le mie meditazioni finiscono sovente con le fantasie; in questi smarrimenti la mia anima erra, vola, alta nell'universo, sulle ali dell'immaginazione, in estasi che superano ogni gioia. (VII; 1972, p. 1358)
*Gli alberi, gli arbusti, le piante, sono gli ornamenti, la veste della terra. Nulla è triste come l'aspetto d'una campagna nuda e brulla, che non offre ai nostri occhi se non pietre, mota e sabbia; ma ravvivata dalla natura e rivestita del suo abito nuziale, in mezzo ai corsi di acqua e al canto degli uccelli, la terra dona all'uomo, nell'armonia dei tre regni, uno spettacolo pieno di vita, d'interesse, d'incanto: il solo spettacolo al mondo di cui i suoi occhi e il suo cuore mai si stanchino. (VII; 1972, p. 1358)
*No, nulla di personale, nulla che tocchi l'interesse del mio corpo riesce veramente a occuparmi l'anima. Non medito, non sogno mai sì deliziosamente come quando dimentico me stesso. Provo estasi, rapimenti inesprimibili nel fondermi, direi quasi, col sistema degli esseri, nell'identificarmi con tutta la natura. (VII; 1972, p. 1360)
*La [[botanica]] è lo studio di un solitario pigro ed ozioso; qualcosa di aguzzo e un microscopio son tutti gli arnesi di cui ha bisogno per il suo esame. Egli passeggia, gira liberamente da una cosa all'altra, passa in rassegna ogni fiore con interesse e curiosità, e non appena incomincia ad afferrar le leggi della loro struttura, prova nell'osservarle, un piacere scevro di affanno, altrettanto vivo che se gliene costasse molto. C'è in questa occupazione inutile un fascino che noi possiamo provare soltanto quando le passioni tacciono completamente, ma che da solo basta per rendere la vita dolce e felice; ma appena vi si mescola un motivo d'interesse o di vanità, sia per occupar dei posti o per scrivere libri, appena si vuole imparare con l'unico scopo di istruire, o si erborizza per diventare autore o professore, si dilegua tutto quel dolce fascino; nelle piante non vediamo più che gli strumenti delle nostre passioni, nello studiarle non gustiamo più alcun piacere vero; non vogliamo più sapere, ma mostrare agli altri di sapere, e siamo nei boschi come alla ribalta del mondo, preoccupati di farci ammirare; oppure limitandoci tutt'al più alla botanica da gabinetto e da giardino, invece d'osservare i vegetali nella natura, non ci si occupa che di sistemi e di metodi, eterno argomento di discussione, che non fa conoscere una pianta di più, e non getta nessuna luce vera sulla storia naturale e il regno vegetale. (VII; 1939, p. 144)
*Salgo su per le rocce e le montagne, m'inoltro nelle valli, nei boschi, per sottrarmi, quanto possibile, al ricordo degli uomini e agli attacchi dei malvagi. Mi sembra che sotto le ombre d'una foresta io sono dimenticato, libero, tranquillo, come se non avessi nemici, o come se il fogliame dei boschi dovesse preservarmi dai loro attacchi come li allontana dal mio ricordo [...]. (VII; 1972, p. 1362)
*I diversi intervalli di brevi periodi prosperi non mi hanno lasciato quasi nessun piacevole ricordo della maniera intima e durevole con cui ne fui beneficiato, e all'incontrario, in tutte le miserie della vita mi sentivo costantemente pieno di sentimenti teneri, commossi, deliziosi, che versando un balsamo salutare sulle piaghe del mio cuore sembravano convertirne il dolore in gioia, e il cui gradito ricordo mi ritorna solo, sciolto da quello dei mali che pativo nello stesso tempo. (VIII; 1972, p. 1364)
*A questo ritorno su noi stessi ci costringe la sventura: il che forse la rende sì insopportabile alla maggior parte degli uomini. (VIII; 1972, p. 1365)
*Premuto da ogni parte, mi mantengo in equilibrio: non mi afferro a nulla, non mi appoggio che su me stesso. (VIII; 1972, p. 1366)
*Si vuole essere stimati dalla gente che si stima [...]. (VIII; 1972, p. 1366)
*Di tutt'i mali che ci accadono, noi consideriamo piuttosto le intenzioni che gli effetti: una tegola caduta da un tetto potrebbe causarci una ferita maggiore, ma non ci addolora quanto una pietra lanciata a bell'apposta da una mano malevola; talvolta il colpo va a vuoto, ma l'intenzione non manca mai il bersaglio. (VIII; 1972, p. 1367)
*[...] quando gli sventurati non sanno con chi prendersela per i loro mali, se la prendono col destino che personificano e a cui imprestano occhi e intelligenza per tormentarli a bell'apposta. (VIII; 1972, p. 1367)
*La stima di se stessi fa da massimo impulso alle anime fiere; l'amor proprio, fertile d'illusioni, si trucca e si fa passare per questa stima; ma quando infine la frode sia scoperta e l'amor proprio non possa nascondersi, allora non vi ha nulla da temere, e quantunque lo si soffochi con fatica, lo si soggioga almeno con agevolezza. (VIII; 1972, p. 1367)
*I mali non sono nulla per colui che non ci pensa. (VIII; 1972, p. 1368)
*I casi in cui il vero bisogno si fa sentire sono sempre rari: la previdenza e l'immaginazione li moltiplicano, e proprio per questa catena di sentimenti ci si preoccupa, ci si rende infelici. Per me, se anche sappia bene di dover soffrire domani, mi basta di non soffrire oggi per essere tranquillo; non mi affliggo del male che prevedo, ma soltanto di quello che sento, il che lo riduce a ben poca cosa. (VIII; 1972, p. 1368)
*Rendendomi insensibile alla sventura, {{NDR|i miei nemici}} mi hanno fatto un bene maggiore che se me ne avessero risparmiato gli attacchi; non provandola, potevo sempre temerla; e invece, avendola soggiogata, ormai non la temo. (VIII; 1972, p. 1368)
*[...] a ogni attacco, lascio che il sangue si accenda, che la collera e l'indignazione si impadroniscano dei miei sensi; cedo alla natura questa prima esplosione che tutte le mie forze non potrebbero né fermare né sospendere. [...] Ma dopo aver lasciato fare alla natura la prima esplosione, possiamo ridiventare padroni di noi stessi, riprendendo a poco a poco il dominio dei sensi [...]. (VIII; 1972, p. 1370)
*[...] la mia natura ardente mi agita, la mia natura indolente mi acquieta. (VIII; 1972, p. 1370)
*Non mi sembra che la felicità, stato durevole, sia fatta per l'uomo, sulla terra: qui, tutto si trova in un continuo flusso che non permette a nulla di assumervi una forma costante. Tutto cambia intorno a noi. Noi stessi mutiamo, e nessuno potrebbe essere sicuro di amare domani quello che oggi ama. Similmente, tutt'i nostri disegni di felicità per questa vita sono chimere. Approfittiamo della gioia dello spirito quando viene, evitiamo di allontanarla per colpa nostra, ma non facciamo disegni per incatenarla: tali disegni sono pure pazzie. (IX; 1972, p. 1370)
*A tutto vi ha compenso: se i miei piaceri sono rari e brevi, li gusto, quando vengono, con maggiore vivezza che se mi fossero familiari; li rumino, direi quasi, con frequenti ricordi, e per quanto rari siano, se fossero puri e incontaminati, sarei forse felice meglio che nei tempi prosperi. (IX; 1972, p. 1373)
*C'è da meravigliarsi se amo la solitudine? Sul volto degli uomini non scorgo che odio, mentre la natura mi sorride sempre. (IX; 1939, p. 175)
==Citazioni su Jean Jacques Rousseau==
*Ahi Rousseau, «di quanto mal fu madre» la tua conversione alla dea Natura! ([[Mario Praz]])
*Autore di una sconvolgente introduzione di errori. [...] Ispirarsi oggi a Rousseau può non essere culturalmente – per tanti versi – molto illuminante. ([[Giulio Andreotti]])
*C'è in Rousseau qualcosa di malsano, qualcosa che sa di dente marcio e latte inacidito. ([[Henry de Montherlant]])
*Dal momento in cui mi trovai in condizione di poter leggere da me stesso i libri di Rousseau, ho sentito per lui la più viva ammirazione. È a mio giudizio l'uomo che più ha cercato di rialzare la dignità umana, spesso avvilita nella società dei secoli trascorsi. La sua voce eloquente ha più di ogni altra contribuito a fissarmi nel partito del progresso e della emancipazione sociale. ([[Camillo Benso, conte di Cavour]])
*È stato soltanto dopo l'epoca di Rousseau, a partire dalla quale va fatto risalire il grande movimento umanitario del secolo passato, che il [[vegetarianismo]] ha cominciato a definirsi come sistema, come appello ragionato all'abbandono della carne come cibo. ([[Henry Stephens Salt]])
*Gian Giacomo Rousseau col suo modo di fare esasperato ed esasperante ha imposto il problema all'umanità. Il Rousseau alla domanda se il progresso delle arti e delle scienze contribuisce alla felicità umana, con logica stringente ed appassionata rispondeva di no. ([[Felice Momigliano]])
*Il rispetto altrui conosce un solo fondamento naturale [...] che Rousseau scorge, nell'uomo, in «una ripugnanza innata a veder soffrire il suo simile» [...]. Infatti l'unica speranza, per ognuno di noi, di non essere trattato da bestia dai suoi simili, sta nel fatto che tutti i suoi simili, e lui per primo, si colgano immediatamente come esseri sofferenti, e coltivino nell'intimo quella attitudine alla pietà che, nello stato di natura, tiene luogo «di legge, di costumi, e di virtù», e senza il cui esercizio cominciamo a capire che, nello stato di società, non può esserci né legge, né costumi, né virtù.<br />Lungi dall'offrirsi all'uomo come un nostalgico rifugio, l'identificazione a tutte le forme della vita, a cominciare dalle più umili, propone dunque all'umanità d'oggi, per bocca di Rousseau, il principio di ogni saggezza e di ogni azione collettiva. ([[Claude Lévi-Strauss]])
*Jean-Jacques diceva che entrava in un caffè non senza una certa emozione. Per una natura timida , un controllo dei biglietti a teatro somiglia un poco al tribunale degli Inferi. ([[Charles Baudelaire]])
*La bianca, e silenziosa neve, che ricoprendo le orride rupi di [[Meillerie]] nel più rigido inverno, accresceva il pacifico riposo della solitudine, ed il languido lume della fredda Luna sul placido Lago di Ginevra, animarono la fervida penna di Gian Giacomo, ond'egli scrivendo vivamente dipinse le passioni, e rappresentando la natura ne superò le bellezze. ([[Domenico Cirillo]])
*La enorme influenza e popolarità di Rousseau oltreché all'originalità del suo pensiero fu dovuta al profondo calore di sentimento che anima tutte le sue pagine. ([[Mario Bonfantini]])
*La grande sventura ha avuto inizio nel secolo scorso, principalmente per opera di Rousseau, con la sua teoria della bontà della natura umana. La plebe e gli intellettuali ne hanno distillato la dottrina di un'età dell'oro, che non avrebbe mancato di giungere, sol che si fosse lasciato dominare l'elemento nobile dell'umanità. Come sanno anche i bambini, la conseguenza fu una completa dissoluzione del concetto di autorità nelle menti dei comuni mortali, e si è periodicamente caduti preda della violenza pura. Negli strati intellettuali delle nazioni occidentali, frattanto, l'idea della bontà naturale si era trasformata in quella del progresso, ossia del guadagno e del comfort assoluto, pacificando la coscienza con la filantropia. ([[Jacob Burckhardt]])
*Lo scrittore del [[liberalismo]] nel senso eminente della parola è Rousseau. Per opera sua il principio dell'antico {{sic|Dritto}} naturale è stato logicamente sviluppato sino al punto, che ci dà per risultato la teoria compiuta della rivoluzione, e di niente altro più abbisognava se non se d'essere ridotto a realtà. Perciò egli precede la [[rivoluzione francese]], come la spiegazione del fisico precede l'esperimento. Pure egli sì mostrò un cattivo fisico; perciocché l'esperimento andò fallito. ([[Friedrich Julius Stahl]])
*Montaigne, un saggio, non ha avuto posterità; Rousseau, un isterico odioso, continua ad avere discepoli. ([[Emil Cioran]])
*Per contro, la mia motivazione trova in suo favore l'autorità del più grande moralista di tutta l'epoca moderna: poiché questo è senza alcun dubbio Jean-Jacques Rousseau, il profondo conoscitore del cuore umano, che attinse la sua sapienza non dai libri, ma dalla vita e destinò la sua dottrina non alla cattedra, bensì all'umanità, nemico com'era dei pregiudizi, alunno della natura che a lui solo conferì il dono di predicare la morale senza diventare noioso, perché colpiva la verità e toccava i cuori. ([[Arthur Schopenhauer]])
*Prima di Marx, Rousseau aveva argomentato l'idea che il cristiano fosse un cattivo cittadino, poiché, essendo ossessionato dall'idea dell'aldilà, era incline a disinteressarsi dell'organizzazione della società. Rousseau censurava tale atteggiamento poiché rafforzava l'ingiustizia esistente. ([[Luigi Fenizi]])
*Rousseau: adotta l'Umanità, abbandona i propri cinque figli all'orfanatrofio o brefotrofio di Parigi, anni dopo ribadisce con entusiasmo «lo rifarei»; e meno male, l'autore dell'''Emilio'' sarebbe stato, credo, un pessimo educatore. ([[Sergio Ricossa]])
*Rousseau, che è un [[Diogene di Sinope|Diogene]] raffinato, afferma anche che il nostro volere sarebbe buono per natura, ma che noi lo corromperemmo di continuo; che la natura ci avrebbe provvisto di tutto e che saremmo noi a crearci dei bisogni; egli richiede anche che l'educazione dei fanciulli sia soltanto negativa. ([[Immanuel Kant]])
*Rousseau, lo leggevo sonnecchiando, e io voglio sopprimere in me tutto ciò che di lui mi faceva sonnecchiare. ([[Jules Renard]])
*Secondo Rousseau gli esseri umani sono buoni per natura. Se fossimo lasciati a noi stessi nel mezzo di una foresta, non daremmo molti problemi. Se però veniamo sottratti allo stato di natura e portati nelle città, le cose prendono un'altra piega: iniziamo a desiderare di avere la meglio sugli altri e di attrarre la loro attenzione. Questo atteggiamento competitivo ha effetti psicologici terribili, e l'invenzione del denaro non può che peggiorare la situazione. ([[Nigel Warburton]])
*Se vi accontentate di cento, cominciate a insistere per avere mille; se comincerete col chiedere cento, otterrete soltanto dieci. Il povero Jean Jacques Rousseau si procurò tanti dolori proprio per non aver seguito questo semplice piano. Aveva stabilito che il massimo della felicità terrestre consisteva in un orticello, una donna amabile e una mucca, e non giunse mai nemmeno a sfiorarli. Arrivò fino all'orticello, ma la donna non era amabile e si portò dietro la propria madre: in compenso la mucca non c'era. ([[Jerome K. Jerome]])
*Tra i seguaci entusiasti di [[Samuel Auguste Tissot|Tissot]] incontriamo Rousseau e [[Immanuel Kant|Kant]], per i quali chi si [[masturbazione|masturba]] non è dissimile dal "suicida" che distrugge con un gesto la vita che il masturbatore sacrifica nel tempo. ([[Umberto Galimberti]])
*Un uomo o una donna che scrivessero la verità sulla propria vita farebbero una grande opera. Ma nessuno l'ha osato. Jean-Jacques Rousseau ha fatto per l'umanità questo supremo sacrificio; ha svelato il vero della propria anima, le sue azioni e i suoi pensieri più intimi. Il risultato ne fu un gran libro. ([[Isadora Duncan]])
*Una delle fallacità più pericolose che ha influenzato molti ragionamenti politici e filosofici è che l'[[uomo]] sia essenzialmente buono e che sia la società a renderlo cattivo. [...] Rousseau ha trasferito il peccato originale dall'uomo alla [[società]] e questa visione ha contribuito in modo rilevante a quella che io ritengo sia una premessa incorretta su cui basare una filosofia politica e morale. ([[Stanley Kubrick]])
*Uno dei fondamentali principî della educazione naturale è espresso, in Rousseau, dalla richiesta di porre attenzione massima alla differenza di sesso sin dalle prime età. La natura dei due sessi è sostanzialmente diversa e ciò rende necessaria una corrispondente differenziazione nell'educazione. ([[William Boyd]])
*Uomo destinato a errare nella procella e crear del dolore, in lotta aperta col suo secolo, Rousseau portava nel suo fatidico seno tutte le tempeste della imminente Rivoluzione, insieme alle tempeste del suo proprio cuore. La sua influenza è durata fino a oggi, e forse è interrotta, ma non cessata. Tutti, o quasi tutti i grandi scrittori, chi più, chi meno, ne hanno subito il magnetico incanto. ([[Enrico Nencioni]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Jean Jacques Rousseau, ''Confessioni'', traduzione di Felice Filippini, Rizzoli, 1996. ISBN 88-17-17123-9
*Jean Jacques Rousseau, ''Discorso sull'origine e i fondamenti della disuguaglianza'', in ''Scritti politici'', vol. 1, a cura di Maria Garin, Laterza, Bari, 1971.
*Jean Jacques Rousseau, ''Discorso sull'origine e i fondamenti della disuguaglianza'', in ''Scritti politici'', vol. 1, a cura di Maria Garin, Laterza, Bari, 1994. ISBN 88-420-4368-0
*Jean-Jacques Rousseau, ''Emilio'', a cura di Antonio Banfi, A. Mondadori, 1942.
*Jean-Jacques Rousseau, ''Emilio o dell'educazione'', traduzione di Paolo Massimi, Armando editore, Roma, 1994. ISBN 88-7144-053-6 ([http://books.google.it/books?id=Qa3Gsy-nWpoC&pg=PA0 Anteprima su Google Libri])
*Jean-Jacques Rousseau, ''Giulia o la nuova Eloisa'', traduzione di Piero Bianconi, Rizzoli, Milano, 1964.
*Jean Jacques Rousseau, ''Il contratto sociale'', a cura di Roberto Gatti, RCS Quotidiani, 2010.
*Gian Giacomo Rousseau, ''[https://books.google.it/books?id=0wdkAAAAMAAJ&pg=PA0 Le confessioni]'', prefazione di [[Olindo Guerrini]], Sonzogno, Milano, s.d.
*Jean Jacques Rousseau, ''Le confessioni'', traduzione di Giorgio Cesarano, Garzanti, 2006. ISBN 978-88-11-36154-1
*Jean Jacques Rousseau, ''Le confessioni'', traduzione di Valentina Valente, EDIPEM, 1973.
*Jean Jacques Rousseau, ''Le confessioni'', traduzione di Valentina Valente, Mondadori, 1990.
*Jean-Jacques Rousseau, ''[https://books.google.it/books?id=1CJvClccpfQC Le passeggiate del pensatore solitario]'', a cura di Zino Zini, UTET, 1939.
*Jean-Jacques Rousseau, ''Opere'', a cura di Paolo Rossi, Sansoni, 1972.
**''Discorso sull'origine e i fondamenti della disuguaglianza'', ''Del contratto sociale'', traduzione di Rodolfo Mondolfo.
**''Emilio'', traduzione di Luigi De Anna.
**''Le confessioni'', traduzione di V. Sottile Scaduto.
**''Le passeggiate solitarie'', traduzione di Beniamino Dal Fabbro.
*Jean Jacques Rousseau, ''[https://books.google.it/books?id=yv6iGDDjsVgC&pg=PA0 Origine della disuguaglianza]'', traduzione e cura di Giulio Preti, Feltrinelli, Milano, 2004. ISBN 88-07-82043-9
*Jean Jacques Rousseau, ''Saggio sull'origine delle lingue'', a cura di Paola Bora, Einaudi, Torino, 1989. ISBN 880611526X
==Altri progetti==
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===Opere===
{{Pedia|Discorso sull'origine e i fondamenti della diseguaglianza tra gli uomini||(1755)}}
{{Pedia|Giulia o la nuova Eloisa||(1761)}}
{{Pedia|Contratto sociale (saggio)|''Contratto sociale''|(1762)}}
{{Pedia|Emilio o dell'educazione||(1762)}}
{{Pedia|Rousseau giudice di Jean-Jacques||(1780-1782)}}
{{Pedia|Le confessioni||(1782-1789)}}
{{DEFAULTSORT:Rousseau, Jean-Jacques}}
[[Categoria:Compositori svizzeri]]
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[[Categoria:Memorialisti svizzeri]]
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[[Categoria:Scrittori svizzeri]]
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Silenzio
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Corretta attribuzione, l'altra era una citazione o plagio
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[[File:Napoli s Chiara affreschi chiostro - il silenzio 1040870 (cropped).JPG|thumb|Allegoria del silenzio. Chiostro di S. Chiara, Napoli.]]
Citazioni sul '''silenzio'''.
==Citazioni==
*A volte sono attratta dalla possibilità che attraverso il silenzio si possano sentire altre voci, altri suoni. Una musica parallela o alternativa. ([[Milena Vukotic]])
*– Aiuta sentire una voce.<br>– Silenzio o [[grido|urla]]. È la storia del nostro mondo. (''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quinta stagione)|Ai confini della realtà]]'')
*Alcuni raggiungono la loro massima cattiveria nel silenzio. ([[Elias Canetti]])
*Anche quando ci può essere la necessità di uno sfogo, in certe ore di solitudine e di abbandono, il silenzio e la [[mitezza]] sono temperamenti che rendono più fruttuoso il patire qualche cosa per amore di Gesù. ([[Papa Giovanni XXIII]])
*Bisogna concentrare l'attenzione dello spirito, non lasciarsi assorbire dalla vita di superficie, stabilire in ogni giornata una zona di silenzio, affinare la sensibilità dell'anima. ([[Carlo Gnocchi]])
*Bisogna parlare solo quando si ha qualche cosa da dire che valga più del silenzio. ([[Joseph Dinouart]])
*Chi muore in silenzio si vendica delle curiosità altrui. ([[Alda Merini]])
*Ciò che 'fa' il silenzio e il suo contrario, in ultima analisi è la presenza umana, gradita o sgradita; e la sua mancanza. Nulla le sostituisce, in questo loro effetto.<br>E il silenzio da assenza umana, mi accorgevo, è un silenzio che non scorre. Si accumula. ([[Guido Morselli]])
*Coloro che amano dovrebbero stare spesso silenziosi. ([[Charles Morgan]])
*Come dice sempre il core "Sta' zitto e non parlare. Nemico dell'amore è la sincerità." (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]'')
*Di fatto, ogni silenzio consiste nella rete di rumori minuti che l'avvolge: il silenzio dell'isola si staccava da quello del calmo mare circostante perché era percorso da fruscii vegetali, da versi d'uccelli o da un improvviso frullo d'ali. ([[Italo Calvino]])
*Due [[amicizia|amici]] in silenzio a volte dicono di più che con mille [[parola|parole]]. ([[Sergio Bambarén]])
*È l'uomo silenzioso, quello che parla soltanto quando ha qualche cosa di veramente importante da dire, quello che viene ascoltato dagli altri.<br/>È per loro la Sfinge.<br/>«Sono gli uomini silenziosi che ''fanno'' le cose». ([[Robert Baden-Powell]])
*È meglio rimanere in silenzio ed essere considerati imbecilli piuttosto che aprire bocca e togliere ogni dubbio.<ref>La citazione viene [[citazioni errate|erroneamente attribuita]] ad [[Abraham Lincoln]] (prima traccia nel ''Golden book magazine'' del novembre 1931), [[Mark Twain]] (prima traccia in un articolo di un giornale canadese del 1953) e in misura minore a [[Confucio]], [[John Maynard Keynes]] e [[Arthur Burns]]. Inoltre diversi proverbi esprimono un concetto simile, tra questi ne va ricordato uno incluso nel [[Libro dei Proverbi]] della [[Bibbia]]: «''Anche lo stolto, se tace, passa per saggio | e, se tien chiuse le labbra, per intelligente.''». In realtà la citazione sembrerebbe appartenere a [[Maurice Switzer]], infatti una prima traccia di questa frase si ritrova proprio nel suo libro, ''Mrs. Goose, Her Book'' del 1907. La frase viene citata anche da Lisa nel decimo episodio della [[I Simpson (quarta stagione)|quarta stagione]] de ''[[I Simpson]]''.</ref>
*''E tu non lo sai | che il silenzio cresce come un cancro...'' ([[Simon and Garfunkel]])
*Forse solo il silenzio esiste davvero. ([[José Saramago]])
*Gli mandi Dio il malanno se così indiscretamente si governi da ciarlare, quando dovrebbe osservare il silenzio. ([[Geoffrey Chaucer]], ''[[I racconti di Canterbury]]'')
*Hai il diritto di pensare che mi sono presa gioco di te, che ti ho cercato in un momento di noia, che sono stata preda dell'eccitazione olimpica. Pensa quello che vuoi. Ma la verità è una rete fatta di tanti fili intrecciati, che sono le coincidenze, le occasioni mancate, l'impossibilità di ricrearle, e il filo più vistoso, quello che chiude la rete, è la necessità di non raccontare tutto, di tenere qualcosa per sé, di lasciare delle maglie di silenzio. ([[Margherita Oggero]])
*Ho paura del sonno del silenzio eterno. ([[Madeleine Delbrêl]])
*I maestri della parola sono gli uomini; ma [...] i maestri del silenzio sono gli Dei. ([[Francesco Lomonaco]])
*Il desiderio di silenzio è raramente un gusto acquisito. ([[Emily Dickinson]])
*Il modo più bello, secondo il mio parere, | Di serbare il silenzio, è quello di tacere. ([[Paolo Ferrari (commediografo)|Paolo Ferrari]])
*Il Padre pronunciò una parola, che fu suo Figlio e sempre la ripete in un eterno silenzio; perciò in silenzio essa deve essere ascoltata dall'anima. ([[Giovanni della Croce]])
*Il resto è silenzio. ([[William Shakespeare]], ''[[Amleto]]'')
*Il silenzio è alleato degli stupratori. ([[Denis Mukwege]])
*Il silenzio è assordante. ([[Edward Said]])
*''Il silenzio è d'oro e tu lo svendi ai peggior offerenti.'' ([[Caparezza]])
*Il silenzio è, dopo la parola, il secondo potere del mondo. ([[Jean-Baptiste Henri Lacordaire]])
*Il silenzio è il maestro dei maestri perché ci insegna senza parlare. ([[Maurice Zundel]])
*Il silenzio è il linguaggio di tutte le forti passioni, dell'amore (anche nei momenti dolci) dell'ira, della meraviglia, del timore ec. ([[Giacomo Leopardi]])
*Il silenzio è l'araldo più perfetto | della felicità; e quella mia | sarebbe una felicità da nulla | se si potesse esprimere a parole. ([[William Shakespeare]])
*Il silenzio è l'esperienza musicale più a rischio della nostra epoca. ([[Nikil Saval]])
*Il silenzio è la cosa più straordinaria che esista in natura, lo si può interpretare in chiave filosofica e artistica ma alla fine è costituito semplicemente dall'assenza di rompicoglioni nelle vicinanze. ([[Marco Presta]])
*Il silenzio è la più grande persecuzione: mai i santi hanno taciuto. ([[Blaise Pascal]])
*Il silenzio è più potente di qualsiasi linguaggio, di qualsiasi nome, di qualsiasi parola. Lo stesso vale per ogni immagine che, nel suo linguaggio figurativo e simbolico, rappresenta un'apparenza, una specificazione, una delimitazione dell'indistinto. ([[Ernst Jünger]])
*Il silenzio è sempre la miglior soluzione a tutto. ([[Francesco Bagnaia]])
*Il silenzio è stato in fondo una inevitabile profilassi. ([[Gesualdo Bufalino]])
*''Il Silenzio è tutto ciò che temiamo. | C'è Riscatto in una Voce – | ma il Silenzio è Infinità. | In sé non ha un volto.'' ([[Emily Dickinson]])
*Il silenzio è un incantesimo. ([[Cecilia Dart-Thornton]])
*Il silenzio è una cosa con cui si dovrebbe prendere appuntamento ogni giorno. ([[Simone Moro]])
*''Il silenzio | è un manto pesante | che ci copre, | che soffoca | la realtà.'' ([[Riccardo Mannerini]])
*Il silenzio fa sì che le immagini del passato non suscitino desideri ma tristezza, una enorme sconsolata malinconia. ([[Erich Maria Remarque]])
*"Il silenzio," ha detto uno scrittore "è una virtù che ci rende graditi ai nostri simili." ([[Samuel Butler]])
*''Il silenzio ha il diritto di essere ascoltato | la gente parla troppo per quello che deve dire | parole senza significato, si dissolvono via e basta. | Il silenzio deve essere ascoltato | il rumore dovrebbe essere osservato | il tempo è giunto per imparare, che il silenzio... | il silenzio deve essere ascoltato.'' ([[Clive Cussler]])
*Il silenzio ha una forza incredibile e anche a fare cose a terra terra [...]. Il silenzio è un qualcosa che coinvolge un po' tutto. Un modo di pensare, di comportarsi, di concentrarsi, ci si mette in un atteggiamento nei confronti del mondo particolare per cui qualche ideuzza la tiri fuori. ([[Marcello Gandini]])
*Il silenzio in un uomo è una virtù, la più loquace che possi decantar le sue glorie. ([[Salvator Rosa]])
*Il silenzio incoraggia sempre il [[tortura|torturatore]], mai il torturato. ([[Elie Wiesel]])
*Il silenzio, inoltre, valorizza la testimonianza. Il silenzio non prova, non argomenta, non dimostra, testimonia soltanto. Eppure, nonostante questo, ma forse proprio per questo, possiede una forza insolita. «Perché gridi così forte?» dice Dio a Mosè. Eppure Mosè taceva. «Tanto – commentava [[Kierkegaard]] – può il silenzio gridare al cielo». ([[Massimo Baldini (filosofo)|Massimo Baldini]])
*Il silenzio non ci manca, perché lo abbiamo. Il giorno in cui ci mancasse, significherebbe che non abbiamo saputo prendercelo. Tutti i rumori che ci circondano fanno molto meno strepito di noi stessi. Il vero rumore è l'eco che le cose hanno in noi. Non è il parlare che rompe inevitabilmente il silenzio. Il silenzio è la sede della Parola di Dio, e se, quando parliamo, ci limitiamo a ripetere quella parola, non cessiamo di tacere. I monasteri appaiono come i luoghi della lode e come i luoghi del silenzio necessario alla lode. Nella strada, stretti dalla folla, noi disponiamo le nostre anime come altrettante cavità di silenzio dove la Parola di Dio può riposare e risuonare. In certi ammassi umani dove l'odio, la cupidigia, l'alcool segnano il peccato, conosciamo un silenzio di deserto e il nostro cuore si raccoglie con una facilità estrema perché Dio vi faccia squillare il suo nome: «Vox clamans in deserto». ([[Madeleine Delbrêl]])
*Il silenzio non esiste. Più tu stai zitto, più aumentano le voci del mondo, il vento, la pioggia, gli animali. Tutto è narrazione. Solo che non sempre ci si accorge di questo racconto. ([[Giovanni Lindo Ferretti]])
*Il silenzio praticato con cognizione di causa è padre della preghiera, affrancamento dalla schiavitù, custodia del fuoco, sentinella dei pensieri. ([[Giovanni Climaco]])
*Il silenzio prudente e cauto è il santuario della saggezza. ([[Baltasar Gracián]])
*Il silenzio può avere molte forme. A volte è un'acqua buia. ([[Donatella Bisutti]])
*Il suo silenzio era abbastanza eloquente. ([[Umberto Eco]])
*In alcune circostanze il silenzio è il più riuscito degli epigrammi. ([[Andrea Emo]])
*La parola è una chiave, ma il silenzio è un grimaldello. ([[Gesualdo Bufalino]])
*La più vera ragione è di chi tace. ([[Eugenio Montale]])
*''Mi taccio. Non giova ogni detto | che mostri veridico volto: | e spesso serbare il silenzio per l'uomo è saggissimo avviso.'' ([[Pindaro]])
*Nascondete bene le vostre ferite quando ne avrete. Il silenzio è l'ultima gioia degli infelici; guardatevi bene dal mettere chicchessia sulla traccia dei vostri dolori: i curiosi succhiano le nostre lacrime come le mosche il sangue d'un daino ferito. ([[Alexandre Dumas (padre)]])
*Noi siamo abituati a dare a parole come "silenzio" e "[[solitudine]]" un significato di malinconia, negativo. Nel caso della lettura non è così, al contrario quel silenzio e quella solitudine segnano la condizione orgogliosa dell'essere umano solo con i suoi pensieri, capace di dimenticare per qualche ora "ogni affanno". ([[Corrado Augias]])
*Non aveva la parola facile, ma il silenzio, oh! il silenzio lo aveva difficile. ([[Marcello Marchesi]])
*Non bisogna avere paura del silenzio. [...] Solo il silenzio ci aiuta a trovare in noi l'essenziale. ([[George Steiner]])
*Non sempre il silenzio significa [[tatto (qualità)|tatto]]: è il tatto ch'è d'oro, non il silenzio. ([[Samuel Butler]])
*O beato silenzio che dà tanta pace all'anima. ([[Teresa di Lisieux]])
*''Parla, perché il silenzio è dei colpevoli.'' ([[Caparezza]])
*Per me la più piccola [[parola]] è circondata da acri ed acri di silenzio, e perfino quando riesco a fissare quella parola sulla pagina mi sembra della stessa natura di un [[miraggio]], un granello di [[dubbio]] che scintilla nella [[sabbia]]. ([[Paul Auster]])
*Quando non hai niente da dire, non dire niente. ([[Charles Caleb Colton]])
*Quelli che amano il silenzio trovino altra gente che ama il silenzio e creino silenzio e pace gli uni per gli altri. ([[Thomas Merton]])
*Ricordiamoci che delle nostre parole dobbiamo rendere conto agli uomini. Ma dei nostri silenzi dobbiamo rendere conto a [[Dio]]! ([[Antonio Bello]])
*Saper tacere non è soltanto una virtù, ma un mezzo potentissimo di conquiste sociali. C'è un'arte del silenzio, non meno importante ed efficace dell'arte della parola. ([[Francesco Orestano]])
*Se non rimane altro bisogna [[Gridare|urlare]]. Il silenzio è un autentico delitto contro il genere umano. ([[Nadežda Jakovlevna Mandel'štam]])
*''Silenzio come pienezza, non povertà. | Dal silenzio nasce sia l'attesa che l'appagamento.'' ([[Lalla Romano]])
*Silenzio prima di nascere, silenzio dopo la morte, la vita è puro rumore tra due insondabili silenzi. ([[Isabel Allende]])
*Solo il silenzio è grande; tutto il resto è debolezza. ([[Alfred de Vigny]])
*Si può entrare in contatto con le persone anche senza parlare.[...] c'è un modo di entrare in contatto tra esseri umani più percettivo e affidabile della parola, fatto di sguardi, silenzi, gesti e messaggi ancora più sottili; è il modo in cui un essere umano nel suo intimo risponde al richiamo di un altro, quella silenziosa complicità che nel momento del pericolo dà alla muta domanda una risposta più inequivocabile di qualsiasi confessione o argomentazione, e il cui senso è semplicemente questo: io sono dalla tua parte, anch'io la penso così, condivido la tua preoccupazione, noi due siamo d'accordo... ([[Sándor Márai]])
*''Si può tacere senza | dare il silenzio come spiegazione.'' ([[Lucio Battisti]])
*''Succede il silenzio, | ma come prima si soffoca, | e nel cielo come prima | i lampi frugano e frugano.'' ([[Boris Pasternak]])
*Troppe persone sembrano convinte che il silenzio sia un vuoto da riempire ad ogni costo, anche se non c'è niente di importante da dire. ([[Nicholas Sparks]])
*Una [[parola]] vale una ''sela'' (moneta), il silenzio due. (''[[Talmud]]'')
*Un assoluto silenzio porta alla tristezza, offre immagine della morte. ([[Jean-Jacques Rousseau]])
*''Va' in silenzio come una pioggia, | incontro alle sussurranti foglie. | Senti l'orologio del Cremlino.'' ([[Tomas Tranströmer]])
===[[Michel Chion]]===
*È celebre l'aforisma di Bresson secondo cui il [[cinema sonoro]] ha introdotto il silenzio, e questa formula chiarisce un giusto paradosso: è stato necessario che vi fossero dei rumori e delle voci perché le loro sospensioni e interruzioni scavassero quella cosa che si chiama silenzio, mentre nel cinema muto tutto suggeriva, ''al contrario'', il suono.
*Il silenzio [...] non è mai un vuoto neutro: è il negativo di un suono che si è sentito prima o che si immagina; è il prodotto di un contrasto.
*Quell'elemento zero - ameno in apparenza - della colonna audio che è il silenzio non è per nulla semplice da ottenere, neppure a livello tecnico. Non basta infatti interrompere il flusso sonoro e inserire al suo posto qualche centimetro di nastro vergine. In questo caso si avrebbe la sensazione di una interruzione tecnica [...]. Ogni luogo ha il suo silenzio specifico.
===[[Stanisław Jerzy Lec]]===
*Anche i morti hanno un linguaggio comune con i vivi: il silenzio.
*In tempi muti basta la parola, in quelli loquaci addirittura il silenzio.
*Non capirai mai il silenzio degli [[straniero|stranieri]] se non conoscerai le loro lingue.
*Nulla passa senza [[eco]], perfino il silenzio.
*Persino nel suo silenzio c'erano errori linguistici.
*Talvolta ci sono silenzi tali che si sentono intorno le voci interiori degli uomini.
==[[Proverbi italiani]]==
*A chi non sa parlare, ben si addice il silenzio.
*Alla donna nessun vestito sta meglio del silenzio.
*Bocca chiusa e lettera sigillata non dicono nulla.
*Chi ascolta, guarda e tace, vive in pace.
*Chi poco parlò, mai si pentì.
*Chi tace acconsente.
*Dall'albero del silenzio pende per frutto la tranquillità.
*È meglio un silenzio parlante, che un irragionevole parlare.
*Il silenzio dei popoli è l'insegnamento dei re.
*Il silenzio è alle volte più eloquente delle parole.
*Il silenzio è consenso.
*Il silenzio è il miglior ornamento delle donne.
*In bocca chiusa non entran mosche.
*La [[botte]] piena non fa rumore.
*La campanella del silenzio non è solo per i [[frate|frati]] e per le monache.
*La parola è d'argento, il silenzio è d'oro.
*O taci, o di' cosa migliore del silenzio.
*Parla poco e ascolta assai, e giammai non fallirai.
*Più facile è trovar dolce l'assenzio, che in mezzo a poche donne un gran silenzio.
*Sentire e non ridire è un buon servire.
*Si è schiavi della parola detta e padroni della parola taciuta.
*Spesso il silenzio è una risposta eloquente.
*Stare zitti non fece mai male.
*Una testa savia ha la bocca chiusa.
*Virtù di silenzio è gran scienza.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Parlare]]
*[[Rumore]]
*[[Suono]]
*[[Tacere]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Acustica]]
[[Categoria:Percezioni]]
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Walter Matthau
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Spinoziano
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/* Filmografia */
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text/x-wiki
[[Immagine:Walter Matthau in Charade 2.jpg|thumb|right|Walter Matthau nel 1963]]
{{Premio|Oscar|'''[[Non per soldi... ma per denaro]]'''
*Miglior attore non protagonista (1967)}}
'''Walter Matthau''', pseudonimo di '''Walter John Matthow''' (1920 – 2000), attore cinematografico statunitense.
==Citazioni di Walter Matthau==
*Ci sono pochissimi buoni attori di scena, ma ci sono molti bravi attori cinematografici. Sul palco non ci sono trucchi, sei tu.
:''There are very few good stage actors, but there are many good movie actors. On the stage, there are no tricks, it's you.''<ref name=Gussow/>
*Il mio [[medico|dottore]] mi diede sei mesi di [[vita]]; ma quando non potei pagare il conto, me ne diede altri sei.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2004/maggio/09/HANNO_DETTO_cs_0_040509022.shtml Hanno detto]'', ''Corriere Salute'', 9 maggio 2004, p. 2.</ref>
*Il teatro è puro, mentre i film sono frammenti. In questo momento, mi piace recitare meglio nei film perché è molto più facile, più divertente, anche se non altrettanto soddisfacente. Fare uno spettacolo è come consumare un pasto di sette portate, ma un film è come mangiare tanti antipasti. Ti riempi, ma non sei mai abbastanza soddisfatto.
:''Theater is pure, while movies are bits and pieces. Right now, I like acting in movies better because it's much easier, more fun, though not as satisfying. Doing a play is like having a seven-course meal, but a movie is like eating a lot of hors d'oeuvres. You get filled up, but you're never quite satisfied.''<ref name=Gussow>{{en}} Citato in Mel Gussow, ''[https://www.nytimes.com/2000/07/02/nyregion/walter-matthau-79-rumpled-star-and-comic-icon-dies.html Walter Matthau, 79, Rumpled Star and Comic Icon, Dies]'', ''nytimes.com'', 2 luglio 2000.</ref>
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Il cacciatore di indiani]]'' (1955)
*''[[Sciarada (film)|Sciarada]]'' (1963)
*''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'' (1964)
*''[[Non per soldi... ma per denaro]]'' (1966)
*''[[Hello, Dolly!]]'' (1969)
*''[[La strana coppia]]'' (1968)
*''[[È ricca, la sposo e l'ammazzo]]'' (1971)
*''[[Il colpo della metropolitana (Un ostaggio al minuto)]]'' (1974)
*''[[Prima pagina (film)|Prima pagina]]'' (1974)
*''[[2 sotto il divano]]'' (1980)
*''[[E io mi gioco la bambina]]'' (1980)
*''[[Una notte con Vostro Onore]]'' (1981)
*''[[Il piccolo diavolo]]'' (1988)
*''[[JFK - Un caso ancora aperto]]'' (1991)
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Attori statunitensi]]
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<noinclude>{{Protetta}}</noinclude>
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AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30.
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[[Il cacciatore di indiani]]{{,}}
[[Khayr al-Dīn Barbarossa]]{{,}}
[[Al Unser Jr.]]{{,}}
[[Bruto Amante]]{{,}}
[[Pittura etrusca]]{{,}}
[[Giunta Pisano]]{{,}}
[[Mauro Baldi]]{{,}}
[[Vaudeville]]{{,}}
[[Pietro Napoli Signorelli]]{{,}}
[[Breve incontro]]{{,}}
[[Ignazio Ciampi]]{{,}}
[[Paolo Mercuri]]{{,}}
[[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo]]{{,}}
[[Giuria]]{{,}}
[[Giuseppe Farina (imprenditore)]]{{,}}
[[Silvano Ramaccioni]]{{,}}
[[Alfonso Cerquetti]]{{,}}
[[Vitale Giordano]]{{,}}
[[Giuseppe Ciacchi]]{{,}}
[[Ferdinando di Diano]]{{,}}
[[Francesco di Giorgio Martini]]{{,}}
[[Lanfranco Mignoti]]{{,}}
[[Ottavio Fabri]]{{,}}
[[Oberto Cantone]]{{,}}
[[Fabrizio Mordente]]{{,}}
[[Girolamo Pico Fonticulano]]{{,}}
[[Caviglia]]{{,}}
[[Riccardo Filangieri (storico)]]{{,}}
[[Muscolo diaframma]]{{,}}
[[Novello Papafava]]
<!--
NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}"
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Fortunato Depero
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[[File:Fortunato-Depero.jpg|thumb|Fortunato Depero, 1910 circa.]]
'''Fortunato Depero''' (1892 – 1960), pittore, scrittore, scenografo, scultore e designer italiano.
*Quando vivrò di quello che ho pensato ieri, comincerò ad avere paura di chi mi copia.<ref>Da ''Corriere d'America'', 1929; Citato in [[Gabriella Belli]], ''La Casa del Mago. {{small|Le Arti applicate nell'opera di Fortunato Depero 1920-1942}}'', Catalogo Mostra, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Edizioni Charta, Milano-Firenze, 1992, p. 13. ISBN 88-86158-09-2</ref>
[[File:Fortunato Depero - Autoritratto su un albero (1915).jpg|thumb|left|Fortunato Depero, ''Autoritratto su un albero'', 1915.]]
==Citazioni di Fortunato Depero==
*L'arte della pubblicità è un'arte decisamente colorata, obbligata alla sintesi. Arte fascinatrice che arditamente si piazzò sui muri, sulle facciate dei palazzi, nelle vetrine, nei treni, sui pavimenti delle strade, dappertutto. Si tentò perfino di proiettarla sulle nubi. È insomma un'arte viva che penetra e si diffonde ovunque, moltiplicata all'infinito e che non rimane sepolta nei musei. Arte libera da ogni vincolo accademico. Arte gioconda, spavalda, esilarante, ottimistica. Arte di difficile sintesi, dove l'artista è alle prese con la creazione ad ogni costo. Il cartello è l'immagine simbolica di un prodotto, è la geniale trovata plastica e pittorica necessaria per esaltarlo e interessarlo. Esaltando con ingegno i nostri prodotti, le nostre imprese (cioè i fattori e l'essenza della nostra vita), non facciamo che dell'arte sinceramente moderna. L'arte pubblicitaria poi offre temi e campo di ispirazione inesplorati. Essa è fatalmente necessaria, attuale e rapidamente pagata. Sono persuaso che un solo industriale dà maggiore incremento all'arte nuova e alla sua evoluzione, più di cento critici o di cento collezionisti passatisti.<ref>Da ''Fortunato Depero nelle Opere e nella Vita'', Trento, 1940, pp. 221-223; Citato in ''Visitate il Trentino'', a cura di Roberto Festi, Qm Servizi Editoriali, Trento, 1988, p. 203.</ref>
*un solo industriale è più utile all'arte moderna ed alla nazione che 100 critici, che 1000 inutili passatisti – i futuristi furono i primi pittori, poeti ed architetti che esaltarono con la loro arte l'opera moderna – dipinsero automobili in velocità – dipinsero lampade scoppianti di luce – dipinsero locomotive sbuffanti e ciclisti veloci – i futuristi stilizzarono le loro composizioni con uno stile violentemente colorato; con una plastica riassuntiva e geometrica moltiplicarono e scomposero i ritmi degli oggetti e dei paesaggi per accrescere la dinamicità e per rendere efficace la loro idea veloce, il loro stato d'animo e la loro concezione – a contatto continuo con il paesaggio d'acciaio, di luce e di cemento dei nostri tempi –<ref>Da ''Manifesto dell'arte pubblicitaria futurista''; Citato in ''Depero'', Mostra a cura di [[Gabriella Belli]], Catalogo a cura di [[Maurizio Fagiolo dell'Arco]], Museo Provinciale d'Arte Sezione Contemporanea, Trento, Electa, Milano, 1988, p. 171.</ref>
*Le dolomiti dei grattacieli tacciono la loro imponente altezza. I veli bigi e violenti di alta fuliggine sfumano gradualmente i piani e le rupi squadrate che salgono. Lassù guizzano gli aculei d'argento e irradiano le cupole dorate mentre garriscono le bandiere punteggiate di stelle e strapiombano gli spigoli dei verticali macigni abitati, degli alveari a picco. I sentieri per salire le babeliche montagne sono ardui e spinosi. I viottoli che portano agli uffici sono scoscesi: visi duri, porte ermetiche, abitanti inospitali, risposte pungenti, conversazioni amare e fatiche inconcludenti. Il paesaggio interno è monotono: cartame a mucchi, ticchettio permanente della gragnuola dattilografica. Fruscìo e sventate degli ascensori che aspirano e immergono come potenti stantuffi la nera marea umana. È una marea di milioni di insetti che brulicano, mordono, penetrano, vanno e vengono a processioni, si arrampicano, sostano e indietreggiano. Fuggono di casa in casa, cadono e si rialzano, combattono, assalgono affamati ed assetati di luce, di pane e di un pezzo d'oro che splende lassù fra le vette dell'ingannevole paradiso terrestre. L'ascesa dà la vertigine. Una misteriosa febbre spinge l'uomo-animale alla conquista di quelle fragili guglie. Sale sfiorando gli abissi, cammina per svolte a precipizio, prosegue fra lo sgretolarsi delle valanghe e il boato dei crolli. [...] Il povero e misero mulo, quasi accecato, passa attraverso le cortine di fumo, zoppica, fra il ringhiare delle macchine, fra le tempeste e gli uragani delle genti. E sale ancora duramente per una manciata di confortevole altitudine, per un fascio di autentico sole, per un lembo di cielo, per un guscio di pace e un meritato pugno di stelle. (Da ''Il mulo metropolitano'', citato in ''Fortunato Depero nelle opere e nella vita'', Edizione a cura della legione Trentina, Trento, 1940, pp. 292-293)
*Per liberarmi da tutto quello che fu tecnica ed espressione impressionista, vaga, sensuale, sparpagliata, m'imposi uno stile piatto, semplice, geometrico, meccanico. Linea precisa, forma chiara e colore complementare, piatto o a curvature sfumate, sferiche e cilindriche. Ritorno ad una severa prospettiva di corpo inteso e non veduto, considerazione profonda fino a scrupoloso e freddo calcolo dei valori intuiti. Rapporti ritmici e organici dei minimi dettagli con le maggiori masse, fra fiorellini invisibili di prato e gigantesche flore tropicali; massicce pesanti geometrie di palazzi, torri, castelli; larghe vie di duro asfalto e nuvole grasse e tonde; fumi, profumi, fili e nastri di trasparenze e infiniti, tipici ghirigori di nuvole al vento. I più semplici profili di ordigni casalinghi e utensili; animali e fiori, tutto in sintetici rapporti lineari-architettonici, fino alle più libere, astratte combinazioni grafiche. Non solo gamma coloristica, rapporti plastici, ma una libertà di linea che fonde e regge i più disparati elementi strutturali in un unico assieme.<ref>Da ''Mondo e teatro plastico'', ''In Penombra'', aprile-maggio 1919, pp. 20-22; Citato in ''Depero'', Mostra a cura di [[Gabriella Belli]], Catalogo a cura di [[Maurizio Fagiolo dell'Arco]], Museo Provinciale d'Arte Sezione Contemporanea, Trento, Electa, Milano, 1988, p. 104.</ref>
*Rosetta intenta al telaio a imbastire e cucire i primi arazzi..., [e io che] saltello di gioia, sprizzo di allegria, persuaso di avere trovato la pratica soluzione di un insospettato avvenire redditizio. Mi rivolgo verso l'ampio azzurro mediterraneo e tirando un grande sospiro... prometto profeticamente di saper trasformare in avvenire le pezzuole degli scampoli policromi in seducenti banconote da cento e da mille.<ref>Da ''Fortunato Depero nelle Opere e nella Vita'', Trento, 1940, p. 148; Citato in [[Gabriella Belli]], ''La Casa del Mago <small>Le Arti applicate nell'opera di Fortunato Depero 1920-1942</small>'', Catalogo Mostra, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Edizioni Charta, Milano-Firenze, 1992, p. 24. ISBN 88-86158-09-2</ref>
*{{NDR|Su [[Remo Wolf]]}} Si chiama Remo Wolf. Incisore in legno, astuto chiaroscurista, tormentato da un suo mondo interiore letterario e filosofico. È legato al libro per la sua specifica tecnica del bulino. I suoi soggetti sono disparati e contrastanti, tendenti ad una sconfinata e libera fantasia. [...] Ha qualche passaggio più borghese, più addomesticato, magari, sicuramente più vendibile. Ma dove l'inquietudine si rivela maggiormente apprezzabile e la sua maestria inconfutabile è nelle luci autonome. La sua abilità specifica risulta nei bagliori improvvisi, nelle ombre illogiche ed a sorpresa, nelle assurde prospettive, antivere, ma taglientemente evidenti, dimostrative che rilevano la figura e la scena; sia essa mistica, letteraria, biblica, satirica o fiabesca. [...] Ha un pizzo che sembra un bulino. Ha un naso che sembra un raschiatoio. Ha l'occhio basso indagatore penetrante, quasi poliziesco. Fuma impenitentemente la pipa – quindi vede la realtà attraverso le pieghe del suo sogno fumante. Ha uno studio che sembra un baule volante. Sotto il tetto zeppo di libri, di carte, di Album, di piccoli quadri strani, di molti disegni. Ad un filo di traverso pende una verde lanterna. Sembra l'astro magico d'un alchimista. In un angolo: corde – picozze e chiodi di rocciatore. Quindi da bravo trentino non arrampica solo con la fantasia inquieta sulle pareti di fumo involuto e seducente, ma con coraggio fisico e sano ordinamento, anche sulle pareti alte del nostro imponente e formidabile gruppo Brenta – meraviglia del Mondo.<ref>Da ''Discorso per l'inaugurazione della personale di Gino Pancheri, Guido Polo e Remo Wolf alla Galleria A.I.V'', Trento, 18 dicembre 1936; Citato in ''«La mia arte io la chiamo mestiere», Remo Wolf uomo e artista del '900'', a cura di Domenica Primerano e Riccarda Turrina, Comune di Trento e Museo Diocesano Tridentino, Tipografia Editrice Temi, 2010, p. 332. ISBN 978-88-89706-82-4 </ref>
==Citazioni su Fortunato Depero==
[[File:Fortunato depero, marionette dei balli plastici, 1918, 03 gatto.jpg|thumb|left| Fortunato Depero, Marionette dei Balli Plastici, 1918.]]
*A proposito di Depero il discorso si arricchisce poi di altre valenze: e sono quelle legate all'utilizzo che egli fa, nella sua [[Casa d'arte futurista Depero|Casa d'arte roveretana]], di tematiche, iconografie, cadenze e modi formali provenienti dal [[Trentino|folclore trentino]]. L'uso di repertori locali, in quanto singolarità etniche, era stato teorizzato già da Modernismo, cioè dalla serie di atteggiamenti di tipo [[Art Nouveau]]; si trattava della volontà di mantenere caratterizzata e differenziata una produzione che l'aspetto internazionale dell'ideologia ad essa sottesa rischiava di rendere uniforme, e di salvare in questo modo scuole, laboratori, tradizioni locali contro un'ipotesi di standardizzazione totale – che avrebbe oltre tutto spazzato via dal mercato appunto i prodotti delle piccole imprese. ([[Rossana Bossaglia]])
*All'esposizione di Parigi l'estrema punta dell'avanguardia artistica era rappresentata dal padiglione dei Soviet e dalla sezione futurista italiana. Vi figuravano le concezioni d'insieme architettoniche e i progetti di decorazione e di scenari per teatro di Enrico Prampolini e [[Giacomo Balla]], e i pannelli di Fortunato Depero, dai vivacissimi colori, dalle figure ricamate e sovrapposto in panno sul panno, di perfetta esecuzione e di finissimo gusto, con una composizione stilizzata in maniera schematica e talvolta caricaturale. Anche alcuni tra i suoi fantocci in legno dipinto attestano con i volumi sommari e la ricerca di ritmi curiosi ed efficaci, uno sforzo d'invenzione spesso felice. ([[Margherita Sarfatti]])
*Attiva con alterne vicende per oltre vent'anni la [[Casa d'arte futurista Depero|Casa d'Arte Futurista Depero]] inizia la sua attività nell'autunno del 1919 a [[Rovereto]], in un piccolo locale di via Vicenza. La notizia relativa all'apertura era stata data alla stampa dallo stesso Depero. Il 5 giugno infatti, nel n. 12 di «Cronache d'Attualità» si legge: "Il pittore Depero sta per fondare un grande stabilimento per mobili e oggetti d'arte decorativa nel Trentino". Il progetto della Casa d'Arte ha però origini più lontane e può essere agevolmente fatto risalire ancora all'estate del 1917. Fu proprio in quell'anno che Depero, nel clima incantato di Capri, vicino all'amico Gilbert Clavel, iniziò a sperimentare i primi quadri di stoffa "cuciti". ([[Gabriella Belli]])
* Certo è che pure in [[Giacomo Balla|Balla]] e in Depero le sagome si fanno esatte, plastiche, volumetriche, conciliate col piacere della decorazione. De resto Depero non è alieno dallo sfruttare anche lui il tema della maschera, seppure sotto la forma, più consona al credo [[Futurismo|futurista]], del robot: e dunque si tratta di una maschera, di un burattino confacente al clima dell'industrialismo; così come il sostanziale realismo magico-incantato di Dottori cerca la legittimazione nell'Aeropittura. Ma sono alibi, giusto per non tradire la fede nel progresso, quando in realtà essa vacilla ed è scossa dal dubbio. ([[Renato Barilli]])
*ha una consumata perizia tecnica che gli permette di ricavare effetti coloristici grati agli occhi dei profani e ce lo mostra pittore a prima vista. I ''Pappagalli'' e la ''Tarantella'' (solo per citare due opere) in panni colorati (pazientemente cuciti dalle mani gentili della moglie dell'artista<ref>Rosetta Amadori Depero (Rovereto 1893-1976). Le nozze furono celebrate il 23 giugno 1919.</ref>) rappresenterebbero il più delizioso e raro ornamento di un chiaro e squisito salone moderno. ([[Filippo de Pisis]])
*L'attenzione di Depero] per una rivisitazione globale del fare artistico-artigianale, che interessava soprattutto il settore dei manufatti realizzati nella [[Casa d'arte futurista Depero|Casa d'arte roveretana]] si colora proprio in quegli anni di un portato ideologico che, di fatto, trasferisce il contenuto del quadro e, più in generale delle sue opere, dal contesto del mito a quello del folclore. [...] Dunque, non è un caso che Depero fosse nato austriaco e che la sua formazione scolastica fosse orientata in senso tecnico-artigianale dall'insegnamento presso la [[Scuola Reale Elisabettina|Scuola Elisabettiana]] di [[Rovereto]], scuola sorta nel panorama di un progetto didattico delle scienze e delle arti applicate, diffuso in tutto l'Impero. ([[Rossana Bossaglia]])
*La configurazione dell'esperienza di Depero "astrattista futurista", secondo l'organigramma proposto nell'invito alla mostra romana del 1916 si realizza dunque nei "complessi plastici motorumoristici", nel "dramma pitto-plastico" costituito dalla pittura, nell'enunciazione dell'"architettura dinamica" della "città aerea", e nelle "parole in libertà". Non vi ha ancora voce in capitolo autonoma l'impegno progettuale per la scena, tuttavia presente con i bozzetti di costumi plastici per ''Minismagia''. Completa comunque il ventaglio di soluzioni in linguaggio analogico astratto. ([[Enrico Crispolti]])
*Sappiamo del resto dallo stesso Depero che nell'autunno del 1919, rientrato definitivamente a [[Rovereto]], aveva ottenuto da Umberto Notari l'incarico di eseguire due grandi arazzi in panno colorato per decorare le pareti della sala da fumo della sua villa a Monza. Venivano così realizzati ''Cavalcata fantastica'' e ''Il corteo della Gran Bambola'', due arazzi di grandissime dimensioni cuciti in pochi mesi, straordinario atto di nascita della [[Casa d'arte futurista Depero|Casa d'Arte Futurista Depero]]. Nell'agosto del 1920, grazie anche alle prospettive aperte da queste prime importanti commissioni, la Casa d'Arte viene trasferita nei grandi saloni di casa Keppel in via 2 Novembre a Rovereto e in questo nuovo spazio si assiste allo sviluppo e all'incremento massimo del suo programma di produzione. In questi ampi locali Depero si prepara per l'esposizione del 1921, ma anche per quelle ben più importanti del 1923 a Monza e del 1925 a Parigi. Da qui escono anche i progetti esecutivi del primo allestimento d'interni a lui affidato, quello del Cabaret del Diavolo a Roma (1921-1922). ([[Gabriella Belli]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Casa d'arte futurista Depero]]
*[[Futurismo]]
*[[Pubblicità]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Depero, Fortunato}}
[[Categoria:Cartellonisti pubblicitari]]
[[Categoria:Designer italiani]]
[[Categoria:Pittori italiani]]
[[Categoria:Scenografi italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
[[Categoria:Scultori italiani]]
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John Grisham
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Spinoziano
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[[File:John Grisham 2009.jpg|thumb|John Grisham nel 2009]]
'''John Grisham''' (1955 – vivente), scrittore statunitense.
==Citazioni di John Grisham==
*Charlottesville non è una città di estrema destra. Tutt'altro. Charlottesville è un luogo di tolleranza, progressista. I nazisti che hanno voluto istigare la violenza di sabato non sono di lì e non hanno nulla a che fare con la mia città. Sono arrivati a migliaia da altri posti dell'America per diffondere il loro odio, per attirare l'attenzione e creare lo scontro.<ref name=":0">Dalla intervista di Antonello Guerrera, ''John Grisham: "La mia Charlottesville violata e infangata dai nazisti"'', ''Repubblica.it'', 14 agosto 2017.</ref>
*Ma certo molti americani, me incluso, sono scioccati da quanto razzismo sia riesploso con [[Barack Obama|Obama]] alla Casa Bianca. Il numero di gruppi spuntati negli anni che hanno venduto la loro anima all'odio è cresciuto in maniera impressionante.<ref name=":0" />
{{Int|''Grisham, la parola alla difesa''|Intervista di Claudia Morgoglione, ''la Repubblica'', 23 novembre 2019.}}
* I bianchi ricchi trovano sempre il modo di aggirare il sistema. Per loro le condanne arrivano quando sono colpevoli davvero oltre ogni ragionevole dubbio, e quasi sempre per reati finanziari. Sono i poveri che finiscono nel braccio della morte. Perché non ricevono né garanzie né protezione.
* Io penso che nei nostri paesi, in Occidente intendo, ci siano i migliori sistemi legali del mondo, soprattutto se paragonati agli altri. Ma ci sono ancora falle, buchi neri. Dobbiamo renderli più civili, soprattutto più equi. Qui negli Stati Uniti, così come in Italia, in Francia, in Gran Bretagna, è frustrante vedere quanto spesso la verità non emerge. Basterebbero piccoli aggiustamenti all’ingranaggio per cambiare rotta: il problema è nella mancanza di volontà politica.
* Sono cresciuto in una piccola città del Sud, ho letto [[Il buio oltre la siepe|''Il buio oltre la siepe'']] molte volte. Sono diventato avvocato anche grazie al suo messaggio. E perfino in una situazione drammatica come questa che stiamo vivendo, in cui non esistono situazioni facili, non possiamo che fare appello a persone generose, leali, intellettualmente oneste come lui: la parte migliore di noi.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Fuga dal Natale''===
L'uscita era affollata di viaggiatori stanchi, per lo più in piedi e accalcati lungo le pareti perché da tempo, ormai, gli scarsi sedili di plastica erano stati occupati. Almeno un'ottantina di passeggeri arrivavano e partivano su ogni aereo, eppure c'era da sedere solo per poche decine.<br>
Sembravano mille le persone in attesa del volo delle diciannove per Miami. Erano infagottati e carichi, e dopo essersi districati nel traffico, al check-in e nell'assembramento dell'atrio apparivano tutti un po' spenti. Era il martedì prima del Ringraziamento, il giorno più caotico dell'anno per i viaggi in aereo e, mentre sgomitavano e venivano compressi in un nodo ancora più stretto a ridosso dell'uscita, molti si chiedevano, non per la prima volta, perché mai avessero scelto quella data per volare.
===''I Confratelli''===
Per la sessione settimanale il giullare di corte indossava come sempre il vecchio pigiama un tempo color vinaccia e un paio di pantofole di spugna color lavanda, senza calze. Non era il solo detenuto a svolgere in pigiama le sue occupazioni quotidiane, ma nessun altro aveva il coraggio di infilare pantofole di quella tinta. Si chiamava T. Karl e in passato era stato banchiere a Boston.<br />
Pigiama e pantofole sconcertavano assai meno della parrucca. Con la riga al centro, ricadeva in una cascata di boccoli, coprendogli le orecchie e pesandogli sulle spalle. Era grigio chiara, quasi bianca, nello stile di quelle dei magistrati inglesi di secoli addietro. Un amico gliel'aveva trovata in un negozio di costumi teatrali di seconda mano al Village di Manhattan.
===''I contendenti''===
Finley & Figg si autoproclamava «studio legale boutique». La poco appropriata definizione veniva inserita con la massima frequenza possibile nelle normali conversazioni e compariva addirittura stampata nelle varie forme di pubblicità studiate dai due soci per attirare clienti. In tal modo si lasciava intendere che Finley & Figg fosse qualcosa di più del tipico studio da due soldi. Boutique, per suggerire uno studio dalle misure ridotte ma pieno di risorse e specializzato in un settore particolare. Boutique, qualcosa di raffinato e chic, come evocato dalla stessa parola francese. Boutique, per indicare uno studio legale felice di essere piccolo, selettivo e prospero.
===''Il broker''===
Nelle ore conclusive di una presidenza destinata a suscitare negli storici un'assenza di interesse senza precedenti, tranne forse quella di William Henry Harryson (durata trentun giorni, dall'entrata in carica del titolare alla sua morte), Arthur Morgan si chiuse nello Studio Ovale con l'ultimo amico rimastogli per riflettere sulle sue decisioni finali. In quel momento ebbe la sensazione di aver fatto sempre scelte sbagliate nei suoi quattro anni di presidenza e non si illudeva di poter raddrizzare la situazione. Non si illudeva nemmeno il suo amico, il quale come al solito non era granché [[loquacità|loquace]], e le poche cose che diceva erano quelle che il presidente voleva udire.
===''Il cliente''===
Mark aveva undici anni e fumava saltuariamente già da due. Non cercava di smettere ma stava attento a non prendere il vizio. Preferiva le Kool, la marca del suo ex padre, ma sua madre fumava le Virginia Slim, due pacchetti al giorno, e in media Mark riusciva a fregarne dieci o dodici la settimana. Sua madre era una donna molto indaffarata e con molti problemi, magari un po' ingenua quando c'erano di mezzo i suoi figli, e non immaginava neppure lontanamente che il maggiore fumasse a undici anni.
===''Il momento di uccidere''===
Billy Ray Cobb era il più giovane e il più piccolo dei due teppisti. A ventitré anni ne aveva già passati tre nel penitenziario di Parchman. Possesso di droga a scopo di spaccio. Era un piccolo punk, magro e ossuto, sopravvissuto in carcere grazie a un puntuale rifornimento di droghe da vendere o magari regalare ai negri e alle guardie in cambio di protezione. Nell'anno passato dal rilascio aveva continuato a prosperare, e il suo piccolo traffico di stupefacenti l'aveva innalzato alla posizione di uno dei malavitosi più ricchi della Ford County. Era un uomo d'affari, con dipendenti, impegni, accordi... tutto, tranne le tasse.
===''Il partner''===
Lo trovarono a Ponta Porã, una piacevole cittadina brasiliana, a due passi dal Paraguay, in un territorio ancora conosciuto come la Frontiera.<br />
Lo trovarono in un'ombreggiata casa di mattoni in Rua Tiradentes, un ampio viale con una fila d'alberi al centro e ragazzini scalzi che giocano a calcio sull'asfalto rovente.<br />
Lo trovarono solo, per quanto si poté stabilire, anche se negli otto giorni in cui lo avevano sorvegliato di nascosto avevano visto una donna delle pulizie andare e venire nelle ore più disparate.
Lo trovarono che conduceva una vita comoda, ma certo non agiata. L'abitazione era modesta, sarebbe potuta appartenere a qualsiasi commerciante locale. L'automobile era un Maggiolino Volkswagen del 1983, fabbricata a São Paulo insieme a milioni di altre. Era rossa e pulita, lucida da scintillare. La prima fotografia gliel'avevano scattata mentre la incerava dietro il cancello della sua proprietà.
===''Il professionista''===
Era un letto d'ospedale, questo almeno sembrava certo, anche se la certezza andava e veniva. Era stretto e duro e lungo i lati, a impedire la fuga, c'erano luccicanti sponde metalliche, dritte come sentinelle. Le lenzuola erano semplici e molto bianche. Sterilizzate. La stanza era buia, ma la luce del sole cercava di infiltrarsi dai bordi delle tende che oscuravano la finestra.
===''Il rapporto Pelican''===
A guardarlo non si sarebbe certo detto che fosse capace di causare un tale trambusto, ma quello che vedeva là sotto era in gran parte imputabile a lui. E andava bene così. Aveva novantun anni, era paralizzato, inchiodato su una sedia a rotelle e collegato a una bombola di ossigeno. Il secondo [[ictus]], sette anni prima, aveva rischiato di ucciderlo, ma Abraham Rosenberg era ancora vivo, e perfino con i tubicini nel naso la sua autorevolezza in campo legale era superiore a quella degli altri otto giudici. Era l'unica leggenda che restava alla Corte, e il fatto che respirasse ancora esasperava gran parte della folla in tumulto.
===''Il re dei torti''===
Gli spari che piantarono le pallottole nella testa di Pumpkin vennero uditi da non meno di otto persone. Tre istintivamente chiusero le finestre, controllarono le serrature della porta e restarono rintanati nel rifugio sicuro, o almeno appartato, delle loro piccole abitazioni. Altri due, entrambi con una certa esperienza in fatti del genere, abbandonarono precipitosamente la zona correndo quanto se non più dell'uomo con la pistola. Un altro ancora, un fanatico del riciclaggio noto nel quartiere, stava frugando nell'immondizia alla ricerca di lattine di alluminio quando udì provenire da molto vicino le secche detonazioni del fattaccio quotidiano. Si buttò dietro una catasta di scatole di cartone e attese che la pioggia di colpi cessasse, poi entrò con circospezione nel vicolo, dove vide ciò che restava di Pumpkin.
===''Il ricatto''===
Le regole della New Haven Youth League prevedevano che ogni ragazzino entrasse in campo per almeno dieci minuti a partita. Erano ammesse eccezioni nel caso di giocatori che avessero saltato gli allenamenti o violato altre regole. Allora il coach poteva redigere un rapporto prepartita per informare il tavolo dei giudici che il Tal dei Tali avrebbe giocato poco, o magari per niente, a causa di qualche infrazione. Alla lega questo non piaceva granché, dopo tutto si tratta di un'attività ricreativa più che competitiva.
===''Il socio''===
Il socio anziano studiò il curriculum per la centesima volta e per la centesima volta non trovò niente da eccepire riguardo a Mitchell Y. McDeere, almeno sulla carta. Aveva intelligenza, ambizione, bell'aspetto. Ed era affamato: doveva esserlo per forza, con quei precedenti. Era sposato, come d'obbligo. Lo studio legale non aveva mai assunto un avvocato scapolo e disapprovava energicamente il divorzio, il correre dietro alle donne e l'abitudine all'alcol. Il contratto prevedeva un controllo antidroga. Era specializzato in diritto amministrativo, aveva superato l'esame di abilitazione al primo tentativo e aspirava a diventare avvocato fiscalista, il che era ovviamente un requisito importante per uno studio legale specializzato in questioni fiscali.
===''Il testamento''===
Siamo all'ultimo giorno. Anzi, direi all'ultima ora. Sono un vecchio, solo e non amato, malato, sofferente e stanco di vivere. Sono pronto per l'altro mondo: può essere solo migliore di questo.<br>
Sono proprietario del grattacielo di vetro nel quale mi trovo e possiedo il 97 per cento della società che vi ha sede, sotto di me, il terreno che lo circonda per quasi un chilometro in tre direzioni, le duemila persone che ci lavorano e le altre ventimila che non ci lavorano. Possiedo, inoltre, il condotto sotterraneo che porta gas al grattacielo dai miei giacimenti nel Texas e le linee che lo riforniscono di energia elettrica, e sono utente esclusivo del satellite dal quale un tempo, invisibile dall'alto dei cieli, impartivo ordini a un impero personale che si estendeva in ogni angolo del mondo. Il mio patrimonio supera gli undici miliardi di dollari.<br>
===''Innocente''===
Le dolci colline del Sudest dell'Oklahoma, da Norman fino al confine con l'Arkansas, un tempo erano ricche di petrolio. La campagna è punteggiata di vecchi impianti di trivellazione. I pochi ancora in funzione tirano su a fatica quantità così esigue di greggio che passandoci vicino è inevitabile chiedersi se ne valga la pena; molti sono dismessi, strutture di metallo corroso fra il verde a ricordare tempi più prosperi.
===''Io confesso''===
Il custode della chiesa di St Mark aveva appena grattato via dieci centimetri di neve dal marciapiede, quando comparve l'uomo con il bastone. C'era il sole, ma il vento ululava e la temperatura era bloccata sullo zero. L'uomo indossava soltanto dei pantaloni da lavoro di tela, una camicia estiva, un paio di logori scarponcini da trekking e una giacca a vento leggera che poteva opporre ben poca resistenza al gelo. Ma comunque non sembrava soffrire il freddo, e neppure avere fretta. Camminava zoppicando, con una leggera inclinazione a sinistra, il lato su cui si appoggiava al bastone. Avanzò faticosamente lungo il marciapiede accanto alla cappella e si fermò davanti a un ingresso laterale contrassegnato dalla scritta UFFICIO in caratteri rosso scuro. Non bussò e aprì la porta, che non era chiusa a chiave. Entrò proprio mentre un'altra raffica di vento lo colpiva alle spalle.
===''L'allenatore''===
La strada per il Rake Field correva di fianco alla scuola, oltre il vecchio palco dell'orchestra e i campi da tennis, attraverso una galleria di due filari perfetti di aceri rossi e gialli piantati e pagati dai sostenitori. Poi, superando un piccolo dosso, scendeva in una spianata più in basso, sul cui asfalto potevano trovare posto un migliaio di automobili. La strada si fermava davanti a un imponente cancello in ferro battuto, sorretto da due pilastri in mattoni, che annunciava la presenza del Rake Field; al di là del cancello, un reticolato circondava il terreno consacrato.
===''L'appello''===
La decisione di mettere una bomba nello studio dell'ebreo radicale fu presa con relativa facilità. Nell'operazione erano coinvolti in tre. Il primo era quello che ci metteva i soldi. Il secondo era uno del posto che conosceva la zona. E il terzo era un giovane patriota fanatico, esperto di esplosivi e abilissimo nell'arte di scomparire senza lasciar tracce. Dopo l'attentato, fuggì del paese e si nascose per sei anni nell'Irlanda del Nord.<br>
===''L'avvocato di strada''===
L'uomo con gli stivali di gomma entrò in ascensore dietro di me, ma io non lo vidi subito. Ne sentii l'odore, però, l'aspro odore di fumo e vino scadente e vita di strada senza sapone. C'eravamo solo noi nella cabina e quando finalmente gettai uno sguardo dalla sua parte vidi gli stivali, neri, sporchi e molto, troppo grandi. Un trench cencioso gli scendeva fino alle ginocchia. Sotto, vari strati di indumenti sudici lo infagottavano al punto da farlo sembrare grosso, quasi corpulento. Ma non era certo pasciuto; a Washington, d'inverno, gli homeless indossavano praticamente tutto quello che avevano a disposizione.
===''L'ultimo giurato''===
Nel 1970, dopo decenni di costante, incauta gestione e amorevole trascuratezza, il "Ford County Times" fallì. La proprietaria e editrice, Miss Emma Caudle, aveva novantatré anni ed era assicurata a un letto in una casa di riposo per anziani a Tupelo. Il direttore del settimanale, suo figlio Wilson Caudle, era ultrasettantenne e dai tempi della Prima guerra mondiale aveva una placca nella testa. Gliela copriva un perfetto cerchio di cute scura trapiantata in cima alla lunga fronte spiovente, e per tutta la vita adulta si era portato addosso il nomignolo di Spot. Spot fai questo. Spot fai quello. Spot di qua. Spot di là.
===''L'uomo della pioggia''===
La mia decisione di fare l'avvocato diventò irrevocabile quando mi resi conto che mio padre odiava gli avvocati. Ero un adolescente goffo, imbarazzato dalla mia goffaggine, frustrato nei confronti della vita, terrorizzato dalla pubertà e in procinto di venire spedito da mio padre in una scuola militare per insubordinazione. Era un ex marine, convinto che i ragazzi andassero tirati su a frustate. Io avevo dimostrato di avere la lingua svelta e una certa avversione per la disciplina, e la sua soluzione fu mandarmi via. Passarono anni prima che lo perdonassi.
===''La casa dipinta''===
I braccianti delle montagne e i messicani arrivarono lo stesso giorno. Era un mercoledì dell'inizio di settembre del 1952. A tre settimane dalla fine, i Cardinals erano cinque partite sotto rispetto ai Dodgers e la stagione sembrava perduta. Il cotone, più alto di me, arrivava alla cintola di mio padre che prima di cena bisbigliava al nonno parole che sentivo di rado. Sarebbe stato forse un "buon raccolto".
===''La convocazione''===
Giunse per posta, servizio ordinario alla vecchia maniera, perché il Giudice aveva quasi ottant'anni e diffidava dei nuovi sistemi. Niente e-mail o fax. Non usava una segreteria telefonica e non aveva mai amato il telefono. Batteva le sue lettere con i due indici, un tasto alla volta, curvo sulla sua vecchia Underwood appoggiata sopra una scrivania a serranda sotto il ritratto di Nathan Bedford Forrest. Suo nonno aveva combattuto con Forrest a Shiloh e in tutto il profondo Sud e per il Giudice non c'era figura storica più venerata. Per trentadue anni aveva elegantemente evitato di tenere udienze il 13 luglio, giorno del compleanno di Forrest.
===''La giuria''===
Per metà il volto di Nicholas Easter era coperto dai telefoni cellulari che riempivano una vetrina. I suoi occhi non guardavano verso la macchina fotografica nascosta ed erano invece rivolti un po' a sinistra, forse su un cliente o forse sul gruppo di ragazzi raccolti davanti al banco dov'erano esposti i più recenti giochi elettronici di produzione asiatica. Scattata a una
distanza di quaranta metri da un uomo ostacolato dall'intenso viavai di visitatori e acquirenti, la foto era riuscita lo stesso nitida e mostrava un bel volto giovane dai tratti marcati. Easter aveva ventisette anni, come risultava da informazioni già in
loro possesso. Niente occhiali da vista. Niente anello al naso o bizzarro taglio dei capelli. Niente a indicare che appartenesse
alla solita schiera di giovani computeromani commessi di negozio a cinque dollari l'ora. Secondo il questionario era lì da
quattro mesi. Sosteneva anche di essere uno studente-lavoratore, ma nell'arco di trecento miglia non era stata trovata iscrizione a nessun college. Almeno su questo mentiva, ne erano certi.
===''La prima indagine di Theodore Boone''===
Theodore Boone era figlio unico e per questo di solito faceva colazione da solo. Suo padre, un avvocato sempre molto impegnato, aveva l'abitudine di uscire presto e incontrare gli amici per un caffè e qualche chiacchiera al solito bar del centro, ogni mattina alle sette. La madre di Theo, anche lei un'avvocatessa molto impegnata, cercava di perdere cinque chili da almeno dieci anni e per questo si era convinta che la colazione non doveva prevedere altro che caffè e giornale. E così lui mangiava in solitudine cereali freddi e succo d'arancia al tavolo della cucina, con un occhio all'orologio. In casa Boone c'erano orologi dappertutto, un chiaro segno del fatto che era abitata da persone organizzate.
===''Theodore Boone. L'accusato''===
L'imputato era un riccone di nome Pete Duffy, e il suo presunto crimine l'omicidio. Secondo la polizia e gli avvocati dell'accusa, il signor Duffy aveva strangolato la bella moglie nella splendida casa di loro proprietà, attigua all'area della sesta buca di un campo da golf dove quel giorno lui, l'imputato, giocava da solo. Se fosse stato giudicato colpevole, Duffy avrebbe trascorso il resto della propria vita in prigione. Se fosse stato assolto, avrebbe lasciato l'aula del tribunale da uomo libero. A conti fatti, la giuria non lo aveva riconosciuto colpevole. Né innocente.
===''Theodore Boone. La ragazza scomparsa''===
Il rapimento di April Finnemore era avvenuto nel cuore della notte, tra le nove e un quarto di sera, ora in cui la ragazza aveva parlato al telefono con Theo Boone, e le tre e mezzo del mattino, quando sua madre era entrata in camera da letto e si era resa conto che la figlia non c'era.
===''Ultima sentenza''===
La giuria era pronta.<br>
Dopo quarantadue ore di discussioni a seguito di un processo di settantun giorni, che aveva comportato cinquecentotrenta ore di deposizioni rese da una quarantina di testimoni, e dopo una vita intera trascorsa a sedere in silenzio mentre gli avvocati cavillavano, il giudice pontificava e gli spettatori scrutavano come falchi in cerca di segnali rivelatori, i giurati erano pronti. Chiusi a chiave nella saletta riservata, isolati e in totale sicurezza, dieci di loro firmarono orgogliosi il verdetto, mentre gli altri due se ne stavano rabbuiati nei rispettivi angoli, distaccati e scontenti nel loro dissenso. Ci furono abbracci, sorrisi e non poche congratulazioni reciproche perché erano riusciti a sopravvivere a quella piccola guerra e ora potevano rientrare con fierezza nell'arena con una decisione a cui erano arrivati per pura forza di volontà e testarda ricerca del compromesso. La dura prova era finita, il dovere civico adempiuto. Avevano servito al meglio delle loro capacità. Erano pronti.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*John Grisham, ''Fuga dal Natale'', traduzione di Tullio Dobner, Mondadori, 2005. ISBN 8804536799
*John Grisham, ''I Confratelli'', traduzione di Tullio Dobner, Mondadori, 2001. ISBN 8804492163
*John Grisham, ''I contendenti'', traduzione di Nicoletta Lamberti, Mondadori, 2011. ISBN 978880461287
*John Grisham, ''Il broker'', traduzione di Renato Pera, Mondadori, Milano 2005.
*John Grisham, ''Il cliente'', traduzione di Roberta Rambelli, Mondadori, 1995. ISBN 8804400102
*John Grisham, ''Il momento di uccidere'', traduzione di Roberta Rambelli, Mondadori, 1992. ISBN 9788804506935
*John Grisham, ''Il partner'', traduzione di Tullio Dobner, Mondadori, 1998.
*John Grisham, ''Il professionista'', traduzione di Nicoletta Lamberti, Mondadori, 2007. ISBN ISBN 9788804573487
*John Grisham, ''Il rapporto Pelican'', traduzione di R. Rambelli, Mondadori, 1992.
*John Grisham, ''Il re dei torti'', traduzione di Tullio Dobner, Mondadori, 2004.
*John Grisham, ''Il ricatto'', traduzione di Nicoletta Lamberti, Mondadori, 2010. ISBN 9788804598282
*John Grisham, ''Il socio'', traduzione di R. Rambelli, Mondadori, 1997. ISBN 8804384581
*John Grisham, ''Il testamento'', traduzione di Tullio Dobner, Mondadori, 1999. ISBN 8804466170
*John Grisham, ''Innocente. Una storia vera'', traduzione di Annamaria Biavasco, Mondadori, 2007.
*John Grisham, ''Io confesso'', traduzione di Nicoletta Lamberti, Mondadori, 2010. ISBN 9788804608868
*John Grisham, ''L'allenatore'', traduzione di Tullio Dobner, Mondadori, 2003. ISBN 8804524235
*John Grisham, ''L'appello'', traduzione di Roberta Rambelli, Mondadori, 1995. ISBN 8804407220
*John Grisham, ''L'avvocato di strada'', traduzione di Tullio Dobner, Mondadori, 1999. ISBN 8804471905
*John Grisham, ''L'ultimo giurato'', traduzione di Tullio Dobner, Mondadori, 2005. ISBN 8804545461
*John Grisham, ''L'uomo della pioggia'', traduzione di Roberta Rambelli, Mondadori, 1997. ISBN 9788804423010
*John Grisham, ''La casa dipinta'', traduzione di Tullio Dobner, Mondadori, 2002. ISBN 9788804505280
*John Grisham, ''La convocazione'', traduzione di Tullio Dobner, Mondadori, 2003.
*John Grisham, ''La giuria'', traduzione di Tullio Dobner, Mondadori, 1996. ISBN 8804408634
*John Grisham, ''La prima indagine di Theodore Boone'', traduzione di Fabio Paracchini, Mondadori, 2011. ISBN 9788804614609
*John Grisham, ''Theodore Boone. L'accusato'', traduzione di Simona Brogli, Mondadori, 2012. ISBN 9788804618799
*John Grisham, ''Theodore Boone. La ragazza scomparsa'', traduzione di Nicoletta Lamberti, Mondadori, 2011. ISBN 9788804613343
*John Grisham, ''Ultima sentenza'', traduzione di Nicoletta Lamberti, Arnoldo Mondadori Editore, 2008.
==Filmografia==
*''[[Il rapporto Pelican]]'' (1993) - soggetto
*''[[Il cliente (film)|Il cliente]]'' (1994) - soggetto
*''[[L'uomo della pioggia]]'' (1997) - soggetto
*''[[Conflitto d'interessi (film)|Conflitto d'interessi]]'' (1998) - soggetto
*''[[La giuria]]'' (2003) - soggetto
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
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{{Pedia|I confratelli|''I Confratelli''}}
{{Pedia|Il broker||2005}}
{{Pedia|Il cliente}}
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[[Categoria:Scrittori statunitensi]]
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Jean Alesi
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Danyele
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[[File:Jean Alesi, GIMS 2019, Le Grand-Saconnex (GIMS0047).jpg|thumb|Jean Alesi nel 2019]]
'''Giovanni Roberto Alesi''' (1964 – vivente), ex pilota automobilistico francese.
==Citazioni di Jean Alesi==
{{cronologico}}
*Io guido all'attacco. È il mio modo di concepire questo sport. Se c'è un varco ragionevole, mi infilo.<ref name="Chiavegato">Citato in Cristiano Chiavegato, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,35/articleid,0915_01_1990_0219_0032_12588437/ «La Ferrari è una febbre» ]'', ''La Stampa'', 20 settembre 1990, p. 35.</ref>
*{{NDR|Nel 1990}} [...] mi accorsi definitivamente che il mio destino si doveva incrociare con quello della [[Scuderia Ferrari|scuderia di Maranello]]. L'attenzione dei tifosi, quella atmosfera speciale che ti circonda, il senso di entrare a far parte della storia dell'automobile mi presero come una malattia, una febbre che saliva di giorno in giorno.<ref name="Chiavegato"/>
*{{NDR|Sulla stagione 2011 di [[Formula 1]]}} Oltre che a [[Sebastian Vettel|Vettel]], autore di una sequenza straordinaria, il massimo riconoscimento dovrebbe andare a [[Jenson Button|Button]]. Non mi hanno sorpreso le sue punte prestazionali, perché è stato campione del mondo, ma il modo in cui è riuscito a tenersi al vertice per tutto il tempo, anche quando era alle prese con set-up e situazioni non proprio ottimali. La sua costanza è stata eccezionale. Ha pure fatto dei grandi sorpassi, dimostrando di sapersi adattare alle situazioni: aggressivo o pulito in base alle circostanze.<ref>Citato in Rosario Scelsi, ''[https://web.archive.org/web/20120128161937/https://www.motorsportblog.it/post/16361/f1-alesi-button-merita-il-titolo-di-pilota-dellanno F1, Alesi: "Button merita il titolo di pilota dell'anno"]'', ''motorsportblog.it'', 30 novembre 2011.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Ferrari F92A]]}} Il motore soffriva di blow-by, vale a dire c'era un trafilaggio di olio dalle fasce elastiche in camera di combustione che faceva perdere 40-50 cavalli, ma nella tradizione del Cavallino non si poteva dire che era il 12 cilindri a non andare e le colpe di un'annata storta erano state attribuite solo alla macchina. È stato un peccato perché il concetto era interessante.<ref>Dalla video-intervista ''[https://www.youtube.com/watch?v=mFfmfbBHmuk Jean Alesi: "Il motorsport è marcio"]'', ''Motorsport Italia'', 10 aprile 2020; citato in Franco Nugnes e [[Giorgio Piola]], ''[https://it.motorsport.com/f1/news/f1-retroscena-ferrari-f92-a-il-doppio-fondo-non-era-sbagliato/4780326/ Retroscena Ferrari F92 A: il doppio fondo non era sbagliato]'', ''motorsport.com'', 14 aprile 2020.</ref>
*Io ho avuto la possibilità di esprimermi in questo mondo che è la Formula 1, che è tutta la mia passione e la mia vita, tutto gira intorno a questo. La più grande fortuna e i più bei momenti della mia vita sono arrivati guidando la rossa [...] L'affetto dei tifosi? Fa davvero onore e piacere, perché io ho fatto questo mestiere non tanto per avere un lavoro, ma proprio per realizzare una passione che avevo da bambino. Piano piano sono salito di livello e cresciuto nelle formule minori, come la Formula Renault, la F3, la Formula 3000 e mi sono trovato in F1. Ma davvero, non era qualcosa di pianificato, come invece possono fare adesso i giovani, che è anche bello. Io l'ho fatto in un modo diverso e in tempi anche molto diversi. Io mi sono goduto questo momento della mia vita.<ref>Da un'intervista a Sky Sport; citato in Matteo Senatore, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/alesi-ferrari-la-mia-fortuna-f1-1995-maranello Alesi: "Ferrari, la mia fortuna"]'', ''formulapassion.it'', 19 aprile 2020.</ref>
*[[Gran Premio di Monaco 1996]]? Quello che ha vinto Olivier {{NDR|Panis}}? Ah, ora ricordo! Partimmo con la pioggia, e mi ritrovai appena dietro Michael Schumacher al Loews. A [[Circuito di Monte Carlo|Monaco]] hai sempre la sensazione di essere dentro la macchina davanti. Lo vidi tagliare sul cordolo interno prima del Portier, e pensai che stava forzando. Infatti la Ferrari finì dritta sul guardrail opposto. Lo evitai miracolosamente, e mi spaventai un po'. Poi mi misi tranquillo dietro Damon Hill, perché con una pista così scivolosa la mia strategia era di rimanere sull'unica linea possibile per evitare errori. In queste condizioni a Monaco bisogna sempre anticipare: se si frena bloccando le gomme, è impossibile recuperare l'errore e si va a sbattere senza poter fare nulla. A un certo punto percepii nel tunnel l'odore del motore rotto di Damon Hill, e mi ritrovai in testa. Misi le gomme da asciutto, e con 30 secondi di vantaggio decisi di guidare tranquillamente. Ma si ruppe un elemento della sospensione. A Monaco le compressioni della pista sono maggiori, e dunque le componenti devono sopportare maggiori carichi verticali. Con la pioggia decidemmo di alleggerire le sospensioni, e così una barra di torsione si ruppe. Era già successo nelle prove libere, per altro. [...] Tutte le volte che ho dovuto ritirarmi quando ero in testa a un Gran Premio non ho mai pensato che il pilota vincente si meritasse la gara perché mi stava simpatico. Ma quel giorno, in quella gara caotica, Olivier fu senza dubbio il migliore, la meritò. Dopo un po' di tempo, ovviamente, sono stato felice per lui!<ref>Da un'intervista a ''L'Équipe''; citato in ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/jean-alesi-monaco-1996-gran-premio-olivier-panis-racconto-ricordo F1 {{!}} Alesi: "Panis si è meritato la vittoria di Monaco"]'', ''formulapassion.it'', 3 maggio 2020.</ref>
*{{NDR|Sul [[Gran Premio di Spagna 1996]]}} Oggi la Formula 1 di fronte a tanta acqua non partirebbe neanche. Erano altri tempi. Durante il Gran Premio passai Villeneuve, ricordo che non si vedeva nulla. Era impossibile tenere giù l'acceleratore anche nel rettilineo più corto, quello dietro ai box, perché finivi in testa coda, una cosa pazzesca. Questa, tra l'altro, fu la mia sfortuna, perché l'ingegnere di pista di Michael {{NDR|Schumacher}} era Ignazio Lunetta, lo stesso che l'anno prima si occupava di me. Un grande: quando pioveva forte, lui regolava la macchina più alta. In questo modo aumentava la velocità in rettilineo e diminuiva quella in curva, dove comunque eravamo costretti ad andare molto piano. Io chiesi ai miei tecnici di fare lo stesso, ma ero da poco alla Benetton e non mi diedero retta. [...] Michael mi superò senza dover lottare in fondo al rettifilo, dove io ero in crisi. Arrivai secondo davanti a Villeneuve. In pista alla fine eravamo soltanto in sei. In Spagna vinse una gara esaltante in condizioni difficilissime. Schumi è un caro amico ma in quel momento avrei solo detto parolacce.<ref name="Schumi">Da un'intervista a ''La Stampa''; citato in ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/f1-gp-spagna-1996-prima-vittoria-schumacher-barcellona-raccontata-alesi F1 / La prima impresa rossa di Schumi, vista da Alesi]'', ''formulapassion.it'', 7 maggio 2021.</ref>
*{{NDR|Parlando della Scuderia Ferrari}} È la squadra più prestigiosa del mondo, Schumacher a quell'epoca era il pilota più blasonato e con il futuro più promettente, dunque dovevano prenderlo per forza. Io a Maranello ci sarei stato tutta la vita, ma nel contratto di Michael non c'era posto per me.<ref name="Schumi"/>
*[[Autodromo Enzo e Dino Ferrari|Imola]], nella tradizione Ferrari è il luogo dell'appuntamento con il popolo rosso, la curva Sud del tifo, mentre Monza è da sempre la curva Nord [...] appena esci dai box ti trovi in mezzo agli alberi, come correre in un bosco. Ma appena dopo, alla Tosa, è come entrare in uno stadio pieno. Senti le urla che arrivano dalla collina mentre guidi, le sentivo con il 12 cilindri, figuriamoci adesso con queste macchine meno rumorose. Un boato a ogni giro. Alla Rivazza, ancora meglio. Mentre scendi dalla Variante Alta, vedi case, finestre e balconi e ti sembra di essere in un posto strano, in mezzo a una città. Poi, quando vai dentro la Rivazza 2 vedi la collina strapiena e capisci che Imola è unica.<ref>Da un articolo per il ''Corriere della Sera''; citato in ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/alesi-imola-ferrari-tifo-curva-sud-tosa-rivazza-612981.html Alesi: "Imola è la curva Sud del tifo Ferrari"]'', ''formulapassion.it'', 12 aprile 2022.</ref>
*Per me [[Gran Premio d'Italia 1993|Monza 1993]] è stato un weekend indimenticabile. Andare sul podio con una Ferrari nella gara di casa è qualcosa di speciale. Ricordo soprattutto il grande affetto dei tifosi e il bandierone che uno di loro mi aveva dato in pista subito dopo la fine della gara. Sono rientrato ai box con questa bandiera, che poi è diventata un simbolo per i dipendenti Ferrari. Infatti in fabbrica quando siamo rientrati ho trovato un poster con quella immagine. Sono davvero felice di aver vissuto questa cosa, [...] per me Monza 1993 resta indimenticabile.<ref>Citato in Andrea Ettori, ''[https://www.p300.it/jean-alesi-la-bandiera-e-la-monza-rossa-del-1993/ Jean Alesi, la bandiera e la "Monza rossa" del 1993]'', ''p300.it'', 11 settembre 2022.</ref>
*{{NDR|Sul [[Gran Premio d'Europa 1993]]}} Può essere considerato un giorno clamoroso nella storia dei Gp per almeno tre aspetti. Punto uno, la F.1 iridata andava a Donington per la prima volta e tutti avevano poca conoscenza della pista. Punto due, Senna si trovava in una chiara situazione d'inferiorità tecnica, perché la sua McLaren-Ford in condizioni normali di certo non poteva valere la competitività delle Williams di Prost e Hill. Punto tre, l'arrivo della pioggia per la gara fu un potente fattore destabilizzante, che finì per cambiare le carte in tavola, sconvolgendo completamente la scala dei valori e concedendo così al brasiliano di metterci tanto del suo, sovvertendo i pronostici. [...] Non è che ci fosse una pioggia pazzesca, questo no. C'era una pioggerellina all'inglese, bella fitta e costante ma non certo un acquazzone. Il problema vero era un altro: Donington è una pista molto bella che presenta alcuni dislivelli. In altre parole, questi rendevano il terreno fertile all'insorgere di rigagnoli tali da dar vita in gara a piccoli fiumiciattoli, che qua e là attraversavano l'asfalto, con grande pericolo di aquaplaning. In altre parole, delle vere e proprie trappole, in grado di rovinare la gara di un pilota. Ecco, la grandezza dell'impresa di Ayrton sta anche in questo, ovvero nella capacità di guidare sul bagnato e con quelle insidie, con la stessa sicurezza e padronanza che si hanno sull'asciutto.<ref>Da un'intervista ad ''Autosprint''; citato in Giuseppe Canetti, ''[https://www.formula1.it/news/14109/1/donington-93-alesi-gp-storico-per-tre-aspetti-ma-l-impresa-piu-grande-di-senna-e-stata-un-altra Donington '93, Alesi: «GP storico per tre aspetti. Ma l'impresa più grande di Senna è stata un'altra»]'', ''formula1.it'', 11 aprile 2023.</ref>
*{{NDR|Su [[Michael Schumacher]]}} Più che ammirato, io l'ho rispettato: sono due cose diverse. Lavorava più degli altri, aveva la capacità di imporre i suoi uomini dentro la squadra, al suo servizio. [...] Come pilota era fortissimo, tenace, impegnato, non regalava nulla: i suoi risultati lasciano a bocca aperta.<ref>Dall'intervista di Pino Allievi, ''[https://www.cdt.ch/sport/jean-alesi-schumi-la-vita-talvolta-e-crudele-ma-spero-sempre-in-un-miracolo-338372 Jean Alesi: «Schumi? La vita talvolta è crudele, ma spero sempre in un miracolo»]'', ''cdt.ch'', 29 dicembre 2023.</ref>
{{Int|''La Gazzetta dello Sport Magazine'', 29 febbraio 1996}}
*Io so cosa si aspetta la gente da me e cerco sempre di darglielo.
*Non ho mai buttato via i [[soldi]]. Sin da quando ero bambino ho avuto davanti agli occhi i sacrifici che ha fatto mio padre per garantirsi e garantirci un certo livello di benessere.
*Non rivedo mai i gran premi in [[Televisione|Tv]], altrimenti mi spavento.
{{Int|''[https://www.corriere.it/sport/formula-1/24_giugno_11/jean-alesi-intervista-56befcd7-ace0-48fb-9048-42f4498c5xlk.shtml Jean Alesi: «A 7 anni rubai la macchina a mia madre e la sfasciai. Guidavo la Ferrari F1 e avevo i brividi»]''|Intervista di Daniele Sparisci, ''corriere.it'', 11 giugno 2024.}}
*Mi sono sempre sentito e mi sento ancora un privilegiato ad aver fatto il pilota. Non dimentico da dove vengono i miei genitori, il modo in cui mi hanno cresciuto. Sorrido e mi godo la vita per questo motivo, mi viene naturale essere felice. {{NDR|«Papà carrozziere emigrato in Francia dalla Sicilia, non vivevate nell'oro»}} Direi proprio di no. Da Alcamo papà è salito nel 1959 in treno insieme a quattro amici. Ha aperto una carrozzeria alla quale oggi lavorano 75 persone. A 84 anni è ancora il primo ad aprirla la mattina, mi ha inculcato il rispetto del lavoro e la serietà professionale. Non ha mai smesso di lavorare un solo giorno, è un esempio.
*{{NDR|«Qual è la prima macchina che ha guidato?»}} La Simca 1000 di mia madre, di nascosto. Avevo capito come schiacciare acceleratore e frizione ma non sapevo frenare. Sono finito contro l'auto del vicino di casa... [...] Quando lei mi portava a scuola, l'unica cosa che guardavo era come la metteva in moto. E dentro di me dicevo: "Un giorno ci provo io". E poi quel giorno è arrivato. Sono riuscito a farla partire ma non riuscivo a frenare. {{NDR|«7 anni si rende conto? Suo papà cosa ha fatto?»}} Ricordo ancora una mano sulla spalla che mi scaraventa fuori dal posto di guida.
*Gerhard {{NDR|Berger}} era molto "politico". Aveva ottenuto di provare per primo la nuova Ferrari F1 [la 412T, ''ndr''] a Fiorano, un privilegio. Io mi ero un po' offeso e per principio ero rimasto a Maranello dentro alla Gestione Sportiva. È successo qualcosa per cui dovevano intervenire sulla monoposto, quindi Gerhard è rientrato in ufficio. Lo vedo e mi fa: "Dopo mi porti in pista?" Gli dico ok ma non avevo un'auto. [...] Prendo la macchina di Todt, una Y10. Lui si siede accanto e reclina completamente il sedile. "Puoi andare forte, tanto non ho paura". Già ero arrabbiato per il test, poi questo mi provoca pure... Pensavo: "Vediamo se davvero non ha paura". Quando arrivavamo a Fiorano, a quei tempi, c'era un codice fra noi piloti e la portineria: suonavamo il clacson da lontano e il custode apriva il cancello automatico. Che era lento. {{NDR|«Funzionava?»}} In genere sì, noi siamo passati che ancora non era completamente aperto, abbiamo girato a sinistra davanti alla casa di Enzo Ferrari e lì Gerhard ha tirato il freno a mano: finiamo su due ruote. Non dicevo nulla. Quando siamo arrivati vicino al garage, sterzo e lui alza ancora la leva. Solo che stavolta anche io stavo frenando e la macchina è partita completamente. Siamo finiti a testa in giù, il volante toccava il tetto. Ci hanno tirato fuori dal bagagliaio i meccanici: l'unica porta che si poteva aprire. Gerhard non si era fatto nulla, io invece avevo un taglio in testa. {{NDR|«E Todt?»}} Era inc... Non era una mica una normale Y10: aveva chiesto il colore personalizzato, gli interni in cuoio speciale...
*{{NDR|«Francese di nascita, italiano dentro»}} Sono il vostro miglior ambasciatore nel mondo. I figli degli emigrati sono così.
==Citazioni su Jean Alesi==
*Alesi è stato generoso e esaltante, sfortunato e polemico. [...] adorabile e insopportabile, con le stimmate dei grandi e la jella dei predestinati. ([[Carlo Cavicchi]])
*Jean dovrebbe odiarmi: l'ho strappato alla Williams, dopo tre mesi ho lasciato la Ferrari e la Williams ha vinto tre Mondiali. ([[Cesare Fiorio]])
*Jean era veloce in pista e scaltro nelle pubbliche relazioni. ([[Ivan Capelli]])
*Lo sguardo da discolo, un sorriso ironico, perennemente pronto. [...] Veloce sempre, fortunato pochissimo, una sola vittoria, Canada 1995, che vale premio minimo per 241 Gran Premi disputati, 32 podi conquistati, per sei anni a brigare guidando Ferrari raramente in palla (1991-1995). Un po' poco, ecco, considerando un esordio strepitoso, con la Tyrrell, da far sudare addirittura Ayrton Senna, Phoenix 1990, secondo sul traguardo, dopo battaglia memorabile. Di Jean ricorderemo l'ira di fronte ai suoi guai, il carattere dimostrato nei momenti in cui chi ha le palle parla, chi non le ha tace, il suo rapporto con Gerhard Berger, compagno, complice, specchio. [...] Jean resta un ragazzo appassionato, pronto sempre a guidare, a divertirsi, a rischiare. [...] chissenefrega dei Gran Premi vinti. I campioni si vedono quando i riflettori sono spenti. ([[Giorgio Terruzzi]])
*Tutti conoscono i limiti e le virtù di Alesi. [...] Lui non si fa passare facilmente, lui si esalta nella lotta, lui ama la pioggia, il fondo infido, la sfida al limite perché quando è sotto pressione sbaglia pochissimo. I suoi limiti sono ben altri: messa a punto, strategia, anche a volte la semplice tattica. [...] una gara da affrontare all'arma bianca, il suo terreno di lotta ideale. Se fosse stato un pirata, si sarebbe messo il coltello tra i denti e sarebbe partito all'assalto. Ma è un pilota e anziché il coltello tra i denti gli serve un'auto sotto il sedere. Questa [...] gli manca. ([[Carlo Cavicchi]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Alesi, Jean}}
[[Categoria:Piloti di Formula 1 francesi]]
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Michele Alboreto
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Danyele
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[[File:SCA 0028 MICHELE ALBORETO - Ferrari F 1-87 - 1987 neg. 417 10x15 R.JPG|thumb|Michele Alboreto su una Ferrari F1-87 nel 1987]]
'''Michele Alboreto''' (1956 – 2001), pilota di Formula 1 italiano.
==Attribuite==
*Sulla Williams di [[Nigel Mansell|Mansell]] l'unica cosa intelligente sono le sospensioni.<ref>Citato in [[Marco Pastonesi]] e Giorgio Terruzzi, ''Palla lunga e pedalare'', ''Dalai Editore'', 1992, p. 48, ISBN 88-8598-826-2.</ref>
==Citazioni di Michele Alboreto==
*{{NDR|Sul rapporto burrascoso con [[John Barnard]]}} Il fatto che non arrivi al mattino e non saluti i meccanici già mi fa restare male: lui non considerava affatto ciò che veniva fatto a Maranello, nel senso che qualsiasi cosa gli si dicesse lui l’accantonava e ripartiva dalle sue idee. Io sono convinto che quello che c’era ad inizio stagione non era da buttare, anzi moltissimo era buono. Il fatto che uno arrivasse e buttasse via tutto quanto era stato fatto fino a quel momento mi piaceva poco.<ref>Da un'intervista a Roberto Boccafogli per ''Autosprint'', 1987; citato in ''[https://www.p300.it/lo-sfogo-daltri-tempi-di-michele-alboreto-nel-1987/ Lo sfogo d'altri tempi di Michele Alboreto nel 1987]'', ''p300.it'', 1º giugno 2019.</ref>
*{{NDR|Sul rapporto burrascoso con John Barnard, responsabile della Scuderia Ferrari in quegli anni}} Sarà anche un genio, ma sulla carta: lui crede che si possa ancora disegnare una monoposto con un tratto di penna, seguendo la sua fantasia creativa. Ma poi le cose devono funzionare al computer, devono essere fattibili.<ref>Da un'intervista di Roberto Boccafogli per ''Autosprint''; citato in Roberto Boccafogli, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/f1-alboreto-barnard-piccola-cronaca-di-un-matrimonio-impossibile-ferrari-491503.html F1 {{!}} Alboreto-Barnard: piccola cronaca di un matrimonio impossibile]'', ''formulapassion.it'', 26 aprile 2020.</ref>
==Citazioni su Michele Alboreto==
*Dell'Alboreto ferrarista molto è stato detto, talvolta anche a sproposito. Il Drake gli voleva bene e lo aveva voluto a tutti i costi. Ma Enzo ormai era molto anziano e non controllava più la situazione. Sia come sia, nel 1985 Michele andò vicino al titolo. Lo perse contro Prost anche per misteriosi azzardi tecnologici, roba di forniture vagamente farlocche, cose così. Ma mi colpì molto un dettaglio. A inizio stagione, Alboreto aveva promesso una vacanza al mare dei Caraibi, tutta pagata, alla gente della squadra. Come premio per l'eventuale conquista del mondiale. Il mondiale lo vinse la McLaren, ma Michele mandò comunque in vacanza, di tasca sua, i meccanici. Spiegò: fosse stato per voi, ce l'avrei fatta. Questo era il personaggio. Non sempre solare, talvolta brusco, ma autentico. ([[Leo Turrini]])
*{{NDR|«Alboreto cosa ha più degli altri piloti italiani?»}} È più diplomatico. ([[Elio De Angelis]])
*Il volto buono della Formula 1. Michele Alboreto rappresentava per mille motivi la faccia bella, pulita, serena di una medaglia che non sempre brilla. ([[Carlo Marincovich]])
*La morte mi porta via uno degli amici più cari. Gliel'avrò detto cento volte: smettila, goditi la vita e quello che hai guadagnato. Aveva la possibilità di starsene tranquillo con la moglie e le figlie, ma lui aveva la passione delle corse. Ma va... Io parlo così solo perché alle corse non ci penso più da tanto tempo. Ma lui no, lui aveva la malattia del casco e della tuta, non ha mai avuto la forza di dire "basta". ([[Riccardo Patrese]])
*Michele era l'impersonificazione perfetta del pilota-gentiluomo. L'ultimo gentleman driver di un'epoca che non c'è più da tempo. Quella categoria di corridori che mettevano l'educazione, la signorilità e la disponibilità verso colleghi ed addetti ai lavori sopra ad ogni altra caratteristica caratteriale. Michele era di origini semplici, ma non si è mai montato la testa diventando uno sportivo di fama mondiale. Denaro e popolarità non lo hanno cambiato, come invece è capitato a tanti altri personaggi dello sport o dello spettacolo che si sono montati la testa. Alboreto no: ha sempre mantenuto quel carattere schietto e semplice degli inizi. Ha vissuto con discrezione e umiltà il suo ruolo di pilota. Proprio lui che è stato per cinque anni pilota [[Scuderia Ferrari|Ferrari]] in F1 e quindi completamente al centro dell'attenzione; eppure è riuscito a non far mai parlare di sé per gli eccessi o per le polemiche, quanto per il suo stile e per l'altruismo del proprio comportamento. Nadia, sua moglie, e le due figlie Alice e Noemi possono essere fiere di aver avuto un marito e un padre che ha dato lezione di stile e di comportamento a tutto il mondo della F1. ([[Alberto Sabbatini]])
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Alboreto, Michele}}
[[Categoria:Piloti di Formula 1 italiani]]
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Hellraiser 4: La stirpe maledetta
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano = Hellraiser - La stirpe maledetta
|titolooriginale = Hellraiser: Bloodline
|paese= Usa
|anno = 1996
|genere = Orrore
|regista = [[Alan Smithee]] / [[Kevin Yagher]]
|soggetto = Peter Atkins
|sceneggiatore = Peter Atkins
|produttore = [[Clive Barker]]
|attori =
*[[Doug Bradley]]: [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]]
*[[Valentina Vargas]]: Angelique
*[[Jimmy Schuelke]] e [[Michael Polish]]: Fratello Cenobita 1
*[[David Schuelke]] e [[Mark Polish]]: Fratello Cenobita 2
*[[Bruce Ramsay]]: Paul Merchant
*[[Adam Scott]]: Jacques
*[[Christine Harnos]]: Rimmer
*[[Louis Turenne]]: Auguste
*[[Kim Myers]]: Bobbi Merchant
*[[Charlotte Chatton]]: Genevieve Merchant
*[[Courtland Mead]]: Jack Merchant
|doppiatori italiani =
*[[Andrea Lala]]: Pinhead
*[[Rita Baldini]]: Angelique
*[[Andrea Ward]]: Paul Marchant
*[[Barbara Berengo]]: Rimmer
|note =
}}
'''''Hellraiser - La stirpe maledetta''''', film horror del 1996, regia di [[Kevin Yagher]].
== Frasi ==
*La sottomissione umana si ottiene facilmente, sia con il terrore che con la tentazione. ('''Pinhead''')
*Male? Come osate pronunciare questa parola? [...] Quello che conoscete come male è solo un'ombra. Il male ha una sua faccia. Lasciate che ora io ve lo mostri. Signori, io sono il puro male. ('''Pinhead''')
*La sofferenza è l'unica moneta del reame. ('''Pinhead''')
*Sembro forse un essere al quale interessa disquisire sulla carità di Dio?! ('''Pinhead''')
*L'oscurità; è lei la mia vera luce. ('''Pinhead''')
*Lunga attesa, demone, per un gioco così breve. ('''Paul Merchant''')
*Amen. ('''Pinhead''')
*Io ho fede nella Luce. ('''Paul Merchant''')
==Dialoghi==
*'''Pinhead''': Sai una cosa? È come se io avessi avuto un ''deja vu''. La stessa sconfitta, la stessa vana e ridicola fede nella luce.<br>'''Paul Merchant''': E tu in che cosa hai fede?<br>'''Pinhead''': In niente. Io sono così squisitamente vuoto.<br>'''Paul Merchant''': Allora non ti interesserà morire. O sbaglio?<br>'''Pinhead''': Io non posso morire. Io sopravviverò in eterno.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
Amen. ('''Pinhead''')
==Citazioni su ''Hellraiser - La stirpe maledetta''==
*Ad essere onesto credevo che ''Hellraiser III'' fosse l’ultimo capitolo, ma si sa che Hollywood è fondata sul puro profitto, quindi si va avanti anche se non c’è nulla da dire. ([[Clive Barker]])
*Colti dallo scrupolo di non rappresentare la stessa storia per la quarta volta, gli autori tentano di dare respiro alla serie con un'ardita dislocazione temporale plurima, combinando la fantascienza con l'orrore gotico della Francia del XVIII secolo e con quello moderno, ambientato nel 1996. Il film raggiunge una certa vivacità visuale, ma frammenta in modo esagerato una storia inconsistente: il risultato è un notevole senso di vuoto e di inutilità, enfatizzato dalle banalità pseudofilosofiche di Pinhead. (''[[Dizionario dei film horror]]'')
*Ho avuto degli incubi in cui Pinhead veniva ad uccidermi, quindi ero molto spaventata all'inizio del film. Mi dicevo, "Devo fare questa cosa o no?", perché non volevo addentrarmi in questi luoghi oscuri. Alla fine mi sono detta "Magari dovrei affacciarmi per vedere cosa c’è". Così ho fatto e mi è stato molto d’aiuto. ([[Valentina Vargas]])
*È un prodotto che avrebbe dovuto morire tempo fa. [...] Se qualcuno mi avesse detto "Ehi, Clive, non si faranno più Hellraiser", io non mi sarei di certo messo a piangere. Ma quando un regista vuole mettersi a fare un film basato sul mio lavoro, non posso dire "Be', io non voglio averci nulla a che fare". Al contrario, devo ficcarci il mio dito e cercare di aiutare a fare un prodotto migliore. ([[Clive Barker]])
*Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il gore c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Il Mereghetti]]'')
===[[Doug Bradley]]===
*Ad uno sguardo superficiale ''Bloodline'' era molto ambizioso, con un copione complicato rispetto almeno a quanto visto prima. Tre storie diverse, tre epoche differenti – passato, presente e futuro – e grandi effetti speciali ovunque ti giri. Come si può pensare di arrivare a tutto questo con lo stesso budget di ''Hellraiser 3'' rimane un mistero per me.
*Con tutti questi problemi e una tonnellata di scene rigirate l’anno successivo, è un miracolo che sia uscito fuori un film da distribuire. Alla fine, è un film decente e presenta alcuni dei momenti più forti e memorabili della serie.
*È facile dire che se stilassi una lista di posti dove si potrebbe trovare Pinhead, ce ne sarebbero davvero tanti prima di arrivare nello spazio, ma non ho lavorato con Clive per vent’anni senza aspettarmi l’inaspettato.
*È irrilevante il posto: spazio profondo, sott’acqua, Paradiso o Inferno. Ciò che importa è che la storia abbia un contesto drammatico, e ''Bloodline'' rientra alla perfezione nello schema delle cose.
*Imparai le mie battute mentre ero al trucco e sperai che quella roba avesse senso con ciò che mi avrebbe circondato, perché non avevo più idea di quale fosse la trama del film.
*Se qualcosa poteva andare storto, ci andava. Abbiamo avuto incendi, un'alluvione, uno sciopero, il ragazzo ha avuto la varicella!
== Altri progetti==
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[[Categoria:Film di Hellraiser|Stirpe maledetta]]
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*[[Doug Bradley]]: [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]]
*[[Valentina Vargas]]: Angelique
*[[Jimmy Schuelke]] e [[Michael Polish]]: Fratello Cenobita 1
*[[David Schuelke]] e [[Mark Polish]]: Fratello Cenobita 2
*[[Bruce Ramsay]]: Paul Merchant
*[[Adam Scott]]: Jacques
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*[[Andrea Lala]]: Pinhead
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}}
'''''Hellraiser - La stirpe maledetta''''', film horror del 1996, regia di [[Kevin Yagher]].
== Frasi ==
*La sottomissione umana si ottiene facilmente, sia con il terrore che con la tentazione. ('''Pinhead''')
*Male? Come osate pronunciare questa parola? [...] Quello che conoscete come male è solo un'ombra. Il male ha una sua faccia. Lasciate che ora io ve lo mostri. Signori, io sono il puro male. ('''Pinhead''')
*La sofferenza è l'unica moneta del reame. ('''Pinhead''')
*Sembro forse un essere al quale interessa disquisire sulla carità di Dio?! ('''Pinhead''')
*L'oscurità; è lei la mia vera luce. ('''Pinhead''')
*Lunga attesa, demone, per un gioco così breve. ('''Paul Merchant''')
*Io ho fede nella Luce. ('''Paul Merchant''')
==Dialoghi==
*'''Pinhead''': Sai una cosa? È come se io avessi avuto un ''deja vu''. La stessa sconfitta, la stessa vana e ridicola fede nella luce.<br>'''Paul Merchant''': E tu in che cosa hai fede?<br>'''Pinhead''': In niente. Io sono così squisitamente vuoto.<br>'''Paul Merchant''': Allora non ti interesserà morire. O sbaglio?<br>'''Pinhead''': Io non posso morire. Io sopravviverò in eterno.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
Amen. ('''Pinhead''')
==Citazioni su ''Hellraiser - La stirpe maledetta''==
*Ad essere onesto credevo che ''Hellraiser III'' fosse l’ultimo capitolo, ma si sa che Hollywood è fondata sul puro profitto, quindi si va avanti anche se non c’è nulla da dire. ([[Clive Barker]])
*Colti dallo scrupolo di non rappresentare la stessa storia per la quarta volta, gli autori tentano di dare respiro alla serie con un'ardita dislocazione temporale plurima, combinando la fantascienza con l'orrore gotico della Francia del XVIII secolo e con quello moderno, ambientato nel 1996. Il film raggiunge una certa vivacità visuale, ma frammenta in modo esagerato una storia inconsistente: il risultato è un notevole senso di vuoto e di inutilità, enfatizzato dalle banalità pseudofilosofiche di Pinhead. (''[[Dizionario dei film horror]]'')
*Ho avuto degli incubi in cui Pinhead veniva ad uccidermi, quindi ero molto spaventata all'inizio del film. Mi dicevo, "Devo fare questa cosa o no?", perché non volevo addentrarmi in questi luoghi oscuri. Alla fine mi sono detta "Magari dovrei affacciarmi per vedere cosa c’è". Così ho fatto e mi è stato molto d’aiuto. ([[Valentina Vargas]])
*È un prodotto che avrebbe dovuto morire tempo fa. [...] Se qualcuno mi avesse detto "Ehi, Clive, non si faranno più Hellraiser", io non mi sarei di certo messo a piangere. Ma quando un regista vuole mettersi a fare un film basato sul mio lavoro, non posso dire "Be', io non voglio averci nulla a che fare". Al contrario, devo ficcarci il mio dito e cercare di aiutare a fare un prodotto migliore. ([[Clive Barker]])
*Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il gore c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Il Mereghetti]]'')
===[[Doug Bradley]]===
*Ad uno sguardo superficiale ''Bloodline'' era molto ambizioso, con un copione complicato rispetto almeno a quanto visto prima. Tre storie diverse, tre epoche differenti – passato, presente e futuro – e grandi effetti speciali ovunque ti giri. Come si può pensare di arrivare a tutto questo con lo stesso budget di ''Hellraiser 3'' rimane un mistero per me.
*Con tutti questi problemi e una tonnellata di scene rigirate l’anno successivo, è un miracolo che sia uscito fuori un film da distribuire. Alla fine, è un film decente e presenta alcuni dei momenti più forti e memorabili della serie.
*È facile dire che se stilassi una lista di posti dove si potrebbe trovare Pinhead, ce ne sarebbero davvero tanti prima di arrivare nello spazio, ma non ho lavorato con Clive per vent’anni senza aspettarmi l’inaspettato.
*È irrilevante il posto: spazio profondo, sott’acqua, Paradiso o Inferno. Ciò che importa è che la storia abbia un contesto drammatico, e ''Bloodline'' rientra alla perfezione nello schema delle cose.
*Imparai le mie battute mentre ero al trucco e sperai che quella roba avesse senso con ciò che mi avrebbe circondato, perché non avevo più idea di quale fosse la trama del film.
*Se qualcosa poteva andare storto, ci andava. Abbiamo avuto incendi, un'alluvione, uno sciopero, il ragazzo ha avuto la varicella!
== Altri progetti==
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{{Hellraiser}}
[[Categoria:Film di Hellraiser|Stirpe maledetta]]
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Maurizio Mosca
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2026-04-10T15:56:18Z
CommonsDelinker
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Rimuovo l'immagine "Maurizio_Mosca.png", cancellata in Commons da [[commons:User:Polarlys|Polarlys]] perché Copyright violation, see [[:c:Commons:Licensing|]].
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text/x-wiki
'''Maurizio Mosca''' (1940 – 2010), conduttore televisivo, giornalista, opinionista e telecronista sportivo italiano.
==Citazioni di Maurizio Mosca==
*Ahh... Come gioca [[Alessandro Del Piero|Del Piero]]!!<ref>Citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/calcio/articoli/102086/tre-anni-senza-maurizio-mosca.shtml Tre anni senza Maurizio Mosca]'', ''SportMediaset.it'', 3 aprile 2013.</ref>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} [[Vujadin Boškov|Boškov]] è sul filo del trapezio.<ref name=Derbyparole>Citato in Pino Flamigni, ''Il derby delle parole'', Erga Edizioni, Genova, 1995.</ref>
*È una vecchia storia quella che gli arbitri si trovano il puttanone in camera la sera prima della partita questo non vuol dire corromperli anzi è un modo di distendersi [...] è un sedativo naturale, anzi se è un sedativo non lo so perché sta a vedere cosa fanno magari c'è chi si mette sopra chi si mette sotto magari col fischietto [...] gli arbitri hanno un sesso tutto loro fatto di sibili.<ref>Ripreso nel programma televisivo ''Mai dire gol'', rubrica ''Un uomo un perché''. [http://www.dailymotion.com/video/x10f3qv_maurizio-mosca-un-uomo-un-perche_shortfilms Video] disponibile su ''Dailymotion.com''.</ref>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Se tutti stessero al gioco simpaticamente, sdrammatizzamente come Tacconi, il calcio sarebbe perfetto.<ref>Citato in [[Marco Pastonesi]] e Giorgio Terruzzi, ''Palla lunga e pedalare'', Dalai Editore, 1992, p. 36. ISBN 88-8598-826-2</ref>
==Citazioni su Maurizio Mosca==
*Esiste un mercato del cattivo gusto e il trionfatore è [[Aldo Biscardi]]. Imbattibile. I più casinisti, i presidenti peggiori li trova sempre lui. Ha fiuto. Siamo amici, ma la sua è una televisione che non mi piace. Come quella che fa Maurizio Mosca. Io gli voglio bene. È un ragazzo umanamente tenero. Ma non amo quello che fa in televisione. ([[Candido Cannavò]])
*Ho cercato di spargere allegria tra la gente.<ref>Citato in ''[http://www.valderrama.it/maurizio-mosca-bruzzano/ Maurizio Mosca – Bruzzano]'', ''Valderrama.it''.</ref> ([[epitaffio]] sulla tomba)
*Sia Mosca che Biscardi hanno rappresentato una delle poche ed autentiche innovazioni per ciò che concerne i dibattiti sportivi in televisione. Sono stati dei precursori del genere. ([[Fabio Ravezzani]])
==Note==
<references/>
==Film==
*''[[Paparazzi (film 1998)|Paparazzi]]'' (1998)
*''[[Tifosi]]'' (1999)
==Voci correlate==
*[[Giovanni Mosca]] – padre
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Mosca, Maurizio}}
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
[[Categoria:Opinionisti sportivi italiani]]
[[Categoria:Personaggi televisivi italiani]]
[[Categoria:Telecronisti sportivi italiani]]
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Scuderia Ferrari
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2026-04-10T18:19:53Z
Danyele
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{{voce tematica}}
[[File:HK Classic Car and Vintage Festival (15181309334).jpg|thumb|upright=1.2|Logo]]
Citazioni sulla '''Scuderia Ferrari'''.
==Citazioni==
*Anche per la Ferrari i successi sono sempre stati strettamente legati alle capacità dei piloti. Ho potuto seguire i campionati dalla metà degli anni '60 in poi e ricordo John Surtees, campione mondiale nel motociclismo, iridato nel 1964 con la Ferrari Formula 1, un vero fuoriclasse che abbandonando Maranello ha relegato la Scuderia a non vincere più per dieci anni, fino a quando Enzo Ferrari ha avuto l'intuizione di ingaggiare un giovane talentuoso: Niki Lauda. Così il Cavallino Rampante è ritornato al successo, fino a quando anche l'austriaco abbandona e sull'onda di Lauda arriva un altro solo mondiale con Jody Scheckter nel 1979 e poi nulla più, fino all'arrivo di Michael Schumacher. Questa a ben guardare è la storia dei Mondiali della Ferrari, una storia con tanti anni di assenza di successi. ([[Claudio Lombardi]])
*Capii la differenza del correre per Ferrari o per qualsiasi altra scuderia: con gli altri team sei il pilota di una squadra, quando corri per Ferrari sei il pilota di un intero [[Italia|Paese]]. È una sensazione fantastica. ([[Jody Scheckter]])
*Da noi {{NDR|in Italia}} c'è il fenomeno grandissimo e bellissimo della passione Ferrari, che è stupendo, ma ha anche dei risvolti negativi di un [[Tifo sportivo|tifo]] che vede solamente in una direzione. Questa penso sia una cosa che appartiene al [[Calcio (sport)|calcio]], non all'automobilismo. ([[Gabriele Tarquini]])
*Da quando misi piede a Maranello capii realmente come è formata una scuderia di Formula 1. ([[Carlos Reutemann]])
*Essere alla Ferrari significa far parte di una squadra con un livello superiore di intensità. La F1 è dura, ma la Ferrari lo è ancora di più, perché qualsiasi pilota soffre l'ambiente difficile, perché la Rossa è una [[religione]] in Italia [...]: il pilota è sempre un bersaglio, se la squadra commette un errore, il [[capro espiatorio]] è sempre il pilota, perché la macchina non è mai il problema. ([[Mark Webber]])
*Ferrari è nata per lottare e per vincere. Continuerà sempre a fare il possibile per vincere. ([[Enrique Scalabroni]])
*Ferrari può vincere o può perdere, ma la Ferrari ci sarà sempre. Mentre mi chiedo: fra dieci anni ci sarà ancora la Red Bull nel campo delle corse? Fra dieci anni ci sarà ancora la Mercedes nelle gare? Ferrari c'è sempre stata anche se all'inizio dell'attività Enzo Ferrari ha trovato condizioni meno complesse di quelle in cui si opera oggi, ma ha saputo raggiungere un successo in cui ha trascinato l'immagine dell'Italia intera. ([[Gian Paolo Dallara]])
*Giù le mani dalla Ferrari: di me dite quello che volete. ([[Enzo Ferrari]])
*Guidare per la Ferrari è come stare in un altro mondo, Non avete idea del livello che si raggiunge. Non sei più solo uno sportivo, ma diventi come una rockstar. È incredibile il potere che ti dà l'associazione con il nome Ferrari. Anche adesso, quando vengo in Italia, ancora mangio e bevo gratis in parecchi posti. ([[Eddie Irvine]])
*I piloti italiani non sono avvantaggiati dalla realtà Ferrari che fagocita sponsor, media e interessi. [...] è dura per qualsiasi realtà motoristica italiana. ([[Gabriele Tarquini]])
*Il fatto è che prima di un mondiale, oppure durante le prove delle prime gare di una stagione, tutto dipende dalla propria capacità di bluffare. Ecco, la Ferrari è capace in questo, bluffare. ([[Ron Dennis]])
*Il nazionalismo è una parola che non credo esista nel vocabolario della Ferrari. ([[Piercarlo Ghinzani]])
*Il nostro è un Paese dove tutti gli interessi vanno sulla Ferrari. Il che non è un male, ma se hai tutto l'interesse sul team non si parla poi dei nostri piloti. ([[Jarno Trulli]])
*In Italia manca la cultura del motorsport, qui per essere qualcuno devi correre e vincere con la Ferrari in F.1 o non sei nessuno. [...] Un peccato ma è la dura realtà. ([[Rinaldo Capello]])
*L'ambiguità appartiene alla Ferrari come il motore a dodici cilindri. ([[Niki Lauda]])
*L'Italia è l'unico Paese dove si tifa Ferrari a prescindere da chi la guidi. Altrove contano i piloti. ([[Stefano Domenicali]])
*La F1 è la Ferrari; la Ferrari è la F1. ([[Bernie Ecclestone]])
*La Ferrari è cresciuta grazie al genio e alla caparbietà di un imprenditore. Poi, da sola, non ce la faceva a crescere, perché la seconda fase, quella della crescita e del consolidamento, è diversa da quella della creazione di azienda. È un po' quello che succede nel Nord Est. Crescere è soprattutto una questione di mentalità e di organizzazione. ([[Luca Cordero di Montezemolo]])
*La Ferrari è il centro del mondo, nel bene e nel male. ([[Fabrizio Barbazza]])
*La Ferrari è sempre un ciclone che rischia di travolgere tutto e tutti. ([[Carlo Marincovich]])
*La Ferrari paga un prezzo alto per il fatto di essere a Maranello, in Italia anziché in Inghilterra. Vede, in Inghilterra c'è un triangolo magico intorno a Londra, è il triangolo d'oro della F.1, delle corse, della meccanica. Lì non ci sono soltanto scuderie, c'è tutto. Ci sono idee, invenzioni, intuizioni che circolano. Tutti coloro che lavorano in F.1 si incontrano al bar, al ristorante, e anche se non parlano, se non fanno le spie, e non lo fanno, però chiunque ne capisca è in grado di annusare qualcosa, di capire in che direzione si sta muovendo una squadra anziché un'altra. Insomma, si annusa sempre quello che c'è nell'aria. A Maranello no: non annusi niente, perché la Ferrari è sola. E se fosse a Milano sarebbe la stessa cosa. La vera isola è l'Italia non l'Inghilterra. ([[Eddie Irvine]])
*La rossa detiene il primato nella storia dell'automobilismo sotto tutti i punti di vista, anche nei media. Per altri team di F1 in Italia "non c'è trippa per gatti". ([[Piercarlo Ghinzani]])
*Mi accorsi definitivamente che il mio destino si doveva incrociare con quello della scuderia di Maranello. L'attenzione dei tifosi, quella atmosfera speciale che ti circonda, il senso di entrare a far parte della storia dell'automobile mi presero come una malattia, una febbre che saliva di giorno in giorno. ([[Jean Alesi]])
*{{NDR|«[...] una F1 senza Ferrari potrebbe esistere?»}} No, è un binomio inseparabile. ([[Stefano Domenicali]])
*Noi non perdoniamo niente a nessuno, quindi fate bene a non perdonare niente anche alla Ferrari. ([[Enzo Ferrari]])
*Non tutti gli italiani tifano per la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], mentre tutti gli italiani e il cinquanta per cento dei non italiani tifano Ferrari. ([[Gianni Agnelli]])
*Ogni lunedì, in ogni parte del mondo, gli appassionati cercano il rosso, il colore del cuore e del motorismo. ([[Jacky Ickx]])
*{{NDR|«Perché la Ferrari apre le porte ai piloti stranieri e le tiene chiuse agli italiani?»}} Perché gli italiani sono tendenzialmente esterofili e non hanno una grande considerazione dei loro meriti, delle loro risorse. Io ho vissuto in prima persona questo modo di pensare e di agire, nel 1992, quando alla Ferrari il mio compagno era Jean Alesi [...]. Jean non era un personaggio facile. Eppure la squadra preferiva confrontarsi con lui e non con chi parlava la stessa lingua. Se c'era qualcosa da decidere, una modifica da adottare, decideva lui. ([[Ivan Capelli]])
*Qualsiasi pilota italiano post-Ascari che ha provato o proverà a rivincere il mondiale lo ha fatto e lo farà non grazie alla Ferrari, ma malgrado la Ferrari. È stato così per Alboreto, dalle ali tarpate per virus tecnici aziendali, è andata in questo modo per Patrese, prima corteggiato e poi non preso dalla Rossa, e sarà così per chiunque altro che riuscirà a farsi strada, di certo non potendo contare, almeno a corto raggio, sull'aiuto concreto del Cavallino. Ed è tabù parlarne, perche farlo vuol dire toccare concetti scomodini. Pertanto, piano quando si parla di Nazionale Rossa. ([[Mario Donnini]])
[[File:Tifosi GP Monza 1996.jpg|thumb|upright=1.2|Tifosi della Scuderia Ferrari al Gran Premio d'Italia 1996: «Quando ero alla Ferrari, non era un lavoro, era una missione che ti assorbiva completamente. Uscivi dall'ufficio, andavi al bar a prendere un caffè e il barista ti chiedeva: allora, questa Ferrari, vinciamo o no? Andavi al ristorante e trovavi il tifoso o il cameriere che chiedevano: vinciamo la prossima gara? E via di questo passo. Aprivi il giornale la mattina e c'era un articolo tutti i giorni sulla Ferrari» (Andrea Stella).]]
*Quando ero alla Ferrari, non era un lavoro, era una missione che ti assorbiva completamente. Uscivi dall'ufficio, andavi al bar a prendere un caffè e il barista ti chiedeva: allora, questa Ferrari, vinciamo o no? Andavi al ristorante e trovavi il tifoso o il cameriere che chiedevano: vinciamo la prossima gara? E via di questo passo. Aprivi il giornale la mattina e c'era un articolo tutti i giorni sulla Ferrari. ([[Andrea Stella (ingegnere)|Andrea Stella]])
*Quando sei un pilota di F1, ci sono due cose che si desiderano sempre: una è diventare campione del Mondo e l'altra è guidare per la Ferrari. ([[Robert Kubica]])
*Rispetto agli altri team di F1 la casa di Maranello sembrava la Nasa, con quella pista pazzesca controllata centimetro per centimetro dalla Tv a circuito chiuso che consentiva a Enzo Ferrari (grazie a 10 telecamere fisse) di osservare, registrare e rivedere mille volte il comportamento di pilota e macchina in ogni metro della pista rimanendo comodamente seduto in poltrona. ([[Niki Lauda]])
*Se alla Ferrari approdi nel momento sbagliato e sei italiano hai ottime probabilità di bruciarti la carriera. ([[Ivan Capelli]])
*Stare alla Ferrari era una specie di inferno dove sembrava di picchiare la testa contro un muro di mattoni, ma non importava perché era il più bel muro del mondo. ([[Phil Hill]])
*{{NDR|A proposito delle prestazioni della Ferrari nella stagione 2020}} Vedere la Ferrari al quinto posto nel Campionato costruttori è solo doloroso. ([[Martin Brundle]])
===[[Fernando Alonso]]===
*Guidare una monoposto del Cavallino Rampante rappresenta un sogno per tutti quelli che fanno questo mestiere.
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} La Ferrari non mi ha mai cercato, ma io preferisco correre con un'altra squadra e battere le rosse. Ho l'impressione che la Ferrari sia sempre leggermente favorita rispetto alle altre scuderie.
*Non credo che nessun pilota rifiuterà mai un'offerta della Ferrari.
===[[Mattia Binotto]]===
*Ho sempre detto che in Ferrari non ci si lavora, ma ci si vive.
*La pressione... beh, se si è la Ferrari ci sarà sempre, è qualcosa che non possiamo cambiare perché fa parte di ciò che questo marchio rappresenta in termini storia, ed è ovvio che ci siano sempre grandi aspettative. Dobbiamo semplicemente convivere con la pressione, perché non scomparirà mai.
*{{NDR|«Ci sono stati momenti particolarmente difficili da quando sei al timone della Scuderia Ferrari?»}} Ogni singolo giorno.
===[[Charles Leclerc]]===
*{{NDR|«Si ricorda della prima volta che ha messo piede a Maranello?»}} Benissimo, ero con Jules {{NDR|Bianchi}}. Lui non era ancora in F1, io giovanissimo lo aspettavo fuori dal cancello della pista di Fiorano. Lo stavano intervistando, io dovevo restare fuori perché non avevo il pass. Fissavo quel cancello nella speranza che un giorno sarei potuto entrare. Adesso lo attraverso spesso.
*{{NDR|Sul correre per la Ferrari}} Da piccolo, quando guardavo il Gran Premio {{NDR|di Monaco}}, cercavo sempre la macchina rossa non so perché, è sempre stato così. Quando mi guardo che sono in rosso, sono fiero ed è un'emozione speciale.
*{{NDR|Sulla prima visita in Ferrari, da bambino}} Rimasi seduto nel parcheggio per due ore e intanto cercavo di immaginare come fosse l'interno della sede. Nella mente mi figuravo di ammirare una struttura simile a quella vista in ''[[La fabbrica di cioccolato|Charlie e la Fabbrica di Cioccolato]]'', capisci? Con gli Umpa Lumpa che scorrazzavano in giro.
===[[Nigel Mansell]]===
*Ferrari è un mito, qualcosa di magico. Ogni cosa ha un suo stile unico alla Rossa, inavvicinabile dagli altri team. È qualcosa di diverso. Anche il tifo degli appassionati, qualcosa di incondizionato, è come una religione. I colori ti avvolgono e ti conquistano, e questo vale anche per persone che non sono coinvolte al cento per cento nella Formula Uno. Ho sempre avuto l'impressione che qualsiasi persona in Italia, non importa se avesse due o novantadue anni, sapesse perfettamente chi erano i piloti della Scuderia Ferrari e come stavano andando!
*La differenza tra la Scuderia Ferrari e gli altri team è che a Maranello sei parte di una famiglia, e questa cosa si sente davvero. È sufficiente che tu esca dalla corsia box con i colori della Casa del Cavallino ed automaticamente fai parte della sua storia e del suo mito. Questo è davvero unico. Sono sensazioni che percepisci e ti entrano dritto nel cuore e lì rimangono per sempre.
*Quando penso alla Casa del Cavallino penso anche al profondo rispetto, al senso di appartenenza, a delle relazioni che rimangono forti nel tempo, perché essere stato nella storia della Scuderia è qualcosa di distintivo per un pilota. [...] Ecco, questo è davvero qualcosa di speciale, quello che si vive alla Ferrari non subisce il trascorrere del tempo, è sempre attuale.
===[[Carlos Sainz Jr.]]===
*{{NDR|«Sappiamo quanto sia speciale guidare una Ferrari, ma c'è stato un momento in cui hai pensato "Oh mio Dio, lo sto facendo davvero"?»}} Il mio primo test a Fiorano [...]. Quando mi sono visto con la tuta rossa e sono saltato nella macchina rossa... ho visto mio padre che era lì con me quel giorno molto emozionato. Poi si è asciugato una lacrima quando stavo per uscire dal box, è un ricordo che non dimenticherò mai. E poi, sì, la prima Monza [...], vedere così tanto rosso e sentire che tutti cantavano e urlavano il tuo nome. È qualcosa che mi rimarrà impresso per sempre, qualcosa che un giorno potrò raccontare ai miei nipoti.
*In Ferrari è diverso perché i tifosi sono veramente appassionati e pazzi per la F1 e la squadra. Si tratta di qualcosa che non ho mai vissuto prima. Ho visto gente impazzire per me in Spagna, ma qui puoi vedere che i tifosi sono pazzi per qualcosa di più grande di te. È come se tu avessi il compito di rendere orgoglioso tutto il marchio, tutto il paese. Non te stesso o il pubblico. Hai il compito di portare il Cavallino in alto. È come giocare per una squadra nazionale: stai rappresentando l'Italia quando guidi per la Ferrari.
*La Ferrari è un posto fantastico. In ogni circuito in cui vai ci sono i tifosi, hai più supporto di qualsiasi altro pilota, ogni gara ti fa sentire quasi come a casa tua per la quantità di supporto che ricevi da tutti i tifosi della Ferrari nel mondo. È vero che è anche impegnativo, è una squadra molto impegnativa dal punto di vista mentale, perché c'è più pressione in giro.
*Sono molto orgoglioso. Soprattutto venire in una squadra come la Ferrari, indossare il Rosso ogni fine settimana, non lo do per scontato, perché so quanto è difficile e quanto ha significato, quanto mi è costato arrivare qui, quanto ho dovuto sacrificare e lottare per questo.
===[[Leo Turrini]]===
*Alla fine della stagione '95 – quando circolava la notizia dell'arrivo di Michael Schumacher a Maranello – avevamo aperto il centralino della redazione di Bologna del ''Resto del Carlino'' per conoscere, nella terra della Ferrari, il parere degli appassionati. Ebbene, ricordo che il novanta percento delle telefonate auspicava che la Ferrari rinunciasse al pilota tedesco, fresco di due Mondiali con la Benetton, per tenere Jean Alesi che da anni si sbatteva vanamente su una vettura del Cavallino Rampante. [...] così è in Italia, la macchina – intesa come Ferrari – prevale da sempre su qualunque pilota. [...] All'estero l'appassionato probabilmente tifa per il pilota e non per la macchina, perchè non c’è la squadra bandiera com'è per l'Italia la Ferrari.
*È molto semplice: per me la Ferrari è una categoria dello spirito.
*La Ferrari è una ossessione. Fine delle trasmissioni.
*Per storia e per tradizione, il Cavallino è "obbligato" a vincere, qualunque sia lo spessore della concorrenza: non esiste complesso di inferiorità in pista, per la Signora della Velocità.
===[[Frédéric Vasseur]]===
*Avverti la potenza del marchio solo quando entri in Ferrari, quando sei fuori, è un po' diverso. [...] La prima volta che arrivi al cancello e trovi fuori i tifosi sin dal mattino, è qualcosa di super strano. [...] Ovunque vai nel mondo, in ogni singolo circuito del mondiale, almeno la metà dei fan sono nostri tifosi. [...] quando abbiamo vinto a Monza e i meccanici sono tornati all'una di notte, hanno trovato i tifosi ad aspettarli. Un qualcosa di insolito nel nostro settore, forse succede solo nel calcio.
*La Ferrari è il miglior esempio del fatto che si può essere molto orgogliosi del proprio passato, ma contemporaneamente guardare al futuro. Fa parte della magia Ferrari.
*Sono un appassionato delle corse, in vita mia non ho fatto altro, e la sfida che ho raccolto è la più affascinante del paddock, guidare la Scuderia Ferrari. L'entusiasmo e la passione sono ovunque, è incredibile! A volte l'eccesso di entusiasmo che sta intorno alla squadra è un po' difficile da gestire, perché bisogna tenere le persone con i piedi per terra, calme in modo che riescano a lavorare bene. La squadra ha uno spirito latino e questo amplifica tutte le emozioni.
==Voci correlate==
*[[Controversia sullo spionaggio in Formula 1 del 2007]]
*[[Enzo Ferrari]]
*[[Ferrari]]
*[[Formula 1]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Aziende italiane]]
[[Categoria:Società sportive]]
[[Categoria:Sport in Italia]]
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Danyele
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Citazioni sulla '''Scuderia Ferrari'''.
==Citazioni==
*Anche per la Ferrari i successi sono sempre stati strettamente legati alle capacità dei piloti. Ho potuto seguire i campionati dalla metà degli anni '60 in poi e ricordo John Surtees, campione mondiale nel motociclismo, iridato nel 1964 con la Ferrari Formula 1, un vero fuoriclasse che abbandonando Maranello ha relegato la Scuderia a non vincere più per dieci anni, fino a quando Enzo Ferrari ha avuto l'intuizione di ingaggiare un giovane talentuoso: Niki Lauda. Così il Cavallino Rampante è ritornato al successo, fino a quando anche l'austriaco abbandona e sull'onda di Lauda arriva un altro solo mondiale con Jody Scheckter nel 1979 e poi nulla più, fino all'arrivo di Michael Schumacher. Questa a ben guardare è la storia dei Mondiali della Ferrari, una storia con tanti anni di assenza di successi. ([[Claudio Lombardi]])
*Capii la differenza del correre per Ferrari o per qualsiasi altra scuderia: con gli altri team sei il pilota di una squadra, quando corri per Ferrari sei il pilota di un intero [[Italia|Paese]]. È una sensazione fantastica. ([[Jody Scheckter]])
*Da noi {{NDR|in Italia}} c'è il fenomeno grandissimo e bellissimo della passione Ferrari, che è stupendo, ma ha anche dei risvolti negativi di un [[Tifo sportivo|tifo]] che vede solamente in una direzione. Questa penso sia una cosa che appartiene al [[Calcio (sport)|calcio]], non all'automobilismo. ([[Gabriele Tarquini]])
*Da quando misi piede a Maranello capii realmente come è formata una scuderia di Formula 1. ([[Carlos Reutemann]])
*Essere alla Ferrari significa far parte di una squadra con un livello superiore di intensità. La F1 è dura, ma la Ferrari lo è ancora di più, perché qualsiasi pilota soffre l'ambiente difficile, perché la Rossa è una [[religione]] in Italia [...]: il pilota è sempre un bersaglio, se la squadra commette un errore, il [[capro espiatorio]] è sempre il pilota, perché la macchina non è mai il problema. ([[Mark Webber]])
*Ferrari è nata per lottare e per vincere. Continuerà sempre a fare il possibile per vincere. ([[Enrique Scalabroni]])
*Ferrari può vincere o può perdere, ma la Ferrari ci sarà sempre. Mentre mi chiedo: fra dieci anni ci sarà ancora la Red Bull nel campo delle corse? Fra dieci anni ci sarà ancora la Mercedes nelle gare? Ferrari c'è sempre stata anche se all'inizio dell'attività Enzo Ferrari ha trovato condizioni meno complesse di quelle in cui si opera oggi, ma ha saputo raggiungere un successo in cui ha trascinato l'immagine dell'Italia intera. ([[Gian Paolo Dallara]])
*Giù le mani dalla Ferrari: di me dite quello che volete. ([[Enzo Ferrari]])
*Guidare per la Ferrari è come stare in un altro mondo, Non avete idea del livello che si raggiunge. Non sei più solo uno sportivo, ma diventi come una rockstar. È incredibile il potere che ti dà l'associazione con il nome Ferrari. Anche adesso, quando vengo in Italia, ancora mangio e bevo gratis in parecchi posti. ([[Eddie Irvine]])
*I piloti italiani non sono avvantaggiati dalla realtà Ferrari che fagocita sponsor, media e interessi. [...] è dura per qualsiasi realtà motoristica italiana. ([[Gabriele Tarquini]])
*Il fatto è che prima di un mondiale, oppure durante le prove delle prime gare di una stagione, tutto dipende dalla propria capacità di bluffare. Ecco, la Ferrari è capace in questo, bluffare. ([[Ron Dennis]])
*Il nazionalismo è una parola che non credo esista nel vocabolario della Ferrari. ([[Piercarlo Ghinzani]])
*Il nostro è un Paese dove tutti gli interessi vanno sulla Ferrari. Il che non è un male, ma se hai tutto l'interesse sul team non si parla poi dei nostri piloti. ([[Jarno Trulli]])
*In Italia manca la cultura del motorsport, qui per essere qualcuno devi correre e vincere con la Ferrari in F.1 o non sei nessuno. [...] Un peccato ma è la dura realtà. ([[Rinaldo Capello]])
*L'ambiguità appartiene alla Ferrari come il motore a dodici cilindri. ([[Niki Lauda]])
*L'Italia è l'unico Paese dove si tifa Ferrari a prescindere da chi la guidi. Altrove contano i piloti. ([[Stefano Domenicali]])
*La F1 è la Ferrari; la Ferrari è la F1. ([[Bernie Ecclestone]])
*La Ferrari è cresciuta grazie al genio e alla caparbietà di un imprenditore. Poi, da sola, non ce la faceva a crescere, perché la seconda fase, quella della crescita e del consolidamento, è diversa da quella della creazione di azienda. È un po' quello che succede nel Nord Est. Crescere è soprattutto una questione di mentalità e di organizzazione. ([[Luca Cordero di Montezemolo]])
*La Ferrari è il centro del mondo, nel bene e nel male. ([[Fabrizio Barbazza]])
*La Ferrari è sempre un ciclone che rischia di travolgere tutto e tutti. ([[Carlo Marincovich]])
*La Ferrari paga un prezzo alto per il fatto di essere a Maranello, in Italia anziché in Inghilterra. Vede, in Inghilterra c'è un triangolo magico intorno a Londra, è il triangolo d'oro della F.1, delle corse, della meccanica. Lì non ci sono soltanto scuderie, c'è tutto. Ci sono idee, invenzioni, intuizioni che circolano. Tutti coloro che lavorano in F.1 si incontrano al bar, al ristorante, e anche se non parlano, se non fanno le spie, e non lo fanno, però chiunque ne capisca è in grado di annusare qualcosa, di capire in che direzione si sta muovendo una squadra anziché un'altra. Insomma, si annusa sempre quello che c'è nell'aria. A Maranello no: non annusi niente, perché la Ferrari è sola. E se fosse a Milano sarebbe la stessa cosa. La vera isola è l'Italia non l'Inghilterra. ([[Eddie Irvine]])
*La rossa detiene il primato nella storia dell'automobilismo sotto tutti i punti di vista, anche nei media. Per altri team di F1 in Italia "non c'è trippa per gatti". ([[Piercarlo Ghinzani]])
*Mi accorsi definitivamente che il mio destino si doveva incrociare con quello della scuderia di Maranello. L'attenzione dei tifosi, quella atmosfera speciale che ti circonda, il senso di entrare a far parte della storia dell'automobile mi presero come una malattia, una febbre che saliva di giorno in giorno. ([[Jean Alesi]])
*{{NDR|«[...] una F1 senza Ferrari potrebbe esistere?»}} No, è un binomio inseparabile. ([[Stefano Domenicali]])
*Noi non perdoniamo niente a nessuno, quindi fate bene a non perdonare niente anche alla Ferrari. ([[Enzo Ferrari]])
*Non tutti gli italiani tifano per la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], mentre tutti gli italiani e il cinquanta per cento dei non italiani tifano Ferrari. ([[Gianni Agnelli]])
*Ogni lunedì, in ogni parte del mondo, gli appassionati cercano il rosso, il colore del cuore e del motorismo. ([[Jacky Ickx]])
*{{NDR|«Perché la Ferrari apre le porte ai piloti stranieri e le tiene chiuse agli italiani?»}} Perché gli italiani sono tendenzialmente esterofili e non hanno una grande considerazione dei loro meriti, delle loro risorse. Io ho vissuto in prima persona questo modo di pensare e di agire, nel 1992, quando alla Ferrari il mio compagno era Jean Alesi [...]. Jean non era un personaggio facile. Eppure la squadra preferiva confrontarsi con lui e non con chi parlava la stessa lingua. Se c'era qualcosa da decidere, una modifica da adottare, decideva lui. ([[Ivan Capelli]])
*Perché, in fin dei conti, la Ferrari continua ad essere la Ferrari. Anche perdendo, soprattutto perdendo. Un mondo a parte, una principessa da salvare. ([[Giorgio Terruzzi]])
*Qualsiasi pilota italiano post-Ascari che ha provato o proverà a rivincere il mondiale lo ha fatto e lo farà non grazie alla Ferrari, ma malgrado la Ferrari. È stato così per Alboreto, dalle ali tarpate per virus tecnici aziendali, è andata in questo modo per Patrese, prima corteggiato e poi non preso dalla Rossa, e sarà così per chiunque altro che riuscirà a farsi strada, di certo non potendo contare, almeno a corto raggio, sull'aiuto concreto del Cavallino. Ed è tabù parlarne, perche farlo vuol dire toccare concetti scomodini. Pertanto, piano quando si parla di Nazionale Rossa. ([[Mario Donnini]])
[[File:Tifosi GP Monza 1996.jpg|thumb|upright=1.2|Tifosi della Scuderia Ferrari al Gran Premio d'Italia 1996: «Quando ero alla Ferrari, non era un lavoro, era una missione che ti assorbiva completamente. Uscivi dall'ufficio, andavi al bar a prendere un caffè e il barista ti chiedeva: allora, questa Ferrari, vinciamo o no? Andavi al ristorante e trovavi il tifoso o il cameriere che chiedevano: vinciamo la prossima gara? E via di questo passo. Aprivi il giornale la mattina e c'era un articolo tutti i giorni sulla Ferrari» (Andrea Stella).]]
*Quando ero alla Ferrari, non era un lavoro, era una missione che ti assorbiva completamente. Uscivi dall'ufficio, andavi al bar a prendere un caffè e il barista ti chiedeva: allora, questa Ferrari, vinciamo o no? Andavi al ristorante e trovavi il tifoso o il cameriere che chiedevano: vinciamo la prossima gara? E via di questo passo. Aprivi il giornale la mattina e c'era un articolo tutti i giorni sulla Ferrari. ([[Andrea Stella (ingegnere)|Andrea Stella]])
*Quando sei un pilota di F1, ci sono due cose che si desiderano sempre: una è diventare campione del Mondo e l'altra è guidare per la Ferrari. ([[Robert Kubica]])
*Rispetto agli altri team di F1 la casa di Maranello sembrava la Nasa, con quella pista pazzesca controllata centimetro per centimetro dalla Tv a circuito chiuso che consentiva a Enzo Ferrari (grazie a 10 telecamere fisse) di osservare, registrare e rivedere mille volte il comportamento di pilota e macchina in ogni metro della pista rimanendo comodamente seduto in poltrona. ([[Niki Lauda]])
*Se alla Ferrari approdi nel momento sbagliato e sei italiano hai ottime probabilità di bruciarti la carriera. ([[Ivan Capelli]])
*Stare alla Ferrari era una specie di inferno dove sembrava di picchiare la testa contro un muro di mattoni, ma non importava perché era il più bel muro del mondo. ([[Phil Hill]])
*{{NDR|A proposito delle prestazioni della Ferrari nella stagione 2020}} Vedere la Ferrari al quinto posto nel Campionato costruttori è solo doloroso. ([[Martin Brundle]])
===[[Fernando Alonso]]===
*Guidare una monoposto del Cavallino Rampante rappresenta un sogno per tutti quelli che fanno questo mestiere.
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} La Ferrari non mi ha mai cercato, ma io preferisco correre con un'altra squadra e battere le rosse. Ho l'impressione che la Ferrari sia sempre leggermente favorita rispetto alle altre scuderie.
*Non credo che nessun pilota rifiuterà mai un'offerta della Ferrari.
===[[Mattia Binotto]]===
*Ho sempre detto che in Ferrari non ci si lavora, ma ci si vive.
*La pressione... beh, se si è la Ferrari ci sarà sempre, è qualcosa che non possiamo cambiare perché fa parte di ciò che questo marchio rappresenta in termini storia, ed è ovvio che ci siano sempre grandi aspettative. Dobbiamo semplicemente convivere con la pressione, perché non scomparirà mai.
*{{NDR|«Ci sono stati momenti particolarmente difficili da quando sei al timone della Scuderia Ferrari?»}} Ogni singolo giorno.
===[[Charles Leclerc]]===
*{{NDR|«Si ricorda della prima volta che ha messo piede a Maranello?»}} Benissimo, ero con Jules {{NDR|Bianchi}}. Lui non era ancora in F1, io giovanissimo lo aspettavo fuori dal cancello della pista di Fiorano. Lo stavano intervistando, io dovevo restare fuori perché non avevo il pass. Fissavo quel cancello nella speranza che un giorno sarei potuto entrare. Adesso lo attraverso spesso.
*{{NDR|Sul correre per la Ferrari}} Da piccolo, quando guardavo il Gran Premio {{NDR|di Monaco}}, cercavo sempre la macchina rossa non so perché, è sempre stato così. Quando mi guardo che sono in rosso, sono fiero ed è un'emozione speciale.
*{{NDR|Sulla prima visita in Ferrari, da bambino}} Rimasi seduto nel parcheggio per due ore e intanto cercavo di immaginare come fosse l'interno della sede. Nella mente mi figuravo di ammirare una struttura simile a quella vista in ''[[La fabbrica di cioccolato|Charlie e la Fabbrica di Cioccolato]]'', capisci? Con gli Umpa Lumpa che scorrazzavano in giro.
===[[Nigel Mansell]]===
*Ferrari è un mito, qualcosa di magico. Ogni cosa ha un suo stile unico alla Rossa, inavvicinabile dagli altri team. È qualcosa di diverso. Anche il tifo degli appassionati, qualcosa di incondizionato, è come una religione. I colori ti avvolgono e ti conquistano, e questo vale anche per persone che non sono coinvolte al cento per cento nella Formula Uno. Ho sempre avuto l'impressione che qualsiasi persona in Italia, non importa se avesse due o novantadue anni, sapesse perfettamente chi erano i piloti della Scuderia Ferrari e come stavano andando!
*La differenza tra la Scuderia Ferrari e gli altri team è che a Maranello sei parte di una famiglia, e questa cosa si sente davvero. È sufficiente che tu esca dalla corsia box con i colori della Casa del Cavallino ed automaticamente fai parte della sua storia e del suo mito. Questo è davvero unico. Sono sensazioni che percepisci e ti entrano dritto nel cuore e lì rimangono per sempre.
*Quando penso alla Casa del Cavallino penso anche al profondo rispetto, al senso di appartenenza, a delle relazioni che rimangono forti nel tempo, perché essere stato nella storia della Scuderia è qualcosa di distintivo per un pilota. [...] Ecco, questo è davvero qualcosa di speciale, quello che si vive alla Ferrari non subisce il trascorrere del tempo, è sempre attuale.
===[[Carlos Sainz Jr.]]===
*{{NDR|«Sappiamo quanto sia speciale guidare una Ferrari, ma c'è stato un momento in cui hai pensato "Oh mio Dio, lo sto facendo davvero"?»}} Il mio primo test a Fiorano [...]. Quando mi sono visto con la tuta rossa e sono saltato nella macchina rossa... ho visto mio padre che era lì con me quel giorno molto emozionato. Poi si è asciugato una lacrima quando stavo per uscire dal box, è un ricordo che non dimenticherò mai. E poi, sì, la prima Monza [...], vedere così tanto rosso e sentire che tutti cantavano e urlavano il tuo nome. È qualcosa che mi rimarrà impresso per sempre, qualcosa che un giorno potrò raccontare ai miei nipoti.
*In Ferrari è diverso perché i tifosi sono veramente appassionati e pazzi per la F1 e la squadra. Si tratta di qualcosa che non ho mai vissuto prima. Ho visto gente impazzire per me in Spagna, ma qui puoi vedere che i tifosi sono pazzi per qualcosa di più grande di te. È come se tu avessi il compito di rendere orgoglioso tutto il marchio, tutto il paese. Non te stesso o il pubblico. Hai il compito di portare il Cavallino in alto. È come giocare per una squadra nazionale: stai rappresentando l'Italia quando guidi per la Ferrari.
*La Ferrari è un posto fantastico. In ogni circuito in cui vai ci sono i tifosi, hai più supporto di qualsiasi altro pilota, ogni gara ti fa sentire quasi come a casa tua per la quantità di supporto che ricevi da tutti i tifosi della Ferrari nel mondo. È vero che è anche impegnativo, è una squadra molto impegnativa dal punto di vista mentale, perché c'è più pressione in giro.
*Sono molto orgoglioso. Soprattutto venire in una squadra come la Ferrari, indossare il Rosso ogni fine settimana, non lo do per scontato, perché so quanto è difficile e quanto ha significato, quanto mi è costato arrivare qui, quanto ho dovuto sacrificare e lottare per questo.
===[[Leo Turrini]]===
*Alla fine della stagione '95 – quando circolava la notizia dell'arrivo di Michael Schumacher a Maranello – avevamo aperto il centralino della redazione di Bologna del ''Resto del Carlino'' per conoscere, nella terra della Ferrari, il parere degli appassionati. Ebbene, ricordo che il novanta percento delle telefonate auspicava che la Ferrari rinunciasse al pilota tedesco, fresco di due Mondiali con la Benetton, per tenere Jean Alesi che da anni si sbatteva vanamente su una vettura del Cavallino Rampante. [...] così è in Italia, la macchina – intesa come Ferrari – prevale da sempre su qualunque pilota. [...] All'estero l'appassionato probabilmente tifa per il pilota e non per la macchina, perchè non c’è la squadra bandiera com'è per l'Italia la Ferrari.
*È molto semplice: per me la Ferrari è una categoria dello spirito.
*La Ferrari è una ossessione. Fine delle trasmissioni.
*Per storia e per tradizione, il Cavallino è "obbligato" a vincere, qualunque sia lo spessore della concorrenza: non esiste complesso di inferiorità in pista, per la Signora della Velocità.
===[[Frédéric Vasseur]]===
*Avverti la potenza del marchio solo quando entri in Ferrari, quando sei fuori, è un po' diverso. [...] La prima volta che arrivi al cancello e trovi fuori i tifosi sin dal mattino, è qualcosa di super strano. [...] Ovunque vai nel mondo, in ogni singolo circuito del mondiale, almeno la metà dei fan sono nostri tifosi. [...] quando abbiamo vinto a Monza e i meccanici sono tornati all'una di notte, hanno trovato i tifosi ad aspettarli. Un qualcosa di insolito nel nostro settore, forse succede solo nel calcio.
*La Ferrari è il miglior esempio del fatto che si può essere molto orgogliosi del proprio passato, ma contemporaneamente guardare al futuro. Fa parte della magia Ferrari.
*Sono un appassionato delle corse, in vita mia non ho fatto altro, e la sfida che ho raccolto è la più affascinante del paddock, guidare la Scuderia Ferrari. L'entusiasmo e la passione sono ovunque, è incredibile! A volte l'eccesso di entusiasmo che sta intorno alla squadra è un po' difficile da gestire, perché bisogna tenere le persone con i piedi per terra, calme in modo che riescano a lavorare bene. La squadra ha uno spirito latino e questo amplifica tutte le emozioni.
==Voci correlate==
*[[Controversia sullo spionaggio in Formula 1 del 2007]]
*[[Enzo Ferrari]]
*[[Ferrari]]
*[[Formula 1]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}}
[[Categoria:Aziende italiane]]
[[Categoria:Società sportive]]
[[Categoria:Sport in Italia]]
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Domenico Cirillo
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[[Immagine:Domenico Maria Leone Cirillo.JPG|thumb|Busto di Domenico Cirillo]]
'''Domenico Cirillo''' (1739 – 1799), medico, entomologo e botanico italiano.
==Citazioni di Domenico Cirillo==
*L'esercizio della carità, gli effetti de' pronti soccorsi contro la fame, la nudità, il freddo, e le atroci e distruttrici malattie, formano la gioia dell'uomo veramente nato per giovare alla [[Società]]. (Domenico Cirillo, prefazione a ''Discorsi accademici'', Filema Edizioni, 1997)
*Lo spirito di tristezza che regna ne' miei scritti disgusterà tutti quelli che vogliono occuparsi delle bagattelle che rallegrano, e sfuggono la tristezza che annoia, e la malinconia che umilia l'orgoglio dell'uomo. (Domenico Cirillo, prefazione a ''Discorsi accademici'', Filema Edizioni, 1997)
*Pochi individui risentono quel [[piacere]] inesprimibile che le altrui miserie inspirano. Pochi sanno amare l'[[uomo]], diventato rispettabile per le sue disavventure. Si crede per contrario fanatismo, e stravaganza il godere nella contemplazione delle disgrazie, de' torti, del isprezzo che l'opulenza, l'oppressione, l'avarizia fanno risentire alla Classe delle buone, oneste ed innocenti creature. Soccorrere la languente umanità, sollevarla nelle sue miserie, e diventare l'immediato istromento dell'altrui felicità, è stato sempre per me il massimo di tutt'i piaceri. L'esercizio della carità, gli effetti de' pronti soccorsi contro la fame, la nudità, il freddo, e le atroci e distruttrici malattie, formano la gioia dell'uomo veramente nato per giovare alla Società... (prefazione a ''Discorsi accademici'', L'anno 1799, p. 4)
*Quando il generale Championnet venne a Napoli, mi fece chiamare e mi designò come uno dei membri del Governo Provvisorio, ch'egli stava per stabilire. Il giorno dopo gl'inviai una lettera, e rassegnai formalmente l'impiego, e non lo vidi più. Durante tre mesi, io non feci altro che aiutare col mio proprio denaro e con quello di alcuni amici caritatevoli il gran numero di [poveri] esistenti nella città. Io indussi tutti i medici, chirurgi ed associazione ad andare in giro a visitare gl'infermi poveri, che non avevano modo di curare i loro malanni. Da questo periodo, Barial venne a stabilire il nuovo governo, ed insistette perché io accettassi un posto nella Commissione legislativa. Io ricusai due o tre volte; ed in fine fui minacciato e forzato. Che cosa potevo fare, e in che modo, e che cosa potevo opporre? Tuttavia, nel breve tempo di questa amministrazione, io non feci mai un giuramento contro il re, né scrissi né mai dissi una sola parola offensiva contro alcuno della Famiglia Reale, né comparsi in alcuna delle pubbliche cerimonie, né venni ad alcun pubblico banchetto, né vestii l'uniforme nazionale: non maneggiai danaro pubblico, e i soli cento ducati in carta che mi dettero, furono distribuiti ai poveri. Le poche leggi, votate in quel tempo, furono soltanto quelle che potevano riuscire benefiche al popolo... (da ''Lettera a Lady Hamilton del 3 luglio 1799''; citata in B. Croce, ''La Rivoluzione napoletana del 1799: biografie, racconti, ricerche'', terza edizione aumentata, Bari, Laterza, 1912, pp. 252-53)
*Recherà forse non poca maraviglia come in mezzo a tante Dissertazioni che spirano di morte, orrore, e desolazione, abbia potuto trovar luogo un ragionamento intorno alle virtù morali dell'[[Asino]]. (Domenico Cirillo, prefazione a ''Discorsi accademici'', Filema Edizioni, 1997)
==''Discorsi accademici''==
===[[Incipit]]===
La morte del cavaliere [[Gaetano Filangieri]].<br>La dolce pace della vita oscura inondava il mio cuore, la tranquilla meditazione sospendeva nel mio eterno le passioni più vive. Riposava lo spirito sempre oppresso da tetri oggetti, e sempre occupato a riflettere alle miserie della umanità. In questi momenti si presentano a me due rispettabili amici, del numero di quelli, che la natura ha destinati alla grande opera della beneficenza, della classe di quelle anime sensibili, che cercano il dolore altrui per farselo proprio, ed altro non desiderano, che incontrare le amarezze, e le lagrime, per iscemarne il peso agl'infelici che soffrono.
===Citazioni===
*I moti rapidi ed inquieti degli [[Occhio|occhi]], uniti alle lagrime involontarie e taciturne, sono i più sicuri attestati della sensibilità, e della compassione. (p. 19)
*Il [[delitto]] che la mente nasconde, li trasparisce sul viso. (p. 19)
*La [[gratitudine]] nudrisce la sensibilità, ed anima la beneficenza. (p. 21)
*La [[sensibilità]], a creder mio, è l'idea dispiacevole del bisogno, in cui si trova il nostro simile; e nel tempo stesso la compiacenza che nasce dalla sicurezza di poterlo soccorrere. (p. 21)
*Vedendo la tenera età, per la sua naturale debolezza, esposta a qualunque sinistro accidente, noi sentiamo l'animo portato ad allontanare dal delicato ed innocente fanciullo, qualunque danno, e qualunque avversità. (p. 21)
*Tutto è in un movimento continuo sopra la Terra. Niente conserva una forma costante, e fissa, e le nostre [[Affetto|affezioni]], che si attaccano alle cose esterne, passano e cangiano necessariamente come quelle. (p. 35)
*Senza [[Moto (fisica)|moto]] la vita non è che un letargo; se il moto è ineguale o troppo forte, risveglia. (p. 37)
*Un assoluto [[silenzio]] conduce alla tristezza. Egli offre una immagine della morte. (p. 37)
*Più un Contemplatore ha l'anima sensibile, più si abbandona all'estasi, che risveglia in lui questo accordo. (p. 44)
*Il primo Speziale fu [[Adamo]]; imperciocché non è facile immaginarsi un giardino meglio assortito di piante, che quello dell'[[Giardino dell'Eden|Eden]]. (p. 47)
*La [[Svizzera]] intera non è, per così dire, che una gran Città, le di cui strade larghe e lunghe più che quella di S. Antonio, sono seminate di foreste, tagliate da montagne, le cui case sparse, e isolate non comunicano fra loro, che per mezzo di giardini Inglesi. (pp. 56-57)
*Le sensazioni morali che toccano la mente ed innalzano lo spirito dell'uomo, sono l'immediato effetto della meditazione, e queste sole ci conducono nel seno della vera felicità. (p. 145)
*La bianca, e silenziosa neve, che ricoprendo le orride rupi di [[Meillerie]] nel più rigido inverno, accresceva il pacifico riposo della solitudine, ed il languido lume della fredda Luna sul placido Lago di Ginevra, animarono la fervida penna di [[Jean-Jacques Rousseau|Gian Giacomo]], ond'egli scrivendo vivamente dipinse le passioni, e rappresentando la natura ne superò le bellezze. Questo sublime filosofo terminò la sua carriera nello studio delle Piante. (p. 146)
*Senza le notturne ispirazioni della solitaria notte, sarebbero prive le lettere de' tristi e grandiosi sentimenti di [[Edward Young|Young]], e l'amore dell'umanità non avrebbe acquistato gli ornamenti dell'entusiasmo, e le sorprendenti vaghezze della sensibilità. (p. 146)
*I tratti originali del poema di [[Ossian]] altro non sono, che il bello della natura descritto dalla semplicità, e dettato nella solitudine. (p. 146)
*Le [[Alpi]] adorne de' più vaghi tesori della natura, presentando ne' loro inaccessibili dirupi un sicuro asilo alla contemplazione, mutarono in Poeta il grande Allero. (p. 146)
*Ed io trovo che il gran Rousseau avea ben ragione di esclamare, parlando degli Uomini: ''Disgraziato colui, a chi è toccato in sorte di avere un'anima sensibile!'' (p. 161)
*Il sodo giudizio, e la costanza nelle risoluzioni, sono innegabili meriti della razza [[Asino|Asinina]].
*Bastonate un Ciuccio quanto volete, non vi darà mai alcun segno di risentimento; cercate con freno, con sproni, colla voce di farlo uscire di strada già presa, tutto sarà inutile, riuscirà vano ogni sforzo; perché conosce l'Asino meglio di noi per quale strada deve camminare, e sa che non bisogna lasciar mai il certo, per tentar l'incerto. ''Gode del presente, e del futuro spera''. (p. 161)
*L'età rallenta, ed ammorza il fisico, e la lunga sperienza ci rende saggi. (p. 161)
*L'Asino è stato a noi accordato come l'istrumento più necessario, e come la guida indispensabile, per l'acquisto della virtù, e del sapere. (p. 164)
*Il Ciuccio è l'unico tra tutta la razza de' quadrupedi, capace di portare con inalterabile coraggio i suoi passi sulle più orride, erte, e ruinose montagne, dove niuno generoso Cavallo, o niun altro animale agilissimo ardisce di ascendere. (p. 165)
*L'Asino colla sua pazienza, colla sua tolleranza, e colla fermezza della sua risoluzione, mentre guida l'uomo inesperto, e lo spinge dove la virtù soggiorna, lo port'a traverso, e lo fa passare senza timore di sorpresa, o di seduzione, in mezzo alle delizie che snervano, ed alle dissolutezze, che deviano. (p. 165)
*Se [[Cebete Tebano]] nella sua famosa Tavola, si fosse ricordato delle maravigliose proprietà del Ciuccio, avrebbe contato per niente il Vizio che trasportava l'Uomo lontano dal cammino della virtù, e la Falsa Erudizione, che confondendo la mente, allontanava ognuno dalla vera scienza, e dal vero sapere. (p. 165)
*Parlate voi o Asini delle due Sicilie, dite quante volte calcando il vostro pazientissimo dorso, ci avete condotto tra i vaghi Tesori di Flora, e tra i molto istruttivi orrori di Vulcano. Senza di voi ci sarebbero incognite le più rare, ed utili piante de' nostri [[Appennini]], e le stupende [[Etna|Etnee]], e [[Vesuvio|Vesuviane]] voragini. (pp. 165-166)
*Chi è quel vivente, o Signori, che possa più da vicino rappresentarci l'idea della Disgrazia, ed il Prototipo dell'Avversità educatrice, e posseditrice della Virtù? Al solo Asino dobbiamo ricorrere, e nel Ciuccio solo la troveremo. (p. 166)
*Beato dunque quell'uomo, a cui potesse toccare in sorte, di essere sotto l'educazione d'un Filosofo delle Asinesche virtù pienamente dotato. La pazienza oscurerebbe l'orgoglio, la posatezza nel giudizio cancellerebbe la frivolità, e la leggerezza; e la costanza in tutte le sue zioni, ci farebbe condurre a felice termine le più ardue imprese. (p. 167)
===[[Explicit]]===
Sarà dunque, o Signori, sempre degno delle filosofiche contemplazioni lo studio del Ciuccio, perché se una volta arriveremo a conoscerne i grandi attributi, con accrescere le lodi di questo Eroico Vivente, ci avvicineremo sempre più al possesso delle sue rare virtù.
==Citazioni su Domenico Cirillo==
*Cirillo è uno di quei pochi, pochi sempre, pochi in ogni luogo, che in mezzo ad una rivoluzione non amano che il bene pubblico. Non è questo il più sublime elogio che si possa formare di un cittadino e di un uomo? Io era secolui nelle carceri Hamilton e lo stesso [[Horatio Nelson|Nelson]], a' quali avea più volte prestato i soccorsi della sua scienza voleano salvarlo. Egli ricusò una grazia che gli sarebbe costato una viltà. ([[Vincenzo Cuoco]])
*Domenico Cirillo, medico e naturalista, il cui nome suonava onoratamente in tutta l'Europa, non isfuggì il destino di chi ben ebbe amato in tempi tanto sinistri. Richiesto una prima volta di entrare nelle cariche repubblicane, aveva negato perché gl'incresceva l'allontanarsi dalle sue lucubrazioni tanto gradite di scienze benefiche e consolatorie. Gli fecero una seconda volta suonare agli orecchi il nome e la necessità della patria. Lasciossi, come buon cittadino, piegare a queste novelle esortazioni. ([[Carlo Botta]])
*La dottrina l'ornava, la virtù l'illustrava, la canizie il rendeva venerando. Ma i carnefici non si rimanevano, perché il tempo era venuto che una illusione proveniente da fonte buona coll'estremo sangue si punisse, ed alla virtù vera non si perdonasse. Se gli offerse la grazia, purché la domandasse, non perché virtuoso, dotto e da tutto il mondo onorato fosse, ma perché aveva servito della sua arte [[Horatio Nelson|Nelson]] ed [[Emma Hamilton|Emma Liona]]. Rispose sdegnato, non voler domandar grazia ai tiranni, e poiché i suoi fratelli morivano, voler morire ancor esso; né desiderio alcuno portar con se di un mondo che andava a seconda degli adulteri, dei fedifragi, dei perversi. La costanza medesima che mostrò coi detti, mostrò coi fatti: perì per mano del carnefice, ma perì immacolato e sereno. ([[Carlo Botta]])
==Bibliografia==
*Domenico Cirillo, ''Discorsi accademici'', Filema Edizioni, Napoli, 1997. ISBN 88-86358-18-0
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Cirillo, Domenico}}
[[Categoria:Botanici italiani]]
[[Categoria:Entomologi italiani]]
[[Categoria:Medici italiani]]
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1410064
1410062
2026-04-10T22:01:26Z
Udiki
86035
È di [[Jean-Jacques Rousseau]]: «Senza moto, la vita diventa un letargo. Un moto ineguale o troppo forte tiene svegli»
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wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Domenico Maria Leone Cirillo.JPG|thumb|Busto di Domenico Cirillo]]
'''Domenico Cirillo''' (1739 – 1799), medico, entomologo e botanico italiano.
==Citazioni di Domenico Cirillo==
*L'esercizio della carità, gli effetti de' pronti soccorsi contro la fame, la nudità, il freddo, e le atroci e distruttrici malattie, formano la gioia dell'uomo veramente nato per giovare alla [[Società]]. (Domenico Cirillo, prefazione a ''Discorsi accademici'', Filema Edizioni, 1997)
*Lo spirito di tristezza che regna ne' miei scritti disgusterà tutti quelli che vogliono occuparsi delle bagattelle che rallegrano, e sfuggono la tristezza che annoia, e la malinconia che umilia l'orgoglio dell'uomo. (Domenico Cirillo, prefazione a ''Discorsi accademici'', Filema Edizioni, 1997)
*Pochi individui risentono quel [[piacere]] inesprimibile che le altrui miserie inspirano. Pochi sanno amare l'[[uomo]], diventato rispettabile per le sue disavventure. Si crede per contrario fanatismo, e stravaganza il godere nella contemplazione delle disgrazie, de' torti, del isprezzo che l'opulenza, l'oppressione, l'avarizia fanno risentire alla Classe delle buone, oneste ed innocenti creature. Soccorrere la languente umanità, sollevarla nelle sue miserie, e diventare l'immediato istromento dell'altrui felicità, è stato sempre per me il massimo di tutt'i piaceri. L'esercizio della carità, gli effetti de' pronti soccorsi contro la fame, la nudità, il freddo, e le atroci e distruttrici malattie, formano la gioia dell'uomo veramente nato per giovare alla Società... (prefazione a ''Discorsi accademici'', L'anno 1799, p. 4)
*Quando il generale Championnet venne a Napoli, mi fece chiamare e mi designò come uno dei membri del Governo Provvisorio, ch'egli stava per stabilire. Il giorno dopo gl'inviai una lettera, e rassegnai formalmente l'impiego, e non lo vidi più. Durante tre mesi, io non feci altro che aiutare col mio proprio denaro e con quello di alcuni amici caritatevoli il gran numero di [poveri] esistenti nella città. Io indussi tutti i medici, chirurgi ed associazione ad andare in giro a visitare gl'infermi poveri, che non avevano modo di curare i loro malanni. Da questo periodo, Barial venne a stabilire il nuovo governo, ed insistette perché io accettassi un posto nella Commissione legislativa. Io ricusai due o tre volte; ed in fine fui minacciato e forzato. Che cosa potevo fare, e in che modo, e che cosa potevo opporre? Tuttavia, nel breve tempo di questa amministrazione, io non feci mai un giuramento contro il re, né scrissi né mai dissi una sola parola offensiva contro alcuno della Famiglia Reale, né comparsi in alcuna delle pubbliche cerimonie, né venni ad alcun pubblico banchetto, né vestii l'uniforme nazionale: non maneggiai danaro pubblico, e i soli cento ducati in carta che mi dettero, furono distribuiti ai poveri. Le poche leggi, votate in quel tempo, furono soltanto quelle che potevano riuscire benefiche al popolo... (da ''Lettera a Lady Hamilton del 3 luglio 1799''; citata in B. Croce, ''La Rivoluzione napoletana del 1799: biografie, racconti, ricerche'', terza edizione aumentata, Bari, Laterza, 1912, pp. 252-53)
*Recherà forse non poca maraviglia come in mezzo a tante Dissertazioni che spirano di morte, orrore, e desolazione, abbia potuto trovar luogo un ragionamento intorno alle virtù morali dell'[[Asino]]. (Domenico Cirillo, prefazione a ''Discorsi accademici'', Filema Edizioni, 1997)
==''Discorsi accademici''==
===[[Incipit]]===
La morte del cavaliere [[Gaetano Filangieri]].<br>La dolce pace della vita oscura inondava il mio cuore, la tranquilla meditazione sospendeva nel mio eterno le passioni più vive. Riposava lo spirito sempre oppresso da tetri oggetti, e sempre occupato a riflettere alle miserie della umanità. In questi momenti si presentano a me due rispettabili amici, del numero di quelli, che la natura ha destinati alla grande opera della beneficenza, della classe di quelle anime sensibili, che cercano il dolore altrui per farselo proprio, ed altro non desiderano, che incontrare le amarezze, e le lagrime, per iscemarne il peso agl'infelici che soffrono.
===Citazioni===
*I moti rapidi ed inquieti degli [[Occhio|occhi]], uniti alle lagrime involontarie e taciturne, sono i più sicuri attestati della sensibilità, e della compassione. (p. 19)
*Il [[delitto]] che la mente nasconde, li trasparisce sul viso. (p. 19)
*La [[gratitudine]] nudrisce la sensibilità, ed anima la beneficenza. (p. 21)
*La [[sensibilità]], a creder mio, è l'idea dispiacevole del bisogno, in cui si trova il nostro simile; e nel tempo stesso la compiacenza che nasce dalla sicurezza di poterlo soccorrere. (p. 21)
*Vedendo la tenera età, per la sua naturale debolezza, esposta a qualunque sinistro accidente, noi sentiamo l'animo portato ad allontanare dal delicato ed innocente fanciullo, qualunque danno, e qualunque avversità. (p. 21)
*Tutto è in un movimento continuo sopra la Terra. Niente conserva una forma costante, e fissa, e le nostre [[Affetto|affezioni]], che si attaccano alle cose esterne, passano e cangiano necessariamente come quelle. (p. 35)
*Un assoluto [[silenzio]] conduce alla tristezza. Egli offre una immagine della morte. (p. 37)
*Più un Contemplatore ha l'anima sensibile, più si abbandona all'estasi, che risveglia in lui questo accordo. (p. 44)
*Il primo Speziale fu [[Adamo]]; imperciocché non è facile immaginarsi un giardino meglio assortito di piante, che quello dell'[[Giardino dell'Eden|Eden]]. (p. 47)
*La [[Svizzera]] intera non è, per così dire, che una gran Città, le di cui strade larghe e lunghe più che quella di S. Antonio, sono seminate di foreste, tagliate da montagne, le cui case sparse, e isolate non comunicano fra loro, che per mezzo di giardini Inglesi. (pp. 56-57)
*Le sensazioni morali che toccano la mente ed innalzano lo spirito dell'uomo, sono l'immediato effetto della meditazione, e queste sole ci conducono nel seno della vera felicità. (p. 145)
*La bianca, e silenziosa neve, che ricoprendo le orride rupi di [[Meillerie]] nel più rigido inverno, accresceva il pacifico riposo della solitudine, ed il languido lume della fredda Luna sul placido Lago di Ginevra, animarono la fervida penna di [[Jean-Jacques Rousseau|Gian Giacomo]], ond'egli scrivendo vivamente dipinse le passioni, e rappresentando la natura ne superò le bellezze. Questo sublime filosofo terminò la sua carriera nello studio delle Piante. (p. 146)
*Senza le notturne ispirazioni della solitaria notte, sarebbero prive le lettere de' tristi e grandiosi sentimenti di [[Edward Young|Young]], e l'amore dell'umanità non avrebbe acquistato gli ornamenti dell'entusiasmo, e le sorprendenti vaghezze della sensibilità. (p. 146)
*I tratti originali del poema di [[Ossian]] altro non sono, che il bello della natura descritto dalla semplicità, e dettato nella solitudine. (p. 146)
*Le [[Alpi]] adorne de' più vaghi tesori della natura, presentando ne' loro inaccessibili dirupi un sicuro asilo alla contemplazione, mutarono in Poeta il grande Allero. (p. 146)
*Ed io trovo che il gran Rousseau avea ben ragione di esclamare, parlando degli Uomini: ''Disgraziato colui, a chi è toccato in sorte di avere un'anima sensibile!'' (p. 161)
*Il sodo giudizio, e la costanza nelle risoluzioni, sono innegabili meriti della razza [[Asino|Asinina]].
*Bastonate un Ciuccio quanto volete, non vi darà mai alcun segno di risentimento; cercate con freno, con sproni, colla voce di farlo uscire di strada già presa, tutto sarà inutile, riuscirà vano ogni sforzo; perché conosce l'Asino meglio di noi per quale strada deve camminare, e sa che non bisogna lasciar mai il certo, per tentar l'incerto. ''Gode del presente, e del futuro spera''. (p. 161)
*L'età rallenta, ed ammorza il fisico, e la lunga sperienza ci rende saggi. (p. 161)
*L'Asino è stato a noi accordato come l'istrumento più necessario, e come la guida indispensabile, per l'acquisto della virtù, e del sapere. (p. 164)
*Il Ciuccio è l'unico tra tutta la razza de' quadrupedi, capace di portare con inalterabile coraggio i suoi passi sulle più orride, erte, e ruinose montagne, dove niuno generoso Cavallo, o niun altro animale agilissimo ardisce di ascendere. (p. 165)
*L'Asino colla sua pazienza, colla sua tolleranza, e colla fermezza della sua risoluzione, mentre guida l'uomo inesperto, e lo spinge dove la virtù soggiorna, lo port'a traverso, e lo fa passare senza timore di sorpresa, o di seduzione, in mezzo alle delizie che snervano, ed alle dissolutezze, che deviano. (p. 165)
*Se [[Cebete Tebano]] nella sua famosa Tavola, si fosse ricordato delle maravigliose proprietà del Ciuccio, avrebbe contato per niente il Vizio che trasportava l'Uomo lontano dal cammino della virtù, e la Falsa Erudizione, che confondendo la mente, allontanava ognuno dalla vera scienza, e dal vero sapere. (p. 165)
*Parlate voi o Asini delle due Sicilie, dite quante volte calcando il vostro pazientissimo dorso, ci avete condotto tra i vaghi Tesori di Flora, e tra i molto istruttivi orrori di Vulcano. Senza di voi ci sarebbero incognite le più rare, ed utili piante de' nostri [[Appennini]], e le stupende [[Etna|Etnee]], e [[Vesuvio|Vesuviane]] voragini. (pp. 165-166)
*Chi è quel vivente, o Signori, che possa più da vicino rappresentarci l'idea della Disgrazia, ed il Prototipo dell'Avversità educatrice, e posseditrice della Virtù? Al solo Asino dobbiamo ricorrere, e nel Ciuccio solo la troveremo. (p. 166)
*Beato dunque quell'uomo, a cui potesse toccare in sorte, di essere sotto l'educazione d'un Filosofo delle Asinesche virtù pienamente dotato. La pazienza oscurerebbe l'orgoglio, la posatezza nel giudizio cancellerebbe la frivolità, e la leggerezza; e la costanza in tutte le sue zioni, ci farebbe condurre a felice termine le più ardue imprese. (p. 167)
===[[Explicit]]===
Sarà dunque, o Signori, sempre degno delle filosofiche contemplazioni lo studio del Ciuccio, perché se una volta arriveremo a conoscerne i grandi attributi, con accrescere le lodi di questo Eroico Vivente, ci avvicineremo sempre più al possesso delle sue rare virtù.
==Citazioni su Domenico Cirillo==
*Cirillo è uno di quei pochi, pochi sempre, pochi in ogni luogo, che in mezzo ad una rivoluzione non amano che il bene pubblico. Non è questo il più sublime elogio che si possa formare di un cittadino e di un uomo? Io era secolui nelle carceri Hamilton e lo stesso [[Horatio Nelson|Nelson]], a' quali avea più volte prestato i soccorsi della sua scienza voleano salvarlo. Egli ricusò una grazia che gli sarebbe costato una viltà. ([[Vincenzo Cuoco]])
*Domenico Cirillo, medico e naturalista, il cui nome suonava onoratamente in tutta l'Europa, non isfuggì il destino di chi ben ebbe amato in tempi tanto sinistri. Richiesto una prima volta di entrare nelle cariche repubblicane, aveva negato perché gl'incresceva l'allontanarsi dalle sue lucubrazioni tanto gradite di scienze benefiche e consolatorie. Gli fecero una seconda volta suonare agli orecchi il nome e la necessità della patria. Lasciossi, come buon cittadino, piegare a queste novelle esortazioni. ([[Carlo Botta]])
*La dottrina l'ornava, la virtù l'illustrava, la canizie il rendeva venerando. Ma i carnefici non si rimanevano, perché il tempo era venuto che una illusione proveniente da fonte buona coll'estremo sangue si punisse, ed alla virtù vera non si perdonasse. Se gli offerse la grazia, purché la domandasse, non perché virtuoso, dotto e da tutto il mondo onorato fosse, ma perché aveva servito della sua arte [[Horatio Nelson|Nelson]] ed [[Emma Hamilton|Emma Liona]]. Rispose sdegnato, non voler domandar grazia ai tiranni, e poiché i suoi fratelli morivano, voler morire ancor esso; né desiderio alcuno portar con se di un mondo che andava a seconda degli adulteri, dei fedifragi, dei perversi. La costanza medesima che mostrò coi detti, mostrò coi fatti: perì per mano del carnefice, ma perì immacolato e sereno. ([[Carlo Botta]])
==Bibliografia==
*Domenico Cirillo, ''Discorsi accademici'', Filema Edizioni, Napoli, 1997. ISBN 88-86358-18-0
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Cirillo, Domenico}}
[[Categoria:Botanici italiani]]
[[Categoria:Entomologi italiani]]
[[Categoria:Medici italiani]]
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2026-04-10T22:06:38Z
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Idem: «Un assoluto silenzio porta alla tristezza, offre immagine della morte»
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[[Immagine:Domenico Maria Leone Cirillo.JPG|thumb|Busto di Domenico Cirillo]]
'''Domenico Cirillo''' (1739 – 1799), medico, entomologo e botanico italiano.
==Citazioni di Domenico Cirillo==
*L'esercizio della carità, gli effetti de' pronti soccorsi contro la fame, la nudità, il freddo, e le atroci e distruttrici malattie, formano la gioia dell'uomo veramente nato per giovare alla [[Società]]. (Domenico Cirillo, prefazione a ''Discorsi accademici'', Filema Edizioni, 1997)
*Lo spirito di tristezza che regna ne' miei scritti disgusterà tutti quelli che vogliono occuparsi delle bagattelle che rallegrano, e sfuggono la tristezza che annoia, e la malinconia che umilia l'orgoglio dell'uomo. (Domenico Cirillo, prefazione a ''Discorsi accademici'', Filema Edizioni, 1997)
*Pochi individui risentono quel [[piacere]] inesprimibile che le altrui miserie inspirano. Pochi sanno amare l'[[uomo]], diventato rispettabile per le sue disavventure. Si crede per contrario fanatismo, e stravaganza il godere nella contemplazione delle disgrazie, de' torti, del isprezzo che l'opulenza, l'oppressione, l'avarizia fanno risentire alla Classe delle buone, oneste ed innocenti creature. Soccorrere la languente umanità, sollevarla nelle sue miserie, e diventare l'immediato istromento dell'altrui felicità, è stato sempre per me il massimo di tutt'i piaceri. L'esercizio della carità, gli effetti de' pronti soccorsi contro la fame, la nudità, il freddo, e le atroci e distruttrici malattie, formano la gioia dell'uomo veramente nato per giovare alla Società... (prefazione a ''Discorsi accademici'', L'anno 1799, p. 4)
*Quando il generale Championnet venne a Napoli, mi fece chiamare e mi designò come uno dei membri del Governo Provvisorio, ch'egli stava per stabilire. Il giorno dopo gl'inviai una lettera, e rassegnai formalmente l'impiego, e non lo vidi più. Durante tre mesi, io non feci altro che aiutare col mio proprio denaro e con quello di alcuni amici caritatevoli il gran numero di [poveri] esistenti nella città. Io indussi tutti i medici, chirurgi ed associazione ad andare in giro a visitare gl'infermi poveri, che non avevano modo di curare i loro malanni. Da questo periodo, Barial venne a stabilire il nuovo governo, ed insistette perché io accettassi un posto nella Commissione legislativa. Io ricusai due o tre volte; ed in fine fui minacciato e forzato. Che cosa potevo fare, e in che modo, e che cosa potevo opporre? Tuttavia, nel breve tempo di questa amministrazione, io non feci mai un giuramento contro il re, né scrissi né mai dissi una sola parola offensiva contro alcuno della Famiglia Reale, né comparsi in alcuna delle pubbliche cerimonie, né venni ad alcun pubblico banchetto, né vestii l'uniforme nazionale: non maneggiai danaro pubblico, e i soli cento ducati in carta che mi dettero, furono distribuiti ai poveri. Le poche leggi, votate in quel tempo, furono soltanto quelle che potevano riuscire benefiche al popolo... (da ''Lettera a Lady Hamilton del 3 luglio 1799''; citata in B. Croce, ''La Rivoluzione napoletana del 1799: biografie, racconti, ricerche'', terza edizione aumentata, Bari, Laterza, 1912, pp. 252-53)
*Recherà forse non poca maraviglia come in mezzo a tante Dissertazioni che spirano di morte, orrore, e desolazione, abbia potuto trovar luogo un ragionamento intorno alle virtù morali dell'[[Asino]]. (Domenico Cirillo, prefazione a ''Discorsi accademici'', Filema Edizioni, 1997)
==''Discorsi accademici''==
===[[Incipit]]===
La morte del cavaliere [[Gaetano Filangieri]].<br>La dolce pace della vita oscura inondava il mio cuore, la tranquilla meditazione sospendeva nel mio eterno le passioni più vive. Riposava lo spirito sempre oppresso da tetri oggetti, e sempre occupato a riflettere alle miserie della umanità. In questi momenti si presentano a me due rispettabili amici, del numero di quelli, che la natura ha destinati alla grande opera della beneficenza, della classe di quelle anime sensibili, che cercano il dolore altrui per farselo proprio, ed altro non desiderano, che incontrare le amarezze, e le lagrime, per iscemarne il peso agl'infelici che soffrono.
===Citazioni===
*I moti rapidi ed inquieti degli [[Occhio|occhi]], uniti alle lagrime involontarie e taciturne, sono i più sicuri attestati della sensibilità, e della compassione. (p. 19)
*Il [[delitto]] che la mente nasconde, li trasparisce sul viso. (p. 19)
*La [[gratitudine]] nudrisce la sensibilità, ed anima la beneficenza. (p. 21)
*La [[sensibilità]], a creder mio, è l'idea dispiacevole del bisogno, in cui si trova il nostro simile; e nel tempo stesso la compiacenza che nasce dalla sicurezza di poterlo soccorrere. (p. 21)
*Vedendo la tenera età, per la sua naturale debolezza, esposta a qualunque sinistro accidente, noi sentiamo l'animo portato ad allontanare dal delicato ed innocente fanciullo, qualunque danno, e qualunque avversità. (p. 21)
*Tutto è in un movimento continuo sopra la Terra. Niente conserva una forma costante, e fissa, e le nostre [[Affetto|affezioni]], che si attaccano alle cose esterne, passano e cangiano necessariamente come quelle. (p. 35)
*Più un Contemplatore ha l'anima sensibile, più si abbandona all'estasi, che risveglia in lui questo accordo. (p. 44)
*Il primo Speziale fu [[Adamo]]; imperciocché non è facile immaginarsi un giardino meglio assortito di piante, che quello dell'[[Giardino dell'Eden|Eden]]. (p. 47)
*La [[Svizzera]] intera non è, per così dire, che una gran Città, le di cui strade larghe e lunghe più che quella di S. Antonio, sono seminate di foreste, tagliate da montagne, le cui case sparse, e isolate non comunicano fra loro, che per mezzo di giardini Inglesi. (pp. 56-57)
*Le sensazioni morali che toccano la mente ed innalzano lo spirito dell'uomo, sono l'immediato effetto della meditazione, e queste sole ci conducono nel seno della vera felicità. (p. 145)
*La bianca, e silenziosa neve, che ricoprendo le orride rupi di [[Meillerie]] nel più rigido inverno, accresceva il pacifico riposo della solitudine, ed il languido lume della fredda Luna sul placido Lago di Ginevra, animarono la fervida penna di [[Jean-Jacques Rousseau|Gian Giacomo]], ond'egli scrivendo vivamente dipinse le passioni, e rappresentando la natura ne superò le bellezze. Questo sublime filosofo terminò la sua carriera nello studio delle Piante. (p. 146)
*Senza le notturne ispirazioni della solitaria notte, sarebbero prive le lettere de' tristi e grandiosi sentimenti di [[Edward Young|Young]], e l'amore dell'umanità non avrebbe acquistato gli ornamenti dell'entusiasmo, e le sorprendenti vaghezze della sensibilità. (p. 146)
*I tratti originali del poema di [[Ossian]] altro non sono, che il bello della natura descritto dalla semplicità, e dettato nella solitudine. (p. 146)
*Le [[Alpi]] adorne de' più vaghi tesori della natura, presentando ne' loro inaccessibili dirupi un sicuro asilo alla contemplazione, mutarono in Poeta il grande Allero. (p. 146)
*Ed io trovo che il gran Rousseau avea ben ragione di esclamare, parlando degli Uomini: ''Disgraziato colui, a chi è toccato in sorte di avere un'anima sensibile!'' (p. 161)
*Il sodo giudizio, e la costanza nelle risoluzioni, sono innegabili meriti della razza [[Asino|Asinina]].
*Bastonate un Ciuccio quanto volete, non vi darà mai alcun segno di risentimento; cercate con freno, con sproni, colla voce di farlo uscire di strada già presa, tutto sarà inutile, riuscirà vano ogni sforzo; perché conosce l'Asino meglio di noi per quale strada deve camminare, e sa che non bisogna lasciar mai il certo, per tentar l'incerto. ''Gode del presente, e del futuro spera''. (p. 161)
*L'età rallenta, ed ammorza il fisico, e la lunga sperienza ci rende saggi. (p. 161)
*L'Asino è stato a noi accordato come l'istrumento più necessario, e come la guida indispensabile, per l'acquisto della virtù, e del sapere. (p. 164)
*Il Ciuccio è l'unico tra tutta la razza de' quadrupedi, capace di portare con inalterabile coraggio i suoi passi sulle più orride, erte, e ruinose montagne, dove niuno generoso Cavallo, o niun altro animale agilissimo ardisce di ascendere. (p. 165)
*L'Asino colla sua pazienza, colla sua tolleranza, e colla fermezza della sua risoluzione, mentre guida l'uomo inesperto, e lo spinge dove la virtù soggiorna, lo port'a traverso, e lo fa passare senza timore di sorpresa, o di seduzione, in mezzo alle delizie che snervano, ed alle dissolutezze, che deviano. (p. 165)
*Se [[Cebete Tebano]] nella sua famosa Tavola, si fosse ricordato delle maravigliose proprietà del Ciuccio, avrebbe contato per niente il Vizio che trasportava l'Uomo lontano dal cammino della virtù, e la Falsa Erudizione, che confondendo la mente, allontanava ognuno dalla vera scienza, e dal vero sapere. (p. 165)
*Parlate voi o Asini delle due Sicilie, dite quante volte calcando il vostro pazientissimo dorso, ci avete condotto tra i vaghi Tesori di Flora, e tra i molto istruttivi orrori di Vulcano. Senza di voi ci sarebbero incognite le più rare, ed utili piante de' nostri [[Appennini]], e le stupende [[Etna|Etnee]], e [[Vesuvio|Vesuviane]] voragini. (pp. 165-166)
*Chi è quel vivente, o Signori, che possa più da vicino rappresentarci l'idea della Disgrazia, ed il Prototipo dell'Avversità educatrice, e posseditrice della Virtù? Al solo Asino dobbiamo ricorrere, e nel Ciuccio solo la troveremo. (p. 166)
*Beato dunque quell'uomo, a cui potesse toccare in sorte, di essere sotto l'educazione d'un Filosofo delle Asinesche virtù pienamente dotato. La pazienza oscurerebbe l'orgoglio, la posatezza nel giudizio cancellerebbe la frivolità, e la leggerezza; e la costanza in tutte le sue zioni, ci farebbe condurre a felice termine le più ardue imprese. (p. 167)
===[[Explicit]]===
Sarà dunque, o Signori, sempre degno delle filosofiche contemplazioni lo studio del Ciuccio, perché se una volta arriveremo a conoscerne i grandi attributi, con accrescere le lodi di questo Eroico Vivente, ci avvicineremo sempre più al possesso delle sue rare virtù.
==Citazioni su Domenico Cirillo==
*Cirillo è uno di quei pochi, pochi sempre, pochi in ogni luogo, che in mezzo ad una rivoluzione non amano che il bene pubblico. Non è questo il più sublime elogio che si possa formare di un cittadino e di un uomo? Io era secolui nelle carceri Hamilton e lo stesso [[Horatio Nelson|Nelson]], a' quali avea più volte prestato i soccorsi della sua scienza voleano salvarlo. Egli ricusò una grazia che gli sarebbe costato una viltà. ([[Vincenzo Cuoco]])
*Domenico Cirillo, medico e naturalista, il cui nome suonava onoratamente in tutta l'Europa, non isfuggì il destino di chi ben ebbe amato in tempi tanto sinistri. Richiesto una prima volta di entrare nelle cariche repubblicane, aveva negato perché gl'incresceva l'allontanarsi dalle sue lucubrazioni tanto gradite di scienze benefiche e consolatorie. Gli fecero una seconda volta suonare agli orecchi il nome e la necessità della patria. Lasciossi, come buon cittadino, piegare a queste novelle esortazioni. ([[Carlo Botta]])
*La dottrina l'ornava, la virtù l'illustrava, la canizie il rendeva venerando. Ma i carnefici non si rimanevano, perché il tempo era venuto che una illusione proveniente da fonte buona coll'estremo sangue si punisse, ed alla virtù vera non si perdonasse. Se gli offerse la grazia, purché la domandasse, non perché virtuoso, dotto e da tutto il mondo onorato fosse, ma perché aveva servito della sua arte [[Horatio Nelson|Nelson]] ed [[Emma Hamilton|Emma Liona]]. Rispose sdegnato, non voler domandar grazia ai tiranni, e poiché i suoi fratelli morivano, voler morire ancor esso; né desiderio alcuno portar con se di un mondo che andava a seconda degli adulteri, dei fedifragi, dei perversi. La costanza medesima che mostrò coi detti, mostrò coi fatti: perì per mano del carnefice, ma perì immacolato e sereno. ([[Carlo Botta]])
==Bibliografia==
*Domenico Cirillo, ''Discorsi accademici'', Filema Edizioni, Napoli, 1997. ISBN 88-86358-18-0
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Cirillo, Domenico}}
[[Categoria:Botanici italiani]]
[[Categoria:Entomologi italiani]]
[[Categoria:Medici italiani]]
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Operazione San Gennaro
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/* Frasi */ dice coreani, riferimento all'eliminazione dal mondiale 1966
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|sceneggiatore= [[Ennio De Concini]], [[Dino Risi]], [[Adriano Baracco]], [[Nino Manfredi]]
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*[[Nino Manfredi]]: Armandino Girasole detto ''Dudù''
*[[Mario Adorf]]: Sciascillo
*[[Senta Berger]]: Maggie
*[[Harry Guardino]]: Jack
*[[Totò]]: Don Vincenzo "O fenomeno"
*[[Ralph Wolter]]: Frank
*[[Pinuccio Ardia]]: Il "Barone"
*[[Ugo Fangareggi]]: Agonia
*[[Dante Maggio]]: Il "capitano"
*[[Enzo Cannavale]]: Gaetano, secondino
*[[Vittoria Crispo]]: Mamma Assunta
*[[Claudine Auger]]: Concettina
*[[Giovanni Druti]]: L'Arcivescovo Aloisio
*[[Solvi Stubing]]: La suora
*[[Donatella Gambini]]:
*[[Liana Del Balzo]]:
|doppiatori italiani=
*[[Gabriella Genta]]: Maggie
*[[Carlo Croccolo]]: Jack, Frank, Sciascillo, don Vincenzo 'o fenomeno, il Barone, personaggi vari
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'''Musiche''': [[Armando Trovajoli]]
}}
'''''Operazione San Gennaro''''', film italiano del 1966 con [[Nino Manfredi]] e [[Mario Adorf]], regia di [[Dino Risi]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Aria di Napoli! Cinquecento lire, ''thousand lire''! La volete? ('''Scugnizzo nei vicoli''') {{NDR|a Maggie}}
*Momento Dudù, quando facimmo 'sti quattro gol a 'sti coreani e vengo subito! ('''Il Capitano''') {{NDR|alla partita Napoli-Inter 3-1 del 1966}}
*[[Omar Sívori|Sivori]], sì "Omar" 'e Napoli! ('''Dudù''')
*Dudù, buttali fuori! Cosa fa qui tutto questo popolo? Fuori! ('''Jack''')
*''It will be the first time he travels without a false passport!'' ('''Maggie''') {{NDR|alludendo a Frank, morto e pronto a venire imbarcato per gli Stati Uniti}}
*''Go away'' bastard! ('''Jack''')
*Armandì {{NDR|Dudù}}, noi a [[Napoli]] campiamo solo di miracoli! ('''Don Vicenzo''')
*Va' tu stesso di persona da San Gennaro e parlaci chiaramente da uomo a uomo. ('''Don Vincenzo''')
*Però 'sti americani so' figlie 'e 'ntrocchie! ('''Il Capitano''')
*Corri che c'hanno fregato! ('''Dudù''') {{NDR|a Sciascillo, quando gli americani scappano col tesoro}}
*Ha vinto [[Sergio Bruni]]!! ('''Il Barone''')
*Uuh mamma mia! E che ci sta, un morto dentro? ('''Donna al porto''') {{NDR|quando ripescano l'auto con il cadavere di Jack}}
*Ma dai, ma smettiamola con questi ''schersi'', ''ragassi''! Chi mi ha preso il ''beretto''?! ('''Steward milanese Alitalia''') {{NDR|dopo essere stato derubato del berretto da Dudù}}
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Don Vincenzo''': Uè! Che bella creatura! E quanto tiene 'sto giovanotto!<br>'''Moglie del detenuto''': Otto mesi, Don Vincenzo.<br>'''Don Vincenzo''': Otto mesi! {{NDR|Al detenuto}} Hai capito? E tu stai in galera da tre anni, se facevi la persona perbene questo poteva essere figlio a te!
*'''Dudù''' {{NDR|assaggiando il whisky contraffatto e sputandolo}}: Buono! Ma il whisky ce l'avete messo?<br />'''Sciascilio''': Il venti percento!<br />'''Dudu''': E mettetecene il venticinque, pare che vogliamo fregare la gente!
*{{NDR|Dudù incontra Il Barone, disteso su una barella all'Università, per parlargli del colpo}}<br>'''Il Barone''': Ué, Dudù! Quale onore!<br>'''Dudù''': Baró, domani mattina ti vorrei vedere: stiamo preparando un affare importante. Puoi?<br>'''Il Barone''': Sì, se è prima 'ra fine 'ru mese perché il 28 tengo un congresso a Stoccolma.<br>'''Dudù''': Ah!<br>'''Il Barone''': In Isvezia nun ce só mai stato e nun me la vorrei perdere. 'A trasferta è buona!<br>'''Maggie''': Ma dev'essere operato, lui?<br>'''Dudù''': No, è un caso clinico rarissimo: tiene il cuore a destra e campa facendo le dimostrazioni agli studenti.
*'''Concettina''' {{NDR|cercando un pretesto per vedere Dudù mentre lui sta organizzando il piano del colpo insieme alla banda}}: Dudù, oggi Mamma Assunta fa le melanzane, vuole sapere se ti piacciono con le alici o con il formaggio piccante.<br />'''Dudù''': Le melanzane?<br />'''Concettina''': Vabbè, c'o dico.
*'''Jack''': L'appuntamento è qui all'[[una di notte]] in punto. All'una, capito? <br />'''Il capitano''': All'una di notte?<br />'''Il Barone''': Alle venticinque.<br>'''Il Capitano''': E come vengo?<br>'''Il Barone''': Cu' 'o filobus.<br>'''Il Capitano''': Addó abbito io 'o filobus nun ce sta!<br>'''Dudù''': Uè! Shh!<br>'''Il Barone''': Una domanda: vestiti come?<br>'''Jack''': ''What''?<br>'''Dudù''': No, niente... Baró, che te vuó mettere 'o smoking?
*'''Guardia {{NDR|ad Agonia e al Capitano, durante il colpo}}''': Ehi voi! Voi! Dove andate? Non si può, il palazzo è pericolante.<br />'''Il capitano''': Ma noi ci abitiamo.<br />'''Guardia''': Ah, scusate.
*'''Il Barone''' : Chi canta?<br />'''Sciascilio''' : Maria Paris! {{NDR|ascoltando la radio}}<br />'''Il Barone''': Eh! [[Gloria Cristian]], [[Mario Abbate]], [[Sergio Bruni]] e abbiamo finito!
*'''Jack''': Ma io nun me ricordo che ci stava chistu muro. {{NDR|A Maggie}} ''Give me the map!''<br />'''Dudù''': Vuole la mappa. La carta, la...<br>'''Maggie''': ''Oh! It's gone! I must have lost it somewhere!''<br />'''Jack''': L'hai perduta! ''What do you mean you lost the map?!''
*'''Mamma Assunta''' {{NDR|a Dudù}}: Io non ti voglio vedere più, capisci? Non ti voglio vedere più! Già, tu non sei napoletano verace: tua madre era austriaca, e pure 'nu poco mignotta! <br />'''Sciascillo''': Pure la mia.<br />'''Dudù''': Tua madre era austriaca? <br />'''Sciascillo''': No, 'nu poco mignotta!
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film commedia]]
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*[[Nino Manfredi]]: Armandino Girasole detto ''Dudù''
*[[Mario Adorf]]: Sciascillo
*[[Senta Berger]]: Maggie
*[[Harry Guardino]]: Jack
*[[Totò]]: Don Vincenzo "O fenomeno"
*[[Ralph Wolter]]: Frank
*[[Pinuccio Ardia]]: Il "Barone"
*[[Ugo Fangareggi]]: Agonia
*[[Dante Maggio]]: Il "capitano"
*[[Enzo Cannavale]]: Gaetano, secondino
*[[Vittoria Crispo]]: Mamma Assunta
*[[Claudine Auger]]: Concettina
*[[Giovanni Druti]]: L'Arcivescovo Aloisio
*[[Solvi Stubing]]: La suora
*[[Donatella Gambini]]:
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*[[Gabriella Genta]]: Maggie
*[[Carlo Croccolo]]: Jack, Frank, Sciascillo, don Vincenzo 'o fenomeno, il Barone, personaggi vari
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'''Musiche''': [[Armando Trovajoli]]
}}
'''''Operazione San Gennaro''''', film italiano del 1966 con [[Nino Manfredi]] e [[Mario Adorf]], regia di [[Dino Risi]].
==Frasi==
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*Aria di Napoli! Cinquecento lire, ''thousand lire''! La volete? ('''Scugnizzo nei vicoli''') {{NDR|a Maggie}}
*Momento Dudù, quando facimmo 'sti quattro gol a 'sti coreani e vengo subito! ('''Il Capitano''') {{NDR|alla partita Napoli-Inter 3-1 del 1966}}
*[[Omar Sívori|Sivori]], sì "Omar" 'e Napoli! ('''Dudù''')
*Dudù, buttali fuori! Cosa fa qui tutto questo popolo? Fuori! ('''Jack''')
*''It will be the first time he travels without a false passport!'' ('''Maggie''') {{NDR|alludendo a Frank, morto e pronto a venire imbarcato per gli Stati Uniti}}
*''Go away'' bastard! ('''Jack''')
*Armandì {{NDR|Dudù}}, noi a [[Napoli]] campiamo solo di miracoli! ('''Don Vicenzo''')
*Va' tu stesso di persona da San Gennaro e parlaci chiaramente da uomo a uomo. ('''Don Vincenzo''')
*Però 'sti americani so' figlie 'e 'ntrocchie! ('''Il Capitano''')
*Corri che c'hanno fregato! ('''Dudù''') {{NDR|a Sciascillo, quando gli americani scappano col tesoro}}
*Ha vinto [[Sergio Bruni]]!! ('''Il Barone''')
*Uuh mamma mia! E che ci sta, un morto dentro? ('''Donna al porto''') {{NDR|quando ripescano l'auto con il cadavere di Jack}}
*Ma dai, ma smettiamola con questi ''schersi'', ''ragassi''! Chi mi ha preso il ''beretto''?! ('''Steward milanese Alitalia''') {{NDR|dopo essere stato derubato del berretto da Dudù}}
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Don Vincenzo''': Uè! Che bella creatura! E quanto tiene 'sto giovanotto!<br>'''Moglie del detenuto''': Otto mesi, Don Vincenzo.<br>'''Don Vincenzo''': Otto mesi! {{NDR|Al detenuto}} Hai capito? E tu stai in galera da tre anni, se facevi la persona perbene questo poteva essere figlio a te!
*'''Dudù''' {{NDR|assaggiando il whisky contraffatto e sputandolo}}: Buono! Ma il whisky ce l'avete messo?<br />'''Sciascilio''': Il venti percento!<br />'''Dudu''': E mettetecene il venticinque, pare che vogliamo fregare la gente!
*{{NDR|Dudù incontra Il Barone, disteso su una barella all'Università, per parlargli del colpo}}<br>'''Il Barone''': Ué, Dudù! Quale onore!<br>'''Dudù''': Baró, domani mattina ti vorrei vedere: stiamo preparando un affare importante. Puoi?<br>'''Il Barone''': Sì, se è prima 'ra fine 'ru mese perché il 28 tengo un congresso a Stoccolma.<br>'''Dudù''': Ah!<br>'''Il Barone''': In Isvezia nun ce só mai stato e nun me la vorrei perdere. 'A trasferta è buona! {{NDR|mima il gesto di maneggiare denaro}}<br>'''Maggie''': Ma dev'essere operato, lui?<br>'''Dudù''': No, è un caso clinico rarissimo: tiene il cuore a destra e campa facendo le dimostrazioni agli studenti.
*'''Concettina''' {{NDR|cercando un pretesto per vedere Dudù mentre lui sta organizzando il piano del colpo insieme alla banda}}: Dudù, oggi Mamma Assunta fa le melanzane, vuole sapere se ti piacciono con le alici o con il formaggio piccante.<br />'''Dudù''': Le melanzane?<br />'''Concettina''': Vabbè, c'o dico.
*'''Jack''': L'appuntamento è qui all'[[una di notte]] in punto. All'una, capito? <br />'''Il capitano''': All'una di notte?<br />'''Il Barone''': Alle venticinque.<br>'''Il Capitano''': E come vengo?<br>'''Il Barone''': Cu' 'o filobus.<br>'''Il Capitano''': Addó abbito io 'o filobus nun ce sta!<br>'''Dudù''': Uè! Shh!<br>'''Il Barone''': Una domanda: vestiti come?<br>'''Jack''': ''What''?<br>'''Dudù''': No, niente... Baró, che te vuó mettere 'o smoking?
*'''Guardia {{NDR|ad Agonia e al Capitano, durante il colpo}}''': Ehi voi! Voi! Dove andate? Non si può, il palazzo è pericolante.<br />'''Il capitano''': Ma noi ci abitiamo.<br />'''Guardia''': Ah, scusate.
*'''Il Barone''' : Chi canta?<br />'''Sciascilio''' : Maria Paris! {{NDR|ascoltando la radio}}<br />'''Il Barone''': Eh! [[Gloria Cristian]], [[Mario Abbate]], [[Sergio Bruni]] e abbiamo finito!
*'''Jack''': Ma io nun me ricordo che ci stava chistu muro. {{NDR|A Maggie}} ''Give me the map!''<br />'''Dudù''': Vuole la mappa. La carta, la...<br>'''Maggie''': ''Oh! It's gone! I must have lost it somewhere!''<br />'''Jack''': L'hai perduta! ''What do you mean you lost the map?!''
*'''Mamma Assunta''' {{NDR|a Dudù}}: Io non ti voglio vedere più, capisci? Non ti voglio vedere più! Già, tu non sei napoletano verace: tua madre era austriaca, e pure 'nu poco mignotta! <br />'''Sciascillo''': Pure la mia.<br />'''Dudù''': Tua madre era austriaca? <br />'''Sciascillo''': No, 'nu poco mignotta!
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film commedia]]
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André De Toth
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Spinoziano
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/* Filmografia */
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text/x-wiki
[[File:André de Toth-1967-Helsinki (cropped).jpg|thumb|André de Toth (1967)]]
'''André De Toth''' (1913 – 2002), regista e sceneggiatore ungherese naturalizzato statunitense.
==Citazioni di André De Toth==
*La vita è tradimento e alcune volte tradiamo anche noi stessi, ammettiamolo non c'è nessuno che qualche volta non si sia comportato in modo disonesto durante la proprio vita, quindi perché nasconderlo, verità, onestà, questi sono i principi che mi guidano nella realizzazione dei film, ed anche nella vita, o almeno ci provo. (da ''[[Un secolo di cinema - Viaggio nel cinema americano di Martin Scorsese]]'')
==Filmografia==
*''[[Romantico avventuriero]]'' (1950) – soggetto
*''[[La maschera di fango]]'' (1952) – regista
*''[[Il cacciatore di indiani]]'' (1955) – regista
*''[[La notte senza legge]]'' (1959) – regista
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{s}}
{{DEFAULTSORT:De Toth, André}}
[[Categoria:Registi statunitensi]]
[[Categoria:Registi ungheresi]]
[[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]]
[[Categoria:Sceneggiatori ungheresi]]
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Roswell Conspiracies
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{{FictionTV
|titoloitaliano=Roswell Conspiracies
|tipofiction= Serie animata
|titolooriginale= Roswell Conspiracies: Aliens, Myths and Legend
|paese= USA
|anno= 1999
|genere= animazione, fantascienza, fantastico
|stagioni= 1
|episodi= 40
|ideatore= [[Kaaren Lee Brown]]
|doppiatorioriginali=
*[[Scott McNeil]]: Nick Logan
*[[Janyse Jaud]]: Sh'lainn Blaze
*[[Saffron Henderson]]: Nema Perrera
*[[Peter Kelamis]]: Simon "Fitz" Fitzpatrick
*[[Richard Newman]]: Jefferson Trueblood
*[[Alex Zahara]]: James Rinaker
*[[L. Harvey Gold]]: Ti-Yet
*[[Alec Willows]]: Walter Logan
*[[Saffron Henderson]]: Mab
|doppiatoriitaliani=
*[[Claudio Moneta]]: Nick Logan
*[[Patrizia Salmoiraghi]]: Sh'lainn Blaze
*[[Elda Olivieri]]: Nema Perrera
*[[Riccardo Lombardo]]: Simon "Fitz" Fitzpatrick
*[[Mario Zucca]]: Jefferson Trueblood
*[[Enrico Bertorelli]]: James Rinaker
*[[Vittorio Bestoso]]: Ti-Yet
*[[Tony Fuochi]]: Walter Logan
*[[Rosalba Bongiovanni]]: Mab
|note=
}}
'''''Roswell Conspiracies''''', serie televisiva a cartoni animati statunitense, prodotta nel 1999 dalla BKN.
==Frasi ricorrenti==
*Grazie generale Rinaker! ('''Logan''' ed in seguito tutti gli agenti dell' Alleanza in protesta agli ordini di Rinaker)
*Quando sei nell'Alleanza, non sei mai da solo. ('''Jefferson Trueblood''')
*A qualunque costo! (Gli agenti dell'Alleanza)
*Bene, proviamo col "metodo Fitz"! ('''Fitz''' prima di inventare un diversivo)
*'''Logan''': Scusa ma tu... quanti anni hai?<br/>'''Sh'lainn''': Bel tentativo!
==Episodio 1, ''L'esca (parte 1)''==
*{{NDR|Logan è sulle tracce di un ricercato seguendo una pista di Kracker}}<br />'''Kraker''' {{NDR|al telefono}}: Quindi tu sai dove trovarlo?<br />'''Logan''': Se puzza davvero come si dice trovarlo non sarà un grosso problema. Comincia a staccarmi l'assegno.<br />{{NDR|gli agenti dell'Alleanza osservano la scena da dietro le quinte}}<br />'''Nema''': Quel tipo mi piace!<br />'''Fitz''': Che coincidenza... è un uomo!<br />'''Nema''': Chiudi il becco!<br />'''Rinaker''': Silenzio. Questa era la parte facile.
*{{NDR|Logan rintraccia la sua preda e questa dopo una breve lotta rivela la sua forma di Licantropo}}<br />'''Logan''': L'amico sembra di cattivo umore!<br />'''Licantropo''': Sei sorpreso, cacciatore di taglie!? Scommetto che non hai mai affrontato qualcuno come me, non è vero?!<br />'''Logan''': In tutta franchezza ... {{NDR|gli infila un lampadario in bocca provocandogli una scossa}} ... l'ho fatto!
*{{NDR|Trueblood, Nema e Fitz vanno a recuperare il licantropo catturato da Logan sotto la copertura della polizia locale}}<br />'''Trueblood''': E ora se volete seguirmi le daremo tutti i dettagli per la ricompensa.<br />'''Logan''': Va bene, d'accordo... ma state attenti a quel tizio... vedete ha... una doppia personalità!<br />{{NDR|Logan e Trueblood escono di scena}}<br />'''Nema''': Bene, Speriamo non ci siano altri testimoni o-<br />'''Sith''': Io l'ho visto bene! Era lui! Quello li non è umano, sì, L'ho visto coi miei occhi!<br />'''Nema''': Ah davvero...?<br />'''Sith''': Si certo! Si è trasformato in un enorme mostro peloso con zanne grandi così! Io l'ho visto, dovete credermi! Si può sapere cosa sta succedendo? Potete darmi qualche spiegazione?<br />'''Fitz''': Dobbiamo dirglielo?<br />'''Nema''': Mmmm... mi pare che questo tizio sia un cittadino di cui ci si può fidare.<br />'''Sith''': Oh, sì, sì, certo, come no! Io so mantenere un segreto, ve lo assicuro!<br />'''Fitz''': E va bene, ora le spiego: Si tratta di un esperimento genetico segreto, il governo sta cercando di trasformare i detenuti in animali rari per evitarne l'estinzione! {{NDR|prende Sith sotto braccio e lo porta in disparte}} Ah, ah, sempre meglio della pena capitale, giusto?<br />'''Sith''': Oh, Certo. Già.<br />'''Fitz''': Però sai... ci sono dei problemini legali ed etici da sistemare. Quindi le saremmo grati se non divulgasse questa notizia. {{NDR|gli infila una tangente in tasca}}<br />'''Sith''': Oh, sì, sì... nessun problema!<br />'''Fitz''': Grazie per la collaborazione.<br />'''Nema''': {{NDR|guardandolo male}} Sei veramente disgustoso.<br />'''Fitz''': Ammettilo, sei rimasta a bocca aperta!
*'''Logan''': Sapete che quel tizio è un po' strano, anzi direi... davvero strano.<br />'''Trueblood''': Signor Logan, non so a cosa vi riferiate.<br />{{NDR|Treblood parte col furgone, Logan si arrampica su un tetto per seguirlo e lo vede decollare}}<br />'''Logan''': Ma bravo, non lo sai, eh?
*'''Trueblood''': Logan ha trovato il Licantropo, pensa che sia pronto?<br />'''Rinaker''': È in gamba. E sa combattere, ma anche noi sapevamo dove si trovava. La vera prova sarà metterlo sulle tracce di qualcuno che nemmeno noi riusciamo a trovare. Qualcuno che corre un vero pericolo.<br />[...]<br />'''Kraker''' {{NDR|al telefono}}: Di un po', hai ricevuto la mia busta?<br />'''Logan''': Sì Kraker, l'ho ricevuta. Di un po', la ragazza della foto... non è una preda normale, vero?<br />'''Kraker''': Come fai a saperlo?<br />'''Logan''': Chiamalo istinto.<br />'''Kraker''': Si chiama Sh'lainn, richiesta d'estradizione immediata. Se la prendi ci saranno un mucchio di soldi.<br />'''Logan''': Lo farò, ma prima devo trovare alcune risposte. Risposte che attendo da un sacco di tempo.
*'''Logan''': Salve, Walter.<br />'''Walter''': Nick! Sono felice di vederti. Ma da quando mi chiami Walter? Sei diventato troppo importante per potermi chiamare papà?!<br />'''Logan''': Ah, senti ... ricordi quando da bambino mi insegnasti a combattere e ... ogni tanto mi parlavi di ... cose un po' strane?<br />{{NDR|parte un flashback che mostra Logan bambino addestrato dal padre}}<br />'''Walter''': Bravo, vai forte figliolo, ma ora ... immagina che abbia delle zanne, grosse zanne di lupo ... che cosa faresti?<br />'''Logan''': Ahem...<br />'''Walter''': Un arma elettrica figliolo, {{NDR|indica il lampadario}} un arma elettrica. Ricordatelo.<br />{{NDR|Il flashback finisce}}<br />'''Logan''': Pensavo fossi solo un po' strano fino a ieri, quando è successo.<br />'''Walter''': Tu hai incontrato un ... Licantropo!?<br />'''Logan''': Non gli ho chiesto il nome ... ma ho preso a calci le sue chiappe pelose!<br />'''Walter''': Così si fa!<br />{{NDR|ridono e si danno il cinque}}<br />'''Logan''': Mi stavi preparando non è così? Perché potessi combattere i mostri?<br />'''Walter''': Shhht! Non i mostri figliolo ... gli alieni!<br />'''Logan''': Gli alieni?<br />'''Walter''': Shhht! Non avrei dovuto farlo, ma volevo che tu fossi pronto ... nel caso l'Alleanza ti avesse contattato!<br />'''Logan''': L' Alleanza!? Quelli coi camion volanti e robe di questo genere?<br />'''Walter''': Ah. Li hai già incontrati, eh?.<br />'''Logan''': Cosa vogliono da me?<br />'''Walter''': Io non lo so. Non ne sono sicuro. Dovrai scoprirlo da te.<br />'''Logan''': Oh, lo scoprirò. E nel frattempo, hai idea chi sia questa tizia? {{NDR|gli mostra la foto di Sh'lainn}}<br />'''Walter''': Sh'lainn Blaze. Una Banshee. Sono atterrate sulle isole britanniche nel 527 Avanti Cristo. Sono pericolose, ma Sh'lainn è ancora giovane, è un idealista. Cercherà delle risposte. Come te figliolo.<br />'''Logan''': Davvero? E allora dove andrà?<br />'''Walter''': Roswell. Andrà a Roswell.
*'''Logan''': Kraker, quell'incidente ai magazzini in cui sappiamo che era coinvolta, sai dov'era diretto il camion?<br />'''Kraker''' {{NDR|al telefono}}: Sì, all'aeroporto La Guardia.<br />'''Logan''': No, troppo ovvio, so cosa fa una persona in fuga, non è rimasta sul camion così a lungo, cosa c'è nel raggio di un paio di miglia?<br />'''Kraker''': Il sistema ferroviario.<br />'''Logan''': Bingo. [...] Amico mio, ho un treno da prendere!<br />{{NDR|gli agenti dell'Alleanza ascoltavano la conversazione da dietro le quinte}}<br />'''Nema''': Treno? E noi che controllavamo l'aeroporto, grazie Fitz!<br />'''Fitz''': Ehi, era la cosa più ovvia!
*Gente, avete una missione: La ragazza è un problema. Le Banshee la seguiranno, se Logan non la ferma prima che arrivi a Roswell lo farete voi. Con qualunque mezzo. ('''James Rinaker''')
*'''Sith''': Io vi dico e vi ripeto che è tutto vero!<br />'''Uomo del bar''': Sì, come no! Gli sbirri trasformano i delinquenti in animali per salvare l'ambiente.<br />'''Sith''': Sì, e mi hanno chiesto di mantenere il segreto.<br />'''Uomo di colore''': Sì, un ottimo consiglio! Se fossi in te terrei la bocca sigillata!<br />'''Sith''': Credete mi sia inventato tutto? Ma posso provarlo! Date un'occhiata, mi hanno pagato bene per il mio silenzio {{NDR|cerca di mostrare la tangente di Fitz ma trova solo polvere}} ma cos-?!<br />'''Uomo del bar''': Cos'è polvere?<br />'''Uomo di colore''': Sai al tuo posto avrei chiesto un po' di più.<br />'''Uomo del bar''': Già, magari anche qualche gomma da masticare.<br />'''Sith''': Vi ripeto che è tutto vero, io l'ho visto!
*La verità non si trova la fuori. La verità cammina in mezzo a noi. Per cinquant'anni l'Alleanza ha sempre lavorato nell'ombra per proteggere l'umanità dagli alieni che vivono in mezzo alla gente. Ma la minaccia interna sta sfuggendo al nostro controllo, ormai la sopravvivenza stessa dell'umanità viene messa in pericolo. Dobbiamo impedire che avvenga il peggio. ('''James Rinaker''')
*'''Sh'lainn''': Tu sei Logan!? Walter Logan!<br />'''Logan''': No, Walter è mio padre. Io mi chiamo Nick. Ma non ci somigliamo molto.<br />'''Sh'lainn''': Sei suo figlio?!<br />'''Logan''': Te l'ho appena detto.<br />'''Sh'lainn''': Un giorno tuo padre venne da noi. Lui desiderava la pace tra gli umani e le Banshee, ma la regina Mab non lo ascoltò.<br />'''Logan''': E tu perché sei qui?<br />'''Sh'lainn''': Io volevo disobbedire alla regina Mab. Fare la pace con gli uomini e lei mi ha accusata di tradimento. Ora le Banshee mi stanno cercando.<br />'''Logan''': Bella storia.<br />{{NDR|combattono e l'uomo le blocca le mani dietro la schiena}}<br />'''Sh'lainn''': Potrei bruciarti le mani se solo volessi?<br />'''Logan''': Provaci, così manderesti in fumo anche i tuoi vestiti, Ho un intuito quasi infallibile che mi suggerisce che non sei il tipo che se ne va in giro in mutande con questo fresco?<br />'''Sh'lainn''': Alle ragazze piacciono le tue battutine?<br />'''Logan''': Devo confessarti che questa non l'ho mai sfoderata. Ti è piaciuta?<br />'''Sh'lainn''': Per quello che importa. Conosci le leggende sulle Banshee?<br />'''Logan''': Che sapete quanto ci resta da vivere se non sbaglio?<br />'''Sh'lainn''': Esatto: {{NDR|i suoi occhi si illuminano, i suoi capelli si drizzano e la sua voce si sdoppia}} e a te mancano 55 secondi ...<br />[...]<br />{{NDR|l'Alleanza e le Banshee fanno esplodere il treno su cui viaggiano e i due sfuggono dall'esplosione per un pelo}}<br />'''Logan''': Uff ... ce l'ho fatta in 34 secondi. Per un pelo.<br />'''Sh'lainn''': Oggi hai avuto fortuna.<br />'''Logan''': {{NDR|alza gli occhi e vede un velivolo dell'Alleanza}} All'Alleanza piace il gioco pesante.<br />'''Sh'lainn''': Anche alle Banshee.<br />'''Logan''': Be', grazie. Mi hai salvato.<br />'''Sh'lainn''': E tu hai salvato me, Nick {{NDR|si stringono la mano}} a quanto pare abbiamo gli stessi problemi.<br />'''Logan''': Abbiamo l'Alleanza e le Banshee alle costole, un mucchio di domande senza risposta, È piena notte e abbiamo dei caschi scuri.
==Episodio 2, ''L'esca (parte 2)''==
*'''Nema''': Prima o poi scopriranno che non è stato un incidente. Dovremmo coprirlo.<br />'''Fitz''' {{NDR|indossando una divisa da agente federale}}: Questo è ovvio. Ma se facciamo le cose per bene non sospetteranno mai le Banshee. Allora che ne dici?<br />'''Nema''': Hai decisamente l'aria del tizio losco e inaffidabile.<br />'''Fitz''': Brava! Hai indovinato! Si va in scena<br />{{NDR|Fitz scende dall'auto e Nema prende il telefono}}<br />'''Nema''' {{NDR|al telefono}}: Pronto, l'incidente ferroviario di Roswell, una fuga di gas tossico, hanno dovuto farlo saltare!<br />'''Giornalista''' {{NDR|al telefono}}: Come? Ma chi parla? lei come fa-?!<br />'''Nema''': {{NDR|riattacca}}<br />{{NDR|Fitz si presenta alla stampa come agente governativo}}<br />'''Fitz''': Per quanto ne possiamo sapere si è trattato di un semplice deragliamento. Comunque c'è un'indagine in corso. Non appena sarà possibile determinare le cause dell'incidente sarete i primi ad esserne informat-<br />'''Giornalista''': Solo un'ultima cosa. Si dice che il treno trasportasse delle armi chimiche. Lei ne sa qualcosa?<br />'''Fitz''': Cosa!? A-a-a-assolutamente f-falso! Le posso assicurare che non c'era traccia di foxgene a bordo del treno!<br />'''Giornalista''': Foxgene!? Ma non ho mai parlato di foxgene!<br />'''Fitz''': Ahem. Le chiedo scusa, devo fare una telefonata urgente.<br /> {{NDR|Fitz esce di scena e la giornalista devia sulla pista delle armi chimiche}}
*'''Logan''': Eccoci a Roswell.<br />'''Sh'lainn''': Riconosci qualcosa?<br />'''Logan''': Ti ho già detto che sono nato e cresciuto in California. Il tuo Walter Logan non può essere mio padre. Ecco {{NDR|mostra una foto di Walter}} questo è mio padre. Lo conosci?<br />'''Sh'lainn''': No. Il Walter Logan che ho conosciuto io 25 anni fa era esattamente identico a te.<br />'''Logan''': Scusa ma tu... quanti anni hai?<br />'''Sh'lainn''': {{NDR|lo guarda male}} Bel tentativo.
*{{NDR|Logan e Sh'lainn arrivano ad una vallata}}<br />'''Sh'lainn''': Questo è l'indirizzo che avevo. Forse è sbagliato?<br />{{NDR|Logan osserva il posto e ricorda di essere nato e cresciuto a Roswell}}<br />'''Logan''': No. È giusto. Prima c'era una casa, io vivevo qui e... {{NDR|indica una collina}}... proprio... là... {{NDR|parte un flashback che mostra Logan a sei anni in viaggio con la famiglia, dalla collina spunta una luce, Walter Logan vi si dirige e da allora scompare}} ... è sparito!
*{{NDR|Rinaker ordina il lancio di un missile su Logan e Sh'lainn, i quali si salvano grazie a una premonizione della Banshee}}<br />'''Logan''': Tutto ok?<br />'''Sh'lainn''': Sì, vista la situazione?
*'''Logan''': Il vento soffiava in quella direzione e la nuvola va in quell'altra direzione.<br />'''Sh'lainn''': Quindi seguiamo la nuvola?<br />'''Logan''': Fino all'arcobaleno. Voglio delle risposte.
*Sorelle! La traditrice, Sh'lainn si è nuovamente messa contro di noi! Si è unita al figlio di Walter Logan! Riunite il clan! Se si unirà all'Alleanza noi tutte conosceremo la rovina! Questo non deve succedere! ('''Regina Mab''')
*'''Logan''': Esattamente qual è l'obiettivo di voi Banshee?<br />'''Sh'lainn''': La regina Mab e le altre odiano la tecnologia. Le onde elettriche, i campi elettromagnetici, disturbano i nostri poteri, perciò le Banshee vivono in luoghi isolati, la vedi quella formazione rocciosa? {{NDR|indica delle rocce disposte a cerchio}} è un avamposto Banshee.<br />'''Logan''': E allora perché l'Alleanza ce l'ha con voi?<br />'''Sh'lainn''': Perché la regina Mab vuole combattere contro la tecnologia' distrugge impianti e mezzi di comunicazione in tutto il pianeta. Invece tuo padre ci voleva aiutare ad integrarci. Ma poi... è sparito.
*'''Trueblood''': Mi dispiace signore. È stata una vergogna. Ero troppo impressionato dalle abilità di Logan.<br />'''Rinaker''': L'Alleanza non si impressiona Jeff. Ricordatelo.
*Trovate Sh'lainn Blaze! E portatemela qui! ('''Regina Mab''')
*{{NDR|Logan e Sh'lainn guardano le stelle}}<br />'''Logan''': Allora? Da che stella vieni tu?<br />'''Sh'lainn''': Una troppo lontana per essere vista. E poi io sono nata quaggiù.<br />'''Logan''': Davvero? E quando?<br />'''Sh'lainn''': Bel tentativo.
*'''Sh'lainn''': Hai davvero intenzione di costituirti?<br />'''Logan''': Davo questo consiglio a tutti i fuggitivi che incontravo. Ora sono uno di loro, perciò dovrei seguirlo.<br />'''Sh'lainn''': Ma l'Alleanza ha cercato di ucciderti!<br />'''Logan''': Solo perché non riusciva a catturarmi. Ma hanno qualcosa che io voglio: risposte. E dato che lo sceriffo è nell'Alleanza... è meglio parlare con lui che entrare nella montagna.<br />'''Sh'lainn''': Io... non posso seguirti. Sono troppo spietati.<br />{{NDR|Sh'lainn si volta per nascondere il viso lacrimante, Logan la fa voltare e le prende il viso tra le mani}}<br />'''Logan''': Forse tu puoi cambiarli. Ascolta. Io dirò loro che tu non sai niente, ti lasceranno in pace.<br />{{NDR|Si fissano}}<br />'''Sh'lainn''': Mi mancherai Nick. {{NDR|fugge via piangendo}}
*Mi serve un esercito. E sarete voi! ('''Nick Logan''' entrando nella sede dell'Alleanza)
*'''Mab''': Guardatela ora, la traditrice che ci ha voltato le spalle.<br />'''Sh'lainn''': No! Ascoltate, noi Banshee dobbiamo integrarci! Non possiamo continuare a nasconderci dietro il nostro odio!<br />'''Mab''': Silenzio! Noi seguiremo le tradizioni! E tu devi essere annientata prima di poterci tradire ancora!<br />'''Sh'lainn''': Io non vi ho mai tradite.
*Morte alla traditrice! E che l'umanità sia la prossima! ('''Regina Mab''')
*'''Rinaker''': Le cose sarebbero dovute andare diversamente {{NDR|rivolto a Logan}} tu avresti dovuto essere introdotto all'Alleanza gradualmente {{NDR|rivolto a Sh'lainn}} e non volevamo una Banshee... Però... avete dimostrato il vostro valore.<br />'''Logan''': Che è successo a mio padre? Quello vero!<br />'''Rinaker''': Non lo sappiamo. È una faccenda su cui stiamo ancora investigando. Puoi unirti a noi.<br />'''Logan''': Unirmi a voi!? Per colpa dell'Alleanza la mia vita è fasulla!<br />'''Sh'lainn''': E poi avete cercato di ucciderci!<br />'''Rinaker''': L'Alleanza è fatta così.
==Episodio 3, ''Missione in montagna''==
*In futuro farai meglio a ricordarti che il male è sempre appostato tra le ombre! ('''Ruck''' rivolto a Trueblood)
*'''Ruck''': Sono contento che tu sia venuto da noi da solo.<br />'''Trueblood''': Quando sei con l'Alleanza, non sei mai da solo.
*'''Logan''': Mi prendete in giro? Il nostro primo incarico è trovare l'abominevole uomo delle nevi?<br />'''Smitheistler''': Agente Logan, due squadre di ricerca sono sparite!<br />'''Logan''': Brutto tempo, inesperienza, sfortuna... mettetela come volete ma quei ragazzi potrebbero essere la fuori ad aspettare, quindi dite a Rinaker di mandare una sonda di ricognizione senza pilota e-<br />'''Rinaker''' {{NDR|apparendo alle spalle di Logan}}: L'ho fatto. Due ore fa. L'abbiamo persa. {{formatnum:7000}} metri sopra il monte Machao. Nessun errore agente Logan, c'è sotto qualcosa lassù. Potrebbero essere alieni, potrebbero essere pericolosi, e dal momento che vi siete uniti all'Alleanza è diventata vostra responsabilità.<br />{{NDR|poche ore dopo Logan e Sh'lainn si trovano sull'Himalaya}}<br />'''Logan''': Oh! Perfetto! C'è una tempesta in arrivo! Grazie generale Rinaker!
*{{NDR|Logan e Sh'lainn entrano nella base dell'ultima spedizione di dispersi}}<br />'''Sh'lainn''': Presto, non abbiamo tempo da perdere!<br />'''Logan''': Lo so bene, me ne sto già occupando! {{NDR|va alla macchina del caffè}} Ah... extra-forte e bello caldo, quello che ci voleva! {{NDR|si abbandona su una sedia}} Svegliami quando la missione è finita.<br />{{NDR|cambia scena e si vedono Sh'lainn e Logan arrampicarsi sulla montagna nel mezzo della tormenta}}<br />'''Logan''': Banshee cocciuta!<br />'''Sh'lainn''': Ed è solo una delle tante caratteristiche che adorerai!
*{{NDR|Logan e Sh'lainn scappano da una valanga, la Banshee cade a terra e Logan la soccorre e la prende in braccio}}<br />'''Logan''': Se questo fosse un film, ora mi dovresti dimostrare la tua gratitudine.<br />'''Sh'lainn''': Ah, si? Be', non guardo molti film!<br />[...]<br />{{NDR|Logan e Sh'lainn si salvano dalla valanga grazie ai poteri di teletrasporto di lei}}<br />'''Logan''': Un'altra tua caratteristica che adorerò, immagino!<br />'''Sh'lainn''': Ora dovresti mostrarmi la tua di gratitudine.<br />'''Logan''': Ok, torniamo alla base. Al riparo dalla tormenta; li saprò come ringraziarti!<br />'''Sh'lainn''': In che genere di film credi di essere, una commedia?
*'''Fitz''' {{NDR|comparendo alle spalle di Logan e Sh'lainn}}: Roar!<br />'''Sh'lainn''': {{NDR|gli salta addosso e lo atterra}} Fitz!?<br />'''Fitz''': Sh'lainn! Come te la passi?
*'''Logan''' {{NDR|mostrando una roccia corrosa}}: Che te ne pare?<br />'''Fitz''': Sembra un colpo d'arma al plasma, probabilmente un fucile.<br />'''Logan''': E probabilmente dell'Alleanza.<br />'''Fitz''': Già.<br />'''Logan e Fitz''': Grazie generale Rinaker!
*Ok, chi propone di andarsene da questa montagna? Mettiamolo ai voti: io! ('''Fitz''')
*'''Ti-Yet''': Roooar!<br />'''Logan''': Raargh!<br />'''Ti-Yet''' {{NDR|ridendo}}: Niente male!<br />'''Logan''': Hei, Questa non me l'aspettavo.
*{{NDR|Ti-Yet porta Logan in una caverna piena di uomini ibernati}}<br />'''Logan''': Chi sono queste persone?<br />'''Ti-Yet''': Coloro che negli ultimi 250 anni si sono avvicinati troppo.<br />'''Logan''': Sono vivi?<br />'''Ti-Yet''': Sono in ibernazione, e lo stesso accadrà a te.<br />'''Logan''': Aspetta, perché fai questo!?<br />'''Ti-Yet''': Per proteggere la mia tribù, io sono il Guardiano!<br />{{NDR|Logan guarda alle spalle di Ti-Yet e vede il popolo degli Yeti}}<br />[...]<br />'''Logan''': Di un po', ce l'hai un nome?<br />'''Ti-Yet''': Ti-Yet, Sono il Guardiano.<br />'''Logan''': Be', lo sono anch'io.<br />'''Ti-Yet''': Sei il protettore della tua tribù?<br />'''Logan''': Sì. La tribù degli umani, la proteggo dalle forze ostili, non solo in parte, proteggo tutto il mio mondo.<br />[...]<br />'''Ti-Yet''' {{NDR|mostrando la bomba EMP}}: Anch'io proteggo il tuo mondo.<br />'''Logan''': Cos'è quella?<br />'''Ti-Yet''': Una bomba EMP; una delle due costruite.<br />'''Logan''': Cosa succede se viene fatta detonare?<br />'''Ti-Yet''': La polarità del tuo pianeta sarà capovolta, e a quel punto i suoi abitanti potranno adattarsi e sopravvivere o perire.<br />'''Logan''': Hai detto due, dov'è l'altra?<br />'''Ti-Yet''': L'altra distrusse il mio mondo, per colpa dei Licantropi. Diedero alla mia razza una scelta: rimanere e morire o abbracciare la schiavitù. Non c'era altra possibilità.<br />'''Logan''': Ma poi siete fuggiti.<br />'''Ti-Yet''': E i Licantropi ci hanno seguito. Noi gli abbiamo sottratto la seconda bomba EMP per impedire che la usassero sul vostro pianeta e adesso la rivogliono, ma prima dovranno trovarci.<br />[...]<br />'''Logan''': Che succede?<br />'''Ti-Yet''': Licantropi ... {{NDR|lo afferra e lo mette al muro}} tu li hai portati qui!<br />'''Logan''': No. non l'ho fatto! {{NDR|osserva gli altri Yeti portare in salvo la bomba e fuggire per un cunicolo}} va con loro, io trattengo i Licantropi.<br />'''Ti-Yet''': No! {{NDR|lo lascia andare}} Io sono il Guardiano! Devo restare!<br />'''Logan''': Be', anche io. Dopotutto noi guardiani dobbiamo restare uniti!
*'''Logan''': Bella pistola.<br />'''Ti Yet''': Per forza, è una delle vostre.
*'''Ruck''': È ora di riprenderci ciò che è nostro! Dove l'hai nascosta, schiavo?<br />'''Ti-Yet''': Lontano da te. Al sicuro.<br />'''Ruck''': Questa è l'ultima volta che mi intralci.
*'''Ruck''': Da dove sono spuntate le truppe di rinforzo!? La tua nave avrebbe dovuto essere da sola!<br />'''Trueblood''': Te l'ho detto prima Ruck: quando sei con l'Alleanza, non sei mai da solo.
*{{NDR|l'Alleanza libera tutte le persone ibernate nel corso dei secoli dagli Yeti}}<br />'''Fitz''': Che ne sarà di loro?<br />'''Dorian''': Questo è compito vostro adesso, a occhio e croce direi che avete 250 anni di storia da riassumere.
*{{NDR|Ti-Yet viene arrestato dall'Alleanza}}<br />'''Logan''': Come può fare questo?<br />'''Rinaker''': È un alieno, è il nostro lavoro.<br />'''Logan''': Ma lei si è alleato con Ruck e il suo branco!<br />'''Rinaker''': Avevano promesso di prendersi i loro schiavi Yeti e abbandonare il pianeta. Peccato solo non abbiano rispettato gli accordi. Sono sorpreso che ci fosse solo uno Yeti e nient'altro.<br />'''Logan''': Già, nulla di rilevante ad ogni modo.<br />'''Rinaker''': Agente Blaze, hai qualcosa da aggiungere?<br />'''Sh'lainn''': Niente, signore. Come le ho detto però, sono stata priva di sensi per tutto il tempo. I dettagli sono un tantino confusi.<br />'''Logan''': Legga il suo rapporto generale, troverà tutti i dettagli di cui ha bisogno. {{NDR|se ne va}}<br />'''Rinaker''': Il tuo partner è un cane sciolto agente Blaze, e questo può essere un pericolo. Ho bisogno che tu lo tenga d'occhio per me.
==Episodio 4, ''L'androide''==
*Anche una bugia può nascondere bugie. ('''Il finto Walter Logan''')
*'''Logan''': Sh'lainn!? Che succede qui?<br />'''Sh'lainn''': Nick, io...<br />'''Rinaker''': Ti dico io che succede, Logan. Ordini. Io li do, tu li rispetti. Io ti dico cosa fare sia dentro che fuori di qui. E la ricerca di Walter Logan non è un incarico che ricordo di averti assegnato.<br />'''Logan''': Sto solo investigando sulla scomparsa di mio padre! Lui lavorava per lei e lei l'ha rimpiazzato con un estraneo per tutti questi anni senza che io lo sapessi. Be', ora lo so. E mi sono assegnato da solo le sue ricerche!<br />'''Rinaker''': Quello che ho fatto l'ho fatto per proteggerti.<br />'''Logan''': Da cosa?<br />'''Rinaker''': Questo non è rilevante.
*'''Rinaker''': Devi tenerlo d'occhio.<br />'''Sh'lainn''': Perché? Perché non segue sempre il protocollo?<br />'''Rinaker''': Sh'lainn... cerca di capire, il protocollo non c'entra, ma uscendo dagli schemi Logan mette in pericolo se stesso e tu sei la sua partner...<br />'''Sh'lainn''': Proprio per questo non posso tradirlo!
*'''Operatore telefonico''': Mi dispiace ma non c'è traccia di spostamento dalla casa di riposo di Roseburg.<br />'''Logan''' {{NDR|al telefono}}: la prego, controlli di nuovo. Dovrebbe essere appena partito!<br />'''Operatore telefonico''': Non c'è niente da ricontrollare mr. Logan. {{NDR|riattacca}}<br />'''Logan''': Con chi parlo!? {{NDR|si accorge che hanno riattaccato e compone un altro numero}} Kraker, rintraccia la mia ultima chiamata ricevuta. Da dove venivano, è opera di Rinaker?<br />'''Kraker''': No, San Francisco. Una megacorporazione chiamata Intralcom.<br />'''Logan''': Intralcom!? Mai sentita. Tienimeli d'occhio.
*{{NDR|Logan tenta d'introdursi nell'Area 51 e viene raggiunto da Sh'lainn}}<br />'''Logan''': Sh'lainn? Che ci fai qui? Non importa, domanda stupida, lo so già! {{NDR|si allontana e lei lo raggiunge nuovamente}}<br />'''Sh'lainn''': Nick, sei in pericolo. {{NDR|Logan si allontana e lei ancora una volta gli si para davanti}} Sono sicura che Rinaker sa che sei qui!<br />'''Logan''': Sì. Sono certo anch'io che lo sappia, grazie alla mia affidabile partner!<br />'''Sh'lainn''': Io non gli ho detto nulla. Sono venuta qui da sola perché ero in pensiero. Nick... {{NDR|scoppia a piangere}} ti sto dicendo la verità.<br />'''Logan''': Ti credo {{NDR|le asciuga le lacrime}} non sapresti nemmeno come si fa a mentire.<br />'''Sh'lainn''': Oh, grazie tante! Per tua informazione io saprei essere un'ottima bugiarda se voles- {{NDR|si interrompe vedendo che non la sta ascoltando}}
*La terra e io siamo ottime amiche. ('''Sh'lainn''')
*Buonasera sergente. NSA. Documenti d'estradizione. Prendiamo i prigionieri. ('''Fitz''' recuperando Logan e Sh'lainn, arrestati nell'Area 51)
*{{NDR|l'Alleanza arresta Logan}}<br />'''Sh'lainn''': Nick, credimi, io non ne sapevo nulla.<br />'''Trueblood''': Ottimo lavoro agente Blaze.<br />'''Sh'lainn''': Che vuol dire "ottimo lavoro agente Blaze"!? Io non ho nulla a che fare con questo!<br />'''Trueblood''': Tu hai seguito lui. Noi abbiamo seguito te.
*'''Rinaker''': Abbiamo una situazione critica grazie a te. Ottimo!<br />'''Logan''': Forse ora avrò qualche risposta!<br />'''Rinaker''': Oh, le avrai. Ma non ti piaceranno: la tua negligente ricerca ti ha portato a riattivare un'unità IED!<br />'''Logan''': IED?<br />'''Rinaker''': Infiltrazione, Esecuzione, Detonazione. È un predatore bionico. Ed è inarrestabile!<br />'''Logan''': E chi sta cercando?<br />'''Rinaker''': Te! Ha delle abilità mimetiche, e può rintracciare la sua vittima a qualsiasi distanza. Nel suo programma vengono inserite le caratteristiche del DNA del suo bersaglio.<br />'''Logan''': E da dove accidenti ha avuto il mio DNA?<br />'''Rinaker''': Da tuo padre. Il tuo vero padre. Gli alieni che lo hanno fatto sparire 22 anni fa hanno creato quest'unità per rintracciare i suoi discendenti.
*Il beneficio di far parte dell'Alleanza è che ci prendiamo cura gli uni degli altri. ('''Rinaker''')
*{{NDR|Logan e Rinaker sfuggono alla creatura salendo su un elicottero}}<br />'''Logan''': Perché mi segue? Sta mettendo a repentaglio la sua vita inutilmente.<br />'''Rinaker''': Forse questo potrà provarti che non sono tuo nemico. {{NDR|l'unità IED raggiunge l'elicottero e lo fa schiantare ma sia Logan che Rinaker si salvano}} Dobbiamo rimanere uniti o- {{NDR|L'unità IED esce dai rottami dell'elicottero e punta verso Rinaker}}<br />'''IED''': Obbiettivo inquadrato.<br />'''Logan''': È Rinaker l'obbiettivo!
*{{NDR|Sh'lainn si fa esplodere assieme all'unità IED, Logan trova solo il suo ciondolo tra le macerie}}<br />'''Rinaker''': Il suo sacrificio è stato ammirevole. Ha dato la vita per salvare il suo partner.<br />'''Logan''': Era questo il suo [[Piani dalle serie televisive|piano]] vero?! {{NDR|afferra Rinaker per il bavero}} È la sua vita che ha salvato! Lei era l'obbiettivo!<br />'''Rinaker''': No Logan, il programma deve essere stato riscritto. So che ora sei arrabbiato. Ma ti esorto comunque a lasciarmi andare. {{NDR|Logan lo lascia}} Prenditi tempo per superare il momento. e dopo torna a fare rapporto alla base per l'assegnamento di un nuovo partner.
*{{NDR|Sh'lainn riemerge dalla terra e Logan la raccoglie}} Te l'avevo detto, la terra e io siamo ottime amiche. ('''Sh'lainn''')
*'''Logan''': Tornerò nell'Area 51, generale. {{NDR|si allontana con Sh'lainn}}<br />'''Rinaker''': Splendido.
==Episodio 5, ''Una residenza esclusiva''==
*{{NDR|a un notiziario in TV Logan ha visto un licantropo in una casa assediata tentare di liberare degli ostaggi}}<br />'''Sh'lainn''': Quel tipo era un licantropo? E cercava di aiutare gli umani? Potrebbe essere utile all'Alleanza.<br />'''Rinaker''': Un Licantropo? Nell'Alleanza?<br />'''Logan''': Ehi, Sh'lainn è una Banshee e mi ha salvato le chiappe più di una volta. Mi dia solo del tempo per capire che sta succedendo in quella casa!<br />{{NDR|Rinaker e Logan si fissano furiosamente}}<br />'''Rinaker''': Hai due ore. Ma se la situazione degenera interverrà la squadra d'assalto.
*'''Lobo''': Una Banshee? Che ci fai con lui? {{NDR|riferendosi a Logan}}<br />'''Sh'lainn''': Penso che non ci sia ragione per speci diverse di mettersi l'una contro l'altra. E spero che tu la pensi alla stessa maniera.<br />'''Lobo''': Questo è fantastico! {{NDR|Le afferra le mani}} So bene quello che pensa di me la mia specie, e immagino che le Banshee non siano molto diverse. Mi chiamo Lobo, comunque.<br />'''Logan''': {{NDR|discostando lo sguardo ingelosito}} Lobo? Nome appropriato.<br />'''Sh'lainn''': Io mi chiamo Sh'lainn, e penso ce ne siano altri come noi, bisogna solo trovarli e allora ci sarà la pace tra le specie di questo pianeta.<br />'''Logan''': Ah-ah. E nel frattempo che facciamo con gli ostaggi?
*'''Logan''': Scusa se non condivido i sogni di pace planetare di quel... quello che sia, comunque io ho un mio piano!<br />'''Sh'lainn''': Ah, questo è così prevedibile. La tua specie ottusa non si fida di nessuno a parte che del proprio simile!<br />'''Logan''': In realtà io non mi fido neanche di molti di loro.
*'''Sh'lainn''': {{NDR|dopo che Lobo si è rivelato un traditore}} Non ci posso credere di essermi fidata di lui!<br />'''Logan''': Per forza. Ti ha detto quello che volevi sentire.
*{{NDR|Logan e Sh'lainn liberano gli ostaggi}}<br />'''Sh'lainn''': Presto, andate in questa direzione! {{NDR|indica una porta finestra e questa esplode}}<br />'''Logan''': {{NDR|indicando un'altra direzione}} No, meglio in quella direzione!
*{{NDR|Rinaker da alla squadra d'assalto l'ordine di bombardare l'edificio dopo la liberazione degli ostaggi}}<br />'''Trueblood''': I nostri uomini sono ancora dentro, signore.<br />'''Rinaker''': Anche i Licantropi però. E questa è una guerra.
*'''Nema''': {{NDR|guarando il nuovo travestimento di Fitz}} Allora, da che ti sei vestito stavolta?<br />'''Fitz''': Ma dai! Guarda bene, che ti sembro?<br />'''Nema''': Ahem ... Un secchione informatico? Un secchione scientifico? Un secchione?
*Cannone al plasma dei Vampiri. A suo confronto la versione dell'Alleanza è un giocattolo. ('''Michael Verhooven''')
*Scusa Verhooven. Ma gli affari sono affari. ('''Logan''' a Michael Verhooven prima di distruggere la sua bomba)
*'''Logan''': Dicono che la base sia andata distrutta.<br />'''Sh'lainn''': Pensi sia vero?<br />'''Logan''': Lo spero ma potrebbe essere come con quel tizio, Lobo, forse ci stanno dicendo quello che vorremmo sentire.
==Episodio 6, ''La bomba degli Yeti''==
*'''Rinaker''': Ruck è un Licantropo forte, un capobranco. Tenerlo in una cella normale sarebbe troppo pericoloso, trasferirlo sarebbe compito di Jefferson ma...<br />'''Sh'lainn''': Sì, abbiamo afferrato.<br />'''Logan''': Jefferson mi ha dato qualche lezione di volo, dunque dove andiamo?<br />'''Rinaker''': L'Alleanza possiede una struttura di massima sicurezza, si trova sull'Atollo di Bikini.<br />'''Logan''': Ah, capisco, è dove hanno testato la [[bomba atomica]]. Il posto sarà ancora radioattivo perciò dev'essere totalmente off... limits.<br />'''Rinaker''': Preparatevi a partire tra un ora.<br />'''Logan''': Adoro il fatto che tutto quello che penso venga usato contro di me dall'Alleanza.
*Cosa avete voi da guardare? ('''Sith''' a degli alieni di peluche)
*{{NDR|Logan e Sh'lainn sorvolano l'Oceano Pacifico con un hovercraft}}<br />'''Logan''': L'Oceano Pacifico, bello vero?<br />'''Sh'lainn''': Perché? È blu e pieno d'acqua... capirai.<br />'''Logan''': Ma che ti prende?<br />'''Sh'lainn''': Lo sai, sono una Banshee e non mi sento a mio agio con... con l'alta tecnologia.<br />'''Logan''': Credevo tu fossi a favore del progresso.<br />'''Sh'lainn''': E lo sono... la macchina a vapore per esempio mi piace molto.<br />'''Logan''': Ma si può sapere quanti anni hai?<br />'''Sh'lainn''': {{NDR|Lo guarda male}}<br />'''Logan''': Lascia stare.
*C'è una perdita di carburante!? Grandioso, perché non compare una bella insegna con su scritto "sparateci"? ('''Logan''')
*{{NDR|Dopo essersi schiantati nell'Oceano Pacifico Logan ritrova Sh'lainn priva di sensi alla deriva e prova a baciarla, lei si sveglia e lo ferma con un dito}}<br />'''Sh'lainn''': Cosa pensi di fare?<br />'''Logan''': Ahem... respirazione bocca a bocca.<br />'''Sh'lainn''' {{NDR|sorridendo}}: Bel tentativo.
*'''Ti-Yet''': Avevo detto che volevo parlare con Logan da solo.<br />'''Rinaker''': La scelta non spetta a te, se riguarda l'Alleanza voglio sapere cos'hai da dire.<br />'''Ti-Yet''': Riguarda tutto il mondo adesso che Ruck si è liberato! [...] Quando Ruck piombò nella mia cella mi iniettò il veleno di un Vampiro e per cinque secondi fui alla sua mercé, bastò perché gli rivelassi l'ubicazione segreta della bomba EMP degli Yeti.<br />'''Logan''': Può sterminare l'umanità.<br />'''Ti-Yet''': Può fare molto di più ora. Finora non vi ho mai raccontato la verità Noi Yeti eravamo determinati a non farci mai più schiavizzare, aumentammo la potenza della bomba fino a un quarto. In caso di detonazione la polarità del pianeta esploderà, l'atmosfera prenderà fuoco, l'eruzione del nucleo manderà in pezzi la crosta terrestre. Anche se i licantropi dovessero fuggire non ci saranno sopravvissuti da schiavizzare, quella bomba polverizzerà l'intero pianeta.<br />'''Logan''': Mmm... non è una prospettiva molto allegra.
*Quel che conta è non pardere tempo. ('''Rinaker''')
*{{NDR|Logan e Ti-Yet si scontrano con Sh'lainn nel corridoio}}<br />'''Sh'lainn''': Ti-Yet, Nick, ma... {{NDR|Logan la afferra per un braccio e la porta con loro}}... che sta succedendo? Che dobbiamo fare?<br />'''Logan''': Salvare il mondo.<br />'''Sh'lainn''': Ah. Un'altra volta?
*'''Sh'lainn''': Non usiamo un mezzo dell'Alleanza?<br />'''Logan''': Dopo lo scherzo della perdita del carburante, no grazie. Preferisco la mia auto.<br />'''Ti- Yet''': Carina.<br />'''Logan''': Molto di più: è una Tornado del '70, motore a otto valvole, iniezione elettronica, 3000 di cilindrata. L'auto più robusta mai costruita, non può essere migliorata in nessun modo.
*'''Ruck''': Perché avete modificato la bomba?<br />'''Ti-Yet''': Perché esistono cose peggiori dell'estinzione, e una di queste è la schiavitù.
*'''Logan''': Che fine ha fatto la bomba?<br />'''Rinaker''': Questa è un'informazione riservata.<br />'''Sh'lainn''': Oh, e quindi non abbiamo il diritto di saperla.<br />'''Ti-Yet''': Il mio popolo vorrebbe indietro quell'ordigno.<br />'''Rinaker''': Ti-Yet, il tuo popolo verrà catturato e messo in gabbia.<br />'''Logan''': Ma perché?! Gli Yeti sono pacifici!<br />'''Rinaker''': Però questo è il nostro pianeta, loro sono degli intrusi.
*'''Logan''': Benvenuto nell'Alleanza agente Ti-Yet.<br />'''Ti-Yet''': {{NDR|a Rinaker}} Grazie generale Rinaker.
==Episodio 7, ''L'incidente''==
*{{NDR|Nel 1947, dopo aver inscenato l'incidente di Roswell}}<br />'''Jackson Trueblood''': Allora? Com'è andata?<br />'''Rinaker''' {{NDR|sorridendo}}: Direi che la cospirazione di Roswell è iniziata.
*'''Rinaker''': Per oltre mezzo secolo la cospirazione ha funzionato grazie agli sforzi congiunti del generale Arthur Logan e di agenti come Jackson Trueblood e Adrian Gomez, che riposino in pace. {{NDR|rivolto a Nick Logan e Angela Gomez}} Nick e Angela, voi dovete essere orgogliosi dei successi ottenuti dai vostri nonni, {{NDR|rivolto a Jefferson Trueblood}} e tu Jefferson di quelli di tuo padre. Era un buon amico.<br />'''Logan''': E dove sarebbe il successo? Nell'aver simulato l'arrivo di alieni dall'aria innocua a Roswell? Scommetto che il mio vero padre avrebbe una visione diversa di questi successi.<br />'''Rinaker''': La scomparsa del tuo vero padre non era pianificata, ma mentre la gente la fuori si chiede se questi alieni dall'aria innocua esistano o no, noi abbiamo risparmiato loro l'orrore di scoprire cosa c'è veramente la fuori. [...] Abbiamo evitato il panico e protetto il pianeta per 50 anni e di ciò siamo molto fieri.
*{{NDR|Dopo aver visto un filmato dello space shuttle attaccato da un satellite alieno}}<br />'''Trueblood''': Sembravano alieni.<br />'''Sh'lainn''': Possiamo rivederlo?<br />'''Logan''': Non serve lo potremo rivedere ogni quindici minuti al telegiornale: "oggetto alieno attacca space-shuttlle"!
*'''Fitz''': Brutto colpo per la cospirazione. Un satellite alieno che se ne sta lassù a scattare fotografie da più di 50 anni, caspita questo potrebbe rivelare parecchie verità finora oscure.<br />'''Sh'lainn''': L'attentato a [[John Fitzgerald Kennedy|Kennedy]] per esempio.<br />'''Trueblood''': O l'Apollo 11.<br />'''Sh'lainn''': O [[Martin Luther King]].<br />'''Logan''': {{NDR|pensando a suo padre}} O la scomparsa del padre di un bambino.<br />'''Rinaker''': {{NDR|entrando nella stanza}} O l'incidente di Roswell.
*Se qualcuno si impadronisse di quel satellite, voglio dire qualcuno di estraneo a noi, voi, io, l'intera Alleanza e forse persino tutto il genere umano... saremmo fuori gioco. ('''Rinaker''')
*{{NDR|Fitz frigge i circuiti della stazione spaziale sbavandoci sopra la glassa di una ciambella ed impedendo il lancio di una sonda-razzo}}<br />'''Nema''': Dimmi, il merito è tuo o della glassa?<br />'''Fitz''': Tu quale dici che è più plausibile?<br />'''Nema''': {{NDR|sorride}}
*{{NDR|Sh'lainn salva Logan da un Licantropo e frena la sua caduta}}<br />'''Logan''': Bella presa, irlandese.<br />'''Sh'lainn''': Nemmeno un misero "grazie"?
*{{NDR|Dopo aver rubato una navicella dei Licantropi}}<br />'''Ti- Yet''': [...] Credo che riuscirò a portare quest'affare in orbita, anche se l'atterraggio potrebbe essere difficoltoso.<br />'''Sh'lainn''': Oh, no, non dirlo! È già abbastanza brutto separare una Banshee dalla terra, ma se proprio devo andare in orbita voglio un ritorno assicurato... e un sacchetto per-{{NDR|Logan la porta via}}<br />'''Trueblood''': Allora, qual è la tua risposta? Lo puoi fare o no?<br />'''Ti-Yet''': Sarà dura ma... sì.<br />'''Sh'lainn''': Dura!? Oooh, mi sta già venendo la nausea. E credetemi, vi conviene non essere nei paraggi quando una Banshee rimette...
*{{NDR|Sh'lainn ha la nausea durante il volo nello spazio}}<br />'''Logan''': Prova a guardare un punto lontano. magari la costellazione del delfino, oppure-<br />'''Sh'lainn''': Ti uccido se mi dai un altro suggerimento.
*'''Ti-Yet''': Potremmo portare giù il satellite usando i suoi bracci di posizionamento.<br />'''Trueblood''': Puoi farlo atterrare?<br />'''Ti-Yet''': No. Non ho detto questo.
*{{NDR|Logan prova a visionare le riprese fatte dal satellite usando i computer dell'Alleanza ma non compare nulla}}<br />'''Logan''': A bordo del satellite abbiamo visto delle immagini, dove sono adesso?<br />'''Rinaker''': Ovviamente si trattava di dati corrotti.<br />'''Logan''': Come un sacco di cose qua dentro.
==Episodio 8, ''Troppi misteri''==
*'''Logan''': Capi di bestiame mutilati? {{NDR|scoppia a ridere}}... stai scherzando, spero! E dimmi, qual è la prossima missione? Il fantasma di [[Elvis Presley|Elvis]]?<br />'''Smith-Heisen''': Ah... ti prego; abbiamo schedato i cloni di Elvis molto prima che tu ti unissi a noi.
*'''Smith-Heisen''': Ascolta agente Logan, l'intelligence ritiene che valga la pena di andare a fondo.<br />'''Logan''': Oh, e da quando l'Alleanza ha un "intelligence"?
*{{NDR|dopo ore di viaggio in macchina per il Wyoming}}... E quando riportammo il campione al laboratorio per le analisi si scoprì che era un mio capello, probabilmente la strumentazione aveva subito dei danni all'apparecchiatura d'analisi, be', non ci crederete ma il vecchio Rinaker diede tutta la colpa a me, quando è evidente che la responsabilità era tutta di Alascano. {{NDR|mette la mano sul ginocchio di Logan}} Oooh! I miei motori stanno andando in fibrillazione! Finalmente una missione operativa dopo mesi di ricerche in laboratorio, sono così su di giri! ('''Marina Petrovic''')
*'''Fitz''' {{NDR|rivolto a Logan, sarcastico}}: Ok, riporta la dottoressa a casa tutta intera e vedi di non rimanere senza benzina in campagna, hai capito che intendo?<br />'''Dr. Petrovic''': Oh, Fitz, tu hai sempre voglia di scherzare. {{NDR|afferra le guance di Logan e ride}} Naturalmente se succedesse io terrei la bocca chiusa!<br />'''Logan''': {{NDR|ingerisce degli antiacidi}}
*{{NDR|Fitz e Nema camminano per una città deserta}}<br />'''Fitz''': Non c'è nessuno!<br />'''Nema''': Credi che abbiano saputo del tuo arrivo e se ne siano andati?<br />'''Fitz''': Credi che sia troppo tardi per scambiarti con la Petrovic?<br />'''Nema''': Eh, si! Temo che sia troppo tardi!
*'''Fitz''': Una città deserta, le ombre che si muovono... se incontrassimo delle formiche giganti vorrei i diritti per il film!<br />'''Nema''': Wow, un altro film di serie B, proprio ciò di cui il mondo ha bisogno!
*Non c'è nulla nel buio che non ci sia anche alla luce del giorno. ('''Padre di Kyle''')
*{{NDR|telefonando a Logan e alla Petrovic mentre viene inseguito dagli alieni}} "P.L.V.A.": Portate Le Vostre Armi! ('''Fitz''')
*'''Kyle''': Quei mostri hanno portato via il mio papà!<br />'''Logan''': {{NDR|ricorda la scomparsa di suo padre}} Davanti ai tuoi occhi?<br />'''Kyle''': Sì, aiutami a ritrovarlo, ti prego!<br />'''Logan''': {{NDR|ricorda la scomparsa di so padre}} Certo. Puoi contarci.
*{{NDR|Nema e Fitz vengono avvolti in un bozzolo alieno costituito da sostanze allucinatorie}}<br />'''Fitz''' {{NDR|in stato di simil-ebbrezza}}: Wow. Questi cosi mi fanno sentire così strano.<br />'''Nema''' {{NDR|in stato di simil-ebbrezza}}: Be', non fare il tacchino.<br />'''Fitz''' {{NDR|in stato di simil-ebbrezza}}: Fa la brava, dammi un bacio prima che muoia!<br />'''Nema''' {{NDR|in stato di simil-ebbrezza}}: Se ti bacio sarà io a morire. E poi, abbiamo dei "dettagli" da sistemare, no?<br />'''Fitz''' {{NDR|in stato di simil-ebbrezza}}: Oh, me n'ero completamente dimenticato! {{NDR|rivolto agli altri prigionieri dei bozzoli}} Mantenete la calma signori, c'è una spiegazione perfettamente logica per questa situazione perfettamente logica! Siamo vittima di rapitori terroristi che indossano delle maschere di carnevale, no azi, in realtà-<br />'''Nema''' {{NDR|in stato di simil-ebbrezza}}: Siamo stati catturati da certi mostri alieni che ci mangeranno tutti per cena!<br />'''Fitz''' {{NDR|in stato di simil-ebbrezza}}: Andiamo, sii seria. Chi crederebbe a questo?
*{{NDR|in stato di simil-ebbrezza}}"Le formiche mutanti all'attacco!" Protagonista Simon Fitzpatrick nei panni di se stesso! ('''Fitz''')
*{{NDR|in stato di simil-ebbrezza}} Ehi Logan, ecco il mio vecchio compare! Ti voglio bene amico! ('''Fitz''' a Logan)
*{{NDR|in stato di simil-ebbrezza}} Sai doc, ti voglio bene! ('''Fitz''' alla Petrovic)
*Orsi mutanti senza pelo, una conseguenza della contaminazione dell'acqua. ('''Fitz''' cercando di giustificare il rapimento alieno alle vittime)
*'''Fitz''': Figurati se ti ho chiesto di darmi un bacio! Tu avevi le allucinazioni, bella!<br />'''Nema''': Certo; una conseguenza della contaminazione dell'acqua!
==Episodio 9, ''I minotauri''==
*'''Trueblood''': Sta' indietro Logan, non ci serve il tuo aiuto. Questa è una situazione per la squadra Star!<br />'''Logan''': Forse potrei-<br />'''Trueblood''': Abbiamo già abbastanza problemi con due cacciatori di taglie, credimi: non ce ne occorre un terzo!
*'''Smith-Heisen''': Anni fa i Minotauri combatterono una guerra contro le Banshee e furono sconfitti, da allora furono imprigionati in una sorta di stato di catalessi, ora la regina Mab li ha liberati.<br />'''Logan''': Mab. Cacciatori di taglie... Sh'lainn!<br />'''Smith-Heisen''': Ci sei arrivato.
*Parliamoci chiaro Sh'lainn, sei di nuovo sola. Il rancore della regina Mab non fa che aumentare. Era già tremendo quando minacciava solo te... ma ora che minaccia anche i tuoi amici e... i tuoi compagni... ('''Sh'lainn''')
*Non cercare il cacciatore. Cerca la sua preda. ('''Logan''')
*Mab mi ha detto che per restare libero devo portarle la tua testa, però non ha detto che deve restare attaccata al resto del corpo! ('''Canmorth''' a Sh'lainn)
*E tu dovresti essere il miglior amico dell'uomo? Non ti vorrei mai in casa! ('''Logan''' a Cerbero)
*'''Logan''': Kraker, potrei darti un bacio!<br />'''Kraker''': Questo è il motivo per cui sto dietro le quinte.
*Il nostro è un lavoro particolare. Nessuno può dirci come svolgerlo e dove. ('''Fitz''' a Nema)
*'''Canmorth''': Mab mi ha fornito certe protezioni contro i tuoi poteri.<br />'''Sh'lainn''': Mab mi accusa di aver tradito la nostra specie, ma la vera traditrice è lei che si è rivolta a un mostro come te! Le Banshee amano la vita e disprezzano la tecnologia, mentre tu...<br />'''Canmorth''': Faccio l'opposto. Ma ti ringrazio di esserti ribellata alla regina Mab, il suo odio mi ha ridato la libertà. E adesso farò in modo di non perderla!
*{{NDR|Nema soccorre Sh'lainn da Canmorth e la porta via in auto}}<br />'''Sh'lainn''': Sarebbe stato meglio raggiunger il campo base, avrei potuto usare il teletrasporto.<br />'''Nema''': Certo, saresti scappata finché non avresti più potuto correre. Anche Logan era un cacciatore di taglie, ricordi? E lui ha detto di tenerti d'occhio.<br />'''Sh'lainn''': Nick!? Nick è qui?<br />'''Nema''': {{NDR|sorride}} È stato lui a mandarmi da te.<br />'''Sh'lainn''': No! Non può, deve andarsene! Noi Banshee facciamo sogni premonitori, ho visto Nick in sogno la scorsa notte e il suo viso era un teschio!<br />'''Nema''': E tu credi che preannunciasse la sua morte?<br />'''Sh'lainn''': Io non vedo altri significati.<br />'''Nema''': Forse hai ragione, ma non sempre bisogna credere a quello che si vede.
*{{NDR|Il Minotauro Caronte porta a Mab il corpo esanime di Sh'lainn dopo aver battuto Canmorth}}<br />'''Mab''': Devo ammettere che mi hai sorpreso Caronte, credevo che Canmorth non avesse rivali come cacciatore. Ma a quanto pare le cose sono cambiate.<br />'''Caronte''': Infatti.<br />'''Sh'lainn''' {{NDR|rinvenendo}}: Uh-hnnm...<br />'''Mab''': Cosa!? È ancora viva!?<br />{{NDR|Caronte lega Mab con delle catene, la scaraventa contro una parete e si toglie l'elmo rivelando di essere Logan}}<br />'''Mab''': Tu!<br />'''Logan''': Volevi il miglior cacciatore di taglie Mab: l'hai avuto! Ora la caccia è finita! Definitivamente! Perché ti giuro che se qualcun altro verrà a cercare Sh'lainn... io verrò a cercare te! Ti è chiaro?<br />'''Mab''': Come desideri.
==Episodio 10, ''Emergenza nella Foresta Pluviale''==
*''¡Cuidado, el Chupacabra!'' "Attenti, il Chupacabra!" ('''Manriano''')
*'''Rinaker''': Gli indigeni lo chiamano [[chupacabra]].<br />'''Logan''': Succhiacapre? Mi dica che sta scherzando!<br />'''Sh'lainn''' {{NDR|a Logan, bisbigliando}}: Lui non scherza mai.<br />'''Logan''': {{NDR|a Sh'lainn, bisbigliando}} Questo lo so bene.<br />'''Rinaker''': Potrebbe essere un alieno.<br />'''Logan''': Però non è pericoloso, attacca solo delle mucche! Siamo diventati ambientalisti!? {{NDR|a Sh'lainn}} Non dire niente!<br />'''Sh'lainn''': Ma le mucche sono così dolci!<br />'''Rinaker''': No, queste no. Dopo essere state morse attaccano gli operai.<br />'''Logan''': E allora?<br />'''Rinaaker''': Operai che lavorano per la Intralcom.<br />'''Logan''': Ok, capo. Ora hai la mia attenzione. [...] Il succhiacapre e io dobbiamo incontrarci.
*Siamo in piena Foresta Pluviale, qui è tutto un brulichio di energia vitale, non la senti? ('''Sh'lainn''' a Logan)
*'''Fitz''': Diecimila chilometri quadri di Foresta Pluviale, tutti della Intralcom, non abbiamo il permesso di stare qui quindi tatto, eh?<br />'''Logan''': {{NDR|imbracciando un'arma}} Ehi, discrezione è il mio secondo nome!<br />'''Nema''': Sì, come no, e il mio secondo nome è pazienza!<br />'''Fitz''': Già, non tocchiamo questo tasto.
*{{NDR|dopo che la loro macchina viene colpita da un missile Logan e S'lainn si gettano nell'acquacon dei sedili eiettabili}}<br />'''Sh'lainn''': Lo sai, è stato corroborante!<br />'''Logan''': Uno di questi giorni mi piacerebbe fare una nuotata che non sia questione di vita o di morte!<br />'''Sh'lainn''': E magari senza uscirne con delle [[sanguisuga|sanguisughe]] sulla faccia! {{NDR|Sh'lainn scoppia a ridere e Logan si toglie le sanguisughe}}
*'''Chupacabra''': Tu Logan non Logan!<br />'''Logan''': Scusa?<br />'''Chupacabra''': Tu Logan non Logan, no Logan, Logan non Walter Logan!<br />'''Logan''': {{NDR|gli si avventa contro}} Conosci mio padre!? {{NDR|Chupacabra lo solleva di peso e lo scaraventa via}}<br />[...]<br />'''Chupacabra''': Tu Logan non Walter Logan! Walter Logan non Walter Logan! Logan buono, Logan cattivo!<br />'''Logan''': Cosa?<br />'''Traghettatore''': Molto tempo fa Chupa morse un uomo che credeva essere Walter Logan! Ma non lo era!<br />'''Logan''': Il nome del mio secondo padre è Walter!<br />'''Traghettatore''': Quel Logan era un alieno.<br />'''Logan''': Non era lui.<br />'''Chupacabra''': Cattivo Logan, cattivo! D'Vorak morde, orrore! Orrore! Diventato Chupacabra! Ma morso aiutato Chuacabra capito mente alieni... e alieni odiano ossigeno! Vogliono pianeta debole! Vogliono foresta bruciata!<br />[...]<br />'''Logan''': Che tipo di alieno era questo Walter?<br />'''Chupacabra''': Alieno cattivo! Non lupo, non Banshee...
*'''Fitz''': Scoperto qualcosa sulla Intralcom?<br />'''Logan''': No. Chupacabra era proprio D'Vorak... e ha la mente malata.<br />'''Sh'lainn''': Vuole solo proteggere la Foresta Pluviale ormai.<br />'''Logan''': {{NDR|sorride}} Siamo ancora in contatto. {{NDR|prende il cellulare e contatta Chupacabra chiamandolo al cellulare lasciatogli prima del loro congedo}}<br />'''Chupacabra''' {{NDR|al telefono}}: Aaaah!<br />'''Logan''' {{NDR|al telefono}}: Ehi, Chupacabra-<br />'''Chupacabra''' {{NDR|al telefono}}: Logan non Logan! Lui trovato Chupacabra. lui- Aaaaaah! {{NDR|cade la linea}}<br />{{NDR|Logan, Sh'lainn, Fitz e Nema raggiungono il segnale del cellulare di Cupacabra in elicottero e lo trovano ridotto a una carcassa fumante}}<br />'''Fitz''': Allora? Cos'è stato?<br />'''Logan''': Qualunque fosse il passato di Chupacabra... ora l'ha trovato.<br />'''Sh'lainn''': E la Foresta Pluviale ha perso il suo difensore.
==Episodio 11, ''Conto alla rovescia''==
*Visione di morte! Tutti quanti. Ogni agente dell'Alleanza. Morte. Tra dodici ore... moriranno tutti. ('''Sh'lainn''')
*'''Smith-Heisen''': Mi scusi signore ma perché vuole portare un velivolo sconosciuto e potenzialmente pericoloso all'interno dell'Alleanza?<br />'''Rinaker''': L'esame preliminare dell'agente Ling ha dimostrato che non trasporta ne armi ne equipaggio, probabilmente è un mezzo per la raccolta dati.<br />'''Smith-Heisen''': Ma questa procedura esula dal controllo di sicurezza... alla luce della premonizione dell'agente Blaze-<br />'''Rinaker''': Non sospenderò tutte le operazioni solo a causa delle superstizioni Banshee, e poi, mi sembra di ricordare abbia predetto la morte di Logan svariate volte... ma lui è ancora in ottima salute.
*{{NDR|Sh'lainn contrae la ''Maledizione del ferro'' e si trasforma in un violento ammasso di metallo vivente, gli agenti dell'Alleanza la attaccano invano}}<br />'''Logan''': Che cosa vuoi fare!? È Sh'lainn quella la dentro!<br />'''Trueblood''': No. Non lo è più.
*'''Mab''': Lurido verme impudente, sapendo che abbiamo messo una taglia sulla tua testa... come ti permetti di profanare questo luogo sacro?<br />'''Logan''': Sono venuto senz'armi, per salvare la vita di una di voi... Sh'lainn!<br />'''Shrian''': {{NDR|sobbalza}}<br />'''Mab''': Cosa minaccia la vita della traditrice umano? Parla!<br />'''Logan''': Una malattia. Dopo essere entrata a contatto con una sonda aliena è tornata al suo stato Banshee più primordiale ed ora trasforma la tecnologia attorno a sé.<br />'''Shinta''': È la ''maledizione del ferro'', non c'è dubbio maestà.<br />'''Mab''': Una Banshee che sta troppo a contatto con le macchine viene avvelenata. Il suo corpo inizia a cercare la tecnologia e a trasformarla in materia organica.<br />'''Sh'tra''': Niente può fermare una Banshee se contrae la ''maledizione del ferro''!<br />'''Logan''': {{NDR|indicando i monoliti}} Lei ha detto che le pietre potevano salvarla!<br />'''Mab''': Sciocco umano. Queste pietre sono sacre sì... ma non fermano la ''maledizione del ferro''! La sua vita è terminata, così come la tua!<br />{{NDR|le Banshee attaccano Logan, che tuttavia viene salvato da Ling, il quale le mette in fuga}}<br />'''Logan''': Perché ci hai messo tanto?<br />'''Ling''': Stavo chiamando la mia coscienza. Per tua fortuna ha risposto.<br />'''Shinta''': {{NDR|apparendo alle spalle di Logan}} Umano, non sono i monoliti le pietre che stai cercando. Sono queste {{NDR|gli porge un sacchetto}} le pietre della terra. La loro magia è potente. Nessuna Banshee, nemmeno una traditrice, deve soffrire il dolore della ''maledizione del ferro''. Sh'lainn era mia amica, devi farle toccare questa pietra.
*Sh'lainn, sono io. Noi siamo amici, ricordi? Noi ci fidiamo l'uno dell'altra, dipendiamo l'uno dall'altra per le nostre vite, noi ci preoccupiamo di non far morire l'altro. ('''Logan''' a Sh'lainn in preda alla ''maledizione del ferro'')
*{{NDR|Logan e Sh'lainn sono in riva a un lago in congedo}}<br />'''Sh'lainn''': Ora voglio dimenticare tutto, noi... non dobbiamo tornare subito al bunker, vero?<br />'''Logan''': No, finché non ti sarai riposata e non avranno finito di ripararlo. Hai combinato proprio un bel disastro, eh?<br />'''Sh'lainn''': {{NDR|stiracchiandosi al sole}} Già. Non è che la cosa mi dispiaccia poi tanto.<br />'''Logan''': Vero. In questo momento a Roswell non c'è nulla di cui dobbiamo preoccuparci.
==Episodio 12, ''La grande fuga''==
*{{NDR|Trueblood annuncia che Logan e Fitz sono morti in missione}}<br />'''Sh'lainn''': Il generale Rinaker non aveva alcun diritto di mandarli incontro a quel ciclone!<br />'''Nema''': Sì, lo so, ma non poteva sapere che-<br />'''Sh'lainn''': {{NDR|in lacrime}} Avrebbero potuto tirarsi indietro!<br />'''Nema''': E quando mai quei due sbruffoni si sono tirati indietro di fronte a qualcosa?
*{{NDR|Logan e Fitz pilotano un aereo in mezzo ad una tormenta}}<br />'''Logan''': Forse madre natura ha scoperto il relitto di quell'UFO... per qualche motivo non ci vuole tra i piedi!<br />'''Fitz''': Può darsi. La sai una cosa amico... mi risulta che Haiti sia la capitale mondiale dei riti Voodoo. Pensi che qualche fanatico voglia tenerci lontani?<br />'''Logan''': Vuoi tornare indietro?<br />{{NDR|si guardano e scoppiano a ridere}}<br />'''Fitz''': Questa si che è bella. Parlando seriamente, atterriamo vicino a un villaggio!
*{{NDR|dopo un atterraggio di fortuna}}<br />'''Logan''': Siamo nell'occhio del ciclone!<br />'''Fitz''': Bene. Allora sputiamoci dentro e andiamo al villaggio più vicino. {{NDR|Logan si avventura nel bosco}} Ahem, Logan, amico, il villaggio più vicino è a valle. {{NDR|Logan prosegue nella sua direzione}} Non su, giù! {{NDR|Logan prosegue nella sua direzione}} Ho capito, tu vuoi trovare il delitto dell'UFO. Be', fa come ti pare! Io ti aspetterò comodamente seduto al bar del villaggio leccandomi dalle labbra la schiuma di un buon cappuccino! {{NDR|Logan prosegue nella sua direzione}} Ah. Ehi, Looogan! {{NDR|sospira e lo segue}}
*{{NDR|Logan salva Fitz dall'annegamento e non riuscendo a farlo rinvenire tenta di fargli la respirazione bocca a bocca}}<br />'''Fitz''': {{NDR|rinvenendo}} Ehi, Nick! Quanto sei affettuoso!<br />'''Logan''': Fitz! Ah, ecco io... be', insomma... sai cominciavo a temere di dovermi portare tutta la tua ciccia giù fino al villaggio, amico.<br />'''Fitz''': Parlando del villaggio, li senti? Questi sono tamburi voodoo!<br />'''Logan''': Sì, certo, oppure al bar stanno servendo l'ultimo giro di [[caffellatte]]!<br />'''Fitz''': Quale caffellatte, io ho detto che volevo un [[Cappuccino (bevanda)|cappuccino]]!<br />'''Logan''': Ok. Più o meno è la stessa cosa!<br />'''Fitz''': Che!? Si vede che non te ne intendi!
*'''Logan''': Ordinami della doppia cioccolata con panna, ok?<br />'''Fitz''': Sì, con contorno di galline sacrificate. Siamo venuti a cacciarci in un villaggio voodoo! [...] Da quella parte! {{NDR|indicando del fumo nella foresta}} per quello che ne so io, quello è un rituale di magia nera!<br />'''Logan''': Ne hai mai visti?<br />'''Fitz''': Be', no! Però ho ritagliato un articolo da una rivista specializzata.<br />'''Logan''': Allora, zitto!<br />'''Fitz''': Se ti trasformano in uno zombie ti becchi un bel "te l'avevo detto!".
*E in questo remoto santuario, nella profonda valle, dove indugiano le tempeste, le vostre anime purificate dal fuoco generano una nuova vita... una vita Vodun! ('''Ung-han''')
*'''Ung-han''': I Vodun non chiedono mai aiuto a nessuno, Hagadza, credevo te lo avessimo dimostrato nella nostra visita nel tuo mondo!<br />'''Hagadza''': I miei ricordi di quell'evento sono rimasti laggiù, nel cimitero.<br />'''Ung-han''': Hah, il cimitero! È li che simo costretti a prendere possesso di questi corpi ormai inerti e senza vita!
*{{NDR|I Vodun stanno per introdurre un loro simile nel corpo di Fitz}}<br />'''Fitz''': Mi piacerebbe entrare nel vostro club dei morti viventi ragazzi, ma vi informo che la mia mente non fa per voi... troppo cibo spazzatura, troppa TV...<br />'''Hagadza''': Ma non è la tua mente che vogliamo, maschio umano. Solo il tuo corpo. Rrrahhhr!
*'''Fitz''': Rischiavo di perdere tutto il mio fascino e la mia personalità per colpa di un parassita alieno!<br />'''Logan''': Avresti potuto solo migliorare!<br />'''Fitz''': Carino!
==Episodio 13, ''Il fuggitivo (parte 1)''==
*'''Truebllod''': {{NDR|lamentandosi di Logan}} Lui dovrebbe limitarsi a rintracciare gli alieni, invece fa continuamente di testa sua! Cattura alieni a tutte le ore e poi li butta addosso a me, così, alla rinfusa, senza documentazione! Neanche fossi un segretario!<br />'''Alascano''': {{NDR|lamentandosi di Logan}} Ha preso possesso della sala attrezzature, ormai è fuori controllo!<br />'''Smith-Heisen''': {{NDR|lamentandosi di Logan}} Nessuna sanzione ufficiale, nessun piano operativo, nessun aiuto da parte della squadra dei tagli o della star. Non so proprio che passi per la testa a Logan!<br />'''Rinaker''': {{NDR|li fissa in silenzio}}<br />{{NDR|la scena cambia e si inquadra Logan nell'ufficio della Tabada}}<br />'''Logan''': Una vacanza!?<br />'''Smith-Heisen''': Sì, agente Logan. Sai, un'occasione per rivedere gli amici la fami- cioè... volevo dire...<br />'''Logan''': Ma io non voglio una vacanza. Non ho alcun bisogno di vacanze, io!<br />'''Smith-Heisen''': Non è un suggerimento è un ordine. E viene direttamente da Rinaker. Hai pestato i calli a chiunque qui dentro, il tuo comportamento da cane sciolto non sarà tollerato a lungo!<br />'''Logan''': Io combatto! Mentre voi compilate documenti gli alieni si rafforzano, chi può dire cos'abbiano in mente alcuni di loro!<br />'''Smith-Heisen''': Alcuni di loro, sono tuoi amici!<br />'''Logan''': Svegliatevi! O uno di questi giorni vi accorgerete che siete una minoranza sul vostro stesso pianeta!
*'''Sh'lainn''': Va tutto bene?<br />'''Logan''': Sì, sì, certo. Mi godo la mia vacanza, giusto!?<br />'''Sh'lainn''': Non devi prendertela con me.<br />'''Logan''': Scusa.<br />'''Sh'lainn''': Credo tu abbi bisogno di una ciambella.<br />'''Logan''': Tu non sai di che cosa ho bisogno!<br />'''Sh'lainn''': Perché non dovrei saperlo? Perché sono un'aliena, vero? So bene cosa provi quando pensi a tuo padre, Nick, ma il tuo dolore non farà altro che crescere se lo nutri con l'odio! {{NDR|mettendogli una mano sulla spalla}} Nick, non-<br />'''Logan''': {{NDR|scrollandosi di dosso la sua mano}} Cos'è questa? Una sotto-filosofia Banshee?!<br />'''Sh'lainn''': No, solo le parole di qualcuno che ti vuole bene. {{NDR|esce dalla stanza in lacrime}}
*'''Logan''': Sotto in nome del Condotto in questo sistema ci sono oltre 300 file. Tutti protetti dal suo codice. Perché?<br />'''Rinaker''': Tu dovresti essere in vacanza, Logan.<br />'''Logan''': Le ho rivolto una domanda.<br />'''Rinaker''': Se avessi intenzione di risponderti non mi sarei preso la briga di codificare i dati, non ti pare?
*Quell'auto era la mia bambina. Averla perduta è stata l'ultima goccia generale. ('''Logan''' dopo che Rinaker fa esplodere la sua auto)
*[[X-Files|Voglio crederci]]. ('''Logan''')
*'''Gauling''': Finora hai combattuto solo le sezioni militari, ma sono una minoranza, ecco, osserva i tuoi cosiddetti nemici: {{NDR|mostra una stanza piena di alieni neonati o indifesi}} molti di noi vivono nel terrore, spostandosi da un posto all'altro continuamente.<br />'''Logan''': E il Condotto?<br />'''Sirena''': È semplicemente una rete di collegamento tra tutti questi rifugi segreti, ma purtroppo è solo una soluzione temporanea.<br />'''Logan''': Ditemi di mio padre.<br />'''Gauling''': Walter Logan stava tentando di integrare il Condotto con l'Alleanza.<br />'''Choaf''': Finché un giorno non ci ha traditi mettendo una bomba in uno dei rifugi!<br />'''Logan''': No, non può essere così! C'era un alieno, si faceva passare per mio padre. Dev'essere stato lui!<br />'''Gauling''': Si vociferava una cosa del genere, ma non ti sarà facile convincere gli altri di ciò, i loro ricordi sono amari e dolorosi per quanto riguarda la famiglia Logan.
*{{NDR|l'Alleanza fa irruzione in un rifugio del Condotto}}<br />'''Sh'lainn''': È una barbarie! Come può permettere questo tipo di intervento!? Loro non rispondono al fuoco!<br />'''Rinaker''': Sono alieni. E danno aiuto a un fuggitivo. Facciamo ciò che è necessario!
*Il mio cerchio è quasi concluso ormai. E vorrei terminarlo servendo gli altri. Attento. Sei venuto qui con tante domande, ma le risposte non sempre saranno quelle che ti aspettavi. ('''Gauling''' a Logan prima di morire)
*{{NDR|l'Alleanza fa irruzione in un rifugio del Condotto}}<br />'''Nema''': Questa storia puzza!<br />'''Fitz''': Non dirlo a me, non era quello che mi aspettavo quando mi sono arruolato.
*Essere cacciati, perseguitati, inseguiti, la maggior parte di noi conosce solo questo. Si impara presto a non aspettarsi molto di più. In fondo siamo solo alieni. ('''Sirena''')
*{{NDR|Sh'lainn soccorre Logan dalle truppe dell'Alleanza che lo inseguivano}}<br />'''Logan''': {{NDR|le cinge la vita e la fa volteggiare}} Sh'lainn! {{NDR|rimettendola a terra}} Io... ecco... sono stato un idiota. Puoi perdonarmi?<br />'''Sh'lainn''': {{NDR|dolcemente}} Sempre!
*Mi serviva qualcuno da incolpare e ho scelto gli alieni. Ho scelto male. ('''Nick Logan''')
==Episodio 14, ''Il fuggitivo (parte 2)''==
*'''Logan''': Quindi tu eri un agente dell'Alleanza?<br />'''Sith''': Già. Ma poi sono diventato scomodo per molti, un po' come te!<br />'''Logan''': E conoscevi mio padre?<br />'''Sith''': Sì, una brava persona. E le brave persone hanno la brutta abitudine di scomparire. Pensavo che se qualcuno poteva aiutarmi quello eri tu, dovevo coinvolgerti, e così ho portato l'Alleanza al covo di quel licantropo, non è stato difficile!<br />'''Logan''': Sei stato tu?<br />'''Sh'lainn''': E da allora ti sei messo a recitare la parte del visionario!<br />'''Sith''': Sì. Era un'ottima copertura! Be', che mi dici? Ti hanno mentito, ti hanno sparato addosso ed ora sei in fuga con un gruppo di profughi alieni, che vuoi fare?<br />'''Sirena''': Già, qual è la prossima mossa?<br />'''Logan''': Affronteremo Rinaker e l'Alleanza!
*Buongiorno colleghi, nel caso non ci rivedessimo buon pomeriggio, buona sera e buona notte! ('''Logan''' prima di stendere due agenti dell'Alleanza)
*'''Logan''': {{NDR|prima di saltare da un aereo in fiamme}} Stringiti forte a me!<br />'''Sh'lainn''' {{NDR|sorridendo}}: Nei tuoi sogni!<br />'''Logan''' {{NDR|sorridendo}}: Ogni tanto.
*{{NDR|Logan, Sh'lainn e Sith irrompono nella sede dell'Alleanza e rimangono bloccati in una sparatoria}}<br />'''Sh'lainn''': Andate avanti, io li trattengo!<br />'''Logan''': Non se ne parla!<br />'''Sh'lainn''': Resta qui e morirai! Sono una Banshee, certe cose le so! {{NDR|gli prende il viso tra le mani e lo bacia}} Va. Trova la verità!
*{{NDR|Logan e Sith irrompono nell'ufficio di Rinaker}}<br />'''Sith''': Facciamolo fuori!<br />'''Logan''': No! {{NDR|getta a terra il fucile di Sith}} Sono qui per scoprire la verità, non per commettere un omicidio!<br />'''Rinaker''': {{NDR|sorride compiaciuto}}<br />'''Sith''': Come preferisci, lasciami controllare il computer, se contiene qualcosa su tuo padre riuscirò a trovarlo! {{NDR|si reca al computer di Rinaker}}<br />'''Logan''': Ma dovresti conoscere i suoi codici di accesso immagino.<br />'''Sith''': Già! Ma vedi, io so bene come funziona la sua mente. {{NDR|Sith e Rinaker si lanciano un'occhiataccia}}<br />'''Logan''': Non mi sono mai veramente fidato di lei generale, mi ha sempre dato l'impressione di giocare sporco, tramare nell'ombra, ingannare, mischiare le carte per distogliere la verità! Tutta questa cospirazione è iniziata e finirà con lei!<br />'''Rinaker''': Stai brancolando nel buio, stai cercando le risposte giuste nei luoghi sbagliati! Io e tuo nonno costruimmo l'Alleanza, ed essa è ancora oggi un omaggio alla sua memoria. Memoria che tu disonori.<br />'''Logan''': "Disonori"!? Ha un bel coraggio! Lei ha cercato di uccidermi più di una volta lei... lei... lei ha distrutto la mia auto!<br />'''Rinaker''': Faccio ciò che è necessario di volta in volta. Non devo piacerti, ma se pensi di poterti fidare di quel tizio... allora perché sta tentando di far saltare in aria il nostro reattore?<br />{{NDR|Logan si volta e nota che Sith ha innescato l'autodistruzione del nucleo del bunker}}
*L'epoca dell'occultamento è finita... in nome della moltitudine degli Shadoen, voi siete condannati! ('''Sith''' rivelando la sua identità di Shadoen)
*Ho potuto constatare ciò che già sospettavamo, l'Alleanza è diventata forte. Troppo forte! ('''Sith''' a Rinaker)
*Quello che più ho apprezzato di te Logan, sono state la tua perseveranza e la tua ostinazione. In un certo senso stiamo per concludere la nostra breve conoscenza sulle stesse note! ('''Sith''' a Logan)
*'''Logan''': {{NDR|riferito a Sith}} Non riesco a capire! Che cos'è? E perché non sono riuscito a vederlo per ciò che è davvero?<br />'''Rinaker''': Perché è uno Shadoen, ed è impossibile da riconoscere. Perfino per te. Gli Shadoen non sono mutaforma, loro imprimono le loro tracce mnemoniche in un clone umano, cosicché a tutti gli effetti, diventano quella persona. A parte un piccolo elemento virale nel DNA sono umani quanto te. Poco fa quello che avete visto nel mio ufficio è stato uno Shadoen che ha attivato la sua bomba di DNA, cosa che gli è possibile fare solo una volta.
*Ci sono tradimenti che non conosci Nick Logan. Livello omegaaaaaaaa! ('''Sith''' prima di morire)
*{{NDR|Logan impedisce la fusione del reattore}} Sei in anticipo di due secondi. Non è neanche emozionante. ('''Ti-Yet''')
*'''Rinaker''': Visto il contributo dato in questa circostanza siete entrambi rintegrati in servizio. Su condizionale, si intende.<br />'''Logan''': Scusi, e la mia macchina?<br />'''Rinaker''': Alascano ci sta già lavorando! {{NDR|esce di scena}}<br />'''Sh'lainn''': Quindi, siamo tornati al punto di partenza. Oppure no?<br />'''Logan''': Prima ho accusato gli alieni, poi gli umani... il fatto è che purtroppo ogni razza è capace di slealtà e tradimenti!<br />'''Sh'lainn''': Sì, ogni razza è capace di slealtà e tradimenti... ma anche di coraggio, generosità e amore. Siamo tutti uguali Nick, a questo puoi credere. {{NDR|pausa}} Se ti aiuta.<br />'''Logan''': {{NDR|sorride}} Ciò che viene da te... aiuta.
==Episodio 15, ''La regina delle banshee (parte 1)''==
*{{NDR|Logan e Sh'lainn svolgono una missione nelle fogne di Parigi}}<br />'''Logan''': Tipico, finalmente riesco a farmi un viaggio tutto pagato nella città delle luci e devo starmene qui al buio!<br />'''Sh'lainn''': Già, e io che invece mi preoccupavo soprattutto di essere immersa fino alle ginocchia nella melma!
*'''Sh'lainn''': Dimmi dove sono gli altri ostaggi o proverai l'ira di una Banshee!<br />'''Vampiro''': Preferirei morire che tradire la mia gente, al contrario di te... Sh'lainn Blaze!<br />'''Sh'lainn''': Cosa!? Io non ho-
*'''Rinaker''': Ho una nuova missione per voi, ci sono stati segnalati dei Licantropi ostili a Londra.<br />'''Logan''': Oh, ma che bella notizia... un'altra città piena di sole!
*'''Logan''': L'incontro con quel Vampiro ti ha scossa, eh?<br />'''Sh'lainn''': Un pochino, sì...<br />'''Logan''': Sh'lainn, ignora quel succhia-sange, tu non hai mai tradito il tuo clan... non hai mai rivelato nulla su di loro all'Alleanza!<br />'''Sh'lainn''': Lo so. Ma loro no. E poi... le mie consorelle mi mancano... anche se non sono mai state capaci di capirmi...
*Il Logan-express sta partendo senza di te, Sh'lainn! ('''Logan''' in discoteca tentando di convincere Sh'lainn a ballare)
*{{NDR|Dopo che Sh'lainn ha distrutto l'impianto audio della discoteca involontariamente con i suoi poteri di Banshee}}<br />'''Logan''': Che significa questo freakshow? Quale parte di "non dare nell'occhio" non hai capito?<br />'''Sh'lainn''': {{NDR|in lacrime}} Io non appartengo a nessun luogo.
*[[Neil Armstrong|Questo è un grande balzo per l'umanità!]] ('''Logan''' saltando da un tetto)
*Geniali. Non alla moda ma funzionali! ('''Logan''' parlando delle sue bretelle)
*{{NDR|Sh'lainn combatte un gruppo di Licantropi sul London Bridge mentre Logan tenta di risalirlo dopo essere caduto}}<br />'''Logan''': Sh'lainn, magari in questo momento la mia vita sembra precaria ma stare li a ululare non è d'aiuto!<br />'''Sh'lainn''': Non sono io quella che ulula!
*{{NDR|Le messaggere di Mab appaiono a Sh'lainn e le si inchinano}}<br />'''Sh'lainn''': Shinta, Sh'tra... ma che state facendo, smettetela!<br />'''Sh'tra''': Altezza, la regina Mab è stata attaccata!<br />'''Sh'lainn''': Ma di che stai parlando!? E poi perché mi hai chiamato "altezza"?<br />'''Shinta''': Secondo le regole del clan tu sei l'erede diretta al ruolo di matriarca.<br />'''Sh'lainn''': Ma non è possibile! Io non sono sua figlia, che ne è di-<br />'''Shinta''': Le leggi del clan non si discutono! Sh'lainn Blaze erediterà la corona!<br />'''Sh'tra''': È tempo che tu ti occupi del bene del clan!<br />'''Sh'lainn''': Ma io ho sempre avuto a cuore solo il bene del clan! Siete state voi a voltarmi le spalle!<br />'''Shinta''': Le Banshee non sopravviveranno in questo mondo senza una guida Sh'lainn... vieni con noi.<br />{{NDR|Sh'lainn afferra le mani alle due e sparisce}}
*Oh certo, nessun problema, inventerò una spiegazione plausibile. Tipo: Turista Americano con il morbo della Mucca Pazza tenta di far scoppiare la Terza Guerra Mondiale! ('''Fitz''' commentando la distruzione del London Bridge)
*'''Logan''': {{NDR|passando un rilevatore di microspie a Fitz}} Cerca se ho addosso qualche microspia.<br />'''Fitz''': {{NDR|scansionandolo}} Ma, questo non è in dotazione all'Alleanza! {{NDR|il dispositivo rileva una microspia}}<br />'''Logan''': Tu cercheresti una spia dell'Alleanza con un rilevatore dell'Alleanza!?
*Sorelle del Tir-In-Am-Ban, lasciate che vi presenti Sh'lainn Blaze, regina delle Banshee! ('''Shinta''' all'incoronazione di Sh'lainn)
*Che nulla possa mai nuocere al nostro grande Albero della Luce. ('''Sh'lainn''' incoronata regina)
*{{NDR|Logan entra nel regno delle Banshee per liberare Sh'lainn e viene incatenato}}<br />'''Logan''': Bella gratitudine! Io sono venuto fin qui per salvarti e questo è il tuo ringraziamento!?<br />'''Sh'lainn''': Finalmente sono stata riaccettata tra la mia gente... perché dovrei essere salvata?<br />'''Logan''': Forse sarò un ingenuo ma... non posso credere che tu sia diventata rtegina dello stesso clan che fino a ieri cercava di ucciderti, voglio dire: guarda questo posto! Quel trono così scenografico, la corona... questa non sei tu!<br />'''Sh'lainn''': Sbagli, questa sono veramente io! E questa è la mia casa, non tornerò mai indietro con te. Specialmente ora.<br />'''Logan''': Cosa vorresti dire!?<br />'''Sh'lainn''': Che in qualità di regina delle Banshee ho appena dichiarato guerra all'Alleanza!
==Episodio 16, ''La regina delle banshee (parte 2)''==
*'''Logan''': Sh'lainn, non puoi attaccare l'Alleanza... sarebbe una sciocchezza!<br />'''Sh'lainn''': Io non sono una sciocca, sono la regina delle Banshee! E il tuo generale Rinaker si pentirà di aver rapito la nostra regina Mab, perché non poteva certo aspettarsi che io avrei erdotato il suo scettro!
*'''Mab''': Voi avvelenate la terra... e avvelenate noi!<br />'''Varla''': Un beneficio che non avevamo considerato. Ma non sarà più importante dopo che avremo sradicato il vostro Albero della Luce e poi... cos'è che succederà!? Oh, sì... ora ricordo... tutte le Banshee moriranno!<br />'''Mab''': Non mi spaventi, per voi è impossibile accedere al nostro rifugio.<br />'''Varla''': Chi controlla la tecnologia controlla il mondo, e ha la chiave di tutte le porte!<br />'''Mab''': Peccato che voi tecnovermi rimarrete sempre chiusi fuori.
*Oh' madre terra proteggici! ('''Shrian''' durante la guerra tra Banshee e Alleanza)
*Chiedo il permesso di salire a bordo generale! ('''Sh'lainn''' a '''Rinaker''' penetrando nel dirigibile dell'Alleanza)
*{{NDR|Logan tenta di rompere le sue manette}}<br />'''Shrian''': Rassegnati umano, quei bracciali sono più duri del diamante!<br />'''Logan''': Perché non sei andata a combattere con le altre Banshee?<br />'''Shrian''': Perché questo non è consentito alla figlia di una- oh!<br />'''Logan''': Figlia!?<br />'''Shrian''': N-non dovrei neanche parlare con un maschio umano!<br />'''Logan''': L'unica che non dovrebbe combattere... è la figlia della regina!<br />'''Srian''': Tu non sai niente dei nostri usi!<br />'''Logan''': In realtà Sh'lainn non ha ereditato il trono, non è così? L'erede sei tu! Vi siete servite di lei per attaccare l'Alleanza!<br />'''Shrian''': L'idea non è stata mia: sono state Sh'tra e Shinta a convincermi, per il bene del clan.<br />'''Logan''': Ma è stato inutile: non potranno sconfiggere l'Alleanza, è troppo pericolosa e potente.
*É ora di succhiare la linfa dall'Albero della Luce! ('''Varla''')
*{{NDR|Sh'lainn e le Banshee tengono prigioniero Rinaker}}<br />'''Rinaker''': Eh, eh, eh...<br />'''Sh'lainn''': Che cos'ha da ridere generale?<br />'''Rinaker''': Un consiglio, mia piccola e ingenua usurpatrice: impara ad avere mille occhi!<br />'''Sh'lainn''': Che vuol dire?<br />'''Rinaker''': L'isola di Smeraldo. Sai, ci sono dei Vampiri nella baia di Galway... sembrava quasi che aspettassero qualcosa...<br />{{NDR|Sh'lainn sobbalza e controlla sul computer mostrando sullo schermo l'assedio dei Vampiri al loro rifugio}} Ah!<br />'''Sh'tra''': Siamo state ingannate!<br />'''Sh'lainn''': Vogliono il nostro Albero della Luce!<br />'''Rinaker''': Mie care signore, lasciate che vi presenti i veri rapitori della regina Mab, nonché gli attuali occupanti del vostro rifugio! [...] Dove vuoi andare Sh'lainn? All'isola Smeraldo a salvare la regina o alla necropoli a salvare il rifugio? Perché non puoi salvarle entrambe. È impossibile.<br />'''Sh'lainn''': Generale io... ah, mi avevano detto che sfidarla sarebbe stato sciocco...<br />'''Rinaker''': Chiunque l'abbia fatto è certamente molto saggio.<br />'''Sh'lainn''': Mi vedo costretta a chiederle il suo aiuto.<br />'''Rinaker''': A una condizione, quando tutto questo sarà finito dovrai staccarti dalle tue consorelle e tornare a far parte dell'Alleanza. Permanentemente.<br />'''Sh'lainn''': {{NDR|dopo una lunga pausa abbassa il capo e annuisce}} D'accordo.
*'''Rinaker''': Considerati liberata dall'Alleanza.<br />'''Mab''': Una prospettiva ripugnante quasi quanto essere prigioniera dei Vampiri.
*'''Hanek''' {{NDR|in collegamento video}}: Generale Rinaker, mi sorprendi!<br />'''Rinaker''': Hanek. Vedo che continui a operare da dietro alla Intralcom.<br />'''Hanek''' {{NDR|in collegamento video}}: Credevo che anche tu fossi impaziente di liberarti delle Banshee... invece le aiuti.<br />'''Rinaker''': Per te loro sono una spina nel fianco. Ragione più che sufficiente per me per aiutarle.<br />'''Hanek''' {{NDR|in collegamento video}}: Presto il tuo giorno arriverà Rinaker, tutti i segreti verranno alla luce, tu sarai rovinato e l'Alleanza si sgretolerà.
*'''Mab''': Fino a quando rimarrai fedela all'Alleanza non potrai più tornare fra noi.<br />'''Sh'lainn''': Ma perché non puoi riconoscere che l'Alleanza ci ha aiutate. Potrebbero essere nostri amici.<br />'''Mab''': Tu hai gli stessi ideali di una bambina, Sh'lainn Blaze. Ma anche il coraggio di una vera guerriera Banshee. Ci mancherai.
==Episodio 17, ''La riunione''==
*'''Logan''': Vampiri che uccidono altri Vampiri. Quanta solidarietà in una razza.<br />'''Sh'lainn''': Sarei contentà di vederli bruciare tutti.<br />'''Nema''': Woah! Rilassati ragazza!
*'''Sh'lainn''': Nick,[i Vampiri] io li odio più di chiunque altro. Ma non puoi buttarla sul personale!<br />'''Logan''': Hanek l'ha fatto però.
*'''Fitz''': Rockford Heights: popolazione 60.000 abitanti.<br />'''Nema''': Inclusi o no i Vampiri?<br />'''Fitz''': Ah-ah! Ragazzi, sono già dieci anni che me ne sono andato da qui. Allora ero solo un ragazzo, volevo lasciare il mio segno nel mondo.<br />'''Nema''': O per meglio dire una macchia.
*'''Fitz''': Una stanza per due per favore.<br />'''Joanna''': D'accordo, il suo nom- Simon!<br />'''Fitz''': Joanna!? Incredibile, cosa ci fai tu qui?<br />'''Joanna''': Ci lavoro! Cosa ci fai tu qui?<br />'''Fitz''': Incredibile, noi non ci vediamo da... da...<br />'''Joanna''': Da quell'agosto, subito dopo il diploma! Oh, oh... Simon, non posso credere che sia proprio tu!<br />{{NDR|Nema e Sh'lainn osservano attraverso le telecamere}}<br />'''Nema''' {{NDR|ingelosita}}: Una vecchia amica.<br />'''Sh'lainn''': Io direi una vecchia fiamma.<br />'''Nema''' {{NDR|ingelosita}}: Non è un problema mio.
*Tu preoccupati del tuo buon senso. Io mi occupo del mio. ('''Logan''' a Fitz)
*Conosci un posto dove una ragazza possa... mordere qualcosa? ('''Nema''' tentando di sedurre Davos)
*Logan, questa è la mia città natale. Cerca di non farla esplodere troppo. ('''Fitz''' a Logan)
*{{NDR|Nema e Sh'lainn osservano attraverso le telecamere Fitz flirtare con Joanna}}<br />'''Nema''' {{NDR|ingelosita}}: Ma guardatelo! È ridicolo!<br />'''Sh'lainn''': A te piace vero? {{NDR|Nema si volta imbarazzata}} Mmmm... ti piace parecchio, eh?<br />'''Nema''' {{NDR|imbarazzata}}: N-n-non essere ridicola Sh'lainn!<br />'''Sh'lainn''': Non c'è niente di male ad ammetterlo, Nema. E credo dovresti farglielo sapere, prima che sia troppo tardi.
*'''Fitz''': Ti ho pensata lo sai? {{NDR|le afferra la mano}} Molto. Ma temevo che tu...<br />'''Joanna''': Che io fossi già sposata?<br />'''Fitz''': Proprio così! Con due bei pargoletti, una monovolume e un Labrador gigante. Ed una montagna di riunioni scolastiche.<br />'''Joanna''': Però nessuno di noi due ha mai pensato di prendere il telefono e cercare l'altro. È stato un po' sciocco, no?
*{{NDR|Logan si finge un vampiro ma viene scoperto}}<br />'''Vampiro''': Fammi indovinare: Alleanza?<br />'''Logan''': Chi?<br />'''Vampiro''': Oh, non importa, perché sai cosa sei prima di tutto? Un uomo morto!
*'''Nema''': Generale, Hanek e Rutman sono insieme e purtroppo l'agente Blaze è stata ferita. Chiedo l'intervento della squadra Star.<br />'''Rinaker''' {{NDR|in collegamento video}}: Negativo. Le attività dell'agente Logan hanno attirato l'attenzione della polizia, quindi sarebbe incauto.<br />'''Logan''': E dovremmo restare qui?<br />'''Rinaker''' {{NDR|in collegamento video}}: Per ora dovete stare al gioco e se se ne presenta l'occasione dovete catturare Hanek.<br />'''Fitz''': Ma... e Joanna?<br />'''Logan''': Sh'lainn è ferita, dobbiamo interrompere la missione.<br />'''Rinaker''' {{NDR|in collegamento video}}: Negativo. Avete i vostri ordini.<br />'''Fitz''': Ed ecco che ce ne facciamo! {{NDR|spacca il monitor con un pugno}}
*{{NDR|Nema cerca di tenere al di fuori la polizia mentre Logan e Fitz svolgono una sparatoria in un hotel}}<br />'''Nema''': Non c'è nulla di cui preoccuparsi signori, stanno eliminando i topi.<br />{{NDR|un elicottero dell'Alleanza spara contro le finestre}}<br />'''Nema''': Dei topi enormi!
*'''Fitz''': Joanna ha bisogno di cure mediche, dovresti andare con lei.<br />'''Nema''': No, sei tu che dovresti. Io... io so cosa provi per Joanna...<br />'''Fitz''': È proprio per questo che Hanek l'ha scelta. Io sono un agente dell'Alleanza e chiunque mi stia vicino rischia la vita. Ma non permetterò che accada di nuovo.<br />[...]<br />{{NDR|il gruppo si presenta a rapporto da Rinaker}}<br />'''Fitz''': L'attacco è stato una mia idea e me ne assumo tutte le responsabilità.<br />'''Logan''': No, Fitz, aspetta-<br />'''Fitz''': Mi sono gettato e Logan non ha avuto altra scelta che seguirmi.<br />'''Rinaker''': E io non ho avuto altra scelta che far saltare in aria l'ealbergo, e tutto perché ti sei lasciato coinvolgere emotivamente!<br />'''Fitz''': Si signore, però non succederà più.<br />'''Rinaker''': Me lo auguro.
==Episodio 18, ''Il cucciolo''==
*{{NDR|Logan e Sh'lainn si introducono in una base dei Licantropi}}<br />'''Sh'lainn''': Cos'è, un teatro?<br />'''Logan''': Già, e usano le bombe come applausi.
*'''Logan''': Generale, questo posto è pieno di Licantropi deboli e malati!<br />'''Rinaker''': Saranno vittime di guerra.
*{{NDR|Logan e Sh'lainn assistono una Licantropa partoriente}}<br />'''Logan''': Tu hai esperienza con questo tipo di cose, vero?<br />'''Sh'lainn''': No. Per niente.<br />'''Logan''': Cosa!? Tutte quelle chiacchiere sulla vita Banshee a contatto con la natura e non hai mai fatto nascere un bambino!?<br />'''Sh'lainn''': Ma è disgustoso. E poi è roba da uomini! {{NDR|tocca la Licantropa}} Ha 35 secondi, Nick, è ferita mortalmente.<br />'''Logan''': {{NDR|portando il cucciolo alla luce}} È un maschietto credo...<br />'''Kara''': Il suo nome sarà Athos... Athos, figlio di Ruck.<br />'''Sh'lainn''': Ruck!? Quel Ruck?<br />'''Kara''': Io sono Kara, la compagna di Ruck... e tu sei Nick Logan. Il Condotto ti conosce bene, sei il figlio di Walter Logan. Promettimi che Athos non crescerà nell'odio come suo padre...<br />'''Logan''': Hai la mia parola.<br />{{NDR|Kara muore}}
*{{NDR|Fitz e Nema creano una storia di copertura da raccontare ai pompieri per l'attacco aereo al teatro}}<br />'''Fitz''': Colonelo Koslev, aeronautica rusa. Io scusa per non evitato evento tanto dramatico ma-<br />'''Nema''': {{NDR|sussurrando a Fitz}} Di nuovo Koslev? L'ultima volta ti è rimasto l'accento russo per una settimana!<br />'''Fitz''': Non tormentare tuo bel cervelino. Io spiega situazione: uno di nostri sateliti più avanzati uscito da sua orbita e precipitato proprio qui.
*Ahh... niente più biscotti per te! ('''Logan''' a Athos dopo che gli ha vomitato addosso)
*L'Alleanza ci ha dato i mezzi per provocare la sua stessa distruzione. Voglio vendicare la morte di Kara... e del mio cucciolo! ('''Ruck''', facendo riparare un mezzo rubato all'Alleanza)
*{{NDR|commentando la crescita rapida di Athos}}<br />'''Sh'lainn''': È cresciuto così tanto in una sola giornata?<br />'''Logan''': Dev'essere una caratteristica della sua razza, e poi hanno l'imprinting dell'immagine del padre. Infatti lui è identico a me quand'ero bambino.<br />'''Sh'lainn''': Be', eri un bel bambino... poi che è successo?
*Vedrai quando torna tuo padre! ('''Sh'lainn''' ad Athos per rabbuonirlo)
*'''Rinaker''': {{NDR|dopo aver fatto catturare Athos}} Noi siamo in guerra e quella cosa è il nemico! Dev'essere catturato, analizzato e se necessario sezionato.<br />'''Logan''': È solo un bambino, una creatura indifesa!<br />'''Rinaker''': Ma tu da che parte stai? Abbiamo già una ventina di capi d'accusa contro di te: occultamento di materiale utile alle operazioni, protezione di un profugo alieno, insubordinazione... hai bisogno di metterti in riga agente Logan.
*Tu non farlo mai! ('''Logan''' a Athos dopo aver distrutto un monitor a pugni)
*'''Sh'lainn''': Ti restano tre secondi da vivere.<br />'''Logan''': La prossima volta avvertimi prima!<br />'''Sh'lainn''': Due secondi.
*'''Logan''': Buonasera Ruck, devo restituirti una cosa: lui è Athos. È tuo figlio.<br />{{NDR|Athos assume l'aspetto di Licantropo e Ruck fa altrettanto, quindi lo abbraccia}}<br />'''Ruck''': {{NDR|a Logan}} Kara...? È Viva?<br />'''Logan''': No. Lei non ce l'ha fatta. Ma ha affidato Athos a me, e adesso sono io che lo affido a te, Lei voleva che Athos crescesse senza odio.<br />'''Ruck''': Lei era così buona e gentile. Per me... non esiste altro che l'odio, ma farò ciò che è meglio per mio figlio.<br />'''Logan''': Sì, lo so.
*Fai il bravo. ('''Logan''' a Athos prima di seprarsene)
*Alcuni frammenti del nostro satellite fuori orbita subito effetti di forza di gravità, ci scusiamo per inconveniente. ('''Fitz/Koslev''')
*'''Sh'lainn''': Per quello che vale... io penso che tu sia stato un buon padre.<br />'''Logan''': Non ne sono molto sicuro.<br />'''Sh'lainn''': Io sì. E non lo dimenticherò.
==Episodio 19, ''Il disco volante''==
*'''Karl''': Un giorno piombai nell'ufficio del mio direttore diedi un pugno alla sua scrivania e gli chiesi di dimettersi. Ma a quel tempo avevo solo otto anni di esperienza come fattorino e lui mi rispose di andare a farmi un giro. {{NDR|la folla applaude}} Davvero, il rispetto che nutro per tutti i miei colleghi rende questo premio ancora più soddisfacente. Grazie a tutti, soprattutto a Bonnie Ash per non aver avuto un attacco di gelosia!<br />'''Bonnie''': Ma potrei avere un attacco isterico e tirarti i pomodori.
*Kaaarrrrl! ('''Bonnie Ash''', frase ricorrente)
*Por-ta-mi-dal-tu-o-ca-po! ('''Bonnie''' fingendosi un'aliena con Karl)
*'''Fitz''': Quello non era un disco volante!<br />'''Direttore Hotel''': Volete farci credere anche questa volta che era un pallone meteo!? È già successo a Roswell, e all'Area 51 e che mi dite di quell'autopsia aliena-<br />'''Fitz''': Al prossimo convegno di fantascienza tu avrai un posto in prima fila.
*Liberate i prigionieri Karakla! ('''Sh'lainn''' fingendosi una terrorista)
*'''Sh'lainn''': I giornalisti hanno abboccato alla messa in cena.<br />'''Fitz''': Ahem... vorrai dire messa in scena.<br />'''Sh'lainn''': Be', è la stessa cosa: mi hanno inseguita per tutta la sala da pranzo!
*Io sono un Tribuno, porto la conoscenza. Sono qui per illuminare il vostro mondo e mettere a nudo l'Alleanza. ('''Prometeo''')
*'''Prometeo''': Ti prego, appartengo a una razza pacifica!<br />'''Logan''': Già, come tutti! Allora, cosa vuoi?<br />'''Prometeo''': Portare la luce e la conoscenza a Karl McGavin.<br />'''Logan''': Perché?<br />'''Prometeo''': Perché è una voce influente e accreditata su un pianeta che è fermo a un bivio. Dobbiamo guidarvi sul sentiero corretto.<br />'''Logan''': Saresti sorpreso di sapere cosa noi umani sappiamo fare per conto nostro.<br />'''Prometeo''': Davvero? Anche mettere fine a guerre, carestie, malattie, povertà o trovare il modo di produrre energia illimitata? Noi possiamo darvi queste conoscenze!<br />'''Logan''': Che ne sai tu del nostro mondo?<br />'''Prometeo''': Lo abbiamo visitato in passato. Io un tempo ero noto come Prometeo: il portatore del fuoco. Ma non solo, vi guardiamo costantemente attraverso i nostri satelliti nascosti.<br />'''Logan''': Conoscete i nostri segreti?<br />'''Prometeo''': Certo. Anche i tuoi, Nicholas Logan.<br />'''Logan''': Di cosa parli? Di mio padre?<br />'''Trueblood''': {{NDR|entrando}} Bisogna andare, questo interrogatorio è finito. {{NDR|porta via l'alieno}}<br />'''Prometeo''': Le cose non sono come sembrano nell'Alleanza. Capisci!? Bisogna smasherarla!
*'''Logan''': Quel tribuno aveva le risposte che cercavo. E conoscenze da dividere col mondo.<br />'''Rinaker''': È l'Alleanza a decidere di che aiuto ha bisogno il mondo.<br />'''Logan''': E chi ce ne dà il diritto?<br />'''Rinaker''': Immaginiamo di avere la formula per produrre energia illimitata: le compagnie petrolifere fallirebbero, l'industria affonderebbe, i disoccupati sarebbero milioni e regnerebbe il chaos.<br />'''Logan''': Ma ci riprenderemmo l'umanità sopravvive a tutto.<br />'''Rinaker''': Notizie di questo tipo devono essere diffuse con cautela per evitare disordini. L'umanità è appesa a un filo e non ci serve un Tribuno che la spinga.
*Karl McGavin, ho un messaggio per te. Come voce autorevole del tuo pianeta, prendi le informazioni racchiuse in questo dischetto e condividile con l'umanità per un millennio di luce... devi esporre la cospirazione di Roswell! ('''Prometeo''' a Fitz travestito da Karl)
*'''Fitz''': Mentre McGavin ronzava intoro a Bonnie questo maestro dei travestimenti intercettava il dischetto con consumata abilità e immensa precisione, si!<br />'''Nema''': Ma soprattutto una grande modestia.
*'''Loga''': Per una ragione che mi sfugge alcuni alieni vogliono aiutare questo nostro ingrato pianeta. Abbiamo trattato quel Tribuno come un nemico e di questo non sono affatto contento.<br />'''Rinaker''': Alla luce di quanto appurato sei condannato a trenta giorni di isolamento. Forse questo ti aiuterà a sentirti più contento.
*Non pentirti mai di aver detto la verità, anche se pretendono di controllarla. ('''Logan''')
*'''Rinaker''': Spero che tu ora abbia capito.<br />'''Prometeo''': Sei davvero così spaventato da ciò che rappresento Rinaker?<br />'''Rinaker''': Se non lo fossi sarei ancora più folle di te.<br />'''Prometeo''': Io conosco la verità. Tutta quanta.<br />'''Rinaker''': Già... e per questo non rivedrai mai più la luce del giorno.
==Episodio 20, ''L'ultimo guardiano''==
*Non sarà facile mettere a tacere questo attacco Banshee, ma ho pronta la copertura perfetta: il ritorno di Bigfoot! ('''Fitz''')
*{{NDR|Fitz si salva da una caduta cadendo addosso a Nema}}<br />'''Fitz''': Grazie di avermi interrotto la caduta.<br />'''Nema''': {{NDR|scrollandoselo di dosso}} Grazie di avermi interrotto la circolazione!
*'''Cacciatore''': Chi diavolo siete voi due?<br />'''Nema''': Uh, be'... noi siamo cacciatori di Bigfoot professionisti!<br />'''Fitz''': Dell'istituto di Fitziologia!<br />{{NDR|i cacciatori li guardano perplessi}}
*'''Logan''': Mi vuoi dire che succede?<br />'''Ti-Yet''': Non pensavo che fosse ancora vivo.<br />'''Logan''': Chi?<br />'''Ti-Yet''': Su-Ak, l'ultimo dei Sasquatch: sono una razza proveniente dalla stessa galassia da cui provengono gli Yeti, eravamo sulla stessa nave Licantropa come schiavi dopo la distruzione dei nostri mondi. Non ci rimanemmo a lungo.
*'''Licantropo''': Preparati a morire!<br />'''Ti-Yet''': E anche tu... in un fatale incidente! {{NDR|distrugge il quadro comandi della navicella fcendola precipitare}}
*{{NDR|Ti-Yet rivela a Su-Ak come andarono realmente le cose il giorno in cui i Sasquatch morirono}}<br />'''Su-Ak''': No! No! Non è andata così! Sei tu che mi hai portato via la mia gente! {{NDR|gli dà un pugno}}<br />'''Ti-Yet''': Tu hai liberato i Licantropi perché mi uccidessero e loro hanno sparato. Penso fosse stato il loro [[Piani dalle serie televisive|piano]] fin dall'inizio.<br />'''Su-Ak''': Stai mentendo! {{NDR|gli dà un pugno e lo fa cadere in acqua}} È colpa tua! {{NDR|si copre il viso lacrimante}} Deve esserlo!<br />'''Ti-Yet''': Mi dispiace per come ti ho trattato Su-Ak. Il tuo dolore ti ha portato a tradirci tutti. Il [[rimorso]] è un compagno con cui è dura convivere.<br />'''Su-Ak''': Già. Ma io non dovrò farlo ancora per molto. Perdonami Ti-Yet. {{NDR|si butta dalla sommità di una cascata}}
*'''Ti-Yet''': Su-Ak era un valoroso Guardiano della sua tribù che ha commesso un solo terribile errore. Ma la tua gente lo ricorderà per sempre solo come un mostro.<br />'''Logan''': Non tutti.
==Episodio 21, ''Un Licantropo speciale''==
*Su, andiamo Nick! Mi hai trascinato qui in Arizona senza una spiegazione e questo passi, ma se mi dai buca per cena sarà la volta che predirrò con esattezza la tua morte! ('''Sh'lainn''')
*Ho perso la speranza di arrivare ai sessant'anni da quando ti sei messa al volante! ('''Logan''' a Sh'lainn)
*Se in futuro dovesse mai succedermi qualcosa fammi un favore: niente Rinaker, niente Alleanza. ('''Logan''' a Sh'lainn)
*Se hai in mente di fare qualcosa di illegale... sii prudente. ('''Kracker''' a Sh'lainn)
*Nel dubbio è sempre meglio seguire la grana. ('''Kracker''')
*{{NDR|Sh'lainn fa un incidente d'auto e l'Alleanza la trova priva di sensi}}<br />'''Fitz''': Sh'lainn, Sh'lainn quanto è grave? Puoi sentirmi?<br />'''Agente''': Fitzpatrick, se urli così ti sentono anche i morti.
*'''Trueblood''': Blaze, che è successo? Ho appena ricevuto tre Licantropi in confezione regalo, e non è il mio compleanno!<br />'''Sh'lainn''': Ah... è tutto così confuso...<br />'''Trueblood''': Già. E dov'è il tuo partner? Normalmente quello si precipita in tuo aiuto anche se inciampi!
*{{NDR|Sh'lainn trova Choaf pronto a irrompere nella base dei Licantropi}}<br />'''Sh'lainn''': Che stai facendo?<br />'''Choaf''': Nulla che ti riguardi.<br />'''Sh'lainn''': Si invece. Tu sei il leader del Condotto. Una figura di pace per tutti gli alieni... e ora sei pronto a dichiarare la guerra?<br />'''Choaf''': Non ho scelta.
*Ho intenzione di aprirti il cervello, guardarci dentro e vedere cosa ti fa fare "tic-tac". ('''Ruck''' a Logan)
*'''Athos''': Noi [[Licantropo|Licantropi]] viviamo in media dieci anni... l'infanzia passa in fretta.<br />'''Sh'lainn''': Sei identico a tuo padre... insomma, hai capito cosa volevo dire?<br />'''Athos''': Impressionante eh? Da piccolo ho ricevuto l'imprinting della prima persona che si è presa cura di me, cioè Logan. Ma Ruck è il mio padre biologico e vorrebbe fossi come lui... Io però non lo sono. Odia il mio aspetto.<br />'''Sh'lainn''': E il Condotto?<br />'''Sh'lainn''': Loro mi vorrebbero... era l'ultimo desiderio di mia madre che mi unissi a loro. Però non me la sento di voltare le spalle a Ruck.<br />'''Sh'lainn''': Ora capisco! Per questo Choaf era qui! Dobbiamo andarcene prima che-<br />{{NDR|Choaf entra nella stanza sfondando il muro e Sh'lainn fa uscire Athos}}<br />'''Sh'lainn''': Credevo che al Condotto si aderisse spontaneamene e non per coercizione Choaf!<br />'''Choaf''': Il ragazzo è solo confuso. Preferiresti forse che rimanesse qui e divenisse spietato come suo padre?<br />'''Sh'lainn''': Certamente no, ma dev'essere una sua scelta!<br />'''Choaf''': Posso sapere come intendi fermarmi visto che non ci è riuscito un intero esercito di Licantropi?<br />'''Sh'lainn''': Senza usare la violenza! {{NDR|crea un'esplosione di luce che acceca Choaf}}
*Questo farà molto più male a voi che a me! ('''Logan''' a due Licantropi)
*'''Logan''': Sh'lainn! Che sei venuta a fare qui?<br />'''Sh'lainn''': Cercavo te idiota! Perché non mi hai detto cosa venivi a fare? Avrei potuto aiutarti!<br />'''Logan''': E-era Athos. Era una cosa privata...<br />'''Sh'lainn''': Be', mister Logan... che ti piaccia o no, anch'io faccio parte del tuo privato! {{NDR|lo bacia}}
*Tu non vuoi un figlio, tu vuoi una spia! E ora che decida da solo del mio destino... e non voglio più essere schiavo del tuo odio! ('''Athos''' a Ruck)
*'''Sh'lainn''': Che farai adesso, ti unirai al Condotto?<br />'''Athos''': Loro mi vorrebbero. Ma anche i Licantropi rimasti hanno bisogno del mio aiuto. Ma in questo momento preferisco sospendere ogni decisione: io sono un lupo solitario.<br />'''Logan''': Già, so cosa intendi... ma se avessi bisogno di una mano o di un consiglio-<br />'''Athos''': Posso chiamarti?<br />'''Logan''': No! {{NDR|gli passa un telefono}} Chiama Kracker. [...] Il miglior amico che un lupo solitario possa desiderare.
==Episodio 22, ''Missione in Giappone''==
*{{NDR|Logan e Sh'lainn svolgono i controlli di imbarco all'aeroporto e la Banshee fa scattare l'allarme di detenzione armi. Fitz e Nema osservano la scena}}<br />'''Fitz''': Tutto il corpo di quella Banshee è un arma. E che corpo ad ogni modo!<br />'''Nema''': {{NDR|ingelosita}} Da questo punto di vista anche Logan non è male.<br />'''Fitz''': {{NDR|ingelosito}} Ma va! È solo il cappotto, lo fa sembrare più figo!<br />'''Nema''': E funziona benone!<br />{{NDR|Fitz si acciglia}}
*{{NDR|All'imbarco dell'aeroporto un uomo saluta Logan con un inchino e questi ricambia}}<br />'''Sh'lainn''': È un tuo amico?<br />'''Logan''': Hiseko? No. Mi odia. È uno Yakuza, fa parte della mafia giapponese, e io l'ho arrestato.<br />'''Sh'lainn''': E allora perché vi siete salutati?<br />'''Logan''': Rispetto.
*{{NDR|Fitz si finge Logan di fronte alla stampa poiché questi è infortunato}}<br />'''Fitz''': Questi criminali non possono continuare a farla franca! Su richiesta del dipartimento di sicurezza americano e con l'aiuto del governo giapponese mi impegno a catturare tutti gli Yakuza e a condurli di fronte alla giustizia. Quant'è vero che mi chiamo Nick Logan: cacciatore di taglie!<br />{{NDR|da un monitor Logan ascoltava tutto}}<br />'''Logan''': Non avrò mai più il coraggio di mettere piede in giappone...
*{{NDR|Fitz, impersonando Logan porta Sh'lainn in un inseguimento in moto su un pendio}}<br />'''Fitz''': Allora, come me la cavo?<br />'''Sh'lainn''': Mettiamola così: il mio senso Banshee premonitore di morte sta lavorando a pieno ritmo!
*{{NDR|Fitz e Sh'lainn cadono in una trappola degli Oni}}<br />'''Fitz''': Non te la caverai così facilmente!<br />'''Oni''': Davvero signor Logan? Un eroe della tua reputazione che cade in queste trappole da cliché... confesso che mi hai deluso.<br />'''Sh'lainn''': {{NDR|a Fitz}} Non ha tutti i torti.<br />[...]<br />'''Fitz''': Ehi, forse mi è venuta un idea!<br />'''Sh'lainn''': Non siamo già abbastanza nei guai?<br />'''Fitz''': Zitta, irlandese, vedrai che capolavoro!<br />{{NDR|Fitz convince gli yakuza di non essere Nick Logan, essi gli credono e procedono comunque col tentare di ucciderli}}<br />'''Sh'lainn''': Un capolavoro, eh? E adesso?<br />'''Fitz''': Contiamo sull'arrivo di Logan!
*Una sola mossa e vi trasformo in sushi! ('''Nema''' minacciando gli Yakuza)
*'''Fitz''': {{NDR|commentando il salvataggio di Nema}} E quella me la chiami un'entrata? Non hai fatto saltare in aria niente!<br />'''Nema''': Oh, togliti immediatamente quel cappotto e baciami!<br />{{NDR|si baciano}}
*'''Fitz''': Ehi, mi presteresti di nuovo il cappotto?<br />'''Logan''': Scordatelo!<br />'''Fitz''': Ma dai, solo per il viaggio di ritorno! Non vedi che sono in mutande?<br />'''Logan''': Tu non devi mai più nemmeno toccarlo questo cappotto, sono stato chiaro?
==Episodio 23, ''Tutto è bene quello che finisce bene''==
*Mmmmordimi! ('''Varla''' a Logan)
*'''Rinaker''': Spiegami perché hai abbandonato la tua posizione agente Logan!<br />'''Logan''': Il nostro obbiettivo era prendere Varla, lei è scappata, io l'ho seguita.<br />'''Rinaker''': L'obbiettivo era il suo laboratorio, che è stato completamente distrutto dall'agente Blaze per difendersi dai vampiri dopo che tu l'hai lasciata sola!<br />'''Sh'lainn''': É-è tutta colpa mia generale. Sono stata io a digli di seguirla.<br />'''Rinaker''': Agente Blaze, il tuo compagno non merita una tale devozione da parte tua. E lo ha dimostrato. Ad ogni modo Logan, sei fuori dal caso, ti subentrerà Trueblood. {{NDR|chiude il collegamento}}<br />'''Logan''': Sh'lainn... io- mi dispiace.<br />'''Sh'lainn''': Allora la prossima volta non piantarmi in asso.
*'''Hanek''': I tuoi agenti hanno fallito! Varla è ancora in circolazione!<br />'''Rinaker''': È sfuggente come tutti i serpenti.
*Viviamo in un'epoca interessante. ('''Rinaker''')
*Mi sento svuotata. Letteralmente. ('''Sh'lainn''' dopo essere stata morsa da Varla)
*Siiiii! Sh'lainn, mia nuova sorella ibrida! Sento che il tuo potere si sta fondendo al mio, mentre la forza rigeneratrice della terra ci scorre nelle vene e fa di noi due esseri invincibili! È giunto il tempo di portare l'impero dell'oscurità alla luce! ('''Varla''' dopo aver morso Sh'lainn)
*'''Hanek''': Hai scelto di seguire Varla anziché catturarla! Hai violato gli accordi!<br />'''Rinaker''': Non li ho violati, li ho variati.
*{{NDR|Varla, mutata in ibrido Vampiro-Banshee attacca la torre di Hanek}}<br />'''Hanek''': Varla mia cara... mi sembri diversa.<br />'''Varla''': Oh, sì. Guardami... guardami da vicino. {{NDR|apre le saracinesche delle finestre e fa entrare la luce del sole, che carboniza il viso di Hanek ma non lei}} La luce del sole ora mi nutre anziché distruggermi! Io. Sono. Invulnerabile. Una nuova razza i Vampiro! Per una nuova era dell'impero oscuro! Sfortunatamente... non la tua, Hanek!
*'''Dorn''': I tuoi ordini sono di attaccare Varla, non Hanek, non la Intralcom.<br />'''Trueblood''': Be', dipende da come mi gira.
*'''Sh'lainn''': {{NDR|trasformata in un ibrido Banshee-Vampiro}} Sento un grande potere crescere dentro di me... è meraviglioso!<br />'''Varla''': Tu e io Sh'lainn possiamo capovolgere questo pianeta e farlo nostro! Nulla potrà fermarci! E ora suggelliamo la nostra sorellanza col sangue di questo umano. {{NDR|solleva Logan e si appresta a morderlo}}<br />'''Sh'lainn''': No! Non toccarlo! Non voglio!<br />'''Varla''': Ti conviene abituartici sorella, d'ora in poi ci spartiremo tutto! {{NDR|morde Logan e lo passa a Sh'lainn}} E ora finiscilo tu, forza!<br />'''Sh'lainn''': {{NDR|fa per morderlo ma uno sguardo la fa tornare in se}} No! Non Nick! {{NDR|colpisce Varla}}<br />'''Varla''': Questo è stato un errore! {{NDR|colpisce Sh'lainn}} Io sono quella dominante, tu sei solo un'imitazione scadente, una copia, uno sbaglio!<br />'''Sh'lainn''': E allora correggiamolo!<br />{{NDR|Sh'lainn e Varla incominciano a combattere}}
*Nick... ti amo. ('''Sh'lainn''' a Logan)
==Episodio 24, ''Area 51''==
*C'è gente di tutti i tipi, tipetti e tipacci. E tipografi. Era scarsa, eh? ('''Fitz''')
*'''Fitz''': Serata perfetta per avvistare un UFO.<br />'''Nema''': Anche per farne volare uno.<br />'''Fitz''': Ah, finiscila con questa storia. Nessuno sa disegnare un cerchio nel grano come Ti-Yet.<br />'''Nema''': Invece sì. Io ci riesco benissimo. [...] Credi che non sappia fare un cerchio?<br />'''Fitz''': Mmmm. Io vado fuori. {{NDR|esce dal blindato in cui si trovano}}<br />'''Nema''': Io lo so fare un cerchio!
*Ok. Via con lo stupore ragazzi. {{NDR|la gente si stupisce}} E ora qualche "Uuuh" e qualche "Aaah". {{NDR|la gente incomincia a emettere tali suoni}} E infine il consueto mormorio concitato in crescendo. {{NDR|la gene inizia a mormorare}} ('''Fitz''' osservando l'avvistamento Ufo da lui inscenato)
*'''Rinaker''': Abbiamo un problema signori: Area 51. La terra dei sogni. Ranch paradiso o come preferite chiamarla. Il 90% del complesso è interrato e l'area di divieto d'accesso è estesa quanto la Svizzera. Questo è il tenente Randall Crowe, corrente addetto alla supervisione dei progetti dell'Area 51.<br />'''Logan''': In che guaio si trova Ti-Yet?<br />'''Rinaker''': Ammesso che sia ancora vivo dobbiamo tirarlo al più presto fuori di li.<br />'''Sh'lainn''': Noi sappiamo della loro esistenza. Loro sanno della nostra?<br />'''Rinaker''': No. E deve rimanere così! Dovremmo agire in incognito. L'unità di ricerca controlla un canale tra lo spazio aereo sorvegliato e quello autrizzato. Sfrutteremo quello. Il pavimento dell'Hangar 9 è un ascensore che conduce ai livelli sotterranei. Voi entrerete da li. Due livelli più sotto Perrera si introdurrà in una stanza adibita a magazzino che ospita anche gli impianti elettrici e le centraline.<br />'''Nema''': E una volta negli impianti dovrò bloccarli?<br />'''Rinaker''': Affermativo.<br />'''Fitz''': {{NDR|a Nema, sottovoce}} Manie di controllo.<br />'''Rinaker''': L'agente Fitzpatrick dovrà procurarsi una chiave magnetica che conduca al laboratorio UFO tredici piani più in basso.<br />'''Fitz''': E piazzerò una bomba talmente grande da far saltare il disco volante.<br />'''Nema''': {{NDR|a Fitz, sottovoce}} Manie dinamitarde!<br />'''Rinaker''': Agenti Logan e Blaze, troverete Ti-Yet nel livello 7 al settore entità biologiche aliene. Se è vivo portatelo qui. Se non lo è distruggetene il corpo. Poi uscite come siete entrati. È tutto.
*'''Fitz''': {{NDR|infiltrandosi nell'Area 51}} Ti porterò un souvenire.<br />'''Nema''': {{NDR|alla ricetrasmittente}} Niente rifiuti o roba radioattiva, grazie.
*{{NDR|Logan si cala per un condotto con una fune mentre Sh'lainn scende volando}}<br />'''Sh'lainn''': Ti dispiacerebbe fare più in fretta?<br />'''Logan''': Scusa se sono solo un umano soggetto alla forza di gravità.<br />'''Sh'lainn''': Ti porterei in braccio volentieri, ma ho notato che stai mettendo su peso, temo che dovrei usare troppa energia banshee.<br />'''Logan''': Questi sono muscoli Sh'lainn, non grasso!<br />'''Sh'lainn''': {{NDR|alla ricetrasmittente}} Io sono arrivata al livello 6, aspetto il panzone.<br />'''Nema''': {{NDR|alla ricetrasmittente}} Non hai torto, Logan dovrebbe allentare le bretelle di un paio di centimetri.<br />'''Logan''': {{NDR|alla ricetrasmittente}} Ehi, volete concentrarvi sulla missione?
*'''Ti-Yet''': Non possiamo scappare dai condotti dell'aria. Avete un [[Piani dalle serie televisive|piano]] B?<br />'''Logan''': Sì. Si chiama: "inizia a fartela addosso".
*'''Rinaker''': Sei sicuro di quello che avete visto in quell'obitorio?<br />'''Logan''': Sì. Era uno scheletro umano. Sa a chi potrebbe appartenere?<br />'''Rinaker''': Non ne ho idea. Classificalo come un altro mistero dell'Area 51.<br />'''Logan''': Se è per questo ce ne sono parecchi anche dalle nostre parti. Ad esempio: chi ha segnalato quell'avvistamento al tenente Crowe? Chi ha sabotato il disco volante di Ti-Yet? E chi ha sostituito la bomba incendiaria con una atomica?<br />'''Rinaker''': Credo sia il momento che mi confidi con te, Nick. Da tempo sospetto che tra le nostre file... ci sia un traditore.
==Episodio 25, ''Scontro Frontale (parte 1)''==
*Anche il serpente più velenoso è inoffensivo con la testa staccata dal corpo. ('''Logan''')
*{{NDR|Logan cade in una trappola alla sede della Intralcom e due pareti incominciano a stringerglisi contro}}<br />'''Altoparlante''': Il codice d'accesso da voi utilizzato non è valido. Avete trenta secondi per inserire il codice corretto o sarete terminati. [...] Venti secondi. [...] Dieci secondi.<br />'''Logan''': La storia della mia vita.
*'''Rinaker''': Capisco le tue preoccupazioni agente Blaze, ma l'Intralcom è troppo potente in uno scontro frontale saremmo annientati.<br />'''Sh'lainn''': La prego generale, dobbiamo aiutarlo.<br />'''Rinaker''': Logan è partito senza nessuna autorizzazione. Di sua volontà.<br />'''Sh'lainn''': Lei non ha spina dorsale! Se non vuole aiutarmi andrò da chi può farlo. {{NDR|esce}}<br />'''Rinaker''': {{NDR|preme un tasto sulla scrivania per comunicare alla Smitheistler}} Potrebbe essere interessante seguirla.
*Penso che ciò che vedo sia solo un frammento della verità. ('''Logan''')
*{{NDR|Sh'lainn penetra nel regno delle Banshee}}<br />'''Sh'tra''': Chi si avvicina all'Albero della Luce?<br />'''Sh'lainn''': Sono Sh'lainn e desidero parlare con la regina Mab.<br />'''Sh'tra''': Tu... tu sei poco più che un estranea ora. Hai rinnegato il tuo sangue Banshee, perciò non sei la benvenuta.<br />'''Sh'lainn''': {{NDR|illuminandosi gli occhi di rosso}} Tu annuncerai la mia presenza e mi accompagnerai dalla regina. Sono stata chiara?<br />{{NDR|Sh'tra e Shinta abbassano il capo e la fanno passare}}
*{{NDR|Logan segue i vampiri fino ad Alcatraz}}<br />'''Logan''': Indovina dove sono Kracker: Alcatraz!<br />'''Kracker''' {{NDR|al telefono}}: Eh, eh, eh... ti ho sempre detto che prima o poi ti beccavano amico.
*'''Trueblood''': Voleva vedermi signore?<br />'''Rinaker''': Prepara le truppe a partire con la nave ammiraglia in assetto da guerra.<br />'''Trueblood''': E posso sapere contro chi combatteremo signore?<br />'''Rinaker''': No, non puoi. Questo è tutto.<br />'''Trueblood''': Sissignore.
*{{NDR|Logan si ricongiunge al patrigno ad Alcatraz}}<br />'''Logan''': Sono venuto a cercarti.<br />'''"Walter"''': Lo so. Si è sparsa la voce anche qui. Stai tenendo testa ad Hanek... sono così fiero di tè figliolo. {{NDR|abbassa il capo}} Non ti dispiace se continuo a chiamarti così, vero?<br />'''Logan''': Tu mi hai cresciuto. Ti sei preso cura di me fin da quando avevo tre anni, non avrei potuto chiedere padre migliore. Biologico o non.
*Il mio impero non sarà più limitato dalla distanza. Anche la terra sarà solo l'inizio. Questo è il mio biglietto per il potere assoluto! ('''Hanek''')
*Epoche estreme richiedono metodi estremi! ('''Regina Mab''')
==Episodio 26, ''Scontro Frontale (parte 2)''==
*'''Hanek''': Le Banshee rifuggono la tecnologia come un virus che infetta il mondo naturale. Nonostante ciò però sono in grado di teletrasportarsi a grandi distanze in un batter d'occio. Loro la chiamano "magia della terra" io la chiamo scienza. Ma qualunque cosa sia ora mi appartiene.<br />[...]<br />'''Logan''': Credo di aver capito quale sia il mio ruolo nel tuo [[Piani dalle serie televisive|piano]]. A te servono altre Banshee.<br />'''Hanek''': Ma catturarle non è facile. Così ho deciso di attirarti qui e metterti in pericolo. In questo modo la tua adorabile partner si recherà in tuo soccorso con un nutrito squadrone di sorelle Banshee.<br />'''Logan''': Sembra un piano perfetto, ma hai dimenticato una cosa?<br />'''Hanek''': E cioè?<br />'''Logan''': Me.<br />{{NDR|logan e Hanek incominciano a combattere}}
*Il palcoscenico è pronto e quando calerà il sipario scenderà anche la notte eterna. ('''Hanek''')
*Io sono Canmorth, dei Minotauri. Io sono la vostra condanna. ('''Canmorth''')
*La tua socia ha una coscienza, eh? Questa è una debolezza che devo esplorare. ('''Hanek''')
*Non sai quanto sia utile avere degli schiavi. ('''Hanek''' a Logan)
*Sembra che il toro abbandoni l'arena. ('''Hanek''' riguardo la fuga di Canmorth)
*'''Rinaker''': Lasciate che combattano. Poi raccoglieremo i superstiti. Non c'è ragione di sporcarci le mani.<br />'''Trueblood''': Ma signore ci sono dei nostri agenti la in mezzo!<br />'''Rinaker''': Non discutere i miei ordini.
*Questa volta, Logan, fammi il favore di morire! ('''Hanek''' intrappolando Logan in un esplosione)
*'''Mab''': Allora, è finita?<br />'''Rinaker''': Finita, Mab? Per adesso forse. Entrambi abbiamo subito delle perdite considerevoli e sarebbe insensato continuare a combattere, ma arriverà presto il giorno della vostra disfatta.<br />'''Mab''': O della vostra.
*{{NDR|Hanek intrappola se stesso, "Walter" e Sh'lainn nel teletrasporto}}<br />'''Hanek''': Puoi salvare solo uno dei due, Logan. Chi sceglierai il tuo patrigno o la tua compagna?<br />'''Sh'lainn''': Nick, salva il tuo patrigno!<br />'''"Walter"''': No! Lei ti ama! Devi salvare lei!<br />'''Hanek''': Il tempo passa. {{NDR|il teletrasporto si attiva e fa sparire "Walter"}} li stai perdendo entrambi!<br />{{NDR|Logan spara ai circuiti della macchina e l'avaria carbonizza Hanek}}
*La libertà è dolce, Ma la vendetta è ancora più dolce! ('''Canmorth''')
*'''Canmorth''': Io sono Canmorth, e sono la vostra condanna!<br />'''Shrian''': Ah, si? Be', io sono Shrian e tu sei condannato! {{NDR|lo teletrasporta nello spazio profondo}}
==Episodio 27, ''La creatura''==
*Va tutto bene Nick. Lo so che sei confuso ma credimi, nessun padre può amare un figlio più di quanto ti ami io. ('''"Walter"''' a Logan da bambino)
*{{NDR|Logan sta per entrare in una centrale nucleare dei Vampiri lasciando fuori Sh'lainn a fare la guardia}}<br />'''Sh'lainn''': Le radiazioni gamma sono fuori scala, guai in vista!<br />'''Logan''': Se è per loro certamente. Io vado.<br />'''Sh'lainn''': Nick, fa in modo di non esporti troppo alle radiazioni. Stò ancora pensando di fare dei bambini con te un giorno.<br />'''Logan''': Starò attento. {{NDR|si incammina verso la centrale}}<br />'''Sh'lainn''': Ancora un po'... Ancora un po'...<br />{{NDR|Logan arriva fino alla recinzione e la attraversa}}<br />'''Logan''': Bambini? {{NDR|si volta allibito e Sh'lainn gli manda un bacio}}
*'''Petrovic''': È una macchia solare. È composta da microrganismi, creature che possono diventare gigantesche. Sono esseri viventi che si nutrono di energia solare.<br />'''Rinaker''': Secoli fa i Vampiri ne catturarono uno, era enorme. Volevano usarlo come fonte di energia e come arma. Ma la creatura scappò, evidentemente cercano di riprenderlo.<br />'''Logan''': Veramente molto istruttivo, ma come mai l'Alleanza sa tutto questo?<br />'''Rinaker''': Conoscere è il nostro mestiere.
*'''Sh'lainn''': Nick, non vorrai fare qualche sciocchezza, vero?<br />'''Logan''': Non sono riuscito a salvare il mio patrigno, Sh'lainn. Però posso ancora vendicarmi.<br />'''Sh'lainn''': Nick, ti stai lasciando guidare dall'odio. Così mi fai paura...<br />'''Logan''': Allora stammi alla larga.
*{{NDR|Logan penetra in un edificio dei vampiri e ruba una loro arma}}<br />'''Logan''': Questa la prendo io...<br />'''Vampiri''': Kshhhh!<br />'''Logan''': ...In cambio vi do questa. {{NDR|lancia loro una bomba}}
*'''Sh'lainn''': Ha rubato cosa?<br />'''Alascano''': Il mio reattore a fusione portatile. L'avevo lasciato qui!<br />'''Sh'lainn''': E cosa le fa pensare che sia stato Nick? {{NDR|Alascano indica una porta sfondata}} Come non detto.
*Ci sarò sempre per te. ('''"Walter"''' a Logan da bambino)
*Questo è per te papà. ('''Logan''' prima di sparare alla creatura)
*'''Sh'lainn''': {{NDR|cercando di impedire al Logan di sparare alla creatura}} Tutto questo odio non risolve nulla, se non riusciamo nemmeno a capire questa creatura come possiamo sapere che vuole farci del male? Agisce sotto il controllo dei Vampiri!<br />'''Logan''': Be', farò in modo che non la controllino più!
*{{NDR|Dopo lo sparo la creatura sta per Colpire Logan ma in seguito indietreggia}}<br />'''Logan''': I-io... non capisco?<br />'''Sh'lainn''': Cosa?<br />'''Logan''': Io l'ho arpionata... poteva uccidermi ma-<br />'''Sh'lainn''': Ma non l'ha fatto. Non è un'assassina, Nick. Lo sento. È solo una creatura sperduta, spaventata e lontana da casa. Non puoi riportare in vita il tuo patrigno ma... se c'è ancora una traccia del Nick Logan che credevo di conoscere-{{NDR|la creatura emette un rantolo e i due si voltano a guardarla}} C'è un'altra vita che puoi salvare.<br />'''Logan''': {{NDR|sospira}} Sai quanto odio ammettere di aver torto...<br />'''Sh'lainn''': Perché l'hai mai fatto?
*Non voglio che tu salti in aria Caska. Stò rimanendo a corto di subordinati. ('''Dorn''' a un sottoposto)
*Come disse il vecchio [[Herman Melville#Moby Dick|capitano Achab]]: voglio lanciare il mio arpione! ('''Logan''') {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}}
*Io detesto gli umani! Oh, come li detesto! ('''Dorn''')
*'''Logan''': Non posso credere che hai convinto il generale a far mangiare alla creatura il plasma in eccedenza del nostro reattore.<br />'''Sh'lainn''': Be', la dottoressa Petrovic gli ha detto che se lo uccidessimo l'esplosione che ne conseguirebbe farebbe saltare tutto l'emisfero.<br />'''Logan''': Accidenti. Per fortuna mi hai fermato.<br />'''Sh'lainn''' {{NDR|dolcemente}}: No. Ti sei fermato da solo, però io lo sapevo.<br />'''Logan''': Avevi ragione: non avrebbe riportato in vita il mio patrigno.<br />'''Fitz''': {{NDR|entrando nella stanza}} Ecco appunto! Volevo parlarti di questo.<br />'''Logan''': Di che cosa? Lo hai trovato?<br />'''Fitz''': Tutte le squadre di ricerca non hanno trovato nulla. Zero. Un buco nell'acqua.<br />'''Logan''': Che vuoi dire?<br />'''Fitz''': Voglio dire che non c'è traccia del tuo patrigno in quella centrale. Dev'essere sgusciato via all'ultimo.<br />'''Logan''': Il che vuol dire che forse è ancora vivo!<br />'''Sh'lainn''': E rieccoci al punto di partenza! Ancora una volta il luogo dove si trova "Walter" è un mistero.<br />'''Logan''': Già. Un'altra cospirazione di Roswell.
==Episodio 28, ''I giganti''==
*'''Dr. Nestor''': {{NDR|osservando un Ciclope}} Non riesco a credere ai miei occhi!<br />'''Nema''': {{NDR|bisbigliando}} E io farò in modo che continui a non crederci.<br />'''Dr. Nestor''': Cosa?<br />'''Nema''': Ehm... ho detto che nemmeno io riesco a crederci!
*'''Logan''': Sei sicura di star bene? Hai un aspetto terribile!<br />'''Sh'lainn''': E ti pare una cosa carina da dire?
*'''Stravor Zimblist''': Concordo con l'ipotesi che l'età e il luogo del ritrovamento di questi giganti suggeriscao si tratti dei leggendari Titani.<br />'''Fitz''': Ottimo, vuole raccontarci qualche altra leggenda che potrebbe esserci utile!?<br />'''Zimblist''': L'antica cultura Egea fu la prima civiltà d'europa: la civiltà minoica. Per circa 500 anni questo popolo di navigatori dominò il Mediterraneo orientale fino a metà del quindicesimo secolo avanti Cristo. {{NDR|Fitz sbadiglia}}<br />'''Logan''': Che accadde?<br />'''Zimblist''': Poi sopravvenne un cataclisma. Una catastrofe, di cui si tramanda la storia: [[Atlantide]].<br />'''Fitz''': Ehi, le fiabe New-Age sul continente perduto! Un peccato abbia scordato i miei cristalli!<br />'''Zimblist''': Atlantide non è una fiaba, è storia! L'isola di [[Santorini]] era il gioiello della civiltà Egea; un crocevia per la cultura e le arti, con tempi magnifici e abitazioni opulente. Ma 3500 anni fa, un'esplosione vulcanica aprì un cratere di dodici chilometri di diametro al centro dell'isola, si produsse un'ondata di maremoto di sessanta metri che seminò paura e distruzione lungo tutta la costa mediterranea. Gli egei non si ripresero mai più; la loro ricca civiltà cadde nella più bieca barbarie.<br />'''Fitz''': E il resto come si dice è storia.
*'''Rinaker''': Lascia stare il robot: dobbiamo disattivare il campo di forza! {{NDR|Nema spara al fucile di Rinaker disarmandolo}}<br />'''Nema''': Fermi!<br />'''Logan''': Nema!<br />'''Rinaker''': Sparale, è sotto il controllo del robot!<br />'''Nema''': No! Non più da quando l'avete distrutto, ma ho potuto leggere nella sua mente: I Titani non sono nostri nemici!<br />'''Rinaker''': Per quello che ne sappiamo potrebbe essere il secondo robot a controllarti ora!<br />'''Nema''': I Titanici erano pacifici, mandarono sulla Terra questi giganti per proteggerla millenni fa, sapevano che una razza aliena di pura malvagità, gli Shadoen, avrebbero minacciato l'intera umanità.<br />'''Logan''': Pacifici? Se è così che stanno facendo con quel cannone?<br />'''Nema''': È quello che usarono per fermare l'invasione Shadoen 3500 anni fa!<br />'''Rinaker''': Spazzando via la più avanzata civiltà della Terra nel processo!<br />'''Nema''': U-una terribile disgrazia, ma salvò il nostro pianeta. Lei sa meglio di chiunque altro che a volte il sacrificio di alcuni è indispensabile per la sopravvivenza di molti!<br />'''Logan''': Se sono rimasti in letargo per migliaia di anni perché hanno scelto questo week-end per la riunione?<br />'''Nema''': Perché gli Shadoen sono tornati!
*{{NDR|I Ciclopi vengono distrutti assieme al loro cannone}}<br />'''Nema''': Mi sento come se mi fossi svegliata da un incubo.<br />'''Fitz''': Sei sempre stata nel mondo dei sogni, no? {{NDR|Nema sorride e gli dà un pugno sulla spalla}} Oh, oh, oh... e devi dormire ancora un po', sei deboluccia!<br />'''Nema''': Ero convinta che i Titanici avessero a cuore la salvezza dell'umanità ma ora... è tutto così confuso!<br />'''Logan''': Per essere nostri amici, i Titanici hanno seminato fin troppa distruzione sulla Terra.<br />'''Rinaker''': {{NDR|entrando nella stanza}} Non è stato facile. Ma sono contento che tu alla fine non mi abbia tradito agente Logan. {{NDR|mette una mano sulla spalla di Logan e una su quella di Fitz}} Ed è andato tutto per il meglio.<br />'''Logan''': Me lo auguro generale... Non voglio nemmeno pensare che una forza aliena sia davvero diretta verso di noi.<br />'''Rinaker''': Trueblood ha controllato i risultati delle ricerche delle sonde spaziali. Afferma che la fuori non c'è nulla.<br />{{NDR|vengono inquadrate delle navi Shadoen stagliarsi nello spazio.}}
==Episodio 29, ''La chiave antica''==
*'''Logan''': Rinaker dice che i Vampiri si stanno riorganizzando in Egitto per qualcosa di grosso... ma cosa?<br />'''Sh'lainn''': Dopo che avremo riempito di botte quei loro corpi squamosi ce lo vomiteranno fuori.<br />'''Nema''': Ecco una ragazza che dice le cose senza mezzi termini.<br />'''Fitz''': Avrei dovuto restare al bunker...<br />'''Logan''': Da quando hai paura dei Vampiri?<br />'''Fitz''': Heh... Vampiri...<br />'''Nema''': Il Cairo è la mia città natale, quando saremo li porterò Simon a conoscere i miei genitori.<br />'''Logan''' e '''Sh'lainn''': Uuuuh!
*Niente battute Fitz, niente battute Fitz, niente battute Fitz... ('''Nema''', istruendo Fitz su come comportarsi con suo padre)
*{{NDR|Dopo aver scoperto del sangue speciale dei Perrera}} Se state cercando di dirmi che Nema è una persona speciale... credo di averlo capito fin dal nostro primo incontro. ('''Fitz''')
*State parlando con una Banshee schifosi succhiasangue. Non sprecate il mio tempo. ('''Sh'lainn''' parlando al telefono con dei Vampiri)
*Un'ottima annata. Con i secoli il sangue è decisamente migliorato. ('''Sethaka''' dopo aver bevuto il sangue di Nema)
*'''Logan''': Come ti senti?<br />'''Sh'lainn''': Ho una gran voglia di prendere qualche vampiro a calci nel sedere!<br />'''Logan''': Questa è la mia ragazza!
*'''Sethaka''': Tutta l'umanità sarà sotto il controllo dei Vampiri!<br />'''Logan''': Oh, no! Perché abbiamo sempre a che fare con degli illusi con manie di grandezza?
*Il nostro glorioso passato rinascerà sempre nei sogni dei nostri figli, e nel futuro che le nuove generazioni sogneranno e costruirano insieme. ('''Prof. Perrera''')
==Episodio 30, ''Rivalità''==
*'''Rinaker''': Sei Licantropi catturati e nessuna perdita. ottimo lavoro agente Logan, continua così. Ora andate pure. {{NDR|tutti gli agenti escono dalla stanza}}<br />'''Ling''': Dannato cacciatore di taglie!<br />'''Rinaker''': Agente Ling.<br />'''Ling''': Signore?<br />'''Rinaker''': L'agente Logan ha la capacità innata di vedere oltre le illusioni degli alieni. Non avere quel dono non è colpa tua.
*Vuoi vedere le cose con occhi diversi? Diventa più che umano! ('''Hagadza''' nella pubblicità del Club Cheval)
*Ehi, amico... la tua strada sarà tagliata da un [[gatto nero]]! ('''Vodun pazzo''' a Ling)
*'''Ung-Han''': Ah, agente Ling, speravo che un membro dell'Alleanza si imbattese nel nostro piccolo club. Ho tenuto in servo il mio meglio per te: {{NDR|mostrandogli una sfera Vodun}} Questo è Bagun.<br />'''Hagadza''': Sarà perfetto per te!<br />'''Ling''': Io non vi dirò niente!<br />'''Hagadza''': Oh, com'è vero! Presto non esisterai nemmeno più!<br />'''Ungh-Han''': Vedi, la nostra tecnologia ci permette di controllare un corpo vivente, ma purtroppo il conflitto mentale che ne deriva è... destabilizzante. Voglio augurarmi che Bagun sia più fortunato. {{NDR|inserisce Bagun nel corpo di Ling}}
*Io sono Bagun. Guerriero dei Vodun. Questo luogo, il tuo corpo, diventerà mio! ('''Bagun''' a Ling)
*Avrai anche il potere di mutare la forma del tuo corpo, ma il luogo in cui combattiamo è la mia mente! ('''Ling''' a Bagun)
*Gorian. Mio nome è Gorian. Questa è mia speciale vettura da ambasciatore. Vengo da Nazioni Unite quindi ho immunità diplomatica. Ti è andata male. ('''Fitz''' a un poliziotto recuperando una vettura dell'Alleanza)
*'''Logan''': Credevo che i Vodun non potessero entrare negli esseri viventi.<br />'''Vodun pazzo''': Oh, puoi vedere! Il terreno è fertile. Ma non può gestirne più di uno alla volta!
*'''Trueblood''': {{NDR|parlando dell'irruzione Vodun nel bunker}} Come faceva a saperlo?<br />'''Rinaker''': Ho ricevuto una soffiata anonima. Forse proprio dalla nostra talpa misteriosa.<br />'''Trueblood''': Ma non ne sapeva nulla nessuno. A parte Logan.<br />'''Rinaker''': Ed è una cosa che terrò a mente.
*Ogni guerra ha i suoi caduti. ('''Rinaker''')
*'''Bagun''': Ling, svegliati o moriremo entrambi!<br />'''Ling''': L'idea è questa. Mi consolerò pensando di aver portato con me un mostro come te.<br />'''Bagun''': Sopravviveremo entrambi se mi ascolti! Posso rallentare il nostro cuore. Guadagnare tempo. Ma devi lasciarmi prendere il controllo del tuo corpo!<br />'''Ling''': Perché mai dovrei?<br />'''Bagun''': Perché grazie a me potrai essere l'agente che hai sempre desiderato essere.<br />'''Ling''': {{NDR|pausa}} Prendi il comando. Per ora.<br />[...]<br />'''Bagun''': D'ora in poi guarirai molto più velocemente, avrai i sensi dei Vodun, e la loro forza. Sarai molto difficile da uccidere.<br />'''Ling''': Interessante. Ad ogni modo, grazie di averci tenuti in vita finché non ci hano trovato.<br />'''Bagun''': Non avevo scelta. Forse sono l'ultimo della mia specie. E voglio sopravvivere.<br />'''Ling''': Allora abbiamo qualcosa in comune, perché sento che il mio- il nostro momento migliore deve ancora venire. {{NDR|si stringono la mano}} Chissà, forse essere l'involucro di un mostro non è poi la peggior cosa del mondo.
==Episodio 31, ''Un eroe venuto da lontano''==
*Pensavamo di essere pronti ma non era così. E ora gli invasori ci hanno annientati. Jarak, figlio mio, salvarti è l'unica cosa che conta per me ora. Questa capsula ti condurrà in un mondo lontano, un mondo che rischia di essere conquistato dai nostri stessi invasori. Tu dovrai metterli in guardia, dovrai salvarli. Tu sarai il loro paladino. Questo pianeta si chiama "Terra" e quando vi sarai giunto sarai ormai diventato adulto. Sii forte. Poiché le informazioni che abbiamo raccolto dalla loro sonda Voyager ci dicono che la razza umana merita la tua protezione. Per vivere li dovrai sempre indossare il collare. Non sarai affetto dal dolore. Il mio cuore è con te figliolo. Addio. ('''Padre di Jarak''' nel messaggio registrato sull'astronave del figlio)
*Cittadini di Chicago, sappiate che io sono Jarak. Sarò il vostro paladino! ('''Jarak''')
*{{NDR|Per avvicinare Jarak Nema si finge una giornalista di nome Lory Lynch}}<br />'''Lory''': {{NDR|dopo che Jarak ha respinto una nave con lo sguardo}} Wow, hai degli occhi davvero straordinari.<br />'''Jarak''': Il mio raggio respingente?<br />'''Lory''': Sì. Anche.<br />'''Jarak''': Lascia che ti aiuti. {{NDR|la tira fuori da un ingorgo stradale}} Ma io ti conosco. Sei la reporter!<br />'''Lory''': Lory Lynch. Ho seguito la tua... ehm... carriera, con interesse.<br />'''Jarak''': Sì. Lo so. Ho molto da raccontare, e mi piacerebbe raccontarlo a te.<br />'''Lory''': Fammi controllare l'agenda-si! Sono libera!
*{{NDR|Logan e Fitz osservano da dietro le quinte l'intervista di Nema/Lory a Jarak}}<br />'''Logan''': Sembra un tipo affascinante, non ti pare?<br />'''Fitz''': Chi, pel di carota? Ma va, quel corpo troppo palestrato spaventa le donne!<br />'''Logan''': Già. Infatti Nema sembra terrorizzata!
*Quindi tu saresti un alieno? E da che pianeta vieni? Quello delle [[w:Una giungla di stelle per capitan Simian|Space Monkeys]]? Quello dei [[w:Biker Mice da Marte|Biker Mice]]? ('''Nema''' a Jarak durante la sua intervista)
*Io lo so che tu agisci senza secondi fini. Ma non è così per tutti. ('''Nema''' a Jarak)
*{{NDR|Jarak viene catturato dall'Alleanza}}<br />'''Nema''': Noi non siamo tuoi nemici, dovremmo collaborare.<br />'''Jarak''': Come posso collaborare... con qualcuno di cui non mi fido?<br />'''Rinaker''': Mi hai tolto le parole di bocca. {{NDR|da la scossa a Jarak}}
*'''Nema''': Jarak per favore, anche l'Alleanza difende il mondo dagli alieni. Ogni giorno. Ma noi lo facciamo senza metterlo in allarme.<br />'''Jarak''': A volte il mondo deve essere allarmato.
*{{NDR|Fitz affronta Jarak con un esoscheletro per salvare Nema, ma perde e l'eroe tenta di gettarlo da un palazzo}}<br />'''Nema''': Jarak! Questo non posso permettertelo!<br />'''Jarak''': Non puoi fermarmi.<br />'''Nema''': Forse no. Ma posso tentare di ostacolarti.
*'''Nema''': Fitz, avrei voglia di strangolarti!<br />'''Fitz''': Sai, le tue parole di gratitudine hanno dato davvero un senso alla mia missione.
*{{NDR|Privato del collare Jarak assume il suo vero aspetto mostruoso e la gente fugge}}<br />'''Jarak''': Non si fidano più di me.<br />'''Nema''': Tenta di capirli. I terrestri non sono pronti per gli alieni. Che siano eroi o invasori.<br />'''Jarak''': Ho fallito la mia missione.<br />'''Nema''': L'Alleanza continuerà il tuo lavoro. Promesso.<br />'''Jarak''': Me l'Alleanza è abbastanza forte? Abbastanza da respingere... gli Shadoen?<br />'''Nema''': Shadoen? Li conosciamo! Ne parlavano anche i Titanici.<br />'''Fitz''': Sono loro gli invasori di cui parlavi?<br />'''Jarak''': Sono distruttori di mondi. E il vostro è il prossimo.
*E così il nostro paladino ci ha lasciati. Sia che fosse un paziente instabile fuggito del nostro centrro di ricerca genetico, o qualcosa d'altro, possiamo solo sperare che lo spirito della sua missione sopravviva. Ma chiunque tu fossi veramente mio eroe, spero che un giorno il mondo scopra la verità. Dalla vostra Lory Lynch, buonanotte. ('''Nema''')
==Episodio 32, ''Il nemico è tra noi''==
*Forse tu e Bagun sarete una strana coppia, ma devo ammettere che siete un'ottima squadra. ('''Logan''' a Ling)
*I Vodun sono nel bunker! ('''Logan''')
*Quando un Vodun ti possiede di solito non si può resistere per più di due ore. Dopodiché semplicemente si smette di esistere. ('''Bagun''' a Logan)
*Guerrieri Vodun, abbiamo combattuto e ora abbiamo una nuova dignità. E cosa più importante: abbiamo ritrovato il nostro capo, il nostro grande Ungh-Han! ('''Hagadza''')
*Questo sarà l'inizio di una nuova era! Un'era in cui noi domineremo, perché noi siamo Vodun! ('''Ung-Han''')
*{{NDR|Rinaker viene catturato dai Vodun dopo che essi prendono possesso del bunker}}<br />'''Rinaker''': Sequenza vocale: James Rinaker. Livello Omega. Chiedo comando di autodistruzione tra sei minuti.<br />'''Altoparlante''': Sequenza confermata: Autodistruzione fra sei minuti.<br />'''Ung-Han''': Morirai per questo.<br />'''Rinaker''': Moriremo tutti per questo.
*'''Ling''': So perché non mi hai ucciso.<br />'''Bagun''': Tu non sai niente.<br />'''Ling''': Tu hai bisogno di me. Come io ho bisogno di te. Noi non siamo più umano e Vodun. Finalmente siamo diventati una mente sola, in perfetta simbiosi.<br />'''Bagun''': No! Io non ho bisogno di nessuno. Soprattutto di un umano!<br />'''Ling''': Tu non sei come gli altri Vodun! Non più. Tu sai che gli umani sono più che semplici involucri.<br />'''Bagun''': No! I Vodun hanno il potere! I Vodun conquistano mondi. I Vodun dominano.. io sono un Vodun! {{NDR|rompe le manette con cui tiene prigioniero mentale Ling}}<br />'''Ling''': {{NDR|lo guarda allibito}} Che si fa adesso?<br />'''Bagun''': Li fermeremo.
*{{NDR|Bagun indirizza Rinaker e Sh'lainn alla sala comandi numero 2}}<br />'''Ling''': Che cosa c'è nella sala 2?<br />'''Bagun''': Un simulatore di frequenze letale per i Vodun.<br />'''Ling''': Ma... e che ne sarà di te!<br />'''Bagun''': Accetterò la mia punizione.
*'''Ung-Han''': Ti ucciderò personalmente traditore!<br />'''Bagun''': Distruggere le menti degli umani è sbagliato. Sono creature nobili che non meritano di morire per noi. Siamo solo dei ladri.
*'''Logan''': L'effetto dell'inibitore visivo è svanito ma... non vedo più Bagun dentro di te. Lui è-<br />'''Ling''': Si è sacrificato da vero eroe ma... credo vorrebbe sapere se è riuscito a salvarci?<br />'''Logan''': Sì. Tutti quanti.
==Episodio 33, ''La pioggia''==
*'''Rinaker''': La visita al Condotto ha dato risultati?<br />'''Trueblood''': Sì signore. Ma questi {{NDR|indica una famiglia di Pan}} non sono esattamente la minaccia aliena che pensavo di dover affrontare.<br />'''Rinaker''': Ma sono alieni, no? Non sono come noi. E qui non sono i benvenuti.
*Devo tornare... tornare... tornare... tornare... ('''Trueblood''' contattato dagli spiriti)
*La volpe si è strappata il guinzaglio. ('''Rinaker''' riferito alla fuga di Trueblood)
*{{NDR|Logn inseguendo Trueblood si scontra con il suo veicolo lasciato in mezzo alla strada provocando un incidente d'auto}}<br />'''Logan''': No! La mia auto! Guarda come me l'ha ridotta!<br />'''Sh'lainn''': Sì, si! Io sto bene, grazie per avermelo chiesto!<br />'''Logan''': Dov'è finito il tuo sesto senso Banshee?<br />'''Sh'lainn''': Non stava tentando di ucciderci, ma solo di rallentarci, Nick. E poi non vale per le macchine!
*'''Logan''': Così... è andato alla grotta della visione?<br />'''Mara''': Sì. Lì dovrà affrontare i Calinja, e chiedere perdono per la sua azione.<br />'''Sh'lainn''': Ha cercato di catturare uno di loro, vero?<br />'''Mara''': Si è intromesso nella visione di Volpe Bianca e ha tentato di catturare un Calinja.<br />'''Logan''': Faceva solo il suo lavoro.<br />'''Mara''': Quanto male è capitato in questo mondo giustificato da questa frase...
*Si, sono colui che ha tradito il suo popolo e violato il vostro mondo. La vergogna grava sulle mie spalle come un mantello pesantissimo, però vi sono grato di avermi chiamato. Ora che Volpe Bianca se n'è andato io dovrei diventare il nuovo capotribù. Ma ho anche dei doveri verso l'Alleanza. Il mio cuore è confuso e tormentato. {{NDR|gli spiriti fanno apparire una strada biforcata}} Sì, so che posso scegliere. Ma quale strada devo scegliere? {{NDR|gli spiriti fanno apparire la donna ragno}} La donna ragno! {{NDR|la donna ragno indica una direzione e lì compare Mara con le braccia aperte in un abbraccio}} Mara! {{NDR|la donna ragno indica l'altra direzione e lì compare il monte dell'Alleanza deformato nel volto di Rinaker}} Nooo! {{NDR|gli spiriti gli compaiono tutti intorno}} Sì. Ora credo di capire. (La visione di '''Trueblood''')
*Certo. Adesso è tutto chiaro. Ora so perché hanno voluto che venissi; perché facessi una scelta. E io l'ho fatta: sì, diventerò il capotribù. Voi concederete la pioggia alla mia gente? ('''Trueblood''' ai Colinja)
*'''Mara''': Ci sei riuscito. La pioggia è tornata e la tribù potrà contare su un nuovo capo.<br />'''Trueblood''': Sì. Perché finalmente ho capito che sono e sarò sempre un Cha'rak.<br />'''Mara''': Allora posso sperare di rivederti?<br />'''Trueblood''': Non c'è nulla che desidererei di più. Ma c'è qualcosa che devo fare. Se ci riuscirò tornerò qui, se fallirò. Ricordami.
*È ciò che ho visto nella mia visione. C'è del male qua dentro. Ed è mio compito trovarlo. E affrontarlo. ('''Trueblood''' tornato all'Alleanza)
==Episodio 34, ''Il mostro del ghiaccio''==
*'''Delfin Tabada''': Generale abbiamo un allarme rosso: Due evasioni nella struttura di massima sicurezza dell'Atollo di Bikini.<br />'''Rinaker''': Chi sono i fuggitivi?<br />'''Delfin Tabada''': Si tratta degli Aesiri. Tutti e due Odin e Loki.
*Gli Aesiri provengono da un pianeta dalla gravità maggiore alla Terra. Sono praticamente indistruttibili. ('''Sh'lainn''')
*Guerra! ('''Odin''')
*{{NDR|Logan cerca inultilmente di far cadere Loki dopo avergli avvolto una corda attorno ad una caviglia}}<br />'''Logan''': Dovresti buttare giù qualche chilo, amico.<br />'''Loki''': E perché non cominci tu? Per cominciare potrei allegerirti della testa.
*{{NDR|Loki viene catturato dagli agenti dell'Alleanza e imprigionato in una cella col vetro a specchio}}<br />'''Loki''': Chi c'è la fuori? Io non vi sento e naturalmente non vi vedo attraverso quello specchio. Ma lo so che ci siete! Percepisco l'amore.<br />'''Sh'lainn''': Ci sta provocando. Dannato psicopatico.<br />'''Loki''': Forse c'è uno dei miei amici. Perché sapete, io ho degli amici. Anche qui dentro. Eh, eh, eh... Altrimenti come avrei potuto evadere dalla vostra unità di massima sicurezza?<br />{{NDR|Rinaker apre il portellone della cella}}<br />[...]<br />'''Loki''': Se è vivo? Oh, io questo non lo escluderei, vedete Odin è come certe macchie: impossibile da eliminare.<br />'''Logan''': E dove si trova?<br />'''Loki''': A mio parere le sue tracce si sono raffreddate. Ma perché ti preoccupi tanto di Odin, Logan? Fossi in te {{NDR|assume l'aspetto di "Walter"}} io mi preoccuperei di me stesso.<br />'''Rinaker''': {{NDR|a Sh'lainn}} È un mutaforma?<br />'''Sh'lainn''': Non esattamente. Legge nel pensiero e poi da vita a un'illusione ottica.<br />'''Loki''': Hei tu, riesci a riconoscermi? Proprio come faceva il tuo {{NDR|assume l'aspetto di Walter}} vero padre. A proposito che ne è di lui?<br />'''Logan''': Niente male. Sai fare anche Gatto Silvestro?<br />'''Loki''': Qui c'è qualcuno che tira i fili Nick. Qualcuno che ti sta manovrando. Ma chi? {{NDR|assume l'aspetto di Trueblood}} Sarà forse Jefferson Trueblood? Improbabile. Non ha abbastanza immaginazione. Ma allora, non sarà mica {{NDR|assume l'aspetto di Fitz}} il buon vecchio Fitz! Ora prova a supporre che nasconda molto più di quanto immaginiate.<br />'''Logan''': Ora basta! Lo spettacolo finisce qui!<br />'''Loki''': No fermo, aspetta. Che mi dici della Banshee? {{NDR|assume l'aspetto di Sh'lainn}} La tua partner. E forse anche di più per te. Ma se avesse un suo piano? A questo avevi già pensato non è vero? Quest'idea è come una serpe che si muove nei più nascosti recessi della tua mente, perché in fondo... {{NDR|simula l'aspetto di Sh'lainn quando usa i suoi poteri}} È un aliena! E di loro non ci si può fidare. Giusto {{NDR|torna normale}} generale?<br />'''Rinaker''': Ora basta. {{NDR|richiude la porta della cella}}
*'''Sh'lainn''': Il gigante di ghiaccio è in grado di assorbire l'energia, il calore... perfino la vita. Ma non ha una sua intelligenza, deve essere guidato dagli Aesiri. Loro lo rendono malvagio.<br />'''Rinaker''': Non vedo il problema. Useremo i missili nucleari.<br />'''Trueblood''': Ma così distruggerà l'Irlanda!<br />'''Rinaker''': Eh, eh... l'Irlanda.
*Gli Aesiri sono degli psicopatici. Godono nel provocare dolore agli altri. Sia mentalmente che fisicamente. ('''Sh'lainn''')
*Signor Rinaker, signor Trueblood: c'è qualcos'altro che vorreste condividere col resto della classe? ('''Logan''')
*Ah, ah, ah, ah, ah! Woooh-oh! Ragnarök! ('''Odin''')
*'''Sh'lainn''': Si è scoperto come hanno fatto gli Aesiri a evadere?<br />'''Rinaker''': Nessun sistema di sicurezza è perfetto. Ma stiamo migliorandolo.<br />'''Logan''': E se fosse stata la talpa nell'Alleanza?<br />'''Rinaker''': Agiremmo di conseguenza.
==Episodio 35, ''Realtà virtuale''==
*'''Nema''': Non abbiamo il diritto di intrometterci nella mente della gente!<br/>'''Fitz''': Ma di che stai parlando? Noi ci intromettiamo sempre nella mente della gente! L'inganno è la nostra specialità, partner!
*È meglio rimuovere certi incontri dalla mente delle persone piuttosto che farli vivere per sempre con gli incubi. ('''Rinaker''')
*{{NDR|Fitz estrae il marchingegno di realtà virtuale per rimuovere i ricordi dalla mente di una testimone oculare}}<br />'''Nema''': Ti sei portato dietro quel coso?<br />'''Fitz''': Ahem... Rinaker me l'ha praticamente ordinato, no?
*'''Alascano''': Quel macchinario non era pronto per l'uso! Cosa ti è saltato in mente Fitz?!<br />'''Fitz''': I-i-io... credevo non ci fosse altra scelta...
*Gli alieni! Gli alieni! Mi hanno rapita e portata qui! Sono stati gli alieni! ('''Flue Jones''' raggiunta dalle autorità davanti al bunker dell'Alleanza)
*'''Rinaker''': La segretezza del bunker è in pericolo.<br />'''Fitz''': Ma generale, quei giornalisti se ne sono già andati!<br />'''Rinaker''': Infatti non è dei giornalisti che mi preoccupo.
*Saluti dalla terra. (il cartellone messo sul mone Willard dai fan degli UFO)
*Cinque dollari per un parcheggio!? Fitz, io ti ammazzo! ('''Nema''' costretta a usare un parcheggio pubblico per via del festival degli UFO)
*'''Rinaker''': Tutto quello per cui l'Alleanza ha lavorato negli ultimi cinquant'anni sta per crollare inesorabilmente sotto gli occhi del mondo!<br />'''Fitz''': {{NDR|sospira}} Ed è tutta colpa mia...
*Karl McGavin: giornalista ficcanaso. ('''McGavin''' presentandosi)
*'''McGavin''': {{NDR|entrato nella base dell'Alleanza}} Sento odore di Pulitzer!<br />'''Ronin''': {{NDR|vede passare Ti-Yet e si nasconde dietro a un muro assieme all'uomo}} No. È uno Yeti. Hanno più o meno lo stesso odore.
*'''McGavin''': Allora vorreste dire che mostri come i vampiri, i licantropi, gli zombie... sarebbero tutti degli alieni? E voi cosa sareste? La polizia dell'uomo nero?<br />'''Fitz''': Proprio così. E abbiamo anche i cannoni al plasma!<br />'''Rinaker''': Basta così agente Fitzpatrick. Procedi. {{NDR|indicando il marchingegno della realtà virtuale e McGavin}}<br />'''Logan''': Non lo fare Fitz. È stato quello a metterci nei guai!<br />'''Fitz''': Per come la vedo io ci sono due possibilità, e nessuna delle due ha a che fare con questo! {{NDR|getta a terra il marchingegno}} La prima è che tu diventi un resiente permanente della nostra unità di contenimento. E la seconda è che tu ti dimentichi tutto. A te la scelta.<br />'''McGavin''': E che accadrebbe se mi sfuggisse qualcosa, così... per sbaglio?<br />'''Fitz''': Non accadrà. Perché credimi: noi siamo ovunque.
*Per quanto lontani vadano gli alieni su questo pianeta: la nostra copertura è saltata: siamo in pericolo, signori. ('''Rinaker''')
==Episodio 36, ''Terzo grado''==
*{{NDR|Rinaker indice una riunione speciale con tutti i membri dell'Alleanza}}<br />'''Rinaker''': Dunque sigori, abbiamo un grave problema. Forse la sicurezza del bunker è stata irrimediabilmente compromessa, inoltre abbiamo riscontrato casi di sabotaggio in quasi tutte le missioni degli ultimi diciotto mesi. C'è qualcuno che tenta di ostacolarci. C'è qualcuno che cospira contro di noi. E questo qualcuno signori, è a questo tavolo. {{NDR|tutti si guardano sconcertati}} Per avvalorare i miei sospetti in proposito riesaminerò i rapporti delle ultime missioni, per esempio: il caso di quel laboratorio di genetica scoperto in una piccola cittadina del Wyoming... {{NDR|vengono riproposti in flashback i fatti dell'episodio ''Troppi Misteri''}} Fu un membro del nostro staff a installare quel laboratorio e quella stessa persona si è resa colpevole di numerosi altri casi di evidente sabotaggio. {{NDR|vengono riproposti in flashback gli eventi dell'episodio ''Conto alla rovescia''}} Ad esempio la volta che recuperammo una sonda aliena sconosciuta e la mettemmo in isolamento, il nostro nemico sconosciuto ha fatto in modo di sabotarla. Senza badare alle possibile conseguenze. Allora il suo comportamento ebbe come conseguenza una serie di ripercussioni gravissime. Tutti noi che ci ritrovavamo all'interno di questa montagna abbiamo rischiato di perdere la vita. {{NDR|lancia il fascicolo sul tavolo della riunione, questo lo attraversa completamente ed arriva all'altra estremità venendo fermato da Logan}} Preoccupante non è vero? E comunque, l'esistenza di un vero e proprio complotto fu chiara durante una missione di routine. {{NDR|vengono riproposti in flashback gli eventi dell'episodio ''Area 51''}} Il tenente Crowe dell'Area 51 era stato informato di quello che stava per accadere e il nostro traditore aveva fatto in modo che il disco volante cadesse in mano ai suoi uomini. Fummo costretti a organizzare una missione segreta di salvataggio e a infiltrarci nella fortezza sotterranea dell'Area 51. Dopo alcune scoperte sconcertanti la missione di salvataggio fu ostacolata da una sorpresa finale. E dopo essere stati costretti a desistere dal tentativo di incenerire il disco scoprimmo che la bomba incendiaria era stata sostituita da un ordigno nucleare. Allora, chi fra noi ha dimostrato fin dall'inizio un'aperta ostilità alle missioni dell'Alleanza? Chi ci accusa di aver rovinato la sua infanzia? Il traditore non può essere altri che... Nicholas Logan!<br />'''Logan''': Che cosa!? Io? È una menzogna e lei lo sa bene Rinaker!<br />'''Sh'lainn''': È un'accusa assurda! Non ha alcuna prova!<br />'''Rinaker''': Ah, no? Il comportamento ostile di Logan è ampiamente documentato, ci sono numerosi esempi, mi basta prenderne uno a caso. {{NDR|vengono riproposti in flashback gli eventi dell'episodio ''L'esca (parte 1)''}} Una tua piccola, nonché interessata omissione della realtà dei fatti ha rischiato di provocare una catastrofe globale! {{NDR|vengono riproposti in flashback i fatti dell'episodio ''Missione in montagna''}}<br />'''Logan''': Ha coinvolto lei i Licantropi, non io!<br />'''Rinaker''': [[Accusa|Accusare]] gli altri è un atteggiamento classico dei traditori. E le occasioni in cui tu hai tradito ormai non si contano più. {{NDR|vengono riproposti in flashback i fatti dell'episodio ''Il cucciolo''}} E quando non hai aiutato gli alieni ostili te la sei preso con quelli che ci sono utili. {{NDR|Nick sospira, si abbandona nella sedia e si massaggia le tempie}} Quando questa riunione sarà finita Logan, tutti quelli che ti hanno sempre considerato un amico si renderanno conto che in realtà sei sempre stato il nemico. {{NDR|gli altri agenti guardano storto Logan}}<br />'''Sh'lainn''': Nick non è nostro nemico! Non si è mai tirato indietro!<br />'''Rinaker''': Agente Blaze. Vedo che hai la memoria corta quando ne hai bisogno! {{NDR|vengono riproposti in flashback i fatti dell'episodio ''Tutto è bene quello che finisce bene''}} Il tuo comportamento scorretto ci ha messi tutti in serie difficoltà!<br />'''Sh'lainn''': Ma tentava solo di ritrovare suo padre!<br />'''Logan''': Lascia perdere, Sh'lainn, tanto è tutto inutile. Non vuole sentire ragioni.<br />'''Rinaker''': {{NDR|furiosio}} Ragioni? {{NDR|frantuma le chiavi tra le dita}} Ragioni? La tua mente bacata considera ragionevole rischiare di ucciderci tutti?! {{NDR|vengono riproposti in flashback i fatti dell'episodio ''Il fuggitivo (parte 2)''}} Puoi negare di aver introdotto tu quello Shadoen nel bunker, Logan? Per assassinarci tutti?<br />'''Logan''': {{NDR|si prende la testa tra le mani}} Io... ecco...<br />'''Sh'lainn''': Ma Nick ci salvò da quello Shadoen, generale! O l'ha dimenticato?<br />'''Rinaker''': {{NDR|furiosio}} No. Non l'ho dimenticato. Io non dimentico mai niente! {{NDR|tira un pugno sul tavolo e provoca una conca}} Perciò ti dichiaro: Colpevole!<br />'''Logan''': No, non può farlo!<br />{{NDR|due agenti sparano a Logan e lo spediscono violentemente a sedere, Fitz, Nema, Ling, Trueblood, Ti-Yet e Dorian sobbalzano}}<br />'''Rinaker''': Tu Nicholas Logan sei stato ufficialmente condannato all'ergastolo che sconterai nel carcere detentivo dell'Alleanza.
*{{NDR|Logan viene condotto in cella}}<br />'''Logan''': Non finisce qui Rinaker.<br />'''Rinaker''': Hai ragione Logan. {{NDR|allontanandosi}} La fine è ancora lontana.
==Episodio 37, ''La rivelazione''==
*{{NDR|Sh'lainn visita il centro in cui è detenuto Logan e sente le grida dei prigionieri}}<br />'''Sh'lainn''': Non sembrano amichevoli.<br />'''Dorian''': Il tuo partner ha contribuito a riempire questo posto, ha un sacco di "amici" qui che sono proprio felici della sua presenza.
*Benvenuta nel mio piccolo angolo di paradiso. ('''Logan''' accogliendo Sh'lainn nella sua cella)
*'''Logan''': Qualcuno, da qualche parte, ha manipolato tutta la mia via. Ormai è chiaro.<br />'''Sh'lainn''': Ma perché?<br />'''Logan''': Mio padre... dev'essere lui la chiave. Non avrebbe mai permesso all'Alleanza di diventare questa mostruosità! Cosa gli è successo, e perché? Così tante domande e nessuna risposta! {{NDR|tira un pugno alla parete della cella}}<br />'''Sh'lainn''': {{NDR|pausa}} Nick. Io potrei aiutarti a trovare qualche risposta. Ma devi fidarti di me... più di quanto tu ti sia mai fidato di nessuno.<br />'''Logan''': Cosa? Di che stai parlando?<br />'''Sh'lainn''': Un dono Banshee: posso entrare nella tua mente, sbloccare i tuoi ricordi. Però...<br />'''Logan''': Però cosa!? Facciamolo!<br />'''Sh'lainn''': Ascoltami, se una Banshee unisce la sua mente con un altro, il legame tra le nostre vite non potrà mai essere reciso. Saremmo... legati.<br />'''Logan''': Legati? Cioè... legati.<br />'''Sh'lainn''': Devi esserne sicuro. Io no- non lo posso fare se tu non me lo... chiedi.<br />'''Logan''': Sì. Capisco. {{NDR|la prende tra le sue braccia}} E te lo chiedo.
*{{NDR|Logan lega la sua mente con Sh'lainn e recupera tutti i suoi ricordi, compreso quello represso della scomparsa del padre, che vede portato via da una luce bianca con una sagoma di un uomo in controluce e un rumore metallico}}<br />'''Logan''': C'ero così vicino... quel suono. È nella mia mente, è sempre stato nei miei sogni... io... posso ancora sentirlo.<br />'''Sh'lainn''': C'ero anch'io.<br />'''Rinaker''': {{NDR|apre la porta della cella e fa tintinnare le sue chiavi}} Ora basta.<br />'''Logan''': TU! Sei stato tu! Tu hai preso mio padre! {{NDR|gli salta addosso}} Sei tu quello che manipola tutto!<br />'''Rinaker''': Stà indietro, Logan. {{NDR|Dorian e Trueblood fanno rialzare Logan}} Sì. Sono stato io.
*'''Rinaker''': Tuo padre era un uomo debole. Voleva dare troppo potere agli alieni. Non mi ha lasciato altra scelta!<br />'''Logan''': Tu hai travisato le sue vere intenzioni! Mio padre voleva che le varie razze vivessero in pace! Non che fossero rinchiuse o uccise!<br />'''Rinaker''': Forse le sue intenzioni erano buone, ma avrebbero messo in pericolo la sopravvivenza della razza umana. Assomigliava a te: non mi dava ascolto.<br />'''Logan''': Sei mio, Rinaker!<br />'''Rinaker''': Ti ho accolto nell'Alleanza sperando fossi un buon elemento. Ma in te c'è troppo di tuo padre, quindi ora lo raggiungerai.
*Benvenuto al Livello Omega. ('''Agente dell'Alleanza''' conducendo Logan alla sua prigione)
*{{NDR|Logan risveglia suo padre dall'ibernazione}}<br />'''Walter''': Ch-chi sei tu?<br />'''Logan''': I-io... sono tuo figlio.<br />'''Walter''': Davvero?<br />'''Logan''': Sì, se tu sei il colonnello Walter Logan. Io sono Nick Logan. Tuo figlio.<br />'''Walter''': Niky! {{NDR|lo abbraccia}} Si davvero tu ma- ma... ma tu sei un adulto! Quanto tempo è passato? Lois? Dimmi Niky, tua madre è viva?<br />'''Logan''': {{NDR|abbassa lo sguardo}} No, non più...<br />'''Walter''': {{NDR|si prende la testa tra le mani}} Ma in che anno siamo?<br />'''Logan''': È il novembre del 2000. Benvenuto nel nuovo millennio.<br />'''Walter''': Ventidue anni! Rinaker pagherà per questo! Dimmi che è ancora vivo!<br />'''Logan''': Oh, sì. E continua a tramare nell'ombra. Lo faremo a pezzi!
*'''Walter''': Da questa parte Niky.<br />'''Logan''': Ehm... puoi chiamarmi, Nick? Sai, è da parecchio tempo che non sono più Niky.
*'''Rinaker''': Logan è scappato. Dimmi Jeff, secondo te come ci è riuscito? Qualcuno lo ha aiutato?<br />'''Trueblood''': Questa cos'è, un accusa, generale?<br />'''Rinaker''': Tu che ne pensi?<br />'''Trueblood''': Penso, generale... che abbia ragione! Ho aiutato Logan, e sa perché? Perché non è un traditore! Perché lei si sbaglia!<br />'''Rinaker''': Questa è insubordinazione!<br />'''Trueblood''': Oh, no. Su una cosa aveva ragione. C'è del marcio nell'Alleanza. Ma proviene da lei!
*Avrei dovuto uccidervi entrambi. È stata una svista. Ma sono ancora in tempo, posso ancora rimediare. ('''Rinaker''' ai due Logan)
*Sai una cosa Nick? Credo che gli anni '70 fossero migliori! ('''Walter Logan''')
*{{NDR|Banshee, Vampiri, Licantropi e Condotto fanno una riunione nella terra delle Banshee}}<br />'''Mab''': Non è una prova della nostra onestà, questa? Noi Banshee abbiamo lasciato che la vostra lurida tecnologia entrasse nelle nostra terra segreta e la inquinasse.<br />'''Dorn''': Anche io ho sempre avuto un debole per te, Mab. Ma ora il punto è un altro: {{NDR|indicando uno schermo con l'immagine della base dell'Alleanza}} Ora sappiamo dov'è la testa della bestia. E per tagliarla dovremmo cooperare.<br />'''Licantropo''': Quali sono le tue vere intenzioni Dorn? Perché dovremmo fidarci, siamo stati noi Licantropi a trovare l'ubicazione dell'Alleanza!<br />'''Dorn''': Non è questione di fiducia. Solo di opportunità: da sola nessuna delle nostre razze può sconfiggere l'Alleanza. Ma uniti ci riusciremo.<br />'''Choaf''': Il Condotto ci sta. È tempo di colpire! Dobbiamo lavorare insieme!<br />'''Licantropo''': Molti cacciatori per una sola preda. Bene! I Licantropi ci stanno!<br />'''Choaf''': Allora siamo tutti d'accordo, metteremo insieme le nostre forze e l'Alleanza finalmente cadrà!<br />{{NDR|i quattro capi delle quattro razze succellano il patto sbattendo il pugno sul tavolo}}
*Rinaker non è più l'uomo che conosceva mio padre, qualcosa lo ha cambiato! ('''Walter Logan''')
*{{NDR|fuggendo dal Livello Omega per un condotto dell'Alleanza}}<br />'''Walter''': Vai prima tu.<br />'''Logan''': No, tu!<br />'''Walter''': Niky!<br />'''Logan''': Mi sculaccerai più tardi.<br />{{NDR|spinge Walter nel condotto}}
*{{NDR|il tenente Crowe soccorre i Logan nella loro fuga dal Livello Omega}}<br />'''Logan''': Tenente Crowe. Piuttosto lontano dall'area 51. Non che mi dispiaccia si intende.<br />'''Crowe''': Dopo quella violazione della sicurezza al monte Willard stò monitorando la situazione. E pare brutta.<br />'''Logan''': Solo da fuori. Da dentro è peggio.<br />'''Crowe''': Questo chi è, il tuo fratello maggiore?<br />'''Walter''': Colonello Walter Logan, ero un pilota dell'aviazione. E un agente dell'Alleanza.<br />'''Logan''': Mio padre.<br />'''Crowe''': Cosa!? Be', se lo dite voi dev'essere vero. Comunque, ho una cosa da mostrarvi. {{NDR|indica uno schermo}} Uno scheletro umano, l'abbiamo trovato vicino a Roswell e tenuto nell'area 51 fino ad oggi. Pare che la carne sia stata strappata dalle ossa con un processo sconosciuto. Ma abbiamo ricostruito l'aspetto che aveva quand'era in vita. {{NDR|il computer ricostruisce il volto di James Rinaker}}<br />'''Walter''': Rinaker!<br />'''Crowe''': È morto nel 1946.
==Episodio 38, ''Faccia a faccia''==
*Il Consiglio Alieno Unito è pervenuto a una decisione: Non regnerà più la discordia tra le nostre razze, non ci faremo più la guerra tra noi. Non saremo più alla mercé di Rinaker e dell'Alleanza. Noi tutti ricordiamo il colonnello Logan ed il suo sogno che noi tutti fossimo uniti, ebbene stanotte quel sogno diverrà realtà! Saremo uniti: Uniti contro l'Alleanza! ('''Choaf''')
*'''Nema''': Rinaker ha sospeso tutte le comunicazioni in entrata e in uscita dal bunker.<br />'''Fitz''': Ragazzi, temo che il capo abbia perso qualche rotella.
*In questi casi do il meglio di me. ('''Logan''' prima di lanciarsi da un aereo precipitante)
*Be', papà. Pare che la tua alleanza aliena si sia finalmente formata. E pare voglia cancellare Roswell dalle mappe. ('''Logan''')
*'''Smith-Heisen''': Generale Rinaker posso sapere perché-<br />'''Rinaker''': Ho sospeso le comunicazioni? È normale durante un attacco.<br />'''Smith-Heisen''': Attacco?<br />'''Rinaker''': Una squadriglia aliena sta venendo qui! E non solo: anche Logan. Ho il sospetto che voglia unirsi agli alieni ed attaccarci {{NDR|a Dorian}} isolate il bunker! Voglio eliminare gli alieni e quel traditore di Logan una volta per tutte!<br />'''Dorian''': Sissignore!<br />'''Rinaker''': {{NDR|alla Smith-Heisen}} Volevi parlarmi d'altro?<br />'''Smith-Heisen''': Sì, ma... non ora.<br />'''Rinaker''': Molto bene. Sono piuttosto occupato. {{NDR|esce dalla stanza}}
*{{NDR|La Smith-Heisen scopre, tramite il computer di Rinaker le immagini di una flotta aliena diretta verso la terra}}<br />'''Smitheistler''': Sembra... è un invasione!<br />'''Rinaker''': {{NDR|comparendole alle spalle}} Una grossa.<br />'''Smith-Heisen''': Tu! Tu sei la causa di tutto!<br />'''Rinaker''': Molto perspicace {{NDR|la uccide con un arma laser}} Sei sempre stata troppo intelligente per i miei gusti.
*'''Crowe''': {{NDR|guardando Logan in azione}} Quel ragazzo è un duro!<br />'''Walter''': Tutto sua madre!
*{{NDR|Logan, fatta irruzione nel bunker si rincontra con Nema, Fitz, Trueblood e Sh'lainn e li esorta a evacuare il posto prima che esploda}}<br />'''Trueblood''': Se... se non dovessimo rivederci: va alla grotta della visione.<br />'''Logan''': E cosa ci troverò?<br />'''Trueblood''': Il destino del mondo.
*'''Wraith/Rinaker''': Oh, ex-agente Logan. Impressionante come sempre. Immagino vorrai delle risposte.<br />'''Logan''': No, so già abbastanza: Tu hai corotto l'Alleanza, tu hai messo le razze aliene l'una contro l'altra, tu hai ucciso il vero Rinaker nel 1946 e hai preso il suo posto e questo significa solo una cosa: che sei uno Shadoen!<br />{{NDR|Rinaker rivela le sue reali fattezze di Shadoen}}
*Patetica creatura! Tu non eri altro che una pedina, l'unico ostacolo per la mia specie erano gli alieni sulla terra, però grazie soprattutto al tuo aiuto li ho resi deboli! Ora la forza d'attacco sta arrivando e voi siete condannati! ('''Wraith/Rinaker''' a Logan)
*{{NDR|Trueblood mette in fuga Logan e si appresta a affrontare Rinaker}}<br />'''Trueblood''': Vattene! Avverti gli alieni! Avverti tutti!<br />'''Logan''': Non puoi sconfiggerlo da solo!<br />'''Trueblood''': No. Ma posso trattenerlo. Quanto basta almeno.
*É un buon giorno per morire. ('''Trueblood''' prima della sua ultima battaglia)
*{{NDR|Il bunker esplode ma La creatura del sole contiene la detonazione, gli agenti superstiti e gli alieni esultano ma poi una navetta si libra in cielo}}<br />'''Fitz''': Rinaker!? È ancora vivo? Ma come?<br />'''Logan''': {{NDR|emergendo dalle macerie assieme a Sh'lainn}} È uno Shadoen! C'è un intero esercito che sta venendo a invaderci.
*Non perdete la speranza! Siamo stati ingannati, spinti a una guerra gli uni con gli altri. Ma ora basta! Guardatevi intorno, nonostante tutto ora siamo finalmente uniti. Uniti contro un comune nemico. Uniti per poter sopravvivere, un'alleanza di umani e alieni per difendere la Terra. La nostra casa comune sta correndo un grave pericolo, a questo punto sta a noi la scelta, vogliamo continuare a essere nemici e soccombere? No! Noi vogliamo essere uniti, amici, alleati. Oggi noi saremo veramente l'Alleanza! ('''Walter''')
==Episodio 39, ''La Nuova Alleanza (parte 1)''==
*{{NDR|Wraith/Rinaker torna alla flotta Shadoen}}<br />'''Keen''': Wraith! Non dovevamo farti assumere il ruolo di Rinaker, immagino tu non abbia avuto vita facile sulla Terra.<br />'''Wraith/Rinaker''': La sua sollecitudine è commovente caro comandante Keen.<br />'''Keen''': Questi umani. Sono pieni di risorse non trovi? Nonostante i loro limiti si intende. E parlando di limiti, gli anziani sono molto delusi del modo in cui hai gestito le cose sulla Terra; assumendo l'identità di Rinaker avresti dovuto impedire che gli umani formassero scomode alleanze con altre razze aliene.<br />'''Wraith/Rinaker''': Cosa che ho fatto. Con successo.<br />'''Keen''': In oltre cinquant'anni terrestri, avresti potuto metterci di meno. La tua indulgenza con questo Logan per esempio ha un che di egoistico, per non dire sciocco. C'è chi crede tu abbia perso di vista gli obbiettivi degli Shadoen. La Terra è lunico pianeta coi requisiti necessari per la colonizzazione della nostra specie. Se fallissimo moriremmo tutti.<br />'''Wraith/Rinaker''': Tu puoi preoccuparti inutilmente Keen. Io non lo farò. Possiamo procedere?
*{{NDR|"Walter" si presenta all'Area 51, dove la Nuova Alleanza si prepara alla guerra}}<br />'''"Walter"''': Chiedo scusa, avete visto Nick Logan?<br />'''Ruck''': Sì. {{NDR|guardando Athos}} Anche troppo spesso.
*Vittoria papà. A qualunque costo! ('''Logan''' a Walter prima dell inizio della guerra)
*'''Logan''': Walter...<br />'''"Walter"''': Il mio nome non è Walter, Nick. Non avrebbe mai dovuto esserlo. Mi chiamo Nathan, non voglio più fingermi tuo padre. Ti chiedo scusa.<br />'''Logan''': Ma non capisci? Tu sei mio padre. Rinaker ti ha fatto entrare nella mia vita per tutti i motivi più sbagliati ma voglio che tu sappia che... sono lieto che l'abbia fatto.
*'''Nema''': Fitz... cercavo Nick, la sua squadra à già andata?<br />'''Fitz''': E io che ne so?<br />'''Nema''': {{NDR|dolcemente}} Che c'è?<br />'''Fitz''': Ah, non lo so. In questo stato sono completamente inutile alla Nuova Alleanza, a differenza del tuo amichetto! {{NDR|indica Jarak}}<br />'''Nema''': Cosa? Ma dai, Fitz, non essere ridicolo lo sai che per me ci sei solo tu. Jarak fa solo la sua parte, e poi... non è affatto vero che tu sei inutile.<br />'''Fitz''': Non so perché ma non credo che gli Shadoen si faranno impressionare dalla mia presenza di spirito.<br />'''Nema''': Eh, eh... in realtà secondo me la tua dialettica è fondamentale per far funzionare l'operazione.<br />'''Fitz''': Già... le mie fanfaronate sono il lubrificante qua dentro.<br />'''Dorian''': Nema, siamo pronti, raggiungici.<br />'''Nema''': Stò arrivando.<br />'''Fitz''': {{NDR|la bacia sulla fronte}} Vedi di tornare, piccola.<br />'''Nema''': Ma certo. Qualcuno dovrà pur tenerti lontano dalle ciambelle glassate!<br />{{NDR|si guardano con intensità e si baciano}}
*'''Wraith/Rinaker''': Conosco bene gli umani. Sono deboli e incapaci di resistere. Dopo la nostra prova di forza si arrenderanno automaticamente.<br />'''Keen''': Stai sopravvalutando le tue competenze Wraith. [...] Occupati del tuo rapporto agli anziani.
*Abitanti della terra, il vostro pianeta è stato selezionato. Accettate il vostro destino con dignità poiché da adesso voi appartenete agli Shadoen! ('''Keen''')
*Come dicevo. Conosco queste creature. Ecco il mio rapporto agli anziani: dopo la tragica morte di Keen, io in qualità del mio grado prenderò in mano l'operazione. ('''Wraith/Rinaker''')
*'''Walter''': Il cannone Omega funziona?<br />'''Alascano''': In teoria sì, ma con tutte le parti aliene che abbiamo usato chi può dirlo?<br />'''Walter''': Uh. Tante parti aliene diverse unite assieme. Non è fose una metafora dell'Alleanza: dimenticare il passato e collaborare come un unica entità, questo è il nostro obbiettivo
*'''Nathan''': Colonnello Logan, agente speciale Nathan Boyer, in pensione. Al suo servizio. Volevo chiederle scusa per essermi finto lei, per aver seguito gli ordini di Rinaker... e per aver contribuito a questo disastro.<br />'''Walter''': Lei non è l'unico raggirato da Rinaker. E viste le circostanze possiamo dire che Nick è un uomo di cui essere orgogliosi, cresciuto da un ottimo padre!<br />{{NDR|si strigono la mano}}
*Jarak... il nostro paladino. ('''Nema''' osservando Jarak affrontare gli incrociatori Shadoen)
*{{NDR|Il gruppo di Logan trova la bomba EMP nella grotta della visione}}<br />'''Ti-Yet''': La bomba EMP!<br />'''Logan''': Grazie Jefferson Trueblood!
*Se devo morire, sarò felice di perdere la vita per proteggere la Terra! ('''Jarak''' prima di morire distruggendo un incrociatore Shadoen)
*Riferite a quel ragno di Rinaker che Sh'lainn Blaze ha personalmente provveduto a disinnescare la sua bomba! ('''Sh'lainn''' a due soldati Shadoen dopo aver distrutto la bomba EMP)
*'''Ti-Yet''': Ti-Yet a colonnello Logan, missione completata!<br />'''Walter''': Ci sono state delle perdite?<br />'''Ti-Yet''': Sì.<br />'''Fitz''': Nema!? Ti prego dimmi che Nema sta bene!<br />'''Nema''': Sì, caro, sto bene. E Dorian è con me.<br />'''Dorian''': Già, grazie della preoccupazione, "caro".
*'''Fitz''': Ragazzi, ragazzi, ragazi... o forse dovrei dire alieni, alieni, alieni? Be', comunque sia-<br />'''Mab''': {{NDR|strangolando Fitz con la mano sinistra}} Voi volete che utilizziamo l'odiata tecnologia rischiando la nostra vita nel processo?<br />'''Fitz''': {{NDR|soffocando}} Maestà. Gola. Soffoco. {{NDR|Mab lo lascia}} Ok! Respiro di nuovo! Che bello respirare! Perché non facciamo il punto della situazione?<br />'''Mab''': I Vampiri si sono serviti del mio clan per alimentare quel dannato marchingegno l'ultima volta, e molte delle mie consorelle sono morte per questo!<br />'''Fitz''': Ma ora è diverso! Siamo tutti sulla stessa barca e ci serve la vostra energia per far funzionare il teletrasporto!<br />'''Mab''': No!<br />'''Fitz''': Ok, mettiamola così: finalmente avete un occasione per prendere la malvagia tecnologia dei Vampiri e usarla per qualcosa di utile. Come salvare il nostro pianeta! {{NDR|sussurrandole all'orecchio}} Quelli ci resteranno malissimo.<br />'''Mab''': {{NDR|a Dorn}} Procedete!
*Ventidue anni Rinaker, ventidue anni rinchiuso nella tua dannata prigione. Ventidue anni di vuoto assoluto, ventidue anni di non esistenza. Mi hai portato via tutto; mia moglie, mio figlio... hai rubato la mia vita. Verrà la resa dei conti tra me e te. Te lo giuro! ('''Walter''')
*'''Wraith/Rinaker''': Così, la mia bomba è stata "disinnescata", eh?<br />'''Logan''': Diciamo solo che non verrà mai più usata per distruggere un pianeta.<br />'''Wraith/Rinaker''': Con o senza la bomba EMP la fine è inevitabile, Logan. Tieni presente che ci sono dei dissapori in questa vostra Nuova Alleanza. Tirara in lungo la guerra con la Terra costerebbe troppe vite Shadoen, per cui ora vi daremo un'altra dimostrazione di forza: punteremo la vostra Luna e la cancelleremo dal firmamento.
==Episodio 40, ''La Nuova Alleanza (parte 2)''==
*'''Wraith/Rinaker''': Una guerra prolungata con la Terra esaurirebbe le nostre risorse. Questa tattica abbasserà considerevolmente la popolazione umana, aprendo così la strada alla nostra colonnizzazione!<br />'''Logan''': Rinaker, sei un verme! {{NDR|riceve un elettroshock dalle manette}}<br />'''Sh'lainn''': Nick!<br />'''Choaf''': Non dare tanta soddisfazione a quello Shadoen, Logan!<br />'''Wraith/Rinaker''': Ma io... sono già soddisfatto! Cosa può darmi più soddisfazione che vedere quel ribelle di Logan pagare le conseguenze della sua tracotanza?
*'''Walter''': Che problemi ci sono con il cannone Omega?<br />'''Alascano''': La matrice energetica dei Tribuni sovraccarica l'alimentatore dei Vampiri, creando un problema di compatibilità con i vettori.<br />'''Walter''': In parole povere?<br />'''Alascano''': Saltano i fusibili.<br />'''Ruck''': E a me saltano i nervi! Io ho già la soluzione ma il cervellone non vuole ascoltarmi!<br />'''Alascano''': Se facessimo come dice lui il cannone si surriscalderebbe, sarebbe una missione suicida!<br />'''Walter''': Ruck?<br />'''Ruck''': La mia vita può durare al massimo dieci anni, e ormai è quasi terminata. Voglio una fine onorevole.<br />'''Walter''': {{NDR|a Alascano}} Procedi alle modifiche necessarie.<br />'''Ruck''': Questa è la guerra.<br />'''Nathan''': Sono d'accordo. Ruck avrà bisogno di un secondo mitragliere su quella nave. e sarò io.<br />[...]<br />{{NDR|Ruck e Nathan partono per la loro missione suicida}}<br />'''Ruck''': Colonnello, dica a Athos... e a Logan... che hanno reso i loro padri orgogliosi. {{NDR|decollano}}<br />'''Walter''': Puoi contarci.
*'''Logan''': Non mi sorprende tu voglia sparare alla Luna, è abbastanza grande e lenta perché possiate colpirla!<br />'''Wraith/Rinaker''': Raaargh! {{NDR|salta addosso a Logan}} Questa guerra è molto distante dalla fine, Logan. Tu invece morirai ora!<br />'''Logan''': {{NDR|rivelando di essere Athos}} No, non Logan, Athos, figlio di Ruck!<br />{{NDR|Athos si libera dalle catene, colpisce Rinaker e fugge con Sh'lainn e Choaf}}
*'''Dorn''': {{NDR|collegandola alla macchina di teletrasporto}} Per quel che conta Mab, per fare questo occorre il genere di coraggio che non mi aspettavo da una Banshee.<br />'''Mab''': Be', noi... facciamo solo la nostra parte per difendere il nostro mondo.
*Dimentichiamo il passato per salvare il futuro. ('''Athos''' a Ti-Yet)
*'''Ruck''': Grazie di avermi guardato le spalle umano, ora... fallo!<br />'''Nathan''': Ok. {{NDR|pausa}} Bene Rinaker, la tua cospirazione di Roswell finisce qui!<br />{{NDR|schianta la navicella contro la flotta Shadoen}}
*Karaaaaaa! (le ultime parole di '''Ruck''' prima di esplodere con la nave)
*{{NDR|Walter Logan irrompe nella sala comando della flotta Shadoen uccidendo i subordinati di Rinaker, che tuttavia sparisce nel polverone}}<br />'''Walter''': Cosa si prova Rinaker? Al grande burattinaio sta sfuggendo di mano la situazione!<br />{{NDR|Rinaker piomba alle sue spalle dall'alto e lo colpisce distruggendo il suo esoscheletro, dopodiche gli salta addosso}}<br />'''Wraith/Rinaker''': Com'è eccitante! Walter Logan! Immagino voglia regolare il nostro conto in sospeso!<br />'''Walter''': Già, non sono uno che dimentica.<br />'''Wraith/Rinaker''': Nemmeno io. La mia flotta sopravvivera, anche se tu coi tuoi sciocchi propositi da eroe romantico speravi di potermi sconfiggere... da solo!<br />'''Logan''': {{NDR|compare alle spalle di Rinaker e lo colpisce}} Chi lavora per l'Alleanza, non è mai da solo!<br />{{NDR|Logan e Rinaker iniziano il combattimento finale e il potente alieno Shadoen riesce a distruggere l'esoscheletro dell'uomo prendenolo poi tra le chele}}<br />'''Wraith/Rinaker''': Tu e quella Banshee siete stati i miei più grandi ed unici eroi!<br />'''Sh'lainn''': {{NDR|compare alle spalle di Rinaker e lo colpisce}} Finalmente l'hai capito.<br />{{NDR|Logan e Sh'lainn si prendono per mano e generano energia}}<br />'''Logan''': Cos- Che succede?<br />'''Sh'lainn''': Due giorni fa quando abbiamo instaurato il nostro legame le nostre forze vitali sono divenute un tuttuno. Noi saremo un'unica entità, Nick. Per sempre.<br />{{NDR|L'energia emessa da Logan e Sh'lainn travolge Rinaker rompendogli le gambe}}<br />'''Walter''': Forse sarò all'antica figliolo, ma dopo di questo, spero proprio che vi sposiate. E ora andiamocene di quà!
*{{NDR|dopo la guerra alieni e umani si radunano dove un tempo sorgeva la base della Nuova Alleanza}}<br />'''Logan''': Agli amici assenti e a coloro che abbiamo amato, a tutti quelli come Trueblood, Ruck, e il mio patrigno. Che hanno sacrificato la vita per questa vittoria.<br />'''Walter''': Così che tutti noi, umani e alieni, possiamo vivere su una nuova terra pacifica, grazie a una Nuova Alleanza!<br />'''Tutti''': Alla Nuova Alleanza!<br />'''Sh'lainn''': {{NDR|avvicinandosi a Logan}} E, a un nuovo inizio.<br />{{NDR|Logan e Sh'lainn si baciano e la serie finisce}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Serie televisive d'animazione]]
[[Categoria:Serie televisive di fantascienza]]
[[Categoria:Serie televisive fantastiche]]
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Luciano Spalletti
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[[File:Luciano Spalletti 2024.jpg|thumb|Luciano Spalletti nel 2024]]
'''Luciano Spalletti''' (1959 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano.
==Citazioni di Luciano Spalletti==
{{cronologico}}
*Sono d'accordo con Pelè, anche perché se ne intende più di me: è [[Francesco Totti|Totti]] il giocatore più forte al mondo. Dargli la palla è come metterla in banca, è lui l'allenatore di questa Roma.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/Primo_Piano/2006/01_Gennaio/28/totti.shtml "Totti è il più forte al mondo"]'', ''gazzetta.it'', 28 gennaio 2006.</ref>
*[...] avvicinare Francesco all'area di rigore è come mettere la volpe vicina al pollaio: trova sempre lo spazio per creare terrore. Totti fa gol, è bravo a mandare, a non dare punti di riferimento e quando calcia trova sempre i cantucci {{NDR|angoli in toscano}}. Io, poi, ho sempre valutato gli equilibri di squadra: lì è libero di fare quello che vuole, senza compiti di copertura.<ref group="fonte">Citato in Andrea Pugliese, ''[http://www.gazzetta.it/premium/plus/Calcio/Squadre/Roma/15-06-2012/totti-attaccante-volpe-pollaio-911540083964.shtml Spalletti: "Totti attaccante? Una volpe nel pollaio"]'', ''gazzetta.it'', 15 giugno 2012.</ref>
*Ci sono questi giocatori che hanno un animaletto dentro: si chiama tigna. La Juventus ne ha qualcuno in più, ma [[Radja Nainggolan|Radja]] è uno di quelli: un giocatore normale non sarebbe sceso in campo. Chi non ha questo animaletto è più difficile da stimolare. È come un sassolino dentro le scarpe che ti fa male.<ref group="fonte">Dalle dichiarazioni a Sky Sport dopo la partita Roma-Juventus; citato in ''[http://gianlucadimarzio.com/it/roma-spalletti-nainggolan-ha-un-animaletto-dentro-si-chiama-tigna Roma, Spalletti: "Nainggolan? Ha un animaletto dentro: si chiama tigna"]'', ''gianlucadimarzio.com'', 14 maggio 2017.</ref>
*[[Mauro Icardi|Icardi]] dentro l'area di rigore è un calciatore quasi impossibile, "serpentesco" direi guardando il nostro stemma.<ref group="fonte">Dalla conferenza stampa prima della partita Bologna – Inter; citato in ''[http://www.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/inter/2017/09/18-30918323/spalletti_inter_non_distrarti_non_si_vive_di_rendita/ Spalletti: «Inter, non distrarti. Non si vive di rendita»]'', ''corrieredellosport.it'', 18 settembre 2017.</ref>
*Il vero [[Leadership|leader]] sta bene in un gruppo. Non fa nulla di diverso dagli altri, ma quando c'è una situazione decisiva esce fuori e dice: "Questa la risolvo io".<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Inter/06-12-2017/inter-spalletti-mi-sento-come-se-fossi-divano-mezzo-tanti-interisti-24027873769.shtml Inter, Spalletti: "Mi sento sul divano di casa in mezzo a tanti interisti"]'', ''gazzetta.it'', 6 dicembre 2017.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Vedo molti dispiaciuti per questa prima sconfitta che tarda ad arrivare, come se pensassero che sia un incantesimo da spezzare per far tornare nuovamente il cigno un brutto anatroccolo... Sappiamo però che per adesso la fiaba è un'altra... È quella in cui sono tutti i gufi a diventare colombe. Bravi ragazzi, grande prova e fogne vuote anche questa settimana.<ref>Riferimento a una dichiarazione del giornalista di Sandro Pellò prima della partita Juventus-Inter: «Io sogno di asfaltarli, cancellarli dal pianeta, togliere loro ogni piccolo barlume, desiderio, speranza di essere una squadra normale. Devono stare nelle fogne dove sono stati negli ultimi anni, nei tombini nascosti al buio.» {{cfr}} ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/06-12-2017/su-juve-tv-interisti-fogne-polemica-poi-scuse-pello-24035406344.shtml Su Juve Tv: "Interisti nelle fogne". La polemica, poi le scuse]'', ''gazzetta.it'', 6 dicembre 2017.</ref><ref group="fonte">Da un [https://www.instagram.com/p/Bchn6PvFudD/?taken-by=lucianospalletti post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'' dopo la partita Juventus – Inter, 10 dicembre 2017.</ref>
*Ci viene a mancare il supporto di essere convinti di avere determinate qualità o di avere la forza per reagire e non accettare mai quello che ti sta succedendo. Ho sempre detto che dipendiamo da noi stessi, bisogna andare a dar forza al nostro modo di pensare. Non ci dobbiamo fidare di quello che ci dicono, ma di quello che riusciamo a fare. Le certezze si ritrovano attraverso piccoli passettini in avanti giornalieri, in cui si creano obiettivi facili. Qualche volta bisogna anche vincere nel modo di fare e di preparare una cosa. Sentirsi vittoriosi, importanti, capaci di sviluppare un percorso.<ref group="fonte">Dalle dichiarazioni dopo la partita Inter – Crotone; citato in ''[http://www.fcinter1908.it/primo-piano/spalletti-sempre-detto-che-dipendiamo-da-noi-stessi-manca-convinzione-karamoh/ Spalletti: "Sempre detto che dipendiamo da noi stessi, manca convinzione. Karamoh..."]'', ''fcinter1908.it'', 3 febbraio 2018.</ref>
*Chi lavora seriamente non ha il tempo di essere felice.<ref group="fonte">Dalla conferenza stampa dopo Udinese – Napoli, 4 maggio 2023; citato in ''[https://laragione.eu/life/sport/spalletti-e-il-napoli/ Spalletti: "Chi lavora seriamente non ha tempo per essere felice"]'', ''laragione.eu'', 5 maggio 2023.</ref>
*[[Manuel Locatelli|Manuel]] ha buon piede, qualità difensive eccezionali, ma forse è un po' troppo conservativo per dove sta andando il suo ruolo.<ref group="fonte">Citato da ''[https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/sport/calcio/2024/05/31/euro24-spalletti-esclusione-bonaventura-e-locatelli-dispiace_16a04354-081e-4923-ba0b-849383a870f9.html Euro'24: Spalletti 'esclusione Bonaventura e Locatelli dispiace']'', ''ansa.it'', 31 maggio 2024.</ref>
*Lo spessore e il livello [[Juventus Football Club|Juventus]] mette in condizione di sentire la pesantezza di quello che c'è dietro. [...] a vederla da fuori, sembra una bella cosa la Juve, con la sede e i campi, poi entri dentro ma ti sembra di non aver visto niente perché essere a quel livello così non è facile, alcuni lo subiscono.<ref group="fonte">Dall'intervista rilasciata a ''Sky Sport'' dopo la partita di campionato Cremonese-Juventus 1-2, 1º novembre 2025; citato in ''[https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2025/11/01-144238626/spalletti_senza_filtri_la_storia_e_la_maglia_juve_ad_alcuni_pesa_koop_in_difesa_per_giocare_noi Spalletti senza filtri: "La storia e la maglia Juve ad alcuni pesa. Koop in difesa per giocare noi"]'', ''tuttosport.com''.</ref>
*È una fortuna giocare la [[UEFA Champions League|Champions League]], è la suite del calcio, la lounge del calcio. Se il calcio fosse un Grand Hotel la Champions sarebbe la sua suite.<ref group="fonte">Dalla conferenza stampa prima della partita della UEFA Champions League 2025-2026 Juventus-Sporting Lisbona, 3 novembre 2025; citato in ''[https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/champions-league/2025/11/03-144286710/diretta_spalletti_champions_segui_la_conferenza_stampa_prima_di_juventus-sporting_lisbona Spalletti e Di Gregorio in conferenza stampa prima di Juventus-Sporting, rivivi la diretta]'', ''corriedellosport.it''.</ref>
* [...] ogni giorno ci si confronta con questa storia, pure io mi dico: "ma davvero sono l'allenatore della Juventus?". Bisogna quindi essere disponibili a fare sempre di meglio, fino a che la matematica non ce lo vieta dobbiamo ambire a lottare per qualsiasi cosa. Lo slogan della Juventus dice "fino alla fine", io ci aggiungerei "oltre la fine".<ref group="fonte">Dalla conferenza stampa prima della partita della UEFA Champions League 2025-2026 Juventus-Sporting Lisbona, 3 novembre 2025; citato in Nicola Balice, ''[https://www.lastampa.it/sport/2025/11/03/news/la_carica_di_spalletti_ambire_a_lottare_per_qualsiasi_cosa_fino_alla_fine_aggiungerei_oltre-15380257/ La carica di Spalletti: "Ambire a lottare per qualsiasi cosa. Fino alla fine? Aggiungerei: oltre"]'', ''lastampa.it''.</ref>
*Ogni partita di [[Jannik Sinner|Sinner]] è un pezzo di storia del tennis moderno e venire a vederlo è crearsi l'opportunità di dire "io c'ero". [...] Ogni volta vengo a vederlo, ci sono stato quasi sempre e l'ho visto fare sempre cose differenti, più futuristiche e più qualitative, anche all'interno dello stesso torneo.<ref group="fonte" name="sky">Dall'intervista a ''Sky Sport'' prima delle ''ATP Finals'' di Torino, 16 novembre 2025; citato in ''[https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2025/11/16-144618857/spalletti_alle_finals_per_sinner_carezze_e_mazzate_ogni_volta_un_pezzo_di_storia Spalletti alle Finals per Sinner: "Carezze e mazzate. Ogni volta un pezzo di storia"]'', ''tuttosport.com''.</ref>
*{{NDR|Sulla [[rivalità Alcaraz-Sinner]]}} [...] direi carezze e mazzate allo stesso tempo, durante la stessa partita. Anche questa è una sfida infinita, una sfida bellissima, perché poi loro sono molto amici ed è molto bello vederli insieme poi come si salutano e come giocano a tennis. Alcaraz è di un livello incredibile, ha una resistenza incredibile. Ma mi piace più Jannik [...]<ref group="fonte" name="sky"/>
* [...] io sono stato poche volte a teatro, ma quando sono entrato qui dentro ho avuto quella sensazione lì. [...] è stato un po' come sentirsi al centro dell'attenzione dove tutti ti guardano, tutti ti ascoltano, tutti sono disponibili a vedere le scelte che farai e devo dire che poi c'è stata anche un po' d'emozione perché non riguarda solo entrare in uno stadio, entrare all'[[Allianz Stadium|Allianz]] è come entrare in una storia e questo un po' d'emozione te la crea. Poi se i tuoi musicisti [...] suonano bene e allora lo stadio apprezza e partecipa, diventa tutto più facile.<ref>Dall'intervista di [[Carlo Pastore]] per il podcast ''Small Talk''; citato in ''[https://www.tuttojuve.com/primo-piano/spalletti-a-smart-talk-la-juventus-e-identita-il-rinnovo-responsabilita-importante-773971 Spalletti a Smart Talk: "La Juventus è identità. Il rinnovo responsabilità importante"]'', ''tuttojuve.com'', 10 aprile 2026.</ref>
===Citazioni non datate===
*Ero scarso da giocatore e da allenatore, poi mi sono fatto il mazzo e mi è capitato di vincere contro squadre e allenatori più forti.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2024/06/19/spalletti-italia-europei-personaggio/ Luciano Spalletti, reazionario e rivoluzionario]'', ''ilpost.it'', 19 giugno 2024.</ref>
*Uomini forti, destini forti. Uomini deboli, destini deboli. Non c'è altra strada.<ref group="fonte">Citato in Gennaro Arpaia, ''[https://www.ilmattino.it/sport/sscnapoli/spalletti_frasi_famose-5990609.html Spalletti, frasi famose tutte da ridere dal destino al prete di Frittole]'', ''ilmattino.it'', 19 maggio 2021.</ref>
==Interviste==
*Io non sono nato in [[Toscana]], sono voluto nascere in Toscana. Infatti ho le gambe storte di chi fa solo sali e scendi e non può mai andare pari, su un terreno regolare. Guardi le mani. Anzi, no. Le tocchi proprio. Sono quelle di uno che ama stare nella campagna, potare le piante, dare da mangiare agli animali.<ref group="fonte">Da un'intervista a ''La Gazzetta dello Sport''; citato in ''[http://www.fcinter1908.it/copertina/spalletti-con-i-giocatori-saro-un-martello-voglio-appartenenza-i-tifosi-dellinter/ Spalletti: "Con i giocatori sarò un martello, voglio appartenenza. I tifosi dell'Inter..."]'', ''fcinter1908.it'', 24 giugno 2017.</ref>
{{Int|''[https://www.corriere.it/sport/18_novembre_22/spalletti-inter-mio-castello-non-sara-carta-ma-mura-solide-7fec725a-edc6-11e8-be2f-fc429bf04a05.shtml Spalletti: «Vi spiego perché all'Inter sono molto meno aggressivo che a Roma»]''|Intervista di Guido De Carolis, ''corriere.it'', 22 novembre 2018.}}
*Se non gestisci stress e pressioni non puoi [[Vittoria|vincere]], perché non gestirai neppure il successo.
*[...] la grande [[intuizione]] è confinante con la [[follia]].
*In [[Toscana]] ti colpisce la natura rigogliosa, cresce sempre, noi siamo così: vogliamo sempre crescere.
==Citazioni su Luciano Spalletti==
*Come allenatore niente da dire: un vincente. Ha riportato l'Inter in Champions e ha gettato le basi per il futuro, ma come uomo... lasciamo stare. Il peggior allenatore avuto in Italia in tal senso. [...] Spalletti viveva col terrore che qualcuno parlasse male di lui. Se ci fa caso sono pochi i calciatori ad aver avuto buoni rapporti con lui. [...] Litigammo per questioni di campo. Non ama chi gli si mette contro e ha opinioni diverse. ([[João Miranda]])
*Conoscendolo adesso da vicino devo dire che Spalletti mi sarebbe piaciuto averlo perché mi ci ritrovo tanto in certe sue considerazioni, in certi suoi pensieri e nel suo coraggio. A volte come dice lui "ha fatto casino", ma ha sempre dimostrato coraggio e di voler dare al gruppo la predominanza sul singolo. Questo è sinonimo di una persona che lotta per un'uguaglianza, che nel calcio non ci può mai essere fino in fondo perché ci sono i campioni e i meno campioni, come in tutti i lavori, ci sono gli architetti e gli operai. ([[Gianluigi Buffon]])
*Io parlo con la stampa perché sono obbligato. Spalletti parla prima della partita, parla durante l'intervallo e parla dopo la partita: è "primetime", è amico di tutti. Io non sono così. ([[José Mourinho]])
*Lui è un allenatore che vive nel futuro, un allenatore assolutamente progressista, però come uomo rientra perfettamente nel mondo rurale, bucolico, ci si integra benissimo, lì trova il suo senso della vita. ([[Giorgio Porrà]])
*Ti entra nella testa, ti arriva: a volte sa essere originale in ciò che ci dice, ma coglie sempre il punto [...]. {{NDR|«Passione, comunicazione e...»}} Cura del particolare, in ogni momento del lavoro: dal rinvio da fondo campo alla rimessa laterale al fischio di inizio. Vive di pallone ventiquattro ore al giorno, penso che veda migliaia di partite, il suo metodo è un metodo moderno di insegnare calcio. ([[Andrea Cambiaso]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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[[File:Luciano Spalletti 2024.jpg|thumb|Luciano Spalletti nel 2024]]
'''Luciano Spalletti''' (1959 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano.
==Citazioni di Luciano Spalletti==
{{cronologico}}
*Sono d'accordo con Pelè, anche perché se ne intende più di me: è [[Francesco Totti|Totti]] il giocatore più forte al mondo. Dargli la palla è come metterla in banca, è lui l'allenatore di questa Roma.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/Primo_Piano/2006/01_Gennaio/28/totti.shtml "Totti è il più forte al mondo"]'', ''gazzetta.it'', 28 gennaio 2006.</ref>
*[...] avvicinare Francesco all'area di rigore è come mettere la volpe vicina al pollaio: trova sempre lo spazio per creare terrore. Totti fa gol, è bravo a mandare, a non dare punti di riferimento e quando calcia trova sempre i cantucci {{NDR|angoli in toscano}}. Io, poi, ho sempre valutato gli equilibri di squadra: lì è libero di fare quello che vuole, senza compiti di copertura.<ref group="fonte">Citato in Andrea Pugliese, ''[http://www.gazzetta.it/premium/plus/Calcio/Squadre/Roma/15-06-2012/totti-attaccante-volpe-pollaio-911540083964.shtml Spalletti: "Totti attaccante? Una volpe nel pollaio"]'', ''gazzetta.it'', 15 giugno 2012.</ref>
*Ci sono questi giocatori che hanno un animaletto dentro: si chiama tigna. La Juventus ne ha qualcuno in più, ma [[Radja Nainggolan|Radja]] è uno di quelli: un giocatore normale non sarebbe sceso in campo. Chi non ha questo animaletto è più difficile da stimolare. È come un sassolino dentro le scarpe che ti fa male.<ref group="fonte">Dalle dichiarazioni a Sky Sport dopo la partita Roma-Juventus; citato in ''[http://gianlucadimarzio.com/it/roma-spalletti-nainggolan-ha-un-animaletto-dentro-si-chiama-tigna Roma, Spalletti: "Nainggolan? Ha un animaletto dentro: si chiama tigna"]'', ''gianlucadimarzio.com'', 14 maggio 2017.</ref>
*[[Mauro Icardi|Icardi]] dentro l'area di rigore è un calciatore quasi impossibile, "serpentesco" direi guardando il nostro stemma.<ref group="fonte">Dalla conferenza stampa prima della partita Bologna – Inter; citato in ''[http://www.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/inter/2017/09/18-30918323/spalletti_inter_non_distrarti_non_si_vive_di_rendita/ Spalletti: «Inter, non distrarti. Non si vive di rendita»]'', ''corrieredellosport.it'', 18 settembre 2017.</ref>
*Il vero [[Leadership|leader]] sta bene in un gruppo. Non fa nulla di diverso dagli altri, ma quando c'è una situazione decisiva esce fuori e dice: "Questa la risolvo io".<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Inter/06-12-2017/inter-spalletti-mi-sento-come-se-fossi-divano-mezzo-tanti-interisti-24027873769.shtml Inter, Spalletti: "Mi sento sul divano di casa in mezzo a tanti interisti"]'', ''gazzetta.it'', 6 dicembre 2017.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Vedo molti dispiaciuti per questa prima sconfitta che tarda ad arrivare, come se pensassero che sia un incantesimo da spezzare per far tornare nuovamente il cigno un brutto anatroccolo... Sappiamo però che per adesso la fiaba è un'altra... È quella in cui sono tutti i gufi a diventare colombe. Bravi ragazzi, grande prova e fogne vuote anche questa settimana.<ref>Riferimento a una dichiarazione del giornalista di Sandro Pellò prima della partita Juventus-Inter: «Io sogno di asfaltarli, cancellarli dal pianeta, togliere loro ogni piccolo barlume, desiderio, speranza di essere una squadra normale. Devono stare nelle fogne dove sono stati negli ultimi anni, nei tombini nascosti al buio.» {{cfr}} ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/06-12-2017/su-juve-tv-interisti-fogne-polemica-poi-scuse-pello-24035406344.shtml Su Juve Tv: "Interisti nelle fogne". La polemica, poi le scuse]'', ''gazzetta.it'', 6 dicembre 2017.</ref><ref group="fonte">Da un [https://www.instagram.com/p/Bchn6PvFudD/?taken-by=lucianospalletti post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'' dopo la partita Juventus – Inter, 10 dicembre 2017.</ref>
*Ci viene a mancare il supporto di essere convinti di avere determinate qualità o di avere la forza per reagire e non accettare mai quello che ti sta succedendo. Ho sempre detto che dipendiamo da noi stessi, bisogna andare a dar forza al nostro modo di pensare. Non ci dobbiamo fidare di quello che ci dicono, ma di quello che riusciamo a fare. Le certezze si ritrovano attraverso piccoli passettini in avanti giornalieri, in cui si creano obiettivi facili. Qualche volta bisogna anche vincere nel modo di fare e di preparare una cosa. Sentirsi vittoriosi, importanti, capaci di sviluppare un percorso.<ref group="fonte">Dalle dichiarazioni dopo la partita Inter – Crotone; citato in ''[http://www.fcinter1908.it/primo-piano/spalletti-sempre-detto-che-dipendiamo-da-noi-stessi-manca-convinzione-karamoh/ Spalletti: "Sempre detto che dipendiamo da noi stessi, manca convinzione. Karamoh..."]'', ''fcinter1908.it'', 3 febbraio 2018.</ref>
*Chi lavora seriamente non ha il tempo di essere felice.<ref group="fonte">Dalla conferenza stampa dopo Udinese – Napoli, 4 maggio 2023; citato in ''[https://laragione.eu/life/sport/spalletti-e-il-napoli/ Spalletti: "Chi lavora seriamente non ha tempo per essere felice"]'', ''laragione.eu'', 5 maggio 2023.</ref>
*[[Manuel Locatelli|Manuel]] ha buon piede, qualità difensive eccezionali, ma forse è un po' troppo conservativo per dove sta andando il suo ruolo.<ref group="fonte">Citato da ''[https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/sport/calcio/2024/05/31/euro24-spalletti-esclusione-bonaventura-e-locatelli-dispiace_16a04354-081e-4923-ba0b-849383a870f9.html Euro'24: Spalletti 'esclusione Bonaventura e Locatelli dispiace']'', ''ansa.it'', 31 maggio 2024.</ref>
*Lo spessore e il livello [[Juventus Football Club|Juventus]] mette in condizione di sentire la pesantezza di quello che c'è dietro. [...] a vederla da fuori, sembra una bella cosa la Juve, con la sede e i campi, poi entri dentro ma ti sembra di non aver visto niente perché essere a quel livello così non è facile, alcuni lo subiscono.<ref group="fonte">Dall'intervista rilasciata a ''Sky Sport'' dopo la partita di campionato Cremonese-Juventus 1-2, 1º novembre 2025; citato in ''[https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2025/11/01-144238626/spalletti_senza_filtri_la_storia_e_la_maglia_juve_ad_alcuni_pesa_koop_in_difesa_per_giocare_noi Spalletti senza filtri: "La storia e la maglia Juve ad alcuni pesa. Koop in difesa per giocare noi"]'', ''tuttosport.com''.</ref>
*È una fortuna giocare la [[UEFA Champions League|Champions League]], è la suite del calcio, la lounge del calcio. Se il calcio fosse un Grand Hotel la Champions sarebbe la sua suite.<ref group="fonte">Dalla conferenza stampa prima della partita della UEFA Champions League 2025-2026 Juventus-Sporting Lisbona, 3 novembre 2025; citato in ''[https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/champions-league/2025/11/03-144286710/diretta_spalletti_champions_segui_la_conferenza_stampa_prima_di_juventus-sporting_lisbona Spalletti e Di Gregorio in conferenza stampa prima di Juventus-Sporting, rivivi la diretta]'', ''corriedellosport.it''.</ref>
* [...] ogni giorno ci si confronta con questa storia, pure io mi dico: "ma davvero sono l'allenatore della Juventus?". Bisogna quindi essere disponibili a fare sempre di meglio, fino a che la matematica non ce lo vieta dobbiamo ambire a lottare per qualsiasi cosa. Lo slogan della Juventus dice "fino alla fine", io ci aggiungerei "oltre la fine".<ref group="fonte">Dalla conferenza stampa prima della partita della UEFA Champions League 2025-2026 Juventus-Sporting Lisbona, 3 novembre 2025; citato in Nicola Balice, ''[https://www.lastampa.it/sport/2025/11/03/news/la_carica_di_spalletti_ambire_a_lottare_per_qualsiasi_cosa_fino_alla_fine_aggiungerei_oltre-15380257/ La carica di Spalletti: "Ambire a lottare per qualsiasi cosa. Fino alla fine? Aggiungerei: oltre"]'', ''lastampa.it''.</ref>
*Ogni partita di [[Jannik Sinner|Sinner]] è un pezzo di storia del tennis moderno e venire a vederlo è crearsi l'opportunità di dire "io c'ero". [...] Ogni volta vengo a vederlo, ci sono stato quasi sempre e l'ho visto fare sempre cose differenti, più futuristiche e più qualitative, anche all'interno dello stesso torneo.<ref group="fonte" name="sky">Dall'intervista a ''Sky Sport'' prima delle ''ATP Finals'' di Torino, 16 novembre 2025; citato in ''[https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2025/11/16-144618857/spalletti_alle_finals_per_sinner_carezze_e_mazzate_ogni_volta_un_pezzo_di_storia Spalletti alle Finals per Sinner: "Carezze e mazzate. Ogni volta un pezzo di storia"]'', ''tuttosport.com''.</ref>
*{{NDR|Sulla [[rivalità Alcaraz-Sinner]]}} [...] direi carezze e mazzate allo stesso tempo, durante la stessa partita. Anche questa è una sfida infinita, una sfida bellissima, perché poi loro sono molto amici ed è molto bello vederli insieme poi come si salutano e come giocano a tennis. Alcaraz è di un livello incredibile, ha una resistenza incredibile. Ma mi piace più Jannik [...]<ref group="fonte" name="sky"/>
* [...] io sono stato poche volte a teatro, ma quando sono entrato qui dentro ho avuto quella sensazione lì. [...] è stato un po' come sentirsi al centro dell'attenzione dove tutti ti guardano, tutti ti ascoltano, tutti sono disponibili a vedere le scelte che farai e devo dire che poi c'è stata anche un po' d'emozione perché non riguarda solo entrare in uno stadio, entrare all'[[Juventus Stadium|Allianz]] è come entrare in una storia e questo un po' d'emozione te la crea. Poi se i tuoi musicisti [...] suonano bene e allora lo stadio apprezza e partecipa, diventa tutto più facile.<ref>Dall'intervista di [[Carlo Pastore]] per il podcast ''Small Talk''; citato in ''[https://www.tuttojuve.com/primo-piano/spalletti-a-smart-talk-la-juventus-e-identita-il-rinnovo-responsabilita-importante-773971 Spalletti a Smart Talk: "La Juventus è identità. Il rinnovo responsabilità importante"]'', ''tuttojuve.com'', 10 aprile 2026.</ref>
===Citazioni non datate===
*Ero scarso da giocatore e da allenatore, poi mi sono fatto il mazzo e mi è capitato di vincere contro squadre e allenatori più forti.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2024/06/19/spalletti-italia-europei-personaggio/ Luciano Spalletti, reazionario e rivoluzionario]'', ''ilpost.it'', 19 giugno 2024.</ref>
*Uomini forti, destini forti. Uomini deboli, destini deboli. Non c'è altra strada.<ref group="fonte">Citato in Gennaro Arpaia, ''[https://www.ilmattino.it/sport/sscnapoli/spalletti_frasi_famose-5990609.html Spalletti, frasi famose tutte da ridere dal destino al prete di Frittole]'', ''ilmattino.it'', 19 maggio 2021.</ref>
==Interviste==
*Io non sono nato in [[Toscana]], sono voluto nascere in Toscana. Infatti ho le gambe storte di chi fa solo sali e scendi e non può mai andare pari, su un terreno regolare. Guardi le mani. Anzi, no. Le tocchi proprio. Sono quelle di uno che ama stare nella campagna, potare le piante, dare da mangiare agli animali.<ref group="fonte">Da un'intervista a ''La Gazzetta dello Sport''; citato in ''[http://www.fcinter1908.it/copertina/spalletti-con-i-giocatori-saro-un-martello-voglio-appartenenza-i-tifosi-dellinter/ Spalletti: "Con i giocatori sarò un martello, voglio appartenenza. I tifosi dell'Inter..."]'', ''fcinter1908.it'', 24 giugno 2017.</ref>
{{Int|''[https://www.corriere.it/sport/18_novembre_22/spalletti-inter-mio-castello-non-sara-carta-ma-mura-solide-7fec725a-edc6-11e8-be2f-fc429bf04a05.shtml Spalletti: «Vi spiego perché all'Inter sono molto meno aggressivo che a Roma»]''|Intervista di Guido De Carolis, ''corriere.it'', 22 novembre 2018.}}
*Se non gestisci stress e pressioni non puoi [[Vittoria|vincere]], perché non gestirai neppure il successo.
*[...] la grande [[intuizione]] è confinante con la [[follia]].
*In [[Toscana]] ti colpisce la natura rigogliosa, cresce sempre, noi siamo così: vogliamo sempre crescere.
==Citazioni su Luciano Spalletti==
*Come allenatore niente da dire: un vincente. Ha riportato l'Inter in Champions e ha gettato le basi per il futuro, ma come uomo... lasciamo stare. Il peggior allenatore avuto in Italia in tal senso. [...] Spalletti viveva col terrore che qualcuno parlasse male di lui. Se ci fa caso sono pochi i calciatori ad aver avuto buoni rapporti con lui. [...] Litigammo per questioni di campo. Non ama chi gli si mette contro e ha opinioni diverse. ([[João Miranda]])
*Conoscendolo adesso da vicino devo dire che Spalletti mi sarebbe piaciuto averlo perché mi ci ritrovo tanto in certe sue considerazioni, in certi suoi pensieri e nel suo coraggio. A volte come dice lui "ha fatto casino", ma ha sempre dimostrato coraggio e di voler dare al gruppo la predominanza sul singolo. Questo è sinonimo di una persona che lotta per un'uguaglianza, che nel calcio non ci può mai essere fino in fondo perché ci sono i campioni e i meno campioni, come in tutti i lavori, ci sono gli architetti e gli operai. ([[Gianluigi Buffon]])
*Io parlo con la stampa perché sono obbligato. Spalletti parla prima della partita, parla durante l'intervallo e parla dopo la partita: è "primetime", è amico di tutti. Io non sono così. ([[José Mourinho]])
*Lui è un allenatore che vive nel futuro, un allenatore assolutamente progressista, però come uomo rientra perfettamente nel mondo rurale, bucolico, ci si integra benissimo, lì trova il suo senso della vita. ([[Giorgio Porrà]])
*Ti entra nella testa, ti arriva: a volte sa essere originale in ciò che ci dice, ma coglie sempre il punto [...]. {{NDR|«Passione, comunicazione e...»}} Cura del particolare, in ogni momento del lavoro: dal rinvio da fondo campo alla rimessa laterale al fischio di inizio. Vive di pallone ventiquattro ore al giorno, penso che veda migliaia di partite, il suo metodo è un metodo moderno di insegnare calcio. ([[Andrea Cambiaso]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Spalletti, Luciano}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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/* Citazioni di Luciano Spalletti */
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wikitext
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[[File:Luciano Spalletti 2024.jpg|thumb|Luciano Spalletti nel 2024]]
'''Luciano Spalletti''' (1959 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano.
==Citazioni di Luciano Spalletti==
{{cronologico}}
*Sono d'accordo con Pelè, anche perché se ne intende più di me: è [[Francesco Totti|Totti]] il giocatore più forte al mondo. Dargli la palla è come metterla in banca, è lui l'allenatore di questa Roma.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/Primo_Piano/2006/01_Gennaio/28/totti.shtml "Totti è il più forte al mondo"]'', ''gazzetta.it'', 28 gennaio 2006.</ref>
*[...] avvicinare Francesco all'area di rigore è come mettere la volpe vicina al pollaio: trova sempre lo spazio per creare terrore. Totti fa gol, è bravo a mandare, a non dare punti di riferimento e quando calcia trova sempre i cantucci {{NDR|angoli in toscano}}. Io, poi, ho sempre valutato gli equilibri di squadra: lì è libero di fare quello che vuole, senza compiti di copertura.<ref group="fonte">Citato in Andrea Pugliese, ''[http://www.gazzetta.it/premium/plus/Calcio/Squadre/Roma/15-06-2012/totti-attaccante-volpe-pollaio-911540083964.shtml Spalletti: "Totti attaccante? Una volpe nel pollaio"]'', ''gazzetta.it'', 15 giugno 2012.</ref>
*Ci sono questi giocatori che hanno un animaletto dentro: si chiama tigna. La Juventus ne ha qualcuno in più, ma [[Radja Nainggolan|Radja]] è uno di quelli: un giocatore normale non sarebbe sceso in campo. Chi non ha questo animaletto è più difficile da stimolare. È come un sassolino dentro le scarpe che ti fa male.<ref group="fonte">Dalle dichiarazioni a Sky Sport dopo la partita Roma-Juventus; citato in ''[http://gianlucadimarzio.com/it/roma-spalletti-nainggolan-ha-un-animaletto-dentro-si-chiama-tigna Roma, Spalletti: "Nainggolan? Ha un animaletto dentro: si chiama tigna"]'', ''gianlucadimarzio.com'', 14 maggio 2017.</ref>
*[[Mauro Icardi|Icardi]] dentro l'area di rigore è un calciatore quasi impossibile, "serpentesco" direi guardando il nostro stemma.<ref group="fonte">Dalla conferenza stampa prima della partita Bologna – Inter; citato in ''[http://www.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/inter/2017/09/18-30918323/spalletti_inter_non_distrarti_non_si_vive_di_rendita/ Spalletti: «Inter, non distrarti. Non si vive di rendita»]'', ''corrieredellosport.it'', 18 settembre 2017.</ref>
*Il vero [[Leadership|leader]] sta bene in un gruppo. Non fa nulla di diverso dagli altri, ma quando c'è una situazione decisiva esce fuori e dice: "Questa la risolvo io".<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Inter/06-12-2017/inter-spalletti-mi-sento-come-se-fossi-divano-mezzo-tanti-interisti-24027873769.shtml Inter, Spalletti: "Mi sento sul divano di casa in mezzo a tanti interisti"]'', ''gazzetta.it'', 6 dicembre 2017.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Vedo molti dispiaciuti per questa prima sconfitta che tarda ad arrivare, come se pensassero che sia un incantesimo da spezzare per far tornare nuovamente il cigno un brutto anatroccolo... Sappiamo però che per adesso la fiaba è un'altra... È quella in cui sono tutti i gufi a diventare colombe. Bravi ragazzi, grande prova e fogne vuote anche questa settimana.<ref>Riferimento a una dichiarazione del giornalista di Sandro Pellò prima della partita Juventus-Inter: «Io sogno di asfaltarli, cancellarli dal pianeta, togliere loro ogni piccolo barlume, desiderio, speranza di essere una squadra normale. Devono stare nelle fogne dove sono stati negli ultimi anni, nei tombini nascosti al buio.» {{cfr}} ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/06-12-2017/su-juve-tv-interisti-fogne-polemica-poi-scuse-pello-24035406344.shtml Su Juve Tv: "Interisti nelle fogne". La polemica, poi le scuse]'', ''gazzetta.it'', 6 dicembre 2017.</ref><ref group="fonte">Da un [https://www.instagram.com/p/Bchn6PvFudD/?taken-by=lucianospalletti post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'' dopo la partita Juventus – Inter, 10 dicembre 2017.</ref>
*Ci viene a mancare il supporto di essere convinti di avere determinate qualità o di avere la forza per reagire e non accettare mai quello che ti sta succedendo. Ho sempre detto che dipendiamo da noi stessi, bisogna andare a dar forza al nostro modo di pensare. Non ci dobbiamo fidare di quello che ci dicono, ma di quello che riusciamo a fare. Le certezze si ritrovano attraverso piccoli passettini in avanti giornalieri, in cui si creano obiettivi facili. Qualche volta bisogna anche vincere nel modo di fare e di preparare una cosa. Sentirsi vittoriosi, importanti, capaci di sviluppare un percorso.<ref group="fonte">Dalle dichiarazioni dopo la partita Inter – Crotone; citato in ''[http://www.fcinter1908.it/primo-piano/spalletti-sempre-detto-che-dipendiamo-da-noi-stessi-manca-convinzione-karamoh/ Spalletti: "Sempre detto che dipendiamo da noi stessi, manca convinzione. Karamoh..."]'', ''fcinter1908.it'', 3 febbraio 2018.</ref>
*Chi lavora seriamente non ha il tempo di essere felice.<ref group="fonte">Dalla conferenza stampa dopo Udinese – Napoli, 4 maggio 2023; citato in ''[https://laragione.eu/life/sport/spalletti-e-il-napoli/ Spalletti: "Chi lavora seriamente non ha tempo per essere felice"]'', ''laragione.eu'', 5 maggio 2023.</ref>
*[[Manuel Locatelli|Manuel]] ha buon piede, qualità difensive eccezionali, ma forse è un po' troppo conservativo per dove sta andando il suo ruolo.<ref group="fonte">Citato da ''[https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/sport/calcio/2024/05/31/euro24-spalletti-esclusione-bonaventura-e-locatelli-dispiace_16a04354-081e-4923-ba0b-849383a870f9.html Euro'24: Spalletti 'esclusione Bonaventura e Locatelli dispiace']'', ''ansa.it'', 31 maggio 2024.</ref>
*Lo spessore e il livello [[Juventus Football Club|Juventus]] mette in condizione di sentire la pesantezza di quello che c'è dietro. [...] a vederla da fuori, sembra una bella cosa la Juve, con la sede e i campi, poi entri dentro ma ti sembra di non aver visto niente perché essere a quel livello così non è facile, alcuni lo subiscono.<ref group="fonte">Dall'intervista rilasciata a ''Sky Sport'' dopo la partita di campionato Cremonese-Juventus 1-2, 1º novembre 2025; citato in ''[https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2025/11/01-144238626/spalletti_senza_filtri_la_storia_e_la_maglia_juve_ad_alcuni_pesa_koop_in_difesa_per_giocare_noi Spalletti senza filtri: "La storia e la maglia Juve ad alcuni pesa. Koop in difesa per giocare noi"]'', ''tuttosport.com''.</ref>
*È una fortuna giocare la [[UEFA Champions League|Champions League]], è la suite del calcio, la lounge del calcio. Se il calcio fosse un Grand Hotel la Champions sarebbe la sua suite.<ref group="fonte">Dalla conferenza stampa prima della partita della UEFA Champions League 2025-2026 Juventus-Sporting Lisbona, 3 novembre 2025; citato in ''[https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/champions-league/2025/11/03-144286710/diretta_spalletti_champions_segui_la_conferenza_stampa_prima_di_juventus-sporting_lisbona Spalletti e Di Gregorio in conferenza stampa prima di Juventus-Sporting, rivivi la diretta]'', ''corriedellosport.it''.</ref>
* [...] ogni giorno ci si confronta con questa storia, pure io mi dico: "ma davvero sono l'allenatore della Juventus?". Bisogna quindi essere disponibili a fare sempre di meglio, fino a che la matematica non ce lo vieta dobbiamo ambire a lottare per qualsiasi cosa. Lo slogan della Juventus dice "fino alla fine", io ci aggiungerei "oltre la fine".<ref group="fonte">Dalla conferenza stampa prima della partita della UEFA Champions League 2025-2026 Juventus-Sporting Lisbona, 3 novembre 2025; citato in Nicola Balice, ''[https://www.lastampa.it/sport/2025/11/03/news/la_carica_di_spalletti_ambire_a_lottare_per_qualsiasi_cosa_fino_alla_fine_aggiungerei_oltre-15380257/ La carica di Spalletti: "Ambire a lottare per qualsiasi cosa. Fino alla fine? Aggiungerei: oltre"]'', ''lastampa.it''.</ref>
*Ogni partita di [[Jannik Sinner|Sinner]] è un pezzo di storia del tennis moderno e venire a vederlo è crearsi l'opportunità di dire "io c'ero". [...] Ogni volta vengo a vederlo, ci sono stato quasi sempre e l'ho visto fare sempre cose differenti, più futuristiche e più qualitative, anche all'interno dello stesso torneo.<ref group="fonte" name="sky">Dall'intervista a ''Sky Sport'' prima delle ''ATP Finals'' di Torino, 16 novembre 2025; citato in ''[https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2025/11/16-144618857/spalletti_alle_finals_per_sinner_carezze_e_mazzate_ogni_volta_un_pezzo_di_storia Spalletti alle Finals per Sinner: "Carezze e mazzate. Ogni volta un pezzo di storia"]'', ''tuttosport.com''.</ref>
*{{NDR|Sulla [[rivalità Alcaraz-Sinner]]}} [...] direi carezze e mazzate allo stesso tempo, durante la stessa partita. Anche questa è una sfida infinita, una sfida bellissima, perché poi loro sono molto amici ed è molto bello vederli insieme poi come si salutano e come giocano a tennis. Alcaraz è di un livello incredibile, ha una resistenza incredibile. Ma mi piace più Jannik [...]<ref group="fonte" name="sky"/>
* [...] io sono stato poche volte a teatro, ma quando sono entrato qui dentro ho avuto quella sensazione lì. [...] è stato un po' come sentirsi al centro dell'attenzione dove tutti ti guardano, tutti ti ascoltano, tutti sono disponibili a vedere le scelte che farai e devo dire che poi c'è stata anche un po' d'emozione perché non riguarda solo entrare in uno stadio, entrare all'[[Juventus Stadium|Allianz]] è come entrare in una storia e questo un po' d'emozione te la crea. Poi se i tuoi musicisti [...] suonano bene e allora lo stadio apprezza e partecipa, diventa tutto più facile.<ref>Dall'intervista di [[Carlo Pastore]] per il podcast ''Small Talk''; citato in ''[https://www.tuttojuve.com/primo-piano/spalletti-a-smart-talk-la-juventus-e-identita-il-rinnovo-responsabilita-importante-773971 Spalletti a Small Talk: "La Juventus è identità. Il rinnovo responsabilità importante"]'', ''tuttojuve.com'', 10 aprile 2026.</ref>
===Citazioni non datate===
*Ero scarso da giocatore e da allenatore, poi mi sono fatto il mazzo e mi è capitato di vincere contro squadre e allenatori più forti.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2024/06/19/spalletti-italia-europei-personaggio/ Luciano Spalletti, reazionario e rivoluzionario]'', ''ilpost.it'', 19 giugno 2024.</ref>
*Uomini forti, destini forti. Uomini deboli, destini deboli. Non c'è altra strada.<ref group="fonte">Citato in Gennaro Arpaia, ''[https://www.ilmattino.it/sport/sscnapoli/spalletti_frasi_famose-5990609.html Spalletti, frasi famose tutte da ridere dal destino al prete di Frittole]'', ''ilmattino.it'', 19 maggio 2021.</ref>
==Interviste==
*Io non sono nato in [[Toscana]], sono voluto nascere in Toscana. Infatti ho le gambe storte di chi fa solo sali e scendi e non può mai andare pari, su un terreno regolare. Guardi le mani. Anzi, no. Le tocchi proprio. Sono quelle di uno che ama stare nella campagna, potare le piante, dare da mangiare agli animali.<ref group="fonte">Da un'intervista a ''La Gazzetta dello Sport''; citato in ''[http://www.fcinter1908.it/copertina/spalletti-con-i-giocatori-saro-un-martello-voglio-appartenenza-i-tifosi-dellinter/ Spalletti: "Con i giocatori sarò un martello, voglio appartenenza. I tifosi dell'Inter..."]'', ''fcinter1908.it'', 24 giugno 2017.</ref>
{{Int|''[https://www.corriere.it/sport/18_novembre_22/spalletti-inter-mio-castello-non-sara-carta-ma-mura-solide-7fec725a-edc6-11e8-be2f-fc429bf04a05.shtml Spalletti: «Vi spiego perché all'Inter sono molto meno aggressivo che a Roma»]''|Intervista di Guido De Carolis, ''corriere.it'', 22 novembre 2018.}}
*Se non gestisci stress e pressioni non puoi [[Vittoria|vincere]], perché non gestirai neppure il successo.
*[...] la grande [[intuizione]] è confinante con la [[follia]].
*In [[Toscana]] ti colpisce la natura rigogliosa, cresce sempre, noi siamo così: vogliamo sempre crescere.
==Citazioni su Luciano Spalletti==
*Come allenatore niente da dire: un vincente. Ha riportato l'Inter in Champions e ha gettato le basi per il futuro, ma come uomo... lasciamo stare. Il peggior allenatore avuto in Italia in tal senso. [...] Spalletti viveva col terrore che qualcuno parlasse male di lui. Se ci fa caso sono pochi i calciatori ad aver avuto buoni rapporti con lui. [...] Litigammo per questioni di campo. Non ama chi gli si mette contro e ha opinioni diverse. ([[João Miranda]])
*Conoscendolo adesso da vicino devo dire che Spalletti mi sarebbe piaciuto averlo perché mi ci ritrovo tanto in certe sue considerazioni, in certi suoi pensieri e nel suo coraggio. A volte come dice lui "ha fatto casino", ma ha sempre dimostrato coraggio e di voler dare al gruppo la predominanza sul singolo. Questo è sinonimo di una persona che lotta per un'uguaglianza, che nel calcio non ci può mai essere fino in fondo perché ci sono i campioni e i meno campioni, come in tutti i lavori, ci sono gli architetti e gli operai. ([[Gianluigi Buffon]])
*Io parlo con la stampa perché sono obbligato. Spalletti parla prima della partita, parla durante l'intervallo e parla dopo la partita: è "primetime", è amico di tutti. Io non sono così. ([[José Mourinho]])
*Lui è un allenatore che vive nel futuro, un allenatore assolutamente progressista, però come uomo rientra perfettamente nel mondo rurale, bucolico, ci si integra benissimo, lì trova il suo senso della vita. ([[Giorgio Porrà]])
*Ti entra nella testa, ti arriva: a volte sa essere originale in ciò che ci dice, ma coglie sempre il punto [...]. {{NDR|«Passione, comunicazione e...»}} Cura del particolare, in ogni momento del lavoro: dal rinvio da fondo campo alla rimessa laterale al fischio di inizio. Vive di pallone ventiquattro ore al giorno, penso che veda migliaia di partite, il suo metodo è un metodo moderno di insegnare calcio. ([[Andrea Cambiaso]])
==Note==
<references />
===Fonti===
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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[[File:Juventus v Real Madrid, Champions League, Stadium, Turin, 2013.jpg|thumb|Vista interna dello Juventus Stadium dalla curva Nord (2013)]]
Citazioni sullo '''Juventus Stadium''', noto anche come '''Allianz Stadium''' per motivi di sponsorizzazione o più semplicemente come '''Stadium'''.
==Citazioni==
*A Torino stavamo decidendo se costruire o no il nuovo stadio. Ho convinto tutti dicendo che secondo me un nuovo impianto, oltre alle ricadute economiche, avrebbe garantito anche dieci/dodici punti a campionato. E infatti è successo. ([[Gian Paolo Montali]])
*Acciaio scadente: nostalgia dell'Heysel.<ref>Striscione esposto dalla curva Nord (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata dell'[[Internazionale Football Club|Inter]]) durante la partita Inter–Juventus del 30 ottobre 2011; lo striscione si riferisce a un'inchiesta della procura di Torino sulla costruzione dello Juventus Stadium – poi conclusasi con l'archiviazione –, e alla [[strage dell'Heysel]].</ref> ([[striscioni del calcio|striscione]])
*Come gli stadi inglesi? No, meglio. Molto meglio. Più comodo ed economico di Wembley, più bello e "atmosferico" di Stamford Bridge e ve lo dice una tifosa del Chelsea. Per certi versi mi ricorda l'Emirates Stadium, il più moderno degli impianti inglesi, ma che è costato molto di più. Dello stadio della Juventus mi ha colpito la visuale, perché anche in alto si riesce a vedere benissimo e questa è l'essenza del calcio. Fuori non è granché, ha un look vagamente Anni '70, ma dentro ha un impatto micidiale. E mi ha emozionato più durante la partita col Parma che nell'inaugurazione: rende al massimo con il calcio vero.<ref group="fonte">Citato in Guido Vaciago, ''L'inviata della Bbc: «Stadio? Oh yes»'', ''Tuttosport'', 12 settembre 2011, p. 5.</ref> (Emma Wallis<ref>Inviata della BBC.</ref>)
*Complimenti per lo stadio. La [[Juventus Football Club|Juve]], come sempre, arriva prima degli altri. È un grande vantaggio, era ora di vedere un impianto decente anche in [[Italia]]. ([[Roberto Mancini]])
*{{NDR|Sullo Juventus Stadium prima della gara Milan-Juventus del 25 novembre 2012}} È molto più caldo e coinvolgente lo stadio bianconero che [[Stadio Giuseppe Meazza|San Siro]]. Il Meazza non ha lo stesso effetto perché è più grande e dispersivo: vabbé, quando ci arriva la Juventus sarà esaurito ma quando ci hanno giocato le mie squadre metà dei posti era vuoto. Invece a [[Torino]] è tutta un'altra cosa. Sentivo che squadra e pubblico erano come un'onda capace di travolgere tutti e tutto. ([[Davide Ballardini]])
*È sicuramente bellissimo. Uno stadio per il calcio, emozionante e perfetto per godersi la partita. Ho ritrovato il gusto di fare il tifoso, ma anche grazie alla squadra. ([[Giuseppe Furino]])
*È stata una cosa incredibile, non avevo mai provato un'emozione di questo tipo. Lo stadio poi è bellissimo e sentire così vicino quando si gioca dà una carica speciale. Anche nello stadio di Leverkusen gli spalti sono vicini al campo, ma la gente è meno "calda", quindi la sensazione che provo nel nostro nuovo stadio è davvero unica. ([[Arturo Vidal]])
[[File:20180406-JUVENTUS-ALLIANZ-STADIUM.jpg|thumb|Vista esterna (2018)]]
*Ero stato in questo stadio da spettatore e l'atmosfera era speciale. Ma poi l'ho provata dal campo. Appena 40mila spettatori e ho subito pensato: "È incredibile". Quando chiudi gli occhi e assapori l'atmosfera pensi che è uno stadio da 100mila spettatori o più considerando l'entusiasmo dei tifosi. [...]. Il rumore, l'euforia, l'atmosfera nello stadio, è qualcosa di speciale. ([[Sami Khedira]])
*Sono stato all'inaugurazione e sono rimasto impressionato. Chi cambia lo stadio cambia anche il suo pubblico. Da quando è stata rifatta l'Allianz Arena ad esempio c'è stato sempre il tutto esaurito perché la gente non è interessata soltanto alla partita ma anche all'impianto. Complimenti quindi ai dirigenti della Juve che da Antonio Giraudo in poi si sono adoperati per portare a compimento questo progetto. ([[Adriano Galliani]])
*Ho invidiato perfino il vostro stadio. Sia chiaro: a me dà fastidio la sua stessa esistenza, mi dà fastidio anche solo passare sulla tangenziale di Torino e vedere le indicazioni per lo Juventus Stadium, basta il nome a farmi venire la gastroenterite. Ma siamo sinceri: come mi piacerebbe avere un Toro Stadium così... ([[Mario Giordano]])
*Il giorno dell'inaugurazione dello Juventus Stadium. Ho provato tante emozioni, tutte molto forti. Mi sono detto "ma in che società sto giocando". Sono riemersi pensieri che non mi toccavano da parecchio tempo. Ho risentito tutto l'orgoglio di far parte di un club con una storia unica, che fa tremare le gambe. Quella sera mi ha caricato a mille, è stata fondamentale a livello di motivazioni, è come se fossi tornato indietro nel tempo. ([[Gianluigi Buffon]])
*Io sono stato poche volte a teatro, ma quando sono entrato qui dentro ho avuto quella sensazione lì. [...] è stato un po' come sentirsi al centro dell'attenzione dove tutti ti guardano, tutti ti ascoltano, tutti sono disponibili a vedere le scelte che farai e devo dire che poi c'è stata anche un po' d'emozione perché non riguarda solo entrare in uno stadio, entrare all'Allianz è come entrare in una storia e questo un po' d'emozione te la crea. Poi se i tuoi musicisti [...] suonano bene e allora lo stadio apprezza e partecipa, diventa tutto più facile. ([[Luciano Spalletti]])
*La Juve è sempre stata un meraviglioso dipinto, e un meraviglioso dipinto ha bisogno di una cornice meravigliosa come questa ([[Alessandro Del Piero]])
*L'Allianz Stadium è coinvolgente, regala un senso d’appartenenza, è davvero la casa di noi tutti. E anche guardandolo in tv produce il desiderio di andarlo a vedere in prima persona. La forza della Juve di oggi è fatta anche di tutta questa passione. ([[Paolo Garimberti]])
*Lo Stadium è incredibile: non è più grande dell'Old Trafford, ma ti senti davvero a casa, come se niente ti potesse toccare. ([[Patrice Evra]])
*Lo Stadium [...] mi ricorda l'atmosfera che vivevo in [[Brasile]] o a [[Siviglia]]: i tifosi sono lì, proprio accanto a te, e vogliono la tua stessa cosa: questa, per noi {{NDR|della Juventus}}, è senza dubbio una forza in più. ([[Daniel Alves]])
*Nelle notti di Champions con 80.000 spettatori [[Stadio Giuseppe Meazza|San Siro]] è uno spettacolo. Ma per tifo, rimbombo ed effetto sonoro la nostra casa è molto simile: sono in 40.000 ma sembrano di più. ([[Andrea Pirlo]])
*Prima ancora dell'esordio, il primo grande momento della stagione 2011-12 è stata l'inaugurazione dello stadio: ho ancora i video e le foto, è stata una cosa fantastica. Uno spettacolo: noi giocatori eravamo in tribuna perché poi dovevamo giocare l'amichevole contro il Notts County e siamo rimasti incantati tutto il tempo a guardare. Da quella frase "Benvenuti a casa" a tutta la coreografia, passando per Del Piero e Boniperti sulla panchina: è stato più emozionante della prima gara nel nuovo stadio. [...] Era un'esperienza nuova, abituati com'eravamo a giocare in stadi in Italia che erano ben più vecchi. Con la gente affacciata sulla linea laterale invece è diverso: veramente senti la spinta che arriva dagli spalti. ([[Simone Pepe]])
*Se giochi anche solo una volta allo Juventus Stadium sai che sono solamente in 40.000, ma sembra che siano in 150.000. Sono una delle migliori tifoserie del mondo. ([[Sami Khedira]])
*{{NDR|Nel 2011}} Un modello e una svolta per il calcio italiano. ([[Carlo Ancelotti]])
===Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive===
[[File:Allianz Stadium dal Colle della Maddalena.jpg|thumb|Vista aerea (2020)]]
*{{NDR|Alla domanda: "Lo Juventus Stadium è costruito anche per punire chi sbaglia. Sta funzionando?"}} [...] da quando lo Juventus Stadium è entrato in funzione ci sono stati 79 Daspo di cui 24 con obbligo di firma e nell'ultimo campionato 51 denunciati e 12 arrestati. C'è un'attività di contrasto da parte delle forze dell'ordine estremamente significativa. Però a costo di essere noioso dico che il vero contrasto è riuscire a prevenire strutturalmente l'illegalità. Qualche anno fa era impossibile anche solo pensarlo. Adesso l'asticella della tolleranza si è abbassata e deve abbassarsi ancora.<ref group="fonte" name=massucci>Citato in ''[http://sport.panorama.it/calcio/Massucci-Viminale-Juventus_Stadium-Conte-cattivo-esempio Esclusivo - "Conte e Chiellini cattivi esempi, ma lo Juventus Stadium...."]'', ''panorama.it'', 30 gennaio 2013.</ref> (Roberto Massucci<ref name=mas>Responsabile dell'Osservatorio sulle manifestazioni sportive del Viminale.</ref>)
*{{NDR|Alla domanda: "Dottor Massucci, è normale che lo Juventus Stadium sia lo stadio più multato d'Italia?"}} Il dato merita senza dubbio una riflessione, ma lo Juventus Stadium è e resta uno stadio sicuro, moderno, che risponde ai parametri condivisi a livello mondiale su come deve essere fatto uno stadio e su come devono starci gli spettatori. È però anche espressione di una situazione, che da qualche tempo come Osservatorio stiamo analizzando, legata al tema delle illegalità. Qualche anno fa avevamo l'emergenza violenza con incidenti, feriti, devastazioni, biglietti non pagati e altro...<ref group="fonte" name=massucci/> (Roberto Massucci<ref name=mas/>)
*[...] un vero e proprio "laboratorio avanzato" verso un modello italiano di stadio moderno.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.tuttosport.com/calcio/serie_a/2012/10/09-217760/Osservatorio%3A+Rafforzare+misure+per+Juve-Napoli Osservatorio: Rafforzare misure per Juve-Napoli]'', ''tuttosport.com'', 9 ottobre 2012.</ref>
==Note==
;Annotazioni
<references />
;Fonti
<references group="fonte" />
==Voci correlate==
*[[J-Museum]]
*[[Stadio delle Alpi]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante lo|preposizione=sullo}}
{{Juventus FC}}
[[Categoria:Architetture di Torino]]
[[Categoria:Juventus F.C.]]
[[Categoria:Luoghi del Piemonte]]
[[Categoria:Stadi di calcio d'Italia]]
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Kirk Douglas
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Spinoziano
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/* Filmografia */
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Kirk douglas photo signed.JPG|thumb|Kirk Douglas]]
{{Premio|Oscar|Oscar alla carriera (1996)}}
'''Kirk Douglas''', nato '''Issur Danielovitch Demsky''' (1916 – 2020), attore e produttore cinematografico statunitense.
==Citazioni di Kirk Douglas==
*''Gli [[attori]] sono bambini | che rifiutano di crescere. | Vivono in un mondo di fantasia | giocano a fare i navigatori, i soldati e anche i cowboy. | Sono felici quando ingannano. | Il duro lavoro porta fama e denaro | e magari diventi una stella. | Ma niente ti farà felice | fino a quando non saprai chi sei.''<ref>''Actors are children'', in ''Life could be verse''; citato in Silvia Bizio, ''[https://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2015/02/26/news/kirk_douglas-108265868/ Kirk Douglas, cent'anni di cinema. "E adesso, finalmente, sono me stesso"]'', ''repubblica.it'', 25 febbraio 2015.</ref>
*Odio la violenza fisica. Forse perché mio padre ne aveva fatto uso così spesso; era uno dei più duri in città. E anche se io sono stato campione di lotta libera, era diverso, era una situazione atletica sotto controllo. Odio i bulli, la gente che cerca di far valere il proprio punto di vista con i pugni, o con modi da macho. A volte mi dà tanto fastidio che divento matto.<ref>Da ''[https://books.google.it/books?id=3S8GEAAAQBAJ&pg=PA0 Il figlio del venditore di stracci]'', cap. 33, ''Il regista Douglas'', Pgreco, 2020. ISBN 9788868023133</ref>
*{{NDR|Al termine delle riprese di ''[[Spartacus]]''}} [[Stanley Kubrick]] è una merda di talento.<ref>Citato in John Baxter, ''Stanley Kubrick: la biografia'', cap. ''Il Re delle Tenebre'', traduzione di Enrico Cerasuolo e Andrea Serafini, Edizioni Lindau, Torino, 1999, p. 15. ISBN 88-7180-275-6</ref>
==Note==
<references/>
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Lo strano amore di Marta Ivers]]'' (1946)
*''[[Le catene della colpa]]'' (1947)
*''[[L'asso nella manica]]'' (1951)
*''[[Il grande cielo]]'' (1952)
*''[[Ulisse (film)|Ulisse]]'' (1954)
*''[[20.000 leghe sotto i mari (film 1954)|20.000 leghe sotto i mari]]'' (1954)
*''[[Il cacciatore di indiani]]'' (1955)
*''[[L'uomo senza paura]]'' (1955)
*''[[Il giorno della vendetta]]'' (1959)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Carovana di fuoco]]'' (1967)
*''[[La via del West]]'' (1967)
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==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Douglas, Kirk}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
[[Categoria:Produttori cinematografici statunitensi]]
[[Categoria:Premi Oscar]]
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Ribelle - The Brave
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{{Film
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* [[Kelly Macdonald]]: Merida
* [[Julie Walters]]: Strega
* [[Billy Connolly]]: Re Fergus
* [[Emma Thompson]]: Regina Elinor
* [[Kevin McKidd]]: Lord MacGuffin
* [[Craig Ferguson]]: Lord Macintosh
* [[Robbie Coltrane]]: Lord Dingwall
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* [[John Ratzenberger]]: Gordon
|doppiatoriitaliani=
* [[Rossa Caputo]]: Merida
* [[Anna Mazzamauro]]: Strega
* [[Ugo Maria Morosi]]: Re Fergus
* [[Emanuela Rossi]]: Regina Elinor
* [[Shel Shapiro]]: Lord MacGuffin
* [[Enzo Iacchetti]]: Lord Macintosh
* [[Giobbe Covatta]]: Lord Dingwall
* [[Fabrizio Mazzotta]]: Corvo
* [[Gabriele Martini]]: Gordon
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*Vincitore di 1 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]] (2013)''':
**Miglior film d'animazione
}}
'''''Ribelle – The Brave''''', film d'animazione statunitense del 2012, regia di [[Mark Andrews (cineasta)|Mark Andrews]] e [[Brenda Chapman]].
==Frasi==
*In ogni leggenda c'è sempre un pizzico di verità. ('''Merida''')
*Merida, una [[principessa]] non posa le sue armi sul tavolo. ('''Regina Elinor''')
*Io gareggerò per ottenere la mia mano! ('''Merida''')
*Voglio un incantesimo che cambi mia madre che cambi il mio destino. ('''Merida''')
*Se il destino vuoi cambiare, dentro devi guardare e lo strappo dall'orgoglio causato riparare. ('''Strega''')
*Seguire il proprio cuore e trovare l'amore con i propri tempi. ('''Merida''')
*Principessa o no, imparare a combattere è essenziale. ('''Re Fergus''')
*Avete sentito? C'è qualcosa che non va. ('''Re Fergus''')
*Alcuni dicono che al destino non si comanda, che il destino non è una cosa nostra. Ma io so che non è così. Il nostro destino vive in noi, bisogna soltanto avere il coraggio di vederlo. ('''Merida''')
*Alcuni dicono che il nostro destino è legato alla terra, che essa fa parte di noi quanto noi di essa... Altri dicono che il destino è intrecciato come un tessuto, cosicché il nostro destino ne intreccia molti altri... È la cosa che tutti cerchiamo di cambiare o lottiamo per cambiare, alcuni non lo trovano mai ma ci sono quelli che vi sono guidati! ('''Merida''')
==Altri progetti==
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* [[Kelly Macdonald]]: Merida
* [[Julie Walters]]: Strega
* [[Billy Connolly]]: Re Fergus
* [[Emma Thompson]]: Regina Elinor
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* [[Steve Purcell]]: Corvo
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* [[Rossa Caputo]]: Merida
* [[Anna Mazzamauro]]: Strega
* [[Ugo Maria Morosi]]: Re Fergus
* [[Emanuela Rossi]]: Regina Elinor
* [[Shel Shapiro]]: Lord MacGuffin
* [[Enzo Iacchetti]]: Lord Macintosh
* [[Giobbe Covatta]]: Lord Dingwall
* [[Fabrizio Mazzotta]]: Corvo
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**Miglior film d'animazione
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'''''Ribelle – The Brave''''', film d'animazione statunitense del 2012, regia di [[Mark Andrews (cineasta)|Mark Andrews]] e [[Brenda Chapman]].
==Frasi==
*In ogni leggenda c'è sempre un pizzico di verità. ('''Merida''')
*Merida, una [[principessa]] non posa le sue armi sul tavolo. ('''Regina Elinor''')
*Io sono Merida, primogenita discendente del Clan DunBroch, e gareggerò per ottenere la mia mano! ('''Merida''')
*Voglio un incantesimo che cambi mia madre che cambi il mio destino. ('''Merida''')
*Se il destino vuoi cambiare, dentro devi guardare e lo strappo dall'orgoglio causato riparare. ('''Strega''')
*Seguire il proprio cuore e trovare l'amore con i propri tempi. ('''Merida''')
*Principessa o no, imparare a combattere è essenziale. ('''Re Fergus''')
*Avete sentito? C'è qualcosa che non va. ('''Re Fergus''')
*Alcuni dicono che al destino non si comanda, che il destino non è una cosa nostra. Ma io so che non è così. Il nostro destino vive in noi, bisogna soltanto avere il coraggio di vederlo. ('''Merida''')
*Alcuni dicono che il nostro destino è legato alla terra, che essa fa parte di noi quanto noi di essa... Altri dicono che il destino è intrecciato come un tessuto, cosicché il nostro destino ne intreccia molti altri... È la cosa che tutti cerchiamo di cambiare o lottiamo per cambiare, alcuni non lo trovano mai ma ci sono quelli che vi sono guidati! ('''Merida''')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film d'animazione Pixar]]
[[Categoria:Film premi Oscar]]
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Striscioni del calcio
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text/x-wiki
[[File:Italian supporters before Croatia - Italy match, Poznań, June 14, Euro 2012 1.JPG|thumb|upright=1.8|Striscione di tifosi della [[Nazionale di calcio dell'Italia|nazionale italiana di calcio]] durante il campionato d'Europa 2012.]]
Raccolta di '''striscioni''' legati al mondo '''del calcio'''.
==Striscioni==
*09-01-1900 [[Società Sportiva Lazio|S.S. Lazio]]... ??-??-1927 [[Associazione Sportiva Roma|A.S. Roma]].<ref name=gab>Citato in Marco Ercole, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/11/12/curve-unite-in-memoria-di-gabbo.html Curve unite in memoria di Gabbo]'', ''repubblica.it'', 12 novembre 2012.</ref>
::{{spiegazione|Lo striscione, esposto dalla curva laziale prima del derby dell'11 novembre 2012, fa riferimento all'origine delle due società della capitale.}}
*109 anni di trionfi e gioia, 1 anno di umiltà che vi renderà immortali. Grazie a tutti!<ref>Citato in Roberto Bosio, ''L'Orgoglio di Essere Juventino. La Juve nelle parole di chi L'ha resa grande'', 2009, [http://books.google.it/books?id=HgkUuUJMEZYC&pg=PT73 p.173]. ISBN 978-1-4452-6059-4.</ref>
::{{spiegazione|Messaggio della Curva Nord (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della [[Juventus Football Club|Juventus]]), pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino il 12 maggio 2007 prima della gara Juventus-Bologna 3-1.}}
*28 scudetti, 2 Coppe Campioni... in Italia ladri, in Europa coglioni.<ref>[https://www.tuttomercatoweb.com/media/tifosi-fiorentina-striscione-media-16988 Immagine] disponibile su ''tuttomercatoweb.com''.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla Curva Fiesole (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della [[ACF Fiorentina]]) e rivolto agli [[Juventus Football Club|juventini]] il 4 dicembre 2005 in occasione di Fiorentina-Juventus.}}
*[[Serie A 2001-2002|5 maggio]] godo ancora!<ref name=Panorama>Citato in ''[http://www.panorama.it/sport/calcio/juventus-inter-derby-italia-sfotto-striscioni-tifosi/#gallery-0=slide-3 Juventus - Inter, il derby d'Italia negli sfottò più belli]'', p. 5, ''panorama.it'', 5 gennaio 2015.</ref>
::{{spiegazione|Lo striscione, esposto dal portiere juventino [[Gianluigi Buffon]] sul pullman durante i festeggiamenti per il titolo di campione d'Italia vinto nel maggio 2013, fa riferimento alla data dell'ultima giornata del campionato di Serie A 2001-02 che vide la Juventus prevalere in classifica sull'Inter, sconfitta nell'incontro decisivo dalla Lazio.}}
*81 anni di storia bianconera, non si cancellano con la morte.<ref name=pintu>Citato in [[Roberto Perrone]], ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2003/gennaio/27/sedia_vuota_gli_striscioni_gol_co_0_0301272328.shtml La sedia vuota, gli striscioni e il gol di «Pinturicchio»]'', ''Corriere della Sera'', 27 gennaio 2003.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla tifoseria bianconera in occasione di Juventus-Piacenza del 26 gennaio 2003, in ricordo di [[Gianni Agnelli]], morto due giorni prima.}}
*A' [[Renato Portaluppi|Renato]], ridacce Cochi.<ref>Citato in ''Giulietta è 'na zoccola'', p. 69.</ref>
::{{spiegazione|Striscione ironico della tifoseria romanista rivolto al proprio calciatore Renato Portaluppi, spesso deludente in campo; il riferimento è al duo comico [[Cochi e Renato]].}}
*A te il nostro applauso per averci emozionato per davvero in un mondo finto. [[Riccardo Cucchi]] simbolo del nostro calcio.<ref>Citato in Giovanni Bruno, ''[http://sport.sky.it/calcio/serie-a/2017/02/12/san-siro-omaggio-riccardo-cucchi-che-va-in-pensione.html L'omaggio di San Siro a Riccardo Cucchi]'', ''sport.sky.it'', 12 febbraio 2017.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla tifoseria nerazzura poco prima dell'incontro di Serie A tra Inter ed Empoli del 12 febbraio 2017, volto ad omaggiare Riccardo Cucchi, alla sua ultima radiocronaca per la trasmissione ''[[Tutto il calcio minuto per minuto]]''.}}
*A voi il nome, a noi la storia.<ref>Citato in ''[https://www.corrieredellosport.it/foto/calcio/serie-a/2017/05/06-25372589/juventus_la_coreografia_per_il_derby_torino_a_voi_il_nome_a_noi_la_storia Juventus, la coreografia per il derby: «Torino, a voi il nome, a noi la storia»]'', ''corrieredellosport.it'', 6 maggio 2017.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla Curva Sud (settore d'occupazione della [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria organizzata della Juventus]]) e rivolto ai rivali del [[Torino Football Club|Torino]] il 6 maggio 2017 prima del [[Derby di Torino|derby]] che sarebbe finito 1-1.}}
*Acciaio scadente: nostalgia dell'Heysel.<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/sport/11_ottobre_31/inter-juve-striscione-heysel_4dd02334-03c7-11e1-af48-d19489409c54.shtml «Acciaio scadente, nostalgia dell'Heysel», lo striscione della vergogna interista]'', ''corriere.it'', 31 ottobre 2011.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla curva Nord (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata dell'[[Internazionale Football Club|Inter]]) durante la partita Inter – Juventus del 29 ottobre 2011. Lo striscione si riferisce a un'inchiesta della procura di Torino sulla costruzione dello Juventus Stadium – poi conclusasi con l'archiviazione –, tirando in ballo e irridendo la [[strage dell'Heysel]].}}
*Adesso [[Gianni Agnelli|Giovanni]] di' a [[Giuseppe Prisco|Peppino]] quello che non hai mai detto... come "zanzare" lo scudetto.<ref name=pintu/>
::{{spiegazione|Striscione della tifoseria interista riferito allo storico presidente juventino, Gianni Agnelli, mancato pochi giorni prima, e a Giuseppe Prisco, storico dirigente nerazzurro, morto nel 2001.}}
*Agguati, infamate, il [[Derby di Torino|derby]] disertate... ma quando ci affrontate?<ref>Citato in Giuseppe Giannone, ''[https://www.tuttojuve.com/altre-notizie/gli-ultras-della-juve-provocano-i-tifosi-del-toro-con-uno-striscione-quando-ci-affrontate-634592 Gli ultras della Juve "provocano" i tifosi del Toro con uno striscione: "Quando ci affrontate"?]'', ''tuttojuve.com'', 28 febbraio 2023.</ref>
::{{spiegazione|Striscione della tifoseria organizzata della Juventus contro quella del Torino, prima del derby del 28 febbraio 2023.}}.
*[[Jorge Luís Andrade da Silva|Andrade]] tutti a 'fanculo!<ref>Citato in Cristian Vitali, ''[https://www.calciobidoni.it/bidoni/andrade.html Andrade - "Er Moviola", colui che fece della lentezza il suo credo]'', ''calciobidoni.it'', 12 marzo 2006.</ref>
::{{spiegazione|Striscione ironico esposto dalla tifoseria romanista durante la partita Pescara – Roma del 24 aprile 1988. Lo striscione, rivolto alla propria società a fronte della negativa stagione della squadra, tirava in ballo uno tra gli elementi più deludenti della rosa, il difensore Jorge Luís Andrade da Silva, scherzosamente soprannominato "Er Moviola" per via dei suoi ritmi di gioco fin troppo compassati; l'assonanza è col verbo "Andate".}}
*A noi le coppe, a voi sul culo le toppe!<ref>Citato in {{fr}} Christian Bromberger e Jean-Marc Mariottini, ''Le rouge et le noir. Un derby turinois'', in Jean-Marie Tremblay (a cura di), ''Les enjeux du football'', Actes de la recherche en sciences sociales, vol. 103, pp. 79-89, Lyon, Persée, 30 giugno 2013 [giugno 1994]. ISSN 0335-5322 (WC · ACNP).</ref>
::{{spiegazione|Striscione dei tifosi bianconeri contro i rivali del Torino prima del [[Derby di Torino|derby]] disputatosi allo Stadio Comunale il 16 febbraio 1986 e che sarebbe finito 1-1.}}
*[[Arrigo Sacchi|Arrigo]] 6-1 mito.<ref>Citato in ''Giulietta è 'na zoccola'', p. 41.</ref>
::{{spiegazione|Striscione della tifoseria interista riferito all'allenatore milanista, Arrigo Sacchi, che nel precedente turno del campionato 1996-1997 era stato sconfitto a San Siro dalla Juventus con un pesante 1-6.}}
*[[Gianni Agnelli|Avvocato]], i grandi uomini non muoiono mai.<ref name=pintu/>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla tifoseria laziale in onore dell'avvocato Gianni Agnelli, morto pochi giorni prima.}}
*[[Mario Balotelli|Balotelli]] non farti illusioni, anche bianco ci staresti sui coglioni.<ref>Citato in ''[http://www.giornalettismo.com/archives/43892/balotelli-il-razzismo-di-chi-non-ha-niente-da-fare/ Balotelli, il razzismo di chi non ha niente da fare]'', ''giornalettismo.com'', 9 dicembre 2009.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla tifoseria bianconera in occasione di Juventus-Inter del 5 dicembre 2009.}}
*Benvenuti a [[Genova]], voi di dove siete?<ref>Citato in ''SuperGiulietta 2004-2005'', p. 74.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dai tifosi [[Genoa Cricket and Football Club|genoani]] nel derby [[w:Serie B 2002-2003|2002-2003]] e rivolto ai cugini della [[Unione Calcio Sampdoria|Sampdoria]].}}
*C'è una stella in cielo che indica il cammino, forza [[Juventus Football Club|Juve]], vincere è il tuo destino.<ref>Citato in ''[http://www.ilsussidiario.net/News/Calcio-e-altri-Sport/Juventus/2013/1/24/JUVENTUS-FC-Moggi-il-mio-ricordo-dell-Avvocato-Agnelli-Porto-con-me-quella-volta-che-esclusiva-/357214/ Moggi: Il mio ricordo dell'avvocato]'', ''ilsussidiario.net'', 24 gennaio 2013.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla Curva Scirea (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della Juventus) durante la partita Juventus-Piacenza del 26 gennaio 2003, due giorni dopo la scomparsa dello storico presidente [[Gianni Agnelli]].}}
*Ciò che è nostro è stato in campo sudato... Ciò che è vostro è stato in aula assegnato. In B non sei mai stato perché la prescrizione ti ha salvato.<ref>Citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/calcioserieA/photogallery/6223/la-lotta-degli-scudetti.shtml?foto=1 La lotta degli scudetti]'', ''sportmediaset.it''</ref>
::{{spiegazione|Striscioni esposti dalla tifoseria della Juventus durante la coreografia organizzata in occasione della partita casalinga contro l'Inter del 25 marzo 2012 e facenti riferimento allo scandalo di [[Calciopoli]] del 2006, dove la giustizia sportiva privò la società bianconera degli scudetti conquistati nelle stagioni 2004-2005 e 2005-2006, a causa di "illecito associativo" commesso, punendola con la retrocessione in Serie B; il titolo del 2006 venne assegnato alla società nerazzurra, classificatasi terza dietro Juventus e Milan (anch'esso condannato) in entrambi i campionati. Nel luglio del 2011 il procuratore della Federcalcio italiana, Stefano Palazzi, contestò all'Inter di aver commesso illecito sportivo per i fatti del 2006, rilevando, tuttavia, l'impossibilità di processare il club nerazzurro, poiché il reato, trascorso un certo numero di anni, era caduto in prescrizione.}}
*Circo Internazionale!<ref>Citato in ''[https://www.tuttosport.com/amp/foto/calcio/serie-a/2023/09/16-113284718/coreografie_derby_l_inter_e_i_topi_milan_replica_circo_internazionale_ Coreografie derby: l'Inter e i topi. Milan, replica "Circo Internazionale"]'', ''tuttosport.com'', 16 settembre 2023.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla tifoseria organizzata del Milan rivolta all'Inter prima del derby milanese disputatasi il 16 settembre 2023. Lo striscione fece riferimento alla finale di Champions League 2022-2023 giocata a Istanbul e incluse la raffigurazione di due giraffe indossando la maglia nerazzurra su entrambi bordi della coreografia in allegoria della sconfitta "a testa alta" interista contro il Manchester City, avvenuta il 10 giugno precedente, così descritta da alcuni mezzi d'informazione italiani.}}
*Club degli imbrogli, degli intrighi e della repressione. Da 27 anni sempre lo stesso leitmotiv. Juve merda.<ref>Citato in ''[https://www.goal.com/it/notizie/i-tifosi-del-nantes-contro-la-juventus-da-27-anni-il-club-degli-imbrogli/blt2b1dc0ea3bfa2797 I tifosi del Nantes contro la Juventus: "Da 27 anni il club degli imbrogli"]'', ''goal.com'', 24 febbraio 2023.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla tifoseria organizzata del Nantes nel secondo tempo della gara FC Nantes 0-3 Juventus FC del 23 febbraio 2023, valevole per il ritorno dei play-off di UEFA Europa League; le due squadre si ritrovavano contrapposte in una competizione confederale per la prima volta dalle semifinali di UEFA Champions League 1995-1996, quando il club bianconero aveva prevalso su quello francese.}}
*Creò l'inferno ma non lo sopportò... Nacque il biscione e la Curva Nord.<ref name= "canaleinter">Citato in ''[http://www.canaleinter.it/news/top-20-scenografie-da-derby-foto-30143 Top 20: Scenografie da derby (Foto)]'', ''canaleinter.it''.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla curva [[Football Club Internazionale Milano|interista]] allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano il 13 maggio 2003 in occasione della gara Inter 1-1 Milan.}}
*DAL 1908... SIETE VOI LA VERA COMMEDIA<br />''... e che trofeo già mai non veda | questa perduta gente in [[Football Club Internazionale Milano|nerazzurra]] maglia | ma che di scherno e delusion' sia sempre preda.''<ref>Citato in Gianni Santucci, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2006/aprile/15/rabbia_nerazzurra_San_Siro_non_co_7_060415013.shtml La rabbia nerazzurra a San Siro: non ci stiamo]'', ''Corriere della Sera'', 15 aprile 2006, p. 2.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla curva Sud milanista allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano il 14 aprile 2006 in occasione della gara Milan 1-0 Inter. Nello striscione di scherno verso i "cugini" interisti veniva raffigurato anche un gigantesco [[Dante Alighieri]].}}
*[[Pierre de Coubertin|De Coubertin]] era [[Football Club Internazionale Milano|interista]].<ref>Citato in ''[http://www.settorecrociatoparma.it/Dalla%20Nord0506/dalla_nord_0506_17.htm Parma-Inter 2005/06]'', ''settorecrociatoparma.it''.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dai tifosi parmensi allo Stadio Ennio Tardini di Parma il 25 marzo 2006 in occasione della gara Parma-Inter 1-0.}}
*Di [[Firenze]] vanto e gloria{{sic|?!?}} Ma nemmeno i vostri giocatori ne hanno memoria. La verità è che non contate un cazzo! Viola Merda!<ref>Citato in ''[https://www.sportmediaset.mediaset.it/sportmediaset/article/45023895 Firenze: Striscione ultrà Juve contro tifosi viola]'', ''sportmediaset.it'', 30 gennaio 2022.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dal gruppo ultrà bianconero ''Viking Juve'' e rivolto alla [[ACF Fiorentina|Fiorentina]] il 30 gennaio 2022 dopo il trasferimento di [[Dušan Vlahović]] dalla squadra viola alla Juventus.}}
*Dio c'è e ha il codino.<ref>Citato in ''Giulietta è 'na zoccola'', p. 74.</ref>
::{{spiegazione|Striscione della tifoseria bresciana inneggiante al loro fantasista [[Roberto Baggio]], in occasione della gara Brescia-Bologna del campionato 2001-2002.}}
*Dopo le panchine di Salerno, [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]] e Avellino ti rimane solo quella del lungomare.<ref>Citato in ''SuperGiulietta 2004-2005'', p. 102.</ref>
::{{spiegazione|Striscione dei tifosi salernitani esposto in un Salernitana-Avellino della stagione 2003-04. Lo striscione è rivolto a [[Zdeněk Zeman|Zeman]], a quel tempo allenatore avellinese ma già tecnico del Napoli e della Salernitana in passato.}}
*Dopo [[José Mourinho|Mourinho]] ci sentiamo orfani di qualcuno che sappia trasmettere il senso di appartenenza a questi colori.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Inter/17-04-2013/inter-roma-tifosi-nerazzurri-contestano-invocano-mourinho-921044078907.shtml Inter-Roma, i tifosi nerazzurri contestano. E invocano Mourinho]'', ''gazzetta.it'', 17 aprile 2013.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla tifoseria interista prima del fischio d'inizio della semifinale di Coppa Italia a San Siro contro la Roma del 17 aprile 2013, quasi tre anni dopo che l'allenatore portoghese aveva lasciato la panchina interista.}}
*Due stelle sul petto, la terza in cielo.<ref name=pintu/>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla tifoseria bianconera in onore dello storico presidente [[Gianni Agnelli]], morto pochi giorni prima, durante la partita Juventus-Piacenza del 26 gennaio 2003.}}
*[[Fabrizio Quattrocchi]]: lo Stato ti ha abbandonato, noi no.<ref>Citato in Lorenzo Fuccaro, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2004/aprile/19/Striscioni_allo_stadio_email_americane_co_9_040419031.shtml Striscioni allo stadio, email americane: «Quattrocchi eroe»]'', ''Corriere della Sera'', 19 aprile 2004.</ref>
::{{spiegazione|Messaggio della Curva Sud (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della [[Società Sportiva Lazio|Lazio]]), esposto allo Stadio Olimpico di Roma prima della gara Lazio-Ancona del 18 aprile 2004.}}
*Fatece er cazzo der piacere, nun dite che semo cugini.<ref>Citato in ''SuperGiulietta 2004-2005'', p. 42.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla curva laziale e rivolto ai [[Associazione Sportiva Roma|romanisti]].}}
*[[Fiat|FIAT]]: dopo la [[Fiat 500 "Topolino"|Topolino]], si vòle la Pippo.<ref name=zoccola>Citato in ''Giulietta è 'na zoccola: calci di rigore''.</ref>
::{{spiegazione|Striscione viola in riferimento alle notizie di gossip riguardanti [[Lapo Elkann]], membro della famiglia [[Agnelli]].}}
*[[Andrea Fortunato|Fortunato]] leucemico fulminato.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/12/04/striscione-vergognoso.html Striscione vergognoso]'', ''repubblica.it'', 4 dicembre 1995.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla tifoseria del [[Torino Football Club|Torino]] in occasione del derby disputato contro la [[Juventus Football Club|Juventus]] il 3 dicembre 1995 e facente riferimento alla scomparsa del calciatore bianconero Andrea Fortunato, deceduto a causa della leucemia il 25 aprile precedente.}}
*Girone B – Lega Nord.<ref>{{cfr}} [[w:Prima Divisione 1921-1922#Lega Nord|voce]] su ''Wikipedia''.</ref> Mai stati in B! Mai stati in B!<ref>Citato in ''[http://www.panorama.it/sport/calcio/juventus-inter-derby-italia-sfotto-striscioni-tifosi/#gallery-0=slide-3 Juventus - Inter, il derby d'Italia negli sfottò più belli]'', ''repubblica.it'', 5 gennaio 2015, p. 2.</ref>
::{{spiegazione|Lo striscione, esposto dalla curva juventina, fa riferimento al ripescaggio dell'[[Internazionale Football Club|Inter]] nel campionato di Prima Divisione disputatosi nel 1921-22. In realtà la squadra, finita all'ultimo posto nel girone B della Lega Nord, ottenne la salvezza vincendo regolarmente due playout contro lo Sport Club Italia e la Libertas Firenze.}}
*Guagliù, che ve site perso!<ref>Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2113 p. 2113], ISBN 8880898620.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto al Cimitero di [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]] dopo la conquista del primo scudetto, nel 1987.}}
*Hai venduto la tua [[Tifo sportivo|mentalità]] con lo sconto! – INTE®, MERDA!<ref name=Striscione>Nello striscione le lettere "C" e "N" – sigle di "Curva Nord" – furono scritte in tinta azzurra in contrasto con il resto di lettere in rosso su sfondo bianco, mentre che la "R" del nome del club meneghino – anch'esso in azzurro, in contrasto del resto del nome del club scritto in nero su sfondo bianco – fu rimpiazzato dal simbolo del [[w:marchio registrato|marchio registrato]]; cfr. {{de}} ''FC Bayern – Inter Mailand 2:0'', in ''[https://suedkurvenbladdl.org/skb-bremen-08-11-2022/ SKB Bremen 08.11.2022]'', ''Südkurvenbladdl Onlinemagazin'', 8 novembre 2022.</ref>
::{{spiegazione|Striscione, sposto in lingua italiana, della tifoseria organizzata del Bayern Monaco contro l'Inter durante l'incontro di Champions League disputatosi il 1° novembre 2022 alluddendo un crescente interesse commerciale adottato dagli gruppi ultrà di quest'ultimo nonché allo sconto del 20% degli abbonamenti alla tribuna verde del secondo anello dello [[Stadio Giuseppe Meazza]], settore occupato da essi per il campionato di [[w:Serie A 2022-2023|Serie A 2022-2023]].}}<ref name=Striscione/>
*Ieri porta d'oriente…oggi [[Ancona|città]] che non serve a niente.<ref name=ancona/>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla tifoseria del Pescara in occasione della sfida casalinga contro l'Ancona del 21 aprile 2024, valida per il Girone B del campionato di Serie C 2023-2024.}}
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] non è un telefono erotico.<ref>Citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/30-12-2012/blob-2012-913634965312.shtml Il blob del 2012. Tutte le frasi da ricordare]'', ''gazzetta.it'', 30 dicembre 2012.</ref>
::{{spiegazione|Striscione dei tifosi dello Schalke 04 in riferimento ai prezzi dei biglietti dei loro avversari di Europa League, l'Athletic Bilbao.}}
*Il cuore della nord batte dentro di te.<ref name= "canaleinter" />
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla curva [[Football Club Internazionale Milano|interista]] allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano il 15 febbraio 2009 in occasione della gara Inter 2-1 Milan.}}
*In questo calcio avvolto da continui misteri c'è ancora bisogno di uomini veri! Forza Zeman.<ref>Citato in ''[https://www.tuttoc.com/altre-news/lo-striscione-dei-tifosi-della-cavese-per-zeman-c-e-bisogno-di-uomini-veri-372607 Lo striscione dei tifosi della Cavese per Zeman: "C'è bisogno di uomini veri"]'', ''tuttoc.com'', 25 febbraio 2024.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla tifoseria della Cavese nel corso della gara di Serie D contro il Trastevere del 25 febbraio 2024 e dedicato all'allenatore [[Zdeněk Zeman]], che aveva da poco lasciato la guida tecnica del Pescara per motivi di salute.}}
*Inter onesta? Forse cercavi: Inter prescritta.<ref name=Panorama/>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla curva juventina.}}
*La passione bianconera, la classe di Torino, lo stile italiano, la leggenda di un grande uomo.<ref name=pintu/>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla tifoseria bianconera in onore dello storico presidente [[Gianni Agnelli]], morto pochi giorni prima, durante la partita Juventus-Piacenza del 26 gennaio 2003.}}
*La squadra più antica presa per il culo da una vita.<ref>Citato in ''SuperGiulietta 2004-2005'', p. 88.</ref>
::{{spiegazione|Striscione blucerchiato esposto durante il derby della stagione 2002-2003 e rivolto ai cugini del [[Genoa Cricket and Football Club|Genoa]], la squadra più antica d'Italia tuttora attiva (1893).}}
*La vostra tenacia e la nostra fedeltà sono 109 anni di storia che mai nessuno retrocederà.<ref>Citato in Fabrizio Turco, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/11/02/sfilata-di-stelle-per-il-compleanno-in.html Sfilata di stelle per il compleanno in campo]'', ''la Repubblica'', 2 novembre 2006.</ref>
::{{spiegazione|Messaggio della Curva Scirea (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della [[Juventus Football Club|Juventus]]), pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino durante i festeggiamenti del 109° anniversario di fondazione istituzionale della società torinese il 1° novembre 2006 prima della gara Juventus-Brescia 2-0.}}
*[[Roberto Mancini|Mancini]] l'8 marzo cosa fai??<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/sport/2016/01/27/foto/juventus_inter_mancini-132185389/1/#1 Juventus-Inter, striscione a Mancini: "Cosa fai l'8 marzo?"]'', ''repubblica.it'', 27 gennaio 2016.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla tifoseria bianconera in occasione della sfida Juventus-Inter del 27 gennaio 2016, valevole per la semifinale di andata della Coppa Italia 2015-2016. Tale striscione fa riferimento all'episodio avvenuto il 19 gennaio precedente, in cui Roberto Mancini, tecnico dell'Inter, era stato oggetto di insulti omofobi da parte dell'allenatore del Napoli [[Maurizio Sarri]], in occasione della sfida dei quarti di finale della stessa competizione tra partenopei e nerazzurri.}}
*Meglio nove scudetti dai nonni ereditati che uno festeggiato da ciclisti ossigenati.<ref>Citato in ''SuperGiulietta 2004-2005'', p. 105.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dai tifosi genoani nella stagione 1990-1991 e rivolto ai cugini della [[Unione Calcio Sampdoria|Sampdoria]]. Il riferimento è prima ai nove scudetti conquistati dal Genoa tra il 1898 e il 1924 e poi allo scudetto conquistato dalla Samp pochi giorni prima. I giocatori della Samp festeggiarono lo scudetto tingendosi i capelli di biondo nell'ultima partita di campionato con la Lazio. I doriani vengono detti storicamente "ciclisti" in maniera dispregiativa, per via della loro maglia.}}
*Mi fai tremare il cuore... mi fai smettere di respirare.<ref>Citato in ''[http://www.fcinternews.it/dalla-curva/mi-fai-tremare-il-cuore-mi-fai-smettere-di-respirare-107577 "Mi fai tremare il cuore, mi fai smettere di respirare..."]''', ''fcinternews.it'', 25 febbraio 2013.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla curva [[Football Club Internazionale Milano|interista]] allo stadio Giuseppe Meazza di Milano il 24 febbraio 2013 in occasione della gara Inter-Milan 1-1. Lo striscione cita la canzone ''Gabri'', tratta dall'album ''[[Vasco_Rossi#Gli_spari_sopra|Gli spari sopra]]'' (1993) di [[Vasco Rossi]].}}
*[[Luciano Moggi|Moggi]] chiama i miei professori per cambiarmi la pagella.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2006/10_Ottobre/02/striscioni.shtml?refresh_ce-cp Lo scudetto agli striscioni]'', ''gazzetta.it'', 4 ottobre 2006.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto da un paio di tifosi palermitani in occasione della partita di Serie A tra Palermo e Messina del 14 maggio 2006; il riferimento era all'inchiesta che venne avviata due settimane prima dalla Procura Federale della Federcalcio italiana nell'ambito dello scandalo denominato [[Calciopoli]] e che vedeva, tra i maggiori imputati, l'allora direttore generale della Juventus Luciano Moggi, indagato ed in seguito condannato per aver intrattenuto, tramite telefonate, rapporti con arbitri, designatori e dirigenti di altre squadre.}}
*Noi di Torino orgoglio e vanto, voi solo uno schianto.<ref>Citato in Angelo Scarano, ''[http://www.ilgiornale.it/news/sport/vergogna-juventus-stadium-i-tifosi-e-striscioni-su-superga-995632.html Vergogna allo Juventus Stadium: I tifosi e gli striscioni su Superga]'', ''IlGiornale.it'', 24 febbraio 2014.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto da una frangia della tifoseria della Juventus in occasione della partita contro il [[Torino Football Club|Torino]] del 23 febbraio 2014 e facente riferimento alla [[Strage di Superga]], avvenuta il 4 maggio 1949, in cui l'intera squadra granata perse la vita in un incidente aereo.}}
*Non era la testa che dovevate alzare... COGLIONI!<ref name="Corriere dello Sport">Citato in ''[https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/inter/2023/06/11-108920162/i_tifosi_del_milan_tappezzano_milano_di_sfotto_all_inter_campioni_ I tifosi del Milan tappezzano Milano di sfottò all'Inter]'', ''corrieredellosport.it'', 11 giugno 2023.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla tifoseria organizzata del Milan in seguito alla sconfitta dell'Inter contro il Manchester City nella finale della UEFA Champions League avvenuta il 10 giugno 2023.}}
*Non saper rimediare a una sconfitta è peggiore della sconfitta stessa.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/roma/2013/08/21/news/open_day_roma_totti_garcia-65103166/ Roma, è l'open day. Ovazione per Totti, fischi per Garcia: "Sarete orgogliosi di noi"]'', ''repubblica.it'', 21 agosto 2013.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dai tifosi romanisti alla presentazione della squadra per la stagione 2013-2014.}}
*Non so piu come insultarvi.<ref>Citato in Chiara Risolo, ''[http://archivio.panorama.it/archivio/Uno-sghignazzo-dalla-tribuna-vi-seppellira Uno sghignazzo dalla tribuna vi seppellirà]'', ''panorama.it''.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla curva interista e rivolto ai propri giocatori per via dei risultati sportivi non soddisfacenti nel corso della stagione 2004-05, prima dell'incontro contro il Brescia disputato a Milano il 19 dicembre 2004.}}
*Paese che vai... [[Società Sportiva Lazio|laziale]] che trovi.<ref>Citato in ''SuperGiulietta 2004-2005'', p. 40.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla curva romanista prima del derby nella stagione 2003-2004, sul luogo comune del "laziale burino".}}
*Per la Juve [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] non è importante, ma è l'unica cosa che conta.<ref>Citato in Gianni Balzarini, ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/speciale/juvecampione/articoli/81571/lultimo-urra-di-alex.shtml L'ultimo urrà di Alex]'', ''sportmediaset.it'', 6 maggio 2012.</ref>
::{{spiegazione|Lo striscione, esposto dai tifosi juventini, riprende una frase attribuita a [[Giampiero Boniperti]]: «Alla Juventus vincere non è importante. È l'unica cosa che conta.»}}
*Per sentirti accettato le tue origini hai rinnegato. La scala bisogna averla nel cuore, non sopra una maglia dello stesso colore.<ref>Citato in Luca Bianchin, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Chievo/23-11-2013/serie-a-verona-chievo-0-1-lazarevic-decide-derby-recupero-201638918293.shtml Serie A, Verona-Chievo 0-1: Lazarevic decide il derby nel recupero]'', ''gazzetta.it'', 23 novembre 2013.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla curva dei tifosi dell'[[Hellas Verona Football Club|Hellas Verona]] allo stadio Bentegodi, durante il derby del 23 novembre 2013. Lo striscione era rivolto ovviamente ai cugini del [[Associazione Calcio ChievoVerona|Chievo]], che in passato avevano cambiato i colori sociali da biancazzurro a gialloblù e avevano adottato la scala come stemma.}}
*Per un caldo Natale... brucia un gobbo.<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2013/12/06-279367/Juventini+nel+mirino,+striscioni+da+multare Juventini nel mirino, striscioni da multare]'', ''tuttosport.com'', 6 dicembre 2013.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla tifoseria [[Bologna Football Club 1909|bolognese]] e rivolto a quella [[Juventus Football Club|juventina]], durante la partita Bologna-Juventus del 6 dicembre 2013.}}
*Podistica [[Società Sportiva Lazio|Lazio]] 1900: già nell'antichità t'allenavi a scappa'.<ref>Citato in ''SuperGiulietta 2004-2005'', p. 33.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla curva romanista prima del derby nella stagione 1995-1996.}}
*Prendere [[Gian Piero Gasperini|Gasperini]] e volere che non giochi con la difesa a tre è come andare a mignotte e chiedere le coccole!!!<ref>Citato in Eva A. Provenzano, ''[https://www.fcinter1908.it/ultimora/l-altro-striscione-della-nord-prendere-gasperini-e-non-volere-la-difesa-a-tre-e-come/ L'altro striscione della Nord: "Prendere Gasperini e non volere la difesa a tre è come..."]'', ''fcinter1908.it'', 18 settembre 2011.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla Curva Nord dell'Inter, squadra all'epoca allenata da Gasperini, in occasione della sfida casalinga contro la Roma del 17 settembre 2011}}
*[[Enrico Preziosi|Preziosi]], telefona a mia suocera.<ref name=zoccola/>
::{{spiegazione|Striscione doriano riferito alla telefonata del 3 ottobre 2005 tra il presidente del [[Genoa Cricket and Football Club|Genoa]] e il suo ex-allenatore [[Franco Scoglio]] in diretta televisiva. Scoglio morì poco dopo la telefonata.}}
*Restituitele [[Rui Barros|Barros]], Biancaneve è disperata.<ref>Citato in ''Giulietta è 'na zoccola'', p. 71.</ref>
::{{spiegazione|Striscione ironico della tifoseria fiorentina rivolto al calciatore juventino Rui Barros, alto solo un metro e sessanta, in occasione della gara Fiorentina-Juventus del campionato 1989-1990; il riferimento è alla fiaba ''[[Fratelli Grimm#Biancaneve|Biancaneve e i sette nani]]''.}}
*[[Associazione Sportiva Roma|Roma]] è storia, [[Società Sportiva Lazio|Lazio]] solo geografia.<ref name=gab/>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla curva romanista prima del derby dell'11 novembre 2012.}}
*Se Dio avesse voluto che la [[Unione Calcio Sampdoria|Samp]] volasse, l'avrebbe fatta nascere con le ali.<ref>Citato in ''SuperGiulietta 2004-2005'', p. 103.</ref>
::{{spiegazione|Due aste esposto dai tifosi genoani, in riferimento al proprio simbolo, il grifone (alato).}}
*Se voi siete la storia, meglio perdere la memoria.<ref>Citato in ''SuperGiulietta 2004-2005'', p. 101.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dai tifosi del [[Associazione Calcio ChievoVerona|Chievo]] e rivolto a quelli dell'[[Hellas Verona Football Club|Hellas]] durante il [[Derby di Verona|derby dell'Arena]] del 24 marzo 2002.}}
*Sei come l'erba grama, hai 110 anni e non muori mai.<ref>Citato in ''SuperGiulietta 2004-2005'', p. 99.</ref>
::{{spiegazione|Striscione blucerchiato esposto durante il derby della stagione 2002/03 e rivolto ai cugini del [[Genoa Cricket and Football Club|Genoa]].}}
*Si gioca a calcio non a [[cricket]] rumente.<ref>Citato in ''SuperGiulietta 2004-2005'', p. 76.</ref>
::{{spiegazione|Striscione blucerchiato esposto durante il derby della stagione 2002-2003 e rivolto ai cugini del [[Genoa Cricket and Football Club]] (con chiaro riferimento al nome della società). "Rumente" è il termine ligure per spazzatura.}}
*Siete 11 pivelli.<ref>Citato in Domenico Margiotta, ''[http://news.superscommesse.it/calcio/2016/02/lo-sfotto-supera-lignoranza-guida-agli-striscioni-per-giovani-ultras-145103/ Lo sfottò supera l’ignoranza: guida agli striscioni per giovani ultras]'', ''superscommesse.it'', 4 febbraio 2016.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla curva milanista e rivolto alla squadra nerazzurra durante il derby di Milano disputatosi il 31 gennaio 2016. Lo striscione fa un gioco di parole con il nome dello sponsor dell'Inter, Pirelli.}}
*Siete più brutti della [[Fiat Multipla (1998)|Multipla]].<ref>Citato in ''Giulietta è 'na zoccola'', p. 45.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla curva fiorentina contro quella juventina nella stagione 1999-2000; ripreso dalla curva granata nel derby Juventus-Torino del campionato 2001-2002.}}
*Son crociati e tutti campioni son del [[Parma Football Club|Parma]] i prodi calciatori.<ref>Citato in ''[http://www.boysparma1977.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1609:date-storiche-parma-calcio&catid=144:2011-2012-la-nostra-voce&Itemid=203 Date storiche Parma Calcio]'', ''boysparma1977.it''.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dai tifosi del Parma in occasione della partita delle Vecchie Glorie.}}
*Storicamente Porta D'Oriente e repubblica marinara...dell'Adriatico da sempre il paesello è [[Pescara]].<ref name=ancona>Citato in ''[https://www.youtvrs.it/pescara-ancona-finisce-male-quattro-feriti-e-animi-tesi/ Pescara-Ancona finisce male, quattro feriti e animi tesi]'', ''youtvrs.it'', 22 aprile 2024.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla tifoseria dell'Ancona in occasione della sfida casalinga contro il Pescara del 17 dicembre 2023, valida per il Girone B del campionato di Serie C 2023-2024.}}
*Te sei scoperta laziale, ma se vinceva l'Acireale, tu te spogliavi uguale.<ref>Citato in ''SuperGiulietta 2004-2005'', p. 43.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla curva romanista e rivolto ad [[Anna Falchi]] che avevo fatto uno strip per celebrare lo scudetto della Lazio nel 2000.}}
*Testa alta, [[UEFA Champions League|orecchie]] basse.<ref name="Corriere dello Sport"/>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla tifoseria organizzata del Milan in seguito alla sconfitta dell'Inter contro il Manchester City nella finale della UEFA Champions League avvenuta il 10 giugno 2023.}}
*[[Josip Broz Tito|Tito]] ce lo ha insegnato, la [[massacri delle foibe|foiba]] non è reato.<ref>Citato in Paolo Mieli, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2002/marzo/10/Stadio_calcio_striscioni_inneggianti_alle_co_0_0203109989.shtml Stadio di calcio: striscioni inneggianti alle foibe]'', ''Corriere della Sera'', 10 marzo 2002.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto allo stadio Armando Picchi di Livorno dai tifosi amaranto in occasione della partita Livorno - Triestina del girone A di C1 giocata domenica 3 marzo 2002.}}
*[[Francesco Totti|Totti]], titolo di studio: battesimo.<ref>Citato in ''SuperGiulietta 2004-2005'', p. 45.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dalla curva laziale.}}
*Troppe promesse troppi debiti. [[Vittorio Cecchi Gori|Vittorio]] vattene.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2001/luglio/08/Parte_protesta_stadio_avvolto_striscioni_co_0_0107082553.shtml Parte la protesta: stadio avvolto da striscioni]'', ''Corriere della Sera'', 8 luglio 2001.</ref>
::{{spiegazione|Uno degli striscione esposti dalla tifoseria della Fiorentina contro l'allora presidente Vittorio Cecchi Gori.}}
*Vi invidiamo il panorama.<ref>Citato in ''SuperGiulietta 2004-2005'', p. 77.</ref>
::{{spiegazione|Striscione esposto dai tifosi messinesi nel derby dello Stretto, Messina – Reggina della stagione 2001/02.}}
*[[Zico]] o Austria.<ref name=zoccola/>
::{{spiegazione|Striscione udinese mostrato durante i moti di piazza dell'estate 1983: la [[Federazione Italiana Giuoco Calcio|FIGC]] tentò di bloccare il trasferimento del brasiliano ad Udine e i friulani minacciarono la secessione dall'Italia.}}
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*[[Cristiano Militello]], ''Giulietta è 'na zoccola'', Milano, Kowalski, 2004. ISBN 8874960131
*Cristaino Militello, ''[http://books.google.it/books?id=ofnhU8QgeyYC SuperGiulietta 2004-2005]'', Milano, Kowalski, 2005. ISBN 8874967020
*Cristiano Militello, ''Giulietta è 'na zoccola: calci di rigore'', Milano, Kowalski, 2007. ISBN 8874967241
{{Calcio}}
[[Categoria:Cultura popolare]]
[[Categoria:Tifo calcistico]]
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Il Mereghetti
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'''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film.
==Citazioni==
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===A===
*Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22)
*[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28)
*Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30)
*[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31)
*''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54)
*Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56)
*Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56)
*Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58)
*Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58)
*Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60)
*Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64)
*[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67)
*Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112)
*Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90)
*Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91)
*Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138)
*Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98)
*Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103)
*[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106)
*Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113)
*Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144)
*[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146)
*Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146)
*Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151)
*Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153)
*Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154)
*[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155)
*Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168)
*Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179)
*Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180)
*Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187)
*Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194)
*Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285)
*Un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]'', p. 206)
*Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208)
[[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']]
*Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212)
*Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305)
*Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213)
*Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214)
*Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218)
*Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218)
*[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229)
*Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229)
===B===
*Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233)
*[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238)
[[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']]
*Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239)
*[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239)
*[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244)
*Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244)
*L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248)
*Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256)
*[...] la non disprezzabile risposta del produttore De Laurentiis ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da Fleischer per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[[Barabba (film)|Barabba]]''; 2003, p. 259)
*Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261)
*Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277)
*Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288)
*[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292)
*La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552)
*Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308)
*Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311)
*Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313)
*Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345)
===C===
*Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363)
*Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366)
*[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366)
*Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537)
*Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380)
[[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']]
*[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382)
*[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395)
*[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398)
*Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414)
*Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690)
*Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427)
*Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428)
*Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434)
*Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442)
*Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449)
*Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458)
*Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462)
*Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486)
*[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486)
*Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490)
*Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493)
*L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495)
[[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']]
*Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501)
*[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505)
*Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513)
*Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513)
*Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515)
*[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528)
*L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549)
*Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550)
*[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553)
*Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554)
*[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554)
*Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581)
*Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583)
*Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587)
*La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591)
*Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597)
*Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599)
===D===
*Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606)
*Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607)
*Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618)
*Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619)
*Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622)
[[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']]
*Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622)
*Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622)
*La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905)
*Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635)
*Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640)
*Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640)
*[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643)
*Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653)
*Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2003, p. 658)
[[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']]
*La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664)
*Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666)
*[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666)
*Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677)
*Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678)
*[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679)
*Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990)
*[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688)
*[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689)
*Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690)
*Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693)
*[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694)
*Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006)
*Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701)
[[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']]
*[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702)
*Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711)
*Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040)
*''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729)
*Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732)
*Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732)
*Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732)
[[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']]
*Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732)
*Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732)
*Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733)
*Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733)
*Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733)
*L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746)
*Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749)
*Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749)
*La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754)
*[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750)
===E===
*La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766)
*Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777)
*La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785)
*È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131)
*Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793)
*Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813)
*[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816)
*Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817)
===F===
[[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']]
*Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850)
*[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862)
*Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865)
*[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869)
*[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872)
*Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252)
[[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']]
*[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876)
*[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884)
*Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884)
*Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887)
*Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905)
*[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906)
*Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910)
*Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914)
*[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921)
*[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922)
*Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318)
*Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927)
[[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']]
*Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930)
*Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938)
*[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943)
*Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944)
*Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945)
*Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958)
*Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958)
===G===
*Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963)
*Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965)
*[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970)
*Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970)
*La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978)
*[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986)
*Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989)
*Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990)
*[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991)
*Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013)
*Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019)
*[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024)
*[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027)
[[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]]
*Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039)
*Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043)
*Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913)
*Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050)
*I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052)
*Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055)
*[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057)
*Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058)
*Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059)
*[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061)
*Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063)
*[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063)
*[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065)
*[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067)
*Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070)
*Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070)
*Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083)
===H===
*Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102)
*La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103)
*Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103)
*Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103)
*Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103)
*[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108)
*Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109)
[[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']]
*Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121)
===I===
*Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135)
*Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136)
*Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144)
*[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144)
*Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}})
*Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168)
*Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171)
*Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185)
*Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190)
*[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194)
*Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197)
*[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200)
===J===
*Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228)
*[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240)
===L===
*Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262)
*Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264)
*[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264)
*Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267)
*Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290)
*La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283)
*Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283)
*[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310)
*Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315)
*Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321)
===M===
*Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340)
*[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346)
[[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']]
*Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359)
*Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362)
*L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359)
*Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364)
*Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371)
*[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375)
*[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380)
*[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385)
*Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389)
*Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396)
*In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396)
*Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398)
[[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']]
*[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401)
*La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405)
*Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406)
*I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411)
*La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415)
*Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427)
*[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444)
*Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449)
*La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451)
*Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089)
*Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458)
*È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753)
*[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461)
*[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461)
*Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465)
*[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465)
*Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471)
*Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473)
*Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489)
*Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490)
[[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']]
*Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494)
*La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502)
*Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506)
*Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508)
*Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511)
*Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515)
*L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515)
===N===
*Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545)
*[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548)
*Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555)
*Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556)
*Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560)
*Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562)
*Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562)
*Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576)
*Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578)
*Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592)
*Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592)
*Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602)
*L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606)
===O===
*Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622)
*Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623)
*Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625)
*Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638)
*Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639)
*[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641)
*Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643)
*Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645)
*Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645)
*Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648)
*Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650)
*Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653)
*Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656)
*Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658)
*Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661)
*Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665)
*Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671)
===P===
[[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']]
*Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685)
*Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687)
*Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695)
*[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200)
*[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696)
*Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704)
*Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705)
[[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']]
*La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719)
*[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725)
*Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733)
*Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754)
*Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016)
*Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347)
*Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807)
*La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807)
*Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810)
*Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821)
*Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822)
*Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826)
*Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827)
*Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830)
*Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831)
*Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839)
*Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845)
[[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']]
*A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852)
*[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855)
*Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860)
===Q===
*Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874)
*Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887)
*Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889)
*[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892)
*[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895)
*[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901)
===R===
*Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925)
*Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943)
*Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949)
*[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954)
*Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954)
*[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961)
*L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963)
*[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963)
*Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963)
*[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966)
*Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969)
*Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700)
*Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979)
*Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979)
*[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980)
*Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982)
*La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983)
*Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997)
*Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006)
*[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008)
*Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009)
*Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014)
*[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017)
*Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021)
*Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021)
===S===
*Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034)
*Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049)
*[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053)
*Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054)
*La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056)
*Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057)
*Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060)
*Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956)
*Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067)
*Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068)
*Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071)
*Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074)
*Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971)
*La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077)
*Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079)
*Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082)
*[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083)
*[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086)
[[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']]
*[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088)
*Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095)
*[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099)
*[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107)
*Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127)
[[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']]
*Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127)
*Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129)
*Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131)
*Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132)
*Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137)
*Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144)
*Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145)
*[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149)
*Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151)
*Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152)
*Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156)
*Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157)
*Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162)
*Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168)
*Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174)
*L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182)
*La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186)
*Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141)
*Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199)
*La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212)
*La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212)
*[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215)
*Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237)
*I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237)
*Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237)
*L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237)
*Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237)
*Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238)
*Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239)
*[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239)
*Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245)
*Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246)
*Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250)
*Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257)
*[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258)
*Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258)
*Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277)
*Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282)
*[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287)
===T===
*[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295)
*Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295)
*[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308)
*[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310)
*Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319)
*Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320)
*Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321)
*Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322)
*Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325)
*[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327)
[[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']]
*Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331)
*Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341)
*Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355)
*Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363)
*Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368)
*''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374)
*[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384)
*Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389)
*Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391)
*Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398)
*Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401)
*La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417)
*Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494)
===U===
*Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438)
*Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442)
*[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442)
*Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442)
*Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445)
*[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448)
*[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449)
*Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449)
*Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453)
*Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632)
*[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463)
*[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476)
*Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479)
*[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485)
*La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489)
*Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495)
*[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495)
*Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499)
*Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504)
*[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506)
===V===
*Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518)
*Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520)
*Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521)
*[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521)
*Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523)
*Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525)
*Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528)
*Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534)
*Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536)
*[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545)
*È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559)
*Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561)
*Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679)
*«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567)
*Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575)
*[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580)
*[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581)
*Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584)
*[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589)
*Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744)
==Bibliografia==
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8
==Voci correlate==
*[[Il Farinotti]]
*[[Il Morandini]]
==Altri progetti==
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Il Morandini
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'''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive.
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==Citazioni==
===Film===
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====A====
*Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15)
*Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16)
*Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18)
*Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18)
*Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21)
*Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28)
*È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35)
*Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31)
*Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33)
*1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. “Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''2001: Odissea nello spazio'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''” ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34)
*Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33)
*Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36)
*Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37)
*Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39)
*Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40)
*Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49)
*Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48)
*È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49)
*La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49)
*È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51)
*Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52)
*È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59)
*Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60)
*Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60)
*Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64)
*Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75)
*È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72)
*Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81)
*Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81)
*''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81)
*Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84)
*Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84)
*Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84)
[[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']]
*L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86)
*L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86)
*In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91)
*Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93)
*Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93)
*Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93)
*Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94)
*Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96)
*Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97)
*Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98)
*Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122)
*Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
[[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']]
*1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2000, p. 127)
*È il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2000, p. 127)
*Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra Connery e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2000, p. 129)
*Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|p. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130)
*Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118)
*[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118)
*Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118)
*Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120)
*È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120)
*È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127)
*Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127)
*La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127)
*Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128)
====B====
*Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132)
*Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132)
*Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133)
*Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133)
*Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135)
*Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135)
*Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136)
*Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138)
*Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139)
*Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142)
*Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142)
*Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145)
*Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165)
*Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170)
*Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158)
*Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158)
*Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160)
*La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161)
*Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191)
*Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164)
*Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168)
*1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169)
*È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189)
*Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171)
*Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182)
*Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183)
*Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185)
====C====
*Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195)
*Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238)
*Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199)
*Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201)
*È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228)
*Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204)
*[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204)
*Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204)
*Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213)
*Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214)
*Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216)
*I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217)
*Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254)
*Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230)
*[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258)
*Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232)
*Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259)
*È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232)
*Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232)
*Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236)
*Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236)
[[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']]
*Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238)
*Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240)
*[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241)
*[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243)
*Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248)
*Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250)
*Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251)
*Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253)
*2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291)
*Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260)
*[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260)
*Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263)
*Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263)
*Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266)
*Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273)
*[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314)
*Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277)
*Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316)
*Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280)
[[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']]
*1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282)
*Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286)
*Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286)
*Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296)
*[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299)
*[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301)
*Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302)
*Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302)
*Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340)
*Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304)
*Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309)
*Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312)
*Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312)
*È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312)
*È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316)
*[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358)
*Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319)
*[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319)
*Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321)
*[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323)
*[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325)
[[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']]
*Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326)
====D====
*Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331)
*La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331)
*Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333)
*Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335)
*[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336)
*La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382)
*Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337)
*Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337)
*Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340)
*Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344)
*Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349)
*Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350)
*Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351)
*È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387)
[[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']]
*Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349)
*Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353)
*Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355)
*[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358)
*1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359)
*{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362)
*Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408)
*Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363)
*Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363)
*2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369)
*Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369)
*Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370)
*[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371)
*Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372)
*Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424)
*Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376)
*Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377)
*Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377)
*Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378)
*Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380)
*Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384)
*Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384)
*Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385)
*Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387)
*Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388)
[[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']]
*[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391)
*[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392)
*Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393)
*Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398)
*Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449)
*È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449)
*Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402)
*Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449)
*Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450)
*Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405)
*In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406)
*Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409)
*È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409)
*Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461)
*Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412)
*Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412)
*[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412)
*Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415)
====E====
*Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419)
*Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425)
*2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485)
*Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432)
*Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434)
*Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443)
*Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444)
[[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']]
*Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446)
*Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446)
*La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505)
====F====
*Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460)
*Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460)
*Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462)
*Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463)
*Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463)
*[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468)
*Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468)
*È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470)
*[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534)
*Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538)
*[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476)
*Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477)
*Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478)
*[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478)
*È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480)
*Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480)
*Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482)
*Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488)
[[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']]
*[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492)
*L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494)
*Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496)
*Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497)
*Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497)
*Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499)
*Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565)
*Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566)
*È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500)
*Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500)
*[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501)
*Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568)
*Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505)
*2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508)
*Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510)
*Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579)
*[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512)
*Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513)
*Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514)
*[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514)
*In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519)
*2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520)
*Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521)
*È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521)
====G====
*Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525)
*Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526)
*L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529)
*3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529)
*Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533)
*Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600)
*[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538)
*È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540)
*Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541)
*Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610)
*Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544)
*[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623)
*La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560)
*Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561)
*Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569)
*L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678)
*Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679)
*Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575)
*Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576)
*Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578)
*Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579)
*Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580)
*[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581)
*Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649)
*Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581)
*Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650)
*Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584)
*1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584)
*Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585)
*A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656)
*C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656)
*Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586)
*Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589)
*Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592)
*Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593)
====H====
*[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599)
*Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601)
*O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607)
*Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608)
*Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614)
====I====
*[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621)
*1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624)
*[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626)
*Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626)
*Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626)
*[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630)
*Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633)
*Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634)
*Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635)
*Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636)
*[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640)
*Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642)
*È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646)
*Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646)
*Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780)
*[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651)
*Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655)
*Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655)
*Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657)
*Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657)
====J====
*Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671)
*La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763)
*[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679)
====K====
*I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775)
*[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778)
*[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685)
====L====
*Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691)
*Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691)
*[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692)
*Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692)
*Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694)
*Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694)
*Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695)
*Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700)
*In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700)
*Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702)
*Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702)
*Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703)
*Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801)
*Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709)
*Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815)
*[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718)
*Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720)
*2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723)
*In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724)
*È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724)
*[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726)
*Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726)
*Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733)
====M====
*Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740)
*[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738)
*[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744)
*[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749)
*È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750)
[[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']]
*[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751)
*È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751)
*Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758)
*Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758)
*Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761)
*È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764)
*Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768)
*Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769)
*Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771)
[[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']]
*È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771)
*Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772)
*Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773)
*Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776)
*Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777)
*[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780)
[[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']]
*Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782)
*Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785)
*Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786)
*[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788)
*Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789)
*Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791)
*[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791)
*Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794)
*Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798)
*Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801)
*Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804)
[[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']]
*C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806)
*Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806)
*È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807)
*Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808)
*Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809)
*Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809)
*Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811)
*Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811)
*Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816)
*[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826)
*Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829)
*[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832)
*Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835)
*Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837)
*[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842)
*Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952)
====N====
*77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852)
*Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858)
*Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860)
*Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861)
*[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862)
*Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979)
*Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865)
*Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866)
*È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983)
*2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984)
*Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868)
*{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870)
*Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877)
[[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']]
*[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877)
*[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879)
*Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879)
*È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883)
*Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888)
*Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889)
*[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889)
*Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894)
*[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012)
*[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896)
*Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899)
====O====
*Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906)
*[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908)
*Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914)
*18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916)
*È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917)
*Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918)
*È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921)
*Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923)
*[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923)
[[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']]
*Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049)
*Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925)
*Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926)
*C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934)
*L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059)
*[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059)
*Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060)
====P====
*Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943)
*Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945)
*Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069)
*Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946)
*Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075)
*È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952)
*Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954)
*[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955)
*Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082)
*Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956)
*Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086)
*Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964)
*[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964)
*Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967)
*Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968)
[[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']]
*Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969)
*È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099)
*Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975)
*Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976)
*[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978)
*Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113)
*Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986)
*L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986)
*Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989)
*Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989)
*Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991)
*Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991)
*Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992)
*Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994)
*[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995)
*Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125)
*Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003)
*Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210)
*Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013)
*La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013)
*È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014)
*Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015)
*[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016)
*È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022)
*Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025)
*Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026)
*[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159)
*2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029)
*[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037)
*[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039)
*Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044)
*Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044)
*1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047)
====Q====
*La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054)
*Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065)
[[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']]
*Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198)
*[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070)
*[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202)
*Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073)
*Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073)
*Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074)
*Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075)
*[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080)
====R====
[[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']]
*Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090)
*[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091)
*Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098)
*Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100)
*Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101)
*È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105)
*Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108)
*Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108)
*Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112)
*2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113)
*[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248)
*Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113)
*Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115)
*È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115)
*Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116)
*Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120)
*[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252)
*Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257)
*La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257)
*Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121)
*5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121)
*Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122)
*[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123)
*Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124)
*Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126)
*Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129)
*Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137)
*Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138)
[[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']]
*Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138)
*Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139)
*Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141)
*Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282)
*È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148)
====S====
*Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151)
*[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155)
*Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300)
*È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161)
*Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166)
*Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168)
*[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169)
*Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315)
*Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175)
*È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175)
*Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177)
[[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']]
*Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179)
*[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322)
*[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180)
*In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327)
*I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183)
*Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183)
*È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185)
*Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186)
*Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187)
*Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190)
[[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']]
*Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191)
*Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416)
*Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193)
*È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341)
*La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197)
*Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201)
*È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205)
*3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210)
*La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357)
*Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211)
*Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211)
*2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359)
*Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212)
*Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213)
[[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']]
*3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214)
*Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215)
*L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217)
*[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217)
*La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220)
*Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220)
*Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221)
*Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223)
*Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224)
*Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231)
*Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233)
*Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235)
*È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235)
*Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239)
*Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395)
*Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396)
*Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246)
*Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248)
*Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248)
*Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484)
*Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249)
*Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249)
*Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254)
*Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409)
*La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258)
*Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413)
[[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']]
*3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260)
*È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261)
*Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428)
*Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428)
*La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428)
*Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428)
*Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448)
*Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429)
*Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429)
*Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275)
*Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275)
*Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275)
*Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276)
*Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280)
*Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283)
*Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287)
*Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287)
*Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287)
*È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279)
*Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539)
*È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298)
*Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301)
*Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302)
*Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303)
*Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304)
====T====
*Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309)
*Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316)
*Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316)
*Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317)
*L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319)
*5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483)
*Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323)
*Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323)
*Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324)
[[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']]
*1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325)
*3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327)
*Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329)
*Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329)
*Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331)
*È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334)
*"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335)
*Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337)
*Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338)
*È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339)
*Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602)
*Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351)
*2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352)
*Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352)
*Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352)
*Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354)
*Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359)
*[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361)
*[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361)
*Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364)
*Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367)
*Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540)
*È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374)
*''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381)
*{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390)
====U====
*Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393)
[[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']]
*Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396)
*È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396)
*Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396)
*Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569)
*[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400)
*[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400)
*Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406)
*Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670)
*Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408)
*Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409)
*Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413)
*Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417)
*Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420)
*Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426)
*Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426)
*Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426)
*5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599)
*[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429)
[[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']]
*Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427)
*Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432)
*[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432)
*Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433)
*Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609)
====V====
*Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il [[re Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 1679)
*7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442)
*Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442)
*[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442)
*Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619)
*La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445)
*Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450)
*Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451)
*[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628)
*[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455)
*L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457)
*Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463)
*Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464)
*Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465)
*Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468)
*Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469)
*Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473)
*Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478)
*Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479)
*[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481)
*6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481)
*È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482)
*Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484)
*La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491)
*Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496)
====W====
*Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498)
*Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684)
*Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499)
*Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501)
====Y====
*Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719)
====Z====
[[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']]
*Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701)
===Serie televisive===
*Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807)
*La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808)
*Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712)
*Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811)
*La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812)
*La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813)
*Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813)
*Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815)
*Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815)
*Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819)
*Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723)
*La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816)
*La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817)
*Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818)
*Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818)
*La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819)
*Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819)
*Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819)
*Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819)
*La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820)
*Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820)
*Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740)
*I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820)
*Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820)
*Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821)
*Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823)
*Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823)
*Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824)
*{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825)
*Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828)
*Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828)
*Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825)
*Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826)
*Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827)
*La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827)
*Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828)
*Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828)
*Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829)
*Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829)
*La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829)
*Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830)
*Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771)
*Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832)
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6
==Voci correlate==
*[[Morando Morandini]]
*[[Il Mereghetti]]
*[[il Farinotti]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]]
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Gianluigi Quinzi
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[[Immagine:Gianluigi Quinzi.jpg|thumb|Gianluigi Quinzi]]
'''Gianluigi Quinzi''' (1996 – vivente), ex tennista fallito e figlio di papà professionista.
*Il [[doping]] nel tennis? Quando vedi giocatori come [[Novak Đoković|Djokovic]] disputare match lunghi 5 ore e poi presentarsi in campo, il giorno seguente, con la stessa intensità, è difficile non pensar male. Non sto dicendo che Nole o altri tennisti in particolare si dopino, questo non lo so. Ma a me vengono dei dubbi, quando vedi certi recuperi incredibili. Io vedo come i vari [[Roger Federer|Federer]], [[Rafael Nadal|Nadal]] e Djokovic non vengono mai presi, mentre prendono il 30, il 40 del mondo. Se Nadal o Federer devono essere presi, allora vanno presi perché non è che senza di loro finisce il tennis.<ref>Dall'intervista rilasciata al programma televisivo ''La meglio gioventù''; citato in ''[http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2013/07/26/925579-quinzi_recuperi_player_qualche_dubbio.shtml Quinzi: "I recuperi dei top player? Qualche dubbio ce l'ho"]'', ''Ubitennis.com'', 26 luglio 2013.</ref>
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[[Categoria:Tennisti italiani|Quinzi, Gianluigi]]
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[[Immagine:Gianluigi Quinzi.jpg|thumb|Gianluigi Quinzi]]
'''Gianluigi Quinzi''' (1996 – vivente), tennista italiano.
*Il [[doping]] nel tennis? Quando vedi giocatori come [[Novak Đoković|Djokovic]] disputare match lunghi 5 ore e poi presentarsi in campo, il giorno seguente, con la stessa intensità, è difficile non pensar male. Non sto dicendo che Nole o altri tennisti in particolare si dopino, questo non lo so. Ma a me vengono dei dubbi, quando vedi certi recuperi incredibili. Io vedo come i vari [[Roger Federer|Federer]], [[Rafael Nadal|Nadal]] e Djokovic non vengono mai presi, mentre prendono il 30, il 40 del mondo. Se Nadal o Federer devono essere presi, allora vanno presi perché non è che senza di loro finisce il tennis.<ref>Dall'intervista rilasciata al programma televisivo ''La meglio gioventù''; citato in ''[http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2013/07/26/925579-quinzi_recuperi_player_qualche_dubbio.shtml Quinzi: "I recuperi dei top player? Qualche dubbio ce l'ho"]'', ''Ubitennis.com'', 26 luglio 2013.</ref>
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[[File:RHCP Live in London 26 June 2022.jpg|miniatura|upright=1.4|I Red Hot Chili Peppers nel 2022]]
'''Red Hot Chili Peppers''', gruppo rock statunitense attivo dal 1982.
==Citazioni tratte da canzoni==
===''The Red Hot Chili Peppers''===
'''Etichetta''': EMI, 1984, prodotto da Andy Gill.
*''Bene, sto per cavalcare un cavallo dai denti a sciabola attraverso le colline di Hollywood | l'ovest più lontano, più remoto | si, è così che mi sento | Bene, scavo nella sporcizia e scavo nella polvere, arrostiscono i miei pasti''.
:''Well, I'm gonna ride a saber tooth horse through the Hollywood hills | the farther west, the farther out | yeah, that's the way I feel | well, I dig the dirt an' I dig the dust I barbecue my meals''. (da ''True Men Don't Kill Coyotes'', n. 1)<ref name="sherman">Testi di Anthony Kiedis, Flea, Jack Sherman e Cliff Martinez.</ref>
*''La passione sgocciola dagli occhi del [[coyote]] | riesce ad assaporare il suo sangue | e il sangue non mente mai, muori viso pallido! | i veri uomini non uccidono i coyote''.
:''Passion dripping from the coyote's eyes | he can taste his blood | an' blood never lies pale face die | true men don't kill coyotes''. (da ''True Men Don't Kill Coyotes'', n. 1)<ref name="sherman"/>
*''Per le strade della città, tenevo i dischi in tasca | farò sentire i Chili Peppers così il pubblico potrà scatenarsi | mi scusi signore, non sentirà il mio pensiero? | suono in un gruppo, sì, ci chiamiamo i Red Hot | mentre sono via, amico, non ho timore | non ho tempo per dare pacche sulle spalle e parlare''.
:''On the city streets, I got the tunes in my pocket | I'll play the Chili Peppers so the public can rock | excuse me mister, won't you hear my thought? | I play in a band, yeah, we're called the Red Hots | while I'm away, boy, I'm afraid not | I've got no time to flick and talk''. (da ''Baby Appeal'', n. 2)<ref name="sherman"/>
*''Quando stai solo fermo in piedi o seduto tranquillo | pensa alle [[rana|rane]] che traggono un gran piacere dal saltare, | prendi una piccola lezione dai [[canguro|canguri]], | non lo sai che stanno saltando come matti, salta tu!''
:'' When you're just standing or sitting still | think about the frogs gettin' a thrill, | take a little lesson from the kangaroos, | don't you know they're jumpin' foos, jump you!'' (da ''Get Up and Jump'', n. 4)<ref name="slovak">Testi di Anthony Kiedis, Flea, Hillel Slovak e Jack Irons.</ref>
*''Siamo tutti un gruppo di fratelli che vivono in modo figo | insieme ad altri sei milioni in questo posto chiamato LA | LA è il posto giusto, mi dà fuoco in fiamme | per me, è una corsa attraverso un labirinto di raccolta del cotone | la città mi fa saltare, ha un sacco di ragazze cattive | beh, certo, ci sono alcuni imbecilli, ma ho ancora i miei calci''.
:''We're all a bunch of brothers living in a cool way | along with six million others in this place called LA | LA is the place, sets my mind ablaze | for me, it's a race through a cotton-picking maze | the town makes me jump, it's got a bunch of bad chicks | well sure, it's got some chumps, but I still get my kicks''. (da ''Out in L.A.'', n. 8)<ref name="slovak"/>
*''L'[[elicottero]] della polizia passò velocemente in cielo, | l'elicottero della polizia che atterra sul mio occhio.''
:'' Police helicopter shot the sky | police helicopter landin' on my eye.'' (da ''Police Helicopter'', n. 9)<ref name="slovak"/>
====Citazioni su ''The Red Hot Chili Peppers''====
*All'inizio eravamo un band esplosiva, però il nostro primo album non era affatto un disco esplosivo. ([[Flea]])
*In via del tutto teorica, l'omonimo debutto dei Red Hot Chili Peppers è un capolavoro del rock. Peccato che sia un disco brutto. Tuttavia, a livello filosofico rimane rivoluzionario: quasi nessuno con la pelle bianca prima di questi sei ragazzi [...] aveva contaminato in modo così assurdo e scanzonato il rock con il funky e il rap. Naturalmente, tradurre il pensiero in un'azione compiuta è un percorso impegnativo, ecco perché le dieci canzoni di The Red Hot Chili Peppers [...] sono musica che raramente prende consistenza. Ma sotto lo slappare del basso maniacale di Flea, sotto il cantare acerbo e talvolta sfiatato di Kiedis e sotto il tambureggiare di Martinez, c'è l'istinto degli occhi della tigre [...]. Ecco, su quest'esordio manca quell'irresistibile arroganza che li renderà appunto i Red Hot Chili Peppers. ([[Gianni Della Cioppa]])
*''Mommy Where's Daddy'' ha diversi elementi che la rendono speciale. Flea, Cliff e io componemmo la musica con naturalezza e facilità e rapidamente ne facemmo una prova poi tutti assieme. Il suo essere più funky e groovy la rendeva diversa dal restante materiale che virava dal punk intenso fino all'hard rock. Poi quando l'andammo a registrare come demo, fu la prima del cd. Sentii il timbro vocale e il testo. Ne fui veramente colpito e dissi a Anthony quanto rendesse efficace il tutto. Il testo faceva venire la pelle d'oca anche se non era perfetto. Flea decise di interpretare la parte della bimba come fosse un dialogo tra padre e figlia e la cosa era veramente divertente [...]. Mi piace molto anche ''Green Heaven'' perché è tra le più naturali nel cd. Per farti capire, quel solo venne registrato tutto in presa diretta in un canale a sé [...]. Mi piace molto ottenere tutti i tipi di suoni diversi e approcciare in stili e ho avuto modo di dare il mio contributo a quel disco. ''Grandpappy Du Plenty'' fu divertente, creare tutto quel sound bizzarro. E Dave Jerden mi disse [...] dopo aver registrato Baby Appeal, che non riusciva a togliersi dalla testa quel riff di chitarra. ([[Jack Sherman]])
*Per quanto riguarda l'aspetto giullaresco, questa è roba di buon cuore (e come giullaresca, dovrebbe esserlo). Il motivo per cui non è del tutto convincente non è nemmeno il fatto che sia di buon cuore: la band è abbastanza oltraggiosa, anche se probabilmente non nel modo in cui pensa di esserlo. Forse c'è un indizio in questa misteriosa osservazione del portavoce Flea: 'Grandmaster Flash e Kurtis Blow hanno grandi 'rap', ma non una musica così grande che li accompagni.' In un bassista, questa è una seria delusione . ([[Robert Christgau]])
===''Freaky Styley''===
'''Etichetta''': EMI, 1985, prodotto da George Clinton.
[[File:HillelSlovak1983 (cropped).jpg|thumb|Hillel Slovak, fondatore e chitarrista originario della band, morì nel 1988 in seguito ad un'overdose di eroina: «ho sempre avuto un profondo legame con Hillel. Aveva la capacità di far superare alle persone le barriere che erigevano per non rivelare più di tanto agli altri». ([[Anthony Kiedis]])]]
*''Sono un uomo della [[giungla]], | sono un uomo della giungla, | sono un uomo della giungla, | riesco ad avere tutti i cespugli che posso.''
:''I am a jungle man, | I am a jungle man, | I am a jungle man, | I get all the bush I can.'' (da ''Jungle Man'', Side 1, n. 1)<ref name="martinez">Testo scritto da Anthony Kiedis, Flea, Hillel Slovak e Cliff Martinez.</ref>
*''Oh, dammi una casa | dove vaga il bufalo | e dove la morte di una razza è un gioco, | dove raramente si sente | una parola di pace, | pronunciata dal bianco povero | che uccise appena vennero loro, | benché queste parole scavino a fondo | non offrono nessun sollievo.''
:''Oh give me a home | where the buffalo roam | and the death of a race is a game, | where seldom is heard | a peacable word, | from the white trash | who killed as they came, | though these words dig deep | they offer no relief.'' (da ''American Ghost Dance'', Side 1, n. 3)<ref name="martinez"/>
*''Non ci importa delle band inglesi | non ci importa dei Synth Funk | non ci importa dei Wham Wham | non ci importa dei Duran Duran | perché noi siamo | i Red Hot Chili Peppers!''
:''Nevermind the British bands | nevermind the Synth Funk bands | nevermind the Wham Wham band | nevermind Duran Duran | cause we're | The Red Hot Chili Peppers!'' (da ''Nevermind'', Side 1, n. 5)<ref name="slovak"/>
*''Li fotto, solo per vedere l'espressione della loro faccia | lo dico ad alta voce | sono stravagante | e sono orgoglioso''.
:''I fuck 'em, just to see the look on their face | I say it out loud | I'm freaky styley | and I'm proud''. (da ''Freaky Styley'', Side 2, n. 1)<ref name="martinez"/>
*''Amando e baciando e | masturbando e strusciando e | accarezzando e seducendo e | essere fatti e venendo | ti stringerò per una vita | ti stringerò per sempre | faccio di te mia moglie e | non ti dimenticherò mai''.
:''Loving and kissing and | rubbing and scrubbing and | styling and slumming an | rolling and cumming | I'll hold you a lifetime | I'll love you forever | I'll make you my wife and | I'll never forget you''. (da ''Lovin' and Touchin'', Side 2, n. 5)<ref name="martinez"/>
*''Dalla croce lei ha alzato la testa, | questo è quello che ha detto la suora, | non date amore finché non sarete sposate, | non vivete nessuna vita finché non sarete morte.''
:''From the cross she's raised her head, | this is what the sister said, | give no love until you're wed, | live no life until you're dead.'' (da ''Catholic School Girls Rule'', Side 2, n. 6) <ref>Testo di Anthony Kiedis, Flea e Cliff Martinez.</ref>
====Citazioni su ''Freaky Stylely''====
*So che la musica di questo album era troppo insolita e tetra per essere in grado di piacere al pubblico, ma ha saputo anticipare molte tendenze musicali di quel periodo, in modo definitivo e sostanziale. Molte nostre registrazioni di allora furono considerate "troppo funk per il pubblico bianco, troppo punk per quello di colore." Di sicuro i brani erano ancora lontani dalle connotazioni pop dei lavori successivi, e non credo che avesse contribuito qualche forma di segregazione al loro mancato successo. ([[Flea]])
===''The Uplift Mofo Party Plan''===
'''Etichetta''': EMI, 1987, prodotto da Michael Beinhorn. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[Hillel Slovak]] e [[Jack Irons]] (eccetto ''Behind the Sun'', composta anche da [[Michael Beinhorn]]).
*''Combatti come un impavido, | non essere [[schiavitù|schiavo]], | nessuno può dirti | che devi essere spaventato.''
:''Fight like a brave | don't be a slave | no one can tell you | you've got to be afraid.'' (da ''Fight Like a Brave'', n. 1)
*''In mezzo a questi versi d'amicizia, | devo cantare un attimo qualcosa | che non ho provato, | riguarda | il mio amico | e il suo nome è [[Hillel Slovak|Hillel]], | verso il quale il mio amore | è sacro come quello di un fratello, | prendilo, brufoloso | ragazzo smilzo, prendilo.''
:''In this friendly verse | I've got to sing a little something | that I haven't rehearsed | it's about | my man | and his name is Hillel | for who my love | is woul brother sacred | take it hickleberry | slim boy take it.'' (da ''Me & My Friends'', n. 3)
*''Ah, qualcuno versò sangue molti anni fa | qualcuno versò sangue ma non lo sapevi | che dalle boscaglie in cui crebbe Chuck Berry | arrivano i tuoi alti longilinei padri del rock and roll | oh no | portami nella tua boscaglia adesso''.
:''Ah, someone spilled blood many years ago | Ow! | someone spilled blood, but do you know | that from the backwoods where the Chuck Berries grow | come your long tall daddies of a rock and roll | oh no | take me to your backwoods now''. (da ''Backwoods'', n. 4)
*''Un giorno mentre facevo il bagno nel mare | il mio [[delfino]] parlante mi parlò, | mi parlava in sinfonia | dalla pace di libertà sotto il mare, | mi guardò, gli occhi pieni d'amore, | disse: sì, viviamo dietro il sole.''
:''One day while bathing in the sea | my talking dolphin spoke to me | he spoke to me in symphony | from freedom's peace beneath the sea | he looked to me eyes full of love | said yes we live behind the sun.'' (da ''Behind the Sun'', n. 6)
*''Salta indietro per l’amore sciocco | tu non tornerai per riparare | ma no, no, no, no, no | io non sono un idiota schiavo dell'amore | non vogliamo idioti schiavi dell'amore''.
:''Jump back for chump love | you won't be back for cover | but no no no no | I'm no chump love sucker | no chump love sucker''. (da ''No Chump Love Sucker'', n. 9)
*''Ho pensato che il tuo amore | fosse una faccenda seria | ma ho perso il mio orgoglio | quando ho capito che | il sapore nella mia borsa | e la mia mazza da baseball | era tutto quello che ti interessava''.
:''I thought that your love | was a matter of fact | but I lost my pride | when I realized that | the smack in my bag | and my baseball bat | was all you were after''. (da ''No Chump Love Sucker'', n. 9).
*''Rappresentiamo i figli di Hollywood | Hollywood è dove viviamo | rappresentiamo il meglio di Hollywood | la band Organic Anti-Beat Box''.
:''We represent the hollywood kids | hollywood is where we live | we represent the hollywood jam | organic anti-beat box band''. (da ''Organic Anti-Beat Box Band'', n. 12)
====Citazioni su ''The Uplift Mofo Party Plan''====
*A conti fatti, ''Uplift'' è probabilmente il disco più potente che abbiamo fatto. Non dico il migliore, anche se per qualcuno potrebbe esserlo, ma sicuramente il più diretto, nel senso di suonare a manetta senza pensare a un cazzo, e fare arte. Quel disco mette insieme rock, funk e arte esattamente come volevamo noi all'epoca. Eravamo matti come cavalli e sulla via della perdizione, ma ce l'abbiamo fatta, abbiamo fatto un disco di cui siamo fieri. ([[Flea]])
* Fight Like a Brave è considerata a tutti gli effetti un manifesto del riscatto, sia dal punto di vista personale di Kiedis, sia da quello musicale della band. Il brano rappresenta un potente messaggio di rinascita: celebra la decisione di combattere la dipendenza e la voglia di tornare a vivere, incoraggia a non essere schiavi delle proprie paure o delle aspettative altrui, invita a lottare con coraggio. Il brano è diventato un inno alla resilienza, una metafora per invitare a rialzarsi chiunque si senta senza speranza o "nel fango della vita". ([[Ivan Zazzaroni]])
*Mi piace tutto il disco. Ma è stata anche la prima volta che ho cominciato davvero a sentirmi in forma come produttore, come arrangiatore/compositore e come musicista. Nel complesso l'esperienza è stata sfiancante e logorante, ma quando lo ascolto è veramente un gran bel disco. Mi fa ricordare benissimo quel periodo, i posti dove siamo stati mentre lo facevamo, le persone coinvolte e ogni minima cosa che è successa. C'è un forte senso di libertà e di leggerezza in quel disco, ed è bellissimo. ([[Michael Beinhorn]])
*''The Uplift'' è stata l'emozione del ritorno insieme dei quattro membri originari [...]. Con ''Uplift'', abbiamo trascorso molto tempo in pre-produzione. Stavamo lavorando con Michael Beinhorn. Abbiamo trascorso un mese in pre-produzione. Poi siamo andati ai Capitol Studios. È stato davvero emozionante. Non credo che nessuno di noi fosse mai stato in un vero studio ufficiale come quello. ([[Jack Irons]])
===''Mother's Milk''===
'''Etichetta''': EMI, 1989, prodotto da Michael Beinhorn. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
[[Immagine:RedHotChiliPeppersAdam1989.jpg|thumb|Il cantante [[Anthony Kiedis]] e il bassista [[Flea]] durante un concerto ad Amsterdam nel 1989: «siamo come due strani fratelli. Siamo competitivi, però ci adoriamo. Siamo uno lo specchio dell'altro. Se sto bene con me stesso, sto bene con Flea e viceversa».]]
*''Può sembrare davvero che abbiamo strani modi di fare | ma lo facciamo con compassione e non crediamo nell'età | viaggiamo per il mondo andando nudi sul palco | cacciando fuori la gente dalla loro gabbia quotidiana | ci piace pensare che rendiamo felici chi è triste | e ci piace rendere orgogliosi la nostra mamma e il nostro papà''.
:''Indeed it may seem that we have strange ways | but we do it with compassion and don't believe in age | travel round the world gettin naked on the stage | bustin' people out of their everyday cage | we like to think we make a sad man happy | and we like to make proud our mammy and our pappy''. (da ''Good Time Boys'', n. 1)
*''[[Magic Johnson|M-a-g-i-c]] ci vediamo in campo | il ragazzone nero è venuto per giocare a modo suo | e il suo gioco è ostacolare | M-a-g-i-c magia di ragazzone nero, | altre squadre pregano e sognano, | ma a lui non gliene frega un cazzo.''
:''M-a-g-i-c see you on the court | buck has come to play his way and his way is to thwart | M-a-g-i-c magic of the buck | other teams pray for dreams | but he don't give a fuck.'' (da ''Magic Johson'', n. 4)
*''Strappami gli slip | santifica la mia anima | sono capriccioso di natura | cammina totem | guarda e vedi penso, che tu sia d'accordo | nessuno è strano come me''.
:''Bust my britches | bless my soul | i'm a freak of nature | walking totem pole | look and see I think you'll agree | nobody weird like me''. (da ''Nobody Weird Like Me'', n. 5)
*''Se mi vedi esagerare, | se mi vedi sballare, | dammi una calmata, | non sono più grande della vita.''
:''If you see me getting mighty | if you see me getting high | knock me down | I'm not bigger than life.'' (da ''Knock Me Down'', n. 6)
*''Vattene e assapora la [[sofferenza]], | ritorna in qualche altro giorno, | non sei lieta che non eri dispiaciuta? | Divertente come il prezzo che viene pagato.''
:''Walk away and taste the pain | come again some other day | aren't you glad you weren't afraid | funny how the price gets paid.'' (da ''Taste the Pain'', n. 7)
*''Capelli così lisci, neri come il carbone | aw baby il modo in cui ondeggi | tu indossi un vestito così blu | che porti i miei jeans via | lei viene e va ed io lo so | lei cumina almeno una volta al giorno | non posso resistere, bacio le tue labbra | tu sei la mia cameriera messicana sexy''.
:''Hair so smooth, black as coal | aw baby the way you sway | you wear the dress so very blue | that you take my blues away | she comes and goes that I know | she cums at least once a day | I can't resist I kiss you lips | you're my sexy mexican maid''. (da ''Sexy Mexican Maid'', n. 12)
====Citazioni su ''Mother's Milk''====
*È stato un album difficile da realizzare per me, non sapevo nulla del lavoro in studio di registrazione e gran parte del mio lavoro è consistito in me che suonavo con Michael Beinhorn seduto vicino ed io ero completamente all'oscuro di ciò che lui potesse considerare una buona registrazione o cosa non lo fosse. Sì, ho avuto un sacco di difficoltà a registrare quel disco per questa ragione, per quel periodo quella era una visione innovativa che influenzò molte persone in molti modi e lui aveva questa visione così chiara da farmi sentire che io non avessi alcuna voce in capitolo o uno spazio per adattarmi a ciò che lui voleva in un modo che mi risultasse confortevole. Lui aveva preso anche il controllo del processo di mixaggio e nessuno di noi era presente o ha avuto una versione finale del disco, non lo abbiamo nemmeno ascoltato. Le canzoni sono state ri-editate in modo totalmente differente da come le avevamo scritte e cose del genere... sì, è stata un'esperienza molto intensa. ([[John Frusciante]])
* È stato un grande cambiamento rispetto al sound dei RHCP fino a quel momento [...]. Per quanto riguarda la reazione della band al prodotto finale... beh... non ho mai scoperto cosa ne pensassero del mix finale. Tuttavia, quando finalmente ho fatto ascoltare ad Anthony le tracce con le chitarre finite per la prima volta (fino ad allora non era stato presente a nessuna delle sessioni), ha dato di matto, e non in senso positivo. Penso che la band abbia in qualche modo rinnegato il disco per questo motivo. ([[Michael Beinhorn]])
*Ecco il passo epocale per la band: la tragica scomparsa di Hillel Slovak porta a un radicale cambiamento di formazione e a Kiedis e Flea si affiancano i John Frusciante e Chad Smith. Il risultato è pura eccellenza: nuove energie, freschezza, urgenza e qualità si condensano in quello che può essere tranquillamente considerato come tra i migliori episodi della loro carriera. Il sound si definisce sempre di più, anche se sono evidenti tracce del momento di transizione [...], ma la definizione che ne dà il quotidiano ''Boston Globe'' ("an high octane fusion of metal, funk and rap") è quella che probabilmente fotografa al meglio il clima dell'album. Sorprende la quantità d'influenze elaborate nei tredici brani, ricchi anche di citazioni e di rimandi [...]. Mother's Milk diede il successo alla band, che si affacciò per la prima volta in classifica e sorpassò le 500.000 copie vendute, per arrivare poi negli anni a superare il milione di unità. ([[Antonio Bacciocchi]])
*I punk che amavano Hendrix e i P-Funk tanto tempo fa, stanno finalmente monetizzando il loro buon gusto, e sebbene i non credenti ne disconoscano la sincerità, il problema è l'esecuzione. Allora non erano tecnicamente dotati, e ora spingendo la chitarra in primo piano suonano anche più grezzi. Ma sono bravissime persone, davvero: menzionano la 'compassione' proprio nella prima strofa. ([[Robert Christgau]])
*''Mother's Milk'' è fondamentale per il loro percorso artistico ed è con quest'album che si consacrano come importante gruppo rock. Penso che questo disco abbia anche mostrato l'ampia gamma di stili di cui il gruppo era capace, rivelando una maggiore maturità. ([[Camilla Pia]])
===''Blood Sugar Sex Magik''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 1991, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
*''Giusta o sbagliata, la mia canzone è forte | se non ti piace, passa oltre | dico quel che voglio, faccio quel che posso | morte al messaggio del [[Ku Klux Klan]].''
:''Right or wrong, my song is strong | you don't like it, get along | say what I want, do what I can | death to the message of the Ku Klux Klan.'' (da ''The Power of Equality'', n. 1)
*''La [[Bianco e nero (antropologia)|rabbia più nera, la paura più bianca]] | mi sentite, sono chiaro? | pace è il mio nome, questo è il mio momento | posso prendermi un pò di potere?''
:''Blackest anger, whitest fear | can you hear me, am I clear? | my name is peace, this is my hour | can I get just a little bit of power?'' (da ''The Power of Equality'', n. 1)
*''Voglio essere un [[gangster]], | penso che lui sia un ragazzo saggio | svaligiare un'altra banca, | lui è uno che tira pugni in faccia | testa dura, | un tipo alla Bonnie e Clyde | guardalo negli occhi, | lui non è il mio tipo.''
:''A wanna be gangster | thinkin' he's a wise guy | rob another bank | he's a sock 'em in the eye guy | tank head | Mr. Bonnie and | Clyde guy | look him in the eye | he's not my kinda guy.'' (da ''If You Have to Ask'', n. 2)
*''Se devi chiedere, | mai potrai sapere | che ai bastardi [[funk|funky]] | non si gli sarà detto di andarsene.''
:''If you have to ask | you'll never know | funky motherfuckers | will not be told to go.'' (da ''If You Have to Ask'', n. 2)
*''Cresciuto da mio padre | ragazza del giorno | lui era il mio uomo | questo era il modo | lei era la ragazza | lasciata sola | sentendo il bisogno | di fare di me la sua casa | non so cosa quando o perché | il tramonto dell'amore era arrivato''.
:''Raised by my dad | girl of the day | he was my man | that was the way | she was the girl | left alone | feeling the need | to make me her home | I don't know what when or why | the twilight of love had arrived''. (da ''Breaking the Girl'', n. 3)
*''Gira e rigira | ti senti bruciare, | stai spezzando il cuore alla [[ragazzo|ragazza]], | lei non voleva farti male | pensi di essere così intelligente, | ma ora devi piantarla | stai spezzando il cuore alla ragazza, | lui non ama nessun'altra.''
:''Twisting and turning | your feelings are burning | you're breaking the girl | she meant you no harm | think you're so clever | but now you must sever | you're breaking the girl | he loves no one else.'' (da ''Breaking the Girl'', n. 3)
*''Guardami, non vedi | che tutto ciò che voglio davvero essere | è esser libero da un mondo | che mi ferisce | ho bisogno di sollievo | ragazza, vuoi che sia | il tuo ladro?''
:''Look at me cant you see | all I really want to be | ss free from a world | that hurts me | I need relief | do you want me girl| to be your thief''. (da ''Suck My Kiss'', n. 5)
*''Donami dolci e sacre benedizioni | la tua bocca è stata fatta per succhiare il mio [[bacio]].''
:''Give to me sweet sacred bliss | your mouth was made to suck my kiss.'' (da ''Suck My Kiss'', n. 5)
*''Posso aver mentito, sono proprio uno stupido, | i miei occhi non potranno mai mai mai | mantenere la loro freddezza | li ho fatti vedere a lei e le ho spiegato come | mi avesse colpito, ma sono fottuto adesso.''
:''I could have lied I'm such a fool | my eyes could never never never | keep their cool | showed her and I told her how | she struck me but I'm fucked up now.'' (da ''I Could Have Lied'', n. 6)
*''[[Bob Marley]] poeta e profeta, | Bob Marley mi ha insegnato come arrendersi, | Bob Marley fa quello che dice, | mio Dio, non vedi che lo sto tossendo?''
:''Bob Marley poet and a prophet | Bob Marley taught how to off it | Bob Marley walkin like he talk it | Goodness me cant you see I'm gonna cough it.'' (da ''Give It Away'', n. 9)
*''Amo mia madre perchè lei ama me | è passato ormai il tempo in cui mi puliva | Sento perfettamente mio fratello che mi sta abbracciando | bevi il mio succo giovane amore sputa e succhiami''
:''My mom I love her cause she love me | long gone are the times when she scrub me | feelin' good my brother gonna hug me | drink my juice young love chug-a-lug me''. (da ''Give It Away'', n. 9)
*''Sangue, zucchero, pesce remora | nel mio piatto | quante porzioni ne vorresti? | entro nel paradiso | dove mi alleo dalla parte dell'anima | ragazza dammi piacere | sii la mia anima gemella.''
:''Blood sugar sucker fish | in my dish | how many pieces | do you wish | step into a heaven | where I keep it on the soul side | girl please me | be my soul bride.'' (da ''Blood Sugar Sex Magik'', n. 10)
*''Note incontrollabili | dalla sua gola di Biancaneve | riempiono lo spazio | in cui due corpi fluttuano | guidati da una voce | fanatico per scelta | il fiore è aromatico | lei deve essere umida.''
:''Uncontrollable notes | from her snowwhite throat | fill a space | in which two bodies float | operatic by voice | fanatic by choice | aromatic is the flower | she must be moist.'' (da ''Blood Sugar Sex Magik'', n. 10)
*''Guido sulle sue strade ''{{NDR|riferito a [[Los Angeles]]}}'' | perché lei è la mia compagna, | cammino per le sue colline | perché lei mi conosce davvero, | lei vede le mie buone azioni | e mi bacia con la brezza, | non sono mai preoccupato, | ora questa è una bugia.''
:''I drive on her streets | 'cause she's my companion | I walk through her hills | 'cause she knows who I am | she sees my good deeds | and she kisses me windy | I never worry | now that is a lie.'' (da ''Under the Bridge'', n. 11)
*''Sotto il [[ponte]] in centro | è dove ho versato sangue, | sotto il ponte in centro | non mi bastava mai, | sotto il ponte in centro | ho dimenticato il mio amore, | sotto il ponte in centro | ho buttato la mia vita.''
:''Under the bridge downtown | is where I drew some blood | under the bridge downtown | I could not get enough | under the bridge downtown | forgot about my love | under the bridge downtown | I gave my life away''. (da ''Under the Bridge'', n. 11)
*''Tanto tanto tempo fa | prima del vento e della neve | viveva un uomo, viveva un uomo che conosco | uno scherzo della natura chiamato Signor Psycho | Signor Psycho eccomi sono io | qualche volta scopro di aver bisogno di urlare.''
:''A long, long, long, long time ago | before the wind, before the snow | lived a man, lived a man I know | lived a freak of nature named Sir Psycho | Sir Psycho Sexy that is me | sometimes I find I need to scream.'' (da ''Sir Psycho Sexy'', n. 16)
*''Sono stato fermato da una poliziotta | nella mia auto | disse esci e allarga le gambe | e poi cercò di palparmi | la poliziotta | era tutta vestita in blu | era carina? Ragazzo ti sto raccontando | mi colpì il culo con il suo grosso manganello nero | dissi "che succede?" ora succhiami il cazzo.''
:''I got stopped by a lady cop | in my automobile | she said get out and spead your legs | and then she tried to cop a feel | that cop she was all dressed in blue | was she pretty? Boy I'm tellin' you | she stuck my butt with her big black stick | I said "what's up?" now suck my dick''. (da ''Sir Psycho Sexy'', n. 16)
====Citazioni su ''Blood Sugar Sex Magik''====
*Abbiamo raggiunto un picco creativo, molto alto, secondo me registrando il disco ''Blood Sugar''! Le sensazioni erano veramente intense. Eravamo rimasti ad un livello medio di popolarità, lavorando e facendo tour per anni, e con quel disco siamo diventati una rock band importantissima. ([[Flea]])
*"Blood Sugar Sex Magik" sono quattro parole che abbiamo scelto perché suonavano bene insieme. Quattro termini il cui significato lega e si inserisce ottimamente nella natura e nell'essere dei Red Hot. Inoltre, in questo mondo che si avvicina al 2000, governato da computer, media sempre più sofisticati, ci si allontana purtroppo da ciò che riguarda lo spirito, avvicinandosi invece ad aspetti meno legati al nostro essere. Perciò abbiamo tirato in ballo il sangue, il sesso, la magia: quasi in contraddizione con i dettami dell'odierna way of life. La magia fa parte del lato spirituale dell'uomo e i Red Hot sono un mezzo per far passare tale fluido nell'universo. ([[Anthony Kiedis]])
*È un cocktail tipico dei Chili. In ''Mother's Milk'' del 1989 il gruppo aveva messo a punto una miscela di hard rock, funk e canzoni efficaci. Serviva solo un successo. E arrivò con "Under The Bridge", il peana all'eroina di Anthony Kiedis animato dalla chitarra straziante di John Frusciante. Fruttò all'album sette milioni di copie vendute negli Stati Uniti [...]. Altrove ci sono pensieri incentrati perlopiù sul sesso, rafforzati dal basso rimbombante di Flea e dalla batteria inarrestabile di Chad Smith. Tra i pezzi di spicco, la viziosa "Suck My Kiss" e "My Lovely Man", tributo allo scomparso predecessore di Frusciante Hillel Slovak. Rubin chiese anche una canzone su "ragazze e auto". Pur disprezzata da Kiedis, "The Greeting Song" è una delle diciassette ragioni per salire sulla giostra di ''Blood Sugar Sex Magik''. Fatelo subito. (''[[1001 album]]'')
*Il disco non aveva obiettivi, né intellettuali né verbali. Ci svegliavamo al mattino e suonavamo come ci sentivamo di fare... componevamo musica con la stessa naturalezza con cui un fiore cresce. Eravamo in una dimensione tutta nostra. Il resto del mondo non esisteva e noi vivevamo in un universo d'immaginazione scatenata. ([[John Frusciante]])
===''One Hot Minute''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 1995, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[Dave Navarro]] e [[Chad Smith]].
[[Immagine:Dave Navarro, Santa Barbara Bowl, 2008.jpg|thumb|Il chitarrista [[Dave Navarro]] militò nella band dal 1993 al 1998, incidendovi l'album ''One Hot Minute'': «a volte vorrei non essere mai entrato nei Chili Peppers, ma credo che questo dipenda dal mio carattere difficile».]]
*''La mia tendenza | alla dipendenza | mi offende, | mi stravolge | fingo di vedermi forte e libero | dalla mia dipendenza | mi sto rovinando.''
:''My tendency | for dependency| is offending me | it's upending me | I'm pretending see | to be strong and free | from my dependency | it's warping me.'' (da ''Warped'', n. 1)
*''Adoro il [[piacere e dolore|piacere con punte di dolore]], | la [[musica]] è il mio aeroplano, | è il mio aeroplano | dolce usignolo e Jane la acida, | la musica è il mio aeroplano, | è il mio aeroplano.''
:''I like pleasure spiked with pain | and music is my aeroplane, | it's my aeroplane,| songbird sweet and sour Jane | and music is my aeroplane, | it's my aeroplane.'' (da ''Aeroplane'', n. 2)
*''Iniziò quando eravamo ragazzini | spiriti liberi ma già tormentati | dalle nostre stesse mani dateci dai nostri genitori | stavamo assieme e scrivevamo sui banchi | e dormivamo nelle lavanderie vicino alle montagne nevose.''
:''Free spirits but already tormented | by our own hands given to us by our parents | we got together and wrote on desks | and slept in laundry rooms near snowy mountains | e dormivamo nelle lavanderie vicino alle montagne nevose.'' (da ''Deep Kick'', n. 3)
*''I miei amici sono così depressi, | capisco il problema | della vostra solitudine | confidatevi... vi sarò sempre vicino | sapete che lo sarò, sapete che lo sarò.''
:''My friends are so depressed | I feel the question | of your loneliness | confide...'cause I'll be on your side | you know I will, you know I will.'' (da ''My Friends'', n. 4)
*''Vediamoci al Coffee Shop, | possiamo ballare come [[Iggy Pop]] | un altro inizio nel parcheggio | idiota la guancia sul tuo punto debole.''
:''Meet me at the Coffee Shop | we can dance like Iggy Pop | another go in the parking lot | frewak the cheek on your hot spot.'' (da ''Coffee Shop'', n. 5)
*''Penso che farò una passeggiata | e scoprirò di cosa si tratta | e non è difficile | solo io e i miei due piedi | al caldo, mi sono riuscito a incontrare.''
:''I think I'll go on a walkabout | and find out what it's all about | and that ain't hard | just me and my own two feet | in the heat, I got myself to meet.'' (da ''Walkabout'', n. 8)
*''Mi piacevano i tuoi baffetti, {{NDR|riferito a [[Kurt Cobain]]}} | e mi piaceva la fossetta sul mento, | i tuoi occhi celesti. | Dipingevi quadri, | perché colui che ti fa stare male, | può dare veramente tanto, | e tu me lo hai dato.''
:''I liked your whiskers, | and I liked the dimple in your chin, | your pale blue eyes. | You painted pictures, | 'cause the one who hurts, | can give so much, | you gave me such.'' (da ''Tearjerker'', n. 9)
*''Seduto nel fuoco | andate d'accordo e divertiteci | galleggiando per essere più alto | forse sono il tuo speciale testimone silenzioso | respira la luna | è mangia il sole | seduto nel fuoco.''
:''Sitting in the fire | get along and have some fun | floating to be higher | maybe I'm your special one | silent testifier | breathe the moon | and eat the sun | sitting in the fire.'' (da ''One Hot Minute'', n. 10)
*''Non mi brucerai mai, | non mi brucerai mai, | sarò il tuo eretico, | non puoi reprimermi, | sono il libero potere, | la [[verità]] appartiene a tutti.''
:''You'll never burn me | you'll never burn me | I will be your hereticy | you can't contain me | I am the power free | truth belongs to everybody.'' (da ''Shallow Be Thy Game'', n. 12)
*{{NDR|Riferito a River Phoenix}} ''Sei il mio dio, sei il mio cane | mi hai tenuto vicino, l'amore non ha mai perso | ti ho chiamato hippie, hai detto vaffanculo | hai detto che tuo fratello è un vero punk rocker | qualcosa accadrà | qualcosa molto presto | trascendere la carne potrebbe essere una brezza | mandami oh oltre la luna.''
:'' You are my God, you are my dog | you kept me close, love never lost | I called you hippie, you said fuck off | said your brother’s a real punk rocker | something gonna happen | something very soon | transcending flesh could be a breeze | sending me oh over the moon.'' (da ''Transcending'', n. 13)
====Citazioni su ''One Hot Minute''====
*A molte persone non frega granché di quell'album! Sai, musicalmente parlando i nostri precedenti erano così incredibilmente differenti da venire in un certo senso a galla in quel disco. Ne ho ascoltato un po' di recente ed ero tipo "wow, alcuni di questi pezzi sono proprio fighi!" [...] non fu ben accolto ma è questo ciò che ottieni quando prendi un tizio da una band che ha un sound distinto e lo incastri in una band che ha un altro sound distinto: è normale che ci si scontri un po'! ([[Dave Navarro]])
*Dio benedica Dave Navarro, è stato un grande, ma non ci ha messo il cuore. Fare quel disco è stato come farsi cavare uno a uno tutti i fottuti denti che abbiamo in bocca... ([[Flea]])
*È un disco davvero triste e depresso, ma d'altronde il vero significato di tutto il lavoro è quello di passare attraverso periodi oscuri, tragici e funesti per uscire all'altro capo, dove c'è la luce. Quindi, anche se le persone diranno che è un disco scuro, anche se noi stessi diciamo che lo è, il vero feeling che emerge da questo è che bisogna vivere e imparare da queste esperienze. Essere vivi per poterle raccontare, avere la fortuna di farne un disco. ([[Anthony Kiedis]])
*Oggi è reputato una pagina secondaria nella produzione della band californiana, come dimostra il fatto che ben pochi dei suoi tredici episodi [...] siano stati eseguiti dal vivo nell'ultimo paio di decenni. L'anello debole della catena, insomma? Legittimo, ma anche ingeneroso, considerando che One Hot Minute ha al suo arco molte frecce acuminate. Sicuramente, è un capitolo anomalo della saga dei RHCP, in virtù di un sound definibile in estrema sintesi come "meno funk e più hard", e al di là del valore di molti suoi brani, risulta proprio per questo più meritevole di altri dischi ben più celebrati e fortunati dal punto di vista commerciale. La sua sintesi più aggressiva e nervosa ben si addice al mood piuttosto cupo dei testi [...]. Ecco, forse la chiave migliore per inquadrare One Hot Minute è vederlo come un assaggio di quello che l'ensemble avrebbe potuto diventare: probabilmente meno da stadio/radio e più, come dire?, "interessante". ([[Federico Guglielmi]])
*Per me è un album molto dark, anche se la gente a volte non lo considera tale, per me, farlo mi ha intristito molto. E anche averlo finito è stato molto triste! ([[Flea]])
===''Californication''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 1999, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
*''In giro per il mondo | potremmo recuperare del tempo | schiamazzando sbattendo i piedi | perché mi sento al massimo | Nato al nord | e ho giurato di farvi divertire | perché sto venendo verso | lo stato della Pennsylvania.''
:''All around the world | we could make time | rompin' and a stompin' | 'cause I'm in my prime | born in the north | and sworn to entertain ya | 'cause I'm down for | the state of Pennsylvania.'' (da ''Around the World'', n. 1)
*''Madre [[Russia]] non soffrire, | so che sei abbastanza coraggiosa | sono stato in giro per il mondo | ed ho visto il tuo amore.''
:''Mother Russia do not suffer | I know you're bold enough | I've been around the world | and I have seen your love.'' (da ''Around the World'', n. 1)
*''Nella profondità | di un universo parallelo | sta diventando sempre più duro | dire ciò che viene prima | sotto l'acqua dove i pensieri | ossono respirare facilmente | lontano tu eri stato creato dal mare | proprio come me.''
:''Deep inside of a parallel universe | it's getting harder and harder | to tell what came first | under water where thoughts can breathe easily | far away you were made in a sea | just like me.'' (da ''Parallel Universe
*''Cristo io sono la chiave dell'orologio | sono un re della California | lo giuro è ovunque | è ogni cosa.''
:''Christ I'm a sidewinder I'm a | California King | I swear it's everywhere | it's everything.'' (da ''Parallel Universe'', n. 2)
*''Una cicatrice nella carne che avrei voluto tu vedessi | un uomo sarcastico lo sa | chiudi gli occhi e io ti darò un bacio perché, | con gli uccelli condividerò | con gli [[uccello|uccelli]] condividerò | questa vista solitaria | con gli uccelli condividerò | questa vista solitaria.''
:''Scar tissue that I wish you saw | sarcastic mister know it all | close your eyes and I'll kiss you 'cause | with the birds I'll share | with the birds I'll share | this lonely view | with the birds I'll share | this lonely view.'' (da ''Scar Tissue'', n. 3)
*''Quanto tempo, quanto tempo scivolerò? | Separato dalla mia parte, io non | io non credo sia male | taglia la mia gola, è tutto ciò che ho sempre... | ho sentito la tua voce attraverso una foto | ci ho pensato su e il passato è tornato indietro | quando sai che non puoi mai tornare indietro | devo portarla dall'altro lato''.
:''How long how long will I slide? | Separate my side, I don't | I don't believe it's bad | slit my throat, it's all I ever... | I heard your voice through a photograph | I thought it up and brought up the past | once you know you can never go back | I've got to take it on the otherside''. (da ''Otherside'', n. 4)
*''Una stellina [[Scarlatto|scarlatta]] e lei è nel mio letto | una candidata per la mia anima gemella ha sanguinato | premi il grilletto e tira il filo, | devo portarla da un'altra parte.''
:''Scarlet starlet and she's in my bed | a candidate for my soul mate bled | push the trigger and pull the thread | I've got to take it on the otherside | take it on the otherside.'' (da ''Otherside'', n. 4)
*''Il [[sole]] può sorgere pure a est, | ma almeno si stabilisce nella posizione finale | è chiaro che [[Hollywood]] | vende la californicazione.''
:''The sun may rise in the East | at least it settles in the final location | It's understood that Hollywood | sells Californication.'' (da ''Californication'', n. 6)
*''Paghi il tuo chirurgo molto bene | per rompere l'incantesimo dell'età | la pelle delle celebrità, è questo il tuo tarlo | oppure questa è una guerra che stai combattendo?''
:''Pay your surgeon very well to break the spell of aging | celebrity skin, is this your chin | or is that war you're waging?'' (da ''Californication'', n. 6)
*''L'animale della California è un orso | losangelino, ma al diavolo potrebbe interessare | l'estate per parlare e giurare | forse più tardi potremmo prendere una boccata d'aria | ti porterò nei cinema della zona | potremmo fare una passeggiata a Leicester Square | cosa può esserci di più umido | di una ragazza inglese ed un uomo americano?''
:''The California animal is a bear | angeleno but the Devil may care | summer time to talk and swear | later maybe we could share some air | I'll take you to the movies there | we could walk through Leicester Square | what could be wetter than | an english girl, american man?'' (da ''Emit Remmus'', n. 9)
*''I tuoi occhi solari non assomigliano a niente che io abbia mai visto | qualcuno di caro che può vedere fino in fondo | mi prenderei le tue colpe, sai che farei qualunque cosa | lo farò per te.''
:''Your solar eyes are like nothing I have ever seen | somebody close that can see right through | I'd take a fall and you know that I'd do anything | I will for you.'' (da ''This Velvet Glove'', n. 11)
*''Camminando per la strada | con i miei due alleati preferiti | completamente ubriachi, | prendiamo snacks e rifornimenti | è giunto il momento di fuggire | andiamo a perderci | in qualsiasi posto negli U.S.A.''
:''Road trippin' | with my two favorite allies | fully loaded, | we got snacks and supplies | It's time to leave this town | it's time to steal away | let's go get lost | anywhere in the U.S.A.'' (da ''Road Trippin''', n. 15)
====Citazioni su ''Californication''====
*Californication era fantastico su molti livelli e per molte ragioni. Avere di nuovo John era una cosa grossa per noi. Ci sentivamo come se fossimo una nuova band [...]. Non c'era alcuna atmosfera alla "Woo-hoo! John Frusciante è tornato, le vendite andranno di nuovo alle stelle!", nessuna pressione – questa volta più che mai, non stavamo inseguendo nessun grande disco [...]. Di nuovo, si trattava semplicemente di scrivere canzoni, come per Blood Sugar. Noi 4 in una stanza a fare un mucchio di canzoni veloci e semplici. È così che nascono i buoni album. La canzone più ostica fu Californication. Anthony aveva scritto il testo da tempo. Di solito noi scriviamo la musica e le melodie e lui ci scrive su, ma al tempo aveva viaggiato tanto e vide che il mondo si era "californizzato" – vide l'influenza globale che Hollywood ha sul mondo. Provammo a ricamarci sopra la musica, ma semplicemente non funzionava – niente funzionava finché non andammo in studio e un giorno John ne creò una parte. Le altre parti si incastrarono molto rapidamente dopo di essa – e il resto erano tutte queste altre canzoni che avevamo realizzato [...]. Ma eravamo preparati, davvero preparati, e terminammo tutto molto velocemente. L'album fu ultimato in sei settimane, o forse due mesi, qualcosa del genere. Fu un periodo divertente e fresco, avevamo tutti le batterie ricaricate ed eravamo eccitati dalla musica. ([[Chad Smith]])
*Credo che abbiamo fatto un buon lavoro, abbiamo fatto buona musica, curando ogni singola nota, ci siamo spesi completamente, per un tempo molto lungo e sono molto orgoglioso del disco che ne è venuto fuori. ([[Flea]])
*Fu una grande confluenza di eventi essenziali, che ci permise di nuovo di esistere come band e di fare musica per nessun'altra ragione all'infuori dell'esprimere il nostro spirito creativo. Creò per noi uno spazio in cui lavorare senza alcun tipo di aspettativa. Ce la stavamo godendo. Stavamo ancora combattendo con i nostri personali demoni, io stavo ancora alternando momenti in cui ero pulito e momenti in cui facevo uso di droghe. Fare quel disco fu davvero l'esperienza di una vita. Chi l'avrebbe detto che sarebbe stato l'album più popolare della nostra carriera? Non era a questo che puntavamo. Stiamo attraversando un periodo caldo nel quale i dischi si vendono ancora come negli anni '80 e '90, anche se credo che uscì nel '99. ([[Anthony Kiedis]])
*Mentre il sound rimaneva legato al loro distintivo stile funk, ''Californication'' rivelava un aspetto più melodico e serio della band. Con la maggior parte dei "peperoncini" che viaggiava ormai verso i quaranta, i riferimenti a matrimonio e figli riflettono un cambiamento delle priorità. La title track getta uno sguardo impietoso su Hollywood e sul mondo uniformato dell'arte e della cultura in California. Dal punto di vista musicale, l'album include più canzoni vicine alla ballata, come "Porcelain" e "Road Trippin'", sature di chitarre, benché la band non disconosca le proprie origini funk/punk in tracce più movimentate come "I Like Dirt" e "Get On Top". ''Californication'' svela anche nuovi aspetti del talento vocale di Anthony Kiedis. ''Californication'' restituì ai Red Hot Chili Peppers molti dei loro vecchi fan grazie a un notevole miglioramento della forma, mentre al contempo attirava a sé un'intera generazione di nuovi ammiratori. (''[[1001 album]]'')
*Non è tutto sulla California. Lo è e non lo è. Quindi la risposta è si ed allo stesso tempo no. Ci sono molte idee, colori, emozioni e cose caratteristiche della California. Storie e immagini che ti fanno pensare alla California, ma anche a come il resto del mondo immagina la California. ([[Anthony Kiedis]])
*Si può dire che ''Californication'' è l'album a cui hanno lavorato per tutta la carriera. È davvero un disco fantastico. È quello dove Frusciante ha ormai accumulato l'esperienza giusta per avere una posizione di leader musicale al fianco di Flea e Anthony Kiedis. E poiché la sua è una personalità particolarmente ispirata, all'età tra il magico e il creativo, ne consegue che anche il disco assuma connotazioni magiche. ([[John Aizlewood]])
===''By the Way''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 2002, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
*''Sono in piedi in coda | per vedere il concerto di stasera | e c'è una luce accesa | che manda un grande bagliore, | a proposito, cercavo di dire | che sarei rimasto lì ad aspettare | Dani la ragazza mi sta cantando delle canzoni, | sotto il tendone pieno.''
:''Standing in line to | see the show tonight | and there's a light on | heavy glow, | by the way I tried to say| I'd be there waiting for | Dani the girl is singing songs to me | beneath the marquee overload.'' (da ''By the Way'', n. 1)
*''Ho visto il tuo viso, | elegante e stanco, | fatto a pezzi dalla caccia, | ancora io lo ammiro | il tuo sorriso iniettato di sangue, | delicato e selvaggio, | dammi lo stile della lupa, | squarciami bene da cima a fondo.''
:''I saw your face, | elegant and tired, | cut up from the chase, | still I so admired | bloodshot your smile, | delicate and wild, | give me shewolf style, | rip right thru me.'' (da ''Universally Speaking'', n. 2)
*''Lassù sulla montagna dove lei è morta | tutto ciò che ho sempre voluto era la tua vita. | Nel profondo canyon non riesco a nascondermi | tutto ciò che ho sempre voluto era la tua vita.''
:''Way upon the mountain, where she died | all I ever wanted was your life. | Deep inside the canyon, I can't hide | all I ever wanted was your life.'' (da ''Dosed'', n. 4)
*''Vola via sul mio zefiro, | lo sento più che mai | e con questo tempo perfetto, | troveremo un posto insieme, | vola sulla mia mente.''
:'' Fly away on my zephyr, | I feel it more than ever | and in this perfect weather, | we'll find a place together, | fly on my wind.'' (da ''The Zephyr Song'', n. 6)
*''Il mondo che amo, | le lacrime che verso | per essere parte | dell'onda che non si può fermare | mi chiedo sempre se tutto ciò sia per te.''
:''The world I love | the tears I drop| to be part of | the wave can't stop | ever wonder if it's all for you.'' (da ''Can't Stop'', n. 7)
*''Non puoi fermare gli spiriti quando han bisogno di te | cime di spazzolone contente quando ti nutrono | J. Butterfly è sulla cima dell'albero | uccelli che cantano il significato in un bebop.''
:''Can't stop the spirits when they need you | mop tops are happy when they feed you | J. butterfly is in the treetop | birds that blow the meaning into bebop.'' (da ''Can't Stop'', n. 7)
*''Qualcosa nelle carte | so che è giusto | non voler vivere | la vita di qualcun'altro | questo é quello che voglio | e questo è quello che ti do | perché l'ho ottenuto gratis | lei sorride mentre faccio le mie cose.''
:''Something inside the cards | I know is right | don't want to live | somebody elses life | this is what I wanna be | and this is what I give to you | because I get it free | she smiles while I do my time.'' (da ''I Could Die for You'', n. 8)
*''Al di sopra delle leggi della luce | sopra la luna di mezzanotte | facciamolo per tutto questo tempo | tutti desiderano che ce ne andiamo.''
:''Over the lawns of light | over the moon by midnight | let's do it all this time | everyone wishing well we go.'' (da ''Midnight'', n. 9)
*''Butta via la tua [[televisione]], | è tempo di prendere questa sana decisione, | il maestro attende, è uno scontro ora, | è una ripetizione di una storia già raccontata, | è una ripetizione e sta diventando vecchia.''
:''Throw away your television, | time to make this clean decision, | master waits for it's collision now, | it's a repeat of a story told, | it's a repeat and it's getting old.'' (da ''Throw Away Your Television'', n. 10)
*''Tutti vogliamo dirglielo, dille che la amiamo | Venice diventa una regina, la migliore che abbia mai visto | vogliamo tutti baciarla, dille che ci manca | Venice diventa una regina, la migliore che abbia mai visto.''
:''We all want to tell her, tell her that we love her | Venice gets a queen, best I've ever seen | we all want to kiss her, tell her that we miss her | Venice gets a queen, best I've ever.''
*''So che hai detto che non credi in Dio | non eravamo d'accordo | ora che è tempo che te ne vada | G-L-O-R-I-A | è amore, amica mia''
:''I know you said you don't believe | in God, do you still disagree | now that it's time for you to leave | G-L-O-R-I-A | is love, my friend | my friend, my friend.'' (da ''Venice Queen'', n. 16)
====Citazioni su ''By the Way''====
*Credo che la maggior parte dei testi siano canzoni d'amore, ma l'idea generale della musica, invece, descrive esattamente chi siamo come persone e deve avere, quindi, una gamma molto ampia di cose diverse. ([[Flea]])
*Devo ammettere che ho provato un senso di apertura molto forte nello scrivere la maggior parte di queste canzoni, mi sono sentito fortemente vicino all'universo in alcuni giorni, tutto aveva un senso e tutto era perfetto e ho sentito tutto questo amore che mi scuoteva. ([[Anthony Kiedis]])
*È il disco più emozionante che ho realizzato in vita mia. Se m'immagino sessantenne a ripensare alla mia opera, questo è un album del quale andare fieri, il più perfetto. Il fatto che Anthony abbia attraversato un periodo piuttosto difficile durante la registrazione del disco, ha prodotto stupende canzoni d'amore. Cantarle con la certezza di non poter mai più rivedere la sua ragazza ha caricato le interpretazioni di un pathos unico. ([[John Frusciante]])
*L'album ''By the Way'' è musica sincera, rozza, viscerale. È un disco dinamico, ricco e sfarzoso. Probabilmente è la migliore raccolta di canzoni dei Chili Peppers. ([[Chad Smith]])
*Quanto sono disperati i critici alla ricerca di spettacoli di qualità da parte di band con qualsiasi residuo di peso commerciale. Questo disco a rilento, non è terribile a meno che tu non ti aspetti il 'funk' per eccellenza, ma sebbene sia stato osannato in un mese privo di notizie, è di certo un paio di giri più fiacco di Californication. Quando sei una band esplosiva, la saggezza non ha importanza. Ma melodie, armonie e tutto il resto dovrebbero trascinare con sé del contenuto spirituale. Non è sufficiente che Anthony Kiedis diventi tutto ad un tratto maturo: si suppone che dica qualcosa di interessante sulla maturità. E non ha mai avuto assolutamente nulla da dire su nient'altro. ([[Robert Christgau]])
*Un disco pieno di belle canzoni e belle melodie. La compattezza della band è arricchita da altri elementi: cori, inserimenti di elettronica, tastiere, orchestra. Diciamo che è un album più libero rispetto ai precedenti. Per quanto mi riguarda mi sono ispirato moltissimo ai Beatles di Sgt. Pepper. E per la prima volta mi sono divertito in sala di registrazione. ([[John Frusciante]])
===''Stadium Arcadium''===
[[File:Rhcp-live-pinkpop05.jpg|thumb|I Red Hot Chili Peppers in concerto al Pinkpop Festival nel 2006: «siamo una band che c'è da veramente tanto tempo, e che ha vissuto tante cose. Cose belle e cose tragiche e drammatiche, feriti, ma in pace con noi stessi». ([[Flea]])]]
'''Etichetta''': Warner Bros, 2006, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
*''Nata nello stato del Mississippi | suo padre era un poliziotto e sua madre una hippy | lei dondolerebbe un martello in Alabama | è il prezzo che devi pagare quando esci dal panorama | lei non aveva mai saputo che | ci fosse dell’altro, ancora peggio | la tua compagnia mi ha preso per far cosa nel mondo?''
:''Getting born in the state of Mississippi | poppa was a Copper and Momma was a Hippy | n Alabama she would swing a hammer | price you gotta pay when you break the Panorama | she never knew that there was anything more than poor | what in the World does your Company take me for?'' (da ''Dani California'', disco 1, n.1)
*''[[California]], riposa in pace, | sollievo simultaneo, | California, mostra i denti, | lei è la mia sacerdotessa, io sono il tuo sacerdote.''
:''California, rest in peace, | simultaneous release, | California, show your teeth | she's my priestess, I'm your priest.'' (da ''Dani California'', disco 1, n. 1)
*''Sono giunto alla decisione che le cose che ho provato | erano, nella mia vita, solo per arrivare in alto | quando mi siedo, e sono solo, penso a quel che già so | ma ho bisogno di più di me stesso, questa volta | un legame dalla strada al mare al cielo | e così credo a ciò su cui facciamo affidamento | quando mi do da fare | mi metto a suonare | tutta la mia vita per sacrificio.''
:''Come to decide that the things that I tried | were, in my life just to get high on | when I sit alone come get a little known | but I need more than myself this time | strip from the road to the sea to the sky | and I do believe what we rely on | when I lay it on | come get to play it on | all my life to sacrifice.'' (da ''Snow (Hey Oh)'', disco 1, n. 2)
*''Lo stadio d'arcadia | un riflesso della luna | sto prendendo forma, mi sto scaldando | stato dell'arte | finché le nuvole si scontreranno | cose molto strane sono successe | sia prima che dopo mezzogiorno | sto prendendo forma, mi sto scaldando | mi sto spronando | e no non mi importa di chiedere ora.''
:''The Stadium Arcadium | a mirror to the moon | well I'm forming and I'm warming | state of the art | until the clouds come crashing | stranger things have happened | both before and after noon | well I'm forming and I'm warming | pushing myself | and no I don't mind asking now.'' (da ''Stadium Arcadium'', disco 1, n. 4)
*''40 investigatori questa settimana | 40 investigatori forti | stanno passeggiando lungo la strada dell'amore, | passeggiare questo è molto sbagliato, | posso avere il mio co-imputato.''
:''40 detectives this week | 40 detectives strong | takin' a stroll down love street, | strollin' is that so wrong, | can I get my co-defendant.'' (da ''Hump de Bump'', disco 1, n. 5)
*''Ha solo 18 anni | non le piacciono i [[Rolling Stones]] | ha preso la via più breve | per diventare grande | ha quell’anello dell'umore | una sorellina cresciuta |l'odore di Springsteen | un paio di collant''.
:''She's only 18 | don't like the Rolling Stones | she took a short cut | to being fully grown | she's got that mood ring | a little sister rose | the smell of Springsteen | a pair of pantyhose.'' (da ''She's Only 18, disco 1, n. 6)
*''Conosco una ragazza che ha lavorato in un negozio | sapeva poco della vita | conosceva a malapena il suo nome | hanno provato a dirle che non sarebbe mai diventata | felice come quelle ragazze nelle riviste | che lei ha comprato con i suoi stipendi.''
:''I know a girl she worked in a store | she knew not what her life was for | she barely knew her name | they tried to tell her she would never be | as happy as the girl In the magazine | she bought it with her pay.'' (da ''Sloow Ceetah'', disco 1, n. 7)
*''Il mio lato oscuro è così amplificato | conversazioni che ritornano per soddisfare | un semplice figlio ma è così | i miei affari d'amore con ognuno | erano innocenti perché ti preoccupi | qualcuno avvii la macchina | è ora di andare | sei la migliore cosa che conosco.''
:''My shadows side so amplified | keeps coming back to satisfy | elementary son but it's so | my love affair with everywhere | was innocent why do you care | someone start the car | time to go... You're the best I Know.'' (da ''Wet Sand, disco 1, n. 13)
*''Sono abituato ad essere così sicuro di me | sono abituato a sapere solo cio' che voglio | e dove andare | piu' di tutto potrei usare una coincidenza | ma ora cammino da solo | e parlo di lei quando me la sento.''
:''I used to be so full of my confidence | I used to know just what I wanted and just where to go | more than ever I could use a coincidence | but now I walk alone and talk about it, when I know.'' (da ''Hey'', disco 1, n. 14)
*''Mai nel posto sbagliato, al momento sbagliato | la profanazione è il sorriso sul mio viso |l'amore che ho fatto è una forma del mio spazio | il mio viso, il mio viso.''
:''Never in the wrong time or the wrong place | desecration is the smile on my face | the love I made is the shape of my space | my face my face.'' (da ''Desecration Smile'', disco 2, n. 1)
*''Potremmo tutti andarcene a Malibu a fare casino, | la [[Coca-Cola]] non fa la giustizia | che si gode, | potremmo tutti venir fuori con | qualcosa di nuovo da distruggere, | potremmo tutti finire in basso.''
:''We could all go down to Malibu and make some noise, | Coca-Cola doesn't do the justice | she enjoys, | we could all come up with | something new to be destroyed, | we could all go down.'' (da ''Desecration Smile'', disco 2, n. 1)
*''Dimmi baby, qual è la tua storia? Da dove vieni | e dove vuoi andare questa volta? | Dimmi, amore, sei sola? | Quello di cui abbiamo bisogno non è mai tutto quello che è difficile da trovare.''
:''Tell me baby what's your story, where you come from | And where you wanna go this time? | Tell me lover are you lonely? | The thing we need is never all that hard to find on.'' (da ''Tell Me Baby'', disco 2, n. 2)
*''Tutto ciò che voglio è che tu sia felice | cogliere questo momento per fare di te la mia famiglia | alla fine hai trovato qualcosa di perfetto e | alla fine hai trovato.''
:''All I want is for you to be happy and | take this moment to make you my family and | finally you have found something perfect and | finally you have found.'' (da'' Hard to Concentrate'', disco 2, n. 3)
*''Perso nella valle | senza i miei cavalli | nessuno può dirmi | quale è il mio rimorso | Dio ha fatto questa donna | che sta di fronte a me | lei ha bisogno di qualcuno da abbracciare.''
:''Lost in the valley | without my horses |no one can tell me | what my remorse is | God made this lady | that stands before me | she need somebody to hold.'' (da ''She Looks to Me'', disco 2, n. 5)
*''Qualcosa oltre qui | dove l'amore è il tuo unico amico e | noi siamo i soli | che ti faranno stare meglio e qualcuno da evitare | quando l'amore è l'unica fine e | noi siamo i soli | che ti faranno stare meglio.''
:''Something out there | where love is your only friend and | we are the ones | that will make you feel better and | someone to spare | when love is the only end and | we are the ones | that will make you feel better.'' (da ''Make You Feel Better'', disco 2, n. 8)
====Citazioni su ''Stadium Arcadium''====
*Così come ''Blood Sugar'' fu il punto di svolta quando i vinili cedettero il passo ai CD, ''Stadium Arcadium'' potrebbe essere visto come il momento in cui gli album furono considerati una raccolta di playlist digitali [...]. questo è un album progettato per essere mixato e abbinato, per creare la propria playlist, per essere masterizzato da solo. È progettato per farti sequenziare le sue 28 canzoni in modo coerente, dato che la band non si è presa la briga di farlo; è il primo album importante di una band importante che ha tanto senso in modalità casuale quanto nella sua sequenza corretta. [...] Dopo di che, è un lungo e tortuoso percorso di pop alternativamente spaziale e solare, ballate e qualche incursione funk che un tempo era il marchio di fabbrica dei Chili Peppers, ma ora funge da modo per spezzare la monotonia. E ci vuole qualcosa per spezzare la monotonia, non perché la musica sia brutta, ma perché esiste tutta allo stesso livello e le viene data una produzione piatta e incolore che è diventata la firma di Rick Rubin ultimamente. [...] E mentre quei fan accaniti potrebbero certamente apprezzare lo spirito da "crea la tua avventura" di ''Stadium Arcadium'', è difficile non pensare che sia responsabilità della band il fatto che questo sia un album ripetitivo, ma molto buono, e modellarlo in qualcosa di più incisivo ed efficace. Chiamatela la versione rock del King Kong di Peter Jackson: c'è qualcosa di davvero grandioso e asciutto sepolto sotto l'eccesso, ma è così indulgente che è un'opera che solo un fanboy potrebbe davvero amare. ([[Stephen Thomas Erlewine]])
*Il processo è stato di iniziare a scrivere, e di essere abbastanza intelligenti da permettere a questa musica di fluire attraverso di noi. L'abbiamo scritto e inciso nel miglior modo di cui siamo capaci [...]. Sì, volevamo pubblicare 3 dischi, a sei mesi di distanza l'uno dall'altro; abbiamo deciso di non farlo, perché sarebbe stato strano e avrebbe generato confusione nella gente, che non avrebbe saputo quale scegliere. Una trilogia: sarebbe sembrata una fottuta cosa epica [...]. Circa un anno e mezzo fa ci siamo ritrovati, ci siamo rinchiusi in una stanza per 4 giorni alla settimana per sei mesi, e abbiamo composto il materiale. Alla fine avevamo 38 canzoni, le abbiamo registrate tutte, e 28 sono finite sul disco. ([[Flea]])
*In questo disco ho inevitabilmente rigurgitato i miei miti, Hendrix, Jimmy Page, i Grand Funk, ma mai deliberatamente ho rubato una sola nota a uno di loro. Con gli anni abbiamo imparato a capitalizzare le energie e a neutralizzare le debolezze che hanno rischiato di ucciderci. ([[John Frusciante]])
*La prima volta che ho sentito la base della canzone che sarebbe poi diventata "Dani California", qualcosa di quella base mi ha fatto pensare "Oh, questa è la storia che deve accadere" e una volta scritta metà della storia sembrava che la persona di cui stavo scrivendo fosse Dani della canzone "By the Way" e quindi ho attinto da lì. ([[Anthony Kiedis]])
*Questo disco, Stadium Arcadium, è la nostra grande affermazione, ed è il meglio che possiamo fare, il massimo di cui siamo capaci e se non vi piace questo disco, non vi piacciono i Red Hot Chili Peppers, punto. ([[Flea]])
*Solo la ben nota storia del loro premio ai Grammy rende vagamente interessante la solita storia del loro doppio album che avrebbe dovuto essere uno solo. Un tempo erano la band del bassista, ora del chitarrista, sono soprattutto una band degli anni '80; il loro nucleo spirituale, per quanto esista, è radicato nell'agonia e nell'estasi dell'eroina e della cocaina. Almeno quando comandava il bassista ravvivavano queste dinamiche troppo sfruttate con ritmi più vivi. Ora le appesantiscono con le melodie, almeno quando sono in forma, come nel brano sulla relazione senza uscita "Desecration Smile" e nella proposta di matrimonio "Hard to Concentrate". ([[Robert Christgau]])
*Una delle cose di maggior ispirazione che stava succedendo quando abbiamo iniziato a scrivere questo disco era che ogni singolo elemento della band ed il nostro produttore Rick Rubin si erano innamorati di recente ed io pensavo che non ne avrei avuto neanche il tempo, ma in retrospettiva, quando sento le emozioni e tutti i tasti che vengono premuti quando riascolto quelle canzoni, diventa ovvio che ogni giorno in cui entravamo nella stanza, c'erano quattro ragazzi che in qualche modo erano molto felici ed innamorati, esplodendo per l'emozione di questa nuova relazione. ([[Anthony Kiedis]])
===''I'm with You''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 2011, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[Josh Klinghoffer]] e [[Chad Smith]].
*''Molti dei miei migliori amici indossano | i colori della corona, | e Mary vuole rafforzarla, | e Sherri vuole demolire tutto, ragazza, | il salvatore della tua luce. | la monarchia delle rose, | la monarchia delle rose stasera.''
:''Several of my best friends wear, the colors of the crown | and Mary wants to build it up, and Sherri wants to tear it all back down, girl, | the saviour of your light. | The monarchy of roses | the monarchy of roses tonight.'' (da ''Monarchy of Roses'', n. 1)
*''Come ho detto, | sai che sono quasi morto, | sai che sono quasi andato | e quando il batterista suona, | sta per eseguire la mia canzone | per portarmi via.''
:''Like I said, | you know I'm almost dead, | you know I'm almost gone | and when the drummer drums, | he's gonna play my song | to carry me along.'' (da ''Brendan's Death Song'', n. 3)
*''Bastone rigido, | è la mia natura, | amore su misura | è la nomenclatura, | piegati, | confusione di massa, | iniziamo un viaggio | perché continuiamo a navigare.''
:''Stiff club, | it's my nature, | custom love | is the nomenclature, | turn down, | mass confusion, | Hitt the road | 'cause we just keep cruisin'.'' (da ''Look Around'', n. 6)
*''Ehi ora, | dobbiamo far piovere in qualche modo, | lei mi ha detto | e mostrato cosa fare, | la nostra Maggie lo fa in una nuvola.''
:''Hey now, | we've got to make it rain somehow, | she told me to | and showed me what to do, | our Maggie makes it in a cloud.'' (da ''The Adventures of Rain Dance Maggie'', n. 7)
*''Questa indecisione, | mi costringe a rannicchiarmi, | non riesco a resistere all'odore | della tua seduzione | ti ho fatto sapere? | Vorresti andare? | scartare la tua confezione, | senza molta persuasione.''
:''This indecision, | has got me cringing, | I can't resist the smell | of your seduction | did I let you know? | Would you like to go? | Unwrap the package | without much persuasion.'' (da ''Did I let You Know'', n. 8)
*''Ti ho visto alla stazione di polizia | e mi si spezza il cuore nel dirlo | i tuoi occhi si erano allontanati | a qualcosa di lontano, freddo e grigio | immagino che non l'avessi previsto | qualcuno si è abituato ai bassifondi | sognando gli anni d'oro.''
:''I saw you at the police station | and it breaks my heart to say | your eyes had wandered off | to something distant, cold and grey | I guess you didn't see it coming | someone's gotten used to slumming | dreaming of the golden years.'' (da ''Police Station'', n. 11)
*''Per favore non chiedermi chi | o chi pensi che io sia | potrei vivere senza quello | sono solo un uomo modesto | incontrami all'angolo e | dimmi cosa fare | perché ho fatto un casino con te | e non so cosa fare adesso | mi sto chiedendo in che modo procedere ora.''
:''Please don't ask me who | who you think I am | I could live without that | I'm just a modest man | meet me at the corner and | tell me what to do | 'cause I'm messed up on you | and had I known all that I do now | I'm guessing we're through now.'' (da ''Meet Me at the Corner'', n. 13)
====Citazioni su ''I'm with You''====
*''I'm with you'' è l'album dei nuovi Red Hot Chili Peppers e la presenza di un ragazzo di talento, pieno di idee, con un'ottima tecnica chitarristica e soprattutto con la voglia di essere un RHCP al cento per cento ha chiuso il cerchio. Siamo soddisfatti del lavoro che abbiamo fatto e pur rimanendo attaccati ai nostri suoni, che non abbandoneremo mai, grazie a Josh si è fatto un passo avanti, siamo andati incontro al rinnovamento che molti fan ci chiedevano a gran voce. ([[Anthony Kiedis]])
===''The Getaway''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 2016, prodotto da Danger Mouse.
[[File:2016 RiP Red Hot Chili Peppers - Josh Klinghoffer - by 2eight - DSC0296.jpg|thumb|Il chitarrista Josh Klinghoffer militò nella band negli anni 2010, incidendovi gli album ''I'm with You'' e ''The Getaway'': «solo il fatto di essere in una stanza con questi ragazzi è un onore, per non parlare del poter creare musica con loro […]. Non avrei potuto chiedere un gruppo più accogliente di persone o una migliore situazione».]]
*''Non conosci il mio pensiero, | non conosci quelli come me, | le necessità oscure fanno parte del mio progetto. | Di' al mondo che sto cadendo dal cielo, | le necessità oscure fanno parte del mio progetto.''
:''You don't know my mind, | you don't know my kind, | dark necessities are part of my design. | Tell the world that I'm falling from the sky, | dark necessities are part of my design.'' (da ''Dark Necessities''<ref name="burton">Testo di Anthony Kiedis, Flea, Josh Klinghoffer, Chad Smith e Brian Burton.</ref>, n. 2)
*''Forse sono quello giusto, | forse quello sbagliato | un'altra commedia: il pirata e il papillon | è ora di smetterla | forse sei il mio ultimo amore, | forse sei il primo | solo un altro modo per giocare all'interno di questo universo | adesso so come mai siamo venuti al mondo.''
:''Maybe I'm the right one, maybe I'm the wrong | just another play, the pirate, and the Papillon | time to call it a day | maybe you're my last love, maybe you're my first | just another way to play inside the universe | now I know why we came.'' (da ''The Longest Wave''<ref name=thegetaway/>, n. 4)
*''Dici addio al mio amore, | lo vedo nella tua anima, | dici addio al mio amore, | pensavo che avrei potuto fare tutto, | lascia che il tuo amante navighi, | la morte è stata fatta per fallire.''
:''Say goodbye my love, | I can see it in your soul, | say goodbye my love, | thought that I could make you whole, | let your lover sail, | death was made to fail.'' (da '' Goodbye Angels''<ref name=thegetaway>Testo di Anthony Kiedis, Flea, Josh Klinghoffer e Chad Smith.</ref>, n. 5)
*''I fiumi si uniscono in maniera più violenta, | di quanto ci si aspetti, bene, | l'amore malato arriva per spazzarci via. | Prigionieri dei nostri punti di vista, | di come la nostra visuale venga corretta e, | l'amore malato è il mio nuovo stereotipo.''
:''Rivers get connected so much stronger, | than expected, well, | sick love comes to wash us away. | Prisons of perspective, | how your vision gets corrected and, | sick love is my modern cliché.'' (da ''Sick Love''<ref>Testo di Anthony Kiedis, Flea, Josh Klinghoffer, Chad Smith, [[Elton John]] e [[Bernie Taupin]].</ref>, n. 6)
*''Vorrei ringraziarti e sculacciarti, | sulla tua pelle argentea, | ai [[robot|robots]] non importa dove sono stato. | Devi averlo scelto per usarlo, | quindi fammelo collegare, | i robots sono i miei prossimi simili.''
:''I want to thank you and spank you, | upon your silver skin, | robots don't care where I've been. | You've got to choose it to use it, | so let me plug it in | robots are my next of kin.'' (da ''Go Robot''<ref name=thegetaway/>, n. 7)
*''Anche se mi hai cresciuto, non sarò mai tuo padre | re di ogni Sunset Marquis | anche se sei pazzo, non sarai mai fastidioso | sei il mio vecchio uomo del mare.''
:''Even though you raised me I will never be your father | king of each and every Sunset Marquis | even though you're crazy you will never be a bother | you're my Old Man In the Sea.''<ref>La canzone venne scritta da Anthony Kiedis come dedica a suo padre, l'ex attore conosciuto nel mondo del cinema con lo pseudonimo Blackie Dammett, all'epoca malato di demenza senile. La prima strofa del ritornello è un riferimento ad una vecchia intervista in cui Dammett, ricordando l'adolescenza di Kiedis, disse che suo figlio aveva acquisito una maturità tale da poter fare in modo che i due ruoli si invertissero. La seconda strofa è invece un riferimento al romanzo ''Il vecchio e il mare'' di [[Ernest Hemingway]], uno tra gli autori preferiti da Dammett.</ref> (da ''The Hunter''<ref name="burton"/>, n. 12)
====Citazioni su ''The Getaway''====
*È stato difficile far nascere questo album, perché eravamo alla costante ricerca delle canzoni giuste. Alcuni pezzi sono stati scritti due anni fa qua a Malibu, altri sono più recenti come ''Dark Necessities'' e ''The Getaway''. Io ho scritto almeno 10 canzoni che non sono entrate in questo lavoro, perché non adatte allo stile Chili Peppers. ([[Josh Klinghoffer]])
*È stato faticoso. Quando abbiamo chiesto a Brian<ref>Vero nome di Danger Mouse, produttore del disco.</ref> di produrci avevamo già pronti 20 brani che per noi erano buoni, ma a lui non sono piaciuti. È stato uno shock: quando lavori a un brano a lungo, ti affezioni, perdi lucidità e non capisci più se funziona. Brian però voleva qualcosa di diverso, così ci siamo detti: se lavoriamo con lui, dobbiamo seguirlo. Ci siamo affidati al suo metodo che consiste nel comporre ogni giorno, in studio, musica nuova. ([[Anthony Kiedis]])
*In tante canzoni si riflette sulla vita personale di Anthony, in altre, invece, su noi come band, tipo in ''The Longest Wave'': surfare le onde diventa una metafora di vita, dove i fallimenti sono momenti temporanei che ti permettono di migliorare e raggiungere gli obiettivi che ti eri prefisso. ([[Chad Smith]])
*{{NDR|«Avete scritto le canzoni in studio?»}} Ne avevamo già composte molte ma Brian il produttore ci ha chiesto di scriverne di nuove in studio. Io ero molto scettico, mi sono detto che se nella prima settimana non veniva fuori grande musica era meglio mollare subito e tornare a Rick. Invece è andata bene dal primo giorno. Suonavo il piano, poi Brian diceva "Josh, prova ad aggiungere la chitarra", poi "Flea, il basso", insomma abbiamo creato canzoni per livelli successivi, in studio. Mai fatto prima. ([[Flea]])
===''Unlimited Love''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 2022, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
*{{NDR|Riferendosi agli [[incendi in Australia del 2019-2020]]}}<ref>La stagione degli incendi che colpirono il paese venne infatti ribattezzata come "Black Summer". {{cfr}} [[https://recovery.preventionweb.net/collections/recovery-collection-australia-black-summer-bushfires-2019-2020 vedi qui]].</ref> ''Sono una pioggia pigra | i cieli si rifiutano di piangere | la cremazione prende la sua parte della tua scorta. | La notte è vestita come il mezzogiorno | un marinaio ha parlato troppo presto | e la Cina è sul lato oscuro della luna''.
:''A lazy rain am I | the skies refuse to cry | cremation takes its piece of your supply | The night is dressed like noon | a sailor spoke too soon | and China's on the dark side of the moon''. (da ''Black Summer'', n. 1)
*''Di ornitorinchi ce ne sono pochi | la vita segreta del canguro | una personalità che non ho mai conosciuto [...] | La mia Greta pesa una tonnellata | l'arciere sta scappando | e nessuno sta da solo dietro al sole''.
:''Platypus are a few |the secret life of Roo | a personality I never knew [...] | My Greta weighs a ton | the archer's on the run | and no one stands alone behind the sun''. (da ''Black Summer'', n. 1)
*''Non sembro me stesso nelle fotografie | i lunghi giorni del tempo sono stati ingenerosi | mi manca quella te, quella che mi fa venir voglia di ridefinirmi | non sono quello di cui ti sei innamorata | non sono quello giusto, quello giusto per te''.
:''I don't look like mysеlf in photographs | long days of time have been unkind | I miss the you, the one that makes me want to redefine | I'm not the one you fell into | I'm not the one, the one for you''. (da ''Not the One'', n. 4)
*''Questi sono i modi quando vieni dall'America | le viste, i suoni, gli odori | questi sono i modi quando vieni dall' America | non voglio morire e lei si prenderà cura di te | voglio solo prosperare e ci sarà dell'isteria''.
:''These are the ways when you come from America | the sights, the sounds, the smells | these are the ways when you come from America | I don't want to die and she's gonna take good care of ya | I just want to thrive and there's gonna be hystеria''. (da ''These Are the Ways'', n. 9)
*''Quando sono con te | mi sento me stesso | non uno sconosciuto, né l'ombra | di qualcuno altro | quando ti sento | stringere la mia mano | mi commuovo | non è grandiosa questa vita?''
: ''When I'm with you | I feel like myself | no stranger, the shadow | of somebody else | when I feel you | holdin' my hand | I get touched | ain't this life grand?'' (da ''Tangelo'', n. 17)
*''Ma la forma di una vita | è lunga, senza fine | e l'odore del tuo saluto | lo conosco | e il sorriso di un coltello | raramente è amichevole | e l'odore del [[Citrus × tangelo|tangelo]] | Lo conosco''.
:''But the form of a life | is long, never-ending | and the smell of your hello | I know | and the smile of a knife | is seldom befriending | and the smell of tangelo | I know''. (da ''Tangelo'', n. 17)
====Citazioni su ''Unlimited Love''====
*Desideriamo con tutto il cuore essere una luce nel mondo, per elevare, connettere e riunire le persone. Ogni brano del nostro nuovo album Unlimited Love, è una sfaccettatura di noi, che riflette la nostra visione dell'universo. Questa è la missione della nostra vita. Lavoriamo, ci concentriamo e ci prepariamo, così che quando arriva l'onda più grande, siamo pronti a cavalcarla. L'oceano ci ha regalato un'onda potente e questo album è la cavalcata che è la somma delle nostre vite.
:''We yearn to shine a light in the world, to uplift, connect, and bring people together. Each of the songs on our new album Unlimited Love, is a facet of us, reflecting our view of the universe. This is our life's mission. We work, focus, and prepare, so that when the biggest wave comes, we are ready to ride it. The ocean has gifted us a mighty wave and this record is the ride that is the sum of our lives''.<ref group="fonte">{{en}} Da un [https://www.instagram.com/chilipeppers/p/CZivvI_oXyv/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 4 febbraio 2022.</ref>
*Fin dalla prima nota si è capito come i RHCP volessero innanzitutto tornare al suono "LArough" che li ha fatti esplodere in tutto il mondo. Tra l'altro non è un caso che "Unlimited Love" riprenda la partnership di tre decenni con Rick Rubin che ha firmato per loro gli storici "Blood Sugar Sex Magik" del '91, "Californication" del '99, "By The Way" del 2002 e "Stadium Arcadium" del 2006. Tra i pezzi più belli del disco, e ce ne sono parecchi, "Here ever After", "Not The One", il funkettone "Poster Child" e "She's A Lover" che sfocia in un coro da ricantare al volo. Colpisce "Let 'Em Cry" dove la tromba scandisce lo slancio prima di raggiungere l'apice sull'assolo di chitarra. Il finale, la diciassettesima traccia è intitolata "Tangelo" e la chitarra delicata trasforma tutto in una ninna nanna da applausi [...]. "Unlimited Love" è l'album perfetto per inaugurare una nuova era della band che non è mai stata così eccitata come di questi tempi per l'uscita di un disco. Fresco, senza paura e, naturalmente, funky, l'album ha ogni filo dei Red Hot Chili Peppers che scorre nel suo DNA e questo per chiunque li abbia amati è una garanzia. Uno dei dischi rock più forti dell'anno senza dubbio. ([[Luca Dondoni]])
*Non stavamo facendo nessuna registrazione, stavamo solo scrivendo. Tutti si sono sentiti a proprio agio, ed è stato proprio quello che facciamo normalmente: improvvisiamo alcune idee e le canzoni vengono fuori in questo modo, che sia una linea di basso, un riff di chitarra, un ritmo di batteria o altro. Poi gli strumenti melodici arrivavano con alcune idee. Io avevo delle cose a cui stavo lavorando da casa, John portava parti di canzoni e riff, Flea arrivava con una linea di basso o una cosa di piano e ci lavoravamo sopra, e rientravamo nel nostro solito processo creativo. Questo sembrava buono e familiare. ([[Chad Smith]])
*Quando abbiamo iniziato a scrivere materiale, abbiamo iniziato suonando vecchi brani di artisti come Johnny "Guitar" Watson, The Kinks, The New York Dolls, Richard Barrett e altri. Così in modo graduale, abbiamo iniziato a portare nuove idee e trasformare le jam sessions in canzoni, e dopo un paio di mesi quello che stavamo suonando era il nuovo materiale. La sensazione di divertimento senza sforzo che provavamo quando suonavamo le canzoni di altre persone è rimasta con noi per tutto il tempo in cui scrivevamo. Per me, questo album rappresenta il nostro amore e la fiducia reciproca. ([[John Frusciante]])
*Un "ritorno al futuro" più evidente di questo non poteva esserci: i Red Hot Chili Peppers hanno ritrovato John Frusciante, che ha ripreso il posto che era stato "momentaneamente" occupato da Josh Klinghoffer, e Rick Rubin, nonostante il buon lavoro di Danger Mouse nel precedente The Getaway e con loro hanno realizzato un nuovo album dopo sei anni di "silenzio". Sono passati venti anni da By the Way, ultimo grande capolavoro della band californiana, e se per molti versi questo tempo è servito alla band per trovare una sorta di "stabilità", di equilibrio, che ha consentito di frequentare aree musicali diverse, tendenzialmente più pop, senza perdere l'anima, d'altro canto è anche vero che da quel 2002 a oggi di brani davvero memorabili il gruppo ne ha realizzati pochi, con o senza Frusciante e Rubin. Certo, la squadra al completo è meglio, ma non tutti i diciassette brani dell'album hanno una vera ragione d'essere. Molti sono esercizi di stile (sempre uno stile superiore, d’accordo), altri sono rifrullamenti, canzoni gradevoli e basta, brani riconoscibilmente "Peppers", ma niente che valga veramente la pena. Brutto? No, francamente no, anzi ci sono anche momenti di piacevole entusiasmo, ma tutto troppo diluito in un'ora e 13 minuti. Se è vero, come dice Anthony Kiedis che "Per qualche ragione l'universo ha voluto iniettarci un’altra grande dose di plasma", allora la trasfusione ha avuto effetti moderati. ([[Ernesto Assante]])
===''Return of the Dream Canteen''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 2022, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
[[File:RHChiliPeppersSpurs210723 (9 of 90) (53065669750) (cropped).jpg|thumb|John Frusciante, storico chitarrista della band, rientrò per la seconda volta nel gruppo nel 2019, dopo avervi già suonato dal 1988 al 1992 e dal 1998 al 2009: «il bello di suonare con questa band è che noi davvero amiamo ascoltarci a vicenda. Amo il modo in cui loro mi fanno suonare. Abbiamo reazioni chimiche l'uno con l'altro. Portiamo fuori cose dall'altro che non riusciamo a fare su noi stessi».]]
*''Sai, sono un animale | qualcosa tipo un cannibale | sono parecchio infiammabile | e parzialmente programmabile''.
:''Well, I'm an animal | somethin' like a cannibal | I'm very flammable | and partially programmable''. (da ''Tippa my Tongue'', n. 1)
*''Vi prego non ricordatemi | per ciò che ho fatto la scorsa notte, oh | vi prego non ricordatemi | signore ascoltami ora | vi prego non ricordatemi | è solo il 1980... | È solo il 1983''.
:''Please don't remember me | for what I did last night, oh | please don't remember me | listen Lord, now | please don't remember me | It's only 1980...| It's only 1983''. (da ''Eddie'', n. 4)
*''E sento il tuo viso bagnarsi | come il colore rosso della roulette | e piazzo la mia scommessa perdente
sul tuo lato | e vedo i tuoi occhi di rimpianto | ma hai dato il meglio di te | come una minaccia del Massachusetts | che correva selvaggiamente.''
:''And I feel your face getting wet | like the color red of roulette | and I place my losing bet | on your side | and I see your eyes of regret | but you gave as good as you get | like the Massachusetts threat | running wild.'' (da ''Roulette'', n. 7)
*''Esprimiamo un desiderio mentre entriamo in ascensore | perché il sistema è una discreta noia | il batterista si sta sporgendo senza alcun obiettivo | fuori dal Club Troubadour | io non ti conosco e non so più cosa è vero''.
:''Let's make a wish as we enter the lift | 'cause the system's a relative bore | the drummer is leaning without any meaning | outside of the Club Troubadour | I don't know you and I don't know what's true anymore''. (da ''The Drummer'', n. 12)
*''Arriviamo | non siamo lontani | e ti dirò di più | quando vengo per restare | sparami un sorriso | e ti mostrerò sempre l'amore.''
:''Here we come | we're not far away | and I'll tell you more | when I come to stay | shoot me a smile | and I will show you the love always.'' (da ''Shoot Me a Smile'', n, 10)
*''Soldati di celluloide, entrate a ripararvi dalla pioggia | uccidete il mio sorriso ma per favore, lasciatemi il mio dolore | tutte quelle brave persone non ci provano neanche | rubando la verità mentre pagano per la tua bugia''.
:''Celluloid soldiers come in from the rain | murder my smile but please leave me my pain | all those good people they don't even try | stealing the truth while they pay for your lie''. (da ''Carry Me Home'', n. 16)
====Citazioni su ''Return of the Dream Canteen''====
*A soli sei mesi dalla pubblicazione di "Unlimited Love" i Red Hot Chili Peppers mantengono la promessa ed escono con "Return of the Dream Canteen", un altro doppio album che impreziosisce con nuove perle la produzione ricca di soddisfazioni della band losangelina. In poche parole, si tratta di Red Hot Chili Peppers in purezza [...]. I ragazzi hanno scritto e registrato "Return of the Dream Canteen" durante le stesse sessioni di "Unlimited Love" quando furono di nuovo raggiunti dal chitarrista John Frusciante dopo un'assenza di dieci anni. Alla recording session sono arrivati con 50 pezzi e per colpa di un Rubin che vorrebbe sempre togliere e mai aggiungere, l'ingegnere del suono Ryan Hewitt ha dovuto fare i salti mortali per tenere tutto. Alla fine la decisione: «faremo due album doppi»! ([[Luca Dondoni]])
*Per come sono andate le cose, sento ''Return Of The Dream Canteen'' come un disco più divertente, e credo che tocchi vette più estreme. Quest'ultimo ha qualcosa di più colorato, in un certo senso luminoso. Non che non abbia sezioni oscure. Però, a me sembra più oscuro ''Unlimited Love''. Il nuovo album ha forse anche più elementi sorprendenti. Ce ne sono un po' anche nel primo, ma soprattutto nella seconda metà del secondo, ci sono probabilmente più sintetizzatori e drum machine e cose del genere di quanto le persone potevano aspettarsi da noi. E sembra anche più estemporaneo e spontaneo. C'è una certa qual sensazione di rilassatezza e distensione che distingue ''Return Of The Dream Canteen'' da ''Unlimited Love''. ([[John Frusciante]])
*Quando ho ascoltato il loro ultimo disco, sono rimasto shockato. Per me è dura, principalmente perché penso che quando c'ero io facevamo musica molto più figa [...]. Ho provato ad ascoltare il secondo disco prima di prendere un volo e sono arrivato, forse, fino alla nona canzone. Non credo di essere nemmeno riuscito ad ascoltarlo tutto. ([[Josh Klinghoffer]])
*Questo è il disco che mi ha portato nei luoghi più onirici rispetto ai viaggi che mi hanno fatto fare i Red Hot. È un trip, ma non è allucinante, è un sogno lucido. Non so cosa succederà, ma so che è tutto sotto controllo. È bellissimo. Qui ci sono quattro persone che si divertono a fare quello che fanno meglio. Anche Anthony ha fatto tanti flow diversi tra loro. E per me, da ex musicista, è bello sentire una band che suona, che ti fa fare un viaggio musicale. E questa è una cosa non scontata. ([[Gianluca Fru]])
*Registriamo sempre più di ciò che esce su un disco, ma spesso queste tracce vengono lasciate nel caveau, o incompiute, o cose così. Ma stavolta le abbiamo finite tutte. Ci sentivamo come se avessimo troppe buone canzoni per non far uscire un altro disco. Non si tratta di un disco di b-sides o roba del genere. Sembrava tutto buono e giusto, quindi si, è tutto buono [...]. Ha un po' di tutto. Ha sicuramente dei gusti diversi rispetto ad Unlimited Love, e viceversa. Penso che sia una buona cosa. ([[Chad Smith]])
*Siamo andati alla ricerca di noi stessi, come abbiamo sempre fatto. Solo per il gusto di farlo, abbiamo suonato e imparato alcune vecchie canzoni. In breve tempo abbiamo iniziato il misterioso processo di costruzione delle novità. Un bel po' di chimica che ha fatto amicizia con noi centinaia di volte lungo la strada e ha aiutato. Una volta trovato quel flusso di suoni e visioni, abbiamo continuato a estrarre dalla miniera delle nostre menti e con il tempo abbiamo trovato gemme come "Tippa", "Peace and love" ma anche "Reach Out" o "My cigarette", "Shoot me a smile" e "Carry me home" che amo. Non avevamo motivo di smettere di scrivere e di fare rock. Ci sembrava un sogno. Il nostro pazzo amore l'uno per l'altro e la magia della musica ci avevano dato più canzoni di quante ne sapessimo fare. Due album doppi pubblicati uno di seguito all'altro e il secondo è significativo quanto il primo. "Return of the Dream Canteen" è tutto ciò che siamo e abbiamo sempre sognato di essere. È pieno di roba. Realizzato con il sangue dei nostri cuori. ([[Anthony Kiedis]])
==Altre canzoni==
*''In un mondo che può essere così malsano | non credo sia molto strano | per me essere innamorato di te | voglio conoscere di più della tua testa.''
:''In a world that can be so insane | I don't think it's very strange | for me to be in love with you | I wanna know more than your brain.'' (da ''Show Me Your Soul''<ref name=testo/>, 1990)
*''Ho una brutta malattia, | nel mio cervello è dove sanguino | sembra pazzia, | mi possiede spremendomi l'anima.''
:''I've got a bad disease | from my brain is where I bleed | insanity it seems | it's got me by my soul to squeeze.'' (da ''Soul To Squeeze''<ref name=testo>Testo di Anthony Kiedis, Flea, John Frusciante e Chad Smith.</ref>, 1993)
*''Come potrei dimenticare di dire | che la [[bicicletta]] è una grande invenzione? | seduto qui in un film muto | di fianco alla sola ragazza che mi abbia mai conosciuto veramente.''
:''How could I forget to mention | the bicycle is a good invention? | sitting there in a silent movie | beside the only girl who really ever knew me.'' (da ''Bycicle Song''<ref name=testo/>, 2002)
*''Dicono che negli [[scacchi]], bisogna uccidere la [[donna (scacchi)|regina]] | e poi la accoppi | oh io, e tu? | una cosa buffa, il re che si fa assassinare | hey ora, ogni volta che perdo | altezza.''
:''They say in chess, you gotta kill the queen | and then you mate it | oh I, do you? | a funny thing, the king who gets himself assassinated | hey now, every time i lose | altitude .'' (da ''Fortune Faded''<ref name=testo/>, 2003)
==Citazioni sui Red Hot Chili Peppers==
[[File:RHCP Logo.svg|thumb|Il logo della band]]
*{{NDR|«Ma a te piacciono i Red Hot Chili Peppers?»}} A me di brutto, sin dai tempi di Mother's Milk, perché capivo che erano... erano sì grezzi, nudi, però erano molto raffinati, soprattutto negli ascolti [...]. Poi loro suonano Sly & the Family Stone, Stevie Wonder, si sente che hanno una cultura. ([[Morgan (cantante)|Morgan]])
*A proposito, diffidate anche da chi ascolta i Red Hot. Sono persone che nascondono qualcosa, come gli astemi e le mani di Silvan. I Red Hot sono tutto o niente, né rock né pop, cerchiobottisti: insidiosissimi, perché melliflui e finto rivoluzionari. ([[Andrea Scanzi]])
*[[Bob Marley]], i [[Black Sabbath]] e [[Bart Simpson]]? Metteteli insieme e forse otterrete i Red Hot Chili Peppers. (''[[1001 album]]'')
*Certamente i gruppi che sono nati verso la fine del ventesimo secolo, sono stati fortemente influenzati dai Red Hot Chili Peppers. Da quel tipo di mix in stile funk, ma anche dalle chitarre heavy metal e dall'energia che emanavano. Di sicuro, gruppi come i [[Rage Against the Machine]] hanno una connessione davvero molto forte con i Red Hot Chili Peppers. ([[Hamish MacBain]])
*{{NDR|Nel 1987}} Ci sono band sottovalutate che tra qualche anno saranno ampiamente affermate. Nell'industria discografica lo dimenticano sempre. E ho questa sensazione per un gruppo come i Red Hot Chili Peppers. Per me, probabilmente sono la miglior live band degli Stati Uniti in questo momento. ([[Michael Beinhorn]])
*E in principio c'era il fango, poi Lui lo prese e ne fece una rock band vera. Quel Lui è il tempo, un produttore discografico o chi volete voi. Ma è bene sapere che i Red Hot degli esordi erano fango, una massa informe che voleva costruire qualcosa senza riuscirvi. ([[Gianni Della Cioppa]])
*– Ehm, sentite ragazzi, il network ha qualche problema con alcuni dei vostri testi, vi dispiace cambiarli per lo show?<br />– Scordatelo clown!<br />– I nostri testi sono come i nostri figli, amico, niente da fare!<br />– Beh, d'accordo, ma almeno invece di "quel che io ho tu devi avere e mettertelo dentro",<ref>Riferendosi a una strofa del brano ''Give It Away''.</ref> che ne dite di "quello che vorrei è abbracciarti e baciarti?" (''[[I Simpson (quarta stagione)]]'')
*I ragazzi sono i Red Hot Chili Peppers, la foto decora un CD singolo intitolato, naturalmente, The Abbey Road EP, e quel calzino pendulo immortala la gag più famosa del complesso, un trucco inventato agli inizi della carriera. Tutto nasce in un club di spogliarello di Los Angeles, il Kit Kat, un giorno del 1983 [...]. La notizia si sparge e quella performance di rock "nudi con il calzino" diventa un classico della banda, che la riproporrà più volte nel corso degli anni [...]. Non sono maliziosi i Peppers, han solo voglia di "casino e cose strane" come la generazione a cui si rivolgono; e questo gusto si riflette nella loro musica, che pretende di essere psico selvaggia come un vecchio album di George Clinton e isterica, amfetaminata, speedy come quella delle nuove bande hardcore. Un turbolento mix in precario stato d'equilibrio. Non a caso la banda si spingerà fino ai vertici delle classifiche ma si perderà subito dopo in un vortice di sfortunati casi personali e scelte stilistiche sbagliate. ([[Riccardo Bertoncelli]])
*I Red Hot Chili Peppers, con le loro hit, fanno parte della cultura pop pur creando pezzi di alto livello. È musica che appartiene alla coscienza collettiva, al movimento globale del patrimonio culturale. Son cresciuto guardandoli in tv, hanno influenzato in modo netto le mie linee melodiche. ([[Tedua]])
*I Red Hot Chili Peppers sono gli esponenti di un mondo rock che negli ultimi anni '80 è cresciuto con impeto. ([[Riccardo Bertoncelli]])
*Il problema dei Peppers è che devi solo farli suonare come i Peppers. Si chiama letteralmente "Togliti dal cazzo". ([[Ryan Hewitt]])
*Io avevo un'idea stereotipata dei Chili Peppers: credevo che fossero funky, eccentrici, leziosi... E sono stato a disagio per parecchio tempo, perché la band suonava un genere che non era il mio. ([[Dave Navarro]])
*La prima volta che li ho ascoltati ho pensato: finalmente una rock band con delle linee di basso interessanti. Il lavoro di sottrazione ma allo stesso tempo virtuosistico di tutti i musicisti, soprattutto Flea e Frusciante, è stato una grande ispirazione per me, per lo studio del mio strumento [...]. E per un bassista che deve fare pratica i Red Hot Chili Peppers sono la band migliore. ([[Gianluca Fru]])
*Le loro variegate personalità, la spavalderia californiana, l'assunzione di droghe pesanti, il pentimento, il rammarico... e poi il punk, il rap, il funk. È difficile immaginare come altri possano riuscire a fare quello che hanno fatto loro. ([[John Aizlewood]])
*Li conobbi con "By the Way", la svolta pop. Andando a ritroso scoprii il loro rock funkadelico che all'inizio mi turbava ma in cui imparai a vedere la loro storia, i loro travagli. E anche nell'ultimo "The Getaway" vedo dei 50enni davanti all'Oceano che fanno il bilancio della vita. Coerenti. ([[Francesca Michielin]])
*Li ho sempre trovati unici e divertentissimi, ma la cosa più figa dei Chili Peppers è che sanno chi sono, sanno qual è il loro DNA. È fondamentale per una band. ([[Gene Simmons]])
*Non è una sciocchezza... ma i Red Hot Chili Peppers possono essere considerati come il miglior gruppo dell'epoca moderna. Ovviamente i The Beatles e i Rolling Stones sono meglio. Ma nessuno... e intendo NESSUNO raggiunge i Red Hot Chili Peppers del periodo '88-2022 per quanto riguarda la pura qualità. Diversità e genio album dopo album. ([[Chris Jericho]])
*{{NDR|Nel 1999}} Non stiamo osannando un quartetto di sfigati che solo due anni fa sembrava non dovesse più dar fastidio. Qui si parla di quattro ex junkies capaci di rinnovarsi al punto da realizzare con l'ultimo disco "Californication" il successo di una carriera. ([[Luca Dondoni]])
*– Non ti sembra di imitare un po' troppo il bassista dei Red Hot Chili Peppers?<br />– Io non imito nessuno!<br />– A chi pensi quando suoni?<br />– Ai Peppers... (''[[Bandslam - High School Band]]'')
*Parlando delle canzoni, hanno un metodo cantautorale ormai consolidato: scrivono molto, è sempre stato cosi, fino ad arrivare all'eccesso. Se nell'album trovi venti canzoni, vuol dire che loro ne han scritte cinquanta... o magari cento, per arrivare a quelle venti. ([[Rick Rubin]])
*Penso che abbiano creato un mondo tutto loro. Si sono inventati questo nuovo tipo di musica e ci si sono buttati dentro. Sono veramente unici. ([[Camilla Pia]])
*Per capirli è importante subito iniziare con una parola chiave e cioè crossover: la commistione tra generi musicali diametralmente opposti [...]. Loro hanno saputo rappresentare benissimo, come mai nessuno è riuscito a fare, la scena alternativa losangelina e hanno saputo infondere alla rabbia del punk quel funk animalesco e viscerale e peraltro con un'adrenalina veramente incredibile. ([[Paola Maugeri]])
*Quando Flea, John e Chad sono assieme in una stanza suonando assieme, c'è una sensazione trascendente. Poi, quando Anthony canta, diventano i Peppers [...]. La loro capacità di canalizzare i picchi musicali su una base semplice è qualcosa di ultraterreno, davvero un caso in cui gli ingredienti confluiscono in qualcosa che va oltre la somma dei singoli. E le parti sono buone così come vengono. ([[Rick Rubin]])
*Quando li conobbi avevo 17 anni. Erano la nave pirata, il gruppo perfetto. Avevano appena realizzato ''Blood Sugar Sex Magik''. Con loro c'era un produttore come Rick Rubin. Fu "il disco" da ascoltare per un sacco di tempo. Poi è arrivato ''One Hot Minute'', un album per niente riuscito. Fu la caduta dei miei eroi. Doveva per forza ritornare nel gruppo uno come Frusciante per ristabilire le sorti della band. E così è stato. Grazie a Frusciante, sono riusciti a tirarsi fuori da una situazione stagnante, in cui ormai erano gonfi di stile. Oggi, quindi, sono entrati a tutti gli effetti nella lista dei gruppi che rispetto, insieme a gente come i Beastie Boys, i Sonic Youth e i Jane's Addiction. Sono arrivati in un posto preciso, quello in cui tocchi il successo, e hanno deciso di restarci nel modo adatto, rinnovandosi, diventando rabdomanti e sensitivi. ([[Enrico Brizzi]])
*Quando sento un brano alla radio e mi chiedo "cos'è questa schifezza?", la risposta è sempre la stessa: "È dei Red Hot Chili Peppers". ([[Nick Cave]])
*{{NDR|«In Rock & Resilienza rivela che una volta ricevette una proposta indecente dai Red Hot Chili Peppers».}} "Sei venuta a farci un pompino?", mi chiesero. Ma ebbi la prontezza di rispondere: "C'mon guys, di femmine disposte a farvi un pompino sono pieni gli stadi, lasciate che vi possa fare piuttosto un’intervista godibile e appassionata. Proprio come se vi stessi succhiando. E me ne andrò in pace come sono venuta." {{NDR|«Si parla molto di molestie. Questa lo è stata? »}} Ma no, a gioco ho risposto con gioco. Quasi da maschio, come non si aspettavano. Ma salvaguardando il giardino segreto. "Facciamo finta che vi sto succhiando, vi va?" ([[Paola Maugeri]])
*Si può dire che alcuni loro tratti musicali attuali ricordano i miei tentativi di render la musica un po' più "colorata" e "gustosa" nonostante il loro stile non coincidesse con quella visione di musica che avevo. Nonostante certi brani "punkizzati" tiratissimi siano divertenti, molto. Ma sì, qui [...] abbiamo tutti i loro dischi e nonostante non li ascolto proprio tutti i giorni, li preferisco come sono attualmente soft. Mi è sempre piaciuta questa tipologia di musica "graziosa". ([[Jack Sherman]])
*Sono sicura che ancora oggi lavorino allo stesso modo, cambiando qualcosa da canzone a canzone. Lavorano individualmente all'inizio del processo creativo, utilizzando pezzi che assemblano durante i momenti di pausa. Poi, quando è il momento, li tirano fuori e decidono quale sviluppare. Si scambiano i pezzi iniziali, poi si impegnano a scrivere il testo; normalmente Anthony fa il lavoro maggiore sul testo, ma non è una regola. Alla fine ogni membro contribuisce in qualche modo a ogni singolo pezzo attraverso le proprie scelte musicali. Durante il periodo di Mother's Milk la band era molto unita e i ragazzi si stringevano gli uni agli altri dopo la tragica perdita del loro amico e collega Hillel. Prima di ogni concerto ci univamo nel "cerchio delle anime " per sintonizzarci l'uno con l'altro. I ragazzi mi dissero poi che nei tour successivi non fecero più quel rituale e non passarono più molto tempo assieme al di fuori del tour [...]. Ora la meditazione, la dieta e le persone giuste sono (e sono state) una parte fondamentale per un grande show. ([[Kristen Vigard]])
*Stiamo raccontando la storia della ''Californication'' dei Red Hot Chili Peppers: una terra che non è solo la California, lo stato in cui si trova Los Angeles, ma qualcosa di diverso. Un luogo, una nazione quasi, in cui valgono altre regole e altre leggi: un altro pianeta, dove quello che sulla Terra viene considerato trasgressione, bé, nella ''Californication'' è la norma. Creatività, stranezze, sesso, arte, musica – va bene – però anche droga e tanta. È questa la vita parallela che accompagna i Red Hot Chili Peppers da quando nascono [...] fino ad oggi. ([[Carlo Lucarelli]])
*{{NDR|Invocando i Red Hot Chili Peppers prima di una loro performance al bar di Boe}} Vogliamo Chilly Willy! Vogliamo Chilly Willy! (''[[I Simpson (quarta stagione)|I Simpson]]'')
===[[Flea]]===
*All'inizio, quando abbiamo messo su il gruppo, c'era un'energia incontrollabile, non riuscivamo a controllarla neanche noi, era molto più grande della somma delle sue parti. Eravamo come in cima ad un vulcano che ci scagliava nell'aria. Ho delle immagini di momenti in cui non riuscivamo a controllarci.
*Anche noi amiamo ballare e probabilmente questo è il segreto... Ma vedi, se un segreto deve essere "top secret" è giusto che resti così altrimenti chiunque potrebbe fare le cose che facciamo noi. Fondamentalmente il nostro segreto è l'amore... E trovarsi in una stanza a scrivere, a lavorare insieme...
*Chi viene a vederci suonare sa che noi siamo esattamente in quel modo, quattro musicisti che si identificano nella propria musica, è una faccenda spirituale se devo dire la verità.
*Essere nei RHCP vuol dire essere liberi, non essere costretto a fare nulla o cercare di rientrare in alcun modello, stile o categoria. E... per quanto riguarda lo stile di vita, che poi influenza il tuo modo di apparire, di parlare, di comportarsi, chiunque applichi qualsiasi tipo di cliché rock 'n roll alla propria vita ovviamente non sarebbe adatto a stare nei RHCP.
*Finché la longevità della band continuerà e noi staremo insieme come persone e come musicisti, continueremo a migliorare e credo che la gente apprezzerà. E finché staremo insieme e continueremo ad amarci e ad amare la musica, non c'è possibilità di fallimento.
*Finché questa band esisterà, l'unica ragione d'esistere sarà il movimento, avanzare, espandersi, crescere, imparare, suonare, migliorare in quel che facciamo. Crescendo impariamo a conoscere la vita e ci concentriamo sempre di più sulla musica. Ed è meglio così, perché imparando non perdiamo nulla del nostro bagaglio, ma lo accresciamo.
*Il punto di partenza dei RHCP è lo stretto rapporto che c'è fra sesso e musica, e il rapporto, ancora più stretto, che c'è tra sesso e musica funk. Negare questo collegamento sarebbe assurdo.
*{{NDR|Nel 2019}} Se non fossero stati i poteri divini ad architettare tutto, la band non sarebbe durata quasi quarant'anni. La sua essenza e la capacità di saper entrare in contatto con la gente sono direttamente collegate al modo in cui è nata. Eravamo lontani dalla natura venale e competitiva del mondo, e avevamo accettato di vivere autentiche vite da artisti. Non avevamo un "piano B".
*Siamo dei giullari, scherziamo sempre, la vita è divertimento, la gioia è divertimento, ma abbiamo sempre cercato di fare dell'arte, abbiamo sempre voluto far cose che fossero oneste nei confronti di tutti, senza conformarci a codici, anche se di moda, senza nessun tipo di look che fosse trendy.
*Siamo persone molto diverse, abbiamo emozioni diverse, che vengono unite e ci rendono una band. Ci danno uno stile unico, è molto al di là di quanto ognuno di noi sia capace di dare da solo ed è davvero...magia! Odio dirlo, ma non è nient'altro che magia.
*Siamo una band che c'è da veramente tanto tempo, e che ha vissuto tante cose. Cose belle e cose tragiche e drammatiche, feriti, ma in pace con noi stessi.
===[[John Frusciante]]===
*Abbiamo un rapporto speciale perché siamo passati dall'essere una band da club a una band da arena insieme. Ad esempio, quando ero agli inizi nella band, abbiamo fatto degli spettacoli pessimi. Non sempre, ma c'erano spettacoli in cui non si presentava nessuno, o spettacoli in cui sentivamo che il pubblico non era così entusiasta come lo era prima che io entrassi nel gruppo. Così abbiamo dovuto costruire la nostra energia insieme per creare qualcosa di nuovo nella band. E questo lo abbiamo tirato fuori l'uno dall'altro. È una connessione che condividiamo e che nessun altro può condividere con noi, poiché solo noi quattro abbiamo vissuto quell'esperienza.
*Il bello di suonare con questa band è che noi davvero amiamo ascoltarci a vicenda. Amo il modo in cui loro mi fanno suonare. Abbiamo reazioni chimiche l'uno con l'altro. Portiamo fuori cose dall'altro che non riusciamo a fare su noi stessi. Il mio modo di suonare la chitarra con loro è uno stile che non ho quando suono da solo
*La mia esperienza è che loro erano il mio gruppo preferito e ho passato ore ed ore ad esercitarmi alla chitarra in camera, e invece di ingaggiarmi e darmi uno stipendio mi hanno fatto entrare nel gruppo, mi hanno fatto diventare un membro del gruppo, dove tutti guadagnano le stesse somme di denaro, scriviamo le canzoni insieme e abbiamo uguali diritti e copyright.
*So solo che se non fossi nella band, amerei i Red Hot per via dell'interazione tra i musicisti. Vedere gente che suona insieme e si coordina, come facciamo noi, è eccitante.
*Solo quando li ho visti dal vivo sono diventati la mia band preferita. Questo è successo quando la band originale, con Jack e Hillel, era tornata insieme, non avevo mai visto niente del genere. L'energia era incredibile. Ho saltato per tutto lo spettacolo, e tutto sembrava una sfocatura psichedelica. Tutti erano davvero felici, e non sembrava che la band e il pubblico fossero separati. Quindi, se mi chiedi cosa ho amato di loro, è questo: quell'energia magica.
*Suonare insieme sul palco è bellissimo. Quando suono con questa band sento di fare la cosa per cui sono nato. Sento che queste sono le persone con cui avrei voluto suonare, le persone di cui condividevo gli intenti. Sono persone diverse con diversi motivi per suonare, che messi insieme formano una forza più grande di ciascuno di noi.
===[[Anthony Kiedis]]===
*Adoro il fatto che ci teniamo ancora e ammiro davvero i miei compagni di band con tutto il cuore perché hanno ancora la loro energia creativa per suonare musica con l'entusiasmo di un bambino e gli occhi aperti sul mondo. E, sai, è davvero la chimica di tutte queste persone che si incontrano. Questa è la miscela che crea i Chili Peppers. Quindi sono fortunato e apprezzo questi musicisti che ci tengono così tanto. John Frusciante ci tiene tantissimo. Chad Smith ci tiene tantissimo. Flea ci tiene tantissimo. Lavorano sodo, suonano i loro strumenti. Ascoltano la vita. Ed io posso solo ringraziare di far parte di tutto questo.
*C'è qualcosa di incredibile nella fortuna che abbiamo avuto nel momento in cui abbiamo iniziato a far musica, cioè abbiamo dimenticato il passato. Non abbiamo aspettative, pressioni, consapevolezza. Tutto ciò scompare quando ci mettiamo a suonare. Non so come mai, sarà per come Chad suoni la batteria o per come John si perda nel cosmo, o per come Flea ci dia il ritmo, ma credo che quello che facciamo è abbandonarci a qualcosa di spirituale e suonare giusto per il gusto di suonare.
*Essere uno dei Chili Peppers vuol dire avere due valori: il funk e l'amicizia. Far parte di questa band è come essere sposato con quattro persone e devi amarle tutte la maggior parte del tempo.
*Noi siamo stati i giovani energetici di Hollywood ai quali piacevano molti stili di musica e non avevamo paura di unirli. Non abbiamo amalgamato due stili musicali volutamente, abbiamo suonato quello che sentivamo di suonare e molto era funk perché era la musica che ci ispirava, quello che ci colpiva proprio qui quando l'ascoltavamo, volevamo fare questo tipo di musica perché ci piaceva, l'abbiamo fatta e abbiamo iniziato un nuovo genere e siamo stati seguiti da altre bands, bands che poi non mi interessano più di tanto.
*I Red Hot Chili Peppers non sono sposati con nessuno stile. Le uniche cose con cui siamo sposati nella musica sono la sincerità e l'onestà.
*Non c'è una gerarchia perché siamo una squadra, lavoriamo come una squadra di basket sin dal primo giorno dei Red Hot Chili Peppers non c'è mai stato un capo, siamo per la totale eguaglianza. Ci dividiamo sempre in parti uguali il credito per le composizioni e il resto. Siamo come un puzzle a quattro pezzi che funziona alla perfezione solo quando ognuno dà il suo input. Questo è uno dei motivi che ci tiene uniti e forti, il fatto che non si tratta di una sola visione o di una sola persona, ma di quattro che si uniscono per fare un insieme migliore. Come per una squadra, non si può vincere un campionato con un solo buon giocatore.
*Non siamo mai stati confusi sul fatto che tutto sarebbe dovuto essere uguale: la condivisione del lavoro, la condivisione del denaro, della gioia, del dolore. Si è trattato per noi del grande passo verso la giusta direzione per avere il potenziale per la longevità, perché molte band litigano dicendo "Hey, quello l'ho scritto io!" Noi ci amiamo e ci rispettiamo; litighiamo regolarmente. Le nostre attitudini, i nostri modi, e i nostri ego si scontrano, ma siamo in grado di farcela. Siamo stati capaci di fare a pugni.
*Non so se sia un segreto, ma sin dall'inizio abbiamo deciso di condividere tutti i nostri guadagni in parti uguali. Nessuno prende di più o di meno. Non importa se Chad non scrive i testi, o se la canzone che abbiamo scelto ha il 40% di Josh e il 60% di Flea. "We don't give a fuck". Siamo tutti uguali, ognuno a suo modo fa la sua parte, mai litigato per i soldi. L'aspetto monetario uccide tante band. Siamo tutti molto creativi e ognuno di noi ha la propria personalità. Litighiamo e spesso ci mandiamo a fare in culo, ma troviamo sempre una soluzione per risolvere i problemi. Siamo tutti egocentrici, ma siamo anche persone oneste, siamo loving people. Non siamo cattivi, non abbiamo secondi fini. Stronzi sì, ma anche capaci di dimenticare i momenti negativi e andare oltre. Siamo fratelli. Arriviamo sempre a un compromesso. Siamo sempre sinceri uno con l'altro. E poi, quando suoniamo insieme, ci divertiamo ancora tantissimo. E questa è la cosa più importante.
*Non suoniamo necessariamente da bianchi o da neri. Suoniamo come persone connesse a un'energia universale, ispirate a suonare una musica che non conosce colore.
*Penso che se noi abbiamo questa forte sessualità nella nostra musica e nelle nostre performance, nei nostri testi, nel basso che ti vibra in faccia è in correlazione al fatto che noi siamo liberi in ogni cosa che facciamo. Lasciamo uscire il nostro lato sessuale. Che appartiene un po' a tutti i ragazzi della nostra età che suonano musica. È che noi non abbiamo limitazioni riguardanti la nostra musica. Non abbiamo timori di essere completamente onesti sulla nostra sessualità. Noi non proviamo a nasconderla. È solo mostrarsi per come si è, nella maniera più naturale possibile.
*"Red Hot Chili Peppers" è un nome che deriva dalla storia del blues e del jazz. C'era Louis Armstrong con i suoi Hot Five, poi c'erano il gruppo inglese dei Chilly Willy e i Red Hot Peppers (che poi ci avrebbero accusato di avergli rubato il nome). Però nessuno era mai stato Red Hot Chili Peppers, un nome che per noi sarebbe stato una benedizione e una maledizione.
*Sai, non ho mai pensato che avremmo fatto sempre questo, infatti ci sono state diverse volte in cui abbiamo provato a separarci, provato a divertirci, alcuni sono stati licenziati, altri hanno provato ad andarsene, altri sono morti, altri ancora crollavano. Abbiamo fatto davvero del nostro meglio per far sciogliere questa band, e c'era questo strano magnete cosmico che continuava a farci tornare insieme. Siamo stati un fallimento nello sciogliere questa band.
*Siamo diventati i Red Hot Chili Peppers perché amavamo la vita amavamo la musica e amavamo abbattere le barriere della mediocrità tradizionalista.
===[[Josh Klinghoffer]]===
*Ai RHCP non manca materiale, perché scriviamo tutti tantissimo. Il compito di ogni album è creare sempre qualcosa di nuovo, quel qualcosa che mantiene un gruppo attuale, fresh, ma senza comprometterne lo stile, rimanendo coerenti con un suono stabilito da decenni.
*La magia dei Chili Peppers è che si tratta di quattro tizi in una stanza, una rarità di questi tempi, che suonano e vengono registrati praticamente live.
*Solo il fatto di essere in una stanza con questi ragazzi è un onore, per non parlare del poter creare musica con loro. Ciascuno di loro ha una storia personale ed un legame con l'altro. Non avrei potuto chiedere un gruppo più accogliente di persone o una migliore situazione. Queste sono tre persone che meritano di fare musica e di crearla con gente che ama farlo come loro.
===[[Brendan Mullen]]===
*I Chili Peppers anticiparono e aiutarono a pavimentare la superstrada per l'eventuale crossover del nuovo hip hop dalla realtà del Bronx meridionale verso il pubblico tradizionale del rock/metal duro suburbano — una folla mista di frat boys, punker, surfer e ragazzi alternativi, molti dei quali furono introdotti per la prima volta almeno all'idea di musica "urbana" nei primi anni '80. I Peppers introdussero la musica rap alla folla dei fratelli con il portafoglio a catena e lo skate, e catturarono il nervo nazionale degli adolescenti estraniati dal rock "hair band" corporativo come diffuso dalla radio FM e da MTV. Rese possibile che i Beasties ricevessero trasmissioni radio quando Licensed to Ill uscì e che i Faith No More avessero i loro quindici minuti di celebrità — e aiutarono a presentare George Clinton a una generazione di ragazzi bianchi. I Peppers furono una delle prime band a essere presentate su 120 Minutes, il che aiutò a preparare il terreno per i preferiti dai critici rock, i Nirvana e il successivo boom "alternative".
*I RHCP (e anche i Bad Brains e i Fishbone) hanno totalmente ridefinito il livello della musicalità metal-punk-dub-che-sia. Anche nel thrash — punk o metal — dovevi ora essere veramente capace di suonare. Il touring incessante ha aperto la strada a tutto. I Chili Peppers sono instancabili cani da strada internazionali, musicisti-attori spettacolari. L'intensità folle dei salti in giro dei Peppers durante i loro concerti dal vivo li ha portati attraverso i tempi di magra fino a quando "Higher Ground", una cover di Stevie Wonder dall'album Mother's Milk, non è esplosa su MTV nel 1989.
*In breve, i Red Hot Chili Peppers aiutarono a dare forma alla direzione che il rock moderno futuro avrebbe preso a livello mondiale. Anche se non sembrava che sarebbe andata a finire così. Nonostante le enormi difficoltà iniziali — cambi di personale, problemi di droga, vendite deludenti, mancanza di un'ampia diffusione radio FM — i Peps hanno prevalso.
*Proprio come i Rolling Stones, che iniziarono nei primi anni '60 come seri missionari del blues, così i Chili Peppers inizialmente salirono sul palco come entusiasti evangelisti del funk. I Peps provenivano anche da una linea musicale che risale ai Germs, agli X e, ovviamente, ai Fear, in cui Flea suonò per un breve periodo. I Peppers fusero tutto in un vaudeville sferzante di punk, funk e rap.
===[[Andrea Pezzi]]===
*A differenza di altre band della nostra generazione, che sono la testimonianza del Rock degli anni '90 e 2000, loro non si sono "youtubeizzati", non sono entrati in un mondo così largo come invece altri hanno fatto. Sono bravissimi, ma non hanno fatto quell'opera di "democratizzazione" del rock che è tipica di chi ha fatto epoca [...]. I Red Hot non hanno avuto il carisma di un leader come Bono: [...] li ho visti come un gruppo di amici, tutti uguali, nessuno che se la tirava più degli altri. Non c'era un leader vero. Credo che forse da qualche parte John Frusciante fosse veramente il leader, ma era un leader diverso, rivolto alla purezza della musica, non al mondo. E questo può essere un "pro" fino ad un certo punto, ma può essere un "contro" se devi fare quel salto di qualità che di solito nasce dall'ambizione individuale. Per questo non hanno saputo entrare dentro il tempo della storia, e quando il Rock non entra dentro la storia inevitabilmente diventa una parabola che punta verso il basso.
*Con Californication, [...] stavano facendo un bel salto in avanti. Guardando indietro certamente c'era una discografia rilevante, però personalmente li ho vissuti con particolare attenzione dalla nuova band in poi. Non ho avuto un effetto nostalgico, forse perché ho iniziato ad amarli proprio con questo album. Io sono per questa "seconda stagione": non che la prima non mi piacesse, ma con Californication sono diventati molto più rilevanti dal punto di vista della cultura pop. Hanno portato il rock in un luogo diverso. Non sarebbero mai stati i Red Hot Chili Peppers, secondo me, senza questo passaggio di allargamento.
*Mi ricordo benissimo la dinamica di gruppo dei Red Hot Chili Peppers, questo gruppo di ragazzi che assomigliava molto a un normale gruppo di amici. Erano molto "sani", molto più sani di quanto mi aspettassi [...]. Erano ordinati e disciplinati, dei professionisti veri, erano rockstar ma non nell'accezione che questo termine poteva avere negli anni '60 e '70, alla Frank Zappa per intenderci: non erano affatto sregolati o al di fuori da qualsiasi concetto di socialità, anzi. Loro sono stati, secondo me, negli anni '90, in assoluto, IL gruppo degli anni '90, così come lo erano stati gli U2 a cavallo fra gli '80 e i '90. Hanno traghettato il rock verso il nuovo millennio.
===[[Chad Smith]]===
[[File:2016 RiP Red Hot Chili Peppers - Chad Smith - by 2eight - DSC0184.jpg|thumb|Il batterista Chad Smith entrò nella band nel 1988, divenendo subito uno dei pilastri della formazione: «nel terzo millennio un fenomeno come quello dei Chili Peppers è impensabile: se anche nascesse una band di quel genere, la caccerebbero via a calci nel culo dopo il primo disco... Cazzo, che tristezza!»]]
*Avere successo facendo musica onesta: questa è la fortuna che abbiamo e che ogni giorno apprezzo di più. Lo facciamo per noi e so che questo può sembrare egoista, ma la verità è che il giorno in cui non ci sentiremo più così smetteremo. Non continueremo a suonare soltanto perché la gente compra i nostri dischi, questo è sicuro.
*Crescendo e invecchiando, siamo diventati persone diverse e la musica che facciamo è inevitabilmente ispirata dalla nostra vita. Credo che l'onestà dei Peppers stia proprio in questo: non pretendiamo di fare le stesse cose di dieci o venti anni fa. Sarebbe patetico...
*I Chili Peppers non sono mai stati una band in cui c'è chi dice: "Ehi, ho questa demo completata o una parte di drum machine che voglio che tu faccia". Ognuno ha il proprio contributo creativo, che è gran parte del motivo per cui suoniamo nel modo in cui lo facciamo. Sono anche le forti personalità dei loro strumenti e la chimica che li unisce a creare il loro suono.
*La gente è legata alla nostra musica perché è vera e onesta, è emozionante ed abbiamo scritto pezzi rock, pezzi più lenti, pezzi più ritmati, copriamo una gamma piuttosto vasta.
*Nel terzo millennio un fenomeno come quello dei Chili Peppers è impensabile: se anche nascesse una band di quel genere, la caccerebbero via a calci nel culo dopo il primo disco... Cazzo, che tristezza!
*Noi non siamo i fottuti Eagles, che nella vita neanche si rivolgono la parola; noi siamo una banda, una tribù, una grande famiglia, un circolo esclusivo. Siamo diversi e facciamo cose diverse, a volte ci diamo sui nervi, e magari litighiamo, ma prima di tutto tra noi c'è sempre stato un fondo di rispetto.
*Quando suoniamo, in realtà, siamo degli attori, vogliamo che le persone che vengono a vederci si divertano. Ci divertiamo molto anche noi e continuerà ad essere così.
===[[Claudio Todesco]]===
*{{NDR|Nel 2023}} Avranno anche esaurito da tempo la loro, diciamo così, funzione storica, ma restano le canzoni e bastano e avanzano. Sono dei sopravvissuti e non è un modo di dire. [...] sono sempre in bilico tra trionfo e disfatta, e questo elemento di umanità, anche di fragilità li distingue da altri. E sono cambiati. C'è una cosa che Kiedis ha detto a proposito del senso ultimo della sua autobiografia che credo riassuma bene anche l'esperienza dei Peppers e la loro transizione da gang psico-sessuale a dispensatori di buone vibrazioni, e cioè che «va bene lottare e fallire miseramente, e comunque uscirne più o meno sani mentalmente e amando la vita».
*I Peppers sono Hollywood e i bassifondi, il culto del fisico e i morti, il successo e la droga, ''Playboy'' e i giornali controculturali, la stramberia e il commercio, le visioni psichedeliche e le fantasie sessuali, siringhe e manuali di autoaiuto, Ornette Coleman e i Lakers, la freakness e l'estasi.
*Sono strambi e assieme fighi. Anzi, hanno costruito il loro piccolo impero sull'eccentricità e sull'ostentazione della stupidità. Hanno legittimato il nonsense e le pulsioni sessuali nel rock alternativo, hanno mescolato i generi in un periodo in cui farlo non era scontato, hanno ribadito per una generazione che rischiava di scordarlo che la musica rock passa anche attraverso i corpi e la loro espressività.
*Sono una di quelle band in cui il cantante fatica a star dietro ai musicisti. È una questione di ritmo, elasticità, espressività, intonazione. Loro suonano fantasmagorici e lui a volte un po' piatto. In certi frangenti, la performance vocale non eccellente di Anthony Kiedis conta poco, specie quando ci sono decine di migliaia di persone che cantano assieme a lui.
*Un concerto dei Peppers è sempre inevitabilmente anche una storia di fratellanza e di dialogo fra i musicisti. L'immagine che meglio lo riassume è questa: Flea e Frusciante che suonano uno di fronte all'altro nelle loro brevi jam. Molto si basa sul loro interplay, ma a volte sembra che il bassista dialoghi col suo strumento con Smith lasciando a Frusciante lo spazio per divagare [...]. Finché riusciranno a tirare fuori questo suono plastico, questa materia sonora cangiante e instabile, questa miscela basso-chitarra-batteria che sta tra rock e funk e colpisce allo stomaco, i Red Hot avranno vita.
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte"/>
==Voci correlate==
*[[Anthony Kiedis]], cantante della band.
*[[Flea]], bassista della band.
*[[John Frusciante]], chitarrista della band.
*[[Chad Smith]], batterista della band
*[[Josh Klinghoffer]], ex chitarrista della band.
*[[Hillel Slovak]], ex chitarrista della band.
*[[Dave Navarro]], ex chitarrista della band.
*[[Jack Sherman]], ex chitarrista della band.
*[[Jack Irons]], ex batterista della band.
*[[Cliff Martinez]], ex batterista della band.
*[[Rick Rubin]], produttore della band.
*[[Michael Beinhorn]], ex produttore della band.
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante i|preposizione=sui}}
===Opere===
{{Pedia|The Red Hot Chili Peppers||(1984)}}
{{Pedia|Freaky Styley||(1985)}}
{{Pedia|The Uplift Mofo Party Plan||(1987)}}
{{Pedia|Mother's Milk||(1989)}}
{{Pedia|Blood Sugar Sex Magik||(1991)}}
{{Pedia|One Hot Minute||(1995)}}
{{Pedia|Californication (album)|''Californication''|(1999)}}
{{Pedia|By the Way (album Red Hot Chili Peppers)|''By the Way''|(2002)}}
{{Pedia|Stadium Arcadium||(2006)}}
{{Pedia|I'm with You (Red Hot Chili Peppers)|''I'm with You''|(2011)}}
{{Pedia|The Getaway (Red Hot Chili Peppers)|''The Getaway''|(2016)}}
{{Pedia|Unlimited Love||(2022)}}
{{Pedia|Return of the Dream Canteen||(2022)}}
{{Red Hot Chili Peppers}}
==Collegamenti esterni==
*[http://www.redhotchilipeppers.it/testi/ Testi delle canzoni], ''Redhotchilipeppers.it''.
*[http://www.redhotchilipeppers.it/traduzioni/ Traduzioni dei testi delle canzoni], ''Redhotchilipeppers.it''.
*[http://www.venicequeen.it/cms/Table/Testi-/-Traduzioni/ Testi e traduzioni delle canzoni], ''Venicequeen.it''
[[Categoria:Gruppi musicali statunitensi]]
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1410029
1410028
2026-04-10T14:31:53Z
SirPsych0
33615
/* Return of the Dream Canteen */
1410029
wikitext
text/x-wiki
[[File:RHCP Live in London 26 June 2022.jpg|miniatura|upright=1.4|I Red Hot Chili Peppers nel 2022]]
'''Red Hot Chili Peppers''', gruppo rock statunitense attivo dal 1982.
==Citazioni tratte da canzoni==
===''The Red Hot Chili Peppers''===
'''Etichetta''': EMI, 1984, prodotto da Andy Gill.
*''Bene, sto per cavalcare un cavallo dai denti a sciabola attraverso le colline di Hollywood | l'ovest più lontano, più remoto | si, è così che mi sento | Bene, scavo nella sporcizia e scavo nella polvere, arrostiscono i miei pasti''.
:''Well, I'm gonna ride a saber tooth horse through the Hollywood hills | the farther west, the farther out | yeah, that's the way I feel | well, I dig the dirt an' I dig the dust I barbecue my meals''. (da ''True Men Don't Kill Coyotes'', n. 1)<ref name="sherman">Testi di Anthony Kiedis, Flea, Jack Sherman e Cliff Martinez.</ref>
*''La passione sgocciola dagli occhi del [[coyote]] | riesce ad assaporare il suo sangue | e il sangue non mente mai, muori viso pallido! | i veri uomini non uccidono i coyote''.
:''Passion dripping from the coyote's eyes | he can taste his blood | an' blood never lies pale face die | true men don't kill coyotes''. (da ''True Men Don't Kill Coyotes'', n. 1)<ref name="sherman"/>
*''Per le strade della città, tenevo i dischi in tasca | farò sentire i Chili Peppers così il pubblico potrà scatenarsi | mi scusi signore, non sentirà il mio pensiero? | suono in un gruppo, sì, ci chiamiamo i Red Hot | mentre sono via, amico, non ho timore | non ho tempo per dare pacche sulle spalle e parlare''.
:''On the city streets, I got the tunes in my pocket | I'll play the Chili Peppers so the public can rock | excuse me mister, won't you hear my thought? | I play in a band, yeah, we're called the Red Hots | while I'm away, boy, I'm afraid not | I've got no time to flick and talk''. (da ''Baby Appeal'', n. 2)<ref name="sherman"/>
*''Quando stai solo fermo in piedi o seduto tranquillo | pensa alle [[rana|rane]] che traggono un gran piacere dal saltare, | prendi una piccola lezione dai [[canguro|canguri]], | non lo sai che stanno saltando come matti, salta tu!''
:'' When you're just standing or sitting still | think about the frogs gettin' a thrill, | take a little lesson from the kangaroos, | don't you know they're jumpin' foos, jump you!'' (da ''Get Up and Jump'', n. 4)<ref name="slovak">Testi di Anthony Kiedis, Flea, Hillel Slovak e Jack Irons.</ref>
*''Siamo tutti un gruppo di fratelli che vivono in modo figo | insieme ad altri sei milioni in questo posto chiamato LA | LA è il posto giusto, mi dà fuoco in fiamme | per me, è una corsa attraverso un labirinto di raccolta del cotone | la città mi fa saltare, ha un sacco di ragazze cattive | beh, certo, ci sono alcuni imbecilli, ma ho ancora i miei calci''.
:''We're all a bunch of brothers living in a cool way | along with six million others in this place called LA | LA is the place, sets my mind ablaze | for me, it's a race through a cotton-picking maze | the town makes me jump, it's got a bunch of bad chicks | well sure, it's got some chumps, but I still get my kicks''. (da ''Out in L.A.'', n. 8)<ref name="slovak"/>
*''L'[[elicottero]] della polizia passò velocemente in cielo, | l'elicottero della polizia che atterra sul mio occhio.''
:'' Police helicopter shot the sky | police helicopter landin' on my eye.'' (da ''Police Helicopter'', n. 9)<ref name="slovak"/>
====Citazioni su ''The Red Hot Chili Peppers''====
*All'inizio eravamo un band esplosiva, però il nostro primo album non era affatto un disco esplosivo. ([[Flea]])
*In via del tutto teorica, l'omonimo debutto dei Red Hot Chili Peppers è un capolavoro del rock. Peccato che sia un disco brutto. Tuttavia, a livello filosofico rimane rivoluzionario: quasi nessuno con la pelle bianca prima di questi sei ragazzi [...] aveva contaminato in modo così assurdo e scanzonato il rock con il funky e il rap. Naturalmente, tradurre il pensiero in un'azione compiuta è un percorso impegnativo, ecco perché le dieci canzoni di The Red Hot Chili Peppers [...] sono musica che raramente prende consistenza. Ma sotto lo slappare del basso maniacale di Flea, sotto il cantare acerbo e talvolta sfiatato di Kiedis e sotto il tambureggiare di Martinez, c'è l'istinto degli occhi della tigre [...]. Ecco, su quest'esordio manca quell'irresistibile arroganza che li renderà appunto i Red Hot Chili Peppers. ([[Gianni Della Cioppa]])
*''Mommy Where's Daddy'' ha diversi elementi che la rendono speciale. Flea, Cliff e io componemmo la musica con naturalezza e facilità e rapidamente ne facemmo una prova poi tutti assieme. Il suo essere più funky e groovy la rendeva diversa dal restante materiale che virava dal punk intenso fino all'hard rock. Poi quando l'andammo a registrare come demo, fu la prima del cd. Sentii il timbro vocale e il testo. Ne fui veramente colpito e dissi a Anthony quanto rendesse efficace il tutto. Il testo faceva venire la pelle d'oca anche se non era perfetto. Flea decise di interpretare la parte della bimba come fosse un dialogo tra padre e figlia e la cosa era veramente divertente [...]. Mi piace molto anche ''Green Heaven'' perché è tra le più naturali nel cd. Per farti capire, quel solo venne registrato tutto in presa diretta in un canale a sé [...]. Mi piace molto ottenere tutti i tipi di suoni diversi e approcciare in stili e ho avuto modo di dare il mio contributo a quel disco. ''Grandpappy Du Plenty'' fu divertente, creare tutto quel sound bizzarro. E Dave Jerden mi disse [...] dopo aver registrato Baby Appeal, che non riusciva a togliersi dalla testa quel riff di chitarra. ([[Jack Sherman]])
*Per quanto riguarda l'aspetto giullaresco, questa è roba di buon cuore (e come giullaresca, dovrebbe esserlo). Il motivo per cui non è del tutto convincente non è nemmeno il fatto che sia di buon cuore: la band è abbastanza oltraggiosa, anche se probabilmente non nel modo in cui pensa di esserlo. Forse c'è un indizio in questa misteriosa osservazione del portavoce Flea: 'Grandmaster Flash e Kurtis Blow hanno grandi 'rap', ma non una musica così grande che li accompagni.' In un bassista, questa è una seria delusione . ([[Robert Christgau]])
===''Freaky Styley''===
'''Etichetta''': EMI, 1985, prodotto da George Clinton.
[[File:HillelSlovak1983 (cropped).jpg|thumb|Hillel Slovak, fondatore e chitarrista originario della band, morì nel 1988 in seguito ad un'overdose di eroina: «ho sempre avuto un profondo legame con Hillel. Aveva la capacità di far superare alle persone le barriere che erigevano per non rivelare più di tanto agli altri». ([[Anthony Kiedis]])]]
*''Sono un uomo della [[giungla]], | sono un uomo della giungla, | sono un uomo della giungla, | riesco ad avere tutti i cespugli che posso.''
:''I am a jungle man, | I am a jungle man, | I am a jungle man, | I get all the bush I can.'' (da ''Jungle Man'', Side 1, n. 1)<ref name="martinez">Testo scritto da Anthony Kiedis, Flea, Hillel Slovak e Cliff Martinez.</ref>
*''Oh, dammi una casa | dove vaga il bufalo | e dove la morte di una razza è un gioco, | dove raramente si sente | una parola di pace, | pronunciata dal bianco povero | che uccise appena vennero loro, | benché queste parole scavino a fondo | non offrono nessun sollievo.''
:''Oh give me a home | where the buffalo roam | and the death of a race is a game, | where seldom is heard | a peacable word, | from the white trash | who killed as they came, | though these words dig deep | they offer no relief.'' (da ''American Ghost Dance'', Side 1, n. 3)<ref name="martinez"/>
*''Non ci importa delle band inglesi | non ci importa dei Synth Funk | non ci importa dei Wham Wham | non ci importa dei Duran Duran | perché noi siamo | i Red Hot Chili Peppers!''
:''Nevermind the British bands | nevermind the Synth Funk bands | nevermind the Wham Wham band | nevermind Duran Duran | cause we're | The Red Hot Chili Peppers!'' (da ''Nevermind'', Side 1, n. 5)<ref name="slovak"/>
*''Li fotto, solo per vedere l'espressione della loro faccia | lo dico ad alta voce | sono stravagante | e sono orgoglioso''.
:''I fuck 'em, just to see the look on their face | I say it out loud | I'm freaky styley | and I'm proud''. (da ''Freaky Styley'', Side 2, n. 1)<ref name="martinez"/>
*''Amando e baciando e | masturbando e strusciando e | accarezzando e seducendo e | essere fatti e venendo | ti stringerò per una vita | ti stringerò per sempre | faccio di te mia moglie e | non ti dimenticherò mai''.
:''Loving and kissing and | rubbing and scrubbing and | styling and slumming an | rolling and cumming | I'll hold you a lifetime | I'll love you forever | I'll make you my wife and | I'll never forget you''. (da ''Lovin' and Touchin'', Side 2, n. 5)<ref name="martinez"/>
*''Dalla croce lei ha alzato la testa, | questo è quello che ha detto la suora, | non date amore finché non sarete sposate, | non vivete nessuna vita finché non sarete morte.''
:''From the cross she's raised her head, | this is what the sister said, | give no love until you're wed, | live no life until you're dead.'' (da ''Catholic School Girls Rule'', Side 2, n. 6) <ref>Testo di Anthony Kiedis, Flea e Cliff Martinez.</ref>
====Citazioni su ''Freaky Stylely''====
*So che la musica di questo album era troppo insolita e tetra per essere in grado di piacere al pubblico, ma ha saputo anticipare molte tendenze musicali di quel periodo, in modo definitivo e sostanziale. Molte nostre registrazioni di allora furono considerate "troppo funk per il pubblico bianco, troppo punk per quello di colore." Di sicuro i brani erano ancora lontani dalle connotazioni pop dei lavori successivi, e non credo che avesse contribuito qualche forma di segregazione al loro mancato successo. ([[Flea]])
===''The Uplift Mofo Party Plan''===
'''Etichetta''': EMI, 1987, prodotto da Michael Beinhorn. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[Hillel Slovak]] e [[Jack Irons]] (eccetto ''Behind the Sun'', composta anche da [[Michael Beinhorn]]).
*''Combatti come un impavido, | non essere [[schiavitù|schiavo]], | nessuno può dirti | che devi essere spaventato.''
:''Fight like a brave | don't be a slave | no one can tell you | you've got to be afraid.'' (da ''Fight Like a Brave'', n. 1)
*''In mezzo a questi versi d'amicizia, | devo cantare un attimo qualcosa | che non ho provato, | riguarda | il mio amico | e il suo nome è [[Hillel Slovak|Hillel]], | verso il quale il mio amore | è sacro come quello di un fratello, | prendilo, brufoloso | ragazzo smilzo, prendilo.''
:''In this friendly verse | I've got to sing a little something | that I haven't rehearsed | it's about | my man | and his name is Hillel | for who my love | is woul brother sacred | take it hickleberry | slim boy take it.'' (da ''Me & My Friends'', n. 3)
*''Ah, qualcuno versò sangue molti anni fa | qualcuno versò sangue ma non lo sapevi | che dalle boscaglie in cui crebbe Chuck Berry | arrivano i tuoi alti longilinei padri del rock and roll | oh no | portami nella tua boscaglia adesso''.
:''Ah, someone spilled blood many years ago | Ow! | someone spilled blood, but do you know | that from the backwoods where the Chuck Berries grow | come your long tall daddies of a rock and roll | oh no | take me to your backwoods now''. (da ''Backwoods'', n. 4)
*''Un giorno mentre facevo il bagno nel mare | il mio [[delfino]] parlante mi parlò, | mi parlava in sinfonia | dalla pace di libertà sotto il mare, | mi guardò, gli occhi pieni d'amore, | disse: sì, viviamo dietro il sole.''
:''One day while bathing in the sea | my talking dolphin spoke to me | he spoke to me in symphony | from freedom's peace beneath the sea | he looked to me eyes full of love | said yes we live behind the sun.'' (da ''Behind the Sun'', n. 6)
*''Salta indietro per l’amore sciocco | tu non tornerai per riparare | ma no, no, no, no, no | io non sono un idiota schiavo dell'amore | non vogliamo idioti schiavi dell'amore''.
:''Jump back for chump love | you won't be back for cover | but no no no no | I'm no chump love sucker | no chump love sucker''. (da ''No Chump Love Sucker'', n. 9)
*''Ho pensato che il tuo amore | fosse una faccenda seria | ma ho perso il mio orgoglio | quando ho capito che | il sapore nella mia borsa | e la mia mazza da baseball | era tutto quello che ti interessava''.
:''I thought that your love | was a matter of fact | but I lost my pride | when I realized that | the smack in my bag | and my baseball bat | was all you were after''. (da ''No Chump Love Sucker'', n. 9).
*''Rappresentiamo i figli di Hollywood | Hollywood è dove viviamo | rappresentiamo il meglio di Hollywood | la band Organic Anti-Beat Box''.
:''We represent the hollywood kids | hollywood is where we live | we represent the hollywood jam | organic anti-beat box band''. (da ''Organic Anti-Beat Box Band'', n. 12)
====Citazioni su ''The Uplift Mofo Party Plan''====
*A conti fatti, ''Uplift'' è probabilmente il disco più potente che abbiamo fatto. Non dico il migliore, anche se per qualcuno potrebbe esserlo, ma sicuramente il più diretto, nel senso di suonare a manetta senza pensare a un cazzo, e fare arte. Quel disco mette insieme rock, funk e arte esattamente come volevamo noi all'epoca. Eravamo matti come cavalli e sulla via della perdizione, ma ce l'abbiamo fatta, abbiamo fatto un disco di cui siamo fieri. ([[Flea]])
* Fight Like a Brave è considerata a tutti gli effetti un manifesto del riscatto, sia dal punto di vista personale di Kiedis, sia da quello musicale della band. Il brano rappresenta un potente messaggio di rinascita: celebra la decisione di combattere la dipendenza e la voglia di tornare a vivere, incoraggia a non essere schiavi delle proprie paure o delle aspettative altrui, invita a lottare con coraggio. Il brano è diventato un inno alla resilienza, una metafora per invitare a rialzarsi chiunque si senta senza speranza o "nel fango della vita". ([[Ivan Zazzaroni]])
*Mi piace tutto il disco. Ma è stata anche la prima volta che ho cominciato davvero a sentirmi in forma come produttore, come arrangiatore/compositore e come musicista. Nel complesso l'esperienza è stata sfiancante e logorante, ma quando lo ascolto è veramente un gran bel disco. Mi fa ricordare benissimo quel periodo, i posti dove siamo stati mentre lo facevamo, le persone coinvolte e ogni minima cosa che è successa. C'è un forte senso di libertà e di leggerezza in quel disco, ed è bellissimo. ([[Michael Beinhorn]])
*''The Uplift'' è stata l'emozione del ritorno insieme dei quattro membri originari [...]. Con ''Uplift'', abbiamo trascorso molto tempo in pre-produzione. Stavamo lavorando con Michael Beinhorn. Abbiamo trascorso un mese in pre-produzione. Poi siamo andati ai Capitol Studios. È stato davvero emozionante. Non credo che nessuno di noi fosse mai stato in un vero studio ufficiale come quello. ([[Jack Irons]])
===''Mother's Milk''===
'''Etichetta''': EMI, 1989, prodotto da Michael Beinhorn. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
[[Immagine:RedHotChiliPeppersAdam1989.jpg|thumb|Il cantante [[Anthony Kiedis]] e il bassista [[Flea]] durante un concerto ad Amsterdam nel 1989: «siamo come due strani fratelli. Siamo competitivi, però ci adoriamo. Siamo uno lo specchio dell'altro. Se sto bene con me stesso, sto bene con Flea e viceversa».]]
*''Può sembrare davvero che abbiamo strani modi di fare | ma lo facciamo con compassione e non crediamo nell'età | viaggiamo per il mondo andando nudi sul palco | cacciando fuori la gente dalla loro gabbia quotidiana | ci piace pensare che rendiamo felici chi è triste | e ci piace rendere orgogliosi la nostra mamma e il nostro papà''.
:''Indeed it may seem that we have strange ways | but we do it with compassion and don't believe in age | travel round the world gettin naked on the stage | bustin' people out of their everyday cage | we like to think we make a sad man happy | and we like to make proud our mammy and our pappy''. (da ''Good Time Boys'', n. 1)
*''[[Magic Johnson|M-a-g-i-c]] ci vediamo in campo | il ragazzone nero è venuto per giocare a modo suo | e il suo gioco è ostacolare | M-a-g-i-c magia di ragazzone nero, | altre squadre pregano e sognano, | ma a lui non gliene frega un cazzo.''
:''M-a-g-i-c see you on the court | buck has come to play his way and his way is to thwart | M-a-g-i-c magic of the buck | other teams pray for dreams | but he don't give a fuck.'' (da ''Magic Johson'', n. 4)
*''Strappami gli slip | santifica la mia anima | sono capriccioso di natura | cammina totem | guarda e vedi penso, che tu sia d'accordo | nessuno è strano come me''.
:''Bust my britches | bless my soul | i'm a freak of nature | walking totem pole | look and see I think you'll agree | nobody weird like me''. (da ''Nobody Weird Like Me'', n. 5)
*''Se mi vedi esagerare, | se mi vedi sballare, | dammi una calmata, | non sono più grande della vita.''
:''If you see me getting mighty | if you see me getting high | knock me down | I'm not bigger than life.'' (da ''Knock Me Down'', n. 6)
*''Vattene e assapora la [[sofferenza]], | ritorna in qualche altro giorno, | non sei lieta che non eri dispiaciuta? | Divertente come il prezzo che viene pagato.''
:''Walk away and taste the pain | come again some other day | aren't you glad you weren't afraid | funny how the price gets paid.'' (da ''Taste the Pain'', n. 7)
*''Capelli così lisci, neri come il carbone | aw baby il modo in cui ondeggi | tu indossi un vestito così blu | che porti i miei jeans via | lei viene e va ed io lo so | lei cumina almeno una volta al giorno | non posso resistere, bacio le tue labbra | tu sei la mia cameriera messicana sexy''.
:''Hair so smooth, black as coal | aw baby the way you sway | you wear the dress so very blue | that you take my blues away | she comes and goes that I know | she cums at least once a day | I can't resist I kiss you lips | you're my sexy mexican maid''. (da ''Sexy Mexican Maid'', n. 12)
====Citazioni su ''Mother's Milk''====
*È stato un album difficile da realizzare per me, non sapevo nulla del lavoro in studio di registrazione e gran parte del mio lavoro è consistito in me che suonavo con Michael Beinhorn seduto vicino ed io ero completamente all'oscuro di ciò che lui potesse considerare una buona registrazione o cosa non lo fosse. Sì, ho avuto un sacco di difficoltà a registrare quel disco per questa ragione, per quel periodo quella era una visione innovativa che influenzò molte persone in molti modi e lui aveva questa visione così chiara da farmi sentire che io non avessi alcuna voce in capitolo o uno spazio per adattarmi a ciò che lui voleva in un modo che mi risultasse confortevole. Lui aveva preso anche il controllo del processo di mixaggio e nessuno di noi era presente o ha avuto una versione finale del disco, non lo abbiamo nemmeno ascoltato. Le canzoni sono state ri-editate in modo totalmente differente da come le avevamo scritte e cose del genere... sì, è stata un'esperienza molto intensa. ([[John Frusciante]])
* È stato un grande cambiamento rispetto al sound dei RHCP fino a quel momento [...]. Per quanto riguarda la reazione della band al prodotto finale... beh... non ho mai scoperto cosa ne pensassero del mix finale. Tuttavia, quando finalmente ho fatto ascoltare ad Anthony le tracce con le chitarre finite per la prima volta (fino ad allora non era stato presente a nessuna delle sessioni), ha dato di matto, e non in senso positivo. Penso che la band abbia in qualche modo rinnegato il disco per questo motivo. ([[Michael Beinhorn]])
*Ecco il passo epocale per la band: la tragica scomparsa di Hillel Slovak porta a un radicale cambiamento di formazione e a Kiedis e Flea si affiancano i John Frusciante e Chad Smith. Il risultato è pura eccellenza: nuove energie, freschezza, urgenza e qualità si condensano in quello che può essere tranquillamente considerato come tra i migliori episodi della loro carriera. Il sound si definisce sempre di più, anche se sono evidenti tracce del momento di transizione [...], ma la definizione che ne dà il quotidiano ''Boston Globe'' ("an high octane fusion of metal, funk and rap") è quella che probabilmente fotografa al meglio il clima dell'album. Sorprende la quantità d'influenze elaborate nei tredici brani, ricchi anche di citazioni e di rimandi [...]. Mother's Milk diede il successo alla band, che si affacciò per la prima volta in classifica e sorpassò le 500.000 copie vendute, per arrivare poi negli anni a superare il milione di unità. ([[Antonio Bacciocchi]])
*I punk che amavano Hendrix e i P-Funk tanto tempo fa, stanno finalmente monetizzando il loro buon gusto, e sebbene i non credenti ne disconoscano la sincerità, il problema è l'esecuzione. Allora non erano tecnicamente dotati, e ora spingendo la chitarra in primo piano suonano anche più grezzi. Ma sono bravissime persone, davvero: menzionano la 'compassione' proprio nella prima strofa. ([[Robert Christgau]])
*''Mother's Milk'' è fondamentale per il loro percorso artistico ed è con quest'album che si consacrano come importante gruppo rock. Penso che questo disco abbia anche mostrato l'ampia gamma di stili di cui il gruppo era capace, rivelando una maggiore maturità. ([[Camilla Pia]])
===''Blood Sugar Sex Magik''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 1991, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
*''Giusta o sbagliata, la mia canzone è forte | se non ti piace, passa oltre | dico quel che voglio, faccio quel che posso | morte al messaggio del [[Ku Klux Klan]].''
:''Right or wrong, my song is strong | you don't like it, get along | say what I want, do what I can | death to the message of the Ku Klux Klan.'' (da ''The Power of Equality'', n. 1)
*''La [[Bianco e nero (antropologia)|rabbia più nera, la paura più bianca]] | mi sentite, sono chiaro? | pace è il mio nome, questo è il mio momento | posso prendermi un pò di potere?''
:''Blackest anger, whitest fear | can you hear me, am I clear? | my name is peace, this is my hour | can I get just a little bit of power?'' (da ''The Power of Equality'', n. 1)
*''Voglio essere un [[gangster]], | penso che lui sia un ragazzo saggio | svaligiare un'altra banca, | lui è uno che tira pugni in faccia | testa dura, | un tipo alla Bonnie e Clyde | guardalo negli occhi, | lui non è il mio tipo.''
:''A wanna be gangster | thinkin' he's a wise guy | rob another bank | he's a sock 'em in the eye guy | tank head | Mr. Bonnie and | Clyde guy | look him in the eye | he's not my kinda guy.'' (da ''If You Have to Ask'', n. 2)
*''Se devi chiedere, | mai potrai sapere | che ai bastardi [[funk|funky]] | non si gli sarà detto di andarsene.''
:''If you have to ask | you'll never know | funky motherfuckers | will not be told to go.'' (da ''If You Have to Ask'', n. 2)
*''Cresciuto da mio padre | ragazza del giorno | lui era il mio uomo | questo era il modo | lei era la ragazza | lasciata sola | sentendo il bisogno | di fare di me la sua casa | non so cosa quando o perché | il tramonto dell'amore era arrivato''.
:''Raised by my dad | girl of the day | he was my man | that was the way | she was the girl | left alone | feeling the need | to make me her home | I don't know what when or why | the twilight of love had arrived''. (da ''Breaking the Girl'', n. 3)
*''Gira e rigira | ti senti bruciare, | stai spezzando il cuore alla [[ragazzo|ragazza]], | lei non voleva farti male | pensi di essere così intelligente, | ma ora devi piantarla | stai spezzando il cuore alla ragazza, | lui non ama nessun'altra.''
:''Twisting and turning | your feelings are burning | you're breaking the girl | she meant you no harm | think you're so clever | but now you must sever | you're breaking the girl | he loves no one else.'' (da ''Breaking the Girl'', n. 3)
*''Guardami, non vedi | che tutto ciò che voglio davvero essere | è esser libero da un mondo | che mi ferisce | ho bisogno di sollievo | ragazza, vuoi che sia | il tuo ladro?''
:''Look at me cant you see | all I really want to be | ss free from a world | that hurts me | I need relief | do you want me girl| to be your thief''. (da ''Suck My Kiss'', n. 5)
*''Donami dolci e sacre benedizioni | la tua bocca è stata fatta per succhiare il mio [[bacio]].''
:''Give to me sweet sacred bliss | your mouth was made to suck my kiss.'' (da ''Suck My Kiss'', n. 5)
*''Posso aver mentito, sono proprio uno stupido, | i miei occhi non potranno mai mai mai | mantenere la loro freddezza | li ho fatti vedere a lei e le ho spiegato come | mi avesse colpito, ma sono fottuto adesso.''
:''I could have lied I'm such a fool | my eyes could never never never | keep their cool | showed her and I told her how | she struck me but I'm fucked up now.'' (da ''I Could Have Lied'', n. 6)
*''[[Bob Marley]] poeta e profeta, | Bob Marley mi ha insegnato come arrendersi, | Bob Marley fa quello che dice, | mio Dio, non vedi che lo sto tossendo?''
:''Bob Marley poet and a prophet | Bob Marley taught how to off it | Bob Marley walkin like he talk it | Goodness me cant you see I'm gonna cough it.'' (da ''Give It Away'', n. 9)
*''Amo mia madre perchè lei ama me | è passato ormai il tempo in cui mi puliva | Sento perfettamente mio fratello che mi sta abbracciando | bevi il mio succo giovane amore sputa e succhiami''
:''My mom I love her cause she love me | long gone are the times when she scrub me | feelin' good my brother gonna hug me | drink my juice young love chug-a-lug me''. (da ''Give It Away'', n. 9)
*''Sangue, zucchero, pesce remora | nel mio piatto | quante porzioni ne vorresti? | entro nel paradiso | dove mi alleo dalla parte dell'anima | ragazza dammi piacere | sii la mia anima gemella.''
:''Blood sugar sucker fish | in my dish | how many pieces | do you wish | step into a heaven | where I keep it on the soul side | girl please me | be my soul bride.'' (da ''Blood Sugar Sex Magik'', n. 10)
*''Note incontrollabili | dalla sua gola di Biancaneve | riempiono lo spazio | in cui due corpi fluttuano | guidati da una voce | fanatico per scelta | il fiore è aromatico | lei deve essere umida.''
:''Uncontrollable notes | from her snowwhite throat | fill a space | in which two bodies float | operatic by voice | fanatic by choice | aromatic is the flower | she must be moist.'' (da ''Blood Sugar Sex Magik'', n. 10)
*''Guido sulle sue strade ''{{NDR|riferito a [[Los Angeles]]}}'' | perché lei è la mia compagna, | cammino per le sue colline | perché lei mi conosce davvero, | lei vede le mie buone azioni | e mi bacia con la brezza, | non sono mai preoccupato, | ora questa è una bugia.''
:''I drive on her streets | 'cause she's my companion | I walk through her hills | 'cause she knows who I am | she sees my good deeds | and she kisses me windy | I never worry | now that is a lie.'' (da ''Under the Bridge'', n. 11)
*''Sotto il [[ponte]] in centro | è dove ho versato sangue, | sotto il ponte in centro | non mi bastava mai, | sotto il ponte in centro | ho dimenticato il mio amore, | sotto il ponte in centro | ho buttato la mia vita.''
:''Under the bridge downtown | is where I drew some blood | under the bridge downtown | I could not get enough | under the bridge downtown | forgot about my love | under the bridge downtown | I gave my life away''. (da ''Under the Bridge'', n. 11)
*''Tanto tanto tempo fa | prima del vento e della neve | viveva un uomo, viveva un uomo che conosco | uno scherzo della natura chiamato Signor Psycho | Signor Psycho eccomi sono io | qualche volta scopro di aver bisogno di urlare.''
:''A long, long, long, long time ago | before the wind, before the snow | lived a man, lived a man I know | lived a freak of nature named Sir Psycho | Sir Psycho Sexy that is me | sometimes I find I need to scream.'' (da ''Sir Psycho Sexy'', n. 16)
*''Sono stato fermato da una poliziotta | nella mia auto | disse esci e allarga le gambe | e poi cercò di palparmi | la poliziotta | era tutta vestita in blu | era carina? Ragazzo ti sto raccontando | mi colpì il culo con il suo grosso manganello nero | dissi "che succede?" ora succhiami il cazzo.''
:''I got stopped by a lady cop | in my automobile | she said get out and spead your legs | and then she tried to cop a feel | that cop she was all dressed in blue | was she pretty? Boy I'm tellin' you | she stuck my butt with her big black stick | I said "what's up?" now suck my dick''. (da ''Sir Psycho Sexy'', n. 16)
====Citazioni su ''Blood Sugar Sex Magik''====
*Abbiamo raggiunto un picco creativo, molto alto, secondo me registrando il disco ''Blood Sugar''! Le sensazioni erano veramente intense. Eravamo rimasti ad un livello medio di popolarità, lavorando e facendo tour per anni, e con quel disco siamo diventati una rock band importantissima. ([[Flea]])
*"Blood Sugar Sex Magik" sono quattro parole che abbiamo scelto perché suonavano bene insieme. Quattro termini il cui significato lega e si inserisce ottimamente nella natura e nell'essere dei Red Hot. Inoltre, in questo mondo che si avvicina al 2000, governato da computer, media sempre più sofisticati, ci si allontana purtroppo da ciò che riguarda lo spirito, avvicinandosi invece ad aspetti meno legati al nostro essere. Perciò abbiamo tirato in ballo il sangue, il sesso, la magia: quasi in contraddizione con i dettami dell'odierna way of life. La magia fa parte del lato spirituale dell'uomo e i Red Hot sono un mezzo per far passare tale fluido nell'universo. ([[Anthony Kiedis]])
*È un cocktail tipico dei Chili. In ''Mother's Milk'' del 1989 il gruppo aveva messo a punto una miscela di hard rock, funk e canzoni efficaci. Serviva solo un successo. E arrivò con "Under The Bridge", il peana all'eroina di Anthony Kiedis animato dalla chitarra straziante di John Frusciante. Fruttò all'album sette milioni di copie vendute negli Stati Uniti [...]. Altrove ci sono pensieri incentrati perlopiù sul sesso, rafforzati dal basso rimbombante di Flea e dalla batteria inarrestabile di Chad Smith. Tra i pezzi di spicco, la viziosa "Suck My Kiss" e "My Lovely Man", tributo allo scomparso predecessore di Frusciante Hillel Slovak. Rubin chiese anche una canzone su "ragazze e auto". Pur disprezzata da Kiedis, "The Greeting Song" è una delle diciassette ragioni per salire sulla giostra di ''Blood Sugar Sex Magik''. Fatelo subito. (''[[1001 album]]'')
*Il disco non aveva obiettivi, né intellettuali né verbali. Ci svegliavamo al mattino e suonavamo come ci sentivamo di fare... componevamo musica con la stessa naturalezza con cui un fiore cresce. Eravamo in una dimensione tutta nostra. Il resto del mondo non esisteva e noi vivevamo in un universo d'immaginazione scatenata. ([[John Frusciante]])
===''One Hot Minute''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 1995, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[Dave Navarro]] e [[Chad Smith]].
[[Immagine:Dave Navarro, Santa Barbara Bowl, 2008.jpg|thumb|Il chitarrista [[Dave Navarro]] militò nella band dal 1993 al 1998, incidendovi l'album ''One Hot Minute'': «a volte vorrei non essere mai entrato nei Chili Peppers, ma credo che questo dipenda dal mio carattere difficile».]]
*''La mia tendenza | alla dipendenza | mi offende, | mi stravolge | fingo di vedermi forte e libero | dalla mia dipendenza | mi sto rovinando.''
:''My tendency | for dependency| is offending me | it's upending me | I'm pretending see | to be strong and free | from my dependency | it's warping me.'' (da ''Warped'', n. 1)
*''Adoro il [[piacere e dolore|piacere con punte di dolore]], | la [[musica]] è il mio aeroplano, | è il mio aeroplano | dolce usignolo e Jane la acida, | la musica è il mio aeroplano, | è il mio aeroplano.''
:''I like pleasure spiked with pain | and music is my aeroplane, | it's my aeroplane,| songbird sweet and sour Jane | and music is my aeroplane, | it's my aeroplane.'' (da ''Aeroplane'', n. 2)
*''Iniziò quando eravamo ragazzini | spiriti liberi ma già tormentati | dalle nostre stesse mani dateci dai nostri genitori | stavamo assieme e scrivevamo sui banchi | e dormivamo nelle lavanderie vicino alle montagne nevose.''
:''Free spirits but already tormented | by our own hands given to us by our parents | we got together and wrote on desks | and slept in laundry rooms near snowy mountains | e dormivamo nelle lavanderie vicino alle montagne nevose.'' (da ''Deep Kick'', n. 3)
*''I miei amici sono così depressi, | capisco il problema | della vostra solitudine | confidatevi... vi sarò sempre vicino | sapete che lo sarò, sapete che lo sarò.''
:''My friends are so depressed | I feel the question | of your loneliness | confide...'cause I'll be on your side | you know I will, you know I will.'' (da ''My Friends'', n. 4)
*''Vediamoci al Coffee Shop, | possiamo ballare come [[Iggy Pop]] | un altro inizio nel parcheggio | idiota la guancia sul tuo punto debole.''
:''Meet me at the Coffee Shop | we can dance like Iggy Pop | another go in the parking lot | frewak the cheek on your hot spot.'' (da ''Coffee Shop'', n. 5)
*''Penso che farò una passeggiata | e scoprirò di cosa si tratta | e non è difficile | solo io e i miei due piedi | al caldo, mi sono riuscito a incontrare.''
:''I think I'll go on a walkabout | and find out what it's all about | and that ain't hard | just me and my own two feet | in the heat, I got myself to meet.'' (da ''Walkabout'', n. 8)
*''Mi piacevano i tuoi baffetti, {{NDR|riferito a [[Kurt Cobain]]}} | e mi piaceva la fossetta sul mento, | i tuoi occhi celesti. | Dipingevi quadri, | perché colui che ti fa stare male, | può dare veramente tanto, | e tu me lo hai dato.''
:''I liked your whiskers, | and I liked the dimple in your chin, | your pale blue eyes. | You painted pictures, | 'cause the one who hurts, | can give so much, | you gave me such.'' (da ''Tearjerker'', n. 9)
*''Seduto nel fuoco | andate d'accordo e divertiteci | galleggiando per essere più alto | forse sono il tuo speciale testimone silenzioso | respira la luna | è mangia il sole | seduto nel fuoco.''
:''Sitting in the fire | get along and have some fun | floating to be higher | maybe I'm your special one | silent testifier | breathe the moon | and eat the sun | sitting in the fire.'' (da ''One Hot Minute'', n. 10)
*''Non mi brucerai mai, | non mi brucerai mai, | sarò il tuo eretico, | non puoi reprimermi, | sono il libero potere, | la [[verità]] appartiene a tutti.''
:''You'll never burn me | you'll never burn me | I will be your hereticy | you can't contain me | I am the power free | truth belongs to everybody.'' (da ''Shallow Be Thy Game'', n. 12)
*{{NDR|Riferito a River Phoenix}} ''Sei il mio dio, sei il mio cane | mi hai tenuto vicino, l'amore non ha mai perso | ti ho chiamato hippie, hai detto vaffanculo | hai detto che tuo fratello è un vero punk rocker | qualcosa accadrà | qualcosa molto presto | trascendere la carne potrebbe essere una brezza | mandami oh oltre la luna.''
:'' You are my God, you are my dog | you kept me close, love never lost | I called you hippie, you said fuck off | said your brother’s a real punk rocker | something gonna happen | something very soon | transcending flesh could be a breeze | sending me oh over the moon.'' (da ''Transcending'', n. 13)
====Citazioni su ''One Hot Minute''====
*A molte persone non frega granché di quell'album! Sai, musicalmente parlando i nostri precedenti erano così incredibilmente differenti da venire in un certo senso a galla in quel disco. Ne ho ascoltato un po' di recente ed ero tipo "wow, alcuni di questi pezzi sono proprio fighi!" [...] non fu ben accolto ma è questo ciò che ottieni quando prendi un tizio da una band che ha un sound distinto e lo incastri in una band che ha un altro sound distinto: è normale che ci si scontri un po'! ([[Dave Navarro]])
*Dio benedica Dave Navarro, è stato un grande, ma non ci ha messo il cuore. Fare quel disco è stato come farsi cavare uno a uno tutti i fottuti denti che abbiamo in bocca... ([[Flea]])
*È un disco davvero triste e depresso, ma d'altronde il vero significato di tutto il lavoro è quello di passare attraverso periodi oscuri, tragici e funesti per uscire all'altro capo, dove c'è la luce. Quindi, anche se le persone diranno che è un disco scuro, anche se noi stessi diciamo che lo è, il vero feeling che emerge da questo è che bisogna vivere e imparare da queste esperienze. Essere vivi per poterle raccontare, avere la fortuna di farne un disco. ([[Anthony Kiedis]])
*Oggi è reputato una pagina secondaria nella produzione della band californiana, come dimostra il fatto che ben pochi dei suoi tredici episodi [...] siano stati eseguiti dal vivo nell'ultimo paio di decenni. L'anello debole della catena, insomma? Legittimo, ma anche ingeneroso, considerando che One Hot Minute ha al suo arco molte frecce acuminate. Sicuramente, è un capitolo anomalo della saga dei RHCP, in virtù di un sound definibile in estrema sintesi come "meno funk e più hard", e al di là del valore di molti suoi brani, risulta proprio per questo più meritevole di altri dischi ben più celebrati e fortunati dal punto di vista commerciale. La sua sintesi più aggressiva e nervosa ben si addice al mood piuttosto cupo dei testi [...]. Ecco, forse la chiave migliore per inquadrare One Hot Minute è vederlo come un assaggio di quello che l'ensemble avrebbe potuto diventare: probabilmente meno da stadio/radio e più, come dire?, "interessante". ([[Federico Guglielmi]])
*Per me è un album molto dark, anche se la gente a volte non lo considera tale, per me, farlo mi ha intristito molto. E anche averlo finito è stato molto triste! ([[Flea]])
===''Californication''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 1999, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
*''In giro per il mondo | potremmo recuperare del tempo | schiamazzando sbattendo i piedi | perché mi sento al massimo | Nato al nord | e ho giurato di farvi divertire | perché sto venendo verso | lo stato della Pennsylvania.''
:''All around the world | we could make time | rompin' and a stompin' | 'cause I'm in my prime | born in the north | and sworn to entertain ya | 'cause I'm down for | the state of Pennsylvania.'' (da ''Around the World'', n. 1)
*''Madre [[Russia]] non soffrire, | so che sei abbastanza coraggiosa | sono stato in giro per il mondo | ed ho visto il tuo amore.''
:''Mother Russia do not suffer | I know you're bold enough | I've been around the world | and I have seen your love.'' (da ''Around the World'', n. 1)
*''Nella profondità | di un universo parallelo | sta diventando sempre più duro | dire ciò che viene prima | sotto l'acqua dove i pensieri | ossono respirare facilmente | lontano tu eri stato creato dal mare | proprio come me.''
:''Deep inside of a parallel universe | it's getting harder and harder | to tell what came first | under water where thoughts can breathe easily | far away you were made in a sea | just like me.'' (da ''Parallel Universe
*''Cristo io sono la chiave dell'orologio | sono un re della California | lo giuro è ovunque | è ogni cosa.''
:''Christ I'm a sidewinder I'm a | California King | I swear it's everywhere | it's everything.'' (da ''Parallel Universe'', n. 2)
*''Una cicatrice nella carne che avrei voluto tu vedessi | un uomo sarcastico lo sa | chiudi gli occhi e io ti darò un bacio perché, | con gli uccelli condividerò | con gli [[uccello|uccelli]] condividerò | questa vista solitaria | con gli uccelli condividerò | questa vista solitaria.''
:''Scar tissue that I wish you saw | sarcastic mister know it all | close your eyes and I'll kiss you 'cause | with the birds I'll share | with the birds I'll share | this lonely view | with the birds I'll share | this lonely view.'' (da ''Scar Tissue'', n. 3)
*''Quanto tempo, quanto tempo scivolerò? | Separato dalla mia parte, io non | io non credo sia male | taglia la mia gola, è tutto ciò che ho sempre... | ho sentito la tua voce attraverso una foto | ci ho pensato su e il passato è tornato indietro | quando sai che non puoi mai tornare indietro | devo portarla dall'altro lato''.
:''How long how long will I slide? | Separate my side, I don't | I don't believe it's bad | slit my throat, it's all I ever... | I heard your voice through a photograph | I thought it up and brought up the past | once you know you can never go back | I've got to take it on the otherside''. (da ''Otherside'', n. 4)
*''Una stellina [[Scarlatto|scarlatta]] e lei è nel mio letto | una candidata per la mia anima gemella ha sanguinato | premi il grilletto e tira il filo, | devo portarla da un'altra parte.''
:''Scarlet starlet and she's in my bed | a candidate for my soul mate bled | push the trigger and pull the thread | I've got to take it on the otherside | take it on the otherside.'' (da ''Otherside'', n. 4)
*''Il [[sole]] può sorgere pure a est, | ma almeno si stabilisce nella posizione finale | è chiaro che [[Hollywood]] | vende la californicazione.''
:''The sun may rise in the East | at least it settles in the final location | It's understood that Hollywood | sells Californication.'' (da ''Californication'', n. 6)
*''Paghi il tuo chirurgo molto bene | per rompere l'incantesimo dell'età | la pelle delle celebrità, è questo il tuo tarlo | oppure questa è una guerra che stai combattendo?''
:''Pay your surgeon very well to break the spell of aging | celebrity skin, is this your chin | or is that war you're waging?'' (da ''Californication'', n. 6)
*''L'animale della California è un orso | losangelino, ma al diavolo potrebbe interessare | l'estate per parlare e giurare | forse più tardi potremmo prendere una boccata d'aria | ti porterò nei cinema della zona | potremmo fare una passeggiata a Leicester Square | cosa può esserci di più umido | di una ragazza inglese ed un uomo americano?''
:''The California animal is a bear | angeleno but the Devil may care | summer time to talk and swear | later maybe we could share some air | I'll take you to the movies there | we could walk through Leicester Square | what could be wetter than | an english girl, american man?'' (da ''Emit Remmus'', n. 9)
*''I tuoi occhi solari non assomigliano a niente che io abbia mai visto | qualcuno di caro che può vedere fino in fondo | mi prenderei le tue colpe, sai che farei qualunque cosa | lo farò per te.''
:''Your solar eyes are like nothing I have ever seen | somebody close that can see right through | I'd take a fall and you know that I'd do anything | I will for you.'' (da ''This Velvet Glove'', n. 11)
*''Camminando per la strada | con i miei due alleati preferiti | completamente ubriachi, | prendiamo snacks e rifornimenti | è giunto il momento di fuggire | andiamo a perderci | in qualsiasi posto negli U.S.A.''
:''Road trippin' | with my two favorite allies | fully loaded, | we got snacks and supplies | It's time to leave this town | it's time to steal away | let's go get lost | anywhere in the U.S.A.'' (da ''Road Trippin''', n. 15)
====Citazioni su ''Californication''====
*Californication era fantastico su molti livelli e per molte ragioni. Avere di nuovo John era una cosa grossa per noi. Ci sentivamo come se fossimo una nuova band [...]. Non c'era alcuna atmosfera alla "Woo-hoo! John Frusciante è tornato, le vendite andranno di nuovo alle stelle!", nessuna pressione – questa volta più che mai, non stavamo inseguendo nessun grande disco [...]. Di nuovo, si trattava semplicemente di scrivere canzoni, come per Blood Sugar. Noi 4 in una stanza a fare un mucchio di canzoni veloci e semplici. È così che nascono i buoni album. La canzone più ostica fu Californication. Anthony aveva scritto il testo da tempo. Di solito noi scriviamo la musica e le melodie e lui ci scrive su, ma al tempo aveva viaggiato tanto e vide che il mondo si era "californizzato" – vide l'influenza globale che Hollywood ha sul mondo. Provammo a ricamarci sopra la musica, ma semplicemente non funzionava – niente funzionava finché non andammo in studio e un giorno John ne creò una parte. Le altre parti si incastrarono molto rapidamente dopo di essa – e il resto erano tutte queste altre canzoni che avevamo realizzato [...]. Ma eravamo preparati, davvero preparati, e terminammo tutto molto velocemente. L'album fu ultimato in sei settimane, o forse due mesi, qualcosa del genere. Fu un periodo divertente e fresco, avevamo tutti le batterie ricaricate ed eravamo eccitati dalla musica. ([[Chad Smith]])
*Credo che abbiamo fatto un buon lavoro, abbiamo fatto buona musica, curando ogni singola nota, ci siamo spesi completamente, per un tempo molto lungo e sono molto orgoglioso del disco che ne è venuto fuori. ([[Flea]])
*Fu una grande confluenza di eventi essenziali, che ci permise di nuovo di esistere come band e di fare musica per nessun'altra ragione all'infuori dell'esprimere il nostro spirito creativo. Creò per noi uno spazio in cui lavorare senza alcun tipo di aspettativa. Ce la stavamo godendo. Stavamo ancora combattendo con i nostri personali demoni, io stavo ancora alternando momenti in cui ero pulito e momenti in cui facevo uso di droghe. Fare quel disco fu davvero l'esperienza di una vita. Chi l'avrebbe detto che sarebbe stato l'album più popolare della nostra carriera? Non era a questo che puntavamo. Stiamo attraversando un periodo caldo nel quale i dischi si vendono ancora come negli anni '80 e '90, anche se credo che uscì nel '99. ([[Anthony Kiedis]])
*Mentre il sound rimaneva legato al loro distintivo stile funk, ''Californication'' rivelava un aspetto più melodico e serio della band. Con la maggior parte dei "peperoncini" che viaggiava ormai verso i quaranta, i riferimenti a matrimonio e figli riflettono un cambiamento delle priorità. La title track getta uno sguardo impietoso su Hollywood e sul mondo uniformato dell'arte e della cultura in California. Dal punto di vista musicale, l'album include più canzoni vicine alla ballata, come "Porcelain" e "Road Trippin'", sature di chitarre, benché la band non disconosca le proprie origini funk/punk in tracce più movimentate come "I Like Dirt" e "Get On Top". ''Californication'' svela anche nuovi aspetti del talento vocale di Anthony Kiedis. ''Californication'' restituì ai Red Hot Chili Peppers molti dei loro vecchi fan grazie a un notevole miglioramento della forma, mentre al contempo attirava a sé un'intera generazione di nuovi ammiratori. (''[[1001 album]]'')
*Non è tutto sulla California. Lo è e non lo è. Quindi la risposta è si ed allo stesso tempo no. Ci sono molte idee, colori, emozioni e cose caratteristiche della California. Storie e immagini che ti fanno pensare alla California, ma anche a come il resto del mondo immagina la California. ([[Anthony Kiedis]])
*Si può dire che ''Californication'' è l'album a cui hanno lavorato per tutta la carriera. È davvero un disco fantastico. È quello dove Frusciante ha ormai accumulato l'esperienza giusta per avere una posizione di leader musicale al fianco di Flea e Anthony Kiedis. E poiché la sua è una personalità particolarmente ispirata, all'età tra il magico e il creativo, ne consegue che anche il disco assuma connotazioni magiche. ([[John Aizlewood]])
===''By the Way''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 2002, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
*''Sono in piedi in coda | per vedere il concerto di stasera | e c'è una luce accesa | che manda un grande bagliore, | a proposito, cercavo di dire | che sarei rimasto lì ad aspettare | Dani la ragazza mi sta cantando delle canzoni, | sotto il tendone pieno.''
:''Standing in line to | see the show tonight | and there's a light on | heavy glow, | by the way I tried to say| I'd be there waiting for | Dani the girl is singing songs to me | beneath the marquee overload.'' (da ''By the Way'', n. 1)
*''Ho visto il tuo viso, | elegante e stanco, | fatto a pezzi dalla caccia, | ancora io lo ammiro | il tuo sorriso iniettato di sangue, | delicato e selvaggio, | dammi lo stile della lupa, | squarciami bene da cima a fondo.''
:''I saw your face, | elegant and tired, | cut up from the chase, | still I so admired | bloodshot your smile, | delicate and wild, | give me shewolf style, | rip right thru me.'' (da ''Universally Speaking'', n. 2)
*''Lassù sulla montagna dove lei è morta | tutto ciò che ho sempre voluto era la tua vita. | Nel profondo canyon non riesco a nascondermi | tutto ciò che ho sempre voluto era la tua vita.''
:''Way upon the mountain, where she died | all I ever wanted was your life. | Deep inside the canyon, I can't hide | all I ever wanted was your life.'' (da ''Dosed'', n. 4)
*''Vola via sul mio zefiro, | lo sento più che mai | e con questo tempo perfetto, | troveremo un posto insieme, | vola sulla mia mente.''
:'' Fly away on my zephyr, | I feel it more than ever | and in this perfect weather, | we'll find a place together, | fly on my wind.'' (da ''The Zephyr Song'', n. 6)
*''Il mondo che amo, | le lacrime che verso | per essere parte | dell'onda che non si può fermare | mi chiedo sempre se tutto ciò sia per te.''
:''The world I love | the tears I drop| to be part of | the wave can't stop | ever wonder if it's all for you.'' (da ''Can't Stop'', n. 7)
*''Non puoi fermare gli spiriti quando han bisogno di te | cime di spazzolone contente quando ti nutrono | J. Butterfly è sulla cima dell'albero | uccelli che cantano il significato in un bebop.''
:''Can't stop the spirits when they need you | mop tops are happy when they feed you | J. butterfly is in the treetop | birds that blow the meaning into bebop.'' (da ''Can't Stop'', n. 7)
*''Qualcosa nelle carte | so che è giusto | non voler vivere | la vita di qualcun'altro | questo é quello che voglio | e questo è quello che ti do | perché l'ho ottenuto gratis | lei sorride mentre faccio le mie cose.''
:''Something inside the cards | I know is right | don't want to live | somebody elses life | this is what I wanna be | and this is what I give to you | because I get it free | she smiles while I do my time.'' (da ''I Could Die for You'', n. 8)
*''Al di sopra delle leggi della luce | sopra la luna di mezzanotte | facciamolo per tutto questo tempo | tutti desiderano che ce ne andiamo.''
:''Over the lawns of light | over the moon by midnight | let's do it all this time | everyone wishing well we go.'' (da ''Midnight'', n. 9)
*''Butta via la tua [[televisione]], | è tempo di prendere questa sana decisione, | il maestro attende, è uno scontro ora, | è una ripetizione di una storia già raccontata, | è una ripetizione e sta diventando vecchia.''
:''Throw away your television, | time to make this clean decision, | master waits for it's collision now, | it's a repeat of a story told, | it's a repeat and it's getting old.'' (da ''Throw Away Your Television'', n. 10)
*''Tutti vogliamo dirglielo, dille che la amiamo | Venice diventa una regina, la migliore che abbia mai visto | vogliamo tutti baciarla, dille che ci manca | Venice diventa una regina, la migliore che abbia mai visto.''
:''We all want to tell her, tell her that we love her | Venice gets a queen, best I've ever seen | we all want to kiss her, tell her that we miss her | Venice gets a queen, best I've ever.''
*''So che hai detto che non credi in Dio | non eravamo d'accordo | ora che è tempo che te ne vada | G-L-O-R-I-A | è amore, amica mia''
:''I know you said you don't believe | in God, do you still disagree | now that it's time for you to leave | G-L-O-R-I-A | is love, my friend | my friend, my friend.'' (da ''Venice Queen'', n. 16)
====Citazioni su ''By the Way''====
*Credo che la maggior parte dei testi siano canzoni d'amore, ma l'idea generale della musica, invece, descrive esattamente chi siamo come persone e deve avere, quindi, una gamma molto ampia di cose diverse. ([[Flea]])
*Devo ammettere che ho provato un senso di apertura molto forte nello scrivere la maggior parte di queste canzoni, mi sono sentito fortemente vicino all'universo in alcuni giorni, tutto aveva un senso e tutto era perfetto e ho sentito tutto questo amore che mi scuoteva. ([[Anthony Kiedis]])
*È il disco più emozionante che ho realizzato in vita mia. Se m'immagino sessantenne a ripensare alla mia opera, questo è un album del quale andare fieri, il più perfetto. Il fatto che Anthony abbia attraversato un periodo piuttosto difficile durante la registrazione del disco, ha prodotto stupende canzoni d'amore. Cantarle con la certezza di non poter mai più rivedere la sua ragazza ha caricato le interpretazioni di un pathos unico. ([[John Frusciante]])
*L'album ''By the Way'' è musica sincera, rozza, viscerale. È un disco dinamico, ricco e sfarzoso. Probabilmente è la migliore raccolta di canzoni dei Chili Peppers. ([[Chad Smith]])
*Quanto sono disperati i critici alla ricerca di spettacoli di qualità da parte di band con qualsiasi residuo di peso commerciale. Questo disco a rilento, non è terribile a meno che tu non ti aspetti il 'funk' per eccellenza, ma sebbene sia stato osannato in un mese privo di notizie, è di certo un paio di giri più fiacco di Californication. Quando sei una band esplosiva, la saggezza non ha importanza. Ma melodie, armonie e tutto il resto dovrebbero trascinare con sé del contenuto spirituale. Non è sufficiente che Anthony Kiedis diventi tutto ad un tratto maturo: si suppone che dica qualcosa di interessante sulla maturità. E non ha mai avuto assolutamente nulla da dire su nient'altro. ([[Robert Christgau]])
*Un disco pieno di belle canzoni e belle melodie. La compattezza della band è arricchita da altri elementi: cori, inserimenti di elettronica, tastiere, orchestra. Diciamo che è un album più libero rispetto ai precedenti. Per quanto mi riguarda mi sono ispirato moltissimo ai Beatles di Sgt. Pepper. E per la prima volta mi sono divertito in sala di registrazione. ([[John Frusciante]])
===''Stadium Arcadium''===
[[File:Rhcp-live-pinkpop05.jpg|thumb|I Red Hot Chili Peppers in concerto al Pinkpop Festival nel 2006: «siamo una band che c'è da veramente tanto tempo, e che ha vissuto tante cose. Cose belle e cose tragiche e drammatiche, feriti, ma in pace con noi stessi». ([[Flea]])]]
'''Etichetta''': Warner Bros, 2006, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
*''Nata nello stato del Mississippi | suo padre era un poliziotto e sua madre una hippy | lei dondolerebbe un martello in Alabama | è il prezzo che devi pagare quando esci dal panorama | lei non aveva mai saputo che | ci fosse dell’altro, ancora peggio | la tua compagnia mi ha preso per far cosa nel mondo?''
:''Getting born in the state of Mississippi | poppa was a Copper and Momma was a Hippy | n Alabama she would swing a hammer | price you gotta pay when you break the Panorama | she never knew that there was anything more than poor | what in the World does your Company take me for?'' (da ''Dani California'', disco 1, n.1)
*''[[California]], riposa in pace, | sollievo simultaneo, | California, mostra i denti, | lei è la mia sacerdotessa, io sono il tuo sacerdote.''
:''California, rest in peace, | simultaneous release, | California, show your teeth | she's my priestess, I'm your priest.'' (da ''Dani California'', disco 1, n. 1)
*''Sono giunto alla decisione che le cose che ho provato | erano, nella mia vita, solo per arrivare in alto | quando mi siedo, e sono solo, penso a quel che già so | ma ho bisogno di più di me stesso, questa volta | un legame dalla strada al mare al cielo | e così credo a ciò su cui facciamo affidamento | quando mi do da fare | mi metto a suonare | tutta la mia vita per sacrificio.''
:''Come to decide that the things that I tried | were, in my life just to get high on | when I sit alone come get a little known | but I need more than myself this time | strip from the road to the sea to the sky | and I do believe what we rely on | when I lay it on | come get to play it on | all my life to sacrifice.'' (da ''Snow (Hey Oh)'', disco 1, n. 2)
*''Lo stadio d'arcadia | un riflesso della luna | sto prendendo forma, mi sto scaldando | stato dell'arte | finché le nuvole si scontreranno | cose molto strane sono successe | sia prima che dopo mezzogiorno | sto prendendo forma, mi sto scaldando | mi sto spronando | e no non mi importa di chiedere ora.''
:''The Stadium Arcadium | a mirror to the moon | well I'm forming and I'm warming | state of the art | until the clouds come crashing | stranger things have happened | both before and after noon | well I'm forming and I'm warming | pushing myself | and no I don't mind asking now.'' (da ''Stadium Arcadium'', disco 1, n. 4)
*''40 investigatori questa settimana | 40 investigatori forti | stanno passeggiando lungo la strada dell'amore, | passeggiare questo è molto sbagliato, | posso avere il mio co-imputato.''
:''40 detectives this week | 40 detectives strong | takin' a stroll down love street, | strollin' is that so wrong, | can I get my co-defendant.'' (da ''Hump de Bump'', disco 1, n. 5)
*''Ha solo 18 anni | non le piacciono i [[Rolling Stones]] | ha preso la via più breve | per diventare grande | ha quell’anello dell'umore | una sorellina cresciuta |l'odore di Springsteen | un paio di collant''.
:''She's only 18 | don't like the Rolling Stones | she took a short cut | to being fully grown | she's got that mood ring | a little sister rose | the smell of Springsteen | a pair of pantyhose.'' (da ''She's Only 18, disco 1, n. 6)
*''Conosco una ragazza che ha lavorato in un negozio | sapeva poco della vita | conosceva a malapena il suo nome | hanno provato a dirle che non sarebbe mai diventata | felice come quelle ragazze nelle riviste | che lei ha comprato con i suoi stipendi.''
:''I know a girl she worked in a store | she knew not what her life was for | she barely knew her name | they tried to tell her she would never be | as happy as the girl In the magazine | she bought it with her pay.'' (da ''Sloow Ceetah'', disco 1, n. 7)
*''Il mio lato oscuro è così amplificato | conversazioni che ritornano per soddisfare | un semplice figlio ma è così | i miei affari d'amore con ognuno | erano innocenti perché ti preoccupi | qualcuno avvii la macchina | è ora di andare | sei la migliore cosa che conosco.''
:''My shadows side so amplified | keeps coming back to satisfy | elementary son but it's so | my love affair with everywhere | was innocent why do you care | someone start the car | time to go... You're the best I Know.'' (da ''Wet Sand, disco 1, n. 13)
*''Sono abituato ad essere così sicuro di me | sono abituato a sapere solo cio' che voglio | e dove andare | piu' di tutto potrei usare una coincidenza | ma ora cammino da solo | e parlo di lei quando me la sento.''
:''I used to be so full of my confidence | I used to know just what I wanted and just where to go | more than ever I could use a coincidence | but now I walk alone and talk about it, when I know.'' (da ''Hey'', disco 1, n. 14)
*''Mai nel posto sbagliato, al momento sbagliato | la profanazione è il sorriso sul mio viso |l'amore che ho fatto è una forma del mio spazio | il mio viso, il mio viso.''
:''Never in the wrong time or the wrong place | desecration is the smile on my face | the love I made is the shape of my space | my face my face.'' (da ''Desecration Smile'', disco 2, n. 1)
*''Potremmo tutti andarcene a Malibu a fare casino, | la [[Coca-Cola]] non fa la giustizia | che si gode, | potremmo tutti venir fuori con | qualcosa di nuovo da distruggere, | potremmo tutti finire in basso.''
:''We could all go down to Malibu and make some noise, | Coca-Cola doesn't do the justice | she enjoys, | we could all come up with | something new to be destroyed, | we could all go down.'' (da ''Desecration Smile'', disco 2, n. 1)
*''Dimmi baby, qual è la tua storia? Da dove vieni | e dove vuoi andare questa volta? | Dimmi, amore, sei sola? | Quello di cui abbiamo bisogno non è mai tutto quello che è difficile da trovare.''
:''Tell me baby what's your story, where you come from | And where you wanna go this time? | Tell me lover are you lonely? | The thing we need is never all that hard to find on.'' (da ''Tell Me Baby'', disco 2, n. 2)
*''Tutto ciò che voglio è che tu sia felice | cogliere questo momento per fare di te la mia famiglia | alla fine hai trovato qualcosa di perfetto e | alla fine hai trovato.''
:''All I want is for you to be happy and | take this moment to make you my family and | finally you have found something perfect and | finally you have found.'' (da'' Hard to Concentrate'', disco 2, n. 3)
*''Perso nella valle | senza i miei cavalli | nessuno può dirmi | quale è il mio rimorso | Dio ha fatto questa donna | che sta di fronte a me | lei ha bisogno di qualcuno da abbracciare.''
:''Lost in the valley | without my horses |no one can tell me | what my remorse is | God made this lady | that stands before me | she need somebody to hold.'' (da ''She Looks to Me'', disco 2, n. 5)
*''Qualcosa oltre qui | dove l'amore è il tuo unico amico e | noi siamo i soli | che ti faranno stare meglio e qualcuno da evitare | quando l'amore è l'unica fine e | noi siamo i soli | che ti faranno stare meglio.''
:''Something out there | where love is your only friend and | we are the ones | that will make you feel better and | someone to spare | when love is the only end and | we are the ones | that will make you feel better.'' (da ''Make You Feel Better'', disco 2, n. 8)
====Citazioni su ''Stadium Arcadium''====
*Così come ''Blood Sugar'' fu il punto di svolta quando i vinili cedettero il passo ai CD, ''Stadium Arcadium'' potrebbe essere visto come il momento in cui gli album furono considerati una raccolta di playlist digitali [...]. questo è un album progettato per essere mixato e abbinato, per creare la propria playlist, per essere masterizzato da solo. È progettato per farti sequenziare le sue 28 canzoni in modo coerente, dato che la band non si è presa la briga di farlo; è il primo album importante di una band importante che ha tanto senso in modalità casuale quanto nella sua sequenza corretta. [...] Dopo di che, è un lungo e tortuoso percorso di pop alternativamente spaziale e solare, ballate e qualche incursione funk che un tempo era il marchio di fabbrica dei Chili Peppers, ma ora funge da modo per spezzare la monotonia. E ci vuole qualcosa per spezzare la monotonia, non perché la musica sia brutta, ma perché esiste tutta allo stesso livello e le viene data una produzione piatta e incolore che è diventata la firma di Rick Rubin ultimamente. [...] E mentre quei fan accaniti potrebbero certamente apprezzare lo spirito da "crea la tua avventura" di ''Stadium Arcadium'', è difficile non pensare che sia responsabilità della band il fatto che questo sia un album ripetitivo, ma molto buono, e modellarlo in qualcosa di più incisivo ed efficace. Chiamatela la versione rock del King Kong di Peter Jackson: c'è qualcosa di davvero grandioso e asciutto sepolto sotto l'eccesso, ma è così indulgente che è un'opera che solo un fanboy potrebbe davvero amare. ([[Stephen Thomas Erlewine]])
*Il processo è stato di iniziare a scrivere, e di essere abbastanza intelligenti da permettere a questa musica di fluire attraverso di noi. L'abbiamo scritto e inciso nel miglior modo di cui siamo capaci [...]. Sì, volevamo pubblicare 3 dischi, a sei mesi di distanza l'uno dall'altro; abbiamo deciso di non farlo, perché sarebbe stato strano e avrebbe generato confusione nella gente, che non avrebbe saputo quale scegliere. Una trilogia: sarebbe sembrata una fottuta cosa epica [...]. Circa un anno e mezzo fa ci siamo ritrovati, ci siamo rinchiusi in una stanza per 4 giorni alla settimana per sei mesi, e abbiamo composto il materiale. Alla fine avevamo 38 canzoni, le abbiamo registrate tutte, e 28 sono finite sul disco. ([[Flea]])
*In questo disco ho inevitabilmente rigurgitato i miei miti, Hendrix, Jimmy Page, i Grand Funk, ma mai deliberatamente ho rubato una sola nota a uno di loro. Con gli anni abbiamo imparato a capitalizzare le energie e a neutralizzare le debolezze che hanno rischiato di ucciderci. ([[John Frusciante]])
*La prima volta che ho sentito la base della canzone che sarebbe poi diventata "Dani California", qualcosa di quella base mi ha fatto pensare "Oh, questa è la storia che deve accadere" e una volta scritta metà della storia sembrava che la persona di cui stavo scrivendo fosse Dani della canzone "By the Way" e quindi ho attinto da lì. ([[Anthony Kiedis]])
*Questo disco, Stadium Arcadium, è la nostra grande affermazione, ed è il meglio che possiamo fare, il massimo di cui siamo capaci e se non vi piace questo disco, non vi piacciono i Red Hot Chili Peppers, punto. ([[Flea]])
*Solo la ben nota storia del loro premio ai Grammy rende vagamente interessante la solita storia del loro doppio album che avrebbe dovuto essere uno solo. Un tempo erano la band del bassista, ora del chitarrista, sono soprattutto una band degli anni '80; il loro nucleo spirituale, per quanto esista, è radicato nell'agonia e nell'estasi dell'eroina e della cocaina. Almeno quando comandava il bassista ravvivavano queste dinamiche troppo sfruttate con ritmi più vivi. Ora le appesantiscono con le melodie, almeno quando sono in forma, come nel brano sulla relazione senza uscita "Desecration Smile" e nella proposta di matrimonio "Hard to Concentrate". ([[Robert Christgau]])
*Una delle cose di maggior ispirazione che stava succedendo quando abbiamo iniziato a scrivere questo disco era che ogni singolo elemento della band ed il nostro produttore Rick Rubin si erano innamorati di recente ed io pensavo che non ne avrei avuto neanche il tempo, ma in retrospettiva, quando sento le emozioni e tutti i tasti che vengono premuti quando riascolto quelle canzoni, diventa ovvio che ogni giorno in cui entravamo nella stanza, c'erano quattro ragazzi che in qualche modo erano molto felici ed innamorati, esplodendo per l'emozione di questa nuova relazione. ([[Anthony Kiedis]])
===''I'm with You''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 2011, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[Josh Klinghoffer]] e [[Chad Smith]].
*''Molti dei miei migliori amici indossano | i colori della corona, | e Mary vuole rafforzarla, | e Sherri vuole demolire tutto, ragazza, | il salvatore della tua luce. | la monarchia delle rose, | la monarchia delle rose stasera.''
:''Several of my best friends wear, the colors of the crown | and Mary wants to build it up, and Sherri wants to tear it all back down, girl, | the saviour of your light. | The monarchy of roses | the monarchy of roses tonight.'' (da ''Monarchy of Roses'', n. 1)
*''Come ho detto, | sai che sono quasi morto, | sai che sono quasi andato | e quando il batterista suona, | sta per eseguire la mia canzone | per portarmi via.''
:''Like I said, | you know I'm almost dead, | you know I'm almost gone | and when the drummer drums, | he's gonna play my song | to carry me along.'' (da ''Brendan's Death Song'', n. 3)
*''Bastone rigido, | è la mia natura, | amore su misura | è la nomenclatura, | piegati, | confusione di massa, | iniziamo un viaggio | perché continuiamo a navigare.''
:''Stiff club, | it's my nature, | custom love | is the nomenclature, | turn down, | mass confusion, | Hitt the road | 'cause we just keep cruisin'.'' (da ''Look Around'', n. 6)
*''Ehi ora, | dobbiamo far piovere in qualche modo, | lei mi ha detto | e mostrato cosa fare, | la nostra Maggie lo fa in una nuvola.''
:''Hey now, | we've got to make it rain somehow, | she told me to | and showed me what to do, | our Maggie makes it in a cloud.'' (da ''The Adventures of Rain Dance Maggie'', n. 7)
*''Questa indecisione, | mi costringe a rannicchiarmi, | non riesco a resistere all'odore | della tua seduzione | ti ho fatto sapere? | Vorresti andare? | scartare la tua confezione, | senza molta persuasione.''
:''This indecision, | has got me cringing, | I can't resist the smell | of your seduction | did I let you know? | Would you like to go? | Unwrap the package | without much persuasion.'' (da ''Did I let You Know'', n. 8)
*''Ti ho visto alla stazione di polizia | e mi si spezza il cuore nel dirlo | i tuoi occhi si erano allontanati | a qualcosa di lontano, freddo e grigio | immagino che non l'avessi previsto | qualcuno si è abituato ai bassifondi | sognando gli anni d'oro.''
:''I saw you at the police station | and it breaks my heart to say | your eyes had wandered off | to something distant, cold and grey | I guess you didn't see it coming | someone's gotten used to slumming | dreaming of the golden years.'' (da ''Police Station'', n. 11)
*''Per favore non chiedermi chi | o chi pensi che io sia | potrei vivere senza quello | sono solo un uomo modesto | incontrami all'angolo e | dimmi cosa fare | perché ho fatto un casino con te | e non so cosa fare adesso | mi sto chiedendo in che modo procedere ora.''
:''Please don't ask me who | who you think I am | I could live without that | I'm just a modest man | meet me at the corner and | tell me what to do | 'cause I'm messed up on you | and had I known all that I do now | I'm guessing we're through now.'' (da ''Meet Me at the Corner'', n. 13)
====Citazioni su ''I'm with You''====
*''I'm with you'' è l'album dei nuovi Red Hot Chili Peppers e la presenza di un ragazzo di talento, pieno di idee, con un'ottima tecnica chitarristica e soprattutto con la voglia di essere un RHCP al cento per cento ha chiuso il cerchio. Siamo soddisfatti del lavoro che abbiamo fatto e pur rimanendo attaccati ai nostri suoni, che non abbandoneremo mai, grazie a Josh si è fatto un passo avanti, siamo andati incontro al rinnovamento che molti fan ci chiedevano a gran voce. ([[Anthony Kiedis]])
===''The Getaway''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 2016, prodotto da Danger Mouse.
[[File:2016 RiP Red Hot Chili Peppers - Josh Klinghoffer - by 2eight - DSC0296.jpg|thumb|Il chitarrista Josh Klinghoffer militò nella band negli anni 2010, incidendovi gli album ''I'm with You'' e ''The Getaway'': «solo il fatto di essere in una stanza con questi ragazzi è un onore, per non parlare del poter creare musica con loro […]. Non avrei potuto chiedere un gruppo più accogliente di persone o una migliore situazione».]]
*''Non conosci il mio pensiero, | non conosci quelli come me, | le necessità oscure fanno parte del mio progetto. | Di' al mondo che sto cadendo dal cielo, | le necessità oscure fanno parte del mio progetto.''
:''You don't know my mind, | you don't know my kind, | dark necessities are part of my design. | Tell the world that I'm falling from the sky, | dark necessities are part of my design.'' (da ''Dark Necessities''<ref name="burton">Testo di Anthony Kiedis, Flea, Josh Klinghoffer, Chad Smith e Brian Burton.</ref>, n. 2)
*''Forse sono quello giusto, | forse quello sbagliato | un'altra commedia: il pirata e il papillon | è ora di smetterla | forse sei il mio ultimo amore, | forse sei il primo | solo un altro modo per giocare all'interno di questo universo | adesso so come mai siamo venuti al mondo.''
:''Maybe I'm the right one, maybe I'm the wrong | just another play, the pirate, and the Papillon | time to call it a day | maybe you're my last love, maybe you're my first | just another way to play inside the universe | now I know why we came.'' (da ''The Longest Wave''<ref name=thegetaway/>, n. 4)
*''Dici addio al mio amore, | lo vedo nella tua anima, | dici addio al mio amore, | pensavo che avrei potuto fare tutto, | lascia che il tuo amante navighi, | la morte è stata fatta per fallire.''
:''Say goodbye my love, | I can see it in your soul, | say goodbye my love, | thought that I could make you whole, | let your lover sail, | death was made to fail.'' (da '' Goodbye Angels''<ref name=thegetaway>Testo di Anthony Kiedis, Flea, Josh Klinghoffer e Chad Smith.</ref>, n. 5)
*''I fiumi si uniscono in maniera più violenta, | di quanto ci si aspetti, bene, | l'amore malato arriva per spazzarci via. | Prigionieri dei nostri punti di vista, | di come la nostra visuale venga corretta e, | l'amore malato è il mio nuovo stereotipo.''
:''Rivers get connected so much stronger, | than expected, well, | sick love comes to wash us away. | Prisons of perspective, | how your vision gets corrected and, | sick love is my modern cliché.'' (da ''Sick Love''<ref>Testo di Anthony Kiedis, Flea, Josh Klinghoffer, Chad Smith, [[Elton John]] e [[Bernie Taupin]].</ref>, n. 6)
*''Vorrei ringraziarti e sculacciarti, | sulla tua pelle argentea, | ai [[robot|robots]] non importa dove sono stato. | Devi averlo scelto per usarlo, | quindi fammelo collegare, | i robots sono i miei prossimi simili.''
:''I want to thank you and spank you, | upon your silver skin, | robots don't care where I've been. | You've got to choose it to use it, | so let me plug it in | robots are my next of kin.'' (da ''Go Robot''<ref name=thegetaway/>, n. 7)
*''Anche se mi hai cresciuto, non sarò mai tuo padre | re di ogni Sunset Marquis | anche se sei pazzo, non sarai mai fastidioso | sei il mio vecchio uomo del mare.''
:''Even though you raised me I will never be your father | king of each and every Sunset Marquis | even though you're crazy you will never be a bother | you're my Old Man In the Sea.''<ref>La canzone venne scritta da Anthony Kiedis come dedica a suo padre, l'ex attore conosciuto nel mondo del cinema con lo pseudonimo Blackie Dammett, all'epoca malato di demenza senile. La prima strofa del ritornello è un riferimento ad una vecchia intervista in cui Dammett, ricordando l'adolescenza di Kiedis, disse che suo figlio aveva acquisito una maturità tale da poter fare in modo che i due ruoli si invertissero. La seconda strofa è invece un riferimento al romanzo ''Il vecchio e il mare'' di [[Ernest Hemingway]], uno tra gli autori preferiti da Dammett.</ref> (da ''The Hunter''<ref name="burton"/>, n. 12)
====Citazioni su ''The Getaway''====
*È stato difficile far nascere questo album, perché eravamo alla costante ricerca delle canzoni giuste. Alcuni pezzi sono stati scritti due anni fa qua a Malibu, altri sono più recenti come ''Dark Necessities'' e ''The Getaway''. Io ho scritto almeno 10 canzoni che non sono entrate in questo lavoro, perché non adatte allo stile Chili Peppers. ([[Josh Klinghoffer]])
*È stato faticoso. Quando abbiamo chiesto a Brian<ref>Vero nome di Danger Mouse, produttore del disco.</ref> di produrci avevamo già pronti 20 brani che per noi erano buoni, ma a lui non sono piaciuti. È stato uno shock: quando lavori a un brano a lungo, ti affezioni, perdi lucidità e non capisci più se funziona. Brian però voleva qualcosa di diverso, così ci siamo detti: se lavoriamo con lui, dobbiamo seguirlo. Ci siamo affidati al suo metodo che consiste nel comporre ogni giorno, in studio, musica nuova. ([[Anthony Kiedis]])
*In tante canzoni si riflette sulla vita personale di Anthony, in altre, invece, su noi come band, tipo in ''The Longest Wave'': surfare le onde diventa una metafora di vita, dove i fallimenti sono momenti temporanei che ti permettono di migliorare e raggiungere gli obiettivi che ti eri prefisso. ([[Chad Smith]])
*{{NDR|«Avete scritto le canzoni in studio?»}} Ne avevamo già composte molte ma Brian il produttore ci ha chiesto di scriverne di nuove in studio. Io ero molto scettico, mi sono detto che se nella prima settimana non veniva fuori grande musica era meglio mollare subito e tornare a Rick. Invece è andata bene dal primo giorno. Suonavo il piano, poi Brian diceva "Josh, prova ad aggiungere la chitarra", poi "Flea, il basso", insomma abbiamo creato canzoni per livelli successivi, in studio. Mai fatto prima. ([[Flea]])
===''Unlimited Love''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 2022, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
*{{NDR|Riferendosi agli [[incendi in Australia del 2019-2020]]}}<ref>La stagione degli incendi che colpirono il paese venne infatti ribattezzata come "Black Summer". {{cfr}} [[https://recovery.preventionweb.net/collections/recovery-collection-australia-black-summer-bushfires-2019-2020 vedi qui]].</ref> ''Sono una pioggia pigra | i cieli si rifiutano di piangere | la cremazione prende la sua parte della tua scorta. | La notte è vestita come il mezzogiorno | un marinaio ha parlato troppo presto | e la Cina è sul lato oscuro della luna''.
:''A lazy rain am I | the skies refuse to cry | cremation takes its piece of your supply | The night is dressed like noon | a sailor spoke too soon | and China's on the dark side of the moon''. (da ''Black Summer'', n. 1)
*''Di ornitorinchi ce ne sono pochi | la vita segreta del canguro | una personalità che non ho mai conosciuto [...] | La mia Greta pesa una tonnellata | l'arciere sta scappando | e nessuno sta da solo dietro al sole''.
:''Platypus are a few |the secret life of Roo | a personality I never knew [...] | My Greta weighs a ton | the archer's on the run | and no one stands alone behind the sun''. (da ''Black Summer'', n. 1)
*''Non sembro me stesso nelle fotografie | i lunghi giorni del tempo sono stati ingenerosi | mi manca quella te, quella che mi fa venir voglia di ridefinirmi | non sono quello di cui ti sei innamorata | non sono quello giusto, quello giusto per te''.
:''I don't look like mysеlf in photographs | long days of time have been unkind | I miss the you, the one that makes me want to redefine | I'm not the one you fell into | I'm not the one, the one for you''. (da ''Not the One'', n. 4)
*''Questi sono i modi quando vieni dall'America | le viste, i suoni, gli odori | questi sono i modi quando vieni dall' America | non voglio morire e lei si prenderà cura di te | voglio solo prosperare e ci sarà dell'isteria''.
:''These are the ways when you come from America | the sights, the sounds, the smells | these are the ways when you come from America | I don't want to die and she's gonna take good care of ya | I just want to thrive and there's gonna be hystеria''. (da ''These Are the Ways'', n. 9)
*''Quando sono con te | mi sento me stesso | non uno sconosciuto, né l'ombra | di qualcuno altro | quando ti sento | stringere la mia mano | mi commuovo | non è grandiosa questa vita?''
: ''When I'm with you | I feel like myself | no stranger, the shadow | of somebody else | when I feel you | holdin' my hand | I get touched | ain't this life grand?'' (da ''Tangelo'', n. 17)
*''Ma la forma di una vita | è lunga, senza fine | e l'odore del tuo saluto | lo conosco | e il sorriso di un coltello | raramente è amichevole | e l'odore del [[Citrus × tangelo|tangelo]] | Lo conosco''.
:''But the form of a life | is long, never-ending | and the smell of your hello | I know | and the smile of a knife | is seldom befriending | and the smell of tangelo | I know''. (da ''Tangelo'', n. 17)
====Citazioni su ''Unlimited Love''====
*Desideriamo con tutto il cuore essere una luce nel mondo, per elevare, connettere e riunire le persone. Ogni brano del nostro nuovo album Unlimited Love, è una sfaccettatura di noi, che riflette la nostra visione dell'universo. Questa è la missione della nostra vita. Lavoriamo, ci concentriamo e ci prepariamo, così che quando arriva l'onda più grande, siamo pronti a cavalcarla. L'oceano ci ha regalato un'onda potente e questo album è la cavalcata che è la somma delle nostre vite.
:''We yearn to shine a light in the world, to uplift, connect, and bring people together. Each of the songs on our new album Unlimited Love, is a facet of us, reflecting our view of the universe. This is our life's mission. We work, focus, and prepare, so that when the biggest wave comes, we are ready to ride it. The ocean has gifted us a mighty wave and this record is the ride that is the sum of our lives''.<ref group="fonte">{{en}} Da un [https://www.instagram.com/chilipeppers/p/CZivvI_oXyv/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 4 febbraio 2022.</ref>
*Fin dalla prima nota si è capito come i RHCP volessero innanzitutto tornare al suono "LArough" che li ha fatti esplodere in tutto il mondo. Tra l'altro non è un caso che "Unlimited Love" riprenda la partnership di tre decenni con Rick Rubin che ha firmato per loro gli storici "Blood Sugar Sex Magik" del '91, "Californication" del '99, "By The Way" del 2002 e "Stadium Arcadium" del 2006. Tra i pezzi più belli del disco, e ce ne sono parecchi, "Here ever After", "Not The One", il funkettone "Poster Child" e "She's A Lover" che sfocia in un coro da ricantare al volo. Colpisce "Let 'Em Cry" dove la tromba scandisce lo slancio prima di raggiungere l'apice sull'assolo di chitarra. Il finale, la diciassettesima traccia è intitolata "Tangelo" e la chitarra delicata trasforma tutto in una ninna nanna da applausi [...]. "Unlimited Love" è l'album perfetto per inaugurare una nuova era della band che non è mai stata così eccitata come di questi tempi per l'uscita di un disco. Fresco, senza paura e, naturalmente, funky, l'album ha ogni filo dei Red Hot Chili Peppers che scorre nel suo DNA e questo per chiunque li abbia amati è una garanzia. Uno dei dischi rock più forti dell'anno senza dubbio. ([[Luca Dondoni]])
*Non stavamo facendo nessuna registrazione, stavamo solo scrivendo. Tutti si sono sentiti a proprio agio, ed è stato proprio quello che facciamo normalmente: improvvisiamo alcune idee e le canzoni vengono fuori in questo modo, che sia una linea di basso, un riff di chitarra, un ritmo di batteria o altro. Poi gli strumenti melodici arrivavano con alcune idee. Io avevo delle cose a cui stavo lavorando da casa, John portava parti di canzoni e riff, Flea arrivava con una linea di basso o una cosa di piano e ci lavoravamo sopra, e rientravamo nel nostro solito processo creativo. Questo sembrava buono e familiare. ([[Chad Smith]])
*Quando abbiamo iniziato a scrivere materiale, abbiamo iniziato suonando vecchi brani di artisti come Johnny "Guitar" Watson, The Kinks, The New York Dolls, Richard Barrett e altri. Così in modo graduale, abbiamo iniziato a portare nuove idee e trasformare le jam sessions in canzoni, e dopo un paio di mesi quello che stavamo suonando era il nuovo materiale. La sensazione di divertimento senza sforzo che provavamo quando suonavamo le canzoni di altre persone è rimasta con noi per tutto il tempo in cui scrivevamo. Per me, questo album rappresenta il nostro amore e la fiducia reciproca. ([[John Frusciante]])
*Un "ritorno al futuro" più evidente di questo non poteva esserci: i Red Hot Chili Peppers hanno ritrovato John Frusciante, che ha ripreso il posto che era stato "momentaneamente" occupato da Josh Klinghoffer, e Rick Rubin, nonostante il buon lavoro di Danger Mouse nel precedente The Getaway e con loro hanno realizzato un nuovo album dopo sei anni di "silenzio". Sono passati venti anni da By the Way, ultimo grande capolavoro della band californiana, e se per molti versi questo tempo è servito alla band per trovare una sorta di "stabilità", di equilibrio, che ha consentito di frequentare aree musicali diverse, tendenzialmente più pop, senza perdere l'anima, d'altro canto è anche vero che da quel 2002 a oggi di brani davvero memorabili il gruppo ne ha realizzati pochi, con o senza Frusciante e Rubin. Certo, la squadra al completo è meglio, ma non tutti i diciassette brani dell'album hanno una vera ragione d'essere. Molti sono esercizi di stile (sempre uno stile superiore, d’accordo), altri sono rifrullamenti, canzoni gradevoli e basta, brani riconoscibilmente "Peppers", ma niente che valga veramente la pena. Brutto? No, francamente no, anzi ci sono anche momenti di piacevole entusiasmo, ma tutto troppo diluito in un'ora e 13 minuti. Se è vero, come dice Anthony Kiedis che "Per qualche ragione l'universo ha voluto iniettarci un’altra grande dose di plasma", allora la trasfusione ha avuto effetti moderati. ([[Ernesto Assante]])
===''Return of the Dream Canteen''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 2022, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
[[File:RHChiliPeppersSpurs210723 (9 of 90) (53065669750) (cropped).jpg|thumb|John Frusciante, storico chitarrista della band, rientrò per la seconda volta nel gruppo nel 2019, dopo avervi già suonato dal 1988 al 1992 e dal 1998 al 2009: «il bello di suonare con questa band è che noi davvero amiamo ascoltarci a vicenda. Amo il modo in cui loro mi fanno suonare. Abbiamo reazioni chimiche l'uno con l'altro. Portiamo fuori cose dall'altro che non riusciamo a fare su noi stessi».]]
*''Sai, sono un animale | qualcosa tipo un cannibale | sono parecchio infiammabile | e parzialmente programmabile''.
:''Well, I'm an animal | somethin' like a cannibal | I'm very flammable | and partially programmable''. (da ''Tippa my Tongue'', n. 1)
*''Vi prego non ricordatemi | per ciò che ho fatto la scorsa notte, oh | vi prego non ricordatemi | signore ascoltami ora | vi prego non ricordatemi | è solo il 1980... | È solo il 1983''.
:''Please don't remember me | for what I did last night, oh | please don't remember me | listen Lord, now | please don't remember me | It's only 1980...| It's only 1983''. (da ''Eddie'', n. 4)
*''E sento il tuo viso bagnarsi | come il colore rosso della roulette | e piazzo la mia scommessa perdente | sul tuo lato | e vedo i tuoi occhi di rimpianto | ma hai dato il meglio di te | come una minaccia del Massachusetts | che correva selvaggiamente.''
:''And I feel your face getting wet | like the color red of roulette | and I place my losing bet | on your side | and I see your eyes of regret | but you gave as good as you get | like the Massachusetts threat | running wild.'' (da ''Roulette'', n. 7)
*''Esprimiamo un desiderio mentre entriamo in ascensore | perché il sistema è una discreta noia | il batterista si sta sporgendo senza alcun obiettivo | fuori dal Club Troubadour | io non ti conosco e non so più cosa è vero''.
:''Let's make a wish as we enter the lift | 'cause the system's a relative bore | the drummer is leaning without any meaning | outside of the Club Troubadour | I don't know you and I don't know what's true anymore''. (da ''The Drummer'', n. 12)
*''Arriviamo | non siamo lontani | e ti dirò di più | quando vengo per restare | sparami un sorriso | e ti mostrerò sempre l'amore.''
:''Here we come | we're not far away | and I'll tell you more | when I come to stay | shoot me a smile | and I will show you the love always.'' (da ''Shoot Me a Smile'', n, 10)
*''Soldati di celluloide, entrate a ripararvi dalla pioggia | uccidete il mio sorriso ma per favore, lasciatemi il mio dolore | tutte quelle brave persone non ci provano neanche | rubando la verità mentre pagano per la tua bugia''.
:''Celluloid soldiers come in from the rain | murder my smile but please leave me my pain | all those good people they don't even try | stealing the truth while they pay for your lie''. (da ''Carry Me Home'', n. 16)
====Citazioni su ''Return of the Dream Canteen''====
*A soli sei mesi dalla pubblicazione di "Unlimited Love" i Red Hot Chili Peppers mantengono la promessa ed escono con "Return of the Dream Canteen", un altro doppio album che impreziosisce con nuove perle la produzione ricca di soddisfazioni della band losangelina. In poche parole, si tratta di Red Hot Chili Peppers in purezza [...]. I ragazzi hanno scritto e registrato "Return of the Dream Canteen" durante le stesse sessioni di "Unlimited Love" quando furono di nuovo raggiunti dal chitarrista John Frusciante dopo un'assenza di dieci anni. Alla recording session sono arrivati con 50 pezzi e per colpa di un Rubin che vorrebbe sempre togliere e mai aggiungere, l'ingegnere del suono Ryan Hewitt ha dovuto fare i salti mortali per tenere tutto. Alla fine la decisione: «faremo due album doppi»! ([[Luca Dondoni]])
*Per come sono andate le cose, sento ''Return Of The Dream Canteen'' come un disco più divertente, e credo che tocchi vette più estreme. Quest'ultimo ha qualcosa di più colorato, in un certo senso luminoso. Non che non abbia sezioni oscure. Però, a me sembra più oscuro ''Unlimited Love''. Il nuovo album ha forse anche più elementi sorprendenti. Ce ne sono un po' anche nel primo, ma soprattutto nella seconda metà del secondo, ci sono probabilmente più sintetizzatori e drum machine e cose del genere di quanto le persone potevano aspettarsi da noi. E sembra anche più estemporaneo e spontaneo. C'è una certa qual sensazione di rilassatezza e distensione che distingue ''Return Of The Dream Canteen'' da ''Unlimited Love''. ([[John Frusciante]])
*Quando ho ascoltato il loro ultimo disco, sono rimasto shockato. Per me è dura, principalmente perché penso che quando c'ero io facevamo musica molto più figa [...]. Ho provato ad ascoltare il secondo disco prima di prendere un volo e sono arrivato, forse, fino alla nona canzone. Non credo di essere nemmeno riuscito ad ascoltarlo tutto. ([[Josh Klinghoffer]])
*Questo è il disco che mi ha portato nei luoghi più onirici rispetto ai viaggi che mi hanno fatto fare i Red Hot. È un trip, ma non è allucinante, è un sogno lucido. Non so cosa succederà, ma so che è tutto sotto controllo. È bellissimo. Qui ci sono quattro persone che si divertono a fare quello che fanno meglio. Anche Anthony ha fatto tanti flow diversi tra loro. E per me, da ex musicista, è bello sentire una band che suona, che ti fa fare un viaggio musicale. E questa è una cosa non scontata. ([[Gianluca Fru]])
*Registriamo sempre più di ciò che esce su un disco, ma spesso queste tracce vengono lasciate nel caveau, o incompiute, o cose così. Ma stavolta le abbiamo finite tutte. Ci sentivamo come se avessimo troppe buone canzoni per non far uscire un altro disco. Non si tratta di un disco di b-sides o roba del genere. Sembrava tutto buono e giusto, quindi si, è tutto buono [...]. Ha un po' di tutto. Ha sicuramente dei gusti diversi rispetto ad Unlimited Love, e viceversa. Penso che sia una buona cosa. ([[Chad Smith]])
*Siamo andati alla ricerca di noi stessi, come abbiamo sempre fatto. Solo per il gusto di farlo, abbiamo suonato e imparato alcune vecchie canzoni. In breve tempo abbiamo iniziato il misterioso processo di costruzione delle novità. Un bel po' di chimica che ha fatto amicizia con noi centinaia di volte lungo la strada e ha aiutato. Una volta trovato quel flusso di suoni e visioni, abbiamo continuato a estrarre dalla miniera delle nostre menti e con il tempo abbiamo trovato gemme come "Tippa", "Peace and love" ma anche "Reach Out" o "My cigarette", "Shoot me a smile" e "Carry me home" che amo. Non avevamo motivo di smettere di scrivere e di fare rock. Ci sembrava un sogno. Il nostro pazzo amore l'uno per l'altro e la magia della musica ci avevano dato più canzoni di quante ne sapessimo fare. Due album doppi pubblicati uno di seguito all'altro e il secondo è significativo quanto il primo. "Return of the Dream Canteen" è tutto ciò che siamo e abbiamo sempre sognato di essere. È pieno di roba. Realizzato con il sangue dei nostri cuori. ([[Anthony Kiedis]])
==Altre canzoni==
*''In un mondo che può essere così malsano | non credo sia molto strano | per me essere innamorato di te | voglio conoscere di più della tua testa.''
:''In a world that can be so insane | I don't think it's very strange | for me to be in love with you | I wanna know more than your brain.'' (da ''Show Me Your Soul''<ref name=testo/>, 1990)
*''Ho una brutta malattia, | nel mio cervello è dove sanguino | sembra pazzia, | mi possiede spremendomi l'anima.''
:''I've got a bad disease | from my brain is where I bleed | insanity it seems | it's got me by my soul to squeeze.'' (da ''Soul To Squeeze''<ref name=testo>Testo di Anthony Kiedis, Flea, John Frusciante e Chad Smith.</ref>, 1993)
*''Come potrei dimenticare di dire | che la [[bicicletta]] è una grande invenzione? | seduto qui in un film muto | di fianco alla sola ragazza che mi abbia mai conosciuto veramente.''
:''How could I forget to mention | the bicycle is a good invention? | sitting there in a silent movie | beside the only girl who really ever knew me.'' (da ''Bycicle Song''<ref name=testo/>, 2002)
*''Dicono che negli [[scacchi]], bisogna uccidere la [[donna (scacchi)|regina]] | e poi la accoppi | oh io, e tu? | una cosa buffa, il re che si fa assassinare | hey ora, ogni volta che perdo | altezza.''
:''They say in chess, you gotta kill the queen | and then you mate it | oh I, do you? | a funny thing, the king who gets himself assassinated | hey now, every time i lose | altitude .'' (da ''Fortune Faded''<ref name=testo/>, 2003)
==Citazioni sui Red Hot Chili Peppers==
[[File:RHCP Logo.svg|thumb|Il logo della band]]
*{{NDR|«Ma a te piacciono i Red Hot Chili Peppers?»}} A me di brutto, sin dai tempi di Mother's Milk, perché capivo che erano... erano sì grezzi, nudi, però erano molto raffinati, soprattutto negli ascolti [...]. Poi loro suonano Sly & the Family Stone, Stevie Wonder, si sente che hanno una cultura. ([[Morgan (cantante)|Morgan]])
*A proposito, diffidate anche da chi ascolta i Red Hot. Sono persone che nascondono qualcosa, come gli astemi e le mani di Silvan. I Red Hot sono tutto o niente, né rock né pop, cerchiobottisti: insidiosissimi, perché melliflui e finto rivoluzionari. ([[Andrea Scanzi]])
*[[Bob Marley]], i [[Black Sabbath]] e [[Bart Simpson]]? Metteteli insieme e forse otterrete i Red Hot Chili Peppers. (''[[1001 album]]'')
*Certamente i gruppi che sono nati verso la fine del ventesimo secolo, sono stati fortemente influenzati dai Red Hot Chili Peppers. Da quel tipo di mix in stile funk, ma anche dalle chitarre heavy metal e dall'energia che emanavano. Di sicuro, gruppi come i [[Rage Against the Machine]] hanno una connessione davvero molto forte con i Red Hot Chili Peppers. ([[Hamish MacBain]])
*{{NDR|Nel 1987}} Ci sono band sottovalutate che tra qualche anno saranno ampiamente affermate. Nell'industria discografica lo dimenticano sempre. E ho questa sensazione per un gruppo come i Red Hot Chili Peppers. Per me, probabilmente sono la miglior live band degli Stati Uniti in questo momento. ([[Michael Beinhorn]])
*E in principio c'era il fango, poi Lui lo prese e ne fece una rock band vera. Quel Lui è il tempo, un produttore discografico o chi volete voi. Ma è bene sapere che i Red Hot degli esordi erano fango, una massa informe che voleva costruire qualcosa senza riuscirvi. ([[Gianni Della Cioppa]])
*– Ehm, sentite ragazzi, il network ha qualche problema con alcuni dei vostri testi, vi dispiace cambiarli per lo show?<br />– Scordatelo clown!<br />– I nostri testi sono come i nostri figli, amico, niente da fare!<br />– Beh, d'accordo, ma almeno invece di "quel che io ho tu devi avere e mettertelo dentro",<ref>Riferendosi a una strofa del brano ''Give It Away''.</ref> che ne dite di "quello che vorrei è abbracciarti e baciarti?" (''[[I Simpson (quarta stagione)]]'')
*I ragazzi sono i Red Hot Chili Peppers, la foto decora un CD singolo intitolato, naturalmente, The Abbey Road EP, e quel calzino pendulo immortala la gag più famosa del complesso, un trucco inventato agli inizi della carriera. Tutto nasce in un club di spogliarello di Los Angeles, il Kit Kat, un giorno del 1983 [...]. La notizia si sparge e quella performance di rock "nudi con il calzino" diventa un classico della banda, che la riproporrà più volte nel corso degli anni [...]. Non sono maliziosi i Peppers, han solo voglia di "casino e cose strane" come la generazione a cui si rivolgono; e questo gusto si riflette nella loro musica, che pretende di essere psico selvaggia come un vecchio album di George Clinton e isterica, amfetaminata, speedy come quella delle nuove bande hardcore. Un turbolento mix in precario stato d'equilibrio. Non a caso la banda si spingerà fino ai vertici delle classifiche ma si perderà subito dopo in un vortice di sfortunati casi personali e scelte stilistiche sbagliate. ([[Riccardo Bertoncelli]])
*I Red Hot Chili Peppers, con le loro hit, fanno parte della cultura pop pur creando pezzi di alto livello. È musica che appartiene alla coscienza collettiva, al movimento globale del patrimonio culturale. Son cresciuto guardandoli in tv, hanno influenzato in modo netto le mie linee melodiche. ([[Tedua]])
*I Red Hot Chili Peppers sono gli esponenti di un mondo rock che negli ultimi anni '80 è cresciuto con impeto. ([[Riccardo Bertoncelli]])
*Il problema dei Peppers è che devi solo farli suonare come i Peppers. Si chiama letteralmente "Togliti dal cazzo". ([[Ryan Hewitt]])
*Io avevo un'idea stereotipata dei Chili Peppers: credevo che fossero funky, eccentrici, leziosi... E sono stato a disagio per parecchio tempo, perché la band suonava un genere che non era il mio. ([[Dave Navarro]])
*La prima volta che li ho ascoltati ho pensato: finalmente una rock band con delle linee di basso interessanti. Il lavoro di sottrazione ma allo stesso tempo virtuosistico di tutti i musicisti, soprattutto Flea e Frusciante, è stato una grande ispirazione per me, per lo studio del mio strumento [...]. E per un bassista che deve fare pratica i Red Hot Chili Peppers sono la band migliore. ([[Gianluca Fru]])
*Le loro variegate personalità, la spavalderia californiana, l'assunzione di droghe pesanti, il pentimento, il rammarico... e poi il punk, il rap, il funk. È difficile immaginare come altri possano riuscire a fare quello che hanno fatto loro. ([[John Aizlewood]])
*Li conobbi con "By the Way", la svolta pop. Andando a ritroso scoprii il loro rock funkadelico che all'inizio mi turbava ma in cui imparai a vedere la loro storia, i loro travagli. E anche nell'ultimo "The Getaway" vedo dei 50enni davanti all'Oceano che fanno il bilancio della vita. Coerenti. ([[Francesca Michielin]])
*Li ho sempre trovati unici e divertentissimi, ma la cosa più figa dei Chili Peppers è che sanno chi sono, sanno qual è il loro DNA. È fondamentale per una band. ([[Gene Simmons]])
*Non è una sciocchezza... ma i Red Hot Chili Peppers possono essere considerati come il miglior gruppo dell'epoca moderna. Ovviamente i The Beatles e i Rolling Stones sono meglio. Ma nessuno... e intendo NESSUNO raggiunge i Red Hot Chili Peppers del periodo '88-2022 per quanto riguarda la pura qualità. Diversità e genio album dopo album. ([[Chris Jericho]])
*{{NDR|Nel 1999}} Non stiamo osannando un quartetto di sfigati che solo due anni fa sembrava non dovesse più dar fastidio. Qui si parla di quattro ex junkies capaci di rinnovarsi al punto da realizzare con l'ultimo disco "Californication" il successo di una carriera. ([[Luca Dondoni]])
*– Non ti sembra di imitare un po' troppo il bassista dei Red Hot Chili Peppers?<br />– Io non imito nessuno!<br />– A chi pensi quando suoni?<br />– Ai Peppers... (''[[Bandslam - High School Band]]'')
*Parlando delle canzoni, hanno un metodo cantautorale ormai consolidato: scrivono molto, è sempre stato cosi, fino ad arrivare all'eccesso. Se nell'album trovi venti canzoni, vuol dire che loro ne han scritte cinquanta... o magari cento, per arrivare a quelle venti. ([[Rick Rubin]])
*Penso che abbiano creato un mondo tutto loro. Si sono inventati questo nuovo tipo di musica e ci si sono buttati dentro. Sono veramente unici. ([[Camilla Pia]])
*Per capirli è importante subito iniziare con una parola chiave e cioè crossover: la commistione tra generi musicali diametralmente opposti [...]. Loro hanno saputo rappresentare benissimo, come mai nessuno è riuscito a fare, la scena alternativa losangelina e hanno saputo infondere alla rabbia del punk quel funk animalesco e viscerale e peraltro con un'adrenalina veramente incredibile. ([[Paola Maugeri]])
*Quando Flea, John e Chad sono assieme in una stanza suonando assieme, c'è una sensazione trascendente. Poi, quando Anthony canta, diventano i Peppers [...]. La loro capacità di canalizzare i picchi musicali su una base semplice è qualcosa di ultraterreno, davvero un caso in cui gli ingredienti confluiscono in qualcosa che va oltre la somma dei singoli. E le parti sono buone così come vengono. ([[Rick Rubin]])
*Quando li conobbi avevo 17 anni. Erano la nave pirata, il gruppo perfetto. Avevano appena realizzato ''Blood Sugar Sex Magik''. Con loro c'era un produttore come Rick Rubin. Fu "il disco" da ascoltare per un sacco di tempo. Poi è arrivato ''One Hot Minute'', un album per niente riuscito. Fu la caduta dei miei eroi. Doveva per forza ritornare nel gruppo uno come Frusciante per ristabilire le sorti della band. E così è stato. Grazie a Frusciante, sono riusciti a tirarsi fuori da una situazione stagnante, in cui ormai erano gonfi di stile. Oggi, quindi, sono entrati a tutti gli effetti nella lista dei gruppi che rispetto, insieme a gente come i Beastie Boys, i Sonic Youth e i Jane's Addiction. Sono arrivati in un posto preciso, quello in cui tocchi il successo, e hanno deciso di restarci nel modo adatto, rinnovandosi, diventando rabdomanti e sensitivi. ([[Enrico Brizzi]])
*Quando sento un brano alla radio e mi chiedo "cos'è questa schifezza?", la risposta è sempre la stessa: "È dei Red Hot Chili Peppers". ([[Nick Cave]])
*{{NDR|«In Rock & Resilienza rivela che una volta ricevette una proposta indecente dai Red Hot Chili Peppers».}} "Sei venuta a farci un pompino?", mi chiesero. Ma ebbi la prontezza di rispondere: "C'mon guys, di femmine disposte a farvi un pompino sono pieni gli stadi, lasciate che vi possa fare piuttosto un’intervista godibile e appassionata. Proprio come se vi stessi succhiando. E me ne andrò in pace come sono venuta." {{NDR|«Si parla molto di molestie. Questa lo è stata? »}} Ma no, a gioco ho risposto con gioco. Quasi da maschio, come non si aspettavano. Ma salvaguardando il giardino segreto. "Facciamo finta che vi sto succhiando, vi va?" ([[Paola Maugeri]])
*Si può dire che alcuni loro tratti musicali attuali ricordano i miei tentativi di render la musica un po' più "colorata" e "gustosa" nonostante il loro stile non coincidesse con quella visione di musica che avevo. Nonostante certi brani "punkizzati" tiratissimi siano divertenti, molto. Ma sì, qui [...] abbiamo tutti i loro dischi e nonostante non li ascolto proprio tutti i giorni, li preferisco come sono attualmente soft. Mi è sempre piaciuta questa tipologia di musica "graziosa". ([[Jack Sherman]])
*Sono sicura che ancora oggi lavorino allo stesso modo, cambiando qualcosa da canzone a canzone. Lavorano individualmente all'inizio del processo creativo, utilizzando pezzi che assemblano durante i momenti di pausa. Poi, quando è il momento, li tirano fuori e decidono quale sviluppare. Si scambiano i pezzi iniziali, poi si impegnano a scrivere il testo; normalmente Anthony fa il lavoro maggiore sul testo, ma non è una regola. Alla fine ogni membro contribuisce in qualche modo a ogni singolo pezzo attraverso le proprie scelte musicali. Durante il periodo di Mother's Milk la band era molto unita e i ragazzi si stringevano gli uni agli altri dopo la tragica perdita del loro amico e collega Hillel. Prima di ogni concerto ci univamo nel "cerchio delle anime " per sintonizzarci l'uno con l'altro. I ragazzi mi dissero poi che nei tour successivi non fecero più quel rituale e non passarono più molto tempo assieme al di fuori del tour [...]. Ora la meditazione, la dieta e le persone giuste sono (e sono state) una parte fondamentale per un grande show. ([[Kristen Vigard]])
*Stiamo raccontando la storia della ''Californication'' dei Red Hot Chili Peppers: una terra che non è solo la California, lo stato in cui si trova Los Angeles, ma qualcosa di diverso. Un luogo, una nazione quasi, in cui valgono altre regole e altre leggi: un altro pianeta, dove quello che sulla Terra viene considerato trasgressione, bé, nella ''Californication'' è la norma. Creatività, stranezze, sesso, arte, musica – va bene – però anche droga e tanta. È questa la vita parallela che accompagna i Red Hot Chili Peppers da quando nascono [...] fino ad oggi. ([[Carlo Lucarelli]])
*{{NDR|Invocando i Red Hot Chili Peppers prima di una loro performance al bar di Boe}} Vogliamo Chilly Willy! Vogliamo Chilly Willy! (''[[I Simpson (quarta stagione)|I Simpson]]'')
===[[Flea]]===
*All'inizio, quando abbiamo messo su il gruppo, c'era un'energia incontrollabile, non riuscivamo a controllarla neanche noi, era molto più grande della somma delle sue parti. Eravamo come in cima ad un vulcano che ci scagliava nell'aria. Ho delle immagini di momenti in cui non riuscivamo a controllarci.
*Anche noi amiamo ballare e probabilmente questo è il segreto... Ma vedi, se un segreto deve essere "top secret" è giusto che resti così altrimenti chiunque potrebbe fare le cose che facciamo noi. Fondamentalmente il nostro segreto è l'amore... E trovarsi in una stanza a scrivere, a lavorare insieme...
*Chi viene a vederci suonare sa che noi siamo esattamente in quel modo, quattro musicisti che si identificano nella propria musica, è una faccenda spirituale se devo dire la verità.
*Essere nei RHCP vuol dire essere liberi, non essere costretto a fare nulla o cercare di rientrare in alcun modello, stile o categoria. E... per quanto riguarda lo stile di vita, che poi influenza il tuo modo di apparire, di parlare, di comportarsi, chiunque applichi qualsiasi tipo di cliché rock 'n roll alla propria vita ovviamente non sarebbe adatto a stare nei RHCP.
*Finché la longevità della band continuerà e noi staremo insieme come persone e come musicisti, continueremo a migliorare e credo che la gente apprezzerà. E finché staremo insieme e continueremo ad amarci e ad amare la musica, non c'è possibilità di fallimento.
*Finché questa band esisterà, l'unica ragione d'esistere sarà il movimento, avanzare, espandersi, crescere, imparare, suonare, migliorare in quel che facciamo. Crescendo impariamo a conoscere la vita e ci concentriamo sempre di più sulla musica. Ed è meglio così, perché imparando non perdiamo nulla del nostro bagaglio, ma lo accresciamo.
*Il punto di partenza dei RHCP è lo stretto rapporto che c'è fra sesso e musica, e il rapporto, ancora più stretto, che c'è tra sesso e musica funk. Negare questo collegamento sarebbe assurdo.
*{{NDR|Nel 2019}} Se non fossero stati i poteri divini ad architettare tutto, la band non sarebbe durata quasi quarant'anni. La sua essenza e la capacità di saper entrare in contatto con la gente sono direttamente collegate al modo in cui è nata. Eravamo lontani dalla natura venale e competitiva del mondo, e avevamo accettato di vivere autentiche vite da artisti. Non avevamo un "piano B".
*Siamo dei giullari, scherziamo sempre, la vita è divertimento, la gioia è divertimento, ma abbiamo sempre cercato di fare dell'arte, abbiamo sempre voluto far cose che fossero oneste nei confronti di tutti, senza conformarci a codici, anche se di moda, senza nessun tipo di look che fosse trendy.
*Siamo persone molto diverse, abbiamo emozioni diverse, che vengono unite e ci rendono una band. Ci danno uno stile unico, è molto al di là di quanto ognuno di noi sia capace di dare da solo ed è davvero...magia! Odio dirlo, ma non è nient'altro che magia.
*Siamo una band che c'è da veramente tanto tempo, e che ha vissuto tante cose. Cose belle e cose tragiche e drammatiche, feriti, ma in pace con noi stessi.
===[[John Frusciante]]===
*Abbiamo un rapporto speciale perché siamo passati dall'essere una band da club a una band da arena insieme. Ad esempio, quando ero agli inizi nella band, abbiamo fatto degli spettacoli pessimi. Non sempre, ma c'erano spettacoli in cui non si presentava nessuno, o spettacoli in cui sentivamo che il pubblico non era così entusiasta come lo era prima che io entrassi nel gruppo. Così abbiamo dovuto costruire la nostra energia insieme per creare qualcosa di nuovo nella band. E questo lo abbiamo tirato fuori l'uno dall'altro. È una connessione che condividiamo e che nessun altro può condividere con noi, poiché solo noi quattro abbiamo vissuto quell'esperienza.
*Il bello di suonare con questa band è che noi davvero amiamo ascoltarci a vicenda. Amo il modo in cui loro mi fanno suonare. Abbiamo reazioni chimiche l'uno con l'altro. Portiamo fuori cose dall'altro che non riusciamo a fare su noi stessi. Il mio modo di suonare la chitarra con loro è uno stile che non ho quando suono da solo
*La mia esperienza è che loro erano il mio gruppo preferito e ho passato ore ed ore ad esercitarmi alla chitarra in camera, e invece di ingaggiarmi e darmi uno stipendio mi hanno fatto entrare nel gruppo, mi hanno fatto diventare un membro del gruppo, dove tutti guadagnano le stesse somme di denaro, scriviamo le canzoni insieme e abbiamo uguali diritti e copyright.
*So solo che se non fossi nella band, amerei i Red Hot per via dell'interazione tra i musicisti. Vedere gente che suona insieme e si coordina, come facciamo noi, è eccitante.
*Solo quando li ho visti dal vivo sono diventati la mia band preferita. Questo è successo quando la band originale, con Jack e Hillel, era tornata insieme, non avevo mai visto niente del genere. L'energia era incredibile. Ho saltato per tutto lo spettacolo, e tutto sembrava una sfocatura psichedelica. Tutti erano davvero felici, e non sembrava che la band e il pubblico fossero separati. Quindi, se mi chiedi cosa ho amato di loro, è questo: quell'energia magica.
*Suonare insieme sul palco è bellissimo. Quando suono con questa band sento di fare la cosa per cui sono nato. Sento che queste sono le persone con cui avrei voluto suonare, le persone di cui condividevo gli intenti. Sono persone diverse con diversi motivi per suonare, che messi insieme formano una forza più grande di ciascuno di noi.
===[[Anthony Kiedis]]===
*Adoro il fatto che ci teniamo ancora e ammiro davvero i miei compagni di band con tutto il cuore perché hanno ancora la loro energia creativa per suonare musica con l'entusiasmo di un bambino e gli occhi aperti sul mondo. E, sai, è davvero la chimica di tutte queste persone che si incontrano. Questa è la miscela che crea i Chili Peppers. Quindi sono fortunato e apprezzo questi musicisti che ci tengono così tanto. John Frusciante ci tiene tantissimo. Chad Smith ci tiene tantissimo. Flea ci tiene tantissimo. Lavorano sodo, suonano i loro strumenti. Ascoltano la vita. Ed io posso solo ringraziare di far parte di tutto questo.
*C'è qualcosa di incredibile nella fortuna che abbiamo avuto nel momento in cui abbiamo iniziato a far musica, cioè abbiamo dimenticato il passato. Non abbiamo aspettative, pressioni, consapevolezza. Tutto ciò scompare quando ci mettiamo a suonare. Non so come mai, sarà per come Chad suoni la batteria o per come John si perda nel cosmo, o per come Flea ci dia il ritmo, ma credo che quello che facciamo è abbandonarci a qualcosa di spirituale e suonare giusto per il gusto di suonare.
*Essere uno dei Chili Peppers vuol dire avere due valori: il funk e l'amicizia. Far parte di questa band è come essere sposato con quattro persone e devi amarle tutte la maggior parte del tempo.
*Noi siamo stati i giovani energetici di Hollywood ai quali piacevano molti stili di musica e non avevamo paura di unirli. Non abbiamo amalgamato due stili musicali volutamente, abbiamo suonato quello che sentivamo di suonare e molto era funk perché era la musica che ci ispirava, quello che ci colpiva proprio qui quando l'ascoltavamo, volevamo fare questo tipo di musica perché ci piaceva, l'abbiamo fatta e abbiamo iniziato un nuovo genere e siamo stati seguiti da altre bands, bands che poi non mi interessano più di tanto.
*I Red Hot Chili Peppers non sono sposati con nessuno stile. Le uniche cose con cui siamo sposati nella musica sono la sincerità e l'onestà.
*Non c'è una gerarchia perché siamo una squadra, lavoriamo come una squadra di basket sin dal primo giorno dei Red Hot Chili Peppers non c'è mai stato un capo, siamo per la totale eguaglianza. Ci dividiamo sempre in parti uguali il credito per le composizioni e il resto. Siamo come un puzzle a quattro pezzi che funziona alla perfezione solo quando ognuno dà il suo input. Questo è uno dei motivi che ci tiene uniti e forti, il fatto che non si tratta di una sola visione o di una sola persona, ma di quattro che si uniscono per fare un insieme migliore. Come per una squadra, non si può vincere un campionato con un solo buon giocatore.
*Non siamo mai stati confusi sul fatto che tutto sarebbe dovuto essere uguale: la condivisione del lavoro, la condivisione del denaro, della gioia, del dolore. Si è trattato per noi del grande passo verso la giusta direzione per avere il potenziale per la longevità, perché molte band litigano dicendo "Hey, quello l'ho scritto io!" Noi ci amiamo e ci rispettiamo; litighiamo regolarmente. Le nostre attitudini, i nostri modi, e i nostri ego si scontrano, ma siamo in grado di farcela. Siamo stati capaci di fare a pugni.
*Non so se sia un segreto, ma sin dall'inizio abbiamo deciso di condividere tutti i nostri guadagni in parti uguali. Nessuno prende di più o di meno. Non importa se Chad non scrive i testi, o se la canzone che abbiamo scelto ha il 40% di Josh e il 60% di Flea. "We don't give a fuck". Siamo tutti uguali, ognuno a suo modo fa la sua parte, mai litigato per i soldi. L'aspetto monetario uccide tante band. Siamo tutti molto creativi e ognuno di noi ha la propria personalità. Litighiamo e spesso ci mandiamo a fare in culo, ma troviamo sempre una soluzione per risolvere i problemi. Siamo tutti egocentrici, ma siamo anche persone oneste, siamo loving people. Non siamo cattivi, non abbiamo secondi fini. Stronzi sì, ma anche capaci di dimenticare i momenti negativi e andare oltre. Siamo fratelli. Arriviamo sempre a un compromesso. Siamo sempre sinceri uno con l'altro. E poi, quando suoniamo insieme, ci divertiamo ancora tantissimo. E questa è la cosa più importante.
*Non suoniamo necessariamente da bianchi o da neri. Suoniamo come persone connesse a un'energia universale, ispirate a suonare una musica che non conosce colore.
*Penso che se noi abbiamo questa forte sessualità nella nostra musica e nelle nostre performance, nei nostri testi, nel basso che ti vibra in faccia è in correlazione al fatto che noi siamo liberi in ogni cosa che facciamo. Lasciamo uscire il nostro lato sessuale. Che appartiene un po' a tutti i ragazzi della nostra età che suonano musica. È che noi non abbiamo limitazioni riguardanti la nostra musica. Non abbiamo timori di essere completamente onesti sulla nostra sessualità. Noi non proviamo a nasconderla. È solo mostrarsi per come si è, nella maniera più naturale possibile.
*"Red Hot Chili Peppers" è un nome che deriva dalla storia del blues e del jazz. C'era Louis Armstrong con i suoi Hot Five, poi c'erano il gruppo inglese dei Chilly Willy e i Red Hot Peppers (che poi ci avrebbero accusato di avergli rubato il nome). Però nessuno era mai stato Red Hot Chili Peppers, un nome che per noi sarebbe stato una benedizione e una maledizione.
*Sai, non ho mai pensato che avremmo fatto sempre questo, infatti ci sono state diverse volte in cui abbiamo provato a separarci, provato a divertirci, alcuni sono stati licenziati, altri hanno provato ad andarsene, altri sono morti, altri ancora crollavano. Abbiamo fatto davvero del nostro meglio per far sciogliere questa band, e c'era questo strano magnete cosmico che continuava a farci tornare insieme. Siamo stati un fallimento nello sciogliere questa band.
*Siamo diventati i Red Hot Chili Peppers perché amavamo la vita amavamo la musica e amavamo abbattere le barriere della mediocrità tradizionalista.
===[[Josh Klinghoffer]]===
*Ai RHCP non manca materiale, perché scriviamo tutti tantissimo. Il compito di ogni album è creare sempre qualcosa di nuovo, quel qualcosa che mantiene un gruppo attuale, fresh, ma senza comprometterne lo stile, rimanendo coerenti con un suono stabilito da decenni.
*La magia dei Chili Peppers è che si tratta di quattro tizi in una stanza, una rarità di questi tempi, che suonano e vengono registrati praticamente live.
*Solo il fatto di essere in una stanza con questi ragazzi è un onore, per non parlare del poter creare musica con loro. Ciascuno di loro ha una storia personale ed un legame con l'altro. Non avrei potuto chiedere un gruppo più accogliente di persone o una migliore situazione. Queste sono tre persone che meritano di fare musica e di crearla con gente che ama farlo come loro.
===[[Brendan Mullen]]===
*I Chili Peppers anticiparono e aiutarono a pavimentare la superstrada per l'eventuale crossover del nuovo hip hop dalla realtà del Bronx meridionale verso il pubblico tradizionale del rock/metal duro suburbano — una folla mista di frat boys, punker, surfer e ragazzi alternativi, molti dei quali furono introdotti per la prima volta almeno all'idea di musica "urbana" nei primi anni '80. I Peppers introdussero la musica rap alla folla dei fratelli con il portafoglio a catena e lo skate, e catturarono il nervo nazionale degli adolescenti estraniati dal rock "hair band" corporativo come diffuso dalla radio FM e da MTV. Rese possibile che i Beasties ricevessero trasmissioni radio quando Licensed to Ill uscì e che i Faith No More avessero i loro quindici minuti di celebrità — e aiutarono a presentare George Clinton a una generazione di ragazzi bianchi. I Peppers furono una delle prime band a essere presentate su 120 Minutes, il che aiutò a preparare il terreno per i preferiti dai critici rock, i Nirvana e il successivo boom "alternative".
*I RHCP (e anche i Bad Brains e i Fishbone) hanno totalmente ridefinito il livello della musicalità metal-punk-dub-che-sia. Anche nel thrash — punk o metal — dovevi ora essere veramente capace di suonare. Il touring incessante ha aperto la strada a tutto. I Chili Peppers sono instancabili cani da strada internazionali, musicisti-attori spettacolari. L'intensità folle dei salti in giro dei Peppers durante i loro concerti dal vivo li ha portati attraverso i tempi di magra fino a quando "Higher Ground", una cover di Stevie Wonder dall'album Mother's Milk, non è esplosa su MTV nel 1989.
*In breve, i Red Hot Chili Peppers aiutarono a dare forma alla direzione che il rock moderno futuro avrebbe preso a livello mondiale. Anche se non sembrava che sarebbe andata a finire così. Nonostante le enormi difficoltà iniziali — cambi di personale, problemi di droga, vendite deludenti, mancanza di un'ampia diffusione radio FM — i Peps hanno prevalso.
*Proprio come i Rolling Stones, che iniziarono nei primi anni '60 come seri missionari del blues, così i Chili Peppers inizialmente salirono sul palco come entusiasti evangelisti del funk. I Peps provenivano anche da una linea musicale che risale ai Germs, agli X e, ovviamente, ai Fear, in cui Flea suonò per un breve periodo. I Peppers fusero tutto in un vaudeville sferzante di punk, funk e rap.
===[[Andrea Pezzi]]===
*A differenza di altre band della nostra generazione, che sono la testimonianza del Rock degli anni '90 e 2000, loro non si sono "youtubeizzati", non sono entrati in un mondo così largo come invece altri hanno fatto. Sono bravissimi, ma non hanno fatto quell'opera di "democratizzazione" del rock che è tipica di chi ha fatto epoca [...]. I Red Hot non hanno avuto il carisma di un leader come Bono: [...] li ho visti come un gruppo di amici, tutti uguali, nessuno che se la tirava più degli altri. Non c'era un leader vero. Credo che forse da qualche parte John Frusciante fosse veramente il leader, ma era un leader diverso, rivolto alla purezza della musica, non al mondo. E questo può essere un "pro" fino ad un certo punto, ma può essere un "contro" se devi fare quel salto di qualità che di solito nasce dall'ambizione individuale. Per questo non hanno saputo entrare dentro il tempo della storia, e quando il Rock non entra dentro la storia inevitabilmente diventa una parabola che punta verso il basso.
*Con Californication, [...] stavano facendo un bel salto in avanti. Guardando indietro certamente c'era una discografia rilevante, però personalmente li ho vissuti con particolare attenzione dalla nuova band in poi. Non ho avuto un effetto nostalgico, forse perché ho iniziato ad amarli proprio con questo album. Io sono per questa "seconda stagione": non che la prima non mi piacesse, ma con Californication sono diventati molto più rilevanti dal punto di vista della cultura pop. Hanno portato il rock in un luogo diverso. Non sarebbero mai stati i Red Hot Chili Peppers, secondo me, senza questo passaggio di allargamento.
*Mi ricordo benissimo la dinamica di gruppo dei Red Hot Chili Peppers, questo gruppo di ragazzi che assomigliava molto a un normale gruppo di amici. Erano molto "sani", molto più sani di quanto mi aspettassi [...]. Erano ordinati e disciplinati, dei professionisti veri, erano rockstar ma non nell'accezione che questo termine poteva avere negli anni '60 e '70, alla Frank Zappa per intenderci: non erano affatto sregolati o al di fuori da qualsiasi concetto di socialità, anzi. Loro sono stati, secondo me, negli anni '90, in assoluto, IL gruppo degli anni '90, così come lo erano stati gli U2 a cavallo fra gli '80 e i '90. Hanno traghettato il rock verso il nuovo millennio.
===[[Chad Smith]]===
[[File:2016 RiP Red Hot Chili Peppers - Chad Smith - by 2eight - DSC0184.jpg|thumb|Il batterista Chad Smith entrò nella band nel 1988, divenendo subito uno dei pilastri della formazione: «nel terzo millennio un fenomeno come quello dei Chili Peppers è impensabile: se anche nascesse una band di quel genere, la caccerebbero via a calci nel culo dopo il primo disco... Cazzo, che tristezza!»]]
*Avere successo facendo musica onesta: questa è la fortuna che abbiamo e che ogni giorno apprezzo di più. Lo facciamo per noi e so che questo può sembrare egoista, ma la verità è che il giorno in cui non ci sentiremo più così smetteremo. Non continueremo a suonare soltanto perché la gente compra i nostri dischi, questo è sicuro.
*Crescendo e invecchiando, siamo diventati persone diverse e la musica che facciamo è inevitabilmente ispirata dalla nostra vita. Credo che l'onestà dei Peppers stia proprio in questo: non pretendiamo di fare le stesse cose di dieci o venti anni fa. Sarebbe patetico...
*I Chili Peppers non sono mai stati una band in cui c'è chi dice: "Ehi, ho questa demo completata o una parte di drum machine che voglio che tu faccia". Ognuno ha il proprio contributo creativo, che è gran parte del motivo per cui suoniamo nel modo in cui lo facciamo. Sono anche le forti personalità dei loro strumenti e la chimica che li unisce a creare il loro suono.
*La gente è legata alla nostra musica perché è vera e onesta, è emozionante ed abbiamo scritto pezzi rock, pezzi più lenti, pezzi più ritmati, copriamo una gamma piuttosto vasta.
*Nel terzo millennio un fenomeno come quello dei Chili Peppers è impensabile: se anche nascesse una band di quel genere, la caccerebbero via a calci nel culo dopo il primo disco... Cazzo, che tristezza!
*Noi non siamo i fottuti Eagles, che nella vita neanche si rivolgono la parola; noi siamo una banda, una tribù, una grande famiglia, un circolo esclusivo. Siamo diversi e facciamo cose diverse, a volte ci diamo sui nervi, e magari litighiamo, ma prima di tutto tra noi c'è sempre stato un fondo di rispetto.
*Quando suoniamo, in realtà, siamo degli attori, vogliamo che le persone che vengono a vederci si divertano. Ci divertiamo molto anche noi e continuerà ad essere così.
===[[Claudio Todesco]]===
*{{NDR|Nel 2023}} Avranno anche esaurito da tempo la loro, diciamo così, funzione storica, ma restano le canzoni e bastano e avanzano. Sono dei sopravvissuti e non è un modo di dire. [...] sono sempre in bilico tra trionfo e disfatta, e questo elemento di umanità, anche di fragilità li distingue da altri. E sono cambiati. C'è una cosa che Kiedis ha detto a proposito del senso ultimo della sua autobiografia che credo riassuma bene anche l'esperienza dei Peppers e la loro transizione da gang psico-sessuale a dispensatori di buone vibrazioni, e cioè che «va bene lottare e fallire miseramente, e comunque uscirne più o meno sani mentalmente e amando la vita».
*I Peppers sono Hollywood e i bassifondi, il culto del fisico e i morti, il successo e la droga, ''Playboy'' e i giornali controculturali, la stramberia e il commercio, le visioni psichedeliche e le fantasie sessuali, siringhe e manuali di autoaiuto, Ornette Coleman e i Lakers, la freakness e l'estasi.
*Sono strambi e assieme fighi. Anzi, hanno costruito il loro piccolo impero sull'eccentricità e sull'ostentazione della stupidità. Hanno legittimato il nonsense e le pulsioni sessuali nel rock alternativo, hanno mescolato i generi in un periodo in cui farlo non era scontato, hanno ribadito per una generazione che rischiava di scordarlo che la musica rock passa anche attraverso i corpi e la loro espressività.
*Sono una di quelle band in cui il cantante fatica a star dietro ai musicisti. È una questione di ritmo, elasticità, espressività, intonazione. Loro suonano fantasmagorici e lui a volte un po' piatto. In certi frangenti, la performance vocale non eccellente di Anthony Kiedis conta poco, specie quando ci sono decine di migliaia di persone che cantano assieme a lui.
*Un concerto dei Peppers è sempre inevitabilmente anche una storia di fratellanza e di dialogo fra i musicisti. L'immagine che meglio lo riassume è questa: Flea e Frusciante che suonano uno di fronte all'altro nelle loro brevi jam. Molto si basa sul loro interplay, ma a volte sembra che il bassista dialoghi col suo strumento con Smith lasciando a Frusciante lo spazio per divagare [...]. Finché riusciranno a tirare fuori questo suono plastico, questa materia sonora cangiante e instabile, questa miscela basso-chitarra-batteria che sta tra rock e funk e colpisce allo stomaco, i Red Hot avranno vita.
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte"/>
==Voci correlate==
*[[Anthony Kiedis]], cantante della band.
*[[Flea]], bassista della band.
*[[John Frusciante]], chitarrista della band.
*[[Chad Smith]], batterista della band
*[[Josh Klinghoffer]], ex chitarrista della band.
*[[Hillel Slovak]], ex chitarrista della band.
*[[Dave Navarro]], ex chitarrista della band.
*[[Jack Sherman]], ex chitarrista della band.
*[[Jack Irons]], ex batterista della band.
*[[Cliff Martinez]], ex batterista della band.
*[[Rick Rubin]], produttore della band.
*[[Michael Beinhorn]], ex produttore della band.
==Altri progetti==
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===Opere===
{{Pedia|The Red Hot Chili Peppers||(1984)}}
{{Pedia|Freaky Styley||(1985)}}
{{Pedia|The Uplift Mofo Party Plan||(1987)}}
{{Pedia|Mother's Milk||(1989)}}
{{Pedia|Blood Sugar Sex Magik||(1991)}}
{{Pedia|One Hot Minute||(1995)}}
{{Pedia|Californication (album)|''Californication''|(1999)}}
{{Pedia|By the Way (album Red Hot Chili Peppers)|''By the Way''|(2002)}}
{{Pedia|Stadium Arcadium||(2006)}}
{{Pedia|I'm with You (Red Hot Chili Peppers)|''I'm with You''|(2011)}}
{{Pedia|The Getaway (Red Hot Chili Peppers)|''The Getaway''|(2016)}}
{{Pedia|Unlimited Love||(2022)}}
{{Pedia|Return of the Dream Canteen||(2022)}}
{{Red Hot Chili Peppers}}
==Collegamenti esterni==
*[http://www.redhotchilipeppers.it/testi/ Testi delle canzoni], ''Redhotchilipeppers.it''.
*[http://www.redhotchilipeppers.it/traduzioni/ Traduzioni dei testi delle canzoni], ''Redhotchilipeppers.it''.
*[http://www.venicequeen.it/cms/Table/Testi-/-Traduzioni/ Testi e traduzioni delle canzoni], ''Venicequeen.it''
[[Categoria:Gruppi musicali statunitensi]]
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1410029
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106789
/* Chad Smith */
1410132
wikitext
text/x-wiki
[[File:RHCP Live in London 26 June 2022.jpg|miniatura|upright=1.4|I Red Hot Chili Peppers nel 2022]]
'''Red Hot Chili Peppers''', gruppo rock statunitense attivo dal 1982.
==Citazioni tratte da canzoni==
===''The Red Hot Chili Peppers''===
'''Etichetta''': EMI, 1984, prodotto da Andy Gill.
*''Bene, sto per cavalcare un cavallo dai denti a sciabola attraverso le colline di Hollywood | l'ovest più lontano, più remoto | si, è così che mi sento | Bene, scavo nella sporcizia e scavo nella polvere, arrostiscono i miei pasti''.
:''Well, I'm gonna ride a saber tooth horse through the Hollywood hills | the farther west, the farther out | yeah, that's the way I feel | well, I dig the dirt an' I dig the dust I barbecue my meals''. (da ''True Men Don't Kill Coyotes'', n. 1)<ref name="sherman">Testi di Anthony Kiedis, Flea, Jack Sherman e Cliff Martinez.</ref>
*''La passione sgocciola dagli occhi del [[coyote]] | riesce ad assaporare il suo sangue | e il sangue non mente mai, muori viso pallido! | i veri uomini non uccidono i coyote''.
:''Passion dripping from the coyote's eyes | he can taste his blood | an' blood never lies pale face die | true men don't kill coyotes''. (da ''True Men Don't Kill Coyotes'', n. 1)<ref name="sherman"/>
*''Per le strade della città, tenevo i dischi in tasca | farò sentire i Chili Peppers così il pubblico potrà scatenarsi | mi scusi signore, non sentirà il mio pensiero? | suono in un gruppo, sì, ci chiamiamo i Red Hot | mentre sono via, amico, non ho timore | non ho tempo per dare pacche sulle spalle e parlare''.
:''On the city streets, I got the tunes in my pocket | I'll play the Chili Peppers so the public can rock | excuse me mister, won't you hear my thought? | I play in a band, yeah, we're called the Red Hots | while I'm away, boy, I'm afraid not | I've got no time to flick and talk''. (da ''Baby Appeal'', n. 2)<ref name="sherman"/>
*''Quando stai solo fermo in piedi o seduto tranquillo | pensa alle [[rana|rane]] che traggono un gran piacere dal saltare, | prendi una piccola lezione dai [[canguro|canguri]], | non lo sai che stanno saltando come matti, salta tu!''
:'' When you're just standing or sitting still | think about the frogs gettin' a thrill, | take a little lesson from the kangaroos, | don't you know they're jumpin' foos, jump you!'' (da ''Get Up and Jump'', n. 4)<ref name="slovak">Testi di Anthony Kiedis, Flea, Hillel Slovak e Jack Irons.</ref>
*''Siamo tutti un gruppo di fratelli che vivono in modo figo | insieme ad altri sei milioni in questo posto chiamato LA | LA è il posto giusto, mi dà fuoco in fiamme | per me, è una corsa attraverso un labirinto di raccolta del cotone | la città mi fa saltare, ha un sacco di ragazze cattive | beh, certo, ci sono alcuni imbecilli, ma ho ancora i miei calci''.
:''We're all a bunch of brothers living in a cool way | along with six million others in this place called LA | LA is the place, sets my mind ablaze | for me, it's a race through a cotton-picking maze | the town makes me jump, it's got a bunch of bad chicks | well sure, it's got some chumps, but I still get my kicks''. (da ''Out in L.A.'', n. 8)<ref name="slovak"/>
*''L'[[elicottero]] della polizia passò velocemente in cielo, | l'elicottero della polizia che atterra sul mio occhio.''
:'' Police helicopter shot the sky | police helicopter landin' on my eye.'' (da ''Police Helicopter'', n. 9)<ref name="slovak"/>
====Citazioni su ''The Red Hot Chili Peppers''====
*All'inizio eravamo un band esplosiva, però il nostro primo album non era affatto un disco esplosivo. ([[Flea]])
*In via del tutto teorica, l'omonimo debutto dei Red Hot Chili Peppers è un capolavoro del rock. Peccato che sia un disco brutto. Tuttavia, a livello filosofico rimane rivoluzionario: quasi nessuno con la pelle bianca prima di questi sei ragazzi [...] aveva contaminato in modo così assurdo e scanzonato il rock con il funky e il rap. Naturalmente, tradurre il pensiero in un'azione compiuta è un percorso impegnativo, ecco perché le dieci canzoni di The Red Hot Chili Peppers [...] sono musica che raramente prende consistenza. Ma sotto lo slappare del basso maniacale di Flea, sotto il cantare acerbo e talvolta sfiatato di Kiedis e sotto il tambureggiare di Martinez, c'è l'istinto degli occhi della tigre [...]. Ecco, su quest'esordio manca quell'irresistibile arroganza che li renderà appunto i Red Hot Chili Peppers. ([[Gianni Della Cioppa]])
*''Mommy Where's Daddy'' ha diversi elementi che la rendono speciale. Flea, Cliff e io componemmo la musica con naturalezza e facilità e rapidamente ne facemmo una prova poi tutti assieme. Il suo essere più funky e groovy la rendeva diversa dal restante materiale che virava dal punk intenso fino all'hard rock. Poi quando l'andammo a registrare come demo, fu la prima del cd. Sentii il timbro vocale e il testo. Ne fui veramente colpito e dissi a Anthony quanto rendesse efficace il tutto. Il testo faceva venire la pelle d'oca anche se non era perfetto. Flea decise di interpretare la parte della bimba come fosse un dialogo tra padre e figlia e la cosa era veramente divertente [...]. Mi piace molto anche ''Green Heaven'' perché è tra le più naturali nel cd. Per farti capire, quel solo venne registrato tutto in presa diretta in un canale a sé [...]. Mi piace molto ottenere tutti i tipi di suoni diversi e approcciare in stili e ho avuto modo di dare il mio contributo a quel disco. ''Grandpappy Du Plenty'' fu divertente, creare tutto quel sound bizzarro. E Dave Jerden mi disse [...] dopo aver registrato Baby Appeal, che non riusciva a togliersi dalla testa quel riff di chitarra. ([[Jack Sherman]])
*Per quanto riguarda l'aspetto giullaresco, questa è roba di buon cuore (e come giullaresca, dovrebbe esserlo). Il motivo per cui non è del tutto convincente non è nemmeno il fatto che sia di buon cuore: la band è abbastanza oltraggiosa, anche se probabilmente non nel modo in cui pensa di esserlo. Forse c'è un indizio in questa misteriosa osservazione del portavoce Flea: 'Grandmaster Flash e Kurtis Blow hanno grandi 'rap', ma non una musica così grande che li accompagni.' In un bassista, questa è una seria delusione . ([[Robert Christgau]])
===''Freaky Styley''===
'''Etichetta''': EMI, 1985, prodotto da George Clinton.
[[File:HillelSlovak1983 (cropped).jpg|thumb|Hillel Slovak, fondatore e chitarrista originario della band, morì nel 1988 in seguito ad un'overdose di eroina: «ho sempre avuto un profondo legame con Hillel. Aveva la capacità di far superare alle persone le barriere che erigevano per non rivelare più di tanto agli altri». ([[Anthony Kiedis]])]]
*''Sono un uomo della [[giungla]], | sono un uomo della giungla, | sono un uomo della giungla, | riesco ad avere tutti i cespugli che posso.''
:''I am a jungle man, | I am a jungle man, | I am a jungle man, | I get all the bush I can.'' (da ''Jungle Man'', Side 1, n. 1)<ref name="martinez">Testo scritto da Anthony Kiedis, Flea, Hillel Slovak e Cliff Martinez.</ref>
*''Oh, dammi una casa | dove vaga il bufalo | e dove la morte di una razza è un gioco, | dove raramente si sente | una parola di pace, | pronunciata dal bianco povero | che uccise appena vennero loro, | benché queste parole scavino a fondo | non offrono nessun sollievo.''
:''Oh give me a home | where the buffalo roam | and the death of a race is a game, | where seldom is heard | a peacable word, | from the white trash | who killed as they came, | though these words dig deep | they offer no relief.'' (da ''American Ghost Dance'', Side 1, n. 3)<ref name="martinez"/>
*''Non ci importa delle band inglesi | non ci importa dei Synth Funk | non ci importa dei Wham Wham | non ci importa dei Duran Duran | perché noi siamo | i Red Hot Chili Peppers!''
:''Nevermind the British bands | nevermind the Synth Funk bands | nevermind the Wham Wham band | nevermind Duran Duran | cause we're | The Red Hot Chili Peppers!'' (da ''Nevermind'', Side 1, n. 5)<ref name="slovak"/>
*''Li fotto, solo per vedere l'espressione della loro faccia | lo dico ad alta voce | sono stravagante | e sono orgoglioso''.
:''I fuck 'em, just to see the look on their face | I say it out loud | I'm freaky styley | and I'm proud''. (da ''Freaky Styley'', Side 2, n. 1)<ref name="martinez"/>
*''Amando e baciando e | masturbando e strusciando e | accarezzando e seducendo e | essere fatti e venendo | ti stringerò per una vita | ti stringerò per sempre | faccio di te mia moglie e | non ti dimenticherò mai''.
:''Loving and kissing and | rubbing and scrubbing and | styling and slumming an | rolling and cumming | I'll hold you a lifetime | I'll love you forever | I'll make you my wife and | I'll never forget you''. (da ''Lovin' and Touchin'', Side 2, n. 5)<ref name="martinez"/>
*''Dalla croce lei ha alzato la testa, | questo è quello che ha detto la suora, | non date amore finché non sarete sposate, | non vivete nessuna vita finché non sarete morte.''
:''From the cross she's raised her head, | this is what the sister said, | give no love until you're wed, | live no life until you're dead.'' (da ''Catholic School Girls Rule'', Side 2, n. 6) <ref>Testo di Anthony Kiedis, Flea e Cliff Martinez.</ref>
====Citazioni su ''Freaky Stylely''====
*So che la musica di questo album era troppo insolita e tetra per essere in grado di piacere al pubblico, ma ha saputo anticipare molte tendenze musicali di quel periodo, in modo definitivo e sostanziale. Molte nostre registrazioni di allora furono considerate "troppo funk per il pubblico bianco, troppo punk per quello di colore." Di sicuro i brani erano ancora lontani dalle connotazioni pop dei lavori successivi, e non credo che avesse contribuito qualche forma di segregazione al loro mancato successo. ([[Flea]])
===''The Uplift Mofo Party Plan''===
'''Etichetta''': EMI, 1987, prodotto da Michael Beinhorn. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[Hillel Slovak]] e [[Jack Irons]] (eccetto ''Behind the Sun'', composta anche da [[Michael Beinhorn]]).
*''Combatti come un impavido, | non essere [[schiavitù|schiavo]], | nessuno può dirti | che devi essere spaventato.''
:''Fight like a brave | don't be a slave | no one can tell you | you've got to be afraid.'' (da ''Fight Like a Brave'', n. 1)
*''In mezzo a questi versi d'amicizia, | devo cantare un attimo qualcosa | che non ho provato, | riguarda | il mio amico | e il suo nome è [[Hillel Slovak|Hillel]], | verso il quale il mio amore | è sacro come quello di un fratello, | prendilo, brufoloso | ragazzo smilzo, prendilo.''
:''In this friendly verse | I've got to sing a little something | that I haven't rehearsed | it's about | my man | and his name is Hillel | for who my love | is woul brother sacred | take it hickleberry | slim boy take it.'' (da ''Me & My Friends'', n. 3)
*''Ah, qualcuno versò sangue molti anni fa | qualcuno versò sangue ma non lo sapevi | che dalle boscaglie in cui crebbe Chuck Berry | arrivano i tuoi alti longilinei padri del rock and roll | oh no | portami nella tua boscaglia adesso''.
:''Ah, someone spilled blood many years ago | Ow! | someone spilled blood, but do you know | that from the backwoods where the Chuck Berries grow | come your long tall daddies of a rock and roll | oh no | take me to your backwoods now''. (da ''Backwoods'', n. 4)
*''Un giorno mentre facevo il bagno nel mare | il mio [[delfino]] parlante mi parlò, | mi parlava in sinfonia | dalla pace di libertà sotto il mare, | mi guardò, gli occhi pieni d'amore, | disse: sì, viviamo dietro il sole.''
:''One day while bathing in the sea | my talking dolphin spoke to me | he spoke to me in symphony | from freedom's peace beneath the sea | he looked to me eyes full of love | said yes we live behind the sun.'' (da ''Behind the Sun'', n. 6)
*''Salta indietro per l’amore sciocco | tu non tornerai per riparare | ma no, no, no, no, no | io non sono un idiota schiavo dell'amore | non vogliamo idioti schiavi dell'amore''.
:''Jump back for chump love | you won't be back for cover | but no no no no | I'm no chump love sucker | no chump love sucker''. (da ''No Chump Love Sucker'', n. 9)
*''Ho pensato che il tuo amore | fosse una faccenda seria | ma ho perso il mio orgoglio | quando ho capito che | il sapore nella mia borsa | e la mia mazza da baseball | era tutto quello che ti interessava''.
:''I thought that your love | was a matter of fact | but I lost my pride | when I realized that | the smack in my bag | and my baseball bat | was all you were after''. (da ''No Chump Love Sucker'', n. 9).
*''Rappresentiamo i figli di Hollywood | Hollywood è dove viviamo | rappresentiamo il meglio di Hollywood | la band Organic Anti-Beat Box''.
:''We represent the hollywood kids | hollywood is where we live | we represent the hollywood jam | organic anti-beat box band''. (da ''Organic Anti-Beat Box Band'', n. 12)
====Citazioni su ''The Uplift Mofo Party Plan''====
*A conti fatti, ''Uplift'' è probabilmente il disco più potente che abbiamo fatto. Non dico il migliore, anche se per qualcuno potrebbe esserlo, ma sicuramente il più diretto, nel senso di suonare a manetta senza pensare a un cazzo, e fare arte. Quel disco mette insieme rock, funk e arte esattamente come volevamo noi all'epoca. Eravamo matti come cavalli e sulla via della perdizione, ma ce l'abbiamo fatta, abbiamo fatto un disco di cui siamo fieri. ([[Flea]])
* Fight Like a Brave è considerata a tutti gli effetti un manifesto del riscatto, sia dal punto di vista personale di Kiedis, sia da quello musicale della band. Il brano rappresenta un potente messaggio di rinascita: celebra la decisione di combattere la dipendenza e la voglia di tornare a vivere, incoraggia a non essere schiavi delle proprie paure o delle aspettative altrui, invita a lottare con coraggio. Il brano è diventato un inno alla resilienza, una metafora per invitare a rialzarsi chiunque si senta senza speranza o "nel fango della vita". ([[Ivan Zazzaroni]])
*Mi piace tutto il disco. Ma è stata anche la prima volta che ho cominciato davvero a sentirmi in forma come produttore, come arrangiatore/compositore e come musicista. Nel complesso l'esperienza è stata sfiancante e logorante, ma quando lo ascolto è veramente un gran bel disco. Mi fa ricordare benissimo quel periodo, i posti dove siamo stati mentre lo facevamo, le persone coinvolte e ogni minima cosa che è successa. C'è un forte senso di libertà e di leggerezza in quel disco, ed è bellissimo. ([[Michael Beinhorn]])
*''The Uplift'' è stata l'emozione del ritorno insieme dei quattro membri originari [...]. Con ''Uplift'', abbiamo trascorso molto tempo in pre-produzione. Stavamo lavorando con Michael Beinhorn. Abbiamo trascorso un mese in pre-produzione. Poi siamo andati ai Capitol Studios. È stato davvero emozionante. Non credo che nessuno di noi fosse mai stato in un vero studio ufficiale come quello. ([[Jack Irons]])
===''Mother's Milk''===
'''Etichetta''': EMI, 1989, prodotto da Michael Beinhorn. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
[[Immagine:RedHotChiliPeppersAdam1989.jpg|thumb|Il cantante [[Anthony Kiedis]] e il bassista [[Flea]] durante un concerto ad Amsterdam nel 1989: «siamo come due strani fratelli. Siamo competitivi, però ci adoriamo. Siamo uno lo specchio dell'altro. Se sto bene con me stesso, sto bene con Flea e viceversa».]]
*''Può sembrare davvero che abbiamo strani modi di fare | ma lo facciamo con compassione e non crediamo nell'età | viaggiamo per il mondo andando nudi sul palco | cacciando fuori la gente dalla loro gabbia quotidiana | ci piace pensare che rendiamo felici chi è triste | e ci piace rendere orgogliosi la nostra mamma e il nostro papà''.
:''Indeed it may seem that we have strange ways | but we do it with compassion and don't believe in age | travel round the world gettin naked on the stage | bustin' people out of their everyday cage | we like to think we make a sad man happy | and we like to make proud our mammy and our pappy''. (da ''Good Time Boys'', n. 1)
*''[[Magic Johnson|M-a-g-i-c]] ci vediamo in campo | il ragazzone nero è venuto per giocare a modo suo | e il suo gioco è ostacolare | M-a-g-i-c magia di ragazzone nero, | altre squadre pregano e sognano, | ma a lui non gliene frega un cazzo.''
:''M-a-g-i-c see you on the court | buck has come to play his way and his way is to thwart | M-a-g-i-c magic of the buck | other teams pray for dreams | but he don't give a fuck.'' (da ''Magic Johson'', n. 4)
*''Strappami gli slip | santifica la mia anima | sono capriccioso di natura | cammina totem | guarda e vedi penso, che tu sia d'accordo | nessuno è strano come me''.
:''Bust my britches | bless my soul | i'm a freak of nature | walking totem pole | look and see I think you'll agree | nobody weird like me''. (da ''Nobody Weird Like Me'', n. 5)
*''Se mi vedi esagerare, | se mi vedi sballare, | dammi una calmata, | non sono più grande della vita.''
:''If you see me getting mighty | if you see me getting high | knock me down | I'm not bigger than life.'' (da ''Knock Me Down'', n. 6)
*''Vattene e assapora la [[sofferenza]], | ritorna in qualche altro giorno, | non sei lieta che non eri dispiaciuta? | Divertente come il prezzo che viene pagato.''
:''Walk away and taste the pain | come again some other day | aren't you glad you weren't afraid | funny how the price gets paid.'' (da ''Taste the Pain'', n. 7)
*''Capelli così lisci, neri come il carbone | aw baby il modo in cui ondeggi | tu indossi un vestito così blu | che porti i miei jeans via | lei viene e va ed io lo so | lei cumina almeno una volta al giorno | non posso resistere, bacio le tue labbra | tu sei la mia cameriera messicana sexy''.
:''Hair so smooth, black as coal | aw baby the way you sway | you wear the dress so very blue | that you take my blues away | she comes and goes that I know | she cums at least once a day | I can't resist I kiss you lips | you're my sexy mexican maid''. (da ''Sexy Mexican Maid'', n. 12)
====Citazioni su ''Mother's Milk''====
*È stato un album difficile da realizzare per me, non sapevo nulla del lavoro in studio di registrazione e gran parte del mio lavoro è consistito in me che suonavo con Michael Beinhorn seduto vicino ed io ero completamente all'oscuro di ciò che lui potesse considerare una buona registrazione o cosa non lo fosse. Sì, ho avuto un sacco di difficoltà a registrare quel disco per questa ragione, per quel periodo quella era una visione innovativa che influenzò molte persone in molti modi e lui aveva questa visione così chiara da farmi sentire che io non avessi alcuna voce in capitolo o uno spazio per adattarmi a ciò che lui voleva in un modo che mi risultasse confortevole. Lui aveva preso anche il controllo del processo di mixaggio e nessuno di noi era presente o ha avuto una versione finale del disco, non lo abbiamo nemmeno ascoltato. Le canzoni sono state ri-editate in modo totalmente differente da come le avevamo scritte e cose del genere... sì, è stata un'esperienza molto intensa. ([[John Frusciante]])
* È stato un grande cambiamento rispetto al sound dei RHCP fino a quel momento [...]. Per quanto riguarda la reazione della band al prodotto finale... beh... non ho mai scoperto cosa ne pensassero del mix finale. Tuttavia, quando finalmente ho fatto ascoltare ad Anthony le tracce con le chitarre finite per la prima volta (fino ad allora non era stato presente a nessuna delle sessioni), ha dato di matto, e non in senso positivo. Penso che la band abbia in qualche modo rinnegato il disco per questo motivo. ([[Michael Beinhorn]])
*Ecco il passo epocale per la band: la tragica scomparsa di Hillel Slovak porta a un radicale cambiamento di formazione e a Kiedis e Flea si affiancano i John Frusciante e Chad Smith. Il risultato è pura eccellenza: nuove energie, freschezza, urgenza e qualità si condensano in quello che può essere tranquillamente considerato come tra i migliori episodi della loro carriera. Il sound si definisce sempre di più, anche se sono evidenti tracce del momento di transizione [...], ma la definizione che ne dà il quotidiano ''Boston Globe'' ("an high octane fusion of metal, funk and rap") è quella che probabilmente fotografa al meglio il clima dell'album. Sorprende la quantità d'influenze elaborate nei tredici brani, ricchi anche di citazioni e di rimandi [...]. Mother's Milk diede il successo alla band, che si affacciò per la prima volta in classifica e sorpassò le 500.000 copie vendute, per arrivare poi negli anni a superare il milione di unità. ([[Antonio Bacciocchi]])
*I punk che amavano Hendrix e i P-Funk tanto tempo fa, stanno finalmente monetizzando il loro buon gusto, e sebbene i non credenti ne disconoscano la sincerità, il problema è l'esecuzione. Allora non erano tecnicamente dotati, e ora spingendo la chitarra in primo piano suonano anche più grezzi. Ma sono bravissime persone, davvero: menzionano la 'compassione' proprio nella prima strofa. ([[Robert Christgau]])
*''Mother's Milk'' è fondamentale per il loro percorso artistico ed è con quest'album che si consacrano come importante gruppo rock. Penso che questo disco abbia anche mostrato l'ampia gamma di stili di cui il gruppo era capace, rivelando una maggiore maturità. ([[Camilla Pia]])
===''Blood Sugar Sex Magik''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 1991, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
*''Giusta o sbagliata, la mia canzone è forte | se non ti piace, passa oltre | dico quel che voglio, faccio quel che posso | morte al messaggio del [[Ku Klux Klan]].''
:''Right or wrong, my song is strong | you don't like it, get along | say what I want, do what I can | death to the message of the Ku Klux Klan.'' (da ''The Power of Equality'', n. 1)
*''La [[Bianco e nero (antropologia)|rabbia più nera, la paura più bianca]] | mi sentite, sono chiaro? | pace è il mio nome, questo è il mio momento | posso prendermi un pò di potere?''
:''Blackest anger, whitest fear | can you hear me, am I clear? | my name is peace, this is my hour | can I get just a little bit of power?'' (da ''The Power of Equality'', n. 1)
*''Voglio essere un [[gangster]], | penso che lui sia un ragazzo saggio | svaligiare un'altra banca, | lui è uno che tira pugni in faccia | testa dura, | un tipo alla Bonnie e Clyde | guardalo negli occhi, | lui non è il mio tipo.''
:''A wanna be gangster | thinkin' he's a wise guy | rob another bank | he's a sock 'em in the eye guy | tank head | Mr. Bonnie and | Clyde guy | look him in the eye | he's not my kinda guy.'' (da ''If You Have to Ask'', n. 2)
*''Se devi chiedere, | mai potrai sapere | che ai bastardi [[funk|funky]] | non si gli sarà detto di andarsene.''
:''If you have to ask | you'll never know | funky motherfuckers | will not be told to go.'' (da ''If You Have to Ask'', n. 2)
*''Cresciuto da mio padre | ragazza del giorno | lui era il mio uomo | questo era il modo | lei era la ragazza | lasciata sola | sentendo il bisogno | di fare di me la sua casa | non so cosa quando o perché | il tramonto dell'amore era arrivato''.
:''Raised by my dad | girl of the day | he was my man | that was the way | she was the girl | left alone | feeling the need | to make me her home | I don't know what when or why | the twilight of love had arrived''. (da ''Breaking the Girl'', n. 3)
*''Gira e rigira | ti senti bruciare, | stai spezzando il cuore alla [[ragazzo|ragazza]], | lei non voleva farti male | pensi di essere così intelligente, | ma ora devi piantarla | stai spezzando il cuore alla ragazza, | lui non ama nessun'altra.''
:''Twisting and turning | your feelings are burning | you're breaking the girl | she meant you no harm | think you're so clever | but now you must sever | you're breaking the girl | he loves no one else.'' (da ''Breaking the Girl'', n. 3)
*''Guardami, non vedi | che tutto ciò che voglio davvero essere | è esser libero da un mondo | che mi ferisce | ho bisogno di sollievo | ragazza, vuoi che sia | il tuo ladro?''
:''Look at me cant you see | all I really want to be | ss free from a world | that hurts me | I need relief | do you want me girl| to be your thief''. (da ''Suck My Kiss'', n. 5)
*''Donami dolci e sacre benedizioni | la tua bocca è stata fatta per succhiare il mio [[bacio]].''
:''Give to me sweet sacred bliss | your mouth was made to suck my kiss.'' (da ''Suck My Kiss'', n. 5)
*''Posso aver mentito, sono proprio uno stupido, | i miei occhi non potranno mai mai mai | mantenere la loro freddezza | li ho fatti vedere a lei e le ho spiegato come | mi avesse colpito, ma sono fottuto adesso.''
:''I could have lied I'm such a fool | my eyes could never never never | keep their cool | showed her and I told her how | she struck me but I'm fucked up now.'' (da ''I Could Have Lied'', n. 6)
*''[[Bob Marley]] poeta e profeta, | Bob Marley mi ha insegnato come arrendersi, | Bob Marley fa quello che dice, | mio Dio, non vedi che lo sto tossendo?''
:''Bob Marley poet and a prophet | Bob Marley taught how to off it | Bob Marley walkin like he talk it | Goodness me cant you see I'm gonna cough it.'' (da ''Give It Away'', n. 9)
*''Amo mia madre perchè lei ama me | è passato ormai il tempo in cui mi puliva | Sento perfettamente mio fratello che mi sta abbracciando | bevi il mio succo giovane amore sputa e succhiami''
:''My mom I love her cause she love me | long gone are the times when she scrub me | feelin' good my brother gonna hug me | drink my juice young love chug-a-lug me''. (da ''Give It Away'', n. 9)
*''Sangue, zucchero, pesce remora | nel mio piatto | quante porzioni ne vorresti? | entro nel paradiso | dove mi alleo dalla parte dell'anima | ragazza dammi piacere | sii la mia anima gemella.''
:''Blood sugar sucker fish | in my dish | how many pieces | do you wish | step into a heaven | where I keep it on the soul side | girl please me | be my soul bride.'' (da ''Blood Sugar Sex Magik'', n. 10)
*''Note incontrollabili | dalla sua gola di Biancaneve | riempiono lo spazio | in cui due corpi fluttuano | guidati da una voce | fanatico per scelta | il fiore è aromatico | lei deve essere umida.''
:''Uncontrollable notes | from her snowwhite throat | fill a space | in which two bodies float | operatic by voice | fanatic by choice | aromatic is the flower | she must be moist.'' (da ''Blood Sugar Sex Magik'', n. 10)
*''Guido sulle sue strade ''{{NDR|riferito a [[Los Angeles]]}}'' | perché lei è la mia compagna, | cammino per le sue colline | perché lei mi conosce davvero, | lei vede le mie buone azioni | e mi bacia con la brezza, | non sono mai preoccupato, | ora questa è una bugia.''
:''I drive on her streets | 'cause she's my companion | I walk through her hills | 'cause she knows who I am | she sees my good deeds | and she kisses me windy | I never worry | now that is a lie.'' (da ''Under the Bridge'', n. 11)
*''Sotto il [[ponte]] in centro | è dove ho versato sangue, | sotto il ponte in centro | non mi bastava mai, | sotto il ponte in centro | ho dimenticato il mio amore, | sotto il ponte in centro | ho buttato la mia vita.''
:''Under the bridge downtown | is where I drew some blood | under the bridge downtown | I could not get enough | under the bridge downtown | forgot about my love | under the bridge downtown | I gave my life away''. (da ''Under the Bridge'', n. 11)
*''Tanto tanto tempo fa | prima del vento e della neve | viveva un uomo, viveva un uomo che conosco | uno scherzo della natura chiamato Signor Psycho | Signor Psycho eccomi sono io | qualche volta scopro di aver bisogno di urlare.''
:''A long, long, long, long time ago | before the wind, before the snow | lived a man, lived a man I know | lived a freak of nature named Sir Psycho | Sir Psycho Sexy that is me | sometimes I find I need to scream.'' (da ''Sir Psycho Sexy'', n. 16)
*''Sono stato fermato da una poliziotta | nella mia auto | disse esci e allarga le gambe | e poi cercò di palparmi | la poliziotta | era tutta vestita in blu | era carina? Ragazzo ti sto raccontando | mi colpì il culo con il suo grosso manganello nero | dissi "che succede?" ora succhiami il cazzo.''
:''I got stopped by a lady cop | in my automobile | she said get out and spead your legs | and then she tried to cop a feel | that cop she was all dressed in blue | was she pretty? Boy I'm tellin' you | she stuck my butt with her big black stick | I said "what's up?" now suck my dick''. (da ''Sir Psycho Sexy'', n. 16)
====Citazioni su ''Blood Sugar Sex Magik''====
*Abbiamo raggiunto un picco creativo, molto alto, secondo me registrando il disco ''Blood Sugar''! Le sensazioni erano veramente intense. Eravamo rimasti ad un livello medio di popolarità, lavorando e facendo tour per anni, e con quel disco siamo diventati una rock band importantissima. ([[Flea]])
*"Blood Sugar Sex Magik" sono quattro parole che abbiamo scelto perché suonavano bene insieme. Quattro termini il cui significato lega e si inserisce ottimamente nella natura e nell'essere dei Red Hot. Inoltre, in questo mondo che si avvicina al 2000, governato da computer, media sempre più sofisticati, ci si allontana purtroppo da ciò che riguarda lo spirito, avvicinandosi invece ad aspetti meno legati al nostro essere. Perciò abbiamo tirato in ballo il sangue, il sesso, la magia: quasi in contraddizione con i dettami dell'odierna way of life. La magia fa parte del lato spirituale dell'uomo e i Red Hot sono un mezzo per far passare tale fluido nell'universo. ([[Anthony Kiedis]])
*È un cocktail tipico dei Chili. In ''Mother's Milk'' del 1989 il gruppo aveva messo a punto una miscela di hard rock, funk e canzoni efficaci. Serviva solo un successo. E arrivò con "Under The Bridge", il peana all'eroina di Anthony Kiedis animato dalla chitarra straziante di John Frusciante. Fruttò all'album sette milioni di copie vendute negli Stati Uniti [...]. Altrove ci sono pensieri incentrati perlopiù sul sesso, rafforzati dal basso rimbombante di Flea e dalla batteria inarrestabile di Chad Smith. Tra i pezzi di spicco, la viziosa "Suck My Kiss" e "My Lovely Man", tributo allo scomparso predecessore di Frusciante Hillel Slovak. Rubin chiese anche una canzone su "ragazze e auto". Pur disprezzata da Kiedis, "The Greeting Song" è una delle diciassette ragioni per salire sulla giostra di ''Blood Sugar Sex Magik''. Fatelo subito. (''[[1001 album]]'')
*Il disco non aveva obiettivi, né intellettuali né verbali. Ci svegliavamo al mattino e suonavamo come ci sentivamo di fare... componevamo musica con la stessa naturalezza con cui un fiore cresce. Eravamo in una dimensione tutta nostra. Il resto del mondo non esisteva e noi vivevamo in un universo d'immaginazione scatenata. ([[John Frusciante]])
===''One Hot Minute''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 1995, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[Dave Navarro]] e [[Chad Smith]].
[[Immagine:Dave Navarro, Santa Barbara Bowl, 2008.jpg|thumb|Il chitarrista [[Dave Navarro]] militò nella band dal 1993 al 1998, incidendovi l'album ''One Hot Minute'': «a volte vorrei non essere mai entrato nei Chili Peppers, ma credo che questo dipenda dal mio carattere difficile».]]
*''La mia tendenza | alla dipendenza | mi offende, | mi stravolge | fingo di vedermi forte e libero | dalla mia dipendenza | mi sto rovinando.''
:''My tendency | for dependency| is offending me | it's upending me | I'm pretending see | to be strong and free | from my dependency | it's warping me.'' (da ''Warped'', n. 1)
*''Adoro il [[piacere e dolore|piacere con punte di dolore]], | la [[musica]] è il mio aeroplano, | è il mio aeroplano | dolce usignolo e Jane la acida, | la musica è il mio aeroplano, | è il mio aeroplano.''
:''I like pleasure spiked with pain | and music is my aeroplane, | it's my aeroplane,| songbird sweet and sour Jane | and music is my aeroplane, | it's my aeroplane.'' (da ''Aeroplane'', n. 2)
*''Iniziò quando eravamo ragazzini | spiriti liberi ma già tormentati | dalle nostre stesse mani dateci dai nostri genitori | stavamo assieme e scrivevamo sui banchi | e dormivamo nelle lavanderie vicino alle montagne nevose.''
:''Free spirits but already tormented | by our own hands given to us by our parents | we got together and wrote on desks | and slept in laundry rooms near snowy mountains | e dormivamo nelle lavanderie vicino alle montagne nevose.'' (da ''Deep Kick'', n. 3)
*''I miei amici sono così depressi, | capisco il problema | della vostra solitudine | confidatevi... vi sarò sempre vicino | sapete che lo sarò, sapete che lo sarò.''
:''My friends are so depressed | I feel the question | of your loneliness | confide...'cause I'll be on your side | you know I will, you know I will.'' (da ''My Friends'', n. 4)
*''Vediamoci al Coffee Shop, | possiamo ballare come [[Iggy Pop]] | un altro inizio nel parcheggio | idiota la guancia sul tuo punto debole.''
:''Meet me at the Coffee Shop | we can dance like Iggy Pop | another go in the parking lot | frewak the cheek on your hot spot.'' (da ''Coffee Shop'', n. 5)
*''Penso che farò una passeggiata | e scoprirò di cosa si tratta | e non è difficile | solo io e i miei due piedi | al caldo, mi sono riuscito a incontrare.''
:''I think I'll go on a walkabout | and find out what it's all about | and that ain't hard | just me and my own two feet | in the heat, I got myself to meet.'' (da ''Walkabout'', n. 8)
*''Mi piacevano i tuoi baffetti, {{NDR|riferito a [[Kurt Cobain]]}} | e mi piaceva la fossetta sul mento, | i tuoi occhi celesti. | Dipingevi quadri, | perché colui che ti fa stare male, | può dare veramente tanto, | e tu me lo hai dato.''
:''I liked your whiskers, | and I liked the dimple in your chin, | your pale blue eyes. | You painted pictures, | 'cause the one who hurts, | can give so much, | you gave me such.'' (da ''Tearjerker'', n. 9)
*''Seduto nel fuoco | andate d'accordo e divertiteci | galleggiando per essere più alto | forse sono il tuo speciale testimone silenzioso | respira la luna | è mangia il sole | seduto nel fuoco.''
:''Sitting in the fire | get along and have some fun | floating to be higher | maybe I'm your special one | silent testifier | breathe the moon | and eat the sun | sitting in the fire.'' (da ''One Hot Minute'', n. 10)
*''Non mi brucerai mai, | non mi brucerai mai, | sarò il tuo eretico, | non puoi reprimermi, | sono il libero potere, | la [[verità]] appartiene a tutti.''
:''You'll never burn me | you'll never burn me | I will be your hereticy | you can't contain me | I am the power free | truth belongs to everybody.'' (da ''Shallow Be Thy Game'', n. 12)
*{{NDR|Riferito a River Phoenix}} ''Sei il mio dio, sei il mio cane | mi hai tenuto vicino, l'amore non ha mai perso | ti ho chiamato hippie, hai detto vaffanculo | hai detto che tuo fratello è un vero punk rocker | qualcosa accadrà | qualcosa molto presto | trascendere la carne potrebbe essere una brezza | mandami oh oltre la luna.''
:'' You are my God, you are my dog | you kept me close, love never lost | I called you hippie, you said fuck off | said your brother’s a real punk rocker | something gonna happen | something very soon | transcending flesh could be a breeze | sending me oh over the moon.'' (da ''Transcending'', n. 13)
====Citazioni su ''One Hot Minute''====
*A molte persone non frega granché di quell'album! Sai, musicalmente parlando i nostri precedenti erano così incredibilmente differenti da venire in un certo senso a galla in quel disco. Ne ho ascoltato un po' di recente ed ero tipo "wow, alcuni di questi pezzi sono proprio fighi!" [...] non fu ben accolto ma è questo ciò che ottieni quando prendi un tizio da una band che ha un sound distinto e lo incastri in una band che ha un altro sound distinto: è normale che ci si scontri un po'! ([[Dave Navarro]])
*Dio benedica Dave Navarro, è stato un grande, ma non ci ha messo il cuore. Fare quel disco è stato come farsi cavare uno a uno tutti i fottuti denti che abbiamo in bocca... ([[Flea]])
*È un disco davvero triste e depresso, ma d'altronde il vero significato di tutto il lavoro è quello di passare attraverso periodi oscuri, tragici e funesti per uscire all'altro capo, dove c'è la luce. Quindi, anche se le persone diranno che è un disco scuro, anche se noi stessi diciamo che lo è, il vero feeling che emerge da questo è che bisogna vivere e imparare da queste esperienze. Essere vivi per poterle raccontare, avere la fortuna di farne un disco. ([[Anthony Kiedis]])
*Oggi è reputato una pagina secondaria nella produzione della band californiana, come dimostra il fatto che ben pochi dei suoi tredici episodi [...] siano stati eseguiti dal vivo nell'ultimo paio di decenni. L'anello debole della catena, insomma? Legittimo, ma anche ingeneroso, considerando che One Hot Minute ha al suo arco molte frecce acuminate. Sicuramente, è un capitolo anomalo della saga dei RHCP, in virtù di un sound definibile in estrema sintesi come "meno funk e più hard", e al di là del valore di molti suoi brani, risulta proprio per questo più meritevole di altri dischi ben più celebrati e fortunati dal punto di vista commerciale. La sua sintesi più aggressiva e nervosa ben si addice al mood piuttosto cupo dei testi [...]. Ecco, forse la chiave migliore per inquadrare One Hot Minute è vederlo come un assaggio di quello che l'ensemble avrebbe potuto diventare: probabilmente meno da stadio/radio e più, come dire?, "interessante". ([[Federico Guglielmi]])
*Per me è un album molto dark, anche se la gente a volte non lo considera tale, per me, farlo mi ha intristito molto. E anche averlo finito è stato molto triste! ([[Flea]])
===''Californication''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 1999, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
*''In giro per il mondo | potremmo recuperare del tempo | schiamazzando sbattendo i piedi | perché mi sento al massimo | Nato al nord | e ho giurato di farvi divertire | perché sto venendo verso | lo stato della Pennsylvania.''
:''All around the world | we could make time | rompin' and a stompin' | 'cause I'm in my prime | born in the north | and sworn to entertain ya | 'cause I'm down for | the state of Pennsylvania.'' (da ''Around the World'', n. 1)
*''Madre [[Russia]] non soffrire, | so che sei abbastanza coraggiosa | sono stato in giro per il mondo | ed ho visto il tuo amore.''
:''Mother Russia do not suffer | I know you're bold enough | I've been around the world | and I have seen your love.'' (da ''Around the World'', n. 1)
*''Nella profondità | di un universo parallelo | sta diventando sempre più duro | dire ciò che viene prima | sotto l'acqua dove i pensieri | ossono respirare facilmente | lontano tu eri stato creato dal mare | proprio come me.''
:''Deep inside of a parallel universe | it's getting harder and harder | to tell what came first | under water where thoughts can breathe easily | far away you were made in a sea | just like me.'' (da ''Parallel Universe
*''Cristo io sono la chiave dell'orologio | sono un re della California | lo giuro è ovunque | è ogni cosa.''
:''Christ I'm a sidewinder I'm a | California King | I swear it's everywhere | it's everything.'' (da ''Parallel Universe'', n. 2)
*''Una cicatrice nella carne che avrei voluto tu vedessi | un uomo sarcastico lo sa | chiudi gli occhi e io ti darò un bacio perché, | con gli uccelli condividerò | con gli [[uccello|uccelli]] condividerò | questa vista solitaria | con gli uccelli condividerò | questa vista solitaria.''
:''Scar tissue that I wish you saw | sarcastic mister know it all | close your eyes and I'll kiss you 'cause | with the birds I'll share | with the birds I'll share | this lonely view | with the birds I'll share | this lonely view.'' (da ''Scar Tissue'', n. 3)
*''Quanto tempo, quanto tempo scivolerò? | Separato dalla mia parte, io non | io non credo sia male | taglia la mia gola, è tutto ciò che ho sempre... | ho sentito la tua voce attraverso una foto | ci ho pensato su e il passato è tornato indietro | quando sai che non puoi mai tornare indietro | devo portarla dall'altro lato''.
:''How long how long will I slide? | Separate my side, I don't | I don't believe it's bad | slit my throat, it's all I ever... | I heard your voice through a photograph | I thought it up and brought up the past | once you know you can never go back | I've got to take it on the otherside''. (da ''Otherside'', n. 4)
*''Una stellina [[Scarlatto|scarlatta]] e lei è nel mio letto | una candidata per la mia anima gemella ha sanguinato | premi il grilletto e tira il filo, | devo portarla da un'altra parte.''
:''Scarlet starlet and she's in my bed | a candidate for my soul mate bled | push the trigger and pull the thread | I've got to take it on the otherside | take it on the otherside.'' (da ''Otherside'', n. 4)
*''Il [[sole]] può sorgere pure a est, | ma almeno si stabilisce nella posizione finale | è chiaro che [[Hollywood]] | vende la californicazione.''
:''The sun may rise in the East | at least it settles in the final location | It's understood that Hollywood | sells Californication.'' (da ''Californication'', n. 6)
*''Paghi il tuo chirurgo molto bene | per rompere l'incantesimo dell'età | la pelle delle celebrità, è questo il tuo tarlo | oppure questa è una guerra che stai combattendo?''
:''Pay your surgeon very well to break the spell of aging | celebrity skin, is this your chin | or is that war you're waging?'' (da ''Californication'', n. 6)
*''L'animale della California è un orso | losangelino, ma al diavolo potrebbe interessare | l'estate per parlare e giurare | forse più tardi potremmo prendere una boccata d'aria | ti porterò nei cinema della zona | potremmo fare una passeggiata a Leicester Square | cosa può esserci di più umido | di una ragazza inglese ed un uomo americano?''
:''The California animal is a bear | angeleno but the Devil may care | summer time to talk and swear | later maybe we could share some air | I'll take you to the movies there | we could walk through Leicester Square | what could be wetter than | an english girl, american man?'' (da ''Emit Remmus'', n. 9)
*''I tuoi occhi solari non assomigliano a niente che io abbia mai visto | qualcuno di caro che può vedere fino in fondo | mi prenderei le tue colpe, sai che farei qualunque cosa | lo farò per te.''
:''Your solar eyes are like nothing I have ever seen | somebody close that can see right through | I'd take a fall and you know that I'd do anything | I will for you.'' (da ''This Velvet Glove'', n. 11)
*''Camminando per la strada | con i miei due alleati preferiti | completamente ubriachi, | prendiamo snacks e rifornimenti | è giunto il momento di fuggire | andiamo a perderci | in qualsiasi posto negli U.S.A.''
:''Road trippin' | with my two favorite allies | fully loaded, | we got snacks and supplies | It's time to leave this town | it's time to steal away | let's go get lost | anywhere in the U.S.A.'' (da ''Road Trippin''', n. 15)
====Citazioni su ''Californication''====
*Californication era fantastico su molti livelli e per molte ragioni. Avere di nuovo John era una cosa grossa per noi. Ci sentivamo come se fossimo una nuova band [...]. Non c'era alcuna atmosfera alla "Woo-hoo! John Frusciante è tornato, le vendite andranno di nuovo alle stelle!", nessuna pressione – questa volta più che mai, non stavamo inseguendo nessun grande disco [...]. Di nuovo, si trattava semplicemente di scrivere canzoni, come per Blood Sugar. Noi 4 in una stanza a fare un mucchio di canzoni veloci e semplici. È così che nascono i buoni album. La canzone più ostica fu Californication. Anthony aveva scritto il testo da tempo. Di solito noi scriviamo la musica e le melodie e lui ci scrive su, ma al tempo aveva viaggiato tanto e vide che il mondo si era "californizzato" – vide l'influenza globale che Hollywood ha sul mondo. Provammo a ricamarci sopra la musica, ma semplicemente non funzionava – niente funzionava finché non andammo in studio e un giorno John ne creò una parte. Le altre parti si incastrarono molto rapidamente dopo di essa – e il resto erano tutte queste altre canzoni che avevamo realizzato [...]. Ma eravamo preparati, davvero preparati, e terminammo tutto molto velocemente. L'album fu ultimato in sei settimane, o forse due mesi, qualcosa del genere. Fu un periodo divertente e fresco, avevamo tutti le batterie ricaricate ed eravamo eccitati dalla musica. ([[Chad Smith]])
*Credo che abbiamo fatto un buon lavoro, abbiamo fatto buona musica, curando ogni singola nota, ci siamo spesi completamente, per un tempo molto lungo e sono molto orgoglioso del disco che ne è venuto fuori. ([[Flea]])
*Fu una grande confluenza di eventi essenziali, che ci permise di nuovo di esistere come band e di fare musica per nessun'altra ragione all'infuori dell'esprimere il nostro spirito creativo. Creò per noi uno spazio in cui lavorare senza alcun tipo di aspettativa. Ce la stavamo godendo. Stavamo ancora combattendo con i nostri personali demoni, io stavo ancora alternando momenti in cui ero pulito e momenti in cui facevo uso di droghe. Fare quel disco fu davvero l'esperienza di una vita. Chi l'avrebbe detto che sarebbe stato l'album più popolare della nostra carriera? Non era a questo che puntavamo. Stiamo attraversando un periodo caldo nel quale i dischi si vendono ancora come negli anni '80 e '90, anche se credo che uscì nel '99. ([[Anthony Kiedis]])
*Mentre il sound rimaneva legato al loro distintivo stile funk, ''Californication'' rivelava un aspetto più melodico e serio della band. Con la maggior parte dei "peperoncini" che viaggiava ormai verso i quaranta, i riferimenti a matrimonio e figli riflettono un cambiamento delle priorità. La title track getta uno sguardo impietoso su Hollywood e sul mondo uniformato dell'arte e della cultura in California. Dal punto di vista musicale, l'album include più canzoni vicine alla ballata, come "Porcelain" e "Road Trippin'", sature di chitarre, benché la band non disconosca le proprie origini funk/punk in tracce più movimentate come "I Like Dirt" e "Get On Top". ''Californication'' svela anche nuovi aspetti del talento vocale di Anthony Kiedis. ''Californication'' restituì ai Red Hot Chili Peppers molti dei loro vecchi fan grazie a un notevole miglioramento della forma, mentre al contempo attirava a sé un'intera generazione di nuovi ammiratori. (''[[1001 album]]'')
*Non è tutto sulla California. Lo è e non lo è. Quindi la risposta è si ed allo stesso tempo no. Ci sono molte idee, colori, emozioni e cose caratteristiche della California. Storie e immagini che ti fanno pensare alla California, ma anche a come il resto del mondo immagina la California. ([[Anthony Kiedis]])
*Si può dire che ''Californication'' è l'album a cui hanno lavorato per tutta la carriera. È davvero un disco fantastico. È quello dove Frusciante ha ormai accumulato l'esperienza giusta per avere una posizione di leader musicale al fianco di Flea e Anthony Kiedis. E poiché la sua è una personalità particolarmente ispirata, all'età tra il magico e il creativo, ne consegue che anche il disco assuma connotazioni magiche. ([[John Aizlewood]])
===''By the Way''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 2002, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
*''Sono in piedi in coda | per vedere il concerto di stasera | e c'è una luce accesa | che manda un grande bagliore, | a proposito, cercavo di dire | che sarei rimasto lì ad aspettare | Dani la ragazza mi sta cantando delle canzoni, | sotto il tendone pieno.''
:''Standing in line to | see the show tonight | and there's a light on | heavy glow, | by the way I tried to say| I'd be there waiting for | Dani the girl is singing songs to me | beneath the marquee overload.'' (da ''By the Way'', n. 1)
*''Ho visto il tuo viso, | elegante e stanco, | fatto a pezzi dalla caccia, | ancora io lo ammiro | il tuo sorriso iniettato di sangue, | delicato e selvaggio, | dammi lo stile della lupa, | squarciami bene da cima a fondo.''
:''I saw your face, | elegant and tired, | cut up from the chase, | still I so admired | bloodshot your smile, | delicate and wild, | give me shewolf style, | rip right thru me.'' (da ''Universally Speaking'', n. 2)
*''Lassù sulla montagna dove lei è morta | tutto ciò che ho sempre voluto era la tua vita. | Nel profondo canyon non riesco a nascondermi | tutto ciò che ho sempre voluto era la tua vita.''
:''Way upon the mountain, where she died | all I ever wanted was your life. | Deep inside the canyon, I can't hide | all I ever wanted was your life.'' (da ''Dosed'', n. 4)
*''Vola via sul mio zefiro, | lo sento più che mai | e con questo tempo perfetto, | troveremo un posto insieme, | vola sulla mia mente.''
:'' Fly away on my zephyr, | I feel it more than ever | and in this perfect weather, | we'll find a place together, | fly on my wind.'' (da ''The Zephyr Song'', n. 6)
*''Il mondo che amo, | le lacrime che verso | per essere parte | dell'onda che non si può fermare | mi chiedo sempre se tutto ciò sia per te.''
:''The world I love | the tears I drop| to be part of | the wave can't stop | ever wonder if it's all for you.'' (da ''Can't Stop'', n. 7)
*''Non puoi fermare gli spiriti quando han bisogno di te | cime di spazzolone contente quando ti nutrono | J. Butterfly è sulla cima dell'albero | uccelli che cantano il significato in un bebop.''
:''Can't stop the spirits when they need you | mop tops are happy when they feed you | J. butterfly is in the treetop | birds that blow the meaning into bebop.'' (da ''Can't Stop'', n. 7)
*''Qualcosa nelle carte | so che è giusto | non voler vivere | la vita di qualcun'altro | questo é quello che voglio | e questo è quello che ti do | perché l'ho ottenuto gratis | lei sorride mentre faccio le mie cose.''
:''Something inside the cards | I know is right | don't want to live | somebody elses life | this is what I wanna be | and this is what I give to you | because I get it free | she smiles while I do my time.'' (da ''I Could Die for You'', n. 8)
*''Al di sopra delle leggi della luce | sopra la luna di mezzanotte | facciamolo per tutto questo tempo | tutti desiderano che ce ne andiamo.''
:''Over the lawns of light | over the moon by midnight | let's do it all this time | everyone wishing well we go.'' (da ''Midnight'', n. 9)
*''Butta via la tua [[televisione]], | è tempo di prendere questa sana decisione, | il maestro attende, è uno scontro ora, | è una ripetizione di una storia già raccontata, | è una ripetizione e sta diventando vecchia.''
:''Throw away your television, | time to make this clean decision, | master waits for it's collision now, | it's a repeat of a story told, | it's a repeat and it's getting old.'' (da ''Throw Away Your Television'', n. 10)
*''Tutti vogliamo dirglielo, dille che la amiamo | Venice diventa una regina, la migliore che abbia mai visto | vogliamo tutti baciarla, dille che ci manca | Venice diventa una regina, la migliore che abbia mai visto.''
:''We all want to tell her, tell her that we love her | Venice gets a queen, best I've ever seen | we all want to kiss her, tell her that we miss her | Venice gets a queen, best I've ever.''
*''So che hai detto che non credi in Dio | non eravamo d'accordo | ora che è tempo che te ne vada | G-L-O-R-I-A | è amore, amica mia''
:''I know you said you don't believe | in God, do you still disagree | now that it's time for you to leave | G-L-O-R-I-A | is love, my friend | my friend, my friend.'' (da ''Venice Queen'', n. 16)
====Citazioni su ''By the Way''====
*Credo che la maggior parte dei testi siano canzoni d'amore, ma l'idea generale della musica, invece, descrive esattamente chi siamo come persone e deve avere, quindi, una gamma molto ampia di cose diverse. ([[Flea]])
*Devo ammettere che ho provato un senso di apertura molto forte nello scrivere la maggior parte di queste canzoni, mi sono sentito fortemente vicino all'universo in alcuni giorni, tutto aveva un senso e tutto era perfetto e ho sentito tutto questo amore che mi scuoteva. ([[Anthony Kiedis]])
*È il disco più emozionante che ho realizzato in vita mia. Se m'immagino sessantenne a ripensare alla mia opera, questo è un album del quale andare fieri, il più perfetto. Il fatto che Anthony abbia attraversato un periodo piuttosto difficile durante la registrazione del disco, ha prodotto stupende canzoni d'amore. Cantarle con la certezza di non poter mai più rivedere la sua ragazza ha caricato le interpretazioni di un pathos unico. ([[John Frusciante]])
*L'album ''By the Way'' è musica sincera, rozza, viscerale. È un disco dinamico, ricco e sfarzoso. Probabilmente è la migliore raccolta di canzoni dei Chili Peppers. ([[Chad Smith]])
*Quanto sono disperati i critici alla ricerca di spettacoli di qualità da parte di band con qualsiasi residuo di peso commerciale. Questo disco a rilento, non è terribile a meno che tu non ti aspetti il 'funk' per eccellenza, ma sebbene sia stato osannato in un mese privo di notizie, è di certo un paio di giri più fiacco di Californication. Quando sei una band esplosiva, la saggezza non ha importanza. Ma melodie, armonie e tutto il resto dovrebbero trascinare con sé del contenuto spirituale. Non è sufficiente che Anthony Kiedis diventi tutto ad un tratto maturo: si suppone che dica qualcosa di interessante sulla maturità. E non ha mai avuto assolutamente nulla da dire su nient'altro. ([[Robert Christgau]])
*Un disco pieno di belle canzoni e belle melodie. La compattezza della band è arricchita da altri elementi: cori, inserimenti di elettronica, tastiere, orchestra. Diciamo che è un album più libero rispetto ai precedenti. Per quanto mi riguarda mi sono ispirato moltissimo ai Beatles di Sgt. Pepper. E per la prima volta mi sono divertito in sala di registrazione. ([[John Frusciante]])
===''Stadium Arcadium''===
[[File:Rhcp-live-pinkpop05.jpg|thumb|I Red Hot Chili Peppers in concerto al Pinkpop Festival nel 2006: «siamo una band che c'è da veramente tanto tempo, e che ha vissuto tante cose. Cose belle e cose tragiche e drammatiche, feriti, ma in pace con noi stessi». ([[Flea]])]]
'''Etichetta''': Warner Bros, 2006, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
*''Nata nello stato del Mississippi | suo padre era un poliziotto e sua madre una hippy | lei dondolerebbe un martello in Alabama | è il prezzo che devi pagare quando esci dal panorama | lei non aveva mai saputo che | ci fosse dell’altro, ancora peggio | la tua compagnia mi ha preso per far cosa nel mondo?''
:''Getting born in the state of Mississippi | poppa was a Copper and Momma was a Hippy | n Alabama she would swing a hammer | price you gotta pay when you break the Panorama | she never knew that there was anything more than poor | what in the World does your Company take me for?'' (da ''Dani California'', disco 1, n.1)
*''[[California]], riposa in pace, | sollievo simultaneo, | California, mostra i denti, | lei è la mia sacerdotessa, io sono il tuo sacerdote.''
:''California, rest in peace, | simultaneous release, | California, show your teeth | she's my priestess, I'm your priest.'' (da ''Dani California'', disco 1, n. 1)
*''Sono giunto alla decisione che le cose che ho provato | erano, nella mia vita, solo per arrivare in alto | quando mi siedo, e sono solo, penso a quel che già so | ma ho bisogno di più di me stesso, questa volta | un legame dalla strada al mare al cielo | e così credo a ciò su cui facciamo affidamento | quando mi do da fare | mi metto a suonare | tutta la mia vita per sacrificio.''
:''Come to decide that the things that I tried | were, in my life just to get high on | when I sit alone come get a little known | but I need more than myself this time | strip from the road to the sea to the sky | and I do believe what we rely on | when I lay it on | come get to play it on | all my life to sacrifice.'' (da ''Snow (Hey Oh)'', disco 1, n. 2)
*''Lo stadio d'arcadia | un riflesso della luna | sto prendendo forma, mi sto scaldando | stato dell'arte | finché le nuvole si scontreranno | cose molto strane sono successe | sia prima che dopo mezzogiorno | sto prendendo forma, mi sto scaldando | mi sto spronando | e no non mi importa di chiedere ora.''
:''The Stadium Arcadium | a mirror to the moon | well I'm forming and I'm warming | state of the art | until the clouds come crashing | stranger things have happened | both before and after noon | well I'm forming and I'm warming | pushing myself | and no I don't mind asking now.'' (da ''Stadium Arcadium'', disco 1, n. 4)
*''40 investigatori questa settimana | 40 investigatori forti | stanno passeggiando lungo la strada dell'amore, | passeggiare questo è molto sbagliato, | posso avere il mio co-imputato.''
:''40 detectives this week | 40 detectives strong | takin' a stroll down love street, | strollin' is that so wrong, | can I get my co-defendant.'' (da ''Hump de Bump'', disco 1, n. 5)
*''Ha solo 18 anni | non le piacciono i [[Rolling Stones]] | ha preso la via più breve | per diventare grande | ha quell’anello dell'umore | una sorellina cresciuta |l'odore di Springsteen | un paio di collant''.
:''She's only 18 | don't like the Rolling Stones | she took a short cut | to being fully grown | she's got that mood ring | a little sister rose | the smell of Springsteen | a pair of pantyhose.'' (da ''She's Only 18, disco 1, n. 6)
*''Conosco una ragazza che ha lavorato in un negozio | sapeva poco della vita | conosceva a malapena il suo nome | hanno provato a dirle che non sarebbe mai diventata | felice come quelle ragazze nelle riviste | che lei ha comprato con i suoi stipendi.''
:''I know a girl she worked in a store | she knew not what her life was for | she barely knew her name | they tried to tell her she would never be | as happy as the girl In the magazine | she bought it with her pay.'' (da ''Sloow Ceetah'', disco 1, n. 7)
*''Il mio lato oscuro è così amplificato | conversazioni che ritornano per soddisfare | un semplice figlio ma è così | i miei affari d'amore con ognuno | erano innocenti perché ti preoccupi | qualcuno avvii la macchina | è ora di andare | sei la migliore cosa che conosco.''
:''My shadows side so amplified | keeps coming back to satisfy | elementary son but it's so | my love affair with everywhere | was innocent why do you care | someone start the car | time to go... You're the best I Know.'' (da ''Wet Sand, disco 1, n. 13)
*''Sono abituato ad essere così sicuro di me | sono abituato a sapere solo cio' che voglio | e dove andare | piu' di tutto potrei usare una coincidenza | ma ora cammino da solo | e parlo di lei quando me la sento.''
:''I used to be so full of my confidence | I used to know just what I wanted and just where to go | more than ever I could use a coincidence | but now I walk alone and talk about it, when I know.'' (da ''Hey'', disco 1, n. 14)
*''Mai nel posto sbagliato, al momento sbagliato | la profanazione è il sorriso sul mio viso |l'amore che ho fatto è una forma del mio spazio | il mio viso, il mio viso.''
:''Never in the wrong time or the wrong place | desecration is the smile on my face | the love I made is the shape of my space | my face my face.'' (da ''Desecration Smile'', disco 2, n. 1)
*''Potremmo tutti andarcene a Malibu a fare casino, | la [[Coca-Cola]] non fa la giustizia | che si gode, | potremmo tutti venir fuori con | qualcosa di nuovo da distruggere, | potremmo tutti finire in basso.''
:''We could all go down to Malibu and make some noise, | Coca-Cola doesn't do the justice | she enjoys, | we could all come up with | something new to be destroyed, | we could all go down.'' (da ''Desecration Smile'', disco 2, n. 1)
*''Dimmi baby, qual è la tua storia? Da dove vieni | e dove vuoi andare questa volta? | Dimmi, amore, sei sola? | Quello di cui abbiamo bisogno non è mai tutto quello che è difficile da trovare.''
:''Tell me baby what's your story, where you come from | And where you wanna go this time? | Tell me lover are you lonely? | The thing we need is never all that hard to find on.'' (da ''Tell Me Baby'', disco 2, n. 2)
*''Tutto ciò che voglio è che tu sia felice | cogliere questo momento per fare di te la mia famiglia | alla fine hai trovato qualcosa di perfetto e | alla fine hai trovato.''
:''All I want is for you to be happy and | take this moment to make you my family and | finally you have found something perfect and | finally you have found.'' (da'' Hard to Concentrate'', disco 2, n. 3)
*''Perso nella valle | senza i miei cavalli | nessuno può dirmi | quale è il mio rimorso | Dio ha fatto questa donna | che sta di fronte a me | lei ha bisogno di qualcuno da abbracciare.''
:''Lost in the valley | without my horses |no one can tell me | what my remorse is | God made this lady | that stands before me | she need somebody to hold.'' (da ''She Looks to Me'', disco 2, n. 5)
*''Qualcosa oltre qui | dove l'amore è il tuo unico amico e | noi siamo i soli | che ti faranno stare meglio e qualcuno da evitare | quando l'amore è l'unica fine e | noi siamo i soli | che ti faranno stare meglio.''
:''Something out there | where love is your only friend and | we are the ones | that will make you feel better and | someone to spare | when love is the only end and | we are the ones | that will make you feel better.'' (da ''Make You Feel Better'', disco 2, n. 8)
====Citazioni su ''Stadium Arcadium''====
*Così come ''Blood Sugar'' fu il punto di svolta quando i vinili cedettero il passo ai CD, ''Stadium Arcadium'' potrebbe essere visto come il momento in cui gli album furono considerati una raccolta di playlist digitali [...]. questo è un album progettato per essere mixato e abbinato, per creare la propria playlist, per essere masterizzato da solo. È progettato per farti sequenziare le sue 28 canzoni in modo coerente, dato che la band non si è presa la briga di farlo; è il primo album importante di una band importante che ha tanto senso in modalità casuale quanto nella sua sequenza corretta. [...] Dopo di che, è un lungo e tortuoso percorso di pop alternativamente spaziale e solare, ballate e qualche incursione funk che un tempo era il marchio di fabbrica dei Chili Peppers, ma ora funge da modo per spezzare la monotonia. E ci vuole qualcosa per spezzare la monotonia, non perché la musica sia brutta, ma perché esiste tutta allo stesso livello e le viene data una produzione piatta e incolore che è diventata la firma di Rick Rubin ultimamente. [...] E mentre quei fan accaniti potrebbero certamente apprezzare lo spirito da "crea la tua avventura" di ''Stadium Arcadium'', è difficile non pensare che sia responsabilità della band il fatto che questo sia un album ripetitivo, ma molto buono, e modellarlo in qualcosa di più incisivo ed efficace. Chiamatela la versione rock del King Kong di Peter Jackson: c'è qualcosa di davvero grandioso e asciutto sepolto sotto l'eccesso, ma è così indulgente che è un'opera che solo un fanboy potrebbe davvero amare. ([[Stephen Thomas Erlewine]])
*Il processo è stato di iniziare a scrivere, e di essere abbastanza intelligenti da permettere a questa musica di fluire attraverso di noi. L'abbiamo scritto e inciso nel miglior modo di cui siamo capaci [...]. Sì, volevamo pubblicare 3 dischi, a sei mesi di distanza l'uno dall'altro; abbiamo deciso di non farlo, perché sarebbe stato strano e avrebbe generato confusione nella gente, che non avrebbe saputo quale scegliere. Una trilogia: sarebbe sembrata una fottuta cosa epica [...]. Circa un anno e mezzo fa ci siamo ritrovati, ci siamo rinchiusi in una stanza per 4 giorni alla settimana per sei mesi, e abbiamo composto il materiale. Alla fine avevamo 38 canzoni, le abbiamo registrate tutte, e 28 sono finite sul disco. ([[Flea]])
*In questo disco ho inevitabilmente rigurgitato i miei miti, Hendrix, Jimmy Page, i Grand Funk, ma mai deliberatamente ho rubato una sola nota a uno di loro. Con gli anni abbiamo imparato a capitalizzare le energie e a neutralizzare le debolezze che hanno rischiato di ucciderci. ([[John Frusciante]])
*La prima volta che ho sentito la base della canzone che sarebbe poi diventata "Dani California", qualcosa di quella base mi ha fatto pensare "Oh, questa è la storia che deve accadere" e una volta scritta metà della storia sembrava che la persona di cui stavo scrivendo fosse Dani della canzone "By the Way" e quindi ho attinto da lì. ([[Anthony Kiedis]])
*Questo disco, Stadium Arcadium, è la nostra grande affermazione, ed è il meglio che possiamo fare, il massimo di cui siamo capaci e se non vi piace questo disco, non vi piacciono i Red Hot Chili Peppers, punto. ([[Flea]])
*Solo la ben nota storia del loro premio ai Grammy rende vagamente interessante la solita storia del loro doppio album che avrebbe dovuto essere uno solo. Un tempo erano la band del bassista, ora del chitarrista, sono soprattutto una band degli anni '80; il loro nucleo spirituale, per quanto esista, è radicato nell'agonia e nell'estasi dell'eroina e della cocaina. Almeno quando comandava il bassista ravvivavano queste dinamiche troppo sfruttate con ritmi più vivi. Ora le appesantiscono con le melodie, almeno quando sono in forma, come nel brano sulla relazione senza uscita "Desecration Smile" e nella proposta di matrimonio "Hard to Concentrate". ([[Robert Christgau]])
*Una delle cose di maggior ispirazione che stava succedendo quando abbiamo iniziato a scrivere questo disco era che ogni singolo elemento della band ed il nostro produttore Rick Rubin si erano innamorati di recente ed io pensavo che non ne avrei avuto neanche il tempo, ma in retrospettiva, quando sento le emozioni e tutti i tasti che vengono premuti quando riascolto quelle canzoni, diventa ovvio che ogni giorno in cui entravamo nella stanza, c'erano quattro ragazzi che in qualche modo erano molto felici ed innamorati, esplodendo per l'emozione di questa nuova relazione. ([[Anthony Kiedis]])
===''I'm with You''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 2011, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[Josh Klinghoffer]] e [[Chad Smith]].
*''Molti dei miei migliori amici indossano | i colori della corona, | e Mary vuole rafforzarla, | e Sherri vuole demolire tutto, ragazza, | il salvatore della tua luce. | la monarchia delle rose, | la monarchia delle rose stasera.''
:''Several of my best friends wear, the colors of the crown | and Mary wants to build it up, and Sherri wants to tear it all back down, girl, | the saviour of your light. | The monarchy of roses | the monarchy of roses tonight.'' (da ''Monarchy of Roses'', n. 1)
*''Come ho detto, | sai che sono quasi morto, | sai che sono quasi andato | e quando il batterista suona, | sta per eseguire la mia canzone | per portarmi via.''
:''Like I said, | you know I'm almost dead, | you know I'm almost gone | and when the drummer drums, | he's gonna play my song | to carry me along.'' (da ''Brendan's Death Song'', n. 3)
*''Bastone rigido, | è la mia natura, | amore su misura | è la nomenclatura, | piegati, | confusione di massa, | iniziamo un viaggio | perché continuiamo a navigare.''
:''Stiff club, | it's my nature, | custom love | is the nomenclature, | turn down, | mass confusion, | Hitt the road | 'cause we just keep cruisin'.'' (da ''Look Around'', n. 6)
*''Ehi ora, | dobbiamo far piovere in qualche modo, | lei mi ha detto | e mostrato cosa fare, | la nostra Maggie lo fa in una nuvola.''
:''Hey now, | we've got to make it rain somehow, | she told me to | and showed me what to do, | our Maggie makes it in a cloud.'' (da ''The Adventures of Rain Dance Maggie'', n. 7)
*''Questa indecisione, | mi costringe a rannicchiarmi, | non riesco a resistere all'odore | della tua seduzione | ti ho fatto sapere? | Vorresti andare? | scartare la tua confezione, | senza molta persuasione.''
:''This indecision, | has got me cringing, | I can't resist the smell | of your seduction | did I let you know? | Would you like to go? | Unwrap the package | without much persuasion.'' (da ''Did I let You Know'', n. 8)
*''Ti ho visto alla stazione di polizia | e mi si spezza il cuore nel dirlo | i tuoi occhi si erano allontanati | a qualcosa di lontano, freddo e grigio | immagino che non l'avessi previsto | qualcuno si è abituato ai bassifondi | sognando gli anni d'oro.''
:''I saw you at the police station | and it breaks my heart to say | your eyes had wandered off | to something distant, cold and grey | I guess you didn't see it coming | someone's gotten used to slumming | dreaming of the golden years.'' (da ''Police Station'', n. 11)
*''Per favore non chiedermi chi | o chi pensi che io sia | potrei vivere senza quello | sono solo un uomo modesto | incontrami all'angolo e | dimmi cosa fare | perché ho fatto un casino con te | e non so cosa fare adesso | mi sto chiedendo in che modo procedere ora.''
:''Please don't ask me who | who you think I am | I could live without that | I'm just a modest man | meet me at the corner and | tell me what to do | 'cause I'm messed up on you | and had I known all that I do now | I'm guessing we're through now.'' (da ''Meet Me at the Corner'', n. 13)
====Citazioni su ''I'm with You''====
*''I'm with you'' è l'album dei nuovi Red Hot Chili Peppers e la presenza di un ragazzo di talento, pieno di idee, con un'ottima tecnica chitarristica e soprattutto con la voglia di essere un RHCP al cento per cento ha chiuso il cerchio. Siamo soddisfatti del lavoro che abbiamo fatto e pur rimanendo attaccati ai nostri suoni, che non abbandoneremo mai, grazie a Josh si è fatto un passo avanti, siamo andati incontro al rinnovamento che molti fan ci chiedevano a gran voce. ([[Anthony Kiedis]])
===''The Getaway''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 2016, prodotto da Danger Mouse.
[[File:2016 RiP Red Hot Chili Peppers - Josh Klinghoffer - by 2eight - DSC0296.jpg|thumb|Il chitarrista Josh Klinghoffer militò nella band negli anni 2010, incidendovi gli album ''I'm with You'' e ''The Getaway'': «solo il fatto di essere in una stanza con questi ragazzi è un onore, per non parlare del poter creare musica con loro […]. Non avrei potuto chiedere un gruppo più accogliente di persone o una migliore situazione».]]
*''Non conosci il mio pensiero, | non conosci quelli come me, | le necessità oscure fanno parte del mio progetto. | Di' al mondo che sto cadendo dal cielo, | le necessità oscure fanno parte del mio progetto.''
:''You don't know my mind, | you don't know my kind, | dark necessities are part of my design. | Tell the world that I'm falling from the sky, | dark necessities are part of my design.'' (da ''Dark Necessities''<ref name="burton">Testo di Anthony Kiedis, Flea, Josh Klinghoffer, Chad Smith e Brian Burton.</ref>, n. 2)
*''Forse sono quello giusto, | forse quello sbagliato | un'altra commedia: il pirata e il papillon | è ora di smetterla | forse sei il mio ultimo amore, | forse sei il primo | solo un altro modo per giocare all'interno di questo universo | adesso so come mai siamo venuti al mondo.''
:''Maybe I'm the right one, maybe I'm the wrong | just another play, the pirate, and the Papillon | time to call it a day | maybe you're my last love, maybe you're my first | just another way to play inside the universe | now I know why we came.'' (da ''The Longest Wave''<ref name=thegetaway/>, n. 4)
*''Dici addio al mio amore, | lo vedo nella tua anima, | dici addio al mio amore, | pensavo che avrei potuto fare tutto, | lascia che il tuo amante navighi, | la morte è stata fatta per fallire.''
:''Say goodbye my love, | I can see it in your soul, | say goodbye my love, | thought that I could make you whole, | let your lover sail, | death was made to fail.'' (da '' Goodbye Angels''<ref name=thegetaway>Testo di Anthony Kiedis, Flea, Josh Klinghoffer e Chad Smith.</ref>, n. 5)
*''I fiumi si uniscono in maniera più violenta, | di quanto ci si aspetti, bene, | l'amore malato arriva per spazzarci via. | Prigionieri dei nostri punti di vista, | di come la nostra visuale venga corretta e, | l'amore malato è il mio nuovo stereotipo.''
:''Rivers get connected so much stronger, | than expected, well, | sick love comes to wash us away. | Prisons of perspective, | how your vision gets corrected and, | sick love is my modern cliché.'' (da ''Sick Love''<ref>Testo di Anthony Kiedis, Flea, Josh Klinghoffer, Chad Smith, [[Elton John]] e [[Bernie Taupin]].</ref>, n. 6)
*''Vorrei ringraziarti e sculacciarti, | sulla tua pelle argentea, | ai [[robot|robots]] non importa dove sono stato. | Devi averlo scelto per usarlo, | quindi fammelo collegare, | i robots sono i miei prossimi simili.''
:''I want to thank you and spank you, | upon your silver skin, | robots don't care where I've been. | You've got to choose it to use it, | so let me plug it in | robots are my next of kin.'' (da ''Go Robot''<ref name=thegetaway/>, n. 7)
*''Anche se mi hai cresciuto, non sarò mai tuo padre | re di ogni Sunset Marquis | anche se sei pazzo, non sarai mai fastidioso | sei il mio vecchio uomo del mare.''
:''Even though you raised me I will never be your father | king of each and every Sunset Marquis | even though you're crazy you will never be a bother | you're my Old Man In the Sea.''<ref>La canzone venne scritta da Anthony Kiedis come dedica a suo padre, l'ex attore conosciuto nel mondo del cinema con lo pseudonimo Blackie Dammett, all'epoca malato di demenza senile. La prima strofa del ritornello è un riferimento ad una vecchia intervista in cui Dammett, ricordando l'adolescenza di Kiedis, disse che suo figlio aveva acquisito una maturità tale da poter fare in modo che i due ruoli si invertissero. La seconda strofa è invece un riferimento al romanzo ''Il vecchio e il mare'' di [[Ernest Hemingway]], uno tra gli autori preferiti da Dammett.</ref> (da ''The Hunter''<ref name="burton"/>, n. 12)
====Citazioni su ''The Getaway''====
*È stato difficile far nascere questo album, perché eravamo alla costante ricerca delle canzoni giuste. Alcuni pezzi sono stati scritti due anni fa qua a Malibu, altri sono più recenti come ''Dark Necessities'' e ''The Getaway''. Io ho scritto almeno 10 canzoni che non sono entrate in questo lavoro, perché non adatte allo stile Chili Peppers. ([[Josh Klinghoffer]])
*È stato faticoso. Quando abbiamo chiesto a Brian<ref>Vero nome di Danger Mouse, produttore del disco.</ref> di produrci avevamo già pronti 20 brani che per noi erano buoni, ma a lui non sono piaciuti. È stato uno shock: quando lavori a un brano a lungo, ti affezioni, perdi lucidità e non capisci più se funziona. Brian però voleva qualcosa di diverso, così ci siamo detti: se lavoriamo con lui, dobbiamo seguirlo. Ci siamo affidati al suo metodo che consiste nel comporre ogni giorno, in studio, musica nuova. ([[Anthony Kiedis]])
*In tante canzoni si riflette sulla vita personale di Anthony, in altre, invece, su noi come band, tipo in ''The Longest Wave'': surfare le onde diventa una metafora di vita, dove i fallimenti sono momenti temporanei che ti permettono di migliorare e raggiungere gli obiettivi che ti eri prefisso. ([[Chad Smith]])
*{{NDR|«Avete scritto le canzoni in studio?»}} Ne avevamo già composte molte ma Brian il produttore ci ha chiesto di scriverne di nuove in studio. Io ero molto scettico, mi sono detto che se nella prima settimana non veniva fuori grande musica era meglio mollare subito e tornare a Rick. Invece è andata bene dal primo giorno. Suonavo il piano, poi Brian diceva "Josh, prova ad aggiungere la chitarra", poi "Flea, il basso", insomma abbiamo creato canzoni per livelli successivi, in studio. Mai fatto prima. ([[Flea]])
===''Unlimited Love''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 2022, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
*{{NDR|Riferendosi agli [[incendi in Australia del 2019-2020]]}}<ref>La stagione degli incendi che colpirono il paese venne infatti ribattezzata come "Black Summer". {{cfr}} [[https://recovery.preventionweb.net/collections/recovery-collection-australia-black-summer-bushfires-2019-2020 vedi qui]].</ref> ''Sono una pioggia pigra | i cieli si rifiutano di piangere | la cremazione prende la sua parte della tua scorta. | La notte è vestita come il mezzogiorno | un marinaio ha parlato troppo presto | e la Cina è sul lato oscuro della luna''.
:''A lazy rain am I | the skies refuse to cry | cremation takes its piece of your supply | The night is dressed like noon | a sailor spoke too soon | and China's on the dark side of the moon''. (da ''Black Summer'', n. 1)
*''Di ornitorinchi ce ne sono pochi | la vita segreta del canguro | una personalità che non ho mai conosciuto [...] | La mia Greta pesa una tonnellata | l'arciere sta scappando | e nessuno sta da solo dietro al sole''.
:''Platypus are a few |the secret life of Roo | a personality I never knew [...] | My Greta weighs a ton | the archer's on the run | and no one stands alone behind the sun''. (da ''Black Summer'', n. 1)
*''Non sembro me stesso nelle fotografie | i lunghi giorni del tempo sono stati ingenerosi | mi manca quella te, quella che mi fa venir voglia di ridefinirmi | non sono quello di cui ti sei innamorata | non sono quello giusto, quello giusto per te''.
:''I don't look like mysеlf in photographs | long days of time have been unkind | I miss the you, the one that makes me want to redefine | I'm not the one you fell into | I'm not the one, the one for you''. (da ''Not the One'', n. 4)
*''Questi sono i modi quando vieni dall'America | le viste, i suoni, gli odori | questi sono i modi quando vieni dall' America | non voglio morire e lei si prenderà cura di te | voglio solo prosperare e ci sarà dell'isteria''.
:''These are the ways when you come from America | the sights, the sounds, the smells | these are the ways when you come from America | I don't want to die and she's gonna take good care of ya | I just want to thrive and there's gonna be hystеria''. (da ''These Are the Ways'', n. 9)
*''Quando sono con te | mi sento me stesso | non uno sconosciuto, né l'ombra | di qualcuno altro | quando ti sento | stringere la mia mano | mi commuovo | non è grandiosa questa vita?''
: ''When I'm with you | I feel like myself | no stranger, the shadow | of somebody else | when I feel you | holdin' my hand | I get touched | ain't this life grand?'' (da ''Tangelo'', n. 17)
*''Ma la forma di una vita | è lunga, senza fine | e l'odore del tuo saluto | lo conosco | e il sorriso di un coltello | raramente è amichevole | e l'odore del [[Citrus × tangelo|tangelo]] | Lo conosco''.
:''But the form of a life | is long, never-ending | and the smell of your hello | I know | and the smile of a knife | is seldom befriending | and the smell of tangelo | I know''. (da ''Tangelo'', n. 17)
====Citazioni su ''Unlimited Love''====
*Desideriamo con tutto il cuore essere una luce nel mondo, per elevare, connettere e riunire le persone. Ogni brano del nostro nuovo album Unlimited Love, è una sfaccettatura di noi, che riflette la nostra visione dell'universo. Questa è la missione della nostra vita. Lavoriamo, ci concentriamo e ci prepariamo, così che quando arriva l'onda più grande, siamo pronti a cavalcarla. L'oceano ci ha regalato un'onda potente e questo album è la cavalcata che è la somma delle nostre vite.
:''We yearn to shine a light in the world, to uplift, connect, and bring people together. Each of the songs on our new album Unlimited Love, is a facet of us, reflecting our view of the universe. This is our life's mission. We work, focus, and prepare, so that when the biggest wave comes, we are ready to ride it. The ocean has gifted us a mighty wave and this record is the ride that is the sum of our lives''.<ref group="fonte">{{en}} Da un [https://www.instagram.com/chilipeppers/p/CZivvI_oXyv/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 4 febbraio 2022.</ref>
*Fin dalla prima nota si è capito come i RHCP volessero innanzitutto tornare al suono "LArough" che li ha fatti esplodere in tutto il mondo. Tra l'altro non è un caso che "Unlimited Love" riprenda la partnership di tre decenni con Rick Rubin che ha firmato per loro gli storici "Blood Sugar Sex Magik" del '91, "Californication" del '99, "By The Way" del 2002 e "Stadium Arcadium" del 2006. Tra i pezzi più belli del disco, e ce ne sono parecchi, "Here ever After", "Not The One", il funkettone "Poster Child" e "She's A Lover" che sfocia in un coro da ricantare al volo. Colpisce "Let 'Em Cry" dove la tromba scandisce lo slancio prima di raggiungere l'apice sull'assolo di chitarra. Il finale, la diciassettesima traccia è intitolata "Tangelo" e la chitarra delicata trasforma tutto in una ninna nanna da applausi [...]. "Unlimited Love" è l'album perfetto per inaugurare una nuova era della band che non è mai stata così eccitata come di questi tempi per l'uscita di un disco. Fresco, senza paura e, naturalmente, funky, l'album ha ogni filo dei Red Hot Chili Peppers che scorre nel suo DNA e questo per chiunque li abbia amati è una garanzia. Uno dei dischi rock più forti dell'anno senza dubbio. ([[Luca Dondoni]])
*Non stavamo facendo nessuna registrazione, stavamo solo scrivendo. Tutti si sono sentiti a proprio agio, ed è stato proprio quello che facciamo normalmente: improvvisiamo alcune idee e le canzoni vengono fuori in questo modo, che sia una linea di basso, un riff di chitarra, un ritmo di batteria o altro. Poi gli strumenti melodici arrivavano con alcune idee. Io avevo delle cose a cui stavo lavorando da casa, John portava parti di canzoni e riff, Flea arrivava con una linea di basso o una cosa di piano e ci lavoravamo sopra, e rientravamo nel nostro solito processo creativo. Questo sembrava buono e familiare. ([[Chad Smith]])
*Quando abbiamo iniziato a scrivere materiale, abbiamo iniziato suonando vecchi brani di artisti come Johnny "Guitar" Watson, The Kinks, The New York Dolls, Richard Barrett e altri. Così in modo graduale, abbiamo iniziato a portare nuove idee e trasformare le jam sessions in canzoni, e dopo un paio di mesi quello che stavamo suonando era il nuovo materiale. La sensazione di divertimento senza sforzo che provavamo quando suonavamo le canzoni di altre persone è rimasta con noi per tutto il tempo in cui scrivevamo. Per me, questo album rappresenta il nostro amore e la fiducia reciproca. ([[John Frusciante]])
*Un "ritorno al futuro" più evidente di questo non poteva esserci: i Red Hot Chili Peppers hanno ritrovato John Frusciante, che ha ripreso il posto che era stato "momentaneamente" occupato da Josh Klinghoffer, e Rick Rubin, nonostante il buon lavoro di Danger Mouse nel precedente The Getaway e con loro hanno realizzato un nuovo album dopo sei anni di "silenzio". Sono passati venti anni da By the Way, ultimo grande capolavoro della band californiana, e se per molti versi questo tempo è servito alla band per trovare una sorta di "stabilità", di equilibrio, che ha consentito di frequentare aree musicali diverse, tendenzialmente più pop, senza perdere l'anima, d'altro canto è anche vero che da quel 2002 a oggi di brani davvero memorabili il gruppo ne ha realizzati pochi, con o senza Frusciante e Rubin. Certo, la squadra al completo è meglio, ma non tutti i diciassette brani dell'album hanno una vera ragione d'essere. Molti sono esercizi di stile (sempre uno stile superiore, d’accordo), altri sono rifrullamenti, canzoni gradevoli e basta, brani riconoscibilmente "Peppers", ma niente che valga veramente la pena. Brutto? No, francamente no, anzi ci sono anche momenti di piacevole entusiasmo, ma tutto troppo diluito in un'ora e 13 minuti. Se è vero, come dice Anthony Kiedis che "Per qualche ragione l'universo ha voluto iniettarci un’altra grande dose di plasma", allora la trasfusione ha avuto effetti moderati. ([[Ernesto Assante]])
===''Return of the Dream Canteen''===
'''Etichetta''': Warner Bros., 2022, prodotto da Rick Rubin. Testi di [[Anthony Kiedis]], [[Flea]], [[John Frusciante]] e [[Chad Smith]].
[[File:RHChiliPeppersSpurs210723 (9 of 90) (53065669750) (cropped).jpg|thumb|John Frusciante, storico chitarrista della band, rientrò per la seconda volta nel gruppo nel 2019, dopo avervi già suonato dal 1988 al 1992 e dal 1998 al 2009: «il bello di suonare con questa band è che noi davvero amiamo ascoltarci a vicenda. Amo il modo in cui loro mi fanno suonare. Abbiamo reazioni chimiche l'uno con l'altro. Portiamo fuori cose dall'altro che non riusciamo a fare su noi stessi».]]
*''Sai, sono un animale | qualcosa tipo un cannibale | sono parecchio infiammabile | e parzialmente programmabile''.
:''Well, I'm an animal | somethin' like a cannibal | I'm very flammable | and partially programmable''. (da ''Tippa my Tongue'', n. 1)
*''Vi prego non ricordatemi | per ciò che ho fatto la scorsa notte, oh | vi prego non ricordatemi | signore ascoltami ora | vi prego non ricordatemi | è solo il 1980... | È solo il 1983''.
:''Please don't remember me | for what I did last night, oh | please don't remember me | listen Lord, now | please don't remember me | It's only 1980...| It's only 1983''. (da ''Eddie'', n. 4)
*''E sento il tuo viso bagnarsi | come il colore rosso della roulette | e piazzo la mia scommessa perdente | sul tuo lato | e vedo i tuoi occhi di rimpianto | ma hai dato il meglio di te | come una minaccia del Massachusetts | che correva selvaggiamente.''
:''And I feel your face getting wet | like the color red of roulette | and I place my losing bet | on your side | and I see your eyes of regret | but you gave as good as you get | like the Massachusetts threat | running wild.'' (da ''Roulette'', n. 7)
*''Esprimiamo un desiderio mentre entriamo in ascensore | perché il sistema è una discreta noia | il batterista si sta sporgendo senza alcun obiettivo | fuori dal Club Troubadour | io non ti conosco e non so più cosa è vero''.
:''Let's make a wish as we enter the lift | 'cause the system's a relative bore | the drummer is leaning without any meaning | outside of the Club Troubadour | I don't know you and I don't know what's true anymore''. (da ''The Drummer'', n. 12)
*''Arriviamo | non siamo lontani | e ti dirò di più | quando vengo per restare | sparami un sorriso | e ti mostrerò sempre l'amore.''
:''Here we come | we're not far away | and I'll tell you more | when I come to stay | shoot me a smile | and I will show you the love always.'' (da ''Shoot Me a Smile'', n, 10)
*''Soldati di celluloide, entrate a ripararvi dalla pioggia | uccidete il mio sorriso ma per favore, lasciatemi il mio dolore | tutte quelle brave persone non ci provano neanche | rubando la verità mentre pagano per la tua bugia''.
:''Celluloid soldiers come in from the rain | murder my smile but please leave me my pain | all those good people they don't even try | stealing the truth while they pay for your lie''. (da ''Carry Me Home'', n. 16)
====Citazioni su ''Return of the Dream Canteen''====
*A soli sei mesi dalla pubblicazione di "Unlimited Love" i Red Hot Chili Peppers mantengono la promessa ed escono con "Return of the Dream Canteen", un altro doppio album che impreziosisce con nuove perle la produzione ricca di soddisfazioni della band losangelina. In poche parole, si tratta di Red Hot Chili Peppers in purezza [...]. I ragazzi hanno scritto e registrato "Return of the Dream Canteen" durante le stesse sessioni di "Unlimited Love" quando furono di nuovo raggiunti dal chitarrista John Frusciante dopo un'assenza di dieci anni. Alla recording session sono arrivati con 50 pezzi e per colpa di un Rubin che vorrebbe sempre togliere e mai aggiungere, l'ingegnere del suono Ryan Hewitt ha dovuto fare i salti mortali per tenere tutto. Alla fine la decisione: «faremo due album doppi»! ([[Luca Dondoni]])
*Per come sono andate le cose, sento ''Return Of The Dream Canteen'' come un disco più divertente, e credo che tocchi vette più estreme. Quest'ultimo ha qualcosa di più colorato, in un certo senso luminoso. Non che non abbia sezioni oscure. Però, a me sembra più oscuro ''Unlimited Love''. Il nuovo album ha forse anche più elementi sorprendenti. Ce ne sono un po' anche nel primo, ma soprattutto nella seconda metà del secondo, ci sono probabilmente più sintetizzatori e drum machine e cose del genere di quanto le persone potevano aspettarsi da noi. E sembra anche più estemporaneo e spontaneo. C'è una certa qual sensazione di rilassatezza e distensione che distingue ''Return Of The Dream Canteen'' da ''Unlimited Love''. ([[John Frusciante]])
*Quando ho ascoltato il loro ultimo disco, sono rimasto shockato. Per me è dura, principalmente perché penso che quando c'ero io facevamo musica molto più figa [...]. Ho provato ad ascoltare il secondo disco prima di prendere un volo e sono arrivato, forse, fino alla nona canzone. Non credo di essere nemmeno riuscito ad ascoltarlo tutto. ([[Josh Klinghoffer]])
*Questo è il disco che mi ha portato nei luoghi più onirici rispetto ai viaggi che mi hanno fatto fare i Red Hot. È un trip, ma non è allucinante, è un sogno lucido. Non so cosa succederà, ma so che è tutto sotto controllo. È bellissimo. Qui ci sono quattro persone che si divertono a fare quello che fanno meglio. Anche Anthony ha fatto tanti flow diversi tra loro. E per me, da ex musicista, è bello sentire una band che suona, che ti fa fare un viaggio musicale. E questa è una cosa non scontata. ([[Gianluca Fru]])
*Registriamo sempre più di ciò che esce su un disco, ma spesso queste tracce vengono lasciate nel caveau, o incompiute, o cose così. Ma stavolta le abbiamo finite tutte. Ci sentivamo come se avessimo troppe buone canzoni per non far uscire un altro disco. Non si tratta di un disco di b-sides o roba del genere. Sembrava tutto buono e giusto, quindi si, è tutto buono [...]. Ha un po' di tutto. Ha sicuramente dei gusti diversi rispetto ad Unlimited Love, e viceversa. Penso che sia una buona cosa. ([[Chad Smith]])
*Siamo andati alla ricerca di noi stessi, come abbiamo sempre fatto. Solo per il gusto di farlo, abbiamo suonato e imparato alcune vecchie canzoni. In breve tempo abbiamo iniziato il misterioso processo di costruzione delle novità. Un bel po' di chimica che ha fatto amicizia con noi centinaia di volte lungo la strada e ha aiutato. Una volta trovato quel flusso di suoni e visioni, abbiamo continuato a estrarre dalla miniera delle nostre menti e con il tempo abbiamo trovato gemme come "Tippa", "Peace and love" ma anche "Reach Out" o "My cigarette", "Shoot me a smile" e "Carry me home" che amo. Non avevamo motivo di smettere di scrivere e di fare rock. Ci sembrava un sogno. Il nostro pazzo amore l'uno per l'altro e la magia della musica ci avevano dato più canzoni di quante ne sapessimo fare. Due album doppi pubblicati uno di seguito all'altro e il secondo è significativo quanto il primo. "Return of the Dream Canteen" è tutto ciò che siamo e abbiamo sempre sognato di essere. È pieno di roba. Realizzato con il sangue dei nostri cuori. ([[Anthony Kiedis]])
==Altre canzoni==
*''In un mondo che può essere così malsano | non credo sia molto strano | per me essere innamorato di te | voglio conoscere di più della tua testa.''
:''In a world that can be so insane | I don't think it's very strange | for me to be in love with you | I wanna know more than your brain.'' (da ''Show Me Your Soul''<ref name=testo/>, 1990)
*''Ho una brutta malattia, | nel mio cervello è dove sanguino | sembra pazzia, | mi possiede spremendomi l'anima.''
:''I've got a bad disease | from my brain is where I bleed | insanity it seems | it's got me by my soul to squeeze.'' (da ''Soul To Squeeze''<ref name=testo>Testo di Anthony Kiedis, Flea, John Frusciante e Chad Smith.</ref>, 1993)
*''Come potrei dimenticare di dire | che la [[bicicletta]] è una grande invenzione? | seduto qui in un film muto | di fianco alla sola ragazza che mi abbia mai conosciuto veramente.''
:''How could I forget to mention | the bicycle is a good invention? | sitting there in a silent movie | beside the only girl who really ever knew me.'' (da ''Bycicle Song''<ref name=testo/>, 2002)
*''Dicono che negli [[scacchi]], bisogna uccidere la [[donna (scacchi)|regina]] | e poi la accoppi | oh io, e tu? | una cosa buffa, il re che si fa assassinare | hey ora, ogni volta che perdo | altezza.''
:''They say in chess, you gotta kill the queen | and then you mate it | oh I, do you? | a funny thing, the king who gets himself assassinated | hey now, every time i lose | altitude .'' (da ''Fortune Faded''<ref name=testo/>, 2003)
==Citazioni sui Red Hot Chili Peppers==
[[File:RHCP Logo.svg|thumb|Il logo della band]]
*{{NDR|«Ma a te piacciono i Red Hot Chili Peppers?»}} A me di brutto, sin dai tempi di Mother's Milk, perché capivo che erano... erano sì grezzi, nudi, però erano molto raffinati, soprattutto negli ascolti [...]. Poi loro suonano Sly & the Family Stone, Stevie Wonder, si sente che hanno una cultura. ([[Morgan (cantante)|Morgan]])
*A proposito, diffidate anche da chi ascolta i Red Hot. Sono persone che nascondono qualcosa, come gli astemi e le mani di Silvan. I Red Hot sono tutto o niente, né rock né pop, cerchiobottisti: insidiosissimi, perché melliflui e finto rivoluzionari. ([[Andrea Scanzi]])
*[[Bob Marley]], i [[Black Sabbath]] e [[Bart Simpson]]? Metteteli insieme e forse otterrete i Red Hot Chili Peppers. (''[[1001 album]]'')
*Certamente i gruppi che sono nati verso la fine del ventesimo secolo, sono stati fortemente influenzati dai Red Hot Chili Peppers. Da quel tipo di mix in stile funk, ma anche dalle chitarre heavy metal e dall'energia che emanavano. Di sicuro, gruppi come i [[Rage Against the Machine]] hanno una connessione davvero molto forte con i Red Hot Chili Peppers. ([[Hamish MacBain]])
*{{NDR|Nel 1987}} Ci sono band sottovalutate che tra qualche anno saranno ampiamente affermate. Nell'industria discografica lo dimenticano sempre. E ho questa sensazione per un gruppo come i Red Hot Chili Peppers. Per me, probabilmente sono la miglior live band degli Stati Uniti in questo momento. ([[Michael Beinhorn]])
*E in principio c'era il fango, poi Lui lo prese e ne fece una rock band vera. Quel Lui è il tempo, un produttore discografico o chi volete voi. Ma è bene sapere che i Red Hot degli esordi erano fango, una massa informe che voleva costruire qualcosa senza riuscirvi. ([[Gianni Della Cioppa]])
*– Ehm, sentite ragazzi, il network ha qualche problema con alcuni dei vostri testi, vi dispiace cambiarli per lo show?<br />– Scordatelo clown!<br />– I nostri testi sono come i nostri figli, amico, niente da fare!<br />– Beh, d'accordo, ma almeno invece di "quel che io ho tu devi avere e mettertelo dentro",<ref>Riferendosi a una strofa del brano ''Give It Away''.</ref> che ne dite di "quello che vorrei è abbracciarti e baciarti?" (''[[I Simpson (quarta stagione)]]'')
*I ragazzi sono i Red Hot Chili Peppers, la foto decora un CD singolo intitolato, naturalmente, The Abbey Road EP, e quel calzino pendulo immortala la gag più famosa del complesso, un trucco inventato agli inizi della carriera. Tutto nasce in un club di spogliarello di Los Angeles, il Kit Kat, un giorno del 1983 [...]. La notizia si sparge e quella performance di rock "nudi con il calzino" diventa un classico della banda, che la riproporrà più volte nel corso degli anni [...]. Non sono maliziosi i Peppers, han solo voglia di "casino e cose strane" come la generazione a cui si rivolgono; e questo gusto si riflette nella loro musica, che pretende di essere psico selvaggia come un vecchio album di George Clinton e isterica, amfetaminata, speedy come quella delle nuove bande hardcore. Un turbolento mix in precario stato d'equilibrio. Non a caso la banda si spingerà fino ai vertici delle classifiche ma si perderà subito dopo in un vortice di sfortunati casi personali e scelte stilistiche sbagliate. ([[Riccardo Bertoncelli]])
*I Red Hot Chili Peppers, con le loro hit, fanno parte della cultura pop pur creando pezzi di alto livello. È musica che appartiene alla coscienza collettiva, al movimento globale del patrimonio culturale. Son cresciuto guardandoli in tv, hanno influenzato in modo netto le mie linee melodiche. ([[Tedua]])
*I Red Hot Chili Peppers sono gli esponenti di un mondo rock che negli ultimi anni '80 è cresciuto con impeto. ([[Riccardo Bertoncelli]])
*Il problema dei Peppers è che devi solo farli suonare come i Peppers. Si chiama letteralmente "Togliti dal cazzo". ([[Ryan Hewitt]])
*Io avevo un'idea stereotipata dei Chili Peppers: credevo che fossero funky, eccentrici, leziosi... E sono stato a disagio per parecchio tempo, perché la band suonava un genere che non era il mio. ([[Dave Navarro]])
*La prima volta che li ho ascoltati ho pensato: finalmente una rock band con delle linee di basso interessanti. Il lavoro di sottrazione ma allo stesso tempo virtuosistico di tutti i musicisti, soprattutto Flea e Frusciante, è stato una grande ispirazione per me, per lo studio del mio strumento [...]. E per un bassista che deve fare pratica i Red Hot Chili Peppers sono la band migliore. ([[Gianluca Fru]])
*Le loro variegate personalità, la spavalderia californiana, l'assunzione di droghe pesanti, il pentimento, il rammarico... e poi il punk, il rap, il funk. È difficile immaginare come altri possano riuscire a fare quello che hanno fatto loro. ([[John Aizlewood]])
*Li conobbi con "By the Way", la svolta pop. Andando a ritroso scoprii il loro rock funkadelico che all'inizio mi turbava ma in cui imparai a vedere la loro storia, i loro travagli. E anche nell'ultimo "The Getaway" vedo dei 50enni davanti all'Oceano che fanno il bilancio della vita. Coerenti. ([[Francesca Michielin]])
*Li ho sempre trovati unici e divertentissimi, ma la cosa più figa dei Chili Peppers è che sanno chi sono, sanno qual è il loro DNA. È fondamentale per una band. ([[Gene Simmons]])
*Non è una sciocchezza... ma i Red Hot Chili Peppers possono essere considerati come il miglior gruppo dell'epoca moderna. Ovviamente i The Beatles e i Rolling Stones sono meglio. Ma nessuno... e intendo NESSUNO raggiunge i Red Hot Chili Peppers del periodo '88-2022 per quanto riguarda la pura qualità. Diversità e genio album dopo album. ([[Chris Jericho]])
*{{NDR|Nel 1999}} Non stiamo osannando un quartetto di sfigati che solo due anni fa sembrava non dovesse più dar fastidio. Qui si parla di quattro ex junkies capaci di rinnovarsi al punto da realizzare con l'ultimo disco "Californication" il successo di una carriera. ([[Luca Dondoni]])
*– Non ti sembra di imitare un po' troppo il bassista dei Red Hot Chili Peppers?<br />– Io non imito nessuno!<br />– A chi pensi quando suoni?<br />– Ai Peppers... (''[[Bandslam - High School Band]]'')
*Parlando delle canzoni, hanno un metodo cantautorale ormai consolidato: scrivono molto, è sempre stato cosi, fino ad arrivare all'eccesso. Se nell'album trovi venti canzoni, vuol dire che loro ne han scritte cinquanta... o magari cento, per arrivare a quelle venti. ([[Rick Rubin]])
*Penso che abbiano creato un mondo tutto loro. Si sono inventati questo nuovo tipo di musica e ci si sono buttati dentro. Sono veramente unici. ([[Camilla Pia]])
*Per capirli è importante subito iniziare con una parola chiave e cioè crossover: la commistione tra generi musicali diametralmente opposti [...]. Loro hanno saputo rappresentare benissimo, come mai nessuno è riuscito a fare, la scena alternativa losangelina e hanno saputo infondere alla rabbia del punk quel funk animalesco e viscerale e peraltro con un'adrenalina veramente incredibile. ([[Paola Maugeri]])
*Quando Flea, John e Chad sono assieme in una stanza suonando assieme, c'è una sensazione trascendente. Poi, quando Anthony canta, diventano i Peppers [...]. La loro capacità di canalizzare i picchi musicali su una base semplice è qualcosa di ultraterreno, davvero un caso in cui gli ingredienti confluiscono in qualcosa che va oltre la somma dei singoli. E le parti sono buone così come vengono. ([[Rick Rubin]])
*Quando li conobbi avevo 17 anni. Erano la nave pirata, il gruppo perfetto. Avevano appena realizzato ''Blood Sugar Sex Magik''. Con loro c'era un produttore come Rick Rubin. Fu "il disco" da ascoltare per un sacco di tempo. Poi è arrivato ''One Hot Minute'', un album per niente riuscito. Fu la caduta dei miei eroi. Doveva per forza ritornare nel gruppo uno come Frusciante per ristabilire le sorti della band. E così è stato. Grazie a Frusciante, sono riusciti a tirarsi fuori da una situazione stagnante, in cui ormai erano gonfi di stile. Oggi, quindi, sono entrati a tutti gli effetti nella lista dei gruppi che rispetto, insieme a gente come i Beastie Boys, i Sonic Youth e i Jane's Addiction. Sono arrivati in un posto preciso, quello in cui tocchi il successo, e hanno deciso di restarci nel modo adatto, rinnovandosi, diventando rabdomanti e sensitivi. ([[Enrico Brizzi]])
*Quando sento un brano alla radio e mi chiedo "cos'è questa schifezza?", la risposta è sempre la stessa: "È dei Red Hot Chili Peppers". ([[Nick Cave]])
*{{NDR|«In Rock & Resilienza rivela che una volta ricevette una proposta indecente dai Red Hot Chili Peppers».}} "Sei venuta a farci un pompino?", mi chiesero. Ma ebbi la prontezza di rispondere: "C'mon guys, di femmine disposte a farvi un pompino sono pieni gli stadi, lasciate che vi possa fare piuttosto un’intervista godibile e appassionata. Proprio come se vi stessi succhiando. E me ne andrò in pace come sono venuta." {{NDR|«Si parla molto di molestie. Questa lo è stata? »}} Ma no, a gioco ho risposto con gioco. Quasi da maschio, come non si aspettavano. Ma salvaguardando il giardino segreto. "Facciamo finta che vi sto succhiando, vi va?" ([[Paola Maugeri]])
*Si può dire che alcuni loro tratti musicali attuali ricordano i miei tentativi di render la musica un po' più "colorata" e "gustosa" nonostante il loro stile non coincidesse con quella visione di musica che avevo. Nonostante certi brani "punkizzati" tiratissimi siano divertenti, molto. Ma sì, qui [...] abbiamo tutti i loro dischi e nonostante non li ascolto proprio tutti i giorni, li preferisco come sono attualmente soft. Mi è sempre piaciuta questa tipologia di musica "graziosa". ([[Jack Sherman]])
*Sono sicura che ancora oggi lavorino allo stesso modo, cambiando qualcosa da canzone a canzone. Lavorano individualmente all'inizio del processo creativo, utilizzando pezzi che assemblano durante i momenti di pausa. Poi, quando è il momento, li tirano fuori e decidono quale sviluppare. Si scambiano i pezzi iniziali, poi si impegnano a scrivere il testo; normalmente Anthony fa il lavoro maggiore sul testo, ma non è una regola. Alla fine ogni membro contribuisce in qualche modo a ogni singolo pezzo attraverso le proprie scelte musicali. Durante il periodo di Mother's Milk la band era molto unita e i ragazzi si stringevano gli uni agli altri dopo la tragica perdita del loro amico e collega Hillel. Prima di ogni concerto ci univamo nel "cerchio delle anime " per sintonizzarci l'uno con l'altro. I ragazzi mi dissero poi che nei tour successivi non fecero più quel rituale e non passarono più molto tempo assieme al di fuori del tour [...]. Ora la meditazione, la dieta e le persone giuste sono (e sono state) una parte fondamentale per un grande show. ([[Kristen Vigard]])
*Stiamo raccontando la storia della ''Californication'' dei Red Hot Chili Peppers: una terra che non è solo la California, lo stato in cui si trova Los Angeles, ma qualcosa di diverso. Un luogo, una nazione quasi, in cui valgono altre regole e altre leggi: un altro pianeta, dove quello che sulla Terra viene considerato trasgressione, bé, nella ''Californication'' è la norma. Creatività, stranezze, sesso, arte, musica – va bene – però anche droga e tanta. È questa la vita parallela che accompagna i Red Hot Chili Peppers da quando nascono [...] fino ad oggi. ([[Carlo Lucarelli]])
*{{NDR|Invocando i Red Hot Chili Peppers prima di una loro performance al bar di Boe}} Vogliamo Chilly Willy! Vogliamo Chilly Willy! (''[[I Simpson (quarta stagione)|I Simpson]]'')
===[[Flea]]===
*All'inizio, quando abbiamo messo su il gruppo, c'era un'energia incontrollabile, non riuscivamo a controllarla neanche noi, era molto più grande della somma delle sue parti. Eravamo come in cima ad un vulcano che ci scagliava nell'aria. Ho delle immagini di momenti in cui non riuscivamo a controllarci.
*Anche noi amiamo ballare e probabilmente questo è il segreto... Ma vedi, se un segreto deve essere "top secret" è giusto che resti così altrimenti chiunque potrebbe fare le cose che facciamo noi. Fondamentalmente il nostro segreto è l'amore... E trovarsi in una stanza a scrivere, a lavorare insieme...
*Chi viene a vederci suonare sa che noi siamo esattamente in quel modo, quattro musicisti che si identificano nella propria musica, è una faccenda spirituale se devo dire la verità.
*Essere nei RHCP vuol dire essere liberi, non essere costretto a fare nulla o cercare di rientrare in alcun modello, stile o categoria. E... per quanto riguarda lo stile di vita, che poi influenza il tuo modo di apparire, di parlare, di comportarsi, chiunque applichi qualsiasi tipo di cliché rock 'n roll alla propria vita ovviamente non sarebbe adatto a stare nei RHCP.
*Finché la longevità della band continuerà e noi staremo insieme come persone e come musicisti, continueremo a migliorare e credo che la gente apprezzerà. E finché staremo insieme e continueremo ad amarci e ad amare la musica, non c'è possibilità di fallimento.
*Finché questa band esisterà, l'unica ragione d'esistere sarà il movimento, avanzare, espandersi, crescere, imparare, suonare, migliorare in quel che facciamo. Crescendo impariamo a conoscere la vita e ci concentriamo sempre di più sulla musica. Ed è meglio così, perché imparando non perdiamo nulla del nostro bagaglio, ma lo accresciamo.
*Il punto di partenza dei RHCP è lo stretto rapporto che c'è fra sesso e musica, e il rapporto, ancora più stretto, che c'è tra sesso e musica funk. Negare questo collegamento sarebbe assurdo.
*{{NDR|Nel 2019}} Se non fossero stati i poteri divini ad architettare tutto, la band non sarebbe durata quasi quarant'anni. La sua essenza e la capacità di saper entrare in contatto con la gente sono direttamente collegate al modo in cui è nata. Eravamo lontani dalla natura venale e competitiva del mondo, e avevamo accettato di vivere autentiche vite da artisti. Non avevamo un "piano B".
*Siamo dei giullari, scherziamo sempre, la vita è divertimento, la gioia è divertimento, ma abbiamo sempre cercato di fare dell'arte, abbiamo sempre voluto far cose che fossero oneste nei confronti di tutti, senza conformarci a codici, anche se di moda, senza nessun tipo di look che fosse trendy.
*Siamo persone molto diverse, abbiamo emozioni diverse, che vengono unite e ci rendono una band. Ci danno uno stile unico, è molto al di là di quanto ognuno di noi sia capace di dare da solo ed è davvero...magia! Odio dirlo, ma non è nient'altro che magia.
*Siamo una band che c'è da veramente tanto tempo, e che ha vissuto tante cose. Cose belle e cose tragiche e drammatiche, feriti, ma in pace con noi stessi.
===[[John Frusciante]]===
*Abbiamo un rapporto speciale perché siamo passati dall'essere una band da club a una band da arena insieme. Ad esempio, quando ero agli inizi nella band, abbiamo fatto degli spettacoli pessimi. Non sempre, ma c'erano spettacoli in cui non si presentava nessuno, o spettacoli in cui sentivamo che il pubblico non era così entusiasta come lo era prima che io entrassi nel gruppo. Così abbiamo dovuto costruire la nostra energia insieme per creare qualcosa di nuovo nella band. E questo lo abbiamo tirato fuori l'uno dall'altro. È una connessione che condividiamo e che nessun altro può condividere con noi, poiché solo noi quattro abbiamo vissuto quell'esperienza.
*Il bello di suonare con questa band è che noi davvero amiamo ascoltarci a vicenda. Amo il modo in cui loro mi fanno suonare. Abbiamo reazioni chimiche l'uno con l'altro. Portiamo fuori cose dall'altro che non riusciamo a fare su noi stessi. Il mio modo di suonare la chitarra con loro è uno stile che non ho quando suono da solo
*La mia esperienza è che loro erano il mio gruppo preferito e ho passato ore ed ore ad esercitarmi alla chitarra in camera, e invece di ingaggiarmi e darmi uno stipendio mi hanno fatto entrare nel gruppo, mi hanno fatto diventare un membro del gruppo, dove tutti guadagnano le stesse somme di denaro, scriviamo le canzoni insieme e abbiamo uguali diritti e copyright.
*So solo che se non fossi nella band, amerei i Red Hot per via dell'interazione tra i musicisti. Vedere gente che suona insieme e si coordina, come facciamo noi, è eccitante.
*Solo quando li ho visti dal vivo sono diventati la mia band preferita. Questo è successo quando la band originale, con Jack e Hillel, era tornata insieme, non avevo mai visto niente del genere. L'energia era incredibile. Ho saltato per tutto lo spettacolo, e tutto sembrava una sfocatura psichedelica. Tutti erano davvero felici, e non sembrava che la band e il pubblico fossero separati. Quindi, se mi chiedi cosa ho amato di loro, è questo: quell'energia magica.
*Suonare insieme sul palco è bellissimo. Quando suono con questa band sento di fare la cosa per cui sono nato. Sento che queste sono le persone con cui avrei voluto suonare, le persone di cui condividevo gli intenti. Sono persone diverse con diversi motivi per suonare, che messi insieme formano una forza più grande di ciascuno di noi.
===[[Anthony Kiedis]]===
*Adoro il fatto che ci teniamo ancora e ammiro davvero i miei compagni di band con tutto il cuore perché hanno ancora la loro energia creativa per suonare musica con l'entusiasmo di un bambino e gli occhi aperti sul mondo. E, sai, è davvero la chimica di tutte queste persone che si incontrano. Questa è la miscela che crea i Chili Peppers. Quindi sono fortunato e apprezzo questi musicisti che ci tengono così tanto. John Frusciante ci tiene tantissimo. Chad Smith ci tiene tantissimo. Flea ci tiene tantissimo. Lavorano sodo, suonano i loro strumenti. Ascoltano la vita. Ed io posso solo ringraziare di far parte di tutto questo.
*C'è qualcosa di incredibile nella fortuna che abbiamo avuto nel momento in cui abbiamo iniziato a far musica, cioè abbiamo dimenticato il passato. Non abbiamo aspettative, pressioni, consapevolezza. Tutto ciò scompare quando ci mettiamo a suonare. Non so come mai, sarà per come Chad suoni la batteria o per come John si perda nel cosmo, o per come Flea ci dia il ritmo, ma credo che quello che facciamo è abbandonarci a qualcosa di spirituale e suonare giusto per il gusto di suonare.
*Essere uno dei Chili Peppers vuol dire avere due valori: il funk e l'amicizia. Far parte di questa band è come essere sposato con quattro persone e devi amarle tutte la maggior parte del tempo.
*Noi siamo stati i giovani energetici di Hollywood ai quali piacevano molti stili di musica e non avevamo paura di unirli. Non abbiamo amalgamato due stili musicali volutamente, abbiamo suonato quello che sentivamo di suonare e molto era funk perché era la musica che ci ispirava, quello che ci colpiva proprio qui quando l'ascoltavamo, volevamo fare questo tipo di musica perché ci piaceva, l'abbiamo fatta e abbiamo iniziato un nuovo genere e siamo stati seguiti da altre bands, bands che poi non mi interessano più di tanto.
*I Red Hot Chili Peppers non sono sposati con nessuno stile. Le uniche cose con cui siamo sposati nella musica sono la sincerità e l'onestà.
*Non c'è una gerarchia perché siamo una squadra, lavoriamo come una squadra di basket sin dal primo giorno dei Red Hot Chili Peppers non c'è mai stato un capo, siamo per la totale eguaglianza. Ci dividiamo sempre in parti uguali il credito per le composizioni e il resto. Siamo come un puzzle a quattro pezzi che funziona alla perfezione solo quando ognuno dà il suo input. Questo è uno dei motivi che ci tiene uniti e forti, il fatto che non si tratta di una sola visione o di una sola persona, ma di quattro che si uniscono per fare un insieme migliore. Come per una squadra, non si può vincere un campionato con un solo buon giocatore.
*Non siamo mai stati confusi sul fatto che tutto sarebbe dovuto essere uguale: la condivisione del lavoro, la condivisione del denaro, della gioia, del dolore. Si è trattato per noi del grande passo verso la giusta direzione per avere il potenziale per la longevità, perché molte band litigano dicendo "Hey, quello l'ho scritto io!" Noi ci amiamo e ci rispettiamo; litighiamo regolarmente. Le nostre attitudini, i nostri modi, e i nostri ego si scontrano, ma siamo in grado di farcela. Siamo stati capaci di fare a pugni.
*Non so se sia un segreto, ma sin dall'inizio abbiamo deciso di condividere tutti i nostri guadagni in parti uguali. Nessuno prende di più o di meno. Non importa se Chad non scrive i testi, o se la canzone che abbiamo scelto ha il 40% di Josh e il 60% di Flea. "We don't give a fuck". Siamo tutti uguali, ognuno a suo modo fa la sua parte, mai litigato per i soldi. L'aspetto monetario uccide tante band. Siamo tutti molto creativi e ognuno di noi ha la propria personalità. Litighiamo e spesso ci mandiamo a fare in culo, ma troviamo sempre una soluzione per risolvere i problemi. Siamo tutti egocentrici, ma siamo anche persone oneste, siamo loving people. Non siamo cattivi, non abbiamo secondi fini. Stronzi sì, ma anche capaci di dimenticare i momenti negativi e andare oltre. Siamo fratelli. Arriviamo sempre a un compromesso. Siamo sempre sinceri uno con l'altro. E poi, quando suoniamo insieme, ci divertiamo ancora tantissimo. E questa è la cosa più importante.
*Non suoniamo necessariamente da bianchi o da neri. Suoniamo come persone connesse a un'energia universale, ispirate a suonare una musica che non conosce colore.
*Penso che se noi abbiamo questa forte sessualità nella nostra musica e nelle nostre performance, nei nostri testi, nel basso che ti vibra in faccia è in correlazione al fatto che noi siamo liberi in ogni cosa che facciamo. Lasciamo uscire il nostro lato sessuale. Che appartiene un po' a tutti i ragazzi della nostra età che suonano musica. È che noi non abbiamo limitazioni riguardanti la nostra musica. Non abbiamo timori di essere completamente onesti sulla nostra sessualità. Noi non proviamo a nasconderla. È solo mostrarsi per come si è, nella maniera più naturale possibile.
*"Red Hot Chili Peppers" è un nome che deriva dalla storia del blues e del jazz. C'era Louis Armstrong con i suoi Hot Five, poi c'erano il gruppo inglese dei Chilly Willy e i Red Hot Peppers (che poi ci avrebbero accusato di avergli rubato il nome). Però nessuno era mai stato Red Hot Chili Peppers, un nome che per noi sarebbe stato una benedizione e una maledizione.
*Sai, non ho mai pensato che avremmo fatto sempre questo, infatti ci sono state diverse volte in cui abbiamo provato a separarci, provato a divertirci, alcuni sono stati licenziati, altri hanno provato ad andarsene, altri sono morti, altri ancora crollavano. Abbiamo fatto davvero del nostro meglio per far sciogliere questa band, e c'era questo strano magnete cosmico che continuava a farci tornare insieme. Siamo stati un fallimento nello sciogliere questa band.
*Siamo diventati i Red Hot Chili Peppers perché amavamo la vita amavamo la musica e amavamo abbattere le barriere della mediocrità tradizionalista.
===[[Josh Klinghoffer]]===
*Ai RHCP non manca materiale, perché scriviamo tutti tantissimo. Il compito di ogni album è creare sempre qualcosa di nuovo, quel qualcosa che mantiene un gruppo attuale, fresh, ma senza comprometterne lo stile, rimanendo coerenti con un suono stabilito da decenni.
*La magia dei Chili Peppers è che si tratta di quattro tizi in una stanza, una rarità di questi tempi, che suonano e vengono registrati praticamente live.
*Solo il fatto di essere in una stanza con questi ragazzi è un onore, per non parlare del poter creare musica con loro. Ciascuno di loro ha una storia personale ed un legame con l'altro. Non avrei potuto chiedere un gruppo più accogliente di persone o una migliore situazione. Queste sono tre persone che meritano di fare musica e di crearla con gente che ama farlo come loro.
===[[Brendan Mullen]]===
*I Chili Peppers anticiparono e aiutarono a pavimentare la superstrada per l'eventuale crossover del nuovo hip hop dalla realtà del Bronx meridionale verso il pubblico tradizionale del rock/metal duro suburbano — una folla mista di frat boys, punker, surfer e ragazzi alternativi, molti dei quali furono introdotti per la prima volta almeno all'idea di musica "urbana" nei primi anni '80. I Peppers introdussero la musica rap alla folla dei fratelli con il portafoglio a catena e lo skate, e catturarono il nervo nazionale degli adolescenti estraniati dal rock "hair band" corporativo come diffuso dalla radio FM e da MTV. Rese possibile che i Beasties ricevessero trasmissioni radio quando Licensed to Ill uscì e che i Faith No More avessero i loro quindici minuti di celebrità — e aiutarono a presentare George Clinton a una generazione di ragazzi bianchi. I Peppers furono una delle prime band a essere presentate su 120 Minutes, il che aiutò a preparare il terreno per i preferiti dai critici rock, i Nirvana e il successivo boom "alternative".
*I RHCP (e anche i Bad Brains e i Fishbone) hanno totalmente ridefinito il livello della musicalità metal-punk-dub-che-sia. Anche nel thrash — punk o metal — dovevi ora essere veramente capace di suonare. Il touring incessante ha aperto la strada a tutto. I Chili Peppers sono instancabili cani da strada internazionali, musicisti-attori spettacolari. L'intensità folle dei salti in giro dei Peppers durante i loro concerti dal vivo li ha portati attraverso i tempi di magra fino a quando "Higher Ground", una cover di Stevie Wonder dall'album Mother's Milk, non è esplosa su MTV nel 1989.
*In breve, i Red Hot Chili Peppers aiutarono a dare forma alla direzione che il rock moderno futuro avrebbe preso a livello mondiale. Anche se non sembrava che sarebbe andata a finire così. Nonostante le enormi difficoltà iniziali — cambi di personale, problemi di droga, vendite deludenti, mancanza di un'ampia diffusione radio FM — i Peps hanno prevalso.
*Proprio come i Rolling Stones, che iniziarono nei primi anni '60 come seri missionari del blues, così i Chili Peppers inizialmente salirono sul palco come entusiasti evangelisti del funk. I Peps provenivano anche da una linea musicale che risale ai Germs, agli X e, ovviamente, ai Fear, in cui Flea suonò per un breve periodo. I Peppers fusero tutto in un vaudeville sferzante di punk, funk e rap.
===[[Andrea Pezzi]]===
*A differenza di altre band della nostra generazione, che sono la testimonianza del Rock degli anni '90 e 2000, loro non si sono "youtubeizzati", non sono entrati in un mondo così largo come invece altri hanno fatto. Sono bravissimi, ma non hanno fatto quell'opera di "democratizzazione" del rock che è tipica di chi ha fatto epoca [...]. I Red Hot non hanno avuto il carisma di un leader come Bono: [...] li ho visti come un gruppo di amici, tutti uguali, nessuno che se la tirava più degli altri. Non c'era un leader vero. Credo che forse da qualche parte John Frusciante fosse veramente il leader, ma era un leader diverso, rivolto alla purezza della musica, non al mondo. E questo può essere un "pro" fino ad un certo punto, ma può essere un "contro" se devi fare quel salto di qualità che di solito nasce dall'ambizione individuale. Per questo non hanno saputo entrare dentro il tempo della storia, e quando il Rock non entra dentro la storia inevitabilmente diventa una parabola che punta verso il basso.
*Con Californication, [...] stavano facendo un bel salto in avanti. Guardando indietro certamente c'era una discografia rilevante, però personalmente li ho vissuti con particolare attenzione dalla nuova band in poi. Non ho avuto un effetto nostalgico, forse perché ho iniziato ad amarli proprio con questo album. Io sono per questa "seconda stagione": non che la prima non mi piacesse, ma con Californication sono diventati molto più rilevanti dal punto di vista della cultura pop. Hanno portato il rock in un luogo diverso. Non sarebbero mai stati i Red Hot Chili Peppers, secondo me, senza questo passaggio di allargamento.
*Mi ricordo benissimo la dinamica di gruppo dei Red Hot Chili Peppers, questo gruppo di ragazzi che assomigliava molto a un normale gruppo di amici. Erano molto "sani", molto più sani di quanto mi aspettassi [...]. Erano ordinati e disciplinati, dei professionisti veri, erano rockstar ma non nell'accezione che questo termine poteva avere negli anni '60 e '70, alla Frank Zappa per intenderci: non erano affatto sregolati o al di fuori da qualsiasi concetto di socialità, anzi. Loro sono stati, secondo me, negli anni '90, in assoluto, IL gruppo degli anni '90, così come lo erano stati gli U2 a cavallo fra gli '80 e i '90. Hanno traghettato il rock verso il nuovo millennio.
===[[Chad Smith]]===
[[File:2016 RiP Red Hot Chili Peppers - Chad Smith - by 2eight - DSC0184.jpg|thumb|Il batterista Chad Smith entrò nella band nel 1988, divenendo subito uno dei pilastri della formazione.]]
*Avere successo facendo musica onesta: questa è la fortuna che abbiamo e che ogni giorno apprezzo di più. Lo facciamo per noi e so che questo può sembrare egoista, ma la verità è che il giorno in cui non ci sentiremo più così smetteremo. Non continueremo a suonare soltanto perché la gente compra i nostri dischi, questo è sicuro.
*Crescendo e invecchiando, siamo diventati persone diverse e la musica che facciamo è inevitabilmente ispirata dalla nostra vita. Credo che l'onestà dei Peppers stia proprio in questo: non pretendiamo di fare le stesse cose di dieci o venti anni fa. Sarebbe patetico...
*I Chili Peppers non sono mai stati una band in cui c'è chi dice: "Ehi, ho questa demo completata o una parte di drum machine che voglio che tu faccia". Ognuno ha il proprio contributo creativo, che è gran parte del motivo per cui suoniamo nel modo in cui lo facciamo. Sono anche le forti personalità dei loro strumenti e la chimica che li unisce a creare il loro suono.
*La gente è legata alla nostra musica perché è vera e onesta, è emozionante ed abbiamo scritto pezzi rock, pezzi più lenti, pezzi più ritmati, copriamo una gamma piuttosto vasta.
*Nel terzo millennio un fenomeno come quello dei Chili Peppers è impensabile: se anche nascesse una band di quel genere, la caccerebbero via a calci nel culo dopo il primo disco... Cazzo, che tristezza!
*Noi non siamo i fottuti Eagles, che nella vita neanche si rivolgono la parola; noi siamo una banda, una tribù, una grande famiglia, un circolo esclusivo. Siamo diversi e facciamo cose diverse, a volte ci diamo sui nervi, e magari litighiamo, ma prima di tutto tra noi c'è sempre stato un fondo di rispetto.
*Quando suoniamo, in realtà, siamo degli attori, vogliamo che le persone che vengono a vederci si divertano. Ci divertiamo molto anche noi e continuerà ad essere così.
===[[Claudio Todesco]]===
*{{NDR|Nel 2023}} Avranno anche esaurito da tempo la loro, diciamo così, funzione storica, ma restano le canzoni e bastano e avanzano. Sono dei sopravvissuti e non è un modo di dire. [...] sono sempre in bilico tra trionfo e disfatta, e questo elemento di umanità, anche di fragilità li distingue da altri. E sono cambiati. C'è una cosa che Kiedis ha detto a proposito del senso ultimo della sua autobiografia che credo riassuma bene anche l'esperienza dei Peppers e la loro transizione da gang psico-sessuale a dispensatori di buone vibrazioni, e cioè che «va bene lottare e fallire miseramente, e comunque uscirne più o meno sani mentalmente e amando la vita».
*I Peppers sono Hollywood e i bassifondi, il culto del fisico e i morti, il successo e la droga, ''Playboy'' e i giornali controculturali, la stramberia e il commercio, le visioni psichedeliche e le fantasie sessuali, siringhe e manuali di autoaiuto, Ornette Coleman e i Lakers, la freakness e l'estasi.
*Sono strambi e assieme fighi. Anzi, hanno costruito il loro piccolo impero sull'eccentricità e sull'ostentazione della stupidità. Hanno legittimato il nonsense e le pulsioni sessuali nel rock alternativo, hanno mescolato i generi in un periodo in cui farlo non era scontato, hanno ribadito per una generazione che rischiava di scordarlo che la musica rock passa anche attraverso i corpi e la loro espressività.
*Sono una di quelle band in cui il cantante fatica a star dietro ai musicisti. È una questione di ritmo, elasticità, espressività, intonazione. Loro suonano fantasmagorici e lui a volte un po' piatto. In certi frangenti, la performance vocale non eccellente di Anthony Kiedis conta poco, specie quando ci sono decine di migliaia di persone che cantano assieme a lui.
*Un concerto dei Peppers è sempre inevitabilmente anche una storia di fratellanza e di dialogo fra i musicisti. L'immagine che meglio lo riassume è questa: Flea e Frusciante che suonano uno di fronte all'altro nelle loro brevi jam. Molto si basa sul loro interplay, ma a volte sembra che il bassista dialoghi col suo strumento con Smith lasciando a Frusciante lo spazio per divagare [...]. Finché riusciranno a tirare fuori questo suono plastico, questa materia sonora cangiante e instabile, questa miscela basso-chitarra-batteria che sta tra rock e funk e colpisce allo stomaco, i Red Hot avranno vita.
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte"/>
==Voci correlate==
*[[Anthony Kiedis]], cantante della band.
*[[Flea]], bassista della band.
*[[John Frusciante]], chitarrista della band.
*[[Chad Smith]], batterista della band
*[[Josh Klinghoffer]], ex chitarrista della band.
*[[Hillel Slovak]], ex chitarrista della band.
*[[Dave Navarro]], ex chitarrista della band.
*[[Jack Sherman]], ex chitarrista della band.
*[[Jack Irons]], ex batterista della band.
*[[Cliff Martinez]], ex batterista della band.
*[[Rick Rubin]], produttore della band.
*[[Michael Beinhorn]], ex produttore della band.
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante i|preposizione=sui}}
===Opere===
{{Pedia|The Red Hot Chili Peppers||(1984)}}
{{Pedia|Freaky Styley||(1985)}}
{{Pedia|The Uplift Mofo Party Plan||(1987)}}
{{Pedia|Mother's Milk||(1989)}}
{{Pedia|Blood Sugar Sex Magik||(1991)}}
{{Pedia|One Hot Minute||(1995)}}
{{Pedia|Californication (album)|''Californication''|(1999)}}
{{Pedia|By the Way (album Red Hot Chili Peppers)|''By the Way''|(2002)}}
{{Pedia|Stadium Arcadium||(2006)}}
{{Pedia|I'm with You (Red Hot Chili Peppers)|''I'm with You''|(2011)}}
{{Pedia|The Getaway (Red Hot Chili Peppers)|''The Getaway''|(2016)}}
{{Pedia|Unlimited Love||(2022)}}
{{Pedia|Return of the Dream Canteen||(2022)}}
{{Red Hot Chili Peppers}}
==Collegamenti esterni==
*[http://www.redhotchilipeppers.it/testi/ Testi delle canzoni], ''Redhotchilipeppers.it''.
*[http://www.redhotchilipeppers.it/traduzioni/ Traduzioni dei testi delle canzoni], ''Redhotchilipeppers.it''.
*[http://www.venicequeen.it/cms/Table/Testi-/-Traduzioni/ Testi e traduzioni delle canzoni], ''Venicequeen.it''
[[Categoria:Gruppi musicali statunitensi]]
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John Frusciante
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[[File:RHChiliPeppersSpurs210723 (9 of 90) (53065669750) (cropped).jpg|thumb|John Frusciante nel 2023]]
'''John Anthony Frusciante''' (1970 – vivente), cantautore e polistrumentista statunitense, membro dei [[Red Hot Chili Peppers]].
==Citazioni di John Frusciante==
{{cronologico}}
*Ho l'impressione che [[Jimi Hendrix]], il suo stile di vita e le donne della sua vita hanno influenzato la sua musica più di qualunque altro musicista abbia fatto, perché era così libero di suonare come nella vita. Quando senti suonare Jimi Hendrix è la pura espressione del suo essere, quando è sul palco è un tutt'uno con la chitarra perché usa tutta la sua mente e ogni parte del suo corpo per suonare.<ref>Dall'intervista rilasciata ad un documentario olandese, 1990; ''[https://www.youtube.com/watch?v=nGzk0kYrbXw video]'' disponibile su ''youtube.com'', min. 0:50</ref>
*È come se fossi nella quarta dimensione e... qualcuno mi ha chiesto di descriverlo verbalmente e questo è ciò che riguarda la quarta dimensione. Non ci sono parole, simboli, immagini, solo energia pura, reale e vibrazioni. E se pensassi quanto è crudele questo mondo, probabilmente dopo un po' mi suiciderei e se spendessi la mia energia pensando (a tutte queste cose) sicuramente non avrei più forza di creare musica.<ref>Dal documentario ''Funky Monks'', 1991; ''[https://www.youtube.com/watch?v=c8df8olpLiQ video]'' disponibile su ''youtube.com'', min. 0:04</ref>
*Non farei nulla che non sia direttamente mirato ad aiutare a far emergere la mia creatività. Considero queste cose come se fossero un coltello puntato al cuore. Si dice sempre che il mondo non è altro che amici e nemici ed è importante capire quali cose intorno a te siano nemici e la maggior parte delle volte il peggior nemico è il tuo ego.<ref>Dal documentario ''Funky Monks'', 1991, min 14:04''[https://www.youtube.com/watch?v=c8df8olpLiQ video]'' disponibile su ''YouTube.com'', min. 11:47</ref>
*{{NDR|Sui motivi che lo hanno spinto ad abbandonare i Red Hot Chili Peppers nel 1992}} Beh c'erano un sacco di ragioni. Per cominciare, un anno prima che li lasciassi, loro sapevano che me ne volevo andare. Dopo due mesi dall'inizio del tour americano, Flea ed io siamo andati a fare un giro in macchina al parco. Io mi sentivo veramente depresso, avevo rotto il codice della band, che vieta di portarsi dietro le fidanzate, perché non ce la facevo senza di lei. Ero felice ogni volta che ero sul palco e guardavo Flea, Chad, il mio amplificatore, o guardando le forme e suoni che riempivano l'aria. Ma per tutto il resto, non ero felice. Per cui Flea e io siamo andati a fare questo giro nel parco dopo quel tour e Flea mi chiese se c'era qualcosa che amassi del suonare con il gruppo. E io gli ho detto: "No, nulla". "Nulla?" Mi ha chiesto Flea. "Beh nulla eccetto il suonare con te. Ti voglio bene. È per questo che sono parte del gruppo, perché amo suonare con te. E lui mi rispose: "Beh, questo non è un motivo per essere nella band, se non sei felice". Lui disse così però poi fece finta di niente. E io continuai a suonare per un altro anno e poi si sorpresero del fatto che me ne volessi andare, quando sapevano che me ne volevo andare già da un po'. Eravamo così amici, così vicini. Come in un matrimonio, se l'altro ti dice che vuole lasciarti, non continui a pensarci tutto il tempo, cerchi di rimuoverlo. Quindi, ero felice quando ero con Flea, ma questo è tutto.<ref>Dall'intervista rilasciata per il documentario ''VPRO94'', ''[https://www.youtube.com/watch?v=Pv87q9mBi5A video]'' disponibile su ''youtube.com'', min. 1:28</ref>
*{{NDR|Sui motivi che lo hanno spinto a diventare dipendente dalla cocaina}} Perché è fantastico. Perché mi fa sentire fantastico... e in più, ho sempre pensato che fosse cool. Ho sempre pensato che David Bowie fece le sue cose migliori quando si faceva un sacco di coca. E questa immagine e queste impressioni furono giusto le mie vere motivazioni che mi hanno avvicinato al Rock 'n Roll all'inizio. La bisessualità e la droga sono le due cose che legai subito al rock nella mia immagine di ragazzino che aveva 9 o 10 anni.<ref>Dall'intervista rilasciata per il documentario ''VPRO94'', ''[https://www.youtube.com/watch?v=TWZF1DeL4hc video]'' disponibile su ''youtube.com'', min. 5:14</ref>
*Se sei un musicista, o diventi una persona cool, o diventi, cioè puoi diventare un "buon" niente, oppure un pezzo di merda. Non c'è una via di mezzo se sei una rock star. Uno o l'altro.<ref>Dall'intervista rilasciata per il documentario ''VPRO94'', ''[https://www.youtube.com/watch?v=zTJ8dTKdR24 video]'' disponibile su ''youtube.com'', min. 0:49</ref>
*{{NDR|Parlando del disco ''Blood Sugar Sex Magik''}} Il disco non aveva obiettivi, né intellettuali né verbali. Ci svegliavamo al mattino e suonavamo come ci sentivamo di fare... componevamo musica con la stessa naturalezza con cui un fiore cresce. Eravamo in una dimensione tutta nostra. Il resto del mondo non esisteva e noi vivevamo in un universo d'immaginazione scatenata.<ref>Da ''Funky Monks'', ''Classic Rock Lifestyle'', maggio 2017, p. 34.</ref>
*{{NDR|Parlando di [[Kurt Cobain]]}} La sua musica non mi piaceva, era terribile [...]. Semplicemente non penso che avesse molto coraggio. Non capisco come non abbia voluto vedere crescere la propria figlia, sai? Come non fosse eccitato abbastanza da quello per decidere di non pensare troppo a se stesso [...]. La gente comincia a pensare troppo a se stessa. Non è tanto il fatto che si diventi consapevoli del mondo dei video, del successo eccetera. Il fatto è che pensando solo a sé stessi, e non importa chi tu sia, una rockstar o un netturbino, se pensi tutto il tempo a te stesso non sarai mai molto bravo in quello che fai. E non sarai in grado di essere un "buon" niente. Come potresti?<ref>Dall'intervista rilasciata per il documentario ''VPRO94'', ''[https://www.youtube.com/watch?v=zTJ8dTKdR24 video]'' disponibile su ''youtube.com'', min. 1:22</ref>
*{{NDR|Riferito al suo rientro nei Red Hot nel 1998}} In un certo senso è ancora più eccitante che in passato, perché dal mio punto di vista, quando abbiamo iniziato a suonare bene insieme e le cose hanno cominciato a funzionare avevamo dei problemi personali, mentre adesso siamo solo grati a Dio di avere la possibilità di suonare insieme.<ref name=MTV3/>
*Suonare insieme sul palco è bellissimo. Quando suono con questa band sento di fare la cosa per cui sono nato. Sento che queste sono le persone con cui avrei voluto suonare, le persone di cui condividevo gli intenti. Sono persone diverse con diversi motivi per suonare, che messi insieme formano una forza più grande di ciascuno di noi.<ref name=sashimi/>
*Quello che cerchiamo di comunicare al pubblico quando rilasciamo un'intervista o facciamo uscire un disco o parliamo con i discografici o [[giornalista|giornalisti]], è un messaggio positivo. E se vi arriva qualcosa di diverso è una cosa che il giornalista è andato a scovare apposta, oppure qualcosa che l'emittente televisiva vi vuole propinare. Non qualcosa che noi crediamo di trasmettere. Noi vorremmo dire solo cose positive del mondo e vorremmo che i giornalisti facessero lo stesso con noi. Ma non possiamo controllare tutto. Non vorremmo proiettare negatività sul pubblico. Possiamo solo sperare... Crediamo che ci debba essere un equilibrio, ma non c'è niente di più importante di un messaggio positivo per la gente. Vorremmo che la gente avesse un buon feeling con la musica.<ref name=sashimi>Dal programma televisivo ''Sashimi'', MTV Italia, 14 giugno 1999; [https://www.youtube.com/watch?v=WvLIwN-gAsM video] disponibile su ''YouTube.com''.</ref>
*Quando sono entrato nella band era più la voglia di essere una rock star, di quanto non fosse l'impegno che mettevo nel fare musica che onestamente non era tanto. Cercavo solo di girare il più possibile e di farmi più donne possibile, tanto da arrivare a recare danno alla band.<ref name=MTV3>[https://www.youtube.com/watch?v=BD27AmcD2KI Video] disponibile su ''YouTube.com''.</ref>
*{{NDR|Sui Red Hot Chili Peppers}} La mia esperienza è che loro erano il mio gruppo preferito e ho passato ore ed ore ad esercitarmi alla chitarra in camera, e invece di ingaggiarmi e darmi uno stipendio mi hanno fatto entrare nel gruppo, mi hanno fatto diventare un membro del gruppo, dove tutti guadagnano le stesse somme di denaro, scriviamo le canzoni insieme e abbiamo uguali diritti e copyright.<ref name=MTV1>Dal programma televisivo ''MTV Essential'', MTV; [https://www.youtube.com/watch?v=UFw9-WDT4DE video] disponibile su ''YouTube.com''.</ref>
*La musica che siamo stati in grado di fare, combinata con tutta la gente che si ritrova, crea un'energia intensa e succede tutte le sere.<ref>Dal programma televisivo ''MTV Essential'', MTV; [https://www.youtube.com/watch?v=CS8fM4xHJcc Video] disponibile su ''YouTube.com''.</ref>
*Non sono in grado di dire perché un disco venda, perché la gente lo compri o perché piaccia, so solo che se non fossi nella band, amerei i Red Hot per via dell'interazione tra i musicisti. Vedere gente che suona insieme e si coordina, come facciamo noi, è eccitante.<ref name=MTV2/>
*Flea ed io abbiamo creato un rapporto tra chitarra e basso. È un rapporto veramente stretto, è un legame molto più stretto di quanto non avrei mai immaginato di poter avere. Siamo musicalmente così vicini e trovo che sia veramente raro riuscire a provare queste emozioni con un'altra persona.<ref name=MTV2>Dal programma televisivo ''MTV Essential'', MTV; [https://www.youtube.com/watch?v=FINX_yyi-Kw video] disponibile su ''YouTube.com''.</ref>
*{{NDR|Su [[Rick Rubin]]}} Ci fa ragionare sulle cose senza che ci siano problemi e non mi dispiace che risolva cose che ci riguardano. È bello lavorare con uno come lui. Tira fuori il meglio di te.<ref name=MTV1/>
*Prima ancora di aver iniziato a suonare, le voci nella mia testa mi dicevano che sarei stato un chitarrista e che sarei stato una rockstar ancora prima di capire cosa fosse una rockstar.<ref name=MTV1/>
*{{NDR|Parlando dell'album ''Stadium Arcadium''}} In questo disco ho inevitabilmente rigurgitato i miei miti, Hendrix, Jimmy Page, i Grand Funk, ma mai deliberatamente ho rubato una sola nota a uno di loro. Con gli anni abbiamo imparato a capitalizzare le energie e a neutralizzare le debolezze che hanno rischiato di ucciderci.<ref>Dall'intervista di Giuseppe Videtti, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/04/29/da-hollywood-babilonia-ecco-red-hot-chili-peppers.html Da Hollywood-Babilonia ecco i Red Hot Chili Peppers]'', ''Repubblica.it'', 29 aprile 2006.</ref>
*{{NDR|[[Rick Rubin]]}} Ti fa pensare che è sempre tutto ok, e questa è in assoluto la cosa che preferisco del lavorare con lui.<ref name=MTV1/>
[[File:John Frusciante strat.jpg|thumb|John Frusciante nel 2006]]
*{{NDR|Comunicando il suo secondo abbandono dai Red Hot Chili Peppers nel 2009}} Quando ho lasciato la band, più di un anno fa, noi eravamo in una pausa a tempo indefinito. Non era presente nessun dramma o rabbia all'interno di ciò, e gli altri ragazzi del gruppo avevan capito le mie ragioni. Sono stati realmente solidali su qualsiasi cosa rendesse me contento ed era come se di riflesso lo fossero anche loro. Lo dichiaro nella forma più semplice, il mio interesse musicale mi ha portato in una strada diversa. Una volta tornato nel gruppo, e durante tutto il periodo che sono stato nella band, sono stato molto preso dall'esplorare le strade musicali che aveva da offrirmi l'essere in una rock band, e approfondendo ciò con le persone con cui interagivo. Diversi anni fa, ho iniziato ad essere mosso dalla medesima eccitazione, ma stavolta ero intriso di un desiderio di una concezione di musica diversa, più intima, divenire l'ideatore di me stesso. Amo realmente la band e ciò che abbiamo creato. Capisco e valuto quanto davvero il mio contributo sia stato significativo per tanta gente, ma devo seguire le mie ispirazioni. Per me, l'arte non deve mai essere qualcosa da creare sotto l'ispirazione del dovere. È qualcosa che compongo quando davvero mi diverto, mi affascino, e ne sono immerso. In questi 12 anni, sono cambiato, come persona quanto da artista, a tal punto da considerare che se avessi continuato con la band, sarei andato contro la mia stessa natura. Non c'è nient'altro dietro questa mia decisione. Semplicemente devo essere ciò che sono, e far ciò che devo fare.<ref>Da un comunicato pubblicato sul suo sito ufficiale e sul suo profilo ''MySpace'', dicembre 2009; citato in ''[http://www.venicequeen.it/cms/News/adesso-e-ufficiale-john-frusciante-ha-lasciato-la-band.html Adesso è ufficiale: John Frusciante ha lasciato la band]'', ''Venicequeen.it'', 17 dicembre 2009.</ref>
*{{NDR|Riferendosi al suo secondo abbandono dai Red Hot Chili Peppers}} Avevo sempre pensato di andarmene di nuovo, ma la band era così apprezzata che non ci ho riflettuto su in maniera seria finché un giorno [[Flea]] venne da me a dirmi che stava pensando di prendersi due anni di pausa dopo il tour {{NDR|per Stadium Arcadium, 2007}}. Quando me lo disse fui un po' scioccato, perché pensavo che fossimo inarrestabili, che non avessimo bisogno di pause, capisci? Ma appena me lo disse cominciai a pensare "Che farei se avessi due anni per fare solo quello che voglio?" [...] Circa quattro mesi dopo ero entusiasta all'idea di lasciare la band, non volevo nemmeno più considerare una pausa di soli due anni. Sapevo che non volevo stare in quella formazione e basta, capisci? Anche se poi ho effettivamente mollato alcuni mesi dopo, quando il tour era già finito, la decisione risale a molto prima. Ero molto determinato a farlo.<ref name=music/>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Non mi interessa più suonare dal vivo. Non penso più a me stesso come a uno che si esibisce. Quella parte non mi è mai venuta naturale. Era qualcosa alla quale mi ero dovuto adattare, ma non è mai stata un'espressione di ciò che sentivo di essere... Non sono un performer. Non mi piace l'effetto che mi fa il [[pubblico]], perché la musica per me arriva da dentro di me, e mi ci immergo completamente. Quando sono davanti a degli spettatori non posso ignorare ciò che mi circonda, il modo in cui mi fanno sentire. Mi fanno sentire bene, sai? Ma non sono più in grado di cercare la musica dentro me stesso in quei momenti, e piuttosto cerco di venire incontro alle loro aspettative. Cercando di fare qualcosa che è divertente per loro, ingaggiante, mento a me stesso.<ref
name=music>Da un'intervista rilasciata alla rivista musicale ''Billboard''; citato in ''[http://web.archive.org/web/20130824230446/http://www.rollingstonemagazine.it/musica/news-musica/john-frusciante-si-aliena-i-fan-dei-red-hot-chili-peppers John Frusciante si aliena i fan dei Red Hot Chili Peppers]'', ''Rollingstonemagazine.it'', 22 agosto 2013.</ref>
*{{NDR|Nel 2015}} Da un anno e mezzo a questa parte ho deciso di smettere di fare musica per chiunque e di pubblicare dischi, che è esattamente quello che ho fatto tra il 2008 e il 2012. Sento che venire considerato dal pubblico mi impedisce di crescere e di imparare. Essere un musicista elettronico significa chiudersi in una stanza a creare, e questo mi ha permesso di avere parecchio materiale risalente a quel periodo che non è mai stato pubblicato. A questo punto, non ho più pubblico. Faccio dei brani e non li finisco, e non li mando a nessuno, e quindi devo vivere, con questa musica. Potrei fare dell'ottima musica di ispirazione classica, o fare musica dove il tempo cambi in continuazione, o ancora musica che non abbia un vero baricentro ritmico o melodico.<ref>Da un'intervista rilasciata ad ''Electronic Beats''; citato in ''[http://www.rockol.it/news-644247/john-frusciante-smetto-di-pubblicare-musica John Frusciante (ex Red Hot Chili Peppers) è uscito dal mercato: 'Smetto di pubblicare musica']'', ''Rockol.it'', 26 maggio 2015.</ref>
*Dare musica in maniera gratuita online è diventata una cosa abbastanza comune in questo periodo e penso che sia diventato un promemoria per far capire che l'espressione artistica riguarda sempre il dare, non prendere o vendere. Vendere riguarda l'aspetto economico, mentre la parte artistica, la creazione è concentrata nel dare e condividere. Sono due cose molto distinte e la mia convinzione è che bisogna fare musica solo per passione, a dispetto dei programmi di vendita o meno.<ref>Citato in ''[http://www.virginradio.it/news/rock-news/191748/John-Frusciante--album-gratuito-per.html John Frusciante: album gratuito per i fan]'', ''Virginradio.com'', 2016.</ref>
*{{NDR|Parlando dell'album ''Unlimited Love''}} Quando abbiamo iniziato a scrivere materiale, abbiamo iniziato suonando vecchi brani di artisti come Johnny "Guitar" Watson, The Kinks, The New York Dolls, Richard Barrett e altri. Così in modo graduale, abbiamo iniziato a portare nuove idee e trasformare le jam sessions in canzoni, e dopo un paio di mesi quello che stavamo suonando era il nuovo materiale. La sensazione di divertimento senza sforzo che provavamo quando suonavamo le canzoni di altre persone è rimasta con noi per tutto il tempo in cui scrivevamo. Per me, questo album rappresenta il nostro amore e la fiducia reciproca.
:''When we got together to start writing material, we began by playing old songs by people like Johnny "Guitar" Watson, The Kinks, The New York Dolls, Richard Barrett and others. Ever so gradually, we started bringing in new ideas, and turning jams into songs, and after a couple of months the new stuff was all we were playing. The feeling of effortless fun we had when we were playing songs by other people, stayed with us the whole time we were writing. For me, this record represents our love for, and faith in each other''.<ref>{{en}} Da un ''[https://www.instagram.com/chilipeppers/p/CZivvI_oXyv/ post]'' pubblicato sulla pagina ufficiale dei Red Hot Chili Peppers, ''instagram.com'', 4 febbraio 2022</ref>
*{{NDR|Nel 2022, riferendosi al suo secondo ritorno nei Red Hot Chili Peppers}} Sembrava che il ritorno fosse nell'aria [...]. Flea mi mise quest’idea in testa, ed ero seduto qui con la chitarra, a riflettere sul fatto che non scrivevo della musica rock da tanto tempo. Potevo ancora farlo?<ref name=nme>Dall'intervista rilasciata a ''NME.com'', citato in ''[https://www.venicequeen.it/in-evidenza/kiedis-a-nme-com-il-piu-grande-evento-e-stato-il-ritorno-di-john-frusciante/ Kiedis a NME.com: «Il più grande evento è stato il ritorno di John Frusciante»]'', ''venicequeen.it'', 5 febbraio 2022.</ref>
*{{NDR|Riferendosi al periodo tra il 2006 e il 2007}} Quando andai in tour, avevamo finito di masterizzare appena il giorno prima e avevo davvero bisogno di una pausa. Mentre il tour procedeva, mi addentrai profondamente nell'[[occulto]], che divenne un modo per evadere dalla mentalità della vita da tour. L'occulto tende a ingrandire qualunque cosa tu sia, ed io ero un disastro squilibrato. Quando il tour finì, dovevo semplificare il mio rapporto con la vita e con la musica. Il mio ego era diventato una parte troppo grande di ciò che esprimevo come chitarrista.<ref name=classic>Dall'intervista rilasciata a ''Classic Rock'', citato in ''[https://www.venicequeen.it/in-evidenza/john-frusciante-i-nostri-cuori-sono-dentro-questo-disco/ John Frusciante: «I nostri cuori sono dentro questo disco»]'', ''venicequeen.it'', 2 marzo 2022</ref>
*{{NDR|Riferendosi al 2022}} Ci sentiamo freschi come una nuova band. Ci ho messo dentro molto meno ego rispetto al passato e penso che valga lo stesso anche per gli altri. Non si trattava tanto di competizione, quanto piuttosto di voler veramente dare una parte di noi stessi al prossimo e di ascoltare con entusiasmo ciò che gli altri proponevano. Talvolta in passato, come in ''By The Way'' per esempio, o in ''Mother's Milk'', ciascuno di noi si sarebbe sentito soffocato dagli altri. Stavolta invece c’era la sensazione che ognuno si interessasse agli altri e fosse genuinamente eccitato al pensiero che tutti fossero la miglior versione di se stessi.<ref name=nme/>
*Il bello di suonare con questa band è che noi davvero amiamo ascoltarci a vicenda. Amo il modo in cui loro mi fanno suonare. Abbiamo reazioni chimiche l'uno con l'altro. Portiamo fuori cose dall'altro che non riusciamo a fare su noi stessi. Il mio modo di suonare la chitarra con loro è uno stile che non ho quando suono da solo.<ref name=classic/>
*{{NDR|Parlando di ''Mother's Milk''}} È stato un album difficile da realizzare per me, non sapevo nulla del lavoro in studio di registrazione e gran parte del mio lavoro è consistito in me che suonavo con Michael Beinhorn seduto vicino ed io ero completamente all'oscuro di ciò che lui potesse considerare una buona registrazione o cosa non lo fosse. Sì, ho avuto un sacco di difficoltà a registrare quel disco per questa ragione, per quel periodo quella era una visione innovativa che influenzò molte persone in molti modi e lui aveva questa visione così chiara da farmi sentire che io non avessi alcuna voce in capitolo o uno spazio per adattarmi a ciò che lui voleva in un modo che mi risultasse confortevole. Lui aveva preso anche il controllo del processo di mixaggio e nessuno di noi era presente o ha avuto una versione finale del disco, non lo abbiamo nemmeno ascoltato. Le canzoni sono state ri-editate in modo totalmente differente da come le avevamo scritte e cose del genere... sì, è stata un'esperienza molto intensa.<ref>Dall'intervista rilasciata a Rick Rubin per il podcast ''Broken Record''; citato in ''[https://www.venicequeen.it/in-evidenza/broken-record-john-frusciante-intervistato-da-rick-rubin-aprile-2022-2a-parte/ Broken Record: John Frusciante intervistato da Rick Rubin (Aprile 2022) – 2a PARTE]'', ''venicequeen.it'', 11 settembre 2022.</ref>
*Non è che guadagni così tanto con la mia musica elettronica. Probabilmente spendo più soldi in strumentazione ed attrezzatura di quanto ne abbia mai guadagnati, ma per 12 anni non ho fatto altro che comporre musica elettronica; fino al 2019, anno in cui mi sono riunito con i Chili Peppers. Suonare con loro è decisamente un lavoro a tempo pieno, forse l'unico vero lavoro che io abbia mai avuto.<ref>Dall'intervista a ''MixMag'', citato in ''[https://www.venicequeen.it/in-evidenza/john-frusciante-a-mixmag-la-jungle-e-il-mio-genere-musicale-preferito-di-sempre/ John Frusciante a MixMag: «La Jungle è il mio genere musicale preferito di sempre»]'', ''venicequeen.it'', 22 ottobre 2022.</ref>
*In un mondo ideale, farei almeno 10 ore di esercizi prima di salire sul palco. Ma realisticamente, se riesco a fare un paio d'ore di prima mattina ed altre quattro ore prima del concerto, sono ugualmente soddisfatto. Delle volte capita che devo affrettarmi con l'allenamento, a stento riesco a ritagliarmi un paio d'ore se ad esempio siamo in viaggio. Ma cerco di evitare quando posso perché è un qualcosa che detesto, se devo andare di fretta lo sento più come un lavoro che come un qualcosa di piacevole che mi fa stare bene.<ref>Dall'intervista rilasciata ''Guitar Player (Holiday 2022)''; citato in ''[https://www.venicequeen.it/in-evidenza/lallenamento-di-john-frusciante-sincronizza-il-corpo-e-la-mente-con-i-suoi-rituali-pre-concerto/ Guitar Player (Holiday 2022) parte 2 di 3: l’allenamento di John Frusciante e i suoi rituali pre-concerto]'', ''venicequeen.it'', 12 dicembre 2022.</ref>
{{Int|''[https://www.venicequeen.it/in-evidenza/john-frusciante-lintervista-inedita-e-angosciante-del-post-abbandono-alla-band/ John Frusciante: l'intervista inedita (e angosciante) del post abbandono alla band]''|Dall'intervista di Robert Wilonsky per il ''New Times'', novembre 1996; ''venicequeen.it'', 4 giugno 2025}}
*Non considero il me stesso dei primi due anni nei Chili Peppers un buon chitarrista, secondo i miei standard. Non sento di aver dato il 100 per cento nel prendere le emozioni e i colori che avevo nella mia testa per trasferirli adeguatamente alla chitarra e dentro al mondo a cui appartengono, dove diventano qualcosa di concreto invece di semplici emozioni che fluttuano nello spazio esterno. Ma poi sono diventato bravo quanto una persona normale potrebbe esserlo, e ogni sera quando avrei suonato, avrei suonato assoli diversi e diverse parti di chitarra. Ho solo avuto un buon rapporto con i fantasmi e i colori nello spazio esterno.
*Una canzone è un qualcosa da cui gli spiriti possono assumere emozioni, ma è qualcosa che l'essere umano non è capace di comprendere – eccetto me. Così loro ne prendono e li danno a me sotto forma di colore e di vibrazione e di emozione e di eco artistico nella mia testa, e allora posso trasformare queste cose in musica.
*Quando ero nella band, non avevo la possibilità di leggere libri, non potevo osservare l'arte, non potevo dipingere, non potevo suonare la chitarra, non potevo ascoltare musica, non potevo fare nulla, potevo solo stendermi sul divano depresso, così ho cominciato a drogarmi, potendo in questo modo tornare in vita, felice e cominciando a suonare ancora. Ma all'inizio non potevo esistere: ero così depresso che nemmeno parlavo alla gente. Ero solo la persona più speranzosa e miserabile che si fosse mai vista. Pensavo fossi un tramite per la musica e che sarei morto di depressione nel giro di un paio di settimane. Pensavo "sono nella testa di una persona che sta per morire!" Credevo che il mio corpo volesse abbandonarmi. Così decisi subito "diventerò un drogato" e il giorno seguente stavo meglio e mi sentivo più felice. Avevo semplicemente deciso. Senza l'eroina non sarei in grado di prendere il controllo di tutti i pensieri che scorrono nel mio cervello. Con essa ho il controllo totale, ho il controllo di tutto quello a cui penso e quando mi vengono in testa pensieri utili, lei non prende il sopravvento. Posso sbarazzarmene. Mi siederei qui, pensando a cosa sarebbe successo se non avessi agito in questo modo. Ma sono cose inutili a cui pensare, anche se è tutto quello a cui dovrei pensare, solo che devo dimenticarmene. Ho sempre avuto una buona disciplina, per come vada la mia testa. Ma questa cosa era troppo pesante. Con l'[[eroina]] avevo improvvisamente il potere di gestire tutte le cose che si insinuavano nella mia testa e pensare a qualcos'altro, ad esempio, se non fossi più stato in grado, improvvisamente, di avere il controllo del mio cervello.
*L'[[eroina]] enfatizza qualunque cosa tu sia. Tipo, se vuoi registrare della musica, ti aiuta a concentrarti su quella cosa in maniera maggiore, ma se vuoi rimanere a letto e non far nulla, ti aiuterà a far meglio anche quello. Ti aiuta a fare meglio qualunque cosa tu voglia. Almeno per me, non per le altre persone. Un sacco di persone – amici stretti che sono puliti, e che sono felici siano così – sanno che quando sono pulito perdo lo scintillio che c'è nei miei occhi, perdo la mia personalità, non sono felice, sono vuoto, tipo. Un sacco di persone dicono che quando sei sballato percepiscono un muro, ma ho tre ragazze, che amo e considero mie fidanzate, ed una di loro mi è venuta a trovare quando ero pulito a febbraio, mi ha chiamato subito dopo, e mi ha detto di aver percepito un muro. La mia testa funziona differentemente da quella della maggior parte delle persone, consequenzialmente le droghe mi influenzano in modo diverso.
*Hanno paura della morte, io no... non me ne frega un cazzo se vivo o muoio.
{{Int|''[https://www.rockol.it/intervista/313 Il carismatico chitarrista dei Red Hot Chili Peppers rivela i segreti del suo nuovo disco solista...]''|Intervista di Valeria Rusconi, ''Rockol.it'', 2001}}
*Sono praticamente cresciuto nella mia stanza provando giorno e notte, fino a quando veniva il momento di andare a scuola. Arrivavo a scuola e mi mettevo a dormire per quelle quattro ore che dovevo stare in classe. Quando ho raggiunto i 17 anni mi sono trasferito a Hollywood e ho smesso di provare con la chitarra, iniziando invece a suonare con un bravo bassista che avevo appena incontrato. È stato allora che ho capito cosa significava suonare con un'altra persona. A 18 anni ho incontrato Flea e poco dopo mi sono unito ai Red Hot Chili Peppers. Ma non ho mai fatto parte di nessun gruppo prima di allora.
*Ero un ragazzino nel 1977 e 1978 e ascoltavo cose tipo Van Halen e Jimmy Page; mi sembrava impossibile poter suonare la chitarra come loro. Io volevo suonare la chitarra, e sapevo che ce l'avrei fatta, anche se non avevo modo di capire come quei chitarristi potessero produrre certi suoni. Ma quando ho sentito il punk-rock, nel 1979 e 1980, insieme alla new wave, ho iniziato a capire come poter suonare il mio strumento. Anche se non avevo una chitarra elettrica, ne possedevo una acustica che se ne stava chiusa in un armadio. Così il giorno che ho iniziato a suonare sono stato ispirato dai Germs, dai Sex Pistols, dai Black Flag, dai Circle Jerks e dai Mad Society, un gruppo di teenagers ora dimenticati.
*La sensazione che ho della mia musica è messa nella mia testa da spiriti; la vera e propria esecuzione dei suoni che sento, tradotti in musica, che sono anch'essi già presenti dentro di me, è mio compito. Credo che tutta la musica sia spiritualità e penso che le musiche più belle vengano create da artisti che non sono coscienti fino in fondo di quello che hanno scritto. Quando ascolto la musica sento i fantasmi che sono entrati in quella musica per crearla, e visto che sono cosciente di questa cosa, penso di avere qualcosa in comune con gli indiani d’America, anche se non è un'influenza diretta perché non conosco la loro musica.
*Non seguo alcuna religione in particolare. So solo quali spiriti mi seguono e mi sento come se lavorassimo ogni giorno insieme. È una cosa di cui ho preso coscienza autonomamente e non grazie a libri o altre letture che ho fatto. Quando avevo 21 anni suonavo la chitarra e facevo un gioco. Mi dicevo "tu non sei qui, e non devi fare nulla con questa musica". Quando facevo questo, ogni mia esitazione spariva e suonavo molto meglio di prima. Ed ogni nota era buona, aveva un significato; ma non ero io, perché non volevo direttamente che succedesse quello. Da quel momento, ho sempre creduto che gli spiriti discendessero in una persona, aiutandola nella vita.
*Il mio artista preferito è Marcel Duchamp e l'arte moderna in particolare, tra cui anche Andy Warhol. Per quanto riguarda Andy Warhol, mi piacciono molto i suoi film, dei quali ho una grossa collezione. Quando compongo musica, penso in termini "di visualizzazione". Provo ad avvicinarmi alla musica nel modo in cui quegli artisti si avvicinavano all'arte, forse anche perché negli ultimi otto anni ho letto avidamente i diari di Leonardo Da Vinci e Marcel Duchamp. Specialmente quando suono la chitarra, penso sempre ai punti, alle linee, ai tratti, alla prospettiva e alle superfici che stanno nella mia testa; un quadro immaginario che mi si svela pian piano. Sicuramente quando scrivo i testi delle canzoni, le mie influenze principali sono Leonardo Da Vinci e Marcel Duchamp. La musica per quanto mi riguarda è ricreare le immagini che sono dentro di me, i colori e le "onde mentali" che, in realtà, hanno una certa consistenza. Leonardo da Vinci teorizzava che l'uomo deve essere "maestro e possessore dei segreti della natura" per poterla rappresentare. Questo è un fondamento che io tengo sempre a mente.
*Una voce nella mia testa mi ha suggerito di abbandonare la band dopo la realizzazione del disco "Blood sugar sex magik". Questa voce, in quel momento, mi sembrò sensata, perché ero al picco della mia creatività e del successo e volevo che la creatività non si fermasse, ma continuasse a scorrere liberamente. Ho sentito che continuare a vivere la vita che vivevo mentre ero in tour, potesse essere anti-creativa per me. Così, anche se in quel periodo tutti i componenti del gruppo andavano d'accordo ed era quindi difficile per me fare una scelta di quel tipo, mentre ero nel bel mezzo del tour e mi accorgevo che la mia vita si stava sfaldando, decisi di lasciare tutto. Ero arrivato ad un punto in cui non mi piaceva più nemmeno quello che suonavo, e soprattutto come lo suonavo. Avevo capito che la voce dentro di me che nove mesi prima mi aveva parlato aveva ragione e che mi ero spinto decisamente troppo in là. Ma essere in un gruppo oggigiorno è un sogno, più di quanto non lo sia stato all'inizio. Stiamo molto bene insieme e non potrebbe andare meglio.
*Mi rendo conto che paragonandomi ad altri chitarristi forse ne esco meglio che non paragonandomi ai cantanti, però mi piace molto la mia voce e mi piace cantare. Sono due metodi di espressione diversi, ma vengono dallo stesso posto. Non potrei vivere senza cantare.
{{Int|''[http://www.repubblica.it/online/spettacoli_e_cultura/frusciante/frusciante/frusciante.html Frusciante e i Red Hot: "Sono rinato coi Beatles"]''|Intervista di Giuseppe Videtti, ''repubblica.it'', 28 maggio 2002}}
*{{NDR|Riferendosi ai primi anni nei Red Hot Chili Peppers}} Quegli anni con il gruppo furono disastrosi per me. Ero una persona squilibrata; costantemente a disagio. In realtà soltanto dopo Californication mi sono sentito in sintonia con gli altri. Né all'epoca gli altri sarebbero stati in grado di darmi una mano. Tutti erano chiusi nei loro problemi di droga. Tempi superati ormai.
*Ho sperimentato molte cose. Ho rivoltato il mio cervello come un pedalino. Mi sono immerso nell'arte dipingendo forsennatamente. Ma, alla fine, la musica è arrivata di nuovo a salvarmi. La pittura mi ha dato un equilibrio che molto agevolmente ho trasferito in musica. La sofferenza, nella vita, è fonte di creatività. Nella mia chitarra ci sono dolore e strazio: la perdita degli amici, la distruzione della mia casa, della pelle delle mie braccia, stare male come un cane, in crisi di astinenza, senza un posto dove andare, senza niente da mangiare. Una volta che hai messo a fuoco tutto questo, è facile convogliarlo in una buona musica.
*Avevo 18 anni e non fu facile seguire quei pazzi scriteriati. Secondo me, si enfatizzavano troppo queste caratteristiche esteriori e la musica inevitabilmente ne soffriva. Ma è anche vero che quei tagli di capelli stravaganti, quelle apparizioni col pube coperto solo da un calzino, diedero alla band una visibilità che forse diversamente non avrebbe mai avuto.
*{{NDR|''By the Way''}} Un disco pieno di belle canzoni e belle melodie. La compattezza della band è arricchita da altri elementi: cori, inserimenti di elettronica, tastiere, orchestra. Diciamo che è un album più libero rispetto ai precedenti. Per quanto mi riguarda mi sono ispirato moltissimo ai [[The Beatles|Beatles]] di ''Sgt. Pepper''. E per la prima volta mi sono divertito in sala di registrazione.
*[...] è il disco più emozionante che ho realizzato in vita mia. Se m'immagino sessantenne a ripensare alla mia opera, questo è un album del quale andare fieri, il più perfetto. Il fatto che Anthony abbia attraversato un periodo piuttosto difficile durante la registrazione del disco, ha prodotto stupende canzoni d'amore. Cantarle con la certezza di non poter mai più rivedere la sua ragazza ha caricato le interpretazioni di un pathos unico.
*Mi sento come quando ero bambino. Mi sembrava così folle allora, quando mi suggerivano che un giorno avrei fatto quello che facevano i [[Led Zeppelin]]. Così adesso sul palco cerco di scomparire. Insomma, cerco di uscire dal guscio di John Frusciante.
{{Int|''John Frusciante perso e ritrovato''|Intervista di Jann Uhelszki, ''Mucchio Selvaggio'', dal 16 al 22 marzo 2004, pp. 13-19}}
*Mentre stavamo terminando le registrazioni di ''Blood Sugar Ser Magik'' ho cominciato a sentire voci nella testa che mi dicevano "Non ce la farai durante i tour, devi andartene adesso: Non sfidare il destino costringendo la tua vita a prendere una direzione in cui non hai bisogno di andare". Nella vita spesso le scelte più importanti riguardano cose che non hai alcun bisogno di fare, ma che contengono una qualche sensazione concernente il futuro. Sono scelte che però richiedono un certo coraggio, perché tutto - da un punto di vista economico o perché è quello che hai sempre voluto fare nella tua vita - ti spinge contro quelle decisioni.
*Ho aspettato parecchio prima di andarmene. Sono andato in tournée anche se non avevo idea di che cosa significasse essere un musicista in tour con una rock band. A casa avevo sviluppato uno stile di vita molto creativo. Il mio mondo era fatto di Captain Beefheart, colori, pennelli, pastelli e niente libri. Mi rilassavo, fumavo erba e bevevo vino. La mia vita era questo mondo semi-immaginario che mi ero costruito. Quando vai in tour invece devi affrontare una realtà brutale e devi accettarla per forza: Puoi essere creativo, ma non ventiquattr'ore al giorno come a casa. Devi passare la maggior parte del tempo a riposare e ascoltare musica. In tour io scrivo molte canzoni, ma ciò mi prende solo un paio d'ore a settimana.
*Quando avevo diciotto/diciannove anni stavo bene, sono cresciuto leggendo interviste di artisti che detestavano andare in tour. Per esempio a Frank Zappa non piaceva viaggiare: perciò io non mi aspettavo un giardino fiorito, è stato addirittura più facile di quanto pensassi. Ma nel periodo di ''Blood Sugar'', a parte il fatto che facevo parte di una band che cominciava ad avere un buon successo, quello di cui avevo più bisogno era la possibilità di mettere bene in chiaro quello che ero stato e ciò che avevo appena scoperto quasi per caso: essere un songwriter e un chitarrista. Avevo bisogno di prendere una direzione, ma quando alla fine me ne sono andato mi sembrava che la mia vita fosse finita, anche se aveva solo ventidue anni. Può sembrare molto stupido adesso, ma allora mi sembrava di non poter più scrivere musica né suonare la chitarra. Non avrei mai pensato di poterlo fare di nuovo in futuro.
*C'erano cose che non capivo, una sensazione che mi galleggiava nella testa, che mi ordinava che cosa suonare con la chitarra. Sentivo come ondate nel cervello. Alla fine ho capito che erano ondate di pensiero subconscio. Ci è voluto molto tempo, ma poi mi sono reso conto di come la musica influenzasse queste cose. Ho capito anche che ogni volta che in un film c'era qualcosa che riguardava la morte o qualcosa che la simboleggiava, la stessa cosa succedeva nella mia mente. Se sentivo una musica bellissima e la suonavo ripetutamente, la mia mente cominciava a fare la stessa cosa nello stesso ordine.
*Ho cercato di usare le contraddizioni per mettere insieme idee contrapposte, forze di energia divergenti e segmenti di realtà che apparentemente non potrebbero mai conciliarsi. Ho usato un mucchio di bugie per dimostrare la verità attraverso la musica: tutto ciò che ci appare come una cosa sola in realtà ha anche il suo contrario, lo credo che ogni evento che si realizza da qualche altra parte ha il suo esatto contrario che lo compensa.
*A me piace molto ballare. Ho cominciato a ritrovare me stesso grazie al ballo. Quando ho smesso di drogarmi, la cosa più difficile è stata ricominciare a funzionare come una persona normale senza le droghe. Il corpo e la mente si abituano e quando smetti ti senti noioso, scialbo, inutile. Per nove mesi mi sembrava addirittura di non essere degno di farmi chiamare John Frusciante. Quando alla fine ho cominciato a sentirmi di nuovo me stesso, mi sono trovato in una prospettiva assai migliore, perché adesso sento la responsabilità di essere chi sono. Invece in quel periodo se qualcuno mi diceva "mi piace i vostro disco", a me sembrava di non essere il John Frusciante che l'aveva fatto e di ricevere credito per qualcosa che non mi spettava. La mia vita passata sembrava essere stata vissuta da un altro e questo significa che ero spiritualmente vuoto. Non mi facevo neanche aiutare perché non riuscivo a fare niente.
*Quando sono tornato nel mondo reale dopo l'ospedale, ho provato quello che provano tutti quelli che smettono di drogarsi. Le cose di tutti i giorni sono molto noiose. Ero tornato a essere me stesso, ma passavo le giornate a guardare film con la mia amica Toni, tre o quattro al giorno. Non avevo niente da fare, cercavo qualcosa che mi facesse ripartire [...]. Già mentre ero in ospedale sentivo che sarei tornato con i RHCP.
*Non ho paura di morire, di conseguenza tutto ciò che nella vita rappresenta la morte non mi fa paura. Il pensiero che qualcuno possa spararmi, l'idea di essere niente, di perdere qualcuno che mi è vicino. Comunque vadano le cose, per me va sempre bene.
*Non mi arrabbio spesso. Non mi piacciono quelli che ti passano avanti per fare prima, ma non posso dire che ciò mi dia veramente fastidio. Mi limito a guardarli scandalizzato [...]. Una delle cose che ho imparato è che se qualcuno è fatto in un certo modo significa che deve essere così. Non si può fare niente per farlo cambiare. Bisognerebbe cambiare il passato, ma questo è impossibile [...]. Perciò è difficile che mi arrabbi con qualcuno, perché capisco che ha subito del male da parte di persone a loro volta maltrattate.
*{{NDR|Dove andiamo quando moriamo?}} Ognuno in un posto diverso. C'è un rapporto tra l'immagine di se che uno ha nel momento in cui muore e ciò che ne é di lui dopo la morte. Se si diventa l'immagine di sé, questa potrebbe essere tremendamente distorta e potrebbe essere qualsiasi cosa: qualcuno con delle enormi orecchie da elefante, un mostro, un robot. Riguardo al luogo dove si va, dipende da quanto progresso si è compiuto in questa vita, cioè l'uso che si è fatto del proprio tempo per cambiare, crescere, imparare. Chi vive la sua vita senza fare nessuno sforzo per imparare si ritroverà in un posto dove riceverà una lezione molto dura. Si riceve una lezione dura anche se la morte arriva mentre stai ancora fuggendo da qualcosa anziché affrontarla. Puoi finire in un posto molto brutto. Bisogna essere onesti con se stessi e sapersi affrontare. lo credo in quello che ha detto Leonardo Da Vinci: "Come una giornata spesa bene porta una notte di riposo sereno, così una vita spesa bene porta una morte serena".
*Voglio fare cose sempre diverse da quelle che ho fatto prima. Solo in questo modo vale la pena di suonare, secondo me. Lo faccio solo per il piacere che mi dà. Non mi piace ripetermi, chi si ripete non ama l'avventura e suona solo per mestiere.
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2004/agosto/08/solo_sento_piu_libero_non_co_9_040808095.shtml «Da solo mi sento più libero ma non lascerò i Red Hot»]''|Intervista di Sandra Cesarale, ''Corriere della Sera'', 8 agosto 2004, p.32}}
*Non bisogna forzare la musica, ma lasciarla arrivare quando vuole, soltanto così è vitale. E gli errori sono benvenuti, modellano le canzoni.
*[[Lou Reed]] e Nico hanno scritto tante canzoni oscure, per questo mi piacciono, anche nei miei pezzi è sempre presente la [[morte]]: non vuol dire raccontare la fine di qualcosa, ma un altro modo di vivere, che non riguarda la nostra realtà.
*La musica è energia. Senza, non ci sarebbe nemmeno la vita. L'unica differenza fra un morto e un vivo è l'elettricità che scorre nel corpo. Di questa stessa forza è fatta la musica. C'è stato un periodo in cui quell'energia non scorreva più dentro di me. Sapevo tecnicamente come mettere insieme le note e suonare gli accordi. Ma non bastava.
*{{NDR|Riferendosi al suo periodo da tossicodipendente}} Ero fuori di testa e non c'era nessuno che potesse aiutarmi. La musica mi ha riportato in vita. Quei fantasmi non ci sono più.
{{Int|''[https://www.rollingstone.com/music/music-news/the-new-guitar-gods-84544/ The new Guitar Gods]''|{{en}} Dall'intervista di David Fricke, ''rollingstone.com'', 22 febbraio 2007}}
*Ho sempre pensato che fosse limitante ispirarsi solo ai chitarristi. Traggo ispirazione anche da quelli che potresti chiamare anti-eroi della chitarra, persone con un'originalità che va oltre l'estetica dell'eroe della chitarra.
:''I always felt it was limiting to stick with guitarists for your inspiration. I also draw inspiration from what you might call guitar anti-heroes — people with an originality that goes beyond the guitar-hero aesthetic''.
*Prima che mi unissi a loro, i Chili Peppers erano solo stile. Il suono non riguardava il movimento armonico o la trama musicale. Era pura energia. Il modo di suonare di Hillel era molto più semplice di quello di altri chitarristi, a causa di quanto Flea fosse impegnato con il basso. Una volta che ho sentito di aver capito quella semplicità, ho messo da parte la mia idea del ruolo originale della chitarra nella band. Non stavo solo scrivendo cose che mi ricordavano i Chili Peppers.
:''Before I joined, the Chili Peppers were all style. The sound wasn't about harmonic movement or musical texture. It was purely energy. Hillel's playing was much simpler than other guitar players can get away with, because of how busy Flea was on bass. Once I felt like I understood that simplicity, I put aside my idea of the guitar's original role in the band. I wasn't just writing things that reminded me of the Chili Peppers''.
*{{NDR|Riferendosi al suo rientro nel gruppo nel 1998}} Non avevo più le mie capacità. Ma ho capito che non ha importanza. Avrei potuto essere disfattista [...]. Ma tutto ciò che ho imparato come persona in quel periodo, tutto ciò che ho vissuto come anima, tutto questo è confluito nella musica. Sono più soddisfatto di come suono in Californication che in Blood Sugar Sex Magik. Anche se avevo molte meno capacità, mi vedo fare del mio meglio e venire dai posti giusti. In Blood Sugar, vedo ancora tutto in relazione a Hillel. In Californication invece, la sensazione era "Cosa possiamo fare? Siamo quattro amici che fanno musica. Possiamo fare qualsiasi cosa".
:''I didn't have my chops at all. But I've come to deeply understand that it doesn't matter. I could have been a defeatist [...]. But everything I learned as a person in that period, everything I had been through as a soul — that all went into the music. I'm happier with my playing on Californication than with my playing on Blood Sugar Sex Magik. Even though I had way less ability, I see myself doing the best I could and coming from the right places. On BloodSugar, I'm still seeing everything in relationship to Hillel. On Californication, it's "What can we do? It's four friends playing music. We can do anything".
*{{NDR|Riferendosi a [[Jimi Hendrix]]}} Non credo ci sia un chitarrista migliore nella storia. Non c'è niente che si possa migliorare. E c'è lo spirito che ci mette dentro. Crea un'atmosfera in cui ci si può sballare, divertirsi e perdersi. Sta tirando fuori aspetti del suono che non sapevamo esistessero.
:''I don't think there's a better guitar player in history. He's not something that can be improved on. And there's the spirit that goes into it. He creates a place where you can be high and hang out and lose yourself. He's bringing out aspects of sound we didn't know were there''.
* [...] mi sono sempre considerato un musicista più che un chitarrista. Dal momento che sto sempre cambiando come persona e i miei gusti cambiano continuamente, ciò si riflette nel modo in cui mi approccio al mio strumento. Non mi sento mai a corto di idee, perché per me è chiaro: la musica è infinita.
:''[...] I've always thought of myself as a musician more than a guitar player. Since I'm always changing as a person and my tastes are always changing, that is reflected in the ways I approach my instrument. I never feel like I'm running out of ideas, because it is clear to me — music is infinite''.
{{Int|''[https://www.vice.com/it/article/john-frusciante-intervista/ John Frusciante: estasi e agonia di un dio della musica]''| Intervista di Ezra Marcus, ''vice.com'', 23 luglio 2014}}
*La [[musica]] per me è un tempio sacro… Essere facile non è di certo una dote, in quest'ambito. Il mio unico pensiero è studiare continuamente tutti i generi musicali possibili, altrimenti mi ammazzerei.
*Circa un anno prima di essermi ricongiunto con i Red Hot Chili Peppers potevo figurarmi nitidamente nella testa che il mio stile compositivo e gli strumenti elettronici (sintetizzatori, drum machine e altre cose, ero in fissa con il breakbeat) avrebbero potuto lavorare perfettamente insieme. Tutto ciò non è successo finché nel 2006 ho iniziato ad interessarmi dei macchinari che avrebbero potuto interessare una persona come me. Così è iniziata la mia scoperta di tutti gli strumenti Roland degli anni Ottanta, il tipo di strumenti che si addicono perfettamente a chi ragiona come me.
*Il campionamento mi dà l'opportunità di studiare la musica dal punto di vista fisico, oltre che i dettagli relazionali dei ritmi nota per nota. Inizialmente mi intimidiva un po' perché ero fossilizzato sulla concezione della registrazione di altra musica come qualcosa che avrei rovinato. Ascoltavo gente come gli Autechre o Venetian Snares, ma non avevo la minima idea di come poter traslare un pezzo in un altro. Con il campionamento la tua anima trova la strada per trasformarsi in qualcos'altro. A volte le persone si immergono a tal punto nella concezione della piacevolezza della musica che ci si può dimenticare del fatto che, per ogni strumento, è come una guerra. Un aspetto che, nel mio rapporto con la chitarra, non si è mai affievolito: se non sento di lottare contro qualcosa è come se non stessi facendo niente. Con i campioni è assolutamente la stessa cosa: è come una battaglia. L'unica soluzione è unirsi nell'adorazione della forza musicale, e qui c'è da dire che pensare alla musica come a una proprietà sia una maniera totalmente errata di interpretare la sua portata e la sua storia.
*[...] credo che la gente non dovrebbe pensare alle proprie opere musicali come una forma di proprietà. Mentre credo che non ci sia nulla di male se gli uomini di affari vedano la musica come un oggetto esclusivo, ritengo che un approccio avido su qualcosa così astratto come la musica abbia un effetto terribile sul modo di pensare di un musicista. Il folk è stato tramandato da persona a persona lungo le generazioni: non vedo con quale interesse economico il music business abbia spinto le persone a considerare i propri prodotti come un mucchio di proprietà. La musica non è un semplice oggetto da scambiare in cambio di denaro, è una forza superiore e dovremmo adottare tutti un approccio più religioso, meno parziale, nei suoi confronti.
*Quando produco è come se fossi in una chiesa o qualcosa del genere perché sembra che una presenza scenda dal cielo e si riveli a me. È come l'arte. Il mio lavoro è bilanciare la parte impulsiva e la parte pratica, e lasciare che il lato più mistico, ineffabile mi penetri come qualcosa che non posso controllare, divento uno studente di questa forza [...]
*Negli ultimi vent'anni ho sperato che ci fossero più campionamenti nell'hip hop. Adoro quando RZA fa hip hop. È senza dubbio il mio produttore preferito. I primi due album di Eminem prodotti da Dr. Dre sono stati, a mio avviso, l'esempio più ambizioso di preservazione dell'essenza dell'hip hop tramite l'impiego gratuito di campioni da parte di un artista. In generale, mi piace la musica old school. Quando ascolti qualcosa di nuovo non sai come si evolverà, ma sai da dove proviene. Vorrei precisare che non faccio hip hop perché mi piace più di ogni altro genere. Trovo semplicemente che sia un genere davvero malleabile, che assorbe ogni tipo di musica: può essere synth pop, può essere classica o persino jazz. Se il beat è cattivo la melodia può essere qualsiasi cosa.
*Quando suoni in una band rock il cantante ascolta un determinato tipo di musica e il mood dipende solo da lui. Gli altri membri della band ascoltano il cantante e, seguendolo, cercano di suonare a tempo in modo che lui possa seguire loro a sua volta. È una contorta combinazione di gerarchie che nell'hip hop non esiste, perché la musica è totalmente slegata dal rapper. Se quest'ultimo rappa fuori tempo, i musicisti non hanno bisogno di adeguarsi al cambio di velocità, perché il beat è immutabile finché il rapper sputa rime su rime. Mentre si rappa la base sta per conto proprio.
* [...] apprezzo molto l'indipendenza che ho dai rapper con cui collaboro, perché mi sono sempre fidato della mia visione creativa. Trovo esasperante il dover discutere di musica con le altre persone. Come ho già detto, la musica è come un tempio sacro in cui trovo me stesso, e non deve in nessuna maniera costituire una fonte di frustrazione o una ragione per offendere qualcuno. Ho sempre avuto a che fare con questa merda, per cui è davvero un piacere sentirsi parte di un "facciamolo tutti assieme", senza alcun tipo di discussione inutile. È una vera e propria celebrazione. Finché stiamo lontani da pianificazioni e da lotte per posti di lavoro possiamo continuare ad interpretare la musica come la diretta composizione sonora dell'ingegno umano. I conflitti personali non dovrebbero mai avere a che fare con il fare musica e impartire ordini alle persone non necessariamente significa comporre. Ho sempre pensato che lo fosse, ma col tempo è emerso che non lo è affatto.
*La musica può realmente essere un mero atto produttivo; non ha bisogno di essere una questione di "no, non mi piace" o "questa parte non funziona per me," anche se, alla fin fine, è proprio quello che accade negli studi di registrazione. Stai costantemente a dire "sì" o "no" a qualsiasi cosa. Ma non si sta parlando di vera musica, sai? Non ti stai minimamente avvicinando alla comprensione della musica, se ti approcci così. A cosa punta una pop band, ad essere accattivante? A farsi piacere da tutti? Non è un'abilità che puoi sviluppare… Sai quanto denaro viene sprecato dagli artisti pop per raggiungere obiettivi tutt'altro che nobili, per piacere all'ascoltatore medio? Non è mai stato l'obiettivo dei compositori classici o dei musicisti jazz. Se stai pensando in un modo completamente estraneo alla musica, le stai mancando di rispetto. La stai trattando come un oggetto da sfruttare a tuo piacimento, anziché un qualcosa di superiore per cui ti dovresti ritenere fortunato.
*Adoro ascoltare musica religiosa, tipo Bach. Quando Bach scrisse le sue composizioni corali lo fece con spirito di devozione nei confronti di qualcosa di superiore, di sconosciuto, che ti rende fortunato di poterlo lontanamente capire. Lotterai per tutta la vita senza mai capire tutto ciò, ma avrai composto moltissima musica e questo ti avrà fatto crescere, sai? Il senso critico non è affatto sufficiente per far crescere la musica in sé, semplicemente perché [...] sfrutta la musica per piegarsi alla volontà umana. Tutti hanno un desiderio profondamente radicato di ascoltare musica, ma più si desidera di ricevere attenzione dalle persone con la propria musica e più si userà tale attenzione per incrementare il guadagno derivante da essa: io rifiuto semplicemente questo modo di pensare. Sono contento di essermi concentrato sul ragionare in questi termini quando ero nella band, anziché mirare ad una felicità terrena, sai? Perché altrimenti mi sarei ammazzato.
*Quando avevo solo vent'anni, nei primi due anni nella band, l'impatto del successo mi ha separato dal modo che avevo di vedere le cose. Diventai insoddisfatto della mia composizione, del mio modo di suonare la chitarra, del far parte della band: tutto risultava avvilente. Da quell'orribile esperienza ho capito che non ho affatto il privilegio di servirmi di questa nobile arte. Se avessi pensato "Voglio che la gente mi veda in questo modo. Devo adempiere a questo compito nella musica", mi sarei ucciso o roba del genere. Era terribile pensarlo, così ho iniziato a smettere di considerare Flea e Anthony come dei modelli da seguire perché erano semplicemente diversi da me. Loro sono due grandi uomini di spettacolo e, per loro fortuna, non hanno bisogno di così tanto impegno nella musica quanto ne necessito io. Per arrivare lontanamente a ritenermi degno, io ho dovuto studiare le forme di musica pop, jazz, classica, elettronica e rock. Ecco come devo fare per vivere in sincronia con me stesso, capisci? Così, a circa 21 anni ho iniziato a concentrarmi seriamente sul mio futuro da musicista, smettendola di pensare a voler essere di successo. Ero finalmente convinto del mio futuro da musicista. Poi, però ci fu il tour di ''Blood, Sugar, Sex, Magik'', e ricaddi nuovamente nello stesso errore, perché avevo smesso di pensare come avrei dovuto. Mentre quando sono tornato nella band, nel '98, ho fatto in modo di non separarmi mai dalle mie cuffie, dal lettore CD o dal mio modo di sedermi nella stanza sopra alla mia sedia speciale per suonare la chitarra. Ciò che non avevo capito la prima volta era che se non mantengo vivo il mio rapporto con la musica, semplicemente mi sgretolo in mille pezzi.
*All'epoca non sapevo proprio cosa mi stesse succedendo, ma quando stavamo scrivendo e registrando ''Blood, Sugar, Sex, Magik'' sapevo soltanto che la mia vita era un posto magico in cui ero in grado di vivere. Tuttavia, dopo qualche mese di tour mi sentivo già un uomo il cui successo era ormai passato, tipo "È stato bello finché è durato, ma ora è finito tutto". È da pazzi pensare che un ventiduenne possa pensare qualcosa del genere, però lo pensavo per davvero. Mi ero semplicemente arreso. Non pensavo proprio che il tornare a casa e darmi da fare per concentrarmi di nuovo sulla musica fosse un'opzione. Ero davvero depresso, ero destabilizzato perché avevo smarrito ogni fonte di gioia. Ma dal 1998 ho fatto in modo di essere sempre immerso nella musica e questa strategia non ha mai fallito: quello è stato decisamente un periodo di crescita e maturità.
*Ogni volta che si terminava un album mi sentivo come se avessi appena perso un caro amico, mi spiego? Non mi va proprio giù l'idea di impiegare un album per promuoversi come se la musica fosse un mezzo per assicurarti il massimo profitto possibile. Mi sentirei come se stessi tradendo mia moglie. Siamo così fortunati ad avere qualcosa come la musica, per questo motivo trovo irrispettoso trattarla come una schiava o qualcosa di simile. Se non vivessi e non pensassi in costante devozione alla musica come un qualcosa di superiore, mi lascerei pian piano andare fino ad annullarmi del tutto.
{{Int|''[http://web.archive.org/web/20250215001913/https://www.venicequeen.it/in-evidenza/john-frusciante-lintervista-a-total-guitar-tradotta-integralmente-per-voi-da-vq-it-e-qui/ John Frusciante: l'intervista a Total Guitar tradotta integralmente per voi da VQ.it è qui!]''| ''venicequeen.it'', 9 aprile 2022}}
*{{NDR|Riferendosi al suo secondo ritorno nei Red Hot Chili Peppers}} Volevo davvero la sfida di provare a lavorare in una band democratica, con persone che rispetto e con cui ho una chimica. Sentivo che per progredire come anima e come essere umano dovevo accettare quella sfida, che sarebbe stata una buona cosa per me provare a lavorare con loro in maniera armoniosa, senza lasciarmi guidare dal mio ego, ma avendo amore e rispetto per loro. Questo era il punto: cercare di essere una parte del tutto.
*Ho riflettuto così tanto sulle cause della mia ultima uscita dalla band che non credo di aver avuto, al tempo, lo spazio mentale per esserne consapevole. Ero tipo "non voglio vivere in questo mondo di fama e pubblicità, voglio solo concentrarmi sul fare musica elettronica e farlo per il semplice gusto di fare musica, non per fare felici le persone, non per avere successo". E questo è ciò di cui avevo bisogno a quel tempo. Ma guardandomi indietro ho compreso molti degli stress personali fra me e gli altri membri della band, e ho visto la mia parte in essi più di quanta ne avessi vista nel 2009. E anche se credo che non sia colpa di nessuno quando qualcuno lascia una band, come persona sono cresciuto abbastanza da vedere la mia parte in questa situazione, al contrario del comportarmi semplicemente come vittima.
*Non volevo sentire nessuna pressione sullo scrivere nuova roba, perché sarebbe stato opprimente. Quindi per un mese o due abbiamo suonato solo canzoni di altri artisti o dei primi Chili Peppers. Ci siamo divertiti un sacco. E fortunatamente quello spirito di divertimento è rimasto con noi per tutto il processo di scrittura, anche dopo aver scartato e sostituito quelle canzoni, andando lì ogni giorno eccitati per le novità che stavamo inserendo o per le jam che stavamo trasformando in canzoni.
*Sviluppai una relazione da vero fan con le diverse forme della musica rock, senza che ciò avesse nulla a che fare con la mia identità. Così, quando tornai a suonare con la band, sapevo che ciò avrebbe avuto un effetto su ciò che scrivevo [...]. Volevo veramente focalizzarmi su quello che percepivo come l'inizio della musica rock nella storia – il rock 'n' roll di fine anni '50 ed il blues elettrico che si diffuse tra gli anni '40 e '50. Volevo immaginarmi come un ragazzo che arrivava negli anni dei Beatles, dei Creem o di Jimi Hendrix, per chiedermi: "cosa avrei fatto per abbellire queste fondamenta?". Mi sembrava che, siccome stavo tornando a fare musica rock, tanto valeva ripartire dalle radici. Avevo trascorso molto tempo, per altri album, a concentrarmi specificatamente su Jimmy Page, Jimi Hendrix o i Cream. Invece di rifare lo stesso, pensai "concentriamoci su Elvis, Clarence Gatemouth Brown, Freddie King, Albert King, Buddy Holly, Gene Vincent, Ricky Nelson – e poi, in che modo potrei provare a fare qualcosa che vada oltre?"
*Amo i chitarristi come Eddie Van Halen e Randy Rodes per la capacità che avevano di far esplodere lo strumento con le mani e la leva della chitarra ma apprezzo molto persone come Greg Ginn e Kurt Cobain che suonano senza dare troppa importanza alla tecnica, nonostante facciano anche uso di tecniche non convenzionali, ma hanno un approccio più viscerale. Nel momento in cui stavamo registrando il mio obiettivo era trovare un ponte tra queste due concezioni dello strumento: l'idea di esplodere con l'elettricità dell'energia umana che passa attraverso le corde della chitarra. E, inoltre, usando tutte quelle tecniche sviluppate da Van Halen e Randy Rhoads che mi sembra derivino più o meno da quello che faceva Jeff Beck in Blow By Blow e Wired.
*È davvero bello suonare di nuovo le vecchie canzoni per tutti noi, tornare a quel materiale è stata un'emozione speciale. E, sai, amo improvvisare sul palco [...]. Si crea quella dinamica di reciprocità con il pubblico, laddove la sua energia e la pressione di stare suonando di fronte ad esso senza poter riavvolgere il nastro e tornare indietro, tira fuori qualcosa da dentro il musicista che sei, qualcosa che non c'è modo che quel musicista ritrovi stando seduto in studio a registrare la propria musica da solo, come ho fatto in passato.
*[...] non so se alla fine del mio ultimo periodo con la band riuscissi ad apprezzare la nostra chimica quanto faccio in questo momento, apprezzare davvero quello di cui siamo capaci – quando ti abitui a qualcosa, a volte tendi a dare le cose per scontate. Ho passato moltissimo tempo facendo musica in cui facevo qualsiasi cosa volessi. Ed è stato grande. E continuo a farlo. Però mi sembrava che tornare a suonare in una band potesse essere una buona cosa per me come persona. Ma soprattutto, mi diverto troppo a suonare con quei ragazzi.
*Nei primi due anni con i Peppers non avevo ancora trovato la mia strada. Pensavo che avrei potuto essere come Flea che, a quei tempi, si esercitava mezz'ora al giorno o, alcuni giorni, non si esercitava per nulla. E ogni volta che prendeva in mano il suo basso, veniva fuori qualcosa di meraviglioso. Così, quando mi unii al gruppo pensai: "Potrei essere così anch'io!". Venne fuori che per me non poteva andare così – se lo avessi fatto, non sarebbe venuto fuori da me nulla di originale, non sarei stato a mio agio con ciò che avrei fatto, non mi sarei divertito sul palco, non sarei stato in grado di scrivere canzoni e raggiungere il suo livello di creatività. Per essere come Flea devo darci dentro venti volte di più: ho bisogno di far musica con altra gente tutto il tempo, di buttar giù molte più idee di quante ne mostro agli altri, di sforzarmi nel capire cose che non comprendo, e che mai potrei comprendere.
*Tra i 18 e i 19 anni cercavo di impressionare gli altri, o suonando robe ricercate o mettendoci intensità. Tutto questo c'è ancora, ma ho subito realizzato che non potevo ripiegarmi sull'intensità o sulla tecnica – per la gente la musica non ha valore finché non ci metti dentro qualcosa di tuo e tiri fuori ciò che hai dentro in maniera da renderti vulnerabile. Non ostentando "Hey, guardami, sono bravo", ma donando un pezzo del tuo cuore. È stato un passaggio che mi è stato chiaro dopo aver terminato il tour di Mother's Milk nel 1989. Così realizzai: se continuo come sto facendo, non sarò mai felice in ciò che faccio, quindi [...] devo lasciarmi alle spalle il concetto di ciò che è buono ed essere me stesso, scoprire quello che significa e smetterla di essere ciò che le persone si aspettano che io sia, o ciò che penso che i Peppers dovrebbero essere. Devo provarci solo per scoprire chi sono.
*Quando misi da parte questi concetti di cercare di "essere bravo", o di impressionare gli altri, dalla mia anima venne fuori qualcosa che non so spiegare, che giungeva quando suonavo – e la gente, a quel punto, cominciò ad apprezzarmi molto di più; comincia a significare qualcosa per gli altri. Fu un bizzarro paradosso, poiché non era più mia intenzione prestare attenzione a tutto ciò a quel punto: sarei stato me stesso, costi quel che costi, non cercherò più di impressionare qualcuno. E poi questo portò la gente ad interessarsi a ciò che facevo.
*Quando iniziai a mettere da parte tutte queste idee adolescenziali e cominciai a suonare più col cuore che per colpire gli altri, Flea cominciò a suonare molto meglio. Lo capii durante le prove, facendo giusto del feedback o mantenendo una nota per molto tempo, invece di suonare propriamente. Notai che Flea veniva fuori meravigliosamente. Mi resi conto di come questo influenzò anche l'alchimia con la band. Fece suonare tutti meglio, poiché stavo fornendo loro una tela su cui dipingerci sopra, diversamente dal mostrare alla gente pitture solo mie. Ero tipo "lascerò a loro dipingere e darò loro solo un'atmosfera in cui muoversi", e vidi che questo aveva davvero un buon effetto su tutti.
*Troppo spesso si pensa che il valore di un chitarrista derivi dall'abilità di canalizzare l'attenzione su di sé. E ci sono molti chitarristi che sono ottimi in questo [...]. Per me, non importa assolutamente quanta tecnica possiedi; la vera abilità di un [[chitarrista]] risiede nel far suonare bene il resto della band. Quindi, per alcuni è importante solo come sei a livello di anima. Per altri questo si traduce nell'essere ingombranti così come creare parti di chitarra prettamente per la canzone. Per alcuni non fare per nulla assoli, per altri assoli molto semplici. Per me è così che si misura l'abilità di un chitarrista: nel modo in cui si connette alla band creando assieme un solo sound. E l'abilità di ogni individuo può essere giudicata in base a quel sound ottenuto – non su ciò che fanno individualmente o su come appaiono e neppure se è fisicamente difficile o meno da riprodurre da parte di un musicista emergente.
*Per un chitarrista saper utilizzare gli accenti penso sia la cosa più importante in termini di espressività. È la cosa su cui non hai controllo quando inizi a suonare e ti chiedi: "cos'è che fa suonare queste persone su questi dischi così molto meglio se sto suonando le stesse cose?". È il modo di utilizzare gli accenti, e poi tutto quello che c'è nel mezzo. I miei esercizi di routine hanno molto a che fare con suonare scale in modi diversi, che passano dall'utilizzo degli accenti. Sono sempre consapevole di questo aspetto – sono molto attento sul concetto di volume che viene dal colpire note più velocemente e duramente o più lentamente e delicatamente.
*È decisamente meglio spegnere il cervello mentre ascolti e percepisci ogni sensazione che l'altro ti sta mandando. Senza dubbio è importante essere in ascolto dell'altro, ma dovresti anche divertirti nel vedere ciò che viene fuori dal tuo strumento. Questa è un'altra cosa che mi piace del feedback: non sai mai cosa succederà dopo. Ascolti ciò che viene fuori dall'amplificatore e dopo suoni su esso. Alle volte con i chitarristi, soprattutto quelli attenti nel valutare la qualità di ciò che producono, succede che tendano a mettere loro stessi prima delle note che vengono fuori. E so che è qualcosa di naturale, è il modo in cui le nostre menti si legano al presente. Ma se sai lasciarti andare ed ascoltare ciò che avviene, proprio come avviene, e rispondi ad esso, senza pensare a quanto dovrai rallentarti per poterci riuscire, troverai l'angolo decisamente più divertente da cui essere in ascolto. Poiché se sei preoccupato di cosa accadrà prima che accada potreste perdere il treno giusto tutti assieme, ma se ascolti che avviene e il modo in cui si collega al resto, diviene un processo rigenerativo. Così come il feedback è qualcosa che passa attraverso te, tornando verso te, penso che possa essere lo stesso con ogni tipo di suonata: suona un paio di note e aspetta cinque secondi prima di suonarne altre.
{{Int|''[http://web.archive.org/web/20250210041303/https://www.venicequeen.it/in-evidenza/frusciante-illimitato-la-nostra-traduzione-dellintervista-a-guitar-world-1a-parte/ "Frusciante, illimitato": la nostra traduzione dell'intervista a Guitar World (1a parte)]''| ''venicequeen.it'', 9 aprile 2022}}
*Ho attraversato molte fasi, crescendo come chitarrista, ogni anno mi sentivo una persona diversa, perché mentre continuavo a migliorare, i miei gusti cambiavano sempre in qualcosa di un po' più difficile da suonare.
*{{NDR|Parlando dei Red Hot Chili Peppers}} Erano la mia band preferita. Li andavo a vedere ogni volta che potevo. Andavi a uno dei loro concerti, e c'era questa energia magica che si sprigionava. Era come trovarsi in un sogno
*Ci furono delle difficoltà per me per tipo il primo anno nella band. Devo dire qualcosa che penso possa essere utile per i chitarristi. Penso che all'inizio del mio periodo nella band, ero troppo focalizzato sull'impressionare la gente, e non avevo abbastanza fiducia in me stesso. Pensavo tutte queste cose – "voglio essere unico", "voglio dimostrare qualcosa", "voglio mettermi in luce" – e tutto ciò che facevo sembrava forzato. Non mi sentivo libero e non sentivo di stare comunicando quello che volevo comunicare. Non credevo di stare andando in profondità dentro me stesso.
*{{NDR|Riferendosi al periodo di ''Mother's Milk''}} Nella parte finale di quel tour, raggiunsi un livello di infelicità tale da farmi dire "Butterò via tutte queste canzoni che sto provando a comporre. Smetterò di cercare di attirare l'attenzione delle persone. Tirerò fuori interamente il mio ego". Decisi che avrei usato la mia chitarra per supportare gli altri membri della mia band. Così ho semplificato ciò che facevo. Allo stesso tempo, ci mettevo cento volte di più la quantità di espressione personale e anima che ci avevo messo fino ad allora. Questo cambiamento è stato il passo che, all'improvviso, ha portato le persone ad accorgersi davvero di quello che facevo. Non stavo provando ad essere un Red Hot Chili Pepper nel modo in cui ritenevo che la gente immaginasse che doveva essere – ho solo cominciato ad essere me stesso. E quella versione onesta di me stesso è ciò che avete conosciuto da allora.
*{{NDR|Riferendosi al suo secondo rientro nel gruppo}} Quando ho cominciato a parlare con Flea per la prima volta, ci siamo detti "se ricominciamo a suonare insieme, dobbiamo fare qualcosa di completamente diverso da ciò che abbiamo fatto prima" [..]. Circa nello stesso periodo incontrai Chad da qualche parte, e lui mi disse che gli sarebbe piaciuto jammare con me. E così c'era una roba tipo "chi chiameremo per suonare il basso? Io non conosco molti bassisti!", ma io e Flea avevamo appena fatto quella fantastica jam, quindi gli dissi: "Chad ha accennato che gli piacerebbe suonare insieme qualche volta, tu ci saresti?", e Flea rispose "certo, sarebbe figo". Ricordo anche che si fermò per circa 10 secondi, per poi dire "pensi mai alla possibilità di tornare nei Red Hot Chili Peppers?" Quindi dissi a Flea "sì, ci ho pensato". Ne parlammo per un po'. Poi Flea andò a parlarne con Anthony, e Anthony disse che era entusiasta all'idea.
*{{NDR|Riferendosi al suo periodo di lontananza dalla band}} Facevo musica elettronica, ma ho anche passato un periodo, non molto tempo fa, in cui suonavo su molta della roba di Charlie Christian. La mia routine prevedeva il fare musica elettronica per 6 giorni a settimana, e in un solo giorno passare 15 o 16 ore ad apprendere gli assoli di Charlie Christian. Entro la fine di quell'anno avevo imparato tutti gli assoli che aveva fatto con Benny Goodman e Lionel Hampton – li avevo memorizzati tutti.
*Essere in una band con altre persone può essere davvero difficile quando sei in una posizione vulnerabile a mettere il tuo cuore e la tua anima in ogni cosa che fai. E direi che il problema più grande che abbiamo mai avuto fu la mancanza di comunicazione in un momento in cui comunicare sarebbe stato molto produttivo. Volevo mettere le cose in chiaro e assicurarmi che nessuno si fosse creato delle false speranze [...]. Provai davvero in tutti i modi a rendere loro chiaro perché avrebbero potuto non rivolermi più nella band. Feci addirittura delle note, perché volevo elencare il maggior numero possibile di ragioni per cui avrebbero potuto pentirsi della decisione, sai? [...] nulla di ciò che dissi li fece desistere.
*Abbiamo un rapporto speciale perché siamo passati dall'essere una band da club a una band da arena insieme. Ad esempio, quando ero agli inizi nella band, abbiamo fatto degli spettacoli pessimi. Non sempre, ma c'erano spettacoli in cui non si presentava nessuno, o spettacoli in cui sentivamo che il pubblico non era così entusiasta come lo era prima che io entrassi nel gruppo. Così abbiamo dovuto costruire la nostra energia insieme per creare qualcosa di nuovo nella band. E questo lo abbiamo tirato fuori l'uno dall'altro. È una connessione che condividiamo e che nessun altro può condividere con noi, poiché solo noi quattro abbiamo vissuto quell'esperienza.
*{{NDR|Riferendosi ai Red Hot degli esordi}} Quei ragazzi si conoscevano dalle scuole medie e superiori, e sono passati dall'essere dei tipi goffi che dormivano sul pavimento della gente a realizzare d'un tratto, "Wow, quando saliamo sul palco, abbiamo questa energia che fa ballare un intero club di persone". Per me, niente di quello che abbiamo fatto intacca quella formazione in termini di energia che ho sentito ai loro spettacoli.
*Volevo solo continuare a suonare nello stile che avevano creato con Jack e Hillel. Pensavo che avrei suonato come Hillel, ma in maniera più appariscente. Dopo circa nove mesi mi sono reso conto che la mia esuberanza non stava impressionando nessuno, e non c'era davvero posto per questo nella chimica della band, così per un po' ho fatto affidamento solo sulla mia energia. In quei primi nove mesi, ho avuto l'impressione che a gran parte del loro pubblico non piacessi, ma quando abbiamo pubblicato Mother's Milk, mi sono sentito abbastanza accettato.
*Sono molto fortunato ad aver sostituito un così grande stilista. La sfida di tentare di attrarre il suo pubblico è stata costruttiva per il mio personaggio, e anche quando è apparso il mio stile personale, stavo ancora usando il suo come base per quello che facevo. E fortunatamente per me, c'era una strana confluenza di anime, dove più rimanevo all'interno dei parametri stabiliti da Hillel, più suonavo come me stesso. Volevo che il gruppo suonasse bene, così ho smesso di preoccuparmi di come avrei potuto presentarmi. Mi accontentai di fare da spalla agli altri ragazzi del gruppo e, inaspettatamente, questo mi fece risaltare di più, piuttosto che di meno. Ancora oggi vedo lo stile di Hillel come il centro del mio, per quanto riguarda la band. Era un giocatore di squadra, e aggiungeva colore e significato ai contributi dei suoi compagni, e questo è quello che cerco di fare anch'io.
*Solo quando li ho visti dal vivo sono diventati la mia band preferita. Questo è successo quando la band originale, con Jack e Hillel, era tornata insieme, non avevo mai visto niente del genere. L'energia era incredibile. Ho saltato per tutto lo spettacolo, e tutto sembrava una sfocatura psichedelica. Tutti erano davvero felici, e non sembrava che la band e il pubblico fossero separati. Quindi, se mi chiedi cosa ho amato di loro, è questo: quell'energia magica.
{{Int|''[http://web.archive.org/web/20250502155950/https://www.venicequeen.it/in-evidenza/broken-record-john-frusciante-intervistato-da-rick-rubin-aprile-2022-1a-parte/ Broken Record: John Frusciante intervistato da Rick Rubin (Aprile 2022) – 1a PARTE]''| ''venicequeen.it'', 3 luglio 2022}}
*La prima volta in cui mi ricordo di aver sentito il nome della band riguarda il fatto che avevo un insegnante di chitarra che si chiamava Mark Nine, l'unico insegnante di chitarra che davvero mi piaceva e dal quale ritengo di aver appreso delle buone cose [...]. Un giorno venne e mi disse che aveva un'audizione con una band chiamata Red Hot Chili Peppers in cui sperava di entrare, e siccome lui suonava sia chitarra che basso, a me era rimasto impresso che lui andasse a fare l'audizione come bassista.
*[...] i Red Hot Chili Peppers erano solo una band interessante, divertente da guardare e di cui avevo qualcosa sulle cassette. Ho comprato il loro primo disco quando vivevo in Florida [...]. Tutto ciò che sapevo su di loro, tutto ciò che avevo ascoltato non mi avevano preparato per l'intensità di quello spettacolo, era psichedelico, loro erano ricoperti di pittura fluorescente sul corpo in modo che tu potessi vederli con le luci nere ed era così fuori dal mondo, eravamo circa un migliaio di persone a vederli quella sera e sembrava di essere tutti in un sogno collettivo o roba del genere, sembrava di non essere nella realtà. Io sono stato a due spettacoli in cui si sono dipinti, e non ho mai assistito ad un altro spettacolo in cui il pubblico e l'artista sono così connessi, in cui siamo tutti una cosa sola ed il resto del mondo non sembra esistere...
*Prima ascoltavo ciò che era di moda tra tutti i ragazzi di Santa Monica, ci piacevano gli Aerosmith, Alice Cooper, Van Halen, i Kiss, tutto quel tipo di musica che piaceva ai ragazzi che facevano skateboard, a tutti i ragazzi del quartiere. Poi mi sono trasferito da Santa Monica a Mar Vista e lì ho scoperto la stazione radio KROQ e nello show di Rodney Bingenheimer ho sentito il punk per la prima volta, mi ricordo che è stata una cosa graduale, per un po' ho ascoltato i DEVO, i B-52 e gruppi simili, poi ho scoperto i Germs e per un paio di mesi una ragazza che era fan dei Sex Pistols ha vissuto accanto a casa mia e mi faceva ascoltare i suoi dischi, io andavo da lei ed ho registrato "Nevermind the Bollocks" dei Sex Pistols, "More songs about Buildings and Food" dei Talking Heads... quindi mi piacevano la new wave ed il punk-rock e poi sono passato ad appassionarmi più nello specifico all'hardcore punk. Ho passato varie piccole fasi. Diciamo che il punk è stato ciò che mi ha spinto a tirare fuori dall'armadio la chitarra acustica ed imparare le canzoni, io avrei già da tempo voluto una chitarra elettrica, ma nessuno era disposto a comprarmela, ed ovviamente il suono di un'acustica è differente, allora mi sono detto: «Magari se imparo un po' di canzoni punk si rendono conto che faccio sul serio con la chitarra e mio padre me ne compra una elettrica».
*{{NDR|Riferito al punk}} C'era questa violenza ed era ciò che mi piaceva, perché era la stessa rabbia violenta che io sentivo dentro di me e mi spaventava in un certo senso percepire di avere questa parte rabbiosa dentro di me, cercavo di tenerla in qualche modo a bada, non riuscivo a capire quali fossero i miei limiti e più volte mi sono sentito.. come dire.. un po' matto? E sì, per un po' mi sono dilettato con la parte violenta del punk per nutrire quella parte violenta che percepivo in me stesso [...].
*I Red Hot Chili Peppers ed i Bestie Boys facevano parte di questa musica più divertente che mi facevano conoscere i miei compagni di scuola, e poi quando mi sono trasferito ad Hollywood a 17 anni ho capito che avevo bisogno di un cambiamento, ero appassionato di questa musica che pensavo potesse rendermi un chitarrista migliore, ma ho deciso di dedicarmi ad ascoltare solo cose che mi facessero stare bene e mi dessero sensazioni forti e positive, senza badare troppo agli aspetti tecnici.
*È stato molto importante per me una volta entrato nel gruppo cercare di mantenere quel tipo di energia che ricordavo di aver provato ai loro concerti, ed una cosa che mi piaceva di loro è che li percepivo autentici, che poi è uno dei motivi che mi ha fatto mettere da parte i miei dischi dei Kiss per quelli dei Germs, dei Black Flag ed altri come loro, tu eri importante per loro... per i Kiss verso i 9 anni mi sono reso conto che certo mi piacevano, ma mi chiedevo se loro si piacessero o che tipo di connessione potessero provare verso una persona come me.
*Con queste altre persone sentivo di respirare la stessa aria, guardavamo alla musica dalla stessa angolazione e non da angoli opposti, non c'era quella distinzione tra venditore e consumatore, c'era questo senso di appigliarsi a qualcosa che ci salvava dalla confusione della vita. Quindi, io percepivo che anche in quel gruppo ci fosse questa convinzione, che la musica davvero gli importasse. Da quando sono entrato nei RHCP, ho sempre voluto che la cosa più importante fossero la musica e la connessione tra di noi.
{{Int|''[http://web.archive.org/web/20250210031407/https://www.venicequeen.it/in-evidenza/guitar-player-holiday-2022-parte-3-di-3-john-frusciante-i-suoi-modelli-e-la-sua-vulnerabilita/ Guitar Player (Holiday 2022) parte 3 di 3: John Frusciante, i suoi modelli e la sua vulnerabilità]''| ''venicequeen.it'', 21 dicembre 2022}}
* [...] andando sul palco, ci sono volte in cui vado al microfono per cantare e cantare, e contatto gli occhi con le persone, e vedo due persone chiaramente innamorate e davvero felici di essere lì, o un ragazzino molto felice, o una ragazza che salta su e giù, o un gruppo di ragazzi che salta in cerchio perché sono contentissimi che abbiamo suonato una canzone particolare che a loro piace molto. A volte in quei momenti mi viene da piangere. Oppure mi sento soffocare e non riesco a cantare, devo chiudere gli occhi e fissare il suolo per riprendermi.
* [...] ogni pubblico è differente e ogni location si percepisce diversamente, e anche noi stessi abbiamo un animo differente ogni sera. Perciò, improvvisando proprio all'inizio, ci connettiamo con quello che è lo spirito del momento, e spesso è questo approccio a guidare il resto dello show. Sai, nel concerto in generale c'è moltissima spontaneità. Ogni volta che c'è un assolo, che sia in una canzone che non suoniamo spesso o in una che suoniamo ogni sera, mi sento molto creativo in quei momenti. Ogni attimo sul palco è gratificante.
*Per come sono andate le cose, sento ''Return Of The Dream Canteen'' come un disco più divertente, e credo che tocchi vette più estreme. Quest'ultimo ha qualcosa di più colorato, in un certo senso luminoso. Non che non abbia sezioni oscure. Però, a me sembra più oscuro Unlimited Love. Il nuovo album ha forse anche più elementi sorprendenti. Ce ne sono un po' anche nel primo, ma soprattutto nella seconda metà del secondo, ci sono probabilmente più sintetizzatori e drum machine e cose del genere di quanto le persone potevano aspettarsi da noi. E sembra anche più estemporaneo e spontaneo. C'è una certa qual sensazione di rilassatezza e distensione che distingue ''Return Of The Dream Canteen'' da ''Unlimited Love''.
*Quando siamo in studio, in mezzo alle registrazioni, sono sempre lì che faccio cose, tipo il tapping a due mani. I tecnici sentono questa roba tutto il tempo; suono robe molto veloci durante le pause. Ma quando si torna alle registrazioni, faccio quello che credo sia giusto per la canzone, e nella maggior parte dei casi ciò non implica suonare molto veloce. Ma è comunque qualcosa che mi piace fare.
*Molte delle basi del mio modo di suonare la chitarra risiedono, stilisticamente, nella musica che ho amato da bambino e che ho sempre continuato ad amare. C'è tanto post-punk, o quello che oggi chiamiamo post-punk. Allora la chiamavamo new wave. Ma si tratta di gente come Ricky Wilson dei B-52 e Matthew Ashman dei Bow Wow Wow. Di band come i Cure, Scritti Politti e i Minutemen. I Pop Group erano parecchio strani, ma penso che fossero dei veri ideatori e il loro stile di chitarra è davvero buono. Tutte queste persone e queste band hanno fatto cose molto potenti con i toni puliti. Ascolti D. Boon suonare nei Minutemen e capisci veramente di cosa sto parlando. Farà un assolo e il tono sarà il più pulito possibile. Ma ha più potere di un chitarrista heavy metal, semplicemente perché ci tiene tanto e ci mette davvero l'anima e il sentimento. E riguardo a Ricky Wilson, il primo concerto a cui io abbia mai assistito era in un gran posto, di tipo 5000 posti a sedere, ed era dei B-52. Era il 1983. E il suo modo di suonare la chitarra era semplicemente incredibile. Rendeva felici le persone. E a me interessa molto la reazione emotiva. Per me è più importante raggiungere le persone piuttosto che voler dire "guarda quanto sono grosso, duro e macho".
* [...] io penso che molte volte le persone vogliano sembrare sicure coi loro strumenti. Per me, invece, la vulnerabilità è una delle cose più accattivanti che si possano ascoltare in un pezzo musicale. E ho realizzato di sentirmi come se stessi dando una parte maggiore di me stesso quando ero vulnerabile con lo strumento. Ciò si collega all'uso di toni puliti, al fare cose sottovalutate, a tutte queste cose. E credo che sia universale. Pur ammirando la fiducia in una persona, nel profondo sappiamo tutti che la vulnerabilità è una delle cose più difficili da raggiungere. Ed ogni piccolo grado di cui puoi permetterti di essere più vulnerabile, con i tuoi amici, con il tuo partner o col tuo modo di suonare, è una delle cose più forti che puoi fare
*Riguardo ai miei pensieri di quando ero bambino su cosa dovevo dire alle persone attraverso il mio modo di suonare la chitarra, sento che molto di quanto ho finito per dire abbia a che fare con la vulnerabilità. Ha a che fare col supportare gli altri e anche col mettersi in gioco in una maniera che talvolta fa paura. Ti sembra di avere il cuore troppo esposto e che le persone potrebbero calpestarlo, ma ti sembra anche che la cosa ti stia bene [...].
==''Red Hot Chili Peppers Live''==
[[File:JohnFruscianteAugust2006.jpg|thumb|John Frusciante nel 2006]]
*Spesso, mentre suono la chitarra o lavoro su qualche pezzo, mi viene un'erezione così forte che devo subito masturbarmi. Certe volte però mi trattengo, perché ho paura che l'orgasmo possa danneggiare la mia creatività.
*Ho sofferto di [[psicosi]] da coca: sentivo i muri sussurrarmi qualcosa che non capivo, credevo che quel tizio che incontravo per strada volesse uccidermi, ma questi sono solo gli esempi meno angoscianti... Una volta ho chiamato Perry Farrell alle 7 del mattino, mi sentivo le orbite degli occhi piene di serpenti, e gli ho chiesto se poteva aiutarmi a farli uscire da lì; lui mi ha risposto che avevo troppo Yin, e che dovevo ritrovare l'equilibrio con un po più di Yang... o qualcosa del genere...
*Per 6 anni mi sono scavato dentro... Son riuscito a fare quello che volevo, cioè starmene senza fare niente, senza obblighi per niente e per nessuno.
*Il mio miglior modo di meditare è quello di pensare a qualche rockstar che mi piace. Così di solito, quando faccio yoga, mi capita di pensare a David Gahan e Martin Gore.
*Mi chiama la mia amica Denise e mi fa: "Ciao John, guarda che ho conosciuto un tipo di Chicago che mangia batteria a colazione". Non ho resistito alla curiosità e le ho risposto: "Allora digli di chiamarci, e vediamo cosa sa fare"... Era [[Chad Smith]].
*Con [[Anthony Kiedis|Anthony]] non riusciamo a parlare senza incazzarci. Tra noi ci sono troppe vibrazioni negative, e a volte lui è veramente uno stronzo arrogante.
*I primi tempi facevo una fatica tremenda a mettermi nei panni che erano stati di [[Hillel Slovak]]; poi ho cominciato a trovare un percorso tutto mio, e a quel punto ho incominciato a apprezzare la semplicità del suo approccio musicale e ho imparato molto dal suo stile. Suono in maniera diversa da Hillel, ma gli devo molto.
*Il [[punk]] era la tua guerra contro quegli idioti della provincia bianca media del cazzo che stavano distruggendo il mondo. Ecco perché la rabbia del punk era la mia stessa rabbia.
*Odio i nostri fan: se ne stanno lì a cantare in coro le canzoni lente, perché è l'unica cazzo di cosa che sanno fare.
*Quando sono entrato nei Chili Peppers, per un paio di anni ho fatto lo stronzo a tempo pieno. Pensavo solo al sesso, a ubriacarmi, a vestire in maniera vistosa per fare il gradasso...
*Quando avevo 9 anni fantasticavo in maniera romantica su come sarebbe stato essere [[bisessualità|bisessuale]]. Insomma, mi dicevo che ero diverso, ma il fatto è che non mi sono mai sentito del tutto diverso. (Intervista a ''Spin'', dicembre 1991)
==Citazioni tratte da canzoni==
===''Niandra LaDes and Usually Just a T-Shirt''===
'''Etichetta''': American Records, 1994, prodotto da John Frusciante.
*''Il mio sorriso è un fucile | non ci proverai? | Quindi ti piace il modo in cui balliamo, piccola? | Quando le note ti arrivano | lo sai che ti amo | sei tutto ciò che vedo | il mio [[sorriso]] è un fucile | e tu cosa sei? | Il mio sorriso è un fucile | e lo sto puntando su di te | il mio sorriso è un fucile | lo saprai quando mi porterai dentro dalla pioggia''.
:''My smile is a rifle | won't you give it a try? | so you like the way we dance dreaming? | when notes come to you | you know I love you | you're all I see | my smile is a rifle | and what are you? | My smile is a rifle | and I'm pointing it at you | my smile is a rifle | you'll know when you bring me in from the rain''. (da ''My Smile Is a Rifle'', n. 2)
*''Le [[Tenda (arredamento)|tende]] sono fatte per muoversi | perché sai che a volte non ci sei sempre | non ne hai bisogno ora | la tua testa ha la forma di una mucca | finché tutto è qui | il mondo è solo una sfera | non più grande delle palle che succhi''.
:''The curtains are made for moving | 'cause you know sometimes you're not always there | you don't need it now | your head's shaped like a cow | 'til all is here | the world's just a sphere | no bigger than the balls you suck''. (da ''Curtains'', n. 5)
*''Sono stato pazzo, beh, il tempo è lento | al Papa non interessa quando il pedone | è il tuo mare | non sei d'accordo? | Quando sei in giro sono ferito | intorno al tuo pollice | vuoi essere insensibile | dentro la pistola''.
:''I've been insane well the time is slow | the Pope don't matter when the pawn | is your sea | don't you agree? | When you're around I'm wound | around your thumb | you wanna be numb | inside the gun''. (da ''Been Insane'', n. 9)
*''La tua figa è incollata a un edificio in fiamme | io dipingo la mia mente solo perché sono vivo | e se mi vedi | vagare per la collina | non verrai con me? | tu dipingi i tuoi occhi | i miei sono nel cielo''.
:''Your pussy's glued to a building on fire | I paint my mind just 'cause I'm alive | and if you see me | roaming the hillside | won't you come along? | you paint your eyes | mine are in the sky''. (da ''Your Pussy's Glued to a Building on Fire '', n. 10)
===''Smile from the Streets You Hold''===
'''Etichetta''': Birdman Records, 1997, prodotto da John Frusciante.
*''Riesci a sentirlo? | Il mio amore che scorre fuori dai miei fianchi | ti è stato chiesto di volare | ti spingerò verso un po' di luce | è che vedi il mio pesce ha bisogno di prosperare | finché sono vivo''.
:''Can you feel it? | My love flowing out my sides | you've been asked to fly | I'll thrust you to some light | it's you see my fish needs to thrive | as long as I'm alive''. (da ''I'm Always'', n. 7)
*''Riesci a pensare a un modo migliore | per spaventare il cielo | e rendermi parte di questo | angolo di oscurità senza senso | certo che potresti, ma preferirei essere | quello per cui mi sforzo solo per essere | ami il tuo paese, ami la lotta | allevia il tuo cazzo sulla tua amata moglie''.
:''Could you think of a better way | to be even scaring the sky away | and making me a part of this | corner of meaningless darkness | of course you could but I'd rather be | what I strive along for just to be | you love your country, love the strife | relieve your cock on your beloved wife''. (da ''Femininity'', n. 9)
*''Sei un sorriso dalle strade | mi tieni il cuore tra le mani mentre sono distrutto | sei sempre in declino | bevi un altro sorso di vino - un brindisi a noi | sei tu quello con le stelle | hai tenuto i segni per quello che sei | sei tu quello nel cielo, dove sei andato? | sai di essere dove crescono i pianeti | sei nel sole, il volto di plutone''.
:''You're a smile from the streets | you hold my heart in my hands while I'm beat | you're always on the decline | you take another sip of wine - a toast to us | you're the one with the stars | you held up the signs for the one that you are | you're the one in the sky, where did you go? | you know you're where the planets grow | you're in the sun, the face of pluto'' (da ''Smile From the Streets You Hold'', n. 15)
===''To Record Only Water for Ten Days''===
'''Etichetta''': Warner Bros, 2001, prodotto da John Frusciante.
*''Non butti via la tua vita | andandoci dentro | arrivi a conoscere chi ti sta guardando | e chi altro | risiede in te''.
:''You don't throw your life away | going inside | you get to know who´s watching you | and you besides | you resides''. (da ''Going Inside'', n. 1)
*''C'è ancora del tempo quando pensi sia finita | vivi una vita quando ormai hai mollato e sei morto | non provo dolore | non percorro questa linea | levito e sento il suolo farsi vicino | l'ecstasy ha reso ogni passo lungo un miglio''.
:''Extra time when you think it's over | live a life when you've rolled over and died | I don't feel pain | I don't travel this line | levitate and feel the ground get closer | ecstasy made every step a mile''. (da ''Invisible Movement'', n. 11)
*''Sento che le ruote girano intorno | replay | ti abbiamo fatto quello che eri | le abbiamo portate su quella collina | le abbiamo portate su per farle rotolare giù | al mattino, la luce potrebbe ripulirti | sono triste che il tempo mi sfugga | spinge avanti a me tutto il giorno | ricordami cosa avrei potuto essere | sento che vado più veloce''.
:'' I feel that wheels are turning 'round | replay | we made you what you were | we brought them up that hill | we brought them up to roll them down | in the morning, light might clean you out | I'm sad that time escapes me | it pushes ahead of me all day | remind me what I could've been | I feel the faster I'm going''. (da ''Saturation'', n. 14)
===''Shadows Collide with People''===
[[File:JohnFruscianteAtaxia.jpg|thumb|John Frusciante nel 2004]]
'''Etichetta''': Warner Bros, 2004, prodotto da John Frusciante e Charlie Clouser.
*''Quando ci provo, lo costringo a uscire | non guardo mai dentro, solo fuori | ora è il momento in cui milioni di persone perdono | non è più lo stesso da quando ti ho perso | mi scaccia dalla città | augurando il meglio in giro | ti toglierei solo di dosso | il paradiso ti accoglie e ti respinge''.
:''When I try I force it out | never looking in only out | now is the time for millions to lose | never the same since I lost you | running me out of town | wishing the best around | would only get you off my back | heaven receives you and throws you back''. (da ''Carvel'', n. 1)
*''Ometto me stesso come favore per Dio (Tutti i miei diritti sono nemici di tutti) | subisci il destino perché è l'unico ascensore che hai (Tutti i miei diritti sono nemici di tutti) | dedica tutto da prima ad ora (Tutti i miei diritti sono nemici di tutti) | sottolinea queste cose che non permetterai''.
:''Omit myself as a favor for God (All my rights are everyone's enemy) | suffer fate 'cause it's the only lift you've got (All my rights are everyone's enemy) | dedicating all of before to now (All my rights are everyone's enemy) | emphasizing these things you won't allow''. (da ''Omission'', n.2)
*''Sono stato un mio pasto | e mi è scivolato giù per la gola | e tutto ciò che sto affrontando è un altro modo per andare | sono morto così tante volte e poi sono riapparso | la [[morte]] per me è solo una parola che provoca paura | sto prendendo il mio posto | in un mondo con uno spazio diverso''.
:''I've been a meal of mine | and slid down my throat | and all I'm facing is one more way to go | died so many times and then reappeared | all death looks like to me is a word that causes fear | I'm taking my place | in a world with different space''. (da ''Second Walk'', n. 5)
*''Una canzone da suonare quando sono solo | vinco e non gioco mai più | nessuno da affrontare quando sto cadendo | mi aggrappo a sogni che non finiscono mai''.
:''A song to play when I'm lonely | win and never play a game again | no one to face when I'm falling | holding tight to dreams that never end''. (da ''Song To Sing When I'm Lonely'', n. 11)
===''The Will to Death''===
'''Etichetta''': Record Collection, 2004, prodotto da John Frusciante.
*''Ho dormito | sopra di me | sono nato al mattino | sono morto di notte | sono stato trovato in uno specchio, piccola | non riuscivano a tirarmi fuori | in questi tempi il tempo si esaurisce''.
:''I've been asleep | on top of myself | I was born in the morning | I died at night | I was found in a mirror, baby | they couldn't get me out | In these times time runs out | it runs out''. (da ''Time Runs Out'', n. 3)
*''Il tempo torna indietro dove non si vede | nessuno intende me | quando dicono che le persone non crescono | la faccia nello specchio non sono io, sì hey hey''.
:''Time does a crawl back to where it doesn't show | no one means me | when they say people don't grow | the face in the mirror is not me, yeah hey hey''. (da ''The Mirror'', n. 6)
*''La volontà di morire è ciò che mi tiene in vita | È a un passo di distanza | un passo | i limiti sono stabiliti | solo allora possiamo andare fino in fondo | fino in fondo''.
:''The will to death is what keeps me alive | it's one step away | step away | limitations are set | only then can we go all the way | all the way''. (da ''The Will to Death'', n. 12)
===''Inside of Emptiness''===
'''Etichetta''': Record Collection, 2004, prodotto da John Frusciante.
*''C'è una stanza | c'è una luce | c'è una notte | nel fuoco | nel dolore | nel filo | questo da me | questa bugia | sembra giusto''.
:''There's one room | there's one light | there's one night | in the fire | in the pain | in the wire | this from me | this one lie | that seems right''. (da ''What I Saw'', n. 1)
*''Una carta e una matita | sono i migliori amici che ho | sono andato in centro a Los Angeles | sono stato preso dai poliziotti | non ho ottenuto quello che volevo | ma non mi importava molto | ho visto che la vita stava scherzando | guarda''.
:''A paper and a pencil | are the best friends I've got | I went to downtown L.A. | got picked up by the cops | didn't get what i wanted | but I didn't care a lot | I saw that life was kidding | look on''. (da ''Look On'', n. 5)
*''Ho trovato il resto di me | sono stato abbattuto | il vuoto mi ha reso libero | vivevo su una nuvola | la passeggiata nella tempesta era come una vacanza | mi è capitato di essere stato avvertito | più e più volte''.
:''I found the rest of me | I was beaten on down | emptiness set me free | I lived on a cloud | the walk through the storm was like a holiday | I happened to have been warned | over and over again''. (da ''Emptiness'', n. 6)
===''A Sphere in the Heart of Silence''===
'''Etichetta''': Record Collection, 2004, prodotto da John Frusciante e [[Josh Klinghoffer]].
*''Una volta che sono alle strette, non riesco a centrarmi | andrò oltre | i piani per uccidermi sembrano vacillare | non sono me stesso | gli occhi non possono vedere né me né gli altri | fai le cose a modo nostro | un significato extra, la verità non li libererà | ciò che dico non vale niente''.
:''Once I'm cornered, I can't center | I will go beyond | plans to kill me seem to falter | I am not my own | eyes can't see me or the others | you do things our way | extra meaning, truth won't free them | not worth a thing I say''. (da ''Walls'', n. 3)
*''Ogni volta che guardi dove stai andando | sembri stanco, girato dall'altra parte | ora sarai da solo | oppure potresti, dirò | nel momento in cui la tua debolezza seguirà | ti seguiranno, non dirlo più | strisciano, saranno in lontananza | griderai: "Perché io?"''
:''Whenever you look where you're going | you look tired, turned away | now you will be on your own now | or you could, I'll say | the minute that your weakness will follow | they'll follow, say no more | crawling, they'll be in the distance | you'll shout: "Why me?"'' (da ''Surrogate People'', n. 6)
===''Curtains''===
'''Etichetta''': Record Collection, 2005, prodotto da John Frusciante.
*''E poi il passato si allontana | e io non sarò coinvolto | lo sforzo di essere liberi | sembra inutile dall'alto | mi stai guardando dall'alto | preferirei restare qui sotto | che avere te che mi fissi | non c'è nessun posto in cui voglio andare''.
:''And then the past recedes | and I won't be involved | the effort to be free | seems pointless from above | you're looking down at me | I'd rather stay below | than have you staring up at me | there's no where I want to go''. (da ''The Past Recedes'', n. 1)
*''Sento che la speranza si sta esaurendo | non abbiamo mai trovato la strada di casa | non c'è più mondo | la terra è sparita | l'acqua è tutto ciò che è sopravvissuto | non ci sono vie di fuga | sono finiti i giorni degli errori | i nostri errori''.
:'' I feel the hope running low | we never found our way home | there is no more world | the land is gone | water is all that survived that one | there are no escapes | gone are the days of mistakes | our mistakes''. (da ''Hope'', n. 8)
*''Per cambiare linea, stasera non ho tempo | in questi tempi il vento supera la marea | quando è difficile svegliarsi | i sogni compensano la tua vita | questa folle lucentezza, non ti lascia mai morire | crescendo, diventiamo ciò che vogliamo | di nuovo la luna sale troppo in alto | e non abbiamo bisogno del cielo'',
:''For changing lines, I've got no time tonight | in these times the wind surpasses the tide | when the wake-up's hard to find | dreams make up for your life | this crazy shine, it never lets you die | growing up, we become what we want | again the moon rises up too high | and we don't need the sky''. (da ''Time Tonight'', n. 10)
===''The Empyrean''===
'''Etichetta''': Record Collection, 2009, prodotto da John Frusciante.
*''C'è un futuro che chiama | ma non lo vedo arrivare | no, non ho una mia faccia | quindi vieni e fatti sostituire | c'è un futuro che chiama | ma non lo vedo arrivare | no, non lo vedo arrivare''.
:''There's a future that's calling | but I don't see it coming | no, I don't have my own face | so c'mon and be replaced | there's a future that's calling | but I don't see it coming | no, I don't see it coming''. (da ''Heaven'', n. 6)
*''Sono al centro del nulla | pensando di spazzare via tutto | quando scegliamo di andare perdiamo di più | della nostra semplice realtà | ho girato intorno ai lati di questo universo così com'è | al di fuori dei limiti di ogni esistenza | dove la luce non finisce mai''.
:''I'm central to nowhere | thinking of sweeping it clean | when we choose to go we're losing more | than just our surroundings | I've gone around the sides of this universe as it stands | outside the limits of all existence | where light never ends''. (da ''Central'', n. 8)
*''Temo un momento che non è vicino | come un uomo sulla croce non ho paura | non riesco a credere alle parole che sto dicendo | devi sentire le tue linee''.
:''I'm dreading a time that is not near | as a man on a cross I have no fear | I can't believe these words I'm saying | you gotta feel your lines''. (da ''Central'', n. 8)
*''Il [[piacere e dolore|dolore]] attraversa la vita | l'altro lato dei piaceri | la [[paura]], dicono alcuni, ci dà una vita così lunga | ci conduce dove guidiamo | presto nascerà il tempo | sta iniziando tutta l'alba''.
:''Pain runs through life | pleasures' other side | fear, some say, gives us such long lives | leads us where we drive | time will soon be born | it is starting all the dawn''. (da ''After The Ending'', n. 10)
==Citazioni su John Frusciante==
[[File:CCarsonChiliPeppersVoodooExperience2006.jpg|thumb|John Frusciante, ottobre 2006.]]
*Come paragonare il mio modo di suonare a quello di John? Penso che lui sia molto più e prima di tutto un chitarrista di quanto non lo sia io. Ha iniziato a suonare la chitarra quand'era ragazzino e si è votato a questo strumento. Fin dagli inizi si è familiarizzato con il comporre canzoni, con la cultura musicale e con la teoria attraverso la chitarra. Io no. All'inizio ero un batterista. Quando sono passato alla chitarra, non ero affatto interessato ad avere il ruolo leader. Quindi John è più immerso in quella tradizione e più a suo agio nel metterla in pratica. Io non mi ero mai interessato ad essere la prima chitarra o ad eseguire gli assoli e cose del genere. ([[Josh Klinghoffer]])
*{{NDR|Riferito al suo secondo ritorno nel 2019}} Frusciante è rientrato nel gruppo e tutto va bene. Personaggio notevolissimo, peraltro: conosciuto dal vivo, mi ha dato l'impressione di avere il fuoco dentro pur restando un tipo tranquillo e piacevole, uno di quegli uomini con cui è piacevole andarsi a bere una birra, consapevoli che non si resterà a corto di argomenti. ([[Enrico Brizzi]])
*John Frusciante non mi trasmette niente con il suo modo di suonare. Diciamo che se si può dire che Mark Knopfler è uno dei chitarristi più sottovalutati del mondo, John Frusciante è uno dei più sopravvalutati [...]. Tutti dicono che ha uno stile volutamente minimale. Forse è come uno di quei pittori affermati che ad un certo punto decidono di dipingere come dei bambini. Forse sta attraversando questa fase, ma non mi piace. ([[Justin Hawkins]])
*''Per il contante vai fuori come Frusciante | E cresce il marcio sull'atlante.'' ([[Club Dogo]])
*Per la band avere di nuovo John Frusciante è stata una gran cosa. Lui è un musicista eccezionale e averlo a fianco è uno stimolo straordinario. ([[Chad Smith]])
===[[Flea]]===
[[File:RHChiliPeppersSpurs210723 (62 of 90) (53064692037).jpg|thumb|Flea e John Frusciante in concerto a Londra nel 2023]]
{{cronologico}}
*{{NDR|Nel 2011}} Una cosa in particolare mi preme dire. Sono profondamente grato a John Frusciante, che ha dato tantissimo alla band. Tanto come amico, quanto come chitarrista della band, sarà una figura insostituibile.
*John Frusciante è il miglior musicista con cui abbia mai suonato. È visibile ovunque, dai piccoli dettagli al quadro completo. Il suo rapporto con la musica è così puro, ha così tanta integrità, conoscenza, lavoro e pratica. Ogni nota che suona nasce da questo cuore immenso. È così bello.
*{{NDR|Riferito al suo rientro nel gruppo nel 2019}} L'impatto è stato enorme e profondo. Nel corso degli anni ci ha lasciato ed è ritornato più volte, ma quello che è sempre rimasto è stato quel linguaggio che abbiamo costruito insieme e che sappiamo parlare soltanto con lui. La band esisteva molto prima dell’arrivo di John, ma quello che abbiamo fatto con lui è davvero entusiasmante per me [...]. Il suo ritorno è stato un vero e proprio vortice di energia, lo amo tantissimo.
*John è fottutamente bravo. Tecnicamente, adesso è meglio di quanto non sia mai stato. È capace di suonare qualsiasi cosa. La sua conoscenza della musica è enciclopedica. I suoi gusti sono splendidi. È sempre lì ad evolversi, crescere, cambiare. Lui proviene da un posto purissimo, è dotato della massima virtù, e ciononostante, ciò che mi ha reso più felice nel suonare con lui stavolta è l'umiltà che viene fuori da questo minimalismo. In nessuna parte di lui c'è desiderio di ostentare. Vuole solo creare buona musica. Scriverà una splendida progressione di accordi e una melodia e, al suo interno, si fiderà di me e mi lascerà fare il mio
===[[Anthony Kiedis]]===
{{cronologico}}
*Flea, John e Chad sono il mio ponte verso Dio e non cambierei con nulla al mondo le esperienze che ho vissuto con loro. Ognuno di loro mi ha dato amore, musica e i momenti migliori che avrei mai potuto sperare di vivere.
*{{NDR|Sul suo abbandono ai Red Hot nel 2009}} Io non ne sono stato per niente sorpreso. Quando è finito il tour {{NDR|2007}} ho capito che stava per cambiare qualcosa: vedi, mese dopo mese avevo sentito delle voci, a proposito di John, e alla fine sapevo perfettamente che era solo questione di tempo. Però non ho mai avuto la sensazione che la band fosse finita, ma solo che John stava per uscirne e anche in punta di piedi, come ha fatto. Si è comportato molto bene, ed è stata anche la soluzione migliore per tutti.
*{{NDR|Nel 2016}} Per me si tratta di una delle persone più belle e più semplici con la quale fare musica. Bastava sedersi per terra, io gli facevo vedere qualche parola che avevo scritto e lui cominciava a suonare qualcosa. Nel giro di pochi minuti era pronta una canzone. Non ho mai incontrato qualcuno con cui fosse così facile scrivere canzoni e soprattutto belle canzoni. È una persona speciale e mi manca. Accetto il fatto che si facciano percorsi diversi, ma mi manca.
*Mi ricordo di essere rimasto rapito dalla personalità di John, si esibiva con queste persone più grandi di lui e con più esperienza ed era la forza dominante, pieno di energia. Era giovane e nessuno aveva intaccato il suo entusiasmo ed il suo amore per la musica o gli aveva messo in testa idee sul come doversi esibire, ed era anche una persona piacevole da frequentare e divertente. Sapeva suonare ed imparava i brani molto velocemente e mi piaceva come persona [...].
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*''Red Hot Chili Peppers Live'', a cura di Alex Romeo, BluesBrothers, 2012. ISBN 9788880740940
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Niandra LaDes and Usually Just a T-Shirt ||(1994)}}
{{Pedia|Smile from the Streets You Hold||(1997)}}
{{Pedia|To Record Only Water for Ten Days||(2001)}}
{{Pedia|Shadows Collide with People||(2004)}}
{{Pedia|The Will to Death||(2004)}}
{{Pedia|Inside of Emptiness||(2004)}}
{{Pedia|A Sphere in the Heart of Silence||(2004)}}
{{Pedia|Curtains (John Frusciante)|Curtains|(2005)}}
{{Pedia|The Empyrean||(2009)}}
{{Red Hot Chili Peppers}}
{{DEFAULTSORT:Fruscainte, John}}
[[Categoria:Cantautori statunitensi]]
[[Categoria:Polistrumentisti statunitensi]]
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[[File:RHChiliPeppersSpurs210723 (9 of 90) (53065669750) (cropped).jpg|thumb|John Frusciante nel 2023]]
'''John Anthony Frusciante''' (1970 – vivente), cantautore e polistrumentista statunitense, membro dei [[Red Hot Chili Peppers]].
==Citazioni di John Frusciante==
{{cronologico}}
*Ho l'impressione che [[Jimi Hendrix]], il suo stile di vita e le donne della sua vita hanno influenzato la sua musica più di qualunque altro musicista abbia fatto, perché era così libero di suonare come nella vita. Quando senti suonare Jimi Hendrix è la pura espressione del suo essere, quando è sul palco è un tutt'uno con la chitarra perché usa tutta la sua mente e ogni parte del suo corpo per suonare.<ref>Dall'intervista rilasciata ad un documentario olandese, 1990; ''[https://www.youtube.com/watch?v=nGzk0kYrbXw video]'' disponibile su ''youtube.com'', min. 0:50</ref>
*È come se fossi nella quarta dimensione e... qualcuno mi ha chiesto di descriverlo verbalmente e questo è ciò che riguarda la quarta dimensione. Non ci sono parole, simboli, immagini, solo energia pura, reale e vibrazioni. E se pensassi quanto è crudele questo mondo, probabilmente dopo un po' mi suiciderei e se spendessi la mia energia pensando (a tutte queste cose) sicuramente non avrei più forza di creare musica.<ref>Dal documentario ''Funky Monks'', 1991; ''[https://www.youtube.com/watch?v=c8df8olpLiQ video]'' disponibile su ''youtube.com'', min. 0:04</ref>
*Non farei nulla che non sia direttamente mirato ad aiutare a far emergere la mia creatività. Considero queste cose come se fossero un coltello puntato al cuore. Si dice sempre che il mondo non è altro che amici e nemici ed è importante capire quali cose intorno a te siano nemici e la maggior parte delle volte il peggior nemico è il tuo ego.<ref>Dal documentario ''Funky Monks'', 1991, ''[https://www.youtube.com/watch?v=c8df8olpLiQ video]'' disponibile su ''YouTube.com'', min. 11:47</ref>
*{{NDR|Sui motivi che lo hanno spinto ad abbandonare i Red Hot Chili Peppers nel 1992}} Beh c'erano un sacco di ragioni. Per cominciare, un anno prima che li lasciassi, loro sapevano che me ne volevo andare. Dopo due mesi dall'inizio del tour americano, Flea ed io siamo andati a fare un giro in macchina al parco. Io mi sentivo veramente depresso, avevo rotto il codice della band, che vieta di portarsi dietro le fidanzate, perché non ce la facevo senza di lei. Ero felice ogni volta che ero sul palco e guardavo Flea, Chad, il mio amplificatore, o guardando le forme e suoni che riempivano l'aria. Ma per tutto il resto, non ero felice. Per cui Flea e io siamo andati a fare questo giro nel parco dopo quel tour e Flea mi chiese se c'era qualcosa che amassi del suonare con il gruppo. E io gli ho detto: "No, nulla". "Nulla?" Mi ha chiesto Flea. "Beh nulla eccetto il suonare con te. Ti voglio bene. È per questo che sono parte del gruppo, perché amo suonare con te. E lui mi rispose: "Beh, questo non è un motivo per essere nella band, se non sei felice". Lui disse così però poi fece finta di niente. E io continuai a suonare per un altro anno e poi si sorpresero del fatto che me ne volessi andare, quando sapevano che me ne volevo andare già da un po'. Eravamo così amici, così vicini. Come in un matrimonio, se l'altro ti dice che vuole lasciarti, non continui a pensarci tutto il tempo, cerchi di rimuoverlo. Quindi, ero felice quando ero con Flea, ma questo è tutto.<ref>Dall'intervista rilasciata per il documentario ''VPRO94'', ''[https://www.youtube.com/watch?v=Pv87q9mBi5A video]'' disponibile su ''youtube.com'', min. 1:28</ref>
*{{NDR|Sui motivi che lo hanno spinto a diventare dipendente dalla cocaina}} Perché è fantastico. Perché mi fa sentire fantastico... e in più, ho sempre pensato che fosse cool. Ho sempre pensato che David Bowie fece le sue cose migliori quando si faceva un sacco di coca. E questa immagine e queste impressioni furono giusto le mie vere motivazioni che mi hanno avvicinato al Rock 'n Roll all'inizio. La bisessualità e la droga sono le due cose che legai subito al rock nella mia immagine di ragazzino che aveva 9 o 10 anni.<ref>Dall'intervista rilasciata per il documentario ''VPRO94'', ''[https://www.youtube.com/watch?v=TWZF1DeL4hc video]'' disponibile su ''youtube.com'', min. 5:14</ref>
*Se sei un musicista, o diventi una persona cool, o diventi, cioè puoi diventare un "buon" niente, oppure un pezzo di merda. Non c'è una via di mezzo se sei una rock star. Uno o l'altro.<ref>Dall'intervista rilasciata per il documentario ''VPRO94'', ''[https://www.youtube.com/watch?v=zTJ8dTKdR24 video]'' disponibile su ''youtube.com'', min. 0:49</ref>
*{{NDR|Parlando del disco ''Blood Sugar Sex Magik''}} Il disco non aveva obiettivi, né intellettuali né verbali. Ci svegliavamo al mattino e suonavamo come ci sentivamo di fare... componevamo musica con la stessa naturalezza con cui un fiore cresce. Eravamo in una dimensione tutta nostra. Il resto del mondo non esisteva e noi vivevamo in un universo d'immaginazione scatenata.<ref>Da ''Funky Monks'', ''Classic Rock Lifestyle'', maggio 2017, p. 34.</ref>
*{{NDR|Parlando di [[Kurt Cobain]]}} La sua musica non mi piaceva, era terribile [...]. Semplicemente non penso che avesse molto coraggio. Non capisco come non abbia voluto vedere crescere la propria figlia, sai? Come non fosse eccitato abbastanza da quello per decidere di non pensare troppo a se stesso [...]. La gente comincia a pensare troppo a se stessa. Non è tanto il fatto che si diventi consapevoli del mondo dei video, del successo eccetera. Il fatto è che pensando solo a sé stessi, e non importa chi tu sia, una rockstar o un netturbino, se pensi tutto il tempo a te stesso non sarai mai molto bravo in quello che fai. E non sarai in grado di essere un "buon" niente. Come potresti?<ref>Dall'intervista rilasciata per il documentario ''VPRO94'', ''[https://www.youtube.com/watch?v=zTJ8dTKdR24 video]'' disponibile su ''youtube.com'', min. 1:22</ref>
*{{NDR|Riferito al suo rientro nei Red Hot nel 1998}} In un certo senso è ancora più eccitante che in passato, perché dal mio punto di vista, quando abbiamo iniziato a suonare bene insieme e le cose hanno cominciato a funzionare avevamo dei problemi personali, mentre adesso siamo solo grati a Dio di avere la possibilità di suonare insieme.<ref name=MTV3/>
*Suonare insieme sul palco è bellissimo. Quando suono con questa band sento di fare la cosa per cui sono nato. Sento che queste sono le persone con cui avrei voluto suonare, le persone di cui condividevo gli intenti. Sono persone diverse con diversi motivi per suonare, che messi insieme formano una forza più grande di ciascuno di noi.<ref name=sashimi/>
*Quello che cerchiamo di comunicare al pubblico quando rilasciamo un'intervista o facciamo uscire un disco o parliamo con i discografici o [[giornalista|giornalisti]], è un messaggio positivo. E se vi arriva qualcosa di diverso è una cosa che il giornalista è andato a scovare apposta, oppure qualcosa che l'emittente televisiva vi vuole propinare. Non qualcosa che noi crediamo di trasmettere. Noi vorremmo dire solo cose positive del mondo e vorremmo che i giornalisti facessero lo stesso con noi. Ma non possiamo controllare tutto. Non vorremmo proiettare negatività sul pubblico. Possiamo solo sperare... Crediamo che ci debba essere un equilibrio, ma non c'è niente di più importante di un messaggio positivo per la gente. Vorremmo che la gente avesse un buon feeling con la musica.<ref name=sashimi>Dal programma televisivo ''Sashimi'', MTV Italia, 14 giugno 1999; [https://www.youtube.com/watch?v=WvLIwN-gAsM video] disponibile su ''YouTube.com''.</ref>
*Quando sono entrato nella band era più la voglia di essere una rock star, di quanto non fosse l'impegno che mettevo nel fare musica che onestamente non era tanto. Cercavo solo di girare il più possibile e di farmi più donne possibile, tanto da arrivare a recare danno alla band.<ref name=MTV3>[https://www.youtube.com/watch?v=BD27AmcD2KI Video] disponibile su ''YouTube.com''.</ref>
*{{NDR|Sui Red Hot Chili Peppers}} La mia esperienza è che loro erano il mio gruppo preferito e ho passato ore ed ore ad esercitarmi alla chitarra in camera, e invece di ingaggiarmi e darmi uno stipendio mi hanno fatto entrare nel gruppo, mi hanno fatto diventare un membro del gruppo, dove tutti guadagnano le stesse somme di denaro, scriviamo le canzoni insieme e abbiamo uguali diritti e copyright.<ref name=MTV1>Dal programma televisivo ''MTV Essential'', MTV; [https://www.youtube.com/watch?v=UFw9-WDT4DE video] disponibile su ''YouTube.com''.</ref>
*La musica che siamo stati in grado di fare, combinata con tutta la gente che si ritrova, crea un'energia intensa e succede tutte le sere.<ref>Dal programma televisivo ''MTV Essential'', MTV; [https://www.youtube.com/watch?v=CS8fM4xHJcc Video] disponibile su ''YouTube.com''.</ref>
*Non sono in grado di dire perché un disco venda, perché la gente lo compri o perché piaccia, so solo che se non fossi nella band, amerei i Red Hot per via dell'interazione tra i musicisti. Vedere gente che suona insieme e si coordina, come facciamo noi, è eccitante.<ref name=MTV2/>
*Flea ed io abbiamo creato un rapporto tra chitarra e basso. È un rapporto veramente stretto, è un legame molto più stretto di quanto non avrei mai immaginato di poter avere. Siamo musicalmente così vicini e trovo che sia veramente raro riuscire a provare queste emozioni con un'altra persona.<ref name=MTV2>Dal programma televisivo ''MTV Essential'', MTV; [https://www.youtube.com/watch?v=FINX_yyi-Kw video] disponibile su ''YouTube.com''.</ref>
*{{NDR|Su [[Rick Rubin]]}} Ci fa ragionare sulle cose senza che ci siano problemi e non mi dispiace che risolva cose che ci riguardano. È bello lavorare con uno come lui. Tira fuori il meglio di te.<ref name=MTV1/>
*Prima ancora di aver iniziato a suonare, le voci nella mia testa mi dicevano che sarei stato un chitarrista e che sarei stato una rockstar ancora prima di capire cosa fosse una rockstar.<ref name=MTV1/>
*{{NDR|Parlando dell'album ''Stadium Arcadium''}} In questo disco ho inevitabilmente rigurgitato i miei miti, Hendrix, Jimmy Page, i Grand Funk, ma mai deliberatamente ho rubato una sola nota a uno di loro. Con gli anni abbiamo imparato a capitalizzare le energie e a neutralizzare le debolezze che hanno rischiato di ucciderci.<ref>Dall'intervista di Giuseppe Videtti, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/04/29/da-hollywood-babilonia-ecco-red-hot-chili-peppers.html Da Hollywood-Babilonia ecco i Red Hot Chili Peppers]'', ''Repubblica.it'', 29 aprile 2006.</ref>
*{{NDR|[[Rick Rubin]]}} Ti fa pensare che è sempre tutto ok, e questa è in assoluto la cosa che preferisco del lavorare con lui.<ref name=MTV1/>
[[File:John Frusciante strat.jpg|thumb|John Frusciante nel 2006]]
*{{NDR|Comunicando il suo secondo abbandono dai Red Hot Chili Peppers nel 2009}} Quando ho lasciato la band, più di un anno fa, noi eravamo in una pausa a tempo indefinito. Non era presente nessun dramma o rabbia all'interno di ciò, e gli altri ragazzi del gruppo avevan capito le mie ragioni. Sono stati realmente solidali su qualsiasi cosa rendesse me contento ed era come se di riflesso lo fossero anche loro. Lo dichiaro nella forma più semplice, il mio interesse musicale mi ha portato in una strada diversa. Una volta tornato nel gruppo, e durante tutto il periodo che sono stato nella band, sono stato molto preso dall'esplorare le strade musicali che aveva da offrirmi l'essere in una rock band, e approfondendo ciò con le persone con cui interagivo. Diversi anni fa, ho iniziato ad essere mosso dalla medesima eccitazione, ma stavolta ero intriso di un desiderio di una concezione di musica diversa, più intima, divenire l'ideatore di me stesso. Amo realmente la band e ciò che abbiamo creato. Capisco e valuto quanto davvero il mio contributo sia stato significativo per tanta gente, ma devo seguire le mie ispirazioni. Per me, l'arte non deve mai essere qualcosa da creare sotto l'ispirazione del dovere. È qualcosa che compongo quando davvero mi diverto, mi affascino, e ne sono immerso. In questi 12 anni, sono cambiato, come persona quanto da artista, a tal punto da considerare che se avessi continuato con la band, sarei andato contro la mia stessa natura. Non c'è nient'altro dietro questa mia decisione. Semplicemente devo essere ciò che sono, e far ciò che devo fare.<ref>Da un comunicato pubblicato sul suo sito ufficiale e sul suo profilo ''MySpace'', dicembre 2009; citato in ''[http://www.venicequeen.it/cms/News/adesso-e-ufficiale-john-frusciante-ha-lasciato-la-band.html Adesso è ufficiale: John Frusciante ha lasciato la band]'', ''Venicequeen.it'', 17 dicembre 2009.</ref>
*{{NDR|Riferendosi al suo secondo abbandono dai Red Hot Chili Peppers}} Avevo sempre pensato di andarmene di nuovo, ma la band era così apprezzata che non ci ho riflettuto su in maniera seria finché un giorno [[Flea]] venne da me a dirmi che stava pensando di prendersi due anni di pausa dopo il tour {{NDR|per Stadium Arcadium, 2007}}. Quando me lo disse fui un po' scioccato, perché pensavo che fossimo inarrestabili, che non avessimo bisogno di pause, capisci? Ma appena me lo disse cominciai a pensare "Che farei se avessi due anni per fare solo quello che voglio?" [...] Circa quattro mesi dopo ero entusiasta all'idea di lasciare la band, non volevo nemmeno più considerare una pausa di soli due anni. Sapevo che non volevo stare in quella formazione e basta, capisci? Anche se poi ho effettivamente mollato alcuni mesi dopo, quando il tour era già finito, la decisione risale a molto prima. Ero molto determinato a farlo.<ref name=music/>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Non mi interessa più suonare dal vivo. Non penso più a me stesso come a uno che si esibisce. Quella parte non mi è mai venuta naturale. Era qualcosa alla quale mi ero dovuto adattare, ma non è mai stata un'espressione di ciò che sentivo di essere... Non sono un performer. Non mi piace l'effetto che mi fa il [[pubblico]], perché la musica per me arriva da dentro di me, e mi ci immergo completamente. Quando sono davanti a degli spettatori non posso ignorare ciò che mi circonda, il modo in cui mi fanno sentire. Mi fanno sentire bene, sai? Ma non sono più in grado di cercare la musica dentro me stesso in quei momenti, e piuttosto cerco di venire incontro alle loro aspettative. Cercando di fare qualcosa che è divertente per loro, ingaggiante, mento a me stesso.<ref
name=music>Da un'intervista rilasciata alla rivista musicale ''Billboard''; citato in ''[http://web.archive.org/web/20130824230446/http://www.rollingstonemagazine.it/musica/news-musica/john-frusciante-si-aliena-i-fan-dei-red-hot-chili-peppers John Frusciante si aliena i fan dei Red Hot Chili Peppers]'', ''Rollingstonemagazine.it'', 22 agosto 2013.</ref>
*{{NDR|Nel 2015}} Da un anno e mezzo a questa parte ho deciso di smettere di fare musica per chiunque e di pubblicare dischi, che è esattamente quello che ho fatto tra il 2008 e il 2012. Sento che venire considerato dal pubblico mi impedisce di crescere e di imparare. Essere un musicista elettronico significa chiudersi in una stanza a creare, e questo mi ha permesso di avere parecchio materiale risalente a quel periodo che non è mai stato pubblicato. A questo punto, non ho più pubblico. Faccio dei brani e non li finisco, e non li mando a nessuno, e quindi devo vivere, con questa musica. Potrei fare dell'ottima musica di ispirazione classica, o fare musica dove il tempo cambi in continuazione, o ancora musica che non abbia un vero baricentro ritmico o melodico.<ref>Da un'intervista rilasciata ad ''Electronic Beats''; citato in ''[http://www.rockol.it/news-644247/john-frusciante-smetto-di-pubblicare-musica John Frusciante (ex Red Hot Chili Peppers) è uscito dal mercato: 'Smetto di pubblicare musica']'', ''Rockol.it'', 26 maggio 2015.</ref>
*Dare musica in maniera gratuita online è diventata una cosa abbastanza comune in questo periodo e penso che sia diventato un promemoria per far capire che l'espressione artistica riguarda sempre il dare, non prendere o vendere. Vendere riguarda l'aspetto economico, mentre la parte artistica, la creazione è concentrata nel dare e condividere. Sono due cose molto distinte e la mia convinzione è che bisogna fare musica solo per passione, a dispetto dei programmi di vendita o meno.<ref>Citato in ''[http://www.virginradio.it/news/rock-news/191748/John-Frusciante--album-gratuito-per.html John Frusciante: album gratuito per i fan]'', ''Virginradio.com'', 2016.</ref>
*{{NDR|Parlando dell'album ''Unlimited Love''}} Quando abbiamo iniziato a scrivere materiale, abbiamo iniziato suonando vecchi brani di artisti come Johnny "Guitar" Watson, The Kinks, The New York Dolls, Richard Barrett e altri. Così in modo graduale, abbiamo iniziato a portare nuove idee e trasformare le jam sessions in canzoni, e dopo un paio di mesi quello che stavamo suonando era il nuovo materiale. La sensazione di divertimento senza sforzo che provavamo quando suonavamo le canzoni di altre persone è rimasta con noi per tutto il tempo in cui scrivevamo. Per me, questo album rappresenta il nostro amore e la fiducia reciproca.
:''When we got together to start writing material, we began by playing old songs by people like Johnny "Guitar" Watson, The Kinks, The New York Dolls, Richard Barrett and others. Ever so gradually, we started bringing in new ideas, and turning jams into songs, and after a couple of months the new stuff was all we were playing. The feeling of effortless fun we had when we were playing songs by other people, stayed with us the whole time we were writing. For me, this record represents our love for, and faith in each other''.<ref>{{en}} Da un ''[https://www.instagram.com/chilipeppers/p/CZivvI_oXyv/ post]'' pubblicato sulla pagina ufficiale dei Red Hot Chili Peppers, ''instagram.com'', 4 febbraio 2022</ref>
*{{NDR|Nel 2022, riferendosi al suo secondo ritorno nei Red Hot Chili Peppers}} Sembrava che il ritorno fosse nell'aria [...]. Flea mi mise quest’idea in testa, ed ero seduto qui con la chitarra, a riflettere sul fatto che non scrivevo della musica rock da tanto tempo. Potevo ancora farlo?<ref name=nme>Dall'intervista rilasciata a ''NME.com'', citato in ''[https://www.venicequeen.it/in-evidenza/kiedis-a-nme-com-il-piu-grande-evento-e-stato-il-ritorno-di-john-frusciante/ Kiedis a NME.com: «Il più grande evento è stato il ritorno di John Frusciante»]'', ''venicequeen.it'', 5 febbraio 2022.</ref>
*{{NDR|Riferendosi al periodo tra il 2006 e il 2007}} Quando andai in tour, avevamo finito di masterizzare appena il giorno prima e avevo davvero bisogno di una pausa. Mentre il tour procedeva, mi addentrai profondamente nell'[[occulto]], che divenne un modo per evadere dalla mentalità della vita da tour. L'occulto tende a ingrandire qualunque cosa tu sia, ed io ero un disastro squilibrato. Quando il tour finì, dovevo semplificare il mio rapporto con la vita e con la musica. Il mio ego era diventato una parte troppo grande di ciò che esprimevo come chitarrista.<ref name=classic>Dall'intervista rilasciata a ''Classic Rock'', citato in ''[https://www.venicequeen.it/in-evidenza/john-frusciante-i-nostri-cuori-sono-dentro-questo-disco/ John Frusciante: «I nostri cuori sono dentro questo disco»]'', ''venicequeen.it'', 2 marzo 2022</ref>
*{{NDR|Riferendosi al 2022}} Ci sentiamo freschi come una nuova band. Ci ho messo dentro molto meno ego rispetto al passato e penso che valga lo stesso anche per gli altri. Non si trattava tanto di competizione, quanto piuttosto di voler veramente dare una parte di noi stessi al prossimo e di ascoltare con entusiasmo ciò che gli altri proponevano. Talvolta in passato, come in ''By The Way'' per esempio, o in ''Mother's Milk'', ciascuno di noi si sarebbe sentito soffocato dagli altri. Stavolta invece c’era la sensazione che ognuno si interessasse agli altri e fosse genuinamente eccitato al pensiero che tutti fossero la miglior versione di se stessi.<ref name=nme/>
*Il bello di suonare con questa band è che noi davvero amiamo ascoltarci a vicenda. Amo il modo in cui loro mi fanno suonare. Abbiamo reazioni chimiche l'uno con l'altro. Portiamo fuori cose dall'altro che non riusciamo a fare su noi stessi. Il mio modo di suonare la chitarra con loro è uno stile che non ho quando suono da solo.<ref name=classic/>
*{{NDR|Parlando di ''Mother's Milk''}} È stato un album difficile da realizzare per me, non sapevo nulla del lavoro in studio di registrazione e gran parte del mio lavoro è consistito in me che suonavo con Michael Beinhorn seduto vicino ed io ero completamente all'oscuro di ciò che lui potesse considerare una buona registrazione o cosa non lo fosse. Sì, ho avuto un sacco di difficoltà a registrare quel disco per questa ragione, per quel periodo quella era una visione innovativa che influenzò molte persone in molti modi e lui aveva questa visione così chiara da farmi sentire che io non avessi alcuna voce in capitolo o uno spazio per adattarmi a ciò che lui voleva in un modo che mi risultasse confortevole. Lui aveva preso anche il controllo del processo di mixaggio e nessuno di noi era presente o ha avuto una versione finale del disco, non lo abbiamo nemmeno ascoltato. Le canzoni sono state ri-editate in modo totalmente differente da come le avevamo scritte e cose del genere... sì, è stata un'esperienza molto intensa.<ref>Dall'intervista rilasciata a Rick Rubin per il podcast ''Broken Record''; citato in ''[https://www.venicequeen.it/in-evidenza/broken-record-john-frusciante-intervistato-da-rick-rubin-aprile-2022-2a-parte/ Broken Record: John Frusciante intervistato da Rick Rubin (Aprile 2022) – 2a PARTE]'', ''venicequeen.it'', 11 settembre 2022.</ref>
*Non è che guadagni così tanto con la mia musica elettronica. Probabilmente spendo più soldi in strumentazione ed attrezzatura di quanto ne abbia mai guadagnati, ma per 12 anni non ho fatto altro che comporre musica elettronica; fino al 2019, anno in cui mi sono riunito con i Chili Peppers. Suonare con loro è decisamente un lavoro a tempo pieno, forse l'unico vero lavoro che io abbia mai avuto.<ref>Dall'intervista a ''MixMag'', citato in ''[https://www.venicequeen.it/in-evidenza/john-frusciante-a-mixmag-la-jungle-e-il-mio-genere-musicale-preferito-di-sempre/ John Frusciante a MixMag: «La Jungle è il mio genere musicale preferito di sempre»]'', ''venicequeen.it'', 22 ottobre 2022.</ref>
*In un mondo ideale, farei almeno 10 ore di esercizi prima di salire sul palco. Ma realisticamente, se riesco a fare un paio d'ore di prima mattina ed altre quattro ore prima del concerto, sono ugualmente soddisfatto. Delle volte capita che devo affrettarmi con l'allenamento, a stento riesco a ritagliarmi un paio d'ore se ad esempio siamo in viaggio. Ma cerco di evitare quando posso perché è un qualcosa che detesto, se devo andare di fretta lo sento più come un lavoro che come un qualcosa di piacevole che mi fa stare bene.<ref>Dall'intervista rilasciata ''Guitar Player (Holiday 2022)''; citato in ''[https://www.venicequeen.it/in-evidenza/lallenamento-di-john-frusciante-sincronizza-il-corpo-e-la-mente-con-i-suoi-rituali-pre-concerto/ Guitar Player (Holiday 2022) parte 2 di 3: l’allenamento di John Frusciante e i suoi rituali pre-concerto]'', ''venicequeen.it'', 12 dicembre 2022.</ref>
{{Int|''[https://www.venicequeen.it/in-evidenza/john-frusciante-lintervista-inedita-e-angosciante-del-post-abbandono-alla-band/ John Frusciante: l'intervista inedita (e angosciante) del post abbandono alla band]''|Dall'intervista di Robert Wilonsky per il ''New Times'', novembre 1996; ''venicequeen.it'', 4 giugno 2025}}
*Non considero il me stesso dei primi due anni nei Chili Peppers un buon chitarrista, secondo i miei standard. Non sento di aver dato il 100 per cento nel prendere le emozioni e i colori che avevo nella mia testa per trasferirli adeguatamente alla chitarra e dentro al mondo a cui appartengono, dove diventano qualcosa di concreto invece di semplici emozioni che fluttuano nello spazio esterno. Ma poi sono diventato bravo quanto una persona normale potrebbe esserlo, e ogni sera quando avrei suonato, avrei suonato assoli diversi e diverse parti di chitarra. Ho solo avuto un buon rapporto con i fantasmi e i colori nello spazio esterno.
*Una canzone è un qualcosa da cui gli spiriti possono assumere emozioni, ma è qualcosa che l'essere umano non è capace di comprendere – eccetto me. Così loro ne prendono e li danno a me sotto forma di colore e di vibrazione e di emozione e di eco artistico nella mia testa, e allora posso trasformare queste cose in musica.
*Quando ero nella band, non avevo la possibilità di leggere libri, non potevo osservare l'arte, non potevo dipingere, non potevo suonare la chitarra, non potevo ascoltare musica, non potevo fare nulla, potevo solo stendermi sul divano depresso, così ho cominciato a drogarmi, potendo in questo modo tornare in vita, felice e cominciando a suonare ancora. Ma all'inizio non potevo esistere: ero così depresso che nemmeno parlavo alla gente. Ero solo la persona più speranzosa e miserabile che si fosse mai vista. Pensavo fossi un tramite per la musica e che sarei morto di depressione nel giro di un paio di settimane. Pensavo "sono nella testa di una persona che sta per morire!" Credevo che il mio corpo volesse abbandonarmi. Così decisi subito "diventerò un drogato" e il giorno seguente stavo meglio e mi sentivo più felice. Avevo semplicemente deciso. Senza l'eroina non sarei in grado di prendere il controllo di tutti i pensieri che scorrono nel mio cervello. Con essa ho il controllo totale, ho il controllo di tutto quello a cui penso e quando mi vengono in testa pensieri utili, lei non prende il sopravvento. Posso sbarazzarmene. Mi siederei qui, pensando a cosa sarebbe successo se non avessi agito in questo modo. Ma sono cose inutili a cui pensare, anche se è tutto quello a cui dovrei pensare, solo che devo dimenticarmene. Ho sempre avuto una buona disciplina, per come vada la mia testa. Ma questa cosa era troppo pesante. Con l'[[eroina]] avevo improvvisamente il potere di gestire tutte le cose che si insinuavano nella mia testa e pensare a qualcos'altro, ad esempio, se non fossi più stato in grado, improvvisamente, di avere il controllo del mio cervello.
*L'[[eroina]] enfatizza qualunque cosa tu sia. Tipo, se vuoi registrare della musica, ti aiuta a concentrarti su quella cosa in maniera maggiore, ma se vuoi rimanere a letto e non far nulla, ti aiuterà a far meglio anche quello. Ti aiuta a fare meglio qualunque cosa tu voglia. Almeno per me, non per le altre persone. Un sacco di persone – amici stretti che sono puliti, e che sono felici siano così – sanno che quando sono pulito perdo lo scintillio che c'è nei miei occhi, perdo la mia personalità, non sono felice, sono vuoto, tipo. Un sacco di persone dicono che quando sei sballato percepiscono un muro, ma ho tre ragazze, che amo e considero mie fidanzate, ed una di loro mi è venuta a trovare quando ero pulito a febbraio, mi ha chiamato subito dopo, e mi ha detto di aver percepito un muro. La mia testa funziona differentemente da quella della maggior parte delle persone, consequenzialmente le droghe mi influenzano in modo diverso.
*Hanno paura della morte, io no... non me ne frega un cazzo se vivo o muoio.
{{Int|''[https://www.rockol.it/intervista/313 Il carismatico chitarrista dei Red Hot Chili Peppers rivela i segreti del suo nuovo disco solista...]''|Intervista di Valeria Rusconi, ''Rockol.it'', 2001}}
*Sono praticamente cresciuto nella mia stanza provando giorno e notte, fino a quando veniva il momento di andare a scuola. Arrivavo a scuola e mi mettevo a dormire per quelle quattro ore che dovevo stare in classe. Quando ho raggiunto i 17 anni mi sono trasferito a Hollywood e ho smesso di provare con la chitarra, iniziando invece a suonare con un bravo bassista che avevo appena incontrato. È stato allora che ho capito cosa significava suonare con un'altra persona. A 18 anni ho incontrato Flea e poco dopo mi sono unito ai Red Hot Chili Peppers. Ma non ho mai fatto parte di nessun gruppo prima di allora.
*Ero un ragazzino nel 1977 e 1978 e ascoltavo cose tipo Van Halen e Jimmy Page; mi sembrava impossibile poter suonare la chitarra come loro. Io volevo suonare la chitarra, e sapevo che ce l'avrei fatta, anche se non avevo modo di capire come quei chitarristi potessero produrre certi suoni. Ma quando ho sentito il punk-rock, nel 1979 e 1980, insieme alla new wave, ho iniziato a capire come poter suonare il mio strumento. Anche se non avevo una chitarra elettrica, ne possedevo una acustica che se ne stava chiusa in un armadio. Così il giorno che ho iniziato a suonare sono stato ispirato dai Germs, dai Sex Pistols, dai Black Flag, dai Circle Jerks e dai Mad Society, un gruppo di teenagers ora dimenticati.
*La sensazione che ho della mia musica è messa nella mia testa da spiriti; la vera e propria esecuzione dei suoni che sento, tradotti in musica, che sono anch'essi già presenti dentro di me, è mio compito. Credo che tutta la musica sia spiritualità e penso che le musiche più belle vengano create da artisti che non sono coscienti fino in fondo di quello che hanno scritto. Quando ascolto la musica sento i fantasmi che sono entrati in quella musica per crearla, e visto che sono cosciente di questa cosa, penso di avere qualcosa in comune con gli indiani d’America, anche se non è un'influenza diretta perché non conosco la loro musica.
*Non seguo alcuna religione in particolare. So solo quali spiriti mi seguono e mi sento come se lavorassimo ogni giorno insieme. È una cosa di cui ho preso coscienza autonomamente e non grazie a libri o altre letture che ho fatto. Quando avevo 21 anni suonavo la chitarra e facevo un gioco. Mi dicevo "tu non sei qui, e non devi fare nulla con questa musica". Quando facevo questo, ogni mia esitazione spariva e suonavo molto meglio di prima. Ed ogni nota era buona, aveva un significato; ma non ero io, perché non volevo direttamente che succedesse quello. Da quel momento, ho sempre creduto che gli spiriti discendessero in una persona, aiutandola nella vita.
*Il mio artista preferito è Marcel Duchamp e l'arte moderna in particolare, tra cui anche Andy Warhol. Per quanto riguarda Andy Warhol, mi piacciono molto i suoi film, dei quali ho una grossa collezione. Quando compongo musica, penso in termini "di visualizzazione". Provo ad avvicinarmi alla musica nel modo in cui quegli artisti si avvicinavano all'arte, forse anche perché negli ultimi otto anni ho letto avidamente i diari di Leonardo Da Vinci e Marcel Duchamp. Specialmente quando suono la chitarra, penso sempre ai punti, alle linee, ai tratti, alla prospettiva e alle superfici che stanno nella mia testa; un quadro immaginario che mi si svela pian piano. Sicuramente quando scrivo i testi delle canzoni, le mie influenze principali sono Leonardo Da Vinci e Marcel Duchamp. La musica per quanto mi riguarda è ricreare le immagini che sono dentro di me, i colori e le "onde mentali" che, in realtà, hanno una certa consistenza. Leonardo da Vinci teorizzava che l'uomo deve essere "maestro e possessore dei segreti della natura" per poterla rappresentare. Questo è un fondamento che io tengo sempre a mente.
*Una voce nella mia testa mi ha suggerito di abbandonare la band dopo la realizzazione del disco "Blood sugar sex magik". Questa voce, in quel momento, mi sembrò sensata, perché ero al picco della mia creatività e del successo e volevo che la creatività non si fermasse, ma continuasse a scorrere liberamente. Ho sentito che continuare a vivere la vita che vivevo mentre ero in tour, potesse essere anti-creativa per me. Così, anche se in quel periodo tutti i componenti del gruppo andavano d'accordo ed era quindi difficile per me fare una scelta di quel tipo, mentre ero nel bel mezzo del tour e mi accorgevo che la mia vita si stava sfaldando, decisi di lasciare tutto. Ero arrivato ad un punto in cui non mi piaceva più nemmeno quello che suonavo, e soprattutto come lo suonavo. Avevo capito che la voce dentro di me che nove mesi prima mi aveva parlato aveva ragione e che mi ero spinto decisamente troppo in là. Ma essere in un gruppo oggigiorno è un sogno, più di quanto non lo sia stato all'inizio. Stiamo molto bene insieme e non potrebbe andare meglio.
*Mi rendo conto che paragonandomi ad altri chitarristi forse ne esco meglio che non paragonandomi ai cantanti, però mi piace molto la mia voce e mi piace cantare. Sono due metodi di espressione diversi, ma vengono dallo stesso posto. Non potrei vivere senza cantare.
{{Int|''[http://www.repubblica.it/online/spettacoli_e_cultura/frusciante/frusciante/frusciante.html Frusciante e i Red Hot: "Sono rinato coi Beatles"]''|Intervista di Giuseppe Videtti, ''repubblica.it'', 28 maggio 2002}}
*{{NDR|Riferendosi ai primi anni nei Red Hot Chili Peppers}} Quegli anni con il gruppo furono disastrosi per me. Ero una persona squilibrata; costantemente a disagio. In realtà soltanto dopo Californication mi sono sentito in sintonia con gli altri. Né all'epoca gli altri sarebbero stati in grado di darmi una mano. Tutti erano chiusi nei loro problemi di droga. Tempi superati ormai.
*Ho sperimentato molte cose. Ho rivoltato il mio cervello come un pedalino. Mi sono immerso nell'arte dipingendo forsennatamente. Ma, alla fine, la musica è arrivata di nuovo a salvarmi. La pittura mi ha dato un equilibrio che molto agevolmente ho trasferito in musica. La sofferenza, nella vita, è fonte di creatività. Nella mia chitarra ci sono dolore e strazio: la perdita degli amici, la distruzione della mia casa, della pelle delle mie braccia, stare male come un cane, in crisi di astinenza, senza un posto dove andare, senza niente da mangiare. Una volta che hai messo a fuoco tutto questo, è facile convogliarlo in una buona musica.
*Avevo 18 anni e non fu facile seguire quei pazzi scriteriati. Secondo me, si enfatizzavano troppo queste caratteristiche esteriori e la musica inevitabilmente ne soffriva. Ma è anche vero che quei tagli di capelli stravaganti, quelle apparizioni col pube coperto solo da un calzino, diedero alla band una visibilità che forse diversamente non avrebbe mai avuto.
*{{NDR|''By the Way''}} Un disco pieno di belle canzoni e belle melodie. La compattezza della band è arricchita da altri elementi: cori, inserimenti di elettronica, tastiere, orchestra. Diciamo che è un album più libero rispetto ai precedenti. Per quanto mi riguarda mi sono ispirato moltissimo ai [[The Beatles|Beatles]] di ''Sgt. Pepper''. E per la prima volta mi sono divertito in sala di registrazione.
*[...] è il disco più emozionante che ho realizzato in vita mia. Se m'immagino sessantenne a ripensare alla mia opera, questo è un album del quale andare fieri, il più perfetto. Il fatto che Anthony abbia attraversato un periodo piuttosto difficile durante la registrazione del disco, ha prodotto stupende canzoni d'amore. Cantarle con la certezza di non poter mai più rivedere la sua ragazza ha caricato le interpretazioni di un pathos unico.
*Mi sento come quando ero bambino. Mi sembrava così folle allora, quando mi suggerivano che un giorno avrei fatto quello che facevano i [[Led Zeppelin]]. Così adesso sul palco cerco di scomparire. Insomma, cerco di uscire dal guscio di John Frusciante.
{{Int|''John Frusciante perso e ritrovato''|Intervista di Jann Uhelszki, ''Mucchio Selvaggio'', dal 16 al 22 marzo 2004, pp. 13-19}}
*Mentre stavamo terminando le registrazioni di ''Blood Sugar Ser Magik'' ho cominciato a sentire voci nella testa che mi dicevano "Non ce la farai durante i tour, devi andartene adesso: Non sfidare il destino costringendo la tua vita a prendere una direzione in cui non hai bisogno di andare". Nella vita spesso le scelte più importanti riguardano cose che non hai alcun bisogno di fare, ma che contengono una qualche sensazione concernente il futuro. Sono scelte che però richiedono un certo coraggio, perché tutto - da un punto di vista economico o perché è quello che hai sempre voluto fare nella tua vita - ti spinge contro quelle decisioni.
*Ho aspettato parecchio prima di andarmene. Sono andato in tournée anche se non avevo idea di che cosa significasse essere un musicista in tour con una rock band. A casa avevo sviluppato uno stile di vita molto creativo. Il mio mondo era fatto di Captain Beefheart, colori, pennelli, pastelli e niente libri. Mi rilassavo, fumavo erba e bevevo vino. La mia vita era questo mondo semi-immaginario che mi ero costruito. Quando vai in tour invece devi affrontare una realtà brutale e devi accettarla per forza: Puoi essere creativo, ma non ventiquattr'ore al giorno come a casa. Devi passare la maggior parte del tempo a riposare e ascoltare musica. In tour io scrivo molte canzoni, ma ciò mi prende solo un paio d'ore a settimana.
*Quando avevo diciotto/diciannove anni stavo bene, sono cresciuto leggendo interviste di artisti che detestavano andare in tour. Per esempio a Frank Zappa non piaceva viaggiare: perciò io non mi aspettavo un giardino fiorito, è stato addirittura più facile di quanto pensassi. Ma nel periodo di ''Blood Sugar'', a parte il fatto che facevo parte di una band che cominciava ad avere un buon successo, quello di cui avevo più bisogno era la possibilità di mettere bene in chiaro quello che ero stato e ciò che avevo appena scoperto quasi per caso: essere un songwriter e un chitarrista. Avevo bisogno di prendere una direzione, ma quando alla fine me ne sono andato mi sembrava che la mia vita fosse finita, anche se aveva solo ventidue anni. Può sembrare molto stupido adesso, ma allora mi sembrava di non poter più scrivere musica né suonare la chitarra. Non avrei mai pensato di poterlo fare di nuovo in futuro.
*C'erano cose che non capivo, una sensazione che mi galleggiava nella testa, che mi ordinava che cosa suonare con la chitarra. Sentivo come ondate nel cervello. Alla fine ho capito che erano ondate di pensiero subconscio. Ci è voluto molto tempo, ma poi mi sono reso conto di come la musica influenzasse queste cose. Ho capito anche che ogni volta che in un film c'era qualcosa che riguardava la morte o qualcosa che la simboleggiava, la stessa cosa succedeva nella mia mente. Se sentivo una musica bellissima e la suonavo ripetutamente, la mia mente cominciava a fare la stessa cosa nello stesso ordine.
*Ho cercato di usare le contraddizioni per mettere insieme idee contrapposte, forze di energia divergenti e segmenti di realtà che apparentemente non potrebbero mai conciliarsi. Ho usato un mucchio di bugie per dimostrare la verità attraverso la musica: tutto ciò che ci appare come una cosa sola in realtà ha anche il suo contrario, lo credo che ogni evento che si realizza da qualche altra parte ha il suo esatto contrario che lo compensa.
*A me piace molto ballare. Ho cominciato a ritrovare me stesso grazie al ballo. Quando ho smesso di drogarmi, la cosa più difficile è stata ricominciare a funzionare come una persona normale senza le droghe. Il corpo e la mente si abituano e quando smetti ti senti noioso, scialbo, inutile. Per nove mesi mi sembrava addirittura di non essere degno di farmi chiamare John Frusciante. Quando alla fine ho cominciato a sentirmi di nuovo me stesso, mi sono trovato in una prospettiva assai migliore, perché adesso sento la responsabilità di essere chi sono. Invece in quel periodo se qualcuno mi diceva "mi piace i vostro disco", a me sembrava di non essere il John Frusciante che l'aveva fatto e di ricevere credito per qualcosa che non mi spettava. La mia vita passata sembrava essere stata vissuta da un altro e questo significa che ero spiritualmente vuoto. Non mi facevo neanche aiutare perché non riuscivo a fare niente.
*Quando sono tornato nel mondo reale dopo l'ospedale, ho provato quello che provano tutti quelli che smettono di drogarsi. Le cose di tutti i giorni sono molto noiose. Ero tornato a essere me stesso, ma passavo le giornate a guardare film con la mia amica Toni, tre o quattro al giorno. Non avevo niente da fare, cercavo qualcosa che mi facesse ripartire [...]. Già mentre ero in ospedale sentivo che sarei tornato con i RHCP.
*Non ho paura di morire, di conseguenza tutto ciò che nella vita rappresenta la morte non mi fa paura. Il pensiero che qualcuno possa spararmi, l'idea di essere niente, di perdere qualcuno che mi è vicino. Comunque vadano le cose, per me va sempre bene.
*Non mi arrabbio spesso. Non mi piacciono quelli che ti passano avanti per fare prima, ma non posso dire che ciò mi dia veramente fastidio. Mi limito a guardarli scandalizzato [...]. Una delle cose che ho imparato è che se qualcuno è fatto in un certo modo significa che deve essere così. Non si può fare niente per farlo cambiare. Bisognerebbe cambiare il passato, ma questo è impossibile [...]. Perciò è difficile che mi arrabbi con qualcuno, perché capisco che ha subito del male da parte di persone a loro volta maltrattate.
*{{NDR|Dove andiamo quando moriamo?}} Ognuno in un posto diverso. C'è un rapporto tra l'immagine di se che uno ha nel momento in cui muore e ciò che ne é di lui dopo la morte. Se si diventa l'immagine di sé, questa potrebbe essere tremendamente distorta e potrebbe essere qualsiasi cosa: qualcuno con delle enormi orecchie da elefante, un mostro, un robot. Riguardo al luogo dove si va, dipende da quanto progresso si è compiuto in questa vita, cioè l'uso che si è fatto del proprio tempo per cambiare, crescere, imparare. Chi vive la sua vita senza fare nessuno sforzo per imparare si ritroverà in un posto dove riceverà una lezione molto dura. Si riceve una lezione dura anche se la morte arriva mentre stai ancora fuggendo da qualcosa anziché affrontarla. Puoi finire in un posto molto brutto. Bisogna essere onesti con se stessi e sapersi affrontare. lo credo in quello che ha detto Leonardo Da Vinci: "Come una giornata spesa bene porta una notte di riposo sereno, così una vita spesa bene porta una morte serena".
*Voglio fare cose sempre diverse da quelle che ho fatto prima. Solo in questo modo vale la pena di suonare, secondo me. Lo faccio solo per il piacere che mi dà. Non mi piace ripetermi, chi si ripete non ama l'avventura e suona solo per mestiere.
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2004/agosto/08/solo_sento_piu_libero_non_co_9_040808095.shtml «Da solo mi sento più libero ma non lascerò i Red Hot»]''|Intervista di Sandra Cesarale, ''Corriere della Sera'', 8 agosto 2004, p.32}}
*Non bisogna forzare la musica, ma lasciarla arrivare quando vuole, soltanto così è vitale. E gli errori sono benvenuti, modellano le canzoni.
*[[Lou Reed]] e Nico hanno scritto tante canzoni oscure, per questo mi piacciono, anche nei miei pezzi è sempre presente la [[morte]]: non vuol dire raccontare la fine di qualcosa, ma un altro modo di vivere, che non riguarda la nostra realtà.
*La musica è energia. Senza, non ci sarebbe nemmeno la vita. L'unica differenza fra un morto e un vivo è l'elettricità che scorre nel corpo. Di questa stessa forza è fatta la musica. C'è stato un periodo in cui quell'energia non scorreva più dentro di me. Sapevo tecnicamente come mettere insieme le note e suonare gli accordi. Ma non bastava.
*{{NDR|Riferendosi al suo periodo da tossicodipendente}} Ero fuori di testa e non c'era nessuno che potesse aiutarmi. La musica mi ha riportato in vita. Quei fantasmi non ci sono più.
{{Int|''[https://www.rollingstone.com/music/music-news/the-new-guitar-gods-84544/ The new Guitar Gods]''|{{en}} Dall'intervista di David Fricke, ''rollingstone.com'', 22 febbraio 2007}}
*Ho sempre pensato che fosse limitante ispirarsi solo ai chitarristi. Traggo ispirazione anche da quelli che potresti chiamare anti-eroi della chitarra, persone con un'originalità che va oltre l'estetica dell'eroe della chitarra.
:''I always felt it was limiting to stick with guitarists for your inspiration. I also draw inspiration from what you might call guitar anti-heroes — people with an originality that goes beyond the guitar-hero aesthetic''.
*Prima che mi unissi a loro, i Chili Peppers erano solo stile. Il suono non riguardava il movimento armonico o la trama musicale. Era pura energia. Il modo di suonare di Hillel era molto più semplice di quello di altri chitarristi, a causa di quanto Flea fosse impegnato con il basso. Una volta che ho sentito di aver capito quella semplicità, ho messo da parte la mia idea del ruolo originale della chitarra nella band. Non stavo solo scrivendo cose che mi ricordavano i Chili Peppers.
:''Before I joined, the Chili Peppers were all style. The sound wasn't about harmonic movement or musical texture. It was purely energy. Hillel's playing was much simpler than other guitar players can get away with, because of how busy Flea was on bass. Once I felt like I understood that simplicity, I put aside my idea of the guitar's original role in the band. I wasn't just writing things that reminded me of the Chili Peppers''.
*{{NDR|Riferendosi al suo rientro nel gruppo nel 1998}} Non avevo più le mie capacità. Ma ho capito che non ha importanza. Avrei potuto essere disfattista [...]. Ma tutto ciò che ho imparato come persona in quel periodo, tutto ciò che ho vissuto come anima, tutto questo è confluito nella musica. Sono più soddisfatto di come suono in Californication che in Blood Sugar Sex Magik. Anche se avevo molte meno capacità, mi vedo fare del mio meglio e venire dai posti giusti. In Blood Sugar, vedo ancora tutto in relazione a Hillel. In Californication invece, la sensazione era "Cosa possiamo fare? Siamo quattro amici che fanno musica. Possiamo fare qualsiasi cosa".
:''I didn't have my chops at all. But I've come to deeply understand that it doesn't matter. I could have been a defeatist [...]. But everything I learned as a person in that period, everything I had been through as a soul — that all went into the music. I'm happier with my playing on Californication than with my playing on Blood Sugar Sex Magik. Even though I had way less ability, I see myself doing the best I could and coming from the right places. On BloodSugar, I'm still seeing everything in relationship to Hillel. On Californication, it's "What can we do? It's four friends playing music. We can do anything".
*{{NDR|Riferendosi a [[Jimi Hendrix]]}} Non credo ci sia un chitarrista migliore nella storia. Non c'è niente che si possa migliorare. E c'è lo spirito che ci mette dentro. Crea un'atmosfera in cui ci si può sballare, divertirsi e perdersi. Sta tirando fuori aspetti del suono che non sapevamo esistessero.
:''I don't think there's a better guitar player in history. He's not something that can be improved on. And there's the spirit that goes into it. He creates a place where you can be high and hang out and lose yourself. He's bringing out aspects of sound we didn't know were there''.
* [...] mi sono sempre considerato un musicista più che un chitarrista. Dal momento che sto sempre cambiando come persona e i miei gusti cambiano continuamente, ciò si riflette nel modo in cui mi approccio al mio strumento. Non mi sento mai a corto di idee, perché per me è chiaro: la musica è infinita.
:''[...] I've always thought of myself as a musician more than a guitar player. Since I'm always changing as a person and my tastes are always changing, that is reflected in the ways I approach my instrument. I never feel like I'm running out of ideas, because it is clear to me — music is infinite''.
{{Int|''[https://www.vice.com/it/article/john-frusciante-intervista/ John Frusciante: estasi e agonia di un dio della musica]''| Intervista di Ezra Marcus, ''vice.com'', 23 luglio 2014}}
*La [[musica]] per me è un tempio sacro… Essere facile non è di certo una dote, in quest'ambito. Il mio unico pensiero è studiare continuamente tutti i generi musicali possibili, altrimenti mi ammazzerei.
*Circa un anno prima di essermi ricongiunto con i Red Hot Chili Peppers potevo figurarmi nitidamente nella testa che il mio stile compositivo e gli strumenti elettronici (sintetizzatori, drum machine e altre cose, ero in fissa con il breakbeat) avrebbero potuto lavorare perfettamente insieme. Tutto ciò non è successo finché nel 2006 ho iniziato ad interessarmi dei macchinari che avrebbero potuto interessare una persona come me. Così è iniziata la mia scoperta di tutti gli strumenti Roland degli anni Ottanta, il tipo di strumenti che si addicono perfettamente a chi ragiona come me.
*Il campionamento mi dà l'opportunità di studiare la musica dal punto di vista fisico, oltre che i dettagli relazionali dei ritmi nota per nota. Inizialmente mi intimidiva un po' perché ero fossilizzato sulla concezione della registrazione di altra musica come qualcosa che avrei rovinato. Ascoltavo gente come gli Autechre o Venetian Snares, ma non avevo la minima idea di come poter traslare un pezzo in un altro. Con il campionamento la tua anima trova la strada per trasformarsi in qualcos'altro. A volte le persone si immergono a tal punto nella concezione della piacevolezza della musica che ci si può dimenticare del fatto che, per ogni strumento, è come una guerra. Un aspetto che, nel mio rapporto con la chitarra, non si è mai affievolito: se non sento di lottare contro qualcosa è come se non stessi facendo niente. Con i campioni è assolutamente la stessa cosa: è come una battaglia. L'unica soluzione è unirsi nell'adorazione della forza musicale, e qui c'è da dire che pensare alla musica come a una proprietà sia una maniera totalmente errata di interpretare la sua portata e la sua storia.
*[...] credo che la gente non dovrebbe pensare alle proprie opere musicali come una forma di proprietà. Mentre credo che non ci sia nulla di male se gli uomini di affari vedano la musica come un oggetto esclusivo, ritengo che un approccio avido su qualcosa così astratto come la musica abbia un effetto terribile sul modo di pensare di un musicista. Il folk è stato tramandato da persona a persona lungo le generazioni: non vedo con quale interesse economico il music business abbia spinto le persone a considerare i propri prodotti come un mucchio di proprietà. La musica non è un semplice oggetto da scambiare in cambio di denaro, è una forza superiore e dovremmo adottare tutti un approccio più religioso, meno parziale, nei suoi confronti.
*Quando produco è come se fossi in una chiesa o qualcosa del genere perché sembra che una presenza scenda dal cielo e si riveli a me. È come l'arte. Il mio lavoro è bilanciare la parte impulsiva e la parte pratica, e lasciare che il lato più mistico, ineffabile mi penetri come qualcosa che non posso controllare, divento uno studente di questa forza [...]
*Negli ultimi vent'anni ho sperato che ci fossero più campionamenti nell'hip hop. Adoro quando RZA fa hip hop. È senza dubbio il mio produttore preferito. I primi due album di Eminem prodotti da Dr. Dre sono stati, a mio avviso, l'esempio più ambizioso di preservazione dell'essenza dell'hip hop tramite l'impiego gratuito di campioni da parte di un artista. In generale, mi piace la musica old school. Quando ascolti qualcosa di nuovo non sai come si evolverà, ma sai da dove proviene. Vorrei precisare che non faccio hip hop perché mi piace più di ogni altro genere. Trovo semplicemente che sia un genere davvero malleabile, che assorbe ogni tipo di musica: può essere synth pop, può essere classica o persino jazz. Se il beat è cattivo la melodia può essere qualsiasi cosa.
*Quando suoni in una band rock il cantante ascolta un determinato tipo di musica e il mood dipende solo da lui. Gli altri membri della band ascoltano il cantante e, seguendolo, cercano di suonare a tempo in modo che lui possa seguire loro a sua volta. È una contorta combinazione di gerarchie che nell'hip hop non esiste, perché la musica è totalmente slegata dal rapper. Se quest'ultimo rappa fuori tempo, i musicisti non hanno bisogno di adeguarsi al cambio di velocità, perché il beat è immutabile finché il rapper sputa rime su rime. Mentre si rappa la base sta per conto proprio.
* [...] apprezzo molto l'indipendenza che ho dai rapper con cui collaboro, perché mi sono sempre fidato della mia visione creativa. Trovo esasperante il dover discutere di musica con le altre persone. Come ho già detto, la musica è come un tempio sacro in cui trovo me stesso, e non deve in nessuna maniera costituire una fonte di frustrazione o una ragione per offendere qualcuno. Ho sempre avuto a che fare con questa merda, per cui è davvero un piacere sentirsi parte di un "facciamolo tutti assieme", senza alcun tipo di discussione inutile. È una vera e propria celebrazione. Finché stiamo lontani da pianificazioni e da lotte per posti di lavoro possiamo continuare ad interpretare la musica come la diretta composizione sonora dell'ingegno umano. I conflitti personali non dovrebbero mai avere a che fare con il fare musica e impartire ordini alle persone non necessariamente significa comporre. Ho sempre pensato che lo fosse, ma col tempo è emerso che non lo è affatto.
*La musica può realmente essere un mero atto produttivo; non ha bisogno di essere una questione di "no, non mi piace" o "questa parte non funziona per me," anche se, alla fin fine, è proprio quello che accade negli studi di registrazione. Stai costantemente a dire "sì" o "no" a qualsiasi cosa. Ma non si sta parlando di vera musica, sai? Non ti stai minimamente avvicinando alla comprensione della musica, se ti approcci così. A cosa punta una pop band, ad essere accattivante? A farsi piacere da tutti? Non è un'abilità che puoi sviluppare… Sai quanto denaro viene sprecato dagli artisti pop per raggiungere obiettivi tutt'altro che nobili, per piacere all'ascoltatore medio? Non è mai stato l'obiettivo dei compositori classici o dei musicisti jazz. Se stai pensando in un modo completamente estraneo alla musica, le stai mancando di rispetto. La stai trattando come un oggetto da sfruttare a tuo piacimento, anziché un qualcosa di superiore per cui ti dovresti ritenere fortunato.
*Adoro ascoltare musica religiosa, tipo Bach. Quando Bach scrisse le sue composizioni corali lo fece con spirito di devozione nei confronti di qualcosa di superiore, di sconosciuto, che ti rende fortunato di poterlo lontanamente capire. Lotterai per tutta la vita senza mai capire tutto ciò, ma avrai composto moltissima musica e questo ti avrà fatto crescere, sai? Il senso critico non è affatto sufficiente per far crescere la musica in sé, semplicemente perché [...] sfrutta la musica per piegarsi alla volontà umana. Tutti hanno un desiderio profondamente radicato di ascoltare musica, ma più si desidera di ricevere attenzione dalle persone con la propria musica e più si userà tale attenzione per incrementare il guadagno derivante da essa: io rifiuto semplicemente questo modo di pensare. Sono contento di essermi concentrato sul ragionare in questi termini quando ero nella band, anziché mirare ad una felicità terrena, sai? Perché altrimenti mi sarei ammazzato.
*Quando avevo solo vent'anni, nei primi due anni nella band, l'impatto del successo mi ha separato dal modo che avevo di vedere le cose. Diventai insoddisfatto della mia composizione, del mio modo di suonare la chitarra, del far parte della band: tutto risultava avvilente. Da quell'orribile esperienza ho capito che non ho affatto il privilegio di servirmi di questa nobile arte. Se avessi pensato "Voglio che la gente mi veda in questo modo. Devo adempiere a questo compito nella musica", mi sarei ucciso o roba del genere. Era terribile pensarlo, così ho iniziato a smettere di considerare Flea e Anthony come dei modelli da seguire perché erano semplicemente diversi da me. Loro sono due grandi uomini di spettacolo e, per loro fortuna, non hanno bisogno di così tanto impegno nella musica quanto ne necessito io. Per arrivare lontanamente a ritenermi degno, io ho dovuto studiare le forme di musica pop, jazz, classica, elettronica e rock. Ecco come devo fare per vivere in sincronia con me stesso, capisci? Così, a circa 21 anni ho iniziato a concentrarmi seriamente sul mio futuro da musicista, smettendola di pensare a voler essere di successo. Ero finalmente convinto del mio futuro da musicista. Poi, però ci fu il tour di ''Blood, Sugar, Sex, Magik'', e ricaddi nuovamente nello stesso errore, perché avevo smesso di pensare come avrei dovuto. Mentre quando sono tornato nella band, nel '98, ho fatto in modo di non separarmi mai dalle mie cuffie, dal lettore CD o dal mio modo di sedermi nella stanza sopra alla mia sedia speciale per suonare la chitarra. Ciò che non avevo capito la prima volta era che se non mantengo vivo il mio rapporto con la musica, semplicemente mi sgretolo in mille pezzi.
*All'epoca non sapevo proprio cosa mi stesse succedendo, ma quando stavamo scrivendo e registrando ''Blood, Sugar, Sex, Magik'' sapevo soltanto che la mia vita era un posto magico in cui ero in grado di vivere. Tuttavia, dopo qualche mese di tour mi sentivo già un uomo il cui successo era ormai passato, tipo "È stato bello finché è durato, ma ora è finito tutto". È da pazzi pensare che un ventiduenne possa pensare qualcosa del genere, però lo pensavo per davvero. Mi ero semplicemente arreso. Non pensavo proprio che il tornare a casa e darmi da fare per concentrarmi di nuovo sulla musica fosse un'opzione. Ero davvero depresso, ero destabilizzato perché avevo smarrito ogni fonte di gioia. Ma dal 1998 ho fatto in modo di essere sempre immerso nella musica e questa strategia non ha mai fallito: quello è stato decisamente un periodo di crescita e maturità.
*Ogni volta che si terminava un album mi sentivo come se avessi appena perso un caro amico, mi spiego? Non mi va proprio giù l'idea di impiegare un album per promuoversi come se la musica fosse un mezzo per assicurarti il massimo profitto possibile. Mi sentirei come se stessi tradendo mia moglie. Siamo così fortunati ad avere qualcosa come la musica, per questo motivo trovo irrispettoso trattarla come una schiava o qualcosa di simile. Se non vivessi e non pensassi in costante devozione alla musica come un qualcosa di superiore, mi lascerei pian piano andare fino ad annullarmi del tutto.
{{Int|''[http://web.archive.org/web/20250215001913/https://www.venicequeen.it/in-evidenza/john-frusciante-lintervista-a-total-guitar-tradotta-integralmente-per-voi-da-vq-it-e-qui/ John Frusciante: l'intervista a Total Guitar tradotta integralmente per voi da VQ.it è qui!]''| ''venicequeen.it'', 9 aprile 2022}}
*{{NDR|Riferendosi al suo secondo ritorno nei Red Hot Chili Peppers}} Volevo davvero la sfida di provare a lavorare in una band democratica, con persone che rispetto e con cui ho una chimica. Sentivo che per progredire come anima e come essere umano dovevo accettare quella sfida, che sarebbe stata una buona cosa per me provare a lavorare con loro in maniera armoniosa, senza lasciarmi guidare dal mio ego, ma avendo amore e rispetto per loro. Questo era il punto: cercare di essere una parte del tutto.
*Ho riflettuto così tanto sulle cause della mia ultima uscita dalla band che non credo di aver avuto, al tempo, lo spazio mentale per esserne consapevole. Ero tipo "non voglio vivere in questo mondo di fama e pubblicità, voglio solo concentrarmi sul fare musica elettronica e farlo per il semplice gusto di fare musica, non per fare felici le persone, non per avere successo". E questo è ciò di cui avevo bisogno a quel tempo. Ma guardandomi indietro ho compreso molti degli stress personali fra me e gli altri membri della band, e ho visto la mia parte in essi più di quanta ne avessi vista nel 2009. E anche se credo che non sia colpa di nessuno quando qualcuno lascia una band, come persona sono cresciuto abbastanza da vedere la mia parte in questa situazione, al contrario del comportarmi semplicemente come vittima.
*Non volevo sentire nessuna pressione sullo scrivere nuova roba, perché sarebbe stato opprimente. Quindi per un mese o due abbiamo suonato solo canzoni di altri artisti o dei primi Chili Peppers. Ci siamo divertiti un sacco. E fortunatamente quello spirito di divertimento è rimasto con noi per tutto il processo di scrittura, anche dopo aver scartato e sostituito quelle canzoni, andando lì ogni giorno eccitati per le novità che stavamo inserendo o per le jam che stavamo trasformando in canzoni.
*Sviluppai una relazione da vero fan con le diverse forme della musica rock, senza che ciò avesse nulla a che fare con la mia identità. Così, quando tornai a suonare con la band, sapevo che ciò avrebbe avuto un effetto su ciò che scrivevo [...]. Volevo veramente focalizzarmi su quello che percepivo come l'inizio della musica rock nella storia – il rock 'n' roll di fine anni '50 ed il blues elettrico che si diffuse tra gli anni '40 e '50. Volevo immaginarmi come un ragazzo che arrivava negli anni dei Beatles, dei Creem o di Jimi Hendrix, per chiedermi: "cosa avrei fatto per abbellire queste fondamenta?". Mi sembrava che, siccome stavo tornando a fare musica rock, tanto valeva ripartire dalle radici. Avevo trascorso molto tempo, per altri album, a concentrarmi specificatamente su Jimmy Page, Jimi Hendrix o i Cream. Invece di rifare lo stesso, pensai "concentriamoci su Elvis, Clarence Gatemouth Brown, Freddie King, Albert King, Buddy Holly, Gene Vincent, Ricky Nelson – e poi, in che modo potrei provare a fare qualcosa che vada oltre?"
*Amo i chitarristi come Eddie Van Halen e Randy Rodes per la capacità che avevano di far esplodere lo strumento con le mani e la leva della chitarra ma apprezzo molto persone come Greg Ginn e Kurt Cobain che suonano senza dare troppa importanza alla tecnica, nonostante facciano anche uso di tecniche non convenzionali, ma hanno un approccio più viscerale. Nel momento in cui stavamo registrando il mio obiettivo era trovare un ponte tra queste due concezioni dello strumento: l'idea di esplodere con l'elettricità dell'energia umana che passa attraverso le corde della chitarra. E, inoltre, usando tutte quelle tecniche sviluppate da Van Halen e Randy Rhoads che mi sembra derivino più o meno da quello che faceva Jeff Beck in Blow By Blow e Wired.
*È davvero bello suonare di nuovo le vecchie canzoni per tutti noi, tornare a quel materiale è stata un'emozione speciale. E, sai, amo improvvisare sul palco [...]. Si crea quella dinamica di reciprocità con il pubblico, laddove la sua energia e la pressione di stare suonando di fronte ad esso senza poter riavvolgere il nastro e tornare indietro, tira fuori qualcosa da dentro il musicista che sei, qualcosa che non c'è modo che quel musicista ritrovi stando seduto in studio a registrare la propria musica da solo, come ho fatto in passato.
*[...] non so se alla fine del mio ultimo periodo con la band riuscissi ad apprezzare la nostra chimica quanto faccio in questo momento, apprezzare davvero quello di cui siamo capaci – quando ti abitui a qualcosa, a volte tendi a dare le cose per scontate. Ho passato moltissimo tempo facendo musica in cui facevo qualsiasi cosa volessi. Ed è stato grande. E continuo a farlo. Però mi sembrava che tornare a suonare in una band potesse essere una buona cosa per me come persona. Ma soprattutto, mi diverto troppo a suonare con quei ragazzi.
*Nei primi due anni con i Peppers non avevo ancora trovato la mia strada. Pensavo che avrei potuto essere come Flea che, a quei tempi, si esercitava mezz'ora al giorno o, alcuni giorni, non si esercitava per nulla. E ogni volta che prendeva in mano il suo basso, veniva fuori qualcosa di meraviglioso. Così, quando mi unii al gruppo pensai: "Potrei essere così anch'io!". Venne fuori che per me non poteva andare così – se lo avessi fatto, non sarebbe venuto fuori da me nulla di originale, non sarei stato a mio agio con ciò che avrei fatto, non mi sarei divertito sul palco, non sarei stato in grado di scrivere canzoni e raggiungere il suo livello di creatività. Per essere come Flea devo darci dentro venti volte di più: ho bisogno di far musica con altra gente tutto il tempo, di buttar giù molte più idee di quante ne mostro agli altri, di sforzarmi nel capire cose che non comprendo, e che mai potrei comprendere.
*Tra i 18 e i 19 anni cercavo di impressionare gli altri, o suonando robe ricercate o mettendoci intensità. Tutto questo c'è ancora, ma ho subito realizzato che non potevo ripiegarmi sull'intensità o sulla tecnica – per la gente la musica non ha valore finché non ci metti dentro qualcosa di tuo e tiri fuori ciò che hai dentro in maniera da renderti vulnerabile. Non ostentando "Hey, guardami, sono bravo", ma donando un pezzo del tuo cuore. È stato un passaggio che mi è stato chiaro dopo aver terminato il tour di Mother's Milk nel 1989. Così realizzai: se continuo come sto facendo, non sarò mai felice in ciò che faccio, quindi [...] devo lasciarmi alle spalle il concetto di ciò che è buono ed essere me stesso, scoprire quello che significa e smetterla di essere ciò che le persone si aspettano che io sia, o ciò che penso che i Peppers dovrebbero essere. Devo provarci solo per scoprire chi sono.
*Quando misi da parte questi concetti di cercare di "essere bravo", o di impressionare gli altri, dalla mia anima venne fuori qualcosa che non so spiegare, che giungeva quando suonavo – e la gente, a quel punto, cominciò ad apprezzarmi molto di più; comincia a significare qualcosa per gli altri. Fu un bizzarro paradosso, poiché non era più mia intenzione prestare attenzione a tutto ciò a quel punto: sarei stato me stesso, costi quel che costi, non cercherò più di impressionare qualcuno. E poi questo portò la gente ad interessarsi a ciò che facevo.
*Quando iniziai a mettere da parte tutte queste idee adolescenziali e cominciai a suonare più col cuore che per colpire gli altri, Flea cominciò a suonare molto meglio. Lo capii durante le prove, facendo giusto del feedback o mantenendo una nota per molto tempo, invece di suonare propriamente. Notai che Flea veniva fuori meravigliosamente. Mi resi conto di come questo influenzò anche l'alchimia con la band. Fece suonare tutti meglio, poiché stavo fornendo loro una tela su cui dipingerci sopra, diversamente dal mostrare alla gente pitture solo mie. Ero tipo "lascerò a loro dipingere e darò loro solo un'atmosfera in cui muoversi", e vidi che questo aveva davvero un buon effetto su tutti.
*Troppo spesso si pensa che il valore di un chitarrista derivi dall'abilità di canalizzare l'attenzione su di sé. E ci sono molti chitarristi che sono ottimi in questo [...]. Per me, non importa assolutamente quanta tecnica possiedi; la vera abilità di un [[chitarrista]] risiede nel far suonare bene il resto della band. Quindi, per alcuni è importante solo come sei a livello di anima. Per altri questo si traduce nell'essere ingombranti così come creare parti di chitarra prettamente per la canzone. Per alcuni non fare per nulla assoli, per altri assoli molto semplici. Per me è così che si misura l'abilità di un chitarrista: nel modo in cui si connette alla band creando assieme un solo sound. E l'abilità di ogni individuo può essere giudicata in base a quel sound ottenuto – non su ciò che fanno individualmente o su come appaiono e neppure se è fisicamente difficile o meno da riprodurre da parte di un musicista emergente.
*Per un chitarrista saper utilizzare gli accenti penso sia la cosa più importante in termini di espressività. È la cosa su cui non hai controllo quando inizi a suonare e ti chiedi: "cos'è che fa suonare queste persone su questi dischi così molto meglio se sto suonando le stesse cose?". È il modo di utilizzare gli accenti, e poi tutto quello che c'è nel mezzo. I miei esercizi di routine hanno molto a che fare con suonare scale in modi diversi, che passano dall'utilizzo degli accenti. Sono sempre consapevole di questo aspetto – sono molto attento sul concetto di volume che viene dal colpire note più velocemente e duramente o più lentamente e delicatamente.
*È decisamente meglio spegnere il cervello mentre ascolti e percepisci ogni sensazione che l'altro ti sta mandando. Senza dubbio è importante essere in ascolto dell'altro, ma dovresti anche divertirti nel vedere ciò che viene fuori dal tuo strumento. Questa è un'altra cosa che mi piace del feedback: non sai mai cosa succederà dopo. Ascolti ciò che viene fuori dall'amplificatore e dopo suoni su esso. Alle volte con i chitarristi, soprattutto quelli attenti nel valutare la qualità di ciò che producono, succede che tendano a mettere loro stessi prima delle note che vengono fuori. E so che è qualcosa di naturale, è il modo in cui le nostre menti si legano al presente. Ma se sai lasciarti andare ed ascoltare ciò che avviene, proprio come avviene, e rispondi ad esso, senza pensare a quanto dovrai rallentarti per poterci riuscire, troverai l'angolo decisamente più divertente da cui essere in ascolto. Poiché se sei preoccupato di cosa accadrà prima che accada potreste perdere il treno giusto tutti assieme, ma se ascolti che avviene e il modo in cui si collega al resto, diviene un processo rigenerativo. Così come il feedback è qualcosa che passa attraverso te, tornando verso te, penso che possa essere lo stesso con ogni tipo di suonata: suona un paio di note e aspetta cinque secondi prima di suonarne altre.
{{Int|''[http://web.archive.org/web/20250210041303/https://www.venicequeen.it/in-evidenza/frusciante-illimitato-la-nostra-traduzione-dellintervista-a-guitar-world-1a-parte/ "Frusciante, illimitato": la nostra traduzione dell'intervista a Guitar World (1a parte)]''| ''venicequeen.it'', 9 aprile 2022}}
*Ho attraversato molte fasi, crescendo come chitarrista, ogni anno mi sentivo una persona diversa, perché mentre continuavo a migliorare, i miei gusti cambiavano sempre in qualcosa di un po' più difficile da suonare.
*{{NDR|Parlando dei Red Hot Chili Peppers}} Erano la mia band preferita. Li andavo a vedere ogni volta che potevo. Andavi a uno dei loro concerti, e c'era questa energia magica che si sprigionava. Era come trovarsi in un sogno
*Ci furono delle difficoltà per me per tipo il primo anno nella band. Devo dire qualcosa che penso possa essere utile per i chitarristi. Penso che all'inizio del mio periodo nella band, ero troppo focalizzato sull'impressionare la gente, e non avevo abbastanza fiducia in me stesso. Pensavo tutte queste cose – "voglio essere unico", "voglio dimostrare qualcosa", "voglio mettermi in luce" – e tutto ciò che facevo sembrava forzato. Non mi sentivo libero e non sentivo di stare comunicando quello che volevo comunicare. Non credevo di stare andando in profondità dentro me stesso.
*{{NDR|Riferendosi al periodo di ''Mother's Milk''}} Nella parte finale di quel tour, raggiunsi un livello di infelicità tale da farmi dire "Butterò via tutte queste canzoni che sto provando a comporre. Smetterò di cercare di attirare l'attenzione delle persone. Tirerò fuori interamente il mio ego". Decisi che avrei usato la mia chitarra per supportare gli altri membri della mia band. Così ho semplificato ciò che facevo. Allo stesso tempo, ci mettevo cento volte di più la quantità di espressione personale e anima che ci avevo messo fino ad allora. Questo cambiamento è stato il passo che, all'improvviso, ha portato le persone ad accorgersi davvero di quello che facevo. Non stavo provando ad essere un Red Hot Chili Pepper nel modo in cui ritenevo che la gente immaginasse che doveva essere – ho solo cominciato ad essere me stesso. E quella versione onesta di me stesso è ciò che avete conosciuto da allora.
*{{NDR|Riferendosi al suo secondo rientro nel gruppo}} Quando ho cominciato a parlare con Flea per la prima volta, ci siamo detti "se ricominciamo a suonare insieme, dobbiamo fare qualcosa di completamente diverso da ciò che abbiamo fatto prima" [..]. Circa nello stesso periodo incontrai Chad da qualche parte, e lui mi disse che gli sarebbe piaciuto jammare con me. E così c'era una roba tipo "chi chiameremo per suonare il basso? Io non conosco molti bassisti!", ma io e Flea avevamo appena fatto quella fantastica jam, quindi gli dissi: "Chad ha accennato che gli piacerebbe suonare insieme qualche volta, tu ci saresti?", e Flea rispose "certo, sarebbe figo". Ricordo anche che si fermò per circa 10 secondi, per poi dire "pensi mai alla possibilità di tornare nei Red Hot Chili Peppers?" Quindi dissi a Flea "sì, ci ho pensato". Ne parlammo per un po'. Poi Flea andò a parlarne con Anthony, e Anthony disse che era entusiasta all'idea.
*{{NDR|Riferendosi al suo periodo di lontananza dalla band}} Facevo musica elettronica, ma ho anche passato un periodo, non molto tempo fa, in cui suonavo su molta della roba di Charlie Christian. La mia routine prevedeva il fare musica elettronica per 6 giorni a settimana, e in un solo giorno passare 15 o 16 ore ad apprendere gli assoli di Charlie Christian. Entro la fine di quell'anno avevo imparato tutti gli assoli che aveva fatto con Benny Goodman e Lionel Hampton – li avevo memorizzati tutti.
*Essere in una band con altre persone può essere davvero difficile quando sei in una posizione vulnerabile a mettere il tuo cuore e la tua anima in ogni cosa che fai. E direi che il problema più grande che abbiamo mai avuto fu la mancanza di comunicazione in un momento in cui comunicare sarebbe stato molto produttivo. Volevo mettere le cose in chiaro e assicurarmi che nessuno si fosse creato delle false speranze [...]. Provai davvero in tutti i modi a rendere loro chiaro perché avrebbero potuto non rivolermi più nella band. Feci addirittura delle note, perché volevo elencare il maggior numero possibile di ragioni per cui avrebbero potuto pentirsi della decisione, sai? [...] nulla di ciò che dissi li fece desistere.
*Abbiamo un rapporto speciale perché siamo passati dall'essere una band da club a una band da arena insieme. Ad esempio, quando ero agli inizi nella band, abbiamo fatto degli spettacoli pessimi. Non sempre, ma c'erano spettacoli in cui non si presentava nessuno, o spettacoli in cui sentivamo che il pubblico non era così entusiasta come lo era prima che io entrassi nel gruppo. Così abbiamo dovuto costruire la nostra energia insieme per creare qualcosa di nuovo nella band. E questo lo abbiamo tirato fuori l'uno dall'altro. È una connessione che condividiamo e che nessun altro può condividere con noi, poiché solo noi quattro abbiamo vissuto quell'esperienza.
*{{NDR|Riferendosi ai Red Hot degli esordi}} Quei ragazzi si conoscevano dalle scuole medie e superiori, e sono passati dall'essere dei tipi goffi che dormivano sul pavimento della gente a realizzare d'un tratto, "Wow, quando saliamo sul palco, abbiamo questa energia che fa ballare un intero club di persone". Per me, niente di quello che abbiamo fatto intacca quella formazione in termini di energia che ho sentito ai loro spettacoli.
*Volevo solo continuare a suonare nello stile che avevano creato con Jack e Hillel. Pensavo che avrei suonato come Hillel, ma in maniera più appariscente. Dopo circa nove mesi mi sono reso conto che la mia esuberanza non stava impressionando nessuno, e non c'era davvero posto per questo nella chimica della band, così per un po' ho fatto affidamento solo sulla mia energia. In quei primi nove mesi, ho avuto l'impressione che a gran parte del loro pubblico non piacessi, ma quando abbiamo pubblicato Mother's Milk, mi sono sentito abbastanza accettato.
*Sono molto fortunato ad aver sostituito un così grande stilista. La sfida di tentare di attrarre il suo pubblico è stata costruttiva per il mio personaggio, e anche quando è apparso il mio stile personale, stavo ancora usando il suo come base per quello che facevo. E fortunatamente per me, c'era una strana confluenza di anime, dove più rimanevo all'interno dei parametri stabiliti da Hillel, più suonavo come me stesso. Volevo che il gruppo suonasse bene, così ho smesso di preoccuparmi di come avrei potuto presentarmi. Mi accontentai di fare da spalla agli altri ragazzi del gruppo e, inaspettatamente, questo mi fece risaltare di più, piuttosto che di meno. Ancora oggi vedo lo stile di Hillel come il centro del mio, per quanto riguarda la band. Era un giocatore di squadra, e aggiungeva colore e significato ai contributi dei suoi compagni, e questo è quello che cerco di fare anch'io.
*Solo quando li ho visti dal vivo sono diventati la mia band preferita. Questo è successo quando la band originale, con Jack e Hillel, era tornata insieme, non avevo mai visto niente del genere. L'energia era incredibile. Ho saltato per tutto lo spettacolo, e tutto sembrava una sfocatura psichedelica. Tutti erano davvero felici, e non sembrava che la band e il pubblico fossero separati. Quindi, se mi chiedi cosa ho amato di loro, è questo: quell'energia magica.
{{Int|''[http://web.archive.org/web/20250502155950/https://www.venicequeen.it/in-evidenza/broken-record-john-frusciante-intervistato-da-rick-rubin-aprile-2022-1a-parte/ Broken Record: John Frusciante intervistato da Rick Rubin (Aprile 2022) – 1a PARTE]''| ''venicequeen.it'', 3 luglio 2022}}
*La prima volta in cui mi ricordo di aver sentito il nome della band riguarda il fatto che avevo un insegnante di chitarra che si chiamava Mark Nine, l'unico insegnante di chitarra che davvero mi piaceva e dal quale ritengo di aver appreso delle buone cose [...]. Un giorno venne e mi disse che aveva un'audizione con una band chiamata Red Hot Chili Peppers in cui sperava di entrare, e siccome lui suonava sia chitarra che basso, a me era rimasto impresso che lui andasse a fare l'audizione come bassista.
*[...] i Red Hot Chili Peppers erano solo una band interessante, divertente da guardare e di cui avevo qualcosa sulle cassette. Ho comprato il loro primo disco quando vivevo in Florida [...]. Tutto ciò che sapevo su di loro, tutto ciò che avevo ascoltato non mi avevano preparato per l'intensità di quello spettacolo, era psichedelico, loro erano ricoperti di pittura fluorescente sul corpo in modo che tu potessi vederli con le luci nere ed era così fuori dal mondo, eravamo circa un migliaio di persone a vederli quella sera e sembrava di essere tutti in un sogno collettivo o roba del genere, sembrava di non essere nella realtà. Io sono stato a due spettacoli in cui si sono dipinti, e non ho mai assistito ad un altro spettacolo in cui il pubblico e l'artista sono così connessi, in cui siamo tutti una cosa sola ed il resto del mondo non sembra esistere...
*Prima ascoltavo ciò che era di moda tra tutti i ragazzi di Santa Monica, ci piacevano gli Aerosmith, Alice Cooper, Van Halen, i Kiss, tutto quel tipo di musica che piaceva ai ragazzi che facevano skateboard, a tutti i ragazzi del quartiere. Poi mi sono trasferito da Santa Monica a Mar Vista e lì ho scoperto la stazione radio KROQ e nello show di Rodney Bingenheimer ho sentito il punk per la prima volta, mi ricordo che è stata una cosa graduale, per un po' ho ascoltato i DEVO, i B-52 e gruppi simili, poi ho scoperto i Germs e per un paio di mesi una ragazza che era fan dei Sex Pistols ha vissuto accanto a casa mia e mi faceva ascoltare i suoi dischi, io andavo da lei ed ho registrato "Nevermind the Bollocks" dei Sex Pistols, "More songs about Buildings and Food" dei Talking Heads... quindi mi piacevano la new wave ed il punk-rock e poi sono passato ad appassionarmi più nello specifico all'hardcore punk. Ho passato varie piccole fasi. Diciamo che il punk è stato ciò che mi ha spinto a tirare fuori dall'armadio la chitarra acustica ed imparare le canzoni, io avrei già da tempo voluto una chitarra elettrica, ma nessuno era disposto a comprarmela, ed ovviamente il suono di un'acustica è differente, allora mi sono detto: «Magari se imparo un po' di canzoni punk si rendono conto che faccio sul serio con la chitarra e mio padre me ne compra una elettrica».
*{{NDR|Riferito al punk}} C'era questa violenza ed era ciò che mi piaceva, perché era la stessa rabbia violenta che io sentivo dentro di me e mi spaventava in un certo senso percepire di avere questa parte rabbiosa dentro di me, cercavo di tenerla in qualche modo a bada, non riuscivo a capire quali fossero i miei limiti e più volte mi sono sentito.. come dire.. un po' matto? E sì, per un po' mi sono dilettato con la parte violenta del punk per nutrire quella parte violenta che percepivo in me stesso [...].
*I Red Hot Chili Peppers ed i Bestie Boys facevano parte di questa musica più divertente che mi facevano conoscere i miei compagni di scuola, e poi quando mi sono trasferito ad Hollywood a 17 anni ho capito che avevo bisogno di un cambiamento, ero appassionato di questa musica che pensavo potesse rendermi un chitarrista migliore, ma ho deciso di dedicarmi ad ascoltare solo cose che mi facessero stare bene e mi dessero sensazioni forti e positive, senza badare troppo agli aspetti tecnici.
*È stato molto importante per me una volta entrato nel gruppo cercare di mantenere quel tipo di energia che ricordavo di aver provato ai loro concerti, ed una cosa che mi piaceva di loro è che li percepivo autentici, che poi è uno dei motivi che mi ha fatto mettere da parte i miei dischi dei Kiss per quelli dei Germs, dei Black Flag ed altri come loro, tu eri importante per loro... per i Kiss verso i 9 anni mi sono reso conto che certo mi piacevano, ma mi chiedevo se loro si piacessero o che tipo di connessione potessero provare verso una persona come me.
*Con queste altre persone sentivo di respirare la stessa aria, guardavamo alla musica dalla stessa angolazione e non da angoli opposti, non c'era quella distinzione tra venditore e consumatore, c'era questo senso di appigliarsi a qualcosa che ci salvava dalla confusione della vita. Quindi, io percepivo che anche in quel gruppo ci fosse questa convinzione, che la musica davvero gli importasse. Da quando sono entrato nei RHCP, ho sempre voluto che la cosa più importante fossero la musica e la connessione tra di noi.
{{Int|''[http://web.archive.org/web/20250210031407/https://www.venicequeen.it/in-evidenza/guitar-player-holiday-2022-parte-3-di-3-john-frusciante-i-suoi-modelli-e-la-sua-vulnerabilita/ Guitar Player (Holiday 2022) parte 3 di 3: John Frusciante, i suoi modelli e la sua vulnerabilità]''| ''venicequeen.it'', 21 dicembre 2022}}
* [...] andando sul palco, ci sono volte in cui vado al microfono per cantare e cantare, e contatto gli occhi con le persone, e vedo due persone chiaramente innamorate e davvero felici di essere lì, o un ragazzino molto felice, o una ragazza che salta su e giù, o un gruppo di ragazzi che salta in cerchio perché sono contentissimi che abbiamo suonato una canzone particolare che a loro piace molto. A volte in quei momenti mi viene da piangere. Oppure mi sento soffocare e non riesco a cantare, devo chiudere gli occhi e fissare il suolo per riprendermi.
* [...] ogni pubblico è differente e ogni location si percepisce diversamente, e anche noi stessi abbiamo un animo differente ogni sera. Perciò, improvvisando proprio all'inizio, ci connettiamo con quello che è lo spirito del momento, e spesso è questo approccio a guidare il resto dello show. Sai, nel concerto in generale c'è moltissima spontaneità. Ogni volta che c'è un assolo, che sia in una canzone che non suoniamo spesso o in una che suoniamo ogni sera, mi sento molto creativo in quei momenti. Ogni attimo sul palco è gratificante.
*Per come sono andate le cose, sento ''Return Of The Dream Canteen'' come un disco più divertente, e credo che tocchi vette più estreme. Quest'ultimo ha qualcosa di più colorato, in un certo senso luminoso. Non che non abbia sezioni oscure. Però, a me sembra più oscuro Unlimited Love. Il nuovo album ha forse anche più elementi sorprendenti. Ce ne sono un po' anche nel primo, ma soprattutto nella seconda metà del secondo, ci sono probabilmente più sintetizzatori e drum machine e cose del genere di quanto le persone potevano aspettarsi da noi. E sembra anche più estemporaneo e spontaneo. C'è una certa qual sensazione di rilassatezza e distensione che distingue ''Return Of The Dream Canteen'' da ''Unlimited Love''.
*Quando siamo in studio, in mezzo alle registrazioni, sono sempre lì che faccio cose, tipo il tapping a due mani. I tecnici sentono questa roba tutto il tempo; suono robe molto veloci durante le pause. Ma quando si torna alle registrazioni, faccio quello che credo sia giusto per la canzone, e nella maggior parte dei casi ciò non implica suonare molto veloce. Ma è comunque qualcosa che mi piace fare.
*Molte delle basi del mio modo di suonare la chitarra risiedono, stilisticamente, nella musica che ho amato da bambino e che ho sempre continuato ad amare. C'è tanto post-punk, o quello che oggi chiamiamo post-punk. Allora la chiamavamo new wave. Ma si tratta di gente come Ricky Wilson dei B-52 e Matthew Ashman dei Bow Wow Wow. Di band come i Cure, Scritti Politti e i Minutemen. I Pop Group erano parecchio strani, ma penso che fossero dei veri ideatori e il loro stile di chitarra è davvero buono. Tutte queste persone e queste band hanno fatto cose molto potenti con i toni puliti. Ascolti D. Boon suonare nei Minutemen e capisci veramente di cosa sto parlando. Farà un assolo e il tono sarà il più pulito possibile. Ma ha più potere di un chitarrista heavy metal, semplicemente perché ci tiene tanto e ci mette davvero l'anima e il sentimento. E riguardo a Ricky Wilson, il primo concerto a cui io abbia mai assistito era in un gran posto, di tipo 5000 posti a sedere, ed era dei B-52. Era il 1983. E il suo modo di suonare la chitarra era semplicemente incredibile. Rendeva felici le persone. E a me interessa molto la reazione emotiva. Per me è più importante raggiungere le persone piuttosto che voler dire "guarda quanto sono grosso, duro e macho".
* [...] io penso che molte volte le persone vogliano sembrare sicure coi loro strumenti. Per me, invece, la vulnerabilità è una delle cose più accattivanti che si possano ascoltare in un pezzo musicale. E ho realizzato di sentirmi come se stessi dando una parte maggiore di me stesso quando ero vulnerabile con lo strumento. Ciò si collega all'uso di toni puliti, al fare cose sottovalutate, a tutte queste cose. E credo che sia universale. Pur ammirando la fiducia in una persona, nel profondo sappiamo tutti che la vulnerabilità è una delle cose più difficili da raggiungere. Ed ogni piccolo grado di cui puoi permetterti di essere più vulnerabile, con i tuoi amici, con il tuo partner o col tuo modo di suonare, è una delle cose più forti che puoi fare
*Riguardo ai miei pensieri di quando ero bambino su cosa dovevo dire alle persone attraverso il mio modo di suonare la chitarra, sento che molto di quanto ho finito per dire abbia a che fare con la vulnerabilità. Ha a che fare col supportare gli altri e anche col mettersi in gioco in una maniera che talvolta fa paura. Ti sembra di avere il cuore troppo esposto e che le persone potrebbero calpestarlo, ma ti sembra anche che la cosa ti stia bene [...].
==''Red Hot Chili Peppers Live''==
[[File:JohnFruscianteAugust2006.jpg|thumb|John Frusciante nel 2006]]
*Spesso, mentre suono la chitarra o lavoro su qualche pezzo, mi viene un'erezione così forte che devo subito masturbarmi. Certe volte però mi trattengo, perché ho paura che l'orgasmo possa danneggiare la mia creatività.
*Ho sofferto di [[psicosi]] da coca: sentivo i muri sussurrarmi qualcosa che non capivo, credevo che quel tizio che incontravo per strada volesse uccidermi, ma questi sono solo gli esempi meno angoscianti... Una volta ho chiamato Perry Farrell alle 7 del mattino, mi sentivo le orbite degli occhi piene di serpenti, e gli ho chiesto se poteva aiutarmi a farli uscire da lì; lui mi ha risposto che avevo troppo Yin, e che dovevo ritrovare l'equilibrio con un po più di Yang... o qualcosa del genere...
*Per 6 anni mi sono scavato dentro... Son riuscito a fare quello che volevo, cioè starmene senza fare niente, senza obblighi per niente e per nessuno.
*Il mio miglior modo di meditare è quello di pensare a qualche rockstar che mi piace. Così di solito, quando faccio yoga, mi capita di pensare a David Gahan e Martin Gore.
*Mi chiama la mia amica Denise e mi fa: "Ciao John, guarda che ho conosciuto un tipo di Chicago che mangia batteria a colazione". Non ho resistito alla curiosità e le ho risposto: "Allora digli di chiamarci, e vediamo cosa sa fare"... Era [[Chad Smith]].
*Con [[Anthony Kiedis|Anthony]] non riusciamo a parlare senza incazzarci. Tra noi ci sono troppe vibrazioni negative, e a volte lui è veramente uno stronzo arrogante.
*I primi tempi facevo una fatica tremenda a mettermi nei panni che erano stati di [[Hillel Slovak]]; poi ho cominciato a trovare un percorso tutto mio, e a quel punto ho incominciato a apprezzare la semplicità del suo approccio musicale e ho imparato molto dal suo stile. Suono in maniera diversa da Hillel, ma gli devo molto.
*Il [[punk]] era la tua guerra contro quegli idioti della provincia bianca media del cazzo che stavano distruggendo il mondo. Ecco perché la rabbia del punk era la mia stessa rabbia.
*Odio i nostri fan: se ne stanno lì a cantare in coro le canzoni lente, perché è l'unica cazzo di cosa che sanno fare.
*Quando sono entrato nei Chili Peppers, per un paio di anni ho fatto lo stronzo a tempo pieno. Pensavo solo al sesso, a ubriacarmi, a vestire in maniera vistosa per fare il gradasso...
*Quando avevo 9 anni fantasticavo in maniera romantica su come sarebbe stato essere [[bisessualità|bisessuale]]. Insomma, mi dicevo che ero diverso, ma il fatto è che non mi sono mai sentito del tutto diverso. (Intervista a ''Spin'', dicembre 1991)
==Citazioni tratte da canzoni==
===''Niandra LaDes and Usually Just a T-Shirt''===
'''Etichetta''': American Records, 1994, prodotto da John Frusciante.
*''Il mio sorriso è un fucile | non ci proverai? | Quindi ti piace il modo in cui balliamo, piccola? | Quando le note ti arrivano | lo sai che ti amo | sei tutto ciò che vedo | il mio [[sorriso]] è un fucile | e tu cosa sei? | Il mio sorriso è un fucile | e lo sto puntando su di te | il mio sorriso è un fucile | lo saprai quando mi porterai dentro dalla pioggia''.
:''My smile is a rifle | won't you give it a try? | so you like the way we dance dreaming? | when notes come to you | you know I love you | you're all I see | my smile is a rifle | and what are you? | My smile is a rifle | and I'm pointing it at you | my smile is a rifle | you'll know when you bring me in from the rain''. (da ''My Smile Is a Rifle'', n. 2)
*''Le [[Tenda (arredamento)|tende]] sono fatte per muoversi | perché sai che a volte non ci sei sempre | non ne hai bisogno ora | la tua testa ha la forma di una mucca | finché tutto è qui | il mondo è solo una sfera | non più grande delle palle che succhi''.
:''The curtains are made for moving | 'cause you know sometimes you're not always there | you don't need it now | your head's shaped like a cow | 'til all is here | the world's just a sphere | no bigger than the balls you suck''. (da ''Curtains'', n. 5)
*''Sono stato pazzo, beh, il tempo è lento | al Papa non interessa quando il pedone | è il tuo mare | non sei d'accordo? | Quando sei in giro sono ferito | intorno al tuo pollice | vuoi essere insensibile | dentro la pistola''.
:''I've been insane well the time is slow | the Pope don't matter when the pawn | is your sea | don't you agree? | When you're around I'm wound | around your thumb | you wanna be numb | inside the gun''. (da ''Been Insane'', n. 9)
*''La tua figa è incollata a un edificio in fiamme | io dipingo la mia mente solo perché sono vivo | e se mi vedi | vagare per la collina | non verrai con me? | tu dipingi i tuoi occhi | i miei sono nel cielo''.
:''Your pussy's glued to a building on fire | I paint my mind just 'cause I'm alive | and if you see me | roaming the hillside | won't you come along? | you paint your eyes | mine are in the sky''. (da ''Your Pussy's Glued to a Building on Fire '', n. 10)
===''Smile from the Streets You Hold''===
'''Etichetta''': Birdman Records, 1997, prodotto da John Frusciante.
*''Riesci a sentirlo? | Il mio amore che scorre fuori dai miei fianchi | ti è stato chiesto di volare | ti spingerò verso un po' di luce | è che vedi il mio pesce ha bisogno di prosperare | finché sono vivo''.
:''Can you feel it? | My love flowing out my sides | you've been asked to fly | I'll thrust you to some light | it's you see my fish needs to thrive | as long as I'm alive''. (da ''I'm Always'', n. 7)
*''Riesci a pensare a un modo migliore | per spaventare il cielo | e rendermi parte di questo | angolo di oscurità senza senso | certo che potresti, ma preferirei essere | quello per cui mi sforzo solo per essere | ami il tuo paese, ami la lotta | allevia il tuo cazzo sulla tua amata moglie''.
:''Could you think of a better way | to be even scaring the sky away | and making me a part of this | corner of meaningless darkness | of course you could but I'd rather be | what I strive along for just to be | you love your country, love the strife | relieve your cock on your beloved wife''. (da ''Femininity'', n. 9)
*''Sei un sorriso dalle strade | mi tieni il cuore tra le mani mentre sono distrutto | sei sempre in declino | bevi un altro sorso di vino - un brindisi a noi | sei tu quello con le stelle | hai tenuto i segni per quello che sei | sei tu quello nel cielo, dove sei andato? | sai di essere dove crescono i pianeti | sei nel sole, il volto di plutone''.
:''You're a smile from the streets | you hold my heart in my hands while I'm beat | you're always on the decline | you take another sip of wine - a toast to us | you're the one with the stars | you held up the signs for the one that you are | you're the one in the sky, where did you go? | you know you're where the planets grow | you're in the sun, the face of pluto'' (da ''Smile From the Streets You Hold'', n. 15)
===''To Record Only Water for Ten Days''===
'''Etichetta''': Warner Bros, 2001, prodotto da John Frusciante.
*''Non butti via la tua vita | andandoci dentro | arrivi a conoscere chi ti sta guardando | e chi altro | risiede in te''.
:''You don't throw your life away | going inside | you get to know who´s watching you | and you besides | you resides''. (da ''Going Inside'', n. 1)
*''C'è ancora del tempo quando pensi sia finita | vivi una vita quando ormai hai mollato e sei morto | non provo dolore | non percorro questa linea | levito e sento il suolo farsi vicino | l'ecstasy ha reso ogni passo lungo un miglio''.
:''Extra time when you think it's over | live a life when you've rolled over and died | I don't feel pain | I don't travel this line | levitate and feel the ground get closer | ecstasy made every step a mile''. (da ''Invisible Movement'', n. 11)
*''Sento che le ruote girano intorno | replay | ti abbiamo fatto quello che eri | le abbiamo portate su quella collina | le abbiamo portate su per farle rotolare giù | al mattino, la luce potrebbe ripulirti | sono triste che il tempo mi sfugga | spinge avanti a me tutto il giorno | ricordami cosa avrei potuto essere | sento che vado più veloce''.
:'' I feel that wheels are turning 'round | replay | we made you what you were | we brought them up that hill | we brought them up to roll them down | in the morning, light might clean you out | I'm sad that time escapes me | it pushes ahead of me all day | remind me what I could've been | I feel the faster I'm going''. (da ''Saturation'', n. 14)
===''Shadows Collide with People''===
[[File:JohnFruscianteAtaxia.jpg|thumb|John Frusciante nel 2004]]
'''Etichetta''': Warner Bros, 2004, prodotto da John Frusciante e Charlie Clouser.
*''Quando ci provo, lo costringo a uscire | non guardo mai dentro, solo fuori | ora è il momento in cui milioni di persone perdono | non è più lo stesso da quando ti ho perso | mi scaccia dalla città | augurando il meglio in giro | ti toglierei solo di dosso | il paradiso ti accoglie e ti respinge''.
:''When I try I force it out | never looking in only out | now is the time for millions to lose | never the same since I lost you | running me out of town | wishing the best around | would only get you off my back | heaven receives you and throws you back''. (da ''Carvel'', n. 1)
*''Ometto me stesso come favore per Dio (Tutti i miei diritti sono nemici di tutti) | subisci il destino perché è l'unico ascensore che hai (Tutti i miei diritti sono nemici di tutti) | dedica tutto da prima ad ora (Tutti i miei diritti sono nemici di tutti) | sottolinea queste cose che non permetterai''.
:''Omit myself as a favor for God (All my rights are everyone's enemy) | suffer fate 'cause it's the only lift you've got (All my rights are everyone's enemy) | dedicating all of before to now (All my rights are everyone's enemy) | emphasizing these things you won't allow''. (da ''Omission'', n.2)
*''Sono stato un mio pasto | e mi è scivolato giù per la gola | e tutto ciò che sto affrontando è un altro modo per andare | sono morto così tante volte e poi sono riapparso | la [[morte]] per me è solo una parola che provoca paura | sto prendendo il mio posto | in un mondo con uno spazio diverso''.
:''I've been a meal of mine | and slid down my throat | and all I'm facing is one more way to go | died so many times and then reappeared | all death looks like to me is a word that causes fear | I'm taking my place | in a world with different space''. (da ''Second Walk'', n. 5)
*''Una canzone da suonare quando sono solo | vinco e non gioco mai più | nessuno da affrontare quando sto cadendo | mi aggrappo a sogni che non finiscono mai''.
:''A song to play when I'm lonely | win and never play a game again | no one to face when I'm falling | holding tight to dreams that never end''. (da ''Song To Sing When I'm Lonely'', n. 11)
===''The Will to Death''===
'''Etichetta''': Record Collection, 2004, prodotto da John Frusciante.
*''Ho dormito | sopra di me | sono nato al mattino | sono morto di notte | sono stato trovato in uno specchio, piccola | non riuscivano a tirarmi fuori | in questi tempi il tempo si esaurisce''.
:''I've been asleep | on top of myself | I was born in the morning | I died at night | I was found in a mirror, baby | they couldn't get me out | In these times time runs out | it runs out''. (da ''Time Runs Out'', n. 3)
*''Il tempo torna indietro dove non si vede | nessuno intende me | quando dicono che le persone non crescono | la faccia nello specchio non sono io, sì hey hey''.
:''Time does a crawl back to where it doesn't show | no one means me | when they say people don't grow | the face in the mirror is not me, yeah hey hey''. (da ''The Mirror'', n. 6)
*''La volontà di morire è ciò che mi tiene in vita | È a un passo di distanza | un passo | i limiti sono stabiliti | solo allora possiamo andare fino in fondo | fino in fondo''.
:''The will to death is what keeps me alive | it's one step away | step away | limitations are set | only then can we go all the way | all the way''. (da ''The Will to Death'', n. 12)
===''Inside of Emptiness''===
'''Etichetta''': Record Collection, 2004, prodotto da John Frusciante.
*''C'è una stanza | c'è una luce | c'è una notte | nel fuoco | nel dolore | nel filo | questo da me | questa bugia | sembra giusto''.
:''There's one room | there's one light | there's one night | in the fire | in the pain | in the wire | this from me | this one lie | that seems right''. (da ''What I Saw'', n. 1)
*''Una carta e una matita | sono i migliori amici che ho | sono andato in centro a Los Angeles | sono stato preso dai poliziotti | non ho ottenuto quello che volevo | ma non mi importava molto | ho visto che la vita stava scherzando | guarda''.
:''A paper and a pencil | are the best friends I've got | I went to downtown L.A. | got picked up by the cops | didn't get what i wanted | but I didn't care a lot | I saw that life was kidding | look on''. (da ''Look On'', n. 5)
*''Ho trovato il resto di me | sono stato abbattuto | il vuoto mi ha reso libero | vivevo su una nuvola | la passeggiata nella tempesta era come una vacanza | mi è capitato di essere stato avvertito | più e più volte''.
:''I found the rest of me | I was beaten on down | emptiness set me free | I lived on a cloud | the walk through the storm was like a holiday | I happened to have been warned | over and over again''. (da ''Emptiness'', n. 6)
===''A Sphere in the Heart of Silence''===
'''Etichetta''': Record Collection, 2004, prodotto da John Frusciante e [[Josh Klinghoffer]].
*''Una volta che sono alle strette, non riesco a centrarmi | andrò oltre | i piani per uccidermi sembrano vacillare | non sono me stesso | gli occhi non possono vedere né me né gli altri | fai le cose a modo nostro | un significato extra, la verità non li libererà | ciò che dico non vale niente''.
:''Once I'm cornered, I can't center | I will go beyond | plans to kill me seem to falter | I am not my own | eyes can't see me or the others | you do things our way | extra meaning, truth won't free them | not worth a thing I say''. (da ''Walls'', n. 3)
*''Ogni volta che guardi dove stai andando | sembri stanco, girato dall'altra parte | ora sarai da solo | oppure potresti, dirò | nel momento in cui la tua debolezza seguirà | ti seguiranno, non dirlo più | strisciano, saranno in lontananza | griderai: "Perché io?"''
:''Whenever you look where you're going | you look tired, turned away | now you will be on your own now | or you could, I'll say | the minute that your weakness will follow | they'll follow, say no more | crawling, they'll be in the distance | you'll shout: "Why me?"'' (da ''Surrogate People'', n. 6)
===''Curtains''===
'''Etichetta''': Record Collection, 2005, prodotto da John Frusciante.
*''E poi il passato si allontana | e io non sarò coinvolto | lo sforzo di essere liberi | sembra inutile dall'alto | mi stai guardando dall'alto | preferirei restare qui sotto | che avere te che mi fissi | non c'è nessun posto in cui voglio andare''.
:''And then the past recedes | and I won't be involved | the effort to be free | seems pointless from above | you're looking down at me | I'd rather stay below | than have you staring up at me | there's no where I want to go''. (da ''The Past Recedes'', n. 1)
*''Sento che la speranza si sta esaurendo | non abbiamo mai trovato la strada di casa | non c'è più mondo | la terra è sparita | l'acqua è tutto ciò che è sopravvissuto | non ci sono vie di fuga | sono finiti i giorni degli errori | i nostri errori''.
:'' I feel the hope running low | we never found our way home | there is no more world | the land is gone | water is all that survived that one | there are no escapes | gone are the days of mistakes | our mistakes''. (da ''Hope'', n. 8)
*''Per cambiare linea, stasera non ho tempo | in questi tempi il vento supera la marea | quando è difficile svegliarsi | i sogni compensano la tua vita | questa folle lucentezza, non ti lascia mai morire | crescendo, diventiamo ciò che vogliamo | di nuovo la luna sale troppo in alto | e non abbiamo bisogno del cielo'',
:''For changing lines, I've got no time tonight | in these times the wind surpasses the tide | when the wake-up's hard to find | dreams make up for your life | this crazy shine, it never lets you die | growing up, we become what we want | again the moon rises up too high | and we don't need the sky''. (da ''Time Tonight'', n. 10)
===''The Empyrean''===
'''Etichetta''': Record Collection, 2009, prodotto da John Frusciante.
*''C'è un futuro che chiama | ma non lo vedo arrivare | no, non ho una mia faccia | quindi vieni e fatti sostituire | c'è un futuro che chiama | ma non lo vedo arrivare | no, non lo vedo arrivare''.
:''There's a future that's calling | but I don't see it coming | no, I don't have my own face | so c'mon and be replaced | there's a future that's calling | but I don't see it coming | no, I don't see it coming''. (da ''Heaven'', n. 6)
*''Sono al centro del nulla | pensando di spazzare via tutto | quando scegliamo di andare perdiamo di più | della nostra semplice realtà | ho girato intorno ai lati di questo universo così com'è | al di fuori dei limiti di ogni esistenza | dove la luce non finisce mai''.
:''I'm central to nowhere | thinking of sweeping it clean | when we choose to go we're losing more | than just our surroundings | I've gone around the sides of this universe as it stands | outside the limits of all existence | where light never ends''. (da ''Central'', n. 8)
*''Temo un momento che non è vicino | come un uomo sulla croce non ho paura | non riesco a credere alle parole che sto dicendo | devi sentire le tue linee''.
:''I'm dreading a time that is not near | as a man on a cross I have no fear | I can't believe these words I'm saying | you gotta feel your lines''. (da ''Central'', n. 8)
*''Il [[piacere e dolore|dolore]] attraversa la vita | l'altro lato dei piaceri | la [[paura]], dicono alcuni, ci dà una vita così lunga | ci conduce dove guidiamo | presto nascerà il tempo | sta iniziando tutta l'alba''.
:''Pain runs through life | pleasures' other side | fear, some say, gives us such long lives | leads us where we drive | time will soon be born | it is starting all the dawn''. (da ''After The Ending'', n. 10)
==Citazioni su John Frusciante==
[[File:CCarsonChiliPeppersVoodooExperience2006.jpg|thumb|John Frusciante, ottobre 2006.]]
*Come paragonare il mio modo di suonare a quello di John? Penso che lui sia molto più e prima di tutto un chitarrista di quanto non lo sia io. Ha iniziato a suonare la chitarra quand'era ragazzino e si è votato a questo strumento. Fin dagli inizi si è familiarizzato con il comporre canzoni, con la cultura musicale e con la teoria attraverso la chitarra. Io no. All'inizio ero un batterista. Quando sono passato alla chitarra, non ero affatto interessato ad avere il ruolo leader. Quindi John è più immerso in quella tradizione e più a suo agio nel metterla in pratica. Io non mi ero mai interessato ad essere la prima chitarra o ad eseguire gli assoli e cose del genere. ([[Josh Klinghoffer]])
*{{NDR|Riferito al suo secondo ritorno nel 2019}} Frusciante è rientrato nel gruppo e tutto va bene. Personaggio notevolissimo, peraltro: conosciuto dal vivo, mi ha dato l'impressione di avere il fuoco dentro pur restando un tipo tranquillo e piacevole, uno di quegli uomini con cui è piacevole andarsi a bere una birra, consapevoli che non si resterà a corto di argomenti. ([[Enrico Brizzi]])
*John Frusciante non mi trasmette niente con il suo modo di suonare. Diciamo che se si può dire che Mark Knopfler è uno dei chitarristi più sottovalutati del mondo, John Frusciante è uno dei più sopravvalutati [...]. Tutti dicono che ha uno stile volutamente minimale. Forse è come uno di quei pittori affermati che ad un certo punto decidono di dipingere come dei bambini. Forse sta attraversando questa fase, ma non mi piace. ([[Justin Hawkins]])
*''Per il contante vai fuori come Frusciante | E cresce il marcio sull'atlante.'' ([[Club Dogo]])
*Per la band avere di nuovo John Frusciante è stata una gran cosa. Lui è un musicista eccezionale e averlo a fianco è uno stimolo straordinario. ([[Chad Smith]])
===[[Flea]]===
[[File:RHChiliPeppersSpurs210723 (62 of 90) (53064692037).jpg|thumb|Flea e John Frusciante in concerto a Londra nel 2023]]
{{cronologico}}
*{{NDR|Nel 2011}} Una cosa in particolare mi preme dire. Sono profondamente grato a John Frusciante, che ha dato tantissimo alla band. Tanto come amico, quanto come chitarrista della band, sarà una figura insostituibile.
*John Frusciante è il miglior musicista con cui abbia mai suonato. È visibile ovunque, dai piccoli dettagli al quadro completo. Il suo rapporto con la musica è così puro, ha così tanta integrità, conoscenza, lavoro e pratica. Ogni nota che suona nasce da questo cuore immenso. È così bello.
*{{NDR|Riferito al suo rientro nel gruppo nel 2019}} L'impatto è stato enorme e profondo. Nel corso degli anni ci ha lasciato ed è ritornato più volte, ma quello che è sempre rimasto è stato quel linguaggio che abbiamo costruito insieme e che sappiamo parlare soltanto con lui. La band esisteva molto prima dell’arrivo di John, ma quello che abbiamo fatto con lui è davvero entusiasmante per me [...]. Il suo ritorno è stato un vero e proprio vortice di energia, lo amo tantissimo.
*John è fottutamente bravo. Tecnicamente, adesso è meglio di quanto non sia mai stato. È capace di suonare qualsiasi cosa. La sua conoscenza della musica è enciclopedica. I suoi gusti sono splendidi. È sempre lì ad evolversi, crescere, cambiare. Lui proviene da un posto purissimo, è dotato della massima virtù, e ciononostante, ciò che mi ha reso più felice nel suonare con lui stavolta è l'umiltà che viene fuori da questo minimalismo. In nessuna parte di lui c'è desiderio di ostentare. Vuole solo creare buona musica. Scriverà una splendida progressione di accordi e una melodia e, al suo interno, si fiderà di me e mi lascerà fare il mio
===[[Anthony Kiedis]]===
{{cronologico}}
*Flea, John e Chad sono il mio ponte verso Dio e non cambierei con nulla al mondo le esperienze che ho vissuto con loro. Ognuno di loro mi ha dato amore, musica e i momenti migliori che avrei mai potuto sperare di vivere.
*{{NDR|Sul suo abbandono ai Red Hot nel 2009}} Io non ne sono stato per niente sorpreso. Quando è finito il tour {{NDR|2007}} ho capito che stava per cambiare qualcosa: vedi, mese dopo mese avevo sentito delle voci, a proposito di John, e alla fine sapevo perfettamente che era solo questione di tempo. Però non ho mai avuto la sensazione che la band fosse finita, ma solo che John stava per uscirne e anche in punta di piedi, come ha fatto. Si è comportato molto bene, ed è stata anche la soluzione migliore per tutti.
*{{NDR|Nel 2016}} Per me si tratta di una delle persone più belle e più semplici con la quale fare musica. Bastava sedersi per terra, io gli facevo vedere qualche parola che avevo scritto e lui cominciava a suonare qualcosa. Nel giro di pochi minuti era pronta una canzone. Non ho mai incontrato qualcuno con cui fosse così facile scrivere canzoni e soprattutto belle canzoni. È una persona speciale e mi manca. Accetto il fatto che si facciano percorsi diversi, ma mi manca.
*Mi ricordo di essere rimasto rapito dalla personalità di John, si esibiva con queste persone più grandi di lui e con più esperienza ed era la forza dominante, pieno di energia. Era giovane e nessuno aveva intaccato il suo entusiasmo ed il suo amore per la musica o gli aveva messo in testa idee sul come doversi esibire, ed era anche una persona piacevole da frequentare e divertente. Sapeva suonare ed imparava i brani molto velocemente e mi piaceva come persona [...].
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*''Red Hot Chili Peppers Live'', a cura di Alex Romeo, BluesBrothers, 2012. ISBN 9788880740940
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Niandra LaDes and Usually Just a T-Shirt ||(1994)}}
{{Pedia|Smile from the Streets You Hold||(1997)}}
{{Pedia|To Record Only Water for Ten Days||(2001)}}
{{Pedia|Shadows Collide with People||(2004)}}
{{Pedia|The Will to Death||(2004)}}
{{Pedia|Inside of Emptiness||(2004)}}
{{Pedia|A Sphere in the Heart of Silence||(2004)}}
{{Pedia|Curtains (John Frusciante)|Curtains|(2005)}}
{{Pedia|The Empyrean||(2009)}}
{{Red Hot Chili Peppers}}
{{DEFAULTSORT:Fruscainte, John}}
[[Categoria:Cantautori statunitensi]]
[[Categoria:Polistrumentisti statunitensi]]
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Chad Smith
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/* Citazioni di Chad Smith */ + cronologico
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wikitext
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[[File:Red Hot Chili Peppers - Rock am Ring 2016 -2016156230620 2016-06-04 Rock am Ring - Sven - 1D X - 0118 - DV3P9777 mod.jpg|thumb|Chad Smith, giugno 2016]]
'''Chadwick Gaylord Smith''' (1961- vivente), batterista statunitense, membro dei [[Red Hot Chili Peppers]].
==Citazioni di Chad Smith==
{{cronologico}}
*Quando suoniamo, in realtà, siamo degli attori, vogliamo che le persone che vengono a vederci si divertano. Ci divertiamo molto anche noi e continuerà ad essere così. Anche se questo {{NDR|''One Hot Minute''}} è un disco più scuro, o quello che vuoi, quando siamo sul palco facciamo più rock di chiunque altro da queste parti. C'è un trasporto totale su palco.<ref>Dall'intervista di Martin Carlsson, ''Waterworld'', ''Rockstar'', ottobre 1995, p. 40.</ref>
*Ci si può provare finché si vuole, ma se le cose non funzionano, non c'è niente da fare. È già successo con [[John Frusciante|John]]. Credo che {{NDR|[[Dave Navarro]]}} abbia capito che sia necessario un certo feeling! E nella nostra band è fondamentale!<ref name=mtv3>Dal programma televisivo ''MTV Essential'', MTV; video disponibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=BD27AmcD2KI youtube.com]''.</ref>
*Siamo identificati come una ''californian band'', ma questo è semplicemente il posto dove siamo cresciuti e viviamo. Se sei un musicista sincero, però, il luogo in cui vivi ti influenza e condiziona la tua musica.<ref name=tutto>Dall'intervista di Marco Mathieu, citato in ''Anche i belli piangono'', ''Tutto Musica'', luglio 2002, p. 27, 28, 29, 30 e 32.</ref>
*Avere successo facendo musica onesta: questa è la fortuna che abbiamo e che ogni giorno apprezzo di più. Lo facciamo per noi e so che questo può sembrare egoista, ma la verità è che il giorno in cui non ci sentiremo più così smetteremo. Non continueremo a suonare soltanto perché la gente compra i nostri dischi, questo è sicuro...<ref name=tutto/>
*Crescendo e invecchiando, siamo diventati persone diverse e la musica che facciamo è inevitabilmente ispirata dalla nostra vita. Credo che l'onestà dei Peppers stia proprio in questo: non pretendiamo di fare le stesse cose di dieci o venti anni fa. Sarebbe patetico...<ref name=tutto/>
*{{NDR|Su [[Los Angeles]]}} Una città che vive dei suoi opposti: schifezze e cose belle, felicità e tragedie, c'è tutto qui...<ref name=tutto/>
*La situazione attuale dell'industria discografica è critica, manca la forza e la voglia di investire a lunga scadenza. In giro ci sono molti nuovi artisti interessanti, ma non hanno più il tempo di maturare e migliorare, come invece accadde a noi. Adesso, se non vendi così tanto con il primo album rischi di essere "tagliato" e avanti un altro, alla ricerca dei prossimi Linkin Park... All'inizio i Peppers non vendevano molto, ma ebbero il tempo di crescere e diventare quello che sono adesso. Oggi ci farebbero fuori all'istante...<ref name=tutto/>
*Ho lasciato il liceo, che è la scuola che finisci più o meno a diciott'anni, e ho iniziato a suonare per professione, perché ho una grande passione per la musica, è ciò che ho sempre fatto e che ho amato fare, sono stato molto fortunato ad aver potuto suonare per professione e fare musica.<ref>Dal programma televisivo ''MTV Essential'', MTV; video disponibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=UFw9-WDT4DE youtube.com]''.</ref>
*''By the Way'' è stato il video più facile da girare, ci sono voluti circa 20 minuti.<ref name=mtv4>Dal programma televisivo ''MTV Essential'', MTV; video disponibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=CS8fM4xHJcc youtube.com]''.</ref>
*Mi piace fare tutta la nostra musica, anche se il modo in cui suono adesso la batteria è più aggressivo, ma solo perché ai tempi non sapevo bene come fare, quindi quando suoniamo canzoni più delicate, anch'io mi do una calmata.<ref name=mtv4/>
*Siamo molto onesti con la nostra musica, con quello che facciamo e quindi è naturale che parliamo della California, di Los Angeles, dei nostri amici, delle nostre vite, di ciò che facciamo, è una descrizione onesta di chi siamo, e di ciò che facciamo.<ref name=mtv4/>
*La gente è legata alla nostra musica perché è vera e onesta, è emozionante ed abbiamo scritto pezzi rock, pezzi più lenti, pezzi più ritmati, copriamo una gamma piuttosto vasta. Mi capita di vedere intere famiglie ai concerti ed è una ficata, è una cosa bellissima.<ref name=mtv5>Dal programma televisivo ''MTV Essential'', MTV; video disponibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=FINX_yyi-Kw youtube.com]''.</ref>
*Non sono un'immagine, sono solo il ragazzo di un gruppo rock che fa musica, sperando che ciò che facciamo renda felici le persone. Cosicché dimentichino la me..a di tutti i giorni e si vengano a divertire insieme a noi per un'ora e mezza.<ref name=mtv5/>
*''Californication'' era fantastico su molti livelli e per molte ragioni. Avere di nuovo John era una cosa grossa per noi. Ci sentivamo come se fossimo una nuova band [...]. Non c'era alcuna atmosfera alla "Woo-hoo! John Frusciante è tornato, le vendite andranno di nuovo alle stelle!", nessuna pressione – questa volta più che mai, non stavamo inseguendo nessun grande disco [...]. Di nuovo, si trattava semplicemente di scrivere canzoni, come per Blood Sugar. Noi 4 in una stanza a fare un mucchio di canzoni veloci e semplici. È così che nascono i buoni album. La canzone più ostica fu Californication. Anthony aveva scritto il testo da tempo. Di solito noi scriviamo la musica e le melodie e lui ci scrive su, ma al tempo aveva viaggiato tanto e vide che il mondo si era "californizzato" – vide l'influenza globale che Hollywood ha sul mondo. Provammo a ricamarci sopra la musica, ma semplicemente non funzionava – niente funzionava finché non andammo in studio e un giorno John ne creò una parte. Le altre parti si incastrarono molto rapidamente dopo di essa – e il resto erano tutte queste altre canzoni che avevamo realizzato [...]. Ma eravamo preparati, davvero preparati, e terminammo tutto molto velocemente. L'album fu ultimato in sei settimane, o forse due mesi, qualcosa del genere. Fu un periodo divertente e fresco, avevamo tutti le batterie ricaricate ed eravamo eccitati dalla musica.
:'' Californication was amazing on many different levels for many different reasons. Having John back was a huge thing for us. It felt like a new band [...]. There was no real "Woo-hoo! John Frusciante is back – record sales are gonna be huge again!" No pressure – this time more than ever, we weren't trying to follow up some big record [...]. It was back to just writing songs like fo "Blood Sugar". The four of us in a room just making a bunch of songs quick and easy. That's how good records are made. Toughest song was "Californication". Anthony had written those words long before. Usually we write music and melodies and he writes with that, but he had been traveling and seeing how the world was "Californication" – what a global influence Hollywood has on the world. We tried to come up with music for that. It just wasn't working until we got into the studio and one day John had part. It fell together really quick after that – but the rest was all these songs we had [...]. We were prepared though, very prepared and did it really quick. The album was done in maybe six weeks or two months or something. It was just a fun time and felt new again. Everybody's batteries were recharged, and we were excited about the music.''<ref>{{en}} Da Brendan Mullen, ''An Oral/Visual History by the Red Hot Chili Peppers'', ItBooks, 2010, ISBN 9780061351914, p. 205.</ref>
*{{NDR|Dopo aver appreso che la musica dei Red Hot Chili Peppers sarebbe stata usata come forma di tortura dalle autorità statunitensi a Guantanamo}} In passato avevo letto che di solito usano pezzi hard rock e metal per questo scopo, ma non canzoni dei Red Hot Chili Peppers. La nostra è una musica positiva, pensata per fare star bene le persone e non per torturare. Si tratta di una notizia sconvolgente per me ed è una cosa che non mi piace affatto. Alcune persone pensano che la nostra musica sia noiosa o fastidiosa ed è una cosa che davvero non mi importa, ma non dovrebbero usarla per una cosa del genere. Anzi a dire il vero non dovrebbero proprio torturare le persone.<ref>Citato in ''[http://www.liberoquotidiano.it/news/news-da-radio-105/11593609/Red-Hot-Chili-Peppers--Chad.html Red Hot Chili Peppers, Chad Smith torna sull'argomento torture]'', ''liberoquotidiano.it'', 14 aprile 2014.</ref>
*Le persone vedono la band come un gruppo di persone estroverse, ma questo non vuol dire che si è cosi tutto il tempo, e vale anche per me. [[Jimi Hendrix|Hendrix]] sul palco era un uragano, ma quando smetteva di suonare era molto timido. Naturalmente questo è quello che mi rende autentico come persona. Voglio dire, tutt'oggi fare qualcosa in televisione mi innervosisce.<ref>Dall'intervista rilasciata al sito ''tredrummerjournal.com''; citato in ''[http://www.venicequeen.it/cms/News/chad-smith-luna-mia-autobiografia-per-adesso-no-forse-tra-1015-annir.html Chad Smith: «una mia autobiografia? Per adesso no. Forse tra 10/15 anni...»]'', ''venicequeen.it'', 8 settembre 2015.</ref>
*{{NDR|Parlando dell'album ''The Getaway''}} In tante canzoni si riflette sulla vita personale di Anthony, in altre, invece, su noi come band, tipo in ''The Longest Wave'': surfare le onde diventa una metafora di vita, dove i fallimenti sono momenti temporanei che ti permettono di migliorare e raggiungere gli obiettivi che ti eri prefisso.<ref>Dall'intervista di Roberto Croci, ''[http://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/quegli-amorevoli-stronzi-dei-red-hot-chili-peppers/2016-08-10/#Part6 Quegli amorevoli stronzi dei Red Hot Chili Peppers]'', ''rollingstone.it'', 10 agosto 2016.</ref>
*{{NDR|Parlando della produzione dell'album ''Unlimited Love''}} Non stavamo facendo nessuna registrazione, stavamo solo scrivendo. Tutti si sono sentiti a proprio agio, ed è stato proprio quello che facciamo normalmente: improvvisiamo alcune idee e le canzoni vengono fuori in questo modo, che sia una linea di basso, un riff di chitarra, un ritmo di batteria o altro. Poi gli strumenti melodici arrivavano con alcune idee. Io avevo delle cose a cui stavo lavorando da casa, John portava parti di canzoni e riff, Flea arrivava con una linea di basso o una cosa di piano e ci lavoravamo sopra, e rientravamo nel nostro solito processo creativo. Questo sembrava buono e familiare. I Chili Peppers non sono mai stati una band in cui c'è chi dice: "Ehi, ho questa demo completata o una parte di drum machine che voglio che tu faccia". Ognuno ha il proprio contributo creativo, che è gran parte del motivo per cui suoniamo nel modo in cui lo facciamo. Sono anche le forti personalità dei loro strumenti e la chimica che li unisce a creare il loro suono.<ref name="MIX">Dall'intervista rilasciata a ''MIX'', citato in ''[https://www.venicequeen.it/in-evidenza/il-ritorno-dei-red-hot-chili-peppers-traduzione-integrale-dellintervista-di-mix-maggio-2022/ "Il ritorno dei Red Hot Chili Peppers": traduzione integrale dell'intervista di MIX (maggio 2022)]'', ''venicequeen.it'', 9 maggio 2022.</ref>
*{{NDR|Parlando di [[Rick Rubin]]}} È bravo nel trovare l'essenza della canzone. Ha un buon orecchio. Riesce ad avere il quadro completo delle cose.<ref name="MIX"/>
*{{NDR|Parlando dell'album ''Return of the Dream Canteen''}} Registriamo sempre più di ciò che esce su un disco, ma spesso queste tracce vengono lasciate nel caveau, o incompiute, o cose così. Ma stavolta le abbiamo finite tutte. Ci sentivamo come se avessimo troppe buone canzoni per non far uscire un altro disco. Non si tratta di un disco di b-sides o roba del genere. Sembrava tutto buono e giusto, quindi si, è tutto buono [...]. Ha un po' di tutto. Ha sicuramente dei gusti diversi rispetto ad ''Unlimited Love'', e viceversa. Penso che sia una buona cosa.<ref>Dall'intervista a ''Billboard'', citato in ''[https://www.venicequeen.it/in-evidenza/chad-smith-ce-un-po-di-tutto-in-tippa-my-tongue/ Chad Smith: «C'è un po' di tutto in Tippa My Tongue»]'', ''venicequeen.it'', 24 agosto 2022.</ref>
==''Red Hot Chili Peppers Live''==
*Nel terzo millennio un fenomeno come quello dei Chili Peppers è impensabile: se anche nascesse una band di quel genere, la caccerebbero via a calci nel culo dopo il primo disco... Cazzo, che tristezza!
*Quando sono arrivato a [[Los Angeles]], nell'88, mi sono messo subito a battere i santuari del ''metal'', a partire dai martedì della Cathouse: ci trovavi tutti, dai Poison, ai Mötley Crüe, ai [[Guns N' Roses]]; ci potevi scambiare quattro chiacchiere con [[Slash]], o con quel tipo dei Cult; al bar bevevi una cosa con Tommy Lee, e poi c'era un mare delle più belle ragazze che avessi mai visto: porca miseria, era il fottuto paradiso del rock!
*Al nord non avevo grandi chance, così mi ero trasferito a L.A. col sogno di entrare nel mondo del cinema; di giorno suonavo la batteria con un paio di ragazzi della scuola di musica, e di notte dormivo sul divano di un amico arrivato anche lui fresco fresco dal Michigan. Il tipo si chiamava Newt Cole e la sua ragazza Denise Zoom. Be, prima che con lui, Denise aveva avuto una storia con John Frusciante, e i due erano rimasti in contatto. Un giorno Frusciante ha detto a Denise che stavano cercando un batterista, lei l'ha detto a Newt, e lui a me. "Ma almeno ce l'hanno un contratto discografico?" gli ho chiesto, e lui: "Ma sei scemo? Cazzo, se ce l'hanno!". "Bene, allora dì a Denise di chiamarli, se mi vogliono sentire, vado... Però, senti un po Newt, che genere di musica fanno?"... Giuro che non lo sapevo.
*Quando gli abbiamo chiesto di uscire dalla band, la reazione di Dave ci ha sorpreso. Si è limitato a dirci: "Mi sembra la cosa migliore per tutti. L'unica persona adatta a voi è John Frusciante"... Personalmente credevo che il capitolo Frusciante fosse chiuso da un bel pezzo, ma non sapevo che [[Anthony Kiedis|Anthony]] si era tenuto in contatto con lui, e che ormai era verso la fine del percorso di disintossicazione.
*Per la band avere di nuovo John Frusciante è stata una gran cosa. Lui è un musicista eccezionale e averlo a fianco è uno stimolo straordinario.
*{{NDR|Il giorno della sua [[audizione]] per entrare nei Red Hot Chili Peppers}} Abbiamo cominciato a suonare e facevano del funk piuttosto veloce; bene, era un po' come sentire [[James Brown]] dopo essersi fatto un acido, ma se era tutta lì, la difficoltà, per me non c'erano problemi. Poi Flea ha cominciato a tirare come un matto, e mi guardava dritto negli occhi; allora mi ha fatto incazzare sul serio, mi sono trasformato in una specie di gorilla scatenato, mentre pensavo: "Ah, vuoi giocare a chi spacca tutto, stronzetto? Puoi anche succhiarmelo: adesso ti faccio vedere io!!"
*Con [[Josh Klinghoffer|Josh]] già ci si conosceva, lui aveva suonato con noi durante il tour di ''Stadium Arcadium'', e questo fatto ha reso tutto più facile... Josh è una persona complessa, ha vari strati come una cipolla e musicalmente ha una visione architettonica del suono. È un chitarrista che se la cava anche con tastiere e batteria.
*Noi non siamo i fottuti [[Eagles]], che nella vita neanche si rivolgono la parola; noi siamo una banda, una tribù, una grande famiglia, un circolo esclusivo. Siamo diversi e facciamo cose diverse, a volte ci diamo sui nervi, e magari litighiamo, ma prima di tutto tra noi c'è sempre stato un fondo di rispetto.
*L'album ''By the Way'' è musica sincera, rozza, viscerale. È un disco dinamico, ricco e sfarzoso. Probabilmente è la migliore raccolta di canzoni dei Chili Peppers.
*Sono originario del Midwest. Sono cresciuto con valori forti. Ero un cazzone da burro e marmellata e facevo un sacco di sport. Insomma, ero un tipo un po più normale di come sono oggi. (dall'intervista a ''Spin'', dicembre 1991)
*Vedi, io vengo dal Minnesota, e non avevo nessuna esperienza di droghe. I miei amici non le avevano mai prese. Si usciva a bersi una birra, punto e basta. Quando sono arrivato in questa band ho dovuto per la prima volta confrontarmi con qualcosa di simile. Però tutti insieme abbiamo dato una mano a Anthony, a John e a Dave per superarlo. (dall'intervista a ''Kerrang!'', maggio 1999)
*La mia vita è molto diversa. Una ventina di anni fa vivevo per l'evasione: avrei fatto qualunque cosa per sfuggire alla realtà, correvo in moto, bevevo, donne, droghe... Oggi non sono più la stessa persona: sono un padre, un marito... Sia chiaro, non sono affatto una persona perfetta, ma sono migliorato molto. (dall'intervista a ''Q'', settembre 2011)
==Citazioni su Chad Smith==
*Chad Smith è un ragazzone, è alto 1.92 metri. Mi piace riferirmi a lui come il nostro mandriano selvaggio e psichedelico che rulla di brutto sulla batteria. ([[Anthony Kiedis]]).
*Chad Smith rimane una delle mie persone preferite di tutti i tempi, è nella mia top ten degli esseri umani preferiti. ([[Dave Navarro]])
*Flea, John e Chad sono il mio ponte verso Dio e non cambierei con nulla al mondo le esperienze che ho vissuto con loro. Ognuno di loro mi ha dato amore, musica e i momenti migliori che avrei mai potuto sperare di vivere. ([[Anthony Kiedis]])
*John ha organizzato l'audizione e Chad si è presentato con una fascia tra i capelli lunghi, un gilè di pelle e un'aria da vecchio rockettaro da far venire il vomito. Ma cazzo, sembrava che stesse in un decennio diverso dal nostro... "Non ce la può fare", mi sono detto, ma poi ha cominciato a suonare, e ha scatenato il finimondo. Ricordo che sono scoppiato a ridere travolto da come suonava, e poi strillava, ruggiva, e ha pestato su quei tamburi finché li ha distrutti! ([[Flea]])
*Mi chiama la mia amica Denise e mi fa: "Ciao John, guarda che ho conosciuto un tipo di Chicago che mangia batteria a colazione". Non ho resistito alla curiosità e le ho risposto: "Allora digli di chiamarci, e vediamo cosa sa fare"... Era Chad Smith. ([[John Frusciante]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Brendan Mullen, ''An Oral/Visual History by the Red Hot Chili Peppers'', ItBooks, 2010. ISBN 9780061351914
*''Red Hot Chili Peppers Live'', a cura di Alex Romeo, BluesBrothers, 2012. ISBN 9788880740940
==Altri progetti==
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{{Red Hot Chili Peppers}}
{{DEFAULTSORT:Smith, Chad}}
[[Categoria:Batteristi statunitensi]]
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Flight (film 2012)
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Spinoziano
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dettagli infobox
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text/x-wiki
{{Film
|titolo italiano = Flight
|genere = drammatico
|regista = [[Robert Zemeckis]]
|soggetto = [[John Gatins]]
|sceneggiatore = John Gatins
|produttore = [[Walter F. Parkes]], [[Laurie MacDonald]], [[Steve Starkey]], Robert Zemeckis, [[Jack Rapke]]
|attori=
*[[Denzel Washington]]: Whip Whitaker
*[[Tamara Tunie]]: Margaret Thomason
*[[John Goodman]]: Harling Mays
*[[Kelly Reilly]]: Nicole Maggen
*[[Melissa Leo]]: Ellen Block
*[[Don Cheadle]]: Hugh Lang
*[[Nadine Velazquez]]: Katerina Marquez
*[[Bruce Greenwood]]: Charlie Anderson
*[[Brian Geraghty]]: Ken Evans
|doppiatoriitaliani=
*[[Francesco Pannofino]]: Whip Whitaker
*[[Alessandra Cassioli]]: Margaret Thomason
*[[Stefano De Sando]]: Harling Mays
*[[Valentina Mari]]: Nicole Maggen
*[[Fabrizio Vidale]]: Hugh Lang
*[[Barbara De Bortoli]]: Katerina Marquez
*[[Angelo Maggi]]: Charlie Anderson
*[[Gianfranco Miranda]]: Ken Evans
}}
'''''Flight''''', film statunitense del 2012 con [[Denzel Washington]], regia di [[Robert Zemeckis]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Sei un eroe, amico! Non pagherai più un drink per il resto della tua vita. ('''Harling Mays''')
*Bevo perché ho scelto di farlo! ('''Whip''')
*Sono Harling Mays, sono sulla lista! ('''Harling Mays''')
*Vi sembrerà una cosa stupida detto da un uomo in prigione, ma non mi sono mai sentito così libero in tutta la mia vita. ('''Whip''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Hugh''': Sto cercando di salvarti la vita!<br />'''Whip''': Che vita?
*'''Hugh''': Vuole spararmi o posso entrare?<br />'''Whip''': Si, venga pure... le sparo appena entra.
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
'''Will Whitaker''': Chi sei tu?<br />'''Whip''': Bella domanda.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film drammatici]]
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Moto (fisica)
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Udiki
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Corretta attribuzione, l'altra era una citazione o plagio
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[[File:Coriolis.gif|thumb|Effetto Coriolis]]
Citazioni sul '''moto''' e sul '''movimento'''.
*Affinché il movimento sia pieno di naturalezza, pur nell'artificio di un linguaggio raffinato che si protende al sublime, è necessario coinvolgere i differenti piani dell'essere (fisico, emotivo, mentale) per ottenere con fluidità un'unità olistica di cui spesso neanche si è del tutto consapevoli. Proponendo con cura dettagliata un lavoro minuzioso sulla struttura anatomica e sulle sensazioni muscolari fondamentali, intervenendo attentamente su un atteggiamento rilassato che è alla base della tranquillità delle emozioni e quindi di un agire sereno, ed offrendo sfumature ritmiche e combinazioni di passi non complesse da confondere ma abbastanza elaborate da stimolare la presenza di sé, mi auguro di potere accompagnare nel migliore dei modi a me possibili le persone con cui interagisco in sala ballo. ([[Fabio Grossi]])
*È necessario muoversi: restare fermi non serve a nulla. Dobbiamo scegliere tra le due cose, andare avanti o restare inerti. Andiamo avanti, dunque, e col sorriso sulle labbra. ([[Robert Baden-Powell]])
*Fra gli innumerevoli movimenti che esistono nella natura, la fisica si occupa con molta attenzione di alcuni, ai quali assegna una grande importanza. Sono quei movimenti, in cui un corpo, o parte di un corpo, arriva ad un punto estremo, vi si ferma un istante, ritorna sui propri passi, riprende di nuovo la via giù percorsa e continua così, facendo movimenti regolari di va e viene, con un periodo determinato. ([[Pietro Blaserna]])
*Il moto è causa d'ogni vita. ([[Leonardo da Vinci]])
*Il movimento, quest'elemento perpetuamente mutevole che non conosce interruzioni, risulta sempre più essere la chiave del nostro pensiero: esso sta alla base del concetto di funzione e delle variabili nella matematica superiore; e nella fisica, l'essenza del fenomeno viene sempre più riconosciuta nel processo del movimento: suono, luce, calore, idrodinamica, aerodinamica, fino a che, in questo secolo, anche la materia si dissolve nel movimento e i fisici debbono riconoscere che i loro atomi consistono di un nocciolo, di un nucleo attorno al quale gli elettroni negativi roteano in orbite, con una velocità che supera perfino quella dei pianeti. ([[Sigfried Giedion]])
*La domanda: «Dove stiamo oggi?» fa innanzitutto sorgere la controdomanda: «Ma stiamo poi da qualche parte?». È evidente che ci troviamo in movimento e, precisamente, in una forma di movimento che non possiamo chiamare propriamente «andare», né «procedere» e nemmeno «camminare». Da tempo invece tale movimento si compie ''accelerando''. <br/> È un presupposto da cui non si può prescindere se si vuole parlare dello stato delle cose. ([[Ernst Jünger]])
*L'intelligenza umana non può comprendere la continuità assoluta del movimento. Le leggi di qualunque movimento non diventano comprensibili per l'uomo che al patto di esaminarne separatamente le unità di cui è composto. Ma al tempo stesso, dal fatto che si isolano arbitrariamente e si esaminano a parte le unità inseparabili del movimento continuo, derivano la maggior parte degli errori umani. Una branca moderna della matematica, avendo raggiunto l'arte di trattare con l'infinitamente piccolo, può ora fornire soluzioni in altri problemi di moto più complessi, che sembravano essere insolubili. Questa branca moderna della matematica, ignota agli antichi, trattando i problemi di moto ammette il concetto dell'infinitamente piccolo, e si conforma così alla condizione principale del moto (continuità assoluta) e in questo modo corregge l'inevitabile errore che la mente umana non può evitare quando tratta con elementi separati del moto invece che esaminare il moto continuo. Nell'esame delle leggi del movimento storico avviene assolutamente la stessa cosa. Il movimento dell'umanità, prodotto da una quantità innumerevole di volontà umane, si compie senza interruzione. La comprensione di queste leggi è lo scopo della storia. Ma per capire le leggi del movimento continuo, la ragione umana ammette unità arbitrarie separate. Il primo procedimento storico consiste nel prendere arbitrariamente una serie degli avvenimenti ininterrotti ed esaminarla separatamente dagli altri, quando non c'è e non può esserci inizio di alcun avvenimento. Il secondo procedimento consiste nell'esaminare gli atti di un uomo, imperatore o condottiero, come la risultante delle volizioni degli uomini, mentre questa risultante non si esprime mai nell'attività di un personaggio storico preso isolatamente. ([[Lev Tolstoj]], ''[[Guerra e pace]]'')
*Nella natura noi abbiamo cognizione, propriamente, soltanto del movimento, senza il quale le impressioni sensoriali sono impossibili. Pertanto tutti i rimanenti concetti, per esempio quelli geometrici, sono creazioni artificiali della nostra mente, tratte dalle proprietà di movimento; ecco perché lo spazio, in sé, separatamente, per noi non esiste. ([[Nikolaj Ivanovič Lobačevskij]])
*Nient'altro che il movimento è impresso al mobile dal motore. Io dico che è il movimento che possiede il mobile, finché rimane unito al motore che gli è impresso, e questo movimento continuerebbe e sarebbe eterno se non fosse disturbato da qualche movimento contrario. ([[Pierre Gassendi]])
*Non so bene come spiegare, ma durante lo spostamento il movimento ''verso'' in qualche modo ci disgrega: siamo qui e allo stesso tempo non siamo qui perché stiamo già andando altrove, non so se rendo l'idea. Per smettere di disgregarsi bisogna stare fermi. O ti muovi e non sei più intero, o sei intero e non ti puoi muovere. ([[Muriel Barbery]])
*Quanto è pesante la vostra vita? Immaginate per un attimo di avere uno zaino sulle spalle. Cercate di sentire le cinghie sulle vostre spalle. Le sentite? Ora dovete riempirlo, con tutte le cose che avete nella vita. Cominciate da quelle piccole: gli oggetti sugli scaffali, nei cassetti, gli oggetti da collezione. Sentite come aumenta il peso. Poi aggiungete le cose più grandi: vestiti, elettrodomestici, lampade, biancheria, la tv. Lo zaino sarà piuttosto pesante. Ora le cose più grandi: il divano, il letto, il tavolo della cucina; infilate tutto dentro. La macchina, pigiatela bene. La casa. Che sia un monolocale o che abbia due camere da letto. Tutto dentro quello zaino. Infilate tutto bene dentro. Ora provate a camminare. È difficile vero? Questo è quello che noi facciamo quotidianamente: ci appesantiamo a tal punto da non riuscire a muoverci, e state pure certi, il movimento è vita. (''[[Tra le nuvole]]'')
*Senza moto, la vita diventa un letargo. Un moto ineguale o troppo forte tiene svegli. ([[Jean-Jacques Rousseau]])
*Voi sapete, che dal moto, dal quale nascono tutte l'altre cose, nascono ancora i venti. Perche il caldo, freddo, humido, secco, il graue, & lieue sono i principij della spiratione, per l'infacciamento dell'vni & l'altri, quali s'imprestano, & si rendono. Quali effetti sono pur causati dal moto diurno prima, è dal cambiar di luogo in Cielo, che fa il Sole, & la Luna, & gl'altri pianeti: si che ne nascono caldo, freddo, humido, secco, graue, & leggiero, più, & manco, ingrossandosi, & assottigliandosi, hor l'vno hor l'altro elemento; talche i moti de cieli, & delle stelle fanno ancora mouere i quattro elementi; & da quelli moti nasce la spiratione, dalla spiratione le diuerse sorti di venti. ([[Camillo Agrippa]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Locomozione]]
[[Categoria:Meccanica]]
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Il rapporto Pelican
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Spinoziano
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Spinoziano ha spostato la pagina [[Il rapporto Pelican (film)]] a [[Il rapporto Pelican]]: non serve disambiguazione
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'''''Il rapporto Pelican''''', film del 1993 con [[Julia Roberts]] e [[Denzel Washington]], regia di [[Alan J. Pakula]].
==[[Incipit]]==
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'''Rosenberg''': C'è qualche cartello col mio nome?<br />'''Gray''': Sì, parecchi.<br />'''Rosenberg''': E cosa dicono?<br />'''Gray''': Il solito: "Morte a Rosenberg", "Rosenberg a casa", "Staccategli l'ossigeno"...<br />'''Rosenberg''' {{NDR|ride}}: Quello è il mio preferito.
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'''''Il rapporto Pelican''''', film statunitense del 1993 con [[Julia Roberts]] e [[Denzel Washington]], regia di [[Alan J. Pakula]].
==[[Incipit]]==
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'''Rosenberg''': C'è qualche cartello col mio nome?<br />'''Gray''': Sì, parecchi.<br />'''Rosenberg''': E cosa dicono?<br />'''Gray''': Il solito: "Morte a Rosenberg", "Rosenberg a casa", "Staccategli l'ossigeno"...<br />'''Rosenberg''' {{NDR|ride}}: Quello è il mio preferito.
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'''''Il rapporto Pelican''''', film statunitense del 1993 con [[Julia Roberts]] e [[Denzel Washington]], regia di [[Alan J. Pakula]].
==[[Incipit]]==
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'''Rosenberg''': C'è qualche cartello col mio nome?<br />'''Gray''': Sì, parecchi.<br />'''Rosenberg''': E cosa dicono?<br />'''Gray''': Il solito: "Morte a Rosenberg", "Rosenberg a casa", "Staccategli l'ossigeno"...<br />'''Rosenberg''' {{NDR|ride}}: Quello è il mio preferito.
==Citazioni su ''Il rapporto Pelican''==
*Macchinoso, interminabile e poco elettrizzante giallo che lo sfiatato Alan J. Pakula ha tratto dal meno riuscito dei tanti bestseller del romanziere miliardario John Grisham. Troppi personaggi, zone morte in quantità, una suspense che vola basso. Julia Roberts si rannicchia spaurita tra le robuste braccia di Denzel Washington chiedendosi quando finirà. Non è l'unica. ([[Massimo Bertarelli]])
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* [[Robert Culp]]: Presidente Stati Uniti
* [[Hume Cronyn]]: Giudice Rosenberg
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* [[Cristina Boraschi]]: Darby Shaw
* [[Francesco Pannofino]]: Gray Grantham
* [[Roberto Chevalier]]: Fletcher Coal
* [[Cesare Barbetti]]: Prof. Thomas Callahan
* [[Francesco Prando]]: Gavin Verheek
* [[Maurizio Reti]]: Khamel
* [[Sandro Iovino]]: Denton Voyles
* [[Dario Penne]]: Smith Keene
* [[Antonio Sanna]]: Bob Gminski
* [[Sergio Di Stefano]]: Presidente Stati Uniti
* [[Giorgio Piazza]]: Giudice Rosenberg
* [[Marco Mete]]: Curtis Morgan
* [[Emanuela Rossi]]: Sara Ann Morgan
}}
'''''Il rapporto Pelican''''', film statunitense del 1993 con [[Julia Roberts]] e [[Denzel Washington]], regia di [[Alan J. Pakula]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
'''Rosenberg''': C'è qualche cartello col mio nome?<br />'''Gray''': Sì, parecchi.<br />'''Rosenberg''': E cosa dicono?<br />'''Gray''': Il solito: "Morte a Rosenberg", "Rosenberg a casa", "Staccategli l'ossigeno"...<br />'''Rosenberg''' {{NDR|ride}}: Quello è il mio preferito.
==Citazioni su ''Il rapporto Pelican''==
*Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di John Grisham. (''[[il Morandini]]'')
*Macchinoso, interminabile e poco elettrizzante giallo che lo sfiatato Alan J. Pakula ha tratto dal meno riuscito dei tanti bestseller del romanziere miliardario John Grisham. Troppi personaggi, zone morte in quantità, una suspense che vola basso. Julia Roberts si rannicchia spaurita tra le robuste braccia di Denzel Washington chiedendosi quando finirà. Non è l'unica. ([[Massimo Bertarelli]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film thriller drammatici]]
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Squadra (sport)
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Danyele
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[[File:Notts county 1894.jpg|thumb|Una squadra di calcio, 1894]]
Citazioni sulla '''squadra'''.
==Citazioni==
*Amo avere una squadra, amo poter condividere successi e insuccessi e fare affidamento sulle mie compagne, amo la sensazione di costruire qualcosa insieme per raggiungere un obiettivo. ([[Cristina Chirichella]])
*Creare una buona squadra significa giocare con gioia e molta motivazione. Sentirsi sicuri gli uni con gli altri crea fiducia e un buon ambiente dove crescere e giocare meglio. ([[Isabelle Haak]])
*Da coach, ma anche perché sono stato un giocatore, capisco le frustrazioni provate da chi sta in campo solo per pochi minuti nel corso della stagione. Quando non giochi per quattro o cinque partite consecutive è sempre difficile, ma devi capire che la tua energia e il tuo ruolo nel gruppo sono fondamentali per il successo collettivo. Quando ti dai completamente alla squadra e ai tuoi compagni, il tuo valore si moltiplica. ([[Steve Kerr]])
*Di squadre brave che ne sono tante e la squadra forte non è quella che non entra mai in crisi, ma quella che ne esce prima possibile facendolo certamente con questioni di carattere tecnico, ma anche perché è un gruppo di persone coeso, che lavora, capace anche di entrare in un conflitto produttivo. ([[Angelo Lorenzetti]])
*{{NDR|Sul concetto di squadra}} I ragazzini che alleno non guardano il miglior difensore, vogliono assomigliare a quello che fa 40 punti a partita. Sto cercando di insegnargli a pensare più al campo e meno al tabellino, perché i punti non sono l'unica cosa che conta. [...] Per costruire un palazzo non devono essere tutti muratori, non devono essere tutti architetti, non devono essere tutti geometri. Ci deve essere il muratore, l’architetto e il geometra: questa è la funzione del gruppo. ([[Alessandro Tonolli]])
*I valori fondamentali di una squadra non serve dirli. Si percepiscono, si allenano, si rendono tali in campo. ([[Simonetta Avalle]])
*In squadra [...] siamo unite da un obiettivo comune, a volte non è necessario essere amiche per la pelle, io cerco di farmi i fatti miei per evitare questioni. Ma spiegare all'esterno come funziona la chimica di una squadra, non è facile. ([[Anna Danesi]])
*In una squadra ognuno deve dare il proprio contributo ed ognuno deve prendersi le proprie responsabilità, senza scavalcare le persone che lo circondano. Il merito dei successi è diviso così fra tutti, non vi è un solo segreto dietro le [...] vittorie. Il mio compito è quello di amalgamare fra di loro tutte le varie individualità. ([[Ross Brawn]])
*Io credo molto nel lavoro di equipe, ovvero in una squadra che lavori tutta nella stessa direzione. Quando invece le squadre si dividono, quando ci sono tecnici che prendono una strada e altri che li contrastano, quando il gruppo diventa clan, la situazione degenera. ([[Cesare Fiorio]])
*Io ho sempre avuto una mia idea su come allestire una squadra: e cioè che a volte è più difficile cambiare due pezzi del mosaico che non otto. Perché se gli otto sono azzeccati e si combinano bene fra loro, creano una forza nuova di grande efficacia, mentre magari i due non si integrano e finiscono con l'inceppare un meccanismo che prima funzionava. ([[Osvaldo Bagnoli]])
*Io non ho mai fatto polemiche con un giocatore, perché per me la squadra conta di più di qualsiasi giocatore. ([[Sven-Göran Eriksson]])
*{{NDR|Sul concetto di squadra}} L'obiettivo è il carburante del singolo e il collante del gruppo. Bisogna sempre identificare obiettivi individuali. Essi devono essere però funzionali a quello del gruppo. Solo così il singolo migliora e permette al gruppo di avvicinarsi al suo scopo. ([[Mauro Berruto]])
*La prima squadra è come il primo amore, non si scorda mai. ([[Roberto Rosato]])
*La squadra è come un buon piatto di carne. A volte basta cuocerla a fuoco lento, altre volte serve pressione o brace. ([[Aldair]])
*La squadra è il modo attraverso cui si superano le corazzate. La squadra è il mio modo di vincere. ([[Elisa Longo Borghini]])
*La squadra ti fa capire quando sbagli: è l'occasione ideale per diventare una persona migliore. ([[Miriam Sylla]])
*Le rivalità personali lasciano il tempo che trovano. [...] Non è necessario essere amiche in una squadra, l'importante è lavorare per il bene comune. ([[Ekaterina Antropova]])
*Le squadre più forti sono quelle che riescono a vincere anche quando le cose non vanno bene. ([[Micah Christenson]])
*Le vere squadre vincenti nascono [...] da percorsi diversi ma da sogni e impegni comuni. ([[Diana Bianchedi]])
*Ma io mi domando cosa succederebbe se, per esempio, Van Basten fosse considerato alla stregua di un ragazzino. In una squadra sono tutti uguali, certo, ma non si può negare che ci sono giocatori di maggior peso ed esperienza, che di conseguenza meritano maggiore considerazione. ([[Lajos Détári]])
*Negli sport di squadra se hai una giornata storta, la tua squadra può comunque vincere, puoi lasciar perdere o sostenere il tuo compagno, lui fa goal e tutto va bene, la tua squadra vince e tu mantieni la fiducia vincente. ([[Ernests Gulbis]])
*{{NDR|Sulla gestione di una squadra sportiva}} Non ho mai creduto alle frasi fatte "siamo una grande famiglia" e cose del genere. Quando girano e si investono così tanti soldi, a maggior ragione dico che siamo una azienda, nella quale i ruoli devono essere ben chiari, con obiettivi da raggiungere senza girarci attorno manifestando idee o sogni. Si lavora per centrarli, punto. ([[Andrea Adamo]])
*{{NDR|«Da cosa partiresti per costruire un gruppo?»}} Non posso pretendere che tutte diventino amiche perché non lo eravamo neanche noi dello storico Setterosa. Siamo state sorelle che è una cosa diversa. Però vorrei che capissero che fare uno sport di squadra presuppone che tutte siano importanti, mettendole in condizione di dare il massimo senza provare invidia se qualcuna è meglio di te. Ognuna contribuisce personalmente per conseguire un obiettivo comune non individuale. Noi del Setterosa Oro ad Atene, avevamo questa cosa qui. Avevamo un sogno. ([[Tania Di Mario]])
*Non sempre la squadra che ha dei talenti e dei giocatori forti vince qualcosa, ma è la squadra che dimostra più voglia nel raggiungere il suo obiettivo quella che ha più possibilità di imporsi. ([[Carlotta Cambi]])
*Penso di avere una mentalità orientata sempre ad aiutare gli altri a rendere al meglio. Quando la squadra funziona, anche per te diventa più semplice esprimerti al massimo. ([[Gabriela Guimarães]])
*Puoi avere anche il roster più forte di sempre ma se non hai costruito un gruppo solido – e concentrato principalmente sugli obiettivi di squadra – non andrai avanti comunque. ([[Eleonora Fersino]])
*Quando entro in una squadra, diventa la mia seconda famiglia. ([[Alisha Lehmann]])
*Quando vinci con la tua squadra, non c'è niente che possa superare quella sensazione, nemmeno i successi personali. ([[Larry Bird]])
*Se sei una buona squadra da ottobre a giugno, fantastico, sei eccezionale. Ma le squadre vincenti sono brave quando conta di più, quando è il momento di vincere. ([[Sergio Scariolo]])
*Se vuoi avere successo devi essere una squadra che buona non lo è subito ma lo diventa e poi quando lo diventa devi fallire: a quel punto capisci cosa devi fare per arrivare a vincere. ([[Nikola Jokić]])
*Si parla tanto dei singoli, ma i giocatori non fanno la squadra. È il gruppo che la fa. ([[Antonio Conte]])
*{{NDR|«Una squadra si misura sul più forte o sul meno forte dei suoi giocatori?»}} Sulla somma delle caratteristiche più forti di tutti i suoi giocatori. ([[Lorenzo Cannone]])
*Una squadra è forte quando si può permettere di mandare in campo quelli che stanno meglio. Sono i cosiddetti rincalzi a fare quasi sempre la differenza. ([[Fabrizio Ravanelli]])
*Una squadra vincente non è necessariamente una squadra di amici. La squadra vincente ha l'obiettivo chiaro e, a prescindere da chi ne fa parte, va dritta verso quell'obiettivo. Ho vinto campionati con compagne di squadra con cui non avrei mangiato neanche una pizza, però quando hai la consapevolezza di indossare la maglia dello stesso colore questo ti aiuta a condividere il valore di ciò che stai facendo. Dunque devi onorare chi ha scelto te, i tuoi principi e i tuoi obiettivi. ([[Maurizia Cacciatori]])
*Voler bene e saper comprendere le compagne in tutte le loro sfaccettature aiuta a far venire fuori il meglio di ciascuna. Fuori dal campo si può andare più o meno d'accordo ma in campo bisogna volersi bene per raggiungere gli obiettivi che si hanno come squadra. Tutto quello che sta fuori è un valore aggiunto. ([[Sara Gama]])
===[[Gian Paolo Montali]]===
*Conta solo quello che facciamo sul campo. Ho visto squadre vincere giocando contro la società, contro l'allenatore, il presidente. E ho visto squadre vincere giocando contro la stampa, come l'Italia di Bearzot nell'82. Ma non ho mai visto vincere quando i giocatori sono contro fra loro, in campo.
*Il giocatore deve sapere che, se anche non vede il suo futuro in quella stessa squadra, il suo valore personale e quello del collettivo viaggiano sullo stesso piano.
*Lavorare in un gruppo è frustrante, non semplice. Bisogna mettere da parte il talento individuale per il bene della squadra. I giocatori si ritrovano un capo che non hanno scelto loro, ognuno ha esigenze diverse, la forza sta nel dare loro ruoli precisi. I giocatori sono gratificati dall'essere capiti come persone.
*L'unica possibilità di successo per un gruppo di persone dal carattere e dalle qualità diverse è fare gioco di squadra. E il segreto, per chi lo guida, più che nella conoscenza tecnica sta nella capacità di comunicare motivazioni.
*Sono duro, coerente, il mio compito è trovare il modo di far diventare utile il punto debole di un giocatore per la squadra: qualcuno farà bene quello che l'altro non sa fare.
===[[Julio Velasco]]===
*Le squadre che vincono molto hanno giocatori con grande talento che si allenano come se fossero giocatori normali.
*Non è tanto importante il gruppo, la cosa decisiva è la squadra. La differenza è che nelle squadre ci sono dei ruoli: è meglio avere come riserva la seconda migliore dopo la titolare o una giocatrice che è più contenta di fare la riserva?
*Non serve essere amiche per vincere. Serve lavorare di squadra, aiutarsi. Quando sento il ritornello "abbiamo vinto perché siamo un bel gruppo" mi viene da ridere: e se avessi giocato male, il gruppo non sarebbe bastato? La verità è che bisogna essere squadra, non andare a cena insieme.
==Voci correlate==
*[[Atleta]]
*[[Sport]]
*[[Sport di squadra]]
*[[Squadra di calcio]]
*[[Squadra riserve]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Gruppi]]
[[Categoria:Terminologia sportiva]]
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Massimo Bertarelli
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'''Massimo Bertarelli''' (1943 – 2019), giornalista e critico cinematografico italiano.
==Citazioni di Massimo Bertarelli==
*{{NDR|Su ''[[Cuori puri]]''}} Appassionato e intenso dramma sociale nella degradata periferia romana. [...] Un film sincero diretto da un esordiente, con qualche lungaggine e due bravissimi protagonisti.<ref>Da ''il Giornale'', 1º giugno 2017; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/cuori-puri/62292/ Cuori puri]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Dracula 3D]]''}} Argento è sempre Argento. E dire che sono passati quarantadue anni da "[[L'uccello dalle piume di cristallo]]". II suo sarà il centesimo film su "Dracula", ma il personaggio non ha affatto bisogno del dentista. Difatti morde che è una bellezza, con l'aiuto del 3D che fa lievitare il prezzo del biglietto, ma innalza la tensione e valorizza gli sgargianti colori. Con ovvia prevalenza del rosso. La storia è arcinota, inutile riparlarne. C'è anche Asia, che si spoglia con ironica voluttà.<ref>Da ''il Giornale'', 22 novembre 2012; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/dracula-3d/55282/ Dracula 3D]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[L'infernale Quinlan]]''}} Avvincente, e sopravvalutato, drammone poliziesco del geniale e dispersivo [[Orson Welles]], che mette in scena una storia nera come il carbone, badando più ai virtuosismi tecnici che alla linearità del racconto. Come dire che non è tutto chiaro, forse a causa del bislacco montaggio. Il Welles attore è un portentoso, terrificante monumento al Male.<ref>Da ''il Giornale'', 6 maggio 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/linfernale-quinlan-nqh8ph0q L'infernale Quinlan]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Il cavaliere della valle solitaria]]''}} Bellissimo western di [[George Stevens]], tra i migliori di sempre per la perfetta fusione tra avventura e romanticismo, che racconta con grande finezza psicologica ma senza dimenticare lo spettacolo le identiche cose dette più rozzamente da mille altri. Il misurato [[Alan Ladd]], attore non eccelso, né per talento né per statura, è per una volta straordinariamente bravo.<ref>Da ''il Giornale'', 5 giugno 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-cavaliere-della-valle-solitaria-g3wa11rp Il cavaliere della valle solitaria]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Il grande cielo]]''}} Celebre e altrettanto noioso western del grande e eclettico [[Howard Hawks]], che procede a passo strascicato tra avventura e umorismo. I paesaggi visibilmente di cartone, un bianco e nero di scadente qualità e un doppiaggio da mettere i brividi non rendono giustizia agli sforzi del giovane [[Kirk Douglas]] e dei suoi troppi compagni di viaggio.<ref>Da ''il Giornale'', 26 agosto 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-grande-cielo-mvs0bvni Il grande cielo]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''}} Celebre e sciropposa love story alla svedese condita da lacrime e buoni sentimenti, ma dotata di indubbia classe oltre che di un'encomiabile concisione. Oggi la storia farà sorridere, specie gli spettatori più giovani: i due pudicissimi amanti non fanno nemmeno in tempo a sfiorarsi le dita che già sono colti da rimorsi. La ventiduenne, sfolgorante [[Ingrid Bergman]] giustifica le pazzie che farà per lei [[Roberto Rossellini]].<ref>Da ''il Giornale'', 26 giugno 2004; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/intermezzo-hk331aep Intermezzo]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Quo vadis (film 1951)|Quo vadis]]''}} Chilometrico e mediocre kolossal in costume, girato da [[Mervyn Le Roy]] a Cinecittà senza, come si dice, badare a spese. Diecimila comparse che al Colosseo urlano neanche fossero al derby e uno zoo ambulante con 63 leoni, 7 tori e 450 cavalli. Il grande gigione [[Peter Ustinov]] si cucina a fuoco lento il luccio [[Robert Taylor]] e la triglia [[Deborah Kerr]].<ref>Da ''il Giornale'', 14 agosto 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/quo-vadis/6825/ Quo Vadis]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Dreamer - La strada per la vittoria|Dreamer]]''}} Come se un tassista in Panda riuscisse a infiltrarsi tra Schumacher e Alonso e poi li superasse sull'ultima curva di Monza. Oppure come se la squadra dei galeotti di Poggioreale, ammessa per miracolo alla Champions league, nella finale di Londra battesse per 3-0 il Barcellona. Nella commediola lacrimosa e ultrabuonista ''Dreamer'', che non stonerebbe nell'album rosa di casa Disney, succedono cose da pazzi, sportivamente parlando.<ref>Da ''il Giornale'', 22 settembre 2006; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2005/dreamerlastradaperlavittoria/rassegnastampa/57272/ Dreamer - La strada per la vittoria]'', ''mymovies.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Proibito (film 1954)|Proibito]]''}} Cupo, arcaico e poco appassionante melodramma agreste, che [[Mario Monicelli]] ha tratto, con molte libertà e con la collaborazione di [[Suso Cecchi d'Amico]], da un romanzo di [[Grazia Deledda]]. Il bel [[Mel Ferrer]] si fa bagnare naso e tonaca dal baffo di elettrico di [[Amedeo Nazzari]]. L'esordiente [[Lea Massari]] è la migliore in campo. Sotto ogni punto di vista.<ref>Da ''il Giornale'', 5 aprile 2004; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/proibito-ioy3w0lu Proibito]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Il grido (film 1957)|Il grido]]''}} Cupo e desolato melodramma social-sentimentale di un [[Michelangelo Antonioni]] già in preda ai primi sintomi dei proverbiali contorcimenti esistenziali. Un film che ai suoi tempi fu stroncato dalla critica e turbò i sonni del Pci: può davvero un operaio arrivare al suicidio? Il titolo potrebbe tranquillamente riferirsi all'urlo liberatorio dello spettatore davanti alla parola fine.<ref>Da ''il Giornale'', 3 giugno 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-grido-en3nvufz Il grido]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Scandalosa Gilda]]''}} Delirante pastrocchio erotico del giovane eretico [[Gabriele Lavia]] che, messi temporaneamente da parte [[Anton Čechov|Checov]] e [[Sofocle]], inventa la filosofia applicata agli slip. Nel senso che per ogni indumento intimo ammainato viene declamato un dogma metafisico. La conturbante [[Monica Guerritore]] si spoglia, ansima, e si contorce con grande voluttà. Forse è un allenamento per [[Luigi Pirandello|Pirandello]].<ref>Da ''il Giornale'', 16 febbraio 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/scandalosa-gilda-so8hptj1 Scandalosa Gilda]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''}} Discreto western, certamente atipico, per il taglio ironico e le cadenze da commedia, che scorre placidamente a ritmo accelerato per trasformarsi in rapido soltanto nell'ultimo quarto d'ora con un'imprevedibile mattanza. [[Robert Mitchum]], attorniato da un manipolo di eccellenti vecchie glorie, è particolarmente svogliato: gli scappa perfino un sorriso.<ref>Da ''il Giornale'', 28 settembre 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-grande-giorno-di-jim-flagg-mp0a1fp0 Il grande giorno di Jim Flagg]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Le colline bruciano]]''}} Discreto western di stampo classico, dai paesaggi ariosi e dalle emozioni a catena, che racconta una storia non troppo originale, dato che anche lo sdoganamento dei pellerossa non fa più notizia. Più del tontolone [[Tab Hunter]], a tenere la scena è la magnifica ribelle [[Natalie Wood]], attrice bella, brava e sfortunata, che diede il meglio di sé negli anni verdi.<ref>Da ''il Giornale'', 4 febbraio 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/le-colline-bruciano-koo20xrg Le colline bruciano]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Blow-Up]]''}} Dov'è la verità? Mah, nessuno lo sa, a partire da [[Michelangelo Antonioni]] che ha cominciato un avvincente giallo, poi nel timore di essere confuso con [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], [[Fritz Lang]] o altri cinematografari di basso profilo, ha preferito addentrarsi nella nebbia londinese o in quella a lui più familiare e, assai più fitta, dell'incomunicabilità. Come si fa a distinguere tra realtà e finzione? Si chiede, e purtroppo ci chiede l'angosciato regista. Ardua è la risposta, anche per i critici patentati, che pure si sono sperticati negli elogi, come i giurati che gli hanno dato la Palma d'Oro a Cannes.<ref>Da ''il Giornale'', 27 maggio 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/blow-up/21115/ Blow-Up]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Cristiada]]''}} È quasi un western il drammone messicano che rievoca, con spreco di enfasi e retorica, un'ignorata pagina di storia.<ref>Da ''il Giornale'', 23 ottobre 2014; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/cristiada/59370/ Cristiada]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Rio Lobo]]''}} Emozionante e più che dignitoso western, ultimo grande film del grande [[Howard Hawks]] (che non vale certo i suoi tanti capolavori), dopo una carriera durata quasi mezzo secolo. Il rude e implacabile raddrizzatore di torti [[John Wayne]] ripercorre i sentieri gloriosi della prateria strigliando i cattivi. Forse in omaggio all'età, ha il compito facilitato: stavolta mancano gli indiani.<ref>Da ''il Giornale'', 23 dicembre 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/rio-lobo-th05o1z6 Rio Lobo]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Il massacro di Fort Apache]]''}} Epico e ancora appassionante western in bianco e nero di [[John Ford]], il primo di una celebre trilogia (seguiranno ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'' e ''[[Rio Bravo]]''), che monta in sella alla retorica patriottarda, contrapponendo l'eroe buono al soldato testardamente anti-indiano. L'ex bambolina [[Shirley Temple]] è un prodigio di melensaggine.<ref>Da ''il Giornale'', 4 giugno 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-massacro-di-fort-apache-c8tbysa6 Il massacro di Fort Apache]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''}} Epico western di [[Howard Hawks]], che non vale il suo precedente capolavoro ''[[Un dollaro d'onore]]'', pur ricalcandone lo schema, al punto da sembrarne la parodia. [[John Wayne]], l'eroe d'un pezzo; [[Robert Mitchum]], lo sceriffo onesto che alza volentieri il gomito; il ragazzo di bottega e il vecchio scorbutico. Avercene, comunque, di film così.<ref>Da ''il Giornale'', 7 ottobre 2002; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/el-dorado-gm6sudfa El Dorado ]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Figlia del vento]]''}} Fiammeggiante melodramma social-sentimentale del poliedrico [[William Wyler]], la risposta anche se uscita l'anno prima, della Warner Bros a ''[[Via col vento]]'' della Metro: match tutto impari quanto a successo e incassi. La mattatrice [[Bette Davis]] [...], grazie anche alla generosità degli sceneggiatori, stritola tutti, specialmente gli impauriti colleghi maschi.<ref>Da ''il Giornale'', 4 aprile 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/figlia-del-vento-opc65cne Figlia del vento]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Taxxi]]''}} Folle e irresistibile commedia poliziesca scritta e sceneggiata dal genio parzialmente compreso di [[Luc Besson]], e diretta dal riesumato [[Gérard Pirès]], che corre a duecento all'ora (e per una volta non è un modo di dire) sul filo del grottesco. Le frequentissime scene d'inseguimento, su cui si regge tutto il film, sono davvero portentose. Il resto non conta, o quasi.<ref>Da ''il Giornale'', 16 luglio 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/taxxi-jqp1g8u0 Taxxi]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Matrix]]''}} Incuranti dall'ondata di pernacchie da cui sono stati travolti nella loro opera prima, e tutti invano hanno sperato ultima, l'indecente thriller saffico ''[[Bound - Torbido inganno|Bound]]'', i fratelli [[Lana e Lilly Wachowski|Larry e Andy Wachowski]] hanno virato di parecchi gradi abbracciando il cinema dell'irrealtà. E qui viene il difficile per chi deve raccontare il film ai lettori, anche se il dovere professionale gli ha imposto di restare imperterrito al proprio posto per i 136 minuti (interminabili) del film, tenendo gli occhi e, purtroppo, anche le orecchie, aperti. Con incommensurabile invidia per chi, grazie al favore delle tenebre, se l'è invece svignata già nel primo tempo.<ref>Da ''il Giornale'', 9 maggio 1999; citato in ''[http://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/matrix/35893/ Matrix]'', ''cinematografo.it''</ref>
*{{NDR|Su ''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''}} Insipido e sgargiante polpettone in costume del francese Christian-Jacque, che non ha molti riguardi per la storia, tanto i Borgia non possono più protestare. In compenso ogni pretesto è buono per mettere in evidenza le doti fisiche della povera (morirà nel '67 a quarantasette anni) Martine Carol. Che fosse anche la consorte del regista è ovviamente un caso.<ref>Da ''il Giornale'', 23 gennaio 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/lucrezia-borgia/4715/ Lucrezia Borgia]'', ''cinematografo.it''</ref>
*{{NDR|Su ''[[La legge del Signore]]''}} Intenso quanto logorroico melodramma anti-bellico, denso di patriottismo (e retorica), diretto dall'eclettico [[William Wyler]] e sceneggiato da Michael Wilson, che non poté firmarlo perché iscritto al partito Comunista. [[Gary Cooper]] ripete il personaggio de ''[[Il sergente York|Il Sergente York]]'', il pacifista a diciotto carati angosciato dal dubbio. Comunque un film troppo lungo e altrettanto barboso: difatti fu Palma d'oro a Cannes.<ref>Da ''il Giornale'', 10 ottobre 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-legge-del-signore-nxlnsy88 La legge del Signore]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Diavolo in corpo]]''}} L'ultrà [[Marco Bellocchio]], ispirato dall'analista di fiducia [[Massimo Fagioli|Fagioli]], filosofeggia e declama, poi, messo alle strette dai produttori, pensa agli incassi. Infatti la sensuale olandesina [[Maruschka Detmers]] nel primo tempo si limita a vellicare il suo ganzo, nel secondo è sempre nuda.<ref>Da ''il Giornale'', 21 giugno 2002; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-diavolo-in-corpo-q5rl90z3 Diavolo in corpo]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Il rapporto Pelican]]''}} Macchinoso, interminabile e poco elettrizzante giallo che lo sfiatato [[Alan J. Pakula]] ha tratto dal meno riuscito dei tanti bestseller del romanziere miliardario [[John Grisham]]. Troppi personaggi, zone morte in quantità, una suspense che vola basso. [[Julia Roberts]] si rannicchia spaurita tra le robuste braccia di [[Denzel Washington]] chiedendosi quando finirà. Non è l'unica.<ref>Da ''il Giornale'', 6 febbraio 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-rapporto-pelican-snocl8ol Il rapporto Pelican]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[L'anima e la carne]]''}} Noioso e ridicolo polpettone avventuroso-sentimentale, uno dei peggiori film del grande [[John Huston]], che scherza coi fanti e pure coi santi, ma è un'ironia che non riesce a lasciare il segno. Il cinico e ciondolante [[Robert Mitchum]] e la sussieguosa finta mammoletta [[Deborah Kerr]] sono come [[Rosy Bindi]] e lo specchio: inconciliabili.<ref>Da ''il Giornale'', 26 agosto 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/lanima-e-la-carne-umpkjekw L'anima e la carne]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Calvario (film)|Calvario]]''}} Originale dramma pseudogiallo, che parte bene, poi si disperde tra i tormenti di un personaggio oppresso da troppi problemi, anche familiari. [...] Bravo [[Brendan Gleeson]], faccia da gangster più che da prete.<ref>Da ''il Giornale'', 14 maggio 2015; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/calvario/58383/ Calvario]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''}} Originale e ambizioso spaghetti western diretto da [[Sergio Sollima]], che non si limita, come lascerebbe intendere il titolo, a far cantare le colt nel solito duello conclusivo. Mantenendosi fedele ai sacri canoni dell'avventura, con overdose di violenza e parolacce, sa anche dar rilievo ai caratteri, riuscendo perfino a trarre miracolosamente qualche palpito dal volto immobile di [[Lee Van Cleef]].<ref>Da ''il Giornale'', 17 febbraio 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-resa-dei-conti-rpal3zdt La resa dei conti]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Gli amanti della città sepolta]]''}} Ottimo western, feroce e malinconico, del grande eclettico [[Raoul Walsh]], che riporta sullo schermo, con qualche variante ancor più drammatica, il suo celebre poliziesco ''[[Una pallottola per Roy]]''. L'alone romantico della vicenda, in cui trova largo spazio la love-story tra i due non eccelsi protagonisti, è ben reso dal pertinente titolo tradotto, per una volta migliore dell'originale (''Colorado Territory'').<ref>Da ''il Giornale'', 10 giugno 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/gli-amanti-della-citta-sepolta-otpsfauo Gli amanti della città sepolta]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[La dalia azzurra]]''}} Passabile, anche se antiquato, poliziesco in bianco e nero, l'unica sceneggiatura scritta da [[Raymond Chandler]], tratto da un suo romanzo incompiuto in cui il grande giallista dovette modificare il finale, che infatti appare appiccicaticcio, per le pressioni della permalosa Marina americana. [[Alan Ladd]] se la cava con decoro nel ruolo del reduce tutto d'un pezzo afflitto dalle corna.<ref>Da ''il Giornale'', 30 ottobre 2002; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-dalia-azzurra-p6v6rp9v La dalia azzurra]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[L'ultimo amante]]''}} Passabile, nonostante le evidenti rughe, melodramma sentimentale [...]. Un bianco e nero amaro e appassionato in cui [[Amedeo Nazzari]] non fa rimpianger [[Carlo Ninchi]], mentre la bionda, pur bellissima, svedese [[May Britt]] non riesce a scacciare il fantasma di [[Alida Valli]].<ref>Da ''il Giornale'', 31 gennaio 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/l-ultimo-amante/10107/ L'ultimo amante]'', ''cinematografo.it''</ref>
*{{NDR|Su ''[[Il conte di Essex]]''}} Pittoresco e ultraromanzato riassunto della folle storia d'amore che rallegrò (ma non troppo) la vita di [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta I]] e del suo fedele (ma non troppo) servitore, messo in scena con eleganza dall'ungherese [[Michael Curtiz]] (''[[Casablanca]]''). Slendidi costumi ed epiche battaglie fanno da cornice al duello di istrionismo tra l'affascinante bruttona [[Bette Davis]] e il gagliardo faccia di bronzo [[Errol Flynn]].<ref>Da ''il Giornale'', 18 giugno 2002; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-conte-di-essex-u4yh3oez Il conte di Essex]'', ''cinematografo.it''</ref>
*{{NDR|Su ''[[Era notte a Roma]]''}} [[Roberto Rossellini]] si cimenta in uno dei suoi temi prediletti, l'antifascismo, in un dramma resistenziale che non ha però l'impatto emotivo né di ''[[Roma città aperta]]'' né del ''[[Il generale Della Rovere|Generale della Rovere]]''. I borgatari con gli attributi (brava la ruspante maggiorata [[Giovanna Ralli]]) sono più genuini dei tre soldati al semolino.<ref>Da ''il Giornale'', 24 aprile 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/era-notte-a-roma/11283/ Era notte a Roma]'', ''cinematografo.it''</ref>
*{{NDR|Su ''[[Monella]]''}} Sboccata ma non disprezzabile commedia sentimental (20 per cento) erotica (80) del vecchio Satiro [[Tinto Brass]], un autentico genio nella scoperta, nel senso più ampio del termine, di giovani virgulti femminili. La signorina in questione, molto spontanea e davvero bellina, difficilmente avrà modo sui pudibondi schermi televisivi di esibire per intero il proprio talento.<ref>Da ''il Giornale'', 19 aprile 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/monella-ofh6iwl1 Monella]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Automata (film)|Automata]]''}} Scombinato giallo fantascientifico spagnolo [...] non si capisce niente. [[Antonio Banderas]] dal testone pelato sgrana di continuo gli occhi. Soprattutto davanti alla stagionatissima [[Melanie Griffith]]: ma quella è davvero mia moglie?<ref>Da ''il Giornale'', 26 febbraio 2015; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/automata-pf9yqxnp Automata]'', ''cinematografo.it''</ref>
*{{NDR|Su ''[[La maschera di fango]]''}} Senza infamia e senza lode, per abusare di una frase fatta che però rende l'idea. Il western semispionistico del poliedrico [[André De Toth|André de Toth]], dove l'eroe buono subisce angherie di ogni sorta prima di alzare la cresta e far strage dei cattivi. Niente da obiettare se a impersonarlo è [[Gary Cooper]], l'unico in grado di tener testa a [[John Wayne]].<ref>Da ''il Giornale'', 30 ottobre 2002; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-maschera-di-fango-fd71vjxv La maschera di fango]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[La donna del ritratto]]''}} Splendido, indimenticabile poliziesco del tedesco [[Fritz Lang]], un bianco e nero asciutto e essenziale, esemplare per rigore stilistico e dosaggio della suspense, specie nell'imprevedibile finale. Se magistrale è l'interpretazione del rumeno [[Edward G. Robinson]], il timido docente sconvolto dalla passione, l'affascinante [[Joan Bennett]] resta tra le più belle di sempre.<ref>Da ''il Giornale'', 10 giugno 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/la-donna-del-ritratto/6711/ La donna del ritratto]'', ''cinematografo.it''</ref>
*{{NDR|Su ''[[La legge del più forte]]''}} Tacciono le colt nel western umoristico di [[George Marshall (regista)|George Marshall]], quasi una parodia (la prima in assoluto) di un genere che si è preso sempre tremendamente sul serio. La giovane [[Shirley MacLaine]], adorabile commediante nata, sa stare al gioco come meglio non si potrebbe, ma pure [[Glenn Ford]] si muove con la giusta dose d'ironia. A reggere il moccolo [[Leslie Nielsen]], stella di prima grandezza (e in commedie demenziali) soltanto in vecchiaia, che per decenni è stato costretto a far la parte del cattivo.<ref>Da ''il Giornale'', 1º aprile 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-legge-del-piu-forte-k39xikzf La legge del più forte]'', ''cinematografo.it''</ref>
*{{NDR|Su ''[[Marie Heurtin - Dal buio alla luce|Marie Heurtin]]''}} Toccante, ma piatto dramma in costume, la storia vera di un'infelice creatura e del suo dolce angelo custode. [...] Un film coraggioso, destinato a perdere il confronto con due giganti in tema, ''[[Il ragazzo selvaggio]]'' e ''[[Anna dei miracoli]]''.<ref>Da ''il Giornale'', 3 marzo 2016; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/marie-heurtin-dal-buio-alla-luce/59069/ Marie Heurtin - Dal buio alla luce]'', ''cinematografo.it''</ref>
*{{NDR|Su ''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''}} Un altro celebre western dedicato da [[John Ford|Ford]] alla cavalleria in giacca blu, girato, benissimo (Oscar alla fotografia), tra ''[[Il massacro di Fort Apache]]'' e ''[[Rio Bravo]]'': estenuanti cavalcate, amori di una castità irreale, un commosso e nemmeno troppo retorico omaggio all'esercito. Il quarantaduenne [[John Wayne]], invecchiato a fatica dal truccatore, è una quercia con improvvisi lampi di umanità.<ref>Da ''il Giornale'', 5 giugno 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/i-cavalieri-del-nord-ovest-m9bg23er I cavalieri del Nord Ovest]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Dreamland - La terra dei sogni]]''}} Una recitazione da piangere e un protagonista, l'inebetito Ivano De Cristofaro, che strappa al catastrofico [[Alberto Tomba]] (''[[Alex l'ariete]]'') il titolo di peggiore attore italiano di sempre.<ref>Da ''[https://web.archive.org/web/20110711235529/http://www.ilgiornale.it/spettacoli/un_disastro_melo_italia_e_usa/08-07-2011/articolo-id=533835-page=0-comments=1 Un disastro il melò tra Italia e Usa]'', ''ilgiornale.it'', 8 luglio 2011.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Bertarelli, Massimo}}
[[Categoria:Critici cinematografici italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
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Slogan calcistici
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text/x-wiki
[[File:AdvertisingEverton.jpg|thumb|Pannello con il logo della società e lo slogan dei tifosi dell'Everton]]
Raccolta di '''slogan''' legati al mondo del '''calcio'''.
==Slogan==
*Amala.<ref>Citato in Riccardo Fusato, ''[http://www.fcinter1908.it/twinter/chi-la-dura-la-vince-pazza-inter-ritorna-altrimenti-thohir/ Chi la dura la vince: Pazza Inter ritorna? Altrimenti Thohir...]'', ''fcinter1908.it'', 4 settembre 2014.</ref>
::{{spiegazione|Slogan del [[Football Club Internazionale Milano]].}}
*Dio perdona, Riga-no!<ref>Citato in Claudio Bozza, ''[https://www.corriere.it/cronache/23_luglio_25/christian-rigano-intervista-97fb06c6-2a58-11ee-84ae-fdab1efa7b6b.shtml Christian Riganò, l'ex bomber della Fiorentina ora fa il muratore: «Ho guadagnato bene, ma bisogna tornare a lavorare»]'', ''corriere.it'', 25 luglio 2023.</ref>
::{{spiegazione|Slogan coniato dai tifosi della Fiorentina per [[Christian Riganò]].}}
*Fino alla fine.<ref>Semplificazione del grido da guerra intuonato dalla [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria organizzata]]: «Fino alla Fine Forza Juventus!». Citato in Alberto Zaniello, ''[http://www.tuttojuve.com/editoriale/fino-alla-fine-non-solo-un-coro-ma-anche-uno-slogan-132949 Fino alla fine: non solo un coro ma anche uno slogan]'', ''tuttojuve.com'', 19 marzo 2013.</ref>
::{{spiegazione|Slogan della [[Juventus Football Club]].}}
*Inter, grandi emozioni dal 1908.<ref>Citato in ''[http://www.interfc.it/Inno.asp C'è solo l'Inter]'', ''interfc.it''.</ref>
::{{spiegazione|Slogan del [[Football Club Internazionale Milano]].}}
*Il gioco più bello del mondo dopo il [[Calcio (sport)|calcio]].<ref>Citato in Luca Savarese, ''Come vincere il fantacalcio (edizione 2015-2016)'', HOW2 Edizioni, 2015, [https://books.google.it/books?id=_l4-CgAAQBAJ&pg=PT211 p. 211]. ISBN 8899356807</ref>
::{{spiegazione|Slogan de ''[[La Gazzetta dello Sport]]'' in riferimento al [[fantacalcio]].}}
*La Juve ruba.<ref>Citato in Filippo Cornacchia e Guido Vaciago, ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2014/02/26-286835/Giovinco%3A+%C2%ABLa+Juve+ruba+%C3%A8+lo+slogan+di+chi+perde%C2%BB Giovinco: «La Juve ruba è lo slogan di chi perde»]'', ''tuttosport.com'', 26 febbraio 2014.</ref>
::{{spiegazione|Slogan antijuventino.}}
*Lo squadrone che tremare il mondo fa.<ref>Citato in Gabriele Mignardi, ''[http://www.comune.casalecchio.bo.it/upload/casalecchiodireno_ecm6/rassegnastampa/30172343_8087_11383.pdf «Fecero tremare il mondo. Ecco i volti»]'', ''il Resto del Carlino'', 19 giugno 2008.</ref>
::{{spiegazione|Slogan riferito al [[Bologna Football Club 1909]] della stagione 1963-64.}}
*[[Diego Armando Maradona|Maradona]] bene, [[Pelé]] meglio, [[George Best|George]] il migliore.
:''Maradona – good. Pelé – better. George – Best.''<ref>{{en}} Citato in Barbara Best, ''Our George: A Family Memoir of George Best'', Pan Macmillan, 2008, [http://books.google.it/books?id=rAJes3hrKtwC&pg=PA195 p. 195]. ISBN 0230739237</ref>
::{{spiegazione|Slogan coniato per [[George Best]]. Si tratta di un gioco di parole: il cognome del calciatore "Best" in inglese significa "il migliore".}}
*Più di un club.
:''Mes que un club.''<ref>Citato in ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2012/ottobre/06/Barca_contro_Real_catalani_giocano_ga_0_20121006_6fae97a0-0f8e-11e2-a29e-7a72a7f18b45.shtml Barça contro Real. I catalani giocano per l'indipendenza]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 6 ottobre 2012.</ref>
::{{spiegazione|Slogan del [[Futbol Club Barcelona]] consacrato nel 1968.}}
*Tifosi dell'Everton si nasce non si diventa. Noi non scegliamo, noi veniamo scelti. Quelli che capiscono non hanno bisogno di spiegazione. Quelli che non capiscono, non importa.
:''Evertonians are born not manufactured. We do not choose, we are chosen. Those who understand need no explanation. Those who don't understand, don't matter.''<ref>Citato in ''[http://www.liverpoolecho.co.uk/sport/evertonians-born-not-manufactured--8695007 Evertonians are born, not manufactured...]'', ''liverpoolecho.co.uk'', 22 febbraio 2015.</ref>
::{{spiegazione|Slogan dei tifosi dell'[[Everton Football Club]].}}
*[[UEFA]] Mafia!
::{{spiegazione|Slogan di frange del tifo organizzato del calcio europeo in diversi Paesi, includendo Francia,<ref>Citato in {{en}} Will Schofield, ''[https://www.dailystar.co.uk/sport/football/marseille-uefa-europa-conference-league-26887596.amp Marseille fans unite to make whole stand read 'UEFA mafia' before Europa League game]'', ''dailystar.co.uk'', 5 maggio 2022.</ref> Russia<ref>Citato in {{en}} ''[https://www.bbc.com/sport/live/football/29674073 Inter Milan v Napoli as it happened]'', ''bbc.com'', 19 ottobre 2014.</ref> e Bulgaria,<ref>Citato in {{en}} ''[https://www.theguardian.com/football/blog/2014/oct/07/say-yes-to-racism-banner-levski-sofia-bulgaria Why Uefa and Bulgaria must act over 'yes to racism' banner]'', ''theguardian.com'', 7 ottobre 2014.</ref> contro la UEFA negli anni 2010 e 2020.}}
===Motti riportati sugli stemmi societari===
*Niente è sufficiente, se non il meglio.
:''Nil satis nisi optimum.''<ref name=latin>{{en}} Citato in Lawrence Booth e Nial Briggs, ''[https://www.theguardian.com/football/2004/aug/31/theknowledge.sport Which clubs have Latin on their badges?]'', ''theguardian.com'', 31 agosto 2004.</ref>
::{{spiegazione|Motto riportato sullo stemma societario dell'[[Everton Football Club]].}}
*Non riceve la corona se non chi ha combattuto secondo le regole.
:''Non coronabitur nisi qui legitime certaverit''.<ref>{{cfr}} ''[http://www.weltfussballarchiv.com/images/logos/Primo%20logo%20Juventus.PNG Juventus FC (primo stemma)]''</ref>
::{{spiegazione|Motto riportato sul primo stemma societario del [[Juventus Football Club|Foot-Ball Club Juventus]]. La frase è tratta dalla ''[[Seconda lettera a Timoteo]]'' 2, 5.}}
*Orgoglio in battaglia.
:''Superbia in proelio.''<ref name=latin/>
::{{spiegazione|Motto riportato sullo stemma societario del [[Manchester City Football Club]] fino a dicembre 2015.}}
*Un nuovo spazio per futuri successi.
:''A new space, per future successes''.<ref>Citato in Antonio Barillà, ''La storia continua'', ''La Stampa'', 10 ottobre 2023, p. 22.</ref>
::{{Spiegazione|Slogan del [[J-Museum]].}}
==Citazioni sugli slogan calcistici==
*Il calcio è una malattia che ha bisogno di slogan. Se trovi lo slogan, hai l'impressione di aver risolto il problema. ([[Mario Sconcerti]])
==Note==
<references />
{{calcio}}
[[Categoria:Slogan|Calcistici]]
[[Categoria:Tifo calcistico]]
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Maria Pia Di Meo
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Spinoziano
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/* Film */
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[[File:Maria Pia Di Meo 1971.jpg|miniatura|Maria Pia Di Meo (1971)]]
'''Maria Pia Di Meo''' (1939 – vivente), attrice e doppiatrice italiana.
==Citazioni di Maria Pia Di Meo==
*{{NDR|Sulla preparazione per doppiare}} No, non ho studiato niente, perché come si dice, sono figlia d'arte, si può dire che l'avevo proprio nel mio DNA questa capacità di recitare. Perché poi "doppiaggio" è una parola quasi inadeguata, nel senso che il [[doppiaggio]] lo può fare chi sa recitare, e in più a questo deve aggiungere una tecnica particolare. Perché una cosa è recitare in teatro, quindi portare la voce, avere un timbro diverso; e una cosa è fare il doppiaggio, avere davanti un microfono, e quindi devi poter dosare la tua voce, e avere la tecnica tale da permetterti di essere vera, autentica, di trasmettere emozioni. Tutto quello che l'attore in presa diretta ha costruito magari in mesi di lavoro, noi dobbiamo doppiarlo in tempi molto stretti, quindi è necessaria una tecnica particolare, una particolare sensibilità, perché bisogna tradurre quello che è il lavoro dell'attore in originale, a noi, alla nostra lingua, il nostro modo di essere, le nostre sensazioni, quindi è un lavoro anche creativo.<ref name=mp>Da ''[http://www.panorama.it/blog-5/la-fine-del-mondo-e-ritorno/quel-mostro-di-mia-suocera-e-mary-poppins-intervista-a-maria-pia-di-meo/ Quel mostro di mia suocera è Mary Poppins: intervista a Maria Pia Di Meo]'', ''Panorama'', 8 agosto 2016.</ref>
*{{NDR|Sulla situazione attuale del doppiaggio}} Oggi lo vedo, per certi versi, non dico decaduto, ma… Molti dicono, per esempio, che i film vanno visti in originale, non doppiati. Ora, questo potrebbe anche andar bene, però dovremmo presumere che tutti conoscano le lingue, ma in Italia sappiamo benissimo che non tutti le conoscono. Allora cosa succede, che si dovrebbero mettere i [[Sottotitolo|sottotitoli]], cosa che secondo me è negativa, perché non ti permette di guardare l'attore, le azioni, perché devi leggere. E in linea di massima, il doppiaggio sta diventando un lavoro che si deve fare alla svelta, con un certo numero di turni, di righe, quindi si è perso un po' quella caratteristica che c'era quando ero più giovane, che i film si facevano con calma, avendo la possibilità di studiare di più i caratteri, il proprio e quello degli altri attori. E infatti se vediamo dei vecchi film, sono doppiati benissimo. Oggi ci sono bravi doppiatori con una grandissima tecnica, ma secondo me poco creativi dal punto di vista artistico. Anche perché non c'è la possibilità. Perché il tempo è poco, bisogna correre, fare tutto alla svelta, e quindi il risultato è quello che è, purtroppo.<ref name=mp />
*{{NDR|Sul conciliare famiglia e attività lavorativa}} È stato molto difficile. Tanto è vero che quando mi sono sposata, dopo sono andata a vivere a Milano e ci ho vissuto undici anni, proprio perché io personalmente non riuscivo a conciliare il mio lavoro con i bambini piccoli, per lo meno fino a quando sono piccoli è molto difficile, e fare il teatro non ne parliamo, ti porta via per tournée, e infatti io ho rinunciato tante cose quando i miei figli erano piccoli. E poi ho anche rifiutato il doppiaggio, perché quello mi occupava troppo. Poi sono tornata a Roma, dopo dodici anni, e dopo un divorzio, e ho ripreso a lavorare anche bene, però senz'altro conciliare la vita famigliare con un lavoro così pieno, com'è stato il mio, sempre occupata dalla mattina alla sera, io sono riuscita a fare i salti mortali per essere più vicina a loro. Ho avuto la fortuna di trovare delle babysitter bravissime, che li seguivano anche nello studio. Ma avevo anche bisogno di lavorare, non potevo dire di no. Ma è andata bene anche così, perché ho due figli meravigliosi, e sono contentissima.<ref name=mp />
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]'' (1932)
*''[[Susanna!]]'' (1938)
*''[[Paradiso proibito]]'' (1940)
*''[[I figli della violenza]]'' (1950)
*''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'' (1952)
*''[[La diva]]'' (1952)
*''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]'' (1952)
*''[[Gli orizzonti del sole]]'' (1954)
*''[[Il calice d'argento]]'' (1954)
*''[[Pietà per chi cade]]'' (1954)
*''[[Il cacciatore di indiani]]'' (1955)
*''[[Il figliuol prodigo (film 1955)|Il figliuol prodigo]]'' (1955)
*''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]'' (1956)
*''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]'' (1956)
*''[[La risaia]]'' (1956)
*''[[L'invasione degli ultracorpi]]'' (1956)
*''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'' (1956)
*''[[Vento di terre lontane]]'' (1956)
*''[[Il segno della legge]]'' (1957)
*''[[La maschera di Frankenstein]]'' (1957)
*''[[Il posto delle fragole]]'' (1957)
*''[[Il settimo sigillo]]'' (1957)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[Dracula il vampiro]]'' (1958)
*''[[Fluido mortale]]'' (1958)
*''[[I giovani leoni]]'' (1958)
*''[[Il grande paese]]'' (1958)
*''[[Il piccolo campo]]'' (1958)
*''[[L'infernale Quinlan]]'' (1958)
*''[[La mina]]'' (1958)
*''[[Resurrezione (film 1958)|Resurrezione]]'' (1958)
*''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'' (1958)
*''[[Totò nella luna]]'' (1958)
*''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'' (1959)
*''[[Domani m'impiccheranno]]'' (1959)
*''[[Erode il Grande (film)|Erode il Grande]]'' (1959)
*''[[I segreti di Filadelfia]]'' (1959)
*''[[Il grande pescatore]]'' (1959)
*''[[Il mostro che uccide]]'' (1959)
*''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]'' (1959)
*''[[La storia di una monaca]]'' (1959)
*''[[Operazione sottoveste]]'' (1959)
*''[[Strategia di una rapina]]'' (1959)
*''[[Il figlio di Giuda]]'' (1960)
*''[[L'appartamento]]'' (1960)
*''[[La battaglia di Alamo]]'' (1960)
*''[[Lettere di una novizia]]'' (1960)
*''[[Occhi senza volto]]'' (1960)
*''[[Angeli con la pistola]]'' (1961)
*''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]'' (1961)
*''[[Fantasmi a Roma]]'' (1961)
*''[[Il diavolo alle 4]]'' (1961)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[La viaccia]]'' (1961)
*''[[Uno, due, tre!]]'' (1961)
*''[[Viridiana]]'' (1961)
*''[[Agente 007 - Licenza di uccidere]]'' (1962)
*''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]'' (1962)
*''[[Il promontorio della paura]]'' (1962)
*''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962)
*''[[La cuccagna (film 1962)|La cuccagna]]'' (1962)
*''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]'' (1962)
*''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Uno sguardo dal ponte]]'' (1962)
*''[[A 007, dalla Russia con amore (film)|A 007, dalla Russia con amore]]'' (1963)
*''[[Gli uccelli]]'' (1963)
*''[[Il cardinale]]'' (1963)
*''[[Il vecchio testamento]]'' (1963)
*''[[Irma la dolce]]'' (1963)
*''[[La parmigiana]]'' (1963)
*''[[Le folli notti del dottor Jerryll]]'' (1963)
*''[[Sciarada (film)|Sciarada]]'' (1963)
*''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'' (1964)
*''[[Angelica (film 1964)|Angelica]]'' (1964)
*''[[Danza macabra (film 1964)|Danza macabra]]'' (1964)
*''[[L'uomo del banco dei pegni]]'' (1964)
*''[[I lunghi capelli della morte]]'' (1964)
*''[[Insieme a Parigi]]'' (1964)
*''[[Marnie]]'' (1964)
*''[[Mary Poppins (film)|Mary Poppins]]'' (1964)
*''[[My Fair Lady (film)|My Fair Lady]]'' (1964)
*''[[Agente 007 - Thunderball: Operazione tuono]]'' (1965)
*''[[Il dottor Živago]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965)
*''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]'' (1965)
*''[[Tutti insieme appassionatamente]]'' (1965)
*''[[Detective's Story]]'' (1966)
*''[[Il sipario strappato]]'' (1966)
*''[[La meravigliosa Angelica]]'' (1966)
*''[[Nevada Smith]]'' (1966)
*''[[Questa ragazza è di tutti]]'' (1966)
*''[[Quien sabe?]]'' (1966)
*''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966)
*''[[Un uomo, una donna]]'' (1966)
*''[[Agente 007 - Si vive solo due volte]]'' (1967)
*''[[Il medico della mutua]]'' (1968)
*''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]'' (1968)
*''[[Hello, Dolly!]]'' (1969)
*''[[Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue]]'' (1969)
*''[[Il piccolo grande uomo]]'' (1970)
*''[[La figlia di Ryan]]'' (1970)
*''[[Il gatto a nove code]]'' (1971)
*''[[Rapina record a New York]]'' (1971)
*''[[Non si sevizia un paperino]]'' (1972)
*''[[Ultimo tango a Parigi]]'' (1972)
*''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]'' (1975)
*''[[Il mostro (film 1977)|Il mostro]]'' (1977)
*''[[La febbre del sabato sera]]'' (1977)
*''[[Capricorn One]]'' (1978)
*''[[Il paradiso può attendere]]'' (1978)
*''[[Tornando a casa]]'' (1978)
*''[[Superman (film)|Superman]]'' (1978)
*''[[Kramer contro Kramer]]'' (1979)
*''[[Moonraker - Operazione spazio]]'' (1979)
*''[[American Gigolò]]'' (1980)
*''[[Superman II]]'' (1980)
*''[[Atmosfera zero]]'' (1981)
*''[[Excalibur]]'' (1981)
*''[[Quella villa accanto al cimitero]]'' (1981)
*''[[Scontro di titani]]'' (1981)
*''[[Blade Runner]]'' (1982)
*''[[Gandhi (film)|Gandhi]]'' (1982)
*''[[Victor Victoria]]'' (1982)
*''[[Il grande freddo]]'' (1983)
*''[[Superman III]]'' (1983)
*''[[Yentl]]'' (1983)
*''[[C'era una volta in America]]'' (1984)
*''[[Agnese di Dio]]'' (1985)
*''[[Interno berlinese]]'' (1985)
*''[[La mia Africa]]'' (1985)
*''[[Phenomena]]'' (1985)
*''[[Figli di un dio minore]]'' (1986)
*''[[L'inchiesta (film 1986)|L'inchiesta]]'' (1986)
*''[[Appuntamento al buio]]'' (1987)
*''[[Lo squalo 4 - La vendetta]]'' (1987)
*''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit]]'' (1988)
*''[[Frantic]]'' (1988)
*''[[Sono affari di famiglia]]'' (1989)
*''[[Hook - Capitan Uncino]]'' (1991)
*''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]'' (1992)
*''[[La morte ti fa bella]]'' (1992)
*''[[Nome in codice: Nina]]'' (1993)
*''[[C'eravamo tanto odiati]]'' (1994)
*''[[Cara, insopportabile Tess]]'' (1994)
*''[[Cronisti d'assalto]]'' (1994)
*''[[Forrest Gump]]'' (1994)
*''[[I Flintstones (film)|I Flinstones]]'' (1994)
*''[[I ricordi di Abbey]]'' (1994)
*''[[Il cliente (film)|Il cliente]]'' (1994)
*''[[Sabrina (film 1995)| Sabrina]]'' (1995)
*''[[Mission: Impossible]]'' (1996)
*''[[L'avvocato del diavolo]]'' (1997)
*''[[Gioco a due]]'' (1999)
*''[[Giovanna d'Arco (film)|Giovanna d'Arco]]'' (1999)
*''[[Magnolia (film)|Magnolia]]'' (1999)
*''[[Ogni maledetta domenica - Any Given Sunday]]'' (1999)
*''[[Un tè con Mussolini]]'' (1999)
*''[[A.I. - Intelligenza artificiale]]'' (2001)
*''[[Donnie Darko]]'' (2001)
*''[[Spy Game]]'' (2001)
*''[[Il ladro di orchidee]]'' (2002)
*''[[Matrimonio impossibile]]'' (2003)
*''[[Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi]]'' (2004)
*''[[Mi presenti i tuoi?]]'' (2004)
*''[[2 single a nozze - Wedding Crashers]]'' (2005)
*''[[La famiglia omicidi]]'' (2005)
*''[[Quel mostro di suocera]]'' (2005)
*''[[V per Vendetta]]'' (2005)
*''[[Il diavolo veste Prada]]'' (2006)
*''[[Inland Empire - L'impero della mente]]'' (2006)
*''[[The Fountain - L'albero della vita]]'' (2006)
*''[[The Grudge 2]]'' (2006)
*''[[Leoni per agnelli]]'' (2007)
*''[[Il dubbio (film 2008)|Il dubbio]]'' (2008)
*''[[L'acchiappadenti]]'' (2010)
*''[[Wall Street - Il denaro non dorme mai]]'' (2010)
*''[[The Iron Lady]]'' (2011)
*''[[Prisoners (film 2013)|Prisoners]]'' (2013)
*''[[Suffragette (film)|Suffragette]]'' (2015)
*''[[Youth - La giovinezza]]'' (2015)
*''[[Florence]]'' (2016)
*''[[Piccole donne (film 2019)|Piccole donne]]'' (2019)
*''[[Don't Look Up]]'' (2021)
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===Film d'animazione===
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*''[[La bella addormentata nel bosco]]'' (1959)
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[Alla ricerca della Valle Incantata]]'' (1988)
*''[[Kiki - Consegne a domicilio]]'' (1989)
*''[[Il castello errante di Howl]]'' (2004)
*''[[Shrek 2]]'' (2004)
*''[[Shrek terzo]]'' (2007)
*''[[Fantastic Mr. Fox]]'' (2009)
*''[[Shrek e vissero felici e contenti]]'' (2010)
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===Serie televisive===
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*''[[Ellery Queen (serie televisiva)|Ellery Queen]]'' (1975-1976)
*''[[Olocausto (miniserie televisiva)|Olocausto]]'' (1978)
*''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]'' (1985)
*''[[La signora del West]]'' (1993-1998)
*''[[Giuseppe (miniserie televisiva)|Giuseppe]]'' (1995)
*''[[Jesus (miniserie televisiva)|Jesus]]'' (1999)
*''[[L'onore e il rispetto]]'' (2017)
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==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Di Meo, Maria Pia}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Giorgio Terruzzi
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Danyele
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wikitext
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'''Giorgio Luca Maria Terruzzi''' (1958 – vivente), giornalista e scrittore italiano.
==Citazioni di Giorgio Terruzzi==
*Di [[Kimi Räikkönen|Räikkönen]] si parla tanto, ma resta un pilota sopravvalutato. [...] Räikkönen resta un pilota con doti enormi uguali alle sue carenze, mentre se parliamo di un leader, significa che stiamo considerando un conduttore in grado di combattere battaglie sempre ad alto livello, cioè stiamo parlando di campioni, soggetti molto diversi dal Kimi dei nostri giorni.<ref>Dall'intervista di Antonio Azzano, ''[https://www.formulapassion.it/manifestomotore/fuori-dal-coro/f1-giorgio-terruzzi-la-verita-impopolare-256714.html F1. Giorgio Terruzzi, la verità impopolare]'', ''formulapassion.it'', 18 giugno 2015.</ref>
*{{NDR|Su [[Ayrton Senna]], «cosa lo ha reso così speciale?»}} La sua umanità, oltre che il suo talento cristallino. Si dice che chiunque ricordi esattamente cosa stesse facendo nel momento in cui è morto Senna, proprio ad indicare quanto fosse speciale. La sua morte è stata una tragedia condivisa [...]. Anche i ragazzi, troppo giovani per averlo visto correre all'epoca, lo ammirano e lo conoscono, continuando a tramandarne la memoria: è come se avesse lasciato dei frammenti di anima che vengono raccolti quotidianamente.<ref>Da Silvia Giorgi, ''[https://www.automoto.it/formula1/f1-in-memoriam-di-ayrton-senna-intervista-esclusiva-a-terruzzi-ha-lasciato-frammenti-d-anima.html F1, In Memoriam di Ayrton Senna. Intervista esclusiva a Terruzzi: "ha lasciato frammenti d'anima"]'', ''automoto.it'', 30 aprile 2023.</ref>
*[[Gianni Mura|Mura]] ha significato per me, credo per molti di noi, un riferimento alto e costante, sia pensando alla qualità dello scrivere, sia al significato dello sport, sia alle storie di chi con lo sport traccia una via, una avventura preziosa. Ci conoscemmo quando ero un ragazzo, grazie a [[Beppe Viola]]. Lavoravamo nelle stesse stanze di viale Arbe a Milano, in quello che Beppe definì "il marchettificio" perché si trattava di guadagnare il pane scrivendo per chiunque chiedesse pezzi di varia umanità. Era un appartamento trasformato in ufficio, c'era una piccola cucina dove mettevamo su delle moka in continuazione, dove mettevamo in tavola roba varia e unta in arrivo da improbabili rosticcerie limitrofe, dove Beppe, Gianni e Sergio Meda soprattutto giocavano a carte arrabbiandosi moltissimo. Avere attorno gente così è stato un privilegio e un onore per me, visto che si impara meglio da chi sa cosa significa non accontentarsi, non piegarsi, non metterla giù dura. E chi ha ricevuto da Gianni una quantità straordinaria di racconti e storie sa benissimo di cosa sto parlando. Parole scelte, se possibile, sempre. Era una persona non sempre facile; era una persona per bene.<ref>Da un [https://www.facebook.com/terruzzigiorgio/posts/2955665111152775 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 21 marzo 2020.</ref>
*{{NDR|Sul campionato di [[Formula 1]]}} Si dice che vincono sempre gli stessi, ma d'altronde non è che nel campionato di calcio si faccia tutto per far vincere il Chievo.<ref>Dall'intervista di Marco Corradi, ''[https://bandieraascacchi.wordpress.com/2017/11/27/giorgio-terruzzi-abu-dhabi-stagione-f1/ "Abu Dhabi, gara noiosa. Mercedes dominante anche nel 2017, e sul futuro della F1..."]'', ''bandieraascacchi.wordpress.com'', 27 novembre 2017.</ref>
{{Int|''[https://mowmag.com/sport/intervista-clamorosa-a-giorgio-terruzzi-briatore-non-ha-capito-schumacher-senna-e-michael-ecco-chi-erano-davvero-verstappen-leclerc-o-hamilton-in-ferrari-per-la-formula-1-c-e-un-fattore-da-cui-tutto-dipende-e-su-elkann-e-agnelli Intervista clamorosa a Giorgio Terruzzi: "Schumacher e Senna? Ecco chi erano davvero. Verstappen, Leclerc o Hamilton in Ferrari? Per la Formula 1 c'è un fattore da cui tutto dipende". E su Briatore, Elkann e Agnelli...]''|Giulia Sorrentino, ''mowmag.com'', 13 dicembre 2024.}}
*Io non faccio paragoni tra piloti di epoche diverse. Senna per un verso, Verstappen per un altro, sono due fenomeni. Ci sono altri piloti di primissima fascia che non hanno mai avuto le stesse opportunità tecniche per dimostrare quanto valgono. Certamente parliamo di eccellenze, Senna per un verso, Verstappen per un altro, Schumacher per un altro ancora. Sono piloti che hanno messo insieme tutto: un grande talento con una macchina corrispondente al talento che potevano dimostrare. È difficile però dire chi è l'unico, perché Alonso per esempio è un pilota che, per il talento che lo contraddistingue, ha avuto molto meno opportunità di altri. Anche di Vettel che ha vinto quattro mondiali contro Alonso in una condizione di maggior favore: non è che Vettel perché ha vinto quattro mondiali è più forte di Alonso. C'è sempre un elemento tecnico che discrimina. [...] fare una graduatoria in questo senso in Formula 1 è impossibile. Ci sono piloti che magari fanno una gara dal punto di vista della prestazione strepitosa e arrivano quinti e non li vedi, non lo sai perché hanno una macchina da quinto posto.
*[[Ayrton Senna|Senna]] era un ragazzo ricco con sensi di colpa, con il bisogno di dimostrare di meritarsi ogni briciola di pane. [[Michael Schumacher|Schumacher]] era un povero con una fame atavica, con un desiderio di affermazione formidabile. Due storie diverse per estrazione sociale, carattere, temperamento, destino, ma anche due figure simili nel momento in cui le vedevi lavorare. Entrambi molto attenti, molto occupati da migliorare ciò che consideravano non perfetto della propria attitudine, del proprio fare. Due esempi. Quando vedi loro, così attenti e dedicati a migliorare quello che possono, pur avendo tante cose che funzionano, pur essendo dei vincenti, capisci che puoi farlo anche tu, tutti i giorni. Questi qui sono i veri campioni, sono dei veri buoni esempi per un ragazzo, per un meccanico, un giornalista. Capisci che è meglio che la pianti lì di fare il figo e ti metti a migliorare quello che puoi migliorare.
*{{NDR|Su [[Gianni Agnelli]]}} Era un carismatico nato, una personalità molto forte, con un'attitudine anche all'incontro, allo scambio, alla conversazione, molto brillante. Era una persona molto abile. Ci sono persone che sono così dotate, che possono fare e stare dovunque. Poi rappresentava un mondo in un'epoca molto diversa da questa, quando il rapporto con il lusso, con un certo tipo di vita, era molto più distante dalla quotidianità di tutti noi. Lui aveva una sorta di capacità di avvicinarsi alle persone con un tocco molto particolare. Una personalità molto rilevante. Tanto è vero che ne parliamo ancora oggi.
==Citazioni tratte da articoli==
===''Autosprint''===
*Perché, in fin dei conti, la [[Scuderia Ferrari|Ferrari]] continua ad essere la Ferrari. Anche perdendo, soprattutto perdendo. Un mondo a parte, una principessa da salvare.<ref>Da ''Com'è difficile dirsi addio''; ''Autosprint'' nº 44, 31 ottobre – 6 novembre 1995, pp. 16-17.</ref>
{{Int|''Un salotto fuori moda''|''Autosprint'' nº 22, 30 maggio – 5 giugno 1995, pp. 20-21.|h=4}}
*{{NDR|Sul [[circuito di Monte Carlo]]}} Il Principato è un tramezzino farcito oltre il livello di guardia. Basta un niente, un piccolo morso, e cade la maionese, una foglia di lattuga. Contro il guard-rail, ovviamente. [...] Ecco. Allora, perché? Perché questa pista che non piace a nessuno, che sembra assurda al punto da risultare affascinante, che non permette a chi lavora di lavorare, a chi corre di superare, a chi supera di continuare? Risposta: perché trattasi di [[Monte Carlo|Montecarlo]], mica San Donato Milanese, con tutto il rispetto per il panettone.
*Era, [[Principato di Monaco|Monaco]], un posto chic. Anni Cinquanta, anni Sessanta. Adesso è una collezione di elementi prevedibili. Resta sulla breccia la faccia da figlio di buona donna (un vero e proprio raduno); sono solite le vetrine, le scollature, le tradizioni. I ricchi autentici che scappano via, i ricchi finti che cercano di assomigliare ad ogni costo a quelli veri, i fattorini degli alberghi che ti guardano come si guarda un fantino, un cugino, e capiscono al volo, al centesimo, l'entità del tuo conto in banca. E le donne, mais oui, anche loro esposte come Porsche, Bentley o Ferrari, attirate soltanto da chi possiede almeno una Porsche, una Bentley o una Ferrari.
*[...] non si parla, guai, di sicurezza. Se affronti l'argomento trovi sempre qualcuno pronto a spiegare che qui il problema non esiste perché le macchine vanno piano. Poi vai a vederle girare 'ste benedette macchine e capisci che ti hanno raccontato una balla, l'ennesima. Il circuito di Montecarlo, è un budello, è un coltello a serramanico, è una pazzia. Basta dirlo, no? Basta dire che nel Principato, siccome fa comodo a un sacco di gente importante, si corre da una vita e si continuerà a correre in ragione dell'assurdità connessa alla corsa. Basta dire che l'ipotesi di un incidente è un ingrediente fondamentale per tenere in piedi un ambaradan come il [[Gran Premio di Monaco|Gran Premio]]. Costi (a chi rischia e a chi paga davvero) quel che costi.
===''Corriere della Sera''===
{{cronologico}}
*{{NDR|Su [[Ayrton Senna]]}} C'è qualcosa che va oltre i tre titoli mondiali, le 41 vittorie, le 65 pole, quella straordinaria tensione agonistica che gli permise di vincere quando avrebbe dovuto perdere; di correre contro, ad ogni costo, quando avrebbe potuto e dovuto rispettare regole e avversari. C'è qualcosa che va oltre quella morte così brutale, teletrasmessa, inaccettabile, che lo portò via [...] dentro il fine settimana più drammatico e crudele mandato a memoria. C'è qualcosa che va oltre il suo volto di allora, «frizzato» per sempre, come accade quando un uomo, un personaggio, un simbolo, si trasforma in un eroe «giovane e bello» da celebrare all'infinito. Incontrare ancora oggi Ayrton Senna nelle nostre giornate, nei nostri ricordi, nella nostra passione, significa avere a che fare con un rapporto complesso, qualcosa che, certo, coinvolge chi segue le corse ma non soltanto; che ripristina le immagini ultime e drammatiche di una fine tragica ma non soltanto. Un pilota, un campione, ovviamente. Ma qui abbiamo avuto una persona che riuscì in modo suo soltanto a comunicare con altre persone. [...] Senna intese la sua carriera come una specie di missione. Un monaco da pista, perennemente dedicato a cercare una qualità alta del proprio fare. Era una bisogno primario per lui, l'unico modo, crediamo, per restituire ciò che aveva ricevuto in termini di talento e opportunità. [...] Senna vinceva, piangeva, litigava, ammetteva, parlava delle lacrime, dei propri sentimenti, esponeva un'anima spesso tormentata. Parlava di Dio, come se fosse a sua volta un compagno, un giudice. Ed era così consapevole dei propri sacrifici, da convincerlo per poi tirarlo dalla sua parte anche quando il suo punto di vista conteneva un diritto assai discutibile. [...] Questo abbiamo avuto e questo abbiamo. Uno straordinario compagno di viaggio. Il cui valore emerge e si rafforza talvolta quando ci accorgiamo di averlo perduto. Non importa compararlo ad altri grandi della velocità, non è sufficiente conteggiare imprese comunque memorabili. Nel dolore di quella morte improvvisa e inattesa c'è la fine di un'avventura preziosa e per molti versi unica.<ref>Da ''Perché quel volto continua a parlarci'', in Giorgio Terruzzi e Rocco Cotroneo, ''[https://www.corriere.it/speciale/sport/2019/senna-25-anni-fa-la-morte-del-campione-brasiliano/ Ayrton Senna, 26 anni dopo]'', ''corriere.it'', 2019.</ref>
*{{NDR|Su [[Frank Williams]]}} Era un reduce, protagonista di un'epoca che vive nella memoria di vecchi innamorati.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/sport/formula-1/notizie/frank-williams-morto-team-nato-un-negozio-tappeti-successi-l-incidente-morte-senna-23a65952-5074-11ec-9504-b455041bff74.shtml Frank Williams morto: il team nato in un negozio di tappeti, i successi, l'incidente, la morte di Senna]'', ''corriere.it'', 28 novembre 2021.</ref>
*{{NDR|Su [[Charles Leclerc]]}} [...] pare un divo, un cannibale, il ragazzo ideale per mamme, figlie e tifosi dal palato fine.<ref>Dal ''Corriere della Sera''; citato in Umberto Zapelloni, ''[https://topspeedblog.it/rassegna-stampa-delirio-ferrari/ Rassegna stampa: delirio Ferrari]'', ''topspeedblog.it'', 11 aprile 2022.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Coppa del Mondo di rugby 2023]]}} [...] una vetrina che avrebbe dovuto divulgare valori, rispetto delle regole ma si è visto qualcosa di diverso. [...] Certo, gli staff tecnici rimangono in tribuna, nessun mister si permette quelle sceneggiate a bordo campo tipiche del pallone. Ma ciò che più stupisce i rugbisti allo stato puro, riguarda un passaggio di consegne in senso inverso rispetto alle attese. Il pubblico attende in silenzio quando un giocatore avversario si prepara a calciare. Macché: fischi e sberleffi reiterati dalle tribune. Nessun giocatore, salvo il capitano è autorizzato a parlare con l'arbitro. Macché: un numero crescente di piloni, mediani, trequarti, protesta, mette il becco. Guai a simulare, se lo fai, una vergogna. Beh, abbiamo assistito a scene mai viste, pur di indurre il direttore di gara a ricorrere alla moviola [...]. Insomma, il peggio del repertorio calcistico intrufolato nei meccanismi del rugby. Un imbarbarimento in luogo di una nobilitazione. Vizi adottati in luogo di virtù consegnate. Con annessa qualche contraddizione palese. Troppe regole, una rapidità spaventosa delle esecuzioni, arbitri che non ce la fanno a interpretare queste veementi partite di scacchi giocate ad altissima velocità. La Coppa del Mondo contiene un monito: le stringhe sono lasse, tocca stringerle, serve correggere, ripristinare una tradizione preziosa. Altrimenti ogni buon esempio proprio del rugby, rischia di scivolare nella retorica, in un vanto risibile.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/sport/23_ottobre_26/perche-rugby-ha-adottato-vizi-calcio-ef915f10-7437-11ee-963c-ac009592ba73.shtml Perché il rugby ha adottato i vizi del calcio e rischia di sciupare le sue virtù]'', ''corriere.it'', 26 ottobre 2023.</ref>
*Una faccia da cinema, da ragazzino che non invecchia, il taglio della bocca simile a quello di Marc Marquez, con gli angoli in su, un nome che pare uno pseudonimo, un marchio. [[Jacky Ickx]] [...]<ref>Da ''[https://www.corriere.it/sport/formula-1/24_dicembre_28/jacky-ickx-80-anni-dceacfe9-12d5-44c2-9130-bc94917f1xlk.shtml Jacky Ickx fa 80 anni: «Ferrari? Non era duro, si proteggeva dal dolore. Io ringrazio l'angelo custode se sono ancora vivo»]'', ''corriere.it'', 28 dicembre 2024.</ref>
===''Redbull.com''===
*{{NDR|Su [[Andrea Dovizioso]]}} Questo giovane uomo "sbocciato" non proprio per caso nel suo tempo adulto, mostra sempre una capacità analitica profonda, una semplicità nei modi che ha a che fare con una complessità del ragionamento percorsa per vie intime.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/intervista-terruzzi-dovizioso Terruzzi incontra Andrea Dovizioso]'', ''redbull.com'', 27 dicembre 2017.</ref>
====''Le pagelline di Terruzzi – rubrica''====
*{{NDR|Su [[Esteban Ocon]]}} C'è gente che lo considera una promessa, un pilota di talento. Noi [...], modestamente, lo consideriamo un fedelissimo del gesto sciocco, della lite inutile, della mossa ignorante. È questa la costante di un ragazzo che non la capisce, proprio no, non c'è verso.<ref name="Monaco"/>
*{{NDR|Sul [[circuito di Monte Carlo]]}} Un anacronismo, la pista. Inguardabile anche se tocca guardarla per 78 giri. Poi, 'sta fuffa che non cambia mai nei secoli ha un po' scassato, no? Sembra un resort dove è obbligatoria la divisa, mettendola giù dura. Basta, dai.<ref name="Monaco">Da ''[https://www.redbull.com/it-it/f1-2024-gp-monaco-pagelle-terruzzi F1, GP Monaco 2024: le pagelline di Terruzzi]'', ''redbull.com'', 26 maggio 2024.</ref>
*{{NDR|Sul [[Gran Premio d'Italia 2024]]}} Voto 2 al nero delle tute Ferrari. Soprattutto in un weekend in una festa così. Un omaggio alla "fibra di carbonio". No dico, si può? Anche perché la fibra di carbonio degli omaggi pare se ne sbatta altamente.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/f1-2024-gp-italia-pagelle-terruzzi F1, GP Italia 2024: le pagelline di Terruzzi]'', ''redbull.com'', 1º settembre 2024.</ref>
====''Terruzzi racconta – rubrica''====
{{cronologico}}
*{{NDR|Su [[Michael Schumacher]]}} Alla Ferrari arrivò nel 1996, dopo due vittorie Benetton precoci e travolgenti. Noi, venuti su con Senna, non è che lo guardassimo con simpatia. Imparammo a rispettarlo prima, ad ammirarlo poi. Lavoravo, in quegli anni, in coppia con Pepi Cereda. Era un caro amico, prima che collega, ed era un tifoso di Schumacher della prima ora. Ci andava lui ad intervistarlo, così sempre, gara dopo gara. Sino alla fine. Perché Pepi si ammalò gravemente e ci ha lasciati con una rapidità dolorosissima. Smise di seguire i Gran Premi e Schumacher chiese come mai, dove fosse. Lo presi da parte, gli spiegai. Gli dissi che Pepi, porcapaletta, non sarebbe più tornato a vagare per i box. Lui volle il numero di telefono del nostro amico. Lo chiamava, la sera, dopo le prove, lo fece per molti giorni. Pretese informazioni dettagliate sulla malattia e nelle corse successive fissavamo un appuntamento il giovedì pomeriggio, per parlarne, a costo di apparire come due cospiratori. Era autenticamente coinvolto, sinceramente vicino. Quando Pepi volò via, alla vigilia del Gran Premio del Belgio 2001, fu difficile per me andare avanti. Mi diede conforto, fu meraviglioso. E a Pepi dedicò la vittoria il giorno successivo, mentre facevo fatica a tenere in mano il microfono, preso da una struggente commozione. Le persone, ecco... le persone si rivelano prima o poi. [...] Perché parliamo di un uomo importante, nascosto da un pilota immenso.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/giorgio-terruzzi-racconta-michael-schumacher Terruzzi racconta: Michael Schumacher]'', ''redbull.com'', 2 settembre 2014.</ref>
*[[Felipe Massa|Massa]] non ha mai detto "ba" nei momenti grami [...], non l'ha messa giù dura nei momenti felici. Più semplicemente, ha fatto il suo mestiere con una dignità e una onestà palesi. [...] L'unico pilota salutato, in questi mesi successivi all'annuncio del ritiro, con sincero affetto da chiunque. Ex squadre, ex tecnici, ex meccanici, colleghi di ieri, di oggi, giornalisti: tutti a dirgli grazie e buona fortuna, come si fa con un vecchio amico. Con un uomo che raccoglie ora ciò che ha seminato. Educazione, rispetto, determinazione, umiltà e ambizione. Non è una cosa facile e non è frequente vedere una dimostrazione così larga di stima, dentro un universo che non conosce affatto il bon ton. [...] Grazie Felipe. Con orgoglio.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/l-addio-di-felipe-massa-alla-f1-commento-di-terruzzi Terruzzi racconta: l'ultimo samba di Felipe]'', ''redbull.com'', 9 novembre 2016.</ref>
*{{NDR|Su [[François Cevert]]}} Ogni foto, un sospiro. Allora come ora. Sospiri femminili ovviamente, visti i tratti, gli occhi blu tra i riccioli neri. [...] La storia di questo ragazzo è smaltata, brillantissima, sino al penultimo capitolo. Cevert – in gara, come avrebbe fatto Ayrton Senna, con il cognome della madre – non è soltanto un bellissimo ragazzo. Va forte. Aiutato da una serie di coincidenze fortunate. Il fidanzato della sorella Jacqueline si chiama Jean Pierre Beltoise, pilota celebre e celebrato in Francia, pronto ad aiutarlo nei primi chilometri. Un percorso che François completa mostrando intelligenza e talento. Abbastanza da portarlo alle soglie della Formula 1 e quindi nei Gran Premi, su una March gestita da [[Ken Tyrrell]], grazie a una doppia circostanza curiosa. Johnny Servoz Gavin, pilota del team inglese, decide improvvisamente di smetterla con le corse, e in aggiunta {{sic|[[Jackie Stewart|Jackye Stewart]]}}, primo pilota Tyrrell e campione del mondo 1969, lo nota e lo vuole al suo fianco. [...] Cevert diventa rapidamente una specie di figlio per Stewart. Al fianco del grande scozzese cresce, migliora. E vince. [...] Per la Francia è un eroe fresco e perfetto. Non solo velocità. François suona il piano, pilota personalmente il proprio aereo, con largo anticipo su una moda che diverrà ricorrente, conquista traguardi e cuori, compreso – si dice, si dirà – quello di [[Brigitte Bardot]]. [...] Alto, magro, con le dita delle mani lunghe e sottili, un sorriso dolce da padrone. Del destino, del panorama. Consapevole di essere guardato, ammirato, amato, invidiatissimo. Cammina per i box a Monza e sembra un principe arabo, gli occhiali da sole sopra quello sguardo naturalmente formidabile. Occhiali da togliere all'improvviso, come un sipario spalancato su una consapevolezza collettiva. [...] Ottobre '73, Cevert arriva a Watkins Glen con una caviglia ferita dopo un cattivo incidente in Canada, con la voglia di prendersi la pole sull'asfalto che più ama. Ci prova, ci riprova, in lotta con Ronnie Peterson, velocissimo svedese della Lotus. Per cercare di abbassare il proprio tempo, decide di affrontare la esse, a inizio pista, scalando in terza marcia. Secondo Stewart è questa la decisione che determina l'incidente. Un incidente devastante. La corsa felice di Cevert finisce qui [...]. François resta lì, intrappolato, quasi decapitato, senza vita tra i rottami della Tyrrell. Morto a 29 anni nel momento in cui si apprestava a diventare prima guida. {{sic|Jackye Stewart}} rinuncia alla corsa, alle corse. Si ferma, con il suo terzo Mondiale appena conquistato. Il viso bellissimo di Cevert resta una icona struggente da osservare, ormai e soltanto, nelle fotografie.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/giorgio-terruzzi-racconta-francois-cevert Terruzzi racconta: François Cevert, il Divo]'', ''redbull.com'', 28 marzo 2017.</ref>
*{{NDR|Su [[Jean-Pierre Jabouille]]}} A prima vista faceva venire in mente altro. Un ufficio, lo studio di un commercialista, un giovane architetto. Invece, pilota, un formidabile collaudatore. Scelto, non a caso, dalla Renault per portare in pista la prima Formula 1 Turbo. Debutto a Silverstone, Gran Bretagna, nell'estate del 1977. Lui, biondo e secco, quasi schivo dentro una macchina segnata, all'inizio, da soli guai e poi veloce, velocissima, capace di spalancare un'epoca caratterizzata da valanghe di cavalli sovralimentati. Dunque, un personaggio importante. Eppure costretto dal destino in una sorta di ombra perenne.<ref name="turbo">Da ''[https://www.redbull.com/it-it/giorgio-terruzzi-racconta-jean-pierre-jabouille-primo-turbo Terruzzi racconta: Il primo turbo]'', ''redbull.com'', 29 marzo 2017.</ref>
*[...] nel giorno della prima vittoria, sia del Turbo Renault, sia di Jean Pierre, [[Gran Premio di Francia 1979|Digione, Francia, 1979]], l'attenzione di tutti, in pista e a casa, fu rapita da altro. Da Villeneuve e Arnoux, con la seconda Renault, presi in un duello memorabile, tutto un festival di ruotate e sorpassi da urlo, mentre Jabouille, poveretto, andava a vincere del tutto trascurato. Primo posto, sì sì, ma gli applausi erano per Gilles e Renè, secondo e terzo, sorridenti e trafelati alla fine della loro guerra.<ref name="turbo"/>
*Chi ha buona memoria ricorda con un sorriso [[Eddie Irvine]], questo ragazzo irlandese [...] protagonista di una lunga convivenza con Michael Schumacher alla Ferrari. Gli spunti per la memoria: moltissimi. Un pilota esuberante, agli esordi, capace di far perdere le staffe a Senna, nel finale del Mondiale 1993, quello del suo debutto in F.1, Jordan la macchina; capace di innescare qualche carambola devastante, tipo Brasile 1994, sempre Jordan; disposto a fare andare in bestia Jacques Villeneuve nell'anno che diede al canadese il titolo, 1997. Vivace, altrochè, con le ragazze soprattutto e dovunque [...]<ref name="Irvine">Da ''[https://www.redbull.com/it-it/giorgio-terruzzi-racconta-eddie-irvine Terruzzi racconta: Irvine e il giallo del 1999]'', 29 marzo 2017.</ref>
*{{NDR|Sul [[campionato mondiale di Formula 1 1999]]}} Schumi fuori a Silverstone con frattura doppia alla gamba [...], Eddie lanciato – contro ogni previsione – verso il titolo iridato, contro Mikka Hakkinen soprattutto. Una sfida con dentro molti capitoli contorti e il sospetto che la Ferrari mostrasse qualche titubanza nel puntare davvero su Irvine. Secondo di Schumi mentre Schumi non riusciva a riportare il trono a Maranello [...]. In Malesia, Schumacher era tornato dalla convalescenza, disposto a dare una mano al compagno di squadra. Doppietta, infatti, in vista della gara conclusiva a Suzuka [...]. Con immediata squalifica causa deflettori fuori misura (e titolo assegnato al finnico della McLaren) e successiva riabilitazione del Cavallino in sede di appello, a Parigi. Ciò che accadde in quelle settimane sta ancora oggi in una nube densa. La squalifica inutile (gli stessi deflettori misurati a Sepang e dati come irregolari, risultarono regolarissimi pochi giorni dopo), una corsa in Giappone piuttosto bizzarra, con Eddie del tutto disorientato, con Schumi in retroguardia capace soltanto di portare a casa i pochi punti necessari alla conquista del titolo costruttori, con Hakkinen campione per due lunghezze su Irvine che lasciava proprio lì la Ferrari per passare alla Jaguar. Cosa avvenne davvero non si sa e forse, chi sa, non lo può dire.<ref name="Irvine"/>
*{{NDR|Su [[Jean Alesi]]}} [...] lo sguardo da discolo, un sorriso ironico, perennemente pronto. [...] Veloce sempre, fortunato pochissimo, una sola vittoria, Canada 1995, che vale premio minimo per 241 Gran Premi disputati, 32 podi conquistati, per sei anni a brigare guidando Ferrari raramente in palla (1991-1995). Un po' poco, ecco, considerando un esordio strepitoso, con la Tyrrell, da far sudare addirittura Ayrton Senna, Phoenix 1990, secondo sul traguardo, dopo battaglia memorabile. Di Jean ricorderemo l'ira di fronte ai suoi guai, il carattere dimostrato nei momenti in cui chi ha le palle parla, chi non le ha tace, il suo rapporto con Gerhard Berger, compagno, complice, specchio. [...] Jean resta un ragazzo appassionato, pronto sempre a guidare, a divertirsi, a rischiare. [...] chissenefrega dei Gran Premi vinti. I campioni si vedono quando i riflettori sono spenti.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/giorgio-terruzzi-racconta-jean-alesi Terruzzi racconta: Jean Alesi]'', ''redbull.com'', 29 marzo 2017.</ref>
*Il [[coraggio]] di chi corre. Quello dei piloti, così in evidenza, quello di ciascuno di noi, più o meno esposto, trattato, considerato. Che poi definire il coraggio non è facile. A me viene in mente la parola "responsabilità". Vale a dire prendersi carico, prendere in carico ciò che ci sta attorno, a cominciare dal proprio destino. Autenticamente, quotidianamente, per quello che è. Ovvio, chi svolge un mestiere a rischio lo fa a prescindere. Ma ciò che a noi che guardiamo pare uno sproposito, a chi corre pare una modalità consueta. Dunque è questione di parametri. Non è detto che un pilota, la cui soglia è spostata rispetto alla nostra, abbia più coraggio di chi fa il capofamiglia, la madre, il parroco, il volontario. Perché è intima la dimensione della scelta, assolutamente personale. Di fronte alla quale serve sempre uno sforzo, un rigore, una tenuta. Forte quanto il passo da affrontare, da compiere, in relazione alla linea di partenza. Non è coraggioso chi fila a 300 all'ora. Non necessariamente. Mentre è coraggioso chi persegue un ideale dentro una dimensione ostile. Questo conta direi. Perseguire una responsabilità presa nei confronti di noi stessi. Grande o piccola non importa: tutto serve, fa allenamento e alla fine consuetudine, addirittura esempio. In Formula 1 ho incontrato molte persone coraggiose: la maggioranza non guida affatto una macchina da corsa. Ma decide e tiene duro, senza metterla giù dura, se mi concedete il gioco di parole. Credo che ciascuno di noi abbia avuto o abbia a che fare con persone coraggiose, con atti di coraggio propri. Compiuti o mancati. E credo anche che il coraggio sia l'ingrediente più utile alla qualità dello stare al mondo. Persone coraggiose. Più coraggiose. Fondamentali.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/terruzzi-racconta-il-coraggio Terruzzi racconta: il coraggio di chi corre]'', ''redbull.com'', 9 agosto 2017.</ref>
*Il [[Nelson Piquet]] pilota, meglio dirlo chiaro e subito, è stato grande. Tre titoli mondiali vinti [...]. Forte con Brabham prima e Williams poi; forte contro gente tosta, da Mansell a Prost; da Lauda a Senna. In aggiunta, molto abile nella comunicazione, una vivacità applicata anche al tempo libero, con una clamorosa lista di successi in territorio femminile [...]. L'uomo, lo dichiaro a titolo personalissimo, è piccolo. Animato da sentimenti basati su invidie ed egoismi, capaci di produrre un tot di cattiverie più meno gratuite. Simpatico? A molti senza dubbio. Per quanto mi riguarda, per niente. Finto, piuttosto. Furbo, talvolta. Spietato, ogni tanto. [...] cerco di spolverare soltanto le immagini migliori. Quelle che presentano in pista – in pista sì – un vero duro, pronto a duellare davvero, a tener testa a chiunque, a regalare una quantità enorme di emozioni. È un po' questo il punto. Perché un pilota così, dotato appunto di gran cuore, avrebbe potuto offrire una umanità più calda e luminosa anche a motori spenti. Pazienza. [...] Parliamo di corse e di piloti, soprattutto. E Piquet, almeno in corsa, è stato un principe con pochissime macchie.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/giorgio-terruzzi-racconta-nelson-piquet Terruzzi racconta: Nelson Piquet]'', ''redbull.com'', 18 aprile 2018.</ref>
*{{NDR|Sul [[Gran Premio del Giappone 1989]]}} [...] quel giorno ad altissima intensità che diede ad Alessandro Nannini l'unica vittoria in Formula 1 di una carriera destinata a ben altro bilancio [...]. La corsa celeberrima dell'aggancio Prost-Senna, della squalifica di Ayrton a traguardo tagliato, a rimonta conclusa, del titolo assegnato ad Alain in un clima tesissimo, carico di polemiche e sospetti. Fu lui a salire su quel podio, raggiante. Un successo comunque meritatissimo che rese felici un po' tutti, oltre a lui.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/giorgio-terruzzi-racconta-alessandro-nannini Terruzzi racconta: Alessandro Nannini]'', ''redbull.com'', 18 aprile 2018.</ref>
*Il [[Tifo sportivo|tifo]], per me, è un sintomo gioioso. Vale a dire: scelgo questo o quel campione per simpatia, per affinità, per un motivo qualsiasi e spero di ricavare una soddisfazione dal suo comportamento. È una scelta parziale a prescindere perché questo comporta la simpatia. Un punto di vista – quello lì, uno soltanto – che privilegia una figura, un oggetto, un colore. Ma che non impedisce ad altri di scegliere diversamente. Io, lo ammetto faccio il tifo per i campioni che manifestano una umanità simile alla mia, comprensibile e dunque vicina al mio vivere che non è quello di un campione. Mi basta e facendo il tifo per questo o quello non ho alcun bisogno di veder soffrire o perdere un altro. Perché questo fa parte del gioco. Visto che di un gioco si tratta. [[Sport]], del resto: il reparto giocattoli della vita.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/terruzzi-racconta-origine-tifo Terruzzi racconta: l'origine del tifo]'', ''redbull.com'', 13 agosto 2019.</ref>
*Parlo di Ayrton {{NDR|[[Ayrton Senna|Senna]]}} [...] e per me è un piacere sempre ma anche una fatica. [...] Sto parlando di un'iradiddio. Di un ragazzino capace di sbaragliare ogni campo [...]. Dal primo test sulla Williams, al primo anno di Formula 1 con la Toleman, 1984, all'ultima corsa, dieci anni più tardi. [...] ho visto Senna fare qualcosa di dirompente, soprattutto sul bagnato. Roba che non aveva alcun bisogno di particolari erudizioni. Roba che faceva lui e nessun altro, bastava restare a bordo pista [...] per avvertire uno scarto, per misurare una meraviglia. Il talento, ecco, visto crudo, come qualcosa di magico e non definibile eppure evidente. È stato il traino di Ayrton, sempre. Abbinato ad una furia spaventosa. Ad un bisogno di emergere che proveniva dal profondo della sua anima, della sua testa, una specie di imperativo a monte di tutto. Ciò che gli permise di conquistare ma anche di sbagliare, di esagerare, di considerare inaccettabile ogni interferenza. Ho impiegato un po' a comprendere quell'uomo così complicato che stava dentro la tuta da pilota. Un uomo dotato di una determinazione essenziale, come se il battersi correndo fosse l'unica via possibile per liberare una natura. E, nel contempo, l'unico modo per rispondere alla parte di se stesso che pretendeva una eccellenza permanente. C'era una sofferenza dentro ogni gioia, c'era un patimento dentro ogni godimento. Sofferenza e patimento come pane quotidiano, come la vera benzina. [...] Di Senna conservo i gesti del trionfo ma soprattutto le sue pause. I silenzi, l'espressione assorta che non poteva celare mai. Da una parte la luce abbagliante emanata dal campione, dall'altra l'ombra scura, una persona simile ad altre, persino a me. Dunque un compagno diverso, speciale. Al punto da restare nei pressi anche nell'assenza fisica, per un tempo infinito. Lo ricordo, guardo i filmati, riascolto la sua voce e mi commuovo. Il motivo è semplice, alla fine: lì dentro c'è qualcosa che mi riguarda.<ref name="Senna-Clark">Da ''[https://www.redbull.com/it-it/terruzzi-racconta-podcast-monaco-2020-ep-4 Terruzzi racconta: Le strane coppie della F1 {{!}} Episodio 4]'', ''redbull.com'', 19 maggio 2020.</ref>
*{{NDR|Su [[Jim Clark]]}} Era nato a Kilmany. [...] Un punticino sperduto, campagna a sud di Dundee, poco lontano dal mare. Per ricordarlo c'è una statua adesso. Lo ritrae che cammina, mani in tasca. Un uomo tranquillo, i capelli corti, pettinati all'indietro, solo un accenno alle corse, visto che indossa una tuta vagamente riconoscibile. Beh, curioso. Jim Clark, il campione leggendario, ricordato come un figlio del villaggio, come un amico da incontrare su quelle stradine in mezzo ai campi, per bere una pinta, magari, fare due chiacchiere, farsi compagnia. Un minuscolo villaggio per cominciare, un minuscolo villaggio per riposare. Clark è sepolto a Chirnside, più a sud, dove la sua famiglia si trasferì quando Jim aveva quattro anni. Il padre, agricoltore, lavorava alla Edington Main Farms. Cinque figli. Quattro femmine e poi lui. Destinato a lavorare nella fattoria. Macché. Da quei campi, da quel vento, Jimmy prese un alito, una voglia, una aspirazione. Ma anche una riservatezza, un modo di fare sobrio, timido, semplice. Ciò che resta di lui oggi, in fin dei conti. Basta osservare quella statua, quel piccolo cimitero rurale. In mezzo, un'avventura meravigliosa. Con una attitudine precisa: fare corsa di testa, stare davanti per imporre il proprio ritmo, un ritmo insostenibile.<ref name="Senna-Clark"/>
*I piloti che più entusiasmano e che conquistano gli appassionati, di un calcolo non sanno che farsene. Tanto è vero che ancora oggi viaggia nel firmamento il mito [[Gilles Villeneuve]], un pilota che non riuscì mai a trattenersi, a fare della tattica una filosofia, macché. Cuore e piede destro, il bello del gas. Con aggrappati alla sua tuta molti presentimenti, l'ipotesi di una fine tragica, puntualmente avvenuta.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/terruzzi-racconta-confini-del-coraggio Terruzzi racconta: i confini del coraggio]'', ''redbull.com'', 29 luglio 2020.</ref>
*Sia Schumacher sia [[Lewis Hamilton|Hamilton]], pur con caratteri diversi e stili appartenenti a due generazioni molto più lontane di quando non indichi l'anagrafe, hanno svolto un lavoro fondamentale dentro le rispettive squadre. Sia l'uno, sia l'altro hanno avuto infanzie non semplici e hanno vinto con due squadre diverse. Schumacher sembrava più adulto rispetto a Hamilton ma sono dettagli connessi ad un panorama mutato sia in termini di lavoro dentro le squadre, sia in termini di comunicazione. Del resto, un uomo sposato con figli da una parte; uno scapolo preso da una quantità di temi tipici di chi ha la sua età o meno anni di lui. Schumacher, nei suoi modi, forse più leggibile di Lewis che, a mio avviso, mostrando e mostrandosi, in realtà nasconde molte verità sulla sua persona, sui suoi sentimenti. Forti in qualifica entrambi; resistenti nella forma fisica e mentale lungo intere stagioni. Affamati e feroci. Ma è vero che entrambi hanno vinto dei titoli guidando macchine decisamente superiori. In che termini esattamente? Credo che nessuno possa dirlo perché, francamente, è impossibile sapere. E conoscere la forza o la reale difficoltà di chi contro di loro si è battuto, perdendo la partita. Chi dei due è meglio? Ragazzi, ma perché si deve per forza determinare una classifica? Lo dico in valore assoluto. Secondo me è impossibile. Anzi, considero un regalo avere avuto di fronte, nel giro di pochi anni, due fenomeni così. Il resto possiamo lasciarlo da parte. O tenercelo per chiacchierare con gli amici al bar. Senza il bisogno, celebrando uno dei due, di criticare l'altro. Un conto sono le preferenze del tifo, un altro sono gli accanimenti contro chi minaccia il proprio beniamino. Solo che qui, per un vero appassionato, i beniamini sono per forza due. Per fortuna.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/terruzzi-onore-condiviso Terruzzi racconta: l'onore condiviso]'', ''redbull.com'', 21 ottobre 2020.</ref>
*{{NDR|Nel 2023}} Ho dedicato mezza domenica al Mondiale [[Endurance (automobilismo)|Endurance]] [...] allo scopo di capire se e in che termini questo ritorno alle gare di durata, così affascinanti per noi, nati nel secolo scorso, potrebbe davvero offrire una alternativa alla F1. Beh, mica tanto, a essere onesti. Ho visto una Toyota vincente con un giro di vantaggio sulla Ferrari; ho visto una quantità di macchine diverse per forme e prestazioni, in circolo sulla stessa pista; ho cercato di star dietro alle classifiche di classe immaginando gli sforzi immani di spettatori che non per forza debbano studiare ore prima di sedersi in tribuna o davanti alla tv, alle prese con una ricetta confusa e soporifera. [...] Il fatto è che il format F1, con le sue tempistiche e il suo tasso agonistico, al netto di ogni critica possibile, ha ormai definito una consuetudine motoristica connessa alla velocità dominante che caratterizza la nostra cultura. Il fatto di confrontarci con una modalità diversa sarebbe interessante e persino utile (la lentezza, la riflessione valgono una gamma articolata di elogi, sempre) ma se penso all'Endurance, non ci siamo. Manca agonismo, mancano i protagonisti [...] e le diverse categorie generano un caos permanente non supportato da una comunicazione adeguata. [...] Il tutto per una entità di tempo francamente insostenibile. Quale disciplina oggi chiede tempistiche simili a chi guarda? Una corsa ciclistica forse, vista dal via e basata comunque su altri ingredienti. Il baseball? Mah. [...] Forse siamo solo all'inizio di un ritorno all'alta qualità. Ma il sospetto di avere di fronte un esperimento anacronistico, così come viene concepito ora, è fortissimo. [...] No, credo serva qualche ritocco. Qualche hypercar in più, qualche campione più amato e noto, tempi e regole fasate su una modernità indispensabile. Insomma, un bel po' di pepe. L'intera avanguardia del motorismo vira verso le gare Sprint. Un eccesso? Forse ma qui siamo agli antipodi. La passione non passa dalla confusione e, soprattutto, dalla noia.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/terruzzi-racconta-f1-endurance-alternativa-assente Terruzzi racconta: l'alternativa assente]'', ''redbull.com'', 20 aprile 2023.</ref>
*Mi domando come mai Senna continui a muovere passioni e sentimenti. Una quantità enorme di persone prese a chiedere, ricordare, rivedere, immaginare, trattenendo nei pressi i tratti, i gesti, le parole di quel ragazzo brasiliano [...] rimasto intatto nella memoria collettiva. [...] Una delle ragioni che, a mio avviso, alimenta il mito Ayrton ha a che fare con una specie di investimento individuale. Un campione formidabile, un uomo preso dalle proprie inquietudini, capace di esporsi e parlare di se stesso, ombre e dubbi compresi. Abbastanza per avviare dialoghi personalissimi, persino intimi con un ascoltatore capace di intendere, di corrispondere. Uno specchio muto, certo, ma portatore di una gamma complessa di valori che riguardano il vivere di molti. Esistenze comunque misteriose, a cominciare dalla sua, con dentro la ricerca di un senso urgente. [...] Senna, così come qualche altra figura che abbiamo riconosciuto come speciale, stimolante, sensibile, diventa un riferimento elaborato dalla fantasia, un esempio, persino un amico al quale ispirarsi. Anche se poi pare difficile prendere spunto davvero, prendere slancio. Piuttosto, è possibile sfruttarlo, per così dire, come tramite, come un ambito comune per scambiare qualcosa che ci riguarda, parlando di ciò che riguardava lui.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/terruzzi-racconta-f1-ciao-ayrton Terruzzi racconta: ciao Ayrton]'', ''redbull.com'', 30 aprile 2024.</ref>
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Terruzzi, Giorgio}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Danyele
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'''Giorgio Luca Maria Terruzzi''' (1958 – vivente), giornalista e scrittore italiano.
==Citazioni di Giorgio Terruzzi==
*Di [[Kimi Räikkönen|Räikkönen]] si parla tanto, ma resta un pilota sopravvalutato. [...] Räikkönen resta un pilota con doti enormi uguali alle sue carenze, mentre se parliamo di un leader, significa che stiamo considerando un conduttore in grado di combattere battaglie sempre ad alto livello, cioè stiamo parlando di campioni, soggetti molto diversi dal Kimi dei nostri giorni.<ref>Dall'intervista di Antonio Azzano, ''[https://www.formulapassion.it/manifestomotore/fuori-dal-coro/f1-giorgio-terruzzi-la-verita-impopolare-256714.html F1. Giorgio Terruzzi, la verità impopolare]'', ''formulapassion.it'', 18 giugno 2015.</ref>
*{{NDR|Su [[Ayrton Senna]], «cosa lo ha reso così speciale?»}} La sua umanità, oltre che il suo talento cristallino. Si dice che chiunque ricordi esattamente cosa stesse facendo nel momento in cui è morto Senna, proprio ad indicare quanto fosse speciale. La sua morte è stata una tragedia condivisa [...]. Anche i ragazzi, troppo giovani per averlo visto correre all'epoca, lo ammirano e lo conoscono, continuando a tramandarne la memoria: è come se avesse lasciato dei frammenti di anima che vengono raccolti quotidianamente.<ref>Da Silvia Giorgi, ''[https://www.automoto.it/formula1/f1-in-memoriam-di-ayrton-senna-intervista-esclusiva-a-terruzzi-ha-lasciato-frammenti-d-anima.html F1, In Memoriam di Ayrton Senna. Intervista esclusiva a Terruzzi: "ha lasciato frammenti d'anima"]'', ''automoto.it'', 30 aprile 2023.</ref>
*[[Gianni Mura|Mura]] ha significato per me, credo per molti di noi, un riferimento alto e costante, sia pensando alla qualità dello scrivere, sia al significato dello sport, sia alle storie di chi con lo sport traccia una via, una avventura preziosa. Ci conoscemmo quando ero un ragazzo, grazie a [[Beppe Viola]]. Lavoravamo nelle stesse stanze di viale Arbe a Milano, in quello che Beppe definì "il marchettificio" perché si trattava di guadagnare il pane scrivendo per chiunque chiedesse pezzi di varia umanità. Era un appartamento trasformato in ufficio, c'era una piccola cucina dove mettevamo su delle moka in continuazione, dove mettevamo in tavola roba varia e unta in arrivo da improbabili rosticcerie limitrofe, dove Beppe, Gianni e Sergio Meda soprattutto giocavano a carte arrabbiandosi moltissimo. Avere attorno gente così è stato un privilegio e un onore per me, visto che si impara meglio da chi sa cosa significa non accontentarsi, non piegarsi, non metterla giù dura. E chi ha ricevuto da Gianni una quantità straordinaria di racconti e storie sa benissimo di cosa sto parlando. Parole scelte, se possibile, sempre. Era una persona non sempre facile; era una persona per bene.<ref>Da un [https://www.facebook.com/terruzzigiorgio/posts/2955665111152775 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 21 marzo 2020.</ref>
*{{NDR|Sul campionato di [[Formula 1]]}} Si dice che vincono sempre gli stessi, ma d'altronde non è che nel campionato di calcio si faccia tutto per far vincere il Chievo.<ref>Dall'intervista di Marco Corradi, ''[https://bandieraascacchi.wordpress.com/2017/11/27/giorgio-terruzzi-abu-dhabi-stagione-f1/ "Abu Dhabi, gara noiosa. Mercedes dominante anche nel 2017, e sul futuro della F1..."]'', ''bandieraascacchi.wordpress.com'', 27 novembre 2017.</ref>
{{Int|''[https://mowmag.com/sport/intervista-clamorosa-a-giorgio-terruzzi-briatore-non-ha-capito-schumacher-senna-e-michael-ecco-chi-erano-davvero-verstappen-leclerc-o-hamilton-in-ferrari-per-la-formula-1-c-e-un-fattore-da-cui-tutto-dipende-e-su-elkann-e-agnelli Intervista clamorosa a Giorgio Terruzzi: "Schumacher e Senna? Ecco chi erano davvero. Verstappen, Leclerc o Hamilton in Ferrari? Per la Formula 1 c'è un fattore da cui tutto dipende". E su Briatore, Elkann e Agnelli...]''|Giulia Sorrentino, ''mowmag.com'', 13 dicembre 2024.}}
*Io non faccio paragoni tra piloti di epoche diverse. Senna per un verso, Verstappen per un altro, sono due fenomeni. Ci sono altri piloti di primissima fascia che non hanno mai avuto le stesse opportunità tecniche per dimostrare quanto valgono. Certamente parliamo di eccellenze, Senna per un verso, Verstappen per un altro, Schumacher per un altro ancora. Sono piloti che hanno messo insieme tutto: un grande talento con una macchina corrispondente al talento che potevano dimostrare. È difficile però dire chi è l'unico, perché Alonso per esempio è un pilota che, per il talento che lo contraddistingue, ha avuto molto meno opportunità di altri. Anche di Vettel che ha vinto quattro mondiali contro Alonso in una condizione di maggior favore: non è che Vettel perché ha vinto quattro mondiali è più forte di Alonso. C'è sempre un elemento tecnico che discrimina. [...] fare una graduatoria in questo senso in Formula 1 è impossibile. Ci sono piloti che magari fanno una gara dal punto di vista della prestazione strepitosa e arrivano quinti e non li vedi, non lo sai perché hanno una macchina da quinto posto.
*[[Ayrton Senna|Senna]] era un ragazzo ricco con sensi di colpa, con il bisogno di dimostrare di meritarsi ogni briciola di pane. [[Michael Schumacher|Schumacher]] era un povero con una fame atavica, con un desiderio di affermazione formidabile. Due storie diverse per estrazione sociale, carattere, temperamento, destino, ma anche due figure simili nel momento in cui le vedevi lavorare. Entrambi molto attenti, molto occupati da migliorare ciò che consideravano non perfetto della propria attitudine, del proprio fare. Due esempi. Quando vedi loro, così attenti e dedicati a migliorare quello che possono, pur avendo tante cose che funzionano, pur essendo dei vincenti, capisci che puoi farlo anche tu, tutti i giorni. Questi qui sono i veri campioni, sono dei veri buoni esempi per un ragazzo, per un meccanico, un giornalista. Capisci che è meglio che la pianti lì di fare il figo e ti metti a migliorare quello che puoi migliorare.
*{{NDR|Su [[Gianni Agnelli]]}} Era un carismatico nato, una personalità molto forte, con un'attitudine anche all'incontro, allo scambio, alla conversazione, molto brillante. Era una persona molto abile. Ci sono persone che sono così dotate, che possono fare e stare dovunque. Poi rappresentava un mondo in un'epoca molto diversa da questa, quando il rapporto con il lusso, con un certo tipo di vita, era molto più distante dalla quotidianità di tutti noi. Lui aveva una sorta di capacità di avvicinarsi alle persone con un tocco molto particolare. Una personalità molto rilevante. Tanto è vero che ne parliamo ancora oggi.
==Citazioni tratte da articoli==
===''Autosprint''===
*Perché, in fin dei conti, la [[Scuderia Ferrari|Ferrari]] continua ad essere la Ferrari. Anche perdendo, soprattutto perdendo. Un mondo a parte, una principessa da salvare.<ref>Da ''Com'è difficile dirsi addio'', ''Autosprint'' nº 44, 31 ottobre – 6 novembre 1995, pp. 16-17.</ref>
{{Int|''Un salotto fuori moda''|''Autosprint'' nº 22, 30 maggio – 5 giugno 1995, pp. 20-21.|h=4}}
*{{NDR|Sul [[circuito di Monte Carlo]]}} Il Principato è un tramezzino farcito oltre il livello di guardia. Basta un niente, un piccolo morso, e cade la maionese, una foglia di lattuga. Contro il guard-rail, ovviamente. [...] Ecco. Allora, perché? Perché questa pista che non piace a nessuno, che sembra assurda al punto da risultare affascinante, che non permette a chi lavora di lavorare, a chi corre di superare, a chi supera di continuare? Risposta: perché trattasi di [[Monte Carlo|Montecarlo]], mica San Donato Milanese, con tutto il rispetto per il panettone.
*Era, [[Principato di Monaco|Monaco]], un posto chic. Anni Cinquanta, anni Sessanta. Adesso è una collezione di elementi prevedibili. Resta sulla breccia la faccia da figlio di buona donna (un vero e proprio raduno); sono solite le vetrine, le scollature, le tradizioni. I ricchi autentici che scappano via, i ricchi finti che cercano di assomigliare ad ogni costo a quelli veri, i fattorini degli alberghi che ti guardano come si guarda un fantino, un cugino, e capiscono al volo, al centesimo, l'entità del tuo conto in banca. E le donne, mais oui, anche loro esposte come Porsche, Bentley o Ferrari, attirate soltanto da chi possiede almeno una Porsche, una Bentley o una Ferrari.
*[...] non si parla, guai, di sicurezza. Se affronti l'argomento trovi sempre qualcuno pronto a spiegare che qui il problema non esiste perché le macchine vanno piano. Poi vai a vederle girare 'ste benedette macchine e capisci che ti hanno raccontato una balla, l'ennesima. Il circuito di Montecarlo, è un budello, è un coltello a serramanico, è una pazzia. Basta dirlo, no? Basta dire che nel Principato, siccome fa comodo a un sacco di gente importante, si corre da una vita e si continuerà a correre in ragione dell'assurdità connessa alla corsa. Basta dire che l'ipotesi di un incidente è un ingrediente fondamentale per tenere in piedi un ambaradan come il [[Gran Premio di Monaco|Gran Premio]]. Costi (a chi rischia e a chi paga davvero) quel che costi.
===''Corriere della Sera''===
{{cronologico}}
*{{NDR|Su [[Ayrton Senna]]}} C'è qualcosa che va oltre i tre titoli mondiali, le 41 vittorie, le 65 pole, quella straordinaria tensione agonistica che gli permise di vincere quando avrebbe dovuto perdere; di correre contro, ad ogni costo, quando avrebbe potuto e dovuto rispettare regole e avversari. C'è qualcosa che va oltre quella morte così brutale, teletrasmessa, inaccettabile, che lo portò via [...] dentro il fine settimana più drammatico e crudele mandato a memoria. C'è qualcosa che va oltre il suo volto di allora, «frizzato» per sempre, come accade quando un uomo, un personaggio, un simbolo, si trasforma in un eroe «giovane e bello» da celebrare all'infinito. Incontrare ancora oggi Ayrton Senna nelle nostre giornate, nei nostri ricordi, nella nostra passione, significa avere a che fare con un rapporto complesso, qualcosa che, certo, coinvolge chi segue le corse ma non soltanto; che ripristina le immagini ultime e drammatiche di una fine tragica ma non soltanto. Un pilota, un campione, ovviamente. Ma qui abbiamo avuto una persona che riuscì in modo suo soltanto a comunicare con altre persone. [...] Senna intese la sua carriera come una specie di missione. Un monaco da pista, perennemente dedicato a cercare una qualità alta del proprio fare. Era una bisogno primario per lui, l'unico modo, crediamo, per restituire ciò che aveva ricevuto in termini di talento e opportunità. [...] Senna vinceva, piangeva, litigava, ammetteva, parlava delle lacrime, dei propri sentimenti, esponeva un'anima spesso tormentata. Parlava di Dio, come se fosse a sua volta un compagno, un giudice. Ed era così consapevole dei propri sacrifici, da convincerlo per poi tirarlo dalla sua parte anche quando il suo punto di vista conteneva un diritto assai discutibile. [...] Questo abbiamo avuto e questo abbiamo. Uno straordinario compagno di viaggio. Il cui valore emerge e si rafforza talvolta quando ci accorgiamo di averlo perduto. Non importa compararlo ad altri grandi della velocità, non è sufficiente conteggiare imprese comunque memorabili. Nel dolore di quella morte improvvisa e inattesa c'è la fine di un'avventura preziosa e per molti versi unica.<ref>Da ''Perché quel volto continua a parlarci'', in Giorgio Terruzzi e Rocco Cotroneo, ''[https://www.corriere.it/speciale/sport/2019/senna-25-anni-fa-la-morte-del-campione-brasiliano/ Ayrton Senna, 26 anni dopo]'', ''corriere.it'', 2019.</ref>
*{{NDR|Su [[Frank Williams]]}} Era un reduce, protagonista di un'epoca che vive nella memoria di vecchi innamorati.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/sport/formula-1/notizie/frank-williams-morto-team-nato-un-negozio-tappeti-successi-l-incidente-morte-senna-23a65952-5074-11ec-9504-b455041bff74.shtml Frank Williams morto: il team nato in un negozio di tappeti, i successi, l'incidente, la morte di Senna]'', ''corriere.it'', 28 novembre 2021.</ref>
*{{NDR|Su [[Charles Leclerc]]}} [...] pare un divo, un cannibale, il ragazzo ideale per mamme, figlie e tifosi dal palato fine.<ref>Dal ''Corriere della Sera''; citato in Umberto Zapelloni, ''[https://topspeedblog.it/rassegna-stampa-delirio-ferrari/ Rassegna stampa: delirio Ferrari]'', ''topspeedblog.it'', 11 aprile 2022.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Coppa del Mondo di rugby 2023]]}} [...] una vetrina che avrebbe dovuto divulgare valori, rispetto delle regole ma si è visto qualcosa di diverso. [...] Certo, gli staff tecnici rimangono in tribuna, nessun mister si permette quelle sceneggiate a bordo campo tipiche del pallone. Ma ciò che più stupisce i rugbisti allo stato puro, riguarda un passaggio di consegne in senso inverso rispetto alle attese. Il pubblico attende in silenzio quando un giocatore avversario si prepara a calciare. Macché: fischi e sberleffi reiterati dalle tribune. Nessun giocatore, salvo il capitano è autorizzato a parlare con l'arbitro. Macché: un numero crescente di piloni, mediani, trequarti, protesta, mette il becco. Guai a simulare, se lo fai, una vergogna. Beh, abbiamo assistito a scene mai viste, pur di indurre il direttore di gara a ricorrere alla moviola [...]. Insomma, il peggio del repertorio calcistico intrufolato nei meccanismi del rugby. Un imbarbarimento in luogo di una nobilitazione. Vizi adottati in luogo di virtù consegnate. Con annessa qualche contraddizione palese. Troppe regole, una rapidità spaventosa delle esecuzioni, arbitri che non ce la fanno a interpretare queste veementi partite di scacchi giocate ad altissima velocità. La Coppa del Mondo contiene un monito: le stringhe sono lasse, tocca stringerle, serve correggere, ripristinare una tradizione preziosa. Altrimenti ogni buon esempio proprio del rugby, rischia di scivolare nella retorica, in un vanto risibile.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/sport/23_ottobre_26/perche-rugby-ha-adottato-vizi-calcio-ef915f10-7437-11ee-963c-ac009592ba73.shtml Perché il rugby ha adottato i vizi del calcio e rischia di sciupare le sue virtù]'', ''corriere.it'', 26 ottobre 2023.</ref>
*Una faccia da cinema, da ragazzino che non invecchia, il taglio della bocca simile a quello di Marc Marquez, con gli angoli in su, un nome che pare uno pseudonimo, un marchio. [[Jacky Ickx]] [...]<ref>Da ''[https://www.corriere.it/sport/formula-1/24_dicembre_28/jacky-ickx-80-anni-dceacfe9-12d5-44c2-9130-bc94917f1xlk.shtml Jacky Ickx fa 80 anni: «Ferrari? Non era duro, si proteggeva dal dolore. Io ringrazio l'angelo custode se sono ancora vivo»]'', ''corriere.it'', 28 dicembre 2024.</ref>
===''Redbull.com''===
*{{NDR|Su [[Andrea Dovizioso]]}} Questo giovane uomo "sbocciato" non proprio per caso nel suo tempo adulto, mostra sempre una capacità analitica profonda, una semplicità nei modi che ha a che fare con una complessità del ragionamento percorsa per vie intime.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/intervista-terruzzi-dovizioso Terruzzi incontra Andrea Dovizioso]'', ''redbull.com'', 27 dicembre 2017.</ref>
====''Le pagelline di Terruzzi – rubrica''====
*{{NDR|Su [[Esteban Ocon]]}} C'è gente che lo considera una promessa, un pilota di talento. Noi [...], modestamente, lo consideriamo un fedelissimo del gesto sciocco, della lite inutile, della mossa ignorante. È questa la costante di un ragazzo che non la capisce, proprio no, non c'è verso.<ref name="Monaco"/>
*{{NDR|Sul [[circuito di Monte Carlo]]}} Un anacronismo, la pista. Inguardabile anche se tocca guardarla per 78 giri. Poi, 'sta fuffa che non cambia mai nei secoli ha un po' scassato, no? Sembra un resort dove è obbligatoria la divisa, mettendola giù dura. Basta, dai.<ref name="Monaco">Da ''[https://www.redbull.com/it-it/f1-2024-gp-monaco-pagelle-terruzzi F1, GP Monaco 2024: le pagelline di Terruzzi]'', ''redbull.com'', 26 maggio 2024.</ref>
*{{NDR|Sul [[Gran Premio d'Italia 2024]]}} Voto 2 al nero delle tute Ferrari. Soprattutto in un weekend in una festa così. Un omaggio alla "fibra di carbonio". No dico, si può? Anche perché la fibra di carbonio degli omaggi pare se ne sbatta altamente.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/f1-2024-gp-italia-pagelle-terruzzi F1, GP Italia 2024: le pagelline di Terruzzi]'', ''redbull.com'', 1º settembre 2024.</ref>
====''Terruzzi racconta – rubrica''====
{{cronologico}}
*{{NDR|Su [[Michael Schumacher]]}} Alla Ferrari arrivò nel 1996, dopo due vittorie Benetton precoci e travolgenti. Noi, venuti su con Senna, non è che lo guardassimo con simpatia. Imparammo a rispettarlo prima, ad ammirarlo poi. Lavoravo, in quegli anni, in coppia con Pepi Cereda. Era un caro amico, prima che collega, ed era un tifoso di Schumacher della prima ora. Ci andava lui ad intervistarlo, così sempre, gara dopo gara. Sino alla fine. Perché Pepi si ammalò gravemente e ci ha lasciati con una rapidità dolorosissima. Smise di seguire i Gran Premi e Schumacher chiese come mai, dove fosse. Lo presi da parte, gli spiegai. Gli dissi che Pepi, porcapaletta, non sarebbe più tornato a vagare per i box. Lui volle il numero di telefono del nostro amico. Lo chiamava, la sera, dopo le prove, lo fece per molti giorni. Pretese informazioni dettagliate sulla malattia e nelle corse successive fissavamo un appuntamento il giovedì pomeriggio, per parlarne, a costo di apparire come due cospiratori. Era autenticamente coinvolto, sinceramente vicino. Quando Pepi volò via, alla vigilia del Gran Premio del Belgio 2001, fu difficile per me andare avanti. Mi diede conforto, fu meraviglioso. E a Pepi dedicò la vittoria il giorno successivo, mentre facevo fatica a tenere in mano il microfono, preso da una struggente commozione. Le persone, ecco... le persone si rivelano prima o poi. [...] Perché parliamo di un uomo importante, nascosto da un pilota immenso.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/giorgio-terruzzi-racconta-michael-schumacher Terruzzi racconta: Michael Schumacher]'', ''redbull.com'', 2 settembre 2014.</ref>
*[[Felipe Massa|Massa]] non ha mai detto "ba" nei momenti grami [...], non l'ha messa giù dura nei momenti felici. Più semplicemente, ha fatto il suo mestiere con una dignità e una onestà palesi. [...] L'unico pilota salutato, in questi mesi successivi all'annuncio del ritiro, con sincero affetto da chiunque. Ex squadre, ex tecnici, ex meccanici, colleghi di ieri, di oggi, giornalisti: tutti a dirgli grazie e buona fortuna, come si fa con un vecchio amico. Con un uomo che raccoglie ora ciò che ha seminato. Educazione, rispetto, determinazione, umiltà e ambizione. Non è una cosa facile e non è frequente vedere una dimostrazione così larga di stima, dentro un universo che non conosce affatto il bon ton. [...] Grazie Felipe. Con orgoglio.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/l-addio-di-felipe-massa-alla-f1-commento-di-terruzzi Terruzzi racconta: l'ultimo samba di Felipe]'', ''redbull.com'', 9 novembre 2016.</ref>
*{{NDR|Su [[François Cevert]]}} Ogni foto, un sospiro. Allora come ora. Sospiri femminili ovviamente, visti i tratti, gli occhi blu tra i riccioli neri. [...] La storia di questo ragazzo è smaltata, brillantissima, sino al penultimo capitolo. Cevert – in gara, come avrebbe fatto Ayrton Senna, con il cognome della madre – non è soltanto un bellissimo ragazzo. Va forte. Aiutato da una serie di coincidenze fortunate. Il fidanzato della sorella Jacqueline si chiama Jean Pierre Beltoise, pilota celebre e celebrato in Francia, pronto ad aiutarlo nei primi chilometri. Un percorso che François completa mostrando intelligenza e talento. Abbastanza da portarlo alle soglie della Formula 1 e quindi nei Gran Premi, su una March gestita da [[Ken Tyrrell]], grazie a una doppia circostanza curiosa. Johnny Servoz Gavin, pilota del team inglese, decide improvvisamente di smetterla con le corse, e in aggiunta {{sic|[[Jackie Stewart|Jackye Stewart]]}}, primo pilota Tyrrell e campione del mondo 1969, lo nota e lo vuole al suo fianco. [...] Cevert diventa rapidamente una specie di figlio per Stewart. Al fianco del grande scozzese cresce, migliora. E vince. [...] Per la Francia è un eroe fresco e perfetto. Non solo velocità. François suona il piano, pilota personalmente il proprio aereo, con largo anticipo su una moda che diverrà ricorrente, conquista traguardi e cuori, compreso – si dice, si dirà – quello di [[Brigitte Bardot]]. [...] Alto, magro, con le dita delle mani lunghe e sottili, un sorriso dolce da padrone. Del destino, del panorama. Consapevole di essere guardato, ammirato, amato, invidiatissimo. Cammina per i box a Monza e sembra un principe arabo, gli occhiali da sole sopra quello sguardo naturalmente formidabile. Occhiali da togliere all'improvviso, come un sipario spalancato su una consapevolezza collettiva. [...] Ottobre '73, Cevert arriva a Watkins Glen con una caviglia ferita dopo un cattivo incidente in Canada, con la voglia di prendersi la pole sull'asfalto che più ama. Ci prova, ci riprova, in lotta con Ronnie Peterson, velocissimo svedese della Lotus. Per cercare di abbassare il proprio tempo, decide di affrontare la esse, a inizio pista, scalando in terza marcia. Secondo Stewart è questa la decisione che determina l'incidente. Un incidente devastante. La corsa felice di Cevert finisce qui [...]. François resta lì, intrappolato, quasi decapitato, senza vita tra i rottami della Tyrrell. Morto a 29 anni nel momento in cui si apprestava a diventare prima guida. {{sic|Jackye Stewart}} rinuncia alla corsa, alle corse. Si ferma, con il suo terzo Mondiale appena conquistato. Il viso bellissimo di Cevert resta una icona struggente da osservare, ormai e soltanto, nelle fotografie.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/giorgio-terruzzi-racconta-francois-cevert Terruzzi racconta: François Cevert, il Divo]'', ''redbull.com'', 28 marzo 2017.</ref>
*{{NDR|Su [[Jean-Pierre Jabouille]]}} A prima vista faceva venire in mente altro. Un ufficio, lo studio di un commercialista, un giovane architetto. Invece, pilota, un formidabile collaudatore. Scelto, non a caso, dalla Renault per portare in pista la prima Formula 1 Turbo. Debutto a Silverstone, Gran Bretagna, nell'estate del 1977. Lui, biondo e secco, quasi schivo dentro una macchina segnata, all'inizio, da soli guai e poi veloce, velocissima, capace di spalancare un'epoca caratterizzata da valanghe di cavalli sovralimentati. Dunque, un personaggio importante. Eppure costretto dal destino in una sorta di ombra perenne.<ref name="turbo">Da ''[https://www.redbull.com/it-it/giorgio-terruzzi-racconta-jean-pierre-jabouille-primo-turbo Terruzzi racconta: Il primo turbo]'', ''redbull.com'', 29 marzo 2017.</ref>
*[...] nel giorno della prima vittoria, sia del Turbo Renault, sia di Jean Pierre, [[Gran Premio di Francia 1979|Digione, Francia, 1979]], l'attenzione di tutti, in pista e a casa, fu rapita da altro. Da Villeneuve e Arnoux, con la seconda Renault, presi in un duello memorabile, tutto un festival di ruotate e sorpassi da urlo, mentre Jabouille, poveretto, andava a vincere del tutto trascurato. Primo posto, sì sì, ma gli applausi erano per Gilles e Renè, secondo e terzo, sorridenti e trafelati alla fine della loro guerra.<ref name="turbo"/>
*Chi ha buona memoria ricorda con un sorriso [[Eddie Irvine]], questo ragazzo irlandese [...] protagonista di una lunga convivenza con Michael Schumacher alla Ferrari. Gli spunti per la memoria: moltissimi. Un pilota esuberante, agli esordi, capace di far perdere le staffe a Senna, nel finale del Mondiale 1993, quello del suo debutto in F.1, Jordan la macchina; capace di innescare qualche carambola devastante, tipo Brasile 1994, sempre Jordan; disposto a fare andare in bestia Jacques Villeneuve nell'anno che diede al canadese il titolo, 1997. Vivace, altrochè, con le ragazze soprattutto e dovunque [...]<ref name="Irvine">Da ''[https://www.redbull.com/it-it/giorgio-terruzzi-racconta-eddie-irvine Terruzzi racconta: Irvine e il giallo del 1999]'', 29 marzo 2017.</ref>
*{{NDR|Sul [[campionato mondiale di Formula 1 1999]]}} Schumi fuori a Silverstone con frattura doppia alla gamba [...], Eddie lanciato – contro ogni previsione – verso il titolo iridato, contro Mikka Hakkinen soprattutto. Una sfida con dentro molti capitoli contorti e il sospetto che la Ferrari mostrasse qualche titubanza nel puntare davvero su Irvine. Secondo di Schumi mentre Schumi non riusciva a riportare il trono a Maranello [...]. In Malesia, Schumacher era tornato dalla convalescenza, disposto a dare una mano al compagno di squadra. Doppietta, infatti, in vista della gara conclusiva a Suzuka [...]. Con immediata squalifica causa deflettori fuori misura (e titolo assegnato al finnico della McLaren) e successiva riabilitazione del Cavallino in sede di appello, a Parigi. Ciò che accadde in quelle settimane sta ancora oggi in una nube densa. La squalifica inutile (gli stessi deflettori misurati a Sepang e dati come irregolari, risultarono regolarissimi pochi giorni dopo), una corsa in Giappone piuttosto bizzarra, con Eddie del tutto disorientato, con Schumi in retroguardia capace soltanto di portare a casa i pochi punti necessari alla conquista del titolo costruttori, con Hakkinen campione per due lunghezze su Irvine che lasciava proprio lì la Ferrari per passare alla Jaguar. Cosa avvenne davvero non si sa e forse, chi sa, non lo può dire.<ref name="Irvine"/>
*{{NDR|Su [[Jean Alesi]]}} [...] lo sguardo da discolo, un sorriso ironico, perennemente pronto. [...] Veloce sempre, fortunato pochissimo, una sola vittoria, Canada 1995, che vale premio minimo per 241 Gran Premi disputati, 32 podi conquistati, per sei anni a brigare guidando Ferrari raramente in palla (1991-1995). Un po' poco, ecco, considerando un esordio strepitoso, con la Tyrrell, da far sudare addirittura Ayrton Senna, Phoenix 1990, secondo sul traguardo, dopo battaglia memorabile. Di Jean ricorderemo l'ira di fronte ai suoi guai, il carattere dimostrato nei momenti in cui chi ha le palle parla, chi non le ha tace, il suo rapporto con Gerhard Berger, compagno, complice, specchio. [...] Jean resta un ragazzo appassionato, pronto sempre a guidare, a divertirsi, a rischiare. [...] chissenefrega dei Gran Premi vinti. I campioni si vedono quando i riflettori sono spenti.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/giorgio-terruzzi-racconta-jean-alesi Terruzzi racconta: Jean Alesi]'', ''redbull.com'', 29 marzo 2017.</ref>
*Il [[coraggio]] di chi corre. Quello dei piloti, così in evidenza, quello di ciascuno di noi, più o meno esposto, trattato, considerato. Che poi definire il coraggio non è facile. A me viene in mente la parola "responsabilità". Vale a dire prendersi carico, prendere in carico ciò che ci sta attorno, a cominciare dal proprio destino. Autenticamente, quotidianamente, per quello che è. Ovvio, chi svolge un mestiere a rischio lo fa a prescindere. Ma ciò che a noi che guardiamo pare uno sproposito, a chi corre pare una modalità consueta. Dunque è questione di parametri. Non è detto che un pilota, la cui soglia è spostata rispetto alla nostra, abbia più coraggio di chi fa il capofamiglia, la madre, il parroco, il volontario. Perché è intima la dimensione della scelta, assolutamente personale. Di fronte alla quale serve sempre uno sforzo, un rigore, una tenuta. Forte quanto il passo da affrontare, da compiere, in relazione alla linea di partenza. Non è coraggioso chi fila a 300 all'ora. Non necessariamente. Mentre è coraggioso chi persegue un ideale dentro una dimensione ostile. Questo conta direi. Perseguire una responsabilità presa nei confronti di noi stessi. Grande o piccola non importa: tutto serve, fa allenamento e alla fine consuetudine, addirittura esempio. In Formula 1 ho incontrato molte persone coraggiose: la maggioranza non guida affatto una macchina da corsa. Ma decide e tiene duro, senza metterla giù dura, se mi concedete il gioco di parole. Credo che ciascuno di noi abbia avuto o abbia a che fare con persone coraggiose, con atti di coraggio propri. Compiuti o mancati. E credo anche che il coraggio sia l'ingrediente più utile alla qualità dello stare al mondo. Persone coraggiose. Più coraggiose. Fondamentali.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/terruzzi-racconta-il-coraggio Terruzzi racconta: il coraggio di chi corre]'', ''redbull.com'', 9 agosto 2017.</ref>
*Il [[Nelson Piquet]] pilota, meglio dirlo chiaro e subito, è stato grande. Tre titoli mondiali vinti [...]. Forte con Brabham prima e Williams poi; forte contro gente tosta, da Mansell a Prost; da Lauda a Senna. In aggiunta, molto abile nella comunicazione, una vivacità applicata anche al tempo libero, con una clamorosa lista di successi in territorio femminile [...]. L'uomo, lo dichiaro a titolo personalissimo, è piccolo. Animato da sentimenti basati su invidie ed egoismi, capaci di produrre un tot di cattiverie più meno gratuite. Simpatico? A molti senza dubbio. Per quanto mi riguarda, per niente. Finto, piuttosto. Furbo, talvolta. Spietato, ogni tanto. [...] cerco di spolverare soltanto le immagini migliori. Quelle che presentano in pista – in pista sì – un vero duro, pronto a duellare davvero, a tener testa a chiunque, a regalare una quantità enorme di emozioni. È un po' questo il punto. Perché un pilota così, dotato appunto di gran cuore, avrebbe potuto offrire una umanità più calda e luminosa anche a motori spenti. Pazienza. [...] Parliamo di corse e di piloti, soprattutto. E Piquet, almeno in corsa, è stato un principe con pochissime macchie.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/giorgio-terruzzi-racconta-nelson-piquet Terruzzi racconta: Nelson Piquet]'', ''redbull.com'', 18 aprile 2018.</ref>
*{{NDR|Sul [[Gran Premio del Giappone 1989]]}} [...] quel giorno ad altissima intensità che diede ad Alessandro Nannini l'unica vittoria in Formula 1 di una carriera destinata a ben altro bilancio [...]. La corsa celeberrima dell'aggancio Prost-Senna, della squalifica di Ayrton a traguardo tagliato, a rimonta conclusa, del titolo assegnato ad Alain in un clima tesissimo, carico di polemiche e sospetti. Fu lui a salire su quel podio, raggiante. Un successo comunque meritatissimo che rese felici un po' tutti, oltre a lui.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/giorgio-terruzzi-racconta-alessandro-nannini Terruzzi racconta: Alessandro Nannini]'', ''redbull.com'', 18 aprile 2018.</ref>
*Il [[Tifo sportivo|tifo]], per me, è un sintomo gioioso. Vale a dire: scelgo questo o quel campione per simpatia, per affinità, per un motivo qualsiasi e spero di ricavare una soddisfazione dal suo comportamento. È una scelta parziale a prescindere perché questo comporta la simpatia. Un punto di vista – quello lì, uno soltanto – che privilegia una figura, un oggetto, un colore. Ma che non impedisce ad altri di scegliere diversamente. Io, lo ammetto faccio il tifo per i campioni che manifestano una umanità simile alla mia, comprensibile e dunque vicina al mio vivere che non è quello di un campione. Mi basta e facendo il tifo per questo o quello non ho alcun bisogno di veder soffrire o perdere un altro. Perché questo fa parte del gioco. Visto che di un gioco si tratta. [[Sport]], del resto: il reparto giocattoli della vita.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/terruzzi-racconta-origine-tifo Terruzzi racconta: l'origine del tifo]'', ''redbull.com'', 13 agosto 2019.</ref>
*Parlo di Ayrton {{NDR|[[Ayrton Senna|Senna]]}} [...] e per me è un piacere sempre ma anche una fatica. [...] Sto parlando di un'iradiddio. Di un ragazzino capace di sbaragliare ogni campo [...]. Dal primo test sulla Williams, al primo anno di Formula 1 con la Toleman, 1984, all'ultima corsa, dieci anni più tardi. [...] ho visto Senna fare qualcosa di dirompente, soprattutto sul bagnato. Roba che non aveva alcun bisogno di particolari erudizioni. Roba che faceva lui e nessun altro, bastava restare a bordo pista [...] per avvertire uno scarto, per misurare una meraviglia. Il talento, ecco, visto crudo, come qualcosa di magico e non definibile eppure evidente. È stato il traino di Ayrton, sempre. Abbinato ad una furia spaventosa. Ad un bisogno di emergere che proveniva dal profondo della sua anima, della sua testa, una specie di imperativo a monte di tutto. Ciò che gli permise di conquistare ma anche di sbagliare, di esagerare, di considerare inaccettabile ogni interferenza. Ho impiegato un po' a comprendere quell'uomo così complicato che stava dentro la tuta da pilota. Un uomo dotato di una determinazione essenziale, come se il battersi correndo fosse l'unica via possibile per liberare una natura. E, nel contempo, l'unico modo per rispondere alla parte di se stesso che pretendeva una eccellenza permanente. C'era una sofferenza dentro ogni gioia, c'era un patimento dentro ogni godimento. Sofferenza e patimento come pane quotidiano, come la vera benzina. [...] Di Senna conservo i gesti del trionfo ma soprattutto le sue pause. I silenzi, l'espressione assorta che non poteva celare mai. Da una parte la luce abbagliante emanata dal campione, dall'altra l'ombra scura, una persona simile ad altre, persino a me. Dunque un compagno diverso, speciale. Al punto da restare nei pressi anche nell'assenza fisica, per un tempo infinito. Lo ricordo, guardo i filmati, riascolto la sua voce e mi commuovo. Il motivo è semplice, alla fine: lì dentro c'è qualcosa che mi riguarda.<ref name="Senna-Clark">Da ''[https://www.redbull.com/it-it/terruzzi-racconta-podcast-monaco-2020-ep-4 Terruzzi racconta: Le strane coppie della F1 {{!}} Episodio 4]'', ''redbull.com'', 19 maggio 2020.</ref>
*{{NDR|Su [[Jim Clark]]}} Era nato a Kilmany. [...] Un punticino sperduto, campagna a sud di Dundee, poco lontano dal mare. Per ricordarlo c'è una statua adesso. Lo ritrae che cammina, mani in tasca. Un uomo tranquillo, i capelli corti, pettinati all'indietro, solo un accenno alle corse, visto che indossa una tuta vagamente riconoscibile. Beh, curioso. Jim Clark, il campione leggendario, ricordato come un figlio del villaggio, come un amico da incontrare su quelle stradine in mezzo ai campi, per bere una pinta, magari, fare due chiacchiere, farsi compagnia. Un minuscolo villaggio per cominciare, un minuscolo villaggio per riposare. Clark è sepolto a Chirnside, più a sud, dove la sua famiglia si trasferì quando Jim aveva quattro anni. Il padre, agricoltore, lavorava alla Edington Main Farms. Cinque figli. Quattro femmine e poi lui. Destinato a lavorare nella fattoria. Macché. Da quei campi, da quel vento, Jimmy prese un alito, una voglia, una aspirazione. Ma anche una riservatezza, un modo di fare sobrio, timido, semplice. Ciò che resta di lui oggi, in fin dei conti. Basta osservare quella statua, quel piccolo cimitero rurale. In mezzo, un'avventura meravigliosa. Con una attitudine precisa: fare corsa di testa, stare davanti per imporre il proprio ritmo, un ritmo insostenibile.<ref name="Senna-Clark"/>
*I piloti che più entusiasmano e che conquistano gli appassionati, di un calcolo non sanno che farsene. Tanto è vero che ancora oggi viaggia nel firmamento il mito [[Gilles Villeneuve]], un pilota che non riuscì mai a trattenersi, a fare della tattica una filosofia, macché. Cuore e piede destro, il bello del gas. Con aggrappati alla sua tuta molti presentimenti, l'ipotesi di una fine tragica, puntualmente avvenuta.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/terruzzi-racconta-confini-del-coraggio Terruzzi racconta: i confini del coraggio]'', ''redbull.com'', 29 luglio 2020.</ref>
*Sia Schumacher sia [[Lewis Hamilton|Hamilton]], pur con caratteri diversi e stili appartenenti a due generazioni molto più lontane di quando non indichi l'anagrafe, hanno svolto un lavoro fondamentale dentro le rispettive squadre. Sia l'uno, sia l'altro hanno avuto infanzie non semplici e hanno vinto con due squadre diverse. Schumacher sembrava più adulto rispetto a Hamilton ma sono dettagli connessi ad un panorama mutato sia in termini di lavoro dentro le squadre, sia in termini di comunicazione. Del resto, un uomo sposato con figli da una parte; uno scapolo preso da una quantità di temi tipici di chi ha la sua età o meno anni di lui. Schumacher, nei suoi modi, forse più leggibile di Lewis che, a mio avviso, mostrando e mostrandosi, in realtà nasconde molte verità sulla sua persona, sui suoi sentimenti. Forti in qualifica entrambi; resistenti nella forma fisica e mentale lungo intere stagioni. Affamati e feroci. Ma è vero che entrambi hanno vinto dei titoli guidando macchine decisamente superiori. In che termini esattamente? Credo che nessuno possa dirlo perché, francamente, è impossibile sapere. E conoscere la forza o la reale difficoltà di chi contro di loro si è battuto, perdendo la partita. Chi dei due è meglio? Ragazzi, ma perché si deve per forza determinare una classifica? Lo dico in valore assoluto. Secondo me è impossibile. Anzi, considero un regalo avere avuto di fronte, nel giro di pochi anni, due fenomeni così. Il resto possiamo lasciarlo da parte. O tenercelo per chiacchierare con gli amici al bar. Senza il bisogno, celebrando uno dei due, di criticare l'altro. Un conto sono le preferenze del tifo, un altro sono gli accanimenti contro chi minaccia il proprio beniamino. Solo che qui, per un vero appassionato, i beniamini sono per forza due. Per fortuna.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/terruzzi-onore-condiviso Terruzzi racconta: l'onore condiviso]'', ''redbull.com'', 21 ottobre 2020.</ref>
*{{NDR|Nel 2023}} Ho dedicato mezza domenica al Mondiale [[Endurance (automobilismo)|Endurance]] [...] allo scopo di capire se e in che termini questo ritorno alle gare di durata, così affascinanti per noi, nati nel secolo scorso, potrebbe davvero offrire una alternativa alla F1. Beh, mica tanto, a essere onesti. Ho visto una Toyota vincente con un giro di vantaggio sulla Ferrari; ho visto una quantità di macchine diverse per forme e prestazioni, in circolo sulla stessa pista; ho cercato di star dietro alle classifiche di classe immaginando gli sforzi immani di spettatori che non per forza debbano studiare ore prima di sedersi in tribuna o davanti alla tv, alle prese con una ricetta confusa e soporifera. [...] Il fatto è che il format F1, con le sue tempistiche e il suo tasso agonistico, al netto di ogni critica possibile, ha ormai definito una consuetudine motoristica connessa alla velocità dominante che caratterizza la nostra cultura. Il fatto di confrontarci con una modalità diversa sarebbe interessante e persino utile (la lentezza, la riflessione valgono una gamma articolata di elogi, sempre) ma se penso all'Endurance, non ci siamo. Manca agonismo, mancano i protagonisti [...] e le diverse categorie generano un caos permanente non supportato da una comunicazione adeguata. [...] Il tutto per una entità di tempo francamente insostenibile. Quale disciplina oggi chiede tempistiche simili a chi guarda? Una corsa ciclistica forse, vista dal via e basata comunque su altri ingredienti. Il baseball? Mah. [...] Forse siamo solo all'inizio di un ritorno all'alta qualità. Ma il sospetto di avere di fronte un esperimento anacronistico, così come viene concepito ora, è fortissimo. [...] No, credo serva qualche ritocco. Qualche hypercar in più, qualche campione più amato e noto, tempi e regole fasate su una modernità indispensabile. Insomma, un bel po' di pepe. L'intera avanguardia del motorismo vira verso le gare Sprint. Un eccesso? Forse ma qui siamo agli antipodi. La passione non passa dalla confusione e, soprattutto, dalla noia.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/terruzzi-racconta-f1-endurance-alternativa-assente Terruzzi racconta: l'alternativa assente]'', ''redbull.com'', 20 aprile 2023.</ref>
*Mi domando come mai Senna continui a muovere passioni e sentimenti. Una quantità enorme di persone prese a chiedere, ricordare, rivedere, immaginare, trattenendo nei pressi i tratti, i gesti, le parole di quel ragazzo brasiliano [...] rimasto intatto nella memoria collettiva. [...] Una delle ragioni che, a mio avviso, alimenta il mito Ayrton ha a che fare con una specie di investimento individuale. Un campione formidabile, un uomo preso dalle proprie inquietudini, capace di esporsi e parlare di se stesso, ombre e dubbi compresi. Abbastanza per avviare dialoghi personalissimi, persino intimi con un ascoltatore capace di intendere, di corrispondere. Uno specchio muto, certo, ma portatore di una gamma complessa di valori che riguardano il vivere di molti. Esistenze comunque misteriose, a cominciare dalla sua, con dentro la ricerca di un senso urgente. [...] Senna, così come qualche altra figura che abbiamo riconosciuto come speciale, stimolante, sensibile, diventa un riferimento elaborato dalla fantasia, un esempio, persino un amico al quale ispirarsi. Anche se poi pare difficile prendere spunto davvero, prendere slancio. Piuttosto, è possibile sfruttarlo, per così dire, come tramite, come un ambito comune per scambiare qualcosa che ci riguarda, parlando di ciò che riguardava lui.<ref>Da ''[https://www.redbull.com/it-it/terruzzi-racconta-f1-ciao-ayrton Terruzzi racconta: ciao Ayrton]'', ''redbull.com'', 30 aprile 2024.</ref>
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Terruzzi, Giorgio}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Lago Maggiore
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Spinoziano
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[[File:1004L Lago Maggiore Locarno.jpg|thumb|Lago Maggiore]]
Citazioni sul '''lago Maggiore''' o '''Verbano'''.
==Citazioni==
*Chi lo veda per la prima volta, non può sottrarsi al suo incanto, tra l'ampiezza della veduta e il giuoco delle montagne che si scostano e gli fanno largo perché possa allungarsi e distendere e correre verso la pianura, segnando il confine tra Lombardia e Piemonte; e davvero si direbbe che le montagne giuochino a strozzarlo e a fargli strada tra il lento [[Monte Tamaro|Tamaro]], il Gambarogno e il [[Monte Limidario|Ghiridone]] gobbo e roccioso, cariato come le rupi nei fondi di [[Leonardo da Vinci|Leonardo]]. ([[Piero Bianconi]])
*Da Laveno, si vede il suo largo specchio immobile, variegato qua e là e damaschinato a guisa di corazza da innumerevoli maglie, sotto uno sprazzo di sole che riesce a lacerare una densa volta di nubi; e la brezza lievissima sospinge alla riva ondicelle quasi impercettibili. [...] Al levar del sole, si noleggia una barca, e nella vaporosità diafana dell'alba si attraversa il lago. Esso è largo quanto un braccio di mare, e le sue ondulazioni d'un azzurro plumbeo rilucono debolmente. Una bruma fumosa avvolge cielo ed acqua col suo grigiore. Poi, a poco a poco, si assottiglia, dilegua, e dalle sue maglie ormai diradate si sente filtrare la vivida luce con un gradevole tepore. Si fila così per due ore nella monotona e molle soavità dell'aria appena schiarita, mossa dalla brezza come dall'aleggiare lieve d'un ventaglio di piume; poi, ad un tratto, il velo di vapori si rompe: allora, non si vede più altro intorno che azzurro e luce; sotto, l'acqua simile a un grande manto di velluto increspato, e in alto, il cielo unito come una conca di zaffiro ardente. ([[Hippolyte Taine]])
*Dei Visconti [[Castello Visconteo (Locarno)|il Castello]] fu per circa un secolo: dal 1340 in poi. Essi ne fecero la rocca più forte, dopo quella di Milano, che ci fosse nel loro Stato. A quei tempi, il Lago Maggiore era percorso da una flotta armata: il Castello aveva un porto. Ora il lago è lontano un duecento metri; allora, almeno con un braccio, o una lingua, lambiva queste mura. Dove ora sorgono quelle case tanto pacifiche, un naviglio da guerra si cullava sull'onde. ([[Giuseppe Zoppi]])
*Il cuore si ferma più persuaso sul capo del lago, da sempre conosciuto e amato. Indugia sull'amabile strada che lo costeggia, da [[Locarno]] fino a Mappo, dal cittadino lungolago passando per Rivapiana e sotto le storiche ville ottocentesche, la Verbanella del [[Angelo Brofferio|Brofferio]], la [[La Baronata|Baronata]] del [[Riccardo Bacchelli|bacchelliano]] [[Michail Bakunin|Bakunin]].<br>Da quella stradetta si gode in tutta la sua bellezza la veduta del lago, in una sicura calma che solo qualche sperduta automobile o il campanello di una bicicletta per un attimo riescono a turbare. È una strada che segue il capriccio della riva, costeggia assidua l'acqua, senza rettifili, senza impazienze: come è giusto quando si va a far quattro passi, un'ora di distensione. ([[Piero Bianconi]])
*''Quand l'è bel temp, al lagh l'è come un specc | viscor, lüsent in mezza a la cornis | verda di riv coi smacc di cà e di tecc, || ma quand l'è brütt e i riv coi so paìs | i scompariss da drè di nebi s'ciass, | al par grand come 'l mar; l'è grand e gris || come la nosta noia e 'l nost crüziass.''<ref>«''Quando è bel tempo, il lago è come uno specchio | liscio, lucente in mezzo alla cornice | verde di rive con macchie di case e di tetti, || ma quando è brutto e le rive coi loro paesi | scompaiono dietro nebbie sparse, | sembra grande come il mare; è grande e grigio || come la nostra noia e il nostro cruccio».</ref> ([[Giovanni Bianconi (poeta)|Giovanni Bianconi]])
*Quell'immenso zaffiro, colle sue morbide gradazioni di ceruleo e di verde, che si dilata e sfuma lontano lontano, perdendosi in uno sfondo, ove si disegnano cime d'ogni forma che si soverchiano, si addossano con mille curve, e mille seni, e mille frastagli, con tutti i riflessi di luce, quasi nubi temporalesche che spuntino dal fondo dell'orizzonte a cielo sereno. Il piroscafo fende le onde, celere e acuto come un dardo; il lago si allarga in immenso bacino, e le isole Borromee sorgono dalle acque, come mazzi di fiori sporti al sole, che tutto inonda di sua luce. La è una vera fantasmagoria, un sogno, un delirio piacevole. Ho veduto più volte questo lago Maggiore, e sempre mi è apparso nuovo, sempre più bello. ([[Antonio Stoppani]])
===[[Dante Bertolini]]===
*''E l'udivo mugghiare come un mare | nella notte alle raffiche del vento! | Mi alzai, temendo. E vidi che in argento | ondoso il lago era un brillìo lunare. || Si movevano, gaio vasto armento | di vive pecorelle, l'onde chiare. | Ed ecco gli alti pioppi modulare | armonioso un mirabile concento.''
*''In fiore i grandi tigli sulla riva | ronzano, densi d'api. | Vanno le barche dai ricurvi scafi | sulle onde alla deriva. || Al sole brilla, fitto | di scaglie d'oro, il lago. Dalla sponda, | col tuffo d'una lontra, | balza un bimbo nell'acque a capofitto.''
*''O lago azzurro, non perché di trote | gran copia doni nei propizi dì, | ma per le sponde, gli scogli e le note | onde canore ti amiamo così.'' || [...] ''E tu, buon lago, ...tu canti e sorridi | sul greto, i muschi e le sabbie qua e là; | e al sole e al vento, nei bei giorni affidi | l'onda che, d'oro la criniera, va. || Rifrangi a mille nella notte i lumi | pallidi, accesi da borghi e città; | e versi al mare lontano i tuoi fiumi | d'acque squillanti, tutta chiarità.''
*''Vorrei su questo lago navigasse | sempre la vela d'un mondo migliore | senza confini, senza più le basse | rivalità di censo e di colore. || La bianca vela su cui sventolasse | non il vessillo d'un solo signore; | la bianca vela su cui si parlasse | la loquela soltanto dell'amore. || Per la pace mondiale? Un'utopia? | Per fortuna la immagino nei chiari | mattini sul Verbano, che s'avvia | per navigare provvida sui mari.''
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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[[Categoria:Laghi|Maggiore]]
[[Categoria:Luoghi del Piemonte]]
[[Categoria:Luoghi della Lombardia]]
[[Categoria:Luoghi della Svizzera]]
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Renato Turi
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Spinoziano
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/* Film */
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text/x-wiki
[[File:Renato Turi.jpg|miniatura|Renato Turi nel 1957]]
''' Renato Turi''' (1920 – 1991), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano.
== Citazioni su Renato Turi ==
*Renato Turi era il direttore della cooperativa della CVD, nella quale ero entrato agli inizi. Era il nostro padrone, diciamo... padre e padrone. [[Walter Matthau]] l'aveva sempre doppiato lui. Renato era una persona... Renato? Il signor Turi, era una persona come quelli di cui oggi si è perso lo stampo. Molto severo, molto... però persona profondamente onesta. C'è un episodio che io mi ricordo, che una volta quando vinciamo... un periodo di ferie del doppiaggio, io uscivo da casa, lui passava, mi fermò e disse: "Biondi, venga qua". Mi fece un assegno. "Le devo dare un premio per un film che ha doppiato, molto bravo". Mi staccò un assegno, neanche piccolo poi, cosa di cui poteva fare benissimo a meno perché io avevo lavorato a tariffa, insomma. E quindi era un personaggio... E quando morì, e quindi non poteva più doppiare Matthau, si fecero dei provini dove vinsi. Io ero molto intimorito più che da Walter Matthau proprio dal fatto che era appiccicato proprio alla voce di Turi. ([[Pietro Biondi]])
==Filmografia==
===Attore===
*''[[Petrosino (miniserie televisiva)|Petrosino]]'' (1972)
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[A che prezzo Hollywood?]]'' (1932)
*''[[Il grande dittatore]]'' (1940)
*''[[Quarto potere]]'' (1941)
*''[[Alba fatale]]'' (1943)
*''[[Le ragazze di Harvey]]'' (1946)
*''[[Sfida infernale]]'' (1946)
*''[[Donne e veleni]]'' (1948)
*''[[I figli della violenza]]'' (1950)
*''[[Viale del tramonto]]'' (1950)
*''[[Winchester '73]]'' (1950)
*''[[Davide e Betsabea]]'' (1951)
*''[[La cosa da un altro mondo]]'' (1951)
*''[[La paura fa 90]]'' (1951)
*''[[La città del piacere]]'' (1952)
*''[[La diva]]'' (1952)
*''[[La regina di Saba]]'' (1952)
*''[[L'avventuriero della Luisiana]]'' (1953)
*''[[La tunica]]'' (1953)
*''[[Un giorno in pretura (film)|Un giorno in pretura]]'' (1953)
*''[[20.000 leghe sotto i mari (film 1954)|20.000 leghe sotto i mari]]'' (1954)
*''[[Attila (film 1954)|Attila]]'' (1954)
*''[[Fronte del porto]]'' (1954)
*''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954)
*''[[La meteora infernale]]'' (1954)
*''[[Vera Cruz]]'' (1954)
*''[[Ulisse (film)|Ulisse]]'' (1954)
*''[[Il cacciatore di indiani]]'' (1955)
*''[[Il figliuol prodigo (film 1955)|Il figliuol prodigo]]'' (1955)
*''[[Il seme della violenza]]'' (1955)
*''[[L'uomo senza paura]]'' (1955)
*''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]'' (1956)
*''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'' (1956)
*''[[Il ferroviere]]'' (1956)
*''[[L'invasione degli ultracorpi]]'' (1956)
*''[[La legge del Signore]]'' (1956)
*''[[Le colline bruciano]]'' (1956)
*''[[Decisione al tramonto]]'' (1957)
*''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'' (1957)
*''[[Il segno della legge]]'' (1957)
*''[[Il vampiro del pianeta rosso]]'' (1957)
*''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957)
*''[[Nel fango della periferia]]'' (1957)
*''[[Qualcosa che vale]]'' (1957)
*''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[Dracula il vampiro]]'' (1958)
*''[[La legge del più forte]]'' (1958)
*''[[La mina]]'' (1958)
*''[[La vendetta di Frankenstein]]'' (1958)
*''[[I 400 colpi]]'' (1959)
*''[[Il mostro che uccide]]'' (1959)
*''[[Intrigo internazionale]]'' (1959)
*''[[L'albero degli impiccati]]'' (1959)
*''[[La guida indiana]]'' (1959)
*''[[Salomone e la regina di Saba]]'' (1959)
*''[[Ultima notte a Warlock]]'' (1959)
*''[[Un dollaro d'onore]]'' (1959)
*''[[David e Golia]]'' (1960)
*''[[Ester e il re]]'' (1960)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[Il segreto di Pollyanna]]'' (1960)
*''[[La storia di Ruth]]'' (1960)
*''[[Psyco]]'' (1960)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]'' (1961)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[Agente 007 - Licenza di uccidere]]'' (1962)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[Il promontorio della paura]]'' (1962)
*''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Lo smemorato di Collegno]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Totò contro Maciste]]'' (1962)
*''[[A 007, dalla Russia con amore (film)|A 007, dalla Russia con amore]]'' (1963)
*''[[Assassinio al galoppatoio]]'' (1963)
*''[[Gli Argonauti]]'' (1963)
*''[[Gli uccelli]]'' (1963)
*''[[Il vecchio testamento]]'' (1963)
*''[[Irma la dolce]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[Le folli notti del dottor Jerryll]]'' (1963)
*''[[Sciarada (film)|Sciarada]]'' (1963)
*''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'' (1964)
*''[[Agente 007 - Missione Goldfinger]]'' (1964)
*''[[Angelica (film 1964)|Angelica]]'' (1964)
*''[[Assassinio a bordo]]'' (1964)
*''[[Assassinio sul palcoscenico]]'' (1964)
*''[[I patriarchi]]'' (1964)
*''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964)
*''[[L'uomo del banco dei pegni]]'' (1964)
*''[[Per un pugno di dollari]]'' (1964)
*''[[Il volo della fenice (film 1965)|Il volo della fenice]]'' (1965)
*''[[La battaglia dei giganti]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965)
*''[[Le cinque chiavi del terrore]]'' (1965)
*''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]'' (1965)
*''[[Per qualche dollaro in più]]'' (1965)
*''[[Arabesque]]'' (1966)
*''[[Detective's Story]]'' (1966)
*''[[Dracula, principe delle tenebre]]'' (1966)
*''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966)
*''[[Grand Prix]]'' (1966)
*''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966)
*''[[Il sipario strappato]]'' (1966)
*''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'' (1966)
*''[[Nevada Smith]]'' (1966)
*''[[Operazione diabolica]]'' (1966)
*''[[Quien sabe?]]'' (1966)
*''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966)
*''[[Agente 007 - Si vive solo due volte]]'' (1967)
*''[[Carovana di fuoco]]'' (1967)
*''[[Indovina chi viene a cena?]]'' (1967)
*''[[Asterix e Cleopatra]]'' (1968)
*''[[Il pianeta delle scimmie (film 1968)|Il pianeta delle scimmie]]'' (1968)
*''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]'' (1968)
*''[[La strana coppia]]'' (1968)
*''[[L'ora del lupo]]'' (1968)
*''[[Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà]]'' (1969)
*''[[Fellini Satyricon]]'' (1969)
*''[[Hello, Dolly!]]'' (1969)
*''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]'' (1969)
*''[[Prendi i soldi e scappa]]'' (1969)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[Arancia meccanica]]'' (1971)
*''[[Il dittatore dello stato libero di Bananas]]'' (1971)
*''[[La morte va a braccetto con le vergini]]'' (1971)
*''[[Fratello sole, sorella luna]]'' (1972)
*''[[Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere)]]'' (1972)
*''[[Il terrore viene dalla pioggia]]'' (1973)
*''[[Il colpo della metropolitana (Un ostaggio al minuto)]]'' (1974)
*''[[Quinto potere]]'' (1976)
*''[[1941: Allarme a Hollywood]]'' (1979)
*''[[2 sotto il divano]]'' (1980)
*''[[E io mi gioco la bambina]]'' (1980)
*''[[Rombo di tuono]]'' (1984)
*''[[Il piccolo diavolo]]'' (1988)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
*''[[Lilli e il vagabondo]]'' (1955)
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[Gli Aristogatti]]'' (1970)
====Serie televisive====
*''[[Mork & Mindy]]'' (1978 - 1982)
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Turi, Renato}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Gualtiero De Angelis
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/* Doppiatore */
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text/x-wiki
[[File:Gualtiero De Angelis.jpg|miniatura|Gualtiero De Angelis]]
'''Gualtiero De Angelis''' (1899 – 1980), attore e doppiatore italiano.
==Citazioni su Gualtiero De Angelis==
*Io l'ho vissuto come una specie di secondo padre. Ho un ricordo di un uomo meraviglioso, buonissimo, gioiosissimo e molto, molto scrupoloso, molto attento verso veramente tutti. Adesso non è che sto facendo la storia di un Santo, ma veramente un uomo veramente buono e come poeta lui aveva questo hobby di scrivere stornelli romaneschi. Gli piaceva tantissimo e ha pubblicato anche diversi, diversi libri. Mi ricordo un libro di poesie tutte scritte e dedicate ai parenti e non solo ai parenti, ma anche al mondo del doppiaggio che si chiama ''Cose mie''. ([[Vittorio De Angelis]])
==Filmografia==
===Attore===
*''[[Scarpe grosse]]'' (1940)
*''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]'' (1942)
*''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]'' (1953)
===Doppiatore===
{{div col|strette}}
*''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'' (1931)
*''[[Venere bionda]]'' (1935)
*''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]'' (1936)
*''[[Margherita Gauthier]]'' (1936)
*''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]'' (1939)
*''[[Il conte di Essex]]'' (1939)
*''[[Jess il bandito]]'' (1939)
*''[[La via dei giganti]]'' (1939)
*''[[La voce nella tempesta]]'' (1939)
*''[[Ombre rosse]]'' (1939)
*''[[Partita d'azzardo]]'' (1939)
*''[[Ritorna l'amore]]'' (1939)
*''[[Via col vento]]'' (1939)
*''[[I pascoli dell'odio]]'' (1940)
*''[[Il grande dittatore]]'' (1940)
*''[[Il prigioniero di Amsterdam]]'' (1940)
*''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]'' (1940)
*''[[La signora del venerdì]]'' (1940)
*''[[La taverna dei sette peccati]]'' (1940)
*''[[Scandalo a Filadelfia]]'' (1940)
*''[[La ribelle del Sud]]'' (1941)
*''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]'' (1941)
*''[[Alba fatale]]'' (1943)
*''[[Terra nera]]'' (1943)
*''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]'' (1945)
*''[[Roma città aperta]]'' (1945)
*''[[Settimo velo]]'' (1945)
*''[[Desiderio (film 1946)|Desiderio]]'' (1946)
*''[[Il postino suona sempre due volte (film 1946)|Il postino suona sempre due volte]]'' (1946)
*''[[L'anima e il volto]]'' (1946)
*''[[La dalia azzurra]]'' (1946)
*''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]'' (1946)
*''[[La vita è meravigliosa]]'' (1946)
*''[[Notorious - L'amante perduta]]'' (1946)
*''[[Sangue all'alba]]'' (1946)
*''[[Sfida infernale]]'' (1946)
*''[[L'ultima conquista]]'' (1947)
*''[[La croce di fuoco]]'' (1947)
*''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'' (1947)
*''[[Le catene della colpa]]'' (1947)
*''[[Monsieur Verdoux]]'' (1947)
*''[[Odio implacabile]]'' (1947)
*''[[Atto di violenza]]'' (1948)
*''[[Chiamate Nord 777]]'' (1948)
*''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]'' (1948)
*''[[Il cavaliere misterioso]]'' (1948)
*''[[Il massacro di Fort Apache]]'' (1948)
*''[[Macbeth (film 1948)|Macbeth]]'' (1948)
*''[[Nodo alla gola]]'' (1948)
*''[[Fabiola (film 1949)|Fabiola]]'' (1949)
*''[[I banditi della città fantasma]]'' (1949)
*''[[Il segreto di una donna]]'' (1949)
*''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'' (1949)
*''[[Domenica d'agosto]]'' (1950)
*''[[I figli della violenza]]'' (1950)
*''[[L'amante indiana]]'' (1950)
*''[[Quel fantasma di mio marito]]'' (1950)
*''[[Rio Bravo]]'' (1950)
*''[[Tragica incertezza]]'' (1950)
*''[[Winchester '73]]'' (1950)
*''[[Amo un assassino]]'' (1951)
*''[[Anna (film 1951)|Anna]]'' (1951)
*''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951)
*''[[Il viaggio indimenticabile]]'' (1951)
*''[[La cosa da un altro mondo]]'' (1951)
*''[[La gang]]'' (1951)
*''[[Mamma mia, che impressione!]]'' (1951)
*''[[Gli innocenti pagano]]'' (1952)
*''[[La città del piacere]]'' (1952)
*''[[Là dove scende il fiume]]'' (1952)
*''[[La regina di Saba]]'' (1952)
*''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]'' (1952)
*''[[Da qui all'eternità]]'' (1953)
*''[[Gardenia blu]]'' (1953)
*''[[Il mondo le condanna]]'' (1953)
*''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]'' (1953)
*''[[La tunica]]'' (1953)
*''[[Lo sperone nudo]]'' (1953)
*''[[Noi peccatori]]'' (1953)
*''[[Perdonami!]]'' (1953)
*''[[Attila (film 1954)|Attila]]'' (1954)
*''[[Criminale di turno]]'' (1954)
*''[[Fronte del porto]]'' (1954)
*''[[I sette samurai]]'' (1954)
*''[[Il cacciatore di indiani]]'' (1955)
*''[[Il calice d'argento]]'' (1954)
*''[[Il prigioniero della miniera]]'' (1954)
*''[[La contessa scalza]]'' (1954)
*''[[Pietà per chi cade]]'' (1954)
*''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'' (1954)
*''[[Ulisse (film)|Ulisse]]'' (1954)
*''[[Caccia al ladro]]'' (1955)
*''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]'' (1955)
*''[[L'uomo di Laramie]]'' (1955)
*''[[La polizia bussa alla porta]]'' (1955)
*''[[Rififi]]'' (1955)
*''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'' (1956)
*''[[Il ferroviere]]'' (1956)
*''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]'' (1956)
*''[[L'invasione degli ultracorpi]]'' (1956)
*''[[L'uomo che sapeva troppo (film 1956)|L'uomo che sapeva troppo]]'' (1956)
*''[[Le 22 spie dell'Unione]]'' (1956)
*''[[Le colline bruciano]]'' (1956)
*''[[Sentieri selvaggi]]'' (1956)
*''[[A 30 milioni di km. dalla Terra]]'' (1957)
*''[[Decisione al tramonto]]'' (1957)
*''[[I vampiri dello spazio]]'' (1957)
*''[[Il posto delle fragole]]'' (1957)
*''[[Il segno della legge]]'' (1957)
*''[[Il sole sorgerà ancora]]'' (1957)
*''[[La maschera di Frankenstein]]'' (1957)
*''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957)
*''[[I giovani leoni]]'' (1958)
*''[[La spada e la croce]]'' (1958)
*''[[La vendetta di Frankenstein]]'' (1958)
*''[[Malinconico autunno]]'' (1958)
*''[[A qualcuno piace caldo]]'' (1959)
*''[[Erode il Grande (film)|Erode il Grande]]'' (1959)
*''[[I segreti di Filadelfia]]'' (1959)
*''[[Il giorno della vendetta]]'' (1959)
*''[[La guida indiana]]'' (1959)
*''[[La notte senza legge]]'' (1959)
*''[[La storia di una monaca]]'' (1959)
*''[[Operazione sottoveste]]'' (1959)
*''[[Salomone e la regina di Saba]]'' (1959)
*''[[Soldati a cavallo]]'' (1959)
*''[[Un dollaro d'onore]]'' (1959)
*''[[Ester e il re]]'' (1960)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[Il figlio di Giuda]]'' (1960)
*''[[L'erba del vicino è sempre più verde (film)|L'erba del vicino è sempre più verde]]'' (1960)
*''[[La battaglia di Alamo]]'' (1960)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]'' (1961)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[Fantasmi a Roma]]'' (1961)
*''[[Il buio oltre la siepe]]'' (1962)
*''[[Il cervello che non voleva morire]]'' (1962)
*''[[Il promontorio della paura]]'' (1962)
*''[[Il visone sulla pelle]]'' (1962)
*''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Gli Argonauti]]'' (1963)
*''[[Il cardinale]]'' (1963)
*''[[Sciarada (film)|Sciarada]]'' (1963)
*''[[Assassinio a bordo]]'' (1964)
*''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]'' (1964)
*''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964)
*''[[Marnie]]'' (1964)
*''[[Il volo della fenice (film 1965)|Il volo della fenice]]'' (1965)
*''[[Per qualche dollaro in più]]'' (1965)
*''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]'' (1965)
*''[[Grand Prix]]'' (1966)
*''[[Il sipario strappato]]'' (1966)
*''[[Nevada Smith]]'' (1966)
*''[[I giorni dell'ira]]'' (1967)
*''[[Dio perdona... io no!]]'' (1967)
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==Voci correlate==
*[[Eleonora De Angelis]], nipote
*[[Enrico De Angelis]], figlio
*[[Manlio De Angelis]], figlio
*[[Vittorio De Angelis]], nipote
*[[Massimiliano Virgilii]], nipote
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:De Angelis, Gualtiero}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Elsa Martinelli
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Spinoziano
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/* Filmografia */
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[[File:Elsa Martinelli 1964.JPG|thumb|Elsa Martinelli nel 1964]]
'''Elsa Martinelli''' (1935 – 2017), attrice e modella italiana.
==Citazioni su Elsa Martinelli==
*Prima fotomodella poi attrice internazionale, Elsa non somigliava a nessuno. Un viso disegnato, un corpo longilineo elegante naturalmente ma anche trasgressiva. L'ideale per chi dovesse vestirla. ([[Luca Sabatelli]])
==Filmografia==
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*''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954)
*''[[Il cacciatore di indiani]]'' (1955)
*''[[La risaia]]'' (1956)
*''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]'' (1965)
*''[[Sette volte donna]]'' (1967)
*''[[Manon 70]]'' (1968)
{{div col end}}
==Altri progetti==
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{{s}}
{{DEFAULTSORT:Martinelli, Elsa}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Modelli italiani]]
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Carlo Cavicchi
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Danyele
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[[File:Carlo Cavicchi (2011).jpg|thumb|Carlo Cavicchi (2011)]]
'''Carlo Cavicchi''' (1947 – vivente), giornalista e scrittore italiano.
==Citazioni di Carlo Cavicchi==
*{{NDR|Su [[Daniele Audetto]]}} Il più grande attore che Hollywood si sia mai fatta scappare.<ref>Da ''Destra 3 lunga chiude. Quando i rally avevano un'anima'', Vimodrone, Giorgio Nada Editore, 2016, ISBN 9788879116664; citato in Lorenzo Rondelli, ''[https://www.automotivespace.it/destra-3-lunga-chiude/ Destra 3 lunga chiude]'', ''automotivespace.it'', 21 settembre 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Citroën 2CV]]}} [...] sarei anche pronto a decantarne gli enormi meriti, il peso che questa geniale vettura ha avuto nel tessuto sociale di un Paese come la Francia, l'immagine sbarazzina che l'ha accompagnata per oltre quattro decenni, sempre attuale anche quando ormai la sua tecnologia faceva tenerezza. Non lo faccio perché altri lo faranno molto meglio di me. Mi limito però a sintetizzarne un pregio che è virtù di poche cose buone nel mondo: tutti, nessuno escluso, quando ne vedono passare una sorridono. È la prova di qualche cosa che prima che nel cervello ha saputo entrare nel cuore.<ref>Citato in Vincenzo Borgomeo, ''[https://books.google.it/books?id=eY89DQAAQBAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false 101 storie sulla Citroën 2CV che non ti hanno mai raccontato]'', Roma, Newton Compton Editori, 2016, ISBN 978-88-227-0148-0</ref>
{{Int|''[https://www.forlitoday.it/sport/altro/carlo-cavicchi-racconta-automobilismo-ferrari-senna.html F1 tra passato e presente con Carlo Cavicchi: "La Ferrari con Marchionne sarebbe tornata al vertice. Senna? Poteva essere un grande giornalista"]''|Da un evento al Motoclub Paolo Tordi di Cesena; citato in Giovanni Petrillo, ''forlitoday.it'', 25 aprile 2023.}}
*Ho mangiato pane e auto per tutta la vita.
*Ho smesso di dirigere ''Autosprint'' nel 1999 [...] ma ricordo benissimo il [[Campionato mondiale di Formula 1 1988|1988]] quando la McLaren con Ayrton Senna e Alain Prost vinse quindici gran premi su sedici, ad eccezione del Gran Premio d'Italia a Monza, con un "miracolo" dal cielo a pochi giorni dalla scomparsa di Enzo Ferrari [vinse Gerhard Berger davanti a Michele Alboreto grazie ad un incidente di un Senna fin li dominatore della gara durante un doppiaggio, ''ndr'']. Da direttore mettere una McLaren sempre vincente in copertina era angosciante e dura.
*Chi è senza peccato in [[Formula 1|F1]] non c'è.
*{{NDR|Su [[Enzo Ferrari]]}} Era un genio, acuto, insomma unico. Gli davano fastidio i piloti che chiedevano soldi per correre con la Rossa. Lui voleva vedere vincere la Ferrari.
==Citazioni tratte da articoli==
*Ha fatto tutto di corsa [...]. [[Mauro Forghieri]] è diventato leggenda prima ancora di diventare un uomo fatto e finito. Troppo giovane per arrivare tanto in alto, troppo vecchio per essere considerato ancora una mente pensante, di quelle che non smetti mai di ascoltare perché c'è sempre da imparare.<ref>Da ''[https://www.quattroruote.it/news/eventi/2022/11/02/mauro_forghieri_il_ricordo_di_carlo_cavicchi.html Il ricordo di Carlo Cavicchi]'', ''quattroruote.it'', 3 novembre 2022.</ref>
===''Autosprint''===
{{cronologico}}
*[...] il [[Rally di Sanremo|Sanremo]] rientra tra quelle gare all'antica in cui vedere il traguardo è già una vittoria.<ref>Da ''Tony e... fulmini (inutili) di Rohrl'', ''Autosprint'', 1979.</ref>
*[...] il signor [[Tom Walkinshaw]], uno che sullo stomaco ha tanto pelo da far concorrenza alla Lana Gatto. Quello stinco di santo che nel mondo delle corse tutti conoscono benissimo da anni e la cui immagine molti sub attaccano al petto per tener lontani i pescecani.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 27, 4-10 luglio 1995, p. 11.</ref>
*Tutti conoscono i limiti e le virtù di [[Jean Alesi|Alesi]]. [...] Lui non si fa passare facilmente, lui si esalta nella lotta, lui ama la pioggia, il fondo infido, la sfida al limite perché quando è sotto pressione sbaglia pochissimo. I suoi limiti sono ben altri: messa a punto, strategia, anche a volte la semplice tattica. [...] una gara da affrontare all'arma bianca, il suo terreno di lotta ideale. Se fosse stato un pirata, si sarebbe messo il coltello tra i denti e sarebbe partito all'assalto. Ma è un pilota e anziché il coltello tra i denti gli serve un'auto sotto il sedere. Questa [...] gli manca.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 35, 29 agosto – 4 settembre 1995, p. 11.</ref>
*[[Damon Hill|Damon]], pilota sicuramente veloce e capace, ha mostrato [...] quelli che sono i suoi limiti [...]: proiettato nel firmamento della F.1 nell'era del dopo Senna, dopo Prost, dopo Mansell, dopo Piquet, ha avuto sulla sua strada un solo pilota da battere per vincere {{NDR|Schumacher}} e ha perso nettamente il confronto. [...] Ecco, probabilmente Hill con i [...] sopracitati campioni non ha nulla da spartire, pertanto non gli basta l'auto migliore per primeggiare [...]. Diciamola, allora, la verità: Hill, in questa F.1, pur guidando la Williams, è il numero due. Quando ha corso, sempre con la Williams tra le mani, con Senna e Prost [...] è stato il numero tre. E se avesse corso ancora prima, con Mansell, Senna, Prost e Piquet?<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 39, 26 settembre – 2 ottobre 1995, p. 11.</ref>
*Alesi è stato generoso e esaltante, sfortunato e polemico. [...] adorabile e insopportabile, con le stimmate dei grandi e la jella dei predestinati.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 44, 31 ottobre – 6 novembre 1995, p. 11.</ref>
===''la Repubblica''===
{{cronologico}}
*Dovevate essere al Salone di Francoforte nelle giornate riservate agli addetti ai lavori, cioè a quella gente che con le auto ci ha a che fare tutti i giorni e oramai non si emoziona più per nulla. O quasi per nulla, perché erano tutti allo stand italiano dove faceva bella mostra il [[Lancia Fulvia Concept|prototipo Fulvia Coupé]], una stupenda rivisitazione dell'auto che ha emozionato la generazione che ha fatto prima il '68 e poi il diavolo a quattro per potersela permettere. Non si impazzisce per una vettura di trenta anni fa, per quanto ottimamente attualizzata, se dietro non c'è una storia con tanto di anima annessa.<ref name="Automotori">Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/20aucupea.html Lancia, finalmente rispunta l'orgoglio]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 20; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*[...] I [[Lancia (azienda)|lancisti]] sono un popolo educato e mite, che ne ha sopportate tante perché, prima, aveva goduto tanto sia nel lusso che nell'innovazione o nello sport.<ref name="Automotori"/>
*Ci mancava solo l'autoalcova, così adesso noi vecchi delle quattro ruote possiamo dire di aver visto tutto. È arrivata con un nome riduttivo, [[Smart Forfour (W454)|Forfour]], che starebbe per quattro posti mentre in realtà ci si può stare anche in cinque senza incorrere in sanzioni, visto che ci sono cinque cinture di sicurezza a testimoniarlo. Beh, certo, vista da fuori questa microcar di poco più di tre metri e mezzo sembrerebbe fatta apposta per due, invece no, ti frega perché dentro è proprio grande al punto che ci si può stare persino distesi se non proprio sdraiati. La trovata, e da qui il concetto di vetturaalcova, è tutta nei sedili anteriori che si ripiegano in avanti e poi scorrono indietro allo stesso livello di quelli posteriori. Il risultato è una grande lettone dall'aspetto galeotto. Dai, l'occasione faceva l'uomo ladro anche quando non c'erano nemmeno i ribaltabili, figuriamoci con un metro quadro e mezzo.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/26ausmarti.html Forfour, l'auto alcova. E la Smart raddoppia]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*{{NDR|Nel 2003, sul futuro dello [[Progettazione di automobili|stile automobilistico]]}} [...] sembra che la traccia sia già netta: le auto di domani in gran parte saranno dolci da guidare e rotonde da ammirare. Tranne poche eccezioni, i più suggeriscono il rifiuto degli spigoli salvo che per una loro presenza furbetta proprio per accentuare l'armonia morbida dell'insieme. La ruga come il neo, insomma, per attirare l'attenzione e far apprezzare tutto il resto.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/32auconep.html Tonde al primo sguardo e così dolci da guidare]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 32; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Renault Modus]]}} [...] la nipotina dell'Espace, o se si preferisce la figlia della Scenic, è un'auto che riesce sicuramente, a dispetto delle sue dimensioni da citycar nutrita ad estrogeni, a riproporre tutto quanto già c'è sulle progenitrici. Lo spazio, innanzitutto. [...] sembra impossibile che sia possibile trovare una volumetria così ben fruibile. Un miracolo anche perché la linea esterna non è condizionata dalla cubatura interna ma esprime una piacevolezza indiscutibile. [...] La francese Modus è infatti un'auto che strizza l'occhiolino, ammicca, seduce e [...] va diritta al cuore del cliente. Il porta biciclette opzionale è un tocco magico che affascina l'ambientalista, il portellone posteriore con doppia apertura per caricare roba anche con l'auto parcheggiata a filo tra due Tir è una furbata unica [...]. L'accerchiamento alle berline si fa insomma più stretto e convinto perché adesso l'attacco più serio parte proprio dal basso e per l'auto tradizionale è un po' come se cominciassero a crollare le fondamenta. Avevano cominciato le citycar utili, adesso, con la Modus stanno arrivando anche quelle più sfiziose, quelle che potrebbero fare anche moda. E per avere successo [...] non c'è davvero niente di meglio.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/26aupic3.html Quando lo spazio è un gioco provateci con la Modus]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*Incapace di invecchiare, la [[Renault Scénic|Scenic]] continua a piacere come se fosse la prima volta. Succede, va detto, e la storia dell'auto è ricca di esempi illustri, di modelli che sono stati bestseller per tempi lunghissimi. Ma la Scenic fa più impressione perché quando ha preso forma [...] nemmeno in Renault parevano crederci troppo. Era, per loro, soltanto una versione della Megane che doveva esplorare se mai fosse possibile ripetere in scala ridotta il successo dell'Espace, il primo minibus tascabile all'europea. Il successo fu travolgente ed è stato subito riprodotto da tutti i concorrenti, in certi casi con ancora più coraggio, in altri con maggiore fantasia. Eppure il mercato premia ostinatamente la Scenic a dispetto degli anni e dell'evoluzione [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/28aumnv2.html Fantasia Scenic, l'originale]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 28; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*Mistero della fede. O della moda. O della fantasia. Pensatela come volete ma se c'era bisogno di una riprova che le idee pagano basta guardare alla [[Citroën C3 Pluriel|Citroen Pluriel]], al suo incredibile successo [...]. Un po' berlina, un po' coupé, un po' cabrio. Volendo anche un po' roadster: è soltanto una questione di pazienza (e nemmeno troppa) e si può avere quello che si vuole. Basta togliere un pezzetto qua e poi un pezzetto là e il gioco è fatto. Un'auto perfetta per la generazione Lego, quella che è cresciuta con i pezzetti di plastica con cui si fabbricava tutto a patto di avere manualità e inventiva. Si parte da una berlina a tre porte che è una C3 appena un po' più sbarazzina e si può arrivare a quasi un dune buggy di vecchia memoria perché il tetto si ripiega nel bagagliaio, perché poi i vetri scendono (anche quelli dietro) e infine perché gli archi sopra le porte scompaiono. Zac! Avete comprato un'auto, ve ne ritrovate la metà e siete pure felici di sfoggiare la vostra mezza macchina. Il segreto sta tutto in questa mutazione, nell'effetto sorpresa. [...] la Pluriel si acquista per poter andare a passo di lumaca sul lungomare e poi vedere l'effetto che fa.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/33aucabrio2.html Dossier]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 33; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Pininfarina]]}} C'è stato un momento [...] che dall'atelier torinese uscivano esclusivamente capolavori. Il mondo dell'auto era continuamente a bocca aperta e c’era la fila dei costruttori che sognavano di avere almeno una loro vettura disegnata, se non addirittura direttamente fabbricata, dalla carrozzeria torinese. Le [[Ferrari]] prima di tutto, ma non soltanto. Le spider [[Alfa Romeo]] Giulietta e la Duetto, le Fiat 124 spider e la Dino Spider, la Lancia Flavia Coupé oppure la strepitosa Peugeot 406 Coupé sono tra le figurine più belle dell'album, ma non le sole. Non importava il cliente, la soluzione era sempre magica.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/classic-cars/2020/01/28/news/pininfarina_90_anni_e_non_sentirli-246997482/ Pininfarina, 90 anni e non sentirli]'', ''repubblica.it'', 29 gennaio 2020.</ref>
{{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20001216/10vichi.html Tecnica e cuore: imbattibili si torna]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 16 dicembre 2000, p. 10; ripubblicato in ''repubblica.it''.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Ferrari F1-2000]]}}
*Pochi lo ricordano, parlando della trionfale annata 2000, ma in tutti i 17 Gran Premi disputati, almeno una monoposto modenese è salita sul podio, una marcia trionfale che si spiega con la qualità di base di un'auto costruita pescando il meglio dentro e fuori dal Reparto Corse. Fuori? Ma come, la Ferrari non si fa tutto in casa? Un tempo, forse, e sicuramente quando perdeva. [...] Una stima, mai smentita, fissa nel 70 per cento la percentuale di particolari costruiti all'esterno e montati assieme per realizzare l'indistruttibile ed efficace F1-2000. L'elenco è lungo e noioso, anche perché i contributi tecnici arrivano da mezzo mondo, persino dagli Stati Uniti con i dischi freno e le pastiglie prodotte dalla CCR. Scelte che vengono custodite gelosamente anche se si tratta spesso di segreti di Pulcinella, restando tali per gli appassionati o per la stampa, ma ben note ai rivali sul campo [...]. Tutti sanno, per esempio, che nel motore i pistoni sono della tedesca Mahle, che le frizioni sono Sachs o Ap, che l'impianto frenante è della Brembo, che da industrie molto vicine a McLaren e Williams arrivano gli ingranaggi del cambio e molti particolari in carbonio delle sospensioni. Ma non bisogna scandalizzarsi, anzi. Nessuno può illudersi di essere all'avanguardia in tutto e ci vuole molta abilità nello scoprire in giro che cosa c'è e capire se potrà funzionare bene una volta montato con altri particolari esistenti.
*[...] a creare quella meraviglia tecnica che è stata la F1- 2000, sempre competitiva e a volte persino più efficace della McLaren MP4-15 concepita dal geniale Adrian Newey, ci ha pensato una vera multinazionale di cervelli che a grandi linee comprende il sudafricano Rory Byrne che l'ha concepita, il britannico Ross Brown che ne ha coordinato la realizzazione [...], l'italiano Claudio Costa, che ha diretto tutto l'ufficio tecnico, e il greco Nick Tombasis che si è occupato della galleria del vento. Il loro lavoro ha prodotto una delle monoposto più innovative delle ultime stagioni, per quanto all'occhio sembri di fatto molto simile alla pur riuscita F399 dello scorso anno. Un'auto nata subito bene, tanto bene che non ha avuto nell'arco dell'anno grandi modifiche al di là delle normali evoluzioni normalmente preventivate in occasione dei Gran Premi di San Marino, prima gara europea dell'anno, Francia, metà stagione, e Monza, ultimo sviluppo in vista del rush finale. Proprio in Francia, in passato, si era sempre visto un grande cambiamento per correre dietro alle soluzioni degli avversari, quest'anno invece non è stato così e in quel momento si è capito davvero che erano gli altri, finalmente a inseguire. Lo sforzo grosso è stato fatto solo per Monza, quando è stato adottato un nuovo pacchetto aerodinamico che ha permesso il grande finale di stagione (solo vittorie di lì in avanti).
*[...] in quali particolari la F1- 2000 è stata migliore della concorrenza? Nel suo complesso, sostengono a Maranello. Nata bene, molto leggera, ben 50 chili sotto peso e quindi zavorrata puntualmente dove serviva (soprattutto davanti allorché si è capito che le gomme morbide della Bridgestone non venivano sfruttate al meglio), non ha mai mostrato cedimenti o difetti irrimediabili. Piuttosto i problemi sono stati evidenti nell'elettronica applicata alla trazione, un campo minato e sempre al limite del regolamento. La fatica di Schumacher a partire alla pari delle McLaren è sempre stata evidente [...] dando vita alla favola del pilota incapace di rilasciare la frizione. Di lì i continui test a Fiorano dove il pilota non faceva scuola di partenze, bensì provava sistemi diversi di differenziali. Per tanta gente era uno scolaretto con le orecchie da asino, in realtà era un professore che si ingegnava a tenere il passo di colleghi forse soltanto più furbi.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20020622/27tratti.html Fenomeno Panda, l'immortale è qui ]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 22 giugno 2002, p. 27; citato in ''repubblica.it''.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Fiat Panda (1980)]]}}
*Da sempre, chi sospira guardando alla gloriosa storia del Gruppo automobilistico nazionale sospira pronunciando i nomi delle varie Balilla, Topolino, Seicento, Cinquecento. Icone di un passato lontano a cavallo della seconda guerra o del boom economico, simboli di successi duraturi in anni in cui si costruivano pochi modelli differenti, vetture longeve sia per merito che per necessità. La Panda invece no, non viene mai ricordata [...]; eppure è nata che lo yuppismo non esisteva ancora (mentre da un bel pezzo è finito), in grande anticipo su Mani Pulite e la Seconda Repubblica, ha attraversato tutto il grande digiuno Ferrari in F.1 [...]. È, e rimarrà , una delle più grandi parentesi della nostra vita.
*Il lusso è come il profumo, evapora in fretta. Le cose essenziali, senza troppi fronzoli entrano invece nel sangue, diventano indispensabili. Come il pane appena sfornato, l'olio crudo, le lenzuola di lino. [...] per resistere nel tempo ci vuole una grande idea sposata a una realizzazione senza fronzoli. La Panda, quando nacque, aveva poco e niente di cui vantarsi: un retrotreno ad assale rigido con balestre a due foglie, una sorta di amaca per sedile posteriore, due sdraio per i passeggeri davanti e una mensola portaoggetti sotto una plancia appesa davanti al volante che era un incrocio tra il fai da te di un allievo della Scuola Radio Elettra e un videocitofono. Una vera miseria [...], però era un approccio simpatico ad un'automobile che prima di tutto voleva essere utile, economica, funzionale.
*Davanti aveva una previsione di durata di un decennio che sembrava viziata da un incrollabile ottimismo, invece si è rivelata [...] uno dei rarissimi casi di vetture che vengono tolte dal mercato quando ancora le loro vendite tirano [...]. Un fenomeno che, senza farsene vanto, ha diffuso anche grande tecnologia. La sua versione 4x4 resta un vero gioiello che ha motorizzato tutto l'arco alpino. Indistruttibile e capace di scalare qualsiasi pendio, la "integrale" è entrata nel paesaggio montano come le mucche nei quadri dell'Ottocento.
*Caso unico [...] di macchina che si è affrancata dalle etichette: non è mai stata né di sinistra né di destra, per mamme o per architetti, da ricchi o da poveri. È entrata in tutte le case, l'hanno venduta di tutti i colori, non è mai stata oggetto di culto e non ha mai corso in pista o nei rally. Una vita così apparentemente normale che di più non si può, proprio come quelle delle vecchiette ultracentenarie che però, puntualmente, finiscono celebrate sui giornali.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/prodotto/2022/07/06/news/lamborghini_la_carica_delle_112_countach-356850939/ Sorpresa Lamborghini, la carica delle 112 Countach]''|''repubblica.it'', 6 luglio 2022.|h=4}}
*[...] di certo la [[Lamborghini Countach (2021)|Countach Lpi 800-4]] [...] tocca il cuore dei vecchi appassionati di automobili. Pensata per glorificare i 50 anni del modello più iconico della Casa di Sant'Agata [...] la Countach attuale è più un pezzo imperdibile per i collezionisti più accaniti piuttosto che per chi vuole un'auto con cui andare per strada. D'altronde il suo prezzo parla chiaro, due milioni di euro [...] tanto per far capire quanto esclusiva sia, e non sorprende nemmeno che i soli 112 esemplari siano già stati tutti venduti.
*La Countach Lpi 800-4 è [...] ricca di fascino, frutto di un lavoro tutt'altro che semplice perché richiamare lo stile di una vettura di successo con già mezzo secolo sulle spalle è roba da mandare giù di testa chi deve disegnarla, con tutti i limiti che vengono dal cucire addosso un abito nuovo a una vettura che ha a sua volta storia e gloria [...]. Eppure la Countach piace da impazzire perché il design è tutto nuovo pur basandosi fortemente sulle caratteristiche distintive della Countach originale.
*Il tema minimalista ha tenuto banco e si esalta nella linea continua del tetto e nelle prese d'aria del motore integrate nelle fiancate posteriori dell'auto. Anche i magnifici cerchi non danno una calcio alla tradizione perché ripropongono i cinque grandi fori tipici di tutte le Countach dalla LP 400 S in poi. Riuscitissima è poi la parte posteriore, con i sei proiettori singoli racchiusi da forme esagonali tipicamente Countach e con lo spettacolo estetico che viene dal diffusore e dai quattro terminali di carico centrali. [...] un'auto già di per sé sbalorditiva seppure, per via dei pochi esemplari in cui sarà prodotta, non destinata come la sua progenitrice a finire sui poster che non mancavano mai nelle camerette dei baby boomers.
==Interviste==
{{cronologico}}
*{{NDR|«Gli anni 70/80 sono stati probabilmente la Golden era dei [[Rally]] [...]»}} Gare lunghissime, una valanga di piloti professionisti al via, una grande varietà di vetture ufficiali, coupé, spider, berline grosse e piccole, motori a 2, 4, 6 e 8 cilindri, trazione anteriore, posteriore, integrale e gomme di tanti costruttori diversi; poi il giorno e la notte, vetture che si rompevano e pneumatici che si bucavano. Bisognava prima di tutto arrivare in fondo e dopo essere anche più veloci degli avversari. Erano corse più umane, pur nella loro disumanità di fondo.<ref name="Secchi">Da Alessandro Secchi, ''[https://www.p300.it/f1-intervista-a-carlo-cavicchi/ F1 {{!}} Intervista a Carlo Cavicchi]'', ''p300.it'', 19 febbraio 2016.</ref>
*Sono stato molto fortunato e di momenti belli ne ho collezionati tanti. La chiamata alla direzione di ''Autosprint'' a soli 37 anni ne è un esempio. Non mi davano che 3 mesi di... vita sul ponte di comando, invece ci sono rimasto per 15 anni con risultati di vendite strepitosi pur con una Ferrari che le buscava sempre. Poi certo, la direzione di ''Quattroruote'' è stata la mia vera consacrazione professionale.<ref name="Secchi"/>
*Gli appassionati di rally hanno anche una buona cultura del passato, quindi il ricordo di [[Henri Toivonen|Toivonen]] è ancora fulgido perché è un pilota che in tutta Europa ha impressionato come nessun altro per la sua velocità. [...] nell'età d'oro tra gli anni '60 e i primi anni '90 Henri è stato sicuramente il pilota più veloce tra quelli di alto livello. Aveva un rapporto davvero unico con la velocità e soprattutto è l'unico pilota che riusciva a superare la "paura" di guidare la [[Lancia Delta S4|Delta S4]], mentre altri grandi campioni erano terrorizzati all'idea di doverci salire. Lui riusciva a stupire tutti alla guida, quella macchina era difficilissima da gestire, non c'era elettronica...<ref name="Ettori">Dall'intervista di Andrea Ettori, ''[https://www.p300.it/corsica-nera-carlo-cavicchi-ci-racconta-henri-toivonen-sergio-cresto-e-attilio-bettega/ Corsica nera: Carlo Cavicchi ci racconta Henri Toivonen, Sergio Cresto e Attilio Bettega]'', ''p300.it'', 2 maggio 2020.</ref>
*[[Attilio Bettega|Attilio]] andava fortissimo ma ha sempre corso in squadra con piloti straordinari. E soprattutto era una persona estremamente onesta, dal punto di vista intellettuale: ricordo che al termine di una prova speciale lunghissima, in Grecia, Markku Alén e Walter Röhrl fecero un tempo simile mentre Attilio si prese circa 10 secondi, su mezzora di tempo; [[Cesare Fiorio|Fiorio]] gli chiese cos'era successo e Bettega rispose che era andato semplicemente più piano. Fiorio, da lui, si aspettava le prestazioni di Röhrl e Alén. Generalmente sarebbe stata un'ottima prova, ma quelle parole erano indice sia della stima che Fiorio aveva per Bettega, sia dell'onestà di Attilio. Avrebbe potuto inventarsi qualsiasi scusa, ma era troppo onesto. Anche in quel Rally di Corsica che se lo portò via stava andando forte. Un grande dispiacere di Attilio, e ne parlammo all'inizio di quel 1985, era quello di non avere vinto nulla: è stato messo subito nella squadra ufficiale del mondiale, contro i numeri uno, dove vincere era molto faticoso, ma ad esempio non lo hanno mai fatto correre nel campionato italiano o nell'europeo, dove invece avrebbe stravinto come i vari Tabaton, Cerrato e Biasion. Proprio nel 1985 aveva iniziato anche l'europeo con il team Tre Gazzelle [...], con l'obiettivo di vincerlo. Lui era bravo, aveva fatto dei podi, lottava con i migliori del mondo, ma alla fine aveva vinto solo il Trofeo 112 Abarth nel 1977.<ref name="Ettori"/>
{{Int|''[https://www.p300.it/intervista-a-carlo-cavicchi-tra-osca-giornalismo-f1-e-rally/ Intervista a Carlo Cavicchi: tra Osca, giornalismo, F1 e Rally]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 26 febbraio 2020.}}
*La [[OSCA|Osca]] la gente l'ha dimenticata ma è stata una casa che in vent'anni ha vinto praticamente tutto; ci hanno corso piloti grandissimi, da Moss che ha vinto a Sebring a Castellotti, Scarfiotti, Behra, Farina, Chiron, Villoresi, Fagioli. Nonostante avessero motori piccolissimi battevano le Ferrari, le Maserati, le Aston Martin, le Connaught, insomma le grandi macchine dell'epoca.
*{{NDR|«Lei fa parte dei grandi maestri che hanno raccontato la storia del motorsport, che consiglio darebbe ad un giovane che vuole intraprendere la carriera da giornalista nel mondo di oggi?»}} Oggi è veramente difficile perché il mondo è molto ''liquido''. Una volta un giornale era un punto di arrivo, un riferimento. Oggi abbiamo un'informazione che gira per mille canali, non sempre accurata ma comunque immediata. Questo ha portato a svilire il lavoro della ricerca: è difficile crescere la gente perché oggi basta dire, urlare, arrivare prima. Allora succede che i giornali, quelli più importanti, che ancora tengono un po' di testa, sono restii a prendere chi non sa, perché devono allevarlo e non c'è tempo di allevare la gente. Gli altri li sfruttano e spesso non li pagano. Il vero problema della ''vostra'' generazione, dei giovani, è che è arrivata l'era digitale. Che non è un male, anzi, per tanti aspetti è un bene; ma mentre prima il mestiere del giornalista ti assicurava una vita serena, una famiglia da tirare su – se eri bravo facevi carriera, se lo eri meno restavi con un livello economico che ti permetteva di vivere dignitosamente – l'era digitale ha sostituito il vecchio giornalismo ma non ne ha presi i vantaggi economici, uccidendolo. I ragazzi sono sfruttati nella maggioranza dei casi. La rete ha insegnato che deve essere tutto gratis per forza e quindi c'è tanta gente che si offre volontaria e va avanti così finché ce la fa; poi deve trovarsi un altro lavoro e lascia il posto ad altri volontari. Non c'è la scuola, non ci sono i passaggi: io scrivevo qualcosa, un altro me lo leggeva, poi c'era un capo servizio o un capo redattore che lo leggeva ancora e poi finiva in pagina. Adesso bisogna andare fuori subito, chi scrive va direttamente su un sito. La scuola non c'è più, in questo senso è finita. Onestamente non saprei consigliare, anzi, mi verrebbe da dire ''cambia lavoro'', che è brutto detto da chi ha fatto sempre questo.
*[...] le macchine di oggi vanno più forte ma, parlando in generale, erano meno potenti in assoluto delle [[Gruppo B]]: quelle erano inguidabili perché non c'era l'elettronica, per cui i piloti avevano paura a guidare. Le reazioni erano lente, la potenza era esagerata, la macchina non aveva tutti quegli ausili che permettevano il controllo. A parte l'eccezione di [[Henri Toivonen|Toivonen]], che riusciva a guidare la [[Lancia Delta S4|S4]] in una maniera che agli altri, anche i grandi campioni, metteva terrore, oggi invece tutti guidano senza timore.
*Quando tutti fanno lo stesso tempo chi è il più bravo? {{NDR|«Forse chi ha la macchina migliore»}} Ma è sempre così nelle corse. La macchina migliore è fondamentale perché se tu, la macchina migliore, non la dai al pilota migliore, è molto difficile che vinca. Poi capitano le eccezioni come Vettel a Monza, Damon Hill a Spa ma sono situazioni che rimangono nella memoria. Se Hamilton guida tutte le gare la Toro Rosso non vince. Potrebbe vincere delle gare ma mai un campionato. La macchina nelle corse c'è sempre stata, non lamentiamoci. Oggi le gare sono molto più vivaci di un tempo, un tempo erano molto più noiose ma è tutto annegato nelle emozioni. Una volta il pilota era il cavaliere del rischio.
==''Via Mazzocchi 2.0 – blog''==
{{cronologico}}
*Gli anni di [[Gilles Villeneuve|Gilles]] li ho vissuti davvero da vicino, [...] lavoravo ad ''Autosprint'' e poi a ''Rombo'' sempre con il grande Marcello Sabbatini come direttore che con Villeneuve aveva un rapporto unico e aveva contribuito tantissimo a costruirne il mito. Fu Sabbatini ad avere l'idea di promuovere la "febbre Villeneuve" oppure a imbastire la celebre sfida [[Formula 1|F.1]] contro aereo da caccia sulla pista d'atterraggio di Istrana. Erano anni in cui accadevano cose incredibili, ad esempio con la Polstrada che ti invitava a farti da parte, fermandoti magari sulla corsia d'emergenza, sulla Ventimiglia-Genova perché stavano per arrivare Villeneuve e Pironi in corsa ravvicinata per arrivare per primo a Maranello. All'epoca c'era anche il doppio casello a Piacenza ma lì, sempre avvisato via radio dalla Stradale, il mitico Pupillo (casellante con il Cavallino impresso sul cuore) dava ordine di alzare le sbarre per non fare perdere tempo a nessuno dei due contendenti... Robe che a raccontarle adesso nessuno ci crede. Ma a Villeneuve era concesso di tutto, e ci si aspettava da lui proprio di tutto. Mio padre, buonanima, anche se Gilles a due giri dal traguardo era staccato di un giro diceva: "cosa c'entra? Con quello lì può sempre succedere che vinca...". Ovviamente non era vero, però nell'immaginario collettivo era così.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/gilles-e-quella-prima-intervista/ Gilles e quella prima intervista...]'', ''blog.quattroruote.it'', 7 maggio 2012.</ref>
*Sono un [[Lancia (azienda)|lancista]] di vecchissima data, uno di quelli che in gioventù si divideva in clan, quelli della Fulvia Coupé da una parte e quelli dell'Alfa Romeo Gt Junior dall'altra. Con la Lancia ho corso a lungo e mi sono divertito un sacco. E come tutti i lancisti di vecchia data ho visto sempre questo marchio glorioso soffrire (negli anni 50 ero troppo piccolo e prima della guerra non c'ero). Ricordo bene che ne parlai a lungo con [[Vittorio Ghidella]], probabilmente era il 1980, a un rally dei Mille Laghi in Finlandia dov’era venuto con la moglie. Proprio il manager forse più "automobilaro" della storia Fiat mi parlò preoccupato della difficoltà di imporre questo marchio al di fuori dei confini italiani. "Io ce la metterò tutta, può scommetterci – mi disse quasi a tranquillizzarmi, anche se non ero certamente io il suo problema – ma la Fiat deve pensare in grande e nel grande la Lancia farà sempre fatica". Io riportai su ''Autosprint'' quelle parole, con il mio indimenticato direttore, Marcello Sabbatini, che ci fece un titolo impietoso "Ghidella non vede un futuro per la Lancia". Allora arrivano molte lettere in redazione (le mail erano una cosa inimmaginabile) e in tutte c'era un livore incredibile contro in capo della Fiat che, peraltro, a breve andava sfornando il meglio del marchio, la Thema, la Delta e la Prisma. Riporto questo episodio per sottolineare come la Lancia sia stata sempre un cruccio per tutti gli uomini sul ponte di comando del Gruppo. Il suo limite stava sempre nell'inesistente penetrazione sui mercati esteri, e questo anche quando la Stratos e poi la Delta vincevano tutto nei rally.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/la-lancia-il-cuore-e-la-ragione/ La Lancia, il cuore e la ragione]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2012.</ref>
*{{NDR|Nel 2013, sulla crisi del [[coupé]]}} [...] è proprio questa concezione di vettura ad essere uscita dagli schemi mentali dei nuovi automobilisti, che a parole sognano bolidi accessibili, ma nell'intimo privilegiano altre necessità. Se oggi si vendono soltanto [[Sport Utility Vehicle|SUV]] oppure, in minor quantità, le piccole monovolume, significa che a vincere sono esigenze pratiche. L'acquisto di un'auto comporta un impegnativo investimento di denaro ed è finita l'epoca del piacere emozionale che non è più la prima motivazione d'acquisto e nemmeno la seconda e probabilmente nemmeno la terza. I più avanti nell'età sognano sempre un ritorno delle Gta, delle Fulvia Coupé, delle Clio Williams, ma al dunque sono poi i primi a orientarsi su altri modelli, meno fascinosi ma più coerenti con gli odierni stili di vita. Un peccato, perché se uno si fa un giretto su una GT86 o su una BRZ poi non vorrebbe più scendere in quanto, anche andando pianissimo, si riscopre il gusto dell'adrenalina alle stelle. Però s'è definitivamente chiusa una porta, e probabilmente i costruttori non ci cascheranno più. Il tempo delle coupé dal prezzo abbordabile pare proprio finito.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/le-coupe-davvero-non-piacciono-piu/ Le coupé davvero non piacciono più]'', ''blog.quattroruote.it'', 30 luglio 2013.</ref>
*Da quanto tempo non si vedeva [...] tanto entusiasmo per una vettura derivata dalle corse come la [[Toyota GR Yaris]] che tanto ricorda l'indimenticata Lancia Delta Integrale? Oggigiorno di solito le vetture "cattive" non suscitano più scalpore, non generano commenti entusiastici, scivolano via come l'acqua sulla pietra. Invece con la GR Yaris è successo il contrario: ne hanno parlato tutti [...]. Significa che in Toyota hanno colpito nel segno [...]. Sarà che la GR Yaris è piccola ma promette prestazioni esagerate, sarà che costa tutto sommato poco per quello che propone e per quello che lascia immaginare [...], sarà infine che un passaggio al contrario non si era preparati a vederlo (da un'auto da corsa a una di serie...) fatto sta che la scommessa dei giapponesi potrebbe aver centrato l'obiettivo vincendo anche lo scetticismo degli ultimi avversori del motore 3 cilindri. [...] Invidio chi, più giovane di me, potrà farci un pensiero. Soprattutto chi può vivere fuori dai grandi centri e magari vicino a colline e montagne [...]. Lontano dal traffico, guidarla promette un piacere assoluto, attaccandosi al cambio manuale come nel bel tempo che fu e godendo di reazioni cui non si è più abituati. Viene da una vettura che domina nel mondiale rally e già questo è un biglietto da visita niente male, se poi guidandola si potrà godere di prestazioni da vera supercar approfittando al contempo di dimensioni contenute e di un peso vettura attorno ai 1300 chili (anche qui come una volta, che bel passo indietro...) con un assetto rigido che ti fa credere di essere un pilota vero, bé c'è da brindare con bollicine di marca, altroché. Ma sì, una volta tanto, parliamo di adrenalina e non di infotainment, di differenziali autobloccanti e pure di sedili che ti stringono il bacino e ti obbligano a una postura vera: non eravamo più abituati a tanto ben di Dio!<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/lindimenticabile-delta-e-rinata-ma-e-una-toyota/ L'indimenticabile Delta è rinata, ma è una Toyota!]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 dicembre 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Smart Fortwo (W450)]]}} Ricordo [...] le difficoltà degli inizi, con la voglia della Swatch di mettere per strada una vettura che fosse rivoluzionaria come lo erano i suoi orologi di plastica che stavano spopolando, irriverenti, sul mercato mondiale. Purtroppo [...] progettare una vettura è molto più complesso perché se da un lato ci può essere il rischio di sbagliare l'ora, con le auto si possono mettere a rischio delle vite. [...] ci volle l'alleanza con la Mercedes [...] per arrivare all'impertinente creazione comune con un nome facile da capire ma impossibile da brevettare perché smart è un aggettivo che può essere tradotto dall'inglese in rapido, veloce, abile, acuto, brillante, sveglio, intelligente, ma anche alla moda ed elegante. [...] Così nacque il simil acronimo S.M.art che stava per Swatch Mercedes Art, sintetizzando il concetto che era un colpo d'ingegno delle due case. L'oggetto che venne fuori fu un vero shock per un mondo bigotto quale è sempre stato quello dell'auto, e impiegò tanto tempo ad imporsi perché sì va bene la colorazione sempre esagerata, le prestazioni subito sorprendenti e la sicurezza della cellula che proteggeva gli occupanti, però era una cosetta così piccola e così strana che non si poteva digerire. In Italia ci volle l'intuito di un grande dirigente come Maurizio Alagna a segnarne il destino di successo. S'inventò mille trovate geniali tanto che [...] nessun mercato al mondo ha visto un successo paragonabile a quello italiano. A Roma, dove più che in qualsiasi altro posto le due posti tedesche sono finite nel traffico cittadino, la moda del parcheggio ortogonale rispetto al senso di marcia è diventata una regola.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/aiuto-dove-finita-la-smart-che-abbiamo-nel-cuore/ Aiuto! Dov'è finita la Smart che abbiamo nel cuore?]'', ''blog.quattroruote.it'', 6 maggio 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022}} È incredibile l'interesse che suscitano sempre le auto del biscione al di là di quelli che sono poi i dati di vendita. [...] È evidente che il marchio Alfa possiede ancora, e verrebbe da dire nonostante tutto, un fascino unico sulla gente, figlio di radici lontane che ci portiamo dentro magari senza nemmeno sapere bene perché. Il passato di storia e gloria è dimenticato da un pezzo, però il brand resta appiccicato addosso e si trasferisce di padre in figlio. Da mezzo secolo le Alfa Romeo sono vetture che faticano a imporsi sul mercato con poche eccezioni, [...] tanto che la frase "Le Alfa sono come la bella Cecilia: tutti le vogliono e nessuno le piglia" ha tenuto banco tra gli addetti ai lavori. Però il fascino resiste [...]<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-fascino-delle-alfa-sulla-gente-sorprende-sempre/ Il fascino delle Alfa sulla gente sorprende sempre]'', ''blog.quattroruote.it'', 3 giugno 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022}} In un mercato dove i listini, trainati dai costi all'acquisto delle [[Auto elettrica|vetture elettriche]], sono saliti alle stelle tanto tutti i costruttori li hanno alzati senza ritegno perché le auto tradizionali costano comunque poco rispetto alle vetture alla spina che dovrebbero essere il futuro imposto dai Governi, succede che anche le utilitarie diventano inaccessibili. [...] Questo ci deve far capire quello che succederà negli anni a venire quando l'imposizione forzata delle auto elettriche, i cui prezzi non caleranno troppo (meglio non farsi esagerate illusioni), vedrà un fiorire di oggetti di pseudo lusso pressoché inarrivabili, con la massa che allora troverà sfogo nell'arrivo di proposte cinesi queste sì con listini accettabili. Il mercato della Grande Muraglia già oggi è fitto di vetture a batteria che costano poco e quando si decideranno ad esportarle, dopo anni di esperienza in loco, lo faranno con listini aggressivi. Saranno vetture di bassa qualità, di scarse prestazioni e con una sicurezza molto elementare ma saranno alla portata di tante tasche altrimenti escluse dalla mobilità privata. I grandi marchi diventeranno di nicchia e noi regaleremo un secolo e passa di storia e di gloria ai nuovi invasori. Come la chiama [[Beppe Grillo|Grillo]]? La decrescita felice. Eccola alle porte.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-meritato-successo-della-dr-ci-fa-capire-che-futuro-ci-aspetta/ Il meritato successo della DR ci fa capire che futuro ci aspetta]'', ''blog.quattroruote.it'', 15 luglio 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022}} Voi da che parte state, siete per il lavoro o per l'ambiente? La domanda è in apparenza provocatoria, ma è quello che ha portato a sua giustificazione la Ford per mettere a casa tremila dipendenti al fine di ridistribuire le risorse e destinarle alla costosissima svolta elettrica. [...] Gli americani, sul lavoro, sono estremamente pragmatici, e questo modo di operare li ha sempre caratterizzati. Al contrario che in Europa, dove in genere gli Stati intervengono dando soldi per evitare i licenziamenti, negli States il Governo mette fuori i quattrini se il piano aziendale contempla sacrifici ma rimette a posto i conti di una azienda. [...] In sintesi Ford dice che i costi per sviluppare le nuove vetture elettriche sono enormi e ci vorrà molto tempo per avere un ritorno economico, quindi non ci sono alternative: se si vuole un mondo più pulito bisogna fare sacrifici. [...] Insomma, stiamo arrivando al nocciolo della questione elettrica: la transizione sarà molto crudele anche se per adesso tanti governanti non se ne stanno rendendo conto. I sindacati e le varie associazioni di categoria lo stanno denunciando da anni: in Italia sono a rischio almeno 70 mila posti, un'intera città di media grandezza. Ma la questione ambientale [...] viene sempre prima del lavoro, fa più effetto, piace di più ai giovani che sono già rassegnati a non trovarlo il lavoro. Il tema è invece centrale per quanto scomodo, si tratta di scegliere da che parte stare ed è una questione estremamente seria che potrebbe in fretta rivelarsi drammatica. Perché non la si affronta invece che far finta che il problema non sia a un passo dal materializzarsi?<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/ambiente-o-lavoro-scelta-drammatica/ Ambiente o lavoro, scelta drammatica]'', ''blog.quattroruote.it'', 26 agosto 2022.</ref>
*Se un ubriaco va fuori strada e ammazza un povero innocente la prima reazione di chi amministra le città è di intervenire riducendo i [[Limite di velocità|limiti di velocità]] sulle strade e magari aumentando le sanzioni. Il problema è che la stragrande maggioranza degli automobilisti si muove usando la testa, ma sarà quella che ne pagherà direttamente le conseguenze: limiti di velocità a 30 all'ora in città [...], dissuasori sulla strada, autovelox [...], peso delle contravvenzioni aumentato. Tolleranza zero, insomma, così io che viaggio rispettando i limiti [...] dovrò sorbirmi la tortura di troppi dissuasori [...] per colpa di ubriacone se non peggio di un drogato. Probabilmente rischierò anche di essere multato per un eccesso di velocità minimo [...]. Il tutto senza arrivare alla soluzione perché quei delinquenti che guidano ubriachi, o peggio ancora impippati e spesso senza patente di guida, non si fermeranno certo se i limiti sono più bassi. Loro i limiti non li rispetteranno mai [...]. Il risultato è quello del vecchio cartello degli anni 50: per colpa di qualcuno non si farà più credito a nessuno. Finiremo incolonnati e viaggeremo come lumache col risultato che ci attaccheremo al più famoso apparecchio di distrazione di massa esistente, il telefonino, e peggioreremo ancora di più la situazione. Così dopo si stringeranno ancora di più i limiti fino a che non ci si potrà più spostare. Anzi no, i disgraziati non patentati ed ebbri o fatti continueranno a colpire vigliaccamente gli innocenti a bordo strada e chissà se allora si capirà che se al posto di vessare quelli ligi al codice della strada sarebbe stato meglio fermare quelli fuori regola. Non tutti, perché non è ovviamente possibile, ma un bel po' di più quello sì.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/per-colpa-di-qualcuno-pagheremo-tutti/ Per colpa di qualcuno pagheremo tutti]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2022.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Cavicchi, Carlo}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Giulio Panicali
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Spinoziano
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/* Doppiatore */
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Disperato addio (1955) Giulio Panicali (2).png|miniatura|upright=1.2|Giulio Panicali nel film ''[[Disperato addio]]'' (1955)]]
'''Giulio Panicali''' (1899 – 1987), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano.
==Citazioni di Giulio Panicali==
*La mia voce era considerata adatta per chi dicesse: "Ti amo."<ref name= Panicali>Tratto da Omaggio a Giulio Panicali di Gerardo Di Cola, ''Enciclopedia del Doppiaggio'', 20 Maggio 2016, [https://www.facebook.com/enciclopediadoppiaggio/videos/1111285812257479 Video] disponibile su ''facebook.com''.</ref>
*La mia voce non era comune. Giovanile, bella, armoniosa.<ref name= Panicali/>
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attore===
*''[[Giù il sipario]]'' (1940)
*''[[È caduta una donna]]'' (1941)
*''[[Bengasi (film)|Bengasi]]'' (1942)
*''[[Disperato addio]]'' (1955)
===Doppiatore===
{{div col|strette}}
*''[[Piccolo Cesare]]'' (1930)
*''[[Il segno della croce]]'' (1932)
*''[[Incatenata (film 1934)|Incatenata]]'' (1934)
*''[[Ambizione (film)|Ambizione]]'' (1936)
*''[[Il giardino di Allah]]'' (1936)
*''[[Margherita Gauthier]]'' (1936)
*''[[Biancaneve e i sette nani (film 1937)|Biancaneve e i sette nani]]'' (1937)
*''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]'' (1937)
*''[[Jess il bandito]]'' (1939)
*''[[La via dei giganti]]'' (1939)
*''[[Ritorna l'amore]]'' (1939)
*''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]'' (1939)
*''[[Angeli del peccato]]'' (1940)
*''[[Follia (film 1941)|Follia]]'' (1941)
*''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]'' (1941)
*''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]'' (1942)
*''[[Io la difendo]]'' (1942)
*''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'' (1942)
*''[[Un pilota ritorna]]'' (1942)
*''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]'' (1943)
*''[[L'uomo dalla croce]]'' (1943)
*''[[Rita da Cascia (film)|Rita da Cascia]]'' (1943)
*''[[Fiori d'arancio]]'' (1944)
*''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]'' (1944)
*''[[La fiamma del peccato]]'' (1944)
*''[[Desiderio (film 1946)|Desiderio]]'' (1946)
*''[[Duello al sole]]'' (1946)
*''[[Fra le tue braccia]]'' (1946)
*''[[I racconti dello zio Tom]]'' (1946)
*''[[Il filo del rasoio (film 1946)|Il filo del rasoio]]'' (1946)
*''[[La bella e la bestia (film 1946)|La bella e la bestia]]'' (1946)
*''[[Le ragazze di Harvey]]'' (1946)
*''[[Paisà]]'' (1946)
*''[[Un americano in vacanza]]'' (1946)
*''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]'' (1947)
*''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]'' (1947)
*''[[Il caso Paradine]]'' (1947)
*''[[Le catene della colpa]]'' (1947)
*''[[Odio implacabile]]'' (1947)
*''[[Fifa e arena]]'' (1948)
*''[[Scandalo internazionale]]'' (1948)
*''[[I cavalieri del Nord Ovest]]'' (1949)
*''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'' (1949)
*''[[Il terzo uomo]]'' (1949)
*''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]'' (1949)
*''[[La carovana dei mormoni]]'' (1950)
*''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]'' (1950)
*''[[Minaccia atomica]]'' (1950)
*''[[Una rosa bianca per Giulia]]'' (1950)
*''[[Donne verso l'ignoto]]'' (1951)
*''[[Il suo tipo di donna]]'' (1951)
*''[[La campana del convento]]'' (1951)
*''[[La gang]]'' (1951)
*''[[La seconda moglie (film 1951)|La seconda moglie]]'' (1951)
*''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]'' (1951)
*''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]'' (1952)
*''[[Gli innocenti pagano]]'' (1952)
*''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'' (1952)
*''[[La maschera di fango]]'' (1952)
*''[[La regina di Saba]]'' (1952)
*''[[Mezzogiorno di fuoco]]'' (1952)
*''[[Rancho Notorious]]'' (1952)
*''[[Il tesoro dell'Africa]]'' (1953)
*''[[Io confesso]]'' (1953)
*''[[L'avventuriero della Luisiana]]'' (1953)
*''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]'' (1953)
*''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]'' (1953)
*''[[20.000 leghe sotto i mari (film 1954)|20.000 leghe sotto i mari]]'' (1954)
*''[[Il figlio dell'uomo]]'' (1954)
*''[[Johnny Guitar]]'' (1954)
*''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954)
*''[[Pietà per chi cade]]'' (1954)
*''[[Vera Cruz]]'' (1954)
*''[[I due capitani]]'' (1955)
*''[[Il cacciatore di indiani]]'' (1955)
*''[[Il seme della violenza]]'' (1955)
*''[[Marty, vita di un timido]]'' (1955)
*''[[Le 22 spie dell'Unione]]'' (1956)
*''[[Il sole sorgerà ancora]]'' (1957)
*''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957)
*''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[Il grande paese]]'' (1958)
*''[[Il piccolo campo]]'' (1958)
*''[[Il grande pescatore]]'' (1959)
*''[[Estasi (film 1960)|Estasi]]'' (1960)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[L'erba del vicino è sempre più verde (film)|L'erba del vicino è sempre più verde]]'' (1960)
*''[[Agente 007 - Licenza di uccidere]]'' (1962)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[L'uomo di Alcatraz]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'' (1962)
*''[[Il cardinale]]'' (1963)
*''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'' (1964)
*''[[Agente 007 - Missione Goldfinger]]'' (1964)
*''[[L'uomo del banco dei pegni]]'' (1964)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[Il ritorno dei magnifici sette]]'' (1966)
*''[[La meravigliosa Angelica]]'' (1966)
*''[[Agente 007 - Si vive solo due volte]]'' (1967)
*''[[La calda notte dell'ispettore Tibbs]]'' (1967)
*''[[Lo sbarco di Anzio]]'' (1968)
{{div col end}}
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Panicali, Giulio}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Monte Athos
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Gaux
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Bruto Amante
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
Citazioni sul '''monte Athos'''.
*Ci allontaniamo dall'[[Olimpo]], il monte della generazione, rivolti all'Athos, che della generazione volle persino abolito il ricordo; e che collocò sulla sua vetta nevosa, opposta all'Olimpo, invece di [[Giove (divinità)|Giove]], stallone infaticabile, una Vergine, [[Maria]], intatta da ogni congiunzione corporea. Dall'alto delle due montagne, si guardano in faccia i due mondi: il primo, chiuso già nel suo ciclo; l'altro, che intesse senza fine gli anelli della sua misteriosa catena. ([[Domenico Tumiati]])
*Il monte Athos, per antonomasia detto ''Monte Santo'', smisurata mole che si specchia sul mare e s'innalza a mirabile altezza, la cui ombra, al tramontare del sole, si estendeva – secondo il fantastico racconto di [[Plinio il Vecchio|Plinio]], fino a sessanta chilometri in distanza, – ostacolo a [[Serse I di Persia|Serse]] che tentò traforarlo per farvi passare l'esercito invasore della Grecia, – fu continua meta, nell'antichità e ne' tempi moderni, di idealisti e di speculatori. I filosofi greci vi si recavano per godere un'anticipata immortalità, poiché, così dicevasi, lì sopra si viveva bene per uno straordinario numero di anni, – e sacerdoti di ogni culto vi piantavano le tende, lieti di trovarsi quasi in più immediato contatto col cielo. ([[Bruto Amante]])
*Il viaggio dell'Athos è il viaggio dei secoli, il ritorno a [[Bisanzio]], all'impero greco; perché nella lingua di [[Platone]] e di [[Giovanni Crisostomo|San Giovanni Crisostomo]], i monaci non hanno cessato mai di pregare, per i loro imperatori [[Foca (imperatore)|Foca]] e [[Costantino I|Costantino]], come se fossero vivi tuttora nella loro reggia.<br>Nessun altro angolo della terra osò gettare al tempo una così aperta sfida, e perpetuare la sua immobilità, ad onta dei secoli.<br>In quel punto dello spazio, il tempo non ebbe nessun potere, perché fu spezzata la catena delle nascite, e la vita venne misurata soltanto dalla successione immutabile delle cerimonie e delle preghiere; senza che niuna differenza d'aspetto lasciasse ravvisare un intervallo fra gli ultimi uomini e i primi, come se lo stesso individuo, da quindici secoli, non avesse cessato di vivere e di pregare. ([[Domenico Tumiati]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Montagne della Grecia|Athos]]
[[Categoria:Repubblica del Monte Athos]]
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[[File:Mount Athos (1).jpg|thumb|Monte Athos]]
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Citazioni sul '''monte Athos'''.
*Ci allontaniamo dall'[[Olimpo]], il monte della generazione, rivolti all'Athos, che della generazione volle persino abolito il ricordo; e che collocò sulla sua vetta nevosa, opposta all'Olimpo, invece di [[Giove (divinità)|Giove]], stallone infaticabile, una Vergine, [[Maria]], intatta da ogni congiunzione corporea. Dall'alto delle due montagne, si guardano in faccia i due mondi: il primo, chiuso già nel suo ciclo; l'altro, che intesse senza fine gli anelli della sua misteriosa catena. ([[Domenico Tumiati]])
*Il monte Athos, per antonomasia detto ''Monte Santo'', smisurata mole che si specchia sul mare e s'innalza a mirabile altezza, la cui ombra, al tramontare del sole, si estendeva – secondo il fantastico racconto di [[Plinio il Vecchio|Plinio]], fino a sessanta chilometri in distanza, – ostacolo a [[Serse I di Persia|Serse]] che tentò traforarlo per farvi passare l'esercito invasore della Grecia, – fu continua meta, nell'antichità e ne' tempi moderni, di idealisti e di speculatori. I filosofi greci vi si recavano per godere un'anticipata immortalità, poiché, così dicevasi, lì sopra si viveva bene per uno straordinario numero di anni, – e sacerdoti di ogni culto vi piantavano le tende, lieti di trovarsi quasi in più immediato contatto col cielo. ([[Bruto Amante]])
*Il viaggio dell'Athos è il viaggio dei secoli, il ritorno a [[Bisanzio]], all'impero greco; perché nella lingua di [[Platone]] e di [[Giovanni Crisostomo|San Giovanni Crisostomo]], i monaci non hanno cessato mai di pregare, per i loro imperatori [[Foca (imperatore)|Foca]] e [[Costantino I|Costantino]], come se fossero vivi tuttora nella loro reggia.<br>Nessun altro angolo della terra osò gettare al tempo una così aperta sfida, e perpetuare la sua immobilità, ad onta dei secoli.<br>In quel punto dello spazio, il tempo non ebbe nessun potere, perché fu spezzata la catena delle nascite, e la vita venne misurata soltanto dalla successione immutabile delle cerimonie e delle preghiere; senza che niuna differenza d'aspetto lasciasse ravvisare un intervallo fra gli ultimi uomini e i primi, come se lo stesso individuo, da quindici secoli, non avesse cessato di vivere e di pregare. ([[Domenico Tumiati]])
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Kaos (film)
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text/x-wiki
{{Film
|titolo=Kaos
|paese=Italia
|annouscita=1984
|linguaoriginale=italiano
|immagine=January 2018 Lunar Eclipse - 8.jpg
|genere=commedia, drammatico
|regista = [[Paolo e Vittorio Taviani]]
|soggetto = [[Luigi Pirandello]] (raccolta ''Novelle per un anno'')
|sceneggiatore = [[Paolo e Vittorio Taviani]], [[Tonino Guerra]]
|produttore = [[Giuliani G. De Negri]]
|attori=
*[[Biagio Barone]]: Salvatore
;L'altro figlio
*[[Margarita Lozano]]: Mariagrazia
*[[Gianni Musy]]: padre dell'emigrante
*[[Carlo Cartier]]: Il dottore
;Mal di luna
*[[Anna Malvica]]: la madre di Sidora
*[[Massimo Bonetti]]: Saro
*[[Claudio Bigagli]]: Batà
*[[Enrica Maria Modugno]]: Sidora
;La giara
*[[Ciccio Ingrassia]]: Don Lollò
*[[Franco Franchi]]: Zi' Dima
*[[Tony Sperandeo]]: uno dei contadini
*[[Salvatore Mignosi]]: uno dei contadini
;Requiem
*[[Pasquale Spadola]]: Il barone
*[[Angelo Mezzasalma]]: Il capitano dei carabinieri
*[[Bartalo Vindigni]]: Il becchino
;Colloquio con la madre
*[[Omero Antonutti]]: Luigi Pirandello
*[[Regina Bianchi]]: la madre di Pirandello
*[[Massimo Bonetti]]: Saro
*[[Giovanna Taviani]]: La madre di Pirandello, da giovane
|titoliepisodi =
*''L'altro figlio''
*''Mal di luna''
*''La giara''
*''Requiem''
*''Colloquio con la madre''
|note =
'''Musiche''': [[Nicola Piovani]]
}}
'''''Kaos''''', film del 1984, diviso in cinque episodi, ''L'altro figlio'', ''Mal di luna'', ''La giara'', ''Requiem'' e ''Colloquio con la madre'', regia dei [[Paolo e Vittorio Taviani|fratelli Taviani]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
… io dunque sono figlio del Caos; e non allegoricamente, ma in giusta realtà, perché sono nato in una nostra campagna, che trovasi presso un intricato bosco, denominato ''Càvusu'' dagli abitanti di Girgenti: corruzione dialettale del genuino e antico vocabolo greco ''Kàos''. Luigi Pirandello ('''testo in sovraimpressione''')
==''L'altro figlio''==
{{cronologico}}
*Cari figli miei è vostra madre che scrive a voi nella vostra bella terra d'oro da questa terra nostra di pianto. Oggi fanno quattordici anni che voi partiste e da quattordici anni vostra madre è sola e vi aspetta. {{NDR|Si rivolge a chi sta scrivendo la lettera}} ''Scrivisti''? {{NDR|Ritorna a dettare}} Domani un'altra comitiva di sventurati parte per le Americhe e a uno di loro al più svelto, al più cristiano, ci affiderò questa lettera, figli miei, perché li porti fino alle vostre mani. Dagli occhi lo sceglierò il portatore perché dagli occhi se riconosce il ''core'' degli uomini. {{NDR|Si vede che lo scrivente sta facendo degli scarabocchi}} Io non sono una che si lascia ingannare dalle parole per questo forse vi hanno detto che sono diventata matta. Non ci credete. Credete invece alle parole che questa brava picciotta sta scrivendo a voi per me. Figli miei... ('''Mariagrazia''')
*Dai orecchie a tutti, ma voce a pochi. Non spendere più della metà di quello che guadagni. Non ti permettere di fare prestiti. Non bere più di due bicchieri di vino al giorno. Fai l'uomo con le donne ma non sposare una straniera. Quando ti alzi prega, la mattina. ('''padre dell'emigrante''')
*{{NDR|Ruba dalle mani di Mariagrazia la lettera}} Se fossi un Re ecco cosa farei di queste lettere, di quelle che vanno e di quelle che vengono da laggiù, non le farei arrivare! Questa è inutile, l'hai detto tu, vecchia pazza! E quelle che arrivano sono maledette! Non dicono mai i guai laggiù che trovano. E come tante chiocce chiamano ''pio, pio, pio, pio'' i pulcini come voi... e se li portano via. {{NDR|Strappa la lettera e si rivolge al figlio}} Non mi scrivere mai tu. E voi tutti dimenticatevi di noi vecchi che lavoreremo la terra da soli. E delle vostre donne dimenticatevi che andranno a male! ('''padre dell'emigrante''')
*{{NDR|Ha scoperto che la lettere era piena di scarabocchi}} Sono contenta! I ''figghi mei'' mai mi dimenticarono. I figli mei, dottore, non mi hanno dimenticata. {{NDR|Si rivolge a chi ride}} Ora ''saccio'' perché non mi risposero: mai mi risposero perché mai ricevettero niente da me! ('''Mariagrazia''')
*'''Mariagrazia''': Vedete? Sudo freddo se mi parlate di quel figlio.<br />'''Dottore''': Ma perché? Che vi ha fatto?<br />'''Mariagrazia''': Oh, ''nente''. È bravo, rispettoso, onesto. <br />'''Dottore''': Non capisco perché non andate a vivere a casa sua.<br />'''Mariagrazia''': Perché io l'ho fatto, ma non è mio figlio.<br />'''Dottore''': Volete farmi credere di essere davvero matta?<br />'''Mariagrazia''': Certe cose Vossignoria non può neanche immaginarle.
==''Mal di luna''==
{{cronologico}}
*'''Batà''': Sono malato. Sono molto malato.<br />'''Sidora''': Ora me lo dite? Ora me lo dite!<br />'''Batà''': Non fare così, ho paura anch'io sai?<br />'''Sidora''': Aiuto...Aiuto... Che male? Che male?<br />'''Batà''': A luna!
*Ormai lo sanno tutti, Tita. {{NDR|il cavallo}} nostra è la colpa, nostra sia la pena. ('''Batà''')
*Mia madre da giovane andava per spighe. Quella volta la giornata non c'abbastò e continuò a lavorare per tutta la notte. A mia mi aveva lasciato tra le spighe al sereno, esposto alla luna. E io ci giocai ''ca bedda luna''. E la luna m'incantò. Ogni fatta di luna, il male mi ''ripigghia''. Ma è un male solo per me, basta che gli altri se ne guardano. Dura una notte sola e poi basta. Io stesso, mattino dopo, ho scordato tutto. Speravo che mia moglie fosse più coraggiosa, ma non lo è. ('''Batà''')
*La luna è capricciosa: non si affaccia mai dove si aspetta. Ma io e lei ci conosciamo bene. ('''Batà''')
==''La giara''==
{{cronologico}}
*Quell'annata era stata piena per gli ulivi a dispetto della nebbia che gli aveva oppressi fin al fiorire. C'era chi l'aveva previsto e si era fatto arrivare per il suo raccolto una giara, grande come una badessa, perché le vecchie di smalto non gli bastavano più. ('''Pirandello''')
*Vedi quella collina di carrubbi? È di Don Lollò. Passa alla collina ed arrivi alla masseria. È di Don Lollò. Poi passa la masseria e scendi fino al letto del fiume. È di Don Lollò. E poi passi il letto del fiume e sali l'altra collina, poi scendi al piano e lì c'è Don Lollò che ti aspetta. ('''Raccoglitore di olive''')
*Guarda quel bambino {{NDR|sta trasportando sulle spalle un sacco di olive}} Lui che non ha niente, ha davanti a sé ancora sessant'anni di vita. E io che ho tutta questa ''robba'' quante ne posso avere? Quindici, venti... {{NDR|passa il bambino davanti e gli fa lo sgambetto facendolo cadere con tutto il sacco}} ('''Don Lollò''')
*Povera giara mia, che ti hanno fatto? Invidia fu o infamità. ('''Don Lollò''')
*Non è la mia gobba che è larga, è la bocca della vostra giara che è stretta. ('''Zi' Dima''')
*E chi l'ha sequestrato? Si è sequestrato lui da sé. Eh, anzi...potrei citarlo per alloggio abusivo. Perché non gli manda lo sfratto, Avvocato? ('''Don Lollò''')
*'''Don Lollò''': Ci state bene nella mia giara, eh?<br />'''Zi' Dima''': Benone. Al fresco. Meglio di casa mia. Ci ho preso gusto.<br />'''Don Lollò''': Mi fa piacere, non per niente mi è costata quattro once e mezza. quanto credete che possa costare adesso?<br />'''Zi' Dima''': Con me qua dentro...
*Quant'è bella! {{NDR|la luna}} Oh, ma lo sai che mi sembra un secolo che non la vedo? Guardala! ('''Zi' Dima''')
*{{NDR|Guardando la luna piena}} ''Bedda la facci, | beddu lu visu, | bedda pariti in Paradiso. | Figghia, | mia figghia, | maccia di rosa, | lanci li passi | e ti saluta | Bedda la facci, | beddu lu visu, | bedda pariti in Paradiso. | Figghia, | mia figghia, | maccia di rosa, | chi liavi d'amuri 'n arriposa. | Figghia, | mia figghia, | maccia di rosa, | lanci li passi | e ti saluta. | Lanci li passi | e ti saluta.'' ('''Raccoglitore di olive 2''')
*Voi l'avete rotta e io ho vinto! ('''Zi' Dima''')
==''Requiem''==
{{cronologico}}
*Fino a quando il Signor Prefetto ''nun ci riceve, nun ci muoviamo da cca''. ('''Salvatore''')
*''Eccolo dà, nostru patre''. S'è fatto trasportare nel terreno che aveva scelto per sorgere il nostro campo santo, davanti la sua fossa. Vuole ''morere'' all'aperto in mezzo ai suoi ed essere sepolto sotto la sua erba. ('''Figlio del fondatore del paese Margarita''')
==''Colloquio con la madre''==
{{cronologico}}
*Avevo dormito sempre nei due giorni di viaggio per raggiungere la Sicilia dove non tornavo dalla morte di mia madre. qualcuno mi aveva mandato a chiamare: Non ero riuscito a capire bene chi, ma volentieri avevo lasciato la mia casa di Roma dove la pena di vivere mi era diventata insopportabile negli ultimi tempi. Il lavoro, i miei figli, i miei anni. Non so. Non voglio spiegare ciò che non si spiega. Strappato ora dal sonno mi domandavo se per caso ancora non dormissi. ('''Pirandello''')
*'''La madre di Pirandello''': Ti ho chiamato per dirti quello che non ho potuto per la tua lontananza prima di staccarmi dalla vita.<br />'''Pirandello''': Di essere forte vuoi dirmi, vero? Oggi come ieri, come sempre.<br />'''Pirandello''': Ridi di me, eh? <br />'''Pirandello''': Invece dimmelo mamma, ne ho bisogno. Per questo sono venuto.<br />'''Pirandello''': Rilassati, invece. Guarda che essere forti non significa dover vivere sempre così {{NDR|chiude la mano a pugno}} significa anche saper vivere così. {{NDR|apre la mano}}
*Vedi, Luigi, come il corpo si è eroso tutto. Per questo la morte è venuta. Doveva venire. ('''La madre di Pirandello''')
*Ma io piango per altro, mamma. Io piango perché tu non puoi più pensare a me. Quando stavi seduta qui in questo angolo, io dicevo: Se lei da lontano mi pensa, io sono vivo per lei e questo mi sosteneva, mi confortava. Ora che tu sei morta e non mi pensi più, io non sono più vivo per te. E non lo sarò mai più. ('''Pirandello''')
*Impara a guardare le [[oggetto|cose]] anche con gli occhi di quelli che non le vedono più. Ne proverai dolore certo, ma quel dolore te le renderà più sacre e più belle. Forse è solo per dirti questo che ti ho fatto venire sin qua. ('''La madre di Pirandello''')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film commedia drammatica]]
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Ross Brawn
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Danyele
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/* Citazioni di Ross Brawn */ +3
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text/x-wiki
[[File:FoS20162016 0625 115335AA (27290272374).jpg|thumb|Ross Brawn (2016)]]
'''Ross James Brawn''' (1954 – vivente), ingegnere e dirigente sportivo britannico.
==Citazioni di Ross Brawn==
*A quel tempo ero impegnato nello sviluppo della monoposto in galleria del vento. Avevamo la FW06 a fondo piatto ed avevamo la [[Williams FW07|FW07]] che racchiudeva tutte le conoscenze della Williams relativamente ad una vettura ad effetto suolo. La portammo a Londra, all'Imperial College, e la provammo nella galleria del vento. Tutti gli indicatori sembravano inceppati, bloccati. Noi li colpivamo con le dita, tanto per cercare di sbloccarli, quando capimmo che, in realtà, i valori che stava facendo segnare la monoposto non rientravano in quelli misurabili dagli strumenti. Fu incredibile constatare quale passo avanti facemmo passando dalla vettura a fondo piatto a quella ad effetto suolo.<ref>Citato in ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/f1-williams-fw07-la-prima-volta-di-frank-e-patrick F1 {{!}} Williams FW07, la prima volta di Frank e Patrick]'', ''formulapassion.it'', 15 febbraio 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Fernando Alonso]]}} È frustrante realizzare sempre che un talento di questo livello abbia vinto soltanto due titoli iridati.<ref>Citato in Marco Belloro, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-piloti/alonso-brawn-frustrante-due-soli-titoli-per-un-talento-cosi-alpine-qatar-renault-ferrari-hamilton-vettel-594568.html Alonso, Brawn: "Frustrante due soli titoli per un talento così"]'', ''formulapassion.it'', 23 novembre 2021.</ref>
*Per me, [[Michael Schumacher|Michael]] è il migliore di tutti. [...] Ha giocato un ruolo fondamentale nel plasmare le squadre di Benetton e Ferrari. Ti lasci trasportare dal suo entusiasmo. Sai che non vuoi deluderlo e così fanno tutti nel team. La sua fame di successo ha motivato le persone.<ref>Da un'intervista a ''speedweek.com''; citato in Luca Manacorda, ''[https://www.motorbox.com/auto/sport/f1/news/brawn-symonds-cosa-rendeva-speciale-schumacher L'uomo squadra Schumacher batte Hamilton]'', ''motorbox.com'', 29 dicembre 2020.</ref>
*[...] quello che voglio vedere è un regolamento che dia libertà alle innovazioni, alle idee, all'ispirazione dei tecnici. La [[Formula 1|F1]] ha bisogno di questo, altrimenti la sola alternativa è avere pezzi standard. Bisogna premiare le soluzioni più intelligenti: fa parte dell'essenza della F1.<ref name="Quattroruote"/>
*Sono sempre innamorato della [[Scuderia Ferrari|Ferrari]]. È una squadra favolosa, con una grande storia, unica nelle corse. Ho vissuto in [[Italia]], dove ho sempre una casa e dove torno volentieri per una vacanza, anche se non parlo ancora bene la vostra lingua. Ma... sono rimasto a Maranello dieci anni. Tanti. Non ho trovato motivi per restarvi oltre. Mi piacciono le sfide, mi piace essere coinvolto in progetti ambiziosi. Ho trascorso anni eccezionali alla Ferrari, ma a un certo punto ho deciso che dieci anni erano abbastanza. Che si era chiuso un ciclo e che avevo bisogno di nuovi stimoli e motivazioni.<ref name="Quattroruote">Da ''Quattroruote'', giugno 2009; citato in ''[https://www.quattroruote.it/news/industria/2009/05/22/10_domande_a____ross_brawn.html 10 domande a... Ross Brawn]'', ''quattroruote.it'', 22 maggio 2009.</ref>
{{Int|''Come vincere con o senza Schummy''|Intervista di [[Giorgio Piola]], ''Autosprint'' nº 45, 7-13 novembre 1995, pp. 18-21.}}
*{{NDR|Sulla [[Benetton B195]]}} Quest'anno ci siamo ritrovati con una monoposto che di sicuro non era la miglior Benetton uscita dalla nostra factory. Tuttavia non abbiamo fatto rivoluzioni. Le novità sono state introdotte soltanto quando avevano superato ampiamente il collaudo delle prove private. Bisogna rilevare che la situazione risulta molto diversa se si è davanti oppure se si deve inseguire. All'inizio della stagione la Williams era più competitiva, ed è tornata ad esserlo [...] dal [...] Portogallo, almeno in condizioni da qualifica, però siamo riusciti ad essere affidabili e questo, soprattutto ad inizio anno, ci ha permesso di accumulare un buon vantaggio.
*La tattica di gara è frutto di un lungo lavoro collettivo, che inizia in fabbrica prima di partire per i campi di gara. Viene poi verificata durante le prove e praticamente fissata sabato sera nella lunga riunione dopo l'ultimo turno di qualifica. [...] Una volta che si accende il verde in gara, solo una persona ha la parola per operare variazioni alla tattica studiata [...]. Quella persona sono io e nessun altro. Il pilota non può avere una visione completa della situazione in gara, può fornire una indicazione precisa e determinante, ma poi deve essere un singolo elemento a decidere, in fretta ed in base all'esperienza accumulata.
*In una [[Squadra (sport)|squadra]] ognuno deve dare il proprio contributo ed ognuno deve prendersi le proprie responsabilità, senza scavalcare le persone che lo circondano. Il merito dei successi è diviso così fra tutti, non vi è un solo segreto dietro le [...] vittorie. Il mio compito è quello di amalgamare fra di loro tutte le varie individualità.
==Citazioni su Ross Brawn==
*Ross non era un direttore tecnico: era l'autorità tecnica. ([[Andrea Stella (ingegnere)|Andrea Stella]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Brawn, Ross}}
[[Categoria:Dirigenti sportivi britannici]]
[[Categoria:Ingegneri britannici]]
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Hellraiser 5: Inferno
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo italiano = Hellraiser 5: Inferno
|titolo originale = Hellraiser: Inferno
|paese = [[Stati Uniti d'America]]
|anno uscita = [[2000]]
|genere = Horror
|regista = [[Scott Derrickson]]
|soggetto = [[Paul Harris Boardman]], [[Scott Derrickson]]
|sceneggiatore = [[Paul Harris Boardman]]
|attori =
*[[Doug Bradley]]: [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]]
*[[Craig Sheffer]]: Detective Joseph Thorne
*[[Nicholas Turturro]]: Tony Nenonen
*[[James Remar]]: Dottor Paul Gregory
*[[Nicholas Sadler]]: Bernie
*[[Noelle Evans]]: Melanie Thorne
*[[Lindsay Taylor (attrice)|Lindsay Taylor]]: Chloe Thorne
*[[Sasha Barrese]]: Daphne Sharp
*[[Matt George]]: Leon Gaultier
*[[Michael Shamus Wiles]]: Mr. Parmagi
|doppiatori italiani =
*[[Roberto Pedicini]]: Pinhead
*[[Gaetano Varcasia]]: Detective Joseph Thorne
*[[Fabio Boccanera]]: Tony Nenonen
*[[Christian Iansante]]: Bernie
}}
'''''Hellraiser 5: Inferno''''', film horror statunitense del 2000, regia di [[Scott Derrickson]].
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Joseph Thorne''': Chi sei tu?<br>'''Pinhead''': Chi sono? O che cosa sono? Non è certo affar tuo. Io non sono l'assassino. Per trovarlo dovrai tornare nel luogo in cui tutto è iniziato. Torna lì, Joseph. Torna a casa adesso.
*'''Joseph Thorne''': ''Perché?!''<br>'''Pinhead''': Tutto un puzzle, non è vero, Joseph? O magari come una partita [[scacchi]]. I pezzi si muovono in modo apparentemente scoordinato, ma in realtà hanno tutti un singolo obiettivo: uccidere il [[re (scacchi)|re]]. Chi è il re in questo gioco, Joseph? È questa la domanda che ora devi porre a te stesso. Non riconosci forse la tua stessa carne e il tuo stesso spirito?<br>'''Joseph Thorne''': Io non capisco!<br>'''Pinhead''': Ah, ecco l'eterno dilemma dell'umanità. Adducendo l'[[ignoranza]], mendicate pietà: "Per favore, aiutatemi! Io non riesco a capire". No, questa è la vita che tu hai scelto, Joseph. Queste sono tutte le persone a cui hai fatto del male, tutti gli istinti che hai soddisfatto. Sei riuscito a distruggere la tua stessa innocenza. Hai permesso che la tua carne consumasse il tuo spirito. Sei tu il tuo re, e questo qui è solo l'inferno che hai creato per te stesso.<br>'''Joseph Thorne''': No... No!<br>'''Pinhead''': La tua carne ora sta uccidendo il tuo spirito.<br>'''Joseph Thorne''': ''No!!!''<br>'''Pinhead''': È inutile, Joseph. È così. Tu ormai hai rinunciato a te stesso. A questo punto, è rimasto un dito soltanto, un'ultima morte alla fine di tutto. Benvenuto all'Inferno.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
'''Joseph Thorne (voce narrante)''': Ho sempre vissuto in un mondo concreto. Immerso in una realtà che credevo di conoscere. Allora era convinto di essere il fulcro di tutto. Così com'ero certo di conoscere tutte le risposte. Ma adesso ho dovuto affrontare la realtà del male che ho arrecato a tutte le persone che mi circondavano e di conseguenza ciò che ho fatto anche a me stesso. Mi sono trovato davanti tutti i miei [[Cenobiti|demoni]]. E a questo punto... la mia unica certezza è che dovrò convivere per sempre con loro.<br>'''Joseph Thorne''': ''No!!!''
==Citazioni su ''Hellraiser 5: Inferno''==
*Al contrario del solito ho ricevuto con molto anticipo il copione dalla Dimension Films, accompagnato da una nota criptica che diceva all’incirca «Ecco il copione, leggilo. Se vuoi fare di nuovo Pinhead va bene, altrimenti non c’è problema». Parole molto strane! Iniziando a leggere la mia impressione è stata molto positiva. Mi piaceva che la storia iniziasse senza alcun riferimento che facesse pensare ad un film di Hellraiser, e quindi non importava se non conoscevi gli elementi della serie. Poi arriva la prima scena del crimine e, se sei uno che ha seguito la serie, ti basta un’occhiata per capire tutto quello che inizia a succedere da quel punto in poi. Pensai che fosse una scelta azzeccata. ([[Doug Bradley]])
*La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''[[Allucinazione perversa]]'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Seguito di ''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]'', riporta la serie nel contemporaneo dopo le incompiute stranezze dell'episodio precedente. Questa volta il timone è nelle mani di Scott Derrickson (''[[The Exorcism of Emily Rose]]''), che tenta con discreta efficacia la carta del noir, mettendo in scena un poliziotto alla Ellroy, duro e compromesso con il Male, con una vita privata a pezzi e una grande difficoltà a mantenerla in asse. L'intreccio – con un misterioso assassino seriale chiamato l'Ingegnere e un bambino scomparso – è interessante, ma il problema è che il film appartiene alla serie di ''Hellraiser'' e quindi il mistero è solo relativo: si intuisce subito dove si andrà a parare e il fatto che ci si incammini solo a film ioltrato non migliora le cose. La transizione da noir a horror infatti provoca uno scadimento, anche se la vicenda si mantiene interessante e il personaggio principale, ben interpretato da Craig Sheffer, funge da traghettatore da un'anima all'altra della storia. (''[[Dizionario dei film horror]]'')
==Altri progetti==
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{{Hellraiser}}
[[Categoria:Film di Hellraiser|Inferno]]
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{{Film
|titolo italiano = Hellraiser 5: Inferno
|titolo originale = Hellraiser: Inferno
|paese = [[Stati Uniti d'America]]
|anno uscita = [[2000]]
|genere = Horror
|regista = [[Scott Derrickson]]
|soggetto = [[Paul Harris Boardman]], [[Scott Derrickson]]
|sceneggiatore = [[Paul Harris Boardman]]
|attori =
*[[Doug Bradley]]: [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]]
*[[Craig Sheffer]]: Detective Joseph Thorne
*[[Nicholas Turturro]]: Tony Nenonen
*[[James Remar]]: Dottor Paul Gregory
*[[Nicholas Sadler]]: Bernie
*[[Noelle Evans]]: Melanie Thorne
*[[Lindsay Taylor (attrice)|Lindsay Taylor]]: Chloe Thorne
*[[Sasha Barrese]]: Daphne Sharp
*[[Matt George]]: Leon Gaultier
*[[Michael Shamus Wiles]]: Mr. Parmagi
|doppiatori italiani =
*[[Roberto Pedicini]]: Pinhead
*[[Gaetano Varcasia]]: Detective Joseph Thorne
*[[Fabio Boccanera]]: Tony Nenonen
*[[Christian Iansante]]: Bernie
}}
'''''Hellraiser 5: Inferno''''', film horror statunitense del 2000, regia di [[Scott Derrickson]].
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Joseph Thorne''': Chi sei tu?<br>'''Pinhead''': Chi sono? O che cosa sono? Non è certo affar tuo. Io non sono l'assassino. Per trovarlo dovrai tornare nel luogo in cui tutto è iniziato. Torna lì, Joseph. Torna a casa adesso.
*'''Joseph Thorne''': ''Perché?!''<br>'''Pinhead''': Tutto un puzzle, non è vero, Joseph? O magari come una partita [[scacchi]]. I pezzi si muovono in modo apparentemente scoordinato, ma in realtà hanno tutti un singolo obiettivo: uccidere il [[re (scacchi)|re]]. Chi è il re in questo gioco, Joseph? È questa la domanda che ora devi porre a te stesso. Non riconosci forse la tua stessa carne e il tuo stesso spirito?<br>'''Joseph Thorne''': Io non capisco!<br>'''Pinhead''': Ah, ecco l'eterno dilemma dell'umanità. Adducendo l'[[ignoranza]], mendicate pietà: "Per favore, aiutatemi! Io non riesco a capire". No, questa è la vita che tu hai scelto, Joseph. Queste sono tutte le persone a cui hai fatto del male, tutti gli istinti che hai soddisfatto. Sei riuscito a distruggere la tua stessa innocenza. Hai permesso che la tua carne consumasse il tuo spirito. Sei tu il tuo re, e questo qui è solo l'inferno che hai creato per te stesso.<br>'''Joseph Thorne''': No... No!<br>'''Pinhead''': La tua carne ora sta uccidendo il tuo spirito.<br>'''Joseph Thorne''': ''No!!!''<br>'''Pinhead''': È inutile, Joseph. È così. Tu ormai hai rinunciato a te stesso. A questo punto, è rimasto un dito soltanto, un'ultima morte alla fine di tutto. Benvenuto all'Inferno.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
'''Joseph Thorne (voce narrante)''': Ho sempre vissuto in un mondo concreto. Immerso in una realtà che credevo di conoscere. Allora era convinto di essere il fulcro di tutto. Così com'ero certo di conoscere tutte le risposte. Ma adesso ho dovuto affrontare la realtà del male che ho arrecato a tutte le persone che mi circondavano e di conseguenza ciò che ho fatto anche a me stesso. Mi sono trovato davanti tutti i miei [[Cenobiti (Hellraiser)|demoni]]. E a questo punto... la mia unica certezza è che dovrò convivere per sempre con loro.<br>'''Joseph Thorne''': ''No!!!''
==Citazioni su ''Hellraiser 5: Inferno''==
*Al contrario del solito ho ricevuto con molto anticipo il copione dalla Dimension Films, accompagnato da una nota criptica che diceva all’incirca «Ecco il copione, leggilo. Se vuoi fare di nuovo Pinhead va bene, altrimenti non c’è problema». Parole molto strane! Iniziando a leggere la mia impressione è stata molto positiva. Mi piaceva che la storia iniziasse senza alcun riferimento che facesse pensare ad un film di Hellraiser, e quindi non importava se non conoscevi gli elementi della serie. Poi arriva la prima scena del crimine e, se sei uno che ha seguito la serie, ti basta un’occhiata per capire tutto quello che inizia a succedere da quel punto in poi. Pensai che fosse una scelta azzeccata. ([[Doug Bradley]])
*La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''[[Allucinazione perversa]]'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Seguito di ''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]'', riporta la serie nel contemporaneo dopo le incompiute stranezze dell'episodio precedente. Questa volta il timone è nelle mani di Scott Derrickson (''[[The Exorcism of Emily Rose]]''), che tenta con discreta efficacia la carta del noir, mettendo in scena un poliziotto alla Ellroy, duro e compromesso con il Male, con una vita privata a pezzi e una grande difficoltà a mantenerla in asse. L'intreccio – con un misterioso assassino seriale chiamato l'Ingegnere e un bambino scomparso – è interessante, ma il problema è che il film appartiene alla serie di ''Hellraiser'' e quindi il mistero è solo relativo: si intuisce subito dove si andrà a parare e il fatto che ci si incammini solo a film ioltrato non migliora le cose. La transizione da noir a horror infatti provoca uno scadimento, anche se la vicenda si mantiene interessante e il personaggio principale, ben interpretato da Craig Sheffer, funge da traghettatore da un'anima all'altra della storia. (''[[Dizionario dei film horror]]'')
==Altri progetti==
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Revert. Per piacere non ricominciamo, grazie
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|titolo italiano = Hellraiser 5: Inferno
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|genere = Horror
|regista = [[Scott Derrickson]]
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*[[Doug Bradley]]: [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]]
*[[Craig Sheffer]]: Detective Joseph Thorne
*[[Nicholas Turturro]]: Tony Nenonen
*[[James Remar]]: Dottor Paul Gregory
*[[Nicholas Sadler]]: Bernie
*[[Noelle Evans]]: Melanie Thorne
*[[Lindsay Taylor (attrice)|Lindsay Taylor]]: Chloe Thorne
*[[Sasha Barrese]]: Daphne Sharp
*[[Matt George]]: Leon Gaultier
*[[Michael Shamus Wiles]]: Mr. Parmagi
|doppiatori italiani =
*[[Roberto Pedicini]]: Pinhead
*[[Gaetano Varcasia]]: Detective Joseph Thorne
*[[Fabio Boccanera]]: Tony Nenonen
*[[Christian Iansante]]: Bernie
}}
'''''Hellraiser 5: Inferno''''', film horror statunitense del 2000, regia di [[Scott Derrickson]].
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Joseph Thorne''': Chi sei tu?<br>'''Pinhead''': Chi sono? O che cosa sono? Non è certo affar tuo. Io non sono l'assassino. Per trovarlo dovrai tornare nel luogo in cui tutto è iniziato. Torna lì, Joseph. Torna a casa adesso.
*'''Joseph Thorne''': ''Perché?!''<br>'''Pinhead''': Tutto un puzzle, non è vero, Joseph? O magari come una partita [[scacchi]]. I pezzi si muovono in modo apparentemente scoordinato, ma in realtà hanno tutti un singolo obiettivo: uccidere il [[re (scacchi)|re]]. Chi è il re in questo gioco, Joseph? È questa la domanda che ora devi porre a te stesso. Non riconosci forse la tua stessa carne e il tuo stesso spirito?<br>'''Joseph Thorne''': Io non capisco.<br>'''Pinhead''': Ah, ecco l'eterno dilemma dell'umanità. Adducendo l'[[ignoranza]], mendicate pietà: "Per favore, aiutatemi! Io non riesco a capire". No, questa è la vita che tu hai scelto, Joseph. Queste sono tutte le persone a cui hai fatto del male, tutti gli istinti che hai soddisfatto. Sei riuscito a distruggere la tua stessa innocenza. Hai permesso che la tua carne consumasse il tuo spirito. Sei tu il tuo re, e questo qui è solo l'inferno che hai creato per te stesso.<br>'''Joseph Thorne''': No... No!<br>'''Pinhead''': La tua carne ora sta uccidendo il tuo spirito.<br>'''Joseph Thorne''': ''No!!!''<br>'''Pinhead''': È inutile, Joseph. È così. Tu ormai hai rinunciato a te stesso. A questo punto, è rimasto un dito soltanto, un'ultima morte alla fine di tutto. Benvenuto all'Inferno.
==Citazioni su ''Hellraiser 5: Inferno''==
*Al contrario del solito ho ricevuto con molto anticipo il copione dalla Dimension Films, accompagnato da una nota criptica che diceva all’incirca «Ecco il copione, leggilo. Se vuoi fare di nuovo Pinhead va bene, altrimenti non c’è problema». Parole molto strane! Iniziando a leggere la mia impressione è stata molto positiva. Mi piaceva che la storia iniziasse senza alcun riferimento che facesse pensare ad un film di Hellraiser, e quindi non importava se non conoscevi gli elementi della serie. Poi arriva la prima scena del crimine e, se sei uno che ha seguito la serie, ti basta un’occhiata per capire tutto quello che inizia a succedere da quel punto in poi. Pensai che fosse una scelta azzeccata. ([[Doug Bradley]])
*La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''[[Allucinazione perversa]]'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Seguito di ''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]'', riporta la serie nel contemporaneo dopo le incompiute stranezze dell'episodio precedente. Questa volta il timone è nelle mani di Scott Derrickson (''[[The Exorcism of Emily Rose]]''), che tenta con discreta efficacia la carta del noir, mettendo in scena un poliziotto alla Ellroy, duro e compromesso con il Male, con una vita privata a pezzi e una grande difficoltà a mantenerla in asse. L'intreccio – con un misterioso assassino seriale chiamato l'Ingegnere e un bambino scomparso – è interessante, ma il problema è che il film appartiene alla serie di ''Hellraiser'' e quindi il mistero è solo relativo: si intuisce subito dove si andrà a parare e il fatto che ci si incammini solo a film ioltrato non migliora le cose. La transizione da noir a horror infatti provoca uno scadimento, anche se la vicenda si mantiene interessante e il personaggio principale, ben interpretato da Craig Sheffer, funge da traghettatore da un'anima all'altra della storia. (''[[Dizionario dei film horror]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film di Hellraiser|Inferno]]
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Elisabetta di Wied
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Gaux
18878
/* Citazioni su Elisabetta di Wied */ Bruto Amante
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Elizabeth Queen of Romania.jpg|thumb|Elisabetta di Wied (1882)]]
'''Elisabetta di Wied''', nota anche con lo pseudonimo di '''Carmen Sylva''' (1843 – 1916), moglie di Carlo I di Romania e regina consorte.
==Citazioni su Elisabetta di Wied==
*A tout seigneur tout honneur!<br>Quella donna augusta e gentile, che nel nome della carità assicurò all'arte i costumi pittoreschi romeni, ricercandoli tra i monti e le vallate de' [[Carpazi]], da queste stesse indagini trasse alte ispirazioni per dettare belle poesie, novelle appassionate e pensieri originali. ([[Bruto Amante]])
*La {{sic|coltura}} di Carmen Sylva, specialmente se si considerano le abitudini del tempo, può dirsi maschile, anzi di più si può affermare che pochi, anche tra gli uomini delle classi elevate, ebbero la fortuna di una istruzione cosi seria; giacché ella studiò, oltre alle principali lingue moderne, le antiche, era entusiasta per le matematiche e la fisica e più tardi si rivolse alle scienze storiche e filosofiche e si occupò con amore nello studio della letteratura universale; tuttavia a {{sic|dicianove}} anni non aveva letto un romanzo. ([[Emma Boghen Conigliani]])
*Ispirandosi alle forme ingenue della poesia popolare, scrisse versi ella stessa, e cantò soprattutto il suo inconsolabile dolore per la perdita dell'unica figlioletta Maria. La sua poesia è sostenuta da una poetica di ispirazione romantica, di quello stile, languido e fumoso, che ispirò il secondo romanticismo. (''[[Dizionario universale della letteratura contemporanea]]'')
*Varia e vastissima è l'opera sua di poeta: dalle sue traduzioni tedesche di poesie rumene, ai poemi ''La Maga, Iehova'' che racconta l'antica leggenda dell'[[Ebreo errante|Ebreo Errante]] ed è ispirato dal concetto dell'assorbimento d'ogni vita in Dio; dai poemetti ''Saffo'', ''Hammerstein'', ''Sulle acque'', ''Naufragio'' ai melodrammi ''Neaga'', ''Una prece''; dai melodrammi alle varie raccolta di poesie, ''Ballate e romanze'', ''Tempeste'', ''Altezze ed abissi'', ''Saggezza mondana'', ''La madre e il figlio''; dalle poesie varie, alla tragedia ''Ullranda'', al dramma ''Marioara'', è una catena non interrotta di lavori graziosi o belli. ([[Emma Boghen Conigliani]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Drammaturghi rumeni]]
[[Categoria:Poeti rumeni]]
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/* Citazioni su Elisabetta di Wied */ altra di Bruto Amante
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[[File:Elizabeth Queen of Romania.jpg|thumb|Elisabetta di Wied (1882)]]
'''Elisabetta di Wied''', nota anche con lo pseudonimo di '''Carmen Sylva''' (1843 – 1916), moglie di Carlo I di Romania e regina consorte.
==Citazioni su Elisabetta di Wied==
*A tout seigneur tout honneur!<br>Quella donna augusta e gentile, che nel nome della carità assicurò all'arte i costumi pittoreschi romeni, ricercandoli tra i monti e le vallate de' [[Carpazi]], da queste stesse indagini trasse alte ispirazioni per dettare belle poesie, novelle appassionate e pensieri originali. ([[Bruto Amante]])
*La {{sic|coltura}} di Carmen Sylva, specialmente se si considerano le abitudini del tempo, può dirsi maschile, anzi di più si può affermare che pochi, anche tra gli uomini delle classi elevate, ebbero la fortuna di una istruzione cosi seria; giacché ella studiò, oltre alle principali lingue moderne, le antiche, era entusiasta per le matematiche e la fisica e più tardi si rivolse alle scienze storiche e filosofiche e si occupò con amore nello studio della letteratura universale; tuttavia a {{sic|dicianove}} anni non aveva letto un romanzo. ([[Emma Boghen Conigliani]])
*Ispirandosi alle forme ingenue della poesia popolare, scrisse versi ella stessa, e cantò soprattutto il suo inconsolabile dolore per la perdita dell'unica figlioletta Maria. La sua poesia è sostenuta da una poetica di ispirazione romantica, di quello stile, languido e fumoso, che ispirò il secondo romanticismo. (''[[Dizionario universale della letteratura contemporanea]]'')
*Non è la regina, che dall'alto del soglio guarda con benevolenza e con sorriso le diverse classi sociali nelle varie manifestazioni della vita; essa stessa si confonde con queste varie classi, specie colle più neglette e rivolge gli occhi al trono con una specie di triste, di ironico sorriso. ([[Bruto Amante]])
*Varia e vastissima è l'opera sua di poeta: dalle sue traduzioni tedesche di poesie rumene, ai poemi ''La Maga, Iehova'' che racconta l'antica leggenda dell'[[Ebreo errante|Ebreo Errante]] ed è ispirato dal concetto dell'assorbimento d'ogni vita in Dio; dai poemetti ''Saffo'', ''Hammerstein'', ''Sulle acque'', ''Naufragio'' ai melodrammi ''Neaga'', ''Una prece''; dai melodrammi alle varie raccolta di poesie, ''Ballate e romanze'', ''Tempeste'', ''Altezze ed abissi'', ''Saggezza mondana'', ''La madre e il figlio''; dalle poesie varie, alla tragedia ''Ullranda'', al dramma ''Marioara'', è una catena non interrotta di lavori graziosi o belli. ([[Emma Boghen Conigliani]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Drammaturghi rumeni]]
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Giulia Gonzaga
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/* Citazioni su Giulia Gonzaga */ Bruto Amante
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[[File:Guilia Gonzaga 1535 mourning.jpg|thumb|''Giulia Gonzaga'']]
'''Giulia Gonzaga''' (1513 – 1566), nobildonna, letterata e mecenate italiana.
==Citazioni su Giulia Gonzaga==
*''Donna real, la cui beltà infinita | formò di propria man l'alto Fattore, | perch'accese di suo gentil ardore, | volgeste l'alme alla beata vita, || la cui grazia divina ognun'invita | all'opre degne di perpetuo onore; | ne' cui lumi sereni onesto amore | per un raro miracolo s'addita; || virtù, senno, valore e gentilezza | vanno con voi, come col giorno il sole; | o siccome col ciel le stelle ardenti: || l'andar celeste, il riso e le parole | piene d'alti intelletti e di dolcezza, | son di vostra beltà ricchi ornamenti.'' ([[Bernardo Tasso]])
*Giulia Gonzaga, educata {{sic|finamente}}, conscia d'appartenere ad una delle più antiche e più onorate case d'Italia, famosa per la sua bellezza, ebbe della vita, de' fini e dei rapporti di essa un sentimento altissimo. La coscienza e forse l'orgoglio di tutto ciò dovettero formarne un'anima ideale, un'anima, che mirava ad avere nel mondo la più elevata estimazione, sì che a lei crescesse, non diminuisse il patrimonio di glorie e di memorie. Si sentì regina tra i suoi cortigiani e volle sempre più innalzare questo piedistallo di dominatrice, mostrandosi, come tra le nubi, a' suoi adoratori. Solo così è spiegabile il fatto che lieta, come pare, ella accettasse, nell'età di 14 anni, la mano di Vespasiano Colonna, il quale era più che quarantenne, vedovo con prole, storpio, di viso e di figura tutt'altro che seducente! Ma era pure il figlio di uno de' maggiori capitani del tempo; era egli stesso intrepido e audace; la bruttezza del viso rispecchiava quelle qualità di fierezza e di coraggio, che ad uno spirito esaltato del bello e del grande non potevano non occupare la mente e giungere al cuore. ([[Bruto Amante]])
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Gonzaga, Giulia}}
[[Categoria:Aristocratici italiani]]
[[Categoria:Letterati italiani]]
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/* Citazioni su Giulia Gonzaga */ wlink e NDR
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[[File:Guilia Gonzaga 1535 mourning.jpg|thumb|''Giulia Gonzaga'']]
'''Giulia Gonzaga''' (1513 – 1566), nobildonna, letterata e mecenate italiana.
==Citazioni su Giulia Gonzaga==
*''Donna real, la cui beltà infinita | formò di propria man l'alto Fattore, | perch'accese di suo gentil ardore, | volgeste l'alme alla beata vita, || la cui grazia divina ognun'invita | all'opre degne di perpetuo onore; | ne' cui lumi sereni onesto amore | per un raro miracolo s'addita; || virtù, senno, valore e gentilezza | vanno con voi, come col giorno il sole; | o siccome col ciel le stelle ardenti: || l'andar celeste, il riso e le parole | piene d'alti intelletti e di dolcezza, | son di vostra beltà ricchi ornamenti.'' ([[Bernardo Tasso]])
*Giulia Gonzaga, educata {{sic|finamente}}, conscia d'appartenere ad una delle più antiche e più onorate case d'Italia, famosa per la sua bellezza, ebbe della vita, de' fini e dei rapporti di essa un sentimento altissimo. La coscienza e forse l'orgoglio di tutto ciò dovettero formarne un'anima ideale, un'anima, che mirava ad avere nel mondo la più elevata estimazione, sì che a lei crescesse, non diminuisse il patrimonio di glorie e di memorie. Si sentì regina tra i suoi cortigiani e volle sempre più innalzare questo piedistallo di dominatrice, mostrandosi, come tra le nubi, a' suoi adoratori. Solo così è spiegabile il fatto che lieta, come pare, ella accettasse, nell'età di 14 anni, la mano di [[Vespasiano Colonna]], il quale era più che quarantenne, vedovo con prole, storpio, di viso e di figura tutt'altro che seducente! Ma era pure il figlio di {{NDR|[[Prospero Colonna (condottiero)|Prospero]]}} uno de' maggiori capitani del tempo; era egli stesso intrepido e audace; la bruttezza del viso rispecchiava quelle qualità di fierezza e di coraggio, che ad uno spirito esaltato del bello e del grande non potevano non occupare la mente e giungere al cuore. ([[Bruto Amante]])
==Altri progetti==
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Bruto Amante: la castità di Giulia
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[[File:Guilia Gonzaga 1535 mourning.jpg|thumb|''Giulia Gonzaga'']]
'''Giulia Gonzaga''' (1513 – 1566), nobildonna, letterata e mecenate italiana.
==Citazioni su Giulia Gonzaga==
*''Donna real, la cui beltà infinita | formò di propria man l'alto Fattore, | perch'accese di suo gentil ardore, | volgeste l'alme alla beata vita, || la cui grazia divina ognun'invita | all'opre degne di perpetuo onore; | ne' cui lumi sereni onesto amore | per un raro miracolo s'addita; || virtù, senno, valore e gentilezza | vanno con voi, come col giorno il sole; | o siccome col ciel le stelle ardenti: || l'andar celeste, il riso e le parole | piene d'alti intelletti e di dolcezza, | son di vostra beltà ricchi ornamenti.'' ([[Bernardo Tasso]])
*Giulia Gonzaga, educata {{sic|finamente}}, conscia d'appartenere ad una delle più antiche e più onorate case d'Italia, famosa per la sua bellezza, ebbe della vita, de' fini e dei rapporti di essa un sentimento altissimo. La coscienza e forse l'orgoglio di tutto ciò dovettero formarne un'anima ideale, un'anima, che mirava ad avere nel mondo la più elevata estimazione, sì che a lei crescesse, non diminuisse il patrimonio di glorie e di memorie. Si sentì regina tra i suoi cortigiani e volle sempre più innalzare questo piedistallo di dominatrice, mostrandosi, come tra le nubi, a' suoi adoratori. Solo così è spiegabile il fatto che lieta, come pare, ella accettasse, nell'età di 14 anni, la mano di [[Vespasiano Colonna]], il quale era più che quarantenne, vedovo con prole, storpio, di viso e di figura tutt'altro che seducente! Ma era pure il figlio di {{NDR|[[Prospero Colonna (condottiero)|Prospero]]}} uno de' maggiori capitani del tempo; era egli stesso intrepido e audace; la bruttezza del viso rispecchiava quelle qualità di fierezza e di coraggio, che ad uno spirito esaltato del bello e del grande non potevano non occupare la mente e giungere al cuore. ([[Bruto Amante]])
*La fiera leggenda {{NDR|della sua [[castità]]}}, {{sic|dalla}} quale teste ho fatto cenno, è la seguente. Quando i turchi, presa Fondi nel 1534 penetrarono nel castello per rapire la bella dama, oggetto immediato o mediato della spedizione, un cameriere corse ad avvertire Giulia del pericolo imminente. Questa si precipitò dal letto e ignuda, com'era, corse alla finestra, donde si calò, o fu anche aiutata a calare dal servo nel giardino per darsi alla fuga. Scacciati poi i turchi da Fondi, Giulia, fece uccidere il servo salvatore, affinché, come nessuno al mondo, così neppure egli potesse un giorno raccontare di averla mirata o ammirata nella sua nudità o potesse vantarsi di avere toccato quel corpo che si era sottratto perfino a' diritti del marito. ([[Bruto Amante]])
==Altri progetti==
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[[File:Guilia Gonzaga 1535 mourning.jpg|thumb|''Giulia Gonzaga'']]
'''Giulia Gonzaga''' (1513 – 1566), nobildonna, letterata e mecenate italiana.
==Citazioni su Giulia Gonzaga==
*''Donna real, la cui beltà infinita | formò di propria man l'alto Fattore, | perch'accese di suo gentil ardore, | volgeste l'alme alla beata vita, || la cui grazia divina ognun'invita | all'opre degne di perpetuo onore; | ne' cui lumi sereni onesto amore | per un raro miracolo s'addita; || virtù, senno, valore e gentilezza | vanno con voi, come col giorno il sole; | o siccome col ciel le stelle ardenti: || l'andar celeste, il riso e le parole | piene d'alti intelletti e di dolcezza, | son di vostra beltà ricchi ornamenti.'' ([[Bernardo Tasso]])
*Giulia Gonzaga, educata {{sic|finamente}}, conscia d'appartenere ad una delle più antiche e più onorate case d'Italia, famosa per la sua bellezza, ebbe della vita, de' fini e dei rapporti di essa un sentimento altissimo. La coscienza e forse l'orgoglio di tutto ciò dovettero formarne un'anima ideale, un'anima, che mirava ad avere nel mondo la più elevata estimazione, sì che a lei crescesse, non diminuisse il patrimonio di glorie e di memorie. Si sentì regina tra i suoi cortigiani e volle sempre più innalzare questo piedistallo di dominatrice, mostrandosi, come tra le nubi, a' suoi adoratori. Solo così è spiegabile il fatto che lieta, come pare, ella accettasse, nell'età di 14 anni, la mano di [[Vespasiano Colonna]], il quale era più che quarantenne, vedovo con prole, storpio, di viso e di figura tutt'altro che seducente! Ma era pure il figlio di {{NDR|[[Prospero Colonna (condottiero)|Prospero]]}} uno de' maggiori capitani del tempo; era egli stesso intrepido e audace; la bruttezza del viso rispecchiava quelle qualità di fierezza e di coraggio, che ad uno spirito esaltato del bello e del grande non potevano non occupare la mente e giungere al cuore. ([[Bruto Amante]])
*La fiera leggenda {{NDR|della sua [[castità]]}}, {{sic|dalla}} quale teste ho fatto cenno, è la seguente. Quando i turchi, presa Fondi nel 1534 penetrarono nel castello per rapire la bella dama, oggetto immediato o mediato della spedizione, un cameriere corse ad avvertire Giulia del pericolo imminente. Questa si precipitò dal letto e ignuda, com'era, corse alla finestra, donde si calò, o fu anche aiutata a calare dal servo nel giardino per darsi alla fuga. Scacciati poi i turchi da Fondi, Giulia, fece uccidere il servo salvatore, affinché, come nessuno al mondo, così neppure egli potesse un giorno raccontare di averla mirata o ammirata nella sua nudità o potesse vantarsi di avere toccato quel corpo che si era sottratto perfino a' diritti del marito. ([[Bruto Amante]])
==Altri progetti==
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[[File:Guilia Gonzaga 1535 mourning.jpg|thumb|''Giulia Gonzaga'']]
'''Giulia Gonzaga''' (1513 – 1566), nobildonna, letterata e mecenate italiana.
==Citazioni su Giulia Gonzaga==
*''Donna real, la cui beltà infinita | formò di propria man l'alto Fattore, | perch'accese di suo gentil ardore, | volgeste l'alme alla beata vita, || la cui grazia divina ognun'invita | all'opre degne di perpetuo onore; | ne' cui lumi sereni onesto amore | per un raro miracolo s'addita; || virtù, senno, valore e gentilezza | vanno con voi, come col giorno il sole; | o siccome col ciel le stelle ardenti: || l'andar celeste, il riso e le parole | piene d'alti intelletti e di dolcezza, | son di vostra beltà ricchi ornamenti.'' ([[Bernardo Tasso]])
*Giulia Gonzaga, educata {{sic|finamente}}, conscia d'appartenere ad una delle più antiche e più onorate case d'Italia, famosa per la sua bellezza, ebbe della vita, de' fini e dei rapporti di essa un sentimento altissimo. La coscienza e forse l'orgoglio di tutto ciò dovettero formarne un'anima ideale, un'anima, che mirava ad avere nel mondo la più elevata estimazione, sì che a lei crescesse, non diminuisse il patrimonio di glorie e di memorie. Si sentì regina tra i suoi cortigiani e volle sempre più innalzare questo piedistallo di dominatrice, mostrandosi, come tra le nubi, a' suoi adoratori. Solo così è spiegabile il fatto che lieta, come pare, ella accettasse, nell'età di 14 anni, la mano di [[Vespasiano Colonna]], il quale era più che quarantenne, vedovo con prole, storpio, di viso e di figura tutt'altro che seducente! Ma era pure il figlio di {{NDR|[[Prospero Colonna (condottiero)|Prospero]]}} uno de' maggiori capitani del tempo; era egli stesso intrepido e audace; la bruttezza del viso rispecchiava quelle qualità di fierezza e di coraggio, che ad uno spirito esaltato del bello e del grande non potevano non occupare la mente e giungere al cuore. ([[Bruto Amante]])
*La fiera leggenda {{NDR|della sua [[castità]]}}, {{sic|dalla}} quale testé ho fatto cenno, è la seguente. Quando i turchi, presa Fondi nel 1534 penetrarono nel castello per rapire la bella dama, oggetto immediato o mediato della spedizione, un cameriere corse ad avvertire Giulia del pericolo imminente. Questa si precipitò dal letto e ignuda, com'era, corse alla finestra, donde si calò, o fu anche aiutata a calare dal servo nel giardino per darsi alla fuga. Scacciati poi i turchi da Fondi, Giulia, fece uccidere il servo salvatore, affinché, come nessuno al mondo, così neppure egli potesse un giorno raccontare di averla mirata o ammirata nella sua nudità o potesse vantarsi di avere toccato quel corpo che si era sottratto perfino a' diritti del marito. ([[Bruto Amante]])
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/* Citazioni su Giulia Gonzaga */ Ariadeno Barbarossa
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[[File:Guilia Gonzaga 1535 mourning.jpg|thumb|''Giulia Gonzaga'']]
'''Giulia Gonzaga''' (1513 – 1566), nobildonna, letterata e mecenate italiana.
==Citazioni su Giulia Gonzaga==
*''Donna real, la cui beltà infinita | formò di propria man l'alto Fattore, | perch'accese di suo gentil ardore, | volgeste l'alme alla beata vita, || la cui grazia divina ognun'invita | all'opre degne di perpetuo onore; | ne' cui lumi sereni onesto amore | per un raro miracolo s'addita; || virtù, senno, valore e gentilezza | vanno con voi, come col giorno il sole; | o siccome col ciel le stelle ardenti: || l'andar celeste, il riso e le parole | piene d'alti intelletti e di dolcezza, | son di vostra beltà ricchi ornamenti.'' ([[Bernardo Tasso]])
*Giulia Gonzaga, educata {{sic|finamente}}, conscia d'appartenere ad una delle più antiche e più onorate case d'Italia, famosa per la sua bellezza, ebbe della vita, de' fini e dei rapporti di essa un sentimento altissimo. La coscienza e forse l'orgoglio di tutto ciò dovettero formarne un'anima ideale, un'anima, che mirava ad avere nel mondo la più elevata estimazione, sì che a lei crescesse, non diminuisse il patrimonio di glorie e di memorie. Si sentì regina tra i suoi cortigiani e volle sempre più innalzare questo piedistallo di dominatrice, mostrandosi, come tra le nubi, a' suoi adoratori. Solo così è spiegabile il fatto che lieta, come pare, ella accettasse, nell'età di 14 anni, la mano di [[Vespasiano Colonna]], il quale era più che quarantenne, vedovo con prole, storpio, di viso e di figura tutt'altro che seducente! Ma era pure il figlio di {{NDR|[[Prospero Colonna (condottiero)|Prospero]]}} uno de' maggiori capitani del tempo; era egli stesso intrepido e audace; la bruttezza del viso rispecchiava quelle qualità di fierezza e di coraggio, che ad uno spirito esaltato del bello e del grande non potevano non occupare la mente e giungere al cuore. ([[Bruto Amante]])
*La fiera leggenda {{NDR|della sua [[castità]]}}, {{sic|dalla}} quale testé ho fatto cenno, è la seguente. Quando i turchi, presa Fondi nel 1534 penetrarono nel castello per rapire la bella dama, oggetto immediato o mediato della spedizione, un cameriere corse ad avvertire Giulia del pericolo imminente. Questa si precipitò dal letto e ignuda, com'era, corse alla finestra, donde si calò, o fu anche aiutata a calare dal servo nel giardino per darsi alla fuga. Scacciati poi i turchi da Fondi, Giulia, fece uccidere il servo salvatore, affinché, come nessuno al mondo, così neppure egli potesse un giorno raccontare di averla mirata o ammirata nella sua nudità o potesse vantarsi di avere toccato quel corpo che si era sottratto perfino a' diritti del marito. ([[Bruto Amante]])
*{{NDR|[[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]]}} Si pose in mare nel 1534 colla formidabile flotta di 80 galee, e si dice che promettesse anche a Solimano di devastare non solo le coste d'Italia, ma di offrirgli un dono molto gradito, arricchendo il serraglio del suo padrone colla cattura della dama italiana, maggiormente celebrata per bellezza, Giulia Gonzaga!
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sezione Bruto Amante
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[[File:Guilia Gonzaga 1535 mourning.jpg|thumb|''Giulia Gonzaga'']]
'''Giulia Gonzaga''' (1513 – 1566), nobildonna, letterata e mecenate italiana.
==Citazioni su Giulia Gonzaga==
*''Donna real, la cui beltà infinita | formò di propria man l'alto Fattore, | perch'accese di suo gentil ardore, | volgeste l'alme alla beata vita, || la cui grazia divina ognun'invita | all'opre degne di perpetuo onore; | ne' cui lumi sereni onesto amore | per un raro miracolo s'addita; || virtù, senno, valore e gentilezza | vanno con voi, come col giorno il sole; | o siccome col ciel le stelle ardenti: || l'andar celeste, il riso e le parole | piene d'alti intelletti e di dolcezza, | son di vostra beltà ricchi ornamenti.'' ([[Bernardo Tasso]])
===[[Bruto Amante]]===
*Giulia Gonzaga, educata {{sic|finamente}}, conscia d'appartenere ad una delle più antiche e più onorate case d'Italia, famosa per la sua bellezza, ebbe della vita, de' fini e dei rapporti di essa un sentimento altissimo. La coscienza e forse l'orgoglio di tutto ciò dovettero formarne un'anima ideale, un'anima, che mirava ad avere nel mondo la più elevata estimazione, sì che a lei crescesse, non diminuisse il patrimonio di glorie e di memorie. Si sentì regina tra i suoi cortigiani e volle sempre più innalzare questo piedistallo di dominatrice, mostrandosi, come tra le nubi, a' suoi adoratori. Solo così è spiegabile il fatto che lieta, come pare, ella accettasse, nell'età di 14 anni, la mano di [[Vespasiano Colonna]], il quale era più che quarantenne, vedovo con prole, storpio, di viso e di figura tutt'altro che seducente! Ma era pure il figlio di {{NDR|[[Prospero Colonna (condottiero)|Prospero]]}} uno de' maggiori capitani del tempo; era egli stesso intrepido e audace; la bruttezza del viso rispecchiava quelle qualità di fierezza e di coraggio, che ad uno spirito esaltato del bello e del grande non potevano non occupare la mente e giungere al cuore.
*La fiera leggenda {{NDR|della sua [[castità]]}}, {{sic|dalla}} quale testé ho fatto cenno, è la seguente. Quando i turchi, presa Fondi nel 1534 penetrarono nel castello per rapire la bella dama, oggetto immediato o mediato della spedizione, un cameriere corse ad avvertire Giulia del pericolo imminente. Questa si precipitò dal letto e ignuda, com'era, corse alla finestra, donde si calò, o fu anche aiutata a calare dal servo nel giardino per darsi alla fuga. Scacciati poi i turchi da Fondi, Giulia, fece uccidere il servo salvatore, affinché, come nessuno al mondo, così neppure egli potesse un giorno raccontare di averla mirata o ammirata nella sua nudità o potesse vantarsi di avere toccato quel corpo che si era sottratto perfino a' diritti del marito.
*{{NDR|[[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]]}} Si pose in mare nel 1534 colla formidabile flotta di 80 galee, e si dice che promettesse anche a Solimano di devastare non solo le coste d'Italia, ma di offrirgli un dono molto gradito, arricchendo il serraglio del suo padrone colla cattura della dama italiana, maggiormente celebrata per bellezza, Giulia Gonzaga!
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Peacemaker (serie televisiva)
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text/x-wiki
{{FictionTV
|titoloitaliano= Peacemaker
|titolooriginale= Peacemaker
|paese= Stati Uniti d'America
|annoprimatv= 2022
|tipofiction= serie
|genere= azione, commedia nera, drammatico, thriller
|stagioni= 1
|episodi= 8
|linguaoriginale= Inglese
|ideatore= [[James Gunn]]
|attori= *[[John Cena]]: Christopher "Chris" Smith/Peacemaker
*[[Danielle Brooks]]: Leota Adebayo
*[[Freddie Storma]]: Adrian Chase/Vigilante
*[[Chuckwudi Iwuji]]: Ik Nobe llok/Clemson Murn
*[[jennifer Holland]]: Emilia Harcourt
*[[Steve Agee]]: John Economos
*[[Robert Patrick]]: August "Auggie" Smith/Drago Bianco
|doppiatorioriginali=
|doppiatoriitaliani= *[[Massimo Bitossi]]: Christopher "Chris" Smith/Peacemaker
*[[Benedetta Degli Innocenti]]: Leota Adebayo
*[[Flavio Aquilone]]: Adrian Chase/Vigilante
*[[Alessandro Capra]]: Ik Nobe Llok/Clemson Murn
*[[Valentina Favazza]]: Emilia Harcourt
*[[Stefano Alessandroni]]: John Economos
*[[Stefano De Sando]]: August "Auggie" Smith/Drago Bianco
}}
'''''Peacemaker''''', serie televisiva statunitense del 2022, spin off del film ''[[The Suicide Squad - Missione suicida]]''.
== Episodio 1, ''Altro giro, altra corsa'' ==
*'''Dottoressa Alandy'''{{NDR|Osservando le radiografie di Peacemaker}}: Ti sparano, un palazzo ti crolla addosso, e va solo sostituita una clavicola? Sei l'uomo più fortunato del mondo! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Senta, ho una domanda. <br/>'''Dottoressa Alandy''': Certo! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Può aumentare il contrasto per far vedere meglio la definizione dei muscoli? Così sembro uno di quelli che si allenano solo per la massa. Ci passo tanto tempo sui piccoli muscoli, e guardando questa...Tempo sprecato. <br/>'''Dottoressa Alandy'''{{NDR|Sospirando}}: Non serve per il profilo Tinder, Chris.
*'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Chiamando l'inserviente del corridoio}}: Ps, Jamil! <br/>'''Jamil'''{{NDR|Sospirando}}: Non ho erba con me, bello, è stato un caso. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''':No, non cerco erba! Dicono che me ne posso andare. <br/>'''Jamil''': Tanti auguri, allora? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Guardandolo circospetto}}: Jamil, tu sei a posto? <br/>'''Jamil''': "A posto"? Che vuol dire? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Mi posso fidare di te? <br/>'''Jamil''': No. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': No?! <br/>'''Jamil''': Non ti conosco, bello! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Ma cerco qualcuno di cui potermi fidare... <br/>'''Jamil''': Non ti fidare di me! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Fumiamo erba insieme! Ero su una sedia a rotelle! <br/>'''Jamil''': Non nego che sia stato un bel momento, ma questo non mi rende affidabile, non lo sono per un cazzo! Secondo te perché lavo i pavimenti? Ho studiato all'MIT, ma non voglio responsabilità. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Cavolo, ma...Eri all'MTI? <br/>'''Jamil''': Eh, si! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': E che ci fai qui? <br/>'''Jamil''': È quello che ti sto spiegando! Tu non mi stai a sentire!
*'''Jamil''': Quale supereroe sei? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Peacemaker. <br/>'''Jamil''': Ha ha ha! Non ci credo! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Sei un fan? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Ma che cazzo dici? Non c'è un supereroe che si chiama "Peace-Maker"! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Guarda che sono famoso! <br/>'''Jamil''': Non sei famoso: Aquaman è famoso. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Fanculo Aquaman! <br/>'''Jamil'''{{NDR|Puntandogli il dito contro}}: No, bello, non dire così! Perché dici così? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Si sbatte le ragazze? Buon per lui. Si scopa i ragazzi? Non è un problema. Cominci a scoparti i pesci? Stai esagerando, bellezza! <br/>'''Jamil''': Aquaman si scopa i pesci?! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Si! <br/>'''Jamil''': No, è una bugia... <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Uno su twitter lavora all'acquario e per cinquanta dollari gli fa fare i comodi suoi con uno storione! <br/>'''Jamil''': Mi rifiuto di crederci! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': E io mi rifiuto di credere che "Pepelarana89" mi dica bugie senza motivo! <br/>'''Jamil''': Va bene. Se sei un supereroe, perchè eri al fresco? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Per coerenza. Io cerco solo la pace. Non importa se per averla devo uccidere. <br/>'''Jamil''': Oh! Peacemaker! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Sì! <br/>'''Jamil''': Il supereroe razzista, ecco chi sei! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': No! <br/>'''Jamil''': Tu uccidi solo minoranze, bello! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Ho ucciso anche un mucchio di [[bianco (antropologia)|bianchi]], sai? <br/>'''Jamil''': La proporzione è sospetta, che ti devo dire? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Se una persona commette un reato... <br/>'''Jamil''': Sì? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Per te dovrei controllare prima la sua etnia? <br/>'''Jamil''': No! Ma devi guardare i bianchi con la stessa attenzione con cui guardi i neri, così ne vedi di più commettere dei crimini! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Va bene, è una buona osservazione. Mi fiderò molto meno dei bianchi in futuro, e ne ucciderò molti di più. Sei soddisfatto? <br/>'''Jamil''': Sì. Grazie.
*{{NDR|Dovendo pagarsi il taxi}} Senti, io ho questi: è moneta di Corto Maltese, ma non ho idea di quanto sia. Avanti, sembri uno da "gratta e vinci"! Scommettici, portalo in banca! Senti quanto valgono: magari cinquanta centesimi, ma magari un milione! ('''Christopher "Chris" Smith/Peacemaker''')
*{{NDR|Messaggio telefonico}} Peacemaker! Bello, sono Vigilante, come butta? Ah, volevo sapere se ti va un lavoro di gruppo stasera...{{NDR|Peacemaker cambia messaggio}} Peacemaker! Sono il tuo M.A., Vigilante! Come andiamo, bello? Ti va di fare una serata "furti-escort", a seconda di cosa ci capita prima? Ah, M.A. sta per "migliore amico"...{{NDR|Peacemaker cambia messaggio}} P, sono V! Stai guardando la partita, amico mio? È una cosa...{{NDR|Peacemaker cambia messaggio, sempre più infastidito}} Ehm, bello, mi sono reso conto che nello scorso messaggio ho chiamato te P e me V, come se tu fossi un pene e io una vagina! Scusa, non era assolutamente mia intenzione. {{NDR|Disgustato, Peacemaker cambia messaggio}} Peacemaker, sono Vigilante! Ho avuto una grossa soffiata su un carico di eroina in arrivo stanotte! Andiamo lì e facciamogli il culo a strisce a quei bastardi! ('''Vigilante''')
*'''Clemson Murn''': Hai scontato solo quattro dei tuoi anni di condanna: pensavi che ti avremmo lasciato andare libero e bello? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Si: ho ucciso Rick Flag per voi! <br/>'''Emilia Harcourt''': Nessuno ti ha mai detto di uccidere Flag. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Waller voleva che non facessi trapelare i file del Progetto Starfish. Non avevo altra scelta. <br/>'''Emilia Harcourt''': Per voi non avere scelta significa sempre uccidere, che strano.
*'''Clemson Murn''': Hai dimostrato di essere leale, sei un killer con competenze con qualsiasi arma nota all'umanità, e hai avuto alle spalle missioni segrete in tutto il mondo. Perciò, ti dò la possibilità di non tornare in galera, e lavorare per me. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': E tu sei...? <br/>'''Clemson Murn''': Mi chiamo Murn. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Clemson Murn? <br/>'''Clemson Murn''': Indovinato: alle dipendenze dirette di Amanda Waller. Lei è Harcourt, che forse hai visto col team di Waller a Belle Reeve. {{NDR|Chris prova a salutarla e lei gli fa il medio}} È il tuo supervisore sul campo. John Economos, conosci anche lui: tecnologia e tattica. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Vedendo Economos mentre mangia delle olive}} Ehi, ciccio, quelle sono da quattro anni nel mio frigo! {{NDR|Economos le sputa disgustato}} <br/>'''Clemson Murn''': E lei è la nuova recluta, Leota Adebayo. Il che vuol dire che lei farà tutto il resto. <br/>'''Leota Adebayo''': Felice di farne parte! Sono pronta a spaccare i culi e...Si, non vedo l'ora di conoscere tutti voi! Perfino te, Peacemaker, anche se non sei la persona migliore del mondo. E tu, Economos, sembri uno con cui si parla facilmente, perciò sono felice di lavorare con te. {{NDR|Economos ride e scuote la testa}} Harcourt, penso che siccome siamo le uniche donne qui ci dobbiamo spalleggiare a vicenda: qualunque cosa ti serva, io ci sono! {{NDR|Harcourt la guarda male}} E lei, signor Murn...Lo devo dire, lei si veste molto bene! Sono felicissima di essere qui e le prometto che...Che non se ne pentirà. {{NDR|Si accorge che tutti la guardano male}} Io lo so, lo so nella mia testa che non dovrei fare discorsi, ma certe volte la mia bocca fa tutto quello che vuole, perciò...Chiudo la bocca e mi mordo la lingua. Basta chiacchiere, ok...Ho finito di parlare.
*'''Christopher Smith/Peacemaker''': Missione? <br/>'''Clemson Murn''': Una faccenda interna, nota come "Progetto Butterfly". <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Non siete particolarmente creativi con i nomi delle missioni. Il Progetto Starfish era una stella marina, e stavolta? Combattiamo una falena? {{NDR|Nota che tutti si lanciano delle occhiate}}...Davvero?! Combatto una falena?! E con cosa la combatto?! <br/>'''Clemson Murn''': Non è una falena... <br/>'''Clemson Murn''': Mi date uno Zaino-Jet?! <br/>'''Clemson Murn''': No. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Come la combatto una cazzo di falena senza uno Zaino-Jet?! <br/>'''Clemson Murn''': Non è una falena, Smith. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Si, ma ora voglio uno Zaino-Jet! Mi sono già abituato all'idea!
*'''Christopher Smith/Peacemaker''': Buon appetito, Barba Tinta! <br/>'''John Economos''': Guarda che non è tinta! <br/>'''Christoper Smith/Peacemaker''': Si, certo: due toni di grigio e uno di marrone, è naturale!
*'''Vicino di Auggie''': Tu sei Peacemaker, vero? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Si... <br/>'''Vicino di Auggie''': Il malvagio super cattivo! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Non sono un super cattivo! È un pregiudizio, sono un supereroe. <br/>'''Vicino di Auggie''': Eh eh eh! Batman, quello è un supereroe! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Ah, si? Anche "Joe Baccalà Salato" è uno che cura il suo giardino del cazzo! <br/>'''Vicino di Auggie''': Joe chi? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Insomma, se c'è un altro coglione in giardino che pota le rose non vuol dire che non possa farlo anche tu, no? <br/>'''Vicino di Auggie''':...Se ti devi inventare una persona perché inventarla con un cognome così del cavolo? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Oh, scusami tanto! Non passo il mio tempo a inventare cognomi che suonino realistici!
*'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Osservando una lampada in casa di suo padre}}: È nuova? <br/>'''Auggie Smith''': Cosa? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': La lampada, è nuova? <br/>'''Auggie Smith''': no, ce l'ho da tre mesi. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Sospirando}}: Papà, sono stato in prigione per quattro anni... <br/>'''Auggie Smith''': Non la rende più nuova.
*'''Emilia Harcourt''': Non so perché Amanda Waller ce l'abbia con te, ma lo sta mettendo in quel posto a me e a John con questa missione. Mi ripeti da che agenzia ti hanno trasferito? <br/>'''Leota Adebayo''': Mettendo in quel posto? <br/>'''Emilia Harcourt''': Abbiamo aiutato la Task Force X nel Progetto Starfish e questo è il suo modo di vendicarsi. <br/>'''Leota Adebayo''': Ma no, non credo. <br/>'''Emilia Harcourt'''{{NDR|Sorridendo sarcastica}}: Hai visto, John? La novellina è un esperta! <br/>'''John Economos''': Però ha diritto ad avere un'opinione. <br/>'''Leota Adebayo''': Grazie! <br/>'''John Economos''': Una stupida opinione di merda.
*'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Rivolto al padre}}: Ti faccio fare una risata. Uno con cui lavoravo, Bloodsport, era forte: un mercenario bastardo pieno di armi. Eppure aveva paura dei ratti. E non era una semplice fobia, era puro terrore. Urlava come una ragazzina. E invece un'altra del team, Ratcatcher, quella controllava i ratti! Papà, sai come gli è venuta la fobia? <br/>'''Auggie Smith'''{{NDR|Scocciato}}: Ovvio che non lo so come gli è venuta! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Lo torturavano! Pensa che suo padre lo torturava rinchiudendolo in baule, per ventiquattr'ore, con un mucchio di ratti affamati! {{NDR|Auggie, fino a quel momento impassibile, scoppia a ridere}} Forte, eh? Poi aveva delle orribili cicatrici in faccia! <br/>'''Auggie Smith''': Cicatrici, ha ha ha ha! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Erano morsi di ratto! Quei ratti gli avevano rosicchiato tutta la faccia quando era ragazzo! Fa ridere, vero? È forte, eh? {{NDR|Auggie inizia a soffocare per le risate}} Papà? Aspetta, ti prendo dell'acqua! {{NDR|Riempie un bicchiere e glielo porge}} Su, bevi. <br/>'''Auggie Smith''': Quel finocchio con la paura dei ratti... <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Si? <br/>'''Auggie Smith''': Ti prego, dimmi che non è stato lui quello che ti ha sparato. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Imbarazzato}}: Quello che è successo a Corto Maltese è confidenziale. <br/>'''Auggie Smith''':...Come ha fatto il mio cazzo di sperma a far nascere una femminuccia come te?
*Non ho avuto un solo pensiero per te quando eri dentro. ('''Auggie Smith''')
*'''John Economos'''{{NDR|Vedendo Peacemaker avvicinarsi con il suo costume}}: Uh uh uh, quel coglione vuole veramente venire qui vestito come se fosse un Cosplay? <br/>'''Emilia Harcourt''': Questo è l'aiuto che Waller ci ha prestato?! Ve l'ho detto che ci sta fottendo! <br/>'''Clemson Murn''': Non ci sta fottendo. <br/>'''Leota Adebayo''': È un'acquila quella sui sedili di dietro? <br/>'''Clemson Murn''':...Ci sta fottendo.
*'''Emilia Harcourt''': Perché ti sei messo il tuo costume? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Costume...Questa è una divisa, ed è nuova di zecca, quindi la devo allargare prima di andare in missione. <br/>'''John Economos''': Forse sarò stupido, ma perché ti metti una cosa del genere in una missione? Una maglia rossa e dei pantaloni bianchi non sono utilissimi per nascondersi nell'ombra. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Le persone vedono questa divisa e provano terrore! <br/>'''Emilia Harcourt''': Quali persone? Gli scartati ai provini per i Village People? {{NDR|Economos ride}} <br/>'''Clemson Murn''': Scusa, perché porti un aquila in macchina? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': È Eagly! Avete già ordinato? <br/>'''John Economos''': "Eagly"? L'hai chiamata "Aquilotta"? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Si. <br/>'''Emilia Harcourt''': E il tuo cane si chiama "Cagnotto"? <br/>'''Clemson Murn''': Basta, dai... <br/>'''John Economos''': E tua figlia si chiama "Figliotta"?!
*Puoi anche non essere contento della missione, ma devi trattare i tuoi compagni con rispetto. ('''Clemson Murn''')
*'''Adrian Chase'''{{NDR|Esultando euforico dopo aver visto Peacemaker}}: Evvai! Bello, Peacemaker è tornato! {{NDR|Inizia a ballare}} Twerko, e twerko, ma che bel culettino! Chiappe in movimento, movimento, movimento! {{NDR|Taylor arriva alle sue spalle}} Chiappe in movime-Oh, ciao! <br/>'''Taylor'''{{NDR|Scuotendo la testa}}: Come va, Adrian? <br/>'''Adrian Chase''': Eh, sono contento per un motivo normale, ehm...Ho scoperto che la ragazza con cui mi vedo...Si, è incinta, ecco! <br/>'''Taylor''': Tu hai una ragazza? <br/>'''Adrian Chase''': Si, si chiama Sharon...Osbourne. Ehm, non quella della TV, è...Un'altra, è diversa. <br/>'''Taylor''': Perché allora mi hai chiesto di uscire con mia cugina? <br/>'''Adrian Chase''': Ma, sai, non la definirei una storia seria, no! <br/>'''Taylor''': Però sei felice che sia incinta? <br/>'''Adrian Chase''': Si...Perché abbiamo deciso di organizzare un aborto! <br/>'''Taylor'''{{NDR|Allontanandosi}}:...Buona fortuna. <br/>'''Adrian Chase''': Grazie! Si...Ehi, sei invitato se vuoi venire... <br/>'''Taylor''': No! Non voglio venire al tuo aborto, grazie! {{NDR|Se ne va}} <br/>'''Adrian Chase''': Va bene... {{NDR|Esulta nuovamente}} Evvai! Peacemaker, grande!
*'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Mostrando Eagly ad Adebayo}}: Oggi era così contenta di vedermi che mi ha abbracciato. <br/>'''Leota Adebayo''': Un'aquila ti ha abbracciato? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Oh, si! <br/>'''Leota Adebayo''': Dico che è una bella stronzata! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Se non vuoi credere ai miracoli fa pure! Sei nuova, eh? <br/>'''Leota Adebayo''': Si, e ci so fare, non preoccuparti: ho fatto un sacco di...Cose di livello. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Sei troppo vaga! <br/>'''Leota Adebayo''': Perché se ti dico di più poi devo...Lo sai...{{NDR|Mima il gesto della pistola}} "Pew"! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Uccidermi? <br/>'''Leota Adebayo''': Si! {{NDR|Scoppiano entrambi a ridere}}
*Anche a me piacciono le cose all'antica: statuine in ceramica, pena capitale,...Figurine degli Sgorbions, anche! ('''Christopher Smith/Peacemaker''')
*'''Christopher Smith/Peacemaker''': Qual'è il tuo nome? <br/>'''Emilia Harcourt''': Perché? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Beh, sono curioso, è normale! Tu puoi anche non chiamarmi Peacemaker: chiamami Chris. <br/>'''Emilia Harcourt''': Io ti chiamo Peacemaker e tu mi chiami Harcourt. Che te ne pare? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''':...Va bene.
*'''Emilia Harcourt''': Ti ho visto passare davanti a me e poi fare un'inversione per venire qui... <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Andiamo! Messa così sembro quasi uno stalker... <br/>'''Emilia Harcourt''': No, messa come l'hai fatta sembri uno stalker! Io l'ho descritta e basta. Non ho alcun interesse se non per la tua capacità di batterti per noi, e solo perché sei bello non vuol dire che tu non sia un assassino pezzo di merda! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Per te sono bello?! <br/>'''Emilia Harcourt''': O mio Dio! Ti prego, vaffanculo, va bene? {{NDR|Beve un pò di birra}} <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Senti, va bene...Sono stato in prigione, gli ultimi quattro anni, e per questo non sono stato con nessuno...Cioè, non sto con una donna da un sacco di tempo! Non sto cercando niente di emotivo, voglio solo divertirmi un pò! Contatto genitali-genitali, oltre qua non si tocca...No, facciamo fino a qui {{NDR|Si tocca il mento}}, ti devo toccare le tette, scusa. Cerco solo...Non lo so, di sfogare lo stress di questi ultimi anni! Che ho fatto? <br/>'''Emilia Harcourt''': Oh, perché no, certo! Io cerco solo di farmi una cazzo di birra, ma o arrivano quelle merde {{NDR|Riferita a dei molestatori}} o arrivi tu, quindi è una cosa che io non riesco a fare nella mia vita, perché...Non lo so, perché mi trucco, magari?! {{NDR|Paga il conto}} Senti, va a farti fottere, "Chris"!
*'''Amanda Waller''': Com'è il team? <br/>'''Leota Adebayo''': A posto, dire. Murn, lui pare che non sia una gran persona... <br/>'''Amanda Waller''': Non mi interessa la qualità del coltello, ma che la lama sia affilata. <br/>'''Leota Adebayo''': John sembra a posto. <br/>'''Amanda Waller''': È a posto. <br/>'''Leota Adebayo''': Harcourt...È tosta. <br/>'''Amanda Waller''': Barbie è ambiziosa, stacci attenta. <br/>'''Leota Adebayo''': Non è meglio se li mettiamo a corrente del piano? <br/>'''Amanda Waller''': No: sei i miei occhi e le mie orecchie mentre sei lì, e l'unica per cui mi fidi per questo obbiettivo. Il contraffattore ti ha portato il diario? <br/>'''Leota Adebayo'''{{NDR|Mostrandogli un finto diario di Peacemaker}} Questa roba da idioti? Seh. <br/>'''Amanda Waller''': Nascondilo nella sua roulotte appena puoi, in un posto dove non può trovarlo. Come sta Peacemaker? <br/>'''Leota Adebayo''': Ehm, si, è...Fatto a modo suo. È sessista... <br/>'''Amanda Waller''': Si. <br/>'''Leota Adebayo''': Probabilmente razzista. <br/>'''Amanda Waller''': Oh, tu sai chi è suo padre... <br/>'''Leota Adebayo''': Oh, si. Però io ci vedo qualcosa in più. Lo vedo... <br/>'''Amanda Waller''': Come? <br/>'''Leota Adebayo''': ...Triste. <br/>'''Amanda Waller''': Empatia? In questo lavoro, Leota, l'empatia ti condanna a morte. <br/>'''Leota Adebayo''': Capisco, ma tanto non ha importanza. A me fa piacere lavorare, ma alla fine di questa missione io e Keya ci saremo rimesse in piedi, e io troverò un lavoro che realmente mi piace! <br/>'''Amanda Waller''': Certo. Ignora il talento naturale che Dio ti ha dato. <br/>'''Leota Adebayo''': Sai, non credo che sia così...Io non sono come queste persone... <br/>'''Amanda Waller''': Va bene. Domani mi sveglio presto. Notte, piccola mia. <br/>'''Leota Adebayo''': Notte, mamma.
*{{NDR|Riferendosi alle band anni ottanta}} All'epoca gli uomini erano uomini veri, non temevano di essere donne! ('''Christopher Smith/Peacemaker''')
*{{NDR|Rivolto ad Annie Sterphausen}} Ti devo ringraziare per stasera: ho avuto una giornata di merda, ma quando stavo nella tua fica, prima, ho provato...Non lo so, speranza, cazzo! ('''Christopher Smith/Peacemaker''')
== Episodio 2, ''Migliori amici per mai'' ==
*'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Scappando dalla polizia dopo aver ucciso Annie Sterphausen}}: Che cazzo è il Progetto Butterfly?! <br/>'''Emilia Harcourt''': Perché? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Abbiamo un problemino qui! <br/>'''Emilia Harcourt''': Ovvero? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Ho rimorchiato una, e non lo dico per farti ingelosire: lo dico perché era una meta-umana che mi ha pestato come una bimba incazzata con la sorellina che le ha toccato le bambole! <br/>'''Emilia Harcourt'''{{NDR|Iniziando a vestirsi}}: Oh, merda! Dov'è adesso? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Uno spezzatino qui nel parcheggio! Mi serve una macchina, la mia è a pezzi! <br/>'''Emilia Harcourt''': Stai correndo? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Recupero la mia roba nell'appartamento! <br/>'''Emilia Harcourt''': Oh, cazzo...Va bene, arrivo subito. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Non sai l'indirizzo! <br/>'''Emilia Harcourt''': Ti posso rintracciare con il chip che hai in testa. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Aspetta: mi puoi vedere anche mentre mi masturbo? <br/>'''Emilia Harcourt''': Quel coso è dentro al tuo cazzo di cranio! Come faccio a...Argh! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Che ne so, la tecnologia è potente! Ma se vuoi vedere mentre me lo strofino devi solo chiedere...
*{{NDR|Svegliando Adebayo}} Novellina, al volante: Peacemaker ha appena ucciso una farfalla, cazzo! ('''Emilia Harcourt''')
*'''Peggy Sacks'''{{NDR|Perquisendo la scena del crimine trova uno strano oggetto}}: E questa cos'é? Pizza? <br/>'''Sophie Song''': Agente, la rimetta a terra! <br/>'''Peggy Sacks''': Perchè? <br/>'''Sophie Song''': Perché credo sia una faccia. <br/>'''Peggy Sacks''': Una cosa? <br/>'''Sophie Song''': Una faccia, di un essere umano!
*'''Emilia Harcourt''': Ci pensi che l'idiota si è scopato una farfalla? <br/>'''Leota Adebayo''': Per forza: quello è stato in galera per quattro anni, si scoperebbe qualsiasi cosa! Una scodella di cereali, un pompelmo...Un pò di yogurt...Uhm, sto morendo di fame!
*'''Leota Adebayo''': Senti, so che non mi credi, ma ad Emerson piace veramente mettersi quei vestiti: se non gli metto qualcosa di nuova alla mattina quello piange finché non lo faccio! <br/>'''Emilia Harcourt''': Tu gli fai le carezze quando è tanto carino con quei vestiti? <br/>'''Leota Adebayo''': Direi. <br/>'''Emilia Harcourt''': Lui non li vuole mettere quei vestiti, è solo disposto ad umiliarsi in quel modo per il tuo amore. <br/>'''Leota Adebayo''': ...Secondo me a lui piace essere alla moda...
*{{NDR|Canticchiando in ascensore}} Si! "Io lo vado a beccar, ta ta ta!" ('''Agente Johnson''')
*'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Facendosi aprire da Evan Calcaterra}}: Ciao bello, tutto a posto? Freddie c'è? <br/>'''Evan Calcaterra''': Freddie chi? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Freddie Mal...Malmilimini! <br/>'''Evan Calcaterra''': No, non c'è nessuno... <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|In preda al panico}}: No, voi avete il salumificio, no? Sono iscritto alla newsletter, mi avete mandato un Wonder Flinder Glinder Tinder...{{NDR|Vede i poliziotti arrivare dal corridoio}} Oh, cazzo!
*'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Legando lei e suo marito}}: Ti faccio male? <br/>'''Amber Calcaterra'''{{NDR|Osservandolo sognante}} No, per niente! <br/>'''CHristopher Smith/Peacemaker''': Bel negligè! <br/>'''Amber Calcaterra''': Davvero? Evan dice che mi ingrassa! <br/>'''Evan Calcaterra''': Hai dei pigiami migliori, ho solo detto questo! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Beh, non vedo come sia possibile... <br/>'''Amber Calcaterra''': Grazie! È carino essere apprezzati... <br/>'''Evan Calcaterra'''{{NDR|Guardandola male}}: Mi spieghi che cazzo fai, Amber?! <br/>'''Amber Calcaterra''': Perché? <br/>'''Evan Calcaterra''': Cioè, stai cercando di convincerlo a scoparti in un momento così?! <br/>'''Amber Calcaterra''': Ma no, ho solo detto che era carino! Inoltre a quanto pare abbiamo tanto in comune! <br/>'''Evan Calcaterra''': Tipo cosa?! <br/>'''Amber Calcaterra'''{{NDR|Guardandolo sarcastica}}: Oh, tipo che ci piacciono i Cinderella! <br/>'''Evan Calcaterra''': In sette anni nemmeno una volta hai nominato i Cinderella! <br/>'''Amber Calcaterra''': Io parlo dei Cinderella almeno una volta alla settimana, Evan! Solo che tu non mi stai mai a sentire, perchè ti riempi la bocca di Cold Play e altri gruppi di merda! {{NDR|Peacemaker li guarda confuso}} <br/>'''Evan Calcaterra''': Oh, ora disprezzi i miei gusti musicali? Sei pessima, lo sai?! <br/>'''Amber Calcaterra''': "Pumped Up Kicks", Evan?! Lo sai di cosa parla quella canzone?! Di omicidio! Tu sei un omicida! Tu stai assassinando il mio spirito!
*'''Evan Calcaterra'''{{NDR|Mentre viene liberato dai poliziotti}}: Mia moglie è una cogliona! Sei proprio una cogliona! <br>'''Amber Calcaterra''': Perché tu i coglioni non ce li hai!
*'''Sophie Song''': August Ransom Smith? <br/>'''Auggie Smith''': Si...Perché? <br/>'''Sophie Song''': Siamo qui perché avremmo alcune domande da rivolgerle, se non le dispiace. <br/>'''Auggie Smith''': Si, mi dispiace! Più per lei che per lui. <br/>'''Sophie Song''': Perché più per me? <br/>'''Auggie Smith''': Beh, diciamo che...Gli involtini primavera non sono la mia passione! <br/>'''Sophie Song'''{{NDR|A Fitzgibbon}}: Sentito? Lo scroto ambulante non ama gli involtini primavera. <br/>'''Larry Fitzgibbon''': Me lo appunto da qualche parte. <br/>'''Sophie Song''': Allora, dov'era la scorsa notte tra mezzanotte e le due? <br/>'''Auggie Smith''': Ero qui a casa, e non sono tenuto a rispondervi. {{NDR|Fa per chiudere la porta}} <br/>'''Larry Fitzgibbon'''{{NDR|Bloccando la porta}}: Ehi, ma che cazzo di problema hai?! Fai di nuovo lo spaccone?! <br/>'''Auggie Smith'''{{NDR|Avvicinandosi minaccioso}}: Oh, ti converrebbe che fossi solo uno spaccone... <br/>'''Larry Fitzgibbon''': Che fai, minacci? <br/>'''Auggie Smith''': No, io non minaccio: io agisco! Adesso levate il culo da casa mia! <br/>'''Sophie Song''': Forse ci sa dire perché una Ford Comet del settantasei registrata a suo nome è stata abbandonata al Wild State Apartment Complex. <br/>'''Auggie Smith'''{{NDR|Dopo averli squadrati fa per tornare in casa}}: Non è mia la Comet. È di mio figlio. <br/>'''Sophie Song''': Suo figlio Christopher Smith? Peacemaker? <br/>'''Auggie Smith'''{{NDR|Chiudendole la porta in faccia}}: Arrestami o levati dalle palle, "bacchette"! <br/>'''Sophie Song''': Tanto ci rivediamo, "forchetta"!
*'''Larry Fitzgibbon'''{{NDR|Allontanandosi insieme a Sophie dalla scena}}: "Forchetta"? Perché non "cucchiaio"? <br/>'''Sophie Song''': Perché il cucchiaio si usa in tutto il mondo. <br/>'''Larry Fitzgibbon''': Si, ma questo stronzo non lo sa! <br/>'''Sophie Song''': Ah, vero... <br/>'''Larry Fitzgibbon''': E "cucchiaio" sarebbe stato più umiliante! <br/>'''Sophie Song''': Si... <br/>'''Larry Fitzgibbon''': Tipo una roba per bambini. I bambini usano il cucchiaio! <br/>'''Sophie Song''': Lo usano anche gli adulti, ma ho capito.
*'''Clemson Murn''': Potevi scegliere chiunque e hai messo il libretto di circolazione a nome del padre di Peacemaker?! <br/>'''John Economos''': Dovevo fare in fretta: lei era in bagno e non sapevo se faceva la pipì o la cacca! <br/>'''Clemson Murn''': Ti devo mandare un messaggio quando vado a cagare, John?! <br/>'''John Economos''': Si, va bene, allora dovrò indovinare cosa succede ogni volta che andrà lì! <br/>'''Clemson Murn''': Dobbiamo portarlo dalla nostra parte e secondo te il modo per farlo è fottere suo padre?! <br/>'''John Economos''': Senta, io non voglio passare per insubordinato, ma io qui ho fatto una magia vera e propria, e invece sento che lei è arrabbiato con me! <br/>'''Clemson Murn'''{{NDR|In tono sarcastico}}: Oh, non sono arrabbiato con te, John. Ma comincio a pensare che tu sia un idiota!
*'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Mentre Economos gli sistema le ferite}}: Sei bravo. Mi ripeti perché "Farfalle"? <br/>'''John Economos''': Ripeti? Non te l'ho mai detto. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Ok, Barba Tinta! <br/>'''John Economos'''{{NDR|Gettando via gli strumenti da chirurgo}}: Sai che c'è? Ho finito! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Guardando le sue ferite}}: Ma non hai finito! <br/>'''John Economos''': Non ti ricucio se mi chiami ancora con quel nome. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Quale nome? <br/>'''John Economos''': Sai benissimo che non è vero! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Cioè dico falsità? <br/>'''John Economos''': Non lo so, però so solo che sei un gran bastardo! Preferirei stare con Harley Quinn piuttosto; preferirei stare con Weasel, pensa! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': L'unica cosa falsa qui è la tua barba... <br/>'''John Economos''': Preferirei stare persino con Bat-Mito piuttosto che con te! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''':...Chi è Bat-Mito? <br/>'''John Economos''': È un folletto interdimensionale di mezzo metro che imita Batman. Preferirei stare con lui!
*'''Clemson Murn''': Dal primo momento ho tenuto questa operazione fuori dai Radar. Come faceva questa...Come si chiama la donna morta? <br/>'''Leota Adebayo''': Annie Sturphausen. <br/>'''Clemson Murn''': Come faceva questa Annie Sturphausen a sapere di Peacemaker? <br/>'''Emilia Harcourt''': Forse c'è chi trasmette informazioni alle farfalle. <br/>'''Leota Adebayo''': Chi? <br/>'''Emilia Harcourt''': Waller. <br/>'''Leota Adebayo''': Non è lei. <br/>'''Clemson Murn''': Neanch'io penso sia lei. <br/>'''Emilia Harcourt''': Non la conosce quanto me: ho visto Waller sacrificare consapevolmente soldati, tra cui un colonnello dell'esercito, pur di raggiungere il suo obbiettivo! Potremmo essere un diversivo per chiunque altro abbia avuto l'incarico di distruggere le farfalle! <br/>'''Clemson Murn''': Non sarebbe un motivo per abbandonarci... <br/>'''Emilia Harcourt''': Noi quattro e Waller siamo i soli a sapere di questa storia. Lei è quello che ci ha segnalato le farfalle, per cui non può essere lei, e io nemmeno, perché ho appena rischiato il culo per salvare "muscoli d'oro", e non è muscoli d'oro perché per poco non ci restava secco. Perciò, se non è Waller e non siamo noi...Forse è lei. <br/>'''Leota Adebayo''': Io?! <br/>'''EMilia Harcourt''': Qualcuno qui sa come ci è entrata in questa missione? <br/>'''Leota Adebayo''': Per le mie capacità: ho preso l'abilitazione al combattimento strategico Bings-Fendelmayer a quattordici anni. <br/>'''Emilia Harcourt''': Il Bings-Fendelmayer è roba da asilo nido! Dopo di quello che hai fatto? Al momento quali sarebbero i tuoi requisiti? E come faccio a sapere che non sei una di loro? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Non è lei. Io mi fido, perché piace ad Eagly. <br/>'''Leota Adebayo''': Ha cercato di beccarmi... <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Si, ma non forte come fa con gli altri.
*'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Ipotizzando chi sia la talpa}}: È ovviamente...{{NDR|Fa segno per indicare Economos}} <br/>'''John Economos''':...Economos, vaffanculo! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Perché avete tutti dei cognomi così strani?! <br/>'''Emilia Harcourt''': Non è stato John. <br/>'''John Economos''': Grazie! <br/>'''Emilia Harcourt''': È troppo femminuccia per tradirci. <br/>'''John Economos''': Lo sapevo... <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Non di proposito, ma seguitemi...Allora, lui va in giro magari per farsi di Phentonil con una prostituta nel retro di uno Strip Club, si innamora perché è la prima volta che mette le palle in bocca a qualcuno e allora comincia a parlare troppo, a fare lo sbruffone. "Sono in squadra con il famoso Peacemaker, e dobbiamo distruggere le farfalle! Ah, e la mia barba è vera!" <br/>'''John Economos''': Senti, ma sei stupido per caso?! <br/>'''Clemson Murn''': Sembra più plausibile di quanto vorrei, sai? <br/>'''John Economos''': Cosa?! Ma...Guarda che a me manco mi piace quando le mie palle sono nella bocca di qualcuno, chiaro?! Mi dà brividi del tipo sbagliato, e non riesco a pensare ad altro che quanto tempo è passato dal mio ultimo controllo per il tumore ai testicoli...Troppo! È chiaro?! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Sei adorabile quando ti arrabbi, Barba Tinta. <br/>'''John Economos''': Non chiamarmi così!
*'''Christopher Smith/Peacemaker''': {{NDR|Ad Economos}} Secondo te quella mi ha attaccato una qualche sifilide dei mostri? Forse la "farfalla" è una malattia venerea di qualche tipo! Divento come loro? Mi hanno trasformato in un cazzo mannaro?! [...] Dimmi la verità, sono un cazzo mannaro? <br/>'''John Economos''': No, non sei un cazzo mannaro: sei solo un cazzone!
*{{NDR|Scoppiando a piangere e a picchiarsi da solo}} Bello, no! Sei una merda perché ti odiano! E Barba Tinta ti poteva essere amico, ma tu lo fai allontanare come fai allontanare gli altri perché sei una merda! Hai ucciso Rick Flag! Flag aveva ragione! "Peacemaker"...Che coglione! ('''Christopher Smith/Peacemaker''')
*'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Vedendo Vigilante fuori dalla finestra}}: Fanculo, ma che cazzo fai?! Fai lo stalker?! <br/>'''Vigilante''': Amico, ti senti bene? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Porca troia! Ma che...Che stai facendo?! Mi guardi mentre ti fai una sega?1 Hai il cazzo fuori?! <br/>'''Vigilante''': Cosa? No no bello, guarda! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Scordatelo, non ci casco! È il trucco più vecchio del mondo: io guardo e tu hai l'uccello di marmo e mi lanci lo sperma in faccia! Te lo puoi scordare! <br/>'''Vigilante''': Cosa? No, bello, non ho il cazzo fuori! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': È questo che ti arrapa? Che ti guardi quello schifo di uccello? <br/>'''Vigilante''': No! Chi cazzo è che lo dice? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': [[Louis C.K.]], pezzo di merda! <br/>'''Vigilante''': Louis C.K. ha detto così? Lo ammazzo quello stronzo! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Non lo ha detto: tu sei come Louis C.K.! <br/>'''Vigilante''': Perché sono comico? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Comico? Ma che...No! Tu fai vedere il cazzo! <br/>'''Vigilante''': E questo che c'entra con gli spettacoli di Louis C.K.? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Io non ho parlato degli spettacoli, ma che dici? Louis C.K. faceva vedere l'uccello, hai capito? <br/>'''Vigilante''': Perché...È un pò finocchio? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Ma che cosa...Come?! <br/>'''Vigilante''': Ma che cazzo ne so, sto solo cercando di capire il nesso! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Senti, Louis C.K. tirava fuori il cazzo! <br/>'''Vigilante''': Davvero?! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Cristo, ma non li leggi i giornali? <br/>'''Vigilante''': No, perché dovrei? Mi deprimono.
*'''Vigilante''': Perché piangi? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Non sto piangendo! Faccio...Ginnastica per i muscoli facciali: esercizi per i muscoli della faccia, per averla...Più muscolosa! Si vede che sotto la maschera hai la faccia magra, perché non fai questi esercizi! Sembra che io pianga, ma non piango.
*'''Leota Adebayo'''{{NDR|Aspettando che i Calcaterra escano dal loro appartamento}}: "Salve signori Calcaterra, devo farvi qualche domanda. E si, questo è un distintivo vero." {{NDR|I Calcaterra aprono la porta}} Oh, cazzo! <br/>'''Amber Calcaterra''': Evan, guarda che la so aprire la porta. <br>'''Evan Calcaterra''': Volevo essere gentile, pezzo di stronza! <br/>'''Amber Calcaterra''': Coglione! <br/>'''Leota Adebayo''': Salve, i signori Calcaterra? <br/>'''Amber Calcaterra''': Si. <br/>'''Leota Adebayo''': Ehm, volevo sapere se poteste...Rispondere a qualche mia domanda. {{NDR|Mostra un finto distintivo}} <br/>'''Amber Calcaterra''': Stiamo andando alla centrale a vedere le foto segnaletiche. <br/>'''Leota Adebayo''': Si, è proprio di questo che volevo parlarvi. Prima cosa: volevo sapere se avete visto nell'appartamento il tipo che pensate di aver visto o se avete visto un tipo che invece non avete visto. {{NDR|Evan e Amber si guardano perplessi}} Seconda cosa: vi hanno mai offerto un viaggio All Inclusive al lago Tahoe in Nevada? <br/>'''Evan Calcaterra''': Sta cercando di corromperci per caso? <br/>'''leota Adebayo''': No! <br/>'''Evan Calcaterra''': Oh. Speravo volesse corromperci... <br/>'''Leota Adebayo''': Si si, voglio corrompervi!
*'''Vigilante''': Senti, come hai fatto ad uscire? Non ti avevano dato l'ergastolo? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': È un segreto. <br/>'''Vigilante''': Dai, sono il tuo migliore amico! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Non è vero! <br/>'''Vigilante'''{{NDR|Dopo essere rimasto in silenzio per un attimo}}: E allora chi è il tuo migliore amico? L'hai incontrato in carcere, lo sapevo! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Dai...È Eagly ovviamente! <br/>'''Vigilante''': Va bene, e tra le persone? Chi è il tuo migliore amico? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Non so neanche la tua identità. <br/>'''Vigilante''': Si, e non ti dico la mia vera identità per il tuo bene! Non voglio far puntare il mirino su di te, la gente ti userebbe per arrivare a me! {{NDR|Prendendo una cassetta da terra}} Dove va questo? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Con le altre cassette. Cioè torturerebbero me per la tua identità segreta? <br/>'''Vigilante''': Io sono attento in tutte le mie imprese eroiche, e questo è probabilmente il motivo per cui, e non voglio fare lo stronzo, tu sei andato in galera e io no. {{NDR|Prendendo un CD}} Questo dove? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Nel porta CD. <br/>'''Vigilante''': Vedi, quando metteranno la mia foto segnaletica alle poste sarà solo un cerchio con una visiera rossa, e dovranno scoprire che aspetto avrà la mia testa basandosi sulla forma. Lo so che ho una faccia ossuta perché non faccio ginnastica facciale, ma non è che questo riduce di molto i sospettati!
*'''Vigilante''': Insomma, com'è che sei uscito? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Lavoro per il governo. <br/>'''Vigilante''': Alle poste? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Mi fanno uscire di galera per consegnare la posta?! <br/>'''Vigilante''': Che ne so? È il primo impiego statale a cui ho pensato! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Ciccio, uccido per loro, è chiaro?! L'ho già fatto a Corto Maltese, e ora devo farlo ad Evergreen. È per questo che mi hanno fatto uscire. <br/>'''Vigilante''': Ah, figo. <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Pensavo che Dio mi avesse messo qui per un motivo...Per la Pace. Ho sempre detto che avrei torturato e ucciso per la pace, ma... Adesso penso che sono un cazzo di maniaco. Non lo so, provo...Provo sensazioni che... <br/>'''Vigilante''': Oook. {{NDR|Si siede accanto a lui}} Secondo te io mi sento bene quando c'è qualcuno che ha commesso qualche gesto atroce e lo devo uccidere? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Non lo so, è... <br/>'''Vigilante''': Quando scopro che qualcuno ha ucciso una persona innocente, o ha venduto eroina ad un tipo, o ha fatto qualche graffito, e io uccido quel qualcuno, e lo uccido a mani nude, con gli occhi che gli schizzano fuori dal cranio, secondo te questo a me dà piacere? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': No... <br/>'''Vigilante'''{{NDR|Ridendo}}:Invece si, eh eh eh! E da piacere anche a te, Peacemaker, perché noi siamo assassini nati. Quello che ci differenzia dagli altri assassini è che noi uccidiamo solo i cattivi...Di solito. A meno che non ci sbagliamo. Ora, secondo te io sembro un maniaco del cazzo? {{NDR|Peacemaker lo guarda sconvolto}}
*{{NDR|Vedendo Peacemaker e Amber fumare insieme marijuana}} Tre anni fa avrei sparato in faccia ad entrambi per questo! ('''Vigilante''')
*'''Auggie Smith'''{{NDR|Avvicinandosi alla panchina del carcere dove è seduto un detenuto}}: Tra le cinque e le sette quello è il mio posto durante l'inverno. <br/>'''Detenuto di colore''': Tsk, ma di che cazzo stai parlando, vecchio? <br/>'''Auggie Smith''': Al tramonto la luce entra da quella finestra, e a me piace la sensazione che mi dà sulla pelle. Quindi spostati, merda. <br/>'''Detenuto di colore''': Seh...E se non mi sposto? <br/>'''Auggie Smith''': Indovina. {{NDR|Tutti i detenuti dell'Impero Ariano si avvicinano a loro}} <br/>'''Detenuto di colore'''{{NDR|Alzandosi}}: Fanculo! Accomodati, non muoio per un posto.
*{{NDR|Inneggiando ad Auggie insieme agli altri ariani}} Ave a te, o Drago Bianco! Ave, ave, ave! ('''Steve''')
== Episodio 3, ''Goff deve morire'' ==
*Omuncoli alleati con troie palestrate che vogliono controllarci! È questo il progetto Butterfly? ('''Christopher Smith/Peacemaker''')
*'''Leota Adebayo'''{{NDR|Notando Vigilante dietro ad un cassonetto}}: Ma... chi è quel tizio che ci spia da dietro il cassonetto? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Cazzo, è...È Vigilante. Vuole solo dare una mano. <br/>'''Emilia Harcourt''': Ehi, va via da qui! <br/>'''Vigilante'''{{NDR|Uscendo allo scoperto}}: Perché? Sto solo guardando da dietro un cassonetto! È una cosa normale. <br/>'''Emilia Harcourt''': No, non lo è affatto! <br/>'''Vigilante''': Cosa sei, una psichiatra? <br/>'''Emilia Harcourt''': Che c'entra?! <br/>'''Vigilante''': E allora non dirmi cosa è normale! Forse la mia identità segreta è quella di uno psichiatra e so cosa è normale. <br/>'''EMilia Harcourt''': Se uno svitato come te è uno psichiatra siamo fregati! {{NDR|Vigilante fa per andare via}} Levati di torno! <br/>'''Vigilante'''{{NDR|Tornando sui suoi passi}}: Sai, me ne stavo andando, ma poi hai detto quella cosa: ora accondiscendere sarebbe sminuirmi ai vostri occhi!
*{{NDR|A Peacemaker, indicando Adebayo}} Se devi scegliere un migliore amico forse ti converrebbe scegliere lei, perché girano certe voci che sei razzista, e a dire il vero questo mi crea un certo imbarazzo. Sai, per me è come diventare razzista per osmosi, anche se uccido soprattutto bianchi! ('''Vigilante''')
*{{NDR|Ordinando alla squadra di non inseguire Vigilante}} Abbiamo cose più urgenti, dobbiamo assassinare un senatore degli Stati Uniti entro stasera! ('''Clemson Murn''')
== Episodio 4, ''La strada meno battuta'' ==
*'''Vicino di Auggie''': [[Batman]] ha una cerchia di supercriminali: [[Joker]], l'Enigmista, il Cappellaio Matto,... <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': E allora? <br/>'''Vicino di Auggie''': Mi hai detto di essere un supereroe, proprio come Batman. Hai una cerchia di supercriminali? <br/>'''Vigilante''': No, non ce l'ha! <br/>'''Vicino di Auggie''': Allora forse non è vero che sei un supereroe! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker'''{{NDR|Torna verso il vecchietto}} Sai perché non ho una cerchia di supercriminali? <br/>'''Vicino di Auggie''': Perché? <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Perché li ho già spediti tutti due metri sotto terra! <br/>'''Vicino di Auggie''': Appunto, Batman non uccide le persone! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': Perché è una femminuccia! <br/>'''Vicino di Auggie''': È l'oscura creatura della notte! <br/>'''Christopher Smith/Peacemaker''': È solo un coglione che cattura assassini vestiti da clown e li getta in prigione, così possono evadere e uccidere altre persone! Quanta gente credi che abbia ucciso indirettamente Batman perché lui è troppo smidollato per uccidere quegli svitati che invece dovrebbero sparire, faccia da Sharpey con la demenza senile?! Dimmelo! <br/>'''Vicino di Auggie''': Gesù...Era solo per fare conversazione...
*So chi sei: hai il classico atteggiamento del supercriminale! ('''Vicino di Auggie''')
== Episodio 7, ''La lotta continua'' ==
*Quarant'anni fa, Dio mi ha messo alla prova, come fece con Abramo. Ma io ero troppo debole per ascoltare. Ebbene, adesso non lo sono più! [...] Quando sei nato ho capito subito che eri impuro. E ne ho avuto la certezza quando hai ucciso tuo fratello. [...] Ti odiavo quando ascoltavi la tua musica diabolica! Ti odiavo quando ti depilavi il corpo come una donna! Ti odiavo quando andavi a letto con puttane dal sangue corrotto, e con uomini! Ma ancora di più ti ho odiato quando hai iniziato a cospirare con le forze di Baphomet contro gli Stati Uniti d'America! E adesso ragazzo donerò la tua vita a Dio! ('''Auggie Smith/Drago Bianco''')
*{{NDR|Sconfiggendo Drago Bianco}} Ci sono punti deboli nell'armatura! ('''Adrian Chase/Vigilante''')
*{{NDR|Picchiando suo padre}} Tu hai ucciso mio fratello! Tu hai ucciso Keith! Forse su una cosa hai ragione: io sono un pezzo di merda! Sono un pezzo di merda perché ti ho ascoltato tutti questi anni! Sono un pezzo di merda perché avrei dovuto ucciderti nel sonno! ('''Christopher Smith/Peacemaker''')
== Episodio 8, ''O mucca o morte!'' ==
*{{NDR|Salvando Chris da Fitzgibbon}} Toglitelo dalla testa, amico! ('''Adrian Chase/Vigilante''')
*Dopo il nostro arrivo ci siamo resi conto che la gente della Terra rischiava di seguire il destino del nostro popolo: ignorando la scienza e dando credito a chi dice che le inondazioni e gli incendi e le malattie non sono legate alle vostre azioni; lodando il profitto a discapito della sopravvivenza; trattando le piccole rinunce come un'attentato alla libertà. Quindi abbiamo fatto un giuramento: fare tutto il possibile per cambiare il vostro futuro. Abbiamo giurato che avremmo fatto le scelte giuste, quelle che voi umani non siete stati capaci di fare, per salvare il vostro mondo e il vostro popolo a costo di sacrificare delle vite. Murn non approvava i nostri metodi: lui non voleva che imponessimo la nostra volontà. Ma tu sei uno di noi, Christopher Smith. ('''Eak Stack Ik Ik''')
*{{NDR|[[Preghiere dalle serie televisive|Pregando]] in flashback}} Ti prego, Dio. Ti giuro che da ora in poi farò tutto quello che vuoi... Per la pace! ('''Cristopher Smith''')
==Altri progetti==
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Crisi del teatro Dubrovka
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[[File:Vladimir Putin with victims of Nord-Ost terrorism.jpg|thumb|Vladimir Putin in visita agli ostaggi ricoverati in ospedale]]
Citazioni sulla '''crisi del teatro Dubrovka'''.
==Citazioni==
*Chiamare in causa Al Qaeda? Non è il caso, piuttosto attenzione alle oligarchie moscovite: nella capitale sono arrivate cinquanta persone e per due settimane hanno circolato indisturbate per la città, armati fino ai denti, con un materiale bellico di provenienza interna. ([[Gennadij Zjuganov]])
*L'assedio del teatro danneggiò spaventosamente la causa dei ceceni e degli oppositori della guerra in Russia e divenne una vera pacchia per il Cremlino. Per caso o per un progetto preciso, offrì a Putin la possibilità di riaprire il dialogo con l'Occidente. Ora il governo era in grado di sostenere che i ceceni si erano finalmente dimostrati dei veri e propri terroristi e che la Russia doveva essere considerata come la vera vittima del terrore. La guerra in Cecenia doveva essere ritenuta giusta e onorevole. ([[Aleksandr Goldfarb (biologo)|Aleksandr Goldfarb]])
*Ma come mai e perché nel commando ceceno militavano ben diciotto donne cinte di cartucciera zeppa di tritolo? Nella società islamica dove il ruolo della donna è marginale, il fenomeno delle terroriste che si uccidono per uccidere è abbastanza recente; a ben pensarci è un fenomeno postmoderno che ha brutalizzato l'ideologia nazionalistica. Ebbene, la presenza di quelle diciotto vedove nere cecene, tutte belle, giovani, qualcuna visibilmente terrorizzata, risulta anacronistica. In Cecenia l'islam arriva grosso modo solo nell'800 e soltanto nei '90 subisce una forte accelerazione. Quella società islamica non può dunque non essere tradizionale sicché il posto delle diciotto poverine «doveva essere» la casa dove elaborare il lutto dividendosi tra i figli e il pianto. Invece eccole morire alla pari degli uomini di cui sono schiave: infine eguali in forza della morte chimica. ([[Igor Man]])
*Molti dei terroristi-kamikaze, uccisi con il gas, erano donne. Volevo capire cosa spinge una donna, anche molto giovane, a imbottirsi di esplosivo e sedersi in mezzo al pubblico di un teatro, pronta a farsi saltare in aria. Ho scoperto così un lugubre mondo di vedove, sorelle e madri private dei propri figli. La vera ragione, forse, di quella strada senza futuro, alimentata dall'odio e dalla vendetta, che conduce alla scelta del terrorismo più disumano e brutale. [...] Anche tra gli uomini destinati alla morte da kamikaze, le motivazioni sembrano le stesse. Si sa che molti dei terroristi uccisi erano bambini all'epoca dei bombardamenti di Groznyj del 1994 e 1996, spesso gli unici sopravvissuti delle loro famiglie. La motivazione religiosa di matrice islamica, ben viva nel contesto palestinese e iracheno, qui non sembra entrarci per nulla. ([[Giorgio Fornoni]])
*Non ci fu alcuna indagine appropriata sulla tragedia, al contrario quasi tutti i terroristi ceceni furono giustiziati sul posto; non si indagò mai sulla natura del gas letale né su chi avesse preso la decisione critica di pompare un veleno chimico in uno spazio ristretto pieno di persone. Rimangono molte domande aperte sull'assedio del teatro. In parole povere, queste sono: primo, come è stato possibile che cinquanta o più ceceni, armati fino ai denti con mitragliatrici e giubbotti esplosivi, abbiano potuto attraversare Mosca senza essere fermati dalla polizia? Per darvi un'idea, io non sono mai stato a Mosca senza essere detenuto, anche se per tempi brevi, dallo Stato. Controllano il passaporto, verificano l'indirizzo, sprecano il tuo tempo con una persistenza che fa intorpidire le ossa. Secondo, perché i terroristi non hanno fatto esplodere le loro bombe quando il gas è stato rilevato? Sono passati circa dieci minuti prima che facesse completamente effetto. Terzo, perché quasi tutti i terroristi sono stati giustiziati? Quarto, perché non c'era antidoto contro il gas velenoso? ([[John Sweeney (giornalista)|John Sweeney]])
*[[Aleksandr Val'terovič Litvinenko|Saša]] non esitò un istante a dirsi sicuro che l'assedio del teatro fosse un'altra cospirazione mirante a rafforzare la politica bellicosa di Putin e a etichettare come terrorista il governo di Aslan Maschadov, in sostanza «una nuova versione degli attentati ai condomini». Quando Saša mi raccontò la sua teoria, io non gli diedi molto retta. Ma lui la sostenne con una vivace spiegazione.<br>«Senti», disse, «immagina di essere un agente dell'FSB di nome [[Movsar Baraev]]. Il tuo ''oper'' viene da te e ti offre un affare molto vantaggioso. La tua banda andrà a Mosca senza che la polizia intervenga, garantito; poi t'impadronirai del teatro e lo minerai con esplosivi finti. I russi negozieranno e accetteranno di aderire a un cessate il fuoco in Cecenia. Tu torni a casa da eroe e sarai anche tonto, non ci vedi alcuna trappola. Pensi che negozieranno davvero per la pace. Non capisci che stanno attirando la tua banda nei mirini dei loro fucili. Perciò accetti. Dopotutto, hai già fatto affari con l'FSB.<br>Poi l'FSB usa gas che si presume non siano letali e spara a tutti i tuoi uomini. Ma sbagliano con il gas e un sacco di persone muoiono. E tra l'altro, il fatto di darne la colpa a Zakaev e Maschadov è il loro modo di reagire all'incontro che hai combinato tra Rybkin e Zakaev a Zurigo.» ([[Aleksandr Goldfarb (biologo)|Aleksandr Goldfarb]])
===[[Catherine Belton]]===
{{cronologico}}
*Ciò che accadde al Cremlino la notte in cui il teatro fu preso d'assalto è stato sepolto da allora dietro a un muro di segretezza. Ma di recente pare essersi aperta una breccia. Una fonte dice di essere stata coinvolta nelle discussioni che si svolsero al Cremlino in quel momento: quanto accadde fu l'esito disastroso di un piano che non era andato come doveva. Secondo il suo racconto, l'attacco al teatro fu pianificato da Nikolaj Patrušev, il perverso direttore dell'FSB, per cementare la presidenza di Putin. Non doveva essere altro che una messa in scena; l'idea era, una volta conclusa con successo l'operazione, di rafforzare l'autorevolezza del presidente e dare nuova linfa alla propaganda anticecena, che cominciava a languire. [...] Ma tutto andò a rotoli il primo giorno dell'assedio, quando uno dei combattenti uccise un civile che tentava di entrare nel teatro. Putin sprofondò nel panico, dice la fonte: "Tutto uscì fuori controllo. Nessuno sapeva su chi o cosa fare affidamento".
*Al termine delle indagini, i procuratori scoprirono che le due bombe principali collocate all'interno dell'auditorium erano sostanzialmente un inganno. Almeno una parte di quanto diceva la fonte suonava vera. "Le bombe non erano state preparate per essere usate: i detonatori non avevano alcun innesco", diceva il rapporto. "Non c'erano batterie... Le bombe si rivelarono a salve". Lo stesso dicasi per le cinture esplosive, nonché per altri esplosivi. Molte delle donne con le cinture erano con gli ostaggi nell'auditorium, ma anziché azionare l'esplosivo come avevano minacciato, persero i sensi per il gas. Invece di prenderle per interrogarle e arrivare al fondo della trama terroristica, i servizi di sicurezza russi le uccisero tutte.
*Subito dopo l'assedio, molte delle questioni irrisolte vennero accantonate e la maggior parte della popolazione si limitò a tirare un sospiro, sollevata per il fatto che le vittime non fossero state di più. Putin venne lodato sia dai leader internazionali che dai politici locali per come aveva gestito la situazione. Il suo indice di popolarità non era mai stato così alto da quando era stato eletto. Invece di un rimpasto, per aver consentito a un gruppo di terroristi armati di arrivare al centro di Mosca, i servizi di sicurezza russi ottennero una ricompensa con l'aumento dei fondi. E l'attacco permise agli uomini di Putin di intensificare la loro azione militare in Cecenia, stracciando i piani di riduzione delle truppe. Innumerevoli ceceni cominciarono a sparire dalle loro case in seguito a irruzioni notturne e l'urgenza che aveva il Cremlino d'intavolare le trattative di pace con il leader ceceno Alan Maškadov, da un giorno all'altro, svanì. La guerra era tornata a godere del sostegno popolare. Maškadov era stato completamente screditato; le autorità russe lo accusarono di essere il mandante dell'attacco, ma senza mai presentare alcuna prova, a parte un vecchio video con minacce di un'offensiva, e Maškadov stesso negò qualsiasi coinvolgimento.
===[[Zbigniew Brzezinski]]===
{{cronologico}}
*Si tratta di una conseguenza dell'indifferenza mostrata dal mondo intero di fronte alla lenta ma progressiva distruzione di una piccola nazione, di fronte al lento ma progressivo genocidio di un piccolo popolo. L'unica soluzione è che il Cremlino comprenda ciò che l'America comprese ai tempi del Vietnam e prima ancora la Francia ai tempi dell'Algeria: la necessità di riconoscere il diritto all'autodeterminazione di un popolo, in questo caso quello ceceno.
*C'è un'interessante domanda che bisogna porre in questo momento: chi nell'attuale struttura del potere russo ha cooperato con chi ha pianificato questo attacco terroristico nel centro di Mosca? [...] Senza tali aiuti nulla del genere sarebbe stato possibile.
*Ogni persona razionale, padrone del proprio intelletto, non può non chiedersi come sia mia stato possibile che un gruppo di individui, forse nel numero di quaranta, molti dei quali indossano un'uniforme regolare, con in braccio armi di tipo automatico e in possesso di numerose cariche esplosive abbiano potuto arrivare tranquillamente a Mosca, muoversi in strada agilmente con dei veicoli fino a raggiungere il teatro, entrare senza incontrare alcuna difficoltà e quindi prendere in ostaggio diverse centinaia di persone. Mi pare del tutto ovvio che qualcuno ha avuto un'interesse concreto nel fatto che tutto ciò si avverasse.
===[[Giulietto Chiesa]]===
{{cronologico}}
*Chi scriverà la storia di questa storia avrà pane per i suoi denti. Perché balzano agli occhi, nel suo esito tragico, troppe incongruenze che la logica non può spiegare.
*Resta l'evidenza di un commando troppo inesperto, con un capo dotato di una storia personale tra le più equivoche, ma inesperto e senza carisma, circondato di giovani impauriti – così li hanno descritti quelli che ci hanno parlato insieme – che non sapevano fronteggiare le evenienze più elementari, che non avevano saputo fin dall'inzio nemmeno blindare le entrate del teatro. Tant'è vero che in quel colabrodo pieno di ostaggi hanno potuto entrare a più riprese giornalisti stranieri e russi, avanguardie dell'offensiva inevitabile delle teste di cuoio della Brigata Alfa, acquartierate nei pressi del palazzo della cultura sovietica, trasformato in teatro della cultura americana.
*Mi raccontano, al telefono, che nelle poche famiglie di Grozny dotate di televisori, gli eventi moscoviti venivano seguiti con manifestazioni di giubilo, per una vendetta che si sperava sarebbe stata consumata con molto sangue russo. Non so se sia vero, ma è attendibile, conoscendo il clima di quelle parti dopo cinque anni complessivi di guerra e 130 mila morti civili.
*La vendetta di Putin calerà in primo luogo sui vicini. Lo esige il suo prestigio lesionato. Perché è vero che molti parenti degli ostaggi rimasti in vita lo ringraziano oggi per la sua decisione, ma nessuno potrà dimenticare tanto presto che un commando di kamikaze è entrato nella città più munita della Russia e ha contribuito a farne morire decine.
===[[Maša Gessen]]===
*All'inizio, credo, gli organizzatori dell'assedio del teatro [...] e i loro bracci operativi avevano motivazioni diverse: i ribelli ceceni volevano far capire ai russi attraverso la paura l'incubo della loro guerra; alcuni di quelli che dalla parte russa li avevano aiutati a eseguire i loro piani, molto probabilmente, erano motivati solo dal denaro; altri, sui due fronti, stavano sistemando conti personali; altri ancora erano impegnati in grandi disegni politici che potevano o meno coinvolgere il vertice. Una cosa è certa: i sequestri sono avvenuti, le forze del governo che operavano sotto la supervisione diretta di Putin hanno fatto di tutto perché le crisi finissero nel modo più orrendo possibile – per giustificare la continuazione della guerra in Cecenia, l'ulteriore repressione dei media e dell'opposizione nel paese e infine per prevenire le possibili critiche da parte dell'Occidente che, dopo l'attentato alle torri, era costretto a riconoscere in Putin un alleato nella lotta contro il territorio islamico. C'è un motivo per il quale i militari russi si sono comportati a Mosca [...] in modi che hanno aumentato lo spargimento di sangue: il loro vero scopo era di provocare paura e orrore. Questa è la classica modalità operativa dei terroristi, e in tal senso si può affermare con certezza che Putin e i terroristi hanno agito di concerto.
*Alle 5.30 di sabato mattina, il terzo giorno del sequestro, due degli ostaggi chiamarono ''Echo Moskvy'', la più importante stazione radio della città. «Non so cosa stia succedendo», disse una donna singhiozzando al telefono. «C'è del gas. Sono tutti seduti nella sala. Ve lo chiediamo per favore, non vogliamo essere il nuovo ''[[Incidente del K-141 Kursk|Kursk]]''». Non riuscendo più a parlare passò il telefono al suo amico, che disse: Sembra che stiano cominciando a usare la forza. «Per favore, se c'è una possibilità non abbandonateci. Vi preghiamo». È disperatamente evidente che né gli ostaggi, né i loro familiari fuori dal teatro avevano la minima fiducia nell'esercito russo. Il riferimento al ''Kursk'' era chiarissimo: non credevano che il governo avesse alcun rispetto per la vita umana.
*Il sequestro nel teatro di Mosca è stato al contempo una delle operazioni di maggiore successo e uno dei recuperi degli ostaggi più fallimentari della storia.
===[[Michail Gorbačëv]]===
{{cronologico}}
*Molto resta ancora da chiarire, ma l'accaduto è una tragedia anche per l'Europa e per il mondo intero. Una tragedia che può essere paragonata a quella che colpì il mondo l'11 settembre 2001.
*Nelle condizioni estreme in cui si è svolta la tragedia, il presidente Putin ha agito con sangue freddo e responsabilità. So personalmente che gli è costato molto. Ma non poteva accettare una richiesta di capitolazione che era comunque impossibile da soddisfare.
*Gli ostaggi non ricevevano cibo né acqua, non potevano muoversi, nemmeno usare il bagno. Non potevano comunicare, sempre sotto tiro dei kalashnikov in un locale farcito di esplosivo che avrebbe potuto sterminare tutti, ostaggi e terroristi. Che per giunta rinnovavano le loro minacce di fucilare i prigionieri se non fossero state soddisfatte le loro richieste.
===[[Grigorij Javlinskij]]===
{{cronologico}}
*Stiamo tentando il possibile, ma per ora i guerriglieri vogliono parlare solo con Putin o con un suo diretto emissario. [...] Se avessero l'interlocutore che vogliono, si potrebbe trattare anche una soluzione intermedia.
*Un blitz da parte del potere federale? Non è in preparazione niente del genere. È da dentro il teatro che potrebbe partire una crisi. È lì che la situazione potrebbe esplodere.
*Non c'è prezzo che non si possa pagare per 700 vite umane, per qualsiasi vita umana.
*{{NDR|«Come sono questi terroristi?»}} Molto giovani. Sono dei ragazzi cresciuti in guerra, in un'atroce guerra, e non sanno che esistono altre realtà. Sono dei kamikaze.
===[[Garri Kasparov]]===
*L'unica conclusione certa da trarre da quella terribile tragedia era che la guerra in Cecenia non era cessata, malgrado i proclami di Putin, e che il suo regime non aveva un rispetto per la vita umana molto più elevato di quello dei terroristi: un punto che a quanto pare il governo voleva mettere in chiaro.
*La risposta del governo agli attacchi terroristici del teatro Dubrovka e di Beslan e a ciò che ne seguì dimostra che il regime di Putin non era interessato alla fiducia o alla sicurezza del popolo russo. Putin non aveva bisogno del popolo né della sua fiducia: aveva il petrolio, il gas, il controllo totale dei media e del governo e un apparato di sicurezza in rapida espansione. A differenza che in una democrazia, dove la perdita di fiducia del popolo per l'amministrazione le costerà presto il posto, essere un dittatore significa non dover mai dire mi dispiace, e non dover mai nemmeno affrontare la questione.
*La Russia di Putin evidentemente non considera la morte dei suoi cittadini un reato grave del quale le autorità coinvolte debbano rendere conto. Il regime putiniano non soltanto decorò e promosse, nel silenzio generale, gli artefici dell'irruzione al Dubrovka ma previde anche una immunità ''sine die'' per chiunque eseguisse i suoi ordini immorali. Non esistendo un'opposizione organizzata nella società russa, nel decennio successivo l'autoritarismo dolce assunse gradualmente i tratti sinistri di una dittatura fascista.
===[[Anna Stepanovna Politkovskaja]]===
{{cronologico}}
*Gli ultimi giorni sono passati nel delirio più completo. Mosca seppellisce gli ostaggi. Oggi, ieri, domani. È insopportabile... I defunti hanno volti tranquilli, per nulla deformati dalla morte, come se fossero addormentati; in effetti li hanno addormentati: la nostra nazione ha soltanto calcolato male la dose... (4 novembre 2002)
*Non mi è assolutamente piaciuto il comportamente tenuto dalla maggior parte dei ceceni importanti in quelle cinquantasette ore, quando tutto era appeso a un filo, l'intero Dubrovka poteva saltare per aria da un momento all'altro, e una loro parola agli uomini guidati da Baraev il giovane poteva avere un peso maggiore che quella di chiunque altro. Io, almeno, ne ero convinta. Ma quelle parole non sono arrivate. Non è successo nulla. Hanno deluso le aspettative. E ora questo appartiene alla storia. (4 novembre 2002)
*I terroristi avevano invitato [[Achmat Kadyrov|Kadyrov]] – tra tutti i possibili negoziatori proprio lui, il capo della Cecenia, il prescelto di Putin – e in cambio avrebbero ridato la libertà a cinquanta ostaggi. Ma Kadyrov non ci è andato, spiegando in seguito che non lo «avevano avvertito»... (4 novembre 2002)
*Ormai sono rimasti in pochi a dubitare che il paese sia cambiato dopo l'attentato terroristico del 23 ottobre scorso a Mosca. Sono diversi l'ideologia, lo spirito e i nostri umori. Molti ex putiniani convinti hanno cominciato a chiedersi: ma avrà senso la politica di terra bruciata che il presidente porta avanti nel Caucaso? Una parte dell'opinione pubblica, invece, ha radicalizzato le proprie posizioni antimusulmane. (13 febbraio 2003)
*Proviamo a vedere come vivono coloro ai quali la tragedia di ''Nord-Ost'' non ha fatto guadagnare «in pathos», ma che, anzi, ne sono usciti a pezzi. Proviamo a guardare il loro prima e il loro dopo. Le esistenze, uniche e irripetibili, che sono state spezzate. Le vittime che la macchina dello Stato sta cercando di dimenticare, inducendo noialtri a fare lo stesso. Le pulizie etniche che sono seguite al massacro. La nuova ideologia di Stato, letale per l'individuo. Putin l'ha illustrata più volte. E suona all'incirca così: «Non aspettatevi che le perdite ci frenino. Non lo faranno. Nemmeno se dovessero essere altissime». (2004)
*Come ha reagito l'opinione pubblica, la gente? Nessuna compassione per le vittime. Per lo meno nessuna compassione organizzata in reazione sociale e pubblica che le autorità non potessero ignorare. Anzi. La nostra società traviata vuole quiete e agio anche a prezzo della vita altrui. E passa oltre la tragedia di ''Nord-Ost'', fidandosi del (comodo) lavaggio del cervello messo in atto dallo Stato più che della realtà dei fatti o delle parole di un vicino coinvolto in prima persona. (2004)
*Solo un pazzo potrebbe invidiare i ceceni che vivono in Russia. La loro vita non è mai stata rose e fiori neanche in passato, ma dopo il caso ''Nord-Ost'' la macchina della vendetta etnica di Stato ha ingranato la velocità massima. Attacchi razzisti e purghe sotto l'egida della polizia sono diventati routine. Basta un attimo per perdere la vita, la casa, il lavoro, la terra sotto i piedi... E la ragione è una sola: sono ceceni. Per loro la vita a Mosca e in molte altre città non solo è impossibile, con gente che pur di sbatterti qualche anno in galera ti infila della droga in tasca e delle pallottole in mano; la realtà è diventata un incubo, un vicolo cieco, un muro di gomma senza uscita per chi viene considerato apertamente un paria. Un tipo di vita a cui non sfugge nessuno, bambini e vecchi inclusi. (2004)
*Dopo la tragedia del teatro Dubrovka le autorità non hanno fatto altro che assolversi, lodarsi, coccolarsi. E invece la seconda guerra cecena non solo non è finita, ma ha stretto ancora di più la sua morsa. È degenerata nell'annientamento e nella neutralizzazione di chiunque lavori per la pace e cerchi di impedire che la crisi cecena sfoci in nuovi atti di terrorismo quale unica risposta lecita al terrorismo di Stato in Cecenia e Inguscezia. È una tautologia: il «terrorismo antiterrorismo» russo è diventato il tratto distintivo della nostra vita da ''Nord-Ost'' a Beslan. Terrorismo e antiterrorismo, macine di uno stesso mulino che ci riduce in farina. Il numero degli attentati è cresciuto in progressione geometrica. La strada che da ''Nord-Ost'' porta a Beslan è sotto i nostri occhi. (2004)
*Nei due anni successivi all'attacco con i gas il potere non ha avuto alcuna pietà per le vittime. L'indagine è degenerata in un'azione politica mirata a scagionare i colpevoli, e in ultima istanza è stata insabbiata. Le vittime della tragedia, si sostiene ufficiosamente, sono morte a causa degli innumerevoli disturbi legati alla disidratazione e allo stress, e solo in minima parte per effetto di una «sostanza chimica non identificata».<br>In due anni non sono riusciti a identificarla. (26 ottobre 2004)
*In molti certificati di morte non sono indicati né il luogo né l'ora del decesso, e neppure se abbiano ricevuto soccorso medico. Inoltre, spesso le cause del decesso riportate ufficialmente sono al limite dell'inverosimile. Come si può credere che aluni ostaggi siano morti per l'aggravarsi di malattie croniche preesistenti, quando le famiglie sostengono che non ne fossero per niente affetti?<br>Il gas, quel maledetto gas segreto: è questa la causa per cui l'inchiesta (di competenza della procura della città di Mosca) continua a farfugliare risposte senza senso e a non fornire nulla di preciso. L'indagine per tutti questi tre anni si è "seduta" sul segreto del gas e come su un baule con le valchirie e con devozione ha protetto questo strumento militare da chiunque.<br>Naturalmente, in tre anni d'indagini il gas non è mai stato identificato ufficialmente. L'attività investigativa aveva tutt'altro obiettivo: giustificare tutte le azioni delle forze speciali e della struttura governativa. (24 ottobre 2005)
*La sera prima del blitz si sperava ancora in un accordo. Le loro richieste erano primitive, ma avevano una logica: Putin doveva almeno far vedere di voler fermare la guerra. Dirlo in tv, ritirare le truppe da un distretto ceceno. Non chiedevano né treni, né aerei, né soldi, né droga. Avevo trasmesso le loro richieste dopo essere uscita. Poi è successo quello che è successo. Probabilmente, se avessi saputo come sarebbe andata a finire, non sarei entrata per il negoziato. Avevo capito che le cose stavano andando male alle due di notte: dovevo rientrare nel teatro, invece aveva vinto l'idea dei servizi, niente più trattative. Era chiaro che ci sarebbe stato l'assalto. Ma non potevo immaginare che avrebbero usato il gas, anche se li vedevo scavare passaggi. (9 ottobre 2006)
===[[Anna Zafesova]]===
{{cronologico}}
*La presa degli ostaggi nel teatro della Dubrovka era una tragedia diversa da tutte le altre tragedie russe. Fino a quel momento la guerra nel Caucaso era stata lontana. [...] Stavolta la guerra era arrivata nella Mosca bene, aveva colpito in pieno quella nascente borghesia che si era appassionata alla neonata moda dei musical ed era andata al primo spettacolo del genere nato in casa, a sfidare i prodotti di Broadway.
*Tra i 916 ostaggi c'erano la figlia di un ex ministro, attori, cantanti, imprenditori, turisti occidentali (75 persone), che avevano pagato un biglietto costoso e che non prendevano mai la metropolitana. Era gente i cui figli non venivano mandati a combattere nel Caucaso. Era gente alla quale certe cose non potevano succedere.
*Era il primo atto terroristico con i cellulari e gli ostaggi mandavano sms ai parenti. Tutti, o quasi, a Mosca conoscevano qualcuno che aveva i loro cari lì dentro. Ammazzare i ceceni nel cesso all'improvviso non sembrava più una soluzione.
*La maggior parte delle vittime morì già in ospedale, oppure nelle ambulanze dove venivano accatastati in pile, come cadaveri, dopo essere stati lasciati senza soccorso per ore. Il ministro della Salute annunciò trionfante che il gas era "un segreto di Stato", e i suoi inventori – con un decreto altrettanto segreto – vennero insigniti di alte onorificenze. I parenti delle vittime l'anno scorso sono riusciti a dimostrare al Tribunale di Strasburgo che i loro cari – tra cui numerosi bambini – sono morti per colpa del governo russo.
*Perché nessuno dei 35 ceceni riuscì a far brillare nemmeno un ordigno, visto che il gas non aveva un effetto immediato e alcuni terroristi aprirono anche il fuoco contro le teste di cuoio che irrompevano nell'edificio? Perché le "vedove nere" avevano in tasca biglietti di ritorno se era una missione suicida? Sia alcuni ceceni che esponenti delle autorità a un certo punto si fecero sfuggire che le bombe erano senza innesco, per evitare la strage. I ceceni contavano su una trattativa in diretta tv, e di fuggire per tornare a casa. Pensavano che il Cremlino non avrebbe accettato un massacro a Mosca. Si sbagliavano. I tempi erano cambiati. Alla Dubrovka lo Stato russo si riappropriò del suo storico diritto di uccidere i suoi cittadini per dimostrare la propria forza.
==Voci correlate==
*[[Movsar Baraev]]
*[[Russia sotto Vladimir Putin]]
*[[Seconda guerra cecena]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sulla}}
[[Categoria:Attentati terroristici in Russia]]
[[Categoria:Eventi degli anni 2000]]
[[Categoria:Storia della Russia]]
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Carlo Marincovich
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Danyele
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'''Carlo Marincovich''' (1935 – 2008), giornalista e velista italiano.
==Citazioni di Carlo Marincovich==
{{cronologico}}
*Un ragazzo buono e generoso [[Elio De Angelis]], corretto in pista e fuori pista, apprezzato da tutti i suoi colleghi oltre che dal grande pubblico della Formula Uno. [...] il volto buono e gentile di un pilota più bravo di quello che le statistiche mostrano.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1986/05/16/quando-la-vita-dipende-da-una-vite.html Quando la vita dipende da una vite]'', ''la Repubblica'', 16 maggio 1986.</ref>
*[[Hubert Auriol]], un bel ragazzone francese, sempre allegro, elegante nei modi e nel parlare, sembra più un raffinato attore di teatro che una delle "bestie" che affrontano ogni anno questa follia ambulante che è la Parigi-Dakar.<ref name="Dakar">Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/01/21/troppo-bello-per-inferno.html Troppo bello per l'inferno]'', ''la Repubblica'', 21 gennaio 1987.</ref>
*[...] la [[Rally Dakar|Dakar]] non è soltanto l'avventura di questi divi del manubrio o del volante. È anche, e più spesso, l'anticamera della morte per molti altri.<ref name="Dakar"/>
*[[John Barnard|Barnard]] non sa disegnare. Passa l'intera mattinata sedendosi su uno sgabello vicino ai disegnatori e ad ognuno dice fai così, arrotonda là, più inclinato da quella parte, correggi di qua eccetera. Lui da solo non saprebbe da dove cominciare. Certo è un po' lento ma la cosa straordinaria è che in ogni momento lui ha una visione globale dell'intera vettura che deve ancora nascere.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/06/10/questa-pista-vergognosa.html 'Questa pista è vergognosa']'', ''la Repubblica'', 10 giugno 1990.</ref>
*[...] in [[Gran Premio del Belgio 1991|Belgio]] la Jordan si ritrovò senza pilota. Il "suo" Gachot era stato sbattuto in galera senza tanti complimenti da un giudice inglese per aver aggredito un tassista in Hyde Park. Al posto di Gachot arriva uno sconosciuto di 22 anni, Michael Schumacher pilota della Mercedes Benz che lo fa salire sulla Jordan per "fargli fare esperienza" in F.1 ma anche donando alla Jordan un obolo di 300 milioni. Schumacher in Belgio fa faville, non ha mai corso a Spa, il giorno prima delle prove va a conoscere la pista con una bicicletta e sulla griglia di partenza è ottavo. Un miracolo, il Senna del Duemila affascina tutti.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1991/09/06/senna-ferrari-contatto-decisivo.html Senna - Ferrari, contatto decisivo]'', ''la Repubblica'', 6 settembre 1991.</ref>
*[[Jean Todt]] [...] si è fatto la nomea del Napoleone delle corse. Piccolo, energico, decisionista, capace di galvanizzare le truppe e portarle a vittorie sfolgoranti.<ref name="Todt">Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/04/09/ferrari-ultima-pazza-idea.html Ferrari, l'ultima pazza idea]'', ''la Repubblica'', 9 aprile 1993.</ref>
*{{NDR|Sul [[circuito di Donington Park]]}} Un circuito difficile, più adatto alle moto e ai kart che non alla F.1 che si esibirà per l'ennesima volta nel solito vecchio "trenino" di macchine una dietro l'altra, visto che per superare l'unica possibilità è quella di buttarsi nei prati.<ref name="Todt"/>
*[[Autodromo nazionale di Monza|Monza]] [...] è al centro dell'automobilismo sportivo italiano e non solo italiano. [...] è su quei vialoni nel bosco che si è dipanata la storia dell'automobilismo attraverso tante marche e modelli di vetture che qui cercavano una volta l'agognato "progresso". È qui che si è creato il mito della velocità, delle prestazioni, della competizione. E anche qui, sia pure involontariamente, che si è creato il mito dell'automobilista scapestrato, che spesso confonde strade e autostrade per la pista brianzola. È qui che sono morti in tanti, nomi famosi, rimasti nella leggenda dello sport e anche un po' dell'orrore. Nei tempi moderni Monza vuol dire soprattutto Ferrari. Lombarda la prima, emiliana la seconda, sono intimamente legate perché è qui che la Ferrari ha trovato, da quando esiste la F.1 [...], la propria casa, il proprio habitat naturale. Se ancora oggi gli spettatori arrivano da Agrigento e da ogni dove lontano, è per la Ferrari. [...] Altro mito nel mito. Un binomio intoccabile.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/09/05/la-ferrari-vuole-uscire-dall-incubo.html La Ferrari vuole uscire dall'incubo]'', ''la Repubblica'', 5 settembre 1996.</ref>
*[...] il volto buono della Formula 1. [[Michele Alboreto]] rappresentava per mille motivi la faccia bella, pulita, serena di una medaglia che non sempre brilla.<ref name="Alboreto">Da ''[https://www.repubblica.it/online/sport/alboreto/addio/addio.html Campione a misura d'uomo, fu l'ultimo italiano del Drake]'', ''repubblica.it'', 26 aprile 2001.</ref>
*[...] la [[Scuderia Ferrari|Ferrari]] è sempre un ciclone che rischia di travolgere tutto e tutti [...]<ref name="Alboreto"/>
*Gilles {{NDR|[[Gilles Villeneuve|Villeneuve]]}} era ed è tuttora una leggenda, un mito intramontabile dell'automobilismo. L'8 maggio 1982 fra le 13 e le 14 si stavano svolgendo le prove ufficiali del [[Gran Premio del Belgio 1982|Gp del Belgio]], su una pista ormai dimenticata, quella di Zolder. Gilles uscì velocissimo da un curvone a sinistra, imboccò un breve rettilineo che culminava con un'altra curva a destra. Uscito largo dalla curva, si trovò davanti, all'improvviso, un'altra macchina che andava piano. Ne toccò la ruota posteriore, e volò in aria. Una, due, tre giravolte orribili e prima di ricadere a terra vedemmo tutti il pilota volare via dalla vettura con tutto il seggiolino. Sembrò un pilota da caccia che si lancia con seggiolino e paracadute. Morì la sera all'ospedale di Lovanio. E quella scena orribile dell'auto che vola e del pilota che si proietta in un altro volo sembra oggi, a mente fredda, l'immagine simbolo di un ragazzo che era stato soprannominato "l'aviatore". Erano stati i meccanici della Ferrari a chiamarlo così, tanto era apparso subito spericolato, audace, quasi un barone rosso delle piste terrene.<ref name="Villeneuve">Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/05/08/zolder-82-ultimo-volo-di-gilles-ventanni.html Zolder '82, l'ultimo volo di Gilles. Vent'anni con il mito Villeneuve]'', ''la Repubblica'', 8 maggio 2002.</ref>
*Gilles Villeneuve ha vinto in tutto 6 gare, ma è rimasto nella storia e nel cuore della F.1. Come si spiega questo fenomeno più unico che raro? La simpatia, la generosità, il carattere impetuoso e un po' selvaggio, ma sopratutto i grandi duelli in pista. A lanciarlo nella leggenda fu il Gp di Francia di Digione nel 1978. Uno spettacolo unico, e mai più visto, di lui e René Arnoux che si prendono a ruotate in pista, come all'autoscontro. [...] Musei, cimeli che ancora oggi vanno e vengono nelle grandi aste, strade, piazze. Tutto si è intitolato a questo ragazzo impareggiabile (dava del voi a chi era più anziano di lui), che con sole sei vittorie continua a vivere nel cuore di tutti.<ref name="Villeneuve"/>
*Un bel personaggio, [[Eddie Irvine]]. Allegro e scanzonato. Diceva sempre quello che pensava. Non diceva mai obbedisco.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/01/24/irvine-scende-dalla-formula-scusate-non-pago.html Irvine scende dalla Formula 1. Scusate, non pago per correre]'', ''la Repubblica'', 24 gennaio 2003.</ref>
*Se il Raikkonen che abbiamo visto nel [[Gran Premio d'Australia 2007|Gp di Australia]] è lo stesso, cioè l'ubriacone, di cui hanno parlato le cronache invernali, allora possiamo stare tranquilli. Uno che va in quel modo dal primo all'ultimo giro passerebbe indenne su ogni etilometro. [...] non pochi avevano manifestato dei seri dubbi nell'inverno appena finito quando si leggeva che aveva alzato il gomito oggi qui domani là. [...] Può essere che beve il Raikkonen e che per tutta la corsa non fa che battere il record sul giro, cioè se stesso? Ma no, doveva essere tutta una balla per tenere desta l'attenzione su di lui in attesa di prendergli le misure dopo la sua prima gara in rosso. Adesso quella prima gara c'è stata e a Raikkonen non si può dare che 30 e lode.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/03/19/la-ferrari-che-vince-senza-schumi.html La Ferrari che vince senza Schumi]'', ''la Repubblica'', 19 marzo 2007.</ref>
*{{NDR|Sul [[campionato mondiale di Formula 1 2007]]}} Troppe volte, nell'arco di molti mesi, la Ferrari ci ha fatto star male, alternando figuracce, sconfitte, avarie tecniche, delusioni. Inutile negarlo: ci chiedevamo in silenzio e non senza preoccupazione che fine avrebbe fatto la nostra celebre scuderia orfana di Schumacher [...]. Ma nonostante tutto la Ferrari non si è mai abbattuta, non ha mollato fino all'ultimo e [...] proprio all'ultimo, è stata premiata. [...] I due piloti della McLaren sono stati in lite, più che in lotta, per tutta la stagione. Sempre in cagnesco e digrignando i denti. Raikkonen e Massa sono partiti alla pari, senza mai litigare, e lo sono rimasti [...]. La Ferrari ha saputo gestire uomini e mezzi. Della McLaren non si può proprio dire la stessa cosa. Tutti contro tutti dall'inizio alla fine con uno spettacolo non certo esaltante per lo sport. Sembrano impressioni messe insieme di corsa ma a pensarci bene riflettono due modi diversi di pensare e di agire. La Ferrari ha offerto l'immagine di una squadra unita e ben gestita, dove basta un cenno per dire cosa bisogna fare. Guardando la McLaren si ha invece l'impressione di uno starnazzare continuo dove ognuno va per conto suo. [...] Differenze che contano, che alla fine proiettano in direzioni molto diverse come sono molto diverse la vittoria e la sconfitta.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/10/22/raikkonen-vince-con-giallo-poi-nella-notte.html Raikkonen vince con giallo, poi nella notte trionfo Ferrari]'', ''la Repubblica'', 22 ottobre 2007.</ref>
{{Int|''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/02/20/ferrari-stop-barnard.html Ferrari, stop a Barnard]''|''la Repubblica'', 20 febbraio 1993.}}
{{NDR|Sulla [[Ferrari F93A]]}}
*Diciamoci subito la verità sulla Ferrari: per tutto il 93 non ci sarà altra macchina che questa F93 traballante e incerta. Un'amara verità che i responsabili della scuderia ammettono tra i denti consapevoli come sono che anche il 93 sarà un anno difficile con parecchi rospi da ingoiare. [...] prepariamoci quindi a lunghi mesi di sofferenze. Berger e Alesi, nonostante il bel sole, continuano qui a Imola ad annaspare tra rotture di cambi, di frizione, pozzanghere d'olio sull'asfalto, fumate sinistre e lunghe, lunghissime soste ai box.
*Quando la F93 fu presentata, avevamo tutti appreso che essa era nata come tappabuchi e che sarebbe andata avanti fino all'inizio dell'estate per poi lasciare il campo alla nuova vettura fenomeno progettata interamente da John Barnard. [...] Quella vettura invece non arriverà mai. Il 93 per la Ferrari sarà un altro anno di transizione. La delusione è grossa ma ha una sua logica inattaccabile. Da dicembre ad oggi sono cambiate molte cose in F.1. E la più importante riguarda i regolamenti che in parte sono già stati modificati per quest'anno e in parte verranno addirittura rivoluzionati per l'anno prossimo. [...] a che serve fare una macchina nuova se a novembre dovremo buttare via tutto per ricominciare daccapo con le nuove regole [...]? Conclusione inoppugnabile: tanto vale risparmiare tempo e soldi per il 93 e destinarli al programma 94.
*Restano due speranze. La prima, che [...] i giovani ingegneri della Ferrari imparino finalmente e disegnare telai. La seconda che la F93 oggi così recalcitrante, possa migliorare un po' perchè fare un campionato beccando sei secondi dalla Williams sarebbe disastroso.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/sport/giappone/giappone/giappone.html Premio che non consola]''|''repubblica.it'', 1º novembre 1999.}}
{{NDR|Sul [[campionato mondiale di Formula 1 1999]]}}
*Finisce il mondiale di fine secolo e la Ferrari ritorna mondiale. In Giappone non è andata come si sperava e come si voleva, ma un titolo mondiale è arrivato: quello dei costruttori. La Coppa che premia il lavoro di squadra, di meccanici, tecnici, piloti, di gente che ha sudato tutto l'anno senza conoscere notti e vacanze, mogli e bambini. Un giusto riconoscimento che la Ferrari merita in pieno per il coraggio e l'abnegazione dimostrate in questa stagione in cui si è trovata, a metà luglio, quasi nel baratro con l'incidente di Schumacher [...]. I maghi della F.1, uomini come Enzo Ferrari, Colin Chapman, Frank Williams hanno sempre attribuito a questa coppa il valore di un Oscar, il premio dei premi. Ed è sicuramente così.
*Ma non era questo il mondiale che si voleva, il mondiale di cui si parlava, il mondiale che la gente aspettava. [...] Volevano il titolo mondiale piloti. Perché è di questo che si parla sempre [...]. E che oggi doveva essere in mano a un irlandese, Eddie Irvine. Un ragazzo bistrattato per tre dei suoi quattro anni alla Ferrari e che all'improvviso si trova alle prese con un titolo mondiale, una cosa più grande di lui, dinnanzi alla quale si è forse sentito perfino un po' spaventato. Non l'ha vinto. Purtroppo per lui. E purtroppo anche per tutti noi che, diciamoci la verità, a questo titolo rivolgevamo i nostri sogni. Meglio che niente, è il commento che si raccoglieva ieri nei box rossi, sussurrato perché non apparisse una bestemmia.
*[...] tutti volevamo il titolo mondiale piloti, non l'altro che a molti appare quasi una coppetta di serie B, un ripiego. Certo non è così, questo titolo non è un ripiego ma una certa amarezza la lascia. Perché sono tre anni che la Ferrari arriva all'ultimo Gran Premio e fallisce. Fallisce, quanto meno, l'obiettivo più ambito. [...] Perché nel grande immaginario mondiale del popolo ferrarista è sempre contato il titolo piloti. Un fiasco allora? [...] No, questo non si può dire. La Ferrari si è dimostrata più competitiva dell'anno scorso, la Ferrari progredisce, sia pure lentamente, la Ferrari inorgoglisce. Tutto vero, tutto giusto. Però, il vero obiettivo ancora una volta non è stato centrato. Non è stato un fiasco ma neppure una vera vittoria. Una via di mezzo che non riempie di gioia, che sembra lasciare l'opera ancora una volta incompiuta.
==Citazioni su Carlo Marincovich==
*Era un amico ed è stato un maestro di innovazione: il primo giornalista italiano, io credo, a comprendere che la Formula Uno andava narrata non solo come momento di altissima tecnologia, ma anche, se non soprattutto, come umanissima emozione, generata da persone in carne e ossa, fragilissimi eroi pure quando sembravano fuoriclasse indistruttibili. Io a Carletto ho voluto molto bene. E mancherà a me, al giornalismo, allo sport, alla vita. ([[Leo Turrini]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Marincovich, Carlo}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Velisti italiani]]
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West
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Spinoziano
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{{voce tematica}}
[[File:Crossing the Mississippi on the Ice by C.C.A. Christensen.png|thumb|upright=1.3|''Attraversando il Mississippi sul ghiaccio'' (C. C. A. Christensen, 1878 ca.)]]
Citazioni sul '''West''' o '''Far West'''.
*Huxley, qui non stiamo nel Far West, okay?! E poi il Far West era tutto una leggenda, non è mai divertente uccidere la gente! ...Be', qualche volta sì. (''[[Demolition Man]]'')
*Il West è la storia di una conquista, di un travalicamento delle frontiere. Un'epopea di cambiamenti. Per questo ci affascina, perché è la metafora dell'uomo che si guadagna il suo spazio a dispetto della natura ostile e delle avversità. ([[Giancarlo Berardi]])
*L'Ovest americano conquistato dal sangue e dall'oro: in queste pianure e in queste montagne si riversarono avventurieri da tutti gli angoli della Terra. Erano uomini rudi e temerari, e dovevano esserlo: le terre selvagge non possono essere conquistate dai filosofi. Sia che un uomo viaggiasse solo o in carovana, aveva sempre una compagna che cavalcava al suo fianco: questa compagna era la morte. Le piste del vecchio Ovest erano cosparse delle sue vittime, ma per ogni uomo che cadeva ce n'erano migliaia pronti a tentar l'avventura, e dietro a loro mille e mille altri. (''[[I banditi della città fantasma]]'')
*La gente dice che il West fu conquistato dalla ferrovia. Mio padre diceva che fu conquistato dal filo spinato. (''[[Bad Girls]]'')
*Lei non è di queste parti, vero? Eh, è una terra promessa, caro lei. Diceva mio padre: "Il sole va verso l'Ovest come la fortuna". (''[[Gli amanti della città sepolta]]'')
*– Non vuoi aprire il Far West alla civilizzazione?<br>– Vieni qui. Forse questo non lo capirai, ma per me il West è come una bella donna, la mia donna. Mi piace com'è, non la voglio diversa. Sono geloso, non la voglio dividere con nessun altro. Non vorrei vederla civilizzata. (''[[Il cacciatore di indiani]]'')
*Qui nel West, Jim, ci si aspetta sempre che un uomo si difenda: se soltanto permette che sussista il dubbio è finito, per sempre. (''[[Il grande paese]]'')
*– Sono cresciuta fra sparatorie, razzie, vendette, impiccagioni...<br>– Ah, sapete una cosa? Questa storia la ripetono in ogni parte del West. (''[[La legge del più forte]]'')
==Voci correlate==
*[[Cowboy]]
*[[Diligenza (carrozza)]]
*[[Stati Uniti d'America]]
*[[Western]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}}
[[Categoria:Luoghi degli Stati Uniti d'America]]
[[Categoria:Regioni geografiche]]
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Damon Hill
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Danyele
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/* Citazioni di Damon Hill */ +4
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[[File:Damon Hill in the paddock before the 1993 British Grand Prix (32873541593) (cropped).jpg|thumb|Damon Hill nel 1993]]
'''Damon Graham Devereux Hill''' (1960 – vivente), pilota automobilistico britannico.
==Citazioni di Damon Hill==
{{cronologico}}
*[[Michael Schumacher|Michael]], nell'arco della sua carriera, è stato in grado di andare oltre i limiti praticamente sempre. L'invidia è una brutta cosa, ma bisogna essere onesti quando incontri uno più forte di te. Bisogna cercare di migliorare, perché nello sport c'è sempre qualcuno migliore di te.<ref>Da un'intervista al ''Times of India''; citato in ''[http://www.blogf1.it/2014/01/18/hill-su-schumi-pochi-rapporti-tra-noi-ma-mi-spiace/ Hill su Schumacher: "Pochi rapporti tra noi, ma mi spiace"]'', ''blogf1.it'', 18 gennaio 2014.</ref>
{{Int|''Hill contrattacca''|Intervista di Alberto Antonini, ''Autosprint'' nº 45, 7-13 novembre 1995, pp. 12-17.}}
*Ognuno ha la sua parte di responsabilità, [[Vittoria e sconfitta|quando si vince e quando si perde]]. Le vittorie e le sconfitte sono un fatto collettivo per tutto il team.
*In tutto l'anno, la [[Benetton B195|Benetton]] ha avuto un solo guasto tecnico. L'affidabilità di quella macchina è stata incredibile. [[Michael Schumacher|Michael]] non finisce mai quarto, o quinto, è sempre primo o secondo. Contro questa condizione, a noi serviva una specie di svolta per raggiungerlo in campionato.
*Arrivare in F.1 con moglie e figli mi sembra un vantaggio. Un sacco di campioni avevano famiglia: Mansell, Prost, Lauda, Stewart, mio padre... Credo che il fatto di avere moglie e figli ti renda più responsabile, più professionale. [...] Si cambia, non c'è niente da fare. Ho scoperto che inizi a valutare di più il tempo che hai a disposizione, che questo diventa più importante.
*[...] secondo me l'[[automobilismo]] è già abbastanza interessante senza che uno ti tagli la strada. Oggi tutti parlano di sicurezza [...] e poi c'è gente come Michael Schumacher, e qualche altro pilota, che vuole imporre le proprie regole sulle piste.
{{Int|''[https://motori.fanpage.it/cinque-cose-da-sapere-su-graham-e-damon-hill-una-famiglia-nella-storia-della-f1/ Cinque cose da sapere su Graham e Damon Hill, una famiglia nella storia della F1]''|Da ''Watching the Wheels: My Autobiography'', 2016; citato in Alessandro Mastroluca, ''motori.fanpage.it'', 31 gennaio 2017.}}
*C'era un elemento di volontà di continuare questa missione. [...] [È stato difficile] separare il "puro me", il forgiare una mia autentica carriera, dal ragazzo ferito determinato a rivivere la vita del padre per esorcizzare quella perdita scioccante. Durante la mia carriera sono sempre stato confuso: non sapevo se ero davvero un pilota o qualcuno cui era stata affidata una missione da completare prima di poter diventare il mio vero io.
*Molti pensano che io sia [[Formula 1|qui]] perché ho un bel sorriso e un cognome famoso. E la Williams è naturalmente più incline a dare fiducia a un pilota che ha già vinto, non a qualcuno che dice di poterlo fare. Il fatto che sono alla Williams è una misura della mia determinazione ad avere successo.
*{{NDR|Dopo il ritiro}} Volevo andarmene. Sentivo che mi sarebbe successo quel che era accaduto a mio padre, che c'era un incidente ad aspettarmi dietro l'angolo. Pensavo che sarei morto di lì a poco. Volevo un'altra identità, o forse volevo indietro la mia, quella vera.
{{Int|''[https://www.clubalfa.it/141892-damon-hill-e-la-rivalita-con-michael-schumacher Damon Hill e la rivalità con Michael Schumacher]''|Da un'intervista ad ''Auto Motor und Sport''; citato in Natale Li Vecchi, ''clubalfa.it'', 8 febbraio 2020.}}
*Nel [[Campionato mondiale di Formula 1 1994|1994]] c'era un'attenzione politica enorme e una copertura globale impressionante dovuta anche alle tragedie che avevano caratterizzato quella stagione. Intervenne anche la FIA. Nel mezzo di tutto questo c'era un Campionato di Formula 1 combattuto da un ragazzo che tutti consideravano il numero due, contro Michael Schumacher che nessuno sapeva bene quanto fosse bravo.
*{{NDR|Sul [[Gran Premio del Giappone 1994]]}} Sapevo che dovevo battere [[Michael Schumacher|Michael]] per mantenere vivo il campionato e quindi ero determinato a spingermi al massimo. A Suzuka le condizioni erano estreme e questo rendeva tutto ancora più impegnativo. Contro Michael sotto il diluvio, in battaglia per il Campionato del Mondo, su uno dei tracciati più difficili sento di aver guidato come chi è fuori di testa. [...] L'ultimo giro non ricordo nemmeno di essere riuscito ad avere il controllo della macchina, era quasi come se la farfalla fosse spalancata e stavo solo resistendo [...]. In realtà mi ha spaventato la situazione. Sono sceso dalla monoposto e sono rimasto davvero scioccato perché era quasi come se fossi diventato leggermente matto in macchina per andare così veloce [...]. Ero abbastanza sollevato di essere fuori dalla macchina.
*{{NDR|Sul [[Gran Premio d'Australia 1994]]}} [...] non mi sarei aspettato che Schumacher mi avrebbe buttato fuori se fossi riuscito a superarlo. Tuttavia mi chiedo anche: cosa avrei fatto io nella sua posizione?
*[...] per Michael diventare il migliore rappresentava una missione di vita e penso abbia completato questo obiettivo.
{{Int|''[https://www.formulapassion.it/f1/f1-news/hill-senna-era-lachille-della-formula-1-la-sua-morte-diede-una-direzione-diversa-allo-sport Hill: "Senna era l'Achille della Formula 1. La sua morte diede una direzione diversa allo sport"]''|Da un commento al ''Telegraph''; citato in Valerio Barretta, ''formulapassion.it'', 1º maggio 2024.}}
*{{NDR|Su [[Ayrton Senna]]}} Aveva solo 34 anni quando è morto. Non c'è età, in realtà, per le dimensioni della leggenda che aveva già creato. La sua morte e le circostanze che l'hanno accompagnata – il mistero, i processi, il funerale – hanno moltiplicato la sua leggenda in modo esponenziale, conferendo alla sua vita un'aura da mitologia greca. In fondo era l'Achille del nostro sport. Sembrava che fosse sempre in guerra, con qualcosa o qualcuno. C'era una furia nella sua guida e un conflitto nella sua anima che rendevano Ayrton un concorrente assolutamente affascinante, che incuteva timore e soggezione.
*Se devo essere sincero, pur essendo stato suo compagno di squadra alla Williams all'epoca, non posso dire di averne conosciuto l'uomo. Ho avuto la possibilità di lavorare un po' con lui, cosa che considero un privilegio molto prezioso. Posso dire che era spaventosamente veloce, ma lo sapevamo tutti [...]
* [...] la F1 ha preso una direzione diversa dopo quel weekend, anche perché doveva farlo o sarebbe stata punita. [[Gran Premio di San Marino 1994|Imola '94]] è stato il momento in cui, per necessità, la F1 è cresciuta.
*Imola 1994 è stato un momento di svolta per la F1, perché ha trasmesso il lato oscuro di questo sport direttamente nei salotti degli spettatori in una giornata di primavera altrimenti perfetta. E in quel momento il nostro sport ha dovuto guardarsi allo specchio e decidere come proiettarsi in futuro: come uno sport spericolato, insensibile, che sacrifica le persone, o come uno sport adulto, responsabile, sofisticato e disciplinato. La morte di Roland ci ha sconvolto, ma non come l'incidente di Ayrton: lui era venerato come un Dio delle corse dalla maggior parte delle sue centinaia di migliaia, se non milioni, di fan. Oltre che dall'intero Brasile.
===Citazioni non datate===
*Di sicuro [[Michael Schumacher]] ha lasciato un segno indelebile nella storia della F.1, la maggior parte sulla mia carrozzeria.<ref>Citato in Paolo Ciccarone, ''[https://www.automoto.it/formula1/damon-hill-il-capitan-zero-della-formula-1.html Damon Hill, il Capitan Zero della Formula 1]'', ''automoto.it'', 9 ottobre 2015.</ref>
==Citazioni su Damon Hill==
*Damon, pilota sicuramente veloce e capace, ha mostrato [...] quelli che sono i suoi limiti [...]: proiettato nel firmamento della F.1 nell'era del dopo Senna, dopo Prost, dopo Mansell, dopo Piquet, ha avuto sulla sua strada un solo pilota da battere per vincere {{NDR|Schumacher}} e ha perso nettamente il confronto. [...] Ecco, probabilmente Hill con i [...] sopracitati campioni non ha nulla da spartire, pertanto non gli basta l'auto migliore per primeggiare [...]. Diciamola, allora, la verità: Hill, in questa F.1, pur guidando la Williams, è il numero due. Quando ha corso, sempre con la Williams tra le mani, con Senna e Prost [...] è stato il numero tre. E se avesse corso ancora prima, con Mansell, Senna, Prost e Piquet? ([[Carlo Cavicchi]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Graham Hill]] – padre
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Hill, Damon}}
[[Categoria:Piloti di Formula 1 britannici]]
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Artemio Franchi
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[[File:De UEFA vergadert in het Hilton Hotel in Amsterdam UEFA president A Franchi (r, Bestanddeelnr 930-5434) (cropped).jpg|thumb|Artemio Franchi nel 1979]]
'''Artemio Franchi''' (1922 − 1983), dirigente sportivo italiano.
==Citazioni su Artemio Franchi==
*Dello sport italiano è stato capo storico e nume tutelare, avendo sempre goduto fuori dei confini di un prestigio personale assai superiore al movimento da lui rappresentato. [...] negli anni bui del declino, l'Italia era comunque una delle prime potenze calcistiche, grazie a questo straordinario dirigente che cavalcava con disinvolta souplesse la tigre dei complicati rapporti di potere, ormai ramificatisi nella gestione della cosa sportiva. ([[Adalberto Bortolotti]])
*Non conduceva battaglie, mirava alle pacificazioni, ai completi convincimenti. Se trovava porte sbarrate, lasciava perdere, per riprendere l'argomento in condizioni più mature. Aveva la vocazione dell'insabbiatore per quei fatti, polemiche, voci, contrasti, sospetti, capaci di guastare l'immagine della federazione, l'unica cosa che gli stava a cuore. E nel contempo era il confessore di tutti: in tal modo nulla gli sfuggiva e sempre aveva pronta – meditatissima – la strategia da seguire per qualsiasi evenienza. ([[Gualtiero Zanetti]])
==Voci correlate==
*[[Stadio Artemio Franchi]]
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Franchi, Artemio}}
[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]]
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Patrick Head
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Danyele
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'''Patrick Head''' (1946 – vivente), ingegnere britannico.
==Citazioni di Patrick Head==
*{{NDR|Sulla [[Benetton B195]]}} Senza essere scortese nei confronti di [[Damon Hill|Damon]] e della Benetton, perché lui è un ottimo pilota e Benetton un ottimo team – credo che [[Michael Schumacher|Schumacher]] renda la Benetton migliore di quanto sembri così come Ayrton Senna faceva con la McLaren. È un racer a tutto tondo, che aiuta anche il team a prendere ottime decisioni.<ref>Citato in Alessandro Secchi, ''[https://www.p300.it/f1-benetton-b195-la-storia-del-brutto-anatroccolo-diventato-cigno-iridato/ F1 {{!}} Benetton B195: la storia del brutto anatroccolo diventato cigno iridato]'', ''p300.it'', 15 gennaio 2025.</ref>
{{Int|''[https://www.formulapassion.it/opinioni/roberto-boccafogli/f1-patrick-head-williams-comera-bella-lavventura-frank-jones-piquet-villeneuve F1 {{!}} Patrick Head e la Williams: "Com'era bella l'avventura"]''|Intervista di Roberto Boccafogli, ''formulapassion.it'', 2 febbraio 2020.}}
*Ci accorgemmo presto che la [[Williams FW07|FW07]] era una vettura potenzialmente molto competitiva. Dopo il debutto in Spagna nel 1979, Clay Ragazzoni fu secondo a Montecarlo dietro la Ferrari di Scheckter, e concluse quel mondiale terzo dietro a Jody e a Gilles Villeneuve. Ma avevamo problemi di affidabilità. Già in Belgio andammo al comando con Jones ma ci fermò un problema all'impianto elettrico. Da metà stagione riuscimmo a mettere tutto insieme nel migliore dei modi e iniziammo a vincere: Clay Regazzoni vinse a Silverstone e Alan centrò altri quattro successi prima di fine anno. Eravamo pronti per combattere per il titolo l'anno successivo.
*[...] la forza della FW07 era una buona gestione dell'effetto suolo. Non abbiamo inventato niente: la Lotus era velocissima grazie a quel sistema già nel '77 e imprendibile un anno dopo con Andretti campione. La potenza di [[Lotus 79|quella monoposto]] era incredibile. Viaggiava come su un binario. Ebbi la fortuna di sapere che il team di Chapman aveva utilizzato a livello aerodinamico un tunnel in scala ridotta all'Imperial College, a Londra. Prendemmo anche noi quella strada e capimmo subito dai numeri che il sistema era quello che serviva per essere protagonisti nel futuro. Era il periodo delle minigonne: scorrevoli; poi fisse; quindi gradualmente ridotte in efficacia fino a essere bandite concludendo così un'epoca tecnica in F1. E ci trovammo tutti in piena era turbo.
*{{NDR|«Clay Regazzoni e Alan Jones furono i primi piloti della FW07. Chi dei due fu più decisivo a livello di sviluppo tecnico?»}} Per essere sinceri: lo sviluppo di una monoposto lo fanno gli ingegneri, non i piloti. E noi in Williams non facevamo differenza. E poi [[Alan Jones (pilota automobilistico)|Alan Jones]] non era proprio un pilota molto dedicato ai test: lui andava al cento per cento, in gara come in prova; ma gli interessava più finire il suo lavoro e andarsi a bere qualche birra, piuttosto che stare in riunione a discutere a livello tecnico. Era più dedicato [[Clay Regazzoni|Regazzoni]]: un vero gentleman. Qualsiasi monoposto gli davi, lui lavorava al massimo, dava il massimo, tentava di interagire con i tecnici il più possibile e non si stancava mai. La vera forza di Alan, quella che lo rese un tutt'uno con la monoposto, era la sua forza fisica. La FW07 non aveva servosterzo: in gara era massacrante e Alan era potente a livello di braccia, di polsi, di spalle.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Head, Patrick}}
[[Categoria:Ingegneri britannici]]
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Benetton B195
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Danyele
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{{Voce tematica}}
[[File:Benetton B195 left 2019 Michael Schumacher Private Collection.jpg|thumb|Benetton B195 (1995)]]
Citazioni sulla '''Benetton B195'''.
*In tutto l'anno, la Benetton ha avuto un solo guasto tecnico. L'affidabilità di quella macchina è stata incredibile. [[Michael Schumacher|Michael]] non finisce mai quarto, o quinto, è sempre primo o secondo. Contro questa condizione, a noi serviva una specie di svolta per raggiungerlo in campionato. ([[Damon Hill]])
*{{NDR|Dopo i test all'Estoril di fine 1995}} Nel primo giorno sono arrivato vicino ai tempi di Michael e mi sono detto "Domani troverò i decimi che mi mancano". Ma, quando ci ho provato, mi sono schiantato tre o quattro volte e ho pensato "Wow, Michael". Quella macchina era nervosissima: lui era stato capace di tenerla a bada non soltanto per un giro al limite, ma per 50, 60 o 70. ([[Gerhard Berger]])
*Quest'anno ci siamo ritrovati con una monoposto che di sicuro non era la miglior Benetton uscita dalla nostra factory. Tuttavia non abbiamo fatto rivoluzioni. Le novità sono state introdotte soltanto quando avevano superato ampiamente il collaudo delle prove private. Bisogna rilevare che la situazione risulta molto diversa se si è davanti oppure se si deve inseguire. All'inizio della stagione la Williams era più competitiva, ed è tornata ad esserlo [...] dal [...] Portogallo, almeno in condizioni da qualifica, però siamo riusciti ad essere affidabili e questo, soprattutto ad inizio anno, ci ha permesso di accumulare un buon vantaggio. ([[Ross Brawn]])
*Senza essere scortese nei confronti di [[Damon Hill|Damon]] e della Benetton, perché lui è un ottimo pilota e Benetton un ottimo team – credo che Schumacher renda la Benetton migliore di quanto sembri così come Ayrton Senna faceva con la McLaren. ([[Patrick Head]])
==Voci correlate==
*[[Benetton Formula]]
*[[Johnny Herbert]]
*[[Michael Schumacher]]
*[[Vettura di Formula 1]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Automobili]]
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Fusio
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Spinoziano
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forma; voci correlate
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Lavizzara Fusio panorama.jpg|thumb|Fusio]]
Citazioni su '''Fusio''', frazione di Lavizzara.
*''Amo Fusio, i tuoi poveri abituri | appollajati a la scogliera bruna; | ed il tuo fiume di valloni oscuri | imprigionato nell'angusta cuna; || e la pineta che con piè securi | per i declivi rapidi s'aduna; | e il poggio altier che da i cadenti muri | pare un maniero al lume de la luna; || e le candide vette e l'erma valle | a te da tergo dilatata e prona; | ove solinghe posano le stalle.'' ([[Alfredo Pioda]])
==Voci correlate==
*[[Prato (Lavizzara)]]
*[[Sornico]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi della Svizzera]]
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text/x-wiki
__NOTOC__
==Voci create o ampliate nell'ambito del progetto Mappe letterarie==
{{vedi anche|m:Mappe letterarie}}
Totale provvisorio: '''155''' voci create e '''34''' ampliate.
{{MultiCol}}
===Persone===
====Create====
#[[Alfredo Pioda]] - <small>2025-05-29</small>
#[[Felice Menghini]] - <small>2025-05-29</small>
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#[[Giuseppe Zoppi]] - <small>2025-06-07</small>
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#[[Mario Medici]] - <small>2025-06-13</small>
#[[Hermann Burger]] - <small>2025-06-19</small>
#[[Gerhart Hauptmann]] - <small>2025-06-23</small>
#[[Giuseppe Curti]] - <small>2025-06-23</small>
#[[Gaspero Barbera]] - <small>2025-06-23</small>
#[[Alexandre Cingria]] - <small>2025-06-23</small>
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#[[Maurice Chappaz]] - <small>2025-06-26</small>
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#[[Eyvind Johnson]] - <small>2025-06-30</small>
#[[Guido Calgari]] - <small>2025-08-23</small>
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#[[Oskar Keller]] - <small>2025-08-30</small>
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#[[Patricia Highsmith]] - <small>2025-06-20</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Patricia_Highsmith&diff=prev&oldid=1380386 +4]
#[[Filippo Sacchi]] - <small>2025-06-20/11-06</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Filippo_Sacchi&diff=1394050&oldid=1321732 +4]
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===Tematiche===
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#[[Fusio]] - <small>2025-05-29</small>
#[[Val Poschiavo]] - <small>2025-05-29</small>
#[[Chiesa dei Santi Fedele e Simone]] - <small>2025-05-29</small>
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#[[Val Bavona]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Basòdino]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Cevio]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Prato (Lavizzara)]] - <small>2025-06-07</small>
#[[Cavergno]] - <small>2025-06-07</small>
#[[Mendrisio]] - <small>2025-06-10</small>
#[[Verdabbio]] - <small>2025-06-10</small>
#[[Pian San Giacomo]] - <small>2025-06-10</small>
#[[San Bernardino (Mesocco)]] - <small>2025-06-10</small>
#[[Passo del San Gottardo]] - <small>2025-06-10</small>
#[[Locarno]] - <small>2025-06-10</small>
#[[Stadio del Lido]] - <small>2025-06-10</small>
#[[Maggia (fiume)]] - <small>2025-06-11</small>
#[[Bedretto]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Riva San Vitale]] - <small>2025-06-13</small>
#[[Chiesa di San Vitale (Riva San Vitale)]] - <small>2025-06-13</small>
#[[Battistero di San Giovanni (Riva San Vitale)]] - <small>2025-06-13</small>
#[[Canton Ticino]] - <small>2025-06-20</small>
#[[Terre di Pedemonte]] - <small>2025-06-20</small>
#[[Ponte Brolla]] - <small>2025-06-20</small>
#[[Passo del Bernina]] - <small>2025-06-23</small>
#[[Monte Generoso]] - <small>2025-06-23</small>
#[[Brissago]] - <small>2025-06-23</small>
#[[Arcegno]] - <small>2025-06-24</small>
#[[Brione Verzasca]] - <small>2025-06-26</small>
#[[Passo di Redorta]] - <small>2025-06-26</small>
#[[Passo del San Bernardino]] - <small>2025-06-30</small>
#[[Mergoscia]] - <small>2025-08-22</small>
#[[Monte Verità]] - <small>2025-08-22</small>
#[[Spruga]] - <small>2025-08-23</small>
#[[Casa Serodine]] - <small>2025-08-23</small>
#[[Chiesa della Santissima Trinità dei Monti]] - <small>2025-08-24</small>
#[[Casa Rusca]] - <small>2025-08-24</small>
#[[Castello Visconteo (Locarno)]] - <small>2025-08-24</small>
#[[Chiesa dei Santi Abbondio e Andrea]] - <small>2025-08-30</small>
#[[Sant'Abbondio (Gambarogno)]] - <small>2025-08-30</small>
#[[Indemini]] - <small>2025-08-30</small>
#[[Monte Tamaro]] - <small>2025-08-30</small>
#[[Monte Gradiccioli]] - <small>2025-08-30</small>
#[[Dirinella]] - <small>2025-08-30</small>
#[[Stazione di Bellinzona]] - <small>2025-08-30</small>
#[[Santuario della Madonna del Sasso (Orselina)]] - <small>2025-09-03</small>
#[[Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Locarno)]] - <small>2025-09-04</small>
#[[Chiesa di San Quirico (Minusio)]] - <small>2025-09-06</small>
#[[Castagnola-Cassarate-Ruvigliana]] - <small>2025-09-13</small>
#[[Intragna (Centovalli)]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Valle Onsernone]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Auressio]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Monte Limidario]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Golino (Centovalli)]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Isola di Sant'Apollinare]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Cima di Medeglia]] - <small>2025-10-08</small>
#[[Monte Ceneri]] - <small>2025-10-08</small>
#[[Gambarogno]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Magadino]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Canobbio]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Paradiso (Svizzera)]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Val Fedoz]] - <small>2025-10-20</small>
#[[San Carlo (Cevio)]] - <small>2025-10-24</small>
#[[Poschiavo]] - <small>2025-10-27</small>
#[[Casaccia (Bregaglia)]] - <small>2025-10-31</small>
#[[Campo (Svizzera)]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Niva (Campo)]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Linescio]] - <small>2025-11-06</small>
#[[Rovana]] - <small>2025-11-06</small>
#[[Cerentino]] - <small>2025-11-06</small>
#[[Boschetto (Cevio)]] - <small>2025-11-06</small>
#[[Monastero di Santa Maria Assunta (Bellinzona)]] - <small>2025-11-12</small>
#[[Gordevio]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Brusio]] - <small>2025-12-01</small>
#[[San Romerio]] - <small>2025-12-03</small>
#[[Arbedo-Castione]] - <small>2025-12-10</small>
#[[Bellinzona]] - <small>2025-12-10</small>
#[[Lumino]] - <small>2025-12-11</small>
#[[Passo San Lucio]] - <small>2025-12-15</small>
#[[Sementina]] - <small>2025-12-17</small>
#[[Camorino]] - <small>2025-12-17</small>
#[[Balerna]] - <small>2025-12-17</small>
#[[Chiasso]] - <small>2026-01-09</small>
#[[Distretto di Locarno]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Bavona]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Berzona]] - <small>2026-03-26</small>
#[[La Baronata]] - <small>2026-03-28</small>
#[[Passo di Cristallina]] - <small>2026-03-30</small>
#[[Bolle di Magadino]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Chiesa di San Bartolomeo (Maggia)]] - <small>2026-04-02</small>
#[[Sacro Monte di Brissago]] - <small>2026-04-02</small>
#[[Isole di Brissago]] - <small>2026-04-02</small>
#[[Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Gambarogno)]] - <small>2026-04-02</small>
#[[Centovalli (valle)]] - <small>2026-04-02</small>
#[[Cardada]] - <small>2026-04-02</small>
#[[Minusio]] - <small>2026-04-03</small>
#[[Rasa (Svizzera)]] - <small>2026-04-03</small>
#[[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo]] - <small>2026-04-03</small>
#[[Vogorno]] - <small>2026-04-03</small>
#[[Verzasca (fiume)]] - <small>2026-04-03</small>
#[[Corippo]] - <small>2026-04-03</small>
#[[Verdasio]] - <small>2026-04-04</small>
#[[Losone]] - <small>2026-04-04</small>
#[[Bignasco]] - <small>2026-04-05</small>
#[[Sornico]] - <small>2026-04-11</small>
====Ampliate====
#[[Lago Maggiore]] - <small>2025-06-10/2026-04-11</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lago_Maggiore&diff=1410091&oldid=1331744 +8]
#[[Vallemaggia]] - <small>2025-06-20/2026-04-04</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Vallemaggia&diff=1409455&oldid=1190536 +2]
#[[Lugano]] - <small>2025-10-13</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lugano&diff=1391715&oldid=1388770 +2]
#[[Svizzera]] - <small>2025-12-01/2026-04-02</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Svizzera&diff=1409457&oldid=1331873 +2]
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Ascona
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2026-04-11T10:40:53Z
Spinoziano
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[[File:AsconaAnsicht.jpg|thumb|Ascona]]
Citazioni su '''Ascona'''.
==Citazioni==
*A questo gentile paese di lago, che nella sua gentilezza era così schivo, gli intellettuali di mezza Europa hanno voluto dare una celebrità internazionale [...]. Sicché il paese, fattosi da semplice e rude nella sua grigia pietra, a poco a poco languido di casette e villette un tempo floreali e oggi funzionali, si è lasciato vincere, ha sistemato a giardinetti leziosi le sue piazze e le sue spiagge, si è con civetteria specchiato in questo placidissimo golfo del [[Lago Maggiore|Lago maggiore]], così come una ragazza di campagna, a furia di sentirsi ripetere che è bella ma che potrebbe piacere di più se si truccasse, si decide alla fine per il bistro e per il belletto. ([[Giovanni Battista Angioletti]])
*Basta pensare al paese: il più bello del mondo. E appunto perché così incantevole, tale da togliere a chicchessia la voglia di lavorare. (Beh, questa era una riflessione di comodo. L'ammetteva: non sua. Ma siccome l'aveva sorpresa sulla bocca d'uno scrittore che non era certo un pinco pallino, un germanico acquartierato ad Ascona, non gli dispiaceva fermarcisi sopra).<br>Un paese in cui la vita d'ogni giorno ti può pesare addosso in modo assurdo. ([[Giovanni Bonalumi]])
*Borgata ormai imbastardita di germanesimo, di promiscue nudità e di esotiche fogge, quell'Ascona che non è ormai più ticinese, che ostenta le sue insegne e le sue mode di dubbio gusto e contamina la sua terra e il suo lago con la plutocratica prepotenza dell'ebraismo internazionale? ([[Guido Calgari]])
*E com'è bello questo paesaggio! In lontananza gli alti gioghi montani verde scuri, dolcemente ondulati, qua e là altipiani in lento declivio, talora interrotti da vulcanici coni terminanti a punta. E dove il lago curva ad angolo e diventa più profondo verso l'Italia, di fronte allo sguardo, a chiudere l'accerchiamento, si erge un'altra parete enormemente silenziosa. Ma a nord, oltre [[Locarno]], si allungano i denti luccicanti di neve alla sommità delle Alpi colossali; in magnifico contrasto con la quieta catena montuosa ad est, ovest e sud. ([[Erich Mühsam]])
*Il Sabato Santo, di buon'ora, vado in piazza – essa è ancora tutta invasa dalla solenne quiete mattinale – una fine nebbiolina si leva dal lago di serico azzurro – si alza leggermente e confonde insieme l'acqua e la montagna.<br>Quanto è più bello ora che nella "stagione", quando le automobili s'inseguono velocissime sulla lunga piazza verso il Lido! Davanti al Municipio si alza un grande mucchio di legna e intorno stanno frotte di ragazzi. Tutti hanno secchi o secchielli e sono armati di palette e di uncini pel fuoco.<br>"Cosa succede?", domando a Gino, il portalettere, che fa il suo giro mattutino. "Signor Emilio, si vergogni! M'ha detto ancora ieri che viene da vent'anni ad Ascona – e non sa nemmeno cosa sia il Fuoco Santo!". ([[Emil Balmer]])
*''Il solipsismo non è il tuo forte, come si dice. | Se fosse vero saresti qui, insabbiato | in questa Capri nordica dove il rombo | dei motoscafi impedisce il sonno | fino alla primalba. Sono passati i tempi | di [[Monte Verità]], dei suoi nudisti, | dei kulturali jerofanti alquanto | ambivalenti o peggio. Eppure, inorridisci, | non so che sia, ma qui qualcosa regge.'' ([[Eugenio Montale]])
*Intanto, tra le piccole arie e le prime sventagliate delle brezze di terra ci eravamo portati al punto doganale, passato il quale si cominciò a volare nel vento verso le luci di Ascona.<br>La ''Tinca'' passò tra le isole di [[Brissago]] e la costa, sgusciò nell'ombra delle montagne, poi intaccò un vasto specchio d'acqua inargentato dalla luna appena sorta dietro il Gambarogno. Prima di mezzanotte entrava in silenzio nel piccolo porto di Ascona. ([[Piero Chiara]])
*Ma quanto è piacevole nell'insieme questo villaggio d'Ascona! Così sciorinato fra la riva e i dossi verdi e, dietro, le montagne a riparo... Capisco che ti sia rimasto impresso casa per casa... Lo lascio discorrere e guardare il paesaggio, mentre la barca procede verso Locarno al ritmo lento dei remi, così in ritardo su quello della mia impazienza. ([[Elena Bonzanigo]])
*Riesco a strapparle la gerla e a recarmela in ispalla io. Riesco a farle dire che sta ad Ascona, in una casetta bianca con la porta verde, in mezzo alla piazza. Me ne vado carico della sua soma, ma pur leggero come una piuma, felice, fatto quasi di dolce aria e di gioia. Mezz'ora dopo, con la mia gerla sulle spalle, entro timidamente nella lunga piazza di Ascona. A destra, l'una a fianco dell'altra, splendono estatiche al sole le case bianche, verdi, rosse, gialle, celesti. A sinistra, oltre un filare di platani dorati, si culla lento lento, con tutti i suoi sogni negli occhi il lago. ([[Giuseppe Zoppi]])
*"Sì, allora Ascona era ancora la Bella addormentata nel bosco. Non c'era una buona strada lungo il lago – la ferrovia di Luino non esisteva ancora – tutto il commercio si svolgeva sul lago! La nostra piazza era una spiaggia romantica, senza passeggiata moderna e senza imbarcadero!"<br>"Ma dove approdavano i battelli?"<br>"Ebbene, dovevano gettare l'ancora un po' lontano dalla riva! La gente e le merci trasportate con barche – era un bel traffico! Paglia, farina, formaggi, stoffe e molte altre merci si scaricavano qui". ([[Emil Balmer]])
===[[Piero Bianconi]]===
*Che vi sia un incanto segreto, qualcosa di magico nell'aria di Ascona; che vi operi una forza magnetica, la quale attrae persone singolari, estrose, più o meno ossessionate di problemi spirituali o spiritici, è fuori di dubbio. Non altrimenti si potrebbe spiegare lo sviluppo e la rapida rinomanza acquistata da questo borgo che sessant'anni fa era, si può dire, ignoto, dopo un passato illustre sonnecchiava tranquillo sulla sponda del lago.
*La Piazza di Ascona [...] allinea linearmente le sue colorite case a specchio dell'acqua, rivolte all'invito del lago [...] Ascona [...] è rivolta a ponente, al sole pomeridiano si scaldano come lucertole gli avventori dei tanti caffè che dilagano con i tavolini sulla piazza: quindi, se qui la gente si alza tardi, è verosimile che anche vada a letto meno presto... Il sole della sera, quando accende le facciate delle case di Ascona, sfiora di striscio i tetti di Locarno, il crepuscolo invade i portici della piazza, con il senso tranquillo della giornata finita.
*Ma non soltanto artisti sono attirati da Ascona, molti ricchi industriali nordici vi posseggono ville quasi segrete, alle quali non si accede che per mezzo di ascensori nelle viscere della montagna: esposte al sole che raddoppia il calore riverberato dalle rocce; e Ascona possiede un piccolo aeroporto, dove si posano i velivoli privati di grandi industriali germanici, che qui vengono a distrarsi dalle fatiche e dagli affari, a distendersi al sole sulle terrazze dei tanti caffè della piazza.
==Voci correlate==
*[[Lago Maggiore]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi della Svizzera]]
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Valle Verzasca
0
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2026-04-11T06:52:48Z
Spinoziano
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[[File:Ponte dei Salti DSC 0328 (4622162182).jpg|thumb|Valle Verzasca]]
Citazioni sulla '''Valle Verzasca'''.
==Citazioni==
*In tempi remoti i nativi di questa stretta valle godevano di cattiva nomea [...] e la reputazione di primitività così remotamente acquisita rimane loro ancora appiccicata. Si dice che i pugnali siano più spesso estratti fra loro, e con peggiori conseguenze, che non in qualsiasi altro distretto del Ticino. Ma non si ricorda uno straniero che abbia dovuto mai soffrire di questa tendenza a sparger sangue, e la cattiva reputazione di questa valle può difficilmente esser resa responsabile del suo oblio presso i viaggiatori. ([[Douglas William Freshfield]])
*Quasi ovunque, in queste valli della Svizzera italiana, a causa della durezza del lavoro, le donne appassiscono già durante l'infanzia. Sono loro le vere bestie da soma della regione. Gli uomini della Verzasca sono vendicativi e irascibili: in nessun paese più che in questa valle sono comuni gli assassinamenti; ognuno porta dietro, appeso alla cintola, una sorta di coltello acuminato lungo un piede, affilato in punta, detto falce: e con quest'ultima ci si uccide. ([[Karl Viktor von Bonstetten]])
*Questa gola rocciosa, lunghissima, è tanto manifestamente squarciata, e gli spigoli delle rocce combaciano ovunque tanto bene l'uno con l'altro, che non sussiste alcun dubbio sul fatto che questa scogliera lunga sei ore non possa non essere stata spaccata da una scossa venuta dal basso. ([[Karl Viktor von Bonstetten]])
===[[Piero Bianconi]]===
*Bisogna salire sui monti e sugli alpi della Verzasca per sentire anche la più scabra forza e la solenne grandezza della valle: sull'alpe di Giove, sopra Brione, sul passo d'Eva che mette a Maggia (strana presenza di vallette mitologiche). Le vallette son chiuse da vasti sassosi anfiteatri, le cascatelle disegnan raggi concentrici, vene bianche disposte a stecche di ventaglio, un ventaglio d'avorio sulla nuda pietra.
*Cosa rimane, di una sgambata in Verzasca, sotto il sole feroce di luglio? Oltre il senso quasi di paura che incutono le montagne con la loro terribilità, e a contrasto con quello, quasi un disgusto della troppa gente che non ha rapporto alcuno con il carattere della Verzasca; infinite auto, e ombrelloni, e carne, troppa carne esposta al sole: nei pochi prati, sotto boschetti ombrosi, sui nudi macigni del fiume, nella viva acqua verde. L'impressione che la pubblicità turistica stia guastando o forse ha già guastato la valle, quel sapore di rude e virile poesia che era tipico della scabra Verzasca.
*La loquace folla componeva una scena pittoresca, tutto un brusio di allegri colori in quello scenario di tono alquanto livido, rocce a strapiombo e ripide pietraie e neve che aspetta il sole agostano per scomparire nello scuro laghetto d'Efra sopra Frasco in Verzasca. Una piccola folla variopinta e assai varia, dai bambinelli portati su a cavalluccio, o diciamo meglio "in giòla", ai vegliardi che incautamente avevano affrontato e finalmente vinta la lunga e spesso malagevole salita.
*Valle scabra e dura la Verzasca... E se volessimo paragonare il Ticino a un frutto succoso, la Verzasca uscirebbe scabra e dura dal paragone, perché di quel frutto sarebbe il nòcciolo. Infatti è chiusa proprio nel cuore del Ticino, tra confini ticinesi. Da tutte le altre valli nostrane toccate, di qua o di là, per questo o quel passo, terra forestiera, non ticinese; in Verzasca invece, scavalcate pure tutte le montagne, sempre vi affacciate a un'altra valle nostrana, la Valmaggia o la Lavizzara a ponente, la Riviera o la Leventina a levante o a settentrione.
==Voci correlate==
*[[Brione Verzasca]]
*[[Canton Ticino]]
*[[Mergoscia]]
*[[Verzasca (fiume)]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Valli della Svizzera|Verzasca]]
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Val Bavona
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Spinoziano
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[[File:Bavona.jpg|thumb|Val Bavona]]
Citazioni sulla '''Val Bavona'''.
*C'erano le montagne e gli antichi alberi, i castagni ancora neri nell'ara di cristallo, i faggi che avevan messo il primo verdolino fresco, e i casolari, le tante terre dai nomi gentili, case grigie, color montagna, come se fossero state espresse dalla montagna, direttamente: gruppetti di case serrate insieme, come paurose, a farsi compagnia, a tenersi calde: e quei massi enormi che stanno ad attestare la ferocia della impietosa natura, sconvolgimento non antichissimo, come dice l'iscrizione del 1594 che parla della bella campagna al passato remoto. ([[Piero Bianconi]])
*Da Sabbione a Ritorto a Frodone, quei due chilometri di largo fondovalle nostro nonno diceva che ai suoi tempi erano campagna, la più bella della Val Bavona; la strada passava tra i fieni e i campi di segale, campi di qua e di là, le vacche tentavano di scavalcare il muro. E l'alluvione del sessantotto ha portato via tutto. Pensa i nostri vecchi che tornato il sole vanno a vedere il disastro, le loro facce lunghe che guardano la ghiaia al posto dove prima avevano vangato e letamato: neanche più i termini hanno trovato; ad alcuni restava di tornare a casa a preparare il fagotto. E così a Roseto, a Sonlerto, alla Bolla; persino di Gannariente dicono che una volta era una bella terra. ([[Plinio Martini]])
*''Fra i nembi eccelsa, nera la cervice, | sopra gli omeri stesa ampia corona | di ghiacci eterni, candida nutrice | bella glauca Bavona.'' ([[Alfredo Pioda]])
*La Bavona è bellissima valle, che ripete in piccolo la [[Vallemaggia|Valmaggia]]: piatta e lunga come quella, tutta un succedersi di montagne disposte a quinte, e come quella sottomessa al fiume prepotente che scorrazza sul fondo seminato di sassi franati; e le ripide rupi inargentate di cascate e cascatelle: un alternarsi incessante di idilliaca pace e di spettacoli di violenza, col [[Basòdino|Basodino]] che sempre torreggia in fondo. ([[Piero Bianconi]])
*Poi sono disceso per la selvaggia e romantica Val Bavona – e forse la più bella valle alpestre! Attorno a me, alte fino al cielo, le pareti rocciose – a destra la potente cascata di Foroglio – adesso viene il sentiero lastricato – la prima cappella – una rustica casetta grigia, un giardinetto pieno di girasoli – il primo castagno rattrappito – in lontananza un profilo azzurro ondeggiante di montagne – si sente il lago vicino, il Ticino dolce! ([[Emil Balmer]])
==Voci correlate==
*[[Bavona]]
*[[Canton Ticino]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Valli della Svizzera|Bavona]]
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Prato (Lavizzara)
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Spinoziano
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forma; voci correlate
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[[File:Lavizzara Prato-Sornico.jpg|thumb|Prato]]
Citazioni su '''Prato''', frazione di Lavizzara.
*Nell'alta [[Vallemaggia]] trovasi pure il Sasso del diavolo, enorme blocco di roccia, che si eleva innanzi al villaggio di Prato e vicino al fiume. La leggenda vuole che il diavolo si adirò fortemente contro quei di Prato, e divisò di chiudere il corso dell'acqua vicino al paese, trasportando in quel sito il blocco; e di certo egli si allietava nel pensare che presto avverrebbe una tremenda inondazione a minaccia del villaggio, travolgendo ogni cosa nella sua furia indomabile. Ma la Vergine non gli permise di eseguire il suo terribile disegno, ed egli fu costretto a lasciare il masso nel sito ove ora trovasi.<br>La gente di Prato a testimoniare la sua gratitudine, eresse alla Vergine una piccola chiesa che sol da poco tempo fu abbattuta. ([[Maria Savi-Lopez]])
==Voci correlate==
*[[Fusio]]
*[[Sornico]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi della Svizzera]]
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Spinoziano
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[[File:Lavizzara Prato-Sornico.jpg|thumb|Prato]]
Citazioni su '''Prato''', frazione di Lavizzara.
*Il villaggio di Prato in Lavizzara ha un suo singolare carattere di non rustica nobiltà: solenni case del Seicento lasciano ancora trasparire decorazioni dipinte sotto la mano di calce che le mortifica, pur decadute conservano un tono aristocratico e vigoroso, le crepe che le spaccano non umiliano la bellezza dei graffiti, merletti di calce attorno alle finestre, con nomi sigle e date. Girellando nell'ordinata rete delle vie tra le grandi case gremite, colpisce l'insistenza, sulle porte e tra le finestre ferrate e fiorite, di un'ingenua colorita araldica che spiega stemmi debitamente inquartati, con aquile bonariamente grafigne, leoncini rampanti e neri merli che fischiano a sommo d'una torre: Arma tale, stemma tal altro... ([[Piero Bianconi]])
*Nell'alta [[Vallemaggia]] trovasi pure il Sasso del diavolo, enorme blocco di roccia, che si eleva innanzi al villaggio di Prato e vicino al fiume. La leggenda vuole che il diavolo si adirò fortemente contro quei di Prato, e divisò di chiudere il corso dell'acqua vicino al paese, trasportando in quel sito il blocco; e di certo egli si allietava nel pensare che presto avverrebbe una tremenda inondazione a minaccia del villaggio, travolgendo ogni cosa nella sua furia indomabile. Ma la Vergine non gli permise di eseguire il suo terribile disegno, ed egli fu costretto a lasciare il masso nel sito ove ora trovasi.<br>La gente di Prato a testimoniare la sua gratitudine, eresse alla Vergine una piccola chiesa che sol da poco tempo fu abbattuta. ([[Maria Savi-Lopez]])
==Voci correlate==
*[[Fusio]]
*[[Sornico]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi della Svizzera]]
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Giuseppe Zoppi
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2026-04-11T08:03:48Z
Spinoziano
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+ citazione su
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[[File:ETH-BIB-Zoppi, Giuseppe (1896-1952)-Portrait-Portr 00315.tif|miniatura|Giuseppe Zoppi]]
'''Giuseppe Zoppi''' (1896 – 1952), insegnante e scrittore svizzero.
==Citazioni di Giuseppe Zoppi==
*Riesco a strapparle la gerla e a recarmela in ispalla io. Riesco a farle dire che sta ad [[Ascona]], in una casetta bianca con la porta verde, in mezzo alla piazza. Me ne vado carico della sua soma, ma pur leggero come una piuma, felice, fatto quasi di dolce aria e di gioia. Mezz'ora dopo, con la mia gerla sulle spalle, entro timidamente nella lunga piazza di Ascona. A destra, l'una a fianco dell'altra, splendono estatiche al sole le case bianche, verdi, rosse, gialle, celesti. A sinistra, oltre un filare di platani dorati, si culla lento lento, con tutti i suoi sogni negli occhi il lago.<ref>Da ''L'ultimo volo'', in ''Quando avevo le ali'', 1925; citato in ''[https://map.geo.ti.ch/s/guida_letteraria Guida letteraria della Svizzera italiana]'', ''ti.ch''.</ref>
==''Leggende del Ticino''==
*"In questo paese, io non posso proprio più vivere": tale era, qualche secolo fa, il ritornello più frequente nei discorsi e nei soliloqui di Veronica, una povera vedova di [[Lumino]], la quale, dal giorno che le era morto il marito, la pace non la conosceva più, nemmeno di nome. [...] Per non parlare delle altre donne di Lumino, le quali, sempre secondo lei, erano poco di buono, essa non aveva certamente più stima degli uomini, e nemmeno di quelli che erano stati amici di suo marito: l'uno peggio dell'altro: o falsi, o prepotenti, o ladri. (''Leggenda delle croci'', pp. 21-23)
*Anselmo, in mezzo alle sue angustie, era quasi felice: l'aria dei suoi monti gli riempiva il cuore di sollievo. Per le strade, di qua e di là dal fiume, non si vedeva ancora nessuno; ma lassù, ai piedi della faggeta che s'inerpica, oltre [[Cavergno]], su per il monte, un fumo azzurrino si levava a volo dal camino di casa sua.<br>Appena il Capro ebbe infilato quell'ultimo ponte del suo viaggio, le campane di Cavergno cominciarono a suonare l'Ave Maria con un dindonio di festa chiaro e fresco come un canto di giovinette contente. (''Leggenda del caprone d'Olanda'', pp. 114-115)
*Soltanto a [[Brione Verzasca|Brione]], piccola terra situata circa a metà valle, proprio dove si apre una valletta laterale detta Òsola, una tribù di Pagani, nove o dieci famiglie in tutto, resistevano tanto più ostinatamente alla nuova fede quanto più, intorno, le conversioni erano edificanti, e la virtù, conforme alla parola del Vangelo. (''Leggenda della nuvola'', pp. 121-122)
*In estate, la gente di Brione si sparpagliava tutta, come usa ancora oggi, su per i monti e gli alpi. Sull'alpe di Òsola, che si trova proprio in fondo alla valle dello stesso nome, venivano a trovarsi insieme tutta la prepotente tribù dei Pagani, ricca di numeroso e bellissimo gregge, e due sole famiglie di Cristiani, poverissime, con tre o quattro vaccherelle in tutto, e un branchetto di pecore e capre. Le capanne degli Infedeli, sulla riva destra del fiumicello che taglia in due quell'estremo cantuccio di mondo, erano ampie e comode; quelle dei Cristiani, sulla riva sinistra, piccole e povere. Quegli uomini senza legge né fede, trovandosi così a un tratto superiori di numero e di forza, ne approfittavano senza misura, con selvaggia baldanza e crudeltà. (''Leggenda della nuvola'', p. 123)
==''Presento il mio Ticino''==
*Mite sempre, il clima di [[Locarno]]: fiorite spesso anche in gennaio, sui colli intorno, mammole e primule. Esso fece però, quella volta, la sua prova più memorabile. Era ottobre, ma pareva piuttosto aprile. Colori favolosi, tendenti al rosso, al giallo, al viola, vestivano i monti tutt'in giro. Le foglie si dimenticavano di cadere. Il lago, lì davanti, non s'accontentava già di far da specchio a tanta meraviglia: si muoveva con tutte le sue onde, le spingeva lente lente verso le rive, sembrava mormorare giorno e notte, sotto le finestre dei diplomatici, un consiglio di moderazione. (p. 135)
*La [[collina]] è una delle più belle trovate di quel grande Inventore che costrusse il mondo. La collina vi mette in alto e dice: «Guardate». Ha davanti la pianura, ha davanti e sotto il lago o il mare. La collina è fresca: i venti si dilettano di correrci intorno come fanciulli.<br>Per Locarno la parola "collina" è però inesatta. Anche dietro Locarno comincia subito la montagna, e sale. Fino a 1700 metri, nientemeno. Ma ben presto, a circa 400 metri (la città è la più bassa della Svizzera, 200 metri sul mare), essa forma sì e no un ripiano: "collina" la chiamano talvolta per approssimazione. Il ripiano è rotto a metà da una valletta; entro questa, s'inalza un picco erto, dirupato; sul picco, come una nave ancorata con alberi e sàrtie sulla montagna, sorge la [[Santuario della Madonna del Sasso (Orselina)|Madonna del Sasso]], il santuario nazionale della Svizzera italiana. (pp. 139-140)
*Come elegante il [[Monte Tamaro|Tamaro]], proprio là dirimpetto, a duemila metri! Come inciso tutto bene, finemente, nell'azzurro! (p. 141)
*A pianterreno, portici e portici, fin dove l'occhio arriva; sopra, ma soltanto in due o tre case, archi e colonne, nell'aria vivida, avvolgente. I portici, li percorreremo or ora. Gli archi e le colonne, conviene invece goderli di quassù e immaginarne altri e altre in riva al lago, sul dorsale dei colli, in grembo ai monti; come una musica i cui motivi tornino e ritornino melodiosi, a quando a quando.<br>I portici, a Locarno, son la passeggiata obbligatoria, inevitabile. Ti proteggono dalla pioggia e dal vento. Ti mantengono locarnese, se già lo sei; ti fan diventare, se non lo sei. Ti avvicinano alla benevolenza del prossimo: mentre passi (stanne certo) tutti in cuor loro ti danno il benvenuto. (p. 143)
*Dei Visconti [[Castello Visconteo (Locarno)|il Castello]] fu per circa un secolo: dal 1340 in poi. Essi ne fecero la rocca più forte, dopo quella di Milano, che ci fosse nel loro Stato. A quei tempi, il [[Lago Maggiore]] era percorso da una flotta armata: il Castello aveva un porto. Ora il lago è lontano un duecento metri; allora, almeno con un braccio, o una lingua, lambiva queste mura. Dove ora sorgono quelle case tanto pacifiche, un naviglio da guerra si cullava sull'onde.<br>Ai Visconti succedettero i Rusca, signori più provinciali, ma non meno amici d'una certa eleganza. Essi mantennero le fortificazioni, anzi le ampliarono. Fecero del Castello la loro residenza stabile, e perciò, sotto l'egida delle torri massicce e delle mura, si costruirono e adattarono una piccola Reggia. Si deve a loro tutto ciò che di artistico il Castello ancor oggi possiede: il mirabile porticato a colonne, le alte sale dai soffitti di legno intagliato, le squisite finestre aperte verso i monti e verso il lago... (p. 149)
==Citazioni su Giuseppe Zoppi==
*Bisogna quindi risalire verso la fine degli anni venti (come usa dire) per ritrovare questa immagine fervorosa e ingenua di lui, scapolo e recluso in quella sua casetta alta sui Monti, gialla, con finestre e decorazioni neogotiche (che recentemente ha dovuto adeguarsi al gusto del nostro squallido tempo cementizio, perdendo ogni carattere). ([[Piero Bianconi]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Giuseppe Zoppi, ''[https://books.google.it/books?id=KtDYAAAAMAAJ&pg=PA5 Leggende del Ticino]'', Societa Editrice Internazionale, Torino, 1951.
*Giuseppe Zoppi, ''Presento il mio Ticino'', A. Mondadori, Milano, 1939.
==Altri progetti==
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Piero Bianconi
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Spinoziano
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'''Piero Bianconi''' (1899 – 1984), docente, scrittore e storico dell'arte svizzero.
==Citazioni di Piero Bianconi==
*A [[Riva San Vitale]], quando il riflesso bruno e corroso delle case s'impiglia e perde nei canneti della riva, quando il lago lascia posto a un ispido corridoio verde e un po' squallido (abitato com'è da remote storie brigantesche), uno capisce che s'entra in una specie d'atrio o d'anticamera, avverte un mutamento nella luce.<ref>Da ''Il Mendrisiotto''; citato in Osservatorio culturale del Cantone Ticino, ''[https://map.geo.ti.ch/s/guida_letteraria Guida letteraria della Svizzera italiana]'', ''ti.ch''.</ref>
==''Albero genealogico''==
*Per vedere bene [[Mergoscia]] bisogna andarci dalla strada sua, dalla strada che è soltanto e tutta sua e si ferma sul sacrato gentile: dalla strada il villaggio appare tutto spiegato nelle sparse frazioni, nei casolari dispersi: tutto un formicolio di case e stalle sventagliate e distese come un lenzuolo grigio macchiato di chiaro sulla spalla del monte; un formicolio di case e casette, logge e altane, e le finestrelle che guardano curiose, orlate di bianco sul grigio scabro dei muri a secco: un villaggio curioso e curiosamente occhiuto, da sentirsi quasi impacciati sotto tanti occhi. (p. 15)
*Mia madre mi portava spesso nel parlatorio del [[Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Locarno)|convento di Santa Caterina]] dove stava la zia e dove studiavano le mie due sorelle; era una stanza scura, i muri e le piastrelle del pavimento trasudavano umidità, c'era una enorme grata di ferro, doppia, che teneva quasi tutta una parete e dietro si intravvedeva una monaca nera, come un fantasma: erano lunghe conversazioni bisbigliate fitte fitte, intramezzate di sospiri e giaculatorie, mia madre stanca su una seggiola e dietro la grata non si vedeva che il bianco del soggòlo e delle mani della monaca.<br>Il portone dell'atrio non si apriva mai, si tirava un campanello e di lì a poco s'apriva lo sportello dietro un disco di latta a minuti forellini (come nei confessionali), dallo spioncino uscivano bisbigli e giaculatorie: «Sia lodato Gesù Cristo», diceva una voce attraverso i forellini; «E sempre sia lodato», rispondeva mia madre. Accanto alla porta c'era la ruota, un misterioso cilindro di legno lustro nel muro, girava su di sé, a un tratto s'apriva un vuoto, come un armadio scuro, se ne tiravano fuori maestà pagliettate d'oro, e agnus dei, e biscotti duri come sassi, pane di san Nicola; ma era più la roba che ci entrava, frutta per lo più, pesche e uva, il cilindro silenziosamente girava e la roba spariva, «Sia lodato Gesù Cristo...». (p. 95)
*{{NDR|Sull'Istituto Sant'Eugenio}} Ma dei pochi ricordi di quello scuro e un po' tetro convento cappuccinesco, alcuni sono assai belli, ricordo con affetto l'insegnante di canto, si chiamava Gherardini, ci contagiava del suo generoso entusiasmo lirico, ci faceva cantare il ''Nabucco'', diceva che bisognava tirar dentro un metro cubo d'aria per allungare al massimo il patire: «che ne infonda al patiiiiiire al patire virtù...»: e noi ce la mettevamo tutta, beati. E così vari altri insegnanti, laici o clericali, e le suore: delle quali meglio mi si impresse nella memoria la mastodontica cuoca, che in caso di bisogno ci somministrava l'olio di ricino, panacea di tutti i mali: con una autorità tale che non ci dava nemmeno il tempo di ribellarci... (p. 130)
==''C'è un solo villaggio nostro''==
*Nato e cresciuto a [[Minusio]]; però fuori, in una zona appartata, remota, in una splendida plaga dove le poche case sparpagliate nel verde allora si potevano contare tutte sulle dita d'una mano, in vista del lago: per intenderci, sull'insenatura o diciamo golfo in cima al lago, vicino a Mappo. Una zona deserta, riparata, tiepida, ho sentito ripetere spesso che i geografi la considerano il posto più caldo della Svizzera: e infatti si specchiano in quel golfo alcune ville signorili, la Verbanella, la Roccabella, la [[La Baronata|Baronata]]... (p. 30)
*Nessuno allora abitava la Verbanella, coronata dai suoi merli neogotici e dall'arioso loggiato, come l'aveva fatta costruire [[Angelo Brofferio]] (in capo al lago mezzo elvetico mezzo piemontese); ma poi fu dissennatamente scoronata e dimezzata e ridotta a un mozzicone insignificante. Si guardava con un certo brivido un buco nel muro, a forma di cuore, che lasciava intravvedere la faccia dolente di una Madonna: si diceva che il muratore non era riuscito a turare quel buco, i mattoni cadevano sempre: tanto che l'aveva dovuto lasciare aperto. (p. 32)
*{{NDR|Sulla [[La Baronata|Baronata]]}} Ricordo che una ventina d'anni fa fu qui [[Riccardo Bacchelli]] per una conferenza; e volle vedere — non l'aveva mai visto, nemmeno in fotografia — quel parco e quella casa dove si svolge la prima parte del suo romanzo, «Il Diavolo al Pontelungo»: e andai io a fargli da guida. Girando per i viali e sotto i grandi alberi eravamo silenziosi e come sbigottiti tutti e due: lui di trovare così vasto dominio dove aveva immaginato cose assai più modeste; io di vedere quel parco, che nella memoria mi si era fatto sterminato, assai più ristretto nella realtà, ogni tanto si scorgeva tra il verde il muro che lo ricinge tutto: ingannati tutti e due, e delusi, lui dalla immaginazione, io dalla memoria: due «puissances trompeuses», a dirla con [[Blaise Pascal|Pascal]]... (p. 33)
==''Croci e rascane''==
*Valle scabra e dura la [[Valle Verzasca|Verzasca]]... E se volessimo paragonare il Ticino a un frutto succoso, la Verzasca uscirebbe scabra e dura dal paragone, perché di quel frutto sarebbe il nòcciolo. Infatti è chiusa proprio nel cuore del Ticino, tra confini ticinesi. Da tutte le altre valli nostrane toccate, di qua o di là, per questo o quel passo, terra forestiera, non ticinese; in Verzasca invece, scavalcate pure tutte le montagne, sempre vi affacciate a un'altra valle nostrana, la Valmaggia o la Lavizzara a ponente, la Riviera o la Leventina a levante o a settentrione. (p. 27)
*[[Mergoscia]]: altro problema. In bilico anche lui, questo villaggio, se appartenga alla Verzasca oppure no... Ci si arriva per una strada tutta sua, altissima sulla destra del fiume, una strada pittoresca e ardita, sospesa su precipizi burroni e spaccature vertiginose, stretta nella montagna, incisa nella viva roccia. Tutta per Mergoscia: dove termina, su [[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo|un sagrato]] che è una delle più care cose del nostro paese, così aperto intimo e solatio, d'una così piena e remota pace, d'una veduta così larga e raccolta! (p. 28)
*Il campanile, – che portava, ancor non è molto, le bandiere della Svizzera e degli Stati Uniti, croce e stelle, a ricordare quanta gente è andata oltre Oceano a cercar fortuna – è legato alla chiesa {{NDR|[[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo|dei Santi Carpoforo e Gottardo]]}} da un portichetto gentile, la piazzetta è chiusa a monte dalla facciata celeste della canonica: si direbbe che il mondo finisca qui, in una pace stanca e felice. (p. 28)
*Ma proprio allora, dalla strada che scende un poco, verdolina e fresca, appare in alto Mergoscia: un formicolio di case e stalle sventagliato e disteso come un lenzuolo grigio macchiato sulla vasta spalla del monte: un formicolio di casette grige e bianche, logge e altane, e le finestrelle col collarino bianco che guardano curiose, la chiesa e la canonica celeste intorno al sagrato alto come un balcone al sole; e, dietro la chiesa, il camposanto anche più pieno di pace, di stanchezza che finalmente riposa sotto le umili croci sbilenche. Certo Mergoscia fa parte della Verzasca [...]. (p. 29)
*Passato il ponte della Porta, di [[Vogorno]] non si vedono che poche case: il grosso è più in alto, sui terrazzi del monte. È il primo villaggio della valle, ed è rimasto il più arcaico, per via appunto della sua situazione, lontano dalla strada e da frequenti contatti; e del resto Vogorno è tutto impigliato, con le sue vaste frazioni, fra il fitto reticolato dei vigneti, tutto il piede del Pizzo di Vogorno è vestito di verde, di campetti sostenuti da muri a secco, patate, granturco fagiuoli e viti. (p. 32)
*Da Vogorno si comincia a scorgere, in cima a un cono sulla destra del fiume, il più gentile villaggio della Verzasca, [[Corippo]]: una cascatella triangolare di gremitissime case grigie e di tetti neri addosso alla chiesa, che contiene l'urto mettendosi di traverso. (p. 33)
*Poco dopo Corippo, la valle muta aspetto, fin lì [[Verzasca (fiume)|il fiume]] è invisibile, celato nelle gole profonde, nella stretta spaccatura che incide profondamente il fondo della valle; il fiume non rappresenta nessuna parte nella vita dei paesani di Vogorno, contadini vignaiuoli ma non pescatori. Di qui innanzi invece il fiume affiora, s'accompagna alla strada, fruscia con le sue pulitissime acque sulla roccia pulita, scorre nelle lunghe cune parallele scavate nella vena della roccia che corre nel senso del fiume. Così lo si vede a Lavertezzo, sotto l'arco del vecchio ponte [...]. (p. 34)
*Vinta la salita, appare [[Brione Verzasca|Brione]], alla confluenza dell'Osola con la Verzasca. Quello che subito colpisce è il bianco vasto greto del fiume: non più incanalato nella roccia, ma capriccioso e prepotente tra i candidi ciottoli levigati. Il villaggio è rannicchiato, coi suoi prati e campi, nel triangolo tra le due acque, sotto il monte ripidissimo che torreggia: come se cercasse scampo dal fiume insidioso. Il monte, lacerato ai piedi dalle vaste ferite delle cave di granito, è così erto che impressiona; e si dice che la domestica di un curato, venuta qui dalle facili colline del Mendrisiotto, non osava entrare nella canonica, non poteva persuadersi che fosse possibile dormire sotto così minaccioso strapiombo di roccia. (p. 35)
*Bisogna salire sui monti e sugli alpi della Verzasca per sentire anche la più scabra forza e la solenne grandezza della valle: sull'alpe di Giove, sopra Brione, sul passo d'Eva che mette a Maggia (strana presenza di vallette mitologiche). Le vallette son chiuse da vasti sassosi anfiteatri, le cascatelle disegnan raggi concentrici, vene bianche disposte a stecche di ventaglio, un ventaglio d'avorio sulla nuda pietra. (p. 35)
*Sotto il passo c'è il laghetto d'Eva, occhio celeste orlato di verde e di fiori, di grigi massi e di cascine simili ai massi, che ripete i lenti taciti giuochi delle nubi estive e dorme lunghi sonni appannati dal gelo invernale. (p. 35)
*La [[Vallemaggia|Valmaggia]] è tra le più ampie valli del Ticino, come conferma una probabile etimologia, "valle maggiore". Una vallata che si ramifica e si divide e suddivide come una mano: val di Campo e val di Bosco, val Bavona, val Lavizzara e val di Peccia: una gran mano dalle dita strambe e contorte, corse dalle vene azzurre dell'acqua che nasce sotto i passi alpini e le montagne che delimitano esattamente la Valmaggia e la congiungono con le valli finitime: Onsernone, Formazza, Bedretto, Leventina e Verzasca. Un solo fiume, la [[Rovana]], porta le sue infidissime acque d'oltre confine. (p. 39)
*Esattamente chiusa nella sua vasta cerchia di alte montagne, la Valmaggia è chiusa anche allo sbocco: esce da una strozzatura fra due monti a [[Ponte Brolla|Pontebrolla]]. Porta stretta, avara, tanto che appena vi passi la strada: il fiume è costretto a nascondersi ancora una volta entro profonde gole, che l'infinita pazienza delle acque ha corroso bucate levigate ridotte a spugne cavernose e lisce. Rocce pallide, rocce dorate come il miele, striate di rosso: l'acqua vi ritrova il verde e l'azzurro intensissimo, la vaga trasparenza della nascita. (p. 40)
*Spettacolo che si gode, sempre nuovo, lungo tutta la valle. Chi voglia goderlo anche meglio, piuttosto che da Pontebrolla, entri in valle dal monte di Dunzio, al quale si giunge salendo dalle terre di Pedemonte: balcone che sporge sulla valle, di faccia ad Avegno e Gordevio, incantevole belvedere. È bellissimo monte, casette linde sotto neri castagni, viottole limitate da infiniti muretti, e vigneti dappertutto, a pergolati, a toppie sui tetti delle stalle, a filari sui pendii: su tutto una pace celeste, un silenzio da favola. (p. 43)
*Anche il grotto Maimorire (bel nome per un posto così), ad Avegno, manda i suoi alberi fin sull'orlo della strada: in mezzo alle sue casupole, tra i tavoli, è venuto a piantarsi fieramente un macigno: l'han lasciato stare e gli han messo in groppo una cappellina deliziosa, tutta spirito e bei colori. (p. 46)
*La [[Val Bavona|Bavona]] è bellissima valle, che ripete in piccolo la Valmaggia: piatta e lunga come quella, tutta un succedersi di montagne disposte a quinte, e come quella sottomessa al fiume prepotente che scorrazza sul fondo seminato di sassi franati; e le ripide rupi inargentate di cascate e cascatelle: un alternarsi incessante di idilliaca pace e di spettacoli di violenza, col [[Basòdino|Basodino]] che sempre torreggia in fondo. (p. 47)
*Sotto l'altissima assistenza del campanile d'[[Intragna (Centovalli)|Intragna]], e con uno spettacoloso sfoggio di ponti, due fiumi alpestri di non grande conto e di non lungo corso, uniscono le loro acque: la Melezza che scende dalle Centovalli e l'Isorno che sbuca dall'Onsernone; e da quella confluenza che lo abbraccia da tre parti par che ripeta il nome il forte borgo asserragliato con le sue case intorno al campanile, alto nella luce in cima al greppo: Intragna da "inter amnia"... (p. 53)
*Per convincere basta entrare in quella valle da [[Verdasio]], per il passo della Segna: conservando negli occhi il carattere rupestre, da fortilizio, delle case di Verdasio, la visione dei tetti che si gode salendo, quei tetti chiari qua e là incupiti di muschi, gremitissimi e irti di comignoli, messi per diritto e per traverso: secondo un ordine segreto. (p. 62)
*{{NDR|Su [[Terre di Pedemonte]]}} Sotto quelle rupestri montagne, – che devon caricarsi di calore e poi irradiarlo, come radiatori – i tre villaggi, Tegna, Verscio Cavigliano, sono amorosamente disposti e adagiati, davanti alla fertilissima campagna rigata di diritte strade e di lunghi filari di vigna, campagna che fu detta "armidica" da una poetessa danese del Settecento, e che merita bene, per la dolcezza dei suoi fichi settembrini e la bontà del vino, il nome gemello a quello del Piemonte. (p. 63)
*Il grosso villaggio di [[Losone]] è un bell'esempio di fedeltà alla tradizione: a pochi passi da Locarno, conserva imperterrito usi e costumi di un tempo [...]. È acquattato sotto una lunga corona di poggetti e di montagnole dai profili incostanti e asimmetrici; le sue campagne, che vanno sempre più guadagnando sulle sterili "gerre" del fiume, di primavera son velate dal rosa dei peschi: belle campagne placide, che conoscon presto l'umida frescure dell'autunno; e i tanti alberi lo nascondono alla vista, non fosse la punta rossa del campanile di San Lorenzo, che svetta gloriosa come una bandiera. (p. 65)
*È recente (almeno per me, lo vedo stamattina per la prima volta) il delittuoso strazio di quello che, non soltanto a mio giudizio, era fino a ieri il più mirabile complesso di architettura rustica, spontanea, non soltanto della valle ma del Ticino: la frazione di [[Bignasco]], Bignasco vecchio. Autentico gioiello di intelligenza, di sensibilità, di misura umana, miracolosamente preservato, remoto come è dalla strada maestra: un'isola di pace, fuori dal mondo. Ed eccolo qui, insensatamente dilaniato lacerato squarciato, antiche case e stalle atterrate dal bulldozer, per l'ambizione di chi vuol far posto alla dea del nostro tempo, all'automobile, alla quale non davan passo le strette viuzze che sbisciavano tra le case: con irreparabile danno per il nostro paese. (p. 144)
*A proposito della sullodata commissione, bastano pochi passi per incontrare una veramente inaspettata belluria, nata con l'attivo suo consenso: il bocciodromo di [[Cavergno]], lì candido e gonfio, come un paracadute venuto a posarsi accanto alle case con tutti i necessari crismi ufficiali. (p. 145)
==''Diario del rimorso''==
*Non muore [[Corippo]], che di botto appare sciorinato al sole, lobbie balconi finestrelle e neri triangoli dei solai: di umile sapienza umana. Osteria accogliente – come sarebbe a Hombrechtikon, quanto a arredamento. [...] Il villaggio è davvero mirabile esempio di architettura organica, spontanea, le esigue viuzze sono cassa di risonanza per i gridi e le risate di ragazzone bionde dagli occhi cilestri, discinte e un tantino sfrontate. Eppure si respira un'aria quasi si direbbe di castità, di mente pulita: che poi si ritrova nel cimitero erboso e patetico, con un cespuglio di rose borraccine a far festa sul riposo dei morti. (p. 13)
*Cosa rimane, di una sgambata in [[Valle Verzasca|Verzasca]], sotto il sole feroce di luglio? Oltre il senso quasi di paura che incutono le montagne con la loro terribilità, e a contrasto con quello, quasi un disgusto della troppa gente che non ha rapporto alcuno con il carattere della Verzasca; infinite auto, e ombrelloni, e carne, troppa carne esposta al sole: nei pochi prati, sotto boschetti ombrosi, sui nudi macigni del fiume, nella viva acqua verde. L'impressione che la pubblicità turistica stia guastando o forse ha già guastato la valle, quel sapore di rude e virile poesia che era tipico della scabra Verzasca. (pp. 13-14)
*Su a Dunzio, su quell'aprico balcone che domina la bassa Valmaggia: bellissimo posto, ma (strano!) acquitrinoso, non solo in questa stagione che la cosa che meno manca è l'acqua; tanto che i piedi poco stanno asciutti, dopo qualche incauto passo. (p. 67)
==''Le albarelle di San Lorenzo''==
*Pochi minuti dopo l'oro malato delle betulle ormai quasi spoglie di [[Ponte Brolla|Pontebrolla]], luminoso sul cielo gonfio e torvo, si aprì l'ospitale casa del pittore, dove ardeva un poderoso fuoco nel camino. (p. 35)
*{{NDR|Sulla [[Val Bavona]]}} C'erano le montagne e gli antichi alberi, i castagni ancora neri nell'ara di cristallo, i faggi che avevan messo il primo verdolino fresco, e i casolari, le tante terre dai nomi gentili, case grigie, color montagna, come se fossero state espresse dalla montagna, direttamente: gruppetti di case serrate insieme, come paurose, a farsi compagnia, a tenersi calde: e quei massi enormi che stanno ad attestare la ferocia della impietosa natura, sconvolgimento non antichissimo, come dice l'iscrizione del 1594 che parla della bella campagna al passato remoto [...]. (pp. 87-88)
*[...] e anche Gannariente, la chiesetta edificata l'anno dopo forse a ricordare le case sepolte, sola tra lo scenario metafisico di quell'immani macigni che evocano lotte tra giganti e dèi, geologia che comunica un brivido mitologico... (p. 88)
==''Passeggiate locarnesi''==
*A voler introdurre un ignaro alla conoscenza di [[Locarno]] e della [[Distretto di Locarno|sua regione]], sarebbe ottimo mezzo l'aeroplano: scavalcando da sud le montagne del Gambarogno, ecco che di colpo gli si spiegherebbe sotto gli occhi l'ampia conca dove posa la città, adagiata sulla sponda del lago e inerpicata sulla collina: gran sfascio bianco e rosa di case, con il polverio più rado che ramificandosi tra il verde la congiunge a borghi e villaggi circostanti. (p. 9)
*Ma sarebbero discorsi troppo lunghi, per farli su per aria; semmai si vorrebbero dipanare con agio seduti al tavolino d'un caffè in Piazza Grande: che è una delle belle invenzioni locarnesi, con la sua curva che rievoca la presenza dell'acqua dove le modeste e armoniose case vorrebbero ancora specchiarsi; spettacolo tanto più seducente in quanto minacciato da una fine ormai imminente: poiché s'è dileguata quell'amabile indolenza, quella ripostata pigrizia contemplativa che era uno degli aspetti più seducenti del carattere locarnese [...]. (p. 10)
*{{NDR|Il [[lago Maggiore]]}} chi lo veda per la prima volta, non può sottrarsi al suo incanto, tra l'ampiezza della veduta e il giuoco delle montagne che si scostano e gli fanno largo perché possa allungarsi e distendere e correre verso la pianura, segnando il confine tra Lombardia e Piemonte; e davvero si direbbe che le montagne giuochino a strozzarlo e a fargli strada tra il lento [[Monte Tamaro|Tamaro]], il Gambarogno e il [[Monte Limidario|Ghiridone]] gobbo e roccioso, cariato come le rupi nei fondi di [[Leonardo da Vinci|Leonardo]]. (pp. 15-16)
*[...] il cuore si ferma più persuaso sul capo del lago, da sempre conosciuto e amato. Indugia sull'amabile strada che lo costeggia, da Locarno fino a Mappo, dal cittadino lungolago passando per Rivapiana e sotto le storiche ville ottocentesche, la Verbanella del [[Angelo Brofferio|Brofferio]], la [[La Baronata|Baronata]] del [[Riccardo Bacchelli|bacchelliano]] [[Michail Bakunin|Bakunin]].<br>Da quella stradetta si gode in tutta la sua bellezza la veduta del lago, in una sicura calma che solo qualche sperduta automobile o il campanello di una bicicletta per un attimo riescono a turbare. È una strada che segue il capriccio della riva, costeggia assidua l'acqua, senza rettifili, senza impazienze: come è giusto quando si va a far quattro passi, un'ora di distensione. (pp. 17-18)
*Le vallate del Ticino superiore, giù dalla catena delle Alpi, scaricano le loro acque nel lago Maggiore; di questi corsi d'acqua il più violento, la [[Maggia (fiume)|Maggia]], nei millenni ha portato terra e sabbia abbastanza da formare un ampio delta: la lingua verde e piatta, che strozza il lago e definisce il quadrato golfo di Locarno. Oggi il delta è tagliato in due esattamente dagli argini che, diritti come un colpo di spada, imbrigliano i capricci dell'acqua (ormai innocuo ruscello, dopo che l'ingordigia di elettricità ne ha captato le alte sorgenti). (p. 19)
*La Piazza di [[Ascona]] [...] allinea linearmente le sue colorite case a specchio dell'acqua, rivolte all'invito del lago [...] Ascona [...] è rivolta a ponente, al sole pomeridiano si scaldano come lucertole gli avventori dei tanti caffè che dilagano con i tavolini sulla piazza: quindi, se qui la gente si alza tardi, è verosimile che anche vada a letto meno presto... Il sole della sera, quando accende le facciate delle case di Ascona, sfiora di striscio i tetti di Locarno, il crepuscolo invade i portici della piazza, con il senso tranquillo della giornata finita. (p. 20)
*Sopra Ascona affiorano le negre rocce del [[Monte Verità]], aridi dossi punteggiati dai tronchi d'argento delle betulle: luogo scelto, i primi del secolo, da alcuni naturisti che in quella solare solitudine intendevano vivere secondo la «loro» verità. (p. 21)
*Sopra Locarno, in bilico su un'erta rupe, sta un famoso santuario, la [[Santuario della Madonna del Sasso (Orselina)|Madonna del Sasso]], con il convento dei frati francescani: meta di devoti pellegrinaggi, e quasi segno di celeste assistenza sulla città. (p. 21)
*A Roma pure si creò un grande pittore di Ascona, [[Giovanni Serodine]], forse il più alto seguace del [[Caravaggio]]; del padre suo, che a Roma era impresario, esiste accanto alla chiesa di Ascona [[Casa Serodine|la casa]], con la facciata stupendamente decorata di stucchi dal fratello del pittore; di questo nella chiesa si conservano tre bellissime tele. (p. 22)
*[...] anche Ascona era difesa da ben quattro castelli, dei quali sopravvive poco più del nome; ma ancora sussiste l'absidiola romanica (con affreschi purtroppo ridipinti) della cappella del castello di San Materno. (p. 23)
*La fama di [[Locarno]] ebbe un momento di intensità internazionale, quando nel 1925 i grandi di un'Europa stremata dalla grande guerra scelsero la regina del Verbano per sedersi attorno a un tavolo e trattare della sospirata pace suscitando luminose ma effimere speranze: Chamberlain Luther Vandevelde Benes Briand, in un clima di generale embrassons-nous, favorito da uno splendido sole autunnale: Locarno città della pace, il Patto di Locarno... Ma vedi caso, dopo una gita sul lago Briand e Stresemann si sedettero a berne un bicchiere e a ragionare da amici in un'osteria di Ascona. (p. 23)
*Ma non soltanto artisti sono attirati da Ascona, molti ricchi industriali nordici vi posseggono ville quasi segrete, alle quali non si accede che per mezzo di ascensori nelle viscere della montagna: esposte al sole che raddoppia il calore riverberato dalle rocce; e Ascona possiede un piccolo aeroporto, dove si posano i velivoli privati di grandi industriali germanici, che qui vengono a distrarsi dalle fatiche e dagli affari, a distendersi al sole sulle terrazze dei tanti caffè della piazza. (p. 25)
*Sopra [[Verdasio]] [...] un incantevole monte, Comino, ampio ondulato verde, costellato di stalle cascine casette, forse ci sta anche qualche vaccherella, ma non se ne sentiva il muggito, per il lieto fracasso della gente convenuta lassù per la Madonna di mezz'agosto. (p. 31)
*Aurigeno: villaggio caro fra tutti, per esser patria del pittore [[Giovanni Antonio Vanoni|Vanoni]] e per i tanti ricordi di lui, per la bellezza della chiesa appartata {{NDR|[[Chiesa di San Bartolomeo (Maggia)|di San Bartolomeo]]}}, con i resti dell'ossario, la colonna di pietra in mezzo al sacrato, e la canonica, rosa sotto il nero tetto di piode: un complesso che al pittore [[Alexandre Cingria|Cingria]], che se ne intendeva, sembrava "le plus bel ensemble baroque" del nostro paese (cito a memoria); e su tutto la facciata della chiesa splendeva con il suo fondo rosa, le lesene chiare e i santi di stucco inseriti nelle nicchie. Come mi ricorda non la fragile memoria, ma un bel dipinto dell'amico Beretta, che mi diceva di averlo eseguito in compagnia del Cingria, appunto, nel lontano 1937. (p. 35)
*[...] a un certo punto, svoltando, ti scodella nell'ispida valletta dove nel Settecento spuntò un caro abbozzo, uno schizzo di [[Sacro Monte di Brissago|Sacro Monte]] al quale si giunge per un acciottolato punteggiato dalle cappelle della Via Crucis: una scena plastica, tre giudei e il Cristo portacroce fanno un balletto tondo in una cappelletta all'ombra di un gran campanile, poi la chiesa gentile, crema e rosa, e in fondo alla prospettiva un cappellone con i tre crocefissi: un impianto sapiente nella sua semplicità. Ma bisogna scoprirlo salendo dal basso, a rovescio non funziona. (p. 37)
*Festa sui monti di Lego, sole e allegria, polenta e stufato, canti e giuochi: effettivamente pareva di assistere alla fine di una civiltà [...]. Cos'era quel caro monte, proprio di questa stagione, che la gente ci veniva con le bestie scese dall'alpe e tutto era pieno di vita di gente e di vera e non clamorosa né effimera allegria, al delizioso sole di settembre. Allora tutto era pascolo e prato, attorno ai magri pianori dei casolari e sui pendii non un filo d'erba andava perduto e il bosco era rigorosamente costretto entro i suoi confini. Oggi sui prati di un tempo prosperano i roveti le felci le ginestre e le betulle, è un esercito che senza incontrar resistenza avanza e ne prende il posto. (pp. 38-39)
*Da Loco giù a Niva in fondo alla valle [...] ogni tanto il sentiero si slarga a dire che un tempo era importante strada, ingresso dell'[[Valle Onsernone|Onsernone]]. Quasi in fondo alla scesa, l'oratorio di San Giovanni Nepomuceno (che protegge dai pericoli dell'acqua, come rammentavano alcuni deliziosi quadrucci ex voto ormai scomparsi, disintegrati...). Impensata scoperta, lì accanto abita un eremita, un autentico anacoreta, un prete cattolico e zurighese intinto di orientalismi, ogni giorno celebra il rito ortodosso, nella chiesetta ha impiantato un'approssimativa iconostasi, tollerata dal mansueto curato [...]. (pp. 44-45)
*{{NDR|Sul Bosco Isolino di Locarno}} Ma chi fa tanto di starci un poco e tranquillamente, godendo della frescura e alzando gli occhi dai neri tronchi alle chiome dei grandi alberi [...], – cari alberi generosi di pace, che frusciano a un fiato d'aria: ecco che il bosco gli apre suoi segreti incanti, tutto diventa bello e prezioso: la solitudine e il silenzio ventilato, le straducce sabbiose, quel tanto di affabile trascuratezza che induce alla confidenza, il senso di pace che gli alberi lascian cadere come un benefico dono. (p. 46)
*Il villaggio di [[Indemini]], che si raggiunge dopo una discreta discesa, è singolarmente compatto e coerente, muri scabri di pietra rossiccia, un fitto groviglio di vicoletti androni portici e passaggi coperti, e infiniti ballatoi lobbie e balconi a godere il sole; il fondo delle straducce lastricate da sottili piode messe di taglio, non senza arte; e così le piode dei tetti, sfaldate e di poco spessore. Lo si direbbe un convento tibetano (a patto di non esser mai stati nel Tibet...), uno scenario traballante e pieno di sorprese, di mutamenti, fatto apposta per incantare gli stranieri amanti del Ticino pittoresco [...]. (pp. 48-49)
*Al monte di Calascio si arriva con meno di due ore sia dalla Pila che dalla Costa sopra Intragna: e merita ampiamente la poca fatica; sta sul colmo della montagna e concede la veduta dei primi villaggi, Auressio Loco Berzona, dell'Onsernone, e dietro le spoglie montagne, vaste nevi di misteriosi ghiacciai. Nell'aria vivace il profumo della polenta, rimestata con bel vigore da gente scamiciata, e un filo d'incenso dalla cappella dove la gente assiste alla messa.<br>Ci si arriva per antichi sentieri, passando per boschi monti e cascine, incontrando stalle che conoscono un opposto destino: alcune ormai sfasciate, tetti ridotti a fatiscenti travature, altre invece rinnovate e accuratamente rabberciate [...]. (pp. 50-51)
*La loquace folla componeva una scena pittoresca, tutto un brusio di allegri colori in quello scenario di tono alquanto livido, rocce a strapiombo e ripide pietraie e neve che aspetta il sole agostano per scomparire nello scuro laghetto d'Efra sopra Frasco in [[Valle Verzasca|Verzasca]]. Una piccola folla variopinta e assai varia, dai bambinelli portati su a cavalluccio, o diciamo meglio "in giòla", ai vegliardi che incautamente avevano affrontato e finalmente vinta la lunga e spesso malagevole salita. (p. 52)
*Così la sera, appena il sole s'è messo giù sotto la mansueta gobba del [[Monte Limidario|Ghiridone]]: quella vasta luce che si sventaglia e a poco a poco si rattrappisce, il cielo color carta da zucchero si fa a oriente di un giallo velato di verde, giallo limone, giallo affumicato, oro brunito, giù verso il fondo del lago è arancio intenso, tuorlo d'uovo. (p. 58)
*Le [[isole di Brissago]] nella nebbiolina cilestra d'un pomeriggio invernale, che strano effetto sorprenderle, romperne il silenzio sospeso. Già da lontano il profilo non è quello noto, gli alberi spogli e solenni, i grandi pioppi e tigli autoctoni, disegnano sul cielo pallido la minuta complicata ragna delle rame, trina infinitamente traforata, e il pallido sole la tinge di rosa, tiepido fiato che non tocca il cupo verde compatto delle piante troppo avare per spogliarsi del fogliame e quasi riescono troppo grevi in quel mondo scorporato, d'una lievità giapponese. (pp. 59-60)
*Dire [[Intragna (Centovalli)|Intragna]] è evocare di colpo l'immagine del campanile che corona così felicemente la brancatella di case nere in cima al greppo; un campanile meritatamente famoso, sia per l'altezza esorbitante che per l'eleganza delle forme che per la gloriosa ubicazione, alto nella luce a dominare il labirinto scuro delle viuzze che spartiscono appena le vecchie case strette insieme; e il campanile tira con sé l'idea del belvedere, dell'arioso e spazioso spettacolo che di lassù si potrebbe godere, l'incontro (sotto un groviglio di ponti antichi e moderni) della Melezza che scende dall'altipiano di Santa Maria Maggiore e dell'Isorno che sguscia fuori dalle cupe gole dell'Onsernone, e il loro placido ed errante cammino, per le feraci campagne pedemontane, verso la Maggia e la pace del lago. (p. 64)
*Ma in fatto di aerei punti di vista il campanile di Intragna ha trovato da qualche anno un temibile concorrente nella filovia che sale ripida verso le due frazioni della Pila e della Costa: una filovia che pur con tutte le possibili garanzie di solidità e di sicurezza ha il simpatico aspetto d'un impianto messo su da ragazzi ingegnosi; e salire non nella cabina di lusso, ma in quella delle merci e delle bestie, così bonaria e casereccia, dà l'impressione di un giuoco appunto, un giuoco appena un'ombra pericoloso: più che altro per insaporire meglio il piacere. Tutto si dimentica appena l'occhio, vincendo la lieve vertigine dell'altezza, spazia intorno, esplorando nella dondolante corsa la natura spalancata, libro aperto e illustrato di alberi cespugli greppi e del ghirigoro della viottola faticosa, costellata di cappelle; il borgo nero si stringe anche più intorno al campanile, si abbassa e sprofonda rapido, il campanile pare che si tiri dentro come le corna della chiocciola, umiliato e vinto. (pp. 64-65)
*Dopo una fuggevole volata sulle case della Pila che bevono il sole, sparse sul lene pendio tra prati e campetti, ecco che sotto l'occhio goloso si spalanca il valloncello che separa questa frazione da quella della Costa: una bellezza di forme minute tormentate capricciose, il lavoro immemoriale dei ghiacci e delle acque e la scalfittura superficiale dell'uomo che vi ha scritto i suoi sentieri erratici, e il mulino scoperchiato giù sull'acqua verde di cristallo e le cappelle colorate come code di gallo nell'ombra appena spolverata e schiarita di brina. (p. 65)
*La Costa offre subito il suo oratorio dalle forme gentilmente estrose con la incantevole collezione di ex voto popolareschi che rallegrano le pareti intorno alla porta, e l'ampia veduta: sia verso le Centovalli con le nere case di Rasa sul crinale nevato, sia verso oriente sul Pedemonte e il lago e la sagoma bianca e celeste del Camoghè; e un sole che fa cercare le viole ai piedi dei muretti a secco, e magari le chiocciole ben chiuse dietro la porta di calce. Scendendo a piedi si rivedono le cose di prima [...], si assapora passo passo la viottola costellata di cappelle che scendendo perde ogni gusto di fatica, semmai si insapora di un capriccio allegro rigirandosi come un serpe tra i cespugli e i vecchi castagni della china. (pp. 65-66)
*Il [[Gambarogno]], – per noi che lo vediamo da quest'altra sponda del lago, – è un paese remoto, silenzioso, quasi irreale. D'inverno nemmeno si può dire che lo vediamo, si vela e nasconde dietro una muraglia celestina di nebbia, come se andasse in letargo all'ombra della montagna; e solo di tanto in tanto, a dar segno di vita, su quell'ombra segreta si iscrive, candido e orizzontale, il pennacchio del trenino a vapore. Bisogna aspettare febbraio perché il sole alzandosi sfiori le rive, tocchi di striscio la punta d'un campanile, le case più accosto all'acqua, i terrazzi alti di Piazzogna e di Sant'Abbondio; mentre la luna alta d'inverno gli conferisce un aspetto misterioso, magicamente leggero, scorporato. (p. 69)
*Da ragazzi il Gambarogno ci stava sempre davanti agli occhi, nelle acquatiche giornate estive; e per me uno dei ricordi più vivi di quell'età è il colore della facciata della [[Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Gambarogno)|chiesa di Vira]]: rosea, d'un rosa caldo misto d'ocra, color polpa di melone, di pesca duracina stramatura. Rosea e barocca, la facciata di Vira era lì che si specchiava in bilico sull'orlo del lago; di sera, quando si faceva l'ultima nuotata e salici e pioppi si facevan neri e l'aria raffrescava, il sole di là batteva in pieno e cavava barbagli dalla facciata ritta come una favolosa conchiglia sull'acqua; le onde la rispecchiavano, blande, ce la portavano incontro [...]. (pp. 69-70)
*Ad [[Arcegno]], sui greppi e i prati già verdi e sbiancati dalle silenziose fiammelle dei crochi, casette e casucce son cresciute con l'improvvisa rapidità dei funghi a settembre; e anche tra le scure case antiche il progresso s'è insinuato con dolce prepotenza, tetti di tegole e intonaci civettuoli e tendine e scritte in dubitoso italiano. Ricordo una fotografia dall'aereo, di non tanti anni fa, di questo mirabile pugno di vecchie case: una meraviglia di ritmo, falde di piode disposte con giuoco esatto compatto attorno alla sottile spaccatura delle viuzze, di una stupenda autenticità e coerenza. (p. 72)
*Il giorno che si allestirà il catalogo (non ufficiale) dei luoghi di casa nostra più favorevoli alla contemplazione, in capo alla lista bisognerà mettere il [[Chiesa dei Santi Abbondio e Andrea|sacrato di Sant'Abbondio]], che quella virtù possiede in grado eccellente. I vecchi ebbero mano assai felice scegliendo questo greppo, questo minimo poggio sul piede della montagna, a giusta distanza dal lago, per costruirvi la chiesa. (p. 78)
*{{NDR|[[Mergoscia]]}} è villaggio infinitamente sparpagliato sulla spalla del monte che scende dal Madone, a vederlo da lontano è tutto un formicolio grigio di case casette casupole stalle logge altane, muri scabri e finestre orlate gentilmente di bianco, sbarrate come occhi curiosi; i muricciuoli assidui dei ronchi e dei campetti dicono che la fatica di chi lavora è molta, il sole batte forte su questa terra impennata e sassosa. La strada che conduce lassù è capricciosa, spericolata, o meglio ubbidisce docile alle pieghe della montagna, ponti arditi scavalcano precipizi che da ragazzi ci parevano senza fondo, si lasciavan cadere sassi contando i secondi, imbrogliandoci in calcoli che davano risultati vertiginosi [...]. (pp. 80-81)
*{{NDR|Su Dunzio}} Ci si arriva da due parti, dal Pedemonte e dalla Valmaggia, e da entrambe le parti per solenni gradinate di pietra che alla romantica fantasia di [[Alexandre Cingria|Alessandro Cingria]] evocavano remote civiltà ciclopiche; e difatti un che di grandiosamente barbarico spira da queste opere che affermano l'autorità dell'uomo sulla natura. Sentimento che s'avverte con più energia quando il piede improvvisamente affonda nell'erba verdissima e fresca dei prati lassù, dove si perde la smilza traccia del sentiero: la natura si fa dolce, accoglie il viandante in un grembo materno, lo fascia di pace e di silenzio [...]. Eppure in quella compatta solitudine (non c'è camino che fumi, non campano di capra sperduta) si avverte con inquietudine che l'uomo è stranamente presente: tutto è netto preciso pulito, lustri i gradini delle viuzze tra i muretti a secco, le pergole grevi di ben formati grappoli, davanti alle case civili i cortiletti spazzati, i prati esattamente tosati [...]. (pp. 94-95)
*[...] poco ci vuole a raggiungere i millesettecento metri, a vincere cioè un dislivello di un chilometro e mezzo [...] così la rapidità dell'ascesa conferisce carattere quasi magico allo spalancarsi del mondo, al sorgere di quella stupefacente assemblea di montagne e picchi e vette che si alzano da tutte le parti, dalle rocce del Trosa lì da toccare allungando la mano, livide e scoscese, fino al candore del Basodino, al color di pesco del Monte Rosa [...]. Altro piacere, la facilità con cui ci si muove, da Colmanicchio alla Cimetta alla croce di [[Cardada]], dove meriggiano le bovine entro nuvole di mosche. (pp. 99-101)
*{{NDR|Sulle [[Centovalli (valle)|Centovalli]]}} Che proprio sian davvero cento, le valli e vallette, i burroni e le forre che solcano i due versanti di questa regione, non giurerei; ma parecchie sono certamente; e i greppi, le coste, i ripiani i promontori e le chine su cui si inerpicano o adagiano i villaggi e le frazioni: valle quanto mai accidentata e varia nel suo incessante giuocar di quinte alberate o scoscese, prati dirupi e selve, sia nel solco principale che nelle tante vallette che ricamano il versante meridionale, sotto le rocce imminenti del Ghiridone. (p. 102)
*[...] e quasi in cima all'ultima dura salita le case diroccate di Terra Vecchia, e le croci di ferro, nere sull'avorio abbagliante della chiesa: morte anche qui, ma tetra, di cose che non dovrebbero morire. (p. 103)
*Oppure da Palagnedra su verso la [[Rasa (Svizzera)|Rasa]], passando da quel pizzico di casette che è il casolare di Bordèi (e appena fuori l'abitato c'è un cimiterino d'una bellezza disarmata, commovente: un quadratino orlato d'un muretto a secco, un tavolo di pietra sbocconcellato, quattro croci di legno sepolte sotto l'erba alta, due lapidi moderne: una pace celeste, da far ambile la morte...). (p. 103)
*Su tra le solenni case della Rasa (grandiose addirittura, se si considera la posizione e la distanza e l'assenza di strade) l'odore non muta, anche se le case sono salde sotto i grandi tetti di piode. [...] ora la gente sarà attratta da quest'incantevole villaggio, adagiato con tanta grazia su una sella, con veduta da due parti, aperta luminosa ariosa. (pp. 103-104)
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Piero Bianconi, ''Albero genealogico: cronache di emigranti'', Armando Dadò editore, Locarno, 1985.
*Piero Bianconi, ''Croci e rascane'', Armando Dadò editore, Locarno, 1980 [1943].
*Piero Bianconi, ''Diario del rimorso: 1975-1977'', Armando Dadò editore, Locarno, 1979.
*Piero Bianconi, ''Il Mendrisiotto'', Società ticinese per la conservazione delle bellezze naturali ed artistiche, Lugano, 1946.
*Piero Bianconi, ''Le albarelle di San Lorenzo'', Edizioni del Cantonetto, Lugano, 1966.
*Piero Bianconi, ''Passeggiate locarnesi'', Pedrazzini editore, Locarno, 1979.
*Piero Bianconi, ''Piero Bianconi'', in Pier Riccardo Frigeri (a cura di), ''C'è un solo villaggio nostro'', Edizioni Cenobio, Lugano, 1972.
==Altri progetti==
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wikitext
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'''Piero Bianconi''' (1899 – 1984), docente, scrittore e storico dell'arte svizzero.
==Citazioni di Piero Bianconi==
*A [[Riva San Vitale]], quando il riflesso bruno e corroso delle case s'impiglia e perde nei canneti della riva, quando il lago lascia posto a un ispido corridoio verde e un po' squallido (abitato com'è da remote storie brigantesche), uno capisce che s'entra in una specie d'atrio o d'anticamera, avverte un mutamento nella luce.<ref>Da ''Il Mendrisiotto''; citato in Osservatorio culturale del Cantone Ticino, ''[https://map.geo.ti.ch/s/guida_letteraria Guida letteraria della Svizzera italiana]'', ''ti.ch''.</ref>
==''Albero genealogico''==
*Per vedere bene [[Mergoscia]] bisogna andarci dalla strada sua, dalla strada che è soltanto e tutta sua e si ferma sul sacrato gentile: dalla strada il villaggio appare tutto spiegato nelle sparse frazioni, nei casolari dispersi: tutto un formicolio di case e stalle sventagliate e distese come un lenzuolo grigio macchiato di chiaro sulla spalla del monte; un formicolio di case e casette, logge e altane, e le finestrelle che guardano curiose, orlate di bianco sul grigio scabro dei muri a secco: un villaggio curioso e curiosamente occhiuto, da sentirsi quasi impacciati sotto tanti occhi. (p. 15)
*Mia madre mi portava spesso nel parlatorio del [[Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Locarno)|convento di Santa Caterina]] dove stava la zia e dove studiavano le mie due sorelle; era una stanza scura, i muri e le piastrelle del pavimento trasudavano umidità, c'era una enorme grata di ferro, doppia, che teneva quasi tutta una parete e dietro si intravvedeva una monaca nera, come un fantasma: erano lunghe conversazioni bisbigliate fitte fitte, intramezzate di sospiri e giaculatorie, mia madre stanca su una seggiola e dietro la grata non si vedeva che il bianco del soggòlo e delle mani della monaca.<br>Il portone dell'atrio non si apriva mai, si tirava un campanello e di lì a poco s'apriva lo sportello dietro un disco di latta a minuti forellini (come nei confessionali), dallo spioncino uscivano bisbigli e giaculatorie: «Sia lodato Gesù Cristo», diceva una voce attraverso i forellini; «E sempre sia lodato», rispondeva mia madre. Accanto alla porta c'era la ruota, un misterioso cilindro di legno lustro nel muro, girava su di sé, a un tratto s'apriva un vuoto, come un armadio scuro, se ne tiravano fuori maestà pagliettate d'oro, e agnus dei, e biscotti duri come sassi, pane di san Nicola; ma era più la roba che ci entrava, frutta per lo più, pesche e uva, il cilindro silenziosamente girava e la roba spariva, «Sia lodato Gesù Cristo...». (p. 95)
*{{NDR|Sull'Istituto Sant'Eugenio}} Ma dei pochi ricordi di quello scuro e un po' tetro convento cappuccinesco, alcuni sono assai belli, ricordo con affetto l'insegnante di canto, si chiamava Gherardini, ci contagiava del suo generoso entusiasmo lirico, ci faceva cantare il ''Nabucco'', diceva che bisognava tirar dentro un metro cubo d'aria per allungare al massimo il patire: «che ne infonda al patiiiiiire al patire virtù...»: e noi ce la mettevamo tutta, beati. E così vari altri insegnanti, laici o clericali, e le suore: delle quali meglio mi si impresse nella memoria la mastodontica cuoca, che in caso di bisogno ci somministrava l'olio di ricino, panacea di tutti i mali: con una autorità tale che non ci dava nemmeno il tempo di ribellarci... (p. 130)
==''C'è un solo villaggio nostro''==
*Nato e cresciuto a [[Minusio]]; però fuori, in una zona appartata, remota, in una splendida plaga dove le poche case sparpagliate nel verde allora si potevano contare tutte sulle dita d'una mano, in vista del lago: per intenderci, sull'insenatura o diciamo golfo in cima al lago, vicino a Mappo. Una zona deserta, riparata, tiepida, ho sentito ripetere spesso che i geografi la considerano il posto più caldo della Svizzera: e infatti si specchiano in quel golfo alcune ville signorili, la Verbanella, la Roccabella, la [[La Baronata|Baronata]]... (p. 30)
*Nessuno allora abitava la Verbanella, coronata dai suoi merli neogotici e dall'arioso loggiato, come l'aveva fatta costruire [[Angelo Brofferio]] (in capo al lago mezzo elvetico mezzo piemontese); ma poi fu dissennatamente scoronata e dimezzata e ridotta a un mozzicone insignificante. Si guardava con un certo brivido un buco nel muro, a forma di cuore, che lasciava intravvedere la faccia dolente di una Madonna: si diceva che il muratore non era riuscito a turare quel buco, i mattoni cadevano sempre: tanto che l'aveva dovuto lasciare aperto. (p. 32)
*{{NDR|Sulla [[La Baronata|Baronata]]}} Ricordo che una ventina d'anni fa fu qui [[Riccardo Bacchelli]] per una conferenza; e volle vedere — non l'aveva mai visto, nemmeno in fotografia — quel parco e quella casa dove si svolge la prima parte del suo romanzo, «Il Diavolo al Pontelungo»: e andai io a fargli da guida. Girando per i viali e sotto i grandi alberi eravamo silenziosi e come sbigottiti tutti e due: lui di trovare così vasto dominio dove aveva immaginato cose assai più modeste; io di vedere quel parco, che nella memoria mi si era fatto sterminato, assai più ristretto nella realtà, ogni tanto si scorgeva tra il verde il muro che lo ricinge tutto: ingannati tutti e due, e delusi, lui dalla immaginazione, io dalla memoria: due «puissances trompeuses», a dirla con [[Blaise Pascal|Pascal]]... (p. 33)
==''Croci e rascane''==
*Valle scabra e dura la [[Valle Verzasca|Verzasca]]... E se volessimo paragonare il Ticino a un frutto succoso, la Verzasca uscirebbe scabra e dura dal paragone, perché di quel frutto sarebbe il nòcciolo. Infatti è chiusa proprio nel cuore del Ticino, tra confini ticinesi. Da tutte le altre valli nostrane toccate, di qua o di là, per questo o quel passo, terra forestiera, non ticinese; in Verzasca invece, scavalcate pure tutte le montagne, sempre vi affacciate a un'altra valle nostrana, la Valmaggia o la Lavizzara a ponente, la Riviera o la Leventina a levante o a settentrione. (p. 27)
*[[Mergoscia]]: altro problema. In bilico anche lui, questo villaggio, se appartenga alla Verzasca oppure no... Ci si arriva per una strada tutta sua, altissima sulla destra del fiume, una strada pittoresca e ardita, sospesa su precipizi burroni e spaccature vertiginose, stretta nella montagna, incisa nella viva roccia. Tutta per Mergoscia: dove termina, su [[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo|un sagrato]] che è una delle più care cose del nostro paese, così aperto intimo e solatio, d'una così piena e remota pace, d'una veduta così larga e raccolta! (p. 28)
*Il campanile, – che portava, ancor non è molto, le bandiere della Svizzera e degli Stati Uniti, croce e stelle, a ricordare quanta gente è andata oltre Oceano a cercar fortuna – è legato alla chiesa {{NDR|[[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo|dei Santi Carpoforo e Gottardo]]}} da un portichetto gentile, la piazzetta è chiusa a monte dalla facciata celeste della canonica: si direbbe che il mondo finisca qui, in una pace stanca e felice. (p. 28)
*Ma proprio allora, dalla strada che scende un poco, verdolina e fresca, appare in alto Mergoscia: un formicolio di case e stalle sventagliato e disteso come un lenzuolo grigio macchiato sulla vasta spalla del monte: un formicolio di casette grige e bianche, logge e altane, e le finestrelle col collarino bianco che guardano curiose, la chiesa e la canonica celeste intorno al sagrato alto come un balcone al sole; e, dietro la chiesa, il camposanto anche più pieno di pace, di stanchezza che finalmente riposa sotto le umili croci sbilenche. Certo Mergoscia fa parte della Verzasca [...]. (p. 29)
*Passato il ponte della Porta, di [[Vogorno]] non si vedono che poche case: il grosso è più in alto, sui terrazzi del monte. È il primo villaggio della valle, ed è rimasto il più arcaico, per via appunto della sua situazione, lontano dalla strada e da frequenti contatti; e del resto Vogorno è tutto impigliato, con le sue vaste frazioni, fra il fitto reticolato dei vigneti, tutto il piede del Pizzo di Vogorno è vestito di verde, di campetti sostenuti da muri a secco, patate, granturco fagiuoli e viti. (p. 32)
*Da Vogorno si comincia a scorgere, in cima a un cono sulla destra del fiume, il più gentile villaggio della Verzasca, [[Corippo]]: una cascatella triangolare di gremitissime case grigie e di tetti neri addosso alla chiesa, che contiene l'urto mettendosi di traverso. (p. 33)
*Poco dopo Corippo, la valle muta aspetto, fin lì [[Verzasca (fiume)|il fiume]] è invisibile, celato nelle gole profonde, nella stretta spaccatura che incide profondamente il fondo della valle; il fiume non rappresenta nessuna parte nella vita dei paesani di Vogorno, contadini vignaiuoli ma non pescatori. Di qui innanzi invece il fiume affiora, s'accompagna alla strada, fruscia con le sue pulitissime acque sulla roccia pulita, scorre nelle lunghe cune parallele scavate nella vena della roccia che corre nel senso del fiume. Così lo si vede a Lavertezzo, sotto l'arco del vecchio ponte [...]. (p. 34)
*Vinta la salita, appare [[Brione Verzasca|Brione]], alla confluenza dell'Osola con la Verzasca. Quello che subito colpisce è il bianco vasto greto del fiume: non più incanalato nella roccia, ma capriccioso e prepotente tra i candidi ciottoli levigati. Il villaggio è rannicchiato, coi suoi prati e campi, nel triangolo tra le due acque, sotto il monte ripidissimo che torreggia: come se cercasse scampo dal fiume insidioso. Il monte, lacerato ai piedi dalle vaste ferite delle cave di granito, è così erto che impressiona; e si dice che la domestica di un curato, venuta qui dalle facili colline del Mendrisiotto, non osava entrare nella canonica, non poteva persuadersi che fosse possibile dormire sotto così minaccioso strapiombo di roccia. (p. 35)
*Bisogna salire sui monti e sugli alpi della Verzasca per sentire anche la più scabra forza e la solenne grandezza della valle: sull'alpe di Giove, sopra Brione, sul passo d'Eva che mette a Maggia (strana presenza di vallette mitologiche). Le vallette son chiuse da vasti sassosi anfiteatri, le cascatelle disegnan raggi concentrici, vene bianche disposte a stecche di ventaglio, un ventaglio d'avorio sulla nuda pietra. (p. 35)
*Sotto il passo c'è il laghetto d'Eva, occhio celeste orlato di verde e di fiori, di grigi massi e di cascine simili ai massi, che ripete i lenti taciti giuochi delle nubi estive e dorme lunghi sonni appannati dal gelo invernale. (p. 35)
*La [[Vallemaggia|Valmaggia]] è tra le più ampie valli del Ticino, come conferma una probabile etimologia, "valle maggiore". Una vallata che si ramifica e si divide e suddivide come una mano: val di Campo e val di Bosco, val Bavona, val Lavizzara e val di Peccia: una gran mano dalle dita strambe e contorte, corse dalle vene azzurre dell'acqua che nasce sotto i passi alpini e le montagne che delimitano esattamente la Valmaggia e la congiungono con le valli finitime: Onsernone, Formazza, Bedretto, Leventina e Verzasca. Un solo fiume, la [[Rovana]], porta le sue infidissime acque d'oltre confine. (p. 39)
*Esattamente chiusa nella sua vasta cerchia di alte montagne, la Valmaggia è chiusa anche allo sbocco: esce da una strozzatura fra due monti a [[Ponte Brolla|Pontebrolla]]. Porta stretta, avara, tanto che appena vi passi la strada: il fiume è costretto a nascondersi ancora una volta entro profonde gole, che l'infinita pazienza delle acque ha corroso bucate levigate ridotte a spugne cavernose e lisce. Rocce pallide, rocce dorate come il miele, striate di rosso: l'acqua vi ritrova il verde e l'azzurro intensissimo, la vaga trasparenza della nascita. (p. 40)
*Spettacolo che si gode, sempre nuovo, lungo tutta la valle. Chi voglia goderlo anche meglio, piuttosto che da Pontebrolla, entri in valle dal monte di Dunzio, al quale si giunge salendo dalle terre di Pedemonte: balcone che sporge sulla valle, di faccia ad Avegno e Gordevio, incantevole belvedere. È bellissimo monte, casette linde sotto neri castagni, viottole limitate da infiniti muretti, e vigneti dappertutto, a pergolati, a toppie sui tetti delle stalle, a filari sui pendii: su tutto una pace celeste, un silenzio da favola. (p. 43)
*Anche il grotto Maimorire (bel nome per un posto così), ad Avegno, manda i suoi alberi fin sull'orlo della strada: in mezzo alle sue casupole, tra i tavoli, è venuto a piantarsi fieramente un macigno: l'han lasciato stare e gli han messo in groppo una cappellina deliziosa, tutta spirito e bei colori. (p. 46)
*La [[Val Bavona|Bavona]] è bellissima valle, che ripete in piccolo la Valmaggia: piatta e lunga come quella, tutta un succedersi di montagne disposte a quinte, e come quella sottomessa al fiume prepotente che scorrazza sul fondo seminato di sassi franati; e le ripide rupi inargentate di cascate e cascatelle: un alternarsi incessante di idilliaca pace e di spettacoli di violenza, col [[Basòdino|Basodino]] che sempre torreggia in fondo. (p. 47)
*Sotto l'altissima assistenza del campanile d'[[Intragna (Centovalli)|Intragna]], e con uno spettacoloso sfoggio di ponti, due fiumi alpestri di non grande conto e di non lungo corso, uniscono le loro acque: la Melezza che scende dalle Centovalli e l'Isorno che sbuca dall'Onsernone; e da quella confluenza che lo abbraccia da tre parti par che ripeta il nome il forte borgo asserragliato con le sue case intorno al campanile, alto nella luce in cima al greppo: Intragna da "inter amnia"... (p. 53)
*Per convincere basta entrare in quella valle da [[Verdasio]], per il passo della Segna: conservando negli occhi il carattere rupestre, da fortilizio, delle case di Verdasio, la visione dei tetti che si gode salendo, quei tetti chiari qua e là incupiti di muschi, gremitissimi e irti di comignoli, messi per diritto e per traverso: secondo un ordine segreto. (p. 62)
*{{NDR|Su [[Terre di Pedemonte]]}} Sotto quelle rupestri montagne, – che devon caricarsi di calore e poi irradiarlo, come radiatori – i tre villaggi, Tegna, Verscio Cavigliano, sono amorosamente disposti e adagiati, davanti alla fertilissima campagna rigata di diritte strade e di lunghi filari di vigna, campagna che fu detta "armidica" da una poetessa danese del Settecento, e che merita bene, per la dolcezza dei suoi fichi settembrini e la bontà del vino, il nome gemello a quello del Piemonte. (p. 63)
*Il grosso villaggio di [[Losone]] è un bell'esempio di fedeltà alla tradizione: a pochi passi da Locarno, conserva imperterrito usi e costumi di un tempo [...]. È acquattato sotto una lunga corona di poggetti e di montagnole dai profili incostanti e asimmetrici; le sue campagne, che vanno sempre più guadagnando sulle sterili "gerre" del fiume, di primavera son velate dal rosa dei peschi: belle campagne placide, che conoscon presto l'umida frescure dell'autunno; e i tanti alberi lo nascondono alla vista, non fosse la punta rossa del campanile di San Lorenzo, che svetta gloriosa come una bandiera. (p. 65)
*È recente (almeno per me, lo vedo stamattina per la prima volta) il delittuoso strazio di quello che, non soltanto a mio giudizio, era fino a ieri il più mirabile complesso di architettura rustica, spontanea, non soltanto della valle ma del Ticino: la frazione di [[Bignasco]], Bignasco vecchio. Autentico gioiello di intelligenza, di sensibilità, di misura umana, miracolosamente preservato, remoto come è dalla strada maestra: un'isola di pace, fuori dal mondo. Ed eccolo qui, insensatamente dilaniato lacerato squarciato, antiche case e stalle atterrate dal bulldozer, per l'ambizione di chi vuol far posto alla dea del nostro tempo, all'automobile, alla quale non davan passo le strette viuzze che sbisciavano tra le case: con irreparabile danno per il nostro paese. (p. 144)
*A proposito della sullodata commissione, bastano pochi passi per incontrare una veramente inaspettata belluria, nata con l'attivo suo consenso: il bocciodromo di [[Cavergno]], lì candido e gonfio, come un paracadute venuto a posarsi accanto alle case con tutti i necessari crismi ufficiali. (p. 145)
==''Diario del rimorso''==
*Non muore [[Corippo]], che di botto appare sciorinato al sole, lobbie balconi finestrelle e neri triangoli dei solai: di umile sapienza umana. Osteria accogliente – come sarebbe a Hombrechtikon, quanto a arredamento. [...] Il villaggio è davvero mirabile esempio di architettura organica, spontanea, le esigue viuzze sono cassa di risonanza per i gridi e le risate di ragazzone bionde dagli occhi cilestri, discinte e un tantino sfrontate. Eppure si respira un'aria quasi si direbbe di castità, di mente pulita: che poi si ritrova nel cimitero erboso e patetico, con un cespuglio di rose borraccine a far festa sul riposo dei morti. (p. 13)
*Cosa rimane, di una sgambata in [[Valle Verzasca|Verzasca]], sotto il sole feroce di luglio? Oltre il senso quasi di paura che incutono le montagne con la loro terribilità, e a contrasto con quello, quasi un disgusto della troppa gente che non ha rapporto alcuno con il carattere della Verzasca; infinite auto, e ombrelloni, e carne, troppa carne esposta al sole: nei pochi prati, sotto boschetti ombrosi, sui nudi macigni del fiume, nella viva acqua verde. L'impressione che la pubblicità turistica stia guastando o forse ha già guastato la valle, quel sapore di rude e virile poesia che era tipico della scabra Verzasca. (pp. 13-14)
*Su a Dunzio, su quell'aprico balcone che domina la bassa Valmaggia: bellissimo posto, ma (strano!) acquitrinoso, non solo in questa stagione che la cosa che meno manca è l'acqua; tanto che i piedi poco stanno asciutti, dopo qualche incauto passo. (p. 67)
==''Le albarelle di San Lorenzo''==
*Da noi veniva dalla Lavizzara, dove erano cave di quella pietra; pare anzi che il nome della valle provenga dal laveggio appunto, sulla stufa del pretorio di [[Sornico]] è scolpito, quasi rustica arma, un laveggio. (p. 31)
*Pochi minuti dopo l'oro malato delle betulle ormai quasi spoglie di [[Ponte Brolla|Pontebrolla]], luminoso sul cielo gonfio e torvo, si aprì l'ospitale casa del pittore, dove ardeva un poderoso fuoco nel camino. (p. 35)
*{{NDR|Sulla [[Val Bavona]]}} C'erano le montagne e gli antichi alberi, i castagni ancora neri nell'ara di cristallo, i faggi che avevan messo il primo verdolino fresco, e i casolari, le tante terre dai nomi gentili, case grigie, color montagna, come se fossero state espresse dalla montagna, direttamente: gruppetti di case serrate insieme, come paurose, a farsi compagnia, a tenersi calde: e quei massi enormi che stanno ad attestare la ferocia della impietosa natura, sconvolgimento non antichissimo, come dice l'iscrizione del 1594 che parla della bella campagna al passato remoto [...]. (pp. 87-88)
*[...] e anche Gannariente, la chiesetta edificata l'anno dopo forse a ricordare le case sepolte, sola tra lo scenario metafisico di quell'immani macigni che evocano lotte tra giganti e dèi, geologia che comunica un brivido mitologico... (p. 88)
*{{NDR|Sulla casa di residenza di [[Giuseppe Zoppi]]}} Bisogna quindi risalire verso la fine degli anni venti (come usa dire) per ritrovare questa immagine fervorosa e ingenua di lui, scapolo e recluso in quella sua casetta alta sui Monti, gialla, con finestre e decorazioni neogotiche (che recentemente ha dovuto adeguarsi al gusto del nostro squallido tempo cementizio, perdendo ogni carattere). (p. 147)
==''Passeggiate locarnesi''==
*A voler introdurre un ignaro alla conoscenza di [[Locarno]] e della [[Distretto di Locarno|sua regione]], sarebbe ottimo mezzo l'aeroplano: scavalcando da sud le montagne del Gambarogno, ecco che di colpo gli si spiegherebbe sotto gli occhi l'ampia conca dove posa la città, adagiata sulla sponda del lago e inerpicata sulla collina: gran sfascio bianco e rosa di case, con il polverio più rado che ramificandosi tra il verde la congiunge a borghi e villaggi circostanti. (p. 9)
*Ma sarebbero discorsi troppo lunghi, per farli su per aria; semmai si vorrebbero dipanare con agio seduti al tavolino d'un caffè in Piazza Grande: che è una delle belle invenzioni locarnesi, con la sua curva che rievoca la presenza dell'acqua dove le modeste e armoniose case vorrebbero ancora specchiarsi; spettacolo tanto più seducente in quanto minacciato da una fine ormai imminente: poiché s'è dileguata quell'amabile indolenza, quella ripostata pigrizia contemplativa che era uno degli aspetti più seducenti del carattere locarnese [...]. (p. 10)
*{{NDR|Il [[lago Maggiore]]}} chi lo veda per la prima volta, non può sottrarsi al suo incanto, tra l'ampiezza della veduta e il giuoco delle montagne che si scostano e gli fanno largo perché possa allungarsi e distendere e correre verso la pianura, segnando il confine tra Lombardia e Piemonte; e davvero si direbbe che le montagne giuochino a strozzarlo e a fargli strada tra il lento [[Monte Tamaro|Tamaro]], il Gambarogno e il [[Monte Limidario|Ghiridone]] gobbo e roccioso, cariato come le rupi nei fondi di [[Leonardo da Vinci|Leonardo]]. (pp. 15-16)
*[...] il cuore si ferma più persuaso sul capo del lago, da sempre conosciuto e amato. Indugia sull'amabile strada che lo costeggia, da Locarno fino a Mappo, dal cittadino lungolago passando per Rivapiana e sotto le storiche ville ottocentesche, la Verbanella del [[Angelo Brofferio|Brofferio]], la [[La Baronata|Baronata]] del [[Riccardo Bacchelli|bacchelliano]] [[Michail Bakunin|Bakunin]].<br>Da quella stradetta si gode in tutta la sua bellezza la veduta del lago, in una sicura calma che solo qualche sperduta automobile o il campanello di una bicicletta per un attimo riescono a turbare. È una strada che segue il capriccio della riva, costeggia assidua l'acqua, senza rettifili, senza impazienze: come è giusto quando si va a far quattro passi, un'ora di distensione. (pp. 17-18)
*Le vallate del Ticino superiore, giù dalla catena delle Alpi, scaricano le loro acque nel lago Maggiore; di questi corsi d'acqua il più violento, la [[Maggia (fiume)|Maggia]], nei millenni ha portato terra e sabbia abbastanza da formare un ampio delta: la lingua verde e piatta, che strozza il lago e definisce il quadrato golfo di Locarno. Oggi il delta è tagliato in due esattamente dagli argini che, diritti come un colpo di spada, imbrigliano i capricci dell'acqua (ormai innocuo ruscello, dopo che l'ingordigia di elettricità ne ha captato le alte sorgenti). (p. 19)
*La Piazza di [[Ascona]] [...] allinea linearmente le sue colorite case a specchio dell'acqua, rivolte all'invito del lago [...] Ascona [...] è rivolta a ponente, al sole pomeridiano si scaldano come lucertole gli avventori dei tanti caffè che dilagano con i tavolini sulla piazza: quindi, se qui la gente si alza tardi, è verosimile che anche vada a letto meno presto... Il sole della sera, quando accende le facciate delle case di Ascona, sfiora di striscio i tetti di Locarno, il crepuscolo invade i portici della piazza, con il senso tranquillo della giornata finita. (p. 20)
*Sopra Ascona affiorano le negre rocce del [[Monte Verità]], aridi dossi punteggiati dai tronchi d'argento delle betulle: luogo scelto, i primi del secolo, da alcuni naturisti che in quella solare solitudine intendevano vivere secondo la «loro» verità. (p. 21)
*Sopra Locarno, in bilico su un'erta rupe, sta un famoso santuario, la [[Santuario della Madonna del Sasso (Orselina)|Madonna del Sasso]], con il convento dei frati francescani: meta di devoti pellegrinaggi, e quasi segno di celeste assistenza sulla città. (p. 21)
*A Roma pure si creò un grande pittore di Ascona, [[Giovanni Serodine]], forse il più alto seguace del [[Caravaggio]]; del padre suo, che a Roma era impresario, esiste accanto alla chiesa di Ascona [[Casa Serodine|la casa]], con la facciata stupendamente decorata di stucchi dal fratello del pittore; di questo nella chiesa si conservano tre bellissime tele. (p. 22)
*[...] anche Ascona era difesa da ben quattro castelli, dei quali sopravvive poco più del nome; ma ancora sussiste l'absidiola romanica (con affreschi purtroppo ridipinti) della cappella del castello di San Materno. (p. 23)
*La fama di [[Locarno]] ebbe un momento di intensità internazionale, quando nel 1925 i grandi di un'Europa stremata dalla grande guerra scelsero la regina del Verbano per sedersi attorno a un tavolo e trattare della sospirata pace suscitando luminose ma effimere speranze: Chamberlain Luther Vandevelde Benes Briand, in un clima di generale embrassons-nous, favorito da uno splendido sole autunnale: Locarno città della pace, il Patto di Locarno... Ma vedi caso, dopo una gita sul lago Briand e Stresemann si sedettero a berne un bicchiere e a ragionare da amici in un'osteria di Ascona. (p. 23)
*Ma non soltanto artisti sono attirati da Ascona, molti ricchi industriali nordici vi posseggono ville quasi segrete, alle quali non si accede che per mezzo di ascensori nelle viscere della montagna: esposte al sole che raddoppia il calore riverberato dalle rocce; e Ascona possiede un piccolo aeroporto, dove si posano i velivoli privati di grandi industriali germanici, che qui vengono a distrarsi dalle fatiche e dagli affari, a distendersi al sole sulle terrazze dei tanti caffè della piazza. (p. 25)
*Sopra [[Verdasio]] [...] un incantevole monte, Comino, ampio ondulato verde, costellato di stalle cascine casette, forse ci sta anche qualche vaccherella, ma non se ne sentiva il muggito, per il lieto fracasso della gente convenuta lassù per la Madonna di mezz'agosto. (p. 31)
*Aurigeno: villaggio caro fra tutti, per esser patria del pittore [[Giovanni Antonio Vanoni|Vanoni]] e per i tanti ricordi di lui, per la bellezza della chiesa appartata {{NDR|[[Chiesa di San Bartolomeo (Maggia)|di San Bartolomeo]]}}, con i resti dell'ossario, la colonna di pietra in mezzo al sacrato, e la canonica, rosa sotto il nero tetto di piode: un complesso che al pittore [[Alexandre Cingria|Cingria]], che se ne intendeva, sembrava "le plus bel ensemble baroque" del nostro paese (cito a memoria); e su tutto la facciata della chiesa splendeva con il suo fondo rosa, le lesene chiare e i santi di stucco inseriti nelle nicchie. Come mi ricorda non la fragile memoria, ma un bel dipinto dell'amico Beretta, che mi diceva di averlo eseguito in compagnia del Cingria, appunto, nel lontano 1937. (p. 35)
*[...] a un certo punto, svoltando, ti scodella nell'ispida valletta dove nel Settecento spuntò un caro abbozzo, uno schizzo di [[Sacro Monte di Brissago|Sacro Monte]] al quale si giunge per un acciottolato punteggiato dalle cappelle della Via Crucis: una scena plastica, tre giudei e il Cristo portacroce fanno un balletto tondo in una cappelletta all'ombra di un gran campanile, poi la chiesa gentile, crema e rosa, e in fondo alla prospettiva un cappellone con i tre crocefissi: un impianto sapiente nella sua semplicità. Ma bisogna scoprirlo salendo dal basso, a rovescio non funziona. (p. 37)
*Festa sui monti di Lego, sole e allegria, polenta e stufato, canti e giuochi: effettivamente pareva di assistere alla fine di una civiltà [...]. Cos'era quel caro monte, proprio di questa stagione, che la gente ci veniva con le bestie scese dall'alpe e tutto era pieno di vita di gente e di vera e non clamorosa né effimera allegria, al delizioso sole di settembre. Allora tutto era pascolo e prato, attorno ai magri pianori dei casolari e sui pendii non un filo d'erba andava perduto e il bosco era rigorosamente costretto entro i suoi confini. Oggi sui prati di un tempo prosperano i roveti le felci le ginestre e le betulle, è un esercito che senza incontrar resistenza avanza e ne prende il posto. (pp. 38-39)
*Da Loco giù a Niva in fondo alla valle [...] ogni tanto il sentiero si slarga a dire che un tempo era importante strada, ingresso dell'[[Valle Onsernone|Onsernone]]. Quasi in fondo alla scesa, l'oratorio di San Giovanni Nepomuceno (che protegge dai pericoli dell'acqua, come rammentavano alcuni deliziosi quadrucci ex voto ormai scomparsi, disintegrati...). Impensata scoperta, lì accanto abita un eremita, un autentico anacoreta, un prete cattolico e zurighese intinto di orientalismi, ogni giorno celebra il rito ortodosso, nella chiesetta ha impiantato un'approssimativa iconostasi, tollerata dal mansueto curato [...]. (pp. 44-45)
*{{NDR|Sul Bosco Isolino di Locarno}} Ma chi fa tanto di starci un poco e tranquillamente, godendo della frescura e alzando gli occhi dai neri tronchi alle chiome dei grandi alberi [...], – cari alberi generosi di pace, che frusciano a un fiato d'aria: ecco che il bosco gli apre suoi segreti incanti, tutto diventa bello e prezioso: la solitudine e il silenzio ventilato, le straducce sabbiose, quel tanto di affabile trascuratezza che induce alla confidenza, il senso di pace che gli alberi lascian cadere come un benefico dono. (p. 46)
*Il villaggio di [[Indemini]], che si raggiunge dopo una discreta discesa, è singolarmente compatto e coerente, muri scabri di pietra rossiccia, un fitto groviglio di vicoletti androni portici e passaggi coperti, e infiniti ballatoi lobbie e balconi a godere il sole; il fondo delle straducce lastricate da sottili piode messe di taglio, non senza arte; e così le piode dei tetti, sfaldate e di poco spessore. Lo si direbbe un convento tibetano (a patto di non esser mai stati nel Tibet...), uno scenario traballante e pieno di sorprese, di mutamenti, fatto apposta per incantare gli stranieri amanti del Ticino pittoresco [...]. (pp. 48-49)
*Al monte di Calascio si arriva con meno di due ore sia dalla Pila che dalla Costa sopra Intragna: e merita ampiamente la poca fatica; sta sul colmo della montagna e concede la veduta dei primi villaggi, Auressio Loco Berzona, dell'Onsernone, e dietro le spoglie montagne, vaste nevi di misteriosi ghiacciai. Nell'aria vivace il profumo della polenta, rimestata con bel vigore da gente scamiciata, e un filo d'incenso dalla cappella dove la gente assiste alla messa.<br>Ci si arriva per antichi sentieri, passando per boschi monti e cascine, incontrando stalle che conoscono un opposto destino: alcune ormai sfasciate, tetti ridotti a fatiscenti travature, altre invece rinnovate e accuratamente rabberciate [...]. (pp. 50-51)
*La loquace folla componeva una scena pittoresca, tutto un brusio di allegri colori in quello scenario di tono alquanto livido, rocce a strapiombo e ripide pietraie e neve che aspetta il sole agostano per scomparire nello scuro laghetto d'Efra sopra Frasco in [[Valle Verzasca|Verzasca]]. Una piccola folla variopinta e assai varia, dai bambinelli portati su a cavalluccio, o diciamo meglio "in giòla", ai vegliardi che incautamente avevano affrontato e finalmente vinta la lunga e spesso malagevole salita. (p. 52)
*Così la sera, appena il sole s'è messo giù sotto la mansueta gobba del [[Monte Limidario|Ghiridone]]: quella vasta luce che si sventaglia e a poco a poco si rattrappisce, il cielo color carta da zucchero si fa a oriente di un giallo velato di verde, giallo limone, giallo affumicato, oro brunito, giù verso il fondo del lago è arancio intenso, tuorlo d'uovo. (p. 58)
*Le [[isole di Brissago]] nella nebbiolina cilestra d'un pomeriggio invernale, che strano effetto sorprenderle, romperne il silenzio sospeso. Già da lontano il profilo non è quello noto, gli alberi spogli e solenni, i grandi pioppi e tigli autoctoni, disegnano sul cielo pallido la minuta complicata ragna delle rame, trina infinitamente traforata, e il pallido sole la tinge di rosa, tiepido fiato che non tocca il cupo verde compatto delle piante troppo avare per spogliarsi del fogliame e quasi riescono troppo grevi in quel mondo scorporato, d'una lievità giapponese. (pp. 59-60)
*Dire [[Intragna (Centovalli)|Intragna]] è evocare di colpo l'immagine del campanile che corona così felicemente la brancatella di case nere in cima al greppo; un campanile meritatamente famoso, sia per l'altezza esorbitante che per l'eleganza delle forme che per la gloriosa ubicazione, alto nella luce a dominare il labirinto scuro delle viuzze che spartiscono appena le vecchie case strette insieme; e il campanile tira con sé l'idea del belvedere, dell'arioso e spazioso spettacolo che di lassù si potrebbe godere, l'incontro (sotto un groviglio di ponti antichi e moderni) della Melezza che scende dall'altipiano di Santa Maria Maggiore e dell'Isorno che sguscia fuori dalle cupe gole dell'Onsernone, e il loro placido ed errante cammino, per le feraci campagne pedemontane, verso la Maggia e la pace del lago. (p. 64)
*Ma in fatto di aerei punti di vista il campanile di Intragna ha trovato da qualche anno un temibile concorrente nella filovia che sale ripida verso le due frazioni della Pila e della Costa: una filovia che pur con tutte le possibili garanzie di solidità e di sicurezza ha il simpatico aspetto d'un impianto messo su da ragazzi ingegnosi; e salire non nella cabina di lusso, ma in quella delle merci e delle bestie, così bonaria e casereccia, dà l'impressione di un giuoco appunto, un giuoco appena un'ombra pericoloso: più che altro per insaporire meglio il piacere. Tutto si dimentica appena l'occhio, vincendo la lieve vertigine dell'altezza, spazia intorno, esplorando nella dondolante corsa la natura spalancata, libro aperto e illustrato di alberi cespugli greppi e del ghirigoro della viottola faticosa, costellata di cappelle; il borgo nero si stringe anche più intorno al campanile, si abbassa e sprofonda rapido, il campanile pare che si tiri dentro come le corna della chiocciola, umiliato e vinto. (pp. 64-65)
*Dopo una fuggevole volata sulle case della Pila che bevono il sole, sparse sul lene pendio tra prati e campetti, ecco che sotto l'occhio goloso si spalanca il valloncello che separa questa frazione da quella della Costa: una bellezza di forme minute tormentate capricciose, il lavoro immemoriale dei ghiacci e delle acque e la scalfittura superficiale dell'uomo che vi ha scritto i suoi sentieri erratici, e il mulino scoperchiato giù sull'acqua verde di cristallo e le cappelle colorate come code di gallo nell'ombra appena spolverata e schiarita di brina. (p. 65)
*La Costa offre subito il suo oratorio dalle forme gentilmente estrose con la incantevole collezione di ex voto popolareschi che rallegrano le pareti intorno alla porta, e l'ampia veduta: sia verso le Centovalli con le nere case di Rasa sul crinale nevato, sia verso oriente sul Pedemonte e il lago e la sagoma bianca e celeste del Camoghè; e un sole che fa cercare le viole ai piedi dei muretti a secco, e magari le chiocciole ben chiuse dietro la porta di calce. Scendendo a piedi si rivedono le cose di prima [...], si assapora passo passo la viottola costellata di cappelle che scendendo perde ogni gusto di fatica, semmai si insapora di un capriccio allegro rigirandosi come un serpe tra i cespugli e i vecchi castagni della china. (pp. 65-66)
*Il [[Gambarogno]], – per noi che lo vediamo da quest'altra sponda del lago, – è un paese remoto, silenzioso, quasi irreale. D'inverno nemmeno si può dire che lo vediamo, si vela e nasconde dietro una muraglia celestina di nebbia, come se andasse in letargo all'ombra della montagna; e solo di tanto in tanto, a dar segno di vita, su quell'ombra segreta si iscrive, candido e orizzontale, il pennacchio del trenino a vapore. Bisogna aspettare febbraio perché il sole alzandosi sfiori le rive, tocchi di striscio la punta d'un campanile, le case più accosto all'acqua, i terrazzi alti di Piazzogna e di Sant'Abbondio; mentre la luna alta d'inverno gli conferisce un aspetto misterioso, magicamente leggero, scorporato. (p. 69)
*Da ragazzi il Gambarogno ci stava sempre davanti agli occhi, nelle acquatiche giornate estive; e per me uno dei ricordi più vivi di quell'età è il colore della facciata della [[Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Gambarogno)|chiesa di Vira]]: rosea, d'un rosa caldo misto d'ocra, color polpa di melone, di pesca duracina stramatura. Rosea e barocca, la facciata di Vira era lì che si specchiava in bilico sull'orlo del lago; di sera, quando si faceva l'ultima nuotata e salici e pioppi si facevan neri e l'aria raffrescava, il sole di là batteva in pieno e cavava barbagli dalla facciata ritta come una favolosa conchiglia sull'acqua; le onde la rispecchiavano, blande, ce la portavano incontro [...]. (pp. 69-70)
*Ad [[Arcegno]], sui greppi e i prati già verdi e sbiancati dalle silenziose fiammelle dei crochi, casette e casucce son cresciute con l'improvvisa rapidità dei funghi a settembre; e anche tra le scure case antiche il progresso s'è insinuato con dolce prepotenza, tetti di tegole e intonaci civettuoli e tendine e scritte in dubitoso italiano. Ricordo una fotografia dall'aereo, di non tanti anni fa, di questo mirabile pugno di vecchie case: una meraviglia di ritmo, falde di piode disposte con giuoco esatto compatto attorno alla sottile spaccatura delle viuzze, di una stupenda autenticità e coerenza. (p. 72)
*Il giorno che si allestirà il catalogo (non ufficiale) dei luoghi di casa nostra più favorevoli alla contemplazione, in capo alla lista bisognerà mettere il [[Chiesa dei Santi Abbondio e Andrea|sacrato di Sant'Abbondio]], che quella virtù possiede in grado eccellente. I vecchi ebbero mano assai felice scegliendo questo greppo, questo minimo poggio sul piede della montagna, a giusta distanza dal lago, per costruirvi la chiesa. (p. 78)
*{{NDR|[[Mergoscia]]}} è villaggio infinitamente sparpagliato sulla spalla del monte che scende dal Madone, a vederlo da lontano è tutto un formicolio grigio di case casette casupole stalle logge altane, muri scabri e finestre orlate gentilmente di bianco, sbarrate come occhi curiosi; i muricciuoli assidui dei ronchi e dei campetti dicono che la fatica di chi lavora è molta, il sole batte forte su questa terra impennata e sassosa. La strada che conduce lassù è capricciosa, spericolata, o meglio ubbidisce docile alle pieghe della montagna, ponti arditi scavalcano precipizi che da ragazzi ci parevano senza fondo, si lasciavan cadere sassi contando i secondi, imbrogliandoci in calcoli che davano risultati vertiginosi [...]. (pp. 80-81)
*{{NDR|Su Dunzio}} Ci si arriva da due parti, dal Pedemonte e dalla Valmaggia, e da entrambe le parti per solenni gradinate di pietra che alla romantica fantasia di [[Alexandre Cingria|Alessandro Cingria]] evocavano remote civiltà ciclopiche; e difatti un che di grandiosamente barbarico spira da queste opere che affermano l'autorità dell'uomo sulla natura. Sentimento che s'avverte con più energia quando il piede improvvisamente affonda nell'erba verdissima e fresca dei prati lassù, dove si perde la smilza traccia del sentiero: la natura si fa dolce, accoglie il viandante in un grembo materno, lo fascia di pace e di silenzio [...]. Eppure in quella compatta solitudine (non c'è camino che fumi, non campano di capra sperduta) si avverte con inquietudine che l'uomo è stranamente presente: tutto è netto preciso pulito, lustri i gradini delle viuzze tra i muretti a secco, le pergole grevi di ben formati grappoli, davanti alle case civili i cortiletti spazzati, i prati esattamente tosati [...]. (pp. 94-95)
*[...] poco ci vuole a raggiungere i millesettecento metri, a vincere cioè un dislivello di un chilometro e mezzo [...] così la rapidità dell'ascesa conferisce carattere quasi magico allo spalancarsi del mondo, al sorgere di quella stupefacente assemblea di montagne e picchi e vette che si alzano da tutte le parti, dalle rocce del Trosa lì da toccare allungando la mano, livide e scoscese, fino al candore del Basodino, al color di pesco del Monte Rosa [...]. Altro piacere, la facilità con cui ci si muove, da Colmanicchio alla Cimetta alla croce di [[Cardada]], dove meriggiano le bovine entro nuvole di mosche. (pp. 99-101)
*{{NDR|Sulle [[Centovalli (valle)|Centovalli]]}} Che proprio sian davvero cento, le valli e vallette, i burroni e le forre che solcano i due versanti di questa regione, non giurerei; ma parecchie sono certamente; e i greppi, le coste, i ripiani i promontori e le chine su cui si inerpicano o adagiano i villaggi e le frazioni: valle quanto mai accidentata e varia nel suo incessante giuocar di quinte alberate o scoscese, prati dirupi e selve, sia nel solco principale che nelle tante vallette che ricamano il versante meridionale, sotto le rocce imminenti del Ghiridone. (p. 102)
*[...] e quasi in cima all'ultima dura salita le case diroccate di Terra Vecchia, e le croci di ferro, nere sull'avorio abbagliante della chiesa: morte anche qui, ma tetra, di cose che non dovrebbero morire. (p. 103)
*Oppure da Palagnedra su verso la [[Rasa (Svizzera)|Rasa]], passando da quel pizzico di casette che è il casolare di Bordèi (e appena fuori l'abitato c'è un cimiterino d'una bellezza disarmata, commovente: un quadratino orlato d'un muretto a secco, un tavolo di pietra sbocconcellato, quattro croci di legno sepolte sotto l'erba alta, due lapidi moderne: una pace celeste, da far ambile la morte...). (p. 103)
*Su tra le solenni case della Rasa (grandiose addirittura, se si considera la posizione e la distanza e l'assenza di strade) l'odore non muta, anche se le case sono salde sotto i grandi tetti di piode. [...] ora la gente sarà attratta da quest'incantevole villaggio, adagiato con tanta grazia su una sella, con veduta da due parti, aperta luminosa ariosa. (pp. 103-104)
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Piero Bianconi, ''Albero genealogico: cronache di emigranti'', Armando Dadò editore, Locarno, 1985.
*Piero Bianconi, ''Croci e rascane'', Armando Dadò editore, Locarno, 1980 [1943].
*Piero Bianconi, ''Diario del rimorso: 1975-1977'', Armando Dadò editore, Locarno, 1979.
*Piero Bianconi, ''Il Mendrisiotto'', Società ticinese per la conservazione delle bellezze naturali ed artistiche, Lugano, 1946.
*Piero Bianconi, ''Le albarelle di San Lorenzo'', Edizioni del Cantonetto, Lugano, 1966.
*Piero Bianconi, ''Passeggiate locarnesi'', Pedrazzini editore, Locarno, 1979.
*Piero Bianconi, ''Piero Bianconi'', in Pier Riccardo Frigeri (a cura di), ''C'è un solo villaggio nostro'', Edizioni Cenobio, Lugano, 1972.
==Voci correlate==
*[[Giovanni Bianconi (poeta)|Giovanni Bianconi]] – fratello
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Bianconi, Piero}}
[[Categoria:Insegnanti svizzeri]]
[[Categoria:Scrittori svizzeri]]
[[Categoria:Storici dell'arte svizzeri]]
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'''Piero Bianconi''' (1899 – 1984), docente, scrittore e storico dell'arte svizzero.
==Citazioni di Piero Bianconi==
*A [[Riva San Vitale]], quando il riflesso bruno e corroso delle case s'impiglia e perde nei canneti della riva, quando il lago lascia posto a un ispido corridoio verde e un po' squallido (abitato com'è da remote storie brigantesche), uno capisce che s'entra in una specie d'atrio o d'anticamera, avverte un mutamento nella luce.<ref>Da ''Il Mendrisiotto''; citato in Osservatorio culturale del Cantone Ticino, ''[https://map.geo.ti.ch/s/guida_letteraria Guida letteraria della Svizzera italiana]'', ''ti.ch''.</ref>
==''Albero genealogico''==
*Per vedere bene [[Mergoscia]] bisogna andarci dalla strada sua, dalla strada che è soltanto e tutta sua e si ferma sul sacrato gentile: dalla strada il villaggio appare tutto spiegato nelle sparse frazioni, nei casolari dispersi: tutto un formicolio di case e stalle sventagliate e distese come un lenzuolo grigio macchiato di chiaro sulla spalla del monte; un formicolio di case e casette, logge e altane, e le finestrelle che guardano curiose, orlate di bianco sul grigio scabro dei muri a secco: un villaggio curioso e curiosamente occhiuto, da sentirsi quasi impacciati sotto tanti occhi. (p. 15)
*Mia madre mi portava spesso nel parlatorio del [[Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Locarno)|convento di Santa Caterina]] dove stava la zia e dove studiavano le mie due sorelle; era una stanza scura, i muri e le piastrelle del pavimento trasudavano umidità, c'era una enorme grata di ferro, doppia, che teneva quasi tutta una parete e dietro si intravvedeva una monaca nera, come un fantasma: erano lunghe conversazioni bisbigliate fitte fitte, intramezzate di sospiri e giaculatorie, mia madre stanca su una seggiola e dietro la grata non si vedeva che il bianco del soggòlo e delle mani della monaca.<br>Il portone dell'atrio non si apriva mai, si tirava un campanello e di lì a poco s'apriva lo sportello dietro un disco di latta a minuti forellini (come nei confessionali), dallo spioncino uscivano bisbigli e giaculatorie: «Sia lodato Gesù Cristo», diceva una voce attraverso i forellini; «E sempre sia lodato», rispondeva mia madre. Accanto alla porta c'era la ruota, un misterioso cilindro di legno lustro nel muro, girava su di sé, a un tratto s'apriva un vuoto, come un armadio scuro, se ne tiravano fuori maestà pagliettate d'oro, e agnus dei, e biscotti duri come sassi, pane di san Nicola; ma era più la roba che ci entrava, frutta per lo più, pesche e uva, il cilindro silenziosamente girava e la roba spariva, «Sia lodato Gesù Cristo...». (p. 95)
*{{NDR|Sull'Istituto Sant'Eugenio}} Ma dei pochi ricordi di quello scuro e un po' tetro convento cappuccinesco, alcuni sono assai belli, ricordo con affetto l'insegnante di canto, si chiamava Gherardini, ci contagiava del suo generoso entusiasmo lirico, ci faceva cantare il ''Nabucco'', diceva che bisognava tirar dentro un metro cubo d'aria per allungare al massimo il patire: «che ne infonda al patiiiiiire al patire virtù...»: e noi ce la mettevamo tutta, beati. E così vari altri insegnanti, laici o clericali, e le suore: delle quali meglio mi si impresse nella memoria la mastodontica cuoca, che in caso di bisogno ci somministrava l'olio di ricino, panacea di tutti i mali: con una autorità tale che non ci dava nemmeno il tempo di ribellarci... (p. 130)
==''C'è un solo villaggio nostro''==
*Nato e cresciuto a [[Minusio]]; però fuori, in una zona appartata, remota, in una splendida plaga dove le poche case sparpagliate nel verde allora si potevano contare tutte sulle dita d'una mano, in vista del lago: per intenderci, sull'insenatura o diciamo golfo in cima al lago, vicino a Mappo. Una zona deserta, riparata, tiepida, ho sentito ripetere spesso che i geografi la considerano il posto più caldo della Svizzera: e infatti si specchiano in quel golfo alcune ville signorili, la Verbanella, la Roccabella, la [[La Baronata|Baronata]]... (p. 30)
*Nessuno allora abitava la Verbanella, coronata dai suoi merli neogotici e dall'arioso loggiato, come l'aveva fatta costruire [[Angelo Brofferio]] (in capo al lago mezzo elvetico mezzo piemontese); ma poi fu dissennatamente scoronata e dimezzata e ridotta a un mozzicone insignificante. Si guardava con un certo brivido un buco nel muro, a forma di cuore, che lasciava intravvedere la faccia dolente di una Madonna: si diceva che il muratore non era riuscito a turare quel buco, i mattoni cadevano sempre: tanto che l'aveva dovuto lasciare aperto. (p. 32)
*{{NDR|Sulla [[La Baronata|Baronata]]}} Ricordo che una ventina d'anni fa fu qui [[Riccardo Bacchelli]] per una conferenza; e volle vedere — non l'aveva mai visto, nemmeno in fotografia — quel parco e quella casa dove si svolge la prima parte del suo romanzo, «Il Diavolo al Pontelungo»: e andai io a fargli da guida. Girando per i viali e sotto i grandi alberi eravamo silenziosi e come sbigottiti tutti e due: lui di trovare così vasto dominio dove aveva immaginato cose assai più modeste; io di vedere quel parco, che nella memoria mi si era fatto sterminato, assai più ristretto nella realtà, ogni tanto si scorgeva tra il verde il muro che lo ricinge tutto: ingannati tutti e due, e delusi, lui dalla immaginazione, io dalla memoria: due «puissances trompeuses», a dirla con [[Blaise Pascal|Pascal]]... (p. 33)
==''Croci e rascane''==
*Valle scabra e dura la [[Valle Verzasca|Verzasca]]... E se volessimo paragonare il Ticino a un frutto succoso, la Verzasca uscirebbe scabra e dura dal paragone, perché di quel frutto sarebbe il nòcciolo. Infatti è chiusa proprio nel cuore del Ticino, tra confini ticinesi. Da tutte le altre valli nostrane toccate, di qua o di là, per questo o quel passo, terra forestiera, non ticinese; in Verzasca invece, scavalcate pure tutte le montagne, sempre vi affacciate a un'altra valle nostrana, la Valmaggia o la Lavizzara a ponente, la Riviera o la Leventina a levante o a settentrione. (p. 27)
*[[Mergoscia]]: altro problema. In bilico anche lui, questo villaggio, se appartenga alla Verzasca oppure no... Ci si arriva per una strada tutta sua, altissima sulla destra del fiume, una strada pittoresca e ardita, sospesa su precipizi burroni e spaccature vertiginose, stretta nella montagna, incisa nella viva roccia. Tutta per Mergoscia: dove termina, su [[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo|un sagrato]] che è una delle più care cose del nostro paese, così aperto intimo e solatio, d'una così piena e remota pace, d'una veduta così larga e raccolta! (p. 28)
*Il campanile, – che portava, ancor non è molto, le bandiere della Svizzera e degli Stati Uniti, croce e stelle, a ricordare quanta gente è andata oltre Oceano a cercar fortuna – è legato alla chiesa {{NDR|[[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo|dei Santi Carpoforo e Gottardo]]}} da un portichetto gentile, la piazzetta è chiusa a monte dalla facciata celeste della canonica: si direbbe che il mondo finisca qui, in una pace stanca e felice. (p. 28)
*Ma proprio allora, dalla strada che scende un poco, verdolina e fresca, appare in alto Mergoscia: un formicolio di case e stalle sventagliato e disteso come un lenzuolo grigio macchiato sulla vasta spalla del monte: un formicolio di casette grige e bianche, logge e altane, e le finestrelle col collarino bianco che guardano curiose, la chiesa e la canonica celeste intorno al sagrato alto come un balcone al sole; e, dietro la chiesa, il camposanto anche più pieno di pace, di stanchezza che finalmente riposa sotto le umili croci sbilenche. Certo Mergoscia fa parte della Verzasca [...]. (p. 29)
*Passato il ponte della Porta, di [[Vogorno]] non si vedono che poche case: il grosso è più in alto, sui terrazzi del monte. È il primo villaggio della valle, ed è rimasto il più arcaico, per via appunto della sua situazione, lontano dalla strada e da frequenti contatti; e del resto Vogorno è tutto impigliato, con le sue vaste frazioni, fra il fitto reticolato dei vigneti, tutto il piede del Pizzo di Vogorno è vestito di verde, di campetti sostenuti da muri a secco, patate, granturco fagiuoli e viti. (p. 32)
*Da Vogorno si comincia a scorgere, in cima a un cono sulla destra del fiume, il più gentile villaggio della Verzasca, [[Corippo]]: una cascatella triangolare di gremitissime case grigie e di tetti neri addosso alla chiesa, che contiene l'urto mettendosi di traverso. (p. 33)
*Poco dopo Corippo, la valle muta aspetto, fin lì [[Verzasca (fiume)|il fiume]] è invisibile, celato nelle gole profonde, nella stretta spaccatura che incide profondamente il fondo della valle; il fiume non rappresenta nessuna parte nella vita dei paesani di Vogorno, contadini vignaiuoli ma non pescatori. Di qui innanzi invece il fiume affiora, s'accompagna alla strada, fruscia con le sue pulitissime acque sulla roccia pulita, scorre nelle lunghe cune parallele scavate nella vena della roccia che corre nel senso del fiume. Così lo si vede a Lavertezzo, sotto l'arco del vecchio ponte [...]. (p. 34)
*Vinta la salita, appare [[Brione Verzasca|Brione]], alla confluenza dell'Osola con la Verzasca. Quello che subito colpisce è il bianco vasto greto del fiume: non più incanalato nella roccia, ma capriccioso e prepotente tra i candidi ciottoli levigati. Il villaggio è rannicchiato, coi suoi prati e campi, nel triangolo tra le due acque, sotto il monte ripidissimo che torreggia: come se cercasse scampo dal fiume insidioso. Il monte, lacerato ai piedi dalle vaste ferite delle cave di granito, è così erto che impressiona; e si dice che la domestica di un curato, venuta qui dalle facili colline del Mendrisiotto, non osava entrare nella canonica, non poteva persuadersi che fosse possibile dormire sotto così minaccioso strapiombo di roccia. (p. 35)
*Bisogna salire sui monti e sugli alpi della Verzasca per sentire anche la più scabra forza e la solenne grandezza della valle: sull'alpe di Giove, sopra Brione, sul passo d'Eva che mette a Maggia (strana presenza di vallette mitologiche). Le vallette son chiuse da vasti sassosi anfiteatri, le cascatelle disegnan raggi concentrici, vene bianche disposte a stecche di ventaglio, un ventaglio d'avorio sulla nuda pietra. (p. 35)
*Sotto il passo c'è il laghetto d'Eva, occhio celeste orlato di verde e di fiori, di grigi massi e di cascine simili ai massi, che ripete i lenti taciti giuochi delle nubi estive e dorme lunghi sonni appannati dal gelo invernale. (p. 35)
*La [[Vallemaggia|Valmaggia]] è tra le più ampie valli del Ticino, come conferma una probabile etimologia, "valle maggiore". Una vallata che si ramifica e si divide e suddivide come una mano: val di Campo e val di Bosco, val Bavona, val Lavizzara e val di Peccia: una gran mano dalle dita strambe e contorte, corse dalle vene azzurre dell'acqua che nasce sotto i passi alpini e le montagne che delimitano esattamente la Valmaggia e la congiungono con le valli finitime: Onsernone, Formazza, Bedretto, Leventina e Verzasca. Un solo fiume, la [[Rovana]], porta le sue infidissime acque d'oltre confine. (p. 39)
*Esattamente chiusa nella sua vasta cerchia di alte montagne, la Valmaggia è chiusa anche allo sbocco: esce da una strozzatura fra due monti a [[Ponte Brolla|Pontebrolla]]. Porta stretta, avara, tanto che appena vi passi la strada: il fiume è costretto a nascondersi ancora una volta entro profonde gole, che l'infinita pazienza delle acque ha corroso bucate levigate ridotte a spugne cavernose e lisce. Rocce pallide, rocce dorate come il miele, striate di rosso: l'acqua vi ritrova il verde e l'azzurro intensissimo, la vaga trasparenza della nascita. (p. 40)
*Spettacolo che si gode, sempre nuovo, lungo tutta la valle. Chi voglia goderlo anche meglio, piuttosto che da Pontebrolla, entri in valle dal monte di Dunzio, al quale si giunge salendo dalle terre di Pedemonte: balcone che sporge sulla valle, di faccia ad Avegno e Gordevio, incantevole belvedere. È bellissimo monte, casette linde sotto neri castagni, viottole limitate da infiniti muretti, e vigneti dappertutto, a pergolati, a toppie sui tetti delle stalle, a filari sui pendii: su tutto una pace celeste, un silenzio da favola. (p. 43)
*Anche il grotto Maimorire (bel nome per un posto così), ad Avegno, manda i suoi alberi fin sull'orlo della strada: in mezzo alle sue casupole, tra i tavoli, è venuto a piantarsi fieramente un macigno: l'han lasciato stare e gli han messo in groppo una cappellina deliziosa, tutta spirito e bei colori. (p. 46)
*La [[Val Bavona|Bavona]] è bellissima valle, che ripete in piccolo la Valmaggia: piatta e lunga come quella, tutta un succedersi di montagne disposte a quinte, e come quella sottomessa al fiume prepotente che scorrazza sul fondo seminato di sassi franati; e le ripide rupi inargentate di cascate e cascatelle: un alternarsi incessante di idilliaca pace e di spettacoli di violenza, col [[Basòdino|Basodino]] che sempre torreggia in fondo. (p. 47)
*Sotto l'altissima assistenza del campanile d'[[Intragna (Centovalli)|Intragna]], e con uno spettacoloso sfoggio di ponti, due fiumi alpestri di non grande conto e di non lungo corso, uniscono le loro acque: la Melezza che scende dalle Centovalli e l'Isorno che sbuca dall'Onsernone; e da quella confluenza che lo abbraccia da tre parti par che ripeta il nome il forte borgo asserragliato con le sue case intorno al campanile, alto nella luce in cima al greppo: Intragna da "inter amnia"... (p. 53)
*Per convincere basta entrare in quella valle da [[Verdasio]], per il passo della Segna: conservando negli occhi il carattere rupestre, da fortilizio, delle case di Verdasio, la visione dei tetti che si gode salendo, quei tetti chiari qua e là incupiti di muschi, gremitissimi e irti di comignoli, messi per diritto e per traverso: secondo un ordine segreto. (p. 62)
*{{NDR|Su [[Terre di Pedemonte]]}} Sotto quelle rupestri montagne, – che devon caricarsi di calore e poi irradiarlo, come radiatori – i tre villaggi, Tegna, Verscio Cavigliano, sono amorosamente disposti e adagiati, davanti alla fertilissima campagna rigata di diritte strade e di lunghi filari di vigna, campagna che fu detta "armidica" da una poetessa danese del Settecento, e che merita bene, per la dolcezza dei suoi fichi settembrini e la bontà del vino, il nome gemello a quello del Piemonte. (p. 63)
*Il grosso villaggio di [[Losone]] è un bell'esempio di fedeltà alla tradizione: a pochi passi da Locarno, conserva imperterrito usi e costumi di un tempo [...]. È acquattato sotto una lunga corona di poggetti e di montagnole dai profili incostanti e asimmetrici; le sue campagne, che vanno sempre più guadagnando sulle sterili "gerre" del fiume, di primavera son velate dal rosa dei peschi: belle campagne placide, che conoscon presto l'umida frescure dell'autunno; e i tanti alberi lo nascondono alla vista, non fosse la punta rossa del campanile di San Lorenzo, che svetta gloriosa come una bandiera. (p. 65)
*È recente (almeno per me, lo vedo stamattina per la prima volta) il delittuoso strazio di quello che, non soltanto a mio giudizio, era fino a ieri il più mirabile complesso di architettura rustica, spontanea, non soltanto della valle ma del Ticino: la frazione di [[Bignasco]], Bignasco vecchio. Autentico gioiello di intelligenza, di sensibilità, di misura umana, miracolosamente preservato, remoto come è dalla strada maestra: un'isola di pace, fuori dal mondo. Ed eccolo qui, insensatamente dilaniato lacerato squarciato, antiche case e stalle atterrate dal bulldozer, per l'ambizione di chi vuol far posto alla dea del nostro tempo, all'automobile, alla quale non davan passo le strette viuzze che sbisciavano tra le case: con irreparabile danno per il nostro paese. (p. 144)
*A proposito della sullodata commissione, bastano pochi passi per incontrare una veramente inaspettata belluria, nata con l'attivo suo consenso: il bocciodromo di [[Cavergno]], lì candido e gonfio, come un paracadute venuto a posarsi accanto alle case con tutti i necessari crismi ufficiali. (p. 145)
==''Diario del rimorso''==
*Non muore [[Corippo]], che di botto appare sciorinato al sole, lobbie balconi finestrelle e neri triangoli dei solai: di umile sapienza umana. Osteria accogliente – come sarebbe a Hombrechtikon, quanto a arredamento. [...] Il villaggio è davvero mirabile esempio di architettura organica, spontanea, le esigue viuzze sono cassa di risonanza per i gridi e le risate di ragazzone bionde dagli occhi cilestri, discinte e un tantino sfrontate. Eppure si respira un'aria quasi si direbbe di castità, di mente pulita: che poi si ritrova nel cimitero erboso e patetico, con un cespuglio di rose borraccine a far festa sul riposo dei morti. (p. 13)
*Cosa rimane, di una sgambata in [[Valle Verzasca|Verzasca]], sotto il sole feroce di luglio? Oltre il senso quasi di paura che incutono le montagne con la loro terribilità, e a contrasto con quello, quasi un disgusto della troppa gente che non ha rapporto alcuno con il carattere della Verzasca; infinite auto, e ombrelloni, e carne, troppa carne esposta al sole: nei pochi prati, sotto boschetti ombrosi, sui nudi macigni del fiume, nella viva acqua verde. L'impressione che la pubblicità turistica stia guastando o forse ha già guastato la valle, quel sapore di rude e virile poesia che era tipico della scabra Verzasca. (pp. 13-14)
*Su a Dunzio, su quell'aprico balcone che domina la bassa Valmaggia: bellissimo posto, ma (strano!) acquitrinoso, non solo in questa stagione che la cosa che meno manca è l'acqua; tanto che i piedi poco stanno asciutti, dopo qualche incauto passo. (p. 67)
==''Gocce sui fili''==
*Io sono nato sulla strada maestra, fuori di paese, sulla strada ho vissuto parecchi anni, alla strada d'allora mi piace ogni tanto far memoria o parola. A quei tempi la strada era qualcosa di ben diverso da quello che è oggi. Ora la strada ignora il pedone, la fatica evidente: è la furia dell'automobile, disumana cosa sull'asfalto liscio, pericolo costante. Allora la strada era tutta di polvere o di fango, a seconda del tempo; polvere e fango erano incessantemente segnati di orme umane o animali, o dalla rotaia del greve carro, segni di una fatica che non conosceva soste; giorno e notte, per bello e per brutto, gente passava continuamente; e non troppa da perdecisi, né di furia, da confondercisi; ma sparsa, da poterla distinguere con ogni agio, come un film au ralenti, variatissimo. (p. 27)
*Che vi sia un incanto segreto, qualcosa di magico nell'aria di [[Ascona]]; che vi operi una forza magnetica, la quale attrae persone singolari, estrose, più o meno ossessionate di problemi spirituali o spiritici, è fuori di dubbio. Non altrimenti si potrebbe spiegare lo sviluppo e la rapida rinomanza acquistata da questo borgo che sessant'anni fa era, si può dire, ignoto, dopo un passato illustre sonnecchiava tranquillo sulla sponda del lago. (p. 129)
*Il villaggio di [[Prato (Lavizzara)|Prato]] in Lavizzara ha un suo singolare carattere di non rustica nobiltà: solenni case del Seicento lasciano ancora trasparire decorazioni dipinte sotto la mano di calce che le mortifica, pur decadute conservano un tono aristocratico e vigoroso, le crepe che le spaccano non umiliano la bellezza dei graffiti, merletti di calce attorno alle finestre, con nomi sigle e date. Girellando nell'ordinata rete delle vie tra le grandi case gremite, colpisce l'insistenza, sulle porte e tra le finestre ferrate e fiorite, di un'ingenua colorita araldica che spiega stemmi debitamente inquartati, con aquile bonariamente grafigne, leoncini rampanti e neri merli che fischiano a sommo d'una torre: Arma tale, stemma tal altro... (p. 159)
==''Le albarelle di San Lorenzo''==
*Da noi veniva dalla Lavizzara, dove erano cave di quella pietra; pare anzi che il nome della valle provenga dal laveggio appunto, sulla stufa del pretorio di [[Sornico]] è scolpito, quasi rustica arma, un laveggio. (p. 31)
*Pochi minuti dopo l'oro malato delle betulle ormai quasi spoglie di [[Ponte Brolla|Pontebrolla]], luminoso sul cielo gonfio e torvo, si aprì l'ospitale casa del pittore, dove ardeva un poderoso fuoco nel camino. (p. 35)
*{{NDR|Sulla [[Val Bavona]]}} C'erano le montagne e gli antichi alberi, i castagni ancora neri nell'ara di cristallo, i faggi che avevan messo il primo verdolino fresco, e i casolari, le tante terre dai nomi gentili, case grigie, color montagna, come se fossero state espresse dalla montagna, direttamente: gruppetti di case serrate insieme, come paurose, a farsi compagnia, a tenersi calde: e quei massi enormi che stanno ad attestare la ferocia della impietosa natura, sconvolgimento non antichissimo, come dice l'iscrizione del 1594 che parla della bella campagna al passato remoto [...]. (pp. 87-88)
*[...] e anche Gannariente, la chiesetta edificata l'anno dopo forse a ricordare le case sepolte, sola tra lo scenario metafisico di quell'immani macigni che evocano lotte tra giganti e dèi, geologia che comunica un brivido mitologico... (p. 88)
*{{NDR|Sulla casa di residenza di [[Giuseppe Zoppi]]}} Bisogna quindi risalire verso la fine degli anni venti (come usa dire) per ritrovare questa immagine fervorosa e ingenua di lui, scapolo e recluso in quella sua casetta alta sui Monti, gialla, con finestre e decorazioni neogotiche (che recentemente ha dovuto adeguarsi al gusto del nostro squallido tempo cementizio, perdendo ogni carattere). (p. 147)
==''Passeggiate locarnesi''==
*A voler introdurre un ignaro alla conoscenza di [[Locarno]] e della [[Distretto di Locarno|sua regione]], sarebbe ottimo mezzo l'aeroplano: scavalcando da sud le montagne del Gambarogno, ecco che di colpo gli si spiegherebbe sotto gli occhi l'ampia conca dove posa la città, adagiata sulla sponda del lago e inerpicata sulla collina: gran sfascio bianco e rosa di case, con il polverio più rado che ramificandosi tra il verde la congiunge a borghi e villaggi circostanti. (p. 9)
*Ma sarebbero discorsi troppo lunghi, per farli su per aria; semmai si vorrebbero dipanare con agio seduti al tavolino d'un caffè in Piazza Grande: che è una delle belle invenzioni locarnesi, con la sua curva che rievoca la presenza dell'acqua dove le modeste e armoniose case vorrebbero ancora specchiarsi; spettacolo tanto più seducente in quanto minacciato da una fine ormai imminente: poiché s'è dileguata quell'amabile indolenza, quella ripostata pigrizia contemplativa che era uno degli aspetti più seducenti del carattere locarnese [...]. (p. 10)
*{{NDR|Il [[lago Maggiore]]}} chi lo veda per la prima volta, non può sottrarsi al suo incanto, tra l'ampiezza della veduta e il giuoco delle montagne che si scostano e gli fanno largo perché possa allungarsi e distendere e correre verso la pianura, segnando il confine tra Lombardia e Piemonte; e davvero si direbbe che le montagne giuochino a strozzarlo e a fargli strada tra il lento [[Monte Tamaro|Tamaro]], il Gambarogno e il [[Monte Limidario|Ghiridone]] gobbo e roccioso, cariato come le rupi nei fondi di [[Leonardo da Vinci|Leonardo]]. (pp. 15-16)
*[...] il cuore si ferma più persuaso sul capo del lago, da sempre conosciuto e amato. Indugia sull'amabile strada che lo costeggia, da Locarno fino a Mappo, dal cittadino lungolago passando per Rivapiana e sotto le storiche ville ottocentesche, la Verbanella del [[Angelo Brofferio|Brofferio]], la [[La Baronata|Baronata]] del [[Riccardo Bacchelli|bacchelliano]] [[Michail Bakunin|Bakunin]].<br>Da quella stradetta si gode in tutta la sua bellezza la veduta del lago, in una sicura calma che solo qualche sperduta automobile o il campanello di una bicicletta per un attimo riescono a turbare. È una strada che segue il capriccio della riva, costeggia assidua l'acqua, senza rettifili, senza impazienze: come è giusto quando si va a far quattro passi, un'ora di distensione. (pp. 17-18)
*Le vallate del Ticino superiore, giù dalla catena delle Alpi, scaricano le loro acque nel lago Maggiore; di questi corsi d'acqua il più violento, la [[Maggia (fiume)|Maggia]], nei millenni ha portato terra e sabbia abbastanza da formare un ampio delta: la lingua verde e piatta, che strozza il lago e definisce il quadrato golfo di Locarno. Oggi il delta è tagliato in due esattamente dagli argini che, diritti come un colpo di spada, imbrigliano i capricci dell'acqua (ormai innocuo ruscello, dopo che l'ingordigia di elettricità ne ha captato le alte sorgenti). (p. 19)
*La Piazza di [[Ascona]] [...] allinea linearmente le sue colorite case a specchio dell'acqua, rivolte all'invito del lago [...] Ascona [...] è rivolta a ponente, al sole pomeridiano si scaldano come lucertole gli avventori dei tanti caffè che dilagano con i tavolini sulla piazza: quindi, se qui la gente si alza tardi, è verosimile che anche vada a letto meno presto... Il sole della sera, quando accende le facciate delle case di Ascona, sfiora di striscio i tetti di Locarno, il crepuscolo invade i portici della piazza, con il senso tranquillo della giornata finita. (p. 20)
*Sopra Ascona affiorano le negre rocce del [[Monte Verità]], aridi dossi punteggiati dai tronchi d'argento delle betulle: luogo scelto, i primi del secolo, da alcuni naturisti che in quella solare solitudine intendevano vivere secondo la «loro» verità. (p. 21)
*Sopra Locarno, in bilico su un'erta rupe, sta un famoso santuario, la [[Santuario della Madonna del Sasso (Orselina)|Madonna del Sasso]], con il convento dei frati francescani: meta di devoti pellegrinaggi, e quasi segno di celeste assistenza sulla città. (p. 21)
*A Roma pure si creò un grande pittore di Ascona, [[Giovanni Serodine]], forse il più alto seguace del [[Caravaggio]]; del padre suo, che a Roma era impresario, esiste accanto alla chiesa di Ascona [[Casa Serodine|la casa]], con la facciata stupendamente decorata di stucchi dal fratello del pittore; di questo nella chiesa si conservano tre bellissime tele. (p. 22)
*[...] anche Ascona era difesa da ben quattro castelli, dei quali sopravvive poco più del nome; ma ancora sussiste l'absidiola romanica (con affreschi purtroppo ridipinti) della cappella del castello di San Materno. (p. 23)
*La fama di [[Locarno]] ebbe un momento di intensità internazionale, quando nel 1925 i grandi di un'Europa stremata dalla grande guerra scelsero la regina del Verbano per sedersi attorno a un tavolo e trattare della sospirata pace suscitando luminose ma effimere speranze: Chamberlain Luther Vandevelde Benes Briand, in un clima di generale embrassons-nous, favorito da uno splendido sole autunnale: Locarno città della pace, il Patto di Locarno... Ma vedi caso, dopo una gita sul lago Briand e Stresemann si sedettero a berne un bicchiere e a ragionare da amici in un'osteria di Ascona. (p. 23)
*Ma non soltanto artisti sono attirati da Ascona, molti ricchi industriali nordici vi posseggono ville quasi segrete, alle quali non si accede che per mezzo di ascensori nelle viscere della montagna: esposte al sole che raddoppia il calore riverberato dalle rocce; e Ascona possiede un piccolo aeroporto, dove si posano i velivoli privati di grandi industriali germanici, che qui vengono a distrarsi dalle fatiche e dagli affari, a distendersi al sole sulle terrazze dei tanti caffè della piazza. (p. 25)
*Sopra [[Verdasio]] [...] un incantevole monte, Comino, ampio ondulato verde, costellato di stalle cascine casette, forse ci sta anche qualche vaccherella, ma non se ne sentiva il muggito, per il lieto fracasso della gente convenuta lassù per la Madonna di mezz'agosto. (p. 31)
*Aurigeno: villaggio caro fra tutti, per esser patria del pittore [[Giovanni Antonio Vanoni|Vanoni]] e per i tanti ricordi di lui, per la bellezza della chiesa appartata {{NDR|[[Chiesa di San Bartolomeo (Maggia)|di San Bartolomeo]]}}, con i resti dell'ossario, la colonna di pietra in mezzo al sacrato, e la canonica, rosa sotto il nero tetto di piode: un complesso che al pittore [[Alexandre Cingria|Cingria]], che se ne intendeva, sembrava "le plus bel ensemble baroque" del nostro paese (cito a memoria); e su tutto la facciata della chiesa splendeva con il suo fondo rosa, le lesene chiare e i santi di stucco inseriti nelle nicchie. Come mi ricorda non la fragile memoria, ma un bel dipinto dell'amico Beretta, che mi diceva di averlo eseguito in compagnia del Cingria, appunto, nel lontano 1937. (p. 35)
*[...] a un certo punto, svoltando, ti scodella nell'ispida valletta dove nel Settecento spuntò un caro abbozzo, uno schizzo di [[Sacro Monte di Brissago|Sacro Monte]] al quale si giunge per un acciottolato punteggiato dalle cappelle della Via Crucis: una scena plastica, tre giudei e il Cristo portacroce fanno un balletto tondo in una cappelletta all'ombra di un gran campanile, poi la chiesa gentile, crema e rosa, e in fondo alla prospettiva un cappellone con i tre crocefissi: un impianto sapiente nella sua semplicità. Ma bisogna scoprirlo salendo dal basso, a rovescio non funziona. (p. 37)
*Festa sui monti di Lego, sole e allegria, polenta e stufato, canti e giuochi: effettivamente pareva di assistere alla fine di una civiltà [...]. Cos'era quel caro monte, proprio di questa stagione, che la gente ci veniva con le bestie scese dall'alpe e tutto era pieno di vita di gente e di vera e non clamorosa né effimera allegria, al delizioso sole di settembre. Allora tutto era pascolo e prato, attorno ai magri pianori dei casolari e sui pendii non un filo d'erba andava perduto e il bosco era rigorosamente costretto entro i suoi confini. Oggi sui prati di un tempo prosperano i roveti le felci le ginestre e le betulle, è un esercito che senza incontrar resistenza avanza e ne prende il posto. (pp. 38-39)
*Da Loco giù a Niva in fondo alla valle [...] ogni tanto il sentiero si slarga a dire che un tempo era importante strada, ingresso dell'[[Valle Onsernone|Onsernone]]. Quasi in fondo alla scesa, l'oratorio di San Giovanni Nepomuceno (che protegge dai pericoli dell'acqua, come rammentavano alcuni deliziosi quadrucci ex voto ormai scomparsi, disintegrati...). Impensata scoperta, lì accanto abita un eremita, un autentico anacoreta, un prete cattolico e zurighese intinto di orientalismi, ogni giorno celebra il rito ortodosso, nella chiesetta ha impiantato un'approssimativa iconostasi, tollerata dal mansueto curato [...]. (pp. 44-45)
*{{NDR|Sul Bosco Isolino di Locarno}} Ma chi fa tanto di starci un poco e tranquillamente, godendo della frescura e alzando gli occhi dai neri tronchi alle chiome dei grandi alberi [...], – cari alberi generosi di pace, che frusciano a un fiato d'aria: ecco che il bosco gli apre suoi segreti incanti, tutto diventa bello e prezioso: la solitudine e il silenzio ventilato, le straducce sabbiose, quel tanto di affabile trascuratezza che induce alla confidenza, il senso di pace che gli alberi lascian cadere come un benefico dono. (p. 46)
*Il villaggio di [[Indemini]], che si raggiunge dopo una discreta discesa, è singolarmente compatto e coerente, muri scabri di pietra rossiccia, un fitto groviglio di vicoletti androni portici e passaggi coperti, e infiniti ballatoi lobbie e balconi a godere il sole; il fondo delle straducce lastricate da sottili piode messe di taglio, non senza arte; e così le piode dei tetti, sfaldate e di poco spessore. Lo si direbbe un convento tibetano (a patto di non esser mai stati nel Tibet...), uno scenario traballante e pieno di sorprese, di mutamenti, fatto apposta per incantare gli stranieri amanti del Ticino pittoresco [...]. (pp. 48-49)
*Al monte di Calascio si arriva con meno di due ore sia dalla Pila che dalla Costa sopra Intragna: e merita ampiamente la poca fatica; sta sul colmo della montagna e concede la veduta dei primi villaggi, Auressio Loco Berzona, dell'Onsernone, e dietro le spoglie montagne, vaste nevi di misteriosi ghiacciai. Nell'aria vivace il profumo della polenta, rimestata con bel vigore da gente scamiciata, e un filo d'incenso dalla cappella dove la gente assiste alla messa.<br>Ci si arriva per antichi sentieri, passando per boschi monti e cascine, incontrando stalle che conoscono un opposto destino: alcune ormai sfasciate, tetti ridotti a fatiscenti travature, altre invece rinnovate e accuratamente rabberciate [...]. (pp. 50-51)
*La loquace folla componeva una scena pittoresca, tutto un brusio di allegri colori in quello scenario di tono alquanto livido, rocce a strapiombo e ripide pietraie e neve che aspetta il sole agostano per scomparire nello scuro laghetto d'Efra sopra Frasco in [[Valle Verzasca|Verzasca]]. Una piccola folla variopinta e assai varia, dai bambinelli portati su a cavalluccio, o diciamo meglio "in giòla", ai vegliardi che incautamente avevano affrontato e finalmente vinta la lunga e spesso malagevole salita. (p. 52)
*Così la sera, appena il sole s'è messo giù sotto la mansueta gobba del [[Monte Limidario|Ghiridone]]: quella vasta luce che si sventaglia e a poco a poco si rattrappisce, il cielo color carta da zucchero si fa a oriente di un giallo velato di verde, giallo limone, giallo affumicato, oro brunito, giù verso il fondo del lago è arancio intenso, tuorlo d'uovo. (p. 58)
*Le [[isole di Brissago]] nella nebbiolina cilestra d'un pomeriggio invernale, che strano effetto sorprenderle, romperne il silenzio sospeso. Già da lontano il profilo non è quello noto, gli alberi spogli e solenni, i grandi pioppi e tigli autoctoni, disegnano sul cielo pallido la minuta complicata ragna delle rame, trina infinitamente traforata, e il pallido sole la tinge di rosa, tiepido fiato che non tocca il cupo verde compatto delle piante troppo avare per spogliarsi del fogliame e quasi riescono troppo grevi in quel mondo scorporato, d'una lievità giapponese. (pp. 59-60)
*Dire [[Intragna (Centovalli)|Intragna]] è evocare di colpo l'immagine del campanile che corona così felicemente la brancatella di case nere in cima al greppo; un campanile meritatamente famoso, sia per l'altezza esorbitante che per l'eleganza delle forme che per la gloriosa ubicazione, alto nella luce a dominare il labirinto scuro delle viuzze che spartiscono appena le vecchie case strette insieme; e il campanile tira con sé l'idea del belvedere, dell'arioso e spazioso spettacolo che di lassù si potrebbe godere, l'incontro (sotto un groviglio di ponti antichi e moderni) della Melezza che scende dall'altipiano di Santa Maria Maggiore e dell'Isorno che sguscia fuori dalle cupe gole dell'Onsernone, e il loro placido ed errante cammino, per le feraci campagne pedemontane, verso la Maggia e la pace del lago. (p. 64)
*Ma in fatto di aerei punti di vista il campanile di Intragna ha trovato da qualche anno un temibile concorrente nella filovia che sale ripida verso le due frazioni della Pila e della Costa: una filovia che pur con tutte le possibili garanzie di solidità e di sicurezza ha il simpatico aspetto d'un impianto messo su da ragazzi ingegnosi; e salire non nella cabina di lusso, ma in quella delle merci e delle bestie, così bonaria e casereccia, dà l'impressione di un giuoco appunto, un giuoco appena un'ombra pericoloso: più che altro per insaporire meglio il piacere. Tutto si dimentica appena l'occhio, vincendo la lieve vertigine dell'altezza, spazia intorno, esplorando nella dondolante corsa la natura spalancata, libro aperto e illustrato di alberi cespugli greppi e del ghirigoro della viottola faticosa, costellata di cappelle; il borgo nero si stringe anche più intorno al campanile, si abbassa e sprofonda rapido, il campanile pare che si tiri dentro come le corna della chiocciola, umiliato e vinto. (pp. 64-65)
*Dopo una fuggevole volata sulle case della Pila che bevono il sole, sparse sul lene pendio tra prati e campetti, ecco che sotto l'occhio goloso si spalanca il valloncello che separa questa frazione da quella della Costa: una bellezza di forme minute tormentate capricciose, il lavoro immemoriale dei ghiacci e delle acque e la scalfittura superficiale dell'uomo che vi ha scritto i suoi sentieri erratici, e il mulino scoperchiato giù sull'acqua verde di cristallo e le cappelle colorate come code di gallo nell'ombra appena spolverata e schiarita di brina. (p. 65)
*La Costa offre subito il suo oratorio dalle forme gentilmente estrose con la incantevole collezione di ex voto popolareschi che rallegrano le pareti intorno alla porta, e l'ampia veduta: sia verso le Centovalli con le nere case di Rasa sul crinale nevato, sia verso oriente sul Pedemonte e il lago e la sagoma bianca e celeste del Camoghè; e un sole che fa cercare le viole ai piedi dei muretti a secco, e magari le chiocciole ben chiuse dietro la porta di calce. Scendendo a piedi si rivedono le cose di prima [...], si assapora passo passo la viottola costellata di cappelle che scendendo perde ogni gusto di fatica, semmai si insapora di un capriccio allegro rigirandosi come un serpe tra i cespugli e i vecchi castagni della china. (pp. 65-66)
*Il [[Gambarogno]], – per noi che lo vediamo da quest'altra sponda del lago, – è un paese remoto, silenzioso, quasi irreale. D'inverno nemmeno si può dire che lo vediamo, si vela e nasconde dietro una muraglia celestina di nebbia, come se andasse in letargo all'ombra della montagna; e solo di tanto in tanto, a dar segno di vita, su quell'ombra segreta si iscrive, candido e orizzontale, il pennacchio del trenino a vapore. Bisogna aspettare febbraio perché il sole alzandosi sfiori le rive, tocchi di striscio la punta d'un campanile, le case più accosto all'acqua, i terrazzi alti di Piazzogna e di Sant'Abbondio; mentre la luna alta d'inverno gli conferisce un aspetto misterioso, magicamente leggero, scorporato. (p. 69)
*Da ragazzi il Gambarogno ci stava sempre davanti agli occhi, nelle acquatiche giornate estive; e per me uno dei ricordi più vivi di quell'età è il colore della facciata della [[Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Gambarogno)|chiesa di Vira]]: rosea, d'un rosa caldo misto d'ocra, color polpa di melone, di pesca duracina stramatura. Rosea e barocca, la facciata di Vira era lì che si specchiava in bilico sull'orlo del lago; di sera, quando si faceva l'ultima nuotata e salici e pioppi si facevan neri e l'aria raffrescava, il sole di là batteva in pieno e cavava barbagli dalla facciata ritta come una favolosa conchiglia sull'acqua; le onde la rispecchiavano, blande, ce la portavano incontro [...]. (pp. 69-70)
*Ad [[Arcegno]], sui greppi e i prati già verdi e sbiancati dalle silenziose fiammelle dei crochi, casette e casucce son cresciute con l'improvvisa rapidità dei funghi a settembre; e anche tra le scure case antiche il progresso s'è insinuato con dolce prepotenza, tetti di tegole e intonaci civettuoli e tendine e scritte in dubitoso italiano. Ricordo una fotografia dall'aereo, di non tanti anni fa, di questo mirabile pugno di vecchie case: una meraviglia di ritmo, falde di piode disposte con giuoco esatto compatto attorno alla sottile spaccatura delle viuzze, di una stupenda autenticità e coerenza. (p. 72)
*Il giorno che si allestirà il catalogo (non ufficiale) dei luoghi di casa nostra più favorevoli alla contemplazione, in capo alla lista bisognerà mettere il [[Chiesa dei Santi Abbondio e Andrea|sacrato di Sant'Abbondio]], che quella virtù possiede in grado eccellente. I vecchi ebbero mano assai felice scegliendo questo greppo, questo minimo poggio sul piede della montagna, a giusta distanza dal lago, per costruirvi la chiesa. (p. 78)
*{{NDR|[[Mergoscia]]}} è villaggio infinitamente sparpagliato sulla spalla del monte che scende dal Madone, a vederlo da lontano è tutto un formicolio grigio di case casette casupole stalle logge altane, muri scabri e finestre orlate gentilmente di bianco, sbarrate come occhi curiosi; i muricciuoli assidui dei ronchi e dei campetti dicono che la fatica di chi lavora è molta, il sole batte forte su questa terra impennata e sassosa. La strada che conduce lassù è capricciosa, spericolata, o meglio ubbidisce docile alle pieghe della montagna, ponti arditi scavalcano precipizi che da ragazzi ci parevano senza fondo, si lasciavan cadere sassi contando i secondi, imbrogliandoci in calcoli che davano risultati vertiginosi [...]. (pp. 80-81)
*{{NDR|Su Dunzio}} Ci si arriva da due parti, dal Pedemonte e dalla Valmaggia, e da entrambe le parti per solenni gradinate di pietra che alla romantica fantasia di [[Alexandre Cingria|Alessandro Cingria]] evocavano remote civiltà ciclopiche; e difatti un che di grandiosamente barbarico spira da queste opere che affermano l'autorità dell'uomo sulla natura. Sentimento che s'avverte con più energia quando il piede improvvisamente affonda nell'erba verdissima e fresca dei prati lassù, dove si perde la smilza traccia del sentiero: la natura si fa dolce, accoglie il viandante in un grembo materno, lo fascia di pace e di silenzio [...]. Eppure in quella compatta solitudine (non c'è camino che fumi, non campano di capra sperduta) si avverte con inquietudine che l'uomo è stranamente presente: tutto è netto preciso pulito, lustri i gradini delle viuzze tra i muretti a secco, le pergole grevi di ben formati grappoli, davanti alle case civili i cortiletti spazzati, i prati esattamente tosati [...]. (pp. 94-95)
*[...] poco ci vuole a raggiungere i millesettecento metri, a vincere cioè un dislivello di un chilometro e mezzo [...] così la rapidità dell'ascesa conferisce carattere quasi magico allo spalancarsi del mondo, al sorgere di quella stupefacente assemblea di montagne e picchi e vette che si alzano da tutte le parti, dalle rocce del Trosa lì da toccare allungando la mano, livide e scoscese, fino al candore del Basodino, al color di pesco del Monte Rosa [...]. Altro piacere, la facilità con cui ci si muove, da Colmanicchio alla Cimetta alla croce di [[Cardada]], dove meriggiano le bovine entro nuvole di mosche. (pp. 99-101)
*{{NDR|Sulle [[Centovalli (valle)|Centovalli]]}} Che proprio sian davvero cento, le valli e vallette, i burroni e le forre che solcano i due versanti di questa regione, non giurerei; ma parecchie sono certamente; e i greppi, le coste, i ripiani i promontori e le chine su cui si inerpicano o adagiano i villaggi e le frazioni: valle quanto mai accidentata e varia nel suo incessante giuocar di quinte alberate o scoscese, prati dirupi e selve, sia nel solco principale che nelle tante vallette che ricamano il versante meridionale, sotto le rocce imminenti del Ghiridone. (p. 102)
*[...] e quasi in cima all'ultima dura salita le case diroccate di Terra Vecchia, e le croci di ferro, nere sull'avorio abbagliante della chiesa: morte anche qui, ma tetra, di cose che non dovrebbero morire. (p. 103)
*Oppure da Palagnedra su verso la [[Rasa (Svizzera)|Rasa]], passando da quel pizzico di casette che è il casolare di Bordèi (e appena fuori l'abitato c'è un cimiterino d'una bellezza disarmata, commovente: un quadratino orlato d'un muretto a secco, un tavolo di pietra sbocconcellato, quattro croci di legno sepolte sotto l'erba alta, due lapidi moderne: una pace celeste, da far ambile la morte...). (p. 103)
*Su tra le solenni case della Rasa (grandiose addirittura, se si considera la posizione e la distanza e l'assenza di strade) l'odore non muta, anche se le case sono salde sotto i grandi tetti di piode. [...] ora la gente sarà attratta da quest'incantevole villaggio, adagiato con tanta grazia su una sella, con veduta da due parti, aperta luminosa ariosa. (pp. 103-104)
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Piero Bianconi, ''Albero genealogico: cronache di emigranti'', Armando Dadò editore, Locarno, 1985.
*Piero Bianconi, ''Croci e rascane'', Armando Dadò editore, Locarno, 1980 [1943].
*Piero Bianconi, ''Diario del rimorso: 1975-1977'', Armando Dadò editore, Locarno, 1979.
*Piero Bianconi, ''Gocce sui fili'', Edizioni del Cantonetto, Lugano, 1963.
*Piero Bianconi, ''Il Mendrisiotto'', Società ticinese per la conservazione delle bellezze naturali ed artistiche, Lugano, 1946.
*Piero Bianconi, ''Le albarelle di San Lorenzo'', Edizioni del Cantonetto, Lugano, 1966.
*Piero Bianconi, ''Passeggiate locarnesi'', Pedrazzini editore, Locarno, 1979.
*Piero Bianconi, ''Piero Bianconi'', in Pier Riccardo Frigeri (a cura di), ''C'è un solo villaggio nostro'', Edizioni Cenobio, Lugano, 1972.
==Voci correlate==
*[[Giovanni Bianconi (poeta)|Giovanni Bianconi]] – fratello
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Bianconi, Piero}}
[[Categoria:Insegnanti svizzeri]]
[[Categoria:Scrittori svizzeri]]
[[Categoria:Storici dell'arte svizzeri]]
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Ponte Brolla
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[[File:ETH-BIB LBS L1-880166 Ponte Brolla 060988.jpg|thumb|Ponte Brolla]]
Citazioni su '''Ponte Brolla''', frazione di [[Terre di Pedemonte]].
*A Ponte Brolla, abbiamo svoltato. Ho indicato a Elena la gola, detta Orrido, scavata dal fiume Maggia nella roccia. Iniziava [[Vallemaggia|la valle]]. ([[Enrico Filippini]])
*Alla sera castagnata a Ponte Brolla, nel grotto del Gilà. Il fianco della valle è premuto in quel punto da una barriera di enormi massi, prodotti dall'antico franamento della rupe sovrastante. Fratture e interstizi rimasti tra quei massi formano come una rete di sotterranee spelonche, dalle quali si sprigionano gelidi soffi che gli abitanti, sin dall'antico, hanno immaginato di utilizzare, costruendo all'uscita di queste spaccature delle piccole cantine, quasi ripostigli, ottimi da conservarvi il vino. Lì, presso un piazzaletto rustico, o secondo i casi un tinellino al coperto, offrono alla scampagnata della famiglia un tavolo nelle sere d'estate, e un focolare in autunno. Sono in tutto circa sessanta grotti, uno arrampicato sull'altro e collegati insieme da un inverosimile meandro di scalette, passaggi e ballatoi, come uno strano villaggio rupestre e pensile. ([[Filippo Sacchi]])
*Dai tetti di [[Golino (Centovalli)|Golino]] [...] dirompendo attraverso la gola di Pontebrolla — già si scorgeva in fondo uno spicchio rosato di lago — il sole avrebbe toccato l'alpe. ([[Giovanni Bonalumi]])
*Esattamente chiusa nella sua vasta cerchia di alte montagne, la [[Vallemaggia|Valmaggia]] è chiusa anche allo sbocco: esce da una strozzatura fra due monti a Pontebrolla. Porta stretta, avara, tanto che appena vi passi la strada: il fiume è costretto a nascondersi ancora una volta entro profonde gole, che l'infinita pazienza delle acque ha corroso bucate levigate ridotte a spugne cavernose e lisce. Rocce pallide, rocce dorate come il miele, striate di rosso: l'acqua vi ritrova il verde e l'azzurro intensissimo, la vaga trasparenza della nascita. ([[Piero Bianconi]])
*Pochi minuti dopo l'oro malato delle betulle ormai quasi spoglie di Pontebrolla, luminoso sul cielo gonfio e torvo, si aprì l'ospitale casa del pittore, dove ardeva un poderoso fuoco nel camino. ([[Piero Bianconi]])
==Altri progetti==
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Il mio nemico (film)
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{{Film
|titolo = Il mio nemico
|titolo alfabetico = Mio nemico, Il
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|didascalia =
|titolo originale = Enemy Mine
|paese = [[Stati Uniti d'America]]
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* [[Louis Gossett Jr.]]: Jeriba Shigan
* [[Brion James]]: Stubbs
* [[Richard Marcus]]: Arnold
* [[Carolyn McCormick]]: Morse
|doppiatori italiani = * [[Mario Cordova]]: Willis E. Davidge
* [[Rodolfo Traversa]]: Jeriba Shigan
}}
'''''Il mio nemico''''', film di fantascienza statunitense del 1985 diretto da [[Wolfgang Petersen]].
:''Frasi e dialoghi non doppiati tradotti dall'inglese attraverso il sottotitolaggio di "Visiontext Subtitles" sull'edizione DVD del 2002.''
==Incipit==
Nel tardo ventunesimo secolo vi era finalmente pace tra le nazioni della Terra che lavoravano insieme alla esplorazione e alla colonizzazione delle ignote distese dello spazio. Sfortunatamente non eravamo soli lassù. Una razza di alieni non umani chiamata Dracs vantava diritti di priorità e di occupazione su alcuni dei più ricchi sistemi stellari della Galassia. Beh, dovevano difenderli battendosi. Il nuovo campo di battaglia era lo spazio. Per molti di noi la Terra era diventata un bel ricordo lontano anni luce. La nostra sola casa era una fortezza nello spazio. Come in qualsiasi guerra c’erano lunghi periodi in cui la sola attività era aspettare, ma poi... ('''Willis E. Davidge''')
==Frasi==
*Non avevo mai visto da vivo un Drac. Sapevo che non avevano niente di umano, che tra loro non c’era distinzione di sesso. In ognuno dei loro corpi squamosi si accozzavano il maschio e la femmina. ('''Willis E. Davidge''')
*''Gon bidden, Irkmann.'' ('''Jeriba Shigan''')
*La prossima volta ti infilo quel coltello su per il culo… se il culo ce l’hai... ('''Willis E. Davidge''')
*I razzolanti erano esseri umani, scarsamente umani. Erano minatori, fuorilegge che correvano i pianeti in cerca di metalli preziosi. Davano la caccia ai Dracs per farne schiavi, perciò erano tollerati da noi. ('''Willis E. Davidge''')
*Oh, Dio, Jerry, cosa dovrei fare ora? Mi hai insegnato tutto sul ''Talma'' e la stirpe di Jeriba ma non mi hai mai detto niente sull’allattamento di un bambino Drac! ('''Willis E. Davidge''')
*{{NDR|Su Zammis}} Bisogna dire che era un esserino brutto, ma non più brutto delle foto di tutti i neonati che orgogliosamente mi avevano mostrato i miei colleghi alla base. ('''Willis E. Davidge''')
==Dialoghi==
*'''Willis E. Davidge''': Ehi, neanche una parola capisci, faccia di rospo?<br>'''Jeriba Shigan''': ''Kos son va?''<br>'''Willis E. Davidge''': Cosa?<br>'''Jeriba Shigan''': ''Kos son va, Irkmann?''<br>'''Willis E. Davidge''': Fottiti!<br>'''Jeriba Shigan''': ''Kos va son Jeriba Shigan. Shigan!''<br>'''Willis E. Davidge''': Così ti chiami Jerry Shigan. E allora?<br>'''Jeriba Shigan''': ''Kos son va, Irkmann?''<br>'''Willis E. Davidge''': Vuoi sapere il mio nome? Willy E. Davidge.<br>'''Jeriba Shigan''': Da... Da... Da...
*'''Jeriba Shigan''': {{NDR|Dopo aver sopravvisuto a una pioggia di meteore}} ''Kiz! Ox da kiz!''<br>'''Willis E. Davidge''': Sì, l'hai detto!
*'''Willis E. Davidge''': Sparami! Fallo, sparami! Tanto senti, Drac, o vivi o morti, io non ti amo e tu non mi ami, ma siamo tutti e due qui nella merda. Capisci o non capisci un ''cagrrr'', eh?!<br>'''Jeriba Shigan''': ''May ta ib phtuga!''<br>'''Willis E. Davidge''': Sì, ''phtuga''! Mettilo per iscritto, salamandra.
*'''Jeriba Shigan''': È il mio piede sinistro. È il mio piede destro. Questo è mio piede sinistro, questo è mio piede destro, e questi sono tutti i miei piedi.<br>'''Willis E. Davidge''': Sì, bravo.<br>'''Jeriba Shigan''': Sì, bravo! Questa è mia testa.<br>'''Willis E. Davidge''': Quella è la tua ''brutta'' testa.<br>'''Jeriba Shigan''': No, no. Questa è ''mia'' testa. Quella è ''tua'' testa, tua ''brutta'' testa. {{NDR|Ride}} Testa di Davidge, brutta!<br>'''Willis E. Davidge''': Va bene, ma adesso basta! Continua così e le lingue puoi studiartele da te perchè io non sono più il tuo professore!<br>'''Jeriba Shigan''': Scusa, Davidge. {{NDR|Trattiene una risata}}<br>'''Willis E. Davidge''': Così va meglio. Sai, mentre tu ti stai divertendo un mondo e non fai un bel niente, io mi sforzo di pensare a modi per migliorare la nostra situazione.<br>'''Jeriba Shigan''': Okay.<br>'''Willis E. Davidge''': Lo sai che c'è il detto: "se alla prima non ci riesci prova, prova ancora".<br>'''Jeriba Shigan''': Davidge, tu impari questo da grande saggio Drac Shizumaat?<br>'''Willis E. Davidge''': No, da [[Topolino|Mickey Mouse]].<br>'''Jeriba Shigan''': Chi?<br>'''Willis E. Davidge''': {{NDR|Enfaticamente}} Mickey Mouse!<br>'''Jeriba Shigan''': "Mickey Mouse"... È questo grande saggio terrestre?<br>'''Willis E. Davidge''': Sì, una specie...
*{{NDR|Sottotitolato}}<br>'''Jeriba Shigan''': Presto noi tirati su da qui. Una parte o altra parte.<br>'''Willis E. Davidge''': Con la guerra in corso? È più probabile che ce ne andiamo in pullman.<br>'''Jeriba Shigan''': Umani. Si arrende facile. Shizumaat insegna a noi: "vita intelligente ha determinazione".<br>'''Willis E. Davidge''': Queste idiozie le tiri fuori dal libro che stai sempre lì a leggere? Sono io quello determinato. Non sarei qui se non fosse per voi, seguaci di Schifo-mat.<br>'''Jeriba Shigan''': Shizumaat.<br>'''Willis E. Davidge''': Comunque si chiami.<br>'''Jeriba Shigan''': Questa guerra iniziata da voi. Dagli umani.<br>'''Willis E. Davidge''': Sai una cosa, Jerry? Vaffanculo al tuo grande Shizumaat.<br>'''Jeriba Shigan''': Irkmann, il tuo Topolino è un grande, stupido scemo.
*'''Willis E. Davidge''': Mi hai salvato la vita, perchè?<br>'''Jeriba Shigan''': Forse io devo vedere un'altra faccia anche se brutta come tua.<br>'''Willis E. Davidge''': Pensi che gli umani siano brutti, eh?<br>'''Jeriba Shigan''': In paragone di un Drac, molto brutti. Ma quella bestiaccia là fuori era ancora più brutta di te.<br>'''Willis E. Davidge''': Grazie.<br>'''Jeriba Shigan''': Non c'è di... cosa.
*'''Willis E. Davidge''': Ah, Jerry, vecchio mio, dove saresti senza di me, eh?<br>'''Jeriba Shigan''': In mia casa.
*'''Willis E. Davidge''': Ma non ti stufi mai di leggere quel libro?<br>'''Jeriba Shigan''': No.<br>'''Willis E. Davidge''': Beh, cosa c'è scritto?<br>'''Jeriba Shigan''': Cose.<br>'''Willis E. Davidge''': Cose..!<br>'''Jeriba Shigan''': È chiamato ''Talman''. Contiene le parole di nostro grande saggio Shizumaat.<br>'''Willis E. Davidge''': Immagino che si debba sapere il draconiano per leggerlo, vero?<br>'''Jeriba Shigan''': Sì, forse è meglio.<br>'''Willis E. Davidge''': E tu insegnamela la tua lingua!<br>'''Jeriba Shigan''': È no cosa per te Davidge.<br>'''Willis E. Davidge''': Shizumaat è troppo grande per noi umani, vero?!<br>'''Jeriba Shigan''': Non troppo grande per umani, troppo grande per te!<br>'''Willis E. Davidge''': Ah, ora sei un giudice di caratteri!<br>'''Jeriba Shigan''': Ora tu non ricordi cosa hai detto di Shizumaat?<br>'''Willis E. Davidge''': Sì, e tu ti ricordi cosa hai detto di Mickey Mouse?<br>'''Jeriba Shigan''': Io era torto. Io non così pensavo.<br>'''Willis E. Davidge''': Nemmeno io pensavo quello che dissi di Shizumaat. {{NDR|Jeriba gira dietro Davidge e gli mette al collo la sua collana col libro}} Ma, Jerry, che cosa...?<br>'''Jeriba Shigan''': Questo libro deve essere dato a quelli che imparano. Allora io divento il maestro. Io non sono degno ma non c'è nessun altro qui.
*{{NDR|Sottotitolato}}<br>'''Willis E. Davidge''': ''Yesli raz delo, raz va dzram da delo. Lubo da lubo.''<br>'''Jeriba Shigan''': Traduci.<br>'''Willis E. Davidge''': "Se ti insultano, tu non rispondere mai con un insulto. Anzi, offri il tuo amore al nemico, quell'amore potrebbe unirvi". Lo dice anche il ''Talman'' umano.<br>'''Jeriba Shigan''': Certo. La verità è verità. Ma ciò che ancora non sai è come noi Drac esprimiamo la verità. Le parole di Shizumaat vanno cantate.
*'''Willis E. Davidge''': Viviamo come animali e tu sei ingrassato tanto che a fatica ti muovi. Non conquisterai mai l’universo con la pancetta!<br>'''Jeriba Shigan''': Conquistare universo?! Noi siamo qui migrati prima che voi!<br>'''Willis E. Davidge''': Nel caso che l’ignorassi, faccia di Drac, noi ci siamo annesso questo sistema stellare!<br>'''Jeriba Shigan''': Avete ''invaso'' questo sistema stellare!<br>'''Willis E. Davidge''': Balle! Invasori voi!<br>'''Jeriba Shigan''': No, noi esploratori, noi fondatori di mondi!<br>'''Willis E. Davidge''': E per te noi chi siamo, faccia di Drac, casalinghi, eh? Abbiamo colonizzato più mondi di voi!<br>'''Jeriba Shigan''': Esatto, voi spande come malattia!
*'''Willis E. Davidge''': Davvero saremmo soli quassù?<br>'''Jeriba Shigan''': E certo che siamo soli.<br>'''Willis E. Davidge''': Non lo so. Ho fatto ancora quel sogno. C'è una grande astronave nel mio sogno e mi sveglia il rumori dei suoi motori, ma poi lo continuo a sentire.<br>'''Jeriba Shigan''': È solo sogno.<br>'''Willis E. Davidge''': Non lo so, può darsi. Ma io so che se restiamo qui moriamo. O prima o dopo, moriamo. Se questo pianeta non ci uccide, ci uccideremo a vicenda.
*'''Willis E. Davidge''': Jerry, stai male?<br>'''Jeriba Shigan''': Io non potevo venire con te. Ora no, no più mia vita che m’importa. Io non sono pigro. Io non sono grasso. Davidge, io aspetto una nuova vita.<br>'''Willis E. Davidge''': Una nuova vita? Da dove? {{NDR|Jeriba scopre la sua pancia}} Oh, mio Dio. Oh, mio Dio! Mi stai dicendo che sei incinto? Che stai per avere un bambino? Un piccolo Drac? {{NDR|ride}} Ma come hai... Non guardare me, eh? Jerry, Jerry, questa non puoi farmela!<br>'''Jeriba Shigan''': Per voi umani dare vita è questione di scelta, per noi Dracs accade quando viene il suo tempo. Accade che accada. Quello è il perchè io non potevo venire con te. Mio figlio ora è tutto che io ho.
*'''Willis E. Davidge''': Parlami di Zammis.<br>'''Jeriba Shigan''': Zammis?<br>'''Willis E. Davidge''': Sì. Che razza di nome è Zammis?<br>'''Jeriba Shigan''': Sono cinque nomi in lignaggio Drac. Io sono Shigan. Prima di me era Gothig, e prima di Gothig era Haesni.<br>'''Willis E. Davidge''': Forza! Continua a parlare!<br>'''Jeriba Shigan''': Prima di Haesni era Ty. Prima di Ty era Zammis. [...] Un giorno io devo essere con Zammis davanti al Sacro Consiglio di Dracon e recitare la nostra discendenza cosicché Zammis può unirsi alla società di tutti i Dracs.
*{{NDR|Sottotitolato}}<br>'''Jeriba Shigan''': Davidge. Ti insegnerò i nomi dei progenitori di Jeriba.<br>'''Willis E. Davidge''': Prima o dopo colazione?<br>'''Jeriba Shigan''': Quello che ti sto proponendo è un onore.<br>'''Willis E. Davidge''': Scusa. Al momento anche solo sopravvivere è un onore, vero?<br>'''Jeriba Shigan''': Bene. Imparerò i nomi dei tuoi progenitori. Cominciamo con i tuoi genitori. Chi erano?<br>'''Willis E. Davidge''': Mio padre si chiama Carl. Mia madre si chiama Dolores.<br>'''Jeriba Shigan''': E le loro gesta?<br>'''Willis E. Davidge''': Mio padre lavora per una ditta che produce computer. E mia mamma faceva la cameriera.<br>'''Jeriba Shigan''': La cameriera?<br>'''Willis E. Davidge''': Sì, prima di sposarsi.<br>'''Jeriba Shigan''': E i loro genitori?<br>'''Willis E. Davidge''': Quando ero bambino, andavamo a trovare il nonno. Aveva una casa in campagna. Credo che fosse un contadino. E la nonna era una cuoca eccezionale.<br>'''Jeriba Shigan''': Questi sono i tuoi progenitori. Ecco dinanzi a voi Willis E. Davidge. Pilota di caccia, figlio di Dolores, che un tempo era cameriera, e di Carl, costruttore di computer, a sua volta nato dal nonno, forse contadino, e dalla nonna, cuoca eccezionale.<br>'''Willis E. Davidge''': Detto da te, sembra poca cosa.<br>'''Jeriba Shigan''': È poca cosa. Ma è un onore che tu me l'abbia rivelata. La mia genealogia è molto ricca, Davidge. Voglio insegnartela. Accetta questo onore. Sarà come scambiarci un dono. ''Son ich stayu | Kos va Shigan || Son ich stayu | Kos va-gan || Son ich stayu | Kos va Zammis''
*'''Willis E. Davidge''': Che cos'hai?<br>'''Jeriba Shigan''': Zammis, sta che arriva.<br>'''Willis E. Davidge''': Oh, Dio, oh, Dio! E ora che faccio?<br>'''Jeriba Shigan''': Io non so. Qualcosa va male.<br>'''Willis E. Davidge''': Oh, no, no, no! No, no, no, tu... tu devi stare tranquillo, sai... sai le donne sono sempre nervose prima del parto.<br>'''Jeriba Shigan''': Io non sono una donna!<br>'''Willis E. Davidge''': Ma... ma... ma la gente incinta è così, sono nervosi. Tutti si innervosiscono prima del parto. E poi se... se ti succedesse qualcosa io resto solo come un cane. Voglio dire: perchè il ristorante è andato maluccio ultimamente pretendi che mandi avanti il locale da solo, eh?<br>'''Jeriba Shigan''': Tu sei solo. Dentro te stesso tu sei solo, questo perchè voi umani avete diviso i vostri sessi in due separate metà per la gioia di quella breve unione.
*'''Jeriba Shigan''': Davidge, ascoltami! Tu... tu devi essere un genitore per Zammis.<br>'''Willis E. Davidge''': Non scherzare, Jerry. Cosa facciamo ora?<br>'''Jeriba Shigan''': Tu devi prendere il mio posto. Quando diventa possibile tu devi trovare il modo di portare Zammis a casa. Tu devi stare accanto di Zammis davanti al Sacro Consiglio di Dracon e recitare la sua discendenza. Prometti Davidge. Giura questo a me.<br>'''Willis E. Davidge''': Sta zitto! Spingi, o quello che devi fare!<br>'''Jeriba Shigan''': Giurami che vai con Zammis a Dracon. Giura!<br>'''Willis E. Davidge''': No!<br>'''Jeriba Shigan''': Giura! Giura!<br>'''Willis E. Davidge''': Va bene, va bene te lo giuro, te lo giuro! Tu non morire però.<br>'''Jeriba Shigan''': Ora, tu ora mi devi aprire, qui, {{NDR|indica la pancia}} in questo punto. Senza paura Davidge, amico .<br>'''Willis E. Davidge''': Non posso!<br>'''Jeriba Shigan''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Hai giurato! Aprimi! Hai giurato! Aprimi qui! Hai giurato! Aprimi! Aprimi! ''Aprimi!''
*'''Willis E. Davidge''': {{NDR|Mentre veste Zammis}} Non allargare le dita.<br>'''Zammis''': Dita?<br>'''Willis E. Davidge''': Sì, sì, queste. {{NDR|Mostra la mano}} Dita. ''Kutta'', dita.<br>'''Zammis''': {{NDR|Guarda la propria mano tridattila}} Non sono uguali.<br>'''Willis E. Davidge''': Lo so. Ma certo che non sono uguali. Tu sei un Drac.<br>'''Zammis''': Eh?<br>'''Willis E. Davidge''': Io sono un umano. Guarda, guarda, ecco tu hai tre sole dita: uno, due, tre. E io ho cinque dita: uno, due, tre, quattro, cinque.<br>'''Zammis''': Zammis ha quattro cinque?<br>'''Willis E. Davidge''': No. Tu sei un Drac e io un umano.<br>{{NDR|Sottotitolato}}<br>'''Zammis''': Umano?<br>'''Willis E. Davidge''': Già. Io sono un essere umano. Tu sei un Drac. Vedi, sono un uomo perché i miei genitori appartenevano alla specie umana. Il tuo genitore era un Drac. Per questo tu sei un Drac. Hai capito?<br>'''Zammis''': Sono un Drac.
*{{NDR|Sottotitolato}}<br>'''Zammis''': Non ho mai visto un Drac. Solo la mia faccia, riflessa nell'acqua. Vorrei non essere un Drac. Vorrei avere la tua faccia.<br>'''Willis E. Davidge''': Oh, Zammis.<br>'''Zammis''': Vorrei avere cinque dita.<br>'''Willis E. Davidge''': Oh, Zammis. Zammis. Ascolta. Ascoltami. Per essere un Drac, sei un bambino molto bello. Bellissimo.<br>'''Zammis''': Sul serio?<br>'''Willis E. Davidge''': Sul serio. È che non hai mai visto nessuno della tua specie. Un giorno tornerai a casa e ti scorderai di questo orribile pianeta e di me.<br>'''Zammis''': Non mi dimenticherò mai di te, zio.<br>'''Willis E. Davidge''': No, suppongo di no. Nemmeno io mi dimenticherò di te.<br>'''Zammis''': Zio? Com'era il mio genitore?<br>'''Willis E. Davidge''': Zammis, il tuo genitore era mio amico.
==Explicit==
E così Davidge condusse Zammis nella terra dei Dracs. Mantenne il suo giuramento e cantò la lista degli antenati di Zammis davanti al Sacro Consiglio di Dracon. E quando a sua volta Zammis condusse suo figlio davanti al Sacro Consiglio, il nome di Willis Davidge fu aggiunto alla discendenza dei Jeriba. ('''Voce narrante''')
==Citazioni su ''Il mio nemico''==
[[File:Stanley O'Toole, Dennis Quaid, Wolfgang Petersen.jpg|thumb|[[Stanley O'Toole]], [[Dennis Quaid]] e [[Wolfgang Petersen]] durante le riprese]]
*Dato che il mio contributo al film è stato solo una storia, solo una parte della quale è stata trasposta sullo schermo, non ne sono molto soddisfatto. Quando qualcuno che non ha mai letto la storia mi fa i complimenti, sorrido e dico "grazie" e gli suggerisco di leggerla, ma ormai ho accettato il fatto che la maggior parte delle persone non legga. La televisione e il cinema, tuttavia, hanno la maggior parte dei fan, quindi la versione cinematografica della storia è quella che la maggior parte delle persone vedrà. Col tempo, forse un piccolo numero di appassionati di cinema cercherà su internet tutto ciò che ho scritto, e persino comprerà e leggerà una o più copie. ([[Barry B. Longyear]])
*Diretto dal regista della ''Storia infinita'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il Morandini]]'')
*Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il Mereghetti]]'')
===[[Edward Khmara]]===
{{cronologico}}
*Tutto concorreva a rendere il soggiorno {{NDR|in Islanda}} orribile: il clima, il cibo, che era pessimo. E tutto si sommava; quando si ha freddo e si è bagnati, l'ultima cosa che si desidera è mangiare il cibo lasciato dai soldati della Seconda Guerra Mondiale...
*Il morale non era alto {{NDR|durante le riprese in Islanda}}. Tutti volevano potersi convincere che quella sofferenza non era stata vana e facevano del loro meglio per credere nel film, ma la maggior parte dei membri della squadra stava prendendo la situazione molto male. Quanto ai responsabili dell'operazione, se facevano del loro meglio per non far trasparire il loro sgomento, non dovevano essere molto contenti.
*[[Richard Loncraine|Richard]] aveva ambizioni per il film che nessun altro avrebbe potuto realizzare [...]. Aveva idee brillanti. La sua partenza mi ispira sentimenti contrastanti [...]. Provo grande lealtà e amicizia per Richard. Ma forse è proprio questo che mi ha impedito di vedere quando aveva problemi. Richard ha sempre avuto l'impressione che avrebbe potuto realizzare il film come voleva se gli fossero stati dati i mezzi. E all'epoca, la mia amicizia per lui mi ha portato a pensarla così. Oggi non ne sono più così sicuro. [...] Se il film avesse funzionato come Richard voleva, il merito sarebbe stato interamente suo. Ma chi potrebbe dire ora se aveva ragione o se era solo testardo?
*Prima di scrivere la sceneggiatura, abbiamo cercato di suscitare l'interesse degli studios per la storia. Veniva rifiutata ovunque. Ma ancora una volta, dopo la sceneggiatura, l'interesse degli studios era notevole. Alla fine abbiamo scelto la 20th Century Fox. Poi hanno iniziato ad avere difficoltà a trovare un regista. O quelli che volevano non erano disponibili, o volevano andare in una direzione così diversa con la storia da risultare inaccettabili. Alla fine, è stato ingaggiato Richard Loncrane.<br>La prima bozza della mia sceneggiatura ha richiesto dieci mesi, un tempo lunghissimo. Quando ho iniziato a lavorare con Richard, volavo a Londra o lui veniva qui. Aveva una visione meravigliosa e molto entusiasmante del film, ma allo stesso tempo, forse andava oltre le possibilità. Quello che vedete sullo schermo oggi sono forse 75 pagine di sceneggiatura. La sceneggiatura con cui Loncrane e io abbiamo iniziato a girare in Islanda era lunga 140 pagine.
*Il problema [...] era che il racconto originale non era strutturato per un film. Presenta grandi lacune temporali e sostanzialmente inizia un'altra storia a due terzi del racconto. È qui che Davidge riporta il giovane Drac da Dracon e deve affrontare i loro pregiudizi nei suoi confronti. Semplicemente non avevamo i soldi per farlo. Ho dovuto creare un nuovo finale in cui Zammis viene rapito da minatori zingari che sfruttano i Dracs come schiavi. Davidge deve salvarlo, e questo porta a una nuova comprensione tra le due razze. C'era una bella battuta nel film che è stata tagliata, in cui gli amici di Davidge vengono ad aiutarlo e si imbattono in un gruppo di Drac armati. Il Drac che sa di Davidge e Zammis sta per sparare agli amici quando uno alza le mani e dice "Fermi! Non ci capisco nemmeno io, ma ora siamo dalla stessa parte!". Volevo anche una scena alla fine in cui Davidge viene mostrato a Dracon durante la cerimonia di accettazione di Zammis. Per essere ufficialmente accettati nella società di Dracon e diventare capo della propria linea familiare, bisogna presentarsi davanti al Consiglio degli Anziani insieme a proprio padre. Lui vi presenterà recitando ''tutta'' l'eredità della vostra stirpe. Questo è tratto dal libro e volevo renderlo una scena grandiosa, ma è finito per essere un dipinto su tela perché era tutto ciò per cui c'erano soldi. È il massimo che potessimo permetterci di avvicinarci alla cultura Drac.
*La sequenza della sepoltura spaziale, ora a due terzi del film, avrebbe dovuto essere la prima scena del film. Davidge viene ritrovato dopo tre anni su Fyrine IV, ma inizialmente non ci viene spiegato cosa abbia fatto lì o come sia sopravvissuto. La storia è inizialmente raccontata attraverso flashback perché volevo creare suspense scoprendo lentamente cosa gli fosse successo. Dopo il primo test pubblico, Wolfgang ha deciso che non era giusto. Posso capirne qualcosa, ma continuo a pensare che sia la struttura migliore per la storia. Inoltre, penso che abbiano tagliato più parti del film di quanto avrebbero dovuto. Ci sono alcune scene che mostrano il suo rapporto con i tre amici a bordo della stazione da battaglia e che avrei preferito fossero mantenute. Credo che abbia creato un'atmosfera nella prima parte del film che si è protratta fino al finale. Ma credo che il film abbia una grandiosità epica e un'enorme intensità emotiva nei due personaggi. Era quello che volevo fare di più e credo che sia arrivato sullo schermo.
===[[Stanley O'Toole]]===
{{cronologico}}
*La scelta di [[Richard Loncraine]] {{NDR|come regista}} è stata a dir poco strana [...]. Cos'altro potrei dirvi? [...] Inizialmente, quando ho visto che Loncraine chiedeva dei cambiamenti, ho pensato che si trattasse di un ragazzo giovane che voleva lasciare il suo segno sulla sceneggiatura [...], ma quando ho visto il risultato, sono rimasto sbalordito. Richard aveva fatto fare a Ed delle cose incredibili! [...] Non avevo mai pensato di girare in Islanda. Volevo andare a Lanzarote, nelle Isole Canarie [...]. Questo ha costretto lo studio a prendere una decisione molto difficile: seguire il consiglio del regista o del produttore? Hanno optato per l'Islanda. [...] Il minimo che possiamo dire è che l'idea di andare in Islanda era ridicola [...]. L'Islanda è un paese molto costoso. I costi erano esorbitanti. E non è un paese dove la gente è abituata a fare film, quindi abbiamo dovuto assolutamente portare tutto in barca: le telecamere, le gru, tutto ciò che eravamo sicuri in anticipo di non poter trovare lì. Persino il cibo! Non ne valeva la pena, e lo sapevo fin dall'inizio. [...] Tutto ciò che abbiamo girato su quella dannata isola, ovvero diverse settimane di incontri tra i due protagonisti, dava l'impressione di essere stato girato in fondo a una miniera, in Inghilterra. Avrei potuto alzarmi una bella mattina e filmarlo tranquillamente nello Yorkshire, avrebbe posto meno problemi e saremmo arrivati allo stesso risultato.
*Avevamo investito qualche milione di dollari nella prima visione [...]. Non posso dirvi quanto, ma erano un sacco di soldi, anche se non eravamo ai cinquanta milioni di dollari di cui parlavamo.
*Non credo che Richard si rendesse conto che si trattava di un'impresa enorme, a differenza della maggior parte degli altri film [...]. Perché se l'avesse capito, avrebbe avuto le capacità e il talento per riuscirci. Ma credo che ci abbia messo troppo tempo a capirci qualcosa. Il che mi ha sorpreso molto, perché so che è molto intelligente.
===[[Wolfgang Petersen]]===
{{cronologico}}
*Nell'aprile del 1983, ricevetti una chiamata dal produttore Stephen Friedman, che si trovava in Islanda con la troupe. Arrivato alla terza settimana di riprese, aveva incontrato alcuni problemi e mi offrì la possibilità di sostituirlo alla regia. Rifiutai perché non sono il tipo che salta sul primo aereo per salvare un film in difficoltà... Mi fu poi inviata la sceneggiatura, che mi sorprese e mi colpì per la sua audacia e originalità. I suoi elementi fondamentali – il rapporto tra l'uomo e l'ermafrodita, l'episodio del parto, ecc. – si discostavano radicalmente dai canoni consueti della fantascienza cinematografica. Così andai negli Stati Uniti a visionare i giornalieri e mi resi subito conto delle difficoltà che avevano incontrato: il Drac (interpretato da Lou Gossett) non era credibile, il trucco era difettoso, gli esterni mancavano di esotismo, il cielo e il mare avevano un aspetto fin troppo familiare.<br>I direttori di produzione si resero conto che non potevo riprendere il film così com'era e decisero di interrompere tutto per permettermi di ricominciare da zero, su una base completamente nuova.
*Abbiamo discusso degli errori commessi in precedenza con il trucco del Drac. Il problema non era tecnico, ma concettuale: il Drac non aveva personalità. Il suo trucco gli conferiva semplicemente un aspetto "bizzarro". Era stato trasformato in un essere indefinibile, con origini e mentalità oscure. Quando abbiamo rigirato il film, abbiamo trasformato il Drac in una creatura anfibia e rettiliana. La sua morfologia, la sua fisionomia, l'aspetto della sua pelle, i suoi occhi, ecc., derivano interamente da questo concetto. Ci sono voluti sei mesi di lavoro. Lou Gossett ha fatto numerosi test e abbiamo gradualmente sviluppato il ritratto del Drac. Ai miei occhi, questo era l'elemento determinante del film, che doveva conquistare il sostegno dello spettatore.
*Non credo che abbiamo mai visto sullo schermo un alieno adulto complesso come il Drac. Il problema era creare un essere che fosse "diverso", ma non troppo. Il Drac non poteva essere una rana gigante con dieci teste! Doveva avere una statura quasi umana. Era un continuo gioco di equilibri tra il familiare e il bizzarro.<br>Inizialmente, lo spettatore rimane scioccato quando si confronta con il Drac, il cui aspetto ha qualcosa di profondamente inquietante. Ma gradualmente entra nel suo mondo. Coglie le molteplici sfaccettature della sua personalità e arriva a simpatizzare con lui e ad amarlo.<br>Le emozioni del Drac – i suoi attacchi di pianto, le sue risate, la sua rabbia, ecc. – dovevano assomigliare a quelle di un essere umano. I suoi movimenti non potevano essere troppo strani. Non poteva muoversi, per esempio, come una scimmia. Quindi abbiamo proceduto con tocchi discreti. Per quanto riguarda il linguaggio, abbiamo anche attenuato il lato bizzarro. Abbiamo usato suoni animali, elementi appartenenti al regno animale: grugniti, brontolii, ringhi...
*Quando ho letto la sceneggiatura, ho visto Davidge come un eroe alla Harrison Ford. Nelle prime scene, si comporta come Ian Solo in Guerre stellari. È un pilota di caccia, un bravo ragazzo non troppo intelligente, che ama fare "bang bang" mentre scambia battute con i suoi compagni di squadra. Il resto del film ci permette di sviluppare questo personaggio, di dargli la sua piena dimensione umana.
*Per quanto riguarda Lou Gossett, non mi viene in mente nessun altro attore che avrebbe potuto interpretare il ruolo. In genere, agli attori piace che i loro lineamenti siano visibili sullo schermo, preferibilmente in primo piano! Quindi è stato un grande sacrificio per lui giocare con il trucco, ma è stata anche una decisione molto intelligente, perché credo che il film lo aiuterà a diventare un nome familiare.
*È proprio la voce di Lou quella che si sente nel film, ed è lui che ha prodotto tutti i suoni del Drac. Questo ha causato grossi problemi nella versione tedesca. Volevamo mantenere il più possibile la lingua e gli effetti sonori originali del Drac. Dovevamo passare senza soluzione di continuità dalla voce di Lou a quella del suo doppiatore, per poi tornare a Lou ogni volta che emetteva un suono, una risata, ecc. Siamo riusciti a farlo senza che nessuno si accorgesse di questi cambiamenti e spero di ottenere lo stesso risultato nelle altre versioni.
*{{NDR|«Dato che il Drac è un ermafrodita, ha mai pensato di affidare questo ruolo a un'attrice? Una Tina Turner, per esempio?»}}<br>No. Domanda interessante! Non ci avevo mai pensato. Tuttavia, credo che sarebbe stato un errore. All'inizio, c'è una creatura molto macho, molto aggressiva, che rivela lentamente la sua femminilità. Questo è più evidente con un attore maschile. Altrimenti, si passa semplicemente da una Tina Turner "virile" a una Tina materna, e l'elemento sorpresa non funziona.
*{{NDR|«È significativo che il Drac sia interpretato da un attore nero?»}}<br>In un certo senso sì, e soprattutto per il pubblico americano. Chiaramente, il film non parla solo del rapporto tra un umano e un alieno. Parla anche della nostra società, dei rapporti tra bianchi e neri, ebrei e cristiani, e così via. L'attore che interpreta il Drac non è "connotato", ma apporta un tocco particolare, intonazioni, un modo di muoversi che sono importanti.
*{{NDR|«Secondo lei, qual è il "messaggio" centrale del film?»}}<br>Penso innanzitutto che sia una storia molto semplice, ed è probabilmente questo che mi ha attratto di questo progetto. È una storia familiare, raccontata spesso – penso in particolare a Duello nel Pacifico di Boorman. È la storia di un incontro, quasi una storia d'amore, ambientata in un contesto insolito, con un personaggio completamente nuovo. Il film si basa sul concetto di riconciliazione. Se non avessi paura dei paroloni, direi che esprime un ideale umanista, un ideale di pace. Sappiamo tutti che l'"Altro" non è necessariamente un aggressore, per quanto strano possa sembrarci. Ma è un fatto ovvio che tendiamo a dimenticare, e non è superfluo ricordarlo.
*{{NDR|«Hai mai pensato di spiegare la società dei Dracs?»}}<br>Non abbiamo mai sviluppato questo aspetto. Penso che sia stato positivo dare libero sfogo all'immaginazione dello spettatore. Ci limitiamo a sottolineare che si tratta di una società molto evoluta, molto colta, i cui valori fondamentali corrispondono ai nostri. La Bibbia dei Dracs è identica a quella degli umani: "La Verità è una".<br>Ma i Dracs si distinguono da noi per una memoria molto attiva, conservano la memoria di tutti i loro antenati e sanno come ognuno di loro ha vissuto fin dall'inizio dei tempi. Questo colpisce particolarmente Davidge, che, da buon americano, non sa più nulla dei suoi nonni!
*Con i miei film precedenti [...] ho voluto dimostrare che non solo gli americani erano in grado di realizzare un cinema spettacolare ad alto "budget". Ma per simili investimenti, trattare con loro è inevitabile. Io, però, resto un regista europeo: ho girato gli interni de ''Il mio nemico'' negli stabilimenti Bavaria di Monaco e la maggior parte delle maestranze era europea.
*Uno dei maggiori problemi in fase di progettazione [...] è stato il "make up" dell'alieno. Non doveva essere una maschera rigida, ma un trucco che permettesse a Gossett di usare la sua esperta mimica facciale. [[Chris Walas]] ha ideato un sistema di sottilissime pellicole che applicate al volto, permettono all'attore di conservarne tutta la motilità.
*A me interessava molto, unito a quello spettacolare, il versante intimistico della storia, inedito per lo schermo e diverso da quello di qualsiasi ET. In fondo, ''Il mio nemico'' racconta il rapporto fra due esseri apparentemente differenti che imparano a "riconoscersi". Potrebbero essere un nero e un bianco, o un russo e un americano. Se abbiamo proiettato la storia al futuro, è stato soltanto per renderla più popolare.
===[[Dennis Quaid]]===
{{cronologico}}
*Questo è il primo film di fantascienza che conosco basato sui personaggi piuttosto che sulla tecnologia. Ho letto la storia su un aereo da New York a Los Angeles e, a un certo punto, ho dovuto mettere giù la sceneggiatura. Ero in lacrime... mi ha commosso così tanto. È una storia ''meravigliosa''. Ecco due tizi nemici. Si da il caso che uno è un alieno. Potrebbero facilmente essere un americano e un russo.
*Per come la vedo io, l'alieno sono io! Sono io quello privo di valori umani. Drac li ha, ma non io. Non Davidge, l'astronauta. Per me, il film è la scoperta del mio lato umano. Sai, come essere umani!
*È il ruolo più importante e appagante che abbia mai interpretato. Davidge è un essere umano che impara a conoscere molti lati di sé. All'inizio Wolfgang pensava che fosse un po' troppo Ian Solo. Ora, Davidge si evolve davvero attraverso ogni aspetto della storia: umorismo, angoscia, lacrime, odio, orgoglio, amore, dolore, azione. Non c'è fine all'azione! Cerco di interpretare la maggior parte di essa da solo. Quindi, è anche un'esperienza molto estenuante, fisicamente.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film d'azione drammatici]]
[[Categoria:Film di fantascienza]]
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María Corina Machado
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2026-04-11T06:40:02Z
Ooligan
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[[File:2026 María Corina Machado (cropped).jpg|thumb|María Corina Machado nel 2023]]
{{Premio|Nobel|la pace '''(2025)'''}}
'''María Corina Machado Parisca''' (1967 – vivente), politica venezuelana.
==Citazioni di María Corina Machado==
{{Int|1=Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/10/10/news/maria_corina_machado_nobel_pace_lettera_venezuela-424903794/ Maduro non si illuda: in Venezuela la lotta per la libertà continua]''|2=Lettera dell'agosto 2024; citato in ''repubblica.it'', 10 ottobre 2025}}
*Noi venezuelani abbiamo ottenuto una grande vittoria il 28 luglio, quando ci siamo mobilitati in modo schiacciante per vincere le elezioni presidenziali. Grazie all’organizzazione cittadina di centinaia di migliaia di volontari, abbiamo sconfitto il tiranno con le sue stesse regole. Le prove della vittoria sono a disposizione di tutto il mondo. Ma la lotta non è ancora finita. La tirannia non riconosce la sua sconfitta.
*Solo chi è stato privato di tutto comprende la forza necessaria della [[fede]]. Nel Venezuela affamato di oggi, la gente ha più fame di dignità che di pane. Manca l’elettricità, ma non quanto la fiducia. La prosperità è meno desiderata dell’abbraccio dei figli emigrati.
*Il regime di [[Nicolás Maduro]] non riesce a capire cosa sta succedendo. Non è riuscito a prevedere l’impatto delle primarie, né a prevenire la sua sconfitta finale alle elezioni presidenziali. Le sue molteplici trappole si sono rivelate tutte inutili. Ora vogliono coprire il sole con un dito: bloccano le reti sociali, martirizzano i venezuelani, insultano i governi stranieri. E nonostante abbiano perso tutta la loro base popolare, si rifiutano ancora di discutere i termini di una transizione ordinata.
*Le [[Tirannia|tirannie]] decadono quando finiscono per credere alle loro stesse bugie; le maggioranze trionfano quando scoprono il potere liberatorio della verità, del perdono e dell’amore. La vittoria del 28 luglio non è soltanto un trionfo elettorale; è il risultato di un’azione in accordo con questi valori. È quindi una testimonianza del potere della fede.
{{Int|1=Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/10/11/news/nobel_per_la_pace_maria_corina_machado_intervista-424905556/ Nobel Machado: "Premiati i venezuelani e la resistenza di chi lotta. Pronti per la democrazia"]''|2=Intervista di Javier Lafuente, ''repubblica.it'', 11 ottobre 2025}}
*Non siamo mai stati così vicini alla libertà come in questo momento. Abbiamo provato tutto ciò che è previsto dalla nostra Costituzione per preservare le libertà e poi ripristinare la democrazia una volta che il regime ha distrutto tutte le istituzioni e i diritti. Abbiamo protestato e siamo stati calpestati, attaccati, aggrediti; siamo andati alle elezioni, abbiamo sconfitto il regime e loro hanno rubato le elezioni. Abbiamo partecipato a molteplici processi di negoziazione e il regime ha mancato la parola data in tutti i casi. Quindi siamo giunti a un punto in cui abbiamo capito che solo il coordinamento delle forze interne ed esterne di fronte a una struttura criminale consentirà al Venezuela di avanzare nella transizione democratica. E siamo alle soglie di questo momento.
*[...] io sono solo una tra milioni, mi sembra un po' ingiusto che tutto si concentri su una sola figura quando abbiamo prigionieri politici, nove milioni di esiliati, migliaia di assassinati, più di 20.000 esecuzioni extragiudiziali da quando Chávez è salito al potere.
*{{NDR|Sul governo di [[Nicolás Maduro]]}} Non si tratta di una dittatura convenzionale. Si tratta di una tirannia che ha portato a un sistema narco-terroristico. [...] Questo è un regime che si è finanziato con il traffico di droga, il contrabbando di oro, armi, esseri umani, il mercato nero, il petrolio. Nel momento in cui questi flussi iniziano a chiudersi, le strutture iniziano a sgretolarsi. Questo è ciò che sta accadendo oggi in Venezuela ed è ciò che dobbiamo capire. Tutti quelli che dicevano che non bisognava costruire una minaccia credibile, che non bisognava mettere la forza in primo piano, beh, guardate tutto quello che sta succedendo. Questo conferma ciò che abbiamo detto per anni: la libertà va conquistata e di fronte a una tirannia di questo tipo occorre forza morale, spirituale e fisica.
*Maduro ha l'opportunità di raggiungere la pace. Io gli dico: "Maduro, se ne vada subito per il bene del Venezuela".
*Nessuno oggi può dirvi quanto sia grande il debito venezuelano, quante siano le riserve, quanto si esporti, quanto si produca. Nessuno. Quello che possiamo dire è che si tratta del più grande saccheggio della storia dell'umanità.
*Dal giorno in cui abbiamo stravinto le elezioni abbiamo detto che eravamo disposti a negoziare per consentire che in Venezuela ci fosse giustizia. Mai vendetta o ritorsione, perché non è nel nostro stile. Inoltre, le basi di quello che era il chavismo sono oggi i promotori più appassionati e ferventi del cambiamento in Venezuela, perché conoscono il mostro, perché non vogliono questo per i loro figli; perché i dipendenti pubblici, i militari e i poliziotti si sentono e sono prigionieri politici.
*L'unica invasione che c'è in Venezuela è quella che abbiamo subito dai guerriglieri, dai cartelli degli agenti cubani, russi e iraniani, da Hezbollah, Hamas e altre organizzazioni. E tutti i paesi dell'America Latina e tutti i presidenti dell'America Latina sanno cosa sta succedendo qui in Venezuela e non ci sono più scuse. Quindi oggi ci troviamo di fronte a un paese occupato dalle forze del crimine, e ciascuno di questi governi e in generale tutti devono prendere una decisione: o stanno con il popolo del Venezuela o stanno con un cartello narcoterrorista.
{{Int|1=Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2026/01/03/news/la-lettera-della-premio-nobel-machado-ai-venezuelani-8494617/ La lettera della premio Nobel Machado ai venezuelani]''|2=Messaggio diffuso qualche ora dopo l'arresto di Maduro, ''ilfoglio.it'', 3 gennaio 2026}}
{{NDR|Sull'[[Operazione Absolute Resolve]]}}
*Nicolás Maduro da oggi affronta la giustizia internazionale per i crimini atroci commessi contro i venezuelani e contro cittadini di molte altre nazioni. Di fronte al suo rifiuto di accettare una soluzione negoziata, il governo degli Stati Uniti ha mantenuto la promessa di far rispettare la legge.
*Abbiamo lottato per anni, abbiamo dato tutto, e ne è valsa la pena. Ciò che doveva accadere sta accadendo.
*Oggi siamo pronti a far valere il nostro mandato e a prendere il potere. Restiamo vigili, attivi e organizzati fino a quando si concretizzerà la Transizione Democratica. Una transizione che ha bisogno di TUTTI noi.
*In queste ore decisive, ricevete tutta la mia forza, la mia fiducia e il mio affetto. Restiamo tutti all’erta e in contatto.<br>IL VENEZUELA SARÀ LIBERO!<br>Andiamo mano nella mano con Dio, fino alla fine.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Machado, María Corina}}
[[Categoria:Politici venezuelani]]
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[[File:2026 María Corina Machado (cropped).jpg|thumb|María Corina Machado nel 2026]]
{{Premio|Nobel|la pace '''(2025)'''}}
'''María Corina Machado Parisca''' (1967 – vivente), politica venezuelana.
==Citazioni di María Corina Machado==
{{Int|1=Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/10/10/news/maria_corina_machado_nobel_pace_lettera_venezuela-424903794/ Maduro non si illuda: in Venezuela la lotta per la libertà continua]''|2=Lettera dell'agosto 2024; citato in ''repubblica.it'', 10 ottobre 2025}}
*Noi venezuelani abbiamo ottenuto una grande vittoria il 28 luglio, quando ci siamo mobilitati in modo schiacciante per vincere le elezioni presidenziali. Grazie all’organizzazione cittadina di centinaia di migliaia di volontari, abbiamo sconfitto il tiranno con le sue stesse regole. Le prove della vittoria sono a disposizione di tutto il mondo. Ma la lotta non è ancora finita. La tirannia non riconosce la sua sconfitta.
*Solo chi è stato privato di tutto comprende la forza necessaria della [[fede]]. Nel Venezuela affamato di oggi, la gente ha più fame di dignità che di pane. Manca l’elettricità, ma non quanto la fiducia. La prosperità è meno desiderata dell’abbraccio dei figli emigrati.
*Il regime di [[Nicolás Maduro]] non riesce a capire cosa sta succedendo. Non è riuscito a prevedere l’impatto delle primarie, né a prevenire la sua sconfitta finale alle elezioni presidenziali. Le sue molteplici trappole si sono rivelate tutte inutili. Ora vogliono coprire il sole con un dito: bloccano le reti sociali, martirizzano i venezuelani, insultano i governi stranieri. E nonostante abbiano perso tutta la loro base popolare, si rifiutano ancora di discutere i termini di una transizione ordinata.
*Le [[Tirannia|tirannie]] decadono quando finiscono per credere alle loro stesse bugie; le maggioranze trionfano quando scoprono il potere liberatorio della verità, del perdono e dell’amore. La vittoria del 28 luglio non è soltanto un trionfo elettorale; è il risultato di un’azione in accordo con questi valori. È quindi una testimonianza del potere della fede.
{{Int|1=Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/10/11/news/nobel_per_la_pace_maria_corina_machado_intervista-424905556/ Nobel Machado: "Premiati i venezuelani e la resistenza di chi lotta. Pronti per la democrazia"]''|2=Intervista di Javier Lafuente, ''repubblica.it'', 11 ottobre 2025}}
*Non siamo mai stati così vicini alla libertà come in questo momento. Abbiamo provato tutto ciò che è previsto dalla nostra Costituzione per preservare le libertà e poi ripristinare la democrazia una volta che il regime ha distrutto tutte le istituzioni e i diritti. Abbiamo protestato e siamo stati calpestati, attaccati, aggrediti; siamo andati alle elezioni, abbiamo sconfitto il regime e loro hanno rubato le elezioni. Abbiamo partecipato a molteplici processi di negoziazione e il regime ha mancato la parola data in tutti i casi. Quindi siamo giunti a un punto in cui abbiamo capito che solo il coordinamento delle forze interne ed esterne di fronte a una struttura criminale consentirà al Venezuela di avanzare nella transizione democratica. E siamo alle soglie di questo momento.
*[...] io sono solo una tra milioni, mi sembra un po' ingiusto che tutto si concentri su una sola figura quando abbiamo prigionieri politici, nove milioni di esiliati, migliaia di assassinati, più di 20.000 esecuzioni extragiudiziali da quando Chávez è salito al potere.
*{{NDR|Sul governo di [[Nicolás Maduro]]}} Non si tratta di una dittatura convenzionale. Si tratta di una tirannia che ha portato a un sistema narco-terroristico. [...] Questo è un regime che si è finanziato con il traffico di droga, il contrabbando di oro, armi, esseri umani, il mercato nero, il petrolio. Nel momento in cui questi flussi iniziano a chiudersi, le strutture iniziano a sgretolarsi. Questo è ciò che sta accadendo oggi in Venezuela ed è ciò che dobbiamo capire. Tutti quelli che dicevano che non bisognava costruire una minaccia credibile, che non bisognava mettere la forza in primo piano, beh, guardate tutto quello che sta succedendo. Questo conferma ciò che abbiamo detto per anni: la libertà va conquistata e di fronte a una tirannia di questo tipo occorre forza morale, spirituale e fisica.
*Maduro ha l'opportunità di raggiungere la pace. Io gli dico: "Maduro, se ne vada subito per il bene del Venezuela".
*Nessuno oggi può dirvi quanto sia grande il debito venezuelano, quante siano le riserve, quanto si esporti, quanto si produca. Nessuno. Quello che possiamo dire è che si tratta del più grande saccheggio della storia dell'umanità.
*Dal giorno in cui abbiamo stravinto le elezioni abbiamo detto che eravamo disposti a negoziare per consentire che in Venezuela ci fosse giustizia. Mai vendetta o ritorsione, perché non è nel nostro stile. Inoltre, le basi di quello che era il chavismo sono oggi i promotori più appassionati e ferventi del cambiamento in Venezuela, perché conoscono il mostro, perché non vogliono questo per i loro figli; perché i dipendenti pubblici, i militari e i poliziotti si sentono e sono prigionieri politici.
*L'unica invasione che c'è in Venezuela è quella che abbiamo subito dai guerriglieri, dai cartelli degli agenti cubani, russi e iraniani, da Hezbollah, Hamas e altre organizzazioni. E tutti i paesi dell'America Latina e tutti i presidenti dell'America Latina sanno cosa sta succedendo qui in Venezuela e non ci sono più scuse. Quindi oggi ci troviamo di fronte a un paese occupato dalle forze del crimine, e ciascuno di questi governi e in generale tutti devono prendere una decisione: o stanno con il popolo del Venezuela o stanno con un cartello narcoterrorista.
{{Int|1=Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2026/01/03/news/la-lettera-della-premio-nobel-machado-ai-venezuelani-8494617/ La lettera della premio Nobel Machado ai venezuelani]''|2=Messaggio diffuso qualche ora dopo l'arresto di Maduro, ''ilfoglio.it'', 3 gennaio 2026}}
{{NDR|Sull'[[Operazione Absolute Resolve]]}}
*Nicolás Maduro da oggi affronta la giustizia internazionale per i crimini atroci commessi contro i venezuelani e contro cittadini di molte altre nazioni. Di fronte al suo rifiuto di accettare una soluzione negoziata, il governo degli Stati Uniti ha mantenuto la promessa di far rispettare la legge.
*Abbiamo lottato per anni, abbiamo dato tutto, e ne è valsa la pena. Ciò che doveva accadere sta accadendo.
*Oggi siamo pronti a far valere il nostro mandato e a prendere il potere. Restiamo vigili, attivi e organizzati fino a quando si concretizzerà la Transizione Democratica. Una transizione che ha bisogno di TUTTI noi.
*In queste ore decisive, ricevete tutta la mia forza, la mia fiducia e il mio affetto. Restiamo tutti all’erta e in contatto.<br>IL VENEZUELA SARÀ LIBERO!<br>Andiamo mano nella mano con Dio, fino alla fine.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Politici venezuelani]]
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Giulia Gonzaga (destub)
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Le voci ammesse sono:
- recenti destub con aggiunta di almeno due citazioni, nel caso di voci create recentemente la voce può rientrare in [[Template:SelezioneNuove]];
- voci recentemente wikificate;
- voci recentemente ampliate mediante aggiunte di ricche sezioni (dedicate ad esempio a libri specifici)
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[[Giulia Gonzaga]]{{,}}
[[Bucarest]]{{,}}
[[Alfredo Melani]]{{,}}
[[Tiberio Fiorilli]]{{,}}
[[Ruggiero Bonghi]]{{,}}
[[Ciro Trabalza]]{{,}}
[[Claudio Treves]]{{,}}
[[Adolfo Venturi (storico dell'arte)]]{{,}}
[[Roberto Papini]]{{,}}
[[Lawrence d'Arabia (film)]]{{,}}
[[Walter Verini]]{{,}}
[[Gruppo C]]{{,}}
[[Jean-Marie Balestre]]{{,}}
[[La casa stregata]]{{,}}
[[Costantino Maes]]{{,}}
[[Giuseppe De Lorenzo]]{{,}}
[[Gaetano Catanoso]]{{,}}
[[Sumatra]]{{,}}
[[Colin MacInnes]]{{,}}
[[Giuseppe Mercalli]]{{,}}
[[Michael Cunningham]]{{,}}
[[Friederich Münter]]{{,}}
[[Enrico Mauceri]]{{,}}
[[Papa Simmaco]]{{,}}
[[Dominique Sanda]]
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Le voci ammesse sono:
- recenti destub con aggiunta di almeno due citazioni, nel caso di voci create recentemente la voce può rientrare in [[Template:SelezioneNuove]];
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[[Benetton B195]]{{,}}
[[Giulia Gonzaga]]{{,}}
[[Bucarest]]{{,}}
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[[La casa stregata]]{{,}}
[[Costantino Maes]]{{,}}
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[[Gaetano Catanoso]]{{,}}
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Corippo
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Spinoziano
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[[File:PaesaggioCorippo.jpg|thumb|Corippo]]
Citazioni su '''Corippo'''.
*Da [[Vogorno]] si comincia a scorgere, in cima a un cono sulla destra del fiume, il più gentile villaggio della Verzasca, Corippo: una cascatella triangolare di gremitissime case grigie e di tetti neri addosso alla chiesa, che contiene l'urto mettendosi di traverso. ([[Piero Bianconi]])
*Non muore Corippo, che di botto appare sciorinato al sole, lobbie balconi finestrelle e neri triangoli dei solai: di umile sapienza umana. Osteria accogliente – come sarebbe a Hombrechtikon, quanto a arredamento. [...] Il villaggio è davvero mirabile esempio di architettura organica, spontanea, le esigue viuzze sono cassa di risonanza per i gridi e le risate di ragazzone bionde dagli occhi cilestri, discinte e un tantino sfrontate. Eppure si respira un'aria quasi si direbbe di castità, di mente pulita: che poi si ritrova nel cimitero erboso e patetico, con un cespuglio di rose borraccine a far festa sul riposo dei morti. ([[Piero Bianconi]])
==Voci correlate==
*[[Valle Verzasca]]
*[[Verzasca (fiume)]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi della Svizzera]]
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Bruto Amante
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/* Citazioni di Bruto Amante */ Giulia Gonzaga
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text/x-wiki
'''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano.
==Citazioni di Bruto Amante==
*[[Giulia Gonzaga]], educata finamente, conscia d'appartenere ad una delle più antiche e più onorate case d'Italia, famosa per la sua bellezza, ebbe della vita, de' fini e dei rapporti di essa un sentimento altissimo. La coscienza e forse l'orgoglio di tutto ciò dovettero formarne un'anima ideale, un'anima, che mirava ad avere nel mondo la più elevata estimazione, sì che a lei crescesse, non diminuisse il patrimonio di glorie e di memorie. Si sentì regina tra i suoi cortigiani e volle sempre più innalzare questo piedistallo di dominatrice, mostrandosi, come tra le nubi, a' suoi adoratori. Solo così è spiegabile il fatto che lieta, come pare, ella accettasse, nell'età di 14 anni, la mano di Vespasiano Colonna, il quale era più che quarantenne, vedovo con prole, storpio, di viso e di figura tutt'altro che seducente !<ref>Da ''Giulia Gonzaga contessa di Fondi'', cit., cap. IV, p. 67.</ref>
*Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di [[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]], il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]] del 1534.</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto».<ref>Da ''[https://archive.org/details/giuliagonzagacon00amanuoft/page/n6/mode/1up Giulia Gonzaga contessa di Fondi]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1896, cap. VI, p. 121.</ref>
*{{NDR|Ariadeno Barbarossa}} Si pose in mare nel 1534 colla formidabile flotta di 80 galee, e si dice che promettesse anche a Solimano di devastare non solo le coste d'Italia, ma di offrirgli un dono molto gradito, arricchendo il serraglio del suo padrone colla cattura della dama italiana, maggiormente celebrata per bellezza, [[Giulia Gonzaga]]!<ref>Da ''Giulia Gonzaga contessa di Fondi'', cit., cap. VI, p. 122.</ref>
==''La Romania illustrata''==
*Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3)
*[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58)
*Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Amante, Bruto}}
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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sistemo nuova sezione
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text/x-wiki
'''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano.
==''Giulia Gonzaga contessa di Fondi''==
*[[Giulia Gonzaga]], educata finamente, conscia d'appartenere ad una delle più antiche e più onorate case d'Italia, famosa per la sua bellezza, ebbe della vita, de' fini e dei rapporti di essa un sentimento altissimo. La coscienza e forse l'orgoglio di tutto ciò dovettero formarne un'anima ideale, un'anima, che mirava ad avere nel mondo la più elevata estimazione, sì che a lei crescesse, non diminuisse il patrimonio di glorie e di memorie. Si sentì regina tra i suoi cortigiani e volle sempre più innalzare questo piedistallo di dominatrice, mostrandosi, come tra le nubi, a' suoi adoratori. Solo così è spiegabile il fatto che lieta, come pare, ella accettasse, nell'età di 14 anni, la mano di Vespasiano Colonna, il quale era più che quarantenne, vedovo con prole, storpio, di viso e di figura tutt'altro che seducente! (cap. IV, p. 67)
*Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di [[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]], il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]] del 1534.</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto». (cap. VI, p. 121)
*{{NDR|Ariadeno Barbarossa}} Si pose in mare nel 1534 colla formidabile flotta di 80 galee, e si dice che promettesse anche a Solimano di devastare non solo le coste d'Italia, ma di offrirgli un dono molto gradito, arricchendo il serraglio del suo padrone colla cattura della dama italiana, maggiormente celebrata per bellezza, Giulia Gonzaga! (cap. VI, p. 122)
==''La Romania illustrata''==
*Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3)
*[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58)
*Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/giuliagonzagacon00amanuoft/page/n6/mode/1up Giulia Gonzaga contessa di Fondi]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1896.
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scrittori italiani]]
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'''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano.
==''Giulia Gonzaga contessa di Fondi''==
*[[Giulia Gonzaga]], educata {{sic|finamente}}, conscia d'appartenere ad una delle più antiche e più onorate case d'Italia, famosa per la sua bellezza, ebbe della vita, de' fini e dei rapporti di essa un sentimento altissimo. La coscienza e forse l'orgoglio di tutto ciò dovettero formarne un'anima ideale, un'anima, che mirava ad avere nel mondo la più elevata estimazione, sì che a lei crescesse, non diminuisse il patrimonio di glorie e di memorie. Si sentì regina tra i suoi cortigiani e volle sempre più innalzare questo piedistallo di dominatrice, mostrandosi, come tra le nubi, a' suoi adoratori. Solo così è spiegabile il fatto che lieta, come pare, ella accettasse, nell'età di 14 anni, la mano di Vespasiano Colonna, il quale era più che quarantenne, vedovo con prole, storpio, di viso e di figura tutt'altro che seducente! Ma era pure il figlio di uno de' maggiori capitani del tempo; era egli stesso intrepido e audace; la bruttezza del viso rispecchiava quelle qualità di fierezza e di coraggio, che ad uno spirito esaltato del bello e del grande non potevano non occupare la mente e giungere al cuore. (cap. IV, p. 67)
*Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di [[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]], il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]] del 1534.</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto». (cap. VI, p. 121)
*{{NDR|Ariadeno Barbarossa}} Si pose in mare nel 1534 colla formidabile flotta di 80 galee, e si dice che promettesse anche a Solimano di devastare non solo le coste d'Italia, ma di offrirgli un dono molto gradito, arricchendo il serraglio del suo padrone colla cattura della dama italiana, maggiormente celebrata per bellezza, Giulia Gonzaga! (cap. VI, p. 122)
==''La Romania illustrata''==
*Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3)
*[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58)
*Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/giuliagonzagacon00amanuoft/page/n6/mode/1up Giulia Gonzaga contessa di Fondi]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1896.
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888.
==Altri progetti==
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'''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano.
==''Giulia Gonzaga contessa di Fondi''==
*[[Giulia Gonzaga]], educata {{sic|finamente}}, conscia d'appartenere ad una delle più antiche e più onorate case d'Italia, famosa per la sua bellezza, ebbe della vita, de' fini e dei rapporti di essa un sentimento altissimo. La coscienza e forse l'orgoglio di tutto ciò dovettero formarne un'anima ideale, un'anima, che mirava ad avere nel mondo la più elevata estimazione, sì che a lei crescesse, non diminuisse il patrimonio di glorie e di memorie. Si sentì regina tra i suoi cortigiani e volle sempre più innalzare questo piedistallo di dominatrice, mostrandosi, come tra le nubi, a' suoi adoratori. Solo così è spiegabile il fatto che lieta, come pare, ella accettasse, nell'età di 14 anni, la mano di [[Vespasiano Colonna]], il quale era più che quarantenne, vedovo con prole, storpio, di viso e di figura tutt'altro che seducente! Ma era pure il figlio di {{NDR|[[Prospero Colonna (condottiero)|Prospero]]}} uno de' maggiori capitani del tempo; era egli stesso intrepido e audace; la bruttezza del viso rispecchiava quelle qualità di fierezza e di coraggio, che ad uno spirito esaltato del bello e del grande non potevano non occupare la mente e giungere al cuore. (cap. IV, p. 67)
*Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di [[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]], il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]] del 1534.</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto». (cap. VI, p. 121)
*{{NDR|Ariadeno Barbarossa}} Si pose in mare nel 1534 colla formidabile flotta di 80 galee, e si dice che promettesse anche a Solimano di devastare non solo le coste d'Italia, ma di offrirgli un dono molto gradito, arricchendo il serraglio del suo padrone colla cattura della dama italiana, maggiormente celebrata per bellezza, Giulia Gonzaga! (cap. VI, p. 122)
==''La Romania illustrata''==
*Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3)
*[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58)
*Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/giuliagonzagacon00amanuoft/page/n6/mode/1up Giulia Gonzaga contessa di Fondi]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1896.
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888.
==Altri progetti==
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'''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano.
==''Giulia Gonzaga contessa di Fondi''==
*[[Giulia Gonzaga]], educata {{sic|finamente}}, conscia d'appartenere ad una delle più antiche e più onorate case d'Italia, famosa per la sua bellezza, ebbe della vita, de' fini e dei rapporti di essa un sentimento altissimo. La coscienza e forse l'orgoglio di tutto ciò dovettero formarne un'anima ideale, un'anima, che mirava ad avere nel mondo la più elevata estimazione, sì che a lei crescesse, non diminuisse il patrimonio di glorie e di memorie. Si sentì regina tra i suoi cortigiani e volle sempre più innalzare questo piedistallo di dominatrice, mostrandosi, come tra le nubi, a' suoi adoratori. Solo così è spiegabile il fatto che lieta, come pare, ella accettasse, nell'età di 14 anni, la mano di [[Vespasiano Colonna]], il quale era più che quarantenne, vedovo con prole, storpio, di viso e di figura tutt'altro che seducente! Ma era pure il figlio di {{NDR|[[Prospero Colonna (condottiero)|Prospero]]}} uno de' maggiori capitani del tempo; era egli stesso intrepido e audace; la bruttezza del viso rispecchiava quelle qualità di fierezza e di coraggio, che ad uno spirito esaltato del bello e del grande non potevano non occupare la mente e giungere al cuore. (cap. IV, p. 67)
*La fiera leggenda {{NDR|della castità di Giulia Gonzaga}}, dalla quale teste ho fatto cenno, è la seguente. Quando i turchi, presa Fondi nel 1534 penetrarono nel castello per rapire la bella dama, oggetto immediato o mediato della spedizione, un cameriere corse ad avvertire Giulia del pericolo imminente. Questa si precipitò dal letto e ignuda, com'era, corse alla finestra, donde si calò, o fu anche aiutata a calare dal servo nel giardino per darsi alla fuga. Scacciati poi i turchi da Fondi, Giulia, fece uccidere il servo salvatore, affinché, come nessuno al mondo, così neppure egli potesse un giorno raccontare di averla mirata o ammirata nella sua nudità o potesse vantarsi di avere toccato quel corpo che si era sottratto perfino a' diritti del marito.
*Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di [[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]], il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]] del 1534.</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto». (cap. VI, p. 121)
*{{NDR|Ariadeno Barbarossa}} Si pose in mare nel 1534 colla formidabile flotta di 80 galee, e si dice che promettesse anche a Solimano di devastare non solo le coste d'Italia, ma di offrirgli un dono molto gradito, arricchendo il serraglio del suo padrone colla cattura della dama italiana, maggiormente celebrata per bellezza, Giulia Gonzaga! (cap. VI, p. 122)
==''La Romania illustrata''==
*Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3)
*[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58)
*Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/giuliagonzagacon00amanuoft/page/n6/mode/1up Giulia Gonzaga contessa di Fondi]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1896.
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888.
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'''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano.
==''Giulia Gonzaga contessa di Fondi''==
*[[Giulia Gonzaga]], educata {{sic|finamente}}, conscia d'appartenere ad una delle più antiche e più onorate case d'Italia, famosa per la sua bellezza, ebbe della vita, de' fini e dei rapporti di essa un sentimento altissimo. La coscienza e forse l'orgoglio di tutto ciò dovettero formarne un'anima ideale, un'anima, che mirava ad avere nel mondo la più elevata estimazione, sì che a lei crescesse, non diminuisse il patrimonio di glorie e di memorie. Si sentì regina tra i suoi cortigiani e volle sempre più innalzare questo piedistallo di dominatrice, mostrandosi, come tra le nubi, a' suoi adoratori. Solo così è spiegabile il fatto che lieta, come pare, ella accettasse, nell'età di 14 anni, la mano di [[Vespasiano Colonna]], il quale era più che quarantenne, vedovo con prole, storpio, di viso e di figura tutt'altro che seducente! Ma era pure il figlio di {{NDR|[[Prospero Colonna (condottiero)|Prospero]]}} uno de' maggiori capitani del tempo; era egli stesso intrepido e audace; la bruttezza del viso rispecchiava quelle qualità di fierezza e di coraggio, che ad uno spirito esaltato del bello e del grande non potevano non occupare la mente e giungere al cuore. (cap. IV, p. 67)
*La fiera leggenda {{NDR|della [[castità]] di Giulia Gonzaga}}, dalla quale teste ho fatto cenno, è la seguente. Quando i turchi, presa Fondi nel 1534 penetrarono nel castello per rapire la bella dama, oggetto immediato o mediato della spedizione, un cameriere corse ad avvertire Giulia del pericolo imminente. Questa si precipitò dal letto e ignuda, com'era, corse alla finestra, donde si calò, o fu anche aiutata a calare dal servo nel giardino per darsi alla fuga. Scacciati poi i turchi da Fondi, Giulia, fece uccidere il servo salvatore, affinché, come nessuno al mondo, così neppure egli potesse un giorno raccontare di averla mirata o ammirata nella sua nudità o potesse vantarsi di avere toccato quel corpo che si era sottratto perfino a' diritti del marito. (cap. IV, p. 72)
*Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di [[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]], il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]] del 1534.</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto». (cap. VI, p. 121)
*{{NDR|Ariadeno Barbarossa}} Si pose in mare nel 1534 colla formidabile flotta di 80 galee, e si dice che promettesse anche a Solimano di devastare non solo le coste d'Italia, ma di offrirgli un dono molto gradito, arricchendo il serraglio del suo padrone colla cattura della dama italiana, maggiormente celebrata per bellezza, Giulia Gonzaga! (cap. VI, p. 122)
==''La Romania illustrata''==
*Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3)
*[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58)
*Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/giuliagonzagacon00amanuoft/page/n6/mode/1up Giulia Gonzaga contessa di Fondi]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1896.
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888.
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'''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano.
==''Giulia Gonzaga contessa di Fondi''==
*[[Giulia Gonzaga]], educata {{sic|finamente}}, conscia d'appartenere ad una delle più antiche e più onorate case d'Italia, famosa per la sua bellezza, ebbe della vita, de' fini e dei rapporti di essa un sentimento altissimo. La coscienza e forse l'orgoglio di tutto ciò dovettero formarne un'anima ideale, un'anima, che mirava ad avere nel mondo la più elevata estimazione, sì che a lei crescesse, non diminuisse il patrimonio di glorie e di memorie. Si sentì regina tra i suoi cortigiani e volle sempre più innalzare questo piedistallo di dominatrice, mostrandosi, come tra le nubi, a' suoi adoratori. Solo così è spiegabile il fatto che lieta, come pare, ella accettasse, nell'età di 14 anni, la mano di [[Vespasiano Colonna]], il quale era più che quarantenne, vedovo con prole, storpio, di viso e di figura tutt'altro che seducente! Ma era pure il figlio di {{NDR|[[Prospero Colonna (condottiero)|Prospero]]}} uno de' maggiori capitani del tempo; era egli stesso intrepido e audace; la bruttezza del viso rispecchiava quelle qualità di fierezza e di coraggio, che ad uno spirito esaltato del bello e del grande non potevano non occupare la mente e giungere al cuore. (cap. IV, p. 67)
*La fiera leggenda {{NDR|della [[castità]] di Giulia Gonzaga}}, {{sic|dalla}} quale teste ho fatto cenno, è la seguente. Quando i turchi, presa Fondi nel 1534 penetrarono nel castello per rapire la bella dama, oggetto immediato o mediato della spedizione, un cameriere corse ad avvertire Giulia del pericolo imminente. Questa si precipitò dal letto e ignuda, com'era, corse alla finestra, donde si calò, o fu anche aiutata a calare dal servo nel giardino per darsi alla fuga. Scacciati poi i turchi da Fondi, Giulia, fece uccidere il servo salvatore, affinché, come nessuno al mondo, così neppure egli potesse un giorno raccontare di averla mirata o ammirata nella sua nudità o potesse vantarsi di avere toccato quel corpo che si era sottratto perfino a' diritti del marito. (cap. IV, p. 72)
*Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di [[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]], il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]] del 1534.</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto». (cap. VI, p. 121)
*{{NDR|Ariadeno Barbarossa}} Si pose in mare nel 1534 colla formidabile flotta di 80 galee, e si dice che promettesse anche a Solimano di devastare non solo le coste d'Italia, ma di offrirgli un dono molto gradito, arricchendo il serraglio del suo padrone colla cattura della dama italiana, maggiormente celebrata per bellezza, Giulia Gonzaga! (cap. VI, p. 122)
==''La Romania illustrata''==
*Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3)
*[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58)
*Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/giuliagonzagacon00amanuoft/page/n6/mode/1up Giulia Gonzaga contessa di Fondi]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1896.
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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'''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano.
==''Giulia Gonzaga contessa di Fondi''==
*[[Giulia Gonzaga]], educata {{sic|finamente}}, conscia d'appartenere ad una delle più antiche e più onorate case d'Italia, famosa per la sua bellezza, ebbe della vita, de' fini e dei rapporti di essa un sentimento altissimo. La coscienza e forse l'orgoglio di tutto ciò dovettero formarne un'anima ideale, un'anima, che mirava ad avere nel mondo la più elevata estimazione, sì che a lei crescesse, non diminuisse il patrimonio di glorie e di memorie. Si sentì regina tra i suoi cortigiani e volle sempre più innalzare questo piedistallo di dominatrice, mostrandosi, come tra le nubi, a' suoi adoratori. Solo così è spiegabile il fatto che lieta, come pare, ella accettasse, nell'età di 14 anni, la mano di [[Vespasiano Colonna]], il quale era più che quarantenne, vedovo con prole, storpio, di viso e di figura tutt'altro che seducente! Ma era pure il figlio di {{NDR|[[Prospero Colonna (condottiero)|Prospero]]}} uno de' maggiori capitani del tempo; era egli stesso intrepido e audace; la bruttezza del viso rispecchiava quelle qualità di fierezza e di coraggio, che ad uno spirito esaltato del bello e del grande non potevano non occupare la mente e giungere al cuore. (cap. IV, p. 67)
*La fiera leggenda {{NDR|della [[castità]] di Giulia Gonzaga}}, {{sic|dalla}} quale testé ho fatto cenno, è la seguente. Quando i turchi, presa Fondi nel 1534 penetrarono nel castello per rapire la bella dama, oggetto immediato o mediato della spedizione, un cameriere corse ad avvertire Giulia del pericolo imminente. Questa si precipitò dal letto e ignuda, com'era, corse alla finestra, donde si calò, o fu anche aiutata a calare dal servo nel giardino per darsi alla fuga. Scacciati poi i turchi da Fondi, Giulia, fece uccidere il servo salvatore, affinché, come nessuno al mondo, così neppure egli potesse un giorno raccontare di averla mirata o ammirata nella sua nudità o potesse vantarsi di avere toccato quel corpo che si era sottratto perfino a' diritti del marito. (cap. IV, p. 72)
*Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di [[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]], il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]] del 1534.</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto». (cap. VI, p. 121)
*{{NDR|Ariadeno Barbarossa}} Si pose in mare nel 1534 colla formidabile flotta di 80 galee, e si dice che promettesse anche a Solimano di devastare non solo le coste d'Italia, ma di offrirgli un dono molto gradito, arricchendo il serraglio del suo padrone colla cattura della dama italiana, maggiormente celebrata per bellezza, Giulia Gonzaga! (cap. VI, p. 122)
==''La Romania illustrata''==
*Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3)
*[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58)
*Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/giuliagonzagacon00amanuoft/page/n6/mode/1up Giulia Gonzaga contessa di Fondi]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1896.
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888.
==Altri progetti==
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'''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano.
==''Giulia Gonzaga contessa di Fondi''==
*[[Giulia Gonzaga]], educata {{sic|finamente}}, conscia d'appartenere ad una delle più antiche e più onorate case d'Italia, famosa per la sua bellezza, ebbe della vita, de' fini e dei rapporti di essa un sentimento altissimo. La coscienza e forse l'orgoglio di tutto ciò dovettero formarne un'anima ideale, un'anima, che mirava ad avere nel mondo la più elevata estimazione, sì che a lei crescesse, non diminuisse il patrimonio di glorie e di memorie. Si sentì regina tra i suoi cortigiani e volle sempre più innalzare questo piedistallo di dominatrice, mostrandosi, come tra le nubi, a' suoi adoratori. Solo così è spiegabile il fatto che lieta, come pare, ella accettasse, nell'età di 14 anni, la mano di [[Vespasiano Colonna]], il quale era più che quarantenne, vedovo con prole, storpio, di viso e di figura tutt'altro che seducente! Ma era pure il figlio di {{NDR|[[Prospero Colonna (condottiero)|Prospero]]}} uno de' maggiori capitani del tempo; era egli stesso intrepido e audace; la bruttezza del viso rispecchiava quelle qualità di fierezza e di coraggio, che ad uno spirito esaltato del bello e del grande non potevano non occupare la mente e giungere al cuore. (cap. IV, p. 67)
*La fiera leggenda {{NDR|della [[castità]] di Giulia Gonzaga}}, {{sic|dalla}} quale testé ho fatto cenno, è la seguente. Quando i turchi, presa Fondi nel 1534 penetrarono nel castello per rapire la bella dama, oggetto immediato o mediato della spedizione, un cameriere corse ad avvertire Giulia del pericolo imminente. Questa si precipitò dal letto e ignuda, com'era, corse alla finestra, donde si calò, o fu anche aiutata a calare dal servo nel giardino per darsi alla fuga. Scacciati poi i turchi da Fondi, Giulia, fece uccidere il servo salvatore, affinché, come nessuno al mondo, così neppure egli potesse un giorno raccontare di averla mirata o ammirata nella sua nudità o potesse vantarsi di avere toccato quel corpo che si era sottratto perfino a' diritti del marito. (cap. IV, p. 72)
*Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di [[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]], il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]] del 1534.</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto». (cap. VI, p. 121)
*{{NDR|Ariadeno Barbarossa}} Si pose in mare nel 1534 colla formidabile flotta di 80 galee, e si dice che promettesse anche a [[Solimano il Magnifico|Solimano]] di devastare non solo le coste d'Italia, ma di offrirgli un dono molto gradito, arricchendo il serraglio del suo padrone colla cattura della dama italiana, maggiormente celebrata per bellezza, Giulia Gonzaga! (cap. VI, p. 122)
==''La Romania illustrata''==
*Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3)
*[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58)
*Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/giuliagonzagacon00amanuoft/page/n6/mode/1up Giulia Gonzaga contessa di Fondi]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1896.
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888.
==Altri progetti==
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'''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano.
==''Giulia Gonzaga contessa di Fondi''==
*[[Giulia Gonzaga]], educata {{sic|finamente}}, conscia d'appartenere ad una delle più antiche e più onorate case d'Italia, famosa per la sua bellezza, ebbe della vita, de' fini e dei rapporti di essa un sentimento altissimo. La coscienza e forse l'orgoglio di tutto ciò dovettero formarne un'anima ideale, un'anima, che mirava ad avere nel mondo la più elevata estimazione, sì che a lei crescesse, non diminuisse il patrimonio di glorie e di memorie. Si sentì regina tra i suoi cortigiani e volle sempre più innalzare questo piedistallo di dominatrice, mostrandosi, come tra le nubi, a' suoi adoratori. Solo così è spiegabile il fatto che lieta, come pare, ella accettasse, nell'età di 14 anni, la mano di [[Vespasiano Colonna]], il quale era più che quarantenne, vedovo con prole, storpio, di viso e di figura tutt'altro che seducente! Ma era pure il figlio di {{NDR|[[Prospero Colonna (condottiero)|Prospero]]}} uno de' maggiori capitani del tempo; era egli stesso intrepido e audace; la bruttezza del viso rispecchiava quelle qualità di fierezza e di coraggio, che ad uno spirito esaltato del bello e del grande non potevano non occupare la mente e giungere al cuore. (cap. IV, p. 67)
*La fiera leggenda {{NDR|della [[castità]] di Giulia Gonzaga}}, {{sic|dalla}} quale testé ho fatto cenno, è la seguente. Quando i turchi, presa Fondi nel 1534 penetrarono nel castello per rapire la bella dama, oggetto immediato o mediato della spedizione, un cameriere corse ad avvertire Giulia del pericolo imminente. Questa si precipitò dal letto e ignuda, com'era, corse alla finestra, donde si calò, o fu anche aiutata a calare dal servo nel giardino per darsi alla fuga. Scacciati poi i turchi da Fondi, Giulia, fece uccidere il servo salvatore, affinché, come nessuno al mondo, così neppure egli potesse un giorno raccontare di averla mirata o ammirata nella sua nudità o potesse vantarsi di avere toccato quel corpo che si era sottratto perfino a' diritti del marito. (cap. IV, p. 72)
*Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di [[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]], il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]] del 1534.</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto». (cap. VI, p. 121)
*{{NDR|Ariadeno Barbarossa}} Si pose in mare nel 1534 colla formidabile flotta di 80 galee, e si dice che promettesse anche a [[Solimano il Magnifico|Solimano]] di devastare non solo le coste d'Italia, ma di offrirgli un dono molto gradito, arricchendo il serraglio del suo padrone colla cattura della dama italiana, maggiormente celebrata per bellezza, Giulia Gonzaga! (cap. VI, p. 122)
==''La Romania illustrata''==
*Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3)
*[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58)
*Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62)
*Il [[monte Athos]], per antonomasia detto ''Monte Santo'', smisurata mole che si specchia sul mare e s'innalza a mirabile altezza, la cui ombra, al tramontare del sole, si estendeva – secondo il fantastico racconto di Plinio, fino a sessanta chilometri in distanza, – ostacolo a Serse che tentò traforarlo per farvi passare l'esercito invasore della Grecia, – fu continua meta, nell'antichità e ne' tempi moderni, di idealisti e di speculatori. I filosofi greci vi si recavano per godere un'anticipata immortalità, poiché, così dicevasi, lì sopra si viveva bene per uno straordinario numero di anni, – e sacerdoti di ogni culto vi piantavano le tende, lieti di trovarsi quasi in più immediato contatto col cielo. (cap. XI, p. 179)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/giuliagonzagacon00amanuoft/page/n6/mode/1up Giulia Gonzaga contessa di Fondi]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1896.
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888.
==Altri progetti==
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'''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano.
==''Giulia Gonzaga contessa di Fondi''==
*[[Giulia Gonzaga]], educata {{sic|finamente}}, conscia d'appartenere ad una delle più antiche e più onorate case d'Italia, famosa per la sua bellezza, ebbe della vita, de' fini e dei rapporti di essa un sentimento altissimo. La coscienza e forse l'orgoglio di tutto ciò dovettero formarne un'anima ideale, un'anima, che mirava ad avere nel mondo la più elevata estimazione, sì che a lei crescesse, non diminuisse il patrimonio di glorie e di memorie. Si sentì regina tra i suoi cortigiani e volle sempre più innalzare questo piedistallo di dominatrice, mostrandosi, come tra le nubi, a' suoi adoratori. Solo così è spiegabile il fatto che lieta, come pare, ella accettasse, nell'età di 14 anni, la mano di [[Vespasiano Colonna]], il quale era più che quarantenne, vedovo con prole, storpio, di viso e di figura tutt'altro che seducente! Ma era pure il figlio di {{NDR|[[Prospero Colonna (condottiero)|Prospero]]}} uno de' maggiori capitani del tempo; era egli stesso intrepido e audace; la bruttezza del viso rispecchiava quelle qualità di fierezza e di coraggio, che ad uno spirito esaltato del bello e del grande non potevano non occupare la mente e giungere al cuore. (cap. IV, p. 67)
*La fiera leggenda {{NDR|della [[castità]] di Giulia Gonzaga}}, {{sic|dalla}} quale testé ho fatto cenno, è la seguente. Quando i turchi, presa Fondi nel 1534 penetrarono nel castello per rapire la bella dama, oggetto immediato o mediato della spedizione, un cameriere corse ad avvertire Giulia del pericolo imminente. Questa si precipitò dal letto e ignuda, com'era, corse alla finestra, donde si calò, o fu anche aiutata a calare dal servo nel giardino per darsi alla fuga. Scacciati poi i turchi da Fondi, Giulia, fece uccidere il servo salvatore, affinché, come nessuno al mondo, così neppure egli potesse un giorno raccontare di averla mirata o ammirata nella sua nudità o potesse vantarsi di avere toccato quel corpo che si era sottratto perfino a' diritti del marito. (cap. IV, p. 72)
*Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di [[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]], il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]] del 1534.</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto». (cap. VI, p. 121)
*{{NDR|Ariadeno Barbarossa}} Si pose in mare nel 1534 colla formidabile flotta di 80 galee, e si dice che promettesse anche a [[Solimano il Magnifico|Solimano]] di devastare non solo le coste d'Italia, ma di offrirgli un dono molto gradito, arricchendo il serraglio del suo padrone colla cattura della dama italiana, maggiormente celebrata per bellezza, Giulia Gonzaga! (cap. VI, p. 122)
==''La Romania illustrata''==
*Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3)
*[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58)
*Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62)
*Il [[monte Athos]], per antonomasia detto ''Monte Santo'', smisurata mole che si specchia sul mare e s'innalza a mirabile altezza, la cui ombra, al tramontare del sole, si estendeva – secondo il fantastico racconto di [[Plinio il Vecchio|Plinio]], fino a sessanta chilometri in distanza, – ostacolo a [[Serse I di Persia|Serse]] che tentò traforarlo per farvi passare l'esercito invasore della Grecia, – fu continua meta, nell'antichità e ne' tempi moderni, di idealisti e di speculatori. I filosofi greci vi si recavano per godere un'anticipata immortalità, poiché, così dicevasi, lì sopra si viveva bene per uno straordinario numero di anni, – e sacerdoti di ogni culto vi piantavano le tende, lieti di trovarsi quasi in più immediato contatto col cielo. (cap. XI, p. 179)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/giuliagonzagacon00amanuoft/page/n6/mode/1up Giulia Gonzaga contessa di Fondi]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1896.
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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[[Categoria:Scrittori italiani]]
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/* La Romania illustrata */ Carmen Sylva
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'''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano.
==''Giulia Gonzaga contessa di Fondi''==
*[[Giulia Gonzaga]], educata {{sic|finamente}}, conscia d'appartenere ad una delle più antiche e più onorate case d'Italia, famosa per la sua bellezza, ebbe della vita, de' fini e dei rapporti di essa un sentimento altissimo. La coscienza e forse l'orgoglio di tutto ciò dovettero formarne un'anima ideale, un'anima, che mirava ad avere nel mondo la più elevata estimazione, sì che a lei crescesse, non diminuisse il patrimonio di glorie e di memorie. Si sentì regina tra i suoi cortigiani e volle sempre più innalzare questo piedistallo di dominatrice, mostrandosi, come tra le nubi, a' suoi adoratori. Solo così è spiegabile il fatto che lieta, come pare, ella accettasse, nell'età di 14 anni, la mano di [[Vespasiano Colonna]], il quale era più che quarantenne, vedovo con prole, storpio, di viso e di figura tutt'altro che seducente! Ma era pure il figlio di {{NDR|[[Prospero Colonna (condottiero)|Prospero]]}} uno de' maggiori capitani del tempo; era egli stesso intrepido e audace; la bruttezza del viso rispecchiava quelle qualità di fierezza e di coraggio, che ad uno spirito esaltato del bello e del grande non potevano non occupare la mente e giungere al cuore. (cap. IV, p. 67)
*La fiera leggenda {{NDR|della [[castità]] di Giulia Gonzaga}}, {{sic|dalla}} quale testé ho fatto cenno, è la seguente. Quando i turchi, presa Fondi nel 1534 penetrarono nel castello per rapire la bella dama, oggetto immediato o mediato della spedizione, un cameriere corse ad avvertire Giulia del pericolo imminente. Questa si precipitò dal letto e ignuda, com'era, corse alla finestra, donde si calò, o fu anche aiutata a calare dal servo nel giardino per darsi alla fuga. Scacciati poi i turchi da Fondi, Giulia, fece uccidere il servo salvatore, affinché, come nessuno al mondo, così neppure egli potesse un giorno raccontare di averla mirata o ammirata nella sua nudità o potesse vantarsi di avere toccato quel corpo che si era sottratto perfino a' diritti del marito. (cap. IV, p. 72)
*Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di [[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]], il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]] del 1534.</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto». (cap. VI, p. 121)
*{{NDR|Ariadeno Barbarossa}} Si pose in mare nel 1534 colla formidabile flotta di 80 galee, e si dice che promettesse anche a [[Solimano il Magnifico|Solimano]] di devastare non solo le coste d'Italia, ma di offrirgli un dono molto gradito, arricchendo il serraglio del suo padrone colla cattura della dama italiana, maggiormente celebrata per bellezza, Giulia Gonzaga! (cap. VI, p. 122)
==''La Romania illustrata''==
*Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3)
*[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58)
*Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62)
*Il [[monte Athos]], per antonomasia detto ''Monte Santo'', smisurata mole che si specchia sul mare e s'innalza a mirabile altezza, la cui ombra, al tramontare del sole, si estendeva – secondo il fantastico racconto di [[Plinio il Vecchio|Plinio]], fino a sessanta chilometri in distanza, – ostacolo a [[Serse I di Persia|Serse]] che tentò traforarlo per farvi passare l'esercito invasore della Grecia, – fu continua meta, nell'antichità e ne' tempi moderni, di idealisti e di speculatori. I filosofi greci vi si recavano per godere un'anticipata immortalità, poiché, così dicevasi, lì sopra si viveva bene per uno straordinario numero di anni, – e sacerdoti di ogni culto vi piantavano le tende, lieti di trovarsi quasi in più immediato contatto col cielo. (cap. XI, p. 179)
* A tout seigneur tout honneur!<br>{{NDR|[[Elisabetta di Wied|Carmen Sylva]]}} Quella donna augusta e gentile, che nel nome della carità assicurò all'arte i costumi pittoreschi romeni, ricercandoli<ref>Nel testo "ricerccandoli".</ref> tra i monti e le vallate de' Carpazi, da queste stesse indagini trasse alte ispirazioni per dettare belle poesie, novelle appassionate e pensieri originali. (cap. XII, p. 201)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/giuliagonzagacon00amanuoft/page/n6/mode/1up Giulia Gonzaga contessa di Fondi]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1896.
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scrittori italiani]]
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text/x-wiki
'''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano.
==''Giulia Gonzaga contessa di Fondi''==
*[[Giulia Gonzaga]], educata {{sic|finamente}}, conscia d'appartenere ad una delle più antiche e più onorate case d'Italia, famosa per la sua bellezza, ebbe della vita, de' fini e dei rapporti di essa un sentimento altissimo. La coscienza e forse l'orgoglio di tutto ciò dovettero formarne un'anima ideale, un'anima, che mirava ad avere nel mondo la più elevata estimazione, sì che a lei crescesse, non diminuisse il patrimonio di glorie e di memorie. Si sentì regina tra i suoi cortigiani e volle sempre più innalzare questo piedistallo di dominatrice, mostrandosi, come tra le nubi, a' suoi adoratori. Solo così è spiegabile il fatto che lieta, come pare, ella accettasse, nell'età di 14 anni, la mano di [[Vespasiano Colonna]], il quale era più che quarantenne, vedovo con prole, storpio, di viso e di figura tutt'altro che seducente! Ma era pure il figlio di {{NDR|[[Prospero Colonna (condottiero)|Prospero]]}} uno de' maggiori capitani del tempo; era egli stesso intrepido e audace; la bruttezza del viso rispecchiava quelle qualità di fierezza e di coraggio, che ad uno spirito esaltato del bello e del grande non potevano non occupare la mente e giungere al cuore. (cap. IV, p. 67)
*La fiera leggenda {{NDR|della [[castità]] di Giulia Gonzaga}}, {{sic|dalla}} quale testé ho fatto cenno, è la seguente. Quando i turchi, presa Fondi nel 1534 penetrarono nel castello per rapire la bella dama, oggetto immediato o mediato della spedizione, un cameriere corse ad avvertire Giulia del pericolo imminente. Questa si precipitò dal letto e ignuda, com'era, corse alla finestra, donde si calò, o fu anche aiutata a calare dal servo nel giardino per darsi alla fuga. Scacciati poi i turchi da Fondi, Giulia, fece uccidere il servo salvatore, affinché, come nessuno al mondo, così neppure egli potesse un giorno raccontare di averla mirata o ammirata nella sua nudità o potesse vantarsi di avere toccato quel corpo che si era sottratto perfino a' diritti del marito. (cap. IV, p. 72)
*Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di [[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]], il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]] del 1534.</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto». (cap. VI, p. 121)
*{{NDR|Ariadeno Barbarossa}} Si pose in mare nel 1534 colla formidabile flotta di 80 galee, e si dice che promettesse anche a [[Solimano il Magnifico|Solimano]] di devastare non solo le coste d'Italia, ma di offrirgli un dono molto gradito, arricchendo il serraglio del suo padrone colla cattura della dama italiana, maggiormente celebrata per bellezza, Giulia Gonzaga! (cap. VI, p. 122)
==''La Romania illustrata''==
*Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3)
*[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58)
*Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62)
*Il [[monte Athos]], per antonomasia detto ''Monte Santo'', smisurata mole che si specchia sul mare e s'innalza a mirabile altezza, la cui ombra, al tramontare del sole, si estendeva – secondo il fantastico racconto di [[Plinio il Vecchio|Plinio]], fino a sessanta chilometri in distanza, – ostacolo a [[Serse I di Persia|Serse]] che tentò traforarlo per farvi passare l'esercito invasore della Grecia, – fu continua meta, nell'antichità e ne' tempi moderni, di idealisti e di speculatori. I filosofi greci vi si recavano per godere un'anticipata immortalità, poiché, così dicevasi, lì sopra si viveva bene per uno straordinario numero di anni, – e sacerdoti di ogni culto vi piantavano le tende, lieti di trovarsi quasi in più immediato contatto col cielo. (cap. XI, p. 179)
* A tout seigneur tout honneur!<br>{{NDR|[[Elisabetta di Wied|Carmen Sylva]]}} Quella donna augusta e gentile, che nel nome della carità assicurò all'arte i costumi pittoreschi romeni, ricercandoli<ref>Nel testo "ricerccandoli".</ref> tra i monti e le vallate de' [[Carpazi]], da queste stesse indagini trasse alte ispirazioni per dettare belle poesie, novelle appassionate e pensieri originali. (cap. XII, p. 201)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/giuliagonzagacon00amanuoft/page/n6/mode/1up Giulia Gonzaga contessa di Fondi]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1896.
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scrittori italiani]]
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'''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano.
==''Giulia Gonzaga contessa di Fondi''==
*[[Giulia Gonzaga]], educata {{sic|finamente}}, conscia d'appartenere ad una delle più antiche e più onorate case d'Italia, famosa per la sua bellezza, ebbe della vita, de' fini e dei rapporti di essa un sentimento altissimo. La coscienza e forse l'orgoglio di tutto ciò dovettero formarne un'anima ideale, un'anima, che mirava ad avere nel mondo la più elevata estimazione, sì che a lei crescesse, non diminuisse il patrimonio di glorie e di memorie. Si sentì regina tra i suoi cortigiani e volle sempre più innalzare questo piedistallo di dominatrice, mostrandosi, come tra le nubi, a' suoi adoratori. Solo così è spiegabile il fatto che lieta, come pare, ella accettasse, nell'età di 14 anni, la mano di [[Vespasiano Colonna]], il quale era più che quarantenne, vedovo con prole, storpio, di viso e di figura tutt'altro che seducente! Ma era pure il figlio di {{NDR|[[Prospero Colonna (condottiero)|Prospero]]}} uno de' maggiori capitani del tempo; era egli stesso intrepido e audace; la bruttezza del viso rispecchiava quelle qualità di fierezza e di coraggio, che ad uno spirito esaltato del bello e del grande non potevano non occupare la mente e giungere al cuore. (cap. IV, p. 67)
*La fiera leggenda {{NDR|della [[castità]] di Giulia Gonzaga}}, {{sic|dalla}} quale testé ho fatto cenno, è la seguente. Quando i turchi, presa Fondi nel 1534 penetrarono nel castello per rapire la bella dama, oggetto immediato o mediato della spedizione, un cameriere corse ad avvertire Giulia del pericolo imminente. Questa si precipitò dal letto e ignuda, com'era, corse alla finestra, donde si calò, o fu anche aiutata a calare dal servo nel giardino per darsi alla fuga. Scacciati poi i turchi da Fondi, Giulia, fece uccidere il servo salvatore, affinché, come nessuno al mondo, così neppure egli potesse un giorno raccontare di averla mirata o ammirata nella sua nudità o potesse vantarsi di avere toccato quel corpo che si era sottratto perfino a' diritti del marito. (cap. IV, p. 72)
*Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di [[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]], il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]] del 1534.</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto». (cap. VI, p. 121)
*{{NDR|Ariadeno Barbarossa}} Si pose in mare nel 1534 colla formidabile flotta di 80 galee, e si dice che promettesse anche a [[Solimano il Magnifico|Solimano]] di devastare non solo le coste d'Italia, ma di offrirgli un dono molto gradito, arricchendo il serraglio del suo padrone colla cattura della dama italiana, maggiormente celebrata per bellezza, Giulia Gonzaga! (cap. VI, p. 122)
==''La Romania illustrata''==
*Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3)
*[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58)
*Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62)
*Il [[monte Athos]], per antonomasia detto ''Monte Santo'', smisurata mole che si specchia sul mare e s'innalza a mirabile altezza, la cui ombra, al tramontare del sole, si estendeva – secondo il fantastico racconto di [[Plinio il Vecchio|Plinio]], fino a sessanta chilometri in distanza, – ostacolo a [[Serse I di Persia|Serse]] che tentò traforarlo per farvi passare l'esercito invasore della Grecia, – fu continua meta, nell'antichità e ne' tempi moderni, di idealisti e di speculatori. I filosofi greci vi si recavano per godere un'anticipata immortalità, poiché, così dicevasi, lì sopra si viveva bene per uno straordinario numero di anni, – e sacerdoti di ogni culto vi piantavano le tende, lieti di trovarsi quasi in più immediato contatto col cielo. (cap. XI, p. 179)
*A tout seigneur tout honneur!<br>{{NDR|[[Elisabetta di Wied|Carmen Sylva]]}} Quella donna augusta e gentile, che nel nome della carità assicurò all'arte i costumi pittoreschi romeni, ricercandoli<ref>Nel testo "ricerccandoli".</ref> tra i monti e le vallate de' [[Carpazi]], da queste stesse indagini trasse alte ispirazioni per dettare belle poesie, novelle appassionate e pensieri originali. (cap. XII, p. 201)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/giuliagonzagacon00amanuoft/page/n6/mode/1up Giulia Gonzaga contessa di Fondi]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1896.
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scrittori italiani]]
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/* La Romania illustrata */ altra su Carmen Sylva
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text/x-wiki
'''Bruto Amante''' (1852 – 1923), scrittore italiano.
==''Giulia Gonzaga contessa di Fondi''==
*[[Giulia Gonzaga]], educata {{sic|finamente}}, conscia d'appartenere ad una delle più antiche e più onorate case d'Italia, famosa per la sua bellezza, ebbe della vita, de' fini e dei rapporti di essa un sentimento altissimo. La coscienza e forse l'orgoglio di tutto ciò dovettero formarne un'anima ideale, un'anima, che mirava ad avere nel mondo la più elevata estimazione, sì che a lei crescesse, non diminuisse il patrimonio di glorie e di memorie. Si sentì regina tra i suoi cortigiani e volle sempre più innalzare questo piedistallo di dominatrice, mostrandosi, come tra le nubi, a' suoi adoratori. Solo così è spiegabile il fatto che lieta, come pare, ella accettasse, nell'età di 14 anni, la mano di [[Vespasiano Colonna]], il quale era più che quarantenne, vedovo con prole, storpio, di viso e di figura tutt'altro che seducente! Ma era pure il figlio di {{NDR|[[Prospero Colonna (condottiero)|Prospero]]}} uno de' maggiori capitani del tempo; era egli stesso intrepido e audace; la bruttezza del viso rispecchiava quelle qualità di fierezza e di coraggio, che ad uno spirito esaltato del bello e del grande non potevano non occupare la mente e giungere al cuore. (cap. IV, p. 67)
*La fiera leggenda {{NDR|della [[castità]] di Giulia Gonzaga}}, {{sic|dalla}} quale testé ho fatto cenno, è la seguente. Quando i turchi, presa Fondi nel 1534 penetrarono nel castello per rapire la bella dama, oggetto immediato o mediato della spedizione, un cameriere corse ad avvertire Giulia del pericolo imminente. Questa si precipitò dal letto e ignuda, com'era, corse alla finestra, donde si calò, o fu anche aiutata a calare dal servo nel giardino per darsi alla fuga. Scacciati poi i turchi da Fondi, Giulia, fece uccidere il servo salvatore, affinché, come nessuno al mondo, così neppure egli potesse un giorno raccontare di averla mirata o ammirata nella sua nudità o potesse vantarsi di avere toccato quel corpo che si era sottratto perfino a' diritti del marito. (cap. IV, p. 72)
*Tra' corsari che infestavano il Mediterraneo grandissimo grido aveva levato il nome di [[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno Barbarossa]], il quale per arditezza e potenza di mezzi d'assai superava i suoi predecessori di [[pirateria]]. Il [[Paolo Giovio|Giovio]] ce lo descrive l'anno successivo all'avvenimento del presente capitolo<ref>Il tentativo di ratto di [[Giulia Gonzaga]] del 1534.</ref>, dicendoci: «è uomo di 60 anni, di persona quadrata e nervosa: ha le ciglia pelose e grosse; è savio e risoluto». (cap. VI, p. 121)
*{{NDR|Ariadeno Barbarossa}} Si pose in mare nel 1534 colla formidabile flotta di 80 galee, e si dice che promettesse anche a [[Solimano il Magnifico|Solimano]] di devastare non solo le coste d'Italia, ma di offrirgli un dono molto gradito, arricchendo il serraglio del suo padrone colla cattura della dama italiana, maggiormente celebrata per bellezza, Giulia Gonzaga! (cap. VI, p. 122)
==''La Romania illustrata''==
*Più [[Civiltà romana|romana]] dell'Italia stessa, la [[Romania]] meglio di quella ha saputo perpetuare le tradizioni, sostenere l'urto delle invasioni senza abdicare gran fatto alla lingua ed a' costumi, e {{sic|sopratutto}} ha nello spirito ciò che costituiva la caratteristica di Roma antica: ''la coscienza d'una missione civilizzatrice!'' (cap. I, p. 3)
*[...] il panorama di [[Bucarest]] rassomiglia non a quello di una grande città, ma a quello di una vastissima [[villeggiatura]], col comodo, colla libertà, e colla sicurezza di alcune delle nostre migliori villeggiature. Dico sicurezza, perché le [[Rapina|grassazioni]] a Bucarest costituiscono una rara eccezione: le finestre sono poste spesso all'altezza press'a poco di un uomo; sono aperte di giorno, e a prima sera; e di notte non sono assicurate da imposte o persiane; ma spesso solo da leggieri storini. Eppure non si sente parlare quasi mai di reati contro la proprietà, ed ho incontrato nel centro della città perfino negozi di cambia-valute, garantiti di notte da semplici vetrine. (cap. IV, p. 58)
*Andando a zonzo per Bucarest vi pare di percorrere i quartieri di [[Parigi]]: ovunque il cinguettio francese vi giunge all'orecchio. La [[lingua francese]] è conosciuta generalmente: in tutte le buone famiglie è adottata, e se voi parlate in [[Lingua italiana|italiano]] pure al popolino, è ben raro che qualche risposta non l'abbiate. Poiché il popolino, a differenza del tedesco, aiuta il viaggiatore a spiegarsi, ha facile intuizione e {{sic|sopratutto}} il gesto gli serve mirabilmente per farsi comprendere, o per avere adeguata risposta. Io per questo rapporto sono rimasto meravigliato: il popolo minuto gestisce a Bucarest come a [[Napoli]] e come certe parole dialettali del napoletano o del siciliano così certi segni sono completamente identici, per esempio, l'indicazione del ''no'' che il popolino esprime sollevando la mano con un movimento arcuato del mento in alto, con lieve sporgenza delle labbra e piccola inclinazione all'indietro del capo. (cap. IV, pp. 60-62)
*Il [[monte Athos]], per antonomasia detto ''Monte Santo'', smisurata mole che si specchia sul mare e s'innalza a mirabile altezza, la cui ombra, al tramontare del sole, si estendeva – secondo il fantastico racconto di [[Plinio il Vecchio|Plinio]], fino a sessanta chilometri in distanza, – ostacolo a [[Serse I di Persia|Serse]] che tentò traforarlo per farvi passare l'esercito invasore della Grecia, – fu continua meta, nell'antichità e ne' tempi moderni, di idealisti e di speculatori. I filosofi greci vi si recavano per godere un'anticipata immortalità, poiché, così dicevasi, lì sopra si viveva bene per uno straordinario numero di anni, – e sacerdoti di ogni culto vi piantavano le tende, lieti di trovarsi quasi in più immediato contatto col cielo. (cap. XI, p. 179)
*A tout seigneur tout honneur!<br>{{NDR|[[Elisabetta di Wied|Carmen Sylva]]}} Quella donna augusta e gentile, che nel nome della carità assicurò all'arte i costumi pittoreschi romeni, ricercandoli<ref>Nel testo "ricerccandoli".</ref> tra i monti e le vallate de' [[Carpazi]], da queste stesse indagini trasse alte ispirazioni per dettare belle poesie, novelle appassionate e pensieri originali. (cap. XII, p. 201)
*{{NDR|Carmen Sylva}} Non è la regina, che dall'alto del soglio guarda con benevolenza e con sorriso le diverse classi sociali nelle varie manifestazioni della vita; essa stessa si confonde con queste varie classi, specie colle più neglette e rivolge gli occhi al trono con una specie di triste, di ironico sorriso. (cap. XII, p. 201)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/giuliagonzagacon00amanuoft/page/n6/mode/1up Giulia Gonzaga contessa di Fondi]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1896.
*Bruto Amante, ''[https://archive.org/details/amante-bruto-la-romania-illustrata/page/n10/mode/1up La Romania illustrata. {{small|Ricordi di viaggio}}]'', Bruto Amante editore, Roma, 1888.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Amante, Bruto}}
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Bernardo Segni
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/* Citazioni di Bernardo Segni */ riferimenti bibliografici
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text/x-wiki
[[File:Portret van Bernardo Segni, RP-P-1909-6119.jpg|thumb|Bernardo Segni]]
'''Bernardo Segni''' (1504 – 1558), storico italiano.
==Citazioni di Bernardo Segni==
*La riputazione d'[[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno]] per l'acquisto del regno {{NDR|di Algeri}} crebbe in tanta fama, che [[Solimano il Magnifico|Solimano]], veduta la gagliardia dell'armata cristiana che gli aveva tolto Corone<ref>Corone o Korone, località del Peloponneso.</ref>, non pensò d'esser bastante a resistere a quella forza senza un capitano grande, quale fu giudicato da lui Barbarossa. Mandò pertanto a chiamarlo col consiglio de' suoi [[Pascià|bascià]]<ref>Variante arcaica o desueta di ''pascià''.</ref>. Ed Ariadeno volentieri accettò l'invito, e con quaranta galee, entrato ne' nostri mari, pose nell'Elba nel passare, e saccheggiò il castello del Rio con gran perdita d'anime, e passò dipoi in [[Costantinopoli]]. Dove ricevuto con grande allegrezza e con assai onore, fu dai bassà introdotto al signore, col quale discorrendo delle cose de' cristiani, venne in tanto favore, che come avviene nelle corti tra' grandi, l'invidia gli fu addosso, ed impedì che per allora ei non fosse fatto ammiraglio, come era stato disegnato [...].<ref>Da ''[https://archive.org/details/storiefiorentine02segn/page/n6/mode/1up Storie fiorentine]'', Dai torchi di Glauco Masi, Livorno, vol. II, libro VI, pp. 393-394.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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{{DEFAULTSORT:Segni, Benardo}}
[[Categoria:Storici italiani]]
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/* Citazioni di Bernardo Segni */ typo
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text/x-wiki
[[File:Portret van Bernardo Segni, RP-P-1909-6119.jpg|thumb|Bernardo Segni]]
'''Bernardo Segni''' (1504 – 1558), storico italiano.
==Citazioni di Bernardo Segni==
*La riputazione d'[[Khayr al-Dīn Barbarossa|Ariadeno]] per l'acquisto del regno {{NDR|di Algeri}} crebbe in tanta fama, che [[Solimano il Magnifico|Solimano]], veduta la gagliardia dell'armata cristiana che gli aveva tolto Corone<ref>Corone o Korone, località del Peloponneso.</ref>, non pensò d'esser bastante a resistere a quella forza senza un capitano grande, quale fu giudicato da lui Barbarossa. Mandò pertanto a chiamarlo col consiglio de' suoi [[Pascià|bascià]]<ref>Variante arcaica o desueta di ''pascià''.</ref>. Ed Ariadeno volentieri accettò l'invito, e con quaranta galee, entrato ne' nostri mari, pose nell'Elba nel passare, e saccheggiò il castello del Rio con gran perdita d'anime, e passò dipoi in [[Costantinopoli]]. Dove ricevuto con grande allegrezza e con assai onore, fu dai bassà introdotto al signore, col quale discorrendo delle cose de' cristiani, venne in tanto favore, che come avviene nelle corti tra' grandi, l'invidia gli fu addosso, ed impedì che per allora ei non fosse fatto ammiraglio, come era stato disegnato [...].<ref>Da ''[https://archive.org/details/storiefiorentine02segn/page/n6/mode/1up Storie fiorentine]'', Dai torchj di Glauco Masi, Livorno, vol. II, libro VI, pp. 393-394.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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I 3 giorni del Condor
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Creata pagina con "[[File:Anthony Reid 2003.jpg|thumb|Anthony Reid nel 2003]] '''Robert Anthony Maxwell Reid''' (1957 – vivente), pilota automobilistico britannico. ==Citazioni di Anthony Reid== *Voi italiani avete i motori nel sangue e lavorate con maggior passione. I britannici sono più meticolosi e scientifici, ma può capitare che ci mettano due giorni per venire a capo di un problema che un team italiano risolve in sole due ore.<ref>Citato in ''Reid loda la Rc e Conrero'', ''Autos..."
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[[File:Anthony Reid 2003.jpg|thumb|Anthony Reid nel 2003]]
'''Robert Anthony Maxwell Reid''' (1957 – vivente), pilota automobilistico britannico.
==Citazioni di Anthony Reid==
*Voi italiani avete i motori nel sangue e lavorate con maggior passione. I britannici sono più meticolosi e scientifici, ma può capitare che ci mettano due giorni per venire a capo di un problema che un team italiano risolve in sole due ore.<ref>Citato in ''Reid loda la Rc e Conrero'', ''Autosprint'' nº 45, 7-13 novembre 1995, pp. 92-93.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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Giovanni Bianconi (poeta)
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Creata pagina con "'''Giovanni Bianconi''' (1891 – 1981), poeta, artista ed etnologo svizzero. ==Citazioni di Giovanni Bianconi== *{{NDR|Sul [[lago Maggiore]]}} ''Quand l'è bel temp, al lagh l'è come un specc | viscor, lüsent in mezza a la cornis | verda di riv coi smacc di cà e di tecc, || ma quand l'è brütt e i riv coi so paìs | i scompariss da drè di nebi s'ciass, | al par grand come 'l mar; l'è grand e gris || come la nosta noia e 'l nost crüziass.''<ref>Da ''Al lagh'',..."
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'''Giovanni Bianconi''' (1891 – 1981), poeta, artista ed etnologo svizzero.
==Citazioni di Giovanni Bianconi==
*{{NDR|Sul [[lago Maggiore]]}} ''Quand l'è bel temp, al lagh l'è come un specc | viscor, lüsent in mezza a la cornis | verda di riv coi smacc di cà e di tecc, || ma quand l'è brütt e i riv coi so paìs | i scompariss da drè di nebi s'ciass, | al par grand come 'l mar; l'è grand e gris || come la nosta noia e 'l nost crüziass.''<ref>Da ''Al lagh'', in ''Garbiröö: poesie in dialetto ticinese con un autoritratto giovanile dell'autore, una copertina e dodici legni incisi dallo stesso'', editore P. Romerio, Locarno, 1942, p. 26.</ref>
:''Quando è bel tempo, il lago è come uno specchio | liscio, lucente in mezzo alla cornice | verde di rive con macchie di case e di tetti, || ma quando è brutto e le rive coi loro paesi | scompaiono dietro nebbie sparse, | sembra grande come il mare; è grande e grigio || come la nostra noia e il nostro cruccio.''
==Note==
<references/>
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'''Giovanni Bianconi''' (1891 – 1981), poeta, artista ed etnologo svizzero.
==Citazioni di Giovanni Bianconi==
*{{NDR|Sul [[lago Maggiore]]}} ''Quand l'è bel temp, al lagh l'è come un specc | viscor, lüsent in mezza a la cornis | verda di riv coi smacc di cà e di tecc, || ma quand l'è brütt e i riv coi so paìs | i scompariss da drè di nebi s'ciass, | al par grand come 'l mar; l'è grand e gris || come la nosta noia e 'l nost crüziass.''<ref>Da ''Al lagh'', in ''Garbiröö: poesie in dialetto ticinese con un autoritratto giovanile dell'autore, una copertina e dodici legni incisi dallo stesso'', editore P. Romerio, Locarno, 1942, p. 26.</ref>
:''Quando è bel tempo, il lago è come uno specchio | liscio, lucente in mezzo alla cornice | verde di rive con macchie di case e di tetti, || ma quando è brutto e le rive coi loro paesi | scompaiono dietro nebbie sparse, | sembra grande come il mare; è grande e grigio || come la nostra noia e il nostro cruccio.''
==Note==
<references/>
==Voci correlate==
*[[Piero Bianconi]] – fratello
==Altri progetti==
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[[File:2021 at Sornico in Val Lavizzara 03.jpg|thumb|Sornico]]
Citazioni su '''Sornico''', frazione di Lavizzara.
*Da noi veniva dalla Lavizzara, dove erano cave di quella pietra; pare anzi che il nome della valle provenga dal laveggio appunto, sulla stufa del pretorio di Sornico è scolpito, quasi rustica arma, un laveggio. ([[Piero Bianconi]])
==Voci correlate==
*[[Fusio]]
*[[Prato (Lavizzara)]]
==Altri progetti==
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Il cacciatore di indiani
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{{Film
|titolo italiano = Il cacciatore di indiani
|titolo alfabetico = Cacciatore di indiani
|genere = western
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|soggetto= [[Robert L. Richards]]
|sceneggiatore= Frank Davis, [[Ben Hecht]]
|produttore = [[William Schorr]], Kirk Douglas
|attori =
*[[Kirk Douglas]]: Johnny Hawks
*[[Elsa Martinelli]]: Onahti
*[[Walter Matthau]]: Wes Todd
*[[Diana Douglas]]: Susan Rogers
*[[Walter Abel]]: capitano Trask
*[[Lon Chaney Jr.]]: Chivington
*[[Eduard Franz]]: Nuvola Rossa
*[[Alan Hale Jr.]]: Will Crabtree
*[[Elisha Cook Jr.]]: Briggs
*[[Ray Teal]]: Morgan
|doppiatori italiani =
*[[Giulio Panicali]]: Johnny Hawks
*[[Maria Pia Di Meo]]: Onahti
*[[Gualtiero De Angelis]]: Wes Todd
*[[Rosetta Calavetta]]: Susan Rogers
*[[Bruno Persa]]: capitano Trask
*[[Luigi Pavese]]: Chivington
*[[Renato Turi]]: Nuvola Rossa
*[[Mario Besesti]]: Will Crabtree
*[[Roberto Gicca]]: Briggs
*[[Giorgio Capecchi]]: Morgan
}}
'''''Il cacciatore di indiani''''', film statunitense del 1955 con [[Kirk Douglas]], regia di [[André De Toth]].
==Dialoghi==
*'''Briggs''': Non vuoi aprire il [[West|Far West]] alla civilizzazione?<br>'''Hawks''': Vieni qui. Forse questo non lo capirai, ma per me il West è come una bella donna, la mia donna. Mi piace com'è, non la voglio diversa. Sono geloso, non la voglio dividere con nessun altro. Non vorrei vederla civilizzata.
==Citazioni su ''Il cacciatore di indiani''==
*Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[il Morandini]]'')
*Per l'esordio come produttore [...] Douglas sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il Mereghetti]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film western]]
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The Indian Fighter
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#RINVIA [[Il cacciatore di indiani]]
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I miracoli non si ripetono
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{{Film
|titolo italiano = I miracoli non si ripetono
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*[[Alida Valli]]: Claudia
*[[Jean Marais]]: Giovanni
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*[[Lydia Simoneschi]]: Claudia
*[[Giulio Panicali]]: Giovanni
}}
'''''I miracoli non si ripetono''''', film italo-francese del 1951 con [[Alida Valli]] e [[Jean Marais]], regia di [[Yves Allégret]].
==Citazioni su ''I miracoli non si ripetono''==
*Il pessimismo di Y. Allegret e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo J. Marais gesticola a vuoto di fronte a una A. Valli luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[il Morandini]]'')
*Allégret abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della Valli riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[Il Mereghetti]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film drammatici]]
[[Categoria:Film sentimentali]]
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